# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** da1bf8a9-6d7b-5928-ad15-427246bea503
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 21 aprile 2016 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 16'792.85 più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione dell’8 giugno 2016 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 23 giugno 2016 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 a far tempo dal 24 giugno 2016 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive. Come già prima la citazione anche la sentenza è stata notificata alla convenuta in via edittale.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 4 luglio 2016
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, facendo valere la carente notificazione della citazione e della decisione in via edittale, il proprio recapito a _ essendo da ritenere noto siccome menzionato nel registro di commercio. Con
“complemento al reclamo”
del 5 luglio 2016, la RE 1 ha poi segnalato di avere interamente saldato quello stesso giorno il credito che ha portato al fallimento e di ritenersi solvibile.
E.
L’8 luglio 2016 il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 4 luglio 2016 contro la sentenza notificata alla RE 1 in occasione dell’interrogatorio del suo direttore il 1° luglio 2016 (doc. F accluso al
“complemento al reclamo”
), in concreto il reclamo, come il suo complemento del 5 luglio, sono tempestivi. Si giungerebbe del resto alla stessa conclusione tenendo conto della pubblicazione della sentenza, avvenuta il 24 giugno 2016 (Foglio ufficiale cantonale n. 50 pag. _).
2.
Nel reclamo la RE 1
sostiene di non avere ricevuto la citazione all’udienza dell’8 giugno 2016 e ne censura la notificazione in via edittale, il proprio recapito a _ essendo da ritenere noto, siccome menzionato nel registro di commercio.
3.
Presentata la domanda di fallimento, le parti sono avvisate, almeno tre giorni prima, della trattazione giudiziale della medesima. Esse possono comparire personalmente in giudizio o farsi rappresentare (art. 168 LEF). La forma della citazione è disciplinata dal Codice di procedura civile (art. 1 lett. c CPC). La notificazione di citazioni, ordinanze e decisioni è fatta di regola mediante invio postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta (art. 138 cpv. 1 CPC). Dandosi un invio postale raccomandato non ritirato, la notificazione si considera avvenuta il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC). Secondo il Tribunale federale
tale finzione non vale in
materia di fallimento, poiché l’escusso cui è pervenuta la comminatoria di fallimento non deve necessariamente aspettarsi la citazione all’udienza fallimentare. Se egli non ritira la citazione, il giudice deve rinnovarne la notificazione (DTF 138 III 230 consid. 3.3 e rimandi; sentenze della CEF 14.2015.19 del 3 marzo 2015 consid. 3.1; 14.2014.205 dell’11 febbraio 2015, consid. 4.1).
3.1
Nel caso specifico, non risulta dagli atti che il Pretore abbia rinnovato la notificazione della citazione dopo avere constatato che la raccomandata che la conteneva non era stata ritirata dalla convenuta. Si è limitato a ordinarne la notificazione in via edittale. Ora, tale provvedimento può essere ritenuto valido soltanto se erano dati i presupposti stabiliti dalla legge per siffatta pubblicazione.
3.2
La notificazione è fatta mediante pubblicazione nel Foglio ufficiale cantonale o nel Foglio ufficiale svizzero di commercio se il luogo di dimora del destinatario è sconosciuto e non può essere individuato nemmeno con debite, ragionevoli ricerche (art. 141 cpv. 1 lett. a CPC;
Nordmann
in: Basler Kommentar, SchKG II, 2
a
ed. 2010, n. 8 e 10 ad art. 168 LEF).
Nel sistema legislativo svizzero questo tipo di notifica deve rimanere l’
ultima ratio
(sentenza della CEF 14.2015.176 del 30 ottobre 2015 consid. 3 e 3.1, con rinvii).
3.3
Nella fattispecie la sede della convenuta, menzionata nel registro di commercio, risultava nota e dall’adesivo della posta sulla busta di trasmissione, segnata con una croce nella voce “Non ritirato”, non si poteva ritenere che la convenuta si fosse resa irreperibile. Ad ogni modo gli atti presenti nell’incarto pretorile non indica che si siano effettuate ricerche particolari in merito al luogo in cui essa potesse essere raggiunta (come tentativi di raggiungere la reclamante per telefono o mediante usciere o polizia, oppure accertamenti presso l’ufficio postale). Ne consegue che i presupposti stabiliti dall’art. 141 CPC non erano riuniti, di modo che la notifica edittale risulta inefficace.
3.4
Venendo a mancare un’esigenza formale dell’apertura del fallimento (art. 168 LEF), tesa a garantire all’escusso il diritto di essere sentito e in particolare di addurre fatti propri a determinare la reiezione della domanda di fallimento (art. 172 LEF), la decisione impugnata andrebbe annullata e gli atti retrocessi al primo giudice per nuovo giudizio sull’istanza, previa valida citazione delle parti a una nuova udienza (
sentenza della CEF 14.2016.8 del
4 febbraio 2016 consid. 3
).
Sennonché la reclamante ha nel frattempo estinto l’esecuzione dell’istante saldandola all’UE (doc. G annesso
al
“complemento al reclamo”
, primo foglio), sicché un rinvio della causa al Pretore costituirebbe un’inutile formalità, la Camera potendo essa stessa respingere l’istanza in riforma della sentenza impugnata (art. 327 cpv. 3 lett. b CPC; sentenza della CEF
14.2015.19 del 3 marzo 2015 consid. 3.2
)
, fermo restando che l’estinzione dell’esecuzione dell’istante è da considerare avvenuta prima dell’emanazione della decisione di fallimento, da considerarsi nulla, sicché non è necessario verificare la solvibilità della reclamante (art. 174 cpv. 1 LEF).
4.
Dato che la necessità del reclamo non può essere ritenuta causata da una delle parti, per motivi di equità occorre rinunciare a prelevare la tassa di giustizia relativa al presente giudizio (art. 107 cpv. 2 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, non essendo la controparte, cui il reclamo non è stato notificato, incorsa in spese in questa sede. Quanto alle spese di prima sede, esse rimangono a carico della reclamante, la quale non pagando integralmente il suo debito entro il termine indicato sulla comminatoria di fallimento ha obbligato l’istante a presentare domanda di fallimento.