# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c16e2483-096f-5aa9-bad1-77d205607286
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 20 maggio 2009 la ditta RI 1 ha inoltrato una domanda di lavoro ridotto per 21 dipendenti, nel periodo dal 1° giugno 2009 al 31 agosto 2009, in quanto "volume di affari diminuito in seguito alla chiusura di 5 Hotel su 9 per mancanza di clienti" (cfr. doc. 12, punto 10a).
Al riguardo l'azienda si è così espressa:
"
(...)
Forte calo delle prenotazioni in seguito alla crisi economica globale.
Nonostante l’estensione geografica della clientela a cui ci rivolgiamo (Svizzera – Nord Europa – Europa Centrale – Sud dell’Europa) il volume delle prenotazioni non è sufficiente a mantenere aperte tutte le strutture alberghiere.
Gli Hotel da noi gestiti o commercializzati sono situati in destinazioni esotiche, con picco nella stagione invernale.
4 Hotel in _
3 Hotel a _
2 Hotel alle _.
" (Doc. 12 punto 11)
1.2. Con decisione su opposizione del 9 settembre 2009 la Sezione del lavoro ha confermato una precedente decisione del 22 giugno 2009 (cfr. doc. 9), con la quale aveva negato alla ditta il diritto a beneficiare di indennità per lavoro ridotto, argomentando:
"
(...)
3. Nel caso di specie, l'azienda in parola ha addotto, quale motivo a sostegno dell’introduzione del lavoro ridotto per il periodo 1° giugno – 31 agosto 2009, l’importante diminuzione delle prenotazioni a seguito della crisi economica, precisando che gli alberghi da lei gestiti o commercializzati, situati in località esotiche, sono maggiormente occupati nella stagione invernale. Dei nove alberghi da lei gestiti o commercializzati, cinque sono stati chiusi per mancanza di clienti.
Ora, la perdita di lavoro subita dall’opponente è in parte dovuta a fattori stagionali poiché gli alberghi da lei gestiti o commercializzati sono situati in destinazioni esotiche con aumento delle prenotazioni nel periodo invernale e pertanto essa risulta usuale.
Inoltre, proprio perché la situazione di RI 1 in _, che presta i propri servizi agli alberghi del marchio RI 1 ubicati in varie parti del mondo, è paragonabile a quella di un’impresa che vede la propria attività limitata ad un unico cliente (nel caso concreto, gli alberghi del gruppo), la perdita di lavoro conseguente alla flessione nell’attività degli stessi – e che si riflette direttamente ed automaticamente sulla società di gestione svizzera – rientra nel normale rischio aziendale dell’opponente.
Visto quanto precede e in considerazione della menzionata giurisprudenza e delle direttive amministrative, non appare pertanto adempiuto uno dei presupposti cumulativi di cui agli articoli 31 e seguenti LADI per l’ottenimento delle indennità per lavoro ridotto (perdita di lavoro computabile).
Le motivazioni sollevate con l’opposizione in esame non permettono di giungere ad una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione qui contestata.
4. Infine, relativamente alla richiesta di assunzione di prova formulata dall'opponente (audizione personale), si osserva quanto segue.
Secondo la giurisprudenza federale, l'obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell'articolo 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. DTF 122 V 47). Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato della prove). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito ai sensi dell'articolo 4 cpv. 1 della precedente Costituzione federale (cfr. DTF 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e rinvii).
Ora, lo scrivente Ufficio ritiene la presente fattispecie sufficientemente chiarita dall'esame dei documenti agli atti, per cui rinuncia all'assunzione della prova richiesta dall'opponente."
(Doc. B)
1.3. Contro questa decisione la ditta RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
(...)
È veramente difficile credere che si possa negare l’evidenza.
La crisi economica esiste, è reale e, purtroppo, è di portata mondiale.
Sono colpiti tutti i settori, nessuno escluso – per fortuna non tutti in egual misura – dobbiamo solo augurarci che non peggiori.
Quindi, voler relegare la situazione di RI 1 a un semplice rischio d’impresa rasenta l’assurdità.
Così facendo si afferma che nel settore turistico vengono colpite solo agenzie di viaggi, o i “tour operator” (vedi esempio _) loro vendono prodotti per tutte le stagioni – malgrado questo non sono stati risparmiati.
Non dimentichiamo che sono loro che ci riempiono le camere, ma la vostra presa di posizione vuol negare questa evidenza.
Il lavoro per _ diminuisce per la crisi economica, ma la conseguenza per RI 1 diventa un problema di ubicazione e stagione (mero rischio aziendale).
È un’equazione impossibile da far quadrare.
In risposta alle argomentazioni della decisione della Sezione del Lavoro:
al punto 2) della decisione si insiste nell’asserire che la diminuzione della cifra d’affari è determinata da normale rischio aziendale e ciò in quanto si pretende che non sia causata da motivi esterni (situazione del mercato) e che sia usuale nella professione dell’azienda.
Ora, a contraddire questo fatto è importante innanzitutto capire che:
-
RI 1 ha per attività la gestione di alberghi (ogni proprietario che affida il proprio albergo in gestione a RI 1, indipendentemente da luogo o categoria, vedrà il marchio RI 1 ovunque nel suo albergo)
-
RI 1 non è proprietaria di nessun albergo
-
In alcuni casi i proprietari degli alberghi sono persone vicine (fattore ininfluente)
D’altra parte, è sufficiente esaminare gli importi della cifra d’affari (vedi tabella allegata) per rendersi conto che il calo è dovuto esclusivamente alla situazione economica mondiale:
giugno 2005 Fr. 128'000.-
giugno 2009 Fr. 91'000.-
luglio 2005 Fr. 605'000.-
luglio 2009 Fr. 284'000.-
agosto 2005 Fr. 1’110'000.-
agosto 2009 Fr. 485'000.-
diminuzioni che vanno dal 30% a oltre il 50%. Questo pure prendendo come riferimento l’anno 2005. Dalla tabella si desume chiaramente come i primi sintomi si evincono già nel 2008.
Al punto 3) si insiste affermando che la “responsabilità delle perdite” è causata e quindi prevedibile, dalle stagioni e dalle ubicazioni degli alberghi.
L’ubicazione degli alberghi non è determinante; è comunque evidente che le conoscenze delle situazioni locali hanno un peso – questo permette più facilmente di gestire secondo criteri ritenuti preponderanti.
Le stagioni hanno un peso relativo anche per le ubicazioni esotiche – non sono certo determinanti come le situazioni europee – chi va al mare da settembre a giugno?? – mentre il mare nelle località esotiche è praticamente balenabile e vendibile 10 mesi su dodici – i mesi più difficili coincidono con il periodo delle piogge – fine maggio fine giugno.
Quindi per nulla paragonabili alle stagioni europee – montagna (neve) dicembre / marzo – mare metà giugno / metà settembre.
Se si guarda attentamente la tabella della cifra d’affari si può constatare che la diminuzione è imputabile ad altre cause.
I clienti principali di RI 1 (99%) sono tour operators (organizzatori di viaggi come _, _, ecc.) e, nel portafoglio di RI 1 ne figurano più di 200, oltre ovviamente quelli citati che sono tra i più importanti in Europa.
È determinante per RI 1 far figurare gli alberghi che ha in gestione nei cataloghi dei più importanti Tour operators europei.
Sono poi questi ultimi che determinano il successo o meno in quanto sono loro direttamente o tramite agenzie di viaggio a vendere il prodotto al consumatore finale.
Conseguentemente, se i tour operators vanno male va male pure RI 1.

## Considerations