# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0beec95b-5d30-57e6-9e1e-e26f1792f06d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 24 aprile 2003 la _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 576.75 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 2 luglio 2003 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 10 luglio 2003 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo da giovedì 10 luglio 2003 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 17 luglio 2003 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, sostenendo di avere saldato l'esecuzione in oggetto n. _ e producendo copia della ricevuta postale 16 luglio 2003 relativa al versamento all'UE di Lugano di fr. 704.95 a favore della _ (doc. A). L'appellante ha inoltre presentato copia di due ricevute relative a ulteriori versamenti effettuati sempre all'UE di Lugano il 16 luglio 2003 risp. il 17 luglio 2003 di fr. 1'922.95 a favore della _ risp. di fr. 25'000.-- a favore di altre esecuzioni pendenti (doc. A).

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 16 luglio 2003 dell'UE di Lugano (doc. A) si evince che la debitrice con il versamento di fr. 704.95 ha saldato il suo debito nei confronti della _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che dall'estratto delle esecuzioni 25 agosto 2003 dell'UE di Lugano risulta che contro l'appellante sono pendenti 41 esecuzioni, di cui 23 recenti essendo state promosse nel 2002 risp. nel 2003 per un importo complessivo di fr. 80'406.30. Di queste esecuzioni 10, promosse dallo Stato del Canton Ticino risp. dalla Confederazione Svizzera risp. dalla _ sono già giunte alla domanda di realizzazione, per tre è già stato eseguito il pignoramento e per altre tre è già stata emessa la comminatoria di fallimento. Le ulteriori 18 esecuzioni risalenti al periodo antecedente l'anno 2002 ammontano complessivamente a fr. 53'314.40 e sono giunte in buona parte alla domanda di realizzazione risp. alla comminatoria di fallimento. Questo dimostra che lo stato d'illiquidità in cui si trova l'appellante non è passeggero e che essa già da diversi anni non è più in grado di far fronte ai suoi impegni. Pertanto, considerato l'elevato indebitamento, nemmeno il versamento di fr. 25'000.--, effettuato il 17 luglio 2003 dall'appellante all'UE di Lugano (doc. A), è sufficiente a rendere verosimile la sua solvibilità. Di conseguenza non risultando adempiuto il presupposto della solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento di _ va quindi confermato.
2.
L'appello 17 luglio 2003 di _ va pertanto respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).