# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 271970b6-4a3e-5341-8e92-8a627934cc73
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. La Cassa cantonale per gli assegni familiari (in seguito: la Cassa), con decisione su reclamo del 10 febbraio 2014, ha confermato il proprio provvedimento del 26 novembre 2013 (cfr. doc. 12), con cui ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 11'549.-- a titolo di assegni integrativi percepiti a torto dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2012 (cfr. doc. IV 1).
In particolare l’amministrazione, nella decisione su reclamo, ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni effettivamente spettanti all’assicurata, in quanto dalle decisioni di tassazione sono emersi dei redditi da attività indipendenti di fr. 30'000.-- per il 2010, di fr. 36'000.-- per il 2011 e di fr. 40'000.-- per il 2012 (cfr. doc. IV 1 pag. 3).
1.2. Contro la decisione su reclamo del 10 febbraio 2014 l’assicurata, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento della stessa (cfr. doc. I).
A sostegno della propria pretesa ricorsuale la ricorrente osserva innanzitutto che ogni anno, al momento di stabilire l’importo dell’assegno integrativo, l’amministrazione aveva a disposizione le informazioni necessarie per risalire al suo reddito da indipendente, ovvero, i bilanci dell’anno passato, i dati bancari e le informazioni relative alle pratiche per l’ottenimento dei sussidi della Cassa Malati comprensive delle decisioni fiscali dell’anno precedente.
RI 1 sostiene inoltre che la Cassa controllava annualmente i suoi dati e procedeva ai correttivi degli assegni integrativi di sua spettanza, i quali, di anno in anno potevano aumentare o diminuire. Pertanto, ella contesta che l’amministrazione abbia fondato le decisioni riguardanti gli assegni integrativi per il 2010, 2011 e 2012, sui redditi provvisori da attività indipendente da lei annunciati, senza confrontarli con i dati dei redditi effettivamente conseguiti che alla fine di ogni anno le venivano forniti dalla Cassa Malati.
Inoltre, per quanto concerne le decisioni di tassazione del 2010, 2011 e 2012, sulle quali l’amministrazione ha fondato la sua richiesta di restituzione, RI 1 sostiene di non averle mai contestate non avendo compreso i calcoli con cui l’amministrazione fiscale ha stabilito i redditi da attività indipendente.
Infine la ricorrente asserisce che l’amministrazione non le avrebbe mai chiesto di fornirle le decisioni di tassazione non appena le stesse le venivano notificate (cfr. doc. I).
1.3. La Cassa, in risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VI).
1.4. Il TCA, il 23 luglio 2014 ha chiesto alla parte resistente di fornirgli le decisioni di tassazione di RI 1 del 2010, del 2011 e del 2012 menzionate nella decisione su reclamo del 10 febbraio 2014 (cfr. doc. VIII).
La Cassa, in data 24 luglio 2014 ha trasmesso al TCA i documenti relativi agli elementi della tassazione per gli anni 2010, 2011 e 2012 (cfr. doc. IX + IX bis)
1.5. La ricorrente, alla quale i doc. IX + IX bis sono stati inviati per conoscenza con facoltà di presentare osservazioni scritte (cfr. doc. X), ha inviato a questo Tribunale le decisioni di tassazione federali e cantonali relative agli anni 2009 - 2012, comprensive della documentazione contabile del suo studio di massaggi (cfr. doc.XI + A1-8).
1.6. I doc. XI + A1-8 sono stati trasmessi per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XII).

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurata deve o meno restituire l’ammontare di fr. 11'549.--, corrispondenti ad assegni familiari integrativi percepiti dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2012.
Più precisamente andrà verificato se rettamente oppure no la Cassa ha rivisto il calcolo dell’assegno integrativo facendo capo ai dati emergenti dalle decisioni di tassazione relative agli anni 2010, 2011 e 2012.
L’assegno integrativo è regolato dagli art. 47 segg. della Legge sugli assegni di famiglia (Laf) del 18 dicembre 2008.
L’art. 47 Laf stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno integrativo:
"
Richiamata la Laps, il genitore ha diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a)
è domiciliato nel cantone al momento della richiesta;
b)
coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;
c)
ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni. (cpv. 1)
Se entrambi i genitori coabitano con il figlio, il diritto all’assegno spetta alla madre o al padre. (cpv. 2)”
Ai sensi, poi, dell’art. 49 Laf, relativo all’importo massimo dell’assegno:
"
L’importo massimo dell’assegno corrisponde alle soglie di intervento per i figli definite dalla Laps. (cpv. 1)
Dall’importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione. (cpv. 2)."
Dal tenore di queste norme legali, risulta che la Laf, per il calcolo dell’assegno integrativo, come pure per quello di prima infanzia, rinvia alla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps).
2.3. Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, le riduzioni dei premi nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, di cui beneficiano le persone facenti parte della sua unità di riferimento, e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).
Se, nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).
Il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.”
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo del premio medio di riferimento
;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) ...
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra 2).
Infine l'art. 10 cpv. 1 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:
"
La soglia d’intervento corrisponde alla somma di:
a) per il titolare importo corrispondente al limite minimo
del diritto: previsto dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI per la
persona sola
b) per la prima perso- importo corrispondente alla metà del limite
na supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle
dell'unità di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la
mento persona sola
c) per la seconda e importo corrispondente al limite minimo
la terza persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il primo figlio
mento:
d) per la quarta e la importo corrispondente al limite minimo
quinta persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il terzo figlio
mento:
e) per la sesta e ogni importo corrispondente al limite minimo
ulteriore persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il quinto figlio"
mento:
L’art. 10 cpv. 2 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che per limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c), fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2'893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. BU 6/2008 del 15 febbraio 2008 pag. 110).
Ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 Laps i limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.
Per l’anno 2009 gli importi menzionati sopra sono stati aumentati a
fr. 17’069.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8’534.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'955.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c), fr. 5’970.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2’985.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. FU 25/2009 del 31 marzo 2009 pag. 2383).
Dal 1° gennaio 2013 la soglia di intervento corrisponde alla somma di:
"
- per il titolare del diritto, l’importo corrisponde, per la persona sola, a
fr. 17'368.-;
- per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo corrisponde alla metà del limite della persona sola, ossia fr. 8'684.-;
- per la seconda e per la terza persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo corrisponde a fr. 9'112.- ciascuna;
- per la quarta e per la quinta persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo corrisponde a fr. 6’074.- ciascuna;
- per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di riferimento, l’importo corrisponde a fr. 3’037.- ciascuna."
(le sottolineature sono del redattore; cfr. www3.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/upload/pdf/Informazioni%20periodiche/2013%20Informazioni%20periodiche%20LAPS.pdf: Informazioni periodiche relativa alla Laps valide dal 1° gennaio 2013)
2.4. Secondo l’art. 46 Laf alle prestazioni familiari cantonali sono applicabili, sempreché la legge non preveda espressamente una deroga, le disposizioni, segnatamente, della Laps e della LPGA.
Giusta l'art. 27 Laps, relativo alla revisione periodica e alla revisione straordinaria,
"
Il diritto alle prestazioni sociali è soggetto a revisione su iniziativa dell’organo amministrativo competente o su domanda dell’utente. (cpv. 1)
L’organo amministrativo competente effettua:
a) revisioni periodiche delle prestazioni sociali ricorrenti di durata superiore ad un anno e
b) revisioni straordinarie in caso di segnalazione di cambiamenti rilevanti ai sensi dell’art. 30 e di prestazioni indebitamente percepite. (cpv. 2)
L’utente può sempre chiedere una revisione straordinaria. (cpv. 3)
Ogni revisione periodica o nuova domanda che aggiorna il reddito disponibile residuale o l’importo di una prestazione sociale di complemento armonizzata o delle riduzioni dei premi nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie comporta, per principio, l’adeguamento delle prestazioni sociali già assegnate. (cpv. 4)
L’ adeguamento delle prestazioni interviene:
a) dal primo giorno del mese successivo alla revisione periodica;
b) dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento all’origine della revisione in caso di revisione straordinaria ad opera dell’organo amministrativo competente;
c) dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata depositata la domanda in caso di revisione chiesta dall’utente. (cpv. 5)."
2.5. L'art. 30 Laps, relativo alla notificazione in caso di cambiamento delle condizioni, prevede che
"Le persone che compongono l'unità di riferimento sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)
Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni hanno subito modifiche. (cpv. 2) "
In proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che
"
E' considerato cambiamento rilevante:
a) un cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1200.-- annui del
reddito disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante per la decisione più recente;
b) una variazione della composizione dell'unità di riferimento."
2.6. Per quanto riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 26 Laps sancisce:
"
La prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)
I coniugati e i conviventi sono solidalmente tenuti alla restituzione. (cpv. 4)"
Il Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
Secondo l'art. 21 cpv. 4 Reg.Laps
"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni indebitamente percepite."
Ai sensi dell'art. 72 cpv. 2 Laf competente in merito al calcolo e al pagamento degli assegni integrativi e di prima infanzia è la Cassa cantonale per gli assegni familiari.
2.7. Secondo la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000).
Il principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps
(cfr. consid. 2.6.).
2.8. A motivazione dell’ordine di restituzione del 26 novembre 2013, la Cassa ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni effettivamente spettanti all’assicurata, dopo aver preso conoscenza nel corso del mese di novembre 2013 delle sue decisioni di tassazione, dalle quali emerge un reddito da attività indipendente di fr. 30’000.-- per il 2010, di fr. 36'000.-- per il 2011 e di fr. 40'000.-- per il 2012 (cfr. doc. 12; IV 1 pag. 3; VI).
In base a questi dati, l’amministrazione sostiene che le prestazioni sociali spettanti all’assicurata durante il periodo 1° gennaio 2010 – 31 maggio 2012, ammonterebbero al massimo a complessivi fr. 12'281.--. Posto che durante questo periodo l’assicurata avrebbe percepito complessivamente fr. 23'830.--, la parte resistente esige la restituzione delle prestazioni erogate di troppo, pari a fr. 11'549.-- (cfr. doc. IV 3, pag. 2).
La Cassa ha pure evidenziato che dopo aver eseguito le necessarie verifiche, ha potuto rilevare che le decisioni passate in giudicato di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG, emanate il 7 febbraio 2012, il 17 dicembre 2012 e il 10 dicembre 2013 dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, riportano anch’esse un reddito aziendale definitivo, per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010 di fr. 30’000.--, dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 di fr. 36'000.-- e dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 di fr. 40'000.-- (cfr. doc. IV 1, pag. 4).
A mente dell’amministrazione, anche volendo considerare quanto sostenuto da RI 1 e meglio, che le decisioni di tassazione relative agli anni 2010, 2011 e 2012 riportano un reddito da attività lucrativa indipendente non veritiero, la mancata contestazione delle decisioni di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG e, addirittura, il pagamento degli stessi, costituirebbe un elemento sufficiente per concludere e confermare che nel 2010, il reddito da attività indipendente era di fr. 30'000, nel 2011 di fr. 36'000.-- e nel 2012 di fr. 40'000.-- (cfr. doc. IV 1, pag. 4).
La parte resistente, inoltre, osserva che l’assicurata con le dichiarazioni sottoscritte in data 20 maggio 2009, 25 maggio 2010 e 23 maggio 2011, si era impegnata a trasmettere alle autorità Laps competenti le decisioni di tassazione cresciute in giudicato, per ogni anno in cui ha beneficiato degli assegni familiari integrativi. In questo modo l’autorità avrebbe potuto verificare se i redditi provvisori da attività indipendente annunciati dall’assicurata - sulla base dei quali le venivano (provvisoriamente) concessi gli assegni integrativi - collimassero con i redditi effettivamente percepiti durante l’anno in questione e accertati dall’autorità fiscale (cfr. doc. IV 1 pag. 3; 9; 10; 11).
L’assicurata da parte sua non condivide la presa di posizione della Cassa, ritenendo innanzitutto che ogni anno quest’ultima aveva la possibilità di verificare i suoi dati in due occasioni. La prima volta in occasione della domanda per gli assegni integrativi (nel mese di maggio dell’anno per il quale venivano chiesti gli assegni), mediante il controllo dei conti bancari forniti dall’assicurata. La seconda, verso fine anno, quando l’amministrazione riceveva la richiesta di sussidio Cassa Malati con annesse le decisioni di tassazione dell’anno precedente (cfr. doc. 17; I pag 1).
Ella sostiene inoltre che, non potendo sapere in anticipo quanto avrebbe guadagnato alla fine dell’anno dalla sua attività indipendente, la prassi era quella di riferire alla Cassa il suo reddito presumibile per l’anno corrente basandosi sul reddito conseguito durante l’anno passato. Poi, l’amministrazione, in base alla documentazione per i sussidi di Cassa Malati (comprensiva delle decisioni fiscali dell’anno precedente), a fine anno procedeva con la revisione dell’ammontare degli assegni. L’insorgente ritiene che per tutti gli anni in cui ha beneficiato degli assegni integrativi (dal 2009 al 2012), calcolati come da prassi appena indicata, la Cassa non le avrebbe mai rimproverato di aver percepito assegni troppo elevati a causa di mancanza di informazioni (cfr. doc. I pag. 2). Di conseguenza, ella pretende che non le si possa biasimare di aver omesso di comunicare i dati necessari per l’ottenimento degli assegni familiari integrativi poiché, in buona fede, ha sempre proceduto conformemente a quanto le sembrava essere la prassi corretta (cfr. doc. 17A; I pag. 2).
Inoltre, l’assicurata afferma di non avere contestato i redditi riportati nella decisione di tassazione degli anni 2010, 2011 e 2012 poiché non avrebbe compreso il calcolo effettuato dal fisco (cfr. doc. 17A; I pag. 2).
Infine, l’insorgente ritiene ingiustificato imporle la restituzione di una cifra così elevata con decisione di novembre 2013, quando l’amministrazione aveva la possibilità di verificare annualmente la correttezza dei redditi da attività indipendente e, semmai, chiedere subito la restituzione delle prestazioni versate a torto (cfr. doc. 17; 17B).
2.9.
Nell’evenienza concreta dalla documentazione agli atti emerge che, allorché nel luglio e nel novembre 2010, nel giugno e nel novembre 2011 e nel marzo 2012 sono stati calcolati gli assegni integrativi per questi anni, la Cassa non disponeva dei dati riguardanti i redditi da attività indipendente effettivamente conseguiti da RI 1 (cfr. doc. 3-8).
L’amministrazione si è, perciò, basata sui redditi provvisori dichiarati dall’assicurata (cfr. doc. 9; 10).
In effetti l’insorgente, il 28 maggio 2010 e l’anno seguente, il 23 maggio 2011, ha compilato e sottoscritto la
“Dichiarazione dei dati relativi al reddito da attività indipendente”
, indicando che il reddito annuo netto stimato per l’anno 2010 corrispondeva a fr. 28'000.- e per l’anno 2011 a fr. 30'000.- , impegnandosi in entrambi i casi a:
" - tenere costantemente informato l’ufficio competente degli eventuali
cambiamenti del reddito da attività indipendente;
- trasmettere immediatamente all’/agli ufficio/i cantonale/i competente/i per la prestazione Laps versata, una copia della decisione di tassazione cresciuta in giudicato per ogni anno nel quale è stata concessa tale prestazione;
- eventualmente restituire quella parte di prestazione sociale Laps che sarà assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati forniti, e alla quale non avrebbe avuto diritto computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’ufficio tassazione per l’anno di riferimento della prestazione.”
(cfr. doc. 10; 9).
L’Ufficio di tassazione di _ il 9 novembre 2011 ha emanato la notifica di imposte della ricorrente per l’anno 2010. Dalla stessa si evince un reddito da attività indipendente principale della contribuente accertato dall’autorità fiscale di fr. 30'000.-- (cfr. XI A5), invece dell’importo di fr. 28'000.-- dichiarato (cfr. doc. 10).
La decisioni di tassazione del 10 ottobre 2012, relativa alle imposte per l’anno 2011 dell’insorgente, riporta un reddito da attività indipendente di fr. 36'000.--, a fronte dell’importo di fr. 30'000.-- dichiarato (cfr. doc. XI A3 pag. 4). La decisione di tassazione d’ufficio del 4 settembre 2013, relativa alle imposte del 2012, riporta un reddito da attività indipendente di fr. 40'000.-- (cfr. doc. XI A1 pag. 1).
Contro tali decisioni l’assicurata non ha interposto reclamo (cfr. doc. I pag. 2). I provvedimenti emessi dall’autorità fiscale sono, quindi, passati in giudicato incontestati.
A fronte di ciò, il guadagno annuo risultante dalla tassazione 2010, 2011 e 2012 si rivela più elevato di quanto conteggiato dalla Cassa nelle decisioni concernenti gli assegni integrativi per il 2010, 2011 e 2012 e meglio di fr. 28'000.--, rispettivamente fr. 30'000.--, sulla base di quanto indicatole dalla ricorrente stessa (cfr. doc. 10; 9). Conseguentemente, anche gli assegni familiari integrativi relativi al primo semestre dell’anno 2012 - il cui importo è stato calcolato dalla Cassa in base al reddito provvisorio annunciato dall’assicurata nel maggio 2011 (di fr. 30'000.--, cfr. doc, 8D) - poi modificati a fine anno civile in funzione dell’adeguamento ai dati di Cassa Malati e al compimento del sedicesimo anno di età della figlia (cfr. doc. 7; 8) risultano essere più elevati del dovuto.
E’ pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento del reddito disponibile della ricorrente (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo dell'assegno integrativo andava rivisto in base al nuovo reddito più elevato.
Di conseguenza l’insorgente, da un profilo oggettivo, ha effettivamente percepito indebitamente gli assegni integrativi afferenti al periodo 1° gennaio 2010 – 31 maggio 2012.
Gli assegni familiari integrativi vanno calcolati in base ai redditi da attività indipendente effettivamente percepiti durante l’anno per il quale si chiedono tali prestazioni, determinati dall’autorità fiscale e non in base ai redditi percepiti durante l’anno precedente (cfr. consid. 2.3.; art. 10a Laps). Pertanto, la censura espressa dall’assicurata in sede di ricorso, con la quale si chiede se gli assegni familiari integrativi non debbano essere calcolati in funzione dei redditi conseguiti l’anno precedente (cfr. doc. I pag. 2, punto 8) non può essere seguita.
Gli assegni familiari integrativi ricevuti a torto dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2012 vanno restituiti già a prescindere, in primo luogo, dalle dichiarazioni sottoscritte dalla ricorrente di cui sopra, mediante le quali RI 1 si è impegnata a rimborsare quella parte di prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati dalla stessa forniti e alla quale non avrebbe avuto diritto computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’Ufficio di tassazione (cfr. doc. 10; 9).
In secondo luogo, da quanto sostenuto dalla ricorrente, ossia che la Cassa alla fine di ogni anno civile avrebbe avuto a disposizione le sue decisioni di tassazione dell’anno precedente, poiché le stesse venivano da lei allegate alle richieste di sussidi Cassa Malati. Pertanto, secondo l’assicurata, l’amministrazione alla fine di ogni anno avrebbe potuto verificare se gli importi dei redditi provvisori da attività indipendente annunciati l’anno precedente divergessero oppure no da quelli effettivamente stabiliti dal fisco (cfr. doc. I pag. 1).
Al riguardo, per inciso, giova segnalare
che non esiste nessun obbligo tra le diverse amministrazioni di segnalare vicendevolmente tutti i dati personali riguardanti assicurati per i quali è stato aperto un incarto, nel senso che ogni informazione acquisita da un ufficio debba automaticamente essere trasmessa agli altri organi amministrativi per conoscenza (cfr. STFA P 8/03 del 22 giugno 2004).
L’Alta Corte, nel caso appena citato, ha, in particolare, osservato che l'autorità cantonale aveva giustamente considerato che in concreto non poteva essere imputata ai responsabili dell'Ufficio AI negligenza alcuna per non aver informato la Cassa di compensazione, e più precisamente il servizio competente per le prestazioni complementari, del fatto che l'assicurato necessitasse, a causa della sua malattia invalidante, di un regime dietetico speciale.
Tale principio è stato ribadito in una sentenza P 7/06 del 22 agosto 2006 (al riguardo cfr. anche STCA
39.2010.16 del 7 marzo 2011, consid. 2.13.)
.
2.10.
Occorre ora stabilire se l’importo richiesto in restituzione sia corretto.
Giusta l’art. 6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).
L’art. 17 LT relativo al reddito da attività indipendente prevede che:
"
1
Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.
2
Fanno parte dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività lucrativa indipendente; lo stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20 per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di capitali o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come sostanza commerciale al momento del loro acquisto.
3
Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle spese d’investimento.
4
L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono una contabilità in buona e debita forma.”
Come esposto precedentemente (cfr. consid. 2.9.), dai dati fiscali indicati nelle decisioni di tassazione del 2010, 2011 e 2012 si evince che il reddito da attività indipendente accertato nel 2010 è di fr. 30'000.--, nel 2011 di 36'000.-- e nel 2012 di fr. 40'000.-- (cfr. doc. XI A 1-6).
Al riguardo RI 1, sia in sede di opposizione che nel ricorso, ha affermato di aver accettato i redditi da attività indipendente indicati nelle predette decisioni fiscali poiché non avrebbe compreso come l’Ufficio tassazione fosse giunto a tali risultati (cfr. doc. 17A; I pag. 2).
In proposito va rilevato che per costante giurisprudenza ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
Per costante giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid.
2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid.
3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).
Il principio secondo cui occorre difendere i propri diritti nel procedimento fiscale non viene, invece, applicato dal Tribunale federale nei casi in cui ci troviamo in presenza di un importo di tassazione irrilevante o nullo (cfr. STF H 64/06 dell’11 aprile 2007; STFA H 38/05 del 10 giugno 2005; STCA 39.2009.15 del 22 marzo 2010).
Nella presente evenienza, per il 2010 il totale dell’imposta cantonale dovuta era di fr. 0.-- (cfr. doc. XI A5 pag. 4), per il 2011 di fr. 60.85 (cfr. doc. XI A3 pag. 2), mentre per il 2012 di fr. 271.95 (cfr. doc. XI A1 pag. 3).
Il TCA rileva, quindi, che al di là dell’imposta nulla del 2010, per il 2011 e il 2012 ci troviamo in presenza di importi di tassazione irrilevanti. Pertanto, potrebbe tornare applicabile l’eccezione giurisprudenziale poc’anzi citata secondo la quale i dati fiscali possono non essere vincolanti per gli organi di applicazione delle assicurazioni sociali.
Tuttavia, attentamente analizzato il caso concreto, questa Corte non trova validi motivi per non considerare i redditi da attività indipendente indicati nelle decisioni di tassazione del 2010, 2011 e 2012 per la determinazione degli assegni integrativi dell’insorgente. Infatti, da un lato, dalla contabilità aziendale prodotta dalla ricorrente unitamente alle decisioni di tassazione (cfr. doc. XI A1-8) emerge che i redditi effettivamente conseguiti durante ogni anno in cui ha beneficiato degli assegni familiari integrativi, si avvicinano a quelli stabiliti dall’autorità fiscale. Quindi, i dati contenuti in dette decisioni non appaiono, agli occhi del TCA, manifestamente errati al punto da non ritenerli quali valide basi di calcolo per il diritto agli assegni familiari integrativi della ricorrente. Dall’altro, va considerato che nell’atto ricorsuale, come pure in sede di reclamo, RI 1 non ha sollevato alcunché riguardo all’entità dei redditi stabiliti dall’autorità fiscale, ma si è limitata ad affermare di non avere capito i calcoli da loro eseguiti, senza tuttavia far valere di aver perlomeno tentato di chiedere ragguagli in merito all’autorità fiscale. In particolare, giova evidenziare che ella non ha mai indicato a quanto ammonterebbero - a suo parere – i redditi da attività indipendente da lei effettivamente conseguiti durante gli anni 2010, 2011 e 2012.
Inoltre, la censura più volte sollevata dalla ricorrente secondo cui al momento della richiesta di assegni integrativi era impossibile determinare con certezza quanto fosse stato il reddito effettivo alla fine dell’anno (cfr. doc. I pag. 1 e 2), è irrilevante ai fini della soluzione della presente vertenza. Questa Corte al riguardo osserva che è proprio per questa ragione che l’amministrazione fa compilare agli assicurati la
Dichiarazione
dei dati relativi al reddito da attività indipendente
e che, a norma dell’art. 6 Laps per stabilire il diritto agli assegni familiari integrativi di persone esercitanti attività indipendenti, è determinante il reddito stabilito dall’autorità fiscale. Considerato che la ricorrente ha sottoscritto in ben tre occasioni questa dichiarazione (cfr. doc. 11; 10; 9), nella quale questo aspetto è chiaramente indicato, ella non può sostenere di non esserne stata informata (cfr. doc. 11; 10; 9).
Per lo stesso motivo, la ricorrente nemmeno può contestare all’amministrazione di non averle mai chiesto di trasmetterle le decisioni di tassazione cresciute in giudicato per gli anni nei quali sono stati concessi gli assegni familiari integrativi (cfr. doc. I pag. 2), giacché nelle predette dichiarazioni ciò è addirittura indicato in grassetto (cfr. doc. 11; 10; 9).
Del resto la Cassa, nella decisione su reclamo ha puntualizzato che le decisioni definitive di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG, emanate il 7 febbraio 2012, il 17 dicembre 2012 e il 10 dicembre 2013 dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, riportano, rispettivamente, un reddito aziendale definitivo per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010 di fr. 30'000.--, dal 1°gennaio al 31 dicembre 2011 di fr. 36'000.-- e dal 1° gennaio al 31 dicembre 2012 di fr. 40'000.--. La parte resistente evidenzia che tali decisioni sono anch’esse passate in giudicato incontestate e gli importi relativi ai contributi AVS/AI/IPG stabiliti sulla base del reddito quale indipendente per il 2010, 2011 e 2012 sono stati interamente versati dall’insorgente (cfr. doc. IV 1 pag. 4).
Il TCA rileva che la ricorrente non solo non ha censurato quanto affermato dalla Cassa, ma nemmeno ha preso posizione al riguardo.
Pertanto, anche per questo motivo, questo Tribunale non ravvisa valide ragioni per scostarsi dai dati risultanti dalle notifiche di tassazione del 2010, 2011 e 2012 di Irene Leu e meglio, dall’importo di fr. 30'000.--, fr. 36'000.-- e fr. 40'000.--, non contestati in sede fiscale, per quanto attiene alla determinazione del reddito da attività indipendente.
Va, inoltre, evidenziato che l’assicurata non ha peraltro sollevato nessun altra obiezione in merito alle voci dei nuovi conteggi oltre alla censura del computo dei redditi da attività indipendente emergenti dalle decisioni di tassazione per il 2010, il 2011 e il 2012.
I nuovi calcoli effettuati dalla Cassa, tenendo conto dei redditi annui da attività indipendente risultanti dalle decisioni di tassazione per il 2010 di fr. 30'000.--, invece dell’importo di fr. 28'000.-- conteggiato nelle decisioni di luglio e novembre 2010 (cfr. doc. 3D; 4D), per il 2011 di fr. 36'000.--, invece dell’importo di fr. 30'000.-- conteggiato nelle decisioni di giugno e novembre 2011 (cfr. doc. 6D; 7D), per il 2012 di fr. 40'000.--, invece dell’importo di fr. 30'000 conteggiato nella decisione del marzo 2012 (cfr. doc. 8D), che hanno permesso di stabilire che per il lasso di tempo dal 1° gennaio 2010 al 31 maggio 2012 all’insorgente spettavano prestazioni per un importo massimo di fr. 12'281.-- (cfr. doc. IV 3 pag. 2) non sono, quindi, censurabili.
Considerato che RI 1 durante il periodo in questione ha percepito assegni familiari integrativi per un importo complessivo di fr. 23'830.--, a ragione l’amministrazione ha chiesto alla ricorrente la restituzione dell’importo indebitamente percepito di fr. 11'549.-- (fr. 23'830 – fr. 12'281).
In esito a quanto precede, la decisione su reclamo della Cassa del 10 febbraio 2014 deve, conseguentemente, essere confermata.
2.11. A titolo abbondanziale, per quanto attiene alla buona fede sollevata dalla ricorrente in merito alla prassi da lei adottata durante gli anni per le richieste di assegni familiari integrativi (cfr. doc. I pag. 2), occorre evidenziare che a questo stadio non è determinante sapere se l'assicurata era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000).
La ricorrente, nel reclamo del 3 gennaio 2014, ha affermato di non essere comunque in grado di rimborsare la cifra chiesta in restituzione formulando, quindi, in maniera indiretta una richiesta di condono (cfr. doc. 17B).
La Cassa, a tal proposito, nella sua decisione su reclamo del 10 febbraio 2013, a giusta ragione ha precisato che esaminerà un’eventuale richiesta di condono della cifra chiesta in restituzione di fr. 11'549.-- soltanto dopo la crescita in giudicato della decisione su reclamo qui impugnata (cfr. doc. IV 1 pag. 4).
Infatti, per costante giurisprudenza federale, è possibile pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).