# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e3e57832-d300-568f-a664-4a10a8d47166
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_003
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
RE 1 (1981) e CO 1 (1973) si sono uniti in matrimonio il 10 gennaio 2010 a _. Dalla loro unione sono nati _ (2010), _ (2012) e _ (2014). Con istanza 8 maggio 2020 RE 1 ha chiesto l’adozione di misure a protezione dell’unione coniugale e l’ammissione al beneficio del gratuito patrocinio con l’assistenza legale dell’avv. PA 1.
Con scritto 28 maggio 2020 CO 1 ha formulato richiesta di gratuito patrocinio inclusa la rappresentanza legale in capo allo studio legale PA 2.
B.
In esito all’udienza 12 ottobre 2020 e pendente causa, le parti hanno raggiunto un accordo sull’assetto cautelare, dovendosi poi ancora procedere all’ascolto dei figli minorenni e al completamento e aggiornamento dei documenti attestanti fabbisogni e redditi delle parti.
Con i rispettivi scritti 22 e 23 dicembre 2020 le parti hanno infine comunicato il loro assenso a procedere all’omologazione degli accordi già in essere in via cautelare, in base ai dati aggiornati.
C.
Con decisione 24 dicembre 2020 il Pretore aggiunto ha pronunciato la separazione delle parti con effetto dal 15 gennaio 2020 (dispositivo n. 1) e omologato a titolo di convenzione l’assetto cautelare già in essere (dispositivo n. 2). Ha quindi respinto le istanze di gratuito patrocinio presentate da RE 1 (dispositivo n. 3) e da CO 1 (dispositivo n. 4). Ha infine ripartito le spese processuali di fr. 2'870.– per metà ponendole a loro carico, compensando le ripetibili (dispositivo n. 5).
D.
Con reclamo 7 gennaio 2021 RE 1 chiede la riforma dei dispositivi n. 3 e n. 5 nel senso di ammetterla al beneficio del gratuito patrocinio con la rappresentanza dell’avv. PA 1. L’interessata postula il beneficio del gratuito patrocinio anche in sede di reclamo, chiedendo che la remunerazione del patrocinatore sia fissata in fr. 747.- (fr. 630.– di onorario, per 3 ore e 30 minuti di lavoro, fr. 63..di spese e fr. 54.– di IVA).
Non sono state raccolte osservazioni.
E.
Il reclamo 8 gennaio 2021 proposto da CO 1 avverso il diniego di gratuito patrocinio è oggetto di odierno separato giudizio (inc. n. 13.2021.1/2).

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Giusta l’art. 121 CPC, le decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del Tribunale d’appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La domanda di gratuito patrocinio è trattata in procedura sommaria (art. 248 lett. a CPC e art. 119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine d’impugnazione giusta l’art. 321 cpv. 2 CPC è di 10 giorni.
La decisione impugnata è stata notificata il 28 dicembre 2020 ed è pervenuta il 7 gennaio 2021 alla reclamante. Rimesso alla posta il medesimo giorno, 7 gennaio 2021, il gravame è quindi tempestivo e ammissibile.
2.
Conformemente all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
2.1 Il Pretore aggiunto ha ritenuto entrambi i coniugi in grado di sopperire alle spese di causa, considerato che il marito aveva dichiarato di abitare ancora nell’appartamento coniugale e di conseguenza beneficiava di una disponibilità mensile di fr. 323.–, mentre la moglie aveva un reddito di fr. 4'415.– a fronte di un fabbisogno di fr. 2'652.–, da cui un’eccedenza mensile di fr. 1'763.–. In entrambi i casi ha quindi respinto l’istanza di gratuito patrocinio.
2.2 La reclamante reputa questa decisione manifestamente errata nell’accertamento dei fatti e errata nell’applicazione del diritto.
3.
Per l’art. 117 CPC - che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29 Cost. (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli anticipi, dalle cauzioni e dalle spese processuali, la designazione di un patrocinatore d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC), può essere concesso integralmente o in parte (cpv. 2), e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte (cpv. 3).
3.1 È considerato indigente chi non è in grado di far fronte con mezzi propri - reddito e sostanza - alle spese giudiziarie e legali senza intaccare il fabbisogno suo e quello della famiglia (sentenza del Tribunale federale 4A_54/2020 del 25 marzo 2020 consid. 7.1; DTF 128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD I-2004 pag. 33 consid. 2.2;
Trezzini
, in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, II
a
ed., 2017, n. 14 seg. ad art. 117). L’esistenza di uno stato d’indigenza non va posta in astratto, ma con riferimento alla situazione finanziaria effettiva e alle particolarità del caso, dovendosi quindi esaminare la situazione del richiedente al momento della richiesta di esser posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con rinvii). Pur vigendo il principio inquisitorio limitato (
Trezzini
, op. cit., n. 15 segg. ad art. 119 e nota 2839 [versione
e-book
al 1° febbraio 2019, n. 16 segg. ad art. 119]) spetta anzitutto al richiedente presentare - spontaneamente - in modo chiaro la propria situazione finanziaria attuale, sostanziando e dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che egli non è in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza pregiudicare il proprio sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5 con rinvii).
4.
Alla base della convenzione omologata con la decisione qui impugnata vi è l’assetto concordato in occasione dell’udienza 12 ottobre 2020, rapportato ai dati successivamente aggiornati e documentati. In punto alla reclamante il Pretore aggiunto ha ritenuto un reddito complessivo netto di fr. 4'415.– (fr. 3'154.– di reddito netto incl. 13. mensilità, senza AF e imposta alla fonte, e fr. 1'261.– di AFI [assegni figli integrativi]). Ha poi accertato il suo fabbisogno in fr. 2'652.–, includendovi fr. 1'350.– di minimo esistenziale, fr. 720.– di pigione e spese accessorie (fr. 1'800.– dedotti fr. 360.– per ciascuno dei tre figli), fr. 50.– posteggio auto, fr. 59.– di cassa malati LAMal e LCA [già dedotto il sussidio], fr. 139.– di assic. e RC auto, fr. 19.– imposta di circolazione auto, fr. 302.– di leasing auto e fr. 13.– assic. ED e RC privata (act. III pag. 3 e ordinanza 22 dicembre 2020 pag. 1). Da cui un’eccedenza mensile di fr. 1'763.– a motivo della quale il Pretore aggiunto le ha poi negato il gratuito patrocinio.
4.1 La reclamante, premesso che il Pretore aggiunto non poneva in discussione l’assenza di eventuali risparmi, obietta che l’importo di fr. 1'261.– di assegni figli integrativi da lei percepiti sono già di per sé indice evidente di uno stato di indigenza, alla stessa stregua dei sussidi per la cassa malattia riconosciuti tanto a lei quanto ai tre figli. Ora, in assenza di elementi contrari, a titolo generale le persone che beneficiano dell’aiuto sociale devono essere considerate come indigenti giusta l’art. 117 lett. a CPC (sentenza del TF 5A_327/2017 del 2 agosto 2017 consid. 6.2 con riferimenti). In effetti, l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 è una prestazione sociale (art. 2 lett. f della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000). Sicché da questo punto di vista la critica appare fondata.
4.2 La reclamante precisa ancora che il fabbisogno dei tre figli è stato fissato dal Pretore aggiunto in fr. 1'090.– ciascuno, ovvero complessivamente fr. 3'270.–, e che lo stesso è coperto nella misura di fr. 300.– dai contributi mensili posti a carico del marito (fr. 100.– mensili per ogni figlio) e da fr. 600.– mensili di assegni familiari (fr. 200.– mensili per ogni figlio), da cui un ammanco di fr. 2'370.– sul loro fabbisogno totale (fr. 790.– in capo ad ogni figlio). Posti gli assegni figli integrativi per fr. 1'261.– e il saldo suo personale di fr. 502.– (ottenuto deducendo il fabbisogno di fr. 2'652.– dal reddito di fr. 3'154.–), di fatto il nucleo familiare si trovava ancora confrontato con un deficit di fr. 607.–. La gravosità della situazione era ancor più evidente in quanto nel fabbisogno di ogni figlio era stata conteggiata la relativa quota parte di spesa d’alloggio per complessivi fr. 1'080.–, decurtata dal suo fabbisogno, costo cui lei doveva comunque far fronte pur senza poterla poi recuperare dai contributi per i figli. L’argomentazione è senz’altro pertinente. A maggior ragione, se solo si considera che il fabbisogno mensile dei figli è finanche stato aggiornato e rivisto, verso l’alto, in fr. 1'114.– (ordinanza 22 dicembre 2020, pag. 2), da cui un ammanco persino superiore. Risulta così evidente che, avendo fatto completa astrazione delle necessità economiche dei tre figli, la pretesa eccedenza di fr. 1'763.– rilevata dal primo giudice è puramente aleatoria e non effettiva e, come tale, di certo non atta ad escludere un contesto di indigenza in capo alla reclamante.
4.3 Tutto ciò considerato, nella misura in cui ha ritenuto che, a fronte di una pretesa disponibilità mensile di fr. 1'763.–, la reclamante era in grado di sopperire alle spese della causa, il Pretore aggiunto è incorso in un manifestamente errato accertamento dei fatti. Il reclamo, fondato, deve quindi essere accolto, con conseguente riforma del giudizio impugnato nel senso che la reclamante va posta al beneficio del gratuito patrocinio, con l’assistenza legale dell’avv. PA 1.
5.
La reclamante insorge anche avverso il dispositivo su spese e ripetibili della sentenza impugnata. L’ammissione al gratuito patrocinio comporta la necessità di adeguare e completare il citato dispositivo così come richiesto, ponendo le spese processuali a carico dello Stato del Cantone Ticino. Il gravame è fondato anche da questo punto di vista.
6.
Il Pretore aggiunto, respinta la richiesta di gratuito patrocinio, non si è determinato sulla remunerazione dovuta al patrocinatore della reclamante. A garanzia del doppio grado di giurisdizione, spetta al giudice di primo grado procedere per la prima volta alla tassazione della nota professionale dell’avv. PA 1.
7.
La procedura di reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio oppone il richiedente allo Stato e, diversamente dall’art. 119 cpv. 6 CPC, non è gratuita (DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate in fr. 200.– giusta l’art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr. 100.– e fr. 10'000.–), vanno poste a carico dello Stato del Cantone Ticino risultato soccombente in questa sede (art. 106 CPC; DTF 140 III 501 consid. 4.1.2). Analogamente allo Stato del Cantone Ticino incombe pure l’obbligo di remunerare le prestazioni svolte dal patrocinatore legale di colui che, con successo, impugna una decisione che rifiuta il gratuito patrocinio (DTF 140 III 501 consid. 4.3.2). Alla reclamante, che esce vittoriosa davanti a questa Camera, va pertanto corrisposta un’adeguata indennità secondo il Regolamento per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007 (Rtar). Nel caso concreto un’indennità di fr. 750.– remunera all’incirca 3 ore di lavoro (quanto quelle riconosciute al patrocinatore legale del reclamante nella parallela procedura di reclamo: inc. n. 13.2021.1/2) più che congrue tanto per lo studio quanto per la redazione del reclamo. L’importo risulta corretto anche a fronte di una tariffa oraria di fr. 180.– (art. 4 Rtar), di fr. 54.– di spese (art. 6 Rtar) e dell’IVA al 7.7% (art. 14 cpv. 1 Rtar).
Questo rende priva d’oggetto la domanda di gratuito patrocinio contestuale al reclamo.
8.
Il reclamo, trattato in procedura sommaria (sopra, consid. 1), è evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 LOG).