# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ea3e535f-171a-514f-b0a3-b599f2d6d4e6
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nata nel 1943, in data 1° maggio 2002 ha presentato all’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) una richiesta volta al rimborso dei costi per la fornitura di una protesi mammaria, nonché di un busto di protezione (doc. AI _).
Con comunicazione 31 maggio 2002 l’amministrazione ha reso noto all’assicurata di prendersi a carico la protesi e le ulteriori spese connesse (doc. AI _).
Per quel che concerne il busto protettivo prescritto dal dr. _ a seguito dell’esportazione di gran parte delle costole e dello sterno (doc. AI _), con decisione formale 19 giugno 2002 , preavvisata il 31 maggio 2002 (doc. AI _), l’UAI ha per contro rifiutato il rimborso poiché:
"
Giusta l'articolo 21 della legge federale per l'assicurazione invalidità, l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari (OMAI) o a quelli che possono essere assimilati ad una delle categorie menzionate in questa lista. Inoltre, l'assicurazione prende a carico solo i mezzi ausiliari di un modello semplice e adeguato.
Il busto per la protezione delle costole non è menzionato in questa lista e non può essere assimilato a nessuna categoria che vi figura.
L’assicurazione invalidità non lo può prendere a carico in qualità di apparecchio di cura, poiché non costituisce un complemento importante ad un provvedimento d’integrazione assegnato dall’AI”. (Doc. AI _).
1.2. In data 25 giugno 2002 il dr. _, primario di chirurgia all’Ospedale Regionale di _, ha chiesto all’UAI per conto dell’assicurata di riesaminare la decisione in quanto:
"
(...)
La sig.ra _, con questo busto, non deve proteggere le costole ma deve proteggere il torace sinistro, privo di costole (è stato necessario, in diverse sedute, asportare quasi il 90% delle costole e lo sterno, a causa di una radionecrosi infetta applicata ai tempi dopo l'operazione di un carcinoma al seno).
Si tratta di un caso unico, quindi è logico che non esista ancora nella vostra lista un mezzo ausiliario di questo genere. Al momento la paziente riesce a convivere in modo abbastanza indipendente con la sua malattia, grazie anche all'aiuto dei familiari.
Senza questo mezzo è estremamente vulnerabile per traumi ottusi e acuti." (cfr. doc. AI _)
Dopo aver sottoposto telefonicamente il caso all’UFAS, con scritto 24 luglio 2002 l’amministrazione ha comunicato al dr. _:
"
(...)
Data la particolarità ed unicità del caso, abbiamo voluto rivedere completamente la pratica e sottoposto la problematica all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.
Possiamo quindi, nostro malgrado, esporle le seguenti considerazioni.
1. non dubitiamo minimamente della necessità per la Sig.ra _ di dover applicare questo tipo di "busto".
2. II "busto" in questione non assolve le regole per il diritto, richieste dall'art. 21 LAI, infatti, non è stato applicato prevalentemente per esercitare attività lucrativa o adempiere le mansioni consuete, o ancora a scopo d'assuefazione funzionale (questi scopi sono eventualmente raggiunti per effetto secondario, anche se diretto) ma bensì per evitare traumi ottusi o acuti e quindi a scopo preventivo.
3. La cifra marginale 2.03 dell'Ordinanza sui mezzi ausiliari nell'AI (OMAI) contempla le ortesi del tronco, se esiste un'insufficienza funzionale della
colonna vertebrale
con rilevanti dolori dorsali, come pure alterazioni della
colonna vertebrale
dimostrabili mediante esami clinici e radiologici, le quali non possono essere influenzate da altri provvedimenti medici o solo in modo insufficiente. Ciò non si avvera nell'evenienza concreta.
4. II "busto" non rientra nell'elenco dei busti contemplati ed accettati dall'UFAS quali mezzi ausiliari AI, in accordo con le associazioni interessate (tariffario SVOT/ASTO - cifra marg. 1067 della circolare sui mezzi ausiliari nell'AI).

## Considerations