# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f446cc13-ec26-5daf-9641-be63393afa76
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. AT 1, nato nel 1974, già attivo come operaio di una fabbrica di materiali plastici, ha percepito indennità giornaliere di disoccupazione dal 1. dicembre 2008 al 26 marzo 2010 ed è stato di conseguenza assicurato per tale periodo presso la Fondazione CV 1. Il 24 marzo 2010 è stato vittima di un incidente stradale riportando diverse fratture al bacino e agli arti inferiori e a seguito del quale egli non ha più intrapreso alcuna attività lavorativa.
Nel settembre 2010 ha inoltrato una domanda di prestazioni per adulti al competente Ufficio AI, il quale, con decisione 28 ottobre 2011, ha posto l’assicurato al beneficio di una rendita d’invalidità intera (grado d’invalidità del 100%) dal 1. marzo 2011, la prestazione essendo tuttavia attribuita a titolo “provvisorio” considerato come l’assicurato fosse tuttora in cura per gli esiti dell’infortunio del marzo 2010 (doc. AI 44).
Di conseguenza la Fondazione CV 1, presso la quale l’assicurato era assicurato al momento dell’infortunio, gli ha pure riconosciuto, pure dal 1. marzo 2011, una rendita intera della previdenza professionale, versatagli, tenuto conto della sovrassicurazione, dal 1. aprile 2012.
In esito ad una revisione avviata nel novembre 2011, dopo aver esperito i necessari accertamenti, comprensivi di valutazioni psichiatriche e reumatologiche (per le quali andava ammesso un miglioramento comportante per l’assicurato un’abilità in attività leggere adeguate del 50% dal giugno 2013 e dell’80% dal 28 aprile 2015), mediante decisione 11 settembre 2017, l’Ufficio AI, effettuato il raffronto dei redditi (concludente per un grado di invalidità del 32% a fronte di un’abilità lavorativa dell’80% in attività adeguate), ha soppresso il diritto alla rendita dal mese successivo alla notifica della decisione.
A seguito di tale decisione, con comunicazione all’assicurato del 25 settembre 2017, anche la Fondazione CV 1 ha interrotto il versamento della rendita d’invalidità della previdenza professionale a far tempo dal 1. novembre 2017 (doc. 7/17).
1.2. Contro la decisione di soppressione dell’Ufficio AI è insorto con ricorso al TCA l’assicurato, producendo nuove certificazioni mediche e ritenendo in sostanza che l’amministrazione non avesse correttamente vagliato le sue effettive condizioni di salute. Con pronuncia dell’8 giugno 2018 il TCA ha accolto il ricorso, annullando la decisione contestata. La Corte, osservato come la nuova documentazione medica non apportasse alcun elemento oggettivo attestante una modifica dello stato di salute dal punto di vista somatico, ha nondimeno ritenuto necessario rinviare gli atti all’Ufficio AI
affinché procedesse ad ulteriori accertamenti di natura psichiatrica e rendesse quindi una nuova decisione sul diritto alla rendita (inc. STCA 32.2017.168)
.
1.3. A seguito del rinvio, l’Ufficio AI ha fatto esperire una perizia psichiatrica a cura del _ (la quale ha confermato le precedenti conclusioni ma anche stabilito un peggioramento delle affezioni psichiatriche dal settembre 2017 con un’inabilità del 50% in attività adeguate), sulla base della quale, mediante decisione del 29 aprile 2019, ha confermato un’inabilità lavorativa completa dall’aprile 2010 nell’attività abituale, ma ha ammesso in attività leggere adeguate una ripresa dell’abilità lavorativa al 50% dal 18 giugno 2013, all’80% dal 28 aprile 2015 e nuovamente al 50% dal settembre 2017. Stabilito un grado di invalidità del 58% dopo confronto dei redditi, dal 1. ottobre 2017 ha concesso all’assicurato una mezza rendita d’invalidità in sostituzione della prestazione intera (doc. AI 177). Tale decisione è cresciuta incontestata in giudicato.
1.4. L’assicurato si è quindi rivolto alla Fondazione CV 1 (di seguito: Fondazione), postulando la ripresa del versamento della rendita d’invalidità della previdenza professionale dal momento della sua soppressione (31 ottobre 2017). Con scritti 2 dicembre 2019 e 18 marzo 2020 (doc. 7/12), la fondazione ha negato il diritto a prestazioni, considerato come la rendita attribuita dall’AI a far tempo dal mese di ottobre 2017 fosse da ricondurre a cause diverse da quelle verificatesi durante il periodo in cui egli era assicurato per la previdenza professionale, e meglio a problematiche psichiatriche insorte successivamente.
1.5. Il 10 giugno 2020 AT 1 ha quindi presentato un “ricorso” al TCA nei confronti della Fondazione, chiedendo il riconoscimento di una rendita d'invalidità della previdenza professionale anche dopo il 31 ottobre 2017, considerata l’attribuzione delle prestazioni da parte dell’AI (doc. I).
1.6. Con risposta di causa del 14 agosto 2020 la Fondazione, rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto la reiezione della petizione, adducendo in sostanza di non essere tenuta a versare le prestazioni d’invalidità all’attore successivamente al 31 ottobre 2017,
essendo il danno alla salute alla base dell’inabilità lavorativa e della conseguente invalidità, in particolare le affezioni psichiatriche, insorto successivamente al termine del periodo in cui egli era stato assicurato per la previdenza professionale presso la fondazione
(doc. XI).
1.7. Con replica del 1. settembre 2020 l’attore si è ribadito nelle sue domande e allegazioni, e altrettanto ha fatto la convenuta, tramite il suo legale, in data 14 settembre 2020. Il 5 febbraio 2021 il TCA ha formulato una serie di richieste alla Fondazione, la quale le ha evase con uno scritto del 9 febbraio 2021, munito della chiesta documentazione, la quale è stata trasmessa all’attore (doc. XXI, XXII, XXIII). Pendente causa il TCA ha acquisito agli atti l'incarto AI dell'assicurato (XVII), comunicando alle parti la possibilità di visionarne i documenti presso il Tribunale.
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. AT 1 ha inoltrato al TCA un atto intitolato
“ricorso”
contro la presa di posizione con la quale la Fondazione convenuta ha negato il versamento di una rendita d’invalidità della previdenza professionale successivamente al mese di ottobre 2017.
In proposito va rilevato che l’Alta Corte ha statuito, riferendosi all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applicazione del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I-1994 pag. 195).