# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9712759d-1cce-5421-9267-23ffeb4ac5d1
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

considerato in fatto ed in diritto
che il signor _ _ dal 1978 è direttore della _ _ SA (in seguito: _ SA), già in _ ed ora in _, ditta attiva nell'importazione, nell'esportazione e nel commercio di generi alimentari;
che il 21 giugno 1996, la Direzione _, _, sezione inquirente (SI IV), ha steso un processo verbale finale contro il signor _ con il quale lo accusava di essersi reso colpevole di infrazione alla Legge federale sulle dogane (LD), alla Legge federale sulle epizoozie (LFE) e all'ordinanza concernente l'imposta sul valore aggiunto del 22 giugno 1994 (OIVA), per aver acquistato a nome della _ SA, il 10 ottobre 1994 ed il marzo 1995, rispettivamente 3'184.4 Kg e 704.5 Kg, di prosciutto di _ non disossato, soggetti al permesso d'importazione (valore all'interno: fr. 82'458.--), dal signor _, titolare della _ SA, _l, per il tramite del signor _ _, titolare della _ chevaline _ SA, _, che egli doveva supporre essere stati importati in Svizzera eludendo il controllo doganale;
che, con decisione sull'obbligo di pagamento di medesima data, la Direzione del IV° circondario delle dogane ha dichiarato il signor _ debitore - solidalmente con la _ SA, _ e _ _ - dell'importo di fr. 3'308.15, pari ai tributi d'entrata per la succitata merce evasi;
che dapprima la Direzione generale _ (_) ed in seguito la Commissione federale _ _ (_) hanno respinto i ricorsi del signor _ e della _ SA;
che i tributi in questione sono divenuti definitivi ed esigibili, in quanto la decisione di data 15 novembre 1999 della _, non essendo stata impugnata, è regolarmente cresciuta in giudicato;
che con decreto penale del 5 settembre 2000, la _D, fondandosi sugli art. 78, 77 e 87 LD, nonché 78 e 80 OIVA e 6 DPA, ha inflitto al signor Bortolato una multa di fr. 8'200.--, oltre alle spese procedurali di fr. 720.--, per ricettazione doganale e fiscale;
che con decisione penale 24 ottobre 2001 la _ ha respinto l'opposizione presentata dal signor _, confermando la multa e ponendo a suo carico complessivamente fr. 1'300.-- a titolo di oneri amministrativi;
che con scritto 31 ottobre 2001 l'imputato, per il tramite del suo difensore, ha chiesto di essere giudicato da un tribunale;
che, giusta il tenore del vecchio art. 22 cpv. 1 dell'Ordinanza concernente il mercato del bestiame da macello e l'approvvigionamento con carne (OBM), all'epoca dei fatti l'importazione di carne era soggetta all'obbligo del permesso, ed inoltre era assoggettata all'autorizzazione veterinaria (art. 22 cpv. 9 OBM e relativo rinvio);
che, in base all'allora vigente art. 101 OBM, le infrazioni a tale ordinanza concernenti il regime dei permessi e la limitazione delle importazioni sono punite conformemente alla legge sulle dogane;
che l'art. 76 cpv. 1 LD reputa colpevole d'infrazione dei divieti chiunque contravviene ai divieti o alle limitazioni vigenti per l'importazione, l'esportazione o il transito e fa segnatamente varcare il confine a merci vietate o sottoposte a limitazioni eludendo il controllo doganale o mette di dichiararle all'ufficio doganale competente;
che, secondo l'art. 78 OIVA, si rende colpevole di ricettazione fiscale chiunque acquista, accetta in dono, in pegno o in qualsiasi altra forma di custodia, occulta, aiuta a spacciare o mette in circolazione beni di cui sa o deve presumere che l'imposta dovuta sugli stessi è stata sottratta;
che giusta l'art. 6 cpv.1 DPA, se l'infrazione è commessa nella gestione degli affari di una persona giuridica, le disposizioni penali si applicano alle persone fisiche che l'hanno commessa;
che preliminarmente occorre evidenziare come i due reati imputati al signor _ non siano ancora prescritti (art. 11 cpv. 2 e 3 DPA);
che le infrazioni previste dagli art. 78 LD e 78 OIVA sono punibili solo se commesse intenzionalmente, ossia con dolo o dolo eventuale;
che, nella presente fattispecie, occorre in questa sede esaminare unicamente se sono adempiti gli elementi soggettivi dei reati in questione, in quanto è assodata la provenienza e l'importazione illecita della merce acquistata dall'accusato;
che, secondo la _, il signor _ avrebbe dovuto dedurre dalle circostanze connesse alla vendita della merce - quali ad esempio il prezzo d'acquisto e le modalità di ordinazione, fornitura e di pagamento - che la stessa era stata importata illegalmente;
che il difensore contesta recisamente la realizzazione dell'elemento soggettivo da parte del suo cliente, e dunque la sua punibilità, in quanto egli non sapeva, né tantomeno doveva presumere, che la merce da lui acquista fosse di contrabbando;
che dalla documentazione agli atti e dall'istruttoria dibattimentale è emerso che il fatto che i prezzi unitari dei prosciutti fossero più bassi nel periodo precedente la scadenza del contingente non rappresentava un evento eccezionale, per cui l'acquisto ad un prezzo leggermente inferiore (di circa fr. 1.--) a quello normalmente richiesto ad inizio anno non rappresenta motivo sufficiente per dare origine a sospetti circa la provenienza illecita della merce;
che il prezzo ridotto della seconda fornitura è stato giustificato dal rafforzamento del franco svizzero rispetto alla lira italiana verificatosi ad inizio 1995;
che dall'istruttoria è pure emerso che il pagamento della merce per mezzo di assegni bancari non è inusuale;
che nemmeno le ulteriori condizioni e modalità di ordinazione, fornitura e pagamento dei prosciutti in questione forniscono elementi tali da permettere di concludere apoditticamente che nell'accusato dovesse quantomeno sorgere il dubbio che la merce fosse di provenienza illegale;
che in definitiva questo giudice - dopo attenta valutazione degli atti istruttori e dell'audizione dell'accusato - non può oggettivamente giungere al convincimento che quest'ultimo sapesse o dovesse supporre il carattere illecito della merce da lui acquista;
che pertanto il signor _, in virtù del principio
in dubio pro reo
, deve essere prosciolto da entrambi i capi d'accusa;
che l'esito del gravame giustifica di soprassedere al prelievo di tasse e spese;
visti gli art. 6, 11, 73 e ss. DPA; 76, 77, 78 e 87 LD; 78 e 80 OIVA; 9 e ss., 273 e ss. CPP; 39 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
proscioglie
_
dall'accusa di ricettazione doganale e fiscale,
per i fatti descritti nella richiesta di rinvio a giudizio n. P. _/_ 2002;
soprassiede
al prelievo di tasse e spese amministrative e giudiziarie;
avverte
le parti del diritto di presentare, tramite questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni (art. 276 cpv. 2 CPP);
la motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP);
anche il procuratore generale e l'amministrazione interessata possono, ciascuno a titolo indipendente, avvalersi di tale rimedio giuridico, presentandolo per iscritto entro 20 giorni dalla notificazione dei considerandi scritti (art. 80 cpv. 2 DPA).
Intimazione a:
_, Via _, _,
Amministrazione federale _, _ _, _,
Procuratore pubblico Mario Branda, _,
Procuratore pubblico della Confederazione, _,
Avv. _, Via _ _, _.
Il giudice: Il segretario

## Considerations