# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d6f920d4-2135-5399-8221-6dc004807ef8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che ex art. 9 cpv. 2 LPR, l’autorità di vigilanza, ricevuto un ricorso, può dichiararlo irricevibile senza ulteriori atti istruttori se lo stesso è infondato o temerario;
che il ricorso dovrebbe essere dichiarato irricevibile già per il motivo che non risulta iscritta a registro di commercio alcuna società “_ con sede a _
che risulta tuttavia dall’estratto dal registro di commercio di Zurigo allegato alle osservazioni dell’UEF di Bellinzona che vi è iscritta una società “_ ”, con sede a Unterengstringen, che appare essere quella che ha formulato la rivendicazione 30 luglio 2002 (cfr. doc. B);
che la legittimazione per ricorrere ex art. 17 LEF suppone che il ricorrente faccia valere un
interesse giuridico o di fatto degno di protezione attuale, personale e concreto (
Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ss ad art. 17;
Flavio
Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4 ad art. 7, p. 115 s.;
Franco
Lorandi
, Betreibungsrechtliche Beschwerde und Nichtigkeit, n.
168 ad art. 17)
;
che in particolare il ricorso deve servire al conseguimento di un fine pratico di procedura esecutiva – non ottenibile in altro modo – e non alla semplice constatazione di un errato comportamento dell’organo di esecuzione forzata (cfr.
Cometta
, op. cit., loc. cit.);
che nel caso di specie, secondo le sue stesse allegazioni (atto ricorsuale, p. 3 ad 6), il ricorrente “non ha altre intenzione se non quella di ottenere il rispetto della procedura”;
che la ricorrente non dimostra d’altronde quale suo interesse attuale, personale e concreto sarebbe stato leso dal provvedimento impugnato;
che la ricorrente non ha alcun interesse a che venga, come invece essa lo chiede, assegnato al creditore procedente (_) il termine dell’art. 107 cpv. 2 LEF per contestare presso l’UEF di Bellinzona la rivendicazione formulata dalla ricorrente, perché la ditta _ indubbiamente si opporrebbe a detta rivendicazione – poiché ha addirittura già promosso azione di contestazione della rivendicazione ai sensi dell’art. 108 LEF –, costringendo la ricorrente, dietro anticipo delle spese di giudizio, a promuovere azione di accertamento del proprio diritto, pena la realizzazione dei beni rivendicati (cfr. art. 107 cpv. 5 LEF);
che la ricorrente può invece allo stadio attuale della procedura impedire la realizzazione dei beni sui quali vanta un diritto di proprietà senza aver dovuto anticipare le spese di giudizio;
che un eventuale interesse a prolungare la procedura esecutiva – uno dei due soci di _ è infatti l’escusso, _, che ha peraltro firmato la dichiarazione di rivendicazione di cui al doc. B –, del resto pendente da già quasi 8 anni, non può essere protetto dalla legge, perché manifestamente abusivo (art. 2 cpv. 2 CC);
che il ricorso va quindi dichiarato irricevibile;
che la ricorrente non chiede, nel merito, il differimento dell’incanto, di modo che si può prescindere dall’esaminare la regolarità della decisione 27 agosto 2002 dell’UEF di Bellinzona;
che occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François
Poudret
/Suzette
Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a);
che per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 107 e 108 LEF; 2 CC; 61 e 62 OTLEF

## Considerations