# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 71247f11-612c-5a51-a23d-9d19edbfe6f8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con precetto esecutivo n. _ emesso il 24 maggio 2016
dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, il Comune di RA 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'313.65 oltre agli interessi del 2.5% dal 13 aprile 2016, di fr. 28.45 e di fr. 50.–, indicando quali titoli di credito l’imposta comunale 2013, rispettivamente gli interessi aggiornati sino al 12 aprile 2016 e la tassa della diffida del 29 settembre 2015;
che avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 5 ottobre 2016 il Comune di RA 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Agno;
che nel termine impartitole,
la parte convenuta non ha presentato
osservazioni scritte all’istanza;
che statuendo con decisione del 9 dicembre 2016, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 100.– e un’indennità di fr. 30.– a favore dell’istante;
che contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 16 dicembre 2016
invocando l’impossibilità per lei, come studentessa universitaria, di pagare una tassa
“così alta”
e la propria incomprensione circa i motivi della tassazione;
che la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
;
che pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);
che presentato il 16 dicembre 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 al più presto il 10 dicembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo;
che la
Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4);
che
secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC);
che nel caso specifico RE 1 non ha presentato osservazioni in prima sede, sicché tutte le sue allegazioni di fatto sono nuove e pertanto inammissibili;
che ciò nonostante
in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1);
che
in virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione;
che la procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo;
che il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1);
che giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze
giudiziarie, e valgono quindi quale titolo di rigetto definitivo, le
decisioni di autorità amministrative svizzere, purché siano esecutive;
che di norma, come per le sentenze civili non è necessario il passaggio in giudicato (
Staehelin
in Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 110 ad art. 80 LEF), ma per le imposte dirette, la legge parifica a sentenze giudiziarie esecutive le decisioni di tassazione “cresciute in giudicato” (art. 244 cpv. 3 e 275 LT);
che nella fattispecie – la reclamante non lo contesta – la decisione di conguaglio dell’imposta comunale del 2013 emessa il 24 aprile 2015 (doc. C accluso all’istanza) è passata in giudicato e costituisce dunque un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione;
che, del resto, la reclamante non asserisce di avere inoltrato reclamo al entro il termine di trenta giorni indicato sulla decisione di conguaglio;
che le sue contestazioni o richieste di spiegazioni avrebbero dovute semmai essere presentate entro quel termine all’autorità competente – come detto il Municipio – e non lo possono più essere in sede di esecuzione;
che gli interessi di mora, di fr. 28.45, maturati dalla scadenza di pagamento del 30 maggio 2015 fino al 12 aprile 2016, risultano dal conteggio accluso all’istanza (doc. D, tre primi periodi), il saggio degli interessi maturati e correnti, del 2,5%, si fonda sulla legge (art. 6 cpv. 1 del decreto esecutivo concernente la riscossione e i tassi d’interesse delle imposte cantonali valevole per il 2015, RL
10.2.2.1.2) e la tassa di fr. 50.– figura nella relativa diffida del 29 settembre 2015 (doc. C secondo foglio);
che il reclamo va così respinto, non senza precisare che il giudice del rigetto non era comunque competente per valutare la situazione economica dell’escussa, siccome spetterà invece all’ufficio d’esecuzione, in fase di proseguimento dell’esecuzione, limitare il pignoramento del suo reddito a quanto eccede il suo minimo esistenziale (art. 93 LEF) mentre, ove il pignoramento verterà su beni mobili, concedere, a richiesta di lei, una rateazione del pagamento del credito posto in esecuzione (art. 123 LEF)
(sentenza della CEF 14.2014.229 del 16 febbraio 2015 consid. 7.2);
che le spese processuali del presente giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le condizioni economiche presumibilmente difficili in cui versa la reclamante, contro la quale sono già stati rilasciati diversi attestati di carenza di beni,
inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, il quale
rischierebbe di tradursi in oneri d’incasso infruttuosi per l’ente pubblico;
che non si pone invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato intimato alla controparte per osservazioni;
che c
irca i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'392.10, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

## Considerations