# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 06be9327-bb6e-50e4-b96a-6174f0bd3e2b
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
che con risoluzione 8 aprile 2003 la Sezione degli enti locali ha accolto con effetto immediato le dimissioni presentate da _ dalla carica di municipale del comune di _ ed ha ordinato al municipio di procedere alla sua sostituzione;
che dopo aver constatato che la lista del _, nella quale era stato eletto il municipale dimissionario, era esaurita, il 16 aprile 2003 il municipio ha assegnato a tutti i proponenti un termine perentorio di 30 giorni, scadente il 16 maggio successivo, per presentare un candidato subentrante;
che il 18 aprile 2003 è stata depositata presso la cancelleria comunale di _ la candidatura di _, sottoscritta da sette dei dieci proponenti ancora domiciliati nel comune, che avevano sostenuto i candidati nella lista _ al momento delle elezioni comunali generali dell’aprile 2000;
che, riunito in seduta il 28 aprile successivo, il municipio di _ ha adottato due distinte risoluzioni con cui da un lato ha preso atto del subingresso di _ alla carica di municipale ed ha deciso di darne avviso alla popolazione sugli albi comunali (ris. mun. no. 275/2003) e dall’altro ha fissato al 29 giugno 2003 la convocazione dell’assemblea popolare per l’elezione del nuovo sindaco (ris. mun. no. 277/2003);
che il medesimo giorno _ ha sottoscritto davanti al Giudice di pace del circolo di _ la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi;
che con giudizio 11 giugno 2003 il Consiglio di Stato ha confermato le predette risoluzioni municipali, respingendo, in quanto ammissibili, i gravami contro di esse presentati da _, _ e _; lasciata indecisa la questione di sapere se le risoluzioni litigiose fossero delle decisioni di organi comunali impugnabili, ai sensi dell’art. 208 cpv. 1 LOC, l’esecutivo ha in sostanza ritenuto che, sebbene non ineccepibile dal profilo formale, la procedura che aveva portato all’elezione di _ non presentava vizi tali da giustificarne l’annullamento;
che la decisione indicava la facoltà di ricorrere contro la stessa nel termine di 15 giorni presso questo Tribunale;
che avverso la predetta pronuncia governativa _, _ e _ insorgono ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento;
che la Sezione degli enti locali si è astenuta dal formulare osservazioni al gravame; dal canto suo _ ha dichiarato di volersi rimettere al giudizio di questo tribunale; il municipio di _ e il Consiglio di Stato domandano invece la reiezione dell’impugnativa;
considerato,

## Considerations

in diritto
che, prima di entrare nel merito di un’istanza o di un ricorso, l’autorità esamina d’ufficio la propria competenza (art. 3 Pamm);
che il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è dato, nei casi previsti dalla legge, contro decisioni di un dipartimento, di commissioni speciali o del Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 Pamm): la deducibilità per ricorso di una decisione al Tribunale cantonale amministrativo è quindi regolata secondo il cosiddetto sistema enumerativo, e non per clausola generale (Rep. 1968, pag. 204, consid. 3);
che le risoluzioni del Consiglio di Stato sono definitive, se la legge non prevede ricorso al Tribunale amministrativo o al Gran Consiglio (art. 55 cpv. 3 Pamm);
che la vertenza in esame trae origine da due risoluzioni adottate dal municipio di _ nell’ambito della procedura che quest’ultimo ha avviato fondandosi sulla legge sull’esercizio dei diritti politici del 7 ottobre 1998 (LEDP; RL 1.3.1.1) per la sostituzione di un municipale dimissionario (art. 70 LEDP) e la conseguente nomina di un nuovo sindaco (art. 101 e segg. LEDP);
che la risoluzione no. 275/2003, con cui l’esecutivo comunale ha preso atto del subingresso di _ a detta carica di municipale, va considerata come la proclamazione della sua elezione, mentre che la risoluzione no. 277/2003, mediante la quale è stata decisa la convocazione dell’assemblea popolare costituisce, a non averne dubbio, un atto preparatorio, ai sensi dell’art. 163 cpv. 2LEDP, per l’elezione del nuovo sindaco;
che è pertanto a torto che nel giudizio impugnato il Governo si è interrogato preliminarmente sulla questione di sapere se dette risoluzioni fossero delle decisioni impugnabili ai sensi dell’art. 208 cpv. 1 LOC: il quesito non era in effetti pertinente dal momento che entrambi gli atti si fondavano sulla LEDP;
che in materia elettorale valgono i rimedi giuridici previsti dagli art. 161 e segg. LEDP;
che, giusta l’art. 163 LEDP, contro ogni atto adottato nella procedura preparatoria di votazioni o elezioni come pure di raccolta di firme per iniziative o referendum può essere interposto ricorso al Consiglio di Stato (cpv. 1) entro tre giorni a contare da quello in cui fu compiuto l’atto che si intende impugnare (cpv. 3); la legge non prevede la possibilità di contestare dinanzi al Tribunale amministrativo le decisioni rese su ricorso dal Governo in questo ambito;
che, per quanto riguarda i risultati di votazioni e di elezioni, l’art. 164 LEDP stabilisce che eventuali ricorsi devono essere inoltrati, entro 15 giorni dalla loro pubblicazione, davanti al Consiglio di Stato (cpv. 1), il quale decide su tali contestazioni a titolo definitivo (cpv. 2);
che, avuto riguardo di quanto precede, il Consiglio di Stato doveva dichiarare definitiva la propria decisione;
che le conseguenze di un’errata indicazione delle vie ricorsuali non possono in alcun caso rendere competente un’autorità che non lo sia ex lege (DTF 124 I 258);
che il ricorso è pertanto irricevibile per difetto di competenza materiale di questo Tribunale;
che, considerata l’erronea indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso, si prescinde dal prelievo di una tassa di giudizio.