# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5a19e4f2-e378-5e2c-8578-a8e333051cb0
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

Quanto ai fatti legati all’ACPR 2, la signora ha ammesso di essere stata presso l’EP il 10.06.2017, per cercare un lavoro. La denuncia è stata firmata il 12.06.2017, ossia due giorni dopo i fatti. Il gerente ha denunciato la sparizione di fr. 900.00 ed il legale non si spiega come sia stato possibile non accorgersi nelle 48 ore precedenti del maltolto. Non si comprende come mai accusata del furto sia stata proprio la signora IM 1 ritenuto come ci fossero altri avventori presenti. “Dove erano i camerieri? Dove si trovava il borsello?” si chiede l’avv. DUF 1, unitamente a domandarsi per quale motivo la propria assistita avrebbe dovuto lasciare i tagli più piccoli in loco dal momento che nel borsello, spariti i fr. 900.00, ne sono rimasti 2'000.00 in banconote piccolo taglio. Non si comprende in che sala ella sarebbe rimasta sola, né per quanto. La Polizia non ha chiarito tutti questi aspetti, né lo ha fatto il PP, neppure dopo l’opposizione al DAC.
Quanto appena detto vale anche per il ACPR 1, per il quale la denuncia è stata fatta addirittura tre giorni dopo che il furto sarebbe stato commesso. In questo caso, l’imputata era entrata giusto il tempo di venire a sapere dalla gerente che presso l’EP vi era un’inaugurazione, quindi non aveva avuto nemmeno il tempo materiale per compiere il furto contestatole. Non essendo stata sentita neppure in questo caso la gerente del Bar, non si comprende come si sia potuto concludere che a commettere il furto fosse stata la signora IM 1
Gli unici elementi a carico della signora stanno nel suo passato, di cui evidentemente non può essere tenuto conto ai fini del presente giudizio.
In assenza di prove che permettano, con un adeguato grado di verosimiglianza, di imputare alla signora IM 1 i reati contestatile, l’avv. DUF 1 chiede che la medesima venga prosciolta in ragione del principio dell’in dubio pro reo.
Il legale sottolinea che la propria assistita, quando le sono stati contestati i reati nelle precedenti occasioni in cui era stata giudicata, aveva sempre ammesso le proprie colpe. Non vi è motivo per il quale, se colpevole, non lo avrebbe dovuto fare anche in questa occasione.
Subordinatamente, l’avv. DUF 1 chiede la commutazione della pena detentiva in pena pecuniaria, essendo l’attuale situazione finanziaria dell’imputata migliorata. Chiede altresì una massiccia riduzione della pena, di cui chiede la sospensione in via condizionale, unitamente alla mancata revoca della sospensione della precedente condanna. Concludendo, sottolinea che la signora IM 1 è riuscita a disintossicarsi, ora è totalmente pulita, ha dei figli piccoli e una pena detentiva deve essere l’ultima
ratio
in quanto avrebbe ripercussioni troppo gravose sulla sua vita e sul suo recupero;
- l’accusatore privato, in replica indica che il sabato si lavora meno essendo chiusi gli uffici. Facendo caldo, quel pomeriggio, la maggior parte dei clienti si trovava all’esterno. Egli ha quindi trovato strano che l’imputata si fosse installata proprio al centro del locale. La cassa al mattino viene fornita di un fondocassa per complessivi fr. 300-400.00. La signora, mentre era presente all’interno dell’EP, ha chiesto di cambiare i soldi e il collega del _ ha quindi aperto il cassetto dove vengono tenuti i soldi. La cassa dell’EP viene rifatta ogni giorno alle 17.00. Il giorno dei fatti, alle ore 17.00 circa, _ si è quindi accorto che mancavano le banconote di grosso taglio incassate nel corso della giornata. Ha subito chiamato la Polizia, dalla quale si è però sentito rispondere che i loro uffici erano già chiusi. Egli vi si è quindi recato solo due giorni dopo per depositare la propria denunciata;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputata IM 1 in duplica costata che il gerente conferma di non aver quindi visto la signora IM 1 nei pressi del cassetto dove venivano tenuti i soldi. Rileva altresì che agli atti non risulta nulla circa una telefonata alla Polizia precedente rispetto al momento in cui è stata depositata alla querela.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 34, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 139 cifra 1 CP;
57 cpv. 3 LTV
;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations