# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c5672e9f-4e4b-50c2-9c1c-0d65d1dbd38e
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
Il
10 aprile 1995 _, _, _ e _ _, proprietari in comunione ereditaria della particella n. _ RFD di _, hanno promosso causa davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna singolarmente contro _ _, _ _ e _ _, proprietari delle particelle n. _, _e _, per far accertare l’esistenza di un diritto di passo pedonale e veicolare su una striscia di terreno larga 2.5 m a carico delle particelle appena citate e per far rimuovere ogni ostacolo all’esercizio di tale diritto. I convenuti si sono opposti alla petizione e in via riconvenzionale hanno chiesto la riduzione del passo mediante indennità, nel senso di limitare la servitù al solo passaggio pedonale, da esercitare su una larghezza di 0.80 m. All’udienza preliminare del 22 gennaio 1996 le tre cause sono state congiunte per l’istruttoria e il giudizio.
B.
Esperita l’istruttoria, ogni parte ha presentato un memoriale conclusivo. Nel loro allegato del 4 luglio 1996 gli attori hanno in sostanza confermato le loro domande, opponendosi alla riconvenzione. I convenuti hanno postulato nell’allegato di stessa data il rigetto della petizione e l’accoglimento della riconvenzione, subordinatamente la cancellazione della servitù mediante indennità da determinare.
C.
Con sentenza del 19 settembre 1996 il Pretore, accertato che il valore litigioso era di fr. 3’060.– e rientrava pertanto nella sua competenza inappellabile, ha respinto l’azione, rilevando che gli istanti non avevano mai esercitato il diritto di passo veicolare iscritto a registro fondiario e non avevano mai sollevato obiezioni agli ostacoli posti sul tracciato, lasciando indeciso il quesito di sapere se la domanda di ripristino del passo veicolare non configurasse un abuso di diritto. La tassa di giustizia di fr. 450.– è stata posta a carico degli attori, tenuti a rifondere fr. 200.– per ripetibili a ciascuno dei convenuti. Ciò posto, il Pretore ha accolto parzialmente la riconvenzione e ha ricondotto la servitù a un passo pedonale largo 0.80 m, previo versamento agli istanti di un’indennità di fr. 570.– da parte di _ _, di altri fr. 570.– da parte di _ _ e di fr. 940.– da parte di _ _. La relativa tassa di giustizia di fr. 450.– è stata posta a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
D.
_, _, _ e _ _ sono insorti contro la citata sentenza con un appello del 10 ottobre 1996 con cui chiedono, in riforma del giudizio pretorile, l’accoglimento delle petizioni e il rigetto delle domande riconvenzionali. Essi contestano in particolare il valore litigioso fissato dal Pretore e chiedono, preliminarmente, che sia accertata la competenza della Camera civile di appello. Nelle loro osservazioni del 18 novembre 1996 i convenuti propongono di respingere l’appello e di confermare la sentenza impugnata.
E.
La giudice delegata, vista la controversia sulla competenza di questa Camera, ha completato l’istruttoria con una perizia sul valore litigioso. Sul referto peritale del 19 maggio 1998 le parti hanno rinunciato a esprimersi.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Il Pretore ha accertato che i diritti di passo controversi interessavano in concreto una superficie di 51 m
2
, sicché ha stimato il valore litigioso in fr. 3’060.–, pari al 20% del valore pieno del terreno occupato, da lui valutato in fr. 300.–/m
2
. Gli appellanti contestano tale metodo di calcolo e sostengono che si deve tenere in considerazione il valore pieno del terreno interessato, di modo che il valore litigioso sarebbe di fr. 18’825.– e la causa rientrerebbe nella competenza ordinaria del Pretore, onde la ricevibilità dell’appello.
2.
Il giudice esamina d’ufficio in ogni stadio di causa la propria competenza, segnatamente quella per valore (art. 97 n. 3 CPC). Trattandosi di controversie relative a servitù, determinante è il valore che i diritti hanno per il fondo dominante o la svalutazione causata al fondo serviente, se questa è maggiore (art. 9 cpv. 3 CPC). Per l’appellabilità di una causa, d’altra parte, fa stato il valore delle domande indicate “nell’ultimo atto di causa davanti al giudice di prima istanza” (art. 15 CPC).
3.
Nel suo referto del 18 maggio 1998 il perito giudiziario ha appurato che la superficie gravata dal passo è complessivamente di 62.5 m
2
(28 m
2
sul fondo n. _, 17.25 m
2
sul fondo n. _e 17.25 m
2
sul fondo n. _) e ha determinato il valore pieno del terreno in fr. 310.–/m
2
. Egli ha calcolato poi sia il maggior valore del fondo dominante, sia la svalutazione dei fondi gravati, giungendo alla conclusione che i due risultati sono equivalenti (perizia, pag. 10). Le parti hanno rinunciato a esprimersi sulla perizia. In effetti, non vi è ragione per scostarsi dal motivato parere dell’esperto, che fonda la sua opinione su parametri oggettivi. Ora, secondo gli accertamenti del perito, il valore della servitù di passo, prendendo in considerazione anche la svalutazione subìta dal fondo n. _ (estraneo alle cause), ammonta a fr. 6’465.–. Tale somma, invero favorevole ai ricorrenti, non raggiunge manifestamente la soglia appellabile di fr. 8’000.–. Ne deriva che il gravame del 10 ottobre 1996 non può essere trattato come appello e va trasmesso alla Camera di cassazione civile (art. 126 CPC).
4.
Gli oneri processuali del decreto odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Gli appellanti hanno esplicitamente chiesto a questa Camera di accertare il valore litigioso, sostenendo che esso ammontava a fr. 18’825.– (ricorso, pag. 3) e che la causa rientrava nella competenza appellabile del Pretore. Tale argomentazione si è rivelata infondata, sicché gli appellanti devono essere chiamati a sopportarne le conseguenze in materia di spese e ripetibili. Il giudizio sugli oneri processuali di merito seguirà, per entrambi i gradi di giurisdizione, il relativo sindacato.