# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3c43845b-ad29-5176-be86-62fc2739b3e2
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
RI 1, laureato in giurisprudenza all’Università degli Studi di Roma e a beneficio di un Master of Business A, consultato l’11.4.2017) iniziava la sua attività indipendente nell’ambito della consulenza nel maggio del 1989, dopo essere stato collaboratore di un gruppo multinazionale con sede operativa nel Canton Ticino. Nel 1994 partecipava, in misura minoritaria, ad un aumento di capitale di _ [istituto di credito fondato nel medesimo anno e nato dalla Fiduciaria _]. A far tempo dal 10.10.1996 egli è stato vice presidente del consiglio di amministrazione (di seguito CdA) di _, in seguito presidente (dal 29.4.2005), per poi tornare vice presidente (dal 19.2.2007 sino al 29.10.2009).
RI 1 è anche presidente del CdA di _ dal 20.9.1996 (ora _. Egli è pure comproprietario [unitamente a _, _ e _] del mapp. _ RFD _ (in misura del 19.6% [ossia 196/1000]) fondo sul quale sorge la sede di _.
Per il periodo fiscale
sub judice
RI 1 ha anche percepito un compenso come amministratore della società italiana _ (_).
Per il periodo fiscale 2009 egli dichiarava redditi sia da attività lucrativa dipendente, sia da attività lucrativa indipendente.
In merito al reddito da attività dipendente, egli indicava di aver percepito dalla _, un emolumento quale membro del CdA di fr. 20'000.- e uno stipendio di fr. 104'538.-; da _ un onorario quale membro del CdA di fr. 240'000.–; da _ un compenso quale membro del CdA di fr. 207'641.-. Il totale dei redditi considerati da attività dipendente ammontava in tal modo a fr. 467'641.–. Per quanto attiene all’attività di consulenza, egli dichiarava invece un reddito da attività lucrativa indipendente di fr. 231'746.-.
Nell’elenco titoli, il contribuente e la moglie _ dichiaravano di detenere 14'700 azioni di _.
B.
Per quanto riguarda l’IFD, l’Ufficio di tassazione di _ con decisione 12 giugno 2014, accertava un reddito da attività dipendente di fr. 104'538.-, un reddito quale amministratore di persone giuridiche di fr. 467'641.- e un reddito da attività lucrativa indipendente di fr. 632'000.-. In quest’ultimo importo, era incluso, nella misura del 50%, il dividendo versato da _ (fr. 392'000.–). L’autorità fiscale motivava la decisione con le seguenti considerazioni:
I redditi netti da partecipazioni qualificate (che raggiungono almeno il 10% del capitale azionario di una società di capitale o sociale o di una cooperativa) appartenenti alla sostanza aziendale sono imponibili in ragione del 50%. Gli utili (le perdite) in capitale provenienti dall’alienazione di partecipazioni qualificate (che raggiungono almeno il 10% del capitale azionario di una società di capitale o sociale di una cooperativa e che sono detenute da almeno un anno) sono imponibili (deducibili) in misura del 50%.
Per l’IFD il reddito imponibile veniva commisurato in fr. 1'058'900.-,mentre il reddito determinante per l’aliquota in fr. 1'263'300.-.
C.
Con reclamo 11/14.7.2014 i coniugi RI 1 impugnavano le decisioni di tassazione IC/IFD 2009. Il gravame verteva principalmente sulla decisione IFD 2009 ed in particolar modo sul carattere aziendale attribuito alla partecipazione dei contribuenti in _, con la conseguente imposizione del relativo reddito (dividendo 2009) in ragione del 50%. La decisione IC 2009 sarebbe stata unicamente toccata in misura marginale, in relazione alla determinazione del valore imponibile della predetta partecipazione.
Benché la qualifica quale sostanza privata della partecipazione avrebbe comportato un aggravio della situazione fiscale dei contribuenti per il periodo fiscale 2009, poiché i dividendi sarebbero stati imponibili in ragione del 60%, essi si ritenevano comunque legittimati ad agire mediante impugnazione della decisione poiché ciò avrebbe potuto comportare un pregiudizio nell’ottica di una futura vendita. I coniugi RI 1 erano dell’opinione che la partecipazione in questione fosse sempre stata qualificata come sostanza privata anche da parte dell’UT. Neppure in occasione di un’ispezione fiscale, avvenuta il 23.7.2007, erano stati sollevati dubbi in tal senso.
I contribuenti spiegavano come RI 1 avesse iniziato la propria attività indipendente da consulente nel 1989, basandosi sulle competenze acquisite sia con la sua formazione sia con la pratica. Nel 1994 spiegava di aver partecipato – senza invero che vi fosse un nesso con la propria attività indipendente – ad un aumento di capitale di _. L’investimento era da lui stato ritenuto redditizio ed atto a consolidare la posizione economica dei contribuenti, indipendentemente dall’andamento dell’attività di consulenza. I coniugi RI 1 indicavano come, secondo i principi giurisprudenziali, l’elemento determinante per stabilire se si possa qualificare la sostanza o commerciale o privata è la volontà dell’interessato di mettere a profitto la partecipazione detenuta per migliorare il risultato commerciale della propria attività (cfr. in particolare la sentenza TF 2A 431/2000, consid. 3c). In tal senso non sussisterebbero, né sarebbero mai sussistite, le componenti soggettive (volontà) e oggettive (mettere concretamente a profitto) esatte dal Tribunale federale per attribuire una partecipazione azionaria alla sostanza commerciale. A loro avviso, l’attività indipendente esercitata da RI 1 nulla avrebbe a che vedere con la partecipazione detenuta in _.
D.
Con decisione di tassazione del 7.10.2015, l’autorità di tassazione respingeva il reclamo, rinviando, per la motivazione, ad un verbale di audizione, redatto il 24.9.2015 e avente il seguente tenore:
L’autorità fiscale osserva:
·
in merito alla qualifica aziendale (IFD) della partecipazione alla _.

## Considerations