# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0248c6ff-9dda-50c2-8dbc-26d08d681707
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Nel maggio 2002, RI1, nato nel _, di professione _, ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti tendente all'ottenimento di una rendita d'invalidità in quanto sofferente di stenosi valvolare aortica, ipertensione arteriosa, forte stato ansioso e depressivo, unitamente a dolori alla schiena ed al ginocchi o destro (doc. AI 1, 6, 7).
Esperiti gli accertamenti del caso, per decisione 13 febbraio 2003 l’Ufficio assicurazione invalidità ha riconosciuto all'assicurato una rendita intera d'invalidità per il periodo dal 1° gennaio 2002 al 30 settembre 2002, argomentando:
"
In considerazione degli atti medici acquisiti all'incarto si constata che il danno alla salute di cui lei è portatore ha comportato una totale incapacità al lavoro dal 22.01.2001 fino al 30.06.2002.
Dal 01.07.2002 viene certificato una totale capacità lavorativa.
A partire dal 01.01.2002 (dopo l'anno d'attesa come da art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) lei ha pertanto diritto ad una rendita intera d'invalidità, tuttavia limitata fino al 30.09.2002 (dopo 3 mesi dall'avvenuto miglioramento come da art. 88a OAI).
Le osservazioni al progetto di decisione presentate in data 12.12.2002 sono state esaminate dal nostro Servizio Medico Regionale, il quale le ha però ritenute ininfluenti. Pertanto il nostro progetto di decisione trova piena conferma."
(doc. AI 23)
1.2. A seguito dell'opposizione interposta dall’assicurato, rappresentato dall'avv. RA1 (doc. AI 24) - con la quale ha contestato l'importo della rendita e la sua durata (lo stato di salute dell'assicurato non sarebbe migliorato - in particolare dal profilo psichico) e postulato quindi l'assegnazione di una rendita intera anche dopo il 30 settembre 2002 - con decisione su opposizione 22 dicembre 2003 l'Ufficio assicurazione invalidità ha confermato la precedente decisione, motivando:
"
Relativamente all'importo della rendita, la Cassa di compensazione lo ha verificato e nuovamente stabilito con decisione 24.9.2003, tenendo conto del fatto che la moglie dell'assicurato ha nel frattempo iniziato a percepire una rendita d'invalidità dal 1.5.2002. L'importo stabilito con decisione 24.9.2003 dopo le opportune verifiche risulta corretto e viene confermato. Relativamente allo stato di salute che l'assicurato indica non essere migliorato ed in ragione del quale chiede la continuazione della rendita anche oltre il 30.9.2002 si precisa quanto segue. A sostegno dell'opposizione il curante dell'assicurato, Dr. med. _, ha inoltrato il referto 4.1.2001 del Dr. _ del Dipartimento di radiologia dell'Ospedale _ di _, il referto 17 giugno 2003 del Dr. _ dell'Istituto di radiologia _, il rapporto operatorio 24 luglio 2003 del Dr. _ dell'Ospedale _ di _, il referto 9 luglio 2003 del Dr. _ e Drssa _ del Servizio di Urologia dell'Ospedale _ di _, il referto 6 agosto 2003 del Dr. _ e Dr. _ del Servizio di Urologia dell'Ospedale _ di _, il referto 28.8.2003 del Dr. _ e Dr. _ del Servizio di Urologia dell'Ospedale _ di _. L'intera documentazione medica è stata sottoposta per una ulteriore valutazione al Servizio medico regionale dell'AI in esito alla quale il Dr. _, medico responsabile del SMR, ha rilevato quanto segue. La valutazione della documentazione medica agli atti permette di ammettere la presenza di patologie diagnosticate e trattate, in primo luogo di una cardiopatia valvolare operata con ottimo risultato e di patologia dell'apparato urogenitale pure trattata. Relativamente alla patologia cardiaca con rapporto di esame specialistico del Dr. _ 22.1.2001 si è proposto un intervento di sostituzione della valvola nel corso dello stesso anno. L'intervento chirurgico ha avuto buon esito e la funzionalità cardiaca ha ripreso in modo positivo e la data di cessazione dell'incapacità lavorativa del 1.7.2002, motivata dal buon esito delle cure, quindi da un netto miglioramento, è coerente. II paziente ha poi subito degli interventi all'apparato urogenitale che hanno provocato delle incapacità lavorative solo di breve durata (settimane). Per quanto riguarda la situazione psichica, all'incarto, anche con i documenti prodotti in sede di opposizione, non vi è alcuna traccia di malattia psichica. In queste condizioni non trova giustificazione un'ulteriore valutazione.
Come visto oggetto dell'assicurazione invalidità non è il danno alla salute come tale bensì la sua conseguenza, vale a dire l'incapacità di guadagno prevedibilmente permanente o di lunga durata (art. 4 v. LAI e 8 cpv. 1 LPGA). I danni alla salute che non hanno almeno questa conseguenza non integrano gli estremi dell'invalidità ai sensi dell'assicurazione invalidità: se essi hanno carattere passeggero rientrano all'occorrenza nel campo d'applicazione dell'assicurazione infortunio o dell'assicurazione malattia o si tratta di un rischio che ciascuno è tenuto a sopportare individualmente (M. Valterio,
Droit
et
pratique
de l'assurance-invalidité,
Les prestations,
Losanna, 1985, p. 51). II concetto di invalidità comprende quindi una componente medica, vale a dire il danno alla salute con effetto sulla capacità lavorativa, accanto ad una componente economica, vale a dire l'incapacità di guadagno permanente o di lunga durata (T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna, 1997, p. 79). Un danno alla salute passeggero quale un'affezione di alcune settimane o mesi, pur compromettendo la capacità lavorativa non porta ad una incapacità di guadagno permanente o di lunga durata (T. Locher,
op.
cit., p. 81). II danno alla salute è in altre parole rilevante ai sensi dell'assicurazione invalidità in quanto l'incapacità al guadagno da esso causata sia di natura permanente o prevedibilmente di lunga durata (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, p. 16). In particolare, con riferimento all'invalidità per danni alla salute psichica giurisprudenza e dottrina hanno chiarito che l'invalidità presuppone un'incapacità di guadagno prevedibilmente permanente o di lunga durata e quindi non sono invalidanti danni alla salute psichica che non soddisfano tale requisito, ciò che significa anche che non basta la diagnosi di un disturbo psichico secondo le relative classificazioni mediche ma è necessario che nel singolo caso, a prescindere dalla diagnosi e dell'eziologia, risulti e sia determinata nella misura una limitazione della capacità di guadagno (U. Müller, Die materielle Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Friborgo 2003, p. 28 e seg.). Per riconoscere un'invalidità è in ogni caso necessario un sostrato medico, accertato in modo decisivo dal profilo medico specialistico e che danneggia comprovatamente in misura essenziale la capacità di lavoro e di guadagno (U. Müller,
op.
cit., p. 30).
In concreto, come conferma la citata dalla valutazione dell'SMR, dalle analisi mediche risulta che l'assicurato ha conosciuto un'invalidità per la patologia cardiaca risolta con buon esito mediante l'intervento citato, mentre le altre patologie transitorie non assurgono a danno di carattere invalidante e non esiste sostrato medico di sorta per l'asserita patologia psichica, tanto meno che ne attesti il carattere invalidante. Ne discende che la valutazione operata con la decisone impugnata è corretta in punto al grado di invalidità ed alla sua durata, non trovando giustificazione una maggior durata della rendita riconosciuta."
(doc. AI 33)
1.3. Con tempestivo ricorso al TCA, l'assicurato, sempre rappresentato dall'avv. RA1, ha ribadito quanto chiesto con l'opposizione, osservando:
"
3. Il signor RI1 non gode purtroppo di buona salute. La decisione contestata non tiene peraltro conto degli ultimi avvenimenti. In effetti il ricorrente si trova ancora attualmente ricoverato per l'ennesimo intervento alla vescica, al fine di esportare dei tumori maligni.
4. Insomma egli ha dovuto subire negli ultimi sei mesi ben tre interventi alla vescica a causa del continuo svilupparsi di questi tumori. Interventi che assommati a quello effettuato al cuore non lo rendono di certo abile al lavoro, considerato pure la sua età: 60 anni a marzo.
5. Mal si comprende d'altronde come egli possa reintegrarsi professionalmente a questa età e con un simile stato di salute. Occorre pur tener presente lo stato psichico dello stesso, dopo le gravi malattie che lo colpiscono e la situazione finanziaria in cui versa per il fatto che non ha nessuna assicurazione per perdita di guadagno e che pertanto non ha avuto nessun introito da qualche anno, salvo quelli incassati dalla vendita di alcuni beni che giocoforza ha dovuto alienare. In effetti è oramai dalla primavera del 2002 (data dell'intervento al cuore) che egli non è più in grado di lavorare. Ciò implica un'incapacità invalidante definitiva, e ciò a detta pure dei medici.
6. Si chiede pertanto che vengano nuovamente sentiti i medici curanti, in particolare il Dott. _, _, e il
Dott. _, che potranno testimoniare le reale ed attuale drammatica situazione medica del ricorrente.
7. Il ricorrente ogni tre mesi deve fare una cistoscopia, è sotto trattamento anticoagulanti continuo e a vita, a causa dell'impianto di una valvola cardiaca, è in continuo trattamento per ipertensione, e si ritrova con dei tumori recidivanti alla vescica. Appare abbastanza evidente che in tali condizioni non si può esigere né pretendere che egli lavori 40 ore a settimana.
8. Si chiede quindi che venga ordinata un'ulteriore istruttoria tendente a stabilire l'effettiva condizione del signor RI1, sia con la nomina di un perito, sia ordinando il ricovero presso il Servizio per l'accertamento medico a Bellinzona.
9. I documenti agli atti attestano una situazione non aggiornata e sommaria. Chiaramente il paziente appena rilasciato dall'ospedale sta bene, altrimenti non lo lascerebbero dimettersi; ciò non significa che è guarito o che è abile al lavoro.

## Considerations