# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a3cf52f7-ad63-5d93-9970-4e2c0f5e7d20
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
A. Nel 2014 e nel 2015 RI 1, 1965, era affiliato presso CO 1 per l’assicurazione malattia obbligatoria con una franchigia di Fr. 500.- e la copertura infortuni (doc. 2).
B. Con la riattivazione della copertura assicurativa (doc. 5), il 26 gennaio 2016 (doc. G) la Cassa malati ha inviato all’assicurato due conteggi di prestazioni con la richiesta di versamento di Fr. 187,20 (Fr. 124,65 + Fr. 62,55) quale franchigia per prestazioni ospedaliere di cui l’assicurato ha beneficiato nel 2014 e di Fr. 867,58 quale franchigia e aliquota di partecipazione ai costi per una degenza ospedaliera avvenuta dal 13 al 21 luglio 2015.
Il totale di Fr. 1'054,80 doveva essere pagato entro fine marzo.
C. L’assicurato non ha dato seguito né al sollecito del 18 marzo 2016 (doc. 7) di Fr. 1'064,80 contemplante Fr. 10.- di spese, né alla diffida del 21 giugno 2016 (doc. 8) di Fr. 1'084,80, comprensiva di Fr. 30.- di spese, per partecipazioni non pagate.
D. Malgrado lo scritto del 4 luglio 2016 (doc. 9) con cui l’assicurato, rifacendosi a un suo precedente del 23 marzo (doc. D), contestava in sostanza i conteggi n. _ e chiedeva di ricevere un conteggio corretto, la Cassa malati ha fatto spiccare il 12 agosto 2016 (doc. E) dall’Ufficio _ di _ il precetto esecutivo n. _ per “Partecipazioni LAMal 11.2014-07.2015” per Fr. 1'054,80, oltre a spese amministrative di Fr. 150.-, contro cui il debitore si è opposto direttamente presso l’U_ con lettera del 18 agosto 2016 (doc. B).
E. Con decisione su opposizione dell’11 gennaio 2017 (doc. A) CO 1 ha respinto l’opposizione del 17 ottobre 2016 (doc. C) dell’assicurato e ha confermato la sua decisione formale del 21 settembre 2016 (doc. 11), con cui ha preteso il pagamento della somma di Fr. 1'204,80 per partecipazioni LAMal non solute dall’interessato in ragione di Fr. 1'054,80, oltre a Fr. 30.- di spese di diffida e Fr. 120.- per spese di apertura dell’incarto.
Secondo la Cassa malati, per legge (art. 105b cpv. 2 OAMal) l’assicurato si è impegnato a pagare i premi e le partecipazioni, perciò considerato che non ha dato seguito ai solleciti per il pagamento delle partecipazioni per gli anni 2014 e 2015 indicate nei conteggi n. _ e che non risulta dagli atti che egli abbia fatto richiesta di chiarimenti in merito a queste partecipazioni, come tali le stesse sono dovute così come peraltro risulta dall’estratto inviatogli delle prestazioni mediche erogate.
F. Il 13 febbraio 2017 (doc. I) RI 1 si è rivolto al Tribunale chiedendo di accogliere la sua opposizione al PE n. _. Dapprima il ricorrente ha rilevato che già con lettera del 23 marzo 2016 (doc. D) ha contestato i conteggi delle prestazioni reclamate dalla Cassa malati e di avere chiesto delle spiegazioni in merito all’importo fatturatogli dalla Farmacia _, ma non considerato nel conteggio inviatogli (doc. F) come prestazioni che egli ha pagato e che quindi andava dedotto dalla somma ora richiestagli come quota di partecipazione alle spese. Poi, l’assicurato ha rilevato che le altre prestazioni mediche fatturate si riferiscono a una visita al pronto soccorso e al susseguente ricovero. Ritenuto però come gli interventi di urgenza non siano soggetti né a franchigia né a partecipazione ai costi, l’importo preteso dalla Cassa malati non risulta pertanto corretto.
G. Nella sua risposta dell’8 marzo 2017 (doc. III) CO 1 ha proposto di respingere il ricorso e di confermare la decisione su opposizione impugnata.
La Cassa malati ha osservato di avere ricevuto lo scritto del 23 marzo 2016 del ricorrente soltanto tramite il TCA insieme al ricorso e di avere già affermato nella decisione su opposizione di non esserle pervenuta alcuna richiesta di chiarimento del conteggio delle prestazioni n. _.
Dall’estratto delle prestazioni mediche erogate dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 allegato alla decisione impugnata risulta che la fattura che l’assicurato ha contestato il 23 marzo 2016 e con il suo ricorso è quella del 6 luglio 2015 della Farmacia _, laddove l’importo di Fr. 467,35 è stato posto a suo carico. L’assicuratore ha spiegato nel dettaglio il motivo per cui è corretto che tale somma sia stata imputata al ricorrente. Occorre partire dal conteggio di Fr. 867,58 per le partecipazioni del 2015, che porta sul costo di 9 giorni di degenza ospedaliera (Fr. 2'825,78) e sul contributo giornaliero di Fr. 15.- (Fr. 135.-). Al costo della degenza va dedotta la franchigia di Fr. 500.- mai prelevata per l’anno 2015 e sulla differenza di Fr. 2'325,78 va calcolata la quota di partecipazione ai costi del 10%, perciò a carico dell’assicurato sono stati posti gli importi di Fr. 232,58, di Fr. 500.- e di Fr. 135.-, per un totale dovuto di Fr. 867,58. Considerato che la partecipazione massima annua per ogni assicurato è di Fr. 700.- e che con questo conteggio all’assicurato ne sono stati addebitati Fr. 232,58, la differenza di Fr. 467,42 è stata imputata all’interessato sulla fattura della Farmacia _.
Per quanto concerne la questione degli interventi in urgenza, la Cassa malati ha evidenziato che essi sono soggetti sia alla franchigia sia alla partecipazione ai costi come qualsiasi altra prestazione medica.
Infine, non è chiaro a cosa si riferisca l’importo di Fr. 226,50 menzionato dall’assicurato nel suo scritto del 23 marzo 2016.
Il ricorrente non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. IV).
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
1.La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove) per i motivi che si desumono dalla lettura delle considerazioni ai punti di merito che seguono. Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria come a costante giurisprudenza del Tribunale Federale (si vedano in particolare le STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999). Con un giudizio reso a 5 giudici dalla seconda Corte di diritto sociale il 9 settembre 2015 (STF 9C_807/2014) l’Alta Corte si è confrontata con la materia annullando una decisione del Tribunale cantonale delle Assicurazioni siccome emanato a giudice unico, apparentemente instaurando così una nuova prassi più restrittiva. Tale sentenza del 2015 è stata criticata dalla dottrina (cfr.
Ivano Ranzanici
, La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza federale, in RTiD I – 2016, p. 307 e ss., in particolare ad 4.3.3 p. 328 e ss.) siccome il TF si è scostato, senza argomentare e senza giustificare i presupposti di un cambio di giurisprudenza (che devono ossequiare i presupposti di cui alla STF 2C_768/2014 del 31 agosto 2015) dalla precedente prassi (in particolare dal caso sfociato nella STF 9C_211/2010). L’Alta Corte non si è confrontata con tale suo precedente e non ha riesaminato il contenuto delle contestazioni del ricorso sfociato nella sentenza del 2011 (come ricorda la dottrina
“... con la sua sentenza 31 agosto 2015 ... Purtroppo ... non si è confrontata con la sentenza ... 2011 che nemmeno cita ...”
). Con un successivo giudizio della I Corte di diritto pubblico dell’11 novembre 2015 STF 1C_569/2015
il TF è tornato, implicitamente, sulla prassi precedente alla STF 9C_699/2014. Alla luce di quanto precede, e viste le motivazioni di merito (cfr.
Ranzanici
, op. cit. n. 4.3.3.1., p. 328), questa Corte può emanare il suo giudizio monocraticamente.
nel merito
2. Oggetto del contendere è sapere se a ragione CO 1 può pretendere dal ricorrente il pagamento della somma di Fr. 1'054,80 per franchigie e partecipazioni ai costi LAMal da novembre 2014 a luglio 2015, oltre alle spese di diffida di Fr. 30.- e alle spese amministrative di Fr. 120.- e di conseguenza ottenere il rigetto dell’opposizione al precetto esecutivo n. _ del 12 agosto 2016 fatto spiccare dall’Ufficio _ di _.
3. Per l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute.
Secondo l’art. 64 cpv. 2 LAMal, la partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno (franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale).
Giusta l'art. 64 cpv. 3 LAMal, il Consiglio federale stabilisce la franchigia e l'importo annuo massimo dell'aliquota percentuale.
Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari. Il Consiglio federale ne stabilisce l'ammontare (art. 64 cpv. 5 LAMal).
L’art. 64 cpv. 6 LAMal dispone che il Consiglio federale può:
a. prevedere una partecipazione ai costi più alta per determinate prestazioni;
b. ridurre o sopprimere la partecipazione ai costi per cure di lunga durata e per cura di affezioni gravi;
c. sopprimere la partecipazione ai costi per assicurazioni con scelta limitata del fornitore di prestazioni ai sensi dell'art. 41 cpv. 4, se la stessa risulta inappropriata;
d. escludere dalla franchigia singole misure di prevenzione. Si tratta di misure attuate nel quadro di programmi di prevenzione in scala nazionale o cantonale.
Inoltre, per l’art. 64 cpv. 7 LAMal l’assicuratore non può riscuotere alcuna partecipazione ai costi per:
a. le prestazioni di cui all'art. 29 cpv. 2;
b. le prestazioni di cui agli art. 25 e 25
a
, fornite a partire dalla tredicesima settimana di gravidanza, durante il parto e sino a otto settimane dopo il parto.
Secondo
l’art. 64a cpv. 1 LAMal, se l'assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l'assicuratore, dopo almeno un sollecito scritto, deve diffidarlo assegnandogli un termine supplementare di 30 giorni e indicandogli le conseguenze della mora (cpv. 2).
Giusta l’art. 64a cpv. 2 LAMal se, nonostante la diffida, l'assicurato non paga i premi, le partecipazioni ai costi e gli interessi di mora entro il termine assegnato, l'assicuratore deve richiedere l'esecuzione. Il Cantone può esigere che l'assicuratore comunichi all'autorità cantonale competente il nome dei debitori escussi.
L’art. 103 cpv. 1 OAMal prevede che la franchigia prevista nell'art. 64 cpv. 2 lett. a della legge ammonta a Fr. 300.- per anno civile.
L'importo annuo massimo dell'aliquota percentuale secondo l'art. 64 cpv. 2 lett. b della legge ammonta a Fr. 700.- per gli assicurati adulti e a Fr. 350.- per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (art. 103 cpv. 2 OAMal).
Per la riscossione della franchigia e dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura (art. 103 cpv. 3 OAMal).
Secondo l’art. 104 cpv. 1 OAmal, il contributo giornaliero ai costi di degenza ospedaliera previsto nell'art. 64 cpv. 5 della legge ammonta a Fr. 15.-.
L’art. 104 cpv. 2 OAMal dispone che sono esentati dal pagamento di questo contributo:
a. i minorenni secondo l'articolo 61 capoverso 3 della legge;
b. i giovani adulti secondo l'art. 61 cpv. 3 della legge che sono in formazione;
c. le donne esentate dalla partecipazione ai costi secondo l'art. 64 cpv. 7 della legge.
Per l’
aumento, la riduzione e la soppressione della partecipazione ai costi
, l’art. 104a cpv. 3 OAMal prevede che i
l DFI designa le prestazioni per le quali la partecipazione ai costi è ridotta o soppressa ai sensi dell'art. 64 cpv. 6 lett. b della legge. Esso stabilisce l'ammontare della partecipazione ai costi ridotta.
Inoltre, per l’art. 104a cpv. 3bis OAMal il DFI designa le prestazioni di cui all'art. 64 cpv. 6 lett. d della legge, per le quali la franchigia non è dovuta.
I
n caso di mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi, l'assicuratore invia la diffida al più tardi entro tre mesi dall'esigibilità degli stessi. Egli la presenta separatamente da eventuali altri pagamenti in arretrato (art. 105b cpv. 1 OAMal).
Se l'assicurato causa per propria colpa spese che avrebbero potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l'assicuratore può riscuotere adeguate spese amministrative, se una misura siffatta è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi dell'assicurato (art. 105b cpv. 2 OAMal).
4. La Cassa malati ha preteso dall’assicurato il 26 gennaio 2016 il pagamento di partecipazioni a delle spese di malattia sorte nel 2014 e nel 2015.
Da una parte, con il conteggio n. _ l’assicuratore ha computato interamente al ricorrente sia l’importo di Fr. 124,65 fatturato dall’_ per le prestazioni del 23 novembre sia l’ammontare di Fr. 62,55 per le prestazioni erogate dal medesimo fornitore il 26 novembre 2014, per un totale dovuto di Fr. 187,20.
Come indicato nel conteggio stesso, gli importi fatturati sono stati posti a carico dell’assicurato a titolo di franchigia.
Infatti, il citato conteggio indica chiaramente che prima di questa fatturazione la franchigia annua non era ancora stata intaccata e che con il computo di queste due prestazioni ospedaliere la franchigia annua era stata ridotta a Fr. 312,80.
Su questa modalità di calcolo il ricorrente non ha obiettato alcunché, concordando giustamente con il procedere della Cassa.
Dall’altra parte, il conteggio n. _ si riferisce alle partecipazioni del 2015 dovute dall’assicurato a seguito del ricovero ospedaliero dal 13 al 21 luglio 2015, che è stato fatturato dal fornitore di prestazioni in Fr. 2'825,78.
Fino a quel momento, come risulta dal conteggio stesso, l’assicuratore malattia non aveva ancora addebitato sulla franchigia annua di Fr. 500.- per il 2015 le prestazioni mediche di cui l’assicurato aveva già usufruito dall’inizio dell’anno. La situazione prima del conteggio indica infatti che la franchigia era di Fr. 500.- e l’aliquota annua di Fr. 700.-.
Pertanto, la Cassa malati ha imputato all’interessato sia l’intera franchigia, sia la quota parte del 10% (Fr. 232,58) sulla differenza (Fr. 2'325,78) fra l’importo rimborsato al fornitore di prestazioni (Fr. 2'825,78) e, come detto, la franchigia annua dovuta (Fr. 500.-). A queste cifre si aggiunge poi il contributo giornaliero totale di Fr. 135.- per i 9 giorni di degenza ospedaliera (Fr. 15.- x 9) così come previsto dall’art. 64 cpv. 5 LAMal e dall’art. 104 cpv. 1 OAMal.
Si ottiene così l’importo di Fr. 867,58 preteso a buon diritto dalla Cassa malati il 26 gennaio 2016.
Il TCA osserva, infine, che da quanto risulta in calce a questo conteggio la franchigia è stata azzerata, mentre l’aliquota annua residua ammontava a Fr. 467,42 (Fr. 700.- - Fr. 232,58).
Complessivamente, quindi, è corretto che il ricorrente è tenuto al pagamento di Fr. 1'054,80 (Fr. 187,20 + Fr. 867,60).
5. La pretesa del ricorrente di compensare crediti, che egli ritiene di vantare nei confronti dell’assicuratore per Fr. 467,42 e Fr. 226,50, con il predetto ammontare dovuto alla sua Cassa malati, ciò che ha indotto l’assicurato a non dare seguito alle richieste di pagamento (diffida e sollecito) e ad opporsi al PE n. _, deve essere respinta.
Come ha spiegato la Cassa malati nella sua risposta di causa, la fattura del 6 luglio 2015 di Fr. 19'728,85 della Farmacia _ è stata imputata in ragione di Fr. 467,42 all’assicurato quale aliquota di partecipazione, perciò l’assicuratore malattia si è assunto l’importo netto di Fr. 19'261,43.
Dall’estratto delle prestazioni mediche erogate dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 (doc. F) risulta chiaramente che fino a quel momento, per il 2015, non era ancora stata prelevata la quota parte del 10% a carico dell’assicurato – e nemmeno la franchigia –, malgrado già dal mese di aprile egli avesse beneficiato di prestazioni mediche.
È solo su questa fattura della farmacia che è stata conteggiata una parte dell’aliquota dovuta (Fr. 467,42), mentre l’altra parte (Fr. 232,58), a saldo, è stata imputata, come visto, sulla fattura dell’_ per il trattamento dal 13 al 21 luglio 2015, su cui è stata inoltre addebitata l’intera franchigia di Fr. 500.-. Il totale di Fr. 700.- è stato dunque prelevato dall’assicuratore su queste due fatture per prestazioni mediche.
L’esame di questo estratto conferma che su nessuna altra voce è stata addebitata, per il 2015, la franchigia e tanto meno la partecipazione ai costi LAMal.
Ne discende che la pretesa compensatoria del ricorrente, secondo cui l’importo di Fr. 467,42 dovrebbe essere dedotto dal totale dovuto di Fr. 1'054,80, non può essere accolta.
Medesima conclusione va tratta per l’ammontare di Fr. 226,50 figurante nello scritto del 23 marzo 2016, non essendo stato peraltro chiarito dal ricorrente a quale pretesa creditoria si riferisca.
6. Il ricorrente sostiene che nessuna franchigia né partecipazione sia dovuta per prestazioni mediche di cui egli ha beneficiato in urgenza.
Questa conclusione non può però essere tutelata.
Per l’art. 64 cpv. 6 LAMal, il Consiglio federale può prevedere i casi in cui la franchigia può essere esclusa rispettivamente la partecipazione ridotta, aumentata o soppressa.
Inoltre, secondo l’art. 64 cpv. 7 LAMal, l’assicuratore può non riscuotere
alcuna partecipazione ai costi per determinate prestazioni di malattia nell’ambito della maternità. L’art. 104a OAMal delega la competenza di designare le prestazioni di cui all’art. 64 cpv. 6 LAMal al Dipartimento federale dell’Interno.
L’
Ordinanza sulle prestazioni (OPre), edita dal Dipartimento federale dell’interno il
29 settembre 1995, non prevede però delle norme specifiche sugli interventi urgenti a cui si sottopongono gli assicurati rispettivamente sull’esonero dei relativi costi dal computo della franchigia e della partecipazione ai costi.
La fatturazione integrale all’assicurato delle prestazioni mediche fornite in urgenza è dunque corretta e, come di regola, queste prestazioni sottostanno al computo della franchigia e della partecipazione ai costi, non rientrando nelle ipotesi dell’art. 64 LAMal.
7. Infine, il TCA critica l’atteggiamento avuto dalla Cassa malati resistente nei confronti dell’assicurato.
CO 1 indica di non avere ricevuto a tempo debito la lettera di lamentela dell’assicurato datata 23 marzo 2016, e quindi non ha potuto prendere posizione sulle sue richieste di chiarimento precedentemente. Lo scritto del 4 luglio 2016 (doc. 9) è stato invece ricevuto dalla Cassa malati.
Essa ha ritenuto di procedere con la notifica di una procedura esecutiva per recuperare il suo credito anziché dapprima accertarsi e chiarire presso il suo assicurato i motivi del suo rifiuto di pagare i Fr. 1'054,80.
D’altronde, questo scritto enunciava chiaramente che già il 23 marzo 2016 l’interessato si era rivolto alla Cassa malati chiedendo spiegazioni sull’importo da pagare, perché a suo dire le cifre non erano corrette e ciò alla luce di una fattura della Farmacia _ che gli era stata in parte imputata, ma che non era stata recepita nei due conteggi del 26 gennaio 2016.
L’assicurato le aveva pertanto appositamente chiesto dei chiarimenti e di fargli avere un conteggio corretto.
La Cassa malati non ha però reagito a questo scritto.
Nessuna reazione è seguita neppure dopo che il debitore il 18 agosto 2016 (doc. B) ha interposto opposizione al precetto esecutivo n. _ direttamente all’Ufficio _ di _, facendo (nuovamente) valere che aveva già contestato l’addebi-to della sua Cassa malati ritenendolo errato, ma di non avere mai ricevuto risposta alle sue due precedenti lettere.
Il TCA fa osservare in proposito che sul precetto esecutivo ricevuto dalla Cassa malati è stato chiaramente indicato in calce dal predetto Ufficio: “
come da lettera del debitore del 18.8.’16
”, perciò nulla impediva al creditore, qualora questa lettera non fosse stata allegata al PE, di richiederla e presso l’U_ stesso e presso il debitore escusso, onde capire le ragioni del rifiuto di pagare.
Invece, neanche in questa circostanza l’assicuratore ha ritenuto di dovere indagare, almeno per una volta, i motivi del mancato pagamento da parte del ricorrente della somma pretesa.
Il TCA ritiene che se solo la Cassa malati avesse interpellato a dovere l’assicurato per chiarire le ragioni alla base del mancato pagamento della somma di Fr. 1'054,80, le spese che ne sono seguite e che l’assicuratore ripercuote sull’assicurato non sarebbero insorte.
Pertanto, tutte le spese sopraggiunte dopo lo scritto di protesta dell’assicurato del 4 luglio 2016 – non essendo stato comprovato che il precedente del 23 marzo 2016 sia giunto all’assicuratore malattia -, non vanno addebitate al ricorrente.
Dalla somma pretesa non debbono essere ritenute le spese amministrative per l’avvio della procedura esecutiva (Fr. 120.-).
Infatti, d’avviso del TCA, nel caso concreto nessuna colpa è addebitabile all’assicurato. La giurisprudenza del
l’allora Tribunale Federale delle Assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: TF), secondo cui pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo (DTF 125 V 276) - codificata nell’
art. 105b cpv. 2 OAMal e ripresa dall’art. 3 cpv. 1 delle _ all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la LAMal, edizione 01.04.2016 (doc. 1) -,
non trova applicazione nel caso in esame.
8. Va ancora segnalato che per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione (premi e spese amministrative), l'allora TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109 segg.; RAMI 1983 pag. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984 pag. 197) la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un PE con una decisione formale che si riferisce precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.
In queste condizioni,
la
decisione su opposizione va parzialmente confermata, nel senso che il debito ammonta a Fr. 1'054,80, a cui vanno ad aggiungersi Fr. 30.- per
le spese di diffida.
Ne discende, pertanto, che l’opposizione del ricorrente al PE n. _ del 12 agosto
2016 emanato dall
'U_ di _ d
eve
essere rigettata in via definitiva limitatamente
alle cifre esposte.
Il ricorso deve quindi essere parzialmente accolto e la decisione impugnata parzialmente confermata.
Malgrado sia parzialmente vincente in causa, siccome non è patrocinato all'assicurato non vanno attribuite delle indennità per ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).