# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e2d082eb-137a-5ab5-9577-2f4b7c3e953e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Questo Tribunale, con sentenza 18 agosto 2003, ha accolto il ricorso di RI 1 diretto contro la decisione su opposizione del 4 marzo 2003, con cui la Sezione del lavoro aveva stabilito che, dal 20 novembre 2002, all'assicurato doveva essere applicato l'art. 28 LADI a causa della sua capacità lavorativa temporaneamente inesistente, poiché la fattispecie non era stata sufficientemente chiarita. Il TCA ha, perciò, rinviato gli atti all'amministrazione per ulteriori accertamenti.
In particolare questa Corte ha deciso che la Sezione del lavoro non solo non aveva approfondito quale era realmente lo stato di salute dell'assicurato nel mese di novembre 2002, ovvero se egli era incapace al lavoro e quindi se dovesse essergli applicato l'art. 28 cpv. 1 LADI, ma nemmeno aveva proceduto a verificare l'evoluzione delle sue condizioni di salute dopo l'esaurimento delle indennità ex art. 28 cpv. 1 LADI.
L’amministrazione gli aveva semplicemente negato il diritto a prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione, basandosi su di una documentazione medica agli atti che non era sufficiente per concludere che l'insorgente era totalmente incapace al lavoro sia dal 20 novembre 2002, (quando ha avuto luogo la visita da parte del medico di fiducia), che nei mesi seguenti. Dal citato giudizio risulta, poi, che l'amministrazione avrebbe dovuto appurare se effettivamente i disturbi psichici menzionati dalla Dr. med. _ tendevano realmente verso la cronicità e se un miglioramento dello stato di salute era quindi da escludere almeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. inc. 38.2003.30).
1.2. La Sezione del lavoro, dopo avere esperito alcune indagini mediche (cfr. doc. 7, 8, 9, 10, 15, 16), il 6 febbraio 2004, ha emesso una decisione formale con la quale ha nuovamente stabilito che dal 20 novembre 2002 all'assicurato è applicabile l'art. 28 cpv. 1 LADI.
L'amministrazione ha motivato il suo provvedimento, rilevando che, per quanto attiene al periodo comprendente la fine del 2002 e il primo trimestre del 2003, l'assicurato è stato sì ritenuto, dal profilo dello stato di salute fisico, idoneo a svolgere lavori leggeri con sovente cambio di posizione, tuttavia, per quanto riguarda le sue condizioni psichiche, è stata accertata la sua inabilità lavorativa in misura del 100% a tempo indeterminato. I medici interpellati, infatti, avrebbero dichiarato che tale problematica si è accentuata nel lasso di tempo in questione, assumendo un carattere cronico.
A mente della Sezione del lavoro, conseguentemente, l’assicurato, al termine dei 30 giorni in cui ha diritto all'indennità giornaliera intera ex art. 28 cpv. 1 LADI, non può più pretendere giusta l'art. 28 cpv. 4 LADI delle indennità di disoccupazione (cfr. doc. 4).
1.3. A seguito dell'opposizione interposta dall'avv. _, per conto dell'assicurato (cfr. doc. 2), la Sezione del lavoro, il 5 maggio 2004, ha emanato una decisione su opposizione in cui ha ribadito il contenuto della sua prima decisione. L'amministrazione, in particolare, ha indicato:
"
1. II signor RI 1 si è iscritto in disoccupazione il 1 maggio
2001 alla ricerca di un impiego a tempo pieno quale meccanico di azienda, operaio di fabbrica o capo meccanico. Il termine quadro per la riscossione delle indennità si è concluso il 30 aprile 2003, mentre le ultime indennità di disoccupazione versate risalgono al mese di dicembre 2002.
Con decisione 6 febbraio 2004 lo scrivente ufficio ha ritenuto che all'assicurato sia applicabile, a far tempo dal 20 novembre 2002, l'art. 28 cpv. 1 LADI. Precedentemente all'emissione della decisione oggi contestata, una prima decisione amministrativa era già stata sottoposta alla valutazione del Tribunale cantonale delle assicurazioni, che aveva accolto il ricorso interposto contro la stessa, annullato la decisione e rinviato gli atti alla Sezione del lavoro per ulteriori accertamenti e emissione di una nuova decisione (cfr. STCA del 18 agosto 2003, inc. 38.2003.30).
2. Oggetto della vertenza è il fatto di ritenere l'assicurato, a far tempo
dal 20 novembre 2002, completamente inabile al lavoro e pertanto applicare ad esso le regole relative all'indennità giornaliere nel caso di capacità lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta (art. 28 LADI; cfr. decisione impugnata, consid. 5 e STCA del 18 agosto 2003, inc. 38.2003.30, consid. 2.7).
