# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ff4b7c33-eb36-5e8c-998d-fe8b7f51667f
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Con messaggio del 4 ottobre 1993 (n. 42) il municipio di _ ha chiesto al consiglio comunale di concedere un diritto di superficie all'INSAI (ora SUVA) ed alla _ sulla part. no. _ RFD per la costruzione di un complesso commerciale - residenziale. Al messaggio erano allegati i piani del progetto elaborato dall'arch. _.
Nell’ambito della procedura di rilascio della licenza edilizia l'autorità comunale ha chiesto ai promotori dell’operazione immobiliare di prevedere un ascensore destinato a collegare il complesso alla retrostante via _, facilitando l’accesso a motulesi, anziani e mamme con bambini in carrozzella. La SUVA ha aderito alla richiesta a condizione che il comune sopportasse i costi di questa infrastruttura.
Previo rilascio della licenza edilizia, il 20 dicembre 1993 il legislativo comunale ha concesso il diritto di superficie.
B. Nell'ambito dei lavori di costruzione, i promotori dell’operazione hanno apportato diverse modifiche al progetto originario. Fra queste anche una scala, destinata a collegare via _ al corso _. Le varianti d’opera sono state approvate dal municipio con licenza 2 giugno 1997.
C. Con messaggio 18 marzo 1999 (n. 157) il municipio ha chiesto al consiglio comunale di risolvere:
"1. E' approvata la Convenzione tra il comune di _ e la SUVA Divisione Immobili del 1o dicembre 1998.
2. E' concesso un credito di complessivi fr. 250'000.-- per la partecipazione ai costi di realizzazione dell'ascensore via _ e della scala di collegamento via _ e _.
3. E' approvata la Convenzione tra il Comune di _ e la _ del 22 dicembre 1998.
4. E' concesso un credito di fr. 180'000.-- per la realizzazione della pavimentazione del passaggio pubblico e della corte privata, di due vetrinette e un muro di cinta lungo il diritto di passo quale compenso per l'iscrizione del passo pedonale pubblico gravante sul mapp. no. _ RFD di proprietà della _.
5. E' approvata la convenzione tra il Comune di _, la SUVA Divisione Immobili, la Banca _ (_) ed i signori _ e _ del 1o dicembre 1998.
6. Il Comune è autorizzato a cedere gratuitamente a favore della _ mq 79 del mapp. no. _ RFD di sua proprietà.
7. Il Comune è autorizzato a ricevere gratuitamente dalla _ mq 185 staccati dal mapp. no. _ RFD.
8. Il Comune è autorizzato a cedere gratuitamente a favore della SUVA Divisione Immobili mq 98 del mapp. _ RFD.
9. Il Comune è autorizzato a ricevere gratuitamente dalla SUVA Divisione Immobili mq 17 staccati dal mapp. no. _ RFD.
10. In conseguenza alle permute alla base delle convenzione è aggiornato il fondo base _ RFD ed il rispettivo diritto di superficie _ RFD a favore della SUVA Divisione Immobili.
11. E' concesso un credito di fr. 10'000.-- per tutte le spese legali e di iscrizione a RF previste dalle precedenti convenzioni.
12. Il municipio è autorizzato a contrarre il relativo mutuo di complessivi fr. 440'000.-- alle migliori condizioni possibili.
13. La spesa sarà registrata a consuntivo del conto investimenti (voce no. 503 "Costruzioni Edili").
14. Il credito è da utilizzare entro il 30 giugno 2000."
Il credito di fr. 250’000.-- si componeva di:
·
un importo di fr. 100’000.-- da versare alla SUVA a titolo di partecipazione ai maggiori costi da questa sostenuti per costruire l’ascensore richiesto dal municipio al fine di facilitare l’accesso a via _, e
·
di un ulteriore importo di fr. 150’000.-- da versare alla SUVA a titolo di partecipazione ai costi sopportati per realizzare una scala di collegamento tra via _ e _.
L’ulteriore credito di fr. 180'000.-- era invece destinato alle opere di pavimentazione di un passo pubblico pedonale costituito su un fondo di proprietà della _ (part. no. _ RFD) al fine di collegare l’ascensore alla via in questione.
Raccolti i preavvisi della commissione opere pubbliche e della commissione della gestione, il 10 maggio 1999 il consiglio comunale ha aderito al messaggio a larghissima maggioranza.
D. Contro questa risoluzione il consigliere comunale _ è insorto davanti al Consiglio di Stato, chiedendogli in via principale di annullarla ed in via subordinata di confermarla, richiamando tuttavia il municipio
"ad una maggiore attenzione al rispetto delle leggi".
Il ricorrente si doleva essenzialmente del fatto che il consiglio comunale fosse stato chiamato a stanziare crediti per opere che nel frattempo erano ormai state realizzate.
E. Con giudizio 6 luglio 1999 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, ritenendo in sostanza che la decisione del legislativo comunale non violasse alcuna disposizione di legge. Esente da critiche andrebbe pure l'operato del municipio, che avrebbe convenientemente vigilato sulla realizzazione del complesso.
F. Contro la predetta risoluzione governativa il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, riproponendo in questa sede le domande di giudizio formulate in prima istanza.
In sostanza, l'insorgente rimprovera al municipio di aver passivamente tollerato le modifiche apportate al progetto iniziale, ponendo il legislativo comunale davanti al fatto compiuto e sollecitandolo a stanziare crediti per opere ormai realizzate.
G. All'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il presidente del consiglio comunale senza formulare particolari osservazioni.
Ad identica conclusione perviene il municipio, contestando partitamente le tesi dell'insorgente con argomenti che verranno discussi qui appresso.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC. La potestà ricorsuale dell'insorgente, cittadino attivo di Mendrisio, è certa (art. 209 lett. a LOC). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
2. Giusta gli art. 42 cpv. 2 e 13 cpv. 1 lett. e LOC, il consiglio comunale autorizza le spese d’investimento. Esso decide inoltre l’esecuzione delle opere pubbliche sulla base di preventivi e di progetti definitivi, accordando i crediti necessari e, se del caso, autorizzando la contrazione di prestiti (lett. g).
Il merito delle decisioni adottate dal legislativo comunale negli ambiti suddetti è censurabile da parte dell’autorità di ricorso soprattutto nella misura in cui contravviene alle disposizioni della LOC e dello specifico regolamento sulla gestione finanziaria dei comuni.
3. Nell’evenienza concreta, il ricorrente censura essenzialmente l’operato del municipio, rimproverandogli di non aver vigilato adeguatamente sull’andamento dei lavori, tollerando modifiche, che non erano state preventivamente autorizzate e ponendo il consiglio comunale nella condizione di non potersi liberamente determinare in merito alla realizzazione di opere pubbliche per le quali viene chiesto lo stanziamento dei crediti necessari.
Le censure sono sostanzialmente improponibili.
L’impugnativa non è infatti rivolta contro decisioni del municipio mediante la quali viene autorizzata la realizzazione di opere pubbliche senza il preventivo consenso del legislativo ed in assenza della necessaria copertura finanziaria. Oggetto del ricorso è una decisione del consiglio comunale, mediante la quale, definito il quadro giuridico di riferimento, vengono stanziati due crediti:
·
uno di fr. 250’000.-- da versare alla SUVA a titolo di partecipazione alla realizzazione di opere d’interesse generale, in quanto aperte al pubblico (ascensore e scala), costruite dalla stessa SUVA sul sedime concessole in diritto di superficie,
·
uno di fr. 180’000.-- destinato alla realizzazione di un passaggio aperto al pubblico sul fondo della _.
L'autorità di ricorso è pertanto chiamata ad esprimere un sindacato di legittimità soltanto sui provvedimenti adottati dal legislativo comunale. Esula dalla materia del contendere qualsiasi verifica della conformità con il diritto delle decisioni rese in precedenza dal municipio, dalle quali è scaturita la risoluzione censurata. A differenza del Consiglio di Stato, il Tribunale cantonale amministrativo non è infatti autorità di vigilanza sui comuni.
Anche volendo estendere il controllo nella direzione auspicata dal ricorrente, le censure da questi sollevate andrebbero comunque respinte siccome del tutto gratuite.
Nulla condizionava infatti la libertà di determinarsi del consiglio comunale in merito alla proposta di partecipare con un versamento di fr. 250’000.-- alle opere di pubblica utilità (ascensore e scala) realizzate dalla SUVA per dar seguito all’analoga richiesta del municipio (ascensore), rispettivamente per migliorare dal profilo funzionale ed estetico una componente significativa del complesso immobiliare (scala). Trattandosi di manufatti realizzati dai promotori dell’insediamento e non di opere pubbliche eseguite in proprio dal comune per iniziativa del solo municipio, il legislativo era del tutto libero di negare il credito richiesto.
La decisione di stanziarlo non presta quindi il fianco a critiche di sorta.
Tanto meno può essere ravvisata una qualsivoglia violazione del diritto nella decisione del consiglio comunale di stanziare un credito di fr. 180’000.-- per pavimentare ed arredare il passaggio aperto al pubblico ottenuto dal municipio dalla _. L’opera pubblica in questione, conforme alle indicazioni del piano di protezione del centro storico, non è ancora stata realizzata. Le ingiustificate critiche mosse dal ricorrente all’indirizzo del municipio sono del tutto insuscettibili di inficiare la legittimità della risoluzione impugnata.
4. Il ricorrente contesta infine la tassa di giustizia di fr. 300.-- posta a suo carico dal Consiglio di Stato.
4.1. Giusta l’art. 28 cpv. 1 lett. a PAmm il Consiglio di Stato può applicare alle proprie decisioni una tassa di giustizia che, per i procedimenti di carattere non pecuniario, varia da 10.-- a
5’000.-- fr. La tassa di giustizia deve rispettare i principi della copertura dei costi e dell’equivalenza. Una certa moderazione si giustifica, soprattutto in prima istanza, nei casi in cui il soccombente è insorto per motivi ideali, a difesa di interessi pubblici (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 28 PAmm, N. 3). La pretesa di ergersi a difensore della legalità non deve invero costituire una comoda giustificazione per sottrarsi completamente a qualsiasi responsabilità in caso di rigetto di impugnative manifestamente prive di possibilità di successo.
4.2. La tassa applicata in concreto dal Consiglio di Stato a carico dell’insorgente appare contenuta entro limiti estremamente modesti e comunque insufficienti a remunerare il dispendio amministrativo occasionato dal ricorso. Tenuto conto della palese inconsistenza del ricorso inoltrato, essa risponde ampiamente ai criteri di commisurazione sopra enunciati ed è conforme all'art. 28 PAmm. Va quindi confermata.
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve pertanto essere respinto.
La tassa di giustizia, commisurata per difetto ai costi effettivi provocati dall'impugnativa, è posta a carico del ricorrente.