# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 20ca89b6-0af8-513b-8879-82f8a7271866
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UEF di _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 11'698.-- compresi interessi e spese.
B.
All’udienza di contraddittorio del 4 agosto 2010 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 9 agosto 2010 il Pretore della Giurisdizione di _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 11.00.
D.
Con l’appello AP 1 sostiene di avere saldato il 10 agosto 2010 tutti i suoi debiti direttamente all’UEF di _, producendo due ricevute di questo ufficio del 10 agosto 2010 relative al versamento di fr. 12'000.-- rispettivamente fr. 470.-- (doc. B) e un estratto delle sue esecuzioni al 18 agosto 2010, da cui risulta che le tre esecuzioni a carico dell’appellante sono state saldate (doc. D).

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a
)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
L’appellante ha dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo due ricevute 10 agosto 2010 dell’UEF di _ relative al versamento di fr. 12'000.- rispettivamente fr. 470.-- destinate al pagamento delle sue esecuzioni, per cui con questo versamento ha saldato anche l’esecuzione in oggetto e di conseguenza adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dalle ricevute del 10 agosto 2010 rispettivamente dall’estratto dell’UE di _ al 18 agosto 2010 risulta che tutte le ulteriori procedure pendenti nei confronti di AP 1 sono state saldate. A carico dell’appellante non vi sono inoltre attestati di carenza di beni. Ciò porta
a concludere che la convenuta è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui la sua solvibilità va ritenuta resa verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L’appello va accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, a controparte non essendo stato intimato l’appello.