# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 533f3b00-45cc-576f-8ac5-0b0650c289c8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’esecuzione n. _ promossa il 12 novembre 2014 dall’PI 1 contro l’RI 1 per l’incasso di fr. 1'075.45, di fr. 423.80 e di fr. 1'644.75 oltre gli accessori, il 2 settembre 2015 l’
Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano
, appurato che l’opposizione interposta dall’escussa era stata rigettata in via definitiva dal Giudice di pace del Circolo di Lugano Ovest con proposta di giudizio del 23 giugno 2015, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso 30 settembre 2015, completato l’8 ottobre, l’RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di fallimento.
C.
Con osservazioni del 14 ottobre 2015 l’PI 1 conclude per la reiezione del ricorso e l’UE giunge alla stessa conclusione con le sue del 26 ottobre.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato avvenuta il 29 settembre 2015, il ricorso come il suo complemento dell’8 ottobre 2015 sono in linea di principio ricevibili (art. 17 LEF).
2.
Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).
3.
Nel caso specifico, l’RI 1 pretende di non avere ricevuto la decisione di rigetto dell’opposizione e sottolinea di avere contestato le fatture poste in esecuzione e sollecitato – senza risultato – i lavori da elettricista che la creditrice non ha effettuato. Sennonché la Camera ha accertato che _, amministratore unico dell’escussa, ha ritirato il 29 aprile 2015 la citazione all’udienza di conciliazione, indetta dal Giudice di pace per il 20 maggio 2015 in vista della discussione dell’istanza con cui la PI 1 chiedeva di condannare l’RI 1 a pagarle fr. 3'217.30 e a revocare l’opposizione interposta alla nota esecuzione (“accertamento del recapito IPLAR” per la raccomandata n. _). Avendo rinunciato a presenziare all’udienza, la ricorrente doveva quindi aspettarsi la notifica di una proposta di giudizio, siccome la citazione precisava che se la convenuta ingiustificatamente non fosse comparsa, il giudice avrebbe proceduto come in caso di mancata conciliazione nel senso degli art. 209-212 CPC, ovvero avrebbe in particolare potuto sottoporre alle parti una proposta di giudizio trattandosi di una controversia patrimoniale il cui valore litigioso non supera fr. 5'000.– (art. 210 CPC). Di conseguenza, pure non ritirata la proposta di rigetto dell’opposizione (raccomandata n. _) è reputata validamente notificata il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso (art. 1 lett. c e 138 cpv. 3 lett. a CPC), in concreto il 1° luglio 2015, e tale proposta è diventata definitiva 20 giorni dopo, il 21 luglio. Emanata il 2 settembre, posteriormente a quella data, la comminatoria di fallimento contestata risulta così valida e il ricorso, chiaramente infondato, va respinto.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).