# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ea10c326-2588-535a-8e1d-81c15f2c6748
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Con sentenza del 20 settembre 2001 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud ha pronunciato lo scioglimento del matrimonio contratto il 6 maggio 1983 da AP 1 (1959) e AO 1 (1961), omologando una convenzione sugli effetti del divorzio firmata il 5 aprile 2001 in cui il marito si impegnava a versare alla moglie un contributo indicizzato di fr. 1000.– mensili senza limiti di tempo. I versamenti essendo poi cessati, AO 1 si è rivolta il 14 febbraio 2007 al Pretore, chiedendo di convocare l'ex marito per un esperimento di conciliazione, che è decaduto infruttuoso il 22 febbraio successivo (inc. DI.2007.24).
B.
Quel 22 febbraio 2007 AP 1 ha adito egli medesimo il Pretore, chiedendogli di sopprimere il contributo alimentare per l'ex moglie omologato nella sentenza di divorzio. Con risposta del 13 aprile 2007 AO 1 ha proposto di respingere
l'azione. All'udienza preliminare del 14 giugno 2007 è comparsa la sola convenuta, di modo che il Pretore ha ripetuto la citazione. L'attore è rimasto assente ingiustificato anche alla nuova udienza preliminare del 6 settembre 2007, che si è tenuta così alla sola presenza di AO 1. Accertato che l'istruttoria sarebbe consistita nel solo richiamo di documenti, al termine dell'udienza il Pretore ha convocato le parti al dibattimento finale dell'11 ottobre 2007. Nessuno risulta essersi presentato in tribunale
quel giorno. Statuendo con sentenza del 30 maggio 2008, il Pretore ha respinto l'azione e ha posto la tassa di giustizia (fr. 800.–) con le spese a carico di AP 1, tenuto a rifondere alla convenuta un'indennità di fr. 2500.– per ripetibili.
C.
Contro la sentenza appena citata è insorto AP 1 con una lettera del 16 giugno 2008 in cui dichiara di
“
inoltrare ricorso
”
e chiede al Pretore di rivedere il giudizio alla luce delle sue difficili condizioni economiche. Il Pretore ha trasmesso lo scritto al Tribunale d'appello per competenza. La controparte non è stata invitata a formulare osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
L'unico mezzo d'impugnazione esperibile contro la sentenza del Pretore è l'appello (art. 307 cpv. 1 CPC), il quale deve contenere – sotto pena di nullità – i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda, come pure le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett. e ed f CPC combinati con il cpv. 5). Nel caso specifico l'appellante non si confronta minimamente con gli argomenti addotti dal Pretore per respingere l'azione, né tanto meno avanza esplicite richieste di giudizio. Si limita a postulare un generico riesame della sentenza (per di più alla Pretura stessa). In simili condizioni l'appello andrebbe dichiarato irricevibile già per carenza di requisiti formali. Si volesse da ciò prescindere, l'esito del pronunciato non muterebbe per le ragioni in appresso.
2.
Se una parte non compare all'udienza preliminare, il Pretore fissa una nuova udienza
“
da tenersi entro 15 giorni; in caso di mancata comparsa a tale udienza, è applicabile l'art. 135
”
(art. 177 cpv. 2 CPC). L'art. 135 cpv. 2 CPC stabilisce, a sua volta, che
“
se una parte non compare a un'udienza, questa ha luogo ugualmente con la parte comparsa. Sono tenute in considerazione le precedenti allegazioni della parte non comparsa
”. Chi diserta l'udienza preliminare si preclude, in altri termini, la possibilità di notificare prova (art. 180 cpv. 1 e 2 CPC), di opporsi alle richieste di prova avversarie (art. 180 cpv. 3 CPC) e di esprimersi
su eventuali questioni pregiudiziali o preliminari (art. 181 cpv. 3
CPC).
3.
Nella fattispecie il Pretore ha ricordato che incombeva all'attore dimostrare l'asserito peggioramento della propria situazione finanziaria dopo il divorzio. AP 1 però aveva prodotto solo – con l'atto introduttivo della lite – due tassazioni (del 2004 e del 2005), un elenco di 48 esecuzioni per debiti e un certificato di 60 attestati di carenza beni (per complessivi fr. 119
852.25). Nulla comprovava quali fossero le sue condizioni finanziarie al momento del divorzio, nulla attestava che il deterioramento economico fosse estraneo alla sua volontà e nulla confortava un qualsivoglia impegno da lui profuso nella ricerca di un'occupazione suscettibile di rimediare al disagio. L'attore era lungi perciò, secondo il Pretore, dall'integrare i presupposti dell'art. 129 cpv. 1 CC.
4.
Nell'appello l'attore sostiene di non aver potuto
“
presenziare all'udienza
”
a causa di un prolungato soggiorno all'estero, di essersi impegnato
“
attivamente
”
per trovare un altro lavoro, di essersi separato il 1° aprile 2008 dalla sua seconda moglie, di non percepire alcuna indennità di disoccupazione e di essere stato finanche sfrattato dal suo domicilio. In definitiva egli reputa il giudizio impugnato
“
fuori luogo
”
e ingiusto, data la grave ristrettezza in cui versa.
Ora, il fatto che simili allegazioni siano nuove non osta – di per sé – alla loro ammissibilità (art. 138 cpv. 1 CC). Se non che, una volta ancora, niente le avvalora. Né potrebbe essere diversamente: come davanti al primo giudice l'attore si è precluso ogni offerta di prova (salvo i documenti acclusi all'atto introduttivo della lite), davanti a questa Camera egli non ha prodotto
alcunché o notificato un solo mezzo istruttorio (art. 423
b
cpv. 2
CPC). Niente dimostra, in particolare, il prolungato soggiorno all'estero (che non basterebbe per altro a sanare l'assenza ingiustificata all'udienza preliminare), niente il preteso impegno nella ricerca di un nuovo posto di lavoro, niente lo sforzo concretamente profuso per rimediare allo stato di ristrettezza. Ne deriva che, si sorvolasse pure sulle insufficienze formali dell'esposto, l'appello si rivelerebbe in ogni modo destinato all'insuccesso.
5.
L'appellante insorge anche contro la tassa di giustizia applicata dal Pretore (fr. 800.–), affermando di non poterla pagare. Il solo fatto che un soccombente non sia in grado di versare gli oneri processuali ancora non significa, tuttavia, che si debba rinunciare al prelievo. Se mai l'indigente può sollecitare l'assistenza giudiziaria (art. 3 cpv. 1 Lag), ma nella fattispecie AP 1 non ha instato per tale beneficio. Anche al proposito l'appello riuscirebbe perciò destituito di consistenza.
6.
La tassa di giustizia e le spese del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CC). Tutto induce a ritenere però che nel caso specifico l'incasso di tali oneri processuali si tradurrebbe in un mero costo aggiuntivo per l'ente pubblico, l'attore risultando con ogni verosimiglianza insolvente. Tanto vale ragionevolmente, nelle circostanze descritte, soprassedere a prelievi. Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato a AO 1 per osservazioni.
7.
Quanto a
i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso supera di gran lunga la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile (art. 74 LTF), ove appena si pensi che il contributo alimentare per l'ex moglie (49 anni), di fr. 1000.– mensili, è dovuto dall'attore senza limiti di tempo.