# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6da1bba7-fdf7-56ae-bacc-2c2e2022b6a4
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
RI 1 è direttore della _ di _.
Nel per
io
do fiscale 2007 ha percepito uno stipend
io
lordo di fr. 282'390.–, oltre ad un’indennità forfetaria per spese di rappresentanza di fr. 12'000.–.
Nella dichiaraz
io
ne fiscale 2007, il contribuente chiedeva la deduz
io
ne delle seguenti spese profess
io
nali:
spese di trasporto (veicolo privato) fr. 11'726.–
doppia economia domestica (pasto fuori casa) fr. 3'200.–
altre spese profess
io
nali (forfait) fr. 2'400.–
totale fr. 17'326.–
Il contribuente faceva inoltre valere deduz
io
ni dal reddito della sostanza immobiliare nella misura di fr. 2'825.–, pari al 25% del valore locativo della casa d’abitaz
io
ne.
B.
Notificando al contribuente ed alla moglie _ la tassaz
io
ne IC/IFD 2007, con decis
io
ne dell’11 giugno 2008, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne di Locarno negava la deduz
io
ne delle spese per il pasto di mezzog
io
rno, argomentando che il contribuente beneficiava di rifus
io
ni di spese del datore di lavoro, ed ammetteva le spese di manutenz
io
ne nella misura di soli fr. 1'500.–, giustificando tale riduz
io
ne con l’argomento che erano state concesse solo le spese effettive, “in consideraz
io
ne della scelta vincolante operata dal contribuente nei precedenti anni”.
C.
I contribuenti impugnavano la suddetta decis
io
ne, con reclamo del 24 giugno 2008. In relaz
io
ne alla deduz
io
ne per doppia economia domestica, argomentavano che la rifus
io
ne del datore di lavoro concerneva le spese di rappresentanza e non aveva pertanto alcuna relaz
io
ne con i pasti fuori casa. Quanto alle spese di manutenz
io
ne, osservavano che dal per
io
do fiscale 2004, senza interruz
io
ne, erano passati al metodo forfetar
io
.
L’autorità di tassaz
io
ne respingeva il reclamo, con decis
io
ne del 9 lugl
io
2008. Per quanto attiene alla deduz
io
ne per doppia economia domestica, ribadito che il contribuente beneficiava di una “rifus
io
ne spese globale”, riteneva che “il costo dei pasti possa venire ritenuto compreso nell’importo rimborsato e che il contribuente non abbia più oneri a suo carico”. Per le spese di manutenz
io
ne immobiliare, invece, sottolineava che almeno dal per
io
do fiscale 1999/2000 i contribuenti beneficiavano della deduz
io
ne dei costi effettivi e non era pertanto ammesso il passagg
io
al metodo forfetar
io
, sebbene nei per
io
di 2005 e 2006 fosse stata ammessa “per errore” la deduz
io
ne forfetaria del 25% del valore locativo.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar
io
, i coniugi RI 1 ripropongono le contestaz
io
ni già rivolte contro la decis
io
ne di tassaz
io
ne, chiedendo la deduz
io
ne delle spese per il pasto di mezzog
io
rno fuori casa (fr. 3'200.–) e quella forfetaria delle spese di manutenz
io
ne immobiliare (fr. 4'655.–).

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Secondo l'art. 32 cpv. 2 LIFD, come pure secondo l'art. 31 cpv. 2 LT di identico tenore, il contribuente che possiede immobili privati può dedurre le spese di manutenz
io
ne
, i premi d'assicuraz
io
ne e le altre spese d'amministraz
io
ne da parte di terzi.
Sono considerate spese di manutenz
io
ne
quelle che, senza aumentare il valore dell'immobile, ne preservano lo stato, ne conservano l'uso e ne mantengono la redditività (cfr.
Agner/Jung/ Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 5 ad art. 32 LIFD, p. 219 s.;
Känzig
, Direkte Bundessteuer, 2
a
ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 649;
Bottoli
, Lineamenti di diritto tributar
io
ticinese, Lugano 1977, p. 66; CDT n. 262 del 28 agosto 1986 in re R.T.; CDT n. 52 del 22 febbra
io
1983 in re A.D.R.).
1.2.
Per facilitare il lavoro sia dell'amministraz
io
ne fiscale che dei contribuenti, invece della somma effettiva delle spese e dei premi concernenti i beni immobili privati, il contribuente può avvalersi di una deduz
io
ne complessiva, stabilita dal Consigl
io
federale per l’IFD e dal Consigl
io
di Stato per l’IC (art. 32 cpv. 4 LIFD e 31 cpv. 4 LT).
La deduz
io
ne complessiva ammonta:
- al 15% per l’IC ed al 10% per l’IFD del reddito lordo delle pig
io
ni o del valore locativo, se, alla fine del per
io
do fiscale, l’immobile risale al massimo a 10 anni prima;
- al 25% per l’IC ed al 20% per l’IFD del reddito lordo delle pig
io
ni o del valore locativo se, alla fine del per
io
do fiscale, l’immobile ha più di 10 anni
(cfr. art. 2 cpv. 1 Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994; art. 2 Ordinanza concernente la deduz
io
ne dei costi di immobili del patrimon
io
privato in materia di imposta federale diretta del 24 agosto 1992).
Questa agevolaz
io
ne entra di regola in consideraz
io
ne solo per gli immobili appartenenti alla sostanza privata, ma non per immobili utilizzati da terzi principalmente a fini commerciali (v. art. 2 cpv. 3 Regolamento cit.; art. 4 Ordinanza cit.).
1.3.
In materia di IFD il contribuente può scegliere tra la deduz
io
ne dei costi effettivi e la deduz
io
ne complessiva per ogni per
io
do fiscale e per ognuno dei propri immobili (art. 3 Ordinanza cit. del 24 agosto 1992). Per l’IC invece il contribuente che sceglie, o aveva già scelto prima del per
io
do fiscale 1995/96, il sistema della deduz
io
ne delle spese effettive, deve attenersi a questo sistema per un per
io
do di almeno dieci anni (art. 2 cpv. 2 Regolamento cit.).
La deduz
io
ne complessiva calcolata dal Consigl
io
di Stato costituisce, in quanto tale, una deduz
io
ne media che raggiunge il propr
io
equilibr
io
durante un lasso di tempo prolungato; è per questa rag
io
ne che si vuole impedire al proprietar
io
di passare da un sistema di deduz
io
ne all'altro, a seconda della convenienza (cfr.
Känzig
, op. cit., n. 173, p. 662 s.).
Il Consigl
io
federale ha invece preferito riconoscere la possibilità di cambiare sistema, nell’intento di consentire sempre al proprietar
io
la deduz
io
ne integrale dei costi effettivi (
Agner/Jung/Steinmann
, op. cit., n. 9 ad art. 32 LIFD, p. 122 s.); la deduz
io
ne complessiva per l’IFD è peraltro infer
io
re a quella per l’IC.
1.4.
Nella decis
io
ne impugnata, l’autorità di tassaz
io
ne ha negato la deduz
io
ne forfetaria, rilevando che “almeno dalla tassaz
io
ne 1999/2000 (spese sostenute 1997/98 circa fr. 58'000.–) sono state riconosciute, come richiesto, le spese effettive di manutenz
io
ne dell’immobile” e che quindi i contribuenti erano vincolati per 10 anni.
I ricorrenti, come già avevano fatto nel reclamo all’Ufficio di tassazione, obiettano che dal periodo fiscale 1995/96 al 2004 hanno mantenuto il metodo delle spese effettive, per poi passare dal 2005 a quello forfetario.
Richiesto dalla Camera di verificare le affermaz
io
ni dei ricorrenti e di pronunciarsi sulla loro richiesta, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ha confermato che dal per
io
do fiscale 2004 è stato correttamente ammesso il cambiamento di metodo, per il fatto che essi avevano mantenuto la deduz
io
ne delle spese effettive per almeno dieci anni.
Nulla si oppone pertanto al riconoscimento della deduz
io
ne forfetaria del 25% del reddito della sostanza immobiliare, c
io
è di fr. 4'650.–, a titolo di spese di manutenz
io
ne.
2.
2.1.
Sia secondo l'art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese profess
io
nali deducibili sono:
a) le spese di trasporto necessarie dal domicil
io
al luogo di lavoro;
b) le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicil
io
o in caso di lavoro a turni;
c) le altre spese necessarie per l'eserciz
io
della profess
io
ne;
d) le spese inerenti al perfez
io
namento e alla riqualificaz
io
ne connessi con l'eserciz
io
dell'attività profess
io
nale.
Fra gli altri costi che non possono essere dedotti rientrano in particolare le spese di formaz
io
ne profess
io
nale (art. 33 lett.
b
LT; art. 34 lett.
b
LIFD).
Per le spese profess
io
nali secondo il cpv. 1 lettere
a - c
dell'art. 25 LT sono stabilite deduz
io
ni complessive entro i limiti fissati dal Consigl
io
di Stato.
2.2.
Per l’imposta cantonale, sono considerate spese supplementari per doppia economia domestica quelle causate al contribuente quando non può consumare un pasto principale al propr
io
domicil
io
. La relativa deduz
io
ne è ammessa se il luogo di lavoro è a notevole distanza da quello di domicil
io
oppure quando, per le condiz
io
ni imposte dall’attività profess
io
nale, la pausa per i pasti è tale da non permettere al contribuente di rientrare a domicil
io
(art. 5 cpv. 1 del decreto esecutivo del 12 dicembre 2006 concernente l’imposiz
io
ne delle persone fisiche valido per il per
io
do fiscale 2007).
Se il contribuente rientra ogni g
io
rno a domicil
io
, per ogni pasto principale consumato fuori casa ha diritto ad una deduz
io
ne di fr. 15.- il g
io
rno o fr. 3’200.- l’anno se i pasti a mezzog
io
rno
sono consumati regolarmente fuori casa (cfr. art. 5 cpv. 2 lett.
a
del decreto).
Se i pasti sono in parte o totalmente consumati nella mensa del datore di lavoro oppure se quest’ultimo versa un contributo per ridurne il prezzo, le deduz
io
ni sono ammesse solo nella misura della metà
(fr. 7.50 il g
io
rno o fr. 1’600.-- l’anno). Se la riduz
io
ne di prezzo è tale che il contribuente non ha palesemente più alcuna spesa supplementare, non è ammessa alcuna deduz
io
ne per quel pasto
(art. 5 cpv. 3 del decreto).
2.3.
Per l’IFD le spese supplementari per pasti possono essere prese in consideraz
io
ne quando il contribuente non può prendere il pasto principale a casa propria, poiché il luogo di domicil
io
e quello di lavoro si trovano a notevole distanza o perché la pausa del pasto è troppo breve (art. 6 cpv. 1 lett.
a
Ordinanza del 10 febbra
io
1993).
Per il per
io
do fiscale 2007 la deduz
io
ne massima è di fr. 3’200.-- all’anno (cfr. appendice dell’ordinanza del 10 febbra
io
1993).
Se per ridurre il prezzo il datore di lavoro fornisce facilitaz
io
ni che non sono contributi in contanti (distribuz
io
ne di buoni) o se il pasto è preso in una mensa, in un ristorante del personale o in un ristorante del datore di lavoro è concessa soltanto la metà della deduz
io
ne
(fr. 7.50 il g
io
rno o fr. 1’600.-- l’ anno).
Nessuna deduz
io
ne è ammessa, data la mancanza di spese supplementari, quando la valutaz
io
ne delle prestaz
io
ni in natura operata dal datore di lavoro è infer
io
re alle aliquote fissate dall’autorità fiscale o quando il contribuente può ristorarsi ad un prezzo infer
io
re a dette aliquote
(art. 6 cpv. 3 Ord.).
2.4.
La rag
io
ne per cui l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ha negato al ricorrente la deduz
io
ne delle spese per il pasto fuori casa è che egli beneficia di una rifus
io
ne globale da parte del datore di lavoro, circostanza che induce l’autorità a concludere che il costo dei pasti “possa venire ritenuto compreso nell’importo rimborsato e che il contribuente non abbia più oneri a suo carico”.
Le indicaz
io
ni che si riferiscono alla messa a disposiz
io
ne, da parte del datore di lavoro, di buoni pasto o di una mensa figurano tuttavia in una parte specifica del certificato di salar
io
, e precisamente alla casella G. A tale riguardo, così si esprimono le Istruz
io
ni per la compilaz
io
ne del certificato di salar
io
risp. dell'attestaz
io
ne delle rendite (Modulo 11) della Conferenza fiscale svizzera e dell’Amministraz
io
ne federale delle contribuz
io
ni:
Pasti nella mensa
I
Buoni pasto / Pagamento dei pasti
La casella è da crociare se il dipendente riceve dei buoni pasto (cfr. n.m. 18) oppure se a un dipendente del serviz
io
esterno, rispettivamente ad un collaboratore con compiti simili a quelli del serviz
io
esterno è versata un'indennità per i costi (o i costi supplementari) di un pasto principale fuori casa per un per
io
do equivalente almeno alla metà dei g
io
rni lavorativi. Occorre fornire un'indicaz
io
ne anche quando il datore di lavoro offre al dipendente la possibilità di consumare il pranzo o la cena a prezzo ridotto in un ristorante del personale. Questa regola vale anche quando non è noto in quale misura il dipendente sfrutta questa possibilità. Eventuali chiarimenti possono essere ottenuti presso l'Amministraz
io
ne fiscale del cantone sede del datore di lavoro
(cfr. Istruz
io
ni citate, n. 10).
Il riferimento alla nota 18 delle stesse istruz
io
ni, in relaz
io
ne ai buoni pasto, si spiega con il fatto che al di sopra di un certo limite i contributi per i pasti devono addirittura essere aggiunti al salar
io
dichiarato.
Nella fattispecie, il certificato di salar
io
del contribuente non contiene alcuna indicaz
io
ne che induca a ritenere che egli abbia beneficiato di simili agevolaz
io
ni per i pasti. Il rimborso forfetar
io
indicato sul certificato di salar
io
(fr. 12'000.–) si riferisce espressamente a spese di rappresentanza. A tale riguardo, le Istruz
io
ni contengono le seguenti spiegaz
io
ni:
Nella relativa colonna è da indicare l'importo forfetar
io
(non entrano in questo contesto i singoli forfait secondo la cifra n.m. 52) versato al personale dirigente o al personale del serviz
io
esterno per coprire le piccole spese (di regola, singole spese infer
io
ri a 50 CHF) e per le spese di rappresentanza (p.es. per inviti privati al propr
io
domicil
io
). Le spese forfetarie devono corrispondere all'incirca all'importo delle spese effettive. L'importo in franchi è da indicare anche quando esiste un regolamento delle spese approvato.
(cfr. Istruz
io
ni citate, n. 58).
Il certificato di salar
io
indica altresì che il datore di lavoro ha sottoposto all’autorità fiscale del Canton Berna un regolamento delle spese, che è stato approvato il 13 novembre 2006.
2.5.
Le rifusioni di spese e gli altri rimborsi per il personale dirigente e del servizio esterno come pure le spese forfetarie devono essere indicati sul certificato di salario, affinché se ne possa verificare la giustificazione commerciale, per il fatto che se superano i costi effettivi del dipendente costituiscono integrazione dello stipendio (
Locher
, Kommentar zum DBG, vol. I, Basilea/Therwil, 2001, n. 25 all’art. 17 LIFD, p. 321).
Per quanto concerne in particolare le spese di rappresentanza, si tratta di quelle spese che sostengono dipendenti di solito dirigenti nell’esercizio della loro attività lavorativa, in considerazione della loro posizione particolare, nei rapporti con clienti o collaboratori, e per le quali la presentazione di giustificativi sarebbe possibile tutt’al più con un dispendio sproporzionato. Il trattamento fiscale delle spese di rappresentanza dà frequentemente luogo a controversie fra fisco e contribuenti, in particolar modo per il fatto che il rimborso forfetario copre spese che non sono univocamente attribuibili alla sfera privata o professionale e si pone quindi il problema se debbano essere suddivise in parte professionale e parte privata; di conseguenza, la qualificazione fiscale è spesso difficoltosa nel singolo caso ed una stima è quasi inevitabile. Nella prassi delle autorità di tassazione si tende perciò ad ammettere il rimborso delle spese di rappresentanza nella forma di un importo forfetario, la cui misura dipende dal settore professionale, dalla regolamentazione effettiva delle spese e dalla portata dell’attività di rappresentanza del contribuente (
Bosshard
, Die steuerliche Behandlung von Spesenvergütungen im Lohnausweis und im Veranlagungsverfahren, in RF 1996, pp. 563-565; cfr. anche la sentenza CDT n. 80.2006.87 del 4 dicembre 2007, consid. 2.2.).
Per il fatto che l’autorità di tassazione del Cantone di sede del datore di lavoro ha approvato il regolamento delle spese, si deve ritenere che abbia considerato giustificata la misura del rimborso forfetario delle spese di rappresentanza che esso prevede.
Nell’istruz
io
ne del ricorso, questa Camera ha provveduto a richiedere al ricorrente copia del regolamento in quest
io
ne, che è del tutto conforme al modello di regolamento spese per le imprese e per le organizzaz
io
ni senza scopo di lucro, proposto dalla Conferenza fiscale svizzera nella sua Circolare n. 25 del 18 genna
io
2008.
Nulla permette dunque di concludere che tale rimborso sia stato versato per coprire o per ridurre le spese dei pasti del contribuente.
2.6.
Il ricorso è conseguentemente accolto anche su questo aspetto. Ai ricorrenti è pertanto concessa la deduz
io
ne di fr. 3'200.– per spese di doppia economia domestica.
3.
Visto l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.