# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 241de455-0727-5e74-9400-3c3d207a497a
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_002
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a.
In data 24.5.2016 l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), ha segnalato al Ministero pubblico che sarebbero stati accreditati, tra il 2012 ed il 2013, valori patrimoniali di origine criminale su alcuni conti presso un istituto bancario _ intestati alla società _ di cui PI 1 risultava essere presidente del consiglio d’amministrazione. Quest’ultimo era indagato nel suo paese di origine, la _, per i reati di bancarotta fraudolenta e possibile diminuzione degli attivi a danno dei creditori (AI 1, inc. MP _).
b.
Il magistrato inquirente ha aperto un procedimento penale nei confronti di PI 1 per i reati di riciclaggio di denaro (AI 11), ed ha nel contempo inoltrato presso la Procura generale della _ una richiesta di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al fine di chiarire l’esistenza e la portata dei procedimenti penali aperti nei confronti dell’imputato (Domanda di assistenza giudiziaria 14.6.2016, AI 10).
Con ordine di sequestro 14.6.2016 il procuratore pubblico ha inoltre sequestrato i valori patrimoniali depositati sulle relazioni bancarie intestate alla _ presso l’istituto bancario _ (AI 12).
c.
In data 5.9.2016 l’allora procuratore generale, su richiesta della _ SA (AI 26), ha dissequestrato la relazione di proprietà della società (AI 28).
d.
Il 7.9.2016 sono giunti al Ministero pubblico gli atti raccolti in esecuzione della domanda di assistenza alla _ (AI 30). Da questi ultimi è emerso che PI 1
“(...) agendo insieme a _ e a persone non identificate, ricevuti dalla _ fondi di credito per un totale di 65.504.925,24 dollari USA e non avendo intenzione di adempiere agli obblighi contrattuali gravanti su di lui, ha sottratto parte di detta somma (...), che non è stata restituita al legittimo proprietario a seguito della loro appropriazione indebita, mentre le azioni impegnate della società SpA _ e dalla SpA _ sono state svalutate tramite la cessione dei beni immobili ad altre persone giuridiche da loro controllate, cosa che ha determinato l’incapacità della SpA _, della SpA _ e della SpA _ di soddisfare le richieste dei creditori in base ai propri obblighi finanziari, arrecando con le proprie azioni alla _ e alla _ danni superiori a 1 mil. di _ (...)”
(sentenza 7.4.2016, p. 2 s., AI 30).
e.
In data 7.4.2017 la RE 1 [RE 1],
“Limited Partnership”
con sede alle _, ha sporto denuncia penale (in lingua inglese) nei confronti di PI 1 per riciclaggio di denaro, bancarotta fraudolenta, diminuzione dell’attivo in danno dei creditori, cattiva gestione e corruzione nell’esecuzione forzata (AI 36). A dire della denunciante, in data 19.12.2007 la società _ avrebbe ricevuto un prestito di USD 80 milioni da diverse banche rappresentate da _. Le banche (internazionali e svizzere) che avrebbero partecipato a tale prestito sarebbero: la stessa _, la _, la _, la _, la _ e la _. Tuttavia nel periodo tra luglio e novembre 2009 la _
“(...) breached the terms of the loan agreement and entered a bankruptcy procedure. On this basis, on 17 December 2009 _ acting on behalf of the lenders gave written notice to _, as borrower, with copy to _ (the Guarantor) as guarantor, demanding immediate repayment of USD 68'333'542,53 being the amount due and unpaid on such date.
This amount is still unpaid and includes USD 25'264'504,70 due by _ to RE 1. This amount still being unpaid, RE 1 applied for and obtained a judgment on 6 June 2016 from the Commercial Court in _ ordering _ to pay to RE 1 the amount of USD 26'195'013.50 plus EUR 351'120.95 plus GBP 10'140.
As of today these amounts are unpaid and interest continues to accrue (...)”
(denuncia penale 24.3.2017, p. 6 s, AI 36). Dalla denuncia sopraindicata, con la quale RE 1 si è costituita accusatrice privata, non è emerso tuttavia con precisione il modo con cui quest’ultima era subentrata nella procedura.
In merito l’allora procuratore generale non ha tuttavia aperto un nuovo incarto, ma ha assunto la denuncia penale nel procedimento penale di cui all’inc. MP _ (AI 36 / AI 37).
f.
