# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 139b7c35-a5e4-559e-8364-002440782f11
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, nata nel 1957, in seguito alla reiezione, con decisione del 18 luglio 2011, della sua richiesta di poter beneficiare di prestazioni dell’AI, ha inoltrato una nuova domanda tendente all’ottenimento di una rendita per adulti.
B. Esperiti gli accertamenti ritenuti necessari, tra cui una perizia pluridisciplinare del SAM del 9 aprile 2013 (doc. AI 100), con decisione del 23 luglio 2013 (doc. A1), preavvisata dal progetto del 27 maggio 2013 (doc. AI 104), l’UAI le ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera (grado d’invalidità del 71%) dal 1° aprile 2012, ma con versamento delle prestazioni dal 1° agosto 2012 in seguito alla tardività nell’inoltro della nuova domanda.
C. RI 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione, intitolando l’impugnativa: “
ricorso sul conteggio degli arretrati e sull’ammontare della somma della rendita di invalidità riconosciuta mensilmente in Fr. 675
”
(doc. I).
La ricorrente ha precisato che l’invalidità riconosciutale deriva da infortuni contratti nell’ambito della sua attività lavorativa, che le è stata concessa nella misura del 100% in riferimento ad una malattia nella misura del 71% e che nel frattempo vi è stato un peggioramento del suo stato di salute. L’insorgente chiede che le venga riconosciuto l’ammontare intero della rendita d’invalidità per infortunio contratto sul luogo di lavoro e non una rendita d’invalidità per malattia e che le venga riconosciuta la rendita anche per i 4 mesi per i quali l’UAI ha ritenuto tardiva la domanda. Essa ritiene l’invalidità non giusta in quanto fondata sulla malattia e non sull’infortunio.
D. Con risposta del 6 settembre 2013 l’UAI propone la reiezione del ricorso, rilevando che l’interessata beneficia di una rendita intera, che essa copre sia l’infortunio che la malattia e che di conseguenza non è rilevante l’eventuale peggioramento dello stato di salute. L’UAI rileva inoltre che la domanda è stata inoltrata nel febbraio 2012 per cui il diritto al versamento della rendita, in applicazione dell’art. 29 cpv. 1 LAI, decorre dal 1° agosto 2012 (doc. III).
E. Pendente causa la ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione medica (doc. VI e seguenti), sulla quale l’UAI si è espressa il 25 settembre 2013 (doc. VIII).
F. Con scritto del 1° ottobre 2013 la ricorrente ha chiesto la nullità di tutta la documentazione allegata dall’UAI ed ha rilevato che vi è un errore di interpretazione nella risposta in riferimento al ricorso del 22 agosto 2013 (doc. X). RI 1 afferma che “
la sottoscritta precisa che il ricorso presentato ha per oggetto il mancato versamento delle quattro indennità mensili non corrisposte e la rendita mensile di invalidità quantificata in 675 CHF, e non come sostenuto ingiustificatamente dalla giurista _ sulla percentuale del grado di invalidità riconosciuto dall’ufficio assicurazione invalidità, in riferimento a quanto riportato, nella risposta redatta dalla stessa in data 6 settembre 2013 e pervenuta a codesto Tribunale in data 10 settembre 2013 (...)
” e che “
la sottoscritta precisa di non avere mai contestato il grado di invalidità del 71% ma la rendita ad essa attribuita quantificata nella somma mensile di CHF 675
”
.
G. Con scritto del 15 ottobre 2013 l’UAI ha allegato la presa di posizione della Cassa _ di compensazione circa il calcolo della rendita, confermandone l’esattezza (doc. XII).
H. Il 28 ottobre 2013 la ricorrente ha ribadito le sue richieste. Circa il versamento della rendita con effetto dal 1° agosto 2012 l’interessata sostiene che i termini posti dall’UAI sono stati rispettati nel corso del 2012, in particolare nel novembre 2012 sono stati presentati documenti del dr. med. _ ed in precedenza dalla drssa. med. _. Essa rileva che le domande erano già in corso di validità negli anni precedenti in quanto è lo stesso UAI, dopo la prima domanda, ad aver richiesto un’ulteriore presentazione di una nuova domanda di invalidità sempre per le lesioni già presenti al momento della prima richiesta, nonché una terza domanda senza alcuna motivazione in quanto era già pendente la seconda domanda; “
la sottoscritta precisa che il ritardo attribuito nella presentazione dell’ultima domanda di invalidità richiesta esplicitamente senza alcuna motivazione dall’ufficio assicurazione invalidità non sussiste in quanto era già in corso la seconda domanda di invalidità. La sottoscritta ritiene che la somma riconosciutale quantificata in 675 CHF mensile a causa della invalidità permanente, non permetta di far fronte a tutte le spese ed a trattamenti medici che mi necessitano continuamente ed perennemente.
” (doc. XIV).
I. Il 14 maggio 2014 il Giudice delegato del TCA ha chiesto alla Cassa _ di compensazione di effettuare il calcolo della rendita AI, prendendo quale ipotesi di lavoro il domicilio in Svizzera della ricorrente già a partire dal mese di gennaio 1975 in luogo del gennaio 1979 (doc. XVI). Il 19 maggio 2014 l’UAI ha prodotto la documentazione richiesta da cui emerge che la rendita sarebbe di fr. 701 (invece di fr. 669) dal 1° agosto 2012 al 31 agosto 2012 e di fr. 707 (invece di fr. 675) dal 1° gennaio 2013 (doc. XVII/1).

## Considerations

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2. Oggetto del contendere sono la decorrenza della rendita e l’ammontare della stessa. Non litigioso è invece il grado d’invalidità del 71% che dà diritto ad una rendita intera (cfr. doc. X). Va inoltre qui evidenziato che non vi è alcun motivo per ritenere nulla la risposta dell’UAI (e dei documenti allegati), presentata nelle forme e nei termini previsti dall’art. 61 LPGA in combinazione con gli art. 5 cpv. 2 Lptca e 3 Lptca.
3. Secondo l'art. 28 cpv. 1 lett. b LAI l’assicurato ha diritto ad una rendita se ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40 per cento in media durante un anno senza notevole interruzione.
L’art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell’art. 29 cpv. 1 LAI
il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'articolo 29 capoverso 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni.
A sua volta, l’art. 29 cpv. 1 LPGA stabilisce che colui che rivendica una prestazione deve annunciarsi all’assicuratore competente nella forma prescritta per l’assicurazione sociale interessata.
Per l’art. 29 cpv. 2 LPGA gli
assicuratori sociali consegnano gratuitamente i formulari per la domanda e per l'accertamento del diritto a prestazioni; questi formulari devono essere trasmessi al competente assicuratore dopo essere stati compilati interamente e in modo veritiero dal richiedente o dal suo datore di lavoro ed eventualmente dal medico curante.
Secondo l’art. 29 cpv. 3 LPGA se una domanda non rispetta le esigenze di forma o se è trasmessa a un servizio incompetente, per quanto riguarda l'osservanza dei termini e gli effetti giuridici collegati alla domanda è determinante la data in cui essa è stata consegnata alla posta o inoltrata a tale servizio.
4.
Nel caso in esame non è contestato, come emerge del resto dal rapporto finale del medico SMR (doc. AI 102-2), che l’anno di carenza ai sensi dell’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI ha avuto inizio nel mese di aprile 2011 ed è scaduto nel mese di aprile 2012.
La ricorrente avrebbe pertanto diritto al versamento della rendita AI dal 1° aprile 2012.
L’UAI sostiene tuttavia che la nuova domanda è stata inoltrata nel corso del mese di febbraio 2012 e pertanto, in applicazione dell’art. 29 cpv. 1 LAI, l’interessata ha diritto al versamento delle prestazioni solo dal 1° agosto 2012, ossia 6 mesi dopo la presentazione della nuova domanda.
Dagli atti emerge che, dopo aver notificato la decisione di rifiuto delle prestazioni direttamente all’assicurata in data 31 marzo 2011 (doc. AI 45-1), il 18 luglio 2011 l’UAI ha annullato la precedente decisione e l’ha sostituita con una di simile contenuto trasmessa all’allora rappresentante della ricorrente, _ (doc. AI 54-1).
Il 26 luglio 2011 l’_ ha chiesto all’UAI copia dell’incarto (doc. AI 55-1), mentre il giorno seguente, ossia il 27 luglio 2011, l’assicurata si è presentata agli sportelli dell’amministrazione contestando la decisione e consegnando ulteriore documentazione medica, e meglio un’artrografia della spalla destra del 27 maggio 2011 (doc. AI 58-1), un certificato della Clinica _ del 23 maggio 2011 (doc. AI 58-2) e un referto del 10 maggio 2011 del Servizio di chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore del dr. med. _ (doc. AI 58-3).
Nella nota interna per l’incarto figura:
"
(...)
La Signora RI 1 si è presentata ai nostri sportelli, contestando la nostra decisione e consegnandoci documentazione medica.
Le chiedo se tale documentazione è da considerarsi a titolo di ricorso (da inoltrare pertanto al Tribunale) o se è da considerarsi una revisione su domanda.
