# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 90f9207e-140e-5a90-80a9-26d900fff825
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 29 maggio 2013, la _ di _ ha comunicato all’CO 1 che il proprio dipendente RI 1, in data 4 maggio 2013, aveva subito un’aggressione lamentando una contusione al braccio sinistro (cfr. doc. 1).
L’esame di RMN della spalla sinistra, eseguito il 14 maggio 2013, ha evidenziato la presenza, in particolare, di una fessurazione importante sul versante esterno del tendine sovraspinato con edema osseo reattivo sottostante l’inserzione tendinea, nonché di una lesione dello SLAP probabilmente di secondo grado e stacco rispettivamente sfilacciamento del labbro tra le ore 8 e 12 (doc. 11).
L’Istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 27 novembre 2013, l’CO 1 ha posto termine al proprio obbligo a prestazioni a decorrere dal 21 agosto 2013, ritenuto che il nesso di causalità naturale con l’evento del maggio 2013 si sarebbe nel frattempo estinto (doc. 48).
A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. 52), in data 3 febbraio 2014, l’amministrazione ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc. 56).
1.3. Con tempestivo ricorso del 4 marzo 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1 ha chiesto che l’CO 1 venga condannato ad assumere i costi per l’intervento alla spalla sinistra e le altre spese di cura, argomentando in particolare quanto segue:
"
(...).
La conclusione della CO 1 si base infatti su degli scarni appunti del medico di _, scritti tra l’altro in tutta fretta senza aver effettuato nessun accertamento particolare, il giorno prima del prospettato intervento alla spalla che ha dovuto quindi essere annullato (doc. D).
Il medico SM si é basato esclusivamente su una parte del rapporto di polizia che riporta, quale riassunto dei fatti una “violenta manata al braccio sx”, concludendo che una manata non causa una lesione alla cuffia ma semmai una borsite (doc. 3), allorquando leggendo tutte le deposizioni risulta che in realtà non vi é stata una “semplice” manata, bensì un colpo che ha spostato in modo improvviso il braccio del signor RI 1, il quale ha accusato immediatamente forti dolori alla spalla.
Lo stesso aggressore nel suo interrogatorio dinnanzi al MP aveva ammesso di aver “spostato verso sinistra il braccio sx del signor RI 1”, non si é trattato quindi di una semplice manata.
Inutile sottolineare che la presa di posizione della dr.ssa _r non può essere da sola presa in considerazione per negare un diritto alle prestazioni.
Nemmeno nella sua presa di posizione del 15.11.2013, la dr.ssa _ é andata oltre, limitandosi a confermare che nella fattispecie non vi sarebbe alcun nesso causale, senza motivare tale conclusione o confrontarsi con le contestazioni del ricorrente (doc. E).”
(doc. I)
1.4. L’assicuratore convenuto, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto della lite é la questione di sapere se l’Istituto assicuratore convenuto era legittimato a negare il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal 21 agosto 2013, oppure no.
2.3. Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un
nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid.
3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid.
1c, DTF 111 V 188 consid.
2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63).
Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (
status quo ante
);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria,
sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (
status quo sine
)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid.
4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung,
in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un
nesso di causalità adeguata
tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid.
5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts,
in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.6.
Dalle tavole processuali emerge che l’amministrazione ha negato l’esistenza di un nesso causale naturale tra i disturbi alla spalla sinistra e l’evento infortunistico del maggio 2013, facendo capo al parere espresso al riguardo dalla dott.ssa _, spec. FMH in chirurgia ortopedica.
In effetti, con nota manoscritta del 20 agosto 2013, il medico _ _ appena citato ha sostenuto quanto segue a proposito dell’eziologia della problematica in questione:
"
rapp. di polizia “violenta manata al braccio sx”.
Questo non causa una lesione alla cuffia, al massimo una borsite sottoacromiale. Per di più l’assicurato 56enne con artrosi AC con sperone inferiore é predisposto ad un impingement cronico con tendinopatia della CDR / lesione parziale-totale.
Quindi: non relazione probabile tra “lesione parziale sovraspinato”, “SLAP” (...) e infortunio.”
(doc. 30)
In corso di causa, con l’apprezzamento del 23 gennaio 2014, la stessa dott.ssa _ ha avuto modo di precisare le ragioni che l’hanno indotta a negare l’eziologia infortunistica al danno interessante la spalla sinistra:
"
Specifico che nel rapporto di polizia viene descritta “una violenta manata al braccio sinistro” questa non causa una lesione alla cuffia, al massimo una borsite sottoacromiale. In più l’assicurato 56enne con artrosi acromioclavicolare con sperone inferiore é predisposto ad un impingement cronico con tendinopatia della cuffia dei rotatori e lesioni da parziale a totale. Quindi confermo che siamo in presenza di una malattia preesistente che concorda con l’età dell’assicurato come pure della pato-anatomia acromioclavicolare con sperone provocando l’impingement cronico, motivo per il quale la relazione tra la lesione parziale del sovraspinato/dell’ancora glenoidale del capo lungo del bicipite descritto e l’infortunio descritto non é probabile. Confermo quindi la mia presa di posizione del 20.8.2013.”
(doc. 54)
Da parte sua, il ricorrente contesta che al parere del medico di _ dell’CO 1 possa essere attribuito pieno valore probatorio, visto soprattutto che ella ha fondato la propria valutazione considerando una dinamica non corrispondente alla realtà (cfr. doc. I).
