# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c801b92b-2e2a-5cf3-b744-0654b2642900
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

considerato in fatto ed in diritto
1. In data 10.3.2000, presso il _ n. 4 del cantiere del _ depurazione acque di _ e dintorni, a _, alle ore 07:50 si è verificato un incidente del lavoro che ha coinvolto il signor _ _, 27.1.1946, muratore alle dipendenze della ditta _ SA, _.
2. La dinamica dell'infortunio ha potuto essere chiarita nei punti essenziali grazie alle testimonianze delle persone coinvolte. Purtroppo però, colui che avrebbe potuto fornire più informazioni al proposito, cioè la vittima, non è stato in grado di ricordare più nulla a causa del trauma cranico subito.
Da quanto emerso, quella mattina alle ore 07:30, il signor _ ed il signor _ _, sotto la direzione del capo cantiere (nonché padre di quest'ultimo) _ _, hanno iniziato i preparativi per la costruzione di un ponteggio necessario alla completazione di un muro.
Poiché, a causa della presenza al suolo di diverse gabbie di ferro, non era possibile installare il ponte appoggiandolo direttamente al terreno, si era rivelato necessario procedere al montaggio di una struttura ancorata alla parte di muro stesso già eretta. Per questo motivo, il giorno precedente i fatti, gli operai avevano già applicato, a tre metri d'altezza, delle squadre alla parete, sulle quali erano state posate delle assi. Questa prima struttura sarebbe poi dovuta servire quale punto di partenza per l'installazione del ponte vero e proprio.
Sempre il 9 marzo 2000, al termine del lavoro, gli operai avevano lasciato in deposito sulle assi della passerella in questione, delle ganasce che servono per collegare l'armatura e che avrebbero dovuto essere utilizzate l'indomani.
3. Il mattino del 10 marzo 2003 è stato così necessario rendere agibile la passerella, liberandola dalle summenzionate ganasce. Per fare ciò i signori _ _ e _ _ sono saliti sull'impalcatura per spostare questi oggetti e appoggiarli nell'armatura denominata "_".
Nell'effettuare questa operazione il signor _ _ ha perso l'equilibrio ed è caduto al suolo battendo fortemente il capo, riportando un trauma cranico con ematoma epidurale acuto, con consecutiva sordità, una frattura del processo spinale C7, una frattura di due dita del piede e di alcune costole (cfr. rapporto _ _ del 3 luglio 2000). Inoltre la vittima ha pure subito una paresi completa del nervo cranico VI, e si è trovata in pericolo di vita.
4. Il ponteggio dal quale è cascato il signor _ era privo di qualsiasi tipo di parapetto o protezione analoga, in palese infrazione alle disposizioni di legge che ne prevedono l'applicazione nei casi in cui l'altezza da terra supera i 2 metri (art. 3 Ordinanza concernente la prevenzione degli infortuni nei lavori di costruzione).
La passerella in questione era comunque munita dei necessari supporti predisposti per fissare questo genere di transenne. Sarebbe bastato poco tempo per rendere sufficientemente sicuro lo stazionamento ed il passaggio su di essa.
Nonostante ciò gli operai hanno però inspiegabilmente deciso di rinunciare a questa operazione ritenendo che essa fosse superflua, in quanto avrebbero dovuto lavorare sul ponteggio solo il tempo necessario per montare l'impalcatura superiore. Oltre a ciò essi erano dell'idea che la presenza di barriere di protezione laterali avrebbe potuto intralciare il loro lavoro (cfr. ad es. verbale di interrogatorio dei testi _ _, 14 aprile 2000, e _ _, 10 marzo 2000).
Lo stesso ing. _, a più riprese, e l'ing. _ _ (cfr. verbale del 16 maggio 2001), hanno avuto modo di confermare che le giustificazioni addotte dagli operai per la mancata posa delle protezioni si sono fondate su presupposti completamente errati. In effetti una balaustra sarebbe stata assolutamente necessaria e non avrebbe intralciato in nessuna maniera i lavori in corso.
Non vi era pertanto alcuna ragione tecnicamente valida per legittimare il mancato rispetto delle prescrizioni.
5. Il cantiere del consorzio depurazione acque del _ e dintorni di _ è stato appaltato ad alcune imprese unitesi anch'esse in consorzio: la _ _ SA, _, la _ SA, _, e la _ SA, _. Gli operai di queste ditte erano attivi anche nella costruzione del _ n. 4 ove si è verificato l'infortunio del signor _.
L'ing. signor _ _ era il responsabile della direzione generale del cantiere per la parte genio civile, in qualità di rappresentante dei progettisti, facenti capo alla ditta _ SA, _ _.
Egli aveva l'incarico di procedere alla supervisione dei lavori, senza però che la sua presenza costante fosse prevista. Pertanto l'imputato si recava fisicamente solo una volta alla settimana sul luogo, con il compito principale di dirigere le riunioni del giovedì alle ore 09:00.
Responsabile della direzione lavori locale, cioè sul cantiere, era invece il signor _ _, assistente di cantiere. Egli era direttamente subordinato all'accusato, con il quale era quotidianamente in contatto, sia telefonicamente che attraverso incontri negli uffici della _.
L'assistente di cantiere per l'impresa di costruzioni _ SA, incaricata dell'edificazione del muro in questione al _ n. 4, era il signor _ _.
Infine, gerarchicamente parlando, vi era il signor _ _, capo cantiere della ditta _ SA, alle cui direttive erano sottoposti gli operai quel giorno attivi sull'impalcatura.
6. Come la procedura ha permesso di appurare, il signor _ _ è stato informato dell'infortunio avvenuto al signor _ solo il lunedì 13 marzo 2000. In effetti già dal giovedì 9 marzo 2000, compreso, egli era assente dal cantiere in quanto si era preso un paio di giorni di vacanza.
Egli non ha quindi avuto modo alcuno di notare il mancato rispetto delle regole sulla prevenzione degli infortuni per quanto concerne il ponte da quale la vittima è caduta, ritenuto che il suo montaggio ha avuto inizio proprio dopo la sua partenza, nel corso della giornata di giovedì.
Di transenna va poi rilevato che il signor _ _ giungeva di norma sul posto di lavoro solo verso le ore 08:00/08:30. Di conseguenza egli non avrebbe avuto modo di intervenire nei confronti degli operai per ordinare il rispetto delle norme di sicurezza, anche nel caso in cui fosse stato regolarmente presente, considerato che l'incidente si è verificato alle ore 07:50.
7. L'imputato, dal canto suo, aveva effettuato la consueta riunione di cantiere del giovedì mattina anche il giorno 9 marzo 2000, alle ore 09:00. In quell'occasione non gli era stato segnalato alcun problema relativo alla sicurezza degli operai. Nulla era balzato all'occhio nemmeno con il giro sul terreno, poiché, come confermato dallo stesso ing. _, in quel frangente gli operai stavano ancora lavorando sulla parte del _ n. 4 opposta a quella dove si è verificato il sinistro, su un terrapieno ove non vi era alcun pericolo.
Anche con un sopralluogo dall'altro lato del muro non sarebbe però stato possibile prendere coscienza del fatto che il ponte non presentava le necessarie transenne di protezione, poiché lo stesso non era ancora stato montato.
8. Il capo cantiere _ _ è attivo come capo cantiere da oltre 25 anni e da 4 o 5 anni era alle dipendenze della ditta _ SA.
Egli godeva di buona reputazione e della piena fiducia sia del signor _ che degli altri suoi collaboratori e superiori.
Si tratta pertanto di una persona di grande esperienza, che aveva più volte eseguito lavori analoghi a quello in questione.
9. Il 12 maggio del 1999 si era già verificato un incidente sul cantiere del Consorzio di depurazione acque di _, _. Nonostante esso fosse stato cagionato esclusivamente da un'imperizia imputabile all'operaio feritosi, da quel momento in poi l'ing. _, a nome della direzione lavori, ha provveduto a richiamare regolarmente, sia oralmente, durante le riunioni, che per iscritto (cfr. ad es. lettere raccomandate del 18 maggio 1999, del 5 aprile 2000 e del 25 maggio 2000), i responsabili delle varie imprese sull'importanza dell'ossequio delle norme concernenti la sicurezza dei lavoratori, impartendo loro nel contempo precise istruzioni circa i principi base da rispettare.
10. Per i fatti qui in discussione il Procuratore pubblico ha emesso tre decreti d'accusa. Uno nei confronti del signor _ _, uno in quelli del signor _ _ ed infine uno contro _ _. I primi due decreti sono cresciuti in giudicato in quanto non sono stati impugnati.
11. L'art. 229 cpv. 1 CPS prescrive che chiunque, dirigendo od eseguendo una costruzione o una demolizione trascura intenzionalmente le regole riconosciute dell'arte edilizia e mette con ciò in pericolo la vita o l'integrità delle persone, è punito con la detenzione e con la multa. In caso di inosservanza dovuta a negligenza, la pena è della detenzione o della multa.
Normalmente questo reato viene assorbito dall'art. 125 CPS (rispettivamente 117 CPS), allorquando il mancato rispetto delle regole dell'arte edilizia ha portato al ferimento (o alla morte) di una persona.
Se per contro, come nel caso in esame, qualcuno è rimasto ferito e, nel contempo, anche l'incolumità fisica di altre persone è stata messa in pericolo, l'art. 229 CPS trova applicazione in concorso con l'art. 125 CPS o l'art. 117 CPS (DTF 109 IV 128, cons. 2).
12. Elementi oggettivi della fattispecie dell'art. 229 CPS sono la commissione del reato nell'ambito della direzione o della costruzione di un'opera, la violazione delle regole dell'arte edilizia e la messa in pericolo della vita o dell'integrità fisica delle persone.
Gli ultimi due presupposti sono adempiti chiaramente. In effetti il fatto di non aver previsto e montato un'adeguata protezione per le cadute sull'impalcatura in esame rappresenta apoditticamente una lesione di norme consuetudinarie e legali precise, oltre che di quelle dettate dal buon senso.
L'ordinanza federale concernente la prevenzione degli infortuni nei lavori di costruzione dell'8 agosto 1967 e la nuova Ordinanza sulla sicurezza e la protezione della salute dei lavoratori nei lavori di costruzione del 1 luglio 2000 (che ha abolito la precedente, _, OLCostr), prevedono che i ponteggi al di sopra dei 2 metri d'altezza siano muniti di parapetti su tutti i lati verso il vuoto (art. 2 ss. vecchia ordinanza e art. 8, 14 ss. OLCostr).
Trattandosi di un principio fondamentale relativo a questioni di ordinaria attualità, questa disposizione è conosciuta a tutti coloro che operano nel ramo edilizio.
Il fatto che la mancanza di un'adeguata sponda sull'impalcatura in esame abbia messo in pericolo la salute del signor _ e di _ _ è confermato dal grave incidente che ha dato avvio alla presente procedura.
13. Quanto rimproverato al signor _ _ è direttamente connesso con il suo ruolo di responsabile della direzione lavori del cantiere di _.
Come in tutti gli settori ove vi è una gerarchia ben definita, anche nella gestione dei cantieri, l'assunzione delle responsabilità assume sfumature diverse a seconda del ruolo dei singoli protagonisti. In effetti a nessuno di essi è concesso, soprattutto per quanto attiene alla sicurezza delle persone, scaricarsi semplicemente perché vi è un dovere di sorveglianza, di istruzione e di diligenza da parte dei superiori. Ognuno ha un proprio ruolo e degli obblighi ben definiti. Un incidente è in linea di principio evitabile (a meno di intervento di cause esterne non prevedibili) solo quando tutti adempiono i loro compiti con scrupolosità. Non è pertanto scontato che in caso di sinistro si possa imputare una colpa genericamente a tutte le persone coinvolte. Non esistendo, in ambito penale, la colpa causale, è sempre necessario valutare singolarmente l'agire di coloro che sono stati coinvolti, caso per caso, tenendo sempre ben presenti le peculiarità dei differenti ruoli.
14. Nonostante sia in primo luogo compito degli impresari, dei capi cantiere e degli operai stessi rispettare tutte le norme di sicurezza, anche la direzione lavori ha il dovere di vigilare affinché ciò avvenga.
L'art. 104 della Norma SIA 118 dispone che l'imprenditore è tenuto ad adottare le misure di sicurezza necessarie a prevenire incidenti e garantire l'incolumità, mentre la direzione lavori deve sostenerlo in tale compito.
In base a questi principi, anche un'eventuale concorso di colpa della vittima, del signor _ _ e del signor _ _ non permette di escludere a priori una punibilità dell'ing. _.
Come riconosciuto dalla giurisprudenza (cfr. DTF 104 IV 96, cons. 4), sussiste una sorta di duplice cautela, per cui la direzione lavori non può ciecamente contare sul fatto che l'impresario abbia già adottato le misure prescritte. Lo stesso vale, a scendere, per tutta la scala gerarchica del cantiere. Ovviamente il tutto deve essere ponderato nel rispetto di quel principio di reciproco affidamento di cui si dirà in seguito.
Rappresenta una questione di diritto accertare se la direzione lavori potesse, nelle circostanze concrete, reputare senza incorrere in negligenza, che l'impresario, rispettivamente il capocantiere e l'operaio stesso, avessero già adottato i provvedimenti necessari.
15. Nella fattispecie l'imputato era presente sul cantiere il giorno prima dell'incidente. In occasione del sopralluogo sarebbe stato in ogni caso impossibile per lui prendere atto del mancato rispetto delle norme di sicurezza da parte degli operai incaricati della costruzione dell'impalcatura. Come accennato in precedenza infatti, il ponteggio in questione è stato montato solo nel pomeriggio del giovedì, mentre l'ing. _ era sul posto in mattinata.
Oltre a ciò non va dimenticato che l'argomento sicurezza è stato costantemente oggetto di discussioni, scritti e riunioni dell'ing. _ con i vari addetti al cantiere, in occasione dei quali egli ha sempre reso tutti attenti sull'importanza della prevenzione degli incidenti e fornito le necessarie indicazioni sugli aspetti cui dedicare particolare attenzione.
16. All'imputato potrebbe essere rimproverato il fatto di non avere sostituito in maniera opportuna il signor _ _, assente quei giorni per vacanze.
L'osservazione non regge in quanto anche se egli fosse stato presente sul _ n. 4 in maniera analoga a quella del suo rappresentante sul terreno, l'incidente non avrebbe potuto essere evitato. In effetti il dibattimento ha permesso di accertare che l'assistente dell'imputato arrivava sul posto di lavoro solo attorno alle ore 08:00/08:30. Poiché l'incidente si è verificato alle 07:50, non sarebbe stato quindi materialmente possibile intervenire sugli operai per imporre loro il montaggio della transenna.
17. Oltre a ciò non è pensabile pretendere dalla direzione lavori una sorveglianza minuto per minuto dell'operato dei suoi subordinati.
Anche in un cantiere vi è una delega di compiti, per cui, quando i controlli ed i lavori vengono affidati a persone competenti e di provata esperienza, come lo erano i signori _ _ e _ _, deve essere riconosciuta alla direzione lavori la possibilità di fidarsi delle loro conoscenze e della loro diligenza.
In questo senso può trovare applicazione, con le dovute cautele, il principio dell'affidamento, in maniera analoga a quanto avviene per l'applicazione della legge sulla circolazione stradale, art. 26 cpv. 1 LCS: ogni persona attiva su un cantiere deve poter contare sul fatto che coloro che vi lavorano con lui si comportino in maniera appropriata, nel rispetto dei loro compiti specifici, delle istruzioni loro impartite dai diretti superiori e delle loro conoscenze (cfr. per l'estensione dell'applicazione del concetto in altri ambiti ad es. l'omicidio colposo: Bernard Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. I, art. 117, n. 14; Marcel Niggli/Hans Wiprächtiger, Strafgesetzbuch II, Basler Kommentar, art. 117 n. 3).
Ciò vale soprattutto per quanto concerne il rispetto delle regole di sicurezza fondamentali ed universalmente conosciute, come quella dell'obbligo di prevedere adeguate protezioni per postazioni di lavoro o di transito al di sopra dei due metri di altezza.
18. All'imputato non può essere nemmeno contestato il fatto di avere tollerato una situazione di pericolo. Quanto successo non era in alcun modo prevedibile.
Gli operai hanno terminato i lavori del giovedì posando le assi del ponteggio e sistemandovi sopra delle ganasce. Il normale andamento delle cose, come riconosciuto dalle persone coinvolte, prevedeva che all'indomani la prima cosa da fare prima di iniziare a svolgere qualsiasi attività sull'impalcatura, avrebbe dovuto essere quella di piazzare le transenne. Tra l'altro, essendo già montati i necessari supporti, si sarebbe trattato di un'operazione semplice e di breve durata.
Nessuno, nemmeno esercitando la massima diligenza, avrebbe potuto ipotizzare che il signor _ _ - uomo di grande esperienza - avrebbe dato ordine di spostare le ganasce ai suoi due operai (di cui uno era suo figlio) senza prima pensare ad assicurare il posto di lavoro.
Quella mattina gli operai hanno dunque agito invertendo la normale procedura, in maniera del tutto inaspettata.
L'errore non avrebbe potuto essere prevenuto né con un'ispezione serale, né con la presenza di un responsabile della direzione lavori, considerato che il signor _ _, come visto, arrivava solo alle ore 08:00.
Questo modo di agire dei dipendenti dell'impresa ha provocato un'interruzione del nesso di causalità tra l'operato dell'accusato e l'incidente.
19. In base alle argomentazioni qui addotte, non è pertanto imputabile all'ing. _ alcuna omissione nell'adempimento dei propri doveri, né tantomeno alcuna negligenza in relazione all'incidente di cui è rimasto vittima il signor _ il 10 marzo 2000.
L'inosservanza delle norme di sicurezza da parte degli operai, del capo cantiere e dell'assistente di cantiere, non può essere nella fattispecie connessa con una mancanza da parte dell'imputato nei suoi compiti di sorveglianza, d'istruzione o di scelta del personale.
Il signor _ _ deve pertanto essere prosciolto da ogni capo d'accusa, con carico di tasse e spese allo Stato.
Di conseguenza le pretese della parte civile sono respinte. Ad essa rimane comunque sempre aperta la possibilità di adire le competenti autorità civili.

## Considerations