# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 542d5e77-684e-5365-b55b-9d872161a89c
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
1. Curricula
a) IM 2 (IM 2)
"
Sono nato in _ nel _. Io sono l’unico figlio di mio padre, che è deceduto quando io avevo circa 20 anni. Successivamente mia madre si è risposata è ha avuto altri 3 figli, che sono dunque miei fratellastri, con i quali ogni tanto mi vedo e mi senso al telefono. Uno vive a _ e gli altri due in _.
Mio padre faceva il fotografo ed aveva uno suo studio nella città _ di _. Mia mamma invece aveva un piccolo negozio dove vendeva del cibo. Oggi lei non lavora più perché è vecchia. Ogni tanto la sento al telefono. Raramente la vedo.
Per quanto riguarda la mia formazione, osservo che ho concluso il College e poi ho iniziato l’università a _ in _. Ero iscritto alla facoltà di scienze politiche, ma al secondo anno ho smesso perché non avevo soldi per continuare gli studi. L’università l’ho smessa, se ben ricorso, nel 1993.
Da quel momento in avanti ho iniziato a lavorare come muratore in _. Non è comunque mai stato un lavoro fisso. Quando lo trovavo, iniziavo a lavorare. Sta di fatto che nel 2003 ho lasciato _ e ho raggiunto la _, dove ho però ottenuto il permesso di soggiorno solo nel 2009.
In _ ho comunque sempre lavorato, i primi anni in nero, nell’ambito dell’edilizia, come muratore. Sono riuscito a racimolare circa € 900/1000.00 al mese per diversi anni.
Nel 2001 mi è stato proposto di trasportare della droga dalla _ a _ e io ho accettato perché ero senza lavoro. Mi erano stati promessi € 1200.00, che però non ho ricevuto perché sono stato arrestato.
A _ sono rimasto in carcere 9/10 mesi effettivi e poi sono tornato in _, dove non ho comunque trovato lavoro. Ecco perché mi sono messo a “rilavorare” con la cocaina.
Per quanto riguarda la mia vita sentimentale, osservo di essere sposato con una donna _ che vive a _. Io, prima di essere arrestato qui a _, vivevo con lei proprio a _, anche se in _ non ho il permesso di soggiorno. A
Non ho figli. Non ne ha nemmeno mia moglie”.
E’ in possesso di un regolare passaporto _.
Ha due precedenti in _: il primo, per violazione delle norme sulla residenza, gli è valso una condanna a un mese di detenzione inflittagli dalla Corte correzionale di _ il 26 marzo 2009 mentre il secondo, più grave, per infrazione alla legge sugli stupefacenti ha portato, con pronuncia 19 dicembre 2011 del tribunale correzionale di _, alla sua condanna a un anno e mezzo di reclusione interamente espiata fino al 5 maggio 2012.
b) IM 1 (M 1)
"
Sono nato in _ nel _. I miei genitori hanno avuto un altro figlio maschio. È più giovane di me. Lui oggi ha 27 anni e vive in _, dove studia.
Mio padre è morto quando io avevo 12 o 13 anni. Di lui non voglio parlare, né di come è morto. Ormai l’ho dimenticato.
In vita faceva l’autista.
Mi mamma invece è ancora in vita e fa la casalinga. Non ha mai lavorato.
Per quanto mi riguarda, nel mio Paese ho fatto la scuola rpimaria e la scuola media, ma non ho proseguito negli studi.
Ho però imparato a fare l’eletticista e talvolta ho anche fatto colui che “riempie” i bus nel senso che si indica ai passeggeri dove un torpedone andrà.
In _, quando ho lavorato, guadagnavo comunque in modo sufficiente per vivere.
Nel 2004 ho avuto problemi con la seconda moglie di mio padre nel senso che lei voleva uccidermi.
ADR
che non voglio dire perché voleva uccidermi.
Sta di fatto che nel 2004 ho deciso di lasciare la _ e mi sono diretto in _, dove ho lavorato, in particolare a _, dove lavavo le macchine, guadagnando “in nero”.
La vita però era dura e già nel 2004, se ricordo bene, sono venuuto in _. Quello che ho poi fatto qui, lo si vede dalle diverse condanne a mio carico. Preciso comunque che nel 2004 avevo chiesto asilo politico e avevo anche lavorato per il Comune di _. Poi ho perso questo lavoro e ho iniziato a spacciare cocaina”.
Il _ è diventato padre di una figlia, _, avuta da una relazione con una ragazza che vive in _. In carcere ha già avuto modo di conoscerla.
In possesso oggi di validi documenti di legittimazione, è conosciuto dalle autorità giudiziarie con il nome di _, condannato con sentenza 27 luglio 2007 dalla Corte delle Assise correzionali di _ ad una pena detentiva di 15 mesi da espiare per infrazione alla LStup e con DAC 7 ottobre 2011 del MP a una pena detentiva di 5 mesi ancora per infrazione alla LStup e per entrata illegale.
c) IM 3 (IM 3)
Dei tre è l’unico tecnicamente incensurato, anche se nel canton _ è stato sanzionato per aver contravvenuto alle regole sulla residenza. Anch’egli è in possesso di regolari documenti di legittimazione.
"
Sono nato in _ nel _.
I miei genitori hanno avuto altri tre figli più giovani di me, che vivono oggi ancora tutti in _.
Prima di essere arrestato ogni tanto li sentivo.
Mio papà ha 89 anni e mia mamma 67. Tutti e due, quando erano giovani, hanno fatto i contadini. Oggi lavorano poco.
Li ho visti l’ultima volta quando sono stato in _ nel febbraio 2013.
Con loro ho un buon rapporto.
Per quanto riguarda la mia formazione, osservo di aver fatto solo le scuole elementari.
Ho poi quasi subito iniziato a lavorare nei vari mercati nella città di _. Vi ho lavorato fino all’età di 22 anni circa.
Se ricordo bene nel 2004 sono riuscito ad arrivare in _. Sono stato in _. Ma poi sono subito venuto in _ e ho chiesto asilo politico.
Il PP mi diche che effettivamente ho chiesto asilo politico nell’ottobre 2004 (AI 220), ma già il 20.10.204 la mia domanda è stata respinta.
Io ho comunque in mente che sono rimasto in _ per uno o due anni e poi me ne sono andato, raggiungendo la _, dove mi sono stabilito ed ho ottenuto un permesso di soggiorno 4 o 5 anni fa.
In _ ho lavorato come operaio in ambito edile.
In _ non ho mai trafficato droga.
Nel 2010 sono andato a _ in vacanza e lì sono stato investito da una macchina che mi ha rovinato una gamba, quella sinistra, che ancora oggi mi fa male e mi fa zoppicare.
Come ho già detto in _ sono venuto ancora nel gennaio 2012.
Il PP mi dice che ero già stato nel Canton _ nel luglio 2011, perché vi sono stato condannato per infrazione alla Legge Federale sugli stranieri.
È vero ma sono stato là solo una settimana per una vacanza.
ADR
che nel gennaio 2012 sono venuto in _ sperando di trovare aiuto da parte di qualcuno perché ero un po’ disperato, ma non l’ho trovato. Son quindi entrato nel mondo della droga ed è stato il mio più grande errore.
Per quanto riguarda i miei legami sentimentali, sono sposato da 5 o 6 anni. Mia moglie vive a _ ed è _. Fa la commessa in un supermercato.
Io e lei non abbiamo figli. Lei ha però un figlio da un altro uomo.
Io non ho figli ma ne aspetto uno da un’altra donna che vive in _, a _. È una studentessa dell’università di _. È _ ma ha il permesso per vivere in _”.
In aula ha spiegato:
"
Mia moglie ha una figlia. Ora aspetto un bambino da un’altra donna che abita in _, è ancora incinta e non saprei dire di preciso di quanti mesi. Ho ancora dei contatti con lei, purtroppo non sta bene di salute e per questo abbiamo pochi contatti. Nel futuro sono pronto a prendermi cura di lei e del bambino. È vero che vorrei tornare in _, di questo ne ho parlato con lei ed è d’accordo di venire in _ con me. La mia attuale moglie in _ è d’accordo che io porti con me quest’altra donna incinta di mio figlio, dato anche il fatto che la mia attuale moglie non vuole avere altri figli”.
Soffre di una zoppia di una certa rilevanza. A proposito dell’infortunio occorsogli in _, in aula ha detto:
"
Mentre camminavo su un fondo nevoso un’automobile mi ha investito. Il conducente dell’auto è scappato e io sono stato soccorso dalla Polizia. A causa di questo incidente sono stato operato, purtroppo l’intervento non si è concluso come doveva. Soffro ancora di dolori alla gamba sinistra, tanto che ancora zoppico”.
2. Gli arresti
a) IM 1 è stato fermato il 13 marzo 2013 in _, mentre IM 2 è stato arrestato poco più di un’ora dopo presso il bar _, nell’ambito dell’inchiesta denominata _. Dal relativo rapporto di arresto si apprende:
"
Nelle scorse settimane , grazie ad alcune intercettazioni telefoniche, si stabiliva come i soggetti coinvolti fossero dediti nello spaccio di cocaina sulla piazza _, purtroppo vista la complessità dell’inchiesta e le non poche difficoltà nel monitorare questa organizzazione, non è stato possibile intervenire presso i rispettivi alloggi in quanto al momento del nostro intervento non conosciuti e quindi, per motivi di opportunità si decideva di porre fine al loro intento criminale arestandoli mentre si trovavano presso uno dei loro ritrovi o nelle immediate vicinanze.
Infatti, alle ore 21.35 del 13.03.2013, si aveva modo di captare come la persona sino a quel momento a noi conosciuta con lo pseudonimo di “_”, ossia l’utilizzatore dell’utenza _, si apprestava a salire a bordo del veicolo condotto dal _. Quindi, dopo essere riusciti ad interecettare tale veicolo, con non poche difficoltà, si riusciva a fermare ed a tradurre presso i nostri uffici gli occupanti dello stesso. Oltre all’autista, _, il qual eè risultato estraneo ai traffici di stupefacenti, sebbene ha dichiarato di conoscere “_” a partire da almeno fine estate 2012 e di aver intrattenuto contatti telefonici con lui con svariate utenze, tra cui l’utenza _ perlomeno a partire dallo scorso anno.
In qualità di passeggero prendeva posto IM 1, da noi conosciuto sino a quel momento con il soprannome di “_”.
Tradotto presso gli scriventi uffici, IM 1 veniva assunto a verbale durante il quale gli veniva fatto prendere atto come, _, il corriere di droga arrestato in _ il 22.01.2013 con 1.224 Kg di cocaina sottoforma di ovuli, ha dichiarato come in data 31.12.2012, durante un suo soggiorno a _, è stato contattato dal numero _, numero che gli era anche stato dato dal fornitore _ _
per contattare il destinatario della cocaina. Inoltre, dall’utenza _ è stato pure inviato un messaggio all’utenza _ in uso al corriere arrestato. Dopo aver preso atto di ciò, IM 1 ha negato ogni addebito.
(...)
IM 1
prendeva pure atto che, a seguito del divieto d’entrata sul suolo elvetico emanato a suo nome, si è pure reso autore di Infrazione alla Lstr.
Al termine del verbale IM 1 veniva accompagnato presso il _ dell’_ dove acconsentiva a sottoporsi alla radiografia che evidenziava la presenza di almeno 12 corpi entranei a livello dell’intestino tenue e pertanto veniva trasferito e incarcerato presso la cella al 9° piano dell’_.
Alle ore 23.05 del 13.03.2013 si effettuava un controllo presso l’_ _ sito in Via _ a _ in quanto sospettavamo come un altro membro del sodalizio criminale fosse al suo interno.
Infatti, venivano identificati due cittadini _, IM 2
e _, i quali sospettavamo fossero legati ad IM 1 e quindi venivano tradotti presso gli scriventi uffici per un controllo più approfondito. Durante i controlli di rito, emergeva come IM 2 fosse in possesso dell’utenza _, utenza posta sotto censura.
Mentre risultava come _ fosse in possesso del collegamento telefonico _, utenza questa che appariva spesso nei controlli telefonici in corso, in particolar modo emergeva come tale utenza fosse in contatto frequente con l’utenza trovata in possesso del IM 2 e come le conversazioni tra questi due vertevano spesso su traffici di stupefacenti.
Per tale motivo i due venivano assunti a verbale e agli stessi venivano sottoposte svariate conversazioni intercettate nelle settimane precedenti”.
b) IM 3 è stato arrestato il 18 aprile 2013 in via _. Così il relativo rapporto di arresto:
"
In data odierna, nelle circostanze sopra indicate, a mano dei relativi ordini di perquisizione e sequestro, si interveniva presso l’appartamento in uso al cittadino _ con permesso tipo B, _.
All’interno del monolocale era presente unicamente il citato IM 3.
La perquisizione domiciliare permetteva di rinvenire, oltre a diversi telefoni e schede SIM, 16 ovuli di cocaina (peso lordo totale 172 gr.) celati in una borsa messa sotto chiave all’interno di un armadio.
IM 3, tradotto presso gli uffici della Sezione Antidroga di _, veniva assunto a verbale alla presenza dell’avv. DUF 2.
L’arrestato si addossava subito la proprietà dello stupefacente.
Ha inoltre dichiarato di aver ricevuto la sostanza da certo “_”, ignoto cittadino _ incontrato, a suo dire, casualmente a _ circa 5 giorni orsono.
IM 3
ha
dichiarato di aver ricevuto da “_”
17 ovuli ed 1 bolas di cocaina
dietro promessa di pagamento di
CHF 250.- per ogni ovulo
una volta terminata la vendita della sostanza. (...)
In relazione alla sua presenza in _, IM 3, ha dichiarato di trovarsi a _ da 5 giorni e, nonostante gli elementi a suo carico che gli sono stati contestati, ha mantenuto la sua versione dei fatti”.
c) Dai rispettivi fermi tutti e tre gli imputati sono in detezione, in anticipata espiazione IM 2 e IM 3 dal 28 maggio 2013, IM 1 dall’11 giugno 2013.
3. I fatti
a) Fatti salvi 100 gr di cocaina contestati da IM 2 (questione peraltro senza grandi incidenze sostanziali) e la consapevolezza da parte di IM 1 e di IM 3 nei reati legati alla LStr, su cui si tornerà in seguito, tutti gli imputati sono rei confessi.
b) Dal rapporto di polizia, si apprende:
"
A seguito dell’arresto di _, avvenuto in _, al confine _ di _ in data 22.01.2013, prendeva avvio l’inchiesta denominata _.
Con le informazioni giunte per il tramite delle autorità _ è stato possibile attivare, nel corso del mese di marzo, una censura telefonica sull’utenza svizzera _. L’utilizzatore del collegamento telefonico appena citato doveva infatti essere stato il destinatario di un carico di cocaina, pari ad almeno 200 grammi il 31.12.2012. In tale data, tale _, arrestato in _ il 22.01.2013 in possesso di 1090 grammi netti di cocaina suddivisa in 111 ovuli, aveva già ricevuto un SMS dall’utenza _ dal contenuto “_”, con chiaro riferimento all’omonimo bar di _, luogo in cui, corriere e destinatario dello stupefacente, avrebbero dovuto incontrarsi per la consegna.
Per i dettagli facciamo riferimento al rapporto del 19.02.2013.
Gli ascolti in diretta sull’utenza _, poi scoperta in uso al cittadino _ IM 1, hanno subito permesso di costruire una fitta rete di correi attivi nell’importazione e vendita al dettaglio di cocaina soprattutto sul territorio _.
A seguire nel tempo sono state attivate altre censure telefoniche sulle utenze _ successivamente sequestrata in uso a IM 2, _ e _ in uso a IM 3, entrambi cittadini _ attivi nel traffico di stupefacenti nella nostra regione. (...)
In data 13.03.2013, dopo intensa attività d’indagine, si riusciva a localizzare ed arrestare, a _ nella zona di _, IM 1 e IM 2. Unitamente a loro veniva pure arrestato _, cittadino _ spesso in contatto telefonico con i primi due ed anch’esso attivo nella vendita al dettaglio di cocaina.
IM 1
, poco prima del fermo, riusciva ad ingerire 14 bolas di cocaina per un peso totale di 12.04 grammi netti. In suo possesso pure CHF 300.- ed Euro 470.-.
IM 2
veniva invece trovato in possesso di una bolas di cocaina da 0.64 grammi netti nonché CHF 4680.- ed Euro 160.-.
Dopo i primi interrogatori dei tre fermati si procedeva alle perquisizioni degli appartamenti in uso a IM 1 e IM 2, rispettivamente a _ e _.
A _, in Via _, si effettuava la perquisizione presso l’abitazione di _, cittadina _ che ospitava IM 1. Nulla di particolare emergeva.
Veniva pure effettuata una perquisizione a _ in Via _ presso l’appartamento in uso a _, persona che ha ospitato IM 1
e qualche volta in contatto telefonico con lo stesso. Nulla inerente ad IM 1 veniva ritrovato nell’abitazione.
Per contro, presso l’appartamento in uso a _
a Via, luogo in cui risiedeva IM 2, venivano rinvenuti 28 ovuli di cocaina e 2 bolas per un peso netto pari a 276.31 grammi.
In data 29.03.2013 veniva effettuata un’ulteriore perquisizione nell’appartamento di _, cittadino _ che ospitava _, a _ in Via _.
Nell’appartamento veniva sequestrato diverso materiale utile all’inchiesta ma nessuna sostanza stupefacente.
Il 17.04.2013, a mano dei relativi ordini, si interveniva nell’appartamento in uso a _
e _, cittadini _ i cui collegamenti telefonici risultavano spesso in contatto specialmente con quelli di IM 3.
La perquisizione permetteva il ritrovamento di 6.86 grammi di cocaina suddivisa in bolas.
Grazie agli arresti di _ e _ ed alle successive informazioni raccolte, in data 18.04.2013 si poteva localizzare l’appartamento in uso al cittadino _ IM 3, utilizzatore delle utenze _ e _ già poste sotto censura.
Durante la perquisizione dell’appartamento di Via _ a _, venivano rinvenuti 156.75 grammi netti di cocaina suddivisa in ovuli nonché diverso altro materiale da vagliare”.
c) Le singole posizioni sono poi state vagliate, in maniera precisa e dettagliata, come impone l’art. 317 CPP, nei rispettivi verbali finali di cui agli AI 301 (IM 1), 302 (IM 2) e 304 (IM 3) che si danno qui per integralmente riprodotti.
d) Per quel che è dell’unica contestazione di IM 2, rilevasi in particolare dall’AI 302:
"
Quanto ai rimanenti 100 grammi, quelli del
punto 1.3
, ribadisco che li ho buttati via su indicazione di _ dalla, in quanto si trattava di sostanza da taglio.
Il PP con riferimento a quest’ultima mia risposta, mi dice che non mi crede per le medesime ragioni che mi sono state elencate alle pagine 3 e 4 del mio verbale di interrogatorio del 28.05.2013 (AI 263), che mi vengono nuovamente riassunte (nessuna telefonata fra me e utenze _ sino al 13.03.2013 dopo il mio rientro dalla _ con _, in cui si parla di sostanza da taglio, AI 260 / indicazione errata a verble del colore degli ovuli contenenti cocaina con la conseguenza che non posso averli distinti da quelli asseritamente contenenti sostanze da taglio) e alle quali va aggiunto che:
-- il 06.03.2013, alle ore 01.12, come mi è già stato contestato in corso d’inchiesta, mentre sono in partenza per la _ da dove poi importerò in _ il 7/10.03.2013 540 grammi di cocaina, vengo esortato da IM 1 a “confezionarla bene perché altrimenti c’è il rischio che si apra durante il viaggio”;
-- all’inizio dell’inchiesta, anche se poi ho ritrattato durante il confronto con lui, ho dato atto che 100 grammi di cocaina li avevo dati a IM 1;
-- sono stati analizzati dei campioni di cocaina sequestrata il 13.03.2013 a IM 1 e gli stessi sono chimicamente legati ai campioni di cocaina di mia proprietà, i quali sono stati sequestrati presso l’appartametno di _ a _.
Mi viene al poposito mostrato l’Allegato 12 al Rapporto d’inchiesta dell’8.07.2013;
-- fra IM 1 (con le sue utenze _ e _) e me (con l’utenza _ fra il 12.02.2013 e il 06.03.2013 (quindi in poco più di tre settimane) vi sono stati ben 369 contatti telefonici (quasi 15 al giorno !) come emerge dal Rapporto di segnalazione del 08.07.2013 della Polizia cantonale, ciò che ben indica un importante legame fra me e lui;
Mi viene chiesto di finalmente raccontare la verità sul destino dei residui 100 grammi di cocaina.
Ho capito il ragionamento del verbale ma io insisto nel sostenere che gli ultimi 100 grammi erano sostanza da taglio che ho buttato via su indicazione di _ che mi ha chiamato dalla _. _ non è IM 1 (detto _) né è suo parente”.
e) La Corte non ha creduto alla versione di IM 2 già solo per il fatto che è poco verosimile che, nelle circostanze sopraindicate, un corriere si porti nelle proprie viscere un quantitativo del genere di sostanza da taglio che può, invece, essere reperita direttamente e facilmente nel luogo di destinazione dello stupefacente. Secondariamente non è dato di sapere come l’imputato avrebbe potuto distinguere la droga dalla sostanza da taglio visto gli ovuli erano di uguali dimensioni e, sul colore degli stessi, egli medesimo, nei primi verbali, non ha mai preteso fossero diversi, errando addirittura sul colore di quelli rinvenuti in occasione di un interrogatorio di polizia, ciò che la dice lunga sulla sua attenzione alle asserite differenze cromatiche. Per finire va pure osservato che in nessuna delle telefonate intercettate si parla di sostanza diversa da quella principalmente oggetto, poi, del trasporto. L’accusa è quindi stata confermata.
f) Premesso che il concorso dei reati contro la LStr ha avuto, data la gravità oggettiva delle altre accuse, scarsa rilevanza nella commisurazione della pena, va detto che IM 1 era del tutto consapevole di non poter venire in _ sia per il fatto che la gravità della condanna rendeva praticamente automatico il suo allontanamento sia per il fatto stesso che, in precedenza, lui era venuto in _ ben sapendo di aver utilizzato delle false identità.
g) Per quel che riguarda IM 3 è, invece, appena il caso di rilevare che nel 2011 le autorità vodesi già lo avevano inchiestato e gli avevano inflitto una multa proprio in relazione alla sua irregolare situazione in _. Non occorre pertanto spendere ulteriori parole per confermare l’accusa.
4. Delle pene
a) Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale. L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (
Stratenwerth
,
Schweizerisches Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6;
Stratenwerth/Wohlers
, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP
).
Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende,
mutatis mutandis
, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP
(Stratenwerth/Wohlers
, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).
Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata  situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (
Strafempfindlichkeit
) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4; 6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid.
2.1 con rinvii;
Stratenwerth
,
op. cit., n. 53 segg. ad § 7).
Esigenze di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al riguardo il TF: "
Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa
” (DTF 118 IV 342).
Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per sostenere che una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).
b) Più volte la CARP ha ribadito che, in materia di stupefacenti, la colpa oggettiva si misura in quantitativi di droga spacciati (sentenza 29 agosto 2012 in re C.), in quanto lesione del bene protetto e meglio la salute delle persone. Ciò detto la Corte ha ritenuto senz’altro pertinente la considerazione, generale, che, se vi è un traffico, vi è di certo una domanda che lo alimenta e che, sempre con riferimento al bene protetto, vari studi dimostrano come la cocaina non sia soltanto una droga di strada, consumata da persone con evidenti problemi di inserimento sociale, ma anche da professionisti stimati, da persone che lavorano normalmente e che sono perfettamente cognite dei rischi che comporta l’uso di tale sostanza. Sennonchè, nella fattispecie, non si può, a proposito dei tre imputati, parlare di persone sfruttate da questo mercato, costrette a spacciare per sopravvivere. In realtà sono tre persone perfettamente consapevoli del loro stato di illegalità che hanno saputo tessere, in _, importanti relazioni sociali che avrebbero consentito loro di non delinquere; se solo si pensi che IM 1 ha una figlia concepita con una ragazza che vive regolarmente in _, IM 2 è sposato con una cittadina _ che vive a _ e IM 3 è regolamente sposato in _. Invece, IM 1 ha dapprima delinquito con false generalità e IM 2 ha precedenti specifici in _.
Tornando ai criteri di fissazione della pena, se solo prendessimo quelli ritenuti nel precedente a carico di IM 1 e li proiettassimo nel presente caso, senza tener conto della recidiva, si giungerebbe ad una pena detentiva, almeno per IM 1 e IM 2, attorno ai quattro anni, soluzione che, a mente della Corte, sarebbe eccessivamente severa, tenuto anche conto del fatto che tutti saranno allontanati dalla _.
c) Fatte queste premesse, la Corte ha ritenuto equo condannare IM 3, che è colui che ha la minore colpa, che ha senz’altro collaborato con gli inquirenti, che presenta una situazione personale più difficile dovuta alla menomazione fisica e che non ha precedenti specifici, ad una pena detentiva di 18 mesi. Incensurato e in possesso di validi documenti che ne consentono l’allontanamento, la pena può essere condizionalmente sospesa per un periodo che, per rafforzare la prognosi e scongiurare un prossimo ritorno in _ a delinquere, viene fissato in quattro anni. Non essendovi state opposizioni, IM 3 è quindi stato immediatamente scarcerato.
d) Per IM 1, spacciatore indefesso che è tornato in _ a commettere gli stessi reati per cui era già stato condannato sotto false spoglie, la Corte, ritenuta una scarsa collaborazione che si è limitata ad ammettere fatti ormai incontestabili, ha considerato equa una pena detentiva di 26 mesi, da espiare stante la prognosi infausta.
e) IM 2 ha la colpa maggiore non solo per i quantitativi ma anche per il ruolo avuto nell’organizzare i traffici. Per lui la collaborazione è stata scarsa e, con l’intestardirsi nel sostenere che 100 gr. sarebbero stati sostanza da taglio, ha per finire dimostrato di non essersi completamente dissociato dalla sua attività illecita. Non più giovanissimo, con un precedente specifico molto vicino nel tempo, non può, di tutta evidenza beneficiare di circostanze particolarmente favorevoli come preteso dall’art. 42 cpv. 2 CP. Tutto ciò considerato la Corte gli ha inflitto una pena detentiva di 31 mesi da espiare interamente.
5. Varie
a) Per quel che è dei sequestri la Corte ha seguito l’impostazione dei verbali finali ed ha confiscato tutto quanto legato alle attività illecite, accogliendo le richieste delle difese sui dissequestri di quanto strettamente personale degli imputati e che non è risultato essere mezzo o provento di reato.
b) Le spese sono poste a carico dei condannati in solido con ripartizione interna di un terzo ciascuno.
c) Le retribuzioni dei difensori d’ufficio (per quello di IM 1 fino al termine della procedura preliminare), le cui pretese integrali non sono, da parte di tutti, state presentate entro lo svolgimento del processo, sono state decise con sentenza separata.
Visti gli art.
12, 34, 37, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 305
bis
CP, 19, 19a LStup, 115 LStr;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations