# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f73bd3a4-99e9-5ca8-9317-83dcbe93e0e8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto e in diritto:
1.
Il ricorrente è pacificamente assicurato per la protezione giuridica presso la società convenuta. A seguito di un incidente occorso al suo autoveicolo, egli ritiene di poter chiedere il risarcimento del danno patito, pari a fr. 3'000.-, a _, come proprietaria dell'immobile occupato dall'ufficio postale di _. Infatti, intenzionato a parcheggiare nei pressi di quell'immobile, ha urtato con il veicolo contro una pensilina sporgente oltre il perimetro della casa, collocata sopra l'ingresso a un'altezza di m 2,20. Interpellata la _, questa dopo aver esaminato la fattispecie e aver conosciuto la posizione della controparte che non intende riconoscere nessuna sua responsabilità nell'accaduto, ha rifiutato le sue prestazioni assicurative. Essa si è cioè risolta a non formulare nessuna pretesa risarcitoria nei confronti della controparte (doc. L e P), contrariamente a quanto richiesto dall'assicurato (doc. M). Di conseguenza è stato lo stesso assicurato a sollecitare l'intervento di un arbitro, in conformità con le condizioni generali di assicurazione della _S. L'art. 9/1 di quelle CGA prevede al proposito che
se, nel corso della trattazione di un caso coperto, sopravviene fra la _ e l'assicurato una divergenza di opinioni relativamente alle misure da attuare, oppure se la _ rifiuta le proprie prestazioni per una misura che la compagnia assicurativa ritiene inefficace ...la _ informa l'assicurato circa la procedura arbitrale prevista dalle presenti condizioni generali.
L'art. 9/3 indica genericamente la procedura d'arbitrato.
2.
Al considerando 4 del lodo, l'avv. _ ha descritto lo scopo del suo intervento, ossia di
accertare se l'assicurato possa far valere fondate pretese contro terzi a seguito dell'incidente summenzionato e di conseguenza esigere a tale scopo le prestazioni dell'assicurazione protezione giuridica.
Esaminato il merito della vertenza fra _ e _, ha escluso ogni responsabilità di quest'ultima; pertanto ha respinto l'istanza, decidendo che
la _
non è tenuta ad attuare misure e/o coprire le spese relative ad eventuali procedure del signor _ contro _ a seguito dell'incidente, ecc."
(dispositivo 1).
Delle censure ricorsuali e delle osservazioni al ricorso si dirà, se necessario, nel seguito.
3.
La proponibilità in ordine del ricorso presentato dipende dalla qualificazione giuridica del referto oggetto dell’impugnazione.
In sostanza si tratta di esaminare se il querelato giudizio possa essere considerato un lodo arbitrale, o se invece nello stesso non si debba ravvisare un semplice referto di arbitratore.
La differenziazione non è puramente dottrinale o didascalica, ma ha una specifica rilevanza pratica: infatti per costante dottrina e giurisprudenza il Concordato intercantonale sull’arbitrato (CIA) -e quindi anche l’art. 36 CIA relativo al ricorso per nullità- è applicabile solo ai lodi veri e propri (
DTF
117 Ia 367 consid. 5 e riferimenti;
II CCA
20 settembre 1994 in re B./arch. S.); i referti di arbitratore possono per contro essere invalidati solo in presenza di particolari condizioni e mediante una causa ordinaria (
DTF
117 Ia 369 consid. 7).
Il Tribunale federale ha già avuto modo di occuparsi in maniera circostanziata della distinzione tra queste due categorie di valutazioni arbitrali. In linea di principio, mentre l’arbitratore si limita ad accertare fatti giuridicamente rilevanti, l’arbitro è invece chiamato a risolvere una lite. Tuttavia anche l’arbitratore può essere tenuto a pronunciarsi su questioni giuridiche, decisivo è quindi il carattere intrinseco della decisione vincolante che viene emessa: il lodo implica infatti un verdetto giudiziale (“Richterspruch”, cfr.
DTF
107 Ia 318 e segg.).
4.
La giurisprudenza ha poi esteso e tentato di meglio definire i criteri distintivi fra lodo arbitrale e referto di un arbitratore
laddove, oltre a diversi elementi indiziari -di natura sostanziale ma anche soltanto formale- appare determinante la volontà delle parti e il modo con cui il mandatario (arbitro o arbitratore) ha inteso ed eseguito il compito affidatogli (
DTF
117 Ia 367 segg.;
Rep
1994, 406-407). Il compito dell'arbitratore, in particolare, si distingue per il carattere vincolante dei suoi accertamenti senza che comportino la definizione di una vertenza; spesso essi costituiscono la decisione di questioni giuridiche preliminari in un contenzioso non ancora definito (
Rüede / Hadenfeldt
, Schweizerisches Schiedsgerichtsrecht, Zurigo 1980, p. 15 e 30). In tal senso appare determinante il patto d'arbitrato come espressione della volontà delle parti.
5.
Nel caso in esame, manca un vero e proprio patto d'arbitrato. Infatti, le CGA della _ non dicono esplicitamente quale sia il compito dell'arbitro all'infuori di quello -generico- di intervenire fra la compagnia d'assicurazione e l'assicurato quando sussistano divergenze sul modo di procedere in un caso coperto, oppure nel caso di rifiuto delle prestazioni assicurative "per una misura che la compagnia reputa inefficace" (art. 9/1). A questo punto già ci si potrebbe chiedere se queste indicazioni coprano una fattispecie come la presente in cui l'assicuratrice rifiuta ogni sua prestazione in favore dell'assicurato: la questione può però essere lasciata aperta dal momento che su questo punto le parti stesse non hanno dibattuto. Più importante per la definizione del mandato in esame è semmai la circostanza secondo cui,
se l'assicurato -malgrado il rifiuto delle prestazioni- intraprende a sue spese un processo / procedura / ecc. e ottiene un risultato più favorevole rispetto alla soluzione proposta dalla _ oppure rispetto a quello deciso in sede di procedura arbitrale, la _ prende a suo carico....le spese conseguenti all'iniziativa dell'assicurato
(CGA art. 9/4). Questa norma non permette così di conferire all'arbitro la competenza di pronunciarsi in modo definitivo sulle prestazioni dell'assicuratrice, tant'è che la decisione oggetto del presente ricorso esclude la copertura assicurativa, esplicitamente "riservata l'applicazione dell'art. 9 cpv. 4 delle Condizioni generali d'assicurazione". Il giudizio espresso dall'avv. _ e che si concretizza in una valutazione giuridica della vertenza sorta fra l'assicurato e _, appare null'altro che come un secondo parere, rispetto a quello già espresso dalla _. Sulla base del medesimo, l'assicuratrice può ritenersi esonerata dal procedere a un'azione giudiziaria o dal garantirne preventivamente la copertura, ma non può escludere di dover fornire le proprie prestazioni di assicuratrice, per la stessa fattispecie, a dipendenza dell'esito di un'eventuale procedura avviata autonomamente dall'assicurato.
Malgrado il testo letterale delle CGA che parlano di arbitrato e malgrado l'avv. _ abbia considerato il proprio parere come un lodo arbitrale, esso non è tale in particolare poiché non dirime una lite e ciò non per un errore del mandatario, ma perché il mandato affidatogli non avrebbe potuto essere diverso. In altre parole, ancorché in assenza di un chiaro patto arbitrale, l'interpretazione delle CGA impone di considerare il carattere provvisorio della pronuncia; proprio come osservato al considerando precedente, essa rappresenta esclusivamente la definizione di una questione giuridica preliminare, ma non un verdetto giudiziale, ossia un atto giurisdizionale cui è riconosciuta forza giuridica ed esecutività (
Rüede / Hadenfeldt
, op. cit., p. 38), nel senso che passa formalmente e materialmente in giudicato (
DTF
117 Ia 369).
Il ricorso in esame è pertanto improponibile. Il giudizio sulle spese e le ripetibili segue la soccombenza in questa sede.

## Considerations