# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 43c4bb77-ee06-56b0-b51d-291ca39f98ae
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1961, in precedenza titolare di una ditta di manutenzione e pulizia di tappeti, nel frattempo fallita, in data 16 febbraio 2011 aveva presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da “problemi alla testa, alla faccia, alla cervicale e alle due braccia, perdita di memoria, vertigini” (doc. 1/1-9).
Dopo avere esperito gli accertamenti medici ed economici del caso e, in particolare, una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM), con progetto di decisione del 26 giugno 2012 (doc. 55/1-3), poi confermato con decisione del 21 novembre 2012 (doc. 75/1-5), l’Ufficio AI ha rifiutato all’interessato il diritto ad una rendita e a provvedimenti professionali, ritenuto un grado di invalidità del 6% insufficiente per ottenere il diritto a prestazioni.
Tale decisione dell’amministrazione è stata confermata da questo Tribunale con STCA 32.2013.4 del 18 settembre 2013 (doc. 90/1-30) ed è cresciuta in giudicato a seguito della sentenza 9C_770/2013 del 12 novembre 2013, con la quale il Tribunale federale ha ritenuto inammissibile il ricorso, di natura meramente appellatoria, presentato dall’assicurato contro la pronuncia cantonale (doc. 93/1-3).
1.2. In data 16 ottobre 2014, RI 1 ha presentato una nuova domanda di prestazioni, adducendo un peggioramento delle proprie condizioni di salute “dal 2010 ad ora”, con disturbi riguardanti “blocchi colonna cervicale e lombare su discalgie + cefalee + dolori articolari diffusi + perdita di forza agli arti inferiori + paranoia” (doc. 96/1-6).
Dopo avere sottoposto i referti medici prodotti dall’assicurato al vaglio del SMR, il quale ha ritenuto che non sia stato documentato un peggioramento duraturo dello stato di salute dell’interessato (doc. 99-1), con progetto di decisione del 22 dicembre 2014 (doc. 100/1-2), poi confermato con decisione del 19 febbraio 2015 intitolata “Decisione di non entrata in materia sulla nuova richiesta di prestazioni”, l’Ufficio AI ha stabilito la non entrata in materia sulla nuova richiesta di prestazioni (doc. 104/1-2).
1.3. Contro questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, ribadendo, come già rilevato in sede di audizione contro il progetto di decisione del 22 dicembre 2014, di non essere in grado di svolgere un’attività lavorativa, neppure di natura leggera, così come comprovato dal referto medico del dr. _, attestante un’inabilità lavorativa del 100%.
Il ricorrente ha inoltre prodotto, a conferma della gravità delle proprie condizioni di salute, un referto del dr. _, attestante il peggioramento delle patologie dell’interessato, le quali hanno richiesto una consultazione specialistica nel reparto di endocrinologia e nel reparto di psichiatria _ di _ (doc. I).
1.4. In risposta l’UAI - sentito nuovamente il parere del SMR, interpellato a proposito della documentazione prodotta dal ricorrente (doc. V/1) - ha confermato la decisione impugnata e postulato la reiezione integrale del gravame (doc. V).
1.5. In data 23 aprile 2015 l’assicurato ha trasmesso al TCA il rapporto medico stilato in data 25 aprile 2015 dal Pronto Soccorso dell’Ospedale _ di _, presso il quale si è recato in data 21 aprile 2015 a seguito di un malessere (doc. VII + B).
1.6. Con osservazioni del 30 aprile 2015, l’Ufficio AI ha evidenziato che essendo il referto prodotto dal ricorrente posteriore alla data di emanazione della decisione impugnata, “la questione inerente un eventuale peggioramento dello stato di salute dell’assicurato esula dalla presente disputa davanti al TCA e dovrà, se del caso, formare oggetto di un nuovo provvedimento amministrativo (segnatamente una domanda di revisione)” (doc. IX).
1.7. In data 9 luglio 2015, l’assicurato ha trasmesso al TCA ulteriore documentazione medica (doc. XI + C1-2).
1.8. Il 25 agosto 2015, il ricorrente ha prodotto un nuovo referto del dr. _, attestante un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato (doc. XIII + D).
1.9. Con osservazioni del 2 settembre 2015, l’Ufficio AI ha ribadito che la documentazione medica presentata dall’assicurato in corso di causa “dovrà, se del caso, formare oggetto di un nuovo provvedimento amministrativo”, essendo posteriore all’emanazione della decisione impugnata, aggiungendo che “per invalsa giurisprudenza, in caso di nuova domanda, atti medici determinanti prodotti solo in sede ricorsuale sono da considerare tardivi” (doc. XV).
Queste considerazioni dell’amministrazione sono state trasmesse all’assicurato (doc. XVI), per conoscenza.

## Considerations

in diritto
2.1. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Questa graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio 2008.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va infine ancora rilevato che,
secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche
cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.2. Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid.
3; DTF 117 V 198 consid. 4b; DTF 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitäts-verlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86; Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pag. 270).
Se l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss.
OAI; VSI 1999 pag. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in Schaffauer/Schlauri, Die Revision von Dauer-leistungen, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, pag. 15; DTF 117 V 198).
In particolare, l
a costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. D'altra parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI. In ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag. 38 consid. 1a, 1985 pag. 336; STFA del 29 aprile 1991 nella causa G.C., consid. 4).
Nella
sentenza pubblicata in DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il principio inquisitorio, s
econdo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, non è applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda di revisione) l’assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con l’avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5).
Infine
, s
e l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10 consid.
1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid. 1a).
La giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003 e il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo 2004 (STFA I 734/05 dell’8 marzo 2006).
La condizione di verosimiglianza posta dall'art. 87 cpv. 3 OAI deve permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato una prestazione o comunque una sua revisione con provvedimento cresciuto in giudicato, di scartare senza ulteriori esami nuove domande con le quali l'assicurato si limita a ripetere gli stessi argomenti, senza allegare una modifica dei fatti determinanti (DTF 125 V 410 consid. 2b pag. 412; 117 V 198 consid. 4b pag. 200 con riferimenti). Adita con una nuova domanda, l'amministrazione deve così cominciare con l'esaminare se le allegazioni dell'assicurato sono, in maniera generale, plausibili. Se ciò non è il caso, può liquidare l'istanza senza ulteriori indagini con un rifiuto di entrata in materia. A tal proposito occorre precisare che quanto più breve è il lasso di tempo trascorso dalla decisione precedente, tanto più rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la plausibilità delle allegazioni dell'assicurato. Su questo aspetto, essa dispone di un certo potere di apprezzamento che il giudice è di principio tenuto a rispettare (DTF 109 V 108 consid. 2b pag. 114; cfr. pure SVR 2003 IV no. 25 pag. 76, consid. 2.2). Giudice che per il resto deve limitarsi ad esaminare la situazione secondo lo stato di fatto che si presentava al momento in cui l'amministrazione ha statuito (DTF 130 V 64 consid. 5.2.5., STF 9C_959/2011 del 6 agosto 2012 consid. 1.3., 9C_708/2007 dell’11 settembre 2008 consid. 2.3 e I 52/03 del 16 gennaio 2004, consid. 2.2).
2.3.
In una STF 9C_708/2007 dell’11 settembre 2008, l’Alta Corte ha confermato la decisione dell’UAI di non entrata in materia su una nuova domanda di revisione presentata da un assicurato, già al beneficio di una mezza rendita di invalidità, alla luce dell’assenza di nuove diagnosi di rilievo, ammessa dallo stesso medico curante dell’interessato.
Il Tribunale federale, in una sentenza 9C_537/2009 del 1° marzo 2010 - dopo avere ritenuto che, di fatto, l’Ufficio cantonale dell’assicurazione invalidità, nonostante la decisione di non entrata in materia, fosse implicitamente entrato nel merito della domanda con la quale un’assicurata, già beneficiaria di un quarto di rendita di invalidità, aveva chiesto di ottenere un aumento della stessa, facendo valere un peggioramento dello stato di salute, motivo per il quale correttamente i giudici cantonali non avevano limitato l’oggetto litigioso alla semplice questione di sapere se fosse a ragione che l’amministrazione aveva rifiutato (formalmente) di entrare in materia sulla nuova richiesta dell’interessata di aumentarle la rendita (“la nouvelle demande de prestations”) – ha considerato che i primi giudici, nel valutare gli atti al fine di pronunciarsi sulla revisione del diritto dell’interessata a beneficiare di un quarto di rendita di invalidità, fossero incorsi in una violazione del diritto di essere sentito della stessa, avendo scartato a priori il referto peritale psichiatrico da ella prodotto in corso di causa - di data, è vero, posteriore all’emanazione della decisione impugnata, ma che faceva riferimento ad un peggioramento dello stato di salute intervenuto prima di tale decisione - annullando la sentenza cantonale impugnata e rinviando gli atti all’istanza giudiziaria precedente per un nuovo esame e nuova pronuncia.
In una successiva sentenza 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012, il Tribunale federale ha, per contro, confermato la decisione con la quale l’amministrazione, dopo avere raccolto l’avviso del SMR, aveva stabilito la non entrata in materia su una seconda domanda di revisione presentata da un’assicurata, ritenendo non credibilmente dimostrato il sopraggiungere di una modifica rilevante dello stato di salute con influsso sul diritto alle prestazioni.