# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 594c74e4-69cd-510c-9945-7a6201dbb6da
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con decisione 14 giugno 2000 (Arrest n. 6/00), l'Arrestrichter del Bezirksgericht _, su richiesta di _, ha decretato il sequestro ex art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, tra altri beni, del fondo n. _ RF del Comune di L_ (SZ) a garanzia di un credito di fr. 1'488,975,90, oltre interessi al 4% su 943'966,40 dal 1. gennaio 1999 e spese, fondato su una sentenza 31 marzo 1999 del Tribunale amministrativo del _ (inc. n. 619/98). Il sequestro (n. 6/00) è stato eseguito dall'Ufficio esecuzione di _. La relativa annotazione nel registro fondiario è avvenuta il 14 giugno 2000 ed è poi stata radiata l'11 marzo 2003, in seguito alla revoca del sequestro a causa della dubbia qualità di creditore di _. Altri sequestri decretati per la stessa causale ed eseguiti dall'Ufficio esecuzione di A_ (n. 5/00) sono stati annotati il 19 giugno 2000 sul foglio dei fondi n. _ e PPP n. _, _ e _ gravanti il fondo n. _ RF di _ (SZ); sono poi stati radiati il 13 febbraio 2001, risp. l'11 maggio 2001 per le PPP n. _ e _ per il medesimo motivo (cfr. sentenze 5 marzo 2004 del Tribunale cantonale di _ [RF2 2003 317/318], p. 2 ad 1 allegate allo scritto 28 aprile 2004 di _).
B.
Il 4 settembre 2000, su domanda dell'amministrazione cantonale delle finanze del cantone _ (Kantonale Finanzverwaltung _) a nome di "_, Bezirk _, Gem. _, röm kath. Kirchgem. _, ev. ref. Kirchgem. _ ", l'Ufficio di esecuzione di _ (SZ) ha emesso contro _ _RICO1, qui ricorrente, un precetto esecutivo (n. 915) per gli importi di fr. 943'966,40 oltre interessi al 4% dal 16 agosto 2000, fr. 662'795,60 (interessi maturati fino al 15 agosto 2000) e spese. L'escusso ha interposto opposizione il 6 settembre 2000.
C.
Con richiesta di garanzia ("Sicherstellungsverfügung") del 5 febbraio 2001, l'amministrazione cantonale delle finanze del cantone Svitto ha richiesto a _ _RICO1 la prestazione di garanzie a copertura di un credito per imposta sull'utile immobiliare di fr. 1'618'912,90 oltre interessi al 4% dal 16 agosto 2000 su fr. 943'912,90. In base a tale decisione, la stessa amministrazione ha decretato, a favore di _, del Bezirk _, del comune di _ e delle Kirchgemeinden _ e _, il sequestro – tra altri beni – dei fondi n. _ RF di _ nonché n. _ e PPP n. _, _ e _ gravanti il fondo n. _ RF di A_, già sequestrati in precedenza (cfr. supra ad A). I sequestri sono stati eseguiti sotto i numeri 201'001 e 1001 dagli Uffici di esecuzione di _, risp. _. Le relative annotazioni nel registro fondiario sono avvenute il 13 febbraio 2001, risp. l'11 maggio 2001 per le PPP _ e _ RF di _.
D.
Con sentenza 3 maggio 2001 (KG 157/01 RK 2, doc. 2 allegato alle osservazioni 23 febbraio 2004 di _), la 2. Camera dei ricorsi del Tribunale cantonale di _, quale autorità cantonale superiore di vigilanza, ha respinto un ricorso di _ _RICO1 diretto contro l'esecuzione dei sequestri relativi ai fondi di _, ritenendo in particolare di non essere competente per statuire sulla censura riferita ad un asserito errore nella designazione del creditore nella richiesta di garanzia 5 febbraio 2001 (cfr. cons. 5c). Lo stesso tribunale, con sentenza pure del 3 maggio 2001 (KG 158/01 RK 2, doc. 1), si è espresso nel medesimo senso per quanto concerne i sequestri dei fondi di _ (cfr. cons. 5c), accogliendo però parzialmente il ricorso, nel senso che ha ordinato la notifica del decreto di sequestro al debitore nel caso in cui ciò non fosse già avvenuto (cfr. disp. n. 1 e cons. 6b).
E.
Con sentenza 20 dicembre 2001 (inc. 609/01, doc. 3 allegato alle osservazioni 23 febbraio 2004 di _), la 2. Camera del Tribunale amministrativo del _ ha confermato la richiesta di garanzia 5 febbraio 2001, precisando che unico creditore era _ (cfr. disp. n. 1).
F.
Il 14 gennaio 2002, _ ha promosso l'esecuzione n. 20'054 (Ufficio di esecuzione di _) a convalida dei sequestri fondati sulla richiesta di garanzie 5 febbraio 2001 (cfr. sentenze 5 marzo 2004 del Tribunale cantonale di _ [RF2 2003 317/318], p. 3 ad 2 i.f.).
G.
Con decisione 22 febbraio 2002 (inc. n. 1033-139-37/00), la Kantonale Steuerkommission _ ha rigettato in via definitiva l'opposizione interposta alla prima esecuzione (n. _, cfr. supra ad B), anche per le spese di esecuzione e di sequestro nonché per le indennità riconosciute all'escutente nella procedura di sequestro. Contro tale decisione si è aggravato _ _RICO1, il cui ricorso è stato parzialmente accolto dal Tribunale amministrativo del _ con sentenza 7 novembre 2002 (inc. 608/02), limitatamente all'annullamento del rigetto dell'opposizione per quanto concerne le indennità riconosciute all'escutente nella procedura di sequestro. Per il resto, è stato confermato il rigetto definitivo per l'importo di fr. 943'966,40, oltre interessi di mora per fr. 662'785,60 e spese esecutive e di sequestro. Con sentenza interpretativa ("Erläuterungsentscheid") del 26 novembre 2002 (inc. 608a/02), il Tribunale amministrativo ha poi precisato che il rigetto si estendeva anche agli interessi di mora maturati dal 16 agosto 2000 al tasso fissato dal "Regierungsrat". Questa sentenza è cresciuta in giudicato (cfr. scritto 27 febbraio 2003 del Verwaltungsgericht des _ alla Kantonale Steuerverwaltung allegato allo scritto 3 marzo 2003 della Kantonale Finanzverwaltung _ all'_CON1).
H.
In virtù di una transazione (Vergleich) del 29 maggio 2002, l'escusso ha trasferito la proprietà dei fondi sequestrati a tale _ _, il quale è stato iscritto a registro fondiario quale nuovo proprietario il 3 giugno 2002.
I.
Il 22 novembre 2002, l'escutente ha chiesto la prosecuzione dell'esecuzione per gli importi di fr. 943'966,40 oltre interessi al 4% dal 16 agosto 2000, fr. 662'795,60 (interessi maturati fino al 15 agosto 2000), fr. 9'232.-- (spese di sequestro e di esecuzione), 418,90 (spese del PE) e spese futuri. _ _RICO1 essendosi nel frattempo trasferito ad _, la domanda di prosecuzione è stata trasmessa all'_CON1. Il 27 novembre 2002, una seconda domanda di prosecuzione dell'esecuzione n. 915 è stata indirizzata direttamente all'Ufficio di esecuzione del "Gemeinde _ ".
L.
Il 27 maggio 2003, l'_CON1 ha proceduto al pignoramento di numerosi beni dell'escusso, compresi i fondi di _ e di _, i quali sono stati indicati di proprietà di _ _.
M.
Con due sentenze del 21 agosto 2003 (inc. AB 01 4/5, doc. 5/6 allegati alle osservazioni 23 febbraio 2004 di _), il Bezirksgericht _, statuendo quale autorità di vigilanza inferiore sui rinvii ordinati il 10/11 febbraio 2003 dal Tribunale cantonale di _ (autorità superiore di vigilanza) (cfr. doc. 4 e 4a), ha dichiarato irricevibile il ricorso interposto da _ _RICO1 contro la reiezione da parte dell'ufficio di esecuzione di _, risp. di _, della sua richiesta in liberazione dei beni sequestrati, che egli aveva motivata con il fatto che l'esecuzione interposta solo da _ non avrebbe costituito un'adeguata convalida dei sequestri. Il Bezirksgericht _ ha considerato che la questione era già stata risolta, definitivamente, con le sentenze 3 maggio 2001 della 2. Camera dei ricorsi del Tribunale cantonale di _ (cfr. supra ad D).
N.
Il 15 gennaio 2004, l'Ufficio di esecuzione di _ (SZ), su rogatoria dell'_CON1, ha comunicato agli interessati la domanda di realizzazione del fondo n. _ RF di _, preannunciando la pubblicazione dell'asta, prevista il 4 giugno 2004, per l'11 febbraio 2004 (doc. 2 allegato al ricorso).
O.
Con scritto 26 gennaio 2004 (cfr. doc. 3 annesso al ricorso), l'escusso, in relazione con i fondi di _ e _, ha chiesto all'_CON1 di fissare all'escutente il termine di 20 giorni dell'art. 108 LEF per contestare giudizialmente il diritto del proprietario – _ _ – iscritto a registro fondiario, e di revocare l'ordine rogatoriale di realizzazione ("requisitorische Verwertungsanordnung").
P.
Con provvedimento 29 gennaio 2004 (cfr. doc. C allegato al ricorso), l'_CON1 ha deciso che la procedura di rivendicazione di cui all'art. 108 LEF nel caso concreto non poteva trovare applicazione e pertanto respinto la richiesta di sospensione della procedura di realizzazione.
Q.
Con ricorso 9 febbraio 2004, _ _RICO1 si aggrava contro tale decisione. Per quanto si possa capire da tale atto di difficile comprensione, il ricorrente ribadisce la sua richiesta tendente all'avvio della procedura di rivendicazione dell'art. 108 LEF, contestando che l'annotazione dei sequestri ("arresti") abbia impedito il trapasso di proprietà a suo favore. Egli sostiene inoltre che l'esecuzione in esame, promossa da _, non possa valere quale convalida dei sequestri richiesti a nome non solo del Cantone ma pure del Distretto e del Comune, la questione essendo peraltro pendente davanti all'Autorità superiore di vigilanza del _ ed essendo stata risolta nel senso prospettato dal Kassationsgericht zurighese in una procedura identica opponente le stesse parti. Infine, il ricorrente chiede il beneficio dell'assistenza giudiziaria gratuita.
R.
Nelle sue osservazioni, _ rileva come l'art. 108 LEF sia inapplicabile nella fattispecie, in quanto il trasferimento della proprietà dei fondi in questione, avvenuto dopo l'annotazione dei sequestri, è inefficace ai fini della procedura esecutiva. Quanto alla censura riferita alla validità dei sequestri, l'escutente osserva come tale questione competa all'autorità di vigilanza e non al giudice della rivendicazione. Orbene, essa è stata risolta in via definitiva dall'autorità cantonale superiore di _ con decisioni del 3 maggio 2001 (KG 158/01 RK 2, doc. 1 allegato alle osservazioni, per i fondi di _; KG 157/01 RK 2, doc. 2 per quelli di _) e dell'11 febbraio 2003 (KG 397/02 RK 2, doc. 4, per i fondi di _; KG 398/02 RK 2, per quelli di _), nel senso che unico creditore è stato considerato essere _. Il ricorso in esame sarebbe pertanto irricevibile nella misura in cui tendesse a rimettere in questione una decisione già cresciuta in giudicato. L'escutente ha inoltre contestato la tempestività del ricorso, siccome il debitore avrebbe dovuto annunciare l'asserita pretesa di _ già all'epoca del pignoramento.
S.
Nelle sue osservazioni, l'_CON1 ha fatto sue le tesi di _, rilevando anche come la domanda di vendita relativa ai fondi di _ gli sia pervenuta solo il 25 febbraio 2004.
T.
Con sentenze 5 marzo 2004 (inc. RK2 2003 317, risp. 318), allegate allo scritto 28 aprile 2004 di _, il Tribunale cantonale di _, quale autorità superiore di vigilanza, ha parzialmente accolto i ricorsi di _ _RICO1 contro le decisioni 21 agosto 2003 del Bezirksgericht _ (cfr. supra ad M), limitatamente alla questione dell'assistenza giudiziaria.

