# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 95a5fb12-0a31-5685-abd5-516db7460d27
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto che la difesa non ha presentato osservazioni al preavviso negativo;
visto l'inc. MP _;
ritenuto
in fatto
A.
_ è stato arrestato, il 14.02.2004 alle ore 01.15, con l'accusa di furto d'uso, abuso delle targhe, tentato furto aggravato (art. 139 cifra 1 e 3 CP), danneggiamento (art. 144 CP) in relazione a fatti avvenuti la sera del 13.02.2004, presso l'emporio _ di _, che vedono coinvolti anche il fratello _ e _ (inc. GIAR 76.2004.1).
L'arresto è stato confermato da questo giudice, il giorno successivo, ritenuti presenti gravi e concreti indizi di reato, pericolo di fuga e necessità dell'istruzione (doc. 3, inc. GIAR 76.2004.1).
B.
In buona sostanza, _ è accusato di aver concorso, con il fratello e la collaborazione di _, al tentativo di furto (con scasso) presso la _ di _ avvenuto il 13 febbraio 2004, verso le 21.30/22.00.
Degli indizi concreti di tale sua partecipazione si dirà meglio nei considerandi che seguono. Basterà per il momento ricordare che la polizia, intervenuta a seguito di un allarme, ha visto in opera due persone che, al loro giungere, sono fuggite in direzioni diverse una con un furgoncino e l'altra con una moto. Il conducente del furgoncino è stato fermato ed arrestato poco dopo: si trattava di _. La moto è stata ritrovata abbandonata a _. Entrambi i veicoli risultano rubati (AI 3.1).
_ è stato fermato (verso le 01.00 del 14.2.2004) mentre veniva accompagnato da _ presso un box e un cascinale nei quali è stato ritrovato materiale che potrebbe essere connesso con (rispettivamente provenire da) gli atti illeciti oggetto d'inchiesta (AI 3.1). Inoltre, la _ aveva ricevuto sul telefono cellulare in suo possesso, poco dopo il tentato furto (alle ore 22.21 e 22.43), due telefonate provenienti da un publiphon di _ in prossimità del luogo dove è stata abbandonata la moto con la quale uno degli autori del tentato furto si è allontanato dal luogo dello stesso.
Merce di sospetta provenienza illecita è stata ritrovata presso locali in uso a _ ed a _, dove vive la famiglia _, nonché al domicilio in Italia di _ e presso un appartamento da lei affittato a _. In questo appartamento è stata trovata la carta d'identità di _, così come altri documenti a lui riconducibili (AI 3.1, 7.2, 3.4, 3.5, 3.6).
C.
Con l'istanza qui in discussione, _ chiede di essere scarcerato e ricollocato in regime di espiazione pena, se del caso con le misure che il magistrato inquirente vorrà imporre (Istanza 23 febbraio 2004, p. 2).
Egli si dichiara estraneo ai fatti che gli vengono imputati e ritiene non sussistano nei suoi confronti gravi e concreti indizi di colpevolezza.
Sottolinea come sia sua intenzione continuare ad avvalersi della facoltà di non rispondere e ritiene ingiustificata la misura della carcerazione preventiva nei suoi confronti, essendo sufficiente (senza precisare per rapporto a cosa) sospendere i congedi.
D.
Il magistrato inquirente si oppone all'accoglimento della richiesta.
Nel suo preavviso negativo (Preavviso 26 febbraio 2004) sostiene presenza di sufficienti e gravi indizi di colpevolezza sia per quanto concerne i fatti del 13 febbraio 2004, sia per atti illeciti precedenti in relazione a quanto ritrovato (in particolare capi d'abbigliamento e apparecchiature elettroniche - AI 3.4) nell'appartamento affittato dalla _ (sua compagna da almeno un anno e mezzo - cfr. AI 3.6) ed al fatto che alcuni furti e rapine sono avvenuti a danno di distributori BP presso i quali quest'ultima ha lavorato. Elenca alcuni di questi furti, affermando che le date coincidono con periodi durante i quali il qui accusato ha fruito di congedi (Preavviso, punto a.).
Per il Procuratore pubblico esiste, a questo stadio dell'inchiesta, concreto pericolo di collusione ed inquinamento delle prove con i coaccusati, con eventuali testi e possibili compartecipi (Preavviso, punto c.). Inoltre, nei confronti di _ sono pure presenti, sempre a dire del magistrato inquirente, concreto pericolo di fuga, vista la situazione personale ed i rischi in caso di accertamento di colpevolezza e conseguente condanna, e di recidiva, per i precedenti e per aver operato durante i congedi dal carcere (Istanza, punti c. e d.).
E.
Come detto in entrata della presente, la difesa non ha presentato osservazioni al preavviso negativo del Procuratore pubblico.
Delle altre affermazioni o argomentazioni delle parti si dirà in seguito, se necessario.

## Considerations

Considerato
in diritto
1.
L'istanza, presentata da persona detenuta, è ricevibile.
Il preavviso del Procuratore è stato trasmesso, a questo ufficio, nei termini di legge.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
3.
a)
Per quanto concerne l'esistenza e la gravità degli indizi di reato a carico di _, si precisa quanto segue.
La sera del 13 febbraio 2004 (verso le 22.00) la polizia, a seguito di allarme, si recava alla _ di _ e constatava che era in corso un furto con scasso ad opera di due persone che, prontamente, si allontanavano all'arrivo della pattuglia: una con un camioncino e l'altra con una moto. Il conducente del camioncino (peraltro in possesso di munizione) veniva fermato poco dopo, arrestato ed identificato in _ (AI 3.1, in particolare verbale di polizia _ 14 febbraio 2004; AI 3.2). Il correo con la moto riusciva, invece, a fuggire. Il veicolo veniva ritrovato poco dopo, abbandonato, a _ (AI 3.1). Entrambi i mezzi di trasporto risultano rubati (AI 3.1).
b)
Verso le ore una del 14 febbraio 2004 la polizia, appostata nei pressi di un box in uso alla famiglia _, notava giungere una vettura targata Varese. Dal veicolo scendeva _ che, dopo essersi soffermato qualche momento all'interno del box, vi posteggiava un'automobile (appartenente alla madre o al fratello) precedentemente parcheggiata all'esterno (AI 3.1). Successivamente, la vettura targata Varese si recava nei pressi di un cascinale. Anche qui, _ entrava per qualche minuto e poi usciva e risaliva a bordo. La vettura ripartiva e veniva fermata dalla polizia. Alla guida vi era _.
Dai telefoni cellulari in uso ai tre accusati, e sequestrati al momento degli arresti, emergeva che su quello in uso alla _ erano inseriti (in rubrica) i numeri dei cellulari sia di _ che di _ e, inoltre, che tale collegamento è stato chiamato, da un publiphon di _ (lo si ricorda: luogo dove è stato abbandonato il motoveicolo), alle 22.21 e 22.43 del 13 febbraio 2004 (AI 7.1 e 7.2).
c)
In una fase successiva, presso il box di cui sei è detto e presso locali in uso ai _ a _ e _, veniva reperito e sequestrato diverso materiale di sospetta provenienza furtiva (tra cui numerose chiavi), nonché materiale da "garage" quali pneumatici (AI 3.7). Risulta che _ vendeva pneumatici a dipendenti della fondazione _, presso la quale era occupato, asserendo che il fratello svolge(va) attività di gommista (AI 3.8, 3.9, 3.10). Dal canto suo, _ segnala, tramite il suo difensore ed in sede d'istanza di libertà provvisoria, di non aver svolto alcuna attività lucrativa prima dell'arresto (inc. GIAR 72.2004.2, doc. 2).
Nel contempo, presso l'appartamento di _ affittato da _ (e presso il quale quest'ultima risulta soggiornasse solo durante qualche fine settimana - cfr. AI 3.6), è stata sequestrata diversa merce di più che sospetta provenienza (per quantità, tipologia e possibile connessione con furti denunciati come avvenuti a _, _ ed _, in particolare), merce peraltro analoga a parte di quella ritrovata nella perquisizione _ a _ (cfr. AI 3.4, 3.6). Sempre a _ (tra le altre cose, la località dove il 24.01.2004 è stata rubata la moto ritrovata a _ - AI 3.1), sono stati ritrovati documenti personali relativi a _, che risulta accompagnarsi con l'accusata da oltre un anno (AI 3.5 e 3.6).
d)
Non da ultimo va pure evidenziato come nel corso della perquisizione a _ siano state reperite numerose chiavi (ai 3.5), una delle quali rilasciata alla _ di _, che gestisce vari distributori dislocati sul territori cantonale (AI 3.7). Il responsabile della società ha fatto presente agli inquirenti che alcuni distributori da loro gestiti (ad _ e _ in particolare) hanno subito rapine e furti con modalità sospette. Infatti, pare al gerente che "
in almeno due furti gli autori hanno agito come se sapessero esattamente dove stessero operando, stessa fattispecie per altrettante rapine dove gli autori, sotto minaccia, chiedevano particolari conosciuti unicamente dai nostri dipendenti
" (AI 3.7). Il responsabile aggiunge che _ è stata alle dipendenze della società (tra l'estate del 2002 e l'inizio del 2003) ed ha operato nei distributori di _, _ ed _.
e)
Alla luce di tutto quanto sopra esposto, con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento (nelle sue battute iniziali) ed in questa sede (che non è deputata a pronunciarsi sul merito delle accuse e deve evitare di pregiudicare l'eventuale giudizio di merito), si può concludere per la presenza di seri e concreti indizi, a carico di _ sia in relazione al tentativo di furto del 13 febbraio 2004, sia in relazione ad altri furti avvenuti in Ticino in precedenza, nel corso del 2002/2003.
Sono evidenti i collegamenti tra _, _ ed il fratello _, nonché di tutti e tre con i fatti del 13 febbraio 2004 avvenuti a _, così come è fortemente indiziata la sua (loro) partecipazione a (anch'essa fortemente indiziata) pregressa attività delittuosa avvenuta in diverse località del Ticino tra il 2002 ed il 2003.
Gli indizi elencati concernono pure l'esistenza di una banda, non necessariamente limitata alle tre persone attualmente arrestate.
4.
a)
I bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos.697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo. Occorre che l'indagato, se posto in libertà (o comunque se non sottoposto alle misure proprie di un regime di carcerazione preventiva), possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito.
b)
Il rischio deve emergere da elementi concreti, rilevabili dall'incarto, di carattere oggettivo o soggettivo (con maggior rigore nelle fasi avanzate dell'inchiesta).
Tra questi elementi si possono annoverare l'atteggiamento dell'accusato nell'ambito del procedimento, o anche prima dell'avvio del procedimento, l'eventuale influenza esercitabile nei confronti di terzi (siano essi correi, complici o testi) in base a particolari rapporti (personali o professionali), la convergenza d'interesse tra l'accusato ed i terzi, con particolare attenzione per le fattispecie complesse che toccano più persone o commesse da più persone (DTF 117 Ia p. 261; REP 1980 p. 45; DTF 19 giugno 1997 in re V; CRP 10 aprile 1997 in re V.; CRP 24.12.1985 in re L.; GIAR 2 agosto 2001 in re A.; REP 1988 p. 414; GIAR 4 aprile 2001 in re J.; SJ 1081 p.379/380 e relative citazioni; Sj 1979 p.374; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701a; Donatsch/Schmid, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons Zurich, ZH 2000, § 58 nos. 40 e 42 in particolare).
c)
Nel caso in esame, l'accusato si avvale della facoltà di non rispondere ad ogni tipo di domanda, anche a quelle che potrebbero fornire indicazioni per "dissolvere" indizi a suo carico (cfr. verbale di polizia 14 febbraio 2004, in AI 3.1). Analogamente i coaccusati, con non arbitrario riscontro di comune e preorganizzata strategia e, in tal senso, conseguente indizio concreto di pericolo collusivo indipendentemente dal fatto che eserciti un suo diritto.
d)
Allo stadio attuale l'inchiesta é in corso da poco più di una decina di giorni.
Gli elementi che sono emersi (e via via emergono) indiziano, come detto, reati ripetuti (si pensi oltre che alla merce sequestrata anche alle numerose chiavi ancora d'ignota provenienza ed -eventuale- utilizzo), avvenuti in vari luoghi e su di un arco temporale di più di un anno, con possibile refurtiva stoccata sia in Svizzera che in Italia. Numerosi sono gli accertamenti ancora da effettuare (provenienza della merce, eventuali altri luoghi di stoccaggio in Svizzera ed in Italia, cessione di merce a terzi come nel caso delle gomme, destinazione dei proventi relativi a tali cessioni, audizione di testi - tra cui parenti - da sentire in relazione a ciò ed ai movimenti delle persone coinvolte nei momenti dei fatti) e almeno tre le possibili persone coinvolte (e forse ve ne sono altre). La necessità di salvaguardare i relativi accertamenti da possibili interventi collusivi (verso i possibili testi e/o tra gli accusati) o d'inquinamento (anche solo per ulteriore occultamento di merce) è manifesta, così come è ipotizzabile convergenza di interessi tra _, il fratello (rispettivamente la _, ritenuto che a _, paese di domicilio della genitrice e della sorella dei _ è stata sequestrata merce sospetta - AI 3.5) e la compagna, nonché con eventuali altri eventuali depositari, acquirenti o beneficiari di merce sospettata di provenire da reati.
e)
Proprio in virtù dello stadio del procedimento e degli elementi che in questi pochi giorni d'inchiesta sono via via emersi, quindi della complessità dell'inchiesta stessa (così come si sta palesando), il numero di fatti da accertare ed il numero di persone coinvolte impongono che la raccolta degli ulteriori elementi avvenga senza possibilità di perturbamento della loro amministrazione, e ciò anche nell'interesse dell'accusato stesso (M. Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989, p. 290).
In virtù di tutto quanto sopra esposto, nel caso in esame il rischio di collusione ed inquinamento delle prove è concreto; siamo lontani dalla semplice "
theoretische Möglichkeit
" (DTF 117 Ia 257), dal semplice fatto che non tutte le prove sono già state acquisite (N. Schmid, op. cit., n. 701a).
Né appare come sufficiente, a scongiurare tale pericolo, il ripristino del regime carcerario ordinario (ancorché con soppressione dei congedi) gestito dall'autorità d'esecuzione e non dagli inquirenti.
5.
Quale ulteriore motivo a fondamento della detenzione, il magistrato inquirente sostiene esistenza di concreto pericolo di recidiva e di fuga in capo a _ (Preavviso, punti c. e d.).
Come detto, allo stadio attuale dell'inchiesta, vi sono gravi indizi che _ possa essere membro di una banda dedita a furti, della quale fanno parte anche la compagna ed il fratello che, perlomeno nell'ultimo anno non sembrano aver avuto altre fonti di reddito (73.2004.2, istanza di gratuito patrocinio _; AI 3.6, 3.7, 5.1, per quanto concerne _).
Visto quanto sopra, i precedenti del qui istante per reati in gran parte analoghi (AI 6.3) e la circostanza che i fatti di cui è (ora) fortemente indiziato sono avvenuti durante l'espiazione di una pena, costituiscono elementi concreti di un pericolo di recidiva (DTF 105 Ia 25).
Inoltre le conseguenze, in parte già attuali (sospensione del regime di esecuzione pena), di una eventuale condanna sulla sua situazione personale impongono di considerare anche un non trascurabile pericolo di fuga (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, n. 2342), indipendentemente dal fatto che non abbia approfittato dei congedi per sottrarsi alla rimanente esecuzione della pena che stava scontando (DTF 12 gennaio 1982 in re F., citata in REP 1989, p. 290).
6.
Sulla base di tutto quanto esposto ai considerandi precedenti, l'istanza di libertà provvisoria deve essere respinta e lo stato di detenzione preventiva (rispettoso del principio di proporzionalità alla luce dei fatti oggetto d'inchiesta, della gravità degli indizi, del periodo di detenzione preventiva già subito e di quello presumibilmente ancora da subire) mantenuto, con la presente decisione esente da tasse e spese ed impugnabile davanti alla CRP.
P.Q.M
visti gli artt. 139 cifra 1 e 3 CP, 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP, 10 CF, 5 CEDU;
decide
1.
L’istanza di libertà provvisoria formulata con scritto 23/24 febbraio 2004 da _ è respinta.
2.
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.
3.
Contro la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.
Intimazione:
giudice Edy Meli