# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 05232ece-1c10-4670-98e6-5f1793e69387
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
A. Il 6 marzo 2014 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di
Brescia ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudiziaria
nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B., C., D., E.,
A., F. ed altri per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, eva-
sione fiscale sistematica, associazione per delinquere di stampo mafioso e
riciclaggio. In sostanza, l'autorità rogante afferma che D. e F., presunti espo-
nenti della criminalità organizzata di stampo 'ndranghetistico, avrebbero rile-
vato e gestito svariate società operanti nel settore edile, tra cui G. Srl., H. Srl.
e I. Srl., omettendo, almeno in parte, di dichiararne i redditi al fisco, nonché
occultandone le scritture contabili al fine di impedire la verifica dei loro reali
profitti, evadendo quindi il fisco. Essi avrebbero in seguito formalmente ce-
duto l'amministrazione di tali società ad ignari ed improbabili imprenditori,
rimanendone tuttavia, di fatto, gli effettivi ed incontrastati domini per quanto
riguarda la loro conduzione, depredandone poi il patrimonio sociale me-
diante prelevamenti di ingenti somme di denaro in contante o tramite assegni
circolari dai conti correnti bancari, così da svuotarne le casse, lasciando le
strutture societarie completamente vuote, senza alcuna risorsa economica
per far fronte alle ingenti pretese dell'Erario e di altri creditori. A. e E., risp.
moglie e cognato di F., avvalendosi di due cittadini svizzeri, ossia B. e C.,
avrebbero riciclato i proventi delle distrazioni in questione (v. incarto
RR.2015.245, act. 1.4 pag. 14). Con la domanda di assistenza, l'autorità ro-
gante ha, tra l'altro, postulato l'identificazione ed il sequestro, con la relativa
documentazione, delle relazioni bancarie riconducibili ad A. presso banca J.
SA (banca assorbita nel 2012 da banca K. SA) e altri istituti di credito svizzeri
(v. incarto RR.2015.245, act. 1.4 pag. 6 e seg.).
B. Mediante decisione del 14 marzo 2014 il Ministero pubblico della Confede-
razione (in seguito: MPC), autorità alla quale l'Ufficio federale di giustizia (in
seguito: UFG) ha delegato l'esecuzione della rogatoria, è entrato in materia
sulla domanda presentata dall'autorità italiana, dichiarando che le misure ri-
chieste sarebbero state ordinate con decisioni separate (v. incarto
RR.2015.207, act. 1.5).
C. Con decisione del 3 luglio 2015 il MPC ha emanato un ordine di edizione con
blocco del conto n. 1 presso la banca L. SA, Lugano, intestato a A. (v. incarto
RR.2015.207, act. 1.2).
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D. Il 14 luglio 2015 A. ha interposto ricorso contro la suddetta decisione dinanzi
alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale postulando l'an-
nullamento della stessa, con revoca immediata del sequestro (v. incarto
RR.2015.207, act. 1).
E. Il 23 luglio 2015 il MPC ha emanato una decisione di chiusura, mediante la
quale ha ordinato la trasmissione all'autorità richiedente di svariata docu-
mentazione relativa al conto di cui sopra, con mantenimento del blocco (v.
incarto RR.2015.245, act. 1.2).
F. Il 25 agosto 2015 A. ha interposto ricorso anche contro tale decisione dinanzi
alla medesima autorità, postulando l'annullamento della stessa, contestando
quindi sia la trasmissione della documentazione bancaria sia il manteni-
mento del sequestro del suo conto.
G. Con osservazioni del 13 agosto 2015 l'UFG ha postulato l'inammissibilità del
ricorso del 14 luglio 2015. Con scritto del 17 agosto 2015 il MPC ha chiesto
di dichiarare inammissibile tale ricorso, sussidiariamente di respingerlo (v.
incarto RR.2015.207, act. 8 e 9).
