# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 466d8e23-f74d-52d5-9d7a-fa0506eff1db
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
_ _ _ (1905), deceduto a Lugano il _ 1967, e sua moglie _ nata _, deceduta a Lugano il _ 1988, hanno lasciato eredi i figli _, _ e _. Il 14 agosto 1990 _ _ ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, la divisione dell’eredità. Statuendo il 26 ottobre 1990, il Pretore ha ordinato la divisione e ha designato l’avv. _ _ quale notaio divisore. Con decreto del 31 maggio 1991 il Pretore ha incaricato inoltre l’arch. _ _ di valutare i beni immobili della successione. Il 4 febbraio 1992 il perito ha rilasciato il suo rapporto, completato il 15 luglio successivo (inc. _/_ _ richiamato).
B.
A seguito di contestazioni sul modo di dividere i fondi n. _, _ e _ RFD di _ _, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, ha assegnato il 2 agosto 1994 ai coeredi un termine di 20 giorni per formulare le loro proposte.
C.
Con istanza dell’11 agosto 1994 _ _ ha postulato la suddivisione della particella n. _9 in due fondi equivalenti con accessi stradali propri, da attribuire l’uno a _ _ e l’altro a _ _ (domanda 1.1), la nomina di un legale alla comunione ereditaria che avviasse una procedura di espropriazione materiale per la particella n. _, la vendita di tale immobile ai pubblici incanti al termine della procedura espropriativa (domanda 1.2), il frazionamento della parte edificabile della particella n. _ con l’attribuzione a sé medesimo di 1555 m
2
a sud e ai fratelli in comproprietà di 1682 m
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a nord, la creazione di una coattiva su quest’ultima proprietà per l’accesso ai fondi (domanda 1.3) e l’attribuzione a sé della parte non edificabile del fondo n. _ (domanda 1.4). In via subordinata egli ha postulato la vendita ai pubblici incanti della particella n. _.
Con risposta del 23 settembre 1994 _ e _ _ si sono opposti a tale modo di divisione (inc. _/_ _).
D.
Nel frattempo, con istanza del 24 agosto 1994, _ e _ _ hanno chiesto la divisione delle particelle n. _, _ e _ (porzione non edificabile) in tre parti di uguale valore con attribuzione mediante sorteggio in caso di disaccordo (domande 1.1, 1.2 e 1.3), come pure l’attribuzione a loro stessi di 1682 m
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a nord della parte edificabile del fondo n. _ e a _ _ di 1555 m
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a sud della medesima, con la creazione di una coattiva in ragione di 2/3 per il loro fondo e di 1/3 per il fondo del fratello.
Nella sua risposta del 19 settembre 1994 _ _ si è opposto all’istanza (inc. n. _/_ _).
E.
Congiunte le procedure all’udienza del 21 ottobre 1994,
con decisione del 7 agosto 1995 il Pretore ha respinto l’istanza di _ _. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 2000.– sono state poste a carico dell’istante, tenuto a rifondere alla controparte fr. 8000.– a titolo di ripetibili. Accogliendo parzialmente l’istanza di _ e _ _, il Pretore ha ordinato la parcellazione del fondo n. _ (dispositivo 3 lett. a) e della superficie non edificabile del fondo n. _in tre parti di uguale valore con il relativo inserimento di ogni parte in un lotto (dispositivo 3 lett. c), il mantenimento della particella n. _ nel suo intero e l’inserimento della stessa in un solo lotto (dispositi-vo 3 lett. b), così come il frazionamento dell’area edificabile della particella n. _in due nuovi fondi (2/3 in proprietà di _ e _ _ e 1/3 in proprietà di _ _), con la formazione di una coattiva (1/3 di proprietà di _ _ e 2/3 in comproprietà fra _ e _ _) costituente l’accesso alle due particelle (dispositivo 3 lett. d). Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 2000.– sono state poste per 1/4 a carico degli istanti e per 3/4 a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla controparte fr. 4000.– per ripetibili ridotte.
F.
Insorto contro la sentenza del Pretore con un appello del 18 agosto 1995, _ _ chiede, in riforma del giudizio impugnato, che la particella n. _sia venduta ai pubblici incanti, subordinatamente che ne sia ordinata l’estrazione a sorte, che il fondo n. _ sia mantenuto intero e che, nominato un legale alla comunione ereditaria, sia continuata la procedura espropriativa con successiva divisione del ricavato fra gli eredi, subordinatamente, in caso di rigetto della domanda di espropriazione, che il fondo sia venduto ai pubblici incanti, che l’area non edificabile della particella n. _gli sia attribuita e che la porzione edificabile della medesima sia divisa in due fondi, con le modalità già spiegate in prima sede. Egli postula infine una riduzione delle ripetibili accordate ai convenuti.
Nelle loro osservazioni dell’11 settembre 1995 _ e _ _ postulano la reiezione dell’appello e la conferma della sentenza impugnata.
G.
Le parti sono state convocate all’udienza del 9 aprile 1997 per il dibattimento orale.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
L’appellante censura anzitutto le modalità di divisione stabilite dal Pretore in relazione alle particelle n. _, _ e _RFD di _ _.
a)
Giusta l’art. 610 cpv. 1 CC, ove non debbano essere applicate altre disposizioni, tutti gli eredi hanno uguali diritti sui beni della successione; l’uguaglianza costituisce un principio fondamentale nell’ambito del diritto successorio (DTF 112 II 206). Gli eredi formano coi beni ereditari altrettante parti o lotti quanti sono gli eredi stessi o le loro stirpi (art. 611 cpv. 1 CC). Se non possono accordarsi, la formazione dei lotti è eseguita, a richiesta di uno di essi, dall’autorità competente, tenuto conto dell’uso locale, delle condizioni personali e dei desideri della maggioranza dei coeredi (cpv. 2). Per l’art. 612 cpv. 1 CC gli oggetti che divisi perderebbero considerevolmente di valore devono essere attribuiti per intero a uno degli eredi, mentre gli oggetti sulla cui divisione o attribuzione gli eredi non sono d’accordo devono essere venduti per dividerne il prezzo (art. 612 cpv. 2 CC). La giurisprudenza ha avuto modo di stabilire che la soluzione prospettata all’art. 612 cpv. 2 CC è da interpretare in modo restrittivo, nel senso che si applica unicamente ai beni la cui divisione ne diminuirebbe il valore e che non possono essere inseriti in un unico lotto, la vendita dovendo aver luogo esclusivamente se gli eredi non si accordano sul modo di divisione (DTF 78 II 408).
b)
Nel Cantone Ticino la procedura di divisione ereditaria si scinde in tre fasi essenziali (Rep. _pag. _ _. _, _pag. _:
– l’accertamento del diritto alla divisione e la nomina del notaio divisore (art. 475 e 476 CPC);
– la determinazione della consistenza ereditaria (art. 477 a 479 CPC) ;
– la divisione effettiva, previa determinazione dei modi di formazione e distribuzione delle singole quote (art. 480 e segg. CPC).
Gli art. 480 segg. CPC (terza fase della divisione) comprendono le norme processuali sulla definizione del modo di riparto, sulla formazione delle quote (“lotti”: art. 611 CC), sul sorteggio e sulla vendita ai pubblici incanti. In concreto sono contestate le modalità di divisione.
2.
Per quanto riguarda il fondo n. _, l’appellante contesta la decisione del Pretore di ordinarne il frazionamento in tre parti uguali poiché la conformazione della particella non giustificherebbe né una divisione in senso verticale, lo sfruttamento della stessa risultandone impossibile, né in senso orizzontale, venendosi a creare un fondo senza accesso. Egli asserisce inoltre che la legge federale sul diritto fondiario rurale e la legge federale sulle foreste impediscono un frazionamento inferiore alle 50 are.
a)
Dagli atti risulta che la particella in oggetto è costituita da 9435 m
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di bosco il cui valore di stima ufficiale è di fr. –.10 il m
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e che il perito ha valutato in complessivi fr. 47’175.– (referto _, risposta 2.2). Strutturalmente il fondo si presenta come una lunga striscia, il cui accesso è possibile unicamente dalle due estremità (planimetria allegata alla perizia _).
