# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ad93e41c-e4d6-59e8-b4fc-7807b30de9ae
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con
PE n. _ del 18/21 febbraio 2009 dell'UEF _, lo AO 1 ha escusso AP 1 per il pagamento della somma capitale di fr. 18'785.50 oltre interessi al 3% dal 14 febbraio 2009 (1), di fr. 1'992.75 (2) e di fr. 30.– (3). Quale titolo di credito ha indicato: “Imposta cantonale 2005+interessi 3% dal 01.06.2005 risp. 01.05.2007”, e meglio “(1) imposta cantonale 2005, (2) interessi aggiornati sino al 13.02.2009 e (3) tassa di diffida (31.07.2007)” (doc. A).
Interposta tempestiva opposizione, il procedente ha chiesto il rigetto definitivo dell'opposizione per l'imposta cantonale 2005 di fr. 18'785.50 oltre interessi al 3% dal 1° aprile 2009, per gli interessi aggiornati sino al 31 marzo 2009 di fr. 2'066.35 e per la tassa di diffida di fr. 30.–.
B.
L'istante fonda la sua pretesa
sul conteggio 12 aprile 2009 riferito all'imposta cantonale 2005 (doc. B), sulla decisione di tassazione per l'anno fiscale 2005 datata 28 febbraio 2007, completa del calcolo dell'imponibile (doc. C), sullo scritto raccomandato 23 luglio 2008 inviato all'escusso da parte dell'Ufficio circondariale di tassazione _ (doc. D, pag. 1), sulla lettera 22 luglio 2008 indirizzata a quest'ultimo ufficio da parte dell'autorità comunale di domicilio dell'escusso (doc. D, pag. 2) e sullo scritto e-mail del 12 marzo 2007 trasmesso dall'escusso a quella stessa autorità comunale (doc. D, pag. 3).
C.
All'udienza di contraddittorio 7 ottobre 2009, cui l'istante non ha partecipato, l'escusso ha contestato di avere ricevuto la decisione di tassazione datata 28 febbraio 2007, evidenziando come la certificazione 21 luglio 2009 apposta dall'RA 1 non ne provava affatto l'avvenuta notifica. Il convenuto ha inoltre contestato di non avere effettuato alcun pagamento di acconti per il periodo 2005.
D.
Con sentenza 29 ottobre 2009 il Pretore _ ha rilevato che l'esecutività di una decisione si determina dal suo passaggio in giudicato formale, che presupposto era quindi la sua regolare intimazione al destinatario e l'assenza di una sua impugnativa nei termini stabiliti, che l'onere probatorio incombeva all'istante e che la prova della notifica poteva anche desumersi da indizi e circostanze. Ora, dagli atti risultava che l'escusso aveva chiesto per e-mail una dilazione di pagamento del conguaglio d'imposta comunale per il 2005 e, di fatto, la richiesta di versamento di un conguaglio d'imposta era sempre successiva all'intimazione della decisione di tassazione definitiva. Peraltro, nel medesimo e-mail, il convenuto accennava al debito fiscale verso il Cantone, senza nulla eccepire sul calcolo del conguaglio. Alla luce di queste circostanze, il Pretore non ha ritenuto credibile che una persona potesse chiedere di pagare a rate un conguaglio d'imposta senza essere in possesso della relativa notifica di tassazione indispensabile per verificarne la correttezza. Per il resto poi, nulla agli atti comprovava l'avvenuta estinzione del debito tramite pagamento di acconti. Di qui, l'accoglimento dell'istanza.
E.
Contro la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente AP 1. Anzitutto si duole della violazione del suo diritto di essere sentito garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. per non avere mai ricevuto la decisione di tassazione relativa al periodo fiscale 2005, che quindi non aveva potuto impugnare. A suo dire, l'istante non aveva provato il contrario, motivo per cui quella decisione non costituiva certo un valido titolo di rigetto. Il doc. D non gli era stato mostrato né in sede d'udienza né in seguito, onere questo che incombeva al giudice vista la particolare rilevanza conferita al documento. E, ad ogni modo, l'istante aveva l'obbligo di presentare tutte le prove al contraddittorio. Di fatto, l'appellante aveva invece saputo dell'esistenza di quel documento leggendo la sentenza impugnata. Peraltro, nell'e-mail inviato all'autorità del suo domicilio con cui aveva postulato una dilazione nel pagamento dell'imposta comunale, egli ipotizzava soltanto di dovere far fronte ad un'imposta cantonale di oltre fr. 10'000.–. Ma questo non provava certo la notifica della decisione di tassazione. Ciò posto, senza un valido titolo di rigetto definitivo, l'opposizione andava mantenuta con conseguente reiezione dell'istanza di rigetto.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Giusta
l'art. 80 cpv. 1 LEF quando il credito sia fondato sopra una sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione.
Entro il territorio cantonale, sono segnatamente considerate tali le decisioni di autorità amministrative cantonali riguardanti obbligazioni fondate sul diritto pubblico in quanto il diritto cantonale le parifichi a sentenze esecutive (art. 80 cpv. 2 n. 3 LEF; art. 28 LALEF). Più particolarmente, le
decisioni di tassazione cresciute in giudicato delle autorità incaricate dell'applicazione della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (RL 10.2.1.1) esplicano gli stessi effetti di una sentenza giudiziaria esecutiva (art. 244 cpv. 3 LT).
2.
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio, ed in ogni stadio di causa -e ciò a prescindere dalla presenza delle parti all'udienza di primo grado e, se presenti, dalle ragioni da loro sostenute (Rep. 1972, pag. 344, consid. 6; Rep. 1975, pag. 101)-
se la sentenza su cui si fonda l'esecuzione ossequia tutti i requisiti posti dalla LEF per poterle riconoscere carattere esecutivo (
Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 6 segg. ad art. 80 e n. 50 ad art. 84;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 22 ad art. 80;
Stücheli,
Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 112 ad c).
3.
Una
sentenza o una decisione amministrativa diviene esecutiva quando è cresciuta in giudicato (vale a dire: non può più essere impugnata con un rimedio ordinario) e da essa scaturisce per il debitore un obbligo di pagamento o di prestazione di garanzia (
Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4
a
ed., Zurigo 1997, n. 3 seg. ad art. 80;
Staehelin
, op. cit.,
n. 6 segg. ad art. 80;
Gilliéron
, op. cit., n. 35 seg. e 38 seg. ad art. 80;
Stücheli,
op. cit., pag. 213 seg. e 221 segg.
). L
'autorità preposta ad apporre l'attestazione di crescita in giudicato è quella che ha rilasciato la relativa decisione (
Staehelin,
op. cit., n. 137 ad art. 80). Tuttavia, non necessariamente la crescita in giudicato di una decisione deve fondarsi su una formale attestazione; in effetti, essa può anche dedursi da un insieme di circostanze ad esempio se dalla decisione in questione è oramai trascorso del tempo e l'escusso non pretende di avervi interposto ricorso (
Staehelin,
op. cit., n. 137 ad art. 80). Per il resto,
il giudice del rigetto è legato all'attestazione di crescita in giudicato, salvo che la sua erroneità emerga dagli atti (
Staehelin,
op. cit., n. 137 ad art. 80).
Nondimeno, presupposto essenziale affinché una decisione possa ritenersi cresciuta in giudicato è che sia stata validamente notificata al destinatario, prova questa a carico dell'autorità amministrativa e che è sottoposta all'esame d'ufficio del giudice del rigetto (
Staehelin,
op. cit., n. 124 ad art. 80). C
ome tale l'attestazione di crescita in giudicato non è atta a sanare un'eccezione di mancata notifica di una decisione di tassazione (DTF 105 III 45 consid. 2b;
Staehelin,
op. cit., n. 124 ad art. 80).
Ciò non toglie che, trattandosi di un invio per posta semplice, la prova della notifica -come già precisato dal Pretore- può fondarsi su indizi ed essere desunta dall'insieme delle circostanze, e segnatamente da un versamento effettuato, dallo scambio di corrispondenza intercorso con l'autorità di tassazione o ancora dal comportamento assunto dal debitore: in proposito spetta ad esempio a quest'ultimo l'onere di reagire e difendersi per tempo all'invio di diffide e/o fatture -a salvaguardia dei propri interessi- senza attendere l'avvio di una procedura esecutiva (DTF 105 III 46 consid. 3). Principio questo -del resto- valido anche in materia tributaria (cfr. CDT dell'11 ottobre 1996 [80.1996.167] pubblicata in RDAT (ora RtiD) 21t /I-1997, pag. 462).
4.
La decisione di tassazione 28 febbraio 2007 prodotta quale doc. C quantifica in fr. 18'785.50 l'imposta cantonale per il periodo d'assoggettamento dal 1° gennaio 2005 al 31 dicembre 2005, è intestata all'escusso e alla di lui moglie presso il suo indirizzo attuale (cfr. appello, pag. 1) conformemente all'art. 190 cpv. 3 LT) ed è provvista dell'indicazione dei rimedi giuridici (art. 189 cpv. 1 LT). In calce alla stessa figura poi il timbro 21 luglio 2009 che certifica che è
cresciuta in giudicato e che è stata regolarmente intimata all'interessato
(doc. C, pag. 1 in basso). Tuttavia, a detta dell
'appellante, la decisione di tassazione non gli sarebbe mai stata notificata (appello, pag. 2 n. 1). Ma invano.
Anzitutto, con riferimento all'imposta cantonale 2005, il conteggio 12 aprile 2009 dà riscontro di un invio del conguaglio in data 31 marzo 2007, seguito da un richiamo di pagamento il 31 maggio 2007 e poi da una diffida in data 31 luglio 2007 (doc. B, pag. 1). E, in sede di contraddittorio, riguardo a queste risultanze l'escusso non ha mai preteso di non averle ricevute. Dagli atti poi risulta che con raccomandata del 23 luglio 2008 -trasmessa all'indirizzo presso il quale era già stata inviata la controversa notifica di tassazione (doc. D, pag. 1 in alto)- l'Ufficio circondariale di tassazione _ ha informato l'escusso che
“con la presente annulliamo la reintimazione
[del 17 luglio 2008]
della decisione di tassazione citata a margine
[del 2005]
, in quanto la richiesta di una dilazione di pagamento per le imposte comunali 2005 presuppone la ricezione della prima decisione intimata il 28 febbraio 2007, che viene confermata”
(doc. D, pag. 1). Tale scritto faceva in particolare seguito alla dichiarazione con cui l'autorità comunale di domicilio dell'escusso informava l'istante di avere
“ricevuto la sua comunicazione del 17.07.2008 e ci permettiamo farle presente che in data 12 marzo 2007 il contribuente ci ha inviato un mail chiedendo una dilazione di pagamento in merito al conguaglio imposta comunale 2005”
e che
“considerato come lo stesso sia stato desunto dalla decisione di tassazione datata 28 febbraio 2007 si ritiene che il contribuente abbia ricevuto tale decisione di tassazione”
(doc. D, pag. 2). Lo stesso era peraltro accompagnato dal relativo invio e-mail datato 12 marzo 2007, con cui l'escusso postulava appunto la concessione di
“una dilazione del conguaglio del pagamento dell'imposta comunale 2005”
a motivo che
“per lo stesso termine dovrei versare un importo superiore ai 10000.– franchi al cantone”
(doc. D, pag. 3). Ciò posto, di fatto e come ritenuto dal Pretore, l'allestimento del conguaglio presuppone l'esistenza di una tassazione definitiva (art. 241 cpv. 3 e 4 LT), principio valido per analogia anche per l'imposta comunale (art. 275 LT), che viene calcolata applicando il moltiplicatore comunale all'imposta cantonale base (art. 276 cpv. 2 LT). Quantomeno e, in ogni caso, il convenuto aveva di certo saputo dell'esistenza della
“decisione di tassazione 2005”
con lo scritto raccomandato del 23 luglio 2008 inviatogli dall'Ufficio circondariale _.
5.
L'appellante obietta invero che quel doc. D non gli era mai stato mostrato, di avere saputo dello stesso soltanto una volta ricevuta e letta la sentenza impugnata, dolendosi quindi della violazione del suo diritto di essere sentito (appello, pag. 3 n. 2). La contestazione deve però essere respinta. In effetti, è all'udienza -cui il convenuto ha pacificamente partecipato (verbale d'udienza, pag. 1)- che le parti devono esporre le loro domande, le eccezioni d'ordine e di merito e devono produrre, sotto pena di perenzione, i documenti che suffragano le rispettive ragioni e che già non sono stati prodotti unitamente all'istanza scritta (art. 20 cpv. 2 LALEF). A quel momento però tutti i citati documenti -compreso anche il doc. D- erano appunto agli atti come si evince dal timbro datato 21 luglio 2009 -giorno cui risale l'istanza di rigetto- che la Pretura ha apposto sui medesimi (istanza di rigetto pag. 1, doc. A, B pag. 1, C e D pag. 1/2/3). Ciò posto, considerato che non sussiste nemmeno l'obbligo per il creditore di produrre il titolo di rigetto e i documenti che suffragano la sua tesi, contestualmente all'inoltro della sua domanda (
Staehelin,
op. cit., n. 36 ad art. 84), anche il fatto che il doc. D non era indicato, come tale, quale annesso in calce alla stessa non soccorre l’appellante, che del resto non solleva nessuna censura al riguardo, e nemmeno pretende che per questo solo motivo il documento non poteva essere preso in considerazione dal primo giudice. Sullo specifico argomento il gravame è silente. Certo, per il resto poi, il debitore non deve solo essere sentito in merito all'istanza e ai relativi documenti, ma anche su ogni altra circostanza rilevante, compresi eventuali documenti assunti d'ufficio agli atti (
Staehelin,
op. cit., n. 41 ad art. 84). Tuttavia -come detto- a differenza di quanto sembra ipotizzare l'escusso, quel preciso documento non è affatto stato prodotto dopo l'udienza di discussione. Non da ultimo, è opportuno rammentare all'appellante che all'udienza egli era debitamente patrocinato da un legale che aveva quindi l'onere di tutelare opportunamente i suoi interessi, e che -in tali circostanze- non spettava certo al giudice del rigetto sopperire a sue eventuali lacune (cfr.
Stücheli,
op. cit., pag. 130 seg.).
6.
Stabilito che la decisione di tassazione è stata notificata all'escusso si tratta ora di stabilire se la stessa è cresciuta in giudicato. Invero, nel caso concreto, la decisione di tassazione è stata emessa dall'Ufficio circondariale _ che è l'autorità di tassazione (art. 14 cpv. 1 lett. a e 15 lett. d RLT), mentre il timbro datato 21 luglio 2009 che la dichiara
cresciuta in giudicato
appartiene all'RA 1 che è autorità di riscossione (art. 20 cpv. 1 RLT
). Nondimeno, tale attestazione trova riscontro agli atti. Per i motivi esposti, si deve in effetti ritenere che la decisione di tassazione -datata 28 febbraio 2007- è stata notificata all'escusso e che al più tardi egli era stato informato della sua esistenza con l'invio raccomandato del 28 luglio 2008. Ciò posto, il convenuto non ha mai sostenuto e preteso di avere in precedenza anche solo tentato di interporre ricorso, e nemmeno di essersi in qualche modo attivato o avere reagito a quello scritto. Non v'è in definitiva motivo per ritenere che la decisione di tassazione 2005 che stabilisce in complessivi fr. 18'785.50 l'imposta cantonale per l'anno 2005 (doc. C) -importo pacificamente esigibile- insieme al conteggio dettagliato 12 aprile 2009 che quantifica in fr. 1'992.75 gli interessi maturati fino al 13 febbraio 2009 (doc. B, pag. 2) e in fr. 30.– la tassa di diffida 31 luglio 2007 (doc. B, pag. 1), non sia cresciuta in giudicato e non costituisca pertanto un valido titolo di rigetto definitivo per l'importo posto in esecuzione.
7.
La sentenza impugnata va di conseguenza confermata, mentre l'appello deve essere respinto. La tassa di giustizia segue la soccombenza dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 OTLEF). Non si assegnano indennità, la controparte non avendo formulato osservazioni all'appello.
Motivi per i quali,
richiamati gli art. 80 cpv. 1 e cpv. 2 n. 3 LEF, 28 LALEF, 244 cpv. 3 LT, 48, 49 e 61 cpv. 1 OTLEF;