# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 03aaa952-1d02-509d-adf0-f0b5ed391e13
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 12 ottobre 2009 l’Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (in seguito: USSI) ha chiesto a RI 1 la restituzione di fr. 108'514.15 a titolo di prestazioni assistenziali percepite indebitamente nel periodo 1° agosto 2004 - 31 luglio 2009 (cfr. doc. H).
1.2. Contro questa decisione l’interessata ha fatto inoltrare un tempestivo reclamo nel quale il suo patrocinatore ha chiesto all’USSI “di rivedere la decisione di restituzione delle prestazioni e, in estremo subordine, che questa sia condonata secondo l’art. 26 cpv.3 Laps in ragione del fatto che la signora RI 1 ha agito in buona fede e non sarebbe comunque in grado di darvi seguito” (cfr. doc. J).
1.3. Il 10 giugno 2011 l’USSI ha respinto la domanda di condono del 9 novembre 2009, negando la buona fede di RI 1 e sottolineando che “in concreto non essendo contestato l’importo richiesto non è stato presentato un reclamo ma unicamente una domanda di condono”. L’amministrazione ha indicato che contro quella decisione era possibile ricorrere al TCA entro 30 giorni dalla notifica (cfr. doc. A inc. 42.2011.12)
1.4. Il 16 agosto 2011 RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un ricorso contro la decisione dell’USSI dell’11 giugno 2011 nel quale ha innanzitutto fatto valere un “parziale diniego di giustizia”, argomentando:
"(...)
Anzitutto vi è da rilevare come la decisione del 10 giugno dell’USSI abbia parzialmente evaso il reclamo del 9 dicembre 2009. Come detto, infatti, essa si limita ad esprimersi sulla domanda subordinata di condono senza invece affrontare la questione a sapere se nella fattispecie, alla luce delle circostanze, delle spiegazioni e delle prove apportate dalla ricorrente contestualmente al reclamo e nel corso del successivo incontro, sussistesse l’obbligo restituivo alla base della decisione, contestata, del 12 ottobre 2009.
L’USSI giustifica tale mancanza ridimensionando arbitrariamente il contenuto del reclamo del 9 novembre 2011 (recte: 2009, n.d.r.) ad una mera domanda di condono:
“in concreto non essendo contestato l’importo richiesto non è stato presentato un reclamo ma unicamente una domanda di condono”
(doc. A, pto. 2).
Anzitutto si osserva che per un reclamo ex. art. 33 Laps non esistono particolari requisiti di forma o di motivazione. Il fatto che non sia stato precisamente “contestato l’importo richiesto” (ossia il calcolo) non è motivo per pretendere che la ricorrente abbia accettato il principio di tale restituzione.
Inoltre l’atto del 9 novembre 2009 (doc. J), intestato (reclamo contro la decisione formale di restituzione”, era al contrario assai esplicito al proposito. Con esso la ricorrente non si è infatti limitata a richiedere un condono ma ha richiesto di rivedere la decisione di restituzione nel suo insieme e, solo subordinatamente, ha postulato il condono.
Ciò emerge d’altronde dal contenuto dell’atto e del successivo incontro del 5 gennaio 2010, tramite i quali la ricorrente ha dimostrato che, contrariamente a quanto l’USSI pensava, non aveva avuto redditi da attività parallele e non dichiarate, bensì aveva accumulato negli anni dei denari prestatile dal fratello quale aiuto supplementare alle prestazioni assistenziali.

## Considerations