# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8c9ffd9c-fd52-57e2-b337-b615fe4beb0c
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _ ha beneficiato di una prestazione complementare annua dal 1° gennaio 1997 sino al 31 maggio 2000 percependo complessivamente l’importo di frs. 16'586.— (cfr. atti dell’amministrazione).
1.2. Con decisione 16 ottobre 2000 la Cassa cantonale di compensazione (di seguito la Cassa) ha chiesto ad _ la restituzione di frs. 14'462.— equivalenti a prestazioni complementari percepite, a torto, durante il periodo suddetto (cfr. consid. 1.1.).
A motivazione di tale provvedimento, l'amministrazione adduce che l’assicurata avrebbe sottaciuto di possedere sostanza immobiliare in Italia, contravvenendo in tal modo all’obbligo di informare ai sensi dell’art. 24 OPC (cfr. atti dell’amministrazione). Questa decisione è cresciuta incontestata in giudicato.
1.3. Il 13 novembre 2000 _ ha presentato un’istanza volta ad ottenere il condono dell’importo di frs. 14'462.— che la Cassa le ha chiesto in restituzione, rilevando, in particolare, quanto segue:
"
Con decisione del 16 ottobre 2000 mi viene chiesto il rimborso fr. 14'462 percepiti dalla prestazione complementare dal 1997 al 1999 in quanto non avevo comunicato di essere proprietaria di una sostanza immobile in Italia.
Notifico anzitutto che nella mancata dichiarazione non esiste minimamente mala fede. Tale immobile non rappresenta un mio investimento e ancor meno una speculazione logistica, non è fonte di nessun reddito, ma eventualmente fonte di spese necessarie per il suo mantenimento. L'esserne proprietaria non comporta di conseguenza una variazione importante della mia situazione finanziaria tale da non giustificare l'allora richiesta prestazione complementare che mi ha permesso di vivere dove a suo tempo avevo deciso di lavorare e stare.
Sono a beneficio della rendita AI (fr. 1320.--/mensili) e priva di altri redditi in quanto il mio stato psicofisico non mi permette di lavorare.
Chiedo quindi che mi venga condonato l'obbligo della restituzione sia in virtù della buona fede in cui ho agito, sia in virtù delle mie precarie situazioni economiche e di salute."
1.4. In data 21 novembre 2000 (doc. _) la Cassa ha respinto la domanda di condono dell’assicurata (cfr. consid. 1.3.) con le seguenti motivazioni:
"
Abbiamo esaminato la sua domanda di condono dell'importo chiestole in restituzione.
Le prestazioni complementari riscosse a torto devono essere restituite. Il rimborso non può essere chiesto se l'interessato era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 16 LPC).
Queste condizioni legali devono quindi essere entrambe soddisfatte.
La buone fede non è riconosciuta dalla legge quanto il versamento a torto della prestazione complementare è dovuto a negligenza della persona tenuta alla restituzione. Agisce con negligenza chi, al momento della richiesta, non ha prestato quel minimo di accuratezza che si poteva pretendere da lui, tenendo conto delle sue capacità e del suo grado d'istruzione, nell'adempimento dell'obbligo d'informare o accettando prestazioni complementari versategli a torto.
La condizione legale dell'onere troppo grave deve essere assolta dalla persona obbligata alla restituzione e viene accertata in base alle condizioni di esistenza di questa persona: di norma si ammette questa condizione quando il reddito determinante non supera i limiti di reddito stabiliti dalla legge aumentati del 50 per cento: si deve pur tenere conto, in questo esame, di tutte le circostanze speciali (per esempio: malattie, invalidità, forti oneri di mantenimento, ecc.).
Nel suo caso il requisito della "buona fede" non è soddisfatto in quanto l'indebito versamento della prestazione complementare è stato causato dal fatto che non ha comunicato alla nostra cassa di essere proprietaria di una sostanza immobiliare in Italia.
Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono non é necessario esaminare l'altra, quella dell'onere troppo grave.

## Considerations