# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9821ebee-d83c-5b84-a5fa-2674c965a6af
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

In merito al tasso alcolemico rilevato, la difesa evidenzia che lo stesso non può essere ritenuto corretto. Nel caso di specie non si può ritenere che vi fosse un tasso alcolico tale da impedire all’imputato la guida, tantomeno qualificato, nel momento in cui il signor IM 1 ha effettivamente guidato. Come risulta dal rapporto dell’esame medico agli atti, prendendo in considerazione le caratteristiche fisiche dell’imputato, i documenti prodotti dalla difesa in data odierna (doc. dib. 1 e 2) dimostrano come non fosse possibile che con le sole tre - quattro birre, consumate per di più unitamente a dell’affettato, il signor IM 1 avesse un tasso alcolemico, oltretutto qualificato.
In un primo momento, vale a dire all’impatto del veicolo contro il muro, il tasso alcolemico dell’imputato, come quanto esposto dalla difesa dimostrerebbe, doveva dunque essere inferiore allo 0.5 per mille. Due ore dopo, vale a dire dopo aver consumato del vino in compagnia dell’amica, il signor IM 1 non ha più condotto alcun veicolo.
Il PP non ha quantificato nel DAC il valore alcolico del signor IM 1 quando questi era effettivamente alla guida. La difesa ribadisce infatti, poggiando sulle dichiarazioni dell’imputato e sui doc. dib. 1 e 2, che in quel momento il tasso alcolico del suo assistito era inferiore allo 0.5 per mille.
Una volta che sono arrivati gli agenti di Polizia, il suo tasso alcolico era invece effettivamente maggiore, ma egli non aveva più guidato dal suo arrivo presso l’abitazione dell’amica, né poteva farlo, non rispondendo delle chiavi del proprio veicolo.
La difesa indica quindi che i reati imputati al proprio assistito non sono stati compiuti e chiede quindi la piena reiezione del decreto d’accusa.
Quanto alla seconda imputazione, la difesa rileva che non vi erano feriti, non vi era urgenza e in casa del danneggiato sembrava non esserci nessuno. Vista l’ora tarda, l’imputato, avendo peraltro difficoltà ad esprimersi in italiano, ha preferito attendere l’indomani per contattare il signor _. Ha quindi posteggiato il proprio veicolo, con il logo della ditta ben visibile, a soli 20 metri dal luogo dell’incidente, non avendo mai l’intenzione di scappare.
Quanto alla prima verbalizzazione ed al primo interrogatorio sul posto cui il signor IM 1 è stato sottoposto, la difesa rileva che ciò non è avvenuto alla presenza di un interprete, ragione per la quale la versione fornita in tale momento dall’imputato non può essere presa in considerazione. Anche la seconda versione riportata dall’imputato, a oltre 7 giorni dai fatti, in merito a ricordi riferiti a momenti in cui egli era in stato di ebbrietà, non può essere considerata attendibile.
In considerazione di quanto sopra, la difesa chiede l’annullamento del DAC in opposizione e la conseguente piena assoluzione del proprio assistito, oltre al rimborso delle spese legali sostenute fino all’odierna udienza.;
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.:
12, 34, 42, 44, 46, 47, 49, 106 CP;
91 cpv. 2 lett. a, 90 cpv. 1 LCStr;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations