# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cca85163-ac9d-58e5-843c-6c698589b118
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Con decreto 29 gennaio 1974 il Consiglio di Stato istituì il consorzio per lo studio e la realizzazione di un servizio intercomunale di pulizia delle rive e dello specchio d'acqua del _ in applicazione dell'art. 21 della legge sulla fusione, separazione e consorziamento di comuni del 6 marzo 1945. A partecipare al consorzio vennero chiamati 14 comuni rivieraschi.
B. Aderendo alla ripetute richieste del menzionato consorzio volte all'allargamento del suo comprensorio ed alla partecipazione, allo stesso, dello Stato, dopo aver fatto allestire ed approvato gli atti necessari, con decreto 13 ottobre 1999, adottato in applicazione dell'art. 8 della legge sui consorzi del 21 luglio 1913 (LCons), il Consiglio di Stato ha dichiarato la pubblica utilità delle opere in vista della costituzione di un nuovo consorzio obbligatorio ai sensi dell'art. 29 della stessa legge, il quale provvedesse alla pulizia delle rive e dello specchio d'acqua del lago _, segnatamente nelle zona balneabili, e che prestasse la sua collaborazione, nel limite del possibile, al corpo di intervento nel caso di inquinamenti. Nel contempo ha ordinato il deposito degli atti, composti dal piano degli interessati, dalla perizia circa le rispettive interessenze ed i voti in seno all'assemblea consortile, dal preventivo di spesa e, infine, dalla proposta di regolamento consortile.
C. a) Contro il menzionato decreto sono stati inoltrati quattro opposizioni al Consiglio di Stato stesso ed un ricorso al Gran Consiglio. Tra gli opponenti dinanzi al Governo figuravano i qui ricorrenti, che erano stati chiamati a partecipare al consorzio per un'interessenza del 5,8% (Consorzio depurazione acque _ e dintorni; CDA_) rispettivamente dell'1,7% (Consorzio depurazione acque _ e dintorni; CDA_). Con memorie separate del 24 novembre 1999 essi hanno domandato, in primo luogo, che tutti gli oneri derivanti dalla pulizia delle rive dello specchio d'acqua del lago _ fossero assunti dallo Stato. In via subordinata hanno chiesto di essere estromessi dall'elenco dei consorziati.
b) Nella seduta del 4 dicembre 2000 il Gran Consiglio ha accolto le conclusioni del rapporto della sua commissione della gestione e delle finanze, del 28 settembre precedente, in merito all'iniziativa parlamentare 5 ottobre 1999 presentata nella forma generica da _, _ e confirmatari relativa alla problematica dell'organizzazione e del finanziamento della raccolta dei rifiuti galleggianti sugli specchi d'acqua dei laghi _ e _. Tale rapporto stabiliva come segue la chiave di riparto del finanziamento: 65% a carico dei comuni rivieraschi, porti ed altri enti rivieraschi; 20% a carico del Cantone; 15% a carico dei consorzi di depurazione delle acque.
c) Con risoluzione 10 aprile 2001 il Consiglio di Stato ha disposto la costituzione del consorzio giusta l'art. 11 LCons, adattando le interessenze in funzione delle decisioni adottate, sull'oggetto, dal Parlamento. Nel solco di queste ultime il Governo ha contestualmente stralciato dai ruoli il ricorso inoltrato al Gran Consiglio ed un'opposizione, ha accolto un'altra opposizione ed ha, infine, respinto le opposizioni dei CDA_ e CDA_.
D. Con impugnative separate, ma di analogo contenuto, di data 25/26 rispettivamente 26 aprile 2001, il CDA_ e il CDA_ sono insorti innanzi a questo Tribunale avverso la predetta risoluzione governativa. I ricorrenti si dolgono di una violazione del principio di uguaglianza, per il motivo che non sono stati chiamati a far parte del consorzio tutti gli enti pubblici che sono titolari di impianti di depurazione riversanti le loro acque nel _. Essi richiamano altresì le motivazioni addotte nell'opposizione al Consiglio di Stato.
I servizi generali del dipartimento del territorio, agenti per conto del Governo, hanno postulato la reiezione dei gravami.
E. Il 13 novembre 2001 ha avuto luogo un'udienza. In occasione della stessa, allo scopo di rispondere a una serie di quesiti posti dal giudice delegato nella relativa citazione i rappresentanti dello Stato hanno versato agli atti un documento, attraverso il quale hanno precisato la risposta ed illustrato nel dettaglio le caratteristiche di tutti gli impianti di depurazione riversanti le acque nel lago _. I ricorrenti hanno preso posizione sul menzionato documento con memoria 30 novembre 2001.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale è data (art. 32 cpv. 2 LCons e relativo rinvio all'art. 208 cpv. 1 LOC; Rep. 1968, 202). I ricorsi sono tempestivi (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 43 PAmm). I gravami sono pertanto ricevibili in ordine. Possono inoltre essere decisi mediante un unico giudizio (art. 51 PAmm).
2. 2.1. La dichiarazione di pubblica utilità delle opere pronunciata da parte del Consiglio di Stato il 13 ottobre 1999 in applicazione dell'art. 8 LCons è cresciuta in giudicato; il solo ricorso inoltrato dinanzi al Gran Consiglio giusta l'art. 10 cpv. 1 LCons è difatti stato stralciato dai ruoli. La presente vertenza concerne invece la partecipazione al consorzio.
2.2. Giusta l'art. 1 LCons i laghi, i fiumi, i torrenti e gli altri corsi d'acqua del Cantone devono essere sistemati e corretti con opere adatte (cpv. 1); devono pure essere eseguite le opere di premunizione, consolidamento, piantagione ed imboschimento necessarie per prevenire od arrestare gli scoscendimenti, le frane e le valanghe (cpv. 2). Qualora da queste opere derivi vantaggio a tutta la collettività o a più di un interessato e sia inoltre riconosciuta la loro pubblica utilità, esse dovranno essere eseguite e mantenute a mezzo ed a spese dei consorzi (art. 3 cpv. 1 LCons). Qualora l'interesse pubblico lo richieda, il Consiglio di Stato può - dietro istanza di uno o più interessati o d'ufficio - decretare l'istituzione di consorzi obbligatori per l'esecuzione di qualsivoglia altra opera (art. 29 LCons). Nel caso di opere di interesse generale dovranno far parte del consorzio tutti i comuni, gli altri enti pubblici e le aziende pubbliche, nonché gli enti e le aziende private (rectius: privati) che esercitano un'attività di interesse generale, ai quali dalle opere derivi un vantaggio (art. 4 cpv. 1 LCons). Nel caso invece di opere di prevalente interesse particolare, dovranno far parte del consorzio tutti i privati e le persone giuridiche, comprese quelle di diritto pubblico, ai quali dalle opere derivi un vantaggio particolare (art. 4 cpv. 2 LCons). Le spese saranno ripartite tra i membri del consorzio in proporzione al vantaggio che loro deriva (art. 5 cpv. 1 LCons). Nel caso di consorzi costituiti secondo l'art. 4 cpv. 1 LCons, il comune può prelevare contributi a carico dei proprietari o di titolari di diritti reali o di altri diritti in applicazione della legge sui contributi di miglioria (art. 5 cpv. 2 LCons).
3. 3.1. I ricorrenti si dolgono di una violazione del principio di uguaglianza, per il motivo che non sono stati chiamati a far parte del consorzio tutti gli enti pubblici che sono titolari di impianti di depurazione riversanti le loro acque nel _. Essi citano, a titolo di esempio, gli enti che fanno capo agli impianti di depurazione di _, _, _ ed _ ed inoltre di quelli posti nelle valli _ e _. Gli insorgenti si appellano altresì alle motivazioni addotte nell'opposizione al Consiglio di Stato,
"nella misura in cui appaiono nuovamente proponibili"
.
3.2. Il ricorso al Tribunale amministrativo dev'essere motivato (art. 46 cpv. 2 PAmm). Il rinvio a memorie precedenti non soddisfa tale requisito (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad art. 46 n. 3a; Bovay, Procédure administrative, Berna 2000, pag. 388). Per questo motivo dev'essere considerata ricevibile, in questa sede, la sola censura, debitamente sviluppata dai ricorrenti, relativa alla non inclusione, tra i membri del consorzio, di alcuni enti pubblici che riversano le loro acque di scarico, dopo depurazione, nel _. Gli argomenti relativi alla richiesta di estromissione dall'elenco dei consorziati, formulata in primo luogo nelle opposizioni inoltrate dinanzi al Consiglio di Stato il 24 novembre 1999, non possono pertanto essere presi in considerazione nella presente sede; tanto più che il 4 dicembre 2000, e quindi posteriormente all'inoltro delle menzionate opposizioni, il Gran Consiglio ha stabilito la chiave di riparto relativa al finanziamento dei consorzi di pulizia delle rive e degli specchi d'acqua del _ e del _, includendovi i consorzi di depurazione delle acque nella misura del 15%: principio che non è stato contestato nella motivazione dei ricorsi inoltrati al Tribunale.
3.3. L'art. 8 cpv. 1 Cost. stabilisce che tutti sono uguali davanti alla legge. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale sviluppata in attuazione dell'art. 4 vCost., tuttora applicabile, questo significa tra l'altro - per quanto può interessare ai fini della soluzione del caso in esame - che l'autorità amministrativa commette una disparità di trattamento se, tenuto conto delle circostanze di fatto concrete, istituisce delle distinzioni giuridiche non giustificate da motivi pertinenti oppure omette di fare delle distinzioni laddove esse si impongono. In altre parole, vi è disparità di trattamento qualora l'autorità tratti allo stesso modo situazioni diverse rispettivamente in modo differente situazioni uguali. In quest'ultima ipotesi le situazioni raffrontate non devono necessariamente essere identiche in tutti i loro aspetti; vi deve essere similitudine soltanto per gli elementi fattuali determinanti ai fini della decisione (DTF 125 I 166 consid. 2a con rinvii).
3.4. Il consorzio in esame è finalizzato all'esecuzione di lavori di interesse generale (ipotesi contemplata all'art. 4 cpv. 1 LCons, attraverso l'art. 29 della stessa legge). La LCons non definisce i criteri ed i metodi che devono essere impiegati: a) per stabilire quali enti o aziende pubblici e quali enti o aziende privati che esercitano un'attività di interesse generale traggano dei vantaggi dall'esecuzione di simili lavori e devano, di conseguenza, essere chiamati a far parte del consorzio (art. 4 cpv. 1 LCons); b) per misurare il vantaggio procurato da tali lavori ai singoli consorziati, sulla cui base dev'essere effettuata la ripartizione (proporzionale) delle relative spese (cfr. art. 5 cpv. 1 LCons; cfr. a quest'ultimo riguardo STA inedita 12 giugno 1998 in re comune di _, consid. 2.4.). Essa conferisce pertanto all'autorità incaricata di determinare la cerchia dei consorziati e le rispettive interessenze, ovvero al Consiglio di Stato, un esteso potere d'apprezzamento; prerogativa che limita, di riflesso, il potere cognitivo di questo Tribunale alle sole ipotesi di abuso od eccesso nel suo esercizio (art. 61 PAmm).
4. 4.1. Il Consiglio di Stato aveva incaricato il perito ing. _ di stabilire le interessenze degli enti consorziati e di ripartire le spese tra di essi (cfr. risoluzione governativa 4 febbraio 1998). Nel suo referto, versione aggiornata all'ottobre 1999, il perito ha anzitutto suddiviso i consorziati in quattro aggruppamenti: 1. Stato; 2. enti e comuni rivieraschi; 3. impianti depurazione acque; 4. altri enti. Il riferimento agli impianti di depurazione delle acque doveva essere inteso - precisava il referto (pag. 7) - come relativo ai consorzi che ne erano i titolari, allo scopo di coinvolgere, indirettamente, i comuni che vi facevano capo. La partecipazione dei consorzi era stata giustificata, da parte del perito, da un lato con il passaggio attraverso gli scaricatori di acque alte e di acque miste con materiali galleggianti, dall'altro con l'immissione nel lago di acque con carico di fosforo (cfr. perizia, ibidem). Il perito ha quindi assegnato un'interessenza, a valere anche quale partecipazione alle spese, a ciascun aggruppamento: a quello, che qui interessa, degli impianti di depurazione delle acque è stato assegnato il 15%. La definizione delle singole interessenze all'interno di quest'ultimo è stata effettuata in proporzione degli abitanti equivalenti (AE) per i quali sono dimensionati i singoli impianti: ne è conseguita l'assegnazione di un'interessenza - e quindi un contributo alle spese - dello 0,5% all'impianto di _ (6'800 AE), del 4,8% a quello della foce della _ (67'500 AE), del 2,2% a quello della foce _ (31'100 AE), del 5,8% a quello di _ (80'000 AE), infine dell'1,7% a quello di _ (24'000 AE).
Confermando quanto sostenuto dagli insorgenti, nella risposta inoltrata dinanzi al Tribunale, completata dal documento versato agli atti in occasione dell'udienza 13 novembre 2001, i servizi generali del dipartimento del territorio hanno confermato che non tutti i titolari di impianti di depurazione riversanti le loro acque nel _ sono stati chiamati a far parte del consorzio in esame. Sono difatti stati esclusi, in Ticino, quelli degli impianti di depurazione delle acque di _, _, _ ed _. La giustificazione di tale esclusione risiede nel fatto che queste installazioni sono dimensionate, nel complesso, per poco più di 10'000 AE (10'200 per l'esattezza) e sono soggette ad una forte variazione stagionale nell'utilizzazione. Esse sono inoltre abbastanza distanti dal lago _ (tra 63,5 Km e 82,5 Km). Dopo questi impianti le acque hanno inoltre la possibilità di autodepurarsi per ossigenazione, grazie alla presenza di impianti idroelettrici con bacini e turbine (_) rispettivamente all'andamento torrentizio e altimetrico del fiume (_). Le loro immissioni possono pertanto essere considerate trascurabili.
Del pari, per gli stessi motivi, non sono stati coinvolti gli enti che gestiscono, nel Canton _, gli impianti di depurazione delle acque di _, _, _ e _ (8'100 AE in totale).
4.2. L'esclusione dei più piccoli impianti di depurazione delle acque, in pari tempo i più lontani dal lago, poggia pertanto su argomenti seri, obiettivi e pertinenti. Ancorché opinabile, questa scelta non appare tuttavia censurabile in sede di esame circoscritto all'abuso ed all'eccesso di potere d'apprezzamento (cfr. consid. 3.4.).
Gli argomenti sostenuti dai ricorrenti non permettono di mutare opinione. Intanto, le giustificazioni formulate in sede di risposta e - soprattutto - nel documento versato agli atti all'udienza 13 novembre 2001, riassunto poco sopra (consid. 4.1.), permettono di disattendere la censura, genericamente addotta in sede di ricorso, di violazione del principio di uguaglianza. Ma nemmeno alle obiezioni formulate dai ricorrenti attraverso la memoria 30 novembre 2001 tocca miglior sorte. Essi adducono, da un lato, che i loro impianti sono costruiti in maniera da trattenere il legname, che rappresenta - in sostanza - la quasi totalità del materiale solido asportato dal lago; dall'altro che essi hanno effettuato degli investimenti massicci per ridurre lo scarico di fosforo. Questi argomenti, se fondati, non permettono tuttavia di perseguire l'obiettivo del ricorso, ossia di includere, tra i consorziati, anche altri titolari di impianti, ma semmai di ridurre - indipendentemente da questa circostanza - la quota di partecipazione degli insorgenti se non addirittura di escluderli dal consorziamento: domanda che, com'è stato spiegato, non è però più formulata in questa sede (cfr. consid. 3.2.) e che, per questo stesso fatto, non è nemmeno stata motivata nell'atto di ricorso. Ad ogni buon conto, alla luce degli argomenti addotti in sede di risposta da parte dell'autorità cantonale, il Tribunale non ha alcuna ragione per credere che gli impianti di depurazione i cui titolari sono stati eccettuati dal consorziamento trattengano l'afflusso di legname rispettivamente abbattano la quantità di fosforo in maniera talmente inferiore rispetto a quelli dei ricorrenti da rendere comunque sia necessaria una loro partecipazione all'ente in rassegna.
5. Sulla scorta di quanto precede i gravami devono essere respinti. La tassa di giudizio deve essere posta a carico dei ricorrenti, insorti a tutela di interessi economici propri (art. 28 PAmm).