# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 337f4c98-1bb0-5222-aced-a9bf2a4f3499
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
_ è stato tratto in arresto in data 9 settembre 1999 in virtù di ordine d’arresto di medesima data emanato dal competente Procuratore Pubblico, intervenuto dopo aver raccolto segnalazioni che volevano l’accusato reo di atti sessuali sui propri figli _ e _. (v. rapporto d’arresto 9 settembre 1999, inc. GIAR 609.99.1 doc. _). Il giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della promozione dell’accusa per i reati menzionati in epigrafe (inc. GIAR cit., doc. _ rispettivamente doc. _).
Il seguito dell’inchiesta ha visto affiorare, a carico di _, precise e determinate chiamate in causa da parte delle due piccole vittime, nonché – dopo non poche reticenze – da parte della moglie rispettivamente madre (v., per tutti, il verbale MP 28 ottobre 1999, inc. MP doc. _,
passim
). A fronte di tali accuse, tuttavia, l’accusato ha costantemente negato ogni sua responsabilità (v. per tutti, i verbali MP 9 dicembre 1999 ed il verbale MP 14 dicembre 1999, inc. MP doc. _ risp. _,
passim
). Sulla scorta di queste risultanze istruttorie, il magistrato inquirente ha esteso l’accusa al titolo di reato di atti sessuali con persone incapaci di discernimento, abbandonando invece l’ipotesi di pornografia (v. verbale 14 dicembre 1999, cit., p. 18).
B.
Dopo un primo deposito degli atti dal 23 marzo al 10 aprile 2000 (v. inc. MP, doc. _), il reclamante ha proposto al magistrato inquirente una serie di complementi probatori, da lui solo parzialmente accolti con decisione 27 aprile 2000 (v. inc. GIAR, doc. _). Contro quest’ultima è insorto il reclamante, con il gravame qui in discussione. In buona sostanza, rammentati preliminarmente i noti principi di diritto applicabili (v. reclamo, inc. GIAR doc. _, pti. 3-5), egli chiede il richiamo, dal Consiglio di Stato, del rapporto sulla chiusura del Centro _ – presso il quale le presunte vittime dell’accusato hanno risieduto per un certo lasso di tempo (v. reclamo, cit., pto. 6a) – , nonché l’audizione di due periti, del medico psichiatra curante la moglie dell’accusato, infine della suocera dell’accusato (loc. cit., pti. 6b – 6e). Il rapporto sul Centro _ dovrebbe fugare le perplessità dell’accusato legate “
al metodo seguito in tale Centro
” (loc. cit., pto. 6a), le audizioni dei periti dovrebbero permettere di chiarire i loro referti (loc. cit., pti. 6b e 6c), e l’audizione del dr. _, già medico psichiatra curante la moglie dell’accusato, dovrebbe permettere alla difesa di porgli domande sul rapporto scritto da lui stilato (loc. cit., pto. 6d). L’audizione di _ sarebbe “
assolutamente necessaria onde chiarire le circostanze personali e familiari della famiglia d’origine della signora _
” (loc. cit., pto. 6e) – ciò che sarebbe emerso solo dopo le audizioni dei fratelli _ e _ (ibid.).
Successivamente, egli ha rinunciato ad una delle richieste ancora pendenti –l’audizione della dott.ssa _, sentita in data 11 maggio 2000 (v. scritto 12 maggio 2000, inc. GIAR doc. _; osservazioni del magistrato inquirente, inc. GIAR doc. _ p. 1).
C.
Il Procuratore Pubblico, nelle proprie osservazioni, si riconferma nella decisione di rifiuto delle prove qui riproposte: accertato come i figli dell’accusato non siano in alcun modo coinvolti nei fatti asseritamente prodottisi al Centro _, egli sottolinea la genericità delle critiche mosse ai metodi terapeutici utilizzati in quella struttura – critiche che allora non sarebbero di alcuna utilità nel caso specifico, segnatamente non essendo atte a minare la credibilità dei bambini (loc. cit., pto. a p. 2). Egli respinge poi l’audizione del dr. _, avendo quest’ultimo rassegnato un rapporto “
talmente chiaro ed esaustivo che un’ulteriore sua audizione non apporterebbe nulla di nuovo [...]
” (loc. cit., pto. b p. 2). Infine, il magistrato inquirente mentiene il proprio rifiuto ad un’audizione della suocera del reclamante, atteso come le relazioni interpersonali fra questi e la famiglia della moglie “
risultano già sufficientemente delucidate da tutti gli atti all’incarto
” (loc. cit., pto. c p. 3).
Divenuta priva d’oggetto la richiesta d’audizione della dott.ssa _ (v.
supra
, consid. B in fine), il Procuratore Pubblico omette anche di prendere posizione sulla richiesta di sentire il dr. _ (v. reclamo, cit., pto. 6c), sentito in data 10 maggio 2000 (v. osservazioni, cit., pto. b p. 2).

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
a) Per meritare di venire assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP) o in altro momento dell’istruttoria (artt. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP) devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi eventualmente - dopo definitiva conclusione dell’istruzione formale - se decretare messa in stato di accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di difficile produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (Rep. 131 [1998] nr. 122; v. anche sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5).
b) Se, in particolare per l’accusato, la facoltà di proporre mezzi di prova è espressione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 4 Cost. fed. (v., da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e del “
fair trial
” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v.
Frowein/Peukert
, EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota 99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto, in applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “
nach seinem richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind
” (
Frowein/Peukert
, loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il magistrato può rifiutare la prova proposta “
wenn er die zu erwartende Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält
” (
Frowein/Peukert
, loc. cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di
Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia 491 et al. in nota 321) “
wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als genügend geklärt erachten
”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art. 6 CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato la pertinenza (Rep. 131 [1998] nr. 122; v. anche
Frowein/Peukert
, loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso Vidal; come qui, v. decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1 consid. 1).
2.
a) Nell’evenienza specifica, è opportuno constatare preliminarmente che la postulata audizione della dott.ssa _ ha già avuto luogo, con evidente soddisfazione del reclamante, tanto che egli ha ritirato il reclamo su questo punto (v. scritto 12 maggio 2000, inc. GIAR doc. _). Altrettanto si può dire della richiesta di sottoporre domande al dr. _, allo scopo di chiarirne la perizia (v. reclamo, cit., pto. 6c): ne fa stato l’ultima annotazione a p. 7 del verbale 10 maggio 2000 (inc. MP doc. _).
b) L’accusato reclamante insiste invece perché sia acquisito agli atti il rapporto relativo alla chiusura del Centro _, dove ebbero a soggiornare temporaneamente le presunte vittime. Egli ritiene che “
la credibilità del Centro deve essere dimostrata appieno
” (reclamo, cit., pto. 6a) e che a tal fine “
è doveroso poter conoscere quali mezzi terapeutici siano stati adottati dai responsabili, onde determinare se gli stessi possano avere avuto influsso o meno sulla psiche e sulle testimonianze dei bambini
” (ibid.).
Appare giusto affermare che all’accusato reclamante interessi non tanto verificare quali reati possano essere stati commessi al Centro _, bensì la credibilità dei propri figli. A tal fine, tuttavia, l’acquisizione della documentazione proposta non sembra utile: una discussione sui mezzi terapeutici adottati al Centro appare molto troppo generica per poter fornire specifiche indicazioni sulla fedefacenza delle dichiarazioni dei due bambini che qui interessano, né l’accusato è in grado di meglio specificare in quale modo un eventuale influsso negativo di non meglio precisati mezzi terapeutici avrebbe potuto manifestarsi sui propri figli. Neppure viene affermato – e tanto meno reso verosimile – che alla luce di precedenti esperienze tutti i minori già residenti presso il Centro _ abbiano peccato in credibilità.
c) A ragione, dunque, questa richiesta di prova è stata respinta dal Procuratore Pubblico, che ricorda tra l’altro giustamente che sarà comunque la Corte giudicante a doversi formare un’opinione sulla credibilità dei bambini, fondandosi sull’insieme di tutte le prove acquisite (v. osservazioni, cit., pto. a p. 2).
