# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ddb3df24-27db-51f2-b0c1-ed820ec2abf3
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ed è stato possibile, per un periodo così lungo, avendo ella profittato del fatto che anche i bambini più grandi non hanno riferito ai genitori quanto subito e visto e che taluni genitori, anche perché espressamente fuorviati, hanno ritenuto che i piccoli segni riscontrati sui loro figli rientrassero nelle ordinarie esperienze dell’infanzia, nonché avendo l’accusata intimorito e soggiogato le proprie dipendenti;
in particolare i maltrattamenti subiti dalle
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piccole vittime identificate, e di seguito elencate, possono essere così riassunti:
1.1. Percosse di varia natura ed intensità (schiaffi, strattonamenti, scuotimenti, sculacciate, tirate di capelli e altro)
l’accusata ha percosso molti bambini, regolarmente, per ogni ragione da lei ritenuta plausibile: resistenze al cibo, peraltro spesso ripugnante; opposizioni al riposo pomeridiano; opposizioni e resistenze varie, urla ecc.;
a taluni bambini che piangevano l’accusata metteva la mano davanti alla bocca allo scopo, vano, anche a fronte della sofferenza arrecata da questa azione, di farli smettere; con ciò l’accusata rendeva loro più difficile la respirazione, giungendo addirittura, in alcuni casi, a chiuder loro anche il naso, quasi completamente, per circa 30/40 secondi;
a taluni bambini, attorno all’anno di età, che non volevano o non riuscivano a dormire, l’accusata schiacciava loro la faccia, di lato, sul cuscino;
Vittime identificate:
1. PL 1, nata il 20.4.2001 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2004 ed il gennaio 2005;
2. PC 3, nata il 17.7.2003 ed ha frequentato il _ tra l’ottobre 2003 e l’aprile 2005;
3. PC 4, nato il 29.11.1997 ed ha frequentato il _ tra la fine 2001 e l’inizio 2003;
4. PL 3, nato il 13.6. 1999, ed ha frequentato il _ tra il giugno 2000 e l’ottobre 2004;
5. PL 35, nato 20.5.2000 ed ha frequentato il _ tra l’estate 2001 e l’estate 2003;
6. PL 5, nata l’11.11.1999 ed ha frequentato il _ tra l’aprile 2000 e l’agosto 2003;
7. PL 36, nato il 13.1.2004 ed ha frequentato il _ tra l’agosto 2004 e l’aprile 2005;
8. PC 5, nato il 9.9.2002 ed ha frequentato il _ tra l’estate 2004 e l’aprile 2005;
9. PL 13, nata il 20.3.2002 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2003 e la metà di giugno 2004;
10. PC 7, nata l’8.3.1999 ed ha frequentato il _ tra il 1999 ed il maggio 2002;
11. PL 39, nata il 13.2.1997 ed ha frequentato il _ tra il 2001 ed il settembre 2002;
12. PL 15, nato il 13.9.2002 ed ha frequentato il _ tra il gennaio 2004 ed il marzo 2005;
13. PL 16 detto N_, nato il 6.12.1999 ed ha frequentato il _ tra il marzo 2000 ed il 2003;
14. PC 8, nato il 28.10.2000 ed ha frequentato il _ tra la primavera 2003 ed il settembre 2003;
15. PC 33, nato il 11.3.2002 ed ha frequentato il _ tra la fine 2003 e l’autunno 2004;
16. PC 32, nato il 11.3.2002 ed ha frequentato il _ tra la fine 2003 e l’autunno 2004;
17. PC 9, nato il 27.4.1999 ed ha frequentato il _ tra il 1999 ed il settembre 2003;
18. PC 10, nata il 20.02.2002 ed ha frequentato il _ tra il febbraio 2003 ed il giugno 2004;
19. PC 11 nata il 16 gennaio 2004 ed ha frequentato il _ tra il luglio e l’ottobre 2004;
20. PC 27, nato il 18.11.2001 ed ha frequentato il _ tra il gennaio 2003 e il novembre 2003;
21. PL 22, nata il 9.7.2000 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2002 ed l’agosto 2004;
22. PC 12, nato il 26.01.2000 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2000 e l’inizio 2005;
23. _, nato l’8.9.1999 ed ha frequentato il _ tra l’ottobre 2000 e l’estate 2002;
24. PL 23, nata il 29.2.2000 ed ha frequentato il _ tra il 2002 ed il 2003;
25. PL 40, nato il 29.1.2002 ed ha frequentato il _ tra il febbraio e l’ottobre 2004;
26. PC 30, nato il 13.3.2001 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2001 e l’inizio 2005;
27. PC 16, nata il 28.8.1999 ed ha frequentato il _ tra l’inizio 2000 ed il marzo 2004;
28. PL 33, nato il 14.11.2001 ed ha frequentato il _ tra il novembre 2002 e il gennaio 2003;
29. PL 25, nato l’8.10.1999 ed ha frequentato il _ tra il febbraio 2000 ed il 2003;
30. PL 26, che ha frequentato il _ da una data non determinata sino al 2003;
31. PL 28 nato l’1.2.2001 ed ha frequentato il _ tra il marzo 2003 e l’agosto 2003;
32. PC 17, nata il 28.2.2000 ed ha frequentato il _ tra il febbraio 2001 ed il 2002;
33. PC 19, nato il 16.4.2002 ed ha frequentato il _ tra il novembre 2003 ed il luglio 2004;
34. PC 34, nata il 5.8.2000 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2001 ed il giugno 2003;
35. PC 20, nato il 21.2.2002 ed ha frequentato il _ tra l’ottobre 2003 ed il marzo 2005;
36. PL 30, nata il 27.6.1999 ed ha frequentato il _ nel 2003;
1.2. Costrizioni e ingozzamenti nel mangiare (cfr. art. 27i cpv.2 Regolamento del 2000)
l’accusata imponeva la somministrazione di cibo spesso dall’aspetto ripugnante e disgustoso, dal puzzo acido come costatato anche dal Laboratorio Cantonale;
i piccoli “ospiti”, anche per questo, si opponevano ad essere nutriti; l’accusata allora impiegava la forza;
ciò avveniva segnatamente mediante l’apertura forzata delle mandibole, la chiusura del naso, schiaffi qe urla, talvolta anche da molto vicino, oppure teneva loro le mani; talvolta teneva loro ferma la testa, tenendoli per i capelli;
i bimbi forzati a mangiare talvolta sputavano il cibo ingerito, talvolta lo vomitavano subito; altre volte lo vomitavano successivamente, anche a causa del pianto dovuto al maltrattamento subito;
Vittime identificate:
1. PC 1, nato il 14.3.2002 ed ha frequentato il _ tra l’agosto 2002 ed il gennaio 2003;
2. PL 1;
3. PC 24, nata il 26.12.2002 ed ha frequentato il _ tra l’ottobre 2004 ed il marzo 2005;
4. PL 2, nata il 10.4.2000 ed ha frequentato il _ tra il febbraio ed il giugno 2003;
5. PL 35;
6. PL 5;
7. PL 6, nato il 4.12.2000 ed ha frequentato il _ tra il gennaio 2001 ed il dicembre 2003;
8. PL 37, nato l’1.6.2000 ed ha frequentato il _ tra il 2000 ed il 2002;
9. PL 10, nato il 19.6.2003 ed ha frequentato il _ tra l’ ottobre 2004 ed il marzo 2005;
10. PC 25, nata il 16.11.2001 ed ha frequentato il _ tra fine settembre 2002 e febbraio 2003;
11. PC 6, nata il 27.1.2000 ed ha frequentato il _ tra il luglio 2001 ed il marzo 2003;
12. PL 11, nato il 14.12.1999 ed ha frequentato il _ nel novembre 2004;
13. PL 12, 14.12. 1999 ed ha frequentato il _ tra l’aprile ed il dicembre 2002;
14. PL 13;
15. PC 7;
16. PL 39;
17. PL 16 detto N_;
18. PC 33;
19. PC 32;
20. PL 18, nato il 5.10.1999 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2001 ed il giugno 2004;
21. PL 19, nato il 25.3.2002 ed ha frequentato il _ tra il febbraio 2003 ed il febbraio 2004;
22. _;
23. PL 20, nata il 3.2.2003 ed ha frequentato il _ tra l’agosto 2003 ed il giugno 2004;
24. PC 11;
25. PL 22;
26. PL 34, nata il 6.7.2003 ed ha frequentato il _ tra il gennaio e l’ottobre 2004;
27. PC 29, nata il 20.6.2002 ed ha frequentato il _ tra l’aprile 2003 ed il febbraio 2005;
28. PC 14;
29. PC 15, nata il 25.4.2003 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2003 ed il febbraio 2005;
30. PL 23;
31. PC 16;
32. PL 38, nata il 26.3.2002 ed ha frequentato il _ tra il dicembre 2002 ed il marzo 2004;
33. PL 25;
34. PL 26;
35. PL 41, nata il 4.2.2003 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2004 ed il febbraio 2005;
36. PC 17, nata il 28.2.2000 ed ha frequentato il _ tra il 2001 ed il 2002;
37. PC 18;
38. PC 20;
1.3. Isolamento dei bambini abbandonati al pianto ed alle urla, fino allo sfinimento;
i bambini che piangevano molto, o si ribellavano ai maltrattamenti da parte dell’accusata, o ancora non volevano dormire, venivano da lei messi in una camera, da soli a piangere, a lungo, per durate variabili, talvolta sino allo sfinimento;
alle dipendenti l’accusata vietava di intervenire per tranquillizzare i bambini;
Vittime identificate:
1. PC 23, nato il 14.2. 2003 ed ha frequentato il _ tra il dicembre 2003 ed il giugno 2004;
2. PL 4, nata il 9.9.2002 ed ha frequentato il _ tra il marzo ed il settembre 2004;
3. PL 3;
4. PL 5;
5. PL 36;
6. PL 8, nato il 2.2.2001 ed ha frequentato il _ tra il dicembre 2002 ed il giugno 2003;
7. PL 10;
8. PC 5;
9. PC 25;
10. PL 39;
11. PL 15;
12. PL 16 detto N_;
13. PC 8;
14. PL 17, nata il 5.8.2003 ed ha frequentato il _ tra l’aprile e l’agosto 2004;
15. PC 9;
16. PC 10;
17. PL 20;
18. PC 11;
19. PL 21, nato il 30.12.2003 ed ha frequentato il _ da luglio fino ad ottobre 2004;
20. PC 28, nato il 27.12.2002 ed ha frequentato il _ dall’autunno 2004 sino al marzo 2005;
21. PL 23;
22. PL 40;
23. PC 31, nato il 28.3.2002 ed ha frequentato il _ dal settembre 2002 al marzo 2005;
24. PC 16;
25. PL 33;
26. PL 38;
27. PL 27, nato il 11.4.2002 ed ha frequentato il _ tra il maggio 2003 ed il marzo 2005;
28. PL 28;
29. PL 41;
30. PC 17;
31. PC 19;
32. PL 29, nato il 16.2.2001 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2001 ed il maggio 2002;
33. PC 20;
1.4. Costrizioni
durante il riposo pomeridiano l’accusata legava strettamente al letto, mediante le bretelle da passeggio o altre cinghie, quei bambini che non volevano o non riuscivano a dormire e che uscivano dagli appositi sacchi legati ai lettini;
a volte l’accusata legava la sdraietta, il girello o il seggiolone, in cui stavano alcuni bambini allo scivolo per impedire loro qualsiasi movimento;
Vittime identificate:
1. PL 37;
2. PL 12;
3. PL 13;
4. PL 14, nato il 25.1.2000 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2002 ed il giugno 2003;
5. PL 21;
6. PL 40;
7. PC 31;
8. PC 34;
9. PL 29;
1.5. Rimproveri, urla ed ingiurie di varia intensità;
l’accusata urlava sovente con i bambini, intimorendoli;
taluni bimbi venivano ingiuriati o derisi, segnatamente per handicap o per difficoltà linguistiche, o ancora perché non erano puliti;
Vittime identificate:
1. PC 3:
2. PL 8;
3. PC 5;
4. _;
5. PL 16;
6. PL 22;
7. PL 33;
8. PC 17;
9. PL 30;
1.6. Docce fredde
l’accusata metteva bambini sotto l’acqua fredda corrente, in un lavabo, con l’intenzione di far loro scendere la febbre, provocando loro sofferenza;
Vittima identificata:
PC 5;
1.7. Abuso emozionale (in quanto non compreso nei casi precedenti)
al _ l’accusata, creando un clima inospitale e sgradevole, faceva mancare ai piccoli “ospiti” la necessaria tranquillità psicologica, il necessario sentimento di sicurezza; inoltre i bimbi si sentivano costantemente minacciati, umiliati e terrorizzati, da maltrattamenti fisici, urla e trascuratezza che subivano direttamente o a cui assistevano;
Vittime identificate:
1. PL 1;
2. PC 3;
3. PL 4;
4. RA 19;
5. PC 5;
6. PL 39;
7. PL 21;
8. PL 22;
9. PC 28;
10. PC 14;
11. PL 23;
12. PL 40;
13. PC 16;
14. PL 33;
15. PL 28;
16. PC 17;
1.8. Trascuratezza (in quanto non compresa nei casi precedenti)
l’accusata trascurava pesantemente il benessere dei bimbi, nelle loro necessità sanitarie, alimentari ed igieniche, segnatamente:
- non prestando attenzione a problemi di salute, a particolarità dell’alimentazione o ad allergie alimentari segnalate dai rispettivi genitori;
- non insistendo nella giusta maniera con bambini che avevano difficoltà a mangiare;
- non impedendo che si facessero male giocando;
- non cambiando con la dovuta frequenza bambini che si sporcavano,
il tutto anche perché il personale presente era insufficiente (vedi p.to 1.8.2);
Vittime identificate:
1. PC 2, nata il 12.1.2001 ed ha frequentato il _ tra l’agosto 2002 ed gennaio 2003;
2. PC 24;
3. PL 2;
4. PL 7, nato il 20.4.2002 ed ha frequentato il _ tra il gennaio 2003 ed il 31 marzo 2005;
5. PC 7;
6. PL 15;
7. PL 16;
8. PC 33;
9. PC 32;
10. PL 17;
11. PC 9;
12. PC 29;
13. PC 13, nato il 27.10.2001 ed ha frequentato il _ tra febbraio 2002 e l’ottobre 2004;
14. PL 24, nato il 31.7.2001 ed ha frequentato il _ tra il settembre 2002 e l’agosto 2004;
15. PC 19;
16. PC 34;
17. PC 20;
18. PC 21, nata il 15.10.1997 ed ha frequentato il _ tra l’agosto 1999 ed il novembre 2002;
19. PC 22, nato il 18.6.1994 ed ha frequentato il _ tra il 2000 ed il 2002;
1.8.1. Il cibo era cattivo, avariato e poco nutriente (cfr. art. 27d lett. b e d del Regolamento cantonale concernente le condizioni per l’affidamento dei minorenni a famiglie ed istituti in vigore dal 1° luglio 2000 nonché art. 3 lett. c del Regolamento cantonale concernente la concessione di sussidi per le spese di esercizio ai nidi di infanzia del 5 ottobre 2004)
- ai piccoli “ospiti” l’accusata dava di regola come pranzo un passato di verdura mescolato con altri cibi anche non freschi, preparato in grandi quantità e tenuto per lungo tempo in frigorifero, congelato e scongelato più volte; questa pratica è stata ritenuta inappropriata dal Laboratorio cantonale; questo miscuglio aveva spesso un aspetto ripugnante e disgustoso dal puzzo acido;
- ai bambini veniva propinato cibo che non variava giornalmente, né venivano differenziati pasti rispetto alle diverse fasce di età dei bambini, ad eccezione dei lattanti;
- i piccoli venivano imboccati con lo stesso cucchiaino, con il rischio di contagio di infezioni o altro;
- nel congelatore sono inoltre stati rinvenuti, in data 5 aprile 2005, cibi la cui data di scadenza risultava superata da anni, ad esempio budini, con data di scadenza dell’agosto 2001 e “sofficini” con data di scadenza gennaio 1999; talvolta l’accusata asportava addirittura la data di scadenza da confezioni di cibo;
- in aggiunta, nel corso degli anni, dalle dipendenti sono state riscontrate, muffe, larve e farfalle in cibi scaduti, anche da parecchi anni, e/o conservati in maniera del tutto inadeguata (ad esempio budini e ravioli, che dovevano essere conservati in frigo, in realtà venivano conservati in un armadio);
con tutto ciò l’accusata smorzava l’appetito dei suoi piccoli “ospiti” e li metteva a rischio di disturbi nutrizionali;
1.8.2. Insufficienza cronica di personale (cfr. art. 27f del Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)
- al _, segnatamente nella sede di _, l’effettivo del personale presente, di regola non rispettava, quanto a numero per bambini, i requisiti di legge; vi sono stati fino ad una ventina di bambini da accudire da parte di una sola persona, talvolta da una sola stagiaire (ad esempio S_ R_, per una decina di volte durante il suo stage tra l’ottobre 2003 ed il marzo 2004);
- in aggiunta a norma dell’art. 27h cpv. 1 del medesimo Regolamento, l’esecuzione dei lavori domestici, in particolare la preparazione dei pasti, avrebbe dovuto essere assunta da personale non occupato con i bambini, cosa che non si avverava al _;
- carente inoltre era anche la formazione dell’accusata e del personale presente (cfr. art. 27g del medesimo Regolamento che richiede formazione ed esperienza adeguate);
secondo la perizia giudiziaria l’insufficienza cronica di personale portava non solo a trascuratezza, ma anche al logoramento e allo sfinimento del personale, alimentando il circolo vizioso dei maltrattamenti;
1.8.3. Assenza di attività pedagogiche (cfr. art. 27i cpv. 1 e 3 e art. 27l cpv. 1 Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)
- al _ non vi era alcun piano d’attività pedagogiche (ad esempio attività di disegno ecc); i bimbi erano rinchiusi in sale con giochi a loro disposizione, senza la presenza di adulti che li seguisse;
- taluni bambini venivano messi a letto al di fuori della fascia orario del riposo pomeridiano, o lasciati comunque a sé stessi in sdraiette o girelli (talvolta legati allo scivolo), senza che, ad esempio i più piccoli, venissero fatti sedere a terra; ciò anche per insufficienza di personale;
- talvolta ancora i bimbi dovevano restare in silenzio, per non importunare l’accusata;
1.8.4. Assenza di passeggiate ed attività all’aperto (cfr. art. 27b cpv. 3 lett. f del Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)
anche se nella sede di _ vi era un giardinetto a disposizione annesso all’asilo nido, lo stesso non poteva essere utilizzato, poiché l’accusata non voleva che i bimbi al rientro da un’attività all’aperto sporcassero i pavimenti dei locali;
1.8.5. Facile accessibilità ad oggetti e sostanze pericolose per la salute (cfr. art. 27d lett. a del Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)
al _ sono state rinvenuti, in spazi accessibili ai piccoli “ospiti”:
- bombolette di lacca o deodorante, che venivano lasciati in mano ai bambini che ci giocavano;
- numerosi prodotti per la pulizia fra cui una decina di bottiglie di candeggina nel locale WC;
- chiodi, martelli e cacciaviti accessibili ai bambini;
- batterie, accendini, candele, gancetti, taglierini, lamette e altri oggetti pericolosi;
ciò ha provocato un notevole rischio di avvelenamenti ed incidenti, anche mortali;
2. Ripetuto abbandono
per avere, a _, nel periodo dall’aprile 2004 al marzo 2005, nella sua qualità di titolare dell’asilo nido _, esposto a pericolo di morte od a grave imminente pericolo di perdita della salute persone incapaci di provvedere a sé stesse, vale a dire bambini, dei quali ella aveva la custodia e doveva averne cura, e meglio:
2.1.
ai danni di PC 26, nato il 6.7.2004 ed ha frequentato il _ da fine gennaio 2005 a marzo 2005;
egli soffriva di un ritardo dello sviluppo psicomotorio, di difficoltà alimentari con rigurgiti e di alimentazione spontanea minima (con conseguente mancanza di crescita ponderale); per ovviare a tali difficoltà gli era stata inserita una sonda gastrica nel naso;
l’accusata, nonostante l’avvertimento della madre secondo cui solo personale qualificato avrebbe potuto rimettere il sondino se si fosse sfilato, in un’occasione ha tentato di rimetterglielo, forzando fino al punto di creargli fatica a respirare e forte dolore;
in aggiunta l’accusata non rispettando le istruzioni della madre del piccolo, che le aveva detto di dargli solo camomilla o tè di finocchio, dava al bambino té rosso (che gli provocava acidità), una quantità di cibo superiore a quella prescritta dal pediatra e nel latte mischiava Ceralak e frutti vari che il bambino poi vomitava, anche perché veniva anche forzato a mangiare con il cucchiaino;
secondo la perizia giudiziaria un sondino infilato nello stomaco di un bambino tramite il naso, se non messo correttamente, rischia di finire nelle vie respiratorie, con la conseguenza che qualsiasi sostanza somministrata tramite la sonda rischia di arrestare la respirazione o di provocare una polmonite di aspirazione; in entrambi i casi, il bambino è a rischio di morte;
in ogni caso un sondino, non messo in maniera corretta, provoca sofferenza al bambino e rischia di provocare complicanze del tutto evitabili, come abrasioni o lacerazioni del naso, della gola o dell’esofago, emorragie, infezioni o altro;
peraltro sostanze più dense del latte, come le pappe, rischiano di ostruire il sondino rendendo necessaria la sua sostituzione; infine dando sostanze in quantità superiori a quelle che il bambino può tollerare, o che provocano acidità o che possono ostruire il sondino, si favorisce il vomito;
2.2.
ai danni di PL 9, nato il 12.6.2003 ed ha frequentato il _ dall’aprile 2004 al 14 maggio 2004;
egli soffriva di un’aritmia cardiaca, sin dalla nascita, per la quale era già stato ricoverato due volte; in caso di crisi i suoi battiti cardiaci salivano di molto, egli iniziava a vomitare ed il suo stato di salute peggiorava sino a provocargli delle perdite di conoscenza;
il 14 maggio 2004, circa un'ora dopo aver mangiato al _, egli ha avuto una crisi con palpitazioni, vomito e assenza mentale, venendo poi ricoverato all’Ospedale _ e poi al _, per una decina di giorni;
dall’inchiesta è emerso che il piccolo, dopo un po’ che stava all’asilo si metteva a piangere; l’accusata, pur sapendo dei problemi di tachicardia, diceva alle collaboratrici di metterlo a letto, nonostante _ piangesse sino allo sfinimento, egli doveva rimanere a letto fino a poco prima che la mamma venisse a riprenderlo, in un’occasione l’accusata lo aveva sculacciato; in aggiunta l’accusata tentava di ingozzare il bambino che, si rifiutava di mangiare e per questo finiva in cameretta a piangere;
secondo la perita giudiziaria le aritmie cardiache possono essere provocate dallo stress, ragion per cui _ non avrebbe dovuto essere lasciato a piangere a lungo, oltretutto essendo le sue aritmie di una certa gravità visti i precedenti ricoveri in ospedale;
tutto ciò ha costituito un certo rischio di morte ed un grave imminente pericolo di perdita della salute,
3. Ripetuta coazione
per avere, a _, nelle medesime circostanze di tempo e luogo di cui al p.to 1 del presente atto d’accusa, segnatamente nel periodo da dicembre 2001 (tenuto conto del termine legale di prescrizione) sino al 5 aprile 2005, nella sua qualità di titolare dell’asilo nido _, usando violenza o minaccia di grave danno contro i suoi piccoli ospiti, o intralciando in altro modo la loro libertà di agire, ripetutamente costretto a fare, omettere o tollerare atti, e meglio come descritto nei p.ti 1.2, 1.4, e 1.6 del presente atto d’accusa;
4. Tentata truffa ripetuta
per avere, a _, nel periodo tra giugno 2004 ed il febbraio 2005, nella sua qualità di titolare dell’asilo nido _, per procacciare a sé un indebito profitto, tentato di ingannare con astuzia i funzionari cantonali della Sezione del sostegno ad enti e attività sociali del Dipartimento socialità e sanità ed i funzionari federali dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), preposti alla concessione di sussidi federali e cantonali nell’ambito della creazione e gestione di asili nido secondo la legislazione vigente (in particolare l’art. 4 del Regolamento cantonale concernente la concessione di sussidi per le spese di esercizio ai nidi di infanzia del 5 ottobre 2004 e art. 3 Legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia del 4 ottobre 2002) presentando sia all’UFAS che al competente Ufficio cantonale (Ufficio dei giovani, della maternità e dell’infanzia, UGMI), documenti alterati siccome non corrispondenti alla situazione reale, tentando con ciò di fornire un quadro qualitativo rispondente alle esigenze cantonali, ben consapevole di non adempierle, producendo in particolare:
- documentazione fittizia circa la creazione di un’associazione, quale un verbale di costituzione (retrodato), statuti, regolamento ecc., per richiedere sussidi federali;
- preventivi di costi e ricavi non corrispondenti alla situazione reale;
- registri delle presenze dei bimbi, alterati o fatti alterare dalle proprie collaboratrici;
- 4 contratti riguardanti P M per un salario di fr. 38'880 lordi annui; P C per un salario pari a fr. 38’880 lordi annui; C S per un salario pari a fr. 32’660 lordi annui e I M per un salario pari a fr. 32’660 lordi annui, salari in effetti mai erogati, il tutto per far figurare un totale di costi del personale dichiarati in fr. 216'000, comprensivi di fr. 70'000 come proprio salario;
in realtà l’accusata percepiva un salario al massimo di fr. 42'000 lordi annui, mentre le dipendenti percepivano, incluse le indennità vacanze:
P_ M fr 18'000 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;
P C fr. 24'000 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;
C S fr. 22'440 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;
I M fr. 11'220 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;
tentando così di farsi concedere, indebitamente, un sussidio cantonale fissato al 40 % della massa salariale, oltre che degli altri costi riconosciuti dall’art. 14 cpv. 1 della Legge cantonale per le famiglie, per un importo di almeno fr. 86'400.-, nonché un sussidio federale, richiesto in fr. 69'300 annui, a fronte di quanto previsto dall’art. 5 Legge federale che dichiara sussidiabile al massimo un terzo delle spese di investimento e di gestione, dichiarati in fr. 304'500, per un periodo massimo di 3 anni;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: art. 127 CP, art. 146 cpv. 1 CP richiamato l’art. 22 cpv.1 CP, art. 181 CP, art. 219 cpv. 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 162/2008 del 3 dicembre 2008, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il procuratore pubblico.
§
L'accusata AC 1
assistita dal difensore di fiducia (GP) _.
§
Il lic. iur. E F rappresentante della parte civile PC 24.
§
L'avv. RC 2 e la dott. iur. K R M N rappresentanti della parte civile PC 25.
§
L'avv. F P rappresentante delle parti civili PC 26, PC 34, PC 19, PC 14, PC 10, PC 9, PC 7, PC 22, PC 21 e successivamente PC 29.
§
La signora RA 6 in rappresentanza della figlia PC 29.
Espleti i pubblici dibattimenti
- lunedì 12 aprile 2010 dalle ore 09:45 alle ore 18:45
- martedì 13 aprile 2010 dalle ore 09:35 alle ore 16:55
- mercoledì 14 aprile 2010 dalle ore 09:40 alle ore 14:50
- giovedì 15 aprile 2010 dalle ore 09:30 alle ore 16:10
- venerdì 16 aprile 2010 dalle ore 09:35 alle ore 20:40
Incidente processuale
Il presidente e le parti danno atto che nello scritto 9.4.2010 rispettivamente nell'allegato 2.4.2010 K_ M non chiede di essere sentita. Il presidente chiede comunuque alle parti se è loro intenzione che lo sia. La pubblica accusa e i rappresentanti di PC rispondono negativamente. Il difensore, dopo che gli è stato confermato che l'annesso al doc. TPC 64 viene allegato ai documenti del TPC, dichiara e chiede formalmente che questa teste venga sentita.
La difesa ribadisce la necessità di sentire la teste in merito al contenuto del suo allegato.
La pubblica accusa e le parti civili dichiarano di non voler prendere posizione rimettendosi al giudizio della corte.
Il presidente, tenuto conto di questo incidente processuale, pone a giudizio, con l'accordo delle parti, il seguente
quesito
1. Deve essere accolta l'istanza verbale della difesa tendente all'audizione testimoniale di K_ M?
La Corte
si ritira quindi in seduta segreta per la discussione e l’emanazione del suo giudizio.
Previo esame del fatto e del diritto,
La Corte
rispondendo negativamente al quesito posto,
visti gli art. 121ss, 227, 228 CPP

## Considerations