# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e5c8fd96-c35e-5077-8b11-3ad41949d598
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Con petizione del 25 febbraio 2009 la AO 1 ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, perché condannasse l'avv. AP 2, l'avv. AP 3 e la AP 1 a consegnarle due cartelle ipotecarie al portatore di fr. 500
000.– ognuna gravanti le particelle n. 595, 600 e 965 RFD di _ (“Villa _”), intestate a C_. Contestualmente essa ha chiesto di ordinare ai convenuti – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – il deposito dei titoli in Pretura. Quest'ultima richiesta è stata accolta dal Pretore con decreto cautelare emesso “nelle more istruttorie” il 30 settembre 2009. I convenuti non
avendo ottemperato all'ingiunzione, con decreto cautelare del 6 novembre 2009 il Pretore ha requisito le due cartelle ipotecarie al Tribunale d'appello, dove si trovavano depositate per una procedura in via di realizzazione del pegno. Statuendo il 7 febbraio 2012 previo contraddittorio, egli ha poi accolto l'istanza cautelare e confermato i due decreti cautelari del 30 settembre e del 6 novembre 2009. La tassa di giustizia di fr. 15
000.– e le spese di fr. 10
000.– sono state poste a carico
dei convenuti in solido, tenuti a rifondere alla AO 1
, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 35
000.– per ripetibili.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato l'avv. AP 2, l'avv. AP 3 e la AP 1 hanno presentato a questa Camera un appello il 17 febbraio 2012 per ottenere l'annullamento del giudizio impugnato. Chiamata a esprimersi, la AO 1 ha proposto di respingere l'appello in ordine, subordinatamente nel merito. Il 18 settembre 2014 l'avv. AP 2, l'avv. AP 3 e la AP 1 hanno comunicato a questa Camera di avere raggiunto un accordo che ha posto fine al contenzioso con la AO 1, allegando copia della transazione inviata la vigilia al Pretore per essere registrata a verbale. Chiede perciò, d'intesa con la AO 1, che la procedura di appello sia stralciata dai ruoli siccome priva d'oggetto.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Una transazione, un'acquiescenza o una desistenza hanno l'effetto di una decisione passata in giudicato (art. 241 cpv. 2 CPC), di modo che il giudice stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC). Parimenti il giudice stralcia la causa dal ruolo se il procedimento termina per altri motivi (art. 242 CPC). “Transazione” nel senso dell'art. 241 cpv. 2 CPC significa transazione giudiziale, sottoposta al giudice per essere verbalizzata. Come tale, essa vincola poi il giudice in materia di spese (art. 109 cpv. 1 CPC). Una transazione stragiudiziale invece rimane un contratto di diritto privato e non equivale a una decisione, tant'è che in sede esecutiva essa costituisce un titolo di rigetto meramente provvisorio dell'opposizione (sentenza del Tribunale federale 4A_191/2013 del 5 agosto 2013, consid. 3.1 con richiami).
2.
Ciò premesso, dandosi una transazione stragiudiziale il giudice stralcia la causa dal ruolo per desistenza, acquiescenza o sopravvenuta carenza d'oggetto, ma non per transazione (
Tappy
in: CPC commenté,
Basilea 2011, n. 12 ad art. 109 e 15 seg. ad art. 241;
Naegeli
in: Oberhammer, Kurzkommentar ZPO, 2
a
edizione, n. 26 ad art. 241;
Kriech
in: Brunner/Gasser/Schwander, Schweizerische ZPO, Zurigo/S. Gallo 2011, n. 5 ad art. 241;
Liebster
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger,
Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2
a
edizione, n. 7 in fine ad art. 241)
.
Sulle spese egli applicherà pertanto l'art. 106 cpv. 1 seconda e terza frase o l'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC, tranne che le parti facciano registrare a verbale quanto la transazione stragiudiziale prevede in materia di spese, nel qual caso l'accordo assume – su tal punto – il carattere di una transazione giudiziale (
Tappy
, op. cit.,
n. 12 ad art. 109 CPC
).
3.
Nella fattispecie le parti hanno chiesto al Pretore di registrare la transazione dell'8 settembre 2014 a verbale e di stralciare la causa di merito dal ruolo, mentre in appello chiedono di stralciare il procedimento dal ruolo per sopravvenuta carenza d'oggetto, salvo accludere alla loro lettera del 18 settembre 2014 copia della transazione e instare perché sulle spese la Camera si attenga a quanto esse hanno pattuito. In proposito i convenuti dichiarano di assumere le spese “già versate tramite acconti”, mentre quelle “eccedenti tale importo verranno divise tra le parti appellanti e la parte appellata in ragione di metà ciascuno”, compensate le ripetibili. Nelle circostanze descritte la clausola della convenzione che concerne le spese va registrata a verbale anche per quanto riguarda il processo di secondo grado e la causa stralciata dai ruoli per transazione, non per sopraggiunta carenza d'oggetto. Quanto alle spese dell'odierno decreto, l'ammontare della tassa di giustizia è adeguatamente ridotto (art. 21 LTG) per tenere conto non solo del fatto che la procedura di appello si conclude senza sentenza, ma anche della buona volontà dimostrata dalle parti nel comporre la lite in via amichevole.