# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 43cebba6-0edf-59d0-8b21-7ae8b3fd9506
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, classe 1959, operaio, è portatore di affezioni reumatiche (doc. AI _) e psichiche (doc. AI _).
Il 21/22 ottobre 2000 egli ha chiesto di essere posto al beneficio di prestazioni AI per adulti (doc. AI _).
1.2. Dopo aver esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia multidisciplinare a cura del Servizio di accertamento medico dell’AI (SAM), con progetto di decisione 30 aprile 2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha accolto la domanda dell’assicurato nel senso di accordargli una mezza rendita dal 1° novembre 1999.
Quale motivazione l’amministrazione ha rilevato quanto segue:
"
Dalla documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare dalla perizia medica eseguita presso il Servizio Accertamento Medico AI di Bellinzona, risulta che nell'ultima attività lavorativa da lei svolta come pure in qualsiasi attività medio-leggera presenta un'inabilità lavorativa parziale dal novembre 1998.
Trascorso l'anno d'attesa (dettato dall'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) a decorrere dal 1.11.1999 viene conseguentemente erogata una mezza rendita d'invalidità, con grado AI del 50%." (doc. AI _)
Il 22 maggio 2002 l’assicurato, per il tramite dell’avv. _, ha presentato delle osservazioni, contestando in particolare la valutazione psichiatrica eseguita dal dr. _ per conto del SAM (doc. AI _).
Mediante decisione del 25 ottobre 2002 l’amministrazione ha confermato l’erogazione della mezza rendita, unitamente alle rendite per la moglie e per i due figli.
In merito alle censure esposte dall’interessato, l’UAI ha precisato:
"
Preso atto delle osservazioni presentate al progetto di decisione del 30.04.2002, abbiamo richiesto conferma al Servizio Accertamento Medico AI circa l'influsso della patologia psichiatrica sulla capacità lavorativa.
I periti indicano che, come specificato nel rapporto a pagina 10 punto 7, l'attività è esigibile nella misura del 50% intesa come intera giornata lavorativa ma con rendimento ridotto.
Non possiamo pertanto discostarci da quanto esposto nel progetto di decisione." (doc. AI _)
1.3. Contro la succitata decisione amministrativa _ è tempestivamente insorto al TCA, sempre rappresentato dall’avv. _, postulando in via principale, l’erogazione di una rendita intera e, in subordine, il rinvio degli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti medici.
Ribadendo le contestazioni in merito alla perizia del dr. _, il ricorrente ha puntualizzato quanto segue:
"
Invero il referto medico del dott. _ pare d'acchito molto superficiale. Le indagini di natura psichiatrica si sono limitate ad una sola consultazione che, stante il sostanziale mutismo con cui è solito presentarsi l'assicurato (ben noto allo scrivente ed a cui accenna pure il medico) e la difficoltà nell'espressione verbale in lingua italiana, ci si chiede in che cosa essa sia consistita. Nei fatti non vi è motivo per non ritenere che questa si sia limitata ad un'osservazione dell'assicurato, rispettivamente degli atti medici di questo. Ciò è peraltro quanto appare.
Inoltre non è data ragione del motivo per il quale dall'assicurato sia esigibile un'attività lavorativa in ragione del 50%, quantunque poco pesante ed impegnativa da un profilo mnemonico, attenzionale, responsabilità, ecc. Nella propria perizia non ci si attarda nel richiedere quale sia la reazione dell'assicurato dinanzi alla regolarità richiesta al lavoratore, la necessità di impegnarsi in modo comunque autonomo. Siamo vieppiù convinti che l'osservazione che ha condotto alla perizia in questione non fosse sufficiente a dare siffatte risposte, che contrasta con le conclusioni cui è giunto il curante.
In effetti dott. _, che lo ha in cura da alcuni anni, conferma l'assoluta impossibilità nello svolgere un'attività lavorativa. Se il perito la pensava diversamente specifichi le motivazioni e specifichi pure perché non ha ravvisato, quale diagnosi, il sussistere di una depressione recidivante, sempre fatta propria dal curante. Se la sindrome non fosse che una modalità con cui questa si manifesta, ci scusiamo nell'intrusione nella sfera di competenza del medico. Sarebbe comunque opportuno che le diagnosi mediche siano quantomeno intelligibile al profano.
Ne discende in termini evidenti che la perizia in questione non rispetta i canoni di chiarezza, motivazione ed approfondimento richiesta dalla nostra giurisprudenza.
Si chiede pertanto in via principale in conferimento di una rendita intera, che dovrebbe passare gioco forza attraverso l'allestimento di un ulteriore referto, in subordine al rimando dell'incarto all'AI per al completazione ai sensi dei considerandi." (doc. _)
Contestualmente egli ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria.
1.4. Mediante risposta di causa 9 dicembre 2002 l’UAI ha proposto di respingere il ricorso, osservando:
"
7.
In concreto nell'ambito della perizia 2 aprile 2002 l'anamnesi di _ è stata acquisita e integrata nella valutazione dallo specialista psichiatra, discussa con il perito SAM e nel plenum dei vari periti, quindi pienamente valutata e integrata nella perizia finale. La modalità d'analisi medica dell'assicurato ha configurato una precisa scelta di sindrome depressiva recidivante in quanto _ per i periti non ha evidenziato i criteri necessari per tale diagnosi.
8.
Di fatto la perizia 2 aprile 2002 costituisce un'ulteriore e plurima valutazione medica, per giurisprudenza di maggiore oggettività rispetto al medico curante e comprensiva delle varie componenti dello stato di salute dell'assicurato. Essa è stata allestita da un istituto autonomo e specializzato in tale attività, in applicazione delle modalità medico scientifiche riconosciute. La perizia è stata svolta in modo completo, approfondito, a conoscenza degli antecedenti dell'assicurato. Essa è inoltre chiara nell'apprezzamento della situazione medica." (doc. _)
1.5. Dopo aver raccolto la documentazione giustificativa relativa alla richiesta di assistenza giudiziaria (V, IX), con decreto 24 giugno 2002 questo Tribunale ha accolto l’istanza (X).
1.6. Pendente causa, il TCA ha chiesto al dr. _ un complemento peritale (XI), a cui lo specialista ha dato seguito il 5 agosto 2003 (XII).
Le parti hanno poi inoltrato le rispettive prese di posizioni in merito al succitato accertamento (XIV e XV).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è accertare se _ ha diritto ad una rendita intera d'invalidità.
2.3. Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 25 ottobre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.4. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Affinché il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
2.5. Va altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.6. Nel caso concreto, l’UAI ha incaricato il SAM di esperire una perizia multidisciplinare.
Dal referto 2 aprile 2002 (doc. AI _) risulta che i periti hanno fatto capo a due consultazioni esterne: di natura reumatologica e psichiatrica.
Dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, le constatazione obbiettive e discusso le risultanze delle due valutazioni specialistiche, il SAM ha posto la seguente diagnosi, con influsso sulla capacità lavorativa:
"
Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD F45.4) in
- st. dopo trauma cervicodorsale nell’agosto 1991;
- evidenti turbe statiche, soprattutto a livello lombare
(rotoscoliosi ds.-convessa).”
2.6.1. Dal punto di vista reumatico
l’assicurato è stato visitato dal dr. _.
Posta la diagnosi riportata sopra, dal lato strettamente reumatologico lo specialista ha ritenuto che:
"
L’assicurato potrebbe svolgere la sua precedente attività lavorativa, evitando però di eseguire lavori particolarmente pesanti per la colonna vertebrale. Dovrebbe evitare di sollevare ripetutamente pesi superiori ai 20kg, nonché eseguire movimenti ripetuti di flessione/estensione del tronco. Sussiste perciò un’incapacità lavorativa per un tale lavoro non qualificato di circa il 50% (lavoro durante l’intero arco della giornata ma con mansioni limitate).” (Doc. AI _).
A detta del perito, in attività medie-leggere l’assicurato è tuttavia da considerare pienamente abile, e ciò pure in lavori semplici e non qualificati.
Il dr. _ non ha individuato delle possibilità per migliorare la capacità lavorativa dell’assicurato (doc. AI _).
2.6.2. In merito alla patologia psichiatrica, il dr. _ ha individuato una sindrome somatoforme da dolore persistente, valutando un’incapacità al lavoro del 50%, evidenziando che:
"
Anamnesticamente l'assicurato presenta da circa 2 anni una depressione reattiva recidivante ed il paziente ha sviluppato una sindrome somatoforme da dolore persistente sottoforma di un dolore intenso e penoso che non può essere spiegato da un processo fisiologico nè da una patologia somatica chiara.
In effetti il reumatologo, Dr. _ riferisce nel suo recente rapporto che la presenza del tumore benigno al processo trasverso della vertebra D1 a sinistra incide solo in piccola parte i sintomi dolorosi presentati dall'assicurato e che addirittura non vi è nemmeno un'indicazione chirurgica.
Per quel che concerne la sua patologia psichiatrica, il Dr. _ ha già sottolineato la presenza di un disturbo depressivo cronico recidivante con un decorso caratterizzato da una stazionarietà del quadro depressivo.
Dall'altra parte egli già da diversi anni non svolge alcuna attività professionale e passa le sue giornate lamentandosi dei suoi dolori alla schiena e vari altri sintomi sottoforma di somatizzazioni sparse per tutto il corpo.
Per quel che concerne la sua patologia puramente psichiatrica attuale si tratta di una
sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD.10 F45.4)
con una prognosi a medio-lungo termine poco favorevole, con un'inabilità lavorativa attuale nella misura del 50%.
Vista la sua età relativamente giovane è auspicabile puntare su la psicoterapia di sostegno e la psicofarmaco-terapia già in atto presso il Dr._ , insistendo sulla sua ripresa lavorativa graduale nella misura del 50% in un'attività semplice e non pesante fisicamente." (doc. AI _)
2.6.3. Sulla base di tutti gli atti medici raccolti, inclusi quindi anche i due succitati referti specialistici, il SAM ha concluso per una capacità medico-teorica globale dell’assicurato, quale operaio non qualificato, del 50%, non migliorabile mediante l’adozione di provvedimenti d’integrazione (doc. AI _ pag. 10).
In particolare i periti hanno evidenziato che:
"
Le menomazioni dovute ai disturbi sul piano psicologico, mentale, nonché fisico, sono state discusse sopra. Le conseguenze di queste menomazioni sull'abilità lavorativa sono una ridotta capacità di sostenere lavori fisicamente pesanti, di concentrazione su attività ripetitive (l'A. necessita di maggior tempo per l'attuazione di queste attività), la ridotta velocità di esecuzione delle attività richieste, anche se semplici (inibizione psicomotoria), di autonomia ed autogestione durante il lavoro.
Riteniamo pertanto che l'attività da ultimo svolta dall'A. sia ancora proponibile, ma con un grado di capacità lavorativa sul piano medico teorico ridotta nella misura del 50%. Di nuovo, dal 27.07 al 2.09.2000 (degenza presso la Clinica di riabilitazione di _) vi è stata una totale incapacità lavorativa. Possiamo quindi confermare che lo sviluppo della capacità lavorativa non abbia presentato grossi cambiamenti, rimanendo negli ultimi anni sempre nella misura del 50%." (doc. AI _ pag. 11)
2.7. Va ricordato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‐Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).
In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb)
.
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U. Meyer‐Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).
2.8. Nell'evenienza concreta, il ricorrente contesta la valutazione psichiatrica, rilevando fra l’altro come il suo psichiatra curante (dr. _) abbia riscontrato, a dispetto del dr. _, anche una sindrome depressiva acuta, ritenendolo inabile all’80% in qualsiasi attività lucrativa.
A titolo di complemento peritale, questo Tribunale ha rivolto al dr. _ delle domande (XI), a cui lo specialista ha risposto il 5 agosto 2003 (XII) come segue:
"
1)
Per quale motivo lei ha diagnosticato unicamente una sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD:10 F45.4) nonostante che nelle conclusioni vi sia indicato che
“l’assicurato presenta da 2 anni una depressione reattiva recidivante”
?
Quest’ultima affezione è da considerare “inglobata” nella sindrome somatoforme da dolore persistente?
Al momento della mia valutazione, che fra l'altro ripeto che è stato difficile ottenere informazioni dal paziente a causa delle sue scarse conoscenze della lingua italiana ed è stato necessario l'intervento del figliastro, ma per fortuna aveva a disposizione una completa anamnesi famigliare e patologica redatta dal Dr. _ e le informazioni dal punto di vista reumatologiche del Dr. _, FMH reumatologia di _.
Dunque al momento della mia valutazione non ho avuto criteri sufficienti per poter confermare una depressione acuta ma ho confermato la diagnosi di sindrome somatoforme da dolore persistente che fra l'altro anche lo psichiatra curante aveva accennato.
La depressione reattiva recidivante veniva considerata inglobata nell'insieme dei disturbi che potevano essere conclusi sottoforma di sindrome somatoforme da dolore persistente.
2)
Se le due patologie sono da considerare separatamente, quale è la sua valutazione circa l’abilità lavorativa, ritenuto che l’assicurato, prima del danno alla salute, svolgeva l’attività di operaio non qualificato presso la _ con un mansionario di tipo pesante (doveva infatti trasportare sacchi di cacao pesanti fino a 70 Kg)?
Per quel che concerne la sua abilità lavorativa puramente dal punto di vista psichiatrico al momento della valutazione per i disturbi presentati dall'assicurato era nella misura del 50% e nella documentazione a mia disposizione i colleghi reumatologhi proponevano di evitare di sollevare ripetutamente pesi superiori ai 20 kg; ragion per la quale accennavo nel mio rapporto ma a questo proposito non è mia competenza esprimermi sulla quantità di peso che egli poteva alzare.
3)
Quale è la ragione per cui lei ha ritenuto l’assicurato inabile al 50%, disconstandosi quindi da quanto sostenuto dal dr. _ (80% d’inabilità lavorativa), medico curante dell’assicurato?
Il Collega _ aveva certificato un'inabilità lavorativa nella misura dell'80% sicuramente nei periodi che egli presentava importanti sintomi o aggravazioni che giustificano un'inabilità lavorativa completa ma, ritengo che al momento della valutazione non ho constatato dei gravi sintomi depressivi tali da poter giustificare un'inabilità lavorativa completa e nemmeno una rendita d'invalidità completa.
Come già accennato dal Dr. _, egli presentava una depressione reattiva recidivante che significa che ci sono anche dei periodi di benessere ed una certa stabilità psichica accompagnata da periodi in cui egli presenta delle riesacerbazioni dei suoi sintomi depressivi che al momento della mia valutazione, come già accennato, non ho constatato.
Inoltre l'assicurato era al beneficio di un'importante psicofarmacoterapia ed avendo solamente 43 anni speravo che potesse migliorare e, con l'aiuto dei suoi curanti recuperare almeno il 50% della sua abilità lavorativa, come aveva già proposto anche il Dr. _ con una eventuale riformazione professionale presso il Centro di _."
Orbene, da quanto riportato sopra risulta che il perito ha effettivamente avuto delle difficoltà nell’ottenere dal ricorrente, per via delle sue scarse conoscenze linguistiche, le necessarie informazioni, difficoltà che sono state comunque superate grazie alla collaborazione del figliastro. Inoltre, il dr. _ ha avuto a disposizione la completa anamnesi soggettiva e patologica redatta dal SAM e dal dr. _ e quindi ha potuto procedere alla sua valutazione specialistica.
Per quel che concerne la diagnosi, il perito ha altresì spiegato di non aver avuto sufficienti criteri per riscontrare una depressione acuta, confermando tuttavia una sindrome da dolore somatoforme in cui è stata “inglobata” la depressione reattiva recidivante (“
Dunque al momento della mia valutazione non ho avuto criteri sufficienti per poter confermare una depressione acuta ma ho confermato la diagnosi di sindrome somatoforme da dolore persistente che fra l'altro anche lo psichiatra curante aveva accennato. La depressione reattiva recidivante veniva considerata inglobata nell'insieme dei disturbi che potevano essere conclusi sotto forma di sindrome somatoforme da dolore persistente”,
sottolineatura del redattore, cfr. scritto 5 agosto 2003 riportato poc’anzi).
Vero che nel referto 26 marzo 2003 lo specialista ha parlato di una ripresa lavorativa del 50% in un’attività semplice e non pesante fisicamente, questo perché, come evidenziato nello scritto 5 agosto 2003, “
nella mia documentazione a mia disposizione i colleghi reumatologici proponevano di evitare di sollevare ripetutamente pesi superiori ai 20 kg, ragion per la quale accennavo nel mio rapporto”
(XII).
Tale aggiunta non inficia tuttavia la validità della perizia, poiché il dr. _ ha inequivocabilmente fatto riferimento ad una capacità lavorativa del 50% dal punto di vista psichiatrico, non avendo in particolare costatato dei gravi sintomi depressivi tali da giustificare un’inabilità lavorativa completa e una rendita intera (cfr. anche lo status psichico riportato nella perizia a pag. 3).
Del resto, egli ha spiegato che (la sottolineatura è del redattore):
"
come già accennato dal dr. _ egli (il ricorrente) presentava una depressione reattiva recidivante che significa che ci sono anche dei periodi di benessere ed una certa stabilità psichica accompagnata da periodi in cui egli presenta delle riesarcerbazioni dei suoi sintomi depressivi che al momento della mia valutazione, come già accennato, non ho costatato” (XII).
Pertanto, il referto del dr. _ non può essere considerato superficiale e non motivato.
Va inoltre rilevato come i due referti specialistici (reumatologico e psichiatrico) siano stati in seguito oggetto di una ponderata valutazione globale da parte dei periti SAM, i quali hanno concluso per un’inabilità lavorativa del 50% dal mese di novembre 1998 (cfr. 2.6.3).
Al riguardo va segnalato che in una sentenza del 4 settembre 2001, pubblicata in RDAT I 2002 pag. 485 seg., il TFA ha stabilito che per determinare il grado d’inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far capo ad un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati.
L'Alta Corte ha inoltre osservato che la questione a sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e se del caso in quale misura è una problematica squisitamente medica, che di principio il giudice non rimette in discussione.
In conclusione, ritenendo la perizia multidisciplinare completa, dettagliata e approfondita, secondo il TCA, alla stessa deve essere attribuita forza probante piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.7).
Pertanto, è da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che le affezioni di cui _ è portatore, per le quali è da ritenere che non sussistano realistiche possibilità di miglioramento, provocano nell’attività di operaio un'incapacità al lavoro, rispettivamente al guadagno, del 50%.
Ne consegue che rettamente l’UAI ha riconosciuto all’assicurato, dopo la decorrenza dell’anno di carenza prescritto dall’art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, una mezza rendita dal 1° novembre 1999.
2.9. L'assicurato ha chiesto al TCA di ordinare una perizia giudiziaria.
Al proposito si osserva che
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, p. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274, si veda pure DTF 122 II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
In concreto, alla luce delle risultanze degli atti di causa, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dal punto di vista medico, per cui non appare necessario procedere ad una perizia giudiziaria.
Sulla scorta del considerando precedente, la decisione va confermata e il ricorso respinto.