# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f00ad35a-2a89-567f-9489-3aee799dbdd2
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
1. L’imputato è stato rinviato a giudizio come (sedicente) _, generalità attestate da un passaporto nigeriano falso (AI 140), ma alla vigilia del dibattimento egli, per il tramite del patrocinatore, ha fatto pervenire alla Corte un passaporto nigeriano all’apparenza autentico che lo identifica come AC 1, nato il _ a _ (doc. TPC 7), dati anagrafici da lui confermati in aula.
2. Interrogato sulla sua vita anteriore, il prevenuto ha raccontato di aver perso il padre in tenera età e di essere stato cresciuto dalla madre _ che gestiva un piccolo negozio di alimentari. Egli ha dichiarato di aver frequentato solo 6 anni di scuola primaria senza poi intraprendere alcuna formazione professionale ma dedicandosi invece al gioco del calcio nella speranza di diventare un calciatore professionista, aiutando quanto meno la madre nella propria attività.
Nel 2005 egli ha lasciato la Nigeria per cercare fortuna in Europa e per pagare il viaggio egli avrebbe contratto coi passatori un debito di US 50’000.- Giunto in Svizzera l'accusato ha presentato una domanda di asilo, prontamente respinta, sotto le false generalità di _, cittadino sudanese classe _. Egli è però stato riconosciuto come cittadino nigeriano e persona di età chiaramente superiore a quella dichiarata e il 19 ottobre 2006, ad un anno circa dalla reiezione della domanda d'asilo e solo con la minaccia della carcerazione amministrativa, è stato possibile rimpatriarlo in Nigeria (per i dettagli cfr. AI 143). A dire dell'accusato, al rientro in patria egli avrebbe avuto problemi con i passatori, che pretendevano il pagamento del debito e che per ritorsione avrebbero preso in ostaggio sua madre. L’imputato sarebbe quindi stato costretto a tornare in Europa per trovare un’occupazione che gli permettesse di far fronte ai suo impegni finanziari. Il 29 dicembre 2006 egli si è fatto rilasciare il passaporto e già il 9 gennaio 2007 è giunto all’aeroporto di _. Essendo privo dei necessari permessi egli è però subito stato rinviato in Nigeria dalle autorità italiane, versione questa congruente coi timbri riportati sul passaporto (doc. TPC 7). Poco tempo dopo egli avrebbe nuovamente tentato di raggiunge la Svizzera, questa volta facendo uso di un passaporto falso con le generalità _ (AI 140) fornitogli da persone di cui l'accusato nulla ha saputo dire. In questo modo egli sarebbe riuscito ad atterrare in Germania e da qui avrebbe raggiunto la Svizzera in auto.
Egli è così giunto in Svizzera al più tardi il 26 marzo 2007, essendo da quel momento la sua presenza attestata dalle notifiche di polizia compilate dai gestori delle pensioni in cui ha alloggiato (RPG AI 132, all. 27).
L’accusato, nelle varie identità con cui è conosciuto, non risulta avere precedenti penali in Svizzera.
3. Nel corso di un’inchiesta per traffico di stupefacenti tra la Svizzera e la Spagna a carico di alcuni cittadini africani, gli inquirenti sono entrati in possesso, e hanno messo sotto controllo dell’utenza _ utilizzata dall'accusato, acquisendo ben presto la certezza che egli si riforniva di cocaina che quindi spacciava al dettaglio.
Egli è quindi stato fermato il 15 luglio 2009 assieme alla compagna _.
Nella suo monolocale di via _ a _, la polizia ha rinvenuto e sequestrato circa 64 grammi di cocaina (grado di purezza 36% - 45,9%), Euro 13'100.- e fr. 19'900.-
Interrogato, il prevenuto ha ammesso di trovarsi in Svizzera da circa due anni e di spacciare cocaina. Dopo l'iniziale ammissione di vendite per circa 400 grammi, egli ha infine riconosciuto un traffico di circa 800 grammi.
AC 1 è stato mantenuto in carcerazione preventiva sino all’odierno dibattimento.
4. Con atto d’accusa del 9 dicembre 2009 il Procuratore pubblico ha imputato al prevenuto il reato di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti per la vendita e la cessione di complessivi 2,364 chilogrammi di cocaina, gli atti preparatori per l’acquisto di ulteriori 600 grammi e la detenzione di 64,15 grammi della medesima sostanza. Egli è inoltre stato accusato di riciclaggio di denaro, infrazione alla LDDS e alla LF Sugli stranieri nonché di contravvenzione alla LF Stup per i suoi modici consumi, addebiti per la maggior parte ammessi dall’imputato.
