# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d47fb8a9-e875-5d6e-ad02-ea10ed1e5be2
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 l’Ufficio regionale di collocamento di CO 1 (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione del 7 gennaio 2010 (cfr. doc. 57) con cui aveva sospeso RI 1 per nove giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione a causa di insufficienti ricerche di lavoro nel periodo dal mese di agosto al mese di ottobre 2009 in cui svolgeva un’attività a carattere stagionale. In particolare all’assicurato è stato imputato di avere svolto le ricerche di lavoro in un unico giorno per ogni mese e, inoltre, di non avere sufficientemente considerato le proposte effettive sul mercato del lavoro, tralasciando del tutto di rispondere agli annunci apparsi sui quotidiani (cfr. doc. A).
1.2. Contro la decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto l’annullamento della sanzione inflittagli di “14 giorni” (cfr. doc. I).
A motivazione della propria pretesa ricorsuale egli ha, in particolare, addotto di avere già formulato opposizione contro la decisione del 27 gennaio 2010, “in quanto ho adempiuto alle normative di legge impostemi dai dettami di obbligatorietà da parte del competente Ufficio”.
L’assicurato, inoltre, ha rilevato di avere “inoltrato, in data 16 gennaio 2010, un’ulteriore giustificazione per motivare quanto era stato stabilito a suo tempo da parte dell’Ufficio responsabile del Progetto, in concordanza con l’Ufficio regionale di collocamento, per intraprendere un lavoro da indipendente (di fatto mi hanno concesso un ragionevole tempo per calcolare, iniziare e completare l’iter per l’inizio dell’attività) e solo dopo allora avrei dovuto avvisare il collocatore e procedere per il resto della burocrazia in materia di disoccupazione” (cfr. doc. I).
1.3. L’URC, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. L’assicurato, in data 16 febbraio 2010, ha ribadito di ritenere ingiusta la sanzione dell’amministrazione, visto che egli si è sempre impegnato nella ricerca di un’occupazione, come dimostrato dalle prove da lui addotte (e-mail e lettera dell’_) (cfr. doc. V).
Tale scritto dell’assicurato è stato trasmesso all’amministrazione (cfr. doc. VI), per conoscenza.

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto all’indennità di disoccupazione per 9 giorni a causa di insufficienti ricerche di lavoro compiute nei mesi da agosto a ottobre 2009 precedenti l’iscrizione in disoccupazione, come stabilito nella decisione su opposizione impugnata.
Esula, per contro, dalla presente vertenza la questione relativa alla sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione inflitta all’assicurato per non essersi presentato ad un colloquio di consulenza in data 7 gennaio 2010, oggetto della decisione di sanzione no. 321110909 del 21 gennaio 2010 (cfr. doc. D), che, dalla documentazione agli atti, non risulta essere stata impugnata dall’assicurato.
Al riguardo, il TCA sottolinea che, come correttamente indicato dall’URC in sede di risposta di causa, l’assicurato, nel suo ricorso, indica di non essere d’accordo con la penalità di 14 giorni di sospensione dal diritto all’indennità inflittagli dall’amministrazione, nonostante la decisione impugnata stabilisca una penalità di 9 giorni di sospensione, perché probabilmente egli ha aggiunto alla penalità di 9 giorni inflittagli con la decisione di sanzione no. 321021292 del 7 gennaio 2010 (cfr. doc. 57) e confermata con la decisione su opposizione del 27 gennaio 2010, qui impugnata (cfr. doc. A), quella di 5 giorni per non essersi presentato ad un colloquio di consulenza, oggetto della decisione di sanzione no. 321110909 del 21 gennaio 2010, cresciuta in giudicato (cfr. doc. D).
2.3. T
ra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).
Alla fine di ogni periodo di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:
"
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."
L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede che:
"
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro."
L'art. 26 cpv. 2bis OADI precisa che
"
Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in
considerazione."
L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:
"
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."
Conformemente al principio dell'obbligo della riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.
Se non adempie il suo obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STFA del 3 agosto 2003 nella causa S., C 221/02).
L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).
2.4.
La giurisprudenza federale ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere disoccupato (cfr., ad esempio, STFA del 3 luglio 2006 nella causa S., C 138/05).
L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C 305/01; DLA 1966 N° 11 e N° 21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).
Inoltre gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML, n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,
op. cit., pag. 17).
Per stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C 49/00).
Per quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente
.
L
a giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr. per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86).
Il TFA, pur confermando tale principio (cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87; STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA c/ E., C 286/02), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA del 12 luglio 2005 nella causa S., C 106/04, consid. 2.1.; STFA del 29 settembre 2005 nella causa H. C 199/05; STFA del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de l’emploi du Canton Vaud c/ B., C 6/05, consid. 3.2.).
Sulle modalità con le quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro il TCA ricorda innanzitutto che secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01; DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74).
La legge non prevede nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
Concretamente ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile l'avvenuta ricerca.
In caso di ricerca personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).
Inoltre deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).
L'assicurato potrà servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio 1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro).
In caso di rifiuto del datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio competente tale rifiuto.
Infine, in caso di ricerca telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola, confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95).
In una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000
pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.
2.5. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione dal diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave
(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è determinata secondo la gravità della colpa
(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.
Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.
Per ogni periodo di controllo successivo i parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45
cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2003, D68 punto 1 come pure Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).
Queste direttive sono conformi alla legge (cfr. D.
Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.
Anche il TFA ha approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA del 25 aprile 2005 nella causa E., C 10/05; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04; STFA del 2 maggio 2003 nella causa X., C 275/02; STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA c/ E., C 286/02; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01; STFA del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01.
2.6. Nella presente evenienza dalla documentazione agli atti si evince che l’assicurato, che è al suo 2° termine quadro, svolge un’occupazione di carattere stagionale, facendo capo nei mesi di inattività alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.
In effetti, per quanto concerne le tre ultime stagioni, l’insorgente è stato iscritto al collocamento dall’autunno 2006 al giugno 2007; dall’autunno 2007 al luglio 2008 e dall’autunno 2008 al marzo 2009 (cfr. doc. 25, 30).
Dal 1° agosto 2008 al 15 ottobre 2008 ha lavorato, in virtù di un contratto di durata determinata, presso l’Hotel _ di _ quale portiere/lavapiatti (cfr. doc. 31).
In seguito, a fare tempo dal 20 ottobre 2008, il ricorrente si è nuovamente iscritto in disoccupazione (cfr. doc. 16).
L’assicurato è poi stato nuovamente attivo, in virtù di un contratto di durata determinata, presso l’Hotel _ di _, dal 20 marzo 2009 al 31 ottobre 2009, quale portiere/lavapiatti (cfr. doc. 28, 29).
Al termine dell’attività stagionale, il ricorrente si è iscritto ancora una volta in disoccupazione, a partire dal 1° novembre 2009 (cfr. doc. 1).
Al momento del riannuncio al collocamento nell’autunno del 2009, l’assicurato ha presentato all’amministrazione le proprie ricerche di impiego compiute durante i mesi in cui ha lavorato presso l’albergo di _.
Il consulente del personale, ritenendo insufficienti gli sforzi intrapresi nei mesi da agosto a ottobre 2009, il 26 novembre 2009 gli ha trasmesso una “Richiesta di giustificazione” con cui ha richiesto di motivare, entro il 9 dicembre 2009, il fatto di non avere compiuto sufficienti ricerche di lavoro, dal profilo qualitativo e quantitativo, negli ultimi tre mesi precedenti l’annuncio al collocamento.
Il collocatore ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 59).
L’insorgente, il 30 novembre 2009, ha risposto:
"
Come parlato con il mio consulente _, ho sempre cercato lavoro sugli annunci (tutto click, area-lavoro,
e-lavoro.cdt.) visto che cercavo qualcosa di meglio per me e cercavo anche per mia mamma e per un'altra persona visto che non avevano lavoro.
Perciò siamo rimasti che mi faceva avere gli annunci dei lavori adatti al mio profilo, pubblicati da marzo fino adesso. Così se riteneva giusto penalizzarmi per le mancanze.
Per quanto riguarda la quantità delle ricerche spontanee, ho sempre saputo che erano 4 ricerche al mese negli ultimi 3 mesi (ho fatto ultimi 4 mesi) prima della fine del lavoro, per questo secondo me 7 o 8 ricerche al mese le ritenevo sufficienti.
Qualitativamente non sono il massimo per i vostri standard visto che sono state fatte in 4 giorni durante i 4 ultimi mesi. La mia giustificazione è che fare una ricerca
spontanea
oggi e farne un'altra dopo 3 giorni e così successivamente, non cambia niente (ribadisco che ho sempre e comunque cercato sugli annunci)." (Doc. 58)
Dal profilo procedurale l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito del ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA.
L’URC, non ritenendo valide le giustificazioni addotte dall’assicurato, con decisione formale del 7 gennaio 2010, l’ha sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione per nove giorni (cfr. doc. 57; consid. 1.1.).
Tale provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 (cfr. doc. A; consid. 1.1.).
2.7.
Per quanto attiene agli assicurati che entrano in disoccupazione al termine di un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o nella ristorazione), va osservato che, per un certo periodo, l'UCL (ora Sezione del lavoro) ha applicato anche a costoro la giurisprudenza relativa ad assicurati che si annunciano in disoccupazione e dichiarano la loro disponibilità ad essere collocati solamente durante qualche mese, prima di assolvere il servizio militare o effettuare un soggiorno di perfezionamento all'estero o intraprendere un'altra formazione o lasciare definitivamente il nostro paese.
Il TFA considera queste persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza professionale, bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline, generalmente, a prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata limitata, mentre cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. STF 8C_ 459/2007 dell’11 giugno 2008; DLA 2000 pag. 152; DLA 1995 pag. 57; DTF 123 V 218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA 1990 pag. 25; DLA 1988 pag. 23; DLA 1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V 209; Prassi AD 98/1 fogli 7.1-7.3; J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au quotidien", pag. 56-58; B. Despland, "Votre sécurité sociale, pag. 155-156; DTF del 2 maggio 1997 nella causa P.F.; D. Cattaneo,
Alcuni compiti ...
, pag. 19 segg.).
In una sentenza del 18 novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA 2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V 38; D. Cattaneo,
Alcuni compiti ...
, pag. 24).
Tuttavia, alla luce della giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante di un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione, di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla propria professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente assegnato (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B., 38.2000.190; STCA del 16 marzo 2000 nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC di Biasca, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. de S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo,
Alcuni compiti ...,
pag. 21; 24-25).
Il TCA ha pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione, deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa e non solo agli ultimi mesi di lavoro
(cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA del 17 agosto 2001 nella causa M., 38.2001.15; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B., 38.2000.190).
Al riguardo è utile segnalare che l’Alta Corte, in una sentenza C 22/07 del 21 agosto 2007, ha dichiarato inidoneo al collocamento per i mesi interstagionali invernali un assicurato che dopo 17 anni presso una ditta con contratto di durata indeterminata è stato licenziato e riassunto dalla stessa azienda con contratto di durata determinata.
Contestualmente il TF ha rilevato che:
"
(...)
der Wille, eine unbefristete Stelle anzutreten, hat nicht wegen fehlender Arbeitslosenentschädigung zu erfolgen, sondern weil die Unterbrüche in der Erwerbstätigkeit vermieden werden wollen. Doch bereits die Arbeitsbemühungen in der hier interessierenden Zeit machen deutlich, dass eine Festanstellung nicht angestrebt wurde. Im Gegenteil suchte der Versicherte ausschliesslich im Baugewerbe, wo er davon ausgehen konnte, dass in den Wintermonaten nicht mit einer Anstellung zu rechnen war (vgl. Urteil C 216/06 vom 8. März 2007). Indem er seine Arbeitsbemühungen nicht auf andere Branchen ausweitete, hat er nicht alle Vorkehrungen getroffen, um im Sinne der Schadenminderungspflicht die Arbeitslosigkeit zu vermeiden, sondern nahm seine kurzen Verdienstausfälle in Kauf. Diese sind aber nicht Jahr für Jahr von der Arbeitslosenversicherung zu tragen.“
2.8. In concreto, come visto sopra, l’assicurato, nel periodo dal 20 marzo 2009 al 31 ottobre 2009, ha lavorato presso l’Hotel _ di _ (cfr. doc. 28, 29).
Dalle carte processuali emerge che l’insorgente, nei mesi di agosto, settembre e ottobre 2009, ha compiuto 21 ricerche impiego, 6 nel mese di agosto 2009, 7 nel mese di settembre 2009 e 8 nel mese di ottobre 2009 (cfr. doc. G). Tutte queste ricerche di lavoro sono state svolte dall’assicurato spontaneamente e non rispondendo a offerte di lavoro pubblicate su quotidiani, inviando dei messaggi di posta elettronica a diversi alberghi. Inoltre l’assicurato ha concentrato i propri sforzi al fine di reperire una nuova occupazione effettuando le ricerche del mese di agosto 2009 in data 26 agosto 2009; quelle del mese di settembre 2009 in data 25 settembre 2009 e quelle del mese di ottobre 2009 in data 27 ottobre 2009 (cfr. doc. G).
Nel caso in esame, l’amministrazione ha considerato insufficienti dal profilo quantitativo e qualitativo le ricerche di lavoro compiute nel mese di agosto 2009 e insufficienti dal profilo qualitativo le ricerche svolte nei mesi di settembre e ottobre 2009 (cfr. doc. 59, 57, A).
Chiamato a pronunciarsi in merito alle ricerche del periodo agosto-ottobre 2009, il TCA, attentamente esaminata la documentazione agli atti, ritiene che, effettivamente, le modalità secondo le quali il ricorrente ha ricercato una nuova occupazione dal mese di agosto al mese di ottobre 2009, lasso di tempo in cui un assicurato è tenuto a incrementare i propri sforzi finalizzati al reperimento di un’occupazione duratura annuale o perlomeno di un’occupazione di breve durata per la “stagione morta” (cfr. consid. 2.7.), non sono esenti da critica.
Questo Tribunale ha, infatti, già indicato in più occasioni la necessità di compiere ricerche mirate rispondendo agli annunci apparsi sui giornali (cfr., ad esempio, STCA 38.2003.18 del 19 gennaio 2004 consid. 2.12; STCA 38.2006.4 del 12 giugno 2006 consid. 2.12.; STCA 38.2008.72 del 18 marzo 2009).
L’assicurato era, peraltro, perfettamente al corrente di dovere in particolare postulare per un impiego presso datori di lavoro attivi tutto l’anno e che cercano concretamente nuovo personale, ad esempio con annunci sui giornali. Infatti ciò gli era stato espressamente raccomandato in occasione dell’ultimo colloquio di consulenza, del 17 novembre 2008, precedente l’inizio dell’attività stagionale 2008-2009. In quell’occasione, la consulente del personale, come risulta dal verbale del colloquio di consulenza del 17 novembre 2008, ha rilevato quanto segue:
"
Il signorRI 1 mi contatta telefonicamente per scusarsi del mancato appuntamento. Sostiene di essere dispiaciuto di essersi scordato. Il signor RI 1 inizierà per i primi di dicembre l'impiego come cameriere ai piani a _. È un impiego per la stagione invernale, successivamente potrà ritornare subito presso l'Albergo _ di _. Nell'impossibilità di convocarlo a breve, spiego attraverso questo verbale, che riceve in copia, le disposizioni per le ricerche durante un'attività stagionale.
Come descritto nella circolare delle linee guida allegato, dovrà nel periodo da quando inizia a lavorare fino alla fine del contratto continuare con impegno nella ricerca di un'occupazione per il periodo invernale o per tutto l'anno. Nei primi mesi dovrà ESCLUSIVAMENTE rispondere alle offerte concrete di lavoro che trova ad esempio sul giornale o su internet. Negli ultimi 3 mesi che precedono la fine del contratto di lavoro, di regola agosto - settembre - ottobre, deve intensificare gli sforzi e svolgere anche ricerche spontanee. Qualora dovesse riannunciarsi ai nostri uffici nell'inverno 2009 dovrà dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare la disoccupazione. Raccomando e ricordo di documentare le ricerche sugli appositi formulari e di conservare le copie delle lettere o degli e-mail che invia. Anche le risposte sono da tenere.
Riceve quindi fogli per le ricerche da marzo (inizio ipotetico) a novembre compreso (fine ipotetico), copia del verbale e circolare linea guida." (Doc. 15, sottolineatura della redattrice)
Inoltre, questo Tribunale sottolinea che l’assicurato, con decisione del 22 novembre 2006, era già stato sanzionato con 11 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro nei tre mesi precedenti l’iscrizione al collocamento (cfr. doc. 76), per cui era ampiamente a conoscenza delle modalità necessarie per compiere delle ricerche di lavoro qualitativamente e quantitativamente valide al fine di reperire una nuova occupazione.
L’insorgente, rispondendo alla richiesta di giustificazione del 26 novembre 2009 inviatagli dal consulente del personale, ha contestato la decisione con la quale l’amministrazione ha considerato insufficienti sia quantitativamente che qualitativamente le ricerche spontanee di lavoro da lui svolte nei mesi compresi fra agosto e ottobre 2009, indicando, per quanto riguarda l’aspetto quantitativo, di avere “sempre saputo che le ricerche erano 4 ricerche al mese negli ultimi 3 mesi (ho fatto ultimi 4 mesi) prima della fine del lavoro, per questo secondo me 7 o 8 ricerche al mese le ritenevo sufficienti” (doc. 58).
Quanto all’aspetto qualitativo, l’assicurato ha giustificato il fatto di avere concentrato in 4 giorni durante gli ultimi 4 mesi precedenti l’annuncio al collocamento le sue ricerche di lavoro sostenendo che “fare una ricerca spontanea oggi e farne un'altra dopo 3 giorni e così successivamente, non cambia niente" (doc. 58).
Al riguardo, il TCA ricorda innanzitutto che, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.4.), per quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la
prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA del 12 luglio 2005 nella causa S., C 106/04, consid. 2.1.; STFA del 29 settembre 2005 nella causa H. C 199/05; STFA del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de l’emploi du Canton Vaud c/ B., C 6/05, consid. 3.2.).
Quanto all’aspetto qualitativo, l’insorgente - oltre ad avere compiuto tutte le ricerche presentando spontaneamente, tramite e-mail, la propria candidatura presso potenziali datori di lavoro, invece di rispondere preferibilmente a concrete e reali offerte d’impiego pubblicate sui quotidiani – si è limitato a concentrare i propri sforzi al fine di reperire un nuovo impiego inviando il suo curriculum vitae a diversi alberghi in determinati giorni e meglio: il 26 agosto 2009 per quanto riguarda le ricerche di lavoro del mese di agosto 2009; il 25 settembre 2009 per quanto riguarda quelle di settembre 2009 e il 27 ottobre 2009 con riferimento a quelle del mese di ottobre 2009 (cfr. doc. G).
Tale comportamento, checché ne dica l’assicurato, non può essere considerato corretto.
Va infatti rilevato che le ricerche vanno compiute in modo continuo durante tutto l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni (cfr. STCA del 25 novembre 2002 nella causa B., 38.2002.111; STCA del 29 luglio 2002 nella causa P., 38.2002.1; STCA del 2 maggio 2000 nella causa T., 38.2000.11; STCA del 13 aprile 2000 nella causa G., 38.1999.375; D. Cattaneo, op. cit., pag. 27).
Infine è, altresì, utile rilevare che quando si esaminano le ricerche degli assicurati che si ripresentano per il collocamento alla conclusione della stagione lavorativa deve comunque essere dato più peso all'aspetto qualitativo delle medesime rispetto a quello quantitativo (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B., 38.00.190).
In simili condizioni, occorre concludere che il comportamento del ricorrente non corrisponde a quanto richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza federale.
Di conseguenza le ricerche di lavoro compiute nei mesi da agosto a ottobre 2009, a prescindere dall’aspetto quantitativo, risultano insufficienti qualitativamente.
2.9. In esito a tutto quanto precede, a mente di questo Tribunale, il ricorrente, nell’arco di tempo da agosto a ottobre 2009, ha violato l'obbligo di ridurre il danno che la legge gli impone (cfr. consid. 2.3.).
Pertanto l’assicurato deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, come del resto deciso dall’URC di _.
Per quanto riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare interna no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una vertenza analoga alla presente (cfr. STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38. 2001.201).
Essa indica che:
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(...)
1. Periodo di tempo da esaminare
L'esame delle ricerche di lavoro è esteso a tutti gli sforzi intrapresi
prima dell'iscrizione in disoccupazione e durante tutto il periodo durante il quale il disoccupato ha lavorato
(l'esame non va limitato agli ultimi 3 mesi)
.
(...)
3. Durata della sospensione
La durata della sospensione avviene in considerazione della colpa dell'assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante tutta la durata dell'impiego stagionale. Per garantire omogeneità d'applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:
3‐4 giorni per ogni mese di ricerche insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione, aumentati di 1‐2 giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi insufficienti o inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18 giorni."
(Doc. 10, inc. 38.2001.201)
Nell'ambito della vertenza sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid. 2.5.; STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38.2001.201).
La Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando irrogare 1 o 2 giorni.
Il TCA ha ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire relative à l'indemnité de chômage" emanata dal SECO in vigore dal 1° gennaio 2002 (p.to D68) - corrispondente alla "Circulaire relative à l'indemnité de chômage" del SECO, in vigore dal 1° gennaio 2003 (p.to D68; cfr. consid. 2.5.) - la quale prevede per il periodo di disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per insufficienti ricerche, che per i tre mesi antecedenti l'annuncio in disoccupazione si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni per mancate ricerche.
Il medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr. STCA del 30 settembre 2002 nella causa R., 38.2001.262, consid. 2.10).
Nel caso
in esame l'URC ha inflitto all’insorgente 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità.
L'entità di questa sanzione, che corrisponde a un'applicazione corretta della prassi appena illustrata, è da ritenere conforme al principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.).
Pertanto la decisione su opposizione del 27 gennaio 2010 contestata deve essere confermata.