# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1a4f809f-61ff-5f10-919d-7d75101aa056
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. AT 1, nato il _, ha lavorato alle dipendenze di diverse imprese nel settore edile in qualità di muratore, da ultimo per la _, poi caduta in fallimento. A decorrere dal 3 marzo 2003 egli ha lavorato per conto della _ (azienda attiva nel collocamento di personale a prestito) per due imprese di costruzioni di _.
1.2. In data 29 dicembre 2003 AT 1, rappresentato dall’ RA 1, ha inoltrato alla CV 1 (in seguito CV 1) una richiesta di pensionamento anticipato in applicazione del Contratto collettivo di lavoro per il _ e del relativo Regolamento (Regolamento _) (doc. C).
In risposta, il 30 aprile 2004 la CV 1 ha comunicato all’istante che la richiesta non poteva essere accolta, poiché secondo il CCL _ per poter usufruire del pensionamento anticipato il richiedente doveva aver lavorato gli ultimi sette anni precedenti la richiesta ininterrottamente in un’impresa rientrante nel campo di applicazione del CCL _. Considerato come AT 1 dal 1. marzo 2003 fosse alle dipendenze di una ditta che fornisce personale a prestito che, in quanto tale, non rientra nel campo d’applicazione del contratto collettivo, tale requisito non poteva essere considerato adempiuto (doc. E).
In data 19 maggio 2004, l’interessato, tramite l’RA 1, si è nuovamente rivolto alla CV 1 ribadendo la sua richiesta e l’adempimento dei relativi presupposti considerato come egli avesse lavorato dal 3 marzo 2003, pur per il tramite della _, per due imprese di costruzioni del _ assoggettate al CCL. Determinante a suo dire era infatti che egli avesse lavorato in un’impresa edile, non invece se in qualità di dipendente o di personale a prestito (doc. F). Subordinatamente l’interessato ha chiesto alla fondazione di esaminare la concessione della prestazione come caso di rigore (doc. F).
Il 16 luglio e 8 settembre 2004, la fondazione ha comunicato che per decisione della commissione ricorsuale la domanda di AT 1 veniva respinta (doc. G e H).
Nuovamente interpellata dall’interessato, sempre tramite il suo rappresentante (doc. H), con provvedimento dell’11 gennaio 2005, intimato il successivo 21 febbraio 2005, il Consiglio di fondazione della CV 1 ha confermato il diniego della chiesta rendita escludendo pure che nel caso specifico fossero dati gli estremi per una penalizzazione ingiusta ai sensi dell’art. 14 CCL _ (doc. I).
1.3. Con istanza 4 marzo 2005 alla Pretura di _ AT 1, assistito dall'RA 1, ha chiesto di giudicare:
"
(...)
1.
L'istanza è accolta.
§ Di conseguenza la convenuta CV 1 è condannata a pagare all'istante l'importo di Fr. 18'918.85 quale rendita arretrata dal 1° ottobre 2004 al 28 febbraio 2005.
2.
È fatto obbligo alla CV 1, di ulteriormente corrispondere all'istante e fino al compimento del 65° anno di età la rendita mensile di Fr. 3'783.77.
3.
Tasse, spese e ripetibili protestate." (Doc. I, pag. 10)
A sostegno della propria domanda ha fatto, tra l’altro, valere:
"
(...)
8.
AT 1 e per esso l'RA 1 in risposta a quanto sopra, con scritto di data 19 maggio 2004, così indica:
"
Contrariamente a quanto a torto indicato il nostro patrocinato non "presta servizio alla _ "
ma per conto di essa
- dopo la cessata attività alle dipendenze della Impresa _, ora in fallimento - ha lavorato dal 3 marzo al 31 maggio 2003 presso l'Impresa _, _, e dal 3 giugno 2003 a tutt'oggi presso l'Impresa _, _
."
Per quanto sopra, è quindi adempiuto il requisito richiesto dall'art. 14 cpv. 1 lett. c) giacché, AT 1:
"
ha lavorato ... in un'impresa rientrante nel campo di applicazione del CCL _."
La norma prefata, infatti, non prevede che il beneficiario della prestazione
debba
"
avere lavorato .... «alle dipendenze» di un'impresa"
ma
«in un'impresa»
.
Quanto sopra trova pure conferma all'art. 3 cpv. 1 che indica
" Il CCL _ vale per i lavoratori elencati di seguito (indipendentemente dalla loro retribuzione e dal luogo di assunzione) operanti in cantieri ..."';
quindi senza distinzione di sorta tra personale dipendente e/o personale a prestito.
Senso e tenore delle citate norme sono di meridiana chiarezza e non lasciano adito ad interpretazione di sorta.
Alla fattispecie in esame non torna pure applicabile il richiamato "Decreto del Consiglio federale", giacché, a' sensi dell'art. 2 cpv. 1.
" L'obbligatorietà Generale fa stato per tutto il territorio svizzero ad eccezione del Cantone _.
cpv. 2
Ne sono escluse:
...
cpv. 3
Sono parimenti escluse:
a) le aziende che forniscono personale a prestito."
Tale ultima disposizione non elide quindi i benefici di cui all'art. 14 cpv. 1 lett. c, se il prestatore d'opera,
"... ha lavorato ... in un impresa rientrante nel campo di applicazione del CCL _ ".
È inconfutabile, infatti, che il AT 1, dal marzo 2003, lavori in un'impresa edile e poco importa se in qualità di dipendente o di personale a prestito.
Pure è comprovato che sia l'Impresa _, sia la _ sono assoggettate al CCL _.
A mente di AT 1 la esclusione delle
"aziende che forniscono personale a prestito"
non può che riferirsi all'obbligo contributivo previsto dall'art. 8 cpv. 2 CCL _.
Appare evidente come i partner contrattuali del CCL _ dopo l'inoltrato ricorso da parte dell'_ contro il preteso assoggettamento delle Agenzie di collocamento temporaneo - pur di salvare "capre e cavoli" - hanno aderito acciocché esse fossero escluse, però, dimenticando di prevedere che l'obbligo contributivo, in ogni caso, debba essere assunto dall'impresa che si avvale della prestazione lavorativa di personale a prestito.
Se così non si ritenesse, di fatto, si legittimerebbe una palese concorrenza tra imprese: ossia, tra quelle che non fanno capo ad Agenzie di collocamento temporaneo e versano, giusta l'art. 28 cpv. 2, per la totalità dei dipendenti un contributo del 4.66% del salario determinante e quelle che si avvalgono della prestazione lavorativa di personale a prestito che, invece, sarebbero esentati da tale onere.
AT 1, ad ogni buon conto, osserva che ad egli sulla mercede mensilmente corrisposta dalla _ gli è dedotto, giusta l'art. 8 cpv. 1 CCL _, il contributo a suo carico dell'1%.
Per le motivazioni sopra addotte, la qui contestata decisione deve essere annullata e conseguentemente a AT 1 dal 1° giugno 2004 è riconosciuto il diritto al pensionamento anticipato.
Diversa decisione, evento escluso, apparirebbe una manifesta ed intollerabile violazione ai propositi chiaramente espressi nel "Preambolo" (pag. 2) del CCL _.
In via subordinata
, s'invita la Fondazione pensionamento anticipato, Ufficio di pagamento _, di volere compiutamente esaminare il riconoscimento della rendita, eventualmente come caso di rigore, sulla base della normativa di cui all'art. 14 cpv. 3 e 17 cpv. 1 e 2 CCL _.
(...)
11.
Il Consiglio di fondazione della CV 1, con decisione 11 gennaio 2005 ed intimata con scritto di data 21 febbraio u.s. ha respinto la richiesta, che così motiva:
(...)
13.
Orbene, il Consiglio di Fondazione ugualmente ha ritenuto che non siano soddisfatti i requisiti richiesti dalle prefate norme, per la concessione di una rendita.
Alla luce di quanto sopra, appare in tutta evidenza come AT 1 non possa condividere la qui contestata decisione.
Mal si comprende, infatti, come il Consiglio di fondazione, ai sensi dell'art. 14 cpv. 3, può concedere, per evitare penalizzazioni ingiuste, una rendita transitoria se il lavoratore è stato disoccupato per un periodo anche superiore ai due anni e
"se ha svolto un'attività lavorativa in un ramo diverso dal settore dell'edilizia principale per motivi legati alla situazione di disoccupazione"
ed invece, come nel caso di specie, volerlo negare a AT 1 che, al fine di evitare lo stato di disoccupato, si è adoperato a ricercare un'occupazione nel settore edile e che ha trovato tramite l'agenzia interinale _.
14.
Appare ulteriormente incomprensibile la decisione della convenuta, alla luce della palese incoerenza, allorquando, da un canto si sostiene con la lettera di data 16 luglio 2005, che
" nella dichiarazione d'obbligatorietà generale del 5 giugno 2003, il Consiglio federale ha escluso le imprese che forniscono personale a prestito"
e dall'altro si indica che
" Un rappresentante della _, parte contraente del CCL _ entrerà in contatto con la società _ per discutere un eventuale assoggettamento volontario."
15.
Onestà intellettuale avrebbe imposto alla CV 1, tenuto conto che essa ritiene non siano soddisfatti i requisiti per la concessione della rendita, che a AT 1 avendo lavorato, da ultimo, nel settore edile tramite una agenzia di collocamento temporaneo, fosse dato il diritto, come previsto dall'art. 14 cpv. 3, al pagamento "retroattivo dei contributi pregressi non versati durante il succitato periodo" ed inteso tale quello per l'attività prestata, tramite la _, presso le Imprese di costruzioni _ e _.
16.
Rammenti, infatti, la CV 1 che, se da un canto è vero che la _ quale azienda che fornisce personale a prestito, ai sensi dell'art. 2 cpv. 3 lett. a) del decreto del Consiglio federale che conferisce obbligatorietà generale al CCL _, ne è esclusa "
dal profilo aziendale
," dall'altro è inconfutabile che, "
dal profilo personale
", come sancito dall'art. 3 cpv. 1 CCL _, quest'ultimo è applicabile ai "
... lavoratori (indipendentemente dallo loro retribuzione e dal luogo di assunzione) operanti in cantieri e ditte ausiliarie delle imprese di costruzioni ai sensi dell'art. 2 CCL _
".
Prove:
decreto del CF; CCL _
17.
AT 1, per le motivazioni addotte, ritiene che siano adempiuti i requisiti per poter beneficiare del pensionamento anticipato.
Tenuto conto che egli ha cessato definitivamente l'attività di muratore il 30 settembre 2004, il diritto alla rendita decorre dal 1 ° ottobre 2004.
(...)" (Doc. I)
1.4. All’udienza di discussione indetta il 6 aprile 2005 di fronte al Pretore di _ (sez. 1), la CV 1, rappresentata dall’avv. RA 2, ha sollevato l’eccezione di incompetenza del giudice civile e quella di incompetenza territoriale.
Nel merito ha chiesto la reiezione dell’istanza osservando quanto segue:
"
(...)
Come indicato in istanza, controparte ha lavorato per un lungo periodo presso la _ di _ con la quale ha concluso un contratto di lavoro (doc. 4).
Giusta l'art. 3 del Regolamento _ lo stesso e applicabile alle imprese ed alle categorie di lavoratori assoggettati al CCL _ mediante la dichiarazione di obbligatorietà generale (cfr. anche art. 5 CCL _) : l'elenco delle imprese assoggettate figura all'art. 2 CCL _ ed è esaustivo alla luce delle esclusioni decise dal Consiglio federale all'art. 2 del Decreto di obbligatorietà generale del 5 giugno 2003.