## Considerations

considerando
in diritto:
1.
Sia _ che l'_CON1 contestano la tempestività del gravame. Orbene, secondo l'art. 106 cpv. 2 LEF i terzi possono notificare le loro pretese fintanto che la somma ricavata dalla realizzazione del bene pignorato non sia stata ripartita. Tale facoltà decade tuttavia se il terzo tarda in malafede ad annunciare la propria pretesa (cfr. Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 162 ss. ad art. 106; Thomas
Rohner
, Das Widerspruchsverfahren gemäss SchKG, tesi San Gallo 2002, p. 41 ss.). Nel caso di specie, risulta dal verbale di pignoramento 27 maggio 2003 che l'escusso, già al momento dell'esecuzione del pignoramento, ha dichiarato che il fondo n. _ di _ era di proprietà di _ _ (cfr. posizione n. 10), mentre nelle osservazioni relative ai fondi di _ (posizioni n. 8 e 9) è stato esplicitamente indicato che essi, secondo la conferma dell'Ufficio del registro fondiario, erano iscritti a nome di _ _; l'Ufficio era pertanto tenuto, d'ufficio, a dare avvio alla procedura di rivendicazione prevista dalla legge (art. 106 ss. LEF) (cfr. art. 10 cpv. 2 RFF;
Gilliéron
, op. cit., n. 12 ad art. 106;
Rohner
, op. cit., p. 37). Dall'incarto esecutivo non si evince che l'_CON1 abbia, prima della decisione impugnata, formalmente rifiutato di dare inizio a detta procedura, se non implicitamente dando seguito alla domanda di realizzazione del fondo n. _ RF del Comune di _ (cfr. supra ad N), ma l'escusso si è comunque tempestivamente opposto a siffatto atto (cfr. supra ad O). È peraltro irrilevante che la domanda di realizzazione dei fondi di _ non fosse ancora pervenuta all'_CON1 al momento dell'inoltro del ricorso, perché il ricorrente chiede a questo stadio della procedura solo l'avvio della procedura prevista all'art. 108 LEF e non la sospensione della realizzazione. Il ricorso è pertanto tempestivo.
2.
Da quanto precede risulta che il diritto di proprietà di _ sia stato notificato – tempestivamente – ai sensi dell'art. 106 LEF. Secondo l'art. 108 cpv. 1 n. 3 LEF, il creditore e il debitore possono promuovere nei confronti del terzo l'azione di contestazione della sua pretesa, quando questa riguarda un fondo, se detta pretesa risulta dal registro fondiario.
2.1.
Ci si deve dapprima chiedere se l'ufficio sia abilitato a non dare avvio a tale procedura quando ritiene certa l'identità del vero titolare del diritto patrimoniale conteso oppure quando esclude che il diritto di proprietà del terzo possa essere opposto al creditore procedente, siccome iscritto successivamente all'annotazione del pignoramento o del sequestro.
a)
Il Tribunale federale, in una vecchia sentenza (DTF 31 I 541 s., citata acriticamente da
Gilliéron
, op. cit., n. 181 ad art. 106, che implicitamente sembra giustificare tale soluzione con riferimento al principio della buona fede, cfr. n. 179 ad art. 106), ha dato al quesito una risposta positiva per quanto concerne quest'ultima ipotesi. In una sentenza anteriore (DTF 29 I 549 s., anch'essa citata acriticamente da
Gilliéron
, op. cit., n. 186 ad art. 106), il Tribunale federale aveva invece statuito che la procedura di rivendicazione andava promossa quand'anche non fosse dubbia il fondamento della rivendicazione del terzo. Viceversa lo stesso vale quando essa appare manifestamente non fondata (cfr. DTF 80 III 72;
Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 5 ad art. 106; Adrian
Staehelin
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. I
I,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998
, n.