3.
L’accusato reclamante chiede indi l’audizione del medico psichiatra dr. _. Quest’ultimo – va precisato – non è intervenuto nel procedimento penale quale perito, ma ha unicamente rassegnato un breve rapporto relativo alle proprie osservazioni quale medico curante della moglie dell’accusato, da lui seguita negli anni 1993-1995, 1996-1997 e nella primavera 1999 (v. rapporto 29 settembre 1999, inc. MP doc. _).
Ora, se da un lato è vero che in merito al carattere ed al comportamento di _ il rapporto in oggetto appare estremamente chiaro ed esauriente, d’altro canto esso riferisce pure le constatazioni fatte dallo psichiatra in un momento critico per la donna – quello della venuta alla luce dei fatti oggetto d’inchiesta (così nel rapporto, cit., p. 2) –, constatazioni accompagnate da valutazioni (ad es.: “
Malgrado la serietà dei fatti imputati, la paziente non riuscì a percepirli nell’ottica adeguata [...]
”, rapporto cit., p. 2) e spiegazioni (il medico si riferisce, fra l’altro, ai limiti intellettivi, alla patologia depressiva ed alla farmacoterapia, ibid.) senz’altro importanti per una complessiva valutazione della personalità di lei (alla quale il medico attesta comunque un grado di responsabilità gravemente scemato, ibid.), e che travalicano indubbiamente la mera anamnesi.
Di conseguenza, quand’anche sia senz’altro vero che la credibilità della donna dovrà essere primariamente valutata sulla scorta della perizia della dott.ssa _ (v. osservazioni, cit., pto. b p. 2), ed indipendentemente dalla possibilità che anche la Corte lo convochi, una breve audizione del dr. _, volta a permettere alla difesa la posa di qualche quesito atto ad ulteriormente chiarire le constatazione da lui fatte e le conclusioni da lui esposte, appare prova degna di essere assunta già in sede istruttoria.
Essa va conseguentemente ammessa.
4.
L’accusato postula infine l’audizione della suocera. A suo dire, la necessità di questa prova sarebbe emersa unicamente dopo l’avvenuta audizione dei fratelli della moglie, _ ed _ (v. reclamo, cit., pto. 6e). Egli tuttavia, non spiega questa sua convinzione; soprattutto, non spiega perché la prova sia ora più necessaria di quanto lo fosse a gennaio, quando venne respinta dal magistrato inquirente con decisione cresciuta in giudicato (inc. MP doc. _). Già per tale motivo, dunque, alla prova viene a mancare il requisito della novità, per cui dev’essere respinta.
Abbondanzialmente, va rilevato come il Procuratore Pubblico abbia raccolto con grande solerzia le deposizioni degli altri membri della famiglia della moglie dell’accusato, addirittura mettendo a confronto lui con il cognato _: tale considerazione, affiancata dalla possibilità, per la Corte, di procedere senza difficoltà alcuna all’audizione in questione in sede dibattimentale, porta a concludere per la reiezione del gravame su questo punto, non da ultimo nell’interesse di una sollecita conclusione dell’istruttoria formale predibattimentale.
5.
In conclusione, il reclamo in discussione merita parziale accoglimento in punto alla richiesta di sentire il dr. _, alla presenza della difesa, sul suo rapporto 29 settembre 1999. La presente decisione è definitiva (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP
e contrario
). In ragione dell’esito del gravame si prescinde dal prelevare tassa e spese giudiziarie; la preponderante soccombenza dell’accusato reclamante impedisce in ogni caso l’assegnazione di ripetibili.
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