# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7c4375ab-a454-5f88-90aa-280ca32e978d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto e in diritto
che con contratto 25 novembre 2005 _drey hanno dato in locazione a AP 1 un appartamento duplex di 4 1⁄2 locali di circa 120 metri quadrati sito nello stabile A_ 1 a S_;
che il contratto, di durata indeterminata, con prima scadenza possibile di disdetta il 30 agosto 2010, prevedeva tra l’altro il versamento mensile di una pigione di fr. 1’380.- e di una quota parte per le spese accessorie di fr. 150.-;
che con lettere 30 dicembre 2008, 26 gennaio 2009 e 2 febbraio 2009 l’amministratore ha invitato la conduttrice a versare il canone di locazione e che con diffida 16 febbraio 2009 (doc. H) le ha ingiunto di pagare entro 30 giorni le pigioni scadute e gli acconti spese di gennaio e febbraio 2009, per un totale di fr. 3’114.-, con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento avrebbe rescisso il contratto anticipatamente ai sensi dell’art. 257d CO;
che, non essendo intervenuto alcun versamento nel termine, il 27 marzo 2009 l’amministratore ha disdetto il contratto, avvalendosi del formulario ufficiale, per il 30 aprile 2009 (doc. K);
che la conduttrice non ha ritirato il plico raccomandato, copia del quale le è stato inviato per posta semplice il 10 aprile 2009;
che con istanza del 2 maggio 2009 le locatrici hanno chiesto lo sfratto della conduttrice dall’ente locato, da essa non riconsegnato alla scadenza del 30 aprile 2009;
che con raccomandata del 4 maggio 2009 il Pretore ha citato la convenuta a comparire all’udienza di discussione, indetta per il 26 maggio successivo;
che la raccomandata non è stata ritirata ed è stata ritornata alla Pretura il 22 maggio 2009;
che all’udienza di discussione è comparsa unicamente la parte istante, che ha confermato la domanda di sfratto;
che con il giudizio qui impugnato il Pretore, accertata l'esistenza del contratto di locazione e della relativa disdetta ha decretato lo sfratto immediato della convenuta dall'appartamento da essa occupato, mettendo a suo carico la tassa di giustizia e le spese di fr. 100.-;
che con ricorso 1° giugno 2009 la convenuta dichiara di ricorrere contro lo sfratto, essendo intenzionata a pagare gli affitti non appena eliminati i difetti dell’ente locato da lei lamentati, e rileva di non aver potuto presenziare all’udienza di discussione causa assenza dal domicilio;
che giusta l’art. 124 cpv. 1 CPC la notificazione degli atti avviene, di regola, mediante invio postale raccomandato, ritenuto che nel caso in cui il destinatario non può essere raggiunto e viene posto l’avviso di ritiro nella bucalettere, l’invio si considera notificato al momento in cui esso viene ritirato all’ufficio postale e in caso di mancato ritiro l’ultimo dei 7 giorni di giacenza (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI App., ad art. 124 n. 19; RDAT 2003 I 44), senza che l'autorità sia tenuta a ripetere l'intimazione per lettera semplice;
che nella fattispecie la convenuta ha spiegato il mancato ritiro della raccomandata con la sua assenza dal domicilio;
che l’assenza dal domicilio senza adottare tutte le misure atte a salvaguardare i propri diritti, e il conseguente mancato ritiro dell’invio raccomandato non giustifica il mancato rispetto di un termine o la mancata presenza ad un’udienza (cfr.
Cocchi/Trezzini
, op. cit., m. 9 ad art. 120), né costituisce un valido motivo per ottenere un'eventuale restituzione in intero ai sensi degli art. 137 segg. CPC (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., m. 18 segg. ad art. 137);
che nella fattispecie la convenuta doveva attendersi l’invio di atti giudiziari, non avendo più pagato il canone di locazione dal gennaio 2009 e avendo ricevuto per tale motivo tutta una serie di raccomandate, mai ritirate, di cui era stata messa a conoscenza tramite invio per posta normale;
che la convenuta è quindi stata citata regolarmente all’udienza di discussione e non essendovi comparsa, è rimasta preclusa nella lite (art. 135 cpv. 1 CPC) e non può più proporre argomenti contro lo sfratto in questa sede (art. 321 CPC);
che in tali circostanze non è possibile rimettere in discussione il giudizio con cui il giudice di prime cure ha deciso lo sfratto;
che in ogni modo la convenuta nemmeno contesta di non aver pagato il canone di locazione, giustificando tale suo comportamento con l’esistenza di difetti dell’ente locato;
che il conduttore non può trattenere la pigione per indurre il locatore a eliminare i difetti dell’ente locato se non facendo uso del deposito della pigione seguendo la procedura prevista dall’art. 259g CO (sentenza II CCA del 16 febbraio 2004 12.2003.71);
che nella fattispecie l’appellante si è limitata a trattenere la pigione, senza aver fatto uso della facoltà di depositare la pigione presso l’Ufficio di conciliazione, con la conseguenza che il mancato pagamento configura una sua mora;
che il ricorso, del tutto infondato, deve così essere respinto già all’esame preliminare dell’art. 313bis CPC, con accollo alla convenuta della tassa di giustizia e delle spese di questa sede (art. 148 CPC), mentre non si giustifica di assegnare ripetibili alla parte istante, alla quale il ricorso non è nemmeno stato notificato;
che, ai fini dell'impugnabilità della presente sentenza, il valore di causa è di fr. 24’480.- (canone di locazione + spese fr. 1’530.- x 16 mesi) ritenuto che il contratto di locazione, stipulato per tempo indeterminato, poteva essere disdetto al più presto per il 30 agosto 2010;

## Considerations