# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 606cc176-2c23-5805-b1af-4e01856e752e
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Con istanza 12 dicembre 1997 nei confronti _ il sequestro di “ogni avere e/o credito di pertinenza _ la base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per un credito di complessivi fr. 638’387.05 (US$ 267’906.88 più Lit. 106’124’000, al tasso di cambio del 12 dicembre 1997) oltre accessori. _ fa derivare il proprio credito dal mancato pagamento da parte di _, di fatture emesse dalla creditrice sequestrante nei suoi confronti per l’esecuzione di spedizioni a _) di materiale per la costruzione di un impianto di disinfezione, spedizioni _, avrebbe a sua volta ricevuto l’incarico di eseguire da parte della _.
B.
Con decisione 18 dicembre 1997 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di _, Sezione 4, ha respinto l’istanza ritenendo siccome non data la causa di sequestro invocata, in particolare in relazione al credito per il quale è chiesto il sequestro non sarebbe dato un legame sufficiente con la Svizzera nel senso richiesto dall’art. 271 cpv.1 n.4 LEF.
C.
Con appello 7 gennaio 1998 _ è insorto contro la decisione della Segretaria assessore, postulandone la riforma nel senso di un accoglimento dell’istanza e conseguente concessione del sequestro, con carico delle tasse e delle spese allo Stato e protesta delle ripetibili di prima e seconda istanza.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1. a)
Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv.1 n.1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino competente per la concessione del sequestro è il Pretore (art. 14 cpv.1 e 16 cpv.3 LALEF), rispettivamente, per valori non superiori a fr. 2’000.--, il Giudice di pace (art. 14 cpv.1 LALEF e art. 5 cpv.1 LOG), del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore. La procedura, di natura sommaria (art. 25 n.2 lett.a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. Concesso il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti può fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF). In tal caso il giudice, in una procedura pure sommaria retta dagli art. 20ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv.2 LEF). La nuova decisione (sull’opposizione) può essere impugnata entro dieci giorni all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv.3 primo periodo LEF) - nel Cantone Ticino alla Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF e art. 14 e 22 lett.c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli 8’000.-- franchi, alla Camera di cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22 lett.b LOG) - e le parti possono avvalersi di fatti nuovi (art. 278 cpv.3 secondo periodo LEF).
b)
L’opposizione al decreto di sequestro e l’impugnazione della decisione sull’opposizione, oltre che la possibilità di addurre
nova
davanti all’autorità di seconda istanza, sono tra le novità più significative apportate alla procedura di sequestro dalla recente revisione della LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997. La via dell’opposizione è tuttavia ammessa soltanto in caso di concessione del sequestro: essa è infatti aperta a chi è toccato nei suoi diritti dal sequestro, sia esso il debitore o un terzo (cfr. art. 278 cpv.1 LEF), non invece al creditore in caso di non concessione del sequestro. Contro la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro il legislatore federale ha infatti consapevolmente rinunciato a istituire un rimedio di diritto, lasciando tale facoltà ai singoli Cantoni, come già riconosceva il diritto previgente (cfr. DTF 119 III 92 cons.1, 91 III 28; Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento dell’8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123;
Amonn/ Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, §51 n.66 p.419;
Bertrand Reeb
, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.481;
Rudolf Ottomann
, Der Arrest, in: ZSR 1996/I, p.255 e 257;
Karl Spühler
, Novità in materia di sequestro e di accertamento di ritorno a miglior fortuna nella nuova legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, in: La revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, Atti della giornata di studio del 9 ottobre 1995, CFPG Vol. 16, p.103;
Dominik Gasser
, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach revidiertem SchKG, in: ZBJV 1994, p.605).
c)
Nel Cantone Ticino la normativa cantonale non prevede espressamente un rimedio contro la decisione che respinge totalmente o parzialmente una domanda di sequestro. Non lo prevedevano le norme cantonali in vigore prima della revisione della LEF (e fino alla metà del 1997) - in particolare gli art. da 385 a 388 CPC e la Legge cantonale di applicazione della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento dell’8 marzo 1911 (LALEF) nel tenore previgente - , né lo prevedono quelle introdotte con la Legge (cantonale) concernente l’adeguamento del diritto esecutivo cantonale alla revisione del 16 dicembre 1994 della Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento del 12 marzo 1997, in vigore dal 6 giugno 1997 (BU 1997, p.269 ss.). In particolare sulle impugnazioni contro decisioni giudiziarie in tema di esecuzione e fallimento (cfr. art. 22 LALEF) il primo (termini per impugnare) e il terzo (effetto sospensivo) capoverso dell’attuale norma si limitano a riprendere il terzo rispettivamente il quarto capoverso dell’abrogato art. 388 CPC, l’art. 22 cpv.2 LALEF stabilisce esplicitamente l’inammissibilità dell’appello e del ricorso adesivi, mentre l’art. 22 cpv.4 LALEF prevede nei limiti imposti dal diritto federale la facoltà delle parti di avvalersi di fatti nuovi. Tuttavia già sotto il regime della normativa previgente questa Camera nella sentenza 20 marzo 1996 _. aveva ritenuto di modificare la propria giurisprudenza nel senso di ammettere il rimedio dell’appello - nei limiti della competenza appellabile del Pretore - contro la decisione che rifiuta totalmente o parzialmente una domanda di sequestro oppure che impone la prestazione di una garanzia ex art. 273 cpv.1 LEF, e ciò in consonanza con la giurisprudenza sviluppata in materia di concordato. Siffatta nuova giurisprudenza, e i motivi che l’hanno ispirata - in particolare “le esigenze di tutela dei diritti delle parti improntate alla massima apertura e derivate da un’interpretazione della Costituzione federale secondo lo spirito del tempo”, “la parità di trattamento, (...) avuto riguardo a evidenti discordanze nella variegata prassi giudiziaria cantonale (...)” e l’assenza di un’ipotesi di danno derivante da un appello infondato al debitore, “cui non viene intimato né l’atto di appello né la sentenza” - restano tuttora validi, anche dopo le modifiche legislative nel frattempo entrate in vigore, di modo che merita integrale conferma. Va tuttavia sottolineato che nell’ambito dell’appellazione contro il rifiuto parziale o integrale del sequestro rispettivamente contro la prestazione di una garanzia ex art. 273 cpv.1 LEF, come è la regola nelle procedure d’impugnazione (cfr. art. 321 cpv.1 lett.b CPC), non sono ammessi
nova
: l’art. 22 cpv.4 LALEF richiama infatti esplicitamente l’art. 174 LEF (in tema di fallimento) e l’art. 278 cpv.3 LEF, norma quest’ultima che riguarda soltanto l’appello contro la decisione sull’opposizione in caso di
concessione
del sequestro.
2.
Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di convincersi - sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture a altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie - che in concreto le circostanze di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario (cfr.
Walter Stoffel
, Le séquestre, in:
Iynedjan/Rieben
(éd.), La LP révisée, Losanna 1997, p.280 s.;
Pierre-Robert Gilliéron,
Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p.132 e rif.;
Bertrand Reeb
, op.cit., p.466;
Amonn/Gasser,
op.cit., §51 n.2, p.414;
Ottomann
, op.cit., p.253, n.32).
3.
In concreto il sequestro è stato chiesto sulla base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF, che - a differenza delle altre cause di sequestro - esige che il credito del sequestro (cosiddetta “Arrestforderung”) abbia un “legame sufficiente con la Svizzera” rispettivamente si fondi su una sentenza esecutiva o su un riconoscimento di debito ex art. 82 cpv.1 LEF. La pretesa di _ non si fonda tuttavia né su una sentenza né su un riconoscimento di debito nel senso della norma citata, di modo che un sequestro può essere concesso soltanto nella misura in cui la medesima pretesa abbia un legame sufficiente con la Svizzera nel senso della norma citata, ciò che il giudice di prime cure non ha riconosciuto.
_. è una società italiana con sede a _. Il credito per cui ha chiesto il sequestro è diretto nei confronti di una società pure _ e consiste nel pagamento di fatture emesse per spedizioni di materiale da _ a _, in _ (cfr. doc.D, allegato A, punto 1.2, p.2). Il rapporto in essere tra le parti non risulta - né la creditrice sequestrante del resto lo afferma a prescindere dalla sua irrilevanza - essere retto dal diritto svizzero (cfr. anche doc.D, allegato A, p.11, dove è previsto di sottoporre le eventuali controversie a un arbitrato con sede in _).
A mente dell’appellante il legame con la Svizzera del suo credito nei confronti della _. deriverebbe in sostanza dal fatto che _ avrebbe effettuato le spedizioni in _ su incarico di una società (_) “a sua volta incaricata” da una società svizzera (_di _), sicché il legame con la Svizzera - “e meglio ancora con il _ ” che _ vanta nei confronti di _ ” - sarebbe “marcante e concreto”. Siffatto legame risulterebbe inoltre ancor più evidente dal fatto che l’asserito mancato pagamento delle fatture emesse da _ a _ sarebbe stato da quest’ultima motivato con la circostanza che “_ (...) non ha provveduto - a partire dalla propria sede di _ - ad onorare puntualmente i propri impegni” (nei confronti di _, ndr.). Infine lo stesso trasporto dell’impianto effettuato dalla _ sarebbe “chiaramente da considerare (come) una condizione di adempimento dell’accordo stipulato fra _ ” (cfr. appello, ad 3, p.2).
Ora se è vero che in linea di principio la nozione di “
legame sufficiente
con la Svizzera
” ex art. 271 cpv.1 n.4 LEF non dev’essere interpretata in modo restrittivo [cfr. DTF 123 III 494;
Reeb
, op.cit., p.440s.;
Lucien Gani
, Le “lien suffisant avec la Suisse” et autres conditions du séquestre lorsque le domicile du débiteur est à l’étranger (art. 271 al.1er ch.4 nLP), in: SJZ 92 (1996), p.229s.], nell’applicazione della nuova norma occorre nondimeno tenere conto della volontà del legislatore di rendere più restrittive le condizioni per ottenere un sequestro motivato dalla sola circostanza che il debitore non dimora in Svizzera (cosiddetto “Ausländerarrest”), volontà che si è espressa appunto anche con l’introduzione dell’esigenza di un legame sufficiente con la Svizzera del credito del sequestro: l’interpretazione troppo estensiva della nozione di legame sufficiente con la Svizzera invocata dall’appellante, secondo cui di fatto basterebbe la circostanza della sede in Svizzera della società terza debitrice (la _) - non risultando esservi invece alcuna relazione diretta tra la terza debitrice e la creditrice sequestrante - priverebbe di ogni portata pratica la nuova condizione, e non può quindi essere ammessa siccome
contra legem
. A ragione pertanto la Segretaria assessore ha negato il sequestro per assenza di legame sufficiente del credito del sequestro con la Svizzera e l’appello di _. va respinto.
4.
Tassa di giustizia e indennità seguono il grado di soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 e 62 cpv.1 OTLEF).
Richiamati gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,
pronuncia: I.
L’appello del 7 gennaio 1998 _è respinto.
II.
La tassa di giustizia della presente decisione di fr. 350.--, già anticipata dall’appellante, resta a suo carico.
III.
Intimazione alla sola parte appellante.
Comunicazione alla _,
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello