# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 57b5deb4-2750-54cf-afda-decdd2830970
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
- che, subito dopo aver assunto la funzione di esecutore testamentario, AC1, all'epoca avvocato e notaio, ha iniziato a prelevare importi di danaro dal conto bancario della successione (sul quale aveva firma singola), danaro che in parte egli riteneva dovutogli a titolo di anticipi sul suo onorario, mentre che in parte egli l'ha prelevato indebitamente (direttamente o tramite la segretaria) per utilizzarlo per bisogni propri, in un momento in cui egli sapeva di essere indebitato e di non essere in grado di prontamente restituire;
- che tra il 1993 e il 1995 egli ha prelevato dal citato conto in totale fr. 173'110.50, dei quali fr. 120'000.- gli sono stati riconosciuti dovuti come onorario dal Procuratore pubblico, per cui le indebite sottrazioni risultano essere ammontate a fr. 53'110.50;
- che, inoltre, l'accusato ha, in cinque occasioni, incassato fr. 18'000.- per canoni locativi di pertinenza della successione che non ha riversato sul conto della stessa;
- che, a tutt'oggi, egli nulla ha risarcito agli eredi fu _;
- che, in tali circostanze, l'atto d'accusa deve essere confermato nel senso che AC1 va riconosciuto autore colpevole di ripetuta appropriazione indebita, nella forma qualificata, la sua posizione di esecutore testamentario essendo assimilabile, nel caso concreto, a quella di un gerente professionale di patrimoni (si pensi che egli in tale ruolo ha agito in totale autonomia e che il patrimonio relitto che aveva in affidamento era dell'ordine di circa 12 milioni di franchi, col che il mandato in questione era di gran lunga tra i più importanti tra quelli di cui all'epoca si occupava, prova ne è che egli si è autopagato cospicui anticipi per totali fr. 120'000.- in tre anni);
- che, tenendo conto del fatto che quella odierna è pena totalmente aggiuntiva a quella di mesi tre di detenzione, inflittagli con decreto d'accusa del 12.5.2000 per analoghi reati, si giustifica (e anzi s'avvera essere invero mite e clemente) la condanna dell'accusato alla pena proposta dalla Pubblica Accusa di sei mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per il periodo di anni due;
per questi motivi
rispondendo affermativamente a tutti i quesiti;
visti gli art. 18, 36, 41, 63, 68, 138 cifra 1 e 2 (v. 140) CP;
9 e ss CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations