# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 20bac2c7-d54f-4d99-9a56-79ca6b9ba103
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
A. Il 26 maggio 2016, il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC)
ha esteso il procedimento penale SV.12.0150 nei confronti di A. (di seguito: A.
o reclamante) per sospetto di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis n. 1
CP (act. 2).
B. Con scritto del 3 gennaio 2018, il MPC ha notificato a A., conformemente
all’art. 318 CPP, l’avviso di imminente chiusura dell’istruzione, comunicando
l’intenzione di abbandonare il procedimento. Tramite la medesima missiva, il
MPC ha informato A. che avrebbe potuto visionare gli atti, nonché presentare
istanze probatorie e eventuali pretese giusta l’art. 429 CPP entro il 19 gennaio
2018 (act. 4.1).
C. L’8 febbraio 2018 il MPC ha decretato l'abbandono ex art. 319 e segg. CPP del
procedimento penale nei confronti di A. per titolo di riciclaggio di denaro (act. 2).
Contestualmente il MPC si è pronunciato in merito alle indennità giusta l’art. 429
CPP, negandone l’assegnazione (act. 2 pag. 3).
D. Con reclamo del 19 febbraio 2018 A. è insorto avverso la succitata decisione
dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulando
l’assegnazione di un indennizzo giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a e b CPP di com-
plessivi fr. 1'576.50 e di una riparazione del torto morale giusta l’art. 429 cpv. 1
lett. c di fr. 1'000.-- (act. 1).
E. Nella propria risposta del 2 marzo 2018 il MPC ha postulato la reiezione inte-
grale del reclamo, essendo a suo giudizio il reclamante precluso nella richiesta
di un indennizzo (act. 4).
F. Con replica del 14 marzo 2018, il reclamante ha contestato le affermazioni for-
nite in sede di risposta dal MPC, ribadendo in sostanza quanto esposto in sede
ricorsuale (v. act. 6).
G. Con duplica del 20 marzo 2018, trasmessa al reclamante per conoscenza
(act. 9) il MPC si è riconfermato nelle conclusioni espresse in sede di risposta
(act. 8).
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## Considerations

Diritto:
1.
1.1. In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a CPP e 37 cpv. 1 della legge federale del
19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione
(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale
giudica i gravami contro le decisioni e gli atti procedurali del Ministero pubblico
della Confederazione.
Il Tribunale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi
che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, dalle motivazioni
delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP nonché GUIDON, Die
Beschwerde gemäss schweizerischer Strafprozessordnung, tesi di laurea ber-
nese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 con la giurisprudenza citata).
1.2. Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di abbandono del
MPC, il reclamo è ricevibile sotto il profilo degli art. 322 cpv. 2 e 396 cpv. 1 CPP.
La legittimazione del reclamante, destinatario della decisione impugnata e da
essa direttamente toccato nei propri interessi giuridici di natura patrimoniale, è
pacifica (v. art. 321 cpv. 1 lett. a e art. 382 cpv. 1 CPP).
1.3. Giusta l’art. 393 cpv. 2 CPP, mediante il reclamo si possono censurare le viola-
zioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la
denegata o ritardata giustizia (lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei
fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c).
2. Nel suo reclamo A. postula la riforma della decisione impugnata, nel senso che
gli vengano riconosciuti un indennizzo giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a e b CPP di
complessivi fr. 1'576.50 e una riparazione del torto morale giusta l’art. 429
cpv. 1 lett. c di fr. 1'000.-- (act. 1).
2.1 Giusta l’art. 429 cpv. 1 CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il
procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l’imputato ha diritto a un’inden-
nità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti proce-
durali (lett. a), a un’indennità per il danno economico risultante dalla partecipa-
zione necessaria al procedimento penale (lett. b), e a una riparazione del torto
morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi personali, segnata-
mente in caso di privazione della libertà (lett. c). Il cpv. 2 dell’art. 429 CPP pre-
vede inoltre che l’autorità penale esamina d’ufficio le pretese dell’imputato e che
può invitare l’imputato a quantificarle e comprovarle. Di conseguenza, se l’im-
putato non reagisce a tale invito, il suo comportamento passivo potrebbe equi-
valere a una rinuncia all’assegnazione di un indennizzo, soprattutto se l’impu-
tato non può prevalersi di un impedimento. L’assenza di reazioni implica la pre-
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clusione dell’imputato al riguardo, senza che un indennizzo possa essere asse-
gnato nel corso di una procedura successiva (sentenza del Tribunale federale
6B_842/2014 del 3 novembre 2014 consid. 2.1 e riferimenti citati; WEHREN-
BERG/FRANK, Commentario basilese, 2a ediz., 2014, n. 31-31c ad art. 429 CPP).
2.2 Nel caso di specie, il MPC aveva invitato il reclamante, con scritto raccoman-
dato del 3 gennaio 2018, a presentare eventuali pretese giusta l’art. 429 CPP
entro il 19 gennaio 2018. Nel termine impartito, A. non ha presentato alcuna
richiesta di indennizzo al MPC. L’autorità inquirente ha dunque ritenuto che il
reclamante avesse implicitamente rinunciato a far valere eventuali pretese ai
sensi dell’art. 429 CPP (v. act. 2 pag. 2).
2.3 Nella propria impugnativa, A. non contesta di avere ricevuto lo scritto del 3 gen-
naio 2018, né asserisce di avere presentato tempestivamente le proprie richie-
ste di indennizzo al MPC (v. act. 1, 6). Egli sostiene tuttavia che, in sede del
primo interrogatorio del 28 aprile 2017, suo padre avrebbe rivolto al MPC la
domanda a sapere se sarebbero stati corrisposti degli indennizzi, ricevendo una
risposta negativa. Oltre a ciò, A. sostiene che, in quanto di lingua madre tede-
sca, non avrebbe dato piena attenzione alla parola “pretese” e non avrebbe di
conseguenza reagito. Alla ricezione del decreto di abbandono avrebbe invece
notato il termine “indennità” e pertanto avrebbe consultato, per la prima volta, il
testo dell’art. 429 CPP.
In riposta a tali affermazioni, il MPC nega avere detto al reclamante ed a suo
padre che non sarebbero state corrisposte delle indennità ex art. 429 CPP; pure
infondata sarebbe l’allegazione del reclamante secondo cui, essendo di lingua
madre tedesca, non avrebbe compreso il termine “pretese”.
2.4 In effetti, va preso atto che nel verbale del 28 aprile 2017, regolarmente firmato
sia dall’imputato che dall’interprete, non vi è traccia dell’asserita informazione
da parte del MPC (v. act. 4.3). In ogni caso, la successiva comunicazione del
3 gennaio 2018 del MPC specificava chiaramente che “eventuali pretese giusta
l’art. 429 CPP” di A. avrebbero dovuto essere presentate entro il 19 gennaio
2018. Non si vede dunque perché il ricorrente non abbia ritenuto già in quell’oc-
casione che fosse opportuno consultare l’art. 429 CPP invece di attendere,
come sostiene di avere fatto, la ricezione del decreto qui impugnato. Pertanto,
conformemente alla giurisprudenza e dottrina summenzionate (v. supra consid.
2.1), il MPC poteva legittimamente ritenere che il reclamante avesse rinunciato
a presentare eventuali richieste di indennizzo, richieste che, fatte valere solo
dopo la ricezione del decreto di abbandono, risultano quindi tardive.
3. In conclusione, il reclamo va respinto.
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4. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della
procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa.
La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8
cpv. 3 RSPPF, ed è fissata nella fattispecie a fr. 300.–.
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