# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1e5ecf1f-af69-50d4-9251-19be9ebbbe62
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 23 gennaio 2009 la RI 1 ha inoltrato un preannuncio di lavoro ridotto per uno dei due dipendenti attivi nel settore ingegneria nel periodo 1° gennaio al 30 aprile 2009.
La ditta ha rilevato che il volume di ordinazioni è mutato a causa della "contrazione del volume di lavoro" (cfr. Doc. 9, punto 10).
I motivi alla base dell'introduzione del lavoro ridotto sono i seguenti:
"
La decisione di introdurre il lavoro ridotto è stata presa in quanto abbiamo constatato un netto calo del numero di capitolati inerenti le opere genio civile ecc. già a partire dalla fine dell'anno 2008." (Doc. 9, punto 11a)
L'azienda ha così illustrato le misure adottare per evitare il lavoro ridotto:
"
L'allestimento di domande di costruzioni preliminari per eventuali realizzazioni. Seguiamo costantemente le pubblicazioni sui vari albi comunali per l'invio dei moduli d'offerta." (Doc. 9, punto 11b)
La ditta ha poi negato che sono state differite delle ordinazioni e al riguardo si è così espressa:
"
No, ma comunque i tempi di decisione per l'inizio dei lavori si sono allungati causa la crisi economica che tanto spaventa tutta la popolazione in generale." (Doc. 9, punto 11c)
Infine, la ditta ha così descritto le ragioni per cui la perdita di lavoro è da lei ritenuta solo temporanea:
"
La realizzazione futura di un complesso di case nel comune di _ e la realizzazione di mandati nel comune di _ per la quale sono state inoltrati i progetti di massima." (Doc. 9, punto 12)
1.2. Il 28 gennaio 2009 la Sezione del lavoro ha richiesto all'azienda alcune informazioni, invitandola pure a trasmettere ulteriore documentazione (cfr. Doc. 8), ciò che essa ha fatto il 2 febbraio 2009 (cfr. Doc. 7).
Il 18 febbraio 2009 la Sezione del lavoro ha chiesto ulteriori informazioni alla RI 1 (cfr. Doc. 6), che ha risposto il 23 febbraio 2009 (cfr. Doc. 5).
Con decisione del 9 marzo 2009 la Sezione del lavoro ha respinto la richiesta di indennità per lavoro ridotto (cfr. Doc. 4).
1.3. Contro questa decisione la ditta ha inoltrato un'opposizione nella quale ha sottolineato che la mancanza di lavoro è dovuta alla crisi congiunturale che stiamo vivendo e che non in tutti i mesi, dal 2005, vi è stata una riduzione della cifra d'affari (cfr. Doc. 3).
Nella decisione su opposizione del 27 marzo 2009 la Sezione del lavoro ha confermato la decisione di opporsi al versamento di indennità per lavoro ridotto, argomentando:
"
(...)
Nel caso in esame, il motivo addotto dall'azienda in parola a sostegno dell'introduzione del lavoro ridotto è essenzialmente la contrazione del volume di lavoro. Ora, alla luce della citata giurisprudenza, ci si trova confrontati con una circostanza rientrante nel normale rischio aziendale del datore di lavoro e la perdita di lavoro in concreto invocata può colpire allo stesso modo ogni datore di lavoro di questo ramo economico. Non appare dunque adempiuto uno dei presupposti cumulativi di cui agli articoli 31 e seguenti LADI per l'ottenimento delle indennità per lavoro ridotto (perdita di lavoro computabile). (...)" (Doc. A)
1.4. Contro questa decisione la ditta ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale si è così espressa:
"
Riteniamo che la nostra domanda, presentata il 23.01.2009 poi successivamente i nostri scritti del 02.02.2009 e del 23.02.2009, abbiano fatto chiarezza sui motivi per i quali é stata chiesta l'introduzione della misura dell'orario ridotto per la nostra azienda.
In particolare l'art. 31 LADI cita chiaramente le disposizioni previste per poter beneficiare dell'introduzione dell'indennità per orario ridotto. Ci sembra chiaro che la nostra azienda possa beneficiare, con l'applicazione dei disposti di legge, dell'introduzione del lavoro ridotto.
Della crisi congiunturale che stiamo vivendo si é accorto pure il nostro Consiglio Federale che ha recentemente agito tempestivamente prolungando a 18 mesi l'indennità per orario ridotto e riducendo addirittura ad 1 giorno il periodo di attesa a carico del datore di lavoro.
Ci sembra alquanto strano, come citato poco sopra, che l'ufficio della SdL abbia indicato la diminuzione di attività e conseguentemente della cifra d'affari dall'anno 2005!!!
Hanno sicuramente potuto costatare, al punto 10 b) "cifra d'affari", che effettivamente la totalità a fine anno abbia subito una diminuzione da Fr. 200'000.00 (anno 2005) a Fr. 138'500.-(anno 2008), ma che se prendiamo i singoli mesi (es. febbraio da Fr. 5'000.00 (2005) siamo saliti fino a Fr. 24'000.0 (2007). Questa semplice indicazione fa concludere che, non sempre ed in particolare non mensilmente, ci siamo trovati dinnanzi ad una perdita finanziaria.
Noi possiamo avere cento piccoli lavori che non danno un introito diretto ma che comunque ci fanno lavorare rispetto all'assunzione di un grosso lavoro (esempio se ci dessero il lavoro al Grand Hotel di _ avremmo bisogno di cento collaboratori rispetto ai due presenti oggi in ditta e la cifra d'affari della nostra ditta aumenterebbe a quanti milioni ?????).
Recentemente anche la SSIC ha preso posizione, a seguito di un seminario che si e' tenuto nelle scorse settimane al Centro professionale di _, in merito al vostro modo restrittivo di lavorare con lo strumento del lavoro ridotto per le aziende attive nel campo edile rispetto a quelle attive in altri settori.
Ribadiamo che, sia nel nostro preannuncio che nei successivi scritti, abbiamo esaurientemente informato il vostro ufficio in merito ai motivi della richiesta di orario ridotto che sono da ricercare nella nostra momentanea mancanza di lavoro dovuta a motivi economici e non come da voi indicato.
C. Si chiede piaccia giudicare:
Considerate le osservazioni su esposte chiediamo l'accettazione del nostro ricorso e il beneficio dell'introduzione del lavoro ridotto dal 01.01.2009 al 30.04.2009.
Qualora non vi siano gli estremi per accettare il presente ricorso chiediamo a codesto Tribunale di accordare il lavoro ridotto per "oscillazione stagionali del grado di occupazione". (...)" (Doc. I)
1.5. Nella sua risposta del 19 maggio 2009 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso e osserva:
"
(...)
Nel caso in esame, il motivo addotto dall'azienda in parola a sostegno dell'introduzione del lavoro ridotto è essenzialmente la contrazione del volume di lavoro.
Ora, dalla documentazione agli atti emerge che la ditta in parola è regolarmente confrontata con importanti oscillazioni del proprio fatturato da un mese all'altro (ad esempio, nel mese di maggio 2008 non è stata realizzata alcuna cifra d'affari, mentre quella realizzata il mese successivo è stata di CHF 7'000 e quella ottenuta il mese precedente ha addirittura raggiunto CHF 31'000). Inoltre, dal 2005 in poi essa è confrontata con un costante calo del proprio fatturato annuale (da CHF 200'000 nel 2005 si è passati a CHF 138'000 nel 2008). Le difficoltà attualmente riscontrate dalla ricorrente non presentano dunque un carattere eccezionale e la circostanza da lei addotta a sostegno dell'introduzione del lavoro ridotto rientra nel normale rischio aziendale del datore di lavoro. Non appare dunque adempiuto uno dei presupposti cumulativi di cui agli articoli 31 e seguenti LADI per l'ottenimento delle indennità per lavoro ridotto (perdita di lavoro computabile).
A titolo abbondanziale si constata che il preannuncio di lavoro ridotto è stato introdotto senza rispettare il termine previsto dall'articolo 36 cpv. 1 LADI (un datore di lavoro deve infatti avvertire il servizio cantonale dell'introduzione del lavoro ridotto almeno dieci giorni prima dell'inizio dello stesso)." (Doc. III)

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. I presupposti del diritto all'indennità per lavoro ridotto sono regolati all'art. 31 LADI.
Questa disposizione prevede esaustivamente (cfr. DTF 119 V 36) quattro condizioni materiali, espresse positivamente, e tre condizioni personali, espresse negativamente, per potere beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto.
Le condizioni positive sono enumerate al cpv. 1 dell'art. 31 LADI secondo cui i lavoratori, il cui tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è integralmente sospeso, hanno diritto a una indennità per lavoro ridotto se:
"
a. sono soggetti all'obbligo di contribuzione all'assicurazione contro la disoccupazione e non hanno ancora raggiunto l'età minima per l'obbligo di contribuzione nell'AVS;
b. la perdita di lavoro è computabile (art. 32);
c. il rapporto di lavoro non è stato disdetto;
d. la perdita di lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile che con la diminuzione del lavoro potranno essere conservati i loro posti di lavoro."
Secondo il cpv. 1
bis
in vigore dal 1° luglio 2003 per verificare i presupposti del diritto di cui al cpv. 1 lett. d, in casi eccezionali può essere effettuata un'analisi aziendale a carico del fondo di compensazione.
I surriferiti requisiti devono essere adempiuti nella loro totalità.
Le condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:
"
a. i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il cui tempo di lavoro non è sufficientemente controllabile;
b. il coniuge del datore di lavoro occupato nell'azienda di quest'ultimo;
c. le persone che, come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo dell'azienda, determinano o possono influenzare risolutamente le decisioni del datore di lavoro, come anche i loro coniugi occupati nell'azienda."
2.3. Secondo l'art. 32 cpv. 1 LADI:
"
Una perdita di lavoro è computabile se:
a. è dovuta a motivi economici ed è inevitabile e
b. per ogni periodo di conteggio è di almeno il 10 per cento delle
ore di lavoro normalmente fornite in complesso dai lavoratori dell'azienda."
Per l'art. 33 cpv. 1 LADI non è invece computabile una perdita di lavoro:
"
a. se è dovuta a misure d'organizzazione aziendale, come lavori di pulizia, di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre
interruzioni dell'esercizio, usuali e ricorrenti, oppure a circostanze
rientranti nella sfera normale del rischio aziendale del datore di
lavoro;
b. se è usuale nel ramo, nella professione o nell'azienda oppure se è causata da oscillazioni stagionali del grado d'occupazione;
c. in quanto cada in giorni festivi, sia cagionata da vacanze aziendali o sia fatta valere soltanto per singoli giorni immediatamente prima o dopo giorni festivi o vacanze aziendali;
d. se il lavoratore non accetta il lavoro ridotto e dev'essere pertanto rimunerato secondo il contratto di lavoro;
e. in quanto concerne persone vincolate da un rapporto di lavoro di durata determinata o da un rapporto di tirocinio o al servizio di un'organizzazione per lavoro temporaneo oppure;
f. se è la conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell'azienda in cui lavora l'assicurato."
Scopo delle citate norme é di evitare la traslazione delle spese inerenti i rischi aziendali all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 2 luglio 1980, in FF 1980 III pag. 531; cfr. pure il Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, “Efficacia delle indennità per lavoro ridotto”, in FF N. 10, 16 marzo 1999, pag. 1628-1643).
2.4. Secondo l'art. 33 cpv. 1 LADI non è computabile la perdita di lavoro dovuta a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale. Per "normale rischio aziendale" si intende il pericolo di subire delle perdite per motivi legati alla sfera interna dell'azienda (ad esempio: difetti nei macchinari, problemi con il personale, errori di organizzazione) o per motivi esterni (ad esempio la situazione del mercato), che ogni impresa ha e che è di conseguenza in grado di calcolare o di prevenire o combattere con opportune contromisure (cfr. G. Gerhards: "Kommentar zum Arbeitslosenversicherung (AVIG)", Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda, 1987, Vol. I, pag. 426-428; STFA C 264/03 del 2 dicembre 2004; STFA C 189/02 del 15 marzo 2004; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2002 pag. 59, DLA 2000 pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 48 e 204; DLA 1998 pag. 290; DLA 1996/1997 pag. 54, consid. 2b, pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b, pag. 119 e 120).
Infatti, la giurisprudenza federale ha stabilito che le perdite di lavoro che possono colpire ogni datore di lavoro rientrano nei rischi normali dell’azienda e devono di regola essere assunti da quest’ultima. Soltanto se esse presentano un carattere eccezionale o straordinario conferiscono un diritto all’indennità per lavoro ridotto (cfr. STFA C 121/05 dell’11 agosto 2005; STFA C 189/02 del 15 marzo 2004; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2000 pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 204, consid. 2a, pag. 206; DLA 1996/1997 pag. 54, consid. 2b aa), pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b, pag. 119 e 120).
Nella
citata sentenza C 189/02 del 15 marzo 2004, l'Alta Corte ha confermato il precedente giudizio di questo Tribunale e, definendo le perdite di lavoro rientranti nel normale rischio aziendale, ha, tra l'altro, ribadito che:
"
(...)
Trattasi segnatamente di perdite di lavoro abituali che, secondo l'esperienza, sopravvengono periodicamente e possono colpire ogni datore di lavoro. Ogni azienda deve quindi affrontare tali evenienze ed essere in grado di prevederle, prevenirle o combatterle con opportuni provvedimenti. Soltanto se le perdite denotano un carattere eccezionale o straordinario possono dar diritto al versamento di un'indennità per lavoro ridotto (DLA 1998 no. 50 pag. 291 consid.
1, 1996/1997 no. 11 pag. 58 consid. 2b/aa e riferimenti; cfr. anche Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol.
I, pag. 426 segg., note 64-70).
(...)
Alla pronuncia cantonale deve essere prestata adesione anche nella misura in cui ha concluso che i motivi addotti dalla società a sostegno della domanda di indennità per lavoro ridotto - fluttuazione dei prezzi, differimento delle commesse - rientravano, conformemente alla giurisprudenza, nel normale rischio aziendale e non erano quindi risarcibili dall'assicurazione contro la disoccupazione."
(cfr. STFA del 15 marzo 2004 nella causa F. SA, C 189/02)
In un’altra sentenza C 264/03 del 2 dicembre 2004, il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale, TF) ha confermato il precedente giudizio di questo Tribunale e, in particolare, ha puntualizzato che:
"
(...)
Il concetto di normalità deve essere definito con riferimento all'attività specifica espletata dall'azienda e meglio deve tener conto delle sue peculiarità. In tale contesto il criterio della prevedibilità assume un significato determinante (DTF 119 V 500 consid. 1; DLA 1999 no. 10 pag. 48, 1998 no. 50 pag. 290, 1995 no. 20 pag. 117).
(...)" (cfr. STFA del 2 dicembre 2004 nella causa L.C. SA, C 264/03)
In una sentenza 8C_279/2007 pubblicata in DLA 2008 pag. 158 il Tribunale federale ha stabilito che la perdita di un cliente importante fa parte del normale rischio aziendale ed ha rilevato:
"
(...)
2.3 Der Einwand in der Beschwerde, der Wegfall eines Grosskunden wie X._ könne nicht als normales Betriebsrisiko qualifiziert werden, zumal sich die Firma dadurch in einer aussergewöhnlichen Situation befunden habe, ist nicht stichhaltig. Im Lichte des nicht offensichtlich unrichtig oder unvollständig festgestellten Sachverhalts (E. 1.1) durfte die Vorinstanz den Anspruch auf Kurzarbeitsentschädi-gung ablehnen, zumal, wie die Beschwerdeführerin selber ausführt, eine gewisse Abhängigkeit (Klumpenrisiko) seit Anbeginn des Bestehens der Firma existierte. Die Geschäftsbeziehung mit einem Hauptkunden, auch bei gutem Einvernehmen, beinhaltet das vorhersehbare Risiko, bei veränderten Verhältnissen einen Umsatzeinbruch zu erleiden (Urteil vom 2. November 2006 E. 1 [C 279/05]). Dieses Klumpenrisiko wurde in Kauf genommen, wobei die Frage offen bleiben kann, ob die eingetretene Situation gar vermeidbar gewesen wäre (vgl. auch ARV 1997 Nr. 39 S. 214: Bundesamtliche Weisung zur Produktionseinschränkung gilt als branchenüblich und eröffnet einer betroffenen Käserei keinen Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung). Die Vorinstanz hat in ihrer Beurteilung, es handle sich im vorliegenden Fall um ein normales Betriebsrisiko, demnach kein Bundesrecht verletzt.
(...)"
Nel settore dell'edilizia la giurisprudenza ha stabilito che differimenti di termini voluti dal committente o causati eventualmente da altri motivi non imputabili alle imprese incaricate dell'esecuzione dei lavori non sono insoliti nel ramo, ragione per cui l'assicurazione contro la disoccupazione non è tenuta a rispondere delle conseguenze degli stessi sull'occupazione delle maestranze (STFA inedita 6 settembre 1985 nella causa P.; STFA 12.10.88 nella causa O.C., inc. AD 214/87).
In una decisione pubblicata in DLA 1995 N. 20 pag. 117 il TFA ha sottolineato che è innegabile che nell'edilizia le perdite di lavoro dovute alla necessità di differire lavori a causa dell'insolvenza del committente, da un lato, e al ritardo di un progetto in seguito ad una procedura d'opposizione pendente, dall'altro, costituiscono rischi normali dell'azienda ed ha sottolineato quanto segue:
"
2.
- a) E
n I'espèce, la réduction de l'horaire de travail introduite par la
recouran
te est motivée par trois causes
essentielles. La première
a trait a
u fait que la société a été contrainte de différer des travaux de construction
portant sur cinq immeubles locatifs parce que e ma
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re de l'ouv
ra
ge n'était pas en mesure de s'acquitter d'une dette é
ch
ue d'un
mon
tant de 200
000 fr., somme à laquelle s'ajoutaient des factures non encore échues
,
d'une vale
ur
de 450000 fr. La deuxième cause
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retard d'un
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rojet de transformati
o
n d'un immeu
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en raison d'une procédure opp
os
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on pendante.
Q
uant à la
troisième,
elle réside dans le fait que des entreprises concurrentes
o
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pratiqué des manoeuvres de
«dumping»
fin
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ment de
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ecourante
.
b) II
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utefois indéniable que les pertes de travail dues à la n
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cessité
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différer des travaux en raison de l'insolvabilité du m
aître
de I
'ouvrage
d'une part, et au retard d'un projet en raison d'une proc
é
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opposition pendante, d'autre part, constituent des risques
norma
ux
d'
exploitation. Pour une entreprise de construction, de telles circonst
ances
ne sont en effet nullement exceptionnelles et ne sauraient
, pour ce motif, entraîner une perte de travail à prendre en considération.
En ce qui
con
cerne les variations du taux d'occupati
on
dues à une
situation concurrentielle
tendue, la Cour de céans a jugé que la perte du travail qui en résulte est susceptible de toucher chaque employeur d'une m
ême b
ranche économique (arr
ê
t non publié M. du 29 juin 1989, C 25
/89
)
.
Pa
r ailleurs, il faut éviter que l
'intervention de l'assurance-ch
ômage
entrave la concurrence par une redistribution des co
û
ts et des revenus des entreprises structurellement fortes à celles qui le son
t moins
(sur ces questions, cf. Br
ü
gger,
Die Kurzarbeitsentschä
dig
als arbeits
losenversicherungsrechtliche Prä
ventivmassnah
me, t
h
.
Berne 1993, p. 70). Or, en l'espèce, la recourante
produit un tableau comparatif de soumissions présentées par on
ze
entreprises, relatives à la construction d'un trottoir. Certes, en adm
ett
ant que ce document soit représentatif de la situation régnant sur l'ensemble du marché de la construction dans la région concernée, on constate que l'offre la plus avantageuse
est
sensiblement inférieure à l'offre présentée par la recourante.
Il
n'en demeure pas moins que I
a
proposition de cette dernière se situe parmi les quatre offres les plus élevées présentées en l'occurrence, de sorte que la perte du marché en cause ne saurait
ê
tr
e attribuée à d'éventuelles mano
euvres de «dumping» pratiquées par les entreprises concurrentes. On doit bien plut
ô
t admettre que la diminution du taux d'occupation subie par la recourante est due à une situation concurrentielle tendue, dont l'assurance-ch
ô
mage n'a pas à répondr
e."
In una sentenza C 237/06 del 6 marzo 2007 il Tribunale federale ha confermato la propria giurisprudenza ed ha rilevato:
"
Gleiches gilt hinsichtlich der Rechtsprechung, wonach Schwankungen in der Auftragslage im Jahresverlauf, insbesondere ein Beschäftigungsrückgang im Winter - aber auch zu anderen Jahreszeiten - sowie Terminverschiebungen auf Wunsch von Auftraggebern oder allenfalls aus anderen Gründen, die das mit der Ausführung der Arbeiten beauftragte Unternehmen nicht zu verantworten hat, im Baugewerbe durchaus üblich sind. Der darauf zurückzuführende Arbeitsausfall ist somit betriebsüblich und deshalb nicht anrechenbar (ARV 1999 Nr. 10 S. 51 E. 4a ). Diese Praxis ist auch bei einer angespannten, rezessiven Wirtschaftslage und dem damit verbundenen Risiko, dass die Möglichkeit, andere Aufträge vorzuziehen, nicht mehr oder nur in eingeschränktem Masse besteht, anwendbar (Urteil vom 30. April 2001 C 244/99, E. 3a). Beschäftigungsschwankungen auf Grund verstärkter Konkurrenzsituation stellen im Baugewerbe ein normales Betriebsrisiko dar. Diese auf das Bauhauptgewerbe anwendbare Rechtsprechung gilt sinngemäss auch für das Baunebengewerbe (ARV 1995 Nr. 20 S. 120 E. 2b; Urteil vom 4.
Dezember 2003 C 8/03, E. 3).
3.
Das kantonale Gericht hat mit einlässlicher und überzeugender Begründung, auf die verwiesen wird, erkannt, dass die Firma für die Monate Januar und Februar 2006 keinen Anspruch auf Kurzarbeitsentschädigung hat.
3.1 Was dagegen in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde vorgetragen wird, vermag zu keinem anderen Ergebnis zu führen. Dies gilt insbesondere für die Argumentation, in den Monaten Januar und Februar 2006 hätten keine Arbeiten ausgeführt werden können, weil der Hauptauftraggeber den vorgesehenen Arbeitsbeginn im Januar 2006 storniert habe, sowie es sei im 3. und 4. Quartal 2005 eine Konjunkturabschwächung eingetreten (Voranmeldung von
Kurzarbeit vom 21. Januar 2006). Die Beschwerdeführerin macht somit Schwankungen der Auftragslage im Jahresverlauf, Verschiebungen von Terminen durch Auftraggeber sowie die schlechte wirtschaftliche Lage Ende Jahr geltend. Diese Umstände bilden - soweit sie überhaupt gegeben sind - nach der erwähnten Rechtsprechung (E. 2) keine anrechenbaren Gründe, sind sie doch
betriebsüblich und können jede andere Firma der Branche gleichermassen treffen. Ferner bezogen sich die beiden Anmeldungen auf die Zeitspanne Januar und Februar 2006. Sie fielen somit in die Wintermonate, in welchen das Baugewerbe saisonbedingt ohnehin einen Rückgang der Geschäftstätigkeit zu
verzeichnen pflegt."
Nella citata sentenza C 244/99 del 30 aprile 2001, a proposito di una ditta che produce mobili da cucina, l'Alta Corte aveva rilevato:
"
3.- a) Schwankungen in der Auftragslage im Jahresverlauf, insbesondere ein Rückgang der Aufträge im Winter, sind im  Baunebengewerbe durchaus üblich und der entsprechende Arbeitsausfall im Sinne von Art. 33 Abs. 1 lit. b AVIG nicht anrechenbar, wie das Eidgenössische Versicherungsgericht wiederholt erkannt hat (ARV 1999 Nr. 10 S. 517 Erw. 4b mit Hinweis). Nach dieser Rechtsprechung stellen auch Verschiebungen von Terminen auf Wunsch des Auftraggebers oder allenfalls aus anderen Gründen, die von dem mit der Ausführung von Arbeiten beauftragten Unternehmen nicht zu verantworten sind, im Bau- und Baunebengewerbe nichts Aussergewöhnliches dar (ARV 1999 Nr. 10 S. 51 Erw. 4b mit Hinweis). Diese Praxis wurde zwar vor dem Hintergrund einer guten Konjunktur- und Beschäftigungslage entwickelt, die sich dadurch kennzeichnet, dass aus Terminverschiebungen entstehende Arbeitsausfälle durch andere (kurzfristige) Aufträge ausgeglichen werden können. Doch allein die Tatsache einer angespannten, rezessiven Wirtschaftslage und das damit verbundene Risiko, dass die Möglichkeit, andere Aufträge vorzuziehen nicht mehr oder nur in eingeschränktem Masse besteht, genügt indes nicht, um die Anrechenbarkeit des Arbeitsausfalles zu bejahen. Vielmehr müssen unter den Gesichtspunkten der fehlenden Betriebsüblichkeit und des fehlenden normalen Betriebsrisikos immer besondere Umstände hinzutreten, welche dann auch die Annahme eines voraussichtlich vorübergehenden Arbeitsausfalls (Art. 31 Abs. 1 lit. d AVIG) begründen (ARV 1995 Nr. 20 S. 119 Erw. 1b; nicht veröffentlichte Urteile R. vom 14. Dezember 1998 [C 140/98] und M. vom 7. Mai 1997 [C 127/96]; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG], Bd. 1, Bern 1988, N 70 zu Art. 32/33).
b) Vorliegend sind keine besonderen Umstände im dargelegten Sinne ersichtlich. Namentlich hat die Beschwerdeführerin im Rahmen der Gesuchseinreichung lediglich vorgebracht, durch den starken Einbruch in der Bautätigkeit seien die Aufträge sehr stark zurückgegangen, weshalb der Betrieb nicht mehr voll ausgelastet sei. Eine Vorfabrikation könne nicht erfolgen, da die Firma Massküchen herstelle, für welche eine Massaufnahme in der Baute unbedingt notwendig sei. Trotz Überkapazität im Inland und zunehmendem Druck der ausländischen Konkurrenz bestünden berechtigte Hoffnungen auf eine bessere Auslastung. Zwar darf die Anrechenbarkeit oder vorübergehende Natur eines Arbeitsausfalls nicht mit einem pauschalen Hinweis auf die Marktsituation verneint werden, doch ist es zulässig und notwendig, die Marktsituation für das in Frage stehende Gewerbe (Konkurrenzsituation, Absatzrückgang, Strukturwandel, usw. ) in die Beurteilung miteinzubeziehen (ARV 1999 Nr. 10 S. 52 Erw. 4b). Vorliegend sind eben gerade keine Angaben darüber vorhanden, dass ausserordentliche, betriebs- und branchenunübliche Umstände vorliegen, welche sich allenfalls vom normalen Geschäftsgang abheben. Angesichts dieser Situation besteht mithin auch keine Gewähr auf Erhalt der Arbeitsplätze durch Kurzarbeit.
In un'altra sentenza C 8/03 del 4 dicembre 2003, relativa ad una impresa di costruzioni che aveva fatto valere una riduzione delle ordinazioni del 42% a causa della mancanza di investimenti in quel settore, il Tribunale federale si era così espresso:
"
Das kantonale Gericht hat die vorliegend massgeblichen Bestimmungen und Grundsätze über den Anspruch auf Kurzarbeitsentschädigung (Art. 31 Abs. 1 AVIG), den anrechenbaren Arbeitsausfall (Art. 31 Abs. 1 lit. b in Verbindung mit Art. 32 Abs. 1 lit. a AVIG) sowie die Voraussetzungen, unter denen die Anrechenbarkeit eines Arbeitsausfalls zu verneinen ist (Art. 33 Abs. 1 lit. b AVIG;
BGE 121 V 374
Erw. 2a, 119 V 358 Erw. 1a, 499 Erw. 1) zutreffend dargelegt. Gleiches gilt hinsichtlich der Rechtsprechung, wonach Verschiebungen von Terminen auf Wunsch von Auftraggebern oder allenfalls auch aus anderen Gründen, die von den mit der Ausführung von Arbeiten beauftragten Unternehmen nicht zu verantworten sind, im Baugewerbe nichts Aussergewöhnliches darstellen, weshalb die dadurch verursachten Arbeitsausfälle nicht anrechenbar sind (ARV 1993/1994 Nr. 35 S. 244).
Darauf wird verwiesen.
Zu ergänzen ist, dass die letztgenannte Praxis zwar vor dem Hintergrund einer guten Konjunktur- und Beschäftigungslage entwickelt wurde, die sich dadurch kennzeichnet, dass aus Terminverschiebungen entstehende Arbeitsausfälle durch andere (kurzfristige) Aufträge ausgeglichen werden können. Doch allein die Tatsache einer angespannten, rezessiven Wirtschaftslage und das damit verbundene Risiko, dass die Möglichkeit, andere Aufträge vorzuziehen, nicht mehr oder nur in eingeschränktem Masse besteht, genügt indes nicht, um die Anrechenbarkeit des Arbeitsausfalles zu bejahen (Urteil W. vom 30. April 2001 Erw. 3a, C 244/99). Der wegen der seit langem generell schlechten wirtschaftlichen Lage des Bausektors entstehende Arbeitsausfall, der eine Baufirma zwingt, sich dem Willen der verschiedenen Bauherren anzupassen, gehört zum normalen Betriebsrisiko. Wegen der schon mehrere Jahre andauernden Schwierigkeiten in der Baubranche kann jeder Arbeitgeber in gleicher Weise von einem Arbeitsausfall betroffen sein. Ein solcher Ausfall ist somit in der momentanen wirtschaftlichen Lage keine Besonderheit (ARV 1998 Nr. 50 S. 290); denn Beschäftigungsschwankungen auf Grund verstärkter Konkurrenzsituationen stellen im Baugewerbe ein normales Betriebsrisiko dar (ARV 1995 Nr. 20 S. 120 Erw. 2b). Im Einzelfall können derartige Umstände entschädigungsberechtigt sein, wenn sie auf aussergewöhnliche oder ausserordentliche Gründe zurückzuführen sind (Urteil X. vom 10. Juli 2002 Erw. 3a, C 253/01). Diese auf das Bauhauptgewerbe anwendbare Rechtsprechung gilt sinngemäss auch für das Baunebengewerbe (nicht veröffentlichtes Urteil B. vom 16. Oktober 1996 Erw. 5, C 120/96).
4.
4.1 Die Beschwerdeführerin macht in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde geltend, es seien nicht nur Aufträge um ein bis zwei Monate verschoben worden, sondern einige seien um ein Jahr zurückgestellt, respektive aufgehoben worden, was einem faktischen Arbeitsentzug und damit einem aussergewöhnlichen Ereignis gleich komme. Verwaltung und Vorinstanz hätten den Sachverhalt ungenügend abgeklärt, zumal sie nicht einmal die aktuelle Auftragslage eruiert hätten.
4.2 Die Verwaltung hat zu prüfen, ob die Notwendigkeit der Kurzarbeit begründet ist und ob die Anspruchsvoraussetzungen glaubhaft gemacht sind (
BGE 110 V 336
Erw. 3c). Auch wenn sie damit nicht zu umfassenden Abklärungen gehalten ist, hat sie angesichts der zu prüfenden Anspruchsvoraussetzungen nach der aktuellen Auftragslage zu fragen (vgl. Art. 31 Abs. 1 lit. d und Art. 32 Abs. 1 lit. a AVIG; ARV 1993/1994 Nr. 35 S. 248 Erw. 4b).
Die Beschwerdeführerin gab dem AWA im Zusatzblatt zur Voranmeldung vom 6. September 2002 die Umsatzzahlen und die Löhne für das Jahr 2001 sowie für die erste Hälfte des Jahres 2002 an. Weiter legte sie dar, für das 3. und 4. Quartal seien die Aussichten steigend; Aufträge seien vorhanden und die Umsatzzahlen betrügen je ca. Fr. 150'000.-. Auch im vorinstanzlichen Verfahren berief sich die Firma auf diese Zahlen. Auf Grund dieser Angaben erübrigten sich weitere Sachverhaltsabklärungen, weshalb die diesbezügliche Rüge ins Leere stösst.
4.3 Die von der Beschwerdeführerin ins Feld geführten Verschiebungen von Terminen durch Auftraggeber sind nach der erwähnten Rechtsprechung (Erw. 3 hievor) keine anrechenbaren Gründe, sondern gehören zum normalen Betriebsrisiko und können jede andere Firma der Branche gleichermassen treffen. Aussergewöhnliche oder ausserordentliche Umstände, welche ausnahmsweise zu einer Entschädigungsberechtigung führen könnten, sind nicht ersichtlich. Zu keinem anderen Ergebnis führen die Einwände der Firma, die Termine seien teilweise um ein Jahr oder auf unbestimmte Zeit verschoben worden."
2.5. In una direttiva dell'aprile 2009, pubblicata in Prassi LADI 2009 pag. 17, la Segreteria di Stato per l'economia (SECO) ha rilevato:
"
ILR E CRISI CONGIUNTURALE
A causa del previsto rallentamento congiunturale occorre attendersi un aumento delle domande di indennità per lavoro ridotto. Le disposizioni legali in vigore hanno mostrato, in occasione dei precedenti periodi di indebolimento della congiuntura, tutta la loro utilità quale mezzo per evitare brusche riduzioni del personale.
Sebbene le esperienze fatte finora siano positive, rimane comunque evidente che, nella situazione attuale, il diritto all'indennità debba essere esaminato alla luce delle condizioni stabilite dalla legge e dall'ordinanza come pure secondo la Circolare ILR.
Di conseguenza le autorità preposte all'esecuzione devono esaminare attentamente se le condizioni del diritto sono soddisfatte. Il semplice riferimento all'esistenza di una crisi finanziaria non è sufficiente per giustificare un diritto all'indennità per lavoro ridotto. Lo stesso vale quando una diminuzione dei redditi non corrisponde a una perdita di lavoro.
Per questo motivo occorre accordare un'attenzione particolare ai motivi, previsti dalla legge, che escludono la computabilità della perdita di lavoro, quali gli aspetti stagionali o il carattere usuale della perdita di lavoro del ramo in questione, la professione o l'azienda.
"
Le
direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF C 124/06 del 25 gennaio 2007). Quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 132 V125 consid.
4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2;DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid.
2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA del 22 agosto 2000 nella causa C.-G., I 102/00, DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).
Il giudice deve invece scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid.
4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid.
3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed.
Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).
Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).
2.6. Nell'evenienza concreta la ditta RI 1 ha fatto valere quali motivi per l'introduzione del lavoro ridotto dal 1° gennaio al 30 aprile 2009 il netto calo del numero di capitolati inerenti le opere di genio civile e l'allungamento dei tempi di decisione per l'inizio dei lavori (cfr. consid. 1.1.).
Ora, la costante giurisprudenza federale ha stabilito che tali circostanze fanno parte del normale rischio aziendale (cfr. consid. 2.3) per cui la perdita di lavoro non è computabile (cfr. STCA 38.2008.9 del 29 aprile 2008; STCA 38.2007.28 dell'8 agosto 2007; STCA 38.2007.21 del 4 luglio 2007; STCA 38.2007.41 del 1° ottobre 2007).
Inoltre la direttiva SECO riprodotta al consid. 2.4. ha confermato questi criteri restrittivi nella presente fase di crisi congiunturale.
In tale contesto, come già sottolineato dal TCA in una sentenza 38.2009.11 del 24 giugno 2009, va rilevato, per quel che concerne il settore dell'edilizia nel nostro Cantone, che la Società svizzera impresari costruttori, sezione Ticino, il 16 giugno 2009 ha emesso un comunicato stampa nel quale figurano le seguenti indicazioni:
"
Imprese di costruzione ticinesi:
buone le riserve di lavoro,
ora sono attesi "i cantieri anticiclici"
In considerazione dell'insicurezza economica generale, la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino ha ritenuto di promuovere, ad inizio giugno, una nuova indagine conoscitiva allo scopo di disporre di un quadro più dettagliato della situazione congiunturale riferita al settore principale della costruzione. La partecipazione all'inchiesta è stata elevata, ciò che assicura una buona rappresentatività del campione statistico.
Come premessa di ordine generale possiamo ribadire che l'andamento del settore può essere definito buono, pur con disparità geografiche. Infatti, le imprese discoste e delle valli lamentano qualche difficoltà di troppo. Di seguito riportiamo i principali aspetti emersi dal sondaggio.
Riserve di lavoro
Le riserve di lavoro sono definite incoraggianti (da 2 a 4 mesi) per il 47% degli interpellati, buone (da 4 a 6 mesi) per il 35% e buone (più di 6 mesi) per il 9%. Il rimanente 9% ci comunica di avere riserve di lavoro inferiori ai 2 mesi.
Difficoltà d'incasso
Ben il 70% denuncia difficoltà d'incasso, ciò che contribuisce notevolmente ad accrescere le spese di gestione corrente e a diminuire la liquidità. Una quota importante (il 29%) riguarda l'Ente pubblico e per questo motivo la Direzione della SSIC TI ha già sposto interventi specifici presso i Dipartimenti interessati.
(...)
Per concludere ci sembra opportuna una riflessione riferita alle prospettive per l'acquisizione di nuovi lavori. Qui le imprese attendono l'avvio, in tempi brevi, dei cantieri correlati alle misure anticicliche (recentemente votate dal Gran Consiglio), in modo da evitare l'esaurimento delle riserve, con il conseguente effetto negativo sull'occupazione. L'auspicio è dunque che, sia il Dipartimento del territorio, sia la Sezione della logistica possano realmente contribuire alla già citata azione anticiclica. A tal proposito esistono progetti pronti a partire, rispettivamente finanziamenti già votati per la loro realizzazione. La nostra preoccupazione è anche motivata dal fatto che da informazioni avute da quattro banche, i tassi ipotecari potrebbero progressivamente salire già a partire da settembre. Ciò comporterebbe una contrazione del mercato dell'edilizia privata che andrebbe possibilmente
c
ompensata da maggiori investimenti da parte dell'Ente pubblico.
" (cfr. www.ssic-ti.ch)
Nel caso della dittaRI 1 dagli atti dell'incarto risulta peraltro una costante riduzione della cifra d'affari dal 2005 (cfr. Doc. 9 punto 11b: fr. 200'000 nel 2005, fr. 172'000 nel 2006, fr. 152'500 nel 2007 e fr. 138'500 nel 2008). Inoltre la cifra d'affari conseguita fluttua notevolmente da un mese all'altro.
Anche questi aspetti permettono di concludere che la perdita di lavoro fatta valere dalla ditta è da ascrivere a circostanze rientranti nel normale rischio aziendale (art. 33 cpv. 2 lett. a LADI).
In simili condizioni la decisione su opposizione del 27 marzo 2009 deve essere confermata, senza dovere esaminare se la domanda andava respinta anche sulla base dell'art. 33 cpv. 2 lett. b LADI, in relazione con gli art. 33 cpv. 3 LADI e 54a OADI (oscillazioni stagionali del grado di occupazione).
Va peraltro ricordato che, secondo la giurisprudenza federale richiamata in precedenza (cfr. consid. 2.3.), una perdita di lavoro nei mesi invernali è usuale nel settore dell'edilizia (cfr. pure la STCA 38.2007.43 del 5 settembre 2007).