# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9fe0c5e0-0398-50cd-89d4-f63c68e7b29b
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto che già in precedenza, e meglio nel mese di novembre 2011, parlando con _, sia l’imputato che suo fratello _ avevano affermato di odiare gli “
albanesi
” perché “
prendevano le loro ragazze rumene per farle prostituire
” sottraendo loro parte dei guadagni,
ritenuto che nel periodo 04-08 marzo 2012, nell’appartamento di _ dove l’imputato viveva con suo fratello e altri connazionali, aveva assistito ad animate discussioni tra suo fratello, _, _ e altri, nel corso delle quali questi ultimi avevano manifestato rabbia e rancore per quanto successo a _ e deciso che ACPR 1 doveva scusarsi con loro e pagare le spese mediche e/o un indennizzo a _, incaricando _ di sollecitare al proposito ACPR 1,
consapevole del fatto che la sera dell’8 marzo 2012, _, suo fratello _ e _ si sarebbero incontrati, a questo scopo, con ACPR 1 e che nel caso in cui quest’ultimo non si fosse scusato o non avesse pagato quanto richiesto, lo avrebbero picchiato, sapendo che gli stessi erano disposti a tutto pur di vendicarsi,
mantenuto, la notte dell’8/9 marzo 2012, mentre si trovava a _ e in altre località del _, in particolare a partire dalle ore 00:34 del 9 marzo 2012, continui contatti telefonici con suo fratello _, apparentemente per essere informato circa l’esito dell’incontro con ACPR 1, ma in realtà per prestare loro aiuto in caso di necessità e,
saputo di quanto avvenuto, raggiunto dapprima _, verso le ore 03:00 circa, alla guida dell’autovettura Nissan Micra targata _, in suo uso, facendosi consegnare da _ la sua autovettura Peugeot 3008 targata _, con la quale ritornava a _ per recuperare _, _ e _, consentendo loro di fuggire dapprima a _ e poi in _;
subordinatamente favoreggiamento
per avere,
nelle summenzionate circostanze di tempo e di luogo,
agendo in correità con _,
sottratto _, suo fratello _ e _ ad atti di procedimento penale e, in particolare, all’arresto per titolo di tentato assassinio, perturbamento della circolazione pubblica e coazione, in relazione ai fatti da loro commessi il 9 marzo 2012 a _, verso le ore 01:30 circa, ai danni di ACPR 1,
raggiungendoli a _ con l’autovettura Peugeot 3008 targata _ di _ e accompagnandoli fino a _ dove si rifugiarono, prima di fuggire all’estero;
2. favoreggiamento
per avere,
il 09 marzo 2012, dopo le ore 04.00 circa,
a _ e in altre imprecisate località,
sottratto _ ad atti di procedimento penale e, in particolare, all’arresto per titolo di tentato assassinio, perturbamento della circolazione pubblica e coazione, in relazione ai fatti da lui commessi poco prima a _, verso le ore 01:30 circa, ai danni di ACPR 1,
mettendo a sua disposizione per la fuga dapprima a _ e poi in Italia, l’autovettura Nissan Micra targata _, da lui noleggiata presso il garage _, poi abbandonata a _;
3. appropriazione indebita
subordinatamente appropriazione semplice
per essersi,
nel periodo 12 marzo – 04 giugno 2012,
a _ e in altre imprecisate località,
agendo in correità con _ e altre persone non identificate,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
appropriato di una cosa mobile altrui che era stata affidata a _,
e meglio,
per essersi indebitamente appropriato dell’autovettura marca Peugeot 3008 Platinum 2.O HDi, no. di telaio _, targata _, del valore di CHF 46'000.-, affidata il 6 luglio 2011 dalla società _ SA a _ sulla base del contratto leasing no. _ sottoscritto il 30 maggio 2011,
utilizzandola il 12 marzo 2012 per raggiungere la Romania, dove l’imputato e _ intendevano “
farla scomparire
”, vendendola o cedendola a terze persone, per poi denunciarne il furto alla Polizia e all’assicurazione,
ritenuto che, a seguito del mancato pagamento delle successive rate di leasing e del conseguente annullamento del contratto, nonché della mancata restituzione dell’autovettura, la società _ SA ha subito un danno quantificato in CHF 37'250.80,
ritenuto che l’autovettura è stata venduta da persona non identificata e immatricolata in Francia il 4 giugno 2012 a nome di _;
subordinatamente appropriazione semplice
per essersi,
nelle summenzionate circostanze di tempo e di luogo,
agendo in correità con _,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, appropriato di una cosa mobile altrui e meglio per essersi appropriato dell’autovettura marca Peugeot 3008 Platinum 2.O HDi, targata _, della società _ SA, come meglio esposto in precedenza.
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: dagli art. 112 CP, in relazione con gli art. 22 e 25 CP, 137 cifra 1 CP, 138 cifra 1 CP e 305 cpv. 1 CP.
Presenti:
- il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore di fiducia, avv. DF 1;
- in qualità di interprete per la lingua rumena _ assente dalla pubblicazione della sentenza con accordo delle parti.
Espletato il pubblico dibattimento:
martedì 16 giugno 2015, dalle ore 09:30 alle ore 15:25;
mercoledì 17 giugno 2015, dalle ore 11:30 alle ore 11:40.
Sentiti:
§
il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
descrive la persona dell’imputato, ripercorre i fatti del _, descrive la rivalità fra i gruppi di rumeni e albanesi. Ripercorre i precedenti penali dell’imputato. A mente della pubblica accusa, IM 1 e gli altri rumeni non lavoravano in nero per il sig. _ come da essi dichiarato, ma si occupavano del giro delle prostitute. A seguito dei noti fatti del _, bisognava regolare i conti, per questo avvenivano diversi incontri fra i rumeni, ai quali a mente del PP partecipava anche l’imputato. La pubblica accusa ritiene che il fatto che ACPR 1 si fosse offerto di pagare le spese mediche di _ sia una menzogna. L’unico scopo dell’incontro avvenuto la notte tra l’8 ed il 9 marzo 2012 era di regolare i conti, mazze da golf al seguito. Quella sera l’imputato si teneva a disposizione dei tre autori materiali del tentato assassinio, pronto ad intervenire in caso di bisogno. Egli si trovava tra _ e _ già un’ora prima dei fatti, per sorvegliare i fratelli _, domiciliati nel _. Secondo la pubblica accusa, IM 1 veniva mandato a _ per controllare la situazione, prova ne sono i diversi contatti telefonici avuti con _ e _. Il PP dunque non crede al fatto che IM 1 si trovasse a _ per andare a prendere _, la ragazza di _, su richiesta di quest’ultimo. Per fare ciò, ovvero sorvegliare i _, la Nissan Micra di IM 1 era più che sufficiente. Una volta avvenuto l’accoltellamento invece, c’era bisogno di un’auto più potente e spaziosa. IM 1 rintracciava _ per farsi dare la sua auto, per poi riprendere i contatti telefonici con _ verso le ore 03:00. IM 1 ha dunque prestato un aiuto determinante nello svolgimento dei fatti, il suo non è stato un intervento successivo ma era pianificato, era pronto a dar man forte ai suoi amici ed al fratello con i quali aveva condiviso l’obiettivo e le intenzioni. Alla presenza di IM 1 i tre discutevano in seguito di come scappare. Egli metteva a disposizione la sua vettura per consentire a _ di scappare in Italia. In merito alle accuse per titolo di appropriazione indebita sub. semplice, il PP afferma di abbandonare il procedimento per l’appropriazione indebita mantenendo unicamente l’accusa per appropriazione semplice, l’auto non essendo mai stata affidata all’imputato. Si tratta di una vettura del valore di oltre fr. 40'000.-. Di fatto l’autovettura è finita in Francia dove è stata regolarmente registrata a nome di un terzo in buona fede.
Per la commisurazione della pena, il PP sottolinea come l’imputato non ha collaborato, egli ha mentito e finto di non ricordare, questo fino al dibattimento, malgrado avesse all’ultimo momento dichiarato di voler rilasciare delle dichiarazioni spontanee, poi rivelatesi poco utili. L’imputato ha gravi precedenti penali all’estero, da lui sempre minimizzati. La lontananza dalla figlia a mente del PP è solo un pretesto, IM 1 non essendosi mai realmente occupato di lei. Chiede la conferma integrale dell’AA e che venga inflitta una pena detentiva di 6 anni, a valere quale pena aggiuntiva alle pena di cui al DAC del febbraio 2012 del MP del Canton Ticino e alla pena inflitta in Inghilterra prima dell’estradizione. Chiede infine la confisca di tutto quanto in sequestro;
§
l’avv. DF 1, difensore dell’imputato IM 1, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
definisce i vari gradi di partecipazione alla commissione di un reato. Definisce la figura del complice: egli deve avere l’intenzione di favorire la commissione del reato, perlomeno per dolo eventuale; deve sapere che apporta il suo aiuto a un atto criminoso; deve volerlo o accettarlo. È necessario che l’assistenza sia idonea ad aumentare le possibilità di successo dell’infrazione. Questi atti di complicità devono intervenire prima della commissione del reato, dopo questo momento, non si può più parlare di complicità, ma unicamente di favoreggiamento. Rientrano nel reato di favoreggiamento tutti quegli atti di assistenza prestati all’autore dopo il realizzarsi dello stesso. Queste distinzioni sono concretamente lo sparti acque tra una condanna per complicità in tentato assassinio e una condanna per favoreggiamento. Il PP oggi ha descritto il quadro generale della situazione, la difesa non ha intenzione di difendere gli ambienti descritti, tiene comunque a precisare che il problema odierno non riguarda i retroscena di prostituzione. Nell’AA si ritrovano indicazioni precise in merito a quanto accadde la notte fra l’8 ed il 9 marzo 2012, IM 1 non era presente. La difesa ammette che IM 1 era consapevole di quanto avvenuto il 4 marzo 2012 al _ come pure del fatto che la situazione non poteva essere lasciata irrisolta. Sapeva delle trattative intavolate con i _, così come riferitogli da _ e da suo fratello _. IM 1 poteva immaginare che i tre avrebbero anche magari alzato le mani su ACPR 1, ciò non lo rende però ancora un complice. Nessuno sapeva che avrebbero tentato di uccidere ACPR 1. IM 1 non può essere condannato per complicità in tentato assassinio o altro reato, egli non è complice di niente. Manca completamente l’atto di complicità. La difesa si dice sorpresa dalla requisitoria del PP ove è stato aggiunto un particolare nuovo, ovvero che IM 1 si trovasse nel _ per fare la sentinella. Fatto questo che non è indicato nemmeno nell’AA e configura una violazione del principio accusatorio. Non vi sono prove che i tre autori materiali del tentato assassinio avessero chiesto a IM 1 di restare a disposizione. IM 1 ha dichiarato che quella sera tornava al suo appartamento con altri rumeni. In seguito partiva per _ perché _ gli aveva chiesto di andare a recuperare _, la sua compagna. A mente della difesa questo è quanto è accaduto e non c’è nulla di strano. Non vi sono elementi per affermare che IM 1 stesse invece facendo la sentinella, inoltre i _ risiedono a _ e non a _. L’imputato si collegava all’antenna di _ solo alle 01:44, a fatti ormai consumati. _ poi tornava a casa con un taxi, senza avere contatti diretti con IM 1. Quest’ultimo, quasi giunto a _, riceveva la prima telefonata da parte di suo fratello, che, in modo concitato, lo informava essere successo “un casino” e gli chiedeva di andare a prendere l’auto di _. Una volta recuperata la vettura Peugeot 3008, IM 1, in costante contatto telefonico con il fratello, recuperava i tre a fatica, essendo che non conosceva la zona di _ dove essi si erano rintanati. Se fosse stato complice, tutto sarebbe stato organizzato meglio ed egli non sarebbe stato certo lasciar pascolare per _. Non è contestato che egli sia intervenuto dopo i fatti per prestare aiuto innanzitutto al fratello e poi agli altri due. A mente della difesa, si tratta di favoreggiamento, non di complicità in tentato assassinio, per cui chiede che l’imputato venga prosciolto da quest’ultima accusa. In merito alle accuse di favoreggiamento di cui al pt. 2 dell’AA, il reato di per sé non è contestato ma la difesa tiene a precisare unicamente che non si è proprio trattato di una messa a disposizione volontaria della Nissan Micra a _, essendo che questi prendeva le chiavi senza nemmeno chiedere. IM 1 riconosce comunque di non essersi opposto, favorendo di fatto la fuga di _ verso l’Italia. Per quanto concerne l’accusa di appropriazione semplice di cui al pt. 3 dell’AA, anche questa non è fondamentalmente contestata. IM 1 ha comunque sempre contestato di essersi accordato con _ per “far sparire” l’auto. A mente della difesa, agli atti emerge chiaramente che l’auto è passata in mano a _ il quale non l’ha più restituita. In merito alla commisurazione della pena, la richiesta di 6 anni di pena detentiva è da ridimensionare, tenuto conto della richiesta di proscioglimento dal reato di complicità in tentato assassinio. Restano il doppio favoreggiamento e l’appropriazione semplice, tenuto conto che, se è vero che tra i casi di favoreggiamento, questo ne configura certo uno grave, IM 1 è comunque intervenuto a favore del fratello con cui ha un legame di sangue e nella vita. Per l’appropriazione semplice, si tratta di un episodio unico. La difesa è consapevole di non poter chiedere la sospensione condizionale della pena, visti gli ingombranti precedenti penali. L’espiazione della pena deve comunque essere considerata per la commisurazione della stessa. IM 1 sta lavorando in laboratorio e in carcere si comporta bene. Ha dei progetti per il futuro, vorrebbe fare rientro in Romania e stare con sua figlia. La pena inflitta sarà una aggiuntiva a quella di cui al DAC del febbraio 2012 e alla pena pronunciata in Inghilterra. Tutto ben considerato, la difesa chiede una pena detentiva di 18 mesi. Per quanto concerne le richieste di risarcimento dell’accusatore privato ACPR 1, trattandosi di favoreggiamento queste devono essere respinte, venendo a mancare il nesso causale tra il danno patito ed il reato: la vittima del reato principale non ha la facoltà di far valere pretese di natura civile nei confronti del favoreggiante. Chiede infine il dissequestro della licenza circolazione originale per la vettura BMW 330D, per il resto non si oppone alla confisca.
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. CURRICULUM VITAE
IM 1, interrogato in merito alla sua situazione personale nel corso del primo interrogatorio dinanzi al PP il 31 ottobre 2014, dichiarava:
"
Sono nato a _, Romania e dopo le scuole dell’obbligo ho seguito la formazione di carrozziere, professione per la quale ho conseguito il diploma.
Il mio cognome alla nascita era _ e _ è mio fratello maggiore. Quando mi sono sposato, ho assunto il cognome di mia moglie. Oltre a _ ho una sorella e un fratello più grandi che vivono in Italia. Mio padre è deceduto nel 1994, e mia madre vive a _. Mio padre era autista, mentre mia madre è casalinga. In Romania vivevo con mia madre.
Nel 2003 mi sono sposato con _. Dalla nostra relazione è nata _, il _ e lei porta il mio cognome _. Ci siamo sposati dopo la nascita di _ ed è per questo che lei porta ancora il mio cognome. L’anno scorso è stato decretato il divorzio e la mia ex moglie vive a _ con nostra figlia _. Ho mantenuto contatti con mia figlia e provvedo al suo mantenimento versandole del denaro, a dipendenza della mia disponibilità. A volte viene a vivere con me a _.
Nel 2002 sono venuto per la prima volta in Italia, dove già viveva mia sorella, per cercare lavoro. Ho trovato un lavoro come muratore in nero. Sono rimasto per circa un anno e qualche cosa. Sono poi rientrato in Romania, dove ho lavorato come carrozziere con mio zio, anche se a volte ritornavo in Italia a lavorare come muratore.
Come mi chiede l’interrogante, confermo che risiedevo a _, in via _. Si trattava di un appartamento dove vivevo e non era l’indirizzo di mia sorella.
Mentre mi trovavo in Italia sono venuto alcune volte in Ticino, la prima volta mi sembra nel 2012. Sono venuto con mio fratello _, inizialmente a trovare degli amici e poi anche per lavorare come muratore e a effettuare lavori interni in abitazioni. Anche mio fratello lavorava con me, evidentemente in nero. Più tardi siamo stati raggiunti anche da altri amici. (...) siamo stati assunti da un signore di nome _, che aveva un’impresa di pittura. Non avevamo i permessi per lavorare. (...) abitava nella zona di _. L’interrogante mi fa prendere atto che dagli atti d’inchiesta risulta che il 18 ottobre 2011 mi trovavo già in Ticino perché quella sera ero stato controllato dalla Polizia (...) ricordo che ero in compagnia di mio fratello _ e di _. (...)
ADR
che ho conosciuto _ tramite mio fratello _. Mi sembra di averlo conosciuto nel corso del 2011 in Romania, prima di venire in Ticino. Non ho mantenuto grandi contatti con lui, mentre mio fratello aveva contatti con lui, ma non so per quale motivo.
ADR
non so cosa facesse _ in Romania e neppure cosa facesse in Ticino. So che aveva una ragazza qui in Ticino, ma non so se questa fosse una prostituta oppure no. Lui ci ha aiutati quando siamo arrivati in Ticino, dandoci ospitalità. (...)
Preciso che nel 2012, quando sono rientrato in Romania, sono poi partito per il Portogallo con degli amici, dove ho lavorato come muratore. Ho perso i contatti con mio fratello _, che non vedo più da diverso tempo. Sapevo che era andato in Canada, mentre adesso non so dove si trovi. Ero andato in Inghilterra per cercare lavoro.
ADR
non sapevo di essere ricercato in Svizzera, se l’avessi saputo mi sarei presentato. Come mi chiede l’interrogante, avevo saputo dell’arresto di _, ma non sapevo che lui mi aveva messo in mezzo. Non sapevo neppure il motivo esatto per il quale era stato arrestato e l’ho saputo solo quando ho ricevuto la documentazione in Inghilterra.
ADR
che inizialmente l’avvocato inglese mi ha consigliato di oppormi all’estradizione, anche perché mi diceva che sull’ordine di arresto si parlava di omicidio, anche se non era morto nessuno. Mi ha quindi consigliato di attendere e di vedere tutta la documentazione prima di decidere se accettare o meno l’estradizione. Per finire ho accettato (...)”.
(AI 24).
In merito alla situazione di IM 1 per il periodo da lui trascorso nel nostro Cantone, egli dichiarava che sia lui che il fratello _ risiedevano presso _, in un luogo non meglio precisato. Quest’ultimo, giunti essi in Ticino, presentava loro un “ragazzo” di nome _, il quale a sua volta faceva loro conoscere tale _ (poi identificato quale _). _ aveva trovato loro un appartamento a _, stipulando a suo nome il contratto di locazione per poi subaffittare l’abitazione all’imputato e a suo fratello.
Non è ben chiaro se _ avesse poi assunto sia IM 1 sia _ quali imbianchini, in “nero”, presso la propria ditta individuale, pagandoli fr. 100.- al giorno, essendo che le dichiarazioni di IM 1 e _ sono contrastanti. Così dichiara l’imputato alla Polizia, indicando pure che, successivamente, i due fratelli sarebbero stati raggiunti da altri tre cittadini rumeni (_, tale _ e tale _), i quali sarebbero anch’essi stati assunti da _. _, da parte sua, ammette di aver assunto quest’ultimi cittadini rumeni in nero, ma nega categoricamente di aver assunto anche _ e _.
Interrogato l’11 novembre 2014 (all. 7 al rapporto di Polizia 3 febbraio 2015), confermava il fatto di aver subaffittato l’appartamento ai rumeni, distanziandosi da ogni loro possibile attività “professionale”:
"
non so cosa facevano _ e IM 1 come attività in Svizzera. Loro vivevano di notte e di giorno dormivano. La mia sensazione era che avevano “in giro” delle donne. (...) Ci eravamo accordati che per ogni mensilità io avrei guadagnato circa CHF 100.- o CHF 200.- che mi venivano consegnati da _ ogni volta che ritiravo l’affitto. Alla fine però io ci ho perso perché ho dovuto pagare i danni che _, IM 1 e la ragazza di _ avevano causato all’interno dell’appartamento. (...) a metà marzo, IM 1, _ e la sua ragazza, sono scomparsi. ”
Al dibattimento del 16 giugno 2015, aggiungeva:
"
Il Presidente ripercorre il passato dell’imputato così come già dichiarato nei precedenti verbali.
Confermo tutto quanto da me già dichiarato. Inoltre preciso che mia sorella vive in Svizzera. Attualmente ho appena depositato i documenti per separarmi da mia moglie.
ADR
che di formazione sono carrozziere verniciatore, ho un diploma in tal senso.”
2. PRECEDENTI PENALI
Dall’estratto del casellario giudiziale
svizzero
(AI 23) risulta a carico di IM 1 un unico precedente:
DAC 2012.2068 del 02.04.2012 Ministero pubblico del cantone Ticino Bellinzona:
- Guida in stato di inattitudine (veicolo a motore, alcol), aLCSTRE 91/1/5 06.02.2012; per aver condotto l’autovettura VW Gold targata _ essendo in stato di ubriachezza (min. 1.34 – max. 1.88).
Infrazione alle norme della circolazione aLCSTRE 90/1 06.02.2012 per avere, circolando nello stato psico-fisico surriferito, nell’immettersi sull’intersezione con percorso rotatorio obbligato, negligentemente perso la padronanza di guida continuando così la corsa cozzando conseguentemente contro un muro ivi esistente;
Pena pecuniaria 20 aliquote giornaliere a 100 CHF, sospensione condizionale della pena per un periodo di prova di 3 anni. Multa: CHF 1200.--.
In merito al suddetto incidente stradale, il PP faceva annettere all’incarto i certificati medici dell’EOC (AI 41), l’incarto dell’assicurazione _ in merito al sinistro (AI 42) e l’incarto relativo all’intervento della croce verde di _ (AI 64).
Interrogato a tal proposito dal PP, IM 1 dichiarava:
"
risulta che il 6 febbraio 2012 sono stato protagonista di un incidente a _, dove alla rotonda vicino al garage Mercedes ho perso il controllo dell’auto andando a sbattere contro un muro. Mi ricordo questo fatto. Con me c’era _, ossia la ragazza/convivente di mio fratello _. Eravamo stati in discoteca e tornavamo a casa. Quel giorno ero alla guida di un’autovettura VW Golf presa a noleggio. Visto che la BMW aveva dei problemi l’avevo lasciata al garage e avevo preso questa a noleggio.(...) Mi ricordavo di aver ricevuto una multa, che non ho però potuto pagare.”
(AI 24).
Con scritto 3 novembre 2014, il GPC si rivolgeva al PP:
"
con la presente sono a chiederle, in caso di scarcerazione della persona indicata a margine, di metterci a disposizione l’interessato per l’espiazione
8 (otto) giorni di pena detentiva sostitutiva
di cui al residuo della multa di CHF 814.- (già dedotta la cauzione pari a CHF 386.-) inflitta DA 1476/2012 del 2 aprile 2012, rimane salva la possibilità per il detenuto di procedere al pagamento della stessa per evitare la pena detentiva sostitutiva.”
(AI 28).
In merito ai suoi precedenti in
altri Stati
, IM 1 dichiarava, sempre il 31 ottobre 2014 al PP:
"
ADR
che in
Italia
ho avuto un procedimento penale per una situazione difficile di cui vorrei parlare in un altro momento. Sono stato condannato nel 2008 e ho scontato una pena di 3 anni e qualcosa.
(...) In merito al precedente in Italia dichiaro che sono stato condannato, a mio modo ingiustamente, per rapina semplice a una pena superiore ai 4 anni, ma che non ricordo con precisione. Sono stato riconosciuto da una persona come l’autore della rapina, anche se in quel periodo io mi trovavo in Romania per le feste. Il riconoscimento è stato fatto in modo scorretto. La condanna è comunque definitiva. Dopo l’espiazione della condanna sono stato espulso e non ho potuto fare ricorso. Sono stato condannato con le generalità di IM 1.”
(AI 24).
In effetti, dal
casellario giudiziale italiano
(AI 29) risultano i seguenti precedenti:
- 31.03.2006
: Sentenza del Tribunale di Monza per Violazione delle norme contenute nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero commesso il 31.03.2006.
Pena: 5 mesi e 10 giorni di reclusione, sospesa con la condizionale, poi revocata con ordinanza della Corte di appello di Milano il 17 febbraio 2011:
- 17.07.2009
: Sentenza della Corte di appello di Milano per rapina in concorso.
Pena: 3 anni e 6 mesi, multa 800 euro, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, espulsione dallo Stato:
- 10.09.2010
: Provvedimento del Procuratore generale della Repubblica di Milano, cumulo delle pene inflitte con i provvedimenti
31.03.2006, 20.04.2006, 17.07.2009, determinata la pena da scontare in 4 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, più multa 800 euro, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni ed espulsione dallo Stato. Pena in seguito ulteriormente rideterminata in anni 3, mesi 11 e giorni 9.
Interrogato a tal proposito nel corso del verbale d’interrogatorio finale, dichiarava:
"
(...)risulta che in Italia sono stato condannato il
31
marzo
2006
per violazione delle norme sull'immigrazione a
5
mesi e
10
giorni di reclusione e il
17
luglio
2009
a
3
anni e
6
mesi di reclusione per rapina in concorso. Queste due condanne sono poi state cumulate e fissate inizialmente in
4
anni,
4
mesi e
10
giorni di reclusione, poi rideterminata il
17
maggio
2011
in
3
anni,
11
mesi e
9
giorni di reclusione.
Ho espiato queste condanne in Italia fino al mese di giugno
2011,
dopodiché non potendo più restare in Italia sono rientrato in Romania.
ADR
che sono stato arrestato l'8 febbraio
2008
per la rapina di
_
e sono rimasto in carcere fino a giugno
2011.
In merito ai fatti della rapina dichiaro che non ero io l'autore della stessa ma sono stato riconosciuto dalla vittima durante un riconoscimento che a mio modo di vedere non è avvenuto in modo corretto. Infatti la Polizia aveva già mostrato le mie fotografie alla vittima e al momento del riconoscimento sono stato affiancato da due agenti che non mi assomigliavano in nessun modo, per cui la vittima ha riconosciuto subito il sottoscritto. Ho ricorso contro la condanna di primo grado, ma anche la Corte d'Appello l'ha confermata, riducendo la pena di un anno.”
(AI 65).
In merito ad altri precedenti penali in altri paesi, IM 1 dichiarava il 31 ottobre 2014 al PP:
"
ADR
che in
Romania
,
Francia
e
Germania
non ho avuto procedimenti penali, mentre in Inghilterra ho avuto un procedimento per danneggiamento. Preciso che una sera con un amico, a _, dopo aver bevuto, lui ha danneggiato la porta di un ristorante perché voleva prendere qualche cosa da bere. Siamo stati arrestati dalla Polizia e a quel momento si sono accorti della ricerca nei miei confronti. Non ricordo esattamente la data dell’arresto, ma come mi dice l’interrogante potrebbe essere stato il 9 giugno 2014. Ricordavo il mese di giugno, ma non il giorno esatto. Sono poi stato condannato a sei settimane di detenzione, condanna che ho espiato prima di essere estradato in Svizzera.”
(AI 24).
I casellari giudiziali
francese e tedesco
risultano in effetti vergini (AI 30, AI 38).
L’Interpol di Bucarest
con e-mail 16 dicembre 2014, comunicava pure che non risultano iscrizioni penali a carico di IM 1 (AI 44).
Dal casellario
inglese
invece figura un precedente per furto “
burglary w/i to steal on 09/06/14”
, per cui veniva condannato a 12 settimane di reclusione (AI 62).
Così l’imputato nel corso dell’interrogatorio finale 25 febbraio 2015 dinanzi al PP:
"
(...)Prendo atto che in Francia e in Germania non risultano condanne a mio carico. Anche nel mio paese risulta che non sono conosciuto.
Prendo atto che dalle informazioni ricevute dall'Inghilterra risulta che il
10
giugno
2014
sono stato condannato dal Magistrato di Londra Nord a
10
settimane per furto
(Burglary with intent to steal).
Il mio avvocato inglese mi aveva detto di essere stato accusato e condannato per danneggiamento, anche perché non abbiamo sottratto nulla. Prendo atto che secondo le informazioni ricevute dall'Inghilterra ho espiato la condanna inflittami in quel paese dal
9
giugno fino al
1
settembre
2014
e che dal
2
settembre
2014
sono stato posto in arresto in vista dell'estradizione, avvenuta il
30
ottobre
2014.
A questo proposito voglio dire che sia il mio avvocato inglese che le autorità carcerarie mi avevano comunicato che dal
30
giugno
2014
iniziavo a espiare la carcerazione per la Svizzera, visto che quel giorno mi era stato notificato l'ordine d'arresto svizzero. In quel periodo ero intenzionato a chiedere di poter essere scarcerato con il braccialetto elettronico o al domicilio, ma questa facoltà non mi è stata riconosciuta, appunto perché era arrivato l'ordine svizzero.”
(AI 65).
Al dibattimento del 16 giugno 2015, aggiungeva:
"
In merito ai suoi precedenti penali, il Presidente descrive l’incidente stradale da lei effettuato nel 2012 in Ticino, ove veniva trovato positivo all’alcool.
Confermo questo mio precedente.
ADR
che mi capita ogni tanto di bere.
Agli atti vi è uno scritto 3 novembre 2014 del GPC in merito ad una commutazione della sanzione pecuniaria di CHF 814.- residui, questa multa non è stata pagata e dunque il GPC ha proceduto alla trasformazione in 8 giorni di pena detentiva. Nel frattempo lei ha saldato questa multa?
No, non l’ho ancora pagata.
In merito ai suoi precedenti penali in Italia, vi è una sentenza del 2009 che la condanna a 3 anni e 6 mesi per una rapina in concorso, seguita poi da un provvedimento del Procuratore generale per violazione delle norme sulla migrazione, il quale ha poi unito le pene fino a complessivi 4 anni e 4 mesi. Lei ha dichiarato di aver scontato questa pena detentiva in Italia, è corretto?
Sì, ho trascorso 11 mesi a _ e poi sono stato trasferito a _ a _.
ADR
che in Italia in carcere non si sta per niente bene. Non mi trovo bene in carcere, la vita è dura e inoltre soffro la lontananza da mia figlia.
ADR
che ho sempre contestato i fatti imputatimi in Italia.
In merito ai suoi precedenti penali inglesi, emerge una condanna per furto a 12 settimane di reclusione. Di cosa si è trattato?
Non si è trattato di un furto ma solo di un danneggiamento, nessuno ha rubato niente. Ero con un mio amico e lui ha forzato una porta al bar per prendere qualcosa da bere. Dopo che ha forzato la porta è suonato subito l’allarme e siamo scappati. Non capisco per quale ragione mi hanno accusato di furto.
ADR
che queste 12 settimane io le ho già espiate in Inghilterra prima di essere estradato.
Una volta in carcere in Inghilterra, è emerso che c’era nei suoi confronti un mandato di cattura internazionale emesso dal PP.
Sì, confermo. Quando ho ricevuto la richiesta di estradizione vi era indicato che io ero accusato di assassinio, c’è stato un errore di traduzione. Solo in seguito è stato chiarito che io ero accusato di complicità in tentato assassinio.
ADR
che in carcere in Inghilterra mi sono trovato molto male.
Per quale motivo era in Inghilterra?
Ero in Inghilterra con un amico per cercare lavoro, avremmo dovuto iniziare da lì a qualche giorno. Per giungere in Inghilterra il biglietto costa circa 80 euro, non è un viaggio caro, ci sono arrivato in nave. Sono partito con 200-300 euro.
ADR
che tornato in Romania dopo essere stato in Italia ho lavorato come autista, poi sono andato in Portogallo, poi 2 settimane in Irlanda ed in seguito in Inghilterra.”
3. PREMESS
A
Nel sottobosco del mondo della prostituzione ticinese, nel corso del 2012, com’è ormai noto, scaturiva una violenta rivalità nella gestione delle prostitute come pure della sicurezza, fra due gruppi di individui, gli “albanesi” ed i “rumeni”. Dal rapporto d’inchiesta di Polizia del 25 marzo 2014:
"
La rivalità violenta scaturita sia dalla gestione della prostituzione che dalla gestione della sicurezza, correlata a anche a vicende personali, hanno sviluppato delle “rappresaglie” tra le de fazioni di persone che facevano riferimento a società distinte di sicurezza e “conosciute” sul territorio Ticinese, le quali, ai loro “vertici”, avevano come responsabili _ e _. Queste “rappresaglie”, iniziate con discussioni verbali, sono continuate con vere e proprie minacce, trascese poi nel suo atto più grave, ovvero nell’accoltellamento di ACPR 1 (persona legata al business della prostituzione e della sicurezza) il 09 marzo 2012 a _.”
3.1. I fatti del _ in breve
L’evento all’origine del fatto di sangue del 9 marzo 2012, è il famoso incontro al _ di _ del 4 marzo 2012. Sempre dal rapporto d’inchiesta di Polizia 25.03.2014, redatto sulla base della sentenza 14 giugno 2013 nei confronti di _ della Corte delle assise criminali:
"
La mattina del 04 marzo 2012 (...) veniva concordato un incontro tra i fratelli _ e _, al “_” di _, per appianare una “diatriba” che vedeva coinvolti lo stesso _ e _. Il responsabile della sicurezza alla discoteca _ (_), stando a quanto verbalizzato, non aveva permesso l’entrata nell’esercizio pubblico a _ che aveva percepito in questo comportamento una mancanza di rispetto nei suoi confronti. _, non avendo accettato l’atteggiamento di _, aveva dato inizio ad uno scambio di messaggi in cui entrambi indicavano come bisognasse chiarire la situazione. (...) _ (...) si cautelava, facendosi accompagnare da diversi suoi collaboratori (...) Tra le persone giunte al “_”, vi erano pure tale _ e _, cittadini rumeni, “conoscenti” di _ che a loro volta avevano avuto delle controversie con i fratelli _. I contrasti tra i _ e questi “rumeni” erano relativi alla gestione di ragazze, dedite alla prostituzione, sul nostro territorio.
L’incontro (...) avveniva (...) nelle prime ore della mattina. Da una parte vi era il gruppo dei fratelli _, accompagnati da _, _ e _, dall’altra parte vi era _, accompagnato da _, _, _, _, _, _, _, _, _, _ e _. (...) _ e ACPR 1 si erano estraniati momentaneamente dai rispettivi gruppi per parlare tra di loro con tono pacato ed in modo civile. (...) Ad un certo punto dell’incontro, quando la situazione pareva essersi calmata o risolta, ACPR 1 ed i fratelli, notavano, tra gli uomini di _, la presenza di _ e subito iniziavano ad inveire contro quest’ultimo apostrofandolo con vari epiteti, chiedendo nel contempo che cosa ci facesse lui, _, lì, e perché _ lo aveva portato con sé.
A quel momento, i fratelli _, “dimenticavano” i problemi con _, concentrando la loro attenzione su _ ed avventandosi su quest’ultimo colpendolo con vari oggetti, tra i quali una mazza da baseball, una chiave per lo smontaggio delle ruote e, probabilmente, anche con un tirapugni. Oltre a ciò lo colpivano con pugni e calci su tutto il corpo (...) questi riusciva ad allontanarsi dal luogo, salendo su un veicolo con il quale erano giunti i colleghi/amici di _ e fuggire. (...) non abbiamo certificati o altro circa le ferite riportate da _ (...).
A seguito dei fatti di _, si era proceduto, in data 19 giugno 2012 al fermo ed all’arresto provvisorio di _, ACPR 1, _ e _ (...).”
3.2. I fatti di _ in breve
Così vengono descritti sempre nel rapporto d’inchiesta di polizia:
"
La mattina del 09.03.2012, alle ore 0140, presso la Centrale di allarme a _, giungeva una chiamata da parte di un utente della strada, che segnalava la presenza di un uomo ferito sulla pubblica Via. (...) Vista la gravità delle ferite, l’uomo, identificato successivamente in ACPR 1, veniva portato al pronto soccorso (...) la vittima, (...) raccontava di essere stata inseguita da un veicolo, superata e speronata, per poi venire aggredito dagli occupanti di detto veicolo che l’avevano colpito ripetutamente con delle mazze da golf e con svariati fendenti sferrati con arma da raglio alla schiena, alle gambe, ed al torace. La versione della vittima veniva pure confermata dalla compagna di viaggio _, la quale aggiungeva che, mentre ACPR 1 veniva aggredito, nessuno degli aggressori si era “preoccupato” di lei.
I due raccontavano inoltre che la notte del 9 marzo 2012 avevano lasciato l’abitazione della famiglia _, a _, con l’intenzione di recarsi a _. Mentre percorrevano Via _, in direzione della località _, circolando a bordo dell’autovettura Smart, targata _, improvvisamente venivano speronati dalla vettura Citröen C3, la quale, dopo averli affiancati, li spingeva verso destra, facendoli fuoriuscire dal campo stradale. A bordo del veicolo vi erano tre uomini a quel momento sconosciuti ai due.
Una volta bloccata l’autovettura, i tre (...) scendevano (...) e si avventavano contro ACPR 1, ancora seduto al posto di guida del veicolo. inizialmente colpivano ripetutamente con delle mazze da golf (oggetti poi ritrovati sulla scena) il veicolo Smart dopodiché si avventavano sul ACPR 1, estraendolo con la forza fisica dall’abitacolo.
In seguito, in rapida successione, ACPR 1 veniva ferito con almeno 13 fendenti portati con armi da taglio, in varie parti del corpo e questo da tutti e tre i suoi aggressori. (...) Nel corso dell’azione i tre aggressori venivano però disturbati dal sopraggiungere di alcuni veicoli e quindi desistevano, risalendo velocemente sulla loro vettura e dandosi alla fuga in direzione di _. (...) In breve tempo i colleghi individuavano, nei pressi del centro _ di _, la vettura utilizzata dagli autori per compiere il crimine; si trattava di una Citroen C3 targata _. Dei tre aggressori però nessuna traccia. (...) La vettura risultava essere intestata alla società di autonoleggio _, presso _ SA a _ (...) noleggiato il giorno 08.03.2012 da _, il quale era accompagnato da una giovane donna rimasta sconosciuta, che aveva funto da garante per il noleggio del mezzo. (...) si procedeva all’identificazione dei numeri telefonici in uso a (...) _ (...) ed a porre sotto controllo telefonico le utenze a lui intestate. (...) _ (...) identificata formalmente _ nel corso della sua audizione del 09.03.2012. Anche ACPR 1, (...) identificava l’autore in _ (...) dava le prime indicazioni anche se un secondo autore, il quale, a detta della vittima, aveva capelli lunghi ed era stato chiamato con il nome di _ da _. (...) Il terzo autore veniva indicato da parte del fratelli _, i quali avevano recuperato una fotocopia della carta di identità dell’aggressore per il tramite di loro conoscenti, rimasti sconosciuti (verb. Interr. ACPR 1 del 04.04.2012 ore 10.44). A seguito di ciò, veniva fatta richiesta, in data 04 aprile 2012, di pubblicare a RIPOL un mandato di cattura internazionale a nome di _ e _.”
4. FATTI E MOTIVI A DELINQUERE
Nel corso del 2012, _ veniva sentito in numerose occasioni dalla Polizia e dal PP, in qualità di imputato per titolo di complicità in tentato assassinio, favoreggiamento e appropriazione indebita. Egli aveva modo di raccontare di volta in volta una versione diversa dell’accaduto, conformandosi alle puntuali risultanze che gli venivano contestate. IM 1, da parte sua, si era rifugiato in Romania scampando all’inchiesta, finché solo nel 2014 veniva arrestato in Inghilterra. A quel punto, egli veniva confrontato con le dichiarazioni rese da _ in corso di espiazione di pena, e con le dichiarazioni di _, per la maggior parte rese nel corso del 2012, poi ribadite nel 2014.
Di seguito saranno riportate le dichiarazioni di _ (e di altri interrogati secondari), rese in particolare nel corso del 2012, a seguito dei fatti del _ e di _. In seguito saranno invece approfondite le dichiarazioni rese nel 2014, poco prima e a seguito dell’arresto, di IM 1.
Per stabilire le eventuali responsabilità di IM 1, occorre determinare in particolare cosa accadde nel periodo temporale nel mezzo fra i fatti del _ ed il crimine di _, come pure subito in seguito a questo.
4.1. Avvenimenti dopo i fatti del _
Secondo le dichiarazioni rese da _ nel 2012, tra i fatti del _ e quelli di _ avvennero
tre incontri
presso l’appartamento in cui abitavano i rumeni, il quale si trovava a distanza di 50 metri da quello dove egli stesso abitava con la famiglia.
Il
primo incontro
, sempre stando alla versione di _ (rapporto inchiesta polizia 25.03.14, class. 1 sep. 9, verbale 26.07.2012 pag. 4), sarebbe avvenuto il 04.03.2012 tra le 05.00 e le 07.00, ovvero solo qualche ora dopo i fatti di _.
_ spiegava che, una volta raggiunto _, si recava nell’appartamento dei rumeni. Qui vi trovava diverse persone, fra cui delle donne nella camera da letto ed altri rumeni in cucina. In quest’occasione, a suo dire, era presente anche il fratello di _, IM 1. Si precisa che parlando di tale _
, _
si riferisce a _:
"
Dopo questi fatti, partiamo da _ per rincasare. Strada facendo ho chiamato _ al telefono chiedendogli di incontrarci, cosa che facciamo di li a poco al distributore di _.
Preciso che in quel momento, _, non era con _. Qui _ mentre faceva trasparire una sua forte arrabbiatura mi chiedeva spiegazioni per non aver dato aiuto a _. Da parte mia gli spiegavo che non essendo _ parte del nostro gruppo non volevamo immischiarci in cose non nostre. Preciso che questa discussione è durata veramente poco, al massimo una decina di minuti. Durante la stessa avevo chiesto a _ se c’era la possibilità di parlare con _. _ lo ha quindi chiamato al telefono e _ ha risposto che mi voleva incontrare.
Giunto quindi al mio domicilio mi sono quindi recato nell’appartamento dei “Rumeni”. Qui ho visto nell’appartamento diverse persone, fra cui delle donne nella camera da letto ed altri in cucina. Vorrei precisare che vi erano numerose brande aperte nel soggiorno. In cucina ho poi avuto modo di notare quasi subito _ seduto al tavolo della cucina, senza maglia, e subito ho notato che aveva del sangue sulla testa.
(...) aveva una vistosa ferita sanguinante sopra l’orecchio sinistro. Aveva poi alcune escoriazioni sulle braccia. Ho visto poi che aveva vari segni rossi sul costato soprattutto sul dorso e sul fianco sinistro, ricordo che si lamentava e che faceva anche un po’ fatica a respirare.
Quando sono entrato in cucina ricordo che _ stava parlando in rumeno con _ e lo faceva in modo piuttosto arrabbiato. Sempre nel locale vi erano pure altri tre uomini di cui non so meglio precisare le generalità.
_ si è quindi lamentato con me dicendo che eravamo dei vigliacchi. _ ricordo poi aver detto “..fatti i cazzi tuoi, questi l’hanno fatta grossa..visto che ci sono già grossi problemi con loro adesso è finita..non c’è più da parlare...”.
(...) Dopo poco _ mi dice di andarcene perch.stavano arrivando altri probabili loro connazionali, tra cui anche il fratello di nome IM 1.
Così facendo _ mi ha accompagnato fuori dall’appartamento fino fuori dalle scale. Qui _ mi ha spiegato (...) quali erano le ragioni della discordia tra rumeni ed albanesi: (...) loro erano venuti qui dalla Romania poiché questi albanesi stavano portando via le donne ai Rumeni. Vorrei precisare che io so che la ragazza di ACPR 1, a detta di _, era una ragazza del giro di questi rumeni. In sostanza, presumo, che gli albanesi volevano controllare queste prostitute rumene. Da parte mia gli ho chiesto se, quanto accaduto a _ mi poteva procurare dei problemi di convivenza con i rumeni e ciò mi era stato escluso. Ci siamo quindi salutati (...)”.
Il
secondo incontro
nell’appartamento dei rumeni, avvenne
un paio di giorni dopo
. Così _:
"
Dopo circa un paio di giorni mi hanno bussato alla porta, era uno di quei rumeni che abitava sotto di me, dicendomi di andare giù che mi volevano. Io rispondevo che non sarei andato giù se non ci fosse stato _. Gli ho quindi mandato un messaggio, chiedendogli la sua presenza e quindi di li a poco lui è giunto e sono sceso nell’appartamento.
Giunto nell’appartamento ho visto: IM 1, _ e altri 3 rumeni che non avevo mai visto. (...) In quelle circostanze IM 1 mi ha aggredito verbalmente dicendomi “siete dei vigliacchi, uomini di merda...”. Dopo che _ mi aveva detto queste cose ne era nata una discussione tra i rumeni. Ad un dato momento uno dei rumeni mi aveva detto che era necessario far curare _, da parte mia avevo assicurato la mia assistenza. Da parte mia chiamavo poi il mio medico curante per avere un appuntamento ma poi, come già detto nei precedenti verbali, ho sbagliato giorno. Preciso che _ non voleva assolutamente recarsi in un ospedale (...)”.
Ed infine, il
terzo incontro
, ancora un altro paio di giorni dopo, ma comunque prima dell’8 marzo 2012:
"
Dopo circa un paio di giorni, massimo due giorni, sono sceso nuovamente nell’appartamento dopo essermi assicurato della presenza di _. Entrando ho visto che erano presenti: _, IM 1, _, due inquilini rumeni, diverse donne nella camera da letto ed un nuovo rumeno che non avevo visto sino ad allora. Entrando ho visto che _ stava litigando con _ in Rumeno. Era un litigio molto acceso. In queste circostanze anche gli altri parlavano in rumeno; (...) si è intromesso _ e nel suo italiano stentato mi chiedeva la ragione per cui non eravamo intervenuti ad aiutare _. (...) Mi viene chiesto se _ mi aveva mosso delle accuse per quanto accaduto a _ e rispondo di no. (...) _ aveva quindi detto che per il fatto che i _ avevano picchiato _ era un affronto a lui stesso. Questa questione andava quindi risolta. Hanno poi proseguito la discussione in rumeno. (...) All’esterno _ mi aveva detto che era stato detto che sarebbe intervenuto qualcuno di “grosso”, _ mi aveva fatto intendere che questo personaggio aveva alle spalle degli anni di prigione. (...) Mi viene chiesto se in seguito ho ancora visto _, questo prima dei noti fatti di _ e rispondo di no. Ricordo però di aver visto sempre in quei giorni IM 1 e _. Per quanto concerne _, forse potrei averlo incontrato il giorno seguente; dopo i fatti di _ non ho più visto neanche lui. (...) dopo i fatti di _ (...) Ci siamo sentiti principalmente con IM 1, talvolta anche con _ per risolvere il problema della macchina. Con questo intendo dire che volevo che mi venisse restituita la mia autovettura.”
(rapp. inchiesta classeur 1 sep. 9).
"
(...) _, che era seduto di fronte a me, mi ha detto in italiano di stare tranquillo e che era una cosa che riguardava loro. Io replicavo a _ dicendo che però _ puntava il dito su di me. IM 1 a quel punto mi aveva detto che centravo anch’io in questa cosa dicendo che io, _, aveva permesso che veniva picchiato. A questo punto _ era intervenuto prendendo le mie difese rivolgendosi in rumeno a IM 1. Subito dopo anche _, in rumeno, si è rivolto a IM 1 e da quello che ho potuto capire io, lo stava calmando.
(...) Mi viene ora chiesto di quantificare l’importo che io avevo “versato” ai rumeni a mo di risarcimento per quanto accaduto a _. Io rispondo di aver dato frs 3000.—a contanti direttamente nelle mani di _. Questo era avvenuto all’indomani dei fatti _ che quindi preciso essere il lunedì 5 marzo 2012. Questo “risarcimento” lo avevo dato a _ per permettergli di pagarsi le cure mediche che gli necessitavano. Ricordo che _ (...) si è incazzato perché non dovevo dargli quel denaro. Io invece mi sentivo in dovere di farlo per via delle botte che aveva preso. (...) l’avevo pensata io, senza suggerimento di nessun altro e questo con lo scopo di dare un segno forte, da parte mia, per fare un modo di evitare eventuali loro richieste che sarebbero potute venire in futuro.”
(rapp. inchiesta class. 1, sep. 11).
4.1.1. La sera dei fatti di _ - Il prestito della Peugeot 3008
Le dichiarazioni in merito al prestito del veicolo Peugeot 3008 di _ a IM 1 sono contrastanti. _ in particolare, nel corso delle varie audizioni, si dilettava a rilasciare continue versioni discordanti. Fino all’ultimo, non è stato ben chiaro se _ avesse prestato il veicolo a IM 1 prima, o solo dopo l’evento di sangue, come invece sosteneva nei suoi ultimi verbali, e come poi anche dichiarato da IM 1 a seguito del suo arresto nel 2014.
Nella sua audizione 26 giugno 2012, _ precisava di aver prestato più volte la sua Peugeot 3008 a IM 1, fratello di _, per semplici commesse quali andare a fare la spesa, e che, dopo i fatti di _, il veicolo, senza ragioni particolari, non gli veniva più restituito. Nonostante ciò, egli continuava a pagare le rate del leasing pari a fr. 600.— mensili non denunciando nulla in Polizia (class. 1 sep. 3).
Nella successiva audizione dinanzi al magistrato il 27 giugno 2012 (class. 1 sep. 5), _ ritrattava la sua precedente dichiarazione spiegando che, non riuscendo a pagare le rate del leasing, decideva di commettere una truffa. Inizialmente affermava di aver parlato di questa truffa con _, ma dopo i fatti di _, non avendolo più visto, ne discuteva con IM 1, il quale sarebbe stato d’accordo nel far “sparire” la vettura. _ affermava che dalla truffa avrebbe conseguito un guadagno pari a 6'000.-- o 7'000.-- euro e non avrebbe più dovuto pagare il leasing della vettura. Dall’altra parte, IM 1 o i “rumeni” avrebbero guadagnato nella vendita della vettura sul mercato illegale. L’accordo era che, una volta giunti in Romania, i rumeni gli avrebbero rispedito la chiave della vettura per denunciare il furto, fatto questo che però nei fatti non avvenne, costringendo _ a mandare il suo caro amico _ direttamente in Romania nel tentativo di recuperarla (invano).
Il 9 agosto 2012 (class. 1 sep. 11), _ precisava di aver consegnato la vettura Peugeot a IM 1 forse il 9 marzo 2012 nel corso del pomeriggio, o forse alcuni giorni dopo. Comunque, sicuramente, la sera tra l’8 ed il 9 marzo 2012 la vettura era in suo possesso (di _). Sempre nello stesso verbale, affermava di averla consegnata a IM 1 il giorno in cui quest’ultimo veniva pizzicato da un controllo radar per la velocità (ovvero il 12.03.2012 a _, in direzione di _, mentre viaggiava a 123 km/h sugli 80 km/h). Sempre nello stesso verbale, precisava infine che l’auto sarebbe servita a IM 1 anche per “tagliare la corda” poiché dopo i fatti del 9 marzo 2012, voleva accompagnare la sua ragazza in Romania.
Sentito nuovamente il 17 agosto 2012 (class. 1 sep. 12), _ cambiava ancora versione, affermando di aver consegnato la Peugeot a IM 1 poche ore prima del fatto di sangue. Inoltre, raccontava ulteriori dettagli sul seguito della nottata, sino ad affermare che i tre autori del tentato assassinio si presentarono a casa sua subito dopo i fatti:
"
(...) vorrei precisare alcune cose che nei precedenti verbali, per timore nei confronti della mia famiglia, ho omesso.
Posso dire che il giorno prima dell’accoltellamento, verso l’ora di cena, tra le ore 20.30 / 21.00, al mio domicilio di _ mi ha raggiunto IM 1 il quale mi ha chiesto la chiave della macchina. In quelle circostanze mi diceva che aveva bisogno della macchina per accompagnare le ragazze. Preciso che in un paio di occasioni, IM 1 mi aveva chiesto precedentemente la macchina per poterla utilizzare per fare la spesa e ciò perché non aveva l’auto in quanto aveva fatto un incidente.
Quella sera, IM 1 come detto, ho capito che doveva portare le “ragazze” a lavorare. Con questo intendo dire che portava le ragazze a prostituirsi. Voglio precisare che quella sera, mentre ricasavo in quanto ero andato a portare mio figlio ad allenamento di Basket (che inizia alle 18.00) ho visto IM 1 ed i soliti imbianchini di cui non so le generalità, e lui mi ha chiesto se più tardi avrei potuto dargli la macchina. Io gli dicevo di si, che non c’era problema, e rientravo a casa. Alle ore 20.30/21.00, ricordo che alla porta del mio appartamento si è presentato il solito ragazzino già descritto nei precedenti verbali, il quale mi ha chiesto le chiavi. Io gli ho detto che le avrei portate io a IM 1.
Sono sceso davanti alla palestra ed ho incontrato IM 1. Con lui vi erano due ragazze ed un uomo / ragazzo. Qui ho domandato a IM 1 a cosa gli servisse la macchina e lui mi ha detto che avrebbe portato le ragazze e sarebbe tornato. In queste circostanze ci siamo scambiati i numeri di telefono in quanto se la polizia lo avesse fermato con la mia vettura lui mi avrebbe contattato e così eventualmente avrei potuto dare delle spiegazioni sul possesso della vettura.
Voglio precisare che nelle precedenti occasioni in cui gli ho prestato la mia vettura, non gli ho chiesto il suo numero di telefono cellulare, questo perché era giorno e poi non mi è venuto in mente.
Voglio precisare inoltre che non sono amico di IM 1, ma lo conosco solo “come vicino”. Lui ed altri imbianchini avevano verniciato la palestra del residence. Qui l’avevo “conosciuto” ma non l’ho mai frequentato più di quel tanto.
ADR
: che a IM 1 gli ho parlato occasionalmente, quando lo incontravo vicino alla palestra del condominio, scambiavamo due chiacchiere. Era in quelle circostanze che io avevo appreso da lui che non aveva più la macchina in quanto aveva fatto un incidente. Voglio anche precisare che non sapevo fosse il fratello di _.
Sta di fatto che quella sera, dopo che gli ho dato le chiavi, sono salito nuovamente nella mia abitazione. Prima però ho visto che IM 1 saliva sulla mia vettura, unitamente alle due ragazze ed a un altro uomo / ragazzo di cui non so fornire le generalità. Una volta che ho visto che si allontanava, come ho detto sono salito nel mio appartamento ed ho guardato la televisione. penso che saranno state le 21.00/21.15. Mentre ero sul divano, mi sono addormentato, e mi sono risvegliato che era notte. Non sono in grado di specificare che ora era. Ho guardato nel parcheggio e non ho visto la mia macchina. In quella circostanza non vedendo la vettura ho chiamato IM 1 al numero che mi aveva dato. Sono sicuro che la telefonata risulterà dai miei tabulati telefonici. Sono riuscito a contattarlo e lui, velocemente, mi ha detto sto arrivando. Non ha detto altro.
(...) Ad un certo punto (non sono in grado di specificare quanto tempo è passato) ho sentito il rumore di una vettura e poi ho riconosciuto la mia vettura. Immediatamente sono sceso ed ho visto nel piazzale antistante l’abitazione dei rumeni, IM 1, _, _ e forse _. Ho visto anche che due donne correvano velocemente in casa.
ADR
: che non ho visto chi scendeva dalla mia vettura. Ho avuto modo di notare che nel loro parcheggio vi era una vettura di colore nero o comunque scura. (...)Escludo comunque che tutte le persone menzionate sono arrivate con la mia vettura, anzi ho pensato che la macchina nera era loro e quindi aveva raggiunto il parcheggio in quei frangenti. (...) ho raggiunto il parcheggio è qui ho parlato con IM 1. Quest’ultimo mi ha dato le chiavi e mi ha detto “...tu non ci hai mai visti e cerca di fare i cazzi tuoi che vi vai di mezzo anche tu...”. Ho visto che _ era vestito di nero, era pallido e gli altri, ovvero _ e forse _ erano agitati. Più che altro ho notato _ agitato. Qui ho capito che era successo qualcosa di grave. (...) Ero spaventato. Sono subito tornato a casa con le chiavi della macchina. (...) Ho poi chiamato la Polizia (...) Forse ne ho fatte due di telefonate alla Polizia. Con la prima ho chiesto un intervento sotto la mia abitazione, dicendo che vi erano delle macchine sospette. (...) Non so se nella stessa telefonata, o in una seconda telefonata, ho detto alla Polizia che mi ero sbagliato e che era tutto a posto. Alla polizia ho telefonato con la mia utenza, quella con cui ho telefonato a IM 1.
In verità ho chiamato la Polizia perché volevo in un primo momento che i rumeni fossero fermati all’interno dell’appartamento. Poi ho deciso di non espormi ed ho detto la storia dei veicoli sospetti ed infine ho annullato tutto.
(...)in seguito sono riuscito ad addormentarmi (...) Ho ricevuto diverse telefonate, penso che era già mattina. (...) sono stato informato che vi era stato un fatto grave che vedeva coinvolto uno dei fratelli come vittima di qualcosa. Mi era anche stato riferito che rischiava la vita. (...) ACPR 1 era stato accoltellato da tre persone. Ormai avevo capito che erano stati i rumeni. (...) Mi sono spaventato ancora di più perché sapevo che IM 1 aveva la mia macchina ed era andato a prendere le ragazze, rispettivamente perché c’era una persona ferita. Avevo intuito che sarei stato coinvolto in questa storia, anche perché era successo dopo i fatti del _, dove io ero stato presente.
Non ricordo se il giorno stesso o quello dopo (per intenderci) il 9 o il 10 marzo, mi pare che IM 1 mi sia venuto a chiamare al mio domicilio. Dico mi pare, nel senso che non so se lui è venuto da me o io sono andato sotto.
Sta di fatto che ci siamo incontrati ed in quelle circostanze mi ha detto che aveva bisogno una macchina perché doveva andare via in Romania, portare via dalla Svizzera la ragazza di _.
Lui espressamente non mi ha detto che doveva andare via dalla Svizzera in relazione ai fatti di “_”, ma io l’ho capito subito. Io non avevo soldi per recuperare una macchina e quindi era un po’ titubante. Lui mi proponeva quindi di fare “il gioco” con l’assicurazione. Io non ero d’accordo e gli ho detto di no. a quel punto ho temporeggiato dicendo che avrei guardato se trovavo una macchina. Mi sentivo pressato e minacciato.
Qualche ora dopo, (...) ci siamo nuovamente visti. IM 1 ha chiamato il fratello _ al telefono ed in seguito me lo ha passato. _ mi ha detto se potevano trovarci a _. Io non ho fatto domande mi sono recato nel posto (...) ci siamo trovati in un bar gestito da cinesi. (...) presenti vi erano _, ed altri due rumeni che non conosco. A _ dicevo che erano pazzi. Gli domandavo perché avevano fatto una cosa del genere. Lui mi rispondeva che, come già mi aveva accennato precedentemente, gliel’avrebbe fatta pagare, perché gli avevano portato via le donne e lo avevano picchiato in sei contro uno.
In seguito è arrivato _ con altri rumeni. Si sono posizionati vicino al nostro tavolo ma non ho parlato direttamente con loro. In quelle circostanze _, dopo l’arrivo di _, mi ha detto di fare in modo di far andare via suo fratello IM 1 e la sua fidanzata. (...) precisava che aveva preso le botte per colpa mia e di conseguenza ero in debito (...). Nel tragitto di ritorno, continuavo a pensare a cosa fare. Dopo qualche ora sono sceso dai rumeni e nella terrazza ho visto IM 1 con i soliti rumeni imbianchini che non conosco e la ragazza di _. (...) gli ho detto che gli avrei dato la macchina per andare via con l’amica di _, raccomandandogli di riportarmi la chiave che poi avrei fatto una denuncia in Polizia. (...) volevo che tutto finisse e che se ne andassero. (...) La sera, ho poi notato IM 1 con la ragazza di _ che stavano caricando la mia vettura con delle valige e dei sacchi e se ne andavano. Erano solo loro.
(...) IM 1 mi aveva detto che in 15 giorni mi sarebbe stata portata la chiave. (...) Trascorsi 15 giorni, ho chiamato IM 1, ma quest’ultimo non rispondeva. (...) sono sceso nell’appartamento dei rumeni imbianchini domando ai presenti se avessero il numero di IM 1 (...) riuscito a contattare IM 1 (...) mi ha detto di stare tranquillo che nei giorni a seguire sarebbe arrivata (...) Sono poi seguite diverse telefonate con la mia nuova utenza, con l’intento di contattare IM 1. Non riuscivo (...) cambiava in continuazione numero (...) rivolevo la macchina indietro. (...) Ad un certo punto IM 1 mi diceva che la macchina era in possesso di tutti, inteso con _, _ e IM 1. Era uno scaricabarile. In seguito ho poi mandato _ nel tentativo di recuperare la macchina, come ho già detto nei precedenti verbali.(...) non sono in grado di dire per cosa è stata usata la mia vettura la sera del 09 marzo 2012. IM 1 mi ha detto che era per portare le donne a lavorare ed io l’ho vista sempre in possesso di IM 1 e di nessun altro.”
(classeur 1, sep. 12).
4.1.2 Il 10 marzo 2012, _ accompagnò _ in Italia
_, dopo aver fornito svariate versioni contrastanti, confrontato con le dichiarazioni rese da _ e _, si convinceva ad ammettere di aver aiutato _ il 10 marzo 2012, portandolo dal Ticino a _, e questo su richiesta di IM 1:
"
la mattina del 10 marzo 2°12, mentre mi trovavo al _, sono stato raggiunto da _, dopo le 04.00, quando ha terminato il lavoro all’_. Lui veniva sempre a trovarmi dopo il lavoro. Quando ci siamo incontrati, gli ho sicuramente detto del favore chiestomi da IM 1 e lui ha accettato di accompagnarmi. Anche a _ ho riferito della richiesta di IM 1. Lui era perfettamente a conoscenza di tutto, sia di quanto successo a _, sia delle responsabilità dei rumeni. (...) Dopo aver lasciato il _ siamo rientrati a _. Quando siamo arrivati con le due auto, la mia e quella di _, abbiamo visto _ nel piazzale. (...) Con lui c’era IM 1 e una ragazza, la stessa che poi è rientrata in Romania con IM 1 con la mia autovettura. _ aveva con sé una borsa da viaggio di piccole dimensioni. Lui è salito a bordo dell’auto di _ e siamo partiti per _ passando da _ e _. Confermo che con la mia auto abbiamo preceduto quella di _ di qualche minuto per controllare che non ci fossero dei posti di blocco. (...) Abbiamo poi proseguito fino al cimitero di _, dove _ è sceso dall’auto di _ ed è salito con noi. _ rientrato a casa, mentre noi abbiamo proseguito fino a _, dove abbiamo portato _. Ho sempre guidato io. (...) È stato _ ad indicarmi la zona dove dovevo portarlo, dicendomi che lì abitava la sua ex moglie con la figlia. L0ho lasciato all’esterno di un bar, che dista a pochi chilometri dalla via dove risiede mia zia. Dopo aver lasciato _ siamo rientrati in Ticino, passando da _, dove mi sono anche fermato per mostrare a _ la funivia del _. Siamo arrivati a casa in tarda mattinata o a mezzogiorno. (...) durante il viaggio per _, _ mi aveva chiesto di dare una mano a IM 1 affinché potesse lasciare la Svizzera con le ragazze. Non mi ha chiesto di dargli l’auto. Io gli ho risposto che non sapevo come fare. Quando sono però rientrato a _, credo la sera dello stesso giorno, ho rivisto IM 1 il quale mi ha insistentemente chiesto di aiutarlo a trovare una macchina. Il lunedì mattina 12 marzo 2012 sono andato a vedere se trovavo un’auto nei garage della zona ma non ho trovato nulla e per finire ho deciso di dare la mia auto a IM 1. Se avessi trovato un’auto da acquistare l’avrebbe pagata IM 1.
ADR
che ho dato la mia macchina a IM 1 perché mi sentivo sotto pressione. Avevo saputo che gli albanesi erano già in giro in zona, la ragazza rumena che accompagnava IM 1 era spaventata e piangeva e quindi per togliermeli di torno ho deciso di dare la mia auto a IM 1. Lui mi aveva assicurato che sarebbe tornato presto in Ticino. L’accordo era che mi avrebbe riportato la chiave dell’auto, oppure l’auto stessa, cosa che non è mai avvenuta. (...)
AD
ribadisco che io non c’entro nulla nell’accoltellamento di _. Quello che ho fatto l’ho già descritto nei precedenti verbali (...) Non avevo parlato del fatto di aver accompagnato _ a _ per tutelare _ e _. Adesso mi sono tolto un peso. Ribadisco quindi la mia versione dei fatti.”
(class. 1 sep. 14).
_
, da parte sua, in merito all’aiuto fornito a _ per lasciare la Svizzera, dichiarava nel suo verbale 22 agosto 2012 (class. 1 sep. 24):
"
(...) Finito il lavoro, sono andato a casa di _. Qui c’era lui, _, e _. _ mi diceva che, visto che io dovevo andare in Italia, se davo un passaggio a _ fino a _. Io, abitando a _, mi rifiutavo ed allora _ mi proponeva di accompagnare _ sino a _ e che lui e _ mi avrebbero preceduto con la Peugeot di _ ed una volta arrivati a _, _ sarebbe salito in auto con loro ed io potevo anche andare a casa. _ quindi saliva in auto con me, mentre _ saliva sulla sua Peugeot con _, alla guida si metteva _. (...)”.
Ribadiva queste dichiarazioni anche in un seguente verbale del 27 agosto 2012 (class. 1 sep. 25), precisando che questo avveniva la mattina del 10 marzo 2012.
_
, in merito a questi fatti (class. 1 sep. 19), dichiarava:
"
(...) il sabato successivo i fatti, ossia il 10.03.2012 con _ e _ abbiamo accompagnato uno degli autori materiali in Italia. A precisa domanda rispondo che sicuramente questo è successo il sabato (...) non avevamo concordato di incontrarci al _, ma io, di regola, dopo il lavoro all’_ mi recavo al _ per finire la serata e bere qualcosa. In quell’occasione, senza appuntamento, ho incontrato _, il quale mi diceva che gli era stato chiesto, credo da _, di accompagnare quest’ultimo in Italia. A quel momento io avevo già saputo quanto era accaduto a _, ossia l’accoltellamento di uno dei fratelli _, ma non sapevo chi vi fosse implicato. Posso indicare che avevo comunque dedotto che _ poteva essere implicato (...) essendo molto amico di _, mi sono offerto di accompagnarlo (...) _, essendo molto amico di _, accettava di aiutarci (...) siamo partiti da _ recandoci al domicilio vecchio di _ a _ (...) siamo pasasti dal _, _, _. Arrivati a casa di _, che è contigua a dove abitava _, siamo rimasti nel piazzale. Non ricordo se _ fosse già presente sul piazzale o se lo abbiamo chiamato, comunque _ saliva sull’auto di _, con le sue valige ed io e _, con l’auto di _ e lui alla guida, partivamo direzione _, percorrendo il lungolago di _ sino ad _ per poi procedere verso _ passando da _. (...) era _ stesso che ci indicava la strada da fare”.
L’esame dei tabulati telefonici dell’utenza in uso a _ conferma che egli il 10 marzo 2012 si allacciava ad antenne estere per diverse ore (tabulati riprodotti rapp. polizia pagg. 47 segg).
4.2. Riscontri oggettivi
Si tratta delle intercettazioni telefoniche, del rilevamento delle utenze allacciate alle varie antenne, e di un controllo radar avvenuto sulla vettura Peugeot 3008 intestata a _, il 12 marzo 2012, giorno in cui verosimilmente alla guida si trovava IM 1 in fuga dalla Svizzera verso la Romania, con la compagna del fratello _.
4.2.1. Contatti telefonici
Partendo dalle seguenti dichiarazioni di _ nel verbale 17 agosto 2012 in merito a come trascorreva la notte dei fatti di _:
"
Sta di fatto che quella sera, dopo che gli ho dato le chiavi, sono salito nuovamente nella mia abitazione. Prima però ho visto che IM 1 saliva sulla mia vettura, unitamente alle due ragazze ed a un altro uomo / ragazzo di cui non so fornire le generalità. Una volta che ho visto che si allontanava, come ho detto sono salito nel mio appartamento ed ho guardato la televisione. penso che saranno state le 21.00/21.15. Mentre ero sul divano, mi sono addormentato, e mi sono risvegliato che era notte. Non sono in grado di specificare che ora era. Ho guardato nel parcheggio e non ho visto la mia macchina. In quella circostanza non vedendo la vettura ho chiamato IM 1 al numero che mi aveva dato. Sono sicuro che la telefonata risulterà dai miei tabulati telefonici. Sono riuscito a contattarlo e lui, velocemente, mi ha detto sto arrivando. Non ha detto altro.”,
gli inquirenti deducevano che l’utenza in uso a IM 1 fosse il numero _. Con questo si evidenziano due telefonate tra _ e _, la prima alle 03:31 e la seconda alle 03:38 del 9 marzo 2012. Nei tabulati retroattivi di _, si trovava un riscontro positivo anche il 4 marzo 2012 (ovvero la mattina dei fatti al _), quando in due occasioni aveva avuto dei contatti con l’utenza _.
Le analisi dettagliate dei tabulati retroattivi, facevano inoltre emergere che l’utenza _ era prevalentemente allacciata all’antenna di _ tra il mese di gennaio ed il 12 marzo 2012. È poi interessante rilevare che questo numero, prima del 12 marzo 2012, aveva avuto contatti unicamente con una cerchia ristretta di persone, ed in modo particolare con il numero in uso a _, quello in uso a _, quello in uso a _, con le 3 utenze intestate a _, e con il numero _ (numero dell’avv. _, che lo patrocinò nell’ambito del procedimento penale aperto a seguito dell’incidente stradale del febbraio 2012), e altri pochi numeri (pag. 7 rapporto d’inchiesta di polizia del 3 febbraio 2015, allegato 21 tabulati retroattivi). A seguito del 12 marzo 2012, da quell’utenza i destinatari contattati cambiavano radicalmente, il giorno coincide perfettamente con il ritorno dell’imputato in Romania. Infine, a verbale d’interrogatorio avvenuto a seguito dell’emissione dell’atto d’accusa, IM 1 ha finalmente ammesso trattarsi dell’utenza in suo uso, come pure di averla lasciata ad un altro cittadino rumeno una volta partito per la Romania il 12 marzo 2012 (doc. TPC 25).
L’utenza _ veniva invece collegata a _, essendo che questo numero si allacciava, assieme a quello intestato proprio a nome di _ e a quello assegnato a _, a _, proprio negli istanti in cui avveniva l’accoltellamento. Nei tabulati retroattivi di _ inoltre risultano numerosi contatti con l’utenza _, con particolare frequenza la mattina del “_” (tabulati riprodotti nel rapporto di polizia, pagg. 54 segg.).
Una volta stabilito di chi erano in possesso le utenze indicate, si aveva modo di notare che quella in uso a IM 1, con una certa assiduità, contattava _ e _, poco prima del crimine di _ e dopo quest’ultimo. L’intensità delle telefonate prima dei fatti in particolare e nelle tre ore successive, dava l’impressione alla Polizia che i due si tenessero in contatto per segnalare o scambiarsi informazioni in merito alla presenza o meno dei _ (più di 25 telefonate tra i due numeri, fra le 00:34 e le 01:44 di quella notte, riproduzione dei tabulati a pagg. 55 rapporto di polizia).
I tabulati retroattivi permettevano pure di appurare che tra le ore 01:13 e le ore 02:14 del 9 marzo 2012, l’utenza di _ si era collegata all’antenna di _, _ – _, per poi riconnettersi a quella di _. Alle 03:57 inoltre _ si connetteva all’antenna di _, per poi commutare durante una telefonata su quella di _ (tabulati alle pagg. 58/59 rapporto di polizia).
Durante l’interrogatorio 31 agosto 2012 dinanzi al PP (class. 1 sep. 14), _, contrariamente a quanto raccontato nei verbali precedenti, finalmente ammetteva di essersi spostato quella notte:
"
Giovedì 8 marzo 2012 ricordo di essere stato in giro con mio figlio _ e alla sera, non ricordo l’orario ma sicuramente dopo cena, ho dato l’auto a IM 1, che me l’aveva chiesta in prestito come ho già dichiarato. Più tardi quella sera, quando credo che mia moglie e mio figlio si erano già coricati, sono venuti a casa mia _ e forse _, _ o _. Non ricordo con precisione chi dei tre era venuto, ma questi erano quelli che venivano più spesso a casa mia. (...) Siamo poi usciti con l’auto di uno di loro e siamo andati a _ al _ a mangiare qualche cosa, dove siamo rimasti fino dopo la mezzanotte. Siamo poi andati in centro a _ e al _ che stava chiudendo perché non c’era nessuno. Siamo andati da _ al _ per fare due risate e poi tutti siamo ritornati a casa prima delle 02.00 o 02.30, poiché iniziava la partita dell’NBA. Preciso che _ è un appassionato di basket come me. (...)”
Questa versione non convinceva gli inquirenti, essendo che _ risultava allacciato all’antenna di _ solo dopo le 01:13, connettendosi nuovamente a quella di _ alle 02:14. Il tempo materiale per fare quanto aveva dichiarato, pareva difficilmente sufficiente. Egli concludeva il verbale affermando:
"
(...) riconfermo che la mattina presto del 9 marzo 2012 IM 1 mi ha riconsegnato l’auto ed è stato in quell’occasione che ho visto _, _ e _. (...) In merito alla telefonata che ho fatto alle ore 01:40 a _, non ricordo cosa volevo comunicargli, forse l’ho chiamato perché ero preoccupato in quanto IM 1 non mi aveva ancora riconsegnato l’auto e volevo un consiglio da lui. È possibile anche che io abbia cercato _ per concordare un viaggio che dovevamo fare a _ (...) Ribadisco nuovamente che io non sapevo assolutamente che i tre rumeni volessero accoltellare ACPR 1. Io non c’entro niente in questa storia ma ho unicamente prestato l’auto a IM 1 perché lui me l’aveva chiesta per fargli un favore, visto quanto era successo a _.”
_
, nel suo interrogatorio 13 febbraio 2014 in Polizia, dichiarava in merito ai contatti telefonici avuti con IM 1 la notte dei fatti:
"
Gli interroganti, mi fanno prendere atto che, il giorno 09.03.2012, dalle ore 00:34 alle ore 01:44, tra l’utenza _ ed il numero _, sono intercorsi diversi contatti telefonici. Le risultanze dell’inchiesta hanno permesso di stabilire che l’utenza _ era in uso a IM 1, mentre il numero _ era in mio uso. Mi viene chiesto per quale motivo, prima dei fatti di _ e dopo quest’ultimi, ho telefonato così assiduamente a IM 1.
Da parte mia rispondo che quella sera IM 1 sapeva che avremmo dovuto incontrare _ per parlargli di quanto accaduto al _ a suo fratello _, ossia quando i _ avevano picchiato _. IM 1 sapeva che avremmo dovuto parlare con ACPR 1 per risolvere la cosa e che o ACPR 1 avrebbe chiesto scusa e avrebbe pagato le cure di _ o lo avremmo picchiato.”
(AI 1).
Precisava poi, a confronto con IM 1 il 30 gennaio 2015:
"
_
Vorrei precisare che il 9 marzo 2012 prima dell'accoltellamento di ACPR 1 ho chiamato diverse volte _ che lavorava al Locale _ a _ per informarla che quella sera non riuscivo ad andarla a prendere al termine del lavoro alle 01:00 ma che avrei mandato qualcun altro. Ho quindi chiamato IM 1 e gli ho detto di andare a prendere _. Ho poi saputo che _ con un taxi era partita da _ ed era andata all'_ e che quando IM 1 è arrivato a _ lei non c'era più.
AD
preciso che ho chiamato due volte IM 1 per andare a prendere _: la prima volta prima dell'accoltellamento perché _ mi aveva chiamato dicendomi di aver finito il lavoro e che si sarebbe spostata al _; la seconda volta ho chiamato IM 1 dopo l'accoltellamento e IM 1 mi ha risposto dicendomi che si trovava già a _.
ADR
che dopo aver abbandonato la Citroen a _ ed essere scappati tutti e tre nel bosco ho detto a _ di chiamare IM 1 o qualcuno che venisse a prenderci perché la mia sola preoccupazione era quella di andare in Romania dalla mia famiglia. La stessa richiesta l'ho fatta anche a _ al quale gli ho detto di chiamare la sua ragazza affinché ci venisse a prendere con un taxi o con un'altra auto, lo non ero vicino a loro e non so chi se o chi hanno chiamato.”
(AI 56).
La versione di _ risulta compatibile con le risultanze dei tabulati retroattivi che evidenziavano come IM 1, la mattina del 9 marzo 2012, da _ si spostava in direzione _, ed in seguito si recava in zona _ per poi rientrare a _. Anche gli orari e la tempistica che emergono dalle connessioni telefoniche paiono compatibili con quanto dichiarato da _.
In questo contesto, sempre con l’intento di verificare le dichiarazioni di _, gli inquirenti provvedevano ad analizzare i contatti fra l’utenza di IM 1 ed il fratello _. Dai tabulati emerge una serie lunghissima di contatti telefonici tra le 01:56 e le 06:05 (riprodotti a pag. 76 del rapporto di polizia).
4.2.2 Il rilevamento radar
In data 12 marzo 2012, alle ore 21.44, nel Canton Grigioni, a _ – A13, la vettura Peugeot 3008 targata _, intestata a _, incappava in un controllo della velocità elettronico (class. 4, sep. 7, richiesta Polizia cantonale Grigioni).
4.3. I tentativi di _ di recuperare la vettura
Peugeot 3008
Agli atti risulta un’intercettazione telefonica fra _ e _ (_in seguito), il 18 aprile 2012 alle ore 18:41, dove _, con il suo numero _ contattava un’utenza rumena. Durante il colloquio, _ parlava con _ degli accordi intrapresi prima di avergli consegnato la vettura. Emergeva dalla telefonata che _, in circostanze non meglio precisate, si era fatto consegnare la vettura da IM 1, e non aveva restituito a _ la chiave necessaria a _ per la denuncia. Si capisce dal colloquio che i rumeni avevano avuto dei dissidi circa la vettura, come se se la fossero sottratta fra loro (intercettazioni allegate al rapporto d’inchiesta, class. 4 sep. 5, sep. 16 e sep. 17). Nella conversazione, _ suggeriva a _ di dire agli inquirenti che aveva consegnato l’auto a IM 1, e che quest’ultimo, probabilmente, l’aveva data a sua volta a _. Questa telefonata avveniva dopo che un agente di Polizia aveva convocato _ per il radar e prima che egli rendesse il suo verbale d’interrogatorio del 4 maggio 2012. In quest’audizione, _ si esprimeva proprio come suggeritogli da _.
In una seconda telefonata (class. 4 sep. 16) del 4 maggio 2012 alle 13:17, _ chiedeva a _ di consegnargli l’indirizzo di _, per riprendersi la sua vettura, trovandosi “
nella merda
” con la Polizia la quale gli stava addosso.
Dalla registrazione si capiva che _ era molto agitato e non sapeva più cosa fare, dicendo a “_” (ovvero _):
“...Tuo fratello ha preso due radar, porco Dio e quelli mi stanno addosso adesso, e mia moglie giustamente, mia moglie adesso è incazzata nera e vuole andare in Polizia a denunciare il furto della macchina poverina, però io non posso fa, come cazzo devo comportarmi? Ditemi voi? Io più di così cosa devo fare _?...”
.
Una terza telefonava avveniva sempre il 4 maggio 2012 alle 21:36, un’utenza rumena telefonava all’utenza di _. Inizialmente l’interlocutore era _, ed in seguito _. _, parlando con _, gli rimproverava il fatto che avevano concordato un ritorno della chiave entro due settimane, mentre erano passati due mesi e non l’aveva ancora ricevuta (class. 4, sep. 17). _ si riprometteva che gli avrebbe fatto arrivare la chiave il martedì successivo. Nei minuti a seguire, nella medesima telefonata, _ parlava con _ dicendogli espressamente che a lui interessava la chiave (e non la macchina).
Anche la moglie di _, _, nel suo interrogatorio 3 luglio 2012 (class. 1 sep. 31) dichiarava che la Peugeot 3008, intestata al marito, era stata consegnata a delle persone rumene con l’intento di commettere una truffa all’assicurazione. Il veicolo doveva essere portato in Romania, e la chiave, una volta giunto a destinazione, sarebbe stata riportata in Ticino per fare la denuncia. Il guadagno di _ sarebbero stati CHF 6’000/8’000, denaro che egli avrebbe ricevuto dai rumeni a seguito della vendita della vettura sul mercato illegale. Di questo compenso però non risulta riscontro in nessuna delle telefonate intercettate. Gli inquirenti (rapp. polizia pag. 40) ipotizzavano si trattasse di una sorta di compenso da parte di _, essendo che non vi era senso nel pagare ai rumeni fr. 3'000.- per un presunto sgarbo, ed attendersi in seguito una ricompensa pari a fr. 6’000/8'000 per la Peugeot 3008.
_, il 27 novembre 2012 presentava pure una denuncia penale per “appropriazione indebita” della vettura Peugeut 3008, contro “_” (AI 1 inc.2012.11321), dal presente tenore:
"
ho prestato la mia auto Peugeot _ prestata più volte poi una sera non è più ritornato e non mi è più stata riconsegnata.
Come detto prima ho prestato al mio vicino di casa l’auto di mia proprietà per accompagnare la fidanzata a lavoro e non è più tornato, premetto che l’auto gli è stata prestata altre volte senza problemi sulla fiducia visto che era il mio vicino di casa, vedendo che non tornava ho chiamato svariate volte mi diceva di stare tranquillo ma non è più tornata, sono stato anche minacciato ho provato in tutte le maniere ma il risultato è stato negativo, mi anno anche chiesto soldi per far ritornare la macchina in dietro, ho aspetta ora per la denuncia in quanto ero in ospedale e di salute sono in attesa di un (trapianto di cuore) per il resto resto in attesa di una vostra comunicazione.”
Il 22 febbraio 2013, _ sollecitava il MP (AI 4 inc.2012.11321):
"
Denuncia contro ignoti presentata nel mese di ottobre 2012 per il furto della mia auto Peugeot 308 targata _
Egregi Signori,
Ai fini della pratica assicurativa vi sarei grato di confermarmi per iscritto che è pendente la denuncia sopra citata da me inoltrata contro ignoti. Chiedo inoltre di trasmettermi copia della denuncia medesima in quanto non no ho fatto una fotocopia.”
Allorché il PP, prendeva finalmente posizione:
"
ho ricevuto la sua lettera (...) osservo quanto segue:
la persona da lei indicata come autore del furto dell’autovettura Peugeot 3008, targata _ è a lei perfettamente nota e si identifica in IM 1;
come da lei ammesso nel corso del procedimento penale a suo carico, l’autovettura è stata consegnata a IM 1 affinché la facesse “scomparire” in Romania per poi denunciarne il furto all’assicurazione e incassarne l’indennità assicurativa;
il fatto di aver consegnato l’autovettura costituisce il reato di appropriazione indebita (138 CP) ai danni della _, _, che gliel’ha concessa in leasing, non solo nei confronti di IM 1, bensì anche e soprattutto nei suoi confronti in quanto è stato lei a consegnare l’autovettura ben sapendo che la stessa non sarebbe più stata restituita;
nel caso in cui lei avesse già inoltrato all’assicurazione _ la richiesta d’indennizzo, questo costituisce pure il reato di truffa (art. 146 CP), rispettivamente di tentata truffa (art. 146 CP in relazione con l’art. 22 CP).
Visto quanto precede le comunico che l’istruttoria nei suoi confronti viene estesa pure ai reati di appropriazione indebita, rispettivamente di truffa o tentata truffa, in relazione a questi fatti.
Per questa ragione trasmetto per conoscenza copia della presente al suo difensore (...) come pure all’_ (...)”.
(AI 5 inc. 2012.11321).
Seguiva medesima denuncia per appropriazione indebita da parte della _ SA, nei confronti di _ (AI 5a).
La vettura veniva poi ritrovata in Romania, a seguito dell’immatricolazione da parte di un terzo in buona fede (AI 8 inc. 2012.11321).
4.4. L’apertura dell’inchiesta a carico di IM 1
_
, condannato per tentato assassinio con sentenza 14 giugno 2013 della Corte delle assise criminali,
"
per avere, il 9 marzo 2012, a _, in correità con terzi, agendo con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo e modalità particolarmente perversi, tentato di uccidere con un coltello ACPR 1, senza riuscire nel loro intento per puro caso, in quanto per numero e tipologia le lesioni inferte erano idonee a cagionargli danni al corpo potenzialmente letali, desistendo dal loro agire solo perché disturbarti dal sopraggiungere di alcune vetture e preoccupati per l’arrivo della Polizia, fuggendo per riparare dapprima a _, poi in Italia ed infine in Romania”,
veniva interrogato dalla Polizia, dal carcere la Stampa, in data 13 febbraio 2014 in qualità di persona informata sui fatti. A domanda di spiegare nuovamente cosa fosse successo negli attimi immediatamente successivi al delitto di _, con particolare attenzione alle telefonate effettuate e ricevute, al percorso effettuato per fuggire, e dopo avergli ricordato alcune delle sue dichiarazioni del 10 luglio 2012, ovvero:
"
...Abbiamo quindi attraversato un bosco a piedi, per circa 2-3 ore. Abbiamo poi parlato un taxi privato di cui io avevo il numero. Io ho preso questo taxi per andare a casa di _ a _. _ e _ sono stati invece presi da IM 1. Preciso che nel bosco di eravamo divisi e per questa ragione abbiamo raggiunto _ per vie separate. Io sono arrivato a casa di _ verso le 4 del mattino. _ è arrivato verso le 5-5.30...”,
egli dichiarava, con riferimento alla posizione di IM 1 quella notte:
"
posso dire che subito dopo l’aggressione a ACPR 1 sono scappato con _ e _ verso la montagna, a _. Ho lasciato la macchina a noleggio sotto un ponte e tutti e tre siamo scappati nel bosco. Ricordo che siamo saliti sulla montagna all’interno del bosco e poi siamo andati in direzione di _. Ad un certo punto ricordo che ci siamo trovati sotto un ponte dell’autostrada. (...) mentre eravamo nel bosco, _ ha chiamato suo fratello IM 1 dicendogli di andare da _, il _, a farsi dare la macchina per venire a prenderci.
ADR
che IM 1 era a conoscenza di quanto era successo in quanto quando _ gli ha telefonato mentre fuggivamo, gli aveva spiegato che eravamo nel bosco ed aveva aggredito ACPR 1 nel senso che lo avevamo accoltellato e dovevamo scappare.
So che poi IM 1 è andato da _ e gli ha detto che aveva bisogno la macchina per andare a prendere _, _ e io a _. So per certo che _ sapeva cosa era successo, perché IM 1, quando è venuto a prenderci, ci ha raccontato che _ si era spaventato, sapendo che era successo e di conseguenza aveva dato la macchina a IM 1 per farci scappare.
IM 1 ci aveva anche spiegato, mentre eravamo in auto, che _ inizialmente non voleva prestagli la macchina per non avere problemi, in quanto pochi giorni prima era successo la cosa del _. In seguito però _ ha accettato di dare la macchina, quando IM 1 ha insistito.
ADR
: che IM 1 non ha minacciato _, ma gli ha fatto presente che se io, _ e _ ci trovavamo in quella situazione era colpa sua. Dopo aver pronunciato queste parole _ gli ha consegnato le chiavi dell’auto.
Io non so dire se al momento della consegna delle chiavi _ e IM 1 fossero a _ o si siano incontrati altrove. So solo che IM 1 ha contattato _ e quest’ultimo gli ha consegnato la macchina con la quale siamo scappati da _.
ADR
: che non abbiamo utilizzato l’auto C3 che avevamo parcheggiato _ perché ci avrebbe sicuramente fermato la Polizia. Abbiamo quindi deciso di scappare verso il bosco a piedi e di chiamare IM 1 per evitare di farci arrestare.
Fatto sta che ad un certo punto dopo che IM 1 aveva recuperato la macchina di _, _ si teneva in contatto con suo fratello dicendogli dove eravamo. Posso dire che abbiamo avuto diverse difficoltà nell’indirizzare IM 1 nel luogo in cui eravamo in quanto io volevo andare al _ andando dal Bosco mentre _ voleva raggiungere subito casa. Per questo motivo ci siamo sentiti più volte con IM 1 per accordarci su dove trovarci.
Dopo diversi contati tra IM 1 e _, siamo riusciti ad indicargli dove eravamo e essere recuperati. Abbiamo raggiunto direttamente _, passando dalla strada che costeggia il lago (_– _). Penso che siamo arrivati verso le 04.00/04.30 a _.
Eravamo tutti e 4 e c’era anche _. Ci siano riuniti nell’abitazione di _ per decidere il da farsi. Abbiamo concordato che io per primo sarei scappato in Italia con _. Così è stato e dopo aver preso la macchina Ford Fiesta di IM 1 (auto verde di cortesia affidatagli da un suo amico garagista) con _ ci siamo recati a _ per lavarmi e medicarmi le ferite, e successivamente siamo scappati in Italia ed in seguito, nei giorni successivi, con _ abbiamo raggiunto la Romania con la stessa macchina. Voglio precisare che una volta raggiunta l’Italia, una nostra amica ci ha fornito una vettura rossa, Alfa Romeo, con la quale abbiamo raggiunto la Romania con _.”
Con queste dichiarazioni di _ in merito alla “Ford Fiesta”, la quale in realtà era una
Nissan Micra
verde scuro, il PP ha poi imputato a IM 1 un’ulteriore ipotesi di favoreggiamento,
per avere il 09 marzo 2012, dopo le ore 04.00 circa, a _ e in altre imprecisate località, sottratto _ ad atti di procedimento penale (...), mettendo a sua disposizione per la fuga dapprima a _ e poi in Italia, l’autovettura Nissan Micra targata _, da lui noleggiata presso il garage _ di _, poi abbandonata a _
. Questa versione è rafforzata dalle dichiarazioni del proprietario del veicolo, _ della _ Sagl di _. Interrogato il 13.112014, il 28.11.2014 ed il 16.12.2014, dichiarava di aver rilasciato a noleggio a tale _, il quale si presentava con dei cittadini rumeni, ma non il IM 1, per il periodo novembre 2011 / aprile 2012, diverse automobili, fra cui anche la Nissan Micra in questione. Produceva anche la fattura. L’auto veniva poi inspiegabilmente ritrovata a _, ed il proprietario dovette svolgere le procedure per riportarla in Ticino. Ciò malgrado, lo stesso IM 1 ha ammesso in corso d’inchiesta di aver egli stesso noleggiato la Nissan Micra dopo aver incidentato la precedente Golf noleggiata (questa a suo nome):
"
ADR
che sono partito con l'autovettura Nissan di colore azzurro/verde che avevo
noleggiato presso il garage _, dove avevo lasciato l'autovettura BMW per delle riparazioni. Preciso che dopo aver portato in garage la BMW avevo preso a noleggio la Golf, che è poi rimasta accidentata nell'incidente che ho avuto alla rotonda di _ e dopo questa ho preso la Nissan.”
Tornando alle dichiarazioni rese da _ il 13 febbraio 2014:
"
Per quanto concerne _, l’ultima volta che l’ho visto si trovava a _, poi, credo, suo fratello che abita in Germania è venuto a prenderlo e l’ha portato all’estero.
ADR
che non so quando IM 1 ha restituito la macchina a _. So che il 12 di marzo 2012, IM 1 è partito in direzione di _ per accompagnare la moglie di _ in Romania. So che lo ha fatto utilizzando la Peugeot bianca di _.
ADR
: che la Peugeot di cui parliamo è l’auto di _ e quella utilizzata da IM 1 per venirci a prendere a _.
ADR
: Che _ e _ si sono incontrati a _, in quanto _ voleva che _ si occupasse di fornire un’auto a suo fratello IM 1 per farlo andare via dalla Svizzera con sua moglie. Questo in quanto sia IM 1 che la moglie di _ erano ancora a _ e i _ volevano comunque vendicarsi. _ aveva quindi paura che i _ facessero del male a suo fratello e a sua moglie. _ voleva quindi che _ gli procurasse una macchina e _ gli dava poi la su auto PEUGEOT bianca così IM 1, con la moglie di _, hanno potuto partire il 12 marzo 2012.
Io non ho assistito a questo incontro, malgrado fossi anch’io a _ con _ nella casa dell’ex moglie di _.
ADR
che _ non ha mai saputo prima delle nostre intenzioni contro _, anche perché non avevamo programmato nulla e gli avvenimenti si sono accaduti senza che nessuno di noi li avesse programmati in precedenza. Posso anche dire che se solo avessi mai pensato di fare qualcosa, mai avrei raccontato a _ qualcosa, visto che di lui non mi sono mai fidato visto che non è un uomo di parola.
Anche _ non si fidava di _ ed anzi pensava che _ lo avesse messo in trappola portandolo a _ al _ dove è stato poi picchiato dai fratelli _.
(...) Come ho sempre detto, prima che succedesse il disastro a _, noi, inteso io _ E _, ci eravamo incontrati al _ sulla strada per _ con ACPR 1 e la sua ragazza. ACPR 1 avrebbe dovuto darci il denaro per permettere a _ di rientrare in Romania a curarsi. Durante quell’incontro ACPR 1 era però stato molto aggressivo ed arrogante ed io avevo detto allora che ce ne andavamo e che lo avremmo denunciato in Polizia.
IM 1 sapeva che dovevamo incontrarci al _ e continuava a chiamare per sapere come era andato l’incontro, se ACPR 1 aveva pagato e quant’altro.
Poi, le cose sono andate diversamente come ho raccontato più volte, quando ACPR 1 ci ha inseguiti per giungere a quanto accaduto a _ dove abbiamo accoltellato ACPR 1.
(...) Io non ho mai messo nei pasticci IM 1, è stato _ a metterlo in mezzo chiamandolo per farci venire a prendere a _ con la macchina di _ e che lo ha mandato a casa di _ per farsi dare l’auto. Non ho mai concordato con _ e _ una versione per evitare che _ potesse essere coinvolto. È stato _ a coinvolgerlo.
(...) Gli interroganti mi fanno prendere atto di un estratto delle dichiarazioni di _, rese nella sua audizione del 26.06.2012 (...)
...Per tornare alle minacce e di conseguenza ai soldi che ho dato a questi cittadini rumeni, posso dire che uno di queste persone abitava li, in Via _. Era uno con il codino, che ho poi conosciuto come _. Ora dico che era sempre un ragazzino che viveva nell’appartamento indicato mi aveva chiesto di portare CHF 3000 perché avevo fatto picchiare il loro amico, perché non l’avevo difeso. In caso di mancato pagamento mi era stato detto che le avrei prese anche io...
Vengo inoltre informato che, in una sua successiva audizione, del 09.08.2012 (...) _ ha dichiarato:
...rispondo di aver dato frs 3'000.-- a contanti direttamente nelle mani di _. Questo era avvenuto all’indomani dei fatti di _ che quindi preciso essere il lunedì 5 marzo 2012... (...) La somma di frs 3'000.—l’avevo pensata io, senza suggerimento di nessun altro e questo con lo scopo di dare un segno forte, da parte mia, per fare in modo di evitare eventuali loro richieste che sarebbero potute venire in futuro.
Mi viene chiesto, a fronte delle dichiarazioni rese da _, di prendere posizione in merito. Da parte mia posso dire che quanto dichiarato da _ è vero, in relazione al motivo della consegna dei soldi. La cifra invece non la conosco, ma mi pare fosse più alta. Nessuno aveva chiesto a _ denaro, è stata una sua decisione, credo perché si sentiva responsabile di quanto era successo a _ per colpa sua.
Gli interroganti mi fanno prendere atto delle dichiarazioni rese da _ nel suo interrogatorio (...) 17.08.2012 (...)
..._ mi ha detto se potevano trovarci a _. Io non ho fatto domande mi sono recato nel posto in cui mi aveva detto. Conoscevo _ in quanto vi abitano i miei zii. Inizialmente ho pensato che i rumeni sapevano che avevo dei parenti in questo paese ed ho pensato che fossero in pericolo.
Giunto a _, ho raggiunto una rotonda in centro, dove vi è anche un ristorante cinese. Ci siamo trovati ad un bar gestito da cinesi. Mi sono seduto fuori dall’esercizio pubblico e ho visto che presenti vi erano _, ed altri due rumeni che non conosco. A _ dicevo che erano pazzi. Gli domandavo perché avevano fatto una cosa del genere. Lui mi rispondeva che, come già mi aveva accennato precedentemente, gliel’avrebbe fatta pagare, perché gli avevano portato via le donne e lo avevano picchiato in sei contro uno.
In seguito è arrivato _ con altri rumeni. Si sono posizionati vicino al nostro tavolo ma non ho parlato direttamente con loro. In quelle circostanze _, dopo l’arrivo di _, mi ha detto di fare in modo di far andare via suo fratello IM 1 e la sua fidanzata. Non so il nome della sua fidanzata... .
Mi viene chiesto (...) di prendere posizione (...) posso dire che non ero presente a quell’incontro ma che quanto detto da _ è vero, nel senso che _ lo aveva voluto vedere per dirgli di dare l’auto a suo fratello IM 1 per farlo scappare e farlo uscire con sua moglie. Questo come ho raccontato in precedenza.”
(AI 1).
4.4.1. Circostanze dell’arresto e primo interrogatorio
A seguito di queste dichiarazioni di _, il 18 febbraio 2014 il PP emanava un ordine di arresto internazionale nei confronti di IM 1 (AI 2).
Il 27 febbraio 2014, la Polizia procedeva all’interrogatorio di _, per contestargli quanto emerso dal verbale di _ di pochi giorni prima, il quale, come ormai d’abitudine, forniva una nuova versione dei fatti:
"
Da parte degli interroganti vengo messo al corrente che a parere degli stessi, la sera del 08/09.03.2012 io ero a conoscenza di quanto accaduto a _ e che ho poi prestato il veicolo a IM 1 ben sapendo quanto accaduto e che il veicolo serviva a IM 1 per recuperare il fratello e gli amici a _.
Da parte mia posso dire che questa cosa non è vera, io non ho dato la mia macchina a IM 1 sapendo cosa era successo e men che meno sapendo che avrebbero usato la mia macchina per far fuggire gli autori dai luoghi.
IM 1 era venuto effettivamente da me la mattina del 09.03.2012 verso le ore 0100, o comunque ad ora tarda, e mi aveva svegliato, dicendomi di dargli l’auto in quanto gli serviva per andare a prendere la sua donna e che era successa una cosa grave, io gli ho più volte chiesto cosa era successo e non volevo dargli l’auto. Lui mi rispondeva che dovevo dargli l’auto, che era successo qualcosa di grave e che doveva andare a prendere la sua donna. Per sua donna intendo una delle ragazze che si prostituiva per i rumeni e che era incinta.
Vorrei precisare che mai e poi mai avrei dato la mia macchina sapendo cosa doveva fare, ossia andare a prendere gli autori di un reato così grave. Non sono così scemo, se la polizia li avesse fermati sulla mia auto mi sarei messo nei casini da solo.
Prendo atto dagli interroganti che _, nel suo verbale di interrogatorio del 13.02.2014 (...) dichiarava:
...Voglio precisare che mentre eravamo nel bosco, _ ha chiamato suo fratello IM 1 dicendogli di andare da _, il _, e farsi dare la macchina per venire a prenderci. (...) che IM 1 non ha minacciato _, ma gli ha fatto presente che se io, _ e _ ci trovavamo in quella situazione era colpa sua. Dopo aver pronunciato queste parole _ gli ha consegnato le chiavi dell’auto.
Sentite queste dichiarazioni mi viene chiesto di prendere posizione in merito e da parte mia rispondo che quanto detto da _ non corrisponde pienamente al vero. Vorrei chiarire, una volta per tutte, come sono andate le cose quella sera.
Io vi posso giurare che non sapevo prima quello che _ e i suoi amici volevano fare a _.
La mattina, quando IM 1 è venuto a suonare il campanello, ho subito capito che era successo qualcosa di grave in quanto era molto agitato. Alle mie domande sul che cosa era successo, IM 1 mi aveva detto che dovevo dargli l’auto, che era successo un casino e che se non gli davo la macchina ci sarei andato io nei casini. Mi dava quindi un numero telefonico e mi diceva che se la Polizia mi avesse chiamato dovevo dire che gli avevo prestato io la macchina. Io subito ho capito che era successo qualcosa e che probabilmente avevano fatto la “festa” ad uno dei _ e questo perché nelle varie volte che ci eravamo incontrati a casa di _ era emerso che volevano farla pagare ai _ per quanto successo al _.
Posso anche dire che IM 1 non è che mi abbia chiesto l’auto normalmente, IM 1 mi ha pesantemente minacciato e mi aveva fatto capire chiaramente che se io non gli avessi dato l’auto sarei finito io nei casini e me l’avrebbero poi fatta pagare a me. Continuando a ripensare a quanto IM 1 mi ha detto quella sera, non posso escludere a priori che mi abbia anche detto qualcosa in relazione a cosa era successo a _, sicuramente non mi ha detto che avevano accoltellato qualcuno, ma può essere che mi abbia detto che avevano fatto la festa ai _.
Per questo motivo ho quindi avuto la sensazione che era successo qualcosa di grave e, per la paura di essere io messo nei casini, o la mia famiglia, viste le pesanti minacce che avevo già subito in passato dai rumeni per i fatti del _, ho dato l’auto a IM 1.
Gli interroganti mi chiedono come mai ho poi telefonato a _ alle ore 01:39 del 09.03.2012. Da parte mia indico che avevo capito che qualcosa di grave era successo e che i rumeni erano coinvolti, non sapevo però esattamente chi fosse coinvolto ed ho quindi chiamato _, con il quale avevo confidenza, per sapere da lui se sapeva qualcosa (...) e se sapeva dove fosse la mi auto. _ mi rispondeva di stare tranquillo e che “stiamo arrivando a casa” e di aspettarlo. Mi appendeva poi il telefono.
Subito ho quindi capito che anche _ era con i rumeni e ho quindi telefonato ai miei amici _, _ e _, in sequenza, in quanto ero nel panico e non sapevo cosa fare, avendo paura che potesse succedermi qualcosa o che potesse succedere qualcosa alla mia famiglia. Ne _, ne _ e nemmeno _ mi hanno risposto, o almeno non mi ricordo se mi abbiano risposto (...) ero comunque nel panico ed avevo realmente paura in quanto visto che era successo qualcosa di grave, temevo per la mia incolumità e quella della mia famiglia (...) erano persone pronte a tutto. (...) Poco dopo (...) ho sentito arrivare la macchina sul piazzale. Io sono quindi sceso e ho notato, sul piazzale, _, _, _ e IM 1 e _, in quel momento, mi diceva che avevano preso uno dei _ e che gliela avevano fatta pagare. Io ho subito capito che si intendevano: avergli ala fatta pagare per le botte di _ a _.
A quel momento io sono subito rientrato a casa mia chiudendomi in casa. Poi, il 10.03.2012 abbiamo, io _ e _, portato _ in Italia, come meglio indicato nei vari verbali precedenti, tra il 10 ed il 12.03.2012 mi sono poi incontrato a _ con i rumeni, in quanto ero stato “convocato” da _ e una volta a _, mi veniva detto che dovevo aiutare IM 1 e la sua donna, che non so se fosse la donna di IM 1 o di _, a lasciare la Svizzera e meglio che dovevo trovargli una macchina per lasciare la Svizzera.
Essendo che io avevo inizialmente intenzione di “far sparire” la mia auto e che ne avevo parlato con IM 1, avevo pensato di dargli la mia Peugeot 3008. Cosa che facevo e il 12.03.2012, IM 1, con la mia auto, partiva per lasciare la Svizzera, con lui vi era anche una donna. (...)
Gli interroganti mi chiedono di spiegare come mai io, il 06.03.2012 alle ore 20.08.32, alle ore 20.24.30, alle ore 20.52.25, ancora alle ore 21.22.59 ed alle ore 21.38.08 ho contattato il numero _ intestato a _ che di fatto è l’ex moglie di _
(...) non conosco l’ex moglie (...) su quel numero io parlavo con _ ed il numero me lo aveva fornito suo fratelli IM 1. (...)
Per concludere posso confermarvi che la versione che ho fornito durante questo verbale è la verità. So di aver sbagliato raccontando delle bugie nei precedenti verbali, ma vi chiedo di mettervi nei miei panni, ho realmente avuto paura e ancora oggi ne ho, in quanto sia i rumeni e sia gli albanesi (i _) ho timore che possano farmela pagare in qualche maniera. Le voci che circolano negli ambienti dei locali, dicono che me la faranno pagare prima o poi ed io onestamente ho il timore che prima o poi mi possa succedere davvero qualcosa a me o alla mia famiglia.”
(AI 5).
IM 1 veniva posto in stato d’arresto il 9 giugno 2014 in Inghilterra, dopo aver presumibilmente commesso un furto (AI 6). Il 29 giugno 2014, il PP inviava la richiesta di estradizione dello stesso (AI 8), la quale veniva eseguita il 30 ottobre 2014, dopo l’espletamento di tutte le necessarie formalità e l’espiazione della pena inflittagli in Inghilterra (AI 9-15).
Interrogato il giorno seguente quello dell’estradizione, ovvero il 31 ottobre 2014, così dichiarava, dinanzi al PP e alla presenza del suo difensore d’ufficio, avv. _, in merito ai fatti di _ del 9 marzo 2012:
"
(...) In merito ai fatti contenuti nell’ordine d’arresto, che mi è stato notificato nella procedura estradizionale, dichiaro che sono estraneo. L’interrogante mi ha riassunto quali sono i fatti che mi vengono imputati e in particolare quello che è successo la notte del 9 marzo 2012 sulla strada che da _ porta a _, rispettivamente quello che è successo a partire dal 12 marzo 2012 quando sono partito per la Romania con l’autovettura di _.
In merito al primo episodio dichiaro che non sono mai stato in quella zona e non sono mai stato a _ perché non potevo neppure andare in Italia perché avevo un divieto. Per quanto riguarda i fatti successivi è stato _ a darmi la sua auto. Mi viene mostrata la fotografia del radar collocato sull’autostrada A13 del 12 marzo 2012, alle ore 21.44. Dichiaro che ero io alla guida dell’autovettura e con me c’era la compagna di mio fratello _, _. Lei era incinta, ed è per questo che doveva rientrare in Romania. È poi nata una bambina, che è figlia di mio fratello _. Loro non si sono sposati ma sono sempre conviventi. (...)
In merito ai fatti del 9 marzo 2012, l’interrogante mi chiede se dopo l’incidente del 6 febbraio 2012 ero rimasto in Ticino.
Rispondo di sì, perché avevamo dei lavori in corso.
ADR
che non ricordo che scheda telefonica avevo e in particolare non mi ricordo il numero. Se ben ricordo era comunque una scheda svizzera regolare.
ADR
che il numero _ intestato a _ non mi dice nulla. Non ho mai sentito questo nome. Prendo atto che era registrato con l’indirizzo di via _ a _. (...) ADR che non ricordo che numero utilizzasse mio fratello _. Il numero _, sempre intestato a _, non mi dice assolutamente nulla.
Prendo atto che sulla base degli accertamenti effettuati dalla Polizia, i due numeri menzionati in precedenza dovevano essere il primo in mio possesso e il secondo in possesso di mio fratello _.
ADR
che in merito ai fatti del 9 marzo 2012 a _ non so nulla e non ho saputo nulla fino al momento in cui ho letto la documentazione che è stata presentata nella procedura estradizionale.
ADR
che qualche tempo prima, ma non so indicare la data esatta, mio fratello _ aveva avuto un problema con degli albanesi. Lui era giunto a casa a _ “tutto sfasciato”, nel senso che aveva delle piaghe, o meglio delle ferite in testa, perché era stato picchiato con un cric dell’auto, mentre sul corpo aveva dei segni blu come se fosse stato picchiato con una mazza da baseball e aveva delle costole rotte. Non so dove fosse stato picchiato. Non mi ha detto per quale motivo era stato picchiato, ma quando è arrivato a casa tutto sfasciato mi ha solamente detto che aveva avuto un problema con degli albanesi. Io non conoscevo questi albanesi. Preciso che conoscevo unicamente quello che è stato picchiato di nome ACPR 1 perché l’avevo visto alcune volte quando si è incontrato con mio fratello e _.
(...) Non credo che mio fratello e ACPR 1 fossero amici, mentre invece credo che ACPR 1 fosse amico di _.
ADR
che mio fratello è arrivato a casa da solo. Non so come avesse fatto ad arrivare a casa e se qualcuno l’avesse accompagnato. A casa a _, oltre al sottoscritto, c’era _ e i ragazzi che lavoravano con noi e che ho menzionato in precedenza. Non c’era _.
ADR
che mio fratello è arrivato di notte a casa, ma non ricordo che ora fosse. Non l’abbiamo portato dal dottore ma l’abbiamo medicato mettendogli delle compresse in testa per bloccare il sangue e un asciugamano sul corpo per alleviare i segni che aveva. Lui non ha voluto che lo portassimo da dottore.
ADR
che è vero che ho chiesto spiegazioni a mio fratello, ma lui mi ha semplicemente detto di avere avuto dei problemi con gli albanesi dicendomi che era meglio che io non sapevo nulla.
ADR
che io ero dispiaciuto per quello che era successo a mio fratello, ma non ho pensato di chiedere spiegazioni a ACPR 1, che già conoscevo. Non posso dire che mio fratello fosse arrabbiato in quei momenti, anche perché stava male, ed è rimasto a letto per circa una settimana.
L’interrogante mi informa che il pestaggio di mio fratello è avvenuto il 4 marzo 2012 nei parcheggi del _, dove si erano incontrati _, mio fratello e altre persone con ACPR 1, i suoi fratelli e altre persone.
Ne prendo atto e dichiaro di sapere dove si trova il posto, ma che mio fratello non me ne ha mai parlato. L’interrogante mi dice che secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta e in particolare sulla base di quanto dichiarato da _, dopo il pestaggio di mio fratello ci sarebbero stati degli incontri nell’appartamento di _ nel corso dei quali si sarebbe discusso di farla pagare ai fratelli _ per quello che era successo a mio fratello _ e che _ era pure stato rimproverato di non aver aiutato e protetto mio fratello.
Ne prendo atto ma dichiaro che io non avevo saputo nulla di questo e non ho mai partecipato a uno di questi incontri, anche perché ero sempre al lavoro.
ADR
che in merito ai fatti del 9 marzo 2012 non so assolutamente nulla. Quella sera probabilmente ero a casa e dormivo. È vero che dopo il pestaggio di mio fratello ero molto preoccupato per lui e gli avevo chiesto spiegazioni, ma lui non ha mai voluto dirmi nulla, dicendomi che era meglio per me se stavo fuori dal problema.
ADR
che non sono in grado di dire con esattezza se mio fratello quella sera era a casa oppure no. E’ vero che dopo il pestaggio lui è stato a letto nell’appartamento dove abitavamo, ma non so dire se quella sera fosse uscito, anche perché sono trascorsi due anni dai fatti.
ADR
che quella notte io non sono uscito di casa.
L’interrogante mi contesta che sulla base delle prove assunte durante l’inchiesta e in particolare sulla base delle dichiarazioni rese da _ e da _, la notte del 9 marzo 2012 io avrei raggiunto _ con l’auto di _ per recuperare _, mio fratello _ e _, dopo l’accoltellamento di ACPR 1, per poi riportarli a _.
Ne prendo atto ma dichiaro che io non sono uscito di casa e non capisco perché mi abbiamo tirato in mezzo a questa storia.
(...) L’interrogante mi mostra una fotografia dell’autovettura manca Citroen C3 utilizzata da _ la sera dell’aggressione a ACPR 1. Mi sembra che sia quella l’autovettura di _ e mi sembra di essere salito su quell’auto. Prendo atto che su un pacchetto di fazzoletti di carta ritrovato nel cassetto del cruscotto di quest’autovettura è stato trovato il mio DNA. (...) è possibile che glielo abbia dato io a _.
L’interrogante mi da lettura di uno stralcio delle dichiarazioni rese da _ nel verbale d0interrogatorio di Polizia 14 febbraio 2014 a partire dal pag. 2, riga 35, fino a pag. 4, riga 8. Ho capito quanto ha dichiarato _, ma ribadisco che io non ero presente. L’interrogante mi da lettura di un ulteriore stralcio dello stesso verbale e meglio a partire da pag. 8, riga 22 fino a pag. 9, riga 3.
Ho capito quanto ha dichiarato _, ma assolutamente quella sera io non ero in contatto con mio fratello e non sapevo nulla dell’incontro con ACPR 1, né tantomeno della questione dei soldi, di cui non avevo mai sentito parlare. Non capisco perché _ voglia coinvolgermi in questa storia.
L’interrogante mi informa che sulla base degli accertamenti telefonici effettuati sulle utenze menzionate in precedenza, ritenuto che le stesse sarebbero attribuite al sottoscritto e a mio fratello _, risulta che effettivamente la notte dell’ü8/9 marzo 2012 vi sono stati numerosi contatti fra le due utenze, mentre quella in uso a _ si trovava a _ e _, l’altra si trovava nel _ e _.
Ne prendo atto ma dichiaro di non avere avuto un’utenza a nome di _. L’unica volta che ho comperato una tessera telefonica ho dovuto mostrare un documento d’identità.
L’interrogante mi da lettura di uno stralcio delle dichiarazioni rese da _ alla Polizia il 27 febbraio 2014 a partire da pag. 6, riga 21 fino a pag. 7, riga 27.
Ho capito quanto ha dichiarato _ e ho pure capito, come riassuntomi dall’interrogante, che lui sostiene che io abbia partecipato anche agli incontri nel corso dei quali si era discusso di farla pagare ai _. Ribadisco che io non ho fatto quello che lui ha indicato e quindi non ho preso la sua autovettura per recuperare _ e mio fratello.
A domanda a spere perché _ dovrebbe accusarmi di fatti che non ho commesso, rispondo che lui era amico di _ e credo che il tutto sia dovuto al fatto dell’autovettura. _ me l’aveva data per rientrare in Romania, dicendomi che dopo circa una settimana sarebbe venuto anche lui in Romania a trovare degli amici e a riprendersi l’auto. Invece è arrivato _, dicendomi di consegnargli l’auto e che avrebbe provveduto personalmente a riportarla ad _. Mi aveva detto di aver parlato con lui e di essersi accordati in tal senso.
ADR
che quando sono partito per la Romania il 12 marzo 2012 mio fratello mi sembra fosse ancora a _. Non mi risulta che fosse andato in Italia e in ogni caso io non l’ho accompagnato in Italia. Di sicuro non sono andato in Italia perché, come detto, non potevo entrare in quel paese.
L’interrogante mi fa prendere atto che dagli accertamenti effettuati durante l’inchiesta risulta che il 10 marzo 2012 mio fratello _ è stato accompagnato in Italia da _ assieme a _ e _. Di questo non so nulla e non conosco _ e _. Ne prendo atto che quest’ultimo sarebbe pure venuto in Romani a per recuperare l’auto di _. Anche dopo aver visionato la fotografia di _, dichiaro di non riconoscerlo.”.
In questo primo interrogatorio, IM 1 si dichiarava dunque estraneo ad ogni accusa. Il PP inoltrava istanza di carcerazione preventiva il giorno stesso, 31 ottobre 2014, al GPC (AI 25), che la ammetteva fino al 30 gennaio 2015 (AI 26).
4.4.2. Interrogatori di confronto con _, _ e _
Identificata la persona di “_” in _, indicato dall’imputato quale suo datore di lavoro in nero in Ticino e persona che gli subaffittava l’appartamento ove poi risiedeva con il fratello _ e la fidanzata, gli inquirenti procedevano al suo interrogatorio l’11 novembre 2014. Egli dichiarava che i rumeni, dopo una semplice telefonata affermando di dover scappare (telefonata confermata pure dai tabulati telefonici dell’utenza in uso a IM 1), lasciavano di punto in bianco l’appartamento da lui subaffittato, e pure in uno stato pietoso.
Negava infine di aver mai assunto, fra i vari lavoratori in nero da lui ingaggiati, anche i fratelli IM 1 e _:
"
(...) posso dire che dopo i fatti di _, il giorno stesso o il giorno dopo, mi pare IM 1 mi ha chiamato sul mio telefono cellulare. Ricordo che mi ha detto “dobbiamo scappare abbiamo avuto un problema.
L’interrogante mi fa prendere atto che in data 09.03.2012 (il giorno dei fatti di _), alle ore 06.26, l’utenza _ ha chiamato il mio telefono cellulare, conversando per 125 secondi. Mi viene chiesto di indicare per quale motivo l’utenza in questione mi avrebbe telefonato a quell’ora
(...) io non voglio avere niente a che fare con questa storia.
Quella mattina, mi ha telefonato IM 1, ne sono sicuro quasi al cento per cento. Lui durante la telefonata mi ha detto che _ aveva avuto un problema, non dicendomi cosa, ma spiegandomi che avrebbero dovuto lasciare la Svizzera. (...) mi spiegava che anche lui sarebbe dovuto scappare con la ragazza di _ perché avevano avuto dei problemi con la Polizia. Non mi ha assolutamente detto cosa ha combinato. Dopo quella telefonata sono spariti tutti (...) ricordo che durante la telefonata, IM 1 era molto nervoso. (...) Ora ricordo anche che mi aveva detto che non avevano un mezzo per scappare, nel senso di un veicolo, e che stavano aspettando una macchina. Una volta che avrebbero recuperato un veicolo, anche lui (IM 1) e la ragazza di _, sarebbero scappati. A me personalmente, IM 1, non mi ha chiesto una macchina per scappare.
(...)Ora voglio essere completamente sincero con l'interrogante, non voglio centrare nulla con questa storia. Circa 4 o 5 mesi fa, mi ha telefonato _ dall'Irlanda. Quel giorno, che non so indicare più precisamente, ho visto che sul mio telefono cellulare era comparso un numero strano, con prefisso dell'Irlanda. Quando ha risposto mi ha parlato _ il quale mi ha detto che si trovava in Irlanda. Mi ha pure riferito che suo fratello IM 1 era stato arrestato e sarebbe stato estradato in Svizzera. Mi ha detto che io non dovevo parlare con la Polizia di tutto, lo gli ho risposto a _ che ero già stato interrogato dalla Polizia in due occasioni, e che ero già stato condannato ad una multa, lo gli ho anche riferito che non volevo più saperne niente di questa storia. Lui mi ha detto che mi avrebbe poi richiamato.
Posso anche dire che quando _ mi ha detto che con la Polizia non dovevo dire nulla, me lo ha detto in tono autoritario e perentorio, lo, come ho già riferito, gli ho detto che ero già stato interrogato. La telefonata è durata forse un minuto, non abbiamo parlato di altro.
L'interrogante mi chiede cos'è che _ aveva paura che io dicessi alla Polizia,
lo rispondo che tutta la questione, sia che loro sono scappati, della telefonata, ecc; sostanzialmente quello che ho detto in questo verbale.
L'interrogante mi chiede se sul mio cellulare vi è ancora il numero Irlandese
ed io rispondo che non c'è più questo numero in quanto le telefonate si cancellano automaticamente topo un certo numero di chiamate.
L'interrogante mi fa prendere atto che sono stati analizzati i tabulati retroattivi del numero _, che gli inquirenti ritengono essere l'utenza in uso a IM 1. Dagli stessi emerge che dopo il 09.03.2012 ho avuto dei contatti, con il mio telefono cellulare, in diverse occasioni, con l'utenza indicata.
Mi viene chiesto di prendere posizione
. Da parte mia posso dire che dopo il 09.03.2012, non ho più contattato IM 1, ma contattavo tale "_", persona che abitava nell'appartamento con IM 1 ed il fratello. _, di cui non ricordo il cognome e nome, lavorava in nero per me come manovale. Penso che sia arrivato a _ nel mese di febbraio o gennaio 2012. Non so dire con esattezza. IM 1 o _ mi avevano chiesto se avevo lavoro ed io gli ho detto di si. L'ho impiegato in diverse circostanze per pulire gli appartamenti che gestivo allora.
Non aveva un regolare permesso. Lo pagavo CHF 15 franchi all'ora. _ lo contattavo su un numero svizzero che ora non ricordo.
Posso dire che dopo che IM 1, _ e la sua ragazza sono scappati, ed in particolare dopo la telefonata del 09.03.2012, ho sempre contattato solo _. Tutti i contatti che ho avuto con la mia utenza dopo il 09.03.2014, li ho avuto con _. Se questi contatti risultano con l'utenza in uso a IM 1, vuole dire che io contattavo, dopo il 09.03.2012, _.
_ è rimasto a _ sino alla fine del mese di marzo
2012,
poi gli ho trovato una sistemazione a _ in Via _
,
in un appartamento che gestisco io.
(...)
L'interrogante, preso atto delle dichiarazioni di IM 1, mi chiede di prendere posizione.
Da parte mia posso dire che non è assolutamente vero che IM 1 e _ hanno lavorato in nero per me. Ho ammesso che per me hanno lavorato in nero _ e _, e basta, lo penso che IM 1 abbia detto così in quanto non era in grado di giustificare cosa faceva in Svizzera e di cosa vivevano. Da me, _ e IM 1 non hanno mai lavorato.”
(allegato 7 rapporto di Polizia del 03.05.2015).
Egli aveva modo di confermare dette dichiarazioni nei seguenti interrogatori di Polizia, il 15.11.14, il 02.12.2014 ed il 16.12.2014 (allegati 9/11 al rapporto di polizia 03.02.15).
Sentiti a confronto dinanzi al PP il 16 gennaio 2014 (AI 51), IM 1 e _ mantenevano le rispettive versioni, aggiungendo ulteriori dettagli:
"
_
ADR
che _ e IM 1 non hanno mai lavorato per me. lo ho una ditta di pittura con tre o quattro dipendenti, a dipendenza dei lavori, ma loro non hanno mai lavorato per me. Non hanno neppure lavorato per me e non hanno mai svolto per me nessun tipo di lavoro. Non so cosa facessero esattamente. Loro erano lì con la ragazza a _ e non so cosa facessero la sera (...).
Effettivamente è vero che ho detto di aver visto IM 1 e _ accompagnare questa ragazza e so che la accompagnavano al Night Club _ a _. Che cosa facesse quella ragazza al Club non lo so perché non sono mai andato con loro. Inizialmente avevo visto IM 1 usare una BMW con targhe bulgare e poi delle auto prese a noleggio. Mi vengono mostrate due fotografie di un'autovettura BMW con targhe bulgare _.
Riconosco quest'auto come quella usata da IM 1.
IM 1
ADR
che è quella l'auto che utilizzavo.
Prendiamo atto che le due fotografie sono allegate alla documentazione trasmessa il
2
dicembre
2014
dall'assicurazione
_
.
ADR
che inizialmente quando sono arrivato in Ticino per la prima volta con mio fratello e la sua ragazza siamo venuti per vacanza, ma anche per cercare lavoro, lo non ho mai lavorato per il signor
_.
Mi limitavo ad accompagnare con la
BMW _, _
e _ nei luoghi che mi venivano indicati da
_.
Tramite questi tre ragazzi ho poi lavorato anch'io con mio fratello effettuando lavori di imbianchino. Questi lavori non li ho quindi ricevuti direttamente da
_
ma tramite questi ragazzi.
ADR
che è vero che io accompagnavo anche _ al Club di _, ogni tanto e non spesso, perché lei in genere andava con il taxi. Lo _ non è un puttanaio ma un altro tipo di locale. Lei non si prostituiva in quel locale, ma faceva solamente presenza e faceva bere i clienti. Lei non è mai uscita dallo _ con clienti, anche perché era la fidanzata di mio fratello.
ADR
riceveva
100
franchi ogni sera più una percentuale sulle consumazioni.
ADR
che quello che guadagnavo come imbianchino lo tenevo per me o lo dividevo con gli altri ragazzi, a dipendenza del lavoro fatto, ma non ho mai versato nulla a
_.
Da lui non ho mai ricevuto uno stipendio.(...)
_
La Polizia mi ha spiegato che dai tabulati telefonici dell'utenza
_
risulta una chiamata il
9
marzo
2012,
alle ore
06.26,
alla mia utenza telefonica. Ricordo di aver ricevuto una telefonata il mattino presto, ma non so dire se fosse il
9
o
10
perché non mi ricordo la data.
ADR
che in quella telefonata IM 1 mi ha comunicato che _ aveva avuto un problema e doveva scappare. Non mi ha detto se doveva scappare dalla Svizzera o da altro paese, lo gli ho chiesto cosa fosse successo ma lui non mi ha dato altre spiegazioni. Mi ha solamente detto che anche lui doveva andarsene, ma non subito perché, mi sembra, doveva aspettare una macchina e poi doveva accompagnare la ragazza di _. Nel corso della telefonata abbiamo anche discusso del fatto che lasciavano l'appartamento e quindi dovevano lasciarmi le chiavi.
ADR
che non ci siamo visti, né quel giorno né nei giorni successivi, ma ci siamo sentiti per telefono un paio di volte. In quel periodo nell'appartamento di _ c'era anche _ e tramite lui io ho ricevuto le chiavi dell'appartamento. L'affitto del mese di marzo era già stato pagato perché pagavano in anticipo.
IM 1
ADR
che non mi ricordo di aver atto quella telefonata a
_
dicendogli che _ aveva avuto un problema e doveva scappare. Ho chiamato alcune volte alla mattina _ per questioni di lavoro in quell'orario, ma non ricordo proprio quella telefonata. Non capisco anche perché avrei dovuto chiamarlo per la questione delle chiavi, visto che nell'appartamento c'erano i ragazzi.(...)
_
A domanda ricordo che IM 1 aveva avuto un incidente con l'autovettura Golf. Per due o tre settimana ricordo che non poteva neppure guidare perché aveva male a una spalla. Ricordo di averlo poi visto con una macchina piccola di colore verde e ho pensato che l'avesse noleggiata.
Mi viene mostrata la fotografia di una Nissan Micra, che mi era già stata mostrata dalla Polizia in occasione dell'interrogatorio del
2
dicembre
2014.
Riconosco nuovamente quell'auto come quella usata da IM 1.
IM 1
ADR
è vero che a seguito dell'incidente con l'autovettura Golf non ho potuto guidare per qualche settimana e mi ero fatto accompagnare anche da
_
per fare la spesa o gli avevo chiesto di prestarmi l'auto. Sinceramente non mi ricordo di aver guidato l'auto Micra che è stata mostrata in precedenza a
_.
ADR
che dopo l'incidente non ho più guidato, sia perché non avevo più l'auto, sia perché non potevo più guidare per motivi fisici.
L'interrogante mi fa notare che il
12
marzo
2013
sono stato immortalato dal radar dell'autostrada alla guida dell'auto Peugeot di _. Mi chiede se questa è stata la prima volta, dopo l'incidente, che ho ripreso la guida di un'autovettura. Rispondo che è possibile di sì, anche perché erano passate alcune settimane.”
(AI 51).
Nel frattempo, il PP, con istanza 26 gennaio 2015, chiedeva al GPC una proroga della carcerazione preventiva (AI 53), la quale, con decisione 2 febbraio 2015, veniva accolta fino al 13 marzo 2015 (AI 57).
Con interrogatorio del 27 gennaio 2015 (AI 55), venivano messi a
confronto
IM 1
e _
, entrambi sentiti in qualità di imputati per complicità in tentato assassinio, sub. favoreggiamento e appropriazione indebita:
“_
Conosco la persona qui presente con il nome di IM 1. L'ho conosciuto nell'appartamento di _, dove abitavano altri cittadini rumeni, lo abitavo nello stesso complesso immobiliare e saltuariamente lo vedevo. C'era la palestra nell'immobile e ci si vedeva. Non lo frequentavo ma lo vedevo ogni tanto. L'ho visto in tre o quattro occasioni nell'appartamento dove abitavano gli altri. Di tutte le persone conoscevo _ perché era cliente del _ e frequentava anche altri locali notturni da solo.
ADR
che non ricordo esattamente quando ho conosciuto _, ma questo è avvenuto circa quattro mesi prima dei fatti di _. Poteva essere quindi la fine del
2011.
L'ho conosciuto perché, come detto, frequentava i locali notturni. Ci si vedeva e si scambiavano quattro chiacchiere. Per quanto riguarda IM 1, mi sembra di averlo visto qualche settimana prima di _ e, come detto, non ci frequentavamo e non ci conoscevamo proprio.
(...)
L'interrogante mi chiede se confermo quanto dichiarato nei precedenti verbali d'interrogatorio in merito ai fatti avvenuti il
4
marzo
2012
nel parcheggio del _ di _, dove mi sono incontrato con i fratelli _ e dove _ è stato da loro picchiato.
Rispondo che confermo le mie precedenti dichiarazioni. Ribadisco che fino a quella sera non conoscevo _ e non l'avevo mai visto.
ADR
che quella sera a _ non c'era il qui presente IM 1.
IM 1
AD
ribadisco che io a _ non c'ero, ma ricordo che mio fratello _ è ritornato a _ malconcio perché era stato picchiato. Non so per quale motivo fosse stato picchiato. Ho saputo, più tardi, da mio fratello, che era stato picchiato dagli albanesi.
_
AD
confermo che dopo i fatti di _, non so dire se lo stesso giorno o il giorno dopo, ho telefonato a _ per capire cosa era successo, quale fosse il motivo del pestaggio di _ e per sapere come stava. Ricordo che _ mi disse che non sapeva neppure lui perché era stato picchiato e da parte mia gli dissi che tutto era successo in pochi secondi, dopo che i fratelli _ avevano detto qualche cosa a _. Non so se in albanese o in altra lingua. Nel corso di quella telefonata _ mi ha detto di andare a casa sua a _ per discutere di quanto era successo perché lui era arrabbiato anche con me perché non l'avevo difeso.
ADR
che ho raggiunto _ nell'appartamento dove abitavano a _. All'interno c'erano diverse persone e tra queste ricordo _, _, una ragazza mora e altri due ragazzi. Il qui presente IM 1 non era presente quel giorno.
ADR
che mi sono preoccupato delle condizioni in cui si trovava _ poiché sanguinava dalla testa. Volevo anche prendergli un appuntamento dal mio medico, ma loro non hanno voluto, lo parlavo soprattutto con _, perché lo conoscevo meglio e avevo più confidenza, ma ho parlato anche con _, anche se lui era incazzatissimo con tutti per quello che era successo.
ADR
che durante quell'incontro non ho sentito nessuno dire che volevano vendicarsi per quanto successo.
AD
confermo che dopo questo primo incontro _ mi ha chiamato in quattro o cinque occasioni, o forse anche meno, chiedendomi di raggiungerli nell'appartamento per discutere della faccenda. Non sono andato tante volte, anche perché avevo un po' di timore. Sono sempre andato da solo e non mi sono mai fatto accompagnare.
ADR
che in una di queste occasioni, forse già alla seconda, ho visto IM 1 che mi é stato presentato come fratello di _. Anche lui era incazzato per quello che era successo a suo fratello. Era nervoso.
In occasione di questi incontri abbiamo discusso dapprima del fatto che io non ero intervenuto a difesa di _. Lui mi rimproverava di questo e anche IM 1 mi rimproverava, lo avevo spiegato di non essere intervenuto perché non conoscevo _ e quindi non sapevo per quale motivo aveva problemi con i _ e quindi non mi sono intromesso. Ho poi capito che loro, ma soprattutto _, volesse farla pagare ai _, lo non avrei però mai pensato che sarebbero arrivati a fare quello che hanno fatto, ma che tutt'al più gli avrebbero dato qualche pugno. In questa discussione IM 1 non ha partecipato, anche se era presente e capiva quello che si stava dicendo. Ho avuto l'impressione che IM 1 capisse quello che si diceva. Lui era comunque di poche parole. Quello che era più arrabbiato di tutti era _ e poi anche quell'altro che ho visto una volta sola, ossia _.
ADR
che in circa due occasioni ho sentito parlare di questo. Poi a un certo punto mi hanno detto di farmi gli affari miei e che loro avevano un conto aperto con i _. È stato soprattutto _, ma anche _, a dirmi che avevo questo conto aperto con loro.
ADR
che IM 1 non ha detto niente in questo senso.
ADR
che nessuno mi ha mai chiesto di dare dei soldi per quanto successo a _, lo avevo però parlato con _ chiedendogli cosa potevo fare per _ ed è stato lui a suggerirmi di dargli del denaro per le medicine e per le cure, ma assolutamente non mi ha imposto nulla, perché mi disse "fai come vuoi". Sono stato io di mia spontanea volontà che gli ho dato fr. 3'000.-. Ricordo di aver portato questo denaro in una busta che ho lasciato sul tavolo dell'appartamento dove abitavano queste persone. Mi sono scusato, ma non so chi abbia preso la busta. Quel giorno IM 1 non era presente, ma c'erano _ e _.
IM 1
Ho capito quanto ha dichiarato _ e a domanda dell'interrogante rispondo di non aver mai partecipato a una discussione con mio fratello, _, _ e _ nel corso della quale si è discusso di farla pagare ai _. Ricordo che una volta sono entrato nella cucina dove loro stavano discutendo. Non ricordo se con loro c'era anche _. Ho visto che stavano parlando, li ho salutati e sono uscito, anche perché mio fratello non mi avrebbe mai permesso di restare in quanto mi aveva detto che essendo più piccolo di lui io non dovevo partecipare alle discussioni.
ADR
che, come ho già detto nei precedenti verbali, quando ho visto mio fratello ferito gli ho chiesto chi era stato e lui mi ha risposto "gli albanesi". Non mi ha però detto il motivo per il quale era stato picchiato. Mio fratello non mi ha mai detto che voleva fargliela pagare, né mi ha chiesto di aiutarlo in questo senso. Anche se avesse deciso di fare una cosa del genere non mi avrebbe mai coinvolto.
ADR
che dalle discussioni che avvenivano tra di loro e da come era stato conciato mio fratello, ho capito che forse un giorno mio fratello avrebbe picchiato uno di loro, ma nessuno mi ha detto come e quando questo sarebbe successo. (...)
ADR
che non mi ricordo di essermi fatto prestare l'auto Peugeot da _ per andare a fare la spesa. Non ricordo neppure che mio fratello _ l'avesse fatto.
(...)_
AD
confermo che la sera dell'8 marzo
2012,
prima di cena, ho prestato la Peugeot a IM 1
. È stato lui a chiedermela dicendomi che doveva accompagnare una ragazza da qualche parte, lo gli ho dato la chiave e gli ho chiesto di ritornare presto.
IM 1
Ho capito quanto dichiarato da _, ma io mi ricordo invece che una sera, _ mi ha chiamato chiedendomi di andare a _ a prendere una ragazza. Questo non è avvenuto prima di cena ma più tardi.
ADR
che non ricordo quale locale fosse di _. Poteva essere il
_,
come mi chiede l'interrogante. Ricordo che non riuscivo a trovare il locale e ho parlato al telefono con _ per riuscire a trovarlo. Non ricordo se era stato _ a chiamarmi oppure se sono stato io a farlo.
ADR
che ho trovato il locale e la ragazza. Era la ragazza di _, ossia _, ma non ricordo più se l'ho portata da noi a _ o se l'ho lasciata da qualche parte.
Mi sono assentato per un paio d'ore prima di rientrare a _ con l'auto. L'ho parcheggiata e sono salito da _ a portargli la chiave. Non ricordo che ora fosse, ma era comunque tardi. Non ricordo se era prima o dopo la mezzanotte.
ADR
che sull'auto non c'era nessun altro oltre a _. Non ho più ripreso l'auto quella sera.
_
Ho sentito quanto dichiarato da IM 1 e da parte mia ribadisco che quella sera ho prestato la macchina a IM 1 e l'ho visto partire dal parcheggio davanti a casa a _ assieme alla ragazza con i capelli mori. Più tardi è ritornato con la mia auto, dalla quale sono scesi IM 1, _, _ e _. Non ricordo se c'era anche la ragazza.
A domanda dell'avv. _ rispondo
che li ho visti scendere dall'auto perché ero sulle scale in attesa che mi venissero restituite le chiavi. Come ho visto che è arrivata l'auto gli sono andato incontro e ho ricevuto le chiavi da IM 1. Tutti erano agitati. Non so dire se anche IM 1 lo fosse, perché sono passati tre anni da allora. Dopo avermi consegnato le chiavi sono rientrati tutti nell'appartamento.
ADR
che io sono salito in casa e non ho più rivisto questi uomini quella sera.
(...)
AD
confermo che su invito di _ sono andato a _. Era stato IM 1 a dirmi che suo fratello voleva vedermi e quindi io da solo ho raggiunto _, dove ho incontrato _.
ADR
che in quell'incontro _ mi ha chiesto di aiutarlo e di dargli del denaro. Mi sembra si parlasse di fr. 3'000.-, ma siccome non ne avevo non gliene ho dati.
ADR
che è vero anche che in quell'incontro _ mi ha chiesto di aiutare suo fratello IM 1 e la sua compagna che doveva essere incinta a lasciare la Svizzera, lo gli ho detto che facevo quello che potevo. _ aveva paura che potesse succedere qualche cosa alla sua ragazza. Non mi ha detto nulla in merito a IM 1.
Preciso che quando sono rientrato a _ da _ ho visto IM 1. Lui mi ha chiesto se potevo procurargli un'auto per lasciare la Svizzera. Visto che io non potevo procurargliene una e visto che avevo paura che potesse succedere qualche cosa con i fratelli _ ho deciso di dargli la mia Peugeot.
(...) È vero che IM 1 mi aveva promesso che mi avrebbe riportato l'auto o le chiavi per poter fare il "gioco dell'assicurazione", nel senso che io avrei denunciato il furto dell'auto in Svizzera ed avrei ricevuto l'indennità dall'assicurazione. È vero che di questa possibilità di fare il "gioco dell'assicurazione" ne ho parlato con IM 1. Nella discussione lui mi aveva detto che potevo guadagnare 5'000 o 6'000 euro ed io per paura, ma soprattutto per fare in modo che lui se ne andasse al più presto, ho accettato e ho fatto questa stupidata.
È vero che, come detto nei precedenti verbali di Polizia, quando ho capito che non mi sarebbe stata restituita neppure la chiave dell'auto, ho fatto di tutto per poterla recuperare, mandando anche
_
in Romania, ma senza successo. _ mi aveva riferito che quando è arrivato in Romania gli erano stati chiesti dei soldi per poter riavere l'auto. Se ben ricordo volevano 2/2'500 euro. Non so chi avesse chiesto questi soldi a _, ma se non erro era stato _.
(...)IM 1
Ho capito quanto ha dichiarato _.
ADR
che io non sapevo che mio fratello _ aveva lasciato la Svizzera grazie all'aiuto di _.
ADR
non mi ricordo che _ mi avesse chiamato chiedendomi di dire ad _ che doveva andare in Italia a incontrarlo.
ADR
mi ricordo di avergli chiesto di procurarmi un'auto per lasciare la Svizzera.
ADR
non è vero che ho proposto ad _ di fare il gioco dell'assicurazione. Lui ha forse parlato di questo con qualcun altro, ma non con me. lo ho avuto a disposizione l'auto unicamente per il viaggio fino in Romania e quando sono arrivato lì l'ho consegnata subito a _, il quale mi disse che l'avrebbe poi riportata in Svizzera e che si sarebbe messo d'accordo con _.
ADR
che non ho ricevuto nessun compenso da nessuno per quello che ho fatto e non vi era neppure la necessità di darmi un compenso per questo.
L'ultima volta che ho visto l'auto è stata quando l'ho consegnata a _ a _.
ADR
è vero che ho telefonato ad _ un paio di volte e gli avevo promesso di dargli il numero di telefono di _ affinché potesse chiamarlo. Non è vero come invece dice _, che io gli avevo promesso di riportargli l'auto.
AD
ribadisco che non ho proposto ad _ di fare il gioco dell'assicurazione. Non
ho mai fatto un cosa del genere. Mi ero addirittura fatto fare la procura da _ per poter andare in auto in Romania. Sarei stato sicuramente registrato e quindi non potevo vendere l'auto.
_
Non ho nient'altro da aggiungere, ma mi vergogno per quello che ho fatto.”
(AI 55).
Il 30 gennaio 2015, avveniva il verbale di confronto
tra IM 1 e _
(AI 56). Quest’ultimo inizialmente manteneva la sua versione, fino a quando, confrontato con le negazioni di IM 1, decideva di cambiare le dichiarazioni rese sino a quel momento, per adattarle a quelle dell’imputato, finché il Procuratore pubblico decideva di interrompere il verbale.
Di seguito le dichiarazioni rese in quell’occasione:
"
_
(...) L'interrogante mi dice che dagli atti dell'inchiesta risulta che il
18
ottobre
2011
sono stato fermato dalla Polizia a bordo di un autovettura all'interno della Galleria _ sulla quale viaggiavano anche IM 1 e suo fratello _. Mi ricordo di quella situazione.
ADR
che io ero rimasto in Ticino da maggio o giugno
2011
mentre IM 1 e _ erano rientrati in Romania. Quando siamo stati fermati il
18
ottobre era da poco che erano ritornati in Ticino e se ben ricordo con loro c'era _ che doveva lavorare da _. Ero venuto in Svizzera nel maggio o giugno
2011
per assistere ad uno spettacolo alla Discoteca _ e poi sono rimasto. Adesso mi ricordo che era il
15
maggio
2011.
ADR
che IM 1 la prima volta che era arrivato con _ era rimasto per pochi giorni, forse una settimana. _ mi aveva poi raccontato che quando era ritornato la seconda volta era venuto per lavorare come pittore ed aveva preso casa a _. lo abitavo a _ con _ in via _
.
IM 1
Ho sentito quanto ha dichiarato _. E' giusto ed è possibile che la prima volta sia venuto a maggio
2011
ma non per assistere allo spettacolo.
ADR
che non ricordo esattamente quando ho conosciuto _, che conosceva già mio fratello _, ma ricordo che la prima volta che l'ho visto era al McDonald's nel centro di _. L'ho unicamente salutato. Confermo che quando sono venuto in Ticino era per lavorare.
ADR
che qui in Ticino ci si vedeva ogni tanto per bere la birra in particolare all'_ a _.
_
In merito ai fatti avvenuti il 4 marzo 2012 nei parcheggi del _ ribadisco quanto detto nei verbali di polizia nel corso dell'inchiesta a mio carico e meglio che in quell'occasione _ era stato picchiato dai fratelli _. Né io né IM 1 eravamo presenti al _. Ho saputo casualmente che era successo qualche cosa la mattina del 4 marzo 2012 quando mi trovavo a far benzina a _. Ho pure ricevuto una telefonata da un amico di nome _ dalla Romania il quale mi informava che _ era stato picchiato di brutto e che aveva preso le botte in testa. Sono quindi andato a _ a casa di _ e IM 1 per sapere come stava.
Quando sono arrivato a _ ho visto _ che era a letto, c'era sua moglie e credo ci fosse anche IM 1 ma stava dormendo in un altro locale. Sono quindi andato a _ da ACPR 1 per capire perché avessero picchiato _. Sono stato circa un'ora da lui.
ADR
che ACPR 1 mi aveva detto che avevano picchiato _ perché si era presentato al _ assieme a _ ed al "_" tale _, lo ho parlato con ACPR 1 soprattutto del fatto che suo fratello aveva una condanna con la condizionale e che avrei potuto mandarlo in prigione. ACPR 1 mi ha chiesto di convincere _ di non fare denuncia e mi aveva promesso che avrebbe pagato tutte le spese mediche. Nei giorni successivi ACPR 1 continuava a promettermi che mi avrebbe dato i soldi ma poi così non è stato.
ADR
che _ non è andato in ospedale perché non doveva creare problemi a ACPR 1 perché ci sarebbe stata comunque la denuncia anche se lui non la faceva e siccome sapeva che ACPR 1 si era impegnato a pagare le spese mediche. ACPR 1 si era impegnato a pagare CHF 10'000.00 in rate mensili di CHF 3'000.00. Credo che _ sia stato in ospedale in Romania.
ADR
che IM 1 sapeva che suo fratello era stato picchiato dai _ perché dopo essere scappato dal _ _ era andato fino al McDonald's di _ dove ha chiamato IM 1 per andare a prenderlo. Così mi aveva raccontato _. E' vero che nei giorni successivi ci siamo trovato più volte a casa di _ a _ per discutere cosa fare. Le discussioni avvenivano in cucina ed oltre a me c'erano _, _ ed _. IM 1 a volte era a casa ma non ha mai partecipato alla discussione.
IM 1
Ho sentito quanto dichiarato da _. lo ricordo che _ è arrivato a _ da solo nel senso che è entrato a casa da solo ma non so come sia arrivato lì. E' vero che mi aveva detto di essere stato picchiato dai fratelli _ ma senza dirmi per quale motivo.
ADR
è vero che una volta gli ho visti in cucina a discutere ma non sono entrato. In cucina c'erano _, _, _ e mio fratello _.
_
L'8 marzo
2012
verso le
13.00
sono stato a _ a casa di ACPR 1 e con la mia auto ho portato ACPR 1 e _ fino a _ dove lei è rimasta a lavorare al _. Ho poi accompagnato ACPR 1 a casa di suo padre a _ e quando l'ho lasciato eravamo d'accordo che alla sera ci saremmo trovati o a casa sua a _ o al benzinaio di _ e che lui mi avrebbe consegnato CHF 3'000.00 come promesso.
Ho quindi comunicato a _ che ACPR 1 gli avrebbe consegnato il denaro. Più tardi sono quindi andato a _ e quando sono arrivato a casa di _ è arrivato anche _. Tutti e tre con la Citroen C3 siamo andati a casa di ACPR 1 a _. Guidavo io. Ma quando siamo arrivati ACPR 1 non c'era. L'ho chiamato e mi ha detto che era andato a _ a prendere _ e che stava ritornando. Abbiamo quindi fatto appuntamento al
_
di _. Preciso che da _ a _ guidava _. Ci siamo effettivamente incontrati ma ACPR 1 non aveva i soldi ma ci ha detto di andare a _ a prendere i soldi. Preciso che _ e ACPR 1 non si erano più visti dal
4
marzo
2012
ed io avevo fatto da intermediario.
ADR
che IM 1 sapeva che c'erano delle trattative con ACPR 1 affinché versasse del denaro a _. Ricordo che il
5
o
6
marzo
2012
IM 1 aveva detto che voleva portare _ in ospedale qui in Ticino oppure in Romania perché ACPR 1 raccontava bugie, lo gli avevo detto di stare tranquillo perché stavano facendo delle trattative. IM 1 era preoccupato per _ e per la sua salute perché vedeva che non guariva e che la ferita in testa continuava a sanguinare. Diceva che non gli importava nulla se i _ finivano in prigione ma gli interessava solo la salute di suo fratello.
ADR
che quando mi incontravo con ACPR 1 lo dicevo sempre a _. Non so se IM 1 lo sapesse. Mi sembra che una volta ho pure chiamato IM 1 per dirgli di riferire a _ che mi sarei trovato con ACPR 1 e questo perché _ non rispondeva.
ADR
che non so se IM 1 sapesse che la sera dell'8 marzo 2012 dovevamo trovarci con ACPR 1 ma se ben ricordo ci ha visti uscire di casa e io ho detto a IM 1 di stare tranquillo che non succedeva niente perché era con me.
L'interrogante mi ricorda le mie dichiarazioni rese dinanzi alla polizia in data 13.02.2014 a pag. 8 ho dichiarato che IM 1 sapeva che dovevamo incontrarci con ACPR 1 per parlare dei soldi che lui doveva a _ rispettivamente che se ACPR 1 non avesse pagato l'avremmo picchiato.
A questo proposito preciso che IM 1 sapeva che dovevamo incontrarci per i soldi, perché altrimenti non c'era altro motivo per incontrarci. Non è invece vero che gli abbiamo detto che altrimenti avremmo picchiato ACPR 1.
IM 1
Ho capito quando dichiarato _. E' vero che io sapevo che c'era un accordo con ACPR 1 e che nel caso in cui lui avesse pagato non lo avremmo denunciato. E' vero che io ero preoccupato per _ e che volevo portarlo in ospedale ma che _ mi aveva detto di no e questo perché erano in trattative con ACPR 1. Sapevo anche degli incontri precedenti tra _ e ACPR 1.
In merito all'incontro dell'8 marzo 2012 io sapevo che avrebbero dovuto incontrarsi ma non sapevo a che ora e dove.
ADR
che non ricordo di aver visto _ uscire di casa e che _ mi avesse detto di stare tranquillo che tanto era con lui.
_
Ho sentito quanto detto IM 1 ma ribadisco che la sera dell'8 marzo 2012 verso le ore 21.00 quando mi sono incontrato con _ e _ nel parcheggio dell'_ è arrivato anche IM 1. _ ed io gli abbiamo detto di andare a casa perché dovevamo incontrare ACPR 1 per ricevere i soldi.
IM 1
Ribadisco che non mi ricordo di questa circostanza.
_
Vorrei precisare che il 9 marzo 2012 prima dell'accoltellamento di ACPR 1 ho chiamato diverse volte _ che lavorava al Locale _ a _ per informarla che quella sera non riuscivo ad andarla a prendere al termine del lavoro alle 01:00 ma che avrei mandato qualcun altro. Ho quindi chiamato IM 1 e gli ho detto di andare a prendere _. Ho poi saputo che _ con un taxi era partita da _ ed era andata all'_ e che quando IM 1 è arrivato a _ lei non c'era più.
AD
preciso che ho chiamato due volte IM 1 per andare a prendere _: la prima volta prima dell'accoltellamento perché _ mi aveva chiamato dicendomi di aver finito il lavoro e che si sarebbe spostata al _; la seconda volta ho chiamato IM 1 dopo l'accoltellamento e IM 1 mi ha risposto dicendomi che si trovava già a _.
ADR
che dopo aver abbandonato la Citroen a _ ed essere scappati tutti e tre nel bosco ho detto a _ di chiamare IM 1 o qualcuno che venisse a prenderci perché la mia sola preoccupazione era quella di andare in Romania dalla mia famiglia. La stessa richiesta l'ho fatta anche a _ al quale gli ho detto di chiamare la sua ragazza affinché ci venisse a prendere con un taxi o con un'altra auto, lo non ero vicino a loro e non so chi se o chi hanno chiamato.
IM 1
Ho capito quanto dichiarato _.
ADR
che effettivamente la mattina del
9
marzo
2012
ho ricevuto una prima telefonata da _ il quale mi chiedeva di andare a _ a prendere _, lo mi trovavo a _. Non mi ricordo l'orario ma poteva essere attorno alla mezzanotte. Sono partito da _ con l'auto di _ ed ho raggiunto _ ma _ non c'era.
ADR
che è corretto quanto detto da _ che mentre mi trovavo a _ lui mi ha telefonato più volte per sapere se avevo trovato _.
ADR
che è possibile che ad un certo punto mi ha detto di tornare. Non mi ricordo se mi ha mandato un messaggio o mi ha chiamato.
ADR
che da _ sono ritornato a _ con l'auto di _.
A domanda del mio difensore avv. _ rispondo che non sicuro se ho utilizzato l'auto di _ oppure la Nissan come dichiara _.
_
Preciso che dopo l'incidente che IM 1 ha fatto con la Golf aveva preso a noleggio la Nissan. La sera del
9
marzo
2012
lui è andato a _ a prendere _ con la Nissan e solo più tardi si è fatto dare l'auto di _ quando suo fratello _ lo ha chiamato. Noi non potevamo salire tutti e tre nella Nissan perché era troppo piccola e quindi _ ha chiamato IM 1 chiedendogli di venirci a prendere a _ e _ ha chiamato _, che non voleva dare l'auto a IM 1, dicendogli di dargli l'auto.
A questo punto dichiaro che vorrei ribadire la versione che ho sempre fornito alla Polizia e all'interrogante nel corso dell'inchiesta a mio carico ossia che ho lasciato _ con un taxi e non con la macchina di _ perché non volevo stare con gli altri, lo non ho visto _ e _ salire sulla macchina di _.
L'interrogante mi fa notare che poco fa avevo detto il contrario ed a questo proposito mi da lettura delle dichiarazioni rese alla polizia il
13.02.2014
(pag.
2
e
3)
dove avevo chiaramente indicato quanto successo e meglio che IM 1 era venuto con l'auto di _ a prenderci.
ADR
che non sono salito sull'auto di _.
IM 1
ADR
che non sono andato con l'auto di _ a prendere mio fratello, _ e _.
ADR
che non mi ricordo di aver ricevuto delle telefonate da mio fratello nelle quali mi si chiedeva di farmi dare l'auto da _ per andare a prenderli a _.
_
A domanda dell'avv. _ rispondo che non ho sentito _ chiamare IM 1 ma quando ho gli ho chiesto se aveva chiamato IM 1 o qualcuno lui mi diceva di stare tranquillo perché aveva chiamato IM 1. Mi ha detto di aver chiamato più persone. Preciso inoltre che quando sono arrivato a _ con il taxi del peruviano, come lo chiamo io, non mi fidavo più di restare in Svizzera e quindi ho preso la chiave della Nissan dal tavolo della cucina e con questa auto assieme a _ sono partito per _.
ADR
che quando sono arrivato a _ c'erano già tutti ossia _, _, IM 1, _
e la moglie di _. Ho chiesto a _ di venire con me in Italia ma non ha voluto. lo con _ ho raggiunto _ dove mi sono medicato e poi sono partito per _ dove ho lasciato l'auto.
IM 1
Come già detto nei miei precedenti verbali, il
12
marzo
2012
sono partito dal Ticino con l'auto di _ e dopo qualche giorno arrivato in Romania l'ho consegnata a _ perché lui mi aveva detto che l'avrebbe riportato ad _. Ho consegnato auto e chiavi a _. Da allora non l'ho più vista.
_ ADR
che assolutamente io non ho ricevuto l'auto perché _ non me l'ha data.
Quando ero in Romania ho visto passare IM 1 alla guida dell'auto ma io non so che fine a fatto.
IM 1
Ho capito quanto ha dichiarato _ ma da parte mia ribadisco la mia versione.
L'interrogante comunica che visto il comportamento assunto sia da _ che da IM 1 ritiene inutile proseguire questo confronto.”
(AI 56).
4.5.3. Dichiarazioni inerenti il veicolo Peugeot 3008 rese nel 2014
_, interrogato il 13 febbraio 2014 dalla Polizia, in merito alle dichiarazioni di _ 27.06.2012, ovvero:
"
...Per quanto riguarda la mia autovettura marca Peugeot 3008 (del valore di Chf 28'000 – e non 45'000 – come dichiarato ieri) preciso che l’ho consegnata a IM 1, uno degli imbianchini rumeni, perché non ce la facevo più a pagare il leasing e volevo ricavarne qualche soldo. Di questo ne avevo discusso anche con _ ma poi dopo i fatti di _ non l’ho più visto in giro e quindi l’ho consegnata a IM 1. Lui è stato d’accordo e avrebbe dovuto darmi 6'000 / 7'000 Euro. Dalla Romania mi avrebbe rimandato la chiave e poi avrei denunciato il furto...”
affermava:
"
Da parte mia posso dire che non so se ci fossero accordi, _ voleva la chiave quando fossero arrivati in Romania e che poi poteva denunciare il furto. Non so se poi questo accordo lo avessero già fatto prima dei fatti di _ e quanto successo a _ ha velocizzato la cosa.”
(AI 1).
_ dichiarava, il 27 febbraio 2014 alla Polizia:
"
Essendo che io avevo inizialmente intenzione di “far sparire” la mia auto e che ne avevo parlato con IM 1, avevo pensato di dargli la mia Peugeot 3008. Cosa che facevo e il 12.03.2012, IM 1, con la mia auto, partiva per lasciare la Svizzera, con lui vi era anche una donna.
Poi però, pensandoci bene, avevo cambiato idea e non me la sentivo di farmi “rubare” l’auto ed ho quindi tentato di contattare IM 1 per recuperare la mia auto ed avevo anche mandato _ in Romania per riportare l’auto in Ticino. Purtroppo non ho più avuto indietro la mia auto e nemmeno le chiavi per eventualmente denunciare il furto. Di fatto non ho quindi nemmeno mai portato denunciare il furto dell’auto visto che non avevo recuperato nemmeno la chiave e senza quella non mi avrebbe creduto nessuno. (...) _ lo conosco, (...) avevo chiesto aiuto a lui chiedendoli se conosceva qualcuno in Romania che potesse mettermi in contatto con _ o IM 1 per riuscire a recuperare la mia auto. _, si era quindi adoperato (...) tempo dopo venivo contattato da _, il quale mi faceva capire che l’auto non l’avevano più loro e che non l’avrei più rivista. (...)”
A tal proposito, IM 1 dichiarava al PP nel corso del suo primo interrogatorio del 31 ottobre 2014:
"
Prendo atto che con esposti del 26 novembre 2012 (INC.11321/2012) e del 18 marzo 2013 (INC,2411/2013) _ e la società _ SA mi hanno denunciato per titolo di appropriazione indebita (art. 138 CP) della summenzionata autovettura. L’interrogante mi riassume quanto dichiarato da _ in merito al fatto di avermi consegnato l’autovettura per farla “scomparire” in Romania e poi denunciarne il furto all’assicurazione. Ne prendo atto ma dichiaro che lui me l’ha data per permettermi di rientrare in Romania per i motivi indicati in precedenza. Io ho avuto a disposizione l’auto per tre giorni al massimo perché poi è arrivato _ E mi ha detto di consegnargliela. Addirittura _ mi aveva fatto procura scritta per poter andare con l’auto in Romania. Ho ancora questo documento a casa mia in Romania presso la mia compagna e le dirò di mandarmelo.
L’interrogante mi da lettura di uno stralcio delle dichiarazioni rese il 27 febbraio 2014 da _ in merito a questa storia e meglio a partire da pag. 7, riga 31 fino a pag. 43.
Ho capito quanto ha dichiarato _ ma questo non è assolutamente vero. Non capisco perché lui non dica quali erano gli accordi fatti con _ in merito a questa storia. Prendo atto che l’autovettura si trova tuttora in Romania, dove sarebbe stata presentata per l’immatricolazione nel mese di ottobre 2013. Dovreste chiedere alla persona che ha cercato di immatricolarla chi gliel’ah data e che io non c’entro in questa storia.”
(AI 24).
Con scritto 3 dicembre 2014 (AI 43), con riferimento all’ipotesi di favoreggiamento di _ per avergli permesso di fuggire a bordo della Nissan Micra proprietà della _ Sagl, il PP scriveva alla _ Assicurazioni:
"
con riferimento alla mia lettera del 17 novembre 2014 nel procedimento penale contro il cittadino rumeno IM 1 e alla documentazione da voi inviatami il 2 dicembre 2014, per necessità d’inchiesta, chiedo di trasmettermi pure
copia completa dell’incarto relativo a un sinistro avvenuto il 13 o il 14 marzo 2013 in Ticino o in Italia (_) e che avrebbe coinvolto l’autovettura Nissin Micra targata _
, di proprietà del garage _ Sagl, _ e assicurata presso di voi”
Agli atti non risulta risposta alcuna a questa richiesta.
4.6. Interrogatorio finale
Il 13 febbraio 2015 il PP procedeva all’interrogatorio finale dell’imputato (AI 65), il quale si riconfermava nelle sue precedenti dichiarazioni:
"
Prendo atto che al termine di questo procedimento l'interrogante mi deferirà dinnanzi alla Corte delle Assise Criminali di Lugano per rispondere delle accuse di complicità in tentato assassinio (art.
112
CP
in relazione con l'art.
22
e
25
CP)
per avere intenzionalmente aiutato _, _ e _ a fuggire da _ dopo l'aggressione ai danni di ACPR 1, di favoreggiamento (art.
305
CP)
per avere aiutato _ e _ a fuggire dalla Svizzera, nonché di appropriazione indebita (art.
138
CP)
per essermi, in correità con _ indebitamente appropriato dell'autovettura marca Peugeot targata _ di proprietà della società _ SA.
Ho capito quali sono le accuse per le quali dovrò rispondere.
Prendo atto che queste accuse si basano in particolare sulle seguenti prove:
tabulati telefonici relativi all'utenza
_,
che dagli accertamenti effettuati
risulta essere stata l'utenza in mio possesso e uso nel periodo febbraio
- 12
marzo
2012,
tabulati dai quali risulta che la notte dell'8/9 marzo
2012
ero in contatto sia con
mio fratello _, sia con _ e dalle antenne risulta che dopo essere stato a _ ho raggiunto _, dove mi sono fatto consegnare da _ la sua autovettura con la quale ho recuperato i tre summenzionati aggressori;
dichiarazioni di _, di _ e di _, che mi sono state contestate nel corso dell'inchiesta di Polizia e in occasione dei confronti in merito alla mia presenza a _ e a _ la notte del 8/9 marzo 2012;
dichiarazioni di _ circa il fatto che io avrei messo a disposizione l'autovettura Nissan Micra per consentire a lui, alla sua compagna _ e a _ di lasciare il Ticino la mattina del 9 marzo 2012 per fuggire in Italia.
dichiarazioni di _ in merito al fatto di essermi appropriato, con il suo accordo, dell'autovettura marca Peugeot con l'intenzione di "farla scomparire" per poi denunciarne il furto e commettere una truffa ai danni dell'assicurazione.
Ho preso atto di quanto precede e non ho niente da dire.”
(AI 65).
Il 13 marzo 2015, il PP rinviava a giudizio IM 1 dinanzi alla Corte delle assise criminali con la presenza degli assessori giurati (doc. TPC 1), inoltrando allo stesso tempo l’istanza per la carcerazione di sicurezza dell’imputato al GPC, il quale la concedeva con decisione 18 marzo 2015, fino al 27 maggio 2015 (doc. TPC 4).
4.7. Sviluppi dopo l’emissione dell’atto d’accusa
Con scritto 23 aprile 2015, l’avv. DF 1 informava il TPC di aver assunto la difesa di fiducia di IM 1 (doc. TPC 13). L’11 maggio 2015, con il dibattimento previsto al 20-21 di maggio 2015, l’avv. DF 1 si rivolgeva al Presidente della Corte scrivendo:
"
con la presente la informo che il sig. IM 1 è intenzionato a fornire chiarimenti sulla sua posizione in merito ai fatti verificatisi la notte 8/9 marzo 2012 a _. Mi permetto di anticiparle che il mio assistito intende rivedere le dichiarazioni sino ad oggi rese, in particolare ammettendo di essere intervenuto dopo il verificarsi dei noti fatti poiché contattato dal fratello _, che gli chiedeva aiuto in tal senso.
L’atteggiamento processuale del sig. _ è sino ad oggi stato dettato dal desiderio, umanamente comprensibile, di non danneggiare la posizione del fratello. Il mio assistito è tuttavia ora conscio della necessità di chiarire innanzitutto la sua posizione processuale.
Mi rimetto a lei circa le modalità di raccolta di una deposizione del sig. IM 1.”
(doc. TPC 19).
Con istanza di risarcimento 13 maggio 2015, l’avv. RAAP 1, per conto del suo rappresentato ACPR 1, formulava pretese per CHF 1'450.40 per risarcimento danni per spese legali e fr. 1.- quale torto morale simbolico (doc. TPC 20).
Con e-mail 13 maggio 2015 (doc. TPC 21), l’avv. DF 1 informava il Presidente della Corte che IM 1 dava il suo accordo alla richiesta di espiazione anticipata della pena. Il dibattimento veniva dunque annullato in modo da permettere al Procuratore pubblico di procedere all’interrogatorio di IM 1 e raccogliere le sue dichiarazioni (doc. TPC 22).
Il PP procedeva all’interrogatorio dell’imputato, il 20 maggio 2015. Di base, l’imputato si è limitato ad ammettere di aver aiutato il trio a scappare subito dopo l’accoltellamento, negando comunque di aver saputo, fino a che giunse in Romania il 13 marzo 2012, quanto fosse realmente accaduto. Per il resto si riconfermava nelle sue precedenti dichiarazioni, ovvero di essere estraneo all’agire di _ come pure dell’appropriazione indebita della vettura di _:
"
Interrogatorio sulla fattispecie
Premetto che ho deciso di raccontare la verità dopo aver pensato alla mia situazione personale e meglio alla mia famiglia. Ho pensato soprattutto a mia figlia, che ha quasi
12
anni, e vorrei esserle vicino al più presto. È per questo che tramite il mio difensore ho scritto alla Corte dicendo che era mia intenzione rivedere le mie precedenti dichiarazioni.
ADR
che non ho subito pressioni esterne in particolare da mio fratello _ o da _. Non ho sentito mio fratello. In carcere viene regolarmente a trovarmi la mia compagna.
Prima di tutto dichiaro che dall'inizio dell'inchiesta non ho raccontato la verità per proteggere mio fratello _. Non volevo essere io a fare delle dichiarazioni a suo carico.
(...) Vorrei prima di tutto parlare dei fatti di _, del _, avvenuti il
4
marzo
2012,
come mi ricorda l'interrogante. Mio fratello _ mia aveva riferito, poiché io non ero presente all'incontro, che un giorno _ era andato da lui dicendogli di essere stato minacciato dai _ e quindi gli chiedeva se poteva aiutarlo visto che _ conosceva ACPR 1. In quel periodo io e _ abitavamo nell'appartamento di _, sotto quello di _. È possibile che a quell'incontro ci fosse anche _ perché lui conosceva meglio _ e forse l'ha presentato a mio fratello.
Quando _ è tornato a casa da _ con le ferite mi ha raccontato di essere stato al _ assieme ad _ e i suoi amici. Quando i _ si sono accorti che era presente anche mio fratello lo hanno insultato e gli hanno detto "perché sei venuto con gli italiani?". A quel punto si sono disinteressati degli italiani e hanno picchiato mio fratello. A _ c'era anche _, lo non ero andato a _ e non sapevo neppure che si sarebbero incontrati. Ero tranquillamente a casa e stavo dormendo quando improvvisamente sono stato svegliato dal rientro di _. Lui era solo. Ho visto che aveva una ferita aperta che sanguinava sopra l'orecchio destro, così mi sembra. Era anche gonfio vicino alla ferita perché mi ha detto che era stato picchiato con un cric dell'auto. Quando si è tolto la maglia ho visto che aveva diversi segni e lividi sul corpo poiché era stato picchiato con delle mazze da baseball. _ mi aveva detto di essere stato picchiato dai fratelli _ perché all'incontro non c'era solo ACPR 1. Mi sembra che fossero sei o sette persone in totale.
Ribadisco che _ è arrivato a casa da solo e non era accompagnato da nessuno, lo non sono andato a prenderlo da nessuna parte. Lui mi ha riferito che subito dopo essere stato picchiato era riuscito a scappare salendo su un'autovettura di uno degli italiani presenti con _. Non ho visto l'autovettura, anche perché quando è arrivato non mi ha spiegato come era giunto a _ a me l'ha detto solo il giorno successivo, lo non ho visto nessun'auto parcheggiata davanti a casa. Non ho guardato. Forse qualcuno era venuto a ritirarla.
ADR
che non era ritornato con l'auto di _, che come mi dice l'interrogante era targata con targhe inglesi, ma come detto con un'altra auto.
ADR
che quando _ è arrivato a casa era notte, probabilmente dopo mezzanotte. Non riesco a ricostruire l'ora in cui è arrivato.
lo e la compagna di _ abbiamo cercato di medicarlo pulendogli le ferite e facendogli delle compresse sulle stesse. La compagna di _ voleva fargli un massaggio ma non poteva neppure toccarlo dal dolore che aveva al torace. Credo che avesse anche qualche costola rotta, anzi ne sono quasi sicuro perché lui faceva fatica a respirare. Lo abbiamo messo a letto, dove è rimasto fino al giorno successivo.
ADR
che ho subito proposto a mio fratello di andare in ospedale o di chiamare un medico ma lui non ha voluto dicendomi di aspettare, di lasciarlo riposare fino al giorno dopo.
Sui motivi per i quali _ era stato picchiato dai _ ricordo che lui mi disse che i _ se l'erano presa con lui dopo averlo visto assieme ad _, lo non so perché _ era stato minacciato dai _ e perché loro avevano minacciato la sua famiglia. So che loro lavoravano come buttafuori e forse era per questo che avevano avuto dei problemi. Mio fratello aveva deciso di andare con _ perché voleva cercare di metterli d'accordo per evitare che succedesse qualcosa, mentre invece quando i _ lo hanno visto lui ha avuto la peggio. È possibile anche che i _ se la siano presa con mio fratello per una questione di soldi avvenuta nei mesi precedenti. Infatti qualche mese prima, e credo ancora nell'anno
2011,
mio fratello aveva chiesto in prestito a ACPR 1 di 1’000 franchi o di
1’000
euro per i funerali di suo suocero in Romania. Quando _ è rientrato ACPR 1 gli ha chiesto la restituzione dei soldi, ma lui gli ha risposto di non averli tutti e di potergli restituire unicamente alcuni acconti. Tra _ e ACPR 1 c'è stata in particolare una telefonata, dove si è parlato di questo, nel corso della quale si è intromesso uno dei fratelli di ACPR 1 il quale ha insultato _. A quel punto mio fratello ha interrotto la comunicazione. Ho poi saputo che ACPR 1 si era rivolto a _ chiedendogli l'indirizzo di mio fratello perché voleva avere subito i suoi soldi. _ non gli ha dato l'indirizzo ma gli ha restituito i soldi e quindi prima dei fatti di _ il prestito era già stato restituito.
ADR
che _ ACPR 1 erano amici non so da quando e per quali motivi.
ADR
che mio fratello non ha fatto affari con ACPR 1. Mio fratello non ha neppure mai lavorato per lui.
ADR
che mio fratello ha restituito i soldi a _, piano piano. Non so se prima dei fatti di _ gli avesse già restituito tutti i soldi.
ADR
non mi risulta che ci siano stati altri motivi che hanno portato allo scontro di _.
Lo stesso giorno del
4
marzo
2012
o il giorno successivo, su questo punto non ricordo con precisione, _ è venuto a casa nostra a _ perché aveva saputo che _ era stato picchiato. Quando ha visto come era concio _, _ ha detto che sarebbe andato da _ per capire per quale motivo l'avevano picchiato.
Preciso che io ero presente all'incontro con _ e mio fratello. Da parte mia avevo anche proposto di andare alla Polizia a denunciare quanto successo, ma _ mi ha detto di aspettare che avrebbe parlato con ACPR 1.
So che _ si è incontrato con ACPR 1 ma non so dove. _ aveva chiesto spiegazioni e ACPR 1 gli aveva detto che avevano picchiato _ perché si era presentato con _. Quando _ ha riferito a ACPR 1 che era mia intenzione andare alla Polizia, ACPR 1 si è arrabbiato dicendo che uno dei suoi fratelli aveva dei problemi con la giustizia e quindi sarebbe finito in prigione. Ha pure minacciato dicendo che se loro fossero finiti in prigione, tutti i rumeni presenti in Ticino dovevano scomparire. So che _ aveva concordato con ACPR 1 che per non andare in Polizia ACPR 1 avrebbe dovuto pagare le spese mediche di _ e chiedergli scusa. Non ricordo se era stata stabilita una cifra precisa, ma mi sembra che dovevano dargli 3'000 euro subito e poi altri soldi.
ADR
che le spese mediche sarebbero state quelle che _ avrebbe dovuto sopportare in Romania poiché era sua intenzione rientrare per farsi curare. Lui non era andato in ospedale in Ticino, da un lato perché non era in regola con il lavoro e dall'altro perché non aveva un'assicurazione malattia. _ non era andato in ospedale anche perché se si fosse presentato, i medici avrebbero avvisato la Polizia e quindi dopo l'accordo fatto tra _ e ACPR 1 non voleva che questo succedesse. _ aveva anche promesso a _ che avrebbe fatto arrivare a casa un suo amico medico, ma non è mai arrivato.
ADR
che quando _ è tornato a casa ha riferito a me e a _ dell'accordo raggiunto con ACPR 1. Con questo accordo anche noi saremmo stati tranquilli e avremmo potuto continuare a lavorare tranquilli in Svizzera senza problemi, lo avevo anche parlato con
_
, il quale mi aveva promesso che con il tempo mi avrebbe fatto avere i documenti per farmi lavorare regolarmente.
ADR
che non so dire se _ ha riferito dell'accordo con ACPR 1 lo stesso giorno in cui l'aveva raggiunto oppure se nei giorni successivi.
Ricordo inoltre che in quei giorni vi è stato un incontro a casa nostra a _ tra _, _, _ e _, al quale io non ho direttamente partecipato perché ero rimasto nella camera, mentre loro discutevano in cucina. Non ho sentito di cosa discutevano, ma ricordo che a un certo punto _ ha alzato la voce e se l'è presa sia con _ che con _, dicendo che era colpa loro per quello che era successo a _ poiché erano stati loro a portarli a _.
ADR
che in quei momenti _ parlava un po' in italiano e un po' in spagnolo e ricordo che quando _ è uscito con _ lui cercava di spiegargli bene quello che aveva detto
_
.
ADR
che non so se _ avesse chiesto ad _ e _ di fare qualche cosa, in particolare di versare dei soldi o altro, visto che li riteneva responsabili per quello che era successo a _.
ADR
che questo è stato l'unico incontro al quale io ho assistito, seppur indirettamente.
ADR
che in quei giorni ho pure parlato con mio fratello, il quale mi aveva parlato dell'accordo con ACPR 1 e mi aveva detto che era meglio per tutti se la cosa finiva lì.
ADR
che _ era nervoso e arrabbiato più con se stesso, perché mi diceva che non avrebbe dovuto andare a _. Era anche arrabbiato con _ perché l'aveva portato lì. Era pure arrabbiato con ACPR 1. Non poteva certo essere contento per quello che aveva subito.
ADR
è vero che _ voleva rientrare in Romania per farsi curare, ma aspettava di ricevere i soldi prima di partire.
Come riferito prima, _ aveva promesso che sarebbe arrivato un suo amico medico a visitare _ e quindi siamo sempre rimasti in attesa del suo arrivo ma non si è mai fatto vedere. In quei giorni _ stava un po' meglio, poteva alzarsi e comminare.
La sera dell'8 marzo
2012
_ è arrivato a _ dicendo di aver fatto appuntamento con ACPR 1 per la consegna dei soldi. Dopo aver cenato all'_ lui, _ e _ sono partiti per l'appuntamento. Non so dove dovevano incontrarsi. Sono partiti con l'auto di _, se non sbaglio si trattava di una Fiat scura che aveva noleggiato.
ADR
che non so se _ doveva pure partecipare a quell'incontro, ma so che è arrivato a _ e poi è andato con _ e _.
lo non ero d'accordo che _ andasse all'incontro, anche perché non stava bene e avevo paura che potesse succedere qualche cosa di nuovo con gli albanesi. Lui mi ha risposto di stare tranquillo, che si trattava solamente di ricevere il denaro e le scuse da ACPR 1. Non so perché partecipasse anche _ all'incontro e cosa c'entrasse.
ADR
che quando sono partiti erano tranquilli. Era sera quando sono partiti, ma non ricordo a che ora.
lo sono rimasto a _ nell'appartamento dove credo ci fossero i ragazzi che lavoravano per
_.
Non ricordo che _ era presente o se lavorava.
ADR
non credo che tra i fatti di _ e l’8 marzo
2012
ci siano stati dei contatti
telefonici tra ACPR 1 e _, lo non ho sentito _ parlare al telefono con ACPR 1. So che c'erano stati degli altri incontri tra _ e ACPR 1 per vedere se aveva i soldi.
ADR
che mio fratello mi aveva riferito quanto saputo da _ dopo questi incontri e meglio che ACPR 1 avrebbe pagato a rate.
La sera dell'8 marzo
2012,
dopo diverso tempo che _, _ e _ erano partiti, _ mi ha telefonato dicendomi che se avesse fatto tardi io avrei dovuto andare a _ a prendere _ al Club
_.
Credo che questa telefonata è avvenuta dopo la mezzanotte. Credo che quando ho ricevuto la telefonata mi trovavo a _. _ non mi ha detto dove si trovasse quando mi ha chiamato. Subito dopo io sono uscito di casa, ho preso l'auto e sono partito da _ per _.
ADR
che sono partito con l'autovettura Nissan di colore azzurro/verde che avevo
noleggiato presso il garage _, dove avevo lasciato l'autovettura BMW per delle riparazioni. Preciso che dopo aver portato in garage la BMW avevo preso a noleggio la Golf, che è poi rimasta accidentata nell'incidente che ho avuto alla rotonda di _ e dopo questa ho preso la Nissan.
ADR
che per raggiungere _ sono passato sulla cantonale e non dall'autostrada.
ADR
che quando _ mi ha chiamato per dirmi di andare a prendere _ era
tranquillo e non mi ha detto il motivo per il quale avrebbe fatto tardi. Non so se prima di partire da _ mi avesse già detto che sarei eventualmente dovuto andare a prendere _. Quando sono arrivato a _ non riuscivo a trovare il Club
_
perché non ero mai stato lì, per cui mi sono sentito alcune volte al telefono con _, il quale mi indirizzava verso il locale. A un certo punto mi ha chiamato dicendomi che _ si era spostata dal Club
_
al _ li vicino. Poi mi ha di nuovo chiamato dicendomi che siccome avevo fatto tardi _ era già partita con un taxi ed era partita per casa. Mi diceva che anche io potevo rientrare a casa.
ADR
che durante tutte queste telefonate _ era tranquillo e non mi ha detto nient'altro.
Con l'auto Nissan sono rientrato da _ a _ e poco dopo essere arrivato a casa o in prossimità della stessa ho ricevuto una telefonata da mio fratello. Era la prima volta che mi chiamava quella sera. Ho capito subito dalla sua voce che era agitato. Lui mi ha detto di andare da _, di farmi dare la sua auto e di andare a prenderli verso _. Mi ha detto che quando mi sarei avvicinato a _ avrei dovuto chiamarlo che mi avrebbe dato maggiori indicazioni.
ADR
che non so indicare l'ora esatta quando ho ricevuto la telefonata di _. Potevano essere le
02.00/02.30
circa, ma non ne sono sicuro.
ADR
che _ non mi ha detto cosa era successo, ma ho capito dalla sua voce che era agitato. Non ho fatto altre domande, ma sono salito da _ e gli ho chiesto se poteva darmi l'auto, perché la Nissan aveva un problema al cambio, perché dovevo andare a prendere _ a _.
ADR
che effettivamente durante quella telefonata _ mi ha detto che qualche cosa era andato storto. Forse mi aveva anche detto che c'era stato un casino. Da parte mia ho capito che c'era stato un problema, anche perché lui mi ha chiesto di andare in fretta a prenderli.
ADR
è giusto dire che anche quando sono andato da _ gli ho riferito che c'era stato un casino.
Sono partito da _ con l'auto di _. Ero solo e mi sono diretto verso _. Strada facendo ho sentito alcune volte _ e a un certo punto ricordo che, dopo aver probabilmente visto i fari dell'auto, lui mi ha chiamato dicendomi di fermarmi. Ho visto _, _ e _ uscire dal bosco, mi sono fermato e li ho fatti salire in auto. Dopodiché ho girato e sono partito verso _.
Circa il luogo in cui ho preso a bordo i tre, non sono in grado di indicare dove fosse esattamente. Non ricordo se ho attraversato il ponte e sono arrivato fino alla rotonda di _, come mi ha spiegato l'interrogante, o se sono rimasto dalla parte di _. Non voglio raccontare una bugia sul luogo in cui li ho presi a bordo, ma sinceramente non ricordo dove è avvenuto.
ADR
che quando ho chiesto l'auto a _ lui mi ha chiesto cos'era successo. Gli ho riferito che _ mi aveva detto che c'era stato un casino e che non sapevo esattamente cosa fosse successo. Non l'ho minacciato per farmi dare l'auto. È possibile, siccome ero agitato, che abbia alzato la voce. Non ricordo che _ abbia parlato al telefono con _.
ADR
che quando ho raggiunto i tre a _ o _ ero ancora agitato. Loro tre mi
sono sembrati spaventati. _ sanguinava in fronte, mentre _ e _ non avevano ferite. Appena sono salito in auto ho chiesto cosa fosse successo. Loro parlavano e mi dicevano che c'era stato un casino e che dovevamo andare
via da lì in fretta, cosa che abbiamo fatto.
Durante il viaggio verso _ loro parlavano tra di loro su come andare via da _.
Ho chiesto a _ cos'era successo, ma lui mi ha detto che non dovevo immischiarmi
e che non dovevo sapere certe cose. In macchina non hanno parlato di aver accoltellato ACPR 1.
Arrivati a _ siamo saliti tutti e quattro fino all'appartamento di _. Lui non ci ha fatti entrare ma è uscito di fuori, lo gli ho consegnato la chiave dell'auto e mio fratello mi ha detto di andare a preparargli la valigia perché doveva andarsene. Sono sceso nel nostro appartamento, mentre loro tre sono rimasti a parlare con _ per vedere come fare per poter lasciare _. Mentre mi trovavo nell'appartamento è arrivato _, il quale ha detto che prendeva la Nissan per andare in Italia. Ha preso le chiavi che erano appoggiate sul tavolo e io non ho osato dire nulla in merito. Se n'è poi andato. Non so come _ sia andato via, ma penso che abbia preso la sua auto che aveva parcheggiato nel parcheggio dell'_.
Dopo un po' è sceso anche _, dicendomi che sarebbe andato in Italia. A un certo punto guardando dalla finestra abbiamo visto arrivare un'autovettura tipo Jeep con i vetri scuri, sulla quale _ è salito ed è partito per l'Italia. Non ho visto chi guidasse quell'auto. Non ho visto neppure _ partire assieme a loro.
ADR
che prima che _ partisse da _ non mi aveva detto nulla del fatto che ACPR 1
era stato accoltellato. L'ho saputo da lui solamente dopo che sono rientrato in Romania a casa, dove l'ho ritrovato. Prima di ritrovarlo in Romania lo avevo sentito per telefono, in particolare per sapere se era riuscito a passare la dogana, ma in quelle telefonate non abbiamo mai parlato di _. Lui parlava di più con _, perché lei piangeva ed era preoccupata, che con me.
ADR
che nei giorni dal
9
al
12
marzo
2012
non ho saputo che ACPR 1 era stato
accoltellato. Non ho letto i giornali, né ho visto la televisione. Forse parlando con _, lui mi aveva detto che ACPR 1 era ridotto male. Non mi ha detto che era finito all'ospedale. In ogni caso dalle parole di mio fratello e dal modo in cui erano agitati, ho capito che era successo qualche cosa di grave, lo sono rimasto da solo a _ con _ e gli altri ragazzi rumeni. So che _ era stato in Italia anche per organizzare il mio rientro in Romania.
ADR
che anch'io avevo paura. Mio fratello era anche preoccupato che i _ potessero trovare la casa dove stavo e farmi qualche cosa.
ADR
che non so chi abbia recuperata la Nissan in Italia. Forse _ mi ha telefonato
dicendomi che l'auto era rotta, ma non ricordo se io ho avvisato il garage _ affinché la recuperassero. Se non sbaglio ho detto a _ di avvisare lui il garage e spiegare dove l'aveva lasciata.
In merito all'autovettura Peugeot di _, preciso che dopo il
9
marzo
2012
_ è venuto da me dicendomi che _ gli aveva detto che io dovevo lasciare la Svizzera al più presto. Ho detto a _ che non potevo farlo perché nono avevo più la Nissan, mentre la BMW era ancora in garage.
_ mi ha precisato che avrebbe cercato presso suoi amici un'autovettura con la quale lasciare la Svizzera. Un giorno sono andato da lui e gli ho chiesto come potevo fare, ma lui mi ha detto che non aveva ancora trovato l'auto. Per finire mi ha detto che mi avrebbe dato la sua, perché poi qualche giorno dopo sarebbe venuto in Romania a prenderla, visto che lì aveva dei conoscenti. Per non avere problemi, gli ho chiesto di farmi un documento, così che potessi guidare l'auto. Abbiamo sottoscritto questo documento entrambi, dopodiché ho preparato i bagagli e sono partito con _.
In merito a quello che ha dichiarato _, ribadisco che non è assolutamente vero che io gli ho proposto di darmi l'auto e di venderla, lo non avevo un'amicizia tale con _ per fare una cosa del genere con lui.
Sono partito da _ il
12
marzo e ho raggiunto _ il giorno dopo, ossia il
13
marzo. Sono stato da mia figlia, dove ho potuto riposare e il giorno dopo ho raggiunto casa mia a _. _ non era ancora arrivato, ma è arrivato il giorno dopo assieme a _. Ho poi consegnato l'auto a _, come da lui richiesto perché mi aveva detto di aver fatto un accordo in tal senso con _, lo non so come si fossero accordati.
Vorrei aggiungere che nei precedenti verbali non ho dichiarato che la Nissan era stata presa da _ perché non sapevo bene cosa lui avesse detto e fatto con quell'auto e quindi avevo paura delle conseguenze, visto che _ sa dove abito in Romania, dove vive la mia famiglia, ecc.
ADR
che quando ho parlato con _ di quello che era successo a _, lui mi ha
raccontato che si erano incontrati con ACPR 1, che quest'ultimo non aveva più parlato di soldi e che per finire aveva insultato _. _ si era messo in mezzo tra ACPR 1 e _ per evitare che si picchiassero, ma ACPR 1 aveva colpito alla fronte _ con un bastone telescopico, per cui _ e _ lo avevano colpito con i coltelli. _ mi ha giurato di non aver accoltellato ACPR 1 e di non averlo neppure toccato, anche perché stava ancora male per quello che aveva subito a _.
Vorrei inoltre aggiungere che, contrariamente a quanto detto nei precedenti verbali, è vero che dopo i fatti di _ ho chiamato
_
per avvisarlo che non potevo più portare i ragazzi al lavoro perché non avevo più la Nissan e perché era successo un casino e dovevamo andarcene. Gli ho anche detto di trovare un nuovo appartamento per i ragazzi che restavano, perché non erano in grado di pagare l'affitto di _.
Ammetto pure che quando mi trovavo in Svizzera ho utilizzato l'utenza che finisce con i numeri
_,
come mi è stato contestato in Polizia. Quando sono partito ho lasciato il telefono a _ a uno degli altri ragazzi.
Contrariamente a quanto detto in Polizia, ammetto che non sono più tornato in Svizzera dopo i fatti di _ non perché non c'era più lavoro, ma perché avevo timore dopo quello che era successo e che avevo saputo da _.”
(doc. TPC 25).
Infine, l’imputato nel corso dell’interrogatorio dibattimentale aggiungeva ulteriori dettagli alla sua ultima versione dei fatti:
"
La sera tra l’8 ed il 9 marzo 2012, lei dove si trovava?
Io ero a casa. Quel giorno non mi ricordo cosa ho fatto, sono passati quasi 4 anni. So che io ho accompagnato mio fratello per incontrarsi con _ all’Osteria. Avrebbero dovuto andare all’incontro con ACPR 1. C’era anche _.
ADR
che non so dire perché erano in tre, dovevano andare loro. Mio fratello accompagnava _, _ non so perché sia andato. Io non sono andato con loro semplicemente perché non doveva succedere niente. Si trattava solo di andare a prendere dei soldi, andavano loro, io non mi immischiavo nelle loro cose. _ era amico di _ e di mio fratello, li ha accompagnati.
ADR
che dopo aver accompagnato _ io sono andato a casa. Mi pare di ricordare che _ aveva una Fiat, _ invece aveva una macchina con le targhe inglesi.
Chi guidava la Citroen che poi è stata ritrovata a _?
Era di _, era la macchina che aveva noleggiato. Dunque non aveva una Fiat come ho appena detto sopra, ma una Citroen.
ADR
che non mi pare fossero andati via con due macchine, io comunque me ne sono andato prima, non so dire.
Lei aveva a sua disposizione una Nissan Micra, è corretto?
Sì, preciso a domanda che avevo prima una BMW, poi l’ho portata dal garage e ho preso una vettura di cortesia, una Golf, con cui ho fatto l’incidente a febbraio 2012. In seguito, ho preso la Nissan a noleggio. Confermo che la Nissan non è stata noleggiata a mio nome.
Difatti risulta noleggiata a tale sig. _, dalla carrozzeria _. Come pagava le auto a noleggio?
Erano auto che costavano poco, mi costava meno questa che cambiare auto.
Una volta tornato a casa quella sera, cosa faceva? Era in compagnia?
Io non ho mai avuto nessuna ragazza in Svizzera. Sono andato a casa invece che stare al bar perché venivo via dal lavoro, con me c’erano anche altri ragazzi rumeni che erano appena tornati dal lavoro.
ADR
che ad un certo punto ho preso la macchina per andare a prendere la _. Se ricordo bene, _ mi aveva chiesto di andarla a prendere qualora lui fosse tornato tardi.
_ dichiara di aver cercato, prima ancora dei fatti, di contattare _ per mandare qualcuno a prenderla essendo che lui non poteva. Afferma di aver dunque chiamato lei per andarla a prendere.
Sì, però mi pare che già mi aveva avvisato prima che, se avesse fatto tardi, io avrei dovuto andarla a prendere.
_ nel frattempo aveva finito di lavorare in un locale e si era spostata in un altro. È corretto?
Sì è vero. Io sono andato a _ e quando sono arrivato non riuscivo a trovare il locale, essendo che non conoscevo la zona. Sapevo solo dove si trovavano alcuni night club nel _, al _ di _ non ero mai stato.
ADR
che dunque non ho incontrato _, lei era già tornata indietro in taxi.
ADR
che poi mi sono sentito con _ al telefono qualche volta per trovare il posto, finché lui mi ha informato che _ era andata al _, per poi lasciare anche questo locale e tornare a casa in taxi.
Nel frattempo, mentre lei era a _, riceveva altre telefonate?
No, solo _. A domanda dico che poteva essere circa mezzanotte.
ADR
che in seguito sono rientrato a _. Non ho ricevuto altre telefonate. Confermo che a _ mi sono recato con la Nissan Micra. Mentre stavo andando verso casa ricevevo una chiamata da _ il quale mi diceva di andare subito da _, prendere la sua macchina e andarli a prendere che “era successo un casino”. Il cambio di macchina era necessario perché la Nissan aveva problemi con il cambio.
ADR
che avrei dovuto andare con l’auto di _ a _. Non ci sono andato con la Nissan perché come ho già detto vi erano problemi al cambio con quell’auto e avevamo bisogno di una macchina affidabile.
Il Presidente descrive i fatti avvenuti nel frattempo a _, dove ACPR 1, in compagnia di una donna in automobile, veniva speronato da un’altra auto sulla quale viaggiavano _, ACPR 1 e _. ACPR 1 veniva poi accoltellato per mano di _, scampando alla morte per pura fortuna essendo che l’azione veniva interrotta dalla presenza di passanti.
Per quale ragione lei si è fatto prestare l’auto da _?
Era un’auto grande, _ mi aveva detto di andare a prenderla perché era successo un casino.
ADR
che quando mi ha detto che era successo un casino ho pensato che qualcosa fosse andato storto. Ho pensato che si fossero picchiati di nuovo. Sono corso da _ e gli ho detto che c’erano stati dei problemi e che mi serviva la sua auto.
_ come reagiva alla sua richiesta?
Non era contento. Confermo che anche lui aveva capito che era successo qualcosa di grave visto il mio tono.
Una volta presa l’auto di _, lei si recava a _.
Sì, mi indirizzava _ al telefono essendo che io non conoscevo i posti. Sono passato da _. Una volta giunto sul posto aspettavo la chiamata di _. Quando sono arrivati e sono saliti in macchina, ho notato _ che aveva del sangue sulla fronte, ho intravvisto una ferita. Gli altri due stavano bene.
ADR
che non li ho portati all’ospedale perché era solo un taglio piccolo, poi _ voleva andare a _.
Cosa le hanno detto una volta in macchina?
Parlavano tra di loro, mio fratello rimproverava _ per quanto aveva fatto e questi si difendeva dicendo che aveva iniziato ACPR 1. A domanda ammetto che ho capito che ACPR 1 era stato accoltellato da _.
A domanda il PP precisa di aver ricevuto un contatto da parte di _ il quale era intenzionato a costituirsi, per poi cambiare idea una volta informato della possibile pena detentiva da scontare. _ invece è stato ritracciato ma non ancora arrestato.
_ ha modificato più volte la sua versione, prima ha dichiarato di aver raggiunto _ in taxi, in seguito ha affermato di aver viaggiato sul Peugeot come da lei descritto, per infine tornare sulla sua prima versione del taxi nel corso dell’interrogatorio di confronto.
_ è stato il primo a lasciare la Svizzera dopo i fatti di _. Con quale auto _ partiva per l’estero?
Con la Nissan che era in mio uso. L’ha presa senza chiedere, non potevo dire niente visto quello che era successo. Anche se avessi cercato di dire qualcosa non sarebbe servito a niente.
_ aiutava poi suo fratello _ a scappare. _ invece come lasciava la Svizzera?
Non lo so.
Per finire, lei lasciava il Ticino portando con sé la compagna di suo fratello. Come nasceva l’idea di andare via?
Erano andati via tutti, anche se non avevo preso parte all’aggressione avevo paura che i _ scoprissero dove risiedevo e si vendicassero, essendo io il fratello di _. Inoltre ero con la compagna di mio fratello. La Nissan l’aveva presa _, dunque chiedevo un’auto a _.
_ afferma di essersi accordato con lei per far “sparire” il suo veicolo Peugeot, per poi denunciarne il furto all’assicurazione. Lei avrebbe dovuto prendere l’auto e scappare in Romania, per poi spedire indietro la chiave cosicché _ avrebbe potuto denunciarne il furto. Lei nega questa circostanza?
Io non so niente di questa storia, se lui si è accordato così magari è stato con _. Io mi trovavo alla guida della macchina di _ e non sapevo assolutamente che lui aveva intenzione di farla sparire in questo modo. Ci eravamo messi d’accordo che poi _ sarebbe tornato in Romania a riprendersela. Una volta giunto in Romania ho ricevuto una telefonata da _ che mi diceva di dargli la vettura di _, e così ho fatto, la consegna è avvenuta a _.
ADR
che la macchina avrebbe dovuto essere restituita al proprietario. Io avevo avvisato _ che l’avrei data a _, lui stesso mi aveva detto di darla a _ che poi se la sarebbero vista tra di loro. Anche perché, prima di partire per la Romania, _ non voleva darmi proprio la sua auto, tant’è che aveva cercato altre vetture senza trovarne alcuna. Ha dunque deciso di darmi la sua all’ultima ora, su pressione anche di mio fratello che voleva che io me ne andassi da lì.
Il Presidente rileva che _ non ha mai dichiarato di aver acconsentito alla consegna della vettura a _.
ADR
che io in ogni caso non avrei potuto dire di no a _. Quando l’ho sentito in Romania mi trovavo con mia figlia, e mi ha pure lasciato a piedi.
A domanda del Presidente, il PP precisa che la vettura Peugeot 3008 è finita in Francia e ha attualmente un legittimo proprietario, un terzo in buona fede.
Tra la sua partenza dalla Svizzera ed il giorno del suo arresto in Inghilterra, cosa ha fatto?
Giunto in Romania sono stato un paio di mesi a casa di mia madre, per poi partire per il Portogallo dove ho lavorato in nero in un cantiere. Guadagnavo abbastanza bene, di sicuro meglio che in Romania. In Portogallo sono stato penso più di un anno. In seguito sono stato in Irlanda, un paio di settimane. Parlo poco l’inglese, lo capisco ma lo parlo poco, stesso discorso per lo spagnolo, nel senso che quando ero in Portogallo, sapendo un po’ di spagnolo, mi arrangiavo anche con il portoghese. In Irlanda sono andato per motivi personali, non ho comunque lavorato. Avevo qualche risparmio in tasca, sono rimasto circa 3 settimane. Poi sono andato in Inghilterra.(...)
Tornando all’atto d’accusa, lei ha compreso di cosa è imputato?
Sì, sono imputato in complicità in tentato assassinio. Sarei complice perché ho preso mio fratello e l’ho fatto scappare.
Il Presidente precisa che questa è l’accusa di favoreggiamento. Lei è accusato di complicità in assassinio poiché, a mente del Procuratore pubblico, lei sarebbe stato a disposizione di _, _ e _, prima e dopo l’assassinio, per intervenire in caso di necessità a loro richiesta.
Io posso giurare che non ho saputo nemmeno per un secondo che loro avrebbero fatto una cosa del genere.
ADR
che inizialmente ho mentito al procuratore perché non volevo incolpare mio fratello. Inoltre, avevo paura per la macchina essendo che vi è di mezzo sempre _, che reputo una persona pericolosa.”
(verbale d’interrogatorio dibattimentale 16.06.2015).
5. IN DIRITTO
5.1. Complicità in assassinio sub. favoreggiamento
Giusta l’art. 111 CP, chiunque intenzionalmente uccide una persona è punito con una pena detentiva non inferiore a 5 anni. E’, invece, applicabile l’art. 112 CP - che prevede una pena detentiva non inferiore a dieci anni -quando il colpevole ha agito con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo o modalità particolarmente perversi.
Dunque, quanto distingue
l’assassinio
(art. 112 CP) dall’omicidio (art. 111 CP) è la
particolare mancanza di scrupoli c
orrelata alla speciale odiosità del movente, del fine, del modo di agire o di altre circostanze specifiche (fanatismo, terrorismo).
L'assassinio è, in sintesi, un caso aggravato di omicidio intenzionale che si contraddistingue per il carattere particolarmente reprensibile dell’atto (FF 1985 II 912 seg.; DTF 127 IV 10 consid. 1a pag. 13; Corboz, Les infractions en droit suisse, Basilea 2002, vol.I, n. 3-23 ad art. 112 CP). Come sottolineato dallo stesso legislatore, con il conforto della dottrina e della giurisprudenza, l’autore cui si riferisce la norma penale è una persona senza scrupoli, che agisce a sangue freddo, di un egoismo primitivo e crasso, priva di sentimenti sociali, che non tiene dunque in nessun conto la vita altrui pur di realizzare il proprio interesse (FF 1985 II 913 con riferimento a Der juristische und der psychiatrische Massstab bei der Beurteilung der Tötungsdelikte, RPS 67/1952 pag. 322 e segg.). Queste caratteristiche - accertate secondo criteri morali oggettivi - devono apparire come un carattere costante della personalità (DTF 127 IV 10 consid. 1a, 115 IV 8 consid. 1b).
Per caratterizzare
“la particolare mancanza di scrupoli”
- che è una circostanza personale speciale a norma dell'art. 27 CP (art. 26 vCP; DTF 120 IV 275 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 6S.9/2007 del 17 maggio 2007, consid. 4.5) - l’art. 112 CP evoca (a titolo di esempio) il movente, lo scopo o le modalità particolarmente perversi (Stratenwerth
/
Jenny, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil I, Straftaten gegen Individualinteressen, 6a edizione, Berna 2003, pag. 27 n. 19).
Il movente è particolarmente odioso, tra l'altro, quando l'autore uccide contro remunerazione o per derubare la vittima (DTF 118 IV 122 consid. 1b, 115 IV 187 consid. 2 e 3), per vendetta senza un motivo serio (DTF 106 IV 347) oppure quando l’autore uccide senza ragione o per una sciocchezza (Corboz, op. cit., n. 8, ad art. 112 CP; DTF non pubblicata del 3.12.2009 [6B.943/2009], consid. 3.3.; DTF non pubblicata del 2.6.2006 [6S.145/2006], consid. 2.2.; DTF non pubblicata del 15.2.2006 [6P.152/2005], consid. 7.2). Lo scopo è particolarmente odioso, tra l'altro, quando l'agente vuole eliminare un testimone sgradito o una persona che cerca di impedire la commissione del reato, insomma quando l’autore agisce per commettere, coprire o facilitare un altro reato (Schubarth,Kommentar, ad art. 112, n. 23, 25, 27 e 28). Parimenti, lo scopo è particolarmente odioso quando l’autore agisce per evitarsi disagi o inconvenienti, ad esempio uccidendo la donna resa incinta o la moglie perché le preferisce un’altra donna (DTF 101 IV 278; 77 IV 64; 70 IV 8).
Il modo di agire è specialmente odioso, tra l'altro, quando l'agente dimostri crudeltà o sadismo (v. anche Corboz, op. cit., n. 13-17 ad art. 112 CP; Disch, L'homicide intentionnel, tesi, Losanna 1999, pag. 313 a 322; sentenza del Tribunale federale 6S.400/2001 del 10 gennaio 2002, consid. 8b). Va, qui annotato che per Stratenwerth, quanto più vi è sproporzione tra lo scopo perseguito e la distruzione della vita umana, tanto più ci si avvicina alla fattispecie dell’assassinio (Strafrecht, BT I., § 1 n. 20 pag. 28).
Gli antecedenti e il comportamento dell’autore dopo l’atto sono ugualmente da prendere in considerazione se direttamente connessi all’atto, nella misura in cui forniscono un quadro della personalità dell'autore (DTF 127 IV 10 consid. 1a; 117 IV 369 consid. 17 sentenza del Tribunale federale 6P.252/2006 del 1. febbraio 2007, consid. 9.1).
La premeditazione non è un presupposto necessario del reato di cui all'art. 112 CP (Disch, op. cit., pag. 292 e rinvii) che non esige nemmeno che l'agente abbia provato piacere nel fare soffrire la sua vittima o nell'ucciderla così come non richiede un'assenza di legami tra di loro o che l'agente abbia agito a sangue freddo.
Come detto, quanto distingue l'assassinio (art. 112 CP) dall'omicidio (art. 111 CP) è la
particolare mancanza di scrupoli
rivelata dalla speciale odiosità del movente, del fine, del modo d'agire o di altre circostanze specifiche (fanatismo, terrorismo). La legge non prevede una casistica enumerativa: si potrà anche affermare che una morte per strangolamento indizia un assassinio e che la mancanza di premeditazione indizia un omicidio, ma si tratta pur sempre di indizi (cfr. STF 15.1.2001 6P.96/2001 e 6S.413/2001 e STF 16.2.2006 6S.435/2005 - entrambi casi di strangolamento - ritenuto il primo omicidio e il secondo assassinio).
Ai fini del giudizio, occorre valutare il comportamento dell'autore
nel suo insieme
. Un omicidio intenzionale è già di per sé un reato gravissimo: la colpa dell'assassino deve distinguersi dunque in modo netto da quella dell'omicida (Corboz, op. cit., n. 3 segg. ad art. 112 CP con numerosi riferimenti; Schwarzenegger in: Basler Kommentar, StGB I, edizione 2007, n. 7 segg. ad art. 112 con rinvii). Nella valutazione di questa questione, considerazioni di sdegno emotivo poco sussidiano: chi uccide un padre di famiglia senza pensare alle conseguenze indirette del crimine, ad esempio, non commette per ciò solo un assassinio (DTF 118 IV 122 consid. 3b 127).
Secondo costante giurisprudenza, il movente non presenta particolare perversità quando non denota, di per sé, un egoismo assoluto, nella misura in cui l’autore abbia agito sotto l’influsso di un’emozione che le circostanze concrete rendono, in applicazione di quei valori morali generalmente riconosciuti dalla società civile chiamata a giudicare del gesto, umanamente comprensibile secondo una valutazione oggettiva. E’,segnatamente, il caso quando l’autore agisce in una oggettivamente grave situazione di conflitto oppure sulla spinta di una sofferenza fondata seriamente su motivi oggettivamente imputabili alla vittima stessa (DTF 104 IV 150, consid. 2; 106 IV 342, consid, 4; 118 IV 122; 127 IV 10; ; DTF non pubblicata del 9.12.2008 [6B_740/2008], consid. 3 e 3.1.; DTF non pubblicata del 10.11.2006 [6P.140/2006, consid. 11.2.], consid. 3 e 3.1.; DTF non pubblicata del 2.5.2006 [6P.41/2006], consid. 7.2.3.; DTF non pubblicata del 6.4.2006 [6P.49/2006], consid. 5.2.; DTF non pubblicata del 16.2.2005 [6S.424/2004], consid. 1.3.1.; DTF non pubblicata del 22.11.2004 [6S.359/2004], consid. 2.1. e 2.2.; DTF non pubblicata del 1.4.2004 [6S.10/2004], consid. 5.2.; Corboz, op. cit., n. 4, 8 e 23, ad art. 112 CP; C. Schwarzenegger, BKII, 2° Auflage, n. 7 e 15a, ad art. 112; S. Disch, L’homicide intentionnel, 1999, pag. 316, capitolo 6.3.1.2.1.; Graven, Meurtre par passion, RPS 1960, pag. 134; Donatsch, III, 9°ed, pag. 11).
La valutazione del carattere più o meno perverso del movente non può, per contro, poggiare su considerazioni di natura soggettiva. In effetti, se è ben vero che, in conformità ai principi generali del diritto penale, il dolo deve portare su tutti gli elementi oggettivi costitutivi del reato, è anche vero che quando la normativa legale prevede delle circostanze personali particolari, l’autore può realizzarle senza esserne consapevole. La particolare mancanza di scrupoli è un criterio soggettivo di qualifica del reato di assassinio, ma alcuni degli indizi scelti dal legislatore per evidenziare questa circostanza personale sono di natura oggettiva (Disch, op. cit. pag. 323, capitolo 6.3.1.3).
In questo senso, è ammissibile l’errore sui fatti, con conseguente valutazione a favore dell’imputato, quando l’errore porti su circostanze oggettive idonee a configurare una particolare mancanza di scrupoli, ad esempio la sofferenza imposta alla vittima o il pericolo creato per altre persone.
Non è, per contro, ammissibile un errore sui fatti sulla realizzazione di una condizione soggettiva idonea a configurare una particolare mancanza di scrupoli. In altri termini, e per quanto qui di interesse, poco importa, che l’autore, in presenza di un movente particolarmente odioso o futile, giudichi onorevole o giustificato il suo agire, senza percepirne la perversità ai sensi dell’art. 112 CP (Disch, op. cit. pag. 323, capitolo 6.3.1.3). Questa - come detto - va valutata dal giudice secondo criteri oggettivi, moralmente e comunemente riconosciuti (cfr. anche STF non pubblicata del 3.12.2009 [6B.719/2009], consid. 2.3.; STF non pubblicata del 20.10.2004 [6S.357/2004], consid. 2.2.).
Per giudicare della particolare mancanza di scrupoli non vanno, neppure, considerati il carattere dell’autore, le sue particolari emozioni, la sua capacità di valutare il carattere illecito del suo agire e di agire secondo tale valutazione tanto che la sussistenza di una particolare mancanza di scrupoli non è incompatibile né con una scemata imputabilità né con una deficienza caratteriale né con una non scusabile violenta commozione (Schwarzenegger, BKII, 2. ed., n. 24, ad art. 112; Corboz, op. cit., n. 22, ad art. 112 CP e riferimenti; Trechsel, Kurzkommentar, ad art. 112, n. 25). Questi aspetti non hanno alcuna influenza sulla qualifica del reato ma vanno considerati nella determinazione della pena (Schwarzenegger, BKII, 2. ed., n. 25, ad art. 112).
_ è stato riconosciuto colpevole di tentato assassinio ai danni di ACPR 1 con sentenza 14 giugno 2013 della Corte delle assise criminali. In sunto, ACPR 1 era intento a viaggiare in auto in compagnia di una donna, _, in direzione _. I due furono inseguiti e, giunti in territorio di _, intenzionalmente buttati fuori strada dalla Citroen guidata da _, a bordo della quale vi erano pure _ e _. La vettura guidata dal ACPR 1 finiva la sua corsa contro una pianta. Immediatamente sceso dalla vettura, _ lo affrontava infrangendo, con la mazza da golf, il vetro dell’auto. Della donna i tre si disinteressavano, l’obiettivo essendo infatti il ACPR 1, che andava punito per quello che era stato fatto al _ alcuni giorni prima al _. L’azione fu interrotta dal fatto che verosimilmente _ si accorse dell’arrivo della polizia e invitò i due amici a scappare, mentre _ stava infliggendo alcune coltellate a ACPR 1 nella zona delle gambe.
L’ipotesi a carico di IM 1 è quella di essere stato complice di _ in detta fattispecie. In merito al grado di partecipazione, in regola generale, colui che aiuta l’autore principale nella commissione di un reato, viene condannato per
complicità
nel reato di cui l’autore principale è riconosciuto autore colpevole. Ai sensi dell’art. 25 CP, è complice colui che aiuta intenzionalmente altri a commettere un crimine o un delitto.
Dal profilo oggettivo, la complicità è una forma di partecipazione accessoria al reato e presuppone che il complice apporti all’autore principale un contributo causale alla realizzazione dell’infrazione, in modo tale che gli eventi non si sarebbero realizzati nello stesso modo senza l’atto di favoreggiamento, ritenuto che non è necessario che l’assistenza del complice sia una
conditio sine qua non
della realizzazione del reato, ma che è sufficiente che essa l’abbia favorita. L’assistenza prestata può essere materiale, intellettuale o consistere in una semplice astensione o omissione in presenza di una posizione di garante (DTF 132 IV 49 consid. 1.1, 121 IV 109 consid. 3a, 120 IV 265 consid. 2c/aa, 119 IV 289 consid. 2c/aa; 118 IV 309 consid. 1a; STF 6S.307/2003 del 9 ottobre 2003 consid. 3.1).
Soggettivamente, il complice deve avere agito intenzionalmente o per dolo eventuale (su questa nozione cfr. DTF 133 IV 19 consid. 4.1). È necessario che il complice sappia o si renda conto di contribuire ad un determinato atto delittuoso e che egli lo voglia e lo accetti. A questo proposito, è sufficiente che egli conosca i tratti principali dell’attività delittuosa dell’autore (DTF 132 IV 49 consid. 1.1; DTF 121 IV 109 consid. 3a). La volontà del complice non è direttamente proiettata verso la commissione del reato, ma si esaurisce nell'assecondare la volontà dell'autore principale (Sentenza CARP 17.2013.71 del 29 ottobre 2013 consid. 4; Rep. 1986, 322, consid. 3.1).
Per quanto concerne la subordinata per titolo di
favoreggiamento
, giusta l’art. 305 cpv. 1 CP - che protegge l’amministrazione della giustizia penale - chiunque sottrae una persona ad atti di procedimento penale o all’esecuzione di una pena o di una delle misure previste negli art. 59-61, 63 e 64 CP, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. La nozione di “
sottrazione ad atti di procedimento penale
” presuppone che l’autore abbia impedito almeno per un certo periodo di tempo un’azione dell’autorità nel corso di un procedimento penale: l’art. 305 CP è, infatti, un reato di evento e non di sola messa in pericolo (DTF 117 IV 467 consid. 3; STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; Delnon/Rüdy, Basler Kommentar, StGB II, Basilea 2007, ad art. 305, n. 22, pag. 2181; Cassani, Commentaire du droit pénal suisse, Code pénal suisse, Partie spéciale, Vol. 9: Crimes ou délits contre l'administration de la justice, Berna 1996, ad art. 305, n. 10, pag. 39-40; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol.II, Berna 2010, ad art. 305, n. 26, pag. 606).
Tale impedimento si realizza, ad esempio, quando una misura coercitiva del diritto processuale quale l’arresto è ritardata per colpa dell’azione dell’autore (DTF 106 IV 189 consid. 2c; 104 IV 186 consid. 1b; 103 IV 98 consid. 1; STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1). Entrano, poi, in considerazione, fra gli altri, la dissimulazione di mezzi di prova, la modifica della situazione di fatto o una descrizione inveritiera di tale situazione, il nascondere o il trasportare in altro luogo o il sostenere finanziariamente la persona ricercata e latitante (DTF 129 IV 138 consid. 2.1; STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.1; 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; 6B_334/2007 dell’11 ottobre 2007 consid. 8.1; Cassani, op. cit., ad art. 305, n. 15, pag. 42; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo/S.Gallo 2008, ad art. 305, n. 7-9, pag. 1246-1247; Corboz, op. cit., ad art. 305, n. 28, pag. 607).
Perché l’art. 305 CP possa trovare applicazione deve essere dimostrato che l’autore del reato (o il sospetto autore) è stato sottratto per un certo lasso di tempo all’azione della polizia a seguito del comportamento del favoreggiatore (DTF 129 IV 138 consid. 2.1; 117 IV 467 consid. 3; STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; Corboz, op. cit., ad art. 305, n. 26, pag. 606; Cassani, op. cit., ad art. 305, n. 13-14, pag. 41-42). E’,infatti, necessario che il favoreggiatore con il suo comportamento causi - anche solo temporaneamente - un aggravio delle indagini o del perseguimento della persona sospettata (Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, § 98, pag. 382). Un semplice atto di assistenza che turba il procedimento solo in modo passeggero o in maniera insignificante non è, dunque, sufficiente (STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1).
Non importa, infine, se al momento del favoreggiamento non era ancora stata avviata una procedura penale o che nessun procedimento venga mai aperto (Corboz, op. cit., ad art. 305, n. 16, pag. 604 e rinvii; Cassani, op. cit., ad art. 305, n. 10, pag. 39-40; sentenza CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a; sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 2.3).
Generalmente il favoreggiamento presuppone un’azione (DTF 117 IV 471 consid. 3; 40; CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a). Il reato può essere commesso anche per omissione, tuttavia è necessario che l’autore abbia un obbligo di agire in virtù della sua posizione di garante. Ciò è il caso quando la persona ha un dovere di protezione o di sorveglianza (DTF 123 IV 72 consid. 2; 40; sentenza CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a).
L’infrazione richiede l’intenzione; il dolo eventuale è però sufficiente (DTF 103 IV 98 consid. 2; 99 IV 278 consid. II.4; Corboz, op. cit., ad art. 305, n. 40, pag. 610; Stratenwerth/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil II, Straftaten gegen Gemeininteressen, Berna 2008, § 55, n. 15, pag. 396; sentenza CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a).
5.2. Appropriazione semplice
Il PP avendo abbandonato l’ipotesi di reato per titolo di appropriazione indebita, non resta che esaminare i presupposti della subordinata appropriazione semplice. Giusta l’art. 137 CP, chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria una cosa mobile altrui, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria, in quanto non ricorrano le condizioni degli articoli 138 -140. Se il colpevole ha trovato la cosa o ne è entrato in possesso in modo indipendente dalla sua volontà, se egli ha agito senza fine di lucro o se il reato è stato commesso a danno di un congiunto o di un membro della comunione domestica, è punito soltanto a querela di parte. Si tratta di un reato sussidiario rispetto agli altri delitti contro il patrimonio.
6. CONVINCIMENTO DELLA CORTE
La vicenda, va detto innanzitutto, si inserisce in un contesto assai preoccupante, di lotta per la gestione del mercato del meretricio e della sorveglianza dei locali notturni, il tutto sfociato nei fatti di _ da cui sono poi opportunamente partite le inchieste domino. Si tratta di una lotta tra bande di veri criminali, che girano con mazze da baseball, armi e coltelli nelle auto.
In questo contesto si inseriscono i fatti del _: per quale motivo le due fazioni si siano date appuntamento, non è dato precisamente di sapere; certo è che, per quanto qui di rilievo, entrambe si sono presentate armate di coltelli e bastoni e la peggio l’ha avuta il fratello di IM 1, _. IM 1 a quegli scontri non ha partecipato.
Chi le ha prese – tra queste bande rivali non si va in Polizia come farebbero le persone civili e i cittadini normali – deve lavare l’onta allo stesso modo, perché così si fa in quegli ambienti criminogeni.
La Corte è bene in chiaro che per stabilire se vi sia stata complicità oppure favoreggiamento, occorre stabilire se l’imputato ha avuto un ruolo prima della commissione del reato – in tal caso è complice – o solo dopo, con il che sarebbe autore di favoreggiamento. Nei giorni successivi, certo è che tra le parti rivali vi sono stati dei contatti. In particolare tra _ e ACPR 1, che peraltro già si conoscevano proprio nell’ambito della gestione del meretricio, e non è dato nemmeno di sapere se, per finire, _ avesse del tutto accettato che la ragazza _ fosse passata dalla sua orbita a quella del ACPR 1. Ma tant’è.
La sera dei fatti, certo è che _, _ e _ uscirono per la resa dei conti. Quale fosse questa resa dei conti, se semplicemente con il pagamento di una somma di denaro, oppure per organizzare sin da subito l’imboscata nei confronti di ACPR 1, non è dato certamente di sapere. Resta che nell’auto ci salirono con bastoni e coltelli. Che l’imputato fosse perfettamente al corrente di tutto questo, è incontestabile, poiché, come riferito da _, egli ha preso parte a varie riunioni dove si discuteva dei fatti del _, delle spese mediche per guarire il fratello _, e di come, per finire, pareggiare i conti.
I riscontri oggettivi ci dicono che tra IM 1 e _ quella sera vi sono stati diversi contatti telefonici. IM 1 e _ hanno spiegato che questi contatti telefonici erano dovuti al fatto che, prima ancora dell’aggressione a ACPR 1, doveva essere fatta rincasare la _, prostituta nell’orbita di _, da _ alla sua abitazione, e che, avendo cambiato locale, l’imputato non riusciva a trovarla. A mente dell’accusa invece, questi spostamenti nella zona del _ sarebbero dovuti alla necessità di fungere da sentinella per avvertire _ dei movimenti del ACPR 1, i cui famigliari abitano a _. Tale ipotesi, senz’altro suggestiva, che pone peraltro dei problemi dal punto di vista del principio accusatorio, poiché non contemplata nell’atto d’accusa, non può comunque essere affermata con certezza. L’unico dato certo in questa fase è che la ragazza era a _, e che per finire è rientrata in taxi. È vero che quando è stata interrogata dalla Polizia non ha fatto cenno alla circostanza che _ avrebbe dovuto andare a prenderla, rispettivamente che stesse organizzando il suo rientro tramite IM 1, ma è altrettanto vero che questa circostanza non le è stata sottoposta durante l’interrogatorio, essendosi ella limitata a riferire dove era stata e come è rientrata.
Altro dato certo è che i contatti telefonici tra IM 1 e il fratello _ avvennero, quella sera, dopo l’aggressione a ACPR 1. È altrettanto vero che da questo momento l’imputato sapeva, almeno per grandi linee, cosa era successo.
Da tutto questo si evince che non vi sono prove sufficienti per affermare con certezza che IM 1 abbia commesso degli atti di complicità in riferimento al tentato assassinio perpetrato dai tre ai danni di ACPR 1. A dire il vero non è emerso nemmeno che vi fosse un piano ben determinato già al momento in cui i tre sono usciti di casa. D’altra parte, se IM 1 doveva avere il ruolo di colui che doveva essere pronto ad intervenire in caso di bisogno, fornendo un sostegno psicologico in tal senso agli autori materiali ancor prima che iniziassero la commissione del reato, mal si comprende perché non lo fosse già con la vettura appropriata e dovesse ancora andare ad insistere, in maniera robusta, nei confronti di _, per farsi dare la vettura, con il rischio che questi non gliela desse, se non addirittura di non trovarlo in casa. D’altra parte nemmeno si sa se soggettivamente l’imputato fosse al corrente sin da subito che i tre avrebbero fatto quello che hanno poi fatto realmente. Si ripete: che i tre avessero un piano ben organizzato già dal momento in cui sono partiti, non è un dato certo.
Visto tutto quanto sopra, la Corte ha quindi ritenuto il reato di favoreggiamento, ripetuto, nella misura in cui IM 1 ha, in seguito, sottratto alla giustizia il _, lasciandogli prendere la vettura che era nella sua disponibilità e permettendogli la fuga verso l’estero.
Per quel che concerne l’appropriazione, la Corte ha ammesso il ragionamento del Procuratore pubblico: in due parole, IM 1 doveva restituire la vettura a _, e invece l’ha data a _, senza accertarsi se _ avesse l’autorizzazione di _ a prenderla in consegna. _, risultato sostanzialmente credibile, ha del resto riferito che la sua intenzione era quella di poi farla risultare rubata in Svizzera, affermazioni che sono credibili già solo perché, chi le ha fatte, si è esposto ad un procedimento penale.
7.
COMMISURAZIONE DELLA PENA
Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).
In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che c
odifica la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (
Tatkomponenten
). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (
objektive Tatkomponenten
), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).
Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (
subjektive Tatkomponenten
) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).
Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).
Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid.
5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).
Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto nella fattispecie dei reati di favoreggiamento, una colpa grave. Grave perché il reato a monte è oggettivamente estremamente grave, l’assassinio essendo uno dei reati più gravemente puniti dal nostro codice. Di gravità altrettanto rilevante vi è l’intervento come tale di IM 1: muscoloso, già quando si è fatto dare l’auto da _, cosciente che era successo qualcosa di grave e altrettanto cosciente del fatto che questo “qualcosa di grave” era legato alla disputa con i _ per quello che era successo al _, quindi, una vendetta. La colpa di IM 1 è parimenti grave se si considerano i numerosi precedenti, recenti, che ne fanno una persona che non si lascia certamente impressionare dalla privazione della libertà. Né pare particolarmente sensibile all’espiazione della pena per il fatto della lontananza dalla figlia, poiché della stessa, al di là delle parole, nei fatti mai si è occupato. A mitigare leggermente la colpa, vi è il fatto che il favoreggiamento è stato operato in parte a favore del fratello. Per contro, nessuno sconto può essere riconosciuto per l’atteggiamento processuale, da cui emerge poca assunzione di responsabilità, tant’è che solo all’ultimo, e con enorme fatica, ha per finire ammesso di aver saputo che, con il suo comportamento, sottraeva alla giustizia persone che avevano da poco perpetrato un mancato assassinio.
Con il che la Corte ha ritenuto, tenuto conto che si tratta di una pena aggiuntiva a quella pronunciata dalla Corte inglese e a quella di cui al DAC per il noto incidente della circolazione del 2012, ritenuto equa una pena detentiva di due anni e otto mesi. La prognosi, del tutto infausta, non consente alcuna sospensione, e quindi la sanzione è da espiare.
8. PRETESE ACCUSATORI PRIVATI E ACCESSORI
Con scritto 28 febbraio 2015, giorno seguente la chiusura dell’istruzione da parte del PP, l’avv. _ comunicava di rappresentare ACPR 1, il quale si costituiva accusatore privato nel procedimento contro IM 1 (AI 67), presentando allo stesso tempo una nota d’onorario per visione incarto, preavvisata favorevolmente dal PP (AI 68). Il 13 maggio 2015 giungeva al TPC l’istanza di risarcimento dell’avv. RAAP 1 che sostituiva l’avv. _, chiedente la condanna di IM 1 al pagamento del risarcimento per spese legali e di fr. 1.-- per titolo di torto morale simbolico.
A questo proposito, la Corte ha condiviso il ragionamento della difesa, ne consegue che, nella misura in cui l’imputato ha commesso un favoreggiamento, la pretesa che è stata avanzata da ACPR 1 deriva da un danno indiretto e quindi non è ammissibile. Resta comunque che le spese di patrocinio sono coperte dallo Stato, essendo stato designato un patrocinatore d’ufficio.
Per quel che è delle confische, la Corte ha proceduto al dissequestro di quanto richiesto dalla difesa, ovvero
la licenza di circolazione originale per il veicolo BMW 330D targato _ (rep. no. 37906)
. Infine, la tassa di giustizia è stata stabilita tenuto conto del parziale proscioglimento dell’imputato.
Visti gli art.:
12, 40, 42, 47, 49, 51, 69, 137, 305 CP;
135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;