# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e12793c2-f02c-5045-81bb-6d1c484245d4
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
Il curriculum vitae di AC 1 è riassunto nel suo verbale 21 dicembre 2004 davanti al PP:
"
Sono nato a _, dove ho frequentato le scuole primarie, mentre le scuole medie le ho frequentate qui in Ticino, tra _.
Sono giunto in Ticino nel 1992. Mia mamma era già in Ticino da alcuni anni a seguito del matrimonio con _. Non ricordo la data del matrimonio. Ho una sorella maggiore di un anno e un fratello più giovane di me di quattro anni. Tutti e tre siamo stati adottati da _.
Al termine della scuola media sono andato per tre anni a _, dove ho conseguito il diploma di tecnico di computer. Sono andato a _ perché non mi piaceva stare qui anche per i problemi che avevo con il marito di mia madre.
Sono poi rientrato in Ticino dove ho lavorato per alcune ditte, come ho indicato nel mio precedente verbale del 9 marzo 2004, a pag. 2.
Attualmente lavoro ancora come meccanico indipendente. Sono in attesa di un contratto di lavoro per una ditta che si occupa dei lavori di ristrutturazione della galleria del _. Mi è stato detto che dovrei iniziare l'11 gennaio 2005, ma sono ancora in attesa del contratto di lavoro.
In questi mesi sono riuscito a vivere grazie al guadagno del mio lavoro."
Nel frattempo l'imputato ha svolto diversi lavori temporanei tramite le agenzie di collocamento, percependo a volte pure la disoccupazione, fino ad esaurire il periodo quadro. Dal profilo famigliare si segnala che è padre di due bambini nati il 1. aprile 1999 (_) e il 3 gennaio 2001 (_), nati dalla sua precedente unione con _. Nella relativa convenzione sull'obbligo di mantenimento è previsto l'obbligo per il padre di versare un contributo alimentare di fr. 500.- mensili fino al 6° anno di età, successivamente di fr. 550.-. L'imputato non ha mai pagato con regolarità gli alimenti che sono stati anticipati dallo Stato. Quest'ultimo ha per finire presentato regolare querela penale per uno scoperto, il 24 maggio 2005, di oltre fr. 30'000.-. A gennaio 2007, nonostante impegni formali assunti in tal senso, AC 1 non ha pagato con regolarità gli alimenti dovuti, cumulando un debito complessivo di oltre fr. 47'000.-.
Attualmente l'imputato non ha una situazione professionale ben definita. Pur essendo di formazione tecnico informatico, con diploma dominicano non riconosciuto dalle nostre autorità, l'imputato non ha mai intrapreso nulla al fine di farsi riconoscere in Svizzera tale formazione poiché, a suo dire, il relativo corso di conversione avrebbe implicato una spesa di fr. 2'000.-; ha quindi preferito non fare sacrifici in tal senso, dandosi poi al traffico di stupefacenti.
Dal profilo debitorio l'imputato ha accumulato attestati carenza beni per oltre fr. 100'000.-.
AC 1 ha un precedente per appropriazione indebita, furto e circolazione nonostante revoca o rifiuto della licenza di condurre per il quale è stato condannato con decreto d'accusa 30 aprile 2001 a 30 giorni di detenzione con il beneficio della sospensione condizionale per due anni. I fatti di cui in rassegna essendo stati commessi durante il periodo di prova, si pone quindi la questione della revoca di detto beneficio.
2.
Il procedimento a carico dell'imputato si inserisce nell'ambito dell'inchiesta denominata “_”, relativa ad un traffico di importanti quantitativi di cocaina provenienti dal Sudamerica e poi trasportati in Ticino dall'Olanda.
Per meglio inquadrare la situazione personale dell’imputato occorre brevemente riassumere i fatti salienti dell’inchiesta. Essa ha infatti portato alla scoperta di ingenti quantitativi di cocaina importati dall’Olanda, in particolare da _ e dalla sua amica _, che la acquistavano, a credito, prevalentemente da tale _. Tra i loro principali acquirenti vi erano i fratelli _, il primo a tutt’oggi latitante a _ e il secondo già condannato a 3 anni e nove mesi di reclusione da una nostra Corte delle assise criminali. Tra i principali clienti dei _ vi era tale _ che si occupava di poi rivendere la droga al dettaglio fra i vari tossicodipendenti della zona, tra cui il suo compagno _. Sia i _ acquistavano a credito. Il bisogno di cocaina essendo in costante aumento, _ non ce la faceva a ricavare denaro sufficiente a pagare i suoi fornitori i quali, a loro volta erano in debito con i loro, il tutto formando una sorta di catena di Sant’Antonio che ha poi portato alle minacce che hanno indotto il padre di _ a rivolgersi alla polizia facendo poi scattare le relative operazioni delle forze dell’ordine. Per completezza va rilevato che _ non si è rifornito soltanto dai _ poiché quest’ultimi, ad un certo punto erano partiti per _. Fra i suoi fornitori figurano infatti lo stesso duo _ direttamente, tale _, omonimo dei fratelli che ha pure venduto cocaina direttamente a _ e AC 1, compagno di Iris _, sorella dei citati fratelli _.
Ed è proprio in questo ambito che si è inserito il AC 1.
I fratelli _ essendo partiti per il Sudamerica, egli si propose a _ per entrare in affari direttamente con lui assicurandogli la sua affidabilità. Così, nel febbraio 2003 _ ha effettuato un ulteriore viaggio dall'Olanda portando in Ticino 400 gr. AC 1 gli ha pagato il dovuto nel giro di due settimane, effettuando il pagamento in due rate, una di 19'000 e l'altra di 7'000 franchi. Costatata l'affidabilità di AC 1, nel marzo successivo, _ gli ha portato un nuovo carico di cocaina. In quella circostanza la droga venne espulsa presso l'abitazione del AC 1 il quale pochi giorni dopo diede al suo fornitore
fr. 9'000.-. AC 1 ha indicato in tre il numero delle consegne effettuate: 300 gr. in febbraio-marzo 2003, 400 gr. in marzo-aprile 2003 ed infine 250 gr. in giugno-luglio 2003, il tutto per complessivi 950 grammi. Il resto che ha venduto per giungere fino al chilogrammo circa, l'imputato se l'è procurato da tale _, non parente dei succitati fratelli _ e dalla di lui compagna e poi moglie _.
Per il resto i fatti indicati negli atti d'accusa sono del tutto ammessi e non necessitano di ulteriori considerazioni, rinviando per una maggior illustrazione alla redazione stessa dell'atto di rinvio a giudizio che è riprodotta in entrata.
3.
AC 1 è stato arrestato il 20 febbraio 2004 ed è rimasto in carcere preventivo fino al 12 marzo successivo.
Se dal profilo della qualifica giuridica, i fatti indicati negli atti d'accusa e qui confermati, non pongono problemi, in particolare le infrazioni alla LStup essendo chiaramente aggravate poiché riferite ad un quantitativo ben superiore ai 18 gr. che, secondo la giurisprudenza, fa da spartiacque tra l'infrazione semplice e quella aggravata, così come il riciclaggio di denaro appare pacifico, unitamente al mancato pagamento degli alimenti dovuti ai figli nonostante avesse avuto la possibilità di pagare rispettivamente di conseguire un reditto sufficiente a farvi fronte, controversa è risultata essere la commisurazione della pena, secondo l'accusa da commisurarsi in 3 anni e 9 mesi integralmente da espiare mentre la difesa ha chiesto la condanna a 24 mesi interamente sospesi condizionalmente.
4.
Per l'art. 47 n CP il giudice commisura la pena alla colpa dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. La colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
La novella legislativa entrata in vigore il 1° gennaio 2007 non ha nella sostanza modificato i criteri fondamentali di fissazione della pena previsti dalla previgente normativa (FF 1999 p. 1704). La gravità della colpa resta il criterio fondamentale. A tale riguardo entrano in considerazione numerosi fattori: movente e circostanze esterne, intensità del proposito (determinazione), risultato ottenuto, assenza di scrupoli, modi di esecuzione del reato, entità del pregiudizio arrecato volontariamente, durata o reiterazione dell'illecito, e così via. Per quanto riguarda l'autore in particolare occorre considerare la sua situazione familiare e professionale, l'educazione ricevuta e la formazione seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali precedenti e la reputazione in genere. Anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa la collaborazione prestata con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 117 IV 112). Nella commisurazione della pena il giudice fruisce di ampia autonomia quando valuta l'importanza di ogni singolo fattore di determinazione (DTF 122 IV 15). In considerazione dei numerosi e diversi parametri che intervengono nella commisurazione della pena, una comparazione con casi analoghi è molto discutibile (DTF 120 IV 144), una certa disuguaglianza in tale ambito spiegandosi con il principio dell'individualizzazione voluto dal legislatore (DTF 19 giugno 2003 in re M.). Va infine considerato che la pena commisurata in base al criterio della colpa può nondimeno essere diverso secondo la sensibilità dell'imputato e che di fronte a colpe equivalenti la pena deve essere fissata non in funzione della durata ma della durezza (CCRP 18 febbraio 2004 in re M.).
Per il resto è appena il caso di ricordare che nella commisurazione della pena il giudice gode di un ampio potere di apprezzamento, le autorità di cassazione potendo intervenire solo ove la sanzione si ponga fuori dai limiti edittali, si fondi su criteri estranei all'art. 63 CP, disattenda elementi prescritti da quest'ultima norma oppure appaia esageratamente mite o severa, al punto da denotare un abuso di potere di apprezzamento (CCRP 20 maggio 2003 in re S. e riferimenti).
5.
Nella fattispecie ha da essere ritenuta una colpa molto grave.
Innanzitutto in relazione all'enorme quantitativo di droga trafficata che è poi finita effettivamente sul mercato degli stupefacenti. Certo, in questo traffico l'imputato c'è entrato anche perché era legato alla sorella dei fratelli _ già attivi in tale commercio, ma è stato AC 1 stesso a voler inserirsi nel traffico, proponendosi al fornitore che dall'Olanda portava la droga in Ticino. L'imputato è sostanzialmente risultato essere un lavativo, lavorando poco e preferendo il guadagno facile, grazie al traffico di droga, al lavoro duro, alla riconversione della sua formazione al fine di trovarsi un lavoro onesto. Il tutto aggravato dal fatto che è padre di due bambini, che non è un tossicodipendente e che ben conosceva gli effetti della cocaina sulla salute delle persone, essendo in particolare amico del _ le cui condizioni gli erano perfettamente note.
In buona sostanza AC 1 ha saputo ben approfittare dei benefici delle nostre assicurazioni sociali, molto meno invece ha saputo assumersi quelle responsabilità che innanzitutto un padre deve assumersi di fronte ai propri figli così come non ha mai brillato per operatività e dedizione al lavoro.
A suo favore è stato considerato il fatto di aver conosciuto le difficoltà tipiche di chi, già adolescente, è stato sradicato dal suo paese e trasferito in una realtà ben diversa e per certi versi più difficile dal profilo dell’assunzione delle responsabilità della vita quotidiana. In modo importante ha poi a suo favore giocato l'ampia collaborazione fornita agli inquirenti, giudicata immediata, quale segno importante di assunzione di responsabilità anche se poi, a questa collaborazione non ha purtroppo seguito un comportamento esemplare che avrebbe imposto il pagamento puntuale degli alimenti e la completazione della sua formazione rispettivamente un lavoro più costante e meno saltuario. Tutto ciò ben ponderato la Corte ha ritenuto giustificata una pena detentiva di 36 mesi, unita alla revoca della precedente sospensione condizionale.
6.
Per l'art 43 n. CP il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di un anno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell'autore. La parte da eseguire non può eccedere la metà della pena. In caso di sospensione parziale dell'esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi.
La condizionale parziale è un principio che è stato introdotto dalla novella legislativa entrata in vigore il 1 gennaio di quest'anno per consentire al giudice di non dover decidere "tutto o niente". La norma è applicabile allorquando le condizioni della sospensione condizionale non sono interamente realizzate, dando la possibilità al giudice di frazionare la pena, nella preoccupazione di accrescere l'effetto preventivo della sanzione rappresentato dalla porzione di pena da espiare e dal timore di dover espiare anche il resto.
Nella fattispecie si ha che oggi come oggi la prognosi di AC 1 non è per nulla positiva. Già la gravità della colpa è rivelatrice di una personalità assolutamente deresponsabilizzata, pronta ad inserirsi nella criminalità pur di trarre, senza troppo sforzo, facili guadagni, mettendo in serio pericolo la saluta pubblica. Al riguardo preoccupa il fatto che a comportarsi in questo modo sia un padre di famiglia, all'epoca dei fatti quasi ventiquattrenne. Dalla precedente condanna AC 1 non ha tratto nessun insegnamento, anzi, ha commesso reati ben più gravi. Come visto nemmeno dal punto di vista lavorativo egli si è presentato in aula con una situazione chiara e soprattutto, pur percependo attualmente un salario attorno ai 4'000.- fr. mensili non ha puntualmente versato gli alimenti per i figli. Ciò posto, considerato che la novella legislativa impone al giudice di considerare in modo preponderante l'aspetto della risocializzazione rispetto a quello della punizione, la Corte ha ritenuto di valutare in 17 mesi la porzione di pena effettivamente da espiare, che dovrebbe costituire un periodo sufficiente a far riflettere l'imputato sulla necessità di assumersi quelle responsabilità che un uomo della sua età, con i suoi oneri, deve assumersi. Circa il disagio per l'espiazione della pena in relazione con lo svolgimento dell'attività lavorativa, l'imputato potrà senz'altro concordare con le autorità di esecuzione il periodo meno disagevole. Il carcere preventivo va computato sulla parte di pena da espiare.
Infine, relativamente ai 19 mesi sospesi condizionalmente, la Corte ha ritenuto giustificato un periodo di prova di 4 anni.
7.
Quanto al materiale sequestrato, trattandosi di corpus sceleris, dev'essere confiscato.
Le spese sono a carico dell'accusato riconosciuto colpevole (art. 9 CPP).
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti,
visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 217 e 305bis cifra 1 CP;
19 cifra 2 LStup;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations