# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0edab3ed-578a-5687-a07f-45068ad3205e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 27 novembre 2006 RI 1, nato nel _, ha compilato il questionario per l’affiliazione degli indipendenti, annunciando l’inizio dell’attività di broker assicurativo con effetto dal 1° gennaio 2007, dopo essere stato licenziato dalla _, per la quale lavorava da circa _, in seguito ad una ristrutturazione (doc. 5 ed I).
1.2. Tramite decisione formale dell’8 marzo 2007, confermata dalla decisione su opposizione del 18 aprile 2007, la Cassa CO 1 ha respinto la richiesta. L’amministrazione ha precisato che per l’affiliazione nella categoria degli indipendenti di un broker assicurativo vengono applicate le direttive federali sul salario determinante riguardante i rappresentanti di commercio e gli agenti, che prevedono tre condizioni da soddisfare per poter essere affiliati in tale categoria: l’agente deve utilizzare locali commerciali propri o in affitto, occupare personale e sopportare la maggior parte delle spese d’esercizio. In concreto l’interessato non occupa personale, non si assume la maggior parte delle spese d’esercizio, non sopporta un vero e proprio rischio economico ed è retribuito a provvigioni/commissioni (doc. 4). Da qui la reiezione della domanda.
1.3. Con tempestivo ricorso dell’8 maggio 2007 l’assicurato è insorto al TCA contro la predetta decisione. Egli rammenta di aver esercitato l’attività di assicuratore professionale per oltre quarant'anni per la compagnia _. In seguito ad una ristrutturazione interna è stato licenziato. Vista l’età (nato nel _) e la conseguente difficoltà a trovare un lavoro, ha deciso di sfruttare il suo portafoglio di clienti mettendosi in proprio ed esercitando l’attività di broker assicurativo. Egli fa valere che le società con le quali collabora hanno rifiutato di assumerlo quale dipendente per motivi legati al costo del lavoro, in quanto il pagamento degli oneri sociali, in particolare il secondo pilastro, sarebbe troppo oneroso.
Egli fa valere di disporre di un ufficio proprio per il quale paga fr. 400 al mese, che, in futuro non esclude di assumere dei dipendenti e che tutte le spese di gestione (telefonino, telefono privato, auto, abbigliamento, pranzi od aperitivi e caffè) sono completamente a suo carico.
Attualmente collabora in particolare con la _ di _ e la _ di _.
1.4. Nella propria risposta di causa del 14 maggio 2007 (doc. III) la Cassa ha postulato la reiezione del ricorso, con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione.
1.5. Pendente causa il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti di cui si dirà in seguito e sui quali le parti hanno potuto determinarsi in merito (doc. da IX a XXIV).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. L’insorgente contesta più volte la circostanza che a trattare la pratica sarebbe stata sempre la stessa persona, poiché le lettere sono sempre firmate da _, il quale è inoltre la persona di contatto allorquando telefona alla Cassa (cfr. doc. I e VII).
La questione è già stata risolta da questo Tribunale al momento dell’entrata in vigore della LPGA.
Il TCA ha infatti interpellato più volte la Cassa CO 1 per sapere come i collaboratori dell’amministrazione sono stati informati dell’entrata in vigore della LPGA e come è stata organizzata la procedura d’opposizione.
Nella STCA del 7 luglio 2004 (inc. 30.2003.84-85, confermata dalla STFA del 21 luglio 2006, H 167/04 dove tuttavia l’argomento non è stato affrontato, poiché non più controverso), questo Tribunale aveva affermato:
"
Ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza che le ha notificate.
In via di principio, questa norma di procedura entra in vigore immediatamente (DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no. 37 pag. 316 consid. 3b). Ciò significa che tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003 sono rette dalla procedura di opposizione che si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali, ad eccezione della previdenza professionale.
L'art. 52 cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici.
Inoltre, secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di regola non sono accordate ripetibili.
Per quel che concerne l'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti, l'art. 1 LAVS, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, stabilisce che le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) sono applicabili all'assicurazione vecchiaia e superstiti disciplinata in questa prima parte, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga alla LPGA.
2.4. In un'altra causa pendente innanzi il TCA (inc. 30.2003.30), questo Tribunale ha posto alcuni quesiti alla Cassa circa l'applicazione della nuova LPGA. L'amministrazione ha così risposto:
“ Domanda 1 Con quali modalità i collaboratori della Cassa sono stati informati dell'entrata in vigore della LPGA?
Nella primavera 2002 è stato istituito un Gruppo di lavoro interno, presieduto dalla avv. X del servizio giuridico e composto dai capi-ufficio _, avente lo scopo di adeguare le diverse procedure ed i flussi di lavoro dovuti all'entrata in vigore della LPGA, prevista per il 1° gennaio 2003.
I collaboratori _ sono stati in seguito formalmente istruiti sulle innovazioni apportate dalla LPGA con un corso di formazione interno tenuto dall'avv. X. Per quanto riguarda i collaboratori dell'Ufficio _ dell'AI, l'UFAS, tramite un gruppo di lavoro, ha inoltre organizzato uno specifico corso di formazione, che è stato tenuto dalla capoufficio Avv. W.
Domanda 2 In particolare come sono stati distribuiti i compiti in materia di decisione formale e decisione su opposizione? Le stesse persone che firmano la decisione formale sono abilitate a firmare anche la decisione su opposizione? Come è stato organizzato l'esame dell'opposizione? Chi la esamina concretamente?
Fino all'emanazione della decisione formale la pratica viene trattata dal funzionario internamente designato a seconda della competenza (suddivisione per numero AVS, oppure per domicilio, ecc.); di solito si tratta di un calcolatore/una calcolatrice, risp. un ispettore/un'ispettrice.
Se l'assicurato interpone opposizione, la pratica passa di competenza del/la rispettivo/a capo-servizio, che istruisce l'incarto in vista dell'emanazione della decisione su opposizione.
Se l'opposizione non espone questioni che richiedono degli approfondimenti, il/la caposervizio la evade, emanando la relativa decisione su opposizione, che può accogliere, risp. respingere (totalmente o parzialmente) il reclamo dell'assicurato. Se, per contro, l'opposizione richiede un approfondimento, il/la capo-servizio convoca l'assicurato per un'audizione; in questa occasione viene redatto un succinto verbale, che viene fatto sottoscrivere all'assicurato.
Presso l'Ufficio _ dell'AI questa fase della procedura è di competenza del rispettivo servizio giuridico, che dispone di due giuristi (con competenza per _), i quali, di principio, non vengono coinvolti nella prima fase procedurale.
Se l'assicurato presenta ricorso contro la decisione su opposizione, l'incarto viene trattato dal rispettivo capo-servizio; presso l'Ufficio _ dell'AI questa fase è di competenza del rispettivo servizio giuridico.
La competenza è identica anche nella fase seguente, cioè nei confronti del Tribunale federale.
Facciamo peraltro rilevare che, in linea di principio, in tutti gli stadi della procedura, i casi particolarmente complessi vengono sottoposti per valutazione al capo-ufficio, ed eventualmente anche al competente servizio giuridico (della _, rispettivamente dell'Ufficio AI).
Facciamo altresì notare che le prescrizioni interne che disciplinano il diritto di firma dei funzionari prevedono che ogni decisione emanata _ sia corredata da doppia firma. E' pertanto possibile che uno dei due funzionari che appongono la propria firma non abbia trattato direttamente la fattispecie.
Domanda 3 L'UFAS ha emanato particolari direttive in relazione con l'entrata in vigore della LPGA, in particolare per quanto concerne la competenza dell'esame dell'opposizione?
In vista dell'entrata in vigore della LPGA, l'UFAS ha emanato una serie di circolari. Queste non si pronunciano però sul particolare aspetto della competenza dell'esame dell'opposizione." (doc. XIV, inc. 30.2003.30)
In concreto la Cassa nella sua risposta ha affermato che "la decisione di tassazione d'ufficio è scaturita da una revisione esperita dall'ispettore Q, mentre della successiva decisione su opposizione si è occupato il capo servizio ispettorato, Y."
In concreto la decisione formale (tassazione d'ufficio) è stata firmata dal capo ufficio Z e dal capo servizio ispettorato Y (doc. A3 inc. 30.2003.84). La decisione su opposizione è firmata dalle stesse persone (doc. A1, inc. 30.03.84).
Dalle risposte fornite dalla Cassa emerge tuttavia che la decisione formale è stata trattata dall'ispettore Q, mentre il capo ufficio e il capo servizio ispettorato hanno apposto la loro firma conformemente alle disposizioni interne dell'_, senza tuttavia partecipare all'esame della decisione.
Per contro, l'opposizione è stata trattata da Y, capo servizio ispettorato.
Il capo ufficio Z, superiore gerarchicamente a Y, non si è occupato del caso ma ha unicamente firmato la decisione su opposizione in ossequio alle norme interne dell'_ in ambito di diritto di firma.
Per i motivi che seguono, il TCA ha già stabilito che la procedura della Cassa è corretta (cfr. STCA del 24 marzo 2003 nella causa C., inc. 38.2003.28; STCA del 6 giugno 2003 nella causa D., inc. 38.2003.34; STCA del 18 agosto 2003 nella causa S., inc. 38.2003.30; STCA dell'8 settembre 2003 nella causa C. Sagl, inc. 38.2003.32; STCA del 24 novembre 2003 nella causa C., inc. 38.2003.49).
