# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a6a74ae3-ee33-54d0-8b59-4e0f52dfefd6
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 23 febbraio 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione dell’11 gennaio 2006 (cfr. doc. A) con cui ad RI 1 è stato negato il diritto a prestazioni assistenziali a far tempo dal mese di dicembre 2005, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato da Dipartimento della sanità e della socialità.
L’USSI al riguardo si è così espresso:
"
(...)
La tabella di calcolo, allegata alla citata decisione, indica la composizione:
• dell'unità di riferimento (UR)
• del reddito annuo disponibile residuale (fattori di reddito, di sostanza e spese computabili ai fini della valutazione della prestazione assistenziale).
L'art. 4 della Laps, in relazione all'Unità di riferimento, recita quanto segue:
"l'Unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l'autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti."
Nel vostro caso quindi, nell'Unità di riferimento, oltre alla signora RI 1 e al vostro figlio _ deve essere compreso pure il signor _.
Conformemente all'art. 5 della Laps, il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l'unità di riferimento.
Sulla base dell'art. 6 cpv. 1 lett. d) il reddito computabile per la vostra Unità di riferimento, quindi le risorse considerate per il calcolo assistenziale delle tre persone indicate, è costituito dai
proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità spettanti al signor _,
importi che corrispondono a quanto dichiarato e sottoscritto il 13/19/20 dicembre 2005 alla funzionaria dello sportello regionale Laps di _ al momento della presentazione della domanda concernente il sussidio al premio assicurazione malattia, all'assegno per i figli integrativo alla prestazione assistenziale.
Di conseguenza, a nostro giudizio, sono stati correttamente inseriti i redditi del signor _, stessi redditi già oggetto di calcolazione al momento della richiesta in materia d'indennità straordinarie cantonali di disoccupazione presentata dalla signora RI 1 all'Ufficio delle misure attive di Bellinzona, la cui decisione è poi stata contestata con ricorso del 31 ottobre 2005 al Tribunale cantonale delle assicurazioni, istanza tuttora in fase di istruttoria." (Doc. B)
1.2. Contro la decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, richiedendo l’assegnazione di una prestazione assistenziale calcolata senza tenere conto dei redditi del convivente, _, e l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
A sostegno della proprie pretese essa ha addotto:
"
(...)
1.
La Signora RI 1 convive attualmente con il Signor _ dal quale ha avuto il figlio _ nato il 3 giugno 1991.
Il Signor _, invalido, è inoltre padre di altri tre figli avuti con l'attuale moglie, che non è la Signora RI 1, e che sono stati affidati alla madre.
Una di queste figlie soffre di una grave forma di diabete e celiachia e vi sono tali problemi che hanno portato la Commissione Tutoria ad affidare entrambi i figli alla casa _ di _.
Il Signor _ inoltre avendo lui stesso problemi di salute ed in fase di divorzio, deve evidentemente assumersi ingenti spese derivanti dall'esercizio del diritto di visita, dal divorzio, dal suo stesso stato di salute e dai costi generati dalle sue frequenti ospedalizzazioni.
Egli è al beneficio di una rendita AI e di una rendita complementare AI che però non tengono in nessuna considerazione l'esistenza della convivente RI 1 e del figlio _.
PROVE:
si richiamano tutti i relativi incarti del Signor _ dall'ufficio AI di Bellinzona e dalla Pretura di _ (incarto OA.2005.5) con la relativa documentazione, come pure dall'ufficio del sostegno sociale l'incarto relativo al Signor _ ed alla Signora RI 1
2.
Con decisione del 23 febbraio 2006 l'ufficio del sostegno sociale di Bellinzona ha respinto totalmente qualsiasi indennità giornaliera alla Signora RI 1, ritenuto che l'unità di riferimento per tale calcolo comprendeva sia il figlio _ che il convivente Signor _ e quindi ritenendo nel calcolo integralmente le prestazioni ricevute dal Signor _ ma non tutti i costi e non tenendo in considerazione che la rendita AI non comprendeva la convivente e verosimilmente anche il figlio nato fuori dal matrimonio
PROVE:
doc. A decisione 11 gennaio 2006 ufficio del sostegno sociale
3.
Con tempestivo reclamo del 16 gennaio 2006 la Signora RI 1 ed il Signor _ insorgevano contro tale decisione chiedendo il contributo tenendo conto della problematica sopra segnalata ed in particolare segnalando il fatto che il calcolo non era corretto poiché considerava in maniera eccessiva le possibilità del nucleo famigliare senza tenere conto delle limitazioni delle singole rendite.
Con risposta al reclamo del 23 febbraio 2006 l'ufficio del sostegno sociale respingeva il reclamo confermando il calcolo e le circostanze della decisione, in particolare che conformemente all'art. 5 cpv. 1 Laps: l'unità di riferimento è costituita anche dal partner convivente se vi sono figli in comune e che, giusta l'art. 6 cpv. 1 lett. d) Laps: fanno parte dei redditi computabili i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia e superstiti all'invalidità.
PROVE:
doc B decisione del 23 febbraio 2006 impugnata
4.
Contro tale decisione si insorge per i seguenti motivi:
errata applicazione del diritto federale; inopportunità ed arbitrio.
In effetti se si comprende da un lato la necessità legislativa di considerare unità di riferimento pure il partner convivente se vi sono figli in comune, non bisogna però dimenticare che i redditi di quest'ultimo non sempre tengono conto delle esigenze dell'altro convivente.
In particolare la rendita AI e la rendita complementare del Signor _ tengono in considerazione solo le sue spese e non quelle di eventuali conviventi.
Inoltre rendita AI più rendita complementare coprono solo il minimo vitale dell'assicurato e non spese straordinarie quali costi aggiuntivi della salute, spese per il diritto di visita, alimenti per i figli, ecc. che il Signor _ deve sostenere e che non è evidentemente comunque già in grado di sostenere.
La Signora RI 1 si vede però aggiunto il reddito del convivente come se lo stesso fosse a libera disposizione di entrambi i conviventi ed andasse a parziale riduzione dei suoi costi, fatto questo impossibile da realizzarsi nella pratica.
L'art. 6 della Laps ha evidentemente come scopo quello di evitare che il minimo vitale di una persona sia coperto due volte ergo sia dalla rendita Laps che dalle disponibilità economiche del convivente, ma ciò evidentemente solo nella misura in cui tale reddito o parte di reddito possa essere effettivamente utilizzato a tale scopo.
Nella fattispecie ciò risulta impossibile e pertanto si chiede il riesame del calcolo ISD (
recte: della prestazione assistenziale
) fatta astrazione della rendita AVS ed AI del Signor _.
Si aggiungono inoltre le considerazioni già espresse in sede di reclamo che fanno parte integrante del presente ricorso.
PROVE:
incarto, si richiama l'incarto AI e rendita complementare del Signor _ dall'ufficio assicurazioni sociali, Bellinzona; l'intero incarto relativo alla Signora RI 1 dall'ufficio del sostegno sociale; si richiamano gli incarti dalla CTR _ relativi al Signor _, figli _ e _ e relativa documentazione come pure dalla Pretura di _ l'incarto _ e relativa documentazione." (Doc. I)
1.3. L’USSI, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Il 4 aprile 2006 è stato trasmesso a questa Corte uno scritto in cui RI 1 e _ hanno ribadito, con molteplici argomentazioni, il loro disappunto per la decisione di diniego di prestazioni assistenziali e hanno comunicato che dal mese di maggio 2006 non avrebbero più convissuto, bensì avrebbero abitato in due appartamenti distinti (cfr. doc. V). A tale lettera è stata allegata copiosa documentazione (cfr. doc. C0-C12).
1.5. RI 1, il 13 aprile 2006, ha inoltre inviato al TCA copia di una sua lettera all’USSI in cui elenca una serie di mobili di cui necessita a seguito della decisione di costituire due economie domestiche distinte, oltre alla diffida di pagamento del 3 aprile 2006 emessa dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG relativa ai contributi personali per il primo trimestre del 2006 (cfr. doc. VII).
1.6. L’USSI, il 18 aprile 2006, si è pronunciato in merito allo scritto di RI 1 e _ del 4 aprile 2006 (cfr. doc. VIII).
Il doc. VIII è stato trasmesso ad RI 1 per conoscenza (cfr. doc. IX).
1.7. La ricorrente, il 17 maggio 2006, ha consegnato a mano al TCA un ulteriore scritto in cui ha confermato che dal 1° maggio 2006 la stessa e il signor _ vivono in due appartamenti distinti a _. Inoltre essa ha censurato il fatto che l’USSI non le abbia ancora fornito i mobili richiesti (cfr. doc. X).
Il doc. X è stato inviato per conoscenza all’Ufficio convenuto (cfr. doc. XI).

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha negato ad RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali a decorrere dal mese di dicembre 2005 (cfr. art. 61 Las: il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata la domanda, in casu: 13 dicembre 2005).
2.2. Il diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost. fed., il quale prevede che:
"
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un’esistenza dignitosa."
Al riguardo in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004, pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:
"
(...)
4.- L’art. 12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse. Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun, elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins vitaux et personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres prestations sociales fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute évidence, elle constitue précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin, l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui aussi, mal fondé."
In un'altra sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, il TF ha precisato che:
"
(...)
3.1. Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4. März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998 S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3. Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen).
Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern 2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E. 2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz, Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S. 29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier, a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343)."
(STF del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)
Il TFA, dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:
"
(...)
4.2.3 Le recourant ne peut pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes, cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et 689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne physique dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p. 688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence."
(SVR 2004 IV N. 23 pag. 71)
In merito alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio 2005 nella causa X., 2A.692/2004.
Anche l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale - a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità umana e alle cure mediche essenziali.
La garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza sociale (in proposito cfr. art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno).
Va comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz. 2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5).
Infine, in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:
"
(...) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).
Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und 191)."
(RAMI 2005 pag. 30)
2.3. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone T
icino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Preliminarmente va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Tali modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
L’art. 1 Las stabilisce quanto segue:
"
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)
Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)
Principio basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970 riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).
Come già risulta dal consid. 2.3. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà.
Al riguardo l’art. 2 Las prevede:
"
Le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali. (cpv. 1)
In particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."
(cpv. 2)
L’art. 13 Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate
le
partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie
a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Le prestazioni assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo. Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).
Secondo l’art. 3 Las:
"
Le prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da consentirne un conveniente inserimento nella società."
Come evidenziato al consid. 2.3., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di Stato,
Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).
2.4. Per quanto concerne il titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:
"
Hanno diritto ai provvedimenti e alle prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)
Le persone con sola dimora assistenziale hanno per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)
Sono riservate le disposizioni del diritto federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)
Delle eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:
"
Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a
a) richiedenti l’asilo e
b) persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora. (cpv. 1)
Nello stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)
II Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."
2.5. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Sono queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente, nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Al riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata del
le prestazioni assistenziali propriamente dette
sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate
(cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al riguardo cfr. pure il consid. 2.3.).
Il Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 12 gennaio 2005, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la
COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
2 persone
1469.--
100.--
1569.--
3 persone
1786.--
100.--
1886.--
4 persone
2054.--
100.--
2154.--
5 persone
2323.--
100.--
2423.--
6 persone
2592.--
100.--
2692.--
7 persone
2861.--
100.--
2961.--
Per ogni persona supplementare
+ 269.--
-
+ 269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS):
per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246; BU 6/2005 dell’11 febbraio 2005 pag. 62-63)
Il DSS il 20 gennaio 2006,
sentito il parere dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento e della Divisione dell’azione sociale,
ha stabilito
che per l’anno 2006 gli importi della soglia di intervento corrispondono a quelli decisi per il 2005 (cfr. BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34).
L'art. 20 Las definisce, invece, le prestazioni speciali:
"
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio:
a) spese di formazione;
b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie dovute a malattia o handicap;
c) determinate assicurazioni;
d) misure che favoriscono l’ integrazione sociale e l’ inserimento professionale;
e) spese di collocamento diurno di figli minorenni;
f) spese di collocamento in istituto;
g) spese di sepoltura. (cpv. 1)
Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio superiori ai limiti previsti dall’ art. 22. (cpv. 2)
Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."
Le prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4).
2.6. Per quanto attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)."
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione primaria. (cpv. 1)
Le entrate di cui al capoverso precedente alle quali un membro
dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
l) le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito e sulla sostanza. (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 4 febbraio 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.7.), hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
I limiti di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.7. Nella presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha rifiutato ad RI 1 la concessione di prestazioni assistenziali a far tempo dal mese di dicembre 2005, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento - composta dalla stessa, dal figlio _ e dal convivente _, padre di _ -, al quale vanno sommati l’importo della partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie e l’assegno integrativo, supera il limite annuo fissato da Dipartimento della sanità e della socialità (cfr. doc. A; B; III; consid. 1.1.).
La ricorrente contesta il computo, nel calcolo della prestazione assistenziale, dei redditi del convivente, ossia della rendita AI e della prestazione complementare, poiché le entrate del signor _ coprono unicamente il fabbisogno di quest’ultimo.
In particolare tali prestazioni non tengono conto delle sue spese, dei costi aggiuntivi attinenti allo stato di salute del convivente, delle spese per il diritto di visita e degli alimenti per i figli (cfr. doc. I).
In relazione alle censure formulate da RI 1 nel ricorso, è utile dapprima evidenziare che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento, prevede:
"
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)
In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."
Secondo l'art. 4 Laps:
"
L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. (cpv. 1)
Se il titolare del diritto non è economicamente indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)
Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv. 3)
I figli e i titolari del diritto maggiorenni economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)
Se non vi sono figli in comune, dell’unità di riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)
Non fanno parte dell’unità di riferimento le persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."
L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Come appena visto e come peraltro già rilevato nella sentenza del 6 marzo 2006 relativa ad RI 1 (42.2005.6) cresciuta in giudicato incontestata, per l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune.
In una recente sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte, pronunciandosi su una vertenza relativa al diniego di assegni di famiglia integrativi, ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di riferimento.
Per quanto riguarda, in particolare, l’assistenza sociale, giova poi osservare che il Tribunale federale in una sentenza del 12 gennaio 2004 nella causa X., 2P.242/2003 ha stabilito che ai fini della determinazione del diritto a prestazioni assistenziali è ammissibile sommare i redditi di due conviventi che hanno figli in comune senza riguardo alla durata della convivenza. In quell’occasione l’Alta Corte ha deciso che la soluzione scelta da un Cantone di considerare stabile un concubinato dopo solo due anni di convivenza e quindi di computare dopo tale lasso di tempo i redditi di entrambi i conviventi nel calcolo dell’assistenza sociale richiesta da uno dei due non è censurabile (al riguardo cfr. anche STF del 12 gennaio 2004 nella causa X., 2P.218/2003).
In concreto RI 1 e _, genitori di _ nato nel 1991, convivono perlomeno dal mese di luglio 2002, come risulta dal contratto di locazione relativo all’appartamento in Via _ a _ (cfr. doc. 21).
In simili condizioni, sulla base della Las, della Laps e della giurisprudenza federale, la ricorrente, _ e il loro figlio _ costituiscono un’unica unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio convenuto (cfr. doc. B).
Di conseguenza, in applicazione dell’art. 5 Laps, al quale l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.6.), al fine di determinare se la ricorrente ha diritto o meno a una prestazione assistenziale nel relativo calcolo vanno conteggiati i suoi redditi e le sue spese computabili, nonché quelli di _ e di _.
2.8. L’art. 22 Las, ad eccezione di alcune deroghe espressamente indicate, rinvia, per quanto concerne il reddito computabile, all’art. 6 Laps, il quale fa riferimento ai redditi di cui agli art. 15-22 LT (cfr. consid. 2.6.).
All’art. 21 cpv. 1 LT vengono enumerati in modo esplicito i proventi dall’assicurazione invalidità.
A differenza della LT, secondo cui i proventi ricevuti in virtù della LPC sono esenti da imposta (cfr. art. 23 lett. h LT), l’art. 6 cpv. 1 lett. d Laps contempla, poi, fra i redditi computabili, le prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.
Ex lege, dunque, le rendite AI e le PC percepite dal signor _ vanno computate nel calcolo di RI 1.
Al riguardo non sono previste eccezioni di alcun genere.
L’asserzione ricorsuale secondo cui le rendite AI e le PC erogate a _ non tengono conto delle spese della ricorrente e del figlio _ (cfr. doc. I pag. 3) corrisponde d’altronde solo parzialmente alla verità, come già evidenziato da questa Corte nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.2005.8).
In effetti il figlio _ è stato considerato sia nell’ambito dell’assicurazione invalidità, poiché giusta l’art. 35 LAI la persona legittimata alla rendita di invalidità ha diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora essa fosse morta, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell’AVS, che in quello delle PC ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC, secondo cui la PC annua per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI viene calcolata globalmente se i medesimi vivono con i genitori.
Ciò risulta del resto dalla decisione relativa alla PC assegnata a _ a far tempo dal 1° gennaio 2005 (cfr. doc. 25), dove il fabbisogno vitale, il premio della cassa malati e la pigione sono stati calcolati tenendo conto anche del figlio.
E’ vero che la ricorrente non è, invece, stata tenuta in considerazione nel calcolo della rendita AI e PC. Questo perché in quanto le assicurazioni sociali federali non parificano la convivenza al matrimonio, a differenza, della Laps e quindi della Las (art. 21 Las, 4 Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.M.).
Va, inoltre, ribadito che l’art. 22 Las e la Laps nel calcolo concernente il titolare di una prestazione assistenziale contemplano, oltre al computo delle rendite AI e PC del convivente, pure il conteggio delle spese computabili di quest’ultimo (ad esempio il fabbisogno, la pigione, il premio della cassa malati).
Pertanto, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3), e analogamente a quanto già precisato nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.2005.8), il reddito di _ costituito dalle rendite AI e dalle PC copre, in primo luogo, le spese di quest’ultimo.
In simili circostanze, l’USSI, tenendo conto delle rendite AI percepite da _, comprensive della rendita completiva per il figlio _, corrispondenti a complessivi fr. 18'876.-- annui (cfr. doc. A, 25) e delle PC calcolate globalmente per il convivente della ricorrente e per il loro figlio, pari a fr. 22'992.-- annui (cfr. doc. A, 25), ha applicato correttamente la Las e la Laps sia per quanto riguarda il principio del computo di tali redditi, che relativamente agli importi conteggiati (cfr. art. 22 LAS; 5, 6 Laps).
In proposito va ricordato che l’amministrazione deve sempre agire nel rispetto del principio della legalità secondo cui, in virtù di un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr.
Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg.
368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5).
Non è poi dato da vedere in cosa l’amministrazione avrebbe erroneamente applicato il diritto federale, dal momento che essa era chiamata a determinare, sulla base della legislazione cantonale, una prestazione sociale cantonale.
Di conseguenza l’Ufficio convenuto, non avendo violato nessuna norma di diritto, nemmeno ha contravvenuto al principio del divieto dell'arbitrio, contrariamente a quanto asserito dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3).
Secondo la giurisprudenza, in effetti, un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'
art. 9 Cost
. unicamente qualora disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato solo se è arbitrario nel suo risultato, ma non quando solo i suoi motivi siano insostenibili, oppure ove esso non è motivato (cfr. DTF 129 I 9 consid. 2.1, 58 consid. 4; DTF 124 V 137 consid. 2b; STFA del 27 gennaio 2005 nella causa T., H 315/03, consid. 7.1.).
2.9. Per quanto attiene alle ulteriori poste del calcolo effettuato dall’USSI (cfr. doc. B), occorre indicare che correttamente non sono state considerate le imposte personali della ricorrente e del convivente, ammontanti a fr. 40.-- complessivi.
