# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3d91e971-7d6b-5b6e-a0b9-31c7482d99af
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 28 marzo 2000 la _ ha chiesto il fallimento del_ _ per fr. 500.-- oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 10 maggio 2000 nessuno è comparso.
C.
_ ha postulato l’annullamento del fallimento, invocando di avere saldato tutti i debiti in esecuzione e producendo 5 ricevute dell'UE di Lugano (doc. B, C e D) concernenti il pagamento delle relative esecuzioni tra le quali l'esecuzione in oggetto n. _ promossa dalla _. La debitrice ha poi inoltrato una dichiarazione 19 maggio 2000 sempre dell'UE di Lugano (doc. A), attestante che contro l'appellante non vi sono procedure esecutive in corso, né risultano iscritti presso il predetto ufficio attestati di carenza di beni.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1. a)
Ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (
Roger Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 22 ad art. 174 LEF).
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Roger Giroud
; op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Jürgen Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht- und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
In prima sede il fallimento del_ _ è stato decretato per il mancato pagamento nei confronti della _ dell’importo di fr. 500.-- oltre accessori. Dalla ricevuta doc. C dell'UE di Lugano emerge che la debitrice ha versato fr. 565.-- a copertura della relativa esecuzione. Inoltre dalla dichiarazione 19 maggio 2000 sempre dell'UE di Lugano si evince che contro l'appellante non vi sono più procedure esecutive in corso, né risultano iscritti attestati di carenza di beni.
Sulla base di questi riscontri oggettivi non può quindi essere ritenuto che l’appellante non sia più solvibile, che non sia più in grado di tacitare i suoi creditori, né di pagare importi anche modesti e nemmeno che si trovi in una situazione di insolvibilità per un periodo indeterminato. Il fallimento del_ va pertanto annullato ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
2.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.