# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 37746e27-af0f-573f-a0d6-875173abb932
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 11 maggio 2001, _ - dipendente dell'Impresa di costruzioni _ in qualità di Capo-muratore e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'_ - ha lamentato una sensazione, dapprima, di bruciore, in seguito, di dolore a livello dell'omero sinistro, dopo avere, per diverse ore, proceduto all'assemblaggio di un ponteggio.
Il 20 agosto 2001, l'assicurato si è sottoposto ad un intervento artroscopico alla spalla sinistra, grazie al quale è stata diagnosticata una lesione parziale del sovraspinato Slap grado I ed una lesione parziale del capolungo del bicipite (cfr. doc. _).
1.2. Con decisione formale del 14 settembre 2001, l'Istituto assicuratore ha negato la propria responsabilità relativamente ai disturbi alla spalla sinistra, siccome non si sarebbe in presenza né di un infortunio né di una lesione parificata ai postumi di un infortunio (doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta dall'assicurato personalmente (cfr. doc. _), l'_, in data 6 dicembre 2001, ha sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.3. Con tempestivo ricorso del 17 gennaio 2002, _ ha chiesto che l'assicuratore LAINF venga condannato ad assumersi il caso a titolo di lesione parificata ai postumi di un infortunio ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 lett. f OAINF ed ha osservato quanto segue:
"
(...).
La mia decisione è basata sulle seguenti considerazioni:
- la lesione cuffia rotatoria corrisponde ad una lesione corporale parificabile a postumi di infortunio secondo l'art. 9.2 OAINF cifra f;
- la straordinarietà dell'evento non viene richiesta nel caso di lesioni corporali parificabili a postumi di infortunio secondo l'art. 9.2 OAINF;
- vengono soddisfatte le condizioni recentemente formulate dal tribunale federale delle assicurazioni nella sentenza U 92/00 Vr del 27.6.2001 (...) di cui mi permetto di citare un passaggio:
"
Demnach liegt eine unfallähnliche Körperschädigung vor, wenn mit Ausnahme der Ungewöhnlichkeit alle Kriterien des Unfallbegriffs erfüllt sind. Insbesondere muss ein äusseres Ereignis vorliegen, d.h. ein ausserhalb des Körpers sich ereignender, objektiv feststellbarer, sinnfälliger Vorfall. Geling es, ein solches äusseres Ereignis mir Einwirkung auf den Körper auszumachen, und sei es auch nur als Auslöser eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten gesundheitsschäden, liegt keine eindeutig krankheits- oder degenerativ bedingte Gesundheitsschädigung, sondern eine unfallähnliche Körperschädigung vor, selbst wenn auch degenerative Faktoren gegeben sind
"
Sulla base delle considerazioni che precedono ritengo quindi essere soddisfatti i requisiti richiesti per il riconoscimento da parte della _ di una lesione corporale parificabile a postumi di infortunio ai sensi dell'art. 9/2 OAINF, lettera f
"
(I).
1.4. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. VI).
1.5. In data 18 aprile 2002, il TCA ha chiesto alcune precisazioni al ricorrente (cfr. VIII).
La sua risposta é pervenuta il 22 aprile 2002 (cfr. IX) ed è stata intimata all'_ con l'invito a volerla sottoporre all'ispettore _ per osservazioni (X).
La presa di posizione di _ data del 29 aprile 2002 (XI).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto della vertenza è la questione a sapere se l'_ ha o meno correttamente negato la propria responsabilità relativamente al danno alla salute di cui _ ha sofferto alla spalla sinistra.
2.3. Giusta l'art. 9 cpv. 1 OAINF, per infortunio si intende l'azione repentina, involontaria e lesiva che colpisce il corpo umano, dovuta a un fattore esterno straordinario.
Cinque sono, dunque, gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:
"
- l'involontarietà
- la repentinità
- il danno alla salute (fisica o psichica)
- un fattore causale esterno
- la straordinarietà di tale fattore"
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51).
Si evince dalla nozione stessa d'infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).
Pertanto, é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.
Il fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 118 V 61 consid. 2b; 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).
Vi è infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo.
L'evento deve accadere nel mondo esterno.
Quando il processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.
La giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.
Da un altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti scombinati o incongrui, gli stessi devono essersi prodotti in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Ad esempio, la vittima deve essere inciampata, scivolata, avere urtato contro un oggetto oppure avere reagito a sproposito, presa alla sprovvista, ad un pericolo improvviso. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).
2.4. Gli assicuratori contro gli infortuni devono corrispondere le proprie prestazioni anche per le lesioni corporali esaustivamente enumerate all'art. 9 cpv. 2 lett. a-h OAINF (nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997, applicabile,
in casu,
in forza dell’art. 147a OAINF [cfr. DTF 123 V 71 consid. 2 e riferimenti ivi menzionati]), a condizione che esse non siano attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi.
Le lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI 1988 U 57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto o an
omalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in RDAT II-1991, p. 477ss.).
Necessario è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268). Il presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o, addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue. Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44, p. 2341).
Uno stato degenerativo o patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder degenerativen Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi menzionati).
In una sentenza del 5 giugno 2001 nella causa I., U 398/00 - pubblicata in
RAMI 2001 U 435, p. 332ss. -
la nostra Corte federale ha stabilito che i principi di cui alla DTF 123 V 43 continuano ad essere validi anche dopo la modifica dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, entrata in vigore il 1° gennaio 1998, osservando, fra l'altro, quanto segue:
"
Das mit Art. 6 Abs. 2 UVG verfolgte und in Art. 9 Abs. 2 UVV ausgeführte Regelungsziel bringt notwendigerweise eine Verlagerung der Leistungspflicht von der Kranken- in die Unfallversicherung mit sich. Diese Folge haben Gesetz- und Verordnungsgeber bewusst in Kauf genommen, um die mit dem früheren Ausschluss unfallähnlicher Körperschädigungen von der obligatorischen Unfallversicherung verbundene Problematik der Ausscheidung der Unfall- von den Krankheitsfolgen in den, medizinisch gesehen, häufigsten Gemenglagen unfall-/krankheitsmässiger Einwirkungen zu vermeiden. Die von der _ eingenommene Haltung führt demgegenüber wieder dazu, dass in praktisch jedem Fall, da sich einer der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Tatbestände sachverhaltlich ereignet - also eine der dort erwähnten Gesundheitsschädigungen eintritt - wieder die Abklärung an die Hand genommen werden müsste, ob eine "eindeutige" krankheits- oder degenerativ bedingte Verursachung vorliegt. Diese Betrachtungsweise trägt den tatsächlichen medizinischen Gegebenheiten nicht Rechnung: Ohne dass sich ein Unfallereignis im Sinne von Art. 9 Abs. 1 UVV ereignet, sind bei Eintritt eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Gesundheitsschäden praktisch immer Krankheits- und/oder degenerative (Teil-)Ursachen im Spiel"
(RAMI succitata, consid. 2c).
Questa giurisprudenza è successivamente stata confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STFA del 27 giugno 2001 nella causa S., U 127/00 e del 27 giugno 2001 nella causa S.
, U 158/00).
La suevocata pronunzia del 5 giugno 2001 ha dato adito a discussioni in dottrina.
A. Bühler - in accordo con la giurisprudenza federale - sostiene che la definizione di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF è incompleta, siccome, anche per le lesioni parificate ad infortunio, non si può rinunciare al concetto di "fattore esterno". In effetti, un processo patologico che si sviluppa esclusivamente all'interno del corpo e che non dipende da nessuna azione esterna, è costitutivo di malattia (cfr. A. Bühler, Meniskusläsionen und ..., p. 2340).
Da parte loro, Ch. Kieser e U. Kieser (Ch. Kieser/U. Kieser, Die unfallähnliche Körperschädigung - Bemerkungen zu einem neuen EVG-Entscheid, in SZS 45/2001, p. 580ss.) fanno valere - riferendosi a A. Maurer (cfr. A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 202) - che il fatto per il TFA di avere attribuito un particolare significato al presupposto del "fattore esterno", si troverebbe in contrasto con il tenore letterale dell'art. 9 cpv. 2 OAINF ed auspicano che, in un prossimo futuro, la Corte federale abbia a chiarire questo specifico aspetto. D'altro canto, essi osservano che, quando è presente un fattore esterno, non è più possibile attribuire il danno alla salute indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, motivo per cui, in un caso del genere, l'obbligo contributivo dell'assicuratore contro gli infortuni è senz'altro (in particolare, senza valutazione medica) dato. Sempre secondo Kieser/Kieser, il TFA ha così posto un importante principio inerente all'apprezzamento delle prove: ogni qualvolta che un assicurato dimostra, con il grado della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di un fattore esterno, ne risulta un obbligo prestativo a carico dell'assicuratore contro gli infortuni. Una controprova, secondo la quale il danno alla salute è indubbiamente attribuibile a malattia o a fenomeni degenerativi, non entra più in linea di conto (contra, A. Bühler, Meniskusläsionen und ..., p. 2341).
Infine, a mente di O. Niederberger e K. Stutz, la giurisprudenza del TFA, applicabile a tutte le lesioni parificate ad infortunio enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, ha reso insignificante il fatto che una lesione meniscale (oppure un'altra lesione) corrisponda, da un profilo morfologico, ad una tipica conseguenza traumatica. Pertanto, il medico deve soltanto porre la diagnosi. È, per contro, compito dell'amministrazione valutare l'esistenza di un evento esterno a carattere infortunistico (O. Niederberger/K. Stutz, Wann liegt nach neuester Rechtsprechung des EVG eine unfallähnliche Körperschädigung (UKS) vor - auch an der Rotatorenmanschette?, in Bollettino dei medici svizzeri, 2002; 83: n. 20, p. 999s.).
2.5. Dal rapporto ispettivo del 10 settembre 2001 - controfirmato da _ stesso in segno d'approvazione
- si evince che l'evento dell'11 maggio 2001 ebbe lo svolgimento seguente:
"
(...).
Caso successomi l'11.5.2001 nel cantiere _. Stavamo montando un ponteggio per la facciata di un'abitazione. Dovevo prendere i ponteggi di protezione metallica, a braccia allargate (larghezza circa un metro, peso approssimativo 15-20 kg) spostarsi ed infilarli l'uno nell'altro. Dopo diverse ore che facevo questo lavoro, senza che mi succedesse qualche cosa di particolare come urti o altro, ho cominciato ad avvertire sensazione di bruciore all'omero sinistro e poi dolore che andava aumentando. Il dolore non è più scomparso, prendevo Ponstan 500, dovevo tenere il braccio accostato al torace ma sono restato in ditta limitando l'attività e solo impegno amministrativo e sorveglianza
"
(doc. _ - la sottolineatura è del redattore).
Nel corso della procedura d'opposizione, _ ha invece dichiarato che in un preciso momento, sollevando una componente del ponteggio, ha accusato una fitta importante alla spalla:
"
(...).
Contrariamente a quanto da voi indicato, il forte dolore alla spalla sinistra NON si è sviluppato "... senza che sia successo qualcosa di particolare ...". Ho infatti sin dall'inizio dichiarato di avere sentito una fitta importante alla spalla al momento (IN UN PRECISO MOMENTO) della montatura di un componente del ponteggio del cantiere (e precisamente un ponteggio di kg. 15/20); il fatto che il dolore si sia presentato in una forma più acuta alcune ore dopo non fa perdere all'avvenimento il suo carattere straordinario e repentino
"
(doc. _).
In data 18 aprile 2002, questa Corte ha fra l'altro chiesto a _ di precisare in quali circostanze è insorto il dolore alla spalla sinistra, specificatamente di descrivere il momento preciso del montaggio in cui ha risentito il dolore (cfr. VIII).
Questa la risposta da lui fornita il 22 aprile 2002:
"
(...).
Preciso che al sig. _, incaricato dalla _ per l'accertamento dopo 4 mesi, al mio domicilio, ho spiegato l'accaduto con semplicità, credendo che capisse cosa vuol dire montare un ponteggio alto ca. m. 8.00 e la tensione che in quel lavoro si crea.
Ho spiegato che non sono in grado di dire l'ora esatta dell'accaduto, per il fatto che ho continuato a lavorare anche con il problema sopra citato, aggiunsi che il ponteggio era ad una altezza di ca. 8.00 metri e ho avuto un po’ di difficoltà nell'incastro dei vari ponteggi ed è in quella occasione che ho avvertito il bruciore essendomi impegnato a tenere l'equilibrio e nel contempo il ponteggio.
Ho specificato che non è di mia competenza ordinaria eseguire tali lavori essendo capo cantiere, ma quel giorno eravamo con pochi operai.
(...).
All'ispettore sig. _ ho raccontato ciò che umanamente possibile ricordare dopo 4 mesi dall'accaduto, ma ho anche spiegato che se lui sa come si montano i citati, allora sapeva che durante quel lavoro è inevitabile avere movimenti bruschi a causa di un mancato aggancio tra un ponteggio e l'altro, più la preoccupazione dell'altezza (equilibrio), questi particolari possono creare infortuni di questo genere.
(...)
"
(IX).
Chiamato dal TCA a pronunciarsi in merito alle affermazioni del ricorrente (cfr. X), l'ispettore _ ha ritenuto di "... confermare il contenuto del verbale da me redatto il 10.9.02, peraltro letto e approvato dal signor _ subito dopo l'audizione, nel quale ho riportato in modo fededegno le indicazioni fornitemi dal richiedente" (XI).
Valutando globalmente le dichiarazioni di _, se ne deve dedurre che i disturbi alla spalla sinistra sono apparsi in maniera spontanea, nel corso di una operazione ordinaria di montaggio di un ponteggio, e non in coincidenza con un avvenimento particolare, determinato.
2.6. In concreto, è pacifico che, in data 11 maggio 2001, l'assicurato non è rimasto vittima di un infortunio ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 OAINF.
Da un canto, il danno alla salute si è manifestato senza che vi sia stato impatto né con altre persone né con oggetti. D'altro canto, l'assicurato non ha eseguito uno sforzo manifestamente eccessivo, né egli ha preteso d'avere compiuto un movimento scoordinato del corpo, prodottosi in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste, fuori programma.
In sede di ricorso, _ ha peraltro (giustamente) abbandonato la tesi secondo la quale egli sarebbe rimasto vittima di un infortunio ai sensi di legge, postulando finalmente che l'assicuratore LAINF assuma il caso a titolo di lesione parificata ai postumi di un infortunio ex art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr. I).
2.7. Non rimane dunque che da verificare se il danno alla salute riscontrato a livello dell'arto superiore sinistro di _, possa eventualmente essere posto a carico dell'Istituto assicuratore convenuto a titolo di lesione parificata ad infortunio ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 OAINF.
L'_ lo ha escluso, sostenendo, da un canto, che all'insorgente non sarebbe stata diagnosticata nessuna delle lesioni corporali esaustivamente enumerate dall'art. 9 cpv. 2 OAINF e, d'altro canto, che _ non sarebbe rimasto vittima di un'azione repentina, involontaria e lesiva dovuta ad un fattore esterno (cfr. VI, p. 2/3).
Questa Corte ritiene, da parte sua, di potere lasciare irrisolta la questione a sapere se,
in casu
, siamo in presenza di una lesione corporale giusta l'art. 9 cpv. 2 lett. a-g OAINF, poiché, anche se ciò fosse il caso, la responsabilità dell'assicuratore infortuni non potrebbe comunque essere impegnata.
Dalla descrizione dei fatti presentata dal ricorrente, si deduce che il noto danno alla salute è sopravvenuto senza l'intervento di un fattore esterno ed improvviso. In effetti, l'assicurato ha riferito di avere iniziato a risentire una sensazione di calore a livello dell'omero sinistro, trasformatasi progressivamente in dolore, dopo avere, per alcune ore, trasportato e montato gli elementi di un ponteggio, in modo del tutto spontaneo (cfr. doc. _).
_ non è dunque stato in grado di segnalare alcun specifico episodio a carattere infortunistico, interessante la spalla sinistra, quale, ad esempio, un brusco gesto compiuto con il braccio.
Ricordato ancora come l'assenza di prove vada a discapito di quella parte che pretende avere un diritto a prestazioni, l'Istituto assicuratore convenuto non può essere chiamato a prestare neppure a titolo di lesione parificata ai postumi di un infortunio.
La fattispecie di cui alla STFA del 27 giugno 2001 nella causa R., U 92/00, prodotta sub doc. _, è sostanzialmente diversa da quella riguardante _.
In quel caso, in effetti, l'assicurato aveva accusato una lesione meniscale nel compiere un "falso movimento" giocando alla palla con i bambini. I disturbi al ginocchio erano peraltro apparsi in concomitanza con il suddetto falso movimento. La nostra Corte federale ha giustamente riconosciuto la presenza del fattore esterno repentino.
Lo scrivente TCA ne ha parimenti ammessa l'esistenza in una sentenza del 6 novembre 2001 nella causa L.-P., inc. n. 35.2000.67, concernente un'assicurata che ha lamentato una una rerottura acuta del tendine del sovraspinato in coincidenza con un brusco movimento di rotazione esterna della spalla sinistra, compiuto per trattenere un classificatore che stava per cadere a terra.