Questa valutazione implica che la possibilità d'indennizzo dell'assicurato è limitata all'esaurimento delle indennità giornaliere giusta l'art. 28 LADI.
3. Nel caso concreto, allo scopo di chiarire - come indicato dalla
STCA del 18 agosto 2003 - la capacità lavorativa dell'assicurato nel novembre 2002 e nei mesi successivi, sono stati interpellati il medico curante Dr. _ _ (specialista in medicina generale), i medici fiduciari Dr. _ (specialista in ortopedia e chirurgia ortopedica) e la Dr.ssa _ (specialista in psichiatria e psicoterapia).
In particolare è stato indagato lo stato di salute dell'assicurato tra il mese di novembre 2002 e la fine del termine quadro di riscossione delle prestazioni (30 aprile 2003). Diversamente da quanto sostenuto dall'opponente, si ritiene importante lo sviluppo della situazione anche posteriormente al novembre 2002. Infatti, considerando che la nuova decisione è stata pronunciata dopo il 30 aprile 2003, non si poteva fare astrazione di quanto effettivamente accaduto nel frattempo.
Pertanto, si ritengono gli accertamenti svolti posteriormente alla decisione del TCA pertinenti, conformi alle necessità di chiarimenti rilevate dal TCA stesso ed esperiti in modo corretto. Inoltre, all'assicurato, per il tramite del suo rappresentante, è stata data ampia possibilità di pronunciarsi su tutti gli elementi rilevanti per la decisione impugnata.
Non è stato per contro possibile interpellare il medico curante Dr. _ (specialista in psichiatria) poiché, benché più volte sollecitato in virtù dell'obbligo di collaborazione giusta l'art. 28 cpv. 3 LPGA, l'opponente ha sempre rifiutato la necessaria autorizzazione. Questo accertamento sarebbe stato - invero - molto utile, poiché l'assicurato è stato ricoverato per motivi psichiatrici dal 26 marzo 2003 al 18 aprile 2003, ossia durante il periodo in cui rivendica il riconoscimento delle indennità di disoccupazione. Ora, tenuto conto che l'assicurato ha sempre sostenuto di essere stato abile al lavoro e non ha mai comunicato all'amministrazione nessun periodo di degenza per i mesi di marzo e di aprile, questa circostanza avrebbe dovuto essere chiarita. Come detto, questo accertamento è stato reso impossibile dal rifiuto dell'opponente di concedere il necessario svincolo al proprio medico curante, Dr. _. Pertanto, l'amministrazione ha valutato il caso in base agli elementi a disposizione (art. 43 LPGA).
4. Dal punto di vista psichico la Dr.ssa _ ha confermato, il 16 gennaio 2004, la valutazione del 20 novembre 2002, ossia ha ritenuto che l'assicurato fosse dal punto di vista psichico inabile al lavoro dal novembre 2002. Il ricovero dell'opponente dal 26 marzo al 18 aprile 2003, come pure i successivi periodi di degenza (16 giugno-12 luglio 2003 e 22 luglio-5 settembre 2003) confermano nei fatti la valutazione del medico fiduciario. Nello stesso senso vanno le chiare riserve espresse dal Dr. _ e dal Dr. _ riguardo allo stato di salute psichico del paziente. L'eventuale parziale capacità lavorativa dell'opponente dal punto di vista fisico non può sovvertire questa situazione e non permette dunque una valutazione differente rispetto a quanto concluso con la decisione contestata."
(Doc. A1)
1.4. Con tempestivo ricorso l'assicurato, patrocinato dallo Studio legale RA 1, ha postulato:
"
1. II ricorso è accolto.
§ Di conseguenza, la decisione su opposizione 05.05.2004, con la
quale viene confermata la decisione formale 06.02.2004 della Sezione del Lavoro, Bellinzona, di inidoneità al collocamento del ricorrente rispettivamente l'applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LADI a far tempo dal 20.11.2002, è integralmente annullata.
2. Protestate tasse di giustizia, spese e ripetibili."
(Doc. I)
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l'assicurato ha precisato:
"
(...)
1. Prima di entrare nel merito del presente contenzioso e per meglio comprendere le ragioni della totale infondatezza della decisione formale 06.02.2004 della Sezione del lavoro (nel prosieguo "SdL"), rispettivamente della successiva decisione su opposizione 05.05.2004 (Doc. 1), oggetto del presente gravame, è assolutamente doveroso ed opportuno soffermarsi sull'intero iter procedurale che ha preceduto queste due recenti decisioni. In effetti, il presente contenzioso non è altro che il naturale proseguimento di una controversia assicurativa sorta nell'autunno 2002. Con decisione formale 31.01.2003, confermata con decisione su opposizione 04.03.2003 la SdL aveva infatti stabilito, a torto, che dal 20.11.2002 al signor RI 1 doveva essere applicato l'art. 28 LADI a causa di un'incapacità lavorativa temporanea attestata da un parere della Dr.ssa. _.
Secondo questa disposizione, pertanto, una volta esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione (per al massimo 30 giorni dopo l'inizio dell'incapacità totale o parziale al lavoro e limitato a 34 indennità giornaliere entro il termine quadro), l'assicurato non poteva più essere posto al beneficio delle indennità, visto che egli non sarebbe stato abile al lavoro almeno in ragione del 50% (art. 28 cpv. 1 e 4 LADI).
Con sentenza 18.08.2003 il TCA aveva accolto il ricorso 13.03.2003 dell'assicurato annullando la decisione impugnata e rinviando alla SdL gli atti per nuovi accertamenti ai sensi dei considerandi 2.10. e 2.11. della medesima (sentenza, pag. 31). Si chiede in questa sede il richiamo da codesto on. Tribunale del
le assicurazione dell'intero incarto relativo alla predetta decisione.
(...)
7. Come si vedrà nel prosieguo, i chiarimenti richiesti dal TCA non sono stati concretizzati dalla SdL nemmeno nell'ambito di questo secondo iter procedurale. In effetti, da un'attenta lettura della sentenza 18.08.2003 del TCA, qui richiamata, si evince chiaramente che gli ulteriori accertamenti ed approfondimenti richiesti dovevano portare precisamente sui referti del Dr. _ e della Dr.ssa _,
evidentemente con riferimento alla situazione e allo stato di salute fisico e psichico dell'assicurato di allora, ossia del periodo determinante tra il 20.11.2002 ed il 04.03.2003 (data della decisione su opposizione) e non invece a quella attuale, ovvero estate/autunno 2003 ed inizio 2004
.
E invece la SdL ha "mischiato" le due situazioni e gli accertamenti che era tenuta ad effettuare sullo stato di salute del novembre 2002 con la situazione fisica e psichica attuale dell'assicurato. È evidente che l'attuale stato di salute del signor RI 1 avrebbe dovuto far oggetto, se del caso, di una nuova istruttoria, rispettivamente di una nuova decisione a sé stante ed indipendente da quella precedentemente resa. II processo dipendente dalla sentenza 18.08.2003 del TCA riguarda e deve riguardare solo ed esclusivamente la situazione determinante di allora (20.11.2002 - 04.03.2003). Pertanto, la nuova decisione avrebbe dovuto - ma cosi non è stato - riferirsi su quello stato di fatto, al fine di poter finalmente stabilire se all'epoca determinante il signor RI 1 era da ritenere idoneo al collocamento e quindi percepire le indennità di disoccupazione. E in quest'ottica si giustifica pertanto pienamente il rifiuto dell'assicurato (per il tramite dell'avv. RA 1) di svincolare il Dr. _ dal segreto professionale nei confronti della SdL (Doc. 2), in quanto questo medico non avrebbe potuto riferire sullo stato di salute dell'assicurato nel momento determinante (20.11.2002-04.03.2003), bensì solo limitatamente al periodo successivo (estate/autunno 2003 ed oltre).
Prove
:
testi, edizione e richiamo documenti, richiamo dal Tribunale
cantonale delle assicurazioni, Lugano, dell'intero incarto n.
38.2003.30 di cui alla sentenza di data 18.08.2003.
AI FATTI E ALLE MOTIVAZIONI DELLA DECISIONE SU OPPOSIZIONE
Ad. 1
Evaso con riferimento agli atti di causa e con le precisazioni
già espresse nella premessa, che si danno qui per
integralmente riprodotte. Contrariamente a quanto decretato dalla SdL nella querelata decisione 06.02.2004, rispettivamente in quella successiva su opposizione 05.05.2004 oggetto del presente gravame - che come già detto non ha per nulla preso in considerazione il periodo determinante tra il 20.11.2002 ed il 04.03.2003 - all'assicurato non è applicabile a far tempo dal 20.11.2002 l’art. 28 cpv. 1 LADI, in quanto egli è da ritenere, per i motivi di cui si dirà nel prosieguo, perfettamente idoneo al collocamento.
Ad. 2
Integralmente contestato.
2.1. Si ribadisce nuovamente che all'epoca determinante, ossia durante il periodo dal 20.11.2002 al 04.03.2003, il signor RI 1 era da ritenere idoneo al collocamento, per cui i presupposti per l'applicazione dell'art. 28 LADI a partire dal 20.11.2002 non erano (e non sono) dati.
Dell'inservibile portata probatoria della valutazione della Dr.ssa _ già è stato detto dai Giudici nella sentenza 18.08.2003 e nella premessa di questo allegato, a cui si rimanda per brevità. II rapporto medico del Dr. med. _ di data 18.12.2003 (Doc. 3, Doc. 4), unitamente a quello successivo della Dr.ssa _ del 16.01.2004 (Doc. 5), entrambi medici di fiducia dell'autorità amministrativa, sono del tutto irrilevanti ai fini del presente giudizio di causa, poiché il primo medico ha visitato il signor RI 1 solamente il 18.12.2003, per cui la valutazione dello stato di salute fisico e psichico dell'assicurato non può evidentemente riferirsi al periodo determinante tra il 20.11.2002 e il 04.03.2003 (ci mancherebbe altro!). Pertanto, l'affermazione del Dr. med. _ secondo la quale
"Per attività lavorativa leggera che non obbligano il paziente a spostare frequentemente i pesi, a lavorare con le braccia oltre l'orizzonte e attività che non lo obbligano ad effettuare lavori fini, il paziente sarebbe sicuramente dal punto di vista ortopedico abile al 50%"
esula completamente dal contesto della presente fattispecie, per cui non può in nessun caso costituire valido elemento di giudizio. Lo stesso discorso vale anche per il rapporto della Dr.ssa _, la quale non avendo oltremodo più visitato il signor RI 1 si è permessa ancora una volta il lusso di fornire una valutazione personale di tipo ortopedico che esula chiaramente dal suo campo di competenza (specialista in psichiatria e psicoterapia), come del resto anche il TCA aveva avuto modo di sottolineare nella nota sentenza 18.08.2003 (a pag. 29).
2.2. Ancorché il medico curante Dr. _ abbia attestato
un'incapacità lavorativa al 100% a far tempo dal 1. maggio 2002 per attività svolte in precedenza, egli ha pur sempre ritenuto idoneo l'assicurato a svolgere lavori leggeri con sovente cambio di posizione, e meglio attività quali benzinaio o di sorveglianza (certificato Dr. _ del 19.12.2002, Doc. 6, Doc. 7). Non va dimenticato che questa situazione non ha inoltre mai impedito al signor RI 1 di effettuare le ricerche di lavoro e di adempiere alle prescrizioni di controllo, per cui già solo da questo profilo un'applicazione dell'art. 28 LADI risulta del tutto fuori luogo (art. 28 cpv. 1 LADI: "....
e che non possono pertanto adempiere le prescrizioni di controllo').
Addirittura, nel verbale del colloquio di consulenza del 25.09.2002, il collocatore del signor RI 1 scriveva quanto segue: "...
iscritto c/o _ "..medico non ha ritenuto di inoltrare domanda Al valutandolo idoneo al collocamento (secondo Dr. _... lavorando si riprenderebbe)"
(sentenza TCA 18.08.2003, considerando 1.4., pag. 3).
L'idoneità al collocamento va esaminata in base alla situazione di fatto esistente al momento della pronuncia della decisione impugnata (DLAD 1998, pag. 29; DTF 120 V 387). Siccome il presente contenzioso non è altro che il naturale prolungamento della controversia assicurativa sorta nell'autunno del 2002 e che si è reso necessario per il fatto che l'originaria decisione su opposizione del 04.03.2003 (come pure quella del 31.01.2003) si fondava su accertamenti medici insufficienti - in particolare con riferimento alla valutazione della Dr.ssa _ del 20.11.2002 -, è ovvio e pacifico che anche la nuova decisione formale 06.02.2004, rispettivamente quella successiva su opposizione 05.05.2004 avrebbe dovuto basarsi solo ed esclusivamente sullo stato di salute fisico e psichico dell'assicurato riferito al periodo determinante tra il 20.11.2002 ed il 04.03.2003, come del resto richiesto dal TCA nella nota sentenza qui richiamata. Ma tant'è!
2.3.
L'idoneità al collocamento è data se il disoccupato è
disposto, capace ed autorizzato ad accettare un'occupazione
adeguata (art. 8 cpv. 1 lett. f), risp. art. 15 cpv. 1 LADI).
Essa va valutata da un duplice punto di vista. Oggettivamente l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e mentali. Soggettivamente la sua situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di essere collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la disponibilità dell'assicurato a cercare e accettare un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di collocamento, ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre ancora più strettamente legate alla sua persona. L'assicurato dimostra una sufficiente disponibilità al collocamento quando può dedicare un ragionevole tempo all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di lavoro in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo (DTF 113 V 137 cons. 3, DLAD 1986 n. 20). Vi è invece inidoneità al collocamento, ad esempio, quando un assicurato per motivi personali o familiari non può o non vuole impegnare la sua capacità lavorativa come normalmente lo pretende un datore di lavoro. II Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre avuto modo di stabilire che l'assicurato che non ritiene di essere in grado di lavorare fino al momento in cui l'assicurazione per l'invalidità si pronuncia sulla sua domanda e che non cerca un lavoro né accetta un'occupazione adeguata non ha diritto alle indennità di disoccupazione per questo lasso di tempo.
Al contrario, nel concreto caso, il signor RI 1, pur di trovare un'occupazione che gli permettesse di togliersi dalla delicata e mortificante situazione psicologica tipica del disoccupato, caratterizzata appunto dai soliti noti e comunque inevitabili disturbi di tipo psicosociale (tipici in particolare per i disoccupati di lunga durata), si era in precedenza (nel primo termine quadro di disoccupazione) addirittura recato a _, dove aveva trovato un lavoro a tempo determinato fino al 30 aprile 2001 presso la ditta _ quale montatore di impianti telefonici, lasciando in Ticino la moglie e i suoi 5 figli.
II signor RI 1, inoltre, ha sempre seguito le istruzioni impartite dall'URC di _ ed in seguito da quello di _. Durante la sua iscrizione alla disoccupazione, egli ha sempre effettuato le ricerche di lavoro (art. 17 LADI), consegnando regolarmente le prove dei suoi sforzi ai propri collocatori. Collocatori che, durante tutto il suo periodo di disoccupazione, non hanno mai contestato o ancora (e sarebbe sicuramente stato più grave) sanzionato l'assicurato per ricerche di lavoro insufficienti (art. 30 LADI). Queste circostanze sono rilevanti ai fini dell'assicurazione contro la disoccupazione nel senso che se un assicurato viene sospeso per mancanza di ricerche di lavoro o per ricerche insufficienti dal profilo qualitativo e quantitativo dev'essere, se più volte sanzionato, ritenuto inidoneo al collocamento in quanto risulterebbe di meridiana evidenza il suo tentativo di "approfittare" delle prestazioni offerte dall'assicurazione contro la disoccupazione.
Va nuovamente sottolineato e ribadito come durante entrambi i termini quadro di disoccupazione (01.02.1999 - 31.01.2001 e 01.05.2001 - 30.04.2003) il signor RI 1, malgrado la sua piena volontà e disponibilità ad accettare un'attività lavorativa confacente alla sua persona, non sia mai stato oggetto di particolare attenzione da parte dei suoi collocatori. In particolare, I'URC non ha mai provveduto ad assegnare al signor RI 1 un eventuale posto di lavoro vacante segnalatogli, da parte di datori di lavoro alla ricerca di manodopera. Si richiamano qui dall'URC di _ e di _, rispettivamente dalla Cassa di disoccupazione _ di _ tutti gli incarti dell'assicurato, al fine di verificare quante offerte di lavoro questi Uffici gli hanno proposto. L'unica proposta effettivamente andata in porto fu un corso di informatica presso la _ di _ dal 04.03.2002 al 22.03.2002 (sentenza TCA 18.08.2003, pag. 10). Non si deve qui sicuramente rammentare a codesta on. Corte l'importanza dei programmi occupazionali. Si tratta di provvedimenti finanziati dalla LADI intesi alla riqualificazione, al perfezionamento o alla reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti il mercato dei lavoro (art. 59 ss. LADI), di cui il signor RI 1 non ha pressoché quasi mai beneficiato.
2.4. Dagli ulteriori accertamenti ordinati dalla SdL nel frattempo è
emerso che nel mese di dicembre 2002 l'incapacità lavorativa
al 100% del signor RI 1 (riscontrata dal Dr. med. _)
era riferita e limitata alle attività che l'assicurato aveva svolto in passato (prima del 01.05.2002), mentre lo stesso era comunque ed in ogni caso idoneo a svolgere dei lavori leggeri con sovente cambio di posizione, ossia attività quali benzinaio o di addetto alla sorveglianza (Doc. 6, Doc. 7, domanda e risposta no. 3).
Si ribadisce inoltre che la decisione del TCA, con la quale veniva rinviato l'incarto alla SdL per un approfondimento negli accertamenti, verteva sulla situazione relativa alle condizioni fisiche (e non psichiche) del signor RI 1 (Doc. 8).
Nel proprio rapporto medico del 13.11.2003 (Doc. 7), il Dr. med. _ ha sì sottolineato, avuto sempre riferimento allo stato di salute del signor RI 1 nel mese di dicembre 2002, che
"dal lato psichiatrico si è sviluppata una sindrome ansioso depressiva di tipo reattivo che era molto legata al fatto di non poter lavorare con delle preoccupazioni sul futuro suo e della sua famiglia",
pur ritenendo nel contempo sempre idoneo il ricorrente a svolgere lavori leggeri con sovente cambio di posizione, ossia attività quali benzinaio o di addetto alla sorveglianza (Doc. 7, risposta no. 1).
Questo sta a significare che lo stato di salute psichico nel periodo determinante dal 20.11.2002 al 04.03.2003 non era sicuramente tale da escludere l'idoneità ai collocamento del signor RI 1 ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 lett. f) e 15 cpv. 1 LADI. E questo anche perché i disturbi di carattere psico-sociale riscontrati nel dicembre 2002 e nel primo trimestre del 2003 sono pienamente comprensibili e del tutto normali, tipici e "naturali" proprio della situazione in cui viene a trovarsi ogni persona disoccupata, in particolare quella di lunga durata. Le più che giustificate preoccupazioni sul proprio futuro, sul destino della propria famiglia peserebbero evidentemente su chiunque (anche su chi non è disoccupato) e non solamente sul signor RI 1, padre di 5 figli. Si sfida qualsiasi persona all'età di 58 anni e dopo un lungo periodo di disoccupazione continua a non trovarsi nello stato d'ansia nel quale si trovava il ricorrente a quell'epoca. Voler ammettere il contrario, come pretendeva e pretende tuttora la SdL, significherebbe negare le indennità di disoccupazione a tutti i disoccupati, ciò che evidentemente non è lo scopo che la Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione si prefigge.
Non va inoltre dimenticato che in passato il signor RI 1 era stato oggetto, _, d'interventi apparsi sul _ "_" in relazione alla sua situazione personale e famigliare. È quindi fin troppo facile oggi, come pure nel lontano novembre 2002, per la Dr.ssa _ e la SdL ritenere psicologicamente fragile il ricorrente e di conseguenza dichiararlo (a torto) inidoneo al collocamento e per di più sulla scorta di indicazioni mediche (in ogni caso contestate) nemmeno riferite al periodo determinante 20.11.2002 - 04.03.2003. Infatti, anche nella sua nuova decisione su opposizione 05.05.2004 la SdL, avendo saputo dei tre ricoveri dell'assicurato presso l'ospedale _ di _ nel corso del 2003 (Doc. 7, risposta no. 4), ha preso in considerazione lo stato di salute del signor RI 1 durante tutto il 2003 (e in parte anche il 2004, Doc. 5), contrariamente a quanto richiesto dal TCA nella propria sentenza. Va in ogni caso ribadito che già il primo ricovero del signor RI 1 presso l'ospedale _ è avvenuto il 26.03.2004, ossia posteriormente al periodo determinante 20.11.2002-04.03.2003, ed è inoltre stato di breve durata.
Ma se anche per delirio di ipotesi codesta on. Corte non volesse ritenere il signor RI 1 idoneo al collocamento ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 lett. f) e 15 cpv. 1 LADI e dunque confermare la tesi della SdL (in ogni caso avversata), l’art. 28 LADI non trova applicazione anche per un'altra ragione. Nell'ambito del precedente contenzioso la SdL aveva infatti affermato che
"Ora, nella valutazione della presente fattispecie lo scrivente
Ufficio
ha tenuto conto sia del rapporto della dottoressa _, sia dei certificati medici prodotti dal ricorrente
[del Dr. med. _].
Del resto entrambi conducono alla stessa conclusione, a sapere l'incapacità al lavoro del signor RI 1 nella misura del 100%"
(sentenza, considerando 1.5., punto 10, pag. 5). Orbene, con l'avversata decisione su opposizione 05.05.2004 la SdL non ha fatto altro che riconfermare l'originaria decisione su opposizione del 04.03.2003 basandosi su degli accertamenti (ancora una volta incompleti e di cui si dirà più diffusamente nel prosieguo) dello stato di salute del ricorrente durante l'intero 2003 e non limitatamente al periodo determinante 20.11.2002 - 04.03.2003, così come richiesto dal TCA. Ma per quale ragione allora la SdL non ha applicato all'assicurato l’art. 28 LADI direttamente a partire dal 01.05.2002, ritenuto come entrambi i certificati (della Dr.ssa _ e del Dr. med. _) conducono alla stessa conclusione?
La risposta è semplice e chiara: ammettere un'incapacità lavorativa già del 01.05.2002 implicava dover riconoscere un impedimento di carattere durevole e non più temporaneo come prescritto dall'art. 28 cpv. 1 LADI. In effetti, un impedimento della capacità lavorativa e di guadagno è durevole se permane almeno un anno, per cui nel concreto caso si imporrebbe a giusta ragione l'applicazione dell'art. 15 cpv. 2 LADI e non dell'art. 28 cpv. 1 LADI. Questa stridente contraddizione appare ancora più evidente nel Doc. 4 inviato dalla stessa SdL al signor RI 1, nel quale si legge che "in casi particolari l'autorità amministrativa può ricorrere all'aiuto di un medico di fiducia per valutare aspetti medici legati all'incapacità lavorativa temporanea (art. 28 cpv.
5 LADI)
o all'idoneità al collocamento (art.
15 cpv. 3 LADI)."
L'insicurezza mostrata dalla stessa SdL in punto alle disposizioni in concreto applicabili è palese e si commenta da sé.
Giusta l'art. 15 cpv. 2 LADI gli impediti fisici o psichici sono considerati idonei al collocamento se, in condizioni equilibrate del mercato del lavoro e tenuto conto della loro infermità, potrebbe essere loro assegnata un'occupazione adeguata. Anche le persone handicappate fisicamente o psichicamente in misura durevole e rilevante, a determinate condizioni, possono essere dunque considerate idonee al
collocamento.
A tal proposito, va rilevato che l'handicap non deve forzatamente essere invalidante ai sensi dell'assicurazione invalidità, circostanza che la SdL non ha voluto considerare. Inoltre, anche l'assegnazione di una rendita intera dell'AI non esclude l'idoneità al collocamento (T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, p. 96, DLAD 1995 Nr. 30 p. 173 consid. 3). Come già evidenziato nel precedente ricorso 13.03.2003, l'art. 15 cpv. 2 non va confuso con l’art. 28 LADI. In effetti, una persona impedita fisicamente e psichicamente, la cui capacità al lavoro è ridotta, rimane idonea al collocamento nell'ambito dell'art. 15 cpv. 2 LADI ed è indennizzabile se adempie gli altri presupposti del diritto all'indennità (DLAD 1995, pag. 172). L'art. 15 cpv. 3 OADI stabilisce inoltre che un impedito fisico o psichico, che, in caso di condizioni equilibrate del mercato del lavoro, non sia manifestamente inidoneo al collocamento e si sia annunciato all'assicurazione invalidità o un'altra assicurazione secondo il capoverso 2, è considerato idoneo al collocamento sino alla decisione dell'altra assicurazione. Tale considerazione non incide affatto sulla valutazione, da parte delle altre assicurazioni, della sua capacità al lavoro o al guadagno. Questa norma costituisce addirittura una disposizione di coordinamento. In effetti, per la categoria di assicurati di cui all'art. 15 cpv. 3 OADI il concetto di idoneità al collocamento è stato ulteriormente relativizzato ed è stato introdotto l'obbligo di pagamento anticipato da parte dell'assicurazione disoccupazione. Questo impedisce che la LADI e le altre assicurazioni sociali rifiutino di versare determinate prestazioni con motivazioni contraddittorie (Locher, op. cit., pag. 96). Come già detto, l'idoneità al collocamento va esaminata in base alla situazione di fatto esistente al momento della pronuncia della decisione impugnata, che nel nostro caso (e per le motivazioni già espresse in precedenza e nella sentenza del TCA 18.08.2003) va situata nel periodo determinante che va dal 20.11.2002 al 04.03.2003.
Per tutte le motivazioni testé indicate e rilevato come il signor RI 1 si è sempre dichiarato disponibile ad accettare un'attività lavorativa nella misura in cui si trovi un'occupazione confacente alla sua persona, egli è sicuramente da ritenere nel periodo determinante tra il 20.11.2002 ed il 04.03.2003 fisicamente e psichicamente idoneo al collocamento giusta l'art. 15 cpv. 1, subordinatamente giusta l'art. 15 cpv. 2 LADI, per svolgere lavori leggeri con sovente cambio di posizione, ossia lavori quale benzinaio o addetto alla sorveglianza (Doc. 7, risposta no. 3).
Prove
:
testi, edizione e richiamo documenti, richiamo dal Tribunale
cantonale delle assicurazioni, Lugano, dell'intero incarto n.
38.2003.30 di cui alla sentenza di data 18.08.2003, richiamo
dall'URC di _ e di _, rispettivamente dalla
Cassa di disoccupazione _ di _ di tutti gli incarti
relativi alle ricerche di lavoro effettuate dall'assicurato, ai
verbali di colloquio assicurato/collocatore, nonché quelli
relativi ai provvedimenti adottati dagli Uffici a favore
dell'assicurato ed alle offerte di lavoro da loro proposte
all'assicurato.
Ad. 3 e
Ad. 4
Integralmente contestati.
Premesso che il signor RI 1 è sicuramente da ritenere, nel periodo determinante tra il 20.11.2002 ed il 04.03.2003, fisicamente e psichicamente idoneo al collocamento giusta l'art. 15 cpv. 1, subordinatamente giusta l'art. 15 cpv. 2 LADI, per svolgere lavori leggeri con sovente cambio di posizione, ossia lavori quale benzinaio o addetto alla sorveglianza (Doc. 7, risposta no. 3), si precisa e specifica quanto segue.
Anzitutto, si ribadisce che la decisione del TCA, con la quale veniva rinviato l'incarto alla SdL per un approfondimento negli accertamenti, verteva sulla situazione relativa alle condizioni fisiche (e non psichiche) del signor RI 1.
A prescindere da ciò, va comunque sottolineato e ribadito che i "disturbi" di carattere psico-sociale avvertiti dall'assicurato nel periodo determinante dal 20.11.2002 al 04.03.2003 (Doc. 7) sono pienamente comprensibili e del tutto normali, tipici e "naturali" della situazione in cui viene a trovarsi ogni persona disoccupata,
specialmente se di lunga durata come il signor RI 1, e, dunque, in quanto tali non possono inficiare minimamente, come già evidenziato in precedenza, l'idoneità al collocamento dell'assicurato, pena la più totale inefficacia della Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione.
Ma soprattutto, non va confuso lo stato di salute fisico e psichico del signor RI 1 nel momento determinante dal 20.11.2002 al 04.03.2002 con quello del periodo posteriore. In effetti, questa nuova fattispecie, che abbraccia temporalmente lo stato di salute dell'assicurato durante tutto il resto del 2003 e su cui poggia in pratica l'avversata decisione su opposizione 05.05.2004 (Doc. 1) della SdL, non riguarda affatto la sentenza del TCA del 18.08.2003 e le relative richieste di ulteriori accertamenti. Pertanto questa fattispecie avrebbe dovuto, se del caso, far oggetto di una nuova istruttoria, rispettivamente di una nuova decisione a sé stante ed indipendente da quella resa precedentemente.
Al di là di ciò, non va inoltre dimenticato che il successivo presunto peggioramento dello stato depressivo dell'assicurato nel corso del 2003, ancorché lo stesso non sia oggetto del contendere e non sia neanche stato correttamente dimostrato e provato da alcun medico specialista, è contestuale alla pregressa procedura ricorsuale sfociata con la decisione del TCA del 18.08.2003, dunque in stretta relazione con il processo ed il suo esito e pertanto da un profilo umano la reazione del signor RI 1 sarebbe stata del tutto normale e comprensibile. Ed è alquanto singolare, per non dire altro, l'atteggiamento chiaramente vessatorio assunto dalla SdL, la quale ha ancora una volta di più cercato di sfruttare le continue frustrazioni con le quali il signor RI 1 si è trovato confrontato a causa della situazione assicurativa e giudiziaria venutasi a creare. Di questo la SdL era del resto già stata ampiamente resa edotta dal patrocinatore del ricorrente ancor prima della qui querelata decisione (Doc. 8, Doc. 9).
Pertanto e contrariamente a quanto disinvoltamente assunto dalla SdL, gli accertamenti svolti posteriormente alla decisione del TCA non sono risultati né pertinenti, né conformi alle necessità di chiarimenti imposti dal TCA, né esperiti correttamente nella misura in cui la decisione su opposizione 05.05.2004 non si è (per nulla) limitata alla valutazione della situazione personale dell'assicurato nel periodo determinante dal 20.11.2002 al 04.03.2003. II fatto che la decisione del TCA sia stata pronunciata dopo il 30.04.2003 e che l'assicurato sia stato ricoverato per una breve degenza presso l'Ospedale _ di _ dal 26.03.2003 al 18.04.2003 nulla muta ai fini del giudizio della presente causa, in quanto il periodo determinante da esaminare era solamente quello tra il 20.11.2002 (data del primo rapporto della Dr.ssa _) e il 04.03.2003 (data dell'originaria decisione su opposizione della SdL).

## Considerations