# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4e52b74d-5071-57b8-9ace-cd4aab0671b9
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto:
A.
Nel mese di febbraio del 2002 la Polizia cantonale ha avviato indagini nei confronti di _ _ – in qualità di presidente dell'Associazione _ con sede a _ – volte ad accertare una possibile violazione della legge cantonale dell'8 novembre 1976 sulle attività private di _ e di _ (LAPIS, RL 1.4.3.1). Il 30 luglio 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha intimato all'interessato un rapporto di contravvenzione per esercizio abusivo dell'attività di _ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone, con impiego di circa 60 persone, per il periodo dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002.
B.
In una lettera del 13 agosto 2002 il cassiere dell'associazione, in rappresentanza di _ _, ha riconosciuto di avere "effettivamente violato la legge riguardante la notifica del nostro operato", ma ha addotto che la società non svolgeva attività d'_ bensì di mera _, la quale – a suo parere – non soggiaceva all'obbligo d'autorizzazione. Con decisione del 25 ottobre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha nondimeno inflitto a _ _ una multa di fr. 10 000.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 800.– e le spese di fr. 150.–, per i seguenti motivi:
"ha permesso di svolgere all'Associazione _, di cui è presidente e quindi rappresentante responsabile, l'attività di _ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone, dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, sprovvista della necessaria autorizzazione.
Ha inoltre permesso a circa 60 persone di esercitare in uniforme, per conto dell'Associazione _, l'attività di _ di cui sopra, dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, sprovvisti delle necessarie autorizzazioni.
C.
_ _ è insorto contro la predetta decisione con un ricorso del 30 ottobre 2002 in cui postula in sostanza l'annullamento del querelato giudizio. Nelle sue osservazioni dell'8 novembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
La Sezione dei premessi e dell'immigrazione ha multato l'insorgente, come si è detto, per avere egli – quale presidente dell'Associazione _ – permesso alla società di svolgere compiti di _ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, così come per avere permesso a circa 60 persone di esercitare in uniforme per conto della società nel medesimo periodo, il tutto senza le necessarie autorizzazioni. La risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 1, 3 e 22 LAPIS; 2 e 8b RLAPIS.
3.
Il ricorrente fa valere dal canto suo di non essere "unico responsabile", l'associazione essendo "composta di un comitato e da circa 60 membri" (ricorso, punto 1). Egli sottolinea inoltre come l'autorità inquirente non abbia ravvisato "violazioni gravi a livello di legge in merito all'operato" della società (punto 2). L'insorgente rinvia dipoi al contenuto delle osservazioni del 13 agosto 2002 in cui egli argomentava che la società non svolgeva attività d'_ bensì di mera _, non sottoposta – a suo parere – all'obbligo d'autorizzazione (punto 3). Il ricorrente rileva infine che l'associazione, la quale avrebbe terminato ogni attività nel mese di febbraio 2002 (punto 4), "non era a scopo lucrativo, quindi se al ricorso tale decreto di multa dovesse diventare effettiva, l'Associazione si troverebbe impossibilitata a saldarla" (ricorso, in fondo). Ne conclude, l'interessato, per l'accoglimento del ricorso e l'annullamento della decisione impugnata.
4.
Per quanto riguarda anzitutto la punibilità dell'insorgente, l'Associazione _, come qualsiasi altra persona giuridica, manca della capacità delittuosa ("
universitas delinquere non potest
"; DTF 97 IV 203). Una persona giuridica è punibile solo qualora una legge federale (p. es. l'art. 7 DPA) o il diritto cantonale lo preveda espressamente, ciò che non è il caso nella specie. Quando un'infrazione è commessa nell'ambito di una persona giuridica sono punibili le persone fisiche che hanno agito – o omesso di agire – nella loro qualità di organi (DTF 105 IV 172, 97 IV 202; v. anche
Killias
,
Précis de droit pénal général
, 2a edizione, pag. 82 n. 611). In concreto il ricorrente ammette di essere il presidente dell'associazione. Egli risponde dunque – come organo della società – delle eventuali infrazioni commesse da quest'ultima, e ciò a prescindere dal fatto che l'interessato non sia "l'unico responsabile" (ricorso, punto 1 e in fondo). Ne discende che il ricorso, sotto questo profilo, è destinato all'insuccesso.
5.
Quanto al reato rimproverato all'insorgente, l'art. 3 LAPIS prevede che chi intende esercitare le attività di cui all'art. 1 (_, _, trasporto valori, difesa e raccolta di informazioni inerenti le persone) deve chiedere l'autorizzazione al Dipartimento (cpv. 1). Il richiedente che si avvale di altri agenti, siano essi collaboratori o dipendenti, deve chiedere l'autorizzazione per ognuno di essi (cpv. 4). Chiunque viola le disposizioni della legge o del regolamento d'applicazione è punito con la multa sino a fr. 20 000.– (art. 22 cpv. 1 LAPIS).
6.
Nella fattispecie il ricorrente adduce di non avere "mai effettuato investigazioni, ma unicamente _ e segnalazioni su territorio privato (parcheggi)", attività che – stando all'interessato – non soggiace all'obbligo d'autorizzazione. La Sezione dei permessi e dell'immigrazione, nelle sue osservazioni dell'8 novembre 2002, sostiene per converso che la legge "non è applicabile soltanto alle attività di _, ma anche a quelle di _". Ora, l'art. 8b cpv. 1 RLAPIS sancisce che il personale delle agenzie private di _ che svolge unicamente il controllo delle entrate e delle uscite, il servizio cassa, il servizio d'ordine non armato per manifestazioni sportive e ricreative, le segnalazioni nei pressi di parcheggi, incroci o passaggi pedonali e servizi assimilabili a questi, non abbisogna dell'autorizzazione prevista dall'art. 3 della legge. Tali servizi devono, di regola, essere svolti in uniforme (cpv. 3). Ciò posto, dal fascicolo processuale non risulta nessun elemento atto a dimostrare – né l'autorità di primo grado pretende – che il ricorrente o i collaboratori dell'associazione abbiano svolto mansioni che esulino dalle attività annoverate all'art. 8b cpv. 1 RLAPIS. Il che non esimeva per vero l'associazione come tale – indipendentemente dall'asserita mancanza di uno scopo lucrativo – dall'obbligo d'autorizzazione a norma degli art. 1 e 3 LAPIS (la deroga di cui all'art. 8b RLAPIS applicandosi solo, per il chiaro tenore della norma, al "personale delle agenzie private di _" e non all'agenzia medesima). L'infrazione commessa dalla società, e per essa dal ricorrente, si limita nondimeno a quest'ultima fattispecie, l'interessato dovendo essere prosciolto dall'addebito inerente alla mancata autorizzazione del personale impiegato.
7.
In simili evenienze, questo giudice perviene al convincimento che l'insorgente abbia perpetrato l'infrazione rimproveratagli dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione solo in quanto egli ha "permesso di svolgere all'Associazione _, di cui è presidente e quindi rappresentante responsabile, l'attività di _ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone sprovvista della necessaria autorizzazione" (decisione impugnata, in alto). Considerata la natura di siffatta violazione, la durata superiore a un anno (dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002 o, come preteso dal ricorrente, fino al mese di febbraio 2002: ricorso, punto 4), l'entità dell'attività esercitata senza autorizzazione e il grado di colpa del ricorrente, si giustifica – tutto ben ponderato – di infliggere a quest'ultimo una multa di fr. 1000.– e di ridurre la tassa di giustizia di primo grado a fr. 100.–. Il parziale accoglimento del gravame impone altresì di rinunciare al prelievo di tasse e spese dell'odierno giudizio.