H. Con memoriale di risposta del 17 settembre 2015, il MPC ha postulato la
reiezione del ricorso del 25 agosto 2015 (v. incarto RR.2015.245, act. 6).
I. Con replica del 18 settembre 2015, trasmessa all'UFG e al MPC per cono-
scenza, la ricorrente ha confermato le conclusioni espresse nel suo gravame
del 14 luglio 2015 (v. incarto RR.2015.207, act. 12).
J. Nelle sue osservazioni del 21 settembre 2015, l'UFG ha chiesto la reiezione
del gravame del 25 agosto 2015 (v. incarto RR.2015.245, act. 7).
K. Con replica del 5 ottobre 2015, trasmessa all'UFG e al MPC per conoscenza,
la ricorrente ha ribadito le conclusioni espresse nel suo ricorso del 25 agosto
2015 (v. incarto RR.2015.245, act. 9).
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## Considerations

Diritto:
1.
1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione delle
autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami
penali giudica i gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale.
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana
e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea
di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vi-
gore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG;
RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa
e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore
mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-sviz-
zero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Con-
venzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985
(CAS; testo non pubblicato nella RS ma consultabile nel fascicolo "Assi-
stenza e estradizione" edito dalla Cancelleria federale, Berna 2014). Di ri-
lievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il
sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a Strasburgo l’8 no-
vembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 1°
maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS. 0.311.53). Alle questioni che il prevalente
diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o
implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole
all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si ap-
plicano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del
20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza
(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero;
DTF 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1;
135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il principio
di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto inter-
nazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo italo-sviz-
zero). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid.
2.3; 123 II 595 consid. 7c).
1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura ammini-
strativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei per-
tinenti atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b
LOAP e 12 cpv. 1 AIMP; v. M. DANGUBIC/T. KESHELAVA, Commentario basi-
lese, Internationales Strafrecht, Basilea 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP),
di cui al precedente considerando.
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1.4 La decisione dell'autorità cantonale o federale d'esecuzione relativa alla
chiusura della procedura d'assistenza giudiziaria può essere impugnata,
congiuntamente alle decisioni incidentali anteriori (v. art. 80e cpv. 1 AIMP).
La ricorrente è titolare della relazione bancaria oggetto delle decisioni impu-
gnate ed è di conseguenza legittimata a ricorrere (v. art. 9a lett. a OAIMP
nonché DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211
consid. 2.3; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). Entrambi i ricorsi sono tem-
pestivi (v. art. 80k AIMP). Nel suo gravame del 25 agosto 2015, la ricorrente,
oltre a contestare la trasmissione della documentazione relativa al suo conto,
ha reiterato la sua richiesta di sblocco del medesimo, rinviando espressa-
mente anche al ricorso da lei interposto in data 14 luglio 2015. Orbene, visto
quanto precede, per motivi di economia processuale, si giustifica di proce-
dere alla congiunzione delle cause in questione e di pronunciarsi con un
unico giudizio (v. DTF 126 V 283 consid. 1; sentenza del Tribunale federale
1C_89-93/2012 del 9 febbraio 2012, consid. 1; B. BOVAY, Procédure admini-
strative, 2a ediz., Berna 2015, pag. 606). Non vi è altresì motivo di fare di-
pendere la ricevibilità del ricorso contro il sequestro in quanto tale dai requi-
siti di cui all'art. 80e cpv. 2 AIMP (v. più ampiamente TPF 2007 124). En-
trambi i ricorsi sono quindi ricevibili.
