# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 20183aaf-637c-5669-aa64-10fc1c6e8adc
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto che con atto 13 aprile 2011 la parte istante ha chiesto la revoca dell’effetto
sospensivo, a cui il convenuto si è opposto con osservazioni 29 luglio 2011;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 23/25 settembre 2011 dell’UE di _ CO 1, CO 2, CO 3 e CO 4 hanno escusso RE 1 per l’incasso di fr. 11'666.65 oltre interessi al 5% dal 14.10.2009, indicando quale titolo di credito: “Herabsetzungsforderung im Nachlass E_ E_-B_, geb. 1906, verstorben 1994 und Schuldanerkennung vom 17.11.2009”.
Interposta opposizione dall’escusso, i procedenti ne hanno chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura di Lugano.
B.
I procedenti fondano la loro pretesa, nata nell’ambito di una successione, su di un accordo sottoscritto da A_ L_-E_ il 2 ottobre 1995 nel quale essa aveva stabilito in fr. 40'000.- il suo credito nei confronti dei Fratelli L_, I_ e L_ F_ (doc. E), su di una promessa di pagamento di fr. 1'000.-- mensili inviata dai Fratelli F_ alla zia A_ L_-E_, sulle ricevute di pagamento di fr. 1'000.-- e fr. 500.-- (doc. F e H), sul certificato ereditario emesso in seguito al decesso di A_ L_-E_, che legittima gli istanti (doc. I), sulll’interpellazione 14 ottobre 2009 dell’avv. B_ W_ (doc. J), sul riconoscimento di debito per l’importo di fr. 35'000.--, pagabile entro il 28 febbraio 2010, sottoscritto da L_, I_ e L_ F_ il 17 novembre 2009 (doc. K), su un loro nuovo riconoscimnento di debito sottoscritto il 24 febbraio 2010, nel quale hanno chiesto una proroga fino al 15 aprile 2010 per procedere al pagamento (doc. M) e su diversi scritti dei rappresentanti legali degli istanti, con cui è stato richiesto il versamento di quanto riconosciuto (doc. N, O, P, S e U).
C. All’udienza di contraddittorio l’escusso ha negato l’identità tra la parte istante, la presunta creditrice figurante sui riconoscimenti di debito prodotti dall’istante e la creditrice figuranti sul precetto esecutivo. La creditrice, di cui ai riconoscimenti di debito, sarebbe infatti, secondo il convenuto, la CC 1. Per contro sul precetto esecutivo notificatogli figura quale creditrice unicamente CO 1.
D. Con sentenza 20 giugno 2011 il Pretore del Distretto di _, ha accolto l’istanza rilevando che il precetto esecutivo in esame menziona alla pagina 2 allegata i nomi di tutti i componenti la Comunione ereditaria.
E.
Con il reclamo RE 1 sostiene che sulla prima pagina del precetto esecutivo in oggetto figura quale creditrice solo CO 1 e che il rinvio ad un documento allegato per indicare eventuali altri creditori non è ammissibile. Inoltre il precetto esecutivo indica solo il nome degli eredi singoli, mentre la CC 1, che è la sola creditrice del presunto credito in oggetto, non vi appare.
F. Delle osservazioni di controparte si dirà, se del caso, in seguito.

## Considerations

Considerato
In diritto
1.
Sia alla procedura di primo grado, sia alla presente impugnativa torna applicabile il Codice di diritto processuale civile svizzero (Codice di procedura civile, CPC), entrato in vigore il 1° gennaio 2011, l’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione essendo stata inoltrata il 16 febbraio 2011 e la decisione impugnata essendo stata emanata il 20 giugno 2011 (art. 404 cpv. 1 e 405 cpv. 1 CPC). Secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza.
2.
Tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).
In base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati:
a. l’applicazione errata del diritto,
b. l’accertamento manifestamente errato dei fatti.
Nel caso di specie il reclamante lamenta l’applicazione errata del diritto, avendo il Pretore ammesso l’esistenza di un valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF nell’ambito di una procedura esecutiva in cui non vi è identità tra la creditrice indicata sul precetto esecutivo e quella figurante sul riconoscimento di debito.
3.
In virtù dell’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
4.
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481). Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr.
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in
Rep
1989, p. 338 con riferimenti).
5.
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), e ciò a prescindere dalla presenza delle parti all’udienza di primo grado e, se presenti, dalle ragioni da loro sostenute (CEF 30 giugno 1972 in re F., Rep. 1972, p. 344, cons. 6; CEF 8 aprile 1974 in re D.V., Rep. 1975, p. 101), se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità tra il creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza, con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (cfr.
Cometta
, op. cit., p. 331;
Staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. I, 2
a
ed., Basilea 2010
, vol. I, n. 50 ad art. 84;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84;
Stücheli
, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 112 ad c).
6. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale un’indicazione carente della parte comporta la nullità del precetto esecutivo solo nel caso in cui tale indicazione era atta a trarre in inganno le parti e queste sono state effettivamente tratte in inganno. Nel caso in cui le parti in buona fede non potevano avere dubbio alcuno in merito all’identità del debitore o del creditore e non sono state lese nei loro interessi, manca, per annullare il precetto esecutivo, un interesse degno di protezione. In questi casi devono venire valutate tutte le circostanze del caso concreto. Un’applicazione formalista del diritto è da evitare. Nei casi in cui manca un interesse dell’escusso degno di protezione il precetto esecutivo non va annullato anche se è stato presentato tempestivamente ricorso. È sufficiente la correzione o il completamento del precetto esecutivo tramite correzione della carente indicazione della parte. La carenza dovuta ad un’irrita indicazione della parte sul precetto esecutivo viene pure sanata allorquando l’errore, nella procedura di rigetto dell’opposizione, viene eliminato, ossia ogni incertezza in merito alle parti è stata eliminata e il debitore con l’interposizione dell’opposizione ha potuto far valere tutte le eccezioni. In queste circostanze il precetto esecutivo, nella sua funzione di titolo per il proseguimento dell’esecuzione, viene sostituito dalla decisione di rigetto (Wüthrich/Schoch, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2. ed. Basilea 2010, n. 31 e 32 ad art. 69; DTF 120 III 13; sentenza CEF 15.2008.65 del 10.9.2008).
Nel caso di specie il convenuto non poteva avere dubbio alcuno in merito all’identità della parte creditrice. Infatti il convenuto, insieme con i suoi fratelli I_ e L_, ha sottoscritto il 14 febbraio 2002 una promessa di pagamento nei confronti di A_ L_-E_ (doc. G), della quale gli istanti, in seguito al decesso, sono divenuti eredi, come si evince dal certificato ereditario del 25 settembre 2009 (doc. I). Nei confronti di quest’ultimi, indicati quali “Eredi A_ L_-E_” i Fratelli L_i, I_ e L_ F_ il 17 novembre 2009 hanno sottoscritto un riconoscimento di debito per l’importo di fr. 35'000.-- (doc. K) e il 24 febbraio 2010 ne hanno firmato uno nuovo, nel quale hanno chiesto una proroga fino al 15 aprile 2010 per procedere al pagamento del loro debito (doc. M). Nella corrispondenza agli atti inviata ai Fratelli F_ dai diversi rappresentanti legali degli istanti, quest’ultimi sono sempre stati indicati quali “CC 1” (doc. N, O, P, S e U). Sulla domanda di esecuzione del 21 settembre 2010 (doc. Q), quale parte creditrice, è stato indicato: “Die Erben der Frau A_ L_-E_, bestehend aus: CO 1, CO 2, CO 3, CO 4.” Orbene, in queste circostanze il convenuto, alla notifica del precetto esecutivo in oggetto, sul quale era indicato quale motivo la successione ereditaria originaria e il riconoscimento di debito firmato con i suoi fratelli il 17 novembre 2009, non poteva avere dubbio alcuno in merito all’identità della parte creditrice, ritenuto che sul precetto esecutivo, sotto la menzione “creditore CO 1” appare l’indicazione “altri creditori vedi allegato” e che sul foglio annesso sono menzionati i nomi degli ulteriori tre eredi “CO 2, L_; CO 3, rappr. V_ K_, H_ a_ A_, CO 4, I_”. D’altro canto nell’istanza di rigetto quale parte istante è indicato: “Eredi della fu A_ L_-E_” e il nome dei 4 predetti eredi. Ne discende che la decisione di rigetto provvisorio dell’opposizione emessa dal Pretore, che quale parte istante reca la menzione “CC 1, composta da 1. CO 1, 2. CO 2, 3. CO 3, 4.CO 4”, viste le circostanze, fungerà da titolo di proseguimento, in sostituzione del precetto di esecuzione.
Le precedenti considerazioni portano a concludere che non vi è stata errata applicazione del diritto da parte del primo giudice, non essendoci carenza d’identità tra la parte creditrice di cui al precetto esecutivo e all’istanza con la parte creditrice di cui ai documenti prodotti. Il reclamo va pertanto respinto.
7. Visto l’esito del reclamo, l’istanza dei procedenti tendente alla revoca dell’effetto sospensivo è da considerare priva d’oggetto.
8. Tassa di giustizia, spese processuali e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF; 106 cpv. 1 CPC).