# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 821a79cc-88fc-5c04-a88e-469d3aae64fd
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_002
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a.
A seguito di varie denunce/querele e in base alle informazioni raccolte, il 27.05.2011 il Ministero pubblico ha decretato l’apertura dell’istruzione penale nei confronti di RE 1, che in quel periodo esercitava la sua attività lavorativa in qualità di infermiera presso l’Ospedale Regionale di _, in relazione all’invio di numerosi scritti anonimi trasmessi a diverse persone e a rappresentanti di enti pubblici, per ripetuta diffamazione (art. 173 CP), ripetuta ingiuria (art. 177 CP), ripetuta minaccia (art. 180 CP) e ripetute molestie sessuali (art. 198 CP) (inc. MP _).
Il procedimento penale è dapprima sfociato nel decreto di accusa 12.09.2011 (DA _) (AI 18) avverso il quale il 23/26.09.2011 l’imputata e due accusatori privati hanno inoltrato opposizione (AI 19, AI 20 e AI 21).
b.
Il 5.10.2011 l’Ufficio di sanità del Dipartimento della sanità e della socialità (di seguito Ufficio di sanità), richiamando gli art. 23, 53, 59 LSan e 101 cpv. 2 CPP, ha chiesto al Ministero pubblico di poter accedere all’intero incarto penale riguardante RE 1 (AI 22).
Con scritto 7.10.2011 il procuratore pubblico Antonio Perugini ha autorizzato il predetto ufficio a consultare gli atti dell’incarto penale DA _, con la facoltà di estrarne le fotocopie, precisando nondimeno che
"
(...) è pendente l’opposizione interposta dall’imputata per il tramite del suo difensore che ci legge in copia
(avv. PR 1)
e che attendo nei prossimi giorni dei documenti supplementari. Valuti lei se è il caso o meno di attendere che l’incarto sia stato ulteriormente completato
"
(AI 23).
Il 28.10.2011 il patrocinatore di RE 1 ha comunicato al procuratore pubblico che la sua assistita rinuncia all’interrogatorio del 10.11.2011 per il quale è stata citata, poiché
"
(...) accetterà tutti i suoi decreti
"
(AI 26 e AI 27). Ha inoltre allegato uno scritto datato 19.10.2011 da cui emerge che l’Ospedale Regionale di _ ha in particolare confermato che il rapporto di lavoro con RE 1 terminerà il 31.10.2011, chiedendo parimenti di revocare l’autorizzazione ai funzionari dell’Ufficio di sanità di consultare l’incarto penale poiché sprovvisti di legittimazione (AI 27).
c.
Il 4.11.2011, preso atto delle opposizioni interposte il 23/26.09.2011 dall’imputata e da due accusatori privati e richiamando l’art. 355 cpv. 3 lit. c CPP, il procuratore pubblico ha annullato il decreto di accusa DA _ ed ha posto in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale RE 1 siccome ritenuta colpevole di ripetuta diffamazione, ripetuta ingiuria, ripetuta minaccia e ripetute molestie sessuali (DA _) (AI 28).
Avverso il predetto decreto l’11/13.11.2011 è stata inoltrata opposizione da due accusatori privati (AI 31 e AI 32).
L’incarto penale è quindi stato trasmesso alla Pretura penale presso la quale è ancora pendente in attesa di giudizio (inc. _).
d.
Con scritto 30/31.10.2012 l’Ufficio di sanità, per il tramite del suo capoufficio, ha informato la Pretura penale che il 7.10.2011 il magistrato inquirente le aveva concesso l’accesso agli atti all’incarto penale riguardante RE 1 e di aver preso atto che al decreto di accusa è stata interposta opposizione. Richiamando gli art. 23, 53, 59 LSan e 101 cpv. 2 CPP, ha domandato di poter accedere all’intero incarto penale allo scopo di valutare compiutamente la fattispecie (doc. 4.a annesso alle osservazioni 11/13.12.2012 della Pretura penale).
e.
Il 27.11.2012 il presidente della Pretura penale ha accolto ai sensi dei considerandi l’istanza 30/31.10.2012 dell’Ufficio di sanità, considerato in particolare che
"
(...) i fatti imputati a RE 1 sarebbero stati commessi mediante l’invio di innumerevoli scritti anonimi inviati a più persone e a rappresentanti di enti pubblici approfittando in gran parte dei dati personali e del recapito privato di pazienti all’_, dati ai quali aveva accesso nella sua veste di infermiera – appare pacifico il nesso fra i fatti a fondamento del surriferito procedimento penale e la richiesta dell’autorità istante. È quindi dato un interesse giuridico legittimo e non vi si oppongono interessi pubblici o privati preponderanti
"
(decreto 27.11.2012, p. 2, inc. _).
f.
Con il presente reclamo RE 1 chiede di annullare la surriferita decisione e di respingere conseguentemente la richiesta dell’Ufficio di sanità di esaminare gli atti del procedimento penale a suo carico.
La reclamante sostiene anzitutto che la decisione impugnata sarebbe in contrasto con quanto deciso dal procuratore pubblico al momento dell’emanazione del decreto di accusa, affermando che egli aveva respinto la richiesta di accedere agli atti poiché lei non eserciterebbe più la professione di infermiera. Pertanto non sussisteva più alcun interesse nella divulgazione degli atti in questione. Evidenzia inoltre di aver rescisso da oltre un anno e di comune accordo il contratto di lavoro concluso trent’anni fa con l’ente ospedaliero. Non esisterebbe dunque più alcun interesse per l’Ufficio di sanità di esaminare l’incarto penale che la riguarda personalmente. Afferma infine che
"
(...) Questo mancato interesse è persino abusivo se si pensa che le ipotesi di accusa saranno contestate. Per ragioni di autorità la reclamante non ha fatto opposizione, vista la pena tutto sommato lieve, al decreto d’accusa. L’opposizione di due parti civili
(recte: accusatori privati)
le permette tuttavia di contestare in toto la sua responsabilità
" (reclamo
6/10.12.2012, p. 2).
g.
Come esposto in entrata, il presidente della Pretura penale e il procuratore pubblico si rimettono al prudente giudizio di questa Corte.
h.
Con scritto 28.01.2013 questa Corte ha informato l’Ufficio di sanità che il 6/10.12.2012 RE 1 (per il tramite del suo patrocinatore avv. _) ha inoltrato reclamo presso questa Corte contro il decreto emanato il 27.11.2012 dal presidente della Pretura penale (mediante il quale, come visto, è stata accolta, ai sensi dei considerandi, la richiesta del predetto ufficio di poter esaminare gli atti dell’incarto penale riguardante la qui reclamante in applicazione dell’art. 101 cpv. 2 CPP, inc. _), chiedendo nel dettaglio i motivi che stanno alla base della sua richiesta, considerato come RE 1 non risulta più essere iscritta all’albo degli operatori sanitari (_).
i.
Con scritto 7/11.02.2013 l’Ufficio di sanità ha in particolare informato questa Corte che RE 1
"
(...), ora sospesa dal suo incarico a causa del procedimento penale in corso, è stata assunta e ha lavorato come infermiera alle dipendenze dell’Ospedale _ di _. Secondo il decreto d’accusa (...), che per altro l’imputata non ha impugnato, essa si è resa responsabile di reiterati reati contro l’onore, di ripetuta minaccia e di ripetute molestie sessuali. La gran parte dei reati ascritti alla ricorrente sono stati commessi a danno di persone, enti pubblici e pazienti registrati nella banca dati dell’Ospedale _. Si tratta di dati sensibili a cui la stessa aveva accesso nella sua veste di infermiera e dunque nello svolgimento della sua professione
"
(scritto 7/11.02.2013, p. 1, doc. 6).
Evidenzia poi che giusta l’art. 54 lit. b LSan gli infermieri sono considerati operatori sanitari senza formazione universitaria, che il Dipartimento è l’autorità competente a concedere l’autorizzazione all’esercizio dipendente/indipendente delle professioni previste dall’art. 54 LSan e che
"
(...) È tuttavia riservato il cpv. 2 il quale specifica che per l’esercizio dipendente delle professioni previste dalla lett. b dell’art. 54 LSan sono applicabili le disposizioni dell’art. 58 LSan. L’art. 58 cpv. 1 e 2 LSan stabilisce che l’autorizzazione all’esercizio di una professione sanitaria prevista dalla lett. b dell’art. 54 è presunta quando la direzione di un servizio o una struttura sanitaria, prima di assumere un operatore in forma dipendente, ha proceduto alla verifica delle condizioni e dei requisiti conformemente alle disposizioni dell’art. 56 cpv. 1 e 4 e dell’art. 59. Ciò significa che l’autorizzazione viene delegata al datore di lavoro per gli operatori sanitari con il libero esercizio e senza formazione universitaria se questi decidono di esercitare un’attività lucrativa in qualità di dipendenti (...)
"
(scritto 7/11.02.2013, p. 1 e 2, doc. 6).
Ritiene dunque che RE 1 sia un operatore sanitario ai sensi della LSan. Avendo quest’ultima violato i suoi obblighi professionali e le regole deontologiche, il DSS quale autorità di vigilanza, ha dunque pieno diritto e dovere di accedere a ogni informazione necessaria per intraprendere gli eventuali e necessari provvedimenti in merito.

## Considerations

in diritto
1.
1.1.
Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuate le decisioni ordinatorie.
1.2.
Secondo SCHMID è possibile presentare reclamo giusta gli art. 393 ss. CPP contro decisioni emanate da chi dirige il procedimento nell’ambito di una richiesta di esame degli atti, perlomeno contro quelle emanate dal pubblico ministero.
Per quanto concerne, per contro, le decisioni emanate da un tribunale di primo grado a sua mente occorre considerare l’art. 65 CPP, in particolare il suo cpv. 2 (secondo cui le disposizioni ordinatorie prese prima del dibattimento da chi dirige il procedimento in un’autorità giudicante collegiale possono, d’ufficio o su domanda, essere modificate o annullate dal collegio), così come l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP, disposizioni che sembrano escludere un reclamo indipendente (N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 102 CPP n. 5; N. SCHMID, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, nota a piè di pagina 509).
A giudizio di S
CHMUTZ,
GOLDSCHMID
,
MAURER
e
SOLLBERGER
la decisione riguardante
una richiesta di esame degli atti è, di principio, impugnabile mediante reclamo ai sensi degli art. 393 ss. CPP nella misura in cui la decisione non è stata presa da chi dirige il procedimento di una giurisdizione di ricorso oppure dall’Ufficio dei provvedimenti coercitivi.
Nel caso in cui la decisione sia stata emanata da un tribunale di primo grado si è alla presenza di una decisione ordinatoria (
verfahrensleitender Entscheid
) non impugnabile ai sensi dell’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP laddove concerne una
parte
oppure
altri partecipanti al procedimento
.
Per contro, se
terzi
dovessero domandare di ispezionare gli atti in applicazione dell’art. 101 cpv. 3 CPP la decisione è impugnabile, non essendo alla presenza di una decisione ordinatoria, bensì – nell’ottica del terzo – di una decisione che conclude il procedimento (
verfahrenserledigender Entscheid
) [cfr. BSK StPO – M. SCHMUTZ, art. 102 CPP n. 6; P. GOLDSCHMID / T. MAURER / J. SOLLBERGER, Kommentierte Textausgabe zur StPO, art. 102 CPP, p. 79].
I citati autori non si esprimono sulla richiesta di ispezione degli atti da parte di
altre autorità
– in casu l’Ufficio di sanità – giusta l’art. 101 cpv. 2 CPP.
1.3.
Nella fattispecie in esame la Pretura penale del Canton Ticino quale tribunale di primo grado ha emanato una decisione inerente ad una richiesta indipendente di consultazione degli atti da parte dell’Ufficio di sanità di un incarto penale pendente riguardante un operatore sanitario (infermiera). La predetta autorità non partecipa al procedimento penale in questione ma – come si vedrà di seguito – è un’
altra autorità