In effetti, come esposto sopra (cfr. consid. 2.6.), una delle deroghe contemplate dall’art. 22 Las in relazione alla spesa vincolata di cui all’art. 8 Laps concerne le imposte, le quali sono escluse dal conteggio.
In proposito va comunque osservato che gli art. 245-246 LT prevedono delle facilitazioni di pagamento dell’imposta, qualora il relativo versamento costituisca un grave rigore per il debitore, e il condono della stessa, nel caso in cui il contribuente sia caduto nel bisogno.
Al riguardo è utile precisare che l’art. 22 cpv. 2 del Regolamento della legge tributaria enuncia che per le decisioni di condono si applicano per analogia i criteri stabiliti dall’ordinanza federale concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta.
Secondo l’art. 9 cpv. 1 dell’ordinanza concernente l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta
esiste una situazione di bisogno quando l’intero importo dovuto è sproporzionato alla capacità finanziaria del contribuente. Si ha in particolare una sproporzione per le persone fisiche, quando il debito fiscale, nonostante la riduzione del tenore di vita al minimo d’esistenza, non può essere completamente estinto entro un termine ragionevole.
Il cpv. 2 dell’art. 9 prevede, poi, che e
siste in ogni caso una situazione di bisogno quando un contribuente non dispone
né di reddito né di sostanza, oppure quando i poteri pubblici devono assumere il suo
mantenimento e quello della famiglia.
Per inciso va inoltre rilevato che dal Messaggio del 25 ottobre 2005 n. 5723 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) emerge che il Consiglio di Stato ha proposto di abrogare l’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps (cfr. Messaggio del 25 ottobre 2005 n. 5723, p.to 2.4.4.).
2.10. L’Ufficio convenuto ha poi a ragione computato, a titolo di spesa per l’alloggio, l’importo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. A; 4).
Come visto (cfr. consid. 2.6.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da più di due persone come quella dell’assicurata - composta della stessa, dal convivente e dal loro figlio _ -, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%, ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).
Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."
Nell’evenienza concreta la pigione netta è di fr. 24’000.-- (cfr. doc. 21) che, maggiorata del 15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 27’600.--.
Tale importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18’000--, per cui va conteggiato unicamente l’ammontare massimo di fr. 18'000.--.
2.11. La ricorrente, il 13 aprile 2006, ha trasmesso la diffida di pagamento del 3 aprile 2006 emessa dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG relativa ai contributi personali per il primo trimestre del 2006 (cfr. doc. VII).
L’USSI ha indicato che l’importo corrispondente al contributo alle assicurazioni sociali di fr. 425.-- (importo annuo dovuto da assicurati senza attività lucrativa) non è conteggiato, ma, nel caso in cui si giustificasse l’intervento assistenziale, sarebbe riconosciuto con versamenti trimestrali per garantire l’effettivo pagamento alla cassa cantonale di compensazione (cfr. doc. III pag. 3).
A favore del computo dell’ammontare degli oneri sociali nel calcolo della prestazione assistenziale va menzionato l’art. 22 Las, che per la spesa vincolata fa riferimento all’art. 8 Laps, e che non enuncia alcuna deroga in merito al computo o meno dei contributi sociali (cfr. consid. 2.6.).
L’art. 8 cpv. 1 lett. e Laps rinvia, infatti, all’art. 32 cpv. 1 lett. d LT, il quale contempla, quali deduzioni, i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti alle prestazioni dell’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché delle istituzioni di previdenza professionale.
Siccome l’art. 22 Las non prevede eccezioni al riguardo, i contributi sociali AVS/AI/IPG dovrebbero essere conteggiati anche nel calcolo della prestazione assistenziale.
Al riguardo è utile rilevare che le direttive della COSAS quali spese prevedono quelle destinate alla copertura dei bisogni primari, ovvero tutti i costi correnti necessari alla conduzione dell’economia domestica. Inoltre le direttive enunciano che deroghe a questa regola sono comunque possibili nel quadro della legislazione cantonale o delle presenti norme e devono essere il frutto di una decisione motivata da parte dell’autorità competente (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.I)
L’art. 11 cpv. 2 LAVS contempla, però, la possibilità, analogamente a quanto previsto in ambito fiscale (cfr. consid. 2.9.), di richiedere il condono del contributo minimo se il relativo pagamento costituisce un onere troppo grave per l’assicurato, previa consultazione dell’autorità designata dal Cantone di domicilio. Il Cantone di domicilio paga il contributo minimo per questi assicurati. I Cantoni possono fare contribuire i Comuni di domicilio al pagamento di questo contributo.
Questa facoltà garantita dalla legge potrebbe legittimare l’operato dell’USSI menzionato sopra, ossia il mancato computo dei contributi AVS/AI/IPG con l’eventuale riconoscimento di versamenti trimestrali nel caso in cui la ricorrente avesse diritto a una prestazione assistenziale.
In casu la questione di sapere se il contributo minimo AVS/AI/IPG debba o meno essere considerato nel calcolo dell’assistenza sociale può, comunque, restare aperta.
In effetti anche conteggiando nelle spese computabili l’importo di fr. 425.--, l’esito della vertenza non muterebbe, in quanto, come verrà esposto più dettagliatamente in seguito, RI 1 non presenta una lacuna di reddito.
2.12. Per quanto concerne la soglia di intervento (cfr. consid. 2.5.), essa, nell’ambito delle prestazioni assistenziali, non corrisponde a quella relativa alle prestazioni regolate dalla Laps.
L’art. 19 Las prevede, infatti, che per le prestazioni assistenziali la soglia di intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps; consid. 2.5.).
Quest’ultima fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS).
Nel caso di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento della ricorrente - composta da tre persone - nel regime della Las è pari, per il 2005, a fr. 1'886.-- mensili (cfr. consid. 2.5.) - come peraltro riconosciuto dall’amministrazione (cfr. doc. A) -, ossia a fr. 22'632.-- annui.
Per il regime Laps, per contro, essa corrisponde a fr. 31'810.-- (cfr. STCA del 6 marzo 2006 inc. 42.2005.8 consid. 2.13.).
2.13. Quale partecipazione al premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie l’USSI nel calcolo di cui alla decisione formale dell’11 gennaio 2006 ha tenuto conto di un importo mensile di fr. 588.-- (cfr. doc. B; consid. 1.1.).
La ricorrente ha asserito di non avere mai ricevuto un sussidio di fr. 588.-- (cfr. doc. V).
Come già dettagliatamente esposto nella sentenza del 8 marzo 2006 (inc. 42.2005.8 consid. 2.11.), visto che _ e _ beneficiano di una prestazione complementare, il loro premio lordo della cassa malati è versato direttamente dal Cantone all’assicuratore malattia ed è finanziato in parte dai sussidi nell’assicurazione sociale contro le malattie e in parte attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento dei limiti di reddito a seguito dell’ introduzione di una riduzione di premi nella LAMal, del 13 settembre 1995 (cfr. art. 3 LAPC; 41 LCAMal).
Tra le spese computabili è stato considerato il premio medio ponderato della cassa malati _ per la ricorrente, il convivente e _ di complessivi fr. 7'964.-- ((fr. 3'524.-- x 2 + fr. 916.--; cfr. doc. XIII inc. 42.2005.8; al riguardo cfr. STCA del 6 marzo 2006, 42.2005.8 consid. 2.11.).
Si è tenuto conto del premio medio ponderato, in quanto lo stesso è inferiore alla quota media cantonale ponderata per il 2005, corrispondente, per due adulti e un ragazzo minore di 18 anni, a complessivi fr. 8’420.-- (fr. 3'730.-- X 2 + fr. 960.--; cfr. Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005).
Infatti a titolo di premio della cassa malati non va considerato il premio effettivo a carico di un assicurato, bensì il premio medio ponderato relativo alla cassa malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).
Siccome, da un lato, è stato conteggiato il premio medio ponderato complessivo dell’unità di riferimento, e dall’altro, il premio di _ e di _, percependo una prestazione complementare, è versato dal cantone alla cassa malati, a titolo di sussidi va, in primo luogo, computato, per il convivente e il figlio, un importo pari al loro rispettivo premio medio ponderato conteggiato, ovvero fr. 3'524.-- annui per il signor _ e fr. 916.-- per _.
In tal modo gli importi dei premi di _ e _ vengono annullati dai rispettivi e identici sussidi considerati nel calcolo, come effettuato dall’Ufficio delle misure attive per il calcolo dell’indennità straordinaria di disoccupazione e confermato da questa Corte con la sentenza del 6 marzo 2006.
In secondo luogo, va tenuto conto dell’ammontare attinente al sussidio della ricorrente, pari a fr. 1'875.-- annui (cfr. doc. 29).
Globalmente, dunque, quale partecipazione al premio della cassa malati, va computata la somma di fr. 6'315.-- annui (fr. 3'524.-- + fr. 916.-- + fr. 1'875.--), e meglio fr. 526.-- al mese e non, per contro, l’importo di fr. 588.-- mensili conteggiato dall’USSI (cfr. doc. A).
2.14. RI 1 sostiene di dovere far fronte al pagamento delle fatture dell’elettricità e del telefono, nonché alla spesa per la responsabilità civile dell’automobile. Essa ha inoltre asserito che il signor _ deve farsi carico di costi legati ai propri disturbi di salute e di quelli afferenti agli alimenti e al diritto di visita dei figli nati dal matrimonio con _, con particolare riguardo alla figlia affetta da celichia e diabete (cfr. doc. I; V).
Preliminarmente va osservato che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps nella spesa computabile vanno considerati gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c LT, e meglio gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto, nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale.
Dall’istruttoria relativa all’inc. 42.2005.8 è però emerso che il convivente della ricorrente non è tenuto al pagamento di contributi alimentari nei confronti della moglie, _ e dei figli nati da questo matrimonio (cfr. STCA del 6 marzo 2006 consid. 2.12.).
Di conseguenza a tale titolo non va computato alcunché nel conteggio volto a stabilire se l’insorgente ha diritto o meno a una prestazione assistenziale.
