# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 92880277-71b6-5ec7-9a5d-7b80d421425a
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. AT 1, nata il 27 novembre 1943, è stata collaboratrice presso la _ dal 1° gennaio 1977 al 6 agosto 2005, rimanendo inabile al lavoro, causa malattia, nella misura del 100% dall’8 agosto 2003 al 6 agosto 2005 (cfr. dichiarazione 6 novembre 2008 della _, doc. A2).
A livello previdenziale essa era affiliata, per il tramite del datore di lavoro, presso la CV 1 (cfr. certificato di previdenza al 31 dicembre 2004, doc. A6).
Sino al 6 agosto 2005 l’attrice ha avuto diritto alle indennità giornaliere per malattia (cfr. scritto 8 giugno 2004 della Cassa malati _, doc. XVIII/23 e scritto 30 giugno 2005 del datore di lavoro in doc.1/D).
In data 18 giugno 2004 l’attrice ha inoltrato domanda di prestazioni AI per adulti.
Con due decisioni 7 settembre 2006 l’Ufficio AI ha posto l’interessata al beneficio di una rendita intera dal 1° agosto 2004, ridotta a metà rendita dal 1° novembre 2005 con un grado d’invalidità del 52,5% (doc. XVIII/ 8 e 9). Il grado d’incapacità lavorativa è stato determinato sulla base del cosiddetto metodo misto (art. 28 cpv. 2 ter LAI, nella versione in vigore sino al 31 dicembre 2007), con le seguenti modalità di calcolo:
"
(...)
Dal 8.08.2003 (inizio dell'anno di attesa) la sua capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.
Dagli accertamenti effettuati risulta che senza il danno alla salute continuerebbe a svolgere la consueta attività quale impiegata d'ufficio in misura del 75%. Il rimanente 25% è dedicato alle mansioni consuete.
Dall'esame della documentazione medico-specialistica acquisita agli atti, risulta giustificata una completa inabilità lavorativa a partire dal mese di agosto 2003 fino al momento della visita medico peritale effettuata presso il Dr. _ (04.07.2005), quando è stato possibile oggettivare la presenza di un'inabilità lavorativa del 70% (intesa come riduzione del rendimento) sia nella sua abituale attività professionale che in qualsiasi altra attività a lei idonea.
Secondo i nostri accertamenti non vi è alcuna limitazione nel compimento delle mansioni nell'ambito della propria economia domestica.
Nei due settori risulta il seguente grado d'invalidità:
Attività Quota parte Limitazione Grado d'invalidità parziale
Salariata 75 % 100 % 75 %
Casalinga 25 % 0% 0 %
Grado d'invalidità 75 %
Attività Quota parte Limitazione Grado d'invalidità parziale
Salariata 75 % 70 % 52.5 %
Casalinga 25 % 0% 0 %
Grado d'invalidità 52.5 %
Decidiamo pertanto:
A decorrere dal 01.08.2004 (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) ha diritto ad una rendita intera d'invalidità e dal 01.11.2005 (art. 88° cpv. 1 OAI) ad una mezza rendita d'invalidità." (Cfr. progetto di assegnazione di rendita del 2 giugno 2006; doc. A4).
Esaminata la situazione previdenziale, con scritto 17 ottobre 2006 la CV 1 ha comunicato all’attrice il diritto all’erogazione di una rendita d’invalidità del 100% dal 1° agosto 2005, tramutata in rendita di vecchiaia dal 1° dicembre 2005; entrambe le prestazioni ammontano a fr. 1'126.-- mensili (doc. 1/E).
1.2. Con scritto 25 agosto 2008, facendo riferimento a precedente corrispondenza, la CV 1 ha confermato all’attrice il rifiuto di erogare una rendita sostituiva dell’AVS, poiché il diritto alla stessa nasce “
in caso di pensionamento di vecchiaia ai sensi dell’art. 21, 24 o 25 del regolamento e non per pensionamento per invalidità intera (nel caso specifico, metodo misto; grado d’invalidità del 70% quale casalinga
[recte: salariata]
)”
(doc. 1/C).
Il 28 ottobre 2008 l’attrice, per il tramite dell’avv. RA 1, si è opposta alla “decisione” 25 agosto 2008, ribadendo il diritto di ricevere una rendita sostitutiva dell’AVS dal momento del pensionamento (62 anni) sino al giorno del pensionamento ordinario AVS (64 anni) (doc. A/10).
1.3. Non avendo ricevuto risposta, l’attrice ha inoltrato al TCA il presente “ricorso”, postulando in via principale l’annullamento della “decisione” 25 agosto 2008 in quanto sprovvista di motivazione e priva dei mezzi di diritto. In via subordinata, protestando tasse, spese e ripetibili, essa ha chiesto “
il diritto dal momento del pensionamento _ (62 anni) sino al giorno del pensionamento ordinario AVS (64 anni) a ricevere una rendita _ sostitutiva dell’AVS il cui importo si compone della rendita _ sostitutiva dell’AVS decurtato della mezza rendita AI percepita dalla stessa Signora AT 1. Unitamente agli arretrati dovuti, _ deve versare alla Signora AT 1 anche i dovuti interessi di mora”.
In sintesi, l’attrice sostiene che il suo caso non permetteva alla Cassa pensione di escludere il versamento di una rendita sostitutiva dell’AVS. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.4. Con la risposta di causa, la CV 1, rappresentata dall’avv. RA 2 , ha invece postulato la reiezione della petizione. In primo luogo essa evidenzia come la LPGA non è applicabile alla LPP, motivo per cui non doveva emettere una decisione formale soggetta ad opposizione. Nel merito, la convenuta ha ribadito il rifiuto di erogare una rendita sostitutiva dell’AVS in quanto l’attrice è stata pensionata per invalidità (di grado intero).
1.5. L’attrice ha replicato (VI) e la Cassa pensioni convenuta duplicato (VIII).
Il 23 marzo 2009 l’attrice ha inoltrato i mezzi di prova da assumere (X), seguite dalle osservazioni 4 maggio 2009 della convenuta che ha prodotto ulteriore documentazione (XII). L’attrice ha presentato la propria presa di posizione in merito ai nuovi atti inoltrati (XV).
Il TCA ha richiamato dalla _ (in seguito: _ Ticino) gli atti relativi all’attrice (XIII, XVIII) e le parti si sono espresse al riguardo (XX, XXI).

## Considerations

considerando
in diritto
2.1. AT 1 ha inoltrato al TCA un atto intitolato "ricorso" contro la “decisione” 25 agosto 2008 della CV 1 con la quale ha rifiutato di erogare una rendita sostitutiva AVS.
In proposito va rilevato che il Tribunale federale ha già statuito, riferendosi all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applicazione del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I-1994 p. 195).