# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ffc1a0c2-e603-5861-845c-f96d32212383
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione 23 maggio 2002 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha ordinato a _ e di rimborsare l'importo di fr. 4'392.--, percepiti indebitamente a titolo di assegni di base nel periodo dal 17 maggio 1999 al 16 maggio 2000.
A motivazione del proprio provvedimento l'amministrazione ha rilevato:
"
(...)
Con sentenza di divorzio del 16 settembre 1998, il Pretore del Distretto di _ ha affidato i figli _ e _ alla madre, la quale esercita pure l'autorità parentale. Dalla documentazione trasmessaci solo di recente, abbiamo rilevato inoltre che la madre ha beneficiato delle indennità di disoccupazione dal 17 maggio 1999 al 16 maggio 2000.
L'art. 7 cpv. 1 del Regolamento della Legge cantonale sugli assegni di famiglia, dispone che il titolare del diritto, disoccupato, che beneficia dell'indennità di disoccupazione prevista dalla Legge federale sull'assicurazione contro la disoccupazione del 25 giugno 1982,
riceve l'assegno in aggiunta all'indennità di disoccupazione.
La titolarità del diritto viene determinata come se il disoccupato esercitasse un'attività salariata ai sensi della Legge cantonale sugli assegni di famiglia e dunque, nel caso in cui uno solo dei genitori abbia la custodia del figlio, la stessa è conferita secondo i disposti dell'art. 11 cpv. 2 LAF
al genitore che ha la custodia del figlio.
Dal 17 maggio 1999 al 16 maggio 2000 la _ ha continuato a versarle l'assegno, come dal seguente conteggio:
Dal 17 maggio 1999 al 31 dicembre 1999 Fr. 2'745.--
Dal 1° gennaio 2000 al 16 maggio 2000 Fr. 1'647.--
Totale Fr. 4'392.--
=========
Durante questo periodo invece, in base agli articoli di legge citati, gli assegni dovevano essere percepiti direttamente dalla madre.
Conformemente alle disposizioni previste dall'art. 44 della Legge sugli assegni di famiglia, la invitiamo a volerci rimborsare la somma di
Fr. 4'392.-.
Come già comunicatole telefonicamente in data odierna, il Servizio Assegni familiari è volentieri a sua disposizione per orientarla in merito a questa decisione o per concordare una rateazione di pagamento." (cfr. doc. _)
1.2. In data 11 giugno 2002 l'interessato ha inoltrato una domanda di condono alla Cassa, nella quale si è così espresso:
"
(...)
In base alla sentenza di divorzio del 16 settembre 1998, il Pretore del Distretto di _ oltre ad avere stabilito che l'autorità parentale viene esercitata dalla madre ha pure decretato che i contributi definiti, e da me versati per il periodo dal 17 maggio 1999 al 16 maggio 2000, sono comprensivi degli assegni familiari (punto No 8 della convenzione consegnatavi).
Alla fine del 2001 ho perso il posto di lavoro, nei
primi tre mesi ho usufruito dell'assicurazione disoccupazione per poi trovare un nuovo impiego con un salario nettamente inferiore. Questo ha portato a una revisione dei contributi alimentari, lasciandomi comunque in una situazione precaria.
In agosto del 2001 mi sono sposato e questo mi ha portato a contrarre dei
debiti (anche con la mia ex moglie). II motivo principale, oltre le spese dirette per il matrimonio, è dato dal fatto che gli alimenti a suo tempo convenuti erano stati stabiliti in base ai fabbisogni per una persona sola.
Le tasse richieste si basano su una persona sola e con un salario superiore all'attuale, poiché il matrimonio non è un motivo valido per la richiesta di tassazione intermedia.
Debiti contratti:
15'288 a favore della ex moglie (vedi sentenza Pretore allegata)
10'044
a favore carta _ (allegato)
20'000 prestito privato
Entrate e spese mensili fisse:
- Salario attuale in busta paga: +8'800 (Allegato)
- Alimenti: -5'000 (vedi sentenza Pretore allegata)
- Affitto: -1'540
- Cassa Malati (per due): - 500
- Interessi _
: - 120
- Tasse (cantonali, comunali,
federali, militari): - 696 (solo richieste di acconto)
Dedotti tutti questi costi fissi rimangono 944 Fr. al mese per due persone. Se poi togliamo i costi per recarsi al lavoro e gli abiti, come direttore di produzione devo mantenere una certa apparenza; non so cosa fare per arrivare alla fine del mese. Per recarmi al lavoro ho una vecchia automobile valutata 3'100 Fr. che mi ha già lasciato per strada due volte questo anno, con dei costi di riparazione di oltre 1'000
Fr.,
ancora da pagare.
Per la modifica della convenzione ho già una prima fattura di 800 Fr. e il resto con il saldo deve ancora arrivare.
In base a quanto esposto e al fatto che gli assegni percepiti sono stati effettivamente versati per il sostentamento dei figli faccio domanda di condono per la somma richiestami in base all'art. 44 cpv. 3 LAF." (cfr. doc. _)
Con decisione 13 giugno 2002 la Cassa ha respinto la domanda di condono e, in particolare, ha osservato:
"
(...)
Gli assegni familiari riscossi a torto devono essere restituiti: il rimborso non può essere chiesto se l'interessato era in buona fede e se la restituzione costituisse un onere troppo grave (cfr. art. 44 cpv. 3 LAF).
Le condizioni legali citate devono pertanto essere ambedue soddisfatte.
La "buona fede" non è riconosciuta dalla legge quando il versamento a torto della prestazione è dovuto a negligenza della persona tenuta alla restituzione. Agisce con negligenza chi, al momento della richiesta, non ha presentato quel minimo di accuratezza che si poteva pretendere da lui, tenendo conto delle sue capacità e del suo grado di istruzione, nell'adempimento dell'obbligo di istruzione o accettando gli assegni familiari versatigli a torto.
La condizione legale dell'onere troppo grave deve essere assolta dalla persona obbligata alla restituzione e viene accertata in base alle condizioni di esistenza di questa persona: di norma si ammette questa condizione quando il reddito determinante non supera i limiti massimi stabiliti dall'articolo 2 cpv. 1 e 3 LPC.
In data 8 maggio 2002 abbiamo ricevuta la richiesta per assegni per il suo attuale datore di lavoro, dalla quale abbiamo rilevato che con sentenza di divorzio del settembre 1998 (e relativa convenzione alimentare), i figli _ e _ sono stati affidati alla madre con l'esercizio dell'autorità parentale. Dalla stessa documentazione abbiamo rilevato che la madre dal 17 maggio 1999 al 16 maggio 2000 ha beneficiato delle indennità di disoccupazione.
Come abbiamo già citato nella lettera del 23 maggio scorso, nel caso in cui uno solo dei genitori ha la custodia del figlio ed entrambi esercitano un'attività salariata (o per analogia beneficiano delle indennità versate dall'assicurazione contro la disoccupazione), ha diritto all'assegno il genitore che ha la custodia del figlio.
Sulle nostre decisioni citiamo:
"Per lo stesso figlio, un solo salariato ha diritto al rispettivo assegno".
"Obbligo di informare: ogni circostanza che modifichi il diritto all'assegno deve essere immediatamente comunicata all'Istituto delle assicurazioni sociali, Cassa cantonale per gli assegni familiari, Servizio prestazioni complementari e assegni familiari, 6501 Bellinzona, p.es. la cessazione della coabitazione con i figli e la separazione legale o il divorzio dell'avente diritto".
L'assegno indebitamente percepito deve essere restituito
(art. 44 cpv. 1 LAF).
Nel presente caso, non ha agito in buona fede, dato che non ci ha mai comunicato il divorzio e la cessazione della coabitazione con i figli, ma soprattutto che la madre ha beneficiato per un anno delle indennità di disoccupazione.
Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono, non è necessario esaminare l'altra, quella dell'onere troppo grave."
(cfr. doc. _)
1.3. Con tempestivo ricorso 3 luglio 2002 l'assicurato ha impugnato la decisione dell'amministrazione con le seguenti argomentazioni:
"
il funzionario _ dell'Istituto delle assicurazioni sociali mi
ha spiegato oggi che posso fare ricorso presso di voi, senza nessun costo aggiuntivo, contro la loro decisione di non concedermi il condono dell'importo richiestomi in restituzione. Vi prego di conseguenza se, e solo se, l'informazione
e
accurata, di prendere in considerazione la mia richiesta.
La premessa legale secondo la quale il condono non può essere concesso e gli assegni dovrebbero essere restituiti, viene, nel mio caso, ad essere in difetto in quanto: 1. mi si accusa ingiustamente di negligenza quando tutte le comunicazioni sono sempre state effettuate al datore di lavoro, che era perfettamente a conoscenza del mio divorzio, e che si
è
sempre occupato di tenere i contatti con l'Istituto e di fornire le informazioni necessarie e pertinenti al divorzio stesso (non ho ritenuto quindi necessario provvedere a fornire informazioni personalmente in funzione di quanto sopra) 2. Mi si domanda un grado di accuratezza in rapporto al mio grado di istruzione quando sia le Preture (peraltro informate) che gli avvocati hanno avallato una convenzione che prevede gli alimenti comprendenti gli assegni familiari (vedi punto 8 della convenzione), ciò in contraddizione alla legge sugli assegni familiari stessi che io avrei dovuto conoscere e rispettare.
In funzione di quanto sopra menzionato, rinnovo quindi la mia richiesta di condono, come da lettera raccomandata dell'11 giugno 2002.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione possiate necessitare." (cfr. doc. _)
1.4. La Cassa, nella sua risposta 6 agosto 2002, ha proposto di respingere il gravame e ha rilevato:
"
(...)
II signor _ - ricorrente - era salariato presso _, _o e il 30 settembre 1997 aveva inoltrato la richiesta per assegni di famiglia (intesa ad ottenere l'autorizzazione al versamento degli assegni con l'entrata in vigore della nuova legge dal
1° gennaio 1998).
Egli era coniugato, la moglie casalinga e _ e _, figli di entrambi i genitori, vivevano con loro. La Cassa ha quindi rilasciato l'autorizzazione all'allora datore di lavoro in data 15 febbraio 1998.
In data 8 maggio 2002 la resistente ha ricevuto la copia della sentenza di divorzio e della relativa convenzione alimentare, dalla quale ha rilevato che dal settembre 1998 i figli _ e _ sono stati affidati alla madre (con l'esercizio dell'autorità parentale).
E' inoltre venuta a conoscenza che la madre, dal 17 maggio 1999 al 16 maggio 2000, ha beneficiato delle indennità di disoccupazione.
L'art. 7 cpv. 1 del Regolamento della LAF, dispone che il titolare del diritto, disoccupato, che beneficia dell'indennità di disoccupazione prevista dalla Legge federale sull'assicurazione contro la disoccupazione del 25 giugno 1982, riceve l'assegno in aggiunta all'indennità di disoccupazione.
La titolarità del diritto viene determinata come se il disoccupato esercitasse un'attività salariata ai sensi della LAF e dunque, nel caso in cui uno solo dei genitori abbia la custodia del figlio, la stessa è conferita secondo i disposti dell'art. 11 cpv. 2 LAF al genitore che ha la custodia del figlio.

## Considerations