# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fbba36ad-e913-543f-b04c-7a107a345340
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
Con sentenza del 24 giugno 1998 il Segretario assessore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato in luogo e vece del Pretore il divorzio tra IS 1 (1959, ora IS 1) e CO 1 (1968), omologando una convenzione sulle conseguenze accessorie in cui i coniugi pattuivano l'affidamento dei figli J_ (nato il 18 ottobre 1992), J_ e J_ (nati entrambi il 7 maggio 1997) alla madre. Adito il 18 giugno 2002 da CO 1, il Segretario assessore ha poi omologato il 5 febbraio 2003, in luogo e vece del Pretore, una modifica alla convenzione in cui gli ex coniugi pattuivano il 28 maggio 2002 l'esercizio in comune dell'autorità parentale e l'affidamento dei figli a entrambi secondo una sorta di custodia alternata sull'arco della settimana.
B.
Il 23 maggio 2007 IS 1 ha adito il Pretore per ottenere egli solo l'autorità parentale e l'affidamento dei figli. CO 1 ha proposto il 14 agosto 2007 di respingere l'azione e in via riconvenzionale ha rivendicato essa medesima l'autorità parentale con affidamento dei figli, sollecitando quest'ultimo provvedimento già in via provvisionale. Sentiti i figli, con decreto cautelare adottato
il 28 novembre 2007 “
nelle more istruttorie
”
il Pretore ha affidato J_ al padre e i gemelli alla madre, con reciproci diritti di visita, e ha istituito in favore di
tutti e tre i minorenni una curatela educativa per vigilare il calendario degli incontri. Nel frattempo la causa di merito è giunta allo stadio dell'udienza preliminare, che si è tenuta il 29 febbraio 2008.
C.
Negli ultimi giorni di maggio il Pretore è venuto a sapere che IS 1 era in procinto di traslocare con il figlio J_ da _ a _. Reputando il cambiamento suscettibile di
“
pesanti ripercussioni sui già
delicati equilibri di questa situazione famigliare
”
, con decreto cau
telare del 27 maggio 2008 emanato senza contraddittorio egli ha vietato a IS 1 il trasferimento, sotto comminatoria dell'art.
292 CP. IS 1 ha chiesto al Pretore il 4 giu
gno 2008 di revocare il decreto,
“
lesivo dei più elementari principi
democratici e costituzionali
”
, e ha dichiarato di
“
presentare formale istanza di ricusazione ex art. 27 segg. CPC
” nei di lui confronti
.
D.
Il Pretore ha comunicato il 9 giugno 2008 a questa Camera di non riconoscere in sé alcun motivo di ricusazione. Nelle sue osservazioni del 10 giugno 2008 CO 1 propone di respingere la domanda dell'ex marito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Una parte può ricusare il giudice, oltre che nei casi di esclusione (art. 26 CPC), ove sussista
“
grave inimicizia
”
tra lei e il giudice stesso (art. 27 lett. a CPC), come pure – più in generale – ove si diano “gravi ragioni” (art. 27 lett. b CPC). Nella fattispecie IS 1 invoca l'art. 27 CPC, dolendosi sia di
“
grave inimicizia
”
sia di altre
“
gravi ragioni
” (l'asserita prevenzione del magistrato). Ora, l
a procedura che disciplina la trattazione di una domanda di ricusa è quella contenziosa di camera di consiglio (art. 30 cpv. 3 CPC), la quale implicherebbe di per sé un'udienza (art. 363 cpv. 2 CPC). Dato nondimeno che – come si vedrà oltre – nel caso specifico l'istanza appare manifestamente destinata all'insuccesso, non avrebbe senso dilazionare il procedimento, tanto meno in una causa che, come quella in oggetto, implica ripetuti interventi provvisionali del giudice, chiamato a disciplinare la situazione personale dei figli. Ciò posto, giova dar seguito senza indugio all'esame della ricusazione.
2.
Una ricusa ha carattere eccezionale (DTF 116 Ia 19 consid.
4, 115
Ia 175 consid. 3). Spetta chi se ne vale sostanziarne le condizioni. Appurarne i presupposti significa verificare poi – segnatamente ove siano invocate
“
gravi ragioni
”
nel senso dell'art. 27 lett. b CPC – se il comportamento di un determinato giudice o la situazione in cui un determinato giudice si trova siano idonei a destare sospetti di parzialità. L'istituto della ricusazione mira a evitare che circostanze estranee alla causa possano influenzare il magistrato in favore o a scapito di una parte. Estremi di ricusazione non si ravvisano solo qualora si accerti un'effettiva prevenzione del giudice, dato che una disposizione d'animo non può essere dimostrata, ma anche qualora le circostanze diano l'apparenza di prevenzione e facciano temere parzialità del magistrato. A tal fine vanno considerate solo, però, le circostanze oggettivamente accertate; impressioni puramente individuali non sono decisive (DTF 134 I 21 consid. 4.2 con citazioni).
3.
Nella fattispecie la domanda di ricusazione, avanzata in coda all'istanza del 4 giugno 2008 con cui IS 1 chiede al Pretore la revoca del decreto cautelare emesso senza contraddittorio il 27 maggio 2008 (art. 379 cpv. 2 CPC), è così formulata:
Per il convenuto il qui contestato decreto supercautelare costituisce altresì una conferma che questo Giudice è evidentemente prevenuto nei suoi confronti, ciò che va a detrimento di una giustizia equa ed imparziale.
I primi dubbi su un possibile sentimento di inimicizia e di pregiudizio nei suoi confronti si sono manifestati in corso di causa in modo progressivo (inattività
processuale, attività processuale irregolare, esternazioni personali prive di o