# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 01569683-8cdc-513a-b87c-5bff99e33498
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
RI 1, divorziata, vive a _ con il figlio _, nato nel 1975.
Nella dichiarazione fiscale 2009, la contribuente indicava di aver percepito dall’ex marito _, domiciliato a _, un importo di fr. 30'000.– a titolo di contributi alimentari. Tra le deduzioni faceva invece valere un importo di fr. 5'600.– per persona bisognosa a carico.
B.
Notificandole la tassazione IC/IFD 2009, con decisione del 9 febbraio 2011, l’Ufficio di tassazione di Lugano Città commisurava il reddito imponibile in fr. 22'700.– per l’IC ed in fr. 25'500.– per l’IFD. L’autorità aveva in particolar modo negato la deduzione richiesta, ritenendo che non ne fossero adempiuti i presupposti.
Non impugnata, la decisione passava in giudicato.
C.
Con istanza del 26 settembre 2011, la contribuente, rappresentata dalla RA 1, chiedeva la revisione della citata tassazione. La fiduciaria spiegava di avere dichiarato, per errore, un reddito superiore a quanto effettivamente percepito dalla sua cliente: dall’importo di 30'000.– franchi ricevuto dall’ex marito andavano infatti dedotti 6'000.– franchi girati a favore del figlio _.
L’autorità fiscale respingeva l’istanza, con decisione del 29 settembre 2011, argomentando che non era adempiuto “nessuno dei motivi legittimanti una revisione”.
D.
La contribuente, tramite la stessa rappresentante, impugnava la decisione con reclamo del 27 ottobre 2011. La fiduciaria affermava di essersi resa conto dell’errore commesso solo il 6 settembre 2011, dopo aver preso visione di tutti i documenti necessari all’allestimento della successiva dichiarazione d’imposta 2010.
L’autorità fiscale respingeva il reclamo, con decisione del 12 dicembre 2011. Rilevava in particolar modo che i motivi addotti con l’istanza di revisione potevano essere fatti valere, con un minimo di diligenza, dalla contribuente (o dalla sua rappresentante) nella procedura ordinaria di tassazione.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1, sempre rappresentata dalla RA 1, postula nuovamente la revisione della tassazione IC/IFD 2009. A suo avviso, la ragione per cui non avrebbe potuto avvedersi prima della mancata deduzione dell’importo girato al figlio sarebbe da ricondurre al fatto che la tassazione nemmeno menzionava la cifra 15, relativa agli oneri per alimenti. Da parte sua, la fiduciaria ribadisce invece di essere venuta a conoscenza di tale circostanza solo in occasione dell’allestimento della successiva dichiarazione d’imposta 2010.
Nelle proprie osservazioni del 20 gennaio 2012, l’Ufficio di tassazione propone di respingere il gravame.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Sono tre i motivi di revisione, a vantaggio del contribuente, di una decisione o sentenza cresciuta in giudicato:
a)
la scoperta di fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi;
b)
la mancata considerazione, da parte dell’autorità giudicante, di fatti rilevanti o di mezzi di prova decisivi, che conosceva o doveva conoscere, oppure un’altra violazione di principi essenziali della procedura;
c)
il fatto che un crimine o un delitto abbia influito sulla decisione o sulla sentenza.
(art. 232 cpv. 1 LT; art. 147 cpv. 1 LIFD).
Quale ulteriore motivo di revisione la legge cantonale aggiunge che essa è data se, in caso di conflitti in materia di doppia imposizione intercantonale o internazionale, l
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autorità che ha deciso giunge alla conclusione che, secondo le norme applicabili per evitare la doppia imposizione, il Cantone deve limitare il proprio diritto di imporre (art. 232 cpv. 1 lett.
d
LT).
1.2.
La revisione è tuttavia esclusa se l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della procedura ordinaria il motivo di revisione invocato (art. 232 cpv. 2 LT, art. 147 cpv. 2 LIFD).
L’istituto della revisione non è dato, cioè, per addurre fatti che si sarebbero potuti invocare già nella procedura di reclamo o di ricorso. Decidere altrimenti, ed ammettere automaticamente la revisione in caso di v iolazione di norme essenziali di procedura, significherebbe abolire ogni distinzione tra mezzi d’impugnazione ordinari e il rimedio straordinario della revisione, che non può supplire a un’omissione imputabile allo stesso contribuente, che ha diritto di avvalersi dei rimedi ordinari (cfr. DTF 111 Ib 210; 105 Ib 252, consid.
3b; 103 Ib 89, consid. 3; 98 Ia 572, consid. 5 b; ASA 43 p. 251;
Imboden/Rhinow
, Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, n. 43, p. 265, IVc;
Haesler
, Die Revision rechtskräftiger Steuerverfügungen zugunsten des Steuerpflichtigen, in: ZBl 62 p. 121;
Känzig/Behnisch
, Direkte Bundessteuer, 2a ediz., Vol. III, Basilea 1992, p. 362; AA.VV., Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 1111;
Richner/Frei/Weber/ Brütsch
, Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, Zurigo 1994, p. 582;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 436).
Di conseguenza, la revisione è esclusa, per esempio, nel caso dell’errore di dichiarazione, cioè quando, per trascuratezza del contribuente o del suo rappresentante, si è omesso di far valere nella procedura di tassazione o con i rimedi giuridici ordinari elementi di fatto essenziali, oppure nel caso in cui il contribuente avrebbe potuto scoprire subito l’errore di fatto o di diritto dell’autorità, controllando la tassazione notificatagli (
Casanova
, Änderungen rechtskräftiger Verfügungen und Entscheide, in ASA 61 p. 450-451).
2.
2.1.
Nella fattispecie, come rilevato, la rappresentante della ricorrente ammette di essere incorsa in un errore nella compilazione della dichiarazione fiscale, esponendo l’intero importo di fr. 30'000.– ricevuto dall’ex marito senza fare nessun cenno ai 6'000.– franchi girati al figlio _.
Essa non spiega tuttavia quale sia, fra quelli codificati agli art. 232 LT e 147 LIFD, il motivo di revisione invocato. Nel presente gravame si limita a sostenere che la contribuente non avrebbe potuto avvedersi prima della mancata considerazione dell
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importo girato a favore del figlio poiché la tassazione nemmeno menzionava la cifra 15, relativa agli oneri per alimenti. Da parte sua, ribadisce invece di essere venuta a conoscenza di tale circostanza solo il 6 settembre 2011, in occasione dell’allestimento della successiva dichiarazione d’imposta 2010.
2.2.
Nella misura in cui l’autorità fiscale ha fondato la sua decisione di tassazione proprio sulla dichiarazione allestita dalla RA 1 quest’ultima non può certo rimproverarle di avere omesso fatti rilevanti che conosceva o doveva conoscere (art.
232 cpv. 1 lett.
b
LT; art. 147 cpv. 1 lett.
b
LIFD)
.
Premesso che, in analogia a quanto previsto dal diritto privato, la colpa di un rappresentante contrattuale o di un suo ausiliario non è mai opponibile all’autorità fiscale, ma va semmai ascritta al contribuente stesso, dal momento che concerne unicamente i rapporti contrattuali fra mandante e mandatari (cfr.
Trezzini
, in: Cocchi/Trezzini/Bernasconi [a cura di], Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, p. 619), nel caso in esame siamo in presenza di un chiaro errore di dichiarazione che, secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale, non dà diritto alla revisione di una tassazione passata in giudicato (DTF 111 Ib 210 consid. 1 e riferimenti, 105 Ib 251 in fine).
D’altronde non si vede come l’autorità di tassazione avrebbe potuto avvedersi dell’errore della sua rappresentante, dal momento che la stessa ha esposto un reddito di fr. 30'000.– senza fare nessun cenno ai 6'000.– franchi girati al figlio (la Convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio del 29 aprile 1995, nella quale veniva tra l’altro stipulato un contributo alimentare mensile di fr. 2'000.–, pari ad un importo annuo di fr. 24'000.–, è stata allegata unicamente all’istanza di revisione del 26 settembre 2011). Inoltre, sia detto per inciso, le circostanze che hanno condotto l’autorità fiscale a negare la postulata deduzione sociale per persona bisognosa a carico sono chiare [il figlio _ beneficia di una rendita AI e di prestazioni complementari (cfr. osservazioni del 20 gennaio 2012)] e in ogni caso incontestate.
2.3.
Contrariamente a quanto sembra ancora sostenere la ricorrente, il fatto di non avere nemmeno accennato alla cifra 15, relativa agli oneri per alimenti, non costituisce evidentemente una violazione di una “norma essenziale di procedura” (art.
232 cpv. 1 lett.
b
LT; art. 147 cpv. 1 lett.
b
LIFD
). Basti considerare, a tale proposito, che la legge impone all’autorità fiscale di comunicare al contribuente, al momento della notifica della decisione di tassazione, solo “le modifiche rispetto alla dichiarazione d’imposta” (art. 205 cpv. 2 LT; art. 131 cpv. 2 LIFD).
Poco importa infine stabilire se la RA 1 sia effettivamente venuta a conoscenza dell’importo di 6'000.– franchi girato al figlio solo il 6 settembre 2011, in occasione dell
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allestimento della successiva dichiarazione d’imposta 2010. La giurisprudenza del Tribunale federale esige infatti dal contribuente (e dal suo rappresentante) una certa diligenza nella salvaguardia dei suoi diritti nel contesto della procedura di tassazione. Essi non possono avvalersi del rimedio della revisione per invocare argomenti che hanno omesso di sollevare nella procedura di ricorso ordinaria (cfr. decisioni TF n. 2P.34/2006 e 2A.56/2006 del 16 giugno 2006, in: RtiD I-2007 n. 16t, consid. 3.3;
DTF 111 Ib 209 consid. 1
; decisione TF n. 2A.451/1996 del 21 maggio 1997 in:
ASA 67 p. 391
,
consid. 3d
).
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico della ricorrente, soccombente.