# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 70d076c6-3735-5523-b823-806b2dca0210
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

- la durata della carcerazione preventiva che viene riconosciuta sino al 16.2.2012 per un totale di 141 giorni ritenuto che dal 17.2.2012 ha avuto inizio l’esecuzione anticipata della pena;
- il reato di cui al punto 1 dell’AA è l’art. 19 cpv. 2 lett. a) e non n. 2 LStup.
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’AA è modificato di conseguenza.
Il PP dichiara che è sua intenzione modificare il testo di cui al punto 1.2 dell’atto d’accusa sostituendo il termine di “aiutato ad aliernare” con “posseduto” in quanto lo ritiene più conforme ai fatti. Ricorda comunque che l’art. 19 cpv. 1 LStup nelle sue varie formulazioni indica entrambe i verbi e quindi nella sostanza nulla cambia.
Il difensore dichiara di essere d’accordo con questa modifica, che viene accettata dalla Corte e l’atto d’accusa viene modificato di conseguenza.
Sentiti
§
il Procuratore pubblico, il quale in esito alla sua requisitoria conclude chiedendo la conferma integrale dell’atto d’accusa e la condanna dell’imputato alla pena detentiva di 4 anni e 5 mesi, rinviando quo ai sequestri a quanto già verbalizzato (confisca di tutti gli oggetti e per il denaro almeno il sequestro conservativo a garanzia delle spese procedurali);
§
l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale, posti in evidenza la figura del suo assistito e il ruolo minore da lui avuto nella vicenda e contestato il punto 1.2 dell’atto d’accusa nella misura in cui, a parte un’ovulo, il quantitativo indicato è compreso in quello sequestrato, conclude chiedendo che sia condannato ad una pena detentiva massima di 3 anni, da porsi al beneficio della sospensione condizionale parziale con la parte da espiare equivalente al carcere già sofferto.
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
I) Correzioni e modifiche dell’atto d’accusa
1.
In merito alle correzioni formali rispettivamente alla concordata modifica del punto (di seguito solo pto.) 1.2 dell’atto d’accusa (di seguito solo AA) si richiamano pagina (di seguito solo pag.) 3 della presente sentenza ed il verbale del dibattimento (di seguito solo VD) pag. 2.
II) Vita e precedenti penali
2.
Per quel che concerne la vita anteriore di IM 1 (di seguito solo IM 1), cittadino svizzero, nato il 3.8.1983, si richiamano le sue dichiarazioni nel verbale d’interrogatorio (di seguito VI) del procuratore pubblico (di seguito solo PP) 29.9.2011 da pag. 13 a 15 con le successive sue precisazioni in sede dibattimentale (VD, allegato, di seguito solo all., 1 I risposta, di seguito solo R) ed il documento, di seguito solo doc., dibattimentale, di seguito solo Dib., 3. Con un reddito fiscalmente imponibile nel 2010 di franchi (di seguito solo fr.) 60’000.- (doc. del Tribunale penale cantonale, di seguito solo TPC, 12), senza attualmente serie prospettive di impiego (i doc. Dib. 1 e 2 sono manifestamente condizionati alla creazione di “
condizioni ideali
” o “
economiche
” per nulla assicurate), è titolare, al 30.5.2012, di 2 esecuzioni per fr. 737.65 relativamente al periodo 29.3.2012/24.4.2012 (doc. TPC 13). Risultato negativo all’esame tossicologico delle urine del 29.9.2011 (rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 5.3.2012, di seguito solo RPG 5.3.2012, all. 9) non è incensurato essendo stato condannato il 3.12.2007 dal Ministero Pubblico (di seguito solo MP) del Canton Ticino alla pena pecuniaria (articolo, di seguito solo art., 37 e seguenti, di seguito solo segg., del Codice penale svizzero, di seguito solo CP) di 15 aliquote giornaliere di fr. 90.- ciascuna sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni (art. 44 capoverso, di seguito solo cpv., 1 CP) oltre al pagamento di una multa (art. 106 cpv. 1 CP) di fr. 800.- per il reato di infrazione grave alle norme della circolazione (art. 90 numero, di seguito solo n., 2 della legge federale, di seguito solo LF, sulla circolazione stradale, di seguito solo LCStr e per i suoi precedenti in materia di circolazione stradale atto istruttorio, di seguito solo AI, 1 dell’incarto, di seguito solo Inc., MP 2011.7568), ciò che vista la data dei fatti di cui alle tre imputazioni dell’AA non pone alcun problema, anche se solo per pochi mesi, di revoca e/o di pena unica ex art. 46 CP.
III) Inizio dell’inchiesta e circostanze dell’arresto
3.
