# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f989c8ad-cd12-4450-a07f-0fcc31deb7a0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto:
A.
Con sentenza del 24 febbraio 2022 il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna ha pronunciato il divorzio fra AP 1 (19_) e AO 1 nata _ (19_), ha ordinato
all'istituto
previdenziale del marito (
Cassa pensioni _, Z_)
di versare a quello della moglie (
Istituto di previdenza _)
la somma di fr. 68
440.50
,
ha riconosciuto alla medesima un conguaglio di fr.
22
280.35 in liquidazione del regime dei beni ordinando alla _ Assicurazioni _, _, di versare tale importo dal conto di previdenza individuale vincolata (terzo pilastro 3A) di cui alla polizza n. _ del marito, su un conto della moglie presso l’Istituto di previdenza _.
Egli ha obbligato inoltre AP 1 a versare
dal mese di luglio 2021, un contributo alimentare di fr. 515.– mensili fino al di lui pensionamento ordinario. Le spese processuali di complessivi fr. 3500.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. AO 1 è stata ammessa al beneficio del gratuito patrocinio.
B.
Contro la sentenza appena citata AP 1
è insorto a questa Camera con un appello del 24 marzo 2022 per ottenere la soppressione del contributo alimentare per la moglie e l'addebito delle spese processuali interamente a carico della convenuta. Nelle sue osservazioni del 23 maggio 2022 AP 1 propone di confermare il contributo alimentare di fr. 515.– mensili fino al 31 dicembre 2021 e di sospenderlo in seguito nella misura di fr. 363.– mensili “fino a quando proseguirà con il recente contratto di lavoro” con obbligo per il marito di versarle fr. 154.– mensili o quanto meno, in via subordinata, di ridurre dal 1° gennaio 2022 il contributo alimentare a fr. 154.– mensili, opponendosi per il resto a una diversa ripartizione degli oneri processuali. Contestualmente essa ha instato per il beneficio del gratuito patrocinio.
C.
Il 17 giugno 2022 AP 1 ha trasmesso alla Camera una convenzione del giorno stesso in cui le parti si sono accordate sulla questione rimasta litigiosa e chiedono l'omologazione dell'accordo, come pure lo stralcio dell'appello dal ruolo.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Una convenzione sulle conseguenze del divorzio è giuridicamente valida soltanto se omologata dal giudice e deve figurare nel dispositivo della decisione (art. 279 cpv. 2 CPC). L'art. 279 cpv. 1 CC stabilisce che il giudice omologa una convenzione sugli effetti del divorzio solo dopo essersi convinto “che i coniugi l'abbiano conclusa di loro libera volontà e dopo matura riflessione”. Prima di approvare l'accordo egli si sincera dunque che le parti abbiano capito la portata e le conseguenze degli impegni presi, che la loro volontà sia seria e durevole, come pure che la firma non sia dovuta a precipitazione, compiacenza o sfinimento (RtiD II-2015 pag. 794 consid. 8b). Che in concreto le parti abbiano concluso l'accordo “di loro libera volontà e dopo matura riflessione” non fa dubbio, tanto più che erano assistite dai rispettivi legali. La convenzione inoltre risulta chiara e completa per quel che riguarda il punto rimasto controverso in appello (contribuito alimentare e modalità di pagamento).
2.
Quanto all'adeguatezza, il giudice accerta che la convenzione non si scosti
in misura ragguardevole da quanto
risulterebbe equo in mancanza di accordo, dovendosi tutelare
la parte economicamente più debole da atti di leggerezza, inesperienza o condiscendenza. Di regola, ad ogni modo, il giudice rifiuta l'omologazione solo in caso
di sproporzione evidente e immediatamente riconoscibile ri
spetto alle previsioni di legge, che si tratti di mantenimento dopo il divorzio o di scioglimento del regime dei beni (RtiD I-2022 pag. 569 n. 5c; v. anche II-
2014 pag. 876
consid. 6a
con rinvii
). Non tocca al giudice per contro indagare su questioni di mera adeguatezza (anziché di
manifesta
inadeguatezza), tranne nelle questioni cui si applichi il principio inquisitorio illimitato ossia in materia di filiazione e di previdenza professionale (RtiD II-2014 pag. 876 consid. 6a con rinvii; più recentemente: I CCA, sentenza inc. 11.2018.120 del 21 maggio 2019 consid. 7a con rinvii). Anche per quel che attiene alla situazione della moglie, al cui riguardo vige il principio dispositivo (art. 277 cpv. 1 CPC), il giudice verifica nondimeno l'ammontare del contributo con pieno potere di cognizione ove il fabbisogno minimo di lei rimanga – in tutto o in parte – scoperto, sussistendo il rischio che in simile eventualità le casse pubbliche siano chiamate poi a colmare l'ammanco (RtiD II-2006 pag. 685 consid. 2).
3.
In concreto, in merito alla soppressione del contributo alimentare per la moglie dal 1° gennaio 2022, l'accordo non si scosta in maniera evidente e immediatamente riconoscibile dalle previsioni di legge ove appena si pensi che con un reddito dal 1° gennaio 2022 di fr. 3200.– mensili l'interessata è in grado di far fronte al proprio debito mantenimento di fr. 2863.– mensili. La convenzione non appare pertanto “manifestamente inadeguata” e il rischio che le casse pubbliche debbano farsi carico dell'interessata appare remoto. Nulla osta, in tali circostanze,
al
l'omologabilità dell'accordo
. Questo
può essere altresì approvato anche per quanto riguarda gli oneri processuali (a carico dell'appellante) e
le ripetibili (compensate) in appello, fermo restando che la tassa di giustizia va moderata, giacché la causa termina senza sentenza (art. 21 LTF).
4.
Relativamente all'istanza di gratuito patrocinio avanzata da AP 1 per la procedura di appello, alla luce della nuova situazione finanziaria l'interessata non può dirsi “sprovvista dei mezzi necessari” per stare in lite (e quindi avere diritto al gratuito patrocinio giusta l'art. 117 lett. a CPC). Con un margine di
fr. 337.– mensili sul proprio fabbisogno essa può in effetti far fronte alle spese di patrocinio di secondo grado nell'arco di un anno (cfr. DTF 141 III 371 consid. 4.1 con rinvii; più recentemente: sentenza del Tribunale federale
5A_1025/2021 del 19 maggio 2022
consid. 3.2; analogamente: I CCA sentenza inc. 11.2022.25 del 4 marzo 2022 consid. 4).
Per di più, le spese processuali di una causa di separazione o di divorzio sono, per principio, a carico dell'unione coniugale. L'assistenza gratuita dello Stato è puramente sussidiaria (DTF 138 III 673 consid. 4.2.1; v. anche DTF 148 III 23 consid. 3.1 con rinvii). Le parti devono quindi far fronte da sé, con il loro reddito e la loro sostanza, ai costi di patrocinio, di procedura (anticipi richiesti dal tribunale) e alle spese vive causate dal processo (trasferte, traduzioni ecc.). Internamente il coniuge che non è in grado di sopperire a tali necessità ha diritto di ottenere un adeguato sussidio dall'altro (provvigione
ad litem
). Il beneficio del gratuito patrocinio da parte dello Stato entra in linea di conto soltanto se anche l'altro coniuge è sprovvisto di risorse sufficienti, ovvero se l'unione coniugale non è dotata di mezzi adeguati (DTF 143 III 624 consid, 7; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2022.26 del 4 marzo 2022 consid. 1). Nel caso concreto, visto il margine disponibile di AP 1 di fr. 2300.– mensili (reddito netto fr. 5660.–, meno fabbisogno minimo fr. 3360.–: sentenza impugnata, pag. 11 e 12), non si può dire di primo acchito che una richiesta di provvigione
ad litem
apparisse destinata all'insuccesso, ovvero che il marito non avrebbe avuto modo di anticipare alla richiedente una congrua somma.
Nelle condizioni descritte non soccorrono così le premesse per accogliere la richiesta di gratuito patrocinio, la quale presuppone – appunto – l'impossibilità di ottenere un adeguato sussidio da parte dell'altro coniuge (I CCA, loc. cit. consid. 2).
5.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente decisione a livello federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), l'impugnabilità di giudizi sul gratuito patrocinio – di natura incidentale – segue quella dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF). E in concreto il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30
000.– sotto il profilo dell'art. 74 cpv. 1 LTF.