# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3946fb26-7c86-5ec1-9a66-079ab9029955
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
che in data 10.2.1994 _ _ – sotto il falso nome di _ _ _ – ha aperto un conto bancario presso _ _, dove si è fatto accreditare tre certificati azionari, depositati fisicamente presso la _ _ _ di _ (AI 102);
che i titoli sono stati successivamente venduti ed il loro controvalore accreditato sulla relazione bancaria appena aperta;
che tra il 24.2.1994 ed il 10.3.1994 _ _ ha quindi eseguito, a debito del medesimo conto, una serie di operazioni bancarie, tra cui un bonifico di
£ 770'000.--
sul conto “_” presso _ _
;
che in seguito questi è stato accusato di essersi fraudolentemente fatto intestare i suddetti certificati azionari, denunciati come rubati sulla piazza finanziaria di _, e successivamente condannato dal Tribunale criminale del _ del _ con sentenza 5.3.1995 (AI 112 e 127);
che parallelamente, con riferimento al furto dei certificati azionari, le competenti autorità _ hanno aperto un procedimento penale nei confronti di _ _ e di _ _, padre rispettivamente zio del coaccusato _ _ _ (AI 105);
che di conseguenza il trasferimento del prezzo di vendita delle azioni è stato bloccato e _ _ non ha ottenuto alcuna contropartita alle erogazioni già effettuate per ordine di _ _;
che in data 21.3.1994, in relazione al bonifico di
£ 770'000.-- sul conto “_”, _ _ ha
sporto denuncia contro ignoti al Ministero pubblico di Lugano (AI 1);
che l’allora procuratore pubblico Fabrizio Eggenschwiler ha quindi ordinato l’arresto del qui istante (AI 8, 7.4.1994), di _ _ -_ (AI 11, 8.4.1994) e di _ _ _ (AI 28, 14.4.1994), promuovendo l’accusa nei loro confronti per titolo di ricettazione, truffa e riciclaggio di denaro;
che interrogato dall’allora magistrato inquirente, IS 1 ha dichiarato di essere stato contattato dapprima dalla coaccusata _ _ -_ ed in seguito da _ _ – zio del coaccusato _ _ _ – e di avere infine accettato la loro proposta, mettendo a disposizione un proprio conto bancario allo scopo di trasferire
£ 770'000.-- dal _ alla Svizzera, dietro un compenso di
CHF 130'000.-- (cfr. verbali di interrogatorio 1 e 2);
che ha quindi rilevato di avere preso contatto dapprima con il _ di _, presso il quale era titolare di diversi conti, ricevendo però risposta negativa, e di avere infine optato per il conto “_” presso _ _, intestato a sua madre ma sul quale disponeva di una procura individuale, facendo credere al procuratore _ _ che si trattava di fondi provenienti dall’eredità di suo padre e che voleva al più presto disporne per estinguere alcuni debiti (cfr. verbali di interrogatorio 2 e 5);
che ha inoltre ammesso di essersi fatto emettere, una volta accreditato l’importo di
£ 770'000.--
, dieci assegni da CHF 150'000.-- l’uno, tutti incassati e consegnati a _ _, e di avere prelevato in contanti la rimanenza, trattenendola quale compenso, poi versata su un conto presso il _ di _ (cfr. verbali di interrogatorio 1 e 2);
che in data 22.4.1994 l’istante è stato scarcerato dietro presentazione di una garanzia bancaria di CHF 100'000.-- a valere quale cauzione (AI 41);
che con atto di accusa 31.7.1996 l’allora procuratore pubblico Fabrizio Eggenschwiler ha posto in stato di accusa davanti alla Corte delle assise correzionali di _ IS 1, _ _ -_ e _ _ siccome accusati di ricettazione e truffa;
che l’istante è stato in particolare accusato di ricettazione per avere, nelle circostanze sopra descritte, accolto la proposta di _ _ -_ e “
ricevuto in dono una somma di denaro che sapeva o doveva presumere proveniente da un reato
” e di truffa per avere ingannato con astuzia il funzionario di _ _ _ _ (ACC _);
