# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5f07155e-a426-589b-b3ff-5c430e299561
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
che _, cittadina italiana nata il _, è entrata in Svizzera il 15 settembre 1994, stabilendosi a _;
che a partire da quella data essa ha beneficiato di un permesso di dimora, in seguito regolarmente rinnovato, a scopo di lavoro per l'attività di tecnico multimediale presso la succursale di _ della _;
che il 1° ottobre 1997 il Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri - constatato in sostanza che la titolare sarebbe senza lavoro dal gennaio 1996 beneficiando delle prestazioni erogate dall'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) - le ha comunicato il diniego del rinnovo del permesso di dimora al momento della scadenza prevista per il 14 marzo 1998, ritenuto inoltre che non si evincerebbero concreti motivi atti a suffragare la sua impossibilità di rientrare in Italia;
che il 10 ottobre 1997 _ è insorta contemporaneamente sia davanti al Consiglio di Stato, sia direttamente al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo - previa concessione dell'effetto sospensivo - l'annullamento del provvedimento, l'audizione personale, e il riconoscimento del diritto di domicilio in Ticino in base al suo nuovo progetto di attività lucrativa indipendente. Ha sostenuto inoltre che il Consiglio di Stato - quale vertice della pubblica amministrazione - non adempierebbe i requisiti per statuire sulle controversie amministrative, non essendo un tribunale indipendente e libero di sindacare i fatti ed il diritto: donde la sua proposta di ricusa;
che il 16 dicembre 1997 lo scrivente Tribunale, in ossequio al doppio grado giurisdizione, ha dichiarato irricevibile il gravame e lo ha trasmesso al Consiglio di Stato per competenza;
che con giudizio 9 dicembre 1997 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento dipartimentale, respingendo l'impugnativa interposta da _;
che il Tribunale ha in seguito dichiarato il gravame interposto contro la predetta pronunzia governativa irricevibile per incompetenza, la ricorrente non avendo diritto al rilascio del postulato permesso;
che il 24 febbraio 1998 _ ha instato presso la Sezione degli stranieri per il rinnovo del suo permesso di dimora e l'inizio di un'attività indipendente, come pure la modifica dello stato civile e del cognome a seguito di divorzio;
che il 26 marzo 1998 la Sezione degli stranieri - previo preavviso negativo dell'Ufficio della manodopera estera - ha respinto l'istanza e negato l'effetto sospensivo ad un eventuale ricorso, ordinandole di lasciare il territorio cantonale entro il 30 aprile 1998;
che l'autorità ha rilevato come i permessi per l'esercizio di un'attività indipendente vengano di regola concessi soltanto a stranieri domiciliati;
che ha pure osservato come lo scopo del permesso di dimora annuale rilasciatole nel 1994 e in seguito rinnovato sia stato attuato, dal momento che era stato accordato per svolgere l'attività di tecnico presso varie ditte e che si è successivamente sottoposta al controllo della disoccupazione;
che contro la predetta pronunzia dipartimentale - fondata sugli art. 4, 5, 9, 12, 16 LDDS, 8 ODDS, 7, 14, 42, 43, 49 OLS - la soccombente si è aggravata il 6 aprile 1998 davanti al Consiglio di Stato chiedendone l'annullamento;
che con istanza provvisionale l'insorgente ha chiesto al Presidente del Consiglio di Stato di concedere l'effetto sospensivo al ricorso;
che con risoluzione 15 aprile 1998 il Presidente del Governo ha accolto parzialmente l'istanza, reputando che la ponderazione degli interessi contrapposti giustificasse la possibilità per _ di risiedere nel cantone durante la litispendenza del ricorso, ma senza esercitare attività indipendente;
che contro questa decisione incidentale _ è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento limitatamente al diniego di esercitare un'attività lucrativa indipendente e il riconoscimento del suo diritto quale dimorante di svolgere tale attività;
che in sostanza la ricorrente adduce come l'autorità competente l'avrebbe già a suo tempo autorizzata con un permesso B all'esercizio dell'attività lucrativa indipendente in base alla legislazione in materia di assicurazione contro la disoccupazione e le relative misure di sostegno;
che la Presidente dell'Esecutivo cantonale sollecita il rigetto dell'impugnativa, sollevandone in limine l'irricevibilità;
che l'11 maggio 1998 la ricorrente ha replicato, adducendo l'incostituzionalità dell'art. 98a OG e chiedendo la ricusa del Consiglio di Stato;
Considerato,

## Considerations

in diritto
che oggetto della controversia è la decisione con cui il Presidente del Governo cantonale ha respinto la domanda di misure provvisionali limitatamente al diniego di esercitare un'attività indipendente presentata dalla ricorrente;
che giusta l'art. 21 cpv. 4 PAmm, le decisioni provvisionali sono immediatamente esecutive; esse sono impugnabili all'autorità di ricorso se la vertenza è appellabile nel merito;
che in limine occorre esaminare la competenza del Tribunale a statuire nel merito gravame;
che in materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 1 della Legge transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri, del 12 marzo 1997);
che giusta l'art. 100 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce alcun diritto;
che la ricorrente non ha il diritto di vedersi rinnovato il permesso di dimora o il rilascio di un permesso di domicilio, dal momento che la legislazione interna non accorda di principio agli stranieri un diritto all'ottenimento o al rinnovo di un permesso per poter risiedere o per poter svolgere un'attività lucrativa in suolo elvetico, a meno che la legge non lo preveda espressamente (DTF 118 Ib 145);
che difatti l'insorgente non è coniugata con cittadino svizzero o con straniero domiciliato e non possiede il permesso di dimora da almeno cinque anni (artt. 7 e 17 LDDS);
che né il Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e l'Italia del 22 luglio 1868, né la Dichiarazione 5 maggio 1934 concernente l'applicazione del Trattato citato, e nemmeno l'Accordo tra la Svizzera e l'Italia relativo all'emigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera del 10 agosto 1964 conferiscono alla ricorrente un diritto all'ottenimento del rinnovo del permesso di dimora o al rilascio del permesso di domicilio;
che inoltre l'art. 8 CEDU non trova applicazione in specie, l'insorgente non avendo relazioni famigliari in Svizzera;
che, del resto, il ricorso contro il diniego del rinnovo del permesso di dimora scaduto il 14 marzo 1998 è già stato dichiarato irricevibile da questo Tribunale il 15 aprile 1998 (inc. n. 52.98.02);
che pertanto lo scrivente Tribunale non è nemmeno competente a statuire sulla decisione incidentale in rassegna;
che, in conclusione, il ricorso presentato avanti a questo Tribunale va dunque dichiarato irricevibile;
che, vistone l'esito, il gravame non necessita pertanto ulteriore disamina;
che tasse e spese di giustizia seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);