# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1fb62a3d-25ed-5091-b627-0d78cb1b304f
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. PI 1, nata nel 1987, il 26 novembre 2009 ha compilato il questionario per l’affiliazione degli indipendenti, indicando di aver iniziato il 1° novembre 2009 l’attività di parrucchiera presso il salone _ di _ (doc. 11).
B. Dopo aver esperito alcuni accertamenti (richiamo contratto di affitto del locale dove svolge l’attività, richiamo delle ricevute emesse ai clienti e della fatture per l’acquisto di materiale e di prodotti necessari per svolgere l’attività; cfr. doc. 10 e 11), con decisione del 5 febbraio 2010 la Cassa CO 1 ha stabilito che PI 1 va considerata dipendente della RI 1 di _ (doc. 8 e 9).
C. In data 23 agosto 2010 la RI 1 di _ ha presentato opposizione, contestando di poter essere considerata la datrice di lavoro di PI 1.
D. Con decisione su opposizione del 2 settembre 2010 l’amministrazione, dopo aver ritenuto l’opposizione tardiva, è comunque entrata nel merito delle censure sollevate dalla società, confermando l’affiliazione di PI 1 quale dipendente della RI 1 (doc. 1).
E. Contro la predetta decisione, la RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta al TCA, sostenendo di non poter essere considerata datrice di lavoro di PI 1 (doc. I).
Dopo aver ribadito la tempestività dell’opposizione, la ricorrente fa valere di aver inoltrato alla Cassa di compensazione, in data 6 maggio 2009, una domanda tendente ad ottenere informazioni circa un progetto di sublocazione avente per oggetto una postazione presso un Salone per parrucchiere, e meglio per sapere se la persona che sottoscrive un simile contratto può essere considerata quale persona esercitante un’attività lucrativa indipendente. L’insorgente afferma di aver ottenuto, il 18 maggio 2009, una risposta positiva dall’amministrazione e sostiene di dover essere protetta nella sua buona fede.
A questo proposito per la ricorrente la giurisprudenza citata nella decisione impugnata secondo la quale chi lavora come sublocatario di una poltrona per clienti di un salone di parrucchiere è ritenuto salariato del titolare dell’esercizio, dovrebbe essere stata emanata in un periodo successivo allo scritto del 18 maggio 2009 della Cassa di compensazione tramite il quale veniva affermato il contrario.
Secondo l’insorgente il modo di agire dell’amministrazione è contraddittorio, poiché il citato scritto, che dovrebbe valere quale decisione formale, non può essere modificato senza una spiegazione plausibile.
La ricorrente fa poi valere che PI 1 non può in ogni caso essere considerata dipendente. L’interessata non ha mai percepito un salario, ha lavorato a titolo indipendente, ha sempre incassato direttamente le sue prestazioni, paga una pigione, si assume le spese generali, incassa direttamente per le prestazioni effettuate ed ha facoltà di assumere personale. In quanto sub conduttrice l’interessata dispone dei locali e delle attrezzature quale titolare del proprio salone, gestisce indipendentemente il proprio lavoro e si determina sui tempi e i modi del suo operato.
La società rileva infine che PI 1 ha nel frattempo cessato la sua attività di parrucchiera, che non fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, non è economicamente dipendente dal datore di lavoro e non è mai stata integrata nell’azienda di quest’ultimo.
F. Con risposta del 22 ottobre 2010 l’amministrazione ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
G. Il 29 ottobre 2010 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa PI 1 ed ha fissato un termine scadente il 17 dicembre 2010 per determinarsi in merito (doc. V).
H. L’11 novembre 2010 l’insorgente, dopo aver chiesto ed ottenuto una proroga, ha prodotto ulteriori osservazioni (doc. VI-VIII).
La ricorrente rileva che PI 1 ha incassato personalmente le sue prestazioni, da cui è dedotto un importo del 30% per le spese accessorie e altre spese connesse al consumo di elettricità, acqua, riscaldamento, ecc., ha pagato una pigione di fr. 1'000 al mese che comprendeva la copertura delle spese fisse, l’utilizzo della struttura e dei macchinari del salone. La circostanza che l’interessata non ha assunto personale è una scelta di PI 1 che non può essere un motivo per qualificarla quale dipendente, visto che il contratto di subaffitto prevede questa possibilità.
L’insorgente prende inoltre posizione sulla documentazione prodotta dalla cassa e meglio sul verbale dell’ispettrice _ che ha sentito altre parrucchiere che lavoravano nello stesso salone, rilevando che in sostanza emerge come il pagamento veniva effettuato dal cliente alla parrucchiera che ha eseguito il lavoro e non veniva percepito dal locatore. Le parrucchiere hanno inoltre concluso un contratto assicurativo a titolo personale contro la perdita di guadagno a causa di malattia ed infortunio. Esse disponevano delle attrezzature necessarie per il loro lavoro (propria postazione, proprio phon, proprie spazzole, propri prodotti, ecc.) e gestivano personalmente ed indipendentemente il proprio lavoro. PI 1 non ha mai ricevuto alcuno stipendio ed ha dovuto provvedere al pagamento dei costi fissi legati alla sua attività, indipendentemente dal suo giro d’affari. Il guadagno dipendeva unicamente dal risultato del proprio lavoro e si è assunta interamente i rischi imprenditoriali e le spese generali. Infine la ricorrente ribadisce che la Cassa aveva inizialmente ritenuto l’attività di sub-locatrice di una postazione di parrucchiera come un’attività indipendente.
I. Il 10 gennaio 2011 PI 1, dopo aver chiesto, ed ottenuto, una proroga, ha prodotto le sue osservazioni, chiedendo che la ricorrente sia condannata a pagare gli oneri sociali per i 4 mesi (novembre 2009 – febbraio 2010) durante i quali ha lavorato nel salone _ (doc. XI).
L. Il 19 gennaio 2011 la ricorrente si è determinata in merito (doc. XIV).

## Considerations

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell
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istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (sentenza H 180/06 del 21 dicembre 2007; sentenza I 707/00 del 21 luglio 2003).
2. Con la decisione su opposizione e nella risposta di causa, l’amministrazione sostiene innanzitutto che l’opposizione inoltrata dalla ricorrente è tardiva poiché inoltrata diversi mesi dopo la notifica della decisione formale.
In concreto dagli atti emerge che il 5 febbraio 2010 la Cassa CO 1 ha emesso due decisioni formali tramite le quali ha respinto la richiesta di affiliazione come indipendente di PI 1. Una decisione è stata trasmessa a quest’ultima, mentre la seconda decisione porta l’indirizzo della RI 1 (doc. 7 e 8).
Il 14 maggio 2010 la società ha scritto all’amministrazione, con riferimento ad una lettera della Cassa dell’11 maggio 2010, indicando che “
le vostre decisioni in merito all’affiliazione della signora PI 1 di data 5 febbraio 2010 non sono state notificate alla ditta RI 1. La medesima non ha dunque avuto la possibilità di impugnarle
” ed ha, succintamente, contestato la qualifica di dipendente dell’attività svolta da PI 1 (doc. 6).
Il 21 giugno 2010 l’amministrazione ha scritto alla ricorrente allegando la decisione del 5 febbraio 2010 ed affermando che, essendo stata trasmessa all’indirizzo corretto, “
riteniamo che la stessa sia stata recapitata correttamente, poiché la Posta, ad oggi non ci ha ritornato alcuna corrispondenza
” (doc. 5).
Il 29 luglio 2010 l’amministrazione ha diffidato la società informandola che in assenza di una presa di posizione entro 10 giorni sulla richiesta dell’11 maggio 2010 avrebbe proceduto con una ripresa d’ufficio (doc. 4).
Il 12 agosto 2010 la ricorrente ha informato la Cassa di aver ricevuto la decisione del 5 febbraio 2010 solo con lo scritto del 22 giugno 2010 (doc. 3) ed il 23 agosto 2010 ha inoltrato opposizione (doc. 2).
3. Per l’art. 52 cpv. 1 LPGA le
decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.
A norma dell’art. 38 LPGA:
"
1
Se il termine è computato in giorni o in mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la notificazione.
2
Se non deve essere notificato alle parti, esso inizia a decorrere il giorno dopo l’evento che lo ha provocato.
2bis
Una comunicazione consegnata soltanto contro firma del destinatario o di un’altra persona autorizzata a ritirarla è considerata avvenuta il più tardi il settimo giorno dopo il primo infruttuoso tentativo di recapito.
3
Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo rappresentante.
4
I termini stabiliti dalla legge o dall’autorità in giorni o in mesi non decorrono:
a. dal settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua incluso;
b. dal 15 luglio al 15 agosto incluso;
c.
dal 18 dicembre al 2 gennaio incluso”
4.
Secondo costante giurisprudenza (da ultimo: STF 9C_1042/2009 del 7 settembre 2010, consid. 5.9; STF H 60/06 del 3 maggio 2007, consid. 3), l'onere della prova circa l'atto e il momento della notifica di una decisione amministrativa incombe, di principio, all'autorità che intende trarne conseguenze giuridiche e la circostanza deve perlomeno essere stabilita con il grado della verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali (DTF 124 V 400 consid. 2b pag. 402; 121 V 5 consid. 3b pag. 6). L'autorità sopporta pertanto le conseguenze dell'assenza di prova nel senso che se la notifica o la sua data sono contestate e se esistono effettivamente dubbi a tale proposito, ci si baserà sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio (DTF 129 I 8 consid. 2.2 pag. 10; 124 V 400 consid. 2a pag. 402 con riferimenti).
La spedizione con la
posta normale
non consente in genere di stabilire se la comunicazione sia pervenuta al destinatario; la semplice presenza nel fascicolo della copia dell'invio non è sufficiente per dimostrare che tale lettera sia stata effettivamente spedita e ricevuta (DTF 101 Ia 7 consid. 1 pag. 8). Tuttavia, la prova della notifica di un atto può risultare da altri indizi o dall'insieme delle circostanze, quali la mancata protesta da parte di una persona che riceve dei richiami (cfr. DTF 105 III 43 consid. 3 pag. 46).
La prova della notifica di un atto, che deve essere determinata almeno con il grado della verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali (
DTF 124 V 400
consid. 2b pag. 402;
121 V 5
consid. 3 pag. 6), può tuttavia risultare dall'insieme delle circostanze o da altri indizi (
DTF 105 III 43
consid. 3 pag. 46; DLA 2000 no. 25 pag. 121).
Nella predetta sentenza 9C_1042/2009, del 7 settembre 2010, al consid. 5.8 l'Alta Corte ha pure rammentato che dal momento che la corretta notifica dell'atto non è avvenuta o comunque non ha potuto essere dimostrata, esso non poteva esplicare effetti giuridici negativi nei confronti del ricorrente (cfr. DTF 124 V 47, 120 Ia 1 consid. 4b pag. 8; 100 Ib 75; sentenze 2D_136/2007 del 19 giugno 2008 consid. 3.2, 2P.304/2005 del 14 marzo 2006, in RDAT 2007-I pag. 342, e 2P.83/2002 del 24 giugno 2003 consid. 2.3).
5. Come visto l’onere della prova dell’invio spetta all’autorità che intende trarne una conseguenza giuridica.
Nel caso di specie l’amministrazione non ha comprovato di aver notificato alla ricorrente la decisione formale del 5 febbraio 2010 prima del 21 giugno 2010, quando l’ha allegata allo scritto trasmesso il medesimo giorno all’insorgente (doc. 5).
Ne segue che occorre basarsi sulle dichiarazioni della ricorrente, la quale ha affermato di aver ricevuto la decisione contestata solo in data 22 giugno 2010.
L’opposizione del 23 agosto 2010, trasmessa entro il termine di 30 giorni, sospeso dalle ferie giudiziarie, è pertanto tempestiva.
Va del resto evidenziato che l’insorgente già il 14 maggio 2010, appena venuta a conoscenza dell’esistenza della decisione 5 febbraio 2010 (doc. 6), ha immediatamente contestato l’affiliazione come dipendente di PI 1 pur non conoscendo il contenuto esatto del provvedimento amministrativo.
Certo, il 10 gennaio 2011 PI 1 ha prodotto uno scritto del 22 febbraio 2010, indirizzato alla RI 1, intitolato “
concerne disdetta contratto di lavoro
” e firmato oltre che dall’assicurata anche da _, direttore della società, con diritto di firma individuale, in cui si dice che la decisione di interrompere il “
contratto di lavoro
” è stata “
presa in quanto l’ufficio Cassa CO 1 non accetta il tipo di contratto stipulato come lavoratrice indipendente
” (doc. XI/2). Per cui ci si potrebbe chiedere se la società non è venuta a conoscenza della decisione contestata già nel corso del mese di febbraio 2010.
Va tuttavia rilevato che nel citato scritto non si fa riferimento ad alcuna decisione notificata a RI 1, ma solo al fatto che l’amministrazione non accetta lo statuto di indipendente di RI 1. Per cui questo scritto non è sufficiente per ritenere che la società nel frattempo aveva ricevuto la decisione del 5 febbraio 2010.
La questione non merita comunque ulteriore approfondimento poiché, come si vedrà meglio in seguito, il ricorso, manifestamente infondato, va respinto e la decisone impugnata confermata.
Va infine abbondanzialmente segnalato all’amministrazione che se riteneva l’opposizione tardiva, avrebbe dovuto dichiararla irricevibile e non respingerla, pur potendo, in via abbondanziale, esaminare le censure della ricorrente.
Visto quanto sopra il TCA entra nel merito del ricorso.
Nel merito
6. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l
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allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell
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11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
7. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
8. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
9.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).