# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 17f6db1b-bce8-592c-b334-87a81b55ea95
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 13 febbraio 2020 l’CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 (volontaria) per il mancato pagamento di fr. 2'468.65.
B.
All’udienza di discussione del 6 ottobre 2020 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 21 ottobre 2020 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 2 novembre 2020
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il 4 novembre 2020 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Con scritto dell’11 novembre 2020, la reclamante ha prodotto la prova del completo pagamento della pretesa dell’istante. Entro il termine impartitole per presentare eventuali osservazioni al reclamo, la controparte è rimasta silente.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 22 ottobre 2020, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 1° novembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 2 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato quello stesso giorno (data del timbro postale), il reclamo è dunque tempestivo.
1.2
Lo scritto dell’11 novembre 2020 è invece tardivo. Risulta tuttavia dalla documentazione prodotta (doc. C e H) che la reclamante ha tempestivamente pagato la somma indicata dall’Ufficio d’esecuzione, credendo in buona fede di estinguere interamente il credito
dell’istante, e ha immediatamente versato la (tenue) differenza con
l’effettivo dovuto non appena le è stata comunicata (doc. I). Considerare, nelle circostanze descritte, il pagamento tardivo costituirebbe un eccessivo formalismo. Lo scritto e gli allegati in questione vanno pertanto ritenuti ammissibili.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (
nova
autentici o in senso proprio,
denominati in tedesco
“echte Nova”
, in contrapposizione agli
pseudonova
o
“unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente
appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11
agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari,
contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2
Nel caso in esame, come visto (sopra consid. 1.2), la reclamante ha dimostrato di aver estinto il credito dell’istante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.
2.3
Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – dal conteggio (al 27 ottobre 2020) prodotto dalla reclamante (doc. D) si evince che nei suoi confronti erano pendenti solo quattro esecuzioni per poco più di fr. 15'000.– complessivi. La Camera ha d’altronde appurato d’ufficio che l’esecuzione con il maggior saldo (n. _), di quasi fr. 9'600.–, è sospesa da opposizione già dal 1° dicembre 2017, sicché non può dirsi a prima vista appurata. Per le altre tre, il liquidatore e socio unico, _, si è impegnato personalmente il 28 ottobre 2020 a mettere a disposizione della società a prima richiesta i fondi necessari a saldarle (doc. G). Dall’estratto, d’altronde, non risultano attestati di carenza di beni a carico della reclamante.
Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo la stessa presentato osservazioni al reclamo.
La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.