# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8324393f-00b8-46b0-9a15-ed08beec9825
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito delle esecuzioni indicate in epigrafe, dirette contro RI 1, la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE), nella persona della cursore PI 5, ha
invitato l’escusso a presentarsi l’8 marzo 2022 e, quello stesso giorno, ha determinato la quota pignorabile dei suoi redditi sulla base del seguente computo:
Redditi
Cassa cantonale disoccupazione, Lugano
fr.
3'929.00
Totale
fr.
3'929.00
Minimo d’esistenza
Minimo base
fr.
1
'200
.00
Affitto
fr.
990.00
Premio di assicurazione malattia
fr.
457.25
Altri
fr.
100.00
Ricerca lavoro
Aumento del minimo d’esistenza
fr.
2.45
Arrotondamento
Totale
fr.
2'749.70
L’UE ha quindi pignorato presso la Cassa cantonale di disoccupazione l’importo spettante all’escusso eccedente fr. 2'749.70 mensili a decorrere dall’8 marzo stesso.
B.
Con ricorso del 17 marzo 2022, RI 1 si aggrava contro la predetta decisione, chiedendone la modifica nel senso di aggiungere tre poste al minimo d’esistenza (conguaglio delle spese accessorie per l’anno 2020/2021, canone radiotelevisivo e premio di assicurazione RC domestica) e di aumentare quella del premio dell’assicurazione malattia per il 2022 (a fr. 470.25); richiede inoltre informazioni circa tali poste.
Lamentandosi della condotta di PI 5, chiede a questa Camera di determinarsi in proposito e postula l’emanazione di un
“provvedimento disciplinare appropriato”
nei confronti della cursore.
C.
Facendo uso della facoltà prevista dalla legge (art. 17 cpv. 4 LPR), il 25 marzo 2022 l’UE ha emanato un provvedimento di riconside
razione, con cui ha parzialmente modificato quello impugnato nel senso auspicato
dal ricorrente. Ha aggiunto una posta
“Conguaglio spese condominiali”
di fr. 587.50, pari a fr. 49.– mensili, e aumentato il premio dell’assicurazione malattia da fr. 457.25 a fr. 470.25 mensili, giungendo a un nuovo minimo esistenziale di fr. 2'811.70 (anziché di fr. 2'749.70).
Per il resto, l’UE contesta i rimproveri mossi alla sua funzionaria e rigetta le altre censure del ricorrente.
D.
Con comunicazione del 14 aprile 2022, l’UE chiede la reiezione del ricorso, siccome RI 1 non ha impugnato il provvedimento di riconsiderazione.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR [
RL 280.200]
) – entro dieci giorni dalla notifica dell’atto impugnato emesso l’8 marzo 2022 dall’UE di Lugano, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Con il provvedimento di riconsiderazione l’UE ha parzialmente aderito alle richieste di RI 1. Di conseguenza, nella misura in cui concerne le pretese già pienamente accolte (conguaglio delle spese accessorie e premio di assicurazione malattia aumentato a fr. 470.25), il ricorso è diventato privo d’oggetto (art. 24
b
cpv. 1 LPR; DTF
126 III 86, consid. 3; sentenza della CEF 15.2010.2 del 14 gennaio 2010
)
.
3.
Giusta l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le autorità di esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso, deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al sostentamento del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima sulla Tabella per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF allegata alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Redditi e fabbisogni devono essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del pignoramento o del sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2/d; 108 III 12 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 5A_16/ 2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 12 consid. 4).
4.
All’infuori delle censure già accolte dall’UE (sopra consid. 2), RI 1 postula l’inclusione nel minimo d’esistenza del canone radiotelevisivo, che dice di essere obbligato a pagare in quanto proprietario di un
“dispositivo informatico indispensabile per le ricerche di lavoro”
, e del premio per l’assicurazione responsabilità civile domestica. In via subordinata, egli chiede che gli
“venga descritto il motivo per il quale non è stato considerato e vengano citati i rimedi di legge associati”
e, con riguardo al premio assicurativo, pure che gli venga spiegato il
“senso di curarsi che la persona pignorata paghi l’affitto ma non la si metta in grado di pagare il premio assicurativo che protegge l’appartamento stesso”
.
4.1
Le poste di cui il ricorrente chiede il computo nel minimo esistenziale sono in realtà già state prese in considerazione. In effetti,
nel minimo esistenziale di base di fr. 1'200.– mensili riconosciutogli dall’UE – un importo forfettario destinato a coprire le spese cui in media una persona che vive da sola deve far fronte per sopperire ai propri bisogni vitali – sono comprese in particolare le spese per le assicurazioni private usuali (Tabella, n. I), tra cui si contano l’assicurazione economia domestica e di responsabilità civile
(
sentenze della CEF 15.2022.33 del 20 giugno 2022 consid. 3.4 e 15.2017. 49
del 2 agosto 2017 consid. 4 e 15.2009.115, RtiD
2010 II 720, consid. 4
),
e il costo dell’allacciamento televisivo (
Vonder
Mühll
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2021, n. 24 ad art. 93 LEF; sentenza della CEF 15.2019.29 del 14 agosto 2019, consid. 5.1).
4.2
In altre parole, l’escusso è stato messo in grado di pagare il
canone radiotelevisivo e il premio per l’assicurazione responsabilità civile domestica attingendo al minimo esistenziale di base lasciato a sua disposizione. Quanto ai
“rimedi di legge associati”
, essi sono indicati in calce alla decisione di pignoramento dell’8 marzo 2022 (acclusa al ricorso) – si tratta della via del ricorso all’autorità di vigilanza giusta l’art. 17 LEF, a cui RI 1 ha appunto fatto capo – e in fondo alla presente decisione (ricorso al Tribunale federale in materia civile). Su questo punto, il ricorso va pertanto respinto.
5.
RI 1
si duole anche che il giorno in cui si è presentato all’UE PI 5 gli abbia
“consegnato il verbale di pignoramento con data e firma per la
[...]
controfirma, in bianco, senza alcuna informazione verbalizzata”
. Aggiunge che, dopo sua richiesta di spiegazioni circa l’assenza di dati sul formulario, la cursore
“si è giustificat
[a]
con il fatto di voler ’fare più in fretta’”
e che in seguito lo ha congedato quando lui si è rifiutato di firmarlo. Ritiene la condotta della funzionaria
“un grave comportamento disonesto, violazione delle procedure dell’ufficio, abuso della propria posizione, e violazione delle leggi in vigore circa i reati di truffa e falsificazione di atti amministrativi”
, e l’accusa d’
“inettitudine e disonestà”
. Chiede pertanto che
“vengano effettuati accertamenti su quanto sopra e
[gli]
venga comunicata la posizione dell’autorità di vigilanza cantonale sul modo di operare descritto”
e che la cursore sia sanzionata con un “
provvedimento disciplinare appropriato”
.
5.1
Le richieste dell’escusso esulano dal quadro di un ricorso all’autorità di vigilanza, che può tendere solo all’annullamento o alla riforma di un provvedimento dell’ufficio d’esecuzione o all’esecuzione di un provvedimento il cui compimento è stato rifiutato o ritardato senza motivo (art. 21 LEF).
5.2
D’altronde, la decisione sull’apertura di una procedura disciplinare è riservata all’autorità di vigilanza, il denunciante non avendo qualità di parte (art. 11 cpv. 4 LALEF [RL 280.100]) né alcuna pretesa giuridica alla pronuncia di sanzioni disciplinari (DTF 91 III 46 consid. 6; sentenza della CEF 15.2021.98 del 22 ottobre 2021
). La Camera prende quindi atto della denuncia di RI 1 ed effettuerà le necessarie verifiche, ma egli non è legittimato a essere informato del loro esito.
6.
Da ultimo, RI 1
“port
[a]
all’attenzione
[della Camera]
che ad un eventuale insieme di risposte che non dovessero venir sufficientemente elaborate e comprovate seguirebbe un ulteriore ricorso a ulteriore approfondimento delle questioni sollevate”
. La Camera ne prende atto.
7.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).