# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 496c890b-0d39-5f87-89ce-21a3ea80539f
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
1. AC 1, cittadino svizzero, incensurato, è nato a _ il _ ed è cresciuto a _ con i genitori e il fratello AC 2, qui coimputato. Dopo le scuole dell’obbligo ha seguito l’apprendistato di decoratore d’interni presso la ditta _ di _ conseguendo il diploma federale nel 2005. In seguito ha lavorato per alcuni mesi nella ditta del padre, anch’egli decoratore, ma ha poi interrotto l'attività per aiutare la madre nella conduzione del bar _ di _ di proprietà della nonna materna. Nel 2005, consigliato dai famigliari, l'accusato ha acquistato dai nonni l'intero stabile in cui era ubicato l’esercizio pubblico, accollandosi un’ipoteca di fr. 600'000.- e ha iniziato a gestire in proprio il locale. A tal fine egli ha effettuato importanti investimenti per rinnovare il locale, che intendeva indirizzare ad una clientela più giovane. Egli, a seguito del finanziamento ipotecario, disponeva di circa fr. 50’000.- /70'000.-, ma i lavori sono venuti a costare più del previsto, circa fr. 250'000.-. Ciò non avrebbe però preoccupato il prevenuto, dato che “
il bar girava alla grande
” e rendeva a suo dire anche fr. 30'000.- al mese, anche grazie agli eventi organizzati dall'accusato, dotato di buona iniziativa. In aula l’imputato ha riconosciuto di essersi un po’ montato la testa per questo buon esito aziendale e di avere preso a condurre una vita brillante e dispendiosa, fatta di uscite nei locali e di feste con (cosiddetti) amici nel corso delle quali era sempre lui a pagare il conto per tutti . Egli aveva inoltre la passione per le automobili sportive e da ultimo conduceva in leasing una BMW M3 da circa fr. 130'000.-.
In occasione del Capodanno del 2007, tuttavia, egli (unitamente ad un socio, nel frattempo deceduto senza avere coperto la propria parte di perdita) ha organizzato un grande evento musicale della durata di cinque giorni presso il _ di Iragna. L'iniziativa si è rivelata fallimentare e ha lasciato uno scoperto di circa fr. 100'000.- per coprire il quale l'accusato ha chiesto aiuto al padre, che ha ipotecato la cascina in montagna. Egli era inoltre ancora debitore di parte delle mercedi d'artigiano per i lavori di ristrutturazione, oltre che evidentemente dei debiti ipotecari.
L’imputato ha dichiarato di non essere riuscito a sopportare questa situazione negativa e di essersi pertanto lanciato in un'altra impresa per ripianare rapidamente la propria situazione debitoria.
Nel 2008 egli ha perciò preso contatto con _ gestore del locale notturno ex _ di _ e ha manifestato il suo interesse a rilevare il locale. _, persona più sperimentata e smaliziata rispetto all'accusato, gli ha ceduto la gestione del locale per fr. 9'000.- al mese e gli ha venduto l’inventario per fr 250’000.-. Inoltre, per poter beneficiare di un aiuto finanziario da parte del fornitore di birra Heineken con cui pagare detto inventario, l'accusato ha nel contempo rilevato anche il locale _, pure sito a _.
A partire dal maggio del 2008, pertanto, l'accusato oltre al bar di Iragna aveva in gestione anche i due locali di _, da lui ribattezzati _ e _, quest’ultimo oltretutto oggetto di onerosi lavori di ristrutturazione prima di essere aperto, ciò che ha comportato di contrarre dei nuovi ed ulteriori debiti.
La _ è stata inaugurata il 1° giugno 2008, il _ il 1° luglio 2008. L'accusato si è però ben presto accorto che i locali non rendevano come sperato. Per sua stessa ammissione il _ non è mai decollato, mentre che la discoteca avrebbe potuto funzionare, solo che la locazione pattuita era troppo alta rispetto agli utili conseguiti. L'accusato quasi da subito non è perciò stato in grado di far fronte agli impegni assunti. Nel novembre 2008 _ ha disdetto per mora il contratto relativo alla _, mentre che il _ è stato chiuso nel febbraio 2009. L’imputato ha dichiarato di aver continuato a lavorare nel bar di _ tentando di incrementarne i profitti per sanare la propria situazione finanziaria, cercando inoltre di ottenere prestiti da parenti e conoscenti per tamponare la difficile situazione debitoria.
Non riuscendo a far fronte alla situazione, l'accusato ha considerato di dedicarsi al traffico di stupefacenti, segnatamente di cocaina, attività che riteneva potesse garantirgli un importante guadagno in tempi brevi, ciò che l’ha portato a commettere i fatti oggetto del presente procedimento.
Interrogato in aula in merito alle sue prospettive di lavoro dopo la scarcerazione, il prevenuto ha dichiarato di avere la possibilità di riprendere la conduzione del bar di _ o di aiutare il padre nella sua attività di decoratore (doc. dib. 4 e 5).
2. AC 2, fratello minore di AC 1, è nato a _ il _. Dopo le scuole dell’obbligo ha frequentato per 3 anni l’apprendistato di idraulico senza però conseguire il diploma. Verso fine 2007 – inizio 2008 ha iniziato a lavorare come barista nel locale di _, ciò che ha fatto sino al suo arresto, nel maggio 2009. A suo dire, egli non avrebbe avuto un vero e proprio contratto di lavoro ma, quale contropartita per i suoi servizi, avrebbe alloggiato gratuitamente nell’appartamento del fratello, sito sopra al bar, e avrebbe ricevuto da lui il denaro occorrente per le sue necessità.
Interrogato dal Presidente sulla sua situazione attuale, egli ha dichiarato di aver ripreso a lavorare al bar subito dopo la sua scarcerazione (doc. dib. 2). Si tratterebbe però unicamente di un'occupazione transitoria, in attesa della scarcerazione del fratello. A quel momento AC 2 si è dichiarato intenzionato a concludere l’apprendistato. L’accusato non ha precedenti penali.
3. AC 3 (in seguito: _), cittadino colombiano, incensurato, è nato in Colombia il _. Egli ha vissuto in patria con la madre (il padre sarebbe stato ucciso quando lui aveva solo 2 mesi) sino agli 8 anni di età e in seguito, quando la madre è partita per la Svizzera, egli ha vissuto con la nonna e alcune zie. Egli avrebbe vissuto in situazione di precarietà economica e la vita in Colombia sarebbe stata molto dura. L'accusato ha un fratello maggiore, attualmente residente in Italia, e una sorella minore che vive in Ticino con la madre. Nel 2005 il prevenuto è venuto a _ a vivere con la madre, il suo attuale marito e la sorellina.
In Colombia egli ha frequentato 9 anni di scuola mentre che in Ticino non ha seguito alcun tipo di formazione. In aula egli ha dichiarato di essersi sentito emarginato a causa delle sue scarse conoscenze linguistiche e di aver quasi subito iniziato a disertare le lezioni.
Tra i 15 e i 18 anni ha sporadicamente lavorato presso le cave _ di _, ditta in cui era impiegato il patrigno. Stando alle sue parole, il responsabile dell’impresa gli avrebbe proposto di seguire la formazione di scalpellino garantendogli, una volta finiti i corsi, un posto di lavoro ma l'accusato avrebbe però rifiutato in quanto - come ripetutamente ribadito in aula - non gli è mai piaciuto andare a scuola.
Compiuti i 18 anni l'accusato ha trovato alcuni impieghi temporanei tramite l'agenzia _ e ha lavorato tra l’altro per la _come trasportatore e montatore di apparecchi. In seguito egli ha conosciuto AC 1 ed è rimasto coinvolto nei fatti qui in esame.
Interrogato sulle sue intenzioni future, ha dichiaro di voler recuperare l’occasione persa e provare a seguire la formazione di scalpellino.
4. AC 4, cittadino serbo, è nato l’_a _ ed è giunto in Svizzera come asilante in tenera età coi genitori. Attualmente l’imputato vive con la madre e i due fratelli minori a _ mentre che, dopo il divorzio, il padre si è trasferito a _. Dopo le scuole dell’obbligo, l’imputato ha lavorato per un anno presso il garage _ di _ come apprendista verniciatore, egli ha però lasciato questo impiego in quanto- come riferito in aula - faticoso. In seguito egli ha effettuato diversi altri stages come meccanico, manovale e falegname ma nessuna di queste attività gli sarebbe particolarmente piaciuta. Egli ha raccontato di avere desiderato diventare calciatore professionista e di avere per questo trascurato la formazione professionale, il sogno si sarebbe però infranto a causa di un brutto infortunio al ginocchio.
L’accusato, come pure la sua famiglia, è a carico dell’assistenza pubblica.
AC 4 non è incensurato, a suo carico figura una condanna del 7 aprile 2008 per furto d’uso e guida senza licenza di condurre alla pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere da fr. 30.- cadauna, sospesa per 3 anni, e ad una multa (vedi classeur 1, sez. 4, n. 3).
