# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7ac48bdd-8740-522e-8ebc-a3d0b71c1dc3
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Sulla scorta del precetto esecutivo in via di realizzazione di un pegno immobiliare n. _ emesso il 4 giugno 2014 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Locarno, PI 1 procede contro RI 1 e, quale terza proprietaria del pegno, contro la comunione ereditaria fu J_, di cui l’escussa è una dei membri, per l’incasso di fr. 102.35 oltre interessi del 3% dal 14 gennaio 2014, di fr. 2.86 e di fr. 60.–, corrispondenti a crediti per tributi pubblici non pagati
(imposte comunali 2011, 2012, 2013, interessi e tassa di diffida)
. Oggetto del diritto di pegno è la quota _ della PPP n. _ del fondo base n. _ RFD di _.
B.
Non avendo la debitrice interposto opposizione contro il precetto esecutivo, il 12 ottobre 2015 il PI 1 ha chiesto all’UE di realizzare il pegno.
C.
RI 1 ha ricevuto comunicazione della domanda di realizzazione il 14 novembre 2015.
D.
Il 5 gennaio 2017 l’Ufficio ha trasmesso all’escussa mediante invio raccomandato con avviso di ricevimento (AR) al suo domicilio in Germania l’avviso d’incanto – redatto in lingua italiana – fissato per il 27 marzo 2017 alle ore 11:00. L’avviso è poi stato pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale (FUC) n. _ del _ e sul Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC) n. _ del _.
E.
Con ricorso del 25 gennaio 2017, redatto in parte in francese e in parte in tedesco, RI 1 si aggrava contro il predetto provvedimento, chiedendone l’annullamento, previa sospensione immediata dell’esecuzione. Il 14 febbraio 2017 la ricorrente ha pure trasmesso una traduzione in italiano del gravame, come aveva chiesto l’UE con scritto del 1° febbraio 2017.
F.
Con osservazioni del 16 febbraio 2017 l’Ufficio sostiene che il ricorso è irricevibile e infondato, ragione per cui ha ritenuto di non doverlo trasmettere al PI 1.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato emesso il 5 gennaio 2017 dall’UE di Locarno e presentato in lingua italiana entro il termine di 10 giorni che l’Ufficio ha
assegnato all’insorgente (art. 7 cpv. 5 della
Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2])
, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
La ricorrente chiede anzitutto una traduzione in tedesco dell’atto impugnato, sostenendo di non comprenderne il significato né il motivo e facendo riferimento a una non meglio definita
“Convenzione dell’Aja da 100 anni”
.
2.1
Giusta l’art. 139 LEF, l’ufficio d’esecuzione notifica, con lettera semplice, copia del bando al creditore, al debitore e, all’occorrenza, al terzo proprietario del fondo, nonché ad ogni altro interessato iscritto nel registro fondiario, sempreché abbiano un domicilio conosciuto o un rappresentante. Se il destinatario di tale comunicazione è domiciliato all’estero e non ha designato né un rappresentante né un locale in Svizzera per la consegna degli atti esecutivi (cfr. art. 66 cpv. 1 LEF), l’art. 66 cpv. 3 LEF si applica per analogia (
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, 1999,
n.
20 ad art. 34 LEF;
Erard
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 11 ad art. 34 LEF;
Nordmann
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 9 ad art. 34 LEF)
, sicché la notificazione per posta è possibile soltanto ove un trattato internazionale lo preveda oppure lo Stato sul territorio del quale deve avvenire la notificazione lo ammetta (art. 66 cpv. 3
i.f.
LEF);
N
ei rapporti tra la Svizzera e la Germania vige in particolare la Convenzione dell’Aia del 15 novembre 1965 relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti giudiziari e extragiudiziari in materia civile o commerciale (CLA65; RS 0.274.131),
che si applica anche agli avvisi e alle decisioni dell’ufficio d’esecuzione, per prassi assimilabili ad atti giudiziari o extragiudiziari in materia civile e commerciale (
Gilliéron
,
ibidem
), ma soltanto qualora vertano su debiti di diritto privato (
DTF 94 III 37 consid. 2; 96 III 65 consid. 1; sentenza della CEF 15.2007.120 del 31 marzo 2008
, consid. 2 e riferimenti citati).
2.2
Nel caso in rassegna, invece, l’esecuzione in questione concerne debiti di diritto pubblico (imposte comunali 2011, 2012, 2013, interessi e tassa di diffida)
e pertanto la CLA65 non è applicabile. In mancanza di specifiche convenzioni o trattati internazionali, e non avendo la Germania dichiarato il proprio assenso alla notifica,
tramite la posta, di decisioni straniere direttamente a interessati risiedenti sul proprio territorio (sentenza della CEF 15.2007.120 del 31 marzo 2008, consid. 2, e riferimenti citati, che vede come parte proprio RI 1), la notificazione può perfezionarsi soltanto in via edittale (
Gilliéron
,
ibidem
;
Erard
,
ibidem
). Ora, nella fattispecie la notifica dell’avviso d’incanto è avvenuta
correttamente con la pubblicazione del bando sul FUC e sul FUSC del 13 gennaio 2017, mentre la trasmissione alla ricorrente della copia del bando per posta ha valore puramente informativo. Non
applicandosi la CLA65, l’insorgente neppure può avvalersi del diritto di chiedere una traduzione dell’atto
nella lingua o in una delle lingue ufficiali del suo Paese (art. 5 cpv. 3 CLA65), ragione per cui, essendo l’italiano la lingua ufficiale in Ticino
(art. 1 cpv. 1 Cost. TI)
e dovendosi dunque svolgere la procedura esecutiva in tale lingua – circostanza peraltro già nota all’insorgente (già citata sentenza della
CEF 15.2007.120, consid. 5) –
, la richiesta di tradurre l’atto in tedesco non può trovare accoglimento
.
3.
La ricorrente fa pure valere che nell’atto impugnato manca l’indicazione della via di ricorso, del creditore, di un’eventuale sentenza o un titolo esecutivo, di un motivo di diritto e di una specifica pretesa. A dire il vero, tali elementi non vanno menzionati nell’avviso d’incanto di un fondo, il cui contenuto è espressamente stabilito dagli art. 138 cpv. 2 LEF e 29 cpv. 2 del Regolamento del Tribunale federale concernente la realizzazione forzata di fondi (RFF, RS 281.42). Del resto l’Ufficio si è limitato a trascrivere nell’atto in questione quanto previsto dal formulario “mod. RFF 7a” edito dal Tribunale federale proprio per la compilazione dell’avviso d’incanto di un fondo, sicché sotto questo profilo il ricorso si rivela infondato.
4.
Rileva altresì l’insorgente che le parti figuranti nell’avviso d’incanto sono indicate erroneamente e in parte con indirizzi non più attuali. Essa, tuttavia, non spiega quale pregiudizio concreto potrebbe derivarle personalmente da tali circostanze, sicché la censura è irricevibile. Ad ogni modo risulta dalla corrispondenza agli atti che _ ha avuto conoscenza del bando e che grazie alle sue indicazioni l’UE ha pure comunicato il bando per via postale al rappresentante della comunione ereditaria fu _, avv. _, così come a _ al suo nuovo indirizzo di _, i quali hanno ritirato l’invio rispettivamente il 7 e il 20 gennaio 2017. La censura cade così nel vuoto.
5.
L’insorgente invoca d’altronde fattispecie estranee alla procedura esecutiva in corso, facendo riferimento a un
“gruppo di nuovi proprietari che voleva costringerci a rilasciare una procura ai fini della cancellazione di un privilegio nel registro fondiario”
e al mancato
aggiornamento di tale registro. Sennonché
la via del ricorso è preclusa per le questioni di merito, la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente (sentenza della CEF 15.2015.46 del
23 giugno 2015), motivo per cui il ricorso si rivela irricevibile sotto questo punto di vista.
6.
Da ultimo la ricorrente chiede informazioni sul debito, sostenendo che
“
nel caso si tratti di pendenze fiscali di mio padre _, tali debiti verranno pagati dall’amministratore patrimoniale, come egli stesso mi ha assicurato
”
. Tali richieste vanno però indirizzate all’UE anziché a questa Camera, sicché l’escussa può domandare direttamente all’Ufficio le informazioni di cui ha bisogno per eventualmente estinguere i propri debiti.
7.
Alla luce di quanto precede, nella misura in cui è ricevibile il ricorso va respinto, di modo che la domanda di concessione dell’effetto sospensivo risulta priva d’oggetto. In simili circostanze non si giustifica neppure di trasmettere il gravame al PI 1 per la presentazione di eventuali osservazioni.
Per
legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).