# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5c555dac-d83f-5029-aeb0-74ee890e0296
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. a. L'8 aprile 2004, CO 1, agricoltore di professione, ha chiesto al municipio di Chironico il permesso di costruire una stalla/fienile in località Cimpiéi, su un terreno pianeggiante (part. 1126-1130), incluso nella zona agricola e situato in prossimità dell'abitato, sul lato ovest della strada cantonale, che collega Chironico a Lavorgo.
Al rilascio della licenza edilizia si sono tempestivamente opposti alcuni vicini, fra cui i qui ricorrenti RI 1, RI 2 e RI 3, proprietari di case d'abitazione (part. 1114, 1115, rispettivamente 1137) situate sul lato opposto della strada cantonale, i quali hanno contestato l'intervento per motivi riconducibili soprattutto alle immissioni di odori; motivi, che hanno successivamente ripreso e sviluppato davanti alle istanze di ricorso.
b. Preso atto dell'avviso favorevole dei Servizi generali del Dipartimento del territorio, il 21 settembre 2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alle condizioni poste dall'autorità cantonale e respingendo le opposizioni dei vicini.
c. La licenza è stata confermata integralmente dal Consiglio di Stato con decisione 30 agosto 2005, mediante la quale ha respinto l'impugnativa contro di essa inoltrata dagli opponenti.
In parziale accoglimento del ricorso inoltrato da quest'ultimi, con sentenza del 14 marzo 2007 (n. 52.2005.302), questo Tribunale l'ha a sua volta sostanzialmente confermata, subordinandola ad alcune condizioni volte a renderla compiutamente conforme al diritto (soppressione delle aperture previste nella facciata est e della recinzione per i vitelli da ingrasso, esecuzione a semplice luce delle eventuali finestre situate ad est della feritoia sul tetto).
Con sentenza 30 aprile 2008 (1C_105/2007), il Tribunale federale ha a sua volta confermato il predetto giudizio, respingendo, nella misura in cui era ammissibile, il ricorso in materia di diritto pubblico contro di esso interposto da RI 1
, RI 2 e RI 3.
B. a. Il 24 aprile 2009, RI 1, RI 2 e RI 3 hanno chiesto al municipio di Chironico, quale autorità che ha rilasciato la licenza, al Consiglio di Stato, quale autorità di vigilanza sui comuni ed al Dipartimento del territorio, quale autorità competente ad applicare la legislazione ambientale, di revocare il permesso di costruzione rilasciato a CO 1.
Gli istanti hanno fondato la loro richiesta anzitutto su un'asserita violazione delle distanze minime della stalla dalle abitazioni, che avevano già fatto valere senza successo davanti al Tribunale federale e che risulterebbe confermata sia dal rapporto 21 settembre 2007 inoltrato a quest'ultimo dall'Ufficio federale dell'ambien-te (UFAM), sia da una perizia commissionata dagli stessi opponenti alla _. Gli stessi hanno inoltre fatto presente che la licenza disattenderebbe anche le disposizioni della polizia del fuoco, quelle della legislazione sui sussidi, nonché le nuove disposizioni della legislazione sulla protezione degli animali entrate nel frattempo in vigore.
b. In via provvisionale, gli istanti in revoca hanno chiesto al municipio di impedire al beneficiario della licenza di iniziare i lavori di costruzione.
In accoglimento di quest'ultima richiesta, il 29 aprile 2009 il municipio ha ingiunto al ricorrente CO 1 di non modificare lo stato di fatto dei fondi, astenendosi dall'iniziare qualsiasi lavoro.
c.
Con risoluzione 16 giugno 2009 (n. 2971), il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso inoltrato da CO 1 contro tale provvedimento cautelare, annullandolo siccome immotivato e fondato su una ponderazione insostenibile degli interessi contrapposti.
Contro questa risoluzione governativa non è stato interposto ricorso.
C. Con decisione 17 luglio 2009, il municipio ha respinto la domanda di revoca del permesso di costruzione 21 settembre 2004 inoltrata dai vicini RI 1 e RI 2.
Narrati i fatti salienti, il municipio ha anzitutto ricordato che la revoca delle licenze edilizie è regolata dall'art. 18 LE. Sia la revoca, sia il riesame o riconsiderazione di licenze edilizie cresciute in giudicato formale, ha aggiunto, dipendono dal verificarsi di una modifica rilevante della situazione di fatto o di diritto, rispettivamente dalla scoperta di mezzi di prova che il richiedente non conosceva prima della decisione o che non aveva potuto far valere. Con esauriente motivazione - di cui si dirà più in esteso nei considerandi di diritto - l'autorità comunale ha ritenuto che tali presupposti fossero insoddisfatti. L'asserita violazione delle norme sulle distanze, ha in particolare rilevato, era già stata fatta valere nell'ambito del ricorso al Tribunale federale, mentre l'attestato di conformità con le norme antincendio è stato aggiornato in funzione delle correzioni al permesso apportate dal giudizio del Tribunale cantonale amministrativo. Le nuove disposizioni dell'ordinanza sulla protezione degli animali del 23 aprile 2008 (OPAn; RS 455.1) e dell'ordinanza dell'Ufficio del veterinario federale (UFV) sulla detenzione di animali da reddito e di animali domestici del 27 agosto 2008 (RS 455.110.1), entrate in vigore il 1° settembre, rispettivamente il 1° ottobre 2008, non sono atte a costituire impedimenti di diritto pubblico al rilascio della licenza. La zona di pianificazione, infine, non era ancora stata pubblicata. La maggior parte delle difformità lamentate è del resto di competenza del Cantone, che si era già espresso negativamente sulla domanda di revoca della licenza. Atto che, peraltro, è stato rilasciato in esito ad un procedimento completo ed esauriente, nel quale tutte le istanze competenti sono state coinvolte.
D. Con ricorso 31 agosto 2009 (a), RI 1, RI 2 e RI 3 hanno impugnato la predetta decisione municipale davanti al Consiglio di Stato, chiedendo che fosse annullata e che la licenza fosse revocata.
a. In via pregiudiziale, gli insorgenti hanno ricusato l'intero collegio governativo, sollecitando l'istituzione di un tribunale indipendente
per giudicare la vertenza relativa all'istanza di revoca della licenza edilizia concessa a CO 1
Dopo aver rilevato di avere nel frattempo notificato al Consiglio di Stato delle pretese di risarcimento per il danno arrecato loro dalla licenza, che sarebbe stata accordata in violazione del diritto, gli istanti in ricusa sostengono che nell'ambito del giudizio sul ricorso interposto dal beneficiario della licenza contro il divieto di iniziare i lavori di costruzione, impartitogli in via cautelare dal municipio, il Governo avrebbe anticipato il giudizio sulla fondatezza della domanda di revoca del permesso di costruzione, reputandola
al limite della temerarietà
e configurandola
alla stregua di un mero espediente volto a rimettere in discussione ciò che non può più esserlo
.
b. Nel merito, gli insorgenti hanno riproposto ed ulteriormente sviluppato gli argomenti addotti senza successo davanti all'ese-cutivo comunale. La costruzione, obiettano, violerebbe le distanze minime dalle loro case calcolate in base alle direttive FAT, disattenderebbe le norme sulla polizia del fuoco e quelle sui sussidi, si porrebbe in contrasto con le nuove disposizioni della legge sulla protezione degli animali. Essa risulterebbe inoltre contraria alle condizioni poste dalla giurisprudenza del Tribunale federale per riconoscere la conformità di zona delle costruzioni ubicate nella zona agricola. Comprometterebbe inoltre lo sviluppo pianificatorio dell'intero comune, che nel frattempo il municipio ha deciso di salvaguardare, istituendo una zona di pianificazione concernente anche il comparto di Cimpiéi.
E. a. Allo scopo di definire aree destinate ad insediamenti residenziali o artigianali, il 16 giugno 2009 il municipio aveva in effetti deciso di istituire una zona di pianificazione su tre distinti comparti, fra cui quello in cui sono ubicati i fondi dedotti in edificazione.
Con lettera 17 luglio 2009, l'esecutivo comunale ha comunicato al beneficiario della licenza che
il progetto edilizio di carattere agricolo in corso di costruzione
era
incompatibile con la zona di pianificazione
e che avrebbe dovuto
essere interrotto dal momento della pubblicazione
.
b. Contro la zona di pianificazione, pubblicata dal 27 luglio al 27 agosto 2009, CO 1 è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo in via provvisionale la concessione dell'effetto sospensivo, in modo da poter continuare i lavori di costruzione della stalla, che aveva nel frattempo iniziato.
c. Con decreto 17 agosto 2009, il presidente del Tribunale cantonale amministrativo ha respinto la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso inoltrato contro la zona di pianificazione, trasmettendolo al Consiglio di Stato per evasione nella misura in cui contestava la richiesta 17 luglio 2009 del municipio di interrompere i lavori.
d. Il 6 ottobre 2009, il Consiglio di Stato (ris. gov. n. 5064) ha dichiarato irricevibile, per carenza di decisione impugnabile, il ricorso inoltrato dal beneficiario della licenza contro la richiesta del municipio di interrompere i lavori di costruzione della stalla.
F. a. Pochi giorni dopo, il 15 ottobre 2009, il municipio ha accertato che la licenza edilizia 21 settembre 2004 rilasciata a CO 1 per la costruzione della stalla era incompatibile con la zona di pianificazione pubblicata dal 27 luglio al 27 agosto 2009 e che i lavori non avrebbero potuto essere continuati sino alla scadenza della zona di pianificazione o ad una sua revoca.
b. Con ricorso 23 ottobre 2009 (b), il beneficiario della licenza ha impugnato anche questo provvedimento davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento e postulando in via cautelare la concessione dell'effetto sospensivo.
c. In sede di osservazioni 2 novembre 2009 alla domanda di concessione dell'effetto sospensivo, il comune di Chironico ha chiesto la ricusa dell'intero Consiglio di Stato in considerazione del fatto che nel precedente giudizio del 6 ottobre 2009 (n. 5064), il Governo aveva rilevato che qualora la richiesta 17 luglio 2009 rivolta dal municipio a CO 1 fosse stata una decisione, il ricorso da questi inoltrato contro di essa sarebbe stato accolto, poiché la zona di pianificazione non poteva inibire gli effetti della licenza edilizia.
G. a. Preso atto delle osservazioni inoltrate dal Consiglio di Stato e dal comune, che si erano rimessi al suo giudizio, il 30 novembre 2009 (n. 52.2009.334), il Tribunale cantonale amministrativo ha parzialmente accolto l'istanza di ricusa inoltratagli da RI 1, RI 2 e RI 3, rinviando gli atti al Consiglio di Stato affinché stabilisse se istituire un tribunale indipendente
ad hoc
che si pronunciasse sul ricorso (a) inoltrato dagli istanti in ricusa contro la decisione del municipio di non revocare la licenza, oppure trasmettesse l'impugnativa a questo Tribunale affinché la evadesse
omisso medio.
Con risoluzione 2 marzo 2010 (n. 1028), il Consiglio di Stato ha optato per la seconda ipotesi.
b. L'11 febbraio 2010, il Tribunale cantonale amministrativo ha accolto anche la domanda di ricusa presentata dal comune (STA n. 52.2009.467), rinviando gli atti al Consiglio di Stato affinché si determinasse sull'alternativa di cui si è detto sopra.
Anche in questo caso, con risoluzione 21 aprile 2010 (n. 1984), l'Esecutivo cantonale ha trasmesso al Tribunale cantonale amministrativo per evasione il ricorso (b) inoltrato da CO 1 contro la decisione 15 ottobre 2009 del municipio di sospendere l'esecutività della licenza edilizia.
H. a. Con risposta 1° ottobre 2009 al merito del ricorso (a) inoltrato da RI 1 RI 2 e RI 3, il municipio ha chiesto la conferma della decisione 17 luglio 2009 con la quale si era rifiutato di revocare la licenza edilizia. Gli argomenti addotti dagli istanti in revoca, ha ribadito, non giustificherebbero una revoca.
I Servizi generali del Dipartimento del territorio hanno per contro rilevato che per modificare la controversa licenza edilizia i ricorrenti avrebbero dovuto chiedere la revisione della sentenza 30 aprile 2008 del Tribunale federale.
b. Mediante replica del 23 ottobre 2009, RI 1 RI 2 e RI 3 hanno dal canto loro ribadito le critiche sollevate in precedenza in relazione al calcolo delle distanze, chiedendo l'allestimento di una perizia giudiziaria. Lesiva del diritto, oltre che di interessi preponderanti, sarebbe pure l'ubicazione della stalla, che si porrebbe in contrasto con le condizioni fissate dalla giurisprudenza del Tribunale federale per le costruzioni nella zona agricola. Ad essa, hanno concluso, si opporrebbero interessi pubblici preponderanti.
Con la duplica dell'11 novembre 2009, il municipio si è confermato nelle precedenti prese di posizione, osservando in particolare che gli aspetti sui quali si fondava la domanda di revoca rientravano nella sfera delle competenze decisionali del Cantone.
I. a. Il 23 aprile 2010 si è tenuta un'udienza davanti al giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo, nel corso della quale, ricapitolato lo stato del procedimento, sono stati portati a conoscenza delle parti gli atti acquisiti, è stata data loro facoltà di produrre nuovi documenti e di sollecitare l'assunzione di ulteriori prove e si è presa visione della situazione dei luoghi, nonché dello stato di avanzamento dei lavori di costruzione della stalla, fermi allo stadio delle fondamenta.
b. Depositati gli atti acquisiti, il Tribunale ha dato alle parti la possibilità di inoltrare eventuali osservazioni.
Avvalendosi di questa facoltà, CO 1, che si era limitato a prendere posizione sulla domanda di ricusa, ha contestato in dettaglio le tesi sviluppate dagli insorgenti con il ricorso inoltrato contro la decisione 17 luglio 2009 con cui il municipio aveva respinto la richiesta di revoca della licenza edilizia accordatagli per la costruzione della stalla.
Gli istanti in revoca hanno dal canto loro ribadito le domande di prove formulate in sede di udienza. Parallelamente, hanno chiesto di vietare, a titolo di misura cautelare, la prosecuzione dei lavori.
Il municipio ha formulato alcune precisazioni in merito alle prove.
c. Con decreto 21 maggio 2010, il giudice delegato ha respinto le domande di prove formulate dai ricorrenti RI 1 e RI 2, assegnando alle parti un termine per le conclusioni.
K. Il 19 maggio 2010 il comune di Chironico ha chiesto il rigetto del ricorso 23 ottobre 2009 (b), interposto da CO 1 contro la decisione 15 ottobre 2009 con cui il municipio ha accertato l'incompatibilità della licenza in discussione con la zona di pianificazione ed imposto la sospensione dei lavori. Postulato il richiamo degli atti della parallela procedura (52.2010.91), il comune si è sostanzialmente riconfermato nella propria decisione del 15 ottobre 2010. Di questo allegato, come pure delle osservazioni al ricorso (b) formulate il 2 novembre 2009 da RI 1i, RI 2 e RI 3 e il 4 novembre dall'Ufficio delle domande di costruzione si dirà, per quanto necessario, nei considerandi di diritto.
L. a. Con le conclusioni, i Servizi generali hanno sollecitato il rigetto del ricorso (a) inoltrato da RI 1, RI 2 e RI 3, ribadendo che la revoca della licenza avrebbe semmai dovuto essere chiesta al Tribunale federale, mediante domanda di revisione della sentenza che aveva confermato il giudizio di questo Tribunale.
b. Con chiare e stringate osservazioni, il municipio ha chiesto la conferma della decisione 17 luglio 2009, qui impugnata, ribadendo che gli aspetti rilevanti per il giudizio sulla revocabilità della licenza sono di pertinenza dell'autorità cantonale, che si è opposta all'accoglimento della domanda inoltrata dagli insorgenti.
c. Ad identica conclusione è pervenuto il resistente CO 1, che si è confermato nelle osservazioni che aveva appena presentato, limitandosi ad alcune puntualizzazioni.
d. Stigmatizzata la mancata assunzione di una perizia sulle distanze della nuova stalla dalla zona abitabile, i ricorrenti RI 1 e RI 2 hanno evidenziato come il municipio abbia rigettato la domanda di revoca soprattutto in considerazione del fatto che i motivi addotti riguarderebbero ambiti di competenza del Cantone. Censurabile sarebbe pure la mancata valutazione delle scheda dell'inventario ISOS, che sottolinea la necessità di tutelare il piano di accesso al villaggio di Chironico.
Con lunghe disquisizioni, gli insorgenti hanno insistito nel sottolineare come le perizie dell'UFAM, della _ e della _, siano concordi nell'affermare che la stalla dovrebbe distare dalla zona abitabile ben più dei 35 m ritenuti dal Tribunale cantonale amministrativo nella sentenza 14 marzo 2007.
Rilevanti ed atte a giustificare la revoca sarebbero pure le difformità riscontrabili per rapporto alla sicurezza contro gli incendi. I pochi lavori sinora eseguiti nel deliberato intento di eludere l'istanza di revoca e la zona di pianificazione non osterebbero all'accoglimento del ricorso.
M. a. Con sentenza 5 marzo 2010 (n. 90.2009.61/59/66), il Tribunale cantonale amministrativo ha accolto parzialmente il ricorso inoltrato da CO 1 contro la zona di pianificazione istituita dal municipio, che è stata annullata, nella misura in cui era riferita al comparto di Cimpiéi.
b. Il 26 marzo 2010, il municipio ha deciso di riproporre la zona di pianificazione che era appena stata annullata da questo Tribunale limitatamente al comparto di Cimpiéi. Contro questa nuova misura di salvaguardia della pianificazione, pubblicata dal 10 aprile al 10 maggio 2010, CO 1 è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo con ricorso 22 aprile 2010, chiedendone l'annullamento. L'impugnativa è tuttora pendente.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire su entrambi i ricorsi, è data dagli art. 21 della legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1) e 43 della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; RL 3.3.1.1).
1.2. La legittimazione attiva dei ricorrenti RI 1, RI 2 e RI 3 ad impugnare la decisione 17 luglio 2009, con cui il municipio di Chironico ha respinto la loro domanda di revocare la licenza edilizia 21 settembre 2004 rilasciata a CO 1 per la costruzione di una stalla/fienile, è certa ed incontestata. Gli insorgenti sono abilitati ad agire in giudizio non solo nella misura in cui sono proprietari di fondi situati nelle immediate vicinanze e già opponenti, ma anche in quanto autori della domanda di revoca respinta.
Altrettanto certa è la qualità del ricorrente CO 1 ad impugnare la decisione 15 ottobre 2009 con cui lo stesso municipio ha accertato l'incompatibilità della licenza con la zona di pianificazione pubblicata dal 27 luglio al 27 agosto 2009 sul comparto comprendente i fondi dedotti in edificazione, sospendendo l'esecutività del provvedimento.
1.3.
Entrambi i ricorsi, tempestivi (art. 46 cpv. 1 LPamm),
sono dunque ricevibili in ordine.
1.4. Vertendo sulla medesima fattispecie, le impugnative possono essere evase con un unico giudizio (art. 51 LPamm).
1.5. Giudicando quale prima ed unica autorità di ricorso cantonale, in luogo e vece del Consiglio di Stato, ricusato, il Tribunale cantonale amministrativo statuisce sui ricorsi con pieno potere di cognizione.
1.6. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti dei due procedimenti (art. 18 cpv. 1 LPamm), senza assumere tutte le prove chieste dai ricorrenti RI 1 e RI 2. Non si tratta in effetti di prove destinate a dimostrare che
le circostanze si sono modificate in modo rilevante dopo la decisione che chiedono di revocare. Né si tratta di prove che gli insorgenti non conoscevano o non avevano ragione di addurre o chiedere nell'ambito del procedimento sfociato nella sentenza 30 aprile 2008 del Tribunale federale.