# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a976b60f-457b-5534-8af0-241f6adcacf1
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
A. Il 26 marzo 2013 (doc. 1) RI 1, nata nel 1951, ha chiesto prestazioni AI per adulti a causa di problemi alla schiena, che dal 4 novembre 2012 l'hanno resa inabile al lavoro inizialmente al 100%, poi all’80% e al 60% (docc. 9 e 14).
B. L'Ufficio assicurazione invalidità ha intrapreso i necessari accertamenti medici (docc. 19, 20, 29, 43) e professionali (doc. 21 e 44), ha sottoposto l'assicurata a perizia medica l’11 marzo 2014 (doc. 50), ha fatto allestire l'8 aprile 2014 (doc. 51) un rapporto finale dal Servizio Medico Regionale e il consulente in integrazione professionale ha infine reso una valutazione (doc. 54).
C. Con decisione del 12 novembre 2014 (doc. A1), preavvisata il 18 giugno 2014 (doc. 55) inizialmente sulla base di altri parametri portanti ad un grado di invalidità del 38%, l'Ufficio AI ha respinto la richiesta di prestazioni a motivo che, potendo esercitare a metà tempo l’attività precedente e per l’altra metà del tempo un'attività adeguata rispettosa di determinati limiti funzionali, il paragone fra il reddito da valido (Fr. 76'948.- nel 2012 come responsabile team pulizie) e il reddito ipotetico da invalido (Fr. 68'000.- come responsabile team pulizie e addetta al servizio di sala) dà un grado di invalidità del 12% che, essendo inferiore al grado minimo pensionabile (40%), non dà luogo a una rendita di invalidità né a provvedimenti professionali.
D. Il 10 dicembre 2014 (doc. I) RI 1, rappresentata RA 1, si è rivolta al Tribunale chiedendo di concederle il diritto ad un quarto di rendita AI stante un grado di invalidità del 43%, calcolato ritenendo un reddito da valida di Fr. 76'948.- come stabilito dall’Ufficio AI, ma riportando il reddito da invalida ai Fr. 44'120.- statistici fissati inizialmente (contro i Fr. 68'000.- determinati in un secondo momento dall’amministrazione). A dire della ricorrente, e come attestato dal suo medico curante (doc. A2), il lavoro propostole di servizio di sala non sarebbe compatibile con le limitazioni funzionali di cui soffre. Inoltre, il cambio di valutazione operato dall’UAI sul reddito da invalida si sarebbe basato su una mera dichiarazione del suo datore di lavoro e non sarebbe dunque supportato da una valutazione medica sull’esigibilità dell’attività di addetta al servizio di sala.
E. Nella risposta del 19 gennaio 2015 (doc. IV) l'Ufficio assicurazione invalidità ha proposto di respingere il ricorso, evidenziando che per la valutazione dello stato di salute dell'assicurata si è fondato sulla perizia affidata al dr. med. _ e che la capacità lavorativa residua ritenuta (del 60% nell.ttività abituale e del 100% in attività adeguate) non è stata contestata dall’assicurata.
Quanto alla censura che l’attività aggiuntiva indicata non sia adeguata ai limiti funzionali stabiliti dal perito, l’Ufficio AI ha rilevato come il datore di lavoro le abbia proposto un’attività alternativa “
in piena conoscenza dei limiti funzionali indicati dalla cassa malati
”. Tuttavia, l’assicurata ha deliberatamente scelto di non provare a svolgere questa attività ritenuta adeguata dal suo datore di lavoro. Pertanto, l’amministrazione ha giudicato che non fosse necessario sottoporre nuovamente l’incarto al medico per la valutazione dell’attività proposta dal datore di lavoro.
La ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. V).
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).
nel merito
2. Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
In virtù dell'art. 28a cpv. 1 LAI,
per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dall'allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza
U 156/05 del 14 luglio 2006, consid. 5).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit., pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell'inizio dell'eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione)
ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222;
DTF 128 V 174).
L'Alta Corte ha anche precisato che l'amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all'inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è poi stato esteso anche all'assicurazione per l'invalidità
(DTF 129 V 222; cfr., pure,
STFA I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1, I 670/01 del 3 febbraio 2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, I 761/01 del 18 ottobre 2002 consid. 3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e I 26/02 del 9 agosto 2002 consid. 3.1; cfr., inoltre, STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.2).
3. Nel caso di specie l'UAI, dopo aver richiamato gli atti medici ritenuti determinanti e avere sottoposto l'interessata ad una perizia medica, c
on il progetto di decisione ha dapprima negato alla ricorrente il diritto a una rendita d
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invalidità. Il raffronto fra il reddito conseguito senza invalidità (Fr. 71'535.-) e il reddito ottenibile in un
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attività ragionevolmente esigibile malgrado determinate limitazioni funzionali (Fr. 53'804.-), tenuto inoltre conto di una riduzione personale dell’8% per la possibilità di svolgere soltanto delle attività leggere con delle limitazioni indicate dal perito dr. med. _ e del 10% per altri fattori di riduzione (Fr. 53'804.- - 18% = Fr. 44'120.-), ha infatti dato luogo a una perdita di guadagno (grado d
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invalidità) del 38%.
Con la decisione impugnata l’amministrazione ha accolto la richiesta dell’assicurata di modificare in Fr. 76'948.- il reddito conseguito da valida, ma ha anche modificato autonomamente il reddito da invalida basandosi sulla nuova documentazione prodotta dal datore di lavoro dell’interessata, secondo cui quest’ultima avrebbe potuto esercitare al 50% l’attività precedente di responsabile del team pulizia e per il restante 50% avrebbe potuto lavorare quale ausiliaria di sala (doc. 62).
In tale evenienza, ha osservato il datore di lavoro, il salario annuo sarebbe rimasto invariato in Fr. 68'000.-. L’UAI ha quindi ritenuto questa somma quale reddito da invalida e l’ha confrontata con il reddito da valida, per giungere ad una perdita di guadagno di Fr. 8'948.- e dunque ad un grado di invalidità del 12%.
Nel ricorso l
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