b)
In concreto la legge federale sul diritto fondiario rurale, entrata in vigore il 1° gennaio 1994, non risulta direttamente applicabile poiché l’apertura della successione risale al 1988 e soggiace pertanto al diritto previgente (art. 94 cpv. 1 LFDR), né la particella consta essere una selva facente parte di un’azienda agricola (art. 2 cpv. 2 lett. b LFDR e doc. 2, pag. 2 e 3). La suddivisione del fondo nel modo disposto dal primo giudice, ossia la creazione di tre particelle di 3145 m
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, contrasta tuttavia con l’art. 101 della legge sul raggruppamento e la permuta dei terreni (_._._). In base a questa norma, i terreni che non sono destinati a scopi edilizi non possono essere frazionati quando le singole particelle, dopo la divisione, risultano inferiori a 4000 m
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per le selve castanili e i boschi.
c)
Al dibattimento orale del 9 aprile 1997 l’appellante ha confermato la richiesta di mantenere il fondo intero e di venderlo ai pubblici incanti con la suddivisione del ricavato tra gli eredi, mentre gli appellati hanno proposto una divisione orizzontale in due del fondo con estrazione a sorte fra tutti gli eredi. Tenuto conto che davanti al Pretore l’appellante aveva chiesto in via principale il frazionamento del fondo con sorteggio tra gli altri coeredi (domanda 1.1; inc. _/_ _), che non è stata dimostrata una diminuzione del valore del fondo e che le misure minime imposte dalla legge sul raggruppamento e la permuta dei terreni sono rispettate, si giustifica di ordinare al notaio divisore di procedere alla suddivisione del fondo in senso orizzontale, così da ottenere due particelle con accesso stradale o pedonale indipendente. La decisione del primo giudice deve essere pertanto modificata di conseguenza.
3.
Con riferimento alla porzione edificabile della particella n. _, le parti si sono accordate il 20 giugno 1994 nel senso di assegnare agli appellati, in comproprietà, una superficie di complessivi 1682 m
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situata a nord del fondo e all’appellante una superficie di 1555 m
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a sud dello stesso. Controverso è l’accesso alla proprietà dell’appellante. Il Pretore ha ordinato la costituzione di una comproprietà coattiva per 1/3 di proprietà dell’appellante e per 2/3 in comproprietà degli appellati, occupante proporzionalmente i due nuovi fondi ricavati (2/3 quello degli appellati e 1/3 quello dell’altro fratello).
a)
L’appellante contesta tale decisione e chiede che l’accesso in comproprietà coattiva al proprio fondo sia realizzato interamente sulla particella appartenente agli altri coeredi. Ora, dagli atti
risulta che il 20 giugno 1994 gli appellati hanno postulato l’assegnazione in comproprietà di un’unica particella a nord di complessivi 1682 m
2
, ritenuto che il passaggio per accedere alla particella richiesta in assegnazione (passando sul lato sud della particella n. _) fosse iscritto quale coattiva per due terzi del loro fondo e per un terzo del fondo del fratello. Tale proposta è stata accettata dall’appel-lante (brevetto n. _, cifra _ _ e pag. _). Alla discussione orale del 9 aprile 1997 le parti hanno precisato che la strada contestata è quella indicata in verde scuro nella planimetria agli atti (doc. _ dell’incarto _/_/_).
b)
In concreto è pacifico che l’accesso alla particella assegnata all’appellante deve costituire il prolungamento della strada già oggi esistente, che passa sul fondo assegnato agli appellati, e per la quale il fondo originario beneficia di una servitù di passo a carico della contigua particella n. _ (cfr. perizia). Il tenore della proposta non è molto chiaro in proposito, ma l’appellante non può evidentemente pretendere che la comproprietà coattiva venga scorporata unicamente dalla proprietà assegnata agli appellati. Intanto la coattiva va intavolata a registro fondiario come un fondo a sé stante e non vi è alcun motivo di formarla su un’altra particella. Inoltre, nell’accordo di spartizione non risulta che i coeredi abbiano considerato la costituzione di questa comproprietà deducendola dalla superficie della parte di fondo edificabile della particella n. _. Infine, mal si comprende per quale ragione l’appellante, avuto riguardo all’art. 610 CC, dovrebbe essere privilegiato rispetto agli altri due fratelli.
c)
In conclusione al notaio divisore deve essere ordinato di formare tre nuove particelle, di cui una comproprietà coattiva nella proporzione di 1/3 a favore del fondo appartenente all’appellante e 2/3 a favore di quello degli appellati, che costituisce la strada di accesso alla proprietà dell’appellan-te così come risulta dalla planimetria doc. _ dell’incarto _/_ (strada di colore verde scuro) e le altre due particelle da assegnare alle parti, tenendo conto che le superfici di questi ultimi due fondi può non corrispondere a quanto – erroneamente – concordato dalle parti con riferimento alla citata planimetria. L’appello deve essere pertanto accolto in tal senso.
4.
Per quanto riguarda la parte edificabile del fondo n. _, il Pretore ha ordinato il frazionamento in tre parti uguali da inserire ognuna in un lotto, non risultando un deprezzamento del terreno. Egli ha escluso che tale fondo costituisca un’azienda agricola e ha giudicato irrilevante il fatto che l’appellante abbia ottenuto un’autorizzazione per l’impianto di un vigneto, da lui coltivato nel tempo libero su una parte del fondo. L’appellante sostiene che nell’attribuzione di tale proprietà occorre tenere conto della legge federale sul diritto fondiario rurale, poiché – pur non essendo – essa esclude la possibilità di iscrivere frazionamenti di fondi agricoli a registro fondiario. Egli assevera inoltre di essere l’unico erede a occuparsi di agricoltura e che secondo la legislazione cantonale in materia i terreni idonei all’utilizzazione agricola devono rimanere adibiti a tale uso.
a)
Dagli atti risulta che l’area non edificabile della particella n. _ è costituita da una superficie di 13’155 m
2
ed è composta in gran parte da prato e bosco. Il perito ha stimato il valore complessivo dell’appezzamento in fr. 113’000.– (referto _, pag. 4).
b)
Dall’estratto planimetrico del 18 febbraio 1997 della Sezione della pianificazione urbanistica si evince che l’area non edificabile della particella in rassegna è situata in zona agricola. Il frazionamento di fondi agricoli è regolato da disposizioni contenute sia nella legge cantonale sul raggruppamento e la permuta dei terreni (LRPT), sia nella legge federale sul diritto fondiario rurale (LDFR). La legge cantonale disciplina la questione allo scopo di evitare che fondi agricoli raggruppati mediante sussidi pubblici vengano nuovamente frazionati, vanificando in tal modo gli sforzi dell’ente pubblico per garantire la sistemazione e la formazione di aziende agricole, una migliore organizzazione della produzione agraria, dell’economia forestale e dell’economia pastorizia. Il legislatore cantonale, facendo uso delle competenze attribuitegli dall’art. 702 CC e rifacendosi a quanto imperativamente stabilito dall’art. 86 della legge federale concernente il promovimento dell’agricoltura e la conservazione del ceto rurale del 3 ottobre 1951, ha istituito all’art. 75 cpv. 1 LRPT il principio per cui di regola il frazionamento di fondi agricoli raggruppati con sussidi erariali è vietato. Secondo il capoverso 5 della medesima disposizione, il frazionamento può essere autorizzato in via eccezionale dal Dipartimento delle finanze e dell’economia – e per esso dalla Sezione dell’agri-coltura – solo per comprovate esigenze conciliabili con l’interesse generale del Comune e con la consistenza e la continuità delle aziende agricole, oppure se il fondo è edificato, allo scopo di separare la parte edificabile da quella destinata a utilizzazione prettamente rurale. Nei casi in cui eccezionalmente è concessa l’autorizzazione, i terreni non possono comunque essere frazionati in particelle aventi una superficie inferiore a 2000 m
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per vigneti e frutteti e a 3000 m
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per prati e campi (art. 101 LRPT). La legge federale sul diritto fondiario rurale regola il problema del frazionamento, per contro, senza occuparsi di questioni legate all’impiego di sussidi pubblici nell’ambito della ricomposizione particellare; il suo scopo essenziale è di evitare che esistano fondi agricoli le cui dimensioni ridotte non permettano di praticare una razionale politica agraria. L’art. 58 cpv. 2 LDFR prevede che i fondi agricoli non possono essere suddivisi in particelle inferiori ai 2500 m
2
e che i Cantoni possono fissare delle superfici minime più estese.
c)
Nella fattispecie le parti hanno dato atto che il raggruppamento
dei fondi oggetto della vertenza è avvenuto con il versamento di sussidi cantonali (verbale di dibattimento orale, del 9 aprile 1997), ciò che comporta il divieto di frazionare la particella n. _ (art. 75 cpv. 1 LRPT). La concessione di una deroga è possibile teoricamente, ma secondo giurisprudenza la mera esigenza di sciogliere una comunione ereditaria non basta, da sola, per ottenere un’autorizzazione straordinaria di frazionamento sulla base dell’art. 75 cpv. 5 LRPT ( sentenza inedita del Tribunale cantonale amministrativo del 14 giugno 1996 in re B., consid. 5; RDAT 1976, n. 91). Ciò posto, il fondo agricolo non può essere frazionato. Si aggiunga che tale divieto rispetta in ogni caso l’art. 95 cpv. 1 LDFR, il quale prevede l’applicazione delle norme della legge medesima sul divieto di frazionamento a tutti i negozi giuridici di cui è chiesta l’iscrizione a registro fondiario dopo il 1° gennaio 1994. Ne discende che, su questo punto, l’appello è fondato, di modo che la particella n. _ (porzione non edificabile) dovrà essere inserita in un lotto unico.
5.
L’appellante ha chiesto l’attribuzione del fondo n. _in quanto unico dei coeredi attivo nell’agricoltura. Ora, come si è visto (_. _), la legge federale sul diritto fondiario rurale non è direttamente applicabile alla fattispecie. Del resto, quand’anche si volesse applicare tale legge in base al rinvio dell’art. 95 cpv. 1 LDFR, l’appellante non potrebbe – comunque sia – vantare particolari diritti all’attribuzione del fondo. Per l’art. 21 LDFR se tra i beni della successione vi è un fondo agricolo che non fa parte di un’azienda agricola, un erede può domandarne l’attribuzione per il doppio del valore di reddito, purché sia proprietario o disponga economicamente di un’azienda agricola e il fondo sia ubicato nel raggio d’esercizio dell’azienda secondo l’uso locale, ciò che non è il caso nella fattispecie. Neppure entra in considerazione l’art. 620 cpv. 1 vCC, poiché in concreto non si è in presenza di un’azienda agricola costituente un’unità economica, tale da garantire un’esistenza sufficiente, che dovrebbe essere attribuita all’erede più idoneo ad assumerne l’esercizio. Ne discende che nella misura in cui il diritto all’attribuzione si rivela infondato, entrano in considerazione le norme usuali sulla divisione dell’eredità (art. 607 segg. CC), la normativa vigente non conoscendo alcun diritto successorio speciale sull’attribuzione di un fondo agricolo (Messaggio della LDFR: FF 1988 III pag. 849).
Nelle condizioni descritte non appare decisivo che l’appellante ha ricevuto l’autorizzazione per l’impianto di un vigneto, anche perché la richiesta è stata presentata senza il consenso degli altri eredi (art. 602 cpv. 2 CC). Né gli giova il richiamo alla legge cantonale sulla salvaguardia e il promovimento dell’agricoltura e alla legge cantonale sulla conservazione del territorio agricolo, dato che – in ogni modo – il fondo è destinato a rimanere agricolo. In conclusione, tenuto conto che parte del fondo in questione è costituito da bosco avente un’estensione analoga ai due boschi ottenuti dal frazionamento della particella n. _, si giustifica di creare un lotto unico comprendente tutta la parte non edificabile del fondo n. _.
6.
Il Pretore ha ordinato al notaio divisore di non frazionare la particella n. _e di inserirla come tale in un solo lotto. L’appellan-te postula invece il mantenimento del fondo in comproprietà degli eredi, e ciò fino alla conclusione della procedura espropriativa; in via subordinata, chiede il frazionamento del fondo in tre lotti.
a)
Il fondo n. _è censito come prato di 1295 m
2
ed è inserito nel PR di _ _ in una zona di attrezzature pubbliche per la formazione di posteggi; il perito ha valutato in fr. 12’950.– il valore dello stesso (perizia pag. 4). Il 10 agosto 1992 il legale dell’appellante, così incaricato da tutti gli eredi, ha notificato al Municipio di _ _ la pretesa per espropriazione materiale del fondo in questione per l’importo di fr. 356’125.– (doc. D).
b)
Come esposto in precedenza
(_. _), lo stadio di accertamento dei beni appartenenti alla successione (seconda fase) compendia tutte le pretese che la comunione fa valere contro i singoli eredi e quelle degli eredi nei confronti della comunione, dovendosi appunto determinare quali beni o pretese in possesso degli eredi appartengano invece alla comunione e siano da dividere. In caso di contestazioni sull’inventario, con un unico giudizio sono risolte tutte le questioni concernenti la consistenza e l’entità dell’asse successorio, così da poter procedere alle operazioni di materiale divisione (Rep. _pag. _). In concreto, nell’inventa-rio del notaio _ _ la nota particella è stata inserita con un valore peritale di fr. 12’950.– (cfr. doc. _ pag. _ inc. _/_). Tale valore, non contestato dagli eredi (doc. _, pag. _), fa dunque stato (art. 617 vCC).
c)
La richiesta dell’appellante intesa al mantenimento di una comproprietà non può essere condivisa. Intanto, qualora gli eredi chiedano la divisione, non è possibile mantenere proprietà in comune (art. 604 cpv. 1 CC). Inoltre, a prescindere dall’attuazione del progetto comunale, il frazionamento del fondo in tre particelle con una superficie di circa 430 m
2
ciascuna non permette uno sfruttamento razionale del fondo stesso e comporta una notevole diminuzione del valore della proprietà, come per altro ha ammesso l’appellante (istanza, pag. 7 in fondo). Ciò posto l’appello è, su questo punto, privo di consistenza e deve essere respinto.
7.
In definitiva, tenuto conto che il fondo n. _non può essere frazionato (_. _) e che con il frazionamento della particella n. _si ottengono due boschi, si giustifica di ordinare anche il frazionamento della particella n. _in due. La creazione di due particelle di 647 m
2
non comporta verosimilmente una apprezzabile perdita di valore del fondo stesso. Le parti poi, con la creazione di due lotti comprendenti metà della particella _ e metà della _ e un terzo lotto comprendente la particella n. _ (area non edificabile), ottengono tutte una superficie di bosco più o meno equivalente. Al notaio divisore deve pertanto essere ordinato di formare tre lotti nel seguente modo: metà della particella n. _RFD di _ _ e metà della particella n. _RFD di _ _ (lotto _), metà della particella n. _RFD di _ _ e metà della particella n. _RFD di _ _ (lotto _), area non edificabile della particella n. _ di _ _ (lotto _).
8.
L’appellante chiede infine che le ripetibili fissate dal Pretore vengano ridotte, in caso di soccombenza totale, a complessivi fr. 5000.– per entrambe le cause. A suo avviso il primo giudice avrebbe omesso di considerare che la causa sulle modalità di divisione ha in realtà un valore indeterminato e, comunque sia, che il valore di causa va limitato alla contestazione sulla strada coattiva, ovvero a fr. 92’610.–. Ora, a prescindere dall’esito dell’appello, che comporta una diversa suddivisione degli oneri processuali di prima sede, l’argomentazione dell’appellante è sprovvista di buon diritto. Nell’ambito di una causa successoria, se litigioso è il diritto come tale di partecipare all’indivisione, fa stato il valore dell’intera sostanza. Se per contro è litigiosa soltanto la quota di partecipazione, fa stato il valore della quota rivendicata (
Poudret,
Commentaire de la loi fédérale d’organi-sation judiciaire, vol. I, Berna 1990, pag. 282 in fondo). Nella fattispecie era in discussione la modalità di dividere tre terreni. A ragione pertanto il Pretore ha considerato il valore dei singoli fondi.
9.
L’esito dell’appello comporta una diversa suddivisione degli oneri processuali di prima sede, che il Pretore ha sostanzialmente posto a carico dell’appellante. Per quanto riguarda l’istanza presentata dall’appellante, questi ottiene parziale causa vinta per quel che concerne il fondo n. _ (frazionamento in due), la costituzione della comproprietà coattiva (strada di accesso) e la parte non edificabile del fondo n. _ (nessun frazionamento), ciò che giustifica di porre a suo carico i 2/3 degli oneri processuali con l’obbligo di rifondere alla controparte un’indennità per ripetibili ridotte. In merito all’istanza presentata dagli appellati, essi risultano preponderantemente soccombenti, ciò che legittima di porre a loro carico i 4/5 degli oneri processuali, con l’obbligo di rifondere alla controparte un’indennità per ripetibili ridotte.
10.
Gli oneri processuali di questa sede seguono la reciproca soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). L’appellante ottiene causa vinta unicamente sulla comproprietà coattiva e parzialmente sul mancato frazionamento della particella n. _ (area non edificabile), ciò che giustifica una suddivisione degli oneri processuali in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.