# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e32e1d1e-bb5b-5c20-adb3-ad28d748cd22
**Court:** TI_TE
**Chamber:** TI_TE_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Expropriation

## Facts

in fatto e in diritto
1.
1.1. Il Comune di _ è promotore delle opere di premunizione contro le acque meteoriche provenienti dal versante destro della Valle di _, comprendenti la costruzione di un canale di gronda nella tratta Strada forestale - riale _.
Con risoluzione 5.5.2003 il Consiglio Comunale ha approvato il progetto, concesso il credito di costruzione e ratificato il prelievo dei contributi di miglioria nell’ordine del 40% della spesa (MM 169.4 del 24.3.2003).
1.2. Il
Municipio
ha avviato la procedura d’imposizione dei contributi per le suddette opere pubblicando il prospetto dal 2.5. al 2.6.2005 ed inviando un avviso personale ai soggetti imposti.
RI 1
, è proprietario del mapp.
no. 1295 che beneficia di una quota di comproprietà coattiva di 1/6 del mapp. no. 1203, descritto a RF quale strada, ed in tale veste è stato assoggettato al pagamento di un contributo di miglioria di fr. 11'612.65 rispettivamente di fr. 850.25 .
Il reclamo tempestivamente interposto contro il prospetto è stato respinto dal
Municipio
con risoluzione del 24.5.2006.
Da ciò il ricorso in esame nel quale il ricorrente ha eccepito un diniego di giustizia ed una violazione del diritto di essere sentiti ed ha contestato di aver tratto un vantaggio particolare dall’opera, il comprensorio imposto ed i parametri di calcolo. Da ciò la richiesta di annullamento del contributo.
Con risposta 3.10.2006 il
Municipio
ha chiesto la reiezione del gravame.
A seguito dell’udienza di conciliazione del 23.1.2007, la procedura è stata sospesa per consentire alle parti di trovare una transazione (lettera 24.1.2007).
Non essendo le parti riuscite a trovare un accordo, la procedura è stata riattivata ed il 3.10.2007 è stato esperito il sopralluogo.
Entrambe parti hanno poi rinunciato a comparire al dibattimento finale producendo i memoriali conclusivi, nei quali hanno confermato le rispettive argomentazioni.
2.
Il ricorrente ha sollevato alcune censure di ordine formale.
Anzitutto egli rimprovera al Municipio di non aver esaminato nella decisone impugnata tutte le questioni poste a giudizio, insinuando in tal modo un diniego di giustizia.
Il diritto di ottenere una decisione motivata (art. 26 LPamm.) è corollario del diritto di essere sentito garantito dalla costituzione (art. 29 cpv. 2 CF). Esso implica per le autorità l’obbligo di esaminare gli argomenti delle parti e di menzionare almeno brevemente i motivi della decisione affinché sia garantita la massima trasparenza e favorita la comprensione del giudizio a salvaguardia dell’esercizio della facoltà di ricorso e dell’eventuale riesame da parte dell’autorità superiore. Non occorre però che l’autorità si pronunci su ogni allegazione o domanda delle parti; può anche limitarsi all’essenziale purché, nell’insieme, il destinatario sia messo in condizione di comprendere la portata del giudizio e di deferirlo con piena cognizione di causa all’istanza superiore (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 26; DTF 125 II 372 c. 2c, 124 II 149 c. 2a; RDAT II-1996 no. 10 c. 2a, no. 64 c. 2.1).
In concreto la decisione su reclamo del Municipio è senz’altro provvista di motivazione sufficiente e la memoria ricorsuale, che non lesina rimproveri e censure, ne è la prova lampante.
Il ricorrente lamenta inoltre una violazione del diritto di essere sentito per non essere stato udito dal Municipio prima dell’emanazione della decisione su reclamo.
A prescindere dal fatto che la Legge sui contributi di miglioria non prevede l’obbligo per l’esecutivo di citare il reclamante per una discussione prima dell’emissione della propria decisione, secondo la giurisprudenza una eventuale violazione del diritto di essere sentito può essere sanata ove l’interessato abbia avuto la possibilità di esprimersi dinanzi ad un’autorità che – come il Tribunale di espropriazione (art. 13 cpv. 2 LCM) – dispone di pieno poter cognitivo (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 20 no. 2b).
In concreto la facoltà del rincorrente di interporre ricorso con piena cognizione di causa non è stata compromessa e le memorie scritte ne sono la prova tangibile. Inoltre egli ha avuto libero accesso agli atti pubblicati ed alla documentazione prodotta, é comparso all’udienza di conciliazione del 23.1.2007 ed ha partecipato al sopralluogo del 3.10.2007. Pertanto il diritto di essere sentito è stato ampiamente rispettato.
3.
Il ricorrente sostiene che il pericolo di esondazioni per i fondi siti nella zona “alle _” in caso di forti precipitazioni è da attribuire alla costruzione della strada forestale _, realizzata dall’omonimo Consorzio e rivelatasi difettosa in quanto priva di un valido sistema di evacuazione delle acque meteoriche cosicché l’acqua di superficie, mescolata anche con materiale vegetale ed alluvionale, si riversa nella parte alta della zona edificabile. Questa situazione avrebbe comportato danni consistenti già segnalati da diversi proprietari sia al Consorzio sia al
Municipio
entrambi impegnatisi a realizzare un programma di intervento. Ne è scaturita l’opera eseguita dal
Municipio
(e qui imposta) che, tuttavia, sarebbe in realtà intesa ad ovviare alle responsabilità del Consorzio per la realizzazione carente della strada forestale. Di conseguenza la relativa spesa dev’essere addebitata non ai privati bensì allo stesso Consorzio.
Posta in questi termini, ossia sostenendo la tesi che i costi per le opere di premunizione eseguite dal Comune devono essere interamente poste a carico del Consorzio, la contestazione mira manifestamente a rimettere in discussione le basi della procedura di prelievo. Siffatta tesi trascura, tuttavia, che il Tribunale di espropriazione giudica con pieno potere cognitivo solo sul prospetto dei contributi (art. 11 e 13 cpv. 2 LCM) mentre il principio dell’imposizione e la natura dell’opera, come anche il piano di finanziamento e la quota imponibile, sfuggono al suo sindacato essendo di competenza esclusiva del legislativo comunale, le cui risoluzioni sono impugnabili, semmai, dinanzi al Consiglio di Stato nelle forme e nei termini sanciti dagli art. 208 ss LOC che disciplinano i ricorsi contro le decisioni degli organi comunali (cfr. RDAT II-1995 no. 46 c. 3b, II-1998 no. 29 c. 4b, I-1999 no. 41 c. 4, II-2005 no. 26, I-2007 no. 29 c. 4.4.2). In concreto il principio del prelievo dei contributi di miglioria e la quota imponibile sono stati stabiliti con la decisione del Consiglio comunale del 5.5.2003. Pertanto in questa sede ogni censura o commento in merito al principio dell’imposizione è irrimediabilmente tardiva e dunque irricevibile.
4.
4.1. I Comuni sono tenuti a prelevare contributi di miglioria per le opere pubbliche che procurano al privato un vantaggio particolare (art. 1 cpv. 1 LCM). Tra queste si annoverano anche le opere di premunizione e di bonifica (art. 3 cpv. 1 lett. b. LCM) – come i canali di gronda- nella misura in cui non fossero già contemplate nel piano generale delle canalizzazioni (art. 24 LCM).
Il vantaggio particolare di un’opera di premunizione è da ritenersi presunto; in effetti, essendo finalizzate a riparare i fondi dal pericolo di caduta di materiale franoso, di valanghe, di allagamenti e di alluvioni, esse ne migliorano lo stato di sicurezza ed eliminano inconvenienti ed oneri (art. 4 cpv. 1 lett. b, c LCM).
4.2. Lo scopo dichiarato dell’opera, che non è prevista dal piano generale delle canalizzazioni, è di ovviare ai disagi lamentati dagli stessi residenti ai piedi del versante destro della Valle d’_, segnatamente nella zona “alle _”, a causa di esondazioni di acqua e detriti provenienti dal versante montagnoso in occasione di forti precipitazioni (MM no. 169.4 del 24.3.2003). Con la costruzione di un canale di gronda, la realizzazione di un canale di deviazione, nonché la sistemazione dell’alveo mediante briglie a gabbioni, tale scopo è senz’altro raggiunto e si rileva pagante per i fondi interessati fra i quali si annoverano anche i mapp. no. 1295 e 1203.
Il ricorrente nega di aver tratto un vantaggio particolare per rapporto alla situazione esistente prima della costruzione della strada forestale. Tale argomentazione non basta tuttavia ad invalidare la presunzione del vantaggio particolare: in effetti il vantaggio va esaminato per rapporto all’opera eseguita, ed è chiaro che, come già rilevato, il canale di gronda ha migliorato il deflusso delle acque meteoriche, mettendo al riparo i fondi siti ai piedi del versante destro della Valle d’_ da possibili esondazioni di acqua e detriti in caso di forti precipitazioni.
Il ricorrente rimprovera al Comune di aver optato per la variante più economica e tecnicamente meno efficace, cosicché risulterebbe un intera zona (dove sono ubicati anche i suoi fondi) in cui l’acqua non è raccolta da opere di premunizione. Nemmeno tale affermazione invalida tuttavia la presunzione del vantaggio particolare, poiché non è questa la sede per rimettere in discussione le scelte effettuate dal Comune in punto all’opera. Quest’ultima è stata approvata dal legislativo comunale con risoluzione del 5.5.2003 cresciuta in giudicato e quindi non è più sindacabile da questo Tribunale. In ogni caso il
Municipio
ha tenuto conto dei limiti progettuali addebitando ai privati una quota ridotta al solo 40% della spesa.
Tutto ciò considerato nel principio l’assoggettamento dei mapp. no. 1295 e 1203 al contributo di miglioria è fondato.
5.
5.1. Il ricorrente contesta il piano del perimetro in quanto fissato in modo troppo restrittivo; a suo avviso avrebbe dovuto essere esteso in direzione Nord e Ovest fino al torrente _.
5.2. L’art. 9 LCM dispone che i beni imponibili sono individuati mediante un piano del perimetro, con l’eventuale suddivisione in classi di vantaggio.
Il piano del perimetro racchiude i fondi o la porzione dei fondi che traggono un effettivo vantaggio particolare dall’opera e che, per questo motivo, sono assoggettati al contributo di miglioria.
La delimitazione del piano, che compete al
Municipio
(RDAT I-1994 no. 7), dipende da un apprezzamento fattuale a carattere prevalentemente tecnico (cfr. Messaggio cit., ad art. 10 p. 22) e comporta un’analisi di complessa attuazione, non da ultimo perché la normativa è priva di spunti limitandosi ad accennare alla facoltà di suddividere il comprensorio in classi di vantaggio. Nell’ambito dell’esecuzione di opere di premunizione nel perimetro devono in particolare essere inclusi tutti i fondi e gli altri beni che risultano protetti dalle opere (Scolari, op. cit., no. 272).
Considerato che in tema di contributi di miglioria, e quindi anche nel tracciare il comprensorio imponibile, l’ente pubblico gode di un ampio margine di autonomia, il riesame da parte del Tribunale non può avvenire che con un certo riserbo nell’ottica dei diritti costituzionalmente garantiti.
5.3. Il piano del perimetro è delimitato dal limite della zona edificabile ed è compreso tra Via _ e Via alle _.
Il ricorrente asserisce che il perimetro doveva essere esteso in particolare a tutta la zona boschiva fino alla strada forestale compresa, al mapp. no. 1545, ai fondi ad ovest di Via _ (quali ad es. i mapp. no. 724 e 725) ai fondi a nord-est di Via alle _ (quali ad es. i mapp. no. 1550 e 554), nonché gli altri due segmenti di strada non assoggettati.
Il comprensorio imposto è stato elaborato tenendo conto dell’estensione del bacino imbrifero, delle aree di deflusso e dalla morfologia dei terreni e sulla base del rapporto 28.1.2003 – richiamato ed assunto agli atti (verbale 23.1.2007 di cui all’incarto 30.2006.32) - commissionato allo studio d’ingegneria _ allo scopo di esaminare le possibili soluzioni al pericolo di esondazioni nella zona residenziale “alle _”. Esso poggia quindi su supporti solidi che delineano oggettivamente le necessità e l’utilità dell’intervento dal profilo funzionale.
Su tali basi e considerata la morfologia collinare della zona non vi sono motivi validi per ampliare il perimetro come postulato dal ricorrente.
In particolare, per quanto riguarda i fondi ad ovest di Via _, il deflusso delle acque già avviene naturalmente per gravitazione lungo la strada al mapp. no. 723 rispettivamente verso il torrente Travesagna e di conseguenza non è errato ritenere che non sussista un rischio concreto di allagamento. Il comparto a valle di Via alle _, che comprende anche le relative strade di servizio, è assai lontano dall’opera eseguita e non è esposto a pericoli immediati poiché le acque, oltre a disperdersi a monte, sono comunque convogliate verso i tombini di Via _ e della stessa Via alle _. Infine quanto al comprensorio ubicato tra la strada forestale e Via _, il Comune ha dichiarato che il rischio potenziale di allagamento non è riconducibile alla zona nella quale è stata eseguita dall’opera bensì ad altre fonti (verbale 23.1.2007 di cui all’incarto 30.2006.32); argomentazione, questa, che appare attendibile poiché ben difficilmente i fondi potranno essere invasi dalle acque provenienti dal versante destro della Valle di _.
Nel complesso il piano del perimetro non è pertanto contrario al principio della parità di trattamento.
6.
6.1. Giusta l’art. 8 LCM la quota a carico degli interessati è ripartita in funzione del vantaggio particolare (cpv. 1), tenuto conto della superficie dei fondi e, per i terreni edificabili, del diverso indice di sfruttamento (cpv. 2); sono applicabili fattori di correzione qualora speciali circostanze lo giustificassero (cpv. 3).
Poiché l’entità del singolo vantaggio è difficilmente determinabile la prassi ammette l’applicazione di criteri di calcolo schematici fondati su elementi consacrati dall’esperienza e di facile applicazione e comprensione che consistono nell’adoperare percentuali di incremento teoriche o predeterminate (Messaggio cit., ad art. 9 p. 21; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 98; Rhinow/Krähenmann, op. cit., no. 111 B IIIa; DTF 125 I 1 c. 2b/bb, 122 I 61 c. 3b).
L’ente pubblico gode di un ampio margine di apprezzamento nella scelta del metodo di ripartizione (Reitter, op. cit., p. 95; Otzenberger, Die Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, Diss. 1976, p. 47). Perciò il Tribunale di espropriazione si impone moderazione e riserbo nell’ambito del riesame dei singoli contributi limitandosi a verificare che i criteri adottati rispettino la legge ed i fondamentali principi della proporzionalità e dell’equivalenza (RDAT I-2007 no. 29 c. 5.1 e rinvii).
6.2. Stando al prospetto pubblicato la ripartizione del prelevabile (art. 8 LCM) è avvenuta sulla base della superficie, della potenzialità edificatoria dei fondi e della loro posizione a seconda dell’inclusione nell’una o nell’altra delle tre classi di vantaggio.
Il fattore legato al potenziale edilizio è stabilito in base all’indice di sfruttamento riferibile alle zone di PR cui appartengono le proprietà imposte: sono cosi riconosciuti un coefficiente di 6.0 alla zona RSE e di 1.5 alla zona AP-EP.
Le tre classi di vantaggio sono state determinate in base alla morfologia del terreno ed in modo decrescente da monte verso valle, così da tener conto delle diverse probabilità di subire inondazioni: il coefficiente 1 è stato applicato ai terreni posti a ridosso del versante montagnoso; il coefficiente 0.
5 a
quelli retrostanti ed il coefficiente
0.2 a
quelli ancora più retrostanti.
Nel complesso il metodo, per quanto semplicistico e schematico, giunge a risultati ragionevoli poiché è fondato su criteri di riparto realistici e comunemente ammessi, grazie i quali é stata attuata una corretta ed equa distinzione, in rapporto alla funzionalità dell’opera, tra i fondi inclusi nel perimetro in modo tale da assicurare condizioni di parità di trattamento.
6.3. Il ricorrente ha sollevato varie contestazioni in merito ai criteri di riparto che tuttavia non sono condivisibili.
6.3.1. Il ricorrente ritiene che essendo il comprensorio imposto alquanto ristretto tutti i fondi sono interessati dalle possibili inondazioni e subiscono lo stesso pericolo di allagamento, cosicché non sussistono circostanze speciali che giustificano la suddivisione del perimetro in diversi gradi di vantaggio.
Questa tesi non è ragionevolmente sostenibile già solo per il fatto che è innegabile che i fondi a ridosso del versante montagnoso sono quelli più a rischio di esondazioni e che conseguentemente hanno tratto il vantaggio maggiore rispetto a quelli siti più a valle. In effetti, il deflusso di acqua e materiale si attutisce in modo naturale man mano che ci si sposta verso valle; da ciò l’applicazione ai fondi siti a valle di un coefficiente di vantaggio ridotto 0.5 rispettivamente 0.2. Su tali basi i parametri applicati non appaiono quindi destituiti di fondamento.
6.3.2. Il ricorrente rileva un‘incongruenza poiché a fondi confinanti sono applicati coefficienti differenti.
Come già rilevato (consid. 6.2.) le classi di vantaggio sono state stabilite in base alla morfologia dei terreni e non alla loro posizione, con la conseguenza che è del tutto plausibile che fondi confinanti siano inseriti in classi di vantaggio differenti e ciò a dimostrazione del fatto le caratteristiche morfologiche di ogni fondo sono state ponderate e che ciascuno di essi è stato gravato solo proporzionalmente all’effettivo vantaggio tratto dalle opere di premunizione eseguite.
6.3.3. Il ricorrente lamenta un trattamento discriminatorio per rapporto al mapp. no. 1208 poiché a quest’ultimo, ancorché si trovi a ridosso del versante montagnoso, è stato applicato un coefficiente di vantaggio più basso di quello attribuito agli altri terreni situati a ridosso dello stesso. Stando a quanto dichiarato dal Comune il mapp. no. 1208 è stato collocato nella zona 2 con coefficiente 0.5 dal momento che, essendo situato sullo spartiacque, risulta essere meno protetto dalle opere di premunizione e fruisce quindi di un vantaggio ridotto. Argomentazione, questa, che non presta il fianco ad alcuna critica.
6.3.4. Riallacciandosi ad un precedente giudicato di questo Tribunale il ricorrente sostiene che il distacco tra i coefficienti delle classi di vantaggio 1 e 2 (differenza 0.5) è troppo marcato ed andrebbe sfumato progressivamente.
La giurisprudenza citata (TE 8.2.2006 inc. 30.2004.24) è ben nota a questo Tribunale e si riferisce ad una fattispecie nella quale, in sintesi, il metodo di riparto non operava distinzioni sufficientemente marcate a dipendenza della situazione dei fondi imposti e della funzionalità dell’opera, ciò che di riflesso comportava anche un appiattimento del conteggio poiché basato su un unico elemento di ponderazione.
Un quadro, questo, ben diverso dalla fattispecie in esame nella quale il metodo di riparto è basato su diversi fattori valutativi ed i contributi non si riducono ad un risultato puramente aritmetico dipendente da una semplice moltiplicazione (fr. x mq) o divisione (contributo : superficie) ma, come visto, sono frutto di una ponderazione con la conseguenza che nell’insieme gli importi addebitati individualmente risultano proporzionati all’effettivo vantaggio tratto da ogni fondo.
6.3.5. Il ricorrente sostiene infine che nel calcolo del contributo a carico del mapp. no. 1203 non si è tenuto conto che trattandosi di una coattiva le possibilità edificatorie sono nulle. Di conseguenza a suo dire lo stesso doveva essere considerato come fondo non edificabile.
Il mapp. no. 1203 è una strada di servizio che, invero, ben difficilmente potrebbe essere destinata ad altro uso. Nondimeno è avvantaggiato dall’opera nella misura in cui è anch’esso riparato e le sottostanti canalizzazioni sono protette dal rischio di sollecitazioni oltre la norma che potrebbero comportare anche intasamenti. Di conseguenza non vi alcun motivo valido per riconoscere correttivi particolari oltre a quelli già applicati nel prospetto.
6.4. In conclusione anche sotto questo profilo il ricorso è infondato.
7.
La tassa di giustizia e le spese sono ripartite in ragione della soccombenza (art. 23 LCM e 31 LPamm.), compreso quindi l’obbligo si corrispondere le ripetibili al Comune che si è avvalso della consulenza di un legale.
In concreto visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese sono a carico del ricorrente in quanto soccombente, il quale dovrà corrispondere al Comune di _ adeguate ripetibili.
per questi motivi
richiamata La Legge sui contributi di miglioria del 24.4.1990
dichiara

## Considerations