# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5f3fa1d8-972e-49b8-8975-44b2ea05325c
**Court:** GR_VG
**Chamber:** GR_VG_004
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fattispecie:
1. Il 6 ottobre 2011 fu fondata la società anonima A._ SA con sede
originariamente a X._ (GR). Nei primi anni dalla sua costituzione
venne tassata esclusivamente nel Cantone dei Grigioni, sia per le imposte
federali sia per quelle cantonali.
2. In data 16 febbraio 2017 la A._ SA inoltrò, tramite la fiduciaria B._
SA, la sua dichiarazione fiscale per l'anno 2015 nel Cantone dei Grigioni
(act. C.2). Sulla prima pagina del modulo principale di quella dichiarazione
fiscale indicò di non aver nessuna succursale (aziende commerciali,
stabilimenti d'impresa, immobili), né nei Grigioni né in un altro cantone né
all'estero. Quale sede principale indicò X._ (GR).
3. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni emanò le decisioni di
tassazione definitiva per l'anno fiscale 2015 il 27 febbraio 2017 (act. C.4),
partendo da un utile imponibile di complessivi fr. 507'200.-- e da un capitale
imponibile di complessivi fr. 817'800.--. L'importo totale di imposte dovute
ammontò a fr. 62'383.-- per l'imposta cantonale 2015 e a fr. 43'112.-- per
l'imposta federale diretta 2015.
Queste due decisioni crebbero in giudicato senza essere state impugnate.
4. Con decisione pregiudiziale sull'assoggettamento del 26 settembre 2017
(act. C.5), l'Ufficio di tassazione delle persone giuridiche del Cantone Ticino
informò la A._ SA che riterrebbe che l'amministrazione effettiva della
società sarebbe in Ticino, in quanto i suoi membri sarebbero domiciliati in
Ticino, in particolare C._ quale amministratore unico con firma
individuale. Pertanto si rivendicherebbe l'imposizione illimitata sull'utile e
sul capitale a partire dall'anno fiscale 2015.
Pure questa decisione non fu impugnata e crebbe in giudicato.
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5. La A._ SA si rivolse all'Amministrazione imposte del Cantone dei
Grigioni con istanza del 25 giugno 2018 (act. C.6), chiedendo la revisione
delle tassazioni relative agli anni fiscali 2015 e 2016 già passate in
giudicato, in quanto la società sarebbe stata tassata dall'Ufficio di
tassazioni delle persone giuridiche del Cantone Ticino per i medesimi anni.
Si chiederebbe dunque la restituzione delle somme versate e la dispensa
dal presentare la dichiarazione fiscale per l'anno 2017 e successivi.
6. Con decisione del 19 febbraio 2019 (act. C.7), l'Amministrazione imposte
del Cantone dei Grigioni statuì quanto segue:
"1. Non si entra nel merito della domanda di revisione del 25 giugno 2018 concernente le decisioni di tassazione per l'imposta federale diretta e l'imposta cantonale del 2015 emanate il 27 febbraio 2017.
2. Non si entra nemmeno nel merito della domanda di revisione del 25 giugno 2018 concernente l'imposta federale diretta e l'imposta cantonale del 2016.
3. In riferimento alle imposte cantonali, contro la presente decisione è data facoltà di ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni, Obere Plessurstrasse 1, 7000 Coira, entro 30 giorni dal recapito. Il ricorso deve essere inoltrato in duplice copia e deve contenere il petito, la fattispecie e una breve motivazione ed essere firmato. I mezzi di prova devono essere definiti esattamente e se possibile allegati.
Con riferimento all'imposta federale diretta, contro la presente decisione è data facoltà di ricorso scritto all'Amministrazione delle imposte entro 30 giorni. Il ricorso deve essere motivato e firmato. I mezzi di prova devono essere definiti e se possibile allegati."
In merito all'anno fiscale 2015 ritenne in sostanza che all'istante andrebbe
rimproverata una carenza di diligenza ragionevolmente esigibile per non
aver impugnato le decisioni di tassazione del Cantone dei Grigioni emanate
il 27 febbraio 2017 e ormai cresciute in giudicato. Per quanto attiene
all'anno fiscale 2016, invece, costatò che l'imposta federale diretta e
l'imposta cantonale del 2016 non sarebbero ancora state tassate e non
potrebbero quindi essere oggetto di una domanda di revisione.
