# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 463041f2-f6b2-5653-aab3-c0bca0d01ab5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell'esecuzione n. _ promossa il 24 maggio 2018 dalla società PI 1 contro l’RI 1 per l'incasso di fr. 5'400.– oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2018, il 28 novembre 2018 l'Ufficio d'esecuzione (UE) di Lugano, appurato che l'opposizione interposta dall'escussa era stata rigettata in via provvisoria dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, mediante sentenza 25 settembre 2018, le ha notificato la comminatoria di fallimento.
B.
Con ricorso 7 dicembre 2018, l’RI 1 contesta la comminatoria di fallimento chiedendo una proroga fino al 31 gennaio 2019.
C.
Nelle sue osservazioni dell'11 dicembre 2018, l'UE chiede di dichiarare il ricorso irricevibile senza ulteriori atti istruttori.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l'art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il ricorso all'autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (
Ottomann/Markus
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l'incompetenza territoriale dell'ufficio d'esecuzione (DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell'escusso all'esecuzione ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l'assenza di una decisione esecutiva che rigetti l'opposizione o l'inoltro di un'azione di disconoscimento di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria o amministrativa competente, in particolare nell'ambito della procedura di rigetto dell'opposizione (art. 80 segg. LEF).
2.
Nel caso specifico, l’RI 1 addebita la propria situazione di difficoltà economica in gran parte alla stessa società escutente, che in realtà sarebbe essa la sua debitrice. Preannuncia inoltre la sua prossima trasformazione in una società anonima e l'immissione di nuovi capitali e chiede al riguardo una proroga fino al 31 gennaio 2019 per poter far fronte a tutti i debiti e posizioni aperte, ivi compreso quello vantato dall'escutente. Così facendo, la ricorrente non invoca però alcuna violazione della legge da parte dell'UE né alcun errore di apprezzamento nel senso dell'art. 17 cpv. 1 LEF. E la domanda di proroga – di cui l'UE non poteva tenere conto già perché è stata formulata solo dopo la notifica dell'atto impugnato – non può essere accolta, siccome la legge non lascia al riguardo agli organi esecutivi alcun margine d'apprezzamento – o di
“buon senso”
per dirla come la ricorrente – bensì prescrive la notifica della comminatoria di fallimento “senza indugio” (art. 159 LEF). Il ricorso si rivela di conseguenza inammissibile.
3.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).