# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dd05f80c-11d6-5fab-988b-90ce6c638349
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che con decisione del 3 maggio 1999 la Delegazione tutoria di _ ha sostituito un'interdizione volontaria a carico di _ _ (1972), su richiesta dell'interessata, con una curatela volontaria, designando in qualità di curatrice provvisoria la madre di lei, _ _;
che il 10 novembre successivo la Delegazione tutoria ha designato il curatore definitivo nella persona di _ _;
che il 29 marzo 2000 _ _ ha postulato la revoca della curatela o, quanto meno, la designazione di sua madre come curatrice in luogo e vece di _ _;
che con decisione del 3 aprile 2000 la Delegazione tutoria ha respinto l'istanza;
che un ricorso introdotto il 6 aprile 2000 da _ _ contro tale decisione è stato respinto il 3 ottobre 2000 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, previa audizione della curatelata (sottoposta anche a perizia medica), della ricorrente, del curatore e della Delegazione tutoria;
che l'8 ottobre 2000 _ _ ha impugnato tale giudizio con una dichiarazione di appello a questa Camera;
che il documento non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che l'appello è l'unico rimedio giuridico esperibile contro decisioni prese dall'autorità di vigilanza sulle tutele (art. 54
a
LAC);
che sotto questo profilo il ricorso dell'appellante, tempestivo, è di per sé proponibile;
che nondimeno un appello deve contenere, oltre alle richieste di giudizio, “i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda” (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC);
che in concreto il gravame si esaurisce in una semplice frase nella quale, senza formulare alcuna conclusione, l'appellante dichiara di impugnare a questa Camera la decisione della Sezione degli enti locali;
che dal ricorso non è quindi dato di capire perché l'appellante intenda contestare il giudizio in rassegna;
che nulla muterebbe, nella fattispecie, anche facendo capo per analogia al principio secondo cui, dandosi appello di un tutelato che insorga personalmente contro una decisione a lui sfavorevole, è sufficiente che le richieste di giudizio e i motivi di impugnazione possano desumersi dall'insieme del ricorso (
Geiser
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB I/2, n. 41 ad art. 420);
che nella fattispecie, per vero, l'autorità di vigilanza ha spiegato con chiarezza quali motivi escludano la designazione dell'appellante in veste di curatrice (decisione impugnata, consid. 3);
che invano si cercherebbe dunque di arguire, pur con sforzo di esegesi, quali censure potrebbero sorreggere l'appello;
che nelle circostanze descritte il gravame, per nulla motivato, sfugge a un esame di merito (art. 309 cpv. 5 CPC);
che gli oneri processuali seguirebbero quindi la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che in concreto si può nondimeno rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di spese, l'appellante risultando sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo proceduto senza l'ausilio di un patrocinatore;
che non si giustifica nemmeno di assegnare ripetibili alla Delegazione tutoria, la quale non si è vista notificare l'appello e non ha quindi sopportato costi per la stesura di osservazioni;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,