L’inchiesta in essere trae origine da quella aperta nei confronti di _ (di seguito solo _), dai cui controlli telefonici risultava come l’utilizzatore dell’utenza telefonica _ (AI 1, 2, da 4 a 6 e 11 inc. MP 2011.7261 con la precisazione che salvo diversa indicazione nel prosieguo della presente sentenza si farà sempre riferimento solo a questo inc.) fosse il suo fornitore di cocaina. Da qui l’ascolto in tempo reale di predetta utenza per il periodo 6.9.2011/26.9.2011 (AI 3 e per i tabulati retroattivi per il periodo 8.4.2011/29.9.2011 AI 35, 37, 38 e 42), poi sostituito dal numero 076/6325246 per il periodo 15.9.2011/6.10.2011 (AI da 7 a 9 e 14 e per i tabulati retroattivi per il periodo 8.9.2011/29.9.2011 AI 35, 37, 38 e 42), con emissione il 27.9.2011 di un mandato di accompagnamento coattivo (art. 207 segg. CPP e AI 12) e di un ordine di perquisizione e sequestro (art. 244 segg. CPP) al domicilio di _ dell’imputato (AI 13). IM 1 è stato arrestato provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) il 29.9.2011 (AI 15), interrogato dal PP lo stesso giorno (AI 16) e deferito il 30.9.2011 al Giudice dei provvedimenti coercitivi (di seguito solo GPC) con istanza di carcerazione preventiva (art. 224 cpv. 2 CPP) per il presupposto reato di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (di seguito solo LStup, art. 19 cpv. 1 e 2 LStup nonché AI 18). Verbalizzato lo stesso giorno il GPC ha ordinato la sua carcerazione preventiva (art. 220 segg. CPP) sino al 23.12.2011 (AI 20), poi prorogata sino al 23.2.2012 (AI 81, 82 e 83). L’inchiesta è proseguita, in particolare, con varie audizioni dell’imputato in polizia (di seguito solo PS) e meglio PS IM 1 21.10.2011 e 31.1.2012 nonché dinanzi al magistrato inquirente (PP IM 1 28.10.2011, 9.12.2011, 16.12.2011, 16.2.2012 e 4.4.2012), con le audizioni dei suoi principali acquirenti (RPG 5.3.2012 da all. 15 a 22) e con l’ottenimento dei tabulati retroattivi di due sue altre utenze (_e _ per il periodo 6.4.2011/29.9.2011, AI 36, 37, 38 e 42). IM 1 è stato posto in esecuzione anticipata di pena (art. 236 cpv. 1 del Codice di diritto processuale penale svizzero, di seguto solo CPP e SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2009, art. 236 n. 1 segg., HÄRRI, Basler Kommentar Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 236 n. 1 segg., ROBERT-NICOUD, Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 236 n. 1 segg. e MELI, Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 236 n. 1 segg.) dal 17.2.2012 (PP IM 1 16.2.2012 pag. 7, AI 89, VD pag. 2 e considerando, di seguito solo cons., 1 della presente sentenza) e così compare al pubblico dibattimento.
IV) Risultanze predibattimentali e dibattimentali
4.
In merito alle varie imputazioni dell’AA IM 1 è sostanzialmente reo confesso e la sua ammissione trova riscontro negli atti istruttori e dibattimentali (art. 160 CPP), in particolare:
a) per il pto. 1.1 dell’AA: PP IM 1 30.9.2011 pag. 2, 28.10.2011 pag. 2, 28.11.2011 pag. 11 e 4.4.2012 pag. 2, GPC IM 1 30.9.2011 pag. 2, AI 75 (documentazione fotografica della polizia scientifica del 21.11.2011), 94 e 95 (rapporti di comparazione dattiloscopica della polizia scientifica del 18.10.2011 e del 15.11.2011) nonché 96 (richiesta di analisi sostanze stupefacenti della polizia scientifica del 13.12.2011) rispettivamente VD all. 1 pag. 2 I R;
b) per il pto. 1.2 dell’AA e con la precisazione di cui al cons. 1: PP IM 1 28.10.2011 pag. 3, 16.2.2012 pag. 6 e 4.4.2012 pag. 2 nonché VD all. 1 pag. 2 II/III R;
c) per il pto. 1.3 dell’AA: PP IM 1 16.2.2012 da pag. 1 a 5, 28.10.2011 pag. 2 e 11, 16.2.2012 pag. 6 e 4.4.2012 pag. 2, GPC IM 1 30.9.2011 pag. 2 nonché VD all. 1 pag. 2 V R, da cui l’ammissione di vendite per complessi 150 grammi (di seguito solo gr.) di cocaina, e non 151.50 gr., così costituiti: _ 10 gr.
(PP IM 1 16.2.2012 pag. 1 e 2 nonché 16.12.2011 da pag. 4 a 7), _ 10 gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 2 e 16.12.2011 pag. 8), _ 10 gr.
(PP IM 1 16.2.2012 pag. 2 e 16.12.2011 pag. 8), _ 60 gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 3 e 16.12.2011 pag. 10, PS _ 28.10.2011 pag. 6 e PP _ 5.12.2011 pag. 2), _, di seguito solo _, 30 gr.
(PP IM 1 16.2.2012 pag. 3 e 4, 28.11.2011 pag. 6 e 7 nonché 16.12.2011 pag. 7 rispettivamente PS _ 8.11.2011) e uno sconosciuto ragazzo di _ 30 gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 4);
d) per il pto. 1.4 dell’AA: PP IM 1 28.10.2011 pag. 8, 28.11.2011 pag. 8 e 16.2.2012 pag. 3, PS _ (di seguito solo _) 15.2.2012 pag. 4 e VD all. 1 pag. 2 VIII R con la precisazione che, in forza a tali risultanze, il quantitativo di cocaina procurata a titolo gratuito a _ (PP IM 1 16.12.2011 pag. 9 e 11) e a _ (PP IM 1 16.12.2011 pag. 15 e 16) è di 1.50 gr. e non di un paio di grammi;
e) per i punti (di seguito solo pti.) 2 e 3 dell’AA: PS IM 1 25.9.2011 pag. 1 e 2, PP IM 1 26.2.2012 pag. 7 e 4.4.2012 pag. 2, AI 1 (rapporto d’incidente stradale del 5.9.2011) Inc. MP 2011.7568 e VD all. 1 pag. 3 I/II.
V) Diritto
5.
Conformemente all’art. 19 cpv. 1 lettere (di seguito solo lett.) c) e d) della LStup è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi, senza essere autorizzato, aliena, procura in altro modo o possiede stupefacenti ritenuto come l’autore è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) non inferiore a un anno che può essere cumulata con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) se, conformemente al cpv. 2 lett. a) di questa norma, sa o deve presumere che l’infrazione può mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone.
Con riferimento a questa aggravante, che riprende sostanzialmente anche se con una diversa formulazione quella indicata dall’art. 19 n. 2 lett. a) LStup in vigore sino al 30.6.2011, la cui pluriannuale giurisprudenza non ha assolutamente perso di validità, un caso grave è dato, in particolare, se l’autore sa o deve presumere che l’infrazione si riferisce a una quantità di stupefacenti che può mettere in pericolo la salute di parecchie persone (DTF 120 IV 334 e 108 IV 63), il che è oggettivamente adempiuto per la cocaina a partire da un quantitativo complessivo (DTF 114 IV 164 e 112 IV 109) di almeno 18 gr. puri (ALBRECHT, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht, Sonderband Betäubungsmittelstrafrecht, Stämpfli+Cie AG, Berna 1995, art. 19 n. 150 segg., CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Staempfli Editions SA, Berna 2002, art. 19 LStup n. 78 segg. e DTF 109 IV 143), mentre che per quanto riguarda l’aspetto soggettivo del reato si ricorda come le nefaste conseguenze dell’uso di una droga pesante siano ormai una realtà di comune conoscenza (ALBRECHT, op. cit., art. 19 n. 175 segg., CORBOZ, op. cit., art. 19 LStup n. 94 nonché DTF 106 IV 232 e 104 IV 211).
6.
a) Pacifica e documentata dalle risultanze agli atti e dagli intervenuti sequestri (AI 75 e da 94 a 96 nonché cons. 23) la realizzazione oggettiva e soggettiva del reato aggravato nella forma dell’aver posseduto 2'103.53 gr. netti di cocaina (art. 19 cpv. 1 lett. d e cpv. 2 lett. a LStup, pto. 1.1 dell’AA nonché pto. 1.1.1 VD all. 2 pag. 1) previo richiamo di quanto indicato al cons. 4a).
b) L’imputato non contesta il reato (VD all. 1 pag. 2 II R, pto. 1.2 dell’AA nonché cons. 1 e 4b) che giustamente, però, in applicazione del principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) a fronte delle sue risposte in sede dibattimentale (VD all. 1 pag. 2 IV R) a modifica di quanto detto in istruttoria (PP IM 1 28.10.2011 pag. 3: “
Quella volta, gli ovuli confezionati se li è portati via _
”, affermazione comunque già rivista nel suo VI PP 16.2.2012 pag. 6: “
che quella volta, dopo aver confezionato i 20 ovuli con _, non so che fine abbiano fatto detti ovuli, ritenuto come io ho dovuto recarmi a lavoro e ho lasciato _ a casa a terminare quello che stava facendo
”), è ricondotto al solo possesso di 1 ovulo da 10 gr. di cocaina non potendo a priori escludere che dei 20 ovuli confezionati (PP IM 1 28.10.2011 pag. 3) 19 siano poi stati quelli ritrovati al suo domicilio al momento dell’arresto provvisorio (art. 217 segg. CPP, AI 75 fotografia 24 e rapporto di pesata e analisi preliminare di sostanze stupefacenti della polizia scientifica del 21.11.2011, cons. 3 e VD pag. 3). Da ciò la sua condanna ex art. 19 cpv. 1 lett. d) LStup per soli 10 gr. lordi di cocaina destinati alla vendita (VD all. 1 pag. 2 IV R e pto. 1.1.2 all. 2 pag. 1) ed il suo proscioglimento per i restanti 190 gr. (pto. 2 VD all. 2 pag. 2).
c) Anche in questo caso appare manifestamente data la realizzazione oggettiva e soggettiva del reato aggravato nella forma dell’aver alienato (art. 19 cpv. 1 lett. c e cpv. 2 lett. a LStup nonché pto. 1.3 dell’AA), e ciò in forza alle chiare risultanze di cui al cons. 4c) con la sola precisazione che in applicazione del principio di cui all’art. 10 cpv. 3 CPP il quantitativo viene ridotto a 150 gr. di cocaina, dovendo tener conto della versione più favorevole all’imputato (cons. 4c). Da ciò la sua condanna ex art. 19 cpv. 1 lett. c) e cpv. 2 lett. a) LStup per aver alienato 150 gr. lordi di cocaina (pto. 1.1.3 VD all. 2 pag. 1) ed il suo proscioglimento per 1.50 gr. (pto. 2 VD all. 2 pag. 2).
d) Lo stesso discorso, previo richiamo delle risultanze di cui al cons. 4d), vale per aver procurato in altro modo ad altri (art. 19 cpv. 1 lett. c LStup) 1.50 gr. lordi di cocaina e non, invece, un paio di gr. (pto. 1.4 dell’AA), da cui la sua condanna ex art. 19 cpv. 1 lett. c) LStup per questo quantitativo ridotto (pto. 1.1.4 VD all. 2 pag. 1) ed il suo proscioglimento per mezzo gr. (pto. 2 VD all. 2 pag. 2).
