# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e32fbe21-51c0-5187-82d8-b0bcfed3ae45
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Il 21 settembre 2006 (doc. 1) AT 1, consigliata dal consulente assicurativo _, ha sottoscritto una domanda d
'
assicurazione per una nuova copertura dell
'
assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie presso _ ed una domanda per diverse coperture complementari secondo LCA presso CV 1, quali l
'
Assicurazione _, l
'
Assicurazione _, l
'
Assicurazione _, l
'
Assicurazione _, l
'
Assicurazione _ e l
'
Assicurazione _.
1.2. Nell
'
allegata dichiarazione sullo stato di salute per l
'
assicurazione complementare malattia e indennità giornaliera (doc. 1), anch
'
essa compilata e firmata dalla proponente il 21 settembre 2006, quest
'
ultima ha risposto Sì alla prima domanda a sapere se è o è stata negli ultimi 5 anni sotto trattamento o controllo per motivi di salute presso un medico, un chiropratico, un terapista, uno psichiatra, uno psicologo, un naturopata, un medico naturalista o altro personale medico specializzato, precisando in calce al formulario trattarsi di un infortunio curato presso l
'
Ospedale _ di _ dal 25 maggio al 2 giugno 2006. A tutte le altre domande la proponente ha risposto negativamente.
La polizza n. _ datata 11 ottobre 2006 (doc. D), non contemplante l
'
Assicurazione _, è stata trasmessa all
'
assicurata ed il contratto assicurativo è entrato in vigore il 1° gennaio 2007.
1.3. Il 2 luglio 2007 (doc. R) l
'
assicurata ha chiesto di beneficiare dell
'A
ssicurazione _ per l
'
intervento chirurgico all
'
anca destra che avrebbe subìto il 26 luglio 2007. Il suo consulente l
'
ha informata il 17 luglio 2007 (doc. S) che la scoperta di questa malattia avrebbe comportato l
'
accertamento dell
'
inizio della stessa. Pertanto, l
'
avvisava che la concessione di questa copertura rimaneva in sospeso e le chiedeva, "
alfine di evitare spese ospedaliere a suo carico, di recarsi all
'
Ospedale in "Camera Comune"
".
1.4. Il 28 agosto 2007 (doc. T) CV 1 ha comunicato all
'
assicurata la disdetta del contratto assicurativo a seguito di reticenza, siccome la coxartrosi è una malattia di lungo corso che non si sviluppa quindi nell
'
arco di soli pochi mesi e nella dichiarazione sullo stato di salute non ne ha fatta menzione, così come ha occultato di avere subìto un
'
artroscopia con meniscectomia mediale del ginocchio sinistro. Il contratto è stato disdetto con effetto dal 1° gennaio 2007.
Con comunicazioni del 25 ottobre 2007 (doc. U1) e del 14 maggio 2008 (doc. Z1) l
'
assicuratore ha ribadito la disdetta del contratto LCA, dettagliando maggiormente i motivi per i quali è giunto a questa conclusione.
1.5. Con petizione del 10 giugno 2008 (doc. I) AT 1, patrocinata dall
'
avv. RA 1, ha chiesto che l
'
assicuratore sia condannato a pagare, rispettivamente ad assumersi il pagamento della somma di Fr. 20
'
696.- fatturata il 7 novembre 2007 (doc. F) da _ di _ a titolo di differenza fra i costi del reparto privato - non riconosciuti dall
'
assicuratore - e la copertura base LAMal relativa alla degenza dal 26 luglio al 6 agosto 2007, oltre interessi del 5% dal 1° settembre 2007.
Inoltre, è stata chiesta la condanna dell
'
assicuratore a pagare Fr. 1
'
312,70, più interessi dal 1° giugno 2008, quale indennità per spese legali.
Oltre a sollevare la tardività con cui CV 1 ha invocato la reticenza, l
'
attrice ha evidenziato che al momento della compilazione del formulario sullo stato di salute non era a conoscenza della coxartrosi, poiché diagnosticata solo nel gennaio 2007. Non va dimenticato, poi, che il consulente ed agente con cui l
'
attrice ha trattato le ha fornito informazioni errate suscettibili da indurla in errore, cosicché la sua buona fede, che l
'
ha portata ad approfondire solo gli aspetti legati alle malattie e non anche quelli di natura infortunistica, deve essere tutelata. Per quanto attiene all
'
intervento al ginocchio, di carattere minore ed irrilevante, esso si è risolto completamente prima della sottoscrizione del contratto, perciò, in virtù dell
'
art. 8 cifra 1 LCA, non può essere un motivo per recedere dal contratto per reticenza. Anche l
'
applicazione dell
'
art. 6 cpv. 3 LCA sull
'
assenza di un nesso causale tra il fatto taciuto ed il sinistro intervenuto fonda l
'
illegittimità della disdetta.
1.6. Con risposta del 3 luglio 2008 (doc. III) l
'
assicuratore ha chiesto la reiezione della petizione, ribadendo la fondatezza della rescissione di tutte le coperture complementari a causa della reticenza commessa dall
'
attrice, così che non è debitore di Fr. 20
'
696.-.
Avendo ricevuto il 2 agosto 2007 le informazioni sollecitate al medico curante dell
'
attrice, la disdetta contrattuale del 28 agosto 2007 è tempestiva.
Appoggiandosi all
'
opinione di un terzo medico, l
'
assicuratore ha ritenuto inverosimile che i disturbi dovuti alla coxartrosi siano sorti così tardi e che, viste le altre affezioni ed i relativi trattamenti a cui si è a suo tempo sottoposta, l
'
attrice non ne abbia fatto menzione seppure fossero di rilevante importanza.
L
'
assicuratore ha inoltre negato che il consulente a cui essa si è rivolta fosse un agente stipulatore, perciò non è stato validamente vincolato da quest
'
ultimo, dato che è solo il Servizio dell
'
esame del rischio che valuta ed accorda le coperture complementari.
CV 1 ha infine respinto l
'
applicazione dell
'
art. 8 cifra 1 LCA.
Il 18 novembre 2008 (doc. VII) il Giudice delegato, alla presenza delle parti, ha sentito il teste _ ed ha contestualmente proceduto alla discussione di causa, al termine della quale ha chiuso l
'
istruttoria.

## Considerations

in diritto
2.1. Il
TCA
deve decidere se, a causa di una reticenza, l
'
assicuratore ha correttamente disdetto retroattivamente al 1° gennaio 2007 il contratto assicurativo LCA stipulato dall
'
attrice il 21 settembre 2006, con effetto al giorno della ricezione da parte dell
'interessata
della raccomandata del 28 agosto 2007.
L
'
assicuratore fa valere che nella compilazione del formulario concernente lo stato di salute, l
'
attrice avrebbe intenzionalmente omesso di dichiarare che negli ultimi cinque anni aveva subìto l
'
intervento al ginocchio (nel 2004), che aveva avuto un infortunio nel 2005 e con quali conseguenze, che aveva dolori ossei all
'
arto inferiore destro, che assumeva medicamenti, che si sottoponeva regolarmente a trattamenti ambulatoriali (fisioterapista e chiropratico) e che quindi aveva avuto problemi di salute (domande nn. 2, 3, 4, 6 e 9.9). La conoscenza di queste circostanze da parte della proponente stessa
precedentemente
alla firma della proposta d
'
assicurazione LCA costituirebbe quindi una reticenza che, in virtù dell
'
art. 6 LCA, porterebbe l
'
assicuratore a recedere dal contratto assicurativo stipulato e ad essere svincolato dall
'
obbligo alle prestazioni anche per i danni intervenuti.
D
'
avviso dell
'
attrice, la necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico all
'
anca destra sarebbe invece sorta soltanto nel gennaio 2007 con la visita dallo specialista. Nemmeno la mancata indicazione circa l
'
artroscopia con meniscectomia mediale del ginocchio sinistro può fondare il diniego della copertura della degenza del luglio-agosto 2007, poiché trattandosi di un danno già avvenuto, la reticenza e l
'
oggetto della stessa non hanno influito sull
'
insorgere del danno all
'
anca.
2.2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LCA, il proponente l'assicurazione deve dichiarare per iscritto all'assicuratore, sulla scorta di un questionario ed in risposta ad altre domande scritte, tutti i fatti rilevanti per l'apprezzamento del rischio, in quanto e come gli sia noto o debbano essergli noti alla conclusione del contratto.
In virtù dell'art. 4 cpv. 2 LCA, sono rilevanti i fatti che possono influire sulla determinazione dell'assicuratore a conchiudere il contratto od a conchiuderlo alle condizioni convenute.
Per l'art. 4 cpv. 3 LCA, si presumono rilevanti i fatti in merito ai quali l'assicuratore abbia formulato per iscritto delle questioni precise, non equivoche.
Il mancato rispetto di questa norma comporta, o può comportare a determinate condizioni, una reticenza.
Infatti, giusta l'art. 6 LCA nella versione in vigore dal 1° gennaio 2006, per il capoverso 1 se alla conclusione del contratto chi era tenuto a fare la dichiarazione ha dichiarato inesattamente o sottaciuto un fatto rilevante che conosceva o doveva conoscere
e a proposito del quale era stato interpellato per scritto, l'assicuratore ha il diritto di recedere dal contratto, in forma scritta. Il recesso ha effetto dal momento in cui perviene allo stipulante.
