# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 43307cc0-3cad-5673-bc9e-5c711520ba94
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. La ditta _ Sagl, con sede a _, è stata iscritta a Registro di Commercio il _ 1997 (FUSC del _ 1997, cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
Lo scopo sociale della società consisteva nella gestione di un impresa di pittura e di isolazioni in genere (cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
_ e _ hanno ricoperto la carica di soci gerenti, con diritto di firma individuale, dalla costituzione della società sino al fallimento, (cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
La ditta _ Sagl è stata affiliata alla Cassa _ di compensazione AVS/AI/IPG in qualità di datrice di lavoro dal 1° settembre 1997 al 31 gennaio 2001.
La società entrò in mora con il pagamento dei contributi, per cui la Cassa dovette sistematicamente diffidare la società dal mese di maggio 1998 ed iniziare le procedure esecutive dal mese di settembre 1998 (cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
Con decreti del 9 e 24 gennaio 2001, la Pretura del Distretto di _ ha dichiarato l'apertura del fallimento e la sospensione della procedura per mancanza di attivi ai sensi dell'art. 230 LEF (FUSC del _ 2001).
In data 21 marzo 2001 la Cassa ha insinuato all'Ufficio fallimenti di _ il proprio credito di fr. 31'109.20 per contributi paritetici impagati dal 1998 al 2000, dopo regolare controllo del datore di lavoro (cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
Il fallimento è stato definitivamente chiuso in quanto nessun creditore ha anticipato le spese all'UF come richiesto nella pubblicazione apparsa sul Foglio Ufficiale svizzero (cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
1.2. Costatato di aver subito un danno, il 3 ottobre 2001 la Cassa ha emesso nei confronti di _ e _ due distinte decisioni di risarcimento danni ex art. 52 LAVS per un importo complessivo di fr. 31'109.20, in via solidale tra di loro (cfr. doc. _ e _, Inc. 31.2001.38).
1.3. Con opposizione 5 novembre 2001, _ e _, entrambi rappresentati dallo studio legale _, vista la loro inesperienza finanziaria, hanno respinto l'addebito di intenzionalità e grave negligenza, sostenendo inoltre che il fallimento della società, giunto inaspettatamente, sarebbe stato originato dal mancato pagamento, nel corso del 2000, di alcuni debitori della stessa.
Essi asseriscono che la crisi di illiquidità sarebbe stata di carattere temporaneo ciò che avrebbe fatto supporre agli ex gerenti che il versamento dei contributi sarebbe potuto avvenire in tempi ragionevoli.
Essi contestano inoltre, chiedendone la riduzione, l'ammontare del danno fatto valere dalla Cassa in quanto entrambi avrebbero rinunciato al proprio salario dal mese di agosto 2000. L'importo deve essere inoltre ridotto in quanto alcuni operai avrebbero percepito delle indennità LADI per insolvenza del datore di lavoro, indennità che avrebbero così parzialmente compensato alcuni contributi sociali impagati.
Essi richiedono inoltre che il risarcimento venga massicciamente ridotto in virtù dell'art. 44 cpv. 1 CO. Sarebbe infatti a causa di alcuni debitori che non avrebbero pagato le loro fatture, che la _ non ha potuto onorare il debito contributivo con la Cassa.
Da ultimo eccepiscono cautelativamente l'eccezione di perenzione.
1.4. Con petizione 4 dicembre 2001, la Cassa ha postulato la condanna di _ e _ al risarcimento di fr. 31'109.20 per gli oneri sociali scaduti e non liquidati dalla società _ Sagl, in via solidale tra di loro.
Premettendo che la responsabilità di un socio gerente di una società a garanzia limitata (Sagl) è da paragonare a quella di un amministratore di una società anonima, l'attrice ritiene che le argomentazioni fatte valere nelle opposizioni non possono essere prese in considerazione in quanto:
"
(...)
Preliminarmente, riguardo all'eccezione di perenzione dell'azione risarcitoria sollevata dai convenuti, l'attrice rileva quanto segue.
2.1
La presente azione risarcitoria non è perenta, poiché è stata promossa nell'anno della conoscenza del danno, che - nella fattispecie - è avvenuta con l'apertura del fallimento della società decretata dalla Pretura di _ in data 9 gennaio 2001 e resa pubblica il 9 febbraio 2001.
(...)
Nell'evenienza, all'asserzione dei convenuti, secondo la quale essi avrebbero fatto tutto il possibile per salvare la società, l'attrice rileva che, secondo la costante giurisprudenza, la responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS, non è in relazione alla gestione della società per se stessa, né a eventuali cause di un fallimento, bensì in funzione al mancato pagamento dei contributi (STCA del 14 giugno 1995 in re G. C.).
L'essersi prodigato per salvare la società ed aver profuso ogni sforzo per evitare il fallimento, non sono stati riconosciuti argomenti sufficientemente validi per escludere una responsabilità degli organi formali (STCA del 18 giugno 1996, in re M. e M. B.).
Prove:
C. S.
5.2
Segnatamente all'insolvenza della società, si rileva che la giurisprudenza ha valutato questo argomento in modo restrittivo e solo se esistono particolari circostanze atte a giustificare il comportamento del datore di lavoro, quali il breve periodo di scoperto contributivo o la carenza di liquidità passeggera.
Nella fattispecie, la
"temporanea insolvenza"
della società, che sarebbe da attribuire al mancato pagamento, nel corso dell'anno 2000, di alcuni debitori della stessa, non può essere condivisa dall'attrice.
Infatti, la morosità della società è iniziata nel mese di agosto 1998, con l'invio sistematico delle diffide, e dal mese di settembre 1998, sono state promosse le procedure esecutive (Doc. _).
Pertanto, quella della _ Sagl non era certamente una crisi passeggera di qualche mese, come vorrebbero far credere le controparti, ciò che doveva indurre i convenuti ad una seria riflessione sulla reale possibilità di sopravvivenza della società, indipendentemente dal fatto di poter o meno incassare determinate fatture. Come d'altronde affermato dall'Alta Corte, in periodo di congiuntura negativa o crisi economica settoriale, gli amministratori devono sapere che possono sorgere delle complicazioni al momento dell'incasso dei crediti (STFA inedita del 16 aprile 1998 in re O. G.).
In tal senso, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che la ditta che attraversa una fase difficile e fonda la sua esistenza su equilibri delicati deve prendere misure drastiche e immediate (STFA inedita del 7 maggio 1997 in re M. V., consid. 3c).
Nel caso di specie, l'attrice evidenzia che, contrariamente a quanto asserito dalla controparte, le difficoltà finanziarie della società erano antecedenti all'anno 2000. Infatti, il bilancio della società al 31 dicembre 1999 (Doc. _) presentava già un debito per contributi AVS/AI/IPG per un ragguardevole importo di fr. 15'462.95.
Siffatta situazione rende verosimile che la società ha costantemente procrastinato e differito il pagamento dei contributi, ciò che fa sorgere la responsabilità agli amministratori, ai quali incombe la massima vigilanza nella conduzione e nel controllo della società.
Tale agire è ritenuto segno di negligenza grave del datore di lavoro da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (STFA del 25 giugno 1994, in re A. M.).
Neppure la circostanza secondo la quale i convenuti non sarebbero stati
"esperti di finanza"
cambierebbe questa valutazione.
In realtà, secondo la giurisprudenza, gli organi di una società non possono liberarsi dalla loro responsabilità sostenendo di mancare delle attitudini necessarie all'amministrazione di una ditta o di non aver avuto specifiche conoscenze della legislazione sull'AVS (STFA inedita del 30 marzo 1993 in re D. S., consid. 3c).
Prove:
C. S.
(...)
7.
Infine, per quanto attiene alla richiesta di riduzione dei danno, ai sensi dell'art. 44 CO, invocata dai convenuti - per colpa di terzi -, l'attrice evidenzia che una riduzione ai sensi del citato disposto, non è applicabile in un procedimento ex art. 52 LAVS - dove, per definizione il danno da risarcire è causato da colpa intenzionale o per negligenza grave (Pratique VSI 1996, pag. 309 consid. 3c).
Inoltre, la costante giurisprudenza ha precisato che la riduzione secondo l'art. 44 CO è esclusa in caso di negligenza grave (STCA inedita del 3 novembre 1998 in re A. R. e R. R)."
(cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38)
1.5. Con decreti del 3 settembre 2001 il Giudice delegato ha congiunto le cause.
1.6. Con risposta del 24 gennaio 2002 _ e _, entrambi rappresentati dallo studio legale _ hanno ribadito quanto espresso con l'opposizione.
I convenuti sostengono che la ditta non sarebbe stata in crisi per il semplice fatto di aver ricevuto dei precetti esecutivi. Il lavoro procedeva bene ed è solo a partire dal 2000, quando qualche cliente non ha pagato delle fatture, che la società s'incamminò inesorabilmente verso il fallimento.
I convenuti avrebbero rinunciato al loro salario a partire dal mese di agosto 2000 e avrebbero fatto tutto il possibile per saldare il debito con la Cassa.
A loro discolpa i convenuti sostengono di non essere esperti di finanza, ma piuttosto operai e pittori, per cui appariva a loro assai difficile prevedere le conseguenze contabili della mancanza di denaro contante (cfr. doc. _, Inc. 31.2001.38).
1.7. Con scritto 6 febbraio 2002, i convenuti hanno osservato che:
"
I convenuti, oltre ai mezzi di prova già menzionati con la risposta, segnatamente il richiamo dall'UEF di _ dell'incarto relativo al fallimento della _ Sagl, notificano altresì le seguenti prove.
A comprova che la fallita aveva ancora lavori a cui far fronte e che per tanto la crisi della stessa era dovuta solo a mancanza imprevista di liquidità, i convenuti, ancora nel mese di giugno 2000, avevano assunto alle dipendenze della ditta il signor _, il quale per poter lavorare necessitava di un permesso di stagionale. Per poter ottenere il detto permesso era indispensabile che l'autorità competente a rilasciarlo avesse una dichiarazione da parte della Cassa di compensazione secondo la quale non vi erano problemi in merito a contributi insoluti.

## Considerations