# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2da2297b-6e63-58c0-ab5c-0cb5c5969f47
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

In merito alla sofferenza del ricorrente l’esperto ha ritenuto le difficoltà di concentrazione e di lettura dopo poco l’inizio dell'attività lavorativa da parte del signor RI 1, ha considerato in sostanza quanto ancora contenuto nel ricorso in discussione e relativo ai disturbi presentati dal ricorrente. Il prof. _ ha concluso come nel caso in esame RI 1 presentasse dolori alla testa (cefalee) dal periodo dell'incidente senza potere accertare con precisione l'origine (
"Die Kopfschmerzattacken sind nicht mit Sicherheit klassifizierbar"
). Il professionista ha indicato come inabituale la "
Auslösung der Attacken
" ed ha ritenuto, quo alla capacità lavorativa, che il ricorrente non presentasse una incapacità lavorativa superiore al 30% e quindi fosse abile al lavoro nella sua specifica attività professionale nella misura del 70%.
Più specificatamente il medico incaricato ha indicato come "
Aufgrund der Kopfschmerzattacken liegt zur Zeit eine 20-30% Arbeitsunfähigkeit als Verwalter vor
".
Il fatto che il medico specialista incaricato non dall’assicuratore malattia qui controparte del ricorrente ma dall’assicuratore infortuni (la cui decisione di cessare le prestazioni non è stata contestata proprio sulla scorta del rapporto del prof. _) indichi che nella specifica attività professionale svolta dall’assicurato l’abilità lavorativa sia al 70-80% imporrebbe la reiezione del ricorso se si facesse riferimento solo a questa specifica patologia. Il rapporto medico, lo si ribadisce appare completo, dettagliato, specifico, preciso, reso dopo valutazione del materiale medico a disposizione, dopo visita e specifico esame del 9 giugno 2004 e dopo adeguata e motivata ponderazione. Lo stesso trova sostanziale riscontro nelle certificazioni del dott. _ che indica un'incapacità lavorativa del 50% prima della valutazione _. Al rapporto del prof. _ non può essere validamente contrapposto il certificato allestito dal dott. _, medico specialista in medicina interna FMH, che ha semplicemente redatto una attestazione generica di inabilità lavorativa al 100% senza nella sostanza neppure indicare la diagnosi, i motivi per cui l’assicurato sarebbe inabile al lavoro alla luce della certificazione resa dal prof. _, e quindi senza analisi e discussione del rapporto del docente universitario esperto in materia. Lo scarno certificato del dott. _ indica soltanto l’insorgere di cefalee con difficoltà di concentrazione dopo l’inizio del lavoro a computer rispettivamente dopo l’inizio della lettura, circostanze queste non nuove ed analizzate ampiamente dal prof. _. La valutazione del medico curante dott. _ appare poco approfondita, non specificata nel dettaglio, non frutto di specifici esami e dettagliate valutazioni. Questo giudice deve quindi ritenere la valutazione del prof. _ e le sue conclusioni relative alla capacità lavorativa riferite alla professione stessa svolta dal signor RI 1. Queste conclusioni vengono fatte proprie da questa Corte anche alla luce dell’ulteriore approfondimento eseguito dal professore. _ si è avvalso dell’ulteriore documentazione medica posta a sua disposizione ed ha ribadito le conclusioni contenute nel suo rapporto con scritto dell’8 luglio 2005. Il ricorrente ha frapposto, a tale ulteriore presa di posizione, generica e scarna critica. Per RI 1 il prof. _ non avrebbe considerato un EEG
“della primavera di quest’anno”
senza però precisare in cosa questo esame contraddirebbe le attestazioni fondate sull’esame di risonanze magnetiche e TAC eseguite dal docente universitario e cosa l’esame apparentemente omesso permetterebbe di accertare in più rispetto a quanto già verificabile da tutto il materiale a disposizione. L’incapacità lavorativa essendo fissata tra il 70 e l’80% per questa patologia RI 1 non ha diritto a prestazioni. Infatti a norma dell’art. 11 del Regolamento relativo all’assicurazione per perdita di guadagno della CO 1 il limite per le prestazioni è stato fissato al 50% della capacità lavorativa dell’assicurato.
