# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c039810c-a199-5fa5-ac3d-6eaaf8d6bf3f
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
A causa del mancato inoltro della dichiarazione fiscale 2013, nonostante il termine fosse stato prorogato sino al 30 settembre 2014, con decisione del 16 ottobre 2014, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna diffidava i coniugi RI 1 e RI 2 ad adempiere ai loro obblighi entro il 4 novembre 2014, avvertendoli che altrimenti sarebbe stata loro inflitta una multa disciplinare.
Con la diffida veniva messa o loro carico la tassa di fr. 50.–.
B.
Il 22 ottobre 2014 RI 1 presentava la dichiarazione d’imposta, sostenendo in uno scritto allegato di non averla potuta trasmettere prima “per motivi di malattia del consulente di tassazione”.
Con decisione del 24 ottobre 2014, l’autorità di tassazione respingeva il reclamo, argomentando che le inadempienze del rappresentante contrattuale andavano in ogni caso ascritte ai contribuenti, così come previsto dal diritto privato.
C.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente la diffida, sostenendo in questa sede di essersi dovuto recare “improvvisamente in _ per motivi di forza maggiore”, dal 29 settembre al 12 ottobre 2014.
Il ricorrente lamenta inoltre il fatto di essersi sentito un “rifiuto della società” e, comunque sia, di non aver causato nessun danno economico alle autorità con l’invio tardivo della documentazione.
D.
Nelle proprie osservazioni, l’Ufficio di tassazione rileva che, qualora il contribuente fosse in grado di dimostrare il soggiorno all’estero tra il 29 settembre e il 12 ottobre 2014, il ricorso andrebbe accolto.
Con lettera del 29 dicembre 2014, il ricorrente ha trasmesso a questa Camera la riprova del pagamento di un biglietto aereo e della prenotazione di una camera d’albergo a _, in _, dal 4 al 6 ottobre 2014.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Secondo gli art. 198 cpv. 3 LT e 124 cpv. 3 LIFD, il contribuente che omette di inviare la dichiarazione d’imposta o che presenta un modulo incompleto, è diffidato a rimediarvi entro un congruo termine. La legge tributaria precisa, a tale proposito, che per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato e che contro la diffida è data facoltà di reclamo all’autorità fiscale e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro 30 giorni (art. 198 cpv. 4 e 5 LT).
1.2.
L’art. 19 del regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994 (RL 10.2.1.1.1), nella versione in vigore dal 1° gennaio 2014, stabilisce che per ogni diffida inviata al contribuente che non osserva i termini di consegna della dichiarazione d’imposta o dei conteggi delle imposte trattenute alla fonte viene percepita una tassa di fr. 50.–.
Per quanto precede, la tassa di diffida altro non è che una tassa di cancelleria che viene prelevata automaticamente, al momento dell’invio della diffida, per coprire i costi causati dall’inadempienza procedurale del contribuente, che ha costretto, con il proprio comportamento passivo, l’autorità fiscale dapprima a richiamarlo all’obbligo di presentare la dichiarazione e, rimasto senza seguito tale invito, a diffidarlo (
Bottoli
, Lineamenti di diritto tributario ticinese, p. 126).
1.3.
Nel caso in esame, come visto, è lo stesso contribuente ad ammettere di avere lasciato decorrere infruttuosamente il termine, prorogato sino al 30 settembre 2014, per la presentazione della dichiarazione d’imposta 2013, obbligando così l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ad emettere un nuovo richiamo con relativo prelievo, come imposto dall’art. 198 cpv. 4 LT, della tassa di diffida.
A nulla vagono le censure sollevate nel gravame, ed in particolare la circostanza di non avere causato nessun danno economico alle autorità con l’invio tardivo della documentazione e di poter dedicare l’importo in discussione “all’acquisto di un anno del materiale scolastico di un bambino”. La decisione dell’autorità fiscale di inviare all’insorgente una diffida, attribuendogli un ultimo termine per adempiere i suoi obblighi procedurali, prima di infliggergli una multa, non presta il fianco a critiche. Spettava semmai al contribuente dimostrarsi più diligente, così da poter destinare l’importo di fr. 50.– ad altri progetti, senza per questo motivo doversi sentire un “rifiuto della società”.
2.
2.1.
Una deroga potrebbe essere ammessa solo in presenza di un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire se fosse provato che la sua inosservanza era da attribuire a servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT; art. 124 cpv. 3 LIFD). Come più volte precisato dal Tribunale federale, deve trattarsi di un motivo che non era prevedibile (ASA 61 p. 523), mentre una colpa da parte del richiedente o del suo rappresentante esclude, di principio, la restituzione del termine (ASA 60 p. 630 = RF 1992 p. 220; inoltre DTF 106 II 173).
2.2.
Anche sotto questo ristretto profilo, la decisione contestata rimane tuttavia ineccepibile. L’asserita necessità di doversi recare improvvisamente in _ tra la settimana 40 e 41 (dal 29 settembre al 12 ottobre 2014), sollevata per la prima volta in questa sede, non è stata minimamente provata. Dalla documentazione trasmessa a questa Camera risulta unicamente che il ricorrente ha acquistato un biglietto aereo della _ il 5 settembre 2014, ovvero oltre tre settimane prima della pretesa data di partenza, e che ha pernottato in un albergo di _ per due notti, dal 4 al 6 ottobre 2014.
Troppo poco alla luce della restrittiva giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui un soggiorno preventivato all’estero, come quello in esame, non costituisce motivo di restituzione del termine. Per evidenti ragioni di parità di trattamento, il contribuente ha l’obbligo di predisporre la propria assenza, dando in particolare le necessarie disposizioni per quegli incombenti procedurali che possono rendersi necessari prima del suo ritorno (decisione CDT n. 188 del 30 aprile 1980). Senza dimenticare infine che nella fattispecie il ricorrente non ha nemmeno saputo comprovare la sua effettiva assenza all’estero dal 29 settembre al 12 ottobre 2014, limitandosi a produrre una prenotazione di due sole notti a _.
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali, ridotte al minimo, sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.