# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7b13302c-0dd6-5d06-bf62-8fc89d41fca1
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
AP 1 ha concluso in data 31 agosto/4 settembre 2001 con _ (in seguito: _) un contratto di leasing avente per oggetto un’autovettura nuova Mercedes-Benz C220 CDI Sport Coupé (doc. A). Il contratto, di 36 mesi, prevedeva un primo canone mensile di leasing di fr. 10’000.- e i successivi di fr. 1’297.65. Il valore di riscatto del veicolo a fine contratto è stato determinato in fr. 5’111.50. Conformemente ai termini contrattuali la vettura è stata fornita dalla società AO 1 di _ (cfr. per i dettagli doc. A).
In data 16/17 settembre 2002 AP 1 ha sottoscritto un ulteriore contratto di leasing riguardante un veicolo d’occasione Jaguar XKR 100 S/C Convertible. Anche in questa occasione la vettura è stata fornita da AO 1 mentre il prestatore di leasing era _ (doc. B). Il canone del leasing è stato stabilito in fr. 1’699.65 mensili e il valore residuo del veicolo a fine contratto è stato calcolato in fr. 20’446.10 (cfr. per i dettagli doc. B).
Contestualmente alla conclusione del nuovo contratto di leasing le parti hanno liquidato quello precedentemente stipulato da AP 1 e relativo alla vettura Mercedes-Benz. A questo fine il 1
°
ottobre 2002 AO 1 ha ripreso quest’ultimo veicolo, accreditando a DaimlerChrysler la somma di fr. 33’397.-, pari al valore contabile scoperto al 30 settembre 2002 dello stesso (doc. C).
B.
Come emerge dagli atti, tra febbraio e luglio 2003 la Jaguar in uso a AP 1 ha manifestato diversi problemi che hanno richiesto l’esame della vettura e l’esecuzione di svariati interventi di smontaggio e sostituzione di pezzi presso il garage AO 1 (doc. E e F).
Nel corso del mese di agosto 2003 tra AP 1 e AO 1 ha avuto luogo un fitto scambio di corrispondenza con il quale il primo manifestava il suo malcontento per il malfunzionamento della vettura Jaguar e chiedeva l’annullamento immediato del contratto di leasing. Nel contempo AP 1 rivendicava il rimborso dei danni subiti e rimproverava al rivenditore la mancata consegna di una Mazda RX-8 che gli sarebbe stata promessa per la fine di maggio 2003 (doc. G e H).
AO 1 ha respinto i rimproveri mossile ed ha sollecitato la controparte a saldare alcune fatture ancora scoperte relative ai lavori effettuati sulla Jaguar (doc. I). Il 14 gennaio 2004 AP 1 ha comperato una Volkswagen Golf 1.9 TDI Trendline presso il rivenditore _, _. Contestualmente a questo acquisto le parti hanno liquidato il contratto di leasing della Jaguar, che prevedeva un saldo contrattuale a favore di _ di fr. 60’310.85 IVA inclusa (cfr. plico doc. D e doc. N). Di questo importo, fr. 40’000.-- sono stati corrisposti da _, che ha poi provveduto alla vendita della Jaguar, mentre la differenza di fr. 20’310.85 è stata versata dall’attore (plico doc. D, lettera 14.1.2004 _).
C.
Con petizione del 22 settembre 2004 AP 1 si è rivolto alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città chiedendo la condanna di AO 1 al pagamento di complessivi fr. 91'583.90, di cui fr. 45’749.90 a titolo di
damnum emergens,
pari alla differenza tra quanto speso per l’acquisto della Jaguar e quanto avrebbe speso portando a termine normalmente il contratto leasing per la Mercedes-Benz, fr. 21’834.- corrispondenti al valore di ripresa della Mercedes-Benz a luglio 2004, nonché fr. 24’000.- corrispondenti al minor valore della Jaguar dovuto ai difetti del veicolo. In estrema sintesi, l’attore rimprovera alla convenuta di averlo indotto per dolo all’acquisto del veicolo Jaguar e di non aver rispettato gli impegni presi in quel frangente, tra i quali la presa a carico degli eventuali lavori di riparazione e la fornitura del veicolo Mazda RX-8, consegna che sarebbe stata garantita per il mese di maggio 2003.
La convenuta si è opposta alla petizione contestando integralmente le pretese creditorie. In breve, essa ha negato di aver concluso un accordo con AP 1 in relazione alla compravendita di un veicolo Mazda ed ha altresì contestato di aver invitato l’attore all’acquisto della Jaguar in attesa della consegna della nuova vettura. AO 1 ha inoltre affermato di non aver mai promesso la consegna della Mazda per una data certa ma di aver unicamente indicato che la consegna sarebbe avvenuta entro fine 2003. Essa ha inoltre negato di essersi assunta l’impegno di riprendere il veicolo Jaguar senza costi per l’attore. Da ultimo la convenuta ha sollevato l‘eccezione di prescrizione.
Esperita l’istruttoria le parti hanno rinunciato al dibattimento finale producendo dei memoriali conclusivi scritti nei quali si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive antitetiche posizioni.
D.
Con sentenza 16 aprile 2012 il Pretore, dopo aver negato il buon fondamento delle argomentazioni attoree, ha respinto la petizione.
E.
Con appello del 18 maggio 2012 AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione e condannare la convenuta al pagamento di fr. 67'583.90, con protesta di tasse, spese e ripetibili di entrambe le sedi. Con risposta del 2 luglio 2012 la convenuta postula la reiezione del gravame pure con protesta di tasse, spese e ripetibili.
e considerato

## Considerations

in diritto:
1.
Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC: RS 272; RU 2010 1739, 1834). Giusta l'art. 405 cpv. 1 CPC alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione. Il giudizio pretorile del 16 aprile 2012 è stato comunicato alle parti dopo il 1° gennaio 2011. La procedura ricorsuale è pertanto retta dal CPC.
2.
Nella propria sentenza il Pretore, dopo aver spiegato che tra le parti in causa non è venuto in essere alcun contratto di compravendita ed aver esposto i principi che reggono il contratto di leasing finanziario, ha analizzato la censura relativa al contratto viziato da dolo, giungendo alla conclusione che la stessa non poteva essere condivisa. Il magistrato ha inoltre sottolineato che dall’incarto non emergevano prove a sostegno delle allegazioni attoree secondo cui la convenuta avrebbe fornito precise garanzie circa i tempi di consegna della vettura Mazda, ciò che avrebbe indotto AP 1 a sottoscrivere il contratto di leasing per la Jaguar. Il primo giudice ha quindi verificato se alla convenuta potesse essere ascritta una responsabilità per atto illecito, ipotesi che lo stesso ha escluso. Il magistrato ha altresì negato la sussistenza dei requisiti per ammettere un indebito arricchimento. In seguito egli ha affrontato la questione della responsabilità fondata sulla fiducia giungendo alla conclusione che ne difettavano i presupposti. In particolare, il magistrato ha ritenuto che non vi fosse prova che le asserite informazioni errare circa i tempi di consegna fossero state date intenzionalmente dal garagista, in violazione del suo obbligo di informazione. Relativamente all’ulteriore argomentazione attorea della
culpa in contrahendo
il Pretore ha osservato che l’attore non aveva spiegato quale contratto fosse in procinto di essere concluso tra le parti. Il magistrato, dopo aver ricordato che tra le parti in causa non era mai venuto in essere alcun contratto di compravendita in relazione ai veicoli ed aver precisato che le vetture in possesso dell’attore erano di proprietà delle società di leasing, che le aveva precedentemente acquistate dalla convenuta, ha giudicato inverosimile che tra le parti in causa fossero in corso delle trattative relative alla compravendita di una Mazda. In assenza di prove di un contratto in divenire il magistrato ha ritenuto inapplicabili le norme riferite alla
culpa in contrahendo
ed ha respinto la censura.
Da ultimo il magistrato ha esaminato la fondatezza della pretesa risarcitoria avanzata dall’attore per i presunti difetti rilevati nel veicolo Jaguar. Preliminarmente il Pretore ha accertato che il contratto sottoscritto tra _ e AO 1 prevedeva una cessione dei diritti di garanzia a favore dell’utilizzatore del veicolo, in seguito egli ha illustrato le norme applicabili e i presupposti dell’azione in garanzia, ricordando nel contempo che l’onere probatorio incombe all’acquirente. Il magistrato, dopo attenta valutazione delle prove addotte e delle risultanze istruttorie, ha ritenuto non comprovato l’assunto attoreo secondo cui il veicolo presentava dei difetti già al momento della vendita. Già per questo motivo l’azione in garanzia non poteva essere ammessa.
3.
In sede di appello rimane litigioso solo il tema della responsabilità precontrattuale. In particolare, nel proprio allegato l’appellante contesta le conclusioni pretorili secondo cui tra le parti in causa non vi sarebbe stata una relazione giuridica ed afferma di aver chiaramente indicato nei propri allegati quale tipo di contratto le parti fossero in procinto di concludere, in concreto un contratto di acquisto. AP 1 prosegue sostenendo che la controparte ha violato il proprio obbligo di informazione non comunicandogli che la data di consegna della Mazda non era certa e pertanto non poteva essere garantita per una data precisa. A detta dell’appellante la convenuta avrebbe garantito la fornitura del veicolo entro maggio 2013, circostanza che sarebbe provata dalle dichiarazioni dei testi. Omettendo di avvisarlo sui possibili ritardi, AO 1 avrebbe quindi violato i propri obblighi precontrattuali. Da ultimo AP 1 rimprovera alla convenuta di non aver avuto realmente intenzione di concludere un contratto di compravendita avente per oggetto la vettura Mazda, ciò che sarebbe provato dall’assenza di un’ordinazione del veicolo a favore dell’attore.
3.1.
La figura della
culpa in contrahendo
si colloca nell'ambito del principio dell'affidamento (art. 2 CC) e concerne il comportamento delle parti durante le trattative per la conclusione di un contratto; trattative che creano una relazione giuridica fra i futuri contraenti, imponendo loro doveri reciproci, come quello, in generale, di negoziare seriamente e in conformità con le loro vere intenzioni: in altre parole, le parti non devono proseguire le trattative senza la reale volontà di concludere il contratto, pena il risarcimento dei danni sorti alla rispettiva controparte (cfr. DTF 121 III 350 e II CCA 12 gennaio 2012 inc. n. 12.2011.72).
3.2.
Nell’appello AP 1 sostiene che tra le parti erano in corso delle trattative per la conclusione di un contratto di compravendita relativo al veicolo Mazda RX-8. Dagli atti non emergono però prove concrete a sostegno di queste affermazioni. Tale non può essere considerato il doc. G, a cui fa riferimento l’attore; in detto scritto il garagista informa la controparte della prevista consegna di un veicolo Mazda RX-8 con il “
finanziamento ancora da discutere
”, precisazione quest’ultima che porta a ritenere che non erano ancora state intavolate trattative concrete in relazione alla vettura. L’allusione al finanziamento induce inoltre ad escludere l’ipotesi della conclusione di un contratto di compravendita a favore di un contratto di leasing. Al riguardo è utile ricordare che in precedenza tra le parti in causa non era mai stato concluso alcun contratto di compravendita. I veicoli Mercedes-Benz e Jaguar erano infatti in possesso dell’attore in virtù di un contratto di leasing. Parrebbe quantomeno insolito che in relazione al veicolo Mazda le parti abbiano invece iniziato trattative volte all’acquisto dello stesso. Già da quanto precede si evince che non solo i punti essenziali ma neppure la tipologia del (presunto) contratto erano stati determinati, il che permette di escludere l’avvio di trattative concrete e tali da impegnare la responsabilità precontrattuale delle parti.
Significativo anche il fatto che il veicolo sia stato ordinato dal garagista “
come veicolo stok
”, ovvero “
per dimostrazione ai clienti
” (doc. P e verbale d’interrogatorio del 30 aprile 2004 di _ pag. 1 in doc. Q) e non a favore dell’(asserito) acquirente.
Alla luce di quanto precede le argomentazioni pretorili che negano l’esistenza di un contratto in divenire ed escludono l’applicazione delle norme sulla
culpa in cotrahendo
alla presente fattispecie reggono alla critica e meritano tutela.
3.3.
Così stando le cose diventa superfluo esaminare la censura relativa alla violazione del diritto di informare sollevata dall’appellante. A titolo abbondanziale, si osserva che l’affermazione attorea secondo cui AO 1 avrebbe garantito la fornitura del veicolo Mazda RX-8 per il maggio 2003 non trova riscontri attendibili nelle risultanze istruttorie. In particolare, le dichiarazioni testimoniali menzionate da AP 1 riportano unicamente quanto riferito dallo stesso e quanto percepito indirettamente dai testi. Anche nel caso della teste _ la stessa ha avuto una percezione solo parziale dei colloqui telefonici intercorsi tra l’appellante e il titolare di AO 1, infatti ella poteva udire unicamente quanto affermato dal primo ma non la reazione dell’interlocutore all’altro capo del filo (cfr. verbale di interrogatorio del 29 marzo 2004 pag. 2). A questo si aggiunga inoltre che lo scritto del 6 agosto 2003 indica che la fornitura del veicolo era prevista “
nel corso di quest’anno
” (doc. G), ciò che è poi avvenuto. Dall’incarto non emergono pertanto prove chiare circa eventuali assicurazioni date da AO 1 in merito alla fornitura del veicolo entro maggio 2003.
4.
Alla luce dei considerandi precedenti la decisione del Pretore deve essere confermata. Le ulteriori argomentazioni sviluppate dall’appellante nel proprio allegato si rivelano ininfluenti ai fini del giudizio e possono restare inevase.
5.
In definitiva, l’appello deve essere respinto e la sentenza impugnata confermata. Le spese processuali seguono la soccombenza dell’appellante che rifonderà a controparte un’adeguata indennità per ripetibili. Il valore litigioso ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale è di fr. 67'583.90.