# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4f7da46e-03d7-5444-be2a-0ebba38c39c9
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
A. RI 1, nata nel 1965 e risposatasi nel 2007 con il primo marito _ da cui ha avuto quattro figli, il 2 febbraio 2005 (doc. AI 1) ha formulato domanda di prestazioni dall
'
assicurazione invalidità indicando che dal 23 febbraio 2004 esiste un danno alla salute, ma non ha specificato né di cosa si tratti né in che misura questo danno la renderebbe inabile al lavoro.
B. Esperiti i necessari accertamenti medici, con decisione del 20 settembre 2005 (doc. AI 29) l
'
Ufficio assicurazione invalidità ha respinto la domanda dell
'
assicurata, poiché l
'
inabilità totale al lavoro è stata inferiore ad un anno (dal 23 febbraio 2004 al 17 maggio 2004), dopodiché la perizia pluridisciplinare esperita dal Servizio Accertamento Medico l
'
ha ritenuta abile all
'
80% nella sua precedente attività di ausiliaria di pulizia rispettivamente abile al 90% in un
'
attività adeguata e come casalinga. Essendo quindi il grado d
'
invalidità inferiore al minimo legale del 40%, le ha negato il diritto ad una rendita d
'
invalidità.
Il 9 ottobre 2006 (doc. AI 49) questo Tribunale (inc. n. 32.2006.2) ha ritenuto tempestiva l
'
opposizione del 15 novembre 2005 (doc. AI 31) ed ha quindi annullato la decisione su opposizione dell
'
Amministrazione che l
'
aveva ritenuta irricevibile per tardività.
C. L
'
Ufficio assicurazione invalidità ha esaminato sia la documentazione medica prodotta con l
'
opposizione sia quella trasmessa successivamente (docc. AI 31, 32, 38, 54, 55, 59) ed ha deciso di risottoporre l
'
assicurata ad un esame psichiatrico, apparendo esserci stato un peggioramento intervenuto posteriormente alla perizia SAM del 2005 (docc. AI 61, 64 e 65).
Sulla scorta del rapporto peritale del 13 luglio 2007 (doc. AI 71) allestito dal medico psichiatra SMR, di nuovi rapporti del medico curante (doc. AI 77) e del rapporto del 6 febbraio 2008 (doc. AI 79) del medico AI, il 18 marzo 2008 (doc. AI 80) l
'
Amministrazione ha emesso la decisione su opposizione che ha respinto l
'
opposizione del 15 novembre 2005. L
'
Ufficio AI ha ritenuto che non vi fossero prove atte a mettere in dubbio le valutazioni eseguite dai periti del SAM nel 2005 e dai medici SMR interpellati, che quindi continuano ad essere valide. Pertanto, ha confermato il contenuto della decisione formale del 20 settembre 2005, con cui ha negato le prestazioni AI all
'
assicurata.
D. I
l 28 aprile 2008 (doc. I) RI 1, rappresentata dall'avv. RA 1, h
a inoltrato un ricorso "a titolo cautelare",
postulando il diritto ad una rendita AI intera dopo esperimento di una "
perizia giudiziaria equanime
" e, in ogni caso, una rendita AI non inferiore al 50%. Dopo avere riassunto schematicamente i passi intrapresi dall'UAI, la ricorrente ha evidenziato "
il persistere dell
'
importante sintomatologia oggettiva
", che il suo medico curante ha approfondito presso tre specialisti i cui referti sarebbero stati trasmessi pendente causa. L'insorgente ha chiesto di approfondire l'aspetto psicologico e si è riservata di completare il suo ricorso, aspetto, questo, a cui non ha tuttavia dato seguito.
Nella risposta del 9 maggio 2008 (doc. V) l'UAI, considerata l'assenza di motivazione e delle conclusioni, ha chiesto che il ricorso fosse completato o dichiarato irricevibile.
Il 27 maggio 2008 (doc. VIII) la ricorrente ha prodotto due (e non tre come preannunciato) certificati: uno del 15 aprile 2008 (doc. B1) del dr. med. _, chirurgo ortopedico e l
'
altro del 30 aprile 2008 (doc. B2) del dr. med. _, reumatologo e medicina interna, sui quali l
'
Ufficio AI si è pronunciato il 3 marzo 2009 (doc. XVIII) ritenendo che essi non attestano una diversa capacità lavorativa rispetto a quanto stabilito con la decisione.
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell
'
istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
2. Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).
Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto sostanziale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2; 127 V 466 consid. 1).
Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento dell
'
eventuale diritto alla rendita) si è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.
nel merito
3. Oggetto della lite è la questione a sapere se l
'
Ufficio AI ha agito correttamente negando alla ricorrente il diritto ad una rendita AI per non raggiungimento del grado minimo d
'
invalidità del 40%.
4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall
'
allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza
del 14 luglio 2006, U 156/05, consid. 5).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174 resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione).
5.
C
on la decisione impugnata l'UAI ha ritenuto che l'assicurata non avesse comprovato che le valutazioni eseguite dai periti SAM e dai medici SMR fossero errate, perciò le ha riconfermate, negandole così il diritto ad una rendita d'invalidità.
Dal lato medico, il perito reumatologo (doc. AI 28-17) incaricato dall'Ufficio AI ha accertato nel 2005 che l'incapacità lavorativa nella sua professione di ausiliaria di pulizie era del 20%, mentre come operaia in un'attività da leggera a mediamente pesante l'inabilità si riduceva al 10%.
Il perito psichiatra (doc. AI 28-14) non ha invece individuato controindicazioni a continuare a svolgere l'attività precedente, mentre visti i problemi di adattamento difficilmente l'assicurata si sarebbe inserita a medio lungo termine in un processo lavorativo.
La ricorrente pretende che le sia concessa una rendita intera d'invalidità, ma in ogni caso una rendita non inferiore al 50%. Sostiene che v'è un'importante sintomatologia oggettiva, che è stata ulteriormente indagata da tre specialisti curanti (in realtà, solo due).
In un secondo tempo, l
'
assicurata ha prodotto per l
'
appunto i rapporti allestiti il 15 aprile 2008 (doc. B1) dal dr. med. _, ortopedico ed il 30 aprile 2008 (doc. B2) dal dr. med. _, reumatologo, mentre il preannunciato referto dello psichiatra (doc. XV) non è mai giunto, non essendosi egli pronunciato sulla questione.
Sulla scorta della valutazione finale del 6 febbraio 2008
(doc.
AI 79) del
dr. med. _,
medico presso il Servizio Medico Regionale, con decisione su opposizione del 18 marzo 2008 (doc. A1) l
'
Ufficio AI ha ribadito le conclusioni a cui era giunto il 20 settembre 2005 con la decisione formale e quindi ha negato il diritto alla rendita.
6. Il 23 febbraio 2004 (doc. AI 1-73) la ricorrente è caduta dalle scale ed ha subìto una contusione a livello del rachide lombo-sacrale, per il quale la _ ha riconosciuto delle indennità giornaliere fino al 18 giugno 2004 (doc. AI 1-7).
L
'
11 febbraio 2005 (doc. AI 2-3) l
'
assicurata, passeggera di un
'
automobile, è stata tamponata da un
'
altra vettura ed ha riportato un trauma di accelerazione laterale della colonna cervicale di grado 0 secondo classe Québec senza componenti di natura post-traumatica. Il perito della _ (doc. AI 2-7) ha ammesso il nesso causale tra i disturbi lamentati e l
'
infortunio, riconoscendo un
'
inabilità lavorativa totale dall
'
11 febbraio 2005 al 31 luglio 2005, poi del 50% dal 1° agosto al 5 settembre 2005. Dopodiché, il caso è stato chiuso.
L
'
Ufficio assicurazione invalidità ha sottoposto la ricorrente ad una perizia pluridisciplinare in ambito reumatologico e psichiatrico (doc. AI 25). Essa riporta gli atti medici sui quali si sono basati i periti, l
'
anamnesi familiare, personale-sociale, professionale, patologica, sistemica, le affezioni attuali, le constatazioni obiettive, la diagnosi con e senza influsso sulla capacità lavorativa dell
'
assicurata, la discussione che riassume i referti specialistici di cui viene fatta menzione in seguito, la valutazione medico-teorica globale dell
'
attuale capacità lavorativa, le conseguenze sulla capacità lavorativa e di integrazione, nonché le risposte alle domande presentate dall
'
Ufficio AI ai medici SAM.
Il 22 agosto 2005 (doc. AI 28-17) il dr. med. _, FMH in reumatologia, ha visitato l
'
assicurata e nel referto di pari data ha esposto l
'
anamnesi attuale, remota, per sistemi, familiare di rilevanza reumatologica, sociale recente, lo status (segni comportamentali, status internistico, status neurologico, rachide, articolazioni sacroiliache, spalle, gomiti, polsi, mani, anche, ginocchia, caviglie, piedi, criteri di iperlassità secondo Beighton e punti di fibromialgia), la radiologia (colonna lombare e colonna cervicale). Ha posto poi la diagnosi: sindrome somatoforme da dolore persistente; lombosciatalgia cronica a sinistra con probabile sindrome lombospondilogena: stato dopo contusione lombare il 23 febbraio 2004 senza lesioni strutturali significative, con risonanza magnetica lombare del 18 giugno 2004: assenza di neurocompressione, con osteocondrosi L5/S1 con pseudospondilolistesi grado I; sindrome cervicospondilogena cronica con minime alterazioni degenerative; obesità severa (BMI 40 kg/mq).
Nella discussione, l
'
esperto ha rilevato che il quadro clinico è caratterizzato da importanti segni comportamentali e da una discrepanza tra l
'
importanza dei dolori riferiti dalla paziente con le rispettive apparenti limitazioni funzionali e l
'
assenza di lesioni strutturali di entità conforme ai disturbi della paziente. Si tratta di una sindrome somatoforme da dolore persistente secondo i criteri ICD 10. Una problematica di somatizzazione è nota da un pregresso ricovero nel 1993, ma dovrà essere confermata dalla valutazione psichiatrica.
La lombosciatalgia cronica a sinistra è stata diagnosticata con difficoltà, poiché la ricorrente non collaborava. Non v
'
è evidenza per una problematica radicolare irritativa o deficitaria ed anche la risonanza magnetica del giugno 2004 avrebbe escluso una neurocompressione.
Il reumatologo ha specificato che in assenza di dolori generalizzati, nonostante 18/18 punti di fibromialgia siano eccessivamente dolorosi ad una pressione digitale di ca. 4 kg, non può essere formalmente ritenuta la diagnosi di fibromialgia secondo i criteri diagnostici ACR 1990.
L
'
esperto ha risposto ai quesiti formulati dall
'
UAI, ritenendo che dal profilo reumatologico teorico, come ausiliaria di pulizia l
'
assicurata è inabile al lavoro al 20% a causa delle modiche alterazioni degenerative lombari, mentre come operaia in un
'
attività da leggera a mediamente pesante, che le permetta il rispetto delle regole d
'
ergonomia della schiena ed eviti movimenti eccessivamente ripetitivi con il tronco e la colonna cervicale, è inabile al lavoro al massimo nella misura del 10%.
A suo parere, la sindrome somatoforme è stata probabilmente accentuata dalla caduta, che non ha provocato lesioni strutturali significative, ma che ha provocato una cesura nella situazione psicosociale della ricorrente, già precaria.
Per lo specialista, non vi sono possibilità terapeutiche per migliorare la capacità lavorativa, mentre dei provvedimenti di integrazione sono teoricamente possibili. Egli ha poi descritto i limiti funzionali nella capacità funzionale residua: nel sollevamento e trasporto di carichi, questa capacità è normale per carichi molto leggeri e leggeri, è lievemente ridotta per carichi medi ed è molto ridotta per carichi pesanti rispettivamente nulla per carichi molto pesanti. Anche la capacità funzionale per lavori sopra il piano delle spalle con pesi inferiori a 5 kg è lievemente ridotta, mentre con pesi superiori è ridotta. Nella manipolazione di oggetti leggeri e lavori di precisione, la capacità residua è normale, mentre è lievemente ridotta per lavori medi rispettivamente molto ridotta per lavori pesanti e di manovalanza; la rotazione della mano è normale. Per posizioni di lavoro a braccia elevate, la capacità funzionale è lievemente ridotta, la rotazione del tronco è ridotta, seduta e piegata in avanti è ridotta, eretta e piegata in avanti è ridotta, inginocchiata normale e con ginocchia in flessione è normale. L
'
assicurata può mantenere la posizione eretta e seduta con una capacità funzionale da normale a lievemente ridotta. Può spostarsi per brevi tragitti con una capacità funzionale lievemente ridotta, mentre per lunghi tragitti con una capacità funzionale ridotta. Nella deambulazione su terreno accidentato la capacità residua è ridotta, così pure per salire e scendere le scale, mentre lavori su ponteggi e scale a pioli non sono esigibili, così come lavori in equilibrio. Entrambe le mani possono essere impiegate normalmente.
Come casalinga, la ricorrente è inabile al lavoro al massimo nella misura del 10%.
Il perito psichiatra, dr. med. _, FMH in psichiatria e psicoterapia, ha esaminato l
'
insorgente il 23 agosto 2005 ed il 5 settembre 2005 (doc. AI 28-14) ha reso il suo referto medico. Quali disturbi soggettivi manifestati dall
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assicurata, l
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esperto ha evidenziato persistenti dolori alla schiena, ad una spalla, alle gambe e la fatica a muoversi. Nelle sue constatazioni obiettive, invece, lo psichiatra ha rilevato che la paziente si è presentata all
'
appuntamento accompagnata da una figlia nelle vesti di traduttrice presentando apparentemente dei problemi di comprensione soprattutto linguistica - anche se il perito riteneva che parlasse sufficientemente italiano -, camminava a fatica sostenuta da una stampella e le capacità di orientamento temporale e personale sono state difficili da definire, poiché il discorso biografico della paziente era incongruo. Anche il corso del suo pensiero era digressivo ed a tratti incoerente. L
'
ideazione prevalente si permeava attorno alla sua incapacità di riprendere un
'
azione lavorativa. Affettivamente l
'
assicurata era impoverita con un tono vitale sul depressivo. L
'
esperto ha rilevato una diffidenza, un
'
inquietudine, che tende a manifestare un sentimento di rovina immanente. È adinamica, inibita a livello psicomotorio. Lo psichiatra ha osservato che è difficile definire le sue competenze di socializzazione; la paziente ha un forte sentimento di malattia soprattutto post traumatica. Conclude le sue constatazioni oggettive affermando che si tratta di una donna psico-intellettualmente semplice che aggrava in modo dimostrativo una sua patologia somatica.
La sua diagnosi è di disturbo da dolore somatoforme in personalità ipoevoluta con problemi di adattamento, che però non comporta controindicazioni psichiatriche per l
'
assicurata per poter svolgere l
'
attività di ausiliaria. Tuttavia, data la sintomatologia evidenziata, lo psichiatra ha ritenuto difficile che la paziente a medio lungo termine possa essere inserita in un processo lavorativo, a causa dei suoi problemi di adattamento cronico e la sua scarsa acculturazione. Sul piano sintomatico, l
a ricorrente manifestava algie a svariato livello, non tendeva a comprendere l'italiano e si appoggiava alla figlia per esprimere il suo disagio. Perciò, dal profilo psichiatrico non intravede come possa esserle dato un aiuto riadattativo e professionale, né tanto meno terapeutico. Infatti, la sua patologia ha soprattutto un'incidenza somatica e psicosomatica reattiva ai problemi di adattamento.