# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0495b0a7-ea7a-55a8-80ac-ce650f335ef9
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 11 luglio 2002 la _ ha chiesto il fallimento di _ per fr. 7'604.20 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio dell'11 settembre 2002 la debitrice non è comparsa.
C.
Con decisione 25 settembre 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo dal _.
D.
Con atto d'appello 4 ottobre 2002 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere pagato il 3 ottobre 2002 fr. 8'144.40, per cui l'importo posto in esecuzione unitamente agli interessi e alle spese esecutive è stato estinto (doc. B 1). In merito alla sua solvibilità l'appellante ha prodotto un estratto delle esecuzioni, da cui risultano, oltre all'esecuzione in esame, 8 ulteriori procedure esecutive per un importo complessivo di fr. 27'194.25 (doc. C) e 8 ricevute 3 ottobre 2002 dell'UE di Lugano (doc. da B2 a B9) relative al pagamento di queste esecuzioni.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
1. il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2. l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3. il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Roger
Giroud
,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 3 ottobre 2002 dell'UE di Lugano si evince che la debitrice con il versamento di fr. 8'144.40 ha saldato l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che le ulteriori 8 esecuzioni promosse contro la _ sono state pure saldate con versamenti all'UE di Lugano (cfr. ricevute doc. da B2 a B9). Sulla base di questi documenti può pertanto essere ritenuto che la _ non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando quindi adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione di fallimento pronunciata dalla prima giudice può venire annullata.
2.
L'appello 4 ottobre 2002 di _ va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante, il pagamento del credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.