# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d24d9dce-5b86-4287-a177-71288cc16ccd
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

, difensore dell’imputata IM 1, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni: per le accuse di esercizio illecito della prostituzione e attività lucrativa senza autorizzazione, rileva che nessuna circostanza temporale è desumibile dalle affermazioni rilasciate in corso d’inchiesta da IM 1. Potrebbe quindi già essere intervenuta la prescrizione e, ritenuto che non è possibile stabilire i termini temporali dell’eventuale reato, chiede il proscioglimento della sua assistita da questo capo d’imputazione.
Per quanto attiene al reato di furto, la difesa rileva che IM 1 non ha mai contestato né i reati né la refurtiva, assumendosi le sue responsabilità, pur non ricordando ogni cosa.
La difesa elenca i criteri applicabili alla commisurazione della pena, citando la sentenza CARP 17.2012.119, e rilevando che nel caso concreto l’imputata non ha mai usato la forza nella perpetrazione dei furti, i quali, seppure qualificati, non ledevano in alcun modo l’integrità fisica delle vittime, ma ella sfruttava unicamente le occasioni che le si presentavano. IM 1 ha agito con l’unico scopo di adempiere ai suoi compiti di madre, avendo anche un figlio gravemente malato, e non per motivi egoistici. L’imputata ha frequentato le scuole dell’obbligo unicamente fino alla terza elementare, si è sposata all’età di 18/19 anni ed ha messo al mondo due figli. Non va dimenticato che l’ambiente in cui è cresciuta non le ha permesso di comprendere che vi era un’altra via. Ella è sempre stata collaborativa, confessando sin da subito i diversi furti. Gli importi sottratti, in fine, sono piuttosto esigui.
Alla luce di quanto precede, la difesa ritiene che la pena da infliggere a IM 1 non debba superare 1 (un) anno di detenzione.
Quanto alla sospensione condizionale della stessa, rileva che l’imputata è già stata condannata in precedenza, ma mai nei termini dell’art. 42 cpv. 2 CP, motivo per cui alla pena va concesso il beneficio della sospensione condizionale parziale, con un periodo da espiare non superiore ai 6 (sei) mesi. I 6 mesi passati in carcere nell’ambito di questo procedimento la tratterranno dal commettere nuovi reati.
Quanto alle pretese civili degli AP, contestate, la difesa chiede che vengano rimandate al foro civile ex art. 146 cpv. 2 CPP.
Chiede in fine il dissequestro degli oggetti e dei valori patrimoniali sotto sequestro;
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l’MLaw _
, difensore dell’imputata IM 2, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni: IM 2 è una donna di 38 anni residente in _, sposata da _ anni, con _ figli. Nell’arco della sua vita ella ha potuto frequentare solo la scuola elementare, siccome la scuola secondaria era troppo lontana da casa sua. Prima del suo arresto ella abitava in una sorta di baracca con i servizi igienici all’esterno con la numerosissima famiglia. Entrambi i suoi genitori sono pensionati e soffrono di gravi problemi di salute. Il marito di IM 2 lavora quale manovale nell’ambito _ e percepisce un salario di _ mensili. L’imputata in _ era sempre alla ricerca di piccoli lavoretti ed ha lavorato come donna delle pulizie. Le modeste entrate di cui disponeva la famiglia dell’imputata non erano certo sufficienti per provvedere al mantenimento. La difesa ritiene che la difficoltà economica della sua assistita vada presa in considerazione nell’ambito della commisurazione della pena.
Se è vero che nell’ambito dell’inchiesta IM 2 ha in un primo tempo assunto un comportamento collaborativo, va detto che questa condotta rientra nei suoi diritti di imputata e dalla medesima non può giungerle alcun pregiudizio. Nel corso dell’inchiesta ella ha in ogni caso poi assunto un comportamento collaborativo, ammettendo tutti i furti contestatile, nonostante non ne ricordasse i dettagli. IM 2 ha sicuramente sgravato il compito degli inquirenti, basti soltanto pensare che non si è reso necessario analizzare i telefoni per determinare gli spostamenti dell’imputata.
Sul ruolo avuto da IM 2 nella commissione dei reati, la difesa rileva che _ è l’unico ad aver partecipato a tutti i furti ed a tutti i prelievi abusivi, era lui che sceglieva i negozi in cui perpetrare i furti ed era lui che decideva quando le donne dovevano venire in Svizzera. Era sempre lui a decidere se effettuare dei tentativi di prelievo con le carte sottratte. IM 2, dal canto suo, era tanto dipendente da lui da non sapere nemmeno in quale luogo si trovasse in occasione dei furti. Al momento dell’arresto IM 2 è stata trovata senza denaro, posto che questo era stato da lui consegnato a _, con il quale ella aveva un debito di circa CHF 700.00. Il ruolo di quasi dipendenza che IM 2 aveva nei confronti di _, a mente della difesa, deve essere preso in considerazione nella commisurazione della pena.
Il modus operandi dell’imputata, peraltro, non prevedeva di distrarre la vittima, ma la stessa si limitava ad approfittare della disattenzione della vittima. IM 2 non è una persona aggressiva o una mente criminale.

## Considerations

La difesa non contesta i fatti e la sussunzione in diritto di cui ai punti 1, 2 e 7 dell’atto d’accusa. Contesta per contro il punto 8 del rinvio a giudizio. Tale reato è stato contestato a IM 2 unicamente in sede di interrogatorio del 25 maggio 2016 e non le sono mai state mostrate le immagini della videosorveglianza, dalle quali in ogni caso l’imputata non risulta. Ella non ha ricevuto alcunché dal prelievo abusivo. Ci si chiede poi per quale motivo debba contestare questo prelievo abusivo, avendo ammesso tutti gli altri fatti che le sono stati contestati. La difesa chiede quindi il proscioglimento della sua assistita dal punto 8 dell’atto d’accusa in virtù del principio in dubio pro reo.
Quanto alle pretese di diritto civile degli AP, postula il rinvio al foro civile, nonostante l’imputata non abbia contestato la refurtiva.
Per quel che ne è, in fine, della pena, rileva che la refurtiva è piuttosto bassa. Dal profilo soggettivo rileva che la commissione dei reati è stata dettata dalla sua difficile situazione economica, così come dal fatto che ha tenuto un atteggiamento positivo nell’ambito del procedimento e dal ruolo tenuto all’interno della banda. Seppure vi sia un precedente specifico, la difesa sottolinea che l’imputata, che ha continuato a ribadire il suo pentimento, ha subìto il carcere scontato. In vista di una previsione futura ella intende ricominciare da zero, impegnandosi nella ricerca di un lavoro nel suo paese.
La difesa conclude chiedendo che IM 2 sia condannata ad una pena non superiore al periodo di carcere già sofferto.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 22, 34, 37, 40, 42, 47, 49, 51, 70, 139 cifra 1, 2 e 3 cpv. 1, 147, 199 CP;
115 cpv. 1 lett. c LStr;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;