Secondo l'art. 6 cpv. 2 LCA, il diritto di recesso si estingue quattro settimane dopo che l'assicuratore è venuto a conoscenza della reticenza.
Per l'art. 6 cpv. 3 LCA, quando il contratto è sciolto per recesso in virtù del capoverso 1, l'obbligo dell'assicuratore di fornire la sua prestazione si estingue anche per i danni già intervenuti, se il fatto che è stato oggetto della reticenza ha influito sull'insorgere o la portata del danno. Se ha già fornito prestazioni per un siffatto sinistro, l'assicuratore ha diritto a restituzione.
Giusta l'art. 6 cpv. 4 LCA, in caso di recesso da un contratto d'assicurazione sulla vita, riscattabile secondo la presente legge (art. 90 cpv. 2), l'assicuratore fornisce la prestazione prevista in caso di riscatto (questo principio era formulato, fino al 31 dicembre 2005, dall'art. 25 cpv. 4 vLCA).
Il 1° gennaio 2006 è entrata in vigore la novella legislativa della legge federale sul contratto d
'
assicurazione del 2 aprile 1908 che ha modificato tra gli altri, e per quanto qui interessa, anche l
'
art. 6 relativo alla reticenza ed alle sue conseguenze (
"Se alla conclusione del contratto chi era tenuto a fare la dichiarazione ha dichiarato inesattamente o taciuto un fatto rilevante che conosceva o doveva conoscere, l
'
assicuratore non è vincolato al contratto purché ne sia receduto entro quattro settimane da quando ebbe cognizione della reticenza
" - rescissione del contratto
ex tunc
). La differenza tra la vecchia e la nuova normativa è sostanziale, poiché con la nuova disposizione, al fine di attenuare le severe conseguenze in cui incorreva l
'
assicurato in caso di reticenza (rescissione del contratto
ex tunc
, obbligo per lo stipulante di restituire le prestazioni ricevute, mentre l
'
assicuratore conserva il proprio diritto al premio convenuto), il legislatore ha sì mantenuto il diritto alla rescissione del contratto e la liberazione dall
'
obbligo di prestazioni, ma alla sola condizione che esista un nesso causale tra il fatto taciuto o dichiarato in modo inesatto ed il sinistro intervenuto in seguito. Di conseguenza, l
'
obbligo dell
'
assicuratore di fornire la prestazione rimane intatto se la reticenza non ha influito sull
'
insorgenza del sinistro o sull
'
estensione della prestazione da fornire. Negli altri casi tale obbligo viene meno e l
'
assicuratore ha diritto al rimborso delle prestazioni già effettuate (Messaggio del 9 maggio 2003 concernente una legge sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione e la modifica della legge federale sul contratto d
'
assicurazione, FF 2003 pag. 3249, pag. 3298; cfr. sentenze della II CCA del 17 dicembre 2007, inc. n. 12.2006.218 e del 19 febbraio 2008, inc. n. 12.2007.67).
Riguardo all
'
art. 6 LCA, la nuova legge non contiene alcuna disposizione transitoria, per cui tornano applicabili le norme transitorie di cui all
'
art. 102 LCA, il cui cpv. 4 dispone che si applicano per analogia gli art. 882 e 883 vCO, nel frattempo sostituiti dagli art. 1 e segg. del Titolo finale del CC. L
'
art. 1 cpv. 1 Tit. fin. CC recita che gli effetti giuridici di fatti anteriori all
'
entrata in vigore del codice civile sono regolati, anche posteriormente, dalle disposizioni del diritto federale e cantonale che vigevano al tempo in cui detti fatti si sono verificati. Perciò gli atti compiuti prima dell
'
entrata in vigore del codice sono regolati, per quanto riguarda la loro forza obbligatoria ed i loro effetti, anche per l
'
avvenire, dalle disposizioni vigenti quando vennero compiuti (cpv. 2). La compilazione errata di un formulario e la mancata comunicazione di fatti rilevanti per la valutazione del rischio costituiscono fatti ai sensi dell
'
art. 1 Tit. fin. CC, per cui ogni violazione dell
'
obbligo di notifica avvenuta prima del 31 dicembre 2005 va valutata secondo il diritto in vigore a quel momento, anche se tali fatti sono stati resi noti solo dopo il 1° gennaio 2006. In tal caso, l
'
assicuratore ha la possibilità di recedere dal contratto nell
'
estensione e con le conseguenze previste dall
'
art. art. 6 vLCA e di richiedere la restituzione delle prestazioni eseguite. Determinante è quindi unicamente il momento dell
'
avvenuta violazione dell
'
obbligo di dichiarare i fatti decisivi da parte del proponente (cfr. anche
Eva Pouget-Hänseler
, Anzeigepflichtverletzung: Auswirkung der Revision auf die Praxis, in HAVE/REAS 2006, pag. 32; cfr. citate sentenze della II CCA del 17 dicembre 2007, inc. 12.2006.218 e del 19 febbraio 2008, inc. 12.2007.67).
Stando così le cose, in concreto, visto che la presunta reticenza sarebbe stata commessa il 21 settembre 2006, giorno in cui l
'
attrice ha sottoscritto la proposta assicurativa e l
'
11 ottobre 2006, data in cui la polizza è stata emessa dall
'
assicuratore e trasmessa all
'
interessata, sono quindi applicabili i nuovi disposti legali in vigore dal 1° gennaio 2006 ed in particolare l
'
art. 6 nLCA sulla reticenza, la cui nozione corrisponde a quella del vecchio diritto.
A proposito delle disposizioni legali citate, va inoltre osservato che l
'
art. 4 LCA è una norma di diritto dispositivo (artt. 97 e 98 LCA). Ne discende che le CGA possono contenere delle regole meno severe per lo stipulante rispetto a quelle previste dall
'
art. 4 LCA. Per esempio, l
'
assicuratore può rinunciare ad esigere che le risposte del proponente siano date per iscritto.
L'
art. 6 LCA è invece una norma semi imperativa, alla quale non è possibile derogare in sfavore dell
'
assicurato (art. 98 LCA).
2.3. In virtù dell'art. 8 CC, l'onere di dimostrare che il proponente ha disatteso i propri doveri di informazione spetta all'assicuratore (DTF 108 II 550 consid.
2b, DTF 72 II 124;
Roelli/Keller/ Tännler
, Kommentar zum Schweizerischen Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, vol.
I, 2
a
ed., pag. 105).
Secondo costante giurisprudenza, confermata ancora il 26 settembre 2008 dal Tribunale federale (STF 4D_80/2008, consid. 2.1.2), per potere giudicare se il proponente è incorso in reticenza, non sono da considerare né dei criteri puramente soggettivi né dei criteri puramente oggettivi. La legge non si accontenta infatti che il proponente si limiti a comunicare all'assicuratore i fatti rilevanti per l'apprezzamento del rischio di cui è effettivamente a conoscenza, ma gli impone pure di dichiarare quei fatti importanti che gli devono essere noti, indipendentemente dalla sua conoscenza effettiva del fatto concreto, ritenuto che nell'applicazione di questo secondo criterio si deve tenere conto delle cosiddette circostanze particolari del caso (DTF 118 II 333 consid. 2b; DTF 116 II 338 consid. 1c; DTF 96 II 204). Ciò significa, ad esempio, che occorre prendere in considerazione la situazione personale dell'assicurato, con particolare riferimento al suo grado di intelligenza e di formazione, nonché alla sua esperienza (DTF 118 II 333 consid. 2b; DTF 109 II 60 consid. 2b) e della situazione del proponente, ritenuto comunque che il grado di diligenza nell'adempimento dell'obbligo d'informazione va anche esaminato e giudicato sotto il profilo della buona fede, pure applicabile in campo assicurativo (
Nef
, Basler Kommentar, Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, Basilea 2001, n. 26 ad art. 4 e riferimenti). In altri termini, ciò che conta non è l
'
esattezza oggettiva, ma la correttezza soggettiva della dichiarazione che il proponente è in grado di rendere ritenuta la sua situazione personale (
Nef
, op. cit., n. 27 ad art. 4 LCA).
Come sottolineato ancora di recente dalla nostra Massima istanza (STF 4A_45/2008 del 23 aprile 2008, consid. 4.1.2; DTF
134 III 511, consid. 3.3.2
), i fatti intesi dall'art. 4 LCA sono tutti gli elementi che devono essere presi in considerazione per l'apprezzamento del rischio e che possono aiutare l'assicuratore riguardo all'estensione del rischio da coprire, ossia tutte le circostanze che permettono di concludere all'esistenza di fattori di rischio (DTF 118 II 333 consid. 2a p. 336). Si tratta dunque dell'insieme dei fatti che sono di natura ad influenzare, nel caso particolare, il sopraggiungere, l'intensità e l'importanza del rischio, quindi non soltanto i fatti che fanno nascere il rischio, ma anche tutti quelli che permettono di dedurre retrospettivamente l'esistenza di un rischio (
Nef
, op. cit., n. 12 ad art. 4 LCA).
