# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 518a7a3d-9199-5607-929c-f07458b5344f
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 24 ottobre 2003 la _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 6'369.75 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 14 gennaio 2004 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 29 gennaio 2004 la Pretore del Distretto di _ ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo dal 29 gennaio 2004 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 6 febbraio 2004 _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, sostenendo di avere saldato il debito nei confronti dell'appellata e producendo una ricevuta dell'UE di _ 2 febbraio 2004 relativa al pagamento di fr. 4'889.50 a saldo dell'esecuzione n_ promossa dalla _ (doc. _). L'appellante ha poi prodotto un estratto 30 gennaio 2004 dell'UE di _ (doc. _), da cui risultano pendenti nei suoi confronti 8 esecuzioni. _ ha infine rilevato di avere iniziato un'attività professionale che non gli ha garantito entrate per diversi mesi e che in breve tempo si è trovato in difficoltà finanziarie.
E.
Con le sue osservazioni la _ ha confermato di avere ricevuto il 9 febbraio 2004, per il tramite dell'UE di _,
l'importo dovutogli da _, interessi e spese compresi.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 2 febbraio 2004 dell'UE di _ (doc. _) si evince che _ ha saldato l'esecuzione in esame n. _ promossa dalla _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto delle esecuzioni 30 gennaio 2004 dell'UE di _, prodotto dall'appellante (doc. _), risultano pendenti nei suoi confronti 8 esecuzioni, per due delle quali, una per fr. 1'065.05 risp. una per fr. 537.20, sono già state emesse il 9 settembre 2003 risp. il 22 gennaio 2004 le comminatorie di fallimento. Accanto a 4 delle menzionate esecuzioni l'appellante ha apposto l'indicazione "pago entro il 15 febbraio 2004". Dall'estratto 15 marzo 2004 si evince che le esecuzioni promosse contro _ sono aumentate a 11 e che nessun pagamento è stato effettuato. Per di più oltre alle due già menzionate comminatorie di fallimento, in un'ulteriore procedura per fr. 11'598.55 è stata emessa il 9 gennaio 2004 la comminatoria di fallimento ed in un'altra per l'importo di fr. 19'110.-- è stata presentata la domanda di proseguire l'esecuzione. Pertanto, il fatto che l'appellante non sia stato in grado di saldare alcuna esecuzione, nemmeno quelle d'importi modesti, così come l'aumento delle procedure nei suoi confronti dimostrano la difficoltà di _, che perdura ormai da parecchi mesi, di far fronte ai suoi impegni, per cui può essere ritenuto che egli si trovi in uno stato di illiquidità.
Di conseguenza non risultando adempiuto il presupposto della solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento dell'appellante va quindi confermato.
2.
L'appello 6 febbraio 2004 di _ va pertanto respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1 OTLEF).