# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8ef7c575-f38c-5b5e-af6f-cb52546448af
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto e in diritto
1. AC 1
è nato il _ a _, in _. Il padre è elettricista, la madre, una volta sarta, fa la casalinga mentre che l’unico fratello dell’accusato fa il pescatore. Il prevenuto afferma di avere frequentato le scuole sino alla prima liceo, e di avere interrotto gli studi a seguito della difficile situazione politica nel 1997. Non li ha più ripresi, rimanendo nullafacente (all. 17 RPG, v. PP 10 luglio 2008, pag. 3: “...
successivamente non ho fatto niente, nessuna attività. Andavo in giro con gli amici, nient’altro
.”) sino al 2004, eccezion fatta per la pratica dilettantistica del pugilato. Nel 2004 il prevenuto si è fatto portare in Italia a credito da uno scafista, approdando a _. Egli si è prontamente trasferito a _, dove ha iniziato a lavorare in nero nell’edilizia, presumibilmente come semplice manovale, per circa 900.- Euro al mese ed anche come lavavetri, per 100.- Euro alla settimana (e non al giorno, come erroneamente indicato nel verbale citato, pag. 4) a fronte di due o tre ore di lavoro al giorno. L’imputato afferma di essersi in seguito trasferito a _, dove è rimasto dal 2006 alla fine del 2007 per lavorare nel settore edile a Euro 1'500.- al mese.
Arrestato il 3 giugno 2008 alla stazione di _, il prevenuto, incensurato, è stato mantenuto in carcere preventivo sino al dibattimento.
2.
In data 8 maggio 2008 forze dei corpi di polizia ticinese e di _ hanno attuato un dispositivo di sorveglianza nei confronti di _, sospettato (a ragione) dagli inquirenti ticinesi di essere dedito alla vendita di eroina acquistata a _.
Gli agenti in questo modo hanno potuto osservare come egli, alla guida della vettura targata _, alle ore 11.53 di quel giorno, presso la stazione di _ avesse fatto salire a bordo della propria vettura uno sconosciuto giunto con il tram che indossava una maglietta a righe rosse e blu, partendo con lui ma facendolo scendere dopo solo 3 minuti. Dello sconosciuto sono state scattate le 6 fotografie a colori di cui all’AI 31, nelle quali è chiaramente identificabile l’accusato. Lo sconosciuto, ossia l’accusato, dopo il breve incontro con il _ è stato osservato mentre che, in zona _, _, incontrava una donna e saliva con lei per un attimo sulla vettura targata _.
_, che viaggiava assieme all’amico _, è stato fermato a _ alle ore 15.00 di quel giorno alla guida della vettura targata _ e in possesso di 480 grammi di eroina pura al 13-14%. _ e _, a bordo della vettura targata _, sono a loro volta stati fermati all’uscita dell’autostrada di _ in possesso di 65 grammi di eroina.
3.
La polizia _, grazie a successivi appostamenti presso la stazione di _ in data 3 giugno 2008 ha nuovamente avvistato l’accusato, immediatamente riconosciuto visto che oltretutto indossava la medesima maglietta a righe. Arrestato, è stato trovato in possesso del cellulare _ e di uno zaino contenente 492.85 grammi di eroina pura al 12%.
L’accusato è stato consegnato il 9 giugno agli inquirenti ticinesi, che hanno accettato di assumere il procedimento.
Con atto di accusa 21 ottobre 2008 il Procuratore pubblico ha imputato al prevenuto la vendita di almeno 1645/1725 grammi di eroina, la detenzione di ulteriori 492.85 grammi della medesima sostanza destinati alla vendita ,e l’infrazione alla LStr (rispettivamente alla LDDS per il periodo precedente il 1° gennaio 2008) per l’entrata ed il soggiorno illegali in Svizzera.
4.
In corso di inchiesta l’imputato ha pervicacemente negato ogni addebito relativo al traffico di eroina. Egli ha costantemente raccontato una propria versione dei fatti secondo la quale egli circa 4 giorni prima dell’arresto avrebbe deciso di recarsi in Germania a cercare lavoro. Avrebbe viaggiato in treno sino a _, attraversando quindi la frontiera fuori dai valichi, e si sarebbe in seguito ritrovato a _, dove, per motivi ed in circostanze non chiari, avrebbe interrotto il viaggio, trattenendosi un paio di giorni in albergo. Quanto all’episodio per il quale è stato arrestato, egli sarebbe stato avvicinato da uno sconosciuto connazionale, che gli avrebbe chiesto di consegnare lo zaino ad un altro sconosciuto presso la stazione di _ promettendogli una ricompensa di fr. 500.- e consegnandogli pure, non si capisce a che scopo, il telefono cellulare. Evidentemente, trovandosi in Svizzera da pochi giorni, egli non avrebbe effettuato alcuna vendita di eroina prima del giorno dell’arresto.
5.
Al dibattimento l’accusato ha sostanzialmente mutato la propria attitudine reticente, rilasciando una confessione che, seppur stentata nella forma, è risultata quasi esaustiva nella sostanza. Egli ha infatti ammesso tutti gli addebiti a suo carico ad eccezione della fornitura di 450 grammi di eroina a _ in data 13 aprile 2008 e della vendita di 20 grammi di eroina a _, che il prevenuto ha dichiarato di non riconoscere nella fotografia mostratagli.
Atteso che non vi era stato contraddittorio con il _, che oltretutto chiamava in causa il prevenuto solo sulla scorta di un verbale di polizia, il Procuratore pubblico ha spontaneamente accettato di recedere da tale accusa.
Quo invece la predetta fornitura al _, che per paura ha chiesto di non essere messo a confronto con l’imputato e addirittura ha rifiutato di riconoscerlo in fotografia, la Corte ha nondimeno ritenuto credibile la chiamata in correità, ritenuto come il lineare racconto del _ abbia comportato per lui la condanna in aula per il medesimo reato, essendo il quantitativo in questione destinato principalmente alla vendita ad altri tossicodipendenti ticinesi.
La Corte ha perciò in definitiva confermato l’atto di accusa, eccezion fatta per i predetti 20 grammi di eroina asseritamente venduti al _, addebitando quindi al prevenuto l’avvenuta vendita di 1625 grammi di eroina, e la detenzione al momento dell’arresto di ulteriori 492.85 grammi destinati alla vendita, oltre alle violazioni della LDDS e della LStr, di poco rilievo ai fini della commisurazione della pena.
6.
Nel determinare la sanzione a carico di AC 1 la Corte non ha potuto disattendere la particolare gravità oggettiva dell’infrazione alla LFStup, aggravata sia per il quantitativo trafficato che per l’appartenenza ad una banda di trafficanti (ma senza ulteriore aggravio di pena per il motivo del concorso di circostanze aggravanti), ciò che ha pacificamente ammesso lo stesso difensore, che non ha esitato a definire simili personaggi come dei “mercanti di morte”. Oltre che per il quantitativo ingente, la pericolosità dei trafficanti, e perciò anche del prevenuto, è attestata dalla disponibilità a vendere su larga scala, con consegne nell’ordine del mezzo chilo, sia pure di stupefacente a basso grado di purezza.
Da profilo soggettivo la Corte ha ritenuto grave la disponibilità dell’accusato a partecipare a simili traffici, spostandosi per questo motivo dall’Italia, essendo evidente che egli è giunto a _ non già alla ventura, come da lui raccontato, ma a seguito di una specifica chiamata dei suoi connazionali, già dediti a questo commercio. L’imputato, inoltre, non si trovava affatto in situazione di bisogno, avendo egli sempre onestamente lavorato in Italia, seppure in nero, né risulta che egli dovesse provvedere alle necessità della famiglia in Albania, che è al contrario risultata essere autosufficiente finanziariamente e addirittura in grado di mantenere il prevenuto tra il 1997 e il 2004. Ma anche se fosse, ovvero se vi fosse stata una situazione di necessità economica, ciò non giustificherebbe minimamente simili reati, potendo semmai in una simile evenienza esservi comprensione per qualche furto di alimentari in un supermercato.
A favore dell’imputato la Corte ha ritenuto l’incensuratezza, la parziale confessione (senza però potersi ammettere una reale collaborazione) e il fatto che egli da poco ha superato la soglia di età dei giovani adulti. Tutto ciò ritenuto, ha determinato in 4 anni e 6 mesi la pena detentiva a suo carico.
7.
La Corte ha inoltre disposto la confisca e la distruzione dello stupefacente, e la confisca del telefono cellulare, addebitando al prevenuto la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese processuali.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che al n. 2,
visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 51, 69 CP;
19 cifra 2 LStup;
115 LStran, 23 LDDS;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations