# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 72d397a6-63cf-4b97-bfa3-04d23a87082e
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_016
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
Fatti:
A. La società T._ SA di Z._, costituita il 19 novembre 1991, è stata sciolta d'ufficio, per mancato adattamento del capitale azionario ai minimi di legge, con decreto pretorile del 13 marzo 1998. B._ è stato amministratore unico dal 10 aprile 1996 fino al 24 giugno 1998 quando ne divenne liquidatore.
Mediante decisione del 9 marzo 1999 la Cassa di compensazione Promea, constatato di aver subito un danno di fr. 20'807.45 in seguito al mancato pagamento di contributi paritetici, da parte della società, per gli anni 1996 e 1997, ne ha postulato il risarcimento da B._.
Il 20 aprile 1999, la Cassa - preso atto dell'opposizione interposta da quest'ultimo - ha esteso l'obbligo di risarcire il danno anche a V._, ritenuto amministratore di fatto della T._ SA, pretendendo l'importo di fr. 20'807.45, in solido con lo stesso B._. Anche V._, per il tramite dell'avv. Yves Flückiger, si è opposto al provvedimento.
Il 20 aprile 1999, la Cassa - preso atto dell'opposizione interposta da quest'ultimo - ha esteso l'obbligo di risarcire il danno anche a V._, ritenuto amministratore di fatto della T._ SA, pretendendo l'importo di fr. 20'807.45, in solido con lo stesso B._. Anche V._, per il tramite dell'avv. Yves Flückiger, si è opposto al provvedimento.
B. La Cassa di compensazione ha quindi promosso due distinte azioni di risarcimento danni dinanzi al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, chiedendo la condanna di B._ e di V._ al pagamento dei contributi sociali rimasti insoluti. Con giudizio 2 ottobre 2000, la Corte cantonale, congiunte le procedure, ha accolto le petizioni.
B. La Cassa di compensazione ha quindi promosso due distinte azioni di risarcimento danni dinanzi al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, chiedendo la condanna di B._ e di V._ al pagamento dei contributi sociali rimasti insoluti. Con giudizio 2 ottobre 2000, la Corte cantonale, congiunte le procedure, ha accolto le petizioni.
C. V._, sempre patrocinato dall'avv. Flückiger, interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, postulando l'annullamento della pronuncia cantonale. Dei motivi invocati nell'impugnativa si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto.
La Cassa propone la reiezione del gravame, così come, perlomeno implicitamente, B._, interpellato in qualità di cointeressato. Per contro, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha rinunciato a determinarsi.

## Considerations

Diritto:
Diritto:
1. Qualora la lite non verta sull'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, il Tribunale federale delle assicurazioni deve limitarsi ad esaminare se il giudizio di primo grado abbia violato il diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento, oppure se l'accertamento dei fatti sia manifestamente inesatto, incompleto od avvenuto violando norme essenziali di procedura (art. 132 OG in relazione con gli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG).
1. Qualora la lite non verta sull'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, il Tribunale federale delle assicurazioni deve limitarsi ad esaminare se il giudizio di primo grado abbia violato il diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento, oppure se l'accertamento dei fatti sia manifestamente inesatto, incompleto od avvenuto violando norme essenziali di procedura (art. 132 OG in relazione con gli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG).
2. Oggetto del contendere è il risarcimento di danni per il mancato pagamento di contributi AVS/AI/IPG/AD e AF. Ora per quel che attiene a quest'ultima categoria di contributi, essa è di diritto cantonale, per cui sfugge al controllo giudiziale del Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimento). Nella misura in cui concerne danni addebitabili al mancato versamento di simili contributi, il ricorso di diritto amministrativo è quindi irricevibile.
2. Oggetto del contendere è il risarcimento di danni per il mancato pagamento di contributi AVS/AI/IPG/AD e AF. Ora per quel che attiene a quest'ultima categoria di contributi, essa è di diritto cantonale, per cui sfugge al controllo giudiziale del Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimento). Nella misura in cui concerne danni addebitabili al mancato versamento di simili contributi, il ricorso di diritto amministrativo è quindi irricevibile.
3. Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente ricordato che i presupposti a fondamento dell'obbligo di risarcimento dei danni ai sensi dell'art. 52 LAVS sono, oltre all'esistenza del danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici da parte del datore di lavoro e l'intenzionalità o la negligenza grave di quest'ultimo. In sostanza, l'obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro - nella cui nozione sono compresi pure gli organi di una società anonima - è un compito prescritto dal diritto pubblico. A questo riguardo il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato che il venir meno a detto compito costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate).
3. Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente ricordato che i presupposti a fondamento dell'obbligo di risarcimento dei danni ai sensi dell'art. 52 LAVS sono, oltre all'esistenza del danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici da parte del datore di lavoro e l'intenzionalità o la negligenza grave di quest'ultimo. In sostanza, l'obbligo di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro - nella cui nozione sono compresi pure gli organi di una società anonima - è un compito prescritto dal diritto pubblico. A questo riguardo il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato che il venir meno a detto compito costituisce una violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a e sentenze ivi citate).
4. 4.1 Il ricorrente contesta le conclusioni del primo giudice nella misura in cui lo ha ritenuto amministratore di fatto della T._ SA e, di conseguenza, responsabile del danno cagionato alla Cassa a seguito del mancato pagamento dei contributi sociali. Rileva d'esser stato solo un azionista minoritario - detentore di 13 azioni sulle complessive 50 - e senza alcun potere decisionale, non avendo mai partecipato "effettivamente e attivamente alla gestione degli affari societari". A comprova di tale circostanza precisa che le registrazioni contabili e il conteggio delle paghe sarebbero stati di competenza di F._, indicato quale responsabile della gestione contabile della società sino al giorno del suo decesso. Sostiene quindi che dalla convenzione 24 marzo 1994 tra T._ SA, X._ SA e V._ risulterebbe unicamente la sua posizione di locatore in relazione ai vani occupati dalla T._ SA.
4.2 Secondo giurisprudenza, sono considerati organi di una persona giuridica in primo luogo le persone iscritte come tali a registro di commercio, quali il consiglio di amministrazione (rispettivamente l'amministratore unico) e gli organi di controllo. A determinate condizioni possono assumere la qualità di organo anche il direttore, il procuratore ex art. 458 CO o l'amministratore di fatto (DTF 119 II 255, 117 II 441 consid. 2b, 571 consid. 3 e riferimenti; Nussbaumer, Les caisses de compensation en tant que parties à une procédure de réparation d'un dommage selon l'art. 52 LAVS, in RCC 1991 pag. 402 seg.).
Decisivo per la qualifica di organo d'una società per persone che non fanno parte - formalmente - del consiglio di amministrazione è la circostanza che esse esercitino effettivamente la funzione medesima, prendendo decisioni che competono agli organi formali o assumendo la gestione della ditta ed influenzandone così in modo determinante la formazione della volontà (DTF 114 V 79 consid. 3; Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, Schweizerisches Aktienrecht, Berna 1996, § 37, n. 17). Nell'ambito di azioni di responsabilità sono infatti di rilievo le mansioni concretamente svolte da una persona in seno alla società. Diversamente, la persona interessata dovrebbe essere considerata responsabile anche per i danni di cui, per difetto di competenza, non avrebbe potuto impedire il verificarsi (DTF 111 V 178 consid. 5a).
4.3 Gli argomenti addotti dal ricorrente - secondo cui l'unico responsabile dei mancati pagamenti contributivi sarebbe stato l'amministratore unico B._, essendo egli il solo a detenere la facoltà di controllo sulla società - sono in contrasto con la documentazione agli atti. Dalle tavole processuali risulta infatti che l'interessato esercitava una funzione dirigenziale tipica di un organo di una persona giuridica e che in realtà è sempre stato in grado di dirigere ed influenzare le sorti della società, malgrado fosse, a suo dire, semplice azionista di minoranza. In questo contesto è da interpretare la dichiarazione di V._ in occasione dell'assemblea generale degli azionisti del 25 marzo 1996, nel corso della quale, alla domanda dell'azionista K._ (detentore di 12 azioni sulle 50 complessive) che chiedeva se fosse normale licenziare C._ - indicato come "persona produttiva" - per assumere due nuovi tecnici - ritenuti "improduttivi" -, lo stesso insorgente - nella sua qualità di controllore di più società, segnatamente di azionista maggioritario della E._ SA, di amministratore unico della W._ SA, già R._ SA, apparentemente di sua "proprietà", nonché di azionista della F._ SA - delineò i dettagli economici dell'operazione, precisando che i due nuovi tecnici sarebbero stati rifatturati ad un'altra società, sgravando così la T._ SA dall'imposizione di costi supplementari.
Tale convincimento non viene affatto sovvertito dalla lettura della convenzione 24 marzo 1994 tra T._ SA, X._ SA e V._. Checché il ricorrente ne voglia dedurre, egli non può essere considerato quale semplice locatore dei vani della T._ SA. L'insieme delle circostanze, segnatamente la configurazione dei rapporti societari esistenti, induce infatti a ritenere che egli agisse in qualità di dominus nella gestione delle operazioni delle menzionate società - conclusione, che peraltro trova conferma nelle dichiarazioni rilasciate dalla moglie H._, in sede penale, dalle quali è emerso come la stessa curasse, almeno in parte, gli aspetti contabili sotto le direttive del marito.
Alla luce di queste considerazioni, si deve concludere che il ricorrente, partecipando attivamente alla gestione della T._ SA e delle altre società vicine, era in grado di determinarne in modo rilevante la volontà. Egli deve pertanto essere ritenuto responsabile del danno subito dalla Cassa, che dovrà ora essere risarcito.
Alla luce di queste considerazioni, si deve concludere che il ricorrente, partecipando attivamente alla gestione della T._ SA e delle altre società vicine, era in grado di determinarne in modo rilevante la volontà. Egli deve pertanto essere ritenuto responsabile del danno subito dalla Cassa, che dovrà ora essere risarcito.
5. Non trattandosi in concreto di una lite avente per oggetto l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, la procedura non è gratuita (art. 134 OG e contrario). Le spese processuali, che seguono la soccombenza, devono pertanto essere poste a carico del ricorrente (art. 135 in relazione con l'art. 156 cpv. 1OG).