# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 72e137d2-1442-5c07-8fa2-be0c1516464f
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
Nei confronti di CO 1
, in detenzione preventiva dal 28.6.2005 al 6.7.2005, dal 16.8.2005 al 24.8.2005, dal 9.11.2006 (fino al 31.1.2007 a _, dal 1.2.2007 in Ticino)
, il procuratore pubblico Mario Branda ha emanato il 23.5.2007
l’atto d’accusa (ACC _
), imputandogli i reati di ripetuto furto (in parte tentato), ripetuto furto d’uso (tentato), ripetuto danneggiamento, ripetuto furto di poca entità, ripetuta violazione di domicilio, ripetuta contravvenzione alla legge federale sul trasporto pubblico (LTP), lesioni semplici, contravvenzione alla legge federale sulla polizia delle strade ferrate, contravvenzione alla LStup e ricettazione.
Il pubblico dibattimento è stato aggiornato a giovedì 5.7.2007,
e dovrebbe esaurirsi in giornata
.
2.
Con la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise correzionali di _ chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui è astretto l'imputato fino al 5.7.2007
, data della presumibile conclusione del pubblico dibattimento.
3.
L'art. 230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è prolungato sino a sessanta giorni.
Entro questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato è prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lett. b CPP).
Le istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito è che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della proroga.
Queste due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di recidiva o di collusione), visto che la carcerazione è già in atto al momento dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché, quando vi è contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di regola ben prima dell’atto d’accusa ed è di conseguenza già stata risolta dal giudice dell’istruzione e dell’arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto è eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.
4.
Nel caso in esame, sono dati tutti i presupposti per l’accoglimento dell'istanza, ritenuta, in generale, la situazione del Tribunale penale cantonale, ed in particolare la situazione del presidente della Corte, esposta nell’istanza.
5.
Nel presente caso ci sono seri indizi di colpevolezza ai sensi dell’art. 95 CPP a carico di CO 1, come risulta dagli atti (verbali del 6.7.2006, p. 2; 22.2.2007, p. 2-5; 2.3.2007 p. 1-3).
Inoltre, in presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell’istruzione e dell’arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. _; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).
6.
Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico.
7.
Nel presente caso, premesso che l’accusato non si è opposto alla protrazione del carcere preventivo, è dato certamente un pericolo di recidiva per CO 1, come risulta dai precedenti indicati nel suo verbale dell’8.3.2007 (p. 6/7) e dall’estratto del casellario giudiziario (AI 2).
8.
La carcerazione preventiva cui è astretto CO 1 è pertanto giustificata da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi di interesse pubblico.
9.
Per quanto attiene al principio della proporzionalità, occorre ritenere che la durata della proroga è di pochi giorni. Considerati i reati oggetto dell’atto d’accusa ed i precedenti, la domanda di proroga rispetta il principio della proporzionalità, in quanto la detenzione preventiva e quella in attesa del processo sono certamente inferiori alla possibile pena, non entrando in linea di considerazione, in questo esame, l’eventuale concessione di una condizionale (decisioni TF 1B_6/2007 del 20.2.2007; TF 1P.66/2007 del 19.2.2007), anche parziale.

## Considerations