# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b6cd4e64-43dc-57b6-8852-fc1014679ad5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 1'203.15 oltre accessori, dedotti eventuali acconti. Il PE e la comminatoria di fallimento indicano quale titolo di credito: “Quote LAMal 08.-12.02 Fr. 1'103.15 + spese di richiamo Fr. 100.00”.
B.
All’udienza di contraddittorio del 27 settembre 2006 il debitore si è opposto all’istanza, sostenendo che sulla base di un conteggio 2 giugno 2003 della Cassa procedente, egli vanta un credito nei confronti di questa.
C.
Con sentenza 15 novembre 2006 la Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 15 novembre 2006.
D.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato AP 1, rimproverando alla prima giudice di non aver tenuto conto dell'estinzione del credito posto in esecuzione sulla base dell'estratto conto 2 giugno 2003 (doc. D), dal quale si evince che per il periodo per il quale è stato escusso, non solo non aveva debiti, ma vantava un credito nei confronti della AO 1 di fr. 175.25, che avrebbe dovuto venire compensato in seguito. Questo importo non è però stato mai dedotto dai premi successivi. L’appellante ha poi dichiarato di non avere interposto opposizione al precetto esecutivo in oggetto, non avendolo preso in consegna personalmente.

## Considerations

Considerato
in diritto
:
1
. La decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1 LEF).
2.
Nel caso concreto l'appellante non si avvale di un fatto nuovo, ma ripropone un'eccezione sollevata in prima sede. Occorre ricordare al proposito che, ai sensi dell'art. 172 n. 3 LEF, il giudice respinge la domanda di fallimento quando il debitore provi con documenti che il debito, compresi gli interessi e le spese, è estinto o che il creditore gli ha concesso una dilazione. Questa eccezione corrisponde, collocata in altro stadio della procedura esecutiva, alla possibilità di difesa offerta all'escusso dall'art. 85 LEF (
Giroud
, in Comm. di Basilea, art. 172 LEF, N. 7), norma in base alla quale, se l'escusso prova per mezzo di documenti che il debito con i relativi interessi e con le spese è stato estinto o che gli è stata concessa una dilazione, può ottenere in ogni tempo dal tribunale del luogo dell'esecuzione -nel primo caso- l'annullamento, e nel secondo la sospensione dell'esecuzione. Per estinzione del debito s'intende ogni modo di estinzione previsto dal Codice delle obbligazioni (
Giroud
, op. cit., ibidem, N. 12). Questa facoltà è riservata all'escusso anche per il caso in cui abbia omesso di interporre opposizione, o di sollevare eccezioni liberatorie in sede di rigetto dell'opposizione (
Bodmer
, in Comm. di Basilea, art. 85 LEF, N. 1); più in generale, la norma può soccorrere anche il debitore che nel corso della procedura esecutiva ha colpevolmente omesso di far valere l'estinzione del debito o la dilazione del pagamento (
Bodmer
, op. cit., ibidem, N. 5).
3.
Ancorché l'appellante non abbia interposto opposizione al precetto esecutivo, rispettivamente -così facendo- non abbia avuto occasione di opporre l'eccezione di estinzione del debito in sede di rigetto dell'opposizione, non è precluso nella facoltà di sostenere davanti al giudice del fallimento di non dovere alcunché a titolo di premio alla propria Cassa malati per il 2002, in base a un conteggio allestito dalla creditrice stessa.
4.
Nel merito,
egli afferma di non avere debiti nei confronti della AO 1 sulla base del doc. D, datato 2 gennaio 2003, relativo al periodo 01.2002 – 12.2002 rispettivamente 07.2003 – 07.2003, e pertanto al periodo oggetto dell’esecuzione in esame, dal quale risulta effettivamente un suo credito di fr. 175.25 nei confronti della Cassa. In seguito alla richiesta di delucidazioni da parte di questa Camera, la creditrice ha prodotto un altro estratto delle quote di AP 1 per i mesi di luglio – dicembre 2002 che indica un saldo a favore della procedente di fr. 1'203.15, rilevando che il credito di fr. 175.25 sarebbe stato da rimborsare o sarebbe stato conteggiato a favore dell’assicurato, solo se tutte le quote fossero state saldate. Sennonché, tale secondo estratto delle quote 2002 è in aperto contrasto con il doc. D, pure allestito dalla creditrice, che indica invece un credito a favore dell’escusso di fr. 175.25. In questa sede non è pertanto oggettivamente possibile stabilire quale dei due documenti sia corretto, e ciò a causa della mancanza di una coerente spiegazione da parte della creditrice sui motivi che l'hanno pur portata a rimettere all'assicurato il primo estratto, rispettivamente sulla pretesa carente validità dello stesso documento. Non v'è pertanto motivo per non ritenere valida l’estinzione del debito fatta valere dall’appellante con la produzione del conteggio doc. D, non contrastata dalla creditrice, assente dal contraddittorio davanti al primo giudice. Ne consegue che il fallimento di AP 1 deve essere annullato.
5.
L’appello 23 novembre 2006 di AP 1 va quindi accolto. La tassa di giustizia di entrambe le sedi, così come le spese dell'Ufficio fallimenti seguono la soccombenza della Cassa procedente. All'appellante -non patrocinato- devono essere riconosciute indennità conformi al tempo dedicato al processo in entrambe le sedi.