# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6ff4d651-a599-5a2e-93c6-a5a871919b96
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Il 28 dicembre 1998 la cittadina dominicana _ (1956) si è sposata nel proprio Paese d'origine con _ (1927), di nazionalità elvetica. Essa è madre di quattro figli, residenti in Patria.
Il 18 luglio 1999 l'insorgente è entrata in Svizzera per vivere insieme al marito, ottenendo per tale motivo un permesso di dimora annuale. Dopo essere stata ricoverata all'ospedale ed essersi successivamente sistemata presso la Casa della Giovane all'insaputa del consorte, il 10 agosto 1999 è rientrata nella Repubblica Dominicana.
B. Il 22 settembre 1999 _ ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni, per il tramite del Consolato generale della Confederazione Svizzera a Santo Domingo, l'autorizzazione a rientrare nel nostro Paese.
Con giudizio 17 dicembre 1999 il dipartimento ha respinto la domanda, adducendo che l'interessata non voleva in realtà vivere insieme al marito: lo dimostrava il suo comportamento durante il suo precedente soggiorno nel nostro Paese.
C. a) Il 12 aprile 2000 la ricorrente ha chiesto nuovamente di rientrare in Svizzera. Visto che _ aveva fornito all'autorità garanzie in merito alla propria situazione personale ed economica, il 15 luglio 2000 _ è stata autorizzata a soggiornare nel nostro Paese, ottenendo un nuovo permesso di dimora annuale, in seguito rinnovato fino al 14 luglio 2002.
b) Durante i periodi 9 gennaio-1° marzo 2001, 24 luglio-4 settembre 2001 e 10 dicembre 2001-18 gennaio 2002, l'insorgente ha soggiornato nella Repubblica Dominicana.
Il 1° marzo 2002 ha lasciato l'appartamento coniugale. Con decreto supercautelare 7 marzo 2002, inaudita parte, il Segretario assessore della Pretura di _ l'ha autorizzata a vivere separata, vietando al marito di recarsi nell'abitazione della moglie, di proferire minacce nonché di compiere altre azioni intimidatorie e di disturbo verso la stessa.
Il 13 giugno 2002 _ ha notificato al dipartimento il cambiamento d'indirizzo.
c) Su richiesta della Sezione dei permessi e dell'immigrazione, la Polizia cantonale ha interrogato separatamente la ricorrente ed il marito al fine di accertare la loro situazione matrimoniale. Il 25 giugno 2002 _ ha dichiarato alla polizia, tra l'altro, di essersi sposata con _ pochi giorni dopo averlo conosciuto e di aver accettato di vivere insieme a lui allo scopo di lavorare in Svizzera e mantenere i suoi 4 figli residenti nel proprio Paese d'origine. Dal canto suo, il 26 giugno 2002 _ ha affermato di essersi recato nella Repubblica Dominicana al fine di sposarsi con un'altra donna del posto, la quale si era rifiutata. Egli ne ha allora cercata un'altra per lo stesso scopo, trovandola nella ricorrente. Ha pure affermato di non conoscere dove sua moglie soggiornasse né dove lavorasse e di non essere nemmeno interessato a saperlo.
Il 25 settembre 2002, la ricorrente ha chiesto il rinnovo del proprio permesso di dimora, escludendo una riconciliazione con il marito.
D. a) Il 27 settembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso di non rinnovare il permesso di dimora a _, rilevando che la stessa aveva ottenuto l'autorizzazione di soggiorno a seguito del matrimonio con un cittadino elvetico e che, dopo una breve convivenza, ne aveva chiesto lo scioglimento. Ha poi ritenuto che non vi fossero elementi atti a far credere che i coniugi volessero riprendere la vita in comune.
La decisione è stata resa sulla base degli art. 4, 7, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.
b) Il 7 novembre 2002, nell'ambito della procedura per le misure protettrici dell'unione coniugale, il marito della ricorrente ha dichiarato di essere disposto a riprendere la convivenza.
E. Con giudizio 20 novembre 2002, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da _.
Dopo aver lasciato indeciso se i coniugi avessero contratto un matrimonio fittizio nonostante diversi indizi in tal senso, il Governo ha rilevato che, in ogni caso, non sussisteva più tra di essi un legame sentimentale, ritenuto che non erano seriamente intenzionati a riprendere la vita in comune. Ha quindi considerato manifestamente abusivo, da parte dell'insorgente, appellarsi al connubio per ottenere il rinnovo del permesso di dimora.
L'Esecutivo cantonale ha inoltre rilevato che l'interessata non poteva invocare la protezione sancita dall'art. 8 CEDU, in quanto la relazione coniugale non era più intatta. Ha poi ritenuto esigibile il suo rientro nella Repubblica Dominicana, dove era nata e cresciuta e vivono i suoi figli.
Infine, ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria, già per il fatto che l'interessata non si trovava in uno stato di indigenza.
F. Contro la predetta pronunzia, _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del permesso di dimora. Chiede inoltre di concedere effetto sospensivo al gravame.
