# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9da674a0-669e-5333-8eed-8fee81c85ce0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di _ nella successione di sua madre _
che _ di _ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;
che, il 16 agosto 2001, l’Ufficiale ha affidato all’avv. _, già patrocinatore dell’escusso, il mandato di rappresentarlo nella procedura di divisione;
che, nel corso di una riunione dei creditori tenutasi il 12 settembre 2001, l’Ufficiale ha assegnato loro un termine di 10 giorni per determinarsi sulla designazione dell’avv. _ quale suo patrocinatore;
che con scritto 8 novembre 2001, oggetto dell’impugnazione, l’Ufficiale ha comunicato ai creditori che il mandato affidato all’avv. _ era da loro stato confermato a maggioranza relativa;
che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale;
che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni);
che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC;
che la situazione in esame è invece simile a quella
riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr.
Flavio
Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3);
che il ricorso si rivela quindi irricevibile;
che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste.
Richiamati gli art. 609 cpv. 1 CC e 96 cpv. 2 LAC

## Considerations