# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 97630b71-92f1-5c16-9bb9-272761a02be7
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto e in diritto
che - per decisione 22 marzo 2018 l’Ufficio AI del Cantone Ticino – esperiti accertamenti medici ed economici – ha respinto la do-manda di prestazioni presentata da RI 1 nel dicembre 2015, non essendo adempiuto il presupposto di cui all’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI (incapacità lavorativa almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione) per il riconoscimento del diritto alla rendita e non essendo neppure realizzate le condizioni per l’adozione di provvedimenti professionale ex art. 17 LAI;
- avverso la succitata decisione insorge l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, dinanzi al TCA, postulandone l’an-nullamento e chiedendo il riconoscimento di una prima forma-zione giusta l’art. 16 cpv. 2 lett. b LAI;
- con la risposta di causa l’Ufficio AI prendendo anzitutto posizione, come richiesto dal TCA, sulla competenza ad emanare il querelato provvedimento, ha osservato:
"
(...)
Ora, la Circolare sulla procedura nell'assicurazione per l'invalidità (CPAI) prevede alle cifre marginali 4001-4002 che:
"Di solito l'ufficio Al del Cantone di domicilio dell'assicurato è competente per quanto riguarda la ricezione e l'esame della domanda (art. 55 cpv. 1 LAI, art. 40 cpv. 1 lett. a OAI.
La definizione di domicilio viene regolata, come per l'A VS. secondo il diritto civile (art. 13 LPGA, art. 23-26 CC, v. le DOA)."
.
Secondo l'art. 13 cpv. 1 LPGA, il domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli articoli 23-26 del Codice civile.
Giusta l'art. 23 cpv. 1 CC, il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (cfr. per la nozione di domicilio in ambito AVS: DTF 130 V 404; DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100).
Perché possa crearsi domicilio ai sensi di questa disposizione, occorre, di principio, che siano realizzate cumulativamente due condizioni: la prima, oggettiva, di residenza effettiva in un determinato luogo e, la seconda, soggettiva, dell'intenzione di stabilirvisi durevolmente (DTF 127 V 237 consid. 1 pag. 238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e la dottrina ivi citata).
Vi è residenza ai sensi dell'art. 23 CC quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da fare apparire detto luogo come il centro delle sue relazioni interpersonali.
L'intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall'insieme delle circostanze - rapporti familiari e interpersonali, situazione abitativa - e deve essere riconoscibile per i terzi (DTF 127 V 237, consid. 1 pagg. 238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pagg. 77-78 e la giurisprudenza e la dottrina ivi citata).
Per contro, il luogo in cui sono depositati i documenti di identità, dove vengono pagate le tasse e dove vengono esercitati i diritti politici (DTF 97 II 1, consid. 4, pag. 6, DTF 102 IV 162, consid. 2b, pag. 164, DTF 90 I 28) possono unicamente avere valore di indizio: tali circostanze non sono, di per sé, determinanti.
Va peraltro rilevato che non è necessario che la persona abbia intenzione di rimanere per sempre o per un tempo indeterminato in quel luogo: è sufficiente che essa si proponga di fare di questo luogo il centro della sua esistenza, delle sue relazioni personali e professionali, in modo da dare al soggiorno una certa stabilità.
Esaminati attentamente gli atti presenti all’inserto lo scrivente Ufficio ritiene di poter concludere che – già al momento dell'inoltro della richiesta di prestazioni (mese di dicembre 2015; cfr. il doc. 28 incarto Al) – il fulcro ed il centro degli interessi (per intensità dei legami) dell'assicurata ed il luogo dell'effettiva abituale residenza della stessa non era in Ticino (a _) ma nel Canton _ (_), e ciò per i seguenti motivi:
- già in occasione del colloquio del 04.12.2015 tenutosi con il Capo gruppo _ (quindi antecedentemente al deposito della formale richiesta di prestazioni), la Signora RI 1 ha fatto presente all'amministrazione che il centro dei suoi interessi è a _.
In effetti, nel rapporto di rilevamento tempestivo sub. doc. 23 incarto Al si può leggere che:
"(...) Si tratta di una 25enne nubile senza figli, nata e cresciuta in Ticino da padre _ e madre _. Pur essendo domiciliata in Ticino, il centro dei suoi interessi attualmente è _ dove coabita in un appartamento che divide con altre 4 persone. Anche da un punto di vista medico è seguita nella città _. L'unico legame con il Ticino sono i genitori. (...)";
- come già detto al punto precedente, anche dal punto di vista medico (segnatamente per quanto concerne la patologia psichiatrica) l'assicurata è sempre stata in cura – perlomeno a far tempo dal mese di marzo 2011 – presso la Dr.ssa med. _ di _ (cfr. a tal proposito i doc. 33, 42 e 101 incarto Al);
- l'assicurata vive ormai da 10 anni in un appartamento sito nel Canton _ ed essa – già prima dell'inoltro della domanda Al — ha effettuato la maggior parte delle proprie esperienze lavorative in questo Cantone (cfr. ad esempio i doc. 24 e 32 incarto Al), facendone il centro della sua esistenza e delle sue relazioni personali e professionali;
- dalla diversa corrispondenza presente agli atti (che la Signora RI 1 intratteneva con le varie istituzioni, con i medici curanti, ecc.) si può dedurre che il luogo dell'effettiva abituale residenza dell'assicurata (e ciò già prima dell'inoltro della formale richiesta di prestazioni) è a _ (segnatamente in _);
- l'assicurata ha presentato due domande d'indennità di disoccupazione nel Canton _ (una nel mese di novembre 2014 ed una nel mese di novembre 2015, quindi anteriormente all'inoltro della domanda Al; cfr. in tal senso l'incarto DISO agli atti), dimostrando ulteriormente di avere il centro dei propri interessi personali e professionali in detto Cantone;
- all'interno della decisione sub. doc. 12 incarto DISO emanata dal Service public de l'emploi (Service juridique) di _ si legge che
"(...) Madame RI 1, née le _ 1990, domiciliée à _, prétend à des indemnités de chômage depuis le 1
er
novembre 2014 (réinscription le 23 novembre 2015) (...)"
, ciò che dimostra dome per i terzi (in casu il Service public de l'emploi di cui sopra) essa risulta inequivocabilmente domiciliata a _;
- infine, dal doc. C incarto TCA risulta che l'assicurata – in data 28 gennaio 2013 (quindi quasi 3 anni prima dell'inoltro della domanda Al qui in discussione) – ha firmato un contratto di stage con _, indicando di essere domiciliata in _.
Richiamato quanto esposta in precedenza, non vi sono elementi oggettivi esterni per ritenere che l'assicurata – al momento della presentazione della richiesta Al per adulti (14 dicembre 2015) – continuasse ad avere il centro degli interessi in Ticino, non risultando nemmeno, con il grado di verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali, che essa risiedeva effettivamente in maniera preponderante e duratura presso l'abitazione di _ con la madre.
Di conseguenza, si chiede pertanto a codesto lodevole TCA di voler annullare la decisione qui impugnata perché emanata da un'autorità territorialmente incompetente e di voler trasmettere gli atti all'Ufficio Al del Canton _ per ragione di competenza. (...)” (doc. IV pag. 2-4);
- sempre in risposta di causa, nel merito l’amministrazione evidenzia come “
il progetto sub. doc. 87 incarto Al (come pure la successiva decisione formale sub2 doc.. 105 incarto Al)
risultano prematuri nel caso concreto in considerazione delle argomentazioni esposte dall'amministrazione all'interno dell'annotazione 17 maggio 2018 qui allegata. Anche per detti motivi, la decisione impugnata va in ogni caso annullata e l'incarto retrocesso all'amministrazione affinché metta in atto i necessari accertamenti di natura economica conformemente a quanto descritto nell'annotazione summenzionata
”;
- interpellato da questa Corte a voler formulare osservazioni sulla risposta di causa, con scritto 18 giugno 2018 – postulan-do in via principale quanto chiesto nel gravame ed in via subordinata l’annullamento del provvedimento con conseguente riconoscimento di un’indennità per spese legali di fr. 3'352.85 – il patrocinatore dell’insorgente ha comunicato:
"
(...)
1.
Sostanzialmente l’Ufficio dell’assicurazione invalidità chiede che la decisione impugnata venga annullata dal TCA, poiché emanata da un’autorità territorialmente incompetente, essendo la signora RI 1 domiciliata a _ e non nel cantone Ticino.
A titolo abbondanziale, l’Ufficio Assicurazione Invalidità evidenzia come, nel merito, la decisione è da ritenersi quantomeno prematura in ragione di una annotazione per l’incarto 17 maggio 2018, allegata alla risposta 18 maggio 2018.
2.
La ricorrente non può che dirsi estremamente stupita della presa di posizione dell’Ufficio assicurazione invalidità.
La signora RI 1 non ha mai nascosto nulla all'Ufficio AI in merito in particolare al fatto che essa abita a _ da diversi anni e che sempre stata sua intenzione stabilirsi in quel Cantone.
La stessa risposta dell'Ufficio AI alla pagina 3 constata come già nel dicembre 2015 la signora RI 1 aveva fatto notare come il centro dei suoi interessi era _.
3.
Nella sua lettera 26 gennaio 2018 (doc. I, pag. 3), la dott.ssa _ medico curante della signora RI 1, sottolinea come la signora RI 1 vive a _ da 7 anni e che comunque l'Ufficio AI del Cantone Ticino avrebbe dovuto dare incarico all'Ufficio AI del Canton _ per eseguire la misura professionale.
« Afin d'avoir une meilleure chance de réussite, ces mesures professionnelles devront se faire en étroite collaboration entre l'office Al et le réseau thérapeutique. Le réseau thérapeutique de l'assurée est francophone et se trouve à _. C'est l'office Al de _ qui connaît des possibilités de stages et patrons possibles dans le canton de _. Cela est une deuxième raison très importante pour déléguer l'exécution de la mesure professionnelle à l'office Al du canton de _.»
(doc. I, pag. 3)
Infine si dirà che quando la signora RI 1 si è rivolta al sottoscritto legale, immediatamente è stato contattato telefonicamente l'Ufficio AI per porre il problema della competenza, ritenuto la ricorrente era domiciliata nel Canton _.
La risposta è stata rassicurante nel senso di dire che codesto lodevole TCA può ordinare delle misure da svolgere in un altro Cantone.
La conclusione della risposta al ricorso dell'Ufficio AI sorprende quindi non poco e avvilisce la signora RI 1.
4.
E' fuori discussione che il domicilio sotto il profilo del diritto civile della signora RI 1, inteso come il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi, sia _.
Se ci trovassimo all'inizio della procedura non vi è alcun dubbio che la ricorrente aderirebbe alle conclusioni dell'Ufficio AI senza particolari commenti.
Il problema è che dal deposito del formulario
"de communication pour adultes: Détéction précoce"
da parte della dott.ssa _, sono trascorsi più di due anni e mezzo.
Ora, senza voler dubitare delle solerzia con cui l'Ufficio AI del Canton _ evaderà il dossier, trattandosi di una questione comunque nuova, chi scrive può immaginare che ci vorrà ancora almeno un anno se non di più.
La signora RI 1 si troverà quindi a dover attendere ancora, svolgendo un'attività professionale precaria che innegabilmente non è adeguata al suo stato di salute, a questa conclusione giungono tutti i medici coinvolti, e dalla quale percepisce a malapena per vivere.
5.
Giusta l'art. 40 cpv. 3 OAI l'ufficio AI competente al momento della registrazione della domanda lo rimane durante tutta la procedura.
Appare innegabile che l'intera procedura è stata svolta dall'Ufficio AI del Cantone Ticino.
La constatazione dell'incompetenza dell'Ufficio AI del Cantone Ticino, l'annullamento della decisione impugnata e l'invio dell'intero incarto al Canton _, apparirebbe oltre che sproporzionato e lesivo del diritto della signora RI 1 di ricevere una decisione in tempi accettabili, anche in violazione del principio dell'economia di procedura.
Si chiede quindi che codesto lodevole TCA abbia a decidere, nel merito.
6.
Se questo Tribunale dovesse aderire alla richiesta dell'Ufficio AI, si chiede che la signora RI 1 non abbia a patire in alcun modo, quantomeno finanziariamente, e che quindi le spese legali vengano assunte dall'ufficio AI.
Si allega a questo proposito la fattura del sottoscritto legale per l'attività svolta sino ad oggi, così come l'estratto pratica che riporta ogni singola prestazione.” (doc. VIII);
- la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 a-gosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011);
- giusta l’art. 55 cpv. 1 LAI, per principio, l’Ufficio AI competente è quello del Cantone di domicilio dell’assicurato al momento della richiesta di prestazioni. Per la ricezione e l’esame delle richieste è competente l’ufficio AI nel cui campo d’attività gli assicurati hanno il loro domicilio (art. 40 cpv. 1 lett. a OAI). L’ufficio AI competente al momento della registrazione della domanda lo rimane durante tutta la procedura (art. 40 cpv. 3 OAI);
- sulla base degli atti all’inserto è da ritenere che al momento della richiesta di prestazioni (dicembre 2015) l’assicurata, per i pertinenti motivi illustrati nella risposta di causa dall’ammini-strazione ai quali va fatto quindi riferimento (cfr. supra), avesse il proprio domicilio nel Canton _, ossia nel Cantone dove – ai sensi degli artt. 13 cpv. 1 LPGA e 23 cpv. 1 CC ed in applicazione della relativa giurisprudenza federale – essa aveva (ed ha) il centro dei propri interessi e delle proprie relazioni personali;
- non spettava pertanto all’Ufficio AI del Canton Ticino, bensì all’Ufficio AI del Canton _, ricevere la domanda di prestazioni presentata l’11 dicembre 2015 e, dopo istruttoria, pronunciarsi nel merito della richiesta;
- secondo giurisprudenza,
di principio una decisione resa da un ufficio AI incompetente territorialmente non è nulla ma annullabile (STF 9C_877/2013 dell’11 marzo 2014 consid. 5.2; STFA I 232/03 del 22 gennaio 2004 pubblicata in SVR 2005 IV Nr. 39 S. 145; ZAK 1989 S. 606; DTF 122 I 97 consid. 3a). Inoltre, per motivi di economia processuale si può prescindere dall’annullare il provvedimento impugnato e rinviare gli atti all’autorità competente se l’eccezione di incompetenza non è stata sollevata e sulla base degli atti può essere presa una decisione:
“(...)
Die Verfügung einer örtlich unzuständigen IV-Stelle ist in der Regel nicht nichtig (SVR 2005 IV Nr. 39 S. 145, I 232/03 E. 4.1 mit Hinweis auf ZAK 1989 S. 606, I 106/89 E. 1b und BGE 122 I 97
E. 3a S. 99), wohl aber anfechtbar. Die kantonalen Gerichte haben ihre Zuständigkeit und diejenige ihrer Vorinstanzen von Amtes wegen zu prüfen. Nach der Rechtsprechung des Bundesgerichts kann indessen aus prozessökonomischen Gründen von der Aufhebung der angefochtenen Verfügung und der Überweisung an die zuständige Behörde abgesehen werden unter der Voraussetzung, dass einerseits die Unzuständigkeit nicht gerügt wird und anderseits aufgrund der gegebenen Aktenlage in der Sache entschieden werden kann (SVR
2005 IV Nr. 39 S. 145, I 232/03 E. 4.2.1; Urteile I 8/02 vom 16.
Juli 2002 E. 1.1; U 152/02 vom 18. Februar 2003 E. 2.1)
(...)” (STF 9C_891/2010 del 31 dicembre 2010, consid. 2.2; cfr. anche STF 9C_181/205 del 10 febbraio 2016 consid. 2.1, SVR 2005 IV Nr. 39, STFA I 8/02 del 16 luglio
2002, STFA U 152/02 del 18 febbraio 2003 e DFT 139 II 384 consid. 2.3);
- ne consegue che, nel caso concreto la decisione 22 marzo 2018 dell’Ufficio AI del Cantone Ticino deve essere annullata perché emanata da un’autorità incompetente ai sensi dell’art 55 cpv. 1 LAI
e gli atti trasmessi all’Ufficio AI del Canton _ affinché, dopo esperimento dei necessari ulteriori atti i-struttori e nel rispetto della procedura di preavviso di cui al-l’art. 57a LAI, si pronunci sulla domanda di prestazioni di RI 1. La vertenza in oggetto non è infatti suscetti-bile di essere decisa nel merito in considerazione del fatto che la fattispecie necessita di essere ulteriormente istruita e non essendo quindi data la possibilità per il Tribunale di pronunciarsi sul diritto o meno dell’assicurata a prestazioni AI (in specie a provvedimenti d’ordine professionale). Al riguardo giova riportare le considerazioni espresse pendente lite dal giurista AI e dal consulente AI:
"
Per quanto concerne l'aspetto medico, dalla perizia psichiatrica 27 gennaio 2017 effettuata dal _ è emerso – fra le altre cose – quanto segue:
"(...) Vista anche la giovane età, l'assenza di deficit cognitivi è indicata la messa in atto di provvedimenti professionali da parte dell'Al indirizzati inizialmente verso un orientamento professionale e in seguito verso una prima formazione adeguata ai limiti funzionali esposti. (...)
(...) L'assicurata sta ora iniziando un lavoro nell'ambito della ristorazione che non appare adeguato visti i ritmi e lo stress descritto che a mio avviso sono alla base dell'attuale psicopatologia con riattivazione del disturbo alimentare sotto forma ora di abbuffate ricorrenti. La prognosi appare abbastanza positiva: vista la cronicità del disturbo sono possibili ancora fasi di riacutizzazione anche importanti, tuttavia come segnalato dai curanti vi sono stati dei progressi che hanno portato ad una migliore consapevolezza e anche alla capacità di riuscire a controllare l'ultima fase restrittiva con importante sottopeso anche senza un ricovero. (...)".
Da parte sua, lo psichiatra SMR Dr. med. _ – all'interno del proprio rapporto finale 11 febbraio 2017 – ha precisato che:
"(...) Il perito ritiene opportuna la messa in atto di misure integrative/reintegrative in una assicurata che ha già ripreso una attività lavorativa, nell'ambito della ristorazione, non ritenuta dal perito indicata alle patologie dell'assicurata e al suo stato di salute. Sulla base di quanto argomentato, la probabilità che insorga un'incapacità al guadagno è preponderante. Sussiste minaccia d'invalidità. (...)”.
Come detto sopra, l'assicurata ha iniziato – nel mese di gennaio 2017 – un'attività quale barista presso lo _ di _ (cfr. in tal senso gli scritti della Signora RI 1 sub. doc. 66 e 68 incarto Al).
Il consulente in integrazione professionale _ – dopo aver incontrato l'assicurata il 9 agosto 2017 – ha specificato che l'assicurata
"vorrebbe in futuro, ma non ora, intraprendere una nuova professione ma solo quando si sentirà sicura"
rispettivamente che
"vorrebbe iniziare una nuova formazione ma si rende conto che non è II momento. Non saprebbe neppure cosa fare. Le ho consigliato di interpellare un orientatore professionale quando se la sentirà"
(cfr. il rapporto sub. doc. 82 incarto Al).
Nell'annotazione del 4 settembre 2017 agli atti, il consulente in integrazione professionale – dopo aver avuto un colloquio telefonico con l'assicurata e con l'assistente sociale della stessa – ha scritto che:
"In data odierna sono stato contattato dall'assicurata e dalla sua assistente sociale che mi comunicano che da una settimana l'assicurata è in malattia al 100% causa burn-out. Dico loro di inviarmi certificati medici di IL e chiedo di essere contattato dal medico curante che ha emesso II certificato di inabilità. Al momento chiedo al segretario ispettore di non uscire con il progetto.".
Nella successiva annotazione del 12 settembre 2017 agli atti, il consulente Al ha inoltre ritenuto opportuno chiudere il proprio mandato ESA (ovverosia il mandato per valutare l'eventuale diritto a provvedimenti professionali da parte dell'assicurata) chiedendo il trasferimento del dossier – per esame e competenza – all'Ufficio Al del Canton _.
Circa tre settimane dopo, l'amministrazione – contrariamente a quanto suggerito dal consulente in integrazione professionale – ha tuttavia emesso il progetto di decisione (cfr. il doc. 87 incarto Al).
Alla luce di quanto precede, detto progetto (come pure la successiva decisione formale del 22 marzo 2018) risulta pertanto
prematuro
(nel senso che il mandato ESA di cui sopra non è mai stato chiuso ed il consulente Al di _ deve ancora valutare l'eventuale diritto a provvedimenti professionali da parte dell'assicurata (soprattutto in seguito al bornout patito dalla stessa alla fine del mese di agosto 2017)).
In effetti, come già pronosticato dal _ e dal SMR dell'Al, l'attività di barista svolta presso lo _ di _ è stata interrotta il 28 agosto 2017 a causa del riacutizzarsi della malattia (cfr. i doc. 93-97 incarto Al).
Di conseguenza, come del resto richiesto sia dall'assicurata (cfr. il doc. 91 incarto Al nonché il ricorso dell'8 maggio 2018) sia dai propri medici curanti (cfr. in tal senso i doc. 101 e 106 incarto Al), il competente Ufficio Al del Canton _ – per il tramite di un proprio consulente in integrazione professionale – dovrà esaminare il diritto o meno della Signora RI 1 a provvedimenti professionali da parte dall'Al (segnatamente per quanto concerne l'orientamento professionale e la prima formazione professionale).
Nel merito, la decisione formale del 22 marzo 2018 – essendo prematura – va perciò annullata e gli atti vanno trasmessi – per competenza – all'Ufficio Al del Canton _ affinché un consulente in integrazione professionale di questo Cantone (dato che l'assicurata vive a _ da quasi 10 anni) valuti il diritto a provvedimenti professionali da parte della stessa e possa – se del caso – intraprendere un percorso professionale con quest'ultima.” (doc. IV/1)
-
secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200 e 1'000 franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; 8C_393/2008 del 24 settembre 2008);
- visto l'esito della vertenza, le spese di fr. 500 sono poste a carico dell'Ufficio AI;
- vincente in causa e
patrocinata da un avvocato, la ricorrente ha diritto ad un'indennità per ripetibili (art. 61 lett. g LPGA e art. 30 cpv. 1 Lptca);
-
l’importo delle ripetibili è determinato in base all’importanza della lite e alla complessità del procedimento, senza tener conto del valore litigioso (art. 61 lett. g LPGA e art. 30 cpv. 2 Lptca). L’art. 12 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 3.1.1.7.1; di seguito Regolamento) stabilisce da parte sua, per le pratiche senza valore determinato o determinabile, una tariffa oraria di riferimento di fr. 280, rimandando per il resto all’applicazione analogica dell’art. 11 cpv. 5, il quale, per la fissazione delle ripetibili, fa anch’esso riferimento al criterio della difficoltà e dell’importanza della lite (sulla commisurazione delle ripetibili tenendo conto dei suddetti due criteri cfr. Locher/Gächter, op. cit., § 76 n. 71-75, pp. 609-610). Per quanto concerne le spese (spese di cancelleria, come quelle di spedizione, di comunicazione, delle fotocopie e di apertura e archiviazione dell’incarto), l’art. 6 cpv. 1 del Regolamento pone il principio secondo il quale al patrocinatore può essere riconosciuto un importo forfetario in percento dell’onorario;
- ritenuta la non complessità della causa, stante il principio indagatorio vigente nel diritto delle assicurazioni sociali che allevia il lavoro del patrocinatore (DTF 114 V 87 consid. 4b, 110 V 365 consid. 3c) e dovendo essere considerate le prestazioni necessarie per lo svolgimento del patrocinio, appare in concreto giustificato riconoscere ripetibili (IVA inclusa) per fr. 2'500 (di cui fr. 274 per spese).
L’assegnazione di ripetibili rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014 consid. 5).

## Considerations