# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5b246325-a6ae-5244-a699-d98c6706b816
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Dal 2001 AT 1, nata nel 1970, è dipendente della ditta _ di _ in qualità di operaia e in quanto tale è coperta da CV 1 in caso di incapacità lavorativa dovuta a malattia (doc. D).
Dal 31 maggio 2015 al 22 agosto 2015 l’assicurata è stata ricoverata per un episodio depressivo grave senza sintomi psicotici (ICD-10: F32.2) e da allora l’assicuratore malattia si è assunto il caso versando le indennità giornaliere di diritto.
1.2. L’assicuratore malattia ha sottoposto l’assicurata a una visita psichiatrica e nel suo referto del 23 ottobre 2015 (doc. F1) la dr.ssa med. _ ha giudicato l’assicurata abile al 50% dal 16 dicembre 2015 e al 100% dal 15 gennaio 2016. Sulla scorta di questo parere il 27 ottobre 2015 (doc. B) la Cassa malati ha informato l’assicurata che dal 15 gennaio 2016 la riteneva completamente abile al lavoro e quindi che non le avrebbe più corrisposto ulteriori prestazioni.
1.3. L’8 marzo 2016 (doc. H2) il dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, medico curante dell’interessata, ha informato l’assicuratore malattia che dal 15 dicembre 2015 la paziente aveva ripreso l’attività lavorativa in ragione del 50%, ritenendo però improbabile un aumento della capacità lavorativa.
Con scritto del 22 marzo 2016 (doc. I) l’assicuratore malattia ha ribadito che non v’erano più motivi che giustificassero una inabilità lavorativa anche dopo il 14 gennaio 2016.
L’interessata, per il tramite del suo rappresentante, il 6 aprile 2016 (doc. L) si è opposta a questa conclusione e l’8 aprile seguente (doc. M1) ha confermato che anche dopo l’esame della valutazione clinica dello psichiatra curante non v’erano i presupposti per continuare a versare delle indennità.
Producendo un nuovo referto del 26 aprile 2016 (doc. N3) del dr. med. _ che attestava un peggioramento del suo stato di salute, il 28 aprile 2016 (doc. N1) l’assicurata ha contestato il parere della specialista interpellata dalla Cassa malati.
La psichiatra di fiducia dell’assicuratore ha visitato nuovamente l’assicurata il 6 maggio 2016 e, sulla base del suo rapporto dell’11 maggio seguente (doc. O2), il 20 maggio 2016 (doc. O1) CV 1 ha ribadito all’interessata le sue precedenti prese di posizione e quindi ha confermato che non v’erano motivi per prolungare l’inabilità lavorativa oltre il 14 gennaio 2016, perciò non avrebbe più corrisposto indennità.
1.4. Con petizione del 21 ottobre 2016 (doc. I) AT 1, rappresentata dall’RA 1, ha rilevato delle incongruenze fra i rapporti della psichiatra di fiducia dell’assicuratore malattia e fra lo psichiatra curante. A suo dire, “
pur avendo riconosciuto
[ndr. la dr.ssa _]
la stessa tipologia di problema psicologico presentato, è manifesta l’incongruenza sulla gravità dei sintomi e della prognosi.
”.
Inoltre, per l’attrice appare incomprensibile come l’assicuratore malattia e il suo medico di fiducia abbiano ignorato il
tentamen
, il ricovero ospedaliero e gli strascichi che ne sono seguiti.

## Considerations