# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f894d52e-d16b-5353-9a86-0096bebb0bae
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Nel mese di maggio 2000 RICO1 classe 1956, ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti.
Appurato che la precedente attività di manovale non era più esigibile, egli è stato sottoposto ad un accertamento professionale.
Terminato tale accertamento, con due decisioni 7 marzo 2003 l'Ufficio assicurazione invalidità ha riconosciuto all’assicurato un quarto di rendita (grado d’invalidità del 41%), incluse una rendita per la moglie e tre rendite per figli, dal 1° febbraio 2001 al 30 settembre 2001 e dal 1° luglio 2002 in avanti. Dal 2 ottobre 2001 al 30 giugno 2002 egli aveva infatti ricevuto delle indennità giornaliere a seguito dei provvedimenti professionali a cui è stato sottoposto e quindi in quel periodo non gli è stata versata una rendita.
Contestualmente l’amministrazione ha negato il versamento della mezza rendita per caso di rigore non essendo adempiute le condizioni di legge.
Con opposizione 7 aprile 2003 l’assicurato, rappresentato dal RAPP1, ha invece sostenuto che, sulla base dei propri calcoli, la fattispecie debba esser considerata quale caso di rigore ed ha quindi chiesto l’erogazione della mezza rendita.
Inoltre, egli ha rilevato come il diritto alla rendita debba essere accordato dal 1° febbraio 2001 sino al 1° ottobre 2001, avendo beneficiato delle indennità giornaliere (più elevate della rendita), solo dal 2 ottobre 2001, data d’inizio degli accertamenti professionali (dossier Cassa, doc. 6).
Con decisione su opposizione 10 novembre 2003, l’amministrazione ha parzialmente accolto l’opposizione, facendo presente quanto segue:
"
(...)
1. Per quanto attiene al diritto a rendita per il giorno 1. ottobre 2001, l'opposizione è fondata.
Dalla lettura degli atti risulta infatti che i provvedimenti professionali hanno preso avvio in data 2 ottobre 2001. Le indennità giornaliere sono quindi state riconosciute a partire da tale data (cf. decisione 7.11.2001).
Ne risulta che il 1. ottobre 2001 l'interessato aveva ancora diritto al versamento della rendita.
Conseguentemente all'assicurato dev'essere riconosciuto il diritto a rendita anche per il mese di ottobre 2001. L'importo da versare dovrà comunque essere ridotto in considerazione delle indennità giornaliere percepite per i giorni 2 a 31 ottobre 2001.
Il medesimo verrà comunque notificato tramite decisione separata.
2. Per quanto attiene invece alla richiesta volta all'ottenimento della mezza rendita quale caso di rigore, l'opposizione deve essere respinta. Al proposito si rileva infatti che le obiezioni sollevate sono state proposte alla Cassa di compensazione competente, in casu quella della _.
Tramite parere 16 settembre u.s. la medesima ha confermato il rifiuto. Per quanto attiene al calcolo, si rinvia direttamente al relativo conteggio annesso alla presente decisione, e parte integrante della stessa." (doc. B)
1.2. Con tempestivo ricorso, l’assicurato, sempre rappresentato dal succitato servizio giuridico, ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione ed il conseguente versamento di una mezza rendita d’invalidità, quale caso di rigore, dal 1° luglio 2002 ed il riconoscimento d’interessi di mora.
Delle singole motivazioni si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.
1.3. Con risposta di causa 17 febbraio 2004 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del ricorso, allegando il parere 5 febbraio 2003 della Cassa di compensazione _ (Cassa) del seguente tenore:
"
(...)
In seguito alla delibera dell'Ufficio AI del cantone Ticino l'assicurato sopra citato ha diritto ad una rendita d'invalidità a partire dal 1° febbraio 2001 (grado d'invalidità 41%). Il Signor _RICO1 ha percepito le indennità giornaliere dell'AI dal 2.10.2001 - 30.06.2002. Con la decisione N° 1 del 7.03.2003 abbiamo accordato un quarto di rendita d'invalidità con effetto dal 1.02.2001 - 30.09.2001. In seguito ai pagamenti delle indennità giornaliere abbiamo interrotto il pagamento della rendita. Con la decisione N° 2 del 7.03.2003 abbiamo accordato al Signor _RICO1 nuovamente le stesse prestazioni.
Nel ricorso dell'assicurato il suo avvocato afferma, che avremmo dovuto accordare la rendita AI anche per il mese di ottobre 2001, dato che l'assicurato ha percepito le indennità giornaliere a partire dal 2.10.2001; dunque non per il mese intero. Riferendosi materialmente a quanto scritto il fatto non sussiste, ma non ha nessuno influsso sulle prestazioni pagate. La rendita mensile di Fr. 582.00 avrebbe dovuta essere accorciata di un 30/30 (2.10.01 - 31.10.01 = 30 giorni), questo fa si che Fr. 582.00 : 30 = Fr. 19.40 x 30 giorni = Fr. 582.00. Per questo motivo abbiamo fissato la scadenza della rendita AI con la decisione N° 1 fino al 30.09.2001 per potere aggirare la riduzione. Tutto questo è stato spiegato telefonicamente in data 19.01.2004 all'avvocato _. Il quale ha accordato quanto gli abbiamo spiegato ed in seguito non si rilascerà una nuova decisione (vedi nota telefonica allegata).
Per quanto riguarda l'assegnazione di una mezza rendita secondo l'art. 28 cpv. 1 bis LAI manteniamo la posizione alla nostra dichiarazione del 16.09.2003. I calcoli sono corretti e l'assicurato non ha diritto a una mezza rendita in caso di rigore." (Doc. IVbis)
1.4. Il 25 febbraio 2004 il ricorrente ha confermato le proprie motivazioni ricorsuali.

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono quindi applicabili le disposizioni della LAI, come pure quelle della LPC, in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.
Non applicabili sono per contro le norme di legge introdotte, al 1° gennaio 2004, dalla 4a revisione dell’AI.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a –70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del contendere è sapere se _RICO1 ha diritto o meno ad una mezza rendita quale caso di rigore unicamente dal 1° luglio 2002. Per il precedente periodo d’erogazione della rendita (1° febbraio – 30 settembre 2001), come ammesso dallo stesso ricorrente, le indennità giornaliere di malattia superano infatti le spese riconosciute ai sensi della LPC (cfr. ricorso punto no 2).
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216 ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
Tuttavia prescrive l’art. 28 cpv. 1bis LAI che, nei casi di rigore, il diritto alla mezza rendita nasce con un grado d’invalidità del 40 per cento almeno. Il Consiglio federale definisce tali casi di rigore.
L’art. 28bis cpv. 1 OAI stabilisce che è dato caso di rigore ai sensi dell’articolo 28 capoverso 1bis LAI se le spese riconosciute dalla legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC) superano i redditi determinanti secondo la LPC.
L’ufficio AI determina il reddito che l’assicurato potrebbe conseguire esercitando l’attività lucrativa che si può ragionevolmente esigere da lui. Questo guadagno può essere inferiore a quello che può conseguire un invalido giusta l’articolo 28 capoverso 2 LAI se l’assicurato non può o può soltanto in parte utilizzare la sua capacità residua di guadagno a causa dell’età avanzata, del suo stato di salute, della situazione del mercato o per qualsiasi altro motivo di cui non è responsabile (art. 28bis cpv. 2 OAI).
Le casse di compensazione calcolano le spese riconosciute e i redditi determinanti secondo le disposizioni della LPC, applicando le aliquote massime federali. L’articolo 14
a
dell’OPC-AVS/AI non è applicabile nella determinazione dei casi di rigore (art. 28bis cpv. 3 OAI).
2.5. Secondo l’art. 3a LPC,
"
Le spese riconosciute e i redditi determinanti dei coniugi, delle persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita e degli orfani che vivono in economia domestica comune sono sommati (cpv. 4).
Se uno o entrambi i coniugi vivono in un istituto o in un ospedale, la prestazione complementare annua è calcolata separatamente per ogni coniuge. I redditi determinanti e la sostanza sono attribuiti per metà a ognuno dei coniugi. Il Consiglio federale disciplina gli ulteriori particolari (cpv. 5).
Per il calcolo della prestazione complementare annua, non si tiene conto dei figli i cui redditi determinanti superano le spese riconosciute(cpv. 6)."
Per quanto riguarda le spese riconosciute, l’art. 3b LPC prevede che:
"
1
Per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le seguenti:
a. importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:
1. per le persone sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16 290 franchi;
2. per i coniugi, almeno 22 035 franchi e al massimo 24 435 franchi;
3. per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545 franchi. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;
b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione.
2
Per le persone che vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un istituto), le spese riconosciute sono le seguenti:
a. tassa giornaliera;
b. importo per le spese personali.
3
Per le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:
a. spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b. spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c. premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d. importo forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. L'importo forfetario deve corrispondere al premio medio cantonale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);
e. pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia."
Dal
1° gennaio 2001
l’importo computabile a titolo di fabbisogno per persone sole è di fr. 15’280 al minimo e di fr. 16’800 al massimo; per coniugi fr. 22’920 al minimo e fr. 25'320 al massimo; per gli orfani e i figli che danno diritto ad una rendita per figli AVS o dell’AI, fr. 8'050 al minimo e fr. 8’850 al massimo (Ordinanza 01 sull’adeguamento delle prestazioni complementari dell’AVS/AI, RS 831.308).
Dal
1° gennaio 2003
, invece, tale fabbisogno per persone sole consiste in fr. 15’700 al minimo e in fr. 17’300 al massimo; per coniugi fr. 23'550 al minimo e fr. 25'950 al massimo; per gli orfani e i figli che danno diritto ad una rendita per figli AVS o dell’AI, fr. 8'260 al minimo e fr. 9'060 al massimo (Ordinanza 03 sull’adeguamento delle prestazioni complementari dell’AVS/AI, RS 831.308).
Secondo l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi determinanti comprendono
"a.
le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita é dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é interamente computato;
b. il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c. un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e. le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f. gli assegni familiari
g. le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h. le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
Non sono, invece, computati come redditi determinanti (art. 3c cpv. 2 LPC):
"a.
le prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile 1);
b. le prestazioni d'aiuto sociale;
c. le prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;
d. gli assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;
e. le borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione."
Secondo il capoverso 3, infine,
"
Il Consiglio federale determina i casi in cui gli assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI sono computati quali redditi."
2.6. Riguardo alle basi temporali del calcolo dei redditi e della sostanza, va fatto presente che secondo l’art. 23 OPC:
"
Di regola, per il calcolo della prestazione complementare annua sono considerati i redditi determinanti ottenuti nel corso dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno in cui è assegnata la prestazione (cpv. 1).
Per gli assicurati la cui sostanza e i cui redditi da considerare ai sensi della LPC possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato. (cpv. 2)
Il calcolo della prestazione complementare annua deve essere effettuato tenendo conto delle rendite, pensioni e altre prestazioni periodiche correnti (art. 3
c
cpv. 1 lett. d LPC) (cpv. 3).
Se la persona che pretende una prestazione complementare annua può rendere credibile nella domanda che durante il periodo per cui essa chiede la prestazione i suoi redditi determinanti saranno notevolmente inferiori a quelli da lei ottenuti nel corso del periodo di calcolo conformemente ai capoversi 1 o 2, occorre fondarsi sui redditi probabili determinanti, convertiti in redditi annui, e sulla sostanza esistente al momento in cui sorge il diritto alla prestazione (cpv. 4)."
2.7. Nel caso in esame, il ricorrente contesta il calcolo eseguito per competenza dalla Cassa di compensazione della _ (art. 28 bis cpv. 3 OAI) relativo alla determinazione del caso di rigore.
Occorre innanzitutto ricordare che l’art. 28bis cpv. 3 OAI prevede espressamente che le spese riconosciute e i redditi sono determinati secondo le disposizioni della LPC, applicando le aliquote massime federali (cfr. consid. 2.4).
Nel ricorso l’assicurato ha rettamente fatto presente che i limiti per la copertura del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett.a LPC non sottostanno alla regola temporale dell’art. 23 cpv. 1 OPC, motivo per cui vanno applicati i limiti corrispondenti all’anno in cui la prestazione deve essere versata, rispettivamente - nel caso in esame - all’anno in cui si cui si chiede il riconoscimento del caso di rigore e non, come eseguito dalla Cassa, quello precedente (cfr. consid. 2.5).
Lo stesso discorso vale anche per il premio dell’assicurazione malattia, quale spesa riconosciuta ai sensi dell’art. 3b cpv. 3 lett. d LPC , computabile nella forma di un importo fortetario annuo corrispondente al premio medio nazionale.
In concreto, se da una parte, la Cassa per il calcolo del caso di rigore riferito al 2002 ha computato il limite del fabbisogno vitale del 2001 di fr. 48'920 (previsto per coniugi e tre figli) e che tale importo corrisponde comunque anche a quello in vigore nel 2002, dall’altra, essa ha invece applicato l’importo forfetario del premio cassa malattia previsto per il 2001 (fr. 11'292), ma non
fr. 12'156 per il 2002 (2 x fr. 4'368 per adulto e 3 x fr. 1'140 per bambino; cfr. Allegato VI, stato 1°gennaio 2002, delle direttive sulle rendite (DR), pubblicate dall’UFAS).
Riguardo all’anno 2003, l’amministrazione ha erroneamente tenuto conto del limite di fabbisogno del 2002 (fr. 48'920) e non quello stabilito per il 2003 (fr. 50'110: fr. 25'950 per coniugi + fr. 9060 per il primo e per il secondo figlio e fr. 6’040 per il terzo figlio), nonché dell’importo per i premi cassa malati di fr. 11'292.-- relativo al 2002, invece della cifra di fr. 12’996 riconosciuta per il 2003 (2 x fr. 4'680 per adulto, 3 x fr. 1’212 per bambino; cfr. allegato VI DR, stato 1° gennaio 2003).
2.8. Per quel che concerne i redditi da attività lucrativa conseguiti dalla moglie, il ricorrente ha sottolineato quanto segue:
"
(...) Per quanto attiene al reddito del lavoro, conseguito dalla moglie dell'assicurato, la Cassa per l'anno 2002 ha computato il salario ottenuto nell'anno precedente, e cioè fr. 44'368.-- netti, ai quali ha dedotto la franchigia di fr. 1'500.--, le spese di conseguimento del reddito di fr. 2'200.-- e ha computato il totale in ragione di 2/3 (fr. 27'112.--). Il reddito effettivamente conseguito nel 2002 è invece inferiore (la Cassa ha computato nel 2003 fr. 20'660.--, riferiti al reddito conseguito nel 2002). Sarebbe quindi più corretto basarsi sul guadagno effettivo ottenuto durante il 2002, in quanto l'art. 23 cpv. 4 OPC prevede che se il richiedente la prestazione rende verosimile che il suo salario attuale sarà notevolmente inferiore a quello conseguito nell'anno precedente, si può fare astrazione dalla regola enunciata al primo capoverso di detto articolo, e cioè che si deve computare il reddito conseguito l'anno prima. Tale eccezione deve quindi trovare applicazione non soltanto per l'anno durante il quale si chiede la prestazione corrente, ma pure nel caso di una richiesta di arretrati, come si presenta nella fattispecie. In effetti la differenza di reddito è considerevole (reddito lordo nel 2001: fr. 49'600.--; reddito lordo nel 2002: fr. 39'040.--) e se ne deve tener conto.
PROVE: richiamo incarto AI
Riguardo al calcolo valido a partire dall'1.1.2003, dovrebbe pure venir computato il salario effettivo per l'anno 2003, e non più il salario del 2002, in quanto a partire dall'1.1.2003 la moglie dell'assicurato dispone di un contratto di lavoro regolare al 50%, mentre durante gli anni precedenti si trattava di un contratto su chiamata, con percentuali di lavoro anche superiori. La signora _ in effetti soffre pure lei di problemi di salute e per questo ha dovuto ridurre la propria attività lavorativa. Il guadagno ottenuto durante i primi 11 mesi del 2003, ricalcolato poi su di un anno come prevede il cpv. 4 dell'art. 23 OPC, giunge ad un importo simile a quello computato dalla Cassa e corrispondente a quanto conseguito durante il 2002 e pertanto si può riprendere il dato calcolato dalla Cassa. In effetti i problemi di salute avevano obbligato la moglie dell'assicurato a ridurre la propria attività lavorativa già durante l'anno 2002. (...)" (Doc. I, pto. 5)
Orbene, per quel che concerne il calcolo relativo al 2002, considerata la notevole flessione di reddito lordo (da fr. 49'600 nell’anno di computo 2001 a fr. 39'040 nel 2002), rettamente l’assicurato propone l’applicazione dell’art. 23 cpv. 4 OPC (cfr. consid. 2.6). Pertanto è corretto computare il reddito conseguito dalla moglie nel 2002 di fr. 39'040, corrispondente a fr. 20'660 di reddito netto privilegiato, importo di cui l’amministrazione ha tenuto conto per la verifica dell’eventuale caso di rigore del 2003.
Riguardo al 2003, come espressamente dichiarato dal ricorrente, può essere confermato l’importo di fr. 20'660 preso in considerazione dalla Cassa e riportato nel foglio di calcolo (doc. B).
2.9. Infine, per quel che concerne le prestazioni correnti, l’assicurato ha fatto presente:
"
(...)
Il punto più controverso è però il computo delle indennità giornaliere dell'assicurazione disoccupazione che l'assicurato ha percepito a partire dall'1.7.2002.
La Cassa non ha tenuto conto della restituzione chiesta dalla Cassa disoccupazione del SEI a seguito del riconoscimento del grado d'invalidità del 41%, restituzione in parte compensata con le rendite arretrate d'invalidità e in parte chiesta direttamente all'assicurato. Retrospettivamente il signor _RICO1 ha quindi diritto unicamente ad un'indennità giornaliera da parte dell'assicurazione disoccupazione in ragione del 59%, cioè fr. 105.85 x 21.7 gg x 12 mesi, per un totale annuo di fr. 27'563.--.
La cassa invece, ha computato ancora una volta le indennità dell'assicurazione disoccupazione ottenute l'anno precedente come pure le indennità giornaliere dell'AI.
A partire dall'1.7.2002 l'assicurato non ha più beneficiato di indennità da parte dell'AI e dunque si devono computare solo le prestazioni correnti (art. 23 cpv. 3 OPC), in casu le indennità di disoccupazione, ricalcolandole su di un anno. (...)" (Doc. I, pto. 6)
Va qui precisato che le indennità giornaliere dell’assicurazione disoccupazione, malattia, infortuni e invalidità non sono considerati redditi privilegiati ai sensi dell’ 3 cpv. 2 LPC (corrispondente ora all’art. 3c cpv. 1 lett. a LPC, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1998) e vengono quindi computati integralmente (Pratique VSI 2003 pag. 264 consid. 3d; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgeserigerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über Ergänzungsleistunge zur Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung, Zurigo 1994, pag. 29), motivo per cui la Cassa ha rettamente conteggiato integralmente le indennità giornaliere LAMal, AI e LADI.
Occorre tuttavia ricordare che, ai sensi dell’art. 23 cpv. 3 OPC, il calcolo della prestazione complementare annua deve essere effettuato tenendo conto delle rendite, pensioni e altre prestazioni periodiche correnti e che quindi devono essere prese in considerazione al valore attuale (“Gegenwartsbemessung”, cfr. Carigiet, Ergänzungsleistung zur AHV/IV, Supplement, Zurigo 2000, pag. 109).
In casu, questo significa che per il calcolo del caso di rigore riguardante il 2002 occorre computare le indennità giornaliere dell’AI percepite dall’assicurato fino al mese di giugno 2002 (fr. 27'063 al netto degli oneri sociali, cfr. conteggio dossier Cassa, doc. 31) ed in seguito l’indennità di disoccupazione e non, come operato dalla Cassa, le indennità giornaliere dell’assicurazione malattia e quelle dell’AI erogate
nel 2001
.
Va poi considerata, contrariamente a quanto sostiene l’amministrazione, la restituzione delle indennità di disoccupazione non dovute a seguito del riconoscimento di un grado d’invalidità del 41% (cfr. doc. C). La giustificazione adottata dalla Cassa, ossia che la verifica del caso di rigore viene eseguita prima della procedura di compensazione e che quindi l’importo compensato non influisce sul calcolo del caso di rigore, non risulta essere pertinente (cfr. presa di posizione 16 settembre 2003 pag. 2, allegata alla decisione su opposizione).
Da un lato va fatto presente che sul retro della decisione contestata è indicata la compensazione da effettuare; dall’altro, non è corretto computare integralmente l’indennità di disoccupazione allorquando l’assicurato ne ha diritto unicamente nella misura del 59%.
Ne discende dunque che ai fr. 13’782 (fr. 105,85 d’indennità giornaliera al 59% di fr. 179,40 moltiplicato per 21,7 giorni al mese, il tutto moltiplicato per i 6 mesi da luglio a dicembre 2002 ) di prestazioni LADI vanno aggiunte le indennità giornaliere AI, motivo per cui si giunge a complessivi fr. 40’845 ( 27'063 + 13’782) di prestazioni (eccetto la rendita AI, computata separatamente al valore attuale). Pertanto, alla proposta del ricorrente di considerare
unicamente
le indennità di disoccupazione non può essere data adesione.
Per quanto concerne il 2003, invece, fanno stato unicamente le indennità di disoccupazione mensili riportati su un anno, vale a dire fr. 27'563.— ( fr. 105,85 x 21,7gg x 12).
2.10. Stante quanto riportato ai precedenti considerandi, si ha in conclusione il seguente calcolo:
anno 2002
Spese
premi cassa malati max fr. 12'156.--
pigione annua fr. 8'724.--
Importo fabbisogno vitale
(coniugi + 3 figli) fr. 48'920.--
totale spese fr. 69'800.--
Redditi
2/3 reddito privilegiato fr. 20'660.--
rendita AI (582 x 12) fr. 6'984.--
indennità AI + LADI fr. 40’845.--
Totale redditi fr. 68’489.--
anno 2003
Spese
premi cassa malati max fr. 12'996.--
pigione annua fr. 8'724.--
Importo fabbisogno vitale
(coniugi + 3 figli) fr. 50’110.-- totale spese fr. 71’830.--
Redditi
2/3 redditi privilegiati fr. 20’660.--
rendita AI (599 x 12) fr. 7188.--
indennità AI + LADI fr. 27'563.--interessi bancari fr. 6.--
Totale redditi fr. 55’417.--
Essendo dunque, per il 2002 e per il 2003, le spese non coperte dai redditi, ne consegue l’esistenza di un caso di rigore, indi per cui all’assicurato deve essere erogata una mezza rendita AI con effetto retroattivo al 1° luglio 2002, atteso comunque che per il 2004 l’amministrazione dovrà procedere alla verifica dei presupposti dell’art. 28 cpv. 1bis LAI.
2.11. L’assicurato ha chiesto il versamento d’interessi moratori.
Fino al 31 dicembre 2002, secondo la costante giurisprudenza del TFA, nel settore delle assicurazioni sociali per principio non venivano versati interessi di mora, a meno che la legge non lo prevedesse espressamente (cfr. STCA del 19 gennaio 2000 nella causa A., inc. 30.1999.25; DTF 119 V 134, 119 V 79 e 113 V 50 con riferimenti, cfr. anche SVR 1997 AHV Nr. 132).
Questo principio conosceva delle eccezioni.
Infatti, il TFA ha riconosciuto il diritto ad interessi moratori allorché si riscontravano “
circostanze particolari
”.
Queste circostanze sono state considerate realizzate in presenza di manovre illecite o dilatorie degli organi amministrativi (DTF 101 V 118).
Con l’entrata in vigore al 1° gennaio 2003 della LPGA è stato introdotto l’obbligo da parte dell’amministrazione di versare degli interessi moratori.
L'art. 26 cpv. 1 LPGA prevede infatti che i crediti di contributi dovuti o di contributi indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui e termini di breve durata.
Per il cpv. 2 dell'art. 26 LPGA, sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto 12 mesi dopo che si è fatto valere il diritto.
Secondo l’art. 6 OPGA non hanno diritto ad interessi di mora conformemente all’articolo 26 capoverso 2 LPGA, l’avente diritto, o i suoi eredi, se gli arretrati vengono versati a terzi (lett. a); terzi che hanno versato anticipi o fornito prestazioni anticipate o che hanno diritto al versamento di arretrati conformemente all’articolo 2 capoverso 3 (lett. b).
L’art. 7 OPGA preve infine:
"
1
Il tasso per l’interesse di mora è del 5 per cento all’anno.
2
L’interesse di mora è calcolato ogni mese sulle prestazioni spettanti al beneficiario sino alla fine del mese precedente. Il suo decorso inizia il primo giorno del mese in cui ne è insorto il diritto e cessa alla fine del mese in cui è stato emesso l’ordine di pagamento.
3
Se la prestazione è soggetta soltanto in parte all’interesse di mora, conformemente all’articolo 6, al momento del pagamento degli arretrati l’interesse di mora va calcolato sull’intera prestazione e versato in proporzione della quota di prestazione sulla quale l’interesse è dovuto rispetto alla prestazione complessiva.”
Va qui precisato che l’interesse moratorio è dato unicamente sui versamenti (retroattivi) di prestazioni a seguito di decisioni rese dopo il 1° gennaio 2003. Nessun interesse moratorio è dovuto per periodi antecedenti al 1° gennaio 2003 (cfr. marg. 10512 delle direttive UFAS sulle rendite AVS/AI e Kieser, ATSG Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 26 nota 26 pag. 306).
In casu, essendo trascorsi 24 mesi dalla nascita del diritto alla mezza rendita per caso di rigore, l’assicurato ha diritto a interessi moratori, e ciò a decorrere dal 1° gennaio 2003.
Qualora la Cassa avesse già versato il quarto di rendita, gli interessi sono da calcolare sulla differenza d’importo tra quarto e mezza rendita.