# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4bb97bde-bb72-41e8-bd44-0cc21916870b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
In tre esecuzioni volte alla riscossione dell’imposta cantonale del 2011 dovuta da CO 1, fissata in fr. 7'472.35 con decisione di tassazione del 17 aprile 2013, l’Ufficio d’esecuzione di Bellinzona ha rilasciato a favore dello Stato del Cantone Ticino tre attestati di carenza di beni, il primo (n. _26) il 24 luglio 2015 per fr. 8'392.05, il secondo (n. _14) il 22 marzo 2017 per fr. 8'485.65 e il terzo (n. _54) il 15 novembre 2018 per fr. 8'650.95.
B.
Con precetto esecutivo n. _61 emesso il 10 maggio 2021 dal-l’Ufficio d’esecuzione di Lugano, lo Stato del Cantone Ticino ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 8'650.95, indicando quale causa del credito la
“Ripresa dell’ACB numero _54 dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona, Via Henri Guisan 3, 6500 Bellinzona, data del 15.11.2018”
.
C.
Avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 16 dicembre 2021 lo Stato del Cantone Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Entro il termine assegnatogli per presentare osservazioni all’istanza, CO 1 è rimasto silente.
D.
Statuendo con decisione del 31 gennaio 2022, il Pretore ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato l’opposizione interposta dal convenuto per fr. 7'637.65 (anziché fr. 8'650.95), ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 100.– senz’assegnare indennità.
E.
Contro la sentenza appena citata lo Stato del Cantone Ticino è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 9 febbraio 2022
per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento integrale dell’istanza, protestate la tassa di giustizia e le spese. CO 1 non si è espresso sul reclamo entro il termine impartitogli.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto allo Stato del Cantone Ticino il 1° febbraio 2022, il termine d’impugnazione è scaduto venerdì 11 febbraio. Presentato due giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque tempestivo.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’ac-certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura di rigetto è una procedura sommaria documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non dimostri immediatamente una delle eccezioni liberatorie enumerate all’art. 81 LEF (DTF 139 III 446, consid. 4.1.1).
3.
Nella decisione impugnata, il Pretore ha rilevato che la decisione di tassazione del 17 aprile 2013, debitamente passata in giudicato, costituisce indubbiamente un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per l’imposta cantonale 2011 di fr. 7'472.35. Contrariamente a quanto preteso dal procedente, egli non ha invece esteso il rigetto all’intero credito risultante dall’attestato di carenza di beni (ACB) fatto valere dall’istante (il terzo), ma solo alle spese esecutive di fr. 165.30 ivi contenute. Onde l’accoglimento parziale dell’istanza.
4.
Richiamata la giurisprudenza di questa Camera secondo cui la decisione di tassazione vale titolo di rigetto definitivo anche per gli interessi di mora dopo il loro passaggio in giudicato qualora venga prodotta la documentazione che permette di comprendere come sono stati calcolati, nel reclamo lo Stato del Cantone Ticino rimprovera al Pretore una violazione dell’art. 320 CPC per non aver tenuto conto dei medesimi, nonostante abbia allegato all’istanza tutti i documenti necessari ad “
acquisire la liquidità del credito
” e di conseguenza a verificarne il calcolo. Fornisce al proposito una breve spiegazione per meglio comprendere la lettura del conteggio accluso all’istanza. Il reclamante evidenzia d’altronde che l’escusso non ha sollevato alcuna censura riguardo all’inesattezza dell’ACB, il quale costituisce prova piena dei fatti che attesta finché non sia dimostrata l’inesattezza del suo contenuto.
5.
Giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze giudiziarie, e valgono quindi quale titolo di rigetto definitivo, le deci-sioni di autorità amministrative svizzere, purché siano esecutive. (
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 3
a
ed. 2021, n. 110 ad art. 80 LEF
). Per le imposte dirette, tuttavia, la legge parifica a sentenze giudiziarie esecutive le decisioni di tassazione “cresciute in giudicato” (art. 244 cpv. 3 LT).
5.1
Nel caso specifico, non è contestato – ed è pacifico – che la decisione di tassazione (dopo tassazione d’ufficio) del 17 aprile 2013 agli atti (doc. C accluso all’istanza) è da tempo passata in giudicato (come risulta del resto dal timbro apposto sulla medesima) e costituisce pertanto un valido titolo di rigetto definitivo per l’imposta cantonale del 2011 di fr. 7'472.35, come d’altronde stabilito dal Pretore.
5.2
Il primo giudice ha inoltre a giusta ragione rigettato l’opposizione in via definitiva anche per le
“spese”
di fr. 165.30 indicate nel terzo ACB (doc. B), giacché lo stesso, benché non rappresenti un titolo di rigetto definitivo per i crediti fiscali, lo è invece per le spese
menzionate nell’atto, stabilite in modo autoritativo dall’ufficio d’esecuzione,
ossia dall’autorità amministrativa preposta per legge a
statuire su tali spese (
DTF 147 III 364 consid. 3.5.3;
sentenze della CEF 14.2021.13 del 9 agosto 2021, consid. 5.2.1; 14.2018.171 del 12 marzo
2019 consid. 5.1; 14.2015.163/164 del 9 dicembre 2015 consid. 5.2; 14.2014.208 del 23 dicembre 2014, consid. 5.1 con riferimenti). Egli ha nondimeno omesso di considerare che nella pretesa vantata dall’istante (v. doc. F pag. 4) sono incluse le spese – rispettivamente di fr. 93.60 (doc. D) e fr. 184.20 (doc. E) – fissate dall’ufficio d’esecuzione nei due precedenti ACB. Ora, sono spese esecutive stabilite dall’Ufficio d’esecuzione, cui va esteso il rigetto definitivo per i motivi testé ricordati (per ulteriori fr. 277.80).
5.3
L’ente reclamante chiede inoltre di estendere il rigetto all’intero credito posto in esecuzione, quindi anche agli interessi di ritardo non riconosciuti dal Pretore. Richiamato il conteggio prodotto con l’istanza, precisa che gli stessi – calcolati al 2.5% come previsto dall’allegato al decreto esecutivo per il 2011 – decorrono dalla prima rata della richiesta d’acconto (ossia dal 1° giugno 2011) sino alla determinazione del conguaglio di fr. 7'472.35 e che il totale indicato di fr. 553.70 (
recte
:
fr. 685.50) corrisponde alla somma degli interessi di fr. 553.70 maturati fino all’emissione del precetto esecutivo n. _26 del 9 novembre 2014 e di fr. 131.80 da quest’ultima data sino all’emissione del primo ACB del 24 luglio 2015.
5.3.1
Le decisioni esecutive nel senso dell’art. 80 LEF valgono titolo di rigetto definitivo anche per gli interessi di mora maturati dopo il loro passaggio in giudicato sebbene non lo specifichino esplicita-mente (S
TAEHELIN
, op. cit., n. 49 ad art. 80). Per le decisioni di tassazione, tuttavia, la questione degli interessi è disciplinata in modo diverso dalla legislazione speciale. Così l’imposta cantonale diretta e gli interessi devono essere pagati nei trenta giorni successivi alla loro scadenza (art. 242 cpv. 1 LT) e per gli importi che non ha versato entro il termine stabilito, il debitore deve pagare un interesse di ritardo il cui tasso è fissato dal Consiglio di Stato (art. 243 cpv. 1 LT) con apposito decreto esecutivo (in seguito “DE” valevole per il 2021 [RL 640.320] e per gli anni precedenti dal 1995 giusta l’art. 12 cpv. 2 dello stesso), il quale stabilisce tre scadenze fisse (il 1° maggio, il 1° luglio e il 1° settembre) per le rate d’acconto e una scadenza variabile alla data d’intimazione del conteggio per la rata a conguaglio (art. 240 LT e 1 cpv. 3 DE). L’interesse di ritardo decorre dal trentunesimo giorno successivo alla scadenza (art. 6 cpv. 1 DE). Il tasso d’interesse è stabilito di anno in anno, ma quello applicabile all’inizio di una procedura d’esecuzione rimane valido sino alla chiusura della stessa (art. 9 cpv. 2 DE).
