# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bc7504cc-ec50-5376-ab37-a3605f971f33
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Con rapporto del 1° marzo 2000, il municipio di _ ha aperto un procedimento contravvenzionale a carico del ricorrente _ per aver tagliato abusivamente un albero protetto (castagno) situato sul fondo n. _ RF di quel comune di proprietà del patriziato in località _. L'infrazione è stata accertata il 23 febbraio 2000 dal tecnico comunale.
Raccolte le osservazioni del prevenuto, il 25 maggio 2000 il municipio gli ha inflitto una multa di fr. 1'000.– per i fatti addebitatigli. La decisione è stata resa in applicazione degli art. 145 segg. LOC e 15 NAPR _.
B. a) Contro questa decisione, _ è insorto davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento. In sostanza, egli ha sostenuto che il castagno, completamente secco, era di sua proprietà e che il taglio della pianta era finalizzato ad evitare l'umidità alla sua casa situata nelle immediate vicinanze.
b) Con giudizio dell'11 luglio 2000 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto il gravame, riducendo l'importo della multa inflitta al ricorrente a fr. 600.–. Lasciato aperto il quesito sulla proprietà della pianta protetta, il Governo ha considerato che le giustificazioni addotte dal ricorrente non erano liberatorie. Ha tuttavia ridotto la multa, in quanto il municipio ne aveva fissato l'importo con scarna motivazione. Ha pure tenuto conto dell'incombente procedura contravvenzionale per violazione alla LCFo.
C. Contro il predetto giudizio governativo _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. Richiamando gli argomenti addotti nel suo gravame dinnanzi al Consiglio di Stato, ribadisce la proprietà della pianta abbattuta. Invoca la parità di trattamento con casi analoghi verificatisi in _, sanzionati con una multa ma successivamente annullati dall'autorità comunale. Indica di non voler più commettere in futuro un simile errore, chiedendo di tener conto che è la prima volta che egli incappa in una multa del genere.
D. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. Ad identica conclusione pervengono il patriziato di Cavergno, il _, l'Ufficio forestale del VII circondario con argomenti di cui si dirà, se necessario, qui appresso. Il municipio di _ chiede, per contro, che l'importo della multa venga riportato a fr. 1'000.–.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 148 cpv. 3 LOC e 208 cpv. 1 LOC. La legittimazione attiva dell'insorgente è data dagli art. 209 lett. b LOC e 43 PAmm. Il presente gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base delle prove in atti (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. L'art. 145 LOC demanda al municipio il compito di punire con la multa le contravvenzioni ai regolamenti comunali, alle ordinanze municipali o alle leggi la cui applicazione gli è affidata. Il massimo della multa è di fr. 10'000.–, riservate le leggi speciali. La procedura è retta dagli art. 147-148 LOC. Riservate le disposizioni particolari di tali norme, per il resto è applicabile la PAmm (art. 147 cpv. 3 LOC).
2.2. L'art. 15 delle NAPR della _ (NAPR/_) considera come monumenti naturali degni di protezione a livello di comprensorio di tutta la valle, tra l'altro, la vegetazione pregiata sia come esemplari singoli, a gruppi o formanti selve di castagni e noci. La medesima norma prevede pure che gli alberi (noci, castagni e faggi) non possono essere tagliati - né totalmente né parzialmente - senza la previa autorizzazione dell'autorità comunale. Resta riservata la competenza dell'autorità forestale.
3. 3.1. Giusta l'art. 21 della Legge federale sulle foreste (LFo, RS 921.0), il taglio d'alberi nella foresta è subordinato all'autorizzazione del servizio forestale. I cantoni possono prevedere eccezioni.
Secondo l'art. 43 cpv. 1 lett. e LFo è punito con l'arresto o con la multa sino a fr. 20'000.– chiunque intenzionalmente e senza autorizzazione abbatte alberi in foresta. Il cpv. 4 della medesima disposizione prevede che i cantoni possono perseguire come contravvenzioni le infrazioni al diritto cantonale.
3.2. A norma dell'art. 38 della Legge cantonale sulle foreste (LCFo; RL 8.4.1.1.) chiunque, intenzionalmente e senza autorizzazione, danneggia il bosco o altro modo contravviene alla legislazione forestale è punibile con una multa fino a franchi 20'000.– (cpv. 1). Se l'autore agisce per negligenza, esso è punibile con una multa fino a fr. 10'000.– (cpv. 2).
4. In concreto, il 30 novembre 1999 il municipio di _, raccolta la concessione (n. TI.7.0108) rilasciata dall'Ufficio forestale del VII° circondario, ha autorizzato il patriziato di _ a tagliare 9 piante, di cui 3 castagni, sul fondo n. _ di proprietà di quest'ultimo, invitandolo nel contempo a prestare la massima attenzione sul fatto che su quel mappale esistevano tre alberi protetti dalle NAPR/_ indicate sull'annesso Piano di utilizzazione n. 7 della _, il cui taglio o danneggiamento era vietato. Dagli atti risulta che in seguito l'Ufficio patriziale ha autorizzato a sua volta _ a tagliare le 9 piante (risposta del patriziato di _ al ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, p. 1; scritto 18 dicembre 1999 dell'Ufficio patriziale all'insorgente). Lo stesso giorno anche il ricorrente ha ottenuto l'autorizzazione dal municipio a tagliare una pianta sul fondo n. _ di sua proprietà, in questo caso una quercia. Anch'esso è stato avvertito dall'autorità comunale dell'esistenza, nella zona, delle tre piante protette di cui sopra.
Nell'inverno 1999-2000, il multato ha tagliato sul fondo n. _ di proprietà del locale patriziato un castagno protetto.
5. A ragione il municipio di _ ha posto in contravvenzione l'insorgente per aver violato l'art. 15 NAPR/_. La pianta di castagno abbattuta dal resistente era definita quale monumento naturale ed era protetta dalla legislazione locale. _ non ha violato per contro la legislazione forestale e non potrebbe essere di conseguenza multato in tal senso.
Il taglio, tra l'altro, di tre castagni sul fondo n. _ di proprietà del patriziato soggiaceva alla concessione da parte dell'Ufficio forestale del VII° circondario, in quanto le piante erano situate in area forestale (art. 21 LFo). Con la concessione si accertava la conformità dell'abbattimento delle piante previste con la legislazione forestale. Il taglio degli alberi poteva essere autorizzato soltanto se non violava l'art. 15 NAPR/_, verifica di competenza del municipio di _ (v. condizioni particolari cui era sottoposta la concessione N. TI.7.0108).
Di conseguenza, la legislazione forestale e quella in materia di monumenti naturali, se poste a confronto, non si contrastano in quanto non riguardano lo stesso campo e non tendono a salvaguardare lo stesso interesse collettivo.
6. Le giustificazioni addotte dal multato non sono liberatorie.
Il ricorrente non nega di essere stato al corrente che il castagno che aveva tagliato era protetto. Sapere se egli fosse effettivamente proprietario della pianta situata sul fondo del patriziato è una questione che non merita dunque di essere approfondita. In quanto monumento naturale, il castagno in oggetto non poteva essere in nessun caso tagliato. Poco importano quindi i motivi che hanno spinto il ricorrente ad abbatterlo.
A torto il ricorrente pretende lo stesso trattamento adottato in alcuni casi analoghi in cui l'autorità comunale avrebbe condonato la multa ai contravventori. Tale argomento, contestato dal municipio, non è corredato da alcun supporto probatorio e rimane pertanto del puro parlato.
Sulla scorta di tali argomentazioni, in considerazione della colpa imputabile al ricorrente per aver tagliato l'albero che sapeva essere protetto e della gravità dell'infrazione commessa, tenuto tuttavia conto che _ non è mai stato posto in contravvenzione in precedenza, l'importo della multa ridotto dal Consiglio di Stato da fr. 1'000.– a fr. 600.– appare tutto sommato proporzionato alla fattispecie. In definitiva, sebbene per altri motivi, questo Tribunale lo condivide.
7. Il ricorso va pertanto respinto e la risoluzione governativa confermata.
Tassa e spese di giustizia seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).