# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d938a694-f9a2-500f-b079-fc6439e3c25b
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
che la Sezione della circolazione, con decisione del 22 agosto 2003, ha inflitto a
_ _
una multa di fr. 200.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 40.– e le spese di fr. 20.–, per i seguenti fatti accertati il 13 giugno 2003 nell'abitato di
_
:
"
ha circolato con il veicolo
_
producendo rumore evitabile per lo stridere dei copertoni
";
che la risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 42 cpv. 1, 90 n. 1 LCS e 33 ONC;
che
_ _
è insorto contro tale decisione con un ricorso del 4 settembre 2003 nel quale postula in sostanza l'annullamento del querelato giudizio;
che nelle sue osservazioni del 14 ottobre 2003 la Sezione della circolazione propone di respingere il gravame e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

## Considerations

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che per l'art. 33 ONC, il quale concreta il divieto di molestie sancito dall'art. 42 cpv. 1 LCS, i conducenti non devono cagionare alcun rumore evitabile, specialmente nei quartieri abitati, nei luoghi di riposo e di notte;
che chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCS);
che la Sezione della circolazione ha sanzionato l'interessato, come si è detto, per avere – nell'abitato di
_
, il 13 giugno 2003 alle ore 23.40 – "
circolato con il veicolo
_
producendo rumore evitabile per lo stridere dei copertoni
" (decisione impugnata, con riferimento al rapporto di contravvenzione steso il 25 giugno 2003 dalla polizia comunale);
che il ricorso si esaurisce nelle seguenti considerazioni:
"
Non sono d'accordo perché quel giorno 13.06.03 alle ore ca.23.?? (almeno se la mia memoria non mi inganna) non ero io alla guida della macchina
_ _ _
?!!
Se gentilmente voi mi potreste dimostrare il contrario (foto, Videocamera ecc.) ve ne sarei molto grato. leggendo il rapporto di Polizia. Che dice che sarei arrivato a velocità eccessiva e fare l'infrazione fra la Via
_
e viale
_ _
dove ci sono prima 2 semafori!!! Curiosamente ho fatto la prova e ho percorso il tracciato un paio di volte (velocità adeguata, normale!!) e mai ho avuto i semafori contemporaneamente accesi verdi!!!!
Vi prego di provare questi fatti e vi invito gentilmente a provare la vettura
_
per vedere se non e un problema di copertoni ho di strada (superficie)?!!
E vi invito anche a provare la Strada Via
_ _
svoltando per Viale
_
pure a 20 Km/h e poi ditemi come stridano la i copertoni??!!!!
Come gia detto non sono disposto a pagare per una cosa che non ho commesso ho probabilmente un errore che a fatto l'agente?!!!
";
che in un successivo rapporto del 7 ottobre 2003, sul quale l'insorgente ha avuto occasione di esprimersi, l'agente denunciante ha precisato quanto segue:
"
1. di servizio comandato in unione al collega
_
, durante un controllo della circolazione su via
_
, notavo giungere dal ponte
_
il veicolo di marca
_
targato
_
a velocità eccessiva producendo rumore molesto causato dallo stridere dei pneumatici. Vista la nostra posizione non si è potuto provvedere al fermo dello stesso. Comunque potevo rilevare che alla guida della vettura vi era una persona di sesso maschile, cosa rilevata anche dal collega.
2. Il giorno successivo, a mezzo telefono, prendevo contatto con la signora
_
_
in quanto il veicolo risultava intestato a lei; la stessa dichiarava che il veicolo l'aveva il figlio
_
, inoltre mi rilasciava tutti i dati.
[...]";
che le constatazioni di un agente non fruiscono invero, di per sé, di una presunzione di veridicità e fedefacenza;
che l'insorgente non evoca tuttavia – nel ricorso o nelle osservazioni al rapporto appena citato – nessuna circostanza suscettibile di inficiare gli accertamenti di polizia, né indica dove si trovasse al momento dell'infrazione o chi fosse alla guida dell'auto che la madre dichiara essere stata in suo possesso;
che non giova altresì al ricorrente l'aver trovato rosso uno dei due semafori durante "
un paio
" di prove del medesimo tracciato, né tanto meno adombrare problemi di copertoni (per altro non liberatori) o di manto stradale di cui non risulta il benché minimo riscontro probatorio;
che neppure sovviene all'interessato invocare la carenza di una prova fotografica della sua infrazione, ove appena si consideri come l'accertamento di un reato può essere esperito anche in assenza di speciali apparecchiature, per esempio mediante la constatazione oculare di agenti di polizia o qualsiasi altro mezzo idoneo;
che, ciò posto, nulla induce nella specie a dubitare delle affermazioni dell'agente denunciante, il quale non aveva del resto nessun interesse a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio di incorrere in sanzioni amministrative o penali;
che l'entità della multa, per finire, è proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;
che il ricorso – infondato – deve pertanto essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese;