# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2bdb6ae2-4512-50c9-9a0c-b3948551b283
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE di _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 5'245.15 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 18 febbraio 2009 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 4 marzo 2009 il Pretore del Distretto di _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da giovedì 5 marzo 2009 alle ore 10.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo un estratto dell’UE di Lugano al 13 marzo 2009 (doc. E), da cui risulta che l’esecuzione n. _ promossa dalla creditrice AO 1AO 1 è stata saldata. L’appellante rileva poi che dal citato estratto emerge la sua solvibilità, le procedure ivi indicate essendo state per la maggior parte evase con il pagamento dei debiti, mentre le poche ancora pendenti sono contestate oppure oggetto di trattative con i creditori. AP 1 dichiara infine di essere creditrice di importi elevati (doc. G).

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dall’estratto dell’UE di _ al 13 marzo 2009 (doc. E) si evince che l’esecuzione in oggetto n. _ promossa da AO 1AO 1 è stata saldata il 9 marzo 2009, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui
risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che
dall’estratto delle esecuzioni dell’UE di _ aggiornato al 5 maggio 2009 emerge che delle 18 procedure esecutive pendenti nei confronti dell’appellante ben 13 sono state saldate e che contro due è stata interposta opposizione, per cui in questa fase di procedura le pretese poste in esecuzione non sono ancora state accertate. Per due sole procedure, di cui i precetti sono stati notificati alla debitrice tramite pubblicazione sul Foglio Ufficiale del Canton Ticino (senza peraltro avere ancora formato oggetto di richiesta di prosecuzione dell’esecuzione e i cui importi ammontano, per una, a residui fr. 119.-- e per l’altra a fr. 2'160.40, non risulta essere stata interposta opposizione. Tuttavia, considerato che l’appellante ha dimostrato di essere stata in grado di saldare un numero elevato di procedure esecutive (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 p. 306) e che i predetti importi sono complessivamente piuttosto esigui, va ritenuto che dispone di mezzi sufficienti a far fronte, se del caso, anche a questi impegni. A carico dell’appellante non risultano inoltre attestati di carenza di beni. Di conseguenza il requisito della solvibilità può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni.
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.