# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9f21b027-197c-536a-9b27-7bc32d36a221
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 19 dicembre 2007 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisone del 24 ottobre 2007 con la quale ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 30 agosto 2007, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità (cfr. doc. A, B, C, 7).
1.2. RI 1 con tempestivo ricorso del 2 gennaio 2008 inoltrato al TCA ha contestato la decisione su reclamo del 19 dicembre 2007, rilevando, segnatamente, di aver cessato l’attività indipendente alla fine del mese di giugno 2007 per fallimento e di essere ancora da quel momento senza entrate.
L’insorgente ha, inoltre, evidenziato, da un lato, che il fatto di essere il compagno (convivente) da più di 25 anni della signora _ non vuole dire che quest’ultima lo debba mantenere a sue spese, visto che anche lei ha dei costi cui fare fronte. Dall’altro, che il suo nucleo familiare è composto anche dalla loro figlia _, la quale, come sostenuto dall’amministrazione, non fa parte del conteggio. RI 1 ne deduce che, quindi, anche lui non dovrebbe essere conteggiato con la signora _.
Egli ha, infine, sottolineato che la signora _ ha delle spese a cui da sola non riesce a provvedere con un unico stipendio e che se ci fosse anche la sua entrata potrebbero pagare tutte le fatture arretrate che hanno accumulato (cfr. doc. I).
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà per quanto occorra nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. RI 1 ha presentato alcune osservazioni con scritto del 21 gennaio 2008, al quale ha allegato copiosa documentazione (cfr. doc. V; D1-32).
1.5. L’amministrazione, il 28 gennaio 2008, ha preso posizione al riguardo (cfr. doc. VII).
1.6. L’11 febbraio 2008 l’insorgente si è nuovamente espresso in merito alla fattispecie (cfr. doc. IX).
1.7. Il doc. IX è stato inviato per conoscenza all’USSI (cfr. doc. X).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha negato a RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali richieste alla fine del mese di agosto 2007.
2.3. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone T
icino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate
le
partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie
a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f)
l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata del
le prestazioni assistenziali propriamente dette
sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate
(cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la
COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
2 persone
1469.--
100.--
1569.--
3 persone
1786.--
100.--
1886.--
4 persone
2054.--
100.--
2154.--
5 persone
2323.--
100.--
2423.--
6 persone
2592.--
100.--
2692.--
7 persone
2861.--
100.--
2961.--
Per ogni persona supplementare
+ 269.--
-
+ 269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)
Per inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).
2.5. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ... . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6. Nella presente evenienza, come già visto (cfr. consid. 1.1), l’USSI, con decisione del 24 ottobre 2007, confermata con decisione su reclamo del 19 dicembre 2007, ha negato a RI 1 una prestazione assistenziale, poiché il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento è più elevato del limite annuo fissato dal DSS (cfr. doc. A, B, C).
Il ricorrente ha sollevato diverse obiezioni riguardo al calcolo effettuato dall’amministrazione. In particolare egli ha censurato, da una parte, il computo, nel suo conteggio della pubblica assistenza, dei redditi e delle spese della convivente (cfr. doc. I).
Dall’altra, la mancata considerazione di determinate spese, come ad esempio le spese per la nafta, la tassa acqua e fognatura, la luce, il telefono, la Billag, le imposte 2006, l’assicurazione automobile, stabile ed economia domestica RC, nonché alcuni debiti (cfr. doc. V).
2.7. Chiamato ad esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:
"
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)
In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."
Secondo l'art. 4 Laps:
"
L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.” (la sottolineatura è del redattore)
Giusta l’art. 2a Reg.Laps:
"
La convivenza è considerata stabile se, alternativamente:
a)
vi sono figli in comune;
b)
la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;
c)
la convivenza è durata almeno 6 mesi.”
L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Fino al 1° ottobre 2006 il tenore dell’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps prevedeva unicamente che “l’unità di riferimento è costituita dal partner convivente, se vi sono figli in comune”.
Dal Messaggio concernente la modifica della Laps del 25 ottobre 2005 emerge che:
"
(...)
L’attuale art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa parte dell'unità di riferimento il partner convivente, se vi sono figli in comune.
Questa regola era stata definita per garantire la parità di trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate anche le unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da una convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il partner è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato civile dei membri della coppia.
Non appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento i partners senza figli in comune
:
i partners senza obblighi di mantenimento reciproci (coppie non sposate senza figli in comune) sono considerati unità economiche indipendenti a tutti gli effetti.
Dall’entrata in vigore della Laps la giurisprudenza in materia di conviventi ha subito un’evoluzione significativa. Ad esempio la sentenza del TF (DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti (ma applicabile a tutte le prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129 I 1, affermando che non è di per sé contrario al principio di uguaglianza tener conto per il calcolo di prestazioni sociali anche del reddito di un convivente se la convivenza ha una certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi coniugi).
Viola però tale principio il tener conto della convivenza sin dal primo giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la prova che la convivenza non ha una stabilità simile ad un matrimonio.
Nella sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il TF precisa che occorre prendere in considerazione i redditi e la fortuna dei due partner se la loro convivenza può essere definita "stabile". Tale sarà in particolare il caso quando i partner fanno famiglia comune da molti mesi o quando educano insieme un bambino comune. Se la convivenza può essere definita "stabile" tenuto conto di tutte le circostanze del caso particolare, occorrerà dunque stabilire un bilancio unico per i due concubini.
Per definire se la convivenza può essere definita stabile, relativamente alla durata minima dell’unione, il TF lascia un certo margine di apprezzamento ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva un minimo di 5 anni di convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di molti mesi. (...)”
Al riguardo cfr. pure la sentenza del 31 agosto 2006 emessa dalla Chambre administrative del Canton Jura, pubblicata in RJJ 1/07 e le Direttive COSAS, versione dicembre 2007, p.to F.5.1.
In concreto, dunque, contrariamente a quanto preteso da RI 1, la sua unità di riferimento è costituita dal ricorrente e dalla convivente di lunga data, _, dalla quale, peraltro, nel _ ha avuto una figlia, _.
La Laps, in effetti, a differenza delle assicurazioni sociali federali, parifica la convivenza tra due persone (non è necessario che si tratti di un’unione registrata, che del resto è possibile unicamente tra persone dello stesso sesso - cfr. art. 1 e 2
Legge sull’unione domestica registrata, LUD, in vigore dal 1° gennaio 2007)
al matrimonio (art. 4 Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.M.).
Ai fini della determinazione del diritto o meno del ricorrente a una prestazione assistenziale vanno conseguentemente considerati i redditi e le spese suoi e di _.
La figlia _ va, invece, esclusa dall’unità di riferimento dell’insorgente, in quanto, come sottolineato dall’USSI, essa percepisce una prestazione assistenziale personale (cfr. art. 21 cpv. 1 Las; doc. III, 11).
Il ricorrente non ha peraltro contestato tale circostanza.
2.8. Per quanto attiene all’importo del reddito da attività lavorativa di _, l’USSI ha computato una somma di fr. 49’860.--lordi annui (cfr. doc. C).
Al riguardo va osservato che dai certificati di salario relativi ai mesi da gennaio a dicembre 2007 prodotti pendente causa dall’insorgente emerge che nel 2007 la sua convivente ha percepito presso la _ di _ complessivamente fr. 50'488.-- lordi comprensivi della tredicesima (cfr. doc. D1-D12).
E’ quest’ultimo ammontare che deve essere considerato nel conteggio della prestazione assistenziale richiesta dal ricorrente nel mese di agosto 2007.
2.9. Come appena esposto, il reddito del lavoro da computare risulta di fr. 50’488.--.
Conseguentemente anche l’ammontare relativo ai contributi sociali di fr. 3’276.-- conteggiati nelle spese e calcolati facendo riferimento a un reddito di fr. 49’860.-- (cfr. doc. C), va rivisto.
Dai conteggi di salario del 2007 risulta che la somma di contributi sociali da considerare è di fr. 3'334.05 (cfr. doc. D1-D12).
I contributi della previdenza professionale ammontano, invece, a circa fr. 1'771.--, come tenuto conto dall’amministrazione (cfr. doc. D1-D12; C).
2.10. La soglia di intervento, nel caso di specie, la cui unità di riferimento è formata da due persone, ammonta complessivamente a fr. 1’569.-- al mese (cfr. consid. 2.4.).
Tale importo corrisponde a quello computato dall’USSI nel calcolo effettuato il 24 ottobre 2007 (cfr. doc. C).
I costi attinenti al consumo di elettricità, al telefono, alla ricezione radiotelevisiva e al canone di noleggio della lavatrice menzionati dal ricorrente (cfr. doc. V) sono, poi, già compresi nell’importo della soglia di intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B 2.1.).
Pertanto a questa spesa va fatto fronte mediante tale ammontare.
Per quanto concerne la spesa relativa al noleggio di un’asciugatrice (cfr. doc. V), va osservato che essa non risulta indispensabile, potendo il bucato anche asciugare all’aria aperta o comunque in casa.
2.11. Per quanto attiene alla spesa per l’alloggio, il TCA rileva che l’art. 22 lett. c Las, in vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che, per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr. consid. 2.5.).
La norma recentemente introdotta dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."
La Laps non fa dunque capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato sulla base della pigione netta.
L’art. 22 lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.
Ai sensi dell’art. 3b lett. b LPC, in vigore fino al 31 dicembre 2007 (cfr. nuovo art. 10 cpv. 1 lett. b valido dal 1° gennaio 2008), vanno, in effetti, computate le spese per la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie (effettive), nei limiti degli importi di fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. consid. 2.5.).
Nel contesto delle prestazioni complementari la pigione è, inoltre, riconosciuta quale spesa non soltanto ai locatari di un alloggio, ma anche a persone che vivono nell'abitazione di loro proprietà o cui spetta l'usufrutto o un diritto di domicilio nell'abitazione. Ciò nella misura del valore locativo (cfr. Direttive UFAS per le prestazioni complementari, n. 3021).
L
'
art. 16a OPC-AVS/AI contempla, poi, un forfait annuo di fr. 1
'
680.- per le spese accessorie valido per le persone che abitano un immobile di loro proprietà.
In simili circostanze, vista la scelta del legislatore di distanziarsi, in relazione al calcolo della pigioni ai fini della determinazione del diritto all’assistenza sociale, dal regime Laps, riprendendo invece la soluzione adottata per le prestazioni complementari a livello federale, anche ai richiedenti le prestazioni assistenziali proprietari dell’abitazione in cui vivono va applicato per analogia il regime contemplato dalle prestazioni complementari (cfr. STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007 consid. 2.10.; STCA 42.2007.8 del 31 marzo 2008 consid. 2.7.).
Nel caso in esame, a titolo di spese per l’alloggio per l’abitazione di _, deve, dunque, essere considerato, oltre all’ammontare di fr. 1’805.--, corrispondente ai 2/3 del valore locativo di fr. 2'708.-- (cfr. doc. C; la figlia _, essendo esclusa dall’unità di riferimento del ricorrente, non deve essere presa in considerazione nel calcolo dell’aiuto sociale di suo padre; cfr. STFA P 26/00 del 26 gennaio 2001; STFA P 76/01 del 9 gennaio 2003; STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007), l’importo forfetario di fr. 1'680.--, per un ammontare complessivo di fr. 3’485.--.
Visto che si tiene già conto di un importo forfetario di fr. 1'680.-- è escluso che possano essere prese in considerazione ulteriori costi per nafta, acqua e fognatura, come invece postulato dall’insorgente (cfr. STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007 consid. 2.10.).
2.12. L’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps prevede quali spese computabili le spese ai sensi degli art. 25-31 LT.
L’art. 31 cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.
Inoltre secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. b Laps, combinato con l’art. 32 cpv. 1 lett. a LT, anche gli interessi ipotecari vengono considerati quale spesa computabile.
La spese di manutenzione e gli interessi ipotecari sono riconosciuti fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT (art. 22 lett. b. cfr. 4 Las in deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
In linea di principio vanno riconosciute le spese effettive di manutenzione, gestione e amministrazione sostenute nel biennio di computo. Tuttavia, per semplificare l'accertamento e per evitare al contribuente la raccolta e la presentazione della documentazione, è lecito concedere la deduzione forfetaria delle spese (cfr. art. 31 cpv. 4 LT; CDT n° 282 del 30 ottobre 1992 in re J.P., CDT n° 316 del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985; Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition du revenu et de la fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).
In base all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/2005 della Divisione delle Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se l'immobile è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i 10 anni la deduzione è del 25%.
Per inciso è utile evidenziare che gli interessi ipotecari e le spese di manutenzione non vanno divisi per il numero delle persone che compongono l’economia domestica, escludendo dal computo la parte relativa alle persone non facenti parte dell’unità di riferimento del richiedente le prestazioni, contrariamente alla spesa per l’alloggio (cfr. consid. 2.11.).
Anche per quanto riguarda i redditi computabili, quale reddito della sostanza immobiliare, viene conteggiato l’intero valore locativo e non solo la quota parte delle persone rientranti nell’unità di riferimento.
In effetti gli interessi ipotecari, le spese di manutenzione e il reddito della sostanza immobiliare vengono computati integralmente al proprietario della sostanza immobiliare e non a chi abita in tale immobile sulla base di un diritto personale.
L’USSI, per le spese di gestione e manutenzione immobili, ha computato l’ammontare di fr. 677.-- (cfr. doc. C) che corrisponde al 25% del valore locativo di fr. 2’708.-- considerato nel calcolo.
La somma di fr. 677.--, che in quanto tale non ha fatto oggetto di obiezioni da parte del ricorrente, non presta il fianco a critiche.
La spesa relativa alla pulizia della stufa e del camino, come pure quella relativa alla _ fatte valere dal ricorrente (cfr. doc. V; D24-D25) rientrano nelle spese di manutenzione dell’immobile.
Per quanto attiene agli interessi
ipotecari, per contro, l’amministrazione ha indicato di avere conteggiato l’importo di fr. 1'853.--, corrispondente al 3% circa del debito ipotecario di fr. 62'800.-- (cfr. doc. C; VII).
L’insorgente, con scritto del 21 gennaio 2008, ha addotto che il costo relativo all’ipoteca ammonterebbe a fr. 400.-- mensili, allegando a comprova un avviso di accredito dell’_ corrispondente a tale somma (cfr. doc. V; D13).
Il documento rilasciato dall’istituto bancario menzionato, tuttavia, non dimostra alcunché a proposito degli interessi ipotecari versati per il 2007. In effetti si tratta esclusivamente di un trapasso ordinato da _ a favore del suo conto di risparmio presso l’_ (cfr. doc. D13).
Nemmeno il modo di procedere dell’USSI risulta corretto, in quanto l’ammontare degli interessi passivi corrisposti deve essere determinato con precisione.
L’art. 22 lett. b cfr. 4 Las, già menzionato sopra, prevede, però, che le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT.
In concreto, quindi, può restare insoluta la questione di sapere quale importo esatto è stato pagato nel 2007 a titolo di interessi ipotecari.
In effetti anche computando l’ammontare massimo ammissibile giusta l’art. 22 lett. b cfr. 4 Las, ossia fr. 2'033.-- (valore locativo di fr. 2'708.-- + reddito da capitale di fr. 2.-- - spese di manutenzione di fr. 677.-- = fr. 2'033), il ricorrente non presenterebbe alcuna lacuna di reddito, come verrà meglio esposto in seguito (cfr. consid. 2.18.).
L’insorgente non avrebbe, perciò, in ogni caso diritto a un prestazione assistenziale,
2.13. In relazione al debito contratto con la _ di _ (cfr. doc. V; D14), va rilevato, in primo luogo, che il debito in quanto tale è ininfluente ai fini del conteggio, poiché la sostanza risulta in ogni caso nulla (cfr. doc. C).
In secondo luogo, che in riferimento ai relativi interessi da pagare deve essere ribadita la norma di cui all’art. 22 lett. b cfr. 4 Las, citata sopra, secondo cui le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT.
Non può, dunque, essere considerato un importo di interessi passivi complessivo maggiore di fr. 2'033.-- (cfr. consid. 2.12.).
Come spiegato al consid. 2.12., anche conteggiando tale importo massimo di interessi, al ricorrente deve essere comunque negato l’aiuto sociale.
2.14. Per quanto concerne il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.5.) vanno computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Secondo, poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
A titolo di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).
Il ricorrente e _ sono affiliati alla cassa malati _ (cfr. doc. 4, 5, D15).
Per il 2007 il relativo premio medio ponderato è pari a fr. 4'052.70 ciascuno per l’insorgente e la convivente (cfr. Decreto esecutivo concernente la determinazione del premio riconosciuto ai singoli assicuratori per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2007 del 17 ottobre 2006).
L’ammontare di fr. 4'052.70 è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2007, corrispondente, per gli adulti a fr. 4'000.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2007).
Pertanto ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per il ricorrente e la convivente della quota media cantonale ponderata di fr. 4'000.-- ciascuno.
In casu l’USSI, quale premio complessivo della cassa malati, ha dunque correttamente conteggiato di fr. 8’000.-- (fr. 4000.-- x 2; cfr. doc. C).
2.15. L’insorgente, nello scritto del 21 gennaio 2008 (cfr. doc. V), ha fatto valere che la convivente deve far fronte al pagamento delle imposte federali, cantonali e comunali per il 2006 (cfr. doc. D27-D29).
In proposito è utile ribadire che l’art. 22 lett. b cfr. 3 Las enuncia che nel calcolo della prestazione assistenziale non vengono computate le imposte di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps (cfr. consid. 2.5.).
Del resto dal 1° ottobre 2006 anche l’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps è stato abrogato (cfr. BU 40/2006 dell’8 settembre 2006 pag. 315; Messaggio relativo alla modifica della Laps del 15 ottobre 2005 p.to 2.4.4.), per cui nemmeno la Laps prevede più il conteggio delle imposte.
Pertanto le imposte menzionate dal ricorrente non possono essere tenute in considerazione nel calcolo della pubblica assistenza.
Giova, comunque, segnalare che gli art. 245-246 LT prevedono delle facilitazioni di pagamento dell’imposta, qualora il relativo versamento costituisca un grave rigore per il debitore, e il condono della stessa, nel caso in cui il contribuente sia caduto nel bisogno.
Al riguardo va precisato che l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento della legge tributaria enuncia che per le decisioni di condono si applicano per analogia i criteri stabiliti dall’ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta.
Secondo l’art. 9 cpv. 1 dell’ordinanza concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta
esiste una situazione di bisogno quando l’intero importo dovuto è sproporzionato alla capacità finanziaria del contribuente. Si ha in particolare una sproporzione per le persone fisiche, quando il debito fiscale, nonostante la riduzione del tenore di vita al minimo d’esistenza, non può essere completamente estinto entro un termine ragionevole.
Il cpv. 2 dell’art. 9 prevede, poi, che e
siste in ogni caso una situazione di bisogno quando un contribuente non dispone
né di reddito né di sostanza, oppure quando i poteri pubblici devono assumere il suo
mantenimento e quello della famiglia.
2.16. Per quanto attiene alle spese per l’assicurazione dell’automobile e per le targhe (cfr. doc. V), questa Corte constata che la convivente dell’insorgente, abitando a _ in _ e lavorando presso la _ di _ in _ (cfr. dpc. D1), non necessita di un’autovettura per recarsi al proprio posto di impiego.
Inoltre non sono stati invocati altri motivi atti a giustificare la necessità di un’automobile.
Di conseguenza tali costi non possono essere assunti.
2.17. L’insorgente ha indicato, pure, di sostenere i costi di un’assicurazione economia domestica/RC, di un’assicurazione stabili e di una protezione giuridica (cfr. doc. V).
A tale proposito giova rilevare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.5.), sono elencati in modo esaustivo.
Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla Laps.
A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
In simili condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr.
Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg.
368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), l’USSI, visto che i premi delle assicurazioni citate non rientrano nella lista esaustiva delle spese vincolate, non può aumentare l’importo della prestazione assistenziale secondo le richieste del ricorrente.
Pertanto al pagamento di tali premi, così come pure delle spese per le targhe della vettura e per l’assicurazione di questa (cfr. consid. 2.16.), va fatto fronte con l’ammontare relativo alla soglia di intervento.
2.18.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto, i redditi computabili del ricorrente, per il periodo a decorrere dal mese di settembre 2007 (
ex art. 61 cpv. 1 Las il diritto alle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese successivo il deposito della domanda, che in casu risale al 30 agosto 2007; cfr. doc. 7), sono costituiti dal reddito da attività dipendente di _ di fr. 50'488.-- (cfr. consid. 2.8.) e dal reddito della sostanza di fr. 2'710.-- (cfr. doc. C).
Essi complessivamente ammontano a fr. 53'198.--.
Le spese computabili
sono, invece, composte dal premio della cassa malati pari alla quota media cantonale ponderata per il 2007 di fr. 8’000.-- (cfr. consid. 2.14.), dal supplemento premi assicurazione malattia di fr. 106.-- (cfr. doc. C), dalla spesa per l’alloggio di fr. 3'485.-- (cfr. consid. 2.11.), dalle spese di manutenzione di fr. 677.-- e dagli interessi passivi di al massimo fr. 2’033.-- (cfr. consid. 2.12; 2.13.), dai contributi sociali di fr. 3'334.05, dai contributi della previdenza professionale di fr. 1’771.-- (cfr. consid. 2.9) e dalle spese professionali di doppia economia domestica di fr. 1'072.-- (cfr. doc. C).
Esse, globalmente, corrispondono a fr. 20’478.05 all’anno.
Di conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) del ricorrente ammonta a fr. 32'719.95 (redditi computabili di fr.
53'198.-- - spese computabili di fr. 20’478.05), pari a fr. 2'726.60 al mese.
La soglia di intervento per il 2007 dell’insorgente e della convivente, come visto (cfr. consid. 2.10.), è di fr. 1'569.-- al mese.
Come indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.4.).
In concreto il ricorrente non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome il reddito disponibile residuale risulta più elevato della soglia di intervento di fr. 1'157.60 (fr. 2'726.60 – fr. 1'569.--).
In simili condizioni, è a ragione che l‘USSI ha negato a RI 1 il diritto a una prestazione assistenziale.
La decisione su reclamo del 19 dicembre 2007 deve, conseguentemente, essere confermata.
2.19. A titolo abbondanziale, siccome l’insorgente nel ricorso ha chiesto di essere perlomeno aiutato a trovare un lavoro (cfr. doc. I), va osservato che effettivamente la Las prevede delle misure finalizzate a questo scopo (cfr. art. 31 a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3, H7).
Tuttavia queste misure di inserimento sociale professionale sono destinate ai beneficiari di prestazioni assistenziali (cfr. art. 31a, 31b, 31d, 31h Las).