# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1c8cf1f8-42da-5022-93a6-1155ed61de87
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
Dal 1° aprile 2013 al 31 ottobre 2013, RI 1 domiciliato a _, ha lavorato alle dipendenze della _ Sàrl di _.
Nella dichiarazione d’imposta 2013, il contribuente ha fatto valere spese professionali per complessivi fr. 27'511.–. In particolare, ha chiesto la deduzione delle spese di trasporto con il veicolo privato dal domicilio al luogo di lavoro per fr. 11'496.–.
B.
Notificandogli la tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 26 novembre 2014, l’RS 1 ha commisurato il reddito imponibile in fr. 39’800.– per l’IC ed in fr. 43'200.– per l’IFD. Le spese professionali sono state riconosciute nella misura di fr. 13'397.– per l’IC e di fr. 12'897.– per l’IFD. Per quanto concerne, in particolare, le spese di trasporto, l’autorità fiscale ha ammesso in deduzione le spese per l’abbonamento generale (fr. 2'560.–) ed un ulteriore importo di fr. 207.– per l’impiego del veicolo privato.
C.
Il contribuente ha impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 23 dicembre 2014, contestando il mancato riconoscimento delle spese di trasporto con il veicolo privato durante il periodo di lavoro a _. Secondo il reclamante, egli doveva rientrare settimanalmente a _, dove era consigliere comunale, e non gli era possibile servirsi dei mezzi pubblici, a causa degli orari di lavoro irregolari.
Con lettera del 16 marzo 2015, l’autorità fiscale ha attribuito al contribuente un termine per produrre il “contratto di lavoro con relativo mansionario” e la “documentazione a comprova degli orari di lavoro e giorni lavorativi (timbrature ecc.)”.
Il reclamante ha risposto con scritto del 3 aprile 2015, al quale ha allegato copia del contratto di lavoro e un’attestazione del datore di lavoro, secondo cui egli ha lavorato
“en qualité de ‘Manufacturing Technician’ pour notre département ‘Manufacturing’ du 1
er
avril 2013 au 30 novembre 2013 en horaire d’équipe 5 x 8”
.
D.
L’Ufficio di tassazione ha respinto il reclamo, con decisione del 22 aprile 2015. Premesso che, in caso di rientro settimanale, non vengono ammesse le spese per l’uso del veicolo privato, ha sottolineato che le eventuali esigenze di lavoro (orari, picchetti, turni, urgenze ecc.) devono essere chiaramente provate; nella fattispecie, tuttavia, la documentazione prodotta nella procedura di reclamo non era ritenuta “sufficiente a comprovare le particolari condizioni che danno il diritto alla deduzione del mezzo privato”.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la deduzione delle spese per recarsi al luogo di lavoro con l’automobile privata. Argomenta di essere stato tenuto a rientrare settimanalmente al domicilio, avendo la carica di consigliere comunale a _. L’uso dei mezzi pubblici non gli era possibile, a causa degli orari che “non coincidevano con le esigenze lavorative dato che facev[a] lavoro a turni e questo comportava fare orari irregolari, di giorno e di notte”. Rileva di non aver potuto produrre la prova richiesta dall’Ufficio di tassazione in quanto presso il datore di lavoro “non si effettuavano le timbrature degli orari”.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Sia secondo l’art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali deducibili sono:
a)
le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;
b)
le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;
c)
le altre spese necessarie per l’esercizio della professione;
d)
le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l’esercizio dell’attività professionale.
1.2.
Le stesse sono precisate dal Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (quello valido per il periodo fiscale 2013 qui in esame è del 19 dicembre 2012), segnatamente dagli articoli 4 e seguenti, che concernono le spese di trasporto, le spese supplementari di doppia economia domestica e le spese di alloggio. Analoghe deduzioni sono previste, per l’imposta federale diretta, dall’Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9) e dalla relativa Appendice, aggiornata di periodo in periodo.
Come precisano ulteriormente l’art. 3 DE 2013 e l’art. 1 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993, le spese professionali deducibili sono, più in generale, quelle necessarie al conseguimento del proprio reddito e in causalità diretta con lo stesso.
E contrario
, non sono quindi deducibili a titolo di spese professionali le spese che eccedono il necessario e che non sono in un nesso di causalità diretta con il conseguimento del relativo reddito.
2.
2.1.
Come esposto in narrativa, RI 1 è domiciliato a Lamone, ma per sette mesi, durante il periodo fiscale 2013, ha esercitato un’attività lucrativa dipendente a _.
La circostanza che il ricorrente abbia mantenuto il domicilio a _ durante i mesi in questione non è contestata, in questa sede, a prescindere dalla sua carica di consigliere comunale. Controversa è invece la deduzione relativa alle spese di trasporto da e per il domicilio ticinese: mentre l’autorità fiscale ha ritenuto idoneo l’impiego del mezzo pubblico per lo spostamento settimanale, l’insorgente reputa per contro necessario l’uso dell’automobile privata, a causa degli orari irregolari.
2.2.
Sono considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono così stabilite:
a)
per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;
b)
[...]
c)
per l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.
Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con targa di controllo su fondo bianco e fino a 70 cts. il km per le automobili (limitatamente a percorrenze fino a 15’000 km) rispettivamente 65 cts (per la parte di percorrenza che eccede i 15’000 km) (art. 4 cpv. 2 del Decreto esecutivo
citato
).
Anche per l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata (per il periodo 2013: fr. 700.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,40 al km per la motocicletta e fr. 0,70 al km per l’automobile). La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2a frase dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993).
2.3.
La questione di sapere se accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi pubblici va in definitiva risolta secondo il criterio dell’
idoneità
: l’uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare la soluzione più adatta e ragionevole.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le spese di trasporto con un veicolo privato sono considerate necessarie per l’acquisizione del reddito solo se non si può ragionevolmente pretendere dal contribuente che si serva di un mezzo pubblico.
Ciò si verifica in particolare se l’interessato è infermo o cagionevole, se la fermata del mezzo pubblico è molto distante dal domicilio o dal luogo di lavoro oppure se l’attività lucrativa inizia o termina ad orari incompatibili con l’orario dei mezzi di trasporto pubblici o ancora se il contribuente dipende da un veicolo per l’esercizio della professione (cfr. p. es. la sentenza TF n.
2C_807/2011
del 9 luglio 2012
, consid.
2.3.1 e giurisprudenza citata). A queste condizioni, l’uso del mezzo privato appare necessario e i relativi costi sono pertanto deducibili. Se, per contro, non sono adempiuti tali criteri, i costi che eccedono quelli per l’uso del mezzo pubblico costituiscono spese per il
mantenimento personale, non deducibili (
Koller
, D
ie Verfassungsmässigkeit einer Beschränkung des Fahrkostenabzuges bei der direkten Bundessteuer, in: ASA 80 p. 761 ss., in particolare p. 782 s., con riferimento alla sentenza del Tribunale federale n. 2P.254/2002 del 12 maggio 2003, consid. 4.2).
2.4.
Per il rientro settimanale è lecito esigere che il contribuente sopporti qualche “disagio” supplementare e, meglio, anche una sensibile dilatazione del tempo di percorrenza del tragitto da e per il luogo di domicilio, senza considerare che l’uso del mezzo pubblico comporta di regola, sulle lunghe tratte, minor fatica fisica ed è privo di quelle insidie e di quegli imprevisti, che di regola si riscontrano nella circolazione stradale, quali ad es. gli ormai inevitabili ingorghi dovuti a cantieri stradali e autostradali, ai flussi turistici di stagione, alle intemperie e alle prolungate condizioni invernali del fondo stradale.
In altre parole, il riconoscimento della deduzione delle spese causate dall’uso privato del mezzo di trasporto, nel caso del pendolare settimanale
(
Wochenaufenthalter)
, rappresenta l’eccezione (CDT n. 80.96.00193 del 12 novembre 1996 in re A. P.; CDT n. 80.95. 00217 del 21 marzo 1996 in re I. L.R.; CDT n. 80.2004.41 del 19 maggio 2004 in re R. e L. L.-T.).
2.5.
Nel caso in esame, non vi sono elementi che impediscano di applicare la citata giurisprudenza anche al ricorrente.
I comuni di _ sono collegati fra loro da mezzi di trasporto comodi e frequenti, che impiegano circa quattro ore e mezza per la trasferta in questione. È vero che non tutti gli orari sono coperti dai mezzi pubblici, la sera e soprattutto durante la notte, ma ciò non basta ancora a giustificare l’uso del mezzo privato, proprio in considerazione delle particolarità attinenti alla situazione di un pendolare settimanale, che di principio deve affrontare una sola trasferta alla settimana in avanti e indietro.
Per quanto attiene alle argomentazioni del ricorrente, secondo cui il lavoro a turni, anche di notte, non gli avrebbe consentito di servirsi dei mezzi pubblici, le stesse non sono comprovate e, d’altronde, non appaiono decisive. Infatti, ancora con il ricorso, l’insorgente si è limitato a produrre copia del contratto di lavoro e una generica attestazione del datore di lavoro, da cui risulta che lavorava
“en horaire d’équipe 5 x 8”
. Egli non ha per contro mai trasmesso all’autorità fiscale la
“Guide du collaborateur”
, menzionata nel contratto di lavoro alla voce
“horaire de travail”
. È verosimile che il lavoro a turni 5 x 8 comporti peraltro anche attività in orari notturni e irregolari. In compenso, il contribuente avrà tuttavia beneficiato di più giorni liberi consecutivi. In tal modo, a prescidere dall’adempimento dell’onere della prova del suo orario di lavoro, non si vede in quale modo il lavoro a turni sia incompatibile con l’impiego dei mezzi di trasporto pubblici.
In simili circostanze, la scelta di spostarsi da e per il Ticino con il mezzo privato sarebbe tutt’al più comprensibile se il criterio determinante fosse quello della comodità; non lo è invece alla luce delle considerazioni che precedono, fondate sul criterio dell’idoneità.
2.6.
Il ricorrente sottolinea di aver mantenuto la carica di consigliere comunale durante i mesi in cui ha lavorato in un altro cantone.
Egli sembra legare tale affermazione al fatto di aver mantenuto il domicilio nel Canton Ticino, nonostante il trasferimento a _ per lavoro. Come già accennato, la questione del suo domicilio fiscale non è tuttavia in discussione.
L’eventuale necessità, per il contribuente, di intraprendere trasferte nel Canton Ticino per esercitare la sua funzione pubblica non avrebbe comunque ripercussioni dirette sulle spese professionali per l’esercizio dell’attività lucrativa dipendente. L’attività politica e, più in generale, i mandati pubblici vanno qualificati quale attività professionale dipendente accessoria (cfr. Circolare n. 22/1999 della Divisione delle contribuzioni del 19 gennaio 1999 concernente le indennità speciali al personale di enti pubblici e gli onorari per mandati pubblici). Secondo l’art. 10 del Decreto esecutivo citato, per l’esercizio di un’attività accessoria occasionale dipendente e in sostituzione delle spese professionali ammesse dagli articoli precedenti è ammessa una deduzione complessiva di soli fr. 800.– l’anno. Se il contribuente fa valere spese più elevate, la totalità delle spese effettive e la loro necessità professionale devono allora essere esaurientemente giustificate.
Nel caso concreto, l’attività di consigliere comunale è stata retribuita con un’indennità di fr. 200.–, che è stata di fatto azzerata con il riconoscimento di una deduzione dello stesso importo per spese professionali legate ad un’attività accessoria dipendente.
3.
Il ricorso è pertanto respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.