# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2abb811e-1492-5319-a7e9-b86b25af1444
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che su istanza di RI 1, con decreto del 25 giugno
2020 il Giudice di Pace del circolo di Lugano Ovest
ha ordinato il sequestro del salario percepito da PI 1 presso il
“PI 2, _
, sino a concorrenza di fr. 2'968.35 oltre a interessi e spese;
che i
n fase di esecuzione del sequestro l’Ufficio d’esecuzione (UE)
di Lugano ha allestito il seguente calcolo del minimo esistenziale di PI 1:
Redditi
Debitrice
fr.
3'000.00
Totale
fr.
3'000.00
Minimo d’esistenza
Minimo base
fr.
960.00
Supplemento figlio
fr.
480.00
Pasti fuori domicilio
fr.
211.00
Trasferta
fr.
345.00
1'092 km/mese a 0.316 fr./km = 345.–
(v. Circolare CEF n. 39/2015, versione 2020)
Totale
fr.
1'996.00
che l’UE ha quindi sequestrato presso il
“PI 2, _”
ogni importo eccedente il minimo vitale dell’escussa stabilito in fr. 1'996.–;
che con il ricorso dell’8 luglio 2020, RI 1 chiede di sottoporre il reddito dell’escussa a una verifica approfondita, di ridurre il minimo base e il supplemento per figlio all’importo del reddito di cittadinanza italiano, di esaminare se dal reddito dell’escussa sono già state trattenute le spese per i pasti e di computare 1'028 km (anziché 1'092) nel calcolo delle spese di trasferta;
che con osservazioni del 10 agosto 2020 l’UE si è opposto al ricorso, mentre PI 1 non ha presentato osservazioni;
che interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato avvenuta il 7 luglio 2020, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF);
che il sequestro verte sul salario dell’escussa presso il
“PI 2, _”
;
che tuttavia la ricerca di
“_”
effettuata da questa Camera
sul sito internet della Confederazione (
Indice centrale delle ditte della Confederazione, Zefix) e su quello del Registro di commercio del Canton Ticino
non ha dato alcun risultato
;
che tale entità non risulta quindi avere alcuna personalità giuridica propria;
che il sequestro di un credito nei confronti di un terzo debitore inesistente, che non può pertanto fungere da datore di lavoro, si rivela incontestabilmente nullo ai sensi dell’art. 22 LEF;
che non si può invero escludere che il
“PI 2”
sia una ditta individuale non obbligata a iscrizione nel registro di commer-cio (v. art. 36 ORC), gestita dall’escussa o da un terzo;
che nella prima ipotesi RI 1 non potrebbe, comunque sia, essere la propria datrice di lavoro, sicché il sequestro del suo salario risulterebbe giuridicamente impossibile;
che nella seconda ipotesi il sequestro si avverrebbe pure impossibile data la mancata identificazione del terzo titolare della ditta individuale PI 2;
che
quando il decreto si rivela incontestabilmente nullo, in particolare quando, come in concreto, il decreto di sequestro è lacunoso o impreciso, l’ufficio deve rifiutarne l’esecuzione (DTF 142 III 294 consid. 2.1), la quale, in ogni caso, sarebbe pure da considerare nulla ai sensi dell’art. 22 LEF (
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9
a
ed. 2013, n. 49 ad § 51
, n. 49 con rif.;
Reiser,
in: Basler Kommentar, SchKG II, 2
a
ed. 2010, n. 13 ad art. 275 LEF
);
che di conseguenza gli atti di esecuzione del sequestro compiuti dall’UE sono nulli;
che si avvera pertanto inutile esaminare le censure relative al calcolo del minimo esistenziale dell’escussa;
che non occorre neppure verificare se l’escussa percepisce redditi da attività indipendente, siccome l’UE non può estendere il sequestro a beni non menzionati nel decreto di sequestro né eseguire accertamenti al riguardo (DTF 130 III 583 consid. 2.2.3; sentenze della CEF 15.2014.54 del 25 luglio 2014 consid. 3.2 e 15.2013. 120 del 27 febbraio 2014 consid. 2);
che il ricorso va pertanto respinto e la nullità di tutti gli atti d’esecuzione del sequestro accertata d’ufficio (art. 22 cpv. 1 LEF);
che per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
);

## Considerations