# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 72626f64-c2bd-5a5e-80f8-5a067493b55f
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
RI 1 è titolare di una ditta individuale, che si occupa di allestimenti per veicoli industriali ed ha la propria sede a _ dal 2004.
Nella dichiaraz
io
ne fiscale 2004, il contribuente e la moglie _ indicavano un reddito dell’attività lucrativa indipendente del marito di fr. 13'923.–, cui si aggiungeva la rendita d’invalidità della moglie di fr. 20'028.–.
B.
Notificando ai contribuenti la tassaz
io
ne IC/IFD 2004, con decis
io
ne del 20 lugl
io
2005, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne di Bellinzona commisurava il reddito aziendale del marito in fr. 58'000.– ed il reddito imponibile dei coniugi in fr. 53'700.– per l’IC ed in fr. 64'300.– per l’IFD. Per quanto attiene in particolar modo al reddito dell’attività indipendente, la motivaz
io
ne della decis
io
ne spiegava che i valori erano stati “rettificati sulla base degli elementi noti all’autorità fiscale, delle indicaz
io
ni fornite dal contribuente o dei coefficienti d’utile med
io
validi per le aziende del ramo e facenti parte della realtà locale”.
C.
I contribuenti impugnavano la suddetta decis
io
ne, con reclamo del 17 lugl
io
2005, nel quale argomentavano che il reddito indicato era inesistente e chiedevano pertanto che la tassaz
io
ne fosse rettificata in base alla dichiaraz
io
ne.
L’Uffic
io
di tassaz
io
ne accoglieva parzialmente il reclamo, con decis
io
ne del 4 agosto 2005, riducendo il reddito aziendale da fr. 58'000.– a fr. 44'000.–. Nella motivaz
io
ne, spiegava di avere accertato “un’importante carenza di disponibilità e dei margini di utile lordo manifestamente infer
io
ri a quelli usualmente conseguiti nel settore”.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar
io
, RI 1 contesta il calcolo dell’utile aziendale stabilito dall’auto-rità di tassaz
io
ne, sottolineando che negli ultimi due anni la sua attività ha incontrato delle difficoltà, sia per rag
io
ni legate al trasferimento della sede della ditta sia per problemi familiari.
E.
In data 9 settembre 2005, questa Camera ha chiesto all’Uffic
io
di tassaz
io
ne di sottoporle una ricostruz
io
ne dell’utile aziendale ed un calcolo del dispend
io
, per poi poterli trasmettere al ricorrente. I documenti richiesti sono pervenuti alla Camera il 14 settembre 2005 e sono poi stati sottoposti al ricorrente, per osservaz
io
ni.
Con scritto del 7 ottobre 2005, il contribuente ha contestato la ricostruz
io
ne dell’utile aziendale fatta dall’autorità di tassaz
io
ne “sulla base del coefficiente sperimentale di utile lordo del 55%”. Per confutare tale ipotesi, ha allegato la fattura relativa alla fornitura di un ponte ribaltabile (fr. 9'500.–) e quella per l’acquisto del relativo materiale (fr. 7'701.–), per dimostrare che il suo utile lordo ammonta a soli fr. 1'799.–.
Il giudice delegato ha chiesto allora all’Ispettorato fiscale di procedere ad una verifica dell’eserciz
io
2004 della ditta del ricorrente. Il relativo rapporto è stato rassegnato in data 21 magg
io
2008 ed è stato trasmesso lo stesso g
io
rno al ricorrente.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Deve essere sottolineata in primo luogo l’insufficiente documentaz
io
ne degli utili, risultante dalla dichiaraz
io
ne fiscale del ricorrente.
1.2.
Secondo gli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiaraz
io
ne i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del per
io
do fiscale oppure, in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati.
L’obbligo di allegare le
“distinte”
vale per i contribuenti che non tengono una contabilità commerciale, non essendovi obbligati. Non autorizza cioè i contribuenti che, pur essendovi obbligati, non tengono una contabilità o che rifiutano di produrla, ad adempiere i loro obblighi procedurali allegando alla loro dichiarazione le distinte (
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco, 2000, vol. I/2b, n. 28 ad art. 125 LIFD, pp. 259-260).
1.3.
Secondo l’art. 957 cpv. 1 CO, chi ha l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc
io
deve tenere e conservare regolarmente i libri che sono richiesti dalla natura e dall’estens
io
ne della sua azienda e dai quali si possono rilevare lo stato patrimoniale di questa, i rapporti di debito e di credito derivanti dal corso degli affari e il risultato dei singoli esercizi annuali.
E l’obbligo di far iscrivere la propria ditta nel registro di commerc
io
è a carico di chiunque esercita un commerc
io
, un’industria od altra impresa in forma commerciale (art. 934 cpv. 1 CO). Secondo l’art. 53 lett. C dell’Ordinanza sul registro di commerc
io
(ORC; RS 221.411), alle altre imprese esercitate in forma commerciale appartengono quelle che non sono imprese commerciali (lett. A dello stesso articolo) o industriali (lett. B) vere e proprie, ma che per la loro importanza e natura vogl
io
no essere esercitate commercialmente e richiedono la tenuta di una contabilità regolare.
Non c’è l’obbligo d’iscrizione se l’introito lordo annuo non raggiunge i 100 000 franchi (art. 54 ORC).
1.4.
L’attività esercitata dal contribuente rientra indubbiamente fra quelle commerciali, come tali soggette all’obbligo di iscriz
io
ne a registro di commerc
io
e, di riflesso, all’obbligo di tenere la contabilità conforme all’uso commerciale.
Nondimeno, come ha rilevato l’Ispettorato fiscale nel suo rapporto di verifica, il ricorrente non adempie gli obblighi legali e non ha quindi presentato una contabilità commerciale.
Come pure è stato osservato dall’Ispettorato, la “distinta entrate/uscite 2004” che il ricorrente ha allegato alla propria dichiarazione fiscale è ben lungi dal soddisfare anche le esigenze stabilite dalla legislazione tributaria per i contribuenti non assoggettati all’obbligo di tenere una contabilità commerciale. Secondo la giurisprudenza, infatti, i
requisiti che le “distinte”, previste dagli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, devono adempiere dipendono dalla situaz
io
ne del caso concreto, in particolare dal tipo di attività commerciale e dalle sue dimens
io
ni. Sono in ogni caso necessarie registraz
io
ni idonee, che garantiscano l’assoggetta-mento completo e attendibile del reddito e della sostanza aziendali e consentano un’adeguata verifica da parte dell’autorità fiscale (sentenza del Tribunale federale del 13 dicembre 2003 n. 2A.272/2003 consid.
4 con riferimento a:
Zweifel
, op. cit., n. 30 s. ad art. 125 LIFD, p. 260).
2.
2.1.
L’autorità di tassazione, ritenuta l’inadeguatezza della documentazione prodotta dal contribuente, ha proceduto a determinare l’utile aziendale ricorrendo, da un lato, ai coefficienti sperimentali e, dall’altro, al calcolo del dispendio (confronto fra le entrate e le uscite).
2.2.
Secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di tassaz
io
ne esegue la tassaz
io
ne d’uffic
io
, in base a una valutaz
io
ne coscienz
io
sa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. A tal fine, può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluz
io
ne patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
Pur avendo ritenuto che la contabilità prodotta dal ricorrente non fosse probante, l’autorità di tassaz
io
ne ha rinunciato ad una vera e propria tassaz
io
ne d’uffic
io
, che avrebbe presupposto dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte del contribuente (obbligo di motivaz
io
ne
ex
art. 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3)
. Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, la rinuncia alla tassazione d’ufficio non impedisce all’autorità di tassazione di stabilire gli elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando le regole relative all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del 22 febbraio 2006, n. 2A.561/2005 consid.
3).
2.3.
Nella decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione ha dunque definito il reddito aziendale in fr. 44'000.–.