Non ha saputo rispondermi.
Le ho chiesto se il rappresentante legale fosse al corrente del suo agire e mi ha detto di no, pregandomi di contattarlo.
Provvedo pertanto a contattare _; sig. _, il quale mi comunica di essere all’oscuro dell’iniziativa presa da parte della Signora RI 1.
Mi chiede pertanto di inoltrargli per conoscenza la documentazione medica consegnataci dall’assicurata, unitamente a copia dell’incarto.
Ci farà sapere se la documentazione in nostro possesso sarà da lui utilizzata a titolo di ricorso nei confronti del Tribunale competente o se sarà da inoltrare al nostro SMR.” (doc. AI 56-1)
A questo Tribunale non è pervenuto alcun ricorso contro la decisione del 18 luglio 2011, mentre il 14 febbraio 2012 l’_ ha scritto all’UAI, con l’indicazione “
in allegato le trasmetto i certificati come da accordo telefonico
” (doc. AI 59-1) ed ha prodotto numerosi referti del dr. med. _, specialista ortopedia e traumatologia, del 3 febbraio 2012 (doc. AI 59-2), del 20 dicembre 2011 (doc. AI 59-3), del 7 novembre 2011 (doc. AI 59-4) e del 13 luglio 2011 (doc. AI 59-5).
Il 21 febbraio 2012 la medesima funzionaria dell’UAI che aveva redatto la nota interna relativa alla documentazione prodotta il 27 luglio 2011 ha scritto al medico SMR, affermando che “
con decisione del 18.07.2011 abbiamo negato il diritto a prestazioni AI, in assenza di un grado d’invalidità. Otteniamo successivamente della documentazione medica, da valutare in qualità di nuova domanda dopo precedente rifiuto. Chiediamo cortesemente se i nuovi elementi consentono di giustificare l’entrata in materia
” (doc. AI 60-1).
L’8 marzo 2012 il medico SMR, dr. med. _, ha affermato che la nuova certificazione permette l’entrata in materia per valutare il peggioramento dello stato di salute (doc. AI 61-1).
Il 20 marzo 2012 l’UAI, per il tramite della medesima funzionaria che ha trattato il caso in data 27 luglio 2011 (doc. AI 56-1) e 21 febbraio 2012 (doc. AI 60-1), ha trasmesso all’_ il formulario per la compilazione della richiesta ufficiale di prestazioni AI con la seguente indicazione:
"
(...)
a seguito della documentazione che abbiamo ricevuto il 27 luglio 2011 riteniamo che siano assolte le condizioni per entrare in materia di una nuova richiesta di prestazioni AI” (doc. AI 62-1, sottolineatura del redattore).
Il 23 marzo 2012 l’interessata ha compilato il formulario (doc. AI 63), pervenuto all’UAI il 26 marzo 2012 (doc. AI 64-1).
Va ancora evidenziato che nel riassunto della pratica redatto dal consulente in integrazione professionale figura tra l’altro: “
ulteriore domanda di prestazioni del 28.07.2011 inerente assicurata 56enne di origini _ (...)
” (doc. AI 103-1; cfr. invece rapporto finale SMR dove viene indicato che la nuova domanda è del febbraio 2012, doc. AI 102-1).
Alla luce di quanto sopra è a giusta ragione che la ricorrente sostiene di aver inoltrato la nuova domanda di prestazioni precedentemente al mese di febbraio 2012.
L’interessata si è infatti presentata allo sportello dell’UAI già nel corso del mese di luglio 2011, producendo ulteriore documentazione medica. La funzionaria dell’UAI ha correttamente chiesto all’insorgente se ciò andava interpretato quale ricorso al TCA contro la decisione del 18 luglio 2011 o quale nuova domanda di revisione. Non essendo stato presenta-to alcun ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni ed avendo l’interessata prodotto ulteriori documenti, con lettera del 20 marzo 2012 la medesima funzionaria ha trasmesso all’assicurata, conformemente a quanto prevede l’art. 29 cpv. 3 LPGA, il formulario ufficiale da compilare per la presentazione di una nuova domanda, indicando nel 27 luglio 2011 la data determinante di presentazione della stessa. Infatti, se da una parte l’art. 29 cpv. 1 LPGA prevede che
colui che rivendica una prestazione deve annunciarsi all’assicuratore competente nella forma prescritta per l’assicurazione sociale interessata, dall’altra per l’art. 29 cpv. 2 LPGA
se una domanda, come in concreto quella del 27 luglio 2011, non rispetta le esigenze di forma o se è trasmessa a un servizio incompetente, per quanto riguarda l'osservanza dei termini e gli effetti giuridici collegati alla domanda è determinante la data in cui essa è stata consegnata alla posta o inoltrata a tale servizio. Nel caso di specie la produzione di documenti direttamente allo sportello in data 27 luglio 2011 manifestamente non rispettava le esigenze di forma per l’inoltro di una domanda di revisione. Tuttavia spettava all’UAI, come correttamente fatto il 20 marzo 2012, trasmettere all’interessata il formulario ufficiale da compilare (cfr. art. 29 cpv. 2 LPGA), ritenuto che per gli effetti giuridici collegati alla domanda è determinante la data di inoltro all’UAI della documentazione, ossia il 27 luglio 2011.