Contesta di aver contratto matrimonio fittizio e di invocare il vincolo matrimoniale in maniera manifestamente abusiva. Sottolinea di essersi limitata a chiedere le misure protettrici dell'unione coniugale in attesa che venisse ricomposta la comunione domestica, adducendo che anche lo straniero residente in Svizzera ha diritto di ricorrere a tali misure cautelari senza dover correre il rischio di essere espulso. Sostiene che il marito la maltrattava.
Anche in questa sede postula la concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, adducendo che le sue condizioni finanziarie non le permettono di far fronte alle spese causate dalla presente vertenza.
G. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, con argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito.
Anche il Dipartimento delle istituzioni propone di respingere il gravame, senza formulare osservazioni.
H. Il 24 gennaio 2003, la ricorrente ha versato agli atti un contratto di locazione sottoscritto con il marito per un appartamento di 31⁄2 locali a _, con effetto dal 1° febbraio 2003.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato (art. 3 PAmm) è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10 lett. a LALPS).
1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di siffatto permesso solo laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto federale o un trattato internazionale (DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii).
1.3. Non esiste alcun trattato tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Dominicana dal quale potrebbe scaturire un diritto al rinnovo del permesso di dimora in favore dell'insorgente.
1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg., consid. 2c).
In concreto, l'interessata è sposata con il cittadino elvetico _. Di conseguenza essa ha, in linea di principio, diritto al rinnovo del permesso di soggiorno. Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti all'alta Corte federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da _ è data. Se il rinnovo del permesso in oggetto possa esserle rifiutato è una questione di merito.
1.5. Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. In concreto, il Consiglio di Stato ha fondato il proprio giudizio argomentando che, invocando il vincolo coniugale esistente solo formalmente, la ricorrente commetteva un abuso manifesto del diritto. Ha invece lasciato aperto il quesito a sapere se i coniugi _ avessero contratto matrimonio fittizio.
In questo senso, giova ricordare che il Tribunale cantonale amministrativo è chiamato ad applicare il diritto d'ufficio e non è pertanto vincolato dai motivi invocati dalle parti (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 1 ad art. 63).
3. 3.1. L'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS dispone che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Questo diritto - soggiunge il cpv. 2 della medesima norma - non sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente quelle sulla limitazione del loro effettivo.
3.2. Sapere se le nozze sono state celebrate per eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri può essere risolto sulla base di seri indizi. E' considerato tale il fatto che nei confronti dello straniero sia stato pronunciato l'allontanamento dalla Svizzera in conseguenza del mancato rinnovo del suo permesso di dimora o della reiezione di una sua domanda di asilo. Le circostanze in cui si sono conosciuti i coniugi, la breve durata della relazione prematrimoniale nonché l'assenza o quasi di una reale comunione domestica, possono configurare ulteriori indizi atti a ritenere che gli interessati non abbiano avuto la volontà di costituire un'autentica unione coniugale (DTF 122 II 295).
3.3. Per costante giurisprudenza, vi è abuso di diritto laddove un determinato istituto giuridico è invocato per realizzare interessi che il medesimo istituto non si prefigge di tutelare (DTF 121 I 367, consid. 3b). In relazione all'art. 7 LDDS, ciò è il caso allorquando il coniuge straniero di un cittadino svizzero si richiama ad un matrimonio che sussiste solo a livello formale, unicamente per ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno: un simile scopo non risulta in effetti tra quelli tutelati dalla norma in questione (DTF 128 II 145, consid. 2.2.).
4. 4.1. Ferme queste premesse, interrogata il 25 giugno 2002 dalla Polizia cantonale in merito alla propria relazione matrimoniale con _, la ricorrente ha - tra l'altro - dichiarato:
"Fino all'
anno 1998
ero residente a _ (Rep. Dominicana). Non sono mai stata sposata e sono madre di
quattro figli.
Vivevo con i miei figli ed un fratello. Nell'
estate 1998
a _ (Rep. Dominicana), io lavoravo come cuoca presso il ristorante _ a _. In questa circostanza ho fatto la conoscenza del cittadino svizzero _
,
1927 domiciliato a quel tempo in _ a _. Mi è stato presentato dal suo accompagnatore e amico _
.
Quest'ultimo l'avevo già visto altre volte a _. Devo dire che a parlare con me, più che altro era il _ e non il _
.
Il _ mi diceva che l'amico _ vive da solo a _, e mi ha chiesto se ero disposta a venire in Svizzera per fargli compagnia ed assisterlo. Quest'ultimo, con sé aveva già tutti i documenti necessari, per subito sposarsi con me. Rito avvenuto il
28 dicembre 1998
a _ (Rep. Dominicana). Preciso il testimone del _ era il suo amico _ mentre la mia testimone era una mia conoscente connazionale".
(verbale d'interrogatorio, pagg. 1 e 2).
La ricorrente ha inoltre soggiunto:
"Ammetto che ho
accettato di sposarlo
e vivere con lui ed accudirlo e fargli compagnia come lui desiderava, in quanto lui mi aveva promesso che avrei potuto lavorare (lavoro normale-escluso categoricamente la prostituzione) e guadagnare dei soldi per il mio sostentamento, come mandare dei soldi a _, ai miei figli per sfamarli. Preciso, uno dei figli è gravemente ammalato (schizofrenico) ed è obbligato a prendere dei medicamenti, costosi, tutti i giorni.
Queste erano le mie intenzioni, pensando di poter avere una vita migliore, ed indirettamente i miei quattro figli rimasti a _.
Ho accettato di sposare _
,
principalmente per le promesse che mi aveva fatto, di poter vivere meglio e sostenere la mia famiglia in patria, in compenso fargli compagnia ed accudirlo, vista la sua età (75 anni). Da parte mia, posso dire che lui mi faceva tenerezza e potevo anche volergli bene, naturalmente vivendo in altre condizioni. Il matrimonio era impostato su questi binari, senza pretese di rapporti sessuali o parlando di amore.
Quando l'ho conosciuto a _, per poco tempo, mi aveva fatto una buona impressione, anzi mi faceva compassione e volevo aiutarlo. Solamente quando sono giunta a _, ho conosciuto una realtà ben differente ed il vero _
,
fra l'altro conosciuto negativamente da tutte le autorità comunali e cantonali.
Inutile dire che mio marito è pensionato e percepisce fr. 2'200.– dall'AVS e la complementare. A me personalmente non mi ha mai dato un centesimo"
.
(verbale d'interrogatorio, pagg. 3 e 4)
4.2. Orbene, alla luce di queste chiare ed inequivocabili affermazioni, che non sono state smentite in sede di ricorso, si deve dunque ammettere che l'insorgente ha contratto un matrimonio di convenienza con _.
La mancanza di un permesso di soggiorno per risiedere stabilmente in Svizzera, la breve conoscenza prima del matrimonio, la differenza di età dei coniugi (29 anni), nonché l'assenza di vita in comune e la celerità della celebrazione delle nozze con tutti i documenti del marito necessari a tale scopo già pronti al momento della loro conoscenza, non fanno altro che dimostrare tale conclusione.
Inoltre dagli atti emerge come il marito dell'insorgente non fosse nemmeno a conoscenza che sua moglie era madre di quattro figli; lo ha infatti saputo soltanto dopo il matrimonio, per di più dal servizio psico-sociale (verbale d'interrogatorio 26 giugno 2002 di _, pag. 3 in alto).
4.3. Visto che il matrimonio è di natura fittizia, non porta a diversa conclusione il fatto che il 15 luglio 2000, dopo un primo soggiorno dal 18 luglio al 10 agosto 1999, _ è stata nuovamente autorizzata dal dipartimento a risiedere nel nostro Paese. A tale proposito va rammentato che secondo costante prassi del Tribunale federale, il fatto che i coniugi abbiano convissuto durante un determinato periodo non è decisivo per confutare l'esistenza di un matrimonio fittizio (DTF 122 II 295). Tanto più che l'esistenza del matrimonio volto a eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri è emersa soltanto il 25 giugno 2002 con le dichiarazioni che la ricorrente aveva rilasciato alla polizia.
Va inoltre rilevato che i coniugi hanno vissuto a diverse riprese separati anche in seguito, precisamente durante i periodi 9 gennaio-1° marzo 2001, 24 luglio-4 settembre 2001 e 10 dicembre 2001-18 gennaio 2002, quando la ricorrente ha soggiornato nella Repubblica Dominicana. Di conseguenza, il fatto che essi avrebbero attualmente ricomposto la comunione domestica cessata il 1° marzo 2002, senza peraltro ulteriori riscontri in tal senso, non è dunque di rilievo per il giudizio.
Tanto meno i motivi che hanno condotto alla separazione.
5. Infine, l'interessata ha ottenuto un permesso di dimora al fine di vivere con il marito e non per altri motivi. Il fatto che essa fosse stata autorizzata a svolgere un'attività lucrativa in Svizzera è infatti soltanto una conseguenza dell’unione coniugale e non costituisce lo scopo della sua dimora e quindi non è qui determinante.
6. Per quanto precede, la ricorrente non potrebbe dunque prevalersi nemmeno di una vita famigliare intatta e vissuta ai sensi dell'art. 8 CEDU, al fine di ottenere il rinnovo di un permesso di dimora in base a questo disposto.
7. _ non invoca nemmeno l'impossibilità di un suo rientro in Patria, dove risiedeva prima di entrare in Svizzera e dove peraltro vivono i suoi quattro figli nati da precedenti relazioni.
8. Seppur per motivi parzialmente diversi da quelli posti a fondamento della decisione impugnata, il ricorso dev'essere respinto senza che necessiti ulteriore disamina.
Con l'emanazione del presente giudizio, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo all'impugnativa diviene priva di oggetto.
La domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio va respinta, già per il fatto che il gravame era destinato all'insuccesso sin dall'inizio (art. 14 Lag).
La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).