# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9e413985-5159-5910-9989-3084015f1fc3
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
1. AC 1
è nato a _ l’11 marzo 1958 ed è cresciuto a _, dove abita tuttora in un appartamento ricavato nella casa dei genitori. Figlio di un padre che lavorava come operaio comunale, ora pensionato, e di madre casalinga, l’accusato ha una sorella, _, di 5 anni più giovane di lui, sposata e anch’essa residente a _ col marito. Dopo le scuole elementari, AC 1 ha frequentato le maggiori presso l’Istituto _ e ha quindi seguito la scuola di avviamento professionale, che l’ha indirizzato ad un apprendistato nel settore bancario, presso la _. Ottenuto il diploma nel 1976, è rimasto per un anno nel medesimo istituto. Dopo la scuola reclute, nel 1977 egli è stato assunto come cassiere dalla _ ed impiegato presso la filiale di _. Tra il 1977 ed 1979 l’accusato ha subito almeno due gravi incidenti della circolazione, che oltre ad avergli procurato varie lesioni e ripetute inabilità al lavoro (protrattesi per diversi mesi), lo hanno prostrato psicologicamente al punto da dover essere ricoverato nell’aprile/maggio 1979 presso la _ per curare uno stato depressivo. Egli ha quindi ripreso a lavorare anche se, stando alle sue parole, senza avere più grande motivazione.
Il 18 ottobre 1979 egli è stato arrestato e quindi processato per correità in rapina aggravata proprio in danno della filiale della _ in cui lavorava, oltre che per complicità in rapina aggravata in danno dell’ufficio postale di _. L’11 giugno 1980 egli è stato condannato per questi fatti a 4 anni e mezzo di reclusione. Uscito dal carcere il 18 ottobre 1982, ha trovato impiego come operaio alla _, dove è rimasto per circa 8 mesi.
Negli anni successivi l’accusato ha cambiato spesso impiego, nel tentativo di migliorare la propria posizione professionale ed economica. In un primo tempo egli ha lavorato come autista per una lavanderia di _, poi alla _ con funzione di autista-magazziniere ed in seguito _ sempre come magazziniere. Nel 1984 è stato assunto dal garage _ in qualità di addetto alla ricezione, impiego che ha mantenuto per circa 4 anni. Lì egli ha potuto tornare a svolgere un’attività più consona alla sua formazione, occupandosi anche di questioni amministrative e della fatturazione della ditta. Egli ha quindi accettato un impiego presso la _ - attratto dalle migliori condizioni salariali che gli venivano offerte - dove è rimasto sino alla fine del 1991 quando, a seguito di una ristrutturazione aziendale, è stato licenziato. Secondo il suo racconto, in quegli stessi anni egli sarebbe stato socio fondatore della _, ditta che costruiva tubi ad alta pressione per motori, occupandosi in particolare degli aspetti tecnici. Non disponendo egli del capitale necessario, la ditta sarebbe infine rimasta nelle sole mani del suo socio. In seguito AC 1 non è più riuscito a trovare un’occupazione ed è quindi rimasto per due anni in disoccupazione. Da allora egli si è contentato di svolgere lavori saltuari come manovale, pur avendo seguito dei corsi di viticoltura ed enologia a _.
Nel 1989 AC 1, dopo breve frequentazione, ha sposato _, una cittadina dominicana conosciuta in un night-club. Dalla relazione non sono nati figli e i coniugi sono separati dal giugno 1996. Stando alle parole dell’accusato, già nel 1991 il rapporto con la moglie sarebbe diventato assai difficoltoso, sino a condurlo ad avvicinarsi al mondo degli stupefacenti, come consumatore prima e come spacciare poi. E proprio con l’accusa di traffico di droga egli è stato arrestato nell’aprile 1997, ed è in seguito stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per infrazione aggravata alla LFStup oltre che per contravvenzione alla medesima legge e guida in stato di ebrietà. Scarcerato il 18 giugno 1999, egli ha lavorato per un breve periodo come magazziniere e poi come lavapiatti. Nel 2000/2001 ha deciso di mettersi in proprio per svolgere piccoli lavori edili e/o per effettuare manutenzione di giardini, attività che ha svolto sino al suo ultimo arresto.
Come si dirà meglio in seguito, nel 2000 egli ha conosciuto PC 2 con cui ha iniziato una relazione sentimentale protrattasi, tra alti e bassi, sino all’inizio del 2007.
Oltre ai 2 pesanti precedenti penali di cui si è detto, AC 1 è stato condannato il 19 agosto 2002 a 60 giorni di detenzione, da espiare, per lesioni semplici, e il 17 marzo 2003 a 75 giorni di detenzione, sospesi per 5 anni, e alla multa di fr. 1'500.- per guida in stato di ebrietà.
2.
La Corte ha accertato come il AC 1 per anni sia stato gravato da un serio problema di etilismo. Le due predette condanne per guida in stato di ebrietà, e il terzo analogo episodio oggi ha giudizio (come pure la revoca a tempo indeterminato della licenza di condurre) sono indizi di un problema più serio. Interessanti, a questo proposito, i risultati della perizia esperita nel gennaio 2003 dallo psicologo del traffico, dott. _ (in: plico AI 108). Già a quell’epoca il perito, con lungimiranza, aveva rilevato il quadro problematico legato al consumo di bevande alcoliche, riscontrando anche l’impulsività del carattere e la tendenza all’aggressività sotto l’influsso di bevande alcoliche.
Interrogato dal presidente della Corte, il prevenuto ha affermato di essere stato consapevole dell’abuso di sostanze alcoliche e di avere saputo che quando beve diventa aggressivo. Ha ammesso di avere avuto comportamenti violenti, sia in danno della PC 2 che di terzi, sempre e solo quando era in preda dei fumi dell’alcol. Secondo l’accusato, i suoi abusi alcolici risalirebbero al periodo 2001/2002, epoca in cui sono iniziati i problemi di coppia con la PC 2. A suo dire, avrebbe bevuto per sopire la propria sofferenza, ma i consumi sarebbero aumentati con l’aggravarsi dei problemi della relazione, che avrebbero raggiunto il culmine a partire dalla fine del 2006.
Il grave problema di etilismo è stato evidenziato anche nella perizia psichiatrica del dott. PE 1 (AI 124). Nell’opinione dell’esperto (pag. 43):
“
E’chiaro comunque che l’alcol ha giocato un ruolo importante nella vita del peritando, soprattutto negli ultimi anni (e certo non negli ultimi mesi), poiché era sempre presente – e in alta concentrazione – in occasione dei passaggi all’atto violenti da lui commessi. Il problema configura una dipendenza cronica, e ciò malgrado l’assenza di sintomi di astinenza al momento della carcerazione e in presenza di solo limitati danni organici.”
Manifesto, secondo il perito, il nesso di causalità tra lo stato di ebrietà e l’agire violento del AC 1.
3.
Il perito è ovviamente stato chiamato ad esprimersi anche sull’imputabilità dell’accusato, al quale ha riconosciuto una scemata imputabilità di grado medio (AI 124, pag. 47). Nell’opinione dell’esperto essa trae origine da una parte dall’effetto disinibitorio dell’elevata alcolemia e dall’altra dalle emozioni di cui il peritando era preda in quel momento (rabbia, gelosia e forse paura). Nel contesto del rapporto con la PC 2, con frustrazioni protrattesi per anni e umiliazioni più recenti, dopo vari tira e molla e le avventate provocazioni di quella nottata, l’emotività del AC 1 -gia instabile per il suo complesso disturbo della personalità- ha presentato uno scompenso che si è aggiunto all’influsso dell’alcol e che con esso ha interagito (AI 124, pag. 44 segg.).
4.
La mattina del 9 aprile 2007, Lunedì di Pasqua, alle ore 03.00, la centrale operativa di polizia di _ è stata allarmata dalla telefonata di una donna, poi identificata in PC 2, che ha denunciato una violenta lite tra due uomini presso l’agriturismo _. Sul posto sono giunte 2 pattuglie della polizia cantonale. Gli agenti sono stati accolti dalla PC 2 che li ha condotti all’interno dell’edificio e li ha indirizzati al primo piano. Nel corridoio, sporco di sangue, essi hanno trovato due uomini immobili e apparentemente in stato di semi incoscienza distesi uno sopra l’altro. Il AC 1, manifestamente autore dell’aggressione, sotto, e la vittima, PC 1, completamente nudo e imbrattato di sangue, sopra di lui, intento a bloccarlo. Gli agenti sono quindi intervenuti per immobilizzare il AC 1, permettendo così al PC 1 di alzarsi. Questi sanguinava vistosamente dal braccio e presentava varie ferite alla nuca ed all’addome.
Ricevute le prime cure in loco, il PC 1 è stato accompagnato dai sanitari all’Ospedale _, mentre che il AC 1 è stato arrestato. Anche la PC 2 è stata accompagnata all’ospedale per una visita di controllo, e poi subito dimessa.
5.
Sia l’aggressore che la vittima sono risultati pesantemente sotto l’influsso dell’alcol. Secondo le analisi, AC 1 al momento dei fatti presentava un tasso alcolemico compreso tra 2.17 e 2.58 g/kg (AI 65), mentre che PC 1 era ancor più ubriaco, stante la concentrazione di alcol nel suo sangue compresa tra 2.84 e 3.14 g/kg (RPG, all. 2.11).
Per completezza, si soggiunge che nemmeno la PC 2 era sobria: sottoposta alle ore 03.46 alla prova etanografica, ella presentava un tasso del 1.76 per mille. Il prelievo del sangue, effettuato solo alle 12:00, ha reso impreciso il calcolo a posteriori, secondo cui il tasso alcolemico al momento dei fatti era compreso tra 0.94 e 1.95 g/kg (RPG all. 3.17).
6.
Sin dalle prime battute dell’inchiesta è emerso evidente il movente della gelosia. PC 2 è infatti l’(ex) compagna del AC 1 ed il PC 1 il (presunto) di lei nuovo amico. Stando agli accertamenti istruttori, la notte tra l’8 e il 9 aprile 2007 il AC 1, sospettando una relazione tra i due, si è _ proprio alla ricerca della PC 2 e del PC 1, per dare all’uomo “una lezione”. Giunto sul posto, e sorpresi i due coricati nello stesso letto egli avrebbe aggredito il PC 1 colpendolo ripetutamente prima con un bastone e poi, nel corso di una colluttazione, con un coltello.
7.
Con atto d’accusa del 4 gennaio 2008 il Procuratore pubblico per questi fatti ha imputato al AC 1 il reato di lesioni semplici, aggravate, per aver colpito al volto a bastonate il PC 1, oltre al più grave capo d’imputazione di tentato omicidio intenzionale, per avergli inferto 14 coltellate alla parte superiore del corpo. All’accusato sono inoltre state addebitati, per degli episodi precedenti, i reati di lesioni semplici e di minacce a danno della PC 2, alcune violazioni alla LCS nonché l’infrazione e la contravvenzione alla LFStup. AC 1 è sostanzialmente reo confesso.
8.
Stando al loro racconto, AC 1 e PC 2 si sarebbero conosciuti ad una cena, a fine 1999 o inizio 2000. La PC 2 si stava separando dal marito ed era impegnata nel trasloco da _, il AC 1 si sarebbe offerta di aiutarla. I due avrebbe quindi iniziato a frequentarsi e dopo qualche tempo tra loro sarebbe nata una storia sentimentale. Nei primi tempi la relazione sarebbe stata serena, AC 1 sarebbe stato solito dormire a casa della compagna, avrebbe instaurato un rapporto coi figli di lei e si sarebbe occupato di loro come un padre. Già dopo un anno sarebbero però sorti i primi problemi, riconducibili sostanzialmente al diverso coinvolgimento sentimentale dei due interessati e all’imbarazzo provato dalla PC 2 per il passato penale del AC 1. Essa, di conseguenza, non avrebbe mai accettato di rendere pubblica la relazione, avrebbe rifiutato di presentare il AC 1 ai propri genitori, ed in genere lo presentava come un semplice amico. Questa situazione, imposta al AC 1, ha portato nel corso degli anni ad un’esasperazione del rapporto, con conseguente aumento delle discussioni e dei litigi tra i due, alcuni dei quali culminati in vie di fatto (ed anche lesioni) ai danni della donna. Legato sentimentalmente alla PC 2 e profondamente affezionato ai di lei figli - ciò che l’accusato ha confermato non senza emozione anche in aula – l’imputato avrebbe voluto costruire un futuro comune con la donna, mentre che essa non avrebbe mai inteso fare progetti in tal senso, provando per lui - a suo dire - unicamente affetto. Malgrado le difficoltà derivanti da questa situazione, ed acuite dagli abusi alcolici di entrambi, la relazione, in un clima di crescente tensione, è andata avanti, tra alti e bassi, per circa 5/6 anni.
In merito al suo rapporto con la PC 2, AC 1 ha raccontato (AI 68, verbale 12 giugno 2007, pag. 2):
“
... L'ho conosciuta ad una cena organizzata da _ delle acque minerali _ presso un ristorante a _. Anche lei era invitata. I giorni seguenti ci siamo sentiti al telefono. Lei stava traslocando e quindi mi sono offerto di aiutarla e sono andato a casa sua a montarle degli armadi. Da li abbiamo iniziato a frequentarci sempre più spesso. A partire da aprile 2000, la nostra relazione era divenuta stabile; praticamente io tutte le sere mi recavo presso il suo appartamento a _. È li che ho conosciuto anche i suoi due figli.
In merito ai due ragazzi di PC 2 (_oggi 12 anni e _ 14 anni) affermo di essermi affezionato moltissimo a loro. Quando ho iniziato a frequentare la PC 2 i bambini erano ancora piccoli, _ andava ancora all'asilo. Ad un certo punto ho iniziato a comportarmi come un padre con loro, anche perché il loro padre naturale era spesso assente per lavoro in Svizzera interna ed esercitava con irregolarità il diritto di visita. Voglio precisare che quando però veniva a far visita ai figli, lui dormiva dalla PC 2 mentre io dovevo tornare a dormire dai miei genitori. E questo in quanto il marito di PC 2 non sapeva della nostra relazione.
Capitava, non di rado, che la sera mi occupavo di dare la cena ai bambini e a volte vegliavo quando la loro madre lavorava fino a tardi alla _. Prima di me, in quelle sere, era la mamma della PC 2 che si occupava dei bambini.
ADR non se se la madre di PC 2 sapesse della nostra relazione; non so se la PC 2 glielo ha mai detto. Non ho mai capito questo suo atteggiamento. Sta di fatto che, in quelle sere, io potevo recarmi nel suo appartamento solamente quando sua madre se ne era andata.
ADR
questo atteggiamento di PC 2 trovava conferma quando incontravamo dei conoscenti o degli amici. PC 2 si affrettava a precisare che noi eravamo solo amici. Sembra impossibile da credere ma questa situazione si è protratta per ben 7 anni. lo non ricordo una sola circostanza nella quale PC 2 mi abbia presentato a conoscenti o parenti come il suo compagno. Voglio precisare che da parte della mia famiglia la nostra relazione era cosa nota; malgrado la PC 2 non li voleva incontrare (in occasione di una festa o pranzo,..); quest'ultimi in occasione delle festività facevano dei regali sia a noi che ai bambini.
Ricordo anche la prima comunione di _ dove io ho organizzato il pranzo, la torta ed ho dato alla PC 2 fr. 1000.-- da versare sul libretto bancario del figlio. Tutto questo con la speranza di essere invitato ed anche accettato nella famiglia di lei. Ma tutto ciò non è avvenuto. ADR quando uscivamo ero io che pagavo qualsiasi cosa.
ADR di questo suo comportamento io non ho mai avuto da parte sua una spiegazione malgrado avessimo discusso diverse volte.
A domanda dell'avv. DUF 1 rispondo che io avevo chiesto alla PC 2 se si vergognasse di me (in particolare in merito al mio passato giudiziario) ma lei non mi dava mai risposta.”
Dal canto suo la PC 2 si è così espressa (AI 71, verbale 21 giugno 2007, pag. 2):
“
... Voglio precisare che la nostra relazione non è mai stata resa pubblica siccome io ero in fase di separazione e considerato che AC 1 aveva dei precedenti penali di non poco conto; e questo in relazione ad es, ai miei genitori, che forse non avrebbero poi preso molto bene una mia relazione con lui.
Voglio precisare che io ero più affezionata che innamorata di AC 1. In vero ero molto affezionata a AC 1.
Lui era di contro innamorato di me. Per questa ragione non era molto d'accordo che la relazione rimanesse di dominio riservato. Spesso discutevamo di questo e AC 1 mi esprimeva il suo dissenso. Alla fine però di ogni discussione si concludeva che la relazione doveva continuare ad essere segreta. Lui non era però contento. In altri termini "ingoiava" il rospo.
Concretamente questa segretezza (che comunque non era assoluta nel senso che alcune persone come ad es. il PC 1 e il _ lo sapevano, mentre altre persone che lavorano e frequentano il _ lo immaginavano) comportava che io non lo presentassi come compagno di vita. Ai miei genitori non l'ho mai presentato come il mio compagno. Solamente mia madre l'ha forse visto un paio di volte. Mio padre non l'ha mai visto. lo i suoi genitori li ho conosciuti un po' di più, anche se la frequentazione non è mai stata intensa. Ad es. ricordo solamente un paio di pranzi e un paio di cene con la loro presenza.
Quasi mai durante questi 5 anni siamo usciti con amici. In vero di amici che frequentavo regolarmente, praticamente non ne avevo. Solamente da un paio di anni è nata l'amicizia con PC 1, e con una nuova amica (_). Anche AC 1 aveva pochi amici sebbene avesse diverse conoscenze. E anche con questi le relazioni sociali erano limitate. In vero stavamo piuttosto fra di noi.
I miei figli erano a conoscenza della nostra relazione. AC 1 durante questo periodo si è affezionato ai miei figli. A dipendenza dei periodi AC 1 si comportava, da un punto di vista affettivo, come un padre con i miei figli. Ha insegnato loro e a me diverse cose belle, soprattutto nell'ambito della natura (insegnato ad apprezzare le cose della natura, piante e animali). Per quanto è delle vacanze, una volta siamo andati al lago di _.
Spesso andavamo a mangiare la pizza. Lo scorso anno è andato a pescare con il _. Assieme siamo andati anche al luna park.
Notavo che si preoccupava degli esiti scolastici dei bambini. Ultimamente dava anche dei premi (in denaro) a chi andava bene a scuola. Dava loro anche dei consigli sullo studio.
ADR
la sera, quando io non ero a casa, lui veniva da me dopo che mia madre se ne andava. Lo faceva però per incontrare me. Non mi risulta che AC 1 però arrivasse a casa mia prima di me, anche perché non avrebbe potuto entrare non avendo la chiave di casa.
(...) ADR non abbiamo mai fatto progetti per il futuro. Invero AC 1 ventilava dei progetti come ad es. sistemare il pianterreno dell'abitazione dei suoi genitori ove lui abitava. Mai però abbiamo seriamente parlato di andare a vivere assieme, di aver un'abitazione comune o altro. lo sono sempre stata molto prudente. Non volevo che lui entrasse in casa mia senza la mia presenza.”
Nel dicembre 2006/gennaio 2007 la PC 2 avrebbe comunicato, quantomeno a parole, al AC 1 la sua decisione di porre termine al loro rapporto. Ciò malgrado, essa avrebbe continuato a cercarlo e frequentarlo, facendolo vivere in situazione di durevole incertezza, una sorta di “tira e molla”, di lascia e riprendi, dipendente dalle sensazioni del momento della PC 2. Non riuscendo a staccarsi del tutto dal AC 1, essa avrebbe cercato di mantenere con lui un legame definito di “amicizia”. Questa situazione non è però stata capita né, e quindi nemmeno accettata dal AC 1. Questa la versione della PC 2 sulle modalità in cui essa avrebbe interrotto il rapporto sentimentale (AI 4, all. 9, verbale 9 aprile 2007, pag. 3):
“
Come detto, ad un certo punto, in dicembre o gennaio, ho deciso di interrompere definitivamente la relazione con il AC 1. Nonostante ciò capitava che ci sentissimo per telefono oppure capitava che c’incontrassimo per chiacchierare. AC 1 non era comunque d’accordo con la decisione da me presa e non l’ha accettata neanche vedendola nero su bianco. Non ha mai accettato il fatto che io volessi chiudere la nostra storia. Ancora oggi è convinto che siamo assieme. Dopo la fine della storia con AC 1 ho avuto una “storiella” che è durata poco (...). AC 1 ad un certo punto è venuto a conoscenza di questa storia. Sono stata io a volerglielo comunicare anche perché, fra me ed AC 1 la storia era conclusa ma rimaneva un rapporto di amicizia, se così si può chiamare. AC 1 comunque capiva definendosi il cornuto di turno.”
Per ribadire la fine della loro storia, la PC 2 ha inviato al AC 1 due lettere, il 14 febbraio e il 10 marzo 2007 (AI 4, all. 11 e 12), senza con ciò riuscire a fare chiarezza. Malgrado i due scritti, infatti, essa ha continuato a mantenere strettissimi legami con il AC 1. I continui incontri, le frequenti telefonate, il fatto che i due avessero avuto ancora dei rapporti intimi, hanno mantenuto viva nel AC 1 la speranza che la loro relazione potesse ancora essere recuperata, malgrado il momento di crisi, ciò che egli ha chiaramente spiegato (AI 68, verbale 12 giugno 2007, pag. 4):
“
Non era quello che io volevo; io volevo avere una relazione con lei in tutti i sensi. In questo desiderio ero rafforzato dal fatto che PC 2 tornava sempre da me. Ad esempio, malgrado il 10 marzo 2007 mi avesse scritto che “la nostra relazione era finita”, il giorno 11 (mio compleanno), la stessa con i bambini (previa telefonata) erano venuti a casa mia a portarmi i regali. La PC 2 si era addirittura messa in ginocchio davanti a me dicendomi che “mi voleva un bene dell’anima”, e questo in presenza dei bambini. In serata sono poi tornato con loro a casa della PC 2 e ci sono rimasto fino alle 4 del mattino, durante la notte abbiamo avuto una relazione amorosa.”
Questa situazione di incertezza ha avuto un effetto devastante sull’accusato. Egli si è chiuso in se stesso, appariva depresso e trascorreva le giornate a piangere ed a bere. Univoche al riguardo le dichiarazioni delle persone a lui vicine. La sorella ha riferito che (all. 4.10 RPG, verbale _ 14 maggio 2007, pag. 2):
“
Erano alcuni mesi che AC 1 mi diceva che stava male perché con la sua compagnia PC 2 non andava proprio bene, il rapporto tra loro era decisamente in crisi. (...) Negli ultimi due mesi, AC 1 era perennemente a casa e passava le giornate rinchiuso e verosimilmente a piangere e bere alcol questo per i problemi sentimentali, in particolare per la mancanza dei figli di PC 2.”
Dello stesso tenore le dichiarazioni di _, amica dell’accusato (all. 4.11 RPG, verbale 30 agosto 2007, pag. 1):
“
Ultimamente, per essere più precisi circa dal mese di febbraio 2007 sino al momento dell’arresto, AC 1 veniva sempre più spesso da noi a casa. Spesso era ubriaco. Infatti aveva aumentato il suo consumo di bevande alcoliche. Lui palava dei problemi che c’erano tra lui e la PC 2. Infatti lui per questa situazione era “disperato”. Lei in sostanza lo voleva lasciare ma poi andava a cercarlo. Lui continuava ad illudersi e non riusciva a farsene una ragione. Preciso che lei andava a cercarlo a casa dei genitori di AC 1, che anche loro, gli dicevano di lasciarla perdere e di non farla più andare a casa loro (...). Il venerdì Santo, 6.4.2007, AC 1 era venuto al salone parrucchiera verso sera, e si era messo, per l’ennesima volta a piangere. Diceva sempre le stesse cose, e meglio che aveva speso tutti i soldi, che voleva vedere i figli della PC 2, che lui le voleva bene, ecc.”
Allo stesso modo, _, amico e confidente del AC 1, ha confermato che negli ultimi mesi questi “
era veramente giù di corda
” e “
non usciva più e beveva spesso e volentieri
” (all. 4.9 RPG, verbale 6 giugno 2007, pag. 2).
9. PC 1
, classe 1954, è comparso nella vita della PC 2 circa 3 anni prima dei fatti. I due hanno allacciato un rapporto di amicizia che si è consolidato di pari passo con l’aggravarsi della crisi tra la PC 2 ed il AC 1. Malgrado i diretti interessati abbiano smentito che si trattasse di una relazione amorosa ed abbiano sostenuto di essere uniti unicamente da un’amicizia fraterna, il sospetto è più che legittimo a fronte dei riscontri di fatto e delle dichiarazioni degli stessi. Non è un mistero che PC 1 e PC 2 si frequentassero in modo assiduo, l’uomo oltretutto possedeva le chiavi di casa della donna (verbale PC 2 16 luglio 2007, AI 82, pag. 2), chiavi per inciso che la stessa non ha mai dato al AC 1 malgrado i 5/6 anni di relazione. La PC 2 ha pure ammesso che poteva capitare che lei ed il PC 1 dormissero assieme come pure che si scambiassero in pubblico “
un bacio affettivo sulla bocca
” (verbale PC 2 28 agosto 2007 AI 116 pag. 2). Essi hanno pure dichiarato di aver fatto il bagno assieme nudi, circostanza di cui hanno anche informato il AC 1 (verbale cit. PC 2 AI 116, pag. 2). Di fronte a simili affermazioni diventa difficile sostenere, come ha fatto il PC 1, che il AC 1 aveva mal interpretato il rapporto esistente tra i due (verbale PC 1 12 aprile 2007 RPG 2.1 pag. 1 seg.).
Ed infatti, se in un primo tempo il AC 1 aveva dato fiducia alla compagna e creduto all’innocenza del suo rapporto con il PC 1, a partire da gennaio 2007 egli ha iniziato a sospettare che i due avessero una tresca (all. 1.6 RPG, verbale 24 aprile 2007, pag. 5), confortato in ciò dalle voci che giravano sul conto dei due a _. Divorato dai sospetti, il AC 1 è diventato sempre più geloso, al punto da uscire di notte a fare delle ronde nei pressi della casa della PC 2 per controllarla. Una mattina egli avrebbe visto il PC 1 uscire dalla casa della donna, e i figli gli avrebbero poi confidato che il PC 1 si recava spesso a casa loro. Proprio in questo contesto di sospetti e gelosia, alcune settimane prima dei fatti a giudizio il AC 1 ha avuto una sorta di incontro chiarificatore con il PC 1, che non è però stato sufficiente, nonostante le rassicurazioni ricevute, a fugare i suoi sospetti.
10.
L’istruttoria predibattimentale non ha chiarito in modo definitivo dove (e con chi) la PC 2 abbia passato la notte del 7/8 aprile 2007, stanti le discordanti versioni fornite al riguardo dalla diretta interessata e dalle altre persone coinvolte. L’ipotesi più verosimile è quella secondo cui essa avrebbe dormito dal AC 1 (in questo senso AI 71, verbale PC 2 21 giugno 2007, pag. 4, e AI 87, verbale AC 1 20 luglio 2007, pag. 1 e 2 ). La questione non è però decisiva ai fini dell’odierno giudizio, per il che essa non è stata ulteriormente approfondita da parte della Corte.
Certo è però che la mattina dell’8 aprile 2007, verso le ore 10.00, essa si trovava a casa del AC 1 e accertato è altresì che i due hanno avuto una violenta lite, nel corso della quale il AC 1 ha colpito la donna con pugni e pedate, ciò che hanno confermato sia la vittima che l’accusato (cfr. verbale dibattimentale, pag. 8; AI 71, verbale PC 2 21 giugno 2007, pag. 3 e segg.; cfr. anche inc. 2007/3249, querela 12 aprile 2007 in: classeur AI n. 2, in fine).
Dopo il litigio la PC 2 si è recata al _ mentre che il AC 1 è rimasto in casa.
L’arrivo della PC 2 all’agriturismo è stato notato da più persone, essa appariva infatti già alticcia. Quel giorno al _ vi era molta gente che partecipava al brunch di Pasqua in fattoria. Sul posto si trovava anche il PC 1, che aiutava _, titolare dell’esercizio, nel servizio ai tavoli e dietro il bancone del bar. Stando al racconto dei presenti, la PC 2 si sarebbe seduta ad un tavolo ed avrebbe continuato a bere sino quasi ad addormentarsi. _ l’avrebbe quindi invitata ad andarsene ciò che essa ha fatto Non essendo in condizione di guidare, la PC 2 è stata accompagnata in auto dal PC 1 sino a casa, dove ha dormito sino alle 21.00 circa (verbale Calamai 9 aprile 2007, all. 9 ad AI 4, pag. 5). Per sua parte il PC 1 è tornato all’agriturismo, dove ha lavorato tutta la giornata.
11.
Anche il AC 1, come la PC 2, ha trascorso il giorno di Pasqua bevendo e dormendo (AI 48, verbale 14 maggio 2007, pag. 2 e segg.):
“
Per tornare a quel giorno, dopo che lei se ne è andata, sono salito e ho mangiato con mio padre, mia madre, mia sorella _ e suo marito. Durante il pranzo ho bevuto qualcosa ma poco, forse un bottiglia da 0.75 dl. Mi sarò trattenuto circa mezz’ora e poi sono tornato in camera mia, ho guardato un po’ di televisione e poi mi sono addormentato, ogni tanto mi svegliavo, mi bevevo un bicchiere, guardavo ancora un po’ di tele, e poi mi riaddormentavo. Questo dormiveglia è durato più o meno sino alle 17:00/17:30. Mi sono quindi alzato e mi sono recato (se ben ricordo) con la vettura al campeggio _, lì non ho incontrato nessuno. Mi sono lo stesso fermato, ho sorbito se non sbaglio un paio di bicchieri di vino, guadando la tele. Penso di essermi poi recato al bar/pizzeria _, dove ho ancora bevuto del vino, e mi sono fermato a parlare, infatti conosco sia il proprietario, che il cameriere e il pizzaiolo. Sarò rientrato verso le 19:00 e mi sembra che mi sono diretto subito in camera mia senza salire dai miei, non mi sembra che quella sera ho cenato. In camera penso che mi sono nuovamente addormentato. Ricordo che ad un dato momento ho chiamato la PC 2 per chiederle dove fosse, saranno già state le 22:00.”
Il racconto del AC 1 è impreciso al proposito della telefonata, in quanto dai tabulati (AI 80) è emerso che egli quella sera ha effettivamente chiamato a più riprese la PC 2, ma solo dopo le 01.00, mentre che prima tra i due vi era stato solamente un intenso scambio di sms, del quale si dirà in seguito.
12.
Verso le 21 PC 1 è andato a prendere la PC 2 e i due si sono recati, verso le 22, al bar _, dove sono stati raggiunti da _, anch’egli tuttofare al _, e da un altro amico. In seguito i quattro hanno fatto tappa allo _ e sono poi ritornati dopo le 01.00 al _, dove hanno continuato a sorbire bevande alcoliche.
Anche AC 1 è uscito di casa quella sera, e i suoi movimenti hanno potuto essere ricostruiti sulla scorta dell’ubicazione del suo cellulare. Risulta così come anch’egli verso le 01.00, cercando il PC 1 e la PC 2, si è recato al _, e questo in seguito all’indicazione datagli con l’ultimo sms dalla PC 2 medesima di essere in quel luogo. Sul posto egli non ha però trovato nessuno, essendo verosimilmente giunto in loco qualche minuto prima del rientro dei quattro. Convinto di essere stato preso in giro per l’ennesima volta, egli ha fatto ritorno a casa.
13.
Per comprendere lo stato d’animo del AC 1 in quel momento e per meglio capire quanto successo in seguito, è di ausilio la lettura degli sms che l’accusato e la PC 2 si sono scambiati quella notte.
Già il giorno precedente tra i due vi era stata una corrispondenza denotante (per quanto comprensibile) tensione ed aggressività:
07/04/2007 00.49.00 AC 1 Buona notte e buon divertimento by
07/04/2007 15.04.00 AC 1 Dimenticavo le scuole medie
07/04/2007 15.20.00 AC 1 Anzi sarà interessata novella 2000 tipica famiglia svizzera
07/04/2007 15.22.00 AC 1 Stai diventando una star velina
07/04/2007 15.27.00 AC 1 Titolo droga alcol sesso rockenroll
07/04/2007 16.53.00 AC 1 Poco tempo e saprò il nome del meccanico sarà felice sua moglie quando le dirò il tuo
07/04/2007 17.02.00 AC 1 Hai tempo 2 ore x chiedermi scusa davanti a me
07/04/2007 19,21.00 AC 1 Spiegami come lo sapeva il rico allora anche sua moglie ha gli stessi diritti
07/04/2007 22.56.00 AC 1 Non avrò pace fin quando mi sarò venmdicato dovessero passare anni chi mi fa del male lo riceve.
La sera dell’ 8 aprile 2007 il clima si è però decisamente arroventato, degenerando sino all’insulto e alle pesanti provocazioni. Incomprensibilmente, tuttavia, alla fine di questo scambio di sms la PC 2 comunica al AC 1 di essere al _, quasi ne volesse provocare la venuta, pur dovendolo (anche se ubriaca) sicuramente ritenere adirato:
08/04/2007 17.18.00 AC 1 Buona pasqua a te e ai bimbi tanta pace e felicità AC 1
08/04/2007 20:40:51 PC 2 lo sto in pace con il voltaren magari prossimamente servirà a te buona pasqua .
08/04/2007 20.49.00 AC 1 Vi aspetto al ponte di bioggio tra me
08/04/2007 20.49.00 AC 1 Vi aspetto al ponte di bioggio tra mezzora
08/04/2007 20.51.00 PC 2 lo sono sola: Ponte Sopra o Sotto
08/04/2007 20.53.00 AC 1 Arrivo 5 minuti
08/04/2007 21.13.00 AC 1 lo sto aspettando i conigli
08/04/2007 21.22.00 Arrivate sono curioso di vedere come finirà fate in fretta che qui sul ponte fa un freddo cane by AC 1
08/04/2007 21.31.00 AC 1 Allora arrivate in vi aspetto con ansia quaraquà
08/04/2007 22.05.00 AC 1 Paura ciuchettoni?
08/04/2007 22.29.18 PC 2 I conigli sono arrivati. Ma tu non c'eri. Hai sentito il tu tu
08/04/2007 22.30.00 AC 1 Sto ancora aspettando o vi trema il buco del culo
08/04/2007 22.32.00 AC 1 Bene ci vediamo tra 10 minuti dove volete
08/04/2007 22.32.47 PC 2 Troppo tardi
08/04/2007 22.34.00 AC 1 Buffoni
08/04/2007 22.36.02 PC 2 lo mi sono presentata e tu non c'eri. Coniglio!
08/04/2007 22.39.00 AC 1 Sono stato su più di mezzora ora se hai i coglioni ritorna io parto adesso da casa
08/04/2007 22.42.22 PC 2 Sei arrivato troppo tardi.
08/04/2007 22.44.00 AC 1 Dimmi tu dove e quando?
08/04/2007 22.49.00 AC 1 E vero non sei una coniglia ma una cagna in calore
08/04/2007 22.52.00 AC 1 Ricevuto niente forse sei troppa ciucca x fare sms
08/04/2007 22.53.20 PC 2 Non posso, visto che sto godendo...
08/04/2007 22.55.00 AC 1 Ciao cagna
08/04/2007 23.02.53 PC 2 Visto che a tuo dire sono in calore ci sto facendo un pensiero a quello del Rico...
08/04/2007 23.07.00 AC 1 Ciao cagna in calore che la da al primo cane che incontra non mi stupirei poi sono cazzi tuoi
08/04/2007 23.11.12 PC 2 Stupida io che te l'ho E Continua a masturbarti
08/04/2007 23.17.00 AC 1 Meglio una sega che scopare una cagna ciucca che non si rende neanche conto baldracca
08/04/2007 23.28.54 PC 2 Pensavi al tuo tornaconto continua a mantenerlo...
08/04/2007 23.32.00 AC 1 Adesso hai rotto i coglioni e ti vengo a cercare!
08/04/2007 23.35.54 PC 2 Niente da visualizzare
08/04/2007 23.38.00 AC 1 Messaggio vuoto troppa ciucca
09/04/2007 00.01.00 AC 1 Allora cagna bisogno un po dh coca x continuare a prenderlo nel culo
09/04/2007 00.03.50 PC 2 Ciao tartufo, cerca cerca il trovarello. Il mondo é bello!
09/04/2007 00.11.00 AC 1 Se avete i coglioni vi aspetto alle 12.30 al ponte di bioggio cosi sistemiamo le cose una volta x tutte
09/04/2007 00.14.56 PC 2 Alle 12.30 mangiamo...
09/04/2007 00.17.00 AC 1 Ditemi I
09/04/2007 00.19.00 AC 1 Ditemi l'ora x me non c'è problema o devo venire da voi?
09/04/2007 00.37.26 PC 2 Vieni e godrai...
09/04/2007 00.39.00 AC 1 Arrivo dove?
09/04/2007 00.40.18 PC 2 Cercaci
09/04/2007 00.42.00 AC 1 Dove devo venire?
09/04/2007 00.49.45 PC 2 _
09/04/2007
02.26.00 AC 1 .arpri la porta ho la butto giù.
Oltre a questi sms, vi sono state 5 telefonate del AC 1 alla PC 2 tra le 01.05 e le 02.11, ovvero dopo che essa gli aveva comunicato di trovarsi al _. Malgrado i ripetuti tentativi, AC 1 non è riuscito a parlare con la donna, che faceva infatti rispondere dal _ alle chiamate.
Questi ha ammesso di avere canzonato il AC 1, la cui rabbia è perciò aumentata (AI 4, all. 16, verbale _ 9 aprile 2007):
“
Abbiamo raggiunto il "_" dove siamo rimasti sino alle 01:15 al massimo. E' stato _ che ci ha pagato l'entrata. Io ho bevuto due Civas. Sia _ che _ non ha bevuto bevande alcoliche. Mentre PC 1 ha bevuto un prosecco ed una birra e la PC 2 mi sembra che avesse bevuto un Prosecco.
ADR: che mentre eravamo al "_" sul telefono di PC 2 non sono arrivate chiamate o messaggi. Quando siamo usciti dal locale e stavamo raggiungendo il posteggio per recuperare l'autovettura di PC 2 con la quale saremmo ritornati all'agriturismo PC 2 è stata tempestata di telefonate e di messaggi. PC 2 mi disse che era AC 1 che la chiamava. Lei non voleva rispondergli e sinceramente non ne conosco il motivo anche perché non mi interessa. Ad un certo punto mi ha chiesto se potessi rispondere ad una di queste telefonate. La prima volta ho riposto dicendo che eravamo in giro e che stavamo ritornando "_" . Ho risposto semplicemente alle domande che mi faceva AC 1. La seconda volta ho risposto ad AC 1 e gli ho parlato in bulgaro, lingua che lui non capisce. Per inciso lui mi disse in italiano: " io faccio fuori tutti gli slavi e quelli dell'est". E pertanto gli ho risposto: "gente come te li congelo", questo in bulgaro. Preciso che conosco questa perché sono stato adottato da una famiglia bulgara. Anche mia moglie è bulgara. Quando ho interrotto la comunicazione con AC 1 mi trovavo già ai _. Mi trovavano nella macchina della PC 2 e alla giuda c'era PC 1.”
Di segno analogo le dichiarazioni della PC 2 (AI 4, all. 9, verbale PC 2 9 aprile 2007):
“
Mentre eravamo al piano bar ho ricevuto svariati messaggi e telefonate da AC 1. Ad alcune non ho risposto perché ero infastidita dal fatto che AC 1 continuasse ad insistere a chiamarmi. Ad un certo punto ho fatto rispondere da qualcuno altro. Ad alcuni messaggi ho risposto. Il tenore dei messaggi non me lo ricordo ma comunque era un botta e risposta. In sostanza AC 1 voleva verificare dove fosse e crede che volesse raggiungerci. Al momento attuale non ricordo sinceramene il contenuto dei messaggi e quanto messaggi mi avesse inviato. In ogni caso non erano dei messaggi gentili. Da quanto mi ricordo in uno c’era scritto qualcosa come: “cagna in calore” o qualcosa del genere. La persona che ha risposto al telefono, che non era PC 1, ha comunque informato al AC 1 del fatto che ci trovavamo al “_” e che stavamo lasciando il locale. Nessuno lo ha comunque invitato a raggiungerci. Presumo che AC 1 avesse intuito che ci stessimo recando nuovamente all’agriturismo.”
(AI 82, verbale 16 luglio 2007, pag. 3):
“
ADR i vari messaggi della sera dell’8 aprile 2007 sono una serie di provocazioni reciproche, con intensità crescente.
ADR ad un certo punto ho iniziato a rispondere agli sms di AC 1. Ero con PC 1 e _. A loro leggevo i messaggi e a volte mi suggerivano cosa rispondere. (...)
ADR oltre agli sms ci sono state una o due telefonate a cui ha risposto il _. Non ricordo cosa _ ha detto al AC 1. Io non ho parlato quella notte con il AC 1 al telefono (...)”
14.
Al loro rientro al _, verso le 01.30, PC 1, la PC 2 e _ sono rimasti ancora per un po’ in sala a chiacchierare. _ ha mangiato qualcosa, mentre che la PC 1 e la PC 2 hanno bevuto del prosecco. I due si sono poi congedati e sono saliti al primo piano, dove si trova la stanza concessa in uso al PC 1. La camera, di piccole dimensioni, è ubicata all’inizio del corridoio, sul lato destro, vicino alle scale. Al suo interno vi sono due letti singoli, un comodino ed un comò (AI 126, foto 8 e 11). I due si sono coricati sullo stesso letto, quello più lontano della porta, addormentandosi quasi subito. La PC 2 era vestita, eccezion fata per le scarpe, mentre che il PC 1 si era spogliato completamente.
15.
AC 1, rientrato a casa dopo il tentativo andato a vuoto di trovare la PC 2 e PC 1 al _, si è munito di un bastone e ha deciso di tornare all’agriturismo con l’intenzione di dare una lezione al PC 1 qualora i suoi timori avessero trovato conferma. Giunto sul posto e trovando le luci spente, egli è penetrato con scasso all’interno dello stabile. E’ quindi salito al primo piano e ha prontamente individuato la stanza dove stavano dormendo i due. Questo il suo racconto di quanto è accaduto in seguito (AI 48, verbale 14 maggio 2007, pag. 4 e segg.):
“
Sono quindi andato al _. Arrivato ho trovato ancora le luci spente all'interno e le luci accese all'esterno. Non saprei dire a che ora sono arrivato, sarà stata l'una, è una deduzione che faccio sapendo che la polizia è giunta verso le 3.00/4.00.
Visto che ero arrabbiato, credo di aver chiamato la PC 2, ma lei non rispondeva, e ciò perché al _ sembrava tutto chiuso. Ho preso quindi dalla macchina lo scalpello, arnese che avevo già in macchina per lavoro, con lo stesso ho forzato la serratura della porta d'entrata. (...) Entrato mi sono subito diretto senza deviazione al primo piano dove sapevo che c'erano le camere e dove presumevo trovare il PC 1 e la PC 2 insieme.
ADR sino a quel momento nessuno mi aveva confermato che PC 1 fosse con PC 2, rimaneva una mia presunzione.
Preciso che sono salito dalle scale non a corsa, bensì lentamente, volevo infatti cogliergli sul fatto. Arrivato in cima alle scale, non ricordo se ho provato ad entrare in altre stanze o meno, a dire il vero neppure so se ci siano altre stanze e quante.
ADR una volta prima dei fatti ero già stato in camera del PC 1, lo stesso infatti frequentemente dormiva al _.
Fattostà che sono entrato in camera, ho accesso la luce, e ho visto un solo letto per il largo contro il muro, sarà stato un letto largo 90 cm. Ho visto entrambi. Lui si trovava contro il muro, mentre PC 2 era sdraiata verso la parete. Erano sul fianco. Quando sono entrato nessuno si è alzato, e mi sono recato verso il PC 1 immediatamente e l'ho colpito. PC 1 nel mentre lo colpivo si è alzato con la schiena con la conseguenza che l'ho colpito in faccia. lo infatti miravo le braccia. (...) Dopo il secondo colpo in faccia PC 1 è sceso dal letto e si è alzato in piedi. Lo stesso era completamente nudo, questo l'avevo già notato quando ero entrato nella stanza.
Non mi ricordo quindi se ho lasciato cadere il bastone o se è stato PC 1 a togliermelo. Sta di fatto che io ho preso dalla tasca il coltello, e ciò per spaventare il PC 1, e anche per tenerlo lontano. Sapevo che PC 1 in passato aveva tirato di boxe.
ADR il coltello si apriva con due mani.
ADR ribadisco di non avergli detto come "la mettiamo adesso".
Estratto il coltello al momento che lui è sceso dal letto, in seguito lui si è avvicinato, e io sono indietreggiato, così facendo mi sono trovato PC 1 tra me e l'uscita. Quando è ": giunto vicino a me non ricordo se lui mi avesse minacciato con la gestualità delle mani, io comunque ricordo la sensazione di sentirmi minacciato e di dovermi difendere. Ho iniziato quindi a colpirlo con il coltello che tenevo nella sinistra, coltello che nel frattempo avevo aperto.
ADR non mi ricordo che cosa stessi facendo con la mano destra.
Mi viene contestato la versione di PC 1 verb pol 3.05.3007 pag. 7
"Preciso che io non ho tolto il bastone dalle mani di AC 1. lo sono riuscito ad entrare in contatto fisico con il AC 1 che mi aveva preso con una mano il coppino
e
mi ha colpito diverse volte con il coltello, al volto, alla testa, alla spalla ed allo stomaco. lo cercavo sempre di fermarlo. Mi
pare che il tutto
è
successo all'interno della stanza.
R: non mi ricordo di averlo preso per il coppino, non ricordo di averlo colpito alla testa. lo rammento che i primi colpi che ho dato sono stati al fianco.
Preciso che io il coltello l'ho estratto anche per poter uscire dalla stanza. lo dopo le bastonate infatti ero a posto.
ADR non so come siamo finiti in corridoi
ADR il bastone lo avevo preso con me quando sono partito da casa la seconda volta. Il coltello lo avevo con me in quanto l'ho quasi sempre con me. Preciso che con sempre intendo che la settimana prima di pasqua mi sono recato al _ a custodire i miei animali, Questo coltello lo impiegavo per spaccare il pane secco per i conigli, tagliare le corde. Il coltello per me è un attrezzo di lavoro, io infatti svolgo un po' tutti i lavoretti.”
L’accusato non è stato in grado di fornire migliore spiegazione sui dettagli dell’aggressione e della colluttazione, ciò che non stupisce visto l’alto tasso alcolemico e lo stato emotivo alterato in cui si trovava.
Nemmeno le dichiarazioni del PC 1 hanno permesso di fare totale chiarezza sullo svolgimento dei fatti, avendo anch’egli reso una versione confusa, il che non stupisce visti l’alcol ingerito e le ferite subite (all. 2.1 RPG, verbale 12 aprile 2007, pag. 2 e segg.):
“
Per quanto mi ricordo abbiamo passato la serata, io
, PC 2
e forse _ all'agriturismo e poi io e PC 2 siamo andati a letto. Siamo andati a dormire al primo piano nella piccola stanza dove ci sono due lettini. lo e PC 2 siamo andati nello stesso letto, quello più distante alla porta d'entrata, io ero completamente nudo (senza mutande) mentre lei era completamente vestita. Non so dire a che ora, so che era di notte, sentivo due passi all'interno della stanza e ho cercato di vedere cosa stava succedendo, non ho nemmeno fatto a tempo ad alzare la teste che ho preso una "legnata" in bocca. Preciso che era un colpo molto forte ed io ho perso diversi denti. La mia reazione é stata quella di alzarmi in piedi ed prenderlo in maniera tale per bloccarlo. Lui nel frattempo ha lasciato cadere il bastone ed impugnava un coltello con il quale mi ha ferito ad una spalla destra. Subito dopo mi ha preso con il sinistro, dietro il "coppino" e con il braccio destro mi ha ripetutamente pugnalato allo stomaco. lo ero in piedi e non riuscivo a muovermi, reagire. Le pugnalate, vorrei precisare che avevano un movimento come a scavare dentro il mio stomaco. Per questo motivo penso che abbia usato quel falcino che di solito porta con se. Finalmente sono riuscito a liberami a girarmi leggermente, e AC 1 ha perso l'equilibrio cadendo a pancia a terra o sul letto. lo gli sono saltato sopra e gli ho detto "...da qui non vai più via...". AC 1 motto probabilmente ha sentito la mia voce e mi diceva piangendo "...scusa scusa non era per te...". (...)
A domanda rispondo che prima di colpirmi AC 1 mi ha detto " come la metum ades..." credo che abbiamo parlato tutto il tempo in dialetto e quello che dico lo traduco in italiano. Mentre mi colpiva con il coltello al ventre AC 1 ripeteva parole del tipo " ti squarto...ti ammazzo...ti sgozzo...ve l'avevo detto..." preciso che queste frasi non le ha dette gridando o in maniera chiara, ma borbottava come se stesse parlando tra sé e sé.”
(all. 2.2 RPG, verbale 3 maggio 2007, pag. 7 e segg.):
“
D: Mi può spiegare come è arrivato il AC 1 nella stanza? cosa ha detto? cosa aveva tra le mani? ha acceso lui la luce?
R: Non so dire come è arrivato nella stanza. lo ho visto una sagoma nell'ombra in piedi. La luce mi pare fosse spenta.
Questa persona ha alzato la coperta. Mi pare che abbia detto "come la metum adess?". In quel momento ho capito che era il AC 1.
Poi ho sentito un gran colpo alla bocca. Come reazione mi sono alzato in piedi e sono andato a cercare di fermare il AC 1. Mentre mi alzavo dal letto AC 1 ha lasciato il bastone che ha usato per colpirmi alla bocca ed aveva preso in mano il coltello. Preciso che io non ho tolto il bastone dalle mani di AC 1. lo sono riuscito ad entrare in contatto fisico con AC 1 che mi aveva preso con una mano il "coppino" e mi ha colpito diverse volte con il coltello, al volto, alla testa, alla spalla ed allo stomaco. lo cercavo sempre di fermarlo. Mi pare che il tutto è successo all'interno della stanza. Non mi pare che siamo usciti in corridoio.
PC 2 non so dire cosa facesse in quei momenti. Mi pare di . ricordare che ad un certo punto gridasse e cercasse di telefonare chiamando la Polizia. Come già detto ad un certo punto AC 1 ha perso l'equilibrio è caduto ed io gli sono "volato sopra", bloccandolo a terra.
In quelle circostanze AC 1 sembrava stesse piangendo. Mi pare che mi abbia anche chiesto scusa. Almeno io mi ricordo così. Preciso che io gli avevo detto che sarebbe rimasto a terra sino a quando arrivava la Polizia. In merito alla luce della stanza mi ricordo che alla fine della colluttazione la luce era accesa. All'inizio a me pare fosse spenta. Non so chi l'abbia accesa.
D: Quando AC 1 è entrato nella stanza, durante la colluttazione e dopo ha detto qualcosa?
R: .Oltre quanto detto, devo dire che mentre mi colpiva al ventre con il coltello parlava, come tra sé e sé, dicendo "va mazzi, va squarci, va levi di, ecc. ..". ”
16.
Stando alle dichiarazioni dei diretti interessati si potrebbe pensare che l’aggressione abbia avuto luogo unicamente in camera da letto. Le cose, in realtà, non possono essere andate così, già solo per il motivo che i contendenti sono stati trovati, più o meno incoscienti, sdraiati uno sopra l’altro in un corridoio che era un vero e proprio lago di sangue, come bene risulta dalle fotografie in atti (AI 126, foto 9 e 17-21).
Questo significa necessariamente che se da un lato è vero che l’aggressione del AC 1, bastone alla mano, è avvenuta nella camera da letto, deve essere vero anche che il AC 1 per primo ha abbandonato quel locale, intenzionato ad andarsene dopo avere sferrato i colpi al volto del rivale, e che il PC 1 deve averlo seguito e raggiunto in corridoio, dove hanno avuto luogo la colluttazione e l’accoltellamento di quest’ultimo.
Stando al AC 1, infatti, egli avrebbe preso la via sbagliata all’uscita dalla camera, andando a destra lungo il corridoio invece di dirigersi a sinistra verso le scale. Accortosi dell’errore ed intenzionato a tornare sui suoi passi, si sarebbe trovato davanti il PC 1 che l’aveva seguito in corridoio e che si frapponeva ora tra lui e le scale. L’accusato si sarebbe quindi diretto verso il rivale ed avrebbe estratto il coltello, a suo dire, per spaventarlo. PC 1 non sarebbe però indietreggiato ed i due sarebbero entrati in contatto. Ne è nata una colluttazione nel corso della quale il AC 1 ha accoltellato con violenza ed a più riprese il PC 1.
Meglio che in altri verbali, è nel corso dell’audizione del 19 aprile 2007 che il AC 1 ha espresso compiutamente le sue sensazioni del momento (pag. 2 e segg.):
“
Appena entrato nella stanza, ho acceso la luce e ho visto PC 1, che ho subito riconosciuto, nudo nel letto con PC 2. Lì ho capito tutto. Tutto quello che mi aveva detto, cioè che era solo amici, che non erano amanti, ecc.. erano tutte balle. Preciso che sono subito partito a colpire PC 1 senza dire nulla.
lo non ho più capito niente, non sono più riuscito a ragionare e la rabbia, che già era grande, è completamente esplosa ed ho colpito con il bastone PC 1, con quanta forza avevo. Preciso che non ho mirato, anzi credo di aver addirittura chiuso gli occhi e ho "tirato" dove capitava. Evidentemente verso PC 1 perché volevo colpirlo e fargli male per dargli una lezione.
Con questo intendo dire che doveva capire che non dovevano prendermi in giro.(...)
Capisco che è molto difficile da spiegare, ma io non avevo la reale intenzione, sino a quando sono arrivato nella stanza di uccidere PC 1. A dire il vero non sapevo quello che avrei fatto e le conseguenze del mio agire avrebbe portato. lo preso dalla rabbia ho colpito ripetutamente il PC 1 a coltellate senza sapere nemmeno quante volte lo colpivo.
lo ero talmente preso dalla rabbia che ricordo che non vedevo bene quello che facevo. Vedevo dei bagliori gialli e bianchi. (...)
A precisa domanda rispondo che non ricordo se PC 1 e PC 2 fossero abbracciati nel letto o come si trovavano. In tutti i casi lui era nudo e la situazione per me era chiarissima. Mi aveva raccontato "una ca' da ball".
Quando, e ripeto dopo anni di "tira e molla" con la PC 2, dopo una serata di messaggi che hanno "accesso un falò e non solo un fuocherello", io mi sono trovato davanti alla scena vedendo PC 1 nudo nel letto con PC 2 ed io non ho più controllato la mia rabbia.(...)
Voglio sottolineare comunque il fatto che io non sono andato su per ammazzarlo. Con ammazzarlo intendo dire il PC 1 che pensavo stesse a letto con PC 2. Non ho mai pensato di fare del male a PC 2. (...)”
17.
A seguito dell’aggressione PC 1 ha riportato 14 lesioni da taglio, di queste una al collo e 4 all’addome (con perforazione dell’intestino e del fegato) ritenute potenzialmente pericolose dai medici che lo hanno visitato (cfr. AI 53; AI 126, foto da 32 a 60). Egli è rimasto degente presso il reparto di chirurgia dell’Ospedale _ dal 9 al 17 aprile 2007, ma non sarebbe tuttavia mai stato in pericolo di vita, avendo in particolare la sua mole impedito una penetrazione più profonda delle coltellate. Oltre alle predette ferite da coltello, PC 1 ha subito anche una lesione al massiccio facciale ed ai denti dovuta alla bastonata. Per i dettagli si rinvia al verbale dei dott. _ (AI 114) e _ (AI 141).
18.
Alla luce di questi accertamenti, l’analisi dell’atto d’accusa non presenta particolari difficoltà.
In merito al primo capo di imputazione, non vi è dubbio che la premeditata aggressione del PC 1 a colpi di bastone sia costitutiva dell’ascritto reato di lesioni semplici, aggravate in quanto commesse con un oggetto pericoloso e su persona indifesa.
Correttamente il Procuratore pubblico ha scisso questa prima fase dell’azione da quanto accaduto in seguito, ammettendo la tesi dell’imputato secondo cui la sua intenzione in quel frangente era unicamente quella di dare un paio di legnate al rivale per impartigli una lezione, prova ne è che egli dopo aver colpito il Censi aveva lasciato la stanza.
Quanto alla successiva colluttazione in corridoio, culminata con il ripetuto accoltellamento del PC 1, la Corte, dopo esame delle formalmente meno gravi ipotesi subordinate della difesa, ha anche in questo caso concluso per la correttezza dell’atto d’accusa, ammettendo l’imputazione di tentato omicidio intenzionale, commesso per dolo eventuale. Il ragionamento posto alla base della decisione è quello per cui chi, come il AC 1, colpisce alla cieca, ripetutamente, un altro individuo alla parte superiore del corpo o alla figura con un coltello con lama di 9 centimetri prende in considerazione la possibilità di uccidere, ed accetta questa eventualità pur senza desiderarla. E’ infatti indubbio, oltre che nozione della comune esperienza, che il collo è una zona vitale particolarmente delicata, così come deve essere attribuita consapevolezza della possibilità di esito letale anche a chi infligge numerose e profonde ferite inferte all’addome.
Lo stesso AC 1, seppure in termini non giuridici, è apparso consapevole di questa realtà laddove in aula ha ammesso, con riferimento alle ferite inflitte al PC 1, “di avere avuto fortuna”.
Incontrovertibile appare anche l’accusa di lesioni semplici di cui al punto 3 AA, riconosciuta dallo stesso accusato, per i maltrattamenti inflitti alla PC 2 la mattina precedente i più gravi fatti testé descritti. Pacifiche anche le imputazioni per i reati previsti dalla LCS, avendo AC 1 guidato in stato di ebrietà la notte dell’aggressione, e per avere circolato regolarmente, oltre che quella sera, sin dal 2003 nonostante la revoca per tempo indeterminato della licenza di condurre. Tenuto conto, in parte, della prescrizione, l’imputazione è stata ritenuta per il periodo a far tempo dal 1° gennaio 2005. AC 1 ha ammesso anche di avere offerto cocaina alla PC 2 alcune volte all’anno, ciò che è costitutivo della sola contravvenzione alla LFStup, e non invece dell’ascritta infrazione alla medesima legge (CCRP 30 ottobre 2001 in re A.C., pag. 6 e 7). Evidentemente, anche i suoi ammessi consumi di cocaina sono costitutivi di contravvenzione alla LFStup, così come indicato al punto 8 AA. Per entrambe le contravvenzioni, va ritenuta la prescrizione per i fatti precedenti il 22 febbraio 2005.
19.
La Corte ha di contro prosciolto il AC 1 dall’imputazione di minaccia ai danni della PC 2 (punto 4 AA), ritenendo che le frasi rivolte dall’accusato alla donna non abbiano, in concreto, incusso timore o spavento alla stessa. Assuefatta alle ripetute intimidazioni dell’accusato durante i loro litigi, essa non vi prestava più particolare attenzione e non le percepiva come tali.
Prova ne è che anche dopo le minacce essa si è ripetutamente recata a casa sua, trascorrendoci addirittura la notte (del tutto o in parte) della vigilia dell’aggressione al PC 1.
20.
Secondo l’art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Per l’art. 49 CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.
21. AC 1
, comparso alle Assise criminali per la terza volta, è risultato autore colpevole di gravi reati, ciò che è, evidentemente, riprovevole e reprensibile. Nondimeno, la negativa valutazione derivante dalla sua recidiva deve essere relativizzata. Da un lato per il lungo tempo trascorso in particolare dalla prima condanna (28 anni), d’altro canto per la natura tutto sommato episodica di questa nuova vicenda delinquenziale. Questo, sia ben chiaro, senza volere in alcun modo considerare lieve la sua colpa o banalizzare i suoi agiti.
Infatti, pur avuto riguardo per l’ebrietà, la gelosia e le gravi provocazioni subite, sia quella stessa notte, che nei mesi precedenti, si ha che AC 1 quella notte è uscito di casa dopo essersi appositamente munito di un bastone ed è andato alla ricerca dell’amica e del rivale per aggredirlo. E’ penetrato con scasso nell’altrui proprietà e quindi, trovato il PC 1 nelle circostanze che temeva, l’ha colpito al viso con violenza e senza remore. La parte premeditata del suo agire è però terminata in quel momento, ed egli ha abbandonato il campo. Solo la concomitanza di due elementi non previsti – l’avere sbagliato direzione e la decisione del PC 1 di inseguirlo a dispetto dei colpi ricevuti – hanno reso possibile il più grave episodio di accoltellamento. Pur nella sua gravità, va pertanto stemperata la portata dell’intento omicida del AC 1, la cui aggressione al PC 1 coltello alla mano non era pianificata, e nel cui ambito la volontà di uccidere è stata ritenuta solo nella forma del dolo eventuale, e senza che nell’esito venisse ecceduto lo stadio delle sole lesioni semplici, senza pericolo per la vita, ciò che pure va ritenuto a favore dell’imputato.
Pur senza disattendere i predetti precedenti penali, e tenuto conto anche del concorso con i reati minori, che però poco incidono sulla pena complessiva, la Corte ha ritenuto equa per il AC 1 una pena detentiva di base di 5 anni.
Da questa pena la Corte ha poi dovuto dedurre il 50 % per avere egli agito in stato di scemata imputabilità di grado medio (perizia AI 124, pag. 47), laddove le parti nulla hanno eccepito né al riguardo delle valutazioni dell’esperto, né della loro incidenza sul giudizio, conforme peraltro a giurisprudenza. In questo 50% di riduzione la Corte ha però inglobato tutti i possibili motivi di riduzione della pena: da un lato non ha più tenuto conto delle provocazioni, della gelosia ed in genere delle particolari sensazioni del AC 1 di quella sera, ritenendole già incluse nella valutazione del perito, pena pertanto il rischio di accordare una duplice deduzione in suo favore, d’altro canto nulla ha aggiunto per gli altri motivi di indulgenza, comunque ritenuti, come la collaborazione e la confessione, il carcere preventivo sofferto, corretto comportamento processuale, non privo di accenni di pentimento, la sensibilità alla pena e il riguardo all’intento risocializzatore.
Dal che una pena detentiva finale pari a 2 anni e 6 mesi, con computo del carcere preventivo sofferto.
Siffatta pena, comunque, non è apparsa per nulla mite alla Corte, per rapporto a quella prolata dalle Assise criminali in data 14 aprile 2003 contro A.G. per mancato omicidio intenzionale.
In considerazione della preminenza di elementi individuali ai fini della commisurazione della pena, questa Corte non è solita indulgere a simili raffronti, ma in questo sussistono varie analogie.
In entrambi i casi, infatti, l’autore ha agito mosso dalla gelosia nei confronti dell’amante, o presunto tale, della sua ex compagna. Le aggressioni sono avvenute con modalità analoghe, con la particolarità che l’arma di A.G., un seghetto da giardiniere, è stata utilizzata dopo che il bastone si era rotto per il colpo inferto alla vittima. A.G., contrariamente al AC 1 (che aveva abitualmente il coltello con sé), aveva premeditatamente portato con sé sia il bastone che il seghetto per usarli contro il rivale che, ferito al collo, non ha perso la vita per una questione di millimetri. L’autore era però in quel caso incensurato e di buona reputazione. Per lui la Corte aveva ritenuto adeguata una pena base di 3 anni e 10 mesi, che in ragione di una scemata imputabilità di grado tra il lieve e medio era stata ricondotta a 2 anni e 6 mesi di reclusione, identica quindi nell’esito alla pena oggi inflitta dalla questa Corte. Nondimeno, quella sentenza appare più mite di quella odierna; non potendo la differenza nella pena base essere del tutto giustificata solo sulla base del diverso passato degli autori.
Questo, beninteso, non per criticare a posteriori il giudizio del 2003, ma per ulteriormente rafforzare il convincimento della correttezza dell’odierna sentenza, alla quale non può essere opposto un eccesso di indulgenza nei confronti dell’imputato che, pur con tutti i suoi limiti ma finalmente libero dall’intossicazione alcolica, ha comunque fatto una buona impressione alla Corte.
La pena detentiva di 2 anni e 6 mesi è inoltre da intendere quale pena unica ai sensi dell’art. 46 CP, comprensiva della revoca della sospensione condizionale della pena di 75 giorni di detenzione di cui al decreto d’accusa del 17 marzo 2003 del Ministero pubblico del Cantone Ticino.
22.
Alla luce dei trascorsi penali del AC 1 la prognosi appare negativa, per il che la pena non può essere posta al beneficio della sospensione condizionale, neppure parziale, ciò che la stessa difesa, dando prova di apprezzabile realismo, neppure ha preteso.
23.
Accogliendo un postulato della difesa, condiviso anche dall’accusa e dal perito, la Corte, avuto riguardo alla negativa incidenza degli abusi di alcol del AC 1 e della dipendenza psicologica da lui manifestata, tendente all’etilismo, ha deciso che il AC 1 dovrà seguire un trattamento ambulatoriale per la durata di 3 anni dal giorno del suo rilascio per sostenerlo nel doveroso proposito di astensione dal consumo di bevande alcoliche.
24.
E’ ordinata la confisca del bastone di legno, del coltello e dello scalpello utilizzati da AC 1 per compiere i reati, mentre che tutti gli altri oggetti sequestrati, menzionati dell’AA, sono dissequestrati a favore degli aventi diritto.
25.
La tassa di giustizia di fr. 3’000.- e le spese processuali sono poste a carico del condannato.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che ai n. 1.2.1, 1.2.2, 1.2.1.1, 1.2.1.2, 1.4, 1.7, 3, 4,
visti gli art. 12, 16, 19, 22, 40, 42, 43, 44, 46, 47, 48, 49, 51, 56, 57, 60, 63, 69, 111, 123 cifra 1 e cifra 2 cpv. 1, 180, CP;
19 cifra 1, 19a LFStup;
91 cpv. 1, 95 cifra 2 LCStr;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations