# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 62b7d1da-3971-5706-8d1e-d27ce10970f3
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
C_ B_ (1961), attinente di _ (ora _), domiciliato a _ (Italia), è deceduto a _ il 4 aprile 2014, lasciando la moglie C_ _ E_ (1964), cittadina
italiana anchʹessa residente a _, e – apparentemente, stando alle indicazioni della medesima
–
due figli, O_ _ B_ (2002) e C_ A_ _ (2010), che non figurano nei registri dello stato civile svizzeri e che risultano di ignota dimora.
B.
Il 12 giugno 2014 il notaio P_ C_ ha pubblicato
davanti al Pretore del Distretto di Riviera un testamento pubblico del 2 febbraio 2011 in cui C_ B_ designava sua unica erede M_ Z_ (inc. SO.2014.167). Costei ha rinunciato alla successione il 4 luglio successivo (inc. SO.2014.204). Il 30 settembre 2014 AP 1
(1944), AP 2 (1946), AP 3 (1947), AP 4 (1948), AP 5 (1949), AP 6
(1953) e AP 7 (1963), fratelli di C_ B_, hanno dichiarato anchʹessi di ripudiare la successione
(inc. SO.2014.289).
C.
La
notaia M_ A_ ha pubblicato
il 21 ottobre 2015 un successivo testamento pubblico del 23 maggio 2011
in cui C_ B_ istituiva sua unica erede L_ C_ P_ (inc. SO.2015.349), la quale ha dichiarato a sua volta,
il 1° dicembre successivo, di rinunciare alla successione
(inc. SO.2015.417). Il 30 giugno 2016 C_ _ E_ “con i figli O_ _ B_ e C_ A_ B_” ha instato davanti al Pretore per la liquidazione dʹufficio dellʹeredità (inc. SO.2016.187).
C_ _ E_
ha dichiarato il 13 aprile 2017 di rinunciare alla successione.
D.
In esito a una richiesta del 6 dicembre 2017 presentata da AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP 5, AP 6 e AP 7, con decisione del 10 gennaio 2018 il Pretore del Distretto di Bellinzona, divenuto competente per territorio in seguito al mutato Distretto del Comune di _, ha designato lʹavv. P_ L_ come rappresentante degli eredi fu C_ B_, autorizzandolo a vendere “con deposito su di un conto bloccato della quota parte di 1⁄8, al netto delle spese, del ricavato” lʹinteressenza del defunto nelle particelle n. 1160 e 1202 RFD di _, sezione di _, provenienti dalla successione paterna, intestate alla comunione ereditaria composta degli otto figli. Il 12 marzo 2018 il notaio P_ _ B_ ha rogato un atto di compravendita riguardante la particella n. 1160.
E.
Su richiesta deIlʹavv. P_ _ B_, il
Pretore
ha rilasciato, il 24 maggio 2018 un certificato ereditario in cui ha indicato quali unici eredi di C_ B_ i fratelli AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP 5, AP 6 e AP 7 (inc. SO.2018.502). Il 18 aprile 2019 AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP 5, AP 6 e AP 7 si sono rivolti al Pretore per ottenere lʹannullamento del certificato ereditario. Il Pretore non ha tenuto atti processuali. Statuendo il 9 maggio 2019, ha respinto lʹistanza senza prelevare spese.
F.
Contro la decisione appena citata AP 1, AP 2, AP 3, AP 4, AP 5, AP 6 e AP 7 sono insorti a questa Camera con un appello del 17 maggio 2019 per ottenere che in riforma del giudizio impugnato la loro istanza sia accolta e che il certificato ereditario rilasciato dal Pretore il 24 maggio 2018 sia annullato. Invitato a esprimersi, lʹavv. P_ _ B_ ha dichiarato di avere richiesto il certificato ereditario il 15 maggio 2018 senza sapere di intervenute rinunce allʹeredità, salvo quella della vedova.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Il rilascio di un certificato ereditario (art. 559 cpv. 1 CC), come lʹeventuale revoca o modifica del medesimo (
art. 256 cpv. 2 CPC)
, costituisce un atto di volontaria giurisdizione (I CCA, sentenza inc. 11.2016.84 del 27 dicembre 2017, consid. 1 con richiami). La decisione è appellabile pertanto entro 10 giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 in relazione con lʹart. 248 lett. e CPC), sempre che, trattandosi di una controversia per sua natura patrimoniale (sentenza del Tribunale federale 5A_800/2013 del 18 febbraio 2014, consid. 1.2), il compendio successorio raggiungesse al momento del rilascio dellʹatto il valore di almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto può ritenersi dato, ove si consideri che la particella n. 1160 RFD di _, sezione di _, nel quale il defunto aveva unʹinteressenza di un ottavo, è stata venduta per fr. 875
000.– (doc. E di appello). Quanto alla tempestività del ricorso, la decisione impugnata è
pervenuta alla patrocinatrice degli istanti il 10 maggio 2019. Introdotto
il 17 maggio successivo, lʹappello in esame è di conseguenza ammissibile.
2.
Allʹappello gli istanti accludono
una serie di documenti (doc. A ad H).
Chiedono inoltre il richiamo di taluni incarti dalla Pretura del Distretto di Riviera. In parte
i documenti in questione figurano già agli atti, sicché la loro produzione è superflua. Gli altri consistono in uno
stato di famiglia di C_ B_ rilasciato il 14 aprile 2016 dallʹUfficiale di anagrafe del Comune di _, come pure in unʹordinanza del 4 ottobre 2017 con cui il Pretore del Distretto di Riviera ha assegnato a C_ _ E_ un termine di 30 giorni per produrre una dichiarazione di rinuncia alla successione e la conferma della Cassa svizzera di compensazione CSC del 15 maggio 2019 sul versamento dal 2014 di una rendita ordinaria per vedova in favore di C_ _ E_ e di una rendita per orfani in favore di C_
A_ e O_ _ B_. Vʹè da domandarsi se il richiamo degli incarti e la produzione dei documenti in rassegna
siano ammissibili. Il principio inquisitorio che governa le procedure di volontaria giurisdizione
(art. 255 lett. b CPC) è quello meramente “attenuato” o “limitato” (sentenza del Tribunale federale
5A_142/2019 del 29 aprile 2020 consid.
3.4.1.3.1 con rinvii; I CCA, sentenza inc. 11.2013.24 dellʹ8 maggio 2015 consid. 3 con rinvio). Ciò significa che nelle procedure rette da tale principio valgono, per lʹammissibilità di nuovi fatti e di nuove prove in seconda sede, le condizioni dellʹart. 317 cpv. 1 CPC (DTF 142 III 414 consid. 2.2.2).
Sta di fatto che nellʹistanza di annullamento del certificato ereditario gli istanti hanno testualmente sostenuto: “Gli eredi del prossimo grado del defunto C_ B_ sono la vedova e i figli minorenni. Come accertato dal Pretore, questi hanno rinunciato, per cui lʹeredità deve essere liquidata dallʹUEF. Tale circostanza è nota alla Pretura di Biasca presso la quale vi è lʹintero incarto” (istanza, pag. 2 ad 2). Ora, dandosi una procedura retta dal principio inquisitorio limitato
spetta alle parti raccogliere gli elementi necessari per la decisione. Tuttavia il giudice procede con domande adeguate affinché le allegazioni e i mezzi di prova siano debitamente enumerati (DTF 141 III 575 consid. 2.3.1). Nella fattispecie l
ʹaffermazione degli istanti, per quanto involuta, era oggettivamente idonea a suscitare dubbi circa la completezza delle allegazioni di fatto e dei mezzi di prova offerti, ove appena si consideri che una procedura di liquidazione dʹufficio dellʹeredità presuppone la rinuncia di tutti gli eredi legittimi del prossimo grado (art. 573 cpv. 1 CC) o lʹesistenza di unʹeredità oberata (art. 597 CC). In siffatte circostanze il Pretore, chiamato ad accertare dʹufficio i fatti rilevanti per il giudizio, avrebbe dovuto invitare gli istanti a completare le loro allegazioni, anche perché in seguito al passaggio del Comune di _ dal Distretto di Riviera a quello di Bellinzona determinati procedimenti riguardanti la successione di C_ B_ non potevano essergli noti. Lʹaccertamento dei fatti condotto dal primo giudice appare di conse-guenza lacunoso. Il richiamo degli incarti dalla Pretura del Distretto di Riviera è stato eseguito così da questa Camera.
3.
Nella decisione impugnata il Pretore ha ritenuto che le condizioni in base alle quali era stato rilasciato il certificato ereditario il 24 maggio 2018 non fossero mutate, non bastando al proposito lʹintervenuta tassazione della successione a carico degli istanti o il fatto che questi non avessero ricevuto nulla a titolo di eredità. Egli ha ricordato che il certificato ereditario è stato emesso sulla base di atti relativi allo stato di famiglia del defunto e dei suoi genitori unitamente alla dichiarazione di rinuncia allʹeredità da parte della moglie. Ha rilevato altresì che, secondo il certificato riguardante lo stato di famiglia del defunto, questi non risulta avere figli e che lʹunica persona avente rinunciato alla successione è la moglie, sicché – egli ha soggiunto – per legge gli eredi sono quelli indicati nel certificato ereditario. A mente del Pretore poi gli istanti hanno ammesso di essersi ingeriti nella successione con la
vendita di un fondo. Onde, in definitiva, la reiezione della domanda.
4.
Gli appellanti rammentano che lʹesistenza di due figli “apparentemente” del defunto, pur non risultando dagli atti dello stato civile, era nota al Pretore, il quale si era occupato della nomina di un rappresentante degli eredi ai fini della vendita del fondo intestato alla comunione ereditaria paterna. Essi ribadiscono altresì di essere venuti a sapere del certificato ereditario a loro nome, chiesto dallʹavv. P_ _ B_, soltanto dopo avere ricevuto il progetto di tassazione da parte dellʹUfficio delle imposte di successione e donazione. Ciò posto, essi fanno valere che il defunto ha avuto due figli, la cui esistenza risulta dalle copie dei documenti di nascita, tantʹè che davanti alla Pretura del Distretto di Riviera i figli figurano come parti, insieme con la madre, nella
procedura di liquidazione dʹufficio dellʹeredità. Gli appellanti adducono inoltre di avere appurato che la Cassa svizzera di compensazione
ha versato rendite per superstiti sia alla vedova sia ai due orfani, ma di non avere potuto produrre gli originali degli atti di nascita a causa della scarsa collaborazione della vedova, la quale andrebbe interrogata, così come sarebbe utile promuovere ricerche per il tramite degli uffici consolari della Repubblica di Santo Domingo. Gli appellanti contestano infine di essersi intromessi nella successione del fratello. Anzi, essi fanno valere di avere postulato la nomina di un rappresentante dellʹeredità, il quale ha, da sé solo, gestito la relativa interessenza nella comunione ereditaria della successione paterna.
5.
Per quanto attiene allʹesistenza di figli del defunto, è pacifico che essi non figurano nel certificato relativo allo stato di famiglia regi-strato di C_ B_. Se non che, quantunque viga per i cittadini svizzeri lʹobbligo di notificare eventi relativi allo stato civile avvenuti allʹestero (art. 39 OSC;
Graf-Geiser/Montini
in: Basler Kommentar, ZGB I, 6
a
edizione n. 3 ad art. 40), tali rapporti di filiazione non sono sempre notificati allʹautorità (promemoria sul certificato relativo allo stato di famiglia registrato edito dallʹUfficio federale di giustizia, ottobre 2007, annesso a tali certificati, nel-
lʹinc. SO.2018.502). Del resto i registri di stato civile, registri pubblici
(Montini
in: Commentaire romand, CC I, Basilea 2010, n. 1 ad art. 39), fanno piena prova dei fatti che attestano, ma tale presunzione può essere vinta da ogni prova contraria (art. 9 CC;
Steinauer/Fountoulakis,
Droit des personnes physiques et de la protection de lʹadulte,
Berna 2014, pag. 354 n. 804; v. anche DTF 135 III 393 consid. 3.3.1).
Premesso ciò, agli atti della procedura di liquidazione dʹufficio dellʹeredità fu C_ B_ presentata da C_ _ E_ con i figli C_ A_ e O_ _ B_ davanti al Pretore del Distretto di Riviera, competente quale foro del luogo di origine del defunto fino al novembre del 2016 (quando il Comune ha cambiato Distretto), figurano due certificati di nascita rilasciati dalla Direzione nazionale del registro civile della Repubblica Dominicana in cui si attesta la paternità di C_ B_ (doc. C nellʹinc. SO.2016.187 richiamato). In questa sede gli appellanti hanno prodotto poi una lettera della Cassa svizzera di compensazione dalla quale risulta che dal 2014 al 2017 i due minorenni hanno percepito una rendita per orfani (doc. G e H di appello). Tali documenti indiziano una discendenza, ma non possono dirsi concludenti, ove si consideri che la documentazione estera non è stata prodotta in originale e che le rendite per orfani possono essere versate anche a figli del coniuge (figli elettivi: art. 25 cpv. 3 LAVS e art. 49 OAVS). Per di più, dallo “stato di famiglia alla data del decesso” rilasciato dal Comune di _ non si evincono figli (doc. D di appello). Dubbi sulla paternità di C_ B_, dunque, sussistono. Ad ogni modo lʹesito del presente giudizio non muta, sia che ci si diparta dallʹipotesi che il defunto avesse effettivamente due figli (sotto, consid. 6), sia che si prescinda da rapporti di filiazione (sotto, consid. 7).
6.
Come detto, lʹultima erede istituita di C_ B_, L_
C_ P_, ha rinunciato alla successione (inc. SO.2015.417
della Pretura del Distretto di Riviera, richiamato). Lʹeredità è passata così ai prossimi eredi legittimi del defunto, non risultando una diversa intenzione dalla disposizione per causa di morte (art. 572 cpv. 2 CC). Supponendo che C_ B_ avesse effettivamente due figli, i prossimi eredi legittimi sarebbero in tali frangenti la moglie e i figli medesimi (art. 457 cpv. 1 CC e 462 n. 1 CC), esclusi i fratelli di lui. La vedova ha dichiarato
il 13 aprile 2017 di rinunciare allʹeredità (inc. SO.2018.502).
Dalla dichiarazione non risulta però che essa abbia rinunciato anche in rappresentanza dei figli minorenni, sicché eredi di C_ B_ rimarrebbero i figli (art. 572 cpv. 1 CC). Avessero – per ipotesi – rinunciato anchʹessi, la successione andava liquidata dallʹUfficio dei fallimenti (art. 573 cpv. 1 CC)
.
Gli eredi del grado susse
guente non sarebbero stati chiamati a succedere, se non nellʹe
ventualità dellʹart. 575 CC, ossia in caso di rinuncia a favore degli eredi del grado susseguente e, previa notifica, accettazione da parte loro nel termine di un mese (
Steinauer
, Le droit des successions, 2
a
edizione, pag. 520 seg. n. 990d). Estremi del genere non si ravvisano in concreto, di modo che gli appellanti non sarebbero potuti essere eredi del fratello. In definitiva, dando per ammessa lʹesistenza di figli del defunto, il certificato ereditario del 24 maggio 2018 si rivelerebbe erroneo.
7.
Lʹesito del giudizio non muterebbe nemmeno se ci dipartisse dallʹipotesi che non vi siano discendenti del defunto. Non potendo essere provato un rapporto di filiazione fra il
de cuius
e O_ _ o C_ A_ B_, i prossimi eredi legittimi del defunto sarebbero infatti, accanto alla vedova (art. 462 n. 2 CC), i parenti della stirpe dei genitori, ovvero in concreto la madre e i fratelli appellanti (art. 458 CC). Alla madre, nel frattempo deceduta, sono succeduti i di lei figli sopravvissuti (art. 457 cpv. 1 CC), cioè una volta ancora gli appellanti. La rinuncia della vedova, in tal caso, avrebbe fatto sì che eredi rimanessero i soli appellanti (art. 572 cpv. 1 CC). Se non che, per tacere del fatto che la successione appare oberata, lʹinteressenza di C_ B_ nella particella 1160 RFD di _, sezione di _, consta essere stata pignorata a tre riprese (estratto del registro fondiario allegato quale inserto C al
contratto di compravendita del 12 marzo 2018: doc. E di appello),
mentre con dichiarazione del 30 settembre 2014 AP 1
, AP 2, AP 3, AP 4, AP 5
, AP 6 e AP 7 hanno rinunciato allʹeredità del fratello (inc. SO.2014.289 della Pretura del Distretto di Riviera, richiamato). Essi non possono quindi essere considerati eredi.
Il Pretore ha rimproverato agli istanti di essersi ingeriti nella successione “con la vendita di un fondo”. E per lʹart. 571 cpv. 2 CC lʹerede che si è immischiato negli affari della successione, o che ha compiuto atti non richiesti dalla semplice amministrazione degli affari in corso, o che ha sottratto o dissimulato oggetti appartenenti allʹeredità, non può più rinunciare allʹeredità, né può più valersi della presunzione dellʹart. 566 cpv. 2 CC legata alla noto-ria insolvenza del defunto (
Steinauer
, op. cit., pag. 518 n. 981c e pag. 510 n. 962a e 962b;
Häuptli
in: Praxiskommentar Erb-
recht, 4
a
edizione, n. 5 ad art. 571 CC). In concreto tuttavia gli interessati si sono limitati a chiedere la nomina di un rappresentante degli eredi del fratello in qualità di proprietari comuni delle particelle n. 1160 e 1202 RFD di _, sezione di _, di pertinenza della successione paterna. Il Pretore ha nominato il 10 gennaio 2018, in applicazione dellʹart. 666
a
CC, lʹavv. P_ L_ rappresentante
“
degli eredi del defunto C_ B_
”,
autorizzandolo a vendere lʹinteressenza del defunto nei due fondi “con deposito su di un conto bloccato della quota parte di
1⁄8
, al netto delle spese, del ricavato” (doc. E di
appello, inserto A al contratto di compravendita del 12 marzo 2018).
Nelle circostanze descritte, posto che la nomina di un rappresentante dellʹeredità è prevista appunto per casi simili (
Steinauer
, op. cit., pag. 509 n. 962a;
Rouiller/Gygax
, in: Eigenmann/Rouiller [curatori], Commentaire du droit des successions, Berna 2012, n. 3 ad art. 566 CC con rinvii), non si può dire che gli appellanti si siano ingeriti negli affari della successione del fratello o si siano appropriati dellʹinteressenza di lui nei fondi citati. Né, per avventura, la richiesta di emissione di un certificato ereditario costituisce unʹingerenza degli affari della successione (DTF 133 III 2 consid. 3.1), men che meno ove si pensi che lʹavv. P_ _ B_ nemmeno risulta avere agito su incarico degli appellanti (istanza del 15 maggio 2018 nellʹinc. SO.2018.502). Ne segue che, comunque sia, lʹappello merita accoglimento e il giudizio impugnato va riformato nel senso che il certificato ereditario emesso il 24 maggio 2018 è annullato.
8.
Data la particolarità del caso, si rinuncia al prelievo di oneri processuali. Né si pone problema di ripetibili, nemmeno richieste (DTF 139 III 344 consid. 4.3 con rinvii).
9.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale, le decisioni in materia di certificato ereditario soggiacciono al ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 n. 5 LTF). Sono considerate tuttavia come decisioni cautelari, di modo che contro di esse può essere fatta valere solo la violazione di diritti costituzionali (
Karrer/Vogt/Leu
in: Basler Kommentar, ZGB II, 6a edizione, n. 11 alle note preliminari degli art. 551–559 CC).