In primo luogo, ha proceduto alla ricostruzione della cifra d’affari, applicando il coefficiente sperimentale del 55% alla spesa di fr. 99'794.– per l’acquisto di merce. In tal modo, la cifra d’affari ha raggiunto l’importo di fr. 221'764.–, cioè fr. 39'386.– più di quanto dichiarato.
Dall’altro lato, ha confrontato fra loro le entrate e le uscite del contribuente e della sua famiglia, constatando un ammanco di fr. 42'530.–.
2.4.
Tenuto conto della motivazione laconica della decisione impugnata e delle contestazioni mosse dal ricorrente alla ricostruzione della cifra d’affari basata sui coefficienti sperimentali, questa Camera ha invitato l’Ispettorato fiscale a procedere ad una verifica dell’esercizio 2004. Il rapporto che ne è scaturito ha permesso di dimostrare che la valutazione fatta dall’autorità di tassazione con la decisione impugnata era prudenziale.
3.
3.1.
In primo luogo, anche l’Ispettorato fiscale ha esaminato il margine di utile lordo, per stabilire se l’utile aziendale dichiarato sia attendibile.
3.2.
L’Ispettorato fiscale ha dapprima sottolineato come la ricostruz
io
ne intrapresa dall’Uffic
io
di tassaz
io
ne sia viziata dal fatto di essere basata sulle cifre fornite dal contribuente e ricavate dalla distinta “entrate/uscite anno 2004” allegata alla dichiaraz
io
ne fiscale. Si tratta infatti di cifre che esprimono un movimento di cassa e non economico, per il fatto che non tengono conto delle variaz
io
ni fra i saldi iniziali e finali dei debitori, delle scorte, dei lavori in corso e dei creditori.
La verifica intrapresa ha dunque permesso di ricostruire le suddette posiz
io
ni contabili in sospeso all’iniz
io
ed alla fine dell’eserciz
io
2004.
Mentre per i debitori e per le scorte merci non sono risultati elementi tali da far apparire posiz
io
ni in sospeso al 1° genna
io
e al 31 dicembre 2004, la verifica ha rilevato alcune commesse in fase di realizzaz
io
ne alla fine dell’eserciz
io
, che sono poi state fatturate nel genna
io
2005. Il costo del materiale è compreso nell’ammontare indicato come “uscita officina per acquisto merce” del 2004 e di conseguenza l’Ispettorato ha valutato in fr. 40'000.– i lavori in corso alla fine del 2004. La verifica ha pure evidenziato l’esistenza di una fattura creditori al 31 dicembre 2004, non considerata (poiché non pagata) nella distinta “entrate/uscite anno 2004”.
3.3.
Le due constataz
io
ni che precedono hanno così modificato i valori del rendiconto di cassa presentati dal ricorrente e utilizzati dall’Uffic
io
di tassaz
io
ne per determinare il margine di utile lordo:
fatturato dichiarato (incassato) fr. 182'378
variaz
io
ne lavori in corso fr. 40’000
cifra d’affari 2004 fr. 222'378 fr. 222’378
PCMV (acquisti) dichiarato (pagato) fr. 99’794
Variaz
io
ne creditori fr. 6’500
PCMV 2004 fr. 106'294 – fr. 106'294
Utile lordo rettificato fr. 116'084
3.4.
Il margine di utile lordo, cioè la percentuale dell’utile lordo rispetto alla cifra d’affari, ammonta in tal modo al 52.20%. Come ha osservato l’Ispettorato fiscale, nel suo rapporto di verifica, si tratta di un margine che non si discosta in modo consistente dal coefficiente sperimentale del 55%, adottato dall’Ufficio di tassazione. L’Ispettorato ha pertanto proposto di rinunciare ad una ripresa definitiva sulla cifra d’affari dichiarata (considerando cioè la ripresa come un ricavo incassato), optando per contro per una ripresa come riserva tassata, quindi per una rivalutazione della sostanza aziendale.
Il reddito dell’attività lucrativa indipendente viene così stabilito nella misura seguente:
utile dichiarato fr. 1’367
riserva tassata su lavori in corso fr. 40’000
– riserva tassata negativa su creditori fr. 6’500
utile aziendale rivalutato fr. 34’867
3.5.
Il risultato cui perviene l’Ispettorato è senz’altro affidabile e permette anche di evitare una ripresa definitiva sulla cifra d’affari dichiarata. Come detto, l’unico intervento sui dati dichiarati è consistito nel tener conto delle delimitazioni temporali, grazie alla riserva tassata di fr. 33'500.–.
L’utile aziendale del ricorrente può così essere definito su questa base.
4.
4.1.
L’Ispettorato ha poi riesaminato anche il calcolo del dispend
io
, estendendo in tal modo la verifica anche agli elementi estranei all’attività aziendale del ricorrente.
4.2.
Rispetto al calcolo delle entrate e delle uscite su cui si è basato l’Ufficio di tassazione, quello dell’Ispettorato tiene conto dei seguenti aspetti:
- la rendita AI per grandi invalidi di fr. 20'251.–, percepita dalla moglie del ricorrente;
- la diminuzione del capitale depositato su un conto bancario presso la _, pari a fr. 6'694.–;
- l’aumento del reddito dell’attività indipendente a fr. 34'867.–;
- a ciò si aggiungono ancora la variazione della sostanza commerciale dovuta ai lavori in corso, nella misura di fr. 40'000.–, e la variazione dei passivi aziendali, riferita ai creditori (fr. 6'500.–).
4.3.
Il calcolo del dispendio così rivisto porta ad un’eccedenza di fr. 12'547.–, prima di considerare tuttavia le spese per il sostentamento personale del contribuente e della sua famiglia. A tale riguardo, l’Ispettorato, così come prima l’Ufficio di tassazione, ha aggiunto alle uscite l’importo di fr. 24'600.–, corrispondente al minimo vitale stabilito ai fini del diritto esecutivo. L’ammanco che ne risulta, arrotondato a fr. 12'000.– all’anno, potrebbe essere aggiunto al reddito dell’attività lucrativa indipendente del contribuente, che raggiungerebbe in tal modo l’importo di fr. 46'867.–; oppure potrebbe essere considerato “reddito d’altra fonte”.
Il ricorrente, da parte sua, contesta il calcolo del minimo vitale fondato sui parametri del diritto delle esecuzioni e dei fallimenti e sostiene che sia stato sufficiente l’importo di fr. 12'300.–, che sarebbe coperto dalle entrate dell’anno. A suo avviso, infatti, si dovrebbe tener conto del fatto che la sua famiglia è quotidianamente ospite di sua madre per i pasti, dopo la grave malattia che ha colpito la moglie nel 1996.
4.4.
Va ricordato, in questo ambito, che l’Ufficio di tassazione, nella decisione impugnata, aveva stabilito il reddito aziendale in fr. 44'000.–, basandosi come detto sia sul margine di utile lordo sia sul calcolo del dispendio.
Aggiungendo l’importo di fr. 12'053.–, corrispondente all’am-manco risultante dal calcolo del dispendio intrapreso dall’Ispetto-rato, il reddito aziendale salirebbe a fr. 46'867.–. Il reddito imponibile sarebbe aumentato nella misura di quasi 3'000 franchi anche nel caso in cui l’ammanco fosse considerato “reddito d’altra fonte”.
Trattandosi di una questione di valutazione, questa Camera ritiene di poter prescindere dall’aumento del reddito imponibile del ricorrente, ritenuto che la verifica ha sostanzialmente confermato le risultanze dell’accertamento compiuto dall’autorità di tassazione.
Confermando il reddito aziendale di fr. 44'000.–, si tiene anche conto, parzialmente, delle contestazioni in merito alla commisurazione del minimo vitale. Inoltre, il margine di utile lordo resta leggermente al di sotto (54%) del coefficiente sperimentale.
5.
Alla luce di quanto precede, il ricorso è respinto.
In considerazione del fatto che tanto la decisione di tassazione quanto quella su reclamo proponevano una motivazione estremamente ridotta, come pure della circostanza che il calcolo del dispendio non era stato sottoposto al ricorrente prima del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente, solo in parte.