# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** de7dafad-3237-5eb3-9875-a664a89a6bfc
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

questa Corte ha così precisato che il libero esame asserite lesioni del diritto federale, che compete al Tribunale federale delle assicurazioni nell'ambito del ricorso di diritto amministrativo, non esime i ricorrenti dal presentare una compiuta, chiara e precisa motivazione, con riferimento alle opinioni espresse dalla precedente istanza, ritenuto che gli insorgenti non possono ad esempio limitarsi ad opporre alle argomentazioni contenute nell'atto impugnato la loro versione, senza spiegare perchè la pronunzia dedotta in giudizio sarebbe contraria al diritto (PETER KARLEN, in: Geiser/Münch, editori, Prozessieren vor Bundesgericht, 2° ed., Basilea 1998, n. 3.75 e segg., pag. 114 segg.),
ora, il ricorso in esame difficilmente adempie le citate minime esigenze di motivazione, l'insorgente non confrontandosi sufficientemente con le opinioni espresse a fondamento del giudizio cantonale,"
- A proposito del fatto che l'assicurata, cittadina svizzera (cfr. Doc. A4), sia di lingua madre tedesca va sottolineato che l’art. 1a LPTCA, come visto, prevede che l’atto di ricorso deve essere redatto in italiano;
- secondo la giurisprudenza del Tribunale federale i ricorsi redatti in lingua diversa da quella ufficiale del Cantone possono essere dichiarati irricevibili senza violare il diritto federale (cfr. DTF 102 I
a
36 seg., RU 83 III 56);
- in una sentenza del 13 aprile 1993 nella causa G. pubblicata in RDAT II 1993, pag. 216-217 il Tribunale federale ha stabilito:
"
il principio della territorialità delle lingue nazionali nella procedura giudiziaria è ormai pacifico e non è affatto contrario né all'art. 116 CF - che vale soltanto nei rapporti con le autorità federali (DTF 83 III 57) - né al diritto costituzionale non scritto della libertà della lingua, né alle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (art. 6 N. 3 lett. a ed e CEDU; cfr. la massima della sentenza del 24 marzo 1986 in re H. pubblicata in Rep. 1987 pag. 149; DTF 106 1a 302 consid. 2a e cit., 115 Ia 64; cfr. le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo del 19 dicembre 1989 nelle cause Brozicek, Publications de la Cour, Série A, Vol. 167 N. 38 seg. e Kamasinski, Vol. 168 N. 63 seg. e 72 seg.); la ricorrente, pertanto, non può pretendere di utilizzare il tedesco davanti alle autorità ticinesi, in netto contrasto con le disposizioni del diritto processuale cantonale ed a ragione non assevera neppure che la Corte cantonale avrebbe fatto prova di un eccesso di formalismo, dal momento che tale istanza le ha offerto la possibilità, concedendole addirittura una proroga del temine, di procedere alla traduzione dell'atto ricorsuale in lingua italiana (DTF 102 Ia 37 seg.)";
- questa giurisprudenza è stata confermata in una sentenza del 16 gennaio 2001 nella causa J. pubblicata in RDAT I-2002, pag. 296-298 e in una sentenza del 2 settembre 2003 nella causa K., C 166/03;
- in un'altra sentenza I 438/05 del 23 settembre 2005, il TFA ha rilevato:
"
nulla muta infine all'esito del presente giudizio l'argomento ricorsuale secondo cui l'interessato, di madre lingua tedesca, non avrebbe compreso il tenore degli scritti sottopostigli dall'amministrazione in lingua italiana,
a questo proposito va infatti ricordato che nei rapporti con le Autorità, la libertà di lingua, che garantisce essenzialmente l'uso della propria lingua materna, è limitata dal principio della lingua ufficiale e che, salvo casi particolari qui non realizzati, non esiste di massima il diritto di comunicare con le Autorità in una lingua che non sia quella ufficiale (DTF 127 V 219 consid. 2b/aa e rinvii; cfr. pure DTF 121 I 196 consid. 5a; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 145 seg.),"
- a titolo abbondanziale va rilevato che nella misura in cui l'assicurata sembra contestare non tanto il fatto di essere stata dichiarata inidonea al collocamento bensì quello di non avere beneficiato di indennità per la fase di progettazione (cfr. art. 71a LADI) tale domanda deve essere inoltrata direttamente presso l'Ufficio regionale di collocamento.
Dalla risposta (Doc. A25 punto 3) del 12 ottobre 2007 di _, dip. fed. specialista del personale presso l'URC di _ ad una richiesta del 9 ottobre 2007 della Sezione del lavoro (cfr. Doc. A24), sembrerebbe che, durante il colloquio di consulenza del 26 settembre 2007, l'assicurata abbia effettivamente manifestato l'intenzione di chiedere le prestazioni fondate sull'art. 71a LADI.
Il servizio cantonale è dunque invitato ad approfondire immediatamente questo aspetto e ad appurare i motivi per cui, su questo punto, non è (ancora) stata emessa una decisione formale, invitando la consulente del personale ad agire in questo senso (su questo tema, cfr. la STCA 38.2007.206 del 27 febbraio 2008 consid. 2.10.).
decreta
1. Il ricorso non è
ricevibile
.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al
Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna
, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

## Considerations