# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 049eae16-64ff-5ece-a11f-2098125c710f
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto
A. Il 1° luglio 2008 (doc. 8) RI 1 ha compilato il questionario per l
'
affiliazione degli indipendenti, annunciando di avere iniziato l
'
attività di disegnatrice edile nell
'
ottobre 2002 e di prevedere di conseguire un utile netto annuale di Fr. 25
'
000.-.
B. Con decisione del 7 luglio 2008 la Cassa CO 1 ha informato l
'
assicurata (doc. A2 dell
'
inc. 30.2008.45) di non poterla affiliare come indipendente, poiché lavora(va) per un unico committente – lo Studio d
'
architettura RI 2 –, al quale (doc. A3 dell
'
inc. 30.2008.46) in pari data ha comunicato che le retribuzioni versate fanno parte del salario determinante.
C. Il 16 settembre 2008 la Cassa di compensazione ha emanato due distinte, ma di simile contenuto, decisioni su opposizione (docc. A1 di entrambi gli incarti). L
'
Amministrazione ha ribadito che il compenso orario di Fr. 30.-, il diritto al rimborso delle spese ed il lavorare per un unico committente sono elementi a favore di un
'
attività lucrativa dipendente. Fondandosi sugli accertamenti effettuati dalla SUVA, la Cassa ha così parzialmente accolto l
'
opposizione dell
'
assicurata (doc. A3 dell
'
inc. 30.2008.45), affiliandola come indipendente per l
'
attività accessoria dal 1° novembre 2006 quando lavora in nome e per conto proprio per (altri) clienti privati, mentre come dipendente a titolo principale quando lavora per lo Studio d
'
architettura RI 2. L
'
opposizione di quest
'
ultimo (doc. A4 dell
'
inc. 30.2008.46) è quindi stata respinta integralmente.
D. Con due separati ricorsi RI 1 il 20 ottobre 2008 (doc. I dell
'
inc. 30.2008.45) e RI 2 il 22 ottobre 2008 (doc. I dell
'
inc. 30.2008.46), hanno chiesto al
TCA
di affiliare la disegnatrice edile come indipendente, trattandosi di una collaborazione esterna indipendente svolta di regola al proprio domicilio ed in modo del tutto autonomo, senza vincoli organizzativi e di tempo. Peraltro, nel 2006 e nel 2008 la ricorrente ha eseguito lavori anche per terze persone.
Il 27 (doc. III dell
'
inc. 30.2008.45) ed il 29 ottobre 2008 (doc. III dell
'
inc. 30.2008.46) la Cassa di compensazione ha ribadito che gli elementi a favore di un
'
attività dipendente prevalgono su quelli tipici di un
'
attività indipendente, siccome l
'
assicurata non ha alcun rischio tipico dell
'
imprenditore e non fattura al cliente finale.
I ricorrenti non hanno prodotto nuovi mezzi di prova (doc. IV).
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell
'
istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge sull
'
organizzazione giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
2. I ricorsi 30.2008.45 e 30.2008.46 del 20 e del 22 ottobre 2008 formulati da RI 1 rispettivamente dallo Studio d
'
architettura RI 2 concernono fatti di uguale natura e pongono gli stessi temi di diritto materiale, perciò si giustifica la congiunzione delle cause – peraltro già decretata pendente causa - e la pronuncia di una sola sentenza (STF 8C_295/2007 e 8C_327/2007 del 30 maggio 2008; DTF 128 V 124 consid. 1; DTF 127 V 157; DTF 127 V 33),
3. RI 2 contesta l
'
effetto retroattivo sviluppato dalla decisione su opposizione della Cassa, che nel 2008 ha preso posizione riguardo all
'
affiliazione di RI 1 a far data dal 2003, quando già a quel momento disponeva dei necessari elementi per decidere del suo statuto contributivo.
A questo proposito occorre rilevare, come correttamente osservato dalla Cassa di compensazione, che già nel 2002, quando ha iniziato la sua attività lucrativa, era dovere della ricorrente, che si riteneva indipendente, rispettivamente del datore di lavoro, annunciarsi/la spontaneamente alla Cassa di compensazione per regolarizzare la sua posizione assicurativa nei confronti dell
'
AVS (art. 64 cpv. 5 LAVS).
Non annunciandosi alla Cassa CO 1 per oltre cinque anni, l
'
assicurata si è quindi sottratta al suo obbligo contributivo. Per contro, la circostanza che nel 2008 l
'
Amministrazione l
'
ha affiliata d
'
ufficio retroattivamente, dal 2003, e non per il futuro, rispecchia perfettamente le norme legali in materia.
Infatti, per l
'
art. 16 cpv. 1 LAVS, i contributi, il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell
'
anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né pagati. Trattandosi di contributi secondo gli artt. 6, 8 cpv. 1 e 10 cpv. 1, il termine decorre dalla fine dell
'
anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d
'
imposta. Se il diritto di esigere il pagamento di contributi arretrati nasce da un atto punibile per il quale la legge penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest
'
ultimo è determinante.
Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA che ha modificato l
'
art. 16 cpv. 1 LAVS seconda frase, il cui tenore, ora, recita che in deroga all
'
art. 24 cpv. 1 LPGA, trattandosi di contributi secondo gli articoli 6, 8 cpv. 1 e 10 cpv. 1, il termine decorre dalla fine dell
'
anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d
'
imposta.
L
'
art. 24 cpv. 1 LPGA prevede che il diritto a prestazioni o contributi arretrati si estingue cinque anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione e cinque anni dopo lo scadere dell
'
anno civile per cui il contributo doveva essere pagato.
Per il cpv. 2, se il responsabile del pagamento di contributi si è sottratto a quest
'
obbligo con una procedura punibile per la quale il diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, è quest
'
ultimo a determinare il momento in cui il credito si estingue.
Una decisione contributiva resa nei termini legali esclude una volta per tutte la perenzione prevista dall
'
art. 16 cpv. 1 LAVS.
Kieser, ATSG Kommentar, Basilea Zurigo Ginevra 2003, N. 20 ad art. 24, pag. 271, rammenta infatti che “
Mit dem Erlass einer Beitragsverfügung wird die Verwirkung ein für allemal ausgeschlossen, und zwar auch dann, wenn die Verfügung in der Folge gerichtlich oder wieder erwägungsweise aufgehoben und durch eine neue ersetzt wird.
”
(cfr. anche
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l
'
assurance-vieillesse et survivants, Basilea 1997, n. 9 segg. ad art. 16, pag. 409 seg.).
Va ancora rammentato che prima che la perenzione diventi definitiva, i contributi devono figurare in una decisione notificata al debitore dei contributi (
Greber/Duc/Scartazzini
, op. cit., pag. 409). La decisione deve essere notificata, entro il termine di perenzione, al debitore dei contributi. Non basta che sia impostata entro il termine (DTF 119 V 96, Pratique VSI 1996 pag. 136 segg. e pag. 299;
Greber/Duc/Scartazzini
, op. cit., pag. 409;
Kieser
, op. cit., n. 20 ad art. 24, pag. 271).
La comunicazione di una decisione è un atto giuridico che necessita della notifica. Essa esplica i suoi effetti a partire dal momento in cui la notifica è stata fatta regolarmente. Poco importa che l
'
interessato prenda conoscenza del contenuto della decisione.
A determinate condizioni, la decisione notificata allo scopo di evitare che un credito contributivo sia perento può essere sufficiente anche se il suo contenuto è lacunoso (per esempio indica l
'
importo globale a carico del datore di lavoro, senza che figurino i dettagli per ogni dipendente). Tuttavia, l
'
ammontare richiesto successivamente non può superare quello della decisione precedentemente notificata.
In concreto, la Cassa ha agito tempestivamente, giacché ha emanato la decisione formale di (non) affiliazione come indipendente per gli anni dal 2003 in poi in data 7 luglio 2008 (doc. A2 dell
'
inc. 30.2008.45 e doc. A3 dell
'
inc. 30.2008.46), ossia entro il termine quinquennale previsto dall
'
art. 16 cpv. 1 LAVS.
La censura della retroattività della misura va pertanto respinta.
nel merito
4.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l
'
allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA H 322/03 dell
'
11 marzo 2005; STFA H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
5. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA H 59/00 del 18 settembre 2000).
6. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un
'
attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell
'
attività, le spese generali incorse sono sopportate dall
'
assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l
'
esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un
'
attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l
'
assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l
'
attività svolta, è integrato nell
'
azienda di quest
'
ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l
'
esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, op. cit., N. 149 ad art. 9 LAVS, pag. 313).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag. 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale. (...).".
7.
La nostra Massima Istanza ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non è conseguenza del fatto, puramente formale, della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; S
TCA
del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).