# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8d062026-6805-5ce8-815a-29b428792157
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

sentito il difensore, il quale innanzitutto rileva come non vi siano prove tangibili a suffragio delle accuse mosse all’imputato per i fatti del _ 2002. Le testimonianze sono irrilevanti, in quanto i testi non hanno visto nulla ed il timbro di voce dei fratelli è molto simile, per cui non si sa chi abbia parlato. Inoltre è inverosimile che l’imputato si sia espresso in dialetto ticinese. Al dibattimento l’accusato ha ribadito di non d’aver proferito gli epiteti e le frase minacciose indicate nel DA, che per giunta non emergono dagli atti. Per i fatti del _ 2002 il difensore fa notare come il filmato sia stato tagliato a piacere e pertanto non può essere ritenuto una prova: infatti potrebbero mancare le provocazioni della parte lesa. Dal video non è possibile capire le frasi pronunciate dall’accusato. L’unica frase ammessa “ti farò pisciare sangue” è stata pronunciata in un contesto di litigio e pertanto non poteva incutere timore. L’accusato contesta decisamente d’aver fatto il gesto di spezzare il collo alla parte lesa e dal filmato infatti ciò non risulta. Dalla registrazione emerge inoltre in modo chiaro che il cane non è stato aizzato. Inoltre non ha incusso timore alla vittima, che infatti non nemmeno scappata. Per i motivi che precedono il difensore contesta il reato d’ingiuria, in subordine chiede l’applicazione del secondo capoverso dell’art. 177 CPS. Il reato di ripetuta minaccia non sussiste, in quanto non è stato incusso spavento. In conclusione egli chiede l’assoluzione del suo assistito per entrambi i reati, la conferma del rinvio della parte civile al competente foro per le pretese di corrispondente natura e si oppone all’assegnazione di ripetibili;
sentito in replica il patrocinatore di parte civile precisa che l’imputato ha ammesso al dibattimento di aver dato del “vigliacco” al fratello in data _ 2002. Inoltre la teste ha sentito gridare “figlio di puttana” da un’altra persona che non è la parte lesa. Le posizioni dei testi convergono con quella del suo patrocinato. La registrazione non è stata tagliata ma semplicemente interrotta. Dalla stessa si notano due atti che costituiscono una minaccia: il fatto di aver aizzato il cane e la frase indicata al punto 2.2 del DA. Egli contesta infine che ci sia stata provocazione da parte del suo cliente;
sentito in duplica il difensore fa notare che il termine “vigliacco” non può entrare in considerazione nel presente procedimento, in quanto non contenuto nel DA. La registrazione, seppur non tagliata, è stata bloccata: quindi potrebbero mancare dei fatti rilevanti. Dal filmato non risulta che l’imputato abbia aizzato il cane;
sentito da ultimo l'accusato, il quale si sente limitato nella sua libertà di movimento a causa del fratello. Aggiunge inoltre che si sente incastrato dal fratello;
posti a giudizio i seguenti quesiti:
1. È il signor _ _ autore colpevole di:
1.1. Ingiuria?
1.2. Ripetuta minaccia?
2. In caso affermativo, deve, e se sì in che misura, essere ridotta la pena proposta?
3. A chi sono deferite le pretese della parte civile _ _?
4. L’imputato può beneficiare della sospensione condizionale della condanna?
5. L’eventuale condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, a quali condizioni potrà avvenire la cancellazione?
6. A chi vanno caricate la tassa e le spese di giudizio?
7. Devono essere assegnate, e se sì in che misura, le ripetibili alla parte civile?
letti ed esaminati gli atti;
preso atto che nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza, né ha formulato dichiarazione di ricorso;
visti gli art. 39, 41, 49, 63, 177 e 180 CPS; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
dichiara
_
_ Franco _
,
fu _ e di _ nata _, nato il _ 1958 a _ (Italia), attinente di _, domiciliato a _, coniugato, _,
autore colpevole di minaccia, art. 180 CPS;
per i fatti compiuti a Mezzovico il _ 2002 nelle circostanze descritte a punto 2.2. del decreto di accusa DA n. _/_ del _ 2003;
e lo proscioglie
dall’accusa di ingiuria, art. 177 CPS, e di minaccia, art. 180 CPS, per i fatti descritti al punto 1. e 2.1. del suddetto decreto di accusa;
condanna _ detto _ _
,
1. alla multa di fr. 300.-- (trecento);
2. al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di questa sede di complessivi fr. 150.-- (fr. 400.-- in caso di motivazione scritta), oltre a quelle del decreto d’accusa di complessivi fr. 300.--;
ordina
l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata entro un anno, se l'imputato avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4, risp. 106 cpv. 3 CPS);
assegna
al condannato il termine di tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS);
conferma
il rinvio della parte civile per ogni relativa pretesa al competente foro;
condanna
il signor _ _ al versamento di fr. 800.-- (ottocento) alla parte civile a titolo di ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP);
le parti sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).
Intimazione a:
_ _, _,
Procuratore pubblico Nicola Respini, _ _ _, _,
_ _, _ _, _,
Avv. _ _ _, Via _ _, _,
Avv. _ _, Via _ _, _ _ _,
e a:
Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,
Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,
Servizio di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,
Ufficio dei Giudici dell’istruzione e dell’arresto, Lugano.
La sentenza è definitiva.
Il giudice: Il segretario:
Distinta spese a carico di _ _ _,
fr.
300.00
multa
fr. 200.00 tassa di giustizia
fr. 250.00 spese giudiziarie
fr. 750.00 totale

## Considerations