7.
In base all’art. 90 n. 2 LCStr chi violando gravemente le norme della circolazione cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP).
8.
Giusta l’art. 91 cpv. 1 LCStr chi conduce un veicolo a motore in stato di ebrietà è punito con la multa (art. 106 CP). Una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) è inflitta quando è rilevata una concentrazione qualificata di alcol nel sangue (art. 55 cpv. 6 LCStr), ricordato come ai sensi dell’art. 1 cpv. 1 dell’ordinanza dell’Assemblea federale concernente i valori limite di alcolemia nella circolazione stradale un conducente è considerato in ogni caso inabile alla guida per influsso alcolico (ebrietà) se presenta una concentrazione di alcol nel sangue dello 0,5 per mille o più oppure se ha nell’organismo una quantità di alcol che determina una tale concentrazione rispettivamente come in forza al cpv. 2 di predetta norma è considerata qualificata una concentrazione di alcol nel sangue dello 0,8 per mille.
9.
Richiamate le risultanze delle tavole processuali di cui al cons. 4e) appare innegabile la realizzazione oggettiva e soggettiva a carico di IM 1 dei reati di infrazione grave alla norme della circolazione (art. 90 n. 2 LCStr nonché pto. 1.2 VD all. 2 pag. 1 e 2) e guida in stato di inattitudine (art. 91 cpv. 1 LCStr e pto. 1.3 VD all. 2 pag. 2) così come correttamente descritti ai pti. 2 e 3 dell’AA.
VI) Colpa, prognosi, pena
10.
Giusta l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.
In base all’art. 47 cpv. 2 CP la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
Nella commisurazione della pena il giudice di merito fruisce di ampia autonomia quando valuta l’importanza di ogni singolo fattore di determinazione (DTF 122 IV 15) e le autorità superiori intervengono solo ove la sanzione si ponga al di fuori del quadro edittale, si fondi su criteri estranei all’art. 47 CP, disattenda elementi di valutazione prescritti da quest’ultima norma oppure appaia esageratamente severa o esageratamente mite al punto di denotare eccesso o abuso di potere (DTF 129 IV 6, 128 IV 73 e 127 IV 10). Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è e resta elemento fondamentale, così come lo era anche sotto l’egida del previgente art. 63 CP (STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches Strafgesetzbuch Handkommentar, Stämpfli Verlag AG, Berna 2007, art. 47 n. 4). L’art. 47 cpv. 1 CP, in vigore dall’1.1.2007, stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 128 IV 73, 127 IV 97 e sentenza non pubblicata del tribunale federale, di seguito solo TF, 6B.14/2007 del 17.4.2007). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo sempre essere adeguata alla colpa, il giudice non potendo ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Stämpfli Verlag AG, Berna, 2006, § 6 n. 72 e STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit. art. 47 n. 17 e 18). Per valutare la gravità della colpa ai sensi dell’art. 47 cpv. 2 CP entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di emendamento, DTF 129 IV 6, 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Vanno inoltre considerati, sempre secondo la citata giurisprudenza, la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena in relazione allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale ed ai rischi di recidiva (DTF 102 IV 231 nonché sentenze non pubblicate del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007, 6P.152/2005 del 15.2.2006 e 6S.163/2005 del 26.10.2005)
.
In tutto questo insieme di circostanze il TF ha più volte detto che esigenze di prevenzione generale svolgono solo un ruolo di secondo ordine (DTF 118 IV 342). Per il resto va rilevato che il principio della parità di trattamento assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP diano luogo ad un’obiettiva disuguaglianza, fermo restando come il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 124 IV 44, 123 IV 150, 120 IV 144 e 116 IV 292).
11.
In forza all’art. 40 CP la durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata massima è di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente (BRÄGGER, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 40 n. 1 segg, TRECHSEL/KELLER, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike, Zurigo 2008,
art. 40 n. 1 segg.,
STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 40 n. 1 e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
,
Code pénal I, Partie générale, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2008, art. 40 n. 6 segg.
) ricordato come giusta l’art. 41 cpv. 1 CP il giudice può pronunciare una pena detentiva (art. 40 CP) inferiore ai sei mesi, da scontare, soltanto se sono adempiute le condizioni per la sospensione condizionale ai sensi dell’art. 42 CP e vi è da attendersi che una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) non potranno essere eseguiti (MAZZUCCHELLI,
Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 41 n. 29 segg., TRECHSEL/KELLER, op. cit.,
art. 41 n. 1 segg.,
STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 41 n. 1 e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 41 n. 1 segg.).
12.
In forza dell’art. 43 cpv. 1 CP il giudice può sospendere parzialmente l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di uno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell’autore (
SCHNEIDER/GARRÈ, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 43 n. 3 segg., TRECHSEL/STÖCKLI, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike, Zurigo 2008,
art. 43 n. 3 segg. e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 43 n. 4 segg.)
. La parte da eseguire non può eccedere la metà della pena (art. 43 cpv. 2 CP,
SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 43 n. 19, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit.,
art. 43 n. 6 e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 43 n. 8 segg.
). In caso di sospensione parziale dell’esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi. Le norme sulla concessione della liberazione condizionale (art. 86 CP) non sono applicabili alla parte di pena da eseguire (art. 43 cpv. 3 CP,
SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 43 n. 20, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit.,
art. 43 n. 7 segg. e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 42 n. 11
). Secondo giurisprudenza prima di determinarsi sull’incidenza della colpa nella determinazione della parte di pena da espiare, rispettivamente da porre al beneficio della sospensione condizionale, il giudice deve verificare che contro l’autore non si possa formulare una prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta ex art. 42 cpv. 1 CP. L’art. 43 CP, che regola la sospensione condizionale parziale della pena, trova infatti il suo punto di riferimento nella colpa dell’autore e non può perciò essere usato per formulare prognosi poco chiare. In altre parole e detto ancor più semplicemente
il primo presupposto per la concessione di una condizionale parziale è costituito dall’assenza di prognosi negativa.
13.
In base all’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni (SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 44 n. 1 segg., TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit.,
art. 44 n. 1 segg.,
STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 44 n. 1 segg. e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 44 n. 1 segg.), ritenuto come il giudice debba spiegargli l’importanza e le conseguenze della sospensione condizionale (art. 44 cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 44 n. 39 segg., TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit.,
art. 44 n. 8,
STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 44 n. 6 e
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 44 n. 8 segg.).
14.
Giusta l’art. 49 cpv. 1 CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed é in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena (ACKERMANN, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2007, art. 49 n. 33 segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike, Zurigo 2008, art. 49 n. 7 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 49 n. 1 segg.,
DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET
, op. cit.,
art. 49 n. 5 segg. e STOLL, Commentaire Romande, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2009, art. 49 n. 78).
15.
In base all’art. 50 CP se la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione.
Ciò significa che il giudice deve esporre, nella sua decisione, gli elementi essenziali relativi all’atto e all’autore che prende in considerazione in modo che si possa constatare che tutti gli aspetti pertinenti sono stati considerati e come sono stati apprezzati, sia in senso attenuante che aggravante. Il giudice di merito può passare sotto silenzio gli elementi che, senza abuso o eccesso di apprezzamento, gli appaiono senza importanza o di peso trascurabile. La motivazione deve giustificare la pena pronunciata, permettendo di seguire il ragionamento del giudice, il quale non è tuttavia tenuto ad esprimere in cifre o in percentuali l’importanza che egli attribuisce ad ognuno degli elementi che menziona (TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 50 n. 2 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 50 n. 2, QUELOZ/HUMBERT, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 50 n. 15 segg., DTF 127 IV 101 e sentenza non pubblicata del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007). Un mero elenco di elementi pro e contro l’imputato non è comunque sufficiente (WIPRÄCHTIGER, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 50 n. 7 segg. e sentenza non pubblicata del TF 6S.390/2005 del 27.2.2005) in quanto deve giustificare la pena inflitta in modo da permetterne la verifica ed anzi, più la pena è rigorosa, più la motivazione deve essere completa, soprattutto qualora, pur mantenendosi nei limiti edittali, la sanzione appaia complessivamente molto severa.
16.
Secondo l’art. 51 CP il giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del procedimento in atto o di un altro procedimento. Un giorno di carcere corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o a quattro ore di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP, TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 51 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 51 n. 1, JEANNERET, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 51 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 51 n. 2 segg.).
17.
La colpa (art. 47 CP) di IM 1 è oggettivamente grave e non può essere così sminuita per poter giungere, come chiesto dalla difesa, ad una pena detentiva (art. 40 CP) inferiore a 3 anni e quindi al possibile ottenimento di una sanzione con sospensione condizionale parziale (art. 43 CP e VD pag. 3). In un lasso di tempo oggettivamente limitato (giugno 2011/settembre 2011, pto. 1 dell’AA, pto. 1 VD all. 2 pag. 2 nonché cons. 4 e 6) l’imputato ha posseduto, alienato e procurato a terzi 2'265.03 gr. di cocaina (pti. da 1.1.1 a 1.1.4 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4 e 6) ed in questo contesto non è apparsa per nulla credibile alla Corte la sua affermazione di non aver mai saputo quanto stupefacente _ (di seguito solo _) gli avesse lasciato in custodia (GPC IM 1 30.9.2011 pag. 2 e PP IM 1 28.10.2011 pag. 2 nonché 16.2.2012 pag. 5) rispettivamente che si trattasse al massimo “
un centinaio di grammi
” (VD all. 1 pag. 2 VI/VII R) laddove per un quantitativo così ridotto nessuno si sposta a più riprese sino a _, allestisce due presse e si presenta in più occasioni nell’appartamento, anche in assenza dell’imputato, portando con sé perlomeno due borse, cioè quelle ritrovate al momento del suo arresto provvisorio del 29.9.2011 (cons. 3 e 23). Ma la colpa (art. 47 CP) di IM 1 non solo è grave per il quantitativo di cui al pto. 1.1.1 VD all. 2 pag. 1, ma anche per il movente - di puro lucro e senza giustificazione alcuna per l’asserito importo di almeno fr. 1'000.- (VD all.1 pag. 2 VI R nonché PP IM 1 16.2.2012 pag. 5 e 17) ed in tal senso la dichiarata sua angustia economica (PP IM 1 29.9.2011 pag. 14 e 28.10.2011 pag. 2) non può in nessun caso diminuire la sua responsabilità penale laddove in un periodo di precarietà come il presente ognuno di noi può avere dei problemi di natura economica più o meno soggettivamente importanti senza che però ciò spinga a commerciare della cocaina - rispettivamente per essersi sempre più attivato in questo traffico - passando da un passivo controllo della depositata sostanza (pto. 1.1 dell’AA, pto. 1.1.1 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4a e 6a) ad inizialmente sporcarsi le mani, da buon apprendista dello spaccio, confezionando 200 gr. in ovuli (PP IM 1 28.10.2011 pag. 3 e 16.2.2012 pag. 6, pto. 1.2 dell’AA nonché cons. 4b e 6b) - sino alla gravissima decisione di dedicarsi personalmente allo vendita di 150 gr. di predetta sostanza (pto. 1.3 dell’AA, pto. 1.1.3 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4c e 6c) o di procurare a terzi per farseli clienti 1.50 gr. di cocaina (pto. 1.4 dell’AA, pto. 1.1.4 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4d e 6d), in un climax progressivamente ascendente quanto mai preoccupante che solo l’inchiesta e il successivo suo arresto ha saputo interrompere (cons. 3). Ed è soprattutto la sua scellerata decisione di mettersi ad alienare un quantitativo di stupefacente non irrisorio (pto. 1.3 dell’AA, pto. 1.1.3 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4c e 6c), e sempre e solo per motivo di puro guadagno (almeno fr. 3'000.-, PP IM 1 28.10.2011 pag. 11 nonché 16.2.2012 pag. 5 e 6), che ha pesato sulla sua pena, senza dimenticare il concorso dei reati (art. 49 CP) e che, in ogni caso, IM 1 non è un imputato incensurato, rammentato inoltre come il periodo di prova (art. 42 CP) di cui al suo decreto d’accusa del 3.12.2007 fosse spirato da pochi mesi (cons. 2). Nel commisurare la pena (art. 47 CP) la Corte ha poi preso in debita considerazione la sua situazione personale a causa della temporanea separazione dalla moglie (cons. 2), la sua collaborazione in sede d’inchiesta, anche se di fatto mirata solo a quello che non poteva oggettivamente più contestare, e la durata del carcere preventivo sofferto. Ciò posto e tutto ben ponderato, se ancora poteva essere immaginata una pena detentiva (art. 40 CP) suscettibile del beneficio di cui all’art. 43 CP se si fosse fermato ai reati di cui ai pti. 1.1.1 e 1.1.2 del dispositivo (VD all. 2 pag. 1), l’ulteriore sua alienazione e procura a terzi di 151.50 gr. di cocaina (pti. 1.1.3 e 1.1.4 VD all. 2 pag. 1), oltre alle ulteriori infrazioni alla LCStr (pti. 3 e 4 dell’AA, pti 1.2 e 1.3 VD all. 2 pag. 1 e 2 nonché cons. 4e e 9), che già da sole avrebbero potuto giustificare una pena detentiva (art. 40 CP) teorica di 90 giorni, hanno comportato l’erogazione di una pena detentiva (art. 40 CP) complessiva di 3 anni e 5 mesi (pto. 3 VD all. 2 pag. 2) da dedursi il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP e pto. 3 VD all. 2 pag. 2). L’entità di tale sanzione esclude l’esame della prognosi che comunque, per la Corte, sarebbe stata negativa e questo, al di là del movente di lucro, per il semplice fatto che l’imputato è attualmente senza domicilio, con una situazione famigliare perlomeno nebulosa e che sarà regolata solo dopo la scarcerazione (VD all. 1 pag. 1 I R e cons. 2), senza più parenti stretti in Ticino a cui potersi appoggiare in caso di necessità vista la definitiva partenza della madre e della sorella per _ (VD all. 1 pag. 1 I R) e, soprattutto, senza un lavoro o serie prospettive in tal senso (doc. Dib. 1 e 2 nonché cons. 2) tanto da essere privo di una qualsiasi fonte d’entrata e, quindi, necessitando di soldi anche solo per vivere, essere potenzialmente a rischio concreto di ricadere in altri illeciti comportamenti come quelli qui in esame.
VII) Retribuzione del difensore d’ufficio
18.
Giusta l’art. 135 cpv. 2 CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento (SCHMID, op. cit., art. 135 n. 4, RUCKSTUHL, Basler Kommentar Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 135 n. 9 segg. HARARI/ALIBERTI, Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 135 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 135 n. 6 segg.), fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la retribuzione al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP). Un’eventuale reclamo contro la quantificazione della retribuzione è da inoltrare, in un termine di 10 giorni (art. 396 cpv. 1 CPP), alla Corte dei reclami penali (art. 135 cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP).
Quo alla determinazione della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP) si richiama, in merito all’onorario, l’art. 4 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo il regolamento). Inoltre ed in forza alla pluriannuale giurisprudenza dell’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione delle note professionali prima dell’1.1.2011 si ricorda come la retribuzione del patrocinatore debba essere fissata tenendo in considerazione l’importanza della pratica, l’impegno difensivo, le difficoltà giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I 2), non essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato ma il dispendio medio di un patrocinatore diligente secondo la comune esperienza nella trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre non vengono rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare eccessivi, ricordato che nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale. In merito alle spese il citato regolamento al relativo art. 6 cpv. 1 indica che al patrocinatore può essere riconosciuto un importo forfetario in per cento dell’onorario quale rimborso per le spese di cancelleria, come quelle di spedizione, di comunicazione, delle fotocopie e di apertura e archiviazione dell’incarto, che per onorari tra fr. 5'000.- e fr. 10'000.- è stato fissato al 6% ma almeno fr. 500.-, senza altresì dimenticare come giusta l’art. 6 cpv. 2 il patrocinatore ha parimenti diritto al rimborso delle altre spese sopportate nell’interesse del cliente, tra cui si ricordano in particolare le fatture pagate a terzi e le spese di trasferta.
19.
Quo alle sue prestazioni professionali l’avvocato (di seguito solo avv.) DUF 1 (di seguito solo DUF 1), patrocinatore d’ufficio (AI 52) di IM 1 con effetto dal 19.10.2011 (AI 92 e AI 3 Inc. MP 2011.7568 ritenuto come l’indicazione 2011 sia evidentemente sbagliata e da correggere in 2012), ha prodotto due fatture, la prima datata 12.4.2012 per il periodo 3.10.2011/12.4.2012 (AI 100), la seconda datata 18.7.2012 per il periodo 16.5.2012/3.8.2012 (doc. Dib. 4 e VD pag. 2), indicanti un importo totale, comprensivo di spese, onorario ed imposta sul valore aggiunto (di seguito solo IVA), di fr. 14'831.60
con un dispendio orario di 4'065 minuti (di seguito solo min) a fr. 180.- all’ora (di seguito solo h e art. 4 cpv. 1 del regolamento). In merito a queste due parcelle (AI 100 e doc. Dib. 4) la Corte ha proceduto alle seguenti decurtazioni:
a) periodo 3.10.2011/12.4.2012
1) nella misura in cui la nomina dell’avv. DUF 1 è avvenuta solo con effetto dal 19.10.2011 (AI 92), tutte le prestazioni da lui esperite prima di questa data (periodo 3.10.2011/12.10.2011, AI 100) non possono essere computate, da cui una prima decurtazione di 3h e 45 min, quindi ./. 225 min;
2) la posta 19.10.2011 “
lett. fax a PP
” risulta eccessiva nella durata, quindi ./. 5 min;
3) la posta 28.10.2011 “
interrogatorio PP
” risulta eccessiva nella durata, quindi ./. 30 min;
4) in quanto prestazione non coperta visto il pto. 1 di cui sopra dalla voce “
trasferte e posteggi
” vengono dedotte le relative spese del 19.10.2011 per fr. 80.-;
da cui un primo onorario di fr. 6'120.- (2’300 min ./. 260 min x fr. 3.-/min) e di trasferte e posteggi di fr. 659.- (fr. 739.- ./. fr. 80.- ).
b) periodo 16.5.2012/3.8.2012
1) le similari poste 24.5.2012 “
lettura atti
”, 3.7.2012 “
ricerca giuridica + sentenze
” e 18.7.2012 “
arringa
” per complessivi 6 h risultano eccessive nella durata e sono ridotte di 3h, quindi ./. 180 min;
2) la posta 12.7.2012 “
Colloquio con il cliente x visionare atti e preparare processo
” risulta eccessiva nella durata ed è ridotta di 1 h, quindi ./. 60 min;
3) la posta 2.8.2012 “
dibattimento
”
è stata ridotta, tenuto conto dell’effettiva durata del dibattimento, della lettura del dispositivo ed un successivo colloquio con il cliente di 5 h e 30 min, quindi ./. 330 min;
4) la posta 3.8.2012 “
trasferta a _
” è stata defalcata essendosi il processo concluso il 2.8.2012, quindi ./. 90 min;
5) la posta 3.8.2012 “
dibattimento
” è stata defalcata essendosi il processo concluso il 2.8.2012, quindi ./. 480 min;
6) le spese di “
trasferte e posteggi
” sono state riconosciute solo nella misura di fr. 180.-, pari a quelle del 12.7.2012 a _ e del 2.8.2012 a _ con l’aggiunta di fr. 20.- per spese di posteggio;
da cui un secondo onorario di fr. 1’875- (1’765 min ./. 1’140 min x fr. 3.-/min) e di trasferte e posteggi di fr. 180.-.
Ne consegue l’approvazione delle note professionali dell’avv. DUF 1 per l’importo omnia comprensivo di fr. 10'080.70 anticipato dallo Stato (art. 135 cpv. 4 CPP e pto. 8.1 VD all. 2 pag. 3) così suddiviso:
onorari (fr. 6'120.- + fr. 1'875.-) fr. 7'995.00
trasferte e posteggi (fr. 659.- + fr. 180.-) fr. 839.00
spese (6% di fr. 7’995.- ma almeno fr. 500.-) fr. 500.00
IVA (8% di fr. 9'334.-) fr. 746.70
totale fr. 10'080.70
VIII) Confische, dissequestri e sequestro conservativo
20.
In applicazione dell’art. 69 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca e se è il caso la distruzione (art. 69 cpv. 2 CP) degli oggetti che sono serviti o erano destinati alla commissione di un reato o che ne costituiscono il prodotto nella misura in cui gli stessi compromettono la sicurezza delle persone, la morale o l’ordine pubblico (BAUMANN, Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 69 n. 5 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2008, art. 69 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 69 n. 1 segg., HIRSIG-VOUILLOZ, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 69 n. 19 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 69 n. 2 segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, Code Pénal Annoté, Editions Bis & Ter Snc, Losanna 2007, art. 69 n. 1.1 segg.
,
DTF 116 IV 117 e sentenza non pubblicata del TF 1P.31/2000 del 14.2.2000).
Il pericolo creato o costituito dall’instrumenta sceleris può riferirsi all’oggetto in quanto tale o all’utilizzo che il suo detentore può ancora farne. In quest’ultima ipotesi, è sufficiente che il pericolo di un suo successivo utilizzo delittuoso appaia verosimile e che, in applicazione del principio della proporzionalità cui ogni confisca deve attenersi (TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art. 69 n. 7), questo pericolo non possa essere sviato se non con la confisca dell’oggetto (DTF 124 IV 121, 117 IV 345 e 116 IV 117). E’ in particolare il caso quando l’oggetto è stato acquistato proprio per commettere una o più infrazioni (DTF 114 IV 98), quando esso è stato ripetutamente usato a fini delittuosi (DTF 81 IV 217) o ancora quando di esso può venire fatto solo un uso pericoloso (DTF 116 IV 117).
21.
Conformemente all’art. 70 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un reato o erano destinati a determinare o ricompensare l’autore di un reato a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ripristinare la situazione legale (BAUMANN, op. cit., art. 70 n. 11 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art. 70 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 70 n. 2 segg., HIRSIG-VOUILLOZ, op. cit., art. 70 n. 9 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 70 n. 4 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art. 70 n. 1.2 segg.
)
.
22.
In forza all’art. 268 cpv. 1 lett. a) CPP il patrimonio dell’imputato può essere sequestrato nella misura presumibilmente necessaria a coprire le spese procedurali e le indennità (SCHMID, op. cit., art. 268 n. 3 segg., BOMMER/GOLDSCHMID, Basler Kommentar Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 268 n. 3 segg., LEMBO/BERTHOD, Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 268 n. 1 segg. e MELI, op. cit., art. 268 n. 1 segg.).
23.
Tenuto conto delle risultanze d’istruttoria e di merito nonché delle relative dichiarazioni delle parti in sede processuale (VD all. 1 pag. 3 III/V R), la Corte ha ordinato:
a) la confisca (art. 69 cpv. 1 CP, art. 263 cpv. 1 lett. d e 351 cpv. 1 CPP) nonché la distruzione per lo stupefacente e la sostanza da taglio (art. 69 cpv. 2 CP) di 2'103,53 gr. di cocaina, di 223,70 gr. di sostanza da taglio, di 1 zaino blu, di 1 borsa rossa, di 1 bilancia elettronica, dei rotoli di cellophane, dei bicchieri di plastica, dei sacchetti, di 1 imbuto, di 1 mixer, di 1 pressa da banco manuale, di 1 pressa idraulica/manuale blu, di 1 carta SIM _ n. _ corrispondente. al numero _ (cons. 3), di 1 carta SIM Sunrise n. _ (in quanto avente in memoria uno dei numeri telefonici in uso a _, PP IM 1 28.10.2011 pag. 5), di 1 telefono Samsung nero IMEI n. _ (in quanto consegnatogli da _, PP IM 1 29.9.2011 pag. 8 e 9 nonché 28.10.2011 pag. 2) e di 1 carta SIM _ n. _ (in quanto inserita nel sequestrato Samsung nero, PP IM 1 29.9.2011 pag. 8 e 9 nonché pto. da 5.1 a 5.16 VD all. 2 pag. 2);
b) il dissequestro e la restituzione a IM 1 (art. 267 cpv. 1 e 351 cpv. 1 CPP) di 1 telefono Samsung bianco IMEI n. _, di 1 telefono Iphone 4 IMEI n. _, di 1 telefono LG grigio IMEI n. _, di 1 scheda senza carta SIM Vodafone n. _ e di 1 telefono Iphone 4 IMEI n. _ (pti. da 6.1 a 6.5 VD all. 2 pag. 3);
c) il sequestro conservativo di fr. 974.50 da utilizzare per il parziale pagamento della tassa di giustizia e delle spese procedurali (art. 263 cpv. 1 lett. b e 268 cpv. 1 lett. a CPP, VD all. 1 III R nonché pto. 7 VD all. 2 pag. 3).
IX) Tassa di giustizia e spese procedurali
24.
I parziali proscioglimenti ricordati al pto. 2 VD all. 2 pag. 2 (cons. 6b, c e d) sono solo la diversa riformulazione dei pti. 1.1 e 1.2 dell’AA (cons. 1) rispettivamente, per la differenza di complessivi 2 gr. di cocaina, di quantitativi oggettivamente irrilevanti, conseguenza di un erroneo calcolo al momento della stesura dell’AA e non della non realizzazione del reato di cui ai pti. 1.3 e 1.4 dell’AA. Da ciò l’integrale addebito a IM 1 della tassa di giustizia di fr. 2'500.- e delle spese procedurali (art. 426 cpv. 1 CPP e pto. 4 VD all. 2 pag. 2).
Visti gli art.
12, 40, 43, 44, 47, 49, 51 69 e 70 CP;
19 cpv. 1 lett. b) e c) rispettivamente cpv. 2 lett. a) LStup;
90 n. 2 e 91 cpv. 1 LCStr;
80 segg., 84 segg., 135, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg. CPP e 22 TG sulle spese;