# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a0b95a20-c656-40d1-be7d-037e657550a3
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto:
A.
Dalla relazione tra CO 1 (1983) e RE 1 (1986), già madre di D_ (2004), è nata il 25 agosto 2017 L_. Su istanza di RE 1, con decisione del 7 marzo 2022 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6 ha ordinato a CO 1 di non avvicinarsi a una distanza inferiore a 200 m a RE 1 e a D_ _ così come al domicilio della medesima RE 1 (inc. SE.2022.35).
B.
Il 31 marzo 2022 RE 1 si è rivolta al medesimo Pretore per ottenere la modifica della decisione appena citata nel senso di permettere a CO 1 di avvicinarsi al proprio domicilio per lo scambio della figlia L_ contestuale al diritto di visita paterno, così come di presenziare alle riunioni scolastiche. Il 5 aprile 2022 il Pretore aggiunto ha convocato la parti al dibattimento del 21 aprile successivo e ha invitato l'attrice a versare un anticipo per le spese processuali presunte di fr. 500.–. Il 7 aprile 2022 RE 1 ha comunicato al Pretore aggiunto di avere raggiunto un accordo con il convenuto chiedendo di omologarlo “senza necessità di dibattimento”. Il Pretore aggiunto, constatato che la richiesta era sottoscritta dalla sola attrice, ha confermato il dibattimento, posticipandolo al 13 giugno 2022 e ha accordato all'attrice una rateazione dell'anticipo richiesto in due rate da fr. 250.– mensili.
C.
Preso atto che il 25 aprile 2022 RE 1 aveva dichiarato di ritirare l'istanza, con decreto del 26 aprile 2022, il Pretore aggiunto ha stralciato la causa dal ruolo. Le spese processuali di
fr. 600.
–
sono state poste a carico dell'attrice.
D.
Contro il dispositivo sulle spese giudiziarie appena citato RE 1
è insorta a questa Camera con un reclamo del 4 aprile 2022
per ottenere che il dispositivo in questione sia riformato nel senso di ridurre le spese processuali.
Il reclamo non è stato intimato a CO 1. C
hiamato invece a formulare osservazioni,
il Pretore
aggiunto si è limitato, il
12 maggio 2022, “a confermare quanto già indicato nella decisione”
.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Un decreto di stralcio per intervenuta acquiescenza, desistenza o transazione (art. 241 cpv. 2 CPC) è meramente dichiarativo e, in quanto tale, non suscettibile di impugnazione. Può invece formare oggetto di reclamo a norma dell'art. 110 CPC il dispositivo sulle spese giudiziarie (I CCA, sentenza inc. 11.2021.147 del 28 dicembre 2021 consid. 1 con rinvii). Un dispositivo in materia di spese e ripetibili contenuto in una decisione emanata con la procedura semplificata, come quella in esame (
art. 243 cpv. 2 lett. b CPC)
è impugnabile entro il termine di 30 giorni (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie il decreto di stralcio è stato notificato all'attrice al più presto il 27 aprile 2022. Introdotto il 4 maggio 2022, il reclamo in oggetto è perciò ricevibile.
Vista la materia (diritto delle persone), la trattazione del rimedio giuridico compete a questa Camera (art. 48 lett. a n. 8a LOG).
2.
Riguardo agli oneri processuali, nel decreto di stralcio impugnato il Pretore aggiunto ha indicato che “appare giustificato porre le spese processuali, qui fissate in fr. 600.– (art. 2 e 8 LTG) a carico dell'attrice”.
Nelle sue osservazioni del 12 maggio 2022 al reclamo egli
si è limitato a “confermare quanto già indicato nella decisione”. La reclamante, ripercorsi i motivi che l'avevano indotta ad adire la giustizia e a ritirare poi l'istanza, definisce l'ammontare delle spese sproporzionato alla luce della sua situazione personale.
3.
I criteri che disciplinano la fissazione delle spese processuali sono già stati partitamente descritti da questa Camera (
RtiD II-2021 pag. 711 consid 6 con rinvii; v. anche I CCA sentenza inc. 11.2020.159 del 31 marzo 2021 consid. 4). Al proposito basti ricordare che le tasse di giustizia sono contributi causali soggetti ai principi della copertura dei costi e dell'equivalenza. In linea generale il principio della copertura dei costi non svolge un ruolo decisivo in materia di spese processuali, poiché notoriamente le tasse riscosse dai tribunali non coprono mai – e di gran lunga – i costi corrispondenti
(
RtiD II-2021 pag. 714 n. 24c consid. 5). Il principio dell'equivalenza dispone che l'ammontare di una tassa di giustizia sia in un rapporto ragionevole con il valore oggettivo della prestazione fornita, il quale dipende dall'utilità dell'operazione per chi la richiede e dagli oneri che essa genera rispetto all'insieme dei costi provocati dall'attività giudiziaria. A tal fine l'autorità può tenere conto del valore litigioso, dell'interesse delle parti a ottenere l'atto ufficiale, dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di procedere delle parti, come pure della loro situazione finanziaria (RtiD II-2021 pag. 711 consid 6 con rinvii; v. anche I CCA sentenza inc. 11.2020.159 del 31 marzo 2021 consid. 4).
4.
Nel Cantone Ticino la tassa di giustizia in cause trattate nella procedura semplificata è uguale a quella nella procedura ordi-naria (art. 8 LTG). Posto che
un'azione
volta alla protezione della
personalità
per violenze, minacce o insidie fondata sull'art.
28
b
cpv. 1 CC
non dipende da requisiti di valore (I CCA, sentenza inc. 11.2021.174 del 31 dicembre 2021 consid. 9
con rinvio; cfr. anche RtiD II-2015 pag. 785 consid. 1 con rinvii), per
l'art. 7 cpv. 2 LTG dandosi una causa con un valore litigioso non determinabile la tassa di giustizia è fissata tra fr. 250.– e fr. 20
000.–. Oltre a ciò, la tassa va poi commisurata alla natura
e alla complessità dell'atto o della causa (art. 2 cpv. 1 LTG), fermo restando che in caso di manifesta sproporzione tra il valore, la natura, la complessità della causa e la tariffa, l'autorità può derogare ai limiti imposti da quest'ultima (art. 2 cpv. 2 LTG). Dandosi desistenza, poi, la tassa di giustizia è fissata sulla base della tariffa, in proporzione agli atti compiuti (art. 21 LTG).
a)
In concreto,
la controversia verteva su un allentamento di un divieto di avvicinamento richiesto dall'attrice, donde per lei un interesse e un'utilità di relativa importanza. L'operato del Pretore aggiunto, poi, si compendia nella redazione di tre disposizioni ordinatorie processuali di ordinaria amministrazione (citazione al dibattimento con assegnazione di un termine per depositare un anticipo delle spese processuali e richiamo di un incarto dall'Autorità regionale di protezione, rateazione dell'anticipo, annullamento dell'udienza e della richiesta di anticipo) e del decreto di stralcio. La procedura non ha comportato udienze e non si è rivelata per nulla complessa. La situazione finanziaria dell'attrice, infine, non è particolarmente florida
tant'è che essa ha chiesto, e ottenuto, una rateazione dell'anticipo.
b)
Dato quanto precede, tutto ponderato le spese processuali di fr. 600.– per una procedura come quella in esame, terminata anzitempo, risultano troppo elevate. Tanto più ove si pensi che il Pretore aggiunto aveva richiesto un anticipo di fr. 500.– quale pronostico per la copertura parziale o totale delle presumibili spese processuali riferite all'intera procedura. Valutate le circostanze del caso specifico, nel rispetto della proporzionalità che governa il principio dell'equivalenza, in concreto l'emolumento non avrebbe dovuto sospingersi, senza costituire un eccesso di apprezzamento, oltre fr. 300.–. Ne discende che il reclamo merita accoglimento nei limiti descritti e che la decisione impugnata va riformata di conseguenza.
5.
Vista la
particolarità della fattispecie,
si giustifica di rinunciare alla riscossione di oneri processuali
.
Quanto all'indennità
d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), la reclamante non l'ha
richiesta (come non l'ha chiesta in prima sede) e tanto meno ha reso verosimile di aver dovuto sostenere costi rilevanti ai fini del processo. Non soccorrono dunque i presupposti per l'assegnazione di un simile indennizzo.