# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 016ebba4-d20a-5a60-90ce-eacd2b8ca2ae
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. a. Il 12 aprile 2006 il Consiglio di Stato ha approvato alcune varianti del piano regolatore di _ che aveva approvato il 16 ottobre 1996. In quest'ambito, è stata fra l'altro ridefinita la zona di edificazione di interesse comunale (ZEIC), prevista in località _, a valle della strada cantonale che conduce ad Iseo, circoscrivendone l'estensione alle part. 217, 220 e 907 e fissando in modo vincolante il tracciato della strada di servizio necessaria per urbanizzare il comparto.
b. Il 22 giugno 2006, il consiglio comunale ha stanziato per la realizzazione della zona EIC un credito quadro di fr. 2'440'000.-. In questo credito era incluso un importo di fr. 1'615'000.- per le spese di urbanizzazione (opere stradali, canalizzazioni, condotte, collegamento ed infrastrutture dell’acqua potabile, illuminazione e servizi urbani).
c. Il 4 aprile 2007, il comune ha chiesto al locale municipio il permesso di costruire la strada d'accesso alla ZEIC e le relative opere di urbanizzazione.
Alla domanda, inoltrata secondo la procedura semplificata prevista dalla legge sulle strade (art. 30 Lstr), si è opposta RI 1, proprietaria di un fondo (part. 227), confinante verso ovest con la ZEIC. L'opponente ha sollevato una serie di eccezioni, riferite sia alla forma della domanda, sia al merito dell'intervento.
B. Ottenuto il preavviso favorevole della Divisione delle costruzioni, il 31 luglio 2007 il municipio ha respinto l’opposizione ed approvato il progetto di strada.
Contro tale decisione RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, domandandone l’annullamento. L'insorgente contesta in particolare la procedura adottata, lo stanziamento dei crediti di costruzione, la completezza dei piani, la conformità dell'opera con gli scopi della ZEIC, l'inserimento
estetico, l'altezza dei muri di sostegno, nonché le distanze dai confini e dal bosco.
C. All’accoglimento del ricorso si è opposto il municipio, contestandone le tesi dell'insorgente con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, nei seguenti considerandi.
La Divisione delle costruzioni ha da parte sua confermato il preavviso favorevole al progetto.
D. In corso di procedura, l’insorgente ha chiesto che fosse ordinata la sospensione dei lavori, a suo dire, già in corso e la rimozione di inerti depositati abusivamente sui fondi da edificare.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo risulta dall’art. 35 cpv. 1 Lstr. La legittimazione attiva dell'insorgente, già opponente e proprietaria di un terreno (part. 227) confinante con quello dedotto in edificazione, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 35 cpv. 1 Lstr), è pertanto ricevibile in ordine.
1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti (art. 18 cpv. 1 LPAmm). La situazione dei luoghi emerge chiaramente dai piani allegati alla domanda di costruzione. Le prove richieste dalla ricorrente, in particolare il sopralluogo e la perizia sul deflusso delle acque, non appaiono atte a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.
2. Secondo la ricorrente, istante in licenza non sarebbe il municipio, come risulta dall'avviso di pubblicazione della domanda di costruzione, ma il comune. Il municipio sarebbe solo un organo sprovvisto di personalità giuridica. La censura è talmente infondata ed oziosa da non meritare altra confutazione all'infuori di un rinvio all'art. 30 Lstr, che demanda al municipio il compito di dare avvio alla procedura d'approvazione dei progetti stradali comunali (cfr. anche art. 106 lett. b LOC).
3. A norma dell'art. 30 cpv. 1 Lstr, l'avvio della procedura d'approvazione dei progetti di strade comunali presuppone lo stanziamento dei crediti necessari e dei relativi piani di finanziamento.
L'insorgente contesta l'adempimento di questo presupposto.
A torto, poiché il 22 giugno 2006 il legislativo comunale ha stanziato per la realizzazione della zona qui in esame un credito quadro di fr. 2'440'000.-, che comprende un importo di fr. 1'615'000.- per le spese di urbanizzazione (opere stradali, canalizzazioni, condotte, collegamento ed infrastrutture dell’acqua potabile, illuminazione e servizi urbani).
4. Da respingere siccome infondate sono pure le censure riferite all'applicabilità della procedura d'approvazione semplificata prevista dall'art. 24 Lstr. In forza del rinvio contenuto nell'art. 31 cpv. 1 Lstr, questa disciplina è applicabile anche alla procedura d'approvazione delle strade comunali.
La procedura adottata non ha peraltro minimamente menomato l'insorgente nell'esercizio dei suoi diritti di difesa.
5. L’insorgente non è stata nemmeno pregiudicata dalla mancata indicazione nel progetto delle linee di costruzione richieste dall'art. 10 cpv. 2 lett. b Lstr. Il municipio ha in effetti posto rimedio al difetto inviando alla Divisione delle costruzioni il piano mancante. Non è del resto dato di vedere per qual motivo la lacuna non poteva essere colmata in corso di procedura. Le linee di costruzione non toccano peraltro fondi della ricorrente.
6. 6.1. Secondo l’art. 33 cpv. 1 Lstr, nell'ambito della procedura di approvazione di strade comunali, non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con l'approvazione dei piani regolatori.
La norma riflette il principio generale, consacrato dalla giurisprudenza, che esclude per principio la possibilità di rimettere in discussione la legittimità del piano regolatore in sede di applicazione concreta, ammettendo eccezioni soltanto in caso di successivo, notevole cambiamento delle circostanze o di menomazione dei diritti di difesa dei proprietari interessati (
Adelio Scola-ri,
Commentario, II. ed. Cadenazzo 1996, ad art.
21 LE, n. 929).
6.2. Nel caso concreto, vanno respinte, siccome improponibili, le censure che l'insorgente solleva con riferimento alla legittimità della stessa ZEIC e dell'art. 50 NAPR, che ne disciplina le finalità e l'utilizzazione. La situazione di fatto che ne ha giustificato l'adozione è rimasta sostanzialmente immutata. La ricorrente non è inoltre stata impedita nell'esercizio dei suoi diritti di difesa in sede di adozione del piano. Non trattandosi di disposizioni di carattere generale ed astratto, non sono quindi dati i presupposti per rimetterne in discussione la legittimità.
7. 7.1. L’art. 33 NAPR, disciplinante l'utilizzazione delle zone di protezione del paesaggio emergente,
vieta modifiche dell’aspetto fisico attuale, in particolare qualsiasi tipo di costruzione o installazione che sia in contrasto con l’obiettivo di salvaguardia dell’a-spetto di località del comune di _, compresi terrazzamenti, cinte, piantagioni inconsuete e interventi contrastanti con lo spirito del piano regolatore.
La ZEIC si sovrappone ad una zona di protezione del paesaggio emergente.
7.2. Contrariamente a quanto assume la ricorrente, la controversa strada di servizio prevista per urbanizzare la ZEIC non si pone in contrasto con l’art. 33 NAPR. Definendone il tracciato, il piano regolatore ha implicitamente riconosciuto la compatibilità di quest'opera e degli insediamenti previsti con gli obbiettivi di protezione del paesaggio perseguiti da tale norma. La necessità di realizzare un muro di sostegno in corrispondenza del ciglio a valle della curva era evidente già a quel momento. Tant'è vero che nelle rappresentazioni grafiche della ZEIC il manufatto risulta evidenziato da una doppia linea.
8. 8.1. L’art. 50 cpv. 4 NAPR definisce i parametri edificatori degli edifici ammessi nella ZEIC. Il capoverso seguente (cpv. 5) completa il quadro delle prescrizioni, definendo gli aspetti architettonici delle costruzioni (orientamento, tetti, colori, serramenti ecc.) e limitando a m 1.50 l'altezza dei muri di cinta o di sostegno di eventuali balze.
8.2. Il muro destinato a sostenere la curva della strada, alto sino a più di 5 m, non soggiace ai limiti d'altezza fissati dall'art. 50 cpv. 5 NAPR. A questi vincoli soggiacciono infatti soltanto gli edifici. L'esenzione dal vincolo scaturisce peraltro dal fatto stesso che il manufatto è indispensabile per realizzare l'opera secondo il tracciato definito in modo vincolante dal piano regolatore. Una diversa conclusione, che assoggettasse a questo limita anche i muri di sostegno e di controripa delle opere viarie, oltre a non essere confortata dal testo della norma, finirebbe per disattendere il divieto di rimettere in discussione la legittimità delle infrastrutture previste dal piano della ZEIC in sede di approvazione dei progetti esecutivi.
9.
9.1. L’art. 9 NAPR stabilisce che le costruzioni e gli impianti devono essere integrati in modo opportuno nel paesaggio, in ossequio ai principi pianificatori prescritti dall’art. 3 LPT.
Questa particolare norma, di carattere generico e comune a numerosi ordinamenti edilizi, riserva al municipio un'ampissima latitudine di giudizio in ordine alla valutazione dell'integrazione delle opere edilizie nel quadro del paesaggio. Considerati i vincoli posti dall'autonomia al potere di cognizione delle autorità di ricorso, censurabili da questo profilo appaiono soltanto le valutazioni palesemente insostenibili.
9.2. Nella misura in cui la pianificazione vigente lascia ancora spazio all'insorgente per contestare il progetto concreto della strada dal profilo del suo inserimento nel quadro del paesaggio, la valutazione espressa in proposito dal municipio non appare per nulla insostenibile. Non viola dunque il diritto.
10. 10.1. L'art. 6 LCFo, ripreso dall'art. 25 NAPR, fissa a m 10.00 la distanza minima delle costruzioni dal bosco. Deroghe alla distanza minima sono ammesse sino a m 6.00.
10.2. In concreto, la piazza di giro verrebbe realizzata direttamente a contatto con il limite del bosco definito in sede di adozione della ZEIC.
Il tracciato della strada è perfettamente conforme alle indicazioni del piano regolatore, che la ricorrente, pur avendone l'opportunità, ha omesso di impugnare al momento della sua adozione. L'opera viaria va dunque autorizzata anche se la pianificazione non è conforme alle distanze prescritte dalla legislazione forestale. Non essendo subentrate nuove circostanze e non avendo la ricorrente subito alcuna menomazione dei suoi diritti di difesa in sede di approvazione del piano, la legittimità delle scelte previste da tale strumento non può essere rimessa in discussione in sede di approvazione del progetto destinato a concretizzarle.
11. 11.1. L’art. 24 NAPR impone inoltre alle nuove costruzioni di rispettare gli alberi pregiati e di alto fusto, protetti dall'inventario allestito dal municipio secondo le disposizioni dell'art. 29 cpv. 2 lett. d LALPT, il cui taglio è soggetto a licenza.
11.2. Il permesso in contestazione non viola l’art. 24 NAPR, poiché il progetto in discussione non prevede di abbattere alberi protetti in quanto annoverati in un inventario allestito dal municipio secondo l’art. 29 cpv. 2 lett. d LALPT. Del resto, anche se lo prevedesse, l’art. 24 NAPR non risulterebbe comunque disatteso, poiché il taglio degli alberi protetti non è vietato, ma soltanto assoggettato a licenza, che in questo caso apparirebbe giustificata in considerazione della prevalenza dell'interesse pubblico alla realizzazione dell'opera prevista dal piano regolatore sull'interesse alla protezione della vegetazione d'alto fusto.
12. 12.1.
Secondo l’art. 7 cpv. 2 LPAc, le acque di scarico non inquinate devono essere eliminate mediante infiltrazione giusta le prescrizioni dell’autorità cantonale. Se le condizioni locali non lo permettono, possono essere immesse, con il permesso dell’autorità cantonale, in un’acqua superficiale. In tal caso occorre prevedere quanto possibile, con misure di ritenuta, affinché, in caso di grande afflusso, l’acqua defluisca in modo regolare
.
Per l’art. 28 NAPR, inoltre, tutte le opere e i lavori che abbiano un influsso diretto o indiretto sulla situazione idrologica devono tener conto degli obbiettivi del piano, delle disposizioni dell'Ufficio dei corsi d'acqua del Dipartimento del territorio e in particolare della salvaguardia dei contenuti naturalistici.
12.2. In concreto, il progetto prevede di immettere le acque meteoriche della strada nel ruscello che scorre lungo il confine della ZEIC. La Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo (SPAAS) ha approvato il piano di smaltimento previsto dal progetto. Il fatto che l'approvazione sia intervenuta durante il periodo di pubblicazione della domanda di approvazione del progetto stradale non ha impedito alla ricorrente di contestarla. Infondate sono dunque le censure che solleva con riferimento al suo diritto di essere sentita.
Nel merito, va invece rilevato che il progetto prevede un pozzetto di rottura, destinato a ridurre l’energia cinetica del deflusso. Contempla inoltre un consolidamento del fondo in sassi all’altezza del punto di immissione. Sono dunque previste misure di ritenuta destinate a permettere un deflusso regolare che salvaguardi l'alveo del torrente. A torto, la ricorrente le considera insufficienti in quanto dimensionate in funzione della quantità di precipitazioni registrata a _ invece che a _. Essa non dimostra né che a _ piove più che a _, né che i provvedimenti costruttivi sono insufficienti. Ma anche se lo dimostrasse, il difetto non sarebbe comunque tale da giustificare l'annullamento della licenza, poiché potrebbe essere facilmente corretto imponendo un rafforzamento delle misure di ritenuta.
Infondate sono pure le censure riguardanti la qualità delle acque da smaltire. Per evitare di compromettere il buon funzionamento degli impianti di depurazione le acque provenienti da simili impianti stradali non possono nemmeno essere immesse nelle canalizzazioni. Anche da questo profilo, se il difetto denunciato dalla ricorrente sussistesse effettivamente, non sarebbero comunque date le premesse per annullare la licenza, poiché potrebbe essere facilmente corretto, collegando la canalizzazione delle acque meteoriche alla parallela canalizzazione di quelle luride.
Nemmeno le contestazioni che la ricorrente solleva in merito alla conformità del progetto per rapporto alla legislazione sulla protezione delle acque possono dunque essere accolte.
13. Fondate sono soltanto le censure che la ricorrente solleva con riferimento all'area per il deposito dei container, prevista in corrispondenza dell'intersezione della strada di servizio con la strada cantonale. L'opera, di per sé estranea alla strada, non risulta infatti convenientemente raffigurata dai piani prodotti dal comune. In particolare, mancano indicazioni sufficientemente precise sulle dimensioni dei due muri di sostegno previsti lungo il confine verso il fondo della ricorrente e verso valle.
Il difetto, al quale il comune potrà porre rimedio inoltrando un'ulteriore domanda di costruzione da trattare secondo la LE, non è comunque tale da trarre seco l'annullamento dell'intero progetto stradale.
14. In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque parzialmente accolto, escludendo l'area per il deposito dei container dalla decisione di approvazione del progetto stradale.
Con l’emanazione del presente giudizio, la richiesta di misure provvisionali formulata dalla ricorrente diventa priva di oggetto. La tassa di giustizia è posta a carico della ricorrente proporzionalmente al suo grado di soccombenza, al pari delle ripetibili nella misura in cui non sono compensate.