# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3a6c0b85-a0ab-5cab-8d3f-1cfb29885e95
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 22 marzo 2017 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Acquarossa, la PI 1
procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 4'234.45 oltre agli interessi del 5% dal 1° febbraio 2013 e di fr. 950.– oltre agli interessi del 5% dal 18 settembre 2016, invocando quale titolo una sentenza della seconda Camera civile del Tribunale d’appello;
che rigettata in via definitiva l’opposizione interposta dall’escusso, la procedente ha chiesto la continuazione dell’esecuzione il 6 dicembre 2017;
che la comminatoria di fallimento è stata notificata a RI 1 l’11 dicembre 2017;
che con il ricorso in esame egli contesta
“l’ammissibilità della procedura di fallimento, conformemente all’art. 17 della LEF”
, limitandosi a mo’ di motivazione a produrre un estratto della sua ditta individuale “_”, da cui si evince che la procedura di fallimento decretata nei suoi confronti il 15 luglio 2014 è stata poi chiusa per mancanza di attivo, senza cancellazione dell’iscrizione nel registro di commercio, il titolare avendo continuato la propria attività;
che il ricorso all’autorità di vigilanza cantonale (art. 17 LEF)
dev’essere motivato, anche sommariamente (art. 7 cpv. 3 lett. b
della
legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]);
che il ricorso in questione non adempie a tale requisito ed è pertanto inammissibile;
che ad ogni buon conto la chiusura di un precedente fallimento per mancanza di attivo non osta alla successiva notifica di una comminatoria di fallimento al titolare della ditta individuale fallita, come si evince dall’art. 230 cpv. 3 LEF, che si limita a concedere al creditore la facoltà (ma non l’obbligo) di escuterlo
anche
in via di pignoramento durante i due anni dopo la sospensione della liquidazione;
che del resto quel termine è già scaduto nella fattispecie, la sospensione del fallimento risalendo al 18 luglio 2014, sicché l’esecuzione va necessariamente proseguita in via di fallimento dal momento che il ricorrente è tuttora iscritto a registro di commercio come titolare di una ditta commerciale (art. 39 cpv. 1 n. 1 LEF);
che visto il suo esito l’odierno giudizio può essere pronunciato senza ulteriori atti istruttori (art. 9 cpv. 2 LPR);
che per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).

## Considerations