# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d210591a-06d7-51fb-b6a3-ff95c207ada5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto
- che con pronunciato 4 giugno 1998 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato il fallimento cambiario della _
- che con atto 17 giugno 1998 la _ ha chiesto l’annullamento del fallimento rilevando di avere raggiunto un accordo con la creditrice e producendo una lettera della _ datata 17 giugno 1998 (doc. 3) in merito;
- che è principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che, in materia di esecuzione cambiaria, la decisione con cui il giudice accorda o rifiuta il fallimento non è suscettibile di ricorso all’autorità giudiziaria superiore, non permettendo l’art. 189 cpv. 2 LEF di applicare l’art. 174 LEF trattandosi di silenzio qualificato (cfr. CEF 4 luglio 1995 in re B.B. c. A.L. N. SA, 24 settembre 1990 in re T.I. SA c. C. SA, 10 ottobre 1989 in re H.P.K. c. A. SA cons. 1 e 14 luglio 1987 in re B.P. SA c. A.I.E. SA cons. 1; TF (CEF) 11 marzo 1985 in re C. c. P. SA in
Rep
1986 p. 33; CEF 14 maggio 1982 in re P. SA c. B. in
Rep
1983 p. 141;
Amonn / Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 38 n. 42 p. 302;
Pierre Robert Gilliéron
, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, Losanna 1993;
Antoine Favre
, Droits des poursuites, Friborgo, 1974 p. 282;
- che la soluzione del legislatore va condivisa poichè si innesta sul principio di celerità che caratterizza l’istituto dell’esecuzione cambiaria, atteso che l’escusso può far valere i suoi diritti con l’opposizione al PE e ritenuto che il giudizio di primo grado in materia di rigetto è impugnabile. Contro la declaratoria di fallimento non è dato pertanto un rimedio ordinario di diritto, ma unicamente il ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (
Amonn/Gasser
, op. cit. § 38 n. 43 p. 302);
- che pertanto l’appello 17 giugno 1998 della _ va dichiarato irricevibile siccome formalmente improponibile;
- che la fallita è rinviata, se del caso, all’istituto della rivocazione del fallimento ex art. 195 LEF, proponibile al Pretore nel periodo intercorrente tra la scadenza dei termini per le insinuazioni dei crediti e la declaratoria di chiusura del fallimento (art. 195 cpv. 2 LEF) nell’ipotesi in cui la fallita provi che tutti i debiti sono stati estinti (art. 195 cpv. 1 n. 1 LEF), oppure ove produca una dichiarazione scritta di tutti i creditori con cui ritirano le loro insinuazioni (art. 195 cpv. 1 n. 2 LEF) o quando sia intervenuto un concordato (art. 195 cpv. 1 n. 3 LEF), ritenuto che in caso di revoca del fallimento, la qui appellante sarà reintegrata nella libera disposizione del suo patrimonio;
- che la tassa di giustizia va posta a carico della ricorrente (art. 52 e 61 cpv. 1 OTLEF), mentre non si assegnano indennità alla controparte non avendo presentato osservazioni;
- che essendo stato concesso effetto sospensivo parziale, si impone la pronuncia del fallimento, prescindendo dal rinvio al primo giudice per ragioni di ovvia opportunità;
per i quali motivi,
richiamati gli art. 188 e 189 LEF

## Considerations