# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cf7898b3-68cb-5f91-9f8a-83e61e1698d9
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
P_ (1917), domiciliato a _, è deceduto a _ il 21 maggio 1992, lasciando come eredi la terza moglie AP 1 (1946) con la figlia nata dal primo matrimonio M_
(1946) e i figli nati dal secondo matrimonio AO 1
(1957), D_ (1959), H_ (1960) e F_ (1961). Nel compendio della successione rientra la particella n. 2812 RFD di _, composta di due proprietà per piani: la n. 12
372 (
553
/
1000
), intestata a AP 1, e la n. 12
373 (
447
/
1000
), intestata ad AO 1. Per quanto riguarda la proprietà per piani n. 12
372, AP 1 è erede istituita e AO 1 erede sostituito in virtù di un contratto successorio stipulato da P_ con la terza moglie il 21 giugno 1988 (rogito n. _ del notaio _, _).
B.
Il 19 maggio 2008, valendosi della sostituzione fedecommissaria, AO 1 ha chiesto al Pretore della giurisdizione di Locarno Città la nomina di un amministratore dell'eredità per quanto riguarda la citata particella n. 2812. Sentite le parti all'udienza del 1° luglio 2008, con decisione del 13 agosto 2008 il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza, nel senso che ha ordinato l'amministrazione dell'eredità limitatamente alla proprietà per piani n. 12
372 e ha designato in qualità di amministratore _ di _.
La tassa di giustizia e le spese (fr. 400.– complessivi) sono state poste a carico di AO 1, al quale AP 1 è stata condannata a versare fr. 900.– per ripetibili.
C.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorta il 1° settembre 2008 a questa Camera per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo all'appello – la reiezione dell'istanza avversaria e la conseguente riforma del giudizio impugnato.
La richiesta di effetto sospensivo è stata respinta con decreto presidenziale del 6 settembre 2008. Nelle sue osservazioni del
7 ottobre 2008 AO 1 ha proposto di respingere l'appello.
D.
Il 15 gennaio 2009 l'amministratore _ è stato sostituito dall'_. AO 1 è deceduto a _ il 21 gennaio 2010, istituendo suoi eredi Mi_ (1967), Ma_ (1956), che il 20 maggio 2010 ha rinunciato all'eredità, e B_ (1954). Accertata la morte dell'istante, con decreto del 30 aprile 2010 il Pretore ha revocato l'amministrazione d'ufficio.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Con decreto del 30 aprile 2010 il Pretore ha revocato – come detto – l'amministrazione d'ufficio, AO 1 avendo perduto la qualità di erede sostituito in relazione alla proprietà per piani n. 12
372. L
'appello è diventato così privo d'oggetto e va stralciato dai ruoli (art. 351 cpv. 1 CPC ticinese). Nelle circostanze descritte rimane da giudicare sugli oneri processuali e le ripetibili. Ora, quando un appello diventa senza oggetto o senza interesse giuridico si applica, per analogia, l'art. 72 della procedura civile federale (RtiD I-2004 pag. 488 consid. 7 con rinvii). Il tribunale dichiara quindi il processo terminato e statuisce con motivazione sommaria sulle spese, “tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite”. La questione è di sapere, ciò premesso, quale sarebbe stato il verosimile esito dell'appello se la procedura non andasse stralciata dai ruoli.
2.
Nella fattispecie il Pretore ha rilevato, sulla base di una perizia giudiziaria a futura memoria allestita su richiesta di AO 1 il 10 dicembre 2007 e delucidata il 22 aprile 2008, che la proprietà per piani n. 12
372 “e tutto l'edificio (o buona parte)” sulla particella n. 2812 richiedono “importanti lavori di manutenzione e di ristrutturazione al fine di salvaguardare il valore e di evitarne il deperimento ulteriore”, onde l'opportunità di un amministratore cui sarebbe spettato di valutare la necessità di ogni singolo intervento. “I rilevamenti peritali bastano in questo ambito procedurale sommario – ha continuato il Pretore – per far ritenere che le aspettative dell'erede sostituito siano messe in pericolo a seguito dell'inattività – in punto a manutenzione dell'immobile – dell'erede istituita”. “E ciò può essere operato – ha concluso il primo giudice – anche senza una disamina puntuale di ogni singolo atto di manutenzione/ristrutturazione che il perito ha indicato essere opportuno svolgere; e può essere affermato a prescindere dalla questione di un'eventuale colpa dell'erede istituita, che (...) è irrilevante” (decisione impugnata, consid. 5).
3.
In caso di sostituzione d'erede la consegna dell'eredità all'istituito ha luogo solo, salvo dispensa da parte del disponente, contro prestazione di garanzia, la quale, trattandosi di immobili, può consistere in un'annotazione dell'obbligo di trasmissione nel registro fondiario (art. 490 cpv. 2 CC). Se l'istituito non è in condizione di prestare questa garanzia o mette in pericolo le aspettative del sostituito, dev'essere ordinata l'amministrazione d'ufficio (art. 490 cpv. 3 CC). Nella fattispecie l'annotazione nel registro fondiario è avvenuta il 14 luglio 1997 e il 23 luglio 1998 (doc. E). La questione è di sapere pertanto, a un sommario esame, se il Pretore abbia reputato a ragione che, nonostante l'annotazione a registro fondiario, la convenuta mettesse in pericolo le aspettative dell'istante. A tal fine non occorre che AP 1 denotasse una colpa o che si ravvisasse un danno alla proprietà per piani n. 12
372. È sufficiente – come ha ricordato il Pretore – che sussistesse fondato motivo di rischio per quanto riguarda la
consegna in natura del bene all'erede sostituito (
Bessenich
in: Basler
Kommentar, ZGB II, 3
a
edizione, n. 5 ad art. 490 CC con richiami di dottrina).
4.
La convenuta pretendeva anzitutto, nell'appello, che il Pretore avrebbe dovuto trattare l'istanza con la procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 361 segg. CPC ticinese). Si trattava di un'argomentazione manifestamente infondata. La designazione di un amministratore è un procedimento di volontaria giurisdizione (art. 554 cpv. 1 n. 4 CC), come tutte le misure assicurative della devoluzione ereditaria previste dagli art. 551 segg. CC (
Karrer
in: Basler Kommentar, op. cit., n. 10 alle note preliminari degli art. 551–559 CC;
Emmel
in: Praxiskommentar Erbrecht, 2
a
edizione, n. 11 alle note preliminari degli art. 551 segg. CC). Come tale, esso era disciplinato – fino al 31 dicembre 2010 – dalla procedura sommaria
non
contenziosa dell'art. 360 CPC ticinese (Rep. 1996 pag. 161 consid. 1). Su questo punto l'opinione eterodossa dell'appellante non avrebbe meritato altra disamina.
5.
Per il resto l'appellante contestava – in sintesi – che la sua proprietà per piani versasse in uno stato di degrado, affermando di avere sempre consentito all'esecuzione di tutti i lavori necessari per la conservazione del bene. A comprova di ciò essa passava in rassegna, nell'appello, i singoli interventi illustrati nella perizia a futura memoria, dichiarando a quali essa consentiva (siccome necessari) e a quali essa si opponeva (perché non necessari). In definitiva, a suo parere, non era dato alcun pericolo per le aspettative ereditarie dell'istante, ragione per cui il Pretore avrebbe dovuto respingere la nomina di un amministratore d'ufficio. Così argomentando, nondimeno, l'interessata mostrava una volta ancora di non avere una corretta nozione della procedura che governa l'emanazione di provvedimenti assicurativi della devoluzione ereditaria. La quale è meramente sommaria e di apparenza, non di merito. Chiamata a valutare se un erede istituito metta in pericolo le aspettative ereditarie del sostituito, l'autorità si limita a un giudizio di verosimiglianza, alla stessa stregua del giudice chiamato a emanare provvedimenti cautelari.
Nella fattispecie risultava dalla perizia a futura memoria prodotta da AO 1 a sostegno della propria istanza che la particella n.
2812 richiede opere di manutenzione corrente: dalla sistemazione del tetto, della terrazza attico e delle facciate alla sostituzione delle finestre e della caldaia, “con una certa urgenza” per quanto riguardava il tetto, le facciate e i canali di gronda (referto del 10 dicembre 2007 con delucidazione scritta del 22 aprile 2008 nell'inc. DI.2007.158). Dagli atti risultava altresì che, almeno in relazione della proprietà per piani
n. 12
372, v'era disaccordo tra l'erede istituita e l'erede sostituito circa gli interventi necessari: l'una riconosceva talune opere, l'altro ne esigeva di ulteriori (verbale dell'udienza 1° luglio 2008, riassunto scritto della convenuta). Nel frattempo il bene immobile rischiava il deterioramento. A giusto titolo perciò il Pretore ha designato, a un sommario esame, un amministratore d'ufficio. Esaminare quali interventi ordinari andassero eseguiti a spese della convenuta sarebbe poi spettato all'amministratore, la posizione di un erede istituito nei confronti dell'erede sostituito essendo simile a quella dell'usufruttuario nei confronti del nudo proprietario (
Steinauer
, Le droit des successions, Berna 2006, pag. 287). Le decisioni dell'amministratore sarebbero poi state impugnabili davanti al Pretore, autorità di nomina (art. 595 cpv. 3 CC per analogia:
Tuor/Picenoni
in: Berner Kommentar, n. 21 ad art. 554 CC;
Escher
in: Zürcher Kommentar, 3a edizione, n. 18 ad art. 554 CC).
6.
Se ne conclude che in concreto, non andasse tolto dai ruoli, l'appello sarebbe verosimilmente stato respinto. La tassa di giustizia e le spese vanno così addebitate all'appellante, tenuta a rifondere alla controparte, che ha presentato osservazioni all'appello per il tramite di un patrocinatore, un'equa indennità per ripetibili (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese). Gli oneri di prima sede rimangono a carico della convenuta.