# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 515b187b-f011-4a32-89b9-8300f888efc6
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

Fatti:
A. Il 31 marzo l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (in se-
guito: MROS) ha segnalato al Ministero pubblico della Confederazione (in se-
guito: MPC) un sospetto di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305 bis
CP ri-
guardante le società B. SA, a Panama, titolare della relazione bancaria n. 1, e
C. Corp., a Panama, titolare della relazione bancaria n. 2, entrambe presso la
banca D. SA, a Ginevra. La segnalazione traeva spunto dal fatto che gli aventi
diritto economico e alcune delle persone beneficiarie di una procura sulle sud-
dette relazioni bancarie erano oggetto di indagini in Italia nel quadro di inchie-
ste penali aperte per riciclaggio di denaro.
Una seconda segnalazione al MPC aveva inoltre luogo in data 4 aprile 2005,
fondata sul fatto che valori patrimoniali erano stati bonificati dalla relazione n.
1 di cui sopra e dalla relazione n. 3 presso la banca E. SA, intestata a F., a fa-
vore delle relazioni bancarie n. 4, intestata alla società B. SA, e n. 5, intestata
alla società G. SpA, entrambe presso la banca H. SA; più precisamente, EUR
500'000 sulla prima e USD 150'000 sulla seconda. Parallelamente, si eviden-
ziava che la banca H. SA aveva rifiutato i bonifici, provvedendo a rinviare ai ri-
spettivi conti d'origine tali averi patrimoniali e chiudendo d'ufficio le due rela-
zioni bancarie, avendo ritenuto che tali bonifici provenivano da conti in essere
presso le banche D. SA e E. SA riconducibili a persone a rischio, in quanto
coinvolte in inchieste condotte da autorità italiane.
B. Con decisione del 4 aprile 2005 il MPC ha aperto un'indagine preliminare di
polizia giudiziaria nei confronti di ignoti per titolo di riciclaggio di denaro ai
sensi dell’art. 305 bis
CP, nel contesto della quale venivano ordinati, a fini pro-
batori e di un'eventuale confisca, la perquisizione ed il sequestro delle relazio-
ni bancarie summenzionate.
C. Il 13 aprile 2005 la Procura della Repubblica di Palermo ha inoltrato alla Sviz-
zera una rogatoria, segnalando l'esistenza di un procedimento penale nei con-
fronti di A., I. ed altri per i reati di riciclaggio di denaro aggravato per sospetta
agevolazione dell'attività dell'organizzazione mafiosa denominata "Cosa no-
stra". Essa ha chiesto l'acquisizione di svariata documentazione relativa a
conti riconducibili agli indagati nonché di poter procedere ad alcuni interroga-
tori. Con complementi rogatoriali del 20 e 26 luglio 2005 l'autorità italiana ha
richiesto il sequestro degli averi patrimoniali depositati sulle relazioni bancarie
delle società B. SA e C. Corporation presso la banca D. SA di Ginevra.
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D. Il 3 maggio 2005 il MPC ha esteso l'inchiesta a F. e A. per titolo di riciclaggio
di denaro (art. 305 bis
CP). Il 26 luglio seguente le indagini sono state estese
nei confronti di F. per falsità in documenti (art. 251 CP). Il 27 dicembre 2005
l'inchiesta è stata estesa anche nei confronti di A. per falsità in documenti (art.
251 CP) e nei confronti di I. per i reati di riciclaggio di denaro (art. 305 bis
CP) e
per falsità in documenti (art. 251 CP).
E. Il 29 ottobre 2007 le autorità italiane hanno trasmesso al MPC la sentenza del
10 marzo 2007 con la quale il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di
Palermo ha condannato I., F. e A. a pene detentive di cinque anni e otto mesi
il primo e cinque anni e quattro mesi il secondo ed il terzo. I primi due sono
stati riconosciuti colpevoli di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza il-
lecita (art. 648-ter CP italiano), riciclaggio (art. 648-bis CP italiano) e trasferi-
mento fraudolento di valori (art. 12 quinquies Legge 356/1992), con l'aggiunta
per I. del reato di tentata estorsione (art. 629 CP italiano); il terzo, di trasferi-
mento fraudolento di valori, tentata estorsione (art. 629 CP italiano) e appro-
priazione indebita (art. 646 CP italiano) (v. act. 4.5 pag. 352 e segg.).
F. Il 26 luglio 2010 le autorità italiane hanno trasmesso al MPC la sentenza del
30 dicembre 2009 con la quale la Corte d'Appello del distretto di Palermo (4a
Sezione Penale) ha assolto A. dalle imputazioni di appropriazione indebita e,
in un caso, di tentata estorsione, riqualificato un capo d'accusa e condannato
il predetto per il reato di violenza privata (art. 610 CP italiano), rideterminando
la pena detentiva in cinque anni di reclusione. Per i restanti capi d'accusa con-
testatigli, l'impugnata sentenza è stata confermata (v. act. 4.5 pag. 302).
G. Il 29 febbraio 2012 le autorità italiane hanno trasmesso al MPC la sentenza
del 5 ottobre 2011 con la quale la Corte Suprema di Cassazione, rilevata la
prescrizione per alcuni capi d'imputazione, ha parzialmente annullato l'impu-
gnata sentenza, ridefinendo la pena detentiva di A. in due anni e otto mesi di
reclusione (v. act. 4.5 pag. 60 e seg.).
H. Il 1° luglio 2013 il MPC ha notificato a I. e A. la chiusura dell'istruzione giusta
l'art. 318 cpv. 1 CPP, prospettando l'emanazione di un decreto di abbandono
del procedimento penale con la contestuale confisca dei valori patrimoniali
sequestrati e dando la possibilità alle parti di presentare istanze probatorie e
avanzare pretese ai sensi dell'art. 429 CPP.
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I. Basandosi sulla sentenza del 5 ottobre 2011 della Corte Suprema di cassa-
zione, l'Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo,
in data 4 luglio 2013, ha presentato alla Svizzera una richiesta di assistenza
giudiziaria finalizzata alla confisca dei valori patrimoniali giacenti sulle relazioni
bancarie n. 1 e n. 2 entrambe presso la banca D. SA di Ginevra (v. act. 4.1).
J. Dopo avere respinto le istanze probatorie presentate da A., il MPC, in data
27 dicembre 2013, ha decretato l'abbandono del procedimento a carico di I. e
A., confiscando i valori patrimoniali depositati sulle relazioni bancarie n. 1, in-
testata a B. SA, e n. 2, intestata a C. Corp., entrambe presso la banca D. SA
di Ginevra, nonché sulla relazione bancaria n. 3, intestata a F., presso la ban-
ca E. SA di Ginevra (v. act. 1.2).
K. Con reclamo del 9 gennaio 2014 A. è insorto contro la summenzionata deci-
sione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, po-
stulando l'annullamento del punto 3 del dispositivo concernente la confisca dei
valori patrimoniali depositati sulla relazione bancaria n. 1, con conseguente
dissequestro di quest'ultima (v. act. 1).
L. Il MPC, mediante osservazioni del 3 febbraio 2014, ha chiesto la reiezione del
gravame in misura della sua ammissibilità (v. act. 4).
M. Con replica del 17 febbraio 2014, trasmessa al MPC per conoscenza, il re-
clamante ha ribadito le sue conclusioni ricorsuali (v. act. 6).
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## Considerations

Diritto:
1.
1.1 Le parti possono impugnare entro dieci giorni il decreto di abbandono dinanzi
alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (v. art. 322 cpv. 2
CPP).
Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-
sibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambi-
to, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP
nonché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafpro-
zessordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 con la
giurisprudenza citata).
1.2 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato
e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, lo scritto impu-
gnato, datato 27 dicembre 2013, è stato notificato al reclamante in data 30 di-
cembre 2013 (v. act. 1.2). Il reclamo, interposto il 9 gennaio 2014, è pertanto
tempestivo.
1.3 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno
un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della
stessa (art. 382 cpv. 1 CPP).
1.4 In materia di confisca di averi depositati su conti bancari, un interesse giuridi-
camente protetto è riconosciuto a chi su tali valori vanta un diritto di proprietà
o un diritto reale limitato, come ad esempio un diritto di pegno. Il titolare di a-
veri bancari confiscati può parimenti avvalersi di un tale interesse, ritenuto
come egli fruisca di un diritto personale di disposizione sul conto, equivalente
economicamente ad un diritto reale sul denaro contante (v. DTF 133 IV 278
consid. 1.3 pag. 282 e seg.; 128 IV 145 consid. 1a pag. 148; 108 IV 154 con-
sid. 1a pag. 155 e seg.). La legittimazione ricorsuale è per contro preclusa al
detentore economico (azionista di una società o fiduciante) di un conto, in
quanto toccato solo indirettamente. La qualità di avente diritto economico non
fonda quindi un interesse giuridicamente protetto (sentenza del Tribunale fe-
derale 1B_94/2012 del 2 aprile 2012, consid. 2.1 e giurisprudenza citata).
Orbene, essendo il reclamante solo avente diritto economico della relazione
bancaria n. 1 presso la banca D. SA (v. act. 4.2), conformemente alla giuri-
sprudenza sopra citata, egli non dispone di alcun interesse giuridicamente
protetto per opporsi alla confisca ed il suo reclamo deve pertanto essere di-
chiarato inammissibile. Si rileva peraltro che la titolare del conto, B. SA, ha
presentato un proprio ed autonomo reclamo contro la decisione di confisca (v.
incarto BB.2014.5).
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2. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della
procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa.
La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8
cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-
petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS
173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 2'000.--.
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