# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 05ca17d3-3eb1-5d3a-99ab-cfbcffeb65d9
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, 1949, è affetta da metatarsi primo varo e da alluce destro valgo sintomatico (cfr. certificato 27 febbraio 2001 del dr. _, doc. AI _).
Nel gennaio 2001 essa ha presentato una richiesta di prestazioni AI volta in particolare al rimborso dei costi relativi all’acquisto di un paio di scarpe (_) e di una stecca per pollice (doc. AI _).
Con decisioni 11 maggio 2001 l’UAI ha respinto entrambe le domande.
1.2. Mediante ricorso 15 giugno 2001 l’assicurata, rappresentata dalla _, contesta la decisione con la quale le è stato negato il rimborso della stecca per pollice.
In particolare essa sostiene che tale stecca, nonostante non risulti esplicitamente menzionata nell’OMAI, rientra nella categoria dei mezzi ausiliari per il sostegno e la guida degli arti e che quindi dev’essere rimborsata dall’AI.
1.3. Con risposta di causa 27 novembre 2001 l’UAI postula la reiezione del gravame.
L’ufficio convenuto ritiene che la questione a sapere se la stecca per pollice rientri o meno in una categoria dell’OMAI può rimanere irrisolta in quanto, a seguito di ricerche effettuate, non è risultato che tale mezzo sia stato prescritto da un medico.
Inoltre sostiene che i due tutori di riposo prescritti dal dottor _ sono stati confezionati dal centro di ergoterapia “La _ ” e fatturati direttamente alla cassa malati.
1.4. Con osservazioni 4 gennaio 2002 la ricorrente contesta la non esistenza di una prescrizione medica e ribadisce la tesi ricorsuale.
1.5. Interpellato dal TCA, con lettera 10 gennaio 2002 il rappresentante della ricorrente ha comunicato che la stecca per pollice non è stata presa a carico dalla cassa malati e dichiarato di mantenere il ricorso (doc. _).
1.6. Durante l’istruttoria di causa il TCA ha chiesto delle informazioni al dr. _ in merito al tutore per pollice. Le risposte del medico sono state intimate alle parti, le quali hanno presentato delle osservazioni.

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Gli assicurati invalidi o direttamente minacciati di invalidità hanno diritto ai provvedimenti di integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità al guadagno. Per stabilire tale diritto deve essere considerata tutta la durata del lavoro prevedibile (art. 8 cpv. 1 LAI).
Fra i provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti i mezzi ausiliari (art. 8 cpv. 2 lett. d LAI).
Questi provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell’ambito dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di alcune parti o funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a edizione, Berna 1997, § 32 N.1, pag. 190);
2.3. Secondo l’art. 21 cpv. 1 LAI l’assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale, dei quali ha bisogno per esercitare un’attività lucrativa o adempiere le sue mansioni concrete, per studiare, per imparare una professione o a scopo di assuefazione personale. Il cpv. 2 della medesima disposizione precisa che l’assicurato, il quale a causa della sua invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi, stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi ausiliari compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale.
In virtù di tale delega il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é oggetto di un'ordinanza del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla consegna di mezzi ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI, RS 831.232.51) che, tra l’altro, regolamenta Ia consegna di mezzi ausiliari (lett.a).
Giusta l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari é stabilito nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza. In particolare l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari designati nel citato elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per esercitare un'attività lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o per svolgere l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato (art. 2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 pag. 224 consid. 1a, RCC 1990 pag. 211 consid. 2a, RCC 1989 pag. 44 consid. 2a, RCC 1985 pag. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in re I.Di S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).
La lista contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera le categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si deve esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari è esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 121 V 260 consid. 2b; 117 V 181 consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).
2.4. Nel caso in esame, l’assicurata chiede il rimborso dei costi occasionati dall’acquisto di una stecca per il pollice così come da preventivo 19 settembre 2000 del laboratorio “L'_” di _ (doc. AI _), poiché tale stecca rientra nell’ambito degli apparecchi di sostegno e guida per arti (apparecchi per le gambe e le braccia) elencati nel promemoria sui mezzi ausiliari dell’AI.
L’amministrazione sostiene invece che non è necessario esaminare se tale stecca faccia parte o meno di una delle categorie elencate dall’OMAI, poiché agli atti non risulta alcuna prescrizione medica, condizione imprenscindibile per riconoscerla come mezzo ausiliario.
Innanzitutto, va ricordato che alla cifra 2.02 dell’allegato OMAI sono contemplate le ortesi delle braccia. La prassi amministrativa riconosce nella medesima tipologia di mezzi ausiliari anche le ortesi per le dita nella misura in cui esse “
svolgono un ruolo funzionale”
(cfr. marginale 2.01.4 della Circolare sulla consegna di mezzi ausiliari nell’assicurazione invalidità (CMAI) nella versione in vigore dal 1° febbraio 2000).
Visto che la categoria delle ortesi non è contrassegnata dall’asterisco, il diritto alla consegna è subordinato alla necessità per l’assicurato di farne uso per spostarsi, stabilire contatti con l’ambiente o ampliare la propria autonomia (cfr. art. 2 cpv. 1 OMAI).
Dalla documentazione agli atti risulta che nel certificato 8 ottobre 2001 il dr. _ ha affermato di aver inviato l’assicurata
“all’ergoterapia della _ per imparare gli esercizi di ergonomia articolare a carico dell'articolazione trapezio-metacarpea bilateralmente e per adattarle dei tutori di riposo personalizzati”
(doc. _).
Nella nota 22 novembre 2001 il medico dell’AI ha comunque rilevato di aver telefonato al dr. _ per ottenere delle delucidazione sull’uso e la durata della stecca. Questi gli avrebbe confermato di non aver
“... prescritto dei tutori direttamente perché compresi nelle prestazioni di ergoterapia (quindi i tutori dovrebbero essere stati confezionati dall’ergoterapista); per quanto riguarda la durata d’uso, generalmente si usano di notte per non assumere posizioni viziate. Qualche volta vengono usati per attività particolari che sollecitano l’articolazione metarcarpale “ (
doc. _
).
I tutori in parola, secondo il medico dell’amministrazione, sarebbero stati confezionati e fabbricati dal centro di ergoterapia “La Betulla” (quindi non dal laboratorio “L’_ ”) e fatturati direttamente alla cassa malati (doc. _).
Dopo aver accertato che la stecca in questione non è stata riconosciuta dalla cassa malati (doc. _), il TCA ha formulato al dr. _ delle domande alle quali egli ha dato risposta il 4 marzo 2002:
"
1. Lei ha prescritto i tutori di riposo in parola ?
Sì.
2. Si tratta della stecca per pollice oggetto del preventivo de “L’_” ?
Sì
3. Per quale motivo sono stati prescritti i tutori ?
Come terapia protettiva per i disturbi dell’articolazione trapezio-metacarpea del pollice.
4. Rientrano nella categoria di quei mezzi ausiliari previsti dall’assicurazione invalidità che servono all’assicurato per spostarsi, stabilire contatti con l’ambiente o ampliare la propria autonomia ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 OMAI ?
Si." (Doc. _)
Con osservazioni 25 marzo 2002 l’amministrazione ha fatto riferimento al parere del proprio servizio medico, secondo cui
“i tutori di riposo per il pollice non ristabiliscono una funzione, né sono un mezzo atto a permettere di facilitare la reintegrazione professionale “
(doc. _). Inoltre l’UAI ha rilevato che:
"
particolare accento vien posto sulla marg. 1003 dell’Ordinanza sulla consegna dei mezzi ausiliari da parte dell`AI, la quale ricorda che “ un mezzo ausiliario deve soddisfare in modo immediato lo scopo prefissato dalla legge (spostarsi, stabilire un contatto con l’ambiente, raggiungere un’autonomia personale)” e precisa che “ un apparecchio usato solo durante la notte non può corrispondere al concetto di mezzo ausiliario.” (Doc. _)
Il marg. 1006 CMAI, nella versione in vigore dal 1° febbraio 2000, che sostituisce il marg. 1003, ha il seguente tenore:
"
Per gli apparecchi che, secondo la loro natura, possono presentare sia le caratteristiche di un mezzo ausiliario che quelle di un apparecchio di trattamento oppure di un altro apparecchio (per esempio busti ortopedici e corsetti lombari, stampelle antibranchiali, parrucche ecc.) si deve osservare che soddisfino
direttamente
lo scopo prefissato dalla legge (spostarsi, stabilire il contatto con l’ambiente circostante, raggiungere un’autonomia personale). Pertanto, per esempio un apparecchio usato durante la notte non può soddisfare il concetto di mezzo ausiliario.”
Orbene, il TCA ha nuovamente contattato il dr. _
chiedendogli di indicare il motivo per cui ritiene che i tutori in oggetto rientrino nella categoria dei mezzi ausiliari ex art. 2 cpv. 1 OMAI (doc. _). Dopo aver risposto, che
“ se queste prescrizioni siano o no contenute all’art. 2 del cpv. 1 della OMAI non è di mia conoscenza poiché tali articoli non li conosco”
(cfr. scritto 11.04.2002, doc. _), il 18 aprile 2002 lo specialista ha comunque rilevato (sottolineatura del redattore) :
"
I tutori per il pollice sono le prime terapie che si fanno quanto non vi è un artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpea. Lo scopo è di meterre a riposo l’articolazione nel tentativo di togliere la fase infiammatoria e i dolori creati da artrosi. Purtroppo spesso si deve procedere a terapie più aggressive per togliere definitivamente i dolori.
Io consiglio il porto di queste stecche sicuramente nel periodo di riposo notturno per evitare le posizioni viziose ed in più nell’attività quotidiana, quando questa richiede degli sforzi maggiori della mano”. (Doc. _).
Dalla succitata risposta si può desumere chiaramente che i tutori di riposo in questione servono piuttosto alla
cura
dell’artrosi e non direttamente allo scopo prefissato dall’art. 2 cpv. 1 OMAI (spostarsi, stabilire il contatto con l’ambiente circostante, raggiungere un’autonomia personale). Sono infatti delle stecche, da portare prevalentemente di notte, prescritte per “
mettere a riposo l’articolazione nel tentativo di togliere la fase infiammatoria e i dolori creati da artrosi
” (doc. _).
Questi tutori non rientrano nel concetto di mezzi ausiliari, poiché se da una parte eliminano, rispettivamente riducono le conseguenze del danno alla salute, dall’altra non sostituiscono, nell’ambito dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di alcune parti o funzioni del corpo (per la definizione di mezzi ausiliari cfr. consid. 2.1), come, ad esempio, le “stecca di Heidelberg” applicabile alla gambe per facilitare il camminare (cfr. DTF 108 V 8).
Inoltre, nel promemoria 4.03 sui mezzi ausiliari, pubblicato dal Centro d’informazione AVS/AI, a cui l’assicurata ha fatto riferimento per giustificare la sua richiesta ricorsuale, si parla di apparecchi di
sostegno
e
guida
per le gambe e per le braccia e non, appunto, di apparecchi di
riposo
.
Infine, il TFA ha già avuto modo di stabilire che le stecche per la mano, da utilizzare durante la notte, non costituiscono un mezzo ausiliario ai sensi di legge (RCC 1974 pag. 185).
In conclusione, visto quanto sopra, la decisione impugnata deve essere confermata e il ricorso respinto.