# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 09b2e61b-bd1a-583a-b981-b02a213025d1
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto:
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per quanto riguarda i fatti si può fare riferimento alla decisione 28 gennaio 2009 di questo giudice (inc. GIAR 365.2008.3):
_ è stato arrestato il 3 agosto 2008, nell’ambito dell’inchiesta “_” con contestuale promozione dell’accusa per i reati di infrazione aggravata alla LStup e soggiorno illegale: in particolare, egli è accusato di un ingente traffico di cocaina, in correità con _ (arrestata il 6 agosto 2008) e tale _ successivamente identificato in _ (arrestato nel novembre 2008) e nell’appartamento in cui risiedeva a _, unitamente a _, sono stati rinvenuti fr. 49'000.--, nonché una borsa con all’interno circa
500 grammi
di cocaina (confezionata in ovuli da
10 grammi
circa ed in parte in piccole bolas pronte per la vendita), ulteriori circa fr. 15'000.-- sono stati rinvenuti in possesso di _;
l’arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo stante l’esistenza, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga, bisogni dell’inchiesta e pericolo di collusione con le altre persone coinvolte;
_, sin dall’inizio dell’inchiesta, ha negato di essere coinvolto nel traffico di cocaina, precisando che la borsa contenente cocaina gli sarebbe stata data da _ il quale non avrebbe precisato che cosa contenesse, affinché la tenesse in deposito, rispettivamente di non sapere a chi appartenesse il denaro sequestrato nell’appartamento, respingendo quindi le chiare e precise chiamate in correità formulate da _”
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con decisione 28 gennaio 2009 questo giudice (inc. GIAR 365.2008.3), accogliendo parzialmente l’istanza formulata il 15 gennaio 2009 dal Procuratore pubblico, ha prorogato la carcerazione preventiva di _ per un periodo di 6 settimane cioè fino al 17 marzo 2009, ritenuti dati, oltre a gravi e concreti indizi di colpevolezza, bisogni istruttori, pericolo di collusione e pericolo di fuga;
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al termine del verb. PP 13.02.2009 il Procuratore pubblico ha esteso l’accusa anche per titolo di contravvenzione alla LStup (AI 172);
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approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art. 102 cpv. 2 CPP, il magistrato inquirente ha inoltrato richiesta per una proroga di 12 (dodici) settimane, e meglio fino al 9 giugno 2009 (cfr. istanza 3 marzo 2009), allo scopo di potere evadere oggettivi bisogni istruttori scaturiti dall’ultimo verbale di interrogatorio di _ (cfr. AI 169, verb. PP 12.02.2009) – nel corso del quale quest’ultima ha dichiarato che i correi _ ed _ avevano a disposizione un appartamento a _, utilizzato per detenere cocaina rispettivamente per distribuirla/venderla e di essere in grado di individuare detto appartamento -; il Procuratore pubblico ha pure precisato che in data 19 e 20 febbraio 2009, richiesta ed ottenuta l’assistenza intercantonale, si è già proceduto all’individuazione dell’appartamento e che la Polizia cantonale _ sta ora svolgendo indagini volte a determinare chi lo avesse a disposizione, dopodiché, una volta ricevuto il relativo rapporto, si dovrà verosimilmente procedere alle necessarie contestazioni ai coaccusati e quindi al deposito degli atti; in conclusione, ribadita l’esistenza anche di pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, nonchè di concreto pericolo di fuga, il magistrato inquirente evidenzia che la proroga richiesta è rispettosa del principio della proporzionalità,
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giova precisare che analoga istanza di proroga è stata inoltrata dal Procuratore pubblico anche per quanto attiene a _, istanza pure evasa con decisione di data odierna;
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la difesa, con osservazioni 9 marzo 2009, ritiene la proroga richiesta non giustificata e comunque 12 settimane sarebbero sproporzionate;
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l’istanza, presentata dall’autorità competente ed entro un termine ragionevole per rapporto alla scadenza di cui all’art. 102 cpv. 2 CPP, è ricevibile;
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i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo
2000 in
re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
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per quanto concerne l’esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico dell’accusata, così come per il pericolo di fuga, valgono le considerazioni già espresse nella decisione 28 gennaio 2009 e cioè:
“
