# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7ab70278-06b4-5fc4-af3b-5d41fdd6abaa
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 14 marzo 1999 RI 1, nato nel 1971, a quel momento attivo quale aiuto-fabbro presso la _, a bordo della propria motocicletta veniva investito da un’autovettura in territorio di _ procurandosi un trauma cranico minore, una contusione sternale, colpo di frusta e contusione tibio-tarsica sinistra (doc. 1, 2 infortunio 10.50546.99.0).
Il caso è stato assunto dall’CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
In data 7 settembre 2000 il ricorrente, attivo quale meccanico di precisione presso la _ di _, al volante della propria autovettura in località di _ (_) si è scontrato con un veicolo che si è immesso sulla sua corsia di marcia procurandosi una contusione cervicale e una contusione al ginocchio destro (doc. 1, 3, 5, infortunio 10.51819.00.0).
Il caso è stato assunto dall’CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
In data 19 maggio 2006, RI 1 – dipendente _ in qualità di aiuto ufficio tecnico e officina -, è scivolato con la sua moto sul manto stradale in territorio di _ (_) procurandosi una frattura pluriframmentaria scomposta del III medio prossimale della tibia sinistra, una lussazione prossimale dell’epifisi del perone sinistro e la rottura completa del capo distale del tendine bicipite femorale a sinistra (doc. 1, 2, infortunio 10.20623.06.0).
Anche questo caso è stato assunto dall’CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
1.2. Per le conseguenze dell’infortunio del 19 maggio 2006 l’CO 1 con la decisione formale del 30 aprile 2012 (cfr. doc. 421), poi confermata con la decisione su opposizione del 19 giugno 2012 ha attribuito a RI 1 una rendita d’invalidità dell’11%, a far tempo dal 1° aprile 2012, e un’indennità per menomazione all’integrità del 5% (cfr. doc. 442).
1.3. Il TCA, con decreto del 10 dicembre 2012 (inc. 35.2012.82), ha dichiarato non ricevibile il ricorso presentato dall’assicurato il 19 luglio 2012 contro la decisione su opposizione dell’CO 1 del 19 giugno 2012 (doc. 473).
1.4. Nel corso del mese di giugno 2012, RI 1 ha informato, tra gli altri, l’assicuratore LAINF circa l’intervenuto peggioramento delle proprie condizioni di salute infortunistiche: “...
la mia situazione medica non è ancora stabile, ho delle serie ricadute tardive su collo e schiena, dolori importanti che dal 1 Luglio hanno reso necessario indagini di RSM”,
in relazione con gli infortuni del 1999, 2000 e 2006 (doc. 448).
Egli ha prodotto la RM alla colonna cervicale svolta in data 20 luglio 2012 presso la _ _ (doc. 451, 452).
1.5. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 22 marzo 2013, l’CO 1 ha negato la propria responsabilità relativamente ai disturbi alla colonna cervicale, oggetto dell’annuncio di ricaduta del giugno 2012 (doc. 487).
A seguito dell’opposizione interposta dallo Studio legale RA 1, per conto dell’assicurato (doc. 489), in data 11 luglio 2013 l’amministrazione ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 500).
1.6. Con tempestivo ricorso del 16 settembre 2013, RI 1, sempre patrocinato dallo Studio legale RA 1, ha chiesto che l’CO 1 riconosca la recrudescenza al rachide cervicale e si assuma tutte le spese relative per valutare il possibile miglioramento. In caso negativo il ricorrente ha postulato l’emissione di una nuova decisione con un grado d’invalidità più elevato (doc. I).
In buona sostanza il ricorrente ha contestato, sulla base dei referti dei medici curanti, le conclusioni dell’amministrazione circa la causalità dei disturbi lamentati dal ricorrente con gli infortuni passati (doc. I).
Il rappresentante di RI 1 ha inoltre postulato la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura (doc. I).
1.7. L’CO 1, in risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).
1.8. In data 16 ottobre 2013 l’insorgente ha contestato la risposta di causa dell’amministrazione, in particolare per quanto concerne la gravità e la dinamica dell’incidente del 1999 e le fratture riscontrate. Egli ha poi contestato le conclusioni del medico _ che parla di “segni degenerativi” invece che di esiti post traumatici e la compressione dei nervi constatata ancora 12 mesi dopo l’evento a comprova della mancata guarigione (doc. VII+1).
Il doc. VII e gli allegati sono stati inviati all’CO 1 per osservazioni (doc. VIII).
1.9. L’Istituto assicuratore, in data 29 ottobre 2013, si è riconfermato nelle proprie conclusioni e domande (doc. IX).
Il doc. IX è stato trasmesso al ricorrente per conoscenza (doc. X).
1.10. In data 14 novembre 2013 il TCA ha interpellato la Dr.ssa _ dell’CO 1, in merito al referto RM del 12 settembre 2013 (doc. XI).
1.11. Il 13 gennaio 2014 il legale dell’CO 1 ha trasmesso al TCA i pareri specialistici del 12 dicembre 2013 e dell’8 gennaio 2014 della Dr.ssa _ (doc. XVI+1-2).
I doc. XI, XV, XVI+1-2, sono stati inviati al rappresentante dell’assicurato per osservazioni (doc. XVII).
1.12. Il legale di RI 1 ha formulato le proprie osservazioni il 21 gennaio 2014 (doc. XVIII).
Il doc. XVIII e gli allegati sono stati inviati all’CO 1 per conoscenza (doc. XIX).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2.
Oggetto del contendere è la questione a sapere se l’CO 1 era legittimato a negare l’esistenza di un nesso causale naturale tra i disturbi alla colonna cervicale e gli eventi infortunistici del 1999, del 2000 e 2006,
oppure no.
Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
L’Alta Corte ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).
2.3. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un
nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid.
3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid.
1c, DTF 111 V 188 consid.
2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63).
Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (
status quo ante
);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria,
sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (
status quo sine
)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid.
4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung,
in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.4. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un
nesso di causalità adeguata
tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid.
5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts,
in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.5. I
n virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di
ricadute
o
conseguenze tardive
(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).
Nella sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che, trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il nesso di causalità è provato secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità naturale rimasto indimostrato.
Ricadute e conseguenze tardive configurano dei casi particolari di revisione (cfr.
DTF 127 V 456
consid. 4b pag. 457;
118 V 293
consid. 2d pag. 297; SVR 2003 UV no. 14 pag. 43 [sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 86/02 del 20 marzo 2003] consid. 4.3). Ciò significa che un'eventuale ricaduta o conseguenza tardiva non può dare luogo a un riesame incondizionato. Partendo dalla situazione esistente alla crescita in giudicato del provvedimento originario, l'ammissione di una ricaduta o di conseguenze tardive presuppone una modifica successiva delle circostanze rilevanti per il riconoscimento del diritto invocato. Per contro il diverso apprezzamento di fatti essenzialmente rimasti invariati non costituisce motivo sufficiente per ammettere una ricaduta o delle conseguenze tardive (cfr. STF 8C_603/2009 del 1° febbraio 2010 consid. 4.2.; STF U 34/07 del 4 marzo 2008 consid. 4.3.; RAMI 2003 no. U 487 pag. 341 consid. 2; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 98/05 del 19 luglio 2005, consid. 2.2).
2.6. Dalle tavole processuali emerge che l’amministrazione ha negato l’esistenza di un nesso causale naturale tra i disturbi alla colonna cervicale e gli eventi infortunistici del 14 marzo 1999, del 7 settembre 2000 e del 19 giugno 2006 facendo capo al parere espresso al riguardo dal medico _ Dr.ssa _, spec. FMH in chirurgia ortopedica.
Nelle annotazioni dell’11 marzo 2013 la Dr.ssa _, interpellata in merito allo scritto del 17 giugno 2012 (doc. 448), nel quale l’assicurato ha lamentato una recrudescenza dei dolori alla colonna cervicale, e alla RM del 20 luglio 2012, ha negato la presenza di lesioni strutturali in nesso con gli infortuni rilevando che la RM in questione ha evidenziato segni degenerativi, ma non post-infortunistici (doc. 486).
In seguito, con apprezzamento del 25 giugno 2013, il medico _ _ appena citato ha sostenuto quanto segue:
"
(...)
3. Apprezzamento
L’infortunio del 14.03.1999 ha provocato un colpo di frusta cervicale senza referti oggettivabili di lesione post-traumatica e chiusura della cura medica il 05.04.1999.
L’infortunio del 07.09.2000 ha altrettanto condotto alla diagnosi di contusione cervicale sempre senza referti post-infortunistici oggettivabili e chiusura della cura medica il 19.09.2000.
Visto che siamo in assenza di referti post-traumatici oggettivabili sia per l’infortunio del 14.03.1999, sia per l’infortunio del 07.09.2000 e visto che vi è stata una ripresa del lavoro completa come pure una chiusura delle cure mediche poco dopo gli infortuni, posso postulare ed affermare che siamo in assenza di postumi infortunistici anche in data odierna, postulato che viene confermato dai referti del radiologo dell’Istituto _ definendo alterazioni osteocondrosiche, uncartrosiche, artrosi intra-aposifisarie e disidratazioni discali multi-locali cervicali.