# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** be551536-0f97-58d3-9138-e170ce47b947
**Court:** TI_CARP
**Chamber:** TI_CARP_001
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con decreto d’accusa n. 859/2011 del 7 marzo 2011 il procuratore pubblico ha ritenuto AP 1 autore colpevole di grave infrazione alle norme della circolazione per avere, il 14 luglio 2010 sul tratto autostradale della A2 fra _ e _, circolando con la vettura Mercedes targata _, omesso di mantenere la necessaria distanza di sicurezza dall’antistante veicolo, effettuando nel contempo una pericolosa manovra di sorpasso sulla destra.
Egli ne ha, pertanto, proposto la condanna alla pena pecuniaria - sospesa condizionalmente per un periodo di prova 3 anni - di fr. 23’400.- (corrispondente a 30 aliquote giornaliere da fr. 780.-) e alla multa di fr. 2’000.-.
Contro il decreto d’accusa AP 1 ha sollevato tempestiva opposizione.
B.
Dopo il dibattimento, con sentenza 7 novembre 2012, il presidente della Pretura penale, statuendo sull’opposizione, ha confermato l’imputazione contenuta nel decreto d’accusa ed ha condannato AP 1 alla pena pecuniaria - sospesa condizionalmente per un periodo di prova 3 anni - di fr. 18’000.- (corrispondente a 30 aliquote giornaliere da fr. 600.-) oltre che alla multa di fr. 2’000.-.
Il primo giudice ha, inoltre, caricato al condannato gli oneri processuali per complessivi fr. 1’210.-.
C.
Con scritto 15 novembre 2012 AP 1 ha presentato annuncio d’appello che ha confermato, il 20 dicembre 2012, con la dichiarazione scritta d’appello in cui sostiene che il pretore, nel rifiutare l’audizione dei due testi da lui proposti, ha violato il suo diritto di essere sentito. Egli, in ogni caso, contesta di essere l’autore delle infrazioni imputategli, chiedendo, in via principale, la sua assoluzione e, in via subordinata,
“il rinvio dell’incarto alla prima istanza perché abbia a ripetere il procedimento garantendo all’imputato integralmente i suoi diritti di difesa”
.
D.
Con istanza probatoria del 7 febbraio 2013, l’appellante ha chiesto nuovamente l’audizione dei testi X e Y.
L’istanza è stata respinta con decreto 21 febbraio 2013 (cfr. act. XIII in inc. CARP n. 17.2012.175).
E.
Con scritti 30 (
recte
20), rispettivamente 21 marzo 2013, AP 1 e il procuratore pubblico hanno comunicato a questa Corte il loro consenso allo svolgimento della procedura scritta.
L’appellante, interpellato dalla Presidente della scrivente Corte, ha inoltre riferito di avere esaurientemente esposto i motivi d’appello nella sua dichiarazione e di rinunciare pertanto all’assegnazione di un nuovo termine per esprimersi.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Giusta l’art. 398 cpv. 1 CPP, l’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di primo grado che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento. In particolare, mediante l’appello è ora possibile censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 398 cpv. 3 lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c).
L'appellante può limitare il suo appello ad alcuni punti del dispositivo del giudizio di prima istanza (art. 399 cpv. 4 CPP). In questi casi, giusta l’art. 404 cpv. 1 CPP, la giurisdizione d’appello esaminerà soltanto i punti impugnati. Questo principio soffre, però, di un’importante eccezione
posta dal cpv. 2 del citato articolo secondo cui, a favore dell’imputato, il potere di esame della Corte di appello si estende anche ai punti non appellati (Mini, in Codice svizzero di procedura penale, Commentario, Zurigo 2010, ad art. 398, n. 13, pag. 741).
Giusta l’art. 398 cpv. 2 CPP - secondo cui il tribunale d’appello esamina per estenso (“plein pouvoir d’examen”, “umfassende Überprüfung”) la sentenza in tutti i punti impugnati – il tribunale di secondo grado ha una cognizione completa in fatto e in diritto su tutti gli aspetti controversi della sentenza di prime cure.
Sulla questione, il TF ha avuto recentemente modo di precisare che l’appello porta ad un nuovo e completo esame di tutte le questioni contestate ed ha spiegato che
la giurisdizione di seconda istanza non può limitarsi ad individuare gli errori dei giudici precedenti e a criticarne il giudizio, ma deve tenere i propri dibattimenti ed emanare una nuova decisione – che sostituisce la precedente (art. 408 CPP) - secondo il proprio libero convincimento fondato sugli elementi probatori in atti e sulle risultanze delle prove autonomamente amministrate (STF del 12 luglio 2012, inc. 6B_715/2011 che cita, fra gli altri, Luzius Eugster, in Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Basilea 2011, n. 1 ad art. 398;
cfr., inoltre, Rapporto esplicativo concernente il Codice di procedura penale svizzero, DFGP, giugno 2001, pag. 261; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, ad art. 398, n. 7, pag. 766).
2.a.
Giusta l’art. 26 cpv. 1 LCStr ciascuno, nella circolazione, deve comportarsi in modo da non essere di ostacolo né di pericolo per coloro che usano la strada conformemente alle norme stabilite. L’art. 34 cpv. 4 LCStr prevede che il conducente deve tenersi ad una distanza sufficiente da tutti gli utenti della strada, in particolare, nell’incrociare, sorpassare e circolare affiancato o dietro un altro, l’art. 35 cpv. 1 LCStr che i veicoli incrociano a destra e sorpassano a sinistra.
b.
Giusta l’art. 90 cifra 1 LCStr, nel testo vigente al momento dei fatti qui in discussione, chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella presente legge o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale, è punito con la multa. Giusta la cifra 2 chiunque, violando gravemente le norme della circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
L’art. 90 LCStr, in vigore dal 1° gennaio 2013 (RU 2012, pag. 6291; FF 2010, pag. 7455), ripropone i suddetti disposti con un formulazione leggermente diversa, ma lasciandone immutato il tenore normativo (cpv. 1 e 2). Il nuovo art. 90 cpv. 3 LCStr prevede inoltre che chiunque, violando intenzionalmente norme elementari della circolazione, corre il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di velocità, l’effettuazione di sorpassi temerari o la partecipazione a gare non autorizzate con veicoli a motore, è punito con una pena detentiva da uno a quattro anni.
Inchiesta
3.
Con scritto 2 agosto 2010 XY segnalava alla Sezione della circolazione i seguenti fatti, verificatisi il 14 luglio 2010 alle ore 14’45:
“
circolavo sull'autostrada _ -_, in direzione sud, il giorno e ora indicati, ed ero sulla corsia di sorpasso ad una velocità di circa 125 km/h intento a sorpassare alcune vetture. Dallo specchietto retrovisore ho visto arrivare ad alta velocità una Mercedes targata _ che mi ha tallonato facendo continuamente i fari abbaglianti, ostacolando la mia regolare manovra di sorpasso.
Ad un certo punto, tra due vetture, il menzionato veicolo si è spostato sulla destra, mi ha
superato (a destra !), rischiando di collidere lateralmente con il sottoscritto. Inoltre, subi
to dopo il sorpasso, si è immediatamente riportato sulla corsia di sinistra ed ha compiuto
una brusca quanto pericolosa frenatura, ed è successivamente ripartito ad alta velocità. II conducente in questione si è infine permesso di gesticolare contro di me”
(cfr. scritto 2 agosto 2010 di XY alla Sezione della circolazione, allegato all’AI 1).
4.
Dalle verifiche effettuate dalla polizia cantonale è emerso che la vettura targata _ era intestata a AP 1, cittadino austriaco domiciliato nel Canton _.
Interrogato dalla polizia cantonale _
(cfr. al riguardo il verbale d’interrogatorio del 28 ottobre 2010, allegato all’AI 1, pag. 2-3
), AP 1 ha innanzitutto dichiarato di trovarsi, il 14 luglio 2010, alla guida della suindicata vettura, diretto in Italia (
“damals war ich mit dem Personenwagen _ in Richtung Italien unterwegs”
). Pur non rammentando il momento esatto in cui ha percorso il tratto di autostrada tra _ e _, egli ha altresì spiegato che l’orario indicato nel rapporto (ovvero le 14’45) poteva all’incirca corrispondere con il suo passaggio in quei luoghi
(“wenn genau ich die Strecke zwischen _ und _ befuhr, kann ich nicht sagen, wenn im Rapport aber als Uhrzeit ca. 14’45 Uhr angegeben wird, kann das in etwas stimmen”
)
.
Messo, poi, a confronto con la versione dei fatti di XY, il prevenuto si è appellato al suo diritto di non rispondere, limitandosi ad osservare che la condotta descritta dallo stesso denunciante non corrisponde al suo stile di guida
(“ich muss allerdings betonen, dass die vom Anzeigeerstatter beschriebene Fahrweise nicht meinem Fahrstil entspricht”
).
Risultanze dibattimentali
5.
Durante il dibattimento in Pretura penale l’imputato, interrogato dal primo giudice, ha negato di avere commesso l’infrazione contestatagli. Egli si è detto sicuro di non aver mai sorpassato sulla destra e di non ricordare che sia successo qualcosa di particolare nel tratto di autostrada tra _ e _, precisando tuttavia come fosse possibile che
“trovandomi di fronte un veicolo che permane a lungo sulla sinistra io abbia utilizzato anche due o tre volte i fari abbaglianti”
. Quanto alla circostanza secondo cui egli non aveva risposto alle domande sui fatti postegli dalla polizia, l’imputato ha spiegato di non ricordarsi
“assolutamente dove mi trovavo il giorno dei fatti”
e di avere creduto
“persino di essere in vacanza in quel periodo”
per cui
“ho dovuto fare mente locale”
. Inoltre, ha ancora rilevato AP 1,
“considerato la gravità di quanto mi veniva contestato ho preferito, prima di rispondere alle domande, consultarmi con un legale”
(cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato, allegato al verbale del dibattimento).
6.
Il pretore ha poi provveduto ad interrogare _, indicato quale teste dal denunciante.
Egli ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
“
mi ricordo che nell'estate del 2010 mi ero recato a una gita in montagna e stavo ritornando già nel primo pomeriggio perché il tempo si era fatto brutto. Penso che il giudice si riferisca a quel giorno perché ricordo di avere poi assistito a qualcosa di particolare. Ero al volante dei mio veicolo e accanto a me sedeva mia moglie. Ricordo che vi era abbastanza traffico. lo procedevo sulla corsia di sorpasso a una velocità di circa 120 km/h intento a superare un veicolo e dietro di me sempre sulla corsia di sorpasso seguiva l'auto condotta dal mio amico XY, il quale mi aveva accompagnato in montagna. (...). A un certo momento guardando nello specchietto retrovisore ho notato che dietro all'auto dell'amico ve n'era una che potevo intuire molto vicina. Non sono in grado di dire per quanto tempo è rimasta in quella posizione perché stavo guidando e dovevo quindi anche e primariamente guardare in avanti. Ho comunque potuto vedere che improvvisamente questo veicolo si è spostato sulla corsia di destra e ha superato su detta corsia il veicolo XY per riportarsi poi subito e in modo brusco sulla corsia di sinistra tra me e il veicolo superato. Devo dire che ho poi visto questa automobile proseguire per un certo momento davanti al veicolo XY alla stessa velocità e non si è portato subito dietro di me. Da parte mia sono ritornato sulla corsia di destra così che il veicolo che aveva effettuato il sorpasso sulla destra ha potuto proseguire liberamente sulla corsia di sinistra anche se non per molto perché come detto vi era abbastanza traffico e ha poi dovuto rallentare ben presto. Mi ricordo di ciò perché avevo detto a mia moglie che il fatto di avere superato a destra non era servito a granché dal momento che aveva ben presto dovuto rallentare di nuovo. Ricordo anche che prima di tornare sulla corsia di destra avevo fatto notare a mia moglie che stava sopraggiungendo un veicolo di fianco. (...).
Il veicolo che ha eseguito il sorpasso a destra era un'auto che posso definire sportiva di colore grigio metallizzato, se ben ricordo doveva essere una Mercedes. (...). Se non erro avevo notato che l'automobile era targata _. (....) Non ho visto il conducente della Mercedes, non posso quindi dire oggi di riconoscere la persona qui presente. (...). Ribadisco che il tutto si è svolto molto velocemente e che la manovra di spostamento a destra e poi di nuovo a sinistra è stata brusca. Confermo pure che quando mi stavo riportando a destra ho notato che la Mercedes per un certo momento ha proseguito alla stessa velocità del veicolo XY. Non posso dire se per farlo ha frenato”
(cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato, allegato al verbale del dibattimento).
Appello
7.
Col gravame, AP 1 contesta l’accertamento pretorile secondo cui egli sarebbe l’autore della manovra di sorpasso descritta nel DA.
7.1.
In particolare l’appellante sostiene che il pretore ha dato troppa rilevanza alla testimonianza di XY, attribuendogli una fedefacenza accresciuta solo perché medico e disattendendo che la giurisprudenza impone cautela nel valutare non solo le constatazioni di privati cittadini, ma anche quelle degli agenti di polizia. Inoltre, pur non volendone mettere in dubbio la buona fede, l’insorgente rileva come il denunciante possa
“senz’altro essersi confuso o sbagliato”
, visto che
“il signor AP 1 non è certo l’unico titolare svittese di una Mercedes in viaggio in _, in estate rispettivamente quel giorno preciso”.
Quanto al teste sentito in aula, l’appellante spiega come esso non sia stato in grado
“di descrivere l’auto nel dettaglio”
né abbia saputo ricordare
“il numero di targa o la persona del signor AP 1 alla guida”
per cui non si vede come esso
“possa essere servito a corroborare l’accusa”
(dichiarazione d’appello, pag. 2 e 4).
7.2.a.
Giusta l’art. 139 CPP, per l’accertamento della verità, il giudice - così come le altre autorità penali - si avvale di tutti i mezzi di prova leciti e idonei secondo le conoscenze scientifiche e l’esperienza. I fatti irrilevanti, manifesti, noti all’autorità penale oppure già comprovati sotto il profilo giuridico non sono oggetto di prova. Ai sensi dell’art. 10 cpv. 2 CPP il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae dall’intero procedimento (DTF 133 I 33 consid. 2.1; 118 Ia 28 consid. 1b; 117 Ia 401 consid. 1c.bb; STF del 30 marzo 2007 inc. 6P.218/2006, consid. 3.4.1; Bernasconi e altri, Codice di procedura penale, Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, ad art. 10, n. 15, 16, 23, pag. 48 e 49 e ad art. 139, n. 1, pag. 297; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, ad art. 10, n. 4 e 5, pag. 23 e ad art. 139, n. 1, pag. 244; Kuhn/Jeanneret, Commentaire romand, CPP, Basilea 2011, ad art. 10, n. 35-41, pag. 70-72 e ad art. 139, n. 2, pag. 603; Hauser/Schweri/Hartmann, Schweizerisches Strafprozessrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, 6a ed., § 54, n. 3, pag. 245; Hofer, in Basler Kommentar, Schweizerische StPO, Basilea 2011, ad art. 10, n. 47, pag. 170 e seg. e n. 58, pag. 173).
b.
Il principio della presunzione d’innocenza - garantito dagli art. 32 cpv. 1 Cost., 6 § 2 CEDU e 14 cpv. 2 patto ONU II e ricordato nell’art. 10 cpv. 1 CPP - oltre a comportare l’attribuzione dell’onere della prova alla pubblica accusa, disciplina la valutazione delle prove nel senso che il giudice penale non può dirsi convinto di una fattispecie più sfavorevole all'imputato quando, dopo una valutazione del materiale probatorio conforme ai principi sull’accertamento dei fatti, permangono dubbi insormontabili sul modo in cui si è verificata la fattispecie medesima (DTF 127 I 38 consid. 2a; DTF 124 IV 86 consid. 2a; DTF 120 Ia 31 consid. 4b; STF del 13 maggio 2008 inc. 6B.230/2008, consid. 2.1.; STF del 19 aprile 2002 inc. 1P.20/2002, consid. 3.2). In questi casi - così come ricordato dall’art. 10 cpv. 3 CPP - il giudice deve fondarsi sulla situazione più favorevole all’imputato (DTF 127 I 38 consid. 2a; DTF 124 IV 86 consid. 2a; DTF 120 Ia 31 consid. 4b; STF del 29 luglio 2011 inc. 6B_369/2011 consid. 1.1; STF del 13 giugno 2008 inc. 6B_235/2007 consid. 2.2; Tophinke, in Basler Kommentar, StPO, Basilea 2011, ad art. 10, n. 81, pag. 181; Wohlers, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung (StPO), Zurigo 2010, ad art. 10, n. 13, pag. 81; Verniory, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 10 n. 19 pag. 66 e n. 47 pag. 73).
7.3.
Gli elementi in atti permettono di dipanare ogni ragionevole dubbio sul fatto che proprio AP 1 sia l’autore del tallonamento e del sorpasso ai danni del denunciante.
A sostegno di questo accertamento vi sono in primo luogo le constatazioni contenute nella denuncia di XY, sulla cui attendibilità questa Corte non ha motivo di dubitare (non risulta che conoscesse l’appellante o che avesse motivo di risentimento nei suoi confronti e non si vede perché avrebbe dovuto inventarsi l’episodio qui in discussione). In essa XY, oltre ad illustrare in modo preciso e circostanziato quanto occorsogli il 14 luglio 2010, ha infatti fornito una descrizione del veicolo incriminato (
“una mercedes targata _”)
chiaramente riconducibile a AP 1.
Ora se è vero che, come osservato dall’appellante, le affermazioni del denunciante devono essere valutate con prudenza, si osserva che, nel caso concreto, il contenuto della denuncia di XY è avvalorato da altri riscontri probatori.
La circostanza secondo cui proprio AP 1 fosse alla guida del veicolo autore della manovra descritta nel DA è in particolare confermato dalle dichiarazioni di _ (sulla cui attendibilità pure non vi è motivo di dubitare) secondo cui “
il veicolo che ha eseguito il sorpasso a destra era un'auto che posso definire sportiva di colore grigio metallizzato, se ben ricordo doveva essere una Mercedes. (...). Se non erro avevo notato che l'automobile era targata _”
(cfr. suo verbale d’interrogatorio, allegato al verbale del dibattimento). Una tale descrizione è infatti del tutto compatibile con la vettura indicata dal denunciante e riconducibile a AP 1 (cfr. al riguardo l’estratto MOFIS allegato all’AI 1 dal quale risulta che la vettura targata _ è una Mercedes-Benz, modello SL 55 AMG ovvero sportivo, di colore grigio).
Ma non è tutto. Quanto emerge dalla denuncia è confortato anche dalle dichiarazioni dello stesso appellante che - interrogato dalla polizia - ha ammesso come il 14 luglio 2010 egli fosse diretto in Italia alla guida del veicolo indicato dal denunciante, precisando inoltre che l’orario indicato nella segnalazione (le 14’45) poteva coincidere con il suo passaggio sul tratto di autostrada tra _ e _ (cfr. verbale d’interrogatorio del 28 ottobre 2010, allegato all’AI 1, pag. 2).
In queste condizioni ammettere, come sostenuto da AP 1, che il denunciante si sia “confuso o sbagliato” nel rilevare il numero della targa del veicolo che lo aveva sorpassato, equivale ad ammettere che, proprio nell’orario indicato nella denuncia (ovvero alle 14’45 del 14 luglio 2010), siano transitate sul tratto di autostrada tra _ e _ due vetture Mercedes, modello sportivo, di colore grigio, con targa svittese, ciò che appare inverosimile.
Non è quindi credibile la tesi difensiva secondo la quale la chiamata in causa dell’imputato sia la scellerata conseguenza di un errore fatto dal denunciante al momento di indicare la targa. La probabilità che dando a caso o erroneamente un numero di 5 cifre di una targa di uno dei 26 cantoni svizzeri, si possa cadere su un veicolo estraneo ai fatti ma che si trovava proprio in quel momento sul luogo ove è stata commessa l’infrazione è talmente bassa da consentire di escludere con sufficiente certezza che ci si possa trovare di fronte ad un malinteso.
7.4.
Solo di transenna è qui ancora il caso di osservare che, diversamente da quanto sostenuto da AP 1, il rifiuto di sentire i testi da lui proposti non configura una violazione del suo diritto di essere sentito.
Il Tribunale federale ha, infatti, avuto modo di stabilire che se, per principio, l'imputato ha diritto all'assunzione delle prove offerte, l'autorità può procedere ad un apprezzamento anticipato di tali prove e rifiutarle nella misura in cui le ritenga irrilevanti per il giudizio (DTF 125 I 127 consid. 6c/cc pag. 134, 124 I 208 consid. 4 pag. 211, 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2 b; STF del 23 maggio 2008 inc. 6B.570/2007, consid. 5.1).
In concreto, visto quanto illustrato nel considerando precedente, può essere escluso che le dichiarazioni dei testi X e Y potessero sconfessare l’accertamento secondo cui proprio AP 1 fosse l’autore del sorpasso descritto nel DA.
Come spiegato nel decreto sulle prove è infatti inverosimile che i due testi - in viaggio con l’appellante su auto diverse - abbiano avuto sotto controllo la Mercedes di AP 1 per tutto il tratto di autostrada tra _ e _, per cui, vista la repentinità in cui si sono svolti i fatti, una loro eventuale deposizione a suo favore sarebbe comunque stata irrilevante per il presente giudizio (cfr. act. XIII in inc. CARP n. 17.2012.175).
8.
Visto quanto precede ed essendo pacifico che la sua manovra, oltre che lesiva degli art. 34 cpv. 4 e 35 cpv. 1 LCStr, era certamente suscettibile di mettere in serio pericolo la sicurezza dei conducenti che transitavano su quel tratto di autostrada, AP 1 si è reso colpevole di una grave infrazione alle norme della circolazione giusta l’art. 90 cifra 2 vLCStr.
9.
Per quanto attiene alla commisurazione della pena - non oggetto di specifica contestazione - si osserva che nessun appunto può essere mosso alla pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere di fr. 600.- cadauna e alla multa di fr. 2'000.- inflitte a AP 1 dal primo giudice. La pena è infatti certamente ossequiosa degli elementi di valutazione prescritti dagli art. 47 e 106 cpv. 3 CP e, in particolare, appare adeguata alla colpa dell’autore, segnatamente alla gravità dell’infrazione ed alle circostanze in cui quest’ultima ha avuto luogo.
Da confermare è anche la sospensione condizionale della pena pecuniaria per un periodo di prova di tre anni, pure non oggetto di specifica contestazione.
10.
Visto l’esito dell’appello, gli oneri processuali di primo grado, per complessivi fr. 1'210.-, sono posti a carico dell’appellante.
Gli oneri processuali del giudizio d’appello, per complessivi fr. 600.-, sono pure posti a carico dell’appellante (art. 428 cpv. 1 CPP).