Secondo la giurisprudenza, è decisivo determinare se ed in quale misura il proponente poteva dare in buona fede una risposta inesatta all'assicuratore tenuto conto delle circostanze concrete e secondo la conoscenza personale che aveva della situazione e, nel caso concreto, tenuto conto ancora delle indicazioni che gli avevano dato delle persone qualificate. Il proponente deve domandarsi seriamente se esiste un fatto che rientra nelle domande dell'assicuratore; egli adempie al suo obbligo se dichiara, oltre ai fatti che conosce senza pensarci, quelli che non possono sfuggirgli se riflette accuratamente ai quesiti postigli (DTF 118 II 333 consid. 2b;
Nef
, op. cit., n. 26 ad art. 4 LCA). Colui che sottace delle affezioni sporadiche che poteva ragionevolmente in buona fede considerare come senza importanza per la valutazione del rischio, senza doverle considerare come una ricaduta o come dei sintomi di una malattia imminente acuta, non viola il suo dovere d'informazione (DTF 116 II 338 consid. 1b).
L
'
Alta Corte (
citata
STF 4D_80/2008, consid. 2.1.3; DTF 134 III 511, consid. 3.3.4) ha stabilito che l
'art. 4 cpv. 3 LCA istituisce la presunzione che i fatti a proposito dei quali l'assicuratore ha posto per iscritto delle domande precise, non equivoche, sono dei fatti importanti per l'apprezzamento del rischio ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 e 2 LCA, ossia dei fatti di natura ad influire sulla decisione dell'assicuratore di concludere il contratto o di concluderlo alle condizioni concordate. Questa presunzione tende a facilitare la prova dell'importanza di un fatto per la conclusione del contratto alle condizioni previste, rovesciando l'onere della prova (DTF 118 II 333 consid. 2a e riferimenti). Rimane comunque possibile, per il proponente, provare che l'assicuratore avrebbe concluso il contratto alle condizioni concordate anche se fosse stato a conoscenza del fatto che il proponente ha omesso di dichiarare o ha dichiarato in modo inesatto (DTF 92 II 342 consid. 5;
Nef
, op. cit., n. 56 ad art. 4 LCA).
L
'
assicuratore è autorizzato a porre domande su tutte le circostanze che sono di natura ad influenzare seriamente la sua determinazione d
'
accettare o rifiutare la proposta d
'
assicurazione (DTF 68 II 328, JdT 1943 I 241).
Spetta all
'
assicuratore formulare con precisione e senza equivoci le domande relative ai fatti che gli sembrano importanti, nei confronti di chi deve dichiararli (OG ZH in RUA XIII n. 16).
Non esiste un obbligo generale per l
'
assicuratore di informarsi personalmente sui fatti importanti per l
'
apprezzamento del rischio ed esso ha il diritto d
'
ammettere che il proponente ha risposto correttamente. V
'
è del resto un principio generale che vuole che colui che si fonda sulle dichiarazioni della parte contraente possa fidarsi delle stesse, senza essere tenuto a controllarne l
'
esattezza mediante delle verifiche (DTF 118 II 333).
Il proponente deve indicare i fatti che conosce o che dovrebbe conoscere (TF in RUA VI n. 51). Egli deve menzionare i fatti importanti per l
'
apprezzamento del rischio, ma non tutti quelli che sono oggettivamente conosciuti al momento della conclusione del contratto. Non è infatti tenuto a dichiarare i fatti in merito ai quali non è stata posta nessuna domanda scritta (DTF 45 II 218) e nemmeno a fare delle dichiarazioni spontanee (DTF 116 V 218). Il proponente ha l
'
obbligo di rispondere soltanto alle domande che l
'
assicuratore ha formulato correttamente. Inoltre, egli non solo deve dichiarare i fatti che gli vengono in mente senza riflettere, ma anche quelli che non possono sfuggirgli se riflettesse seriamente alle domande dell
'
assicuratore (DTF 116 V 218; DTF 109 II 60).
Se l
'
assicurato non ha risposto ad una domanda, l
'
assicuratore non potrà prevalersi di questo fatto per rescindere il contratto, a meno che dal contesto particolare (altre risposte del proponente) la domanda lasciata in bianco possa essere ritenuta evasa in un determinato senso e che questa risposta costituisca una reticenza su un fatto importante (
Carron
, La loi fédérale sur le contrat d
'
assurance, Ed. Universitaires Fribourg Suisse 1997, pag. 13 n. 37; DTF 110 II 499). Se delle circostanze importanti non hanno fatto oggetto di domande, in generale non se ne potrà dedurre una reticenza.
Per contro, non c’è un errore del proponente quando egli attribuisce in buona fede a un termine il senso che assume correntemente, senza preoccuparsi del suo significato tecnico (DTF 116 II 338, DTF 96 II 204; cfr. anche sentenza della II CCA del 13 luglio 2006, inc. n. 12.2005.148).
Il proponente deve agire conformemente alle regole della buona fede, rispondendo alle domande poste (RUA VIII n. 41). Occorre quindi determinare in che misura il proponente poteva, in buona fede, dare una risposta negativa ad una domanda sottopostagli dall
'
assicuratore, secondo la conoscenza che egli aveva della situazione (DTF 96 II 204, JdT 1972 I 34).
Il proponente può far capo alla sua ignoranza su un fatto non dichiarato solo se questa ignoranza non è dovuta ad una grave negligenza da parte sua (TF in RUA VI n. 51). La non attenzione o la negligenza del proponente danno luogo all
'
invocazione della reticenza da parte dell
'
assicuratore (sentenza ticinese pubblicata in RUA VII n. 50).
Tuttavia, i
l proponente perde i suoi diritti anche quando ignora la falsità delle sue dichiarazioni, a condizione che questa ignoranza implichi un errore da parte sua. Per contro, non c
'
è un errore del proponente quando egli omette di dichiarare dei fatti conosciuti da parte di soli professionisti, oppure quando egli attribuisce in buona fede ad un termine il senso che assume correntemente, senza preoccuparsi del suo significato tecnico. Il proponente dell
'
assicurazione è quindi legittimato ad attribuire ai termini tecnici del questionario che non gli sono familiari e che non gli sono stati spiegati, il senso che normalmente si dà nel loro contesto ed in particolare il senso che hanno nel linguaggio comune (DTF 116 II 338) ed il senso che si dà loro nel luogo di domicilio (DTF 96 II 204, JdT 1972 I 34).
Per verificare la conformità delle risposte, occorre determinare se il proponente conosceva o doveva conoscere la loro erroneità o la loro inesattezza, e si terrà conto, per questo, di tutto il contesto personale, ossia della sua intelligenza, della sua formazione e della sua esperienza (DTF 116 II 338), del grado della sua cultura (DTF 111 II 388) e della sua situazione (DTF 118 II 333).
Riguardo all
'
esattezza delle risposte fornite, occorre considerare gli aspetti soggettivi connessi al proponente. In altri termini, il fatto di ignorare in maniera volontaria o per negligenza una circostanza può essere opposto al proponente.
2.
4. Nell
'
ambito di una assicurazione individuale contro gli infortuni, la domanda che porta su un trattamento medico di una certa durata, senza precisare cosa si intenda per "certa durata", dà luogo ad incertezza, apparendo generica e
non
può quindi fondare una reticenza (RUA XVII n. 7). Costituisce invece reticenza – nello stesso ambito – il fatto di tacere l’esistenza di una incapacità lavorativa al 50% (RUA XVI n. 5 citata da
Benoit Carron
, op. cit., pag. 12, nn. 34 e 35).
In merito alla conclusione di una assicurazione sulla vita, costituisce reticenza negare di avere sofferto di male allo stomaco quando siano stati consultati due medici in proposito e ciò anche se gli esami non hanno rilevato l’esistenza di malattie gravi (RUA XV n. 22).
Nell
'
assicurazione contro le malattie, la domanda a sapere se negli ultimi cinque anni sia stata eseguita una radiografia verte su di un fatto importante, non tanto per la radiografia come tale quanto per le indicazioni che se ne possono dedurre riferibili al rischio assicurabile (
Carron
, op. cit., pag. 15 n. 42), mentre l
'
assicuratore
non
può invocare la reticenza a fronte di risposta imprecisa a domanda non intelligibile per tutti e se il proponente non l’aveva compresa (DTF 101 II 339). Inoltre, se il questionario si riferisce ad uno stato di malattia,
non
c
'
è reticenza quando l
'
assicurato, profano in materia, in buona fede si crede non affetto da malattie dorso-lombari, e dopo un breve trattamento, da dolori susseguenti ad uno specifico infortunio. Diversa sarebbe la problematica se il questionario concernesse soltanto i dolori sofferti (DTF 101 II 339, JdT 1977 I 627).
La giurisprudenza ha ammesso reticenza, con riferimento all
'
assicurazione contro le malattie, per domande alle quali non sia stata data veritiera o completa risposta relativa a precedenti patologie del tubo digerente (
Carron
, op. cit., pag. 23 n. 64).
Non
può essere inoltre ritenuta una reticenza laddove il proponente l
'
assicurazione ometta di segnalare dei sintomi di una malattia alla domanda tendente a sapere di quale malattia importante abbia sofferto, ciò se la malattia sia stata indicata (TA del Cantone Ticino, in RUA XVII n. 6).
Come ricorda Carron (citando un giudizio del Cantone Svitto pubblicato in RUA XVI n. 9),
"
Comme la réticence ne peut être admise qu’avec la plus grande retenue, sa preuve n’est pas apportée lorsque les médecins traitants du preneur d’assurance n’étaient pas au courant d’un petit infarctus qu’il aurait subi et n’ont décelé aucune trace de troubles cardiaques.".
È d’altra parte possibile per il proponente dell
'
assicurazione dimostrare che la domanda alla quale ha risposto con reticenza non sia stata determinante per la conclusione del contratto da parte dell
'
assicuratore (cfr. comunque l’art. 4 cpv. 3 LCA), e che l
'
assicuratore avrebbe ugualmente concluso il contratto se fosse stato a conoscenza del fatto (SJ 1986 557).
2.
5. La conseguenza di una reticenza è che l'assicuratore non è (più) vincolato al contratto se ne sia receduto entro 4 settimane dalla cognizione della reticenza.
L'assicuratore può recedere dal contratto, ma può anche rinunciarvi, come prevede l'art. 8 cifra 5 LCA.
La giurisprudenza ha precisato che, a tal fine, non basta un avviso di scadenza di un premio (RUA XVI n. 31) o la concessione di un ulteriore termine per il versamento dei premi in conseguenza al ricovero della persona interessata (RUA VIII nn. 51/55) o se vi sono state liquidazioni di sinistri senza che l'assicuratore fosse a conoscenza sicura di un caso di reticenza. L'assicuratore che propone all'assicurato il mantenimento del contratto previo nuovo esame dello stato di salute (esame medico completo) non può recedere dal contratto (RUA III n. 42 pag. 56).
2.6. Nel caso di specie, con specifico formulario sono state poste alla proponente 24 domande circa il suo stato di salute. Con le risposte date, l
'
attrice ha in sostanza affermato che le sue condizioni di salute erano molto buone, avendo risposto negativamente a tutte le domande tranne alla prima.
Più specificatamente, l
'
attrice ha ammesso di essere stata, negli ultimi cinque anni, sotto trattamento e/o controllo per motivi di salute presso un medico, un chiropratico, un terapista, uno psichiatra, uno psicologo, un naturopata, un medico naturalista o altro medico specializzato (domanda n. 1). Tuttavia, ha negato di assumere e/o di avere assunto medicamenti negli ultimi cinque anni (domanda n. 2), di avere conseguenze di infortunio, malformazioni, infermità congenite (domanda n. 3), di prevedere di sottoporsi ad un trattamento e/o consultazione presso un medico (domanda n. 4), di essere stata inabile al lavoro negli ultimi cinque anni (domanda n. 5), di avere o di avere avuto problemi di salute negli scorsi 5 anni (domanda n. 6), di percepire o di avere percepito prestazioni AI, LAINF o altre istituzioni (domanda n. 7), essere incinta (domanda n. 8) e di avere o di avere avuto problemi ginecologici o malattie al seno (domanda n. 8.1).
Il formulario specifica, poi, che se si è risposto affermativamente ad una o più delle precedenti domande, occorre rispondere anche alle successive fornendo maggiori informazioni. Rispondendo No alla prima (domanda n. 9): "Ha, oppure ha avuto negli scorsi 5 anni, uno dei seguenti disturbi della salute?", sono seguite 14 risposte negative, riguardanti malattie psichiche o neurologiche (domanda n. 9.1), malattie alle vie respiratorie (domanda n. 9.2), malattie cardiovascolari (domanda n. 9.3), malattie del sangue (domanda n. 9.4), cistopatie e malattie veneree (domanda n. 9.5), tumori/granulomi o cancro (domanda n. 9.6), malattie agli organi addominali/organi viscerali (domanda n. 9.7), malattie del metabolismo e disfunzioni ghiandolari (domanda n. 9.8), malattie delle ossa, delle parti molli e delle articolazioni (domanda n. 9.9), malattie della pelle o degli organi di senso (domanda n. 9.10), malattie del naso o della gola (domanda n. 9.11), disturbi neurovegetativi, allergie (domanda n. 9.12), si è sottoposto ad un test dell
'
AIDS con riscontro HIV positivo (domanda n. 10) e consuma rispettivamente ha consumato regolarmente droghe (domanda n. 11). Eccetto le domande 9.6, 9.12, 10 e 11, tutte le altre (da 9.1 a 9.11) elencano diversi esempi di malattia e/o specificano gli organi che sono interessati dalla domanda.
A piè di pagina, l'attrice ha precisato, relativamente alla domanda n. 1, che si è trattato di un infortunio per il quale è stata in cura dal 25 maggio 2006 al 2 giugno 2006 presso l
'
Ospedale _ di _.
2.7. A proposito di quest
'
ultima affermazione, va subito rilevato come la stessa sia in parte errata. Infatti, l
'
attrice è caduta dal balcone il 25 maggio 2005 ed è stata ricoverata fino al successivo 2 giugno presso il predetto ospedale a causa delle intervenute fratture del bacino e del cranio.
L'
attrice sostiene trattarsi di un errore di distrazione, visto che è solo l
'
indicazione dell
'
anno che è sbagliata e dato che nel 2006 non è mai stata ricoverata in strutture mediche.
A mente dell
'
assicuratore, invece, questa imprecisione non può medicalmente essere ritenuta irrilevante. Il convenuto si è fondato sul parere del dr. med. _, il quale, espressamente interpellato su tutte le incongruenze riscontrate in merito alla compilazione del noto formulario sullo stato di salute, al punto tre del suo rapporto del 1° luglio 2008 (doc. 35) si è pronunciato sulla questione dell
'
infortunio.
Contestualizzando i sintomi descritti dall
'
attrice come apparsi per la prima volta nell
'
agosto 2006 con l
'
infortunio occorso nel maggio 2006, il medico ha affermato che questi sintomi non avrebbero potuto essere distinti dalla frattura del bacino.
In realtà, la rottura del bacino è occorsa un anno prima e non vi sono state conseguenze, come la paziente stessa ha confermato rispondendo alla domanda n. 3.
Quest
'
ultima attestazione può essere confermata dal risultato della radiografia del bacino eseguita il 25 gennaio 2007 dallo specialista curante dr. med. _, il quale, nel suo rapporto del 10 aprile 2007 (doc. Q), ha descritto un importante assottigliamento dello spazio articolare della coxofemorale destra senza formazione di osteofiti, una piccola cisti sottocondrale del tetto acetabolare destro, un solo minimo assottigliamento dello spazio articolare dell
'
anca sinistra, esiti di frattura del ramo pubico ed ischiatico destro ed una buona consolidazione delle fratture. Viste queste conseguenze mediche, a dire dell
'
esperto a cui si è rivolto l
'
assicuratore, in così poco tempo dalla sottoscrizione del formulario sullo stato di salute era impossibile che si fossero sviluppate queste modifiche delle ossa. La coxartrosi è una malattia degenerativa, che di principio dura tanti anni finché deve essere impiantata una protesi totale all
'
anca. Egli ritiene pertanto improponibile che l
'
attrice non abbia menzionato nel settembre 2006 questo problema, benché, secondo il medico dr. med. _, già ad agosto 2006 ella lamentava dolori all
'
anca. Anche l
'
insieme delle affezioni tra l
'
infortunio con la frattura del bacino nel 2005 e la coxartrosi del 2006 non è verosimile, perché la frattura del bacino si è velocemente consolidata, ossia i dolori sono diminuiti con il tempo, mentre quelli all
'
anca sono aumentati. Dall
'
esame delle prestazioni riconosciute dal precedente assicuratore è altrettanto chiaro che sono stati effettuati dei trattamenti che la paziente non ha menzionato. I dolori dovuti alla frattura del bacino possono essere ben distinti dal punto di vista medico da quelli causati dall
'
articolazione dell
'
anca. I dolori da frattura sono localizzati e diminuiscono con il consolidamento progressivo. I dolori all
'
articolazione dell
'
anca compaiono con il logorio dell
'
articolazione, dove i primi sintomi si presentano stando spesso in piedi e molto frequentemente con l
'
attività sportiva. Anche la diffusione dei dolori è un altro criterio che permette di differenziare la frattura del bacino dall
'
artrosi dell
'
anca. La frattura del bacino provoca dolori nel punto della frattura, mentre i dolori all
'
articolazione dell
'
anca si estendono alla coscia ed all
'
articolazione del ginocchio. Pure da un esame si ottengono risultati differenti: dolori sono presenti nella zona della frattura in caso di rottura ossea, mentre i dolori della coxartrosi danno luogo a delle limitazioni nel movimento dell
'
articolazione dell
'
anca, come pure nella rotazione interna ed esterna della coscia. Qualora non si riesca ad ottenere un chiaro quadro della situazione, il medico curante dovrebbe fugare quest
'
ultimo dubbio con una radiografia, poiché diverso è il trattamento medico a dipendenza che si tratti di un
'
incipiente coxartrosi o di esiti della precedente frattura del bacino. Secondo il dr. med. _, il medico curante si è posto queste questioni, tanto che l
'
attrice è stata in cura medica. In conclusione, il decorso, la diffusione, i trattamenti ed i medicamenti comprovano che si tratta forzatamente di una nuova malattia, che non ha nulla a che fare con l
'
infortunio.
Unitamente a queste chiare spiegazioni, il
TCA
osserva, come accennato dal dr. med. _, che nel suo referto del 10 aprile 2007 redatto all
'
indirizzo del collega dr. med. _, che l
'
ha invitato a visitare l
'
attrice, il dr. med. _, specialista FMH in chirurgia ortopedica, ha diagnosticato una discreta coxartrosi bilaterale più accentuata a destra. Nell
'
anamnesi, ha indicato che dal mese di agosto 2006 quest
'
ultima lamenta disturbi nella regione dell
'