# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6b830f31-eba9-5faa-a8cf-1b19809f9699
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
che la Sezione della circolazione, con decisione del 9 maggio 2003, ha inflitto a
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una multa di fr. 600.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 40.–, per i seguenti fatti accertati il 1° marzo 2003 in territorio di
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:
"
alla guida della vettura
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, eseguiva una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con visuale ridotta, spostandosi a sinistra della linea di sicurezza e ostacolando il traffico sopraggiungente in senso inverso.
Inoltre circolava dapprima ad una velocità dichiarata di circa 60 km/h portandola poi ad 80 km/h ove vige il limite di 50 km/h
";
che la risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 3, 27 cpv. 1, 32 cpv. 2 e 3, 34 cpv. 2, 35 cpv. 2 e 90 n. 1 LCS; 4a cpv. 1 lett. a ONC; 22 cpv. 1 e 73 cpv. 6 lett. a OSS;
che
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è insorto contro tale decisione con un ricorso del 21 maggio 2003 in cui postula l'annullamento del querelato giudizio;
che nelle sue osservazioni del 26 agosto 2003 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

## Considerations

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che per l'art. 27 cpv. 1 prima frase LCS l'utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni stradali;
che il segnale "velocità massima" indica la velocità che i veicoli non devono superare anche se le condizioni della strada, della circolazione e della visibilità sono buone (art. 22 cpv. 1 prima frase OSS);
che sulle strade dove sono tracciate le linee di sicurezza, i veicoli devono sempre circolare alla destra di queste linee (art. 34 cpv. 2 LCS; v. anche l'art. 73 cpv. 6 lett. a OSS);
che è permesso altresì fare un sorpasso solo se la visuale è libera, il tratto di strada necessario è sgombro e la manovra non è d'impedimento per i veicoli che giungono in senso inverso (art. 35 cpv. 2 prima frase LCS);
che chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCS);
che la Sezione della circolazione ha sanzionato l'interessato, come si è detto, per avere effettuato "
una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con visuale ridotta, spostandosi a sinistra della linea di sicurezza e ostacolando il traffico sopraggiungente in senso inverso
", così come per avere circolato
"
dapprima ad una velocità dichiarata di circa 60 km/h portandola poi ad 80 km/h ove vige il limite di 50 km/h
" (decisione impugnata, verso l'alto);
che il ricorrente nega di aver commesso le infrazioni rimproverategli; lamenta in sostanza un errato accertamento dei fatti da parte della Polizia cantonale, la quale avrebbe confuso il proprio veicolo con un'altra automobile guidata da
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(cfr. il ricorso e le successive osservazioni del 7 settembre 2003);
che in un interrogatorio del 1° marzo 2003 davanti alla polizia l'insorgente ha ammesso tuttavia di avere affrontato una curva alla velocità di 60 km/h, di avere invaso la corsia di contromano oltrepassando la linea di sicurezza e di avere poi aumentato la velocità a 80 km/h nel tentativo di sfuggire a una pattuglia di polizia che stava sopraggiungendo in senso opposto (verbale allegato al rapporto di segnalazione del 9 marzo 2003, pag. 2);
che tali circostanze sono suffragate dalle constatazioni dell'agente alla guida del veicolo di pattuglia, il quale ha soggiunto di essere stato costretto – a causa della predetta invasione di corsia – "
a sterzare repentinamente a destra per evitare la collisione
" (rapporto di segnalazione appena citato, pag. 1 nel mezzo);
che in una dichiarazione del 3 aprile 2003 allegata al ricorso,
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ha sostenuto invero di essere l'autore della manovra pericolosa accertata dalla polizia;
che l'interessato – in un successivo interrogatorio del 13 luglio 2003 – ha riconosciuto però di avere solo firmato una dichiarazione redatta dall'insorgente, della quale egli ha sottolineato di non condividere l'adombrata confusione fra il proprio veicolo e quello condotto dal ricorrente (verbale allegato al rapporto di complemento del 4 agosto 2003);
che, ciò posto, nulla induce nella specie a dubitare della versione fornita dall'insorgente il 1° marzo 2003 e degli accertamenti degli agenti di pattuglia, i quali non avevano per altro nessun interesse a dichiarare fatti non corrispondenti alla realtà, con il rischio di incorrere in sanzioni amministrative o penali;
che le doglianze dell'insorgente sul comportamento degli agenti durante la verbalizzazione delle dichiarazioni di lui e di
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(ricorso, verso il basso; osservazioni del 7 settembre 2003, verso il basso) non sono sorrette dal benché minimo riscontro probatorio;
che la decisione impugnata risulta in definitiva – sotto gli aspetti sin qui evocati – giustificata;
che nel noto interrogatorio del 1° marzo 2003 l'insorgente, pur ammettendo le già citate trasgressioni prospettategli dall'autorità inquirente, contesta di avere effettuato qualsiasi manovra di sorpasso (verbale allegato al rapporto di segnalazione del 9 marzo 2003, pag. 2 in alto);
che nemmeno gli agenti denuncianti, al riguardo, sono stati "
in grado di precisare se il veicolo superato era fermo sulla destra della carreggiata oppure fosse in movimento
" (rapporto appena citato, pag. 2 in alto);
che questo giudice non può quindi giungere al convincimento che l'imputato abbia eseguito la manovra di sorpasso ravvisata dall'autorità di primo grado;
che l'interessato deve perciò essere prosciolto da siffatto capo d'accusa;
che sull'eccesso di velocità, tenuto conto della possibile differenza fra l'indicazione del tachimetro e la velocità effettiva, così come di un ragionevole margine di tolleranza, gli 80 km/h dichiarati dall'interessato possono d'altro canto essere contenuti in 70 km/h;
che la decadenza del reato di sorpasso e il ridimensionamento della velocità effettiva giustificano – tutto ben ponderato – di ridurre la multa a fr. 400.–, di adeguare gli oneri di primo grado e di soprassedere al prelievo di oneri processuali dell'odierno giudizio;
che il ricorso va pertanto accolto in tale misura e la decisione impugnata riformata di conseguenza;