# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cfc0ee42-1da9-53f2-b0af-3c76a2698fa2
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto che IM 1 ha in seguito restituito l’importo, a seguito dei vari solleciti ricevuti;
1.14. a _,
nel periodo luglio 2012 - 19 novembre 2012,
adducendo l’impellente necessità di denaro per fare fronte ad una gravissima malattia che lo affliggeva, rispettivamente al pagamento di un premio di un’assicurazione che gli avrebbe pagato una rendita, ottenuto da ACPR 9 (classe _) a consegnargli a due riprese del denaro, per complessivi CHF 825.00,
ritenuto che nel frattempo IM 1 ha compensato CHF 400.00 con un lavoro di pittura a favore di ACPR 9;
1.15. a _, _, ed in altre imprecisate località,
nel corso del 2013,
adducendo l’impellente necessità di denaro per assistere la moglie malata e altri generici motivi, ottenuto in diverse occasioni da _ l’importo complessivo di CHF 1'440.00;
1.16. a _,
nel corso del 2013,
adducendo gravi problemi di salute (tumori a prostata/testicoli e al fegato), ottenuto da _ la somma complessiva di CHF 3'200.00;
1.17. a _,
nel periodo febbraio - aprile 2013,
ottenuto da ACPR 10 la consegna dell’importo di CHF 2'600.00 quale acconto per dei lavori di pittura che in realtà non aveva intenzione di eseguire, rendendosi in seguito difficilmente reperibile e adducendo quale giustificazione per la sua inattività una grave malattia che affliggeva la moglie;
1.18. a _,
nel periodo aprile-ottobre 2013,
adducendo l’impellente necessità di denaro per fare fronte ad una gravissima malattia che affliggeva il fratello, indotto ACPR 11 a consegnargli a più riprese importi di denaro per complessivi CHF 61’200.00, sapendo che ACPR 11 contraeva anche dei prestiti per consegnargli il denaro richiesto;
1.19. a _,
nell’agosto 2013,
presentatosi ad ACPR 12 col nome di ACPR 7 e offertosi di effettuare dei lavori di pittura che in realtà non intendeva eseguire, ottenuto la consegna di CHF 300.00, giustificando in seguito il mancato rispetto dell’accordo con la necessità di curare la moglie gravemente malata;
reato previsto
: dall’art. 146 cpv. 2 CP;
2. falsità in documenti
per avere,
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
formato documenti falsi,
e meglio per avere,
2.1. a _ e _,
nel periodo 19 gennaio - 4 settembre 2006,
per commettere la truffa di cui al punto 1.4 del presente atto d’accusa,
falsificato la data su due documenti di Banca _ relativi alla rimessa di assegni da accreditare a suo favore, alfine di fare credere a ACPR 2 di avere sufficienti disponibilità finanziarie per restituirgli a breve i soldi che gli chiedeva in prestito;
2.2. a _,
il 29 febbraio 2012,
per commettere la truffa di cui al punto 1.13 del presente atto d’accusa,
rilasciato a ACPR 8 una ricevuta per CHF 300.00 sottoscrivendola a nome di ACPR 7;
2.3. a _,
verso la fine di agosto 2013,
per commettere la truffa di cui al punto 1.19 del presente atto d’accusa,
rilasciato ad ACPR 12 una ricevuta per CHF 300.00 sottoscrivendola a nome di ACPR 7;
reato previsto
: dall’art. 251 CP;
3. usurpazione di funzioni
per essersi,
a _,
il 6 febbraio 2013,
arrogato l’esercizio di una pubblica funzione,
e meglio per avere, nel corso di un alterco con il conducente di un autoveicolo, chiesto agli occupanti dell’auto in questione, ACPR 13 e _, di consegnargli i loro documenti di legittimazione, identificandosi come agente di polizia;
reato previsto
: dall’art. 287 CP;
4. ingiuria
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente atto d’accusa,
ingiuriato ACPR 13 e _
con gli epiteti “brutto bastardo”, “brutta puttana” e “brutta troia”;
reato previsto
: dall’art. 177 CP;
5. vie di fatto
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente atto d’accusa,
preso ACPR 13 per il bavero della giacca, strattonandolo;
reato previsto: dall’art. 126 CP;
6. minaccia
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente atto d’accusa,
incusso timore in ACPR 13, minacciandolo di “spaccargli la faccia”;
reato previsto
: dall’art. 180 CP;
7. danneggiamento
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente atto d’accusa,
danneggiato il veicolo Volvo V40 di proprietà di ACPR 13, graffiandone le fiancate e colpendone il tetto con il pugno (preventivo per la riparazione, non eseguita: CHF 3'922.00);
reato previsto
: dall’art. 144 CP;
8. pornografia
per avere,
a _, da data imprecisata sino al momento dell’arresto,
detenuto il DVD intitolato “Labbra vogliose” contenente scene di pornografia dura, e meglio atti sessuali con animali;
reato previsto
: dall’art. 197 cifra 3bis CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore
09:30
alle ore
13:05
.
Sentiti: - il Procuratore Pubblico, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
I fatti contestati sono riassunti nell’atto d’accusa e sono tutti riconosciuti. I punti da 3 a 8 dell’AA riguardano due fattispecie secondarie rispetto alla principale di truffa.
Il PP ripercorre quanto accaduto la sera del 6 febbraio 2013, IM 1 si avvicinava all’auto delle vittime e iniziava una discussione. Egli si identificava come poliziotto e li ingiuriava. Passava poi a vie di fatto con l’uomo prendendolo per il bavero. Si tratta di un episodio isolato nella condotta generale dell’imputato. La possibilità che fosse in preda ai fumi dell’alcol c’è ma in assenza di prove il PP non ha proseguito in tal senso.
Il pt. 8 dell’AA è ammesso e la qualifica giuridica di pornografia non è discutibile.
Le truffe commesse dall’imputato nel corso degli ultimi 10 anni lo hanno portato dinnanzi questa Corte. Indicativamente nel 2003, IM 1 iniziava a lavorare meno e a concedersi sempre più vizi che non poteva permettersi. Egli consumava alcol a volte in maniera smisurata fino a farsi revocare la patente.
Mentire alle persone per ottenere in cambio denaro era diventato un mestiere che fruttava redditi non indifferenti. In particolare nell’anno 2013, egli nel giro di 9 mesi incamerava oltre 60'000 franchi. I DAC a suo carico testimoniano l’andamento crescente del suo agire criminale. Lo schema è sempre lo stesso per tutte le 19 vittime: l’imputato, millantando conoscenze con persone, a volte anziane, attaccava bottone sfruttando le sue competenze sociali, cercava di ricostruire un certo legame, e poi, a dipendenza delle circostanze, parlava delle gravissime disgrazie che lo stavano colpendo e chiedeva un aiuto finanziario.
Il caso del signor ACPR 11 prova che IM 1 non aveva ritegno, trattandosi di una persona meno provvista di altri di difese, estremamente dimorata di Dio, che aveva pure dei sentimenti di amicizia nei confronti di IM 1. Lo coinvolgeva a tal punto da spingerlo ad indebitarsi. Nella stessa truffa cascavano altre 18 persone, tra cui personalità di spicco come un avvocato, un imprenditore, un dottore. Questo dimostra l’abilità dell’imputato.
Il PP rileva come inizialmente l’imputato abbia opposto resistenza pure agli inquirenti, finché le manette lo portavano a più miti consigli. Giuridicamente la truffa è dunque compiuta, l’aggravante del mestiere è chiara.
La colpa è grave, egli ha vissuto una vita inoperosa e viziosa ingannando sistematicamente il suo prossimo per oltre 10 anni, i suoi crimini sono diventati un modus vivendi e non sono degli episodi singoli. Refrattario ad ogni precedente condanna e minaccia di finire in carcere, IM 1 non ha mostrato pentimento per il modo in cui viveva.
Chiede dunque una pena detentiva di 22 mesi di carcere. La prognosi è nefasta, il carcere deve essere da scontare. Non essendoci elementi particolarmente favorevoli, la sospensione condizionale è esclusa.
Chiede infine la confisca di quanto sequestrato, richiesta a cui IM 1 ha acconsentito, ed il riconoscimento delle pretese degli accusatori privati, così come indicato all’AI 60;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
L’imputato ammette i fatti descritti nell’AA. Il difensore precisa che egli dal 1971 fino al 2003 ha vissuto onestamente del proprio lavoro. In seguito, facendo astrazione delle due vittime principali che in poco tempo gli hanno consegnato ingenti somme di denaro, egli ha ottenuto un totale di 16'000 franchi sull’arco di dieci anni. A mente del difensore questo non è sufficiente per configurare l’aggravante del mestiere. Colpisce che fra le vittime vi siano pure dei noti professionisti, avvocati, medici, agenti immobiliari. Il difensore dubita che IM 1 sia più astuto di queste persone come pure dell’esistenza stessa di un inganno. IM 1 chiedeva soldi con atteggiamento remissivo, tentando di impietosire. Non si tratta dunque a mente della difesa di veri e propri inganni astuti, ma di semplici imbrogli.
Secondo il difensore, la vittima ACPR 2 veniva imbrogliata sulla base di documenti bancari la cui data veniva modificata manualmente. Si tratta di un’astuzia di bassa lega che fa capire la portata delle capacità di IM 1. La vittima avrebbe dovuto essere più prudente.
Tra l’imputato a la vittima ACPR 11 vi era inoltre un forte legame d’amicizia, probabilmente più forte da parte di quest’ultimo e non corrisposto dall’imputato. I due si frequentavano quotidianamente, tanto da paragonare il loro rapporto a quello fra coniugi. Da notare che fra coniugi il reato di truffa è punibile a querela di parte.
Il difensore precisa che se è vero che la giustizia ha avvertito più volte IM 1, questa è intervenuta sempre in modo blando. Ora che si trova in carcere IM 1 ha compreso e rielaborato il comportamento che ha assunto, dando prova di fiducia e volontà di lavorare. La richiesta della pubblica accusa di 22 mesi di detenzione è secondo il difensore eccessiva tenuto conto dei 177 giorni che comunque l’imputato deve ancora scontare, tenuto conto di tutto quanto sopra chiede dunque una riduzione della pena;
- il Procuratore Pubblico in replica, solo per precisare che, astrazione fatta dei due casi principali, risultano anche due decreti d’accusa precedenti, uno per fr. 10'000 e uno per fr. 13'500 per truffa;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, in duplica è d’accordo, ribadisce l’assenza di un vero e proprio inganno astuto e pure il fatto che molte vittime consegnavano denaro all’imputato col solo intento di sbarazzarsi di lui. La truffa comunque non è contestata ma il tutto deve essere considerato per la commisurazione della pena.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 47, 49, 51, 69, 126, 144, 146, 177, 180, 197, 251, 287 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations