# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 67cfe646-e471-50fc-a497-d84fdefd8a6c
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
_ nata _ (1923), vedova, attinente di _, è deceduta a _ (_) il 20 marzo 2003, senza lasciare discendenti. Domiciliata a _ dal 1° aprile 1997, il 29 ottobre 2000 essa aveva notificato all'autorità comunale la sua partenza per il _ o, dove aveva ottenuto un permesso di soggiorno temporaneo. Con testamento olografo del 14 settembre 1997 _ aveva istituto suoi eredi, in particolare, AO 1, AO 2, AO 3 e AP 1, designando _ e _ in qualità di esecutori testamentari. Con testamento olografo del 25 giugno 1998 essa aveva poi designato suo unico erede AP 1g e aveva disposto legati in favore di svariate persone. In un terzo testamento olografo del 28 luglio 1998 infine, dopo avere elargito determinati legati in favore – tra altri – di AO 1, AO 2, AO 3 e AP 1, essa ha designato quest'ultimo suo erede universale sulla rimanenza, confermando gli esecutori testamentari predetti.
B.
Con istanza del 6 settembre 2003 AO 1, AO 2 ed AO 3 si sono rivolti al Pretore della giurisdizione di Locarno Città perché ordinasse la confezione di un inventario dell'eredità e confermasse l'apposizione dei sigilli posti dalle autorità fiscali agli appartamenti della defunta (Condominio “_a” a _: proprietà per piani n.11
706 e 11
709 della particella n. 779 RFD). Nel frattempo, il 5 maggio 2003, il Comune di _ ha chiesto al Pretore la nomina di un amministratore della successione (inc. DI.2003.97). Il 7 maggio 2003 il notaio _ di _ ha poi comunicato al Pretore di possedere i tre testamenti, chiedendogli di accertare preliminarmente la sua competenza per territorio in vista della relativa pubblicazione. Statuendo il 29 agosto 2003 sull'istanza di AO 1, AO 2 ed AO 3, il Pretore ha ordinato l'apposizione dei sigilli alle due proprietà per piani, la confezione di un inventario dell'eredità a cura del notaio _ e l'amministrazione dell'eredità per il tramite del dott. _, invitando il notaio _ a pubblicare i testamenti.
C.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto con un appello del 10 settembre 2003 nel quale chiede – previa concessione dell'effetto sospensivo – di annullare i provvedimenti in questione per difetto di competenza. Con decreto del 19 settembre 2003 il presidente di questa Camera ha conferito all'appello effetto sospensivo limitatamente ai dispositivi sulla confezione dell'inventario e sulla pubblicazione dei testamenti. Nelle loro osservazioni all'appello del 29 settembre 2003 AO 1, AO 2 ed AO 3 propongono di respingere il ricorso e di confermare la sentenza impugnata.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
I provvedimenti assicurativi per la devoluzione dell'eredità (art. 551 a 555 CC) sono emanati, nel Cantone Ticino, dal Pretore con la procedura di camera di consiglio non contenziosa (art. 2 cpv. 2 n. 9 e art. 3 LAC). Il giudice non è tenuto a indire un'udienza (art. 360 CPC). Dato nondimeno che la procedura è retta dal principio inquisitorio (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 2 ad art. 360 CPC), egli può – ravvisandone l'opportunità – assumere informazioni e provocare spiegazioni da terzi (art. 360 cpv. 2 CPC). La sua decisione è impugnabile entro 10 giorni (art. 370 CPC) da ogni interessato (Rep. 1995 pag. 162 consid. 3 con richiami). Tempestivo, nel caso in esame, l'appello è dunque ricevibile.
2.
I documenti nuovi allegati all'appello sono ricevibili in virtù del principio inquisitorio che disciplina la procedura sommaria non contenziosa, tanto più che in concreto l'appellante non è stato sentito dal Pretore, il quale non ha indetto alcun contraddittorio. L'appellante non ha avuto quindi la possibilità di offrire mezzi di prova (Rep. 1997 pag. 136; I CCA, sentenza 11.2000.3 del 22 gennaio 2000 consid. 3). Sui documenti nuovi, per altro, le controparti hanno avuto modo di esprimersi.
3.
Gli istanti hanno postulato provvedimenti assicurativi a tutela della successione lasciata da una cittadina svizzera, il cui ultimo domicilio è controverso. Le misure necessarie a salvaguardia della devoluzione ereditaria sono ordinate, in Svizzera, dall'autorità competente all'ultimo domicilio del defunto (art. 551 cpv. 1 CC;
Karrer
in: Basler Kommentar, ZGB II, 2
a
edizione, n. 6 alle note preliminari degli art. 551–559), come conferma dal 1° gennaio 2001 l'art. 18 cpv. 2 prima frase LForo. La cittadinanza del defunto non è di rilievo: se l'ultimo domicilio si trovava in Svizzera, tutti i “provvedimenti assicurativi” disposti dagli art. 551 a 559 CC rientrano nella competenza per territorio dell'autorità svizzera (art. 86 cpv. 1 LDIP:
Karrer
, op. cit., n. 14 alle note preliminari degli art. 551–559 CC). Se, per contro, l'ultimo domicilio si trovava all'estero, l'autorità svizzera del luogo di origine è competente solo se l'autorità estera non si occupa della successione (art. 87 cpv. 1 LDIP). Tutt'al più, ove l'ereditando con ultimo domicilio all'estero lasci beni in Svizzera, le autorità svizzere del luogo di situazione ordinano i necessari provvedimenti d'urgenza a loro tutela (art. 89 LDIP). Per il resto non sussistono trattati internazionali – tanto meno con il _ – che deroghino nei rapporti con Stati esteri alle norme federali appena citate sulla competenza per territorio (art. 1 cpv. 2 LDIP).
4.
L'appellante sostiene che nel caso in esame l'ultimo domicilio dell'ereditanda era a _. Ora, l'onere di provare che il domicilio della defunta si trovava a _ incombeva agli istanti, senza riguardo al fatto che la causa implichi questioni di diritto internazionale (
Schnyder
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, IPR, Basilea 1996, nota 9 ad art. 2 LDIP). Il problema è di sapere pertanto se gli istanti abbiano recato tale dimostrazione.
a)
Nelle fattispecie con risvolti internazionali, secondo l'art. 20 cpv. 1 lett. a LDIP (cui rinvia l'art. 86 LDIP), una persona fisica ha il domicilio nello Stato dove dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Sebbene le norme del Codice civile non siano direttamente applicabili (art. 20 cpv. 2 LDIP), la nozione di domicilio è correlata ai criteri degli art. 23 segg. CC (sentenza del Tribunale federale 5C.171/2001 del 19 marzo 2002 consid.
3c, pubblicata in SJ 2002 pag. 368;
Keller/Kren/Kostkiewicz
in: Zürcher Kommentar zum IPRG, 2
a
edizione, n. 16 ad art. 20).
Anche sul piano internazionale, di conseguenza, per “ultimo domicilio” si intende il luogo dove la persona dimorava con l'intenzione di stabilirsi durevolmente o dove si situava il centro dei suoi interessi (DTF 120 III 8 consid. 2a, 119 II 65 consid. 2b/bb con richiami). Un domicilio svizzero può dunque non essere dato sotto il profilo del diritto amministrativo, per la polizia degli stranieri, ed essere dato invece a norma delle legge federale sul diritto internazionale privato. Per converso, un domicilio fiscale in Svizzera non comporta necessariamente un domicilio nel senso della legge sul diritto internazionale privato (FF 1983 I pag. 293 n. 215.2;
Dutoit
, Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 3
a
edizione, n. 2 ad art. 20 LDIP con riferimenti).
b)
Ciò premesso, affinché una persona abbia domicilio in un determinato luogo occorrono due condizioni cumulative: l'effettiva residenza in quel luogo, che dev'essere di una certa durata (
Staehelin
in: Basler Kommentar, 2
a
edizione, n. 8 ad art. 23 CC), e l'intenzione di stabilirsi in quel luogo durevolmente. In altri termini, il domicilio non dipende solo dalla volontà soggettiva di una persona, ma anche da circostanze oggettive riconoscibili per i terzi (DTF 127 V 238 consid.
1; 120 III 8 consid. 2a;
Keller/Kren/Kostkiewicz,
op. cit., n. 21 ad art. 20).
Si considera “domicilio” il luogo ove una persona mostra, mediante il proprio comportamento (e non solo mediante la propria intenzione), di avere fissato il centro delle sue relazioni personali, sociali e professionali, come pure dei suoi interessi (DTF 125 III 102 consid.3;
Riemer
, Personenrecht des ZGB, Berna 1995, pag. 87 nota 184; v. anche
Pedrazzini/Oberholzer
, Grundriss des Personenrechts, 4
a
edizione, pag. 106).
5.
Nella sentenza impugnata il Pretore ha esaminato con quale Stato la defunta avesse il legame più stretto e in quale Paese essa si fosse meglio integrata per rapporto all'insieme delle sue relazioni di vita. Egli ha ricordato così che _ r, dopo essere stata domiciliata dal 1957 in varie località del _, da ultimo a _o, ha notificato il 29 ottobre 2000 al controllo degli abitanti di quel Comune la sua partenza alla volta di _. Il Pretore ha accertato nondimeno la propria competenza per territorio, rilevando che la defunta era rimasta proprietaria dei due noti appartamenti di _, oltre a un patrimonio mobiliare a _, che aveva designato due cittadini svizzeri in qualità di esecutori testamentari, aveva soggiornato a _ 72 giorni (su 110) fra il 24 luglio e il 10 novembre 2001, 158 (su 225) fra il 23 marzo e il 2 novembre 2002 e 84 (su 118) dal 3 novembre al 28 febbraio 2003 e infine perché il consumo di elettricità riferito alle proprietà di _ era sì calato fra il settembre del 2000 e il marzo del 2001, ma in seguito era nuovamente aumentato per poi rimanere invariato. In simili circostanze il Pretore ha escluso che dalla fine del 2000 al marzo del 2003 _ fosse divenuta per l'ereditanda “il fulcro della sua vita”. Quanto alle misure a tutela della devoluzione dell'eredità, il Pretore ha confermato i sigilli apposti dall'autorità fiscale, ha ordinato la confezione di un inventario assicurativo e ha nominato uno degli esecutori testamentari quale amministratore della successione, invitando – come detto – il notaio depositario dei testamenti a procedere alla relativa pubblicazione.
6.
L'appellante sostiene che l'ultimo domicilio dell'ereditanda era a _o, dove essa si era trasferita già all'inizio del 2000, decidendo nell'ottobre di stabilirvisi durevolmente e annunciandosi così partente da _. A suo parere tale intenzione si desume dal fatto che all'età dell'interessata un trasferimento all'estero poteva solo essere effettivo, che le autorità _– notoriamente severe – avevano rilasciato un regolare permesso di soggiorno, che le autorità giudiziarie del _ hanno accertato la loro competenza per territorio, che a _ l'ereditanda era stata ricoverata in ospedale e curata da un medico di fiducia, che essa aveva dichiarato a un'amica di voler acquistare un appartamento proprio a _, che la cassa di compensazione AVS/AI aveva formalmente preso atto del trasferimento nel _ e, infine, che il decesso è avvenuto nella vicina _.
7.
Occorre pertanto esaminare se, con gli elementi messi a disposizione dalle parti, il Pretore ha correttamente concluso per l'esistenza di un domicilio nella sua giurisdizione.
a)
In concreto è chiaro che _, annunciando all'ufficio controllo abitanti di _ la partenza per _ il 29 ottobre 2000, non desiderava più – dal profilo amministrativo – essere domiciliata in quel Comune. Dagli atti si evince del resto che già il 21 marzo 2000 il Consolato generale di _ con sede a _ aveva comunicato all'interessata il rilascio di un
visa de longue durée
, con invito a ritirarlo entro il 9 giugno 2000. La richiedente ha poi ottenuto una carta di soggiorno rilasciata dal _, verosimilmente nel maggio del 2000, valevole fino al 21 maggio 2001. Il capo della divisione della polizia amministrativa ha attestato, il 10 giugno 2003, che l'interessata si è stabilita nel _ nel gennaio del 2000, risiedendovi abitualmente fino al giorno della morte, in base a una
carte
de séjour de résident temporaire
rilasciatale il 17 maggio 2002 e valevole fino al 21 maggio 2003.
b)
Che l'ereditanda fosse iscritta nei registri amministrativi del _ e che le autorità _ siano particolarmente rigorose nel rilasciare permessi di soggiorno è possibile, ma ciò non basta – da sé solo – a comprovare un domicilio giusta l'art. 20 cpv. 1 lett. a LDIP. Come ha ricordato il Pretore, il deposito di certificati o di documenti d'identità costituisce un serio indizio per intravedere l'esistenza di un domicilio civile, ma rimane pur sempre un indizio alla stregua delle attestazioni che rilascia la polizia degli stranieri, l'autorità fiscale o un organismo delle assicurazioni sociali (DTF 120 III 7 consid.
2b; K
eller/Kren Kostkiewicz,
op. cit. n. 23 ad art. 20 LDIP;
Christen-Westenberg
in:
Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, op. cit., Basilea 1996, n. 14 ad art. 20 LDIP).
Lo stesso principio vale in caso di indicazioni figuranti in documenti amministrativi, come licenze di circolazione e di condurre, o figuranti in decisioni giudiziarie o pubblicazioni ufficiali (DTF 96 II 161). Tale presunzione può essere sovvertita da altri elementi (DTF 125 III 101 consid. 3 in fine).
c)
Oltre al permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità del _, altri elementi sembrano confortare la presunzione secondo cui _ era diventata il centro degli interessi dell'ereditanda. Ciò parrebbe emergerebbe dal fatto che un medico del centro ospedaliero
_
e un altro specialista di _ hanno prescritto all'interessata talune cure, il 21 novembre 2000, il 16 maggio 2001, il 1° giugno e 13 dicembre 2002, i farmaci essendo stati acquistati del resto nel _. In un'
attestation sur l'honneur
del 10 giugno 2003 _, che aveva aiutato _ a ottenere il permesso di soggiorno a _, ha dichiarato inoltre che costei era intenzionata ad acquistare un appartamento a _ e a vendere le sue proprietà di _, che essa viaggiava molto in compagnia dell'amico e confidente AP 1, con il quale a _ trascorreva il suo tempo, e che quando non era in viaggio soggiornava a _, salvo un periodo durante il 2002, allorché per ragioni da salute era dovuta tornare in Svizzera. Infine con lettera del 30 gennaio 2001 la cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha comunicato all'omologa cassa svizzera il trasferimento all'estero dell'assicurata.
8.
Nelle circostanze descritte sussiste pertanto la presunzione che il domicilio dell'ereditanda fosse a _. Occorre pertanto esaminare se gli istanti hanno recato elementi idonei a sovvertire tale presunzione.
a)
Dal fascicolo processuale risulta, come ha accertato il Pretore, che l'interessata (nata nel 1923), era domiciliata nel Cantone Ticino dal 1957, prima a _ (fino al 30 settembre 1995), poi a _ (fino al 30 marzo 1997) e infine a _ (fino al 29 ottobre 2000), donde essa si è annunciata partente per _, rimanendo nondimeno titolare delle proprietà per piani n. 11
706 e 11
709 (Condominio “_”). _ r, comproprietaria dell'albergo “_” a _, ha dichiarato che _ era solita prendere i pasti nel suo albergo, che durante la chiusura invernale dell'hotel la cliente faceva capo all'albergo “_”, sempre a _, alternando i soggiorni a _ con numerosi viaggi all'estero (dichiarazione del 13 giugno 2003 allegata al brevetto n. 652 del notaio _).
Sulla base delle fatture emesse dai citati esercizi pubblici si evince in effetti che l'interessata ha consumato pasti all'albergo “_” dal 24 luglio al 4 settembre 2001, dal 18 ottobre all'11 novembre 2001, dal 23 marzo al 13 maggio 2002 e dal 24 luglio al 2 novembre 2002, dopo di che ha pranzato presso l'albergo “_” 20 volte nel novembre, 22 nel dicembre, tutto il mese di gennaio e 11 volte nel mese di febbraio (v. anche doc. C). Ne discende che nell'anno precedente il decesso, avvenuto il 20 marzo 2003, l'ereditanda ha soggiornato a _ 238 giorni, ovvero quasi due terzi dell'anno. La sua presenza a _ risulta inoltre dal consumo di elettricità riferito ai suoi appartamenti, che dopo essersi attestato sui 142 kWh, tra il 21 settembre 2000 al 23 marzo 2001 è aumentato a 313 kWh fino al 28 settembre 2001, 387 fino al 27 marzo 2002 e a 360 fino al 27 settembre 2002 (v. anche doc. C). Si aggiunga che, stando ad _ e, AP 1g, definito dalla defunta amico e confidente, tanto da rappresentare la famiglia che avrebbe voluto, nelle occasioni in cui non poteva portarla in viaggio con sé, l'accompagnava a _ poiché per problemi di salute la residenza in quel Comune era più comoda rispetto a quella di _o (dichiarazione del 10 giugno 2003).
b)
Tenuto conto dell'insieme delle circostanze, è possibile supporre che nel 2000 _ fosse realmente intenzionata a stabilirsi a _. Ed è anche possibile che ciò sia avvenuto per qualche tempo, fino al 2001. Gli elementi testé enunciati manifestano in modo oggettivo e riconoscibile a terzi, nondimeno, che nel 2002 l'ereditanda ha trascorso in modo riconoscibile a terzi la maggior parte del suo tempo a _. Quel Comune era dunque tornato a essere il centro della sua vita, con chiara prevalenza per rapporto a _ (DTF 125 III 102 in alto con riferimenti). Certo, l'interessata era ultrasettantenne e non aveva figli né familiari nel _, non esercitava alcuna attività e non risulta avere partecipato alla vita sociale del luogo. A dispetto dell'età, tuttavia, essa viaggiava molto (dichiarazioni di _, del 10 giugno 2003, e di _ r, del 13 giugno 2003). E del resto essa non consta avere instaurato alcun particolare rapporto personale o sociale nemmeno con _, le sue relazioni con il _ rivelandosi anzi limitate – nella migliore delle ipotesi – al 2000 e al 2001, dopo di che essa era sostanzialmente rientrata a _o per la maggior parte del suo tempo.
9.
L'appellante ribadisce che gli elementi da lui addotti confermano la presunzione del domicilio _. In realtà essi non sono in grado di ripristinarla. Che l'ereditanda fosse intenzionata ad acquistare un appartamento a _o e a vendere le sue proprietà di _ è senz'altro possibile, ma sta di fatto che, per quanto annunciatasi partente dal Comune nel 2000, nel 2003 essa non aveva ancora né venduto né acquistato alcunché, limitandosi nel _ a conservare un alloggio in locazione. Tale circostanza può spiegarsi anche con il fatto che – notoriamente – nel _ la tassazione del reddito è particolarmente favorevole per le persone fisiche facoltose com'era l'interessata (tassazione 1999/2000 nell'inc. DI.2003.97). Inoltre, si ripete, non consta che a _ costei intrattenesse apprezzabili rapporti sociali o affettivi. Anzi, l'appellante la riaccompagnava a _ quando essa non poteva seguirlo nei suoi viaggi (dichiarazione di _, citata). Che l'anziana si sia rivolta ad alcuni operatori sanitari di _ dimostra bensì che allora l'interessata soggiornava nel _o, ma non denota un particolare legame con _, tanto meno ove si consideri che – come ha dichiarato _ – per problemi di salute l'ereditanda aveva deciso di far capo a specialisti e a strutture in Svizzera (dichiarazione del 10 giugno 2003). Il fatto infine che la morte sia intervenuta in _, _ lungo l'autostrada A8, nel Comune di _ (_), è puramente casuale.
In questa sede l'appellante produce una serie di documenti dai quali risulta che, dopo la richiesta di provvedimenti assicurativi introdotta davanti al Pretore della gurisdizione di Locarno Città, anche le autorità giudiziarie _ hanno cominciato a occuparsi della successione. Con decisione del 17 agosto 2003 il vicepresidente del Tribunale di _ ha ordinato infatti il deposito del testamento olografo 28 luglio 1998 presso un notaio del _ e con ordinanza del 22 settembre 2002 il presidente del medesimo tribunale ha “envoyé AP 1 en possession des biens de la succession feue _, ce, en sa qualité de légataire universel”. A parte il fatto però che quest'ultima ordinanza non risulta essere definitiva né fondarsi su un accertamento previo del domicilio effettivo, ciò non evince la competenza del giudice svizzero. Ogni Stato determina la competenza delle proprie autorità e dei propri tribunali, sicché il giudice svizzero esamina autonomamente la propria competenza per territorio (art. 1 LDIP). Tutt'al più le decisioni emanate da tribunali del _ potrebbero riconoscersi alle condizioni dell'art. 96 cpv. 1 lett. a LDIP, ma ciò presupporrebbe – appunto – l'ultimo domicilio dell'ereditanda a _, questione controversa, sicché non gioverebbero alla tesi dell'appellante. Se ne conclude che nel risultato l'opinione del Pretore circa la sua competenza per territorio può essere condivisa. Quanto ai provvedimenti assicurativi adottati per la devoluzione dell'eredità, essi non sono litigiosi.
10.
Gli oneri processuali del giudizio odierno, commisurati all'importanza del litigio e all'impegno che la trattazione delle censure ha richiesto alla Camera, seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellante rifonderà alle controparti, assistite da un legale, un'adeguata indennità per ripetibili.