# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 690e1982-20a9-5647-9b67-a3b216e64ac5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che ex art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione;
che la nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile;
che il riconoscimento deve essere scritto e firmato dall’escusso (cfr.
Daniel
Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol.
III, n. 12 ad art. 82
;
Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 33 ad art. 82;
P
eter
Stücheli
,
Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 328 ad 2a);
che nel caso di specie l’istante ha indicato nella domanda di esecuzione quale titolo di credito “Prestazioni d’ingegnere per la casa mapp. no. _a _ come alla nota d’onorario del 4.2.2002. In caso che non venga fatta opposizione contro il presente precetto, il creditore concede un ribasso dell’importo sopraesposto del 20%”;
che detta nota d’onorario (doc. A) non costituisce ovviamente un titolo di rigetto provvisoria ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF, poiché non è riconosciuta e non è firmata dall’escussa;
che il riconoscimento può certo essere dedotto anche da un insieme di documenti, a condizione però che essi siano firmati dall’escusso, che vi rinviino documenti firmati dall’escusso oppure che vi sia almeno un nesso tra il documento non firmato ed uno scritto firmato (cfr. in tal senso:
DTF
106 III 99-100, cons. 4;114 III 74;
Staehelin
, op. cit., n. 15 ad art. 82);
che l’escutente non indica tuttavia in modo chiaro e comprensibile quali documenti possono essere considerati come titolo di rigetto provvisorio ai sensi dell’art. 82 LEF, ammettendo al contrario che non esiste tra le parti alcun contratto in forma scritta (cfr. osservazioni, p. 4 ad II.8);
che la massima indagatoria non si applica alla procedura di rigetto dell’opposizione (cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 67 ad art. 82;
Stücheli
, op. cit., p. 112 ad c; cfr. pure
Staehelin
, op. cit., n. 51 ad art. 84, secondo il quale il giudice non è tenuto di completare gli atti), di modo che non spetta al giudice ricercare se tra i documenti prodotti dall’escutente ve ne sono che potrebbero costituire un titolo di rigetto ai sensi dell’art. 82 LEF, l’onere della prova e dell’allegazione gravando sull’istante;
che, a titolo abbondanziale, va comunque rilevato che dai documenti prodotti dall’istante, sia separatamente che congiuntamente, non è deducibile alcun titolo di rigetto;
che agli atti gli unici documenti sottoscritti dall’escussa o dal suo patrocinatore sono infatti i doc. B, H, J, K, M e O;
che i doc. H, J e K sono contratti tra l’escussa e gli artigiani ai quali l’escutente non è parte (se non quale rappresentante dell’escussa), e egli non ha dimostrato di aver acquistato le pretese degli artigiani – comunque non riconosciute dall’appellante – per cessione o surrogazione;
che il doc. B è un’ordinazione che non contiene alcun riconoscimento di una somma determinata o determinabile;
che il doc. M è una disdetta del contratto di appalto con effetto immediato, che prova sì l’esistenza di un contratto tra le parti ma non l’esistenza di un debito scoperto a carico dell’escussa;
che il doc. O è una proposta di transazione che non può valere quale titolo di rigetto provvisorio, non avendo l’escutente provato di aver accettato l’importo di fr. 13'000.-- nel termine di 10 giorni fissato dal rappresentante dell’escussa;
che in siffatto documento, contrariamente a quanto ammesso dalla prima giudice, l’escussa – per il tramite del suo patrocinatore – non riconosce le ore esposte dall’escutente nel suo scritto 13 novembre 2001, ma ne riporta solo il contenuto, circostanza che è comunque ininfluente ai fini della causa, poiché il conteggio sul quale è fondato il precetto esecutivo (doc. A) è calcolato in base al valore dell’opera e non delle ore impiegate sul cantiere;
che non figura agli atti un documento in cui l’escussa avrebbe accettato l’applicazione della norma SIA 103 (che sono condizioni generali trovanti applicazione solo se integrate nel contratto dalle parti, cfr.
Pierre
Tercier
, Les contrats spéciaux, 2. ed., Zurigo 1995, n. 3278) per le prestazioni d’ingegnere asseritamente prestate dall’escutente;
che l’appello va quindi accolto;
che le spese e le indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Richiamati gli art. 82 LEF; 48, 49, 61 e 62 OTLEF

## Considerations