# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e9a8b284-59b2-5377-826a-9a5901cd698d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 6'900.-- oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 10 settembre 2008 il convenuto si è opposto all’istanza, asserendo di avere concordato con l’istante il pagamento rateale del debito.
C.
Con sentenza 1. ottobre 2008 il Pretore _, ha dichiarato il fallimento di AP 1 da quello stesso giorno alle ore 14.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto n. _, producendo una ricevuta 8 ottobre 2008 _ relativa al pagamento di fr. 7'786.30 a saldo dell’esecuzione n. _ (doc. 1). L’appellante dichiara inoltre di avere parzialmente pagato un’ulteriore procedura esecutiva n. _ secondo il piano di rientro concordato con il creditore (doc. 2 e 3), rilevando che il creditore con scritto 10 ottobre 2008 ha chiesto _ l’annullamento delle due citate esecuzioni (doc. 4).

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta 8 ottobre 2008 _ (doc. 1) risulta che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui
risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall’estratto delle esecuzioni _ al 3 novembre 2008 si evince che sia l’esecuzione in oggetto n. _ che l’ulteriore esecuzione n. _, pendenti nei confronti dell’appellante, sono state annullate, mentre a carico del convenuto non risultano attestati di carenza di beni. Le precedenti considerazioni portano a concludere che l’appellante dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai suoi impegni. Essendo stato anche il presupposto della solvibilità reso sufficientemente verosimile, ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), , mentre non si assegnano indennità la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.