# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d695125e-71f7-405c-8022-44a3a6e587a6
**Court:** GR_KG
**Chamber:** GR_KG_004
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

I. Fattispecie
A. X._ è nato il Z.1_ 1967 a O.1_, in L.1_, dove è cresciuto con una sorella in condizioni familiari ordinate. Dopo aver frequentato le scuole obbligatorie, egli ha assolto il tirocinio di elettricista, ottenendo il relativo diploma. Ha poi lavorato per un anno e mezzo quale magazziniere nella ditta della D._ e per lo stesso periodo per una ditta di perline di plastica. Nel 1990 è arrivato in Svizzera, dove ha lavorato come cameriere per la ditta E._ di O.5_. Dal 1994 al 2005, durante le stagioni invernali, ha gestito il A._ a O.2_. Durante le stagioni estive, egli è sempre stato alle dipendenze della ditta E._ quale cameriere o chef de bar. Dal 2009 gestisce il F._ presso il G._ a O.6_ e il A._ di O.2_. Il suo salario mensile si aggira tra i CHF 3400.– e i CHF 3600.–. In L.1_ ha un debito nei confronti di una banca e dei suoi genitori di circa CHF 12'000.–. Ha dichiarato che il suo salario netto nel 2010 è stato di CHF 49'000.– e nel 2011 di CHF 22'000.–.
Nel casellario giudiziale svizzero l’imputato è notato con un’annotazione. Con sentenza del 30 dicembre 2009 egli è stato ritenuto colpevole di lesioni colpose ai sensi dell’art. 125 cpv. 2 CP e di contravvenzione grave alle norme della circolazione ai sensi dell’art. 35 cpv. 2 LCStr in unione all’art. 90 cifra 2 LCStr e condannato ad una pena pecuniaria di 35 aliquote giornaliere di CHF 80.– cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni e con una multa di CHF 1'000.– sostituibile con una pena detentiva di 12 giorni. In seguito alla contravvenzione grave alle norme della circolazione gli è stata revocata la licenza di condurre per tre mesi.
B. Dal decreto di accusa della Procura pubblica dei Grigioni del 3 ottobre 2011 risulta la seguente fattispecie:
“Lunedì, 9 agosto 2010, verso le ore 08.30 l’imputato circolava alla guida del suo autoveicolo B._, targato Z.2_, tra O.3_ e O.4_, dopo essere stato sorpassato dall’automobile guidata da C._. Prima dell’uscita per O.4_ ella notava come un veicolo la raggiungeva a velocità sostenuta. Dieci metri dopo l’entrata per O.4_, detto veicolo la sorpassava sulla destra, quando ella si trovava quantomeno parzialmente sulla corsia di contromano; si metteva quindi davanti al suo veicolo e frenava bruscamente, costringendo C._ ad arrestare il suo veicolo onde non tamponarlo. Infine scendeva dal veicolo e l’aggrediva verbalmente dandole della “stronza” e rendendola attenta al sorpasso effettuato poco prima che l’aveva indotto a frenare per lasciare rientrare, risp. a portarsi sulla sua destra, andando a collidere con il guardrail. Infine infieriva sul veicolo di C._ con pugni e calci provocando un danno di ca. CHF 400.–.”
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Sulla base di questa fattispecie, con decreto d’accusa del 3 ottobre 2011, comunicato il 7 ottobre 2011, la Procura pubblica ha ritenuto l’imputato colpevole di danneggiamento ai sensi dell’art. 144 cpv. 1 CP, coazione ai sensi dell’art. 181 CP e ingiuria ai sensi dell’art. 177 CP, infrazione grave alle norme della circolazione stradale ai sensi degli artt. 35 cpv. 1 e 37 cpv. 1 della legge federale sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01) come pure all’art. 12 cpv. 1 dell’ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC; RS 741.11) in unione all’art. 90 cifra 2 LCStr.
In data 17 ottobre 2011, l’imputato ha interposto opposizione a detto decreto. La Procura pubblica ha trasmesso il 4 gennaio 2012 l’atto d’accusa al Tribunale distrettuale Maloja.
C. L’udienza ha avuto luogo il 24 luglio 2012 di fronte al Tribunale distrettuale Maloja. Su rispettiva domanda, l’imputato ha dichiarato che a O.3_, all’altezza del H._, una vettura Fiat Punto lo avrebbe seguito senza mantenere nei suoi confronti la distanza di sicurezza. Egli avrebbe viaggiato alla velocità di 60 km/h, mantenendo dalla macchina che lo precedeva una distanza normale di circa 8 fino a 9 metri. Alla fine dell’abitato di O.3_, la conducente della Fiat Punto avrebbe iniziato una manovra di sorpasso. Intravvedendo del traffico in contromano, egli avrebbe frenato e condotto la sua autovettura sulla destra della carreggiata, onde evitare un incidente. Il traffico sarebbe stato intenso. L’imputato avrebbe voluto che la conducente della Fiat Punto si fermasse, motivo per cui le avrebbe fatto dei rispettivi cenni. In seguito egli sarebbe finito con la ruota anteriore destra nella cunetta, toccando il guardrail. Vedendo la conducente della Fiat Punto sorpassare anche una monovolume, egli avrebbe pensato che lei si stesse allontanando. Al momento in cui la conducente della Fiat Punto si sarebbe trovata per due terzi sulla corsia di contromano, ella, accortasi del traffico in contromano, sarebbe rientrata sulla corsia. Siccome l’imputato avrebbe raggiunto la monovolume, la conducente della Fiat Punto si sarebbe incolonnata dietro di lui. Durante tutta questa manovra egli non l’avrebbe sorpassata sulla destra e non avrebbe nemmeno accelerato. Ci sarebbe stato abbastanza spazio per permetterle di rientrare sulla corsia di marcia. Poco dopo la deviazione per Sils egli si sarebbe fermato. Siccome era arrabbiato, egli avrebbe dato una pedata sul copertone della Fiat Punto, senza però toccare la carrozzeria. L’imputato ha affermato che avrebbe capito che la conducente della Fiat Punto era impaurita. Egli non avrebbe comunque portato anelli e di conseguenza non avrebbe potuto causare danni alla portiera della Fiat Punto. L’imputato ha asserito
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che non si ricorderebbe più delle parole dette alla conducente della Fiat Punto. Durante l’interrogatorio-confronto l’imputato infine si sarebbe scusato nei confronti della conducente della Fiat Punto. L’imputato infine ha dichiarato di non essere colpevole.
D. Con la sentenza del 24 luglio 2012, comunicata il 25 luglio 2012 in dispositivo ed il 17 aprile 2013 con la motivazione scritta, il Tribunale distrettuale Maloja ha decretato:
“1. X._ è assolto dall’accusa di coazione ai sensi dell’art. 181 CP e di infrazione alle norme della circolazione stradale ai sensi dell’art. 35 cpv. 1 LCStr.
2. X._ è colpevole di danneggiamento ai sensi dell’art. 144 cpv. 1 CP, ingiuria ai sensi dell’art. 177 CP e infrazione grave alle norme della circolazione stradale giusta gli artt. 37 cpv. 1 LCStr e 12 cpv. 2 ONC in unione all’art. 90 cifra 2 LCStr.
3. X._ è punito con una pena pecuniaria di 25 aliquote giornaliere di CHF 40.– cadauna, sospesa con la condizionale per un periodo di prova di 3 anni.
4. X._ è inoltre punito con una multa di CHF 400.–. In caso di mancato pagamento per sua colpa, la multa sarà sostituita da una pena detentiva di 7 giorni.
5. Si rinuncia a revocare la sospensione dell’esecuzione della pena pecuniaria di 35 aliquote giornaliere di CHF 80.- cadauna, pronunciata il 30 dicembre 2009 dal Presidente del circolo di Poschiavo, e si prolunga il periodo di prova di un anno. L’imputato è tuttavia ammonito a non incorrere nella commissione di altri delitti.
6. I costi del procedimento, che si compongono di:
- spese procedurali della Procura pubblica CHF 700.00
- disborsi della Procura pubblica CHF 124.00
- multa CHF 400.00
- tassa del Tribunale distrettuale CHF 2'000.00
totale CHF 3'224.00
vengono addossati a X._.
7. [Indicazione dei mezzi d’impugnazione]
8. [Comunicazione]”
Quale motivazione, il Tribunale distrettuale Maloja ha stabilito che l’imputato avrebbe dichiarato di aver toccato la macchina di C._, ma di non averla danneggiata. Nell’interrogatorio egli avrebbe confermato di essere stato arrabbiato e di aver dato una pedata al copertone anteriore della macchina di C._. Egli avrebbe però negato di aver dato dei pugni alla macchina e/o di averne rigato la
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carrozzeria, siccome lui non porterebbe degli anelli. C._ da parte sua avrebbe dichiarato che l’imputato, dopo essere sceso dalla macchina, l’avrebbe insultata con il termine “stronza”. In seguito lui avrebbe dato dei calci e dei pugni alla sua macchina. Di conseguenza lei avrebbe chiuso le portiere con la chiusura centralizzata, siccome a causa di questo comportamento sarebbe stata impaurita. C._ avrebbe asserito che nella sua vita non avrebbe mai avuto così tanta paura. Dalle foto agli atti risulterebbe che il lato sinistro della carrozzeria della Fiat Punto era ammaccato nella parte della ruota anteriore e della maniglia (act. PP.4.2). L’imputato non avrebbe negato di aver dato dei calci al copertone. In base alle dichiarazioni di entrambe le parti, si potrebbe concludere che l’imputato abbia realmente dato dei calci e pugni contro la macchina di C._, danneggiandola. L’ammaccatura causata dal calcio sferrato sulla carrozzeria sopra il pneumatico sarebbe da qualificare come compromissione dell’aspetto dell’autovettura di C._. Dal lato soggettivo, l’imputato avrebbe saputo che l’autovettura apparteneva a C._ e che pertanto si trattava di una cosa altrui. Egli avrebbe dovuto essere consapevole che il suo modo di agire avrebbe compromesso l’aspetto esteriore dell’autovettura. L’imputato avrebbe agito almeno con dolo eventuale. Di conseguenza l’imputato adempierebbe la fattispecie oggettiva e soggettiva del danneggiamento ai sensi dell’art. 144 cpv. 2 CP. Per quanto concerne il reato di ingiuria ai sensi dell’art. 177 cpv. 1 CP, stando alle dichiarazioni di C._, l’imputato sarebbe sceso dalla sua macchina, e dopo essersi avvicinato in modo minaccioso, l’avrebbe insultata con “stronza” e “brutta stronza”. L’imputato avrebbe ammesso di aver avuto la faccia arrabbiata e avrebbe confermato le dichiarazioni di C._, ma non si ricorderebbe però di averla ingiuriata con l’epiteto “stronza”. Sulla base delle corrispondenti dichiarazioni delle persone coinvolte, l’imputato con un’espressione arrabbiata avrebbe accentuato il suo stato d’animo con calci e pugni. In questa situazione egli non avrebbe più avuto sotto controllo le sue emozioni. Le deposizioni di C._ di fronte alla polizia e quelle durante l’interrogatorio-confronto concorderebbero fra di loro e non si contraddirebbero, di conseguenza a queste potrebbe essere attribuito un alto grado di credibilità. Sarebbe quindi plausibile che l’imputato abbia insultato C._. Non vi sarebbe inoltre dubbio che l’imputato, rivolgendo l’epiteto “stronza” a C._ sarebbe stato consapevole che lei si sarebbe sentita lesa nel suo onore. Con il suo comportamento l’imputato avrebbe quindi realizzato la fattispecie di cui all’art. 177 cpv. 1 CP. In riferimento all’art. 181 CP C._ sarebbe stata a bordo della sua vettura e avrebbe chiuso le portiere. Avrebbe quindi avuto la possibilità di mettere in moto la macchina e di
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allontanarsi. Lei non sarebbe quindi stata impotente. Agli atti di accusa difetta inoltre la prova dell’intensità dell’agire da parte dell’imputato, motivo per cui egli verrebbe prosciolto dal reato di coazione. In riferimento all’art. 35 cpv. 1 LCStr risulterebbe il divieto di sorpassare sulla destra. Nel momento in cui C._ avrebbe accelerato, l’imputato si sarebbe trovato dietro di lei. A causa del traffico in contromano, C._ sarebbe rientrata dietro l’autovettura dell’imputato, che nel frattempo avrebbe continuato la sua corsa sulla corsia e avrebbe raggiunto la colonna di autovetture. All’imputato non potrebbe essere mosso nessun rimprovero, mentre la versione fornita da C._ non risulterebbe plausibile. Secondo il Tribunale sarebbe stato praticamente impossibile che l’imputato presso la deviazione per O.4_ viaggiasse completamente a destra e che si fosse venuto a trovare all’altezza di C._ sulla corsia, se lei, come sosterrebbe, si fosse spostata verso il centro della strada al momento in cui avesse intravisto l’imputato. Pertanto sarebbe provato che l’imputato non abbia sorpassato C._ sulla destra e non abbia infranto l’art. 35 cpv. 1 LCStr. Per quanto concerne l’art. 37 cpv. 1 LCStr e l’art. 12 cpv. 2 ONC stando alle dichiarazioni dell’imputato egli avrebbe voluto fermare C._ per interrogarla sul suo modo di guida. Sul tratto di strada dopo la deviazione per O.4_ l’imputato avrebbe rallentato la sua macchina fino a fermarsi. Questo comportamento sarebbe da qualificarsi come frenata improvvisa ed egli avrebbe pertanto preso in considerazione un incidente. Per qualificare questa violazione delle norme alla circolazione stradale come grave bisognerebbe considerare che C._ sia stata sorpresa dalla brusca frenata dell’imputato. L’imputato avrebbe agito in modo sconsiderato, prendendo in considerazione un tamponamento e creando un serio pericolo concreto per C._ e per le autovetture che la seguivano. Pertanto le norme degli artt. 37 cpv. 1 LCStr e 12 cpv. 2 ONC in unione all’art. 90 cifra 2 LCStr sarebbero adempiute in modo oggettivo e soggettivo. Nel caso in esame la colpa dell’imputato non potrebbe essere considerata lieve. In un corto periodo egli avrebbe commesso diverse infrazioni e i fatti dimostrerebbero che l’imputato non abbia avuto un grande rispetto per l’onore e la proprietà altrui. Come motivo aggravante sarebbe da considerare la sua pena pronunciata nell’anno 2009. Risulterebbe appropriata una pena pecuniaria di 25 aliquote giornaliere di CHF 40.– cadauna, sospesa con la condizionale per un periodo di prova di 3 anni. Inoltre sarebbe condannato ad una multa di CHF 400.–. In caso di mancato pagamento la multa sarebbe stata sostituita da una pena detentiva di 7 giorni.
E. Tramite scritto del 19 aprile 2013, pervenuto alla Procura pubblica il 24 aprile 2013, l’accusato ha contestato che avrebbe sorpassato a destra. Inoltre egli
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avrebbe provato a fermare C._, attirandone l’attenzione ma senza compiere una frenata brusca. Infine lui non si ricorderebbe di aver usato parole volgari. Inoltre egli ha contestato che il danno all’autovettura sarebbe stato provocato da una botta o pedata sulla portiera. Infine ha affermato che avrebbe indossato sandali e che quindi non sarebbe stato in grado di danneggiare la macchina di C._.
F. Il Tribunale cantonale con lettera del 30 aprile 2013 ha stabilito che dallo scritto del 19 aprile 2013 non risulterebbe chiaramente quali siano le richieste dell’accusato. Di conseguenza il Tribunale ha reso attento l’accusato che avrebbe potuto inoltrare una dichiarazione scritta d’appello entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza motivata. Inoltre avrebbe dovuto precisare inequivocabilmente se intendesse impugnare l’intera sentenza o soltanto sue parti, in che modo bisognasse modificare la sentenza e se intendesse presentare istanze probatorie. Infine il Tribunale cantonale ha concesso un termine fino al 13 maggio per inoltrare una dichiarazione scritta d’appello, poiché lo scritto del 19 aprile 2013 non avrebbe adempiuto i presupposti.
G. Il ricorrente tramite scritto del 9 maggio 2013 indirizzato alla Procura pubblica e al Tribunale cantonale ha affermato che si sarebbe meravigliato e che contesterebbe le decisioni prese nei suoi confronti. Lui ha affermato che secondo lui il danno all’autovettura di C._ sarebbe precedente all’episodio del 9 agosto 2010. L’accusato ha affermato che lui avrebbe dato solamente una pedata sulla gomma e che avrebbe appoggiato il gomito sulla macchina. Inoltre egli ha contestato di aver detto delle parolacce. Oltre a ciò il ricorrente ha negato di aver effettuato un sorpasso a destra. Infine il ricorrente ha dichiarato che a causa del comportamento di C._ la sua macchina si sarebbe rigata, ma che avrebbe rinunciato a far valere i suoi danni.
H. Invitati a presentare osservazioni circa la dichiarazione d’appello con decreto del 19 aprile 2013, la Procura pubblica e il Tribunale distrettuale Maloja hanno rinunciato ad inoltrare una presa di posizione con scritti del 23 risp. 22 maggio 2013. C._ non ha inoltrato nulla. Il Presidente della prima Camera penale ha quindi decretato la procedura scritta il 27 giugno 2013.
I. Nella sua motivazione scritta d’appello del 16 luglio 2013 l’appellante ha innanzitutto fatto riferimento ai suoi scritti precedenti e ritenuto che non vi sarebbe nulla da aggiungere. Egli sostiene inoltre che si sarebbe comportato bene sulla strada e avrebbe evitato ben due volte un impatto frontale. Non si potrebbe parlare
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di un sorpasso a destra, poiché egli sarebbe rimasto sulla sua corsia “bello bello a destra”, finché sarebbe “arrivato nella cunetta e contro la guardavia”, anche quando C._ avrebbe tentato il secondo sorpasso. Quest’ultimo sorpasso lo definisce pericoloso, considerando che in quel momento vi sarebbe stato molto traffico. Sarebbe poi stato lui ad aver sofferto un danno, non C._. Recatosi al posto di polizia di O.6_, non avrebbe risposto nessuno. Da qui la sua meraviglia quando tre giorni dopo sarebbe stato chiamato da O.5_ quale imputato.
J. Invitati nuovamente a presentare una risposta all’appello con decreto del 18 luglio 2013, tramite scritti del 22 luglio 2013 la Procura pubblica e il Tribunale distrettuale Maloja hanno rinunciato a prendere posizione. C._ non ha risposto entro il termine.
K. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

## Considerations

II. Considerandi
1. L’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di primo grado che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento (art. 398 cpv. 1 CPP RS 312.0). La sentenza del Tribunale distrettuale Maloja data del 24 luglio 2012 ed è stata notificata in dispositivo il 25 luglio 2012. Giusta l’art. 399 cpv. 1 CPP l’appello va annunciato al tribunale di primo grado entro 10 giorni dalla comunicazione della sentenza. In data 1 agosto 2012 l’appellante inoltrava al Tribunale distrettuale Maloja uno scritto che veniva poi ricevuto come annuncio di appello (act. TD.8). Inoltre lo stesso giorno l’appellante inoltrava anche al Tribunale cantonale uno scritto che veniva poi trasmesso al Tribunale distrettuale Maloja. L’annuncio di appello è quindi tempestivo.
2.a) Giusta l’art. 399 cpv. 3 CPP la parte che ha annunciato il ricorso in appello deve inoltrare una dichiarazione scritta d'appello al tribunale d'appello entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza motivata. Nella dichiarazione deve precisare: se intende impugnare l'intera sentenza o soltanto sue parti (a); in che modo domanda sia modificata la sentenza di primo grado (b); e le sue istanze probatorie (c). Se l'atto di ricorso non soddisfa tali requisiti, la giurisdizione di
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ricorso lo rinvia al mittente perché ne sani i difetti entro un breve termine suppletorio. Se l'atto di ricorso non soddisfa i requisiti neppure dopo lo scadere del termine suppletorio, la giurisdizione di ricorso non entra nel merito (cpv. 2).
b) Dato che la motivazione scritta della sentenza è stata comunicata dal Tribunale distrettuale Maloja in data 17 aprile 2013, anche la lettera del 19 aprile 2013 (data del timbro postale) ricevuta dalla Procura pubblica come dichiarazione d’appello e trasmessa per competenza al Tribunale cantonale è dunque tempestiva (cfr. l’art. 91 cpv. 4 CPP).
c) Tuttavia con lettera del 30 aprile 2013 il Tribunale cantonale ha stabilito che dallo scritto dell’appellante del 19 aprile 2013 non risulta chiaramente quali siano le sue richieste. Poiché lo scritto del 19 aprile 2013 non adempie i presupposti legali di cui all’art. 399 cpv. 3 CPP, il Tribunale cantonale ha concesso all’appellante un termine suppletorio fino al 13 maggio 2013 per inoltrare una dichiarazione d’appello sufficiente. L’appellante è stato invitato a precisare inequivocabilmente se intende impugnare l’intera sentenza o soltanto sue parti, in che modo bisognerebbe modificare la sentenza e se intende presentare istanze probatorie.
d) L’appellante ha in seguito inoltrato il 9 maggio 2013 un’ulteriore lettera (act. A.3), affermando che si sarebbe meravigliato e che contesterebbe le decisioni prese nei suoi confronti. Testualmente l’appellante ha affermato che contesterebbe tutto e tutte le proporzioni delle decisioni prese dal Tribunale distrettuale Maloja. Oltre a ciò ha dichiarato che il danno sulla portiera di C._ proverrebbe da qualche botta ad un muro, garage o spigolo e che lui non sarebbe stato l’autore di questo danno. Lui le avrebbe solo dato una pedata sulla gomma. Inoltre egli ha affermato che non si ricorderebbe se lui abbia detto delle parolacce. L’appellante ha anche contestato di aver sorpassato a destra.
Tale scritto può essere accolto quale valida dichiarazione d’appello, indicando – perlomeno nel senso – di contestare tutte le cifre del dispositivo della decisione impugnata, cosicché la prima Camera penale può di principio entrare nel merito dell’appello.
e) Conviene tuttavia precisare che la cifra 1 del dispositivo della sentenza impugnata va considerata cresciuta in giudicato. Difatti X._ è stato assolto dai relativi capi d’accusa e la Procura pubblica ha rinunciato ad impugnare la sentenza di primo grado, cosicché una reformatio in pejus è esclusa. Colui che è
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stato prosciolto per motivi di merito non subisce nessun pregiudizio (vedi ad esempio DTF 135 IV 56 consid. 4.2; cfr. inoltre Sentenze del Tribunale militare di cassazione, vol. 11, no. 2). Nella fattispecie una decisione più favorevole non è dunque ravvisabile in tale punto. Per quanto concerne quindi la presunta coazione di C._ nonché il presunto sorpasso a destra, si costata che il proscioglimento dell’appellante è cresciuto in giudicato. Di conseguenza nella misura in cui l’appellante chiede una nuova decisione circa questo punto, l’appello è inammissibile.
3.a) Ordinata la procedura scritta (art. 406 cpv. 3 e 4 in unione all’art. 390 cpv. 2-4 CPP), l’appellante ha presentato tempestivamente la sua motivazione scritta d’appello il 16 luglio 2013. In questa fa riferimento agli scritti precedenti destinati al Tribunale cantonale.
b) L’art. 385 CPP stabilisce che se il presente Codice esige che il ricorso sia motivato, com’è il caso qualora venga ordinata la procedura scritta ai sensi dell’art. 406 CPP, la persona o l'autorità che lo interpone deve indicare con precisione: i punti della decisione che intende impugnare (a); i motivi a sostegno di una diversa decisione (b); e i mezzi di prova che invoca (c). Non è pertanto compito del Tribunale cantonale quale autorità di ricorso di far in modo che l’appellante provveda ad un’argomentazione ottimale nella sua memoria scritta di motivazione, il tribunale dovendosi basare su quanto concretamente fatto valere (vedi ordinanza della seconda Camera penale del Tribunale cantonale SK2 12 16 dell’11 febbraio 2013).
c) Trattandosi di una persona senza né formazione giuridica né patrocinatore, le esigenze di ricevibilità quanto alla motivazione devono comunque essere meno severe. Nell’occorrenza la motivazione – anche se sparsa nelle tre memorie inoltrate – soddisfa di principio i presupposti legali, essendo riconoscibile cosa voglia ottenere l’appellante. Le argomentazioni vanno però esaminate in dettaglio nel seguito sulla loro ammissibilità, completezza e pertinenza.
4.a) Innanzitutto l’appellante dichiara che avrebbe provato a fermare C._, attirando la sua attenzione ma senza compiere una frenata brusca. Indirettamente l’appellante intende impugnare quindi l’infrazione agli artt. 37 cpv. 1 LCStr e 12 cpv. 2 ONC in unione all’art. 90 cifra 2 LCStr.
b) Ai sensi dell’art. 37 cpv. 1 LCStr il conducente che vuole fermarsi deve badare, per quanto possibile, ai veicoli che lo seguono. Le frenate e gli arresti
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improvvisi sono permessi soltanto se nessun veicolo segue o in caso di bisogno (art. 12 cpv. 2 ONC).
L’appellante ammette di aver tentato di fermare C._ per interrogarla sul suo modo di guida, ma senza compiere una frenata brusca. C._ afferma invece che l’appellante si sarebbe fermato davanti a lei e a causa della frenata brusca, il motore si sarebbe spento. L’appellante avrebbe anche pensato che C._, tentando di sorpassare un’altra macchina, avrebbe voluto allontanarsi. Di conseguenza l’appellante ha rallentato la sua macchina fino a fermarsi. L’appellante sapeva che il suo comportamento avrebbe obbligato C._ a frenare improvvisamente. In questo modo lui si accollava il rischio di una collisione. Inoltre il traffico in questo momento era molto intenso, come lui stesso ha ammesso. L’appellante non fa valere che la brusca frenata sarebbe stata necessaria ai sensi dell’art. 12 cpv. 2 ONC. Il comportamento dell’appellante avrebbe potuto creare un serio pericolo concreto per C._ e per gli altri utenti della strada. Pertanto, in casu, non ci sono elementi discolpanti a favore dell’appellante. Le censure dell’appellante si rivelano a tale merito infondate e la condanna per l’infrazione grave alle norme della circolazione stradale tenor gli artt. 37 cpv. 1 LCStr e 12 cpv. 2 ONC in unione all’art. 90 cifra 2 LCStr va quindi confermata.
5. Per quanto concerne il reato dell’ingiuria (art. 177 cpv. 1 CP), l’appellante contesta di aver proferito delle ingiurie nei confronti di C._. Tenor dichiarazione di C._, dopo essere sceso dalla sua macchina e di essersi avvicinato in modo minaccioso, l’appellante l’avrebbe insultata con “stronza” e “brutta stronza”. In seguito, secondo le affermazioni di C._, egli avrebbe dato dei calci e dei pugni alla sua macchina. C._ non avrebbe mai avuto così tanta paura e avrebbe quindi chiuso le portiere con la chiusura centralizzata. Lei avrebbe infine aperto leggermente la finestra della sua portiera e avrebbe sentito ciò che l’appellante le avrebbe detto (act. PP.4.3 e PP.4.7).
L’appellante dichiara di aver avuto la faccia arrabbiata e che invano le avrebbe chiesto di scendere dalla macchina. Inoltre lui ammette di aver sferrato dei calci e dei pugni al pneumatico dell’autovettura di C._. Lui si sarebbe accorto che lei era impaurita. Non si ricorderebbe però di averla insultata con l’epiteto “stronza” (act. 4.7 PP).
Le dichiarazioni di C._ di fronte alla polizia e durante l’interrogatorio risultano logiche e prive di contraddizioni. Al contrario, l’appellante non si ricorda se abbia
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proferito degli insulti nei confronti di C._. Le sue dichiarazioni appaiono quindi poco attendibili. Non vi sono sufficienti elementi per scostarsi dalle constatazioni del Tribunale distrettuale Maloja, ragione per la quale va concluso che la reità dell’appellante è sufficientemente dimostrata. A ragione quindi l’appellante deve essere ritenuto colpevole d’ingiuria ai sensi dell’art. 177 cpv. 1 CP. L’appello anche sotto questo aspetto si rivela infondato.
6. Nel suo appello, l’appellante dichiara anche che la macchina di C._ sarebbe già stata danneggiata prima dell’episodio in questione. Presumibilmente l’appellante richiede di essere prosciolto dall’accusa di danneggiamento ai sensi dell’art. 144 CP. La deposizione dell’appellante quale imputato pare poco attendibile: infatti egli contesta di aver danneggiato l’automobile di C._. Tuttavia afferma di aver dato una pedata al pneumatico dell’automobile di C._ e di essersi appoggiato allo specchietto retrovisore. Infatti dagli atti (act. PP.4.2) risulta un evidente ammaccatura sopra il pneumatico anteriore sinistro ed un’ulteriore rientranza della carrozzeria vicino alla maniglia della portiera del conducente. Addirittura l’appellante durante l’interrogatorio ha affermato di non ricordarsi di aver danneggiato l’autovettura di C._ (act. PP.4.4). Dalla deposizione di C._ risulta invece che l’appellante abbia dato dei calci e dei pugni contro la carrozzeria della sua macchina (act. PP.4.7). è quindi plausibile che questi danni siano stati causati dai pugni e dai calci dell’appellante. Al contrario di ciò che afferma l’appellante, non vi sono tracce di anelli sulla carrozzeria, motivo per cui le sue affermazioni appaiono poco convincenti. Oltre a ciò l’appellante afferma di essere stato arrabbiato. Anche C._ conferma che l’appellante avrebbe avuto un comportamento minaccioso e che lei stessa sarebbe stata molto impaurita (act. PP.4.7). È evidente che l’appellante in questo momento era molto adirato e non aveva più sotto controllo le sue emozioni. L’argomentazione dell’appellante, secondo la quale la macchina di C._ sarebbe già stata danneggiata prima, è quindi ingiustificata e va valutata come dichiarazione difensiva. In base a quanto constatato accuratamente dal Tribunale distrettuale Maloja si rinvia alla motivazione della sentenza impugnata ai sensi dell’art. 82 cpv. 4 CPP. L’appellante ha quindi adempiuto la fattispecie dell’art. 144 CP e la sentenza anche in questo punto va confermata.
7. Nella fattispecie il Tribunale distrettuale Maloja ha condannato l’appellante ad una pena pecuniaria di 25 aliquote giornaliere di CHF 40.– cadauna, sospesa con la condizionale per un periodo di prova di 3 anni e ad una multa di CHF 400.–. Come sancito dall’art. 404 cpv.1 CPP il tribunale l’appello esamina la sentenza di
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primo grado solamente nei punti impugnati. Considerato che l’appellante non critica con nessuna parola l’altezza di tale pena e che quest’ultima può essere considerata proporzionata e perfettamente conforme al diritto e alla prassi in materia, non si impone di riesaminare la sanzione pronunciata, visto che anche questa Corte non è giunta ad un risultato diverso in nessuno dei punti avanzati dall’appellante.
Da quanto esposto, le pretese dell’appellante si rivelano completamente infondate e la sentenza impugnata merita di essere confermata. Ne segue che, nella misura della sua ammissibilità, l’appello va respinto.
8. Qualora un mezzo di ricorso sia manifestamente inammissibile o infondato, il presidente della camera competente decide in qualità di giudice unico (art. 18 cpv. 3 della legge sull’organizzazione giudiziaria del 16 giugno 2010 [LOG; CSC 173.000]). La presente sentenza è dunque pronunciata dal presidente della prima Camera penale, competente ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 dell’ordinanza sul Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 (OOTC; CSC 173.100) per giudicare gli appelli in materia penale secondo le disposizioni del CPP.
9. Le spese procedurali comprendono gli emolumenti a copertura delle spese e i disborsi nel caso concreto (art. 422 cpv. 1 CPP). Tenor l’art. 424 CPP i cantoni disciplinano il calcolo delle spese procedurali e fissano gli emolumenti (cpv. 1) che in casi semplici possono essere di natura forfettaria a copertura anche dei disborsi (cpv. 2). Nel Cantone dei Grigioni giusta l’art. 37 cpv. 4 lett. b della legge d’applicazione del Codice di diritto processuale penale svizzero del 16 giugno 2010 (LACPP; CSC 350.100) per procedure giudiziarie l’ammontare della tariffa viene disciplinato con ordinanza del Tribunale cantonale. L’ordinanza sugli emolumenti in cause penali del 14 dicembre 2010 (OECP; CSC 350.210) prevede, all’art. 7, che per decisioni in procedure d’appello l’emolumento è compreso tra i CHF 1'500.– e i CHF 20'000.–. Nella presente procedura d’appello un emolumento di CHF 2'000.– pare proporzionato in considerazione di tutti gli aspetti del caso. In casu l’appellante soccombe totalmente con i suoi petiti. Di conseguenza i costi della procedura d’appello vanno a carico dell’appellante ai sensi dell’art. 428 cpv. 1 CPP.
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III. La prima Camera penale giudica:
1. Nella misura in cui è ammissibile, l’appello è respinto.
2. Le spese della procedura d’appello di CHF 2'000.– vanno a carico dell’appellante.
3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai sensi dell’art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per iscritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.
4. Comunicazione a: