# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 250c3761-3ecd-5a6e-89e0-bdd66fde582b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto
:
che contro la sentenze di rigetto (provvisorio) dell’opposizione - come nella fattispecie - è dato il rimedio giuridico del reclamo (combinati art. 309 lett. b. n. 3 e 319 lett. a CPC), da inoltrare entro il termine di dieci giorni (combinati art. 251 lett. a e 321 cpv. 2 CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG);
che inoltrato il 12 novembre 2013 contro una decisione emanata il 22 ottobre 2013 e notificata/recapitata il giorno successivo (cfr. ricerca postale Track&Trace), il reclamo - il cui termine per proporlo ha iniziato a decorrere dal 24 ottobre 2013 (art. 142 cpv. 1 CPC) per venire a scadere, per effetto dell’art. 142 cpv. 3 CPC, il 4 novembre 2013 -, è intempestivo e, pertanto, inammissibile;
che, secondo l’insorgente, il rimedio sarebbe invece tempestivo, il gravame essendo stato proposto entro il termine di venti giorni indicato nella decisione impugnata (reclamo, pag. 2 sub tempestività);
che tale convinzione è errata, risultando di meridiana evidenza che quanto riportato nel reclamo è riferito al diritto dell’escusso di domandare entro venti giorni dal rigetto dell’opposizione con la procedura ordinaria (
recte
: nel caso in esame con la procedura semplificata) il disconoscimento del debito al giudice del luogo dell’esecuzione ex art. 83 cpv. 2 LEF (dispositivo n. 3 della decisione impugnata);
che è però vero che il primo giudice, contravvenendo all’art. 238 lett. f CPC, ha omesso di indicare che contro la sua decisione è possibile presentare reclamo alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello nel termine, per l’appunto, di dieci giorni dalla sua notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC), il che è deprecabile e non dovrà più avvenire;
che, tuttavia, il patrocinatore del reclamante (di professione avvocato) - che non aveva assistito il convenuto (che si era infatti difeso da solo) davanti al primo giudice - non pretende di avere assunto il mandato quando ormai il termine per reclamare era trascorso o stava per trascorrere, ossia non fa dipendere il ritardo del suo agire dalla circostanza che non gli era possibile presentare reclamo tempestivamente a causa dell’errore in cui si sarebbe venuto a trovare il suo assistito, ignaro che la decisione di rigetto provvisorio dell’opposizione andava per contro impugnata con reclamo nel termine di dieci giorni;
che, a ben vedere, parrebbe finanche che il legale dell’insorgente abbia invece ritenuto il reclamo tempestivo proprio perché presentato nel termine di venti giorni indicato dal Giudice di pace nel dispositivo n. 3, termine che concerne evidentemente una fattispecie diversa, ossia l’azione di disconoscimento del debito ex art. 83 cpv. 2 LEF;
che ne discende pertanto l’inammissibilità del rimedio;
che gli oneri processuali relativi al presente giudizio seguono la soccombenza, ossia sono posti a carico del reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);

## Considerations