# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** df096156-ca84-566b-b823-e6e91591111d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Il 26 marzo 2018 AO 1 (1965), nata _, cittadina italiana, ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a tutela dell'unione coniugale per essere autorizzata a vivere separata dal marito AP 1 (1954). Acquisita varia documentazione sulla situazione finanziaria dei coniugi, il Pretore ha convocato l'11 maggio 2018 le parti a un'udienza del 10 luglio 2018 per il dibattimento, con l'avvertenza che in caso di mancata comparsa di una parte avrebbe proceduto sulla base degli atti. Il 19 maggio 2018 l'istante ha instato per ottenere un imprecisato contributo di mantenimento dal marito, facendo valere di non essere in grado di lavorare per problemi di salute. AP 1 ha preso posizione sulla richiesta della moglie il 28 maggio 2018, senza formulare però conclusioni particolari.
B.
All'udienza del 10 luglio 2018 il Pretore ha constatato l'assenza ingiustificata del marito “malgrado regolare citazione” e in applicazione dell'avvertenza pronunciata con la citazione dell'11 maggio 2018 ha dato avvio al dibattimento, durante il quale l'istante ha rivendicato un contributo alimentare di fr. 2000.– mensili, chiedendo altresì di ordinare all'istituto di previdenza del marito (A_ SA) di trattenere dalla rendita del “secondo pilastro” di lui tale somma e di riversarla direttamente su un conto postale intestato a lei.
C.
Statuendo seduta stante in via cautelare, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha assegnato l'abitazione coniugale di _ in uso al marito, lo ha obbligato a versare – con effetto immediato – alla moglie un contributo alimentare di fr. 2000.– mensili e ha ordinato alla A_ SA di trattenere mensilmente da ogni indennità di pertinenza di lui tale somma riversandola sul conto postale indicato dalla moglie. Contestualmente egli ha impartito un termine al convenuto per presentare determinati giustificativi.
D.
Contro il decreto appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un atto del 18 luglio 2018, in cui, spiegato il motivo della sua assenza all'udienza dell'11 maggio (
recte
: 10 luglio) e illustrata la propria situazione di reddito e di fabbisogno, sostiene di potere offrire al massimo fr. 1000.– mensili alla moglie. Non sono state chieste osservazioni al memoriale.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Le misure a protezione dell'unione coniugale sono emanate con la procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC). Nell'ambito di tali misure il giudice può adottare provvedimenti cautelari (I CCA, sentenza inc. 11.2018.5 del 1° febbraio 2018, consid. 1). Se sono emanati dopo che la controparte ha avuto modo di esprimersi, fosse solo per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC), tali decreti sono appellabili entro dieci giorni (art. 308 cpv. 1 lett. b e 314 cpv. 1 CPC) quand'anche il procedimento cautelare in sé non sia ancora terminato (DTF 139 III 88 consid. 1.1.2). Ove un decreto cautelare riguardi controversie meramente patrimoniali, ad ogni modo, l'appello è ammissibile solo se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC).
Nella fattispecie il decreto del Pretore è stato emanato dopo che il convenuto ha avuto modo di esprimersi (per scritto) il 7 e il
28 maggio 2018 sulla (imprecisata) richiesta di mantenimento della moglie e dopo che egli non è comparso – ingiustificatamente a mente del primo giudice – all'udienza indetta per il dibattimento. Il decreto in esame può quindi ritenersi emanato “nelle more istruttorie”. Quanto al valore litigioso, esso è dato ove appena si pensi all'entità del contributo alimentare in discussione davanti al Pretore (fr. 2000.– mensili), di durata incerta e da calcolare quindi sull'arco di vent'anni (art. 92 cpv. 2 CPC). Relativamente infine alla tempestività del rimedio giuridico, il decreto impugnato è stato notificato al convenuto l'11 luglio 2018. Introdotto il 19 luglio 2018 (stampiglia postale sulla busta d'invio), l'atto in esame – trattato come appello – è pertanto tempestivo.
2.
Nel decreto impugnato il Pretore ha ritenuto verosimile che
l'istante versi in una situazione di ristrettezza, circostanza che gli è stata confermata anche dall'assistente sociale A_ A_. Egli ha accertato inoltre che il marito può contare su entrate di
fr. 4250.– mensili (di cui fr. 1890.– dall'assicurazione per l'invalidità e fr. 2400.– dal “secondo pilastro”) mentre non sopporta al momento oneri per l'alloggio. In condizioni del genere egli ha ravvisato un margine sufficiente per obbligare il convenuto a versare alla moglie la somma richiesta (loc. cit., pag. 2).
3.
L'appellante esordisce nel proprio memoriale giustificando l'assenza all'udienza dell'11 maggio (
recte
: 10 luglio) 2018 con il fatto che – dopo avergliela ritirata per lui – un suo vicino di casa gli avrebbe consegnato la raccomandata solo quel 18 luglio 2018, ovvero al suo ritorno dal Ticino e al rientro dalle ferie del vicino medesimo. Per quel che è del merito della decisione, egli rileva che da quando non lavora più per la B_ Sarl di _ l'ex datore di lavoro (M_ K_) gli chiede un canone di locazione di fr. 1000.– mensili oltre agli arretrati per complessivi fr. 26 000.– (di cui fr. 5000.– già rimborsati). Egli fa notare altresì di dovere pagare per altri 18 mesi le rate del leasing di fr. 589.– mensili per una vettura B_ intestata alla _ Sagl di _, di avere arretrati d'imposta per circa fr. 3500.– come pure di dovere fare fronte alle diverse spese correnti (di vitto, telefonia, elettricità, benzina, assicurazione dell'automobile, imposta di circolazione) senza quantificarne però – se non per alcune poste – il costo complessivo. Onde la proposta di concedere all'istante (cui avrebbe già dato fr. 14 000.–) fr. 1000.– mensili a titolo di contributo alimentare.
4.
Ora, nella misura in cui formula per la prima volta richieste non sottoposte all'esame del primo giudice e adduce fatti e mezzi di prova nuovi senza spiegare – né pretendere invero – che gli fosse impossibile recarli dinanzi alla giurisdizione inferiore, l'appello si rivela irricevibile già sotto il profilo dell'art. 317 CPC (applicabile anche alle procedure rette, come in concreto, dal principio inquisitorio limitato: DTF 141 III 577 consid. 2.3.3). Oltre a ciò, il memoriale risulta carente di motivazione (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), l'appellante trascurando fra l'altro di indicare a quanto ammonterebbe il proprio fabbisogno minimo e giustificherebbe così di ridurre il contributo alimentare a suo carico. Manifestamente irricevibile (nel senso dell'art. 48
b
cpv. 1 lett. a n. 2 LOG), l'atto sfugge di conseguenza a qualsiasi disamina.
5.
Nella misura in cui sostiene, invece, di aver preso atto della convocazione all'udienza del 10 luglio 2018 solo a posteriori (otto giorni più tardi), al suo ritorno dal Ticino e al rientro dalle ferie del vicino che avrebbe firmato e preso in consegna per lui la citazione, l'appellante adduce un argomento che potrebbe fondare una restituzione del termine di comparizione a quell'udienza nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC. Spetta nondimeno all'istanza che dovrebbe statuire sulla ripetizione dell'atto processuale omesso stabilire se ricorrano i presupposti per una conversione del memoriale in un'istanza di restituzione del termine e per trattarlo a tale stregua (
Gozzi
in: Basler Kommentar, ZPO, 3
a
edizione, n. 2 ad art. 149). Dovesse dipoi il primo giudice accogliere l'istanza di restituzione, il processo riprenderà nello stato in cui si trovava prima dell'atto processuale omesso, con conseguente annullamento della decisione contumaciale emessa e rifacimento dell'udienza (
Trezzini
in: Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2a edizione, n. 16 ad art. 148). Dovesse invece il Pretore respingere la domanda di restituzione, all'interessato rimarrà la facoltà d'impugnare tale decisione
(DTF 139 III 481 consid. 6.3).
6.
Le spese del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC). Le particolari circostanze del caso e il fatto che l'appellante abbia agito senza l'ausilio di un legale inducono a rinunciare nondimeno – eccezionalmente – a ogni prelievo. Non si pone invece problema di ripetibili, il memoriale non essendo stato notificato per osservazioni.
7.
Circa i rimedi esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– nella prospettiva dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1).