# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** aaea7c79-28c2-4de1-a980-f7c68668f816
**Court:** GR_VG
**Chamber:** GR_VG_004
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fattispecie:
1. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni [nel seguito:
Amministrazione imposte] notificò all'A._ SA – una società anonima
iscritta nel Registro di commercio del Cantone dei Grigioni con sede a
X._ (GR), ormai in liquidazione – varie fatture per imposte cantonali,
imposte federali dirette, imposte alla fonte e multe federali e cantonali, il
tutto per gli anni 2017 e 2018 (act. C.2-C.13 e C.29-C.30). La società
debitrice non saldò tali fatture neanche dopo due solleciti (act. C.14-C.24).
2. Per una parte delle imposte alla fonte, l'Amministrazione imposte fece
spiccare dei precetti esecutivi contro la società (esecuzioni n. 20182491 e
20180908). La debitrice interpose opposizione e nel seguito
l'Amministrazione imposte chiese il proseguimento dell'esecuzione (act.
C.31 per l'esecuzione n. 20182491; la domanda di proseguimento per
l'esecuzione n. 20180908 manca invece completamente agli atti). L'Ufficio
esecuzioni e fallimenti della Regione Moesa [nel seguito: UEF Moesa]
informò la creditrice che non potrebbe dar seguito alla domanda di
proseguimento, in quanto la debitrice sarebbe priva di organi amministrativi
(act. C.32 e C.35). La rappresentante della società, B._, sarebbe
sconosciuta al Comune di Y._ (TI), dove risiederebbe ormai secondo
l'estratto del Registro di commercio, e avrebbe omesso di indicare un nuovo
domicilio (act. C.33-C.36). Inoltre alla sede della società non sarebbe
reperibile nessun dipendente. La creditrice potrebbe dunque chiedere al
giudice di prendere le misure necessarie ai sensi dell'art. 731b CO.
3. Il 19 marzo 2019, intanto, l'Amministrazione imposte emise una decisione
di richiesta di garanzie (act. C.1), intimata alla società debitrice il 27 marzo
2019 (act. B.3 e B.4), con la quale la società fu obbligata a garantire la
copertura dei seguenti importi:
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imposte cantonali 2017 fr. 1'200.--
imposte cantonali 2018 fr. 1'100.--
imposte federali dirette 2017 fr. 1'000.--
imposte federali dirette 2018 fr. 500.--
multa disciplinare federale 2017 fr. 250.--
multa disciplinare cantonale 2017 fr. 250.--
imposte alla fonte 2017 fr. 12'000.--
imposte alla fonte 2018 fr. 15'700.--
[totale: fr. 32'000.--]
+ eventuali interessi e costi
Quale motivazione addusse che il pagamento delle imposte dovute dalla
società debitrice sembrerebbe compromesso.
4. Il 1° aprile 2019 l'Amministrazione imposte emise due decisioni su reclamo
(act. C.26-C.27), con le quali fissò gli importi dovuti dalla società per le
imposte federali dirette 2017 a fr. 0.-- e per quelle cantonali sull'utile e sul
capitale 2017 a fr. 390.--.
5. Con ricorso dell'8 aprile 2019 la società debitrice ha chiesto l'annullamento
della decisione di richiesta di garanzie del 19 marzo 2019 (act. C.1),
adducendo in essenza di aver fatto spiccare due precetti esecutivi contro
due persone private residenti nel Cantone Ticino, il primo per fr. 7'754.15
(esecuzione n. 2712241, act. B.6) e il secondo per fr. 63'803.60
(esecuzione n. 2712236, act. B.7). Gli escussi avrebbero interposto
ingiustificate opposizioni. Sarebbero in corso le procedure per la
riscossione. Risulterebbe quindi superfluo prestare garanzie, in quanto il
pagamento dell'imposta dovute [recte: delle imposte dovute] non sarebbe
compromesso, ma semplicemente ritardato a causa della procedura di
recupero crediti.
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La ricorrente ha richiesto la concessione dell'effetto sospensivo, facendo
valere che in caso contrario subirebbe conseguenze gravi e irreparabili.
Il ricorso è stato trasmesso all'Amministrazione imposte per osservazioni
con decreto del 9 aprile 2019 (act. D.1). Nello stesso decreto il giudice
dell'istruzione ha respinto la domanda di conferimento dell'effetto
sospensivo, ritenendo la richiesta non motivata. Quest'ultima decisione non
è stata impugnata.
6. L'Amministrazione imposte ha presentato le sue osservazioni il 6 maggio
2019 (act. A.2), chiedendo la reiezione del ricorso con protesta di spese e
ripetibili a carico della ricorrente. Fa valere che la ricorrente non avrebbe
dato seguito né alle fatture, né al primo sollecito, né al secondo sollecito.
Non avrebbe neppure pagato le multe. Con decisioni su reclamo
successive, l'Amministrazione imposte avrebbe fissato gli importi dovuti per
le imposte cantonali 2017 a fr. 390.-- e quelle federali 2017 a fr. 425.--
[recte: a fr. 0.--; i fr. 425.-- sono piuttosto l'importo di cui al conteggio
provvisorio per il 2018]. Le imposte 2018, sia federali sia cantonali, non
sarebbero ancora state tassate definitivamente. In base ai conteggi
sarebbe comunque evidente che il debito al momento della decisione di
richiesta di garanzie si sarebbe basato su una tassazione d'ufficio che
avrebbe portato pure a una decisione di multa. Infine l'UEF Moesa avrebbe
respinto una domanda [recte: due domande] di proseguimento
dell'esecuzione, in quanto la debitrice sarebbe priva di organi amministrativi
e l'unico membro sarebbe di ignota dimora. Riassumendo, sarebbero
dunque dati i presupposti per una decisione di richiesta di garanzie.
Tali osservazioni sono state trasmesse alla ricorrente il 7 maggio 2019 (act.
D.2), la quale ha chiesto di prendere visione degli atti, il che le è stato
concesso il 15 maggio 2019 (act. D.3).
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7. Il 17 maggio 2019 la ricorrente ha replicato (act. A.3), ripetendo
essenzialmente quanto addotto con il ricorso. Il 3 giugno 2019 la resistente
ha presentato una replica [recte: duplica] (act. A.4), ripetendo pure lei gli
argomenti già fatti valere in precedenza.
8. La ricorrente è stata invitata a presentare la sua nota d'onorario e, se del
caso, l'accordo sull'onorario con decreto del 4 giugno 2019 (act. D.5). La
ricorrente ha proceduto a trasmettere tali documenti il 13 giugno 2019 (act.
E.1), facendo valere una tariffa oraria di fr. 300.--. Detti documenti sono
stati intimati alla resistente per conoscenza in data 17 giugno 2019 (act.
D.7).
9. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

## Considerations

Considerandi:
1. Le decisioni di richiesta di garanzie dell'Amministrazione imposte possono
essere impugnate mediante ricorso al Tribunale amministrativo quale
autorità giudiziaria cantonale unica e superiore, sia nella misura in cui esse
concernono le imposte federali (art. 169 cpv. 3 della Legge federale
sull'imposta federale diretta del 14 dicembre 1990 [LIFD; RS 642.11] in
unione con l'art. 104 cpv. 3 LIFD e l'art. 166 cpv. 3 della Legge sulle imposte
per il Cantone dei Grigioni dell'8 giugno 1986 [abbreviazione inufficiale qui
utilizzata LIGR; CSC 720.000]) sia quelle cantonali (art. 158 cpv. 3 LIGR).
Il termine di ricorso è di 30 giorni (art. 169 cpv. 3 LIFD; art. 124 cpv. 3 LIGR,
a titolo di principio generale di procedura, che rinvia alle disposizioni della
Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 [LGA; CSC
370.100], vedi qui in particolare l'art. 52 cpv. 1 LGA; ci si potrebbe chiedere
se non sia invece applicabile l'art. 52 cpv. 2 LGA, poiché le decisioni di
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richiesta di garanzie in sé costituiscono dei provvedimenti cautelari [DTF
134 II 349]; tuttavia, per motivi di praticità, la giurisprudenza cantonale è
costante nell'applicare ciononostante sempre il termine di 30 giorni anche
per le imposte cantonali, come quello per le imposte federali). Il ricorso
deve contenere il petito, la fattispecie e una motivazione (art. 38 cpv. 1
LGA). Deve inoltre essere firmato e inoltrato in duplice copia, allegando i
mezzi di prova disponibili e la decisione impugnata. Mezzi di prova
supplementari devono essere indicati esattamente (art. 38 cpv. 2 LGA).
Nel presente caso il ricorso essendo tempestivo e adempiente dei
presupposti formali, questa Corte può entrare nel merito dello stesso. Il
valore litigioso ammontando a fr. 32'000.--, cioè più di fr. 5'000.--, la
presente decisione competerebbe di principio alla 4a Camera in
composizione da tre giudici (art. 43 cpv. 3 lett. a LGA e art. 6 lett. d ed e
dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale amministrativo del 5
dicembre 2008 [OOTA; CSC 173.300]). Dato però che il ricorso si rivela
manifestamente infondato, come sarà dimostrato nel seguito, la presente
decisione può essere presa dal presidente della 4a Camera in qualità di
giudice unico (art. 43 cpv. 3 lett. b LGA e art. 18 cpv. 3 della Legge
sull'organizzazione giudiziaria del 16 giugno 2010 [LOG; CSC 173.000]).
2. Per legge il ricorso contro la decisione di richiesta di garanzie non ha effetto
sospensivo (art. 169 cpv. 4 LIFD e art. 158 cpv. 4 LIGR; vedi anche l'art. 53
cpv. 1 LGA). Nel caso singolo, l'effetto sospensivo può però essere
richiesto dal ricorrente oppure può essere concesso d'ufficio (art. 53 cpv. 2
LGA). Nella fattispecie il giudice dell'istruzione ha respinto la domanda di
conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso con decreto del 9 aprile 2019
(act. D.1).
3. In merito all'asserzione della ricorrente nella replica del 17 maggio 2019
(act. A.3) che la resistente non avrebbe censurato i fatti esposti nel ricorso,
cosicché gli stessi sarebbero contestati, va ricordato alla ricorrente che ci
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si trova in una procedura amministrativa, non civile (per quella cfr. l'art. 222
cpv. 2 del Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008
[Codice di procedura civile, CPC; RS 272] con la giurisprudenza e dottrina
in merito). Si applica qui il principio d'istruttoria, con l'obbligo di
collaborazione delle parti, giusta l'art. 11 LGA, cioè la fattispecie deve
essere rilevata d'ufficio (cpv. 1) e l'autorità assume le prove necessarie,
senza essere vincolata dalle richieste riguardanti il rilevamento della
fattispecie (cpv. 3; per il diritto processuale civile vedi invece l'art. 55 CPC).
Inoltre si precisa che i fatti addotti dalla ricorrente concernono in prima linea
la solvibilità della società, mentre, come sarà dimostrato, nel caso che qui
ci occupa interessa piuttosto l'intenzione al non pagamento dei crediti
fiscali, o meglio la messa in pericolo della riscossione dei crediti fiscali.
L'asserto ricorsuale cade quindi nel vuoto.
4. Giusta l'art. 169 cpv. 1 LIFD e l'art. 158 cpv. 1 e 2 LIGR, di contenuto
praticamente identico, l'Amministrazione imposte può esigere in ogni
momento, anche prima che l'accertamento dell'importo dell'imposta sia
passato in giudicato, la costituzione di garanzie, se la contribuente non ha
domicilio in Svizzera oppure il pagamento dell'imposta o della multa da lei
dovuta sembra compromesso. La decisione di richiesta di garanzie deve
indicare l'importo da garantire ed è immediatamente esecutiva. Nella
procedura d'esecuzione esplica gli stessi effetti di una sentenza giudiziaria,
costituendo così un titolo di rigetto definitivo ai sensi dell'art. 80 della Legge
federale sulla esecuzione e sul fallimento dell'11 aprile 1889 (LEF;
RS 281.1). È inoltre parificata al decreto di sequestro giusta l'art. 274 LEF,
senza che sia ammessa l'opposizione giusta l'art. 278 LEF (art. 170 cpv. 1
e 2 LIFD).
4.1. La decisione di richiesta di garanzie ai sensi dell'art. 169 cpv. 1 LIFD e
dell'art. 158 cpv. 1 e 2 LIGR presuppone tre elementi. In primo luogo si
tratta del contribuente, il che significa che, al momento o durante il periodo
in domanda, la persona fisica o giuridica in questione deve essere
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assoggettata illimitatamente o limitatamente all'imposta nell'ente pubblico
che chiede delle garanzie (per l'imposta federale diretta vedi gli artt. 3 segg.
LIFD e artt. 50 seg. LIFD; per quella cantonale vedi gli artt. 6 segg. LIGR e
artt. 74 segg. LIGR). In secondo luogo si tratta dell'imposta dovuta, ossia
di un credito fiscale, il cui sussistere deve essere probabile. In merito
all'importo basta però già che esso non appaia, a prima vista,
manifestamente eccessivo, tenendo difatti presente che l'autorità di
tassazione mantiene un certo grado di discrezionalità nella valutazione dei
fattori fiscali. Non è inoltre necessario neanche né che l'imposta sia stata
tassata definitivamente né addirittura che sia stata fatturata o che sia
esigibile, la richiesta di garanzie costituendo un provvedimento cautelare
indipendente dalla procedura di merito, ossia quella di tassazione (DTF 134
II 349 consid. 1.4). Costituiscono crediti fiscali in tal senso pure le multe ai
sensi dell'art. 174 LIFD, poiché giusta l'art. 185 LIFD quegli importi sono
riscossi secondo l'art. 160 LIFD e gli artt. 163-172 LIFD. Ciò vale anche per
le multe ai sensi dell'art. 173 LIGR (cfr. la sentenza del Tribunale federale
2A.380/2001 del 12 marzo 2002). Parimenti, possono essere riscossi su
questa via anche le spese di esecuzione (PETER LOCHER, Kommentar zum
Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer – III. Teil – Art. 102-222 DBG,
Basilea 2015, n. 22 ad art. 169 LIFD). In terzo luogo, infine, si tratta del
motivo per chiedere garanzie, ovvero un motivo a minaccia del credito
fiscale (sentenza del Tribunale federale 2C_669/2016 nonché
2C_670/2016 dell'8 dicembre 2016 consid. 2.1 e 2.2 con rinvii; cfr. anche
le sentenze del Tribunale federale 2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30
novembre 2005 consid. 3.1).
4.2. Nella procedura amministrativa vige di regola il principio del convincimento
completo, costituendo il grado di prova ordinario ("Regelbeweismass").
Esatta è più di una semplice probabilità, tuttavia non una certezza assoluta.
Una prova vale come addotta laddove il giudice, secondo criteri obiettivi, è
convinto della fattispecie esposta. Non deve più esserci alcun ragionevole
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dubbio, o, detto diversamente, eventuali dubbi rimanenti devono risultare
di lieve portata, senza che si debba poter escludere interamente la
possibilità che le cose possano essersi svolte diversamente. Eccezioni da
questa regola nel senso di un alleggerimento dell'onere della prova
possono risultare d'una parte dalla legge e d'altra parte dalla
giurisprudenza e dottrina. In tal senso è considerata sufficiente in
particolare una verosimiglianza preponderante ("überwiegende
Wahrscheinlichkeit") in presenza di uno "stato di necessità in materia di
prove" ("Beweisnot"), ossia qualora una prova rigorosa non sia possibile o
ragionevolmente esigibile, in particolare laddove i fatti sostenuti dalla parte
avente l'onere probatorio possano essere dimostrati solo indirettamente
per mezzo di indizi. Secondo la prassi, una verosimiglianza preponderante
è data quando a favore della veridicità di una rappresentazione dei fatti
sotto aspetti oggettivi esistono dei motivi talmente influenti al punto che
altre ipotesi immaginabili non entrano ragionevolmente in considerazione
in modo decisivo (cfr. la decisione del Tribunale cantonale ZK2 13 4 del 3
agosto 2017 consid. 3.6 con rimandi). A sua volta, il grado di prova della
verosimiglianza preponderante va distinto da quello della verosimiglianza
semplice ("Glaubhaftmachung"), sottomesso a esigenze ancor meno
severe. La verosimiglianza semplice è difatti già data quando l'esistenza di
un fatto rilevante è stabilita con un "certo grado di probabilità" sulla base di
indizi oggettivi. Un fatto è dunque reso verosimile quando alcuni elementi
depongono a favore della sua esistenza, anche se bisogna ancora fare i
conti con la possibilità che esso potrebbe non essersi avverato (vedi per il
tutto fra tante la DTF 140 III 610 consid. 4.1 con rimandi pertinenti, in
particolare alla DTF 130 III 321 consid. 3; cfr. anche la DTF 133 III 81
consid. 4.2.2 per la terminologia in francese).
