# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6aae24b1-44e5-56b0-8e39-eb24ce108a53
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

descrive il passato di IM 2, le difficoltà riscontrate in Italia, il ghetto dove egli ha vissuto e la criminalità che lo circondava. L’imputato ha cercato di svolgere l’attività di compravendita di veicoli, prova ne è che veniva sempre fermato a bordo di un’auto diversa. È stato facile convincerlo a partecipare alla truffa, il compenso di EUR 1'500.- corrisponde a 3 o 4 mesi di guadagni legali. IM 2, il quale era presente alla conta, si è limitato per la durata di tutta l’operazione a restare in piedi in un angolo a guardare. Egli ha collaborato sin da subito permettendo agli inquirenti di ricostruire i fatti. Tornando ai fatti e al diritto, non ci sono contestazioni al di fuori del quadro tracciato. In merito alla commisurazione della pena, la difesa ritiene elevata la pena proposta dal PP, non tiene conto della differenza di ruolo ricoperto dai due imputati e deve essere ridotta a discrezione della Corte. Per quanto concerne l’applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP, in merito al precedente penale che impedisce la sospensione, la difesa precisa che si trattava del furto di una borsetta per cui è stato condannato a 6 mesi di pena detentiva in Italia, quando in Svizzera avrebbe preso una multa o nella peggiore delle ipotesi una pena di poche aliquote giornaliere. Nel diritto amministrativo per la questione ad esempio della revoca dei permessi un’eventuale pena inflitta in Italia viene considerata solo se idonea paragonata ad una pena inflitta in Svizzera. Il difensore trova improprio che in ambito di diritto penale questo confronto non avvenga. Chiede che questo elemento venga calcolato nella prognosi e che possa condurre la Corte a concedere la sospensione integrale della pena. In caso contrario, chiede che venga inflitta una pena detentiva di massimo 9 mesi. In merito all’eventuale risarcimento degli ACP, rileva come essi non si siano manifestati, chiede dunque al limite il rinvio al foro civile. Chiede infine il dissequestro di tutto quanto posto sotto sequestro, in particolare del cellulare, ritenuto che lo Stato non ha avanzato pretese di confisca in questo senso;
- l’avv. DIF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
descrive la truffa del rip deal. IM 1 ha riconosciuto di essere stato in un albergo a _ il 23 agosto 2013 e di aver consegnato la valigetta con soldi falsi alle vittime. Dopo aver consegnato la valigia, IM 1 è ripartito per l’Italia. Ha guadagnato 5'000 euro, di cui una parte considerevole la consegnava a IM 2. Egli non ha mai riconosciuto di aver agito col famoso mobiletto. A mente della difesa, il guadagno dell’imputato non è stato tratto dai 200'000 euro, dunque non è giusto imputargli la totalità di questo importo. Descrive la situazione personale dell’imputato ed il suo passato difficile, i suoi problemi di gioco d’azzardo e alcool. Egli di certo non si è mantenuto truffando. Ripercorre i precedenti penali. In merito alla colpa, sostiene di aver agito per aiutare sua madre nelle cure, afferma che la situazione finanziaria della famiglia non è buona, e 5'000 euro per lui potevano fare la differenza. IM 1 vorrebbe rifarsi una vita in _, evitando di ricadere nelle sue debolezze, è disposto ad imparare una nuova professione, si è già adattato precedentemente. Dal 31 luglio 2014 è in carcere. In conclusione, la difesa si rimette alla decisione della Corte per la quantificazione della pena, propone comunque la sospensione condizionale totale della stessa e un’eventuale applicazione dell’art. 67b CP. Per quanto riguarda le pretese degli ACP, chiede il rinvio al foro civile. Chiede infine il dissequestro integrale di tutti oggetti sequestrati;
- il Procuratore Pubblico in replica ricorda che secondo l’art. 42 cpv 2 CP la sospensione condizionale è possibile soltanto in caso di circostanze particolarmente favorevoli. Invece, secondo l’art. 43 cpv. 3 CP è possibile dare la sospensione parziale di una pena detentiva lasciando comunque una parte da espiare di minimo di 6 mesi.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 47, 51, 69, 70, 146 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations