# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3d72b15d-cb22-5d6e-a03b-9545ad68bbd7
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a
. A carico del ricorrente e di altre persone, il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale per titolo di promozione della prostituzione, falsità in documenti e contravvenzione ripetuta alla LDDS (inc. MP _) a seguito dell’_ condotta nella seconda metà del mese di _ di quest’anno. Il ricorrente è stato arrestato il _ ed è stato scarcerato il _.
b
. In occasione del verbale _ (AI 103, in particolare a pagina 7), il procuratore pubblico ha esteso l’accusa a carico del ricorrente anche ai reati di appropriazione indebita, sub. amministrazione infedele, frode fiscale e falsità in documenti.
c
. Contro quest’estensione dell’accusa, insorge il ricorrente con gravame del 18/19.4.2005. Egli contesta al procuratore pubblico di aver proceduto subito all’estensione dell’accusa e non alla fine dell’inchiesta, ciò che non sarebbe compatibile con il CPP.
Dopo aver riportato alcuni dati riguardo a tre società a lui riconducibili (_, _ ed _), il ricorrente contesta anzitutto la promozione dell’accusa per amministrazione infedele a suo carico per le due società (_e _). In quanto azionista e detentore del 100% delle azioni delle due società, al ricorrente non potrebbe esser contestato il reato in base alla recente giurisprudenza del TF (DTF 117 IV 259), non essendo realizzata, nel concreto caso in esame, una delle eccezioni previste dalla giurisprudenza dell’Alta corte. Nel caso del ricorrente non sarebbe appurato che egli abbia ridotto gli attivi delle società: al contrario, egli avrebbe addirittura messo a disposizione delle società dei capitali propri.
L’estensione dell’accusa al reato di appropriazione indebita è pure contestata con riferimento alla sentenza pubblicata in DTF 117 IV 262. Inoltre, in ogni momento, il ricorrente aveva l’ ”
Ersatzbereitschaft
”. Mancherebbe inoltre l’elemento soggettivo dell’appropriazione.
Per l’estensione al reato di frode fiscale dell’art. 269 LT mancherebbe una denuncia al Ministero pubblico da parte della Divisione delle contribuzioni, che rappresenta un presupposto alla punibilità del delitto fiscale. Il ricorrente contesta poi che dalle sue dichiarazioni si possano derivare gli estremi per promuovere contro di lui l’accusa di frode fiscale. Inoltre, sempre in relazione a questa imputazione, l’estensione dell’accusa sarebbe imprecisa, in quanto non preciserebbe quale/i partita/e fiscale/i è o sono oggetto del reato.
Infine, per l’estensione dell’accusa al reato di falsità in documenti riferita alla contabilizzazione degli introiti finalizzata ad evadere il fisco, la giurisprudenza del TF escluderebbe il reato dell’art. 251 CP se la finalità è unicamente la sottrazione fiscale.
Per tutte queste ragioni, il ricorrente chiede l’annullamento delle estensioni dell’accusa dell’8.4.2005, essendo le stesse prive di qualsiasi fondamento.
d
. Nelle proprie osservazioni, il procuratore pubblico inizialmente espone quelli che sarebbero gli indizi a carico del ricorrente per i reati di promovimento della prostituzione e di contravvenzione alla LDDS, che però non riguardano la presente procedura.
Riguardo al momento dell’estensione dell’accusa, il procuratore pubblico precisa che in presenza di sufficienti indizi di colpevolezza è suo obbligo procedurale procedere alla promozione dell’accusa (nella forma dell’estensione) per permettere all’accusato di compiutamente difendersi.

## Considerations