# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f98296bf-881e-5d2d-8422-7ca381a56f65
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

la serie di reati imputata a IM 1 ricorda i suoi precedenti. Commessi in un lasso di tempo brevissimo, poco dopo la scarcerazione. Il suo CV delinquenziale è di tutto rispetto se ci si ferma all’apparenza. La realtà è più complessa di come sembra. Si tratta di un ragazzo smarrito confrontato sin da bambino con un importante disagio famigliare. Non ha avuto né una famiglia né una valida figura di riferimento accanto a sé. Questo emerge dalla lettura degli atti e dai precedenti penali. La novità è che finalmente IM 1 ha trovato il coraggio di parlare dei fatti di cui è stato vittima a 14 anni. AI 80 perizia dr.ssa _, confermata dalle osservazioni dei curanti della clinica sociopsichiatrica cantonale: egli è affetto da un significativo disturbo della personalità e della condotta, ne rilegge le conclusioni. La difesa non è qui oggi per giustificare il comportamento dell’imputato, vuole semplicemente contestualizzare l’accaduto. La tentata estorsione ripetuta è negata da IM 1. Ancora oggi, egli non ha negato di aver picchiato ACPR 1, ma nega di avergli chiesto soldi così come descritto nell’AA. La difesa ha ritenuto importante che la Corte fosse a conoscenza di chi sia ACPR 1, chiedendo l’assunzione agli atti di parte degli AI del procedimento penale nei confronti di quest’ultimo. IM 1 e ACPR 1 si conoscono da quando il primo aveva 14 anni ed il secondo 22. La sofferenza di IM 1 per quanto subito da ACPR 1 emerge chiaramente dagli atti. Il trattamento ambulatoriale potrà aiutarlo ad affrontare questa questione. La rabbia che emerge dall’AA non è giustificabile, ma ha il suo vissuto. Le versioni date da ACPR 1 su quanto accaduto quella sera sono anche queste parzialmente contraddittorie, quando non smentite dai fatti. La difesa ritiene che nella fattispecie i presupposti dell’estorsione non sono adempiuti, le espressioni dette da IM 1 “mi farò sentire”, “te la faccio pagare”, “non fare il furbo”, non rappresentano realmente una minaccia seria all’integrità di ACPR 1, nel contesto ove IM 1 è una vittima arrabbiata a causa di atti commessi dallo stesso ACPR 1. Per quanto concerne i furti, IM 1 li ha ammessi tutti, come pure i connessi danneggiamenti e violazioni di domicilio. Idem per abuso impianto violazione dati. Per i reati a danno di ACPR 2, occorre tener presente il contesto in cui si sono svolti i fatti ed il risultato che IM 1 voleva ottenere, ossia semplicemente parlare con _. IM 1 parla così, purtroppo, ma non esiste una reale intenzione dell’imputato di mettere in pratica questi atti. A mente della difesa, è necessario per la minaccia che questa sia grave e che il destinatario sia spaventato o intimorito. La minaccia è grave quando è idonea a suscitare la paura di un pregiudizio per la vittima o per persone a lui vicine, da stabilire oggettivamente. Non è sufficiente che il destinatario abbia compreso di essere stato minacciato, ma deve esserne restato minacciato al punto da determinarne la volontà. Nella fattispecie la difesa chiede alla Corte di esaminare il contesto, il fatto che in realtà IM 1 non intendeva ammazzare nessuno ma solo incontrare _ per chiarirsi con lei. La contravvenzione LStup è ammessa. IM 1 ha un passato ingombrante che, se non superato, continuerà a portarlo a delinquere. La sua è una rabbia molto difficile da gestire, ben venga dunque il trattamento ambulatoriale. Il carcere non è forse il luogo più adatto affinché si possa sperare di dargli una mano, ma questo aspetto non è oggetto del presente procedimento. Comunque chiede di valutare una diminuzione della sua imputabilità, viste le conclusioni delle perizie. IM 1 non necessita di una condanna per avere prospettive di una vita normale, sarà confrontato con una pena da espiare e di questo ne è conscio, la difesa chiede però di valutare tutto quanto emerso dagli atti e tener conto di chi è l’imputato, 20enne con tutta la vita davanti, che dovrà affrontare anche la lontananza della sua famiglia vista la revoca del permesso. Chiede che venga pronunciata una condanna più mite rispetto a quella chiesta dalla PP che non aggravi ulteriormente un suo reinserimento. Chiede una pena massima di 9 mesi di detenzione. Mantenimento carcerazione di sicurezza si rimette alla Corte.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 19, 22, 40, 43, 44, 47, 49, 51, 63,
139,
144, 147, 156, 172ter, 177, 180, 186 CP; 19a LStup;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations