# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8371faba-496d-5d04-abda-253ec0c28ee0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
AP 1 (in seguito AP 1) è una società con sede a _ attiva in ambito fiduciario, aziendale e fiscale. AO 1 è titolare di alcune panetterie e pasticcerie nel Luganese. Sin dal 1988, AO 1 ha conferito mandato a AP 1 di curare gli aspetti contabili e fiscali della sua ditta e in particolare la tenuta della contabilità, l¿allestimento del bilancio e del conto economico e le dichiarazioni fiscali.
Verso la fine degli anni novanta, AO 1 ha manifestato l¿intenzione di trasformare la sua ditta individuale in società anonima e per questo motivo il 31 agosto
1998 ha
sollecitato AP 1 a chiudere e trasmettergli la contabilità entro il 31 dicembre dello stesso anno.
B.
Il 28 giugno 1999 AP 1 ha inviato a AO 1 una nota d¿onorario relativa a prestazioni svolte nel periodo luglio 1996 ¿ aprile 1999 di complessivi Fr. 21'610.-, che quest¿ultimo ha onorato unicamente con un versamento di un precedente acconto di Fr. 10'000.- e di due ulteriori versamenti di Fr. 2'000.- l¿uno. Lo scoperto su quella fattura ammontava quindi a Fr. 7'610.-. Il 23 settembre 1999 AP 1 ha trasmesso una seconda nota d¿onorario di Fr. 27'520.- riferita a prestazioni da settembre
1998 a
agosto 1999, nota rimasta totalmente impagata.
C.
In riferimento allo scritto del 31 agosto 1998, il 1. settembre 1999 AP 1 ha comunicato al legale di AO 1 che l¿allestimento della contabilità al 31 dicembre 1998, ultimato di recente, aveva richiesto più tempo del previsto a causa di verifiche supplementari sui valori di diverse poste del bilancio, resesi necessarie in vista della trasformazione della ditta in società anonima. Prometteva altresì di trasmettere nei giorni seguenti il bilancio a AO 1, non appena evase alcune formalità di carattere amministrativo. Il 10 settembre 1999 AO 1 ha contestato le due note d¿onorario, inviate a suo dire prima ancora di aver adempiuto il mandato e con onorari decisamente sproporzionati, ritenuto che due dei quattro negozi appartenutigli erano nel frattempo stati venduti. Diffidava nel contempo AP 1 a mettergli a disposizione i bilanci 1997/1998 e tutta la documentazione contabile in suo possesso.
In risposta a tale scritto, AP 1 ha comunicato a AO 1 che, a prescindere dal fatto che il ritardo accumulatosi rientrava nei tempi usuali della prassi corrente, tale ritardo era comunque dovuto al fatto che la documentazione contabile messa a disposizione era incompleta. Inoltre, il lavoro svolto sino a quel momento da parte della fiduciaria non sarebbe stato portato a termine a causa del mancato pagamento da parte di AO 1 delle note d¿onorario.
In seguito, AO 1 ha informato la AP 1 di aver fatto capo ai servizi di una terza persona per l¿allestimento dei conti, e ciò a causa del ritardo e della reticenza di quest¿ultima a concludere il mandato assegnatole. Ha quindi contestato ogni pretesa a titolo di onorario da parte di AP 1.
D.
Essendo fallito ogni tentativo di comporre amichevolmente la vertenza, il 2 maggio 2000 AP 1 ha fatto spiccare nei confronti di AO 1 un precetto esecutivo per l¿importo complessivo di Fr. 35'130.- oltre a interessi, al quale quest¿ultimo ha interposto opposizione. Il 29 maggio 2000 AP 1 ha quindi convenuto in giudizio AO 1 davanti al Pretore del distretto di Lugano chiedendo il pagamento dell¿importo di Fr. 35'130.- oltre a interessi al 5% dal 27 settembre 1999 e Fr. 100.- per spese di precetto esecutivo e il rigetto definitivo dell¿opposizione interposta al medesimo precetto.
Richieste alle quali si è opposto integralmente il convenuto.
E.
Con decisione del 31 dicembre 2004 il Pretore di Lugano ha parzialmente accolto la petizione, condannando il convenuto al pagamento dell¿importo di Fr. 1'249.25 oltre a interessi al 5% dal 27 settembre 1999 e per tale importo ha rigettato in via definitiva l¿opposizione interposta dal convenuto al precetto esecutivo. Il giudice di prime cure ha posto le spese processuali per 29/30 a carico dell¿attrice e per il rimanente 1/30 a carico del convenuto, al quale è stata assegnata un¿indennità di Fr. 4'000.- a titolo di ripetibili.
Qualificato il rapporto instauratosi tra le parti quale mandato ai sensi degli art. 394 e segg. CO, accertata la modalità di esecuzione del compito e ricordate la responsabilità del mandatario in caso di una sua negligente esecuzione e le conseguenze quanto alla rimunerazione del mandato, in sintesi il Pretore ha considerato che per le prestazioni di cui alla nota d¿onorario del 23 agosto 1999 di Fr. 27'520.- l¿attrice non consegnò mai al convenuto la documentazione contabile degli anni 1997/1998, ciò che è avvenuto solo in corso di causa. Per questo motivo, non potendosi avvalere di un diritto di ritenzione ai sensi dell¿art. 400 CO, all¿attrice nulla è dovuto.
Per quanto riguarda invece lo scoperto di Fr. 7'610.- della nota del 28 giugno 1999, defalcate preliminarmente le prestazioni riferite agli anni 1997/1998 per gli stessi motivi sopra citati, ossia Fr. 5'948.25 per la contabilità e Fr. 412.50 per la dichiarazione fiscale, il Pretore ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per ritenere che le rimanenti prestazioni non fossero state eseguite a regola d¿arte dall¿attrice, la quale avrebbe sufficientemente provato la correttezza della pretesa d¿onorario litigiosa. Per concludere, il Pretore ha quindi accolto la petizione limitatamente all¿importo di Fr. 1'249.25 e per tale somma ha rigettato in via definitiva l¿opposizione interposta al precetto esecutivo.
F.
Con atto del 16 febbraio 2005 AP 1 ha dedotto in appello la decisione pretorile, chiedendo la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere le domande presentate con la petizione, con protesta di tasse, spese e ripetibili della prima e seconda istanza.
Dei motivi si dirà nei considerandi.
Con osservazioni dell¿8 marzo 2005 AO 1 ha postulato la reiezione dell¿appello con conferma della decisione di prima istanza.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
L¿appello è stato presentato tempestivamente (art. 308 cpv. 1 CPC) e la legittimazione dell¿appellante è data. Essendo adempiute anche le altre condizioni formali, l¿appello è quindi ammissibile e può essere esaminato nel merito.
2.
Il Pretore ha ritenuto che le parti hanno concluso un contratto di mandato giusta gli art. 394 e segg. CO, secondo cui l¿appellante si è assunta l¿incarico di allestire la contabilità della ditta del convenuto e di seguire tutte le pratiche fiscali. Ha poi accertato che i conti e la documentazione fiscale per il biennio 1997/1998 non sono mai stati trasmessi al convenuto in termini ragionevolmente accettabili, ciò che configura una palese violazione degli obblighi contrattuali dell¿attrice, la quale con il suo comportamento ha pure causato un danno al convenuto che ha dovuto ricorrere ai servizi di un terzo per allestire la documentazione necessaria. In tali circostanze, il giudice di prime cure ha quindi respinto le richieste dell¿attrice per le prestazioni del biennio 1997/1998 e per le questioni relative alla trasformazione della ditta individuale in società anonima. Conseguentemente, per tali violazioni contrattuali, la nota professionale del 28 giugno 1999 è stata defalcata dagli importi relativi alla contabilità 1997/1998 (Fr. 5'948.25) e alla dichiarazione fiscale del medesimo periodo (Fr. 412.50). Per il rimanente, invece, il Pretore ha considerato come non provate le asserzioni del convenuto sulla pretesa cattiva esecuzione del mandato. La fattura del 28 giugno 1998 è quindi stata riconosciuta limitatamene ad un importo di Fr.
1'249.25 in
favore dell¿attrice.
Tali considerazioni sono contestate dall¿attrice, la quale, in sunto, fa valere da parte sua un¿esecuzione perfetta del mandato affidatole: non vi sarebbe stato nessun ritardo nella consegna della documentazione, già a maggio/giugno 1999 sarebbe stata disponibile la documentazione richiesta, tant¿è che il nuovo fiduciario M_ avrebbe utilizzato lo stesso bilancio provvisorio allestito dall¿attrice per stilare, con poche modifiche marginali discusse e decise di comune accordo, il bilancio definitivo poi presentato alle autorità fiscali. L¿attrice conclude quindi per l¿inesistenza di una qualsiasi violazione di obblighi contrattuali. Ad essa sarebbe comunque spettato pure un diritto di ritenzione, negato a torto dal Pretore. Le sue pretese dovrebbero quindi essere interamente riconosciute.
3.
Giustamente l¿appellante non contesta la qualifica giuridica del rapporto con il convenuto, che il Pretore ha determinato in un rapporto di mandato giusta gli art. 394. e segg.
CO e secondo cui il mandatario si è obbligato a compiere gli affari di cui è stato incaricato, nella fattispecie la tenuta contabile, l¿allestimento dei conti e delle pratiche fiscali (cfr. a tal proposito
Fellmann
, in Berner Kommentar, Berna 1992, n. 157 ad art. 394 CO;
Weber
, in Basler Kommentar, 3.a edizione, Basilea 2003, n. 9 ad art. 394 CO). La questione che qui occorre esaminare è quella dell¿esistenza ¿ ammessa nella sentenza impugnata e sostenuta dall¿appellato ¿ o no ¿ come asserito dall¿appellante ¿ di una violazione di obblighi contrattuali e delle relative conseguenze quanto alla remunerazione del mandatario.
3.1.
La pretesa relativa alla remunerazione del mandatario nasce, salvo accordi contrari, già con la conclusione del contratto di mandato (
Fellmann
, op. cit., n. 467 ad art. 394 CO), mentre diventa esigibile solo a compimento dell¿ultima prestazione del mandato stesso (
Fellmann
, op. cit., n. 469 ad art. 394 CO). Ciò significa che il mandante può pretendere dal mandatario l¿esecuzione completa del contratto senza essere tenuto a offrire il pagamento della mercede. La dottrina dominante ritiene che tra adempimento perfetto del contratto e esigibilità dell¿onorario non vi sia alcuna relazione: infatti, la remunerazione è esigibile anche in caso di adempimento tardivo della prestazione o addirittura in caso di cattiva esecuzione del mandato. Differente è per contro il quesito di sapere se in tal caso l¿onorario è dovuto per intero o solo parzialmente. A questo proposito, si rileva ancora che contrariamente a quanto avviene nel contratto d¿appalto, dove l¿appaltatore risponde del buon esito dell¿opera commissionatagli, nel contratto di mandato il mandatario è debitore nei confronti del mandante unicamente delle attività rese ai fini dell¿adempimento dei servizi di cui è incaricato. Nel solco della più recente dottrina, anche il Tribunale federale in DTF 124 III 423 consid. 3b, 3c e 4a ha ammesso chiaramente che il mandatario ha di principio diritto alla remunerazione usuale o pattuita anche quando non ottiene il successo desiderato dal mandante. La cattiva esecuzione del mandato può quindi comportare una riduzione degli onorari del mandatario, che sono fissati tenendo in considerazione il valore della prestazione effettivamente effettuata. Una soppressione completa dell¿indennità al mandatario può avvenire unicamente quando la sua prestazione risulta completamente inutilizzabile dal mandante, ciò che corrisponderebbe a una totale inadempienza contrattuale (DTF 124 III 423 consid. 3b-c, 4a; 110 II 375 consid. 2; 108 II 197 consid. 2a; decisione del Tribunale federale del 18 novembre 2004, 4C.274/2004, consid. 5.3; decisione del Tribunale federale dell¿ 11 febbraio 2000, 4C.408/1999; cfr. per la dottrina
Fellmann
, op. cit., n. 496 e segg. ad art. 394 CO, in particolare n. 501 e 540;
Weber
, op. cit., n. 43 ad art. 294 CO;
Honsell
, Schweizerisches Obligationenrecht, Besonderer Teil, 4.a edizione, Berna 1997 pag. 292 n. 4).
3.2.
Nel caso che ci occupa, come rettamente rilevato nella sentenza impugnata, l¿istruttoria ha dimostrato che il convenuto ha più volte richiesto all¿appellante la consegna della contabilità 1997/1998, poiché necessaria, tra l¿altro, per la trasformazione della ditta individuale in società anonima (cfr. doc. N e 1, doc. 10, verbale audizione testimoniale M_), ciò che tuttavia non è mai avvenuto. Certo, la versione provvisoria dei bilanci era sì stata discussa nel corso del mese di giugno 1999 con i diretti interessati e con il loro nuovo contabile, ma le modifiche finali concordate, indispensabili per la presentazione delle dichiarazioni fiscali e per il cambiamento della forma giuridica della società non risultano siano state apportate dall¿appellante. Nello scritto del 1. settembre 1999 (doc. 2), infatti, la stessa attrice ammette che il bilancio al 31 dicembre 1998 era stato ultimato ¿recentemente¿ e che nei giorni seguenti avrebbe provveduto, non appena evase alcune formalità di carattere amministrativo, a trasmettere al convenuto il bilancio definitivo. Il carattere non definitivo degli atti eseguiti dall¿appellante fino a quel momento risulta anche chiaramente dal suo ulteriore scritto del 27 settembre 1999, dove ammette di aver interrotto le sue prestazioni (ossia la stesura dei documenti contabili definitivi) per la mora del convenuto nel pagamento delle note d¿onorario (doc. E, pag. 2). Questa evenienza è confermata pure dal fatto che nello scritto del 9 dicembre 1999 (doc. F) sempre dell¿appellante, quest¿ultima indicava l¿eventualità di apportare ulteriori modifiche ai conti, ciò che dimostra appunto l¿incompletezza del lavoro svolto dall¿appellante. L¿incompletezza dei conti è stata confermata in istruttoria anche dal teste M_, il quale ha affermato di aver lui stesso apportato le necessarie modifiche al bilancio provvisorio al fine di chiudere il periodo contabile 1997/1998, dal momento che, malgrado i diversi solleciti, l¿attrice non aveva messo a disposizione i bilanci.
A questo proposito a nulla valgono quindi le contestazioni dell¿appellante secondo cui il convenuto disponeva della versione sostanzialmente definitiva dei conti, e che questa versione gli era stata messa a disposizione. Tali contestazioni non hanno infatti nessun fondamento e sono contraddette dagli stessi scritti dell¿appellante sopra citati. Di fronte alle citate prove convergenti le critiche ricorsuali non reggono e devono quindi essere respinte.
La mancata consegna dei bilanci al convenuto basta già per poter considerare l¿inadempienza dell¿attrice e ci si può quindi esimere, viste anche le considerazioni che seguono, dall¿esaminare se il ritardo nell¿allestimento, nella completazione e nella consegna dei bilanci (provvisori) costituisca ulteriore violazione degli obblighi contrattuali assunti dall¿attrice.
4.
Quanto all¿assunto dell¿appellante relativo al suo preteso diritto di ritenzione giusta l¿art. 400 CO, si fa osservare che la pretesa remunerativa del mandatario è esigibile unicamente dopo il compimento dell¿ultimo atto del mandato. In tale evenienza, il mandatario non può quindi appellarsi al diritto di ritenzione per il fatto che il mandante non ha ancora provveduto al pagamento dell¿onorario. Diversa è la situazione quando le parti concordano il pagamento di acconti o di rate, qualora questi non dovessero essere tempestivamente onorati. In tale evenienza, il mandatario può rifiutare la continuazione del mandato fino a pagamento avvenuto degli acconti o delle rate richiesti (
Fellmann
, op. cit., n. 191 ad art. 400 CO), caso che tuttavia non si verifica in concreto né è sostenuto dall¿appellante.
In concreto, quindi, indipendentemente dal fatto che i documenti trattenuti siano monetizzabili o no, deve essere comunque misconosciuto all¿appellante, vista la sua inadempienza contrattuale, ogni diritto di ritenzione ai sensi dell¿art. 400 CO, come pure ai sensi degli art. 82 CO e 895 CC.
5.
Accertata quindi la parziale inadempienza del mandato da parte dell¿attrice, secondo la dottrina e la giurisprudenza citate sopra al consid. 3.1. occorre verificare se il mandatario ha comunque diritto a una remunerazione perlomeno per quelle prestazioni che sono risultate in certo qual modo utili al mandante, ciò che il giudice di prime cure ha completamente omesso di fare.
5.1.
Dall¿istruttoria è emerso che l¿attrice ha sì proceduto a registrare i movimenti contabili per gli anni 1997/1998 ma non a consegnare i conti annuali, allestiti unicamente in una versione provvisoria, discussa con il convenuto il mese di giugno 1999 unitamente al suo nuovo contabile M_ _ (cfr. verbali audizione testi M_ e Ma_). Dopo aver constatato che il bilancio nella forma definitiva tardava ad essere inviato al convenuto, il nuovo contabile ha provveduto egli stesso a ¿
fare delle rettifiche e poi mi sono quindi arrangiato a chiudere i bilanci 1997/1998 per poter allestire la dichiarazione fiscale e per poter tenere la contabilità
1999 in
previsione anche della trasformazione della ditta individuale in SA. (¿) Allorquando ho parlato di rettifiche nella chiusura del bilancio 1997/1998 mi riferisco a quelle rettifiche che avevo discusso nel giugno /luglio 1999 presso lo studio AP 1 con il signor Ma_i e che avevamo evidenziato già con la lettura delle bozze del bilancio. Si trattava di soldi che figuravano in cassa e che erano molti, in altre parole risultava una cassa molto alta e che io ho provveduto ad abbassare mediante contabilizzazione di prelevamenti personali che a quel momento non erano stati registrati. C¿erano poi altre piccole rettifiche che si riferivano a degli acquisti macchinari: erano delle contabilizzazioni regolari, era poca roba che non stravolgeva i bilanci
(¿)¿.(verbale audizione teste M_).
Si può quindi considerare che il lavoro svolto dall¿appellante sia in qualche modo servito al nuovo contabile, il quale, per sua stessa ammissione, ha apportato modifiche minime ai conti prima di utilizzarli ai fini fiscali. Di conseguenza, contrariamente a quanto deciso dal giudice di prime cure, vista l¿utilità perlomeno delle registrazioni contabili eseguite dall¿attrice, una remunerazione è dovuta anche se l¿appellante non ha espletato completamente e con la cura richiesta il mandato assegnatole. Le carenze evidenziate nello svolgimento del mandato non possono essere assimilate a una totale inadempienza contrattuale che farebbe decadere ogni diritto a compenso. Occorre pertanto valutare oggettivamente il lavoro svolto dall¿attrice sulla base di onorari generalmente riconosciuti (
Fellmann
, op. cit., n. 539 e segg. ad art. 394 CO).
5.2.
La Camera fiduciaria (Camera svizzera degli esperti-contabili, fiduciari e fiscali) ha rilasciato per i suoi membri delle raccomandazioni tariffarie, che l¿appellante, affiliata a detta Camera, ha seguito applicando nella fattispecie una tariffa oraria per le prestazioni dei suoi collaboratori che si situa al limite inferiore di quanto consigliato dalla Camera fiduciaria (perizia, quesiti n. 1 pag. 2, n. 3 pag. 6 e n. 4 pag. 8). Nel referto peritale si indica inoltre che, a prescindere da un¿imprecisione nell¿indicazione nelle note d¿onorario del periodo di fatturazione e ad un errore di calcolazione nella prima fattura (doc. C) poi corretto con la seconda nota d¿onorario (doc. D; cfr. perizia, quesito n. 3b, pag. 5), comunque irrilevanti ai fini del presente giudizio, le prestazioni riportate nelle distinte dell¿appellante (doc. Q e R), tenuto conto del tempo segnalato nel rapporto ore dai singoli dipendenti, sono state tutte effettivamente eseguite; si stabilisce inoltre che vi è una sostanziale concordanza tra la distinta delle prestazioni (doc. Q e R) e le fatture di cui ai doc. C e D e che non sono stati rilevati errori di calcolo o incoerenze nei tassi applicati (perizia quesiti n. 3b pag. 4 e segg. e n. 4 pag. 6 e segg.). In generale, il perito ha confermato che la contabilità era tenuta in modo corretto, conformemente alla prassi contabile e secondo le regole professionali (perizia giudiziaria, controquesiti n. 3, pag. 14).
Quanto alla mole di lavoro, il perito giudiziario ha dedotto dai documenti in suo possesso che per il biennio 1997/1998 vi è stato un aumento sia delle pagine di giornale (257 per il 1995/1996 e 285 per il 1997/1998), sia dei fogli del libro cassa, che rappresenta il conto di maggiore movimentazione (257 fogli cassa per il 1995/1996 e 284 per il 1997/1998), ciò che ha presumibilmente comportato un aumento del volume di registrazioni (perizia giudiziaria, quesito n. 5 pag. 8 e 9). Per il resto, l¿aumento del lavoro e di riflesso dell¿onorario del mandatario è stato causato anche da altri fattori quali: la consegna da parte del convenuto di documentazione incompleta e di calcolazioni errate (perizia, quesito n. 11 pag. 12), l¿allestimento di confronti puntuali dei rapporti tra costi e ricavi ai fini fiscali (perizia, quesiti n. 10 pag. 11 e 12), l¿assistenza del mandante in occasione di ispezioni fiscali (perizia n. 12 pag. 12), operazioni che esulano dal mandato tipico di assistenza contabile e fiscale concluso tra le parti.
Stante queste considerazioni, si può quindi affermare che le note d¿onorario di cui l¿attrice chiede il pagamento risultano da una ponderazione corretta di prestazioni svolte a regola d¿arte, corrispondono ai parametri usuali di fatturazione e concordano con le raccomandazioni emanate dalla Camera fiduciaria della quale l¿attrice è membro. Resta quindi da valutare nel dettaglio quali dei servizi resi dall¿appellante sono tornati di utilità per il convenuto.
5.3.
Già si è visto che il nuovo contabile M_ ha potuto utilizzare il lavoro dell¿appellante con poche modifiche e rettifiche, peraltro discusse con l¿appellante e il convenuto stesso in un incontro avvenuto il mese di giugno 1999 (cfr. sopra consid. 5.1.). Dopo tale incontro, tuttavia, l¿attrice non ha più svolto alcuna prestazione utilizzabile da parte del convenuto, al quale, tra l¿altro nemmeno è stata ritornata la documentazione a suo tempo consegnata all¿attrice, malgrado ripetuti richiami (cfr. verbale audizione teste M_), né tantomeno sono stati consegnati, contrariamente a quanto promesso (cfr. doc. 2), i bilanci della ditta del convenuto per gli anni 1997 e 1998. Si devono quindi stralciare dalla distinta di cui ai doc. R cui si riferisce la nota del 23 agosto 1999 (doc. D) e riprese nella perizia giudiziaria (allegato 3) tutte quelle prestazioni effettuate dall¿attrice dopo l¿incontro del 9 giugno 1999 e relative alla contabilità 1997/1998, pari a Fr. 2¿950.-, mentre le altre prestazioni sono da onorare. Lo scoperto della nota d¿onorario del 23 agosto 1999 viene pertanto ridotto a Fr. 22'650.- per un totale, IVA inclusa, di Fr. 24'348.75.
Dalla fattura del 28 giugno 1999 (doc. C) devono invece essere defalcate le prestazioni riferite alla dichiarazione fiscale 1997/1998, effettuate tra il 1. e il 3 dicembre 1998 (cfr. doc. Q), giacché non è plausibile che la stessa sia stata effettivamente allestita e che sia servita al convenuto prima ancora di disporre dei dati definitivi del bilancio e del conto economico, ultimati al più presto il mese di giugno 1999 e unicamente nella versione provvisoria. Come risulta dalla perizia giudiziaria (allegati 1 e 2), i servizi svolti a questo titolo ammontano a Fr. 412.50, per cui l¿onorario della nota del 28 giugno 1999 (doc. D) viene ridotto a Fr. 20'387.50. Considerati i pagamenti già effettuati per un totale di Fr. 14'000.-, lo scoperto, IVA compresa, è quindi di Fr. 7'166.55.
5.4.
In conclusione, il convenuto è condannato a pagare all¿appellante l¿importo complessivo di Fr. 31'515.30 oltre a interessi al 5% dal 27 settembre 1999. Per tale importo è rigettata in via definitiva l¿opposizione interposta al precetto esecutivo intimato al convenuto e le spese di tale precetto esecutivo di Fr. 100.-- vengono poste interamente a suo carico vista la sua quasi totale soccombenza.
6.
L¿appello deve pertanto essere parzialmente accolto e la sentenza pretorile riformata nel senso dei considerandi. Le spese processuali di prima e di seconda istanza
sono a carico dell¿appellante in ragione di 1/10 e in ragione di 9/10 a carico dell¿appellato (art. 148 CPC). All¿appellante vengono riconosciute ripetibili ridotte proporzionalmente alla propria soccombenza.