# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0d4f5203-81a3-5b60-a9a8-ce5dbb667c6c
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Una prima richiesta di prestazioni AI per adulti presentata nel settembre 2014 da AT 1 (doc. 8/24-29 dell’incarto AI sub XVII), nata nel 1970, è stata accolta dall’Ufficio AI che, con decisione del 29 marzo 2016, cresciuta incontestata in giudicato, le ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1. novembre 2014 (con versamento dal 1. dicembre 2014 essendo la domanda tardiva) al 31 marzo 2016 (doc. 54/203-204 e 52/199-201 dell’incarto AI sub XVII).
1.2. Nel periodo dal 1. gennaio al 31 dicembre 2018 AT 1 ha lavorato come segretaria medica presso _ (doc. 78/270-281 dell’incarto AI sub XVII) e, di conseguenza, era assicurata per la previdenza professionale presso il Fondo di Previdenza CV 1(di seguito CV 1).
Nel mese di dicembre 2017 essa ha presentato una nuova richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. 62/212, 63/213, 64/214, 65/215-216 e 66/217-224 dell’incarto AI sub XVII), la quale è stata accolta con decisione del 12 aprile 2019 dall’Ufficio AI che le ha riconosciuto una rendita intera dal 1. novembre 2018 (doc. 119/366-367 e 116/358-362 dell’incarto AI sub XVII).
1.3. AT 1, visto lo scritto del 18 aprile 2019 con cui le veniva comunicato che non vi erano i presupposti per il diritto ad una rendita LPP (doc. A), con lettera del 24 aprile 2019
–
evasa con scritto del 3 maggio 2019 (doc. E)
–
ha, tra l’altro, chiesto al CV 1 di motivare la loro
“decisione”
e di indicare i rimedi di diritto (doc. D).
Con
“ricorso”
(recte: petizione) 28 maggio 2019, tramite l’avv. RA 1 l’assicurata ha contestato la
“decisione del 18 aprile 2018”
e
–
rilevato, in particolare, che
“(...) nel caso concreto la ricorrente ha beneficiato delle prestazioni Al sottoforma di rendita d'invalidità per la precedente patologia dal 1.10.2014 al 31.03.2016. In seguito non ha esercitato alcun'attività lavorativa fino al 31.12.2017 quando è stata assunta dall'_ con una percentuale lavorativa dell'80%. Secondo la decisione Al, il diritto alle prestazioni dell'Al è dato a partire dal 1.11.2018, ossia nel periodo durante il quale l'assicurata era affiliata presso la Fondazione CV 1. Il lasso di tempo trascorso tra la precedente malattia del 2014 e la nuova malattia del 2018 non permette di considerare che si tratti di una ricaduta che in quanto tale non deve essere assunta dal Fondo di previdenza _, ma dal precedente assicuratore LPP competente per l'inabilità del 2014. Infatti al momento dell'assunzione presso l’_ la signora AT 1 era guarita dalla precedente patologia ed era totalmente abile al lavoro da oltre un anno. Il nuovo caso di malattia è avvenuto successivamente e non è diretta conseguenza della malattia del 2014. Non sussiste quindi fra detta incapacità e l'invalidità precedente risalente al 2014 uno stretto nesso materiale e temporale, ritenuto che l'assicurata, dopo l'insorgenza dell'inabilità lavorativa, è ridivenuta abile al lavoro per lungo tempo (dal 31.12.2016 al 1.4.2018). (...)”
(I, punto 5, pagg. 11 e 12)
–
, ha chiesto:
"
(...)
1. Il ricorso è accolto e la decisione è annullata.
§ Di conseguenza al signor [ndr. recte: alla signora] AT 1 viene versata una rendita d’invalidità da parte del Fondo di Previdenza CV 1.
2. Protestate tasse, spese e ripetibili.
(...)" (I, pag. 14)
1.4. Con la risposta di causa
–
rilevato che
“(...) tenuto conto che gli istituti di previdenza non sono dotati del potere di emanare decisioni, le loro prese di posizione rivestono il valore di semplici dichiarazioni di parte, contro le quali può essere intentata azione al fine di ottenere il riconoscimento di diritti negati, e ciò non nel termine breve del ricorso di 30 giorni, pena la perenzione della pretesa, ma nei termini più ampi di prescrizione del credito (art. 41 LPP che dichiara inoltre applicabili gli art. 129 a 142 CO; DTF 117 V 332). Pertanto, l'atto è ricevibile solo quale petizione ed è tempestivo per le considerazioni esposte sopra. (...)”
(VII, punto 1, pag. 2)
–
, il CV 1, rappresentato dall’avv. RA 2, ha postulato la reiezione della petizione adducendo, in particolare, che
“(...) la ricorrente omette dire che, come detto, il 15 dicembre 2017 ha presentato una richiesta di peggioramento sulla quale, dopo aver sentito il SMR, l'Al è entrata nel merito. Pertanto, al momento dell'assunzione e, di riflesso, dell'affiliazione al CV 1, la malattia, connessa a quella del 2014/2016 era già insorta. Significativo è in proposito il rapporto 20 febbraio 2018 della dr. med. _
[...]
(cfr. atti Al). Nell'ambito della ponderazione globale di cui si è detto al punto precedente vi sono altre circostanze rilevanti, ossia - dal novembre 2018 la patologia è la stessa che ha dato diritto ad una rendita limitata dal 01.10.2014 al 31.03.2016 (cfr. decisione Al 21 marzo 2019 e la nota del medico SMR) e dunque la malattia è conseguenza diretta di quella del 2014; - la ricorrente ha continuato ad assumere una terapia sistemica per la recidiva del carcinoma mammario e dunque non è possibile ritenere un nuovo caso LPP; - il caso è sempre lo stesso con una serie di episodi aggravanti. (...)”
(VII, Ad 5., pagg. 5 e 6).
1.5. Con scritto 18 luglio 2019 l’attrice ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione (IX con allegati doc. G-K) sulla quale il CV 1, con lettera del 29 luglio 2019 (XI), ha preso posizione.
Il doc. XI è stato trasmesso all’attrice (XII) che, con scritto del 7 luglio 2019 (XIII, trasmesso per conoscenza al CV 1; XIV), si è confermata nelle proprie allegazioni.
1.6. Pendente causa il TCA ha acquisito agli atti l'incarto AI dell'assicurata (XVII), comunicando alle parti la possibilità di visionarne i documenti presso il Tribunale (XVIII).
Solo la parte attrice, con scritto del 20 gennaio 2020 si è espressa sulle risultanze istruttorie riconfermandosi essenzialmente nella sua posizione (XIX trasmesso per conoscenza al CV 1; XX).
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. AT 1, come accennato (cfr. consid. 1.2), ha inoltrato al TCA un atto intitolato
“ricorso”
contro la
“decisione del 18 aprile 2018”
emanata dal CV 1.
In proposito va rilevato che l’Alta Corte ha statuito, riferendosi all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applicazione del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I-1994 pag. 195).