I costi relativi all’elettricità e al telefono sono poi già compresi nell’importo relativo alla soglia di intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.2.1).
Pertanto agli stessi va fatto fronte con questo ammontare (cfr. consid. 2.12).
Le restanti spese invocate dalla ricorrente
per la RC dell’autovettura, i disturbi di salute del convivente, quelli connessi al diritto di visita di quest’ultimo e la malattia della figlia non sono previste quale spesa computabile né dalla Las, né dalla Laps (cfr. consid. 2.6.).
A tale proposito è utile rilevare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.6.), sono elencati in modo esaustivo.
Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla Laps.
A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).
Abbondanzialmente, per quanto concerne i costi generati dai disturbi di salute del signor _ e di sua figlia - entrambi beneficiari di prestazioni complementari -, va rilevato, come già segnalato nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.-2005.8 consid. 2.12.), che secondo l’art. 3 LPC le prestazioni complementari comprendono, oltre alla PC annua versata ogni mese, il rimborso delle spese di malattia e invalidità, quali segnatamente aiuto, cure e assistenza a domicilio, dieta e partecipazione alle spese giusta l’art. 64 LAMal (cfr. art. 3 lett. b; 3d cpv. 1 LPC; 6 OMPC.). La franchigia a carico degli assicurati va considerata quale spesa di malattia (cfr. Direttive concernenti le PC all’AVS/AI - DPC – emesse dall’UFAS, Stato: 1.1.2006, n. 5035).
In effetti agli atti risulta una decisione del 15 dicembre 2005 della Cassa cantonale di compensazione AVS, Servizio prestazioni complementari e assegni familiari con cui a _ è stato riconosciuto l’importo di fr. 228.-- quale rimborso delle spese di malattia (cfr. doc. 40).
2.15. Alla luce di tutto quanto esposto, i redditi computabili della ricorrente, calcolati su un anno, sono costituiti dalla rendita AI percepita dal suo convivente, inclusa la rendita completiva per _, di fr. 18'876.-- (cfr. consid. 2.8.), dalla prestazione complementare per _ e _ di fr. 22'992.-- (cfr. consid. 2.8.) e dal reddito della sostanza di fr. 7.-- (cfr. doc. A).
Globalmente essi ammontano a fr. 41'875.--.
La sostanza computabile risulta nulla, in quanto inferiore alla deduzione di fr. 22'000.-- prevista all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las (cfr. doc. A; consid. 2.6.).
Le spese computabili sono, invece, composte, dal premio della cassa malati di fr. 7'964.--(cfr. consid. 2.13.) e dalla spesa per l’alloggio di fr. 18'000.-- (cfr. consid. 2.10.).
Anche aggiungendo alle stesse l’importo di fr. 425.-- concernente i contributi alle assicurazioni sociali, come visto sopra (cfr. consid. 2.11.), l’esito della vertenza non muterebbe.
Infatti, in tale caso, esse complessivamente corrisponderebbero a fr. 26'389.--.
Di conseguenza il reddito disponibile residuale annuo (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.6.) della ricorrente ammonterebbe a fr. 15’486.-- (redditi computabili di fr. 41'875.-- - spese computabili di fr. 26'389.--).
La soglia di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1 è poi pari a fr. 1'886.-- al mese, e meglio fr. 22'632.-- annui (cfr. consid. 2.12.).
Come visto, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.5.).
In casu, i sussidi della cassa malati ammontano a fr. 6'315.-- (cfr. consid. 2.13.).
Inoltre l’insorgente percepisce a favore del figlio _ un assegno integrativo di fr. 688.-- al mese, corrispondenti a fr. 8'256.-- annui (cfr. doc. A, V).
In simili condizioni, risulterebbe un’eccedenza di fr. 7'425.-- (fr. 22’632.-- - fr. 15’486.-- - fr. 6'315.-- - 8'256.--), ossia di fr. 619.—mensili.
Pertanto la ricorrente, anche computando nel calcolo della prestazione assistenziale gli oneri sociali minimi di fr. 425.-- annui, non presenterebbe una lacuna di reddito Las.
RI 1 non ha, conseguentemente, diritto a una prestazione assistenziale a decorrere dal mese di dicembre 2005, come deciso dall’Ufficio convenuto.
2.16. La ricorrente, con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare tutti gli incarti AI e della prestazione complementare di _, dall’Ufficio del sostegno sociale il proprio incarto e quello del convivente, dalla Pretura di _ l’incarto _ relativo al signor _ e infine dalla CTR _ gli incarti attinenti a _, a _ e ai loro figli (cfr. doc. I).
Questa Corte rileva innanzitutto che l'incarto dell’USSI concernente la ricorrente è parte integrante delle tavole processuali.
Sulla base della documentazione agli atti, è, poi, stato sufficientemente chiarito che RI 1 non ha diritto a una prestazione assistenziale.
Di conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo dei citati documenti deve essere respinta.
A tale proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid. 4; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
2.17. Per quanto riguarda le obiezioni formulate da RI 1 e dal signor _ in merito al fatto che gli stessi, a seguito del diniego del diritto della ricorrente di percepire una prestazione assistenziale, hanno dovuto costituire due economie domestiche distinte (cfr. doc. V), il TCA si limita a rilevare che dalle tavole processuali si evince, in primo luogo, che effettivamente dal 1° maggio 2006 essi vivono in due appartamenti separati a _. Con la ricorrente vive inoltre il figlio _. In secondo luogo, che i due appartamenti sono comunque siti nel medesimo stabile e sullo stesso piano (cfr. doc. C0, C00; X).
In simili circostanze, occorre concludere che è stata trovata una soluzione di compromesso che non pregiudica i rapporti tra la ricorrente e il signor _, rispettivamente quelli di _ con suo padre. Anche dal profilo dello stato di salute di _ e dell’esercizio del suo diritto di visita nei confronti dei figli nati dal matrimonio con _, tale sistemazione permette a quest’ultimo di poter contare per ogni evenienza sulla vicinanza della compagna.
Inoltre questa Corte constata che la _, il 24 marzo 2006, ha riconosciuto a _ il versamento della cauzione del nuovo appartamento a _ e il pagamento, su presentazione della relativa fattura, del trasloco da _ a _ per un importo di fr. 1'500.-- (cfr. doc. V, C4), mentre l’USSI, il 30 marzo 2006, ha accordato alla ricorrente una prestazione speciale di fr. 3'750.-- a titolo di cauzione in relazione al trasferimento nell’appartamento a _ (cfr. doc. C1, C8).
La ricorrente, con scritto del 4 aprile 2006, ha contestato che la cauzione presa a carico dell’USSI debba essere da lei restituita (cfr. doc. V; C8).
Ciò, tuttavia, concerne la decisione dell’USSI del 30 marzo 2006 che non è oggetto della presente vertenza. Pertanto il TCA non può chinarsi su tale problematica.
In proposito va evidenziato che la giurisprudenza del TFA ha stabilito che l'oggetto della lite è il rapporto giuridico che - nell'ambito dell'oggetto della contestazione determinato dalla decisione - costituisce, sulla base delle conclusioni del ricorso, l'oggetto della decisione effettivamente impugnata (cfr. DTF 125 V 413 consid. 1b e 2 = SVR 2001 IV Nr. 27 pag. 83; DTF 131 V 164 consid. 2.1.; STFA del 19 luglio 2004 nella causa F., U 222/03).
Questa Corte nemmeno può pronunciarsi sulla circostanza sollevata da RI 1 il 17 maggio 2006, ossia che l’USSI non le avrebbe finora fornito alcuno dei mobili dalla stessa richiesti (cfr. doc. X).
L’Ufficio convenuto non ha, in effetti, ancora emesso un provvedimento in merito.
L'autorità di ricorso può pronunciarsi su un determinato oggetto solo in presenza di una decisione su reclamo emessa dall’Ufficio competente (cfr. SVR 2005 AHV N. 9; DTF 130 V 388; SVR 2003 EL nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003 nella causa M., C., E., F., R., U 105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003 nella causa A., U 355/02, consid. 3; RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR 2001 IV Nr. 27; DTF 118 V 313; DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF 102 V 152, STFA 23 marzo 1992 in re G.C., STCA 4 maggio 1992 in re G.V.; Gygi, Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).
Il TCA ha comunque appurato telefonicamente il 23 maggio 2006 presso l'USSI, che sono in corso accertamenti per prendere una decisione su questo punto.
2.18. RI 1, nel ricorso, ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio dinanzi al TCA (cfr. doc. I).
Secondo l’art. 13 Lag l’assistenza giudiziaria in senso lato si estende alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento delle tasse di giustizia e delle spese, all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio.
Per quanto riguarda le spese, il TCA ricorda che secondo l'art. 20 cpv. 1 della legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni (LPTCA) la procedura è per principio gratuita.
Di conseguenza nella misura in cui concerne la dispensa dal pagamento delle spese giudiziarie, la domanda di assistenza giudiziaria della ricorrente è in ogni caso priva di oggetto (cfr. STFA del 19 aprile 2006 nella causa L., U 364/04, consid. 5.1.; STFA del 13 aprile 2006 nella causa G., B 45/05, consid. 7.1.; STFA 1° luglio 2003 nella causa T., U 176/02, consid. 6.1.).
Relativamente alla domanda di gratuito patrocinio, va osservato che RI 1 non è patrocinata da un legale.
Pertanto, a prescindere dall’adempimento o meno dei requisiti per essere posta al beneficio del gratuito patrocinio (cfr. art. 3, 14 Lag), la sua richiesta deve essere respinta.
Al riguardo è utile segnalare che il TFA in una sentenza del
12 gennaio 2006 nella causa A., I 501/05, destinata alla pubblicazione nella Raccolta ufficiale, ha stabilito che il gratuito patrocinio non solo è limitato ad avvocati iscritti in un registro cantonale, ad esclusione di quelli alle dipendenze di un servizio giuridico, per la procedura dinanzi al TFA, bensì anche per quella davanti all’amministrazione.