# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 27772ebe-3f40-5c6f-bfe0-f443a248e051
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto e in diritto
che il giudizio qui impugnato, denominato impropriamente "decisione", ma che in realtà altro non è che un decreto ai sensi dell’art. 213 bis cpv. 1 CPC, rappresenta una pronuncia incidentale di carattere procedurale emanata nell’ambito di una causa civile di valore inferiore a fr. 8’000.- e quindi inappellabile (art. 13 LOG;
Rep.
1979 121);
che per costante giurisprudenza, i decreti precedenti l’emanazione della sentenza finale di una causa possono essere impugnati solo davanti all’autorità che ne giudicherebbe la decisione finale, in quanto sarebbe contraddittorio e illogico concedere al giudice d’appello la facoltà di giudicare la presumibile fondatezza delle ragioni dell’istante nell’ambito di un incidente istruttorio quando gli è negata quella di pronunciarsi sulla fondatezza o meno della domanda di merito (
Cocchi/ Trezzini
, CPC, ad art. 96, n. 2);
che di conseguenza nelle cause ordinarie inappellabili, le cui sentenze possono essere impugnate solo con il rimedio del ricorso per cassazione, non vi è possibilità di appellazione né contro le ordinanze né avverso i decreti decisi in corso di procedura, sia con riferimento all’art. 96 CPC sia perché l’art. 327 lett. g CPC permette di chiedere la cassazione di una sentenza anche per porre rimedio ad errori procedurali (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., ad art. 327, n. 3);
che l’appellabilità sancita dall’art. 96 cpv. 2 CPC non ha così carattere generale dovendosi mantenere la separazione fra la procedura ordinaria -appellabile- e la procedura dei pretori come istanza unica -inappellabile in merito all’ammissibilità dei mezzi di impugnazione- anche per i decreti pronunciati dai giudici di prima istanza; l’art. 22 lett. a cifra 2 LOG prevede in effetti che le due camere civili del Tribunale d’appello giudicano unicamente in seconda istanza le cause di competenza dei pretori non dichiarate inappellabili, escludendo in tal modo la possibilità di appellarsi contro decisioni emanate dai pretori quali istanza unica (
IICCA
14 marzo 1994 in re G. SA/D.G., 29 gennaio 1999 in re R./C., entrambe in materia di edizione documenti);
che nemmeno si impone di trasmettere l’impugnativa alla Camera di cassazione civile poiché solo decisioni formali che pongono fine alla lite possono essere oggetto di un ricorso per cassazione (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., ad art. 327, n. 20);
che ne discende l’improponibilità dell’appello con immediata pronuncia ai sensi dell’art. 313 bis CPC, senza che sia necessario intimare il gravame alla controparte per le eventuali osservazioni;
che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC);

## Considerations