# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 56085c86-2688-5968-ba40-8073bca222fb
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto inoltre come C_ (presentatosi alla vittima PC 1 come P_), ha inoltre sfruttato una relazione sentimentale instaurata - ad arte - con l’anziana, tale da invitarla a pranzi galanti, come pure a proporle addirittura una festa ufficiale di fidanzamento a _ (presenti tutti i suoi parenti), ritenuto come il citato “fidanzato“ si sia poi reso irreperibile subito dopo aver ottenuto un’ulteriore dazione di denaro dalla vittima, avendole anch’egli prospettato - come già avvenuto in precedenza e contrariamente alla verità - che tale denaro sarebbe servito per sbloccare dei tappeti presso il citato “Punto Franco” di _,
più specificatamente per avere:
1.1.
a _, nel periodo compreso tra il 21 e il 24.05.2007, agendo in correità di CO_,
indotto l’anziana PL 1 (02.11.1930) a consegnar loro in due occasioni l’importo complessivo di almeno CHF 16’200.00, ritenuto come tale somma - contrariamente alla verità - avrebbe dovuto essere impiegata per riscuotere diversi tappeti trattenuti presso un non meglio specificato “Punto Franco”;
CHF 16'200.00 sono stati nel frattempo restituiti alla parte civile, signora PL 1;
1.2.1.
a _, presso la Stazione di servizio _, il 23 e il 24.07.2007, agendo con la complicità di S_ e C_ (quest’ultimo nella veste di referente),
indotto PC 1 a consegnar loro l’importo di CHF 20'000.00 ritenuto come tale somma - contrariamente alla verità - avrebbe dovuto essere impiegata per riscuotere diversi tappeti trattenuti presso il “Punto Franco” di _;
1.2.2.
a _, nei pressi della Stazione FFS, il 03.08.2007, agendo con la complicità di S_ e C_,
indotto PC 1 a consegnare loro l’importo di CHF 60'000.00, ritenuto come tale somma (consegnata in contanti a C_), contrariamente alla verità, avrebbe dovuto essere impiegata - come per il precedente versamento a contanti - per riscuotere dei tappeti trattenuti presso il “Punto Franco” di _;
1.2.3.
sull’autostrada A1 direzione _ presso l’area di servizio autostradale “_”, il 10.08.2007, indotto PC 1 a consegnare loro l’importo di CHF 80'000.00
a
valere quale prestito, ritenuto come a tale incontro e tale consegna di denaro - preceduto da un “fax” falsificato (mittente “_) attestante una lista di tappeti trattenuti presso il “Punto Franco” di _ spedito il 07.08.2007 dalla Posta di _ - vi partecipò il solo C_;
1.2.4.
a _ il 15.08.2007, presso un parcheggio di un centro commerciale non meglio individuato - sempre con il pretesto di sbloccare i tappeti trattenuti presso il Punto Franco di _ - indotto PC 1 a consegnare loro l’importo di CHF 100'000.00, ritenuto come a tale incontro e a tale consegna di denaro - vi partecipò il solo C_;
1.2.5.
a _, il 05.09.2007 - sempre nell’asserito intento di riottenere i tappeti bloccati presso il Punto Franco di _ - indotto PC 1 a consegnare loro l’importo di CHF 110'000.00 ed € 43'500.00, ritenuto come a tale incontro e a tale consegna di denaro - vi partecipò il solo C_;
CHF 40'000.00
sono stati nel frattempo restituiti alla parte civile, signora PC 1,
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: dall’art. 146 cpv. 2 CP;
2. Falsità in documenti
per avere, il 07.08.2007, a _,
agendo in correità dei citati C_ (alias P_) e S_,
allo scopo di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e meglio al fine di perfezionare la truffa di cui al punto 1.2.3 e seguenti del presente atto d’accusa,
allestito e fatto uso del falso scritto-fax 07.08.2007 della “_, attestante una lista di 57 tappeti trattenuti presso il “Punto Franco” di _, dal quale emergeva in particolare che per sbloccare tali tappeti era necessario versare CHF 206'000.- entro il 30.06.2006;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: dall’art. 251 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
52/2009
del
7 maggio 2009
, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il Procuratore pubblico.
§
L'avv. DF 1, difensore di fiducia dell’accusato AC 1, assente.
§
L'avv. RC 1, in rappresentanza della PC 1.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore
09:30
alle ore
11:15
.
Il Presidente, constatato che l’accusato AC 1, regolarmente citato presso il proprio domicilio, non è presente e non ha fatto pervenire alla Corte alcuna valida giustificazione,
decide
di procedere nei suoi confronti al giudizio nelle forme contumaciali, ai sensi degli art. 308 e segg. CPPT.
Su richiesta del PP, il Presidente pone l’accusa subordinata di appropriazione indebita nonché quella di complicità per tutti i capi di accusa.
Sentiti
§
Il Procuratore pubblico
, per la sua requisitoria, il quale conferma l’imputazione di truffa qualificata siccome commessa per mestiere. Ritiene il contributo dell’accusato essenziale poiché ha partecipato in prima persona e ha tratto profitto dalla truffa. Lo considera quindi correo e non semplice complice. Conferma pure l’accusa di falsità in documenti. In considerazione dell’assenza al processo, della gravità e della ripetitività dei fatti commessi, dell’assenza di scrupoli e di sensi di colpa, dei precedenti penali, dell’atteggiamento processuale reticente nonché degli importi in gioco, chiede la conferma dell’atto di accusa e la condanna dell’accusato ad una pena detentiva di 2 anni e 3 mesi, così come la revoca della pena inflitta il 30.11.2006. Alla luce dell’assenza di assunzione di responsabilità e della conseguente prognosi negativa, si oppone alla sospensione condizionale della pena. Postula inoltre la condanna al pagamento di una multa e la la confisca della cauzione, da versare alla PC;
§
L’avv. RC 1
, rappresentante della PC, il quale osserva come la sua assistita sia stata spogliata di tutti i suoi soldi. Lamenta l’assenza dell’accusato al dibattimento, considerandola la dimostrazione della mancanza di assunzione di responsabilità. Sottolinea che l’anziana vittima era sostanzialmente inetta a resistere. Alla luce della correità dell’accusato, ritiene pacifica la sua responsabilità solidale quanto alle pretese, che ritiene sufficientemente liquide, della PC. Si augura che la Difesa colga l’occasione per riconoscere l’intero ammontare della somma sottratta. Conclude chiedendo la condanna dell’accusato al risarcimento di CHF 370'000.- (meno CHF 40'000 già rimborsati), oltre che di Euro 43'500.-. Postula inoltre che la cauzione sia interamente liberata in favore della PC al netto delle spese processuali, ai sensi dell’art. 112 cpv. 2 CPP;
§
L’avv. DF 1
, difensore di AC 1, per la sua arringa, il quale dà atto che il ruolo dell’accusato è stato quello di agganciare le vittime. Non sminuisce il fenomeno, ma chiede che si valuti la responsabilità personale del suo assistito e non gli si attribuisca quanto commesso dagli altri implicati. Ammette i punti n. 1.1. e 1.2.1. dell’AA, osservando che l’imputato ha agito con la correità (e non solo la complicità) di S_ e con la complicità/correità di C_. Pone in risalto il ruolo secondario giocato da AC 1 nelle fattispecie di cui ai punti n. 1.2.2. e 1.2.3. dell’AA, chiedendo la derubricazione della correità in complicità. Chiede il proscioglimento dalle accuse di cui ai punti n. 1.2.4., 1.2.5. e 2. dell’AA in quanto il suo assistito non ha avuto alcun ruolo. Auspica che la colpevolezza dell’accusato sia limitata ai reati per cui vi sono le prove oggettive, ritenendo il ruolo di gancio non causale rispetto alla commissione del reato da parte di C_. Per rispetto dei ruoli e per scrupolo di patrocinio non può formalmente aderire alle richieste della PC, ma non si oppone a che il residuo della cauzione le sia assegnato. Alla luce dei reati che vengono a cadere postula una massiccia riduzione della pena proposta dal PP, che chiede sia contenuta in 18 mesi e sospesa condizionalmente, in considerazione del ruolo subordinato dell’accusato e nonostante l’assenza di coraggio nel rendere conto alla giustizia di quanto da lui commesso.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguneti:
quesiti:
AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. ripetuta truffa
per avere, nel periodo compreso fra il 21 e 24 maggio 2007 e fra il 23 luglio e il 5 settembre 2007, a _, agendo in correità con S_, C_r e Co_, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, affermando cose false e dissimulando cose vere, fraudolentemente indotto:
1.1.1. PL 1 a consegnare, in due occasioni, CHF 16’200.-;
1.1.2. PC 1 a consegnare, in cinque occasioni, CHF 370’000.- ed Euro 43’500.-;
1.1.3. trattasi di complicità e, se sì, in quali casi;
1.1.4. trattasi di reato qualificato siccome commesso per mestiere;
1.1.5. trattasi di appropriazione indebita;
1.2. falsità in documenti
per avere, il 7 agosto 2007, a _, agendo in correità con
C_ e S_,
allo scopo di perfezionare la truffa qualificata di cui sub 1.1., allestito e fatto uso del falso scritto-fax del 7 agosto 2007 della “_,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2.
Deve essere revocata la sospensione condizionale della pena di 1 mese di detenzione inflitta il 30.11.2006 dal Giudice istruttore di _?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale misura?
4.
Deve un risarcimento alla PC e, se sì, in quale misura?
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. Il curriculum vitae emerge dal verbale MP 07.02.2008:
"
Sono nato il _ a _. Sono uno zingaro, un gitano. Noi viviamo in una comunità. Normalmente ci spostiamo assieme mediante le automobili e i nostri caravan. Per vivere vendiamo tappeti, arrotiamo coltelli, forbici, ecc. Con questa attività riusciamo a vivere e piu’ o meno a mantenere la nostra famiglia. Io personalmente sono sposato e ho due figlie di 3 anni e di 1 anno e mezzo. Mia moglie si occupa dei bambini. Preciso che non mi sono sposato con rito civile, ma secondo le usanze della nostra comunità.
(...OMISSIS...)
Non ho mai fatto nessuna scuola. Non ho mai conseguito nessun diploma professionale. Ripeto che sono analfabeta. Ciononostante io sono proprietario di un’autovettura Mercedes 300E del 1992 che mi ha regalato mio padre e inoltre di una roulotte che è stata donata da mio suocero a mia moglie.
Situazione finanziaria
riesco a racimolare circa CHF 1’200/1’300.- mensili in media, mediante la mia attività di vendita di tappeti e arrotamento di coltelli. Inoltre lo Stato _ mi riconosce Euro 500.- mensili per assegni familiari a favore dei miei due figli. Aggiungo che in _ vendo anche stracci per la pulizia, vendita che eseguo porta a porta che mi permette di avere un guadagno di circa Euro 50.- al giorno. Gli assegni familiari mi vengono versati su un conto postale di _. Inoltre ho un conto bancario presso il _.
(...OMISSIS...)
non ho nessun risparmio. Sui conti postali non c’è praticamente piu’ nulla, mentre sul conto bancario, c’è un saldo negativo di circa Euro 5'000. Sono in debito di questa somma che mi è servita per acquistare un nuovo caravan”.
AC 1, come attesta il casellario giudiziale svizzero del 13.02.2008 (AI 33), risulta essere stato condannato il 02.05.2006 ad una multa di CHF 560.- per infrazione grave alle norme della circolazione dall’autorità giudiziaria del Canton _ con sospensione condizionale della pena e periodo di prova di 1 anno e il 30.11.2006 ad un mese di detenzione per furto e violazione di domicilio dall’autorità giudiziaria del Canton _ con sospensione condizionale della pena e periodo di prova di 5 anni.
2. Il 24.01.2008 il giudice istruttore M_ ha emanato un ordine d’arresto nei confronti di AC 1 a seguito di un procedimento per ipotesi di reato di truffa posta in essere nei confronti di PL 1 per un ammontare di CHF 16'200.- . Nel verbale d’interrogatorio del 25.01.2008 davanti al giudice istruttore vallesano l’accusato ammetteva di aver ricevuto da PL 1 la somma di CHF 16'200.-:
"
D Admettez-vous avoir reçu 16'200.- francs de Mme PL 1
R Je ne me souviens pas forcèment du montant, mais comme la police m’a montré les pièces. Je veux bien admettre que j’ai pu obtenir 16'200 francs de cette dame”.
Nel verbale del 29.01.2008 affermava:
"
Je suis d’accord que les 23'000.- francs qui ont été versés par M. _, notre pasteur, soient utilisés pour indomniser la lésée et rembourser les frais de justice”.
Il 10.01.2008 il PP emanava un ordine di arresto nei confronti di AC 1 per titolo di truffa e falsità in documenti per avere, nel periodo 23 luglio - 5 settembre 2007, a _, in correità con i cittadini francesi S_ e C_ (alias P_) ripetutamente ingannato con astuzia PC 1 così da indurla a consegnare loro, in almeno cinque occasioni, CHF 370'000.- (AI 5).
3. Il procedimento penale concernente tali ipotesi di reato è stato inizialmente posto in essere dal giudice istruttore du _ il 18.06.2007 in seguito alla denuncia per truffa del 29.05.2007 presentata da PL 1 e a quella del 15.06.2007 presentata dalla polizia cantonale vallesana nei confronti di _, Co_, AC 1 ed ignoti.
Dal rapporto redatto dalla polizia di tale Cantone è emerso che AC 1 e Co_ si sono fatti consegnare da PL 1 la somma di CHF 16’200.- di cui CHF 2’000.- il 21.05.2007, CHF 6’700.- il 22.05.2007 e CHF 7'500.- il 24.05.2007, facendole credere di aver bisogno del denaro per sbloccare dei tappeti presso un punto franco e promettendone il rimborso integrale con un bonus di CHF 4'000.- (AI 44).
Dal 01.06.2007 al 12.06.2007 PL 1 ha ricevuto dalle persone di cui sopra diverse telefonate volte ad ottenere nuove somme di denaro che, nonostante i tentativi intimidatori, si è rifiutata di versare.
In seguito alle intercettazioni telefoniche, disposte dal giudice istruttore vallesano dal mese di maggio al mese di dicembre 2007, sono state identificate due utenze telefoniche appartenenti l’una a AC 1, l’altra ad Co_r.
Sulla base di tali indizi è stato emanato un ordine d’arresto dal giudice istruttore vallesano nei loro confronti.
Gli indagati sono stati arrestati il 24.01.2008 e nel corso degli interrogatori del 25/29.01.2008 hanno ammesso di aver ottenuto CHF 16’200.- da PL 1 e di essere intenzionati a restituire tale somma per il tramite del “pastore” _ (AI 20 n. 106, 109, 115, 118).
Il 29.01.2008 la somma di CHF 16'200.- è stata di fatto restituita a PL 1 (AI 44).
In data 10.01.2008 il PP Arturo Garzoni ha emanato un ordine d’arresto nei confronti di AC 1, C_ e S_ per le ipotesi di reato di ripetuta truffa ai danni della signora PC 1, dandone comunicazione al giudice istruttore du _.
Quest’ultimo, venuto a conoscenza del nuovo procedimento in atto, ha ordinato il trasferimento in Ticino di AC 1.
Il PP, in data 22.02.2008 comunicava al giudice istruttore du _ quanto segue:
"
vista la maggiore complessità e danno dell’inchiesta aperta nel nostro Cantone, sono con la presente a chiederle la trasmissione di tutto il dossier originale aperto dal vostro ufficio relativo alla truffa ai danni dell’anziana PL 1. Lo scrivente magistrato è d’accordo di assumere anche tale procedimento vallesano”
(AI 43).