La stessa amministrazione, con lo scritto del 20 marzo 2012, aveva del resto interpretato la produzione di ulteriori documenti nel corso del mese di luglio 2011, quale richiesta di una domanda di revisione (doc. AI 62-1).
In queste condizioni sono trascorsi oltre 6 mesi tra l’inoltro della richiesta del mese di luglio 2011 e l’inizio del diritto alla rendita AI nel mese di aprile 2012. Ne discende che la ricorrente ha diritto al versamento della rendita AI con effetto dal 1° aprile 2012.
5. L’insorgente contesta anche l’ammontare della rendita in quanto l’importo non è sufficiente per il suo sostentamento.
Secondo l’art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto ad una rendita ordinaria gli assicurati che, all’insorgere dell’invalidità hanno pagato i contributi per almeno tre anni. Il cpv. 2 prevede che le disposizioni della LAVS si applicano per analogia al calcolo delle rendite ordinarie e che il Consiglio federale può emanare prescrizioni completive.
5.1. Periodo di contribuzione/scala di rendita.
Il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento assicurato (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).
A seconda che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha diritto ad una rendita completa o parziale (art. 29 cpv. 2 lett. a, b LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; art. 52 OAVS e 32 OAI).
Il periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art. 29 ter cpv. 1 LAVS).
Secondo l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi, durante i quali:
- una persona ha pagato i contributi (lett. a);
- il suo coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha
versato almeno il doppio del contributo minimo (lett. b);
- possono essere computati accrediti per compiti educativi o
d’assistenza (lett. c).
5.2. Reddito annuo medio (RAM).
La rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato (art. 29 quater LAVS).
Esso si compone:
- dei redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a);
- degli accrediti per compiti educativi (lett. b);
- degli accrediti per compiti assistenziali (lett. c).
Il reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS). La somma dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51 bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è obbligatorio (art. 30 LAVS, art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima registrazione sul conto individuale determinante per la rendita.
Il reddito annuo determinante (indicato sulla decisione) non corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.
Sono presi in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).
I contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS).
Secondo l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per metà a ciascun coniuge se:
- entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a);
- una persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia (lett. b);
- il matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c).
Secondo l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi cfr. art. 52e e f OAVS).
6. Con la decisione contestata l’Ufficio AI, e per esso la Cassa _di compensazione (competente per la determinazione della rendita; cfr. art. 60 cpv. 1 lett.b LAI), ha fissato l’ammontare della prestazione sulla base di un RAM (reddito annuo medio) di fr. 25'272.--, di una durata di contribuzione di 16 anni e 4 mesi, di una scala di rendite 21 e di un grado d’invalidità del 100%, per un importo mensile di fr. 669 nel 2012 e di fr. 675 dal 1° gennaio 2013 (doc. A1).
Il 15 ottobre 2013 l’amministrazione ha fatto riferimento al dettagliato calcolo esposto dalla Cassa nello scritto 10 ottobre 2013 (doc. XII/1), spiegando le modalità di calcolo della rendita contestata.
Per l’assicurata nata il _, coniugata dal 1975, il periodo di contribuzione inizia il 1° gennaio 1978 (anno susseguente il compimento del 20.o anno di età) e termina il 31 dicembre 2011 (anno precedente l’inizio della rendita d’invalidità).
Infatti l’art. 29 bis cpv. 1 LAVS prevede che il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento assicurato (età conferente il diritto alla rendita o decesso).
In concreto, ritenuto che l’interessata è stata domiciliata in _ dal 1985 al 2005, vi sono delle lacune contributive.
Le lacune contributive sono state colmate in primo luogo tramite l’applicazione dell’art. 52b OAVS per il quale se la durata di contribuzione è incompleta i periodi di contribuzione assolti prima del 1° gennaio che segue il compimento dei 20 anni possono essere computati a questo scopo ed in secondo luogo con l’art. 52c OAVS che prevede che i periodi di contribuzione tra il 31 dicembre precedente l’insorgere dell’evento assicurato e il sorgere del diritto alla rendita possono essere computati per colmare lacune di contribuzione. I redditi provenienti da un’attività lucrativa realizzati durante questo periodo non sono tuttavia presi in considerazione per il calcolo della rendita.
