# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 26da20e0-903b-5be3-b5a7-e8f5e7d3b242
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
CO 1 (1968) e _ (1973), cittadina austriaca, si sono sposati a _ il 14 aprile 2000. Dal matrimonio sono nati R_, il 20 settembre 2001, e S_, il 21 gennaio 2004. Nel febbraio del 2007 la moglie ha lasciato l'abitazione coniugale di _ per trasferirsi a _ con i figli.
B.
Il 13 luglio 2007 i coniugi si sono rivolti al Pretore con un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale, corredata da una convenzione sottoscritta in precedenza, la moglie chiedendo di essere ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio in favore dell'avv. B_. L'udienza per la discussione dell'istanza, inizialmente prevista il 20 settembre 2007, è stata rinviata al 9 ottobre 2007.
C.
Con scritto del 7 ottobre 2007 AP 1 ha informato il Pretore di avere revocato il mandato al proprio legale. Ciò posto, il giudice ha annullato l'udienza prevista il 9 ottobre rendendo nel contempo “attenta” la moglie “in merito al tenore dell'art. 20 Lag”. Con lettera del 15 ottobre 2007, l'avv. PA 1 ha comunicato al Pretore di avere assunto il patrocinio di AP 1. Ne è seguito uno scambio epistolare tra il giudice e i legali.
D.
Con decisione dell'11 dicembre 2007, il Pretore ha ammesso AP 1 al beneficio dell'assistenza giudiziaria e le ha concesso il gratuito patrocinio dell'avv. B_ sino al 7 ottobre 2007. Dopo di allora, l'analogo beneficio sollecitato per l'avv. PA 1 è stato respinto.
E.
Contro il rifiuto dell'assistenza giudiziaria AP 1 è insorta con un ricorso a questa Camera del 10 gennaio 2008. La ricorrente fa valere che il rapporto di fiducia con il precedente patrocinatore era venuto a cadere, sicché non vi erano gli estremi per negarle il beneficio postulato. Il ricorso non ha formato, per sua natura, oggetto di intimazione.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Alle decisioni comunicate fino al 31 dicembre 2010 si applica la vecchia procedura cantonale (art. 405 cpv. 1 CPC). Ora, contro il rifiuto – totale o parziale – dell'assistenza giudiziaria il richiedente poteva ricorrere entro 15 giorni “all'autorità di seconda istanza” (art. 35 cpv. 4 vLag), ovvero all'autorità gerarchicamente superiore (messaggio del Consiglio di Stato n. 5123 del 22 maggio 2001, commento all'art. 35 in fine). La decisione impugnata è dell'11 dicembre 2007 ed è stata notificata a AP 1 il giorno successivo (appello, lett. A, pag. 2 in alto). Inoltrato il 10 gennaio 2008 il ricorso è tempestivo e dunque ricevibile.
2.
Il Pretore ha ritenuto AP 1 indigente e il procedimento cui era partecipe non privo di probabilità di esito favorevole dall'inizio. Di conseguenza egli le ha concesso l'esenzione dal pagamento degli oneri processuali. Quanto al gratuito patrocinio, il primo giudice ha considerato che i presupposti per assegnarlo erano adempiuti fino al 7 ottobre 2007, giorno in cui l'interessata ha “revocato” il mandato alla precedente legale, conferendolo – in seguito, e meglio il 15 ottobre 2007 – all'avv. PA 1. Il Pretore, vagliando alcuni argomenti addotti dall'istante, non ha ravvisato elementi suscettibili di giustificare la sostituzione a norma dell'art. 20 Lag. Onde, in definitiva, l'accoglimento della domanda di gratuito patrocinio in favore dell'avv. B_ e il rifiuto di analogo beneficio in favore dell'avv. PA 1.
3.
A norma dell'art. 20 cpv. 1 vLag,
il beneficio dell’assistenza giudiziaria con l’ammissione al gratuito patrocinio decade con la scelta di un nuovo patrocinatore. Tuttavia, a norma del cpv. 2, essa è ripristinata se la sostituzione è giustificata (v. anche su motivi giustificativi: DTF 126 I 199 consid. 3d con riferimenti alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo). Ora, il Consiglio di Stato, nel citato messaggio, ha precisato che “
la
norma mira ad evidenziare il limitato margine che il beneficiario dell’assistenza giudiziaria possiede nel mutamento di patrocinatore. Il cambiamento è ammesso se per motivi oggettivi non può più essere garantita una corretta tutela degli interessi del patrocinato (DTF 116 Ia 105). La semplice asserzione secondo la quale l’assistito non avrebbe più fiducia nel proprio legale è insufficiente. Occorre sostanziare per quali ragioni il patrocinatore non ha se del caso adempiuto correttamente il suo mandato o per quali motivi il rapporto di fiducia si rivela incrinato”.
4.
L'appellante riprende gli elementi vagliati dal Pretore, ma ritiene che gli stessi fossero oggettivamente suscettibili di giustificare la sostituzione avvenuta. Essi vanno esaminati separatamente.
a) AP 1
ritiene di avere tentato più volte di discutere con la precedente legale alcune modifiche alla convenzione già sottoscritta e già inviata al Pretore. L'interessata reputa “forzato” l'incontro previsto con l'avv. B_ la vigilia dell'udienza intesa alla discussione dell'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale, sicché si sarebbe “trovata completamente disorientata, in balia degli eventi e si è sentita assolutamente abbandonata a sé stessa”. Onde – soggiunge essa – il cambio di patrocinatore. Se non che, affermando ciò la ricorrente non si confronta – se non di scorcio, ancorché molto limitato – con le motivazioni del Pretore, che invece ha ritenuto possibile discutere dei pretesi mutamenti di circostanze sia all'incontro con la patrocinatrice sia, inoltre, durante l'udienza già fissata. Insufficientemente motivato, il ricorso si rivela su questo punto irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC ticinese, combinato con il cpv. 5).
b) AP 1
reputa che il mancato intervento dell'avv.B_ con l'agenzia immobiliare le ha “compromesso la possibilità [...] di sottoscrivere un contratto di locazione che l'avrebbe portata in un appartamento delle dimensioni dell'alloggio attuale con un onere locatizio minore rispetto a quello attuale di Fr. 250.00”. Ciò perché l'agenzia immobiliare avrebbe chiesto all'appellante la propria “situazione”, richiesta che essa ha poi “girato” alla propria patrocinatrice, che si sarebbe “impegnata ad attivarsi a breve termine” (appello, n. 5 pag. 5). ll Pretore ha considerato, per contro, che “non era verosimilmente compito della patrocinatrice in assistenza di attivarsi per la nuova locazione della moglie” (decisione impugnata, pag. 4).
Un legale che agisce in regime di assistenza giudiziaria deve limitarsi
alle p
restazioni risultanti da una ragionevole conduzione del mandato, segnatamente a quelle indispensabili per rapporto alla natura ed alla complessità della causa (art. 6 vLag). Infatti, per giurisprudenza, egli deve astenersi da prestazioni destinate a opere di sostegno morale o di aiuto sociale (DTF 109 Ib 111 cons. 3b), come pure da quelle extragiudiziarie (DTF 128 I 231 consid. 2.4.3). Che l'intervento auspicato con l'agenzia immobiliare sia da ritenere extragiudiziario non fa dubbio. Ciò basta a dimostrare l'inconsistenza del ricorso. Aggiungasi ad ogni buon conto che la ricorrente nemmeno ha comprovato che la propria legale si fosse “impegnata ad attivarsi a breve termine”. Il ricorso, su questo punto, vede dunque la sua sorte segnata.
c)
L'interessata ritiene di avere “dettagliato [...] la mancanza di chiarezza” che essa imputa all'avv. B_, sostenendo quindi che l'affermazione del Pretore, secondo cui è “vaga” la critica rivolta alla precedente patrocinatrice, sarebbe erronea. Il Pretore ha estrapolato un passaggio dalla prima pagina della lettera del 30 ottobre 2007 di AP 1. In realtà, la ricorrente, nel prosieguo del suo elaborato, indica gli ambiti nei quali – a suo avviso – l'avv. B_ sarebbe stata “poco chiara”: i debiti coniugali e il conto bancario. Quanto all’“attribuzione dell'automobile” (pag. 2 in alto) e alla “separazione dei beni” (pag. 4 in basso), nella lettera non si menziona che l'avv. B_ sarebbe stata “poco chiara”, ma l'interessata si duole delle risposte ricevute.
La ricorrente ritiene di non avere ricevuto spiegazioni esaurienti in merito ai debiti coniugali. L'avv. B_, per contro, reputa di avere “dedicato il tempo necessario” a quell'argomento (lettera del 18 ottobre 2007, pag. 2 sopra il centro). Si ignora però di quali passivi si tratti né AP 1 è più precisa al riguardo. L'unico
debito cui accenna la convenzione prevista per la disciplina delle misure a protezione dell'unione coniugale concerne l'automobile. Esso è invero stato ripartito fra i coniugi e inserito nel rispettivo fabbisogno. Che poi non si potesse fare una prognosi sulla durata residua del debito appare poco verosimile. La critica della ricorrente va così respinta.
Quanto al “conto” la moglie considera che l'avv. B_ non le abbia dato alcun consiglio (lettera del 30 ottobre 2007, pag. 1 in fondo). La patrocinatrice invero non si è espressa nelle sue osservazioni del 19 ottobre 2007 su questo argomento. Né, per vero, l'interessata l'ha sollevato nel suo scritto del 15 ottobre 2007. Né la convenzione di divorzio menziona l'esistenza di un conto congiunto a nome dei coniugi. Né gli atti sono più espliciti. In un simile quadro di incertezza non può certo dirsi che l'avv. B_ abbia fornito motivi oggettivi alla sua patrocinata per cambiare legale.
AP 1 si lamenta delle risposte datele dall'avv. B_ inerenti all'“attribuzione dell'automobile” e alla “separazione dei beni”. La critica pare così riferirsi all'operato della legale. Ora, nulla agli atti permette di affermare che quell'insoddisfazione assurga a grave motivo suscettibile di giustificare il cambio di patrocinatore d'ufficio. Infatti una semplice diversità di opinioni o un generico biasimo non permettono di sostenere che gli interessi della ricorrente non fossero più tutelati in maniera adeguata (cfr. anche:
Corboz
, op. cit., pag. 84;
Valticos
in: Commentaire romand – Loi sur les avocats, Basilea 2010, n. 24 e 244 ad art. 12 LLCA). Certo, il legale – anche in regime di assistenza giudiziaria – deve adempiere il proprio mandato con cura e diligenza, informando in modo compiuto il cliente (
Krieger
, “Quelques considérations relatives à l'assistance judiciaire en matière civile” in: L'avocat moderne, Basilea 1998, pag. 88), ma non deve sposarne acriticamente le indicazioni (
Valticos,
op. cit., n. 27 ad art. 12 LLCA). Ciò posto, eventuali dettagli in merito all'“attribuzione dell'automobile” e alla “separazione dei beni” avrebbero poi potuto – e dovuto – essere discusse – se del caso – durante il previsto incontro dell'8 ottobre 2007 tra l'avv. B_ e AP 1, al quale tuttavia quest'ultima non ha partecipato.
d)
La ricorrente sostiene di non avere mai ricevuto posta dalla precedente patrocinatrice (ricorso, pag. 6). Se non che, nella sua lettera citata AP 1 si doleva di avere “ricevuto pochissime cose scritte” dall'avv. B_, senza per altro indicare quali né definire quali altre “cose scritte” avrebbe dovuto, invece, ricevere. Al riguardo il Pretore ha considerato che “la bontà o non di un patrocinio non è misurabile” rispetto ai documenti ricevuti dal patrocinato. La ricorrente sostiene che tale affermazione sia errata, poiché disponeva di informazioni “molto sporadiche” e aveva ottenuto chiarimenti “in dosi omeopatiche”. Essa afferma poi che “pur avendo ricevuto la documentazione che attestava il maggior reddito della controparte parecchio tempo addietro, l'avv. B_ l'ha girata alla cliente molto tempo dopo senza rilevare alcunché” (ricorso, pag. 6). Se non che di ciò tutto si ignora e nulla figura agli atti. Né vi sono elementi suscettibili di confortare tali tesi.
e) AP 1
afferma che i “rimproveri maggiori” mossi alla sua legale riguardano il periodo successivo alla firma della convenzione, dovuti a novità non trascurabili. Ciò che stride con la tesi del Pretore secondo cui “le questioni per le quali l'istante lamenta di non avere ricevuto spiegazioni chiare non risultano comunque essere questioni decisive, prova ne sia che la convenzione è in ogni caso stata allestita e firmata”. L'interessata avrebbe voluto modificare la convenzione, ma non ricevendo risposte da parte della sua legale si è sentita sfiduciata, “abbandonata e gabbata”. Se non che, l'interessata medesima evoca che la sua legale intendeva vederla prima dell'udienza del 9 ottobre 2007. Certo non si disconosce che la ricorrente afferma di essersi sentita insicura dopo essersi “riguardata la convenzione” la vigilia dell'incontro con l'avvocato. Ma ciò non giustifica, e da lungi, un cambio di patrocinatore nell'imminenza di un incontro e di un'udienza, durante i quali la discussione avrebbe comunque sia potuto vertere sui punti evocati dalla ricorrente.
f) AP 1
considera che “non essendo cognita di questioni legali, non poteva nemmeno lontanamente” pensare di “poter andare a ridiscutere e ributtare all'aria una convenzione contestualmente all'udienza pretorile”, sicché l'incontro fissato per l'8 ottobre 2007 non era la sede per discutere di ciò. Al riguardo, nondimeno, il Pretore ha ritenuto che eventuali modifiche alla convenzione avrebbero dovuto essere discusse quel giorno e, se del caso, durante l'udienza del giorno successivo. Nella nota lettera la ricorrente indica di avere spiegato telefonicamente all'avv. B_ un problema inerente all'assicurazione dell'auto. La legale le ha detto che avrebbe voluto vederla e parlarle. Sostenere, in simili circostanze, che l'interessata non sapesse che si potessero ridiscutere elementi della convenzione non è serio.
g)
L'interessata ritiene che il Pretore ha aderito “acriticamente” alla tesi dell'avv. B_, non potendosi inferire il di lei impegno dalla “scheda contabile delle prestazioni”. A ragione, invero, AP 1 afferma che tale dettaglio nulla sussidia sulla “reperibilità” del proprio legale in merito a “telefonate” e “sollecitazioni” cui non si è risposto. Se non che, nulla agli atti dimostra che tali telefonate o sollecitazioni siano avvenute. In realtà quel documento attesta solo le prestazioni effettivamente svolte dall'avv. B_ in favore dell'istante. Nulla più. E in presenza di due versioni discordanti senza alcuna prova agli atti occorre decidere con rispetto al principio generale dell'art. 8 CC. Che, in concreto, non giova alla ricorrente.
h)
Inoltre, AP 1 assevera che il rapporto di fiducia si sia incrinato perché l'avv. B_, benché avesse avuto conoscenza dei certificati di stipendio del marito da tempo, nulla ha fatto per modificare i contributi alimentari in favore dei figli. Se non che, nulla si sa di quando la precedente legale sia stata edotta di quei documenti. Inoltre, come già indicato qui sopra (consid. a, e ed f), gli aggiustamenti necessari possono essere fatti anche durante l'udienza indetta per la discussione dell'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale.
5. AP 1
reputa infine che il beneficio richiesto le vada concesso perché in ogni caso la sua precedente patrocinatrice non potrebbe comunque sia riprendere il mandato, dandosi “anche da parte sua” una mancanza di fiducia. Aggiunge che per il ragionamento del Pretore “nessun legale assumerebbe il patrocinio”, poiché “non è in grado di assumere le spese” e, per di più, se il primo giudice dovesse nominare un “patrocinatore d'ufficio, per questioni di coerenza, tale nomina non potrebbe che essere accompagnata dalla garanzia del pagamento del patrocinio da parte dello Stato”, precisando al riguardo “a meno che (malcelatamente) il Giudice di prima istanza preferisca investire un patrocinatore d'ufficio piuttosto che il patrocinatore di fiducia scelto dalla parte in causa...”.
Prescindendo dalla discutibile chiosa finale, va ricordato alla ricorrente che già il citato messaggio del Consiglio di Stato
evidenziava “
il limitato margine che il beneficiario dell’assistenza giudiziaria possiede nel mutamento di patrocinatore”
(commento all'art. 20). Sia come sia, di regola, nella prassi, l'avvocato scelto dalla parte formula, a nome di quella, richiesta di assistenza giudiziaria con contestuale domanda di gratuito patrocinio quale avvocato d'ufficio (
Zen-Ruffinen
in: JdT 137/1989 I pag. 51).
Ciò premesso,
né l'art. 29 cpv. 3 Cost. né l'art.
6 CEDU conferiscono alla parte il diritto di scegliere essa medesima il proprio avvocato d'ufficio (DTF 125 I 164 consid. 3b con rinvio). Nell'ambito dell'assistenza giudiziaria il patrocinatore d'ufficio svolge la propria funzione in forza di un rapporto di diritto pubblico con il Cantone, non in virtù di un mandato a carattere civilistico con il cliente (DTF 122 I 325 consid. 3b con riferimenti;
Poudret
, Commentaire de l'OJF, vol.
V, Berna 1992, pag. 126 in fondo con richiamo al vol. II, Berna 1990, pag. 41 verso il basso;
Zen-Ruffinen
, loc. cit.;
Favre
, L'assistance judiciaire gratuite en droit Suisse, Tolochenaz 1989, pag. 134;
Wolffers
, Der Rechtsanwalt in der Schweiz, Zurigo 1986, pag. 44 segg.). Per tale motivo egli non può valersi della libertà economica (DTF 122 I 2 consid. 3a con citazioni), né può deporre unilateralmente l'incarico (non applicandosi l'art. 404 CO
: Zen-Ruffinen
, op. cit., pag. 51;
Favre
, op. cit., pag. 135), né il patrocinato può sostituirlo a beneplacito (
Engel
, Contrats de droit suisse, 2a edizione, pag. 493 lett. c; nel Ticino ciò fa decadere il beneficio della gratuità: art. 20 cpv. 1 Lag). Per di più, secondo la giurisprudenza, se l'assistito ha preferito non fare agire l'avvocato incaricato del gratuito patrocinio, ma un altro legale, egli deve sopportarne la remunerazione (RJN 2009 pag. 244). La semplice perdita di fiducia nel proprio legale d'ufficio non dà diritto all'assistito di ottenerne la sostituzione, se tale perdita si fonda su motivi soggettivi e se non si appalesa, in maniera lampante, che l'atteggiamento dell'avvocato d'ufficio è gravemente pregiudizievole per gli interessi del proprio patrocinato (RFJ 2007 pag. 188).
Nella fattispecie, oltre alle censure già discusse, AP 1 non asserisce che l'avv. PA 1 sia il suo rappresentante abituale o abbia già avuto modo di assisterlo in altre cause (v. SJ 120/1998 pag. 192). Anzi, essa ha scelto il nuovo patrocinatore su indicazione di una conoscente. Mal si comprende, di conseguenza, quale interesse concreto abbia la ricorrente a vedersi designare in veste di patrocinatore d'ufficio l'avv. PA 1 in luogo di un altro avvocato, iscritto nell'elenco cantonale, a mera discrezione del giudice, competendo a quest'ultimo, nel Cantone Ticino, la scelta del patrocinatore d'ufficio (v. anche: RtiD II-2006, pag. 615 consid. 4).
Quanto alla ripresa del mandato da parte della precedente legale, nessun elemento agli atti permette la riflessione inerente allo stato d'animo dell'avv. B_. In realtà, il senso dell'art. 20 vLag potrebbe essere inteso nell'accezione che, se la sostituzione di avvocato non è giustificata, per tutelare adeguatamente gli interessi della parte, quest'ultima può di nuovo fare capo al suo precedente legale e beneficiare del gratuito patrocinio, per altro già accordato.
6.
La ricorrente reputa che i precedenti giurisprudenziali su cui il Pretore ha fondato il proprio convincimento non siano adeguati al caso di specie, poiché si trattava di “patrocini di natura penale e soprattutto di patrocinatori d'ufficio”. Se non che, come accennato in precedenza, il gratuito patrocinio configura un rapporto di diritto pubblico tra il patrocinante e lo Stato. Poco importa quale sia dunque l'ambito nel quale il legale è nominato. Aggiungasi solo che il rapporto di fiducia è elemento che – in un patrocinio d'ufficio – va relativizzato (sentenza del Presidente della seconda Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone di Berna inc. n.
APH-07 643 del 3 marzo 2008, consid. 5 in:
http://www.justice.be.ch
).
7.
Va infine soggiunto che i requisiti per l'ottenimento dell'assistenza giudiziaria si valutano sulla scorta della situazione in cui si trova il richiedente al momento in cui presenta la domanda, anche se la decisione interviene più tardi. La situazione dell'interessato al momento del giudizio è di rilievo solo per apprezzare il requisito dell'indigenza (
Poudret
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. V, Berna 1992, pag. 120 in fondo con richiamo a DTF 108 V 269 consid. 4), in specie per revocare il beneficio qualora siano venute meno nel frattempo le gravi ristrettezze (DTF 122 I 5).
Nella fattispecie, il Pretore ha accertato l'esistenza dei requisiti per l'ottenimento dell'assistenza giudiziaria al momento dell'avvio della causa. Nondimeno, dopo il 7 ottobre 2009 non si conoscono, né la ricorrente allude minimamente a quali altri passi abbia o dovesse intraprendere il nuovo patrocinatore nell'ambito della procedura di misure a protezione dell'unione coniugale. Né figura una stima dei costi eventualmente da sopportare dalla moglie. Ciò posto, il ricorso si dimostra una volta di più infondato.
8.
La procedura per il conferimento dell'assistenza giudiziaria è di
regola gratuita e non v'è ragione di scostarsi da tale principio nel caso specifico (art. 4 cpv. 2 vLag). Non si pone inoltre problema di ripetibili, il ricorso non avendo formato oggetto di intimazione.
9.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro il pronunciato odierno (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), t
rattandosi – come in concreto – di una decisione incidentale, essa segue la via giudiziaria dell'azione principale. U
na sentenza in materia di protezione dell'unione coniugale è una decisione che riveste sia aspetti ideali sia elementi pecuniari. Dandosi litigio – come sembra essere in concreto – su elementi ideali (attribuzione dell'autorità parentale) e patrimoniali (contributi alimentari), il Tribunale federale considera la decisione di natura “preminentemente ideale”, sicché il ricorso in materia civile è dato senza riguardo al valore di lite (da ultimo: sentenza del Tribunale federale 5A_492/2011 del 28 febbraio 2012, consid. 1).