# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 509b8419-e777-5150-8805-006870992f7d
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
che il resistente, dr. _, è proprietario di una casa d'abitazione situata a _ in via _ (part. n. _ RFD);
che l'edificio, alto m 8,76, sorge a 4 m dal confine con la part. n. _ RFD di _, rispettivamente a 8 m dalla casa d'abitazione alta meno di m 7.50, che sorge su questo fondo;
che la fascia di terreno tra il suddetto confine e lo stabile principale del resistente è occupata su un fronte di circa 5 m da una costruzione accessoria adibita a ripostiglio;
che il 27 settembre 1995 il dr. _ ha chiesto al municipio di _ il permesso di ampliare leggermente lo spazio abitativo, integrandovi circa 2 mq del ripostiglio, in modo da formare un corridoio per uscire in giardino direttamente dalla cucina (cfr. schizzo): intervento che era stato nel frattempo portato a termine, unitamente ad una modifica della configurazione delle falde del tetto;
che con decisione 5 febbraio 1996 il municipio di _ ha respinto la domanda, ritenendo che l'ampliamento non rispettasse nè la distanza di 4 m dal confine W, nè quella di 7 m dalla casa d'abitazione del vicino _;
che su ricorso del dr. _ il Consiglio di Stato ha annullato la predetta risoluzione municipale, ritenendo che una difformità di pochi centimetri non giustificasse il diniego della licenza;
che su ricorso del comune di _ il Tribunale cantonale amministrativo ha riformato il predetto giudizio governativo, rinviando gli atti al municipio affinché rilasciasse la licenza alla condizione di arretrare l'angolo del muro interno del ripostiglio in modo da rispettare la distanza di 7 m tra edifici prescritta dalle NAPR;
che il 10 dicembre 1996 il municipio di _ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione di arretrare l'angolo interno del muro sino alla distanza suddetta e di abbassare il colmo del tetto del ripostiglio in modo da rispettare l'altezza massima di m 3.30 sancita dall'art. 8.5. NAPR;
che con decisione 3 aprile 997 il municipio di _ ha ingiunto al ricorrente di adeguare il manufatto alle condizioni della licenza;
che con giudizio 10 giugno 1997 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dal dr. _;
che il Governo ha in sostanza ritenuto che le difformità riscontrate non fossero di entità tale da giustificare un ordine di ripristino;
che contro il predetto giudizio governativo il comune di _ si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo il ripristino dell'ordine annullato;
che l'insorgente rimprovera al Consiglio di Stato di aver disatteso l’ordine impartito dal Tribunale cantonale amministrativo con il giudizio di cui si è detto sopra; addebita inoltre al resistente di aver portato a termine i lavori senza curarsi dell'ordine di sospensione degli stessi impartito dal municipio il 22 febbraio 1996;
che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni; ad identica conclusione perviene il resistente condividendo gli argomenti sviluppati dal giudizio governativo impugnato;
Considerato,

## Considerations

in diritto
che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta gli art. 21 e 45 LE e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm);
che giusta l'art. 43 LE il municipio ordina la demolizione o la rettifica delle opere eseguite in contrasto con la legge, i regolamenti edilizi o i piani regolatori, tranne nel caso in cui le differenze siano minime e senza importanza per l'interesse pubblico;
che l'ordine di ripristino di opere abusive presuppone l'esistenza di una violazione materiale del diritto edilizio, ovvero una difformità non sanabile mediante il rilascio di una licenza a posteriori;
che l'ordine di ripristino deve comunque rispettare il principio di proporzionalità: differenze insignificanti dal profilo dell'interesse pubblico e di quello dei vicini vanno tollerate;
che il principio di proporzionalità può essere invocato anche da parte del costruttore in malafede; questi deve tuttavia attendersi che l'autorità attribuisca un peso accresciuto all’interesse pubblico volto al ripristino di una situazione conforme al diritto;
che nel caso concreto le difformità riscontrate dal municipio sono palesemente irrilevanti tanto dal profilo dell'interesse pubblico, quanto dal profilo dell'interesse del vicino, che non le ha mai contestate;
che, in effetti, esse consistono:
·
nella minor distanza di un angolo dell'edificio principale del resistente dalla costruzione del vicino: in tutto 86 cm per una superficie di 0,6 mq con uno sviluppo in altezza di circa 3 m all’interno della volumetria della costruzione accessoria!
·
nella maggior altezza del colmo del tetto della costruzione accessoria: 20 cm su un tratto di poco più di un metro!
che queste differenze sono da considerare minime anche nel caso in cui il municipio volesse far capo a quel metro di giudizio particolarmente rigoroso che giurisprudenza e dottrina permettono di applicare nei confronti di un costruttore abusivo: ipotesi, questa, che peraltro non sembra data nel caso concreto;
che il giudizio con cui il Tribunale cantonale amministrativo ha rinviato gli atti al municipio affinché rilasciasse al resistente la licenza in sanatoria subordinandola alla condizione di arretrare l'angolo del muro interno del ripostiglio non obbligava per nulla l'autorità comunale ad emanare l'ordine di ripristino annullato dal Consiglio di Stato: significava soltanto che l'opera poteva beneficiare di una licenza in sanatoria unicamente entro quei limiti;
che, così stando le cose, la decisione governativa impugnata, del tutto immune da violazioni del diritto, va senz'altro confermata;
che dato che il comune non è insorto in difesa di suoi interessi economici si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia; le ripetibili seguono invece la soccombenza;
visti gli art. 21, 43, 45 LE; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm