# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ea0b04ba-0b4b-5cf7-a28c-089c9867017c
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 30 giugno 1998 la _ ha chiesto il fallimento della _ per Fr. 9’321.90.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 5 agosto 1998 l’escussa non è comparsa.
C.
L’appellante sostiene di avere versato il 13 agosto 1998 alla _ l’importo di fr. 4’000.-- e che intendeva saldare il debito il 18 agosto 1998 (doc. B). La debitrice ha poi prodotto uno scritto 18 agosto 1998 della _, in cui viene confermato il saldo del debito da parte della _ e chiesto di stralciare la causa (doc. E). Per quel che concerne la sua solvibilità l’appellante ha prodotto una conferma 14 agosto 1998 del _ di _ inviata ad _ (doc. F) e tre dichiarazioni 17 agosto 1998 della _, in merito alla sua situazione finanziaria (doc. G, H e I).
La debitrice ha poi rilevato che tre fatture delle ditte _, _ e _ sono state saldate, ed ha prodotto tre dichiarazioni 18 agosto 1998 dell’UE di Lugano attestanti il pagamento delle predette fatture per un totale di fr. 10’253.-- (doc. M, N e O). La _ ha asserito che la situazione debitoria scoperta sarebbe stata sistemata con l’incasso delle fatture emesse e di quelle per lavori in corso, di cui si occupa la _

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 37 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E
SchKG
, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht- und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994).
b)
In casu l’appellante ha prodotto una dichiarazione 18 agosto 1998 della _, con cui è stato chiesto lo stralcio della procedura di fallimento (doc. E).
Essendo il ritiro della domanda di fallimento avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento 11 agosto 1998, trattasi di un fatto nuovo in senso proprio, per cui la debitrice deve rendere verosimile la sua solvibilità.
L’appellante ha prodotto uno scritto 1. settembre 1995 del _, confermato il 14 agosto 1998 (doc. F), in cui viene dichiarato che la posizione debitoria intestata alla _ resta tra l’altro garantita da Fr. 33’000.-- bloccati sul conto risparmio intestato ad _. Questa garanzia concerne pertanto l’esposizione debitoria della _ nei confronti del _ e non costituisce una garanzia della banca a favore dei creditori dell’escussa.
L’appellante ha poi prodotto un elenco 17 agosto 1998 allestito dalla _ (doc. G) delle fatture da pagare a fornitori per un importo complessivo di fr. 32’519.45 (dedotte quelle già pagate alla _, _ e _), un attestato della _ (doc. H), quale ufficio contabile, da cui si evince che i lavori in corso della _ al 14 agosto 1998 ammontano complessivamente a fr. 203’000.--, così come una dichiarazione 17 agosto 1998, sempre della _ (doc. J), in cui sono state elencate le fatture da incassare al 14 agosto 1998 per complessivi fr. 23’145.90. Questi documenti, se da un canto prospettano un attivo per l’escussa, dall’altro non rappresentano riscontri oggettivi atti a rendere verosimile l’attuale situazione finanziaria dell’appellante, atteso che tali dichiarazioni non attestano in alcun modo che gli importi delle fatture da incassare e gli importi dei lavori in corso costituiscono crediti effettivi e sollecitamente monetizzabili e nemmeno che le fatture emesse dalla debitrice sono state riconosciute.
D’altronde la _ ha prodotto un estratto 19 agosto 1998 dell’Ufficio di esecuzione di Lugano concernente le sue esecuzioni (doc. S), da cui risultano quattro diverse procedure promosse dalla Confederazione Svizzera per un importo complessivo di fr. 53’423’95, giunte già alla domanda di realizzazione, e per le quali è stata chiesta dilazione di pagamento. Il 22 settembre 1998 la Confederazione Svizzera ha poi promosso una nuova esecuzione per l’importo di fr. 45’000.--. Sulla base delle precedenti considerazioni non può pertanto essere ritenuto che la _ abbia reso verosimile la sua solvibilità.
Abbondanzialmente si osserva che l’appellante deve rendere verosimile la sua solvibilità e che non è sufficiente rendere verosimile che non vi sia manifesta insolvenza.
2.
L’appello della _ va quindi respinto.
Di conseguenza ne va dichiarato il fallimento.
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).