# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 946160c4-6223-5935-b902-42a8bec490be
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa l’8 ottobre 2015 dalla PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di fr. 486.– oltre agli interessi del 5% dal 1° aprile 2015, il 2 giugno 2016 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Mendrisio, appurato che l’escussa non aveva interposto opposizione, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso 23 giugno 2016, la RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di fallimento. Stante l’esito del giudizio odierno, non sono state richieste osservazioni all’UE né alle parti procedenti (art. 9 cpv. 2
Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]
).

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, la RI 1 contesta le pretese della procedente, facendo valere
“in merito al mancato ritiro della corrispondenza”
che la sua amministratrice unica _ era impossibilitata a ritirare le raccomandate inviate dal 6 marzo al 10 giugno 2016 in seguito a un’inabilità al lavoro consecutiva a un infortunio. Se con tale affermazione sibillina essa intende sostenere di non avere ritirato il precetto esecutivo, ciò risulta già da questo stesso atto, in cui il notificatore ha attestato di avere consegnato il precetto esecutivo il 9 marzo 2016 a tale _, verosimilmente un’impiegata della ricorrente. Sta di fatto, in ogni caso, che la ricorrente non critica la validità della notifica del precetto esecutivo, atto che è comunque in fin dei conti giunto all’amministratrice unica, dal momento ch’essa l’ha allegato al ricorso.
Nessun dubbio sussiste quindi in merito alla validità dell’esecuzione (v.
DTF 128 III 104 consid. 2, 120 III 116 consid. 3/b, 110 III 11, consid. 2; sentenza del Tribunale federale 7B.228/2003 del 30 ottobre 2003, consid. 4.2
).
3.
La ricorrente censura d’altronde la validità del contratto sul quale la procedente fonda l’esecuzione, affermando che il documento non è stato firmato dall’amministratrice unica bensì da un dipendente non autorizzato a sottoscriverlo. Come visto (sopra consid. 1), la via del ricorso è però preclusa per questioni di merito. La ricorrente avrebbe dovuto sollevare tale censura interponendo opposizione al precetto esecutivo. In questa sede essa è invece irricevibile.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).