# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e2bbe11e-283d-533c-b194-f16227a1df1b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto che la parte appellata non ha presentatao osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 20/21 gennaio 2004 all'appello è
stato concesso effetto sospensivo parziale;
preso atto che il 18 marzo 2004 l'appellante ha inoltrato un'integrazione all'atto
d'appello;
ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 3 novembre 2003 la _ ha chiesto il fallimento della _ per fr. 5'749.35 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 17 dicembre 2003 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 12 gennaio 2004 la Pretore del Distretto di _ ha pronunciato il fallimento della _ a far tempo dal 12 gennaio 2004 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 20 gennaio 2004 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento asserendo di avere saldato il suo debito nei confronti dell'appellata e producendo una ricevuta postale 14 gennaio 2004 relativa al versamento di fr. 4'809.35 (doc. _) così come uno scritto datato 14 gennaio 2004 inviato alla Pretura (doc. _), con cui la _ ha confermato il pagamento del debito oggetto dell'esecuzione n_ ed ha ritirato la domanda di fallimento. L'appellante ha rilevato che dall'estratto 14 gennaio 2004 dell'UE di _ (doc. _) emergono 29 procedure esecutive promosse tra il mese di giugno 1999 ed il dicembre 2003, mentre non sussistono attestati di carenza di beni a suo carico. Le menzionate esecuzioni concernono per la maggior parte procedimenti avviati dalla _ per contributi _, dalla Cassa _ e dall'Ufficio _ per importi abbastanza esegui. La _ ha sostenuto che con singoli accordi con i relativi creditori sarebbe possibile evitare il proseguimento di procedure già avviate. Essa ha poi asserito che le prime quattro esecuzioni, che appaiono sull'estratto, sono state saldate, lo stesso vale per l'esecuzione n. _. Inoltre il 16 gennaio 2004 sono stati versati sul conto corrente del Tribunale d'appello fr. 1'500.-- a comprova della propria disponibilità finanziaria (doc. _). L'escussa ha anche sostenuto che, a proposito del debito IVA di fr. 5'011.45, il 16 gennaio 2004 la Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto le ha scritto di non poter prendere in considerazione la domanda di rateizzazione, ma che esisteva la possibilità di chiedere una dilazione di pagamento direttamente all'Ufficio esecuzione, il che dimostra la piena comprensione di questa creditrice (doc. _). Inoltre in merito alle imposte alla fonte scoperte ammontanti a fr. 3'241.10, l'ufficio competente le ha comunicato per il tramite del suo capo, che le sarebbe stata inviata una proposta di pagamento dilazionata. Le esecuzioni per fr. 3'340.60, fr. 3'390.60 e fr. 3'241.10 concernono d'altro canto contributi che si ripetono per il loro ammontare trattandosi di un solo oggetto per il quale si è proceduto più volte. L'appellante ha infine prodotto due liste 15 gennaio 2004, estratte dalla sua contabilità (doc. _), indicanti il numero dei clienti debitori per due mesi, la data di scadenza del credito e i relativi importi, asserendo che per i mesi di gennaio e febbraio 2004 potrebbe incassare fr. 5'480.-- risp. fr. 14'905.--, complessivamente fr. 20'385.--, senza prendere in considerazione i mesi successivi, che accrescerebbero il suo incasso.
E.
Con integrazione 18 marzo 2004 l'appellante ha prodotto un nuovo estratto delle sue esecuzioni 12 marzo 2004 e il bilancio al 31 dicembre 2003, rilevando che gli ultimi debiti risultanti si riferiscono esclusivamente a imposte alla fonte e all'IVA e che con le relative autorità è stato raggiunto un accordo di massima che prevede il pagamento rateale degli importi scoperti.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a)
Ex art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
b)
Con l'atto d'appello la _ ha dichiarato che il decreto di fallimento le è stato notificato il 13 gennaio 2004, per cui il termine per appellare ha iniziato a decorrere il 14 gennaio 2004 - ex art. 131 cpv. 1 CPC nel computo dei termini non essendo compreso il giorno dell'intimazione - per scadere il 23 gennaio 2004. L'integrazione all'appello 18 marzo 2004, con i relativi allegati, è pertanto ampiamente tardiva e va estromessa dall'incarto.
2.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1 - 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta postale 14 gennaio 2004 (doc. _) relativa al versamento di fr. 4'809.35 alla _ risp. dallo scritto di quest'ultima 14 gennaio 2004 inviato alla Pretura del Distretto di _ (doc. _) si evince che la _ ha saldato l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto 23 marzo 2004 dell'UE di _ emerge che tuttora contro l'appellante sono pendenti 16 esecuzioni, la prima promossa il 9 giugno 1999. Tra le più recenti figurano 7 esecuzioni - inoltrate nel 2003 risp. nel 2004 - di cui 4 promosse dalla Cassa cantonale di compensazione e 3 dalla Confederazione Svizzera per un importo complessivo di fr. 34'356.75. Per 4 delle menzionate procedure il 20 gennaio 2004 sono già state presentate le domande di proseguimento risp. per una il 7 agosto 2003 la domanda di realizzazione, mentre per altre 2 procedure i precetti esecutivi sono stati notificati al debitore senza che sia stata interposta opposizione. Sempre il 20 gennaio 2004 è stata inoltre presentata la domanda di proseguimento da parte della Cassa cantonale di compensazione pure in un'ulteriore procedura promossa nel 2002 per fr. 12'690.30. D'altro canto gli asseriti crediti della _, dipendenti dagli abbonamenti da riscuotere per i mesi di gennaio e febbraio 2004 per complessivi fr. 20'385.--, non solo non sarebbero sufficienti a coprire nemmeno i menzionati importi posti in esecuzione negli anni 2003/2004 di complessivi fr. 34'356.75, ma non vi è certezza alcuna che questi abbonamenti vengano anche effettivamente pagati. Chiaramente insufficiente a coprire i debiti dell'appellante è pure l'importo di fr. 1'500.-- depositato presso questo Tribunale. Sulla base delle precedenti considerazioni si può quindi ritenere che la debitrice non riesce a far fronte regolarmente ai suoi impegni e che questa situazione perdura già da anni, per cui può essere ritenuto che essa si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante fornito i necessari riscontri oggettivi atti a rendere verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della _ va quindi confermato.
3.
L'appello 20 gennaio 2004 della _ va pertanto respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
L’importo depositato da _ presso il Tribunale d’appello verrà trasmesso all’ufficio fallimenti di _.