# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5be3e891-41fe-5c89-a65d-3c99926fc522
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 18 gennaio 2018 PI 1
contro RI 1 per l’incasso di fr. 8'840.– oltre agli accessori, il 22 maggio 2018 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, appurato che l’escusso non aveva interposto opposizione, gli ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso del 5 luglio 2018, RI 1 postula l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Con osservazioni del 12 luglio 2018, l’UE chiede di valutare la possibilità di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori. Stante l’esito del giudizio odierno, l’impugnativa non è stata notificata all’escutente per osservazioni.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF).
La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, RI 1 contesta di dover pagare i salari arretrati dell’ex dipendente PI 1 per il periodo dal giugno del 2017 al gennaio del 2018, perché davanti al Giudice di pace le parti avrebbero convenuto un pagamento alla dipendente di fr. 1'500.–, poi effettivamente avvenuto, a saldo di ogni sua pretesa salariale. Orbene, si tratta di una censura di merito, che il ricorrente avrebbe dovuto far valere interponendo opposizione al precetto esecutivo e producendo nell’eventuale procedura di rigetto dell’opposizione indizi propri a rendere verosimili le proprie affermazioni (art. 82 cpv. 2 LEF). In questa sede ciò non è più possibile. Il ricorso è così inammissibile.
3.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).