# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dd5b235e-9f54-57d1-9212-dd06fa107d42
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza del 2 giugno 2021, la Cassa di compensazione CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento senza preventiva esecuzione della RE 1, facendo valere che la convenuta ha sospeso i suoi pagamenti ed è in mora nei suoi confronti per crediti di complessivi fr. 207'379.25 oltre a spese e interessi.
B.
All’udienza di discussione del 6 ottobre 2021 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 6 ottobre 2021 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno suc-cessivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo dell’8 ottobre
2021
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento
del fallimento, asserendo di avere saldato tutti i crediti dell’istante e di essere solvibile. L’11 ottobre 2021 il vicepresidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Entro il termine impartitole, l’istante non ha presentato osservazioni al reclamo.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 per il rinvio degli art. 194 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art.
174 cpv. 1, 194 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta
in concreto alla RE 1 il 7 ottobre 2021, giorno in cui l’Ufficio dei fallimenti le ha consegnato una copia della decisione di fallimento, il reclamo, presentato già l’8 ottobre 2021 (data del timbro postale), è dunque senz’altro tempestivo. Lo è pure il complemento del 14 ottobre 2021, con cui la reclamante ha documentato altri pagamenti.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC)
, limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4)
. Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti. Sono di regola inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi
, fatte salve speciali disposizioni di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). In materia di fallimento le parti possono avvalersi senza restrizioni di fatti nuovi – detti
pseudonova
o
“unechte Nova”
–,
se questi si sono verificati prima della decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF). Ove invece invochi fatti successivi – detti
nova
autentici o in senso proprio, oppure
“echte Nova”
–
il debitore deve inoltre ren-dere verosimile la propria solvibilità (art. 174 cpv. 2 LEF). Queste regole valgono anche in materia di fallimento senza preventiva esecuzione, l’art. 194 cpv. 1 LEF rinviando all’art. 174 LEF (sentenza della CEF 14.2019.202 del 28 novembre 2019 consid. 2, con riferimento alla controversia riguardante i veri
nova
).
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. I motivi d’annullamento valgono anche per i fallimenti senza preventiva esecuzione (art. 194 cpv. 1 LEF), ma nelle prime due ipotesi l’estinzione o il deposito dell’importo dovuto deve riguardare tutti i crediti fatti valere nell’istanza e non solo quello/i posto/i in esecuzione (sentenze della CEF 14.2020.123 del 22 settembre 2020, consid. 2.3, e
14. 2018.
47 del 25 aprile 2018, RtiD 2018 II 844 n 51c, consid. 3.3/a
).
2.1
Nel caso specifico, la RE 1
ha prodotto
con il ricorso un estratto del suo conto Postfinance dell’8 ottobre 2021 relativo all’addebito di complessivi fr. 154'828.25 a saldo di tutte le (20) esecuzioni in corso dell’istante e di tre altre procedure della _ (doc. E in relazione con il doc. D). Nell’istanza la Cassa di compensazione CO 1 aveva però fatto valere uno scoperto totale di fr. 207'379.25, che comprendeva apparentemente anche delle pretese non ancora poste in esecuzione. Siccome essa non si è opposta al reclamo, si può tuttavia ritenere che i contributi (correnti) non ancora posti in esecuzione siano stati nel frattempo saldati o perlomeno che l’istante abbia rinunciato a farli valere nella procedura in esame. Il presupposto dell’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF risulta di conseguenza adempiuto.
2.2
Essendo i pagamenti successivi alla dichiarazione del fallimento, o
ccorre inoltre verificare il requisito della (verosimile) solvibilità della
reclamante – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata (art. 174 cpv. 2 LEF).
2.2.1
Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più proba-bile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_ 328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2.2
Nel caso in esame, la reclamante ha prodotto anche
12 ricevute dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano dell’8 ottobre 2021, che accertano l’estinzione di altrettante altre sue esecuzioni per fr. 3'047.60 complessivi (doc. F), oltre a ulteriori 4 ricevute del 14 ottobre 2021 per totali fr. 17'042.40 (doc. I accluso al complemento del 14 ottobre), sicché a quella data risultavano a suo carico solo due esecuzioni per premi IVA, assommanti a fr. 11'423.50, indicate come perente (doc. L). La Camera ha d’altronde verificato d’ufficio che l’estratto non menziona due esecuzioni considerate per errore integralmente estinte, ma non erano state computate le spese processuali della procedura di rigetto dell’opposizione, sicché in realtà sussistono tuttora per fr. 105.– (la n. _) e per fr. 95.– (la n. _).
Non risultano attestati di carenza di beni a suo carico.
2.2.3
Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve, anche senza considerare il saldo dei suoi conti bancario e postale (doc. G e H), pur deducendone i pagamenti menzionati sopra. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile che la sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, i cui pagamenti tardivi hanno reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, visto che l’istante non ha presentato osservazioni al reclamo.