L'art. 2 cpv. 3 di questo Decreto appunto esclude esplicitamente le società che forniscono manodopera in prestito.
L'istante non adempie ad una delle condizioni (cumulative) poste all'art. 13 cpv. i lett. C Regolamento _, ovvero sette anni ininterrotti di lavoro prima di riscuotere le prestazioni pensionistiche presso un'impresa rientrante nel campo di applicazione del CCL _, dal quale sono, come detto, per volontà del Consiglio Federale, escluse le aziende che prestano manodopera.
Tale restrizione è ovvia: queste aziende non partecipano al finanziamento del pensionamento anticipato (art. 9 Regolamento _)." (Doc. II)
In replica, all’udienza di discussione il richiedente, sempre tramite il suo patrocinatore, ha fatto valere quanto segue:
"
(...)
Nel merito si rileva che il rapporto assicurativo in ogni caso è regolato dal contratto _ il quale dal profilo personale (art. 3) è applicabile ai dipendenti operanti in cantieri edilizi. Certo è che la ditta _ rispettivamente la _ imprese edili sottostanno al contratto collettivo dell'edilizia rispettivamente di pensionamento e conseguentemente l'attività prestata da AT 1 in queste aziende lo legittimano a beneficiare delle prestazioni previste dal CCL _. Si rileva che imprese di collocamento temporaneo solamente dal profilo aziendale sono escluse dal CCL _ ma non dal contratto collettivo di lavoro. Infatti come si evince dall'art. 2 cpv. 1 lett. c) del contratto nazionale mantello dell'edilizia le imprese di collocamento e prestito di personale sui cantieri conformemente alla legge sul collocamento sottostanno al contratto collettivo di lavoro nel settore dell'edilizia. Ne discende che AT 1 abbia diritto alle prestazioni assicurate in quanto egli lavorava in un'impresa sottoposta a GCL edilizia. AT 1 ha richiesto alla fondazione di esaminare il diritto a prestazioni, in via subordinata, alla luce di quanto previsto dall'art. 14 CCL _.
La prefata disposizione indica infatti che il consiglio di fondazione può concedere una rendita transitoria anche se il lavoratore è stato disoccupato per un periodo superiore a 2 anni e se ha svolto un'attività lavorativa in un ramo diverso del settore dell'edilizia principale per motivi legati alla situazione di disoccupazione. Questa norma chiarisce che volontà delle parti contraenti di CCL _ era quella di "offrire ai lavoratori edili un pensionamento anticipato" e ciò tenuto conto "delle sollecitazioni fisiche cui sono sottoposti i lavoratori nel settore dell'edilizia principale e di attenuarne le conseguenze in età avanzata" (cfr. preambolo CCL _). Lo stesso CCL _ all'art. 17 prevede al cpv. 2 che "chi non adempie al requisito dei 7 anni per motivi di disoccupazione può ... versare retroattivamente la totalità dei contributi pregressi datore di lavoro e lavoratore relativamente al periodo mancante, in caso contrario la rendita transitoria è ridotta di 1/15 per ogni anno mancante".
Da quanto sopra si evince inconfutabilmente che si intende accordare prestazioni assicurate al dipendente dell'edilizia che sia rimasto disoccupato anche per un periodo superiore a 2 anni ed abbia se del caso prestato attività in un ramo diverso dal settore dell'edilizia e si intende invece negarlo a AT 1 che ha prestato la sua attività lavorativa da sempre nel settore dell'edilizia e che da ultimo è stato licenziato dall'impresa costruzioni _ per ristrutturazione e che poi ha portato al suo fallimento. AT 1 per tale motivo al fine di evitare lo stato disoccupato si è adoperato con tutte le sue forze per trovare un'attività confacente e che ha trovato presso la Impresa _ e la Impresa _ per il tramite della _, agenzia temporanea di collocamento. Appare chiaro che volontà delle parti non era e non è quella di escludere i lavoratori che sono occupati nei settori edili dal pensionamento anticipato ma unicamente le imprese di collocamento temporaneo non sono assoggettate al contributo di cui all'art. 28 cpv. 2 CCL _.
Dall'esame dello stesso CCL _ infatti in nessuna disposizione non si evince che il personale rispettivamente le agenzie di collocamento temporaneo non erano assicurate. La loro esclusione è avvenuta successivamente a seguito di una opposizione interposta dalla _ circa l'assoggettamento al contributo previsto dall'art. 28 CCL _. Questa la dice lunga su quale effettivamente fosse la volontà delle parti al fine che i lavoratori dell'edilizia potessero beneficiare di un pensionamento anticipato.
Che volontà delle parti contraenti del CCL _ fosse quella che tutti i lavoratori dal profilo personale sottostanno è pure data dalla lettera 16.7.2005 (doc. G) con la quale tra l'altro si comunica all'RA 1 che "un rappresentante della _ parte contraente del CCL _ entrerà in contatto con la società _ per discutere un eventuale assoggettamento volontario".
Mal si comprende come da un lato si sostenga che le agenzie di collocamento temporaneo non sottostanno al CCL _ e dall'altro la stessa fondazione del CCL _ indica che si entrerà in contatto con la _ per discutere un eventuale assoggettamento. Si deve quindi ritenere che le agenzie di collocamento non sottostanno al contributo di cui all'art. 28 cpv. 2 CCL _, ma invece sottostanno dal profilo personale i lavoratori ed ai quali può essere richiesto, se del caso, di versare (art. 17 cpv. 2) la totalità dei contributi datore di lavoro e lavoratore relativi al periodo mancante. (...)" (Doc. II, pag. 2-4)
A sua volta in duplica, la convenuta, assistita dal suo patrocinatore, ha ribadito le proprie conclusioni argomentando:
"
(...)
Nel merito si osserva che l'istante chiede una rendita pensionistica i cui requisiti sono stabiliti agli art. 11 e segg. del regolamento _ (doc. 3); egli calcola il quantum della sua pretesa sulla base dell'art. 15 regolamento _ i cui requisiti cumulativi sono disposti all'art. 13 dello stesso regolamento; è esatto in particolare un periodo lavorativo di almeno 15 anni di cui 7 prima di riscuotere le prestazioni ininterrottamente presso un'impresa rientrante nel campo di applicazione del CCL _.
All'art. 3 dello stesso regolamento _ si stabilisce che il regolamento stesso, e quindi il diritto alla rendita pensionistica, è applicabile alle imprese ed alle categorie di lavoratori assoggettati al CCL _ mediante la dichiarazione di obbligatorietà generale. La dichiarazione di obbligatorietà generale è costituita da un decreto del Consiglio Federale circa l'obbligatorietà generale del CCL per il pensionamento flessibile nel settore dell'edilizia principale del 5.6.2003 (doc. L) il quale all'art. 2 cpv. 3 esclude esplicitamente le aziende di collocamento personale dal campo di applicazione del CCL. La _ è notoriamente azienda di questo tipo.
L'opposizione della convenuta all'istanza è data dal fatto che a norma dell'art. 5 cifra 1 del regolamento _ il pensionamento anticipato è finanziato da fondi di contributi di datore di lavoro e di lavoratori. Or bene nel caso specifico, siccome l'azienda di collocamento personale non ha versato alcun contributo alla fondazione convenuta, questa non è tenuta a corrispondere alcuna prestazione di pensionamento anticipato e questo non per sua volontà ma per volontà delle parti al CCL le quali si sono impegnate a chiedere al Consiglio Federale la declaratoria di obbligatorietà generale escludendo le aziende di prestito di manodopera.

## Considerations