# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9ab5b727-cb0e-5b38-9992-d1f0ad9c8291
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Il 16 febbraio 2004, l’IS 1 ha pignorato a favore di diversi creditori (dei gruppi n° 1 e 2) il diritto di usufrutto spettante all’escusso sulla part. _; sono oggi tuttora pendenti solo le esecuzioni del primo gruppo n° _, _, _, _ e _.
Il 30 agosto 2004, rispettivamente il 10 gennaio 2005, il 10 marzo 2005, il 5 aprile 2005, il 26 settembre 2005, il 22 novembre 2005 e il 30 gennaio 2006, lo stesso diritto è poi stato nuovamente pignorato a favore di sette ulteriori gruppi (n° 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9); risultano tuttora pendenti solo le esecuzioni n° _, _ (gr. 4), n° _ (gr. 5), n° _, _, _ (gr. 6), n° _, _ (gr. 7), n° _
, _ (gr. 8) e n° _, _ (gr. 9).
Al 1° giugno 2006, l’importo totale delle esecuzioni a favore delle quali è stato pignorato l’usufrutto ammontava a fr. 18'157,60.
Il diritto d’usufrutto è stato iscritto a favore dell’escusso il 29 aprile 1987 in base a un contratto di donazione con il quale egli ha ceduto alla sorellastra PI 1 la propria quota di comproprietà di 1⁄2 della part. n° _, riservandosi un diritto di usufrutto postergato a quello allora iscritto a favore della madre. PI 1, il 13 giugno 1991, è poi diventata unica proprietaria del fondo in seguito a transazione giudiziale nell’ambito di una causa di scioglimento di comproprietà, l’altro comproprietario, _, avendole ceduto la sua quota per fr. 37'000.--.
B.
Con istanza 13 ottobre 2004, l'IS 1 ha chiesto a questa Camera, in applicazione dell'art. 132 LEF, di comunicargli le istruzioni relative alle modalità della realizzazione del diritto di usufrutto, rispettivamente di ordinare l'annullamento delle procedure esecutive qualora tale diritto fosse da ritenere impignorabile.
C.
Su istanza 19 gennaio 2005 di questa Camera, l’IS 1, il 7 marzo 2005, ha trasmesso il rapporto 17 febbraio 2005 dell’ing. _, secondo cui il valore locativo massimo dell’usufrutto è di fr. 300.--/mese. L’Ufficio ha precisato che la stima non era stata contestata dai creditori.
D.
All’udienza 7 aprile 2005 indetta da questa Camera è comparsa unicamente la proprietaria del fondo, PI 1, mentre l’escusso, debitamente citato, non si è presentato.
La signora PI 1 ha confermato che il fratellastro abita da solo nella casa di _. Non hanno quasi più contatti personali. La signora Zucchi ha riferito di aver provato a far intervenire in favore del fratello la Commissione tutoria, però senza successo. CO 1 percepisce una rendita AI e prestazioni della Rentenanstalt. La signora PI 1 ha inoltre precisato che la casa - costruita nel 1844 - è stata interamente svuotata dall’escusso: egli si conserva solo il suo letto. La proprietaria si è detta disposta ad acquisire il diritto di usufrutto sulla base di una stima peritale aggiornata della casa che vent’anni fa valeva fr. 130'000.--.
E.
Con scritti 7, 8 e 15 aprile 2005, questa Camera ha chiesto alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG e a La Suisse (Rentenanstalt) informazioni sui redditi dell’escusso. Dalle risposte ricevute risulta che quest’ultimo percepisce una rendita intera d’invalidità mensile pari a fr. 2'150.-- nonché prestazioni assicurative di fonte indeterminata per un importo annuale totale di fr. 5'222.--. Non riceve per contro prestazioni da La Suisse.
F.
Il 20 giugno 2005, questa Camera ha designato l’avv. PA 1 quale patrocinatrice d’ufficio di CO 1 e le ha trasmesso gli atti di causa. Il 31 agosto 2005, è stato concesso all’escusso il beneficio dell’assistenza giudiziaria.
G.
Lo stesso 31 agosto 2005, la Camera ha notificato ai creditori i principali atti di causa, fissando loro un termine per presentare osservazioni conclusive e avvertendoli che la sentenza sarebbe stata emessa dopo la nomina di un tutore a favore dell’escusso, che sembrava allora imminente. Nessun creditore si è fatto avanti.
H.
Il 26 aprile 2006, l’avv. PA 1 ha comunicato che secondo verifiche effettuate personalmente presso la Commissione tutoria regionale _, un tutore era stato nominato all’escusso già il 12 dicembre 2005 nella persona di _.
I.
Il 3 maggio 2006, questa Camera ha comunicato ai rappresentanti dell’escusso e ad PI 1 che avrebbe emesso la sentenza entro la fine del mese se le parti non fossero pervenute ad un accordo sul modo di realizzare l’usufrutto.
Il 19 maggio 2006, l’avv. PA 1 ha informato la Camera della rinuncia di PI 1 all’acquisto dell’usufrutto e della disponibilità del tutore a versare ai creditori fr. 600.--/mese fino all’estinzione totale dei loro crediti, ossia su un arco di tempo valutato in 48 mesi.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Secondo l'art. 132 cpv. 1 LEF, il modo di realizzazione degli usufrutti viene determinato dall'autorità di vigilanza su richiesta dell'ufficiale. Uditi gli interessati,
in particolare il nudo proprietario (Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000,
n. 22 ad art. 132),
detta autorità può ordinare l'incanto, affidare la realizzazione ad un amministratore o prendere altri provvedimenti (art. 132 cpv. 3 LEF). Non è vincolata al modo di realizzazione indicato dagli interessati (cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 10 ad art. 132, con rif.).
Nel caso concreto, questa Camera ha sentito la proprietaria – PI 1 – e le ha concesso, così come all’escusso e ai procedenti, la facoltà di esprimersi sul modo di realizzazione dell'usufrutto. Nessuna proposta è stata avanzata, tranne quella (sostitutiva della realizzazione dell’usufrutto) formulata il 19 maggio 2006 dai rappresentanti dell’escusso, che hanno proposto un pagamento rateale di fr. 600.--/mese, su cui si tornerà al considerando 5.3.
2.
La questione della pignorabilità dell'usufrutto è controversa.
2.1.
La dottrina di diritto civile considera l'usufrutto in sé ("Stammrecht") impignorabile siccome non può essere né ceduto né trasmesso a causa di morte (art. 758 cpv. 1 CC a contrario e DTF 113 II 125, cons. 2b/aa; art. 749 CC); la maggioranza degli autori ammette però che possa essere pignorato l’esercizio del diritto di usufrutto e nessuno nega la pignorabilità – relativa (ai sensi dell'art. 93 LEF) – dei frutti e dei redditi dell'usufrutto (cfr. ad es.
Baumann
, Zürcher Kommentar IV.2a, 3. ed., Zurigo 1999, n. 14 ad art. 758;
Farine Fabbro
, L'usufruit immobilier, tesi Friborgo 2000, p. 254 ss. e i numerosi rif. in p. 252 s.;
Steinauer
, Les droits réels, vol.
III, 3. ed., Berna 2003, n. 2403a e nota 4;
Müller
, Basler Kommentar zum ZGB, vol.
II, 2. ed., Basilea/ Ginevra/Monaco 2003, n. 6 ad art. 758).
La dottrina di diritto esecutivo è invece propensa ad ammettere il pignoramento anche del diritto di usufrutto stesso (cfr.
Jaeger/ Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol.
I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 14 ad art. 93;
vonder Mühll
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
I, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 6 ad art. 93 [al n. 7 ad art. 92 quest'autore sembra tuttavia limitare la pignorabilità all'esercizio dell'usufrutto];
Gilliéron
, op. cit., n. 24 ad art. 92 e n. 44 ad art. 93 [all'atto pratico, pare però ipotizzare il pignoramento solo del diritto di esercitare l'usufrutto, cfr. n. 20-22 ad art. 132];
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 49 ad § 23; cfr. pure gli altri autori citati da
Farine Fabbro
, op. cit., p. 254).
