# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b089d122-687c-56ac-a92b-ac6ca215675d
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
Il curriculum vitae dell’imputato emerge dal suo verbale 05.03.2015:
"
Ho 4 fratelli e una sorella. Lei vive qua in Svizzera assieme a un altro mio fratello mentre il resto sono in Bosnia. Mia madre è morta e mio padre vive in Bosnia. Ho fatto le scuole elementari in Bosnia mentre le medie e le professionali con l’apprendistato, a Zurigo. Non ho però conseguito il diploma professionale di idraulico per via della lingua. Ho poi sempre lavorato nel ramo dei sanitari nel Canton Zurigo. Attualmente lavoro per una agenzia di collocamento temporaneo in diversi posti del Canton Zurigo. Guadagno CHF 37.00 all’ora e in un mese conseguo circa CHF 6/7'000.00 lordi, in media. Pago CHF 1'540.00 di affitto, CHF 789.00 di CM per tutta la famiglia. Ho debiti per imposte di circa CHF 4'000.00 e anche altri per via delle condanne che ho subito. Non ho precetti esecutivi.
Sono sposato dal _ e ho due figli che hanno 12 e 4 anni. Vanno a scuola a _. Mia moglie non lavora ed è casalinga. Sono arrivato in Svizzera il _ con mio padre e sono sempre rimasto qua. Sono titolare di un permesso di domicilio “C”. L’auto BMW con la quale sono stato fermato a _ è la mia. L’ho pagata CHF 8'000.00 perché ha Km 200'000. Il PP mi fa notare che comunque è un’auto di alta gamma e che con i miei proventi salariali certamente risulta costosa. Lo so ma ho già pensato di venderla mettendo l’annuncio gratuito su “Gratis-Inserate”. Per ora non l’ho ancora venduta. Non ho altro da aggiungere sulla mia situazione e condizione personale.”
2.
l’estratto del casellario giudiziale dell’imputato indica una serie impressionante di condanne, tutte per reati contro la circolazione, dalla ripetuta guida in stato di inattitudine (alcol) alla guida senza assicurazione RC rispettivamente nonostante la revoca. Dal 06.02.2008 al 04.02.2014 l’imputato ha inanellato ben sei condanne, dapprima al pagamento di aliquote giornaliere sospese condizionalmente, in seguito alla prestazione di lavoro di pubblica utilità da espiare, alle aliquote giornaliere da pagare. Purtroppo nessun avvertimento lo ha trattenuto dal continuamente mettersi alla guida senza licenza di condurre. Ma vi è di più, dopo essere stato sentito il 05.03.2015 dal Procuratore pubblico, dopo che non si era presentato ad una precedente citazione, altro non ha fatto che reiterare nel medesimo reato, in particolare il 30.07.2015 in occasione dei fatti di cui all’ACC 145/2015. Per il resto si rinvia all’estratto del casellario giudiziale in atti.
3.
I fatti indicati nell’atto d’accusa non sono contestati e nemmeno la loro qualifica giuridica. Si rinvia pertanto alla loro descrizione esposta in entrata. Unico nodo contestato è la pena. Per il Procuratore pubblico non vi è alternativa ad una pena interamente da espiare stante la prognosi infausta, mentre per la difesa l’imputato meriterebbe ancora fiducia, anche perché una pena ferma comporterebbe il suo licenziamento.
4.
Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).
In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che c
odifica la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (
Tatkomponenten
). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (
objektive Tatkomponenten
), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).
Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (
subjektive Tatkomponenten
) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).
Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).
Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).
5.
La colpa dell’imputato non può che essere definita grave se solo si considera che il suo comportamento rivela un essere incallito nel violare sempre le regole principali della circolazione stradale come l’essere in possesso di una valida licenza. A ciò aggiungasi che, con il tempo, si è fatto anche più scaltro nel senso che ha acquistato licenze di condurre false, per poi esibirle in occasione di controlli. La circostanza che non abbia mai causato incidenti è del tutto irrilevante. Le imputazioni si riferiscono infatti a reati legati al diritto stesso di circolare, e non già a lesioni effettive della pubblica incolumità. Sotto questo profilo la prognosi appare senza dubbio infausta. La giurisprudenza del tribunale federale ha stabilito che in linea generale, occorre procedere a tappe e chiedersi, dapprima, se basta una pena pecuniaria sospesa rispettivamente parzialmente sospesa, segnatamente, donde ne ricorrano i presupposti, un lavoro di pubblica utilità sospeso o da espiare. Solo una volta esaurite queste possibilità, si può infliggere una pena detentiva anche inferiore a 12 mesi (DTF 134 IV 60 e 97). Nella fattispecie la gravità della colpa, caratterizzata soprattutto nella totale mancanza di scrupoli nel reiterare sempre il medesimo reato, sordo ad ogni avvertimento sanzionatorio (dalla pena pecuniaria sospesa, alla pena pecuniaria effettiva ed al lavoro di pubblica utilità) senza mai dare nessun segnale di ravvedimento, impedisce di contenere la pena entro i limiti massimi di una pena pecuniaria. Considerata la reiterazione dei reati, unita a sempre maggiore scaltrezza nel cercare di sottrarsi alle regole (vedasi acquisto e uso di patenti false), pare giustificata una pena detentiva di 16 mesi.
Nel solco della giurisprudenza testé citata, questo giudice ha ritenuto comunque di procedere ulteriormente a tappe, rinunciando a ordinare l’espiazione totale della pena, nella speranza che, una volta espiatane una parte, l’imputato finalmente si ravveda. Considerato che ha un lavoro e le conseguenze che avrebbe, anche sulla sua famiglia, un suo licenziamento, è parso adeguato infliggere all’imputato l’espiazione di sei mesi, così da consentirgli una forma di espiazione che gli permetta di mantenere l’attuale occupazione, non senza avvertirlo che, in caso di nuova condanna, non vi sarà altra punizione possibile che non l’effettiva espiazione di una pena detentiva. In questo senso, visti i precedenti il termine di prova viene fissato nel massimo edittale di 5 anni. Per il resto devesi ordinare la revoca delle precedenti sospensioni condizionali delle pene pecuniarie sospese rispettivamente parzialmente sospese (art. 46 CP).
Visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 46, 47, 49, 69, 252 CP; 91, 95 LCS;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations