# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 24b24fec-8744-521f-89c4-e4fcc51cd696
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con precetto esecutivo n. _ emesso il 10 giugno 2014 dall’Ufficio esecuzione di Lugano (doc. A), lo Stato del Canton Ticino ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 12'525.90 oltre interessi del 2.5% dal 17 maggio 2014, invocando quale titolo di credito l’“imposta cantonale 2011”, di fr. 365.70 (“interessi aggiornati sino al 16.05.2014) e di fr. 30.– (“tassa di diffida 30.11.2013”);
che avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 12 settembre 2014 lo Stato del Canton Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5;
che
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del
15 ottobre 2014, mentre nella sua replica del 20 ottobre l’istante ha confermato la sua domanda;
che statuendo con decisione 17 dicembre 2014, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– e un’indennità di fr. 100.– a favore dell’istante;
che contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 19 dicembre 2014
per ottenere “una decisione favorevole o perlomeno consone alla realtà”
;
che la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
;
che la
Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3);
che nel caso specifico il reclamante si è limitato a qualificare la decisione impugnata come “inappropriata” e ad allegare “tutta la documentazione necessaria per la valutazione”;
che tale motivazione è manifestamente insufficiente, sicché il reclamo si rivela inammissibile;
che – sia rilevato per inciso – anche la motivazione esposta in prima istanza in sede di osservazioni non giustificherebbe comunque l’annullamento o la modifica della sentenza impugnata;
che, infatti,
in virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione;
che la procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo;
che il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1);
che nella fattispecie la decisione di tassazione dopo reclamo emessa il 3 luglio 2013 in merito all’imposta cantonale 2011 (doc. B accluso all’istanza) risulta passata in giudicato – ciò che il reclamante non contesta – e costituisce così un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per l’importo posto in esecuzione, compresi gli interessi;
che in virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto;
che motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di rigetto (v.
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 5 ad art. 81 LEF);
che RE 1, in prima istanza, ha sostenuto che il suo reddito nel 2011 era stato di soli fr. 55'841.– (a fronte dei fr. 143'700.– computati nella decisione di tassazione), contestando di dovere pagare imposte calcolate d’ufficio sulla base dei redditi conseguiti negli anni precedenti;
che siffatta contestazione, come visto, è irricevibile in sede di rigetto dell’opposizione;
che essa sarebbe semmai dovuta essere fatta valere con un ricorso alla Camera di diritto tributario contro la decisione di tassazione dopo reclamo (come peraltro indicato sulla stessa);
che
la tassa del presente giudizio
seguirebbe la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC);
che, tuttavia,
vista la sua situazione economica verosimilmente difficile (
nei suoi confronti è stato recentemente rilasciato un attestato di carenza di beni)
, si prescinde – eccezionalmente – dal riscuotere spese processuali, il cui prelievo rischierebbe di tradursi per l’ente pubblico in spese d’incasso infruttuoso supplementari;
che non si pone invece problema di ripetibili, la controparte non avendo dovuto redigere osservazioni al reclamo
;
che
circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 12'921.60, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

## Considerations