Nel corso degli interrogatori avvenuti in Ticino AC 1 ha confermato le dichiarazioni rese innanzi alla PG e al giudice istruttore del canton _ per quanto concerne il reato di cui al punto 1.1 dell’AA:
"
ADR che anche in _ io e Co_ abbiamo usato la stessa strategia per truffare una signora anziana. Anche a lei avevamo raccontato di avere dei tappeti bloccati e ci siamo fatti dare CHF 16.200.-”
(MP 14.02.2008 pag. 4);
"
Confermo pure che già prima di conoscere PC 1, nel corso del mese di maggio 2007, io e C_ ci siamo fatti consegnare CHF 16.200.- da un’anziana signora di _. Il PP mi riferisce che questa signora si chiama PL 1 ed è nata il _. Confermo che io e Co_, per farci dare questo denaro dalla signora PL 1, abbiamo raccontato sempre la stessa storia della necessità di denaro per sbloccare i tappeti presso il punto franco di _. Preciso che per ingannare questa signora in _ eravamo io e Co_. Non so chi sia _. Anche in _ ci siamo presentati all’anziana signora con dei nomi falsi. Non mi ricordo comunque quali nomi falsi abbiamo usato. I nomi _ non mi dicono nulla”
(MP 20.02.2008 pag. 6);
"
Per il resto confermo anche le mie dichiarazioni rese innanzi alla PG e al giudice istruttore del Cantone _ in relazione al denaro che io e Co_r ci siamo fatti consegnare dalla signora PL 1 nel periodo 21-24.05.2007 a _, facendole credere che avevamo bisogno di questo denaro per sbloccare dei tappeti presso un punto franco. Mi ricordo che ci eravamo fatti consegnare con questo stratagemma CHF 16.200, a due riprese. Mi risulta che il nostro “pastore” Carlos Nicolas ha nel frattempo provveduto a restituire questo denaro”
(MP 07.03.08 pag. 6).
4. Il 12 ottobre 2007 la signora PC 1 ha presentato denuncia nei confronti di C_ (alias P_), S_ e AC 1 per i reati di cui ai punti 1.2.1, 1.2.2, 1.2.3, 1.2.4, 1.2.5 dell’AA.
Per quanto concerne il reato di cui al n. 1.2.1 dell’AA AC 1 ha fin dall’inizio ammesso di aver ottenuto in prestito dalla vittima la somma di CHF 20’000.-. In un primo momento ha per contro negato di conoscere C_ e S_ (PS 30.01.2008 pag. 2-3-4).
Nei verbali successivi ha ammesso:
- di essersi presentato alla parte lesa con false generalità allo scopo di ottenere la somma di CHF 20’000.- raccontandole, contrariamente al vero, che avrebbe dovuto essere impiegata per recuperare diversi tappeti trattenuti presso il punto franco di _:
"
Mi viene chiesto chi è _ e rispondo che sono io”
(PS 31.01.2008 pag. 4);
"
ADR che S_ si è presentato all’anziana come _, mentre io come _. Ci siamo presentati con questi nominativi di fantasia, visto che avevamo già in mente di chiedere denaro alla anziana signora dicendole – contrariamente al vero – che vi erano dei tappeti che erano stati bloccati presso la dogana del punto franco di _ e che per sbloccarli necessitavamo urgente di questo denaro. Si tratta di CHF 20.000.-
(...OMISSIS...)
Si tratta evidentemente di una bugia per farci consegnare dalla signora questi CHF 20.000.-. Ci eravamo presentati con false generalità per poi non piu’ farci rintracciare”
(MP 07.02.2008 pag. 4 e 5);
-
di conoscere S_:
"
Conosco S_, che noi chiamiamo _. Con lui abbiamo venduto dei tappeti a una signora, quella che ho riconosciuto ieri dalla fotografia. Quella donna mi ha prestato CHF 10.000 quel giorno e due o tre giorni dopo me ne ha prestati altri 10.000. _ era sempre con me. Dei CHF 20.000 prestati dalla signora io ne ho tenuti 10.000 gli altri 10.000 li ha tenuti _”
(PS 31.01.2008 pag. 1);
- di conoscere P_.
In un primo momento AC 1 lo identifica con C_ suo zio, successivamente cambia versione:
"
Mi viene mostrata una fotografia dove riconosco P_. In effetti il vero nome di P_ è C_.
(...OMISSIS...) C_
mi ha detto di voler vedere la signora a _ perché sapeva che io e _ dovevamo CHF 20.000 alla signora e lui voleva mettere a posto la questione. Due o tre giorni dopo, C_ mi ha detto: ”E’ tutto a posto, non dovete piu’ chiamare la signora. Quando gli ho chiesto il perché e gli ho chiesto se aveva pagato lui la signora mi ha risposto “non c’è piu’ problema, non chiedermi piu’ niente”
(PS 31.01.2008 pag. 3).
Nel verbale davanti al PP del 07.02.2008 AC 1 nega quanto affermato in precedenza:
"
Mio zio C_ invece si fa chiamare “_” e non “P_
Il PP mi contesta il fatto che in occasione del verbale PG 31.01.2008 io avevo detto che C_ era P_, mentre ora racconto qualcosa di diverso
(...OMISSIS...)
Rispondo che presso la PG mi era stata mostrata una foto piccola e quindi mi ero sbagliato
(...OMISSIS...)
Io ho avuto modo di vedere personalmente P_. Posso quindi dire che la persona raffigurata sulla foto n° 2, vale a dire mio zio C_, non è P_
(...OMISSIS...)
Il PP mi fa rilevare che nel verbale PG 31.02.2008 pag 2, io ho chiaramente riferito piu’ volte e in modo dettagliato, che il mio cellulare con il numero dell’anziana signora l’ho consegnato a C_. Il PP mi chiede quindi la ritrattazione di data odierna.
Da parte mia rispondo di rammentarmi che nel verbale di PG avevo detto di aver dato li mio telefono cellulare ad C_. Mi ricordo bene, ma non era vero che io ho fatto cio’. Io il mio telefono l’ho dato a P_, che non è C_. Il motivo per cui alla PG ho detto una cosa che ora ritratto è che avevo paura, male al ventre e mi girava la testa.
(...OMISSIS...)
In quel verbale quando io parlavo dell’ C_, intendevo dire che era il P_, vale a dire un’altra persona. Torno infatti a dire che mio zio _ C_ non è P_”
(MP 07.02.2008 pag. 4-6).
Il 20.02.2008 AC 1 davanti al PP fa coincidere la figura di P_ con quella di suo padre _:
"
in occasione del verbale davanti al PP del 07.02.2008 non ho detto la verità in relazione alla persona che si fa chiamare _, persona che si è fatta consegnare anche lui del denaro dall’anziana signora PC 1
(...OMISSIS...)
Ho quindi dichiarato che la persona che si fa chiamare P_, che è un nome di fantasia, è in realtà mio padre _.
(...OMISSIS...)
L’ultima volta innanzi al PP non ho detto che P_ era mio padre perché avevo paura di coinvolgerlo. Preciso che per la nostra comunità quello che dice il padre è molto importante”
(MP 20.02.2008 pag. 1-2-3);
- di aver consegnato alla vittima una ricevuta dove figura che _ conferma di aver ricevuto in prestito la somma di CHF 20’000.-:
"
Dopo aver esaminato questo documento dichiaro che lo stesso è stato allestito da P_ insieme a S_.
(...OMISSIS...)
Che do atto che in questa ricevuta si dice che all’anziana signora avremmo dato entro breve termine i CHF 20.000.- di ritorno e inoltre altri CHF 5.000.- per il suo piacere. Si trattava evidentemente di un’ulteriore bugia per invogliare l’anziana a consegnarci i soldi”
(MP 07.02.2008 pag. 5).
5. AC 1 nei verbali davanti al PP e alla PG ha ammesso di essere stato presente a _, insieme a S_, alla consegna, da parte di PC 1 di CHF 60’000.- a P_, il quale le aveva detto –contrariamente al vero- che la somma avrebbe dovuto essere impiegata per il riscatto dei tappeti trattenuti presso il punto franco di _.
Ulteriore elemento a supporto della presenza di AC 1 a _ il 03.08.2007 è l’intercettazione telefonica delle ore 11:13 tra lui, presentatosi con il soprannome di _, e sua moglie _, nel corso della quale egli comunica alla moglie il suo arrivo a _ per incontrare la signora PC 1:
"
Il PP mi contesta seduta stante l’intercettazione telefonica del 03.08.2007 ore 11:13:49 tra _ e _ (in lingua _).
(...OMISSIS...)
. Dopo aver ascoltato tutta questa intercettazione telefonica riconosco la mia voce cosi’ come quella di mia moglie _. Ho telefonato io a mia moglie quel giorno del 3 agosto 2007 per dirle che eravamo giunti a _ per incontrare la signora PC 1 e che il viaggio era andato bene”
(MP 07.03.2008 pag. 4);
"
ADR: che mio padre _ è riuscito ad ottenere questi 60.000.- dall’anziana signora raccontandole le stesse bugie che avevamo già raccontato io e il S_ e cioè che il denaro era necessario per sbloccare dei tappeti depositati presso il punto franco di _.
ADR: che mio padre ha ricevuto questi 60.000.- a contanti dall’anziana signora a _ nei pressi di un posteggio vicino alla stazione centrale”
(MP 20.02.2008 pag. 4);
"
Confermo che a _ ero presente anch’io. Sapevo dei CHF 60.000.- che lui aveva ricevuto.
(...OMISSIS...)
Dopo, mi ha comperato il caravan. Con quei soldi”
(PS 22.02.2008 pag. 4).
Nell’interrogatorio di confronto del 26.02.2008 la signora PC 1 ha affermato:
"
Ho incontrato l’uomo qui presente che per me si chiamava _ a _ presso la stazione centrale. Assieme a lui erano pure presenti l’altro uomo che avevo già incontrato a _, vale a dire _ e il loro zio P_. A questo incontro io ho consegnato CHF 60.000.- in contanti a P_ e lui mi ha firmato il contratto di prestito che ho prodotto e che reca la data 03.08.2007. Ho già spiegato che questo denaro mi è stato chiesto da P_ per sbloccare i tappeti che si trovavano al punto franco di _”
(MP 26.02.2008 pag. 3).
Nel corso del medesimo interrogatorio l’accusato ha dichiarato:
"
Ho sentito quello che afferma la qui presente PC 1. E’ vero che ho incontrato la signora a _ vicino alla stazione centrale. Con me vi erano S_ e P_”
(MP 26.02.2008 pag. 3-4);
"
Confermo che io ho incontrato la signora PC 1 a _ quando P_ che io affermo essere mio padre _ ha ricevuto CHF 60.000.- a contanti dalla PC 1 Dopo circa 2 mesi che ha ricevuto questo denaro mio padre mi ha regalato la roulotte.
(...OMISSIS...)
Confermo che a _ io e il S_ abbiamo caricato questi tappeti nella macchina della signora PC 1. Mio padre mi diceva che questi tappeti servivano come garanzia per il denaro che la signora PC 1 gli aveva dato”
(MP 07.03.2008 pag. 3).
6. Per quanto concerne l’imputazione di cui al n. 1.2.3 dell’AA AC 1 ha inizialmente negato di essere stato presente all’incontro del 10.08.2007 presso l’area di servizio “_” nel corso del quale la vittima ha consegnato CHF 80’000.- a P_ (alias C_):
"
ADR che contesto di essere stato presente ad altri incontri con la signora PC 1, come quello della consegna di CHF 80.000.- presso l’area autostradale di _”
(MP 26.02.2008 pag. 4).
L’accusato, dopo aver ascoltato l’intercettazione telefonica del 10.08.2007 fra lui, presentatosi con il soprannome di _, e sua moglie _ ha modificato la sua versione dei fatti:
"
Dopo che ho sentito nuovamente l’intera intercettazione dichiaro che subito all’inizio mia moglie _ mi chiede se noi abbiamo preso i soldi. Anche se la cifra di CHF 80.000.- non è stata pronunciata nel corso di questa intercettazione telefonica, mia moglie intendeva chiedere se avevamo preso i CHF 80.000.- dalla signora PC 1.
(...OMISSIS...)
Mentre eseguivo questa telefonata del 10.08.2007 alle 10.30 di mattina ero con P_, vale a dire mio padre, a prendere i soldi da questa signora PC 1. Mi ricordo che eravamo in una stazione di servizio su una autostrada nei dintorni di _.
(...OMISSIS...)
Con me c’erano mio padre _ (alias P_) e _ (alias S_)
(...OMISSIS...)
Che l’importo di CHF 80.000.- che la signora PC 1 non so che fine abbia fatto. Non ho ricevuto un franco di questi CHF 80.000.- che la signora ha consegnato a mio padre, ma come ho già detto ho poi ricevuto in regalo da mio padre una roulotte”
(verbale interrogatorio PP 07.03.2008 n° 9 pag. 5).
7. Per quel che è dell’imputazione n. 1.2.4 dell’AA va osservato che la vittima ha dichiarato di aver consegnato a P_ la somma di CHF 100’000.- per sbloccare i tappeti presso il punto franco di _ come risulta dal contratto doc. 11, da lei allestito e sottoscritto da P_:
"
I nuovi prestiti in CHF 80.000.- e CHF 100.000.- li ho fatti poiché il P_ aveva bisogno di questo denaro per sbloccare i tappeti”
(MP 25.02.2008 pag. 8-9).
L’accusato nel corso dell’interrogatorio del 22.02.2008 da parte della PG ha dichiarato di non sapere nulla al riguardo:
"
Gli interroganti mi fanno prendere atto degli importi ottenuti in modo truffaldino da P_ ai danni di PC 1:
- _, 03.08.2007: CHF 60.000.-
- _, autostrada AI: CHF 80.000.-
- _, 15.08.2007: CHF 100.000.-
- _, 05.09.2007: CHF 110.000.- + EURO 43.500.-
Confermo che a _ ero presente anch’io. Sapevo dei CHF 60.000.- che lui aveva ricevuto. Degli altri soldi non sapevo niente...”
(PS 22.02.2008 pag. 5).
Dalle intercettazioni telefoniche del cellulare dell’accusato risulta una conversazione tra lui e uno sconosciuto effettuata il 15.08.2007, data del reato di cui sopra, in cui AC 1 parla di come arrivare a _ e da cui si potrebbe desumere che egli fosse a conoscenza della consegna di CHF 100’000.- da parte di PC 1 a C_ (AI 58; AI 89).
8.
Quo al reato di cui al n. 1.2.5 dell’AA va detto che la signora PC 1 ha affermato di aver consegnato CHF 110’000.- a P_ il 05.09.2007 nei pressi della dogana di _:
"
Il prestito di CHF 110.000.- del 05.09.2007 l’ho fatto perché ad un certo punto mi ha telefonato il nipote di P_, _, dicendomi che c’era un’organizzazione criminale iraniana alla quale il P_ doveva restituire del denaro, altrimenti sarebbe stato ucciso
(...OMISSIS...)
Nei giorni precedenti io mi ero incontrata con lui in _ nei pressi della frontiera di _ per consegnargli altri CHF 110.000.- e meglio al contratto di prestito agli atti”
(MP 25.02.2008 pag. 9).
La vittima ha inoltre dichiarato di avergli consegnato Euro 43’500.-:
"
Inoltre P_ mi aveva detto che gli erano stati sequestrati molti soldi (Euro 435.000.-) alla dogana _ e che per sbloccare questo denaro bisognava pagare una multa del 10% sulla cifra sequestrata, pari a Euro 43.500.-. lui mi aveva anche detto che per questa storia era stato anche arrestato.
A quel punto io ho telefonato all’ambasciata francese a _ per informarmi se era vero che vengono confiscati dei soldi sopra un certo importo alla dogana. Mi è stato confermato che le cose effettivamente erano cosi’ e che per sbloccare il denaro bisognava pagare un importo del 10%. Ho quindi portato Euro 43.500.- al P_ attraversando la dogana di _, vicino a _, dichiarando tale importo e i motivi per cui esportavo il denaro. I doganieri hanno quindi allestito un formulario e mi hanno lasciato passare con questo denaro. Su questo formulario i doganieri hanno indicato che gli Euro 43.500.- che portavo in _ servivano a P_ per pagare una multa per denaro che gli era stato sequestrato a _
(...OMISSIS...)
Preciso che quando ho consegnato il denaro a P_ non mi sono fatta rilasciare una ricevuta, visto che ero molto confusa a fronte di quello che il P_ mi diceva
.
(...OMISSIS...)
Come ho già spiegato innanzi alla PG, per consegnare questi Euro 43.500.- al P_ al fine di permettergli di pagare la multa, ho dovuto contrarre due prestiti all’_ e al _ di _. A garanzia di questi prestiti che ho chiesto alle due banche, ho messo a disposizione una parte dei risparmi che ho in _ che verranno liberati nell’agosto 2008”
(MP 25.02.2008 pag. 9).
Per quanto concerne tale ipotesi di reato AC 1 ha negato di essere a conoscenza della consegna di CHF 110’000.- e di Euro 43’500.- da parte della vittima a P_ (alias C_):
"
Gli interroganti mi fanno prendere atto degli importi ottenuti in modo truffaldino da P_ ai danni di PC 1:
- _, 03.08.2007: CHF 60.000.-
- _, autostrada AI: CHF 80.000.-
- _, 15.08.2007: CHF 100.000.-
- _, 05.09.2007: CHF 110.000.- + EURO 43.500.-
Confermo che a _ ero presente anch’io. Sapevo dei CHF 60.000.- che lui aveva ricevuto. Degli altri soldi non sapevo niente...”
(PS 22.02.2008 pag. 5).
È utile sottolineare che l’accusato AC 1 e la parte civile PC 1 hanno ritrattato le loro dichiarazioni per quanto concerne l’identificazione di P_
Inizialmente AC 1 ha identificato P_ con C_, suo zio, successivamente, ha tentato di scagionare quest’ultimo e di far ricadere la colpa su _, suo padre.
Anche la signora PC 1, che aveva sempre identificato P_ con C_, dopo la scarcerazione di AC 1, ha ritrattato additando _ come l’uomo che l’ha truffata. Questa smentita è giunta dopo che la vittima è stata contattata telefonicamente da P_ mentre si trovava nella casa di vacanza in _ e dopo aver ricevuto da quest’ultimo due fotografie, una delle quali con la scritta C_.
La vittima ha dichiarato:
"
Voglio sottolineare che P_ non mi ha per niente condizionata per farmi dire che l’uomo della fotografia grande è lui, perché non ha scritto nulla dietro la foto. Ha solo scritto chi era C_r dietro la foto piccola e quindi non ha cercato di condizionarmi”
(PS 05.06.2008 pag. 2).
Dalle dichiarazioni della vittima, la quale parla di “Liebe auf den ersten Blick” verso P_, si desume una condizione di soggezione di quest’ultima nei confronti di P_.
Nel verbale del 20.11.2007, nonostante gli interroganti abbiano cercato piu’ volte di farle capire che era stata truffata da P_ e dai suoi nipoti, la signora PC 1 ha dichiarato:
"
Io stento a crederlo. Sono ancora convinta che riavro’ i miei soldi, perché P_ ha fatto capire che tra noi è nata un’amicizia speciale. Una volta in cui ero arrabbiata con lui mi ha detto al telefono “Je t’aime, je t’aime, je t’aime” e inoltre mi aveva proposto di organizzare una festa di fidanzamento
(...OMISSIS...)
ho cominciato a credere che finalmente avessi trovato qualcuno che voleva stare con me. Io soffro di solitudine”
(PS 20.11.2007 pag. 4-5, AI 3).
9. Per quanto concerne il reato di falsità in documenti l’accusato, sentito piu’ volte in merito, ha negato l’esistenza dei 57 tappeti in deposito presso il “Punto Franco” di _ e la conoscenza del fax-documento del 07.08.2007 della “_dal quale emergeva che per sbloccare tali tappeti era necessario versare CHF 206’000.- entro il 30.06.2006.
"
Il PP mi mostra copia del fax 07.08.2007 che P_ ha spedito a PC 1 e dal quale risulta che questa ditta “_era proprietaria di 57 tappeti del valore di CHF 444.500.-, oltre spese doganali e iva.
Dopo che mi viene spiegato il contenuto di questo documento dichiaro di non aver mai visto lo stesso. Non ho mai sentito parlare di questa ditta “_”. Mio padre _ non mi ha mai detto nulla al riguardo”
(MP 20.02.2008 pag. 5-6);
"
Gli interroganti mi mostrano nuovamente il documento che già mi era stato mostrato dal Procuratore in occasione dell’ultimo verbale.
Ribadisco non l’ho mai visto.
Mi si fa prendere atto che si tratta di un documento su cui sono dichiarati 57 tappeti (per un valore complessivo di 491.610 CHF) appartenenti alla “_”
(...OMISSIS...)
e mi si chiede se si tratta della verità oppure di una menzogna.
Non esistono questi tappeti, lo ripeto”
(PS 22.02.2008 pag. 4);
"
Il PP mi mostra un fax 07.08.2007 che è stato trasmesso da P_ alla vittima PC 1 assieme ad un documento della _.
Domanda:
Come mai su questo documento risulta anche il nome e le generalità di _, vale a dire le generalità false con le quali lei si è presentato alla signora PC 1t?
Risposta:
Dopo aver esaminato questo documento dichiaro che questo documento non l’ho mai visto in vita mia. Non so per quale motivo sullo stesso venga riportato il nome e le generalità di _. Confermo comunque che _ era il falso nome con il quale mi sono presentato alla signora PC 1
ADR: che nessuno, né mio padre _ né mio zio C_ mi ha mai parlato dell’esistenza di questo documento dal quale risultano le mie false generalità”
(MP 7.03.2008 pag. 2).
10. L’accusato è libero su cauzione. Ha versato CHF 60'000.- di cui CHF 40'000.- sono già stati versati alla PC. Per i rimanenti CHF 20'000.- ha già dato la sua disponibilità a girare il saldo, dedotti i costi processuali, alla PC a parziale risarcimento.
Eletto domicilio legale presso il suo difensore e riavuta la libertà il 10.03.2008, l’imputato, regolarmente citato, non si è presentato al dibattimento senza fornire valide giustificazioni. Nei suoi confronti si è quindi proceduto nelle forme contumaciali.
11. Nonostante le contestazioni della difesa, le accuse di truffa sono state integralmente confermate. Dagli atti è emerso che l’accusato fa parte di un’organizzazione criminale la cui attività principale consiste nell’abbindolare vittime deboli, come le persone anziane, raccontando loro un sacco di fandonie per convincerle a farsi consegnare importanti somme di denaro per poi sparire dalla circolazione. Il ruolo dell’imputato era di fungere da “aggancio” della vittima, conscio che poi la stessa sarebbe stata truffata da lui stesso o da altri componenti della banda. Ne discende che egli è responsabile anche delle dazioni non direttamente fatte a lui, poiché è grazie a lui, conscio del destino che avrebbe riservato l’organizzazione alla vittima, che questa è stata agganciata ed ingannata. Né va poi trascurato il fatto che egli, stando alle sue dichiarazioni, per il suo operato, è stato rimunerato con una nuova roulotte, ossia con un compenso di un certo valore che la dice lunga sul suo grado di coinvolgimento nella banda.
Diverso il discorso per il reato di falsità in documenti, non essendovi elementi sufficienti per affermare che l’accusato sapesse del falso, lo abbia allestito o ne abbia fatto uso. Su questo punto l’accusa è caduta.
12. Per quel che è della commisurazione della pena, questo giudice ha condiviso appieno le considerazioni del PP. L’imputato fa parte di un’organizzazione ben strutturata, che sa scegliere le vittime, le inganna conoscendone la debolezza e sottrae loro patrimoni importanti.
Senza attività lavorativa, con un atteggiamento processuale disonesto data la sua assenza in aula, l’unico modo per parare un rischio di recidiva è la pronuncia di una pena detentiva da espiare, onde evitare che l’accusato torni nel nostro Paese dove si è distinto per la sua attività illecita. E’ bene qui avvertirlo che, qualora intendesse nuovamente varcare la frontiera, nei suoi confronti scatteranno le manette.
Quanto alla durata della pena, tenuto conto della gravità della colpa sia per la debolezza delle vittime sia per gli importanti importi sottratti nonché per il fatto di far parte di un’organizzazione dedita alla truffa per mestiere, dei precedenti, dell’atteggiamento processuale e dell’assenza di mezzi alternativi alla delinquenza per assicurare il suo sostentamento (almeno per quel che è del periodo in cui è stato in Svizzera), che rendono la prognosi infausta, si giustifica una pena detentiva di 25 mesi da espiare, oltre al pagamento di una multa di CHF 1'000.-.
13. Alla PC è riconosciuto l’importo di CHF 330'000.- e di EURO 43'500.-. Dedotti tutti i costi processuali e la multa, il saldo della cauzione le sarà assegnato.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito n. 1.2. e 3.;
visti gli art.
12, 25, 40, 42, 43, 46, 47, 49, 51, 106, 138, 146 e 251 CP;
266, 312 e segg. CPP;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia in contumacia:
1. AC 1 è autore colpevole di:
1.1.
ripetuta truffa qualificata
siccome commessa per mestiere
per avere, nel periodo compreso fra il 21 e 24 maggio 2007 e fra il 23 luglio e il 5 settembre 2007, a _, agendo in correità con S_, C_ e Co_, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, affermando cose false e dissimulando cose vere, fraudolentemente indotto PL 1 a consegnare, in due occasioni, CHF 16’200.- e PC 1 a consegnare, in cinque occasioni, CHF 370’000.- ed Euro 43’500.-,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.
2. AC 1 è prosciolto da ogni altra imputazione.
3. Di conseguenza, AC 1
, richiamata la decisione 30.11.2006 del Giudice istruttore di _,
è condannato in contumacia:
3.1. alla pena detentiva di 25 (venticinque) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, a valersi quale pena unica ai sensi dell’art. 46 cpv. 1 seconda frase CP;
3.2.
alla multa di CHF 1'000.- (mille), con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 10 (dieci);
3.3. a versare alla PC l’importo di CHF 330'000.- (trecentotrentamila) e di Euro 43'500.- (quarantatremilacinquecento);
3.4. al pagamento della tassa di giustizia di CHF 500.- (cinquecento) e delle spese processuali.
4.
Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP solo per quanto attiene alla declaratoria di contumacia; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
Per la Corte delle assise correzionali