# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ef52c7f5-0bc8-5162-9433-f6e83aa452f6
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
I coniugi RI 1 e RI 2 hanno chiesto, in occasione della dichiarazione fiscale per il periodo 2008, la deduzione forfetaria di fr. 2'400.- per spese professionali e la deduzione di fr. 5'600.- per persone bisognose a carico con riferimento a _, madre di _.
Notificando loro la tassazione IC/IFD 2008, con decisione del 16 dicembre 2009, l’Ufficio di tassazione Lugano-Campagna commisurava il reddito imponibile in fr. 154'900.- e la sostanza imponibile in fr. 191'000.-. In particolare, nella motivazione della decisione si spiegava di aver negato sia la deduzione forfetaria per spese professionali che la deduzione per persone bisognose a carico, “difettando i requisiti di legge” in entrambi i casi.
B.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione con reclamo del 27 dicembre 2009, rilevando, quanto alla negata deduzione forfetaria per spese professionali, che il marito svolgeva un’attività dipendente con necessità di sopportare spese professionali a vario titolo e che tale deduzione era stata sempre concessa negli anni passati; quanto alla deduzione per persone bisognose a carico, i reclamanti evidenziavano che la madre della moglie era molto anziana (79 anni), con un reddito derivante da AVS non sufficiente a coprire gli elevati oneri ipotecari e i costi per la gestione della casa unifamiliare da lei abitata. A tal fine, i coniugi reclamanti riportavano un calcolo entrate/uscite per la madre/suocera basato sul minimo d’esistenza, da cui emergevano le spese affrontate e portate in deduzione.
C.
L’autorità di tassazione respingeva il reclamo, con decisione dell’11 agosto 2010, innanzitutto confermando la decisione di non concedere la deduzione forfetaria per spese professionali, avendo il datore di lavoro del contribuente già versato una indennità forfetaria per le sue spese e non avendo dimostrato i contribuenti spese in entità superiore; in merito alla deduzione per persone bisognose a carico, l’Ufficio ha così motivato:
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito o una sostanza sufficienti a provvedere al proprio sostentamento.
Partendo dal calcolo sul fabbisogno indicato dal contribuente nel reclamo, risulta una mancanza di liquidità di circa fr. 14'000.- per far fronte al sostentamento. Se consideriamo la rendita AVS più il consumo capitali registrato nel corso del 2008, si arriva proprio a coprire il fabbisogno indicato e di conseguenza la deduzione richiesta non può essere accordata.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 RI 2 impugnano la decisione dell’Ufficio di tassazione sul reclamo proposto. I ricorrenti, nello specifico, ripropongono le argomentazioni già esplicitate in precedenza, provvedendo in tale sede a presentare una nuova tabella di calcolo entrate/uscite parametrato al minimo d’esistenza della madre/suocera, così indicando nel dettaglio le singole spese affrontate, con allegazione delle relative ricevute. Sulla base dei “nuovi” calcoli, quindi, i ricorrenti ribadiscono la necessità di dedurre fr. 5'600.-, somma ritenuta persino inferiore alle effettive necessità.
E.
Con memoria del 2 settembre 2010, l’Ufficio di tassazione, in risposta al ricorso, fa innanzitutto presente come i “nuovi” calcoli riportati dai contribuenti risultino in parte diversi da quelli presentati in sede di reclamo. Nel merito, ad ogni modo, l’Ufficio rileva che le fatture per spese di elettricità sono da ricomprendere nell’importo minimo mensile di fr. 1'200.- e che la fattura per fr. 5'405,20.- “si riferisce alla posa di una nuova stufa”. L’Ufficio eccepisce, infine, un cospicuo consumo in capitale da parte della madre/suocera ed il possesso di una pur minima rimanenza in capitale, in capo a quest’ultima, alla data del 31 dicembre 2008.
A tali deduzioni replicano i ricorrenti in data 8 settembre 2010. Gli stessi rilevano, da un lato, di non aver modificato alcun importo, ma solo di aver precisato in dettaglio le spese prima solo accennate, peraltro ricorrendo per alcune spese al regime forfetario di legge. Dall’altro lato, affermano che la spesa di fr. 5'405,20 faccia riferimento al “risanamento del camino esistente” e, pertanto, ad una spesa di manutenzione.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'600.
−
a 10'900.
−
franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600.
−
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera
a
.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett.
b
LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.
−
franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera
a
.
1.2.
Come risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è ammessa soltanto se l’aiuto è almeno pari o supera l’importo annuo della deduzione (CDT n. 80.2001.80 del 27 giugno 2001;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1, p. 2). Se l’aiuto non raggiunge almeno l’importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (
Baumgartner
, in Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol.
I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434;
Richner/Frei/Kaufmann
, Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p. 383).
In altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono irrilevanti per la deduzione (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000, p. 196).
1.3.
Diversamente dalla LIFD, la LT pone alla deduzione un’ulteriore condizione. Per la LT infatti la deduzione sarà concessa soltanto se la persona, totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, è residente in Svizzera (cfr. art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT; MESSAGGIO del Consiglio di Stato n. 4169, del 13 ottobre 1993, p. 36; inoltre CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003).
1.4.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa (
“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”
). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti di ordine fisico o psichico.
La condizione che si tratti di
“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person”
è stata verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede appunto la deduzione per persone bisognose
“für erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Persones”
, che vengono mantenute dal contribuente. Tale norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione della capacità economica
(“wirtschaftliche Leistungfähigkeit”)
. L’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. L’assenza di lavoro deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (
Richner/ Frei/Kaufmann
, Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p. 383; inoltre CDT n. 80.97.08 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 n. 8t).
1.5.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149, inoltre CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 80.96.223 del 13 gennaio 1997).
Per stabilire se uno si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi occorre riferirsi, a giudizio di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in RDAT I-1996 n. 11t; CDT n. 363 dell’8 ottobre 1986; inoltre RF 1983, pag. 491).
2.
Nel caso in esame, l’Autorità di tassazione ha negato ai contribuenti la deduzione di fr. 5'600.- per persone bisognose a carico sulla base di due ordini di considerazioni: la non deducibilità in concreto delle somme vantate dai contribuenti a titolo di spese necessarie per la madre/suocera e l’esclusione in radice del requisito dello stato di bisogno di quest’ultima.
La decisione assunta dall’Ufficio di tassazione è da considerarsi in linea con la legge e, dunque, risulta corretta.
2.1.
2.1.1.
Con riferimento al primo ordine di ragioni, pur rilevando anche questa Camera che le spese addotte dai ricorrenti in sede di ricorso sono in parte diverse da quelle indicate in occasione del reclamo, rimane comunque impregiudicata la considerazione secondo cui le spese vantate non siano deducibili. Gli importi relativi al pagamento dell’elettricità, infatti, non possono che ricomprendersi nel novero delle spese di stretta necessità e, dunque, devono considerarsi già incluse (per far riferimento alla tabella riportata dai ricorrenti) nella voce “debitore che vive da solo”.
Al riguardo, anche la tabella CEF per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (sia nella versione attuale, Circolare n. 35/2009 del 20 agosto 2009 che in quella precedente, Circolare n. 17/2000 del 27 dicembre 2000), include le “spese di elettricità e/o gas” nell’ambito delle spese qualificate come minimo di esistenza.
2.1.2.
In merito, poi, alla fattura di fr. 5'405,20 del 15.9.2008, facente riferimento ad operazioni di posa di una nuova stufa, non possono essere condivise le argomentazioni dei ricorrenti, secondo cui si tratterebbe di un “intervento di manutenzione” in quanto effettuato in risanamento del camino pre-esistente. È evidente, piuttosto, che la spesa in questione (peraltro di notevole entità) non afferisce alla “manutenzione” del camino esistente, ma costituisce una vera e propria miglioria, in quanto tale non strettamente necessaria ai bisogni della madre/suocera.
2.1.3.
La non deducibilità di tali voci di spesa porta ad escludere, di per sé, la deduzione richiesta dai ricorrenti.
2.2.
Quest’ultima, ad ogni modo, non può essere riconosciuta neppure in astratto, difettando nel caso di specie l’elemento dello stato di bisogno della persona aiutata. Si è rilevato, sul punto, che la deduzione di cui agli artt. 34 cpv. 1 lett.
b
LT e 213 cpv. 1 lett.
b
LIFD può essere concessa solo quando la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione.
2.2.1.
Sono gli stessi ricorrenti a confermare quanto rilevato dall’Ufficio di tassazione, ossia che la madre/suocera possiede una sostanza mobiliare di fr. 10'966.- alla data del 31.12.2008, pur essendovi stato un consumo di capitale, nello stesso anno, di fr. 16'655.- (
rectius
: di fr. 14'155.-, dovendosi decurtare fr. 2'500.- per ammortamento autoveicolo). La presenza di un capitale proprio in capo alla (presunta) persona bisognosa porta ad escludere lo stato di bisogno richiesto dalla legge, proprio perché la persona in questione può ancora contare su un capitale che, per quanto ritenuto esiguo, le permette di far fronte autonomamente alle spese necessarie.
2.2.2.
Per l’anno di tassazione di cui si discute, peraltro, è incontestato tra le parti il fatto che la sig.ra _ abbia fatto ricorso a detto capitale per un importo non irrisorio di fr. 14'155.-. Sarebbe irragionevole, oltre che contrario alla lettera e allo spirito della legge, considerare in stato di bisogno una persona fintanto che la stessa possa contare su di un capitale sufficiente a far fronte alle spese correnti.
3.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti.