# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b2d620e2-3c4d-50d5-a6d1-9fdcd6cdb395
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Nell’ambito delle esecuzioni n. _ispettivamente n. _ dell’UEF di _ la _ rispettivamente la _ hanno chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'218.35 compresi interessi e spese rispettivamente di fr. 8'399.-- pure compresi interessi e spese.
B.
Alle udienze di contraddittorio del 27 rispettivamente 30 maggio 2008 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 6 giugno 2008 il Pretore della Giurisdizione di _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 11.00.
D.
Con gli appelli AP 1 asserisce di avere saldato le esecuzioni promosse dalla _ rispettivamente da AO 1, producendo una ricevuta 10 giugno 2008 dell’UEF di _ relativa al deposito di fr. 10'600.-- a saldo delle esecuzioni n. _ rispettivamente n. _ (doc. B). La debitrice rileva poi di avere saldato ulteriori esecuzioni, inoltrando un estratto conto (doc. C), un estratto delle esecuzioni (doc. E) e una ricevuta relativa al versamento di fr. 16'260.-- a pagamento di diverse esecuzioni (doc. F), tutti i documenti al 16 giugno 2008 ed emessi dall’UEF di _, osservando che le rimanenti procedure si trovano allo stadio di opposizione per cui i debiti non sono ancora accertatiAP 1 afferma poi di avere depositato presso l’UEF di _ pietre preziose per un importo valutato in fr. 50'000.-- (doc. G) e di dovere ancora incassare fatture per lavori eseguiti ammontanti complessivamente a fr. 33'897.35 (doc. H).

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Gli appelli di AP 1 quand’anche riferiti a due esecuzioni diverse, riguardano fattispecie giuridicamente analoghe. Le cause inc. 14.2008.49 e 14.2008.50 vanno quindi considerate come connesse ai sensi dell’art. 320 CPC (per il rinvio dell’art. 25 LALEF) e possono essere congiunte ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
2. a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (
Giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305;
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.
Walder
, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta _ (doc. B_ emerge che, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, AP 1 ha depositato fr. 10'600.-- a saldo delle esecuzioni in oggetto n. _ promosse dalle appellate. Di conseguenza va ritenuto adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto delle esecuzioni dell’UEF di _ al 15 luglio 2008 risulta che l’appellante ha saldato ben 45 delle 63 procedure pendenti nei suoi confronti, mentre 17 ulteriori procedure si trovano allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura gli importi posti in esecuzione non sono ancora stati accertati. Per un’unica esecuzione promossa per l’importo di fr. 1'162.47 il 9 luglio 2008 è stato emesso l’avviso di pignoramento. Orbene considerato che l’appellante ha dimostrato di essere stato in grado di saldare un numero elevato di procedure esecutive (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 p. 306) e che ha proceduto a depositare presso l’UEF pietre preziose per un importo valutato in fr. 50'000.-- (doc. G), va ritenuto che dispone di mezzi sufficienti a far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza pure il requisito della solvibilità è stato reso sufficientemente verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
3.
Gli appelli vanno pertanto accolti.
Le tasse di giustizia sono poste a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, le parti appellate non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.