# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0795ee0f-94d3-46fe-aec4-2c04b5b939c2
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che dando seguito all’istanza
19 agosto 2021 della CO 1 contro la RE 1 per il mancato pagamento di fr. 4'050.75 oltre a interessi e spese,
con decisione del 27 ottobre 2021 il Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 5, ha
dichiarato il fallimento della convenuta dal giorno successivo alle ore 10:00
;
che adita dalla società fallita con reclamo dell’8 novembre 2021, con sentenza 14.2021.178 del 10 dicembre 2021 la scrivente Camera, nella sua veste di autorità giudiziaria superiore, l’ha accolto e di conseguenza ha annullato il fallimento della RE 1 e rinviato la causa al primo giudice per nuovo giudizio previa reiterata citazione delle parti;
che mediante decisione del 4 aprile 2022, il Pretore ha differito la decisione sull’istanza di fallimento e sottoposto il caso a questa Camera nella sua veste di autorità di vigilanza ai sensi dell’art. 173 cpv. 2 LEF, ritenendo di non poter escludere con certezza che al momento dell’inoltro dell’istanza di fallimento alla società convenuta fossero effettivamente pervenuti il precetto esecutivo e – almeno venti giorni prima della sua notifica – la comminatoria di fallimento, ciò che potrebbe determinare la nullità di tali atti esecutivi giusta l’art. 22 LEF;
che il Pretore rileva al riguardo che il precetto esecutivo è perlomeno incompleto, siccome non indica a chi è stato notificato e il direttore della convenuta allega di essere stato detenuto presso il carcere di Limmattal al momento della presunta notificazione, mentre la comminatoria di fallimento è quantomeno imprecisa, dal momento che indica quale destinatario della notifica del 19 maggio 2021 l’“amministratore” RA 1, allorquando egli non lo era più dal 1° luglio 2020, data in cui è stato iscritto quale direttore della società;
che nella sentenza del 10 dicembre 2021 (al consid. 2.2) la Camera ha rilevato che RA 1, nel reclamo presentato a nome della PI 2, aveva allegato di essere stato
“presente al suo domicilio di via _ a Lugano”
al momento della notifica della comminatoria di fallimento il 19 maggio 2021 e solo
nella successiva (prima) integrazione del reclamo, aveva
affermato di non essere stato a Lugano al momento della notifica, pur senz’altra specificazione né prova;
che la Camera aveva pertanto ritenuto la censura pretestuosa e – implicitamente – non idonea a giustificare un intervento d’ufficio, sulla scorta dell’art. 22 LEF, nella sua veste di autorità di vigilanza;
che nella segnalazione il Pretore dà atto che non è
“suggellata da alcuna prova”
l’affermazione della convenuta secondo cui RA 1 non sarebbe stato a _ alla data (19 maggio 2021) indicata nella comminatoria di fallimento come data in cui la stessa è stata consegnata a RA 1;
che il Pretore rileva però a ragione che sia l’agente notificatore sia la Camera hanno designato per errore RA 1 come amministratore (unico) della convenuta mentre al momento della no-tifica della comminatoria di fallimento (come del precetto esecutivo) egli ne era solo il direttore;
che tale imprecisione non inficia però la validità della notifica, la quale a norma dell’art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF può essere fatta anche a qualunque direttore o procuratore della società anonima escussa;
che può così solo essere nuovamente constatato come la convenuta non abbia reso verosimili, come le incombeva (art. 9 cpv. 2 CC),
fondati motivi di dubitare della veridicità della notifica della comminatoria di fallimento accertata in quel documento;
che al momento della presentazione dell’istanza di fallimento, il 19 agosto 2021, erano trascorsi più di venti giorni dalla notificazione della comminatoria di fallimento del 19 maggio 2021;
che in
queste circostanze la contestazione della notifica del precetto esecutivo, contenuta anch’essa nella prima integrazione del reclamo, si conferma tardiva, e quindi irricevibile (sentenza del 10 dicembre 2021, consid. 2.3);
che la PI 2 avrebbe infatti dovuto sollevarla con un ricorso all’autorità di vigilanza entro dieci giorni dalla notifica della comminatoria di fallimento (art. 17 cpv. 2 LEF);
che né il precetto esecutivo né la comminatoria di fallimento sono pertanto nulli;
che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).

## Considerations