# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a2ece2db-83ba-5015-879f-2950a4acd9af
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che il ricorrente contesta l’avviso di pignoramento 2 luglio 2004, asserendo di non avere mai ricevuto una sentenza che accerti la fondatezza del credito e rigetti l’opposizione al PE n.
che dagli atti prodotti dal Giudice di pace supplente del Circolo _ risulta che non sono state ritirate né la raccomandata contenente la citazione, per il 22 aprile 2004, all’udienza di discussione dell’istanza promossa dal creditore in procedura ordinaria, né quella contenente la sentenza 26 aprile 2004 che condanna il ricorrente a pagare al procedente fr. 945.05, oltre interessi e spese e rigetta in via definitiva l’opposizione al PE n.
che l'Ufficio di esecuzione, e su ricorso l'Autorità di
vigilanza, prima di dare seguito a una domanda di
proseguimento dell'esecuzione, devono d'ufficio verificare che
un'eventuale opposizione sia stata definitivamente rigettata o
ritirata, sotto pena della nullità ex art. 22 LEF dei successivi atti
esecutivi (cfr. CEF 23 gennaio 2002 [15.2001.232/290],
confermata dal Tribunale federale in STF 7B.29/2002, cons. 2c);
che la decisione di rigetto definitivo (o diventato definitivo) colpita da un grave vizio di procedura – assenza di un dispositivo chiaro, di alcuna motivazione, dell'indicazione dei mezzi d'impugnazione o carente notifica (cfr.
Charles
Jaques
, La mainlevée de l ́opposition formée contre la poursuite introduite par une caisse-maladie, in: Jusletter 17 novembre 2003, Rz 21, 25 e 33) – è nulla (recte: inopponibile trattandosi della carente notificazione della medesima, cfr. CEF 5 febbraio 2003 [15.2003.7]; Jaques, op. cit., Fn 22);
che le autorità di esecuzione devono d'ufficio respingere la domanda di prosecuzione dell'esecuzione allorquando constatano l'esistenza di un simile vizio (cfr. Jaques, op. cit., Fn 46);
che in particolare, esse devono considerare inefficace una decisione di rigetto non notificata all'escusso (cfr. Jaques, op. cit., Fn 46;
Peter Stücheli
, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pp. 217 ss ad d;
Daniel Staehelin
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
I
Basilea/Ginevra/Monaco 1998
, n.
7 et 124 ad art. 80);
che la notifica delle sentenze di rigetto dell’opposizione così come la citazione all’udienza di rigetto sono rette dal diritto cantonale, tali atti non essendo né atti esecutivi ai sensi dell’art. 64 LEF né comunicazioni degli uffici di esecuzione e fallimenti ai sensi dell’art. 34 LEF (cfr.
CEF
15 maggio 2000 [14.99.101], cons. 1a);
che per il diritto processuale ticinese, la notificazione degli atti giudiziari avviene, di regola, mediante invio postale raccomandato, con o senza ricevuta di ritorno, in conformità dei regolamenti postali (art. 124 CPC, applicabile in materia di rigetto dell’opposizione in virtù dell’art. 25 LALEF);
che secondo la giurisprudenza cantonale, l’invio giudiziario a mezzo raccomandata è reputato notificato quando viene ritirato all’ufficio postale oppure, se ciò non avviene, il settimo ed ultimo giorno di giacenza (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI, Lugano 2000, n. 1 ad art. 124);
che tale pratica è ammessa dal Tribunale federale a condizione che un avviso di ritiro ai sensi dell’art. 157 OSP (disposizione ora abrogata dalla legge 30 aprile 1997 sulle poste – LPO; il punto 2.3.7 delle condizioni generali “Servizi postali” della Posta [ed. gennaio 2001] prevede però tuttora l’allestimento di un “invito di ritiro”) sia stato lasciato nella cassetta delle lettere (o nella casella postale) del destinatario (
DTF
116 III 61 c. 1b);
che la prova del deposito dell’avviso di ritiro spetta all’autorità notificatrice (cfr.
DTF
122 I 100, cons.
3b; 114 III 51, cons. 3c; 105 III 45, cons. 2a;
CEF
5 ottobre 2001 [14.01.55], cons. 3;
TRAM
28
maggio 1971
in re B.
,
GAT
, 139;
Cocchi/Trezzini
, op. cit., n. 3 ad art. 120 nonché 6 e 7 ad art. 124, con rif.;
Yves
Donzallaz
, La notification en droit interne suisse, Berna 2002, n. 1230 s., con rif.; cfr. pure
Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol.
I, Losanna 1999, n. 194 ad art. 17);
che quindi se il destinatario della raccomandata contesta di avere ricevuto tale avviso e la prova del contrario non può essere portata, la notifica va considerata non avvenuta (
TF
1.5.1944 ric. Boldi in
Rep
.
1944, 356;
CEF
26.4.1991 in re _ c/ di Bari e figli, consid. 1f; 15 maggio 2000 [14.99.101], cons. 1b; 23 gennaio 2002 [14.01.98], cons. 1b;
Donzallaz
, op. cit., n. 1250 s., con rif.);
che, in concreto, il ricorso a tale presunzione non è necessario poiché risulta dagli atti trasmessi dal Giudice di pace supplente che il ricorrente ha respinto entrambi gli invii, firmando di proprio pugno la rispettiva busta;
che di conseguenzala sentenza del Giudice di pace supplente è da considerare validamente notificata poiché addirittura provatamente giunta nelle mani del destinatario;
che di conseguenza l’CO1 ha agito correttamente emettendo l’avviso di pignoramento 2 luglio 2004, essendo la decisione 26 aprile 2004, con la quale il ricorrente è stato condannato a versare al creditore l’importo di fr.945.05 ed è stata rigettata in via definitiva l’opposizione al precetto esecutivo n._, cresciuta in giudicato.
che pertanto il ricorso va respinto;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF);
Richiamati gli art. 17, 78, 88, 90 LEF; 124 CPC; 25 LALEF; 61 e 62 OTLEF;

## Considerations