# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 44d8fcbd-8e8f-57a3-ab9a-4fa901a6d845
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
RI 1, di professione direttore della _ a _, è coniugato con RI 2. Con loro vive la figlia della moglie, _, nata nel 1989. Il figlio del marito, _, nato il 1990, vive invece con la madre a _.
Nella dichiarazione fiscale 2010, i contribuenti chiedevano di essere ammessi alla deduzione sociale per due persone bisognose a carico, in relazione ai due figli _ e _.
B.
Notificando loro la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 23 novembre 2011, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna riconosceva le seguenti deduzioni sociali:
·
a livello cantonale, l’importo complessivo di fr. 10'900.– a titolo di “deduzione per ogni figlio a carico”, spiegando nella motivazione allegata che la deduzione era stata concessa “in ragione del 50% per ciascun figlio”;
·
a livello federale, l’importo di fr. 6'100.– a titolo di “deduzione per ogni figlio a carico” e un ulteriore importo di fr. 6'100.– a titolo di “deduzione per ogni persona a carico”, adducendo che quest’ultimo era stato concesso in relazione alla figlia _, “la quale è ancora mantenuta nella misura del 50% dal contribuente e la stessa abita ancora nell’immobile di _”.
C.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 21 novembre 2011, nel quale sottolineavano in particolar modo che entrambi i figli andavano considerati persone bisognose a carico avendo nel frattempo terminato la loro rispettiva formazione scolastica: il figlio _ aveva studiato “sino a luglio 2010 e poi [...] svolto il servizio civile”, mentre la figlia _ aveva intrapreso un’attività indipendente a _.
D.
L’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 21 dicembre 2011, così motivata:
“[...]
considerato che il figlio _, convivente con la di lui madre fuori cantone ha terminato gli studi nel corso del periodo fiscale e che per il suo mantenimento il contribuente ha versato CHF 2'350.– mensili fino all’ottenimento della maturità e CHF 1'300.– mensili durante il resto del periodo fiscale nel quale lo stesso ha assolto il servizio civile, [...] si riconferma la deduzione per figlio agli studi e non può di conseguenza essera ammessa la deduzione per persone bisognose a carico;
constatato che la figlia Arianna, precedentemente terminata la formazione professionale, ha intrapreso, nel corso del periodo fiscale, un’attività indipendente consumando parte dei capitali precedentemente detenuti e dichiarando una perdita d’esercizio [...] è rilevabile nel caso la carenza dell’aspetto oggettivo dell’incapacità totale o parziale all’esercizio di un’attività lucrativa in quanto la figlia ha scelto di intraprendere un’attività indipendente nell’incertezza di conseguire redditi sufficienti [...]”
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1RI 2 postulano nuovamente la concessione per entrambi i figli della deduzione per persone bisognose a carico, sostenendo che la decisione dell’autorità di tassazione si baserebbe su un’interpretazione cantonale delle disposizioni in discussione, contraria alla prassi e alla giursprudenza di altri Cantoni.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a
LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10'900.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 6'100.–
(cfr. art. 213 cpv. 1 lett.
a
LIFD; inoltre
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
Per figli a carico si intendono i figli minorenni e quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede (cfr.
Circolare
n. 18/2009 della Divisione delle contribuzioni, cifra 2.).
1.2.
P
er quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 213 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 209 LIFD) o dell’assoggettamento”.
Con il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109;
Locher
, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 69 ad art. 35 LIFD, p. 885).
Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel singolo caso un contribuente possa essere avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è possibile conseguire un’imposizione assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una disciplina legale non comporti ingiustizie in generale (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, op. cit., p. 111, con riferimento a DTF 120 Ia 337).
1.3.
Nel caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha dato prova di una certa generosità, riconoscendo ai contribuenti la deduzione sociale per figli a carico di fr. 10'900.– per l’IC e di fr. 6'100.– per l’IFD, malgrado alla data determinante del 31 dicembre 2010 sia il figlio _ (nato nel 1990) sia la figlia _ (nata nel 1989) avessero ormai terminato la loro formazione scolastica.
Come confermato dagli stessi ricorrenti, infatti, il figlio _ ha studiato sino al mese di luglio 2010, dopodiché ha svolto servizio civile; la figlia _, a partire dal mese di maggio 2010, ha invece intrapreso una non meglio specificata attività indipendente a _.
1.4.
Dalle osservazioni al ricorso presentate il 1° febbraio 2012 dall’Ufficio di tassazione, risulta che la deduzione per figlio a carico di fr. 10'900.- era stata riconosciuta per il fatto che non erano deducibili gli alimenti (pari a fr. 23'272.-), versati dai contribuenti a favore del figlio _, durante il periodo fiscale in questione. Anche se i ricorrenti hanno provveduto al sostentamento del figlio _ durante l’anno, il momento determinante per valutare la situazione che giustifica il riconoscimento delle deduzioni sociali è, come visto, l’ultimo giorno dell’anno (cfr. anche la sentenza n. 80.2008.37 del 30 luglio 2009). È dunque evidente che l’autorità fiscale ha avantaggiato i ricorrenti, ammettendo una deduzione sociale cui non avevano diritto.
2.
2.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'600.- a 10'900.- franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600.- franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli
per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera
a
.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett.
b
LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.- franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera
a
.
2.2.
Come risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della deduzione (decisione CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
Circolare
n. 18/2009 della Divisione delle contribuzioni, cifra 3.1, p. 5). Se l’aiuto non raggiunge almeno l’importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 50 ad art. 213 LIFD, p. 1647;
Baumgartner
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2a, 2a ediz., Basilea 2008, n. 28 ad art. 213 LIFD, p. 589). In altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono irrilevanti per la deduzione stessa (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p. 196).
2.3.
Diversamente dalla LIFD, la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la deduzione sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, è residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT;
Messaggio
del Consiglio di Stato n. 4169 del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).
2.4.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa (
“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”
). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. U
na capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (B
osshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003)
oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (
Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter
, op. cit., n. 70 ad art. 213 LIFD, p. 1651; inoltre decisione CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
2.5.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, op. cit., p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d
’
esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.– di reddito netto o a fr. 50'000.– di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.– di reddito netto e a fr. 46'000.– di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.– di reddito netto e a fr. 92'000.– di sostanza imponibile per le persone coniugate (
Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter
, op. cit., n. 66 ad art. 213 LIFD, p. 1650;
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
2.6.
La deduzione per persone bisognose a carico può infine essere concessa solo nella misura in cui la capacità economica del contribuente che la fa valere sia effettivamente diminuita dalle spese sostenute. La funzione delle deduzioni sociali è in effetti proprio quella di tener conto della situazione economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla capacità contributiva soggettiva (
Blumenstein/Locher
, System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212; decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Trattandosi di un elemento che concorre ad escludere o ridurre il debito verso l’erario, l’onere della prova dei costi assunti a favore della persona bisognosa incombe di principio al contribuente (
Jacques
,
in: Yersin/Noël [a cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008
, n. 45 ad art. 213 LIFD, p. 1689).
3.
3.1.
La deduzione per persone bisognose non può essere fatta valere per i figli per i quali è già stata accordata la deduzione in base agli art. 34 cpv. 1 lett.
a
LT e 213 cpv. 1 lett.
a
LIFD.
È quindi immediatamente evidente che nei confronti del figlio _, che già ha potuto beneficiare di una deduzione per figli a carico sia a livello cantonale sia a livello federale, la questione di un’ulteriore deduzione sociale nemmeno si pone.
3.2.
Per quanto concerne invece la figlia _, nella motivazione allegata alla decisione qui impugnata, l’Ufficio di tassazione ha correttamente evidenziato l’assenza del presupposto oggettivo dell’incapacità, totale o parziale, all’esercizio di un’attività lucrativa.
Poco importa se il primo esercizio contabile della non meglio precisata attività indipendente si sia concluso con una perdita. Il fatto stesso che la figlia abbia aperto una sua attività dimostra inequivocabilmente che la stessa è una persona capace di esercitare un’attività lucrativa. Si aggiunga inoltre che alla fine del periodo fiscale qui in esame la figlia _ disponeva di titoli e capitali per fr. 79'735.–, oltre a una sostanza netta investita in società di persone di fr. 96'430.– (cfr. decisione di tassazione IC 2010 del 23 giugno 2011), ciò che già a prima vista contrasta con il requisito dello stato di bisogno (cfr. punto 2.5.).
3.3.
Malgrado la suddetta motivazione, nel calcolare l’imposta federale diretta, l’Ufficio di tassazione ha nuovamente confermato in deduzione l’importo di fr. 6'100.–, a titolo di “deduzione per ogni persona a carico”. Anche in questo caso, l’autorità fiscale ha ammesso delle deduzioni sociali, cui i contribuenti in realtà non avrebbero avuto diritto alcuno. La decisione impugnata si palesa pertanto più che generosa nei confronti dei ricorrenti.
4.
Come visto, l’Ufficio di tassazione ha concesso ben due deduzioni cui i ricorrenti non avevano diritto.
Si prospetterebbe pertanto una riforma della decisione su reclamo in sfavore dei ricorrenti, non prima però di averli avvertiti in ossequio al loro diritto di essere sentiti.
In una recente sentenza in materia di IFD, il Tribunale federale ha ribadito che
una commissione cantonale di ricorso può procedere ad una
reformatio in peius
, benché il ricorrente abbia ritirato il suo ricorso, quando la decisione attaccata è manifestamente incompatibile con le norme giuridiche da applicare ed un adattamento si impone senz’altro alla luce dell’esame della questione controversa (decisione TF n. 2A.408/2002 del 13 febbraio 2004, in: ASA 75 p. 159). In contrasto con il principio di un’armonizzazione verticale in materia di ricorso, l’art. 228 cpv. 3 LT stabilisce invece che il ricorrente ha la
facoltà di ritirare il ricorso in ogni momento. In teoria, potrebbe dunque accadere che questa Camera intraprenda la
reformatio in peius
per l’imposta federale diretta e che accetti invece il ritiro del ricorso per quanto concerne l’imposta cantonale (
Pedroli
, Novità e tendenze legislative nel campo del diritto tributario, in: RDAT II-2004, p. 475).
In concreto, tale questione può essere lasciata aperta. Per ragioni di economia processuale, questa Camera rinuncia infatti a riformare a sfavore dei ricorrenti la decisione qui impugnata.
5.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.