# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c1c2f0a9-bc46-57f3-bbbe-2d12009cbab0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
AP 1 (1971), cittadino italiano, e AO 1 (1954), cittadina dominicana, si sono sposati a _ l'11 giugno 1992. Dal matrimonio non sono nati figli. Il marito è capo operaio della ditta di pulizie _ di _. La moglie lavora come operaia per la _ di _, attiva nel ramo dell'orologeria. I coniugi vivono separati dal febbraio del 2005, quando la moglie ha lasciato l'abitazione coniugale a _ (particella n. 1976 RFD, comproprietà dei coniugi in ragione di un mezzo ciascuno) per trasferirsi dalla sorella a _.
B.
Il 9 marzo 2005 AO 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Bellinzona con un'istanza a protezione dell'unione coniugale, chiedendo – previo conferimento dell'assi-stenza giudiziaria – di essere autorizzata a vivere separata, di assegnare l'abitazione coniugale al marito e di condannare quest'ultimo a versarle un contributo alimentare di fr. 1586.50 mensili dal 1° febbraio 2005. Identiche richieste essa ha avanzato già in via cautelare. All'udienza del 5 aprile 2005, indetta per la discussione, il convenuto si è opposto al versamento di ogni contributo. Con decreto cautelare dell'11 luglio 2005 il Pretore supplente ha obbligato AP 1 a versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 1100.– mensili. L'istruttoria si è conclusa il
30 agosto 2005 e al dibattimento finale di quello stesso giorno le parti hanno ribadito i loro punti di vista.
C.
Statuendo con sentenza del 30 settembre 2005, il Pretore supplente ha autorizzato le parti a vivere separate, ha assegnato
l'abitazione coniugale al marito e ha fissato un contributo alimentare di fr. 915.– mensili in favore della moglie dal febbraio del
2005 in poi. La tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr. 100.–
sono state poste a carico del convenuto, tenuto a rifondere all'istante fr. 600.– per ripetibili. AO 1 è stata ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria.
D.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 10 ottobre 2005 nel quale chiede la soppressione del contributo alimentare per la moglie o, in subordine, la riduzione del medesimo a fr. 97.85 mensili, eventualmente a fr. 197.85 mensili. Nelle sue osservazioni del 7 novembre 2005 AO 1 propone di respingere l'appello, instando per il beneficio dell'assistenza giudiziaria.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono emanate con la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art. 4 cpv. 1 n. 5 e art. 5 LAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC), nell'ambito della quale l'esame dei fatti è limitato alla verosimiglianza (Rep. 1991 pag. 432 consid. 4a). La sentenza del Pretore è impugnabile nel termine di 10 giorni (art. 370 cpv. 2 CPC). Tempestivo, sotto questo profilo l'appello è dunque ricevibile.
2.
Litigioso è, nella fattispecie, il contributo di mantenimento per la moglie. A tal fine il Pretore supplente ha accertato il reddito del marito in fr. 4662.40 netti mensili e il fabbisogno minimo di lui in fr. 3676.35 mensili (
recte:
fr. 3676.45: minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, oneri ipotecari fr. 1309.05, assicurazione dell'economia domestica fr. 36.85, assicurazione dello stabile fr. 61.35, spese di riscaldamento fr. 45.80, premio della cassa malati fr. 315.90, ammortamento ipotecario fr. 343.35, abbonamento ai trasporti pubblici fr. 114.–, pasti fuori casa fr. 220.–, tassa rifiuti fr. 7.90, revisione del bruciatore fr. 8.35, tassa di fognatura fr. 10.20, canalizzazioni fr. 23.20, acqua potabile fr. 18.50, spese condominiali fr. 12.–, imposte stimate fr. 50.–). Per quanto riguarda la moglie, il Pretore supplente ne ha calcolato le entrate in fr. 1900.– mensili netti a fronte di un fabbisogno minimo di fr. 2745.30 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, costo dell'alloggio stimato fr. 1200.–, premio della cassa malati fr. 335.30, assicurazione dell'economia domestica fr. 60.–, imposte stimate fr. 50.–). Constatata un'eccedenza di fr. 140.75 mensili, il primo giudice ha obbligato AP 1 a stanziare alla moglie un contributo alimentare di fr. 915.– mensili dal febbraio del 2005.
3.
L'appellante contesta anzitutto il suo reddito, accertato dal Pretore supplente in fr. 4662.40 mensili con riferimento allo stipendio netto del 2003 e del 2004 e alla media di quello percepito nei primi tre mesi del 2005. Sostiene che il salario da prendere in considerazione è quello del 2005, come risulta dai conteggi agli atti (fr. 4725.40 mensili lordi, pari a fr. 4376.65 mensili netti, inclusa la tredicesima).
a)
Nel caso di lavoratori dipendenti il reddito determinante è quello netto conseguito al momento del giudizio (RtiD I-2008 pag. 1026 n. 25c). Nel 2005 lo stipendio lordo dell'appellante ammontava a fr. 4725.40 mensili (doc. 28 a 30). L'indennità di fr. 1000.– conteggiata nel mese di gennaio per “vacanze” non entra in linea di conto, poiché corrisposta in via eccezionale, mentre le “spese di trasferta” sono in realtà un rimborso delle spese (deposizione di _: verbali, pag. 5 in alto; doc. 28 a 30, dal 2° foglio). E come questa Camera ha già avuto modo di ricordare, un'indennità fissa ricevuta da un dipendente a titolo di rimborso spese non costituisce reddito ove la media delle spese sia verosimilmente pari – come nella fattispecie – all'indennità percepita (FamPra.ch 2000 pag. 148 consid. 3; Rep. 1995 pag. 145 consid. 3 con richiami).
b)
Ciò posto, nei primi tre mesi del 2005 il convenuto ha ricevuto uno stipendio di fr. 4040.– mensili netti. Considerata anche la tredicesima (un dodicesimo dello stipendio di base, senza indennità né deduzioni del “secondo pilastro”), il reddito risulta di fr. 4395.– mensili netti. Il rimprovero mosso al convenuto di non avere prodotto tutti i certificati di salario in suo possesso cade nel vuoto. AP 1 ha ottemperato infatti all'ordine impartitogli il 5 aprile 2005 dal Pretore supplente (verbali, pag. 3), versando agli atti quanto richiesto (doc. 27 a 30, esibiti il 29 aprile 2005), né risulta che l'istante abbia – per ipotesi – sollecitato un aggiornamento di tale documentazione.
c)
Sostiene la moglie che il marito non ha mai addotto una diminuzione di stipendio e che pertanto occorre attenersi al reddito del 2004 di fr. 4662.40 mensili. Se non che lo stipendio mensile nel 2005 è rimasto immutato rispetto agli ultimi mesi del 2004 (doc. C). Inoltre il marito non percepisce gratifiche (deposizione di _, verbali, pag. 5 a metà).
È
quindi verosimile che un maggior reddito annuo complessivo nel 2004 sia dovuto alla retribuzione di prestazioni straordinarie. E perché simili retribuzioni siano computate nel reddito occorre che costituiscano un'entrata regolare (RtiD I-2004 pag. 596 n. 80c;
Schwenzer
in: FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 14 e 17 ad art. 125 CC). Ciò che nella fattispecie non consta, tanto meno se si considera che nel 2003 il convenuto aveva percepito in media fr. 4005.95 mensili (doc. 21) e che nel 2005 non ha svolto alcun lavoro straordinario.
4.
Per quanto attiene al proprio fabbisogno minimo, l'appellante si duole che il primo giudice non gli abbia riconosciuto una spesa di fr. 300.– mensili per l'uso del veicolo privato, necessario per la trasferta da _ al posto di lavoro a _. Tanto più, egli soggiunge, che i coniugi non si trovano in difficoltà economiche.
a)
La fine della vita in comune non preclude a un coniuge il diritto di mantenere, per quanto le condizioni economiche della famiglia lo permettano, il tenore di vita precedente (DTF 114 II 26). Se non che, nella fattispecie – come si vedrà oltre (consid. 7) – il bilancio familiare non consente di finanziare i costi per l'uso di un veicolo privato. E in situazioni di
ristrettezza spese simili possono essere riconosciute nel fabbisogno di un coniuge solo se il mezzo è necessario per trasferte professionali, per motivi di salute o per esercitare il diritto di visita (Rep. 1994 pag. 145, 1993 pag. 226). In caso contrario va inserito nel fabbisogno minimo del coniuge solo il costo della trasferta con i trasporti pubblici (I CCA, sentenza inc. 11.2008.42 del 24 ottobre 2008, consid. 4a).
b)
L'appellante sostiene che spostarsi da _ a _ con i mezzi pubblici è disagevole, ma non pretende che sia ragionevolmente impossibile. Del resto, in determinate circostanze legate a esigenze di lavoro, egli è autorizzato a rincasare con l'automobile della ditta (deposizione di _: verbali, pag. 5 verso il basso). Tutto quanto può essere incluso nel fabbisogno
minimo dell'appellante, dunque, è il costo del mezzo pubblico. Il Pretore supplente è nondimeno caduto in errore nella valutazione della spesa, giacché per la trasferta da _ a _ occorre un abbonamento “arcobaleno” per cinque zone (e non per quattro), che nel 2005 costava fr. 152.– mensili (www.arcobaleno.ch). Il fabbisogno minimo del marito va portato così a fr. 3714.45 mensili.
5.
L'appellante contesta altresì il reddito della moglie, accertato dal Pretore supplente in fr. 1900.– mensili fondandosi sulla media relativa ai primi otto mesi del 2005 (fr. 1828.75 mensili). A suo parere tale reddito va accertato in fr. 2303.95 netti mensili (pari al guadagno del 2003), il guadagno di lei non essendo diminuito per mancanza di lavoro, come reputa il Pretore supplente, bensì al fatto che la moglie ha fruito di giorni di vacanza non retribuiti in aggiunta a quelli usuali.
a)
Già si è ricordato che, di regola, il reddito di un coniuge è quello effettivo, conseguito al momento del giudizio (consid. 3a). Se tuttavia, dando prova di buona volontà, tale coniuge avrebbe la ragionevole possibilità di guadagnare di più, fa stato il reddito ipotetico. Ciò vale tanto per un debitore quanto per un creditore di contributi alimentari. Un guadagno ipotetico non va però determinato in astratto. Dev'essere alla concreta portata dell'interessato, tenuto conto della sua età, della formazione professionale e dello stato di salute, oltre che della situazione sul mercato del lavoro. La fissazione di un reddito potenziale non ha, in effetti, carattere di penalità (RtiD II-2006 pag. 690 n. 5a con richiami).
b)
In concreto risulta che dal gennaio al luglio del 2005 l'istante ha guadagnato fr. 14
629.85 netti complessivi (doc. D, 1° foglio; doc. O a R). Del certificato di salario relativo al mese di agosto, che il Pretore parrebbe avere considerato, non v'è traccia. Come il primo giudice abbia accertato l'importo di fr. 1828.75 non è dato di capire, né è dato di sapere come la moglie abbia calcolato la somma di fr. 1879.– nelle proprie osservazioni. Stando agli atti, dunque, nei primi sette mesi del 2005 l'interessata ha guadagnato in media fr. 2090.– mensili netti. È vero che tale reddito è stato oggetto di fluttuazioni (doc. N; incarto fiscale richiamato: fr. 29
408.45
lordi nel 2000, fr. 26
483.60 lordi nel 2001, fr. 29
356.35 lordi nel 2002, fr. 30
531.45 lordi nel 2003, fr. 29
361.80 lordi nel 2004), ma ciò si spiega con il fatto che nel settore orologiero l'attività “subisce dei cicli importati di mole di lavoro” (deposizione di _: verbali, pag. 10 verso il basso).
c)
Rimane il fatto che, pur nel ramo orologiero, anche in caso di pochi ordinativi le otto ore al giorno sono garantite (loc. cit.). Dalla deposizione del datore di lavoro emerge inoltre che le vacanze aziendali sono di tre settimane in estate e una a Natale, ma che i dipendenti possono ottenere altri giorni di libero non retribuiti (verbali, pag. 10 verso l'alto e in fondo). Ciò significa che, lavorando a tempo pieno (otto ore giornaliere a fr. 14.50 l'ora) l'interessata avrebbe potuto guadagnare intorno ai fr. 2500.– mensili lordi (deposizione citata: verbali, pag. 9 in basso), ovvero fr. 2170.– mensili netti (doc. Q, 3° foglio). Certo, l'interessata contesta di avere preso nel 2005 giorni di vacanza non rimunerati, ma non indica per quale altra ragione le sue entrate non abbiano raggiunto neppure lo stipendio di base, garantito dal contratto collettivo di lavoro (deposizione citata: verbali, pag. 10 in basso). Nelle circostanze descritte si giustifica dunque di imputare all'interessata, per lo meno, il reddito che le era garantito lavorando il minimo di otto ore giornaliere (fr. 2170.– mensili).
6.
Relativamente al fabbisogno minimo della moglie, l'appellante critica il costo dell'alloggio (fr. 1200.– mensili) stimato dal Pretore supplente, facendo valere che l'istante è andata a vivere dalla sorella, senza curarsi di cercare un alloggio per sé o pretendere di contribuire in qualche misura ai costi sopportati dalla sorella.
A suo avviso inoltre la stima di fr. 1200.– mensili è esagerata, dovendosi ammettere tutt'al più un esborso di fr. 700.– mensili, rispettivamente un contributo alla sorella di fr. 500.– mensili. Secondo l'appellante, poi, il premio di fr. 60.– mensili per l'assicurazione dell'economia domestica va stralciato, siccome inesistente.
a)
Dopo la separazione di fatto i coniugi devono poter beneficiare, per giurisprudenza, di condizioni abitative sostanzialmente paritarie. In casi del genere questa Camera riconosce per principio a ogni coniuge
,
indipendentemente dalla pigione effettivamente pagata, il costo dell'alloggio che egli dovrebbe ragionevolmente sopportare se abitasse da sé solo (criterio definito “corretto e per nulla arbitrario” dal Tribunale federale: sentenza 5P.101/2001 del 30 aprile 2001, consid. 4 in principio; v. anche RtiD II-2004 pag. 562 consid. 8a con riferimenti, pag. 583 consid. 5a, I-2005 pag. 764 n. 47c consid. 5, I-2006 pag. 667). Un'eventuale convivenza con terzi non deve, in altri termini, recare scapito al coniuge convivente né profittare all'altro (Rep. 1995 pag. 142 in alto; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2007.4 del 5 agosto 2008, consid. 6b).
b)
In concreto determinante è, dopo quanto si è illustrato, la spesa che la moglie potrebbe permettersi qualora abitasse da sé sola in un alloggio analogo a quello avuto durante la vita in comune. La stima che il Pretore è chiamato a compiere in simili contingenze è onnicomprensiva (I CCA, sentenza inc. 11.2007.77 del 10 settembre 2008, consid. 3). Ora, a un esame di verosimiglianza il tetto di spesa globale riconosciuto alla moglie (fr. 1260.– mensili, inclusi tutti gli oneri correlati all'abitazione) non appare inadeguata per le necessità di una persona singola che risieda a _. Su questo punto la sentenza impugnata resiste alla critica.
7.
In ultima analisi il
bilancio delle entrate e delle uscite familiari si presenta, dopo quanto si è visto, come segue:
reddito del marito (consid. 3) fr. 4395.––
reddito della moglie (consid. 5) fr. 2170.—
fr. 6565.— mensili
fabbisogno minimo del marito (consid. 4) fr. 3714.45
fabbisogno minimo della moglie (consid. 6) fr. 2745.30
fr. 6459.75 mensili
eccedenza fr. 105.25
metà eccedenza fr. 52.60 mensili.
Il marito può conservare per sé:
fr. 3714.45 + fr. 52.60 = fr. 3767.05 mensili,
e deve versare alla moglie:
fr. 2745.30 + fr. 52.60 ./. fr. 2170.– = fr. 627.90 mensili
arrotondati a fr. 630.–– mensili.
Entro tali limiti l'appello va dunque accolto e la sentenza del Pretore riformata.
8.
Gli oneri del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di
soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). Il convenuto, che postulava la soppressione di ogni contributo alimentare per la moglie, vede accogliere il suo appello in parte (fr. 630.– mensili per rapporto ai fr. 915.– mensili stabiliti dal primo giudice). Si giustifica dunque che sopporti due terzi della tassa di giustizia e delle spese, con obbligo di rifondere alla controparte un'equa indennità per ripetibili ridotte.
Il giudizio odierno impone altresì una modifica del dispositivo sulle spese e le ripetibili di prima sede. Davanti al Pretore supplente l'istante postulava un contributo alimentare di fr. 1586.50 mensili, mentre il convenuto rifiutava ogni versamento. Di conseguenza la moglie esce sconfitta per circa tre quinti. Quanto alle ripetibili, l'appellante postula un'indennità di fr. 2500.–, importo che appare giustificato dall'impegno richiesto al patrocinatore del convenuto davanti al primo giudice, ma che va adeguatamente ridotto in funzione della parziale soccombenza.
La richiesta di assistenza giudiziaria formulata dalla moglie con le osservazioni all'appello merita accoglimento. L'indigenza di lei (art. 3 cpv. 1 Lag) è resa verosimile dal certificato municipale trasmesso al primo giudice il 5 aprile 2005 e trova conferma nelle risultanze del presente giudizio (consid. 7). Essa è invero comproprietaria per un mezzo, insieme con il marito, della particella n. 1976 RFD di _, ma il fondo è gravato di pegni per complessivi fr. 462
254.35 (doc. E, 8, 9 e 10). La circostanza poi che al momento dell'acquisto i coniugi abbiano dovuto ricorrere a un prestito del venditore garantito da pegno sull'immobile in terzo grado (doc. 10) rende verosimile che il carico ipotecario sia ormai al limite. Per di più la situazione finanziaria dell'appellante fa apparire difficile, se non impossibile, l'incasso dell'indennità per ripetibili a lei riconosciuta (DTF 122 I 322). L'interessata è resa attenta, ad ogni modo, che dandosi un miglioramento della sua situazione patrimoniale in esito alla liquidazione del regime dei beni (comproprietà immobiliare inclusa), essa potrà essere chiamata a rifondere allo Stato quanto avrà ricevuto (art. 33 cpv. 2 Lag). Per il resto, visto l'esito dell'appello, la sua resistenza non era sprovvista di buon fondamento (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag). Né si poteva pretendere che, sfornita di cognizioni giuridiche, essa procedesse in lite con atti propri (art. 14 cpv. 2 Lag) o rinunciasse a resistere all'appello solo per i costi della procedura (art. 14 cpv. 1 lett. b Lag).
9.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul
piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), ai fini del
l'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF il valore litigioso supera ampiamente la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile, ove appena si capitalizzi il contributo alimentare in favore della moglie, che in difetto di scadenze prevedibili dev'essere – nel dubbio – calcolato a vita.