# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2b19250f-a6bf-53e2-bd76-f4cd6525bdc9
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _
AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 5'021.65 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
ll’udienza di contraddittorio del 22 novembre 2006 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 4 dicembre 2006 la Pretore _, ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 4 dicembre 2006 alle ore 14.00.
D.
Con atto d’appello 12 dicembre 2006 AP 1 produce una ricevuta 7 dicembre 2006 _ (doc. C) relativa al pagamento di fr. 5'689.55 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. _. L’appellante asserisce poi di avere pagato 7 ulteriori esecuzioni delle 23 pendenti nei suoi confronti (doc. B), inoltrando 7 ricevute datate 7 dicembre 2006 _ per un importo complessivo di fr. 14'981.50 (doc. D). Altre 7 procedure, di cui ai n. _, _, _, _, _, _ e _, sono state invece pagate direttamente ai creditori, i quali non hanno proceduto all’annullamento delle esecuzioni. Inoltre le esecuzioni n. _ _ e _ sono state parzialmente estinte tramite una rateazione concordata con l’Ufficio esecuzione. La debitrice rileva che l’11 dicembre 2006 disponeva sui propri conti di un importo di fr. 4'798.12 e di un ulteriore importo di fr. 10'462.-- (doc. E e F). Il conto sul quale è depositato quest’ultimo importo non ha più subito movimenti dal 30 novembre 2006, mentre il saldo risultante dall’estratto è quello dell’11 dicembre 2006 (doc. F). Alla fine di novembre 2006 le fatture scoperte emesse dal mese di gennaio 2006 ammontavano complessivamente a fr. 66'189.69 (doc. G). L’appellante infine sostiene che il pagamento di fr. 14'981.50 _, effettuato dopo la dichiarazione di fallimento, contemporaneamente ai suoi impegni correnti, gli importi depositati sui suoi conti e quanto prevede di incassare dai suoi debitori rendono verosimile la sua solvibilità. D’altro canto è sua intenzione saldare a breve termine tutte le esecuzioni ancora in corso.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1
. a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta _ (doc. C) emerge che l’appellante il 7 dicembre 2006 ha pagato fr. 5'689.55 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. _, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
c)
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto 27 febbraio 2007 _ (doc. C) emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 22 esecuzioni - di cui 6 pagate - per un valore complessivo di fr. 85'057.--. Di queste procedure 5 sono state promosse nel 2005, 16 nel 2006 e una nel 2007. L’appellante afferma di avere pagato direttamente ai creditori le esecuzioni n. _, _, _, _, _, _ e _ senza tuttavia produrre alcuna ricevuta relativa a questi versamenti, per cui non può essere ritenuto che queste procedure siano state effettivamente saldate. Inoltre nessun accordo di rateazione con l’Ufficio esecuzione relativo alla procedure esecutive n. _, n. _ e n. _ è stato inoltrato. Determinante è nel caso di specie che il 2 dicembre 2006 nell’esecuzione n. _ per fr. 15'967.75 rispettivamente il 9 gennaio 2007 nell’esecuzione n.1_ per fr. 6'587.-- sono già state emesse le comminatorie di fallimento, che l’11 settembre 2006 nell’esecuzione n. _ per fr. 3'276.65 è stata presentata la domanda di realizzazione e che il 12 gennaio 2007 nell’esecuzione n. _ per fr. 2'831.55 è stato emesso l’avviso di pignoramento. Ciò porta a concludere che la situazione finanziaria dell’escussa è andata via via deteriorandosi e che non dispone della liquidità sufficiente per far fronte nemmeno alle predette 4 esecuzioni ammontanti complessivamente a fr. 28'662.95 giunte ormai allo stadio di emissione della comminatoria di fallimento rispettivamente alla realizzazione rispettivamente al pignoramento. Gli importi depositati sui conti della debitrice di fr. 4'798.12 rispettivamente di fr. 10'462.-- (doc. E e F) non sono infatti sufficienti a coprire l’importo citato di fr. 28'662.95. Anche i crediti che l’appellante asserisce di avere nei confronti di suoi clienti ammontanti a fr. 66'189.69 (doc. G) non portano a ritenere verosimile la liquidità dell’appellante. Infatti in merito all’incasso di queste fatture non vi è certezza e, se anche verranno pagate, non è dato sapere quando, mentre la solvibilità deve essere resa verosimile entro il termine d’appello.
Il presupposto della solvibilità non appare di conseguenza reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
3.
L'appello 12 dicembre 2006 di AP 1 va respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).