# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1d27f04c-ea2d-5054-82ce-902c36d419c4
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Il 6 novembre 2015 la Cancelleria comunale di CO 1 ha incaricato L_ SA a _ d’iniziare una pratica esecutiva nei confronti di RE 1 volta all’incasso dell’imposta comunale degli anni 2010, 2012 e 2013.
B.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 4 gennaio 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, per conto del Comune di CO 1 L_ SA ha escusso RE 1 per l’incasso di (1) fr. 10'353.50 oltre agli interessi del 2.5% dal 29 dicembre 2015, di (2) fr. 829.75 e di (3) fr. 160.–, indicando quali titoli di credito
“(1) Imposta comunale 2010 di fr. 3'494.00, imposta comunale 2012 di fr. 3'445.65, imposta comunale 2013 di fr. 3'413.85, (2) Interessi conteggiati sino al 28.12.2015 e (3) Tassa di diffida”
. ll 26 gennaio 2016 il CO 1 ha rilasciato a L_ SA una procura formale firmata dal sindaco e dal segretario comunale per l’incasso delle note imposte comunali.
C.
Avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 18 febbraio 2016 il CO 1, patrocinato dall’avv. RA 1 in forza della procura firmata da L_ SA, ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Con osservazioni scritte giunte alla Pretura il 14 marzo 2016, nel termine impartito
la parte convenuta ha chiesto di annullare la procedura esecutiva, ritenendo che il Comune non fosse validamente rappresentato da L_
SA. Alla replica dell’11 aprile 2016 l’istante ha allegato una
“procura generale per procedure di incasso”
firmata dal sindaco e dal segretario comunale di CO 1 il 30 marzo 2016, che conferma la procura conferita a L_ SA e il suo diritto a concedere sub-deleghe. Nella sua replica (
recte:
duplica) del 25 aprile 2016 il convenuto ha ribadito la sua domanda di annullamento della procedura.
D.
Statuendo con decisione 17 maggio 2016, il Pretore ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.
–
e un’indennità di fr. 300.
–
a favore dell’istante.
E.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 3 giugno 2016
ribadendo che per lui
“tutta la pratica si basa su un vizio di forma e[d è] pertanto nulla”
. Il
reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). In concreto, il reclamante sostiene di aver ricevuto la sentenza il 31 maggio 2016 a mezzo d’invio semplice prioritario. Sennonché dall’
attestazione relativa al
tracciamento della raccomandata (n. 98.41.902926.00005558) contenente la sentenza impugnata risulta che il destinatario è stato invitato il 18 maggio
a ritirarla entro il 25 maggio 2016. La notificazione è quindi reputata avvenuta a quella data, ovvero alla scadenza del termine di giacenza postale di sette giorni, in virtù dell’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC, e non alla data di ricezione dell’invio semplice prioritario rispedito il 30 maggio 2016 dalla Pretura dopo che la raccomandata le era stata ritornata dalla posta. Ad ogni modo il reclamo, inoltrato il 3 giugno 2016, è comunque tempestivo, siccome pur iniziato a decorrere già dal 25 maggio 2016, il termine è scaduto solo lunedì 6 giugno 2016 (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF).
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).
3.
Nella decisione impugnata, il Pretore ha constatato che la documentazione prodotta costituisce titolo esecutivo e che L_ SA è legittimata a procedere all’incasso del debito fiscale sulla base della procura del 26 gennaio 2016
“confermata con risoluzione municipale 30 marzo 2016”
. Il primo giudice ha inoltre rilevato che l’esecuzione è stata promossa il 6 novembre 2015 dal Municipio medesimo, mentre l’istanza di rigetto è stata presentata il 18 febbraio 2016 dall’avv. RA 1 sulla base della procura conferitagli dalla L_ SA, così incaricata dal Municipio il 26 gennaio 2016. In queste circostanze, ha concluso il Pretore, le argomentazioni del convenuto sono del tutto prive di fondamento.
4.
Nel reclamo RE 1 afferma di non avere mai contestato l’importo del credito, ma
“unicamente l’approccio dilettantistico e superficiale”
del
“vecchio”
Municipio di CO 1, che ha firmato la procura a favore della L_ SA soltanto il 26 gennaio 2016, motivo per cui prima di tale data questa società non sarebbe stata autorizzata a formulare richieste di pagamento a nome del Comune. A mente sua, d’altronde, l’intera pratica si basa su un vizio di forma ed è quindi nulla, poiché fino al 30 marzo 2016 l’operato del Municipio non era sorretto da alcuna risoluzione municipale.
5.
L’esazione delle imposte, anche in via esecutiva – comprese le procedure giudiziarie previste dalla LEF – incombe in linea di massima al Municipio (art. 110 cpv. 1 lett. b LOC).
I
l sindaco in unione al segretario comunale hanno diritto di firma per gli atti del comune (art. 119 lett. d della legge organica comunale [LOC, RL 2.1.1.2]), in particolare per l’autorizzazione data al Comune di stare in giudizio (sentenza della CEF 14.2014.88/89 del 16 ottobre 2014, RtiD 2015 II 884 n. 51c, consid. 5.2).
5.1
Nella fattispecie non si disconosce che
L_ SA ha iniziato la pratica esecutiva contro RE 1 (doc. G), facendo spiccare un precetto esecutivo nei suoi confronti
il 4 gennaio 2016 (doc. D), senza un’autorizzazione firmata dal sindaco e dal segretario comunale. Non incombe però al giudice del rigetto verificare la validità della procedura esecutiva (fatti salvi casi di nullità) bensì all’autorità di vigilanza (art. 17 LEF). Ora, il reclamante non allega di avere impugnato il precetto esecutivo, che risulta pertanto valido. Ad ogni modo, il sindaco e il segretario del Comune istante hanno poi conferito una regolare procura il
26 gennaio 2016, ratificandone esplicitamente l’operato (doc. E ultimo paragrafo). La censura, su questo punto, cade nel vuoto.
5.2
Quanto all’istanza, l’avv. RA 1 l’ha presentata sulla base della procura conferitagli il 18 febbraio 2016 da L_ SA (doc. F), la quale era autorizzata a subdelegare tale mansione in virtù della procura ricevuta il
26 gennaio 2016
dal sindaco e dal segretario comunale (doc. E penultimo
paragrafo
). Ci si potrebbe invero chiedere se, oltre a quest’ultima procura, il giudice è tenuto anche a controllare se la stessa è fondata su una risoluzione municipale, oppure se si tratta di una questione interna al Comune, che non è suscettibile d’invalidare la legittimazione del suo rappresentante verso l’esterno. Ma pur volendo considerare l’autorizzazione data al Comune di stare in giudizio come un presupposto processuale (nel senso dell’art. 59 cpv. 2 lett. c CPC) da verificare d’ufficio in ogni stadio di causa se contestato o dubbio (art. 60 LEF), secondo la giurisprudenza cantonale anteriore all’introduzione del Codice di procedura civile federale (v. sentenza della CEF 14.2014.88/89 del 16 ottobre 2014, RtiD 2015 II 884 n. 51c, consid. 5.2), è giocoforza constatare nel caso specifico come l’istante abbia regolarmente prodotto con la replica la risoluzione municipale _ del 30 marzo 2016, con cui il Municipio di CO 1 ha confermato la procura generale conferita alla L_ SA e il suo diritto di subdelegare a terzi (in quell’occasione all’avv. RA 1) la rappresentazione del Comune (doc. H).
Che tale atto abbia effetti retroattivi risulta
a contrario
dall’art. 132 cpv. 1 CPC
, da cui si deduce che se una carenza formale è sanata nel termine fissato dal giudice, l’atto si considera validamente presentato come se non fosse mai stato viziato, ciò che vale in particolare in caso di produzione successiva della procura scritta, pur senza preventiva richiesta del giudice (sentenza della CEF 14.2012.148 del 28 novembre 2012, consid. 4.2/d con rinvii). Infatti, le condizioni di ricevibilità non devono necessariamente esistere all’inizio della causa (sentenza del Tribunale federale 5A_15/2009 del 2 giugno 2009, consid. 4.1). Ne consegue che la sentenza impugnata resiste alla critica anche su questo punto.
6.
In ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).
6.1
Giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze giudiziarie, e valgono quindi quale titolo di rigetto definitivo, le decisioni di autorità amministrative svizzere, purché siano esecutive. Di norma, come per le sentenze civili non è necessario il passaggio in giudicato (
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 110 ad art. 80 LEF).
Per le imposte dirette, tuttavia, la legge parifica a sentenze giudiziarie esecutive le decisioni di tassazione “cresciute in giudicato” (art. 165 cpv. 3 LIFD e 244 cpv. 3 LT).
6.2
Nella fattispecie
la parte istante fonda la propria pretesa nei confronti del convenuto sulle decisioni di tassazione 9 novembre 2011, 11 dicembre 2013 e 3 dicembre 2014
(doc. A), mediante le quali le imposte comunali del 2010, 2012 e 2013 dovute da RE 1 sono state determinate in rispettivamente fr. 3'494
.–
, fr. 3'445.65
e fr. 3'413.85. Le menzionate decisioni, che l’Ufficio circondariale di tassazione di Lugano-Campagna ha dichiarato passate in giudicato con timbro del 26 gennaio 2016, costituiscono validi titoli di rigetto definitivo dell’opposizione per gli importi richiesti con il precetto esecutivo (art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF e 244 cpv. 3 LT), oltre agli interessi maturati fino al 28 dicembre 2015, di fr. 829.75 (doc. C, dedotti gli interessi maturati dal 29 dicembre 2015 al 19 gennaio 2016) e agli interessi correnti del 2.5% (Decreto esecutivo concernente la riscossione e i tassi d’interesse delle imposte cantonali valevole per il 2016, BU 58/2015 575, art. 6 cpv. 1, 9 cpv. 2 e tabella riassuntiva), nonché alle spese di diffida, pari però a fr. 130.– (doc. B, diffide per gli anni 2010, 2012 e 2013) e non a fr. 160.– come erroneamente richiesto dall’istante.
6.3
Per quanto riguarda le spese esecutive, va ricordato che al proposito non decide il giudice del rigetto bensì l’ufficio d’esecuzione con competenza esclusiva (v. art. 68 LEF; DTF 85 III 128; sentenze della CEF 14.2002.77 del 27 gennaio 2003 consid. 3.5 e 15.2012.16 del 28 febbraio 2012).
7.
L
a tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
segue la soccombenza pressoché totale del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC).
Non si pone invece problema di ripetibili giacché
il
reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. Sempre stante l’esito del reclamo, il dispositivo della sentenza impugnata relative alle spese processuali può rimanere immutato.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 11'343.25, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.