8. Al riguardo della valutazione del rapporto allestito dal prof. _ va ancora rammentato come, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). Questa valutazione impone rinuncia all’allestimento di una perizia neurologica specifica essendo gli atti sufficientemente completi ed adeguatamente specifici e dettagliati.
9. RI 1 ha visitato un medico psichiatra il 27 gennaio 2005, proprio il giorno in cui CO 1 ha emanato la decisione su opposizione qui in discussione. Egli si è rivolto la dott. _ (in questo senso il certificato doc. G3) vedendolo sino al 13 maggio 6 volte. Il medico ha prescritto una terapia medicamentosa. A domande del giudice delegato del 19 maggio 2005 il professionista di _ ha precisato che, per quanto a lui noto, RI 1 non aveva in precedenza visitato psichiatri, che il suo intervento era derivato dai noti disturbi ed egli aveva potuto accertare – da un punto di vista psichiatrico – un episodio depressivo di media entità con umore abbassato, perdita di energia, aumentata affaticabilità, perdita dell’autostima, difficoltà del sonno e tensione psicomotoria (doc. XX del 3 giugno 2005). Alla luce di tale descrizione il Tribunale ha ordinato l’erezione di una perizia psichiatrica affidata al dott. _ (incarico del 5 luglio 2005, doc. XXXII e quesiti del 4 agosto 2005 doc. XLVIII). Il professionista ha incontrato l’assicurato ed ha stilato – dopo esame della documentazione medica disponibile – un referto peritale in data 22 settembre 2005. Le conclusioni del rapporto appaiono significative e confermano nella sostanza quanto indicato dal dott. _ nel suo scritto al Tribunale citato. In particolare il dott. _ in sede di risposta ai quesiti peritali ha indicato l’esistenza – a livello psichiatrico – di una pregressa reazione depressiva di media gravità consecutiva alla separazione coniugale. In sostanza il medico ha escluso una relazione tra lo status patologico psichiatrico e l’evento del marzo 2003 o le sequele dello stesso rispettivamente ancora con la conflittualità instauratasi con gli assicuratori. La tensione con la moglie, da cui si è separato (comunque la situazione si starebbe risolvendo come attesta la perizia), sarebbe causale nella depressione diagnosticata. Il medico fa risalire l’esistenza di tale patologia dal “
febbraio 2005 in poi
” (pag. 15) per poi precisare meglio di condividere l’esistenza di una incapacità lavorativa di RI 1 dal 27 gennaio 2005 (momento in cui il ricorrente è stato preso a carico dal dott. _) sino al 3 giugno 2005. Successivamente al 3 giugno 2005 il ricorrente non presenterebbe patologie – a livello psichiatrico – tali da inibire la sua capacità lavorativa. Il dott. _ precisa poi che “
Non evidenzio IL prima della presa di contatto con il dott. _ e dal suo ultimo certificato di giugno 2005
” . In sostanza quindi nessuna inabilità lavorativa se si esclude una incapacità al 75% (percentuale ritenuta dal dott. _) dal 27 gennaio (come si ripete data di emanazione della decisione su opposizione) sino al 3 giugno 2005. Questa inabilità lavorativa è stata d’altronde ammessa e riconosciuta dalla stessa amministrazione nel suo scritto doc. LII al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni. Il dott. _ ha adeguatamente motivato il suo rapporto, ha individuato nel conflitto con la moglie intervenuto a fine gennaio / inizio febbraio 2005 la causa della depressione presentata ed ha individuato la fine dell’inabilità lavorativa con precisione argomentando adeguatamente le sue conclusioni. Il ricorrente ha condiviso le considerazioni peritali senza apportarvi commento o contestazione anche solo minima o parziale. Come per la valutazione del Prof. _ anche per la perizia del dott. _ valgono le medesime considerazioni. La valutazione è completa, preceduta da un contatto diretto e personale, non è contraddetta dalla valutazione del curante ed è sorretta da solida motivazione. Questo Tribunale fa proprie le conclusioni del dott. _ e ritiene comprovata una incapacità lavorativa per cause di natura psichiatrica, oltre a quelle di natura organica ritenute dal prof. _, dal 27 gennaio al 3 giugno 2005. L’IL di natura psichiatrica presenta un grado del 75%.
10. Alla luce di quanto precede va ritenuto che CO 1 non poteva essere a conoscenza dell’esistenza della patologia inabilitante la capacità lavorativa dell’assicurato nata proprio al momento dell’emanazione della decisione su opposizione. Va qui evidenziato come secondo costante giurisprudenza del TFA, l'autorità giudicante deve comunque limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata, in casu proprio il 27 gennaio 2005, ritenuto che
i fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).
In concreto il TCA deve pertanto prendere in considerazione la malattia insorta contestualmente all'emanazione della decisione su opposizione e conseguentemente l'assicuratore deve prendere in conto gli ulteriori accertamenti medici (cfr. anche STCA del 1. settembre 2004, 36.2003.65 e STFA del 27 ottobre 2004 (I 65/03)
e contrario
). Alla luce delle considerazioni precedenti il ricorso va allora parzialmente accolto e la decisione annullata con il rinvio degli atti all’assicuratore CO 1 per l’emanazione di una nuova decisione che consideri le patologie ritenute nel corso delle motivazioni, il loro carattere invalidante e decida l’erogazione di prestazioni in favore dell’assicurato per il periodo dal 27 gennaio al 3 giugno 2005. In precedenza a tale periodo, ossia dal 1 ottobre 2004 e sino e compreso il 26 gennaio 2005, non è invece dato un obbligo prestativo dell’assicuratore.
11. In sede di impugnativa RI 1 ha postulato il versamento di prestazioni anticipate a norma dell'art. 70 LPGA. L'art. 70 cpv. 1 LPGA prevede che l'avente diritto può chiedere di riscuotere una prestazione anticipata se un evento assicurato fonda il diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali ma sussiste un dubbio quanto al debitore delle suddette prestazioni. Per il cpv. 2 lett. a sono tenute a versare prestazioni anticipate per le prestazioni in natura e le indennità giornaliere la cui assunzione da parte dell'assicurazione contro le malattie, dell'assicurazione contro gli infortuni, dell'assicurazione militare o dell'assicurazione per l'invalidità è contestata: l'assicurazione contro le malattie.
L'art. 71 LPGA prevede che l'assicuratore tenuto a versare prestazioni anticipate eroga le prestazioni secondo le disposizioni che disciplinano la sua attività. Se il caso è assunto da un altro assicuratore, questi deve rimborsare gli anticipi entro i limiti del suo obbligo di versare prestazioni. Sul tema il TCA si è espresso in una recente sentenza, con particolare riferimento al coordinamento delle prestazioni, del 12 luglio 2004 (36.2004.12). Nel caso concreto comunque il problema delle prestazioni anticipate non sussiste non essendovi contrasto tra due assicuratori sociali in merito a prestazioni. Da un lato l’assicuratore infortuni ha emanato, con decisione non contestata, il suo provvedimento relativo alle pretese dell’assicurato e le prestazioni che l’assicurato pretende non appaiono incontestate. In altri termini il dubbio qui non era quello a sapere quale assicuratore debba versare prestazioni certamente dovute ma se le prestazioni stesse siano dovute dall’assicuratore malattia.
12. Come detto dunque il ricorso va parzialmente accolto, la decisione annullata e gli atti rinviati ad CO 1 affinché emani una nuova decisione sul suo obbligo prestativo limitato al periodo 27 gennaio – 3 giugno 2005. Alla luce dell’esito del gravame, comunque solo parzialmente favorevole al ricorrente, si giustifica il riconoscimento di ripetibili parziali in suo favore siccome debitamente rappresentato e patrocinato. Non si fa quindi carico di tassa di giustizia e spese al ricorrente ed allo stesso CO 1 verserà, a titolo di ripetibili, l’importo di CHF 500.--.

## Considerations