# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4fd9e0f7-7b52-5959-bfb1-6d8ef6b9da37
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nelle varie esecuzioni promosse contro PI 1 il 7 ottobre 2013, il 30 ottobre 2013, il 15 gennaio 2014, il 18 giugno 2014 e il 26 gennaio 2016 l’Ufficio esecuzione (UE) di Locarno ha pignorato i
“
diritti spettanti all’escusso nella comunione ereditaria”
composta oltre che di lui di PI 3, PI 4, PI 5, PI 6, PI 7, PI 8 e PI 9. In sede di pignoramento l’Ufficio ha indicato il valore di stima dell’interessenza spettante all’escusso nella comunione in fr. 1.–.
B.
Avendo alcuni creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a
un’udienza tenutasi il
22 gennaio 2015
a norma dell’art. 9 del Regolamento del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (RDC, RS 281.41)
, in occasione della quale nessuna conciliazione è potuta essere raggiunta in assenza di tutti i creditori e di parte dei membri della comunione ereditaria. In sede di conciliazione l’ufficio ha determinato la quota di spettanza del debitore nella comunione ereditaria in un ottavo. Esso ha rilevato che l’unico bene appartenente alla stessa è la particella n. _ RFD di _ del valore di
fr. 9'438.– e che il valore
della quota dell’escusso corrisponde dunque a fr. 1'179.75.
C.
Il 2 febbraio 2015 PI 8 e PI 7 hanno comunicato all’UE la loro disponibilità a ritirare gli attivi della comunione ereditaria per fr. 5'000.–. Tale offerta è stata sottoposta a tutti gli interessati il 5 agosto 2015. Non risulta avere ricevuto alcuna adesione.
D.
In precedenza, il 3 febbraio 2015, l’UE aveva assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso. Nel termine impartito nessuna proposta gli è pervenuta. Il 12 novembre 2015 l’UE ha informato tutti i creditori che il valore complessivo della quota di un settimo spettante al debitore nella comunione ereditaria è di fr. 1'664.40.
E.
Il 3 maggio 2016 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1, preavvisando la loro vendita ai pubblici incanti e precisando che alla quota pignorata l’UE attribuisce un valore di fr. 1'664.40, come stabilito nella comunicazione a tutti i creditori del 12 novembre 2015.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Ricevuta la domanda di vendita d’una parte in comunione, l’ufficio d’esecuzione convoca tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 RDC), dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC).
L’autorità di vigilanza deve determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF) scegliendo tra la messa all’asta oppure lo
scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC),
ritenuto che
giusta l’art. 10 cpv. 3 RDC la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativa
mente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
2.
Nel caso di specie in occasione dei pignoramenti l’Ufficio ha sempre simbolicamente
indicato il valore di stima
dell’interessenza spettante all’escusso nella comunione ereditaria in fr. 1.–. È solo in sede di conciliazione che l’UE ha stimato la quota ereditaria di PI 1
in fr. 1'179.75 in considerazione della sua partecipazione di un ottavo nella comunione ereditaria e del valore complessivo della stessa, che risulta proprietaria della sola particella n. _ RFD di _, di fr. 9'438.–.
In una comunicazione fatta ai vari creditori, il 12 novembre 2015
l’Ufficio ha precisato che alla comunione ereditaria appartengono anche la particella n. _ RFD di _ e la quota di comproprietà A di un quarto della particella n. _ RFD di _, e ha stabilito che il valore della quota ereditaria del debitore ammonta a un settimo del valore complessivo della comunione ereditaria, pari a fr. 11'651.–, ossia fr. 1'664.–. In occasione della presentazione dell’istanza l’Ufficio ha poi ribadito quanto scritto ai creditori il 12 novembre 2015.
Nel determinare la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria, l’Ufficio ha però omesso di considerare che PI 3, PI 4 e PI 5 sono i figli e il marito – e quindi gli eredi – di _, deceduta il 17 dicembre 2012, che era figlia di PI 2, mentre PI 6 e PI 9 sono i figli – e quindi gli eredi – di _, deceduto il 19
settembre 2001
, che era a sua volta figlio di PI 2,
(v. certificato ereditario emesso il 3 agosto 2007 dal Pretore della Giurisdizione di Locarno-Città e la banca dati dei movimenti della popolazione [“Movpop”]). Ne consegue che essendo i figli di PI 2 solo cinque e non sette, l’escusso, nella sua qualità di figlio della defunta,
partecipa nella misura di un quinto (e non di un settimo) alla comunione ereditaria. Premesso, tuttavia, che il valore globale della comunione ascende a fr. 11'651.–, il valore della sua quota è comunque di soli fr. 2'330.– ed è sufficientemente determinato nel senso dell’art. 10 cpv. 3 RDC perché si possa ordinarne la realizzazione a mezzo di pubblici incanti. Infatti, la soluzione alternativa dello scioglimento della comunione ereditaria e della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC) appare in concreto inadeguata, ove si confrontino il valore contenuto della quota con i tempi e i costi di una simile procedura. L’istanza va quindi accolta.
3
. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF per analogia).