# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ff5c32ff-4751-5f63-82a7-7509a9624061
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Con decisione provvisionale del 13 maggio 2011 la Commissione tutoria regionale 8 ha privato AP 1 e AP 2 della custodia sui figli L_ _ (nato il 14 dicembre 2004) e E_ (nato l'11 settembre 2006), disponendo il collocamento provvisorio di entrambi come interni all'Istituto _ di _ da lunedì 16 maggio 2011. Il 16 giugno 2011 la Commissione tutoria regionale ha poi incaricato il Servizio medico-psicologico a _ di peritare le capacità parentali dei genitori e di presentare un rapporto scritto nel termine di tre mesi, precisando che fin quando il referto non fosse stato ultimato i figli sarebbero rimasti all'Istituto _, mentre il seguito della procedura sarebbe dipeso “dalle risultanze della perizia e dalle altre informazioni di cui la CTR verrà a conoscenza dalla rete”. Tale decisione è stata dichiarata immediatamente esecutiva.
AP 1 e AP 2 sono insorti il 15 luglio 2011 contro la decisione appena citata all'Autorità di vigilanza sulle tutele, che l'11 agosto 2011 ha dichiarato il ricorso irricevibile. Un ricorso del 12 settembre 2011 presentato dai medesimi a questa Camera contro la decisione dell'Autorità di vigilanza sulle tutele è stato dichiarato a sua volta irricevibile con decisione di data odierna (inc. 11.2011.129).
B.
Nel frattempo, il 18 luglio 2011, AP 1 e AP 2 si sono rivolti alla Commissione tutoria regionale perché i figli fossero immediatamente dimessi dall'Istituto _ e reintegrati nella loro custodia. Il 3 agosto 2011 essi hanno sollecitato una decisione al proposito, chiedendo alla Commissione tutoria regionale un incontro “a brevissimo termine”. Con decisione del 28 luglio 2011 (
sic
) la Commissione tutoria regionale ha respinto la postulata revoca del collocamento, “come pure la richiesta 3 agosto 2011 di incontro”. La tassa di giustizia e le spese (fr. 300.– complessivi) sono state poste a carico dei ricorrenti in solido. Anche tale decisione è stata dichiarata immediatamente esecutiva.
Contro la decisione della Commissione tutoria regionale AP 1 e AP 2 hanno adito l'Autorità di vigilanza sulle tutele, che con decisione del 1° settembre 2011 ha respinto il ricorso. Gli oneri processuali di fr. 100.– complessivi sono stati posti a carico loro.
Il 12 settembre 2011 AP 1 e AP 2 hanno impugnato la decisione predetta davanti a questa Camera, chiedendo – previo conferimento dell'effetto sospensivo – che sia revocato immediatamente il collocamento dei figli all'Istituto _, che questi siano reintegrati nella loro custodia parentale e che sia indetto un incontro con la Commissione tutoria regionale. Il ricorso non è stato notificato per osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La decisione presa dalla Commissione tutoria regionale ha – come la decisione del 13 maggio 2011, culminata nel ricorso dichiarato irricevibile da questa Camera con sentenza odierna (inc. 11.2011.129) – carattere incidentale, poiché non mette fine alla procedura. Gli stessi ricorrenti ne sono consapevoli, ove appena si consideri che nella richiesta di giudizio a questa Camera chiedono di essere convocati ulteriormente per un incontro dinanzi alla Commissione tutoria regionale. Ora, le decisioni incidentali sono impugnabili entro lo stesso termine di quelle finali, onde in concreto la tempestività del ricorso in appello. Devono però essere suscettive – come si è spiegato nella decisione parallela
– di arrecare all'interessato un danno “non altrimenti riparabile” nel senso dell'art. 44 LPAmm, ovvero un pregiudizio cui non si potrà più verosimilmente rimediare appieno nemmeno con una decisione finale favorevole (RtiD I
-
2005 pag. 783). Un'eventuale violazione del diritto d'essere sentito non basta a configurare un danno del genere (
Donzallaz
, La notion de “préjudice difficilmente réparable” dans le Code de procédure civile suisse, in: CFPG, Il Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag. 183). Incombe al ricorrente spiegare in che consista tale pregiudizio nel caso specifico.
2.
Nella fattispecie i ricorrenti contestano la decisione emessa dall'Autorità di vigilanza sulle tutele, ma non illustrano quale danno “non altrimenti riparabile” arrecherebbe loro o ai figli il rifiuto di revocare con effetto immediato il collocamento provvisorio di questi ultimi all'Istituto _ o il rifiuto di indire un'udienza davanti alla Commissione tutoria regionale. Già per tale motivo il ricorso in esame Camera si rivela d'acchito irricevibile, ciò che rende inutile assumere tutta la serie di prove offerte dai ricorrenti in calce a ogni punto del memoriale, come se questa Camera fosse un'autorità amministrativa di primo grado cui incombe
l'istruttoria del caso. Senza dimenticare, ad ogni buon conto, che gli incarti completi dell'Autorità di vigilanza sulle tutele e della Commissione tutoria regionale figurano già agli atti.
3.
Nel ricorso presentato contro la decisione adottata dall'Autorità di vigilanza l'11 agosto 2011 (quella di lasciare i figli all'Istituto _ finché il Servizio medico-psicologico non avrà ultimato il referto peritale sulle capacità parentali dei genitori, culminata nel ricorso dichiarato irricevibile da questa Camera con sentenza
odierna) AP 1 e AP 2 sostenevano che far durare il collocamento dei figli in istituto fino alla consegna del referto da parte del Servizio medico-psicologico “andrebbe a compromettere irrimediabilmente il rapporto genitoriale, il legame tra i bambini e i propri genitori” (memoriale, pag. 7). Si trattava però di un'affermazione tanto apodittica quanto non sostanziata. Che in concreto le capacità parentali dei genitori vadano esaminate da specialisti e che i figli debbano rimanere all'Istituto _ finché tali specialisti non avranno ultimato il loro rapporto è una decisione contro la quale le vie di ricorso a livello cantonale sono state esaurite e su cui non è dato di tornare. Oggetto dell'attuale giudizio è la mancata revoca del collocamento con effetto immediato. E in assenza di indizi concreti ciò non appare suscettibile di creare pregiudizi irreparabili. Basti pensare che nell'istituto L_ e E_ non soggiacciono a restrizioni maggiori rispetto ad altri compagni collocati come interni dai genitori, senza che tali ragazzi “si sentano abbandonati” (memoriale citato, pag. 7) e maturino sentimenti di rancore. Anche sotto questo profilo non si scorge quindi un danno “non altrimenti riparabile”.
Si aggiunga che – come gli stessi ricorrenti confermano – finora L_ e E_ hanno trascorso tutti i fine settimana con i genitori, oltre a due settimane di vacanza “nella più totale serenità”, e E_ ha passato a casa anche una settimana di malattia (memoriale citato, pag. 7). Ciò rende ancora meno verosimile l'ipotesi di un pregiudizio irreparabile nel caso in cui i figli non fossero congedati subito dall'Istituto _. Certo, tale stato di cose non giustifica da sé solo un collocamento a tempo indefinito. Scaduto il termine per la consegna del rapporto peritale, la Commissione tutoria regionale dovrà verificare (anzi, secondo il normale andamento delle cose avrebbe già dovuto verificare, il termine essendo scaduto il 16 settembre 2011) se sia ancora giustificato lasciare i ragazzi nella struttura, della quale sono ospiti fin dal 16 maggio 2011. Eventuali ritardi degli specialisti nella consegna del referto non devono ripercuotersi in effetti sul collocamento dei figli.
4.
Se ne conclude che, irricevibile per difetto di danno “non altrimenti riparabile”, il ricorso è destinato all'insuccesso. Gli oneri della decisione odierna seguono il principio della soccombenza (art. 31 LPAmm per analogia), ma la tassa di giustizia va adeguatamente ridotta, il caso sfuggendo a un esame di merito (art. 21 LTG per analogia). Il ricorso non avendo formato oggetto di
notifica per osservazioni, non si pone invece problema di ripetibili.
5.
L'emanazione dell'attuale decisione rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo contenuta nel memoriale.
6.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro la presente decisione (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), dandosi protezione del figlio un eventuale ricorso in materia civile è ammissibile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 7 LTF) senza riguardo a questioni di valore.