# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f3cbe032-093f-5197-8955-2133c70a57cd
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, divorziata, domiciliata ad _, nata il 6 aprile 1955, madre di due figlie, _, nata il _ 1995 e _ nata l’_ 1993, ha inoltrato alla Cassa cantonale di compensazione una domanda di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie per l’anno 2018 a mano di formulario pervenuto all’amministrazione il 20 marzo 2018 (doc. 1). In tale documento essa ha specificato di essere salariata e assicurata presso _. Alla domanda è stata annessa copia della decisione di tassazione relativa al 2016 da cui emerge un reddito lordo complessivo di CHF 96'818 proveniente in gran parte dall’attività lavorativa dipendente (CHF 85'516) e dal valore locativo dell’immobile. La sostanza complessiva assomma a CHF 259'649. Alla richiesta di riduzione del premio l’assicurata ha annesso un’attestazione dell’Università di _ datata 1° febbraio 2018, da cui emerge che la figlia _ è studentessa dell’ateneo (Bachelor in scienze sociali e politiche), ed un’attestazione 15 marzo 2018 dell’Università di _ da cui emerge che la figlia _ è studentessa dell’ateneo (Master in lettere dopo avere conseguito il Bachelor in lettere).
B. La domanda di riduzione del premio (RIPAM qui di seguito) è stata respinta dalla Cassa con decisione del 30 aprile 2018 (doc. 2). Il 22 maggio 2018 l’assicurata ha contestato il provvedimento dell’amministrazione (doc. 3) segnalando la prima formazione delle figlie e il fatto che le stesse non hanno più il padre, deceduto, con la conseguenza che _ (1993) avendo compiuto i 25 anni, non ottiene più una rendita per orfani.
L’amministrazione ha inizialmente verificato la correttezza dei suoi calcoli (doc. 4) e ha comunicato alla signora RI 1 che il reclamo sarebbe stato evaso non appena possibile (lettera 29 maggio 2018, doc. 5). A fronte degli argomenti evidenziati nel re-clamo, la Cassa ha chiesto alla signora RI 1 di volere indicare l’insieme dei redditi producendo i relativi giustificativi (doc. 6, lettera 18 giugno 2018). Mediante plico pervenuto alla Cassa cantonale di compensazione il 5 luglio 2018 l’assicurata ha prodotto i conteggi di stipendio e gli interessi passivi da essa pagati, la decisione di tassazione 2015 sua e del 2016 delle figlie, le indicazioni del salario conseguito dalla figlia _ a _ in qualità di docente supplente. In data 22 agosto 2018 l’am-ministrazione ha interpellato l’assicurata per un complemento d’informazione concernente l’attività svolta da _ (che non ha conseguito reddito nel periodo dall’aprile all’agosto 2018).
C. Dopo avere determinato il reddito conseguito da ultimo dall’unità di riferimento (UR qui di seguito) da essa ritenuta, l’amministra-zione ha respinto la domanda di RIPAM con decisione emanata su reclamo il 18 settembre 2018 (doc. 10). La Cassa ha considerato l’unità di riferimento composta dalla signora RI 1 e dalle figlie _ e _, ha ritenuto un reddito complessivo dell’UR di CHF 94'505, una quota della sostanza di CHF 15'062 e ha dedotto i premi dell’UR (complessivamente CHF 15'815) e gli interessi passivi nella misura massima deducibile di CHF 4'000. L’importo di CHF 89'752, costituente il reddito disponibile (RD qui di seguito), è superiore al limite di reddito massimo che consente il riconoscimento di una riduzione del premio per una UR composta da 3 adulti come quella della ricorrente (importo massimo cifrato in CHF 85'950,10).
D. RI 1 ha inoltrato ricorso (doc. I, del 15 ottobre 2018) avverso detta decisione ribadendo che, a seguito della morte del padre delle sue figlie, avvenuta il 28 febbraio 2018, i redditi su cui le figlie _ e _ possono contare è diminuito. In particolare _ non ha diritto a una rendita per orfana della LAVS siccome di età superiore ai 25 anni. La signora RI 1 ha evidenziato l’importante onere economico derivante dal mantenimento delle figlie agli studi fuori cantone e il suo prossimo pensionamento (nel corso del 2019).
Dal canto suo l’amministrazione ha proposto la reiezione del gravame con argomenti che, se del caso, saranno ripresi in corso di motivazione (doc. III del 7 novembre 2018). Alla ricorrente è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di postulare l’acquisizione di nuove prove (doc. IV). Il 9 novembre 2018 è stata staccata la citazione all’udienza prevista per il 26 novembre successivo (doc. V) e il 16 novembre 2018 la ricorrente ha prodotto al Tribunale cantonale delle assicurazioni delle osservazioni in cui ha illustrato la sua situazione particolare e la preoccupazione per il suo prossimo pensionamento con ridimensionamento importante delle entrate economiche. A sostegno l’assicurata ha prodotto un’attestazione della cassa pensione cui è affiliata (doc. VI/1) e uno scambio di e-mail con la sua capo-servizio (doc. VI/2).
E. In occasione dell’udienza del 26 novembre 2018 le parti hanno dapprima dato atto che:
"
... correttamente la Cassa ha proceduto al calcolo autonomo al di fuori della tassazione dei redditi e della sostanza per conseguire il calcolo. Questo in conseguenza in particolare al decesso del papà di Valeria e Caroline e della modifica nei redditi di questo evento ...”.
La ricorrente ha poi evidenziato come la figlia maggiore, dopo il conseguimento del Master in lettere, continuerà la formazione. Essa svolge delle supplenze nelle scuole di _ ed i suoi redditi dipendono dal numero di ore di insegnamento.
La ricorrente ha ulteriormente evidenziato come la morte del papà delle sue figlie abbia comportato l’apertura della successione di cui fa parte anche un figlio di primo letto del padre di _ e _. La ricorrente ha precisato, a questo proposito:
"
... di avere contratto un debito ipotecario aumentando anche l’ipoteca sul suo immobile per poter liquidare le pretese successorie di _ e permettere alle figlie di ritirare l’immobile. Dal mese di novembre lo stesso è locato mentre in precedenza era rimasto sfitto. ... (il) debito è ... del mese di luglio e ha comportato la necessità di pagare interessi passivi che indubbiamente incidono sul calcolo che dev’essere svolto dalla Cassa.”
Alla luce di tale situazione economica fluttuante le parti hanno concordato con la proposta del giudice di sospendere la trattazione della procedura per
"
... permettere alla ricorrente di ottenere la documentazione necessaria, che sarà verosimilmente conseguibile solo agli inizi del 2019, per poter determinare in maniera compiuta i redditi conseguiti nel 2019 (recte: 2018). Per la sostanza la legge impone di far capo all’ultima tassazione cresciuta in giudicato, oggi è quella del 2016. La signora RI 1 si impegna a contattare l’Ufficio di tassazione per sollecitare l’emanazione della decisione di tassazione 2017.”
Alla signora RI 1 è stato chiesto di produrre un’attestazio-ne bancaria relativa ai debiti ipotecari 2018 sia riferiti alle ipoteche gravanti l’immobile personale della ricorrente sia gravanti l’immobile della successione, il certificato di salario proprio e l’attestazione delle remunerazioni ottenute da _ per l’attivi-tà svolta, in particolare il certificato di salario del Dipartimento della pubblica eduzione del Canton _, nonché la decisione di tassazione, se possibile, del 2019 (doc. VIII)
Tali documenti sono stati prodotti, a seguito di sollecitazione del giudice delegato (doc. IX scritto dell’11 febbraio 2019), il successivo 17 febbraio 2019 (doc. X). Alla Cassa cantonale di compensazione è stata concessa la possibilità di esprimersi in merito (doc. XI, scritto del 20 febbraio 2019).

## Considerations

in diritto
in ordine
1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr. 13, pag. 37 e seguenti). Su questi temi si veda
Ivano Ranzanici
: La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza federale, in RtiD I – 2016, pagg. 307 e segg., in particolare ad 4.3.3 pag. 328 e segg., con cui è criticata la STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, invero modestamente argomentata, resa in una fattispecie del tutto simile, per complessità istruttoria, per la natura delle prove acquisite e per l’im-portanza del caso rispettivamente per i precedenti esistenti, a quella che ha condotto alla sentenza 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011 ma con esito opposto. Va segnalato che in giudizi successivi, in particolare nella STF 1C_569/2015 dell’11 novembre 2015, l’Alta Corte è ritornata ed ha confermato la sua prassi antecedente il 31 agosto 2015, senza quindi riprendere il giudizio criticato in Ticino per i suoi effetti negativi (
Ranzanici,
op. cit., n. 4.3.3 pag. 328 seg.).
Nel caso in esame il tema sottoposto all’esame e al giudizio di questa Corte (composizione dell’UR, determinazione del reddito al di fuori della tassazione, accertamento del diritto alla riduzione del premio) non è nuovo ed è stato oggetto di esame a più riprese da parte di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni, basti qui il generico rinvio alle STCA reperibili sul sito: sentenze.ti.ch (per un caso emblematico si veda la STCA 36.2018.18 del 24 maggio 2018 in re H.). La fattispecie non necessita di un’istruttoria processuale complessa per essere evasa, l’acquisizione di documentazione e l’indizione di una udienza non costituiscono complessità particolari. Il giudizio può essere emanato monocraticamente.
2. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il prov-vedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’auto-rità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia. In concreto il ricorso è ricevibile siccome tempestivo e motivato in maniera comunque sufficiente.
nel merito
3. Dal 2012 le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha previsto un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il
Messaggio
15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo
Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli e specifiche si veda:
Ivano Ranzanici,
La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, in particolare il capitolo 14, p. 357 e ss.). Il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicura-to vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare
“gli effetti indesiderati”
del precedente ma anche a
“tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa ... nell’ambito dell’assicurazione di base ... con l’introduzione del premio medio di riferimento”
che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (
Ranzanici,
tesi citata, capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ancorché questa libertà non sia assoluta come ricorda la recente giurisprudenza federale (STF 8C_228/2018 del 22 gennaio 2019 destinata alla pubblicazione, in un caso relativo al Cantone di Lucerna) ed è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1
bis
LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50% i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.
Il Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se i presupposti dati, l’aiuto sociale è versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’an-no che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.
4. Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato stabilisce annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal. Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito disponibile che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza è fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre riferirsi alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento siano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.
L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto previgente, non è più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
5. A partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (
Ranzanici,
tesi citata, capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:
RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione
Se dell'UR fanno parte dei figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x 50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
Le due formule adottate dal legislatore appaiono complesse. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti del 3.4 e del 3,9.
Nel corso dei lavori preparatori (
Messaggio
6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella legge un “
limite esplicito ... (che) non dipende dai PMR ... L’introduzione di questo nuovo parametro consente ... di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumen-to del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di esclusione ... per queste situazioni reddituali”
(Messaggio citato, p. 13).
Posto il principio di fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “
Dopo vari approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”
(Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli, ritenuto comunque che l’esecutivo può cambiare tali costanti nel suo annuale decreto di fissazione dei parametri l’attribuzione della RIPAM. Sempre nel suo messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “
è una prestazione coordinata ai sensi della Laps ..., il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RD Laps; per le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”
.
Per stabilire la costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “
valore delle costanti ... influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è ... l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi alti”
. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato (va ripetuto) è abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
6. Come anticipato per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elabora-zione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v.
Ranzanici,
tesi citata, capitolo 14.8. p. 387 e ss.)
Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dun-que un
“reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”
, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
L’amministrazione è tenuta a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria, che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza (mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio, dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa, redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente: assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (
Messaggio
, op. cit., pag. 16 in initio).
Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda
Ranzanici
, tesi citata, n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato (come rammentato nelle STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime) che:
"per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. ... l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali"
. Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove è eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
L’art. 14 RLCAMal, prevede in particolare, ai suoi capoversi 2 e seguenti che:
"
2
La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;
b) diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
e) diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.
3
Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.
4
I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5
Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”
In caso di diminuzione del reddito conseguito comunicato all’am-ministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
7. Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Com-missione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda
Ranzanici,
tesi citata, p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le nuove norme la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per
“garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case ... gravati da un’ipoteca sulla casa primaria”
(pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’im-porto sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’im-mobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche:
Ranzanici
, tesi citata, n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
La deduzione, così come espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari. Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a livello fiscale, su quest’aspetto la volontà del legislatore appare chiara.
8. Va indicato che per l’anno
2018
, l’esecutivo cantonale ha così fissato le basi di calcolo nel decreto esecutivo del 15 novembre 2017:
a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2015.
b) premio medio di riferimento per gli adulti: CHF 5’577.--, per i giovani adulti CHF 5’119.-- e per i minorenni CHF 1’284.--.
La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo è stata determinata, per l’unità di riferimento senza figli in 3.2 e per l’unità di riferimento con figli in 4.5.
Il decreto rammenta poi che per i proprietari o usufruttuari di sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del reddito disponibile di riferimento ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore della sostanza immobiliare registrato nella tassazione di riferimento di ciascun membro dell’unità di riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento prevista dall’Ufficio cantonale di stima.
9. Prima di verificare la correttezza del calcolo operato dalla Cassa cantonale di compensazione occorre accertare se l’amministra-zione ha, correttamente o meno, considerato la composizione dell’UR nel caso concreto.
L’UR è concetto descritto nelle considerazioni che precedono, l’art. 26 cpv. 2 LCAMal prevede che di regola “
è costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del diritto fiscale
”. Ora, nel caso in esame, l’UR ritenuta dall’amministrazione è composta dalla ricorrente che è madre di due figlie maggiorenni in prima formazione, la primogenita nata nel 1993, e quindi venticinquenne, la secondogenita nata nel 1995 e dunque ventitreenne. Occorre allora verificare se l’agire della Cassa è corretto.
Per l’art. 27 LCAMal “
le persone sole maggiorenni senza figli, di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), del 5 giugno 2000, sono incluse nell’unità di riferimento da cui dipendono economicamente
”, a questo proposito la dottrina (
Ranzanici
, tesi citata, n. 709, p. 373) precisa che la “
differenza, ... , risiede nel considerare quali componenti l’UR non solo i coniugi (con gli eventuali figli sino al compimento del diciottesimo anno d’età) ma anche, laddove ve ne siano, i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto
”, lo stesso autore ricorda poi (n. 713 p. 375) che “
nell’unità anche i figli maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà politica di favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni, ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si protraggono nel tempo
”, questa integrazione tende a considerare l’onere che i figli in formazione causano alla famiglia (comportando il loro mantenimento generalmente degli oneri).
La fissazione da parte del legislatore di un’età certamente avanzata (30 anni) e francamente scollegata da altri limiti d’età che fondano riconoscimento di prestazioni o deduzioni fiscali (nella nota 1170 a p. 376, alla marginale 715,
Ranzanici
evidenzia come: “
I 30 anni costituiscono un’età disarmonica rispetto al diritto fiscale per cui la possibilità di dedurre il mantenimento in favore di un figlio in formazione può avvenire sino al compimento dei 28 anni (art. 34 cpv. 1 lett. a LT). La LAVS prevede poi il pagamento del contributo minimo di legge per gli studenti sino al compimento dei 25 anni (art. 10 cpv. 2 lett. a LAVS), od ancora l’art. 25 cpv. 5 LAVS riconosce il diritto alla rendita per orfani ai figli ancora in formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti
”) è attenuata da una serie di condizioni d’esclusioni rigorose, come detto da un lato l’età del giovane in formazione (i 30 anni) e il fatto che il giovane sia una persona sola (e non abbia un proprio nucleo famigliare), in terzo luogo il giovane deve dipendere in maniera effettiva economicamente dalla famiglia. Il giovane può certamente conseguire dei redditi (assurda sarebbe l’imposizione del contrario) ma gli stessi devono essere limitati devono essere inferiori al “
limite di fabbisogno esistenziale definito
” dalla Laps. Come rammenta la dottrina citata “
Questo importo, nel Messaggio di accompagnamento, è definito quale reddito limite per sopperire al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un parametro riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il diritto ad un intervento sociale di complemento
” (
Ranzanici,
p. 376, alla marginale 715).
10. Nel caso in esame, la primogenita della ricorrente, _, svolge un’attività lavorativa quale supplente nel cantone di _, ove sta completando i suoi studi universitari in lettere. Indubbiamente _ sta seguendo una formazione primaria che le consentirà il reperimento di un lavoro di indubbio valore culturale e consegue redditi che – se inferiori ai limiti di reddito Laps citati – vanno ritenuti nella determinazione del RD dell’UR. Il valore soglia (inserito con effetto al 1° gennaio 2017 nella Laps all’art. 10) è di CHF 17'441, limite di reddito che in concreto non è stato superato. Dal certificato si salario dell’Ufficio del personale del Canton _ appare che la giovane ha conseguito redditi per CHF 14'085 (nel 2018) cui si aggiungono, come indicato nello scritto (doc. X) della ricorrente, altri CHF 700.-- per l’attività svolta in seno all’Organizzazione del _. L’importo da ritenere è inferiore al limite del fabbisogno evocato. Ne discende che _ deve essere considerata quale membro a tutti gli effetti dell’UR da considerare in concreto, così come _ che segue i suoi studi universitari senza svolgere collateralmente attività remunerata.
11. In questa costellazione i redditi complessivi conseguiti dall’UR interessata assommano a CHF 12'154 per _, CHF 90'566 per la ricorrente (doc. X/3 e X/4), a questi importi vanno aggiunti il reddito locativo (CHF 11'280) mentre la sostanza netta imponibile ritenuta nell’ultima decisione di tassazione disponibile è di CHF 220'000. Anche se non si considerasse tale sostanza l’UR in esame non potrebbe beneficiare della riduzione dei premi. Considerando infatti anche solo unicamente i redditi complessivi netti conseguiti (CHF 90'566 + 12'154 + 700 + 11’280) si ottiene l’importo di CHF 114’700. Deducendo da tale importo, che – lo si ripete – non ritiene la quota di sostanza, la somma dei premi medi di riferimento (CHF 15'815) le spese professionali per salariati (CHF 4'000) e gli interessi passivi massimi deducibili (CHF 3'000) si ottiene una somma di CHF 91'885.
Come indica correttamente la decisione su reclamo l’importo massimo che consente la riduzione del premio di un’UR composta come quella in causa, è di CHF 85'950.10 determinata in base al seguente calcolo:
{4.5 + [1 – (2/10)]} x 50% (32'434) = 85'950.10
Il calcolo non sarebbe diverso, e quindi maggiormente favorevole all’assicurata ricorrente, neanche se si considerassero le ipoteche accese di recente (cfr. verbale di udienza e doc. X/2 attestazioni Banca _), gravanti l’immobile di nuova acquisizione oltre che quello di proprietà dell’assicurata (già ritenuto dall’ultima tassazione prodotta). L’azzeramento del valore della sostanza netta nulla cambierebbe poiché il calcolo eseguito contempla già la deduzione massima per interessi passivi consentita dalla legge (CHF 3'000). Il RDS conseguito, anche senza il computo della sostanza immobiliare e ritenendo le massime deduzioni possibili secondo le norme applicabili, è superato dal reddito disponibile massimo che consente il versamento di un sussidio.
12. Alla luce di quanto precede il ricorso deve essere respinto, senza carico di tassa di giustizia e spese e senza attribuzione di ripetibili.