# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 15be30db-7dd6-5c21-bb9a-65ebfea03bc1
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_002
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
che il 23/24.05.2011 _ ha sporto denuncia penale contro ignoti, sostenendo in sostanza che una persona a lei ignota – successivamente identificata nella persona di PI 2 (il di lei allora marito) – avrebbe richiesto e ottenuto, a nome suo, un credito da parte della IS 1 per una somma di CHF 50'000.--, falsificando la firma sul contratto di mutuo _ sottoscritto a _ il 31.01.2011 (AI 1 – inc. MP _);
che il 27.05.2011 il procuratore pubblico ha decretato l’apertura dell’istruzione contro ignoti per titolo di truffa e falsità in documenti (AI 2 –
inc. MP _);
che, in applicazione degli art. 352 ss. CPP, il 24.10.2011 il procuratore pubblico ha posto in stato di accusa dinanzi alla Corte delle assise correzionali di _ PI 2, siccome ritenuto colpevole di truffa
"
per avere, a _, _, _, _ ed in altre località, a far tempo dal 25.01.2011, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, ingannato con astuzia i collaboratori della IS 1, _, e dell’intermediaria _, _, affermando cose false e dissimulando cose vere, confermandone subdolamente l’errore, inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli del patrimonio proprio e altrui, conseguendo un indebito profitto di CHF 50'000.-- (...)
"
e di falsità in documenti
"
per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo di cui al precedente punto 1, allo scopo di nuocere al patrimonio altrui e di procacciarsi un indebito profitto, ripetutamente formato documenti falsi, nonché fatto uso a scopo d’inganno di tali documenti alfine di perpetrare la truffa di cui al precedente punto 1 (...)
" ed ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere da CHF 30.-- cadauna, corrispondenti a complessivi CHF 4'500.--, al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie, rinviando l’accusatore privato _ al competente foro per le pretese di natura civile, e meglio come descritto nel DAC _;
che il suddetto decreto è passato in giudicato il 28.11.2011;
che con la presente istanza la IS 1, richiamando uno scritto del 3.08.2012 inviato al magistrato inquirente, afferma di essere venuta a conoscenza del fatto che a carico di PI 2 è stata emanata una decisione di condanna per titolo di truffa in relazione al credito
"_"
, chiedendo parimenti di ottenere la trasmissione, in copia, della predetta decisione allo scopo di far valere il suo credito nei confronti della persona condannata (doc. 1);
che, come esposto in entrata, il procuratore pubblico ha comunicato di non avere osservazioni da formulare;
che PI 2, dal canto suo, ha in particolare affermato di essere stato condannato il 20.10.2011 (recte: 24.10.2011) dal Ministero pubblico a una pena (pecuniaria) di 150 giorni (recte: aliquote giornaliere), che il _, _, è stato informato della condanna e di aver inoltrato a quest’ultima, e non alla IS 1, una richiesta di erogazione del credito;
che l’art. 62 cpv. 4 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), in vigore dall’1.01.2011, che ha nella sostanza ripreso il testo del previgente art. 27 CPP TI, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108), stabilisce che: "
Dopo la conclusione del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità dell’ispezione
";
che nella fattispecie in esame è certamente data una connessione tra la richiesta formulata dalla IS 1 e il procedimento penale di cui all’incarto MP _ sfociato nel decreto di accusa 24.10.2011 emanato dal procuratore pubblico a carico di PI 2 (DAC _, passato in giudicato il 28.11.2011);
che questa circostanza è in particolare comprovata dal contenuto del decreto di accusa 24.10.2011 (DAC _, p. 1 e 2), da cui emerge tra l’altro che PI 2 ha
"
(...) inoltrato alla IS 1, a nome della moglie ed all’insaputa di quest’ultima una richiesta volta ad ottenere l’erogazione di un credito di fr. 50.000.00, ingannando i collaboratori circa la vera identità e la solidità finanziaria del richiedente, segnatamente:
(...) abusando del documento di legittimazione della di lui moglie, trasmettendolo all’intermediaria _ per ottenere l’emissione del credito;
(...) sottoscrivendo con la firma falsa di _ la documentazione trasmessagli dalla banca per formalizzare la concessione del credito, di cui al contratto _ _; (...)
"
;
che ciò è sufficiente per ammettere un interesse giuridico legittimo dell’istante ai sensi dell’art. 62 cpv. 4 LOG prevalente sugli interessi personali di PI 2, che peraltro non si è opposto esplicitamente alla richiesta;
che di conseguenza il decreto di accusa 24.10.2011 (DAC _) viene trasmesso, in copia, all’istante unitamente alla presente decisione;
che la tassa di giustizia, contenuta al minimo, e le spese sono poste a carico di chi le ha occasionate.

## Considerations