# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7c3c9413-e67b-5a5e-a2ce-b968eb74e09d
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
che il 12 gennaio 2017 il Municipio dell'allora Comune di Camorino ha licenziato il messaggio n. 34/2016 relativo al preventivo 2017 che prevedeva spese per fr. 10'907'289.-, ricavi per fr. 2'923'402.- e un fabbisogno da coprire mediante imposta comunale di fr. 7'983'887.-;
che in quella stessa occasione l'Esecutivo comunale aveva proposto al Legislativo di fissare all'85% il moltiplicatore d'imposta per l'anno in questione; circostanza, questa, che avrebbe comportato un disavanzo d'esercizio di fr. 2'170'845.25 e una riduzione del capitale proprio a fr. 1'347'109.-;
che, raccolto il rapporto del 21 febbraio 2017 della Commissione della gestione, sostanzialmente favorevole alla proposta, in occasione della seduta del 7 marzo 2017 il Consiglio comunale di Camorino ha accettato all'unanimità il preventivo 2017, con alcune modifiche alle voci contabili dei costi e dei ricavi apportate in sede commissionale, ed ha fissato all'85% il moltiplicatore d'imposta per l'anno in corso;
che ritenendo che il suddetto coefficiente fosse di pregiudizio alla situazione finanziaria della nuova Città di Bellinzona, nella quale il 2 aprile 2017 il Comune di Camorino era confluito per aggregazione, il 23 maggio seguente il Governo ha prospettato all'Esecutivo bellinzonese - che ha dichiarato di non opporsi - l'adozione di una misura di vigilanza intesa a riequilibrare le finanze;
che con risoluzione del 14 giugno 2017 il Consiglio di Stato, intervenendo in veste di autorità di vigilanza sui Comuni, ha quindi fissato il moltiplicatore d'imposta dell'ex Comune di Camorino per l'anno 2017 al 95%; la misura è stata dichiarata immediatamente esecutiva;
che con ricorso del 12 luglio 2017, assistito da una replica, RI 1, RI 2, RI 3, RI 4, RI 5, RI 6 e RI 7 (quest'ultimo nel frattempo deceduto) sono insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendo in via principale l'annullamento della suddetta decisione governativa e il ripristino del moltiplicatore d'imposta all'85%, così come stabilito dal Consiglio comunale di Camorino nella sua seduta del 7 marzo 2017;
che in via subordinata i ricorrenti postulano che la definizione del moltiplicatore sia sospesa sino alla chiusura dei conti disaggregati dei vari quartieri del nuovo Comune;
che essi domandano inoltre il conferimento dell'effetto sospensivo al gravame;
che, per i motivi che si vedranno, non è qui necessario riassumere le tesi contenute nell'atto di ricorso;
che il Consiglio di Stato resiste al ricorso, opponendosi a che all'impugnativa sia conferito l'effetto sospensivo, mentre il Comune di Bellinzona si rimette al giudizio del Tribunale;
considerato,

## Considerations

in diritto
che prima di entrare nel merito di un ricorso il Tribunale cantonale amministrativo esamina d'ufficio se sono date le premesse d'ordine che determinano la ricevibilità del rimedio;
che la risoluzione impugnata è stata adottata in applicazione degli art. 12 cpv. 2 della legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni del 16 dicembre 2003 (LASC; RL 182.200) e 194 segg. della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 181.100);
che, dunque, quella impugnata è una decisione presa dal Governo nella sua veste di autorità di vigilanza sui Comuni (cfr. messaggio del 14 gennaio 2003 concernente la nuova legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni, in: RVGC, anno parlamentare 2003-2004, vol. 3, pag. 2296 segg., commento all'art. 12 del progetto, nota n. 2, ultima frase);
che le decisioni rese dal Consiglio di Stato quale autorità di vigilanza sui Comuni sono di principio impugnabili davanti al
Tribunale cantonale amministrativo (art. 207 cpv. 1 LOC);
che ha diritto di ricorso davanti a quest'ultima autorità soltanto chi è leso nei suoi legittimi interessi
(art. 207 cpv. 1 LOC); il Comune, dal canto suo, è legittimato a ricorrere solo se è leso nella propria autonomia (art. 207 cpv. 2 LOC);
che introducendo all'art. 207 cpv. 1 LOC il requisito dell'interesse legittimo, il legislatore ha quindi voluto, in primo luogo, escludere
l'actio
popularis
, cosicché difetta della legittimazione ricorsuale chi dal provvedimento impugnato non sia toccato altrimenti che qualsiasi altro singolo cittadino o che la collettività; occorre pertanto l'esistenza di una relazione rilevante o speciale del ricorrente con l'oggetto della contestazione (cfr. DTF 111 Ia 282 consid. 2a con riferimenti; RDAT 1981 n. 19; STA 52.2004.324 del 27 settembre 2004 con rinvii);
che nel caso di specie gli insorgenti dichiarano di ritenersi legittimati a ricorrere contro la decisione adottata il 14 giugno 2017 dal Consiglio di Stato in quanto cittadini dell'allora Comune di Camorino;
che, per le ragioni appena illustrate, questa sola circostanza non basta tuttavia a fondare la loro potestà ricorsuale;
che essi invocano anche il fatto di essere stati consiglieri comunali, nonché membri della Commissione della gestione dell'ex Comune di Camorino e di essere toccati dal querelato provvedimento nei loro diritti di contribuenti;
che anche questi aspetti non permettono di riconoscere in capo a loro una relazione rilevante o speciale con l'oggetto della lite, giacché essi non sono toccati dal provvedimento impugnato altrimenti che qualsiasi altro singolo cittadino dell'ex Comune di Camorino;
che essi sostengono inoltre che essendo decaduta l'istituzione precedente, la loro legittimazione si giustificherebbe anche perché non vi sarebbe più
"altra istanza fisica o giuridica (...) in grado di far valere eventuali diritti ricorsuali di valore generale"
;
che quest'ultima tesi si rivela d'acchito errata: infatti il Comune di Bellinzona - destinatario del provvedimento avversato in quanto successore in diritto di quello di Camorino (cfr. art. 3 cpv. 1 decreto legislativo concernente l'aggregazione dei Comuni di Bellinzona, Camorino, Claro, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio e Sementina in un unico Comune denominato Bellinzona del 21 marzo 2016; BU 2016, 227) - sarebbe potuto insorgere davanti al Tribunale in applicazione dell'art. 207 cpv. 2 LOC, facendo valere la lesione della propria autonomia da parte del Governo cantonale;
che tuttavia, pur essendosi rimesso in questa sede al giudizio del Tribunale, esso non si è preventivamente opposto all'adozione del provvedimento di vigilanza qui in discussione, né tantomeno ha intrapreso i passi necessari per impugnare il medesimo;
che, alla luce di tutto quanto precede, il ricorso deve pertanto essere dichiarato irricevibile, per difetto della legittimazione ad agire degli insorgenti;
che visto l'esito, la tassa di giustizia va posta in capo a quest'ultimi in quanto soccombenti (art. 47 cpv. 1 e 2 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100);
che non essendovi parti patrocinate, non si pone il quesito delle ripetibili (art. 49 LPAmm);
che l'emanazione della presente decisione rende superflua l'eventuale adozione della misura provvisionale sollecitata con l'impugnativa.