Con una durata di contribuzione di 16 anni e 8 mesi (doc. 10), la scala di rendita, secondo le tabelle edite dall’UFAS, è la 21.
Questo TCA evidenzia tuttavia quanto segue.
Dagli atti emerge che l’interessata, nel 1976 (anno giovanile ai sensi dell’art. 52b OAVS), ha contribuito solo i primi due mesi e gli ultimi due mesi dell’anno (cfr. doc. 8). La Cassa non l’ha ritenuta domiciliata in Svizzera poiché nella richiesta della rendita per adulti del 23 marzo 2012 aveva indicato, quale data d’entrata nel nostro Paese, il 1979 (cfr. doc. 24).
Vi sono però alcuni indizi che fan ritenere che l’interessata potrebbe essere stata domiciliata in Svizzera già negli anni precedenti ed in particolare per tutto il 1976.
L’insorgente si è sposata nel 1975 con _, entrato in Svizzera nel mese di agosto 1971 (cfr. doc. 21). Il primo figlio è nato il _ a _ (doc. 19). Nel formulario di notifica di rilevamento tempestivo del 5 marzo 2009 (doc. AI 1-1) l’interessata aveva indicato, circa l’entrata in Svizzera: “
prima entrata 1971 al 1985 / seconda entrata 01.09.2005
” (doc. AI 1-1). Infine, nell’anamnesi figurante nella perizia SAM del 9 aprile 2013 si legge che l’insorgente
“(...) descrive un’infanzia normale, vissuta fino all’età di undici anni al paese natale (presso i nonni materni, in quanto i genitori già si trovavano in Ticino). Poi raggiunge quest’ultimi, vivendo con loro ad _. Frequenta le scuole fino alla II media, a cui segue un anno di economica domestica. Si sposa nel 1975 (...). Dopo il matrimonio ha vissuto a _ e ad _
” (doc. AI 100-7, sottolineature del redattore).
Alla luce di quanto sopra, la questione dell’inizio del domicilio in Svizzera dell’assicurata deve essere maggiormente approfondita poiché, come emerge dall’accertamento effettuato dal TCA (doc. XVII), in caso di domicilio nel nostro Paese per tutto il 1976, l’interessata percepirebbe una rendita di importo superiore (cfr. anche, a questo proposito, la sentenza 30.2002.187 del 18 marzo 2003, dove questo Tribunale ha potuto accertare ulteriori periodi di domicilio in Svizzera di un’assicurata il cui coniuge era già domiciliato in Svizzera [in particolare consid. 2.5]).
In queste condizioni la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché accerti il domicilio dell’insorgente prima del 1979, fermo restando il diritto per la ricorrente, perlomeno, all’ammontare attuale della rendita.
Va a questo proposito rammentato che in DTF 137 V 314 il TF ha modificato la propria giurisprudenza ed ha stabilito che alla parte ricorrente deve essere concessa la possibilità di ritirare il ricorso anche nel caso in cui la decisione che le riconosce una rendita (ad esempio un quarto di rendita) viene annullata e la causa rinviata all'ufficio AI per ulteriori accertamenti (consid. 3.2).
In concreto, il TCA, alfine di accertare se il rinvio dell’incarto potesse causare una reformatio in peius, ha chiesto all’amministrazione di voler produrre il calcolo della rendita di invalidità prendendo in considerazione, quale ipotesi di lavoro, il domicilio in Svizzera della ricorrente già dal mese di gennaio 1975 (doc. XVI). Dalla risposta è emerso che la ricorrente avrebbe diritto ad una rendita leggermente più elevata, calcolata su una scala 22, un reddito annuo medio invariato, ed una prestazione di fr. 701 per il periodo dal 1° agosto 2012 al 31 dicembre 2012 e di fr. 707 dal 1° gennaio 2013 (doc. XVII).
Con la risposta della Cassa e con la conferma dell’ammontare della rendita nel dispositivo della sentenza, non vi è spazio per una reformatio in peius (cfr. anche la sentenza 9C_205/2011 del 10 novembre 2011, consid. 8.4, penultimo paragrafo e la sentenza 32.2012.239 del 17 giugno 2013, consid. 2.11).
7.
Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Alla luce dell’esito del ricorso le spese, di fr. 500.--, vanno messe a carico dell’UAI.