# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3c41538b-d770-5811-9f64-f4751f7971a6
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1944, dal 1° giugno 2005 è al beneficio di un assegno per grandi invalidi per persone soggiornanti a domicilio, attribuitole con decisione del 21 luglio 2005 (doc. 193) dall'Ufficio assicurazione invalidità. Con il compimento dei 64 anni e con il versamento della rendita AVS, dal 1° agosto 2008 (doc. 158), questo suo diritto è stato trasformato in un AGI dell'AVS, rimanendo fissato a CHF 1'768.- al mese.
Il 27 ottobre 2010 (doc. 100) la Cassa ha saputo che dal precedente 3 novembre 2009 l'assicurata è degente in maniera definitiva presso la casa anziani _ di _ e che, conseguentemente, il suo diritto all'assegno per grandi invalidi assomma alla metà dell'importo valido per chi soggiorna al proprio domicilio (art. 42ter LAI). Con decisione 11 novembre 2010 (doc. 98) l’amministrazione ha ridotto a CHF 912.- al mese, contro i precedenti CHF 1'824.- l'AGI di grado elevato con effetto dal 1° dicembre 2010.
1.2. Con decisione del 12 novembre 2010 (doc. 95) la Cassa di compensazione ha ribadito i limiti del diritto e chiesto all'assicurata la restituzione CHF 10'944.00, pari alla metà di quanto versatole in costanza del suo soggiorno in casa anziani sino alla modifica del diritto, ossia dal 1° dicembre 2009 al 30 novembre 2010 (CHF 912.- x 12 mesi). Mediante decisione su opposizione del 20 gennaio 2011 (doc. 64) la Cassa di compensazione ha confermato il suo provvedimento e respinto l’opposizione dell’assicurata inoltrata sia contro la decisione di fissazione in CHF 912.- al mese dell'assegno per grandi invalidi, sia contro la decisione di restituzione. In particolare la Cassa ha richiamato il tenore dell’art. 42ter cpv. 2 LAI e confermato che gli assicurati grandi invalidi che soggiornano in un istituto hanno diritto alla metà degli importi previsti dall'art. 42bis cpv. 1 LAI.
Il 10 febbraio 2011 (doc. 62) l'assicurata si è aggravata a questo Tribunale contro le decisione di restituzione e fissazione dell’importo del nuovo diritto, con sentenza 14 giugno 2011 (doc. 41) il TCA ha confermato il provvedimento dell’amministrazione (30.2011.5).
1.3. Il 27 luglio 2011 (doc. A3) l'assicurata ha domandato alla Cassa cantonale di compensazione il condono dell'importo chiesto in restituzione invocando la propria buona fede e per le gravi difficoltà finanziarie in cui si troverebbe se dovesse rimborsare tale somma, non avendo i mezzi sufficienti per darvi seguito.
Con decisione del 29 luglio 2011 (doc. A4) la Cassa ha negato il presupposto della la buona fede ed ha respinto la domanda. Mediante decisione su opposizione del 10 novembre 2011 (doc. A2) l’amministrazione ha confermato il suo provvedimento e respinto le argomentazioni dell'assicurata del 18 agosto 2011 (doc. A5) e del 2 novembre 2011 (doc. A7) evidenziando che dagli atti emerge come la figlia dell'assicurata abbia prontamente annunciato il trasferimento della madre a Casa _ a vari servizi dell'Istituto delle assicurazioni sociali e, malgrado ciò, continuasse a percepire il 100% dell'assegno per grandi invalidi dell'AVS, senza reagire. Per l’amministrazione, malgrado gli importi ricevuti in eccesso siano serviti per pagare la retta della casa anziani ed altre spese impreviste, l’indebito versamento risulterebbe dalle fatturazioni mensili dell'istituto, dove in aggiunta alla retta mensile era fatturato anche l'assegno per grandi invalidi, ma solo nella misura del 50% ossia per l’importo effettivamente dovuto all’assicurata. Considerando assente il requisito della buona fede, la Cassa non ha esaminato se il rifiuto del condono costituisse un onere troppo grave. L'amministrazione ha pure negato l'assistenza giudiziaria.
1.4. Con ricorso del 17 novembre 2011 (doc. I) RI 1, assistita dall'avv. RA 1, ha chiesto di annullare il provvedimento impugnato e di accogliere la domanda di condono concedendo pure il beneficio del gratuito patrocinio anche nella procedura amministrativa. L'insorgente ha osservato che la Cassa ha ammesso tempestivo avviso dell’entrata in casa anziani, con ossequio dell’obbligo di informare da parte della ricorrente, circostanza questa che confermerebbe la buona fede della signora e comporterebbe accoglimento del ricorso. L'assicurata avrebbe inoltre fatto prova di tutta l'attenzione da lei ragionevolmente esigibile, tanto che le era impossibile immaginare che l'importo fatturato dalla casa per anziani a titolo di AGI dovesse avere una corrispondenza in quanto versatole dalla Cassa. D'altronde la somma versata in eccesso è servita per pagare la retta della casa anziani e spese proprie dell’assicurata senza gravare su terzi. La ricorrente ha da ultimo chiesto che, essendo al beneficio di prestazioni complementari, le sia riconosciuta l’indigenza in cui vive, e di essere conseguentemente esentata dal rimborso con concessione del condono e del beneficio del gratuito patrocinio, stante la necessità dell’intervento di un avvocato sia davanti all’amministrazione che in fase giudiziaria.
1.5. Con risposta 25 novembre 2011 (doc. III) la Cassa propone la reiezione del ricorso, ritenendo che la ricorrente non abbia apportato nuovi elementi e che il caso in esame non sia dissimile da altra fattispecie già analizzata dal Tribunale cantonale delle Assicurazioni con rifiuto del condono (decisione 10 febbraio 2010 inc. 32.2009.193).
La ricorrente ha dal canto suo prodotto la notifica di tassazione IC 2010 a comprova della sua indigenza (doc. V) ed il 30 novembre 2011 (doc. VI) ha formulato ulteriori osservazioni esaminando la giurisprudenza citata dalla Cassa e concludendo che, facendo prova dell'attenzione da lei esigibile, né l'assicurata - né tanto meno sua figlia che si occupava delle sue pratiche amministrative - avrebbe potuto riconoscere l'errore commesso anche se avesse prestato una maggiore attenzione. L'insorgente non sarebbe mai riuscita ad immaginare o scoprire l'errore commesso dalla Cassa, non avendo avuto coscienza dell'irregolarità dell'amministrazione e che il versamento fosse da ritenere indebito. A suo avviso, il rinvio alla sentenza cantonale non sarebbe pertinente, dato che in quel caso l'assicurato e suo figlio, controllando il conteggio della casa anziani, si erano accorti dell'eccedenza versata.
La Cassa ha duplicato confermandosi nelle precedenti argomentazioni (doc. VIII).
considerato

## Considerations

in diritto
2.1. Questa Corte deve analizzare in concreto se siano dati gli estremi per concedere il condono del richiesto rimborso della metà dell’AGI versato personalmente all’assicurata dalla Cassa durante il periodo corrente dal 1° dicembre 2009 al 30 novembre 2010 per complessiva CHF 10'944.00.
2.2. A norma dell'art. 25 cpv. 1 LPGA nell’ambito delle assicurazioni sociali cui la LPGA è applicabile, le prestazioni indebitamente riscosse vanno di principio rimborsate all’amministrazione che le ha versate a mano che l'interessato fosse in buona fede al momento del versamento e si verrebbe a trovare in gravi difficoltà a seguito del rimborso. L
'
art. 3 cpv. 1 OPGA prevede che l
'
ammontare della restituzione sia stabilito mediante decisione formale soggetta ad impugnativa in quanto tale mentre l’art. 3 cpv. 2 OPGA indica che nella decisione di restituzione l
'
assicuratore segnala all’assicurato la possibilità di chiedere il condono. Sempre a norma del cpv. 2 dell’art. 3 OPGA l
'
assicuratore può decidere di rinunciare alla restituzione se sono manifestamente date le condizioni per il condono (art. 3 cpv. 2 OPGA). Secondo l'art. 4 cpv. 1 OPGA, se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse. Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (art. 4 cpv. 2 OPGA). Il condono è concesso su domanda scritta, motivata e corredata dei necessari giustificativi, che deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in giudicato (art. 4 cpv. 4 OPGA). Giusta l'art. 4 cpv. 5 OPGA, il condono è pronunciato mediante decisione.
2.3. Affinché sia concesso il condono è quindi necessario che siano cumulativamente adempiuti i seguenti presupposti (DTF 126 V 48 cons. 3c; SVR 1996 AHV Nr. 102 pag. 313; SVR 1995 AVS N. 61 pag. 182 cons. 4; STF 8C_865/2008 del 27 gennaio 2009;
Kieser
, ATSG-Kommentar, 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2009, n. 28 ad art. 25):
- l'interessato o il suo rappresentante legale ha percepito la prestazione indebita in buona fede,
e
- la restituzione lo metterebbe in gravi difficoltà economiche, nel senso che costituirebbe un onere troppo grave (DTF 122 V 140 cons. 3b).
Se una sola delle due condizioni non è adempiuta, il condono non può essere concesso.
2.4.
Per quanto concerne la nozione di buona fede, va fatto riferimento alla giurisprudenza sviluppata a proposito del vecchio art. 47 cpv. 1 LAVS (abrogato con l'entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003) applicabile per l’analogia del tema anche in materia di assegni per grandi invalidi (DTF 133 V 579 cons. 4.1 pag. 582; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009; STF 8C_865/2008 del 27 gennaio 2009; STF 8C_383/2007 del 15 luglio 2008). In base all’interpretazione dell’Alta Corte il solo fatto che la persona assicurata ignorasse, al momento della loro percezione, di non avere diritto alle prestazioni ottenute non è ancora sufficiente per ammettere l'esistenza della buona fede. La buona fede, in quanto condizione necessaria per il condono, è infatti esclusa a priori se i fatti che danno luogo all'obbligo di restituzione (per esempio la violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) sono imputabili a un comportamento doloso oppure a una grave negligenza. Per contro, la persona assicurata può invocare la propria buona fede se l'azione o l'omissione in questione costituiscono una lieve negligenza (per esempio una lieve violazione dell'obbligo di annunciare o di informare; cfr. DLA 1998 no. 14 pag. 73 cons. 4a; 1992 no. 7 pag. 103 cons. 2b; cfr. pure DTF 112 V 97 cons. 2c pag. 103;
110 V 176
cons. 3c pag. 180). In questo ordine di idee, occorre differenziare tra la buona fede intesa come mancata consapevolezza dell'illiceità ("
Unrechtsbewusstsein
") e la questione di sapere se l'interessato, facendo uso dell'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui, avrebbe potuto e dovuto riconoscere il vizio giuridico esistente. La consapevolezza o meno dell'illiceità dell'atto o dell'omissione è una questione di fatto, in merito alla quale il potere d'esame del Tribunale federale è limitato (art. 97 e 105 LTF). Per contro, il tema di sapere se una persona abbia fatto prova dell'attenzione ragionevolmente esigibile, è una questione di diritto, che il Tribunale esamina liberamente (
DTF 122 V 221
cons. 3 pag. 223 e riferimenti; DLA 1998 no. 41 pag. 237 cons. 3; sentenza 8C_383/2007 del 15 luglio 2008 cons. 7.1).
2.5. Per l'art. 5 cpv. 1 OPGA, la grave difficoltà dell'art. 25 cpv. 1 LPGA è data quando le spese riconosciute in virtù della LPC e le spese supplementari dell'art. 5 cpv. 4 OPGA superano i redditi determinanti secondo la LPC. L'art. 5 cpv. 2 OPGA specifica quali fattori debbano essere computati per il calcolo delle spese riconosciute: il fabbisogno vitale, la pigione di un appartamento, le spese personali e l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e dà le indicazioni sulla determinazione dell'importo massimo ascrivibile ad ognuna di queste voci. Il cpv. 3 dell'art. 5 OPGA definisce i criteri di computo della sostanza.
La norma dell'art. 5 cpv. 4 OPGA quantifica le spese supplementari da computare in virtù del capoverso 1, indicando CHF 8'000.- per le persone sole, CHF 12'000.- per i coniugi e CHF 4'000.- per gli orfani ed i figli che danno diritto ad una rendita per figli dell'AVS e dell'AI.
Nel caso in cui l
'
istanza di condono abbia fatto oggetto di ricorso, il Tribunale delle assicurazioni può prendere in considerazione come la situazione finanziaria della persona tenuta a restituzione si sia modificata dopo l
'
emanazione della decisione su opposizione (
Kieser
, op. cit., n. 25 all'art. 25). Il Giudice, dunque, non è tenuto ad esaminare direttamente ed in modo definitivo se e in quale misura la situazione economica del debitore si è modificata dopo la notifica della decisione impugnata. Tuttavia, ciò non gli impedisce di fondare il suo giudizio, per ragioni di economia procedurale, in ossequio del diritto di essere sentito, sulla nuova situazione (DTF 116 V 293 cons.
2c; DTF 107 V 80 cons. 3b;
Meyer-Blaser
, Die Rückerstattung von Sozialversicherungsleistungen, in: RSJB 1995, pag. 488).
2.6.
Nel caso in esame la condizione della buona fede è stata negata dall
'a
mministrazione, la quale ha inizialmente sostenuto che l'assicurata avesse violato il suo obbligo di informare la Cassa cantonale di compensazione del suo ricovero definitivo presso la Casa anziani _ di _ avvenuto nell'ottobre 2009, circostanza che ha comportato un cambiamento della sua situazione personale ed economica, che avrebbe conseguentemente imposto revisione e ricalcolo dell'assegno per grandi invalidi dell'AVS.
Per l'art. 28 cpv. 1 LPGA, gli assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente all'esecuzione delle varie leggi d'assicurazione sociale. Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e per stabilire le prestazioni assicurative (art. 28 cpv. 2 LPGA). Secondo l'art. 31 cpv. 1 LPGA, inoltre, l'avente diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono tenuti a notificare all'assicuratore o, secondo i casi, al competente organo esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per l'erogazione di una prestazione. Per l'art. 31 cpv. 2 LPGA, qualsiasi persona o servizio che partecipa all'esecuzione delle assicurazioni sociali ha l'obbligo di informare l'assicuratore se apprende che le condizioni determinanti per l'erogazione di prestazioni hanno subito modifiche. Infine, l'art. 70bis cpv. 1 OAVS prevede che l'avente diritto o il suo rappresentante legale oppure, se è il caso, la terza persona o l'autorità alla quale è pagata la rendita o l'assegno per grandi invalidi deve annunciare alla cassa di compensazione ogni mutamento importante nelle condizioni personali o nel grado della grande invalidità
. Ove occorra, la cassa di compensazione trasmette gli avvisi all'ufficio AI (art. 70bis cpv. 2 OAVS).
2.7. In concreto come indicato in precedenza da agosto 2008 la ricorrente è beneficiaria di un assegno per grandi invalidi dell'AVS di grado elevato, mentre in precedenza questo assegno le era versato dall'Ufficio AI essendo beneficiaria di una rendita invalidità. La Cassa cantonale di compensazione versava un importo mensile di CHF 1'768.-,
rimasto identico con il passaggio all'AGI dell'AVS
(art. 43bis cpv. 4 LAVS), che d
al 1° marzo 2009 è aumentato a CHF 1'824.- (doc. 118)
. Questo importo, pari al 100% dell'ammontare previsto dalla legge, deriva dal fatto che l'assicurata viveva al proprio domicilio.
Con il ricovero effettivo in casa anziani del 13 ottobre 2009 (doc. 101 e 104), l'assicurata ha diritto ad un assegno per grandi invalidi del medesimo grado ma di importo ridotto alla metà in virtù dell'art. 42ter cpv. 1 e 2 LAI circostanza che doveva essere comunicata senza indugio all’amministrazione interessata
, come prescrivono l'art. 28 LPGA e l'art. 31 LPGA, nonché specificatamente per l’AGI l’art. 70bis OAVS. La notifica della mutazione aveva quale scopo quello di permettere alla Cassa di compensazione, Servizio rendite e indennità, di rivedere il diritto all’AGI cin riferimento all’importo dello stesso.
L'insorgente ha fatto valere di avere tempestivamente informato del suo trasferimento invocando la sua buona fede. Dal canto suo l'amministrazione ha confermato, nella decisione su opposizione, che l'assicurata "
ha prontamente annunciato il trasferimento di domicilio alla Casa per anziani _
" (doc. A1 punto 5), come risulta anche dagli atti. Nonostante ciò la Cassa ha continuato a versare il 100% dell'AGI e l'interessata non ha obiettato nulla.
In effetti il
13 ottobre 2009 l'assicurata si è trasferita dal proprio domicilio di via _ a _ a Casa _, in via _, sempre a _ e ciò in maniera permanente. L'interessata, tramite la figlia che si occupa(va) delle sue questioni amministrative, ha correttamente adempiuto all'obbligo di informazione ( artt. 70bis OAVS e 31 LPGA), avvertendo gli enti statali interessati.
Questo Tribunale evidenzia, tuttavia, l’avviso dato ai
diversi enti statali interessati, fra cui lo stesso Servizio rendite e indennità , non è, da solo, motivo sufficiente per ammettere la buona fede della ricorrente. L’assicurata era al corrente del fatto che la mutazione aveva importanza e rilievo, in particolare per il diritto alle prestazioni complementari all’AVS. Come risulta dagli atti (scritto 30 novembre 2009 doc. 103), la figlia della ricorrente ha chiesto al Servizio prestazioni complementari di versare sul conto postale della madre l'importo di CHF 190.00 (destinato ai degenti in casa anziani in maniera definitiva), dato che, avendo la procura generale, era lei ad occuparsi di tutti i pagamenti concernenti la mamma. Con il ricovero nella struttura comunale, come noto all’assicurata ed alla figlia, il fabbisogno secondo le PC era aumentato e quindi lo Stato le ha riconosciuto e versato delle prestazioni complementari maggiori, necessarie per fare fronte (nel limite del possibile interamente) alla retta della casa anziani. Rendita AVS, prestazioni PC e AGI dovevano servire alla ricorrente per vivere a Casa _ senza dovere chiedere l'aiuto anche di terzi.
2.8. Per quanto concerne più specificatamente il diritto all'AGI, dagli atti risulta che con decisione del 12 agosto 2005 (doc. 188) l'Ufficio assicurazione invalidità ha attribuito all'assicurata un assegno per grandi invalidi di grado esiguo a decorrere dal 1° giugno 2005 (doc. 190). Successivamente, con decisione del 13 febbraio 2007 (doc. 180), l'UAI ha assegnato all'interessata un AGI di grado elevato dal 1° marzo 2006 (doc. 182). Le due decisioni contengono, nelle motivazioni trasmesse all’assicurata, informazioni specificative tra cui una tabella che indica gli importi dei vari AGI (grado lieve, grado medio e grado elevato) per le ipotesi di vita in istituto rispettivamente per vita al domicilio, con evidenza della differenziazione degli importi riconosciuti e meglio della decurtazione del 50% dell’importo dell’AGI in caso di degenza in istituto come al dettato dell’art. 43ter LAI. Anche se le decisioni successive dell'11 luglio 2008 (doc. 158) avente effetto dal 1° agosto 2008, 12 settembre 2009 (doc. 118) con effetto dal 1° marzo 2009 e 27 agosto 2009 (doc. 109) a seguito del decesso del marito con validità dal 1° settembre 2009 non riprendono più la tabella citata non fa dubbio che sufficiente ed adeguata informazione alla ricorrente, rispettivamente a sua figlia, è pervenuta circa le importanti conseguenze che un’accoglienza definitiva in casa anziani avrebbe comportato a livello di AGI. Alla luce del ricovero in casa anziani, del fatto che l’assicurata non risiedeva più al suo domicilio con necessità dell’intervento di terzi – indubbiamente più oneroso siccome individuale rispetto a quello collettivo ottenibile in una struttura medicalizzata - per far fronte ai bisogni quotidiani, dell’informazione contenuta nelle decisioni 2005 e 2007 relativa alla diversità degli importi riconosciuti a dipendenza della degenza in casa propria od in istituto, occorre ritenere che l’assicurata è stata negligente non avendo prestato l’attenzione che si poteva da lei esigere nelle circostanze. La ricorrente, rispettivamente la figlia che di lei si occupava, poteva e doveva constatare la differenza esistente tra l’importo contenuto nella fatturazione della casa anziani per l’”assegno grandi invalidi” (si veda a titolo di esempio il doc. 79 ove il comune, per il tramite del preposto ufficio, fattura con la specifica dicitura “assegno grandi invalidi” il supplemento di costi dovuti alla necessità di maggiori cure generate dalle persone non in grado di provvedere da sole all’alimentazione, all’igiene, al vestirsi, all’andare al bagno ed allo spostarsi in casa) con quanto versato dalla cassa mensilmente sul suo conto.
Va ribadito che la ricorrente non ha prestato alla fattispecie tutta l'attenzione da lei ragionevolmente esigibile e che quindi sia stata negligente siccome, oltre alle specifiche delle decisione 2005 e 2007 circa la differenza di importo dell’AGI a seconda di ricovero in istituto, le fatture della Casa _ (doc. 69-81) indicavano tutte e chiaramente che, ogni mese, l'assegno grande invalido computato ammontava a CHF 912.00 e quindi esattamente la metà dell’importo ricevuto personalmente dall’assicurata. Secondo la scrivente Corte, tale circostanza doveva far sospettare all'assicurata,
rispettivamente a sua figlia, che ha sempre funto da sua rappresentante (sul principio di
sopportare
da parte del rappresentato
le conseguenze di eventuali omissioni e negligenze commesse dal suo rappresentante,
cfr.
STF 8C_984/2008 dell'11 maggio 2009; DLA 2002 p. 259; SVR 2001 KV Nr. 3; DTF 111 1b 222
),
che la somma di CHF 1'824.00 versata mensilmente dalla Cassa di compensazione fosse errata.
Si ribadisce che la circostanza secondo cui, con il ricovero in istituto, quale beneficiaria dell'AGI, l’assicurata non doveva più fare capo a terzi o a familiari, pagandoli o comunque indennizzandoli, per farsi aiutare nelle attività principali e personali della vita quotidiana, dato che ora c'è del personale specializzato che si occupa di lei, doveva allertare ed imporre una verifica puntuale. Non sfugge infatti che il costo dell’aiuto al grande invalido è solo in parte coperto e compreso nella retta della casa anziani (di base uguale per degenti anziani grandi invalidi e non grandi invalidi), mentre per il resto si deve fare capo all'AGI che viene fatturato come tale dall’istituto. Proprio per questo motivo, agli assicurati degenti in istituto viene concessa solo la metà dell'importo previsto per coloro che vivono invece ancora a domicilio.
Il Tribunale ribadisce che la discrepanza fra la fatturazione della casa anziani e la somma ricevuta dalla Cassa di compensazione doveva indurre l’assicurata ad eseguire gli accertamenti imposti dalle circostanze, sia presso l’amministrazione che presso la casa anziani.
Questo comportamento pregiudica quindi il diritto di ottenere il condono così come postulato dall’assicurata, come indicato essa avrebbe potuto e dovuto, facendo uso dell'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lei, riconoscere l'illegittimità della percezione degli assegni per grandi invalidi al 100%. In tali condizioni, l'assicurata non è stata giustamente ritenuta in buona fede al momento della loro riscossione (citata STF 8C_865/2008 consid. 6.6).
2.9. Da quanto precede discende che la violazione dell'obbligo di informare è riconducibile ad una grave negligenza dell'assicurata e la sua buona fede non può quindi essere qui ammessa, il rimborso preteso dalla Cassa non può, conseguentemente, essere condonato.
Per quanto concerne la condizione dell'onere gravoso, va osservato che la Cassa di compensazione non si è pronunciata sulla stessa, ritenendo che, non essendo dati i presupposti per ammettere la buona fede, non fosse necessario esaminare neppure l'altro elemento cumulativo dell'art. 25 LPGA, che rinvia all'art. 5 OPGA. Mancando in effetti la condizione cumulativa della buona fede, non si fa luogo neppure in questa sede ad esaminare l'esistenza di gravi difficoltà della ricorrente. Non va infine dimenticato che l'Ufficio delle prestazioni, per venirle incontro, ha proposto all'assicurata di restituire le prestazioni indebitamente ricevute a mezzo di pagamenti rateali. Visto l'esito del ricorso, questa proposta non può che agevolare l'interessata nel suo obbligo di pagamento.
2.10.
Da ultimo, occorre ancora verificare la lamentela dell
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assicurata riguardo alla circostanza che l
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mministrazione non le ha concesso l
'
assistenza giudiziaria in sede amministrativa.
La Cassa cantonale di compensazione, nella sua decisione su opposizione del 10 novembre 2010, ha rilevato che le condizioni cumulative necessarie per ottenere l'assistenza giudiziaria non sono assolte, siccome "
La fattispecie rientra infatti nella consueta casistica riguardante le prestazioni AVS/IAI, dove l'assistenza di un avvocato non risulta necessaria e pertanto giustificata.
" (doc. A1 punto 6).
Già prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza (vedi, per l'assicurazione invalidità: DTF 114 V 228, per l'assicurazione contro gli infortuni: DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (DTF 125 V 202 cons. 4a e 372 cons. 5b, ambedue con riferimenti).
Il TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (SVR 2000 KV Nr. 2, cons. 4c, pag. 6, in fine).
L'art. 37 cpv. 4 LPGA, relativo alla rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti all'assicuratore, prevede che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del patrocinio gratuito.
Qualora, dunque, un assicurato non disponga di sufficienti mezzi finanziari, le sue conclusioni non siano sprovviste di possibilità di successo e la lite non sia priva di difficoltà di ordine fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito patrocinio nella procedura di opposizione del diritto delle assicurazioni sociali (SVR 2004 EL Nr. 4).
Queste condizioni di concessione dell
'
assistenza giudiziaria, poste dalla giurisprudenza sotto l
'
egida dell
'
art. 4 vCost. fed., sono applicabili alla concessione dell
'
assistenza gratuita di un consigliere giuridico nella procedura d
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opposizione (STFA I 557/04 del 29 novembre 2004, cons. 2.1; SVR 2007 EL Nr. 7, cons. 5.2.2). Tuttavia, la questione di sapere se esse sono realizzate deve essere esaminata in virtù di criteri più severi nella procedura amministrativa (
Kieser
, ATSG Kommentar,
2a ed., Ginevra, Basilea, Zurigo 2009
, n. 18 e n. 22 ad art. 37, pagg. 503 e 504).
A tal proposito, vanno tenute presenti le circostanze del caso concreto, la particolarità delle regole di procedura applicabili, così come le specificità della procedura amministrativa in corso. In particolare vanno considerati, oltre alla complessità delle questioni di diritto e dei fatti, le circostanze concernenti la persona in oggetto, come la sua capacità di orientarsi in una procedura. Quale regola generale, il gratuito patrocinio è necessario quando la procedura è suscettibile di riguardare in maniera particolarmente grave la situazione giuridica della persona interessata. Altrimenti, una tale necessità esiste soltanto quando alla relativa difficoltà del caso si aggiunge la complessità della fattispecie o dei quesiti giuridici, alla quale il richiedente non è in grado di farvi fronte da solo (DTF 130 I 182 cons. 2.2; SVR 2007 EL Nr. 7, cons. 5.2.2).
Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (
Kieser
, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag. 504 e seguenti; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).
Peraltro, giusta l
'
art. 37 cpv. 4 LPGA, la concessione del gratuito patrocinio richiede una domanda in questo senso (
Kieser
, op. cit., n. 21 ad art. 37, pag. 503).
Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole (FF 1999 3965).
La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (
Kieser
, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag. 504-505).
Quindi, le tre condizioni cumulative per la concessione dell
'
assistenza giudiziaria sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (STF I 134/06 del 7 maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA U 234/ 00 del 23 maggio 2002; DTF 125 V 202 cons. 4a; DTF 125 V 372 cons. 5b e riferimenti; DTF 124 I 1, cons. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 cons. 2a, DTF 120 Ia 15 cons. 3a, 181 cons. 3a).
Con sentenza I 928/05 del 4 dicembre 2006, in una vertenza relativa all'assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa va riconosciuta solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata. In quell'occasione, l'Alta Corte ha negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione.
Nella sentenza I 127/2007 del 7 gennaio 2008 sempre in ambito di assicurazione invalidità, riguardo all
'
assistenza giudiziaria nella procedura amministrativa il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:
"
(...)
4.
4.1 Dans la procédure administrative en matière d'assurances sociales, l'assistance gratuite d'un conseil juridique est accordée au demandeur lorsque les circonstances l'exigent (art. 37 al. 4 LPGA). La LPGA a ainsi introduit une réglementation légale de l'assistance juridique dans la procédure administrative (ATF 131 V 155 cons. 3.1; Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37).
4.2 Selon la loi (art. 152 OJ) et la jurisprudence, les conditions d'octroi de l'assistance judiciaire gratuite sont en principe remplies si les conclusions ne paraissent pas vouées à l'échec, si le requérant est dans le besoin et si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins indiquée (ATF 125 V 202 cons. 4a, 372 cons. 5b et les références).
Le point de savoir si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins indiquée doit être tranché d'après les circonstances concrètes objectives et subjectives. Pratiquement, il faut se demander pour chaque cas particulier si, dans des circonstances semblables et dans l'hypothèse où le requérant ne serait pas dans le besoin, l'assistance d'un avocat serait judicieuse, compte tenu du fait que l'intéressé n'a pas lui-même des connaissances juridiques suffisantes et que l'intérêt au prononcé d'un jugement justifierait la charge des frais qui en découle (ATF 103 V 47, 98 V 118; cf. aussi ATF 130 I 182 cons. 2.2, 128 I 232 cons. 2.5.2 et les références).
4.3 Ces conditions d'octroi de l'assistance judiciaire, posées par la jurisprudence sous l'empire de l'art. 4 aCst., sont applicables à l'octroi de l'assistance gratuite d'un conseil juridique dans la procédure d'opposition (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, cons. 2.1, publié à la Revue de l'avocat 2005 n. 3 p. 123). Toutefois, le point de savoir si elles sont réalisées doit être examiné à l'aune de critères plus sévères dans la procédure administrative (Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37).
En ce qui concerne le point de savoir si l'assistance d'un avocat est exigée (art. 37 al. 4 LPGA) et pas seulement justifiée par les circonstances (art. 61 let. f LPGA; arrêt A.-A. du 24 janvier 2006, I 812/05, cons. 4.3) dans la procédure d'opposition, il y a lieu de tenir compte des circonstances du cas d'espèce, de la particularité des règles de procédure applicables, ainsi que des spécificités de la procédure administrative en cours. En particulier, il faut mentionner, en plus de la complexité des questions de droit et de l'état de fait, les circonstances qui tiennent à la personne concernée, comme sa capacité de s'orienter dans une procédure. Dès lors, le fait que l'intéressé puisse bénéficier de l'assistance de représentants d'associations, d'assistants sociaux ou encore de spécialistes ou de personnes de confiance oeuvrant au sein d'institutions sociales permet d'inférer que l'assistance d'un avocat n'est ni nécessaire ni indiquée (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, déjà cité, cons. 2.2). En règle générale, l'assistance gratuite est nécessaire lorsque la procédure est susceptible d'affecter d'une manière particulièrement grave la situation juridique de l'intéressé. Sinon, une telle nécessité n'existe que lorsque à la relative difficulté du cas s'ajoute la complexité de l'état de fait ou des questions de droit, à laquelle le requérant n'est pas apte à faire face seul (ATF 130 I 182 cons.
2.2 et les références). (...).".
Il tema della restituzione degli assegni per grandi invalidi non è, di per sé, complesso o di difficile soluzione, e comunque tale da imporre sempre la necessità di un patrocinio. Nel caso concreto il tema era quello della restituzione di AGI indebitamente percepiti dal 1° dicembre 2009 al 30 novembre 2010, sull’illiceità della percezione di parte degli AGI il Tribunale cantonale delle assicurazioni si era già pronunciato il 14 giugno 2011 con una sentenza cresciuta incontestata in giudicato, ciò che a livello amministrativo permetteva comunque di limitare il problema alla sussistenza, o meno, di una buona fede invocata e della capacità di restituire. La decisione della Cassa di rifiutare l’assistenza in sede amministrativa non può qui essere comunque condivisa siccome l’amministrazione negava la sufficiente notifica del cambiamento di situazione dell’assicurata ed operava una valutazione della buona fede perlomeno discutibile e non di immediata percezione per una persona non cognita. L’intervento di un legale appariva già in sede amministrativa quanto mai utile per fissare compiutamente i fatti e per valutare la sufficienza o meno degli elementi per ritenere una negligenza grave o lieve come discusso in questa decisione emanata dal Tribunale cantonale delle Assicurazioni nella sua composizione completa. Il fatto che in un giudizio precedente il TCA abbia negato il condono di AGI (32.2009.193 citata) non è sufficiente – come indicato nelle considerazioni che precedono – per escludere la necessità di un patrocinio. Anzi proprio la diversità delle fattispecie esaminate era tale da rendere il presente caso degno di un patrocinio. L’assistenza giudiziaria già in sede amministrativa va quindi pacificamente ammessa alla luce della palese situazione di indigenza dell’assicurata che emerge dagli atti a disposizione e dal beneficio di prestazioni PC per il sostentamento.
2.11. L'assicurata ha pure chiesto di essere posta al beneficio
dell
'
assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in sede giudiziaria (doc. I punto 5).
Di principio, anche se un assicurato è soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 cons. 6). Il diritto all'assistenza giudiziaria deriva direttamente dall'art. 29 cpv. 3 Cost. Fed. e garantisce ad ogni cittadino, senza riguardo ai suoi mezzi finanziari, le stesse possibilità di stare in giudizio (DTF 125 V 36; DTF 124 I 304 cons. 2; DTF 115 Ia 193;
Borghi/Corti
, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad art. 30 LPamm, pag. 151). Tale diritto è pure sancito espressamente dall'art. 6 cpv. 3 CEDU. A livello cantonale la Costituzione prevede all'art. 10 cpv. 3 che ognuno ha diritto all'assistenza giudiziaria, gratuita per i meno abbienti. Ai sensi dell
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art. 61 lett. f LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale disposto comporta che i presupposti del diritto alla concessione dell
'
assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362, cons. 1b;
Kieser
, ATSG-Kommentar, 2009, n. 102 ad art. 61, pag. 788). Per quanto concerne la procedura per le cause davanti al TCA, l
'
art. 28 cpv. 2 LPTCA prevede espressamente che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (ora Legge sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio (LAG) del 15 marzo 2011, in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2011). L'art. 2 LAG definisce il principio secondo cui l'assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.
L'estensione di questo diritto è regolato dall'art. 3 LAG, che prevede che:
"
1
L
'assistenza giudiziaria si estende:
- all'esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni;
- all'esenzione dalle tasse e spese processuali;
- all'ammissione al gratuito patrocinio.
2
L
'assistenza giudiziaria è concessa, su istanza, integralmente o in parte; se ne sono dati i presupposti, l'autorità è tenuta ad accordarla in modo parziale.
3
Essa è esclusa se la procedura non presenta possibilità di esito favorevole per l'istante.".
In particolare, il requisito della probabilità di esito favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 129 I 135, cons. 2.3.1, DTF 128 I 236 cons. 2.5.3; DTF 125 II 275, cons. 4b; DTF 119 Ia 251).
A tal proposito, si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304, cons. 2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 cons. 2c; DTF 122 I 267 cons. 2b).
2.12. Nel caso concreto, alla luce delle considerazioni esposte a proposito della procedura a livello dell’amministrazione, a mente del Tribunale cantonale delle assicurazioni, il ricorso non era sin dall
'
inizio sprovvisto di esito favorevole. Va evidenziato come, contrariamente alla primaria tesi della Cassa, la ricorrente aveva debitamente informato della sua degenza stabile in casa anziani, che la Cassa ha continuato a corrisponderle l’intero AGI e come oggetto del contendere era quello a sapere se dalla decisione 2005 e quella successiva del 2007 (discusse in precedenza) nonché dalle fatturazioni della casa anziani a fronte dell’accredito con la medesima dicitura dell’AGI, la ricorrente poteva dedurre che la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG incorreva in un errore versandole l’AGI al 100% come precedentemente la sua entrata in casa anziani. Il tema appariva di non facile ed immediata soluzione, imponeva una valutazione ponderata degli elementi a disposizione tali da imporre il patrocinio in questa sede, non diversamente da quanto ammesso per la sede amministrativa.
In queste circostanze, nonostante l’aiuto della sentenza del 14 giugno 2011 di questo Tribunale che ha confermato l'obbligo di restituire la somma indebitamente percepita, si deve ammettere che il gravame non fosse destituito della possibilità di esito favorevole. Ne discende che l’assistenza giudiziaria in questa sede va concessa alla luce anche dell’indigenza della ricorrente che va ammessa come pacifica.