# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6e4507bb-82e8-542f-ad18-f481e12f697f
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto
:
che contro le decisioni di rigetto dell’opposizione è dato il rimedio giuridico del reclamo (combinati art. 309 lett. b. n. 3 e 319 lett. a CPC), da inoltrare entro 10 giorni dalla notifica della sentenza impugnata (combinati art. 251 lett. a e 321 cpv. 2 CPC);
che proposto il 18 gennaio 2013 contro una decisione notificata il 7 gennaio 2013 e recapitata il giorno successivo (cfr. ricerca Track&Trace), il reclamo è senz’altro tempestivo e, quindi, sotto questo aspetto ammissibile;
che secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione del diritto (lett. a) che l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che la reclamante ritiene ingiustificata la sua condanna al pagamento di un’indennità per ripetibili di fr. 2'600.- conseguente al parziale accoglimento dell’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione, non avendo la parte istante notificato alcuna spesa necessaria ai sensi dell’art. 95 cpv. 1 lett. a CPC e avendo essa agito in giudizio tramite i propri organi, ossia senza avvalersi di una rappresentanza professionale, il che esclude l’applicazione dell’art. 95 cpv. 3 lett. b CPC;
che, sempre secondo la reclamante, la controparte nemmeno ha motivato la necessità di un’adeguata indennità d’inconvenienza ai sensi dell’art. 95 cpv. 3 lett. c CPC, indennità che il Pretore aggiunto le ha invece erroneamente attribuito, benché la stessa procedente abbia formulato la propria domanda di causa adottando meccanicamente una “strategia copia/incolla” da precedenti atti, trascurando perfino che la normativa procedurale è nel frattempo cambiata, e producendo la documentazione necessaria, segnatamente l’originale della cartella ipotecaria, soltanto su sollecitazione telefonica della Pretura, come ammesso dall’interessata nella sua replica del 23 novembre 2012;
che, ciò posto, la reclamante chiede in via principale che, in riforma del dispositivo n. 2 della sentenza impugnata (art. 327 cpv. 3 lett. b CPC), si prescinda dall’attribuire alla parte istante un’indennità a seguito del (parziale) accoglimento dell’istanza e, in via subordinata, ossia nel caso in cui questa Camera non ritenga di avere sufficienti elementi per statuire essa stessa nel merito, il rinvio degli atti al primo giudice per nuovo giudizio al riguardo (art. 327 cpv. 3 lett. a CPC);
che con scritto del 15 febbraio 2013 la parte istante ha comunicato la rinuncia a presentare osservazioni al reclamo, rimettendosi al giudizio di questa Camera;
che giusta l’art. 95 cpv. 3 CPC sono spese ripetibili le “spese necessarie” (lett. a), le “spese per la rappresentanza professionale in giudizio” (lett. b) e “in casi motivati, un’adeguata indennità d’inconvenienza qualora una parte non sia rappresentata professionalmente in giudizio” (lett. c ), com’era il caso per la parte istante, rappresentata dai propri organi, rispettivamente dai propri impiegati;
che, come risulta dallo stesso testo della norma, il riconoscimento di un’adeguata indennità d’inconvenienza interviene solo nei casi in cui ciò si giustifica, ovvero in casi particolari, e la decisione in merito dev’essere motivata (STF 16 aprile 2012, inc. 5D_229/2011, consid. 3.3, RSPC/SZZP 2012/4, 304; CEF, decisione del 21 agosto 2012, inc. 14.2012.105);
che, nel caso in esame, la decisione impugnata non contiene alcuna motivazione circa l’attribuzione di un importo di fr. 2'600.- a titolo di ripetibili ridotte;
che, anzi, il primo giudice nemmeno ha chiarito se tale importo è da considerare un’indennità per ripetibili ex art. 95 cpv. 3 lett. b CPC oppure un’ indennità d’inconvenienza ex art. 95 cpv. 3 lett. c CPC (la sola che poteva entrare in considerazione), il che è deprecabile e non dovrà in futuro più ripetersi;
che, nonostante la manifesta carenza di motivazione del giudizio impugnato, un rinvio della causa al primo giudice non è tuttavia necessaria, siccome la stessa causa è matura per il giudizio (art. 327 cpv. lett. b CPC);
che, come correttamente rilevato dall’insorgente, la parte istante non ha motivato in alcun modo la sua richiesta, benché spetti a chi postula una siffatta indennità “dimostrare l’inconvenienza subita e darne un’espressione monetaristica” (CPC Comm, Trezzini, art. 95 pag. 388);
che ne discende che alla procedente non può essere riconosciuta alcuna indennità del genere per il procedimento di prima sede, con conseguente accoglimento del reclamo su questo punto;
che le spese necessarie giusta l’art. 95 cpv. 3 lett. a CPC (invio postale dell’istanza e della replica e fotocopie dei documenti prodotti) possono essere valutate in fr. 25.- e messe a carico della convenuta in ragione della sua soccombenza, ossia per fr. 20.- (art. 106 cpv. 1 CPC);
che il reclamo va pertanto ammesso in tale misura;
che gli oneri processuali relativi al presente giudizio seguono la soccombenza pressoché integrale della parte istante (art. 106 cpv. 1 CPC), non giovandole il fatto di essersi rimessa al giudizio di questa Camera, dato che il suo atteggiamento passivo ha comunque imposto una decisione formale sull’ammontare delle ripetibili, che essa aveva chiesto senza quel rigore imposto dall’art. 95 cpv. 3 lett. c CPC per casi del genere;

## Considerations