# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b544c57c-65b6-50e5-9754-ac8e60d58a71
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la CO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di premi per il periodo da aprile a giugno 2007 ammontanti a fr. 1'155.30 oltre interessi e spese.
B.
All’udienza del 31 marzo 2008 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 27 novembre 2008 il Pretore del Distretto di _ ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.
D.
Con l’appello AP 1 sostiene di avere saldato il proprio debito nei confronti dell’appellante, producendo la copia di una ricevuta del 1° dicembre 2008 relativa al versamento di fr. 1'508.20 alla CO 1 (doc. A), e rilevando che quest’ultima intendeva ritirare la domanda di fallimento. Con scritto 10 dicembre 2008 l’appellante ha poi inoltrato la copia di un’ulteriore ricevuta del 9 dicembre 2008 relativa al versamento all’istante di fr. 133.-- (doc. C).
E.
Con le sue osservazioni la CO 1 afferma di non avere mai comunicato al convenuto la sua intenzione di ritirare la domanda di fallimento prima che fossero saldati tutti i debiti ancora pendenti.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
L’appellante ha dimostrato di avere estinto il debito in oggetto, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, con il versamento il 1. dicembre 2008 di fr. 1'508.20 (doc. A) rispettivamente il 9 dicembre 2008 di fr. 133.-- (doc. C), per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che riguarda il presupposto della solvibilità va osservato che dall’estratto delle esecuzioni _ emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 39 esecuzioni per un valore complessivo di fr. 22'112.90. Determinante è che, nell’anno in corso, oltre che nella presente procedura, in due altre esecuzioni l’8 febbraio 2008 rispettivamente il 23 agosto 2008 è stata emessa la comminatoria di fallimento, inoltre in 13 esecuzioni è stato effettuato il pignoramento di salario, mentre in altre 5 procedure è stato emesso l’avviso di pignoramento. Dal 16 giugno all’8 ottobre 2008 sono stati inoltre emessi a carico dell’appellante 6 attestati di carenza di beni per un totale di fr. 9'089.85. Ciò porta a concludere che il convenuto non è più in grado di far fronte ai suoi debiti, per cui il requisito della solvibilità non può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile. Il fallimento di AP 1 non può di conseguenza essere annullato.
2.
L'appello va respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).