2. La ricorrente sostiene innanzitutto che l'autorità rogante, non informando le
autorità elvetiche dell'evoluzione dell'inchiesta italiana, avrebbe violato il
principio della buona fede e dell'affidamento. Essa censura ugualmente il
comportamento del MPC, il quale non avrebbe minimamente avvertito il do-
vere di un rigoroso aggiornamento della situazione processuale. Particolar-
mente inaccettabile sarebbe, a suo dire, il passaggio secondo cui "l'autorità
rogante ha accertato che D. e F. " siano "due dei maggiori esponenti della
criminalità organizzata di stampo 'ndranghetistico". Tale conclusione sa-
rebbe destituita di ogni fondamento e contrasterebbe con la realtà proces-
suale italiana. Particolarmente grave sarebbe stato il fatto di aver sottaciuto
allo Stato richiesto la chiusura dell'istruzione dell'inchiesta italiana a carico
anche della ricorrente e la richiesta di rinvio a giudizio, atto che supererebbe
la rogatoria medesima e che dimostrerebbe la natura fiscale della procedura
italiana.
2.1 Aderendo alla CEAG, la Svizzera ha posto il principio della doppia punibilità
quale condizione all’esecuzione di ogni commissione rogatoria esigente l’ap-
plicazione di una qualsiasi misura coercitiva (v. art. 5 n. 1 lett. a CEAG e la
riserva formulata mediante l'art. 3 del decreto federale del 27 settembre 1966
che approva la Convenzione del Consiglio d'Europa, RU 1967 p. 893 e
segg.). L'art. X n. 1 dell'Accordo italo-svizzero prevede a sua volta che l'as-
sistenza giudiziaria consistente in una misura coercitiva – quali il sequestro
e la trasmissione di documentazione bancaria – è concessa solo se il fatto
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che ha dato luogo alla commissione rogatoria è punibile secondo il diritto dei
due Stati. Nel diritto interno, tale principio è espresso all'art. 64 cpv. 1 AIMP.
2.2 Nell'ambito dell'esame della doppia punibilità, l'autorità non si scosta dall'e-
sposto dei fatti contenuto nella domanda, fatti salvi gli errori, le lacune o altre
contraddizioni evidenti ed immediatamente rilevati (DTF 132 II 81 consid.
2.1; 118 Ib 111 consid 5b). Il Tribunale non deve procedere a un esame dei
reati e delle norme penali menzionati nella domanda di assistenza, ma deve
semplicemente vagliare, limitandosi a un esame "prima facie", se i fatti ad-
dotti nella domanda estera – effettuata la dovuta trasposizione – sarebbero
punibili anche secondo il diritto svizzero, ricordato che la punibilità secondo
il diritto svizzero va determinata senza tener conto delle particolari forme di
colpa e condizioni di punibilità da questo previste (DTF 124 II 184 consid.
4b/cc; 118 Ib 543 consid. 3b/aa; 116 Ib 89 consid. 3b/bb; 112 Ib 576 consid.
11b/bb). I fatti incriminati non devono forzatamente essere caratterizzati,
nelle due legislazioni toccate, dalla medesima qualificazione giuridica (DTF
124 II 184 consid. 4b/cc; TPF 2012 114 consid. 7.4). Va pure ritenuto che,
nel campo della cosiddetta piccola assistenza, le misure di cooperazione
sono già ammesse se la condizione della doppia punibilità è ossequiata alla
luce di una singola fattispecie (sentenza del Tribunale federale 1C_138/2007
del 17 luglio 2007, consid. 2.3 e rinvii). L'art. 2 lett. a CEAG permette tuttavia
di rifiutare l'assistenza giudiziaria segnatamente quando la domanda si rife-
risce a reati considerati dalla Parte richiesta come reati fiscali. Ciò è ribadito
all'art. IV n. 2 Accordo italo-svizzero e all'art. 18 n. 1 lett. d CRic. Secondo
l'art. 3 cpv. 3 AIMP, la domanda è irricevibile se il procedimento verte su un
reato che sembra volto a una decurtazione di tributi fiscali o viola disposizioni
in materia di provvedimenti di politica monetaria, commerciale o economica.
Ammessa è per contro l'assistenza in caso di truffa in materia fiscale giusta
le lettere a e b di questo stesso capoverso, nonché in materia di imposte
indirette giusta l'art. 50 CAS (v. DTF 136 IV 88 consid. 3).
2.3 In concreto, occorre innanzitutto premettere che l'esposto dei fatti presentato
nella rogatoria del 6 marzo 2014 è già stato ritenuto sufficiente da questa
Corte nelle sue recenti decisioni del 30 luglio 2015 concernenti due altri conti
della qui ricorrente toccati da misure rogatoriali analoghe (v. RR.2015.65
consid. 2 e RR.2015.66 consid. 3). Ora, indipendentemente da quanto di-
chiarato dalla ricorrente relativamente all'accusa di appartenenza ad un'as-
sociazione a delinquere di stampo mafioso – in effetti la rogatoria, pur evo-
cando il coinvolgimento nelle indagini di persone appartenenti ad organizza-
zioni criminali, le contesta il reato di associazione per delinquere ai sensi
dell'art. 416 CP/I (v. incarto RR.2015.245 act. 1.5 pag. 4 e seg.) e non quello
per associazione di tipo mafioso giusta l'art. 416-bis CP/I –, ciò non toglie
che questa Corte ha già avuto modo di affermare nella predette decisioni del
30 luglio 2015, relativamente ai conti bancari ivi litigiosi, che le risultanze
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investigative indurrebbero ad ipotizzare che la ricorrente abbia utilizzato i
conti in parola per riciclare denaro proveniente dalle distrazioni fraudolente
di D. ai danni del patrimonio di varie società operanti nel settore edile (v.
RR.2015.65 consid. 2.2; RR.2015.66 consid. 3.3). Ora, potendo essere ipo-
tizzato un uso simile del conto oggetto della presente procedura, la condi-
zione della doppia punibilità è adempiuta già solo per questo motivo, dato
che i fatti esteri possono essere sussunti in Svizzera al reato di riciclaggio di
denaro ai sensi dell'art. 305bis CP. Per tacere dei fatti contestati anche a F. e
D. (v. incarto RR.2015.245 act. 1.5 pag. 2 e segg.), i quali possono senz'altro
essere sussunti almeno ai reati di amministrazione infedele (art. 158 CP), di
bancarotta fraudolenta (art. 163 CP) e appropriazione indebita (art. 138 CP).
Non da ultimo, in virtù dell'art. 50 CAS (v. supra consid. 2.2 in fine), l'assi-
stenza può essere ammessa anche per eventuali infrazioni in materia di fi-
scalità indiretta.
Certo, come naturale, la procedura all'estero ha subìto nel frattempo un'evo-
luzione, ma le autorità italiane non hanno dichiarato di voler ritirare la propria
domanda di assistenza e non vi è nessun elemento per ritenere che a questo
stadio della procedura la documentazione in questione non sia più utilizza-
bile ai fini del giudizio. In base alla giurisprudenza, di principio, fintanto che
la domanda di assistenza non è stata ritirata, alla medesima occorre dare
seguito (v. sentenza del Tribunale federale 1C_559/2009 dell'11 febbraio
2010, consid. 1 con rinvii). Anche se in base all'art. 31 n. 2 lett. b CRic la
parte richiedente è tenuta ad informare immediatamente la parte richiesta di
qualsiasi cambiamento di fatto o di diritto, a seguito del quale gli atti a norma
del capitolo III della convenzione non risultino più giustificati, questo, contra-
riamente a quanto concretamente dedotto dalla ricorrente, non comporta un
obbligo di informare su cambiamenti che non sono comunque atti a sconvol-
gere l'assetto su cui si basavano le precedenti misure d'assistenza. La buona
fede tra Stati non implica un obbligo di informazione di una portata così am-
pia come quella postulata dalla ricorrente, ma in sostanza impone di infor-
mare sull'eventuale venir meno dei presupposti fondamentali su cui l'assi-
stenza si fondava (v. M. RUHE, Commentario basilese, op. cit., n. 5 ad art. 31
CRic). Come qui sopra esposto, si tratta di un'eventualità qui pacificamente
non data, visto che al di là delle puntuali novità processuali evidenziate nel
ricorso, non vi sono elementi per ritenere decaduti i presupposti su cui l'as-
sistenza si è finora basata, né vi è ragione di procedere al postulato aggior-
namento della situazione processuale italiana domandando al MPC di atti-
varsi in tal senso.
2.4 In definitiva, la concessione dell'assistenza nel caso concreto non trova osta-
coli né dal punto di vista della doppia punibilità, né da quello della buona fede
tra Stati, né da quello della riserva del reato fiscale. Per il resto, le censure
ricorsuali sono inconferenti in ambito di assistenza giudiziaria internazionale.
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3. La ricorrente sostiene che la trasmissione all'autorità rogante della documen-
tazione riguardante il suo conto violerebbe il principio della proporzionalità.
Essa afferma che l'apertura di tale conto troverebbe oggettiva e palese giu-
stificazione dalla sua decisione di acquistare nel 2014 un immobile nel Can-
tone Ticino.
3.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una do-
manda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero deve
essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo
Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità
di assumere determinate prove e non può sostituirsi in questo compito all'au-
torità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La
richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della
proporzionalità sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c;
sentenze del Tribunale penale federale RR.2008.154-157 dell'11 settembre
2008, consid. 3.1; RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3) o se la do-
manda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee
a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a).
Inoltre, da consolidata prassi, quando le autorità estere chiedono informa-
zioni su conti bancari nell'ambito di procedimenti come quello qui in esame,
esse necessitano di regola di tutti i relativi documenti, perché debbono poter
individuare il titolare giuridico ed economico dei conti eventualmente forag-
giati con proventi illeciti, per sapere a quali persone o entità giuridiche pos-
sano essere ricollegati (DTF 129 II 462 consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c
inedito; 121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del Tribunale federale
1A.177/2006 del 10 dicembre 2007, consid. 5.5; 1A.227/2006 del 22 febbraio
2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; sull'utilità dei
documenti d'apertura di un conto v. sentenza del Tribunale federale
1A.182/2006 del 9 agosto 2007, consid. 3.2; cfr. anche DTF 130 II 14 consid.
4.1). La trasmissione dell'intera documentazione potrà evitare altresì l'inoltro
di eventuali domande complementari (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241
consid. 3; sentenza del Tribunale federale 1C_486/2008 dell'11 novembre
2008, consid. 2.4). Si tratta di una maniera di procedere necessaria, se del
caso, ad accertare anche l'estraneità delle persone interessate (DTF 129 II
462 consid. 5.5; sentenze del Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto
2007, consid. 2.3 e 3.2; 1A.52/2007 del 20 luglio 2007, consid. 2.1.3;
1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settem-
bre 2005 in fine; 1A.79/2005 del 27 aprile 2005, consid. 4.1). In base alla
giurisprudenza l'esame va quindi limitato alla cosiddetta utilità potenziale,
secondo cui la consegna giusta l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei
http://links.weblaw.ch/DTF-132-II-81 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F120-IB-251%3Ait&number_of_ranks=0#page251 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F120-IB-251%3Ait&number_of_ranks=0#page251 http://links.weblaw.ch/BSTGER-RR.2008.154 http://links.weblaw.ch/BSTGER-RR.2007.18 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-II-134%3Ait&number_of_ranks=0#page134 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-II-134%3Ait&number_of_ranks=0#page134 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-II-462%3Ait&number_of_ranks=0#page462 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-II-462%3Ait&number_of_ranks=0#page462 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-II-180%3Ait&number_of_ranks=0#page180 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-II-180%3Ait&number_of_ranks=0#page180 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241 http://links.weblaw.ch/1A.177/2006 http://links.weblaw.ch/1A.227/2006 http://links.weblaw.ch/1A.195/2005 http://links.weblaw.ch/1A.182/2006 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-II-14%3Ait&number_of_ranks=0#page14 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-II-14%3Ait&number_of_ranks=0#page14 http://links.weblaw.ch/DTF-121-II-241 http://links.weblaw.ch/1C_486/2008 http://links.weblaw.ch/DTF-129-II-462 http://links.weblaw.ch/DTF-129-II-462 http://links.weblaw.ch/1A.182/2006 http://links.weblaw.ch/1A.52/2007 http://links.weblaw.ch/1A.227/2006 http://links.weblaw.ch/1A.195/2005 http://links.weblaw.ch/1A.79/2005
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mezzi di prova certamente privi di rilevanza per il procedimento penale all'e-
stero (DTF 126 II 258 consid. 9c; 122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a
e b).
3.2 Ora, come evidenziato dall'autorità d'esecuzione, in data 28 marzo e 2 aprile
2014 sul conto della ricorrente sono stati versati valori provenienti da un
conto n. 2 presso la banca M. SA, Singapore, intestato a N. Inc., società di
diritto panamense implicata nei fatti oggetto d'inchiesta all'estero (v. sen-
tenza del Tribunale penale federale RR.2015.66 del 30 luglio 2015, consid.
5.3), inchiesta che ha appurato come sul conto della predetta società siano
giunti ingenti importi provenienti da un conto intestato a A. presso la banca
O., San Marino, i quali sono stati in seguito, almeno parzialmente, trasferiti
sulla relazione bancaria oggetto della presente procedura, dopo un passag-
gio intermedio sul conto di cui sopra intestato a società N. Inc. (v.
RR.2015.245, act. 6 pag. 7). Non si può di certo affermare quindi che la ri-
corrente, indagata all'estero, ed il conto litigioso siano estranei ai fatti oggetto
d'indagine. La documentazione oggetto della decisione impugnata presenta
un'utilità potenziale evidente, potendo essa permettere di ricostruire i flussi
di denaro che l'autorità italiana ritiene provenire dalle presunte distrazioni
commesse a danno di società gestite dalla criminalità organizzata (v.
RR.2015.245, act. 1.5 pag. 8), e questo a prescindere dal fatto che la ricor-
rente non sia in quanto tale indagata per il reato di cui all'art. 416-bis CP/I.
Costatata la sufficiente relazione tra la misura d'assistenza richiesta e l'og-
getto del procedimento penale italiano, spetterà al giudice estero del merito
valutare se dalla documentazione sequestrata emerge in concreto una con-
nessione penalmente rilevante tra i fatti perseguiti all'estero ed il conto og-
getto della decisione impugnata. Non è infatti competenza dell'autorità ro-
gata, rispettivamente del giudice adito su ricorso in ambito di assistenza, so-
stituirsi al giudice penale straniero e pronunciarsi sulla sostanza delle ipotesi
di reato formulate dagli inquirenti (v. DTF 132 II 81 consid. 2.1; 122 II 373
consid. 1c; 112 Ib 215 consid. 5b; 109 Ib 60 consid. 5a e rinvii). Visto quanto
esposto, vi è da concludere che la trasmissione della documentazione liti-
giosa non viola il principio della proporzionalità.
4. Con il suo gravame la ricorrente postula inoltre lo sblocco del suo conto,
motivandolo col fatto che in Italia il Giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Bergamo avrebbe disposto, in ragione della netta sproporzione
tra il valore dei beni vincolati e l'importo da sequestrare di EUR 3'264'882.--,
la modifica del sequestro preventivo pronunciato in data 25 febbraio 2014
dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Brescia. L'autorità
italiana avrebbe quindi limitato a taluni suoi beni la misura cautelare del se-
questro, sbloccando diversi immobili.
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-II-258%3Ait&number_of_ranks=0#page258 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-II-258%3Ait&number_of_ranks=0#page258 http://links.weblaw.ch/DTF-122-II-367 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241 http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241 http://links.weblaw.ch/DTF-132-II-81 http://links.weblaw.ch/DTF-122-II-373 http://links.weblaw.ch/DTF-112-IB-215 http://links.weblaw.ch/DTF-109-IB-60
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L'autorità che entra nel merito di una domanda d'assistenza giudiziaria inter-
nazionale e, in esecuzione della stessa, ordina un sequestro, deve verificare
che tale provvedimento abbia un legame sufficientemente stretto con i fatti
esposti nella domanda e non sia manifestamente sproporzionato per rap-
porto a quest'ultima (DTF 130 II 329 consid. 3; sentenza del Tribunale fede-
rale 1C_513/2010 dell'11 marzo 2011, consid. 3.3). Ebbene, visto quanto
esposto nei precedenti considerandi (v. in part. supra consid. 3.2), è senz'al-
tro possibile affermare che esistono elementi sufficienti per confermare il se-
questro contestato. Toccherà poi all'autorità estera esaminare il contenuto
della documentazione di cui è stata ordinata la trasmissione e accertare l'e-
ventuale provenienza illecita dei fondi sequestrati. Dovessero i valori in que-
stione essere effettivamente il risultato d'infrazioni penali, essi potrebbero
fare l'oggetto di una decisione di confisca o di restituzione all'avente diritto
nello Stato richiedente (v. art. 74a cpv. 1 e 2 AIMP e art. 13 e segg. CRic,
nonché DTF 123 II 134 consid. 5c, 268 consid. 4, 595 consid. 3). La deci-
sione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo nulla
muta a tali considerazioni (v. act. 1.4). Da una parte, le autorità estere non
hanno modificato le loro richieste presentate con rogatoria del 6 marzo 2014,
anzi, con scritto dell'8 luglio 2015 esse, dopo essere state contattate come
preannunciato da parte del MPC all'avvocato della ricorrente il 6 luglio 2015
(v. RR.2015.245 act. 6.5 pag. 4), hanno confermato l'interesse al manteni-
mento del sequestro dei valori patrimoniali su suolo elvetico (v. incarto
RR.2015.207, act. 9 pag. 5); dall'altra, la documentazione bancaria litigiosa
potrebbe permettere di ricostruire flussi di denaro sconosciuti all'autorità ro-
gante, modificando così l'entità dei valori patrimoniali ritenuti di provenienza
illecita. In definitiva, il sequestro litigioso deve essere mantenuto di principio
sino alla notifica di una decisione definitiva ed esecutiva dello Stato richie-
dente o fintanto che quest'ultimo non abbia comunicato che una tale deci-
sione non può più essere pronunciata (art. 74a cpv. 3 AIMP e 33a OAIMP;
TPF 2007 124 consid. 8 e rinvii; v. anche art. 11 e seg. CRic), ferma restando
la necessità che la procedura all'estero avanzi (DTF 126 II 462 consid. 5e).
La ricorrente non ha peraltro sostanziato nessun pregiudizio economico ca-
gionato dal sequestro, limitandosi ad affermare che lo stesso le avrebbe
creato e crea "problemi gravissimi", dato che non potrebbe procedere al pa-
gamento del prezzo residuo relativo all'acquisto di una proprietà immobiliare
a Z. L'affermazione non è tuttavia suffragata da nessun riscontro documen-
tale. Anche da questo punto di vista il blocco in questione non presenta alcun
elemento di sproporzionalità. Ne consegue che il sequestro va confermato e
la relativa censura respinta.
5. Le spese seguono la soccombenza. La tassa di giustizia è calcolata giusta
gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis lett. b PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 lett. b del
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regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le
indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è
fissata nella fattispecie a fr. 8'000.--; essa è coperta dagli anticipi delle spese
già versati, ossia complessivamente fr. 10'000.-- (fr. 5'000.-- per la procedura
RR.2015.207 e fr. 5'000.-- per la procedura RR.2015.245). La cassa del Tri-
bunale restituirà quindi alla ricorrente il saldo di fr. 2'000.--.
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