2.5. La dottrina, ed in particolare, Freivogel sottolinea che:
Die Einsprache ist "bei der verfügenden Stelle" einzureichen (Art. 52 Abs. 1 ATSG) und wird grundsätzlich auch von dieser behandelt.
Nicht so bei der SUVA: Bei dieser werden die vor Verfügungserlass getätigten Abklärungen von der Kreisagentur administriert; das Einspracheverfahren samt den medizinischen Zusatzabklärungen wird hingegen von der Zentrale in Luzern geführt. Der gegenüber Art. 58 Abs. 2 des ständerätlichen Entwurfs zum ATSG offener formulierte Art. 52 Abs. 2 ATSG lässt die Behandlung der Einsprachen durch eine "spezialisierte Einheit" innerhalb derselben Versicherung auch Weiterhin zu. Eine ähnliche Abhebung der Einsprachebehörde wird jetzt auch für das Gebiet der Arbeitslosenversicherung vorgesehen: Die können gemäss Art. 100 Abs. 2 rev. AVIG eine andere als die verfügende Stelle für die Behandlung der Einsprachen als zuständig erklären.
Ich erachte diese organisatorische Trennung von Verfügungs- und Einsprachebehörde als sinnvoll. Sie bietet nämlich Gewähr, dass der Strittige Fall wirklich nochmals "von andern Augen" angesehen wird und die Versicherung nicht einfach auf den im Abklärungsstadium befahrenen Geleisen weiterfährt."
(cfr. A. Freivogel, "Zu den Verfahrensbestimmungen des ATSG" in Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG). A cura di R. Schaffhauser e U. Kieser. Ed. Schriftenreihe des Instituts für Rechtswissenschaft und Rechtpraxis dall'Università di San Gallo. Volume 15, San Gallo 2003 pag. 89 seg. (109).
Kieser invece rileva che:
a) Art. 52 Abs. 1 ATSG legt ausdrücklich fest, dass die Einsprache bei der verfügenden Stelle einzureichen ist. Damit übernimmt die Bestimmung die für das Einspracheverfahren typische Zuständigkeitsordnung, wonach diejenige Instanz, die verfügt hat, den Entscheid im Einspracheverfahren überprüft (vgl. KÖLZ HÄNER, 465). Die Einsprache ist nämlich kein devolutives Rechtsmittel, sondern es gilt - was die Zuständigkeit der Entscheidüberprüfung betrifft - die für das Wiedererwägungsgesuch geltende Ordnung (vgl. MAURER, Unfallversicherungsrecht, 610).
b) Allerdings bezieht sich Art. 52 Abs. 1 ATSG nach seinem Wortlaut lediglich auf das Erheben der Einsprache. Daraus kann aber nicht abgeleitet werden, Art. 52 ATSG lasse es zu, dass die bei der verfügenden Stelle eingereichte Einsprache in der Folge durch eine andere Instanz behandelt wird. Dem steht entgegen, dass analoge Bestimmungen bereits um bisherigen Recht anzutreffen waren (vgl. z.B. altArt. 85 Abs. 1 KVG), ohne dass daraus entsprechendes abgeleitet worden wäre sodann ist nicht zu erkennen, dass der Gesetzgeber nicht ein den allgemeinen Grundsätzen entsprechendes Einspracheverfahren einführen wollte (vgl. insbesondere BB1 1999 4613: «Einsprachen (werden) von den verfügenden Stellen behandelt»); schliesslich ist zu bedenken, dass in Art. 100 Abs. 2 AVIG, wo die Bestimmung einer anderen als der verfügenden Stelle zum Entscheid über die Einsprache vorgesehen ist, ausdrücklich eine Abweichung von Art. 52 Abs. 1 ATSG festgehalten ist (dazu Rz. 33).
In der Praxis hat sich teilweise eingebürgert, dass für die Behandlung von Einsprachen eigene versicherungsinterne Stellen geschaffen werden, wobei diese nicht nur hierarchisch, sondern auch örtlich von der verfügenden Stelle getrennt sind
(vgl. MORGER, Einspracheverfahren, 242 f.). Damit wird eine für das Einspracheverfahren untypische Zuständigkeitsordnung geschaffen; die Einsprache soll es nämlich der verfügenden Stelle selbst erlauben, den von ihr gefällten Entscheid erneut zu überprüfen. Eine solche Zuständigkeitsregelung wurde aber bei der Gesetzesausarbeitung «nicht für unzweckmässig» gehalten, wobei immerhin festgehalten wurde, dass eine solche Stelle nicht «ausserhalb» de jeweiligen Versicherungsträgers liegen dürfe (vgl. Protokoll der nationalrätlichen Subkommission ATSG vom 7.
Dezember 1998, 7 f.)." (U. Kieser, ATSG - Kommentar, Ed. Schultess, Zurigo 2003 pag. 520-521, sottolineature del redattore)
A mente del TCA, affinché all'assicurato possa essere garantita la massima trasparenza ed obbiettività, è preferibile che l'esame dell'opposizione avvenga, come nel caso concreto, per il tramite di un altro funzionario rispetto a quello che ha trattato la decisione formale (cfr. STCA del 24 marzo 2003 nella causa C., inc. 38.2003.28; STCA del 6 giugno 2003 nella causa D., inc. 38.2003.34; STCA del 18 agosto 2003 nella causa S., inc. 38.2003.30; STCA dell'8 settembre 2003 nella causa C. Sagl, inc. 38.2003.32; STCA del 24 novembre 2003 nella causa C., inc. 38.2003.49).
Nel caso di specie, seppure non appare dalle decisioni, vi è stata una separazione personale e gerarchica tra colui che decide (ispettore) e colui che esamina l'opposizione (capo servizio ispettorato) come avviene in altri settori delle assicurazioni sociali (in particolare in ambito LAINF, LAMal e LADI).
Per cui la procedura adottata dall'amministrazione è corretta.
L'art. 10 cpv. 1 lett. c della legge federale sulla procedura amministrativa, cui fanno riferimento gli insorgenti, prevede che le persone, cui spetti di prendere o preparare la decisione, devono ricusarsi se sono rappresentanti d'una parte o hanno agito per essa nella medesima causa.
Questa norma non trova qui applicazione poiché, come visto, la persona che ha trattato la decisione su opposizione (ispettore Y) non è la stessa che si è occupata della revisione e della successiva tassazione d'ufficio (ispettore Q). Ciò del resto non è stato contestato dai ricorrenti.
Il TCA deve pertanto entrare nel merito dei ricorsi.”
In una sentenza C 241/04 del 9 maggio 2006 l'Alta corte ha affermato:
"
8.
Infine l’assicurato censura il fatto che la medesima persona che ha sottoscritto la decisione amministrativa ha redatto pure la risposta di causa pendente ricorso cantonale.
In proposito il Tribunale cantonale adito ha precisato che sarebbe auspicabile che in futuro la decisione e la risposta di causa venissero redatte da due funzionari distinti.
8.1 Secondo l’art. 61 LPGA, fatto salvo l’articolo 1 capoverso 3 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (che non riguarda in concreto la forma della risposta di causa), la procedura dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è retta dal diritto cantonale. Essa deve soddisfare le esigenze di cui alle lettere da a-i.
Tale norma di diritto federale non prevede alcunché a proposito della forma rispettivamente del contenuto della risposta di causa. Lo stesso vale per quanto riguarda l’art. 49 riguardante la decisione e l’art. 52 LPGA riguardante la decisione su opposizione.
L’art. 3 della legge ticinese di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni prevede soltanto che immediatamente dopo esaminato il ricorso o dopo che lo stesso sia completato e ritornato al Tribunale, il giudice delegato ne trasmette copia all’autorità amministrativa che ha emanato la querelata decisione fissandole un termine di 20 giorni per la presentazione dell’atto di risposta cui sono da allegare tutti i documenti.
Neppure il diritto di procedura cantonale prevede quindi alcunché a proposito dei requisiti formali che la risposta di causa dovrebbe rispettare (a proposito dei requisiti formali di una decisione in ambito delle assicurazioni sociali, in particolare della necessità o meno della firma, si veda DTF 112 V 87 seg., 105 V 248 segg.; Kieser, op. cit., no. 20 all’art. 49).
Stante quanto precede, l’ordinamento cantonale non viola il diritto federale.”
In concreto questo Tribunale non ha motivo di annullare la decisione impugnata per i motivi sollevati dall’insorgente.
La Cassa ha infatti evidenziato che l’istruttoria è stata eseguita da _, la decisione su opposizione è stata emessa da _ e la risposta è stata redatta da _ (doc. III).
La procedura adottata dall’amministrazione va pertanto tutelata.
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell
'
attività lucrativa svolta dal ricorrente a favore delle società _ e _.
Non controversa è la circostanza che le retribuzioni versate all’insorgente quale amministratore unico della ditta _, fanno parte del salario determinante.
2.3. A norma dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.4. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.5. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (...)."
2.6.
Il TFA ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa CO 1 come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).