# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c7078cc5-080d-5b73-bcb3-5af84a5a8009
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

L’accusa, non avendo potuto provare i fatti con riscontri oggettivi, si è basata su indizi ritenuti probanti: l’allacciamento dei telefoni alle celle lungo i tragitti percorsi e lungo l’asse autostradale ticinese, lo scambio di messaggi sms, il DNA rinvenuto in oggetti appartenenti agli imputati, nelle BMW rubate e nella Passat guidata da IM 5, le osservazioni degli spostamenti osservati dalla Polizia di _ e _ e la prenotazione in diversi alberghi _ In merito al furto aggravato, il reato è contestato da IM 5. A mente della difesa, non ci sono riscontri in merito alla sua presenza nei garage _. Nessuno di loro è stato visto prelevare le chiavi né è stato visto partire con le auto. IM 5, nelle poche ammissioni che ha fatto, ha dichiarato di aver sostituito delle targhe su una macchina in _ e di aver portato dalla _ delle borse. A mente dell’avv. DUF 5, il possesso di dette borse non può essere ritenuto un reato. Ammesso poi che i telefoni siano stati abbinati correttamente, manca la certezza che IM 5 e gli altri abbiano effettivamente prelevato le chiavi e poi le auto. Si può solo ipotizzare, essendo state rinvenute tracce di DNA, ma mai di IM 5, che siano state loro affidate da qualcuno. Si pensi che le auto partite dal _ erano 5, diversamente dalle persone i cui telefoni sono stati agganciati in _. IM 5 non ha guidato nessuna di queste auto, egli guidava la VW Passat. Non può neanche essere considerato correo, semmai complice. Si può presupporre che egli abbia solo aiutato i coimputati a trasportare le auto, e che abbia cambiato le targhe, ma non altro. Chiede l’applicazione dei principi dell’ in dubio pro reo e della presunzione di innocenza. Chiede il proscioglimento dal reato di furto. Per il reato di danneggiamento, anch’esso è contestato. Secondo la difesa, manca la prova che le auto siano state effettivamente danneggiate dagli imputati. Presupponendo che le stesse venivano trasportate per essere vendute a terzi, risulta plausibile che il conducente abbia fatto la massima attenzione nel trasportarle. Per IM 5, visto che in nessun caso egli ha guidato le auto non essendoci il suo DNA, egli di certo non le ha danneggiate. Per la violazione di domicilio, anche questo reato è contestato. Come già detto, le indagini non hanno accertato se IM 5 abbia effettivamente effettuato il furto delle auto all’interno dei garage ticinesi. Mancando la prova che siano stati loro a prelevare le auto, non possono neppure essere entrati nei rispettivi garage per effettuare i furti.
Per quanto riguarda la commisurazione della pena, chiede venga tenuto conto delle circostanze del reato, si tratta di un processo indiziario ove manca la prova certa dei fatti. Nell’ipotesi in cui venisse comunque riconosciuto colpevole di furto, la difesa fa notare che le auto sono state riconsegnate ai legittimi proprietari e non danneggiate, se non minimamente, che IM 5 è in carcere da un anno e che ha genitori anziani e malati a cui provvede lavorando alla Stampa. La sua condotta dopo i fatti è ineccepibile. In via subordinata al proscioglimento, chiede che il reato di furto venga derubricato a ricettazione. Chiede poi che egli venga considerato complice e non correo degli altri partecipanti. Chiede che la pena proposta di 3 anni e 6 mesi venga ridotta massicciamente. Chiede il dissequestro degli effetti personali di IM 5, e, qualora venga prosciolto, che gli venga riconosciuta un’indennità per ingiusta carcerazione come da istanza agli atti;
§
l’avv. DUF 2, difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
il difensore sostiene che non sia possibile mettere sullo stesso piano i cinque imputati. IM 2 è entrato in un meccanismo già attivo da parte di altri, che già in passato si erano occupati di furti di automobili, con il compito di andare in _ a ritirare una vettura. Al momento, sostiene il difensore, nemmeno sapeva da dove provenisse l’automobile, tantomeno che fosse rubata. Si è limitato ad eseguire degli ordini. Non ha un ruolo importante né direttivo nel gruppo. Lo ritiene non un correo, quanto un complice. IM 2 è giovane e ingenuo, contrariamente agli altri ha lasciato tracce di DNA e impronte, non è sicuramente avveduto nel svolgere lavori di questo genere. In merito al furto delle cinque BMW avvenuto in _, IM 2 non è stato visto sui luoghi e non c’è una prova diretta che lui possa avervi partecipato. Vero è che ha lasciato le tracce su due auto e ne ha spostate altre due al di fuori del territorio svizzero. In merito al pt. B dell’AA, la difesa chiede se basti l’impronta sul porta targhe, ed il fatto che il suo telefono abbia lasciato tracce in zone sospette per imputagli il furto. Contesta l’aggravante del mestiere, IM 2 non ha ricevuto alcun compenso. Contrariamente ad altri, egli non si è mai notificato in alcun albergo, non avendo i mezzi per pagare. Tutti i veicoli a lui imputati sono stati recuperati, egli non ha dunque potuto realizzare nessuna refurtiva. Semmai per lui era previsto un compenso e non una partecipazione sul valore della refurtiva.
Per quanto concerne l’eventuale pena, egli è un giovane con una figlia e una madre lontane. A mente della difesa, non vi sono precedenti penali che meritano considerazione. Chiede una pena interamente sospesa con la condizionale, o con una condizionale parziale ma in modo che permetta a IM 2 di lasciare presto il carcere, computando il carcere sofferto anche in _. Chiede il dissequestro dei suoi effetti personali. Se la Corte dovesse decidere di fare degli approfondimenti e sospendere il dibattimento, l’avv. DUF 2 si riserva di chiedere la disgiunzione del procedimento a carico del suo cliente per evitare che soffra di un prolungamento del carcere che non dipende dalla sua posizione;
§
l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
Le indagini vertevano su numerosi furti, di cui solo alcuni sono stati infine compresi nell’atto d’accusa. Questo, a mente dell’avv. DUF 2, evidenzia il lavoro non troppo diligente degli inquirenti. Per quanto figura nell’AA, non vi è la prova della partecipazione ai furti, anzi, gli elementi in atti tendono ad escluderla. IM 1 contesta tutti i furti a lui imputati, tranne il tentativo di cui alla lett. D presso il garage Porsche, salvo per l’aggravante per mestiere e banda che è comunque contestata. La difesa descrive la sua vita anteriore, così come già agli atti. Il procedimento è indiziario, i principi da considerare sono quello della presunzione d’innocenza e dell’in dubio pro reo. Ritiene deboli gli indizi agli atti. Per quanto concerne la refurtiva, precisa che i 5 veicoli BMW sono stati tutti recuperati. In merito agli attrezzi ritrovati in camera presso l’_ a _, evidenzia come essi non sono stati collegati con ulteriori episodi di rilevanza penale. IM 5 ne ha rivendicata la proprietà, non possono dunque essere usati come indizio contro IM 1. In merito alla presenza in Svizzera di IM 1, la difesa contesta che egli si trovasse nelle vicinanze dei luoghi dei furti. La notte in cui avvenivano i furti delle cinque BMW in _, IM 1 si notificava presso l’_ di _. L’imputato oggi ha spiegato che si trovava in dolce compagnia, ciò che milita per l’esclusione di una sua partecipazione ai furti. Il difensore contesta poi che IM 1 abbia avuto in uso i telefoni che l’accusa gli assegna. Egli fin dall’inizio ha ammesso di aver avuto unicamente un Blackbarry modello 9900 con utenza finale 428. Dagli atti _ risulta un verbale di perquisizione e di polizia avvenuto la mattina del fermo, all’interno della camera dell’_, in cui sono stati rinvenuti sul comodino a destra del letto un cellulare Blackberry acceso e un cellulare Nokia spento, che IM 1 avrebbe indicato a gesti come suoi. Tale verbale è avvenuto in assenza in un interprete, non può dunque essere considerato. Non si capisce come nel corso dell’inchiesta gli siano stati attribuiti gli altri cellulari. Gran parte di questi oggetti è stata nel frattempo riconosciuta di proprietà di IM 5. Non vi sono inoltre prove circa la precisione dei rilevamenti delle antenne di telefonia.
La Polizia
dei cantoni _ e _ ha osservato gli imputati spostarsi con la VW Passat, la stessa che sarà poi fermata in _. Nessuno li ha mai visti guidare i veicoli poi risultati rubati sul suolo svizzero. IM 1 ha incontrato gli altri quattro presso l’albergo _ di _, la mattina dell’11 marzo 2014. Questo esclude una sua partecipazione ai furti. Il fatto che veniva visto osservare delle auto posteggiate in vari garage nulla prova. IM 1 non contesta di essere salito sulla VW Passat, e che sia stato rinvenuto il suo DNA sul poggiatesta, questo non significa che egli abbia avuto un ruolo negli episodi di furto. Fatto salvo per il tentato furto del pt. D, gli indizi raccolti sono inconsistenti. Chiede il proscioglimento dal pt. A dell’AA. IM 1 si trova sì in anticipata espiazione di pena, ma con la precisazione a verbale che egli non ammette i delitti contestati (AI 177). Nel caso di accoglimento della tesi accusatoria, chiede che IM 1 sia considerato quale complice. Egli, in questa ipotesi, si sarebbe limitato ad aiutare gli altri. Cadono dunque le aggravanti della banda e del mestiere. Per la commisurazione della pena, chiede venga considerato il ruolo subordinato che egli potrebbe aver ricoperto, il fatto che non risulta comprovato alcun guadagno, il lungo tempo trascorso lontano dalla famiglia e dalle due figlie e la durata della carcerazione preventiva. Chiede una pena detentiva massicciamente ridotta per rapporto a quanto chiesto dalla PP, già solo per i proscioglimenti dai pt. A. Quantifica in un massimo di tre mesi la pena finale, chiede venga assegnata un’indennità per riparazione come già calcolata in istanza;
§
l’avv. DUF 4, difensore dell’imputato IM 4, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
Sostiene che il fatto di aver trovato gli imputati in possesso delle auto rubate, non significa che siano stati loro gli autori materiali del furto. IM 4 a suo carico ha un totale di undici veicoli rubati. Contesta l’accusa di furto delle cinque Mercedes, la prova verso IM 4 sarebbe la foto di un apparecchio radar. IM 4 ha dichiarato di aver bisogno di soldi, e di aver accettato un’opportunità di lavoro da _. Egli è stato fotografato a _, 65 km dal furto, a bordo di una vettura non oggetto di furto. Non vi sono prove che sia stato lui uno degli autori. Chiede il proscioglimento da questo capo d’accusa, come pure da quello di guida senza licenza, essendo che IM 4 ha sempre affermato di esserne in possesso e non c’è ragione, secondo l’avv. DUF 4, per non credergli. In merito alle accuse di cui alle lettere A e C dell’AA, ovvero le cinque BMW rubate in _ e i due furgoni Mercedes, è stato rinvenuto del DNA di IM 4, il quale ha ammesso di aver guidato un furgone come pure una vettura BMW e di averla portata in aeroporto. Non vi sono intercettazioni del suo cellulare. Unico elemento in atti, è l’ammissione di IM 4 di aver condotto dette vetture. Ciò, a mente della difesa, non è sufficiente per imputargli i furti. Chiede dunque il proscioglimento integrale del suo cliente e l’accoglimento dell’istanza per ingiusto procedimento agli atti. Nell’ipotesi in cui la tesi accusatoria trovasse accoglimento, chiede che IM 4 sia considerato complice. Le aggravanti per banda e mestiere sono contestate. Non risulta nessuna volontà associativa, né una struttura. Si riferisce alla DTF 116 IV 319 per l’aggravante del mestiere. IM 4 non ha tratto alcun guadagno dal suo agire, e non vi ha consacrato nessun mezzo. Egli semplicemente si è limitato ad eseguire gli ordini. IM 4 è un giovane di 21 anni, una pena privativa della libertà di lunga durata può avere delle gravi conseguenze. Chiede, in caso di condanna, che venga inflitta una pena giusta e rispettiva dei principi del CP. Chiede di tenere conto della lunga carcerazione preventiva durata più di un anno. IM 4 ha inoltre una figlia di pochi mesi, non l’ha vista crescere. L’anticipata espiazione di pena è stata chiesta per poter effettuare colloqui liberi con i famigliari. Egli ha inoltre un lavoro assicurato dal fratello una volta uscito dal carcere, sta cercando di ricostruirsi una vita. Non vi è prognosi sfavorevole. Chiede dunque una pena posta al beneficio di una sospensione condizionale almeno parziale. Chiede in via principale il proscioglimento totale di IM 4 e risarcimento del torto morale. In via subordinata, chiede l’assoluzione delle lett. A2 e A3, non essendoci prova alcuna che egli abbia danneggiato o violato la proprietà. I precedenti penali non sono specifici. Chiede la riduzione della pena proposta e la condanna ad una pena detentiva di tre anni, sospesa parzialmente in modo che possa guadagnare presto la libertà. Chiede il dissequestro degli oggetti indicati nell’AA assegnati a IM 4, ad eccezione dell’IPod di colore blu e della chiavetta USB, per cui non ci si oppone alla confisca.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
Visti gli art.
12, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 139, 144, 186 CP; 95 LCStr;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations