# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cd160986-0de1-5f9b-8f8b-1b3a3e090301
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1995
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
Con contratti 9 agosto/22 settembre 1992 il convenuto ha ceduto all’attore la propria attività consistente nella gestione di un garage con annessa stazione di rifornimento di carburante al prezzo di fr. 170’000.-- (doc. A, doc. 1).
B.
In base a detti documenti il convenuto ha ottenuto, con sentenza 26 maggio 1994 del Pretore del distretto di Bellinzona, il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al precetto esecutivo a suo tempo intimato all’attore fino a concorrenza di fr. 10’000.-- oltre interessi, importo che sarebbe rimasto impagato sul totale pattuito.
C.
Con la petizione che ci occupa l’attore ha chiesto l’accertamento dell’inesistenza di tale debito.
Egli avrebbe interamente pagato la somma contrattualmente pattuita, atteso che il residuo di fr. 10’000.-- per il quale è stato escusso sarebbe stato pagato verso la fine del settembre 1992 in presenza di un testimone.
D.
Nella risposta del 12 luglio 1994 il convenuto si è opposto alla petizione.
L’attore avrebbe pagato solo fr. 160’000.-- dei fr. 170’000.-- stabiliti per la cessione dell’attività. In aggiunta egli avrebbe unicamente effettuato un pagamento a contanti per un importo inferiore a fr. 8’000.-- quale controvalore dei carburanti in giacenza nei serbatoi al momento del passaggio delle consegne.
L’attore avrebbe inoltre palesato un comportamento anticontrattuale anche all’atto del pagamento della tranche di fr. 100’000.-- sui fr. 170’000.-- stabiliti, essendo stato concordato il pagamento per mezzo di un’obbligazione bancaria al tasso dell’8%, sulla quale l’attore avrebbe indebitamente prelevato gli interessi maturati di fr. 4’000.-- e spettanti al convenuto, somma richiesta in via riconvenzionale.
E.
L’attore si è opposto alla domanda riconvenzionale, sostenendo che non sarebbe esistito accordo alcuno in merito agli interessi maturati sull’obbligazione, che sarebbero perciò stati di sua pertinenza.
Le parti hanno per il resto mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando nel contempo quelle della parte avversaria.
F.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore, accertata l’esistenza del credito di fr. 10’000.-- del convenuto, ha ritenuto che l’attore non abbia fornito la prova della sua estinzione, non avendo il teste _ assistito al preteso pagamento, ma avendo egli unicamente riferito quanto raccontatogli in merito dallo stesso attore.
Quo alla riconvenzionale, nulla proverebbe l’obbligo dell’attore al pagamento di interessi sul prezzo pattuito in caso di pagamento entro i termini stabiliti, così che l’attore a giusta ragione avrebbe incassato gli interessi maturati sull’obbligazione in questione.
Da ciò la reiezione sia della petizione che della riconvenzionale.
G.
Con tempestivo gravame datato 31 maggio 1995 l’attore ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere la petizione.
Egli avrebbe sufficientemente dimostrato l’avvenuto pagamento dei fr. 10’000.-- per mezzo della deposizione del teste _, deposizione che il Pretore avrebbe valutato in maniera non adeguata
H.
Delle osservazioni 30 giugno 1995 del convenuto, nelle quali egli chiede reiezione del gravame protestando spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.
Nel medesimo allegato egli ha impugnato in via adesiva il pronunciato pretorile, chiedendone la riforma nel senso di ammettere l’azione riconvenzionale.
Il Pretore avrebbe ammesso il diritto dell’attore di appropriarsi degli interessi sull’obbligazione, facoltà che avrebbe invece dovuto essere riconosciuta al convenuto.
I.
Con osservazioni del 13 luglio 1995 l’attore ha chiesto la reiezione dell’appello adesivo protestando spese e ripetibili.

## Considerations

Considerato
in diritto.
1.
La venuta in essere del credito di fr. 10’000.-- fatto valere dal convenuto in procedura esecutiva non è più litigiosa.
Rimane da stabilire se detto credito sia o meno stato estinto dal corrispondente pagamento dell’attore, del quale -a suo dire- dovrebbe fare fede la deposizione del teste _.
2.
L’art. 90 CPC stabilisce che il giudice valuta secondo il suo libero convincimento quale sia la forza probatoria degli elementi forniti dalla parte tenuta a farlo e, di conseguenza, se un certo fatto debba o meno ritenersi provato (
Rep
. 1989, pag. 440;
II CCA
31 luglio 1995 in re F./T. SA;
Kummer
, Berner Kommentar, n. 64 ad art. 8 CC).
Il principio del libero convincimento sancito dall’art. 90 CPC non esime però il giudice dall’esigere una prova certa del fatto da provare.
La prova indiziaria è possibile, ma costituisce un caso eccezionale, nel senso che la sua ammissibilità è subordinata all’impossibilità di fornire una prova completa (
Rep
. 1974, pag. 128; 1973, pag. 138;
II CCA
12 dicembre 1989 in re M./H.).
In tale eventualità il giudice può dedurre il proprio convincimento della certezza dei fatti che stanno a fondamento del rapporto giuridico litigioso anche da prove indirette o da indizi (
DTF
90 II 227;
II CCA
6 settembre 1993 in re C./C.).
Dovrà comunque trattarsi di un insieme concorde di indizi, da apprezzare nella loro globalità, fermo restando che anche in tal caso vale la regola secondo cui elementi probatori tra loro contraddittori si elidono a vicenda, con il risultato di lasciare senza prova la circostanza di fatto sulla quale vi sono le prove contrastanti (
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 90, n. 7;
II CCA
15 febbraio 1995 in re C. srl/L. SA).
3.
Sempre nell’ambito dell’applicazione dell’art. 90 CPC, va ritenuto che per consolidata giurisprudenza il senso della deposizione testimoniale risiede nella possibilità di appurare la verità di fatti di cui il teste ha avuto percezione in prima persona.
E’ perciò da considerare priva di efficacia probatoria la testimonianza che si limita a riportare le dichiarazioni che sono state fatte al teste al riguardo di un determinato fatto da un terzo o anche da una delle parti del processo (
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 236-237, n. 1;
II CCA
27 aprile 1995 in re H./G., 5 gennaio 1995 in re R./R.).
4.
Il risultato della corretta applicazione di questi principi è che la prova testimoniale dell’effettuazione di un pagamento è efficace solo se il teste ha personalmente assistito alla consegna del denaro dal debitore al creditore.
4.1
Ciò non è però avvenuto nella specie: il teste _, tolto tutto ciò che gli è stato raccontato dall’attore, può solo affermare di avere visto una busta contenente denaro (ma non il denaro, che il teste stima in fr. 25’000.-- sulla base della curiosa unità di misura costituita dal prezzo di una VW Golf) e di avere visto l’attore recarsi dal convenuto presso il garage.
Tutto il resto della deposizione, come si è detto, è costituito da pretesi fatti raccontati al teste dall’attore, ed è perciò a giusta ragione che il Pretore non ha ritenuto provato il preteso pagamento.
4.2
A questa lacunosa deposizione testimoniale non potevano in alcun modo ovviare, come pretende ora l’attore, altri inconsistenti elementi quali il richiamo all’ordinario andamento delle cose -l’unica cosa contraria all’ordinario andamento delle cose è che l’attore avrebbe effettuato un consistente pagamento senza esigerne la quietanza- oppure l’accertamento dell’esistenza di un prelevamento pari all’importo pagato, il che costituirebbe solo un vago indizio, non potendosi escludere -con pari dignità rispetto alla tesi dell’attore- che egli con il preteso prelevamento e la presenza del testimone abbia voluto precostituirsi la prova indiziaria di un pagamento in realtà mai effettuato.
Non può che conseguirne la reiezione dell’appello principale, infondato in ogni suo punto.
5.
Quo al gravame adesivo, punto di partenza per la sua disamina è la considerazione secondo cui il prezzo complessivo di vendita -come ammesso dallo stesso convenuto (cfr. p. es. risposta e riconvenzionale, pag. 1)- era di fr. 170’000.--.
Sempre per ammissione del convenuto (appello adesivo, punto 7, pag. 6), l’obbligazione di cassa di fr. 100’000.-- della _ (cfr. doc. C.) costituiva un mezzo di pagamento per la somma di fr. 100’000.--, e non era perciò essa in quanto tale oggetto di un obbligo di consegna del qui attore.
In altri termini, il convenuto doveva ricevere fr. 100’000.--, e per tale somma ha accettato di ricevere un’obbligazione di cassa, per la quale, incontestabilmente, gli è stata corrisposta tale somma.
Non risultando dai contratti un più ampio obbligo a carico dell’attore, e nemmeno la sua mora nel pagamento dei fr. 100’000.--, ne deve conseguire il suo diritto di percepire i frutti dell’obbligazione.
E’ perciò senz’altro da respingere l’inconferente riferimento del convenuto all’art. 81 cpv. 2 CO -l’attore non ha effettuato sconti sui fr. 100’000.-- dovuti-, osservando comunque, a titolo meramente abbondanziale, che il rendimento dell’obbligazione era del 7% e non dell’8% all’anno, il che avrebbe perciò se del caso (non verificatosi) giustificato su sei mesi una pretesa di fr. 3’500.-- e non di fr. 4’000.-- (cfr. doc. C e D).
Ne consegue la reiezione anche del gravame adesivo, non meno infondato di quello principale.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).