# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 78a5423b-0ec0-59db-bdea-c42e5742daab
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1996
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto
A.
Con PE n. _ del 3/6 febbraio 1995, risp. n. _ del 4 aprile/5 maggio 1995 dell’UEF di Mendrisio la _ (in seguito: _) ha escusso _ quale debitore solidale risp. terzo proprietario del pegno per l’incasso di Fr. 2’000’000.-- oltre interessi al 7% dal 1. gennaio 1991, indicando quale titolo di credito: “Cartella ipotecaria di nom. Fr. 2’000’000.-- gravante in I rango la part. no. _, iscr. del 28.10.1988 dg. no. _; contratto di pegno 01.06.1989; disdetta 19.01.1993; dichiarazione di acquisizione in proprietà del titolo del 21.04.1994; conteggio acquisto titolo.”
Interposte tempestive opposizioni dall’escusso sia contro il credito che contro il diritto di pegno, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa su una cartella ipotecaria di nominali Fr. 2’000’000.--, gravante in I rango la part. _ (doc. D), ricevuta sulla base del contratto di pegno 1. giugno 1989 (doc. C), insieme ad un’altra cartella ipotecaria, a garanzia di un mutuo di Fr. 15’600’000.--, concesso con contratto 30 marzo 1989 (Baukredit, doc. A) a _ e _, quali debitori solidali. Al punto 3 del contratto di costituzione di pegno doc. C è prevista la facoltà di appropriazione dell’oggetto del pegno da parte della creditrice pignoratizia (Selbsteintritt) al valore di mercato, con copertura del proprio credito con il ricavato, mentre un’eventuale eccedenza è da accreditarsi al datore del pegno. Con scritto 25 maggio 1992 (doc. F) la _ ha disdetto il credito, di cui al contratto doc. A, per il 9 giugno 1992. Il 19 gennaio 1993 ha poi disdetto i crediti incorporati nelle cartelle ipotecarie per il 20 luglio 1993 (doc. H), compreso il credito in oggetto di Fr. 2’000’000.--. Contemporaneamente è stato disdetto anche il contratto di pegno. Con scritto 21 aprile 1994 (doc. L) il rappresentante legale della _, constatando il mancato rimborso del credito in esame, ha dichiarato, secondo il punto 3 del contratto di pegno doc. C, l’appropriazione da parte della procedente della cartella ipotecaria di nominali Fr. 2’000’000.--, oggetto della presente esecuzione. Con scritto 14 dicembre 1994 (doc. N) la _ ha inviato al debitore un conteggio inerente l’appropriazione della citata cartella ipotecaria, calcolato valuta 21 aprile 1994, con l’indicazione che l’importo di Fr. 2’487’277.80, veniva dedotto dal credito esistente nei confronti del debitore, di cui al doc. A (Baukredit).
C.
All’udienza di contraddittorio l’escussa ha negato la legittimazione attiva della _ argomentando che il 12 marzo 1993 è stata costituita la _ (in seguito: _), avente per scopo l’assunzione di crediti ed altri attivi non più conformi alla politica creditoria della banca, con particolare riferimento al mercato immobiliare, fino a concorrenza di Fr. 7’000’000’000.--. La costituzione della società, ha rilevato _ è stata poi sancita da una modifica della Legge bernese sulla _ e successivamente lo scopo della _ è stato a sua volta adattato alla suddetta modifica. Secondo il debitore, sulla base della documentazione prodotta, è stato reso più che verosimile che il credito in esame è stato ceduto dalla _ alla _ a far tempo dal 1. gennaio 1993. L’escusso ha poi negato la validità dell’appropriazione dell’oggetto del pegno da parte della creditrice pignoratizia La banca avrebbe infatti notificato solo 8 mesi dopo l’appropriazione, ossia il 14 dicembre 1994, un conteggio comunque inesatto, mentre ciò avrebbe dovuto avvenire contestualmente. Inoltre l’appropriazione fatta valere con dichiarazione 21 aprile 1994 sarebbe avvenuto senza alcuna indicazione di prezzo. Di conseguenza, secondo _ per carenza dei necessari presupposti, la dichiarazione di acquisizione in proprietà è inefficace. Inoltre la _ non poteva compensare l’importo risultante dal conteggio con il credito nei confronti di _, atteso che tutti i crediti erano già stati ceduti alla _ L’escusso ha pertanto negato la validità della procedura esecutiva in oggetto, la creditrice non disponendo di alcun valido diritto di proprietà sulla cartella ipotecaria posta in esecuzione. Egli ha poi contestato sia la scadenza del credito in esame- il termine semestrale fissato nella cartella ipotecaria doc. D iniziando a decorrere dal ricevimento della disdetta - che gli interessi.
D.
Con sentenza 22/29 settembre 1995 il Segretario assessore della Pretura di Mendrisio-Sud ha respinto l’istanza argomentando che l’escussa con l’ampia documentazione prodotta ha fornito diversi riscontri oggettivi a sostegno dell’asserita mancanza di legittimazione attiva della banca creditrice, essendo stato reso verosimile che il credito in oggetto fa parte di quelli assunti dalla _. In prima sede è stato argomentato che la cessione è avvenuta secondo i requisiti previsti dalla legge, ritenuto che si tratta di una cessione sancita da un dispositivo legislativo ex art. 166 CO. La dichiarazione dell’acquisizione in proprietà della cartella ipotecaria, avvenuta il 21 aprile 1994, non ha pertanto esplicato alcun effetto in quanto i crediti originari erano già stati ceduti alla _ come esplicitamanete stabilito dagli statuti e dalla Legge sulla banca cantonale bernese, il 1. gennaio 1993.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata la procedente riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
F.
Con osservazioni 3 novembre 1995 la parte appellata si è opposta al gravame ribadendo in sostanza le sue argomentazioni di prima sede.

## Considerations

Considerato
in diritto
1.a)
La specie d’esecuzione in esame è quella in via di realizzazione di un pegno immobiliare; tra le sue peculiarità rientra, per quanto qui di rilievo, anche la possibilità di interporre due opposizioni (art. 85 cpv. 1 RFF; DTF 105 III 120; Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, § 33 m. 11 p. 266/267):
a) contro il credito;
b) contro l’esistenza di un diritto di pegno.
b)
Salvo menzione contraria espressa, l’opposizione è presunta diretta solo contro il credito e non contro l’esistenza di un diritto di pegno (art. 85 cpv. 1 RFF).
Costituisce espressa menzione ad es. la formulazione “erhebe Rechtsvorschlag mangels Pfandrechts” oppure “Pfandrecht bestritten” (cfr. Amonn, op. cit. § 33 m. 11 p. 266).
c)
I PE in esame indicano “Ich erhene Rechtsvorschlag gegen Forderung und Pfandrecht”: ne consegue in tutta evidenza che _ ha ritualmente interposto opposizione contro il credito e contro l’esistenza di un diritto di pegno. L’esecuzione potrà pertanto proseguire solo se entrambe le oposizioni saranno state rigettate (cfr. Amonn, op. cit. § 33 n. 13 p. 266).
2.a)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 338 con riferimenti).
b)
Legittimato a chiedere il rigetto dell’opposizione è in linea di principio chi, in base al riconoscimento di debito, ha la facoltà di disporre del credito (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 17 e 19 p. 37 e 44).
c)
Ex art. 164 cpv. 1 CO il creditore può cedere ad altri il suo credito anche senza il consenso del debitore, se non vi osta la legge, la convenzione o la natura del rapporto giuridico.
Secondo l’art. 165 cpv. 1 CO per la validità della cessione si richiede la forma scritta.
Solo la dichiarazione del cedente soggiace alla forma scritta, non quella del cessionario. Il credito ceduto deve essere sufficientemente determinato o almeno determinabile (Gauch/Schluep, Schw. Obligationenrecht, Allg. Teil, 6. ed. n. 3544 p. 289 e rif. ivi).
Nel diritto della cessione l’obbligo del debitor cessus nei confronti del vero (wahr) creditore cessionario sorge solo con la notifica dell’intervenuta cessione (cfr. Gauch/Schluep, op. cit. n. 3618 p. 306). Fino alla notifica della cessione i privilegi tesi alla tutela della propria posizione quale creditore spettano al creditore cedente (cfr. Commentario zurighese, Spirig, n. 19 ad art. 167 CO).
d)
Ex art. 628 cpv. 2 CO qualora la società assuma o si proponga di assumere beni da azionisti o da terzi, lo statuto deve indicare l’oggetto di questa assunzione, il nome dell’alienante e la controprestazione della società.