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7. Contro quella decisione la A._ SA è insorta con ricorso al Tribunale
amministrativo del Cantone dei Grigioni il 21 marzo 2019 (act. A.1),
chiedendo che la decisione del 19 febbraio 2019 dell'Amministrazione
imposte del Cantone dei Grigioni sia annullata e gli atti siano ritornati alla
medesima autorità affinché entri nel merito della domanda di revisione.
La ricorrente fa valere di aver subito una doppia imposizione intercantonale
bandita dalla Costituzione. Lei non avrebbe mai trasferito la sua sede e,
anzi, sarebbe da sempre stata tassata nel Cantone dei Grigioni e avrebbe
pagato le relative imposte federali e cantonali. A suo modo di vedere,
dunque, negare ora la restituzione degli importi già versati per l'anno fiscale
2015, dopo che anche il Cantone Ticino avrebbe improvvisamente
rivendicato l'imposizione illimitata sull'utile e sul capitale della società
ricorrente a partire dallo stesso anno fiscale 2015, costituirebbe in pratica
una violazione del principio dell'affidamento e del principio della buona fede
e risulterebbe arbitrario, non solo perché contraddirebbe in modo palese
alla situazione di fatto ma anche perché nel risultato urterebbe in modo
profondo il sentimento di giustizia e di equità. La ricorrente non avrebbe
avuto alcun ragionevole motivo per impugnare la tassazione 2015,
formalmente e materialmente corretta, dopo quelle ricevute negli anni
precedenti. Il comportamento dell'Amministrazione imposte del Cantone
dei Grigioni avrebbe lasciato chiaramente intendere alla ricorrente che
l'assoggettamento alla sovranità fiscale del Cantone dei Grigioni fosse del
tutto legittimo e sarebbe continuato anche in futuro. La ricorrente sarebbe
poco cognita di diritto fiscale e avrebbe riposto affidamento in siffatto agire
dell'autorità fiscale grigionese. Sarebbe tale affidamento che l'avrebbe
indotta a non impugnare la decisione di tassazione del tutto assimilabile a
quelle che l'avrebbero preceduta. Non si potrebbe perciò imputare alla
ricorrente una mancanza di diligenza per non aver avversato la decisione
di tassazione del 27 febbraio 2017.
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Il ricorso è stato trasmesso all'Amministrazione imposte del Cantone dei
Grigioni per osservazioni con decreto del 22 marzo 2019 (act. D.1).
8. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni ha risposto l'8 maggio
2019 (act. A.3), proponendo la reiezione del ricorso nella misura in cui
dovesse essere ricevibile.
Detta risposta è stata intimata alla ricorrente per conoscenza con decreto
del 10 maggio 2019 (act. D.5).
9. Con scritto del 21 maggio 2019 (act. A.4) la ricorrente ha espressamente
rinunciato a una replica.
10. Lo scambio di scritti è stato dichiarato concluso con scritto del giudice
dell'istruzione del 23 maggio 2019 (act. D.6).
11. Come risulta dal Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC), il _
2019 (iscrizione nel registro giornaliero il _ 2019) è stato iscritto a
Registro di commercio il trasferimento della sede della ricorrente da
X._ (GR) a Y._ (TI), con nuovo recapito presso la B._ SA.

## Considerations

Considerandi:
1. Le decisioni di un servizio o di istituti dipendenti del diritto pubblico
cantonale possono essere impugnate con ricorso amministrativo al
dipartimento preposto (art. 28 cpv. 1 della Legge sulla giustizia
amministrativa del 31 agosto 2006 [LGA; CSC 370.100]). Il ricorso
amministrativo è escluso quando sono possibili l'opposizione o
direttamente il ricorso al Tribunale amministrativo (art. 28 cpv. 2 LGA).
Parimenti, l'art. 49 cpv. 1 lett. b LGA dispone che il Tribunale amministrativo
giudica i ricorsi contro decisioni degli uffici dell'amministrazione cantonale
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soltanto se il diritto cantonale prevede l'impugnazione diretta. Occorre
quindi una disposizione che permetta espressamente il ricorso diretto a
codesto Tribunale amministrativo.
