# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 32fa98da-4660-55f5-8a95-0f7a5816fec1
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 17 agosto 2016 dall’Ufficio
di esecuzione (UE) di Mendrisio, lo Stato del Canton Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 770.–, indicando quali titoli di credito le
“tasse di giudizio, spese e oneri come da decisione 10 marzo 2014 emanata dalla II Camera civile del Tribunale di appello: sentenza _, dedotti acconti ricevuti, rimanenza Fr. 120.–- – Tasse di giudizio, spese e oneri come da decisione del 13.10.2014 emanata dalla III Camera civile del Tribunale di appello: sentenza _, Fr. 100.–- – Tasse di giudizio, spese e oneri come da decisione del 25.1.2016 emanata dalla Pretura di Mendrisio Sud: sentenza _, Fr. 50.–- – Tasse di giudizio, spese e oneri come da decisione del 23.03.2016 emanata dal Tribunale cantonale amministrativo: sentenza _ Fr. 500.–-”
.
B.
Con un secondo precetto esecutivo (n. _) emesso il 4 novembre 2016 sempre dall’
UE di Mendrisio, lo Stato del Canton Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 150.–, indicando quali titoli di credito le
“tasse di giudizio, spese e oneri come da decisione del 20 aprile 2016 emessa dalla Pretura di Mendrisio-Sud: decreto di stralcio _ fatt. _ CHF 50.00; Tasse di giudizio, spese e oneri come da decisione del 29 marzo 2016 emessa dalla III Camera civile del Tribunale d’appello: Inc. _, fatt. _ CHF 100.00”
.
C.
Avendo RE 1 interposto opposizione a entrambi i precetti
esecutivi, con istanze del 1° settembre e del 21 novembre 2016 lo Stato del Canton Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Balerna. Nei termini impartiti,
la parte convenuta si
è opposta a ambedue le istanze con osservazioni scritte rispettivamente del 21 settembre e del 27 dicembre 2016, cui l’istante ha replicato con scritti del 23 settembre 2016 e dell’11 gennaio 2017, irritualmente notificati all’escussa con le sentenze finali.
D.
Statuendo con decisioni del 28 settembre 2016 e del 16 gennaio 2017, il Giudice di pace ha accolto le istanze e rigettato in via definitiva le opposizioni interposte dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 125.– nel primo caso e di fr. 50.– nel secondo, nonché indennità di fr. 20.– e fr. 15.– a favore dell’istante.
E.
Contro le sentenze appena citate RE 1 è insorta
a questa Camera
con due “ricors[i]” (
recte:
reclami) del 7 ottobre 2016 e del 23 gennaio 2017
per ottenerne l’annullamento e il
“rinvio a nuovo giudizio”
così come
“l’esonero di anticipo e spese giudiziarie”
. Stante l’esito del giudizio odierno i reclami non sono stati notificati alla controparte per osservazioni
.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Le sentenze impugnate – emanate in materia di rigetto dell’opposizione – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato l’8 ottobre 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 29 settembre, in concreto il primo reclamo è tempestivo, come lo è pure il secondo reclamo, inoltrato il 23 gennaio 2017 contro la decisione notificata all’escussa il 17 gennaio 2017.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
Il reclamo dev’essere “motivato”
(art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti
(DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).
Doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza impugnata resista alla critica.
1.3
Nel reclamo RE 1, rinviando alla motivazione dettagliata contenuta nella sua “replica” del 21 settembre 2016, sostiene che
“le decisioni emesse dai diversi Tribunali cantonali sono prive di legittimazione per competenze decisionale”
e rimprovera al Giudice di pace di essersi limitato a prendere atto delle decisioni prodotte dall’istante, che a mente della reclamante non sono validi titoli di riconoscimento di debito,
“senza chinarsi un benché sulla lacuna legislativa cantonale”
. Di principio, come ricordato nel precedente considerando, un semplice rinvio ad atti di causa presentati in prima sede non è ammissibile, non costituendo una motivazione sufficiente secondo l’art. 321 cpv. 1 CPC. Sennonché nella fattispecie il primo giudice non si è affatto determinato sugli argomenti invocati dalla reclamante nelle sue osservazioni all’istanza, non consentendole di capire i motivi – appunto non esplicitati – della decisione impugnata. Tale assenza di motivazione, non fondata sull’art. 239 cpv. 1 CPC, costituisce una manifesta violazione della legge (art. 238 lett. g CPC) e del diritto di essere sentita della reclamante (art. 29 cpv. 2 Cost.), che non incombe a questa Camera di sanare in questa sede, specie perché RE 1 chiede (soltanto) l’annullamento della sentenza impugnata e il rinvio della causa al Giudice di pace per
nuovo giudizio (motivato) (v. sentenza della CEF 13.2014.221 del
23 febbraio 2015 consid. 4.2).
A scanso di equivoci, il Giudice di pace dovrà quindi valutare la censura formulata dall’escussa – identica in entrambe le cause (v. osservazioni
del 21 settembre e del 27 dicembre 2016) – secondo cui le sentenze prodotte dall’istante come titoli di rigetto definitivo (doc. C, D, E e F nella prima causa, doc. C e D nella seconda) sarebbero
“immotivate senza alcuna valida base legale sulla competenza decisionale”
con riferimento all’art. 112 cpv. 1 CPC. Il primo giudice verificherà in particolare se gli spetta davvero, secondo gli art. 80 e 81 LEF, di controllare la competenza dei giudici che hanno emanato le sentenze in questione, le quali a prima vista sembrano passate in giudicato e non attenere comunque a domande di condono delle spese processuali. Il Giudice di pace, infine, motiverà succintamente l’esito del proprio esame nella nuova decisione.
1.4
A futura memoria, va inoltre ricordato al Giudice di pace che se sceglie di trattare la causa in procedura scritta (invece di citare le parti a un’udienza), egli deve comunicare ogni atto scritto di una parte all’altra
e lasciare tra la comunicazione dell’ultimo atto alla controparte e l’emanazione della sentenza almeno una decina di giorni (sentenze della CEF 14.2016.101 del 19 settembre 2016 consid. 2.1 e 14.2014.175 del 6 ottobre 2014, consid. 4). Le repliche inoltrate dall’istante
il 23 settembre 2016 e l’11 gennaio 2017 non potevano quindi essere notificate all’escussa con le sentenze finali. Essa, però, non se ne duole, sicché si può prescindere dall’ordinare una nuova comunicazione delle stesse.
1.5
Siccome il giudizio odierno di rinvio non pregiudica la sorte delle cause nel merito, sulle quali il Giudice di pace statuirà con pieno potere di apprezzamento, esse possono essergli rinviate per nuovo giudizio (art. 327 cpv. 3 lett. a CPC) senza prima interpellare la controparte (sentenza del Tribunale federale 6B_432/2015
del 1° febbraio 2016, consid. 4; sentenza della CEF 14.2016.189 del 12 ottobre 2016 consid. 5.2).
2.
Poiché la necessità del rinvio della causa al primo giudice non è causata dalle parti, per equità (art. 107 cpv. 2 CPC) si prescinde dal riscuotere spese processuali, ciò che rende senza oggetto le domande di esonero dalle spese processuali formulate dalla reclamante. Non si pone poi problema di ripetibili, i reclami non essendo stati notificati alla controparte per osservazioni. Le spese ed eventuali ripetibili di prima sede saranno fissate un’altra volta con i nuovi giudizi.
3.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), i valori litigiosi, di fr. 770.– nel primo caso e di fr. 150.– nel secondo, non raggiungono la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.