# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9478ea93-8ecc-4ead-91d8-5d5ce0bef97e
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
Fatti:
A. Il 20 ottobre 2005 è stata depositata presso la Cancelleria dello Stato del Cantone Ticino l'iniziativa popolare costituzionale generica "28 inceneritori bastano!". Pubblicata nel Foglio ufficiale del Cantone Ticino n. 85 del 25 ottobre 2005 (pag. 7059 seg.), l'iniziativa ha il testo seguente:
28 inceneritori bastano!
I/Le sottoscritti/e cittadini/e, avvalendosi delle facoltà concesse dalla Costituzione cantonale e dalla Legge sull'esercizio dei diritti politici, chiedono al Gran Consiglio di voler varare nel rispetto del diritto superiore una riforma della Costituzione cantonale fondata sui seguenti principi:
a) la proibizione dell'edificazione sul territorio del Cantone di impianti per lo smaltimento dei rifiuti sino al 2016;
b) lo smaltimento dei rifiuti ticinesi durante questo periodo entro il territorio nazionale;
c) la messa a frutto di questo periodo di moratoria per una politica di riciclaggio e di prevenzione che permettano una riduzione massiccia del quantitativo di rifiuti da trasportare.
c) la messa a frutto di questo periodo di moratoria per una politica di riciclaggio e di prevenzione che permettano una riduzione massiccia del quantitativo di rifiuti da trasportare.
B. L'iniziativa ha raccolto 15'294 firme valide ed è quindi riuscita, come ne è stato dato atto con la pubblicazione del risultato nel Foglio ufficiale n. 4 del 13 gennaio 2006 (pag. 152 seg.). Essa è quindi stata trasmessa al Gran Consiglio per le sue incombenze. La Commissione della legislazione, dopo averla esaminata e chiesto una perizia al prof. Etienne Grisel (pubblicata nella RtiD I-2006 pag. 371 e segg.), ha licenziato due rapporti, l'uno di maggioranza, del 24 maggio 2006, volto a far dichiarare irricevibile il punto a) dell'iniziativa, l'altro di minoranza, del 7 giugno successivo, tendente a farla dichiarare ricevibile nella sua totalità. In precedenza, l'Azienda cantonale dei rifiuti (ACR) aveva chiesto di propria iniziativa un parere sulla costituzionalità e legalità dell'iniziativa popolare in questione al prof. Marco Borghi.
B. L'iniziativa ha raccolto 15'294 firme valide ed è quindi riuscita, come ne è stato dato atto con la pubblicazione del risultato nel Foglio ufficiale n. 4 del 13 gennaio 2006 (pag. 152 seg.). Essa è quindi stata trasmessa al Gran Consiglio per le sue incombenze. La Commissione della legislazione, dopo averla esaminata e chiesto una perizia al prof. Etienne Grisel (pubblicata nella RtiD I-2006 pag. 371 e segg.), ha licenziato due rapporti, l'uno di maggioranza, del 24 maggio 2006, volto a far dichiarare irricevibile il punto a) dell'iniziativa, l'altro di minoranza, del 7 giugno successivo, tendente a farla dichiarare ricevibile nella sua totalità. In precedenza, l'Azienda cantonale dei rifiuti (ACR) aveva chiesto di propria iniziativa un parere sulla costituzionalità e legalità dell'iniziativa popolare in questione al prof. Marco Borghi.
C. Con decisione del 20 giugno 2006, pubblicata nel Foglio ufficiale n. 51 del 27 giugno 2006 (pag. 4353), il Gran Consiglio, aderendo al rapporto di maggioranza e alle conclusioni della perizia Grisel, ha dichiarato l'iniziativa irricevibile relativamente al punto a), ritenuto lesivo del principio dell'unità della forma e del diritto federale, demandandola alla Commissione designata per l'elaborazione dei rimanenti punti b) e c).
C. Con decisione del 20 giugno 2006, pubblicata nel Foglio ufficiale n. 51 del 27 giugno 2006 (pag. 4353), il Gran Consiglio, aderendo al rapporto di maggioranza e alle conclusioni della perizia Grisel, ha dichiarato l'iniziativa irricevibile relativamente al punto a), ritenuto lesivo del principio dell'unità della forma e del diritto federale, demandandola alla Commissione designata per l'elaborazione dei rimanenti punti b) e c).
D. Avverso questa decisione, il 25 agosto 2006, Carlo Rivolta, proponente dell'iniziativa, e Carlo Postizzi presentano un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendo di annullarla relativamente al punto a) dell'iniziativa. In sostanza, i ricorrenti, adducendo il carattere univoco dell'iniziativa, sostengono che la menzionata perizia partirebbe da una premessa sbagliata, avendo ritenuto in maniera arbitraria che in Svizzera gli impianti di termodistruzione sono insufficienti, mentre, al loro dire, vi sarebbe attualmente una sovraccapacità di smaltimento di rifiuti urbani di alcune centinaia di migliaia di tonnellate, tale da poter eliminare i rifiuti ticinesi presumibilmente per i prossimi dieci anni.
Non sono state chieste osservazioni.
Non sono state chieste osservazioni.
E.

## Considerations

Diritto:
Diritto:
1. 1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 132 I 140 consid. 1.1).
1. 1.1 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (DTF 132 I 140 consid. 1.1).
1.2 I ricorrenti hanno presentato un ricorso di diritto pubblico. È manifesto che nella fattispecie si tratta di un ricorso per violazione del diritto di voto dei cittadini, il quale è garantito dall'art. 85 lett. a OG, norma richiamata dai ricorrenti e che considera pure il diritto d'iniziativa. Ogni cittadino ha infatti il diritto di esigere che un'iniziativa sia sottoposta al voto popolare, in condizioni conformi alla Costituzione e alla legge, quand'essa soddisfi le esigenze previste (DTF 128 I 190 consid. 1.1, 117 Ia 66 consid. 1d/cc). La legittimazione dei ricorrenti, cittadini attivi nel Cantone Ticino, è pacifica anche se dalla decisione impugnata non subiscono alcun pregiudizio personale (DTF 131 I 291 consid. 1.1, 128 I 190 consid. 1.1, 121 I 357 consid. 2a). Il diritto ticinese non istituisce vie di ricorso contro una decisione come quella qui impugnata. Il corso delle istanze cantonali è pertanto stato esaurito (art. 86 OG) e il ricorso, tenuto conto della sospensione dei termini per le ferie giudiziarie (art. 34 cpv. 1 lett. b OG), è tempestivo (art. 89 cpv. 1 OG).
1.3 Secondo la costante giurisprudenza, anche il ricorso fondato sulla violazione dei diritti politici soggiace alle stesse esigenze procedurali applicabili agli altri ricorsi di diritto pubblico. Il Tribunale federale è vincolato dai motivi invocati dai ricorrenti, che devono indicare i diritti costituzionali o i principi giuridici che sarebbero stati violati e precisare in che consiste la loro violazione. Il Tribunale federale non deve ricercare d'ufficio motivi non invocati o non sufficientemente sostanziati nel ricorso (art. 90 cpv. 1 lett. b OG; DTF 130 I 26 consid. 2.1, 290 consid. 4.8, 129 I 185 consid. 1.6, 121 I 357 consid. 1d).
1.4 Nel campo d'applicazione dell'art. 85 lett. a OG il Tribunale federale esamina con piena cognizione non solo le norme del diritto federale e della Costituzione cantonale, ma anche quelle del diritto cantonale di rango inferiore in quanto determinino il contenuto del diritto di voto o di iniziativa, oppure vi siano strettamente connesse. Vengono esaminate unicamente sotto il profilo dell'arbitrio le altre norme del diritto cantonale e le questioni di fatto (DTF 129 I 185 consid. 2, 128 I 34 consid. 1g). In caso di interpretazione manifestamente dubbia, il Tribunale federale si attiene al parere espresso dall'istanza cantonale superiore (DTF 121 I 357 consid. 3, 115 Ia 148 consid. 2 e rinvii).
1.4 Nel campo d'applicazione dell'art. 85 lett. a OG il Tribunale federale esamina con piena cognizione non solo le norme del diritto federale e della Costituzione cantonale, ma anche quelle del diritto cantonale di rango inferiore in quanto determinino il contenuto del diritto di voto o di iniziativa, oppure vi siano strettamente connesse. Vengono esaminate unicamente sotto il profilo dell'arbitrio le altre norme del diritto cantonale e le questioni di fatto (DTF 129 I 185 consid. 2, 128 I 34 consid. 1g). In caso di interpretazione manifestamente dubbia, il Tribunale federale si attiene al parere espresso dall'istanza cantonale superiore (DTF 121 I 357 consid. 3, 115 Ia 148 consid. 2 e rinvii).
2. 2.1 Secondo l'art. 85 Cost./TI, la revisione parziale della Costituzione può essere chiesta da almeno diecimila cittadini aventi diritto di voto: deve limitarsi a un campo normativo unitario, ma può comprendere più disposizioni (cpv. 2 e 3). Se il numero di firme è raggiunto, il Gran Consiglio esamina preliminarmente la ricevibilità della domanda di iniziativa, verificandone la conformità al diritto superiore, l'unità della forma e della materia e l'attuabilità entro un anno dalla pubblicazione del risultato della domanda (art. 86 Cost./TI; v. l'analogo tenore dell'art. 130 della legge ticinese sull'esercizio dei diritti politici, del 7 ottobre 1998, LEDP). Il Tribunale federale ha già avuto occasione di rilevare che il diritto ticinese non prescrive invece, espressamente e in termini chiari, che un'iniziativa ritenuta irricevibile debba essere sottratta al voto popolare. Nella prassi tuttavia il Gran Consiglio, anche quando il menzionato esame della ricevibilità non era previsto dalla normativa cantonale, non esitava a dichiarare improponibili, rifiutando di sottoporle al popolo, le iniziative contrarie in particolare al diritto superiore (sentenza 1P.150/2003 del 5 dicembre 2003 consid. 3.2, apparsa nella RtiD I-2004 n. 48). Che il Parlamento cantonale, dandosene i presupposti, potesse formalmente dichiarare parzialmente irricevibile l'iniziativa, non viene peraltro contestato dai ricorrenti, che tuttavia negano l'esistenza di motivi per invalidare il punto a) dell'iniziativa.
2.2 Il Gran Consiglio ha dichiarato l'iniziativa irricevibile relativamente al punto a), aderendo al rapporto di maggioranza della Commissione della legislazione, che costituisce, in sostanza, la vera e propria motivazione della decisione impugnata (cfr. Marco Borghi/ Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2 all'art. 79 e n. 3 all'art. 80) e che si fonda in pratica, richiamandola e senza esprimersi oltre in maniera dettagliata sull'iniziativa, sulla perizia del prof. Grisel. La citata Commissione non ha ritenuto opportuno esprimersi sul parere giuridico del prof. Borghi, chiesto dall'ACR, perché spetta al Parlamento e non a questo Ente esprimersi sulla ricevibilità delle iniziative.
2.3 La revisione parziale della Costituzione attraverso un'iniziativa popolare può essere chiesta in forma elaborata o generica (art. 87 cpv. 1 Cost./TI). Nel primo caso, la domanda viene sottoposta al voto popolare; il Gran Consiglio può sottoporre contemporaneamente un controprogetto sulla stessa materia (cpv. 2). Nel secondo caso, il Gran Consiglio è tenuto a elaborare, nel senso della domanda, il progetto da sottoporre al voto popolare; esso può sottoporre un controprogetto sulla stessa materia (cpv. 3; v. per questa procedura gli art. 88 Cost./TI e 131 LEDP, per i termini delle votazioni v. gli art. 89/90 Cost./TI). L'iniziativa può essere ritirata (art. 87 cpv. 4 Cost./TI).
2.3 La revisione parziale della Costituzione attraverso un'iniziativa popolare può essere chiesta in forma elaborata o generica (art. 87 cpv. 1 Cost./TI). Nel primo caso, la domanda viene sottoposta al voto popolare; il Gran Consiglio può sottoporre contemporaneamente un controprogetto sulla stessa materia (cpv. 2). Nel secondo caso, il Gran Consiglio è tenuto a elaborare, nel senso della domanda, il progetto da sottoporre al voto popolare; esso può sottoporre un controprogetto sulla stessa materia (cpv. 3; v. per questa procedura gli art. 88 Cost./TI e 131 LEDP, per i termini delle votazioni v. gli art. 89/90 Cost./TI). L'iniziativa può essere ritirata (art. 87 cpv. 4 Cost./TI).
3. 3.1 Di regola, un'iniziativa popolare cantonale non deve contenere nulla che contrasti con il diritto superiore, sia esso cantonale, federale o internazionale. L'autorità chiamata a esaminare la validità materiale di un'iniziativa deve tuttavia interpretarne i termini nel senso più favorevole agli iniziativisti; quando, applicando i metodi interpretativi riconosciuti, il testo di un'iniziativa si presti a un'interpretazione conforme al diritto superiore, essa dev'essere dichiarata valida e sottoposta al voto popolare. L'interpretazione conforme deve permettere di evitare, in quanto possibile, le dichiarazioni di nullità (DTF 128 I 190 consid. 4, 125 I 227 consid. 4a, 121 I 334 consid. 4; sentenza 1p.150/2003, citata, consid. 7.1 e 7.6; Etienne Grisel, Initiative et référendum populaires, 3a ed., Berna 2004, n. 697 segg.; Yvo Hangartner/Andreas Kley, Die demokratischen Rechte in Bund und Kantonen der Schweizerischen Eidgenossenschaft, Zurigo 2000, n. 2117 e segg. pag. 838 seg.).
3.2 Il rapporto di maggioranza, fatto proprio dal Parlamento, si fonda come già rilevato, sulla perizia del prof. Grisel. Nella stessa si ricorda che il 7 luglio 2005 il Comune di Giubiasco ha rilasciato all'ACR la licenza edilizia per costruire un impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani e assimilabili. Contro il permesso di costruzione alcuni cittadini e associazioni hanno adito il Consiglio di Stato, che ha respinto i ricorsi: le cause sono quindi state sottoposte al giudizio del Tribunale cantonale amministrativo (nel frattempo la sentenza emanata il 30 giugno 2006 dalla Corte cantonale è stata impugnata dinanzi al Tribunale federale: cause 1A.198/2006, 1P.602/2006 e 1A.200/2006).
Nella perizia si rileva poi che, in applicazione dell'art. 31 LPAmb, il 1° luglio 1998 è stato adottato il Piano di gestione dei rifiuti del Cantone Ticino (RL 9.2.1.2.3), mentre il 22 giugno 2004 il Gran Consiglio ha adottato il piano cantonale di utilizzazione per l'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Giubiasco. L'iniziativa è stata depositata quando la progettazione dell'impianto era già in una fase avanzata, aveva comportato importanti spese e i sussidi federali accordati erano stati subordinati alla condizione che la costruzione iniziasse prima del 1° novembre 2006 (v. l'art. 62 cpv. 2bis lett. d LPAc).
3.3 Dopo aver illustrato le particolarità della legislazione federale in materia di smaltimento dei rifiuti, la perizia esamina i problemi posti dall'iniziativa, segnatamente riguardo al suo oggetto, all'eventuale esistenza di un abuso di diritto da parte dei suoi autori, all'attuabilità della domanda e al rispetto del principio dell'unità della forma e del diritto superiore.
3.3.1 L'oggetto dell'iniziativa, impedendo la costruzione di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, contravviene, a dire del perito, non soltanto al progetto concreto di costruzione di un siffatto impianto a Giubiasco, ma pure alla pianificazione messa in atto dalle autorità ticinesi con il piano adottato il 1° luglio 1998 e quello del 22 giugno 2004. Egli ha quindi ritenuto che l'iniziativa, tendente a una modifica parziale della Costituzione, comporta una lesione, implicita ma diretta, delle decisioni adottate al livello inferiore: precisa nondimeno che questa circostanza non ne implica la nullità.