# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 30a736b7-8402-539e-a745-6587d5d468c9
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1tmann, classe 1953, professionalmente attiva quale fisioterapista nella misura del 50%, nel novembre 2010 ha inoltrato una domanda di prestazioni (doc. AI 5).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia bidisciplinare a cura del SMR (Servizio medico regionale dell’A), con decisione 27 giugno 2011 (preavvisata il 17 maggio 2011) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni motivando come segue:
"
(...)
La documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare l'esame effettuato presso il nostro Servizio medico regionale, oggettiva l'incapacità del 50% nella sua professione abituale di fisioterapista dal 25.05.2010 e del 10% dal 03.03.2011, mentre attività rispecchianti le indicazioni sono esigibili in misura completa.
Alla luce di quanto appena indicato, si conclude che non vi è stata incapacità lavorativa minima ed interrotta nella misura del 40% dopo la quale sarebbe potuto insorgere l'eventuale diritto a rendita.
Preso atto dei modesti redditi conseguiti prima della cessazione dell'attività svolta a carattere indipendente, si precisa inoltre che svolgendo altre attività generiche, reperibili sul mercato libero del lavoro e che non richiedono qualifiche professionali specifiche, recupera pienamente la capacità di guadagno senza alcun discapito economico e questo comporta un grado d'invalidità dello 0%.
Non sussistono neppure le premesse per l'applicazione di provvedimenti professionali per i quali viene richiesto un grado d'invalidità minimo del 20%."
(Doc. AI 41/2)
1.3. Avverso la succitata decisione l’assicurata ha inoltrato il presente ricorso, postulando il riconoscimento di una mezza rendita per un grado d’invalidità del 50%. Essa sostiene come la valutazione medico-teorica del SMR sia incompleta, preannunciando di produrre ulteriore documentazione a cura del suo medico curante, dr. _. La ricorrente ha poi rilevato che la decisione impugnata non presenta alcun raffronto dei redditi, motivo per cui non è in grado di prendere posizione in merito, ciò che costituisce una violazione del diritto di essere sentito.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso, confermando la valutazione medica operata.
1.5. Il 3 settembre 2011 l’insorgente, preavvisando una visita presso il dr. _, ha informato di inviare il relativo rapporto (VI). Essa non ha tuttavia dato seguito a quanto preannunciato.
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).
nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una rendita.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46
). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84)
.
2.4. Nel caso in esame, l'Ufficio AI ha fatto eseguire dal SMR una perizia bidisciplinare (somatica e psichiatrica).
Dal rapporto 14 marzo 2011 risulta che i dr. _ (FMH medicina interna) e _ (FMH psichiatrica e psicoterapia), sulla base dei referti presenti nel dossier, dei disturbi oggettivi e soggettivi, hanno posto le seguenti diagnosi, con influsso sulla capacità lavorativa, di osteoartosi polidistrettuale. Quale diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa sono state elencate: sindrome fibromialgica, esiti da trauma contusivo (all’età di 15 anni), esisti di isterectomia (2000), varici arti inferiori con insufficienza venosa cronica, esisti intervento tunnel carpale destro, obesità tipo, nevrastenia ICD 10 F-48.0 con tratti di personalità ossessivo, narcisisti (doc. AI 30).
In merito alle valutazione della sintomatologia e della residua capacità lavorativa, i medici SMR hanno ritenuto l’assicurata inabile al 10% nella sua precedente professione, ma totalmente abile in attività adeguate dal giorno della loro valutazione. Per quel che concerne il periodo precedente, basandosi sulle certificazioni mediche dei curanti, essi hanno valutato un’inabilità al 50% nella professione di fisioterapista.
Con il presente ricorso l’assicurata contesta la succitata valutazione medico-teorica della residua capacità lavorativa, sostenendo, sulla base della refertazione dei medici curanti, un’inabilità lavorativa del 50%.
2.5.
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007, U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 p..
123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 p.. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
In DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354)
.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Va poi evidenziato
che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’ammini-strazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, consid. 3.4 e i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/ 2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.6. Nella fattispecie concreta questo
TCA non ha motivi per mettere in dubbio la dettagliata e convincente valutazione bidisciplinare operata dal SMR. In essa è stato debitamente tenuto conto delle affezioni dell’assicurata, con conclusioni logiche e prive di contraddizioni circa la capacità lavorativa del 10% nella sua attuale professione dal 3 marzo 2011 (data della visita presso il SMR) e del 100% in attività adeguate. Né del resto l’insorgente ha prodotto in sede di ricorso documentazione medica atta a validamente mettere in dubbio la fedefacenza delle succitate conclusioni mediche.
2.6.1 Per quel che concerne l’aspetto somatico, il dr. _, dopo aver proceduto alla consueta anamnesi, ha esposto la sintomatologia soggettiva ed oggettiva, concludendo:
"
(...)
Assicurata di 57 anni in buone condizioni generali.
Sintomatologia mialgica aspecifica esordita nel 2000 dopo intervento di isterectomia.
Non abbiamo a disposizione valutazioni obiettive utile per la descrizione dell'evoluzione dello stato di salute.
Viene documentata una IL 50% medicalmente giustificata dal 25.05.2010.
Dal punto di vista osteoarticolare oggi si rende evidente una osteoartrosi polidistrettuale. Esiti di tunnel carpale destro con manovre odierne bilateralmente negative. Mobilità complessiva ben conservata.
Dalla data odierna risulta medicalmente una IL non superiore al 10% (rendimento ridotto) in attività abituale. Rendimento ridotto giustificato dal rallentamento negli spostamenti, necessità nel mantenere adatta ergonomia del rachide.
Coesiste una sindrome fibromialgica rispettosa dei criteri ACR con identificazione alla scala VAS di un'alterata percezione del dolore.
Si allega modulo per la misurazione dell'escursione articolare.
Si allega modulo per esame della funzionalità fisica. (...)" (Doc. AI 30/5-6)
In ambito amministrativo, l’assicurata ha prodotto il rapporto 19 febbraio 2011 del dr. _ specialista in neurologia, il quale ha valutato:
"
(...)
Lo studio della conduzione nervosa ai polsi di questa paziente 57enne, che lamenta brachialgie croniche bilaterali, mostra minime alterazioni di conduzione con lieve disfunzione lieve residua del nervo mediano al carpo destro, ed una lieve sindrome del tunnel carpale al mediano al carpo sinistro.
Vi sono inoltre minime alterazioni d'ampiezza dei potenziali sensitivi del nervo ulnare, senza sicuro significato clinico." (Doc. AI 32/3)
Vista la lieve sindrome del tunnel carpale bilaterale e le minime alterazioni ulnari senza significato clinico attestate dal succitato neurologo, rettamente nelle annotazioni 28 marzo 2011 il dr. _ ha ritenuto che non vi è alcuna modifica rispetto alla sua valutazione del 14 marzo 2011. Né del resto l’assicurata ha fornito documentazione medica contrastante le succitate risultanze, preannunciando un nuovo rapporto del medico curante, ciò che non è mai avvenuto. Il TCA, alla luce del tempo trascorso nel frattempo e considerato il fatto che fosse lecito attendersi che il rapporto medico preannunciato venisse prodotto “
entro un termine ragionevole”, deve concludere che l'insorgente ha rinunciato alla produzione di ulteriori atti medici (cfr., al riguardo, STF
8C_45/2010 del 26 marzo 2010, con la quale il TF ha confermato la STCA 35.2009.86 del
10 dicembre 2009
).
Inoltre va ricordato che se da una parte
la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
2.6.2. Dal punto di vista psichiatrico, nel citato rapporto 14 marzo 2011 la dr.ssa _, dopo aver visitato l’assicurata, ha esposto la seguente valutazione:
"
(...)
La documentazione agli atti, la valutazione odierna, la raccolta anamnestica orientano verso la diagnosi di una nevrastenia.
L'A infatti riferisce la presenza di persistenti e penose sensazioni di affaticamento e debolezza fisica dopo un sforzo, accompagnati da dolori, disturbi del sonno e nell'ultimo periodo anche da episodi di cefalea.
La sintomatologia descritta non appare di entità grave in quanto non le impedisce di riuscire a mantenere una strutturazione adeguata della giornata e della propria quotidianità pur ammettendo da parte sua uno sforzo aumentato di volontà.
In presenza di una diagnosi di fibromialgia e nevrastenia siamo tenuti a livello assicurativo a valutare i criteri di Foerster. Non è emersa una diagnosi psichiatrica maggiore in comorbidità attualmente, non si esclude in passato come segnalato dal medico curante nel 2003 la presenza di una sindrome ansioso-depressiva che è comunque stata di entità lieve e non sembra aver influito sul funzionamento personale, lavorativo e sociale. Non sono presenti elementi che depongano per un ritiro sociale, il quadro clinico non appare cristalizzato e gli approcci terapeutici come ad es quello psicoterapeutico mostrano di avere un effetto positivo.
A livello della personalità sono emersi dei tratti ossessivi e narcisistici che tuttavia non raggiungono l'intensità per porre la diagnosi di un disturbo di personalità.
L'A ha poi nel corso del colloquio evidenziato la presenza di risorse importanti a livello personale quali una buona capacità introspettiva, funzioni cognitive intatte e un'adeguata intelligenza e motivazione al lavoro.