# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5cab9fe4-b6ad-541d-b980-929489e737da
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto:
che gli attori sono comproprietari del mappale n. _ RFD di _, in zona _, sul quale, nei pressi del confine del fondo vicino part. n. _ RFD di proprietà di _ – figlia del convenuto che risulta essere usufruttuario del fondo vita natural durante – è situato un abete rosso dell’altezza di circa 8 metri;
che con petizione 10 febbraio 2000 la parte attrice ha postulato la condanna di _ al pagamento della somma di fr. 11'440.25 oltre accessori a titolo di risarcimento del danno che avrebbe patito a seguito del taglio, da parte del convenuto, di tutti i rami dell’abete dal lato a confine con il mappale n. _ RFD di _;
che secondo gli attori, il 23 settembre 1999 _ sarebbe penetrato nel loro terreno (l’abete rosso sarebbe infatti posto a 1,30 metri dal confine) e invece di limitarsi al solo taglio delle punte di quei rami che invadevano la sua proprietà – come concordato con _ – egli avrebbe proceduto al taglio di tutta la chioma dell’albero dal lato a confine con il suo fondo, causando in tal modo un danno totale alla pianta che dovrà essere abbattuta e sostituita da un nuovo abete;
che con risposta 28 marzo 2000 il convenuto ha affermato che il taglio dei rami non avrebbe causato alcun danno all’abete, in quanto il taglio dei rami sporgenti sarebbe avvenuto “un po’più verso il tronco della pianta
... omissis ...
proprio per evitare un taglio che avrebbe potuto eventualmente provocare un danno alla pianta”. Inoltre, secondo il convenuto, l’abete rosso sarebbe posto a soli 85 cm dal confine con il suo fondo e da sempre avrebbe causato danni alla sua proprietà a causa della continua caduta di aghi, rametti e colatura di resina. Il convenuto ha concluso che non vi sarebbe necessità di procedere all’abbattimento e alla sostituzione dell’abete;
che con istanza di restituzione in intero 28 giugno 2001 _ chiedeva l’assunzione agli atti di quindici fotografie scattate il 27 e il 28 giugno 2001, attestanti l’esecuzione di uno scavo sul fondo di proprietà degli attori posto a meno di un metro di distanza dall’abete oggetto della vertenza, adducendo inoltre che tale scavo avrebbe intaccato le radici provocando così un danno diretto alla pianta;
che con osservazioni 5 luglio 2002, gli attori si sono opposti all’istanza di restituzione in intero formulata dal convenuto, sostenendo che le prove prodotte dalla controparte non sarebbero influenti per l’esito della procedura e che unicamente a causa dell’intervento di _ l’abete rosso dovrà essere abbattuto;
che con decreto 25 marzo 2002 il Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 2 ha respinto la domanda di restituzione in intero proposta dalla parte convenuta adducendo che le prove che essa intendeva produrre erano ininfluenti per l’esito del processo in quanto i fatti che intendeva dimostrare – scavi in prossimità della pianta oggetto della vertenza e taglio delle radici – non erano stati allegati prima di allora nelle comparse scritte;
che con appello 8 aprile 2002, _ ha ribadito che la documentazione fotografica raccolta il 27 e 28 giugno 2001 sarebbe determinante per l’esito della procedura, in particolare ai fini di una corretta valutazione dei fatti da parte del perito giudiziarie e rispettivamente in quanto si trattava di fatti non noti alle parti prima di quella data;
che delle osservazioni 6 maggio 2002 presentate dalla parte appellata si dirà, per quanto necessario, nel seguito della decisione;
considerato

## Considerations

in diritto:
che giusta l’art. 138 CPC la restituzione in intero per produrre nuovi mezzi di azione o di difesa, che appaiono influenti per l’esito del processo, è ammessa se la parte dimostra che l’omissione non è imputabile a sua negligenza (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI, Lugano 2000, m. 1 ss. ad art. 138 CPC);
che, secondo l’art. 139 CPC, la richiesta di restituzione in intero per omessa produzione dei mezzi di azione e di difesa deve avvenire entro 30 giorni da che la parte ne è venuta a conoscenza;
che nella misura in cui l’istituto della restituzione in intero rappresenta un’eccezione alla massima dell’eventualità – che proibisce di allegare fatti e prove in una fase successiva allo scambio di allegati (art. 78 CPC) – i requisiti per l’applicazione della restituzione in intero vanno valutati dal giudice con un certo rigore;
che mentre i requisiti della “tempestività” e della “mancanza di negligenza nell’omissione di una preventiva produzione di mezzi di prova o di difesa” vanno esaminati con un certo rigore, nella valutazione della “influenza” dei nuovi fatti e prove il giudice procede con un minor rigore (
II CCA
24.3.1994 C. c. R.&Co.,
II CCA
22.8.1994 C. c. C.,
II CCA
26.3.1998 R.P. c. Y.P. e
II CCA
30.11.1998 B. c. B.A.);
che nell’esaminare l’influenza di prove e di fatti il giudice si limita ad un giudizio di apparenza e verosimiglianza, senza controllare troppo nel dettaglio la fondatezza delle circostanze allegate o la rilevanza delle prove, che in ogni caso saranno oggetto di un più accurato esame da parte del giudice di merito; in particolare, il giudice deve esaminare se la nuova allegazione di fatti o prove è idonea a giustificare, già al momento in cui è presentata, una formulazione di conclusioni diversa da quella che l’istruttoria avrebbe consentito senza gli stessi (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI, Lugano 2000, m. 5 ad art. 138 CPC;
II CCA
24.3.1994 C. c. R. & Co. e
II CCA
22.8.1994 C. c. C.);
che nel caso concreto il fatto allegato da _, e meglio lo scavo effettuato sulla part. n. _ RFD di _ a meno di un metro dall’abete rosso che ha altresì intaccato le radici della pianta, si è verificato poco prima del 27 giugno 2001, ossia quasi un anno dopo l’inoltro dell’allegato di duplica da parte del convenuto (v. duplica, 20 giugno 2000; v. verbale di udienza preliminare 12 settembre 2000);
che al momento dello scambio delle comparse scritte l’appellante non era a conoscenza che sul prato confinante sarebbe stato effettuato uno scavo in stretta prossimità del suddetto albero e quindi non si poteva ragionevolmente pretendere, come invece erroneamente richiesto dal Pretore, che il convenuto potesse descrivere questi fatti negli allegati;
che in effetti le fotografie di cui si chiede l’assunzione agli atti documentano l’avvenuta esecuzione sul terreno di proprietà della parte appellata di uno scavo posto in stretta vicinanza dell’abete rosso oggetto del contendere (edificazione di un immobile per il quale il 4 ottobre 2000 il Municipio di _ ha rilasciato la licenza edilizia; v. doc. 12 e 13), nonché il fatto che le radici della pianta sono state intaccate;
che tale circostanza rappresenta senza dubbio un fatto nuovo e rilevante di cui si dovrà tenere conto nella valutazione della fattispecie;
che tale documentazione fotografica potrà essere di ausilio al perito, il quale sarà in grado di esaminare la fattispecie in maniera più completa (anche perché nel lasso di tempo intercorrente tra lo scavo e un’eventuale costruzione, nonché il sopralluogo da parte del perito, la situazione del terreno potrebbe essere mutata), segnatamente per quanto riguarda le conseguenza del taglio dei rami dell’abete rosso operato da _, nonché la possibilità effettiva di sostiture l’albero da parte degli attori (v. verbale di udienza preliminare 12 settembre 2000;
Cocchi/Trezzini
, op. cit., m. 5 ad art. 138 CPC;
II CCA
24.3.1994 C. c. R. & Co. e
II CCA
22.8.1994 C. c. C.);
che in base alle risultanze di causa l’appello
deve essere accolto; le tasse e le spese seguono la soccombenza.