# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 575b6841-8afc-5d35-abbd-d81c75fc2f48
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto
A.
L
a CRTE 1 (_) con decisione 4 settembre 2008 ha inflitto ad RI 1 una multa di
fr. 10’000.-, con accollamento di una tassa per le spese amministrative di complessivi fr. 160.-, per aver proceduto all’incenerimento illecito di almeno 4'000 kg di legname usato nella zona del passo del _, davanti al _ (con riferimento al rapporto di contravvenzione 5 agosto 2008).
Fatti avvenuti il 31 maggio 2008 in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli
art. 30c cpv. 2,
61 lett. f LPAmb; 1, 26a, allegato 5 cifra 3 cpv. 1 e 2 OIAt (con riferimento al rapporto di contravvenzione 5 agosto 2008)
.
B.
Contro predetta pronuncia dipartimentale RI 1
si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendo la riduzione della multa a fr. 200.-.
C.
La CRTE 1
propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

## Considerations

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine.
Il ricorrente chiede che questo giudice abbia a disporre l’audizione del teste _, persona responsabile del cantiere dell’ospizio, il quale avrebbe ricevuto l’ordine di separare minuziosamente il legname ritenuto non inquinante dal resto dei detriti.
Giusta l’art. 12 cpv. 1 LPContr, il giudice della Pretura penale ha la facoltà di completare l’istruttoria d’ufficio. Il giudice può tuttavia rinunciare ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”:
DTF non pubblicata del 23 maggio 2008 [6B.570/2007] consid. 5.1.;
DTF 125 I 135 consid. 6c/cc in fine con richiami di dottrina e giurisprudenza, DTF 124 I 211 consid. 4., DTF 122 V 162 consid. 1d).
Nella fattispecie, la prova chiesta dal ricorrente non appare suscettibile di recare chiarimenti di rilievo ai fini del giudizio, gli atti di causa essendo per di più sufficientemente chiari e completi da consentire a questo giudice di formare il proprio convincimento.
Nulla osta pertanto all’esame del ricorso nel merito.
2.
L’art. 30c cpv. 2 LPAmb impone che i rifiuti non possono essere inceneriti fuori dagli impianti; fa eccezione l’incenerimento di rifiuti naturali provenienti dai boschi, dai campi e dai giardini, se non ne risultano immissioni eccessive.
Scopo dell’Ordinanza contro l’inquinamento atmosferico – come pure, del resto, della Legge sulla protezione dell’ambiente – è di proteggere l’uomo, la fauna, la flora, le loro biocenosi e i loro biotopi nonché il suolo da inquinamenti dell’aria dannosi o molesti (art. 1 OIAt).
L’art. 26a OIAt specifica che
i rifiuti possono essere bruciati o sottoposti a decomposizione termica soltanto in impianti secondo l’allegato 2 cifra 7; è fatta eccezione per l’incenerimento di rifiuti secondo l’allegato 2 cifra 11.
Chiunque intenzionalmente incenerisce abusivamente rifiuti fuori degli impianti è punito con la multa (art. 61 cpv. 1 lett. f LPAmb). Anche la negligenza è punibile con la multa (cpv. 2).
Per la cifra 31 cpv. 1 dell’allegato 5 dell’OIAt, sono considerati legna da ardere: la legna allo stato naturale, in pezzi, compresa la corteccia che vi aderisce, in particolare ciocchi, mattonelle, rami secchi e pigne (lett. a), la legna allo stato naturale, non in pezzi, in particolare pellets, pezzetti minuti, trucioli, segatura, polvere di levigatrice o corteccia (lett. b), gli scarti di legno provenienti dalla lavorazione del legno a livello industriale e artigianale, purché non siano stati né impregnati con un procedimento a getto né ricoperti con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (lett. c).
Secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. a dell’allegato 5 dell’OIAt, invece, non sono considerati legna da ardere il legname di scarto proveniente dalla demolizione, dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come pure quello frammisto a legna da ardere secondo il capoverso 1. Non sono inoltre considerati legna da ardere, secondo la cifra 31 cpv. 2 lett. b dell’allegato 5 dell’OIAt, tutti gli altri materiali in legno, come: il legname di scarto o i rifiuti di legname impregnato con prodotti per la protezione del legno mediante un procedimento a getto o ricoperto con un rivestimento contenente composti organo-alogenati (cifra 1), i rifiuti di legname o il legname di scarto trattati in modo intensivo con prodotti per la protezione del legno come il pentaclorofenolo (cifra 2), i miscugli di tali rifiuti con la legna da ardere secondo il capoverso 1 o il legname di scarto secondo la lettera a (cifra 3).
3.
Nel presente caso, la SPAAS – in applicazione delle predette disposizioni – ha rimproverato al multato di aver incenerito illecitamente almeno 4'000 kg di rifiuti (legname usato) provenienti dallo stabile _. Il protocollo d’analisi delle ceneri 25 luglio 2008, dal quale risulta, tra l’altro, la presenza di chiodi, viti, aghi di cenere da compensato ecc., conferma l’incenerimento di materiali non conformi all’OIAt.
4.
Il ricorrente ammette di aver acceso il falò preparato con materiale proveniente dalla demolizione del _, e meglio alcune suppellettili e assi di legno. Contesta nondimeno l’ammontare della multa, facendo valere innanzitutto di aver provveduto a separare (incaricando l’impresa che si è occupata della demolizione dell’_) e depositare in un apposita benna, il materiale ritenuto inquinante, incendiando unicamente quanto egli riteneva non inquinare l’ambiente. Egli osserva inoltre che nella benna non erano stati gettati residui metallici di materiale incenerito, bensì vi era depositato del materiale incenerito proveniente dal _ che subì un incendio nel _. Il materiale ritenuto inquinante è stato portato per il necessario smaltimento al centro raccolta rifiuti di _.
L’insorgente afferma dunque di aver agito in tutta buona fede, bruciando unicamente il legname considerato non trattato e quindi non inquinante. Egli contesta il quantitativo di legna bruciato insistendo sul fatto che esso sia notevolmente inferiore rispetto a quello indicato dalla _. Per tutte queste ragioni chiede che la multa venga sensibilmente ridotta e non superi fr. 200.-.
5.
La legge prevede espressamente che
il legname di scarto proveniente dalla demolizione, dalla ristrutturazione o dal rinnovamento di edifici nonché da cantieri, quello costituito da imballaggi, inclusi le palette e i mobili di legno usati, come pure quello frammisto a legna da ardere secondo l’art. 31 capoverso 1 dell’allegato 5 dell’OIAt non è considerato legna da ardere.
La legna proveniente dalla demolizione del _ deve dunque essere considerata legna che non si poteva bruciare. Il fatto che la stessa fosse stata minuziosamente separata dal resto degli scarti non è perciò di alcuna pertinenza, sennonché per quanto concerne la commisurazione della pena; giovi comunque rilevare che in sede di osservazioni al rapporto di contravvenzione, in contrasto con l’asserita minuzia invocata nel gravame, egli lasciava invece trapelare un’evidente leggerezza nella cernita del materiale, ammettendo finanche un certo potenziale inquinante del combustibile (
“abbiamo dato fuoco a ciò che ritenevamo non inquinasse più di quel tanto”
).