# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fb57edda-539a-47b2-8267-665147fe3c94
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 30 aprile 2022 RI 1 ha inoltrato al proprio Comune di domicilio, e meglio al Comune di _, il modulo “Richiesta di prestazione ponte COVID” per il mese di aprile 2022. Quale motivo della domanda è stato indicato che
“in seguito alle conseguenze della pandemia di coronavirus mi trovo purtroppo in difficoltà finanziaria. Diversi clienti hanno deciso, spero solo momentaneamente, di non avvalersi al momento dei miei servizi per le difficoltà economiche causate proprio da questa pandemia”
(cfr. doc. B inc. 42.2022.53).
1.2. Con decisione del 9 maggio 2022 il Comune di _ ha negato a RI 1 il diritto alla prestazione ponte COVID per il mese di aprile 2022, in quanto non risultavano ossequiate le relative condizioni.
Al riguardo è stato precisato:
"
Vedasi la decisione di rifiuto dell’indennità perdita di guadagno IPG Corona del 25 novembre 2021 dove si evince che non è stato dimostrato che la considerevole limitazione della sua attività è direttamente collegata alle misure attuate per combattere l’epidemia di COVID-19 disposte da un’autorità.
Di conseguenza anche la prestazione Ponte Covid, che si basa sui medesimi criteri, non può essere concessa. (...)”
(Doc. C inc. 42.2022.53)
1.3. Il 9 giugno 2022 RI 1, rappresentato dall’avv. _, ha interposto tempestivo reclamo contro il provvedimento del 9 maggio 2022, rilevando segnatamente, da un lato, di occuparsi dal 2014 di consulenza commerciale e di marketing, collaborando anche nell’organizzazione di eventi, fiere, concerti ed altre analoghe manifestazioni. Dall’altro, che le misure poste in essere dalle Autorità federale e cantonali per contenere l’avanzata della pandemia di COVID-19 hanno comportato un drastico calo della clientela e del fatturato della sua ditta individuale.
È stato aggiunto che fino al mese di settembre 2021 a RI 1 è stata riconosciuta l’IPG Corona, mentre gli è stata rifiutata per i mesi successivi.
È stato poi fatto valere che il Decreto legislativo concernente la prestazione ponte COVID e l’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno sono due atti normativi radicalmente diversi per quanto attiene specificatamente alle prestazioni riconosciute e alle condizioni d’accesso alle stesse.
Al riguardo è stato evidenziato che giusta l’art. 3 lett. f del Decreto la prestazione ponte è riconosciuta al lavoratore che ha subito una riduzione del reddito o fatturato
“... a causa della pandemia ...”
senza alcun riferimento all’entità della riduzione, essendo determinanti i parametri economici contemplati all’art. 4 del Decreto, e senza sancire il principio secondo cui debba sussistere un nesso di causalità diretta tra la limitazione del fatturato e i provvedimenti delle autorità.
A mente della parte reclamante non corrisponde dunque al vero che la prestazione ponte COVID si basa sugli stessi criteri di cui all’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.
Inoltre l’allora patrocinatore di RI 1 ha indicato che, essendo pacifico che la riduzione del suo reddito e del suo fatturato sia da ricondurre alla situazione pandemica, la condizione posta all’art. 3 lett. f del Decreto è senz’altro adempiuta.
È stato altresì sottolineato che, come emerge dal Messaggio n. 7906 del Consiglio di Stato pag. 7 e dal Rapporto 7991R pag. 1, la prestazione ponte COVID è complementare al sistema federale e cantonale di sicurezza sociale e agli aiuti puntuali erogati dai Comuni ed è stata introdotta per sostenere i lavoratori indipendenti e salariati che non possono beneficiare di altre forme di aiuto (cfr. doc. D inc. 42.2022.53).
L’avv. _ ha infine asserito:
"
(...) La prestazione in parola è dunque stata voluta ed introdotta allo specifico fine di garantire una copertura straordinaria a tutti lavoratori che, in questo momento pandemico, si trovano confrontati con una situazione economica tale da rendere necessario l’intervento dello Stato. Il tutto, previo esaurimento delle altre forme di aiuto (o complementarmente alle stesse) e prima di dover far capo all’assistenza sociale.
Negare quindi la prestazione in parola, affermando che non sarebbero adempiute le condizioni per l’ottenimento dell’IPG è – oltre che lesivo del diritto – pure in contrasto con la chiara volontà del legislatore cantonale. (...)” (Doc. D pag. 7 inc. 42.2022.53)
1.4. Il 28 giugno 2022 il Comune di _ ha emesso una decisione su reclamo con la quale ha confermato il rifiuto di una prestazione ponte COVID per il mese di aprile 2022 stabilito il 9 maggio 2022, rilevando, da una parte, che:
"
(...) Il Signor RI 1 con scritto del 7 febbraio 2022 ha comunicato al Municipio che prima della pandemia la sua attività di consulente indipendente era composta per il 60% da consulenza commerciale e di marketing e per il 40% da consulenza ad aziende e privati in ambito fiscale, contabile, assicurativo e gestionale. Ha inoltre descritto gli eventi che non hanno avuto luogo nel 2021, precisato la riduzione della cifra d'affari per l'attività della consulenza (contabile, fiscale e gestionale) nel settore palestra/bar/ristoranti, presentato degli accordi sottoscritti con parti terze e le ricerche di lavoro.” (Doc. A inc. 42.2022.53)
dall’altra, che:
"
a Non è stato precisato per quale motivo l'annullamento delle fiere
ha portato ad una riduzione del suo fatturato. Il Signor RI 1 si è limitato a elencare le fiere che sono state annullate senza specificare l'indotto finanziario per ogni fiera annullata che ha maturato negli anni precedenti la pandemia collaborando per conto dei suoi clienti;
b.
Le attività delle palestre/ristorazione/bar sono state riaperte dal mese di aprile 2021. In ogni caso la consulenza in ambito contabile, finanziario e gestionale non è mai stata interrotta dalle misure sanitarie introdotte dagli Enti pubblici, si sono rese altresì necessarie la gestione di tutte le procedure per la richiesta di prestazioni finanziarie per il lavoro ridotto o richiesta di prestiti finanziari da parte delle attività precedentemente chiuse. Le Autorità sanitarie nel corso del 2021 non hanno inoltre mai vietato il contatto diretto tra consulente e cliente.
c.

## Considerations