# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8a7c7d26-66ca-502b-ae98-2997f0e4ad94
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. L'assemblea patriziale di _ è stata convocata in seduta ordinaria il giorno 30 aprile 1999, ove ha nominato la commissione della gestione per l'anno 1999 (trattanda n. 1), ha approvato i conti consuntivi 1998 (trattanda n. 2) ed ha autorizzato l'ufficio patriziale a stare in lite con la _ (trattanda n. 5).
B. Con ricorso 19 maggio 1999 _, cittadino patrizio di _, è insorto contro le tre menzionate deliberazioni innanzi al Consiglio di Stato. L'insorgente ha anzitutto domandato di annullare la nomina di _ in seno alla commissione della gestione, poiché l'eletto non era presente all'assemblea e non ha pertanto dichiarato di accettare la carica. Ha poi chiesto di annullare l'approvazione dei conti consuntivi per disattenzione dell'art. 107 LOP, che prescrive una deliberazione articolo per articolo e sul complesso. Relativamente a questa trattanda l'insorgente ha anche sollevato delle incongruenze alla voce "locazione cave" e lamentato l'omessa registrazione dell'assunzione di personale avventizio. _ ha inoltre contestato l'autorizzazione a stare in lite con la _ ed il contestuale stanziamento di un credito di fr. 20'000.-- per il motivo che non erano ancora note le pretese formulate da tale società contro il patriziato. Da ultimo il ricorrente ha chiesto una verifica circa il modo in cui é stata trattata la mozione dallo stesso presentata alla trattanda n. 7 (mozioni ed interpellanze) concernente la gestione delle cave.
C. Con risoluzione 1 settembre 1999 il Consiglio di Stato ha evaso il gravame, accogliendolo parzialmente. Esso ha tutelato l'elezione di _ alla carica di membro della commissione della gestione. Trattandosi di carica obbligatoria, non era necessaria la presenza dell'interessato all'assemblea che lo ha nominato. Il Governo ha invece annullato l'approvazione dei conti consuntivi 1998 per violazione dell'art. 107 LOP. Sempre in relazione ai conti il Consiglio di Stato ha ulteriormente accertato un'errata contabilizzazione alla voce "locazione cave" ed ha inoltre richiamato l'ufficio patriziale ad una più esauriente informazione su questo tema. Ha invece escluso che il patriziato avesse sopportato oneri per l'assunzione di personale avventizio. Il Consiglio di Stato ha poi respinto il ricorso per quanto concerneva l'autorizzazione a stare in lite con la _: l'informazione passata dall'ufficio patriziale appariva corretta e sufficiente. Il Consiglio di Stato ha infine ritenuto corretto il seguito dato alla mozione presentata dall'insorgente.
D. Con ricorso 16 settembre 1999 _ si è aggravato al Tribunale amministrativo contro il giudicato governativo. L'insorgente non critica più specificatamente l'elezione di _ alla carica di membro della commissione della gestione. Egli rileva tuttavia che l'intera commissione della gestione è stata designata solo in occasione della seduta medesima del 30 aprile 1999, per cui non era ancora in carica quando ha rassegnato i relativi rapporti all'intenzione dell'assemblea tenutasi a quella data. Il ricorrente chiede pertanto l'annullamento di tutte le deliberazioni adottate dall'assemblea patriziale nell'adunanza del 30 aprile 1999. L'insorgente ribadisce in seguito le sue censure contro l'autorizzazione a stare in lite con _, rimproverando al Consiglio di Stato di non averle affrontate. Egli non si dichiara nemmeno soddisfatto per la motivazione con cui è stata evasa l'asserita assunzione di personale avventizio. Formula infine delle osservazioni in merito alla trattazione della mozione presentata in epilogo dell'assemblea.
Il Consiglio di Stato e l'ufficio patriziale hanno sollecitato la reiezione dell'impugnativa. Quest'ultima autorità ha anche chiesto al Tribunale di stralciare il consid. 3a del giudizio impugnato, ove il Consiglio di Stato aveva rilevato una violazione dell'art. 107 LOP, contestando l'esigenza del voto articolo per articolo del conto consuntivo.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale è data (art. 146 cpv. 1 LOP). Il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 147 lett. a LOP). Il gravame è dunque ricevibile in ordine. Può inoltre essere deciso sulla scorta degli atti (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. Prima di entrare nel merito del gravame appare necessario, nel concreto caso, di delimitare la ricevibilità delle domande formulate dalle parti.
2.1. L'insorgente chiede l'annullamento di tutte le deliberazioni adottate dall'assemblea patriziale nell'adunanza 30 aprile 1999. Questa domanda è però inammissibile, in quanto contraria all'art. 63 cpv. 2 PAmm, che vieta la presentazione di nuove domande al Tribunale amministrativo. Davanti al Consiglio di Stato l'insorgente si era difatti limitato a chiedere l'annullamento delle deliberazioni di cui alle trattande n. 1 (nomina della commissione della gestione, limitatamente alla nomina di _), n. 2 (approvazione dei conti consuntivi 1998) e n. 5 (autorizzazione a stare in lite con la _; cfr. conclusioni del ricorso 19 maggio 1998, pag. 4 seg.). E' certamente vero che, nelle motivazioni del ricorso inoltrato al Governo e della successiva replica, l'insorgente ha evocato anche l'ipotesi della nullità di tutte le deliberazioni assembleari. Egli non ha tuttavia mutato le conclusioni, formulate chiaramente e separatamente dalle motivazioni, con cui si è limitato a postulare l'annullamento delle tre menzionate deliberazioni. Delle tre predette domande sottoposte al giudizio del Governo una sola è poi ricevibile nella presente sede, ossia quella di annullamento dell'autorizzazione a stare in lite con la _ (trattanda n. 5), respinta dall'autorità inferiore. In effetti, per quanto concerne la trattanda n. 1, l'insorgente non contesta più la nomina di _ in seno alla commissione della gestione ma chiede l'annullamento dell'elezione dell'intera commissione: domanda però vietata dall'art. 63 cpv. 2 PAmm. L'approvazione dei conti consuntivi 1998 (trattanda n. 2) è invece già stata annullata da parte del Consiglio di Stato, che ha accolto - su questo oggetto - il gravame di _. Per questo motivo il Tribunale non può nemmeno entrare nel merito delle critiche ulteriormente rivolte in questa sede dall'insorgente in merito alla contabilizzazione dell'assunzione di personale avventizio durante il trascorso esercizio.
2.2. Nella risposta al ricorso l'ufficio patriziale ha domandato di stralciare il consid. 3a del giudizio impugnato, ove il Consiglio di Stato aveva rilevato una violazione dell'art. 107 LOP, che regolamenta la procedura di voto per l'approvazione dei conti, mettendo in dubbio l'esigenza del voto articolo per articolo del conto consuntivo. Tale richiesta, che in realtà costituisce una contestazione di una motivazione, è però inammissibile. La verifica dell'applicazione dell'art. 107 LOP poteva essere effettuata dal Tribunale solo se il patriziato avesse tempestivamente impugnato il giudicato governativo di annullamento dell'approvazione dei conti consuntivi 1998.
2.3. Il ricorrente formula poi delle considerazioni personali - anziché delle vere e proprie contestazioni - in merito alla trattazione della mozione concernente la gestione delle cave che egli aveva presentato in epilogo alla seduta del 30 aprile 1999. Egli non formula, inoltre, delle precise conclusioni in merito, analogamente a quanto aveva fatto dinanzi al Consiglio di Stato. E' pertanto quantomai dubbia la ricevibilità in quanto ricorso, su questo punto, della memoria 16 settembre 1999. Ad ogni buon conto, dall'esame degli atti al Tribunale non risulta che siano state commesse irregolarità a questo riguardo: il fatto che, dopo aver preso atto della mozione, l'assemblea non abbia anche ordinato all'ufficio patriziale, cui è stata consegnata, di presentare un preavviso scritto sulla stessa alla successiva seduta, non sollevava l'ufficio patriziale dall'ossequio di quest'obbligo, cui è già legalmente tenuto in applicazione dell'art. 42 del regolamento patriziale, approvato dalla sezione enti locali il 2 febbraio 1999. Detto impegno è del resto pacificamente ammesso dallo stesso ufficio patriziale. Per questo motivo, comunque sia un eventuale ricorso su questo punto andrebbe respinto, come aveva sentenziato il Governo.
3. La sola domanda ricevibile nella presente sede consiste pertanto nella richiesta di annullare l'autorizzazione a stare in lite con la _ (trattanda n. 5). Tale domanda deve essere accolta. In effetti, a seguito dell'annullamento mediante risoluzione 24 febbraio 1999 (n. 776) del Consiglio di Stato della nomina effettuata nell'assemblea il 21 dicembre 1998, la commissione della gestione per l'esercizio 1999 é stata designata solo in occasione della seduta del 30 aprile 1999, per cui essa non era ancora in carica quando ha rassegnato il rapporto su questa trattanda, datato 21 aprile 1999, all'intenzione dell'assemblea medesima. L'assemblea ha quindi deliberato su questo oggetto senza (un valido) rapporto della commissione della gestione, violando in tal modo gli art. 40 e 84 del regolamento patriziale (via l'art. 77 LOP). Non appare pertanto necessario di esaminare le ulteriori censure mosse dell'insorgente contro la deliberazione assembleare in parola. La circostanza secondo cui il messaggio dell'ufficio patriziale dovrà essere oggetto di nuovo esame e preavviso da parte della commissione della gestione e di nuova deliberazione assembleare permette comunque sostanzialmente di risolvere i problemi affacciati dall'insorgente. In effetti, dal momento che il procedimento arbitrale ha frattanto avuto inizio, l'assemblea sarà in condizione di conoscere con precisione l'effettiva consistenza delle pretese accampate nei confronti del patriziato da controparte.
4. Sulla scorta di quanto precede, il ricorso deve essere parzialmente accolto. La tassa di giudizio deve essere posta a carico del ricorrente proporzionalmente al suo grado di soccombenza (art. 28 PAmm). Il patriziato, che non è intervenuto in lite a tutela di interessi economici propri, viene sollevato dalla partecipazione alle spese.