# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fa4017dc-93ec-5c40-a767-d9a1ca5db777
**Court:** TI_TE
**Chamber:** TI_TE_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Expropriation

## Facts

- che in applicazione di tale normativa ed in ossequio al principio di sicurezza giuridica ed al diritto di essere sentito, a fronte di un intervento di miglioria compete al Tribunale di espropriazione di dirimere eventuali opposizioni e, prima ancora, di effettuare d’ufficio e con pieno potere cognitivo il vaglio del progetto nell’ottica della pubblica utilità e della proporzionalità, ritenuto tuttavia che tale esame non si estende anche ad un sindacato di opportunità in ragione dell’ampio margine di autonomia decisionale di cui gode l’ente esecutore limitato soltanto dalla norma che disciplina la concezione delle strade (art. 7 Lstr.) e dal divieto di arbitrio;
- che la strada cantonale _ è una strada aperta al pubblico ai sensi dell’art. 2 Lstr. e pertanto soggiace alla Lstr. (art. 1 Lstr.);
- che sono soggette all’approvazione del Tribunale di espropriazione, tanto le costruzioni, gli arredi urbani e di moderazione del traffico che servono direttamente alla circolazione stradale, agevolandola o vietandola, quanto le opere edilizie che sono destinate ad altri scopi, ma che interferiscono con la circolazione dei veicoli a motore e dei pedoni, in quanto previste sull’area della strada definita dal PR (RDAT II-1993 no. 39, I-1999 no. 33, I-2000 no. 37, I-2003 no. 42 c. 2);
- che il progetto in esame comporta l’esecuzione di un’isola spartitraffico, elemento che, per definizione e finalità, influisce sul traffico veicolare e pedonale, tuttavia senza modificare sostanzialmente l’assetto e la funzionalità della strada cantonale. Di conseguenza l’intervento si configura come miglioria soggetta al vaglio del Tribunale in applicazione dell’art. 39a Lstr.;
- che le opere eseguite a cura della pubblica amministrazione devono essere sorrette da un interesse pubblico e rispettare il principio di proporzionalità. Occorre cioè, da un canto, che siano preordinate al perseguimento di fini pubblici preponderanti rispetto a quelli meramente privatistici e, d’altro canto, che si configurino come mezzo idoneo al raggiungimento dello scopo prestabilito rimanendo entro i limiti di quanto è strettamente necessario all’esecuzione dell’intervento (Hess/Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, ad art. 1 no. 11 ss, 25 ss; Grisel, Traité de droit administratif, 1984, vol.
I, p. 339-357; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 1986, vol. I, Nr. 58; Moor, Droit administratif, vol.
I, 2
e
ed., p. 387 ss, 416 ss);
- che lo scopo dichiarato del progetto è di facilitare lo sbocco da Via _ e di migliorare le condizioni di attraversamento pedonale della strada cantonale che, notoriamente, è percorsa da un traffico molto intenso (cfr. relazione tecnica);
- che l’isola spartitraffico è un manufatto collaudato atto ad influenzare la percezione che il conducente ha dello spazio libero con funzione di valido deterrente alla velocità di transito. Inoltre, istituendo aree protette al centro della strada, facilita e rende più sicuro l’attraversamento pedonale (cfr. Norma VSS no. 640212 p. 8 e no. 640283; IREC, Le temps des rues, 1990 p. 71, 78; VCÖ, Verkehrsclub Österreich, Vorrang für Fussgänger, p. 59; TE 3.12.2002 in re Comune di M.);
- che in quest’ottica il progetto, che consiste in un insieme coerente di accorgimenti atti a richiamare per tempo l’attenzione dei conducenti, assolve certamente allo scopo del comune ed è sorretto da un sufficiente interesse pubblico;
- che inoltre l’espropriazione è limitata a quanto è necessario all’esecuzione adeguata dell’intervento rivelandosi, quindi, conforme al principio di proporzionalità;
- che sotto questo profilo la contestazione dei proprietari, vertente sull’asserita divergenza tra il piano di esproprio in esame e l’ampiezza dell’intervento prevista nel progetto di massima, non è per nulla condivisibile;
- che infatti sovrapponendo il progetto pubblicato al progetto di massima (cfr. lucidi 1:200) risulta una corrispondenza quasi perfetta delle linee ed anzi un’invasione più contenuta del primo rispetto al secondo. Differente è invece il raccordo con Via _ riconducibile alla rinuncia di coinvolgere nell’intervento anche il mapp. no. _;
- che d’altra parte la linea d’ingombro della strada cantonale tracciata in rosso sul progetto di massima già risulta leggermente più invasiva rispetto a quella riportata sulla planimetria allegata alla domanda di costruzione per il mapp. no. _ (cfr. sovrapposizione lucido 1:200/fotocopia planimetria LE). Manifestamente ciò non individua una modifica abusiva ed inattesa del progetto pubblico, bensì è segno inequivocabile di un errore della progettazione privata;
- che, per di più, confrontando la domanda di costruzione con la situazione attuale del mapp. no. _ (cfr. sovrapposizione lucido 1:200 /fotocopia planimetria LE) emerge, altrettanto inequivocabilmente, che l’area destinata a posteggio presenta ora una larghezza di m 6.50 invece dei 6 previsti nella domanda di costruzione e che è stata spostata di ca. 45/50 cm verso la strada cantonale e di ca. 95 cm verso Via _. Con ciò si è perso peraltro lo spazio per posare il contenitore dei rifiuti;
- che di conseguenza, se proprio si vuol parlare di divergenze, queste sono state attuate dal privato e non dall’ente pubblico;
- che in queste condizioni non può essere mosso alcun rimprovero al comune e tantomeno si giustifica di modificare il piano di espropriazione,
- che
sulla questione inerente le indennità le parti non hanno raggiunto un accordo, per cui verranno esaminate nell’ambito di un giudizio separato quando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato (art. 45 cpv. 5 Lespr.);
- che gli espropriati non si sono avvalsi della consulenza di un legale per cui non si assegnano ripetibili.

## Considerations