# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e0281fa8-b232-5267-a572-7a9f091ee456
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1973, diplomato come impiegato di commercio, è stato attivo in qualità di giocatore di disco su ghiaccio dapprima nell’Hockey Club _ dal 1992 al 1997, in seguito presso l’Hockey Club _ (_).
A causa dei postumi di un incidente occorsogli il 22 gennaio 2000 durante lo svolgimento di una partita, egli ha dovuto cessare l’attività sportiva. Tale evento è stato assunto dall’assicurazione contro gli infortuni (_).
Con decisione 19 novembre 2002 l’assicuratore LAINF ha riconosciuto all’assicurato una rendita d’invalidità del 40%, erogabile dal 1° maggio 2000 sino al termine della probabile carriera di giocatore professionista di hockey (31 marzo 2007), fondata su un reddito da valido di fr. 92'000 e da invalido di fr. 55'200.--. L’assicuratore LAINF ha inoltre riconosciuto un’indennità per menomazione (inc. LAINF sub doc. AI 1-1).
1.2. Nel febbraio 2001 l’assicurato ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti, respinta con decisione 14 dicembre 2001 dall’Ufficio AI (doc. AI 6-1).
A seguito del ricorso 30 gennaio 2002 dell’assicurato contro la succitata decisione, mediante risposta di causa l’amministrazione, riconoscendo la necessità di procedere ad ulteriori accertamenti in merito al guadagno che l’interessato avrebbe potuto percepire da sano quale giocatore di hockey, ha proposto il rinvio degli atti per l’espletamento del citato atto istruttorio.
Ricevuta l’adesione del ricorrente a tale proposta, con decisione 4 maggio 2002 il Vicepresidente del TCA ha omologato l’accordo e stralciato la causa dai ruoli (inc. 32.2002.23; doc. AI 19-1).
1.3. Disposti gli accertamenti complementari, con decisione 12 maggio 2003, confermata con decisione su opposizione 10 novembre 2003, l’Ufficio AI ha nuovamente respinto la richiesta di prestazioni non presentando l’assicurato un grado d’invalidità pensionabile.
Contro la decisione su opposizione 10 novembre 2003 l’assicurato ha inoltrato al TCA un secondo ricorso.
Mediante sentenza del 4 giugno 2004 la scrivente Corte ha accolto il ricorso rinviando gli atti all’Ufficio AI per l’espletamento di diversi accertamenti inerenti la definizione sia del reddito da valido che da invalido (inc. 32.2003.89; doc. AI 49-13).
1.4. Dopo aver eseguito una lunga e complessa istruttoria, con decisione 27 marzo 2008, preavvisata il 10 ottobre 2007, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni (doc. AI 114). In sintesi, ribadendo che la decisione 19 novembre 2002 dell’assicuratore LAINF non è da ritenere vincolante, l’amministrazione ha spiegato che, per gli anni 2001-2002 (periodo in cui l’_ era in serie A), quale reddito da valido è stato preso in considerazione il reddito medio di un giocatore professionista militante in una squadra di hockey in LNA (Lega nazionale A), mentre per il periodo dal 2003 al 2005 (quest’ultimo anno corrispondente all’ipotetico termine della carriera da professionista) è stato fatto riferimento ai redditi medi di giocatori in LNB (retrocessione dell’_ nella lega B). Dal raffronto tra questi redditi da valido con quelli da invalido (quest’ultimi relativi alla professione d’impiegato di commercio appresa dall’assicurato) è risultato un grado d’invalidità massimo del 35% non conferente il diritto ad una rendita. Provvedimenti di riqualifica professionale sono stati infine esclusi.
1.5. Contro la succitata decisione è tempestivamente insorto l’assicurato, patrocinato dallo studio legale RA 1, postulandone l’annullamento e il riconoscimento di un quarto di rendita (in subordine di mezza rendita) dal 1° maggio 2000 sino al 31 marzo 2007. In via ancora subordinata egli ha chiesto l’avvio di un’istruzione probatoria da parte del TCA e, in via ulteriormente subordinata, il rinvio degli atti all’Ufficio AI per complemento istruttorio.
Riassumendo, il ricorrente ha innanzitutto ribadito che la decisione 19 novembre 2002 dell’assicuratore LAINF è da ritenere vincolante anche per l’AI e che quindi fa stato un grado d’invalidità del 40%. Egli ha inoltre contestato la determinazione dei redditi da valido e da invalido.
1.6. Con risposta di causa, l’Ufficio AI ha invece chiesto la conferma della decisione impugnata e, conseguentemente, la reiezione del ricorso.

## Considerations

considerando
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
2.3. Nel caso in esame, pacifico è che l’assicurato, a seguito dell’infortunio del 2000, non può più esercitare la sua professione di giocatore di hockey a causa di un deficit vestibolare periferico destro, soggetto ad un probabile aggravamento, e di una disfunzione otolitica. Egli può tuttavia intraprendere senza alcuna controindicazione l’attività di impiegato di commercio di cui possiede l’attestato di capacità (cfr. rapporto 26 marzo 2001 del dr. _, doc. AI 8-1 e rapporto 26 marzo 2002 del dr. _, doc. AI 7-3).
Lo stato di salute è rimasto stazionario, cosi come si evince dallo scritto 27 gennaio 2007 del dr. _, il quale ha confermato che l’assicurato, affetto da sindrome post-commozionale e da deficit vestibolare, non può più svolgere un’attività fisica di una certa entità. Egli ha poi rilevato che il paziente, dopo l’infortunio del 2000, ha aperto uno studio di fisioterapia e massaggiatore, professione che esercita a tempo pieno e senza impedimenti (doc. AI 95-6).
Oggetto del contendere è invece la graduazione dell’invalidità, rispettivamente la determinazione dei redditi di riferimento.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
2.5. La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF, motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti; d’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In
una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine, g
li organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).
Il principio del coordinamento è in seguito stato relativizzato dal TF, il quale ha stabilito non vincolante la valutazione dell’invalidità da parte dell’assicurazione contro gli infortuni o dell’assicurazione per l’invalidità verso l’altro assicuratore, tant`è che il primo non può interporre opposizione ad una decisione del secondo e viceversa (DTF 131 V 362 e da ultimo DTF 133 V 549).
In un’altra sentenza, l’Alta Corte non ha tuttavia ritenuto di giungere ad una diversa valutazione del grado d’invalidità tra assicurazione contro gli infortuni e assicuratore per l’invalidità nella misura in cui l’incapacità al guadagno trae origine dallo stesso danno alla salute (cfr. STF 4 ottobre 2007 nella causa B, I 789/06 e U 432/06, consid. 5).
2.6. Ritornando alla fattispecie concreta, occorre ribadire che l’Ufficio AI aveva motivo per distanziarsi dalla decisione 19 novembre 2002, ancorché cresciuta in giudicato, dell’assicuratore LAINF, il quale ha riconosciuto al ricorrente un grado d’invalidità del 40% risultante dal raffronto tra un reddito da valido di fr. 92'000 ed un reddito da invalido di fr. 55'200.
Infatti, nella sentenza 4 giugno 2004 questa Corte aveva rilevato che i fr. 92'000 di reddito da valido erano frutto di una transazione tra assicurato e assicuratore LAINF, che non corrispondeva alla concreta situazione dell’assicurato e che quindi non vincolava l’AI (cfr. consid. 2.6 della citata sentenza).
Vero che, come rilevato nel ricorso (cfr. punto 3.6), il succitato importo è stato frutto di una serie di incontri tra il legale dell’assicurato e l’assicuratore LAINF su questioni di diritto e di fatto e che nella stagione 1999/2000 il ricorrente aveva percepito dall’_ (quando era in LNB) fr. 63'000 più fr. 15'000 di premi partita, vale a dire una retribuzione di complessivi fr. 78'000 (cfr. doc. AI 2-17; escluse dal reddito sono le rifusioni spese di fr. 29'000 non costituendo salario determinante AVS). Tuttavia, la valutazione fatta dall’assicuratore LAINF, come sostenuto dal ricorrente (cfr. ricorso punto no. 3.7), di riconoscere un incremento di reddito medio di fine carriera del 15% non si basa su circostanze concrete.
Del resto, come verrà detto nel prosieguo (cfr. consid. 2.9.2), anche prendendo in considerazione il reddito di fr. 92'000 l’assicurato non avrebbe diritto ad una rendita, visto che la determinazione del reddito da invalido non corrisponde alla giurisprudenza del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF).