# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7f87ba52-f618-5fc2-afdb-7e5e039c79f2
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione del 13 luglio 2004 la Cassa _ (oggi CO 1 e di seguito la Cassa) ha negato a RI 1 il diritto alle indennità di disoccupazione, argomentando:
"
(...)
Secondo istruzioni del Segretariato di Stato dell’Economia (seco), un assicurato, che lavora per la propria SA o Sagl oppure per quella del coniuge, non ha diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione. La mancanza di prove del versamento di un salario regolare sul conto privato bancario o postale del dipendente, rispettivamente il fatto che la società non disponga di organi sociali, indicano che l’assicurato non era vincolato alla società da un contratto di lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate attività per proprio conto.
La signora RI 1 non può comprovare di aver effettivamente riscosso il salario attestato, in quanto non in grado di produrre estratti conto bancari o postali o altra documentazione contabile attestante il versamento del salario.
Il conteggio stipendio o l’estratto conto della cassa di compensazione AVS non costituiscono in questi casi dei mezzi di prova sufficienti.
(...).” (cfr. doc. 16)
In merito alle modalità del versamento del salario, con lettera alla Cassa del 21 giugno 2004 (firmata dall’assicurata quale socia gerente con diritto di firma individuale), la _ (sua ex datrice di lavoro) ha dichiarato che:
"
(...) con la presente dichiariamo che all’interno della nostra Sagl gli stipendi ai dipendenti, così come le forniture di merci venivano pagate contanti, alla consegna per le forniture ed entro il cinque del mese entrante per gli stipendi del personale.
Questa decisione era stata presa di comune accordo tra le parti per i seguenti motivi:
1. inutili stoccaggi di merce
2. possibilità di approfittare di eventuali azioni o promozioni
3. maggiore controllo delle uscite
4. risparmio sui costi bancari
5. lavoro contabile interno alleggerito omettendo le verifiche a fine mese dei bolettini di consegna (controllo fatture)
6. meno materiale da verificare e di conseguenza risparmio non indifferente sui costi della fiduciaria
7. pagamenti mensili tramite posta divisi nell’arco del mese
(...).” (cfr. doc. 13)
Invitata dalla Cassa a fornire le prove del versamento del suo salario (cfr. doc. 14), l’assicurata, con lettera del 12 luglio 2004, ha risposto quanto segue:
"
(...)
Con riferimento alla vostra lettera del 8 luglio 2004, dichiaro di avervi già fornito tutta la documentazione in mio possesso, pertanto ritengo valide le buste paga a voi trasmesse, così come sono ritenute legalmente valide dall’ufficio contabile e da tutti gli altri uffici amministrativi, inoltre le motivazioni sul fatto che la società non eseguiva pagamenti con ordini di bonifico bancari è ampiamente giustificata nella mia dichiarazione a voi fornita del 21 giugno scorso.
Tengo inoltre a precisare che come cassa disoccupazione non siete legalmente autorizzati a richiedere eventuali bilanci finanziari o libri contabili riguardanti la società, documentazione questa a disposizione per eventuali verifiche agli enti amministrativi federali.
(...).” (cfr. doc. 15)
1.2. A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. 17), il 10 agosto 2004, la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la sua decisione del 13 luglio 2004 e, in particolare, ha rilevato che “(...) Con l’atto d’opposizione l’assicurata non produce alcun elemento a comprova del versamento dello stipendio su un conto privato bancario o postale oppure altra documentazione contabile. (...).” (cfr. doc. A).
1.3. Contro questa decisione l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA nel quale il suo rappresentante così si è espresso:
"
(...)
Con la presente solleviamo ricorso contro le decisioni della Cassa CO 1 del 10 agosto 2004.
Dalle motivazioni risulta che non riceviamo alcuna indennità, perché mancherebbero le prove del versamento di salario regolare.
Contestiamo questa conclusione, in quanto da tutti gli atti contabili prodotti, risulta che il salario è sempre stato regolarmente versato, dapprima su conti bancari e successivamente tramite buste paga.
Abbiamo inoltre sempre pagato i contributi a tale scopo, per cui dobbiamo contestare che ora non riceviamo alcuna indennità.
Chiediamo pertanto che le decisioni su opposizione dell’assicurazione contro la disoccupazione, siano annullate e che ci siano riconosciute le indennità di disoccupazione.
(...).” (cfr. doc. I)
1.4. Nella sua risposta del 16 settembre 2004 la Cassa ha chiesto di respingere il ricorso e ha osservato che:
"
(...)
L’assicurata rivendica l’indennità giornaliera di disoccupazione dal 14 giugno 2004 (allegati 1 e 2). Entro il termine quadro per il periodo di contribuzione l’assicurata attesta un’occupazione a carattere dipendente superiore a 12 mesi presso la società _ (allegato 3), di cui è socia e gerente, con il coniuge, con diritto di firma individuale (allegato 7). La società si occupa della gestione del _ in _. Il rapporto di lavoro termina il 7 giugno 2004, per la vendita della Sagl (allegato 3). Il 22 giugno 2004 la cassa di compensazione _ avvisa dello stralcio dai contributi paritetici con effetto dal 30 giugno 2004 (allegato 6).
L’8 luglio 2004 la cassa sottopone il caso per decisione alla Sezione del lavoro (SdL) in Bellinzona, segnatamente a sapere se l’assicurata è idonea al collocamento (allegato 10). Con decisione del 23 luglio 2004, la SdL decide che l’assicurata è idonea al collocamento (allegato 13).
Il 21 giugno 2004 l’assicurata dichiara alla cassa che lo stipendio veniva versato brevi manu (allegato 13) e a comprova del versamento dello stipendio produce alla cassa copia dei conteggi di stipendio da gennaio 2002 a maggio 2004 (allegato 4). L’8 luglio 2004 la cassa informa l’assicurata che, nel caso di persone che occupavano una posizione equivalente a quella di un datore di lavoro, i conteggi non sono sufficienti per comprovare il versamento del salario e chiede di attestare questo versamento per mezzo di altra documentazione contabile della società (allegato 14). Il 12 luglio 2004 l’assicurata si riconferma nella sua dichiarazione del 21 giugno 2004 e rammenta alla cassa che non è legalmente autorizzata a richiedere eventuali bilanci finanziari o libri contabili (allegato 15). Nel frattempo, la cassa entra in possesso di estratti bancari attestanti il versamento dello stipendio all’assicurata e al coniuge, risalenti tuttavia agli anni 1999-2001, palesemente al di fuori del termine quadro per il periodo di contribuzione (allegato 5).
Con decisione del 13 luglio 2004, la cassa nega il diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione dal 14 giugno 2004, poiché l’assicurata non è in grado di comprovare il versamento dello stipendio (allegato 16).
L’assicurata interpone opposizione contro la decisione di cassa il 2 agosto 2004 (allegato 17).
Con decisione su opposizione del 10 agosto 2004, la cassa respinge l’opposizione e riconferma la decisione del 2 agosto 2004 (ndr. recte: del 13 luglio 2004) (allegato 18).
Secondo l’articolo 8 capoverso 1 lettera e della legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), l’assicurato ha diritto alle indennità di disoccupazione, fra le altre condizioni, se ha compiuto il periodo di contribuzione. Giusta l’articolo 13 capoverso 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il biennio precedente il primo di disoccupazione annunciata, ha svolto durante almeno 12 mesi un’occupazione soggetta a contribuzione.
Secondo istruzioni del Segretariato di Stato dell’Economia (seco) - quale autorità di sorveglianza, che deve adoperarsi per garantire un’applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali - l’attività soggetta a contribuzione deve essere attestata validamente dal datore di lavoro. In particolare, un assicurato che lavora per la propria SA o Sagl, non ha diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione. Indizi, quali la riscossione di anticipazioni invece di un salario, la mancanza di prove del versamento di un salario regolare sul proprio conto privato bancario o postale, il fatto che la società non disponga di organi sociali, ecc., indicano che l’assicurato non era vincolato alla società da un contratto di lavoro, bensì utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate attività per proprio conto.
L’assicurata non è in grado di comprovare, nemmeno attraverso documentazione contabile, il versamento dello stipendio.
(...).” (cfr. doc. III)
1.5. Il 23 settembre 2003 il rappresentante dell’assicurata ha scritto al TCA una lettera nella quale ha osservato ancora che:
"
(...)
In relazione alla vostra lettera del 20 settembre 2004, dobbiamo confermare di aver sempre “effettivamente esercitato un’attività soggetta a contribuzione”, anche se negli ultimi due anni, i versamenti dei salari venivano effettuati con buste paga.
Questo modo di procedere si è reso necessario perché non abbiamo più potuto permetterci il contabile sig. _, _, che citiamo come teste se ciò fosse necessario.
Tale modo di procedere è stato messo in atto anche per i dipendenti, ed è stato accettato dalla Cassa disoccupazione, che ha regolarmente elargito le prestazioni di disoccupazione. Chiediamo quindi di essere trattati allo stesso modo.
Per la conferma dei pagamenti dei salari tramite buste paga, chiediamo l’audizione delle nostre ex dipendenti, signora _, da citare presso il nostro indirizzo visto che attualmente la stessa è rientrata in _, _, _ e _.
(...).” (cfr. doc. V)
1.6. Il 14 gennaio 2005 le parti sono state sentite dal vicecancelliere Francesco Storni. In quell’occasione è stato steso e firmato un verbale del seguente tenore:
"
(...)
compaiono:
- RI 1, ricorrente
- _ per la cassa
e si procede agli incombenti di causa:
Preliminarmente il vicecancelliere sottopone all’assicurata il doc. I (trattasi del ricorso 10 settembre 2004).
L’assicurata afferma che la firma posta sul medesimo scritto non è sua e neppure di suo marito.
All’assicurata viene sottoposto il doc. V (trattasi della lettera 23 settembre 2004 al TCA).
L’assicurata afferma che la firma posta su questo documento non è sua e neppure di suo marito.
L’assicurata presume che si tratti della firma dell’avv. RA 1 di _. L’assicurata afferma di possedere pure lei copia di questi scritti che le sono stati trasmessi dall’avv. RA 1 il quale ha anche tutti i documenti del mio incarto.
All’assicurata viene sottoposto il doc. 12 (trattasi della decisione di inidoneità al collocamento).
L’assicurata afferma che le sembra di aver sollevato opposizione contro la stessa.
All’assicurata viene assegnato un termine di
10 giorni
per trasmettere al Tribunale tutta la documentazione concernente la decisione di inidoneità al collocamento emanata dalla Sezione del Lavoro il 23 luglio 2004 (cfr. doc. 12). Nello stesso termine l’assicurata trasmetterà al TCA anche tutta la documentazione concernente la decisione di inidoneità al collocamento emanata dalla Sezione del Lavoro il 23 luglio 2004 concernente suo marito (cfr. doc. 13 inc. 38.04.67).
Il vicecancelliere ricorda all’assicurata che i presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione regolati all’art. 8 LADI devono essere adempiuti cumulativamente.
Rispondendo alle domande postele afferma che:
Mi sono iscritta al collocamento l’11 giugno 2004. Presso il Comune mi sono annunciata solo il 14 giugno 2004.
Il mio ultimo datore di lavoro è stato il _ (di seguito: la ditta) presso il quale ho lavorato quasi 5 anni.
Il mio salario ammontava a fr. 4500.-- lordi. I primi anni (luglio 1999 fino a buona parte del 2000) il salario mi veniva versato con accredito bancario. La ditta aveva un conto presso il _ e il mio salario veniva addebitato sullo stesso in virtù di un ordine di bonifico permanente (questo avveniva anche per il salario del marito, per il personale, per l’affitto e per l’allarme). La relazione bancaria con il _ è stata interrotta circa a metà 2001, per risparmiare sui costi del fiduciario a fine anno. Infatti ero io che compilavo il libro cassa che consegnavo al contabile che tirava i bilanci a fine anno.
Con questo arrivavo a risparmiare fr. 3000.-- all’anno.
Dopo la chiusura delle relazioni bancarie il salario veniva versato a mano.
Concretamente in ditta io prelevavo il mio salario dalla cassa e controfirmavo per ricevuta la busta paga per il relativo mese, come pure ponevo la mia sigla sul medesimo documento a nome e per conto della _.
Questo avveniva perlopiù da sola oppure in qualche occasione alla presenza di mio marito.
All’assicurata viene sottoposto il doc. 4 (trattasi delle buste paga per il mese da gennaio 2002 a maggio 2004).
L’assicurata afferma che le stesse sono state firmate tutte da lei per ricevuta così pure con la sua sigla per la ditta, alla presenza di lei sola e alcune volte di suo marito.
Il vicecancelliere chiede all’assicurata su cosa dovrebbero riferire i testi indicati nella lettera del 23 settembre 2004 al TCA (cfr. doc. V).
L’assicurata afferma che il contabile potrebbe dire circa la contabilizzazione dei salari dei dipendenti avvenuti sulla base delle buste paga che io ho redatto.
Le ex dipendenti potrebbero a loro volta confermare che anch’esse hanno ricevuto il salario tramite versamento in busta paga.
Inoltre tengo a precisare che _ e _ a termine del rapporto di lavoro con la ditta sono andate in disoccupazione e hanno avuto diritto all’indennità sulla base delle buste paga consegnate.
(...).” (cfr. doc. VI)
1.7. Con lettera del 24 gennaio 2005 l’assicurata ha trasmesso al TCA copia della documentazione concernente le decisioni del 23 luglio 2004 con le quali la Sezione del lavoro ha ritenuto lei e suo marito inidonei al collocamento (cfr. doc. doc VII/3-VII/12).
Inoltre, l’assicurata ha trasmesso al TCA una lettera, datata 17 gennaio 2005 e a lei indirizzata, nella quale l’avv. RA 1 così si è espresso:
"
(...)
in merito alla sua richiesta, le confermo di aver redatto il suo ricorso sulla base delle sue indicazioni, e di averlo sottoscritto come da incarico, data la scadenza dei termini.
Le confermo pure che il ricorso non era stato redatto su mia carta intestata, in quanto non avevo avuto il tempo materiale per esaminare la fattispecie.
(...).” (cfr. doc. X allegato doc. VII/1)
1.8. Il 28 gennaio 2005 il TCA ha scritto all’avv. RA 1 una lettera del seguente tenore:
"
Egregio Avvocato,
il nostro Tribunale è chiamato a decidere nelle cause di cui a margine.
Ai fini del giudizio, visti i documenti I, V e VII/1 (qui allegati in copia), voglia, per cortesia e entro il termine di
5 giorni
, rispondere alle seguenti domande:
1. Conferma che la firma apposta sui Doc. I e V, vicino ai nomi di RI 1 e _, è la sua?
2. Lei è il rappresentante legale della signora RI 1 e del signor _?
Se sì, voglia trasmetterci le rispettive procure debitamente firmate.
(...).” (cfr. doc. VIII)
Con lettera dell’8 febbraio 2005 l’avv. RA 1 ha così risposto al TCA:
"
(...)
in relazione alla sua richiesta 28 gennaio 2005, le confermo che la firma apposta sui doc. I, V e VII/1 è la mia e che sono il rappresentante legale dei coniugi _, come risulta dalla procura che le accludo.
(...).” (cfr. doc. IX)
1.9. I doc. VIII e IX con i rispettivi allegati sono stati trasmessi all’assicurata per conoscenza (cfr. doc. X).
I doc. VII, VIII e IX con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa che ha comunicato al TCA di non avere osservazioni da formulare (cfr. doc. XI e XII).
1.10. Con lettera del 5 aprile 2005 il presidente del TCA ha citato le parti ad un’udienza il giorno 28 aprile 2004 onde procedere all’esame dei testi richiesti e citati dal TCA (cfr. doc. XIII e XIV-XVII).
Con lettera dell’8 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha confermato la sua presenza all’udienza prevista per il 28 aprile 2005 e ha chiesto per la sua assistita il beneficio dell’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio indicando che provvederà al più presto ad introdurre il certificato municipale con i rispettivi documenti (cfr. doc. XVIII).
1.11. Con lettera del 13 aprile 2005, trasmessa in copia al legale dell’assicurata, il teste _ ha comunicato al TCA quanto segue:
"
(...)
in merito alla citazione quale testimone per il 28 aprile 2005, devo comunicarle quanto segue:
●
Il responsabile dell’incarto non ero io, ma il mio collega _;
●
Il mio collega ha seguito la pratica fino al
25 aprile 2003
, gli ultimi atti ufficiali si riferiscono al rendiconto IVA del I semestre 2002;
●
Da quel momento non abbiamo più contatti con i clienti e non sappiamo chi ha gestito le pratiche amministrative dopo di noi.
Per quanto risulta dalla contabilità 2001 gli stipendi versati
a contanti
ai signori _ sono stati i seguenti:
●
_ – Lordo 48'000 netto 44'022.00
●
RI 1 – Lordo 20'000 netto 17427.50
Ritenuto conto di quanto sopra, le chiedo cortesemente di esonerarmi dalla comparsa, visto che oltretutto, ho un impegno inderogabile per detto giorno.
(...).” (cfr. doc. XIX)
Con lettera del 15 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha scritto al TCA quanto segue:
"
(...)
in relazione alla comunicazione ricevuta dal teste _ del 13 aprile 2005, prendo atto che la fiduciaria non ha più curato gli interessi dei signori _, nell’ultima fase della loro attività lavorativa.

## Considerations