2.7. Secondo la giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572)
, la Corte federale ha stabilito che ai rapporti allestiti da
medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Per quel che riguarda le
perizie allestite da
specialisti esterni all'amministrazione
, il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
2.8. Chiamato ora a pronunciarsi, questo Tribunale osserva che la dott.ssa _ ha negato l’eziologia infortunistica al danno alla spalla sinistra presentato dall’insorgente, dando per acquisito che quest’ultimo, in occasione dell’evento del 4 maggio 2013, sarebbe stato colpito al braccio sinistro con una manata da tale _ (cfr. doc. 54: “... nel rapporto di polizia viene descritta “una violenta manata al braccio sinistro” ...”).
Al proposito, il TCA constata che dal verbale d’interrogatorio 4 maggio 2013 risulta che l’assicurato ha effettivamente dichiarato di essere stato colpito “... violentemente con la mano, non saprei precisare quale, sul mio braccio sinistro.” (doc. 12, p. 14).
Dalle carte processuali si evince che, in data 22 ottobre 2013, RI 1 é stato sentito da un funzionario dell’CO 1. In quell’occasione, egli ha affermato che “... il signor _ mi ha colpito al braccio sinistro (non ricordo se con la mano destra o sinistra poiché avevo l’altro braccio davanti agli occhi). Ho ricevuto un colpo al braccio sinistro
il quale é stato spostato violentemente verso sinistra e verso l’alto
. Ho avvertito subito un dolore alla spalla sinistra e non sono più riuscito a muovere il braccio.” (doc. 45, p. 2 - il corsivo é del redattore).
La circostanza secondo la quale vi é stato uno spostamento laterale (verso sinistra) del braccio sinistro, é stata in sostanza confermata anche dagli altri due verbalizzati (cfr. verbale di audizione di _ - doc. 43: “Ad un tratto si é avvicinato con fare minaccioso al signor RI 1. Quest’ultimo aveva sollevato il braccio sinistro come per difendersi. _ ha quindi
spostato lateralmente verso sinistra il braccio
del signor RI 1 con la sua mano, senza colpirlo. (...). In quel frangente il signor RI 1 ha subito affermato di essersi fatto male alla spalla sinistra.” e verbale d’interrogatorio di _ - doc. 44: “Il signor RI 1 si é avvicinato a me con fare minaccioso, alzando il braccio sinistro. Ho avuto l’impressione che volesse darmi un pugno e
gli ho solo spostato il braccio verso sinistra
.” - il corsivo é del redattore).
In esito a quanto precede - posto che quanto dichiarato dal ricorrente all’ispettore CO 1 non contraddice ma
completa
la versione da lui fornita in precedenza (in questo senso, si tenga conto anche della convergente testimonianza degli altri protagonisti) -, il TCA ritiene accertato che l’arto superiore sinistro dell’assicurato venne spinto lateralmente (verso sinistra). D’altro canto, visto che ciò é avvenuto nel quadro di un alterco, quale risposta a una supposta minaccia (cfr. doc. 44: “Ho avuto l’impressione che volesse darmi un pugno ...”), é plausibile che lo spostamento del braccio sinistro sia stato compiuto con una certa violenza, così come ha del resto dichiarato l’assicurato (doc. 45, p. 2: “... il quale [il braccio sinistro, ndr] é stato spostato violentemente
...).
2.9. In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento istruttorio.
Il TF ha, al riguardo, sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(...).
4.4.1.1 Ist das Gutachten einer versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61 lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen auszuschöpfen (
BGE 136 V 376
E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung delegieren dürfen.
4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten (anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet, Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (
BGE 131 V 407
E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.
4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG; vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei, derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat, bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten (vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.
4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens, die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür. Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5, 9C_85/2009)”.
(DTF 137 V 263-265)
In una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque
successiva
a quella pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF 135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti allestiti da
medici di fiducia
, il giudice (cantonale) é libero di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo la procedura di cui all’art. 44 LPGA.
Nel caso di specie, la decisione dell’CO 1 circa l’eziologia del danno alla spalla sinistra si fonda su una valutazione del medico _ che tiene conto di una dinamica dell’evento non corrispondente a quanto effettivamente accaduto. Per il TCA sono pertanto realizzati i presupposti per un rinvio degli atti all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF 135 V 465; si veda pure la STCA 35.2011.10 del 12 ottobre 2011, cresciuta in giudicato).
S
i giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata. L’assicuratore LAINF resistente, a cui gli atti vengono dunque retrocessi, dovrà risottoporre il caso al proprio servizio medico fiduciario affinché abbia ad esprimersi nuovamente in merito all’esistenza di un nesso di causalità naturale tra il danno evidenziato dalla RMN
del maggio 2013
e l’infortunio
assicurato
,
prendendo in considerazione le circostanze che sono state accertate da questa Corte
(cfr. consid. 2.8. in fine).
In questo contesto, si dovrà tener debitamente conto che
, conformemente alla giurisprudenza, l’esigenza di un nesso di causalità naturale è adempiuta quando si può ammettere che, senza l’evento infortunistico, il danno non si sarebbe prodotto oppure non sarebbe insorto allo stesso modo, di modo che non è necessario che l’infortunio rappresenti la causa unica o immediata del danno: è sufficiente che il sinistro, associato eventualmente ad altri fattori, abbia provocato il danno - fisico o psichico - alla salute, ovvero che si presenti come la
conditio sine qua non
di quest’ultimo (cfr.
J.-M. Frésard/M. Moser-Szeless, L'assurance-accidents obligatoire,
in
: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], 2a ed., Basilea/Ginevra/
Monaco 2007, p. 865 nota 79;
Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p.
51).
Alla luce dei relativi esiti, l’amministrazione dovrà definire di nuovo il diritto a prestazioni del ricorrente a decorrere
dal 21 agosto 2013.