# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e694a23f-a042-59dc-bd48-d016e580a68a
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, classe _, precedentemente attiva quale cameriera e venditrice, nel settembre 2002 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti in quanto affetta da “(...) cervicali, dolori braccio destro, alterazioni discali (...)” (doc. AI 1).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM) (doc. AI 42), con decisione su opposizione 27 giugno 2005 l’Ufficio AI ha negato all’assicurata il diritto a prestazioni adducendo:
"
(...)
5. In concreto, per quanto attiene all'aspetto medico, l'opponente contesta in pratica la valutazione operata dall'amministrazione, in base alla quale la medesima sarebbe in grado di svolgere attività adeguate in misura del 100%.
Considerato tuttavia come l'assicurata abbia prodotto alcuni certificati medici in sede d'opposizione, per un'adeguata valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate, è stato nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI (SMR).
Quest'ultimo ha fatto osservare che, al fine di meglio definire l'attuale stato valetudinario dell'assicurata, era necessario effettuare ulteriori indagini di natura pluridisciplinare.
A tale scopo, l'assicurata è stata sottoposta ad una perizia pluridisciplinare presso il Servizio accertamento medico dell'assicurazione invalidità di Bellinzona
(SAM)
nel mese di maggio 2005. La perizia, in base agli accertamenti medici precedenti, all'anamnesi famigliare, personale, sociale, professionale e patologica, alle affezioni attuali, alle constatazioni obiettive, alle radiografie, al consulto psichiatrico, ortopedico e neurologico, ha diagnosticato una fibromialgia, una sindrome lombospondilogena con discopatia L3-S1 con bulging L4-5 e L5-S1 senza neurocompressione ed una sindrome cervicospondilogena cronica. La tendenza regressiva con marcati tratti di dipendenza, lo stato dopo frattura del malleolo, lo stato dopo trauma distorsivo cervicale (01.08.2002) senza attualmente lesioni neurologiche rilevabili all'esame clinico e la dislipidemia mista non hanno alcun influsso sulla capacità lavorativa. Il perito ha inoltre stabilito che l'attuale grado di capacità lavorativa medico-teorica dell'assicurata è valutabile nella misura del 60% come cameriera e nella misura dell'80% in attività leggera ed adatta (presenza sull'arco di tutta la giornata con rendimento ridotto del 20%).
6. Per quanto riguarda i dati economici, in base alla più recente giurisprudenza imposta dal Tribunale federale, allorché non si dispone di dati concreti, il reddito da invalido può essere stabilito sulla base di salari teorici, editi dall'Ufficio federale di statistica (statistiche RSS). Sempre in base alla giurisprudenza federale, tali redditi possono ancora essere diminuiti nella misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare quei fattori che nel caso in specie sono suscettibili di influenzare il reddito che l'assicurato potrebbe percepire, quali ad esempio le limitazioni addebitabili al danno alla salute, l'età, la nazionalità, il grado d'occupazione (cf. DTF 126 V 75).
In concreto, per determinare il reddito da invalido dell'assicurata è stata ritenuta quale base di calcolo un reddito statistico per attività leggere e non qualificate pari a
fr.
42'265.- (valori ESS 2002 con ulteriore riduzione del 20% per minore rendimento, categoria 4, femminile, mediana), applicando un'ulteriore riduzione del 10% in considerazione del fatto che l'assicurata è stata ritenuta abile solo per lavori leggeri.
Per un lavoro adeguato al proprio stato di salute, l'assicurata può ancora conseguire da invalida un reddito annuo pari a
fr.
30'431.-.
Considerato che in assenza d'invalidità e lavorando a tempo pieno quale cameriera la signora RI 1 potrebbe percepire un salario annuo di
fr.
40'950.- (Contratto collettivo di lavoro 2005 dell'OCST), l'assicurata conserva una residua capacità lavorativa e quindi di guadagno del 74% con una perdita di guadagno e quindi un grado d'invalidità del 26% (40950-30431 x 100:40950 = Al 26%).
L'assicurata non presenta quindi il grado minimo del 40% richiesto dalla legge per poter beneficiare della rendita d'invalidità; nel caso in esame, non entrano neppure in considerazione eventuali provvedimenti d'integrazione professionale, poiché questi non migliorano la residua capacità di lavoro. In effetti, la Consulente in integrazione professionale dell'AI (CIP), nel suo rapporto del 21 giugno 2005, ha precisato che l'assicurata può essere inserita nel mondo del lavoro senza l'applicazione di provvedimenti professionali reintegrativi. La CIP ha di fatto constatato che il bagaglio attitudinale nonché l'assenza di una solida formazione scolastica non permettono di proporre all'assicurata un progetto di riqualifica professionale.
Ne discende pertanto che la decisione impugnata appare corretta e merita piena conferma.
(
...)." (doc. AI 48)
1.2. Contro questa decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale, contestata la valutazione medica viste le risultanze della perizia psichiatrica di parte a cura del dr. _, ha chiesto:
“1. Il ricorso è accolto.
Di conseguenza alla sig.ra RI 1 è riconosciuto un grado d’inva-lidità pari al ... % e quindi il diritto a una rendita d’invalidità.
2. L’UAI rimborserà Fr. 1'980.00 all’assicurata, corrispondente alla perizia di parte.
3. La sig.ra RI 1 è sottoposta ai provvedimenti professionali atti a definire la sua residua abilità lavorativa.
4. Protestate spese e ripetibili.” (doc. I, pag. 4)
1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, avvalendosi delle valutazioni 22 settembre 2005 del dr. _, ha proposto l’allesti-mento di una perizia giudiziaria supepartes e, in via subordinata, la conferma della decisione impugnata.
Con scritto 30 settembre 2005 l’avv. RA 1 non si è opposto all’allestimento della proposta perizia superpartes.
1.4. Con lettera 3 ottobre 2005 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per visionare gli atti di causa e l’incarto 35.2004.1 concernente l’assicurata.
Con scritti 10 e 14 ottobre 2005 le parti hanno inoltrato le rispettive osservazioni poi loro trasmesse per conoscenza.
1.5. Il vicepresidente del TCA, con ordinanza 12 giugno 2006 (XIX), ha ordinato una perizia medica pluridisciplinare a cura del _ di _ (in seguito _).
1.6. Il 22 novembre 2007 è pervenuta al TCA la perizia pluridisciplinare del _ che è stata intimata alle parti per osservazioni (XXIX e XXX).
L’assicurata e l’Ufficio AI hanno preso posizione con scritti del 12 e 17 dicembre 2007 trasmessi immediatamente alle rispettive controparti per conoscenza (XXXII, XXXIII e XXXIV).
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha negato all’assicurata il diritto a prestazioni. La ricorrente postula il diritto ad una rendita e di essere sottoposta a provvedimenti professionali atti a definire la sua residua abilità lavorativa.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l
'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1 gennaio 2007 Tribunale federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222; cfr. anche
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.4.
Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC
1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
2.5. Nell’evenienza concreta, stanti le divergenti valutazioni mediche contenute agli atti, questo TCA ha ordinato l’allestimento di una perizia pluridisciplinare giudiziaria a cura del _.
Dalla perizia pluridisciplinare 20 novembre 2007 (XXIX) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive (dr. _), hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche, di natura reumatologica (dr. _), neurologica (dr. _) e psichiatrica (dr. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti i periti hanno così risposto ai quesiti proposti dalla parte convenuta:
"
(...)
4.1. An welchen Krankheiten leidet die Versicherte? Seit wann?
Wir haben bei der Versicherten folgende Diagnosen gestellt:
- Anhaltende somatoforme Schmerzstörung
- Epicondylopathia humeri ulnaris beidseits, leichtes Piriformissyndrom beidseits
- Chroniches Lumbovertebralsyndrom bei symptomatischen Diskopathien LWK3-S1
- Irritation im Bereich des AC-Gelenkes links bei bekannten beginnenden degenerativen Veränderungen
- Übergewicht (BMI 27)
- Status nach Choleszystektomie
- Status nach Ovarialzystenoperation
- Akzentuierte histrionische Persönlichkeitszüge
Die rheumatologischen Erkrankungen sind anamnestisch zeitlich nach dem Unfall aufgetreten.
Das Übergewicht besteht seit circa 2005, die Choleszystektomie wie auch die Ovarialzystenoperation wurden laut Angaben der Explorandin 2002 durchgeführt.
4.2. Ist der Gesundheitsschaden derartig, Beeinträchtigungen in der Tätigkeit als Kellnerin oder als Verkäuferin zu verursachen?
Seit wann?
Ja. Aus rheumatologischer Sicht besteht eine ungünstige Konstellation mit einerseits weichteilrheumatischen Beschwerden im Sinne des Golfellenbogens beidseits und andererseits mit symptomatischen degenerativen Lendenwirbelsäulenveränderungen sowie den chronischen Schmerzen im Rahmen des Fibromyalgiesyndromes. Insofern ist sowohl die Tätigkeit als Kellnerin, als auch als Verkäuferin durch diesen Gesundheitsschaden teilweise eingeschränkt.
Aus psychiatrischer Sicht ist die Explorandin in ihrer Tätigkeit sowohl als Kellnerin als auch als Verkäuferin ebenfalls beeinträchtigt.
Aufgrund der anamnestischen Angaben der Explorandin besteht die Beeinträchtigung seit dem 01.08.2000.
Aus neurologischer und internmedizinischer Sicht besteht bei der Explorandin keine Beeinträchtigung in der Tätigkeit als Kellnerin oder als Verkäuferin.
4.3. Falls Ja, welche sind Beeinträchtigungen und in welchem Mass wirken sie sich auf die Arbeitsfähigkeit als Kellnerin oder als Verkäuferin aus?
Aufgrund der oben erwähnten Erkrankungen ist die Arbeitsfähigkeit der Explorandin als Kellnerin zu 40% eingeschränkt, wir nehmen an, dass eine Kellnerin körperlich mittelschweren Belastungen ausgesetzt ist.
Als Verkäuferin schätzen wir die Arbeitsfähigkeit der Versicherten zu 75%. In diesem Beruf ist die Explorandin aufgrund der chronischen Schmerzen, des verminderten
Rendements
wie auch aufgrund der Notwendigkeit Pausen einzuschalten in ihrer Tätigkeit eingeschränkt.
4.4. Vom medizinischen Standpunkt aus gesehen, könnte die Versicherte in andere Tätigkeiten eingegliedert werden?
Falls ja, zum Beispiel in welche? In welchem Ausmass? Mit welchen Beschränkungen?
Ja. Streng rückenadaptierte Tätigkeiten mit einer Gewichtslimite bis 5 kg ohne wiederholte Bück- oder Torsionsbewegungen der Lendenwirbelsäule und ohne Arbeitstätigkeiten in vornübergeneigter oder reklinierter Körperhaltung wären möglich. Zusätzlich sollten diese Tätigkeiten keine repetitiven Belastungen der Ellenbogengelenke verursachen. Insbesondere wären Kontrollfunktionen, wie eine Tätigkeit am Empfang, als Telefonistin oder z.B. als Dolmetscherin möglich. In derartigen Tätigkeiten besteht einerseits aufgrund des chronischen diffusen Schmerzsyndromes im Sinne der Fibromyalgie und anderseits aufgrund der psychiatrischen Erkrankung eine vermehrte Pausenbedürftigkeit, die insgesamt eine Einschränkung der Arbeitsfähigkeit um 25% verursacht.
4.5. Ist der Gesundheitsschaden verbesserungs- oder verschlimmerungsfähig?
Beides ist möglich.
Im somatischen Bereich ist der morphologische Befund verschlimmerungsfähig. Bezüglich der Symptomatik sind die oben erwähnten Veränderungen aber auch verbesserungsfähig. Diesbezüglich möchten wir auf die konkreten Massnahmen hinweisen, die im rheumatologischen Teilgutachten aufgeführt sind.
Im psychiatrischen Bereich ist der Gesundheitsschaden ebenfalls sowohl verbesserungs- wie auch verschlimmerungsfähig. Nach einer allfälligen Therapie wäre der Gesundheitsschaden verbesserungsfähig.
4.6. Wie beurteilt der Gutachter die Arbeitsfähigkeit von RI 1 (%) ab 01.08.2000 bis heute als Kellnerin, als Verkäuferin und in anderen geeigneten Tätigkeiten?
Es ist anzunehmen, dass die Explorandin nach dem Verkehrsunfall vom 31.07.2000 aufgrund der erlittenen Schockreaktion und aufgrund der zugezogenen Verletzungen in ihrer Tätigkeit als Kellnerin circa zwei bis drei Monate arbeitsunfähig war. Es ist darauf hinzuweisen, dass es sich hier um eine rein medizinisch-theoretische Annahme handelt, wir verfügen über keine genauen medizinischen Angaben betreffend die ersten Monate nach dem Verkehrsunfall. Gemäss der Angabe der Explorandin seien solche Befunde verloren gegangen. Es ist ferner anzunehmen, dass rein theoretisch die Arbeitsunfähigkeit der Explorandin als Verkäuferin und in einer geeigneten Tätigkeit kürzer gewesen wäre. Genauere Angaben können wir retrospektiv jedoch nicht machen.
4.7. Weitere Bemerkungen
Im ersten rheumatologischen Bericht vom 09.03.2001 durch
Dr. _
an den Hausarzt der Explorandin adressiert, wird noch auf ein entzündliches Syndrom unklarer Ursache wie auch auf ein Hyperlaxitätssyndrom hingewiesen. Diesbezüglich wurde die Explorandin später im _ abgeklärt. Sowohl klinisch wie auch labormässig wurde das entzündliche Syndrom nicht bestätigt (Bericht von
Dr. _
, Oberarzt, Rheumatologische Klinik des _ vom 23.01.2003). Auch dort wurde kein Hyperlaxitätssyndrom bestätigt, genau so wie in unserer heutigen rheumatologischen Untersuchung.
In den verschiedenen rheumatologischen Berichten wurden auch die von der Explorandin angegebenen Nacken- und Schulterbeschwerden auf eine tendomyotische Pathologie zurückgeführt. Heute steht die Fibromyalgie im Vordergrund, darüber hinaus besteht bei der Explorandin aktuell noch ein Golfellenbogensyndrom beidseits (lokalisiertes weichteilrheumatisches Schmerzsyndrom).
Im rein somatischen Bereich deckt sich unsere Beurteilung der Arbeitsfähigkeit der Explorandin mit den Angaben in den verschiedenen rheumatologischen Berichten und Gutachten.
In psychiatrischer Hinsicht konnten wir eine anhaltende somatoforme Schmerzstörung sowie akzentuierte Persönlichkeitszüge diagnostizieren. Eine Depres-sion konnten wir bei der aktuellen Untersuchung nicht bestätigen. Darüber hinaus ist zu erwähnen, dass im Gutachten von
Dr. _
auch somatische Erkrankungen diagnostiziert werden, die in der Beurteilung der Arbeitsfähigkeit mitberücksichtigt werden.
Die anlässlich der Begutachtung durch Dr. _, Psychiater, _ erwähnten akzentuierten abhängigen Persönlichkeitszüge konnten wir anläsaslich unserer heutigen Untersuchung nicht in dieser Form bestätigen. Es ist darauf hinzuweisen, dass in beiden Vorgutachten kein neurotischer Konflikt diagnostiziert wurde.
(...)." (doc. XXIX, pag. 34-38)
Questo Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del _, i quali hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurata è portatrice, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in merito all’evoluzione della incapacità lavorativa nell’attività di cameriera e venditrice, riconosciuta nella misura del 40% quale cameriera e del 25% quale venditrice e in un’attività leggera adeguata.
Va qui ricordato che, secondo giurisprudenza, in caso di perizia giudiziaria, il giudice – di regola – non si scosta, senza motivi imperativi, dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (STF del 25 settembre 2007 nella causa V. contro P.-P. e TCA, U 306/06; DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati). Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che conduca ad un altro risultato (DTF 101 IV 130). Egli può discostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria. Va tuttavia sottolineato che il perito giudiziario – contrariamente al perito di parte o allo specialista che si esprime sotto altra veste – ha uno statuto speciale nel senso che egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo sottopone alla comminatoria di cui all'art. 307 del Codice penale, una funzione qualificata al servizio della giustizia (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 nella causa B., U 288/99, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate).
Del resto l’avv. RA 1, nelle osservazioni 12 dicembre 2007, ha, in particolare, riconosciuto che “(...) l’inca-pacità lavorativa medico-teorica dell’assicurata è valutabile nella misura del 40% come cameriera, rispettivamente del 25% e non del 20% quale commessa [...] dal lato psichiatrico, essa è inoltre inabile nella misura del 25% e non è invece totalmente abile (...)” (doc. XXXII). Anche il dr. _, medico SMR, nelle annotazioni 3 dicembre 2007 ha osservato: “(...) inizio IL di lunga durata: 1.8.2000. Impedimento quale cameriera: 40% (attività mediamente pesante). Impedimento quale venditrice: 25% (rendimento ridotto a causa di sintomatologia algica cronica, bisogno di pause supplementari. Attività adatta: IL 25% (rendimento ridotto per sintomatologia algica cronica, bisogno di pause supplementari). Limiti funzionali: pesi fino a 5 kg, non movimenti ripetitivi di flessione/torsione con la colonna lombare, senza attività in posizione piegata in avanti o in retroflessione. Non attività ripetitive con i gomiti. (...)” (doc. XXXIII/Bis).
2.6. Si tratta ora di esaminare le conseguenze del danno alla salute dal profilo economico.
2.6.1. Per quel che concerne il reddito da valido, nella decisione impugnata l’amministrazione (considerati i salari minimi validi secondo il CCNL di validità nazionale; doc. AI 45) ha preso in considerazione, per l’anno 2005, l’importo annuo di CHF 40'950.--.
L’assicurata non ha contestato il reddito da valido che è stato del resto anche confermato dalla consulente in integrazione professionale (doc. AI 46 e 47).
2.6.2. Per quel che concerne invece il reddito da invalido, lo stesso deve essere
determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai dati statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (Pratique VSI 2002 pag. 68 consid.
3b; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid.
3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).
L’Alta Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 18 ottobre 2006 nella causa T., I 790/04 e STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).
Pertanto, nella determinazione del reddito da invalido occorre d’ora in avanti applicare i valori nazionali (Tabella TA1) e
non
più quelli regionali (Tabella TA13) come sin’ora confermato dal TCA.
Orbene – utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica – la ricorrente, svolgendo nel 2005 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a CHF 3'934.--(salario ipotetico valido per il 2004 di fr. 3'893.-- aggiornato al 2005; cfr. tabella B 10.1 e B 10.3, pubblicata
in
La Vie économique,7/8-2006, pag. 91).
Riportando questo dato su 41.6 ore (
cfr. tabella B 9.2,
pubblicata
in
La Vie économique, 7/8-2006, pag. 90
), esso ammonta a CHF 4'091.-- mensili oppure a CHF 49'096.-- per l'intero anno (CHF 3'934.-- x 12 :40 x 41.6 = CHF 49'096.--, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).
Il reddito ipotetico da invalido – considerata la riduzione del 10% stabilita dalla consulente in integrazione (doc. AI 29) e ritenuta la capacità lavorativa riconosciuta dai periti del _ del 75% in un’occupazione adeguata – ammonta dunque a CHF 33'140.-- (
CHF 49'096.-- ridotti del 10% e moltiplicati per 75%).
Raffrontando il reddito da valido di
CHF 40'950.-- (consid. 2.6.1) con il reddito ipotetico da valido di CHF 33'140.-- risulta un grado d’invalidità non pensionabile del 19.07% ([CHF 40'950.-- – CHF 33'140.--] x 100 : CHF 40'950.--).
Anche volendo applicare la deduzione massima del 25% il grado invalidità non raggiungerebbe il grado minimo pensionabile del 40% ([CHF 40'950.-- – CHF 27'617.--] x 100 : CHF 40'950.-- = 32.56%).
Va qui ancora rilevato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventua-le diritto alla rendita (cfr.
DTF 129 V 222; cfr., pure,
STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02
), per cui nel caso concreto (ritenuto il mese di agosto 2000 quale inizio dell’incapacità lavorativa di lunga durata [cfr. doc. XXXIII e XXIX pag. 35] e conformemente all’art. 29 LAI) sono determinanti i dati del 2001.
Ora, anche volendo effettuare il calcolo sopra esposto applicando i dati salariali del 2001 al posto di quelli del 2005, con ogni verosimiglianza, si giungerebbe ad un grado d’invalidità non pensionabile.
2.7. L’assicurata ha chiesto il rimborso da parte dell’Ufficio AI dell’importo di fr. 1'980.00 pari alla nota d’onorario del dr. _, FMH in psichiatria e psicoterapia, per l’allestimento della perizia medica privata (doc. I, pag. 4, B e E).
L’eventuale rimborso, da parte dell’amministrazione, dei costi relativi ad una perizia di parte presentata in sede ricorsuale viene concesso, nella misura in cui essa abbia permesso di accertare in maniera convincente e decisiva ai fini del giudizio l’effettiva situazione medica, evitando quindi di dover ricorrere ad una perizia giudiziaria, nell’ambito dell’assegnazione delle spese ripetibili (DTF 115 V 62; Leuzinger-Naef, Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltlichen Rechtsbeistand in Sozialversicherungsrecht, in: SZS 1991 pp. 176ss; Blanc, La procédure administrative en assurance-invalidité, 1999, p. 131; cfr. anche RAMI 1994 U 182 pp. 47ss)
Nel caso in esame, la perizia di parte, non ha tuttavia completamente delucidato le ripercussioni del danno alla salute sulla capacità lavorativa residua dell’assicurata. Si è pertanto reso necessario ricorrere all'allestimento di una perizia pluridisciplinare giudiziaria a cura del _, la quale ha permesso di accertare in modo convincente e decisivo l'effettiva situazione medica e determinare in maniera concludente l'incidenza dello stato di salute dell'assicurata sulla sua capacità lavorativa.
Va poi evidenziato che il dr. _ ha espresso la seguente valutazione:
"
(...)
Anamnestisch lassen sich Symptome andauernder Schmerzen im lumbosakralen Wirbelsäulenbereich mit zeitweiliger Ausstrahlung in beide Beine sowie im Bereiche beider Schultern nachweisen. Aus psychodynamischen Überlegungen heraus ist anzunehmen, dass die Schmerzen in Verbindung mit ausgeprägten emotionalen Konflikten stehen. Diesbezüglich ist insbesondere der frühe Tod des leiblichen Vaters der Explorandin zu nennen, welcher, wie anzunehmen ist, von der Explorandin - unbewusst - bis heute noch nicht wirklich verarbeitet werden konnte. Diese Belastung ist als schwerwiegend genug zu betrachten, um in teilursächlicher Hinsicht in einen Zusammenhang mit der seit dem Unfall vom 31.07.2000 persistierenden Schmerzsymptomatik zu stehen. Diagnostisch ist von einer anhaltenden somatoformen Schmerzstörung auszugehen. Die in diesem Kontext von
Dr. _
geltend gemachte Integrations- und Entwurzelungsproblematik lässt sich aufgrund unserer Untersuchung nicht in dieser Form bestätigen. Anlässlich unserer Untersuchung führte die Versicherte aus, dass sie sich im Tessin wie zu Hause fühle. Dies soll auch der Grund gewesen sein, weshalb sie mit ihrem ehemaligen Freund nicht nach Sizilien ausgewandert war. Aus der Lebensgeschichte geht hervor, dass die Explorandin vor dem Unfall eine aktive und keines abhängige oder unsichere Person gewesen ist, ihren eigenen Angaben zufolge hat sie sich im Tessin sehr gut integrieren können. Sie spricht im übrigen auch fliessend und sehr gut Italienisch. Gemäss ihren eigenen Angaben kann sie sich auch keinen anderen Lebensraum als das Tessin vorstellen.
Bezüglich der Beziehungsmodalität mit Männern ist zu bemerken, dass die Explorandin bis zu ihrem 30. Lebensjahr, ihren eigenen Angaben zufolge, nie wirklich verliebt gewesen war. Sowohl ihr ehemaliger Freund wie auch ihr heutiger Ehemann sind überdies deutlich jünger als sie selber. In diagnostischer Hinsicht ist in diesem Zusammenhang von akzentuierten, im weitesten Sinne histrionischen Persönlichkeitszügen auszugehen. Des weiteren sei bemerkt, dass in ursächlicher Hinsicht eine enge Beziehung zwischen der anhaltenden somatoformen Schmerzstörung wie auch der neurotischen Problematik, welche von uns nach ICD-10 als akzentuierte Persönlichkeitszüge diagnostiziert wurde, besteht. Mit anderen Worten muss der ausgeprägte neurotische Konflikt als Ursache sowohl für die somatoforme Störung wie auch für die auffällige Beziehungsmodalität in Form der diagnostizerten akzentuierten Persönlichkeitszüge in Betracht gezogen werden. Im gleichen Kontext sind auch die von der Explorandin geäusserten Symptome der zeitweiligen Angst, welche zeitweise ein panikartiges Ausmass annehmen können, zu betrachten. Es ist im übrigen davon auszugehen, dass sich der Unfall als geeignet erwiesen hat, um sich als Kristallisationskern für bis anhin unbewusst gebliebene Abhängigkeitswünsche zu konstituieren. Bei der heutigen Untersuchung liess sich bei der Explorandin eine ausgesprochene Regressionsneigung erkennen.
Es ist des weiteren davon auszugehen, dass der Unfall zu einer Art Dekompensation des bis anhin weitgehend - bis auf die auffällige Beziehungsmodalität der Explorandin - klinisch nicht manifesten neurotischen Konflikts geführt hat.
All die oben erwähnten Symptome sind, unter der Voraussetzung, dass sich die Schmerzen nicht hinreichend durch körperliche Störungen erklären lassen, durch den dekompensierten neurotischen Konflikt hinreichend begründet. Schliesslich sei noch bemerkt, dass die von
Dr. _
akzentuierte Persönlichkeit mit abhängigen Zügen sich, abgestützt auf unsere aktuellen Untersuchungsbefunde für den Zeitraum vor dem Unfall, nicht bestätigen lassen.
Des weiteren lassen sich anamnestisch Symptome von zeitweiligen Durchschlafstörungen, einer Müdigkeit, gewissen Kraft- und Energielosigkeit, einer, bei starken Schmerzen auftretenden Nervosität und Gereiztheit, manchmal auch traurigen Stimmung, einer zeitweise durch starke Schmerzen beeinträchtigten Fähigkeit zur Freude sowie der Beeinträchtigung der Gedächtnis- und Konzentrationsleistung sowie eines manchmal auftretenden Gefühls allgemeiner Sinnlosigkeit eruieren. Diese Symptome erfüllen die zur Diagnosestellung einer depressiven Episode notwendigen Kriterien nicht. Insbesondere sind diese Symptome nicht andauernd, sondern lediglich fluktuierend vorhanden. Diese Symptome sind am ehesten im Zusammenhang mit den Schmerzen zu bringen und dementsprechend der anhaltenden somatoformen Schmerzstörung, soweit organisch nicht hinreichend erklärbar, zu subsumieren. Die Diagnose einer eigenständigen, depressiven oder affektiven Störung, wie dies noch von
Dr. _
,
Psychiater, _, in seinem Gutachten vom 18.08.2005 diagnostiziert wurde, lässt sich aufgrund der heutigen Untersuchungsbefunde nicht mehr rechtfertigen. In Übereinstimmung mit
Dr. _
gehen wir indes ebenfalls davon aus, dass der krankheitsbedingte Verlust des Arbeitsplatzes, die gescheiterten Versuche der erneuten Aufnahme einer beruflichen Tätigkeit sowie der Abbruch der damaligen Beziehung, einerseits zu einer Schmerzausweitung und Entwicklung eines Panvertebralsyndroms, andererseits aber damals auch zu einer Depression geführt haben. Bis heute scheint es zu einer Verbesserung des Gesundheitszustandes der Explorandin insofern gekommen zu sein, als dass anlässlich der aktuellen Untersuchung keine Depression mehr nachgewiesen werden konnte. Mit grosser Wahrscheinlichkeit ist dies auf die von
Dr. _
im Anschluss an sein Gutachten durchgeführte Behandlung zurückzuführen. Die Tatsache, dass
Dr. _,
Psychiater in _
,
bei seiner Begutachtung im Mai 2005 keine spezielle depressive oder psychopathologische
Symptomatologie
feststellen konnte, dürfte am ehesten als Hinweis auf eine ebenfalls zu diskutierende mögliche Variabilität der depressiven Symptomatik verstanden werden.
Schliesslich ist zu erwähnen, dass aufgrund der heutigen Untersuchungsbefunde die Diagnose einer posttraumatischen Belastungsstörung ausgeschlossen werden kann. Die Explorandin beklagte sich über phasenweise auftretende Alpträume, in denen sie von Unfällen, nicht jedoch von ihrem eigenen Unfall träumt. Eigentliche Nachhallerinnerungen lassen sich nicht eruieren. Überdies lassen sich bei der Explorandin auch keine andauernden Symptome einer emotionalen Stumpfheit, Gleichgültigkeit, Anhedonie oder Teilnahmslosigkeit nachweisen. Schliesslich sei festgehalten, dass bei der Explorandin kein Vermeidungsverhalten und keine Schreckhaftigkeit festgestellt werden können. Bei der heutigen Untersuchung konnte die Explorandin zudem ohne äusserlich sichtbare emotionale Mitbeteiligung über den Unfall berichten. Hinweise für eine Hypervigilenz oder eine ausgeprägtere Schreckhaftigkeit liessen sich nicht erkennen. Die Versicherte hat bis heute noch nie eine längerdauernde Psychotherapie durchgeführt, was ihr aus psychiatrischer Sicht jedoch dringend empfohlen werden muss. Prognostisch dürfte sich die Tatsache, dass die Explorandin nun schon seit mehreren Jahren keiner Berufstätigkeit mehr nachgegangen ist, als nicht sehr günstig erweisen. Trotzdem ist aus psychiatrischer Sicht zu sagen, dass der Explorandin die Willensleistung nach wie vor zuzumuten ist, ihre beklagten Beschwerden zumindest teilweise zu überwinden und einer beruflichen Tätigkeit nachzugehen.
(...)." (doc. XXIX, pag. 31-33)
In queste circostanze, dunque, la richiesta della ricorrente non può essere accolta.
2.8. In simili circostanze, visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va confermata e il ricorso respinto.