3 ad art. 106;
Rohner
, op. cit., p. 57 ad 9).
b)
È oggi ammesso che il divieto dell'abuso di diritto vale anche in ambito esecutivo (cfr. CEF 12 marzo 2001 [15.00.129], cons. 3, con rif.; DTF 105 III 83, con rif.; Flavio
Cometta
, Il giudice del diritto esecutivo e il principio della buona fede, in: SJZ 1991, p. 297 ss., in particolare p. 299-300; Max
Baumann
, Zürcher Kommentar, 3. ed., Zurigo 1998, n. 33 e 36 ad art. 2 CC, con rif.;
Gilliéron
, n. 36 ss. ad art. 38-45). In particolare, dovrebbe essere qualificato come manifestamente abusivo il comportamento dell'escusso che chiedesse all'Ufficio di dare avvio alla procedura degli art. 106 ss. LEF seppur non contestando il diritto dei creditori di far realizzare l'oggetto rivendicato o contestandolo senza addurre motivi, con il solo scopo di ritardare la procedura esecutiva. Riservati questi casi di manifesto abuso di diritto, l'Ufficio non è legittimato a non prendere in considerazione la notifica ex art. 106 cpv. 1 LEF.
2.2.
L'Ufficio sarebbe invece legittimato a stabilire se il tipo di diritto rivendicato sia idoneo ad ostacolare l'esecuzione, ossia se sia "incompatibile con il pignoramento" o se "deve essere preso in considerazione in proseguimento di esecuzione" (art. 106 cpv. 1 LEF), ciò che, segnatamente, non è il caso quando il litigio deve essere risolto in un'altra procedura (cfr. DTF 80 III 72;
Gilliéron
, op. cit., n. 186 ad art. 106; Alexander
Brunner
/Mark
Reutter
, Kollokations- und Widerspruchsklagen nach SchKG, 2. ed., Berna 2002, p. 81 e 100; cfr. pure DTF 119 III 25 s., cons. 3 i.f. e 4). Invero, dubbi sono permessi sulla validità di questa giurisprudenza. Infatti, la questione che deve risolvere il giudice della rivendicazione è appunto quella di sapere se il diritto rivendicato – qualora esista (questione solo pregiudiziale) – impedisce o limita la realizzazione di un determinato oggetto nell'esecuzione in corso. Qualora sia evidente che il diritto vantato dal terzo non sia idoneo a produrre tale effetto, l'ufficio può però a buon diritto ritenere che la rivendicazione sia manifestamente abusiva e rifiutare di darvi seguito.
2.3.
Nel caso di specie, il ricorrente non contesta in sé le annotazioni e iscrizioni riportate sul registro fondiario e relative ai fondi di _ e _, né la loro data. Rileva a giusto titolo che i sequestri non impediscono il trasferimento della proprietà (cfr. art. 961a CC), ma sembra dimenticare che secondo il chiaro tenore dell'art. 960 cpv. 2 CC, mediante l'annotazione, le limitazioni della facoltà di disporre – come quella connessa ad un pignoramento (art. 960 cpv. 1 n. 2 CC) o un sequestro per il rinvio dell'art. 275 LEF all'art. 96 cpv. 2 LEF, cfr. Jürg
Schmid
, Basler Kommentar zum ZGB, vol. II, 2. ed., Basilea/Ginevra/ Monaco 2003, n. 18 ad art. 960;
Gilliéron
, op. cit., n. 12 ad art. 101; André E.
Lebrecht
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II,
Basilea/ Ginevra/Monaco 1998
, n.
72ad art. 101; Paul-Henri
Steinauer
, Les droits réels, vol. I, 3. ed., Berna 1997, n. 773) diventano efficaci in confronto ai diritti posteriormente acquisiti. Pertanto, se l'escusso o il debitore sequestrato aliena il proprio immobile dopo l'annotazione del pignoramento o del sequestro, l'immobile potrà nondimeno essere realizzato a favore dei creditori aventi ottenuto l'annotazione, nei limiti dell'importo del loro credito indicato a registro fondiario, senza riguardo al diritto di proprietà del terzo acquirente (cfr.
Schmid
, op. cit., n. 12 s. ad art. 960;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 68 e 70 ad § 22;
Gilliéron
, op. cit., n. 9 ad art. 101; vol. IV, Losanna 2003, n. 82 e 106 ad art. 275;
Lebrecht
,
op. cit.
, n.
7 ad art. 101). Inoltre, l'annotazione esclude la buona fede del terzo acquirente ai sensi dell'art. 96 cpv. 2 LEF (cfr.
Amonn/Walther,
op. cit., n. 70 ad § 22
; Gilliéron
, op. cit., n. 9 ad art. 101).
Orbene, l'annotazione dei sequestri n. 201'001 e 1001 degli immobili di _ e _ (del 13 febbraio 2001, risp. dell'11 maggio 2001 per le PPP _ e _ RF di _, cfr. supra ad C) è anteriore al trapasso di proprietà (del 3 giugno 2002).
2.4.
Il ricorrente sostiene però la decadenza di questi sequestri, affermando che l'esecuzione in esame non è idonea a convalidarli, siccome è stata promossa da _ soltanto e non anche dal Distretto _ e dai comuni di _, _ e _, i quali invece figurano sul decreto di sequestro. Una contestazione a questo proposito era (allora, cfr. però supra ad T) pendente davanti all'autorità superiore di vigilanza di _ e il Kassationsgericht di _ avrebbe deciso nel senso indicato dal ricorrente in una procedura analoga opponente le stesse parti.
a)
Occorre anzitutto evidenziare come l'esecuzione qui in esame sia quella n. 915 iniziata dall'Ufficio di esecuzione di A_ (cfr. supra ad B) su domanda di "_, Bezirk _, Gem. _, röm kath. Kirchgem. _, ev. ref. Kirchgem. _ " (cfr. domande di prosecuzione dell'esecuzione del 22 e 29 novembre 2002), e non quella successiva n. 20'054 (cfr. supra ad F). Sono pertanto irrilevanti in questa sede le sentenze delle autorità di vigilanza svittesi prodotte da Kanton _ (doc. 4 a 6, cfr. supra ad M), come pure le sentenze 5 marzo 2004 del Tribunale cantonale _ (cfr. supra ad T), in quanto si riferiscono tutte all'esecuzione successiva n. 20'054 dipendente dal precetto esecutivo del 14 gennaio 2002 (cfr. doc. 4 e 4a, p. 7 ad c, doc. 5 e 6, p. 5 ad C e sentenze 5 marzo 2004, p. 11 [RK2 2003 317], risp. 10 [RK2 2003 318]). La sentenza del Kassationsgericht _ (doc. 6 allegato al ricorso) concerne un sequestro decretato il 13 giugno 2000 dal giudice del distretto di _ diverso dai sequestri entranti in considerazione nella vertenza in esame.
b)
Ora, un trapasso di proprietà successivo all'annotazione di un sequestro è inopponibile solo al creditore che ha ottenuto il sequestro, limitatamente al credito da esso garantito. In altri termini, si può prescindere dal prendere in considerazione i diritti del nuovo proprietario solo nell'esecuzione a convalida del sequestro anteriore. Nel caso concreto, significa che il diritto di proprietà di _ _ potrebbe essere ignorato solo qualora l'esecuzione n. 915 dell'Ufficio di esecuzione di _ potesse essere considerata quale regolare convalida dei sequestri n. _ e _ degli Uffici di esecuzione di _, risp. _. La questione è stata risolta in modo affermativo dal Tribunale cantonale di _ nelle sentenze 5 marzo 2004 (ad cons. 7b), ma sotto forma di obiter dictum, siccome il problema non era stato sollevato dalle parti; d'altronde, se l'esecuzione n. 915 era già idonea a convalidare i sequestri fondati sulla richiesta di garanzia ("Sicherstellungsverfügung") del 5 febbraio 2001 (cfr. supra ad F), mal si comprende perché il procedente abbia ritenuto necessario promuovere un'altra esecuzione (la n. 20'054) a convalida degli stessi sequestri. Comunque, una risposta definitiva richiederebbe, da una parte, l'accertamento dell'identità del credito posto a fondamento dell'esecuzione n. 915 e di quello riferito ai sequestri annotati il 13 febbraio 2001, risp. l'11 maggio 2001, e dall'altra la verifica dell'ossequio del termine di convalida di 10 giorni di cui all'art. 279 cpv. 3 LEF, ritenuto che il rigetto dell'opposizione è diventato definitivo con la sentenza 7 novembre 2002 del Tribunale amministrativo del Cantone _ (cfr. supra ad G), mentre la prosecuzione dell'esecuzione è stata chiesta solo il 22 novembre 2002 (cfr. supra ad I).
2.5.
Viste queste incertezze, non si può quindi ritenere abusivo il ricorso in esame.
2.6.
Kanton _ osserva ancora – a giusto titolo – che il giudice dell'art. 109 LEF non è competente per decidere sulla validità di un sequestro, in particolare per quanto attiene all'esistenza di validi atti di convalida. Tuttavia, è comunque una questione che egli può e deve risolvere a titolo pregiudiziale, così come egli esamina solo pregiudizialmente il fondamento di diritto materiale della rivendicazione (proprietà, diritto di pegno manuale, ecc., cfr.
Staehelin
, op. cit., n. 3 ad art. 109;
Gilliéron
, op. cit., n. 16 ad art. 106). Va d'altronde osservato come anche questa Camera potrebbe esaminare la questione solo pregiudizialmente, poiché competente per accertare la decadenza dei sequestri è l'ufficio di esecuzione che ha eseguito il sequestro, risp. le autorità di vigilanza da cui dipende l'ufficio, in questo caso le autorità svittesi (cfr. Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 8 ad art. 280, con rif.; CEF 23 ottobre 2003 [15.03.125], cons. 1.1).
3.
Quando l'immobile pignorato risulta intestato a nome di un terzo, l'ufficio d'esecuzione fissa al creditore e al debitore un termine di 20 giorni per promuovere azione di contestazione della sua rivendicazione (art. 108 cpv. 2 LEF). La legge non obbliga l'Ufficio ad interpellare il terzo per sapere se rivendica l'oggetto pignorato (sulla distinzione tra allegazione e rivendicazione di un terzo, cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 183 s. ad art. 106), ma ciò può essere giustificato a dipendenza delle circostanze (cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 219 ad art. 106). Nel caso concreto, l'Ufficio valuterà se occorre interpellare _ _ affinché comunichi se rivendica o no gli immobili pignorati intestati a suo nome e in caso di risposta positiva, oppure qualora ritenga inutile tale interpellazione, impartirà a Kanton _ e all'escusso il termine dell'art. 108 cpv. 2 LEF.
4.
Il ricorso va pertanto accolto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
5.
Il ricorrente chiede di essere messo al beneficio del gratuito patrocinio.
5.1.
Risulta dalla legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria (Lag, RL 3.1.1.7) che l’assistenza giudiziaria è concessa alle condizioni cumulative seguenti:
– il richiedente è una persona fisica indigente (art. 3);
– la procedura per la persona richiedente presenta probabilità di esito favorevole e una persona ragionevole e di condizioni agiate non rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta (art. 14 cpv. 1 a contrario);
– per il gratuito patrocinio vi è necessità oggettiva di patrocinio (art. 14 cpv. 2 a contrario), ossia:
– la persona richiedente non è in grado di procedere con atti propri, o
– la designazione di un patrocinatore è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi, oppure
– la causa presenta difficoltà particolari.
5.2.
Nel caso di specie, l'istante non ha prodotto alcun documento idoneo a dimostrare la condizione d’indigenza, se non una sentenza del Tribunale federale risalente al 2002, che non fornisce indicazioni sulla situazione attuale del ricorrente.
Inoltre, l’assistenza di un avvocato è di regola superflua nella procedura di ricorso ex art. 17 LEF, che è retta dalla massima inquisitoria (cfr. DTF 122 I 10, cons. 2c; Flavio
Cometta
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 14 ad art. 20a; critico: Franco
Lorandi
, Betreibungsrechtliche Beschwerde und Nichtigkeit, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 27 ad art. 20a;
Cocchi/Trezzini
, op. cit., n. 7-10 ad art. 155). È tanto più vero nel caso di specie che il ricorso è stato accolto per motivi diversi da quelli – per quanto siano comprensibili – addotti dal ricorrente.
L'istanza va pertanto respinta.
richiamati gli art. 17, 20a, 96, 106, 108, 275 LEF, art. 2, 960, 961a CC, 3, 14 Lag; art. 61 e 62 OTLEF;