# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0446fb3b-b8f2-5249-b3a3-828769d595ce
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

il 22.07.1996, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 495'712.70 (pari a CHF 602'538.80) a favore di un conto presso la _, nell’ambito di un’operazione richiesta da PC 2, ritenuto che avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n. _, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.2
presso PC 5 nel periodo dicembre 1996-aprile 1999;
1.2.1
in danno della relazione n. _, di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.2.1.1
il 17.12.1996, ottenuto in contanti, millantando un’inesistente richiesta dei clienti, due importi di CHF 40'000.-- ciascuno, per complessivi CHF 80'000.--, denaro poi accreditato per contanti nel periodo 17-20.12.1996 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 60'000.--) e n. presso PC 6 (CHF 13'000.--), entrambe intestate all’accusato, nonché sulla relazione n. presso PC 6 (CHF 9'000.--) di cui era titolare sua moglie;
1.2.1.2
il 03.02.1997, ottenuto in contanti, indicando contrariamente al vero che l’importo serviva ai clienti per l'acquisto di un appartamento a _, CHF 450'000.--, somma poi in parte accreditata per contanti nel periodo 03-10.02.1997 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 280'000.--), n. presso PC 6 (CHF 70'000.--) e n. presso PC 5 (CHF 29'900.--), tutte intestate all’accusato;
1.2.1.3
il 02.07.1998 rispettivamente il 25.08.1998, fatto trasferire, millantando inesistenti ordini telefonici dei clienti, titoli per complessivi USD 290'937.50 (pari a CHF 445'425.30) nonché USD 206’875 (pari a CHF 310'933.10), per complessivi CHF 756’358.40, a favore della relazione n. presso _ di cui egli era titolare;
1.2.1.4
il 20.01.1999, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, USD 55'000 (pari a CHF 76'131.--) a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare;
1.2.1.5
il 23.04.1999 fatto bonificare, avvalendosi a scopo di inganno di un ordine inviatogli via fax il 22.04.1999 da PC 1 che indicava genericamente di versare a favore di PC 1 e del fratello PC 2 un importo di USD 115'000 ciascuno, l’importo di USD 115'000 (pari a CHF 173'121.--) spettante a PC 2 a favore della relazione n. presso _ di cui l’accusato era titolare;
1.2.2
in danno della relazione n. intestata ad PC 1;
1.2.2.1
nel periodo 29.08.1997-02.11.1998, fatto bonificare a 18 (diciotto) riprese, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, CHF 1'130'864.60, DEM 97'116.- (pari a CHF 80'868.50), GBP 56'840.42 (pari a CHF 135'510.50) e USD 230'216.54 (pari a CHF 342'619.55), per complessivi CHF 1'689'863.15, a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare;
ritenuto che complessivamente sulla relazione n. sono confluiti CHF 2'695'529.-- in provenienza dai conti n. e n., di cui CHF 416'535.-- prelevati per contanti dall’accusato;
1.3
presso PC 4 nel periodo febbraio 2000-novembre 2001;
1.3.1
in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.3.1.1
il 10.02.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 330'000 (pari a CHF 534'699.--), rispettivamente il 06.04.2001 CHF 40'000.-- a favore della relazione n. di cui era avente diritto economico PC 2, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.2
il 20.03.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 87'087.14 (pari a CHF 144'407.90) a favore della _, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.3
il 02.06.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 55'000.-- a favore della ditta _, a titolo di prestito temporaneo per la costituzione della stessa, ritenuto che la somma prestata è rientrata sulla relazione _ in data 20.06.2000;
1.3.1.4
nel periodo 06.06.2000-31.10.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi EUR 11'820.35 (pari a CHF 17'769.55), nonché USD 58'962.50 (pari
a CHF 99'783.15) a favore della relazione n. presso _ di cui egli era titolare;
1.3.1.5
il 07.02.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 75'000 (pari a CHF 124'320.--) a favore di un conto della moglie di PC 2 presso _, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.6
il 09.04.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 122'690.-- (controvalore di ITL 150 milioni) a favore del conto _ presso _ riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando ITL 50 milioni (pari a CHF 40'866.65) avrebbe dovuto essere addebitati alla relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.7
nel periodo 07.02.2001-14.08.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi USD 42'000 (pari a CHF 70'014.--) a favore di un conto intestato a Irvine _, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.8
il 06.11.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 4'000.-- a favore di _, a pagamento di una perizia relativa a gioielli di famiglia, allorquando per CHF 2'000.-- avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n.;
1.3.2
in danno della relazione n., di cui era titolare PC 1 ma avente diritto economico PC 2;
1.3.2.1
nel periodo 03.05.2000-31.10.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi USD 111'409.75 (pari a CHF 188'094.15) a favore della relazione
n. presso la _ di cui egli era titolare;
1.3.2.2
nel periodo 03.05.2000-18.07.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi USD 417'000 (pari a CHF 696'193.30) a favore della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1., a parziale restituzione dei fondi addebitati alla relazione _ a favore di _ rispettivamente dell’avente diritto economico di quest’ultima di cui ai precedenti punti 1.2.1.1, 1.3.1.2 e 1.3.1.5-1.3.1.8;
1.3.3
in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3,
1.3.3.1
nel periodo 11.01.2001-15.02.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, CHF 37'660.-- e EUR 17'500 (pari a CHF 26'754.--) a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare,
ritenuto che la somma di CHF 37'660.-- è poi stata utilizzata per l'acquisto di un orologio Breguet (serie limitata), che è stato sequestrato;
1.3.3.2
il 01.06.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 150'000 (pari a CHF 269'535.--) a favore del conto intestato a _, allorquando avreb-be dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.4
in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.3.4.1
il 11.06.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 186'000 (pari a CHF 333'516.60) a favore di un conto intestato alla società _ presso PC 4, nel contesto di un'operazione di incasso di tre assegni di complessivi USD 400'000 per conto di tale _, persona estranea al titolare della relazione _,
ritenuto che i tre assegni sono stati incassati sulla relazione personale dell'accusato n. presso _, la quale è però stata addebitata a favore di _ solo per il controvalore di USD 200'000, mentre la differenza (USD 186'000) è stata fatta addebitare alla relazione _;
1.3.4.2
il 24.08.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, EUR 18'987.34 (pari a CHF 28'870.25) a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare;
1.3.4.3
il 23.11.2001 fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 274'000.-- (controvalore di ITL 350 milioni) a favore del conto _, riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
ritenuto che complessivamente sulla relazione n. sono confluiti CHF 399’153.-- in provenienza dai conti _, rispettivamente sono rimasti USD 186'000 (pari a CHF 333'516.--) nel contesto dell’operazione di incasso di assegni per conto di _, per un importo totale di CHF 732'669.--, di cui CHF 512’630.-- prelevati per contanti dall’accusato;
2. appropriazione indebita, ripetuta
qualificata
siccome commessa in qualità di gerente di patrimoni e nell'ambito di attività sottoposta alla legge federale sulle banche,
per essersi a _ ed in altre località all’estero,
nel periodo dicembre 1996-marzo 2001,
appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate,
e meglio
per essersi appropriato di complessivi CHF 245'468.30, denaro consegnatogli oppure fattogli pervenire da clienti per accredito sui loro conti, in particolare:
2.1
USD 30'000 (pari a CHF 39'873.30), affidatigli da PC 1 con invio postale di un assegno nel dicembre 1996, denaro in parte accreditato nel periodo 10-11.12.1996 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 10'000.--)
e n. presso PC 6 (CHF 20'000.--), entrambe intestate all’accusato;
2.2
ITL 200 milioni (pari a CHF 166'260.--) consegnatigli il 28.08.1999 da PC 1 a _, denaro di cui non è nota la destinazione, ma asseritamente utilizzato a favore di terzi clienti;
2.3
ITL 50 milioni (pari a CHF 39'335.--) consegnatigli il 12.09.2000 a _ da PC 2, avente diritto economico della relazione _ presso PC 4, in parte (CHF 18'509.75) accreditati per contanti il 14.09.2000 sulla relazione n. presso _ di cui egli era titolare;
3. amministrazione infedele, ripetuta
per avere
a _,
nel periodo gennaio 1995-dicembre 2001,
nella sua qualità di funzionario di banca ed in particolare di consulente finanziario alla clientela dapprima presso il PC 6, in seguito presso la PC 5 ed infine presso la PC 4,
in quanto tale tenuto per contratto ad amministrare il patrimonio dei clienti da lui seguiti,
ripetutamente mancato al proprio dovere, segnatamente di fedeltà e di informazione,
in particolare intraprendendo operazioni finanziarie che sapeva esulare dal profilo di rischio prescelto dai clienti,
informando questi ultimi contrariamente al vero, sia verbalmente sia in taluni casi per iscritto, sul reale andamento della gestione e sulla reale situazione patrimoniale, nonché sottacendo le perdite conseguite,
impedendo loro in tal modo di determinarsi con cognizione di causa sul prosieguo della gestione, causando così
un danno quantificabile globalmente in CHF 7'699'476.10,
e meglio per avere
3.1
presso PC 6, PC 5 e PC 4,
in danno delle
relazioni di cui i fratelli PC 1 e PC 2 erano titolari o aventi diritto economico,
almeno dal gennaio 1995 e fino al dicembre 2001,
effettuando investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite sottaciute e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.1, 1.2, 1.3.1, 1.3.2 e 2.1-2.2, nonché informando ripetutamente i clienti in modo errato sia verbalmente che per iscritto circa il reale andamento della gestione e la vera consistenza patrimoniale del loro portafoglio, sottacendo altresì le malversazioni commesse e le perdite subite, causato un pregiudiz
i
o di complessivi CHF 2'831'670.--;
3.2
presso PC 4
3.2.1
in danno delle relazioni _,
delle quali era titolare e avente diritto economico PC 3,
almeno a far tempo dal luglio 2000,
effettuando investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.3.3 e 1.3.4, nonché informando ripetutamente il cliente verbalmente in modo errato circa il reale andamento della gestione e la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, sottacendo altresì le malversazioni commesse e le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 1'200'228.--;
3.2.2
in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico _,
almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
effettuando investimenti, segnatamente in titoli azionari,
in misura notevolmente superiore al profilo di rischio prescelto dal cliente, nonché informando quest’ultimo verbalmente in modo errato circa il reale andamento delle gestione e la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, sottacendo
altresì le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 409'309.--;
3.2.3
in danno della relazione n.,
di cui erano titolari e aventi diritto economico _,
almeno a far tempo dall'ottobre 2000,
effettuando investimenti, segnatamente in titoli azionari ed altri strumenti rischiosi, in misura notevolmente superiore al profilo di rischio prescelto dai clienti, nonché informando questi ultimi verbalmente in modo errato circa il reale andamento delle gestione e la vera consistenza patrimoniale del loro portafoglio, sottacendo altresì le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 1'095'854.--;
3.2.4
in danno della relazione n.,
di cui era avente diritto economico _,
almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
effettuando investimenti, segnatamente in titoli azionari ed altri strumenti rischiosi, in misura notevolmente superiore al profilo di rischio prescelto dalla cliente, nonché informando quest’ultima verbalmente in modo errato circa il reale andamento della gestione e la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, sottacendo altresì le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 569'009.--;
3.2.5
in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico _,
a far tempo dal novembre 2000,
effettuando senza il preventivo consenso del cliente investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente undici operazioni speculative con opzioni su divise del tipo DOUBLE LOCK-IN, allo scopo di recuperare precedenti perdite sottaciute, nonché sottacendo al cliente l'esistenza di tali operazioni e le relative ulteriori perdite conseguite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 817'715.75;
3.2.6
in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico _,
almeno a far tempo dal gennaio 2001,
informando ripetutamente il cliente in modo errato sia verbalmente che per iscritto circa la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, nonché sottacendo le perdite subite, al fine di tranquillizzarlo in merito all'andamento della gestione in parte speculativa, causato un pregiudizio di complessivi CHF 235'069.--;
3.2.7
in danno della relazione,
di cui erano titolari e aventi diritto economico _,
almeno a far tempo dall'agosto 2001,
effettuando senza il preventivo consenso dei clienti investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente quattro operazioni speculative con opzioni su divise del tipo _,nonché sottacendo ai clienti l’esistenza di tali operazioni e le relative perdite conseguite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 321'658.10;
3.2.8
in danno della relazione,
di cui era titolare e avente diritto economico _,
nel dicembre 2001,
effettuando un’operazione speculativa con opzioni su divise del tipo _,senza il preventivo consenso del cliente, nonché sottacendo al cliente l'esistenza di tale operazione e il risultato negativo di una precedente analoga operazione,
causato un pregiudizio di CHF 218'963.25;
4. falsità in documenti, ripetuta
per avere
a _,
nel periodo marzo 1994-agosto 2001,
allo scopo di nuocere
al patrimonio altrui e di procacciare a sé un indebito profitto, segnatamente per perfezionare l’inganno astuto e per mascherare le malversazioni commesse di cui ai precedenti punti 1-3, formato e fatto
uso di
documenti falsi,
e meglio
4.1
il 17.03.1994, formato, abusando della firma autentica dei clienti PC 1 e PC 2, un falso ordine di bonifico di CHF 500'000.-- e
CHF 391'000.--, facendone altresì uso al fine di ottenere il trasferimento del denaro a favore delle relazioni in _;
4.2
il 04.05.1998, formato, abusando della firma autentica del cliente PC 1, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso _;
4.3
il 20.04.1999, formato, falsificando la firma del cliente PC 1 o abusando della sua firma autentica, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso _;
4.4
in data imprecisata nel corso del 2001, allestito un estratto patrimoniale concernente le relazioni _ aperte presso PC 4 attestante una situazione patrimoniale non corrispondente a quella reale, facendone altresì uso nell'agosto 2001 in occasione di una visita dei clienti PC 1 e PC 2 presso PC 4;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
art. 138 cifra 2, 146 cpv. 1, 158 cifra 1 cpv. 1, 251 cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
83/2007
del
26 luglio 2007
, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il procuratore pubblico.
§
L'accusato AC 1,
assistito dal difensore di fiducia
avv. DF 1.
§
L'avv. RC 6, in rappresentanza della PC PC 5.
§
L'avv. RC 2, in rappresentanza della PC PC 4.
§
Gli avv. RC 1 e _, in rappresentanza delle PC PC 1, PC 2 e PC 3.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore
9:30
alle ore
17:45
.
Sentiti
§
Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale, postulata la conferma integrale dell'atto di accusa e, tenuto conto dell'attenuante specifica del lungo tempo trascorso e della violazione del principio di celerità, conclude chiedendo che l'accusato venga condannato ad una pena detentiva di 3 anni.
Il PP non si oppone ad una sospensione parziale dell'esecuzione della pena, che dovrà comunque essere scontata, anche nelle forme agevolate, per almeno 6 mesi.
Il PP postula l'accoglimento delle richieste delle PC, nella misura in cui queste risultano liquide.
Chiede, inoltre, la confisca, dedotte tasse e spese di giustizia, degli averi depositati sul conto e dell'orologio Breguet e la loro assegnazione alla PC PC 4.
Per i restanti beni chiede il mantenimento del sequestro conservativo (conto intestato alla moglie dell'imputato, conto PC 4 dell'imputato, conto MP presso _, le due penne, prestazione di libero passaggio).
Il PP chiede, infine, che la pistola venga trasmessa all'Ufficio permessi per le valutazioni di sua competenza.
§
L'avv. RC 2, in rappresentanza di PC 4, si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusato e ribadisce le richieste risarcitorie formulate nella sua istanza scritta, con le modifiche concordate al dibattimento.
§
L'avv. RC 1, in rappresentanza dei signori _, si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusato e ribadisce le richieste risarcitorie formulate nella sua istanza scritta.
§
L'avv. RC 6, in rappresentanza di PC 5 (già banca PC 5), si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusato e ribadisce le richieste risarcitorie formulate nella sua istanza scritta, riservato quanto convenuto al dibattimento.
§
Il Difensore contesta, in generale, che le imputazioni di cui al punto 1 dell'atto di accusa configurino il reato di truffa mancando l'inganno astuto. Sostiene, invece, trattarsi di amministrazione infedele semplice, ev. qualificata per i punti da 1.2.1.2. a 1.2.1.5 e per il punto 1.3.1.8 dell'atto di accusa.
La difesa contesta poi, in particolare, i punti 1.1.1.1, 1.1.1.2 e 1.2.1.1 dell'atto di accusa, per i quali chiede il proscioglimento dell'accusato per non aver commesso il fatto.
Quo ai reati di cui ai punti 1.3.1 (conto, tranne punto 1.3.1.8), 1..2 (conto), 1.3.3 (conto) e 1.3.4 (conto Koror) chiede il proscioglimento per intervenuta prescrizione (per i punti 1.3.1.6 e 1.3.1.7, 1.3.2.1, 1.3.3.2 per effetto del principio di celerità).
La difesa non contesta i reati di appropriazione indebita e falsità in documenti (punti 2 e 4 dell'atto di accusa). Neppure contesta il reato di amministrazione infedele di cui al punto 3 dell'atto di accusa, per il quale, però, chiede il proscioglimento per intervenuta prescrizione (in parte per effetto del principio di celerità).
In ragione della scemata imputabilità e della violazione del principio di celerità e in applicazione delle attenuanti del sincero pentimento e del lungo tempo trascorso, la difesa conclude chiedendo una consistente riduzione della pena richiesta dal PP, che dovrà essere posta al beneficio della sospensione condizionale.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. truffa ripetuta
per avere,
1.1.1. il 17.3.1994, presso il PC 6
abusando della firma autentica dei clienti PC 1 e PC 2,
fatto bonificare a favore delle relazioni STIVA e SCAFO riconducibili a terzi presso _, fr. 500'000.- rispettivamente fr. 391'000.- ; in danno della relazione
n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2
1.1.2. il 9/10.5.1995, presso il PC 6, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, fatto bonificare a favore della relazione riconducibile a terzi presso _ fr. 290'356.85 in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico e PC 2;
1.1.3. il 22.7.1996, presso il PC 6,
in danno della relazione n. intestata ad PC 1, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fatto bonificare fr. 602'538.80 a favore di un conto presso la _, ritenuto che avrebbe dovuto essere addebitata la relazione;
1.1.4. il 17.12.1996 presso PC 5,
ottenuto in contanti millantando un'inesistente richiesta dei
clienti PC 1 e PC 2 complessivi fr. 80'000.- in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.5. il
03.2.1997,
presso PC 5,
ottenuto in contanti, indicando contrariamente al vero che l’importo serviva ai clienti per l'acquisto di un appartamento a _, fr. 450'000.-;
1.1.6.
il 2.7.1998 e il 25.8.1998,
presso PC 5,
millantando inesistenti ordini telefonici dei clienti,
fatto trasferire su conti propri e della moglie titoli per complessivi fr. 756’358.40
in danno della relazione n.. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.7.
il 20.1.1999,
presso PC 5,
millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti,
fatto bonificare fr. 76'131.- a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare
in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.8.
il 23.4.1999 fatto bonificare, avvalendosi a scopo di inganno di un ordine inviatogli via fax il 22.4.1999 da PC 1 che indicava genericamente di versare a favore di PC 1 e del fratello PC 2 un importo di USD 115'000 ciascuno, l’importo di fr. 173'121.- spettante a PC 2 a favore della relazione n. presso _ di cui l’accusato era titolare
in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.9.
nel periodo 29.8.1997-2.11.1998,
presso PC 5
, fatto bonificare a 18 riprese, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi
fr. 1'689'863.15, a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare in danno della relazione n. intestata ad PC 1,
1.1.10. il 10.2.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 534'699.- rispettivamente il 6.4.2001
fr. 40'000.- a favore della relazione n. di cui era avente diritto economico PC 2, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.11. il 20.3.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente fr. 144'407.90 a favore della _, in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.12
.
il 2.6.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 55'000.- a favore della ditta _, a titolo di prestito temporaneo, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.13.
nel periodo 6.6.2000-31.10.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 17'769.55
e fr. 99'783.15 a favore della relazione n. presso _ di cui egli era titolare in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.14.
il 7.2.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 124'320.- a favore di un conto della moglie di PC 2 presso _, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione
n., in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.15.
il 9.4.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 122'690.- a favore del conto presso _ riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando fr. 40'866.65 avrebbero dovuto essere addebitati alla relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.16.
nel periodo 7.2.2001-14.8.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 70'014.-
a favore di un conto intestato a _ presso _, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.17.
il 6.11.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 4'000.-- a favore di _, a pagamento di una perizia relativa a gioielli di famiglia, allorquando per fr. 2'000.- avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.18.
nel periodo 3.5.2000-31.10.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 188'094.15 a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare in danno della relazione n., di cui era titolare PC 1 ma avente diritto economico PC 2;
1.1.19. nel periodo 03.05.2000-18.07.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 696'193.30 a favore della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1, a parziale restituzione dei fondi addebitati alla relazione a favore di rispettivamente dell’avente diritto economico di quest’ultima di cui ai precedenti punti 1.2.1.1, 1.3.1.2 e 1.3.1.5-1.3.1.8, in danno della relazione n., di cui era titolare PC 1 ma avente diritto economico PC 2
1.1.20. nel periodo 11.1.2001-15.2.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, fr. 37'660.- e fr. 26'754.-
a favore della relazione n. presso la _ di cui egli era titolare,
in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.21. il 1.6.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 269'535.- a favore del conto intestato a _, allorquando avreb-be dovuto essere addebitata la relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.22. il 11.6.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 333'516.60 a favore di un conto intestato alla società presso PC 4, nel contesto di un'operazione di incasso di tre assegni di complessivi USD 400'000 per conto di tale _, persona estranea al titolare della relazione _, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.23. il
24.8.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 28'870.25 a favore della relazione
n. presso la _ di cui egli era titolare, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.24. il 23.11.2001 fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 274'000.- a favore del conto presso _, riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione
n., in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.1.1. trattasi invece di amministrazione infedele;
1.1.1.2. trattasi invece di amministrazione infedele qualificata;
1.2. appropriazione indebita
ripetuta
per essersi appropriato ,
1.2.1. di fr. 39'873.30, affidatigli da PC 1 con invio postale di un assegno nel dicembre 1996;
1.2.2. di fr. 166'260.- consegnatigli il 28.8.1999 da PC 1 a _;
1.2.3. di fr. 39'335.- consegnatigli il 12.09.2000 a _ da PC 2;
1.2.1.1. trattasi di reato qualificato siccome commesso in qualità di gerente di patrimoni e nell'ambito di attività sottoposta alla _;
1.3. amministrazione infedele
ripetuta
per avere,
1.3.1. presso PC 6, PC 5 e PC 4,
in danno delle relazioni di cui i fratelli PC 1 e PC 2 erano titolari o aventi diritto economico, almeno dal gennaio 1995 e fino al dicembre 2001, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite sottaciute e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.1, 1.2, 1.3.1, 1.3.2 e 2.1-2.2, causato un pregiudizio di complessivi fr. 2'831'670.--;
1.3.2. presso PC 4, in danno delle relazioni e, delle quali era titolare e avente diritto economico PC 3, almeno a far tempo dal luglio 2000, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.3.3 e 1.3.4, causato un pregiudizio di complessivi fr. 1'200'228.--;
1.3.3. presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico _, almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
causato un pregiudizio di complessivi fr. 409'309.-;
1.3.4.
presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui erano titolari e aventi diritto economico _, almeno a far tempo dall'ottobre 2000, causato un pregiudizio di complessivi fr. 1'095'854.--;
1.3.5.
presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui era avente diritto economico _, almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
causato un pregiudizio di complessivi fr. 569'009.-;
1.3.6.
presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico _, a far tempo dal novembre 2000,
causato un pregiudizio di complessivi fr. 817'715.75;
1.3.7. presso PC 4, in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico _, almeno a far tempo dal gennaio 2001, causato un pregiudizio di complessivi fr. 235'069.-,
1.3.8. presso PC 4, in danno della relazione n., di cui erano titolari e aventi diritto economico _, almeno a far tempo dall'agosto 2001, causato un pregiudizio di complessivi fr. 321'658.10;
1.3.9. presso PC 4, in danno della relazione, di cui era titolare e avente diritto economico _ nel dicembre 2001, causato un pregiudizio di fr. 218'963.25;
1.4. falsità in documenti ripetuta
per avere,
1.4.1.
il 17.3.1994, formato e fatto uso, abusando della firma autentica dei clienti PC 1 e PC 2, un falso ordine di bonifico di fr. 500'000.-- e fr. 391'000.--;
1.4.2.
il 4.5.1998, formato, abusando della firma autentica del cliente PC 1, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso _;
1.4.3. il 20.4.1999, formato, falsificando la firma del cliente PC 1 o abusando della sua firma autentica, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso _;
1.4.4.
nel corso del 2001, allestito e fatto uso di un estratto patrimoniale non corrispondente alla realtà concernente le relazioni
ape
rte presso PC 4 Lugano;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale?
3. Può beneficiare delle attenuanti:
3.1. del sincero pentimento;
3.2. del tempo trascorso?
4. Ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
5. E' stato violato il principio di celerità?
6. Deve un risarcimento alle PC
e se sì in quale misura?
7. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerando,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. vita
AC 1 nasce il 1 luglio
1958 a
_. E' figlio unico.
Il padre (1913-1985), tipografo, già anziano alla sua nascita, decide, in prossimità del pensionamento, di mettersi in proprio fondando una casa editrice, che però fallisce (concordato con abbandono dell’attivo) dopo pochi anni.
La madre (1930-1998) viene descritta come una donna timida, accomodante e sottomessa, spesso malata e consacrata al suo ruolo di madre e casalinga, molto attaccata al figlio, che la assiste negli ultimi anni vissuti in malattia (problemi alla tiroide e insufficienza renale cronica) fino alla morte avvenuta nel
1998 a
causa di un'embolia polmonare.
Dopo la maturità, AC 1 si iscrive alla facoltà di Economia all'Università di _, ma smette dopo un paio d'anni poiché non motivato.
Ritorna in Ticino e si impiega presso la casa editrice paterna, che lo travolge nel fallimento.
Nel 1984 comincia la carriera bancaria e lavora come consulente e gerente di fortuna presso diversi istituti di credito. Dapprima presso il PC 6: nella sede di _ fino a fine
1986, a
_ per tutto il
1987, a
_ sino a fine 1988 e a _ dall’inizio 1993 sino ad agosto 1996. Dal 1 settembre 1996 lavora, sempre come consulente, alla PC 5 e da inizio gennaio 2000 sino a dicembre 2001 presso PC 4.
Nel 1994 AC 1 si sposa. Il matrimonio non è stato allietato dalla nascita di figli.
2. l'autodenuncia
Il 12 dicembre 2001 AC 1 viene sospeso dalle sue funzioni professionali poiché vengono scoperte alcune irregolarità nel suo lavoro in seno ad PC 4.
Egli decide, quindi, di costituirsi alla giustizia per chiarire la sua posizione (cfr. lett. avv. DF 1 13.12.2001, AI 1).
AC 1 compare davanti al procuratore pubblico il 14 dicembre 2001.
Al procuratore egli, non solo riferisce di malversazioni commesse presso PC 4, ma anche di malversazioni commesse in altri istituti bancari, segnatamente a danno di tre clienti che man mano lo hanno seguito nei vari istituti in cui ha lavorato (cfr. VI PP 14.12.2001).
A seguito di queste sue prime ammissioni, il PP gli promuove l'accusa per titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele.
Non ne ordina l’arresto (cfr.
PP AC 1 14.12.2001, pag. 13).
Con lettera 7.1.2002 dell'avv. RC 5 di _ perviene al MP anche la denuncia da parte dei tre clienti seguiti dal AC 1 nelle varie banche in cui operava, e meglio PC 3 e i suoi due figli PC 1 e PC 2 (AI 25).
In corso di inchiesta si faranno avanti altri clienti seguiti dal AC 1 nell'ambito della sua attività professionale presso PC 4, clienti che troveranno poi un accordo direttamente con questa banca relativamente al risarcimento del danno da loro subito a seguito delle malversazioni di AC 1 (cfr. AI 225)
3. ricovero di AC 1
Segue per AC 1 un periodo molto travagliato in cui, fra l’altro, si manifestano grossi problemi di salute che ne determinano anche il ricovero ed una lunga degenza presso la clinica _.
Il suo psichiatra aveva diagnosticato un "episodio depressivo grave, senza sintomi psicotici" (cert. medico 13.12.2001 dr. med. _, AI 2).
L’avv. DF 1 ha riferito che AC 1 aveva, ad inizio dicembre 2001, manifestato al collega avv. _ intenzioni suicidali presentandosi nel suo studio munito di una pistola militare carica. L'avv. _, che si è poi premurato di rimuovere il magazzino della pistola contenente 9 colpi e di custodirla nella sua cassaforte, ha precisato che l'arma (una SIG d'ordinanza) non aveva alcun colpo in canna (cfr. lett. avv. DF 1 13.12.2001, AI 2 e lett. avv. _ 13.12.2001, AI 3).
Sullo stato psichico di AC 1 vi sono alcuni certificati medici in atti (cfr. certificato dr. _ 26.4.2002, AI 115; certificato dr. _ 6.6.2007, doc. TPC 4).
Il suo patrocinatore ha chiesto sia in sede d'inchiesta sia in vista del dibattimento l'allestimento di una perizia psichiatrica. La sua richiesta è stata, in entrambi i casi, respinta (cfr. decisione 26.2.2003 Giar AI 179 confermata dal TF AI 200 e ordinanza prove 21.12.2007, doc. TPC 9).
Va, tuttavia, rilevato che il medico curante di AC 1 ha diagnosticato, oltre alla grave depressione che aveva causato il ricovero di cui s’è detto, la presenza di un “disturbo delle abitudini e degli impulsi vicino alle dinamiche psicopatologiche del gioco d’azzardo patologico (ICD 10, Decima revisione della classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali)” (certificato 6.6.2007, doc. TPC 4).
Risulta, in ogni caso, che AC 1 si è sottoposto alle cure del dott. _, spec. FMH in psichiatria, ininterrottamente e con regolarità e costanza sin dal mese gennaio 2002.
4. attività dopo l’avvio dell’inchiesta
Dopo molte ricerche di lavoro senza esito, il 1.7.2003 AC 1 è entrato alle dipendenze della _ e lavora tutt'oggi a tempo pieno presso il negozio di _ (cfr. scritto AC 1 "La mia vita dal 13 dicembre a oggi" e dichiarazione 9.1.2008 della _ _ in doc. TPC 13).
AC 1 era comproprietario con la moglie di un appartamento in _ (folio PPP n. 13876 (52/1000) del fondo base n. 180 RFD _), pagato circa 1 milione di franchi e acquistato nel 1999 grazie alla quota di libero passaggio versato dalla PC 5 (ca. fr. 220'000), al provento della vendita di un precedente appartamento che AC 1 possedeva sempre a _ (ca. fr. 50'000.-) e grazie ad un'ipoteca di circa fr. 680'000.- (cfr.
PP AC 1 14.12.2001, pag. 9, estratto RF AI 8).
L'appartamento è stato messo all'asta (cfr. AI 141) e l'eccedenza di ca. fr. 95'000.- spettante a AC 1, in quanto sequestrata, è stata versata al MP a favore delle PC (AI 254).
5. sequestri
A seguito dei primi racconti di AC 1, il PP ha proceduto al sequestro di varia documentazione trovata sia presso la sua abitazione (dove è pure stato trovato un magazzino di pistola con 6 colpi), sia nel suo ufficio in PC 4 (cfr. ordini di perquisizione e sequestro AI 7 e 19; verbali di sequestro 14.12.2001, AI 17 e inventario documentazione scrivania AC 1 AI 31).
Ulteriore documentazione è stata sequestrata presso gli uffici della _ (documentazione concernente la società panamense _ di pertinenza dei clienti _ e interessata alle malversazioni, cfr. verb. di sequestro 19.12.2001 AI 18) e presso l'ufficio cambi di _ (verb. sequestro 14.2.2001, AI 65).
Vengono inoltre sequestrati due veicoli Mercedes (AI 10) e i diversi conti bancari dei clienti danneggiati, e quelli sui cui AC 1 faceva pervenire gli indebiti profitti (ordini di perquisizione e sequestro AI 9, 41, 42, 43, 44, 45, 82).
Il PP ha, poi, proceduto al blocco del registro fondiario della proprietà di RC 1 (AI 11).
E’ stata, infine, sequestrata anche la pistola d'ordinanza con la quale AC 1 si era presentato nell'ufficio dell'avv. _ (AI 22).
Per quanto attiene, in particolare, ad une delle due Mercedes sotto sequestro, AC 1 ha provveduto a restituirla alla società che gli aveva concesso il leasing e il saldo a favore di AC 1 di fr. 6'120.- derivante dalla liquidazione del contratto è stato versato al MP a vantaggio delle parti civili (AI 66 e 85).
6. precedenti penali
AC 1 è stato condannato il 5.11.2003 dal _ per infrazione grave alle norme della circolazione (fatti avvenuti nel gennaio 2003) ad una multa di fr. 800.- cui è stata concessa la sospensione condizionale con periodo di prova di un anno (AI 359).
7. epilogo dell’inchiesta
L'inchiesta si è protratta per quasi sei anni.
Va detto, tuttavia, che l’inchiesta ha conosciuto una battuta d’arresto di tre anni (GIAR decisione 26.4.2007 GIAR, su reclamo dei fratelli PC 1).
L’inchiesta è terminata il 18.7.2007 con la chiusura dell'istruzione formale (AI 331).
Il 26 luglio successivo è stato emesso l'atto di accusa 83/2007, oggetto del presente giudizio.
8. le accuse
Con atto d'accusa 26.7.2007 AC 1 è stato deferito alla Corte delle Assise correzionali per il titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele ripetute e per ripetuta falsità in documenti.
In particolare, a AC 1 viene rimproverato, per il periodo marzo 1994 - novembre 2001, di avere, in qualità di consulente alla clientela,
ripetutamente ingannato con astuzia i colleghi addetti all’esecuzione delle operazioni di trasferimento o prelevamento, millantando inesistenti disposizioni di clienti e inducendoli così ad eseguire ordini indebiti di bonifico e di prelievo per un importo complessivo di fr. 7'992'852.75 (AA 1).
AC 1 deve inoltre rispondere di ripetuta appropriazione indebita qualificata
per essersi appropriato - tra il dicembre 1996 e il marzo 2001 - di complessivi fr. 245'468.30, denaro consegnatogli oppure fattogli pervenire da clienti per accredito sui loro conti (AA 2).
AC 1 deve, poi, rispondere di ripetuta amministrazione infedele
per avere, nel periodo gennaio 1995-dicembre 2001 presso tre istituti di credito in cui lavorava, nella sua qualità di consulente finanziario alla clientela e in quanto tale tenuto per contratto ad amministrare il patrimonio dei clienti da lui seguiti, ripetutamente mancato al proprio dovere causando un danno quantificabile globalmente in fr. 7'699'476.10 (AA 3).
Infine, AC 1 è accusato di ripetuta falsità in documenti per avere formato e fatto uso di documenti falsi allo scopo di perfezionare l’inganno astuto e mascherare le ulteriori malversazioni commesse (AA 4).
L'atto di accusa è stato, in sostanza, stilato sulla base delle dichiarazioni dell’imputato, verificate e completate dall'équipe finanziaria del MP con l'ausilio della copiosa documentazione in atti (documentazione bancaria e altra documentazione sequestrata, verbali di interrogatorio), ad eccezione di quanto indicato ai punti 1.1.1.1, 1.1.1.2, 1.2.11 e 4.1 dell'atto di accusa che egli contesta.
9. rapporto Efin
Su incarico del PP, l'Efin ha allestito un rapporto nel quale è stato analizzato il movimento dei conti bancari intestati a AC 1, a sua moglie _ e ai denuncianti (signori PC 1 e società panamense a loro riconducibile) e sono state ricostruite le malversazioni imputate a AC 1 (a favore suo, a favore di terzi e mancati accrediti a favore di clienti).
Inoltre, per i periodi di gestione presso i vari istituti di credito, sono stati calcolati i risultati di gestione nell'ottica di verificare se il relativo mandato era stato rispettato (cfr. rapp. Efin 30.4.2007, AI 333).
10. i fatti
AC 1 ha agito sull'arco di sette anni e nove mesi (da marzo
1994 a
dicembre 2001).
Egli ha cominciato a delinquere quando era impiegato presso il PC 6 ed ha continuato l'attività delittuosa in altre due banche luganesi, dapprima presso la PC 5), quindi presso UBS SA.
La maggior parte delle malversazioni da lui commesse interessa il patrimonio di tre clienti. Si tratta dei fratelli PC 2 e PC 1 e, per un periodo più breve, del loro padre Aldo. Vi sono, poi, casi di cattiva gestione che toccano – ma per un periodo più limitato - un'altra mezza dozzina di clienti UBS.
10.1. l'attività presso il PC 6 (1991-1992)
L’ attività di AC 1 presso il PC 6 non è oggetto dell'atto di accusa.
Vi si fa, qui, un cenno soltanto per segnalare che fu proprio nell'ambito della sua attività di consulente presso il PC 6, che a AC 1 venne affidata la gestione del patrimonio dei fratelli PC 2 e PC 1, già clienti del PC 6 (PP PC 1 25.2.2002; PP PC 2 25.2.2002, pag. 4).
PC 1, 1965, laureato in scienze politiche, lavora in una banca di _ (PP PC 1 25.2.2002, pag. 1).
PC 2, 1968, è architetto (PP PC 2 25.2.2002, pag. 4).
Presso il PC 6 i due fratelli avevano una sola relazione, la n. 151950.
Nelle sue prime dichiarazioni, AC 1 ha riferito che presso il PC 6 il patrimonio (consistente in 13/14 milioni di franchi) dei due fratelli era inizialmente investito in modo bilanciato. Poi, per volere degli stessi clienti, che trasferirono metà del capitale in Italia, la strategia di investimento fu modificata:
"
ADR
che all'epoca il patrimonio dei due clienti, che sono fratelli, ammontava a complessivamente 13/14 milioni di CHF. Che detto patrimonio era investito in modo bilanciato, ovvero 50% azioni e 50% obbligazioni circa.
ADR
che non ricordo di aver apportato modifiche significative a tale strategia di investimento nel periodo in cui lavoravo presso il PC 6. Ricordo però che dopo circa due anni, ovvero nel 1990 circa, i due clienti trasferirono circa la metà del patrimonio in Italia per loro affari immobiliari.
ADR
che contestualmente a questo trasferimento i due clienti modificarono il profilo di investimento nel senso che decisero di essere più aggressivi, pur mantenendo il conservatorismo iniziale, nel senso di tentare di ricreare la sostanza precedente sull'arco di qualche anno.
ADR
che per ossequiare il citato volere dei clienti, che per inciso è contraddittorio ancorché tipico di certa clientela, ho proceduto ad investire parte del patrimonio, se non erro il 20/30%, in strumenti particolari quali opzioni, derivati, operazioni su divise (forex) mentre la parte restante del patrimonio è restata investita in azioni e obbligazioni. ..."
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 2;PP AC 1 26.3.2003, pag. 2)
Pur confermando che AC 1 aveva libertà di manovra quanto agli investimenti da effettuare, i fratelli PC 1 hanno negato di avere mai voluto ricostituire, grazie ad una gestione speculativa, il patrimonio iniziale ed hanno precisato che, in realtà, era stata convenuta una gestione di tipo conservativo:
"
ADR
che a AC 1 ho sempre dato l'istruzione di gestire conservativamente il patrimonio. Per gestione conservativa intendo una quota azionaria del 30% al massimo, il resto essendo investito in obbligazioni e in fondi liquidi in diverse valute.
ADR
che io non ho mai dato istruzioni a AC 1 per investimenti in strumenti derivati e o affari su divise..."
(PP PC 1 25.2.2002, pag. 4)
"
... Non eravamo noi a dare le istruzioni circa gli investimenti da effettuare, i quali venivano bensì messi in atto dalla banca, alla quale avevamo unicamente dato la consegna di seguire una gestione di tipo conservativo..."
(PP PC 2 25.2.2002, pag. 4)
Sia quel che sia, dagli accertamenti fatti sulla base della documentazione in atti, risulta che le performances registrate presso il PC 6 nel periodo 1990-1992 sono state positive (cfr. pag. 22 rapp. Efin 30.4.2007 AI 333).
10.2. trasferimento al PC 6
Quando AC 1 decise di trasferirsi alla sede di _ del PC 6, i due fratelli PC 1 lo seguirono
(PP PC 1 25.2.2002, pag. 2; PP PC 2 25.2.2002, pag. 4)
- conto _
Al momento del trapasso del patrimonio dal PC 6 a quello di _, si decise – sembra per questioni successorie – di trasferire il patrimonio dei due fratelli PC 1 su un conto intestato ad una società panamense, la _ con la precisazione che beneficiari economici del conto erano i due fratelli al 50% (PP AC 1 14.12.2001, pag. 4).
La società venne messa a disposizione dalla fiduciaria _ cui fece capo direttamente AC 1 o un suo superiore
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 2).
_, venne nominato amministratore
(PP _ 19.12.2001, pag. 1-2;
PP PC 1 25.2.2002, pag. 3;
PP AC 1 26.3.2003, pag. 16).
La società era rappresentata dai suoi amministratori, segnatamente dal signor _ (PP AC 1 14.12.2001, pag. 6-7;
PP _ 19.12.2001, pag. 2).
Da quel momento, fu la società _ ad essere, da subito, l'unica intestataria della relazione n., aperta il 3.11.1992 presso il PC 6 e alimentata con i fondi di provenienza dal conto che PC 1 e PC 2 avevano presso il PC 6 (cfr. pag. 4 rapp. Efin).
Al 31.12.1992 il saldo del conto ammontava a fr. 11'248'439.- (cfr. all. 9 rapp. Efin).
Comunque, anche dopo il trapasso dei soldi al conto intestato alla _, AC 1 rimase l’unico referente dei due fratelli PC 1
(PP PC 2 25.2.2002, pag. 5;
PP AC 1 26.3.2003, pag. 16).
La gestione dei conti presso il PC 6 intestati alla società rimase di competenza della banca e, per essa, di AC 1.
Agli amministratori della società incombevano unicamente le questioni amministrative
(PP _ 19.12.2001, pag. 3).
- conto _ (PC 1)
Il
9.3.1993, presso il PC 6 fu
ape
rto un altro conto intestato al solo PC 1 ed alimentato con fondi provenienti dalla relazione _.
Questo conto venne
ape
rto per pareggiare i conti col fratello PC 2 che aveva prelevato dal conto _ 800 milioni di vecchie lire per acquistare un immobile a _
(PP PC 1 25.2.2002, pag. 2; PP PC 2 25.2.2002, pag. 4).
10.2.1.
le imputazioni
Con riferimento alla tenuta di questi due conti, AC 1 è chiamato a rispondere di tre truffe: due ai danni del conto _ - imputazioni che egli contesta (punti 1.1.1.1 e 1.1.1.2 AA) - e una in danno del conto di PC 1 (punto 1.1.2.1 AA).
AC 1 è inoltre chiamato a rispondere di amministrazione infedele (punto 3.1 AA).
- quo alle truffe
a)
AC 1 è accusato di avere, in danno della relazione n., il 17.03.1994, fatto bonificare, abusando della firma autentica dei clienti e confezionando un falso ordine di bonifico, CHF 500'000.- e CHF 391'000.- a favore delle relazioni _ in _, entrambe riconducibili a trasportatori di valuta, denaro che i fratelli PC 1 negano di avere ricevuto (punto 1.1.1.1 AA).
Come visto, AC 1 contesta l'addebito.
I bonifici di fr. 500'000.- e fr. 390'000.- a debito del conto _ e a favore dei conti _ presso la _ risultano dalla documentazione bancaria in atti ( cfr. allegati 5 PP PC 1/AC 1 2.3.2007, e cfr. anche all. 3, pag. 37 rapp. Efin).
I citati conti _ erano intestati alla ditta individuale _, attiva come ufficio cambi.
Il titolare della ditta e i suoi collaboratori sono stati sentiti una prima volta il 14.2.2002.
In questa circostanza hanno confermato di aver effettuato delle consegne di denaro in Italia a clienti di AC 1, spiegandone le modalità di esecuzione:
"
... ADR che conosco AC 1, ma l'ho sentito solo al telefono. (...) L'ho sentito diverse volte al telefono, una volta o due al mese. AC 1 mi pare lavori PC 4 ed in precedenza al PC 6. Devo dire che lo conosce meglio il mio collaboratore che si chiama _, che abita a _. AC 1 mi faceva fare delle operazioni che consistevano nel portare delle lire in Italia o ritirare delle lire in Italia da suoi clienti. Le istruzioni AC 1 me le forniva sempre per telefono. Queste operazioni avevano una frequenza di una o due al mese
(...)
Le operazioni effettuate con AC 1 concernevano anche il cambio di valute. Mi spiego meglio. AC 1 telefonava presso il nostro ufficio e diceva ad esempio che c'era da portare 50 o 100 milioni ad un determinato cliente; bene o male erano sempre gli stessi clienti, non più di 5 o 6. Attualmente non saprei ricordare neanche un nome. AC 1 mi comunicava il nome, noi consegnavamo i soldi e poi il AC 1 faceva il versamento sul mio conto cifrato presso la _.
(...)
Con AC 1 non vi sono mai stati intoppi, è sempre stato corretto. Anche da parte dei miei agenti in Italia non mi è mai stato riferito niente di anomalo.
A domanda della signora _, rispondo che io ricevevo sempre istruzioni di consegnare i soldi al cliente, mai direttamente a AC 1 a _. Per quanto ne so io, capitava che AC 1 fosse presente a _ al momento in cui il mio agente consegnava i soldi..
(...)
ADR che i conti _ sono tutti conti a me noti. Sono conti intestati a me, _ e _. Sono conti a firma individuale che usavamo per questi bonifici; venivano usati però anche per nostre operazioni. Sono i conti su cui AC 1 faceva i bonifici, dopo che noi avevamo consegnato i soldi ai clienti.
(...)
Delle operazioni fatte con AC 1 ribadisco che non c'è traccia cartacea. Si lavora completamente sulla fiducia, perché in effetti non posso provare di aver consegnato i soldi, come da istruzioni. Non mi è mai capitato che vi fossero delle contestazioni.
Posso dire che tutti i soldi ricevuti da AC 1 da consegnare ai suoi clienti, sono effettivamente stati consegnati ai clienti.
(...)
ADR che per quanto riguarda la contabilità ribadisco che non viene tenuta, salvo la registrazione delle commissioni intascate e del dare e avere dei conti del PC 6. Con questo dare e avere si intende l'uscita delle lire per la consegna e il relativo rimborso da parte del AC 1.
ADR ribadisco che questo modo d'operare lo applicavamo solo con i clienti di AC 1. Per quanto riguarda gli altri trasporti effettuati per conto del PC 6, eravamo obbligati ad andare in banca, ritirare i soldi e l'indirizzo e consegnavamo il denaro. Questo modo d'operare è stato instaurato, per quanto mi risulta, per evitare problemi di riciclaggio di denaro.
Per i clienti di AC 1, le lire le compravamo sempre in Svizzera e nelle banche per evitare di avere problemi con soldi falsi. Per poter anticipare i soldi, prelevavamo da uno dei nostri conti. ... Prelevavo i soldi sul conto che aveva disponibilità.
(...)
ADR che quando AC 1 telefonava per dare ordine per un trasferimento non dava mai il nome del cliente ma diceva l'indirizzo, rispettivamente il nome dell'albergo. ..."
(PP _ 14.2.2002)
_ ha sostanzialmente confermato il dire di _:
"
...
ADR
che conosco AC 1 da almeno sette/otto anni. Mi è stato presentato da un impiegato del PC 6; a quel tempo AC 1 lavorava presso il PC 6.
(...)
ADR
che AC 1 mi ha mandatato di trasferire del capitale per conto dei suoi clienti in Italia. Ciò avveniva in circa 4/5 occasioni all'anno. In questi casi AC 1 si rivolgeva direttamente a me indicandomi l'ora, l'indirizzo e l'importo da consegnare.
ADR
che qualche volta ho consegnato direttamente io a i clienti il denaro, mentre in altre occasioni sono stati i miei collaboratori, _.
ADR
che queste consegne avvenivano principalmente a _ e qualche volta a _. Le volte nelle quali ero io a portare il denaro, al momento della consegna era sempre presente AC 1 unitamente al cliente. So che _ ha consegnato in almeno due occasioni personalmente, senza la presenza di AC 1 il denaro al cliente.
ADR
che allorquando si trattava di un nuovo cliente, AC 1 era sempre presente. Per contro quando il cliente era da noi già conosciuto, potevamo fare la consegna senza la presenza di AC 1.
ADR
che per quanto concerne le operazioni noi procediamo nel senso che quando riceviamo l'ordine di trasferire un determinato capitale ad un certo cliente, preleviamo la somma corrispondente da un nostro conto ed effettuiamo la consegna, dopo di che l'ordinante nel giro di un paio di giorni al massimo, bonifica sui nostri conti la medesima somma, ovviamente con l'aggiunta della provvigione.
ADR
che l'indirizzo del cliente viene da noi tenuto solo fino ad operazione ultimata, mentre teniamo registrato la data dell'ordine, l'ammontare della somma consegnata nonché il nominativo dell'ordinante, in genere il funzionario di banca o a volte anche quello del cliente.
ADR
che l'indirizzo del cliente al quale viene consegnata la somma viene eliminato per motivo di discrezione.
ADR
che in questo momento non ricordo il nominativo dei clienti di AC 1 che abbiamo servito....quando andavo a _ avevo appuntamento con AC 1 in albergo, il quale non mi indicava neppure il nome del cliente. La consegna avveniva peraltro nel giro di qualche secondo, dopo di che io me ne andavo..."
(PP _ 14.2.2002; cfr, pure, PP _ 14.2.2002)
Dagli atti risulta che tra il 1993 e il 1995 AC 1 ha effettuato 8 bonifici a favore dei conti di pertinenza della ditta _, corrispondenti a 8 consegne di denaro.
_ (un altro collaboratore della ditta _) non ricordano più i dettagli di queste operazioni, tra cui, in particolare, quelle riferite ai conti _.
_ precisa tuttavia di essere certo che le stesse andarono a buon fine
"nel senso che le somme indicate sono state consegnate ai clienti che ci venivano indicati. Dico questo poiché, da un lato, non ho avuto mai un reclamo, e, dall'altro, la consegna avveniva sempre direttamente al cliente, spesso in presenza di AC 1"
(PP _ 14.2.2002, pag. 4)
La documentazione sequestrata presso gli uffici di _ non è stata d'aiuto per la ricostruzione del destino finale dei due bonifici in questione (PP _ 14.2.2002, pag. 5-6).
Come visto sopra, i fratelli PC 1 negano di aver ricevuto i suddetti importi di fr. 500'000.- e 391'000.- nel marzo 1994.
Ricordano altre consegne di questo tipo ma non quella del marzo 1994
(PP PC 2 25.2.2002, pag. 1; PP PC 2 25.2.2002, pag. 2-3; PP PC 2 25.2.2002, pag. 7; PP PC 1 25.2.2002, pag. 2; PP PC 1 25.2.2002, pag. 9-10).
AC 1, dal canto suo, ha sempre negato di essersi appropriato delle somme in questione a profitto suo o di terzi
(PP AC 1 23.4.2002, pag. 5; PP AC 1 23.4.2002, pag. 6-7). Ha sempre affermato di non avere mai malversato con quelle modalità ed ha più volte ripetuto che “a
ll'epoca non ero ancora entrato in quel circolo vizioso che mi ha portato in seguito a compiere dei prelevamenti indebiti”
(PP AC 1 25.3.2003, pag. 2; PP AC 1 27.8.2003, pag. 6).
In sostanza, egli ha sempre sostenuto che l'istruzione di trasferire quegli importi gli venne impartita dai fratelli PC 1, indicando a sostegno delle sue affermazioni uno scritto non datato (sequestrato con altra documentazione presso la _) e concernente il trasferimento di fr. 391'000.- e fr.500'000.- (cfr. all. 4 PP PC 1/AC 1 2.3.2007 pag. 5-6).
I fratelli PC 1 hanno riconosciuto le firme apposte sullo scritto indicato da AC 1, ma non il suo contenuto
(PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 2-3).
Relativamente a questo scritto il PP ha ipotizzato il reato di falsità in documenti per aver formato e fatto uso, abusando della firma autentica dei fratelli PC 1, di un falso ordine di bonifico (punto 4.1 AA).
AC 1 ha ribadito la sua tesi contestando di avere, in quel caso, abusato della firma dei clienti (PP AC 1 28.3.2007, pag. 6):
"
...in sostanza nego di aver abusato della firma dei clienti, poiché l’ordine in questione corrispondeva al loro volere ed esse hanno pure ricevuto il denaro..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 14)
Va, qui, rilevato che, a sostegno di una consegna per conto di AC 1 in data 18 marzo 1994, _ hanno versato in atti un bigliettino pro-memoria dattiloscritto.
In esso, secondo il dire dei due, sarebbero state annotate da _ le istruzioni per la consegna fatte avere a suo tempo da AC 1 a _ (cfr. scritto avv. _ 1.3.2002 AI 76; cfr. anche all. 6 PP PC 1/AC 1 2.3.2007; PP AC 1 25.3.2003, pag. 3; PP AC 1 25.3.2003, pag. 2-3; PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 6;PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 7; PP AC 1 28.3.2007, pag. 1)
Ora, se è vero che, di fatto, dell'importo complessivo di fr. 891'000.- uscito dal conto _ e accreditato sui conti _ si sono perse le tracce, è altrettanto vero che è tipico di questo genere di operazioni che non vi sia traccia alcuna della consegna di denaro al destinatario.
Agli atti non vi è alcun elemento che permetta di concludere che AC 1 si sia impossessato di questi soldi, in particolare, ritenuto che nulla differenzia quest’operazione dalla altre fatte effettuare da AC 1 per i fratelli PC 1 nelle stesse modalità, caratterizzate tutte dall’assenza di qualsiasi traccia documentale a sostegno dell’arrivo a destinazione della somma da trasportare.
La sola parola dei fratelli PC 1 – secondo cui, nel marzo 1994, non fu fatta loro nessuna consegna di soldi – non basta, certamente, a ritenere accertato né che effettivamente non vi fu consegna (ritenuto, poi, che il bigliettino promemoria e le testimonianze dei trasportatori sono indizi in senso contrario) né, soprattutto, a ritenere accertato che quei soldi vennero consegnati o accreditati a AC 1 (sui cui conti del passaggio di tali soldi non vi è alcuna traccia).
b)
AC 1 è inoltre accusato di avere, sempre in danno della relazione n., il 9/10 maggio 1995, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, GBP 160'000 (pari a CHF 290'356.85) a favore della relazione _, riconducibile a trasportatori di valuta, denaro che i fratelli PC 1 negano di avere ricevuto (punto 1.1.1.2 AA).
Come per l’episodio precedente, AC 1 contesta l'addebito.
Il bonifico di GBP 160'000.- a debito del conto _ e a favore del conto _ risulta dalla documentazione bancaria in atti ( cfr. allegati 5 PP PC 1/AC 1 2.3.2007, e cfr. anche all. 3, pag. 37 rapp. Efin).
Anche il conto _ era intestato alla ditta individuale _ e aveva il medesimo scopo dei conti _ di cui si è detto sopra
(PP _ 14.2.2002, pag. 3).
L'operazione in questione rientra negli 8 bonifici effettuati da AC 1 a favore dei conti di pertinenza della ditta _ e corrispondenti a 8 consegne di denaro.
Anche in questo caso, _ non ricordano i dettagli di questa operazione riferita al conto _ . Tuttavia, ancora una volta _ si è detto certo che la stessa andò a buon fine
"nel senso che le somme indicate sono state consegnate ai clienti che ci venivano indicati. Dico questo poiché, da un lato, non ho avuto mai un reclamo, e, dall'altro, la consegna avveniva sempre direttamente al cliente, spesso in presenza di AC 1"
(PP _ 14.2.2002, pag. 4).
Neanche in questo caso la documentazione sequestrata presso gli uffici di _ è stata d'aiuto a ricostruire il destino del bonifico effettuato sul conto _
(PP _ 14.2.2002, pag. 5-6).
I fratelli PC 1 negano di aver ricevuto il suddetto importo di GBP 160'000.- nel maggio 1995
(PP PC 1/AC 1 2.3.2003, pag. 3).
Come visto, AC 1 contesta l'addebito:.
"
...
escludo di aver organizzato dei trasporti di valuta addebitando conti riconducibile alla famiglia PC 3 ma consegnando o facendo consegnare il denaro a terze persone. Io ho ammesso di aver malversato direttamente sui conti della famiglia PC 3, ma, come detto, non mediante lo stratagemma del trasporto all'estero di valuta."
(PP AC 1 23.4.2002, pag. 4; cfr, pure, PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 6-7; PP AC 1 28.3.2007, pag. 1)
Se si può dire che anche dell'importo di GBP 160'000.- si sono perse le tracce dopo il suo accreditamento sul conto _, è altrettanto vero che, così come nell’episodio di cui al punto precedente, questa perdita di tracce è insita nella natura di queste operazioni.
Ne è, in pratica, un corollario.
Da essa nulla si può dedurre: certamente, non se ne può dedurre l’accertamento che AC 1 se lo intascò.
c)
In danno della relazione intestata ad PC 1, AC 1 è poi accusato di avere, il
22.07.1996, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 495'712.70 (pari a CHF 602'538.80) a favore di un conto presso la _, nell’ambito di un’operazione richiesta da PC 2, ritenuto che avrebbe dovuto essere addebitato il conto _, che non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere (punto
1.1.2.1 AA).
AC 1 ha ammesso quest’imputazione
(PP AC 1 23.4.2002, pag. 8; PP AC 1 28.3.2007, pag. 2) che risulta, peraltro, documentata dalla ricostruzione EFIN.
- quo all'amministrazione infedele (punto 3.1. dell’AA)
a) politica di investimento
Nelle sue prime dichiarazioni AC 1 ha riferito che presso il PC 6 la gestione patrimoniale avveniva senza una particolare base contrattuale, secondo il principio del "fai da te". Sempre a suo dire tale principio era applicato a tutto il settore PC 5 della succursale e, quindi, anche alla gestione del patrimonio PC 3 (PP AC 1 14.12.2001, pag. 4)
AC 1 ha ribadito che i fratelli PC 3 volevano cercare di ricostituire il patrimonio iniziale (cioè, quello di
prima che i due ne trasferissero una parte in Italia) e che, quindi, pur ribadendo il loro desiderio di avere una gestione ponderata o equilibrata, chiedevano un rendimento poco compatibile con una tale gestione:
"
...
ADR
che presso il PC 6 la percentuale di investimenti speculativi o rischiosi è rimasta ai livelli precedenti, ovvero al 20/30% della massa patrimoniale gestita, ma la percentuale degli insuccessi è stata superiore a seguito delle condizioni particolari di mercato.
ADR
che in effetti nel periodo 1993/1996 la situazione dei mercati era pessima, segnatamente a seguito di un aumento dei tassi di interesse che si è riflesso negativamente sui mercati azionari portandoli al ribasso, ciò che a sua volta si è riflesso negativamente, in misura amplificata, sugli indici.
ADR
che i due clienti non hanno fissato una percentuale esplicita cui io dovevo attenermi per gli investimenti speculativi o rischiosi. Ero e sono tuttavia consapevole che l'operatività da me messa in atto eccedeva le intenzioni dei due clienti sia perché avevo destinato una percentuale più elevata del patrimonio ad operazioni speculative o rischiose sia perché all'interno di questa percentuale io utilizzavo strumenti che per la loro natura aumentavano ulteriormente il rischio dell'investimento.
ADR
che i due clienti, segnatamente PC 1 che lavorava in Banca ed era la mia persona di riferimento visto che l'altro fratello era spesso assente, mi specificava che si aspettava una crescita costante, situabile tra il 10 e il 20 % all'anno, in modo tale da ricostituire il patrimonio iniziale sull'arco di pochi anni. Preciso che all'epoca la clientela italiana aveva come parametro di riferimento la rendita dei BOT e pertanto esigeva anche in Svizzera rendite paragonabili, ovviamente escludendo in partenza qualsiasi possibilità di perdita..."
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 5)
Leggermente diversa la versione dei fratelli PC 1 che negano di avere richiesto rendimenti spropositati e ribadiscono di avere autorizzato AC 1 soltanto ad operare una gestione conservativa del loro patrimonio:
"
...
ADR
che presso il PC 6 la tipologia di gestione rimase la medesima nel senso che AC 1 era abilitato a gestire i nostri fondi in modo conservativo.
(...)
ADR
che per quanto mi concerne non diedi mai istruzioni di investimento né a AC 1 né ad un altro..."
(PP PC 2 25.2.2002, pag. 5)
"
...
ADR
che a AC 1 ho sempre dato l'istruzione di gestire conservativamente il patrimonio. Per gestione conservativa intendo una quota azionaria del 30% al massimo, il resto essendo investito in obbligazioni e in fondi liquidi in diverse valute..."
(PP PC 1 25.2.2002, pag. 3-4)
b) conto _
Dalla documentazione in atti risulta che, all'
ape
rtura del conto intestato alla _, _, non solo ha confermato una gestione di tipo ponderata, ma ha pure sottoscritto il formulario con cui venivano autorizzate operazioni in derivati.
Nel febbraio 1995, su richiesta di AC 1, _ ha inoltre sottoscritto il formulario che permetteva l'utilizzo di _ (cfr. all. 2 PP AC 1 26.3.2003 e rapp. Efin pag. 22;
PP AC 1 26.3.2003, pag. 3;PP AC 1 26.3.2003, pag. 4)
Sia quel che sia, AC 1
non specificò ai clienti i rischi che si sarebbero corsi per ottenere i rendimenti annui del 10/20% auspicati - a suo dire - dai clienti e, ancora peggio, aumentò la percentuale del patrimonio investito a rischio utilizzando anche i _, incrementando così le perdite
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 6; PP AC 1 26.3.2003, pag. 3).
L'analisi delle performances del portafoglio della relazione intestata alla società _ per il periodo gennaio 1993-settembre 1996 (prima che il patrimonio venga trasferito alla banca PC 5) mostra complessivamente un risultato negativo di fr. 1'602'822 (cfr. all. 9 rapp. Efin).
Solo nel 1993 (primo anno di gestione) è stato registrato un utile ( fr. 1'749'207 mio).
Negli anni successivi si sono invece realizzate performances negative, e meglio:
- 1994: perdita di fr. 1'145'228
- 1995: perdita di fr. 482'769
- da gennaio a settembre 1996: perdita di fr. 1'724'032.
Così come spiega l'Efin nel suo rapporto, la perdita realizzata per l'esercizio 1994 è essenzialmente dovuta all'andamento negativo delle borse.
A partire dal 1995, invece, i risultati negativi degli anni 1995 e 1996 sono riconducibili al fatto che AC 1 intensificò l'uso di _ sugli indici.
AC 1 ha dichiarato di essere perfettamente cosciente del fatto che le perdite registrate sulla relazione _ negli anni 1995 e 1996, sono da addebitare alla sua gestione sempre più speculativa:
"
...
Prendo atto dal PP che sulla relazione _ sono state registrate perdite pure negli anni 1995 (CHF 482'000.- circa) e 1996 (CHF 1'717'000.- circa), e questo in concomitanza con un aumento della gestione speculativa con strumenti derivati. Il PP mi chiede se ero consapevole di questo andamento rispettivamente delle ragioni che hanno portato a questi risultati.
ADR
che credo che il motivo di questo andamento vada ricercato nel mio tentativo di recuperare le perdite subite ricorrendo ad un gestione sempre più speculativa..."
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 4)
Secondo la ricostruzione delle performances dal 1.1.1995 al 8.9.1996 (prima del trapasso titoli presso la banca PC 5 registrato il 10.9.1996) il risultato della gestione è stato di
fr. -2'206'801 (cfr. all. 9 e 16 rapp.
Efin).
Come da sue stesse ammissioni, AC 1 sottaceva ai clienti le perdite che andava man mano realizzando.
Per non deludere le loro aspettative comunicava loro una situazione patrimoniale non corrispondente alla realtà
"
io ho sottaciuto ai due fratelli le perdite realizzate al PC 6 nel senso che allorquando telefonavo loro comunicavo una situazione patrimoniale non corrispondente a quella reale. Io tenevo un conteggio personale sul quale mi basavo per fornire delle cifre realistiche ovvero corrispondenti a quanto i clienti si aspettavano. Ciò avveniva pure anche a mie visite a _ presso i clienti, soprattutto con PC 1, al quale ovviamente non ho mostrato gli estratti patrimoniali ufficiali, ma mi limitavo a leggergli la cifra che io avevo scritto su un foglietto che non gli consegnavo..."
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 6)
Egli ha ammesso di aver iniziato a mentire ai clienti presentando loro una situazione del tutto diversa dalla realtà almeno a far tempo dal gennaio 1995:
"
...
non ricordo di preciso quando, come avevo già dichiarato nei miei precedenti verbali segnatamente del 14.12.2001 e del 26.03.2002, ho cominciato a sottacere ai clienti le perdite subite. E' possibile che ciò sia già avvenuto ad inizio 1995 allorquando ho comunicato i risultati della gestione dell'anno 1994. Certamente ciò è avvenuto perlomeno in corrispondenza con l'apertura delle relazioni in _ in quanto sono certo che a quel momento i clienti non erano informati correttamente sulla consistenza del loro patrimonio..."
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 3)
"
...
facendo mente locale penso di poter situare all'inizio 1995 il periodo a partire dal quale non ho più informato correttamente i clienti A. in merito all'andamento della gestione, alle perdite subite e quindi alla consistenza del loro patrimonio..."
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 4; cfr anche PP AC 1 28.3.2007, pag. 12)
Da notare che AC 1 si prendeva il rischio di mentire ai clienti, nonostante inviasse a _ tutta la documentazione bancaria attestante la reale situazione patrimoniale del conto _. Egli contava in particolare sul fatto che _ non controllava nulla e che non aveva diretto contatto con i clienti:
"
Io, senza poterne esserne certo, speculavo sul fatto che _ non controllasse la documentazione e pertanto non si rendesse conto né delle perdite né della situazione patrimoniale
ADR
io sapevo pure che _ non aveva contatto diretto con i due fratelli in quanto ero io il loro riferimento. Pertanto per questo motivo avevo una certa sicurezza in merito al fatto che difficilmente sarei stato scoperto..."
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 6-7)
c)
conto PC 1 (PC 1)
Durante il periodo di gestione presso il PC 6, AC 1 si occupò anche degli averi depositati sul conto intestato ad PC 1.
Come riferisce AC 1, e peraltro attesta la documentazione bancaria in atti, il profilo d'investimento era di tipo ponderato e la gestione messa in atto da AC 1 era simile a quella applicata al conto _.
AC 1 riconosce d'altro canto di non aver debitamente informato il cliente, e meglio di avergli mentito presentandogli una situazione del conto migliore di quanto in realtà non fosse (PP AC 1 26.3.2003, pag. 5).
Sulla relazione PC 1 è stata realizzata una performance negativa di complessivi fr. 125'124: fr. - 11'975 per l'anno 1995 e fr. - 113'149, per il periodo dal 1.1.1996 al 27.7.1996 (cfr. pag. 23 e all. 9a rapp. Efin).
10.3. passaggio alla banca PC 5
I fratelli PC 1 seguirono AC 1 anche quando lui si trasferì, nel settembre 1996, alla PC 5
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 6; PP AC 1 26.3.2003, pag. 6;
PP PC 1 25.2.2002, pag. 3).
Naturalmente, nemmeno in occasione del passaggio dal PC 6 alla banca PC 5, AC 1 - che, peraltro, aveva con loro regolari contatti telefonici (PP AC 1 26.3.2003, pag. 16) - informò correttamente i due fratelli sulla reale consistenza del loro patrimonio (PP AC 1 26.3.2003, pag. 15; PP AC 1 26.3.2003, pag. 15; cfr, inoltre, appunti relativi a telefonate avute con PC 1 e ai dati sulla situazione dei fratelli rinvenuti al domicilio di AC 1 (AI 17, cfr. all. 15 rapp. Efin).
10.3.1. attività presso la banca PC 5 (1996-2000)
Chiusi i conti al PC 6, presso la banca PC 5 è stata aperta il 4.7.1996 la relazione n. 160376 intestata ad PC 1 ed alimentata con il patrimonio trasferito dalla relazione dello stesso PC 1 in PC 6.
Il 20.8.1996 è stata aperta la relazione n. intestata alla società _ ed alimentata con il patrimonio proveniente dall'omonima relazione in PC 6.
Il 21.10.1999 è stata aperta la relazione n. intestata a PC 2, che inizialmente è stata alimentata con fondi trasferiti da _.
Il capitale del conto _, nel periodo ottobre 1999-gennaio 2000 (data di chiusura della relazione) è stato trasferito in misura del 50% a favore della relazione PC 1 e 50% a favore della relazione PC 2 (cfr. doc. bancaria in atti e rapp. Efin pag. 5).
10.3.2.
le imputazioni
Presso la banca PC 5, non solo AC 1 continuò ad eseguire investimenti speculativi con il patrimonio dei clienti PC 1, ma cominciò con regolarità ad effettuare operazioni non autorizzate sia sul conto intestato alla _ sia su quello intestato al solo PC 1 accreditando conti suoi personali (PP AC 1 14.12.2001, pag. 7).
In danno del conto _, AC 1 è chiamato a rispondere di 5 imputazioni di truffa alla banca (punto 1.2.1 AA), di cui una è da lui contestata (punto 1.2.1.1 AA).
In danno del conto PC 1, a carico di AC 1 vi è una sola imputazione di truffa (punto 1.2.2).
A suo carico vi sono, inoltre, due imputazioni di falsità in documenti correlate a questi episodi (punti 4.2 e 4.3 AA).
Inoltre, AC 1 deve rispondere di amministrazione infedele in relazione alla gestione dei citati conti (punto 3.1 AA).
- quo all'amministrazione infedele
a) politica di investimento
AC 1 riferisce che con PC 1 fu concordata la medesima politica di investimento adottata all'epoca del PC 6, ossia un profilo di gestione ponderato, pur se con possibilità di utilizzare strumenti derivati (PP AC 1 26.3.2003, pag. 6).
Dalla documentazione bancaria agli atti si evince che il 20.8.1996 _, l'amministratore della società _, ha sottoscritto un mandato di amministrazione alla banca sul quale non sono state apposte indicazioni particolari sul profilo di rischio (cfr. all. 5 PP AC 1 26.3.2003).
b) controlli della banca
Come detto, la gestione dei conti fatta da AC 1 fu particolarmente speculativa al punto che i suoi superiori cominciarono ad allarmarsi.
Nel giugno 1997 AC 1 fu chiamato dal suo superiore _ a fornire spiegazioni in merito alla gestione aggressiva messa in atto in quel periodo sulla relazione _.
In data 2.6.1997 AC 1 ha così redatto un memo con cui fornì - mentendo - le spiegazioni richieste:
"
il mio superiore _ si è accorto che la gestione patrimoniale da me effettuata sulla relazione _ era parecchio speculativa, in particolare anche con ordini di compra vendita molto ravvicinati, e pertanto ha verosimilmente ritenuto di fare chiarezza.
ADR che con questa memoria io ho sostanzialmente cercato di rassicurare il mio superiore, facendo tuttavia pure delle affermazioni non del tutto corrette. In effetti se da un lato è vero che nell'ultimo periodo presso il PC 6 la mia gestione si era fatta molto più speculativa con l'utilizzo di strumenti derivati, è altrettanto vero che i clienti, segnatamente
PC 1 non era al corrente.
D'altro canto non è vero, contrariamente a quanto indicato nella memoria, che il procuratore della relazione, ovvero _, avesse firmato degli scarichi presso il PC 6 per le operazioni effettuate..."
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 7)
AC 1 riuscì, inoltre, a farsi firmare da PC 1, sulla fiducia, una dichiarazione di scarico sulle operazioni effettuate, che _ trasmise a _ controfirmata (cfr. allegato 6 PP AC 1 26.3.2003).
"
... dopo questa memoria io ho chiesto a _ di inoltrare alla banca una dichiarazioni di scarico per le operazioni effettuate. _ mi ha detto che l'avrebbe effettuato solo dopo aver ottenuto l'apposita istruzione del cliente. Mi sono pertanto attivato presso PC 1 affinché quest'ultimo inviasse un'istruzione in tal senso a _, cosa che è avvenuta in quanto in data 22.07.1997 _ ha inviato uno scarico alla banca.
A questo punto il PP mi sottopone un fax di PC 1 a _ datato 22.07.1997 ALLEGATO 6 e mi chiede se si tratta dell'istruzione che io ho richiesto a PC 1 da far pervenire a _.
ADR
che il testo di questo fax l'ho dettato io a A.A. e, se non erro, il fax l'ho ricevuto io in banca dopo di che l'ho consegnato personalmente a _ ..."
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 8)
Nonostante la dichiarazione di scarico, nel corso dell'estate 1997, i suoi superiori tornarono alla carica e chiesero a AC 1 un rapporto scritto.
AC 1 li accontentò con lo scritto 22 agosto 1997 in cui, in sostanza, dava un colpo al cerchio e un colpo alla botte:
"
... Il PP mi sottopone il memo 10.07.1997 indirizzato ai signori _ nonché la mia nota 11.07.1997, documenti inseriti tra quelli di cui all'allegato 5, e mi chiede di spiegare le circostanze che hanno portato al loro allestimento.
ADR che il memo del 10.07.1997 si inserisce nel medesimo contesto di cui al precedente memo del 02.06.1997. In sostanza, avendo nel precedente memo dichiarato che i rappresentanti della società avevano sempre sottoscritto i necessari scarichi, io mi sono impegnato verso la banca a procurare i necessari scarichi anche per le operazioni effettuate in PC 5. Dato che _ era assente per ferie fino al 21.07.1997, lo scarico ha potuto essere formalizzato, come abbiamo visto questa mattina, unicamente in data 22.07.1997. Con la mia nota interna 11.07.1997 ho inteso lasciare traccia agli atti del fatto di aver contattato PC 1, chiedendogli l'invio di istruzioni quanto al rilascio di uno scarico, ciò che pure è avvenuto con fax del 22.07.1997.
ADR che non so dove siano finite le liste con gli ordini di pagamento rispettivamente le operazioni eseguite dietro ordine telefonico, menzionate nel memo 10.07.1997, per le quali la Banca esigeva lo scarico. Sono certo che esistevano all'epoca, ma non so appunto se siano state gettate o semplicemente non prodotte dalla Banca.
ADR che non ho mai visto prima d'ora il memorandum 28.07.1997 di _ che il PP mi risottopone.
Prendo atto dal PP del fatto che _ dichiara che _ avrebbe sottoscritto il mandato di amministrazione del 20.08.1996 dietro mia istruzione ovvero senza consultarsi con gli aventi diritto economico della _. La medesima cosa sarebbe avvenuta in occasione dell'annullamento di tale mandato di amministrazione.
ADR che confermo di essere io ad aver istruito _ nel senso di firmare il mandato di amministrazione, rispettivamente di revocarlo, dicendo che ciò era espressione della volontà del cliente.
ADR che laddove _ accenna alle giornaliere operazioni inusuali speculative, il dubbio espresso da _ è corretto, in quanto come già illustrato stamane, le operazioni da me effettuate non erano tutte singolarmente concordate con il cliente. Io agivo liberamente, come se vi fossero ordini telefonici in realtà inesistenti.
Il PP mi risottopone il mio memo 22.08.1997 _ e mi chiede quale fosse la ragione dello stesso e lo scopo delle considerazioni ivi contenute.
ADR che, se non erro i miei superiori, malgrado la ricezione dello scarico di _ in data 22.07.1997, sono ritornati alla carica chiedendomi una presa di posizione scritta, ciò che è appunto avvenuto il data 22.08.1997. Con questo memo ho cercato di tranquillizzarli ulteriormente, menzionando tuttavia delle discussioni con PC 1, che in realtà non sono mai avvenute.
ADR che laddove accenno al fatto che PC 1 avrebbe confermato di voler sospendere provvisoriamente tutte le operazioni con strumenti derivati, la mia intenzione era quella di lasciar credere che quanto sinora avvenuto corrispondeva alla volontà del cliente. Per contro, laddove accenno al desiderio del cliente di cambiare strategia di investimento, ho tenuto conto di quanto sapevo che i miei superiori desideravano, tentando comunque di assicurarmi nondimeno una certa libertà di manovra; in tal senso la menzione che il cliente desiderava comunque una gestione attiva "con un'ottica trading anche a breve termine, utilizzando gli strumenti derivati per assicurare gli investimenti del portafoglio".
ADR che non sono in grado di dire se la tipologia di gestione sia cambiata dopo questa data. Dovrei vedere la documentazione.
Il PP mi risottopone la nota 06.10.1998 relativa ad una riunione in Banca presenti oltre a me _. Il PP mi chiede quale sia la causa di questa riunione.
ADR che alla base di questa nota vi è un controllo da parte di un mio superiore, il quale aveva constatato che sulla relazione vi era un superamento del limite anticipabile. Per questo motivo mi venne chiesto di regolarizzare la situazione secondo tre diverse modalità alternative, e meglio come risulta la punto 4 della nota. Contemporaneamente mi venne chiesto di far anticipare l'invio dello scarico per tutte le operazioni fino al 06.10.1998.
ADR che io mi sono attivato immediatamente per quanto concerne l'ottenimento di una scarico, telefonando ad PC 1 e dettandogli un testo. PC 1 mi ha spedito il medesimo giorno un fax con il testo che avevo dettato, fax che poi io ho sottoposto per la firma a _, il quale ha pure sottoscritto alla medesima data la lista di operazioni che avevo allestito.
A domanda dell'avvocato _ rispondo che questa lista di operazioni non l'ho sottoposta al cliente ovvero ad PC 1
ADR che il testo che io ho dettato a A.A: era tale da rispondere a tutti i quesiti che la banca sollevava nella nota del 06.10.1998. In tal senso esso perseguiva anche lo scopo di tranquillizzare i miei superiori circa la gestione effettuata.
ADR che laddove PC 1 accenna al fatto di essere a conoscenza della situazione patrimoniale della relazione _, egli fa riferimento alla situazione che gli era nota in base alle mie indicazioni errate..."
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 9-10)
Le menzogne di AC 1 non bastarono a tranquillizzare i suoi superiori che gli revocarono l'incarico di consulente proponendogli un'altra attività.
La gestione dei conti dei fratelli PC 1 venne affidata ad un altro consulente.
Tuttavia, AC 1 non avvisò i clienti del cambiamento e continuò a mantenere l’esclusiva dei contatti con gli PC 1 (PP AC 1 26.3.2003, pag. 11) e, in pratica, la gestione dei loro conti poiché dava al nuovo consulente ordini inveritieri.
Così, p
er eludere i controlli messi in atto dalla banca e poter continuare ad operare come sin lì fatto, il 6.3.1997 AC 1 aprì presso la _ la relazione (si trattava di un conto cifrato), su cui far confluire i fondi di pertinenza dei fratelli PC 1.
AC 1 voleva, con quei soldi, continuare con gli investimenti speculativi nella speranza di recuperare i fondi necessari a rimpolpare i conti dei clienti
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 7).
c) risultati di gestione
I risultati di gestione del patrimonio _ in PC 5 sono stati altalenanti.
Per l'anno 1997 è stata registrata una performance positiva di
fr. 621'666.-, nel 1998 vi è invece stato un risultato di gestione negativo di fr. 780'247, mentre nell'ultimo anno di gestione la performance è stata nuovamente positiva, pari a fr. 83'749 (cfr. all. 8 e pag. 26 rapp. Efin).
Gli accertamenti esperiti hanno permesso di concludere che la gestione messa in atto da AC 1 è andata oltre le intenzioni dei clienti che avevano scelto un profilo ponderato: a fine 1997 la quota azionaria superava il 70% del patrimonio e a fine 1998 era pari al 51% (cfr. pag. 26 rapp. Efin).
Preso atto di questi risultati, AC 1 ha confermato di non avere informato i clienti delle perdite riscontrate, precisando di avere fornito loro dati inveritieri in funzione di quanto loro si aspettavano di avere
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 12).
Non ha invece posto problemi la gestione della relazione 160376 intestata ad PC 1 che, mantenendo una politica di gestione bilanciata, ha registrato performances positive su tutto il periodo 1.1.1997-31.12.1999 (cfr. all. 10a e pag. 26 rapp. Efin;
PP AC 1 26.3.2003, pag. 13).
- quo alle truffe
Inventando ordini (telefonici o via fax) inesistenti, AC 1 dava istruzioni ai colleghi responsabili di effettuare trasferimenti di fondi, segnatamente dal conto _ a favore del suo conto presso la _.
In un secondo tempo, forniva la conferma dell'ordine sottoscritta da chi di dovere:
"
.... Tali ordini di bonifici venivano eseguiti dai miei colleghi ai quali comunicavo falsamente che il cliente aveva dato corrispondente ordine telefonico. Preciso che io agivo nel modo seguente: dopo che i bonifici da me richiesti erano già avvenuti, procedevo a redigere un foglio che elencava tali bonifici. Io sottoponevo tale foglio a _ dicendogli di volerlo controfirmare, in modo tale da poter fornire alla Banca un documento confermante gli ordini da me dati precedentemente firmato dalla persona che disponeva del diritto di firma per conto della società titolare del conto. In questo momento non sono sicuro di aver sempre consegnato al competente ufficio della Banca il documento firmato da _. E' quindi possibile che di fatto qualcuno dei miei ordini di bonifico non sia stato confermato, ciò che era possibile in quanto presso la PC 5 il lasso di tempo disponibile per inoltrare documenti confermanti precedenti ordini telefonici era particolarmente lungo, motivo per cui dopo un certo periodo di tempo la cosa finiva nel dimenticatoio.
ADR
che in altre occasioni io ho sottoposto a _, oltre al foglio da me compilato con i bonifici eseguiti, anche un fax che uno dei due fratelli mi aveva spedito e dal quale risultava che egli confermava di avermi dato istruzioni in merito a bonifici, senza precisare né l'entità né il destinatario degli stessi. _ non mi chiese mai nulla, se non appunto, a volte, un documento del cliente attestante istruzioni telefoniche a me.
ADR
che io per ottenere l'esecuzione degli ordini di bonifico mi limitavo a completare l'apposito formulario, indicando che vi era un ordine telefonico del cliente. Per cliente intendo in questo caso il beneficiario economici del conto, ovvero i due fratelli, ritenuto che per confermare l'ordine di bonifico necessitava sola la firma di _
ADR
che a _ io dicevo che vi era un ordine telefonico di uno dei due beneficiari economici, segnatamente di PC 1.Visto che ero io ad avere i contatti con i beneficiari economici, _ a volte sottoscriveva l'elenco dei bonifici che gli sottoponevo, altre volte pretendeva, come detto, di vedere un ordine sottoscritto dai beneficiari. In queste ultime occasioni, come già specificato, io gli mostravo il fax generico che il cliente mi aveva spedito.
ADR
che
se non erro, io ho riutilizzato più volte il medesimo fax, appositamente modificato, per convincere _ che vi fosse un esplicito ordine da parte del beneficiario economico.
ADR
che _ non poteva accorgersi che i bonifici venivano effettuati a mio favore, in quanto il conto che indicavo come destinatario dei bonifici era un conto cifrato..."
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 7-8; PP _ 19.12.2001, pag. 3)
a)
Delle 5 operazioni truffaldine ai danni del conto _ che gli sono imputate al punto 1.2.1. dell’AA, _ ne contesta soltanto una, e meglio:
- di avere, il 17.12.1996 ottenuto in contanti, millantando un’inesistente richiesta dei clienti, due importi di CHF 40'000.- ciascuno, per complessivi CHF 80'000.-, denaro poi accreditato per contanti nel periodo 17-20.12.1996 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 60'000.--) e n. presso PC 6 (CHF 13'000.--), entrambe intestate all’accusato, nonché sulla relazione n. presso PC 6 (CHF 9'000.--) di cui era titolare sua moglie (punto 1.2.1.1 AA).
In un primo momento, AC 1 ha sostenuto di avere consegnato quegli 80'000.- fr. ai fratelli PC 1 che li volevano usare per le vacanze di Natale a _.
Poi, posto di fronte agli accertamenti da cui risultava che, nel periodo tra il 17.12.1996 e il 20.12.1996, erano stati versati complessivamente fr. 82'000.- a favore del conto suo e di quello di sua moglie presso il PC 6, rispettivamente di _ (cfr. all. 5 e pag. 8 rapp. Efin), AC 1 ha dichiarato:
"
preso atto di questo, ritengo logico che mi sia appropriato della
somma in esame; mi riservo tuttavia di far sapere al PP se vi fosse per caso un'altra spiegazione..."
(PP AC 1 23.4.2002, pag. 9)
Più tardi, il 19.12.2002, in uno scritto al PP AC 1 ha ritrattato le sue precedenti dichiarazioni, affermando, in particolare, che,
"
Per quanto attiene alle entrate cash durante il periodo 17.12 ed il
20.12.1996, confermo che esse sono provento di bonus in contanti ricevuto dalla PC 5, regali e probabili speculazioni avvenute su conti a me intestati. Nego che tali somme siano provento da indebiti prelievi effettuati dal conto _ o da altri conti riconducibili ad altri clienti."
(AI 170)
Quindi, nel successivo verbale del 25.3.2003, AC 1 ha ribadito la sua originaria versione secondo cui i soldi erano stati consegnati ad PC 1 per le vacanze natalizie
(PP AC 1 25.3.2003, pag. 3; cfr, anche, PP AC 1 28.3.2007, pag. 2).
I fratelli PC 1 hanno negato di avere mai ricevuto l'importo in questione.
In particolare, PC 1 ha negato di essere venuto in Svizzera in quel particolare periodo (PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 8-9).
La Banca PC 5 (nel frattempo divenuta _), dal canto suo, ha escluso di aver versato alcunché a AC 1 nel dicembre 1997. I soli importi a lui corrisposti sono stati fr. 7'500.- nel settembre 1998 e fr. 500.- nell'ottobre 1997. (scritto _ 6.3.2007, AI 313; cfr. anche testimonianze _ 2.3.2007, verb. 32 e 33).
Ciò detto, viste in particolare le dichiarazioni dei responsabili dell’allora PC 5 e la concordanza temporale e di importi complessivi fra addebito del conto _ e accrediti dei due conti intestati ai coniugi AC 1, è legittimo ritenere accertato che AC 1 si è appropriato degli 80'000.- fr. di PC 2
b)
Le altre imputazioni di truffa di cui ai punti 1.2.1.2 a 1.2.1.5 – pure supportate dalla ricostruzione EFIN - sono ammesse da AC 1
(cfr, in particolare, PP AC 1 28.3.2007, pag. 2-3).
c) AC 1
ha, inoltre, ammesso i 18 bonifici ordinati ai danni della relazione 160376 intestata ad PC 1 ed a beneficio del conto (PP AC 1 28.3.2007, pag. 4)
ed ha, inoltre, riconosciuto di avere allestito, per ottenere tali trasferimenti di fondi, dei
documenti falsi
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 4), di cui si parla in seguito.
d)
Con riferimento alle suddette operazioni sul conto, a AC 1 viene, in particolare, imputato di avere:
-
il 4.5.1998, formato, abusando della firma autentica del cliente A.A., una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. _ (punto 4.2. AA).
- il 20.4.1999, formato, falsificando la firma del cliente PC 1 o abusando della sua firma autentica, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso _ (punto 4.3. AA).
AC 1 ha ammesso
entrambi gli addebiti (PP AC 1 28.3.2007, pag. 4-5).
e) sorte dei soldi confluiti sul conto
A seguito delle suddette operazioni indebite, è confluito sul conto
presso _, l'importo complessivo di fr. 2'695'529.-, proveniente dai conti _ e PC 1 presso banca PC 5.
Parte di questo importo è stato perso in operazioni speculative, un'altra parte è stato prelevato in contanti da AC 1 (cfr. pag. 15 rapp. Efin).
Così AC 1 al riguardo:
"
... Prendo atto che quanto confluito sul conto n. in provenienza dai conti n. e n. (in totale CHF 2'695'529.--) è stato in parte perso in operazioni speculative ed in parte (circa CHF 416'535.--) da me prelevato per contanti nel periodo 29.08.1997-18.11.1999.
ADR
che ne prendo atto. Per quanto concerne il denaro prelevato per contanti, in parte è servito per mie spese personali ed in parte posso averlo utilizzato per consegnare dei piccoli importi ad altri miei clienti evitando in tal modo di dover prelevare dai loro conti che forse avevano già subito delle perdite. Non ritengo di aver avuto una vita lussuosa, per cui buona parte di questi contanti ritengo di averli utilizzati per altri clienti.
Il PP mi contesta che in precedenza ho dichiarato che il denaro trasferito sul conto doveva servire per recuperare le perdite sottaciute ai clienti PC 1. Mi chiede perché allora ho fatto capo a questi soldi per consegnarli ad altri clienti, visto che avrei potuto fare in modo di addebitare i conti dei clienti che me ne facevano richiesta.
ADR
che il fatto di non dover addebitare i conti dei clienti ma di far capo ai fondi trasferiti sul conto, mi permetteva di migliorare le performances sulle relazioni degli altri clienti. Questo, a sua volta, mi permetteva di profilarmi come un buon gestore e quindi di acquisire nuova clientela.
Devo dire che io non nego di aver utilizzato almeno una parte del denaro prelevato per contanti dal conto per miei scopi personali, ma sicuramente non per la sua totalità. Aggiungo che una parte del denaro l’ho usata anche per comprare biglietti di lotterie, anche estere, allo scopo di tentare la fortuna e, se andava bene, di recuperare dei soldi che avrei potuto usare per colmare il buco nei confronti dei clienti PC 1. Prova di questi acquisti la si può avere visionando gli estratti delle mie carte di credito dell’epoca (American Express e Visa)..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 5-6)
f) chiusura della relazione _
La relazione _ presso la _ è stata chiusa il 18.11.1999.
In aula
, AC 1 ha detto di averlo fatto per seguire il suo consulente che passava alla dipendenze della _ dove, il 7.9.1999, aveva aperto un
nuovo conto cifrato – denominato _ – con il quale continuare con le sue malversazioni (PP AC 1 14.12.2001, pag. 9).
Come si evince dall'allegato 8 del rapporto Efin, la gestione dei fondi confluiti sul conto _ ha prodotto una perdita di oltre 2 milioni di franchi.
g) divisione fra i due fratelli PC 1 dei “fondi _”
Nell'ottobre 1999 i fondi depositati sul conto intestato alla _ vennero suddiviso tra i due beneficiari economici in ragione del 50% a favore della relazione PC 1 e 50% a favore di una nuova relazione aperta all'uopo da PC 2 e denominata _ (cfr. pag. 5 rapp. Efin; PP AC 1 14.12.2001, pag. 10; PP AC 1 26.3.2003, pag. 13).
10.4. passaggio a PC 4
A fine '99 AC 1 lasciò la banca PC 5 (nel frattempo diventata PC 5) per PC 4.
Anche in questo nuovo trasferimento, i suoi clienti lo seguirono.
Tra questi, lo seguirono, ancora una volta, i fratelli PC 1 e PC 2
cui si
aggiunse il padre, PC 3, che decise di trasferire i suoi averi da PC 4.
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 10, 12).
L'anno successivo, PC 3 aprì un secondo conto presso PC 4:
"
...
ADR
che i rapporti con AC 1 iniziarono all'incirca nell'aprile 2000 quando decisi di trasferire da PC 4 i miei averi presso PC 4 a seguito del cambio di gestore presso PC 4. Decisi di affidarmi a AC 1 perché quest'ultimo seguiva già da tempo i miei figli. Si giunse così all'apertura del conto _.
ADR
che verso fine marzo 2001 decisi di trasferire conto _ presso PC 4 gli averi che erano allora depositati presso la _...."
(PP PC 3 25.2.2002, pag. 4)
Riassumendo, presso PC 4, la famiglia PC 1 aprì 4 relazioni, e meglio (cfr. pag. 5 rapp. Efin):
- relazione _ () intestata ad PC 1 con beneficiario economico PC 2, aperta il 28.12.1999 ed alimentata con fondi di provenienza dal conto _ presso PC 5;
- relazione _ () intestata ad PC 1, aperta il 28.12.1999 ed alimentata con fondi di provenienza dal conto PC 1 presso PC 5;
- relazione _ () intestata ad PC 3, aperto il 8.3.2000 ed alimentata con fondi provenienti da un conto di PC 3 presso PC 4;
- relazione _ () intestata ad PC 3, aperta il 5.4.2001 ed alimentata con un trapasso di fondi provenienti da un conto a lui intestato presso PC 4.
10.4.1. attività presso PC 4 (1999-2001)
Presso PC 4, AC 1 continuò la sua attività di consulente alla clientela.
10.4.2. le imputazioni
Per il periodo in cui lavorò presso PC 4, AC 1 deve rispondere di numerose operazioni illecite commesse sui conti della famiglia PC 3. In particolare:
- in danno del conto _, AC 1 è chiamato a rispondere di 8 imputazioni di truffa alla banca (punto 1.3.1 AA);
- in danno del conto _ di due imputazione di truffa (punto 1.3.2 AA);
- in danno del conto _ di due imputazioni di truffa (punto 1.3.3 AA);
- in danno del conto _ di tre imputazioni di truffa (punto 1.3.4 AA).
Con riferimento alla gestione dei citati conti, AC 1 deve inoltre rispondere di amministrazione infedele (punto 3.1 AA).
A suo carico vi è, inoltre, un' imputazioni di falsità in documenti (punto 4.4 AA).
AC 1 deve, infine, rispondere di amministrazione infedele relativamente alla gestione di altri 7 conti di pertinenza di altri clienti PC 4.
a) conto _ di PC 1
- quo all'amministrazione infedele
AI momento del passaggio da PC 5 a PC 4, gli PC 3 non chiesero di visionare la documentazione bancaria: continuarono a fidarsi delle rassicurazioni di AC 1 e, pertanto, non si resero conto della reale entità del suo patrimonio (PP AC 1 14.12.2001, pag. 11; PP AC 1 26.3.2002, pag. 8).
In sintesi, ben si può affermare che il cambiamento di banca non mutò le richieste di gestione: in particolare, i fratelli PC 1 continuarono a chiedere una gestione ponderata o equilibrata con una quota azionaria che non superasse il 20/30% del capitale (PP AC 1 14.12.2001, pag. 11;
PP PC 1 25.2.2002, pag. 4-5; PP PC 1 2.10.2002, pag. 1).
Come risulta dalla ricostruzione PC 4 (allegato 11 rapp. Efin),
tra l'apertura della relazione _ e la cessazione dell'attività di AC 1 (periodo 23.12.1999 -12.12.2001), la performance negativa globale realizzata sul conto è stata di CHF -611'767, di cui CHF -70'109 su affari speculativi.
I risultati dell'analisi esperite dall'Efin dimostrano come le percentuali fissate relativamente agli investimenti sul mercato azionario siano state superate praticamente su tutto il periodo (cfr. pag. 28 rapp. Efin).
Naturalmente, AC 1, non soltanto non ha informato il cliente delle perdite, ma gli ha sottoposto, in occasione di una visita in banca avvenuta il 14.8.2001, una situazione patrimoniale falsa:
"
se ben ricordo, io avevo preparato allorquando ero presso PC 5 una valutazione patrimoniale falsa per entrambi conti dei due fratelli, valutazione che però non avevo mai utilizzato. Una volta allorché ero già presso PC 4, in occasione di una visita a Lugano di PC 1 e PC 2, ho ripreso tale valutazione debitamente modificata e l'ho mostrata loro, se non erro, presso gli uffici di PC 4.
ADR
che tale valutazione era gonfiata in modo tale che veniva indicata una posizione patrimoniale globale equivalente a quanto i due fratelli si attendevano in quel momento. Preciso che tale posizione riportava per PC 1 un valore di circa 7 milioni di CHF, per PC 2 di circa 3 milioni di CHF e per PC 3 circa 1,8-1,9 milioni di CHF. Tali valutazioni corrispondevano evidentemente con quanto io oralmente già avevo riferito a PC 1, allorquando mi telefonava mensilmente per chiedere lo stato dei tre conti."
(PP PC 1 2.10.2002, pag. 3)
PC 1 ricorda che dalla ricostruzione (errata) che gli presentò AC 1 risultava un patrimonio di CHF 7'100'000, quando di fatto in quel periodo la situazione patrimoniale presentava un saldo di CHF 524'565 a fine giugno 2001 e CHF 547'030 a fine settembre 2001.
Sempre secondo quanto dichiarato dal cliente, il 3.12.2001, durante una telefonata, AC 1 gli avrebbe comunicato che il patrimonio ammontava a CHF 7'302'000, contro un valore reale di CHF 236'217 esposto sulla situazione patrimoniale di pochi giorni dopo , cioè al 12.12.2001
(PP A.A. 2.10.2002, pag. 2).
Le dichiarazioni di PC 1 trovano conferma negli appunti sequestrati presso il domicilio di AC 1, sui quali è indicato un patrimonio di fr. 7'277'106 al 13.8.2001 e di fr. 7'302'613 al 3.12.2001 (cfr. allegato 15a rapp. Efin).
AC 1, da parte sua, ha sostanzialmente riconosciuto d'avere sottaciuto il superamento delle percentuali della quota azionaria, gli investimenti in strumenti derivati e le relative perdite e di avere mentito sulla consistenza del patrimonio:
"
...
per quanto concerne i fratelli PC 2 e PC 1 io ho fornito loro fin dall'inizio della relazione PC 4 indicazione errate quanto alla consistenza del loro patrimonio, sottacendo altresì le ulteriori perdite subite. Questo perché io mi trovavo con una situazione di precedenti perdite e/o prelievi indebiti, che dovevo coprire.
ADR
che confermo pure che nel tentativo di recuperare tali precedenti perdite o prelievi io ho effettuato investimenti, segnatamente nel settore azionario e dei derivati, che oltrepassavano le indicazioni del cliente, aumentandone di molto il profilo di rischio..."
(PP AC 1 2.10.2002, pag. 3)
- quo alla falsità in documenti
L’imputazione di falsità in documenti in relazione all'estratto patrimoniale falso mostrato ai fratelli PC 1 nell'agosto 2001, non è contestata nel senso che, come visto, AC 1 ha ammesso di averlo allestito
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 14).
- quo alle truffe
AC 1 ha riconosciuto di avere effettuato, in danno del conto _ di PC 1, indebiti bonifici a favore suo, a favore di terzi e per far fronte all'insufficiente liquidità della relazione _ del fratello PC 2.
Per far ciò millantava ai suoi colleghi ordini telefonici dei clienti invero inesistenti:
"
...
A differenza che in PC 5, in PC 4 io non ero formalmente il responsabile delle relazioni dei mie clienti. Pertanto per far eseguire i pagamenti io telefonavo o inviavo un mail al consulente del Private banking che formalmente era responsabile delle relazioni, dicendogli che avevo ricevuto un ordine telefonico dei clienti. Questo mio collega procedeva poi ad allestire l’ordine di bonifico/pagamento, che trasmetteva al competente ufficio per l’esecuzione..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 6)
AC 1 ha ammesso tutte le imputazioni di cui al punto 1.3 dell'atto di accusa.
In particolare, AC 1 ha riconosciuto, così come ricostruito dall'Efin (pag. 11 rapporto),
di avere,
nel
periodo 6.6.2000-31.10.2000, fatto bonificare in danno del conto _, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi EUR 11'820.35 (pari a CHF 17'769.55), nonché USD 58'962.50 (pari a CHF 99'783.15) a favore del conto _ presso _ di cui egli era titolare (cfr. punto 1.3.1.4 AA).
"
...
ADR
che, se non erro, dal conto PC 1 ho pure effettuato bonifici indebiti a favore del mio conto personale presso BANCA _ per circa 60/70 mila CHF.
ADR
che in sostanza io mandavo un e-mail interno al consulente personale di PC 1, signor _, dicendo che il cliente aveva dato l'ordine telefonico di bonificare una determinata somma su un conto. Dato che _ non ha mai conosciuto personalmente il cliente, avendo mantenuto io i contatti diretti, egli si fidava della mia indicazione senza accertarsi preso il cliente circa la veridicità di questo ordine.
ADR
che io ero consapevole del rischio di essere scoperto in quanto non potevo escludere che il consulente personale del cliente parlasse con quest'ultimo, a proposito di investimenti, ad esempio durante una mia assenza, e che in tale contesto venisse discusso anche il precedente ordine che io avevo dato ma che in realtà non esisteva. Faccio notare che io comunque vivevo da anni con la spada di Damocle sulla testa, poiché ero consapevole che in qualsiasi momento le mie malversazioni potevano venire alla luce..."
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 11)
AC 1 ha, poi, riconosciuto di avere addebitato il conto _ quando invece doveva essere addebitata la relazione _:
"
...PC 4, per quanto concerne i fratelli PC 1, io ero confrontato con il fatto che loro si attendevano, meglio pensavano di avere un patrimonio nettamente superiore a quello realmente esistente. Questo perché non li avevo informati delle perdite intervenute presso PC 6 e PC 5 rispettivamente dell’uscita di fondi e titoli a favore del conto _. Anzi io gli ho indicato più volte che avevano disponibilità maggiore a quella reale. Pertanto quando l’uno o l’altro dei fratelli mi chiedevano di effettuare determinati pagamenti, dovevo di volta in volta vedere se, tenendo conto degli investimenti in essere, mi era possibile addebitare il conto del fratello ordinante oppure se, almeno temporaneamente dovevo far capo al conto dell’altro fratello. A dipendenza della situazione davo quindi ordine di addebitare l’uno o l’altro dei conti, dicendo che vi era un ordine telefonico del titolare del conto che avevo deciso di addebitare..."
In particolare, AC 1 ha ammesso le imputazioni di cui ai punti 1.3.1.1, 1.3.1.2., 1.3.1.5, 1.3.1.7 e 1.3.1.8, così come descritte nell'atto di accusa e sostenute dalla ricostruzione EFIN (PP AC 1 14.2.2002, pag. 1-4; PP AC 1 28.3.2007, pag. 6-8).
Infine, AC 1 ha riconosciuto di avere fatto in due occasioni malversazioni a favore di terzi (punti 1.3.1.3 e 1.3.1.6), e meglio:
"
... il 02.06.2000 fatto bonificare CHF 55'000.-- a favore della ditta _ di un mio amico, allo scopo non dichiarato di effettuare un prestito temporaneo per la costituzione della società, ritenuto che la somma prestata è rientrata sulla relazione _ in data 20.06.2000
ADR
che confermo. In pratica si trattava di mettere a disposizione questa somma il tempo necessario per la costituzione della società. Questo mio conoscente, direi mio amico, è _ ..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 7)
"
... il
09.04.2001 fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico, CHF 122'690.-- (controvalore di ITL 150 milioni) a favore del conto _ presso _, allorquando per ITL 50 milioni (pari a CHF 40'866.65) avrebbe dovuto essere addebitato il conto _, il quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e/o degli investimenti in essere
ADR
che confermo e rinvio alle mie precedenti dichiarazioni..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 7; cfr, anche, PP PC 1 25.2.2002, pag. 5)
b) conto _ di PC 2
- quo all'amministrazione infedele
Così come risulta dagli atti, le indicazioni date per il profilo di gestione (conservativa con quota azionaria 10-30% senza utilizzo di strumenti derivati) erano valide anche per il conto _ di pertinenza del fratello
(PP PC 1 2.10.2002, pag. 1).
Come risulta dalla ricostruzione effettuata da PC 4 (allegato 11a rapp. Efin), nel periodo di gestione sulla relazione _ è stata realizzata una performance negativa pari a CHF -129'033.
Oltre che in obbligazioni e sul
mercato monetario, il patrimonio è stato investito in strumenti derivati e sul mercato azionario con percentuali che hanno superato, praticamente su tutto il periodo, le indicazioni
date dal cliente (pag. 29 rapp. Efin; cfr. PP AC 1 26.3.2002).
Anche per la relazione _, AC 1 ha riconosciuto di aver sottaciuto le perdite e di aver fornito indicazioni errate relativamente alla consistenza del patrimonio sottoponendo al cliente, in particolare nell'estate del 2001, una situazione patrimoniale del tutto falsa (PP AC 1 26.3.2002, pag. 8).
PC 2, titolare del conto, ha dichiarato che, nell'estate 2001, AC 1 gli avrebbe sottoposto una situazione patrimoniale con un valore di ca. CHF 3.5 mio:
"
...in PC 4 sono stato la prima volta nell'estate 2000; in tale occasione AC 1 mi fece vedere degli estratti con la ripartizione degli investimenti e mi diede il saldo che, se non erro, si aggirava sui CHF 3,5 milioni, ciò che era in linea con le mie aspettative..."
(PP PC 2 25.2.2002, pag. 6)
Negli appunti trovati durante la perquisizione domiciliare di AC 1, sono indicati al 2.7.01 CHF 4'053'041 e al 13.8.01 CHF 4'041'492 (vedi allegato 15a rapp. Efin).
In realtà, nell'estate 2001 il patrimonio della relazione _ era decisamente inferiore, con valori che sono variati da CHF 243'447 nel giugno 2001 a CHF 234'551 nel settembre 2001.
- quo alle truffe
AC 1 ha riconosciuto di aver effettuato, in danno del conto _ di PC 2 gli indebiti bonifici a favore suo indicati al punto 1.3.2.1 AA
(PP AC 1 14.2.2002, pag. 4).
AC 1 ha inoltre ammesso di avere effettuato indebiti bonifici a favore della relazione _ per cercare di coprire i buchi causati (punto 1.3.2.2 AA):
"
...
Preciso che questa operazione aveva lo scopo di restituire al conto _ almeno una parte dei fondi che erano usciti da quest’ultimo per conto di PC 2.
Prendo atto che, a saldo degli illeciti trapassi incrociati tra i conti _ e dei pagamenti effettuati a debito di un conto anziché dell’altro, il conto _ è stato addebitato per un maggior importo pari ad un controvalore di CHF 260'144.30 ..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 8)
Anche in questi casi AC 1 ha operato millantando inesistenti ordini del cliente:
"
...
ADR che anche in questi casi le modalità operative da me seguite sono le medesime, nel senso che, io comunicavo al consulente personale del cliente i bonifici da effettuare, indicando quindi o una causale falsa o l'esistenza di un falso ordine telefonico oppure la denominazione errata del conto da addebitare..."
(PP AC 1 14.2.2002, pag. 5)
c) conti _ e _ di PC 3
Neppure il patrimonio di PC 3 è stato risparmiato dalla gestione poco ortodossa di AC 1.
- quo all'amministrazione infedele
In sostanza, anche PC 3 desiderava per i suoi soldi una gestione ponderata od equilibrata: la sua filosofia di investimento è sempre stata improntata ad una gestione equilibrata (10-20% azioni, liquidità e obbligazioni) (PP PC 3 25.2.2002, pag. 4).
La gestione fatta da AC 1 non rispettò, però, i desideri del cliente
(PP PC 1 2.10.2003, pag. 3).
La perdita realizzata su _ a partire dal 1.7.2000 è stata di CHF -1'086'848 (cfr. allegato 14; per la ricostruzione PC 4 relativa alla relazione _ si rimanda all' allegato 11b).
Anche con PC 3, AC 1 mantenne contatti telefonici regolari
(PP PC 3 25.2.2002, pag. 5) dandogli, però, come suo costume, informazioni inveritiere, e ciò in ogni caso almeno a partire dal 1.7.2000
(cfr. pag. 30 rapp. Efin;
allegato 15 a rapp. Efin):
"
...
che per quanto concerne il padre PC 3 posso dire che, tranne che per il fatto che la relazione con questa persona è iniziata presso PC 4, il discorso è analogo, nel senso che quasi dall'inizio io ho sottaciuto le perdite subite, rispettivamente ho fornito al cliente indicazioni errate quanto alla sua situazione patrimoniale. Ciò vale in particolare per quanto concerne il conto "
(PP PC 1 2.10.2003, pag. 3)
Per quanto concerne, invece, la relazione _, AC 1 ha riconosciuto di aver sottaciuto le perdite realizzate su opzioni esotiche su divise, che sono pari a CHF -113'380 (cfr. allegato 11 c, Ricostruzione PC 4).
"
...
ADR
che per quanto concerne _ in particolare credo di aver fornito al cliente delle indicazioni circa la situazione patrimoniale migliori di quanto già non fossero in una prima fase. In sostanza all'inizio la relazione era andata bene ma io ho fornito indicazioni ancora migliori. Al momento che sono subentrate delle perdite, segnatamente per operazioni su opzioni esotiche, io le ho sottaciuto al cliente, ritenuto che tali operazioni non rientravano nel suo profilo di rischio e non erano state discusse specificatamente. In sostanza la famiglia A. aveva un profilo di rischio simile ovvero di tipo piuttosto conservativo.
Prendo atto dal PP che le perdite complessive subite per operazioni con opzioni esotiche su divise, essenzialmente riconducibili a due operazioni messe in atto il 31.08.2001 rispettivamente il 7.11.2001, ammontano a CHF 113'380.-"
(PP PC 1 2.10.2002, pag. 4)
La gestione su altri titoli ha, invece, portato una performance positiva per un controvalore pari a CHF 75'727 (cfr. allegato 11c rapp. Efin, ricostruzione UBS).
- quo alle truffe
aa) conto _
AC 1
ha riconosciuto di aver effettuato, sempre millantando inesistenti ordini del cliente, indebiti bonifici a suo favore in danno del conto _ di PC 3 (punto 1.3.3.1 AA):
"
...
Il PP mi indica che dal conto _ sono stati bonificati a favore del conto _ CHF 37'660.- nonché EUR 17'500.- nel periodo 11.01.2001, 15.02.2001 e mi chiede il motivo.
ADR che CHF 37'660.- sono stati da me utilizzati, come già
indicato
in un precedente verbale, per l'acquisto di un orologio che era depositato nella mia cassetta di sicurezza in PC 4. Non ricordo per contro la causale dell'importo in EUR, ma si tratta certamente di una somma indebitamente bonificata a mio profitto personale..."
(PP AC 1 14.2.2002, pag. 5)
"
...
Preciso che non ho acquistato l’orologio per me ma a scopo di investimento. Ho fatto questo all’insaputa del cliente, pensando che potesse essere un buon modo per guadagnare dei soldi e recuperare quindi almeno una parte delle perdite intervenute sulla relazione e che avevo sottaciuto al cliente. Rilevo che, male che andava, al cliente sarebbe restato almeno l’orologio. "
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 9)
AC 1
ha inoltre ammesso di avere effettuato indebiti bonifici dal conto _ a favore di un conto intestato a _ , quando invece avrebbe dovuto essere addebitata la relazione _ (punto 1.3.3.2 AA):
"
...
Il PP mi indica che dal conto _ è stato bonificato in data 01.06.2001 l'importo di US$ 150'000.- a favore del conto _ e mi chiede la causale nonché l'ordinante di tale bonifico.
ADR che non ricordo esattamente questa operazione che forse va messa in relazione con l'appartamento acquistato da PC 1 a _ Prendo atto dal PP che alla data dell'operazione sul conto _ non vi era la liquidità sufficiente per effettuare il bonifico, per cui ritengo che ho fatto ricorso ai fondi liquidi presenti sul conto _ per effettuare l'operazione..."
(PP AC 1 14.2.2002, pag. 5)
bb) conto _
AC 1 ha, inoltre, ammesso di avere effettuato le seguenti malversazioni ai danni del conto _:
- l'11.06.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 186'000 (pari a CHF 333'516.60) a favore di un conto intestato alla società _ presso PC 4, nel contesto di un'operazione di incasso di tre assegni di complessivi USD 400'000 per conto di tale _, persona estranea al titolare della relazione _, ritenuto che i tre assegni sono stati incassati sulla relazione personale dell'accusato n. 20115 _ presso _, la quale è però stata addebitata a favore di _ solo per il controvalore di USD 200'000, mentre la differenza (USD 186'000) è stata fatta addebitare alla relazione _ (punto 1.3.4.1. AA):
"
ADR che questo bonifico va messo in relazione con un'operazione di incasso di tre assegni che io ho fatto sul conto _ per conto di un mio conoscente/amico e cliente, tale comandante _. In sostanza io ho incassato sul conto _ tre assegni per complessivi US$ 400'000.-; il controvalore di due assegni per complessivi US$ 200'000.- l'ho trasferito immediatamente sul conto della società _ presso PC 4, come indicatomi dal cliente. Per quanto concerne il terzo assegno, visto che la banca _ non mi permetteva il trasferimento immediato del controvalore incassato sul conto _, e ciò con riferimento alla normativa americana secondo cui gli assegni di tale paese possono essere protestati nel termine di 6 mesi, ho ritenuto di far capo ai fondi depositati sul conto _ allo scopo di trasferire a _ anche il controvalore di questo terzo assegno. In definitiva io ho quindi anticipato il controvalore di questo terzo assegno in misura di US$186'000.-, addebitando il conto _, ritenuto che avrei poi dovuto bonificare il medesimo importo dal conto _ al conto _, ciò che non è più avvenuto, anche a dipendenza del fatto che successivamente all'incasso e prima di costituirmi presso il MP, le speculazioni da me effettuate sul conto _ hanno portato a perdite tali da diminuire il saldo del conto, che non era più sufficiente per effettuare il bonifici a favore del conto _.
ADR
che in definitiva io mi sono ritrovato indebitamente arricchito della somma di US$ 186'000.- in danno del conto _."
(PP AC 1 14.2.2002, pag. 7)
- il
24.8.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, EUR 18'987.34 (pari a CHF 28'870.25) a favore della relazione n. 20115 _ presso la Banca _ di cui egli era titolare (punto 1.3.4.2. AA);
"... Il PP mi indica che dal conto _ è stato bonificato in data 24.08.2001 a favore del conto _ l'importo di EUR 18'987.34 e me ne chiede la ragione.
ADR
che trattasi di un prelievo indebito..."
(PP AC 1 14.2.2002, pag. 6)
- il 23.11.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 274'000.-- (controvalore di ITL 350 milioni) a favore del conto _ presso _, riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n. 0247-662442 _, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere (punto 3.4.3. AA).
d) gli altri clienti PC 4
Oltre alla famiglia PC 4, una quindicina di altri clienti seguì AC 1 presso PC 4
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 12).
Di questi, 7 sono stati vittime di una gestione patrimoniale oltre mandato messa in atto dal AC 1 fornendo altresì informazioni errate.
AC 1 ha confermato ogni addebito.
aa) conto _
Titolare del conto, _, cliente storico di AC 1, sin dal 1986/87.
Il 15.3.2000 il cliente sottoscrisse il mandato APS. Egli sostiene che il contenuto del documento non fu discusso nel dettaglio, ma che il suo profilo era conservativo con una quota azionaria fino al 20%. Il cliente aveva inoltre concesso a AC 1 la facoltà di aumentare la soglia azionaria temporaneamente ed eccezionalmente fino al 35%-45%, ma in tal caso avrebbe dovuto dargliene comunicazione
(PP _ /AC 1 1.10.2002, pag. 5-6, verb. 22).
Dalla ricostruzione effettuata PC 4 (allegato 11d rapp. Efin) risulta che, invece, tra il 30.6.2000 ed il 30.6.2001, la quota azionaria si è situata in media abbondantemente sopra il 45%, con picchi fino al 70%.
Il risultato realizzato a partire da quella data, così come risulta dall' allegato 14a, è di CHF -409'309 (cfr. pag. 32 rapp. Efin).
AC 1 ha riconosciuto di non aver rispettato le indicazioni ricevute dal cliente, di avere sottaciuto le perdite e indicato una situazione patrimoniale migliore di quanto non fosse, in ogni caso almeno a partire dal 1.10.2000 (PP _ /AC 1 1.10.2002, pag. 6, verb. 22; cfr. allegato 12 e 13 rapp. Efin; PP _ /AC 1 1.10.2002, pag. 4/6, verb. 22).
bb) conto _
Il titolare della relazione _, già cliente di AC 1 presso il PC 6, il 21.1.2000 ha sottoscritto il mandato APS in base al quale la propensione al rischio era definita "moderata", con una quota azionaria del 25/35%. Il mandato non prevedeva la possibilità di utilizzare strumenti derivati (cfr. contratti bancari in atti).
Dalla ricostruzione effettuata PC 4 (allegato 11 i rapp. Efin) risulta, invece, che la quota azionaria prevista dal mandato è stata abbondantemente superata ed ha raggiunto quote superiori al 60%.
AC 1 ha ammesso di essere sempre stato consapevole di stare superando i limiti del mandato di gestione ed ha pure ammesso di avere mentito al cliente
(PP AC 1 27.3.2003, pag. 2).
Dagli atti emerge che è (almeno) a partire dal 1.10.2000 che AC 1 non ha più comunicato al cliente l'esatta situazione patrimoniale e delle perdite complessive conseguite, pari a CHF -1'095'854 (vedi allegato 14d rapp. Efin).
"
...
è a partire dal quarto trimestre 2000 che ho cominciato a informare in modo non corretto il cliente, sottacendo le perdite rispettivamente indicandogli una situazione patrimoniale migliore di quella reale..."
(PP AC 1 27.3.2003, pag. 2)
cc) conto _
Il conto è formalmente intestato ad una fondazione, il cui avente diritto economico è la signora _ cliente storica di AC 1.
Nonostante AC 1 abbia definito la signora “
una cliente mediamente aggressiva sotto il profilo gestionale, nel senso che era d'accordo di investire in azioni e derivati..."
(PP AC 1 25.6.2002, pag. 4), emerge dagli atti che, il
27.1.2000, l'amministratore della Fondazione ha sottoscritto un mandato APS sul quale era stata indicata da AC 1 una quota azionaria del 15-30%, sulla base dei parametri che erano già in uso in precedenza e nel rispetto di una gestione di tipo conservativo (cfr. doc. bancaria in atti).
A fronte di una quota azionaria del 20% circa, al momento dell'entrata dei fondi in PC 4, la gestione ha comportato un investimento nel segmento azionario o altri strumenti di
tipo speculativo che ha raggiunto picchi di oltre il 70% (cfr. ricostruzione PC 4, allegato 11l rapp. Efin).
La gestione ha comportato una perdita pari a CHF -569'009.
Il 12.9.2000 AC 1 ha consegnato al cliente un documento sul quale aveva indicato i valori delle situazioni patrimoniali a determinate date (cfr. allegato 2, PP 27.3.2003 _AC 1, verb. 29), valori che però sopravvalutavano la situazione reale (cfr. pag. 36 rapp. Efin).
Dai confronti effettuati emerge che è almeno a partire dal 1.10.2000 che AC 1 non ha più comunicato al cliente l'esatta situazione patrimoniale (cfr. pag. 36 e allegato
14e
rapp. Efin
).
_
dd) conto _
Il 8.6.2000, _, titolare del conto _ ha sottoscritto un mandato APA disponendo una politica di investimento che prevedesse una quota azionaria massima del 40% e la possibilità, previa autorizzazione, di operare a termine su divise
(PP _ /AC 1 2.10.2002, pag. 2, verb. 25) con la precisazione che il cliente ha escluso la possibilità di operazioni con opzioni esotiche su divise (_):
"
...
ADR
che non ho mai autorizzato quelle che poi ho constatato essere operazioni con opzioni esotiche su divise (_, ecc), che non conosco assolutamente e di cui AC 1 non mi ha mai accennato. ..."
(PP _ /AC 1 2.10.2002, pag. 2, verb. 25)
Dagli atti emerge, invece, che, a partire da novembre 2000, AC 1 ha effettuato undici operazioni speculative con opzioni su divise (_).
Queste operazioni non autorizzate hanno causato perdite per '715.75 (cfr. pag. 34 rapp. Efin e ricostruzioni PC 4 allegati 11g e 11h, nonché allegato 14c).
ee) conto _
Il titolare della relazione _, _ - altro cliente storico di AC 1 - ha firmato, il 14.1.2000, una procura amministrativa a favore di AC 1, revocata il 29.8.2000 e sostituita dal mandato APS
(PP _ /AC 1 24.9.2002, pag. 2, verb. 20).
Secondo quanto dichiarato dal cliente, non fu mai concordato uno specifico profilo di rischio: AC 1 poteva operare come meglio credeva al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati, in pratica l’
8-10%
di performance positiva
(PP _ /AC 1 24.9.2002, pag. 5).
Le cose non andarono, però, come desiderato: secondo la ricostruzione, infatti, la gestione di AC 1 ha causato, nel periodo considerato, perdite complessive per CHF -235'069 (cfr. pag. 30 rapp. Efin e ricostruzione PC 4, allegato 11 m).
Nel corso del 2001, il cliente ricevette diversi estratti patrimoniali, tra i quali le valutazioni al 4 aprile 2001 e all'8 ottobre 2001, che presentavano dei dati non veritieri (cfr. allegati 9, 10 e 11 al PP _ /AC 1 24.9.2002, verb. 20).
In sintesi, è stato accertato che, almeno a partire dal 1.1.2001, AC 1 ha dato al cliente informazioni false sullo stato del suo patrimonio (cfr. pag. 30 rapp. Efin e ricostruzione PC 4, allegato 11 m).
"
da una parte avevo timore che il cliente se ne andasse e dall'altra soprattutto mi dispiaceva comunicare al cliente la perdita subita vista l'incidenza di quest'ultima su un patrimonio che io ritenevo modesto non sapendo se egli avesse altrove altre disponibilità.
A domanda dell'avvocato RC 2 preciso che io non intendevo deludere il cliente per rapporto alle performances che egli si attendeva ed in tal modo scongiurare una sua eventuale partenza..."
(PP _ /AC 1 24.9.2002, pag. 5, verb. 20)
ff) conto _
_, titolari della relazione _, erano clienti di AC 1 già presso PC 6.
Il 7.1.2000 hanno aperto la relazione presso PC 4 e hanno sottoscritto il mandato APS con indicazioni per una gestione di tipo conservativo (quota azionaria 15-25%) con una propensione al rischio "moderata" (cfr. doc. bancaria agli atti).
In realtà, AC 1 applicò una gestione più aggressiva, operando in modo estremamente speculativo sulle divise.
Come risulta dalla ricostruzione in atti, (cfr. allegato 11e rapp. Efin), la gestione di AC 1 ha prodotto un risultato netto complessivo pari a CHF -557'784, di cui CHF -236'995 (risultato netto) realizzato su affari speculativi su divise.
Risulta, peraltro, che, a far tempo dall'agosto 2001, attraverso quattro operazioni speculative effettuate senza il consenso del cliente, è stata realizzata una perdita complessiva per un controvalore pari a CHF -321'658.10 (cfr. allegato 14b rapp. Efin; PP _ /AC 1 24.9.2002, pag. 5, verb. 21).
AC 1 ha ammesso che solo parte delle operazioni di opzioni su divise sono state approvate dalle clienti ed ha pure ammesso di non averle informate correttamente sullo stato del patrimonio (PP _ /AC 1 24.9.2002, pag. 4 e 5;
rapp. Efin, pag. 34).
gg) conto _
Il 29.3.2000 il titolare della relazione _, _, ha sottoscritto un mandato APA.
AC 1 ha riconosciuto di aver sottaciuto al cliente il risultato negativo di due operazioni con opzioni su divise
(PP AC 1 25.6.2002, pag. 15) ed è stato accertato che le operazioni su divise incriminate hanno portato ad un risultato negativo di
CHF -516'818.25 (cfr. pag. 34 rapp. Efin e ricostruzione PC 4, allegato 11f).
10.5. i reati di appropriazione indebita (punto 2 AA)
AC 1 deve infine rispondere di appropriazione indebita, e meglio:
- di essersi appropriato di
USD 30'000 (pari a CHF 39'873.30), affidatigli da PC 1 con invio postale di un assegno nel dicembre 1996, denaro in parte accreditato nel periodo 10-11.12.1996 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 10'000.--) e n. presso PC 6 (CHF 20'000.--), entrambe intestate all’accusato (punto 2.1 AA).
AC 1 ha ammesso l’addebito che risulta accertato dalla ricostruzione EFIN
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 10).
- di essersi appropriato di
ITL 200 milioni (pari a CHF 166'260.--) consegnatigli il 28.8.1999 da PC 1 a _, denaro utilizzato a favore di terzi clienti per coprire precedenti perdite o migliorarne altrimenti la situazione patrimoniale
(punto 2.2 AA).
Anche quest’appropriazione indebita – sostenuta, peraltro, dalle emergenze istruttorie – è stata ammessa da AC 1:
"
... Per terzi clienti intendo clienti da me seguiti della banca PC 5. La consegna del denaro a questi terzi clienti è avvenuta sia in Svizzera che in Italia. Non ricordo più di quali clienti si tratta..."
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 11)
- di
essersi appropriato di
ITL 50 milioni (pari a CHF 39'335.--) consegnatigli il 12.09.2000 a _ da _, avente diritto economico della relazione _ presso PC 4, in parte (CHF 18'509.75) accreditati per contanti il 14.9.2000 sulla relazione n. 20115 _ presso _ di cui egli era titolare (punto 2.3. AA).
AC 1 ha ammesso anche questa imputazione
(PP AC 1 28.3.2007, pag. 11).
11. diritto
Si rende colpevole di truffa ai sensi dell'art.
146 cpv. 1 CP ed è punibile con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria, chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui.
Secondo l'art. 138 n. 1 cpv. 1 CP (appropriazione indebita) chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria di una cosa mobile altrui che gli è stata affidata, oppure chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.
Giusta l'art. 158 n. 1 CP si rende colpevole di amministrazione infedele ed è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria, chiunque obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga.
Il giudice può pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole ha agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto (cpv. 3).
Secondo l’art. 251 CP è autore colpevole di falsità in documenti, ed è punibile con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria, colui che al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, forma un documento falso od altera un documento vero, oppure abusa dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppostizio, oppure attesta o fa attestare in un documento contrariamente alla verità un fatto di importanza giuridica o fa uso a scopo d’inganno di un tale documento.
L'art. 251 CP non reprime solo la falsificazione di un documento falso (falso materiale), ma anche la redazione di un documento dal falso contenuto (falso ideologico). In quest'ultimo caso, nondimeno, la cosiddetta menzogna scritta trascende in reato solo ove, dal profilo oggettivo, il documento goda di particolare credibilità per il valore che la legge gli conferisce (bilancio, conto perdite e profitti, inventario: Corboz, in ZBJV 131/1995 pag. 551) o per la persona che lo ha redatto (la cui posizione è analoga a quella di un garante: funzionario, notaio, medico, architetto, ecc.). In particolare, il gestore di patrimoni che indica falsamente al cliente la posizione del suo conto, si trova in una posizione analoga a quella di un garante dal momento che il cliente non è a conoscenza delle operazioni di gestioni e non è in grado di verificare lo stato del suo conto (DTF 120 IV 364).
Non v’è dubbio che quanto fatto da AC 1 configura i reati di amministrazione infedele, truffa, appropriazione indebita e falsità in documenti così come indicato nell’atto di accusa.
Non v’è prescrizione per l’azione penale in relazione ai reati di amministrazione infedele in forza di quanto stabilito dal TF in DTF 117 IV 408 e STF
18 febbraio 2005,
6S.187/2004.
12. pena
Ai sensi dell'art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. Ai sensi del cpv. 2 e del citato articolo la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
Ai sensi dell'art. 49 cpv. 1 CP quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l'inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l'autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata. È in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena.
La colpa dell’accusato va innanzitutto valutata considerando la portata oggettiva dei reati intenzionalmente commessi: considerando cioè quel che ha fatto volendolo fare, le sue motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e il risultato ottenuto, elementi cui già si ha accennato in narrativa e che vanno tenuti presenti evitando inutili ripetizioni (Corboz, La motivation de la peine, in ZbJV 1995 24).
In concreto, la colpa di AC 1 è, dal profilo oggettivo, particolarmente grave se si considera il lungo tempo in cui ha delinquito, il numero dei reati commessi e l’entità del danno causato. Tenuto conto di questi elementi e non ve ne fossero altri e numerosi che concorrono ad attenuazione della sua colpa, la pena proposta dal procuratore potrebbe essere considerata del tutto adeguata.
Infatti, a suo favore occorre prima di tutto considerare che AC 1 ha iniziato a delinquere, non per sé, ma sostanzialmente per coprire le perdite sin lì causate da una gestione essenzialmente conforme al mandato e per non esporsi al rischio di critiche o abbandoni dei clienti e, di conseguenza, al rischio di difficoltà con i superiori che – sembra – facevano pressioni sui consulenti a cui richiedevano il massimo delle performances possibili e che, poi, ha continuato a delinquere sempre nella speranza di recuperare e coprire le perdite ma, purtroppo, come sempre accade, perdendo ancora di più e precipitando in una spirale senza fondo. Indicativo della disperazione in cui AC 1 versava sono le sconsiderate speranze poste e i soldi buttati nei biglietti delle numerose lotterie europee, ultimissima spiaggia di un investitore ridotto, ormai, alla canna del gas.
Certo, come lui stesso ha ammesso, qualcosa AC 1 ha tenuto per sé. Ma si tratta di poca cosa. Per quel che si è potuto appurare, si è trattato di cosa parificabile ad una goccia nel mare del meccanismo di “buco tappa buco” messo in atto in quegli anni.
In secondo luogo, va considerato, a suo favore, il lungo tempo trascorso dai fatti – si va dai 7 ai 10 anni – che, per alcuni reati, costituisce l’attenuante specifica di cui all’art 48 lett. e CP.
Sempre a favore dell’imputato, va considerato il fatto che, dopo essere stato licenziato dall’UBS, egli ha saputo riciclarsi in un’attività diversa e mantenerla sin qui con piena soddisfazione del datore di lavoro, riuscendo ad adattarsi ad un tenore di vita più modesto del precedente.
Ancora a suo favore va considerato che egli, subito dopo l’avvio dell’inchiesta, ha venduto l’appartamento di cui era proprietario con la moglie ed ha dichiarato di lasciare a beneficio delle PC l’eccedenza del ricavato (la parte che gli spettava) della vendita.
Inoltre, ad attenuazione della sua colpa è stato tenuto conto della sofferenza accertata dallo psichiatra e provata dalla lunga terapia cui si è sottoposto e continua a sottoporsi: la malattia di cui egli soffre – pur se non ha provocato, a mente della Corte, una scemata responsabilità – è stata considerata a favore dell’imputato nell’ambito dell’art 47 CP.
Sempre in quest’ambito è stato considerato il fatto che l’imputato si è costituito ed ha, in seguito, collaborato per quanto era nelle sue possibilità con gli inquirenti per la ricostruzione delle malversazioni effettuate.
Ancora a favore dell’imputato, è stata considerata la violazione del principio di celerità (battuta d’arresto dell’inchiesta durante ben tre anni) che ha fatto sì che il AC 1 oggi processato non è più lo stesso uomo che ha commesso i reati di cui viene riconosciuto colpevole.
Considerata, inoltre, la sua incensuratezza, AC 1 è condannato alla pena detentiva di 2 anni.
La pena è stata sospesa condizionalmente per due anni.
13. parti civili
Le richieste delle PC sono state accolte nella loro sostanza, con le modifiche discusse e concordate al dibattimento.
Naturalmente, le richieste di indennizzo dei fratelli PC 1 sono state diminuite – e non poteva essere altrimenti - degli importi di cui alle ipotesi di reato che non sono state confermate.
Inoltre, le richieste di indennizzo delle spese di patrocinio sono state rinviate, per tutte le PC, al foro civile ritenuto che gli importi richiesti erano comprensivi anche delle spese di patrocinio maturate nelle cause civili e che nessuna delle PC ha sostanziato la richiesta nemmeno con la presentazione di una nota dettagliata.
14. sequestri
Quanto in sequestro ha avuto – con il consenso di tutte le parti – il destino di cui al dispositivo.
Una precisazione si impone: il saldo della
relazione n. _ intestata a AC 1 presso _ (111'439.- al 27.12.2006) è stato confiscato e assegnato, dedotte le tasse e spese di giustizia, alla sola UBS siccome è stato accertato che il conto è stato alimentato unicamente con il provento di malversazioni commesse durante l’attività lavorativa ad PC 4. Identico discorso per l’orologio Breguet.
Infine, si precisa che
il residuo del provento della vendita dell’appartamento (che era stato acquistato grazie agli averi LPP) può essere oggetto di sequestro conservativo in applicazione di quanto precisato in DTF 124 II 211 e 120 III 75.
Pure pignorabili sono
gli averi LPP (fr. 95'258.35 al 27.2.2008; cfr. doc. TPC 22 e AI 96) depositati presso _ (art. 44 LEF; P.R. Gilliéron, Commentaire de la LP, Vol. I, Lausanne 1999, n. 21 ad art. 44, sentenza 25.10.2001 Corte delle Assise correzionali - inc. 72.1999.193), nella misura in cui tali prestazioni sono esigibili, ovvero quando si verificherà un caso di previdenza (DTF 120 III 71, P.R. Gilliéron, Commentaire de la LP, Vol. II, Lausanne 2000, n. 198) con la precisazione che, nel caso in cui il diritto diventasse esigibile (come capitale o come rendita), la sua pignorabilità è possibile nei limiti previsti dalla LEF: in caso di rendita, l'ammontare pignorabile non potrà oltrepassare il minimo vitale del beneficiario, in caso di prestazione in capitale, l’intero importo sarà pignorabile (cfr. P.R. Gilliéron, op. cit. n. 202 ad art. 92).
Rispondendo
affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.1.1, 1.1.2, 1.4.1, 3.1, 4;
visti gli art.
12, 19, 40, 42, 44, 47, 48, 49, 69, 70, 71, 73, 138 n. 2, 146 n. 1, 158 n. 1, 251 CP;
9 e segg. (260, 264) CPP e 39 TG sulle spese;