# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 75845f37-5979-560f-a140-c022885df0f7
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 6 giugno 2011, RI 1, dipendente dell’impresa di costruzioni _ di _ in qualità di operaio edile e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, mentre stava tagliando il ramo di un albero, ha perso l’equilibrio ed è caduto dalla scala su cui si trovava, urtando la schiena sul terreno sottostante (doc. 3).
Il caso è stato assunto dall’CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge.
1.2. Ritenuta la situazione post-infortunistica stabilizzata, con decisione formale del 4 febbraio 2014 l’CO 1 ha accordato a RI 1 una rendita d’invalidità del 23% a far tempo dal 1° dicembre 2013, oltre che un’IMI del 20% (cfr. doc. 187 e 191).
A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1 (cfr. doc. 201), in data 28 maggio 2014, l’amministrazione ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. I+A).
1.3. Con tempestivo ricorso del 3 luglio 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’amministrazione sia condannata a riconoscergli una rendita d’invalidità LAINF del 100%, rispettivamente del 66% almeno, nonché un’IMI del 30%.
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente adduce innanzitutto di aver dimostrato, dapprima in occasione del tentativo di ripresa di attività lavorativa presso l’impresa _ e, in seguito, durante lo stage lavorativo in ambito protetto presso l’ _, di non avere più nessuna capacità lavorativa residua, nemmeno in attività leggere o molto leggere. L’assicurato contesta, quindi, la valutazione dell’esigibilità lavorativa effettuata dal dott. RI 1, su cui l’assicuratore resistente ha fondato la propria decisione. Al riguardo, il ricorrente fa valere quanto segue:
"
(...)
L’accertamento medico posto alla base della decisione è incompleto, non esamina in maniera completa e approfondita tutti i punti litigiosi e non si fonda su degli esami approfonditi.
I fatti contestati smentiscono la pertinenza della valutazione.
Contrariamente a quanto richiesto ed opportuno, la CO 1 non si è basata su un adeguato, completo accertamento medico interno, in concreto una semplice visita ambulatoriale, che inoltre risale ormai all’8 luglio 2013 e che non ha approfondito con adeguati esami gli aspetti reumatologo, ortopedico e non da ultimo psichiatrico, che investe l’assicurato.
Era perlomeno opportuna una perizia (ortopedica o reumatologica), che viene qui ulteriormente richiesta.
Alla valutazione medica alla base della decisione non può essere riconosciuta piena forza probatoria e non è esaustiva e sufficiente.
Da parte sua l’assicuratore infortuni si è pure basato sulla citata, contestata, valutazione medico teorica per ritenere una piena capacità di guadagno in attività adatta senza però indicare nessuna concreta possibile attività lavorativa per l’assicurato nel mercato del lavoro come invece è necessario (
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des BGer zum Sozialversicherungsrecht, BG über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, ad art. 18 cpv. 2 Lainf, n. II.2.b, pag. 130
). Anche in tal senso la sua valutazione è errata. (...)"
(cfr. doc. I, p. 7)
L’assicurato contesta inoltre gli aspetti economici relativi al grado di invalidità stabilito dall’Istituto convenuto, ritenendo giustificata una deduzione sociale del 25% sul reddito da invalido. A suo avviso, si giustificherebbe quindi l’assegnazione di una rendita d’invalidità del 100% o, perlomeno, del 66% (cfr. doc. I, pag. 9).

## Considerations