# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 36d42583-bd68-552d-9f31-c638eda5cb0d
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

Il Difensore, il quale sottolinea le difficoltà del suo patrocinato nel procurarsi un valido documento di legittimazione. Dello stesso evidenzia pure la difficile vita anteriore come pure il carattere e la personalità fragile e vulnerabile, che lo hanno portato a consumare sostanze stupefacenti. Non contesta i reati di danneggiamento ai danni del negozio _ (punto 3.1. ada), di ripetuta violazione di domicilio (punto 4. ada), di ripetuto furto di poca entità (punto 5. ada), di contravvenzione alla LF sul Trasporto pubblico (punto 6. ada) e di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (punto 7. ada). Contesta invece il reato di rapina (punto 1. ada) rimettendosi al giudizio della Corte, ritenuto che il suo assistito ha commesso i fatti sotto l'effetto di droghe e barbiturici. Pure contesta il reato di ripetuto furto di cui al punto 2. dell'atto d'accusa, e segnatamente:
- per il furto ai danni della PC 2 (punto 2.1. ada) sostiene il reato tentato, ritenuto che il suo patrocinato la sera dei fatti era solo ed essendo scattato l'allarme antifurto ha rinunciato ad entrare nel negozio della vittima e dunque non ha sottratto alcuna refurtiva;
- per i furti ai danni dello PC 3 (punto 2.2. ada) e di PC 4 (punto 2.3. ada), avendo mirato il suo cliente a una refurtiva di poco valore, chiede la derubrica in furto di poca entità;
- per il furto ai danni di PC 1 (punto 2.4. ada) chiede il proscioglimento per insufficienza di prove;
- per il furto ai danni di PC 7 (punto 2.5) chiede pure il proscioglimento, sostenendo trattarsi di tentato furto di lieve entità poiché il suo patrocinato mirava a sottrarre oggetti di poco valore.
Infine contesta il reato di danneggiamento dei due condizionatori d'aria dello PC 3 (punto 3.2. ada) mancando il presupposto soggettivo del reato, considerato che il suo cliente li ha semmai urtati accidentalmente.
In applicazione dell'attenuante specifica della scemata imputabilità e visti il pentimento, l'età giovane e il carcere preventivo sofferto, conclude chiedendo una forte riduzione della pena proposta.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
, sedicente
1. è autore colpevole di:
1.1. rapina
commessa a Lugano, il 18.9.2006?
1.2. ripetuto furto, in parte tentato
1.2.1. a Lugano, tra il 27.2. e l'1.3.2006,
in danno della PC 2?
1.2.1.1. trattasi invece di reato tentato?
1.2.2. a Lugano, il 3/4.5.2006,
in danno del PC 3?
1.2.3. a Lugano, il 30.5.2006,
in danno di PC 4?
1.2.3.1. trattasi invece di furto di lieve entità?
1.2.4. fra il 20.8. e l'1.9.2006, in danno di PC 1?
1.2.5. a Lugano, il 22.8.2006,
in danno di PC 7?
1.2.5.1. trattasi invece di tentativo del reato di furto di lieve entità non punibile?
1.3. ripetuto danneggiamento
1.3.1. nel suddetto caso di cui al quesito 1.2.1.?
1.3.2. nel suddetto caso di cui al quesito 1.2.2.?
1.4. ripetuta violazione di domicilio
nei casi di cui ai quesiti 1.2.1. e 1.2.2. suddescritti?
1.5. ripetuto furto di lieve entità
commesso:
1.5.1. il 31.8.2006, in danno della PC 5?
1.5.2. il 4.9.2006, in danno della PC 5?
1.6. ripetuta contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico
in 6 occasioni,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.7. ripetuta contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
in ripetute occasioni tra il gennaio 2006 e il 21.9.2006,
in relazione a consumi di cocaina, eroina e cannabis?
1.7.1. oppure solo fino al 23.5.2006?
2. ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
3. può beneficiare della sospensione condizionale?
4. deve subire la revoca della sospensione condizionale della pena:
4.1. di 10 giorni di arresto inflittagli il 21.11.2005?
4.2. di 90 giorni di detenzione inflittagli il 13.3.2006?
5. deve un risarcimento alla PC P.S.?
6. deve subire la confisca di quanto in sequestro?
Considerando,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1.
L'accusato è entrato in Svizzera, a suo dire, il 4.2.2003, privo di documenti d'identità.
Ha tosto chiesto l'asilo. Alle Autorità ad esso preposte, ha dichiarato, senza possibilità di verifica alcuna, che egli è di etnia curda, che sarebbe nato in Iran, ma che, quando era ancora piccolo, i suoi genitori si sarebbero trasferiti nella regione del Kurdistan iracheno. A _ (località vicina alla città di _) egli sarebbe cresciuto in seno alla famiglia, composta oltre che dai genitori, anche da diversi fratelli. Ivi avrebbe frequentato le scuole obbligatorie fino all'età di 14 anni. Essendo la sua famiglia legata al gruppo politico che fa capo alla famiglia _ (dopo la caduta di Saddam il Kurdistan iracheno si è organizzato autonomamente con un proprio governo e un proprio Parlamento e _ è diventato Premier), all'età di 15 anni, l'accusato dichiara di essersi arruolato nell'esercito capitanato per l'appunto dagli uomini di _. Non ha mai combattuto ma ha solo fatto esercitazioni. Dalla sua attività di soldato ricavava un salario. Sennonché, dopo un congedo ottenuto nel dicembre 2002, avrebbe deciso di non più riprendere il servizio. Avrebbe potuto svincolarsi dal servizio militare, a suo dire, pagando 500 dollari e trascorrendo agli arresti un periodo di cinque mesi. Invece avrebbe deciso di disertare e di lasciare la famiglia ed il Paese.
A suo dire (anche se la cosa ha dell'inverosimile) all'atto della partenza disponeva di 5'000 dollari e con quelli (ma senza documenti) sarebbe partito da _ e a piedi avrebbe raggiunto e superato -senza incorrere in controlli di sorta!- il confine turco-iracheno.
Una volta giunto in terra turca, con un autobus avrebbe raggiunto Istambul e da lì, a mezzo TIR, la Svizzera.
Di più, da lui, sul suo viaggio verso il nostro Paese non si ricava, così come non trova risposta la questione a sapere come egli abbia potuto compiere un viaggio così lungo (dal suo Paese alla Svizzera) senza mai venir controllato, risp. la questione a sapere dove e come si sarebbe procurato i menzionati 5'000 dollari asseritamente pagati a sconosciuti passatori.
Con specifico riferimento ai documenti d'identità, l'accusato, sin dalle prime audizioni rese alle Autorità preposte all'asilo il 7 e il 26.2.2003, ha univocamente dichiarato di essere stato in possesso, quando viveva in Irak, di una carta d'identità e di una tessera attestante la sua appartenenza alla milizia di _.
In quelle sedi aveva dichiarato di non averle prese seco per il viaggio, ma di essere disposto a farle arrivare in Svizzera tramite i suoi genitori.
In aula, l'accusato ha dovuto dare atto di non essersi mai attivato (dal 2003 a oggi) per fare arrivare da casa i suoi documenti ufficiali e ciò neppure dopo che è stato arrestato.
La scrivente Presidente, dopo l'emanazione dell'atto d'accusa, ha ulteriormente insistito presso la patrocinatrice di AC 1, la quale ha potuto, al dunque, produrre al dibattimento solo la fotocopia di uno scritto (in arabo) recante la foto di AC 1, scritto che non è idoneo a costituire un valido, autentico documento d'identità.
Per cui in definitiva, quello che viene qui giudicato è un "sedicente" che conosce perfettamente -come è emerso in aula- vantaggi e svantaggi che gli procura il fatto di non aver seco dei documenti d'identità, che sa in particolare che il suo rimpatrio forzato, risp. il suo allontanamento dalla Svizzera saranno praticamente impossibili fintanto che egli non si procurerà un valido e autentico documento d'identità.
Dopo il suo arrivo in Svizzera, siccome asseritamente minorenne, AC 1 è stato sottoposto a tutela e ciò fino al compimento del 18.esimo anno di età. Ha sempre vissuto in centri per asilanti e ha frequentato dei corsi tant'è che attualmente si esprime bene in italiano. Dagli atti emerge che egli ha interessato già prima del 18.esimo anno d'età la Magistratura dei minorenni, ma non è noto per quali fatti e/o reati.
È invece certo e sicuro che, dopo il compimento della maggiore età, ha accumulato ben sei condanne per decreto d'accusa e ciò,
- il 4.10.2004, per ripetuti consumi di marijuana e hashish, sanzionati con fr. 100.- di multa;
- il 17.2.2005, per furto di lieve entità, sanzionato con una multa di fr. 200.-;
- l'11.5.2005 per ripetuta contravvenzione alla LS, sanzionata con una multa di fr. 300.-;
- il 10.10.2005 per contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico, sanzionata con fr. 100.- di multa;
- il 21.11.2005 per ripetuta contravvenzione alla LS, sanzionata con la pena di 10 giorni di arresto, pena sospesa per anni uno;
- il 13.3.2006 per ripetuta infrazione e ripetuta contravvenzione alla LS, sanzionate con la detenzione per 90 giorni, sospesa per anni due (e con l'espulsione dal territorio svizzero per anni tre, pure sospesa per anni due, pena oggi decaduta dopo l'entrata in vigore della nuova parte generale del CP).
Da notare che avendo l'accusato commesso il tentato furto in danno della PC 2 tra il 27.2.e l'1.3.2006, la pena odierna è parzialmente aggiuntiva al citato DA 13.3.2006.
2.
L'accusato dichiara di aver cominciato a sniffare eroina e cocaina dopo il suo arrivo in Svizzera. Nel novembre 2005 si sarebbe rivolto al dottor _ chiedendo di essere ammesso al programma di somministrazione di metadone, di guisa da poter cessare l'abuso di stupefacenti.
Il medico gli prescrisse il metadone e anche un sonnifero il "dormicum", sostanza che egli dichiara di aver preso regolarmente in ragione di due pastiglie al giorno. Sennonché, periodicamente, sarebbe ricaduto anche nell'abuso di eroina o di cocaina oltre che di canapa.
Certo è che alla data dell'arresto del 21.9.2006 egli era negativo alle sostanze stupefacenti e positivo solo al metadone e alle benzodiazepine (a causa dell'assunzione di dormicum).
In occasione del fermo del 23.5.2006 (conseguente al fatto che la Polizia scientifica aveva trovato le sue impronte sui vetri della porta secondaria del PC 3 ove -come ha poi ammesso- ha commesso furto), l'accusato è risultato positivo alla cocaina, alla canapa, alle benzodiazepine e al metadone.
In occasione del fermo di qualche giorno dopo (ovvero del 30.5.2006) conseguente al furto commesso nell'auto, parcheggiata fuori del _, di PC 4, l'accusato è stato sottoposto al controllo etanografico e a quello del Drug Wipe, entrambi con esito negativo.
3.
In esito alla laboriosa inchiesta predibattimentale e dibattimentale, si ha che, la notte sul 1 marzo 2006, l'accusato ha deciso di commettere furto presso il negozio-magazzino che la PC 2 possiede in _.
Che l'accusato abbia perlomeno tentato di commettere tale furto è certo e sicuro e egli non l'ha potuto negare, stante che, sul posto, sono state ritrovate le sue impronte.
In sede predibattimentale l'accusato aveva nel primo verbale ammesso di aver tentato il furto in questione insieme all'amico, pregiudicato, _. Insieme si sarebbero recati sul luogo verso la mezzanotte del 28.2.2006. L'idea era quella di rubare capi d'abbigliamento di marca. È certo e sicuro che l'accusato aveva seco un lampada che doveva servirgli per fare luce all'interno dello stabile.
A dire dell'accusato in aula, come egli ebbe a rompere il vetro della finestra attraverso la quale intendeva entrare (in aula AC 1 ha negato che _ fosse con lui, adducendo di aver avuto l'intenzione di fare il furto da solo, il che è -a non averne dubbio- una bugia) la lampada gli sarebbe cascata all'interno.
Sarebbe scattato l'allarme ed egli sarebbe fuggito, senza consumare il furto.
_, rappresentante della parte lesa, ha dichiarato che l'allarme non è collegato né alla Polizia né a altra ditta di sicurezza. Lo spense lui la mattina del 1.3.2006, verso le 7:15, tosto che arrivò nel magazzino-negozio. Chiamò la Polizia e denunciò il furto di numerosa merce, tra cui calzoni Lewis 501, per oltre fr. 13'000.-. Dagli atti non emerge dove fu trovata la lampada con le impronte dell'accusato. Dal verbale di _ parrebbe di capire che la lampada era vicina ai vetri infranti da AC 1, il che non contraddice la di lui tesi secondo cui essa gli sarebbe caduta di mano mentre eseguiva lo scasso.
L'allarme ha rilevato la presenza di una persona all'interno dello stabile ma non è noto se la persona fosse AC 1 o _ o altri ancora.
Della refurtiva (che si sarebbe potuta portare via con due borsoni) nulla è dato di sapere: perquisita la camera di AC 1, la Polizia vi ha trovato (oltre 4 gr. di eroina e mezzo gr. di marijuana che vanno qui confiscati) un paio di jeans Lewis 501 dall'etichetta seminuova che PC 2 ha riconosciuto come facenti parte della partita a lui rubata. Sennonché la Polizia ha restituito a PC 2 tali pantaloni per cui questa Presidente nulla può oggi verificare al riguardo. Nel dubbio si può quindi riconoscere l'accusato quale autore di tentato furto, ma non di furto consumato.
Sempre a corto di danaro, AC 1 la notte sul 4.5.2006 ha infranto il vetro della porta secondaria del PC 3; è entrato nell'esercizio pubblico e ha rubato quanto ha trovato nella cassa: a suo dire fr. 40.-/50.-, a dire della responsabile del Bar fr. 3'600.- e euro 260.-.
Anche su questo luogo sono state ritrovate le impronte dell'accusato.
A prescindere dal valore della refurtiva, è certo e sicuro che l'accusato è autore del citato furto con scasso.
Per non si sa quale motivo, AC 1 non è stato arrestato neppure dopo che si è scoperto che aveva commesso, oltre al tentato furto in danno della PC 2, anche quello nel PC 3. Anche nella seconda occasione, benché detenesse 4 gr. di eroina e due coltelli in camera, dopo l'interrogatorio e la prova tossicologica (positiva), AC 1 è stato rilasciato. Era il 23.5.2006.
È stato fermato e interrogato sette giorni dopo (il 30.5.2006; verso le 22:30), siccome scoperto da una testimone (che ha chiamato la Polizia) a commettere furto nel parcheggio del _ (al verbale in atti, assai significativo, della testimone si rinvia).
Era infatti accaduto che PC 4 aveva lasciato aperto un finestrino della sua Mercedes. L'accusato che si trovava nel posteggio intenzionato a operare furti nelle macchine, tosto che se ne accorse, entrò nell'auto. Trovò solo una macchina fotografica (del valore di circa fr. 300.-) e se ne impadronì.
Trattasi di furto e non di furto di lieve entità giacché in questo
-come nell'altro furto nelle auto di cui si dirà- il dolo di AC 1 era quello di rubare tutto ciò che gli era possibile reperire nelle singole auto. Egli non entrava nelle auto per rubare oggetti di poco valore (≤ fr. 300.-). No! egli vi entrava per rubare ciò che gli era possibile trovare.
Il fermo successivo è del 22.8.2006, ore 17:50 circa, dopo che AC 1, aggiratosi nel parcheggio delle ex-Scuole di Lugano con l'intenzione di commettere furto, vide un'auto il cui finestrino non era chiuso completamente. Con la forza abbassò il finestrino, aprì la portiera ed entrò nell'auto. Mentre cercava oggetti o danaro da rubare, sopraggiunse il proprietario, tale PC 7, che ebbe la presenza di spirito di chiudere dall'esterno la macchina e di chiamare la Polizia. Colto in flagranza, l'accusato non ha potuto non confessare il mancato furto.
Dopo l'interrogatorio è stato di nuovo rilasciato. Il giorno successivo, AC 1 era di nuovo attorno a cercare di commettere furto. Lo fermò la Polizia comunale nel parcheggio FFS di Lugano: munito di un coltellino, sostava vicino ai veicoli con l'intenzione di scassinare un'auto. Anche in questa occasione è stato tosto rilasciato.
Nell'interrogatorio del 22.8.2006 eseguito subito dopo il tentato il furto in danno di PC 7, l'accusato, che ricordava esattamente gli accadimenti, ebbe a mettere a verbale che aveva ingerito quattro pastiglie di dormicum.
Il 31.8.2006 e il 4.9.2006, l'accusato è stato sorpreso mentre rubava generi alimentari presso i negozi PC 5. In entrambe le occasioni è stato interrogato e ha puntualmente e lucidamente riferito sui fatti commessi.
È pacifico e incontestato che tra il 5.4.2006 e il 23.7.2006, l'accusato ha circolato sui bus della città di Lugano o privo di biglietto o privo del biglietto necessario per la tratta percorsa. Venendo ai fatti del 18.9.2006, si ha che, verso le 13:30, il giovane _, appena quindicenne si recava a scuola, al _ di Lugano. Stava percorrendo _ quando gli si è affiancato un giovane (poi identificato nell'accusato). Con un braccio lo ha "abbracciato" alle spalle e con l'altro gli ha avvicinato qualcosa che poteva sembrare un coltello contro il ventre. Nel frattempo gli ha detto qualcosa del tipo
"mi devi 20 franchi"
. La povera vittima, terrorizzata chiedeva di poter prendere il borsello dallo zaino che aveva seco. Indi lo consegnava al rapinatore che lo aprì e prese il danaro che conteneva (25 euro). Dopo di ciò il rapinatore si allontanava. La vittima si recava a scuola e avvisava la madre di quanto occorsogli mandandole col natel degli SMS.
Nel verbale del 19.8.2006 la vittima ha ben descritto il suo rapinatore.
Tre giorni dopo, il 21.9.2006, verso la stessa ora e nella stessa zona, la vittima di nuovo andava a scuola. Ad un certo punto si trovò davanti il rapinatore di tre giorni prima che gli disse qualcosa come:
"mi devi ancora 20 franchi"
. La vittima rispose di non avere soldi con sé. Ad ogni buon conto, dopo aver inutilmente cercato aiuto presso un passante, riuscì a rifugiarsi in un vicino negozio di kebab. Da lì telefonò al 117, col che subito giunse la Polizia. La vittima mostrò agli agenti il rapinatore che ancora si aggirava in zona. Fermato che fu, lo stesso fu identificato nella persona dell'accusato. La vittima l'ha riconosciuto con assoluta certezza. La vittima ha subito uno chock dopo la rapina del 18.9.2006 e ancor più dopo che, tre giorni dopo, AC 1 di nuovo gli si avvicinava.
Per due settimane la vittima non è più andata a scuola e ha avuto disturbi per i quali ha dovuto rivolgersi a medici.
L'accusato è stato arrestato -come cennato- il 21.9.2006. In sede d'inchiesta ha dichiarato di non escludere di aver rapinato il 18.9.2006 _, ma di non ricordarsene e ciò perché, quello stesso giorno, avrebbe ingerito, oltre al metadone, tre pastiglie di dormicum.
Per il giorno 21.9.2006, AC 1 ha ammesso di aver chiesto danaro ad un giovane, ma non per rapinarlo, bensì perché credeva che la persona da lui incontrata fosse il suo conoscente "_", al quale aveva prestato 20 franchi e al quale era lecito quindi chiedere la restituzione.
Anche in aula, l'accusato ha propinato alla scrivente Presidente la storia del "non ricordo" per l'episodio del 18.9.2006 e la storia di "_" per quello del 21.9.2006, dando di sé l'immagine di persona dotata di non comune capacità a trarsi d'impaccio.
In realtà, AC 1 ha capito che il 18.9.2006 "l'ha fatta grossa", che ha fatto un salto di qualità sulla strada del delinquere. Temendo le conseguenze, si è rifugiato nelle menzogne.
Chi scrive è certa che AC 1 si ricorda benissimo di aver puntato un oggetto di metallo appuntito al ventre del giovane _ e di avergli preso, con tale minaccia, i soldi dal borsello. Chi scrive è certa che il 21.9.2006 AC 1 intendeva ripetere l'azione, ma non ne ha avuto il tempo per la pronta reazione del ragazzo _. Tale certezza si fonda sulle dichiarazioni di _ -limpide e chiare- che trovano riscontro nel fatto che AC 1, perquisito il 21.9.2006, è risultato avere con sé un paio di forbici, dotate di lame lunghe cm. 15. Al riguardo egli ha dichiarato di portare sempre con sé forbici del genere per tagliare i filtri degli spinelli. Sta di fatto che la lama vista da _ trova riscontro nelle forbici che AC 1 portava abitualmente seco. A ciò aggiungasi che AC 1 ha assunto il dormicum dal novembre/dicembre 2005, col che egli ben può dirsi assuefatto. Anche in precedenza, in occasione di alcuni dei fermi di cui si è detto,egli aveva preso del dormicum (e talvolta anche cocaina in più). Nondimeno sempre egli è stato in grado di raccontare a verbale quanto aveva commesso. Per il che si accerta che AC 1 era in grado di intendere e di volere il 18.9.2006, verso le 13:30, quando, minacciandolo verosimilmente con delle forbici, ha costretto _ a consegnargli il borsello. Al massimo gli si può concedere che l'uso di dormicum, ancorché consuetudinario, abbia lievemente diminuito la sua responsabilità. L'episodio del 21.9.2006 non s'è tradotto in reato (e difatti l'atto d'accusa per esso nulla imputa ad AC 1) solo per la pronta reazione della vittima.
4.
Tutto ciò premesso, l'atto d'accusa va confermato con le seguenti modifiche:
4.1. AC 1
va prosciolto dal reato di furto imputatogli al punto 2.4 dell'atto d'accusa, perché se è vero che AC 1 teneva in camera una chiave d'albergo che è stata sottratta dall'auto di PC 1, nondimeno nulla di più è dato di sapere circa il luogo, il tempo e le modalità dell'asserito furto, di cui neanche il danneggiato sembra essersi accorto;
4.2.
il reato di danneggiamento del vetro della porta secondaria del PC 3 è sicuramente da confermare. Non altrettanto vale per il danneggiamento di due condizionatori che erano dentro il bar (posti -apparentemente- vicino alla porta) poiché la loro rottura -se davvero AC 1 l'ha provocata- parrebbe essere stata accidentale;
4.3.
la ripetuta contravvenzione alla LS per consumi di eroina e di cocaina parrebbe essere stata commessa solo tra il gennaio 2006 e il 23.5.2006, l'analisi tossicologica effettuata dopo l'arresto del 21.9.2006 avendo dimostrato solo la consumazione di metadone e di benzodiazepine ma non anche di droghe.
5.
Avuto riguardo alla commisurazione della pena vanno considerati da un lato la reiterazione nel delinquere, col graduale passaggio a reati sempre più gravi, ovvero dai furti, tentati e/o consumati, alla rapina in danno di un quindicenne al quale è stato causato forte spavento.
AC 1, dall'autunno 2004 in poi, ha collezionato ben sei condanne, ma esse non sembrano aver esercitato un qualche effetto su di lui. Giovane di età, privo da quando è venuto in Svizzera del sostegno di una famiglia, risp. di un minimo di controllo sociale, il condannato nel nostro paese, aldilà dell'aver imparato l'italiano, null'altro di buono sembra aver recepito, se non le cattive abitudini di oziare, di frequentare cattive compagnie, di assumere indifferentemente droghe pesanti e leggere, senza peraltro avvisare di ciò il dottor _ che -ignaro- ha continuato a dispensargli metadone e dormicum.
Altresì AC 1 ha dato l'impressione di credere che nel nostro Paese sia lecito procurarsi vestiti e oggetti di marca nonché il danaro da spendere commettendo furti.
In tali condizioni, la prognosi per AC 1 che, nel settembre 2006, è arrivato, senza remore di sorta, a puntare delle forbici al ventre di un ragazzo, è pessima, ovvero negativa in modo che preoccupa e allarma.
Il condannato appare infatti incapace di osservare delle regole, piccole o grandi che siano: non si preoccupa di viaggiare sui bus senza biglietto, abusa, quando ha voglia, di stupefacenti pur sapendo che nuocciono alla salute, ruba e financo commette
rapina, incurante dei vari decreti d'accusa che gli sono stati notificati e incurante dei fermi che hanno preceduto l'arresto del 21.9.2006.
La sua è una noncuranza di fondo che è dimostrata anche dal fatto che dal febbraio 2003 nulla egli ha fatto per procurarsi un valido e autentico documento d'identità, tale da permettere alle Autorità svizzere di accertare in modo ufficiale le sue generalità.
Anzi l'assenza di un documento appare alla luce dei fatti come intenzionale e voluta, così da impedire alle Autorità svizzere il suo eventuale rimpatrio.
Nel dubbio viene riconosciuto al condannato di aver commesso i reati ascrittigli in stato di lieve scemata imputabilità, col che la pena detentiva può esser contenuta in soli dieci mesi, tenendo conto che egli li dovrà espiare e altresì dovrà espiare i 90 giorni di detenzione inflittigli il 13.3.2006 e ciò perché la sospensione condizionale ivi graziosamente concessagli deve ora essere imperativamente revocata.
Le pretese della PC _, liquide ed incontestate, devono qui integralmente essere accolte.
Quanto in sequestro (oltre alle forbici, gli evocati quantitativi di stupefacenti) deve essere confiscato.
rispondendo affermativamente ai quesiti posti, salvo che ai quesiti 1.2.1., 1.2.3.1., 1.2.4., 1.2.5.1., 1.7., in modo solo parzialmente affermativo ai quesiti 1.3.2., 3., 4.1;
visti gli art. 12, 19, 22, 40, 42, 46, 47, 48a, 49, 51, 139, 140, 144, 172ter, 186 CP;
51 LTP;
19a LStup;
la LAVI;
9 e ss. CPP e 39 TG sulle spese;