La giurisprudenza del Tribunale federale non è univoca (cfr. i rif. citati da
Gilliéron
, op. cit., n. 42 s. ad art. 93).
2.2.
Né l'art. 758 cpv. 1 CC né l'art.
92 LEF prevedono esplicitamente l'impignorabilità del diritto di usufrutto in sé. Tale impignorabilità risulta per contro implicitamente dall’art. 93 LEF, che prescrive la pignorabilità – relativa – solo dei redditi, non dei rapporti giuridici all’origine del reddito. Alla stregua del contratto di lavoro, l’usufrutto in sé non è quindi pignorabile, sebbene tale impignorabilità non sia esplicitamente menzionata all’art. 92 cpv. 4 LEF (comunque non esaustivo: cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 23 ss. e 219 ad art. 92). Si evince però dall’art. 758 cpv. 1 CC che l’esercizio del diritto di usufrutto, in quanto cedibile, è pure pignorabile, qualora non abbia carattere strettamente personale. Ciò trova conferma nella menzione dell’usufrutto all’art. 132 cpv. 1 LEF che non avrebbe senso se fossero pignorabili soltanto i redditi dell’usufrutto in virtù dell’art. 93 LEF.
3.
La realizzazione del diritto di esercitare l'usufrutto entra in considerazione solo se il pignoramento dei redditi e dei frutti è insufficiente ai sensi dell'art. 97 cpv. 2 LEF (cfr. art. 95 cpv. 1 LEF e
vonder Mühll
,
op. cit.
, n. 6 ad art. 93;
Farine Fabbro
, op. cit., p. 257;
Steinauer
, op. cit., nota 4 ad n. 2403a). È il caso nella fattispecie in esame, siccome la casa gravata da usufrutto non è locata, né lo potrebbe essere a causa del suo stato di abbandono.
4.
Vi è (apparentemente) unanimità sul fatto che anche il pignoramento del diritto di esercitare l'usufrutto – che oltre al diritto di percepire frutti e redditi (diritto di godimento o di fruizione) comprende pure il diritto al possesso, all'uso e alla gestione della cosa gravata dall'usufrutto nonché il diritto di cederne l'esercizio (cfr.
Farine Fabbro
, op. cit., p. 134 ss. e 251 ad 2;
Steinauer
, op. cit., n. 2428 ss.) – è limitato dalle restrizioni previste all'art. 93 LEF (cfr. 51 III 220 ss.;
Farine Fabbro
, op. cit., p. 258 s. e 261 ad 3;
Steinauer
, op. cit., n. 2403a e nota 4;
Gilliéron
, op. cit., n. 21 ad art. 132;
Baumann
, op. cit., n. 14 s. ad art. 758;
Jaeger
et al., op. cit., n. 14 ad art. 93). In effetti, da una parte, l'usufrutto serve in generale al mantenimento (in senso ampio, comprese le prestazioni in natura quale la messa a disposizione di un'abitazione) del suo beneficiario: è quindi corretto restringerne la pignorabilità a quanto eccede il suo minimo di esistenza, rispettivamente è giusto, a dipendenza delle circostanze, rinunciare al pignoramento dell'usufrutto immobiliare relativo all’abitazione dell’escusso, prendendo però in considerazione nel calcolo del suo minimo di esistenza il fatto che egli non paga alcun canone di locazione, ciò che ha quale effetto l’aumento della quota pignorabile dei suoi altri attivi (cfr. infra cons. 5). D'altra parte, sarebbe iniquo concedere ad alcuni creditori la facoltà di privare gli altri definitivamente – e non solo per un anno (cfr. art. 93 cpv. 2 LEF) – della possibilità di partecipare al pignoramento, scegliendo di chiedere il pignoramento dell'esercizio dell'usufrutto invece di quello dei suoi redditi e frutti: vi sarebbe altrimenti elusione dello scopo principale dell'art. 93 cpv. 2 LEF (cfr.
Jaeger
et al., op. cit., n. 16 ad art. 93; sulla ratio legis della norma:
Gilliéron
, op. cit., n. 126-128 ad art. 93).
5.
Se – come nel caso in esame – l’usufrutto viene effettivamente e personalmente esercitato dall'usufruttuario e se il valore locativo del fondo gravato (sul mercato immobiliare) non supera l'importo che potrebbe essere riconosciuto nel minimo di esistenza quale spese di abitazione, l'ufficio di esecuzione può prescindere dal pignorarlo, limitandosi a non computare nel calcolo del minimo di esistenza nessun importo a titolo di spese di abitazione (in questo senso:
Farine Fabbro
, op. cit., p. 257 s.).
5.1.
Nel caso concreto, il valore locativo della casa (fr. 300.--/mese) è ovviamente inferiore a quanto l’escusso dovrebbe pagare per prendere in locazione un altro alloggio nelle vicinanze. I creditori procedenti non ne traggono però nessun vantaggio, in quanto l’intera rendita d’invalidità è assolutamente impignorabile (art. 92 cpv. 1 n. 9a LEF). D’altra parte, tale rendita, pari a fr. 2'150.--/mese, copre il minimo di esistenza di un debitore che vive da solo (fr. 1'100.--), pur tenuto conto del canone di locazione per un’altra abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (ritenuto che non ha spese professionali e non paga i premi dell’assicurazione malattia obbligatoria). D’altronde, le prestazioni assicurative complementari (pari a fr. 5'222.--/anno) non coprono i crediti posti in esecuzione.
5.2.
Ciò posto, appare in concreto inevitabile la vendita all’asta o a trattative private del diritto di esercitare l’usufrutto pignorato. Infatti, è praticamente escluso di poter locare a terzi la casa di _ nel suo stato attuale: la casa è vecchia, al limite dell’abitabilità, ed è priva di riscaldamento (cfr. la perizia 17 febbraio 2005 dell’ing. _ e la testimonianza 7 aprile 2005 della signora PI 1).
5.3.
Ma proprio a causa dello stato della casa sussiste pure il rischio concreto che l’asta del diritto di esercitare l’usufrutto vada deserta o comunque dia un ricavo molto esiguo.
a)
In queste condizioni, la proposta dei rappresentanti dell’escusso di sostituire la realizzazione dell’usufrutto con un versamento mensile di fr. 600.-- è sicuramente più interessante per i creditori. Il fatto che tale versamento rateale possa essere effettuato soltanto attingendo a una rendita assolutamente impignorabile (cfr. cons. 5.1) non rende la proposta inattuabile, perché la rinuncia al beneficio dell’impignorabilità è ammessa se la stessa non è in urto col principio dell’umanità o con l’ordine pubblico (cfr. DTF 99 III 52;
Ochsner
,
Commentaire romand de la LP, Basilea/ Ginevra/Monaco 2005, n. 58 ad art.
92). Orbene, nel caso di specie, il prelevamento di una quota mensile di fr. 600.-- sulla rendita d’invalidità di fr. 2'150.-- che percepisce l’escusso non intacca il suo minimo di esistenza di base, pari a fr. 1'100.-- (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, del 1° gennaio 2001 [Foglio ufficiale cantonale n° 2001/2, p. 74 ss]). Tale quota corrisponde peraltro al minimo che egli dovrebbe sborsare per un alloggio qualora il suo diritto d’usufrutto venisse realizzato. La soluzione prospettata dal tutore dell’escusso costituisce quindi il modo più adeguato di realizzazione dell’usufrutto.
b)
Come visto sopra (cons. 4), il pignoramento del diritto di usufrutto è sottoposto alle limitazioni previste all’art. 93 LEF. Lo stesso principio deve valere per le quote mensili di fr. 600.-- promesse dall’escusso. Nella loro ripartizione tra i diversi gruppi di pignoramento, l’Ufficio terrà quindi conto del limite di un anno di cui all’art. 93 cpv. 2 LEF, nel senso che verserà al massimo 12 mensilità per ogni gruppo.
6.
L'istanza dell'IS 1 va pertanto evasa nel senso dei considerandi.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
richiamati gli art. 17, 20a, 92, 93, 132 LEF, 758 CC, art. 61 e 62 OTLEF;