# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4872c89c-93dd-5589-bbcd-05184859a7af
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ dell’Ufficio esecuzione di Lugano, il 19 settembre 2014 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 4'370.05 oltre agli interessi e alle spese.
B.
All’udienza di discussione del 12 novembre 2014 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 26 novembre 2014 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 a partire dal 27 novembre 2014 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 4 dicembre 2014
per ottenere, previa concessione dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione già il 27 giugno 2012. Con decreto del 5 dicembre 2014, il presidente della Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo. Visto l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 4 dicembre 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 il più presto il 27 novembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
2.
In virtù dell’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF le parti possono avvalersi di fatti nuovi se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza. Il fallimento va quindi annullato, in particolare, se il debitore dimostra con documenti che, prima della sua apertura, il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (art. 172 n. 3 LEF)
. Nel caso specifico, il reclamante sostiene appunto di avere pagato l’importo posto in esecuzione prima del fallimento, ovvero già il 27 giugno 2012, e produce quale prova del versamento una ricevuta di _, che accerta il bonifico sul conto della cassa pensione procedente di fr. 2'784.70 il 27 giugno 2012 (doc. G). Il problema è che questo documento non indica alcuna causale e pare invero concernere il saldo scoperto del conto del reclamante presso la CO 1 al 31 marzo 2012 – pari a fr. 2'714.70 (doc. E), a cui si sono poi verosimilmente aggiunti fr. 70.– per le spese di due diffide (cfr. doc. F) – e non quello successivo al 4 gennaio 2013 (doc. D), pari a fr. 2'720.55, poi saliti a fr. 2'790.55 (doc. F). Ad ogni modo, il reclamante non ha dimostrato in modo inequivocabile, come gli incombeva a norma dell’art. 172 n. 3 LEF, di avere pagato integralmente il credito di fr. 4'370.05 più accessori posto in esecuzione. Il reclamo va pertanto respinto.
3.
Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato.
4.
La tassa di giustizia è posta di principio a carico della parte soccombente (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.