# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4ccfff03-f834-5f65-98ec-67d26080c656
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che il ricorrente allega che il precetto esecutivo n. _ avente dato luogo al pignoramento impugnato non gli è stato intimato personalmente;
che risulta effettivamente dalla copia del precetto esecutivo agli atti e delle osservazioni dell’Ufficio che lo stesso è stato notificato alla moglie dell’escusso;
che siffatta notifica risulta regolare ed efficace ai sensi dell’art. 64 cpv. 1 LEF;
che il ricorso, sotto questo profilo, va quindi respinto;
che, eccettuate le spese supplementari dell’esecuzione n. _ (fr. 194.--), il fatto che il ricorrente non abbia fatto opposizione e non abbia così sollevato l’eccezione di non ritorno a miglior fortuna non gli arreca però alcun danno, visto che il pignoramento è risultato interamente infruttuoso;
che va comunque rilevato dal profilo formale che l’indicazione che figura in calce all’attestato di carenza di beni secondo la quale il creditore potrebbe proseguire l’esecuzione entro sei mesi dall’intimazione dell’attestato senza l’emanazione di un nuovo precetto esecutivo risulta erronea;
che secondo la giurisprudenza federale (
DTF
90 III 106 cons. 1, con rif.; cfr. pure
Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 41-42 ad art. 149), un attestato di carenza di beni rilasciato in un’esecuzione facente seguito ad un fallimento, com’è il caso nella fattispecie, non ha l’effetto previsto all’art. 149 cpv. 3 LEF (ciò che purtroppo il modulo n. 7b non indica), di modo che è consentito all’escusso, anche se ha omesso di interporre opposizione nell’esecuzione avente portato all’emanazione dell’attestato di carenza di beni dopo pignoramento, di far valere l’eccezione di non ritorno a miglior fortuna in un’esecuzione successiva;
che poiché l’escutente così come l’escusso possono in ogni tempo aggravarsi con ricorso (ex art. 17 LEF) contro le indicazioni errate dell’attestato di carenza di beni (cfr.
DTF
74 III 22-23;
Gilliéron
, op. cit., n. 44 ad art. 149), occorre in casu ordinare la cancellazione della clausola erronea;
che per chiarezza va ricordato all’Ufficio che la menzione “Il creditore non può proseguire l’esecuzione senza un nuovo precetto esecutivo” va apposta sul (secondo) attestato di carenza di beni dopo pignoramento non solo quando l’esecuzione è fondata su un precedente attestato di carenza di beni dopo pignoramento ma pure quando lo è su un attestato di carenza di beni dopo fallimento;
che pertanto il ricorso è da evadere nel senso dei considerandi;
che occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François
Poudret
/Suzette
Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a).
Richiamati gli art. 17, 64, 149, 265 LEF; 2 CC

## Considerations