# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2a8f4778-7458-5faa-8c64-a43a033e5b7f
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. La FA 1, con sede a _, è stata iscritta a Registro di commercio il 12 novembre 2013. La società ha in seguito trasferito la sede a _ (cfr. estratto RC informatizzato agli atti).
Lo scopo sociale consisteva nell'acquisto, la vendita, l'importazione, l'esportazione, il commercio di materassi, guanciali, reti e doghe, poltrone e divani, vasche, letti, divani-letto, coperte e biancheria, elettrodomestici e casalinghi, con relativi accessori, l'apertura e la gestione di negozi e punti vendita (cfr. estratto RC informatizzato agli atti).
Negli anni dal 2015 al 2016, l’organo formale era così composto (date di pubblicazione nel FUSC):
• RI 1
dal 15.11.2013 al 22.12.2015
⃰
gerente
⃰ dimissioni 2 dicembre 2015
• TERZ 1
dal 22.12.2015 al 02.05.2016 gerente
• _
dal 02.05.2016 liquidatore
1.2. Dal 1. novembre 2013 la società è stata affiliata alla Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) in qualità di datore di lavoro (cfr. doc. 1, incarto 31.2018.16; di seguito, salvo diverse indicazioni, i documenti citati si riferiscono all’incarto principale 31.2018.16).
L’assemblea dei soci del 26 aprile 2016 ha sciolto la società (FUSC 2 maggio 2016).
Il 12 aprile e il 7 novembre 2017, l’Ufficio esecuzioni (UE) del Distretto di _ ha rilasciato tre attestati di carenza beni relativi ai contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF non soluti dalla società per gli anni 2015 e 2016 (quest’ultimo fino al mese di marzo) (doc. 2).
Con decreti del 12 aprile e del 23 maggio 2018 della Pretura del Distretto di _ sono state dichiarate l’apertura del fallimento della società rispettivamente la sospensione della procedura ai sensi dell’art. 230 LEF (FUSC 18 aprile e 30 luglio 2018).
La procedura di fallimento è stata definitivamente chiusa e la ragione sociale radiata d’ufficio in applicazione delle disposizioni dell’art 159 cpv. 5 lett. a ORC (cfr. estratto RC agli atti).
1.3. Costatato di avere subìto un danno,
con due distinte decisioni datate
27 aprile (doc. 1) e 1. giugno 2018 (doc. 1 dell’incarto 31.2018.17),
la Cassa ha chiesto a RI 1 (quale gerente e in via solidale per analogo importo con RI 2) il risarcimento ex art. 52 LAVS di
fr. 10'204.30 per contributi paritetici non soluti dalla società da gennaio a settembre 2015 e a RI 2
(ritenuto quale organo di fatto e in via solidale limitatamente agli importi di fr.
10'204.30 con RI 1 e di fr. 6'465.75 con TERZ 1
)
il risarcimento ex art. 52 LAVS di
fr. 27'351.80 per contributi paritetici non soluti dalla società per gli anni 2015 e 2016 (quest’ultimo fino al mese di marzo) (doc. 1 dell’incarto 31.2018.17).
1.4.
A seguito delle opposizioni inoltrate dai succitati
–
il 25 maggio 2018 da RI 1 patrocinato dall’avv. RA 1 (doc. 3) e (con scritto pervenuto al servizio giuridico dell’IAS il 7 agosto 2018) da RI 2 personalmente
(doc. 2 dell’incarto 31.2018.17)
–
, con decisioni su opposizioni del 27 agosto 2018 (
doc. B e 3 dell’incarto 31.2018.17),
la Cassa ha confermato la loro rispettiva responsabilità.
1.5. Contro le succitate decisioni su opposizione
–
con due ricorsi del 25 settembre (I) e del 26 settembre 2018 (I dell’incarto 31.2018.17
)
–
RI 1 tramite l’avv. RA 1 e RI 2 personalmente
hanno interposto ricorso al TCA.
RI 1 postulandone l’annullamento con conseguente liberazione da qualsiasi responsabilità, subordinatamente la riduzione a fr. 5'728.45 dell’importo da risarcire per i contributi paritetici non versati dalla società relativi ai mesi da marzo a settembre 2015 (cfr. I, pag. 14) e RI 2 chiedendo che
“(...) venga interamente rivista la decisione della Cassa CO 1 facendosi versare il saldo 2015 dall’RI 1 e rivedendo il conteggio per l’anno 2016 (gennaio-marzo). (...)”
(I dell’incarto 31.2018.17
)
.
In particolare:
·
RI 1, tramite l’avv. RA 1, rileva che la responsabilità e la gestione della società era nelle mani del socio unico nonché gerente di fatto RI 2 che ha presentato la distinta salari per l’anno 2015 il 17 marzo 2016, ovvero in un momento in cui non ha potuto verificarne la correttezza. Afferma che ha rassegnato le proprie dimissioni quando il socio unico e gerente di fatto si è rifiutato di assumere le sue responsabilità e di non aver leso l’art. 35 cpv. 2 LAVS avendo egli reso attento RI 2 circa la possibilità di un conguaglio ed essendosi assicurato che la società disponesse della liquidità e delle entrate necessarie per fare fronte al pagamento dei contributi paritetici dovuti. In questo senso RI 2 si è riconosciuto (per gli anni 2014 e 2015) debitore solidale per un importo complessivo di fr. 34'000 (cfr. doc. E) e TERZ 1 (gerente a lui subentrata) ha confermato di rispondere dei contributi sociali dovuti dalla società (cfr. doc. G). Sostiene che
“(...) purtroppo, le informazioni e le rassicurazioni fornite da RI 2 al Ricorrente si sono rilevate errate. In particolare, benché la FA 1 sia stata ancora attiva per oltre due anni, né il socio unico e gerente di fatto, né la nuova gerente hanno versato i contributi paritetici dovuti. (...)”
(I, punto 35, pag. 11). Egli asserisce inoltre che nulla può essergli rimproverato per il fatto che la FA 1 e il socio unico e gerente di fatto abbiano utilizzato i fondi della società per altri scopi (versamento di salari, in particolare quello dello stesso RI 2 e investimenti per finanziare una nuova attività) e che in ogni caso, visto che per i mesi di gennaio e febbraio 2015 non vi era alcun obbligo di informare la Cassa essendo l’aumento salariale inferiore ai fr. 20'000.--, il suo eventuale obbligo di risarcimento andrebbe limitato ai mesi da marzo a settembre 2015 per un importo di fr. 5'728.45.
• RI 2 sostiene che per l’anno 2015 avrebbe pagato i contributi sociali a RI 1 che non li ha versati alla Cassa:
“(...) spettava all’RI 1 saldare i contributi da me già versati a garanzia per quell’anno
[ndr.: il 2015]
e che, a quanto pare, si è indebitamente intascato. (...)”
(I dell’incarto 31.2018.17).
Quanto ai contributi sociali dovuti per il 2016 egli rileva che
“(...) i contributi AVS per il trimestre 2016 sono stati in parte versati, ed in parte annullati dalla mia rinuncia ai miei stipendi degli anni 2014-15-16 per i quali erano stati già versati o conteggiati i contributi, per un totale stipendi di Fr. 28.415,86 corrispettivi di un totale AVS di Fr. 2.905,96 (allegati B e C). E' assurdo che la Cassa CO 1 si rifiuti di riconoscere pagamenti avvenuti in eccesso per errori contabili dell'RI 1.
[...]
Da aprile 2016 ad aprile 2017 ho lavorato presso la _, vi ho inoltrato da tempo la pratica per la richiesta dei miei assegni familiari (2 figli di 4 e 8 anni per 13 mesi) senza aver mai avuto alcun riscontro. Si tratta di c.a. Fr. 5.000 (...)”
(I dell’incarto 31.2018.17) e, circa la sua posizione all’interno della società, osserva che
“(...) la cassa cantonale sostiene (dichiarazioni fatte sicuramente dalla controparte) che tutte le decisioni erano a mia esclusiva scelta, mentre è avvenuto l'esatto opposto: non solo non avevo potere decisionale contabile: infatti l'RI 1 fungeva non solo da gerente, ma teneva l'intera contabilità (affidata nel 2014 ad una ragazza alla prima esperienza), la gestione dei conti e dei pagamenti e si è sempre fatto consulente a pieno titolo, dimostrando poi errori spaventosi come la scelta del regime iva sbagliato (costato c.a 20.000 franchi in 2 anni). Ho dovuto anche far scrivere dall'avvocato per riavere i fascicoli contabili che l'RI 1 tratteneva indebitamente presso il suo studio. Mi sono sempre fidato ciecamente delle sue indicazioni avendo solo poche nozioni sulla tenuta della contabilità svizzera. Mi occupavo interamente della parte commerciale dell'azienda. Trovo quindi assurdo che venga asserita a me la piena responsabilità sul lato contabile. (...)”
(I dell’incarto 31.2018.17).
Egli afferma infine che
“(...) mi viene inoltre contestato il fatto di aver preferito pagare altri fornitori prima di versare i contributi AVS, cosa assolutamente non vera: a marzo 2016 ho provveduto personalmente immettendo liquidità (tutto ciò che avevo) per pagare il bollettino relativo al quarto trimestre 2015 nonché gli ultimi stipendi dei dipendenti. Non mi sembra si tratti di negligenza nei confronti né della FA 1 né tantomeno della Cassa CO 1 (...)”
(I dell’incarto 31.2018.17).
1.6. Con due differenti risposte di causa datate 17 e 23 ottobre 2018 la Cassa, con argomentazioni di cui si dirà più avanti, ha confermato la responsabilità di RI 1 e RI 2 comunicando al TCA di aver aperto la procedura di risarcimento danni anche nei confronti di TERZ 1 che non ha interposto ricorso contro la decisione su opposizione del 27 agosto 2018, cresciuta incontestata in giudicato, con cui ha confermato la decisione di risarcimento danni ex art. 52 LAVS del 27 aprile 2018 per un importo di fr. 6'465.75 e riferito al periodo da ottobre 2015 a marzo 2016 (III degli incarti 31.2018.6 e 31.2018.17).
1.7. RI 1, con
“Replica spontanea e determinazione sui mezzi di prova”
del 5 novembre 2018, tramite l’avv. RA 1, si è confermato nelle proprie allegazioni (V e allegati doc. O-Q).
Il doc. V con i relativi allegati è stato notificato alla Cassa (VI) che, con osservazioni del 19 novembre 2018 (VII, di cui si dirà più in avanti e trasmesso per conoscenza; VIII) ha chiesto di respingere il ricorso.
1.8. Con decreto del 21 novembre 2018, interpellate le parti, il vicepresidente del TCA ha congiunto le cause 31.2018.16 e 31.2018.17 (IX e VI dell’incarto 31.2018.17).
Le osservazioni 3 dicembre 2018 (doc. XI e allegati S-U)
–
con cui RI 1, tramite il suo legale, ha preso posizione in merito alle allegazioni di RI 2
–
sono state trasmesse alla Cassa e a RI 2 (doc. XII).
La Cassa, con scritto del 21 dicembre 2018, ha comunicato al TCA
“(...) di aver preso visione delle osservazioni formulate dalla controparte, le quali non sono tuttavia atte a modificare la sua responsabilità ex art. 52 LAVS. (...)”
(XV).
RI 2 è rimasto silente.
1.9. Con decreto del 21 novembre 2018 (X) il vicepresidente del TCA ha chiamato in causa TERZ 1 che, tramite l’avv. RA 2, con lettera del 12 dicembre 2018, ha comunicato al TCA che

## Considerations