# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e520b72d-b30f-5013-a532-a73dce2b2b11
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

2. Alla multa di fr. 600.-- (seicento), ritenuto che in caso di mancato pagamento, sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 6 (sei) (art. 106 cpv. 2 CPS).
3. Non revoca il beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena detentiva di 13 (tredici) giorni (ai sensi del vCPS), decretata nei suoi confronti dall'Office régional du Juge d'instruction du Valais central Sion, il 19 marzo 2005, ma ne prolunga il periodo di prova di 1 (uno) anno (art. 46 cpv. 2 CPS).
4. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 100.--.
5. La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo fissato dall’art. 369 CPS;
vista l’opposizione al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 9 luglio 2007 dall’accusato;
indetto il dibattimento 29 gennaio 2008, al quale hanno partecipato l’accusato ed il suo difensore, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare postulando la conferma del decreto d’accusa;
accertate le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;
sentito il difensore, il quale chiede il proscioglimento da entrambi i capi di imputazione, in quanto non è stato dimostrato che il suo cliente abbia guidato dopo aver bevuto, ritenuto che le versioni dei testi non appaiono credibili, ed inoltre il sedime sul quale ha parcheggiato non è soggetto alla LCStr. In via subordinata chiede una massiccia riduzione della pena e della multa;
sentito da ultimo l'accusato;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. L’imputato è autore colpevole di:
1.1. Guida in stato di inattitudine,
1.2. Infrazione alle norme della circolazione,
per i fatti commessi nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa in questione?
2. In caso di risposta affermativa, quale deve essere la pena?
3. L'imputato può beneficiare della sospensione condizionale dell'eventuale pena e, se sì, a quali condizioni?
4. Deve essere mantenuto il beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena di 13 giorni di detenzione decretata nei suoi confronti il 19 marzo 2005 dall’Office régional du Juge d’instruction du Valais central, Sion, se sì, a quali condizioni?
5. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio?
letti ed esaminati gli atti;

## Considerations

considerato in fatto ed in diritto:
1. Il signor ACCU 1, nato il 6 febbraio 1985 a _, è celibe e vive con i genitori ad _.
Attualmente frequenta la Scuola alberghiera a _, la cui formazione prevede anche lo svolgimento di alcuni stages lavorativi di durata variabile durante l’anno. Nel corso dell’estate 2007 egli ha lavorato quale stagista complessivamente per 5 mesi.
Egli è titolare della licenza di condurre per le categorie A1, B, B1, D1, BE, D1E, F, G e M dal 10 luglio 2007.
In data 22 aprile 2005 l’Office régional du Juge d’instruction du Valais central Sion ha condannato l’imputato ad una pena di 13 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, nonché al pagamento di una multa di fr. 500.--, per aver circolato in stato di ebrietà il 19 marzo 2005 nella stazione turistica di Crans-Montana. La conseguente iscrizione a casellario giudiziale non è ancora stata cancellata. A seguito di questi fatti, la Sezione della circolazione, Camorino, gli ha revocato la licenza di condurre per un periodo di 3 mesi e quindici giorni (cfr. AI 1 e 2).
2. Venerdì 13 aprile 2007, verso le 22:00/22:30, l’accusato si è recato con l’autovettura Peugeot targata _, intestata a suo padre, da _ ad _ per trascorrere la serata con amici. A suo dire, una volta giunto nella località leventinese, egli avrebbe cercato un luogo discosto dall’abitato ove parcheggiare gratuitamente e senza arrecare disturbo.
Sempre in base alla sua versione dei fatti, egli avrebbe quindi posteggiato il suo veicolo sul piazzale dell’azienda agricola del signor _, sito in zona “_” lungo la strada cantonale che conduce alla caserma militare, raggiungendo poi a piedi il ristorante _ (detto _) sito nei pressi della stazione ferroviaria.
Dopo aver trascorso la serata con gli amici, sorbendo diverse bevande alcoliche, alla chiusura dell’esercizio pubblico, egli avrebbe di nuovo raggiunto a piedi il proprio veicolo. Non ritenendosi in grado di condurre, l’imputato si è seduto al posto del conducente, ha abbassato il sedile e si è addormentato.
Nel sonno egli avrebbe inavvertitamente urtato la leva del cambio, mettendo così in moto la vettura, che si è spostata verso il ciglio del piazzale, rovinando nel sottostante riale. Fortunatamente l’accusato ha potuto uscire da solo ed incolume dall’abitacolo (suo verbale di interrogatorio 17 aprile 2007, AI 1).
Il signor _ ha riferito agli agenti interroganti di aver raggiunto la sua fattoria alle ore 05:30 per iniziare la giornata lavorativa e di aver notato una vettura di piccola cilindrata parcheggiata sul piazzale di sua proprietà. Il veicolo aveva il motore spento ed i fari accesi. Al suo interno vi era un giovane che dormiva. Verso le 06:00 il veicolo era ancora nella medesima posizione. Alle 06:15, durante una pausa di lavoro, egli si è accorto che la vettura era nel frattempo precipitata nel riale (cfr. suo verbale di interrogatorio 17 aprile 2007, AI 1).
Poco dopo, avvertita dall’autista dell’autopostale, che si era fermato per soccorrere il malcapitato, è giunta sul luogo dell’incidente una pattuglia della polizia cantonale.
La prova etanografica, alla quale è stato immediatamente sottoposto il conducente ha dato un risultato 1.41 g/kg.
Egli è così stato condotto all’Ospedale di _ per il prelievo del sangue, dalle cui analisi è stata determinata un alcolemia media di 1.79 g/kg, con un tenore minimo di 1.70 g/kg e 1.88 g/kg.
Interrogata dalla Polizia cantonale su indicazione del signor _, la signora _, sua inquilina, ha affermato di essere uscita a passeggio con il suo cane a mezzanotte, incamminandosi in direzione della zona _ - ristorante _. Per percorrere questo tragitto, uscendo dal suo appartamento, deve di norma attraversare il piazzale della fattoria _ e proseguire poi sulla strada cantonale. Né all’andata, né al ritorno verso la una di notte, non ha visto alcun veicolo parcheggiato su detto piazzale (suo verbale di interrogatorio 18 aprile 2007, AI 1).
L’imputato, sentito nuovamente dalla polizia cantonale, ha ribadito d’aver parcheggiato il suo veicolo sul piazzale della fattoria _ verso le ore 24:00/00:30 e di essersi recato in centro paese a piedi, negando fermamente d’aver guidato sotto l’influsso delle bevande alcoliche sorbite al bar (suo verbale di interrogatorio 27 aprile 2007, AI 1).
3. In base a queste risultanze, il Procuratore Pubblico ha emanato il decreto d’accusa in esame, ritenendo il signor ACCU 1 autore colpevole di guida in stato di inattitudine e infrazione alle norme della circolazione stradale.
Con scritto di data 9 luglio 2007 l’imputato ha inoltrato opposizione al citato decreto d’accusa.
4. Per l’art. 91 cpv. 1 LCStr, chiunque conduce un veicolo a motore in stato di ebrietà è punito con la multa. Una pena detentiva sino a tre anni o una pena pecuniaria è inflitta quando è rilevata una concentrazione qualificata di alcol nel sangue (art. 55 cpv. 6).
Secondo l’art. 55 cpv. 6 LCStr, l’Assemblea federale fissa il tasso alcolemico a contare dal quale si ammette l’inattitudine alla guida secondo la presente legge (ebrietà), indipendentemente da altre prove e dal grado individuale di sopportabilità all’alcol, e definisce a partire da quale livello la concentrazione di alcol nel sangue è da considerare qualificata.
In base all’art. 1 cpv. 1 dell’Ordinanza dell’Assemblea federale concernente i valori limite di alcolemia nella circolazione stradale, un conducente è considerato in ogni caso inabile alla guida per influsso alcolico (ebrietà) se presenta una concentrazione di alcol nel sangue dello 0.5 per mille o più oppure se ha nell’organismo una quantità di alcol che determina una tale concentrazione. E’ considerata qualificata una concentrazione di alcol nel sangue dello 0.8 per mille o più (cpv. 2).
Nel caso specifico, l’imputato non contesta le risultanze degli accertamenti del tasso di alcolemia riscontratogli nel sangue, ma, come visto, nega di essersi messo alla guida del proprio veicolo in tale stato. In effetti, egli sostiene di aver parcheggiato la vettura sul piazzale in questione prima di aver bevuto e di avervi fatto ritorno a piedi dopo la chiusura dell’esercizio pubblico con l’intenzione di pernottare nell’abitacolo.
A mente di questo giudice, alla luce soprattutto della chiara, lineare e precisa deposizione della teste _, che oltretutto non aveva alcun motivo di riferire il falso, completata con quella del signor _, la versione fornita dall’accusato non è per nulla credibile.
Risulta infatti francamente inverosimile che l’accusato abbia scelto di posteggiare in quel piazzale, distante circa 1500 metri dal bar in cui era atteso dagli amici, soltanto per evitare di dover pagare il parchimetro e di essere d’impiccio ad altri utenti della strada.
E’ per contro da ritenere che egli, resosi conto di non essere più in grado di condurre fino a casa a seguito della quantità di alcool ingerito, abbia deciso di cercare un luogo discosto dal centro dove fermarsi per trascorrere la notte, così da evitare di incappare in un controllo di polizia o di provocare un incidente.
Oltre alle dichiarazioni della teste, questa interpretazione degli eventi trova conferma nel fatto che l’autovettura del prevenuto, come assicurato dal proprietario della stalla, avesse le luci accese. A prescindere dal fatto che l’accusato non ha fornito alcuna spiegazione relativamente a questa emergenza istruttoria, la tesi da lui avanzata appare poco credibile poiché non si vede come possa aver lasciato i fari accesi dopo aver parcheggiato prima di recarsi al bar, rispettivamente non li abbia spenti dopo il suo ritorno e durante il pernottamento: in entrambi i momenti era già calata la notte ed avrebbe dovuto notare le luci. Inoltre, una simile circostanza sarebbe stata sicuramente rilevata dalla teste _ durante i suoi passaggi a mezzanotte ed alla una, ritenuto che i fari sarebbero spiccati nel buio e che ella, muovendosi a piedi attraverso lo spiazzo, avrebbe avuto tutto il tempo per notarli.
In virtù delle considerazioni che precedono, questo giudice è giunto al pieno convincimento che l’imputato si sia messo al volante del proprio veicolo sotto l’influsso di bevande alcoliche.
Egli deve essere pertanto riconosciuto colpevole di guida in stato di inattitudine ai sensi dell’art. 91 cpv. 1 LCStr.
5. Per l’art. 31 cpv. 1 LCStr, il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza. Le persone che, sotto l’influsso di alcol, stupefacenti o medicamenti oppure per altri motivi non hanno le attitudini fisiche o psichiche necessarie per guidare un veicolo, durante questo periodo non sono ritenute idonee alla guida e non devono condurre un veicolo (cpv. 2).
L’art. 22 cpv. 1 ONC prescrive che il conducente, che lascia il veicolo, deve spegnere il motore. Prima di allontanarsi, egli deve prendere gli opportuni provvedimenti per evitare ch’esso possa mettersi in moto e che persone non autorizzate possano servirsene. Sulle strade in pendio, il conducente, che lascia il veicolo, deve tirare il freno e prendere un’altra efficace misura di sicurezza affinché non si muova, in particolare innestando la marcia più bassa o dirigendo le ruote verso un ostacolo al bordo della carreggiata (cpv. 2). Sulle strade in forte pendio, l’immobilità degli autoveicoli deve essere garantita, inoltre, con cunei o con altri oggetti analoghi. Cunei devono essere collocati sotto le ruote degli autoveicoli pesanti, degli autotreni e dei rimorchi staccati anche sulle strade in leggero pendio. Prima di ripartire, la strada deve essere liberata dagli oggetti adoperati come cunei (cpv. 3).
Secondo l’art. 90 cifra 1 LCStr, chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella presente legge o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale, è punito con la multa.
L’accusato non contesta d’aver commesso un’imprudenza omettendo di innestare la marcia e di tirare il freno a mano, permettendo così al suo veicolo di avanzare e di cadere nel sottostante riale. Egli chiede nondimeno il proscioglimento dal reato di infrazione alle norme della circolazione stradale, in quanto il piazzale privato in cui ha parcheggiato il suo veicolo non sarebbe soggetto alla Legge sulla circolazione stradale.
La Legge federale sulla circolazione stradale disciplina la circolazione sulle strade pubbliche, come anche la responsabilità civile e l’assicurazione per i danni cagionati dai veicoli a motore o dai velocipedi (art. 1 cpv. 1 LCStr). I conducenti di veicoli a motore e i ciclisti sono assoggettati alle norme della circolazione (art. 26 a 57) su tutte le strade che servono alla circolazione pubblica; gli altri utenti della strada sono assoggettati a tali norme solo sulle strade aperte interamente o parzialmente ai veicoli a motore o ai velocipedi (cpv. 2).
Per l’art. 1 cpv. 1 e 2 ONC, le strade sono aree utilizzate dai veicoli a motore, dai veicoli senza motore o dai pedoni. Sono strade pubbliche quelle che non servono esclusivamente all’uso privato.
Per principio, una strada è aperta alla circolazione pubblica quando è messa a disposizione di una cerchia indeterminata di persone. Per strada pubblica si deve intendere qualsiasi terreno che serve alla circolazione, sia esso un ponte, uno spazio, un passaggio, una pista ciclabile o un passo privato che ciascuno può utilizzare.
La nozione di strada pubblica va interpretata estensivamente (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, Commentaire, nri 2.2 e 2.4. ad art. 1 LCStr).
Il carattere pubblico di una strada non dipende dalla volontà (più o meno rispettata) del proprietario, ma dall’uso che ne viene fatto: se una parte di un fondo è frequentata da traffico o, semplicemente, si presenta come accessibile a una cerchia indeterminata di persone, non è sufficiente che la strada sia iscritta a registro fondiario per determinare il carattere privato della stessa (Bussy/Rusconi, op. cit., nri 2.5 e 3.2 ad art. 1 LCStr).
Una strada privata è invece sottratta al campo di applicazione della LCStr quando l’avente diritto esprime in questo senso la sua volontà attraverso un divieto o una delimitazione, sotto forma di un segnale, una barriera, una catena, ecc. (R. Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Band I, n. 169).
Nel caso in questione, il luogo in cui si svolto l’incidente è indiscutibilmente un piazzale sito su un fondo di proprietà privata (cfr. AI 1).
Malgrado gli atti non permettano di stabilire se l’avente diritto abbia posato un segnale o una delimitazione che ne attesti il carattere privato, a mente di questo giudice, dalla documentazione fotografica appare chiaro che questa parte del sedime sia esclusivamente adibita all’uso privato. Lo spiazzo ove sono avvenuti i fatti si trova sul retro della stalla del signor _ e non consente l’accesso ad ulteriori fondi o strade. Altrimenti detto, per qualsiasi utente della circolazione è facilmente riconoscibile che non è accessibile ad un numero indeterminato di persone.
Esso non soggiace pertanto alla Legge sulla circolazione stradale. Di conseguenza l’accusato deve essere prosciolto dall’accusa di infrazione alle norme della circolazione stradale.
6. Giusta l’art. 47 cpv. 1 CPS i
l giudice commisura la pena alla colpa dell’autore, tenendo conto della sua vita anteriore e dei suoi motivi personali, nonché dell’effetto che la stessa avrà sulla sua vita.
La colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico violato, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché in considerazione delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che il reo aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione, art. 47 cpv. 2 CPS.
A carico dell’imputato pesano la gravità del reato ascrittogli, suscettibile di mettere seriamente in pericolo l’integrità fisica o la vita di altri utenti della strada, oltre che la propria, avendo egli circolato attraverso un centro abitato, nonostante la brevità del tragitto compiuto, il tasso alcolemico relativamente alto e, soprattutto, la recidiva specifica a distanza di appena due anni dal primo caso.
A suo favore giocano invece la buona situazione sociale, famigliare e scolastica.
Tenuto conto di quanto precede e della scarsa rilevanza del reato dal quale è stato prosciolto, si giustifica di comminare una pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere, così come prospettata con il decreto d’accusa.
Per contro, nonostante l’accusato non debba far fronte ad importanti oneri, in quanto vive a carico dei suoi genitori, in considerazione delle modeste entrate di cui beneficia (circa fr. 10’000.-- lordi nel corso del 2007) appare equo fissare l’aliquota giornaliera in fr. 30.--.
La sospensione condizionale della pena principale per il periodo di tre anni avanzata dall’accusa può invece essere ratificata.
L’art. 42 cpv. 4 CPS offre al giudice la possibilità di infliggere, oltre alla pena condizionalmente sospesa, una pena pecuniaria senza condizionale o una multa ai sensi dell’art. 106 CPS.
Nella fattispecie, tenuto conto degli elementi esposti in precedenza a proposito della commisurazione della pena pecuniaria, appare equo ridurre l’ammontare della multa a fr. 200.--.
Infine può essere mantenuto il beneficio della sospensione condizionale concesso alla precedente pena, prolungandone tuttavia il relativo periodo di prova di un ulteriore anno, così come proposto dal Procuratore Pubblico.
7. La tassa e le spese di giustizia, ridotte in considerazione dell’esito della procedura, sono poste a carico dell’imputato (art. 9 cpv. 1 CPP).