# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3eae2ddf-df57-5742-aefe-bca0d8d345c3
**Court:** TI_TE
**Chamber:** TI_TE_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Expropriation

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
Lo Stato del Canton Ticino è promotore delle opere di messa in sicurezza dei passaggi pedonali di Via _, nel Comune di _, lungo il tratto tra gli incroci _ e _.
Il progetto e gli atti di espropriazione sono stati pubblicati dall’11.5 all’11.6.2007 giusta gli art. 16 e ss della Legge sulle strade. Essi coinvolgono parzialmente il mapp. no. 381 già di proprietà della COCE 1
e sede, tra l’altro, di un ufficio postale; all’altezza del fondo i
l progetto prevede infatti l’inserimento di un isolotto spartitraffico, che richiede un allargamento delle carreggiata, e lo spostamento di 20 m verso valle del passaggio pedonale esistente. Da ciò la necessità di espropriare una striscia di mq 5 del fondo per i quali l’ente espropriante ha offerto un’indennità di fr. 700.- il mq.
Con tempestiva memoria dell’11.6.2007 gli espropriati hanno interposto opposizione al progetto ed all’espropriazione e notificato una richiesta di indennizzo di fr. 50'000.- comprensiva tanto del valore venale dell’area espropriata quanto del danno dipendente dalla perdita di un posteggio e dalla conseguente svalutazione della proprietà.
Il Consiglio di Stato ha respinto la suddetta opposizione ed approvato il progetto con risoluzione del 10.10.2007 che i proprietari hanno impugnato dinanzi la Tribunale cantonale amministrativo; quest’ultimo ha respinto le loro obiezioni con sentenza del 2.6.2008 cresciuta incontestata in giudicato.
Gli atti sono quindi stati trasmessi a questo Tribunale per i suoi incombenti in applicazione dell’art. 26 della Legge sulle strade.
Nel maggio del 2008 il mapp. no. 381 è stato costituito in proprietà per piani (d.g. 12136 del 16.5.2008), dopo di che, aderendo alla richiesta dell’ente espropriante, i proprietari hanno autorizzato l’anticipata immissione in possesso dal 1°.8.2008.
All’udienza di conciliazione del 15.1.2009 gli espropriati hanno accettato l’indennità di fr. 700.- il mq per il terreno mantenendo invece le richieste di indennizzo di fr. 25'000.- per la soppressione di un posteggio e di fr. 21'500.- per la svalutazione dell’immobile; pretese che l’ente espropriante ha contestato.
Le parti sono comparse all’udienza finale del 10.5.2011 per riconfermarsi nelle rispettive posizioni.
2.
Il Tribunale ha accertato che, in costanza di procedura, le quote di PPP al mapp. no. 381 sono state assegnate mediante divisione ereditaria (cfr. d.g. 1598 del 22.01.2009) ad _ (fogli PPP 28434, 28435, 28437, 28440, 28441, 28444 e 28446), _ (fogli PPP 28432, 28433, 28436, 28438, 28439, 28442 e 28443) e _ (foglio PPP 28445).
Nel febbraio del 2010 _ ha ceduto per donazione due quote di PPP (fogli PPP 28440 e 28444) ai figli _ (d.g. 4581 del 26.2.2010) ed _ (d.g. 4579 del 26.2.2010). Nei relativi contratti di donazione il cedente non si è riservato il diritto di restare parte nel procedimento espropriativo motivo per cui i nuovi titolari subentrano di diritto (
Hess/Weibel
, Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, ad art. 16 no. 17; DTF 122 I 168 c. 1). Essi hanno entrambi
esercitato il diritto di essere sentiti all’udienza finale allineandosi alle pretese già formulate da chi li aveva preceduti.
3.
Gli espropriati hanno accettato l’indennità offerta di fr. 700.- il mq per il terreno (cfr. verbale d’udienza del 15.1.2009); ciò costituisce accordo ai sensi degli art. 43 e 44 Lespr e solleva questo Tribunale dalla relativa decisione di merito. Tale importo è da versare per una superficie espropriata di mq 4 come si evince dalle misurazioni effettuate ad opera eseguita (cfr. piano di mutazione no. 6140 del 18.2.2009).
4.
Il mapp. no. 381 è ubicato all’angolo tra Via _ e Via _ ed ha una superficie di mq 955. Il fondo è occupato, nella sua porzione meridionale, da una casa di abitazione, un’autorimessa ed un piazzale (sub A, D e b). Nella parte lungo Via _ sorge invece uno stabile di 5 piani (sub C) nel quale, a livello della strada, sono insediati una farmacia, un fiorista e l’ufficio postale; l’area antistante lo stabile é utilizzata quale posteggio (cfr. documentazione fotografica).
Stando al vigente PR di _, approvato in data 2.12.1997, il fondo è assegnato alla zona mista amministrativa commerciale AC1 per la cui edificazione è fissata una linea di costruzione obbligatoria lungo la quale è ammessa una profondità massima di 15 m (art. 15 NAPR).
5.
5.1. Gli espropriati rilevano che sull’area antistante lo stabile, a lato di Via _, sono ubicati 5 posteggi, uno dei quali verrà a mancare in ragione della costruzione del nuovo passaggio pedonale. Per questo motivo sollecitano un’indennità di fr. 25’000.-.
5.2. Nell’ambito di un’espropriazione formale il sacrificio di posteggi può costituire un pregiudizio indennizzabile sulla base dell’art. 11 let. b Lespr (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 19 no. 192). Tuttavia, ritenuto che la formazione di un posteggio e l’utilizzo di un’area a tal fine soggiacciono al rilascio di un permesso di costruzione, secondo la giurisprudenza l’ente pubblico non può essere costretto ad indennizzare l’esproprio di posteggi abusivi, realizzati cioè senza autorizzazione o utilizzati in modo non conforme al permesso ottenuto (TRAM 19.2.2007 N. 50.2005.11-12). Sempre secondo la giurisprudenza non è risarcibile, inoltre, la perdita di posteggi autorizzati in forma di precario, essendo quest’ultimo finalizzato ad evitare che l’ente pubblico, al momento dell’attuazione di un’opera pubblica, debba indennizzare un impianto precedentemente eseguito dal privato in deroga ad uno specifico regime giuridico (TRAM 1.12.2006 N. 50.2005.25; Scolari, Commentario, 1996, ad art. 2 LE no. 698).
5.3. La possibilità di utilizzare l’area antistante lo stabile come posteggio è stata apparentemente concordata con il Comune di _ oltre quarant’anni or sono, ma dell’accordo non sono rimaste tracce scritte (cfr. lettera del Comune del 18.3.2011). Successivamente, sempre con il consenso del Comune, è stata adottata la soluzione di demarcare 5 posti auto obliqui, uno dei quali è toccato dalla linea di esproprio (cfr. scambio di corrispondenza risalente al 2007/2008 e planimetria 1:500 del 27.5.98 prodotti dal Comune; documentazione fotografica). Soluzione che è riportata anche nel piano no. 201.040 P/003 del progetto. Tuttavia, al di là del fatto che il Comune non ha mai rilasciato una formale licenza edilizia ai proprietari, dagli atti, specie dalla documentazione pianificatoria, risulta che l’occupazione della superficie con posteggi è in contrasto sia con il vigente PR sia con la variante approvata in data 17.9.2008 che ne stabiliscono la destinazione a marciapiede/campo stradale. Dal profilo espropriativo la situazione non è dunque tutelabile.
Non è peraltro decisivo che l’uso perdurante sia stato assecondato dal Comune e che le competenti autorità cantonali non abbiano mai sollevato obiezioni poiché ciò non significa ancora che i posteggi esistenti adempiano i requisiti di un impianto regolamentare. E’ quindi doveroso rammentare che gli stalli collocati obliquamente devono avere una dimensione minima variabile a seconda dell’inclinazione (qui molto marcata) e della lunghezza di manovra (qui inesistente) di ml 2.45/4.70 x ml 4.10/5.30 (Norma VSS 640 291a tab. 3 pag. 13); inoltre ognuno degli stalli dev’essere accessibile liberamente affinché le manovre di parcheggio non compromettano la sicurezza e la circolazione sulla strada pubblica (Norma VSS 640 291a pto. 7 pag.6, pto. 9.4 pag. 9; Norma VSS 640 050 pag. 2).
L’area in questione ha una superficie di ca. 120 mq e quindi non si presta ad accogliere 5 posti auto conformi: in effetti gli stalli esistenti misurano ciascuno soltanto ml 2.20 x ml 4.30 e dunque non sono regolamentari (cfr. planimetria 1:500 del 27.5.98 prodotta dal Comune). Per di più essi invadono uno spazio di transito pedonale e, trovandosi tutti a filo del marciapiede non vi è margine sufficiente per eseguire le manovre in piena sicurezza: basti pensare ai pericoli dell’uscita in retromarcia. Lo stallo interessato dall’espropriazione è addirittura collocato in corrispondenza con lo sbocco di Via _ e quindi intralcia anche la visuale di chi si immette su Via _. Una situazione, questa, nella quale i rischi, per i pedoni e per il traffico motorizzato, notoriamente intenso, paiono evidenti. Ne consegue che la pretesa d’indennizzo degli espropriati non può essere accolta.
6.
6.1. Gli espropriati sostengono che il pregio dello stabile è dato anche dalla possibilità di sosta immediata e quindi particolarmente vantaggiosa per i servizi che vi sono insediati, specie per l’ufficio postale. Dovendo rinunciare ad un posteggio in ragione dell’intervento espropriativo, la proprietà risulterebbe meno attrattiva e quindi rivendicano un indennizzo di fr. 21'500.- per titolo di svalutazione.
6.2. Nell’ipotesi di un’espropriazione parziale l
’indennità espropriativa deve
comprendere l’eventuale svalutazione della frazione residua purché sia una conseguenza diretta dell’intervento espropriativo (art. 11 let. b Lespr).
Secondo la dottrina e la giurisprudenza un deprezzamento potrebbe sussistere qualora l’espropriazione riducesse o deformasse la superficie al punto da comprometterne lo sfruttamento razionale, oppure
q
ualora il terreno fosse privato di vantaggi che influiscono sul suo valore e che verosimilmente avrebbe conservato se non fosse intervenuto l’esproprio, segnatamente se perdesse un’importante area di sfogo o uno schermo protettivo contro le immissioni nocive del vicinato (
Hess/Weibel
, op. cit., ad art. 19 no. 192; DTF 129 II 426 c. 3.1.2; RDAT II-1994 no. 63 c. 5.1, II-1998 no. 27 c. 3.1).
6.3. L’espropriazione di una striscia di mq 4 non vanifica alcuna concreta prospettiva edilizia e neppure influisce o limita in qualche modo le possibilità di sfruttare razionalmente il terreno. Del resto gli espropriati non pretendono di aver subito un danno dal profilo edilizio, bensì ascrivono il preteso deprezzamento dello stabile alla perdita di un posteggio. Se non che, viste le osservazioni di cui sopra, la tesi non può essere accolta. In effetti, alla luce della situazione pianificatoria e considerate le carenze tecniche degli stalli, atte a pregiudicare la circolazione, l’autorizzazione al posteggio poteva comunque essere revocata in ogni tempo senza versamento di indennità, quand’anche l’esproprio non avesse avuto luogo (art. 9 del Regolamento concernente le autorimesse e i posteggi lungo le strade cantonali del 22.12.1967). In quest’ottica la proprietà non può essere stata privata di alcun vantaggio che verosimilmente avrebbe conservato senza l’intervento.
In ogni caso il posteggio continua indisturbato: l’area antistante lo stabile è tutt’ora a disposizione degli utenti per la sosta di modo che i commerci ubicati nello stabile, compreso l’ufficio postale, restano raggiungibili. In queste condizioni non v’è alcun motivo per ritenere che l’immobile abbia subito una svalutazione. Pertanto non può essere riconosciuta alcuna indennità.
7.
L’indennità espropriativa di fr. 700.- il mq è completata con gli interessi al saggio usuale a decorrere dall’anticipata immissione in possesso (art. 52 cpv. 3 Lespr). Il tasso, già fissato periodicamente dal Tribunale federale amministrativo, corrisponde con effetto dal 1°.1.2010 al tasso ipotecario di riferimento nei contratti di locazione.
Pertanto, in concreto, gli interessi sono calcolati come segue:
- del 3.5% dal 1°.8.2008 al 31.12.2009
- del 3% dal 1°.1.2010 al 1°.12.2010
- del 2.75% dal 2.12.2010 in poi
8.
La tassa di giustizia e le spese sono a carico dell’ente espropriante (art. 73 cpv. 1 Lespr.).
Gli espropriati che si sono avvalsi della consulenza dell’avv. _ hanno diritto alla rifusione delle ripetibili commisurate alla consulenza offerta ed alle difficoltà della causa.

## Considerations