5.3.2
Orbene, come sottolineato dal reclamante, questa Camera ha più volte ricordato che il rigetto può essere concesso di principio per gli interessi di mora qualora sia stata prodotta la documentazione necessaria a determinare come gli stessi sono stati calcolati (v. in particolare la già citata 14.2021.13 consid. 5.2.4.1 e i rinvii), fermo restando che i crediti sui quali maturano devono essere oggetto di un titolo di rigetto definitivo dell’opposizione regolarmente prodotto dall’istante.
5.3.3
Nella fattispecie il reclamante fonda la sua pretesa per interessi sul conteggio (doc. F) accluso all’istanza, secondo cui gl’interessi di ritardo, calcolati al tasso del 2.5% stabilito dal Consiglio di Stato giusta l’allegato all’apposito DE per gli anni dal 2011 al 2015
compresi, ammontano a fr. 685.50 (doc. F pag. 2), pari alla somma degl’interessi
sulle tre rate d’acconto di fr. 2'069.– ciascuna, decorrenti dal 31 maggio, 31 luglio e 30 settembre 2011 ossia trentun giorni dopo la rispettiva data d’intimazione, v. doc. F pag. 1) fino al 31 maggio 2013, data della scadenza indicata nel conguaglio di fr. 1'265.35, verosimilmente intimato il 30 aprile 2013 (doc. F, pag. 1), e degl’interessi di ritardo sempre del 2.5% dal 1° giugno 2013 fino all’emissione del primo ACB del 24 luglio 2015 (774 giorni).
5.3.4
In una recente decisione relativa alla riscossione provvisoria dell’imposta federale (sentenza 14.2021.50 del 6 ottobre 2021, RtiD 2022 I 669 n. 39c consid. 5.2.2), la Camera ha rilevato che un conteggio provvisorio può essere parificato a un titolo di rigetto solo se è emesso sotto forma di una decisione impugnabile, ciò che è per esempio il caso nei cantoni di Lucerna e Friborgo per l’esazione degli acconti d’imposte dirette cantonali e comunali (
Staehelin,
op. cit., n. 114 ad art. 80;
Abbet
in : Abbet/Veuillet (ed.), La mainlevée de l’opposition, 2017,
n. 136 ad art. 80 LEF), ma non del diritto federale, che non prevede alcun ricorso contro la riscossione provvisoria dell’imposta federale (art. 162 cpv. 1 e 132 LIFD; sentenza del Tribunale federale 2C_586/2010 del 24 marzo 2011 consid. 3), in quanto adotta il sistema del conteggio delle
imposte riscosse provvisoriamente in quelle dovute conformemente
alla tassazione definitiva, il saldo, a seconda che è positivo o negativo, dovendo essere richiesto al contribuente o restituitogli (art. 162 cpv. 2 e 3 LIFD). Ne segue che l’imposta provvisoria e i relativi interessi di mora possono essere contestati solo con un reclamo contro il conguaglio.
Ciò vale anche per le imposte dirette ticinesi: quelle provvisorie riscosse in rate sono infatti conteggiate in quelle dovute conformemente alla tassazione definitiva (art. 241 cpv. 3 LT) e il saldo, positivo o negativo, è stabilito dall’autorità di riscossione nel conteggio definitivo (conguaglio) (art. 241 cpv. 4 LT), che può essere impugnato con reclamo all’autorità di riscossione e con ricorso alla Camera di diritto tributario (art. 241 cpv. 5 LT).
Dato il carattere documentale della procedura di rigetto dell’opposizione (sopra consid. 2), se intende ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione anche per gli interessi di mora maturati su imposte cantonali dirette tra la notifica del conteggio provvisorio (o richiesta d’acconto) e quella del conteggio definitivo, l’autorità fiscale deve dunque produrre anche il conguaglio (o conteggio definitivo), ossia la decisione (giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF) che appunto accerta l’importo degl’interessi in questione, mentre la decisione di tassazione non contiene alcun accertamento al riguardo (come già stabilito dalla Camera per l’imposta federale diretta nella citata 14.2021.50, consid. 5.2.3).
5.3.5
Ne segue che, in concreto, la decisione impugnata va confermata per quanto attiene agli interessi di mora fino al conteggio definitivo (o conguaglio) dal momento che l’istante non ha prodotto tale atto. Il conteggio agli atti (doc. F) non costituisce al riguardo una
decisione impugnabile, anche perché è stato allestito solo alla data dell’inoltro dell’istanza.
Per il periodo successivo, nulla osta a estendere il rigetto dell’opposizione agli interessi calcolati sull’importo dell’imposta stabilita nella decisione di tassazione, di fr. 7'472.35 (doc. C), giacché l’istante ha debitamente prodotto tale decisione. Calcolati al 2.5% su fr. 7'472.35 dall’emissione del conguaglio (31 maggio 2013) fino all’emissione del primo ACB del 24 luglio 2015 (774 giorni), gl’interessi in questione ascendono a fr. 401.10 (cfr. doc. F, pag. 2). Il reclamo va accolto entro in questi limiti.
5.4
Per quanto concerne invece la tassa di diffida di fr. 50.– indicata nel conteggio e inclusa nel saldo scoperto di fr. 8'650.95 vantato dal reclamante (v. doc. F pag. 5), non figura alcuna decisione agli atti che ne stabilisca l’effettiva esistenza e l’importo, sicché il
rigetto non può essere esteso anche a siffatta pretesa (sentenza della
CEF 14.2017.63 del 6 settembre 2017 consid. 5.4, massimata in RtiD 2018 I 769 n. 40c).
5.5
A scanso di equivoci, occorre precisare, all’indirizzo del reclamante, che una decisione di rigetto dell’opposizione ha effetti vincolanti solo nell’esecuzione cui si riferisce, sicché non può costituire un titolo di rigetto in una successiva esecuzione (sentenza della CEF 14.2019.107 del 25 ottobre 2019 consid. 5.2 e i rinvii). D’altronde, pur essendo un pubblico documento facente prova dei fatti che attesta finché non sia dimostrata l’inesattezza del suo contenuto (art. 9 cpv. 1 CC), l’ACB non costituisce una decisione – a parte per le spese esecutive (DTF 147 III 364 consid. 3.5.3) – né quindi un titolo di rigetto definitivo nel senso dell’art. 80 LEF, bensì solo un titolo di rigetto provvisorio per i crediti di diritto privato e per quelli di diritto pubblico, per il cui accertamento l’ente pubblico non gode di un potere decisionale, ma deve far capo alla via dell’azione di diritto amministrativo (art. 149 cpv. 2 LEF; sentenze del Tribunale federale 5A_31/2019 del 31 maggio 2019 consid. 5.1 e della CEF 14.2014.208 [già citata] consid. 5.1; cfr. DTF 147 III 361 consid. 3.3.1).
6.
In definitiva, il reclamo merita parziale accoglimento e la decisione impugnata va modificata nel senso che l’opposizione interposta al precetto esecutivo è rigettata in via definitiva per fr. 8'316.55 (pari al capitale di fr. 7'472.35 + le spese del primo ACB di fr. 184.20, del secondo di fr. 93.60 e del terzo di fr. 165.30 [consid. 5.2] + gli interessi di
fr. 401.10 [consid. 5.3.5]
), ad esclusione della tassa di diffida di fr. 50.– (consid. 5.4).
7.
In entrambe le sedi
la tassa, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue
la soccombenza pressoché totale del convenuto (art. 106 cpv. 2 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, il reclamante non avendo motivato la sua domanda al riguardo in prima sede, contrariamente a quanto richiesto dall’art. 95 cpv. 3 lett. c CPC, mentre in seconda sede ha postulato solo la rifusione delle spese. È del resto dubbio che enti di diritto pubblico agenti nell’esercizio delle proprie attribuzioni uf-ficiali abbiano
diritto a un’indennità d’inconvenienza
(sentenza della CEF 14.2015. 50
del 17 luglio 2015 consid. 6).
8.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'013.30 (pari alla differenza tra quanto richiesto dall’istante, ossia fr. 8'650.95, e quanto accordato dal Pretore, ovvero fr. 7'637.65), non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.