# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 852f2f49-2fdd-5022-ae5d-d64c0f476065
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto ed in diritto
con - dal 1° novembre 1992 RI 1, classe _, beneficia di una rendita intera (cfr. decisione 14 aprile 1994; doc. AI 15). Con decisione 13 febbraio 1996 l’Ufficio AI le ha riconosciuto due rendite per le figlie gemelle _ e _ (classe _), con effetto dal 1° settembre 1993 (doc. AI 20). La rendita d’invalidità è stata confermata con comunicazioni del 10 febbraio 2003 (doc. AI 35) e 11 settembre 2006 (doc. AI 43);
- dagli accertamenti eseguiti dalla Cassa _ – la quale fra l’altro collabora all’accertamento dei presupposti assicurativi (art. 60 cpv. 1 lett. a LAI) e versa le rendite (art. 60 cpv. 1 lett. c LAI) – è risultato che la figlia _ il 31 gennaio 2013 ha terminato la sua formazione quale praticante presso l’_ di _, riprendendola il 1° settembre 2013 frequentando la scuola _ (cfr. incarto Cassa);
- non avendo l’assicurata informato l’amministrazione dell’inter- ruzione del periodo di formazione della figlia, continuando a percepire la rendita completiva per la figlia, con decisione 15 novembre 2013 l’Ufficio le ha chiesto la restituzione di fr. 4'368.-- corrispondenti a prestazioni indebitamente percepite dal 1° febbraio 2013 al 31 agosto 2013 (doc. AI 47);
- con il presente ricorso l’assicurata ha in particolare sostenuto di aver percepito in buona fede i fr. 4'368.-- non essendo a conoscenza di non averne avuto diritto e di averli già utilizzati. Fa inoltre presente di trovarsi in gravi difficoltà economiche che le impediscono di restituire la somma richiesta essendo le rendite percepite unica sua fonte di guadagno;
- a seguito del decreto di completazione del ricorso, con scritto 4 dicembre 2013 la ricorrente ha puntualizzato alcuni aspetti della sua “richiesta di condono” (III);
- con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la conferma della decisione impugnata, facendo presente come durante l’interruzione della formazione della figlia la ricorrente abbia percepito a torto la relativa rendita completiva, senza aver avvisato di tale interruzione. L’amministrazione rileva inoltre che nelle citate comunicazioni 10 febbraio 2003 e 11 settembre 2006 esplicitamente è stato indicato l’obbligo di informare l’Ufficio AI in merito ad ogni modifica delle condizioni personali ed economiche suscettibili d’influenzare il dritto alle prestazioni, tra cui ogni
“interruzione o conclusione di una formazione per persone in età superiore ai 18 anni”
. L’Ufficio AI ha poi rilevato che con il ricorso l’assicurata presenta una richiesta da interpretare quale domanda di condono, aspetto che verrà verificato al termine della presente vertenza;
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ai sensi dell’art. 25 cpv. 1 LPGA, le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l’interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà. L’art. 4 cpv. 1 OPGA prevede che s
e il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse. Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata in giudicato (art. 4 cpv. 4 OPGA). Conformemente alla giurisprudenza, i
l termine previsto dall'art. 4 cpv. 4 OPGA per presentare la domanda di condono è una prescrizione d'ordine, e non un termine di perenzione (DTF 132 V 42);
- incontestato è il motivo della restituzione. Secondo l’art. 25 cpv. 3 LAVS, applicabile a seguito del rinvio di cui all’art. 35 cpv. 1 LAI, il diritto alla rendita completiva per figli ancora in formazione dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 compiuti. Di conseguenza, durante l’interruzione della formazione, l’assicurata non aveva diritto alla rendita per la figlia _.
- dal tenore del ricorso e dal relativo complemento (III) si evince che intenzione dell’assicurata è quella di chiedere il condono dell’importo da restituire e non di contestare l’ordine di restituzione in quanto tale. Infatti essa sostiene di aver percepito le rendite completive in buona fede e di trovarsi in gravi difficoltà economiche che non le permettono di restituire l’importo dovuto;
- per costante giurisprudenza federale è possibile pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (STF 9C_211/ 2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/ 2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009);
- dovendo essere presentata all’autorità amministrativa che ha ordinato la restituzione (cfr. Kieser, ATSG-Kommetar, 2009, ad art. 25 n. 37, p. 39; cfr. art. 3 OPGA), la richiesta di condono formulata dinanzi allo scrivente Tribunale sotto forma di ricorso avverso l’ordine di restituzione deve essere dichiarata irricevibile;
- di conseguenza, gli atti vengono trasmessi all’Ufficio AI affinché decida in merito alla domanda di condono dell’assicurata (art. 25 cpv. 1 LPGA).
- ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato irricevibile;
- s
econdo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso;
- visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.--sono poste a carico della ricorrente.

## Considerations