5. AC 5, cittadino kosovaro, è nato il _ a _ (Kosovo). Egli è giunto a _ nel 1998 quando ha raggiunto il padre che lavorava in Ticino come operaio. L’accusato ha due sorelle e due fratelli più grandi di lui che vivono in Kosovo con le loro famiglie. Attualmente il padre è pensionato mentre che la madre lavora come donna delle pulizie presso la stazione di servizio autostradale di _. In Kosovo l'accusato ha frequentato i primi 3 anni di scuola elementari e in Ticino ha concluso il ciclo di scuole obbligatorie senza però conseguire il diploma di scuola media in quanto ha bocciato l’ultimo anno. Egli ha poi cominciato a lavorare come cuoco a _, smettendo però già dopo 8 mesi perché gli orari di lavoro erano duri. In seguito ha lavorato, tramite agenzia, come manovale presso la ditta _ di _ per un anno e poi alla _ di _ per un altro anno. A seguito di una ristrutturazione interna egli sarebbe però stato licenziato in quanto privo di particolari qualifiche. Dalla fine del 2008 e sino all’arresto egli si trovava in disoccupazione e percepiva un’indennità mensile pari a circa fr. 2600.-.
Dopo la scarcerazione l'accusato ha lavorato per breve tempo come cameriere in un postribolo, attualmente è impiegato nel contesto di un piano occupazionale (doc. dib. 3).
A carico dell'AC 5 figura un precedente penale per aggressione, reato per cui il 13 agosto 2008 egli è stato condannato ad una pena pecuniaria di 90 aliquote da fr 30.- cadauna, sospesa per 3 anni, e ad una multa (vedi classeur 1, sez. 4, n. 5).
6. AC 6 (in seguito: _), cittadino brasiliano, è nato a _ (Brasile) l’_. Egli ha vissuto in Brasile, allevato dagli zii materni, sino al 2000, quando si è ricongiunto con la madre che lavorava in Ticino come badante e donna di casa. Egli ha 6-7 fratelli da parte di padre mentre che è figlio unico da parte di madre. In Brasile ha frequentato le scuole elementari e i primi due anni delle scuole medie, che ha terminato in Ticino conseguendo il relativo diploma. In seguito l'accusato ha svolto e regolarmente concluso l’apprendistato di montatore elettricista presso la ditta _ di _. Egli ha poi iniziato la scuola dei tecnici di _ ma dopo 2 mesi, a causa delle conseguenze di un’aggressione subita in discoteca, ha dovuto interrompere questa formazione. Nel gennaio 2009 egli si è quindi iscritto alla disoccupazione da cui percepiva fr. 1050.- mensili. Dal 1° febbraio 2010 egli ha ripreso a lavorare come montatore presso la ditta di impianti elettrici di _ a _, assunto per tempo indeterminato.
L’accusato ha due precedenti penali: il 21 febbraio 2005 egli è stato condannato per furto d’uso, guida senza licenza di condurre, conducenti ebri, infrazione alla LCS e inosservanza dei doveri in caso di infortunio a 45 giorni di detenzione, sospesi per 3 anni, e ad una multa; il 5 marzo 2007 egli ha subito una nuova condannata per guida senza licenza di condurre o nonostante la revoca e infrazione alla LCS a una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere da fr 50.- cadauna, sospesa per 4 anni, e ad una multa (vedi classeur 1, sez. 4, n. 7).
7. L’inchiesta che ha portato all’arresto dei qui imputati ha preso avvio il 13 febbraio 2009, allorché la signora _ si è recata in Polizia a _ per denunciare la scomparsa del figlio _ detto _, che essa riteneva partito il 13 gennaio per una breve vacanza con AC 1 in Portogallo, da cui non aveva però più fatto ritorno.
Il giorno seguente la donna si è nuovamente recata in Polizia per comunicare di essere stata nel frattempo informata dall’Ambasciata _ di _ che il figlio era stato arrestato in Colombia il 9 febbraio 2009 siccome in possesso di circa 1 chilo di cocaina.
Questa notizia, poi confermata, ha dato il via ad una serie di accertamenti da parte degli inquirenti ticinesi volti a ricostruire gli spostamenti dei due giovani, ciò che ha consentito di identificare altri biglietti aerei con destinazione il Sud-America acquistati dal AC 1 per sé e per terzi nei mesi precedenti presso la medesima agenzia, la _ di _. E’ quindi stata richiesta ed ottenuta una sorveglianza telefonica a carico del AC 1 al fine di accertare il suo eventuale coinvolgimento in un traffico di cocaina dal Sudamerica. Gli elementi raccolti hanno messo in luce il tentativo da parte sua di importare in Svizzera, tramite corriere, della cocaina il giorno 24 maggio 2009. Tentativo fallito in quanto i due corrieri, AC 2 e AC 3, sono stati arrestati dalle autorità doganali francesi all’aeroporto di _ con ca. 2 chili di cocaina occultati in scatole di cioccolatini. Gli inquirenti ticinesi hanno quindi proceduto nei giorni seguenti all’arresto delle altre persone a quel momento risultate coinvolte nel traffico, tra cui i qui imputati AC 1, AC 4, AC 5, e AC 6.
AC 2 è stato estradato in Svizzera il 12 novembre e AC 3 il 19 novembre 2009.
Quasi tutti gli imputati hanno assunto un atteggiamento sostanzialmente collaborante, ammettendo di essere coinvolti, a vario titolo, nel traffico di alcuni chili di cocaina dal Sud America alla Svizzera, ciò che ha facilitato e accelerato i tempi dell’inchiesta.
L'AC 5 ha tuttavia negato per ben 4 mesi la propria partecipazione a questo traffico, finendo poi per ammettere le sue responsabilità di fronte alle convergenti chiamate in correità dei coimputati.
AC 3 e AC 1 hanno ammesso solo parte degli addebiti a loro carico, ragione per cui nei loro confronti il procedimento ha natura parzialmente indiziaria
AC 4, AC 5, AC 6 e AC 2 sono stati rilasciati in corso d'inchiesta mentre che AC 1 e AC 3, ritenuti dal Procuratore pubblico gli imputati maggiormente coinvolti, sono stati mantenuti in carcerazione preventiva sino all’odierno dibattimento.
8. Il Procuratore pubblico con atto d’accusa del 5 febbraio 2010 ha imputato ai qui accusati il reato di infrazione aggravata alla LFStup per aver organizzato, finanziato l’acquisto, acquistato, trasportato e tentato di importare in Svizzera, secondo i rispettivi ruoli, della cocaina pari complessivamente a circa 6,1 – 6,2 chili (punto 1.2 AA). AC 1 e AC 4 devono inoltre rispondere dell’acquisto di ulteriori 200 grammi di cocaina a _ (punto 1.1 AA), sostanza in (minima) parte venduta da AC 1 e dal fratello AC 2 a terzi (punto 2.1 AA). A AC 1 è inoltre stata addebitata l’infrazione alla LCS (punto 4 AA). AC 4 deve invece rispondere anche di ripetute lesioni semplici, vie di fatto, minaccia e ingiuria per un episodio avvenuto il 27 febbraio 2009 (punti da 5 a 8 AA).
A tutti gli imputati, eccezion fatta per AC 6, è inoltre stata addebitata la contravvenzione alla LFStup per i loro consumi di stupefacente (punto 3 AA).
9. Interrogati sui loro rapporti di conoscenza reciproca gli imputati hanno dichiarato di conoscersi di vista da diversi anni in quanto tutti residenti nella zona di _ e anche per aver frequentato le stesse scuole. I loro rapporti so no poi diventati più stretti frequentando il bar di _ gestito da AC 1. Più recenti sono risultati i legami dei coimputati con AC 3 e AC 6 che hanno iniziato a frequentare il bar di _ solo verso la fine del 2008. AC 3, in particolare, è stato presentato a AC 1 siccome colombiano solo in vista, e allo specifico scopo, di ottenere da lui aiuto nel traffico di cocaina di cui si dirà qui appresso.
10. Va detto sin d'ora che l'inchiesta ha evidenziato come nessuno degli imputati sia un tossicomane dedito alla cocaina, la sostanza oggetto dei loro traffici.
I loro consumi, infatti, sono risultati limitati alla marijuana, consumata saltuariamente -o più assiduamente per AC 3 e AC 2 - sottoforma di spinelli, così come correttamente indicato nell’atto di accusa. Solo AC 1 e AC 3 hanno ammesso di aver provato in 2 o 3 occasioni della cocaina (cfr. verbale dibattimentale, pag. 4), ciò che non fa tuttavia di loro dei soggetti dediti alla sostanza.
L’imputazione di cui al punto 3 dell'atto di accusa è comunque stata ammessa da tutti gli interessati, con la precisazione, riguardante AC 3, che la contravvenzione a suo carico è ritenuta solamente per i consumi effettuati in Svizzera e non invece per quelli (ingenti) durante i mesi trascorsi in Colombia (verbale dibattimentale, pag. 4).
11. Al dibattimento AC 1 ha raccontato di aver iniziato a considerare la possibilità di conseguire importanti guadagni con il traffico di cocaina nell’autunno 2008 dopo aver visto un film (Blow) in cui il protagonista traffica cocaina importata dalla Colombia (e alla fine, comunque, viene condannato a 60 anni di pena detentiva...). Egli ne ha parlato con il _, che sapeva essere dedito ad un piccolo spaccio di cocaina, e con il AC 4, che gli hanno consigliato di rifornirsi a _, dove a loro dire era possibile trovare la droga ad un prezzo interessante così da poterla rivendere con un buon margine di guadagno. Non disponendo AC 4 e _ del denaro necessario, si è concordato che AC 1 avrebbe finanziato l’operazione mentre che i due amici lo avrebbero aiutato nella sua concretizzazione. Al dibattimento AC 1 ha espressamente dichiarato di aver considerato AC 3 solo un aiutante e non un socio nell’affare (verbale dibattimentale, pag. 5). Da un conoscente, _, AC 1 ha ottenuto il numero di telefono di uno spacciatore di _, tale _. Ad inizio novembre del 2008 vi è quindi stata una prima trasferta a _, nei pressi di _, per fare la conoscenza del trafficante, mentre che in occasione del secondo viaggio, avvenuto circa una settimana dopo, è stato perfezionato l’acquisto. AC 1 ha ammesso d’aver comperato da _ 200 grammi di cocaina per fr. 16’000.-. Il viaggio è stato effettuato con due vetture: AC 1 era al volante dell’auto del padre, mentre AC 4 e _ viaggiavano sulla vettura di quest’ultimo, così come deciso da AC 1, che per evitare rischi non voleva avere su di sé lo stupefacente. Dopo l'acquisto egli l’ha infatti consegnato ai due correi affinché lo trasportassero a _, occultata nel loro veicolo.
I tre accusati erano intenzionati a tagliare lo stupefacente e a questo scopo si erano procurati, dopo un giro per molte farmacie del Cantone, circa 800 grammi di mannite in modo da potere disporre di 1 chilo di sostanza da spacciare. Essi si sono quindi recati nella cascina del padre di AC 1 dove hanno proceduto al taglio e confezionato le buste di cocaina da 1 e da 5 grammi da vendere. Contrariamente alle intenzioni, la droga, eccessivamente tagliata, non ha potuto essere venduta a causa della sua pessima qualità (punto 1.1 AA). Per finire, infatti, solo 4 grammi di questa sostanza sono stati effettivamente venduti dagli accusati: AC 1 ha ammesso d’aver venduto 1 grammo a _ e 2 grammi a _, mentre che il fratello AC 2 ha confessato la vendita di un ulteriore grammo al _ (verbale dibattimentale, pag. 5).
Interrogato dal Presidente sul destino di questo stupefacente, AC 1 ha dichiarato di aver detto a _ di prendersela, senza rammentare se questi l’abbia poi presa tutta o solo in parte. L’imputato ha comunque ammesso di avere mentito al Giar e in polizia allorché aveva indicato l'incolpevole _ come colui che aveva ritirato questa cocaina, avendo con ciò voluto (con attitudine particolarmente esecrabile) consumare una personale vendetta nei confronti del _, colpevole agli occhi del AC 1 di avere deposto il falso in polizia al riguardo di una rissa per futili motivi avvenuta all'esterno della discoteca _ di _ in cui il AC 1 era coinvolto (verbale dibattimentale, pag. 5).
Le imputazione di cui ai punti 1.1 e 2.1 AA trovano pertanto conferma negli accertamenti della Corte.
12. Il fallimento di questo primo tentativo di mettersi in affari con la cocaina ha comportato per AC 1 la perdita di fr 16'000.-, più spese.
Egli non ha però desistito dal proprio intento di guadagnare denaro trafficando cocaina, ma ha al contrario alzato la posta, decidendo di andare ad acquistare la sostanza direttamente in Colombia, dove sapeva essere possibile trovare cocaina pura a basso costo. A tale scopo egli necessitava però di qualcuno che conoscesse quella nazione ed avesse dei contatti in loco e _ gli ha pertanto presentato il AC 3, che ha così raccontato il primo incontro con AC 1 (verbale 23 novembre 2009, all. 3.5 RPG, classeur 2 B, pag. 2 e 3):
“
Un giorno durante l'autunno 2008, mentre mi trovavo a _ in zona _, sono stato avvicinato da _ che mi diceva che doveva presentarmi una persona e mi diceva di seguirlo, ricordo che _ aveva l'abitudine di chiamarmi "_". Mi ha quindi accompagnato fino al Bar _ di _, dove mi ha presentato AC 1
(ndv. _). Ci siamo seduti in un tavolino all'esterno, io, _ e AC 1. ADR questa è stata la prima volta che ho visto AC 1 in vita mia. Qui, AC 1
che _, per prima cosa mi chiedevano quanta poteva costare 1 kg di cocaina in Colombia. Io gli rispondevo di non saperlo con esattezza ma stimavo la cifra di 3,5 - 4'000'000.- di PESOS Colombiani pari a circa 2000.-/2500.- dollari americani. Da qui è iniziata una discussione dove i due hanno iniziato a mitragliarmi di domande, mi chiedevano se ero sicuro, se la cocaina era pura, come si poteva fare per trasportarla, eccetera. Infine mi chiedevano se io ero in grado di trovare della cocaina in Colombia, io gli rispondevo che trovare cocaina in Colombia non è assolutamente difficile. Posso dire che quando si arriva in Colombia e si prende il taxi all'aeroporto, già il tassista stesso ti chiede se hai bisogno di cocaina o altre droghe. Ad un certo punto, questi mi chiedevano se io ero d'accordo di accompagnarli in Colombia e come prima risposta io gli chiedevo subito qual era il mio guadagno. AC 1 mi diceva di non preoccuparmi che mi avrebbe fatto lavorare. Io mi dicevo quindi d'accordo e una settima dopo io e AC 1 partivamo per la Colombia. Preciso che io ho dovuto unicamente dare il mio passaporto a AC 1, questo circa 2 giorni dopo il nostro primo incontro, e poi lui ha provveduto a fare i biglietti aerei.”
13. Dalle parole si è (purtroppo) passati rapidamente ai fatti.
Il 21 novembre 2008, solo pochi giorni dopo questo primo incontro, AC 3 e AC 1 sono decollati da _ con destinazione _, dove sono giunti dopo aver fatto scalo ad _ e _. Per giustificare la partenza improvvisa AC 3 ha raccontato alla madre di essere stato invitato in vacanza da un amico ricco che intendeva aprire una discoteca in Colombia e che aveva bisogno di un interprete.
Lo scopo del viaggio era invece quello di allacciare dei contatti e di stabilire i termini dei futuri traffici di cocaina. Come auspicato, AC 3 è effettivamente riuscito a entrare in contatto con un trafficante locale disposto a fornire la cocaina, tale "_", il quale ha però imposto una particolare pattuizione, quasi di natura societaria, secondo la quale per ogni chilo di cocaina venduta al AC 1 questi avrebbe dovuto trasportare in Europa, e quindi vendere per suo conto, il medesimo quantitativo di cocaina di pertinenza di "_" (punto 1.2.1 AA). Nel dettaglio AC 3 ha raccontato che (verbale citato, pag. 3 e 4):
“
II mio compito era quello di trovare delle persone che potevano fornirci cocaina e presentarle al AC 1 ed in seguito fargli da interprete. (...)
Devo dire che all'inizio ho avuto qualche difficoltà nel trovare qualcuno per poter iniziare la collaborazione nel mondo della cocaina. Ho quindi conosciuto un tipo che si fa chiamare "_" che mi disse che lui poteva trovare qualcuno. Questi mi ha poi fatto conoscere "_", persona con la quale abbiamo poi trattato tutti gli affari legati alla cocaina. Qui inizia il casino.”
"_" diceva che lui poteva disporre di cocaina ma che voleva entrare in società con l'_, in questa caso AC 1. Questi diceva che se la quantità di cocaina trattata era 1 kg, doveva essere 500 grammi per l'_ e 500 grammi per lui. Sui quantitativo di 1 kg, lui avrebbe pagato 500 grammi e noi 500, poi noi, o meglio AC 1, avrebbe provveduto a trasportare la cocaina in Svizzera ed a vendere l'intero chilogrammo. II ricavato della vendita sarebbe poi state diviso in parti uguali tra AC 1 ed "_". Questi diceva di non preoccuparsi circa le modalità per fargli avere la sua parte di guadagno perché lui avrebbe mandato in Svizzera qualcuno dalla Spagna.”
Di analogo tenore le dichiarazioni di AC 1 al riguardo (verbale 1° luglio 2008, n. 5, pag. 5 e 6, in classeur 1, sez. 3 ):
“
Questo primo viaggio l'ho fatto io con lo AC 3 (non é quindi vero che ci ero andato da solo come da me indicato nel primo verbale di Polizia dopo l'arresto). Lo scopo era quello di cominciare a vedere come funzionasse l'eventuale acquisto e trasporto e per verificare i possibili contatti laggiù che potesse avere lo AC 3 siccome lui mi aveva detto già prima della partenza che ne aveva. Siccome lui descriveva quel genere di pratiche come assolutamente semplici e banali, io ci sono andato soprattutto per verificare queste sue affermazioni. Laggiù devo dire che ho potuto constatare che effettivamente lo AC 3 aveva dei contatti con possibili fornitori di cocaina. Con lui ci siamo recati direttamente a _ dove lui diceva di avere quei contatti. Io non potevo fare altro che seguirlo ma non ho partecipato a tutti i suoi incontri e contatti. Lui si limitava a riferirmi l'essenziale sui prezzi e sul possibile ammontare dell'investimento in funzione della quantità. I suoi contatti di cui mi riferiva, indicavano forniture di 20/30/50
Kg che per me erano fuori di testa. Io era comunque convinto di limitarmi a comprarne 1 Kg in modo da poi farlo rendere dopo averlo fatto pervenire in Svizzera. I prezzi indicatimi dallo AC 3 variavano fra 2-3'000.00 dollari al chilo per una sostanza pura al 98% che, a suo dire, avrebbe poi potuto essere tagliata in modo da moltiplicarne il guadagno. La mia intenzione non era quella di tagliarla con altre sostanze, vista l'esperienza negativa di quell'acquisto di _, ma semplicemente di accontentarmi del comunque notevole guadagno vendendola al dettaglio in Ticino. L'idea che mi era fatto io era più o meno di investire CHF 10-20'000.00 per poi ricavarne, dedotte le spese, CHF 50-60'000.00, anche se però non ero cognito dei prezzi di mercato effettivi esistenti in Svizzera. Durante questa viaggio non abbiamo concluso nulla di concreto ma solo instaurato i possibili contatti con fornitori per il tramite dello AC 3. Con lui siamo partiti e rientrati insieme. Lo AC 3 e poi ripartito nuovamente per _ il 07.12.2008 con un volo da me pagato, così come avevo gia fatto con quello precedente. Scopo di questa secondo suo viaggio era quello di concretizzare una possibile fornitura di cocaina. Lo AC 3 continuava a ripetermi che ci pensava a tutto lui e mi tranquillizzava sul fatto che l'affare sarebbe andato in porto. Io mi limitavo a finanziare l'operazione, mentre invece lui avrebbe pensato a tutto il resto in Colombia.”
In aula AC 1 ha pure confermato l’esistenza dell'accordo sulla partecipazione paritaria del trafficante sul quantitativo trasportato (verbale dibattimentale, pag. 6).
I due hanno quindi fatto ritorno in Ticino il 29 novembre 2008.
14. Pochi giorni dopo, il 7 dicembre 2008, AC 3 è ripartito da solo alla volta della Colombia, questa volta a tempo indeterminato, dapprima per concretizzare la prima spedizione di un chilo di cocaina, di cui 500 grammi di AC 1 e 500 grammi di _ (punto 1.2.2 AA), e in seguito (dato l'insuccesso della prima spedizione) per fungere da vero e proprio basista e referente in loco del AC 1 nell'organizzazione di tutte le altre spedizioni di cocaina, di cui si dirà di seguito.
Durante la sua permanenza (che si protrarrà sino al 20 maggio 2009) AC 1 ha provveduto al suo sostentamento inviandogli tramite agenzia circa US 1'500.- al mese, soldi con cui AC 3 si è dato alla bella vita, come da lui stesso candidamente ammesso (verbale citato, pag. 8):
“
Si viveva bene, come dei Re. Si frequentava sempre discoteche e si avevano sempre donne a disposizione (sia a pagamento che no). Che pagava tutto era sempre AC 1. Non so quanto ha speso. Posso dire che quando era in Colombia da solo, ho sempre mantenuto il medesimo standard di vita, per potermi permettere ciò AC 1 mi spediva circa Frs. 1'000.- / 1'500.- al mese. Con questi soldi io pagavo per "tutto il mondo", per tutti i miei amici. Almeno 5 o 6 persone tutti i giorni. A titolo di paragone, il salario medio in Colombia é di circa 200.- US$ al mese.”
15. Il primo invio di cocaina dalla Colombia è stato tentato pochi giorni dopo.
L’11 dicembre 2008 AC 1 ha infatti inviato AC 5 in Ecuador, paese ritenuto più sicuro della Colombia (siccome meno controllato), a ritirare ed importare in Svizzera un chilo di cocaina (punto 1.2.3 AA).
In relazione a questo viaggio AC 1 si è così espresso (verbale 3 giugno 2009, all. 1.4 RPG pag. 4):
“
Per ritornare al mio primo viaggio in Colombia, una volta fatto rientro in Svizzera ho titubato per qualche giorno. Ricevevo pressioni da parte di AC 3 che mi diceva che qui, inteso in Colombia, aspettavano una mia decisione e da parte mia gli rispondevo che dovevo riflettere. In realtà il mio problema era trovare i soldi. Ho quindi deciso che avrei trattato 1 chilogrammo di cocaina e lo comunicavo a AC 3. Questi mi diceva di fare di più ma io ribadivo che volevo solo 1 kg. Gia in Colombia mi era stato detto che 1kg di cocaina costava US$. 2'500.-. A questo importo vi era da aggiungere, così come aveva trattato AC 3 con il suo contatto durante il nostro soggiorno in Colombia, il prezzo per far giungere la cocaina sino a _ in Ecuador. Difatti ci era stato detto che l'arrivo in Europa dall'Ecuador era meno a rischio che l'arrivo dalla Colombia. Per far giungere la cocaina a _ ci avrebbe pensato l'organizzazione dietro pagamento di US$ 2'500.-. Preciso che essendo il nostro primo trasporto questa importo ci é stato "condonato" e non abbiamo dovuto pagarlo. A questo punta rimaneva da pagare unicamente l'uscita da _. In sostanza l'organizzazione ci diceva che loro potevano pagare dei funzionari all'aeroporto così da eludere i controlli in partenza dall'Ecuador, questa operazione costava US$ 4'500.- /
5'000.-, importo che io ho accettato di pagare.”
AC 1 ha quindi inviato in Colombia tramite agenzia il denaro necessario a concludere l’affare indirizzandolo ai destinatari indicatigli da AC 3. A questo punto occorreva trovare il corriere. Stando alle parole di AC 1, i colombiani potevano mettere a disposizione un sudamericano ma, per motivi di sicurezza, essi gli hanno consigliato di far capo ad un corriere europeo. AC 5 si è perciò offerto volontario (verbale citato, pag. 4):
“
A questo punto mancava unicamente il corriere. L'organizzazione avrebbe potuto fornire un corriere al prezzo di US$ 18'000.-, un terzo subito e due terzi all'arrivo. Dicevano comunque che loro avevano solo corrieri sudamericani che erano giudicati a rischio di controlli in entrata in Europa. Per questo motivo mi consigliavano di procurarmi un corriere europeo. A questo punta dovevo trovarmi un corriere. Ricordo che una sera eravamo a casa mia IO, AC 5 (ndr _) e _ ed abbiamo affrontato il discorso corriere. Nel discorso si e parlato apertamente di trasportare 1 kg di cocaina dall'Ecuador alla Svizzera, ognuno dei presenti era coscienti di cosa si doveva trasportare. Ricordo che _ mi disse, quasi rincresciuto, che sarebbe andato lui ma non avendo il passaporto ed avendo lo statuto di asilante non poteva lasciare la Svizzera. Allora AC 5 si é fatto avanti e si é offerto per effettuare il trasporto. Io gli chiedevo se sapeva cosa si trattava di fare e a cosa avrebbe potuto andare in contro, lui mi rispondeva di si e che era certo di avere “le palle” per fare una cosa del genere. Concludeva unicamente dicendo di fargli il biglietto e di dirgli quando doveva partire. Visto ciò ho deciso di affidare a AC 5 questo primo trasporto.”
Interrogato su questi fatti, AC 5 ha subito confermato di essere partito per l’Ecuador, ciò che del resto non avrebbe potuto negare visti i riscontri del biglietto aereo e i timbri sul suo passaporto. Egli ha nondimeno fermamente negato, durante 11 verbali di interrogatorio e questo per sino all’8 ottobre 2009 quando ha modificato la sua versione, di essersi recato in Sudamerica per prendere in consegna della cocaina. Stando al suo (iniziale) racconto egli sarebbe stato incaricato unicamente di ritirare una valigia contenente denaro. Accortosi al momento in cui la stessa gli è stata portata che essa conteneva cocaina, egli si sarebbe rifiutato di prenderla in consegna.
In realtà, la valigia, che egli ha infine ammesso avere saputo contenere cocaina e non denaro, non è mai arrivata in Ecuador. A questo proposito AC 1 ha dichiarato che AC 3 gli aveva comunicato che il viaggio aveva dovuto essere rinviato di 2 giorni in quanto all’aeroporto non era in servizio il funzionario corrotto dai colombiani. AC 5 non ha però atteso oltre ed è rientrato in Svizzera a mani vuote il 17 dicembre 2008.
Interrogato dal Presidente sulle ragioni (di una pochezza sconcertante) che lo hanno spinto a fare il viaggio, AC 5 ha dichiarato di essere stato allettato dalla possibilità di visitare (gratuitamente) un posto in cui non era mai stato e per ricambiare AC 1 del credito che gli faceva al bar di _, permettendogli di mettere in conto le consumazioni sino alla fine del mese.
Se AC 1 e AC 5 hanno ammesso il loro coinvolgimento, va detto che per sua parte AC 3 ha negato, sia in fase predibattimentale che in aula, la sua partecipazione, e ha dichiarato di non sapere nulla di quanto accaduto in Ecuador. Sarebbe perciò stato il solo AC 1 ad organizzare il tutto, ipotesi apparsa inverosimile alla Corte.
E’ infatti stato lo stesso AC 3 a dichiarare in un suo verbale che reputava poco probabile che AC 1 potesse attivarsi da solo, sia per le carenze linguistiche che per la mancanza dei giusti contatti con i trafficanti (verbale 23 novembre 2009, all. 3.5 RPG, pag. 7):
“
ADR che non penso che AC 1 si sia attivato in solitaria, senza il mio aiuto, per recuperare della cocaina, non sarebbe stato in grado di comunicare e finire un affare del genere. Poi loro erano tutto il tempo con me”.
Nello stesso verbale egli ha altresì precisato che AC 1 non aveva contatti diretti con _. Inoltre va ritenuto che AC 3 si trovava (spesato) in Colombia proprio per tenere i contatti coi trafficanti e per organizzare il trasporto dello stupefacente, ragione per cui non avrebbe avuto alcun senso se AC 1 avesse fatto a meno del suo aiuto pagato per agire da solo o far capo ad un terzo proprio in occasione della prima operazione.
Inoltre AC 3 è esplicitamente chiamato in causa da AC 1, che ha costantemente affermato di avere sempre agito per il tramite del coimputato (verbale 21 dicembre 2009, all. 1.19 RPG, pag. 2):
“
Il tutto è stato da me finanziato e concordato sul posto per il tramite dello AC 3 al quale inviavo i soldi necessari che lui mi chiedeva per l’acquistato della droga.”
Alla luce di tutto quanto precede la Corte ha ritenuto AC 3 non credibile e gli ha addebitato la partecipazione a questa (tentata) fornitura di cocaina.
16. AC 1, malgrado questo insuccesso, non ha desistito dal suo intento e il 13 gennaio 2009 si è recato personalmente in Colombia. Questa volta egli si è fatto accompagnare a _ dal _, al quale ha pagato il biglietto aereo. A dire del AC 1 lo scopo del viaggio era in primo luogo quello di recuperare i soldi spesi per la precedente spedizione oppure di ricevere il chilo di cocaina già pagato (cfr. il verbale di AC 1 del 10 giugno 2009, all. 1.6 RPG, pag. 3 e 4). Dagli atti risulta tuttavia che egli durante la sua permanenza si è fatto inviare del denaro dal fratello AC 2 e da AC 4. In aula AC 1, diversamente da quanto sostenuto nei verbali predibattimentali, ha infine ammesso di aver acquistato sul posto, sempre per il tramite di AC 3, 500 grammi di cocaina e di essersi accordato con _ affinché egli li importasse in Svizzera con i 500 grammi di pertinenza di _. Secondo gli accordi, il _ si sarebbe impegnato a smerciare lo stupefacente in Ticino ed il guadagno sarebbe poi stato diviso tra i due (verbale dibattimentale, pag. 7).
Il 9 febbraio 2009 il _ (come anticipato al consid. 7) è però stato fermato all’aeroporto di _ con 1,105 chili di cocaina occultati nella valigia. Per quanto è dato di sapere, egli è stato condannato ad una pena detentiva di 4 anni, che (almeno da un certo momento) gli è stato concesso di espiare in un regime facilitato di arresti domiciliari ed egli si trova pertanto tuttora in Colombia.
AC 1, venuto a conoscenza dell’arresto dell’amico quasi in diretta, che gli agenti hanno lasciato usare il cellulare al _ che ha appunto chiamato il correo, ha precipitosamente fatto rientro in Svizzera per vie traverse, passando cioè dall'Ecuador, sobbarcandosi così l'ulteriore trasferta e affrontando costi supplementari, rientrando infine il 13 febbraio 2009 (punto 1.2.4 AA).
17. Nemmeno questo nuovo fallimento, che ha oltretutto tangibilmente mostrato al AC 1 i concreti rischi di quel genere di affari e che ha causato l'arresto in terra straniera di un amico, ha saputo produrre il benché minimo ripensamento nel AC 1.
Al contrario, come se nulla fosse avvenuto, già solo pochi giorni dopo il suo rientro egli, tramite dei prestanome (di cui si dirà più avanti) ha trasferito in Colombia ulteriori circa fr 14'000.- destinati, per sua stessa ammissione, a finanziare una nuova spedizione di stupefacenti (punto 1.2.5 AA). Stando al racconto del AC 1, AC 3 lo aveva infatti informato che i trafficanti avevano proposto un sistema di dissimulazione dello stupefacente sicuro al 100%, in cui la cocaina sarebbe stata fusa con la plastica della valigia. Il costo dell'operazione era di fr. 14'000.- e il corriere avrebbe questa volta dovuto partire dal Brasile, dove la valigia gli sarebbe stata recapitata dai colombiani.
AC 1 ha acconsentito e si è messo alla ricerca del corriere. Su indicazione del fratello AC 2, ha avvicinato AC 6, giovane che conosceva in quanto frequentava il suo bar, e gli ha proposto di fare il viaggio come corriere. AC 6 ha accettato e l’11 marzo 2009 è partito per il Brasile. A causa di non meglio precisati contrattempi la valigia di/con cocaina non è però arrivata in loco nei tempi previsti e AC 6, stanco di aspettare, ha fatto ritorno in Svizzera il 19 marzo benché il AC 1, poi risentitosi con lui, avesse cercato di convincerlo a posticipare la data del rientro (per i dettagli cfr. il verbale di AC 1 del 25 giugno 2009, all. 1.10 RPG, pag. 3).
AC 1 e AC 6 hanno ammesso i fatti mentre che AC 3 - come per la fornitura che avrebbe dovuto partire dall’Ecuador - ha negato il proprio coinvolgimento.
La Corte non gli ha creduto sulla scorta delle medesime considerazioni espresse in precedenza, alle quali si rinvia. Inoltre, per questa fattispecie la Corte ha anche ritenuto come i soldi inviati in Colombia il 18 febbraio 2009 siano stati spediti a persone indicate a AC 1 dallo AC 3, circostanza che questi ha ammesso, per il che è accertato che AC 3 ha ricevuto il denaro destinato a pagare l'operazione, ciò che rende ulteriormente inverosimile la tesi della sua estraneità.
18. In aula AC 1 ha riconosciuto che il rientro a mani vuote di AC 6 dal Brasile è stato per lui un ulteriore smacco. A quel punto egli aveva infatti già spedito in Colombia più di fr. 30'000.- oltre ad essersi assunto tutti gli altri costi connessi (viaggi aerei, permanenza di AC 3 in Colombia, ecc.) senza però essere riuscito a far giungere in Svizzera neppure un grammo di cocaina.
Contro ogni ragionevolezza, e a dispetto delle asserite difficoltà economiche, egli ha comunque deciso di finanziare e promuovere un’ulteriore spedizione (poi rivelatasi essere l’ultima visto l’arresto dei qui imputati) di due chili di stupefacente dalla Colombia alla Svizzera. Questa volta egli ha inviato sul posto addirittura il fratello AC 2 a cui aveva nel frattempo confessato di essere coinvolto nel traffico di cocaina (punto 1.2.6 AA). Interrogato sulle ragioni di questa scelta, AC 1 ha ammesso di non essere andato lui personalmente in Colombia in quanto non voleva rischiare e temeva di essere controllato dalla polizia, avendo già effettuato due viaggi in Sudamerica in pochi mesi (verbale di AC 1 del 24 settembre 2009, all. 1.15 RPG, pag. 1 in classeur 2B). Visto che il giovane AC 2 non aveva mai viaggiato da solo, il fratello lo ha accompagnato in aereo sino a _. Il 13 maggio 2009 i giovani si sono quindi fatti portare in auto da AC 4 e AC 5 all’aeroporto di _ da dove sono partiti. Era poi previsto che AC 2 sarebbe rientrato assieme allo AC 3, il cui bueno retiro in Colombia prendeva perciò fine, dopo 5 mesi, in quella circostanza.
Il viaggio è stato bene raccontato da AC 2 (verbale 24 novembre 2009, all. 2.6 RPG, pag. 2 e segg. in classeur 2B):
“
Durante la conversazione con mio fratello avvenuta la settimana prima della mia partenza, questi mi diceva che stava facendo “un strus”
(un affare poco chiaro) con la Colombia. Mi diceva che necessitava di una persona disposta a recarsi in Colombia a ritirare della cocaina da poi trasportare sino in Ticino, aggiungendo che lui non riusciva a trovare nessuno. Mi chiedeva quindi se riuscivo a trovare qualcuno disposto ad effettuare questa viaggio. II giorno seguente ho avvicinato mio fratello e gli dicevo che in Colombia sarei andato io personalmente. In un primo tempo AC 1 mi chiedeva se era sicuro, mi diceva di rifletterci sopra, di essere convinto prima di prendere una decisione del genere che avrebbe anche potuto condurmi in prigione.
Io
gli dicevo che non era il momento di fare troppe discussioni e che la decisione l'avevo presa. A questa punta gli chiedevo di spiegarmi bene, di riferirmi i dettagli su cosa avrei dovuto fare e come muovermi una volta in Colombia. Lui mi diceva che si trattava di prendere della cocaina, se non erro mi disse 1 kg, da poi trasportare in Ticino, mi disse che a _ sarebbe venuto a prendermi lo AC 3 che poi avrebbe pensato a tutto lui. Io dovevo "solo" prendere in consegna la cocaina al momento della partenza e portarla in Ticino. Io ribadivo che era intenzionato ad effettuare il viaggio. Uno o due giorni dopo questa decisione, con AC 1 siamo quindi andati alla _ di _ a fare i biglietti aerei. Si prenotava il mio biglietto _ con partenza il 13.05 e ritorno il 21.05. Contemporaneamente AC 1
prenotava un biglietto _ - _ - _ per il 13.05.2009. Oltre a questi due biglietti si prenotava pure un biglietto _ - _ - _ per il 21.05. a nome di AC 3
.
I biglietti sono stati subito pagati da AC 1
,
non ricordo l'importo esatto, con soldi che presumo provenivano dall'incasso del bar.
D: per quale motivo AC 1
ha prenotato un volo _?
R: sono stato io a chiedere a AC 1 se poteva accompagnarmi sino a _ siccome era la prima volta che volavo da solo ed avevo il timore, una volta a _, di sbagliarmi non riuscendo poi a prendere il volo per la Colombia.
(...)
ADR
che prima di partire per la Colombia, dicevo ai miei parenti ed amici che mi sarei recato una settimana in vacanza a _. ADR che ho salutato mio padre la sera prima della partenza, lui mi diceva di fare il bravo e di non fare lo scemo siccome giù erano posti pericolosi. Li ho capito, benché io non glie lo avevo detto, che mio padre sapeva che mi sarei recato in Colombia e non a _. Credo però che non sapesse cosa andavo a fare perché sennò me lo avrebbe proibito e mi avrebbe impedito di effettuare il viaggio.
(...)
Giunto a _, ho fatto dogana ed uscito dall'aeroporto vi era AC 3 ad attendermi. ADR che AC 3 l'ho conosciuto, al Bar _, poco prima della sua partenza per la Colombia quando poi è rimasto giù per 5 mesi. Ricordo che é stato AC 1 a presentarmelo dicendomi che era il colombiano del quale mi aveva parlato e con il quale si era appena recato in Colombia. Dopo esserci salutati, abbiamo preso il bus per _. Ricordo che so no state io a pagare il bus per entrambi, mi sembra circa 20'000.- Pesos colombiani in totale pari a circa Euro 10.-. Dopo 9 ore di viaggio siamo giunti a _ e ci siamo accomodati in un appartamento che penso era di AC 3. E' in questa appartamento che abbiamo soggiornato per tutta la settimana. ADR che durante la mia permanenza a _, questa appartamento era un po' come un porto di mare, c'era un via vai di gente, uomini, donne, qualcuno stava.
(...)
Come già detto negli 8 giorni che mi sono fermato a _, ho conosciuto diversi amici di AC 3 con i quali passavo le giornate. Ribadisco che ogni tanto AC 3 partiva e stava via 3 o 4 ore ma non mi diceva mai dove andava e a far cosa. Io non glie l'ho mai chiesto. Posso comunque presumere che durante queste assenze si sia pure occupato dell'affare cocaina soprattutto perché era lui che teneva i contatti con i fornitori e si occupava di tutto. Io anche in conseguenza del fatto che non parlo spagnolo, non ho mai avuto contatto con i fornitori di cocaina colombiani, oltretutto questa non rientrava nei "miei compiti" ma in quelli di AC 3. II giorno 21.05, alla mattina, AC 3 mi diceva che il bus per _ partiva durante il pomeriggio. Io mi occupavo dunque di iniziare a preparare i miei bagagli quando, verso mezzo giorno, AC 3 mi diceva di aspettare siccome, per motivi di sicurezza, bisognava posticipare la nostra partenza. Quando AC 3 mi ha detto "motivi di sicurezza" ho subito capito che dovevano esserci dei problemi di controlli di polizia all'aeroporto e dunque non si voleva correre rischi. II giorno seguente, AC 3 mi comunicava che la nuova data di partenza era fissata per il 23.5, aggiungendo pure che aveva già provveduto per i nuovi biglietti tramite mio fratello AC 1. Lo stesso giorno (22.5), in tarda mattinata, abbiamo poi preso il bus per _. Giunti a _ abbiamo cercato un albergo in centro città. Non ricordo il nome dell'albergo. Abbiamo preso una camera con all'interno 6 letti ma eravamo solo io e AC 3. Ho pagato io ma non ricordo l'importo esatto. Durante la serata, se non erro erano già passate le 2100, ho deciso di andare a fare un giro per _. Chiedevo a AC 3 se voleva venire assieme ma questi mi risponde di essere stanco, si raccomandava di non allontanarsi troppo siccome non eravamo a _. Chiaramente non sono andato molto distante dall'albergo ma ho fatto il mio giretto, di circa una ora e mezza, siccome volevo vedere anche questa città,
Al mio rientro in camera, trovavo AC 3 in compagnia di un uomo di colore. Era un colombiano con pelle scura. Non so il suo nome e non mi é stato detto. Questo uomo era venuto appositamente a portarci la cocaina. Mi vennero mostrate le otto scatole di cioccolatini e mi venne detto che al loro interno vi era celata la cocaina. Mi venne quindi chiesto se era tutto a posta o se vi era qualcosa che non mi convinceva. Io dissi che tutto era a posto, che andava bene così. Il colombiano scuro di pelle lasciava quindi la nostra camera ed io e AC 3 ci siamo occupati di depositare i pacchetti di cioccolatini nelle mie valige. Abbiamo deposto 4 pacchetti per valigia, pacchetti sopra ai quali mi ero preoccupato di scrivere i nomi dei miei parenti, facendo finta che erano dei regali per loro. Così facendo avevo pensato che in caso di controllo da parte di qualche autorità, avrei potuto subito giustificare la presenza dei pacchetti di cioccolatini mostrando pure loro a chi erano destinati (mamma, nonna, ecc). Cosa che ho pure effettivamente fatto al momento del mio fermo ma senza successo. La mattina seguente abbiamo poi preso i nostri bagagli (io le mie due valigie e AC 3 la sua) e ci siamo recati, a mezzo taxi, all'aeroporto. (...) Una volta atterrati a _, siamo usciti dall'aereo, percorso il "tubo" che dall'aeroplano porta al terminal. Qui, a circa 50 metri dall'aereo e circa 2 minuti dopo essere scesi dallo stesso, siamo stati sottoposti al controllo passaporti da parte delle autorità doganali. Visto il mio passaporto, le autorità mi chiedevano di mettermi da parte e rimanere a loro disposizione che si sarebbe proceduto al controllo dei miei bagagli. Dietro di me é giunto lo AC 3, Le autorità controllarono il suo passaporto e dopo il controllo lo lasciarono proseguire augurandogli buon viaggio verso la Svizzera. AC 3 si e però fermato dicendo alle autorità che era in viaggio con me, a questa punto pure a lui é stato chiesto di mettersi da parte e di rimanere a disposizione. Abbiamo quindi seguito le guardie nei sotterranei dove, raggiunto un locale, vi erano le mie valige che nel frattempo erano state scaricate dall'aeroplano ed ivi trasportate.”
Come risulta dal dossier trasmesso dalle autorità francesi, controllando i bagagli di AC 2, i doganieri hanno rinvenuto 4 scatole di cioccolatini nella prima valigia senza sul momento nulla eccepire. Quando però anche dalla seconda valigia (non dimentichiamo destinata alla Svizzera) sono spuntate 4 scatole di cioccolatini colombiani, la circostanza deve essere sembrata strana anche agli occhi di un doganiere solo moderatamente sospettoso. Nei cioccolatini, infatti, erano celati 2,050 chili di cocaina, oltretutto di modesta qualità (36%) per rapporto ai normali standard di purezza delle zone di produzione (prossimi al 90%) ed anche per rapporto alle intenzioni degli autori, per cui è lecito dire che gli imputati erano oltretutto stati fregati sulla qualità della merce.
AC 2 e AC 3 sono quindi stati arrestati e incarcerati in due diversi carceri parigini.
Essi nel corso del mese di novembre 2009 sono poi stati estradati in Svizzera a seguito della richiesta delle autorità ticinesi.
Questi fatti così come descritti da AC 2 sono stati confermati dallo AC 3 sia in fase predibattimentale (cfr. i suoi vedi anche verbali 26 novembre 2009 all. 3.7 RPG, pag 4 e 5 e 18 dicembre 2009, all. 3.9 RPG, pag. 5) che in aula.
Anche AC 1 è pacificamente reo confesso nel suo ruolo di organizzatore e finanziatore dell'operazione, nonché di destinatario dello stupefacente.
19. Già si è detto che l'arrivo della partita di cocaina era atteso dagli inquirenti ticinesi, che avevano attivato un controllo telefonico sull'utenza in uso a AC 1.
Poco dopo l'arresto dei due corrieri si è perciò, come già detto, proceduto al fermo delle altre persone coinvolte.
20. L'inchiesta ha riguardato anche i flussi di denaro tra la Svizzera e la Colombia legati alle varie operazioni di acquisto e tentata importazione della cocaina (classificatore 4, sezione 7). Si è così stabilito, come indicato nell'atto di accusa, che nel corso del solo 2009 (i dati del 2008 non erano purtroppo più disponibili) è stata effettuata una trentina di versamenti per complessivi fr. 46'000.- tramite un’agenzia di _ attiva nel negozio di generi alimentari _ di viale _, a _. I singoli versamenti, sempre inferiori a fr. 3'000.- per evitare controlli non già alla partenza (siccome inesistenti) ma, parrebbe, all'arrivo in Colombia, sono stati effettuati dagli imputati (eccezion fatta per lo AC 3, che si trovava in Colombia) o da terzi per conto di AC 1 ed in favore di prestanome colombiani.
I qui imputati erano perfettamente consapevoli della destinazione del denaro, ragione per cui essi così facendo hanno partecipato alle singole operazioni in maniera penalmente rilevante, aiutando cioè il finanziamento dell'acquisto di cocaina destinata ad essere importata in Svizzera.
Quanto ai terzi a cui AC 1 ha chiesto di spedire denaro in proprio nome e per suo conto (il nonno, la zia, la propria ex ragazza, la madre di AC 3, ecc.), essi non sono stati perseguiti, facendo difetto la volontà di commettere reato, ma va comunque segnalato a questo proposito il riprovevole comportamento di AC 1, che non si è fatto scrupolo di usare dei terzi per fare loro commettere inconsapevolmente un reato.
21. Così accertati i fatti, la Corte ha ritenuto meritevole di conferma l’imputazione di cui al punto 1.2 dell'atto di accusa, ragione per cui gli accusati risultano autori colpevoli di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, ognuno secondo il rispettivo ruolo. Per il solo AC 4 il reato risulta in parte commesso per complicità e non in correità.
22. AC 1 deve inoltre rispondere di infrazione alla LCS per avere omesso di azionare correttamente il freno di stazionamento del proprio autoveicolo BMW targato _ in una strada in pendenza, con la conseguenza che il mezzo si è messo in movimento ed è finito in una scarpata, fatti ammessi dall’imputato (verbale dibattimentale, pag. 7; punto 4 AA).
23. AC 2 ha inoltre ammesso la correttezza dell’addebito di cui al punto 2.2 AA (verbale dibattimentale, pag. 4) per avere venduto a _ 12 grammi di marijuana e per aver messo a disposizione di _, _, _ e _ complessivi ca. 500 grammi di marijuana per delle fumate collettive o individuali, sostanza da lui stesso coltivata a _.
24. AC 4 è autore confesso dei reati di ripetute lesioni semplici, vie di fatto, minaccia e ingiuria (punti 5, 6 e 7 AA) per avere, la sera del 27 febbraio 2009 a _, durante il Carnevale, insultato e minacciato PC 1, nonché per avere colpito lui, la sorella PC 3 e PC 2.
25. Secondo l’art 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Per l’art 49 CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.
26. AC 1 è sicuramente (e di gran lunga) l'imputato più compromesso dal punto di vista oggettivo, avendo egli (in parte per mezzo dei suoi correi)
organizzato e finanziato l’acquisto, acquistato, detenuto, trasportato e tentato di importare in Svizzera complessivi 5’855/6’355 grammi di cocaina. Egli deve inoltre rispondere della vendita di 4 grammi di cocaina, della contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e di infrazione alla LCS.
Il quantitativo di stupefacente è importante, e la gravità oggettiva del reato è accresciuta dal fatto che l'autore, per sua stessa ammissione (verbale 27 maggio 2009, all. 1.1 RPG, pag. 5; verbale PP 1° luglio 2009, all. 1.11 RPG, pag. 6) intendeva procurarsi stupefacente puro o quasi (egli fa esplicita menzione di purezza al 98%, ed è in effetti possibile arrivare circa al 90%). D'altronde siffatto intento (oltre a quello di acquistare ad un prezzo molto basso) è implicito nell'agire di chi, come lui, va a rifornirsi direttamente alla fonte, nel paese di produzione. Questo con l'evidente scopo, anch'esso ammesso nei verbali poc'anzi citati (e comunque deducibile dal pesante, perfino esagerato taglio della partita acquistata a _) di potere tagliare la sostanza (o rivenderla come pura, e quindi suscettibile di essere tagliata dall’acquirente) e quindi il proprio guadagno. E' perciò in tal senso irrilevante, ossia non giova all'autore, che la cocaina sequestrata in Francia avesse un grado di purezza solo del 36%, in quanto ciò non corrispondeva alle intenzioni del AC 1.
La Corte, comunque, nella valutazione della gravità oggettiva del reato non si è limitata a sommare i quantitativi delle singole operazioni (ipotesi in cui la pena a carico del AC 1 sarebbe stata notevolmente maggiore), ma ha invece considerato in suo favore che egli intendeva in realtà portare a termine un'operazione da 1 - 2 kg di cocaina pura, accettando la sua spiegazione secondo cui egli intendeva "unicamente" guadagnare il denaro necessario a coprire i suoi debiti, e che è con questo intento che egli ha reiterato nei tentativi di importazione, assommando così (tenuto conto anche dei 200 grammi di _) il predetto quantitativo complessivo.
Anche così, però, il reato nel suo complesso permane oggettivamente molto grave, sia per il quantitativo di stupefacente puro, ma anche per le modalità, consistenti nell'acquisto direttamente in Colombia e nel tentativo (reiterato in svariate modalità per ben 4 volte) di aprire un canale di passaggio diretto della cocaina dalla Colombia alla Svizzera, modalità la cui grande potenziale pericolosità è di manifesta evidenza.
Grave è anche l'oggettivo riscontro della creazione di una certa qual struttura organizzativa finalizzata al compimento del reato.
AC 1 non ha infatti agito da solo, ma è invece il promotore -sia pure con tutte le ingenuità del caso- di un gruppo di giovani privi di scrupoli e moralità, da lui reclutati. Egli ha investito mezzi molto ingenti nel proprio traffico (nel complesso circa fr. 100'000.- tra soldi spediti in Sudamerica, acquisto a _, spese di viaggio e di soggiorno sue, dei corrieri e del basista, ecc.), ha addirittura inviato e mantenuto in loco per 5 mesi un proprio referente, ha trovato ed ingaggiato corrieri e prestanome per le spedizioni di denaro.
Tutto questo concorre, a mente della Corte, ad aggravare pesantemente l'oggettiva gravità del reato, già notevole per il motivo dell'elevato quantitativo di stupefacente puro oggetto dei traffici.
La gravità dei reati commessi è però notevole anche dal punto di vista soggettivo.
Le predette considerazioni sulle modalità organizzative sono in effetti rivelatrici di una intraprendenza criminale del AC 1 decisamente fuori dal comune -si ricordano, fortunatamente, pochi altri casi di ticinesi con l'impudenza di andare a rifornirsi direttamente in Sudamerica-, ma forse ancora più di questo colpisce, in senso negativo, l'incrollabile pervicacia con cui il AC 1 ha reiterato nei propri tentativi, impermeabile al fallimento, privo di ripensamenti (la nuova operazione iniziava pochi giorni dopo il fallimento della precedente), sordo ad ogni monito -anche a quello clamoroso dell'arresto del _ a _ - ed incurante perciò del (a quel punto) concreto rischio di finire in prigione, disposto perfino a fare rischiare il carcere ai parenti più stretti (non solo il fratello AC 2, ma anche il padre) piuttosto che desistere. AC 1, a dispetto dell'età, ha dimostrato una reiterazione criminale che ha pochi eguali. Se avesse potuto vendere l'anima per fare arrivare la cocaina l'avrebbe fatto. Il fratello e il padre, del resto, non si è fatto scrupolo di venderli.
Il movente di tanta intensità criminale è futile. AC 2 era animato dal desiderio di facile guadagno, il che è diverso dall'ammettere che egli era in seria difficoltà finanziaria, come da lui sostenuto. E' vero che egli aveva dei debiti e che aveva perso del denaro. E' però anche vero che egli non aveva l'acqua alla gola e che gli rimaneva il bar di Iragna come fonte di sicuro introito. Con un po' di pazienza, e senza megalomania (ossia acquisto a casaccio di locali notturni per tentare di moltiplicare i guadagni), egli avrebbe ripianato le perdite. D'altronde, che egli non fosse finanziariamente al lumicino è dimostrato dagli ingenti mezzi, circa fr. 100'000.-, che ha saputo mobilitare per finanziare il traffico di cocaina e che dimostrano come egli non fosse in realtà in situazione di emergenza.
In un simile sconsolante contesto (preoccupante invero anche in chiave futura), non sarebbe esagerato determinarsi sulla base di una pena assai pesante, nell'ordine di 9-10 anni di carcere.
La Corte ha nondimeno tenuto conto, con generosità, degli elementi favorevoli all’imputato, che hanno permesso di mitigare la pena odierna.
Essa ha considerato l'incensuratezza e la giovane età dell’accusato, all’epoca dei fatti solo ventiduenne, e ha ritenuto che in ragione della sua solo parziale maturità (deducibile dalla leggerezza con cui ha iniziato a delinquere pesantemente ispirandosi ad un film) egli non abbia compiutamente compreso la gravità dei reati commessi.
La Corte ha quindi tenuto comunque conto che lo stupefacente, tolti pochi grammi, non è stato immesso sul mercato, anche se la circostanza è da ricondurre a cause esterne e non alla volontà dell’imputato. Non si tratta tuttavia di stupefacente virtuale, visto che più di 3 kg di cocaina sono stati sequestrati dalle polizie colombiana e francese ed altri 200 grammi sono stati acquistati a _ e poi resi inservibili dal taglio eccessivo. Si rileva in ogni caso che già solo i 3.2 kg di cocaina effettivamente entrati in possesso degli imputati sarebbero stati ampiamente sufficienti a giustificare, per l'entità oggettiva del reato ed impregiudicate le altre individualità della fattispecie, una pena nell'ordine di quella erogata al AC 1.
La Corte ha quindi considerato in favore dell'accusato anche la collaborazione prestata agli inquirenti. Non si è trattato invero di una collaborazione totale e incondizionata -l'accusato ha accusato falsamente _ e una fattispecie, mai ammessa in sede d'inchiesta, è stata confessata solamente in aula- ma la Corte vi ha comunque ravvisato un apprezzabile intento di dissociarsi dai reati commessi.
Tutto questo considerato la Corte ha ritenuto equa, e per nulla severa, una pena detentiva per AC 1 di 4 anni e 3 mesi con computo del carcere preventivo sofferto, a cui va aggiunta una multa di fr. 3000.-.
27. AC 3 è a sua volta autore colpevole di una grave infrazione alla LF sugli stupefacenti. Egli deve infatti lasciarsi imputare di aver organizzato e intermediato l’acquisto, di avere acquistato, detenuto, trasportato, tentato di importare in Svizzera complessivi 5’655/6'155 grammi di cocaina.
La sua posizione è però meno grave di quella dell’accusato principale. Pur avendo ricoperto un ruolo fondamentale nel traffico in parola -senza di lui sarebbe stato impensabile per il AC 1 acquistare della cocaina in Colombia- egli non ne è stato il promotore e non l’ha finanziato.
Il suo movente economico è inoltre meno esecrabile di quello di AC 1, non avendo egli agito per conseguire un consistente guadagno in denaro ma solamente per potere fare la bella vita in patria grazie alle generose rimesse di denaro del correo, oltre che per una (nebulosa) promessa di impiego futuro.
A suo favore la Corte ha ritenuto la giovane età, all’epoca dei fatti egli aveva da poco compiuto i 18 anni, il difficile contesto sociale e economico in cui è cresciuto e l'incensuratezza.
Avuto riguardo di tutte le circostanze, la Corte ha determinato la sua pena detentiva in 3 anni e 6 mesi, con computo del carcere preventivo sofferto. Egli è inoltre stato condannato al pagamento di una multa di fr. 1000.-
28. Dal punto di vista oggettivo anche la colpa di AC 2 è pesante ma si pone su un livello inferiore rispetto a quella del fratello AC 1 e di AC 3. AC 2 è infatti autore colpevole di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti per avere
detenuto, trasportato, tentato di importare in Svizzera 2'050 grammi di cocaina (pura al 36%) e per aver aiutato a finanziare l’acquisto di 2’605/3'105 grammi di cocaina. Egli deve inoltre lasciarsi addebitare la vendita di 1 grammo di cocaina e di 12 grammi di marijuana nonché la messa disposizione di circa 500 grammi di marijuana per delle fumate collettive o individuali. Nel suo caso la Corte ha reputato grave che egli non solo si sia prestato a fornire aiuto nel finanziamento del traffico di cocaina del fratello, ma che si sia pure messo a disposizione - senza alcuna esitazione - come corriere per trasportare un ingente quantitativo di stupefacente dalla Colombia alla Svizzera.
Dal punto di vista soggettivo la Corte ha ritenuto a suo favore la giovane età, la sua subordinazione al fratello maggiore, l’assenza di scopo di lucro e l’assenza di precedenti penali.
La Corte ha perciò ritenuto adeguata alla sua colpa una pena detentiva di 2 anni e 6 mesi con computo del carcere preventivo sofferto e una multa di fr. 2'000.-. L’esecuzione della pena detentiva è stata sospesa in ragione di 24 mesi per un periodo di prova di 3 anni, mentre che per i rimanenti 6 mesi è da espiare.
29. AC 5 è meno compromesso dei tre coimputati di cui si è già detto, essendo responsabile di aver fatto preparativi per detenere, trasportare e importare in Svizzera ca. 1 chilo di cocaina e di aver aiutato a finanziare l’acquisto di 1.5/2 chili di cocaina.
Per lui la Corte ha ritenuto equa una pena detentiva di 2 anni con computo del carcere preventivo sofferto, pena unica comprensiva della sanzione inflittagli il 13 agosto 2007 dal Ministero pubblico del Cantone Ticino. Ritenuta una prognosi non sfavorevole, la pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni. AC 5 è stato pure condannato al pagamento di un multa di fr. 1000.-.
30. AC 6 deve lasciarsi imputare l’aver aiutato a finanziare l’acquisto, nonché fatto preparativi per detenere, trasportare e importare in Svizzera 1.5/2 chili di cocaina. Anch’egli è condannato ad una pena detentiva di 2 anni, con computo del carcere preventivo sofferto, e alla multa di fr. 1'000.-, pena unica comprensiva di quella inflittagli il 5 marzo 2007 dal Ministero pubblico del Cantone Ticino. La Corte, ritenuta non negativa la prognosi, ha sospeso l'esecuzione della pena detentiva per un periodo di prova in 4 anni.
31. AC 4 ha una responsabilità complessiva analoga a quella dei coimputati AC 5 e AC 6. Se da un canto il suo coinvolgimento nel traffico di stupefacenti è stato meno grave, dall’altro egli deve rispondere anche di ripetute lesioni semplici, vie di fatto, minaccia e ingiuria per i fatti del 27 febbraio 2009.
Anche per lui la Corte ha ritenuto equa una pena detentiva di 2 anni nella quale è computato il carcere preventivo sofferto e una multa di fr. 1'000.-, pena unica comprensiva della sanzione inflittagli il 7 aprile 2008 dal Ministero pubblico del Cantone Ticino. Ritenuta anche per lui una prognosi che non può essere definita sfavorevole l'esecuzione della pena detentiva è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni.
AC 4 è inoltre stato condannato a pagare alle parti civili PC 1, PC 3 e PC 2 il simbolico importo di fr. 100.- per ciascuno, come accettato dallo stesso imputato.
32. La Corte ha ordinato la confisca di tutto quanto in sequestro, menzionato nell’AA, con distruzione dello stupefacente, ad eccezione di:
un barattolo di creatine, di un barattolo di talco, di una confezione di plastica nera porta pistola, di una pistola a piombini marca Target, di 2 cartucce di gas propellente (registrate nell’AA come “proiettili di grosso calibro”) da dissequestrare in favore di AC 1;
due carte di identità svizzere n. _ e n. _ da dissequestrare in favore di AC 2;
un conto Raiffeisen Gioventù, di una chiave appartamento AS _ e di un permesso per stranieri F n. _ da dissequestrare in favore di AC 4;
un passaporto kosovaro n. _ da dissequestrare in favore di AC 5;
degli auricolari per natel Nokia e di un passaporto brasiliano n. _ da dissequestrare in favore di AC 6.
Sulle armi e le munizioni sequestrate a AC 2 (indicate a pag. 9 dell'atto di accusa) è mantenuto il sequestro conservativo.
33. Su richiesta del Procuratore pubblico, la Corte ha inoltre ordinato la confisca e la distruzione dei 2’050 grammi di cocaina sequestrati a AC 2 il 24 maggio 2009 allo scalo aereo di _ dalle autorità francesi e tuttora in possesso di predette autorità.
34. La tassa di giustizia di fr. 3’000.- e le spese processuali sono poste a carico in ragione di 1⁄2 a AC 1 e per 1/10 ciascuno agli altri imputati.
Rispondendo A. per AC 1 affermativamente ai quesiti posti, meno che al n. 2
B. per AC 2 affermativamente ai quesiti posti e in modo parzialmente affermativo al n. 2,
C. per AC 3
affermativamente ai quesiti posti, meno che ai n. 1.1.2 e 2,
D. per AC 4
affermativamente ai quesiti posti, meno che al n. 3 e in modo parzialmente affermativo al n. 1.1.2,
E. per AC 5
affermativamente ai quesiti posti, meno che al n. 3,
F. per AC 6
affermativamente ai quesiti posti, meno che al n. 3
visti gli art. 12, 19, 25, 40, 42, 44, 46, 47, 49, 51, 69, 123 cifra 1, 126 cpv. 1, 177 cpv. 1, 180 cpv. 1 CP;
19a, 19 cifra 1 e 2 LStup;
90 cifra 1 LCS;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations