# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 92560acc-af5f-527e-809a-e15ef4b924f6
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. La _, con sede a _, è stata iscritta a Registro il _ 1994 (cfr. estratto RC informatizzato).
A seguito dell’autorizzazione 22 agosto 2007 dell’allora Commissione federale delle banche (ora Autorità di sorveglianza sui mercati finanziari: FINMA) di esercitare l’attività bancaria (doc. A/13 inc. 31.2013.13), la società ha modificato la propria ragione sociale in DT 1, con sede sempre a _, iscritta a RC il _ 2007 (data pubblicazione FUSC). Il nuovo scopo sociale consisteva, appunto, nell’esercizio dell’attività bancaria e nel commercio di valori mobiliari, con specifico riguardo alla negoziazione di valori mobiliari ed al _.
Dall’ottobre 2007 il consiglio di amministrazione della DT 1 era composto dai seguenti membri con diritto di firma collettiva a due:
RI 3, presidente;
RI 1, vice-presidente;
RI 4, membro;
RI 2, membro;
_, membro, sino al 18 novembre 2008;
RI 5, membro dal 22 dicembre 2008 sino alle dimissioni inoltrate il 17 dicembre 2009 (doc. 5, inc. 31.2013.17).
Venuta a conoscenza di diverse problematiche legate alla gestione della banca, preso atto, fra l’altro, della segnalazione 23 settembre 2009 del Ministero pubblico del Cantone Ticino in merito a forti sospetti di gravi reati penali probabilmente commessi da organi e/o collaboratori della banca, con decisione superprovvisoria 2 novembre 2009 la FINMA ha nominato la fiduciaria _ (in seguito: _) quale incaricata d’inchiesta. In particolare la citata autorità di sorveglianza sui mercati finanziari ha decretato per gli organi societari, sotto comminatoria d’arresto o di multa, il divieto di agire senza il consenso della _, dando ordine al RC del Cantone Ticino di cancellare il potere di rappresentanza degli stessi, sostituendolo con diritto di firma collettiva a due con l’incaricata d’inchiesta (doc. A/4 inc. 31.2013.13).
Con decisione 21 dicembre 2009 la FINMA, sulla base degli accertamenti eseguiti dall’incaricata sulla grave situazione finanziaria della banca, ha revocato l’autorizzazione per l’esercizio di un’attività bancaria e decretato il fallimento di DT 1, nominando la _ quale liquidatrice del fallimento (doc. A/5 inc. 31.2013.15). Di conseguenza, tutti i poteri di rappresentanza delle persone iscritte a RC sono stati radiati a favore della liquidatrice del fallimento.
Alla _ è poi subentrato, sempre quale liquidatore del fallimento, lo studio _ (FUSC _ 2011) e successivamente la stessa FINMA (FUSC _ 2012); dal 12 maggio 2014 nuovamente lo studio _.
1.2. La DT 1 è stata affiliata alla Cassa CO 1 (in seguito: Cassa), in qualità di datrice di lavoro, dal 1° ottobre 2007 al 31 maggio 2010 (dal 1° agosto 1994 al 30 settembre 2007 sotto la ragione sociale _).
Il 15 febbraio 2013 la Cassa ha insinuato alla FINMA il proprio credito definitivo di fr. 1'332'167.-- a titolo di contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF non versati relativi agli anni 2007 - 2010 (doc. C – C4, inc. 31.2013.13).
Con scritto 31 ottobre 2012 (doc. D inc. 31.2013.13) la liquidatrice del fallimento ha confermato il precedente scritto 24 luglio 2012 in cui aveva comunicato alla Cassa che
“...a causa del sequestro di tutti i beni della società, la procedura dovrà essere sospesa per mancanza di attivi”
(doc. E inc. 31.2013.13).
1.3. Costatato di avere subito un danno,
con cinque distinte decisioni datate 15 febbraio 2013, la Cassa ha chiesto nei confronti di RI 1, RI 2, RI 3 e RI 4 il risarcimento ex art. 52 LAVS di
fr. 1'322'167,75 per contributi paritetici non versati dalla DT 1 dal 2007 al 2010, come pure per riprese salariali relative agli anni dal 2007 - 2009, tutti con vincolo di solidarietà fra loro e con RI 5 limitatamente all’importo di fr. 1'060'622,60 (periodo 2007 – 2009).
A seguito delle opposizioni inoltrate degli ex amministratori, con cinque decisioni su opposizioni del 31 luglio 2013 la Cassa ha confermato la richiesta di risarcimento, riducendo unicamente per RI 5, viste le dimissioni dal CdA inoltrate il 18 dicembre 2009, l’importo del danno a fr. 43'419,95 corrispondente al saldo degli acconti da gennaio a novembre 2009 (doc. 1/F inc. 31.2013.17). Secondo l’amministrazione, in estrema sintesi, gli ex membri del consiglio di amministrazione non avrebbero assolto gli obblighi di vigilanza e di controllo previsti dall’art. 716a CO, ascrivendo a loro una violazione delle prescrizioni per negligenza grave.
1.4. Contro le decisioni amministrative sono singolarmente e tempestivamente insorti gli ex membri del consiglio di amministrazione della banca, chiedendone l’annullamento.
In particolare:
·
RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1 e dall’avv. _, ha innanzitutto chiesto la sospensione della causa sino al termine della procedura penale, quantomeno sino alla fase della chiusura della fase istruttoria e, in via subordinata, sino al deposito della graduatoria di fallimento. Egli ritiene inoltre data una violazione del diritto di essere sentito, lamentando la scarsa motivazione della decisione formale e non essendovi alcun documento atto a giustificare l’ammontare del danno chiesto in risarcimento. La decisione su opposizione sarebbe inoltre viziata da una carente motivazione essendosi l’amministrazione limitata a citazioni giurisprudenziali, omettendo di spiegare in che cosa consista la grave violazione delle prescrizioni e quali siano le circostanze per ammettere un nesso causale con il danno subito. Il ricorrente invoca la prescrizione del credito risarcitorio.
Nel merito egli sottolinea innanzitutto come il proprio periodo di responsabilità ex art. 52 LAVS termini con la decisione superprovvisionale 2 novembre 2009 della FINMA riguardante la nomina per la DT 1 di un incaricato d’inchiesta, rispettivamente il 21 dicembre 2009, giorno in cui è stata revocata l’autorizzazione ad operare come banca ed aperto il fallimento, motivo per cui egli non può rispondere del mancato pagamento dei contributi successivi a questi periodi. Contesta l’ammontare del danno fatto valere dalla Cassa, in particolare le riprese salariali 2007 - 2009 sostenendo come le stesse non siano affidabili e tantomeno documentate, in particolare con riferimento alle contestate rivendicazioni di bonus fatte valere da membri della direzione e dipendenti a loro volta penalmente indagati per malversazioni ai danni della banca. Facendo inoltre rilevare come la banca abbia sempre versato con regolarità i contributi paritetici, il ricorrente contesta una qualsiasi violazione delle norme AVS. Nega infine un nesso di causalità tra l’eventuale e recisamente contestata violazione delle disposizioni ed il danno causato alla Cassa. In presenza di una sistematica falsificazione della documentazione contabile, allestita per coprire le malversazioni e l’effettivo indebitamento, egli non avrebbe potuto in ogni modo evitare l’omesso pagamento dei contributi rispettivamente l’insorgenza del danno (inc. 31.2013.13);
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## Considerations