# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6dc843df-9817-5c82-ac3c-77bf2ee7ce0f
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, cittadino _ nato nel 1946, unitamente alla moglie, 1950, vive in Svizzera dal 1° agosto 2004 (doc. 45) e non ha mai esercitato un'attività lucrativa nel nostro Paese.
1.2. Con apposito formulario, nel mese di gennaio 2011 (doc. F) l'assicurato ha richiesto una rendita di vecchiaia a decorrere dal compimento dei 65 anni, ossia dal 1° maggio 2011.
1.3. Il 22 febbraio 2011 (doc. G) l'Istituzione comune LAMal di Soletta ha comunicato all'interessato quanto segue:
"
Secondo il questionario E121 ricevuto in data 16.02.2011, ci ha comunicato di prendere una pensione Svizzera a partire da maggio 2011. La preghiamo di comunicarci al più presto possibile la data in qui prenderà l'AVS Svizzera. Come legge, datosi che prende un AVS Svizzera, dovrà assicurarsi presso una cassa malati Svizzera di sua scelta. Per quanto la moglie abbiamo bisogno alcune informazioni per sapere se potrà essere iscritta ancora presso la nostra Istituzione.".
1.4. Sulla scorta di questa comunicazione, il 25 febbraio 2010 (
recte
: 2011) (doc. H) l'assicurato ha dichiarato alla Cassa CO 1 di _ di rinunciare alla rendita, poiché "
andrebbe a compromettere il diritto ad usufruire dell'assistenza medica Lamal avuta dopo 40 anni di versamenti _ in _ e contemplato nei patti bilaterali _/svizzeri: tra i 2 diritti contrapposti scelgo naturalmente il più vantaggioso rinunciando ad una rendita di basso livello per i pochi anni di versamento.
".
Il successivo 1° marzo 2011 (doc. 34) l'interessato ha di nuovo scritto alla Cassa, questa volta chiedendo di posticipare di 5 anni la rendita sia per aumentare l'importo che percepirà, sia perché così potrà condurre una vita decorosa, dato che fra 5 anni anche la moglie avrà diritto ad una pensione e quindi saranno finanziariamente autosufficienti per pagare i premi della cassa malati svizzera.
1.5. Il 3 (doc. 35) ed il 4 marzo 2011 (doc. 33) l'amministrazione si è rivolta all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali chiedendo delucidazioni sul caso dell'assicurato e, sulla scorta della relativa risposta del 16 marzo (doc. 31), il 28 marzo 2011 (doc. I) la Cassa di compensazione ha emesso una decisione formale con cui ha respinto la richiesta di ritiro della domanda di rendita AVS.
1.6. Con decisione su opposizione del 17 giugno 2011 (doc. M) la Cassa di compensazione ha respinto l'opposizione dell'11 aprile 2011 (doc. L), dove l'assicurato ha evidenziato di avere, giusta l'art. 23 cpv. 1 LPGA, validamente rinunciato al diritto di ricevere una rendita AVS e di non avere leso alcun interesse di terzi. Egli ha inoltre precisato di non potere essere definito come titolare di una rendita ex art. 28bis Reg. (CEE) 1408/71, dato che non l'ha percepita e, quand'anche fosse, per di più vi ha rinunciato.
La Cassa ha specificato che con la concessione della rendita dal 1° maggio 2011, la situazione dell'assicurato è mutata e ha comportato l'obbligo di affiliazione ad una cassa malati svizzera e non più l'essere a carico dell'analoga istituzione _.
Per evitare questa situazione, l'interessato ha chiesto alla Cassa di annullare la richiesta di rendita di vecchiaia. Orbene, sostiene l'amministrazione, con la rinuncia a tale prestazione egli elude le disposizioni relative all'obbligo di affiliazione alla LAMal siccome è posto al beneficio di una rendita AVS, con conseguente danno all'assicurazione malattia _, poiché sarebbe quest'ultima a doversi fare carico di costi che, invece, in virtù degli Accordi bilaterali dovrebbero ricadere sul sistema sociale svizzero.
Pertanto, la rinuncia alla rendita AVS svizzera non può essere accolta. Quanto alla domanda di differimento della stessa di cinque anni, essa non consente di ammettere la non titolarità di una rendita svizzera (art. 21 LAVS).
1.7. Con ricorso del 20 luglio 2011 (doc. I) RI 1, sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto di annullare la decisione su opposizione emessa dall'amministrazione.
Il ricorrente ha ricordato che fintanto che era pensionato _ residente in Svizzera, ma non titolare di una rendita di vecchiaia svizzera, in virtù dell'art. 28bis Reg. (CEE) 1408/71 non era obbligatoriamente affiliato ad una cassa malati svizzera. Egli ha riconosciuto che con la richiesta della rendita di vecchiaia AVS, è assoggettato all'assicurazione malattia obbligatoria svizzera e non è più a carico dell'analoga istituzione _. Tuttavia, proprio per evitare questa situazione, l'interessato ha chiesto subito l'annullamento della domanda di rendita AVS giusta l'art. 23 LPGA. Tale richiesta di rinuncia è corretta dal profilo formale (cpv. 1) e nemmeno elude le disposizioni legali, quindi non arreca alcun pregiudizio all'assicurazione malattia _ (cpv. 2). Infatti, essa lo assisterebbe pure se egli percepisse una rendita svizzera, poiché possiede una tessera sanitaria europea ed il sistema _, con il pagamento del ticket, è aperto a tutti. Inoltre, _ ha avuto ed avrà invece un vantaggio dal proprio rapporto assicurativo con il ricorrente, che in 40 anni ha versato per l'assistenza pensionistica il 2,22% del proprio reddito imponibile lordo, pari a € 50'000.- che, capitalizzato, dà circa Fr. 200'000.-. Pertanto, egli non potrà mai arrivare ad ottenere, secondo il calcolo delle rendite _, un importo che, sommato progressivamente, superi quanto ha cumulato sull'arco di più decenni. Non vi sarebbe dunque alcun pregiudizio verso _.
1.8. Nella risposta del 18 agosto 2011 (doc. III) la Cassa ha proposto di respingere il ricorso e ha precisato che con il deposito della richiesta di una rendita AVS la situazione del ricorrente è mutata, divenendo a tutti gli effetti titolare di una rendita AVS svizzera.
L'insorgente non ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. V).
considerato

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se a giusta ragione la Cassa di compensazione ha negato al ricorrente di potere rinunciare alla percezione della rendita di vecchiaia svizzera richiesta nel mese di gennaio 2011 e spettantegli dal 1° maggio 2011.
2.2. Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAVS, h
anno diritto alle rendite di vecchiaia e superstiti, conformemente alle disposizioni che seguono, i cittadini svizzeri, gli stranieri e gli apolidi.
Per l'art. 18 cpv. 2 LAVS, gli stranieri come pure i loro superstiti che non possiedono la cittadinanza svizzera hanno diritto alla rendita solo fintanto che hanno il loro domicilio e la loro dimora abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera. Ogni persona per cui venga erogata una rendita deve adempiere personalmente tale esigenza. Sono salve le disposizioni speciali di diritto federale relative allo statuto dei rifugiati e degli apolidi e le convenzioni internazionali contrarie, in particolare quelle concluse con Stati la cui legislazione accorda ai cittadini svizzeri e ai loro superstiti vantaggi pressappoco equivalenti a quelli della presente legge.
Quanto alla rendita semplice, l'art. 21 cpv. 1 LAVS prevede che hanno diritto a una rendita di
vecchiaia:
a. gli uomini che hanno compiuto i 65 anni;
b. le donne che hanno compiuto i 64 anni.
Il capoverso 2 stabilisce che il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l'età stabilita nel capoverso 1. Esso si estingue con la morte del beneficiario.
Riguardo all'esercizio, l'art. 67 cpv. 1 OAVS dispone che il diritto alla rendita o all'assegno per grandi invalidi deve essere fatto valere presentando alla cassa di compensazione competente giusta gli artt. 122 e seg., un modulo di richiesta debitamente riempito. Sono legittimati alla richiesta il richiedente e, per lui, il suo rappresentante legale, il coniuge, i genitori o i nonni, i figli o gli abbiatici, i fratelli e sorelle come pure i terzi o l'autorità che possono domandare il versamento della rendita nelle loro mani.
Secondo il N. 1003 delle Direttive sulle Rendite (DR), edite dall'UFAS, valide dal 1° gennaio 2003, stato 1° gennaio 2011, la concessione di una rendita o di un assegno per grandi invalidi dell'AVS è subordinata alla condizione che l'interessato depositi una domanda presso la competente cassa di compensazione (RCC 1975 pag. 386).
2.3. A proposito della rinuncia a prestazioni, va rammentato che per l'art. 23 cpv. 1 LPGA l'avente diritto può rinunciare a prestazioni assicurative. La rinuncia può essere revocata in qualsiasi momento con effetto per il futuro. La rinuncia e la revoca esigono la forma scritta.
La rinuncia e la revoca sono nulle se pregiudicano gli interessi degni di protezione di altre persone, di istituzioni assicurative o assistenziali oppure se si propongono di eludere le prescrizioni legali (art. 23 cpv. 2 LPGA).
A norma dell'art. 23 cpv. 3 LPGA, l'assicuratore deve confermare per scritto all'avente diritto la rinuncia e la revoca. Nella conferma occorre stabilire l'oggetto, l'ampiezza e le conseguenze della rinuncia e della revoca.
Per il N. 1306 DR, di principio si può rinunciare a prestazioni dell'AVS o dell'AI. La rinuncia è nulla se è pregiudizievole per gli interessi di altre persone, di istituti assicurativi (compresi quelli dell'AVS o dell'AI) o d'assistenza o quando tendono ad eludere disposizioni legali (cfr. art. 23 cpv. 2 LPGA).
Secondo il N. 1307 DR, l'avente diritto non può far valere una rinuncia retroattivamente, ma solo per prestazioni future.
Le domande di rinuncia a prestazioni di regola vanno sottoposte all'UFAS assieme all'incarto, ad eccezione dei casi in cui la moglie (anche durante il periodo dell'anticipazione) rinuncia retroattivamente alla propria rendita di vecchiaia a favore della rendita completiva più elevata. Le casse di compensazione possono trattare questi casi direttamente (N. 1308 DR).
L'ammissione o il rifiuto della rinuncia deve fare oggetto di una decisione. La persona che rinuncia alla rendita deve essere informata sulle conseguenze del suo atto (N. 1309 DR).
Per il N. 1310 DR è possibile revocare la rinuncia in qualsiasi momento. In caso di revoca, però, le prestazioni possono essere versate solo per il futuro. Sono esclusi pagamenti di arretrati per il periodo antecedente la revoca.
2.4. Nel caso di specie, tramite l'agenzia comunale AVS il ricorrente, nato nel 1946, il 10 gennaio 2011 (doc. F) ha compilato e spedito l'apposito formulario per la richiesta di una rendita di vecchiaia per sé, indicando di essere persona senza attività lucrativa fino al 30 aprile 2011, ovvero fino all'inizio del suo diritto alla rendita di vecchiaia (dal 1° maggio 2011).
Tuttavia, con scritto del 25 febbraio 2010 (
recte
: 2011) (doc. H) l'istante ha rinunciato alla rendita AVS, affermando che:
"
(...) andrebbe a compromettere il diritto ad usufruire dell'assistenza medica Lamal avuta dopo 40 anni di versamenti _ in _ e contemplato nei patti bilaterali _/svizzeri: tra i 2 diritti contrapposti scelgo naturalmente il più vantaggioso rinunciando ad una rendita di basso livello per i pochi anni di versamento.".
Inoltre, il 1° marzo 2011 (doc. 34) l'assicurato ha chiesto di posticipare di 5 anni la rendita, così motivando la richiesta:
"
(...)
- per ammortizzare nei suddetti 5 anni quanto investito in _ per 40 anni in contributi _, utilizzando la LAMAL e destinando il costo della cassa malati a tale fondo AVS.
-
per avere la possibilità di condurre una vita decorosa considerando che fra 5 anni anche mia moglie avrà una sua pensione e quindi finanziariamente autosufficienti ad affrontare 2 casse malati private.
-
Per poter affrontare in modo sereno la terapia che partirà da giugno 2011 di un anno di PEG-interferon e ribavirina che sia io che mia moglie abbiamo contratto in Africa come volontari. (mia moglie è guarita grazie a tale cura somministrata all'Ospedale _ di _ reparto Virologia del dott. _).".
Preso atto delle intenzioni del ricorrente, la Cassa CO 1 ha sottoposto il caso all'UFAS dapprima sulla domanda di rinuncia (doc. 35), poi anche sulla sua richiesta di differimento della rendita di vecchiaia di 5 anni (doc. 33).
Il 16 marzo 2011 (doc. 31) l'Ufficio federale ha affermato:
"
Conformemente al N. 1305 DR, per principio l'assicurato (o il suo rappresentante) può ritirare una domanda di prestazioni a condizione che l'interesse legittimo dell'assicurato stesso o di altre persone interessate non vi si opponga. La dichiarazione di ritiro deve essere formulata per iscritto e non deve contenere nessuna riserva. Per quel che concerne tuttavia il caso qui in esame, le conseguenze provocate dal ritiro di una domanda di rendita di vecchiaia sono le stesse di quelle generate dalla rinuncia di prestazioni (cfr. art. 23 cpv. 2 LPGA).
In effetti, il signor RI 1 domanda di poter rinunciare alla rendita di vecchiaia svizzera per restare affiliato all'assicurazione malattia _. Questa fattispecie è analoga a quella che ha fatto oggetto, per esempio, della nostra presa di posizione del 27 novembre 2008 (inviata all'assicurato 756.xxxx.xxxx.xx, ma pervenutavi in copia). Giacché, nell'intervento che ci separa da questo nostro pronunciamento, nessun nuovo elemento (es. sentenze del TF o precisazioni del comitato misto CH-UE) è intervenuto a modificare il quadro legislativo riguardante l'obbligo d'affiliarsi a una cassa malattia svizzera dei beneficiari di rendite AVS domiciliati in Svizzera, per il trattamento della richiesta del signor RI 1 possiamo ancora riferirci al tenore di tale scritto.
Difatti, fintanto che il signor RI 1, come pensionato, non percepisce alcuna rendita di vecchiaia svizzera (art. 28bis Reg. 1408/71), in osservanza delle disposizioni previste dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) a cui il signor RI 1 è sottoposto, sia per la sua nazionalità, sia per essere stato un lavoratore soggetto alla legislazione di un paese membro della CE (art. 2 cpv. 1 Reg. 1408/71), l'obbligo di copertura delle spese mediche è di competenza dell'assicurazione _.
Dal 1° maggio 2011, tuttavia, la nascita del diritto a una rendita di vecchiaia dell'AVS - sollecitata dall'assicurato con la richiesta del 12 gennaio 2011 - comporterà, alla luce delle disposizioni comunitarie (art. 27 Reg. 1408/71), una nuova attribuzione di competenza per ciò che concerne la copertura delle spese mediche. Da quella data, infatti, in base alle regole di coordinamento comunitario riprese dall'accordo sulla libera circolazione delle persone stipulato tra la Svizzera e la CE, è espressamente previsto che una persona che percepisce una rendita dal paese in cui risiede deve essere assicurato in tale paese per il rischio malattia, anche se questa rendita è esigua in rapporto ad un'altra, più elevata, versatagli da un altro paese.
L'obiettivo di questa regola è di semplificare la gestione dei casi d'assicurazione malattia: la persona è trattata sulla base del sistema di sicurezza sociale del paese in cui risiede, così da evitare il più possibile lo scambio di formulari amministrativi e le procedure di rimborso delle spese tra Stati. Questa regola è applicata uniformemente su tutto il territorio dell'UE. Anche se essa fa sì che un pensionato sia messo a carico di uno Stato nel quale magari non ha contribuito per la maggior parte della sua vita, questa disposizione è legata all'idea che, sull'insieme dei casi, si arriva comunque a una sorta d'equilibrio generale tra gli Stati.
Dal momento in cui diventa beneficiario di una rendita di vecchiaia dell'AVS, il signor RI 1 dovrà dunque obbligatoriamente affiliarsi a una cassa malattia svizzera visto che, da quel momento, esso è domiciliato in un paese dal quale può pretendere una rendita di vecchiaia. Da questo punto di vista, il permettere a una persona di rinunciare alla rendita svizzera per una questione d'affiliazione all'assicurazione malattia (il diritto alle cure resta lo stesso sia se la persona è assicurata in Svizzera o in _) è contrario agli impegni internazionali presi dalla Svizzera, impegni la cui sottoscrizione presupponeva la disponibilità di farsi carico di taluni casi d'assicurazione malattia. Di conseguenza, accettare una tale rinuncia comporterebbe che l'assicuratore estero avrebbe tutti i diritti per opporre alla Svizzera la lesione dei suoi interessi poiché esso si vedrebbe costretto a mantenere assicurata una persona di cui la Svizzera si è "scaricata".
Da ciò consegue che la richiesta di ritiro della domanda di rendita di vecchiaia AVS del signor RI 1 (cfr. lettera del 25 febbraio 2011) non può essere ammessa.
Analogamente e in considerazione del fatto che la titolarità di un diritto alla rendita è un elemento decisivo per valutare l'obbligo d'affiliazione all'assicurazione malattia dei pensionati domiciliati in Svizzera (art. 27 Reg. (CEE) n. 1408/71), vogliate rendere attento il signor RI 1 che la sua richiesta rettificativa intesa a domandare il rinvio della rendita di vecchiaia di cinque anni (cfr. lettera del 1° marzo 2011) non consente comunque di ammettere la non titolarità di una rendita svizzera.
In effetti, ai sensi del nostro diritto (art. 21 LAVS), il rinvio di una rendita di vecchiaia non significa che il diritto alla stessa debba considerarsi come non ancora nato al raggiungimento dell'età ordinaria (si veda, a titolo d'esempio, l'obbligo di plafonamento delle rendite versate ai coniugi anche nel caso in cui uno di questi abbia deciso di rinviare la propria rendita: N. 6303 DR).".
Nella decisione formale del 28 marzo 2011 (doc. 28) la Cassa di compensazione ha ripreso l'esposto parere dell'UFAS e ha così concluso di non ammettere la richiesta di ritiro della domanda di rendita di vecchiaia svizzera.
La medesima soluzione è stata adottata con la decisione su opposizione del 17 giugno 2011 (doc. M).
2.5. A proposito della revoca di una rinuncia Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra, 2a ed., 2009, al n. 7 ad art. 23, afferma che questa disposizione concerne soltanto i casi per i quali una rinuncia interviene per iscritto, mentre non regola la questione di una rinuncia tacita risultante dal fatto che l'assicurato non esercita il suo diritto alle prestazioni in virtù dell'art. 29 cpv. 1 LPGA.
La giurisprudenza ha di recente affermato che una rinuncia
deve
avvenire per iscritto. Una rinuncia tacita, come sotto l'egida del diritto precedente era ancora accettata dalla
giurisprudenza (DTF 116 V 273 consid. 4; DTF 108 V 84 consid. 3a),
non è più possibile (DTF 135 V 106 consid. 6.2.3; STF 8C_927/2010 del 13 settembre 2011, consid. 4.2, destinata alla pubblicazione).
Il Tribunale federale, nella DTF 135 V 106, per giungere a tale conclusione si è basato sui pareri di alcuni autori, fra i quali, oltre al citato Ueli Kieser, anche di Ghislaine Frésard-Fellay, De la renonciation aux prestations d'assurance sociale, pag. 335 e seguenti, in HAVE 5/2002, la quale ritiene che la semplice omissione della richiesta non costituisce una rinuncia giusta l'art. 23 LPGA. Nel suo articolo, l'autrice specifica inoltre le condizioni della rinuncia (op. cit., pag. 337 segg.).
Al n. 11 ad art. 23, pag. 329, Kieser, op. cit., rammenta ancora:
"
a) Art. 23 Abs. 1 ATSG erklärt den Widerruf des Verzichts als zulässig, behält hingegen eine allfällige Nichtigkeit der entsprechenden Erklärung ausdrücklich vor (dazu N 26 ff.). Eine solche Ordnung ist ohne Weiteres haltbar (anders Rumo-Jungo, Haftpflicht und Sozialversicherung, N 1118). Ebenso wie die Revision einer laufenden Dauerleistung zulässig ist (vgl. Art. 17 ATSG), muss ein Zurückkommen auf einen Verzicht möglich sein. Dabei nannte der Gesetzgeber als Beispiel den Fall, wo jemand nachträglich in wirtschaftliche Bedrängnis gerät (vgl BBl 1999 4574); es wurde zudem ausdrücklich erklärt, ein Widerruf eines Verzichts sei immer möglich (vgl. Protokoll der nationalrätlichen Subkommission ATSG vom 3./4. September 1998, 11).
Ein Widerruf hat nur Wirkungen für die Zukunft. Leistungen werden mithin nie rückwirkend vor den Zeitpunkt der Widerrufserklärung zugesprochen werden können. Zu beachten ist, dass die Berechnung der Leistungen nach den Verhältnissen im Zeitpunkt des Eintritts des versicherten Risikos vorzunehmen ist. So werden etwa Beitragszeiten, welche wegen des Verzichts zusätzlich anliefen, bei der Berechnung einer AHV- oder IV Rente, die wegen eines Widerrufs des Verzichts vorzunehmen ist, nicht mehr Berücksichtigung finden können; hingegen sind allfällige Anpassungen der Leistungen an die Lohn- oder Preisentwicklung so vorzunehmen, wie wenn auf die Leistungen nicht verzichtet worden wäre.".
In DTF 101 V 261 l'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), a proposito del diritto alla rendita per orfani dei figli elettivi adottati dal genitore elettivo superstite e all'effetto della rinuncia alla rendita per orfani derivante dal decesso del padre naturale, si è così espresso:
"
(...)
2. (...) Une solution plus généralement applicable consiste à recourir aux principes jurisprudentiels en matière de renonciation à faire valoir un droit. Dans le domaine de l'assurance-invalidité d'abord, puis dans celui de l'assurance-vieillesse et survivants ensuite, le Tribunal fédéral des assurances a constaté que, encore que le droit en découle directement de la loi, les prestations ne sont servies que sur demande; il a prononcé que la renonciation - expresse ou tacite - à faire valoir un droit ou le retrait d'une demande de prestations entraîne les mêmes conséquences que l'inexistence du droit aux prestations, lorsque l'assuré justifie d'un intérêt digne d'être protégé (voir p.ex. ATFA 1969 p. 211 et les arrêts cités; RCC 1971 p. 303). Rien ne s'oppose à l'application de ce principe à l'enfant recueilli qui, en raison du décès de son père par le sang par exemple, aurait en soi droit à une rente d'orphelin: s'il y a renonciation valable à faire valoir ce droit ou retrait licite d'une demande présentée, sans qu'il y ait par là violation des règles de la bonne foi, il faudra le considérer comme ne bénéficiant pas d'une telle rente, et il aura donc tous les droits de l'enfant
recueilli en cas de décès des parents nourriciers. - Les termes de l'art. 49 al. 2 RAVS incitent même à appliquer ce principe à l'enfant recueilli tout particulièrement; car, au contraire d'autres dispositions, cet alinéa parle non pas de l'enfant qui "n'a pas droit" à une rente selon les art. 25 à 28 LAVS, mais de l'enfant qui "ne bénéficie pas déjà d'une rente ordinaire" (texte allemand: "bezieht"), ce qui
peut laisser entendre que le versement de la rente est en cours, et par conséquent que cette rente a été demandée.
(...)
"
(
sottolineature della redattrice
)
Con sentenza pubblicata in DTF 129 V 1 il Tribunale federale, prima dell'entrata in vigore della LPGA, ha esaminato le condizioni per la rinuncia a prestazioni assicurative, mantenendo anche sotto l'imperio delle disposizioni della 10a revisione dell'AVS la giurisprudenza secondo la quale è possibile rinunciare a prestazioni dell'assicurazione per la vecchiaia e i superstiti o dell'assicurazione per l'invalidità soltanto eccezionalmente e nella misura in cui l'avente diritto abbia un interesse degno di protezione e la rinuncia non leda gli interessi di altre persone o istituzioni coinvolte (comprese l'AVS e l'AI).
In quel caso l'Alta Corte ha inoltre affermato quanto segue:
"
(...)
4.
Während das BSV diese Frage im Wesentlichen unter Verweis auf EVGE 1969 S. 211 ff. (= ZAK 1970 S. 471 ff.) und die seitherige Rechtsprechung bejaht, verneinen Vorinstanz und Verwaltung - letztere unter Bezugnahme auf die Erwägungen im angefochtenen Entscheid - eine Verzichtsmöglichkeit der Beschwerdeführerin.
4.1
Die gesetzlichen Vorschriften enthalten - von der Nachzahlung nicht bezogener Leistungen abgesehen (Art. 46 AHVG) - keinen Hinweis auf die Möglichkeit eines Verzichts, seine Rechte geltend zu machen, bzw. auf die Folgen einer derartigen Rechtshandlung (vgl. auch MAURER, Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, Bd. I, S. 311 mit Hinweisen; anders nun Art. 23 ATSG, welcher einen Verzicht auf Versicherungs-leistungen unter bestimmten Voraussetzungen ausdrücklich normiert).
4.1.1 (...)
4.1.2
Das - bis Ende 2002 andauernde - Fehlen einer Regelung hinsichtlich des Verzichts auf Versicherungsleistungen im Bereich der seit 1. Januar 1997 geltenden Grundsätze der AHV stellt offenkundig kein qualifiziertes Schweigen, sondern eine planwidrige Unvollständigkeit dar. Mangels Beantwortung der sich in Fällen wie dem vorliegenden stellenden Frage nach der Zulässigkeit sowie den Wirkungen eines Verzichts liegt eine echte Lücke vor (MAURER, a.a.O., S. 311 mit Hinweisen). Diese hat das Gericht nach jener Regel zu schliessen, die es als Gesetzgeber aufstellen würde (BGE 127 V 41 Erw. 4b/dd mit Hinweisen).
4.2
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hatte Gelegenheit, sich in EVGE 1969 S. 211 ff. in Nachachtung der Urteile EVGE 1961 S. 62 ff. und 1962 S. 298 ff. - unter Geltung der bis zum Inkrafttreten der 8. AHV-Revision per 1. Januar 1973 gültig gewesenen AHV-Rechtsordnung - zur Frage zu äussern, ob ein Ehemann auf die Ehepaar-Altersrente zugunsten der höheren einfachen Altersrente der Ehefrau verzichten konnte. Es hielt dabei in Erw. 1 in grundsätzlicher Hinsicht fest, es bestehe kein Zweifel, dass ein Versicherter auf seinen Rentenanspruch als solchen ("au droit à la rente") nicht verzichten und dass ein Verzicht sich nur auf die Auszahlung der Rente ("le versement des annuités de rente") beziehen könne. In Ausnahmefällen sei dem Versicherten jedoch ein schützenswertes Interesse zuzugestehen, seinen Rentenanspruch nicht geltend oder ein eingereichtes Leistungs-gesuch rückgängig zu machen; ein solcher Verzicht lasse sich hinsichtlich seiner Wirkungen dem Nichtbestehen eines Anspruchs auf Versicherungs-leistungen gleichsetzen. In Anwendung dieser Rechtslage ging das Eidgenössische Versicherungsgericht sodann in Erw. 2 - ohne indessen nochmals ausdrücklich auf den Ausnahmecharakter des Verzichts auf den Leistungsanspruch als solchen Bezug zu nehmen - vom Vorliegen eines Ausnahmefalles aus. Die besonderen konkreten Verhältnisse - es handelte sich um eine Rückforderung im für die damalige Zeit ansehnlichen Betrag von Fr. 3505.- gegenüber zwei rechtsunkundigen italienischen Ehegatten - lassen jedoch erkennen,
dass das Gericht von seiner zuvor dargelegten Erkenntnis, wonach nur in Ausnahmefällen auf den Anspruch verzichtet werden könne, nicht abgewichen ist. Bereits die in EVGE 1962 S. 301 Erw. 2 enthaltene Formulierung ("les circonstances exceptionnelles") lässt im Übrigen darauf schliessen, dass der Verzicht auf den Leistungsanspruch nur in Ausnahmefällen statthaft sein sollte."
(
sottolineature della redattrice
)
Le sentenze del 1962 e del 1969 sono ancora state citate nella pronunzia H 152/02 del 18 dicembre 2002, dove l'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), ha evidenziato:
"
(...)
5.2 C
'est en vain que le recourant invoque la renonciation expresse de son épouse à toute prétention à l'égard de la caisse intimée (confirmation de S._ du 26 décembre 2001) pour fonder le maintien du versement de l'indemnité forfaitaire. En effet, selon la jurisprudence, une renonciation générale au droit à des prestations d'assurance sociale est illicite, celle-ci ne pouvant porter que sur le versement de prestations (ATFA 1962 p. 300 consid. 1, 1969 p. 212 consid. 1; sur la renonciation et ses conditions dans le domaine de l'assurance-sociale, voir Ghislaine Frésard-Fellay, De la renonciation aux prestations d'assurance sociale [art. 23 LPGA/ATSG], in REAS 5/2002 p. 335 ss). Comme l'a constaté à juste titre la première instance de recours, l'épouse de W._ ne peut donc renoncer valablement à l'avance à des prestations futures dont l'objet et l'étendue ne sont pas encore déterminés.
(...)" (
le sottolineature sono della redattrice
)
La suesposta DTF 129 V 1 è stata citata nella STF
H 212/03 dell'8 ottobre 2003 dove è stata così riassunta al considerando 5:
"
Dans la cause H 167/01, qui a donné lieu à une publication
aux ATF 129 V 1,
le Tribunal fédéral des assurances avait à juger de la validité d'une renonciation par une femme à sa rente personnelle en faveur de la rente entière, avec rente complémentaire, qui devait être versée à son mari. Le tribunal a d'abord considéré que l'absence de règles légales concernant la renonciation aux prestations d'assurance ne constituait pas un silence qualifié et qu'il s'agissait d'une lacune qu'il incombait au juge de combler. Après avoir rappelé sa jurisprudence antérieure en la matière, il a déclaré que l'entrée en vigueur, le 1er janvier 1997, de la 10ème révision de la LAVS, ne changeait rien au fait qu'une renonciation à des prestations AVS n'était admissible qu'exceptionnellement. Cette solution correspondait d'ailleurs à la notion de renonciation telle que fixée à
l'art. 23 LPGA
, selon lequel l'ayant droit peut renoncer à des prestations qui lui sont dues, sauf si la renonciation est préjudiciable aux intérêts d'autres personnes, d'institution d'assurance ou d'assistance ou lorsqu'elles tendent à éluder des dispositions légales, et dont il y avait lieu de s'inspirer. Or, le tribunal a estimé le fait qu'une assurée renonce à sa propre rente au profit de la rente entière de son mari aux fins de se voir octroyer une rente complémentaire non seulement contraire aux fondements de la 10ème révision de la LAVS (en particulier aux concepts de la rente individuelle, du calcul de la rente fondé sur les cotisations personnelles, du revenu partagé par moitié durant les années de mariage, des bonifications pour tâches éducatives et d'assistance, et du plafonnement des rentes), mais également au but d'économie visé par cette révision. La prise en compte des économies découlant de la suppression de la rente complémentaire était en effet à considérer comme un intérêt digne de protection. En outre, le versement de rentes complémentaires en dehors du cadre légal contrevenait au principe de l'égalité ancré dans la 10ème révision de la LAVS dans la mesure où celle-ci prévoit la suppression des privilèges liés à l'état civil.
Le cas de G._ étant tout à fait similaire à celui qui a fait l'objet de l'arrêt cité ci-dessus, on ne voit pas de raisons de s'en écarter. Il s'agit là d'une précision de jurisprudence et, contrairement à ce que prétend la recourante, elle est applicable, sous l'angle temporel, tant aux cas futurs qu'aux affaires pendantes devant un tribunal
(ATF 122 V 182,
120 V 131 consid. 3a). C'est également en vain que la recourante se réfère au chiffre 1308 des directives et circulaires établies par l'OFAS dans le domaine des rentes pour critiquer le jugement cantonal. Dans
l'ATF 129 V 1, la
Cour de céans a justement mis en cause la pratique de l'Office fédéral des assurances sociales consistant à admettre presque systématiquement une renonciation à une rente ordinaire AVS en vue de l'obtention d'une rente complémentaire. On rappellera au demeurant que le Tribunal fédéral des assurances examine librement la constitutionnalité et la légalité des instructions de l'administration et qu'il doit s'en écarter dans la mesure où elles établissement des normes qui ne sont pas conformes aux dispositions légales applicables ou à la jurisprudence (
ATF 129 V 205
consid.
3.2 et les références citées)." (
le evidenziature sono della redattrice
)
Nella STF 8C_495/2008 dell'11 marzo 2009, l'Alta Corte ha ricordato che prima dell'entrata in vigore della LPGA, in assenza di norme legali specifiche, la giurisprudenza aveva codificato la possibilità della rinuncia a prestazioni:
"
(...)
2.1.2 (...) On notera qu'avant d'être consacrée par l'art. 23 LPGA, la possibilité pour l'ayant droit de renoncer à des prestations avait d'abord été reconnue par la jurisprudence (
voir ATF 108 V 84 consid
. 3a p. 87 s.), puis codifiée, pour ce qui est de l'assurance-accidents, à l'art. 65 aOLAA (en vigueur jusqu'au 31 décembre 2002). Le Tribunal fédéral des assurances a considéré que cette disposition réglementaire s'appliquait par analogie aux autres branches des assurances sociales qui ne connaissent pas de norme
comparable (ATF 124 V 174
p. 178 consid. 3c).
Une renonciation suppose, par définition, que l'assuré ait un droit indubitable à des prestations, comme le précise
l'art. 23 al. 1 LPGA
(« l'ayant droit peut renoncer à des prestations qui lui sont dues »). Elle peut porter sur une prestation en particulier, par exemple une rente, ou l'ensemble des prestations d'une branche de l'assurance sociale, par ex. des prestations de l'assurance-accidents (UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2ème éd. 2009, n. 5 ad art. 23).".
Anche nella sentenza 9C_576/2010 del 26 aprile 2011 il TF ha ripreso i principi esposti nella summenzionata DTF 129 V 1:
"
4.3.2 Selon la jurisprudence se rapportant à ce concept juridique, il ne peut être renoncé à des prestations qu'exceptionnellement, à condition que le bénéficiaire des prestations y ait un intérêt digne de protection et que la renonciation ne lèse pas les intérêts d'autres personnes impliquées (
ATF 129 V 1
consid. 4.3 p. 8). Malgré le texte potentiellement trompeur de l'art. 23 LPGA, ces considérations ont conservé leur pertinence après l'entrée en vigueur de la LPGA (arrêt H 234/04 du 27 avril 2005 consid. 6.2.2, in SVR 2006 AHV n° 2 p. 3; voir également UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2e éd., 2009, n° 16 ss ad art. 23 LPGA).".
A proposito dell'applicazione dell'art. 23 cpv. 2 LPGA la nostra Massima istanza, in una sentenza del 20 aprile 2007 (I 714/06), ha confermato il principio fissato nella già menzionata DTF 129 V 1, secondo cui la rinuncia ad una prestazione assicurativa è permessa soltanto se essa non elude le prescrizioni legali. Una elusione delle prescrizioni legali si ha, per esempio, se con la rinuncia al proprio diritto alla rendita di vecchiaia si vorrebbe ottenere la continuazione del pagamento della rendita completiva del coniuge, di importo maggiore.
"
(...)
4.2 Entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers war die IV-Stelle zur geltend gemachten Beratung nicht verpflichtet. Zwar kann die versicherte Person grundsätzlich selbst nach erfolgter Anmeldung auf einen Leistungsanspruch verzichten (Art. 23 Abs. 1 ATSG). Voraussetzung ist indessen, dass dem Verzicht keine schutzwürdigen Interessen Dritter entgegenstehen und damit keine Umgehung gesetzlicher Vorschriften bezweckt wird (Art. 23 Abs. 2 ATSG). Eine Umgehung gesetzlicher Vorschriften liegt nach der Rechtsprechung beispielsweise vor, wenn durch den Verzicht auf die eigene Altersrente die Weiterausrichtung der (betragsmässig höheren) Zusatzrente des Ehegatten erwirkt werden soll (SVR 2006 AHV Nr. 2 [H 234/04]; vgl. auch
BGE 129 V 1
; Ueli Kieser, Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts [ATSG], in: SBVR/Soziale Sicherheit, 2. Aufl., S. 256). Als unzulässig hätte auch der im vorliegenden Fall in Betracht gezogene Verzicht auf den eigenen Rentenanspruch der Ehefrau im Hinblick auf den Weiterbezug der Zusatzrente zu gelten, dies insbesondere mit Blick auf die vom Gesetzgeber beabsichtigte prinzipielle Abschaffung der Zusatzrenten für Ehegatten und das damit verfolgte Ziel, einen Beitrag zur finanziellen Konsolidierung des Sozialwerks zu leisten.
(...)".
Nella STF 9C_174/2008 del 2 aprile 2008 il Tribunale federale si è pronunciato sul caso di un'assicurata alla quale l'Ufficio invalidità per gli assicurati all'estero ha attribuito una rendita intera d'invalidità dal 1° luglio 2004. Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso dell'assicurata che chiedeva di non attribuirle una rendita AI. L'interessata ha proposto la medesima censura davanti al Tribunale federale.