# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 82677987-23e0-57ed-8bcb-146d9ef3e7b6
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con precetti esecutivi n. _5 e _6 emessi il 20 giugno 2014 dall’Ufficio esecuzione di Lugano, il CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 9'710.45 oltre interessi del 2.5% dal 18 giugno 2014, indicando quale titolo l’imposta comunale per il 2008, di fr. 778.40 (interessi aggiornati sino al 17 giugno 2014) e di fr. 50.– (tassa di diffida del 28 gennaio 2014), rispettivamente di fr. 9'580.60 per l’imposta comunale del 2009, di fr. 740.30 (interessi aggiornati sino al 17 giugno 2014) e di fr. 50.– (tassa di diffida del 28 gennaio 2014);
che avendo RE 1 interposto opposizione ad entrambi i precetti esecutivi, con istanze 21 agosto 2014 il CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5;
che
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del
18 e del 19 settembre 2014, mentre nelle sue repliche del 24 settembre l’istante ha confermato le sue domande;
che statuendo con decisioni 17 dicembre 2014, il Pretore ha accolto ambedue le istanze e rigettato in via definitiva le opposizioni interposte dalla parte convenuta, ponendo a suo carico in entrambi i casi le spese processuali di fr. 200.– e un’indennità di fr. 100.– a favore dell’istante;
che contro le sentenze appena citate RE 1 è insorto
a questa Camera
con due reclami del 27 dicembre 2014
per ottenere che “venga annullata l’imposta d’ufficio e sostituita con una imposizione conforme alla [sua] dichiarazione” e in subordine “che venga almeno rivista chiaramente al ribasso l’imposta d’ufficio, esagerata”
;
che essendo i reclami
in esame riferiti a cause fondate su fatti analoghi che riguardano le stesse parti, in virtù dell’art. 125 lett. c CPC si giustifica, per economia di procedura, di congiungerli ed evaderli con una sola sentenza, pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente;
che le sentenze impugnate – emanate in materia di rigetto dell’opposizione – sono decisioni di prima istanza finale e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
;
che la
Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3);
che nel caso specifico il reclamante si è limitato a chiedere una correzione delle tassazioni d’ufficio per il 2008 e il 2009, qualificandole come “esagerat[e]” e di natura tale da mettere la sua famiglia “in gravissime difficoltà economiche”;
che tale motivazione è manifestamente insufficiente, perché il reclamante in realtà non critica le sentenze impugnate bensì le decisioni fiscali prodotte quale titolo di rigetto definitivo, e non si confronta con la motivazione esposta dal Pretore;
che i reclami si rivelano così inammissibili;
che – sia rilevato per inciso – nel merito essi sarebbero in ogni caso infondati;
che, infatti,
in virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione;
che la procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo;
che il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1);
che nella fattispecie le decisioni di tassazione dopo reclamo agli atti emesse il 6 novembre 2013 in merito all’imposta cantonale 2008 e 2009 (doc. B acclusi alle istanze) risultano passate in giudicato – ciò che il reclamante non contesta – e costituiscono così, unitamente alle decisioni di “calcolo conguaglio” (doc. C), validi titoli di rigetto definitivo dell’opposizione per gli importi posti in esecuzione, compresi gli interessi;
che in virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto;
che motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di rigetto (v.
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 5 ad art. 81 LEF);
che la contestazione fatta valere da RE 1, secondo cui il suo imponibile “reale” sarebbe nettamente inferiore a quanto deciso dall’autorità tributaria, esula quindi dalla competenza del giudice del rigetto dell’opposizione;
che essa sarebbe semmai dovuta essere fatta valere con un ricorso alla Camera di diritto tributario contro le decisioni di tassazione dopo reclamo (come peraltro indicato sulle stesse);
che
la tassa del presente giudizio
seguirebbe la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC);
che, tuttavia,
vista la sua situazione economica verosimilmente difficile (
nei suoi confronti sono stati rilasciati ben 21 attestati di carenza di beni per oltre fr. 200'000.– e sono tuttora pendenti numerose esecuzioni)
, si prescinde – eccezionalmente – dal riscuotere spese processuali, il cui prelievo rischierebbe di tradursi per l’ente pubblico in spese d’incasso infruttuoso supplementari;
che non si pone invece problema di ripetibili, i reclami non essendo stati notificati alla controparte
;
che
circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, rispettivamente di fr. 10'538.85 e fr. 10'370.90, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

## Considerations