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nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare l'esistenza, peraltro non contestata dalla difesa, di gravi indizi per il reato di infrazione aggravata alla LStup in capo a _: in particolare essi emergono dalle dichiarazioni rese da _, la quale ha affermato di avere venduto cocaina, che le veniva consegnata da _, il quale a sua volta la riceveva da tale _ (poi identificato in _), rispettivamente di avere locato l’appartamento di _ per facilitare le operazioni di spaccio in _ e ciò con il beneplacito e l’aiuto finanziario da parte dello stesso _ e di _; va inoltre ribadito che nell’appartamento in cui _ risiedeva con _ sono stati rinvenuti, oltre ad un ingente somma di denaro, circa
500 grammi
lordi di cocaina; in siffatte circostanze poco credibili appaiono le dichiarazioni negatorie quo al suo coinvolgimento nel traffico di cocaina di _, il quale, come rilevato sopra, sostiene che la borsa contenente cocaina gli sarebbe stata consegnata da _ affinché la tenesse in deposito, di non avere saputo che cosa contenesse fino al momento dell’arresto, nonché di ignorare la provenienza del denaro rinvenuto nell’appartamento;
(...)
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il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena; la gravità della pena presumibile (comunque, ”(...) elemento "indiziante" importante che va considerato attentamente per la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale condanna) di prospettive per una sospensione condizionale (...) (M. Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol.
A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“
GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF 14.1.2005, 1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69);
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l'accusato è cittadino _, senza particolari legami personali e professionali con la _, dove risiedeva illegalmente sin dal 2007 (la sua richiesta d’asilo è stata infatti oggetto della decisione di non entrata in materia 23 ottobre 2007, confermata dal Tribunale federale con sentenza 7 novembre 2007), egli si trova confrontato con un’imputazione di sicura gravità, infrazione aggravata alla LStup, per una (a dir poco) preoccupante attività di spaccio di cocaina esercitata in correità con terzi che, se confermata, comporterà una pena da espiare di una certa durata (il Procuratore pubblico ha già evidenziato che è sua intenzione procedere al deferimento alle Assise criminali), circostanze che, tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale reticente e negatorio, permettono di concludere che il pericolo di fuga (inteso come indisponibilità a presenziare al seguito del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585); non si vede infatti cosa possa trattenere l'accusato, qualora tolta la misura cautelare, dal rendersi irreperibile;”
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ulteriori indizi di colpevolezza a carico di _ emergono pure dalle dichiarazioni rilasciate da _ nel corso del verb. PP 12 febbraio 2009 e già contestate all’accusato nel corso del verb. PP 13.02.2009;
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dal profilo istruttorio giova evidenziare che, nell’istanza di proroga, il Procuratore pubblico, come detto sopra, rileva di essere tuttora in attesa del rapporto della _, che spera di poter ricevere entro fine mese, dopodichè procederà, con ogni probabilità, a nuovi verbali dei coaccusati per contestare loro le nuove risultanze e, quindi, al deposito degli atti;
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inoltre è tuttora dato concreto pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, anche a tale proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 28 gennaio 2009:
“inoltre
, come rilevato dal magistrato inquirente, seppure in maniera del tutto generica [nonostante questo ufficio abbia più volte evidenziato che
è compito del magistrato inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del contraddittorio, cfr. anche Rep. 1998 p. 329), se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza di concreti elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle prove, non spettando a questo giudice approfondire o addirittura ipotizzare "quanto sta dietro a ... scarna affermazione del preavviso negativo (decisione GIAR 4.4.2002 in re C.)] sono tuttora dati pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, in considerazione delle varie persone coinvolte a diverso titolo (coaccusati, testi, ecc.), alcune delle quali tuttora non identificate, nonché sussiste il pericolo che l’accusata, visto anche il suo atteggiamento a tratti contraddittorio, possa, se messa in libertà provvisoria, prendere contatto con le suddette persone al fine di ottenere una versione dei fatti a suo vantaggio;”
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pericolo di collusione ed inquinamento delle prove è pure dato in relazione alle verifiche da esperire a _ (ad esempio con le persone che hanno frequentato l’appartamento);
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ritenuta la presenza di gravi indizi di reato e di preminenti motivi di interesse pubblico, così come indicato ai considerandi precedenti, resta da determinare se la proroga richiesta, sia rispettosa del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità; cfr. anche DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004, 1P.630/2004; SJ 1981 p. 383 e citazioni);
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la proroga è stata richiesta per un periodo di dodici settimane, cioè fino al 9 giugno 2009: ricordato che, in generale, per la determinazione della durata del carcere preventivo non è opportuno tener conto di eventualità ipotetiche (ad esempio presentazione di complementi istruttori e/o di un reclamo avverso una eventuale decisione negativa sulle prove), ma che, qualora tali ipotesi dovessero concretizzarsi, il magistrato inquirente valuterà e deciderà se sia necessario e se vi siano le condizioni di legge, per richiedere un'ulteriore proroga e questo ufficio ne verificherà l'effettivo fondamento, a giudizio dello scrivente una proroga fino al 24 aprile 2009, così come statuito con decisione di data odierna per _, appare sufficiente e proporzionata, tenuto anche conto del fatto che il rapporto, non trattandosi di accertamenti complessi, potrà essere consegnato a breve dalla Polizia _, potendo del resto il magistrato inquirente, chiedere precisazioni in merito e sollecitarne la consegna, trattandosi di procedimento con accusati in detenzione;
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in particolare, una proroga del carcere preventivo fino al 24 aprile 2009 è rispettosa del principio di proporzionalità, in considerazione della gravità delle accuse mosse a _, segnatamente infrazione aggravata alla LStup, che ha interessato ingenti quantitativi di cocaina e per la quale è intenzione del magistrato inquirente deferirlo alle _ e del conseguente rischio di pena, nonché del fatto che l’inchiesta, complessa - viste le numerose di persone coinvolte a vari livelli, l’atteggiamento negatorio dello stesso _ e del coaccusato _, nonché i vari cambiamenti di versione, le ritrattazioni e, soprattutto, con riferimento alla proroga qui in discussione, le “rivelazioni” ormai al termine dell’inchiesta di _, ciò che ha reso/renderà necessario per gli inquirenti l’esperimento di ulteriori atti istruttori (indagini a _ e nuovi interrogatori dei coaccusati) con conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta -, è stata comunque condotta nel rispetto dei dettami dell’art. 102 cpv. 1 CPP, rilevato inoltre che da un esame degli atti non emergono tempi morti di durata eccessiva tali da mettere in discussione la legalità della detenzione (in proposito va infatti ricordato che secondo il Tribunale federale il rispetto di tale principio deve essere valutato globalmente, tenendo conto delle particolarità dell’inchiesta, dell’ampiezza del lavoro svolto dagli inquirenti, non potendosi pretendere che un magistrato si occupi costantemente di un unico incarto, e di quella degli inevitabili tempi morti, cfr. DTF 124 I 139, DTF 128 I 149, STF 7.2.2005 in re C., 1S.3/2005), bensì risulta che gli inquirenti non si sono limitati ad interrogare l’accusato ed i correi, ma hanno provveduto alla ricerca di riscontri oggettivi al fine di identificare le altre persone coinvolte e l’ampiezza del traffico messo in atto;
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discende da quanto sopra che una proroga fino al 24 aprile 2009 compreso, oltre che sufficiente per la conclusione dell'inchiesta, è rispettosa dei principi di proporzionalità e celerità;
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il magistrato inquirente è comunque invitato a procedere indilatamente nei suoi incombenti (pena la violazione dell’art. 102 cpv. 1 CPP);
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in conclusione, l'istanza è parzialmente accolta, nel senso che la carcerazione preventiva cui è astretto _ è prorogata fino al 24 aprile 2009 (compreso), con la presente decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 19 cifra 2 e 19a LStup, 115 LStr, 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,
decide
1.
L'istanza è parzialmente accolta.
§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto _ è prorogato fino al
24 aprile 2009 (compreso)
.
2.
Non si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
giudice Ursula Züblin

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