1.1. Impugnata è qui una decisione dell'Amministrazione imposte del Cantone
dei Grigioni, con la quale detta autorità non è entrata nel merito della
domanda di revisione del 25 giugno 2018 diretta d'una parte contro le
decisioni di tassazione cresciute in giudicato per l'anno fiscale 2015 e
d'altra parte contro delle asserite decisioni di tassazione per l'anno fiscale
2016 benché non ancora emanate (oltre ancora all'esenzione dall'obbligo
di presentare la dichiarazione fiscale per gli anni 2017 e seguenti). Intanto
si costata che la competenza dell'Amministrazione imposte del Cantone dei
Grigioni per trattare quella domanda di revisione è rimasta indiscussa a
giusto titolo (vedi l'art. 142 cpv. 2 della Legge sulle imposte per il Cantone
dei Grigioni dell'8 giugno 1986 [abbreviazione inufficiale qui utilizzata LIGR,
anziché LIG, usata dall'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni,
che può essere confusa con la legge federale con tale abbreviazione; CSC
720.000] e l'art. 149 cpv. 1 della Legge federale sull'imposta federale diretta
del 14 dicembre 1990 [LIFD; RS 642.11]). Chiaro è anche che per quanto
attiene alle imposte federali dirette, detta decisione dell'Amministrazione
imposte del Cantone dei Grigioni può essere impugnata con lo stesso
rimedio giuridico ammesso contro la decisione anteriore (art. 149 cpv. 3
LIFD), ossia il reclamo [n.d.r.: preferibilmente chiamata opposizione] ai
sensi degli artt. 132 segg. LIFD. Questa Corte non può dunque esprimersi
in merito alle imposte federali dirette, la procedura d'opposizione per l'anno
2015 essendo del resto già pendente e sospesa fino alla conclusione
definitiva della presente procedura di ricorso (per gli anni fiscali successivi
cfr. anche il consid. 3.2 infra).
1.2. Per quanto concerne invece le imposte cantonali, giusta l'art. 142 cpv. 3
secondo periodo LIGR la decisione dell'Amministrazione imposte del
Cantone dei Grigioni può essere impugnata con ricorso entro 30 giorni. La
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legge è tuttavia imprecisa nella misura in cui non indica espressamente né
di che tipo di ricorso si tratti né quale sia l'autorità competente a decidere
sul ricorso (l'indicazione dei mezzi di impugnazione nella decisione
impugnata non può essere determinante). Teoricamente potrebbe dunque
trattarsi sia del ricorso amministrativo ai sensi degli artt. 28 segg. LGA, da
presentare al Dipartimento delle finanze e dei comuni, sia del ricorso
giudiziario giusta gli artt. 49 segg. LGA. Mentre gli artt. 137a e 139 cpv. 1
LIGR menzionano espressamente il Tribunale amministrativo, chiarendo
così che si tratta in quei casi di un ricorso ai sensi degli artt. 49 segg. LGA,
l'art. 142 cpv. 3 secondo periodo LIGR è ambigua. Esaminando però
l'evoluzione della LIGR, si costata che mentre la versione italofona ha usato
da sempre l'attuale termine generico 'ricorso', senza appunto precisare di
quale tipo di ricorso si tratti, nella versione originaria germanofona in vigore
fino al 2006 dell'art. 142 LIGR si usava invece il termine 'Rekurs' anziché
'Beschwerde' e che con questo ci si riferiva chiaramente al mezzo di
impugnazione del ricorso giudiziario al Tribunale amministrativo oggi
disciplinato dagli artt. 49 LGA (cfr. il Messaggio del Governo al Gran
Consiglio sulla revisione totale della LIGR del 5 marzo 1985, quaderno n.
3/1985-1986 pagg. 93 segg., alla pag. 282). Questa distinzione è ormai
sparita anche nella versione tedesca e ha così malauguratamente
aggravato l'imprecisione e l'ambiguità del testo legale. È pertanto prassi
costante di questa Corte di dichiararsi competente per statuire in merito a
tali ricorsi (cfr. sentenze del Tribunale amministrativo del Cantone dei
Grigioni A 09 39 del 27 ottobre 2009 consid. 2 e A 16 39 del 26 aprile 2017
consid. 1.a). Non si impone perciò indugiare oltre.
1.3. Il ricorso essendo tempestivo e adempiente dei presupposti formali, questa
Corte può entrare nel merito dello stesso – come si è detto, però,
limitatamente alla parte che concerne le imposte cantonali. Il valore litigioso
ammontando già per il 2015 da solo a fr. 62'383.--, tenendo conto
esclusivamente delle imposte cantonali sull'utile e sul capitale, oppure al
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massimo a fr. 105'495.--, volendo considerare anche i fr. 43'112.-- di
imposte federali dirette sull'utile, la presente decisione compete in ogni
caso alla 4a Camera in composizione da tre giudici (art. 43 cpv. 3 lett. a
LGA).
2. Ai sensi dell'art. 127 cpv. 3 della Costituzione federale della
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101) la doppia
imposizione intercantonale è vietata. La Confederazione prende i
provvedimenti necessari (vedi ad esempio le relative disposizioni della
Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei
Comuni del 14 dicembre 1990 [LAID; RS 642.14] e della LIFD). Secondo
dottrina e giurisprudenza vi è doppia imposizione ai sensi dell'art. 127 cpv.
3 Cost. qualora un contribuente è tassato da due o più cantoni sullo stesso
oggetto per il medesimo periodo (cosiddetta doppia imposizione attuale o
effettiva).
Nel caso qui in giudizio è palese e incontestato che si è in presenza di una
doppia imposizione attuale in tal senso. È però anche riconosciuto dalla
ricorrente che le decisioni di tassazione grigionesi per il 2015 sono
cresciute in giudicato. Di conseguenza non possono di principio più essere
rivendicati gli importi già pagati a quel titolo. Una restituzione è possibile
soltanto se le decisioni cresciute in giudicato sono annullate o modificate
materialmente (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2P.112/2003 del 29
agosto 2003 consid. 2.4.1). La questione che qui si pone è perciò piuttosto
se siano dati i presupposti per una procedura di revisione, tenuto presente
che l'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni non è entrata nel
merito di una rispettiva domanda della ricorrente.
3. Gli artt. 141 seg. LIGR costituiscono una lex specialis rispetto alla norma
generale dell'art. 67 LGA, sebbene siano simili a quest'ultima.
Corrispondono inoltre quasi testualmente agli artt. 147 segg. LIFD e all'art.
51 LAID. Giusta l'art. 141 cpv. 1 LIGR (come anche l'art. 147 cpv. 1 LIFD e
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l'art. 51 cpv. 1 LAID) le decisioni di tassazione nonché di reclamo [n.d.r.:
questa terminologia italiana è antiquata ed equivoca, cfr. invece l'art. 27
LGA che usa il termine preferibile 'opposizione'] e di ricorso cresciute in
giudicato possono essere rivedute a favore del contribuente, a sua
domanda o d'ufficio, se (a.) in un secondo tempo si scoprono fatti rilevanti
o prove decisive, (b.) l'autorità che ha deciso ha trascurato fatti rilevanti o
prove decisive che conosceva o doveva conoscere oppure violato in altro
modo criteri di procedura, o (c.) un crimine o un delitto ha influito sulla
decisione o sulla sentenza.
La revisione è tuttavia esclusa se l'istante, ove avesse usato la diligenza
che da lui può essere ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere
già nel corso della procedura ordinaria il motivo di revisione invocato (art.
141 cpv. 2 LIGR, art. 147 cpv. 2 LIFD e art. 51 cpv. 2 LAID). Per prassi
costante di questa Corte, in tal caso si tratta di un motivo di non entrata nel
merito (cfr. per più dettagli ad esempio le sentenze del Tribunale
amministrativo del Cantone dei Grigioni A 13 36 del 7 gennaio 2014 consid.
2.b e A 16 39 del 26 aprile 2017 consid. 1.b). Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, il grado di diligenza della contribuente deve essere
elevato (cfr. ad esempio la sentenza 2C_581/2011 e 2C_582/2011 del 27
marzo 2012 consid. 3.1). Si deve infatti partire dal presupposto che la
contribuente conosca la propria situazione finanziaria e che dopo aver
ricevuto la decisione di tassazione la controlli, contestando per tempo
eventuali lacune. Non può invece chiedere la revisione per sostituire un
rimedio giuridico ordinario non adottato in precedenza. Questa restrizione
del diritto alla revisione, sviluppata dalla giurisprudenza e poi codificata
nelle citate disposizioni, è giustificata dalla sussidiarietà della revisione e
dalle esigenze poste dalla sicurezza giuridica. Di conseguenza una
revisione è ad esempio esclusa se a seguito di negligenza della
contribuente (o della sua rappresentante) elementi sostanziali della
fattispecie non vengono addotti nella procedura di tassazione o di
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opposizione ordinaria (errore di dichiarazione) oppure se la contribuente,
esaminando la tassazione notificatagli – eventualmente facendo capo a un
esperto – avrebbe potuto scoprire subito l'errore di fatto o di diritto
dell'autorità (MARTIN ZWEIFEL/HUGO CASANOVA/MICHAEL BEUSCH/SILVIA
HUNZIKER, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht – Direkte Steuern, 2a
ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2018, §26 n. 82 seg. con diversi rinvii).
3.1. Nel caso che qui ci occupa si precisa innanzitutto che, come rileva
l'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni, l'imposta cantonale
per l'anno fiscale 2016 non è ancora stata tassata. Fa perciò difetto già il
primo presupposto per la revisione, ossia il sussistere di una decisione
cresciuta in giudicato. A giusta ragione quindi l'autorità precedente non è
entrata nel merito della domanda di revisione per quanto concerne l'anno
fiscale 2016 (n. 2 del dispositivo impugnato). La stessa cosa deve valere
anche per gli anni successivi. La domanda di esenzione dall'obbligo di
presentare una dichiarazione fiscale per gli anni 2017 e seguenti può
semmai essere giudicata nell'ambito di procedure (ordinarie) a parte, ma
non della presente procedura di revisione. In questi punti il ricorso va perciò
respinto e la decisione impugnata espressamente confermata.
3.2. Per quanto attiene all'anno fiscale 2015 vi sono delle decisioni di
tassazione cresciute in giudicato sia per le imposte cantonali sia per quelle
federali dirette. Come esposto sopra, in questa sede si possono esaminare
dette decisioni (rispettivamente quella complessiva di non entrata nel
merito dell'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni del 19
febbraio 2019 qui impugnata) soltanto nella misura in cui concernono le
imposte cantonali. Per il resto, cioè per le imposte federali dirette, non si
può entrare nel merito del ricorso, poiché non compete a questa Corte
decidere su quei punti della domanda di revisione.
3.3. In merito ai motivi di revisione relativi alle imposte cantonali 2015 – il tema
principale della presente controversia – nell'occorrenza entrerebbero di
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principio in rassegna unicamente quelli di cui all'art. 141 cpv. 1 lett. a e b
LIGR. Poco importa se, come fa valere la ricorrente, le legislazioni di altri
cantoni, tra cui San Gallo e Ticino, prevedrebbero un quarto motivo di
revisione in presenza di conflitti in materia di doppia imposizione
intercantonale o internazionale. Semmai tale motivo potrebbe al limite
essere invocato in Ticino, ma di certo non nel Cantone dei Grigioni,
applicandosi qui unicamente leggi cantonali di questo Cantone. Comunque
il fatto di essere in seguito stata tassata in un altro cantone può di principio
costituire un fatto nuovo ai sensi dell'art. 141 cpv. 1 lett. a e b LIGR.
3.4. Con la sentenza del Tribunale federale 2C_655/2016 del 17 luglio 2017, la
massima Corte ha avuto luogo di decidere un caso del tutto analogo a
quello qui in giudizio, statuendo che il modo di procedere della ricorrente in
quella procedura si sarebbe rivelato contrario alla buona fede, cosicché il
suo comportamento non meriterebbe di essere protetto già per quel motivo
(consid. 2.3.4). Secondo il Canton Zugo, resistente al ricorso, la società lì
ricorrente si sarebbe sottoposta incondizionatamente alla procedura di
tassazione e avrebbe posto tutti i fattori fiscali sotto la sovranità fiscale del
Canton Zugo. Tale comportamento costituirebbe un riconoscimento della
pretesa fiscale fatta valere per prima (cioè quella del Canton Zugo), al
rischio di una doppia imposizione. La ricorrente avrebbe presentato la
dichiarazione fiscale nel Canton Zugo senza riserve e senza effettuare
alcuna ripartizione fiscale. Avrebbe pure pagato le fatture fiscali senza
riserve. Pur essendo sempre stata consapevole del fatto di avere uno
stabilimento nel Canton Lucerna, non avrebbe presentato una ripartizione
fiscale nel Canton Zugo o perlomeno segnalato di avere uno stabilimento
in un altro cantone. La ricorrente disporrebbe inoltre di un rappresentante
con buone conoscenze del diritto tributario. Anche a mente del Tribunale
federale, comunque, non si potrebbe presumere che la ricorrente non fosse
stata consapevole di avere uno stabilimento nel Canton Lucerna. Siccome
nel Canton Zugo vi sarebbe stata unicamente la sede della società (in quel
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caso però all'indirizzo del presidente del consiglio d'amministrazione) e la
produzione avrebbe invece avuto luogo presso lo stabilimento nel Canton
Lucerna, non sarebbe attendibile l'affermazione della società ricorrente che
nella sua dichiarazione fiscale al domicilio fiscale principale avrebbe
soltanto dimenticato di dichiarare lo stabilimento in un altro cantone. Al
contrario, si avrebbe piuttosto l'impressione che avrebbe cercato di
eludere, almeno in parte, i suoi obblighi fiscali (consid. 2.4.2).
3.5. Ora, nel caso che qui ci occupa, con l'Amministrazione imposte del
Cantone dei Grigioni va costatato che con la dovuta diligenza della
ricorrente i nuovi fatti addotti avrebbero potuto essere da lei anticipati e la
doppia imposizione così evitata. Viceversa, non può essere imputato
all'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni di non aver tenuto
conto prima della reale situazione della ricorrente, quest'ultima avendo
sottaciuto informazioni importanti.
3.5.1. Come nella sentenza del Tribunale federale citata sopra, nel presente caso
si rileva innanzitutto che la ricorrente si è sottoposta incondizionatamente
alla procedura di tassazione nel Cantone dei Grigioni, dichiarando l'intero
operato in questo Cantone. La sua dichiarazione fiscale è avvenuta senza
riserve. Non ha inoltre esitato neanche a pagare le fatture fiscali per l'anno
2015. Anzi, è la società ricorrente stessa a sostenere che non vi sarebbe
stato alcun motivo per dubitare della competenza delle autorità fiscali
grigionesi e della correttezza delle decisioni d'imposizione. Ha dichiarato
fra l'altro pure che dalla sua fondazione fino al momento dell'inoltro del
ricorso non ha mai trasferito la sua sede (vedi però il trasferimento nel
Cantone Ticino avvenuto il _ 2019), eletta a X._ (GR). A tal
proposito va ricordato anche che sulla base della prassi di doppia
imposizione del Tribunale federale, il domicilio fiscale primario di una
persona giuridica si trova in primis nel luogo che è stato designato quale
sede dagli statuti. Già solo questi elementi suggeriscono che l'imposizione
nel Cantone dei Grigioni poteva di principio essere reputata corretta e che
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la ricorrente avrebbe semmai potuto o dovuto contestare la seconda
tassazione, avvenuta pur diverso tempo più tardi nel Cantone Ticino,
quando quella grigionese era da mesi cresciuta in giudicato e saldata.
Perlomeno dalle informazioni agli atti, invece, risulta che la ricorrente non
si è opposta all'imposizione da parte delle autorità ticinesi. Ciò deve andare
a suo carico.
3.5.2. L'autorità fiscale grigionese non aveva del resto alcun ragionevole motivo
di credere, in quel momento, che potessero esservi altri punti di aggancio.
Dalle istruzioni sul modo di compilare la dichiarazione d'imposta per
persone giuridiche con sede nel Cantone dei Grigioni per il 2015 risulta
chiaramente che in presenza di nessi fiscali anche al di fuori del comune di
sede occorre indicarlo sul modulo principale e poi compilare il modulo 19
della dichiarazione fiscale quale base per la ripartizione fiscale. Le istruzioni
stabiliscono inoltre espressamente che un assoggettamento limitato esiste
ad esempio sulla base di uno stabilimento d'impresa e che l'obbligo di
dichiarazione è rispettato anche con l'inoltro di proprie distinte con i relativi
dati (pag. 22 di dette istruzioni). Nella dichiarazione fiscale 2015, sulla
prima pagina del modulo principale, la ricorrente ha invece dichiarato –
contrariamente alla verità – di non avere succursali o stabilimenti d'impresa
in altri cantoni o all'estero. Non ha nemmeno presentato le proprie distinte
con dati relativi alle attività nel Cantone Ticino. In più ha omesso di
compilare il modulo 19, dal quale sarebbe emerso un assoggettamento nel
Cantone Ticino. E tutto ciò nonostante il fatto che abbia incaricato una
società fiduciaria, esperta nel campo, per presentare la sua dichiarazione
fiscale.
3.5.3. Soltanto a posteriori e in base ad accertamenti fatti dall'autorità fiscale
ticinese quest'ultima ha potuto rilevare che la sede a X._ (GR)
costituiva l'unico spunto della società nel Cantone dei Grigioni, che
l'amministratore unico, C._, era domiciliato a Y._ nel Cantone
Ticino e che anche sul sito internet della società (vedi <http://A._.ch>,
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visitato da ultimo il 20 agosto 2019) essa si presentava già allora quale
società puramente ticinese, indicando Z._ (TI) quale unico indirizzo.
L'Ufficio di tassazione delle persone giuridiche del Cantone Ticino ha difatti
costatato che al luogo di ubicazione della sede non vi era né direzione né
amministrazione, di modo che la sede assumeva unicamente
un'importanza formale. A suo dire sarebbe così diventato determinante il
luogo dell'amministrazione effettiva. La sede civile di una società (che la
stessa può liberamente eleggere all'interno del territorio elvetico) non
verrebbe in effetti riconosciuta qualora in un altro cantone si contrapponga
un luogo dove si svolga la direzione degli affari e l'amministrazione che
normalmente dovrebbe svolgersi nel luogo della sede statutaria. In tal caso
verrebbe appunto considerato quest'ultimo luogo – ubicazione dell'effettiva
amministrazione e direzione societaria – quale (vero) domicilio fiscale. Le
motivazioni di fondo che avrebbero indotto alla scelta della sede statutaria
– siano esse di natura fiscale o altra – non sarebbero di fatto determinanti;
sarebbe sufficiente che tale sede (statutaria) non corrisponda agli effettivi
rapporti (direttivi e amministrativi), bensì appaia costituita artificiosamente,
come sarebbe ad esempio il caso qualora una società faccia capo a un
ufficio fiduciario al quale viene fatto riferimento per il recapito postale. Nel
caso della A._ SA, apparirebbe evidente che la sede statutaria della
società sarebbe puramente formale (cosiddetto recapito bucalettere).
L'amministrazione effettiva sarebbe in Ticino, in quanto i suoi membri,
appunto, sarebbero domiciliati in Ticino.
3.5.4. Visto quanto precede, oggi è ormai chiaro che dal 2015 in poi (se non
addirittura già prima) la ricorrente aveva almeno una succursale (se non
anche l'effettiva amministrazione e l'intera attività) nel Cantone Ticino. Di
conseguenza poteva rispettivamente doveva essere imposta perlomeno
parzialmente in Ticino e in particolare doveva dichiarare queste circostanze
alle autorità fiscali di entrambi i Cantoni. Tutto ciò doveva essere noto alla
ricorrente, rispettivamente alla fiduciaria che è stata incaricata con l'inoltro
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della dichiarazione fiscale 2015. In base invece alle indicazioni contenute
in detta dichiarazione – rivelatesi poi sbagliate – l'Amministrazione imposte
del Cantone dei Grigioni non poteva avere conoscenza di un
assoggettamento della società perlomeno parziale (anche) nel Cantone
Ticino. Ne segue d'un canto che alla ricorrente può essere imputata
l'omissione della diligenza ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 141
cpv. 2 LIGR e d'altro canto che manca già di principio l'elemento della colpa
di cui all'art. 141 cpv. 1 lett. b LIGR presso l'autorità fiscale grigionese, non
avendo dovuto conoscere i fatti sottaciuti dalla ricorrente.
