# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dc98229b-bcf7-5dc8-8253-4d5103450f74
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Durante il controllo del conteggio dei salari per il periodo dal 1.7.1999 al 31.12.2002 presso la società RI 1, un _ della Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati.
In particolare la Cassa ha considerato quali salari determinanti gli importi versati a diversi medici che hanno collaborato con la società, ha ripreso le spese forfetarie versate a due dipendenti della ditta ed ha considerato quale dipendente della RI 1 l’animatore _ dal 1.1.2000 al 31.3.2000.
Contro la decisione su opposizione 30 agosto 2004, tramite la quale l’amministrazione ha modificato la decisione formale ed ha ridotto le pretese, la società ha ricorso tempestivamente al TCA, il quale, con pronunzia del 21 marzo 2005, ha accolto l’impugnativa e rinviato l’incarto alla Cassa, affinché garantisse all’insorgente il diritto di essere sentita (inc. 30.2004.78).
1.2. In data 20 aprile 2005 le parti si sono trovate presso la sede della Cassa ed hanno proceduto ad una discussione. Dal verbale emerge quanto segue:
"
La Cassa tiene dapprima a sottolineare che in proposito al problema di una doppia imposizione dei redditi dei medici, sollevato in sede di opposizione, soltanto per il signor _ (anno 2001) e per il signor _ (anno 2001) sono già state effettuate delle decisioni definitive di fissazione dei contributi, antecedenti il controllo di revisione.
A mente della Cassa una riconsiderazione in ogni modo si imponeva, essendo le decisioni manifestamente errate: ai medici sono state assegnate delle precise competenze per assicurare lo svolgimento dell'attività della RI 1. Per tale attività i medici non incorrono in alcun rischio economico, dal momento che è la società a versar loro un'indennità regolare (vedi anche accordi di collaborazione), come già chiarito dalla giurisprudenza del TCA. La Cassa tiene pure a ricordare che gli anni 1999 e 2000 cadono nel vuoto di tassazione ai fini AVS. Inoltre, la Cassa tiene a sottolineare che si dovrà comunque procedere, conformemente alle disposizioni vigenti, alla restituzione di quanto pagato a torto dai vari medici quali indipendenti (art. 16 cpv. 3 LAVS).
Le rappresentanti della società opponente tendono a precisare che la doppia imposizione sussiste per tutti i collaboratori citati nel ricorso e non solo per i signori _ e _, essendo tutti questi iscritti ad una Cassa AVS quali indipendenti e avendo notificato nella forma della dichiarazione fiscale gli onorari percepiti da RI 1. Si precisa inoltre che si dovrà procedere dello storno delle riprese operate a debito di RI 1 e non alla restituzione dei contributi ai singoli collaboratori.
Sui singoli casi si precisa quanto segue:
1. _, spese forfetarie
si tratta di un rimborso spese forfetario di fr. 470 mensili. Si occupava di accompagnare ospiti da e per la RI 1, medico, aeroporto. Non vi sono dei giustificativi comprovanti tali spese, si sottolinea che alla signora _ non venivano rifuse spese effettive. Si chiede lo storno dell'importo ripreso.
2. _, salari non notificati
nell'importo ripreso di fr. 84'245 (1999-2000 e 2001) sono compresi anche fr. 4'250 di spese di trasferta (senza giustificativi), inerenti il 2000.
3. _
si tratta di una ripresa di fr. 7'800 per un'attività (da gennaio a marzo 2000) svolta all'estero, antecedente l'inizio di attività come dipendente. Il permesso di lavoro verrà prodotto.
Per quanto concerne le posizioni inerenti medici, infermieri, fisioterapisti e altri consulenti e più precisamente:
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si ribadisce che tali persone sono da considerare indipendenti. Si richiama la documentazione prodotta in sede di opposizione e di ricorso al TCA.
La Cassa chiede che venga anche prodotto il contratto del dott. _ entro il 2 maggio 2005.
In caso contrario, la Cassa deciderà sulla base della documentazione in suo possesso." (Doc. A1)
1.3. Con tassazione d’ufficio del 6 maggio 2005 la Cassa ha chiesto alla società un importo complessivo di fr. 141'253.88, riconfermando sostanzialmente gran parte delle citate riprese, ma riprendendo unicamente il 50% delle spese forfetarie.
La società, malgrado la decisione indicasse la possibilità di inoltrare un’opposizione, ha ricorso direttamente al TCA, contestando la qualifica di dipendente dei medici, la ripresa delle spese forfetarie e dell’importo versato a _ dal 1.1.2000 al 31.3.2000.
1.4. Con risposta del 20 giugno 2005 la Cassa contesta innanzitutto la ricevibilità dell’impugnativa e chiede, qualora questo TCA dovesse entrare nel merito del ricorso, di respingerlo per motivi che se necessario saranno ripresi in corso di motivazione (doc. IV).
1.5. In data 4 luglio 2005 la ricorrente, oltre a ribadire la richiesta di essere sentita, quale ulteriore mezzo di prova ha prodotto la decisione dell’Ufficio della manodopera estera del 4 aprile 2000 dalla quale emerge che _, cittadino _, ha ottenuto il permesso di frontaliere per esercitare l’attività di animatore (doc. B).
1.6. La Cassa, preso atto della documentazione allegata, si è riconfermata integralmente nella sua decisione rilevando che “
risulta difficile poter credere che il signor _ abbia svolto un’attività di animatore (con fatturazione oraria in CHF, doc. G 1/3, già agli atti) per la società ricorrente su suolo estero
” (doc. VIII).
1.7. Il 25 luglio 2005 il TCA ha posto alla ricorrente alcune domande (doc. IX), alle quali la ricorrente ha risposto affermando che “
Durante il periodo dal 1.1.2000 al 30.3.2000 il signor _ ha lavorato all'elaborazione di un progetto che potesse includere la _ nel programma per la rieducazione alimentare applicato presso la _. Questo programma è poi stato messo in pratica a partire da 1. aprile 2000.
” La società ha precisato che “
L'elaborazione del progetto è stata svolta a _
” ed “
è stata svolta all'estero in quanto, come sopra precisato, si è trattato di presentare un progetto relativo alla possibilità di inserire la _ nella rieducazione alimentare in casi di malati di _. L'attività svolta è quindi una consulenza prestata dal signor _ all'estero e da lì fatturata
.”
Per quanto concerne le spese, la ricorrente ha rilevato che “
venivano rimborsate globalmente, tramite accordo verbale, sia alla signora _, sia alla signora _, senza però che le stesse presentassero dei giustificativi cartacei.”
1.8. Chiamata a presentare osservazioni scritte in merito la Cassa ha precisato che “
dopo aver preso conoscenza dello scritto del 19 agosto 2005 della RA 1, prende atto delle dichiarazioni della ricorrente, comunque non suffragate da documentazione, inerenti le prestazioni del signor _. La Cassa ritiene che il genere di attività svolta dal signor _ (_) prevede un'integrazione continua tra "regista" e "i pazienti-attori", e dunque presuppone una presenza fisica sul luogo di lavoro. La Cassa tiene d'altronde a ricordare che l'Ufficio della manodopera estera ha rilasciato al signor _ un permesso di lavoro (doc. B, già agli atti) per l'attività di animatore (genera di attività già svolta in un'altra società, poi messa in liquidazione - il cui personale si è trasferito in RI 1).
" (Doc. XII)
1.9. Pendente causa il TCA ha richiamato dalla Sezione dei permessi e dell’immigrazione l’incarto di _, comunicandone alle parti le risultanze (doc. da XX a XXIII).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04, consid. 1.3).
In concreto le riprese contestate si riferiscono a importi versati dal 1999 al 2002, mentre la decisione impugnata è del 2005.
Per cui, mentre per quanto concerne l’aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda le riprese vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.
2.2. La società ha inoltrato direttamente ricorso al TCA contro una decisione formale della Cassa che indicava, in caso di disaccordo, la possibilità di interporre opposizione all’amministrazione.
La cassa ritiene il ricorso irricevibile, ma, per motivi di economia procedurale, ha preso posizione sull’impugnativa, chiedendone la reiezione.
In concreto, come risulta anche dal verbale di audizione del 20 aprile 2005 (cfr. doc. A1: “
vedi opposizione 5 agosto 2004
”), il TCA ha accolto il ricorso e rinviato l’incarto alla Cassa, affinché questa garantisse, in sede di opposizione, il diritto di essere sentito (cfr. anche art. 42 LPGA e consid. 2.3 della STCA del 21 marzo 2005), diritto che l’insorgente ha fatto valere proprio in quella sede, ed effettuasse ulteriori accertamenti.
Per cui la procedura, nel particolare caso di specie, doveva essere ripresa allo stadio dell’opposizione.
Il TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso presentato dalla società contro quella che deve essere in realtà considerata una decisione su opposizione.
Nel merito
Attività dei medici
2.3. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.4. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appréciation fiscale.
(...).".
2.5. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).