# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c51c9001-34b2-52c3-8b0f-59f1b460d863
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
richiamata l'ordinanza presidenziale 5 luglio 2002 con cui all'appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 2 maggio 2002 la _ ha chiesto il fallimento della _ per fr. 2'833.25 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 12 giugno 2002 nessuna delle parti è comparsa.
C.
Con decisione 24 giugno 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento _ a far tempo dal 24 giugno 2002 alle ore 14.00.
D.
Con atto 26 giugno 2002 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento, asserendo di avere estinto il debito in oggetto e producendo una ricevuta 26 giugno 2002 relativa al pagamento all'Ufficio esecuzione di Lugano di fr. 3'186.30 (doc. A). L'appellante ha poi rilevato di non avere ulteriori esecuzioni pendenti a suo carico.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2.
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Roger Giroud
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Jürgen Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 26 giugno 2002 (doc. A) emerge che la debitrice ha versato all'Ufficio esecuzione di Lugano l'importo di fr. 3'186.30 a saldo dell'esecuzione in oggetto, per cui risulta adempiuto il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità della _ va osservato che l'Ufficio esecuzione di Lugano ha confermato che l'escussa non ha procedure esecutive in corso e che non risultano iscritti attestati di carenza di beni a suo carico.
Pertanto può essere ritenuto che la _ non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando pertanto adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di fallimento pronunciata dal primo giudice va annullata.
2.
L'appello 26 giugno 2002 della _ va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), il pagamento del credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile.
Non si assegnano indennità d’appello, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).