# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2477b8af-3ba1-5079-9e3e-91903bac41f2
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 255.20.
B.
All’udienza di contraddittorio del 2 aprile 2008 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 2 aprile 2008 il Segretario del Distretto di Leventina ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da giovedì 3 aprile 2008 alle ore 09.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti producendo due ricevute 7 aprile rispettivamente 3 aprile 2008 _ relative al versamento di fr. 5'153.--rispettivamente fr. 4'200.-- (doc. A e C) e un estratto delle esecuzioni _ al 7 aprile 2008 (doc. E), da cui risulta che nei confronti dell’escussa non vi sono procedure in corso e che a suo carico non sono stati emessi attestati di carenza di beni.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalle ricevute _ 3 rispettivamente 7 aprile 2008 (doc. A e C) rispettivamente dall’estratto delle esecuzioni sempre _ al 7 aprile 2008 (doc. E), emerge che, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, AP 1 ha saldato tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti, per cui risulta pagata anche l’esecuzione in oggetto n. _ promossa dalla creditrice. Di conseguenza va ritenuto adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che l’appellante, avendo saldato, come risulta dai predetti documenti, tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti, ha dimostrato di disporre della liquidità sufficiente a far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza va ritenuto che la debitrice ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello 7 aprile 2008 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.