# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f5420b03-a219-5de7-b3d8-6e3907ca1993
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In seguito ad un controllo ai sensi degli art. 162 e seguenti OAVS presso la RI 1 per il periodo dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2015, l’ispettore della CO 1 ha ripreso un importo complessivo di fr. 939'000 percepito in quel periodo da RI 2, qualificandolo quale salario determinante (doc. 7, inc. 30.2017.12). La ripresa è stata fissata con tassazione d’ufficio dell’11 gennaio 2017 (cfr. doc. 1, pag. 2, inc. 30.2017.12).
1.2. Con due distinte decisioni su opposizione del 6 febbraio 2017 (nei confronti di RI 1; doc. A inc. 30.2017.12) e del 23 febbraio 2017 (nei confronti di RI 2, doc. A, inc. 30.2017.14), la CO 1 ha in sostanza confermato la qualifica dell’attività svolta da RI 2, riducendo leggermente l’importo complessivo ripreso a fr. 935'000 (cfr. doc. 2 inc. 30.2017.12).
1.3. RI 1 e RI 2, entrambi rappresentati dalla _, sono insorti al TCA contro le predette decisioni su opposizione con due distinti ricorsi tramite i quali hanno chiesto lo stralcio dalla tassazione d’ufficio della ripresa di fr. 935'000, non costituendo, a loro parere, un salario conseguito da RI 2 (doc. I, inc. 30.2017.12 e 14).
I ricorrenti, che rammentano come RI 2 sia affiliato quale indipendente presso la medesima Cassa dove paga i contributi sociali e sia iscritto all’albo dei fiduciari del Canton Ticino quale immobiliarista, contestano le conclusioni dell’amministrazione secondo cui l’interessato non sopporterebbe alcun rischio economico specifico analogo a quello di un imprenditore, che sarebbe estraneo al rapporto committente-esecutore del mandato e che la società ricorrente avrebbe rifuso separatamente oppure avrebbe assunto direttamente le spese vive sopportate da RI 2 nell’ambito dell’espletamento della sua attività in favore di RI 1.
Gli insorgenti evidenziano come la società ricorrente abbia svolto prevalentemente la sua attività con la collaborazione anche di RI 2 su tre cantieri (promozioni immobiliari e/o direzione lavori):
- _ a _, per conto di RI 1;
- Condominio “_” per conto di RI 2;
- Condominio “_” per conto di RI 2.
La RI 1, in nome e per proprio conto, ha ristrutturato e realizzato nel corso del biennio 2010-2012 in _ _ un condominio/palazzo di cui è stata promotrice. La proprietà dello stabile è stata trasformata nell’omonimo condominio ed organizzata in PPP le quali sono state messe sul mercato. In quell’ambito RI 2 si è occupato solo nel corso del 2013 delle trattative di compravendita e/o intermediazione ed ha contribuito alla concretizzazione/perfezionamento di varie compra-vendite. Solo alcune spese riconducibili a questa promozione immobiliare gli sono state rifuse.
Nel corso del periodo in esame oltre alla promozione immobiliare “_”, RI 1 per semplificazione amministrativa (determinazione del valore/costo d’investimento) e di IVA, nel caso specifico ha agito da collettore, ha svolto tutta una serie e moltitudine di attività in favore di due proprietà/promozioni immobiliari personali di RI 2, il condominio “_” e il Condominio “_”.
I ricorrenti evidenziano che RI 2 è amministratore unico della RI 1 ma nella stessa svolge un duplice ruolo/funzione, che deve essere esaminato nel suo insieme: da una parte egli agisce come libero professionista indipendente avendo maturato una lunga esperienza e disponendo di una conoscenza e di una importante rete (network) di conoscenze nel settore edile con particolare riferimento alle rifiniture, scelte dei materiali e dei fornitori. Per queste prestazioni ha fatturato alla società fr. 205'000 più IVA nel 2013, fr. 340'000 più IVA nel 2014 e fr. 340'000 più IVA nel 2015 per lavori riguardanti preponderantemente il cantiere/promozione “_”.
In aggiunta è stata emessa una fattura nel 2014 di fr. 32'400 (comprensiva di IVA), rispettivamente nel 2015 di fr. 21'600 (comprensiva di IVA) per l’amministrazione del Condominio sito _ _. Tutti questi redditi, secondo i ricorrenti, vanno assoggettati al prelievo di contributi quale indipendente.
D’altra parte RI 2 funge da committente, segnatamente è il cliente principale della RI 1 per la promozione immobiliare “_”. RI 1 per tutte le attività (onorari, prestazioni, spese) svolte e/o sostenute per RI 2, ha fatturato allo stesso, emettendo regolari fatture, il proprio onorario, come emerge dalla cifra d’affari che figura nei conti annuali della società ricorrente. RI 1 ha lavorato preponderantemente per RI 2 realizzando nel 2013 e nel 2014 il 100% della cifra d’affari con gli onorari fatturati a RI 2.
Per i ricorrenti la RI 1, se non fosse per le semplificazioni amministrative (determinazione del valore/costo d’investimento) e di IVA, potrebbe anche non esistere. “
È solo un by pass/collettore
“. Ultimata la promozione immobiliare “_”, la società sarà liquidata, non ha più scopo di esistere.
Secondo i ricorrenti la RI 1 non si assume alcun rischio “
delcredere
” poiché tutti i rischi sono assunti da RI 2 che a nome proprio e per proprio conto sta realizzando le promozioni immobiliari “_” e “_”. La RI 1 incassa da RI 2 quanto di sua spettanza e poi provvede a ripagare i propri prestatori di servizio tra i quali anche gli onorari di RI 2. La dipendenza economica della RI 1 nei confronti di RI 2 sarebbe di conseguenza lampante ed evidente oltre ad essere predominante.
I ricorrenti rammentano del resto che RI 2 dispone di un’organizzazione autonoma/propria nel senso che detiene uffici propri in _, dotati di installazioni e di macchinari in uso nel ramo ed ha di conseguenza recapiti propri ed indipendenti. Egli esegue a proprio nome e per proprio conto i lavori che gli vengono assegnati dalla sua clientela, ha dei propri numeri di telefono, fax, ha un’insegna commerciale propria, ha una propria carta da lettera con intestazione della sua ditta/azienda, è raggiungibile su propri recapiti, esegue regolarmente lavori anche per altri clienti acquisiti direttamente, provvede personalmente alla fatturazione e si assume il rischio d’incasso. Non ha nessun vincolo, può determinare come meglio crede gli orari e l’organizzazione del lavoro, gode di un vasto potere decisionale e si assume il rischio economico delle proprie operazioni immobiliari e delle proprie prestazioni, ha effettuato importanti investimenti a lungo termine e risponde nei confronti dei propri fornitori e/o clienti.
Per la promozione immobiliare “_” si è assunto personalmente un debito bancario di cento milioni di franchi.
Egli ha stipulato una propria assicurazione di responsabilità civile ed ha un proprio numero di IVA, promuove le sue attività con la necessaria pubblicità ed inserzioni come pure si prende a carico i lavori attribuitigli da terzi. Tutti gli onorari fatturati alla società ricorrente sono stati assoggettati a contribuzione IVA nel periodo oggetto dell’ispezione della Cassa. Gli onorari fatturati alla società ricorrente non costituiscono la preponderanza del reddito da attività lucrativa indipendente del ricorrente. Nel 2011 è ad esempio già stato assoggettato per un reddito da attività lucrativa indipendente di fr. 2'500'000.
Nel periodo in esame la società ricorrente si è avvalsa, oltre che dei propri collaboratori, della collaborazione professionale di vari liberi professionisti (architetti, ingegneri, ecc.), tra cui RI 2 tenuto conto delle sue competenze ed esperienze nel settore. Egli ha emesso varie fatture nei confronti della società ricorrente per le sue prestazioni professionali (svolgimento della propria attività professionale di consulenza) di direzione lavori svolte a favore dei cantieri/mandati che, per semplificazioni amministrative, sono stati curati dalla società ricorrente durante il periodo dal 2013 al 2015.
1.4. Con due distinte risposte del 24 marzo 2017 (doc. III, inc. 30.2017.12) e del 3 aprile 2017 (doc. III, inc. 30.2017.14), l’amministrazione ha proposto la reiezione dei ricorsi, rilevando sostanzialmente che RI 2 non ha emesso alcuna fattura nei confronti dei clienti di RI 1, ma ha sempre e soltanto chiesto il pagamento delle sue prestazioni a quest’ultima, la quale gli ha versato importi regolari, e quindi l’interessato non ha sopportato un rischio economico specifico analogo a quello di un imprenditore. Secondo l’amministrazione RI 2 è estraneo al rapporto committente-esecutore del mandato e qualora la predetta ditta non avesse incassato dai clienti quanto di sua spettanza, avrebbe avuto quale unico interlocutore e debitore dell’importo per il lavoro svolto la RI 1, trovandosi nella medesima posizione dei lavoratori dipendenti che non debbono recuperare i loro crediti dai diversi clienti dell’azienda incaricante, ma hanno un unico e solo debitore a cui riferirsi, ossia il datore di lavoro. Dalla cifra d’affari 2013 e 2014 (la Cassa non dispone dei dati 2015) dichiarata da RI 2, egli ha in gran parte lavorato per la società ricorrente (61% nel 2013 e 79% nel 2014). Non vi è dubbio, per l’amministrazione, circa la sua dipendenza economica nei confronti della RI 1. L’amministrazione ribadisce che la società ha rifuso separatamente oppure assunto direttamente le spese vive sopportate da RI 2 nell’ambito dell’espletamento dell’attività in favore di RI 1.
1.5. Il 12 aprile 2017 RI 2 ha inoltrato ulteriori prove (doc. V inc. 30.2017.14) ribadendo che RI 1 realizza l’integralità della sua cifra d’affari (fatturato) con il suo solo ed unico cliente (ossia lo stesso RI 2), rilevando che l’assoggettamento IVA della società è iniziato il 1° aprile 2013 quando ha ricevuto il mandato “_” da RI 2 e sostenendo che quest’ultimo non avrebbe potuto emettere fatture nei confronti dei clienti della RI 1 poiché avrebbe altrimenti dovuto emettere fatture nei confronti di sé stesso.
1.6. Il 28 aprile 2017 (doc. IX, inc. 30.2017.14) la Cassa ha affermato che quale amministratore unico della RI 1, RI 2 ha di fatto agito, “
svolgendo l’attività di direzione lavori, coordinamento dei progetti/promozioni immobiliari, controllo amministrativo ed economico dei progetti, assistenza e consulenza (aiuto) a 360 gradi sia alla RI 1 (promotore) sia ai potenziali acquirenti in tutto quanto utile e/o necessario per la vendita delle unità abitative come pure l’introduzione e l’accompagnamento degli stessi presso istituti bancari, notai assicurazioni, ecc. per l’istruzione delle varie e necessarie pratiche emettendo delle regolari fatture trimestrali nei confronti di RI 1, ritenute attività salariata
” e che “
la fattispecie in esame riguarda soltanto le prestazioni fatturate dal sig. RI 2 alla RI 1
”, poiché “
abbiamo la seguente situazione: la RI 1 è una persona giuridica; il signor RI 2 riveste la funzione di suo amministratore; la RI 1 ha un committente nella persona del signor RI 2
”. Secondo la Cassa “
quest’ultimo elemento non ha nessuna influenza sulla ripresa effettuata dalla Cassa la quale si riferisce al rapporto RI 1/amministratore e non RI 1/cliente. In conclusione, la Cassa rileva che il rischio economico non può essere a capo del RI 2, come sostiene il ricorrente, in quanto la RI 1 è un’entità giuridica a sé stante
”.
1.7. Con decreto del 21 aprile 2017 il Giudice delegato del TCA ha congiunto le cause e convocato le parti per un’udienza di discussione.
1.8. L’8 giugno 2017 si è tenuta innanzi al TCA la discussione di causa da cui è emerso:
"
(...)
Il Giudice chiede spiegazioni sul ruolo della RI 1 (RI 1 qui di seguito). La _ è stata costituita una _ di anni fa dagli allora proprietari dell’immobile sito in _. Il sig. RI 2 (RI 2 qui di seguito) ha acquisito la _, ha trasformato l’immobile in una PPP e ha proceduto alla vendita delle diverse quote tranne un’ultima rimasta.
Parallelamente a partire dal 2008 con l’acquisto del fondo e dal 2011 con l’inizio del cantiere è stata iniziata l’edificazione di _ abitative in _ a _, il progetto è denominato _ (recte: di _) ma non esiste una _ o una società per questo poiché promotore è il sig. RI 2 personalmente.
Per ragioni pratiche nel corso della edificazione del fondo di _ il sig. RI 2 ha fatturato alla RI 1 sue prestazioni alfine di conseguire comunque dei redditi, ma principalmente per una questione di semplificazione IVA e per il finanziamento da parte di istituti bancari.
Per dirla in altro modo il finanziamento del cantiere _ è fatto da capitale proprio del sig. RI 2 e da finanziamenti bancari fatti al sig. RI 2 personalmente e non a RI 1, il sig. RI 2 ha finanziato RI 1 affinché la stessa potesse onorare le sue prestazioni lavorative per gli importi poi ripresi dalla Cassa. È giusto dire che sui conti di RI 1 non sono pervenuti finanziamenti bancari e il finanziamento per onorare le fatture di RI 2 è avvenuto per mano dello stesso destinatario finale degli importi per le ragioni che sono state indicate.
La Cassa mette in evidenza il fatto che RI 1 dispone di collaboratori fissi e dai conti in particolare dal _ prestazioni di terzi emergono fatturazioni anche di terze ditte o persone. Questo, d’avviso della Cassa sembra smentire la costruzione appena fatta.
Il sig. RI 2 precisa che non essendo un tecnico egli ha dovuto far capo comunque a prestazioni di terzi a suo sussidio personale sia per ragioni pratiche che per ragioni giuridiche, sono quindi state inserite in questo conto di prestazioni di terzi le prestazioni dalla _ per le prestazioni svolte dall’ing. _.
Il sig. RI 2 fa osservare che per l’immobile in _ vi è un custode a ore per il condominio che viene fatturato comunque in seno alla RI 1
La Cassa evidenzia l’importanza delle cifre relative ai salari complessivi versati dalla RI 1 che nel 2015 assommavano a fr. 187'822.--.
I ricorrenti osservano che questi importanti stipendi si riferiscono ad una ditta del _ (_) di _ che avendo un contratto di fornitura importante di posa di parquet ma non essendo strutturata per distaccare i suoi operai all’estero si è pensato di risolvere il problema assumendo direttamente i collaboratori versando loro i relativi stipendi e questo sotto il cappello della RI 1 La sig. _ è stata pure collaboratrice stipendiata con RI 1 sempre con riferimento al cantiere siccome si occupava di questioni amministrative, era una project manager del cantiere.
Il sig. RI 2 precisa che per la _ è stata pagata per fornitura e posa personalmente da lui mentre i salari degli operai assunti da RI 1 sono stati riversati dalla _ a RI 2 direttamente e da questi riversati in RI 1 per eseguire i pagamenti.
Il sig. RI 2 precisa ulteriormente, che come già evidenziato nel ricorso che RI 1 non ha uffici propri e una sua struttura. Il sig. RI 2 è amministratore unico e azionista di riferimento per il tramite di una struttura societaria, egli contesta il fatto che sussista una subordinazione propria ed individuale nei confronti della _.”
(doc. VII)
1.9. Con sentenza 30.2017.12+14 del 22 giugno 2017 il TCA ha respinto le impugnative.
1.10. Con pronunzia 9C_538/2017 del 12 aprile 2018 il Tribunale federale ha parzialmente accolto i ricorsi interposti da RI 1 e da RI 2, ora rappresentati dall’avv. RA 1, ed ha rinviato gli atti al Tribunale cantonale per ulteriori accertamenti. L’Alta Corte ha affermato:
"
(...)
5.1.
La Corte cantonale si è dapprima concentrata sul ruolo attivo svolto dalla RI 1, per poi menzionare le mansioni di RI 2 nel periodo in questione, consistenti in molteplici attività in favore della società, segnatamente la direzione lavori nel senso più ampio del termine, il coordinamento dei progetti immobiliari, il controllo amministrativo ed economico dei progetti, le prestazioni non assunte dagli architetti progettisti o da altri specialisti, l'assistenza sia alla RI 1 che ai potenziali acquirenti per le transazioni immobiliari, come pure l'introduzione e l'accompagnamento presso istituti bancari, notai, assicurazioni, ecc. Successivamente, accertato che tutte le spese vive sopportate da RI 2 o erano state direttamente assunte da RI 1 o a lui rifuse separatamente, rispettivamente che per l'attività relativa al progetto "_" RI 1 gli aveva versato importi regolari (nello specifico nel 2013 dopo due versamenti di fr. 60'000.-, fr. 85'000.- per l'ultimo trimestre, ammontare versato trimestralmente anche negli anni 2014 e 2015), la Corte cantonale è sostanzialmente giunta alla conclusione che RI 2 non si era assunto personalmente il rischio economico e parimenti che vi era una certa sua dipendenza economica (nel 2013 il 61 % e nel 2014 il 79 % della propria cifra d'affari era derivato dall'attività svolta per RI 1), da cui la conferma della qualifica di dipendente di RI 2 per il lavoro svolto in favore della società ricorrente.
5.2.1.
In tal modo la Corte cantonale ha omesso di vagliare tutti i criteri posti della giurisprudenza, manca in particolare un qualsivoglia accertamento relativo ai reali accordi tra RI 2 e la RI 1, concretamente come era organizzato, retribuito, rispettivamente finanziato il lavoro svolto, come nemmeno il Tribunale cantonale ha motivato perché in presenza di molteplici indizi è stato optato per taluni in sfavore di altri.
5.2.
2.
Nemmeno può essere seguito l'accertamento del Tribunale cantonale relativo alla disamina del criterio dell'assunzione personale del rischio economico da parte di RI 2 - sostanzialmente unico criterio ritenuto dai giudici cantonali e questo già di per sé è in contrasto con la giurisprudenza sopra menzionata (cfr. consid. 5.2.1) - ritenuto quanto segue. Il rischio economico dell'imprenditore può essere definito come la possibilità di incorrere in perdite di sostanza economica della società a causa di valutazioni o comportamenti professionali inadeguati. La giurisprudenza federale menziona molteplici indizi a favore dell'esistenza di un tale rischio, segnatamente il fatto che la persona in esame opera investimenti importanti, subisce le perdite, sopporta il rischio d'incasso e del delcredere, assume i costi generali, agisce in proprio nome e per suo proprio contro, si procura lei stessa i mandati, occupa del personale e utilizza i propri locali commerciali (cfr. fra tante la sentenza 9C_213/2016 del 17 ottobre 2016 consid. 3.4).
Ora, non è possibile condividere le conclusioni della Corte cantonale quando giunge al risultato che RI 2 non si sarebbe assunto personalmente il rischio economico, ma che lo avrebbe fatto sopportare alla RI 1, limitandosi ad accertare e considerare solo gli indizi riferiti all'assunzione delle spese vive, rispettivamente al versamento regolare d'importi per l'attività svolta per il progetto "_". In effetti sulla presenza o no di altri indizi, il Tribunale cantonale si è solo limitato a menzionare in termini apodittici che "la circostanza che l'insorgente dispone di un'organizzazione autonoma/propria nel senso che detiene uffici propri in _ _, dotati di installazioni e di macchinari in uso nel ramo e ha recapiti propri e indipendenti, che esegue a proprio nome e per proprio conto i lavori che gli vengono assegnati dalla sua clientela ha dei propri numeri di telefono, fax, ha un'insegna commerciale propria, ha una propria carta da lettera con intestazione della sua ditta/azienda, è raggiungibile su propri recapiti, esegue regolarmente lavori anche per altri clienti acquisiti direttamente, provvede personalmente alla fatturazione e si assume il rischio d'incasso, non è decisivo" (giudizio impugnato, pag. 34). Il Tribunale cantonale oltre a non spiegare il motivo per cui siffatti elementi non sarebbero decisivi, nemmeno specifica il rinvio generico alla giurisprudenza secondo cui un assicurato può essere qualificato quale dipendente per un'attività e indipendente per un'altra. Questo riferimento in tale contesto non è chiaro e anzi consolida la conclusione secondo cui l'intera fattispecie non è stata vagliata in concreto nei suoi molteplici aspetti. In particolare manca pure un'analisi circa una eventuale assunzione personale dei debiti bancari da parte di RI 2 per l'attività presso RI 1. Ci si riferisce anche alla promozione immobiliare "_", dove RI 2 pretende che il debito per oltre 100 milioni di fr sarebbe stato assunto personalmente, mentre il Tribunale cantonale ha omesso di appurare tale circostanza, segnatamente esso ha rinunciato, a torto, all'accertamento in quanto a suo dire vi erano già gli estremi per concludere che quando RI 2 effettuava prestazioni per la RI 1 doveva essere qualificato come dipendente (cfr. consid. 2.11 in fine a pag. 35 del giudizio impugnato). Non va da ultimo nemmeno disatteso che durante l'udienza dell'8 giugno 2017 RI 2, senza essere smentito da alcun documento agli atti, aveva menzionato che" il finanziamento del cantiere _ è fatto da capitale proprio del signor RI 2. e da finanziamenti bancari dati al signor RI 2. personalmente e non a RI 1., il signor RI 2. ha finanziato RI 1. affinché la stessa potesse onorare le sue prestazioni lavorative per gli importi poi ripresi dalla Cassa" (cfr. verbale d'udienza dell'8 giugno 2017).
5.3.
In assenza di un'analisi di tutti criteri posti dalla giurisprudenza per decidere la qualifica di un'attività lucrativa, allorquando vi è la possibilità di accertamento, non è possibile al Tribunale federale determinarsi con cognizione di causa. Di conseguenza si impone di annullare il giudizio cantonale e rinviare la causa al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino per nuovi accertamenti ai sensi dei considerandi.”
1.11. Il 7 maggio 2018 il TCA ha scritto all’avv. RA 1, affermando:
"
(...)
Alla luce del contenuto della sentenza di rinvio, il TCA è chiamato ad eseguire ulteriori accertamenti.
A tale scopo, ai fini del giudizio, le chiediamo di voler produrre quanto segue:
1. Copia delle dichiarazioni e delle tassazioni fiscali di RI 2 e della RI 1 dal 2012 al 2015;
2. Documentazione, segnatamente bancaria, atta a comprovare che RI 2 si è assunto personalmente un debito di CHF 100 milioni per la promozione immobiliare “_”, nonché eventuale ulteriore documentazione relativa all’assunzione personale di altri debiti bancari da parte di RI 2 per l’attività svolta presso RI 1;
3. Documentazione relativa ai reali accordi tra RI 2 e RI 1, in particolare per quanto concerne l’organizzazione, la retribuzione ed il finanziamento del lavoro svolto dal 2013 al 2015;
4. Elenco delle attività svolte e degli importi conseguiti nella sua qualità di indipendente da RI 2 dal 2012 al 2015, senza il lavoro eseguito per la RI 1;
5. Eventuali ulteriori prove.
In attesa di una sua risposta entro
15 giorni
, le porgiamo i nostri migliori saluti.” (doc. II)
1.12. L’8 maggio 2018 il ricorrente ha chiesto una proroga (doc. III), concessa fino all’11 giugno 2018 (doc. IV), prolungata, in seguito alla produzione di un certificato medico (doc. V), fino al 25 giugno 2018 (doc. VI). Il 22 giugno 2018 l’insorgente ha prodotto un plico di documenti ed ha affermato:
"
(...)
A. Accordi tra RI 2 e RI 1
1. Organizzazione
1.1. RI 1 è una società che fa capo a RI 2, di cui egli è amministratore unico fin dal _ (DOC. 1). RI 1 è stata attiva e coinvolta in 3 promozioni immobiliari: _ _ _; _, _ e _ _, _. La prima era un’operazione immobiliare propria di RI 1, mentre le altre due erano operazioni condotte dal sig. RI 2 personalmente e nominativamente nell’ambito delle quali RI 1 è stata chiamata ad intervenire.
1.2. La maggior parte delle fatture in discussione (emesse da RI 2 a carico di RI 1 nel periodo 2012-2015), è relativa al progetto _. Per questo motivo verranno qui di seguito anzitutto esposti accordi organizzativi, di retribuzione e di finanziamento relativi a tale progetto, con riserva di completare il quadro in relazione alle altre due operazioni, se richiesto dal Tribunale.
In ogni caso si allega (DOC. 2), per l’attività indipendente 2012/2015 di RI 2, la suddivisione allestita da _ _ del fatturato lordo tra: i) RI 1 per via _; ii) RI 1 per “_” _ e iii) altri oggetti.
1.3. Il progetto _ si fonda su una progettazione da parte dello studio di Architettura _ di _. Trattasi di cosiddetti _ di fama mondiale. Al contratto (DOC. 3) stipulato nel 2010 (limitato solo al 51% della prestazione SIA completa) erano allegati condizioni generali, organigrammi da completare e suddivisione generale dei compiti delle prestazioni di competenza _ e direzione locale dei lavori (DOC. 4), nonché una dettagliatissima descrizione di ripartizione di competenze (DOC. 5) tra _, direzione locale dei lavori (_) e Committente/Direttore di _.
È quindi sulla base di quest’ultimo documento in particolare che è stata impostata l’intera attività del progetto/cantiere, del tutto inusuale ed eccezionale per la realtà ticinese.
1.4. Considerata la mole di attività da svolgere espressamente non di competenza dei progettisti (_), tutte queste attività ed incombenze sono state attribuite da RI 2 ad una sua società, RI 1, come a contratto di mandato (di direzione lavori – direzione e coordinamento progetto – project management) 3.12.2011 (DOC. 6). Al contratto erano appunto allegati i documenti precedentemente citati (DOC. 3-4-5).
1.5. È quindi in questo contesto che è stato organizzato il lavoro. RI 1 non aveva alle sue dipendenze personale specifico. Tutta una serie di attività (quelle di natura tecnica specialistica) sono state delegate da RI 1 a terzi. Per il resto svariate attività sono state svolte da RI 2, che ha fatturato a RI 1 le sue prestazioni.
1.6. In tale contesto, RI 2 ha sempre operato in piena e totale libertà e autonomia, in particolare per quanto attiene all’impiego del suo tempo e l’organizzazione della sua attività. Nessun rapporto di subordinazione nei confronti di RI 1, e segnatamente: nessuna necessità di stilare rapporti in merito al lavoro eseguito, nessun obbligo di seguire direttive, ecc.
2. Retribuzione
2.1. La retribuzione (riferita al _ _) è stata stabilita nell’ambito del contratto DOC. 6. Su tale base RI 2 ha emesso, come tutti gli altri terzi attivi sul progetto per incarico di RI 1, le sue fatture a carico di quest’ultima.
In allegato si producono tutte le fatture emesse da RI 2 a carico di RI 1 negli anni 2013 – 2015 (nel 2012 non è stata emessa alcuna fattura per il progetto _ – la prima fattura risale al 25.06.2015), (...)
Tutte le fatture emesse da RI 2 riguardanti il cantiere _ sono specificatamente intestate “RI 1 Direzione lavori”.
2.2. In relazione alle modalità di pagamento delle suddette fatture, RI 1 in data 13.05.2013 ha aperto un apposito conto bancario, specificatamente rubricato _, per tutti i pagamenti riguardanti prestazioni fondate sulla base del contratto DOC. 6.
(...)
2.3. (...) La suddetta documentazione dimostra pertanto come, dal profilo economico, RI 1 si era ed è organizzata in modo tale da aver suddiviso specificamente e chiaramente le attività che è stata chiamata a remunerare per il Cantiere _, sulla base del contratto DOC. 6, distinguendole in particolare da tutte le altre sue attività.
3. Finanziamento (della retribuzione)
3.1. Come risulta dagli estratti conto DOC. 10 – DOC. 11 – DOC. 12, tali conti sono stati esclusivamente alimentati da versamenti solo di RI 2. Il primo in data 15.05.2013 di CHF 60'000.- all’apertura del primo conto presso _, poi a seguire a dipendenza delle necessità di pagamento di RI 1, per incarichi conferiti sulla base del contratto DOC. 6, richiedeva al suo mandante (RI 2) di versare sui conti i fondi necessari, a titolo di acconti sul contratto DOC. 6, per poter saldare il dovuto.
La suddetta documentazione dimostra pertanto come tutte le fatture DOC. 7 – DOC. 8 – DOC. 9, emesse da RI 2 a carico di RI 1 e intestate “RI 1 Direzione lavori”, sono state pagate solo tramite versamenti di RI 2 medesimo effettuati a titolo di acconti a favore di RI 1 sulla base del contratto di mandato DOC. 6. La circostanza, già palese sulla base dei DOC. 10 –DOC. 11 – DOC. 12, è ulteriormente confermata da _ nella dichiarazione qui prodotta quale DOC. 13.
3.2. Tutte le fatture emesse da RI 2, per attività indipendente relative al cantiere _, a carico di RI 1 sono quindi di fatto e concretamente state pagate da RI 2 medesimo, a mezzo degli acconti versati a RI 1 relativi al contratto DOC. 6. Tutta l’operazione di cui a tale contratto è stata del tutto neutra per RI 1, che non ne ha tratto alcun utile o beneficio.
4. Conclusione (sui reali accordi di RI 2 RI 1)
Tutti gli elementi concretamente evidenziati dal TF nell’ambito della sua sentenza 12 aprile 2018 (organizzazione – retribuzione – finanziamento) dimostrano come gli accordi reali tra RI 2 sono stati impostati e posti in essere su base del tutto indipendente.
B. Rischio economico
1. Finanziamento
Quale DOC. 13 si produce in originale, la dichiarazione 15 giugno 2018 della _, con allegati i contratti di credito ipotecario e di credito di costruzione sottoscritti tra RI 2 e la banca.
I termini del finanziamento dell’intera operazione sono specificati e riportati al pto. 4 del contratto di credito di costruzione.
L’investimento totale (al 31.12.2012) era previsto in CHF 115'120'000.— di cui CHF 51'720'000.— mezzi propri di RI 2 e CHF 63’4000'000.— crediti ipotecari concessi a RI 2.
2. Debiti ipotecari
Sempre sulla base del DOC. 13, come già detto, i debiti ipotecari a carico di RI 2, per l’operazione _, ammontavano complessivamente a CHF 63'400'000.--. Come attestato dai contratti e dalla _ stessa nella sua dichiarazione, unico debitore è RI 2 e i crediti sono garantiti da cartelle ipotecarie gravanti proprietà (tranne una già venduta) tutte (ancora) di proprietà RI 2.
3. Conclusione
Tutto il rischio economico ed imprenditoriale dell’operazione _ è esclusivamente a carico del sig. RI 2, personalmente.
C. Osservazioni (alla richiesta atti 7 maggio 2018)
1. La documentazione prodotta in allegato evade le richieste 2, 3 e 4 di cui allo scritto 7 maggio 2018 (con la precisazione esposta al p.to A.1.2). Per la richiesta 4, le attività svolte e gli importi conseguiti sono desumibili dal DOC. 2.
Le dichiarazioni e tassazioni fiscali confermano quanto già dimostrato dagli atti allegati. Per RI 2 gli importi di cui alle fatture DOC. 7 – 8 – 9 imposte quali redditi da attività indipendente; e per RI 1 i saldi bancari di cui ai conti DOC. 10 – 11 – 12. Nella misura in cui il TCA non dovesse ritenere i documenti prodotti sufficienti per gli accertamenti imposti dal TF, ovviamente la documentazione richiesta è a disposizione, meglio tuttavia, anche per facilitare la comprensione della fattispecie da parte del tribunale, se con preventiva indicazione delle poste o documenti specifici ancora richiesti.
2. Idem per eventuali ulteriori prove (pto. 5 lettera 7 maggio 2018).
RI 2 (come pure RI 1) dispone di una quantità di documentazione proporzionata alla complessità del cantiere/_. Potrebbero quindi essere prodotti chili di documenti e citati decine di testi, ma ciò può avere senso solo se noti gli specifici contesti se del caso ancora da chiarire maggiormente.
In ogni caso il sottoscritto legale ed il sig. RI 2 sono a completa disposizione del tribunale, se necessario o utile anche a comparire personalmente presso il TCA.” (doc. VII)
1.13. Chiamata a visionare la documentazione prodotta e ad esprimersi entro il 12 luglio 2018 (doc. VIII), la Cassa il 2 luglio 2018 si è riconfermata integralmente nella risposta di causa del 24 marzo 2017 e nelle osservazioni del 28 aprile 2017 (doc. IX). Lo scritto è stato inviato ai ricorrenti per conoscenza (doc. X).

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. RI 2 sostiene che la Cassa non avrebbe debitamente considerato le censure da lui sollevate in sede di opposizione, limitandosi ad un copia ed incolla della decisione su opposizione emessa nei confronti di RI 1.
Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).
Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (sentenza del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
Nel caso di specie non è ravvisabile una violazione del diritto di essere sentito. L’amministrazione nella decisione su opposizione del 23 febbraio 2017 (doc. A, inc. 30.2017.14) ha tenuto conto delle censure sollevate il 22 febbraio 2017 (doc. E), e con una decisione di complessive 7 pagine, ha spiegato le ragioni per le quali ha confermato la ripresa salariale.
Il ricorrente ha potuto comprendere le motivazioni alla base della qualifica dell’attività svolta, tant’è che le ha contestate in sede giudiziaria con un ricorso a questo Tribunale.
Egli ha poi ancora potuto esprimersi in sede di udienza, l’8 giugno 2017 (doc. VII, inc. 30.2017.12).
Ne segue che il suo diritto di essere sentito è stato ampiamente salvaguardato.
Va del resto rammentato che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se l'interessato, come in concreto, riceve la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183).
Nel caso di specie, il TCA dispone di un pieno potere di esame in tal senso (cfr. anche sentenza 8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA).
Non va infine dimenticato che il TF ha già avuto modo di stabilire che è possibile prescindere da un rinvio della causa all'amministrazione se una simile operazione si esaurirebbe in uno sterile esercizio procedurale e procrastinerebbe inutilmente il processo in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1 pag. 390 con riferimenti, cfr. anche sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012, consid. 2.3).
Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.
nel merito
2.2.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro, in materia di AVS, possono fornire indizi ma non sono elementi decisivi per stabilire se una persona esercita un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza 9C_308/2017 del 17 maggio 2018, consid. 4.2 e 6.1, destinata a pubblicazione; sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 4.2; sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (sentenza 9C_308/2017 del 17 maggio 2018 destinata a pubblicazione).
2.3. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza 9C_308/2017 del 17 maggio 2018 destinata a pubblicazione, sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.4. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.5.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).