# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5a5d05c6-677a-5719-b0d1-d20b191e0413
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
Con decisione del 28 maggio 2009, l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna notificava a RI 1 la tassazione IC/IFD 2004, nella quale commisurava il reddito imponibile in fr. 169'500.– per l’IC ed in fr. 173'900.– per l’IFD. Ai redditi dichiarati, l’autorità fiscale aveva aggiunto in particolare un importo di fr. 30'000.–, a titolo di “altri redditi della sostanza mobiliare”. Nella motivazione della decisione, si spiegava che si trattava dell’imposizione di vantaggi economici, precisamente di una ripresa di vantaggi della società anonima relativi al 2003 di fr. 10'000.–, oltre a vantaggi della stessa società per il 2004, per fr. 20'000.–.
B.
Il contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 12 giugno 2009, contestando, oltre al mancato riconoscimento delle spese professionali, la ripresa per vantaggi riferiti al 2003, “ritenuto come il contribuente abbia sempre presentato una dichiarazione completa e ineccepibile e che la stessa autorità ha accettato”.
Nel corso di un’udienza tenutasi dinanzi all’Ufficio di tassazione, il reclamante affermava di mantenere tale contestazione, mentre veniva raggiunto un accordo transattivo in merito alle spese professionali.
Con decisione del 16 settembre 2009, l’autorità fiscale accoglieva parzialmente il reclamo, ammettendo le deduzioni per spese professionali. Per quanto attiene alla ripresa dei vantaggi della SA, l’Ufficio spiegava che, nella decisione di tassazione del contribuente per il periodo fiscale 2003, intimata il 19 novembre 2004, i vantaggi erano stati stimati in fr. 10'000.– in base ad una valutazione dell’autorità. In seguito alla verifica dell’Ispettorato presso la _, le parti avevano sottoscritto un verbale, commisurando le riprese per il 2003 in fr. 20'000.–. Per il fatto che la tassazione della persona fisica per il periodo fiscale in questione era già passata in giudicato, l’Ufficio aveva ritenuto adempiuti i presupposti per un recupero d’imposta. Applicando una prassi che semplifica tale procedura quando si tratta di “importi che non superano una certa entità”, aveva così aggiunto l’importo litigioso ai redditi del periodo fiscale 2004.
C.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula lo stralcio della ripresa di fr. 10'000.– dal reddito imponibile del periodo fiscale 2004.
A suo avviso, per il fatto che l’autorità fiscale, nella sua tassazione, ha valutato unilateralmente in fr. 10'000.– i vantaggi per il periodo fiscale 2003, non avrebbe più potuto mettere in discussione tale accertamento dopo che la relativa decisione era passata in giudicato. Contesta inoltre la procedura adottata, fondata su una disposizione interna della Divisione delle contribuzioni.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
L’Ufficio di tassazione, nella definizione del reddito imponibile del contribuente per il periodo fiscale 2004, ha aggiunto ai proventi dichiarati un importo di fr. 30'000.–, costituito da prestazioni valutabili in denaro di cui egli ha goduto quale azionista della _ SA. Un terzo di questa somma si riferisce a vantaggi relativi al periodo fiscale precedente, che tuttavia non erano stati considerati nella tassazione IC/IFD 2003. L’autorità fiscale, ritenendo adempiuti i presupposti per un recupero d’imposta, ha quindi assoggettato i 10'000 franchi nel periodo fiscale successivo, applicando una prassi introdotta dalla Divisione delle contribuzioni per i casi in cui gli importi da recuperare sono inferiori a determinati limiti.
L’insorgente contesta tanto l’adempimento dei presupposti per il ricupero d’imposta quanto la legalità della procedura adottata.
1.2.
L’autorità fiscale può ritornare su una propria decisione cresciuta in giudicato se sono adempiuti i presupposti per il ricupero d'imposta, cioè se esistono fatti o prove sconosciute al momento della tassazione, che permettono di stabilire che a torto una tassazione non è stata eseguita, o che la tassazione definitiva era incompleta (cfr. art. 236 cpv. 1 LT; art. 151 cpv. 1 LIFD; CDT n.132 del 23 giugno 1994 in re E.M.; CDT n. 80.97.00218 del 10 febbraio 1998 in re M.L.B.). Questa norma consente di rivedere una tassazione definitiva indipendentemente dall'esistenza di una sottrazione di imposta secondo gli articoli 258 LT e 175 LIFD, vale a dire indipendentemente da una colpa (intenzione o negligenza nell'indurre in errore l'autorità fiscale) del contribuente (cfr.
Bernasconi
, Contravvenzioni e delitti fiscali, Lugano 1986, p. 36 s.). Il ricupero di imposta non può tuttavia essere eseguito, se il contribuente ha inoltrato una dichiarazione completa e precisa del suo reddito, della sua sostanza e del suo capitale, quando l'autorità di tassazione ne ha accettata la valutazione, quand'anche risultasse in seguito insufficiente (cfr. art. 236 cpv. 2 LT; art. 151 cpv. 2 LIFD).
1.3.
In caso di sottrazioni di lieve entità, conformemente ad una costante prassi fondata su una circolare interna diretta ai funzionari, le autorità fiscali possono rinunciare alla riapertura di tassazioni già cresciute in giudicato ed imporre gli importi sottratti aggiungendoli ai redditi del successivo periodo di tassazione ancora aperto. In questo modo si rinuncia ad applicare una multa tributaria, non invece alla riscossione dell’imposta sottratta: con l’accordo scritto del contribuente si cumulano i fattori dissimulati alle altre entrate imponibili nel periodo fiscale ancora aperto, applicando l’aliquota del reddito così ottenuto. Questa percentuale aumentata implica un onere addizionale che rappresenta, di fatto, una sorta di lieve multa che giustifica da un profilo legale la procedura adottata. In un vecchio giudizio risalente al 23 settembre 1983, il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che una tale pratica, limitata alle cosiddette bagattelle e giustificata dalla semplificazione amministrativa, non può essere senz’altro riprovata (inc. A 68/85). Per inverso, nel caso in cui il contribuente non desse il proprio accordo in ordine all’imposizione nel periodo di tassazione aperto dei redditi e della sostanza sottratti nei periodi precedenti, l’autorità fiscale deve avviare l’usuale procedura per sottrazione d’imposta (cfr. la sentenza CDT n. 80.2007.1 del 12 novembre 2007).
A partire dal periodo fiscale 2003, il limite massimo per l’applicazione della procedura in discussione è di fr. 10'000.– annui per il reddito e di fr. 200'000.– annui per la sostanza. L’ammontare massimo del ricupero non deve comunque eccedere fr. 100'000.– di reddito e fr. 2’000'000.– di sostanza.
1.4.
Nel caso in esame, nei giorni 25, 26 e 27 gennaio 2005 l’Ispettorato fiscale ha proceduto ad una revisione dei conti della _ SA per i periodi fiscali 2001, 2002 e 2003. Nell’ambito di tale verifica, si è potuto accertare che due dirigenti della società (_), figli dell’azionista (_), avevano messo a carico della persona giuridica i costi di
leasing
, di utilizzazione, di gestione e di manutenzione di diverse automobili di lusso. Erano inoltre stati rilevati altri vantaggi, quali l’uso di telefoni cellulari della società, spese di rappresentanza ed il pagamento di costi di natura privata, fra i quali in particolare la tassa militare dovuta dal ricorrente.
Il 2 febbraio 2005, l’azionista della _ SA e suoi due rappresentanti, da un lato, e i rappresentanti dell’autorità fiscale, dall’altra, sottoscrivevano un verbale di audizione, nel quale definivano “di comune accordo” gli elementi imponibili della società per i periodi fiscali dal 2001 al 2003. Nel verbale figurava la seguente precisazione:
Le riprese fiscali per vantaggi nei confronti dei Signori _, saranno da effettuare anche a carico delle rispettive partite fiscali personali.
I vantaggi goduti da RI 1, in particolare, erano stabiliti in fr. 20'000.– all’anno.
1.5.
Come detto, la tassazione dell’imposta sul reddito per il periodo fiscale 2003 è stata notificata al contribuente il 19 novembre 2004 e, non essendo stata impugnata, è passata in giudicato. In quest’ultima, l’autorità fiscale si è limitata ad aggiungere un importo di fr. 10'000.– per non meglio precisati “vantaggi goduti nell’ambito della spettabile _ SA”.
Ritenendo adempiuti i presupposti per un recupero d’imposta ed eventualmente per una procedura contravvenzionale, l’autorità fiscale avrebbe dovuto comunicare per iscritto al contribuente l’apertura di tali procedure, conformemente agli articoli 238 cpv. 1 e 266 cpv. 2 LT e 153 cpv. 1 e 183 cpv. 1 LIFD. L’autorità competente sarebbe stata inoltre non l’Ufficio circondariale di tassazione bensì l’Ufficio procedure speciali, come previsto dall’art. 14 cpv. 2 del Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994, per l’imposta cantonale, e dall’art. 10 del Regolamento di applicazione della legge federale sull’imposta federale diretta del 18 ottobre 1994, per l’imposta federale diretta.
Come si è precedentemente rilevato, infatti, la procedura semplificata per i casi bagattella presuppone l’accordo scritto del contribuente. La semplice circostanza che nel verbale del 2 febbraio 2005, che concludeva l’ispezione presso la società, le parti abbiano concordato fra l’altro l’entità delle prestazioni valutabili in denaro da imporre nell’ambito della tassazione personale dei beneficiari, non rappresenta un assenso del ricorrente all’applicazione della procedura semplificata. Nulla avrebbe impedito all’Ufficio di tassazione di convocare il contribuente, per verificare la sua disponibilità ad aderire alla proposta di applicare tale prassi, ma di fronte al suo diniego, manifestato comunque con il reclamo, essa non poteva fare altro che dare avvio alla procedura ordinaria.
2.
Da quanto precede discende la conclusione che la decisione dell’autorità di tassazione di aggiungere l’importo di fr. 10'000.– ai redditi del periodo fiscale 2004 non è legittima. In mancanza dell’accordo del contribuente, presupposto per l’applicazione della procedura semplificata secondo la stessa prassi stabilita dalla Divisione delle contribuzioni, infatti, l’Ufficio di tassazione non avrebbe potuto rinunciare alla trasmissione degli atti all’autorità competente.
Tale conclusione consente di lasciare aperte le questioni sollevate dal ricorrente. Per quanto concerne legittimità della prassi in questione, non mette conto approfondire il tema, dal momento che la stessa non può trovare applicazione nella fattispecie. È d’altronde prematuro pronunciarsi sull’adempimento delle condizioni per il ricupero d’imposta e per l’eventuale contravvenzione per sottrazione d’imposta, prima che l’autorità competente (l’Ufficio procedure speciali) abbia adottato una decisione in materia, al termine della relativa procedura.
3.
Visto l’esito del ricorso, si rinuncia a porre a carico del ricorrente la tassa di giustizia e le spese processuali. Al ricorrente è riconosciuta un’indennità per ripetibili.