# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2ab8f3a7-ebed-58db-b69f-51965c098aa8
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1958, cittadina italiana, il 16 luglio 2018 ha inoltrato all’Ufficio AI una domanda di prestazioni per adulti a seguito delle sequele di un infortunio occorsole il 3 febbraio 2018. Nel relativo formulario essa ha indicato quale domicilio legale e indirizzo completo (cfr. punto no. 1.2 del formulario) _ e non ha prodotto la documentazione richiesta in calce, come, ad esempio, copia di un documento d’identità e, quale cittadina straniera, del permesso di soggiorno (doc. 1 inc. AI).
Pertanto, con scritto 3 agosto 2018, inviato per posta semplice ed indirizzato al succitato recapito, l’amministrazione, confermando la ricezione della domanda di prestazioni in data 23 luglio 2018, ha chiesto all’assicurata di trasmettere diversa documentazione (copia di un documento d’identità, del libretto degli stranieri, della sentenza di divorzio) e d’indicare la Cassa pensioni alla quale era affiliata al momento dell’insorgenza dell’inabilità lavorativa (doc. 4 inc. AI). L’invio è ritornato al mittente non essendo stato ritirato dopo il deposito per fermo posta all’Ufficio postale di _ (doc. 6 inc. AI).
Lo stesso giorno (3 agosto 2018) con due altre lettere l’amministrazione ha chiesto di compilare il formulario “Regressi contro terzi responsabili” (pag. 31 inc. AI) ed il curriculum vitae (pag. 36 inc. AI).
Il 17 agosto 2018 l’Ufficio AI ha sollecitato la prima volta l’assicurata a dare seguito a quanto richiesto il 3 agosto 2018, invio che è ritornato al mittente poiché non ritirato, dopo il termine di giacenza per fermo posta (doc 10 inc. AI). Sono seguiti altri richiami datati 24 agosto 2018, 3 e 7 settembre 2018, tutti ritornati all’amministrazione scaduto il fermo posta (doc. 13 -16 inc. AI).
In data 17 settembre 2018 un funzionario dell’AI ha contatto telefonicamente l’Ufficio del controllo abitanti di _, il quale ha comunicato il nuovo indirizzo dell’assicurata, sempre a _, ma in _ (doc. 7 inc. AI).
ll giorno successivo l’amministrazione ha spedito per posta A all’indirizzo di _ la lettera 3 agosto 2018 con l’invito a compilare i formulari (doc. 9 inc. AI), invio ritornato poiché non ritirato (sulla busta è stato indicato manualmente dall’addetto della posta la _; doc. 20 inc. AI).
Con raccomandata 17 settembre 2018 l’Ufficio AI ha sollecitato l’assicurata a produrre entro 10 giorni la documentazione richiesta (doc. 8 inc. AI), avvisandola delle conseguenze di legge in caso di rifiuto, senza valido motivo, di fornire le informazioni necessarie per accertare il diritto alle prestazioni. Tale invio è ritornato al mittente poiché non ritirato (doc. 18 inc. AI) e rispedito all’assicurata per posta A (doc. 19 inc. AI). Anche le altre diffide inviate per raccomandata del 1° ottobre 2018 e del 3 ottobre 2018, sono ritornate in quanto non ritirate (doc. 22 e 24 incarto AI), cosi come gli altri invii per posta ordinaria del 2 e del 25 ottobre 2018 (doc. 23 e 25 inc. AI).
Non avendo ricevuto alcun riscontro alle diverse missive, tra cui 3 raccomandate, con progetto di decisione del 30 ottobre 2018 inviato per raccomandata all’indirizzo di _, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, indicando la seguente motivazione:
"
Nelle nostre lettere raccomandate del 17.09.2018, 01.10.2018 e 3.101.2018 le abbiamo richiesto delle importanti informazioni per poter esaminare la sua richiesta di Prestazioni AI e l’abbiamo informata sulle conseguenze che avrebbe potuto avere un rifiuto ingiustificato di compiere il suo dovere d’informare e di collaborare. Malgrado ciò lei persiste nel rifiutarsi a fornirci le informazioni necessarie per l’accertamento al diritto alle prestazioni”
(pag. 86 inc. AI)
.
Questo invio è ritornato al mittente poiché non ritirato (contrariamente a quanto indicato nella busta d’impostazione in doc. 27 inc. AI, la raccomandata _ non è stata respinta, ma non ritirata come si evince dal relativo tracciamento elettronico in doc. X/4). Il 27 dicembre 2018 la raccomandata è stata inviata per posta A (doc. 28 inc. AI).
Di conseguenza, con decisione del 10 dicembre 2018 l’Ufficio AI ha confermato il diniego del diritto ad una rendita e/o a provvedimenti professionali per violazione dell’obbligo di informare e di collaborare all’istruzione della domanda di prestazioni (doc. 26 inc. AI). Tale invio raccomandato è stato ritirato, visto che, come verrà esposto nel successivo considerando, l’assicurata ha inoltrato ricorso.
1.2. Contro la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato il presente tempestivo ricorso. Contesta la validità della notifica degli invii, poiché da una parte le lettere indirizzate in _ non sarebbero state riscontrate nella sua casella postale di fermo posta nonostante i controlli fatti da lei e da suo genero, mentre dall’altra le spedizioni raccomandate sarebbero state inviate ad un indirizzo sbagliato (_) e quindi ritornate al mittente. Non essendo al corrente del tenore delle diverse missive e non potendo pertanto fornire le informazioni e la documentazione richiesta, essa contesta una violazione dell’obbligo di collaborare e chiede l’annullamento della decisione contestata ed il rinvio degli atti all’Ufficio AI per un nuovo esame e nuova decisione.
La ricorrente postula la sospensione della procedura giudiziaria in attesa che l’amministrazione evada l’istanza di restituzione in intero dei termini impartiti con i succitati invii raccomandanti, istanza inoltrata il 23 gennaio 2019 alla quale essa ha anche allegato la documentazione richiesta (doc. B).
1.3. Con la risposta di causa l’Ufficio AI chiede la reiezione del ricorso. Conferma la validità dei diversi invii, entrati nella sfera d’azione dell’assicurata, respingendo nel contempo la domanda di restituzione in intero del termine non riscontrando un valido impedimento nel presentare tempestivamente la richiesta documentazione. Rileva inoltre di aver appreso solo con la citata istanza di restituzione in intero del termine che l’assicurata – titolare di un permesso G (permesso per frontalieri UE/ALES con obbligo di rientro settimanale al proprio domicilio all’estero) scaduto il 30 maggio 2018 – al momento della domanda di prestazione non era domiciliata in Svizzera, motivo per cui competente per il trattamento della stessa sarebbe l’Ufficio AI per gli assicurati residenti all’estero (in seguito: UAIE), Ginevra. Visto che l’eccezione di incompetenza territoriale non è stata sollevata dalla ricorrente e potendo decidere sulla base degli atti, l’amministrazione sostiene che per motivi di economia processuale si possa prescindere dall’annullare la decisone contestata.
1.4. Con osservazioni 11 marzo 2019 alla risposta di causa la ricorrente ribadisce l’impossibilità di collaborare non avendo saputo del contenuto dei diversi invii postali, tranne quello relativo alla decisione contestata. Ribadisce pure la sua buona fede e di non aver alcuna colpa per non aver visto, né ritirato la corrispondenza a lei inviata dall’amministrazione. Sostiene inoltre che al momento della domanda di rendita era residente a _, ancorché aveva e tutt’ora è in possesso dello statuto di frontaliera e che in buona fede l’ha inoltrata a quella che per lei era l’autorità competente. Qualora non si reputasse data la competenza territoriale, l’istanza dovrebbe essere inoltrata all’ufficio competente. Denuncia una disparità di trattamento da parte dell’amministrazione con casi analoghi approdati in giudizio (cfr. inc. 32.2016.136 e 32.2017.68) in cui l’Ufficio AI, nonostante avesse emesso delle decisioni di rifiuto di prestazione per mancata trasmissione della documentazione necessaria, aveva chiesto al TCA di ritornargli gli atti per l’esame dei documenti nel frattempo ricevuti dalla persona assicurata (VIII).
1.5. Con osservazioni 22 marzo 2019 l’amministrazione ribadisce come tutte le missive inviate sono state trattenute al fermo posta, motivo per cui sono da ritenere validamente notificate visto che sono entrate nella sfera d’azione dell’assicurata. Ribadendo che per economia processuale la decisione impugnata non deve essere annullata, contesta la censurata disparità di trattamento rilevando che, diversamente dalle summenzionate fattispecie, non potrebbe richiedere al Tribunale il rinvio degli atti per l’esame della documentazione tardivamente prodotta poiché competente sarebbe l’UAIE. Rileva inoltre che in entrambe le citate sentenze il TCA aveva respinto i ricorsi, confermando rispettivamente il rifiuto di prestazioni e la soppressione della rendita quale conseguenza della violazione dell’obbligo di collaborazione da parte della persona assicurata.
1.6. L’8 aprile 2019 l’insorgente ha replicato alle succitate osservazioni (XII) ed il 10 aprile 2019 ha inviato un nuovo documento (XIII).
1.7. Il 6 maggio 2019 l’Ufficio AI ha preso posizione in merito al nuovo atto (XV).
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).
nel merito
2.2. L’art. 28 cpv. 2 LPGA
–
suscettibile di ricadere nel campo d’applicazione dell’art. 43 cpv. 3 LPGA (Kieser, ATSG-Kommentar, 2009, Art. 43, Nr. 47; nel caso concreto, l’amministrazione non risulta tuttavia aver fatto uso, pur menzionandolo (doc. AI 12) dell’art. 43 cpv. 3 LPGA avendo statuito il rifiuto di prestazioni quale sanzione ex art. 7b cpv. 2 LAI per la mancata trasmissione delle informazioni richieste e non a-vendo quindi deciso nel merito in base agli atti o emesso una decisione di non entrata in materia)
–
stabilisce che colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e per stabilire le prestazioni assicurative.
Secondo l’art. 7b cpv. 2 lett. d LAI, in deroga all’art. 21 cpv. 4 LPGA, le prestazioni possono essere ridotte o rifiutate senza diffida e termine di riflessione se l’assicurato non fornisce all’ufficio AI le informazioni di cui questo abbisogna per adempiere i suoi compiti legali. Il cpv. 3 dello stesso articolo stabilisce che la decisione di ridurre o rifiutare prestazioni deve tener conto di tutte le circostanze del singolo caso, in particolare del grado della colpa dell’assicurato.
2.3. Ai fini del presente giudizio è tuttavia determinante ricordare che dall’allegata istanza di restituzione in intero del termine datata 23 gennaio 2019 l’Ufficio AI è venuta a conoscenza che l’assicurata, con residenza a _, sino al 30 maggio 2018 beneficiava di un permesso per confinanti G (doc. B2). Non risulta, e tantomeno è stato fatto valere, che successivamente a tale data il succitato permesso fosse stato prolungato o che l’assicurata beneficiasse di un'altra tipologia di permesso di soggiorno. Ne consegue che al momento della ricezione della domanda di prestazioni (23 luglio 2018), la ricorrente era domiciliata all’estero. D’altronde nella nuova domanda di prestazioni del 29 gennaio 2019 quale domicilio risulta indicata la città di _ (doc. X/7).
Secondo
l’art. 55 cpv. 1 LAI l’ufficio AI competente è per principio quello del Cantone di domicilio dell’assicurato al momento della richiesta di prestazioni, la competenza in casi speciali essendo invece stabilita dal Consiglio federale. Ai sensi dell’art. 40 cpv. 1 lett. b OAI, se gli assicurati sono residenti all’estero per la ricezione e l’esame di richieste è competente l’ufficio AI per gli assicurati all’estero, fatto salvi i cpv. 2 e 2bis del medesimo articolo nel caso in cui trattasi di frontalieri o di assicurati domiciliati all’estero ma che dimorano abitualmente in Svizzera, capoversi che non sono applicabili al caso in esame.