# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c940e93a-e5d4-5c74-b401-592acc16ab97
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con tassazione d'ufficio del 26 novembre 2003 la Cassa cantonale di compensazione ha fissato i contributi dovuti quale dipendente da _, per il lavoro svolto per la _, sulla base di un salario annuo di fr. 21'000 nel 2000 e di fr. 20'000 nel 2001 e 2002 (doc. _).
Lo stesso giorno è stata notificata la tassazione d'ufficio a _, titolare della società, per il periodo 1.1.2000-31.12.2002 (doc. _).
1.2. Tramite decisione su opposizione del 15 dicembre 2003 l'amministrazione ha respinto le censure sollevate da _, titolare della _, ed ha confermato la ripresa (doc. _).
1.3. Contro la predetta decisione sono tempestivamente insorte, con un unico atto, sia _ che _, affermando:
"(...)
A partire da settembre 1995 fino a dicembre 1999, la signora _ ha collaborato con la _ come indipendente. Le sue condizioni e tutte le circostanze erano esattamente e fino all'ultimo dettaglio uguali e identici a quelle della sottoscritta _. A _ venne attribuito un numero AVS per indipendente senza indugio (vedi allegato).
In dicembre 1999 _ ha terminato il suo lavoro e la _ ha quindi iniziato in gennaio 2000 una nuova collaborazione con _ alle stesse condizioni, ovviamente per quanto riguarda lo statuto di indipendente in tutta buona fede.
Ora, in ottobre 2003, quasi 4 anni dopo, l'Istituto AVS - senza mai averci contattato in precedenza, chiede dettagli sul contratto tra _ e _, e 15 giorni dopo rifiuta di attribuire un no. AVS alla sottoscritta.
L'istituto AVS obbliga inoltre la _ di impiegare retroattivamente _ come dipendente per gli anni passati 2000, 2001, 2002 e di pagare le quote AVS e disoccupazione per questi 3 anni (e poi ovviamente i susseguenti), quindi un totale di Fr. 9.200.- entro 30 giorni.
1. Visto che le circostanze e condizioni di _ e _ sono esattamente identiche, chiediamo all'Istituto AVS in base a quali criteri decide una volta si e una volta no. Riteniamo di aver diritto ad una risposta, ma l'istituto AVS non entra nell'argomento.
2. Ricordiamo che in gennaio 2000 _ si è rivolta come prescritto e come aveva fatto anche _ i, all'Ufficio tassazione di _ per annunciarsi. Le è stato quindi richiesto di inoltrare la tassazione come indipendente e viene rassicurata che il conteggio AVS sarebbe avvenuto automaticamente, visto che è collegato alle imposte.
Da allora _ ha inoltrato niente meno che due dichiarazioni fiscali con tutte le deduzioni quale trasferte, telefoni ed altre spese collegate ad un lavoro da indipendente, dichiarazioni poi accettate senza riserve.
3. _ svolge la sua attività parzialmente a casa o in sede, a orari liberi, da lei definiti e concordati. Acquisisce i suoi clienti nel Sottoceneri con le spese annesse a propri costi. C'è da precisare che in questo ramo non è possibile lavorare per più committenti (concorrenza sleale) ma è altrettanto indispensabile appoggiarsi ad una agenzia viaggi, visto che la rivendita dipende da codici concessi dai touroperatori solamente alle agenzie di viaggi.
_ si organizza personalmente per assicurazione infortuni o mancato guadagno.
4. Riguardo alle osservazioni della cassa cantonale di compensazione facciamo osservare che il punto fondamentale no. 7 è inesatto, in quanto _ ha percepito nell'anno
2000 - 3 mesi nessuna ricompensa
3 mesi Fr. 1.800.-
3 mesi Fr. 3.600.-
2001 - 3 mesi nessuna ricompensa
1 mesi Fr. 1.100.-
8 mesi Fr. 2.200.-
2002 - 2 mesi Fr. 1.100.-
10 mesi Fr. 2.200.-
Non è ammissibile che per anni la amministrazione accetti uno stato come descritto per poi di colpo ordinare uno stato di dipendente retroattivo di 3, rispettivamente 4 anni, ed esigere dalla _ le quote rispettive ad un datore di lavoro, che includono anche la disoccupazione.
Uno stato di dipendente ha come assoluto obbligo anche l'adesione ad ulteriori assicurazioni, malattia collettiva, infortunio, e quindi il dipendente ha anche diritto a tutti i benefici derivanti, come pure alla disoccupazione.
Questi benefici però _ non li ha avuti. Essa ha portato da sola tutti i rischi di una indipendente.
Riteniamo che un rischio non può essere spostato a posteriori e porta ad una situazione assurda. O potrebbe allora _ anche chiedere a posteriori la disoccupazione per i 6 mesi durante i quali non ha percepito niente????
In questo caso sarebbero poi nemmeno corrette le due dichiarazioni fiscali 1999/2000 e 2000/2001, come pure la stipulazione di una assicurazione infortuni che _ ha concluso privatamente all'inizio 2000.
La piccola ditta _ ha già creato un posto di lavoro ad una dipendente che lavora al 100% e non può permettersi ulteriori costi fissi in questi tempi di crisi specialmente nel settore dei viaggi.
L'unica soluzione è quindi la collaborazione con una persona indipendente, che assume da sola il rischio di avere sufficientemente lavoro.
Un obbligo ad uno stato dipendente retroattivo di 3, risp. 4 anni complica oltre misura il fatto già compiuto e per quanto concerne la situazione assicurativa non sarebbe di certo una soluzione pulita e corretta.
A parte i motivi sopra esposti deve valere anche il buon senso e Vi chiediamo di considerare questi argomenti e fatti e di _ come indipendente secondo capitolo 2.02 della comunicazione AVS acclusa, dove va precisato che ogni singolo caso viene valutato dalla istituzione AVS.
Chiediamo l'istituto AVS di fatturare a _ il dovuto come indipendente secondo l'articolo 7." (doc. _)
1.4. Nella sua risposta del 22 gennaio 2004 l'amministrazione propone di respingere l'impugnativa e osserva:
"(...)
7. Nel caso di specie, la Cassa ha respinto la domanda di affiliazione della signora _, mancando i requisiti necessari secondo il diritto delle assicurazioni sociali. In particolare è emerso che la richiedente:
- ha lavorato per un unico committente, _ di _;
- svolge l'attività presso l'ufficio del committente;
- è stato stipulato un contratto con una retribuzione oraria di fr. 30.--, nonché riceve un acconto mensile regolare e un conguaglio per fine stagione (doc. _);
8. Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale, l'attività svolta unicamente per un mandante, configura un elemento decisivo a favore dell'attività dipendente.
9. Va osservato che, la Cassa ha emesso la tassazione d'ufficio in base ai dati conosciuti, in quanto la ricorrente non ha collaborato a fornire la documentazione atta a stabilire gli importi versati alla signora _ dal 2000 al 2002 (doc. _).
10. Alla luce di quanto precede, la ditta _ deve essere considerata "datore di lavoro" della signora _, conformemente all'art. 12 della legge AVS, e la tassazione d'ufficio contestata, deve essere mantenuta, poiché rispettosa delle vigenti disposizioni legali."
1.5. Pendente causa il TCA ha effettuato alcuni accertamenti di cui si dirà in seguito.

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1.
Il ricorso presentato l'11 gennaio 2004 da _ e da _ viene deciso con una sentenza unica.
2.2. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Mentre le norme sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b), le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
Per cui le norme sostanziali sono da intendere nel loro tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, salvo indicazioni contrarie.
2.3. Mentre _ ha interposto opposizione alla decisione formale della Cassa del 26 novembre 2003 (cfr. doc. _), _ sembra non aver reagito alla decisione a lei notificata.
La questione non merita tuttavia ulteriori accertamenti.
Infatti, l'art. 52 LPGA recita che le decisioni possono essere impugnate, gratuitamente, entro trenta giorni facendo opposizione presso l'autorità che le ha notificate. Entro un termine adeguato l'autorità deve rendere una decisione su opposizione che può essere a sua volta impugnata entro trenta giorni (art. 60 cpv. 1 LPGA) mediante ricorso (art. 56 LPGA) presso il Tribunale delle assicurazioni del Cantone dove l'assicurato è domiciliato (art. 58 LGPA).
L'art. 59 LPGA regola la legittimazione a ricorrere:
"
Ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione e ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modificazione."
Per il riconoscimento del diritto di ricorrente sono quindi richieste due condizioni.
Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, pag. 587 n. 5 ad art. 59 LPGA, nel suo commentario osserva che la facoltà di introdurre un ricorso non implica la partecipazione ad una precedente procedura. Ciò vale pure per il caso in cui un assicurato non ha personalmente impugnato una decisione su opposizione.
In una recente sentenza (DTF 127 V 107) il TFA ha infatti ammesso la legittimazione a ricorrere mediante un ricorso di diritto amministrativo ad un assicurato che non aveva partecipato alla procedura cantonale: l'assicurato che non ha interposto personalmente ricorso contro una decisione su opposizione dell'assicuratore contro gli infortuni, ma che ha aderito alle conclusioni del ricorso presentato dall'assicuratore contro le malattie, è legittimato a ricorrere contro il giudizio cantonale. Tuttavia, anche se non avesse partecipato alla procedura davanti all'istanza cantonale, tale qualità non poteva comunque essergli negata (consid. 2b) poiché toccato dalla decisione del Tribunale cantonale e con ancora un interesse degno di protezione.
Stante quanto precede, poiché _ è toccata dalla decisione su opposizione del 15 dicembre 2003 ed ha un interesse degno di protezione al suo annullamento, può contestare la decisione impugnata da _.
Nel merito
2.4. Oggetto della procedura è la questione a sapere se gli importi versati a _ per il lavoro svolto per la _ dal 2000 al 2002 debbano essere considerati come salari derivanti da attività dipendente e debbano quindi essere oggetto di ripresa come a decisione della Cassa oppure se gli stessi debbano essere ritenuti quale provento dell’attività indipendente.
2.5. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente "comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri".
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse. Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa M. H 59/00, DTF 123 V 162 consid. 1, 122 V 171 consid. 3a e 172 consid. 3c, 283 consid. 2a).
2.6. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato ( RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un'attività dipendente laddove vi è un contratto di lavoro, ma anche quando il contratto presenta delle caratteristiche dell'attività dipendente, ossia se l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12.a edizione, pag. 34 ss; Vischer, der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126, consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che in caso di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss; P. - Y. Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 149 ad art. 9, pag. 313).
In un'altra sentenza, il TFA ha precisato:
"
Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du
revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importances certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale." (Pratique VSI 2001 pag. 55, in particolare pag. 63).
2.7. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl, 30.2001.57; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).