# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** db893251-dcb6-5a09-928f-c3379bd9f893
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
Il 25 marzo 1996 è stata depositata la graduatoria del fallimento di _ Le convenute vi figurano alla posizione 88 dei crediti chirografari per l’importo di 5’148’234.57, mentre l’attrice vi figura alla posizione 103, sempre dei creditori di ultimo rango, per fr. 4’527’204.91.
B.
Con la petizione l’attrice contesta che il credito delle convenute sia di spettanza di entrambe, sostenendo che, se del caso, solo una di esse ne sarebbe titolare.
Quo al credito medesimo, relativo a contratti leasing, lo stesso sarebbe di molto inferiore a quanto notificato su basi unilaterali ed eccessivamente favorevoli alle creditrici.
C.
Nella risposta del 15 aprile 1996 le convenute hanno ammesso l’imprecisione della notifica quo alla titolarità del credito, che spetterebbe alla sola _ mentre sull’entità dello stesso esse hanno respinto ogni addebito, confermando appieno le cifre di cui alla loro notifica.
D.
In sede di conclusioni le parti hanno concordemente indicato in fr. 4’977’339.-- il credito spettante a GE Capital AG.
E.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha preso atto dell’accordo delle parti circa la titolarità e l’ammontare del credito contestato, ed ha per il resto attribuito gli oneri di causa in base alla preponderante soccombenza dell’attrice nei confronti di _ e dell’integrale soccombenza di _, emersa peraltro già solo allo stadio dello scambio degli allegati introduttivi.
F.
Delle argomentazioni dei rispettivi appelli - incentrati sul riparto delle spese di giustizia e delle ripetibili e sull’ammontare di queste ultime- come pure dei memoriali di osservazioni, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.
G.
Il 25 agosto 1997 è stato depositato lo stato di riparto del fallimento _, documento acquisito agli atti d’ufficio da questa Camera in applicazione dell’art. 322 CPC, che prevede un dividendo del 3,1283% per i creditori di prima classe, e di conseguenza nessun dividendo per i creditori chirografari.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Va preliminarmente rilevato che alcuna delle parti ha contestato in questa sede l’ammontare della tassa di giustizia, fissata in fr. 20’000.-- dal Pretore, la quale vale di conseguenza come acquisita.
Permane invece litigiosa la questione, che sarà risolta più avanti, di chi, e se del caso in quale misura, debba farsi carico di questo importo.
2.
Il Pretore per la quantificazione delle ripetibili ha ritenuto determinante il valore nominale del credito complessivo in contestazione, ovvero fr. 5’148’234.57.
Siffatta quantificazione non può essere condivisa: in realtà, nonostante il tenore letterale dell’art. 11 lit. c CPC che si presta in effetti ad essere inteso in tal senso, il reale valore di causa dell’azione di contestazione della graduatoria non corrisponde a quello nominale del credito, ma semmai a quello dell’aumento del dividendo che spetterà alla parte che ha promosso la contestazione per effetto dell’azione medesima (
II CCA
18 luglio 1995 in re W. AG/Cantone Ticino, 28 marzo 1995 in re M./M.; 8 agosto 1997 in re B./B., consid. 10).
3.
L’applicazione di questo principio al caso di specie alla luce delle risultanze dello stato di riparto porta all’inevitabile conclusione secondo cui le parti non si sono affatto disputate l’importo milionario di cui alla notifica di credito contestata, ma si deve invece a posteriori constatare che esse hanno sostenuto la lite per nulla.
L’assenza di dividendo per la quinta classe significa infatti che il valore economico della lite è uguale a zero. Ne consegue che la determinazione delle ripetibili dovrà avvenire unicamente in base a parametri orari (art. 10 cpv. 1 TOA).
4.
Il Pretore ha quantificato in 14 ore il dispendio orario di _ e in 6 ore quello dell’attrice relativo all’eccezione di carenza di legittimazione attiva nei confronti di _, da remunerare in ragione di fr. 350.-- l’una.
4.1
L’indicazione di 6 ore quale dispendio orario per sollevare con successo l’eccezione di carenza di legittimazione attiva nei confronti di _ non è stata esplicitamente contestata dall’attrice e vale perciò anch’essa per acquisita.
4.2 _
contesta invece l’indicazione di 14 ore fatta dal Pretore, e afferma per sua parte un dispendio di tempo di 70 ore (appello, punto 10, pag.6).
La censura è parzialmente fondata, se si considera che _ ha dovuto condurre l’intera procedura di prima sede, il che ha comportato la presentazione dei due allegati introduttivi, nei quali ha dovuto dimostrare il fondamento del proprio credito sulla base di contratti leasing assai complessi, la partecipazione all’udienza preliminare, ad una successiva udienza per l’audizione di due testimoni e al dibattimento finale, con presentazione di conclusioni scritte.
Questa Camera valuta in circa 30 ore il tempo medio necessario per svolgere con la necessaria diligenza queste incombenze, dato che viene pertanto posto a base del computo delle ripetibili in luogo di quello ritenuto dal Pretore.
4.3
Nessuna delle parti ha infine contestato la retribuzione oraria di fr. 350.-- computata dal Pretore.
5.
Altresì litigiosa è la questione delle reciproche soccombenze.
5.1 _
esclude una propria soccombenza per il fatto di essere stata dimessa dalla lite, il che sarebbe a ben vedere assimilabile a desistenza della parte attrice.
La tesi è ai limiti del temerario.
E’ infatti di meridiana evidenza che, a prescindere dai termini tecnici impropriamente adottati, _ ha avuto un ruolo marginale nella lite unicamente perché essa ha prontamente ammesso di non essere creditrice della fallita. Essa è quindi di principio soccombente, così come rettamente ritenuto dal Pretore.
L’attrice ritiene che tale soccombenza sia integrale per il motivo che questa controparte si è vista privare dell’intero credito da lei insinuato, il che è per principio esatto. Essa disattende però nel proprio gravame che l’accertamento di tale integrale soccombenza non ha richiesto sforzi particolari al Pretore e a lei medesima, il che giustifica sia l’accollo di solo una ridotta frazione della tassa di giustizia (corrispondente all’intero ma limitato onere del giudizio sul tema), che di ripetibili ridotte.
Quo alle ripetibili, l’attrice postula che _ abbia a rifonderle metà dell’importo di fr. 9’500.--, ovvero fr. 4’750.--, in luogo dei fr. 4’000.-- ammessi dal Pretore, mentre _ chiede di essere esentata dal pagamento di ripetibili oppure, in subordine, di ottenere la loro riduzione a fr. 2’980.--.
Stante, come si è visto, la necessità di computarle solo su base oraria, esse sono da quantificare in fr. 2’100.--, pari a fr. 350.-- all’ora per 6 ore, mentre la tassa di giustizia a carico di _ rimane di fr. 2’000.--, come stabilito dal Pretore, così che su questo punto l’appello dell’attrice è respinto e quello di _ è parzialmente accolto.
5.2
L’attrice, per sua parte, si reputa interamente vittoriosa sia nei confronti di _ questione già risolta al precedente considerando, che nei confronti di _
Quest’ultima affermazione non è seria, a fronte dell’accoglimento della domanda di petizione nei confronti di questa convenuta per circa solo fr. 170’000.-- su oltre 5 milioni.
L’attrice sostiene la propria tesi affermando che la sua soccombenza sarebbe da commisurare alla domanda presentata con le conclusioni, stadio in cui la stessa era stata massicciamente ridotta, ma l’argomento è manifestamente infondato, dovendosi invece misurare spese e ripetibili in base al valore iniziale (
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 148, n. 42), e costituendo in pratica la sua riduzione in sede di conclusioni atto di acquiescenza della parte attrice.
Non meno infondato è il richiamo dell’attrice a generici argomenti di ordine equitativo, non trovando gli stessi nella specie applicazione alcuna data la sua manifesta e preponderante soccombenza.
5.3 _
, infine, contesta di poter essere ritenuta soccombente -ai fini del riparto della tassa di giustizia- per 5/20, e postula inoltre l’attribuzione di almeno fr. 136’626.-- per ripetibili.
Quo al grado di soccombenza nell’ambito della ripartizione della tassa di giustizia la censura è sicuramente giustificata: tolti 2/20 di soccombenza dell’altra convenuta, i rimanenti fr. 18’000.-- andavano suddivisi tra le parti in maniera ben differente se si tiene conto, come si è detto, che l’attrice nei suoi confronti ha ottenuto ragione solo per circa 1/30 della domanda iniziale. Si giustifica pertanto, a mente di questa Camera, di accollare all’attrice fr. 17’500.-- e a _ fr. 500.--.
Anche nell’attribuzione delle ripetibili va ritenuto che _ ha avuto 29/30 di ragione e 1/30 di torto, così che le sono dovuti 28/30 dell’indennità piena.
Quo alla misura dell’indennizzo, le pretese di _ sono per contro a dir poco spropositate visto che, come si è detto, il valore di causa non è affatto quello milionario ritenuto dalla richiedente e occorre invece determinarsi unicamente in base alla tariffa oraria: stante un indennizzo complessivo di fr. 10’500.-- (30 ore a fr. 350.--), a _ spetta la quota di 28/30, ovvero fr. 9’800.--.
6.
Da quanto precede deriva la reiezione dell’appello dell’attrice e il parziale accoglimento di quello delle convenute.
Contrariamente a quanto avvenuto nel processo di prime cure, in cui nulla di reale faceva riscontro all’apparentemente milionaria disputa, la spropositata richiesta di ripetibili di _ comporta un elevato valore della procedura di appello da lei promossa e nella quale essa è soccombente in maniera pressoché totale.
Si impone perciò di adeguare la tassa di giustizia della presente procedura al valore della richiesta e di attribuire all’attrice le corrispondenti ripetibili di appello.