# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fffbc7df-888e-5ef8-9ca2-5ed7d7dd47c5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 23 dicembre 2013 da PI 1 contro RI 1 per l’incasso di fr. 50’413.25 oltre interessi del 5% dal 23 dicembre 2013 e accessori, il 24 settembre 2014 l’Ufficio esecuzione di Lugano, appurato che l’escussa non aveva interposto opposizione, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso 1° ottobre 2014, RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Visto l’esito dell’odierno giudizio, il ricorso non è stato comunicato né all’Ufficio né alla controparte.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, RI 1 si oppone alla comminatoria di fallimento, facendo valere di vantare nei confronti dell’escutente un credito di fr. 37’000.–, di averla denunciata penalmente per appropriazione indebita e amministrazione infedele e di voler salvaguardare gli impieghi dei suoi 25 dipendenti di età superiore ai 45 anni. Allega anche che l’escutente ha sottoscritto un contratto di acquisto di tutte le quote sociali di RI 1.
Orbene, tutte le censure riguardano i rapporti tra escutente ed escussa e non l’operato dell’Ufficio. La contestazione dell’esistenza o dell’importo del credito posto in esecuzione sarebbe dovuta essere formulata nella procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF) o di disconoscimento di debito (art. 83 cpv. 2 LEF). Quanto all’inoltro di una denuncia penale, non ha alcun effetto diretto sull’esecuzione in corso. E quantunque la volontà di salvaguardare impieghi sia lodevole, la legge non consente all’autorità di vigilanza di annullare e nemmeno di sospendere un’esecuzione per un motivo del genere. Il ricorso si rivela dunque irricevibile.
3.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).