L’assunzione di beni è data non solo in caso di un accordo vincolante, bensì già allorquando sussiste una seria intenzione per il prossimo futuro e una quasi sicura possibilità di realizzarla (cfr. Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, Aktienrecht, Berna 1996, § 15 n. 22 p. 146)
Ex art. 635 CO i promotori danno in una relazione scritta ragguagli su:
1. la specie e lo stato dei conferimenti in natura o dei beni da assumere, e l’adeguatezza della loro stima,
2. l’esistenza del debito e la sua compensabilità;
3. le ragioni e l’adeguatezza dei vantaggi speciali accordati a promotori o ad altri.
e)
Dalla documentazione prodotta dall’escusso si evince che con atto 12 marzo 1993 risp. atto integrativo 29 aprile 1993 (doc. 2) è stata costituita la _ Come previsto dagli art. 628 cpv. 2 e 635 CO, sia negli statuti del 12 marzo 1993 (punto 4), sia nell’integrazione 29 aprile 1993, che nella relazione dei promotori 27 aprile 1993 (doc. 2) è stata correttamente indicata l’intenzione della _ di acquisire dalla _ affari credizi e negozi attivi, non più conformi alla politica creditoria della banca, fino all’importo di Fr. 7’000’000’000.--. Al punto 2 della relazione dei promotori viene indicato che i citati affari creditizi ed ulteriori affari verranno ripresi dalla _ con contratto separato di assunzione di beni. Questa intenzione emerge anche dal contratto di garanzia concluso tra la _ e la _ (doc. 2) Tuttavia dagli atti non risulta alcun documento comprovante che la _ abbia effettivamente ceduto alla _ il credito derivante dal contratto di mutuo doc. A, concluso con _ _ e _ e tanto meno risulta la notifica all’escusso dell’avvenuta cessione. La cessione del credito in oggetto non può d’altro canto essere dedotta dall’art. 25 a della Legge cantonale bernese sulla _ (doc. 3), il quale fa semplicemente riferimento alla costituzione da parte della _ della _, il cui scopo è lo svolgimento completo, quale società anonima ex art. 762 CO, di affari creditizi e altri negozi attivi. Non è infatti possibile, tramite una legge cantonale risp. la sua modifica, perfezionare l’assunzione di crediti di natura civile da parte di una società anonima. Anche dal verbale dell’assemblea straordinaria degli azionisti, tenutasi l’8 aprile 1994 (doc. 4), durante la quale è stata approvata la modifica degli statuti in seguito alla revisione della Legge cantonale bernese sulla _, non può essere dedotto che il credito in oggetto sia stato ceduto. D’altro canto va rilevato che non essendo mai stata notificata a _ alcuna cessione, non è sorto nei confronti della pretesa creditrice cessionaria _ alcun obbligo dell’escusso. Inoltre il credito garantito dalla cartella ipotecaria doc. D è indicato negli estratti conto, prodotti dalla creditrice e inviati a _ risp. alla _ fino al 30 giugno 1994 (cfr. plico doc. E), quale attivo della _ e non della _. D’altronde la cartella ipotecaria in esame è a tutt’oggi detenuta dalla precettante.
La _ ha pertanto la facoltà di disporre del credito posto in esecuzione, per cui le va riconosciuta la legittimazione attiva.
3.a)
Contrariamente a quanto sostenuto dall’escusso sia la giurisprudenza che la dottrina ritengono che l’accordo delle parti in merito all’appropriazione del pegno da parte del creditore in mancanza di pagamento non viola il divieto di cui all’art. 894 CC (patto di caducità). Infatti allorquando un possibile sfruttamento della posizione del debitore/datore del pegno è esclusa dalle condizioni previste in caso di appropriazione, tale accordo è valido (cfr. DTF 119 II 344 e rif. ivi). L’appropriazione è legittima anche quando il contratto di costituzione di pegno non lo menziona espressamente, a condizione però che il creditore allestisca un conteggio corretto, che il prezzo conteggiato venga dedotto dal credito garantito e che un’eventuale eccedenza venga restituita al proprietario del pegno Nel caso in cui il creditore non adempia i suoi obblighi, nasce una pretesa di risarcimento nei suoi confronti (cfr. Commentario zurighese, Oftinger/Bär, n. 62 e 58 ad art. 891 CC; Commentario bernese, Leemann, n. 5 ad art. 891 CC; Zobl, Probleme bei der Verpfändung von Eigentümerschuldbriefen, in ZBGR 59 p. 211-212 e rif. ivi).
Qualora il contratto di costituzione di pegno lo preveda, il creditore garantito da cartella ipotecaria quale pegno manuale è legittimato a dare la disdetta del credito incorporato nella cartavalore, a procedere alla realizzazione del pegno immobiliare e all’incasso del credito. Spesso i contratti di costituzione di pegno delle banche contengono una clausola in tal senso (cfr. Oftinger/Bär, op.cit., n. 35 e 52 ad art. 906 CC e rif. ivi; Zobl, op. cit. p. 213).
b)
Il momento dell’adempimento di un’obbligazione può essere determinato da una disdetta preventivamente convenuta per contratto. In tal caso il giorno dell’adempimento è determinato dalla disdetta e dalla scadenza del termine di preavviso (cfr. Gauch/Schluep, op. cit. m. 2178-2179 p. 25).
c)
In casu il punto 3 del contratto di pegno doc. C prevede la facoltà della creditrice di appropriarsi del pegno al valore di mercato a copertura del suo credito, mentre un’eventuale eccedenza deve essere restituita al datore del pegno. Con scritto 19 gennaio 1993 (doc. H) la _, come previsto al punto 6 lett. b del contratto di pegno doc. C, ha disdetto per il 20 luglio 1993 i crediti incorporati nelle due cartelle ipotecarie, ricevute in pegno a garanzia del contratto di mutuo doc. A (Baukredit), inclusa l’estensione della garanzia ex art. 818 CC. Contemporaneamnete è stato disdetto il contratto di pegno. In mancanza di rimborso del credito in esame, la _, tramite il suo rappresentate legale, ha comunicato con scritto 21 aprile 1994 (doc. L) all’escusso l’appropriazione della cartella ipotecaria di Fr. 2’000’000.-- (doc. D). Con scritto 16 maggio 1994 (doc. M) _ ha dichiarato il suo accordo all’appropriazione da parte della banca tra l’altro della citata cartella doc. D al valore nominale. Il 14 dicembre 1994 la _ ha inviato all’escusso il conteggio (doc. N), calcolato valuta 21 aprile 1994, ammontante all’importo di Fr. 2’487’277.80 (doc. N), ossia Fr. 2’000’000.-- valore nominale della cartella, più gli interessi al 7% calcolati dal 28 ottobre 1990 fino al 21 aprile 1994 di Fr. 487’277.80. L’importo di Fr. 2’487’277.80 è stato poi dedotto dal credito (Bankredit doc. A, cfr. doc. N). Pertanto la creditrice non solo si è appropriata della cartella ipotecaria doc. D, pagandone il suo valore nominale, ma il conteggio doc. N, anche se non inviato al debitore contemporaneamente con la dichiarazione di appropriazione, è stato allestito a partire dal giorno di questa dichiarazione, ossia dal 21 aprile 1994, tenendo conto ex art. 818 CC degli interessi in corso e di tre annualità di interessi scaduti. L’importo così ottenuto è poi stato correttamente dedotto a rimborso del credito garantito (Baukredit). La creditrice è pertanto divenuta validamente proprietaria della cartella ipotecaria doc. D e di conseguenza era legittimata a porla in esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare. Considerato che la disdetta pronunciata il 19 gennaio 1993 per il 20 luglio 1993, non ossequiava il termine di preavviso di sei mesi previsto dalla cartella ipotecaria a decorrere dal suo ricevimento, non essendo stata contestata dall’escusso e mai ritirata dalla creditrice, ha esplicato i suoi effetti dal prossimo termine utile, ossia dal 1. gennaio 1994.
d)
Le opposizioni interposte da _ sia contro il credito che contro il diritto di pegno vanno pertanto respinte.
Gli interessi al 7% posti in esecuzione non sono tuttavia giustificati, ritenuto che nelle cartelle ipotecarie è fissato solo l’obbligo di pagamento di un interesse ed il relativo tasso massimo, che serve però solo da limite alla garanzia immobiliare, per cui gli interessi non partecipano della natura di cartavalore della cartella ipotecaria (cfr. DTF 115 II 353/354; SJZ 1968 p. 123). Ex art. 104 cpv. 1 CO gli interessi possono quindi essere riconosciuti solo al tasso del 5% con decorrenza dal 1. gennaio 1991, ritenuto che in seguito alla dichiarazione di appropriazione, il debitore ha beneficiato oltre che dell’importo nominale della cartella ipotecaria, anche degli interessi calcolati già dal 28 ottobre 1990.
4.
L’appello 12 ottobre 1995 _ va di conseguenza parzialmente accolto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la pressochè totale soccombenza dell’escusso (art. 51, 54 67 e 68 OTLEF).