# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0f805427-e1ed-5744-a408-95d8c3207375
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto
in fatto:
che:
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_, arrestato una prima volta il 12 gennaio 2001 e rilasciato il giorno successivo, è in detenzione preventiva dallo scorso 11 giugno 2001, in quanto sospetto autore – in correità con _ – di appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti, amministrazione infedele e istigazione a falsa testimonianza in connessione con la gestione del conto _ di titolarità del fu _ e, più in generale, con la sua attività di direttore della Banca _ (su quanto precede v., più in esteso, decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar _, consid. A p. 1-2);
-
_ ha inoltrato una prima istanza di libertà provvisoria in data 27 luglio 2001 (inc. Giar _ doc. _), respinta con decisione 2 agosto 2001 (inc. Giar _ doc. _) principalmente per il perdurare di esigenze istruttorie, accompagnate da pericolo di inquinamento delle prove, segnatamente di collusione, ritenuto “estremamente grave” (loc. cit., consid. 3c p. 6). Una seconda istanza di libertà provvisoria, datata 10 settembre 2001, è pure stata respinta con decisione 17 settembre 2001 (inc. Giar _), ancora a causa di pericolo di inquinamento delle prove (loc. cit., consid. 3b p. 5-7, consid. 3c p. 7)(su quanto precede v., più in esteso, decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar _, consid. B p. 2);
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pochi giorni orsono è stata respinta una terza istanza di libertà provvisoria, non essendosi ancora potuto fare chiarezza a proposito dell’effettiva situazione finanziaria dell’accusato (sul quale pesa il sospetto che abbia occultato ingenti mezzi finanziari, a valere quale indizio di concreto pericolo di fuga). A seguito della preannunciata intenzione di _ di far assumere subito le prove atte ad apportare definitiva chiarezza in merito, si sarebbe riacutizzato “il pericolo di collusione già accertato in precedenza (e manifestatosi nelle ultime settimane tramite ulteriori deposizioni contraddittorie e sfuggenti)” (decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar _ consid. 4.e p. 8);
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il Procuratore Pubblico, nell’impossibilità di procedere immediatamente alla chiusura dell’istruttoria formale predibattimentale, ha allora inoltrato l’istanza di proroga qui discussa, volta a permettere il mantenimento della carcerazione preventiva di _ fino ad avvenuta assunzione delle prove che lo stesso accusato dovrà prossimamente chiedere, al massimo fino al 31 gennaio 2002 (v. istanza 5 dicembre 2001, inc. Giar _ doc. _,
passim
);
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l’accusato, che premette di non voler “indicare affrettatamente le prove da ulteriormente istruire a seguito del contenuto delle osservazioni formulate dal PP _ all’istanza di concessione della libertà provvisoria” (v. osservazioni 7 dicembre 2001, inc. Giar _ doc. _), non si oppone alla proroga richiesta, riservandosi nondimeno “di formulare un’ulteriore istanza di libertà provvisoria non appena ne saranno date le premesse” (ibid.);
considerato

## Considerations

in diritto:
che:
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l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);
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i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);
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la legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno sommariamente, anche in assenza di espressa opposizione da parte dell’accusato;
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si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di _ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;
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in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, può bastare generico rinvio a quanto già detto in occasione della recentissima decisione in tema di libertà provvisoria menzionata
supra
relativamente alle ammissioni dell’accusato medesimo (v. decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar _ consid. 2 p. 5);
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nella decisione testé citata, questo giudice ha espressamente condiviso l’intenzione dell’accusato di chiedere l’immediata assunzione di quelle prove atte a smentire (o confermare) i sospetti posti dal Procuratore Pubblico alla base del proprio diniego di concessione della libertà provvisoria (v. decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar _ consid. 4.e p. 8, 5.b p. 9). Appare anche più che comprensibile che _ voglia prendersi il tempo necessario per decidere quali prove proporre (v. osservazioni, cit.). Resta il fatto che l’istruttoria non è ancora conclusa. Sussistono, in altre parole, ancora esigenze istruttorie;
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ovviamente, posto che negli ultimi quattro giorni nessun nuovo argomento è intervenuto a sconvolgere il fresco giudizio di questo giudice sulla (poca) affidabilità di _ e sul pericolo di inquinamento delle prove che ne deriva (v. decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar _ consid. 4.b e 4.c, p. 7-8), anche questo presupposto per una proroga della carcerazione preventiva è soddisfatto. Oggi come quattro giorni orsono, parrebbe, invece, inopportuno soffermarsi sul paventato pericolo di fuga, ritenuto che esso farà verosimilmente oggetto degli accertamenti prospettati;
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impregiudicato l’obbligo del magistrato inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102 e 176 cpv. 3 CPP), va rilevato che il tema a proposito del quale possono essere ancora ragionevolmente proposte nuove prove appare limitato agli ipotetici fondi occulti di _ nonché, con questi connessa, alla questione delle cassette di sicurezza. La durata della proroga proposta dal magistrato inquirente appare consona sia all’entità dei (presumibili) accertamenti da svolgere, sia alla pena ragionevolmente prevedibile, e tiene pure conto delle imminenti festività. Inoltre, non è di alcun pregiudizio per l’accusato, posto che – come lui medesimo rettamente rileva – non gli è comunque preclusa la facoltà “di formulare un’ulteriore istanza di libertà provvisoria non appena ne saranno date le premesse” (v. osservazioni, cit.);
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in conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata di principio in considerazione delle preannunciate incombenze istruttorie ancora da evadere, nonché di sufficientemente concreto pericolo di inquinamento delle prove. Pure la durata proposta appare adeguata. L’istanza può dunque essere integralmente accolta, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f TG
e contrario
) e suscettibile di impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).
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