# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 973262c7-34dc-53f7-bc7d-05a46161c383
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 2 maggio 2018 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 26'045.55.
B.
All’udienza di discussione dell’11 luglio 2018 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 22 agosto 2018 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal 23 agosto 2018 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 3 settembre 2018
per ottenere l’annullamento del fallimento. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 3 settembre 2018 contro la sentenza notificata RE 1 il 25 agosto, in concreto il reclamo è tempestivo.
2.
Giusta l’art. 172 LEF il giudice (di prima istanza) rigetta la domanda di fallimento quando la comminatoria di fallimento sia stata annullata dall’autorità di vigilanza (n. 1), quando al debitore siano stati restituiti i termini o egli sia stato ammesso al beneficio dell’opposizione tardiva (n. 2) e quando il debitore provi con documenti che il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto o che il creditore gli ha concesso una dilazione (n. 3). In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF, d’altronde, l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
Ora, nel caso in esame la reclamante si limita ad affermare che
“tra le parti ci si sta proponendo dei pagamenti dilazionati”
senza produrre alcuna conferma della controparte, e soprattutto senza dimostrare di avere ottenuto dall’istante, prima della pronuncia del fallimento, una dilazione nel senso dell’art. 172 n. 3 LEF, né –
successivamente – il ritiro della domanda di fallimento entro la scadenza del
termine di ricorso (DTF 136 III 295 consid. 3.2), per tacere del fatto ch’essa non spende una parola sulla propria solvibilità, peraltro dubbia, siccome a suo carico sono stati rilasciati 4 attestati di carenza di beni per quasi fr. 35'000.–. Non essendo adempiuto nessuno dei presupposti degli art. 172 o 174 LEF, il reclamo non può ch’essere respinto e il fallimento della RE 1 confermato.
3.
Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato.
4.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.