# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 28b43edd-8b14-5c7c-9886-bcd7396b123d
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. PI 1, nata nel _, priva di una formazione professionale qualificata, nel mese di aprile
2003 ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti.
Esperiti gli accertamenti medici del caso, con decisioni 15 aprile 2004 e 13 maggio 2004 l’Ufficio AI le ha riconosciuto una rendita intera dal 1° ottobre 2002 (doc. AI 31 e 34).
1.2. Con opposizione 3 giugno 2004 la RI 1, agente quale assicuratore LPP dell’ultimo datore di lavoro dell’assicurata (“_di _” nell’ambito di un programma di reinserimento professionale del _, cfr. doc. AI 50), ha contestato l’inizio dell’incapacità lavorativa – determinante giusta l’art. 29 cpv. 1 lett. a LAI per la decorrenza del diritto alla rendita – che l’Ufficio AI ha fatto risalire al mese di ottobre 2002.
In particolare essa ha evidenziato:
"
(...)
L'inizio del periodo d'attesa è stato dai voi fissato per il 1° ottobre 2001, terminando dunque il 1° ottobre 2002. La signora PI 1 era assicurata presso RI 1 dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001 con un tasso occupazionale del 100% nell'ambito di un piano occupazionale. Dagli atti però risulta che il periodo d'attesa avrebbe dovuto essere aperto al più tardi all'inizio del 2001.
Dagli atti risulta:
Prima richiesta di prestazioni del 17.03.1998
Richiesta respinta (politossicomania) con decisione del 30.06.1998
Seconda richiesta di prestazioni del 11.04.2003
Rendita intera, grado d'invalidità 100 %, con decisione
del 15.04.2004
Diagnosi
Infezione HIV stadio CDC B2 / politossicomania / epatite B e C cronica (patologia tipo Borderline / disturbi d'ansia e depressione)
Comunicazione del 07.11.2003 / _
Il dott. _ nel certificato del 06.06.2003 che
da due anni e mezzo
la signora PI 1
è totalmente inabile al lavoro
(= gennaio 2001).
Visto che fino al 30.09.2001 ha lavorato per un piano occupazionale, prendiamo la data del 1° ottobre 2001 quale inizio dell'anno d'attesa
(anche se non sarebbe esatto in mancanza di ulteriori dati dobbiamo stabilire un inizio. ...!)
.
Per RI 1 ne risulta:
La signora PI 1 ha lavorato per un piano occupazionale con carattere protettivo, il quale non può in alcun modo essere paragonato a un'occupazione normale sul libero mercato.
Dall'incarto risulta dunque che per motivi di salute la signora PI 1 è limitata nella sua capacità lavorativa di almeno il 20% in modo ininterrotto a partire al più tardi dal 30 giugno 1998 (Decisione Assicurazione federale per l'invalidità). La richiesta di prestazione viene respinta unicamente perchè l'AI non prevede la politossicomania come affezione tutelata.
Senza opposizione e per ciò che concerne la determinazione del periodo d'attesa nella decisione (1° ottobre 2001) - data che per la AI potrebbe comportare una certa praticabilità - siamo tenuti a rispettare le indicazioni secondo la LPGA.
Dunque l'inizio del periodo d'attesa deve essere riesaminato e ridefinito in base all'anamnesi." (Doc. AI 37-2+3)
1.3. Dopo aver sottoposto il caso all’esame del proprio Servizio medico regionale (SMR), con decisione 26 settembre 2005 l’Ufficio AI ha respinto l’opposizione della RI 1, evidenziando in particolare:
"
(...)
3.
Nella fattispecie, si reputa che le motivazioni presentate dall'opponente non siano state sufficientemente suffragate da elementi oggettivi e perciò non possono essere ritenute convincenti al punto tale da dover indurre l'UAI a riformare la decisione impugnata.
Occorre in proposito ricordare che una precedente analoga richiesta assicurativa depositata il 17 marzo 1998 era sfociata nella decisione di rifiuto del 19 agosto 1998, a motivo del fatto che la compromissione della capacità lavorativa era addebitabile unicamente ad una politossicomania non tutelata dall'AI. Si rilevi d'altro lato che tale decisione non è stata oggetto di ricorso da parte dell'assicurata.
È vero che concretamente ora risulta particolarmente gravoso determinare una data inconfutabile che rispecchi precisamente la manifestazione del danno alla salute, tale da produrre una diminuzione sostanziale della capacità di lavoro o di guadagno.
Tuttavia, alla luce di quanto rilevato pure dal SMR in occasione del recente riesame degli atti dell'incarto, segnatamente della copiosa documentazione contenuta nella cartella clinica trasmessa dal medico curante Dr. _, si può affermare che il deterioramento sensibile e significativo dello stato valetudinario possa essere fatto risalire all'epoca della cessazione dell'attività lucrativa svolta per il tramite del _, come d'altronde è stato chiaramente dichiarato dallo stesso medico curante mediante referto 06 giugno 2003. Questo fatto coincide anche parzialmente con la data del consulto medico ambulatoriale avvenuto il 26 luglio 2001 al _ di _, ove i sanitari avevano considerato una compromissione clinica con diminuzione di peso.
In esito a quanto menzionato, considerato che l'atto di opposizione non è stato supportato da elementi oggettivi alcuni, l'apprezzamento effettuato dall'amministrazione nel corso d'istruttoria e convalidato ancora nel corso della presente procedura di opposizione da parte del SMR, deve essere legittimamente riconfermato. (...)"
(Doc. AI 54-3+4)
1.4. Contro la decisione su opposizione la RI 1 ha interposto tempestivo ricorso al TCA, sostenendo che l’inizio del periodo di attesa debba essere fissato retroattivamente quantomeno all’inizio del mese di gennaio 2001. Ribadendo che l’attività della signora PI 1 nell’ambito di un piano occupazionale con carattere protettivo non può essere paragonata ad un’occupazione normale sul libero mercato, la ricorrente sostiene che:
"
(...)
Diagnosi
Infezione HIV stadio CDC B2 / politossicomania / epatite B e C cronica / patologia tipo Borderline / disturbi d'ansia.
Comunicazione del 7 novembre 2003 / _
In base al certificato medico del Dr. _ del 6 giugno 2003, la signora PI 1
è inabile al lavoro da due anni e mezzo (quindi circa da gennaio 2001).
(citiamo): Visto che fino al 30.09.2001 ha lavorato per un piano occupazionale, prendiamo la data del 1° ottobre 2001 quale inizio dell'anno d'attesa (anche se non sarebbe esatto in mancanza di ulteriori dati dobbiamo stabilire un inizio ...).
b)
Per RI 1 ne risulta inoltre:
La signora PI 1 ha lavorato per un piano occupazionale con carattere protettivo, un'occupazione che non può in alcun modo essere paragonata ad un'occupazione normale sul libero mercato.
L'impiego nell'ambito del piano occupazionale altro non era che la conseguenza diretta dell'incapacità della signora PI 1 di conseguire un'attività lucrativa a tempo pieno.
A tale proposito dagli atti risultano le seguenti indicazioni:
● Rifiuto delle indennità di disoccupazione con decisione del 19 luglio con indicazione del mancato periodo di contribuzione, quindi mancata attività lucrativa.
● Il programma occupazionale di sei mesi è stato finanziato dall'_ (attestato del datore di lavoro del 8 ottobre 2001).
● Annotazione per l'incarto della signora _ del 7 novembre 2003: Non ha quasi mai svolto un'attività lucrativa.
● Dr.ssa _ del 10 ottobre 2003: l'ultima attività esercitata è stata nell'ambito di un progetto occupazionale fino al 2001.
● Richiesta di prestazioni AI del 9 aprile 2003: numero 7.3 dal 1982; numero 7.5.1 da maggio 1991 relativa alla tossicodipendenza.
● Lettera della signora PI 1 del 11 agosto 1998: infezione HIV dal 1982, incidente con rottura del bacino e del braccio destro con una cattiva guarigione.
● Rapporto medico _ e _ del 6 aprile 1998: numero 4.1 uso di metadone da dicembre 1997.
● Richiesta di prestazioni AI del 13 marzo 1998: numero 6.2 professione nessuna; 6.4.1 casalinga dal 1986 al 98, venditrice a metà tempo dal 1988 al 1996 per CHF 400.- al mese.
Dunque dall'incarto risulta che la signora PI 1 per motivi di salute è limitata nella sua capacità lavorativa di almeno il 20% in modo ininterrotto a partire al più tardi dal 30 giugno 1998 (decisione Assicurazione federale per l'invalidità). La richiesta di prestazione viene respinta unicamente perché l'AI si basa solamente sulla politossicomania.
Con la determinazione più o meno casuale dell'inizio del termine d'attesa nella decisione (1° ottobre 2001) - che per la AI potrebbe comportare una certa praticabilità - saremmo responsabili a fornire le prestazioni e, senza opposizione, legati alle indicazioni della LPGA. Per determinare la responsabilità a fornire prestazioni è decisivo il grado d'incapacità lavorativa di almeno il 20% che ha portato all'invalidità. Se quest'incapacità lavorativa di una persona che prima svolgeva un'attività lucrativa a tempo pieno, inizia durante il periodo assicurato dal 10 aprile al 30 settembre più un mese, allora RI 1 è fornitrice di prestazioni. Ma l'incapacità lavorativa sussisteva in sostanza sin dall'inizio della dipendenza. La signora PI 1 era assicurata da noi nell'ambito di un programma occupazionale a carattere protettivo, il che non è paragonabile in alcun modo ad un'occupazione nel libero mercato. Far corrispondere l'inizio del termine d'attesa con la fine del programma occupazionale è arbitrario.
c)
L'inizio del termine d'attesa deve essere oggetto di ulteriori accertamenti e fissato ad una nuova data in base all'anamnesi; secondo il nostro avviso l'inizio sarebbe da collocare a giugno 1998 o prima. È compito della controparte effettuare ulteriori accertamenti circa l'inizio dell'incapacità lavorativa della signora PI 1. L'adempimento del termine d'attesa di un anno e del diritto alla rendita che ne consegue, devono essere valutati indipendentemente da questo fatto. Con la notifica della decisione alla RI 1, essa non può più ignorare - in base alla procedura prevista dalla LPGA, in vigore dal 10 gennaio 2003 - che l'inizio del termine d'attesa è stato fissato arbitrariamente, basandosi su motivi evidentemente erronei.
Pertanto dalla decisione su opposizione del 26 settembre 2005 non emergono altri motivi che giustificano la respinta dell'opposizione.”
(Doc. III)
1.5. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso.
1.6. Invitata dal TCA a prendere posizione sul gravame, quale parte interessata, con scritto 20 giugno 2006 la signora PI 1 ha comunicato che i suoi medici sono disposti a rispondere a eventuali domande (doc. IX).
Con scritto 24 luglio 2006 l’interessata, patrocinata dall’avv. RA 1, ha chiesto la reiezione del ricorso, osservando:
"
(...)
- la fondazione LPP non fornisce alcun elemento concreto ed oggettivo a sostegno della propria tesi, né produce alcun valido e concludente mezzo di prova.
- La contestazione mossa all'UAI circa l'inizio del termine di attesa è generica, al punto che la ricorrente si limita a definire tale momento "al più tardi all'inizio dell'anno 2001 o addirittura prima" (cfr. ricorso, pag. 2 i.i.); "secondo il nostro avviso l'inizio sarebbe da collocare a giugno 1998 o prima" (cfr. ricorso, pag. 4). In tal modo la ricorrente non motiva, né precisa sufficientemente il proprio gravame, che già solo per questo motivo non può essere accolto.
- È inconfutabile che la signora PI 1 abbia lavorato (manifestando una piena capacità lavorativa) dal 1. aprile 2001 al 30 settembre 2001. Per i primi 3 mesi l'attività svolta è stata considerata positiva dal datore di lavoro, mentre durante la seconda metà si sono riscontrate alcune difficoltà. Nel complesso l'attività è stata valutata come soddisfacente (cfr. rapporto finale d'attività dell'8 ottobre 2001 all'indirizzo dell'_). In questo periodo, dal 1. aprile al 30 settembre 2001 non è stata riscontrata alcuna incapacità lavorativa.
- In data 24 giugno 2003, il dr. _ ha dichiarato riferendosi alla signora PI 1, che "il suo stato psicofisico è talmente instabile che seguire un lavoro regolare non è possibile sia dal lato psichico sia fisico. La paziente è indebolita e non resiste più di un'ora in un'occupazione regolare. La paziente è inabile da più di 2 anni al lavoro" (cfr. certificato del 24 giugno 2003 dr. _). L'incapacità lavorativa espressa dal dr. _ quanto al periodo precedente è puramente indicativa. Si tratta di una constatazione retroattiva, non decisiva e che fa comunque ricadere l'inizio dell'incapacità lavorativa proprio nel periodo durante il quale la signora PI 1 ha lavorato quale aiuto giardiniere. La dichiarazione deve pertanto essere posta in relazione all'effettiva capacità di fatto ed interpretata nel senso che dopo l'attività svolta la signora PI 1 non è più stata abile al lavoro. Ma anche qualora si volesse per denegata ipotesi attribuirle una valenza precisa circa il momento in cui l'incapacità lavorativa sarebbe sorta, si rileva (come già detto) che il termine di 2 anni indicato dal medico inizierebbe a decorrere proprio allorquando la signora PI 1 era, quale dipendente, assicurata presso la ricorrente.
- Dal referto 2 agosto 2001 del _, eseguito a seguito di una visita in data 26 luglio 2001, emerge una situazione stabile e non rilevante, senza incapacità lavorativa, ciò che conferma l'assunto secondo cui dal 1. aprile al settembre 2001 la signora PI 1 fosse abile al lavoro.
- Le indicazioni circa il termine da considerare per l'inizio dell'incapacità lavorativa determinante ai sensi dell'assicurazione invalidità espresse dal dr. _ in data 19 settembre 2005, dopo attenta valutazione degli atti, permettono di concludere, in assenza di dati contrari, a favore della soluzione adottata dall'UAI." (Doc. XVI)
Il 20 luglio 2006 il patrocinatore ha inoltre chiesto che la sua assistita venga posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio (doc. XVII).
1.7. Il doc. XVI dell’avv. RA 1 è stato trasmesso all’Ufficio AI e alla RI 1 (doc. XIX), con la facoltà di presentare osservazioni scritte.
Le parti sono rimaste silenti.

## Considerations

considerando
in diritto
2.1. Ai sensi dell’art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica.
Ciò è segnatamente il caso per altri assicuratori i quali, a seguito di una decisione amministrativa di un’altra assicurazione, hanno un obbligo di fornire prestazioni (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 59 N. 12). Dispone al riguardo l’art. 49 cpv. 4 LPGA: “
Se prende una decisione che concerne l’obbligo di un altro assicuratore di fornire prestazioni, l’assicuratore deve comunicare anche a lui
la decisione. Quest
’ultimo dispone dei medesimi rimedi giuridici dell’assicurato.”
Nel caso in esame, si tratta di stabilire se l’inizio dell’anno di attesa secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI vada fatto risalire come stabilito dall’Ufficio AI nella decisione impugnata, al 1° ottobre 2001 oppure già al mese di gennaio (eventualmente prima) 2001, secondo la tesi della RI 1.
L’esito della presente vertenza avendo delle ripercussioni sull’obbligo assicurativo della RI 1, quest’ultima è legittimata ad inoltrare il presente ricorso.
2.2. S
econdo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio
2003 in
relazione con gli artt. 7 e 8 cpv. 1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Rilevasi che nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182 consid.
3, 1990 p. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pp. 200ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 p. 84 consid. 1b).
2.3. Ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 LAI:
"
il diritto alla rendita secondo l'articolo 28 nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato:
a.
presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40 per cento, oppure
b.
è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media."
Secondo l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI nasce al più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media.
Di regola il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una diminuzione sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a quel momento ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato non subisce alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa (DTF 105 V 159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità di lavoro del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).
Alla scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità - questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i disposti dell'art. 28 LAI.
L'ammontare della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%, l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità (Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).
Se l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi, il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).
Vi è interruzione notevole del termine di 360 giorni ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 LAI allorché l'assicurato è interamente abile e presenta, durante almeno 30 giorni consecutivi, una capacità al lavoro economicamente utilizzabile, senza riguardo alla sua rimunerazione (RCC 1969 p. 571). Il periodo di 360 giorni non è per contro interrotto se il tentativo di ripresa del lavoro - essendo provatamente al di sopra delle forze dell'assicurato - è fallito, anche se esso è durato più di 30 giorni (RCC 1964 p. 168).
2.4. Nella fattispecie in esame, l’assicurata aveva presentato una prima richiesta di prestazioni nel marzo 1998, respinta dall’Ufficio AI con decisione 19 agosto 1998 (non impugnata) a motivo che la compromissione della capacità lavorativa era dovuta unicamente alla sua politossicomania.
Dall’esame della copiosa documentazione medica agli atti, risulta che la signora PI 1 è affetta da infezione HIV (prima diagnosi 1986), politossicomania, epatite B e C cronica, patologia di tipo Borderline e disturbi d’ansia.
Con scritto 30 marzo 2001 l’_ di _ ha informato il _, _ di _, che nell’ambito dell’applicazione del nuovo dispositivo legale della Legge sull’assistenza sociale entrato in vigore il 1° gennaio 1998 l’_ garantisce il costo salariale di fr. 2'600 mensili lordi più oneri sociali, dedotto il contributo di fr. 295 al mese a carico del datore di lavoro, relativo al contratto di lavoro dell’assicurata della durata di sei mesi, dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001 quale operaia presso il _ (doc. 1-16 inc. disoccupazione).
In data 8 maggio 2001 l’assicurata ha compilato
la “Domanda
d’indennità di disoccupazione”, rivendicando tale diritto a partire dal 1° aprile 2001, indicando di essere stata in assistenza a partire dal 1998 circa e di essere disposta e capace di lavorare a tempo pieno (doc. 1-10 inc. disoccupazione).
In data 8 maggio 2001 l’URC di _ ha confermato l’iscrizione in disoccupazione dell’assicurata dal 17 aprile 2001, alla ricerca di un’attività lavorativa al 100% o al 50%. Ella non è in possesso di nessuna formazione professionale e dal 1990 al 1993 è stata responsabile di un piccolo negozio di alimentari (doc. 2-8 inc. disoccupazione).
Con decisione 19 luglio 2001 la Cassa disoccupazione _ ha ritenuto che l’assicurata non ha diritto all’apertura di un termine quadro per la riscossione delle indennità di disoccupazione a partire dal 17 aprile
2001 in
quanto è in assistenza dal 1998 (doc. 1-18 inc. disoccupazione).
L’assicurata ha nuovamente richiesto le indennità di disoccupazione in data 3 ottobre 2001. Nel formulario, dopo aver indicato di avere svolto durante sei mesi un programma di impiego temporaneo finanziato dall’_, alla domanda “al momento della disdetta o durante il termine di disdetta eravate impedita a lavorare, in tutto o in parte, a causa di malattia”, ella ha risposto “
no
” (doc. 1-7 inc. disoccupazione).
Nell’attestato del datore di lavoro compilato in data 8 ottobre 2001 dal _ risulta che l’assicurata è stata attiva nell’ambito di un programma d’impiego temporaneo finanziato dall’_ dal 1° aprile 2001 al 30 settembre
2001, in
qualità di operaia generica, per 40 ore settimanali (doc. 1-14 inc. disoccupazione).
Nel rapporto finale di attività compilato in data 8 ottobre 2001 dal _, il responsabile ha indicato che l’assicurata ha svolto l’attività di manutenzione del giardino (pulizia viali, taglio erba, compostaggio, semina orto, manutenzione orto), esprimendo la seguente valutazione in merito all’attività svolta:
"
Per i primi 3 mesi c’è stato un buon impegno e specialmente la nuova attività era da considerarsi positiva.
Nella seconda metà del programma l’impegno è leggermente calato anche viste le condizioni psico-fisiche della signora PI 1.”
(Doc. 2-27 inc. disoccupazione)
Riguardo alle competenze acquisite e sviluppate il responsabile ha poi aggiunto:
"
Per la prima volta impegnata in un lavoro si è ambientata abbastanza bene anche con i colleghi ed ha imparato a svolgere i piccoli lavori affidatigli con una certa costanza. Abbastanza buona l’integrazione con i colleghi.” (Doc. 2-27 inc. disoccupazione)
Infine, il responsabile ha osservato che “
i problemi psicofisici della signora PI 1 (in cura al metadone) consigliano per il futuro un’attività al 50% circa
” (doc. 2-27 inc. disoccupazione).
Egli ha concluso osservando che al termine del periodo occupazionale l’assicurata è entrata in disoccupazione, consigliando un’occupazione al 50% (doc. 2-27 inc. disoccupazione).
Dal referto 2 agosto 2001 del _, eseguito a seguito di una visita in data 26 luglio 2001, emerge una situazione stabile e non rilevante, senza incapacità lavorativa, ciò che conferma la conclusione secondo cui dal 1. aprile al settembre 2001 la signora PI 1 era abile al lavoro.
In data 8 ottobre 2001 il dr. _, FMH in medicina interna, ha certificato un’inabilità lavorativa del 100% dell’assicurata a partire dall’8 ottobre 2001 fino all’11 novembre 2001 (doc. 2-54 inc. disoccupazione).
Nel certificato medico 6 giugno 2003 all’attenzione dell’Ufficio AI il dr. _ ha rilevato:
"
(...)
In allegato le mando l'ultimo rapporto dell'ospedale di _ del 21.05.2003 in cui sono elencate tutte le problematiche della paziente.
Attualmente abbiamo iniziato una cura con Trizivir e lo stato psichico della paziente è notevolmente peggiorato, è più instabile e meno resistente a tutti questi stress e un'attività lucrativa al momento non è possibile. Questo da 2 anni e mezza ossia da quando ha lavorato l'ultima volta come addetta al giardinaggio in un centro di vacanza.
E' stata degente presso la _ di cui vi allego il rapporto. Dopo questa degenza è stata ospite presso la _."
(Doc. AI 15-1)
Nel rapporto relativo alla degenza dal 20 novembre 2002 al 27 gennaio 2003 presso la Clinica _ inviato al curante, dr. _, il dr. _, FMH in psichiatria e psicoterapia, Primario e Direttore Sanitario e la dr.ssa _, FMH in psichiatria e psicoterapia e Capoclinica, hanno posto la diagnosi di “
sindrome da dipendenza da oppioidi, attualmente in astinenza con cura metadonica (ICD 10; F 11.22); sindrome da dipendenza da alcool, attualmente in astinenza ma in ambiente protetto (ICD 10; F 10.21); disturbo di personalità emotivamente instabile, tipo borderline (ICD 10; F 60.31); sindrome mista ansioso-depressiva (ICD 10; F 41.2)
”, rilevando che l’assicurata, che dopo la morte del padre, per arresto cardiaco, avvenuta il 26 dicembre 2001 è caduta in un forte stato depressivo caratterizzato da apatia, anedonia, ritiro sociale ed ideazioni suicidali passive, con consumo quotidiano di eroina e abuso etilico, durante la degenza è riuscita a portare a termine la disintossicazione da stupefacenti ed alcool e in data 27 gennaio 2003 è stata dimessa, con trasferimento al foyer “_” di _ (doc. AI 18-4).
Nel successivo certificato 24 giugno 2003 inviato all’amministrazione il dr. _ si è così espresso:
"
Mi permetto d'inviarvi ultimo rapporto della degenza alla Clinica _ dal 20.11.02 al 27.01.2003, come pure la lettera della Dr.ssa _ del 16.06.03 e la lettera dell'Ospedale di _ del 21.05.03.
Questo per quanto concerne le diagnosi e le ripercussioni sulla capacità lavorativa.
La paziente, con la sua poli-patologia, sia di dipendenza sia di HIV positivo con trasformazione in AIDS ha iniziato attualmente una cura come proposto dall'Ospedale di _.
II suo stato psicofisico è talmente instabile che seguire un lavoro regolare non è possibile sia dal lato psichico sia fisico.
La paziente è indebolita e non resiste più di un'ora in un'occupazione regolare.
La paziente è inabile da più di 2 anni al lavoro. Lo stato di salute è suscettibile a peggioramento, la capacità lavorativa non può essere migliorata con provvedimenti sanitari e una reintegrazione professionale non è possibile.
Per il momento la Signora PI 1 non necessita di mezzi ausiliari e per le attività quotidiane non ha bisogno d'aiuto.
Un accertamento medico supplementare è indicato solo se gli atti da me forniti non vi bastano.
Per quanto concerne l'allegato al rapporto medico per la valutazione della capacità lavorativa d'integrazione e del diritto della rendita ritengo che la paziente non sia più in grado di riprendere un'attività e rinuncio pertanto a riempirlo." (Doc. AI 18-1+2)
Nella proposta medico 6 novembre 2003 il dr. _ del SMR ha rilevato quanto segue:
"
Rispetto allo stato del 1998 che ha portato al rifiuto di prestazioni
Attualmente
Con il rapporto dr.ssa _ e dr. _ medico curante si valuta una peggioramento della situazione di viremia HIV che ha condotto all'introduzione di una terapia antivirale con inoltre una nuova patologia depressiva che ha condotto a 1. ricovero in clinica psichiatrica _ 11.2002 aggravando la patologia tipo Border Line presente dalla nascita. Questa patologia depressiva non necessita una terapia pesante come all'uscita dalla clinica _ (vedi rapporto medico dr.ssa _.2003) ma compromette oltre al disintegramento sociale e strutturale esigenza di attività lavorativa regolare anche se pur minima (vedi rapporto medico dr. _).
Dopo la luce delle mie osservazioni sopraccitate e i rapporti dettagliati dei medici curanti Propongo globalmente di valutare l'Ata IL 100% per ogni tipo di attività se non in ambito protetto e a scopo occupazionale
Non penso personalmente che un'ulteriore valutazione globale medica possa portare a differente appreziazione dell'abilità lavorativa residua.
La prognosi medica è sfavorevole a medio termine." (Doc. AI 25-1)
In data 7 novembre 2003 il funzionario incaricato dell’Ufficio AI ha osservato:
"
Non è del tutto semplice l'inizio del periodo di attesa.
Il Dr. _ nel certificato del 6.6.2003 indica che da 2 anni e mezzo l'assicurata non è più abile al lavoro.
Nel certificato del 24.6.2003 indica che da più di 2 anni è totalmente inabile al lavoro.
Visto che fino al 30.9.2001 ha lavorato per un piano occupazionale, prendiamo la data del 1. ottobre 2001 quale inizio dell'anno di attesa (anche se non sarebbe esatto ma in mancanza di ulteriori dati dobbiamo stabilire un inizio) e quindi diritto a rendita intera dal 1.10.2002." (Doc. AI 26-1)
In seguito all’opposizione interposta dalla RI 1 contro la decisione di attribuire all’assicurata una rendita intera d’invalidità a partire dal 1° ottobre 2002, con scritto 15 febbraio 2005 l’Ufficio AI ha ritenuto opportuno, al fine di meglio chiarire la fattispecie, compiere ulteriori accertamenti:
"
Opposizione del 18.05.2004 avverso le nostre decisioni del 15.04.2004 e 13.05.2004, inoltrata dalla LPP in quanto chiamata a erogare prestazioni, siccome al momento dell'inizio della MLD la PI 1 era loro affiliata.
Nota bene: l'assicurata non ha mai svolto attività lucrativa alcuna nel corso della sua esistenza, tranne nel breve periodo da aprile a settembre 2001.
Caso discusso con _, in particolare per quanto attiene alla malattia di lunga durata fissata dall'UAI a decorrere dal 01.10.2001, data immediatamente successiva al termine del semestre di inserimento professionale-occupazionale effettuato per il tramite del _ di _ e retribuito dall'_.
Il caso merita ulteriore istruttoria, in particolare:
- richiami delle cartelle cliniche ai curanti Dr. _ e Dr.ssa _;
- richiamo incarto all'URC di _;
- richiesta di informazioni al _ di _ per conoscere il genere di occupazione che ebbe l'interessata, gli orari di lavoro, le assenze eventuali certificate dal medico, il vero rendimento produttivo.
-
In possesso di queste informazioni, il caso sarà da riesaminare, eventualmente coinvolgendo ancora il nostro SMR." (Doc. AI 40-1)
Con scritto 7 aprile 2005 il _ ha risposto:
"
(...)
Abbiamo ricevuto la vostra richiesta relativa alla persona citata in oggetto e, scusandoci per il ritardo intercorso, vi diamo qui di seguito le informazioni relative al caso.
La signora PI 1 è stata occupata in un nostro programma di inserimento professionale presso il _ di _, dove si occupava della pulizia ordinaria delle camere e la cura e manutenzione dell'orto, dalle 8.00 alle 12.00 (mattino) e dalle 13.00 alle 17.00 (pomeriggio) per 5 giorni la settimana.
Rendimento piuttosto scarso, vista la situazione di salute precaria e l'assunzione regolare di metadone." (Doc. AI 50-1)
Ricevuta tale risposta e dopo aver esaminato l’abbondante documentazione medica agli atti, il funzionario incaricato ha chiesto al dr. _ del SMR di indicare se sulla base della cartella clinica presentata dal dr. _ il 29 marzo 2005 vi sono indizi o elementi oggettivi ed inconfutabili che possano giustificare dal lato medico un’incapacità lavorativa sostanziale sopraggiunta prima del 1° ottobre 2001 (doc. AI 51-1).
Nelle sue annotazioni 19 settembre 2005 il dr. _ ha risposto negativamente, rilevando:
"
Dopo valutazione degli atti medici ed in particolare la cartella clinica del medico curante si può concludere che vi è stato un peggioramento sensibile dello stato di salute risalente in base al certificato medico dr. _ del 6.6.2003 a 2 anni e mezzo prima (facendo riferimento ad attività lucrativa).
Questo unico dato di abilità lavorativa agli atti (unico dato in tutta la cartella clinica di oltre 200 pagine) parzialmente coincide con anche le date del consulto medico ambulatoriale del 26.7.2001 al _ con lettera di decorso del 2.8.2001 dove si considera una compromissione clinica con diminuzione del peso di
8 kg circa in 4 mesi ed inoltre Al periodo degli ultimi 6 mesi del 2001 ovvero periodo della morte del padre dell'Ata. con conseguente destabilizzazione psichica manifesta.
Una data inconfutabile dell'inizio non è possibile pertanto possibile considerarla dal lato medico se non il certificato del medico curante sopraccitato.
Essere più preciso a mio avviso non è possibile con i dati a disposizione." (Doc. AI 53-1)
Come visto, l’assicurata ha esercitato per sei mesi a tempo pieno (dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 17.00 per 5 giorni alla settimana) la professione di operaia addetta alla manutenzione del giardino presso il _, seppur nell’ambito di un programma di inserimento professionale finanziato dall’_, trovando in tale impiego un’attività consona
alla sua situazione medica, perlomeno durante i primi tre mesi di attività. Come espressamente indicato dal responsabile del programma d’inserimento professionale, infatti,
durante i primi 3 mesi c’è stato un buon impegno da parte dell’assicurata e la nuova attività era da considerarsi positiva, mentre nella seconda metà del programma l’impegno è leggermente calato anche a causa delle condizioni psico-fisiche della signora PI 1 (doc. 2-27 inc. disoccupazione).
Nel complesso l'attività è stata valutata come soddisfacente (cfr. rapporto finale d'attività dell'8 ottobre 2001 all'indirizzo dell'_).
Come giustamente osservato dall’interessata nel suo scritto 24 luglio 2006, durante il periodo dal 1° aprile al 30 settembre 2001 non è stata riscontrata alcuna incapacità lavorativa.
Dagli atti non risulta infatti che nel succitato periodo ella abbia avuto problemi di salute tali da compromettere la capacità lavorativa in quell'attività (l’assicurata stessa, nel formulario relativo alla richiesta di indennità di disoccupazione del 3 ottobre 2001, ha indicato di non avere avuto assenze dovute a malattia
, doc. 1-7 inc. disoccupazione
).
È solo a partire dall’ottobre 2001 e meglio dalla fine del periodo di impiego finanziato dall’_ che il medico curante, dr. _, fa risalire l’inabilità lavorativa totale dell’assicurata, a causa soprattutto del suo stato psichico (doc. AI 15-1). In tutti gli altri numerosi certificati medici all’incarto, non viene mai indicata con precisione una data d’inizio dell’incapacità lavorativa totale dell’assicurata, come rilevato anche dal dr. _ del SMR, il quale nelle sue annotazioni 19 settembre 2005 ha osservato che l’indicazione di un’inabilità lavorativa del 100% a partire dalla fine del periodo d’impiego presso il _ contenuta nel certificato medico 6 maggio 2003 del dr. _ è “
l’unico dato in tutta la cartella clinica di oltre 200 pagine
” (doc. AI 53-1).
S
ino al termine del programma d’inserimento professionale l’assicurata ha invece continuato ad esercitare un’attività lucrativa a tempo pieno (
doc. AI 50-1).
Visto quanto sopra, a mente di questo Tribunale è da ritenere provato,
perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti;
cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che l’incapacità lavorativa totale dell’assicurata è iniziata in data 1° ottobre 2001.
Alla luce di quanto appena esposto, anche volendo far decorrere, per ipotesi di lavoro, un’incapacità lavorativa rilevante dall’inizio del 2001, come vorrebbe l’assicuratore LPP ricorrente, il termine di un anno è stato sicuramente interrotto ai sensi dell’art. 29ter OAI (cfr. consid. 2.3) visto che l’assicurata ha intrapreso (dal 1° aprile 2001 al 30 settembre 2001) l’attività di pulizia ordinaria delle camere e la cura e la manutenzione dell’orto presso il _ di _, seppur nell’ambito di un programma di inserimento professionale finanziato dall’_, dimostrando una capacità al lavoro economicamente utilizzabile in attività compatibile e consona al suo stato di salute.
L’Ufficio AI ha pertanto correttamente fatto decorrere l’inizio dell’anno di attesa ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI dal 1° ottobre 2001, con conseguente diritto alla rendita intera a partire dal 1° ottobre 2002.
La decisione su opposizione impugnata deve dunque essere confermata.
2.5. La signora PI 1 nello scritto 20 luglio
2006 ha
chiesto di essere posta al beneficio
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (doc. XVII).
V
isto
l'esito favorevole del ricorso, l'assicurata, patrocinata da un legale, ha diritto al versamento da parte della RI 1 di fr. 800.-- a titolo di ripetibili.
Secondo la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124 V 309 consid. 6,
STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02 e
STFA del 18 agosto 1999 nella causa E.T.).