Con scritto 28/29.3.2018 dal titolo “Istanza di complemento istruttorio” la RE 1 postulava l’interrogatorio di PI 1 (AI 52), senza tuttavia spiegare maggiormente la sua qualità di accusatore privato. A fronte delle perplessità sollevate dalla difesa di PI 1 il procuratore ha fissato a RE 1 un termine per esprimersi in merito alla sua qualità di accusatore privato (AI 53).
g.
Con ulteriore scritto di data 18/19.4.2018 intitolato
“Istanza urgente di complemento istruttorio e conferma di costituzione come accusatore privato”
la RE 1 spiegava che il comportamento rimproverato all’imputato riguardava la distrazione di averi patrimoniali della società _, alla quale era stato concesso un prestito di USD 80 milioni e di essere subentrata
“(...) nei diritti delle banche denominate _ nonché _, le quali facevano parte di un Sindacato nella misura del 30% della partecipazione all’intero prestito (...). Durante il compimento di ulteriori comportamenti oggetti di procedimento penale da parte dell’imputato PI 1, RE 1 acquisì anche il ruolo di creditore nei confronti della società fallita a causa delle condotte riconducibili anche all’imputato PI 1 quale amministratore de jure et de facto (...)”
(AI 56). La RE 1 postulava inoltre l’acquisizione agli atti di tutta la documentazione inerente i rapporti fra la società _ SA e le società russe, la perquisizione della stessa nella sua sede di _, così come l’interrogatorio di PI 1 (AI 56).
h.
Con decisione 20.4.2018 l’allora procuratore generale ha negato la veste di accusatore privato alla RE 1, con conseguente diniego di partecipare all’istruzione. A suo dire la denunciante sarebbe, come da sua stessa ammissione, una partnership limitata costituita in conformità della legislazione delle _, subentrata, nel corso del 2016, ai diritti della _ SA e della _ nell’ambito di un
“syndacate of Lenders”
a suo volta cessionario di crediti riconducibili all’accordo denominato
“Facility Agreement”
del 2007 (cfr. decisione 20.4.2018, p. 1). I reati addebitati a PI 1 sarebbero, a suo dire, legati al fallimento della _, alla non restituzione del prestito accordato e, di conseguenza, al riciclaggio di eventuali proventi derivanti da tali reati. Il magistrato inquirente ha perciò concluso che, conformemente alla giurisprudenza e alla dottrina relative all’art. 115 cpv. 1 CPP,
“(...) i terzi subrogati nei diritti di una parte lesa così come i creditori di quest’ultima non possono acquisire la veste di danneggiati e di costituirsi accusatori privati (...)”
(decisione 20.4.2018, p. 1).
i.
Con gravame 3/4.5.2018 la RE 1 postula che, in accoglimento dell’impugnativa, la decisione 20.4.2018 venga annullata e che venga riconosciuta la sua qualità di accusatore privato. Essa afferma inoltre che vi sarebbe stato un diniego di giustizia da parte dell’allora procuratore generale in quanto non avrebbe dato seguito alla sua richiesta di complemento istruttorio, non avendo interrogato PI 1.
A dire della reclamante la decisione impugnata sarebbe viziata da
“(...) una svista fondamentale: infatti, considera che tutti i reati denunciati e che debbano essere oggetto della procedura preliminare, abbiano danneggiato esclusivamente il Sindacato delle banche inizialmente creditrici. Orbene, al contrario, come risulta proprio dalla decisione impugnata (...), il “Facility Agreement” ebbe luogo nel dicembre 2007 e la cessione successivamente. A partire da allora, tutti i reati commessi successivamente, hanno danneggiato direttamente il patrimonio di RE 1. (...)”
(reclamo 3/4.5.2018, p. 8). Inoltre, a suo dire, la condotta di PI 1
“(...) che è descritta come costitutiva di reati fallimentari è successiva al “Facility Agreement” del dicembre 2007. Pertanto, riguardo anche a questi reati è sbagliato considerare RE 1 come cessionaria dei diritti di persone giuridiche danneggiate direttamente. RE 1 al più tardi dopo la pronuncia del fallimento venne danneggiata direttamente nei propri diritti patrimoniali e di proprietà. Come tali diritti fossero stati acquisiti, se prima o dopo della consumazione dei reati, è irrilevante per l’applicazione dell’art. 115 CPP (...)”
(reclamo 3/4.5.2018, p. 12). RE 1 sarebbe dunque danneggiata direttamente dai reati fallimentari e dai reati di riciclaggio imputabili a PI 1.
l.
Delle
ulteriori argomentazioni e delle repliche e dupliche si dirà, se necessario, in seguito.

## Considerations

in diritto
1.
Con decreto 4.5.2018 il presidente di questa Corte ha respinto la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo all’impugnativa non essendo stato reso verosimile un pregiudizio irreparabile.
2.
Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto, entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e, in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e, ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra impugnativa.
Con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione.
Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
3.
3.1.
Il gravame inoltrato il 3/4.5.2018 dalla RE 1 contro la pronuncia 20.4.2018 in tema di non riconoscimento della veste di accusatore privato è tempestivo (siccome presentato nel termine di dieci giorni ex art. 396 cpv. 1 CPP) e proponibile
(BSK StPO – P. GUIDON, 2. ed., art. 393 CPP n. 10;
ZK StPO – A.J. KELLER, 2. ed., art. 393 CPP n. 16).
3.2.
3.2.1.
Giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP sono legittimate a ricorrere contro una decisione le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o, ancora, alla modifica della decisione (sentenza TF 6B_1153/2016 del 23.1.2018 consid. 2.3.1.).
L’
interesse giuridicamente protetto
a’ sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP implica che il ricorrente sia personalmente, direttamente (DTF 142 IV 82 consid. 2.3.2.; DTF 140 IV 155 consid. 3.2.) e (di principio: decisione TF 1B_72/2014 del 15.4.2014 consid. 2.1.; BSK StPO – M. ZIEGLER / S. KELLER, op. cit., art. 382 CPP n. 2) attualmente (decisione TF 6B_1153/2016 del 23.1.2018 consid. 2.3.1.) leso dalla decisione che impugna (decisione TF 1B_438/2016 del 14.3.2017 consid. 2.1.; N. SCHMID / D. JOSITSCH, StPO Praxiskommentar, 3. ed., art. 382 CPP n. 2); talvolta è sufficiente un interesse anche solo virtuale (Commentario CPP – M. MINI, art. 382 CPP n. 5).
3.2.2.
La reclamante contesta il non riconoscimento della sua qualità di accusatore privato nel procedimento penale di cui all’inc. MP _.
Ora, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una decisione che nega la qualità di accusatore privato è immediatamente impugnabile con ricorso, cagionando essa alla parte un pregiudizio irreparabile a’ sensi dell’art. 93 cpv. 1 lit. a LTF, ovvero un danno di natura
giuridica
, che non può essere riparato ulteriormente, interamente, mediante un giudizio finale o un’altra decisione favorevole (sentenze TF 1B_467/2017 del 20.12.2017 consid. 1.4.; 1B_495/2017 del 15.12.2017 consid. 2.3.): essa mette fine, per la parte estromessa, al procedimento.
In queste circostanze ritenuto peraltro che l’Alta Corte ha esplicitamente ammesso un
interesse giuridicamente protetto
ex art. 382 cpv. 1 CPP se un interessato al procedimento penale si vede negare o togliere la qualità di accusatore privato (decisione TF 1B_438/2016 del 14.3.2017 consid. 2.2.), si può senz’altro riconoscere alla RE 1 un interesse ai sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP all’annullamento o alla modifica del decreto 20.4.2018 del magistrato inquirente che non ha approvato la sua qualità di accusatore privato nel procedimento a carico di PI 1.
3.3.
Le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.
L’impugnativa, in queste circostanze, è pertanto ricevibile.
4.
4.1.
Con decisione 20.4.2018 l’allora procuratore generale non ha riconosciuto alla RE 1 la qualità di accusatore privato, e quindi di parte, in difetto di lesione diretta (AI 57).
4.2.
4.2.1.
In applicazione dell’art. 115 cpv. 1 CPP il danneggiato è la persona i cui diritti sono stati direttamente, personalmente e attualmente lesi dal reato invocato
(BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 18 ss.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 1 ss.; N. SCHMID / D. JOSITSCH, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 115 CPP n. 1 ss.), ovvero il titolare del bene giuridico tutelato dalla norma pretesa come lesa (
decisioni TF 6B_402/2016 del 28.11.2017 consid. 1.2.; 6B_1024/2016 del 17.11.2017 consid. 1.2.; DTF 140 IV 155 consid. 3.2.;
BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 21
).
L’aspetto centrale è la lesione diretta degli interessi giuridicamente protetti dell’interessato (messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, in FF 2006 p. 1076). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale è infatti irrilevante l’esistenza di un pregiudizio giusta il diritto civile (decisioni TF 1B_261/2017 del 17.10.2017 consid. 3.; 6B_496/2015 del 6.4.2016 consid. 1.1.; DTF 139 IV 78 consid. 3.3.3.;
BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 22; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 4a).
Se il bene giuridico tutelato dalla legge è di natura individuale (per es. vita e integrità personale, patrimonio, onore e libertà personale), leso è il titolare del bene giuridico protetto dalla norma; in caso di violazione di norme penali che proteggono interessi collettivi, è da considerare leso colui che è stato effettivamente compromesso nei suoi diritti dai reati, sempre che il danno subito sia il risultato diretto dell’azione delittuosa (decisioni TF 6B_367/2017 del 17.1.2018 consid. 1.2.; 6B_671/2014 del 22.12.2017 consid. 1.2.; DTF 141 IV 380 consid. 2.3.1.; DTF 140 IV 155 consid. 3.2.;
BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 21).
4.2.2.
Gli
azionisti
(decisione TF 6B_1345/2016 del 30.11.2017 consid. 2.1.; DTF 140 IV 155 consid. 3.3.1.; BSK StPO –
G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 28/56; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 115 CPP n. 5;
N. SCHMID, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 2. ed., n. 684; Commentario CPP – M. MINI, art. 382 CPP n. 7),
i soci di una società a responsabilità limitata (decisione TF
6B_1345/2016 del 30.11.2017 consid. 2.1.
), l’avente diritto economico (decisioni TF
6B_1345/2016 del 30.11.2017 consid. 2.1.; 1B_118/2017 del 13.6.2017 consid. 3.1.
;
BSK StPO –
G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 28),
il terzo cessionario (decisione TF 6B_252/2013 del 14.5.2013 consid. 2.1.; DTF 140 IV 155 consid. 3.4.), il terzo subrogato nei diritti della parte lesa (decisioni TF 6B_439/2016 del 21.4.2017 consid. 2.1.; 6B_252/2013 del 14.5.2013 consid. 2.1.), così come i creditori di quest’ultima (decisioni TF 6B_1345/2016 del 30.11.2017 consid. 2.1.; 6B_990/2016 del 3.2.2017 consid. 2.3.; DTF 140 IV 155 consid. 3.3.1.; BSK StPO –
G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 56
), non sono lesi direttamente. L’
amministratore di una società non è
leso dai reati a suo pregiudizio (BSK StPO –
G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 31
).
4.2.3.
Il danneggiato che dichiara espressamente di partecipare al procedimento con un’azione penale oppure civile è considerato accusatore privato giusta l’art. 118 cpv. 1 CPP (
BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 115 CPP n. 7 e art. 118 CPP n. 2 ss.
), che ex art. 104 cpv. 1 lit. b CPP è parte al procedimento (decisione TF 6B_496/2015 del 6.4.2016 consid.
1.1.; BSK StPO – H. KÜFFER, op. cit., art. 104 CPP n. 14 ss.).
La dichiarazione va inoltrata a un’autorità di perseguimento penale al più tardi alla conclusione della procedura preliminare (art. 118 cpv. 3 CPP).
Se la persona danneggiata non ha fatto di propria iniziativa una tale dichiarazione, il pubblico ministero la rende attenta a questa possibilità dopo l’apertura della procedura preliminare (secondo l’art. 118 cpv. 4 CPP).
4.2.4.
Circa la legittimazione del denunciante si deve rinviare, quale
lex specialis
all’art. 105 cpv. 1 lit. b CPP, all’art. 301 CPP: “
Ognuno ha il diritto di denunciare per scritto od oralmente un reato a un’autorità di perseguimento penale
(cpv. 1).
Su richiesta, l’autorità di perseguimento penale comunica al denunciante se è avviato un procedimento penale e come lo stesso viene espletato
(cpv. 2).
Il denunciante che non sia né danneggiato né accusatore privato non dispone di altri diritti procedurali
(cpv. 3)”.
Il denunciante in quanto tale non è una vera e propria parte al procedimento, fatto salvo il caso in cui sia danneggiato giusta l’art. 115 CPP e si costituisca accusatore privato ex art. 118 CPP (art. 301 cpv. 3 CPP) [decisione TF 1B_276/2015 del 2.12.2015 consid. 2.2.;
BSK StPO – H. KÜFFER, op. cit., art. 105 CPP n. 12;
BSK StPO – C. RIEDO / B. BONER, op. cit., art. 301 CPP n. 21 ss.;
ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 104 CPP n. 19;
N. SCHMID / D. JOSITSCH, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 301 CPP n. 3 s.].
Egli ha un
interesse giuridicamente protetto
a’ sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP unicamente nei limiti dell’art. 301 cpv. 2 CPP, ovvero qualora non gli venga comunicato – su sua domanda – se e come è stato svolto il procedimento penale dipendente da sua denuncia (decisione TF 6B_299/2013 del 26.8.2013 consid. 1.1.; BSK StPO – C. RIEDO / B. BONER, op. cit., art. 301 CPP n. 36).
5.
5.1.
Da quanto emerge dagli atti [peraltro anche allegati dalla stessa RE 1 (
“Affidavit of _”
del 15.3.2018)] nel dicembre 2007 la società russa _ ha concluso un contratto di prestito (
“Facility Agreement”
) tramite la _ (per conto di un consorzio di banche) per un ammontare complessivo di USD 80 milioni. Tuttavia nel luglio 2009 la _ non ha ottemperato ai suoi doveri in base a quanto pattuito nel
“Facility Agreement”
ed in data 26.11.2009 la stessa
“(...) was put into insolvency”
.
5.2.
Secondo quanto segnalato dal MROS, vi sarebbero stati alcuni accrediti sospetti sui conti della _ SA presso l’istituto bancario di _ durante gli anni 2012 e 2013. Sembrerebbe infatti, dai documenti pervenuti dalla _, che l’ipotesi accusatoria nei confronti di PI 1 per il reato di riciclaggio di denaro, si riferisca a crimini commessi da quest’ultimo tra il 2007 ed il 2009, i cui proventi sarebbero arrivati in Svizzera tra il 2012 ed il 2013.
5.3.
Tra il maggio 2016 ed il luglio 2016 la RE 1 è intervenuta nella procedura, acquisendo i diritti di due banche parti al
“Facility Agreement”
: la _ _ AG e la _ (AI 52, affidavit _ del 15.3.2018).
5.4.
Nel caso in esame, il procedimento penale in Ticino è stato aperto nei confronti di PI 1 per violazione del reato di riciclaggio di denaro. Bisogna dunque esaminare se RE 1 potrebbe essere stata lesa da tale reato, sì da potersi costituire accusatore privato.
5.4.1.
La RE 1, nella sua denuncia del 24.3.2017, chiede che PI 1 sia perseguito dalle autorità svizzere per il reato di cui all’art. 305bis CP [secondo cui è punito per riciclaggio di denaro chiunque compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Vi è un caso grave, punito con la reclusione fino a cinque anni o con la detenzione, cumulate con la multa fino a un milione di franchi, se l'autore agisce come membro di un'organizzazione criminale (lit. a), o di una banda costituitasi per esercitare sistematicamente il riciclaggio (lit. b) o realizza una grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole facendo mestiere del riciclaggio (lit. c); l'autore è punibile anche se l'atto principale è stato commesso all'estero, purché costituisca reato anche nel luogo in cui è stato compiuto (art. 305bis cfr. 3 CP)].
5.4.2.
Adempie la fattispecie di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis CP chi compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Il reato di cui all'art. 305bis CP ha per fine la sottrazione all'autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di un'infrazione di esposizione a pericolo astratto, il comportamento è dunque punibile a questo titolo anche laddove l'atto vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e). Il riciclaggio di denaro non richiede operazioni finanziarie complicate: anche gli atti più semplici, come l'occultamento del bottino, possono essere adeguati (DTF 122 IV 211 consid. 3b/aa).
5.4.3.
Il reato di riciclaggio di denaro non ha, giusta il Tribunale federale, quale unico scopo la protezione dell'interesse pubblico all'amministrazione della giustizia, ma anche quello di tutelare gli interessi patrimoniali privati della vittima del reato principale il cui provento, con l'atto di riciclaggio, si è cercato di sottrarre. Di conseguenza qualora i valori patrimoniali riciclati siano il provento di un reato contro gli interessi individuali, la vittima del reato principale dispone di una pretesa in risarcimento danni anche contro l'autore del reato di riciclaggio: la vittima del reato principale potrà costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto per il reato di riciclaggio e farvi valere le sue pretese civili (DTF 129 IV 322).
5.4.4.
È importante inoltre precisare che, dal momento che ci si trova nella fase di procedura preliminare dove i fatti sono ancora da determinare e verificare, è necessario fondarsi sulle allegazioni di colui che si sente leso per determinare se ne è effettivamente il caso. In effetti, nell’ambito della dichiarazione quale accusatore privato, le infrazioni indicate devono essere esaminate allo stadio della verosimiglianza (decisione TF 1B_678/2011 del 30.1.2012; DTF 119 IV 339; decisione TPF BB.2017.149 del 7.3.2018).
5.5.
Tuttavia, visto quanto emerge dai considerandi precedenti, non si può giungere alla conclusione che la RE 1 è da ritenere direttamente danneggiata dai presunti reati ipotizzati a carico di PI 1 tra il 2007 ed il 2009 (legati al fallimento della _) che avrebbero portato ai versamenti sui conti svizzeri della _ SA presso l’istituto bancario _ nel periodo 2012-2013. Ciò per diversi motivi.
_ (come il consorzio di banche), quale concedente del prestito, potrebbe essere stata vittima di un reato iniziale: al contrario RE 1 può essere solo divenuta creditrice successivamente rispetto all’eventuale reato iniziale.
Per di più la reclamante è divenuta cessionaria nel maggio 2016, quando ha assunto la posizione di creditrice parziale nei confronti di _ sostituendo _ e la _. Ciò emerge anche dall’affidavit _ prodotto dalla stessa RE 1. Quest’ultima, quale terza cessionaria, subrogata nei diritti di creditrice della società concedente il mutuo, non può essere ritenuta direttamente lesa / danneggiata dai presunti reati imputati a PI 1 nel 2007-2009 che avrebbero portato ad un flusso monetario verso la Svizzera negli anni 2012-2013.
Eventuali ipotetici reati fallimentari a danno della _ avrebbero danneggiato anzitutto quest’ultima, nonché la massa fallimentare che è subentrata. I creditori, così come i mutuanti, sono (ai sensi del CPP) solo indirettamente lesi.
Infine, anche nel caso in cui RE 1 si fosse fatta cedere i crediti dalla massa fallimentare con un istituto giuridico simile all’art. 260 LEF, sarebbe solo indirettamente danneggiata (DTF 140 IV 155).
La decisione dell’allora procuratore generale deve dunque essere tutelata.
6.
6.1.
La RE 1, quale cessionaria del credito di due banche creditrici della società in procedura di fallimento (_), è semplice denunciante nel procedimento penale e,
come tale, non ha qualità di parte.
La presentazione della denuncia per i noti reati, perseguibili d’ufficio, è ininfluente per l’ammissione della legittimazione della reclamante. Ognuno, giusta l’art. 301 cpv. 1 CPP, ha il diritto di denunciare per scritto od oralmente un reato a un’autorità di perseguimento penale: questa circostanza non permette necessariamente di inoltrare un successivo gravame (BSK StPO – C. RIEDO / B. BONER, op. cit., art. 301 CPP n. 23). Quale denunciante non dispone infatti di diritti procedurali, eccetto quelli previsti dall’art. 301 cpv. 2 CPP, ovvero il diritto di sapere se è stato avviato un procedimento penale e come lo stesso viene espletato.
6.2.
Pertanto la RE 1, in quanto non accusatore privato, non è parte e non può far valere un diniego di giustizia
“(...) riferito alla omessa conclusione dell’istruzione e alla omessa audizione dell’imputato PI 1 da parte del Pubblico Ministero”
(reclamo 3/4.5.2018, p. 1).
Il reclamo, in merito a tale punto, è irricevibile.