5. L'accusato ha raccontato di essere entrato in contatto nel corso del 2007 con un suo connazionale, tale _, dedito al traffico di cocaina, il quale gli avrebbe fornito una prima partita di stupefacente da vendere. In seguito l’imputato si sarebbe rifornito anche da tali _, _, _ e _, personaggi non identificati e non identificabili a fronte della pochezza delle informazioni fornite su di loro dall'accusato. A suo dire, il prevenuto avrebbe iniziato a spacciare per far fronte ai suoi bisogni finanziari. In aula, dopo aver ribadito la (comprensibile) difficoltà nel ricordare in dettaglio le sue vendite, l'accusato ha dichiarato di ritenere possibile d’aver venduto ed in minima parte ceduto gratuitamente almeno 2 chili di cocaina (verbale dibattimentale, pag. 3) in luogo dei soli 800 grammi ammessi durante l'inchiesta, quantitativo che di poco si discosta da quanto imputatogli nell’atto di accusa e che corrisponde agli accertamenti effettuati da questa Corte.
Il prevenuto ha stimato in una quarantina di persone il suo giro di clienti. Ha ammesso che alcuni di essi -quelli con cui era stato messo a confronto durante l'inchiesta- hanno acquistato importanti quantitativi, mentre che altri hanno acquistato solo modiche quantità (verbale dibattimentale, pag. 3). Lo stupefacente veniva venduto prevalentemente sotto forma di dosi da 0.7 grammi al prezzo di fr. 80/100.- L’attività di spaccio avveniva di sera nella zona di _, nei pressi della sua abitazione, e quindi vicino alla panetteria - tea room che si trova nel medesimo stabile, nel piazzale delle scuole elementari, come pure nei pressi del vicino garage _.
Così accertati i fatti, l’imputazione di cui al punto 1.1 dell'atto di accusa trova pertanto conferma nei limiti delle ammissioni dell’imputato.
6. Il Procuratore pubblico ha imputato ad AC 1 anche gli atti preparatori per l’acquisto di ulteriori 500 grammi di cocaina (punto 1.2 AA), addebito contestato dal prevenuto e dedotto dal contenuto di due telefonate intercettate dagli inquirenti l’11 e il 12 luglio 2009 tra il qui imputato e un non meglio identificato fornitore ubicato nella Svizzera interna.
La Corte, esaminate le telefonate in questione, ha constatato come nella prima, quella dell'11 luglio 2009 ore 01.37'13", si discute effettivamente di una consegna di "500" chiesta dall'accusato, il soggetto "A" nella trascrizione:
“
A. chiama B.
B. dice che è a Lucerna.
A. chiede a B. se è in un club
B. dice di si.
Segue conversazione a carattere amichevole.
Prima di salutarsi B. chiede a A. se sarà possibile fare quella cosa domani.
A. dice di si e aggiunge se è possibile per B. di portare 500; A dice a B. che se è possibile per lui; B. dice che non c’e nessun problema”
Nella telefonata del giorno seguente, ore 23.55'51" i due interlocutori non menzionano però la questione della consegna dei "500" benché essa, secondo gli accordi del giorno precedente, avrebbe dovuto avere luogo. Inoltre, discutendo di denaro, si evince come l'accusato sia ora debitore di "5" e che la situazione sia che "
A. gli ha già dato precedente 2 più i 5 sono 7
", il che tuttavia, anche ammettendo che si parli di migliaia di franchi o di euro, non è congruente con il prezzo di 500 grammi di cocaina, che dovrebbe essere di almeno fr. 25'000.-.
Pertanto, la Corte ne ha concluso che non è possibile accertare con la dovuta certezza che cosa siano i “500” della prima telefonata, ragione per cui, seppure in forma dubitativa, ha prosciolto l’accusato da questo capo di imputazione.
7. L'accusato è invece reo confesso dell'imputazione di atti preparatori all'acquisto di 100 grammi di cocaina di cui al punto 1.3 dell'atto di accusa (verbale dibattimentale, pag. 3), avendo ammesso di aver concordato telefonicamente con _ e con il fornitore "_" la consegna di 100 grammi di stupefacente, poi trasportati da _, occultati nel suo corpo, da _ a _ il 16 luglio 2009.
La consegna non ha avuto però luogo a causa dell’arresto di _ e dell'accusato.
Parte della droga (circa 38 grammi) è stata sequestrata dagli inquirenti.
8. AC 1 ha inoltre ammesso l’addebito di cui al punto 1.4 dell'atto di accusa, riconoscendo come di propria pertinenza e destinati alla vendita i 64.15 grammi di stupefacente sequestrati nella sua camera il giorno dell’arresto (verbale dibattimentale, pag. 4).
9. Il Procuratore pubblico, avendo trovato le relative ricevute nel suo appartamento, ha imputato al prevenuto il reato di riciclaggio di denaro per avere inviato, per il tramite della sua compagna _, in due occasioni in Nigeria a favore di _ e _ complessivi fr. 811.60 provento del suo traffico di droga.
In sede di inchiesta l’accusato aveva ammesso l’addebito cosi formulato e aveva precisato che le destinatarie dei versamenti sono delle amiche della madre incaricate di farle pervenire il denaro.
Il Presidente, constatato che la _ ha effettuato parecchi altri versamenti in favore delle due donne nel periodo di permanenza dell’AC 1 in Ticino e durante la loro relazione sentimentale (AI 79), ha esteso, con l’accordo delle parti, l’imputazione a fr. 11'872.- (verbale dibattimentale, pag. 4). L’accusato in aula ha contestato questo (nuovo) addebito, sostenendo di avere effettuato unicamente i due versamenti indicati nell’atto di accusa e di non sapere per conto di chi la _ avesse versato altri soldi alle due donne. La Corte non gli ha creduto e ha considerato che a fronte di un guadagno conseguito di almeno fr. 150'000.- l’importo che egli pretende aver versato alla madre appare non solo esiguo, ma addirittura ridicolo.
L'imputazione è perciò stata ammessa per fr. 11'872.-, senza influsso sulla pena dell'accusato, determinata unicamente per il motivo dell'imponente spaccio al dettaglio di cocaina.
10. L’imputato è inoltre autore reo confesso dei reati di infrazione alla LDDS e alla LStr di cui ai punti 3 e 4 dell'atto di accusa per essere entrato in Svizzera privo di validi certificati di legittimazione e per avervi soggiornato illegalmente sulla scorta di un documento di legittimazione falso (verbale dibattimentale, pag. 4).
L'accusato ha infine riconosciuto il proprio modico consumo di 5 grammi di cocaina (verbale dibattimentale, pag. 4) .
11. Secondo l’art 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Per l’art. 49 CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.
12. AC 1 dal profilo oggettivo deve lasciarsi imputare la vendita al dettaglio di 2 chili di cocaina, gli atti preparatori per l’acquisto di ulteriori 100 grammi e la detenzione di circa 64 grammi di quello stupefacente. Egli è altresì autore colpevole dei reati di riciclaggio di denaro, infrazione alla LDDS e alla Legge sugli stranieri e di contravvenzione alla LFStup.
La gravità, manifesta, di questi addebiti è data essenzialmente dall’infrazione aggravata alla LFstup mentre che poco hanno influito le altre imputazioni nella determinazione della pena odierna.
Anche dal punto di vista soggettivo l'accusato è pesantemente colpevole.
Egli, dopo l'allontanamento dalla Svizzera, vi ha fatto ritorno all'espresso motivo di vendere stupefacente e ha dimostrato buone capacità delinquenziali riuscendo a mettere in atto uno spaccio di vaste proporzioni. Non è un consumatore, ma uno spacciatore puro, non intendeva in alcun modo fermarsi, ma semmai salire di livello, avendo iniziato ad ingaggiare dei terzi per il lavoro pericoloso di smercio al dettaglio. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha messo fine ai suoi traffici, finalizzati al proprio lucro e dai quali ha tratto un profitto importante.
La Corte ha tenuto conto anche di elementi favorevoli all’imputato quali l'incensuratezza, oltre al fatto che egli al processo ha infine rivelato la propria identità e ha anche ammesso l'ordine di grandezza del traffico, elementi questi che hanno indotto la Corte a ridurre la pena detentiva in misura di circa 9 mesi.
Tutto considerato, la Corte ha ritenuto equa per l’AC 1 la pena detentiva di 3 anni e 9 mesi, con computo del carcere preventivo sofferto.
Egli è pure condannato al pagamento della tassa di giustizia di fr. 2000.- e delle spese processuali.
13.
La Corte ha inoltre ordinato la confisca dello stupefacente, da distruggere, dell’importo di fr. 42'895.45, del cellulare LG (rep. no. 4696) del cellulare Nokia (rep. 4697) del cellulare Nokia (rep. 4698) del cellulare Nokia (rep. 4670), di 12 carte SIM (menzionate alla pagina 5 dell'atto di accusa), dei rotoli cellofan e dei sacchetti di plastica (rep. 4704), delle 2 cedole Western Union (rep. 4679) e del passaporto nigeriano falso (annesso al rapporto AI 140).
Dei tre cellulari Samsung sequestrati (rep. 4694, 4669 e 4668, menzionati alle pagine 2 e 3 dell'atto di accusa) quello nero (da identificare dall'autorità d'esecuzione previa visione dei reperti) è dissequestrato in favore del condannato mentre che gli altri 2 sono confiscati.
Le chiavi Galli e Kaba (rep. 4691) sono dissequestrate in favore della massa fallimentare _ SA. Gli altri oggetti sequestrati menzionati nell’atto di accusa sono dissequestrati in favore del prevenuto.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che ai n. 1.1.2.2 e 2,
visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 51, 69 e 305bis CP;
19a, 19 cifra 2 LStup;
115 LStrn, 23 LDDS;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations