# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9b5f6a9f-c87b-5b6b-a654-41cf0cc1bef2
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto
:
che contro le sentenze di rigetto dell’opposizione - come nella fattispecie - è dato il rimedio giuridico del reclamo (combinati art. 309 lett. b n. 3 e 319 lett. a CPC) da inoltrare entro il termine di dieci giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (combinati art. 251 lett. a e 321 cpv. 2 CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (art. 47 cpv. 1 lett. e LOG);
che inoltrato il 30 luglio 2013 contro una decisione emanata il 20 luglio 2013 e notificata/recapitata più avanti, il reclamo è tempestivo e, quindi, da questo aspetto ammissibile;
che in base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’errata applicazione del diritto (lett. a) che l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che gli insorgenti non si avvalgono di nessuno dei menzionati titoli di reclamo, di modo che l’ammissibilità del gravame appare dubbia;
che la questione non ha da essere approfondita, il reclamo essendo comunque sia votato all’insuccesso;
che nella misura in cui rimproverano al primo giudice di avere statuito sull’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione senza averli convocati, i reclamanti muovono una critica priva di pregio;
che, secondo l’art. 253 CPC, se l’istanza non risulta inammissibile o infondata, il giudice dà modo alla controparte di presentare oralmente o per scritto le proprie osservazioni;
che, nella fattispecie, il Giudice di pace ha dato ai convenuti la possibilità di esprimersi per scritto, come sottolineato nella decisione impugnata con riferimento alle osservazioni e all’ampia documentazione presentate dagli escussi;
che, del resto, non risulta che i convenuti abbiano contestato il modo di procedere adottato dal primo giudice;
che per quanto riguarda invece il merito della controversia, i reclamanti non mettono in dubbio – a giusta ragione - che il contratto di locazione sottoscritto il 30 novembre 1999 costituisce valido titolo per l’ottenimento del rigetto provvisorio dell’opposizione ex art. 82 cpv. 1 LEF per i canoni e gli anticipi spese rimasti impagati per la somma complessiva di fr. 2'750.-, ma si propongono di opporsi all’istanza adducendo motivi che tuttavia non solo non risultano sorretti da riscontri oggettivi, ma che a ben vedere nemmeno erano stati invocati nelle osservazioni (al limite del comprensibile) all’istanza (il che rende al riguardo il gravame inammissibile, l’art. 326 cpv. 1 CPC non ammettendo in sede di reclamo né nuove conclusioni, né l’allegazione di nuovi fatti o la produzione di nuove prove), ove le contestazioni – stando al primo giudice – riguardavano non tanto il pagamento del canone di locazione, ma la riconsegna dell’oggetto locato;
che ne discende pertanto che nella limitata misura in cui è ammissibile, il reclamo deve essere disatteso;
che gli oneri processuali relativi al presente giudizio dovrebbero seguire la soccombenza, ossia dovrebbero essere posti a carico dei reclamanti (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);
che data tuttavia la particolarità della fattispecie e tenuto conto delle pretese difficoltà economiche dei reclamanti (v. scritto 2 settembre 2013 di RE 1), peraltro non assistiti da un avvocato, si prescinde eccezionalmente dal riscuotere spese in esito alla presente decisione;
che non essendo stato il reclamo notificato per osservazioni, non si assegnano ripetibili alla parte istante;

## Considerations