# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4092008f-66ce-51f7-a9cc-0506a0264ab0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 4 aprile 2016
dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la RE 1 ha escusso
CO 1 per l’incasso di fr. 62'617.74 oltre agli interessi del 5% dal 5 marzo 2015, indicando quale titolo di credito tre fatture del 10 marzo 2014, due del 16 ottobre 2014 e una del 10 marzo 2015, così come un riconoscimento di debito del 5 marzo 2015.
B.
Avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 3 maggio 2017 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5.
All’udienza di discussione tenutasi l’11 settembre 2017,
l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è opposta con un allegato scritto accluso al verbale. In sede di replica orale, l’istante ha limitato la propria domanda di rigetto provvisorio dell’opposizione a fr. 55'724.39, mentre il convenuto ha ribadito le proprie conclusioni.
C.
Statuendo con decisione del 15 settembre 2017, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 780.– a favore della parte convenuta.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 28 settembre 2017
per ottenerne la riforma nel senso dell’accoglimento dell’istanza come modificata in sede di udienza, ovvero del rigetto provvisorio dell’opposizione limitatamente a fr. 55'724.39. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 28 settembre 2017
contro la sentenza notificata al patrocinatore della RE 1
il 18 settembre, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
3.
Nella decisione impugnata, il Pretore ha fondato la reiezione dell’istanza sull’assenza d’identità tra la debitrice indicata sul riconoscimento di debito, la “PI 1”, la procedente – la RE 1 – e la società menzionata sulle fatture (la “_”).
4.
Nel reclamo la RE 1 sostiene che le fatture, sotto
l’intestazione generica “_”, a valere come logo del gruppo, menzionano chiaramente la propria ditta (“RE 1
”) e la propria sede, mentre nell’allegato al riconoscimento di debito firmato dal convenuto sono indicate pure chiaramente il numero, l’importo, la data d’emissione, la valuta, l’oggetto della prestazione e la società destinataria di quelle fatture (la PI 2), da ritenersi quindi riconosciute da CO 1.
5.
In ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente indicato sul precetto esecutivo (come nell’istanza) e il creditore designato nel titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).
5.1
Costituisce un riconoscimento di debito nel senso dell’art. 82 cpv.
1 LEF l’atto pubblico o la scrittura privata, firmata dall’escusso o dal suo rappresentante, da cui si evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di riconoscere) all’escutente, senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata, o facilmente determinabile, ed esigibile (DTF 139 III 301 consid. 2.3.1 con rimandi).
L’opposizione può essere rigettata in via provvisoria solo se l’escutente prova
(e non solo rende verosimile: sentenza del Tribunale federale 5A_741/2013 del 3 aprile 2014, consid. 3.1.3 con rimandi) che l’escusso ha riconosciuto senza riserve né condizioni il debito posto in esecuzione. Il riconoscimento deve risultare indiscutibilmente dal documento o dai documenti prodotti dall’escutente (v.
Staehelin
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 21 ad art. 82 LEF)
. Una sua eventuale interpretazione può fondarsi solo sul titolo stesso (sentenza 5A_741/2013 già citata, consid. 3.1.1 e 4.2), fermo restando che in caso di dubbio la questione litigiosa andrà, se occorre, sottoposta al giudice ordinario (sentenza della CEF 14.2015.23 del 28 maggio 2015, consid. 7.1).
5.2
Nella fattispecie, la reclamante fonda la propria pretesa sul documento sottoscritto da CO 1 il 5 marzo 2015 (doc. L
accluso all’istanza), con cui egli riconosce di dovere al
“PI 1
”
le somme riportate nell’allegato “A”, per un totale complessivo, comprensivo dell’IVA (ove sia applicata),
di £ 263'026.09. L’allegato “A” elenca nove società oltre allo stesso
CO 1 e indica per ognuno il dettaglio delle prestazioni (di gestione fiduciaria) fornite, la data, il numero di fattura e l’importo. Cinque delle sei fatture annesse all’istanza (doc. D a H ad esclusione del doc. I) corrispondono per numero, data e importo (tranne il doc. E) alle posizioni designate nell’allegato “A”.
Il problema è che CO 1 ha riconosciuto di doverle
pagare al
“PI 1”
e non alla RE 1
. Al riguardo poco importa l’intestazione delle fatture, per tacere del fatto che l’indicazione sottostante alla scritta “_” è illeggibile. Infatti, il riconoscimento di debito non è espresso a favore dell’emittente delle fatture bensì a favore del
“PI 1”
, che secondo la documentazione agli atti non s’identifica con la reclamante né risulta averle ceduto le pretese
poste in esecuzione. Non potendosi dire certo che le stesse siano state riconosciute a favore dell’istante, la sentenza
impugnata merita conferma, fermo restando che la questione potrà ancora essere sottoposta al giudice di merito (sopra consid. 2 e 5.1).
6.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.
7.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 55'724.39, raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.