# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8d42be4b-8644-5100-890e-efab6eefab04
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
che con decreto 9.1.2006 il magistrato inquirente ha posto in stato di accusa davanti alla Pretura penale IS 1 siccome ritenuto colpevole di ripetuta complicità in truffa “
(...) per avere, a _, nel periodo settembre-ottobre 1997, nella sua qualità di infermiere diplomato presso la Clinica psichiatrica “_”, facente capo al dott. _ (proprietario e primario della struttura medica), allo scopo di procacciare a quest’ultimo un indebito profitto, ripetutamente assecondato il dott. _ e la struttura a lui facente capo nell’ingannare con astuzia gli assicuratori sociali e in particolare i funzionari delle casse malati preposti al pagamento delle fatture, così da indurli a compiere atti pregiudizievoli del patrimonio di terzi consistenti in particolare nel pagamento di fatture per prestazioni medico-sanitarie fittizie o parzialmente fittizie, configurandosi l’inganno astuto nell’aver personalmente partecipato all’allestimento di cartelle mediche contenenti dati inveritieri relativi a prestazioni in realtà mai fornite che avrebbero costituito la base per la fatturazione e in ogni caso sarebbero state idonee a comprovare – anche a fronte di verifiche – degenze e prestazioni in realtà fittizie, più specificatamente per avere – come da lui stesso ammesso – in almeno 20 (venti) occasioni, personalmente annotato nei “fogli di decorso” la presenza di pazienti presso la Clinica psichiatrica “_”, mediante iscrizioni generiche del tipo il paziente “dorme”, è “tranquillo”, “nulla di particolare”, “stazionario” e simili, tali da comprovare la degenza dei pazienti nella struttura e giustificare così le relative fatture alle casse malati, ritenuto che nel corso del periodo in cui l’accusato ha lavorato presso la Clinica _, tale struttura ha emesso – fra l’altro – false fatturazioni riferite ai seguenti pazienti, ammessi dallo stesso accusato: _ (degenza _), _ (degenza _), _ (_)
”;
che ha proposto la sua condanna alla multa di CHF 100.-- ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese;
che ha contestualmente decretato il non luogo a procedere per titolo di falsità in documenti “
(...) non avendo le cartelle cliniche valore di documento ai sensi dell’art. 251 CP
” (DA _, AI 12);
che con scritto 11/12.1.2006 il qui istante ha interposto opposizione al predetto decreto di accusa (AI 16);
che con giudizio 13.9.2006 il presidente della Pretura penale ha prosciolto l’accusato dall’imputazione (inc. _);
che con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP – IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 9'633.80, di cui CHF 8'633.80 per spese legali e CHF 1'000.-- per l’istanza di indennità (onorario, spese ed IVA);
che giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN,
Schweizerisches Strafprozessrecht
, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);
che – come detto – il diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’accusato;
che accusato è chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);
che lo scopo delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1 e 2 CPP);
che in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;
che la qualità di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione dell’accusa e da quel momento l’accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP);
che la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di
accusato
, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell’accusa (cfr. decisione GIAR 15.7.1994 in re P.F.);
che è quindi da considerare
accusata
ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);
che la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi rendono necessario un patrocinatore;
che, in ambito penale, ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata esclude la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF 126 I 196 e rif.; DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 s. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 489 ss.);
che nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l’interessato non è in grado di far fronte (per esempio la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura);
che nel caso di evidenti reati minori (“
Bagatelldelikte
”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, TF 1P.553/2002 del 18.11.2002, 1P.411/2002 del 6.11.2002 e 1P. 263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C, VERDA, op. cit., n. 2/18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 491 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11/16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);
che l’avv. PR 1 ha assunto il mandato il 15.3.2004, prima dell’emanazione del decreto di accusa 9.1.2006
(DA _, AI 12), in applicazione dell’art. 207a CPP;
che le informazioni preliminari nei confronti del qui istante hanno comportato sostanzialmente due interrogatori [9.2.1999 (AI 1), in sede di polizia, e 20.9.2005 (AI 10), davanti al procuratore pubblico];
che nondimeno il procedimento penale promosso a carico di IS 1 traeva origine dal più ampio procedimento nei confronti di _, che il 13.5.2005 la Corte delle assise criminali ha condannato alla pena di due anni di detenzione siccome riconosciuto colpevole di truffa, parzialmente aggravata per mestiere, e ripetuta falsità in documenti (inc. TPC _, AI 8);
che il caso – in ragione della non semplicità dei fatti, ricostruiti dalla suddetta Corte in oltre venti giorni di dibattimento, e del numero delle persone implicate, che complicava ulteriormente la fattispecie – imponeva quindi fin da subito la presenza di un legale, anche se la pena proposta nel decreto di accusa era solo una multa;
che pertanto il qui istante va ritenuto
accusato
ai sensi dell’art. 317 CPP già prima dell’emanazione del decreto di accusa a suo carico;
che – nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio da risarcire – questa Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione;
che per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di esporre, per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA (art. 37 TOA), ossia CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise criminali;
che, entro tali limiti, l'onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità;
che il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;
che nel riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;
che in questo senso si tiene conto della complessità e dell'importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell'esito del procedimento;
che in altre parole l'onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;
che l’istante postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore di fiducia, avv. PR 1, di complessivi CHF 8'633.80 [di cui CHF 6'850.-- di onorario (27 ore e 25 minuti a CHF 250.--/ora), CHF 1'174.-- di spese e CHF 609.80 di IVA (doc. 2)];
che la tariffa applicata ed il dispendio orario sono conformi ai suddetti principi;
che anche le spese e l’IVA appaiono corrette;
che a IS 1 va pertanto rifuso – a titolo di spese legali – il postulato importo di CHF 8'633.80;
che interessi di mora non sono pretesi;
che
, a titolo di ripetibili, chiede la somma di (almeno) CHF 1'000.--;
che la stesura dell’istanza in esame non presentava dal profilo giuridico e fattuale difficoltà particolari;
che l’onere lavorativo può del resto essere considerato limitato dal momento che il patrocinatore conosceva la fattispecie;
che è pertanto riconosciuta la somma di CHF 500.--, comprendente onorario, spese ed IVA;
che, in ragione delle suddette considerazioni, all’istante va quindi rifuso l’importo di CHF 9'133.80, di cui CHF 8'633.80 per spese legali e CHF 500.-- per l’istanza di indennità;
che giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 cpv. 1 n. 1 LTG e nell’art. 17 LTG;
che la tassa di giustizia di CHF 600.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 650.-- , restano a carico dello Stato.

## Considerations