# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9bdb11e4-ec7d-5846-a053-da9b61f00ef5
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, 1965, coniugato con due figli, ha svolto attività lavorativa quale magazziniere e autista.
Dal 1° maggio 1994 al 31 gennaio 1996 ha lavorato in questa veste presso la _ (cfr. questionario del datore di lavoro agli atti AI), che era affiliata, ai fini dell'attuazione della previdenza professionale, alla LPP Fondazione di previdenza della _ (XI).
Dal mese di dicembre 1994 il dipendente è stato ripetutamente dichiarato inabile al lavoro al 100% (cfr. atti AI; consid. 2.5).
1.2 Con effetto dal 15 febbraio 1996 _ è stato assunto quale magazziniere presso la _. Ai fini della previdenza professionale il datore di lavoro era affiliato alla Fondazione di previdenza LPP della _ (cfr. consid. 1.8).
A partire dall'11 marzo 1996 è stato nuovamente dichiarato inabile al lavoro al 100%, con un'interruzione di otto giorni nel mese di marzo (cfr. questionario del datore di lavoro della _, agli atti AI).
L'assicurazione malattia del datore di lavoro lo ha poi ritenuto abile al lavoro al 100% in attività leggere, di tipo organizzativo e intellettuale dal 1° novembre 1996 (doc. _), mentre il rapporto di lavoro è stato disdetto per il 30 novembre 1996 (doc. _).
1.3 In data 13 maggio 1996 _ ha presentato istanza all'assicurazione invalidità (UAI) tendente all'assegnazione di prestazioni dell'AI per adulti, in quanto affetto da sindrome lombovertebrale cronica recidivante su protrusione discale e base larga del segmento L4-L5, nonché recessi laterali stretti bilateralmente tra L4-L5 fino a L5-S1 su ipertrofia e degenerazione delle articolazioni interapofisarie, manifestatasi nell'ottobre 1994.
Alla luce della documentazione medica prodotta, in data 11 ottobre 1996, l'UAI ha avviato la procedura integrativa. In attesa di una decisione da parte dell'assicurazione invalidità _ ha percepito indennità di disoccupazione dal 1° gennaio al 31 agosto 1997 (consid. seguente).
Con provvedimento dell' 8 settembre 1997 l'UAI ha quindi riconosciuto, a favore dell'assicurato, la "riformazione quale impiegato di commercio presso la ditta _ a decorrere dal 1° settembre 1997 al 31 agosto 2000", così come le relative indennità giornaliere.
Il tirocinio avviato presso la _ è stato interrotto a fine 1997, per essere ripreso presso la _.
La riformazione professionale ha tuttavia dovuto essere definitivamente interrotta nel corso del 1999 a causa dei problemi di salute dell'interessato, a cui è quindi stata assegnata una rendita intera di invalidità dal 1° settembre 1999.
1.4 Gli averi accumulati a favore della previdenza professionale presso la Fondazione _, sono stati accreditati a favore della _ Fondazione di libero passaggio (doc. _; inc. _).
1.5 In data 18 ottobre 2000, _, rappresentato dall'avvocato _, ha presentato petizione al TCA nei confronti della
- Fondazione Istituto collettore LPP
- _ Fondazione collettiva LPP
- _ società svizzera di assicurazione sulla vita,
- Fondazione di previdenza del personale della _
chiedendo di giudicare
"1. La petizione è accolta. Di conseguenza la Fondazione collettiva LPP della _, la Fondazione di previdenza a favore del personale della _ la _, Fondazione di libero passaggio, _ e la Fondazione Istituto collettore LPP, Agenzia regionale della svizzera italiana, Lugano sono condannati a corrispondere al Signor _ le prestazioni di cui all'art. 23 e segg. della Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità,
segnatamente a corrispondere la rendita a far tempo dal 13 maggio 1996, di almeno fr. 20'000.‐‐ annui
.
