# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1e4d6d9f-cb06-5f68-b10b-f3daabdc9e48
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che tra
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(1944) e
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nata
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(1944) pende dal 22 dicembre 1999 dinanzi al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, un'azione di separazione, successivamente convertita in azione di divorzio;
che in esito alla mutazione dell'azione
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ha presentato il 6 marzo 2001 numerose domande di edizione intese a ottenere – fra l'altro – la trasmissione da nove banche di tutti gli estratti, dal 1° giugno 1988 (il giorno successivo alla celebrazione del matrimonio) in poi, inerenti a relazioni delle quali il convenuto risulti essere o essere stato avente diritto economico;
che con ordinanza sulle prove del 26 luglio 2001 il Pretore non ha ritenuto opportuno dar seguito alle domande di edizione da terzi prima di sentire i testimoni ammessi;
che il 10 settembre 2001
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ha chiesto l'integrazione di tale ordinanza, postulando l'emanazione del decreto sulle domande di edizione;
che l'attrice ha sollecitato il 25 gennaio 2002 una decisione al riguardo;
che, statuendo il 2 aprile 2002, il Pretore ha ammesso le domande di edizione, ma le ha limitate agli ultimi cinque anni, assegnando alle banche un termine di 20 giorni per formulare eventuali osservazioni;
che l'8 aprile 2002 uno degli istituti interpellati, la
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di
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, ha invitato il Pretore a notificare il decreto alla sua nuova ragione sociale, la
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(
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)
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. di
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;
che il 19 aprile 2002 l'attrice ha instato per una modifica di quest'ultima domanda di edizione in tal senso;
che il medesimo giorno essa ha chiesto altresì di estendere tutte le domande di edizione, facendole retroagire non solo per gli ultimi cinque anni, ma fino al 1° giugno 1988, come da lei chiesto originariamente;
che il 13 maggio 2002 il Pretore ha assegnato alla
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(
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)
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di
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un termine di 20 giorni per formulare eventuali osservazioni, in sostituzione del termine impartito il 2 aprile 2002 alla
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di
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;
che contestualmente egli ha respinto invece la postulata estensione delle domande di edizione al 1° giugno 1988, rifiutando di modificare l'ordinanza sulle prove;
che contro tale decisione
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è insorta con un appello del 3 giugno 2002 nel quale chiede, previo conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso, l'estensione di tutte le domande di edizione al 1° giugno 1988, rivendicando inoltre una provvigione
ad litem
di fr. 2500.–;
che il Segretario assessore, agendo in luogo e vece del Pretore, ha concesso effetto sospensivo all'appello il 4 giugno 2002;
che nelle sue osservazioni del 1° luglio 2002
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propone di respingere l'appello in ordine, subordinatamente nel merito;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che secondo l'art. 182 cpv. 1 CPC il giudice stabilisce con ordinanza le prove ammesse, fissando l'ordine e la data d'inizio della loro assunzione;
che un'ordinanza sulle prove non è appellabile, come tutte le ordinanze, ma può essere modificata dal giudice, sentite le parti (art. 182 cpv. 3 in relazione con l'art. 95 cpv. 1 CPC);
che la decisione con cui il giudice rifiuta di modificare un'ordinanza sulle prove è, a sua volta, un'ordinanza (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 9 ad art. 182 CPC);
che nella misura in cui tende a far modificare l'ordinanza sulle prove integrata dal Pretore il 2 aprile 2002, l'appello in esame si rivela quindi irricevibile già di primo acchito;
che per quanto attiene alle domande di edizione, fino al 31 marzo 2001 il giudice le decideva tutte mediante decreto (art. 213
bis
cpv. 1 CPC, cui rinviava l'art. 182 cpv. 6), ovvero con decisione appellabile (art. 96 cpv. 2 CPC);
che l'art. 213
bis
cpv. 1 CPC è stato sostituito il 1° aprile 2001 dall'art. 213
a
CPC (BU 2001 pag. 55), applicabile dal 1° ottobre 2001 (BU 2001 pag. 379) all'insieme dei processi pendenti al momento della sua entrata in vigore (art. 515 cpv. 1 nCPC):
che a norma dell'art. 213
bis
CPC il giudice continua a decidere con decreto solo le domande di edizione verso terzi, mentre decide quelle verso la controparte mediante ordinanza;
che, nondimeno, anche nel caso di una domanda di edizione verso terzi, solo il terzo può appellare subito il decreto pretorile che gli impone di esibire documenti;
che per contestare l'edizione, invece, le parti devono attendere l'emanazione della sentenza finale (Bollettino dell'Ordine degli avvocati n. 24 pag. 24);
che in effetti con la novella del 1° aprile 2001 il legislatore ha inteso sopprimere la possibilità, per le parti, di impugnare subito il giudizio del Pretore, giudizio che già in precedenza poteva essere da loro appellato – del resto – limitatamente ai requisiti peculiari dell'edizione (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., n. 1 ad art. 213
bis
CPC con richiami);
che di conseguenza l'appello in questione si rivela irricevibile anche nella misura in cui è diretto contro i decreti di edizione;
che una provvigione
ad litem
è destinata a finanziare mezzi di offesa o di difesa che non siano sprovvisti di buon esito sin dall'inizio
(
Hausheer/Reusser/Geiser
in: Berner Kommentar, Berna 1999, n. 15 ad art. 163 CC; analogo orientamento vigeva già sotto il vecchio diritto del divorzio:
Bühler/Spühler
in: Berner Kommentar, Ergänzungsband 1991, n. 265 ad art. 145 vCC);
che, per di più, una provvigione
ad litem
è destinata a coprire per sua natura – come nel vecchio diritto (
Bühler/Spühler
, Berner Kommentar, n. 287 ad art. 145 vCC) – spese future, non a rimunerare prestazioni già eseguite;
che in concreto l'appello difettava sin dall'inizio di ogni probabilità di successo e che dopo l'introduzione dell'appello nessun atto processuale si è più reso necessario da parte dell'interessata;
che nelle condizioni illustrate una provvigione
ad litem
non può entrare in linea di conto;
che gli oneri del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,