# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3d97fbac-a0b8-5967-a440-6f11aa3f82b6
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto
a
. Con giudizio 28.1.2009 IS 1 – in detenzione preventiva dal 9.6.2008 – è stato ritenuto dalla Corte delle assise criminali autore colpevole di atti sessuali con fanciulli (dispositivo 1.1.), di violenza carnale (dispositivo 1.2.), di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti (dispositivo 1.3.) e di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti (dispositivo 1.4.).
E’ stato condannato alla pena detentiva di tre anni e dieci mesi, computato il carcere preventivo sofferto (dispositivo 2.1.), al versamento alla parte civile dell’importo di CHF 7'676.40 per spese legali e di CHF 15'000.--, oltre interessi, per torto morale (dispositivo 2.2.) ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (dispositivo 2.3.). E’ stato ordinato il dissequestro degli oggetti indicati a p. 2/3 dell’ACC (dispositivo 3.) [inc. TPC _].
b
. La Corte di cassazione e di revisione penale, adita da IS 1 con ricorso 20.3.2009, con sentenza 4.5.2009 ha – nella misura in cui era ammissibile – parzialmente accolto il gravame, nel senso che il dispositivo 1.2. era annullato ed il ricorrente era prosciolto dall’imputazione di violenza carnale (dispositivo 1.1.), che il dispositivo 2.1. era annullato e gli atti erano trasmessi ad una Corte delle assise correzionali per un nuovo giudizio (dispositivo 1.2.), che il dispositivo 2.2. era annullato e la nuova Corte decideva sul risarcimento alla parte civile in funzione della condanna a’ sensi dell’art. 187 CP (dispositivo 1.3.) e che il dispositivo 2.3. era annullato (dispositivo 1.4.) [inc. CCRP _].
c
. Con istanza 11/12.5.2009 IS 1 ha domandato al giudice dell’istruzione e dell’arresto di ordinare la sua scarcerazione perché prosciolto dall’accusa di violenza carnale con giudizio 4.5.2009 della Corte di cassazione e di revisione penale.
I fatti rimproveratigli giusta l’art. 187 CP erano da ricondurre a baci dati da un 18.enne ad una 14.enne (consenziente) sulla bocca rispettivamente sul viso e sul ventre (fatti contestati); inoltre non potevano essere invocati un pericolo di collusione o un pericolo di fuga. L’urgenza dell’istanza era giustificata anche dall’ “
iter tormentato e sofferto
” patito durante la detenzione: aveva potuto beneficiare del regime ordinario solo a fine ottobre 2008.
d
. Con decisione 12.5.2009 il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha dichiarato irricevibile l’istanza per incompetenza dell’autorità adita. Ha trasmesso la domanda di scarcerazione alla Corte competente per il merito, tramite il Tribunale penale cantonale, affinché si determinasse sulla propria eventuale competenza.
Il giudice ha anzitutto rilevato che una richiesta di scarcerazione immediata, fondata unicamente sul proscioglimento da parte della Corte di cassazione e di revisione penale, non rientrava nelle di lui competenze: l’immediata scarcerazione doveva infatti essere ordinata dall’autorità giurisdizionalmente competente al momento in cui l’“
evento
” si verificava, per cui – se il dispositivo della sentenza della Corte di cassazione e di revisione penale comportava l’immediata scarcerazione – spettava alla Corte ordinare la scarcerazione contestualmente al suo proprio dispositivo. Ha poi ritenuto, nel caso in cui la richiesta 11/12.5.2009 fosse stata da reputare un’istanza di libertà provvisoria dopo la decisione della Corte di cassazione e di revisione penale e dopo comunicazione del dispositivo, che la Corte avesse disposto il rinvio limitato alla commisurazione della pena, alle assegnazioni alla parte civile ed alle spese: il nuovo giudizio (che per legge non necessitava di una modifica della composizione della Corte) non comportava quindi un ritorno alla fase tra l’atto di accusa e l’apertura del dibattimento (fase per la quale il giudice dell’istruzione e dell’arresto era competente a pronunciarsi sull’istanza di libertà provvisoria), ma alla fase successiva all’apertura del dibattimento, con sentenza non ancora cresciuta in giudicato (art. 108 cpv. 4 CPP). La Corte non doveva infatti più esprimersi sui fatti oggetto dell’atto di accusa (o estensione, completazione dello stesso) e non doveva istruire un nuovo processo nel senso compiuto del termine. Ha trasmesso l’istanza alla Corte oggetto del rinvio affinché si determinasse sulla propria competenza e, se del caso, procedesse all’evasione (inc. GIAR _).
e
. Il 13.5.2009 il presidente del Tribunale penale cantonale, giudice Agnese Balestra-Bianchi, ed il presidente della Corte delle assise criminali del 28.1.2009, giudice Claudio Zali, hanno comunicato al patrocinatore di IS 1 che il presidente della Corte del rinvio non era competente a decidere sull’istanza di scarcerazione. La sentenza alla quale si riferiva l’art. 108 cpv. 4 CPP, evocato dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, non era – di tutta evidenza – quella prolata il 28.1.2009 dalla Corte delle assise criminali, ma quella prolata il 4.5.2009 dalla Corte di cassazione e di revisione penale. Hanno quindi trasmesso l’istanza al presidente di quest’ultima Corte (inc. TPC _).
f
. Con decisione 14.5.2009 il vicepresidente della Corte di cassazione e di revisione penale, giudice Franco Lardelli, ha dichiarato irricevibile l’istanza di scarcerazione per incompetenza della Corte adita e ha contestualmente trasmesso a questa Camera – affinché, giusta l’art. 39 CPP, decidesse il conflitto di competenza – la domanda e le decisioni 12.5.2009 del giudice dell’istruzione e dell’arresto e 13.5.2009 del presidente del Tribunale penale cantonale e del presidente della Corte delle assise criminali.
Il vicepresidente, con riferimento al giudizio 8.6.2005 di questa Camera (considerando 3.2., inc. _), ha ritenuto che, dopo l’intimazione delle motivazioni della sentenza (se non eventualmente già con l’intimazione del dispositivo), la competenza del presidente della Corte di cassazione e di revisione penale a pronunciarsi in materia di libertà giusta l’art. 290 cpv. 2 CPP era esclusa in ragione del rinvio degli atti per ulteriore giudizio, rinvio divenuto esecutivo con la comunicazione del dispositivo. La sentenza 4.5.2009 era stata intimata il 7.5.2009, per cui la competenza del presidente della Corte era esclusa. A titolo abbondanziale ha sottolineato che, contrariamente all’opinione espressa dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, il rinvio di cui al giudizio 4.5.2009 non era limitato alla sola ricommisurazione della pena, delle pretese della parte civile e delle spese e non poteva pertanto essere giudicato dalla stessa Corte. Il rinvio degli atti ad una nuova Corte era stato disposto, anche, affinché valutasse “
se imputare ad IS 1, in applicazione dell’art. 250 CPP, quali atti sessuali con fanciulli ex art. 187 CP (eventualmente, altro reato di cui la nuova Corte dovesse ritenere dati i presupposti), i toccamenti degli organi genitali esterni accertati dalla presenza di tracce di DNA dell’imputato in tale zona e non indicati nell’atto di accusa
” (considerando 3., p. 22/23 della sentenza 4.5.2009). La decisione di rinvio di cui al giudizio 4.5.2009 non si discostava da quella oggetto della sentenza 8.6.2005 di questa Camera, con la quale si riconosceva la competenza del giudice dell’istruzione e dell’arresto a pronunciarsi sull’istanza di scarcerazione presentata dopo la decisione della Corte di cassazione e di revisione penale di rinviare gli atti ad una nuova Corte. Ha infine rilevato che, se fosse stato pertinente il richiamo all’art. 108 cpv. 4 CPP fatto dal presidente del Tribunale penale cantonale e dal presidente della Corte delle assise criminali, si sarebbe giunti all’assurda situazione che un’istanza di scarcerazione proposta dall’accusato dopo l’inizio del pubblico dibattimento disposto dal presidente della nuova Corte delle assise correzionali avrebbe dovuto essere decisa dal presidente della Corte di cassazione e di revisione penale, posto come la decisione 4.5.2009 non era una decisione finale (inc. CCRP _).
g
. Con scritto 15.5.2009 il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha segnalato a questa Camera che le decisioni 13.5.2009 del presidente del Tribunale penale cantonale e del presidente della Corte delle assise criminali e 14.5.2009 del vicepresidente della Corte di cassazione e di revisione penale non lo inducevano a modificare il suo giudizio 12.5.2009. Ha osservato che, con questa decisione, si era limitato a constatare che la legge non imponeva, in caso di rinvio per la ricommisurazione della pena, una Corte con diversa composizione di quella che aveva giudicato in precedenza: il fatto che la Corte di cassazione e di revisione penale l’avesse disposto rispettivamente che il Tribunale penale cantonale vi provvedesse autonomamente nulla toglieva all’eventuale fondatezza dell’argomento circa la competenza / incompetenza del giudice dell’istruzione e dell’arresto. Le sue competenze si situavano nella fase procedurale precedente la “
saisine
” del merito: era chiamato a valutare indizi di reato e non a pronunciarsi (su alcunché) dopo la nascita della competenza giurisdizionale di merito. E questo anche in materia di libertà personale (art. 97 /108 CPP), per evitare il rischio di valutazioni diverse in situazione di sostanziale contemporaneità. La situazione conseguente al giudizio 4.5.2009 non era paragonabile a quella di cui alla sentenza 8.6.2005 di questa Camera: in quel caso si trattava del rinvio per un nuovo giudizio su una specifica imputazione esplicitamente contenuta nel dispositivo, al quale la nuova Corte (obbligatoria giusta l’art. 296 cpv. 2 CPP) non poteva sottrarsi; in questo caso il rinvio contenuto nel dispositivo concerneva soltanto la pena e le altre conseguenze del giudizio. Un passaggio dei considerandi, peraltro menzionante unicamente una facoltà, non poteva certamente essere assimilato (neppure per analogia) ad un elemento del dispositivo. Inoltre, occorreva determinare se le sentenze di merito erano entrambe cresciute in giudicato prima di porsi il problema della competenza del giudice dell’istruzione e dell’arresto. In ogni caso, si è rimesso al giudizio di questa Camera, auspicando che – qualora dovesse accertare la competenza del giudice dell’istruzione e dell’arresto – la decisione sia sufficientemente chiara (circa i momenti di nascita, o rinascita, e decadenza di tale competenza). Se fosse stato chiamato a pronunciarsi, si sarebbe limitato a constatare le imputazioni confermate (dispositivi 1.1., 1.3. e 1.4. della decisione 28.1.2009 della Corte delle assise criminali) per i fatti indicati nei dispositivi ed a valutare la proporzionalità della carcerazione preventiva sofferta con il rischio di pena presumibile. Ha aggiunto che questa decisione poteva essere prolata in tempi brevi / brevissimi, ma “
(...), francamente, a questo stadio della procedura e alla luce del dispositivo della sentenza CCRP (in particolare n. 2.1.), con la sensazione netta di una “entrata a gamba tesa” sulle competenze del merito
” (scritto 15.5.2009, p. 2).
h
. Con scritto 18.5.2009, anche se non interpellato, il Tribunale penale cantonale ha ribadito la propria non competenza.
i
. Con scritto 18.5.2009 il procuratore pubblico Antonio Perugini ha informato riguardo all’intenzione di presentare ricorso al Tribunale federale contro la decisione di assoluzione dall’imputazione di violenza carnale.

## Considerations

in diritto
1
. Giusta l’art. 39 CPP, i conflitti di competenza sono decisi dalla Camera dei ricorsi penali. Pacifica è la competenza di questa Camera, peraltro non contestata da nessuna delle parti o dalle autorità interessate.
2
. Pure pacifica l’esistenza di un conflitto di competenza negativo riguardo all’istanza di scarcerazione presentata da IS 1, come risulta dalle decisioni surriferite prese rispettivamente dal giudice dell’istruzione e dell’arresto (12.5.2009), dal Tribunale penale cantonale (13.5.2009) e dalla Corte di cassazione e di revisione penale (14.5.2009), ciò in mancanza di una specifica norma che disciplini una situazione quale quella attuale di IS 1. Nelle diverse fasi progressive di un procedimento, il CPP determina l’autorità competente per la scarcerazione di un imputato: nei casi di rinvio, previsto peraltro dal CPP, questi è silente sulle competenze, ciò che ingenera l’attuale conflitto di competenza negativo.
In queste situazioni, e per determinare la competenza, occorre interrogarsi sulla fase nella quale il procedimento viene a trovarsi a seguito del rinvio.
3
. Per una corretta valutazione della fattispecie questa Camera deve partire dalla sentenza 4.5.2009 della Corte di cassazione e di revisione penale (inc. _): ha modificato la situazione di IS 1 rispetto a quella stabilita dalla sentenza della Corte delle assise criminali del 28.1.2009 (inc. _) ed ha originato l’istanza di scarcerazione dell’11/12.5.2009.
4
. La sentenza 4.5.2009 della Corte di cassazione e di revisione penale, nei suoi dispositivi (nel “