# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 16dbf5ed-5ead-5dc3-a92c-e3574ef77c43
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. La RI 1 era proprietaria di diversi beni immobiliari nel comune di _, per complessivi 9784 m
2
. In particolare, le apparteneva una quota di comproprietà di 2/3 del fondo 1303 vecchia mappa (VM), censito quale bosco. L'altra quota di 1/3 era detenuta da CO 5. A CO 1 appartenevano invece, tra gli altri, i contermini mappali 1300 e 1301 VM.
B. Il 20 ottobre 2011 l'Ufficio per l'approvvigionamento idrico e la sistemazione fondiaria ha approvato gli atti
del progetto di nuovo riparto dei fondi della ricomposizione particellare di _ (FU 85
del 25 ottobre 2011), per cui a CO 1 è stata attribuita,
tra le altre, la nuova part. 806 RP, che ha inglobato anche i
fondi
1300 e 1303 VM.
C. a. In considerazione del suo dichiarato interesse al mantenimento di un fondo boschivo per l'approvvigionamento di legna, RI 1 è insorta il 22 dicembre 2011 con ricorso
al Consiglio di Stato contro il nuovo riparto, chiedendo di riottenere la part. 1303
VM in esclusiva proprietà, con liquidazione dell'interessenza di CO 5. In via subordinata, ha postulato l'attribuzione
dell'intero mappale 806 RP o il pagamento di un'indennità
corrispondente al prezzo di acquisto del fondo 1303 VM, avvenuto nel 1969 da parte della famiglia _, pari a fr. 38'200.-. Ha inoltre chiesto che il diritto di partecipazione all'utile in favore di CO 6, costituito nel 1987 a seguito di divisione ereditaria dei beni della famiglia _, fosse cancellato da tutte le proprietà interessate, essendo venuto a scadenza. Il ricorso è stato presentato con un'unica memoria congiuntamente con
RI 3 e RI 2, anch'essi proprietari di terreni oggetto di ricomposizione particellare. In particolare, essi hanno chiesto che le proprietà di RI 3 fossero intestate tutte a RI 1.
b. Gli insorgenti, unitamente a CO 5 e CO 1, sono stati convocati dalla Commissione di ricorso di 1. istanza (in seguito: Commissione) ad un'udienza di discussione prevista per il 20 aprile 2012. Il 2 aprile 2012 CO 5, all'oscuro del contenuto del ricorso inoltrato, si è quindi rivolto al Presidente della Commissione chiedendo informazioni sulla vertenza e sulla necessità di presenziare all'udienza prevista, senza tuttavia ricevere alcuna risposta da parte dell'interpellato. CO 5
non ha partecipato all'udienza. La RI 1, RI 3 e RI 2
hanno quindi trovato un accordo con CO 1 per la riassegnazione del fondo in questione alla RI 1 a determinate condizioni (concessione di un diritto di passo e di prelazione in suo favore), accordo in seguito formalizzato in una
convenzione
del 16 maggio 2012.
c. Posto a conoscenza degli antecedenti da CO 1, in data 18 giugno 2012 CO 5 ha informato la Commissione della sua opposizione alla restituzione in esclusiva proprietà del mappale 1303 VM alla RI 1. Nel frattempo anche CO 1 ha ritirato il suo consenso poiché non avrebbe compreso fino in fondo che la riattribuzione del terreno in questione sarebbe avvenuta a scapito di CO 5.
D. Con decisione 20 ottobre 2012 la Commissione ha parzialmente accolto il ricorso. Per quanto qui interessa, ha scorporato dalla part. 806 RP l'originaria part. 1303 VM (nuova part. 952 RP),
ristabilendo tuttavia, contrariamente a quanto richiesto dagli insorgenti, i precedenti rapporti di proprietà (2/3 RI 1 e
1/3 CO 5). Le altre richieste sono state respinte.
E. a. Il 14 dicembre 2012 il Governo ha fissato un termine al 31 dicembre 2013 per la picchettazione e terminazione dei nuovi fondi; ha pure
stabilito il termine per aggravarsi contro le decisioni della
Commissione al 31 gennaio 2014 (FU n. 100 del 14 dicembre 2012); i
suddetti termini sono in seguito stati prorogati rispettivamente al 31 marzo 2014 e 30 aprile 2014
(FU n. 98 del 6 dicembre 2013
).
b. In data 13 ottobre 2013 la RI 1, RI 3 e RI 2 hanno
interposto ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la decisione della Commissione. Hanno chiesto in via principale l'esclusiva proprietà del fondo 952 VM, l'assegnazione dei terreni di RI 3 alla RI 1 e la cancellazione della menzione in favore di CO 6 dai fondi interessati, tasse e spese di prima istanza a carico dello Stato e ripetibili in loro favore. In via subordinata essi hanno rinunciato a postulare la riattribuzione del mappale 952 VM, domandando tuttavia un risarcimento di fr. 1'300.- per l'allestimento della convenzione 16 maggio 2012.
c. Il ricorso è stato avversato dalla Commissione. CO 5
ha ribadito le sue precedenti allegazioni senza formulare domande
. Il municipio di _ si è rimesso alla decisione del Tribunale, mentre CO 6 è rimasta silente.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale è data dall'art. 36 cpv. 1 della
legge sul raggruppamento e la permuta dei terreni del 23
novembre 1970 (LRPT; RL 7.3.2.1) e la legittimazione dei ricorrenti, proprietari di fondi nel comprensorio della ricomposizione particellare e destinatari della decisione impugnata, è certa (art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile
1966; LPamm; BU 1966, 181, tuttora applicabile in virtù dell'art. 113 cpv. 2 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1). Il ricorso, tempestivo (art. 36 cpv. 1 LRPT e FU n. _ e n. _), è pertanto ricevibile in ordine.
1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). La fattispecie risulta chiaramente dal carteggio processuale, e in particolare, dalla copiosa
documentazione fotografica delle parti. L'autorità di prima istanza ha dal canto suo prodotto l'incarto concernente la procedura ricorsuale degli insorgenti.
2. 2.1. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LRPT il raggruppamento ha principalmente per scopo la migliore utilizzazione del suolo in generale (lett. a), la sistemazione e la formazione di aziende agricole razionali e l'organizzazione della produzione agraria e dell'economia forestale e pastorizia (lett. b) e la misurazione dei fondi e
l'impianto del registro fondiario (lett. c). Viene attuato mediante la procedura del raggruppamento terreni a carattere generale, mediante ricomposizione particellare o mediante permuta generale e rettifica dei confini (art. 2c LRPT). Il Consiglio di Stato stabilisce il
tipo di procedura tenendo conto dei seguenti criteri (art. 2d LRPT):
a. raggruppamento terreni a carattere generale quando si tratta di risolvere principalmente problemi agricolo-forestali che richiedono pure la costruzione di strade e altre opere di miglioria fondiaria. Se nel comprensorio sono inclusi anche terreni edificabili, essi vengono raggruppati mediante questa procedura;
b. ricomposizione particellare quando si tratta di risolvere principalmente problemi legati alle zone edificabili o ad altre zone non aventi carattere agricolo preponderante.
2.2. Per quanto riguarda specificatamente la procedura di ricomposizione particellare, che qui interessa, l'art. 48 LRPT ribadisce lo scopo di una migliore utilizzazione del suolo in generale e di quello edificabile in particolare (lett. a). Le disposizioni relative al raggruppamento terreni a carattere generale sono applicabili a questa procedura per analogia salvo diversa decisione del Consiglio di Stato (art. 50 LRPT), che, di regola prescinde dalla costituzione del consorzio, obbligando gli interessati a partecipare in equa misura alle spese occorrenti. In questo caso il comune sarà designato quale ente esecutore (art. 51 LRPT).
2.3. Giusta l'art. 19 cpv. 1 LRPT, i proprietari hanno diritto all'equivalente in natura del loro terreno prima del raggruppamento, un'indennità pecuniaria potendo essere corrisposta solo a
conguaglio di piccole differenze di valore o di scorpori di limitata estensione. Il principio della compensazione reale sancito da questa disposizione, e derivante dalla garanzia della proprietà, esige in sostanza che, dopo la procedura di raggruppamento, i proprietari di fondi inseriti nel comprensorio ricevano terreni quantitativamente e
qualitativamente equivalenti ai fondi ceduti (DTF 122 I 120 consid. 5 e rinvii). Tale principio pone esigenze severe alle autorità incaricate di effettuare il nuovo riparto, le quali devono valutare attentamente gli interessi dei singoli proprietari e procedere alla nuova attribuzione sulla base di un'analisi obiettiva della loro situazione
prima delle opere di riordino. Infine, giusta l'art. 20 cpv. 2
LRPT le servitù, gli oneri fondiari ed ogni altro diritto reale limitato che con l'esecuzione del raggruppamento terreni non hanno più ragione di sussistere, devono essere soppressi, mentre
possono essere istituite o soppresse servitù per esigenze di
nuovo riparto (art. 20 cpv. 3 LRPT).
3.
I ricorrenti considerano che la mancata impugnazione da parte di CO 5 della decisione di nuovo riparto dei fondi abbia avuto un effetto preclusivo per una sua partecipazione nella procedura ricorsuale. Criticano pure il comportamento di CO 1
, ritenuto contrario alla buona fede, che, dopo aver sottoscritto una convenzione extragiudiziale con la RI 1
,
avrebbe illegittimamente revocato il suo accordo dopo essersi reso conto che CO 5 sarebbe così stato escluso dalla proprietà in questione. L'accordo sarebbe in ogni caso ancora
valido, senza possibilità per CO 1 di recedere. Infine, gli
insorgenti censurano il fatto che la Commissione non avrebbe sottoposto loro i rispettivi scritti delle controparti.
3.1.
Anzitutto occorre dar atto ai ricorrenti che la Commissione non ha agito, da un punto di vista procedurale, in modo del tutto corretto. In effetti, a seguito dell'inoltro del gravame al Consiglio di Stato da parte dei qui insorgenti, CO 5, comproprietario della particella 1303 VM (952 RP), è stato (correttamente) convocato per la discussione su di un oggetto che lo vedeva interessato. L'udienza si è tuttavia tenuta in sua assenza e,
contrariamente a quanto prescritto dall'art. 16 cpv. 1 LPamm, l'atto
istruttorio non è stato ripetuto. Nel frattempo, come ricordato in narrativa, il 16 giugno 2012 la RI 1 e CO 1 hanno sottoscritto una convenzione nella quale regolavano i reciproci rapporti di proprietà. Il 18/19 giugno 2012 CO 5 e CO 1 hanno inviato alla Commissione due separate prese di posizione, il primo contestando il buon fondamento del ricorso della RI 1, il secondo revocando il suo accordo
alla pattuizione appena sottoscritta. Su questi atti, la Commissione
non ha mai dato la possibilità alle parti di esprimersi ed ha emanato senza ulteriori formalità la decisione ora qui impugnata, che nemmeno risulta esser stata intimata a CO 5, malgrado la modifica delle sue interessenze. Ora, questo modo di procedere non ha pienamente rispettato il diritto di essere sentito delle parti. Tuttavia, tale lesione non ha alcuna conseguenza pratica a questo stadio della vertenza, dal momento che le parti hanno rinunciato a prevalersene e, d'altra parte, davanti a questo Tribunale essi hanno comunque avuto modo di esprimersi con piena cognizione di causa sulla questione. Di conseguenza, se mai vi fosse stata una violazione, sarebbe in ogni caso da ritenersi sanata in questa sede.
3.2. Ciò premesso, è a torto che i ricorrenti vorrebbero dedurre dall'accordo formalizzato con la
convenzione
del 16 giugno 2012 un effetto tuttora vincolante per le parti. Anzitutto, si osserva che
nello stesso sono indicati fatti errati o incompleti (come la proprietà esclusiva di RI 1 sul fondo 1303 VM; cfr. prime due premesse della
convenzione
) che potevano facilmente trarre in inganno CO 1 sulla reale situazione oggetto di pattuizione. Determinante risulta tuttavia il fatto, misconosciuto dai ricorrenti, che
nell'ambito del contenzioso amministrativo una transazione conclusa dalle parti innanzi all'autorità di ricorso non mette senz'altro fine alla lite. A quel momento, l'autorità deve ancora verificare
se questa rispetta il diritto imperativo applicabile: potrà dar seguito all'accordo solo nel caso di risposta affermativa. Questa verifica si giustifica perché una transazione
delle parti non può sostituire il giudizio dell'autorità inferiore e di
conseguenza, anche nel caso in cui la transazione ossequi il diritto pubblico applicabile l'impugnativa potrà essere evasa solo tramite un giudizio di merito dell'autorità di ricorso, il quale approvi il contenuto della transazione e sostituisca nel contempo il giudizio dell'autorità inferiore (cfr. per tutte le enunciazioni che precedono
Ulrich Cavelti