# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e5f34cb4-c7c7-53b7-8c5e-55d2369141be
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Con decisione 12 ottobre 2006 RI 1, classe 1968, casalinga, dal 1° dicembre 2004 è stato posta al beneficio di un quarto di rendita (grado d’invalidità del 44%) per diplegia spastica infantile/paralisi alle gambe (doc. AI 21). Il grado d’invalidità è stato determinato a seguito dell’inchiesta per le persone che si occupano dell’economia domestica eseguita il 12 luglio 2006 (doc. AI 19).
Il quarto di rendita è stato confermato con comunicazione
7 gennaio 2010 (doc. AI 29).
1.2. A seguito dell’inoltro del certificato 19 gennaio 2010 del medico curante dell’assicurata, attestante un peggioramento dello stato di salute (doc. AI 30), l’Ufficio AI ha avviato una procedura di revisione, ordinando un’altra inchiesta domiciliare.
Fondandosi sul rapporto 28 settembre 2010 dell’assistente sociale, concludente per un grado d’invalidità del 44% (doc. AI 48), con decisione 5 ottobre 2010 l’Ufficio AI ha nuovamente confermato il diritto ad un quarto di rendita (doc. AI 49).
1.3. Contro la succitata decisione l’assicRA 1, ha inoltrato il presente tempestivo ricorso postulando l’assegnazione di una rendita intera per un grado d’invalidità del 70%. Sostenendo come l’assistente sociale non abbia tenuto conto del rapporto 21 ottobre 2010 del dr. _, primario della clinica di riabilitazione di _, l’insorgente contesta la valutazione degli impedimenti relativi alle varie mansioni contenute nell’inchiesta domiciliare. Degli ulteriori motivi verrà detto, per quanto necessario, nel prosieguo.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, fondandosi sulla presa di posizione del SMR e dell’assistente sociale, ha chiesto la reiezione del ricorso confermando la fedefacenza dell’in- chiesta economica.
1.5. Il 26 gennaio 2011 l’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione medica (X).
Su richiesta del TCA, l’8 febbraio 2011 l’Ufficio AI ha preso posizione in merito ai succitati nuovi atti (XII).
Il 18 febbraio 2011 l’assicurata ha inoltrato le proprie osservazioni sulla presa di posizione dell’amministrazione (XIV).
1.6. Il 6 maggio 2011 questa Corte ha chiesto alcune delucidazione all’assistente sociale incaricata dell’inchiesta, ricevendo risposta il 12 maggio 2011 unitamente alle osservazioni 20 maggio 2011 dell’Ufficio AI (XVIII).
L’8 giugno 2011 la ricorrente a sua volta ha inoltrato la propria presa di posizione in merito al succitato accertamento (XX).
considerato

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se l’assicurata, ha diritto ad una prestazione maggiore del quarto di rendita sinora riconosciuto.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, p. 1411, n. 46
). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
2.4. Se, però, un assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di essere invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità di guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non può cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se non si può esigere da questi l'esercizio di una attività lucrativa.
Per questo motivo l'art. 8 cpv. 3 LPGA parifica l'impedimento di svolgere le proprie mansioni consuete all'incapacità al guadagno (metodo specifico di calcolo dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 p. 221 consid. 1; RCC 1986 p. 246 consid. 2b; DTF 104 V 136). In questo senso l’art. 28 a cpv. 2 LAI prevede che l'invalidità dell’assicurato che non esercita un’attività lucrativa ma svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un’attività lucrativa è valutata, in deroga all’articolo 16 LPGA, in funzione dell’incapacità di svolgere le mansioni consuete. A sua volta, l'art. 27 cpv. 1 OAI precisa che per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa occupata nell’economia domestica s’intendono in particolare gli usuali lavori domestici, l’educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità e che per mansioni consuete dei religiosi s’intende ogni attività svolta dalla comunità.
L’invalidità viene così valutata sulla base di un confronto delle attività domestiche, da effettuare mediante un’inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97; Pratique VSI 2001 p. 158 consid. 3c). Si paragona quindi l'attività svolta dall'assicurato prima della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 p. 139; J. L. Duc, Les assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, p. 458; A. Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea e Francoforte, 1994, p. 145). Di regola si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è ancora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le incombenze che lo concernono. Questa presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 p. 139). L'importanza dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla struttura familiare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.
2.5. L'invalidità delle persone che si occupano (esclusivamente o parzialmente) dell'economia domestica, come si é visto (cfr. consid. 2.4), è stabilita confrontando le singole attività ancora accessibili alla richiedente la rendita AI con i lavori che può eseguire una persona sana.
Nella Circolare concernente l'invalidità e l'impotenza dell'assicurazione per l'invalidità (CIGI), nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2004 qui applicabile (una nuova versione è stata aggiornata al 1° gennaio 2011, con validità dal 22 marzo 2011) l'UFAS, allo scopo di garantire un'uguaglianza di trattamento in tutta la Svizzera (cfr. cifra 3097, corrispondente alla cifra 3088 della nuova versione) ha previsto una nuova ripartizione delle singole attività domestiche sulla base di un minimo ed un massimo - che nel caso concreto risultano essere stati rispettati - attribuibile a ciascuna di esse.
In particolare la cifra 3095 (corrispondente alla cifra 3086 nuova versione) prevede:
"
Di regola, si ammette che i lavori di una persona sana occupata nell’economia domestica costituiscono le seguenti percentuali della sua attività complessiva:
Attività
Minimo %
Massimo %
1. Conduzione dell'economia domestica (pianificazione, organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo)
2
5
2. Alimentazione (preparare i pasti, cucinare, apparecchiare, pulire la cucina, approvvigionamento)
10
50
3. Pulizia dell'abitazione (spolverare, passare l'aspirapolvere, curare i pavimenti, pulire le finestre, fare i letti)
5
20
4. Acquisti e altre mansioni (posta, assicurazioni, uffici)
5
10
5. Bucato, manutenzione vestiti (lavare, stendere e raccogliere il bucato, stirare, rammendare, pulire le scarpe)
5
20
6. Accudire i figli o altri familiari
0
30
7. Altre attività (p.es. curare i malati, curare le piante e il giardino, tenere animali domestici, cucire abiti, lavori di volontariato, corsi di perfezionamento, attività creative)*
0
50
* Va escluso l'impiego del tempo libero (N. 3090)."
Le cifre 3096 e 3097 (rispettivamente cifra 3087 e 3088 nuova versione) dispongono:
"
Il totale delle attività dev'essere sempre del 100% (Pratique VSI 1997 p. 298).
Di norma, vanno applicate la ripartizione dei lavori e la valutazione dei singoli compiti di cui al N. 3095. l valori minimi e massimi servono alla parità di trattamento a livello svizzero ed offrono un margine per una valutazione realistica dei singoli casi. Un'altra valutazione può essere applicata soltanto in caso di divergenze molto forti dallo schema (RCC 1986 p. 244). All'occorrenza gli atti vanno sottoposti all'UFAS con una proposta.
Infine, la cifra 3098 della vecchia versione prevedeva:
"
In virtù dell'obbligo di ridurre il danno, una persona deve contribuire per quanto ragionevolmente possibile a migliorare la propria capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro confacente, acquisizione di impianti e apparecchi domestici adeguati N. 1048 e 3045 segg.). Essa deve ripartire meglio il suo lavoro e ricorrere all'aiuto dei membri della sua famiglia, nella misura abituale. Se non adotta questi provvedimenti volti a ridurre la sua invalidità, non sarà tenuto conto, al momento della valutazione dell'invalidità, della diminuzione della capacità di lavoro nell'ambito domestico.”
La nuova versione della succitata cifra 3098, divenuta ora cifra 3089, ha il seguente tenore:
"
In virtù dell’obbligo di ridurre il danno, una persona deve contribuire quanto ragionevolmente possibile a migliorare la propria capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro con-facente, acquisizione di impianti e apparecchi domestici adeguati N. 1048 e 3044 segg.) Deve cioè ripartire meglio il suo lavoro e ricorrere all’aiuto dei membri della sua fami-glia in misura maggiore rispetto a chi non ha problemi di salute (decisione del TFA del 17 marzo 2005, I 257/04 e DTF 130 V 97 consid. 3.3.3). Se non adotta questi provvedimenti volti a ridurre la sua invalidità, non sarà tenuto conto, al momento della valutazione dell’invalidità, della diminuzione della capacità di lavoro nell’ambito domestico.
I
n virtù dell’obbligo di ridurre il danno, una persona attiva nell’economia domestica deve contribuire quanto ragionevolmente possibile a migliorare la propria capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro confacente, acquisizione di impianti e apparecchi domestici adeguati, N. 1048 e 3044 segg.). La maggior mole di lavoro può essere presa in considerazione per il calcolo dell’invalidità soltanto se l’assicurato non è in grado di svolgere la totalità dei lavori domestici durante il normale orario di lavoro e necessita dunque dell’aiuto di terzi (RCC 1984, p. 143, consid. 5). L’interessato deve ripartire meglio il suo lavoro e ricorrere all’aiuto dei familiari in misura maggiore rispetto a chi non ha problemi di salute (I 257/04 e DTF 130 V 97 consid. 3.3.3). Se non adotta i provvedimenti volti a ridurre il danno, al mo-mento della valutazione dell’invalidità non sarà tenuto conto della diminuzione della capacità al lavoro nell’ambito domestico."
Al riguardo, il TFA ha già avuto modo di stabilire che - in linea di massima e senza valide ragioni - non vi è motivo di mettere in dubbio le conclusioni delle inchieste effettuate dai servizi sociali, in quanto essi dispongono di collaboratori specializzati, il cui compito consiste nel procedere a tali inchieste (AHI-Praxis 1997 p. 291 consid. 4a; ZAK 1986 p. 235 consid. 2d; RCC 1984 p. 143, consid. 5; STFA I 102/00 del 22 agosto 2001 consid. 4, ). Un intervento da parte dell'autorità giudiziaria nell'apprezzamento della persona incaricata dell'inchiesta si giustifica unicamente nei casi in cui esso appaia chiaramente erroneo (DTF 128 V 93 consid. 4; STFA I 681/02 dell’11 agosto 2003 consid. 2).
Con sentenza non pubblicata 22 agosto 2001 nella causa G. C., il TFA (I 102/00) ha avuto modo di nuovamente confermare la legittimità di queste direttive, in quanto il calcolo dell'invalidità ex art. 27 OAI deve essere effettuato valutando l'attività domestica secondo l'importanza percentuale delle singole summenzionate mansioni nelle circostanze concrete.
Se, tuttavia, non è possibile determinare con sufficiente certezza che l’impedimento è effettivamente dovuto all’invalidità, nella misura in cui l’incapacità di lavoro constatata dal medico non è unicamente teorica, questa risulta decisiva (Valterio, op. cit., p. 211; RCC 1989 p. 131 consid. 5b, 1984 p. 144 consid. 5).
Il TFA ha inoltre precisato che si deve far capo ad un medico, affinché si esprima sull’ammissibilità delle diverse mansioni, solo in casi eccezionali e meglio se le indicazioni dell'assicu- rata appaiono inverosimili e in contrasto con gli accertamenti medici (AHI-Praxis 2001 p. 161 consid. 3c; STFA del 2 febbraio 1999 nella causa M. J. V. e del 17 luglio 1990 nella causa W.), ritenuto che una presa di posizione da parte di uno specialista sull'esigibilità delle singole mansioni accertate in sede d'inchiesta - strumento destinato soprattutto alla valutazione di impedimenti dovuti ad un danno alla salute fisica - è da considerarsi in ogni caso necessaria quando si è in presenza di disturbi psichici (STFA I 681/02 dell’11 agosto 2003 e I 685/02 del 28 febbraio 2003).
2.6. Infine, secondo l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta. Qualsiasi cambiamento importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Per sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, p. 379-380).
2.7 Nella fattispecie in esame, l'Ufficio AI ha incaricato l'assistente sociale di esperire un'inchiesta, eseguita il 24 settembre 2010. Il relativo rapporto è stato allestito il 28 settembre 2010 (doc. AI 48), avente il seguente tenore:
"
(...)
5. ATTIVIT
À
- descrizione degli impedimenti dovuti all'invalidità
5.1 Conduzione dell'economia domestica
pianificazione, organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo
importanza assegnata
5 %
percentuale degli impedimenti
0 %
percentuale di invalidità
0 %
Nessun impedimento.
5.2 Alimentazione
preparazione dei pasti, pulizia della cucina, riserve
importanza assegnata
35 %
percentuale degli impedimenti
40 %
percentuale di invalidità
14 %
I signori RI 1 hanno traslocato da pochi mesi, nel marzo scorso, nel nuovo appartamento. Nella ricerca di una nuova abitazione il marito ha naturalmente prestato attenzione alla comodità del luogo (rispetto ai negozi ad esempio) e alla funzionalità degli spazi abitativi.
Anche in questa nuova casa la cucina è di ridotte dimensioni e permette alla signora RI 1 di muoversi in sicurezza al proprio interno, potendo sostenersi ai diversi armadi. Nella cucina trovano posto anche un tavolino e una sedia dove le è possibile eseguire determinati lavori da seduta, come sbucciare frutta e verdura ad esempio.
L'assicurata si dice in grado di preparare autonomamente i pasti per i suoi familiari, purché l'occorrente si trovi nel locale. Non riesce infatti più a camminare portando tra le mani degli oggetti, dovendo assolutamente sostenersi alle pareti e ai mobili di casa durante la marcia.
L'incedere è visibilmente difficoltoso.
Per l'esiguità della cucina i pasti vengono però consumati in sala da pranzo e l'assicurata deve necessariamente dipendere dai familiari per apparecchiare e sparecchiare la tavola, per l'impossibilità di deambulare portando tra le mani degli oggetti, oltretutto fragili.
Si occupa invece autonomamente del riordino giornaliero del piano di lavoro.
Ogni incombenza viene in ogni caso eseguita lentamente e prestando molta attenzione ai movimenti.
Le pulizie a fondo della cucina e degli elettrodomestici sono oggi affidate ad una collaboratrice domestica (in sostituzione della madre, oggi più anziana, e della sorella, partita per _).
Per quanto riferito, considerato in parte esigibile il contributo dei familiari, ma tenuto altresì conto delle reali difficoltà dell'assicurata nella deambulazione, valuto in misura del 40 % la percentuale attuale di impedimento in questo ambito domestico.
5.3 Pulizia dell'appartamento
rispolvero, pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare i letti, ecc.
importanza assegnata
20 %
percentuale degli impedimenti
80 %
percentuale di invalidità
16 %
Fatta eccezione per la sostituzione dei familiari con la presenza di una collaboratrice domestica, viene ribadito quanto illustrato nel precedente rapporto d'inchiesta.
Confermo pertanto la percentuale di impedimento dell'80%.
5.4 Spesa e acquisti diversi
compresi pagamenti, trattative assicurazioni e rapporti ufficiali
importanza assegnata
10 %
percentuale degli impedimenti
60 %
percentuale di invalidità
6 %
Durante le uscite esterne, l'assicurata deve potersi sostenere a due stampelle o al deambulatore, dotato di apposito seggiolino. Anche in presenza di questi mezzi ausiliari la sua autonomia di spostamento è comunque limitata a poche centinaia di metri.
Il signor _, della FSCMA, le ha suggerito di provare ad utilizzare uno speciale scooter, che le permetterebbe perlomeno di ampliare il suo raggio di azione. La signora RI 1 sta al momento valutando anche questa opzione.
L'assicurata esce da sola unicamente per acquistare l'eventuale urgenza del momento. Le piccole necessità quotidiane sono perlopiù affidate ai figli, mentre la spesa settimanale è eseguita dal marito. L'assicurata si limita ad indicare, in entrambi i casi, quanto è necessario acquistare.
L'assicurata è infatti in grande difficoltà nel camminare e ogni minimo ostacolo può rivelarsi insormontabile. Non si fida così ad uscire da sola.
Anche per acquisti personali o particolari viene sempre accompagnata da amiche o familiari nei negozi e le uscite sono ridotte all'essenziale, per le evidenti difficoltà nella marcia.
L'assicurata si stanca oltretutto rapidamente e i dolori alla colonna tendono pure inevitabilmente ad acuirsi.
Tuttora condivisa la gestione burocratico-contabile.
Per quanto illustrato, considerata almeno in parte esigibile la collaborazione dei familiari, confermo la percentuale di impedimento a suo tempo assegnata, 60 %.
5.5 Bucato, confezione e riparazioni di indumenti
lavare, stendere, stirare, cucire, lavorare a maglia, ecc.
importanza assegnata
20 %
percentuale degli impedimenti
30 %
percentuale di invalidità
6 %
Potendo usufruire di una lavatrice e di un'asciugatrice personali, collocate all'interno dell'appartamento, l'assicurata si dice oggi in grado di occuparsi autonomamente del bucato. Di regola effettua diversi piccoli bucati in settimana, anche per suddividere il lavoro su più momenti.
L'assicurata dichiara di suddividere i panni, di inserirli e toglierli dalla lavatrice e dall'asciugatrice, di piegare quanto possibile e di stirare pure personalmente l'intero carico, da seduta, diluendo il lavoro su più momenti, non potendo mantenere a lungo tale posizione. I capi piegati e stirati vengono suddivisi sul tavolo in sala da pranzo e poi portati nei diversi armadi da familiari, per le difficoltà di movimento dell'assicurata.
Nessuna ripresa dell'attività di cucito.
Per quanto illustrato valuto oggi in misura del 30 % la percentuale di impedimento in questo ambito domestico, considerato in particolare un minor rendimento.
5.6. Cura dei bambini e di altri membri della famiglia
Compresa educazione, attività comuni, compiti, ecc.
importanza assegnata
10 %
percentuale degli impedimenti
20 %
percentuale di invalidità
2 %
I ragazzi, crescendo, si sono naturalmente resi maggiormente autonomi nelle loro necessità esterne a casa.
Oggi infatti si recano autonomamente a scuola, prendendo la posta, e raggiungono anche da soli, con i mezzi pubblici, la case di amici e i ritrovi tra compagni.
Per altre necessità (visite mediche, acquisti personali, ecc.), dove la presenza della madre può ancora essere importante, la signora RI 1 deve sempre poter contare sull'accompagnamento di terze persone (familiari o amiche), in ragione delle evidenti limitazioni nel camminare.
Non vengono altrimenti segnalati impedimenti nel seguire i ragazzi nei loro bisogni scolastici, educativi ed affettivi.
Per quanto illustrato valuto oggi in misura del 20% la percentuale di impedimento in questo particolare ambito.
5.7 Diversi
cura delle piante, giardinaggio, cura degli animali, attività di utilità pubblica, creazione artistica, impegno a favore di terzi, volontariato
importanza assegnata
0 %
percentuale degli impedimenti
0 %
percentuale di invalidità
0 %
Non vengono indicate attività extra-domestiche.
Valutazione dell'assistente sociale
totale delle attività
100%
percentuale di invalidità
44%
■
Chi esegue i lavori, che a causa della sua invalidità, l'assicurata non può svolgere personalmente nell'economia domestica?
Indicare il nome, l'indirizzo, il grado di parentela, genere dei lavori delegati, ore di lavoro per settimana e salario orario versato
I familiari, amiche e una collaboratrice domestica, presente ora in misura di 2 ore settimanali. (...)" (doc. AI 48/4-6).
Sulla base degli accertamenti esperiti, dopo aver fissato gli impedimenti di ogni singola mansione, l'assistente sociale ha valutato una limitazione complessiva, rispettivamente un'invalidità del 44%, corrispondente nel risultato alla precedente inchiesta svolta il 12 luglio 2006 (doc. AI 13).
2.8. L’insorgente rileva che l’inchiesta domiciliare non considera il rapporto 21 ottobre 2010 del dr. _, primario della Clinica di riabilitazione di _.
Accertato, fra l’altro, un aumento della spasticità a livello degli arti inferiori, il succitato specialista ha evidenziato che
“ il bilancio funzionale appare caratterizzato dalla possibilità di raggiungere la stazione eretta e di mantenerla solo con appoggi mentre il cammino appare possibile per tragitti brevi, solo ed esclusivamente con l’ausilio di un girello. Durante il cammino appare evidente l’enorme difficoltà a frazionare il movimento segmentario a livello degli arti inferiori a causa della spasticità summenzionata, soprattutto a livello distale dove vi è un’evidente contrattura della muscolatura planto-flessoria soprattutto a sinistra con tendenza a strisciare il piede durante la fase di avanzamento dell’arto“
. Dopo aver esposto il procedere, egli ha concluso che
“visto il quadro clinico attuale concordo con il dr. _ nel sostenere la domanda effettuata dalla paziente di poter aumentare il grado d’invalidità al 70%
” (doc. E). Il dr. _, medico curante dell’assicurata, nel rapporto 17 maggio 2010 all’Ufficio AI ha infatti sostenuto un grado d’incapacità lavorativa quale casalinga del 70% dal 1° gennaio 2010 (doc. AI 34-2), così come con il precedente certificato medico del 19 gennaio 2010 aveva proposto una
“rivalutazione del grado d’invalidità che si aggira ora al 70%”
(doc. AI 30-1).
Valutata la summenzionata documentazione medica, con annotazione 7 dicembre 2010 il dr. _ ha concluso:
"
(...)
L'attuale documentazione presentata in sede di ricorso, in particolare lo scritto del dr. _ di ottobre 2010 non permettono di oggettivare una sostanziale modifica dello stato di salute dell'assicurata con ripercussioni funzionali rispetto all'inchiesta a domicilio eseguita in settembre. Fuori discussione il fatto che l'assicurata incontra importanti difficoltà negli spostamenti e nel mantenere la posizione eretta, fatto però preso debitamente in considerazione in occasione dell'inchiesta" (doc. VI/2).
È vero che le conclusioni del dr. _ non corrispondono alle risultanze dell’inchiesta domiciliare. Tuttavia, come verrà detto nel successivo considerando, non vi è motivo di scostarsi dalla valutazione effettuata dall’assistente sociale, la quale dispone di una vasta esperienza e risulta comunque aver preso in considerazione tutte le limitazioni fisiche dell’as-sicurata.
2.9. L’insorgente ha contestato la valutazione di ogni singola attività domestica.