# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4a5d26b6-2b30-521e-91c1-13cf8d25261a
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto e in diritto:
1.
In data 24 agosto 1978 è stata costituita con sede a Bellinzona la _ le cui azioni sono così state assunte e sottoscritte:
·
_ (fratello dell'attore): no. 100 azioni nominative del valore di nominali fr. 100.- ciascuna, per complessivi fr. 10'000.-;
·
_ idem;
·
_: no. 80 azioni al portatore da fr. 1'000.- ciascuna, per complessivi fr. 80'000.-
L'amministrazione è stata affidata a _, in veste di presidente, all'attore e a _ come membri del Consiglio d'amministrazione (doc. A). Il 31 marzo 1983 l'assemblea degli azionisti ha nominato un nuovo consiglio, sostituendo l'attore e _ con i nuovi membri _ (padre dell'attore) e dott. _. Da allora (e fino all'introduzione di questa causa) non sono più state tenute assemblee generali della società anonima (doc. F).
2.
In seguito alla ripetuta richiesta dell'attore di convocare un'assemblea degli azionisti nel corso del mese di gennaio 1997 e sulla base di indicazioni del dott. _ all'indirizzo del presidente della società (doc. N) è sorta la contestazione della qualità di azionista dell'attore, ribadita nello scritto 10 giugno 1997 del patrocinatore della società (doc. S). Da qui la presente vertenza giudiziaria. Con la petizione _ ha negato la tesi di controparte secondo cui egli avrebbe sottoscritto le azioni a titolo fiduciario; al proposito si è fondato sulla circostanza di aver dichiarato al fisco la proprietà delle azioni contese e di essere stato formalmente riconosciuto azionista sia da _, sia dalla _, sia -in particolare- dal fratello _, con atti scritti di data 27 maggio 1981 (doc. B e C).
La convenuta si è opposta alla petizione all'appoggio di tutta una serie di elementi di fatto che, in sostanza, attengono a due circostanze fondamentali. Anzitutto scopo della costituzione della società è stato quello di permettere, con un investimento contenuto, il controllo da parte del gruppo _ delle ditte _. Ne conseguirebbe che l'interesse all'operazione non era dei singoli sottoscrittori delle azioni, ma del gruppo di cui facevano parte, oltre alla convenuta, le società _ _, _. In secondo luogo, dalla contabilità delle società del gruppo risulterebbe come il capitale corrispondente alla sottoscrizione delle azioni da parte di Libero e di _ sia in realtà stato loro messo disposizione dalla _. Si tratta -considera la convenuta- di elementi di valutazione atti a dimostrare la fragilità degli atti formali esibiti dall'attore a sostegno della petizione.
3.
Con la querelata sentenza il segretario assessore della Pretura di Bellinzona, considerata l'inattendibilità del teste _ e stabilito come l'onere della prova sulla pretesa sottoscrizione fiduciaria delle azioni incombesse alla parte che sosteneva tale tesi, ossia alla società convenuta, ha concluso in particolare: che lo scopo dell'operazione commerciale in sé non sarebbe compromesso dalla sottoscrizione delle azioni da parte dei fratelli _ personalmente, allora perfettamente integrati nel gruppo di famiglia; che non v'è indizio che l'attore non fosse finanziariamente in grado di assumersi quella partecipazione; che vi possono essere diversi motivi per cui l'attore, prima del 1996 (o del 1994), non avesse mai espresso interesse per i destini della convenuta; che le operazioni contabili sui cui la convenuta fondava parte della sua tesi difensiva non si prestano a conclusioni tanto chiare quanto essa pretende, con particolare riferimento alla cifra di cui l'attore avrebbe beneficiato. Ne ha concluso per l'insufficiente rilevanza degli indizi offerti dalla convenuta.
4.
Con l'appello la convenuta censura in particolare la decisione del primo giudice di considerare inattendibile la deposizione del teste _; per il resto, ripropone gli argomenti già esposti in prima sede, salvo per quanto verrà detto oltre.
Delle osservazioni dell'attore si dirà se necessario nel seguito.
5.
Non è contestato in questa sede né l'onere della prova a carico della convenuta, né la possibilità di far fronte al medesimo sulla base di prove indiziarie, in particolare nella fattispecie poiché, come ammette la ricorrente
il fatto che una persona abbia agito fiduciariamente attiene alla sfera interna, cosicché la dimostrazione può essere fornita soltanto per via indiretta, specie mediante indizi
(appello, pag. 8). In effetti, in mancanza di una prova assoluta, il giudice può dedurre il suo convincimento sulla certezza dei fatti che stanno a fondamento del rapporto giuridico controverso anche da prove indirette o da indizi. In tal caso la certezza del fatto può essere dedotta dalla concordanza critica di indizi affermativi. In altre parole, la verosimiglianza dedotta da tali elementi è sufficiente quando permetta un tale grado di convinzione logica da prevalere largamente sulla possibilità del contrario, così che quest'ultima non entri più in linea di conto (
Cocchi / Trezzini
, CPC-TI, art. 90, m. 10, 12 e 13).
6.
Per quanto riguarda la testimonianza del dott. _, al di là di ogni considerazione sulla correttezza processuale della sua audizione a causa della posizione del teste in _, il giudizio del pretore è stato preso nell'ambito della specifica competenza di valutazione delle prove secondo il suo libero convincimento (art. 90 CPC). In questo ambito s'inserisce anche la valutazione di una deposizione testimoniale, con la precisazione che la credibilità del teste può essere intaccata in particolare nel caso in cui vengano accertate gravi discordanze tra i fatti così come riferiti dal teste ed elementi fattuali deducibili da altre prove (
Cocchi / Trezzini
, op. cit., art. 90, m. 34). In concreto tuttavia, prima ancora di essere in contrasto con le risultanze di altre prove, la testimonianza _ appare poco convincente o persino contraddittoria in sé, al punto che, su determinati temi, finisce per compromettere il suo valore probatorio. Così, sulla qualità di azionista dell'attore, il teste -in un primo tempo e già con riferimento al documento N- afferma di aver potuto negare il fatto sulla base non di conoscenze personali, ma
di informazioni ottenute ...dal signor _,
ovvero nel senso che
a partire dal luglio 1981 ciò non risultav
a. Più oltre afferma invece:
Non fu il signor _ a dirmi che il fratello non era azionista, ma fui io stesso a sostenerlo;
e ciò per dichiarare che -come esposto nel seguito della deposizione- solo dopo aver preso posizione spontaneamente alle richieste dell'attore (doc. N), ebbe conferma del fatto in esame da parte di _: preso atto di questo
parere
, ebbe cioè la verifica
che quanto scritto era corretto.
La testimonianza appare così di scarsissimo rilievo, sia perché il teste non dice come mai, in fase di redazione del documento N, abbia potuto affermare con tanta sicurezza che l'attore non era azionista; sia perché, malgrado la certezza espressa, ritenne poi di sentire il fratello dell'attore per avere conferma delle sue affermazioni: ciò che è avvenuto non sulla base di un accertamento o di un motivo determinato, ma di una semplice opinione di _: ...
ebbe a confermarmi che ..., almeno a suo parere, ecc.
Inoltre, nel suo scritto 17 gennaio 1997 (doc. N) -che il teste ha pienamente confermato nel suo  aveva affermato che non gli
risultava che il postulante
(ossia l'attore) fosse
iscritto nel libro degli azionisti.
Per contro ha poi deposto:
Non ho mai visto il libro degli azionisti della convenuta né avevo elementi per ritenere che ne esistesse uno
. Contraddizioni che non solo compromettono la prova quo il suo valore processuale, ma che, in generale, gettano dubbi non irrilevanti sulla tesi dell'appellante, tenuto conto come la vertenza abbia preso avvio, non soltanto, ma anche sulla base della reazione del dottor _ (doc. N) alle richieste dell'attore dapprima di essere informato sulla società e in seguito di convocare un'assemblea.
Anche riguardo a mandati di natura fiscale svolti in favore dell'attore (circostanza ammessa dalla convenuta), la testimonianza può invero lasciare perplessi nel confronto con parte del plico doc. FF, anche se il teste -a ben vedere- si è espresso con il beneficio del dubbio. Se ne deve così concludere non per una vera e propria carente credibilità del teste _, ma per il nullo valore probatorio di talune sue affermazioni a sostegno dei fatti allegati dalla convenuta, in particolare a proposito del rapporto fiduciario nell'ambito del quale l'attore avrebbe operato. Al proposito va ancora rilevato che lo stesso teste ha deposto che a partire dal luglio 1981 la pretesa qualità di azionista dell'attore non risultava, precisando che quel momento
corrispondeva alla data a partire dalla quale sono iniziati i contrasti all'interno della famiglia _.
Ciò che potrebbe non essere irrilevante anche relativamente all'opinione espressa al proposito da _ e riferita dal teste.
7.
Se lo scopo della costituzione di _ non è contestato, ciò non necessariamente è destinato a incidere sulla questione controversa. E' accertato che l'iniziativa dell'acquisto e del risanamento delle due società (_) è stata del gruppo _e, di conseguenza, anche quella di creare una holding che ne permettesse il controllo (teste _); non deve tuttavia essere dimenticato che nel gruppo i famigliari che si dedicavano alle diverse attività commerciali -il padre e i due figli- erano uniti nella gestione degli interessi comuni (doc. V); è vero poi che dopo il 1981, coll'insorgere di profondi dissidi in particolare fra l'attore e _, i rapporti patrimoniali fra le stesse persone che per anni avevano collaborato si sono dimostrati estremamente complessi, tanto da essere oggetto di diverse procedure civili e penali (doc. CC, DD). Orbene, se è vero quanto affermato da altro giudice su questa circostanza, ossia che,
il fatto che i figli
(_)
agissero di persona nell'ambito delle loro mansioni societarie ancora non dimostra che fossero loro i proprietari della ditta
(doc. V, pag. 14), è innegabile che proprio la complessità dei rapporti economici fra persone fisiche e persone giuridiche del gruppo, rispettivamente fra i membri della famiglia, non permette di escludere
eo ipso
la partecipazione personale dell'attore da una singola operazione commerciale, a causa dell'interesse preponderante del gruppo rispetto all'interesse dell'attore. Va osservato inoltre che -al momento della sottoscrizione del capitale sociale di _ - questi faceva pur parte di quello stesso gruppo e che, a prescindere dagli interessi preponderanti descritti, è pacifico che la partecipazione finanziaria di maggioranza nella società convenuta è di persone che non appartengono al gruppo (doc. A; teste _). D'altra parte, la già citata sentenza della I CCA in re _ c/ _ (doc. V) sulla proprietà delle azioni dell'_, afferma tra l'altro che _ e _
, hanno lavorato per decenni nell'azienda familiare, dedicandosi al suo sviluppo e al suo consolidamento. In quest'ambito essi hanno partecipato alla costituzione delle nuove società, sottoscrivendo personalmente parte delle azioni: entro questi limiti la dimostrazione della loro proprietà non può essere revocata in dubbio, specie in assenza della prova di rapporti fiduciari ecc.
(doc. V, pag. 16). Discorso che -ancorché quella decisione non possa evidentemente essere determinante in concreto- appare calzante nella presente fattispecie, laddove si osservi che anche la costituzione e gli aumenti di capitale di quelle società rientravano indubitabilmente negli scopi commerciali del gruppo _.
8.
Un ulteriore argomento dell'appello concerne i riscontri contabili dell'Istituto _ che risulta aver ridotto la posta "correntisti" del proprio bilancio da fr. 250'000.- al 31 dicembre 1977 a fr. 150'000.- al 31 dicembre 1978 (doc. 3). Sulla base di questi documenti la convenuta afferma non solo che il correntista sarebbe stata la _, ma anche che la restituzione dell'importo di fr. 100'000.- sarebbe stato da questa società messo interamente a disposizione per la costituzione della _: ciò escluderebbe che l'attore abbia sottoscritto personalmente azioni per complessivi fr. 10'000.- Sennonché i documenti menzionati, così come le fotocopie del libro cassa dello stesso Istituto Grafico (IGC: doc. 6) servono solo ad attestare la modifica di una posta di bilancio di quella stessa società; nemmeno danno indicazioni sull'identità del correntista dal momento che il fatto non trova conferma né nella contabilità della _, né in altre prove. Tanto meno sono atti in qualche modo a confortare la tesi dell'appellante per quanto riguarda la partecipazione personale dell'attore. Comunque nemmeno v'è spiegazione sul fatto, rilevato dalla sentenza impugnata, che la somma messa a disposizione dal gruppo sarebbe di fr. 100'000.- (pari all'intero capitale sociale di _), quando azioni per complessivi fr. 80'000.- risultano sottoscritte dalla _, per sé o -come già detto- per persone estranee al gruppo _. Che quest'ultimo, come afferma l'appellante, abbia anticipato l'intero capitale necessario, ossia fr. 100'000.-, è tuttavia fatto nuovo: infatti, in prima sede, la convenuta ha omesso di allegare questo fatto particolare, affermando in modo generico che la restituzione della somma in questione alla _ implicava la sua partecipazione finanziaria all'operazione, ancorché riferendosi con ciò a quanto l'attore avrebbe dovuto mettere a disposizione personalmente (risposta, ad 1.3; duplica, idem; conclusioni, ad 3). L'argomento, comunque non comprovato né reso verosimile, dev'essere così disatteso in virtù dell'art. 321 CPC. Se ne deve concludere che, contrariamente all'assunto dell'appellante a comprova del preteso rapporto fiduciario, essa non ha recato la prova che l'importo di fr. 10'000.- (né quello di fr. 100'000.--) sia stato messo a disposizione per la costituzione della società dalla _.
9.
Sempre a sostegno dell'esistenza di un rapporto fiduciario l'appellante, anche in questa sede, fa riferimento alla dichiarazione 13 agosto 1998 di _, nella sua veste di amministratore unico della _, con cui questa revocava il mandato fiduciario a suo tempo conferito all'attore in vista della costituzione di _, per il caso che ciò non fosse già avvenuto per atti concludenti (doc. 4). Sennonché, questo atto unilaterale non può avere rilevanza nella lite: non tanto perché redatto a causa iniziata, ma perché _ è anche presidente della convenuta ed è persona di riferimento nel gruppo _, lo stesso gruppo che -al di là dell'effettiva proprietà di _ - anche in questa vertenza è innegabilmente in contrasto con la parte attrice; se non si può affermare che la dichiarazione costituisca allegazione della convenuta, esiste una tale connessione d'interessi fra questa società e il gruppo _ (peraltro affermato dalla stessa convenuta come argomento determinante delle sue comparse) da non permettere al giudice di trarne alcuna conclusione.
10.
In questa sede l'appellante si limita a definire "strano" l'agire dell'attore il quale non avrebbe rivendicato la proprietà delle azioni _ già al momento in cui scoppiò la crisi del gruppo _, nel 1981. Sennonché, basta supporre la buona fede di _ su questo specifico tema per giustificare il suo comportamento; tanto più che -oltre alla detenzione fisica delle azioni (doc. U)- egli ben poteva considerarsi proprietario di quei titoli: non solo in base al verbale di costituzione della società, ma soprattutto su un documento che appare determinante anche nella presente vertenza, ossia sulla dichiarazione 27 maggio 1981 di _, nella sua veste di presidente di _ e di _, con cui davano il loro consenso alla consegna dei titoli
ai rispettivi aventi diritto
, in particolare anche all'attore per 100 azioni nominative (N. 101/200) (doc. B). Autorizzazione che non troverebbe verosimile collocazione nell'ambito del preteso rapporto fiduciario.
11.
Sulle basi descritte, la decisione impugnata trova conferma poiché gli indizi offerti dall'appellante non sono sufficienti a convincere di una larga prevalenza della tesi di parte convenuta rispetto alla possibilità del contrario.
La decisione sulle spese segue la soccombenza.
Motivi per i quali,
richiamati per le spese l'art. 148 CPC, la LTG e la TOA

## Considerations