# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2ba58186-373b-429b-94ed-ffbef15f3e8d
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_005
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
Fatti:
A. C._, nata nel 1902, è deceduta nel dicembre 1993. Con un testamento pubblico del 28 maggio 1974, la de cuius aveva lasciato ai figli B._ ed A._ - istituiti eredi universali - i suoi immobili (con dispensa dal conguaglio) e aveva attribuito a ciascuno la metà di un fondo a D._, su cui sorge una stazione di servizio, con la metà dei canoni provenienti dal diritto di superficie su di esso costituito a favore di una compagnia petrolifera. In un successivo testamento pubblico del 26 luglio 1983 C._ ha revocato ogni precedente disposizione, ha nuovamente istituito quali eredi universali i figli e ha attribuito loro vari fondi con dispensa dal conguaglio. A differenza di quanto stabilito nel testamento precedente, con la nuova disposizione di ultime volontà ella ha destinato alla figlia l'intero terreno occupato dalla stazione di servizio e tutti i suoi proventi. Il testamento termina specificando che la testatrice ha "tenuto conto delle donazioni fatte in precedenza ai figli, in particolare del maggior valore del terreno Nosetto di D._ donato ad A._ rispetto al terreno Castellaccio di Magliaso donato a B._, nonché della precedente donazione fatta ad A._ della casa e terreno a D._".
A. C._, nata nel 1902, è deceduta nel dicembre 1993. Con un testamento pubblico del 28 maggio 1974, la de cuius aveva lasciato ai figli B._ ed A._ - istituiti eredi universali - i suoi immobili (con dispensa dal conguaglio) e aveva attribuito a ciascuno la metà di un fondo a D._, su cui sorge una stazione di servizio, con la metà dei canoni provenienti dal diritto di superficie su di esso costituito a favore di una compagnia petrolifera. In un successivo testamento pubblico del 26 luglio 1983 C._ ha revocato ogni precedente disposizione, ha nuovamente istituito quali eredi universali i figli e ha attribuito loro vari fondi con dispensa dal conguaglio. A differenza di quanto stabilito nel testamento precedente, con la nuova disposizione di ultime volontà ella ha destinato alla figlia l'intero terreno occupato dalla stazione di servizio e tutti i suoi proventi. Il testamento termina specificando che la testatrice ha "tenuto conto delle donazioni fatte in precedenza ai figli, in particolare del maggior valore del terreno Nosetto di D._ donato ad A._ rispetto al terreno Castellaccio di Magliaso donato a B._, nonché della precedente donazione fatta ad A._ della casa e terreno a D._".
B. Il 26 gennaio 1995 A._ ha convenuto in giudizio innanzi al Pretore del distretto di Lugano B._ con un'azione tendente all'annullamento del secondo testamento. Pendente causa gli eredi hanno sottoscritto il 15 novembre 1996 un contratto di divisione parziale, dal quale hanno però escluso la particella su cui sorge l'area di servizio. Con sentenza 27 settembre 2001 il giudice di primo grado ha integralmente respinto la petizione, ponendo a carico dell'attore le spese processuali e le ripetibili.
B. Il 26 gennaio 1995 A._ ha convenuto in giudizio innanzi al Pretore del distretto di Lugano B._ con un'azione tendente all'annullamento del secondo testamento. Pendente causa gli eredi hanno sottoscritto il 15 novembre 1996 un contratto di divisione parziale, dal quale hanno però escluso la particella su cui sorge l'area di servizio. Con sentenza 27 settembre 2001 il giudice di primo grado ha integralmente respinto la petizione, ponendo a carico dell'attore le spese processuali e le ripetibili.
C. Adita dal soccombente, la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha, con sentenza del 16 ottobre 2002, confermato la pronunzia di primo grado. I giudici cantonali hanno lasciato indeciso - come in precedenza il Pretore - il quesito inerente alla tempestività dell'azione e hanno rilevato che in sede di appello l'attore si prevale unicamente della nullità della disposizione di ultime volontà in seguito ad un errore della testatrice. Essi hanno altresì stabilito che, con il contestato testamento e tenuto conto delle precedenti donazioni, il valore dei beni immobili destinati alla convenuta supera di fr. 636'000.-- quello dei fondi attribuiti al fratello. Tuttavia, secondo la Corte cantonale, la convenuta non ha riconosciuto la volontà della madre di garantire una parità di trattamento assoluta dei figli, né l'attore è riuscito a provare una siffatta volontà. Quest'ultimo non avrebbe nemmeno dimostrato la tesi secondo cui la testatrice ignorava la consistenza dei suoi beni e il divario fra le quote assegnate ai figli.
C. Adita dal soccombente, la I Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha, con sentenza del 16 ottobre 2002, confermato la pronunzia di primo grado. I giudici cantonali hanno lasciato indeciso - come in precedenza il Pretore - il quesito inerente alla tempestività dell'azione e hanno rilevato che in sede di appello l'attore si prevale unicamente della nullità della disposizione di ultime volontà in seguito ad un errore della testatrice. Essi hanno altresì stabilito che, con il contestato testamento e tenuto conto delle precedenti donazioni, il valore dei beni immobili destinati alla convenuta supera di fr. 636'000.-- quello dei fondi attribuiti al fratello. Tuttavia, secondo la Corte cantonale, la convenuta non ha riconosciuto la volontà della madre di garantire una parità di trattamento assoluta dei figli, né l'attore è riuscito a provare una siffatta volontà. Quest'ultimo non avrebbe nemmeno dimostrato la tesi secondo cui la testatrice ignorava la consistenza dei suoi beni e il divario fra le quote assegnate ai figli.
D. Con ricorso per riforma del 22 novembre 2002 A._ postula, in via principale, l'annullamento sia delle sentenze di prima e seconda istanza che del testamento del 26 luglio 1983. In via subordinata chiede il rinvio della causa alla Corte d'appello, affinché questa fissi l'importo che egli deve corrispondere alla convenuta in seguito alla nullità del testamento. L'attore sostiene che la de cuius desiderava una parità (relativa) fra i figli e che tentando di rimediare ad una prima distorsione a favore del figlio ne ha creata un'altra, ancora più grande, a favore della figlia. I giudici cantonali avrebbero quindi esaminato a torto se la defunta volesse una parità assoluta fra gli eredi: questa non poteva essere raggiunta nella fattispecie, poiché i figli hanno beneficiato di liberalità elargite nel corso di molti anni. In realtà, secondo l'attore, dall'analisi di cinque fasi mentali della vita della testatrice risulterebbe che ella è incorsa in un errore, avvantaggiando in modo così manifesto la figlia nel testamento impugnato.
Non è stata chiesta una risposta al ricorso.

## Considerations

Diritto:
Diritto:
1. Interposto in tempo utile contro una sentenza finale della suprema istanza cantonale in una contestazione civile, il ricorso per riforma è per principio ricevibile dal profilo degli art. 48 cpv. 1 e 54 cpv. 1 OG. Anche il valore di lite di fr. 8000.--, previsto dall'art. 46 OG, è in concreto manifestamente superato.
1. Interposto in tempo utile contro una sentenza finale della suprema istanza cantonale in una contestazione civile, il ricorso per riforma è per principio ricevibile dal profilo degli art. 48 cpv. 1 e 54 cpv. 1 OG. Anche il valore di lite di fr. 8000.--, previsto dall'art. 46 OG, è in concreto manifestamente superato.
2. Nella procedura del ricorso per riforma, il Tribunale federale è vincolato agli accertamenti di fatto effettuati dall'ultima istanza cantonale a meno che quest'ultima sia incorsa in una svista manifesta, abbia operato in violazione di disposizioni federali in materia di prove (art. 63 cpv. 2 OG), oppure gli accertamenti di fatto da lei compiuti necessitino di completazione in seguito alla mancata considerazione di fatti pertinenti, regolarmente allegati (art. 64 cpv. 1 OG; DTF 127 III 248 consid. 2c pag. 252). Sebbene il quesito di sapere ciò che ha portato il testatore ad agire in un determinato modo sia di per sé una questione di fatto, nell'ambito dell'applicazione dell'art. 469 CC il Tribunale federale non è vincolato agli accertamenti dell'autorità cantonale sui motivi del disponente, nella misura in cui essi non si riferiscano a prove concrete concernenti la fattispecie posta a fondamento del giudizio, ma a riflessioni generali, basate sulla comune esperienza di vita (DTF 75 II 280 consid. 5 pag. 285; cfr. anche DTF 126 III 10 consid. 2b pag. 12).
In concreto sono accertamenti di fatto che vincolano il Tribunale federale i valori dei fondi ritenuti dalla Corte cantonale sulla scorta della perizia agli atti (DTF 98 II 265 consid. II/2 pag. 267). Il gravame si rivela pertanto di primo acchito irricevibile laddove si scosta da tali importi. Altrettanto inammissibile, atteso che l'attore nemmeno pretende che i giudici cantonali siano incorsi in una svista manifesta, è l'asserzione esplicitamente confutata nella sentenza impugnata, secondo cui la convenuta avrebbe riconosciuto negli allegati di causa la volontà della madre di avere una parità fra i figli.
In concreto sono accertamenti di fatto che vincolano il Tribunale federale i valori dei fondi ritenuti dalla Corte cantonale sulla scorta della perizia agli atti (DTF 98 II 265 consid. II/2 pag. 267). Il gravame si rivela pertanto di primo acchito irricevibile laddove si scosta da tali importi. Altrettanto inammissibile, atteso che l'attore nemmeno pretende che i giudici cantonali siano incorsi in una svista manifesta, è l'asserzione esplicitamente confutata nella sentenza impugnata, secondo cui la convenuta avrebbe riconosciuto negli allegati di causa la volontà della madre di avere una parità fra i figli.
3. Le disposizioni di ultima volontà redatte sotto l'influsso di un errore possono essere annullate in virtù dell'art. 519 cpv. 1 n. 2 CC. Ogni errore sui motivi è rilevante, se ha avuto un'influenza determinante sulla disposizione e a condizione che sia reso verosimile che, se il testatore avesse conosciuto la situazione reale, avrebbe preferito eliminare la disposizione piuttosto che mantenerla invariata (DTF 75 II 280 consid. 3 pag. 284 e consid. 6 pag. 287; 94 II 139 consid. 4; 119 II 208 consid. 3bb). La prova che la disposizione di ultima volontà riposa su un errore può essere apportata in qualsiasi modo, anche con elementi estranei al testamento (DTF 72 II 225 consid. 4 pag. 233).