che con decreto 5.12.2003 il presidente della Corte delle assise correzionali di _ – esperita un’udienza per incombenti in data 2.12.2003 – ha stralciato dai ruoli il procedimento per intervenuta prescrizione dell’azione penale;
che in effetti tutte le parti presenti all’udienza hanno riconosciuto come erronea la sussunzione dei fatti contestati agli accusati ai reati di ricettazione e di truffa, mentre “
(...) la fattispecie descritta in entrambi i predetti capi di imputazione configura in realtà un’ipotesi di riciclaggio di denaro giusta l’art. 305bis CP
”, per cui – trattandosi di un delitto – “
(...) la prescrizione dell’azione penale si è (...) compiuta
” (decreto 5.12.2003, inc. _);
che con l'istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all'art. 320 cpv. 1 CPP – IS 1, che protesta le ripetibili, chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento del danno materiale e morale sofferto in seguito al procedimento penale, l'importo di CHF 47'083.15, di cui CHF 30'105.15 per spese di patrocinio, CHF 1'978.-- per danni materiali e CHF 15'000.-- per torto morale;
che giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (cfr. REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.);
che in concreto il procedimento è stato stralciato dai ruoli per intervenuta prescrizione dell’azione penale;
che appartiene ai cantoni determinare se la prescrizione dell’azione penale comporti l’assenza di un presupposto processuale o l’esclusione della punibilità fondata sul diritto sostanziale (DTF 105 IV 7);
che con riferimento alla giurisprudenza della Corte di cassazione e di revisione penale, il Tribunale federale ha nondimeno rilevato che nella prassi ticinese l’intervento della prescrizione comporta l’estinzione del diritto dello Stato di punire e deve quindi essere sanzionata con un giudizio di merito (decisione TF 1P.258/2002 del 2.10.2002);
che costituirebbe invero eccesso di formalismo negare il diritto all’indennità a IS 1 unicamente perché ha omesso di chiedere al presidente della competente Corte delle assise correzionali di essere prosciolto con giudizio di merito;
che il decreto di stralcio 5.12.2003 deve pertanto essere qualificato quale sentenza di assoluzione a’ sensi dell’art. 317 CPP;
che ogni accusato prosciolto ha il diritto di pretendere dallo Stato il risarcimento dei danni derivanti dal procedimento penale, indipendentemente dai motivi che hanno indotto il giudice o il procuratore pubblico ad emanare una dichiarazione di non colpevolezza (R. WALLIMAN BAUR, Diss.
ZH 1998, Entschädigung und Genugtuung durch den Staat an unschuldig Verfolgte im ordentlichen zürcherischen Untersuchungsverfahren, p. 12);
che l'indennità prevista dall'art. 317 CPP consiste nel risarcimento pieno (“
rifusione
”) delle spese di patrocinio legale oggettivamente necessarie e dei danni materiali, nonché nella “
riparazione
” del torto morale, la cui determinazione é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice;
che per la definizione dell'ammontare, delle modalità e dell'estensione dell'indennità si applicano le norme cantonali e, a titolo di diritto cantonale suppletivo, le regole generali degli art. 42 ss.
CO (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);
che l'art. 44 cpv. 1 CO prevede la possibilità per il giudice di escludere o ridurre il risarcimento se il danneggiato ha consentito nell'atto dannoso o se le circostanze, per le quali egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare od aggravare il danno od a peggiorare altrimenti la posizione dell'obbligato – segnatamente
se l'accusato ha determinato per sua colpa l'apertura dell'inchiesta o la sua incarcerazione oppure ancora ha intralciato lo svolgimento della procedura (cfr.
R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 10
; G. PIQUEREZ,
op. cit., n. 4027; cfr. decisione CRP 19.5.2003, inc. 60.2001.61);
che lo scopo è quello di evitare che lo Stato, e di riflesso i contribuenti, debbano sopportare i costi di una procedura penale aperta in seguito al comportamento riprovevole di un accusato;
che in questo senso il Tribunale federale giudica conforme all’art. 32 Cost. fed. (art. 4 vCost. fed.) ed all’art. 6 n. 2 CEDU porre le spese del procedimento a carico dell’accusato prosciolto – così come respingere un’istanza di indennità –, ove egli abbia chiaramente violato una norma di comportamento, scritta o non scritta, risultante dall’ordinamento giuridico svizzero considerato globalmente, in modo riprovevole sotto il profilo del diritto civile ed abbia così dato luogo al procedimento penale (decisione TF 1P.126/2005 del 27.4.2005; DTF 116 Ia 162; 109 Ia 160);
che il principio della presunzione di innocenza è violato unicamente se dal testo della relativa decisione risulta, sotto il profilo del diritto penale, un apprezzamento negativo del suo comportamento (decisione TF 1P.388/2004 del 20.8.2004; DTF 115 Ia 309);
che nel presente caso il decreto di stralcio 5.12.2003 scagiona pienamente l’istante dalle ipotesi di reato oggetto della denuncia per intervenuta prescrizione dell’azione penale;
che in concreto IS 1 ha nondimeno ripetutamente ammesso di avere accettato la proposta della coaccusata _ _ -_ e di _ _, di avere conseguentemente messo a disposizione un conto bancario allo scopo di fare affluire in Svizzera l’importo di
£ 770'000.--, immediatamente prelevato mediante assegni da CHF 150'000.-- l’uno incassati e consegnati allo stesso _ _,
dietro un compenso di CHF 130'000.--;
che il diritto civile non scritto vieta di creare una situazione tale da causare un danno ad altri senza prendere le necessarie precauzioni (DTF 126 III 113) ed i costi diretti ed indiretti di una procedura penale, compresa l’indennità che deve eventualmente essere rifusa all’accusato prosciolto, costituiscono certamente un danno per la collettività (decisione TF 1P.301/2002 del 22.7.2002);
che l’operazione finanziaria sopra descritta – attività tipica di chi vuole vanificare l’accertamento dell’origine ed il ritrovamento di fondi – era propria a far nascere il sospetto della commissione di un reato ed è stata causale per l’apertura del procedimento penale, scaturito dalla denuncia sporta da _ _ contro ignoti in seguito all’accredito di
£ 770'000.-- sul conto “_”
(AI 1);
che i coaccusati fossero consapevoli dei rischi insiti nell’operazione emerge chiaramente dalle dichiarazioni dello stesso istante, che ha ammesso di avere sottaciuto al funzionario di _ _ _ _ la provenienza dell’ingente importo – inizialmente bonificato a suo favore (cfr. verbale di interrogatorio 5) –, ben sapendo in realtà che “
(...) un cittadino _ (...) aveva bisogno di spostare dei soldi dal _ in Svizzera e aveva dei problemi con il trasferimento
” (verbale di interrogatorio 8), violando in tal modo i suoi obblighi scaturenti dalla buona fede;
che va infine rilevato come in occasione dell’udienza per incombenti del 2.12.2003 – riconosciuta da tutte le parti l’intervenuta prescrizione dell’azione penale – è stato comunque trovato un accordo circa le pretese della parte civile _ _ “
(...) alla quale, a saldo di ogni e qualsiasi pretesa, vengono versati fr. 100'000.-- da prelevarsi dai fr. 130'000.-- attualmente sequestrati sul conto _ ‘_presso il _ di _, _, di IS 1
” (decreto di stralcio 5.12.2003, p. 2);
che a giudizio di questa Camera appare quindi corretto far sopportare all'istante il pregiudizio da lui subito;
che l’istanza deve conseguentemente essere integralmente respinta;
che la procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

## Considerations