# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1b0aa867-88a8-5f14-b0a4-38284aee30b4
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nelle 25 esecuzioni promosse nei confronti di PI 4 per oltre fr. 100'000.– complessivi, il 26 settembre 2017, il 12 settembre 2018 e il 29 aprile 2019 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano
ha pignorato i diritti spettanti all’escusso
n
ella comunione ereditaria dello zio fu PI 1, composta
anche delle zie PI 2 e PI 3
.
L’Ufficio ha indicato quale bene appartenente alla comunione il fondo n. _ sito sul territorio del Comune di _. Nei verbali di pignoramento l’Ufficio ha attribuito all’interessenza pignorata il valore di stima di fr. 1.–, indicando che il valore effettivo ne sarebbe stato stabilito dopo la domanda di realizzazione.
B.
Avendo i creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a
un’udienza tenutasi il 16 ottobre 2019
a norma dell’art. 9 del
l’Ordinanza del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in
comunione (ODiC, RS 281.41)
, in occasione della quale nessuna conciliazione
è potuta essere raggiunta in assenza di tutti i creditori eccetto uno. In questo frangente l’Ufficio ha attribuito al fondo di proprietà della comunione ereditaria un valore di stima di fr. 2'000'000.– sulla base della valutazione immobiliare del 13 aprile 2017 allestita dall’arch. _ su incarico dell’avv. PA 2, patrocinatore di PI 3. Da tale importo l’Ufficio ha dedotto fr. 1'100'000.–, corrispondente al valore nominale della cartella ipotecaria gravante
il fondo, e ha pertanto attribuito
alla quota ereditaria di
1⁄3
del debitore il valore di fr. 300'000.–.
C.
Il 18 novembre 2019, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete
per la realizzazione della quota ereditaria pignorata. Nel termine
impartito gli è pervenuta la proposta di PI 3, che ha comunicato il proprio interesse all’acquisto, se del caso unitamente alla sorella, della quota del fratello per fr. 100'000.–. PI 2, da parte sua, ha comunicato all’UE di aver formulato con la sorella un’offerta al nipote per rilevare la sua quota, sufficiente a soddisfare tutti creditori procedenti, ch’egli ha però rifiutato.
D.
Il 23 giugno 2020 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione pignorati, preavvi-sando la loro vendita ai pubblici incanti. Come in sede di
conciliazione l’UE ha attribuito all’intera sostanza ereditaria un valore complessivo
di fr. 900'000.– e all’interessenza del debitore un valore di fr. 300'000.–.
E.
Con messaggio di posta elettronico del 26 ottobre 2020 PI 3 ha comunicato all’Ufficio che il debito ipotecario effettivo esistente ammonta a fr. 800'000.–, a cui vanno aggiunti interessi di fr. 56'250.– al 31 ottobre 2020.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Ricevuta la domanda di vendita d’una parte in comunione, l’ufficio d’esecuzione convoca tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC), dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC).
L’autorità di vigilanza deve determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF) scegliendo tra la messa all’asta oppure lo
scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC),
ritenuto che
giusta l’art. 10 cpv. 3 ODiC la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativa
mente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
2.
Nel caso di specie, come visto, l’Ufficio ha stimato la quota ereditaria del
debitore in fr. 300'000.–. Ora, le pretese per cui i creditori sono giunti allo stadio del pignoramento ascendevano al 24 giugno 2020 a complessivi fr. 101'364.20. Questo importo rappresenta all’incirca un terzo del valore di stima della quota di PI 4, e ancor meno se si considera che in base a quanto comunicato all’Ufficio da PI 3 il 26 ottobre 2020 l’onere ipotecario effettivo parrebbe essere di soli fr.
856'250
.– in luogo dei fr. 1'100'000.– considerati dall’Ufficio. Ciò posto, sussiste il
rischio concreto che la quota venga aggiudicata a un prezzo ampiamente inferiore al suo valore reale, non avendo i creditori alcun interesse, in sede di asta, a rilanciare non appena l’offerta migliore abbia superato l’importo totale dei loro crediti.
2.1
In queste circostanze risultano manifestamente insufficienti le offerte di acquisto della quota del fratello formulate da PI 3 (per fr. 100'000.–) e da PI 2 (per un prezzo pari al totale dei crediti a favore dei quali è stato eseguito il pignoramento), mentre la proposta dell’UE di realizzare la quota all’asta appare inopportuna.
2.2
Il modo di realizzazione dello scioglimento della comunione ereditaria, che a differenza della vendita all’asta può essere ordinato anche quando il valore della quota pignorata non è determinato
almeno approssimativa
mente,
garantisce invece che l’ufficio, dopo aver estinto i crediti, possa riversare un’eccedenza all’escusso
. La
soluzione alternativa dell’assegnazione della quota ai creditori giusta
l’art. 131 cpv. 2 LEF (cfr. art. 13 cpv. 1 ODiC) è esclusa quando si tratti di quota ereditaria (art. 13 cpv. 2 ODiC). Nel caso concreto poi, a fronte del valore dell’interessenza le
spese connesse alla
divisione della successione – da saldare con
quanto otterrà l’escusso
nella divisione (art. 13 cpv. 2 ODiC) – appaiono coperte. Giova di conseguenza ordinare all’UE di procedere a richiedere lo scioglimento della comunione e la liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC; RtiD 2009 II 762 seg. n. 58c). È comunque fatta salva la possibilità per la comunione ereditaria di evitare lo scioglimento pagando i crediti per i quali la quota dell’escusso è stata pignorata oppure formulando un’offerta di vendita della quota a trattative private che possa essere accettata da tutti i creditori pignoranti e dall’escusso (art. 130 LEF; v.
Bettschart
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 15 ad art. 132 LEF
).
3.
Nel Canton Ticino l’autorità competente ai sensi dell’art. 609 CC per intervenire nella divisione in luogo dell’erede le cui ragioni successorie sono state pignorate è l’ufficiale delle esecuzioni (art. 96 cpv. 2 LAC). Incomberà quindi a lui chiedere la divisione della successione alla competente autorità qualora i coeredi dovessero opporvisi (art. 12 e 13 cpv. 2 ODiC), e gli spetta anche di
rappresentare l’escusso nella procedura (sentenza della CEF 15.2001.287
dell’11 gennaio 2002). Le spese connesse alla procedura di divisione devono essere anticipate dai creditori (art. 13 cpv. 2 ODiC), pena la rinuncia alla realizzazione e la decadenza del pignoramento (art. 68 cpv. 1 LEF); contrariamente a quanto sostenuto da G
illiéron
(
Commentaire de la LP, vol. II, 2000,
n. 35 ad art. 132 LEF), gli art. 10 cpv. 4 e 13 cpv. 1 ODiC sono inapplicabili, altrimenti i creditori potrebbero agevolmente raggirare la tutela prevista dall’art. 10 cpv. 3 ODiC a favore del debitore.
L’Ufficio procederà poi, nella misura necessaria al soddisfacimento dei creditori, a realizzare i beni attribuiti all’escusso nella divisione alfine di potere disporre della necessaria liquidità per estinguere i crediti a beneficio dei quali la quota è stata pignorata.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).