4.3. La procedura di garanzia giusta l'art. 169 LIFD è un provvedimento
cautelare di diritto pubblico (fra tante la DTF 134 II 349 consid. 1.2). Non
ha alcuna influenza sull'esistenza e sull'importo del credito d'imposta; non
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pregiudica comunque la determinazione dell'imposta effettivamente
dovuta, da stabilire in sede di tassazione. Poiché il pericolo è
necessariamente imminente, il provvedimento di blocco o di sequestro
deve poter essere ordinato rapidamente, ma deve anche poter essere
modificato o revocato in qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono
una valutazione diversa. La necessaria rapidità della procedura di
sequestro fiscale incide sul grado di prova. La prassi richiede soltanto una
verosimiglianza semplice, cioè che le circostanze giuridiche pertinenti
menzionate sopra – soggetto passivo, imposta dovuta, motivo della
garanzia – siano rese verosimili (vedi per il tutto la già citata sentenza del
Tribunale federale 2C_669/2016 e 2C_670/2016 dell'8 dicembre 2016
consid. 2.3.2 con rinvii). L'autorità fiscale non deve (più) comprovare che il
comportamento del contribuente metta in pericolo il pagamento
dell'imposta, bensì unicamente che il pagamento risulta minacciato, oppure
deve rendere verosimile che una tale minaccia esista. L'insieme delle
circostanze è determinante. Si deve infine ammettere che l'autorità
giudiziaria cantonale può sottoporre a una pura valutazione prima facie ciò
che già l'autorità di tassazione era autorizzata a esaminare limitandosi alla
semplice verosimiglianza.
4.4. Per quanto attiene ai motivi della garanzia, la LIFD e la LIGR prevedono
due tipi di casistiche che possono dar luogo a delle garanzie fiscali. Il
motivo detto generale per cui vengono richieste delle garanzie si basa sul
pericolo che il credito fiscale dovuto non venga corrisposto (per i dettagli
vedi la sentenza del Tribunale federale 2A.611/2006 e 2A.612/2006 del 18
aprile 2007 consid. 4.1). Il diritto fiscale consente inoltre di emanare una
decisione di richiesta di garanzie anche nei casi in cui il contribuente non è
residente in Svizzera. Questo motivo detto particolare di garanzia è
giustificato dal fatto che un credito di diritto pubblico della Confederazione,
di un cantone o di un comune non può essere posto in esecuzione a livello
internazionale.
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5. Nel caso qui in giudizio la situazione si presenta come segue:
5.1. È intanto chiaro che si è in presenza di una contribuente assoggettata alle
imposte federali dirette e quelle cantonali. Il primo presupposto è dunque
pacifico, sia per il 2017 sia per il 2018.
5.2. In merito al secondo, ossia al sussistere di un credito fiscale, si costata che
l'Amministrazione imposte ha pronunciato una decisione di richiesta di
garanzie per le imposte federali dirette e cantonali del 2017 e del 2018, per
le multe federali e cantonali del 2017 e del 2018, e per le imposte alla fonte
2017 e 2018, oltre a eventuali interessi e costi. Ha indicato esattamente gli
importi, il che è sufficiente; poco importa che non ha spiegato in dettaglio
come li ha calcolati. La decisione di richiesta di garanzie è stata emanata il
19 marzo 2019. È pur vero che in seguito la stessa Amministrazione
imposte ha emanato due decisioni su reclamo [o meglio opposizione] per
l'anno fiscale 2017, riducendo entrambi gli importi dovuti (quello per le
imposte federali dirette a fr. 0.-- e quello per le imposte cantonali sull'utile
e sul capitale a fr. 390.--; sono invece rimasti invariati gli importi per
l'imposta alla fonte). Ciò è però avvenuto dopo che la decisione di richiesta
di garanzie è stata notificata alla ricorrente. In questo senso al momento
dell'emanazione di quella decisione gli unici importi conosciuti, e con
questo le uniche somme concretamente in pericolo e quindi da garantire
erano quelle provvisorie di cui alle decisioni di tassazione impugnate e le
rispettive fatture (act. C.2 e C.11), ossia fr. 935.-- e fr. 1'181.--. Gli importo
chiesti in garanzia sono di fr. 1'000.-- e fr. 1'200.-- rispettivamente, dunque
praticamente identici. La decisione di richiesta di garanzie qui impugnata
dell'autorità precedente si rivela quindi legittima sotto questo aspetto. Non
è difatti necessario che la tassazione sia definitiva. La stessa cosa deve
valere pure per l'anno fiscale 2018, per il quale non era ancora subentrata
la tassazione definitiva. Il calcolo degli importi in questione era provvisorio,
il che, come si è visto sopra, è ammissibile. L'importo fatto valere si aggira
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alle somme degli anni precedenti, cosicché a prima vista non appare
manifestamente eccessivo.
Ne segue che nella misura in cui dovesse esservi un motivo sufficiente per
chiedere delle garanzie per tutti gli importi menzionati, il che va esaminato
nel seguito, la decisione impugnata si rivelerebbe corretta e potrebbe
essere confermata.
5.3. L'Amministrazione imposte ha motivato la sua decisione di richiesta di
garanzie limitandosi a dichiarare che il pagamento delle imposte dovute
dalla ricorrente sembrerebbe compromesso. Ciò è testualmente uno dei
motivi legali per richiedere delle garanzie e non può costituire una
motivazione sufficiente.
5.3.1. Secondo la giurisprudenza in merito al diritto di essere sentiti di cui all'art.
29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18
aprile 1999 (Cost.; RS 101), un aspetto centrale del diritto di essere sentiti
è l'obbligo dell'autorità di motivare le proprie decisioni. La motivazione di
una decisione deve essere redatta in modo tale che l'interessata possa
comprenderla ed esercitare il suo diritto di ricorso con cognizione di causa
(cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_543/2018 del 30 ottobre 2018
consid. 3.4.1). In questo senso l'autorità deve almeno brevemente
menzionare le considerazioni che l'hanno guidata. L'importante è che la
decisione indichi chiaramente i fatti accertati e le conseguenze giuridiche
che ne sono derivate. Una motivazione rudimentale e a lemmi non
ottempera tali presupposti (per l'ambito qui in questione vedi la sentenza
del Tribunale federale 2C_351/2017 e 2C_352/2017 del 12 aprile 2018
consid. 5.2.2.1 con rinvii; per la dottrina cfr. ad esempio HANS FREY,
Sicherstellungsverfügung und Arrestbefehl im Gesetz über die direkte
Bundessteuer [DBG], Zurigo/Basilea/Ginevra 2009, pagg. 86 segg.).
Tantomeno può dunque essere considerata una motivazione sufficiente il
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semplice riprendere alla lettera il testo legale, senza spiegare minimamente
per quale ragione si ritiene sia realizzata tale variante nel caso concreto.
5.3.2. Come ha avuto luogo di statuire anche la massima Corte (sentenza del
Tribunale federale 2A.560/2002 dell'8 settembre 2003 consid. 3.2), né
l'art. 169 cpv. 1 LIFD (cfr. l'art. 158 cpv. 2 LIGR) – che si limita a prescrivere
che la decisione di richiesta di garanzie deve indicare l'importo da garantire
– né l'art. 116 LIFD (cfr. l'art. 132 LIGR) – secondo il quale le decisioni
devono essere notificate al contribuente per scritto e devono indicare i
rimedi giuridici – prevedono un obbligo per l'autorità fiscale di motivare la
decisione di richiesta di garanzie. Tale obbligo di motivazione sussiste
tuttavia di principio sulla base del diritto di essere sentiti giusta l'art. 29 cpv.
2 Cost., applicabile anche nella procedura di garanzia (HANS FREY, in
ZWEIFEL/BEUSCH [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht
– Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3a ed., Basilea 2017, n. 50
ad art. 169 LIFD). Va tuttavia precisato che secondo la prassi costante del
Tribunale federale, vista la sua urgenza e provvisorietà, la procedura di
garanzia costituisce un'eccezione nel senso che gli elementi determinanti
della motivazione possono anche essere comunicati al contribuente
appena nelle osservazioni al ricorso se la decisione di richiesta di garanzie
è impugnata. Difatti al contribuente non è arrecato nessun pregiudizio se
l'autorità giudiziaria gli concede la possibilità di esprimersi in merito alle
osservazioni dell'autorità fiscale (vedi la sentenza del Tribunale federale
2P.41/2002 del 10 giugno 2003 consid. 6.1). Secondo la dottrina e la
giurisprudenza, inoltre, in tal senso un'eventuale motivazione insufficiente
è dunque sanabile (HANS FREY, Kommentar, loc. cit.; cfr. pure FELIX
RICHNER/WALTER FREI/STEFAN KAUFMANN/HANS ULRICH MEUTER, in
Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 3a ed., Zurigo 2013, n. 29 ad §181).
Soltanto se l'autorità fiscale non corregge il vizio di forma neanche nella
procedura di ricorso, vi è una violazione del diritto di essere sentiti (HANS
FREY, Kommentar, op. cit., n. 94 ad art. 169 LIFD).
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5.3.3. Nella fattispecie è palese che l'Amministrazione imposte non ha motivato
sufficientemente la sua decisione, limitandosi inammissibilmente a
riprendere il testo legale, senza addurre manco minimamente perché
ritiene che si applichi nel caso concreto. Così facendo ha leso il diritto di
essere sentiti della ricorrente. Difatti l'Amministrazione imposte ha fatto
trasparire la motivazione della sua decisione impugnata soltanto nella
presente procedura di ricorso. Si costata comunque che nel frattempo la
ricorrente ha potuto prendere conoscenza della motivazione almeno a
posteriori. In tal senso la violazione del suo diritto di essere sentita può
eccezionalmente ancora essere considerata sufficientemente sanata. Si
precisa però a questo punto che dovrà essere tenuto conto debitamente
della violazione del diritto di essere sentiti nella ripartizione delle spese,
poiché senza conoscere la motivazione, la ricorrente non ha potuto
esercitare il suo diritto di ricorso con cognizione di causa. In tal senso,
anche se il ricorso è integralmente respinto, la ricorrente non può essere
considerata per nulla soccombente giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA (vedi consid.
6 sotto), rispettivamente alla ricorrente non possono essere accollate
spese per la procedura di ricorso, queste dovendo andare a carico
dell'autorità che ha commesso detta violazione. Alla ricorrente dovrà
dunque anche essere corrisposta una congrua indennità a titolo di ripetibili.
5.3.4. Finalmente, in base alla documentazione agli atti si costata che il motivo
generale per richiedere delle garanzie è manifestamente dato. La società
qui ricorrente ha omesso di pagare gli importi per varie fatture fiscali e ciò
per un periodo esteso di quasi due anni. Anche dopo vari solleciti, dopo
esser stata multata sia per le imposte federali sia per quelle cantonali e
addirittura mesi dopo la notificazione della decisione qui impugnata, la
ricorrente non ha versato nulla all'Amministrazione imposte. Nella
motivazione del ricorso, la società ricorrente fa valere essenzialmente di
vantare vari crediti, due dei quali sarebbero stati posti in esecuzione. La
procedura di riscossione in merito sarebbe in fase avanzata. Lo
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dimostrerebbe il fatto che le parti sarebbero state citate all'udienza di
conciliazione. Questi due crediti da soli sarebbero già nettamente superiori
alla somma delle garanzie richieste. A tal proposito va risposto in questa
sede che ciò può essere il caso, tuttavia non libera la ricorrente dall'obbligo
di saldare i suoi debiti fiscali per così tanto tempo. Non cambia niente
neanche in merito alla sua intenzione dimostrata fino all'emanazione della
decisione di richiesta di garanzie di non pagare. La ricorrente non ha del
resto addotto altri motivi in grado di rimettere in questione la
verosimiglianza del pericolo di non pagamento o gli argomenti avanzati
dall'Amministrazione imposte. Si ritiene dunque che quest'ultima ha reso
sufficientemente verosimile che il pagamento degli importi pretesi e
debitamente documentati sia concretamente in pericolo. Di conseguenza
la decisione di richiesta di garanzie è giustificata e va confermata.
5.4. Riassumendo, il ricorso si rivela manifestamente infondato e va respinto
integralmente.
6. Per finire vanno distribuite le spese giudiziarie, composte dalle spese
processuali (tassa di Stato e spese di cancelleria) e dalle spese ripetibili.
Giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA, la parte soccombente deve di regola assumersi
le spese. Ai sensi dell'art. 73 cpv. 2 LGA, più parti si assumono le spese in
parti uguali, se l'autorità non decide diversamente.
6.1. La ricorrente soccombe pienamente. In linea di principio si potrebbe
dunque accollarle tutte le spese. Tuttavia si è dovuto costatare una
violazione del diritto di essere sentiti. Per i motivi di cui si è detto sopra,
questa circostanza giustifica porre le spese processuali a carico
dell'Amministrazione imposte in ragione di 1⁄2 e per 1⁄2 a carico della
ricorrente. Esse consistono in una tassa di Stato, prudentemente fissata
qui a fr. 1'000.-- tenendo conto di tutti gli elementi del caso in giudizio, e in
un emolumento di cancelleria, calcolato in base all'art. 2 dell'Ordinanza
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sulle tasse e sulle spese in contanti del Tribunale amministrativo del 2
novembre 2006 (CSC 370.110).
6.2. Parimenti, la parte soccombente viene di principio obbligata a rimborsare
alla parte vincente le spese necessarie causate dalla procedura (art. 78
cpv. 1 LGA). Si parla anche di indennità a titolo di ripetibili o semplicemente
spese ripetibili. Al Cantone, invece – e lo si ricorda all'indirizzo
dell'Amministrazione imposte che pare farne valere senza motivarlo
minimamente – , di regola non vengono assegnate ripetibili se vince la
causa nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali (art. 78 cpv. 2 LGA). Nel
caso in giudizio la ricorrente chiede fr. 1'042.20, composti da 2.5 ore di
onorario a una tariffa oraria di fr. 300.-- (=fr. 750.--), fr. 217.70 di spese
varie (apertura incarto fr. 50.--, scritturazioni e fotocopie fr. 156.--, spese
postali, telefoniche e telefax fr. 11.70) e fr. 74.50 di IVA al 7.7%. Tale
pretesa è palesemente eccessiva e va corretta.
6.2.1. Mentre le 2.5 ore possono essere assegnate, si ricorda innanzitutto che per
legge la tariffa oraria massima nel Cantone dei Grigioni è di fr. 270.-- (vedi
l'Ordinanza sulla determinazione dell'onorario degli avvocati del 17 marzo
2009 [Ordinanza sull'onorario degli avvocati, OOA; CSC 310.250], basata
sull'art. 19 della Legge sugli avvocati del 14 febbraio 2006 [CSC 310.100];
vedi in particolare l'art. 2 cpv. 2 n. 1 OOA in unione con l'art. 3 cpv. 1 OOA).
I tribunali grigionesi non concedono tariffe orarie più alte – e ciò neanche
se la parte richiedente dimostra di averne espressamente pattuito una con
la sua patrocinatrice (cfr. anche la sentenza del Tribunale amministrativo
R 17 64 del 21 agosto 2018 consid. 3.1 che riassume l'evoluzione della
prassi, rinviando alla sentenza del Tribunale amministrativo U 16 92 del 25
ottobre 2017 consid. 13.b e accenna specialmente anche la prassi del
Tribunale cantonale [per quella vedi fra tante la sentenza del Tribunale
cantonale ZK1 18 87 del 30 agosto 2018 consid. 2]). Applicano bensì
d'ufficio la tariffa massima di fr. 270.--. Nel caso in giudizio, secondo
l'accordo sull'onorario agli atti firmato dalla ricorrente è stata convenuta una
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tariffa oraria eccessiva di fr. 300.--. Essa va dunque ridotta d'ufficio a fr.
270.--.
6.2.2. Si ricorda inoltre che per prassi costante nel Cantone dei Grigioni la tariffa
oraria è di principio comprensiva delle spese di scritturazione e di
cancelleria e che, comunque, il Tribunale amministrativo riconosce un
risarcimento supplementare per tali spese soltanto fino a un massimo del
3% dell'onorario e se esse sono state debitamente documentate (vedi la
sentenza del Tribunale amministrativo R 17 5 dell'8 febbraio 2017 consid.
3.b). Nell'occorrenza la ricorrente ha dichiarato in dettaglio le sue spese a
riguardo. La loro somma di fr. 217.70 eccede però largamente la soglia del
3%, cosicché va ridotta d'ufficio.
6.2.3. Ne segue che nella fattispecie in caso di prevalenza piena la ricorrente
avrebbe diritto a un'indennità a titolo di ripetibili di complessivi fr. 748.80
(=fr. 675.-- di onorario [=2.5 x fr. 270.--] + fr. 20.25 di spese forfettarie [=3%
di fr. 675.--] + fr. 53.55 di IVA [=7.7% di fr. 695.25]). Considerato il grado di
soccombenza di 1⁄2, alla ricorrente va riconosciuta un'indennità a titolo di
ripetibili di fr. 374.40.
Il Giudice unico decide:
1. Il ricorso è respinto.
2. Vengono prelevate
- una tassa di Stato di fr. 1'000.--
- e le spese di cancelleria di fr. 390.--
totale fr. 1'390.--
il cui importo sarà versato in ragione di 1⁄2, ossia fr. 695.--,
dall'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni, e in ragione di 1⁄2,
ossia fr. 695.--, dall'A._ SA in liquidazione entro trenta giorni dalla
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notifica della presente decisione all'Amministrazione delle finanze del
Cantone dei Grigioni, Coira.
3. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni è obbligata a
corrispondere un'indennità di fr. 374.40 (spese e IVA inclusa) all'A._
SA in liquidazione a titolo di ripetibili.
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