# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 66e37d6d-2794-54fd-badd-f30690cdc4f6
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a.
Il medesimo complesso di fatti è già stato oggetto di tre procedimenti penali da parte delle autorità penali ticinesi, conclusisi con tre distinti decreti di non luogo a procedere (NLP _, _ e _). L’istanza di promozione dell’accusa presentata contro quest’ultimo decreto di non luogo a procedere (NLP _) è stata evasa da questa Camera con odierno giudizio (inc. CRP _).
Fatta questa premessa, in merito alla ricostruzione dei fatti si rimanda ai precedenti giudizi, limitandosi in questa sede a trattare gli aspetti specifici della presente procedura, conformemente al principio di economia processuale.
b.
Dopo i primi due decreti di non luogo a procedere (NLP _ e _), il 10.3.2006 è pervenuta al Ministero pubblico una richiesta di assistenza internazionale in materia penale da parte della _, rubricata quale inc. Rog. _.
c.
In data 13.3.2006, il Ministero pubblico ha emanato una decisione di entrata in materia e esecuzione (art. 80A AIMP). Con la stessa ha ordinato l’identificazione ed il sequestro di una relazione bancaria intestata alla _ presso la Banca _, nonché la perquisizione ed il sequestro di documenti presso tre fiduciarie.
Dalla documentazione trasmessa al Ministero pubblico dalla banca, risulta che avente diritto economico della relazione intestata alla _ sono tre persone fisiche, tra le quali _ e _.
d.
Con decisione di chiusura 14.11.2006, il procuratore pubblico ha accolto la richiesta di assistenza e disposto la trasmissione di buona parte degli atti raccolti in esecuzione della rogatoria, segnatamente della documentazione bancaria relativa alla _, degli scritti e della documentazione inviata dalle fiduciarie interpellate, così come di un verbale di audizione con i relativi allegati.
e.
Con tempestivo gravame, la _ postula l’annullamento della decisione di chiusura: in via principale chiede di rifiutare l’assistenza e, in via subordinata, di rinviare gli atti al procuratore pubblico.
La ricorrente, che si ritiene legittimata in quanto una parte della documentazione la riguarderebbe direttamente, contesta anzitutto l’adempimento della condizione della doppia punibilità. A tal proposito censura l’operato del procuratore pubblico, in particolare per aver ritenuto adempiuto (sia nella decisione di entrata in materia, non impugnabile, sia in quella di chiusura, ribadendo l’ammissibilità della domanda) il requisito della doppia punibilità con riferimento all’art. 146 CP, rinviando alle decisioni prolate da questa Camera in data 3.9.2004 (inc. CRP _), 12.5.2006 (inc. CRP _) e 28.11.2006 (inc. CRP _), nonché alla decisione 10.3.2006 del giudice dell’istruzione e dell’arresto (inc. Giar _). A titolo subordinato, la ricorrente censura invece la violazione dell’obbligo di cernita della documentazione raccolta in esecuzione della domanda rogatoriale, ciò che comporterebbe il rinvio degli atti al Ministero pubblico.
f.
Nelle proprie osservazioni, il procuratore pubblico si rimette al giudizio di questa Camera in merito al requisito della doppia punibilità. Con riferimento all’asserita violazione dell’obbligo di procedere alla cernita dei documenti, ritiene invece che la censura sia stata sollevata in dispregio della buona fede procedurale, non avendo la ricorrente esercitato tempestivamente tale diritto.
g.
Nelle proprie osservazioni, l’Ufficio federale di giustizia contesta la legittimazione della ricorrente, concludendo per l’inammissibilità del ricorso. Con riferimento all’ampia giurisprudenza esistente, a suo dire la ricorrente non sarebbe direttamente e personalmente toccata in un interesse degno di protezione: in primo luogo in quanto non è titolare del conto bancario ed in secondo luogo in quanto l’ulteriore documentazione di cui è stata disposta la trasmissione era detenuta da terzi. Irrilevante risulta infine il fatto che tali documenti contengano informazioni relative alla ricorrente stessa.

## Considerations

in diritto
1.
Preliminarmente deve essere esaminato il quesito relativo alla legittimazione della ricorrente, con riferimento a quelle che sono le risultanze che la decisione di chiusura intende trasmettere, ovvero alla documentazione bancaria, alla documentazione acquisita presso le fiduciarie, nonché al verbale d’interrogatorio con i relativi allegati.
2.
Secondo l’art. 80h lit. b AIMP ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente e direttamente da una misura di assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa.
3.
Per quanto concerne la documentazione bancaria, la legittimazione a ricorrere è riconosciuta solo al titolare di un conto bancario di cui siano chieste informazioni o alla persona direttamente sottoposta ad una misura coercitiva (perquisizione, sequestro, interrogatorio).
Nel presente caso, è pacifico che la ricorrente non è titolare della relazione presso la Banca _: essa neppure è ADE. In relazione ai documenti bancari di cui al punto 2.1. della decisione impugnata, alla ricorrente difetta certamente la legittimazione.
4.
Con riferimento ai verbali di interrogatorio, secondo la giurisprudenza la legittimazione spetta, di massima, unicamente al teste sottoposto direttamente alla misura coercitiva, e solo nella misura in cui sia chiamato a fornire informazioni che lo concernono personalmente o si prevalga del suo diritto di non testimoniare (DTF 126 II 258). Un terzo, per contro, non è, di principio, legittimato a contestare la consegna di un verbale di audizione, neppure quando le informazioni ivi contenute lo tocchino personalmente (DTF 130 II 162).
In concreto, in relazione al verbale di cui al punto 2.4. della decisione impugnata, ne discende che alla ricorrente difetta certamente la legittimazione.
5.
Per la restante documentazione acquisita presso diverse fiduciarie, come ricordato dall’Ufficio federale di giustizia nelle sue osservazioni, la giurisprudenza nega la legittimazione al terzo che censura la trasmissione di documenti di cui non è detentore, anche se detti documenti lo riguardano (R. ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 2004, n. 310 p. 356).
Di modo che, con riferimento ai documenti di cui ai punti 2.2., 2.3., 2.5., 2.6. e 2.7. della decisione impugnata, alla ricorrente difetta certamente la legittimazione.
6.
Da quanto precede, consegue che il ricorso deve essere dichiarato irricevibile, per difetto di legittimazione.
Conformemente a quanto stabilito dal Tribunale federale in una recente sentenza, l’inammissibilità del ricorso esclude l’esame nel merito delle censure sollevate dai ricorrenti (decisione TF 1A.282/2005 del 30.4.2007), non senza pertinenza in relazione alla doppia punibilità ed all’obbligo di cernita.
7.
Tassa di giustizia e spese sono poste a carico di chi le ha occasionate.