# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 31d0cf6d-3d7f-56bc-ab9f-5067a0556a75
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 31 gennaio 2000 la _) ha chiesto il fallimento di _ per fr. 7'117.80 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 23 febbraio 2000 nessuno è comparso.
C.
_ ha postulato l’annullamento del fallimento, invocando di avere saldato il debito nei confronti della _ la quale ha chiesto all'UE la cancellazione dell'esecuzione (doc. D e E). L'appellante ha poi rilevato che il 6 marzo 2000 risultavano pendenti nei suoi confronti 21 esecuzioni (doc. F). Il 10 marzo risp. il 13 marzo 2000 egli ha provveduto a saldarne 10 (doc. G e I). Inoltre l'estratto delle procedure ancora pendenti comprende delle esecuzioni già da tempo saldate o in parte pagate direttamente ai creditori. Tre di queste creditrici, nel frattempo tacitate, hanno chiesto la cancellazione di ulteriori tre esecuzioni, ossia delle n. _, _ e _ (doc. L , M e N). Il 13 marzo un'altra creditrice, la _ ha chiesto la cancellazione dell'esecuzione n. _ (doc. O). Per quel che concerne l'esecuzione n. _ promossa dalla _ nei suoi confronti, _ ha dichiarato che la tassazione alla base della procedura esecutiva verrà riesaminata conformemente ai rendiconti che egli si appresta a inoltrare ed in seguito sarà concordato un piano di pagamento. Per il momento l'esecuzione è sospesa (doc. R e S). Per quanto attiene alle esecuzioni n. _, _, _ e _ l'appellante ha rilevato di avere sottoposto alla creditrice, la Cassa cantonale di compensazione AVS, una proposta di rimborso transattivo con rate mensili di fr. 2'000.-- (doc. T), che è stata accettata con lettera 14 marzo 2000 (doc. U), a far tempo dal 31 marzo 2000. Le decisioni di dilazione seguiranno e la creditrice si è impegnata a far annullare le esecuzioni pendenti. _ ha poi osservato che l'esecuzione n. _ inoltrata da _ è ingiustificata, avendo egli versato integralmente la somma spettante all'escutente. D'altro canto l'esecuzione è da lungo sospesa dall'opposizione. L'appellante ha poi osservato di avere provveduto nell'arco di pochi giorni dopo la pronuncia del fallimento a pagare oltre fr. 30'000.-- e di avere dimostrato la sua volontà di risanare integralmente la sua situazione debitoria. L'attività che egli svolge è più che soddisfacente sia dal profilo professionale che da quello prettamente finanziario. A questo proposito il debitore ha prodotto 4 recenti contratti (doc. V), dai quali risultano ordinazioni da parte di importanti aziende. Inoltre ha asserito che le fatture emesse gli permetteranno di incassare a breve grosse somme ancora scoperte (doc. W e X_ ha poi prodotto estratti bancari concernenti le ultime spese a cui ha fatto fronte, a comprova che egli dà seguito ai suoi pagamenti correnti alla loro scadenza (doc. Y). Egli ha infine prodotto un estratto delle sue pendenze esecutive aggiornato al 14 marzo 2000 (doc. AA).

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 22 ad art. 174 LEF).
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud; op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht- und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
In prima sede il fallimento di _ è stato decretato per il mancato pagamento nei confronti della _) dell'importo di fr. 7'117.80 oltre accessori. Dallo scritto 7 marzo 2000 della creditrice (doc. D) emerge che il debitore ha saldato l'importo posto in esecuzione e che la _) il 10 marzo 2000 ha chiesto all'UE di Lugano la cancellazione della relativa procedura esecutiva (doc. E), per cui risulta adempiuta la prima condizione di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Sempre il 10 risp. il 13 marzo 2000 il debitore ha poi saldato 10 ulteriori esecuzioni (doc. G e I). Egli ha inoltre pagato direttamente gli importi residui a saldo dei loro crediti a tre società creditrici, così che queste hanno chiesto la cancellazione delle rispettive esecuzioni per un totale di fr. 22'871.55 (doc. L, M e N). Il 13 marzo 2000 pure la _ ha chiesto la cancellazione di una procedura esecutiva promossa nei confronti dell'appellante (doc. O). Per quel che riguarda l'esecuzione n. _ promossa dalla _, Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, va rilevato che l'escusso vi ha interposto opposizione e che la creditrice, come risulta dallo scritto doc. R, una volta che _ avrà presentato i rendiconti, deciderà in merito ad un pagamento rateale. Per quattro rimanenti esecuzioni promosse dalla Cassa cantonale AVS, attualmente sospese in seguito alle opposizioni interposte dal debitore, risulta che con scritto 14 marzo 2000 è stato concesso al debitore di procedere a pagamenti rateali di fr. 2'000.-- al mese a partire dal 31 marzo 2000 (doc. U). Il 14 marzo 2000 contro l'appellante erano ancora pendenti 6 procedure esecutive. Per due di queste si è giunti alla notifica del PE al debitore e nelle altre quattro è stata interposta opposizione (doc. AA). L'appellante ha poi prodotto quattro recenti contratti stipulati con importanti aziende, a dimostrazione che la sua attività professionale è soddisfacente (doc. V). Egli ha inoltre versato agli atti una lista delle fatture emesse per un importo di fr. 112'034.39, da cui vanno dedotti fr. 30'000.-- già incassati, ma non ancora contabilizzati in questa lista. L'appellante ha anche prodotte numerose fatture (doc. X) così come diversi estratti bancari (doc. Y) inerenti le sue spese correnti ed i relativi pagamenti.
Orbene sulla base di questi riscontri oggettivi non può quindi essere ritenuto che l’appellante non sia più solvibile, che non sia più in grado di tacitare i suoi creditori, né di pagare importi anche modesti e nemmeno che si trovi in una situazione di insolvibilità per un periodo indeterminato. Il fallimento di _ va pertanto annullato ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
2.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.