2. Protestate eventuali tasse e spese e, in ogni caso, le ripetibili tutte."
A motivazioni delle proprie richieste l'assicurato ha evidenziato
"7. Dato che la domanda Al è stata presentata dall'attore già il 13 maggio 1996 (era ancora dipendente della _), se si considera che i provvedimenti di reintegrazione non hanno avuto buon fine, indipendentemente dal fatto che l'istituto Al abbia concesso una rendita intera solo a decorrere dal primo settembre 1999, egli avrebbe avuto diritto alle prestazioni LPP dalla Fondazione collettiva LPP della _ proprio perché da un lato era ancora dipendente dalla _ A, e dall'altro, a quel tempo già era invalido!
Infatti, giusta l'art. 5 del Regolamento per l'opera di previdenza della _ di cui al doc. Al, esiste invalidità se la persona assicurata è invalida ai sensi dell'Al e se è obbiettivamente provato in base a perizia medica che la persona assicurata è completamente o parzialmente inabile ad esercitare la sua professione o un'altra attività lucrativa conforme alla sua posizione sociale, alle sue conoscenze e capacità.
E' evidente, nel caso in esame che l'attore fosse già invalido a far tempo dalla prima domanda Al o che adempisse alle suesposte condizioni.
Se però questo Tribunale non aderisse a questa tesi, lo si invita a far allestire una dichiarazione, eventualmente una perizia dal dott. _ attestante che le condizioni di cui all'art. 5 del Regolamento erano già realizzate quando l'attore ancora era dipendente della _. Di conseguenza la Fondazione collettiva LPP della _ deve corrispondere la rendita intera di invalidità annua, dopo il periodo di attesa di 24 mesi, di fr. 17'290.‐ fino al 30 aprile 2030.
Cautelativamente, ritenuto che su numerosa corrispondenza (doc. _) è indicata la Fondazione di Previdenza a favore del personale della _, si conviene pure quest'ultima.
8. Nella denegata e contestata ipotesi in cui questo Tribunale non aderisse a quanto sopra, in via subordinata, si precisa che in ogni caso le prestazioni suddette dovranno essere corrisposte dalla Fondazione di libero passaggio _.
Infine, in via ancor più subordinata vale comunque quanto segue.
Come detto, l'attore, ha beneficiato delle prestazioni della disoccupazione a far tempo dal 1. gennaio 1997 al 1. settembre 1997.
Ora, giusta l'art. 60 della LPP, in vigore dal 1. luglio 1997, la Cassa disoccupazione _, a far tempo dal 1. luglio 1997, deduceva le prestazioni LPP, versandole alla Fondazione Istituto collettore LPP, Agenzia regionale della Svizzera italiana, Lugano.
Di conseguenza, la Fondazione di libero passaggio avrebbe dovuto versare l'istituto collettore l'avere sul conto di libero passaggio, ciò che però non ha fatto. In tale ipotesi sarebbe l'istituto collettore a dover versare la rendita all'attore.
9. Per completezza si precisa che sarebbe assurdo, anche da un profilo logico, che l'attore, il quale ha sempre regolarmente versato i contributi LPP e la cui domanda Al risale al 13.05.1996, dato l'esito negativo di tutti i provvedimenti di reintegrazione, sia precluso dal versamento di una rendita LPP, ma semplicemente gli venga concesso l'importo di fr. 19952.75, tuttora a disposizione presso la Banca _.
A tal fine, l'attore dichiara espressamente che la somma suddetta sarà riversata, dietro ordine di questo Tribunale, all'istituto di previdenza che verrà condannato a rifondere lui una rendita, sulla base degli art. 23 e segg. LPP."
1.6 Con risposta di causa del 24 ottobre 2000 la Fondazione Istituto collettore ha proposto di respingere il gravame, adducendo quanto segue:
"
considerato che l'inizio della malattia sembra risalire all'11.03.1996, data nella quale l'interessato era in forze presso la _, affiliata all'Istituzione di previdenza della _, sulla base dell'art. 23 LPP crediamo che quest'ultima sia tenuta al versamento delle prestazioni previdenziali."
1.7 La Fondazione di libero passaggio della _ ha esposto quanto segue in data 31 ottobre 2000
"
Il signor _, essendo riconosciuto invalido all'80%, le condizioni generali della _ Fondazione di libero passaggio permettono di ritirare il capitale.
Il capitale di fr. 15'952.75 sono stati versati alla Banca _, a disposizione del cliente il 31.01.2000."
1.8 In data 24 novembre 2000 la Fondazione collettiva LPP della _ ha formulato i seguenti quesiti
"a) La chiamata in causa dell'istituzione di previdenza presso la quale era affiliato l'attore nell'estate 1995 in materia di diritto previdenziale.
b) Il richiamo e la consultazione degli atti dell'AI."
A motivazione delle proprie domande la convenuta ha precisato
"
1.Avendo iniziato il rapporto di lavoro con la _ il 15 febbraio 1996, l'attore era affiliato presso la convenuta 3 ai sensi del regolamento.
Si parte dal presupposto che l'attore abbia firmato la notifica per l'assicurazione collettiva il 18 marzo 1996 (allegato _), periodo in cui risultava inabile al lavoro nella misura del 100%. Siccome però la domanda sullo stato di salute in questo formulario si riferiva all'inizio dell'assicurazione, in questo caso non si può parlare di reticenza. Contrariamente all'affermazione della convenuta 3 nella lettera del 27 gennaio 1997, in linea di principio l'attore è assicurato in base al regolamento e non soltanto nel quadro delle prestazioni minime secondo la LPP.
2. Per la presente invalidità occorre differenziare tra la questione relativa all'assicurazione e quella concernente l'obbligo di versare le prestazioni d'invalidità.
Giusta l'art. 23 LPP hanno diritto a prestazioni d'invalidità le persone che, ai sensi dell'AI sono invalide per almeno il 50 per cento ed erano assicurate al momento in cui è sorta l'incapacità di lavoro la cui causa ha portato all'invalidità. Questa disposizione mira anche a limitare la competenza di diverse istituzioni di previdenza nel caso in cui un dipendente, le cui condizioni di salute sono già talmente intaccate da incidere sulla sua capacità lavorativa, ricevesse una rendita dell'assicurazione per l'invalidità dopo aver cambiato datore di lavoro; in questo caso il diritto a versare le prestazioni non deriva dal nuovo rapporto di previdenza. Le prestazioni d'invalidità devono piuttosto essere corrisposte dalla istituzione di previdenza presso cui l'interessato era affiliato al momento in cui è subentrata l'incapacità lavorativa che ha comportato l'invalidità [DTF 120 V 117, c. 1 c].
3. Si deve pertanto esaminare quando è sorta l'incapacità lavorativa rilevante.
In base ai rapporti medici del dott. _ si può rilevare che dall'ottobre 1994 l'attore soffre di una sindrome lombo vertebrale e che, in particolare nel periodo decorrente dal 4 al 26 aprile 1995, è stato ricoverato all'ospedale a causa della sua malattia.
Successivamente l'attore è stato inabile al lavoro nella misura del 100% almeno dal 30
maggio al 26 giugno 1995. La convenuta 3 parte pertanto dal presupposto che l'incapacità lavorativa che ha comportato l'invalidità sia subentrata al momento in cui l'attore non era affiliato presso la stessa nell'ambito della previdenza professionale.
Secondo la citata sentenza del TFA del 31 maggio 1994, il precedente istituto di previdenza resta soggetto all'obbligo di versare le prestazioni se l'incapacità lavorativa ha avuto inizio in un'epoca in cui l'assicurato era affiliato presso la medesima istituzione e se sussiste fra la detta incapacità lavorativa e l'invalidità un nesso materiale e temporale; viceversa, il nuovo istituto è esonerato da qualsiasi obbligo di versare una rendita d'invalidità (DTF 120 V 112). Questa giurisprudenza è stata confermata, anche in un caso specifico in cui all'inizio dell'incapacità lavorativa che aveva comportato l'invalidità l'interessato non era affiliato presso nessuna istituzione di previdenza. (cfr. DTF 123 V 262 e le decisioni ivi indicate).
4. L'attuale invalidità dell'attore è da attribuire alla medesima causa che ha cagionato il periodo d'incapacità lavorativa nel 1995. Sussiste pertanto chiaramente il nesso materiale.
5. Si può accettare un'interruzione del nesso temporale tra la prima incapacità lavorativa e l'invalidità soltanto se la piena capacità lavorativa era stata riacquistata per un periodo sufficientemente lungo senza che successivamente ci si potesse attendere una ricaduta [cfr. DTF 123 V 265 c. l. c), nonché Markus Moser, significato e portata dell'art 23 LPP, nel SZS 1995, 401 segg.].
Gli atti non permettono di rilevare con certezza se l'attore abbia riacquistato la piena capacità lavorativa tra il mese di luglio 1995 e il mese di marzo 1996 e se la natura della sua malattia facesse presupporre che la capacità lavorativa poteva essere riacquistata in modo durevole.
La convenuta 3 chiede pertanto al tribunale di richiamare tutti gli atti dell'Al e di permetterle di consultarli.
6. La convenuta 3 non è al corrente presso quale istituzione di previdenza era affiliato l'attore nell'estate 1995. Alla convenuta 3 non è noto se nell'estate 1995 la previdenza professionale dell'attore rientrava nelle competenze della
Fondazione di previdenza LPP _
, la quale aveva trasferito alla convenuta 3 la prestazione di libero passaggio risultante da precedenti rapporti di previdenza.
Occorre pertanto sollecitare l'attore a fornire informazioni in merito.
La convenuta 3 chiede inoltre che l'istituzione di previdenza competente sia chiamata in causa."
1.9 La Fondazione di previdenza del personale della _ ha presentato la risposta di causa, tramite l'avvocato _ in data 29 novembre 2000, chiedendo di respingere la petizione, sulla base delle seguenti motivazioni:
"
Si prende atto che controparte ammette che il signor _ era assicurato, in qualità di dipendente di _, presso la Fondazione collettiva della _ nell'ambito dell'opera di previdenza per il personale della _.
Assicuratore LPP del signor _ nel periodo in cui era dipendente di _ era quindi la Fondazione collettiva della _. E' contro tale istituto di previdenza, e solo contro questo, che il signor _ deve far valere le sue pretese.
Nessuna pretesa può invece esistere nei confronti della Fondazione di previdenza della _.
Quest'ultima, che si occupa anche dei dipendenti di _, ha sì come scopo statutario quello di assicurare la previdenza del personale. Tale previdenza è però oggi garantita esclusivamente mediante il contratto con il fondo di previdenza della _. La Fondazione non accorda prestazione assicurative in proprio ma si occupa unicamente di mansioni amministrative. La Fondazione non concede neppure prestazioni sovraobbligatorie.
D'altra parte l'attore nemmeno sostiene che la Fondazione di previdenza per il personale della _ accordi delle prestazioni. Non a caso egli fonda la propria pretesa unicamente sul regolamento della Fondazione collettiva LPP della _.
Evidentemente alla luce di quanto suesposto nessuna pretesa può esistere, a seguito di invalidità, direttamente nei confronti della Fondazione. La petizione deve quindi, in quanto inoltrata contro la Fondazione di previdenza a favore del personale della _, essere respinta, indipendentemente dalle ragioni di merito.
A giusta ragione l'attore concentra qui la propria attenzione sulla Fondazione collettiva LPP della _. Ammesso e non concesso che il signor _ abbia diritto a prestazioni da parte dell'assicuratore LPP presso cui era assicurato nel periodo in cui era alle dipendenze di _, queste andrebbero corrisposte da _.
Si precisa che il regolamento cui l'attore fa riferimento è quello della Fondazione collettiva LPP della _. Non si tratta di un regolamento della Fondazione di previdenza della _.
Non si entra qui nel merito della questione a sapere se il signor _ abbia diritto o meno a prestazioni da parte della Fondazione collettiva LPP della _, lasciando che sia l'assicuratore LPP a prendere posizione.
L'inoltro di una causa nei confronti della Fondazione di previdenza a favore del personale della _ è come detto del tutto inutile. In realtà nella documentazione citata da controparte a giustificazione di tale inoltro nemmeno figura! Nel caso la causa venisse ritirata alla luce delle risposta, ciò che peraltro si auspica, si chiede che alla convenuta vengano assegnate delle ripetibili."
1.10 Pendente causa il TCA ha richiamato agli atti l'incarto AI dell'assicurato, comunicando alle parti che i documenti possono essere visionati presso il TCA.

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. Oggetto del contendere è l'assegnazione di una rendita intera di invalidità della previdenza professionale a _ da parte di uno dei fondi di previdenza convenuti.
Secondo l'art. 73 cpv. 1 prima frase LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantonale.
L'art. 73 LPP si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese di quelle minime (art. 49 cpv. 2 LPP) e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a favore del personale non registrate, nel campo delle prestazioni che eccedono il minimo obbligatorio (art. 89bis cpv. 6 CCS; DTF 119 V 443; RDAT I-1994 pag. 195; SZS 1994 pag. 65; RDAT I-1993 pag. 233, DTF 116 V 220 consid. 1a, DTF 115 V 247 consid. 1a, DTF 114 V 104 consid. 1a, DTF 113 V 200 consid. 1a, DTF 112 V 358 consid. 1a = RCC 1987 pag. 179, RCC 1988 pag. 48 = SZS 1988 pag. 47; Viret, "La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle: Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 84; Schwarzenbach-Hanhart, "Die Rechtspflege nach BVG" in SZS 1983 pag. 174).
La giurisprudenza ha già avuto modo di statuire che la Fondazione di libero passaggio non è un istituto di previdenza ai sensi dell'art. 73 LPP (SVR 1997 BVG 6; DTF 122 V 326 consid. 3c; H.U. Stauffer, Rechtsweg bei Streitigkeiten mit Freizügig- keitsstiftungen, SZS 1999 p. 231ss). In particolare nella sentenza pubblicata in DTF 122 V 320 relativa alla competenza ratione materiae il TFA ha precisato che le vie di diritto dell'art. 73 LPP non sono aperte qualora la controversia opponga un istituto di libero passaggio (fondazione bancaria, istituto d'assicurazione) ad un affiliato. Simili istituti non rientrano, in effetti, nella categoria degli istituti di previdenza ai sensi dell'art. 73 LPP.
La petizione presentata nei confronti della _, Fondazione collettiva LPP, in quanto Fondazione di libero passaggio (III inc. _4), è pertanto irricevibile (cfr. DTF 122 V 329).
.
Nel merito
2.2 Secondo l’art. 23 LPP, che è una disposizione minima (art. 6 LPP), hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le persone che, nel senso dell’AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui causa ha portato all’invalidità. Non è invece necessario che l’interessato sia assicurato nell’istante della nascita dell’invalidità (SZS 1995 p. 464 consid. 3b; SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 128 consid. 2a; DTF 120 V 116 consid. 2b; M. Moser, Bedeutung und Tragweite von art. 23 BVG, SZS 1995, p. 403; DTF 118 V 898, 35; A. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1994, p. 209). Questa soluzione è stata introdotta per evitare lacune assicurative nel caso in cui il datore di lavoro disdice il contratto prima che sia trascorso l’anno di attesa ai fini dell’erogazione della rendita AI (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI; DTF 120 V 116 consid. 2b).
2.3. L’art. 4 LAI stabilisce che l’invalidità è l’incapacità al guadagno, presunta permanente o di rilevante durata cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Con incapacità di guadagno si intende quell’incapacità di eseguire un’attività che si può esigere dall’interessato in mercato del lavoro e equilibrato e quindi non solo quella di effettuare il proprio lavoro (DTF 117 V 335 consid. 5c DTF 109 V 28; Maurer, op. cit., p. 140/141).
In ambito AI va pertanto valutato se l’assicurato dispone ancora di capacità di guadagno nella sua professione e parimenti se vi è possibilità di guadagno in altre professioni ammissibili in un mercato del lavoro equilibrato (DTF 109 V 28; DTF 111 V 21; Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989 p. 488). Le attività considerate non si limitano quindi a quelle che coincidono con l’ultima attività svolta o ad attività affini, ma anche ad attività diverse.
Per la stretta relazione esistente tra la rendita d’invalidità dell’AI e quella del secondo pilastro emerge che, il concetto d’invalidità nell’ambito della previdenza obbligatoria e quello dell'assicurazione invalidità, è di principio il medesimo (DTF 115 V 210; RDAT I 1995 consid. 2.2 p. 229).
2.4 In concreto l'assicurato è invalido ai sensi dell'AI, in quanto dal 1 settembre 1999 percepisce una rendita intera di invalidità (consid. 1.3). Va quindi accertato se al momento in cui è insorta l'incapacità lavorativa la cui causa ha condotto all'invalidità era assicurato.
In proposito la Fondazione Istituto Collettore LPP e la Fondazione di previdenza del personale della _
sostengono al riguardo di non essere debitori della prestazione previdenziale di invalidità, mentre la Fondazione collettiva LPP della _ ritiene che il diritto alla rendita è dato nei confronti dell'istituto di previdenza a cui era affiliato il precedente datore di lavoro, la _, essendo l'assicurato inabile al lavoro per lo stesso motivo già nel 1994.
Secondo la giurisprudenza l’art. 23 LPP persegue anche lo scopo di delimitare la responsabilità tra più istituti di previdenza (DTF 120 V 117 consid. 2c). La questione si pone ad esempio nel caso in cui il lavoratore, già colpito nella sua salute in una misura atta a influenzare la sua capacita di lavoro, entra al servizio di un nuovo datore di lavoro e viene in seguito posto al beneficio di una rendita di invalidità. In tale ipotesi, a determinate condizioni, le prestazioni vanno versate dal precedente istituto di previdenza e non dall'attuale (cfr. DTF 120 V 120 secondo cui "l'art. 23 LPP vise quant à lui à prolonger la responsabilité de l'institution de prévoyance au-delà de l'affiliation, lors de la survenance de l'éventualité assurée").
Secondo la giurisprudenza federale, affinché il precedente istituto di previdenza sia tenuto a versare la prestazione d’invalidità, l’incapacità di lavoro deve essersi manifestata in un’epoca in cui l’assicurato era affiliato presso quell’istituto e deve inoltre sussistere fra detta incapacità e l’invalidità uno stretto nesso materiale e temporale.
Vi è connessione materiale se l’affezione all’origine dell’invalidità è la stessa che si è già manifestata durante l’affiliazione al precedente istituto di previdenza e che ha causato un’incapacità di lavoro.
La connessione temporale implica che non sia intercorsa una lunga interruzione dall’incapacità di lavoro. Se l’incapacità di lavoro è interrotta per un certo periodo l’assicurato è di nuovo atto a lavorare. In effetti secondo il TFA:
"
l’ancienne institution de prévoyance ne saurait, en effet, répondre de rechutes lointaines ou de nouvelles manifestations de la maladie plusieurs années après que l’assuré a recouvré sa capacité de travail”.
(DTF 120 V 117 consid. 2c)
In tal caso il vecchio istituto di previdenza è liberato da qualsiasi obbligo (DTF 120 V 117; M. Moser, Die zweite Säule und ihre Tragfähigkeit, Basilea 1993, p. 210).
Il TFA ha inoltre precisato che, nel caso di interruzione dell’incapacità di lavoro, non si può procedere ad un’applicazione schematica, analogamente a quanto previsto agli art. 29ter e 88a cpv. 1 OAI (DTF 120 V 112, 117), mitigando il tenore di una precedente sentenza, in cui aveva stabilito che il nuovo istituto di previdenza è obbligato a versare la rendita solo se l’assicurato ha lavorato per tre mesi interi, dopodiché si è ripresentata un’incapacità di lavoro (cfr. sentenza del TFA non pubbl. del 30 novembre 1993 B 38/92 in Plädoyer 4/94 p. 66/67).
Per risolvere tale questione si dovrà quindi tener conto delle circostanze del caso concreto, e meglio della natura della malattia, del pronostico del medico e dei motivi che hanno indotto ad assumere l’interessato (DTF 120 V 118a consid. 2b.).
2.5 Nel caso in esame dagli atti emerge che l'assicurato ha presentato domanda di prestazioni dell'AI il 13 maggio 1996, che dall'ottobre 1994 soffre di dolori alla schiena (cfr. rapporto del dottor _ agli atti dell'AI) e che l'inabilità lavorativa al 100% nell'attività precedentemente svolta di magazziniere/autista è da ricondurre, con delle brevi pause, al dicembre 1994 (consid. 1.1-1.3).
A proposito dei periodi di inabilità lavorativa riconducibile a questo danno dagli atti AI risulta che _ è stato inabile al lavoro al 100% il 16 dicembre 1994, dal 9 gennaio al 15 gennaio 1995, dal 23 gennaio 1995 al 31 luglio 1995 (cfr. rapporto medico del dottor _ agli atti dell'AI; dal 4 aprile 1995 al 26 aprile 1995 è pure stato degente presso la clinica di riabilitazione di _), il 25 ottobre, il 7 novembre, dal 20 novembre al 22 novembre, dal 27 dicembre al 29 dicembre 1995 e il 12 gennaio 1996 (cfr. questionario del datore di lavoro, _ agli atti dell'AI; certificato del dottor _).
Dalle attestazioni del dottor _ all'assicurazione _ del 6 maggio 1996 risulta inoltre che da agosto 1995 _ ha ripreso l'attività lavorativa svolgendo tuttavia prevalentemente un'attività d'ufficio e quindi non quella più pesante precedentemente svolta.
Il 15 febbraio 1996 l'attore ha poi iniziato a svolgere nuovamente l' attività di magazziniere presso la _ (cfr. questionario del datore di lavoro agli atti dell'AI). Una prima inabilità lavorativa si è però manifestata dopo neppure un mese ed è perdurata dall'11 marzo al 17 marzo 1996. In seguito egli è stato inabile al lavoro al 100% dal 26 marzo al 22 aprile 1996, al 50% da questa data al 28 aprile 1996 e successivamente di nuovo al 100% (cfr. anche il rapporto del dottor _ agli atti dell'AI).
Nel maggio 1996 _ ha presentato domanda di invalidità e nel gennaio 1997 si è iscritto alla disoccupazione in attesa della delibera sui provvedimenti reintegrativi AI. Durante l'esecuzione degli stessi l'inabilità lavorativa nella precedente professione è rimasta costante ed è pure peggiorata quella in lavori leggeri, motivo per cui l'attore non ha potuto essere reintegrato (cfr. certificati del dottor _ nel periodo integrativo; certificato medico del dottor _ del 27 ottobre 1997). Di conseguenza egli è stato posto al benficio di una rendita intera di invalidità dal 1. settembre 1999.
2.6 Nelle circostanze concrete secondo questa Corte si deve ammettere, come sostenuto dalla Fondazione della _, che fra l' incapacità lavorativa manifestatasi la prima volta nel dicembre del 1994, quando l'attore era ancora alle dipendenze della _ e la susseguente invalidità è data sia una connessione materiale che temporale stretta ai sensi della giurisprudenza federale applicabile.
Dagli atti emerge infatti che la situazione di salute dell'assicurato rispettivamente l'inabilità lavorativa al 100% nell'attività svolta non ha subito mutamenti notevoli dalla fine del 1994, rispettivamente dal 1995. Anzi la documentazione comprova che i danni alla salute e la conseguente inabilità lavorativa sono in realtà peggiorati. Se l'assicurato appariva inizialmente in grado di svolgere attività leggere invece di quella più pesante di magazziniere/autista precedentemente svolta, in seguito non ha più potuto svolgere neppure queste mansioni, motivo per cui la procedura integrativa è stata sospesa. In effetti durante la sua esecuzione l'assicurato ha palesato problemi di salute tali da non permettergli, malgrado i buoni risultati scolastici, neppure di svolgere attività leggere.
Alla luce di quanto sopra, responsabile del versamento della rendita di invalidità della LPP non può essere ritenuta la Fondazione collettiva LPP della _, in qualità di istituto di previdenza della _, datore di lavoro dell'assicurato dal 15 febbraio al 30 novembre 1996. In effetti l’incapacità al lavoro la cui causa ha portato all’invalidità secondo l'art. 23 LPP si è manifestata alla fine del 1994. A quel tempo l'assicurato era alle dipendenze della _, affiliata presso l'omonima Fondazione, chiamata in causa dalla Fondazione _.
Le petizioni presentata nei confronti di questa Fondazione e dell'Istituto collettore vanno quindi respinte.
2.7 La Fondazione di previdenza del personale della _ A, ha dichiarato in causa che l'attore, nel periodo in cui era alle dipendenze della _, era assicurato presso la Fondazione collettiva LPP _ e che le spettavano unicamente mansioni amministrative.
Questo fatto è confermato dalla Fondazione della _ che nella risposta di causa ha appunto ammesso l'affiliazione dell'attore presso di lei dall'inizio dell'attività lavorativa presso la _.