# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bf729510-2391-5f38-82f1-9fb0df4fd8f4
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 24 novembre 2003 la _ ha chiesto il fallimento della _ Sagl per fr. 4'530.90 oltre accessori e dedotti eventuali acconti
B.
All'udienza di contraddittorio del 21 gennaio 2004 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 29 gennaio 2004 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento della _ Sagl a far tempo dal 29 gennaio 2004.
D.
Con atto d'appello 9 febbraio 2004 la _ Sagl ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, sostenendo di avere saldato il debito nei confronti dell'appellata e producendo una ricevuta 6 febbraio 2004 dell'UE di Lugano relativa al pagamento di fr. 5'032.30 a saldo dell'esecuzione n. _ (doc. A).
E.
Con le sue osservazioni la parte appellata ha confermato il pagamento a saldo da parte della _ Sagl dei premi dovuti.

## Considerations

Considerato
In diritto
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 6 febbraio 2004 dell'UE di Lugano (doc. A) si evince che l'appellante, dopo la dichiarazione di fallimento, ha saldato il suo debito, oggetto dell'esecuzione in esame n. 948'081, nei confronti della creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità l'appellante non ha fornito alcun documento. Dall'estratto delle esecuzioni 17 marzo 2004 dell'UE di Lugano risulta che contro la debitrice sono pendenti 27 esecuzioni, la prima promossa nel maggio del 2001. Per le 5 esecuzioni promosse nel corso del 2003 sono state emesse per una il 15 luglio 2003 risp. per un'altra il 27 ottobre 2003 le comminatorie di fallimento per fr. 411.75 risp. fr. 794.60, per un'ulteriore esecuzione ammontante a fr. 2'401.-- il 28 ottobre 2003 è stato eseguito il pignoramento, mentre per un'altra ancora per fr. 607.-- il 12 novembre 2003 è stata presentata la domanda di realizzazione. Ciò dimostra che la _ Sagl non riesce a far fronte regolarmente ai suoi impegni e che non è in grado di saldare importi anche modesti. Inoltre il menzionato estratto delle esecuzioni indica che le sue difficoltà finanziarie perdurano già da alcuni anni e che non si tratta di una situazione passeggera, per cui può essere ritenuto che l'appellante si trova in uno stato d'illiquidità.
Di conseguenza non risultando adempiuto il presupposto della solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento dell'appellante va quindi confermato.
2.
L'appello 9 febbraio 2004 della _ Sagl va pertanto respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1 OTLEF).