# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5b8c77f8-90fd-53d2-98a6-fc4f5f58d896
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Alla luce delle motivazioni addotte, del certificato medico 4 maggio 2004 del dott. _ e dell'impedimento da questi ritenuto, osservato come il medico non attesti un impedimento di 2 mesi come da Lei sostenuto, il termine fissato con il decreto 8 aprile 2004 viene prorogato sino e compreso il prossimo
15 giugno 2004
.
In difetto di ossequio del termine, come previsto dal decreto 8 aprile 2004 il ricorso sarà dichiarato irricevibile." (Doc. _)
- con scritto 9 giugno 2004 pervenuto in data 11 giugno 2004 al Tribunale cantonale delle assicurazioni l'assicurato ha prodotto attestati relativi all'incapacità lavorativa a partire dal 27 febbraio 2004 che non indicano e giustificano in nessun modo un'incapacità del ricorrente a far fronte alle correnti esigenze della vita ed alla gestione della problematica connessa con la decisione impugnata;
- il signor _ ha inoltre segnalato l'insolvenza della sua Cassa;
- Il giudice delegato ha reagito all'invio del 9/11 giugno 2004 con scritto del 14 giugno 2004 del seguente tenore:
"
i certificati medici prodotti con Sua del 9/11 giugno 2004 non sono tali da dimostrare un impedimento a gestire convenientemente i Suoi affari e la pratica a margine.
Essi attestano, invero in maniera generica ed imprecisa quo alle cause, una incapacità al lavoro che non è tema di discussione.
Permane il termine fissato con scritto 25 maggio 2004." (Doc. _)
- il secondo termine fissato al ricorrente è quindi trascorso infruttuoso. Solo in data 17 giugno 2004 il signor _ ha fatto pervenire al TCA uno scritto con annesso un nuovo certificato medico del dott. _ attesta:
"
Confermo che il succitato paziente ha dovuto essere sottoposto a rivascolarizzazione miocardica triplice in data 21.04.2004 causa malattia coronarica trivasale.
(...)
Il paziente segue coscienziosamente la sua riabilitazione in ambito ambulatoriale che si estenderà fino a 3-4 mesi dall'intervento cardiochirurgico.
La gestione solenne di un'impegnativa pratica giudiziaria non appare ragionevole in tale periodo." (Doc. _)
A tale invio il giudice delegato ha reagito con scritto 2 luglio 2004 del seguente tenore:
"
ricevo la Sua 17 giugno 2004 che non permette un definitivo chiarimento in merito al Suo stato di salute e quindi non permette di valutare la sua richiesta di restituzione del termine per completare il Suo ricorso.
Per il definitivo chiarimento
le chiedo di volere sottoporre al dott. _ i seguenti quesiti e di farmi pervenire le risposte complete:
a) Il signor _ nei giorni precedenti l'intervento nel corso di aprile poteva gestire procedure amministrative complesse?
Poteva invece gestire procedure amministrative semplici e quindi occuparsi convenientemente dei suoi affari?
Poteva delegare terzi?
b) Il signor _ può regolarmente leggere e scrivere e poteva farlo dal maggio 2004?
c) Il signor _ può occuparsi (e poteva farlo dal maggio scorso) regolarmente della gestione corrente dei suoi affari, e con ciò intendo il traffico dei suoi pagamenti, sbrigare la sua normale corrispondenza, gestire le pratiche amministrative ordinarie?
d) Nel suo certificato medico 16 giugno 2004 Lei sostiene che la "gestione solenne" di una "impegnativa pratica giudiziaria" non appare ragionevole.
Le sarei grato se specificasse i concetti impiegati. Cosa intende per "gestione solenne"?
Le sarei grato se specificasse cosa intende per "impegnativa". Se, in altri termini, l'impegno di numerose udienze è sconsigliato.
e) Il signor _ può delegare la gestione dei suoi affari a terzi?
Il altri termini, le sue forze fisiche e le sue capacità mentali gli permettono tale delega e la permettevano nei mesi di maggio e giugno 2004?
f) Può precisare il decorso della riabilitazione?
Il signor _ è stato ricoverato in maniera stazionaria in qualche clinica od ospedale per la riabilitazione? Se sì in quali periodi?
Come viene svolta la riabilitazione ambulatoriale?
g) Lei ha consigliato al paziente l'istituzione di una curatela per la gestione dei suoi affari correnti?
Attendo entro il corrente mese di luglio una risposta del medico.
In aggiunta a Lei signor _ chiedo di volermi chiarire:
se ha gestito i suoi affari correnti da solo successivamente all'intervento chirurgico rispettivamente dopo il 7 aprile 2004 e sino all'intervento o se ha fatto capo a terze persone."
(Doc. _).
Con scritto 29 luglio 2004 dell'avv. _ incaricato dal signor _ di gestire la procedura, ha trasmesso uno scritto 16 luglio 2004 del dott. _ in cui si può leggere:
"
Ad a)
Nei giorni precedenti l'intervento non era ragionevole sottoporre il Signor _ a procedure amministrative complesse. Poteva invece gestire procedure amministrative semplici. Poteva senz'altro delegare i compiti a terzi.
Ad b)
Si.
Ad c)
La gestione corrente degli affari risulta tuttora parzialmente compromessa; il paziente è in grado di visionare la corrispondenza ma non di dar seguito ad una risposta dettagliata per il rapido affaticamento psicofisico; non è in grado di scrivere più di 10 minuti al computer per mancanza di concentrazione. Non era e non è attualmente in grado di condurre un autoveicolo in modo sicuro.
Ad d)
Durante la riabilitazione dopo l'intervento cardio-chirurgico (21.04.2004) l'impegno di numerose udienze giudiziarie è sicuramente sconsigliato. Con "gestione solenne" intendevo la facoltà del paziente di focalizzare l'attenzione sulla pratica giuridica in questione senza interferenze da parte di sintomi clinici presenti durante la fase di riabilitazione. Di conseguenza l'impegno di numerose udienze risulta tuttora controindicato.
Ad e)
Si.
Ad f)
Il
decorso della riabilitazione ambulatoriale era complicato dall'apparizione di dolori precordiali accertati in seguito all'ospedale _ in data ..06.2004. La riabilitazione si è svolta, su esplicita richiesta del paziente in regime ambulatoriale con regolari controlli presso il Dr. _, responsabile per la gestione della riabilitazione.
Ad g)
No.
"
(Doc. _)
- che, sostanzialmente procedure semplici potevano essere gestite dal ricorrente, in particolare prima dell'intervento, che poteva senza difficoltà, sostanzialmente (durante tutto il periodo in questione) delegare il compito a terzi così come, in definitiva, ha fatto con l'incarico conferito all'avv. _;
- che non va dimenticato come la procedura cui sono soggetti i ricorsi dinanzi al TCA prevede la massima d'ufficio ossia l'obbligo per la Corte di accertare i fatti per la loro sussunzione al diritto;
- che tale circostanza era ampiamente nota al ricorrente per la procedura condotta dinanzi a questo TCA sempre in contropposizione alla _ (36.2004.20) dove, il 31 marzo 2004, gli era stata intimata la risposta di causa con facoltà di presentare nuove prove entro 10 giorni, ebbene quel termine è scaduto infruttuoso senza che l'assicurato abbia domandato una proroga;
- che, nel periodo immediatamente precedente l'intervento, il dott. _ ha indicato come non fosse ragionevole sottoporre il signor _ a "procedure amministrative complesse";
- che la procedura in discussione – come noto al signor _ per il richiamo dell'inc. 36.2004.20 – non può essere (per lui) ritenuta complessa considerati gli obblighi che incombono al Tribunale, ne discende che, già prima dell'intervento, il ricorrente poteva completare il suo esposto al Tribunale senza difficoltà;
- che, anche se si fosse trattato di procedura complessa, una delega era possibile;
- che, in ogni modo, dopo l'intervento vi è stata una riabilitazione senza ricovero, ossia ambulatoriale;
- che, nella fase successiva all'intervento e quindi entro il termine fissato dal giudice delegato al 15 giugno 2004 (ossia quasi 2 mesi dopo l'intervento) il signor _ poteva gestire una procedura non complessa come quella in discussione. Il medico ha sconsigliato una "gestione solenne" di una procedura con numerose udienze ciò che, procedure come quella in discussione, non impongono. D'altra, ancora una volta, una delega era semplice da effettuare;
- che, senza eccessivo sforzo ed impegno il signor _ avrebbe potuto facilmente gestire la procedura e meglio elaborare uno scritto – in italiano siccome qui è la procedura ed il domicilio del ricorrente – di completazione del suo esposto con indicazione dei fatti ed i motivi a sostegno delle pretese fatte valere. In se quanto si chiedeva al signor _ era atto limitato, bastando (come per lo scritto 18 febbraio 2004 dell'inc. 36.2004.20) una descrizione sufficientemente precisa dei fatti e le proprie conclusioni argomentate;
- che questo Tribunale ritiene quindi che l'assicurato poteva rispettare il termine prorogato per la completazione del suo esposto;
- che, in ogni modo, vista la situazione concreta, l'intervento e la riabilitazione prevedibile, il signor _ poteva delegare terzi, come di recente ha fatto con l'avv. _, per la gestione della procedura;
- che il termine fissato con il decreto 8 aprile 2004 è decorso infruttuoso nonostante sua proroga sino al 15 giugno 2004;
- che la domanda di restituzione del termine 17 giugno 2004 motivata con la malattia non ha trovato il substrato probatorio necessario;
- che alla luce di quanto precede, visto l'art. 1a cpv. 1 LPr.TCA e l'art. 2 cpv. 6 della medesima legge che prevedono:
"
Art. 1a L’atto di ricorso deve essere redatto in lingua italiana su carta semplice e contenere:
a) l’indicazione della decisione querelata;
b) una concisa esposizione dei fatti;
c) una breve motivazione;
d) le conclusioni del ricorrente.
(...)
Art. 2
(...)
6
Il Giudice delegato, se il ricorso non risponde ai requisiti stabiliti dall’art. 1a, lo ritorna al ricorrente perché lo completi, assegnandogli un termine sufficiente non inferiore ai 15 giorni e non superiore ai 30 giorni, con la comminatoria che altrimenti il Tribunale non entra nel merito."
il ricorso va dichiarato irricevibile senza carico di tassa di giustizia e spese.
Visti gli art. 1, 2 e 8 LPr.TCA;

## Considerations