3.6. Nella misura in cui la ricorrente si appella poi al principio della buona fede
e alla protezione dell'affidamento, con l'autorità precedente va costatato
che con la sua mail del 22 giugno 2018 (act. C.8) il revisore fiscale ha
esclusivamente informato la ricorrente che le decisioni di tassazione
passate in giudicato possono essere modificate solo con una richiesta di
revisione e che una richiesta di revisione verrebbe valutata
dall'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni, il che è vero. Non
ha invece fatto nessuna promessa né suscitato fiducia in altro modo
riguardo all'esito concreto della domanda di revisione in seguito presentata
dalla qui ricorrente.
3.7. Riassumendo, l'agire della ricorrente equivale essenzialmente a un
riconoscimento del diritto d'imposizione del Cantone dei Grigioni con
accettazione di una doppia imposizione. In merito ai nuovi fatti avanzati
dalla ricorrente se ne costata la perenzione ai sensi dell'art. 141 cpv. 2
LIGR, la ricorrente avendo potuto senz'altro farli valere prima nell'ambito
della procedura ordinaria. La doppia imposizione è il risultato di una falsa
dichiarazione da parte della ricorrente stessa, perciò quest'ultima se ne
deve assumere le conseguenze. Ne deriva che il ricorso va respinto, nella
misura in cui è ricevibile. La decisione di non entrata nel merito
dell'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni di cui al n. 1 del
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dispositivo impugnato va confermata, nella misura in cui concerne l'imposta
cantonale.
4. Per finire vanno distribuite le spese giudiziarie, composte dalle spese
processuali (tassa di Stato) e dalle spese ripetibili. Giusta l'art. 73 cpv. 1
LGA, la parte soccombente deve di regola assumersi le spese.
Nell'occorrenza non vi sono elementi per giustificare di scostarsi da questa
regola.
4.1. Soccombente è la ricorrente, dimodoché le spese processuali, consistenti
in una tassa di Stato prudentemente fissata qui a fr. 2'500.-- tenendo conto
di tutti gli elementi del caso in giudizio, e le spese di cancelleria, calcolate
in base all'Ordinanza sulle tasse e sulle spese in contanti del Tribunale
amministrativo del 2 novembre 2006 (CSC 370.110), vanno interamente a
suo carico.
4.2. Parimenti, di principio la parte soccombente versa alla parte vincente una
congrua indennità a titolo di ripetibili, nella misura in cui tali spese possano
essere considerate necessarie (art. 78 cpv. 1 LGA). Al Cantone invece di
regola non vengono assegnate ripetibili se vince la causa nell'esercizio
delle sue attribuzioni ufficiali (art. 78 cpv. 2 LGA). Nel caso in giudizio
l'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni ha indubbiamente agito
nell'ambito delle sue attribuzioni ufficiali. Tuttavia, come si è visto, con il
suo comportamento la ricorrente ha violato i suoi obblighi di collaborare
(cfr. l'art. 127 LIGR) e ha così causato un dispendio non trascurabile presso
l'autorità fiscale grigionese (e questa Corte). Avrebbe invece potuto evitare
la doppia imposizione e anche l'intera procedura di revisione se avesse
presentato una dichiarazione fiscale corrispondente al vero. Per di più, vi
sono alcuni elementi per sospettare che abbia scelto la sede a X._
(GR) nell'intento di sottrarsi all'imposizione fiscale nel Cantone Ticino e le
si può perciò imputare una certa malafede anche in questo senso.
Considerati questi punti, si giustifica eccezionalmente assegnare un
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importo prudentemente fissato a fr. 1'000.-- a titolo di spese ripetibili a
favore dell'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni che devono
andare a carico della ricorrente, seguendo la sua soccombenza (cfr. ad
esempio la PTA 2015 n. 20 consid. 6.b).
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