# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8dac1972-daa3-5a4d-8291-f0bd1e9b051e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 5 febbraio 1996 _ è rimasta vittima di un tentativo di strangolamento da parte di _.
Il 20 dicembre 1996 il Procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento penale, trovandosi in presenza di un caso di applicazione dell'art. 10 CP (cfr. Doc. _).
L'11 giugno 1997 _, tramite una patrocinatrice, ha chiesto una riparazione morale fondata sulla LAV di fr. 17'000.-- (fr. 20'000.--
-
fr. 3000.-- già ottenuti dalla RC di _).
In data 30 ottobre 1997 il DOS ha respinto la domanda rilevando:
"
1. il reato soprammenzionato è stato commesso il 5 febbraio 1996 e pertanto l'istanza è tempestiva;
2. l'autore dei reati sopraccitati è tuttora ricoverato presso la Clinica psichiatrica cantonale, nullatenente ed al beneficio unicamente di una rendita AI di fr. 970.-- mensili;
3. a dipendenza dell'aggressione subito la signora _ ha sofferto di una depressione ansiosa ed agitata;
4. l'istante ha chiesto un'indennizzo per torto morale che, ai sensi della LAV, può essere accordato indipendentemente dalla situazione finanziaria della vittima;
5. l'istante ha concluso un accordo bonale con la assicurazione RC dell'aggressore che ha risarcito le spese legali ed ha concesso un indennizzo per torto morale di fr. 3'000.--;
6. l'istante non ha fatto valere altre pretese nei confronti della RC, nè tantomeno ha iniziato una procedura di risarcimento civile nei confronti dell'autore dell'aggressione;
7. l'istante ha sottoscritto l'accordo con l'assicurazione RC ed ha pertanto riconosciuto implicitamente che l'ammontare versato quale indennizzo soddisfacesse le pretese della vittima nei confronti dell'autore del reato e della sua assicurazione."
(Doc. _).
1.2. Contro questa decisione _ ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA. La sua patrocinatrice postula il versamento di una riparazione morale di fr. 20'000.-- e rileva, in particolare:
"
In data 5 febbraio 1996 la ricorrente è stata vittima di un aggressione. In piena notte il signor _ è penetrato nel suo appartamento dopo aver sfondato la porta dell'abitazione e l'ha presa per il collo con il chiaro intento di ucciderla. Egli gridava infatti "tu sei la Madonna, io ti uccido".
Fortunatamente è intervenuto un vicino che ha evitato così che l'aggressione assumesse toni ancora più tragici.
La polizia ha quindi arrestato l'aggressore e chiesto alla Dr.ssa _ di visitarlo. Quest'ultima ha poi disposto il suo ricovero coatto presso l'_.
Nel frattempo la ricorrente veniva accompagnata all'Ospedale Regionale di _ dove la Dr.ssa _ le diagnosticava delle lesioni a suffusione al collo, desquamazione ed emorragie congiuntivali nonché escoriazioni ad entrambe le spalle e leggera disfonia.
(...)
I motivi addotti dal Dipartimento per giustificare la reiezione della domanda della ricorrente sembrano essere questi:
n
il fatto che la ricorrente abbia concluso con l'assicurazione RC privata dell'aggressore un accordo tendente al risarcimento per torto morale per una cifra pari a fr. 3'000.-- ciò che, secondo il Dipartimento, equivarrebbe ad un implicito riconoscimento dell'adeguatezza della somma ricevuta al torto subito;
n
Il fatto che la ricorrente non abbia fatto valere altre pretese nei confronti della RC nè tanto meno abbia iniziato una procedura di risarcimento civile nei confronti dell'aggressore. In altre parole, secondo il Dipartimento, il suo intervento è sussidiario nel senso che la vittima deve, in primis, rivolgersi al foro civile e solo in un secondo tempo allo Stato.
Ora, queste tesi non possono essere condivise.
In effetti, sebbene il titolo marginale dell'art. 14 LAV parli di "sussidiarietà delle prestazioni statali", questo non giustifica che la vittima debba obbligatoriamente e prioritariamente procedere al foro civile. E' quanto emerge della legge stessa.
In effetti, secondo il disposto di cui sopra, le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno materiale o di riparazione morale devono essere dedotte dall'indennità, rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale.
Se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere nonché dei diritti di regresso di terzi.
Inoltre il Cantone può rinunciare a far valere le proprie pretese nei confronti dell'autore del reato se necessario per il suo reinserimento sociale.
Quindi il termine sussidiario è da ricondurre alle prestazioni e non significa che la vittima avrebbe dovuto in primis far valere civilmente le sue pretese.
D'altronde una diversa interpretazione sarebbe contraria al senso stesso della legge che ha fra gli altri scopi anche quello di istituire una procedura semplice, rapida e gratuita volta ad ottenere la riparazione del torto morale (art. 1 LCAV).
Questa tesi trova conferma in una recente sentenza del Tribunale Federale (DTF 123 II 4 consid. 3b). Secondo l'Alta Corte "Das OHG will u.a. gerade verhindern, dass das Opfer zur Durchsetzung seiner Ansprüche einen an Kosten- und Beweislastrisiken reichen Zivilprozessa gegen den Täter Anstrengen muss. Zu diesem Zweck räumt es ihm den Entschädigungsanspruch gemäss Art. 11 ff. OHR gegenüber dem Staat ein, der in einem raschen, einfachen und kostlosen Verfharen durchgestzt werden kann. Darauf hat das Opfer ein primäres Recht. Dieser Anspruch ist nur insofern subsidiär (...), als sich das Opfer andere Leistungen, die es als Schadenersatz erhalten hat, anrechnen lassen muss, und Anschprüche, die ihm aufgrund der Straftat zustehen, im Umfang ihrer Leistung auf den Staat übergehen".
Quindi, il fatto che la ricorrente non abbia iniziato una procedura di risarcimento nei confronti dell'aggressore o di terze persone ê irrilevante e non può in alcun modo pregiudicare l'erogazione di indennità da parte dello Stato.
Anche il fatto che la ricorrente abbia concluso un accordo con la RC privata dell'aggressore non può essere d'impedimento al versamento delle indennità per torto morale. In effetti, la ricorrente si è rivolta a terzi in ossequio agli obblighi previsti all'art. 1 OAVI. Secondo questo disposto, la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato, assicurazioni ecc.).
Ora, che la ricorrente non possa ottenere nulla dall'aggressore e fuor di dubbio. In effetti questi ê ancora ricoverato presso la Clinica Psichiatrica di _. Inoltre, a causa della sua instabilità psichica che è bene anteriore all'aggressione della ricorrente, è stato posto sotto tuteta. Dalla dichiarazione della sua tutrice risulta che è nullatenente e che riceve la sola rendita AI di fr. 970.-- al mese (doc. _).
Ma al di là della situazione economico-personale dell'aggressore (che di per sé già rende attendibile l'impossibilità di ottenere delle prestazioni), vi è un altro problema. In effetti l'aggressore, al momento della commissione dei reati, era totalmente irresponsabile ed incapace di discernimento. Manca quindi un presupposto fondamentale per ottenere delle indennità sulla base degli art. 41ss. CO. E' vero che, in via eccezionale, il giudice per motivi di equità può condannare anche una persona incapace di discernimento al risarcimento del danno da esso causato (art. 54 CO). Nella fattispecie però la condizione economico-personale dell'aggressore (che può ben essere definita disastrosa) esclude l'applicazione del principio di equità.
Pertanto, se la ricorrente, quand'anche non obbligata, avesse intentato causa nei confronti del suo aggressore, non avrebbe ottenuto nulla.
La ricorrente a questo punto non poteva che rivolgersi a terze persone al fine di ottenere una riparazione morale. Ma prima di rivolgersi allo Stato, ha comunque chiesto altrove. In particolare si è rivolta alla RC privata del suo aggressore ben conscia delle difficoltà che avrebbe incontrato. In effetti le assicurazioni per la responsabilità civile rispondono generalmente solo per i danni materiali e non per i danni morali causati dal loro assicurati. Inoltre, come ricordato poc'anzi, il loro assicurato al momento della commissione del reato era totalmente irresponsabile ed incapace di discernimento. Essendo esclusa la responsabilità del loro assicurato, è pure escluso un loro intervento.
Viste le premesse, trascinare l'assicurazione davanti ad un giudice civile sarebbe stato temerario e avrebbe avuto quale unico risultato quello di causare oneri supplementari.
La ricorrente ha quindi cercato di trovare con questa un accordo. Ma se la RC ha accettato di trattare non è certo perchè aveva obblighi legali (come accennato sopra), ma bensì lo ha fatto per ragioni di mera opportunità. In effetti quest'istituto assicura tutte le persone poste sotto tutela ufficiale.
Sta di fatto che la ricorrente non potrebbe in alcun modo ottenere altre prestazioni dalla RC, nè tramite trattative, nè tantomeno in via giudiziale.
Visto quanto sopra è arbitrario affermare che la stessa, accettando l'importo versato dalla RC, abbia implicitamente riconosciuto l'adeguatezza di tale somma al torto subito; semmai ha dovuto accontentarsi. D'altro canto, se così fosse, non avrebbe di certo chiesto l'intervento dello Stato.
L'integrale reiezione della domanda da parte del Dipartimento è pertanto ingiustificata. Questi avrebbe dovuto entrare nel merito e statuire sull'ammontare dell'indennità visto che, le premesse per la sua erogazione, sono date:
a)
la ricorrente ha subito un'aggressione ed è quindi stata direttamente lesa nella sua integrità fisica e psichica. In qualità di vittima (art. 2 cpv. 1 LAV) è pertanto legittimata a rivolgersi allo Stato al fine di chiedere la riparazione del torto morale.
b)
la domanda è stata introdotta nel termine di due anni previsti all'art. 16 cpv. 3 LAV ed era quindi tempestiva.
c)
la ricorrente ha reso attendibile di non poter ottenere nulla o solo prestazioni insufficienti da terzi (art. 1 OAVI). A questo proposito ci si rimette al considerando precedente (no 8). Inoltre, i fr. 3'000.-- ricevuti dalla RC privata dell'aggressore (doc.
: come evincesi dal documento l'assicurazione ha pure provveduto al saldo della nota d'onorario del sottoscritto legale) non possono essere considerati che insufficienti visto il torto subito. In effetti la ricorrente, in seguito al tentato omicidio, soffre di una depressione ansiosa e agitata e ben difficilmente si riprenderà in maniera totale e definitiva (doc. _
.).
d)
una riparazione per torto morale può essere accordata vittima indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa e circostanze personali lo giustificano (art. 12 LAV).
Nella fattispecie la ricorrente ha subito un tentato omicidio; possiamo tranquillamente affermare che si è vista la morte in faccia. Ora, tentare di rubare ad una persona il bene proprio più importante ovvero la vita non può che essere qualificato come offesa grave. O bisogna addirittura morire per essere offesi gravemente? Inoltre, come precisato alla lettera b), la ricorrente soffre di una depressione ansiosa praticamente inguaribile.
Questo conduce alla costante paura del mondo esterno e quindi ad sensibile peggioramento della qualità di vita.
La ricorrente inoltre compirà quest'anno 60 anni. Negli anni passati ha sofferto di lunghe depressioni che l'hanno portata all'invalidità. Aver subito l'aggressione costituisce un ulteriore trauma, ben più grave per lei che per una persona giovane e meno fragile. Decisamente le sue condizioni personali sono assai precarie; se poi si tiene conto anche di quelle finanziarie la situazione si aggrava.
In effetti la ricorrente riceve delle rendite AI per un totale annuo di fr. 16'488.-- (doc. _). Inoltre beneficia delle prestazioni complementari; ciò significa che le rendite percepite dall'AI non coprono nemmeno il minimo vitale.
In conclusione possiamo affermare che le condizioni poste dalla LAV affinché la vittima possa chiedere la riparazione morale sono, nella fattispecie, date ed è quindi ha torto che il Dipartimento ha respinto la domanda della ricorrente.
Per quanto riguarda il suo ammontare la LAV non contiene nessuna disposizione particolare. In analogia con l'art. 4 OAVI si può comunque presumere che l'importo dovrà necessariamente essere compreso fr. 100'000.-- e fr. 500.--.
Nella fattispecie una riparazione morale per una somma di fr. 20'000.-- appare senz'altro giustificata vista la gravità dell'offesa subita e le circostanze personali della ricorrete. Tenuto conto dei fr. 3'000.-- già ricevuti, la domanda è stata limitata a complessivi fr. 17'000.--."
1.3. Nella sua risposta del 24 novembre 1997 il DOS osserva:
"
Ad. 7 Contestato
L'art. 1 OAVI precisa chiaramente che "la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi".
Ciò non significa, ed in questo la motivazione della ricorrente non può essere contestata, che sia necessario iniziare una causa nei confronti dell'autore o della sua assicurazione, ma non significa neppure che si possa semplicemente introdurre una richiesta allo Stato ed attendere che questo si assuma ogni indennizzo.
La vittima, o chi la rappresenta deve fornire delle prove del fatto che i tentativi effettuati non hanno portato a risultati sufficienti.
Nel caso concreto la ricorrente ha sottoscritto un accordo d'indennizzo con l'assicurazione dell'aggressore, ma non ha reso attendibile di poter ottenere solo prestazioni insufficienti e di aver fatto il necessario in tal senso.
Ad. 8 Contestato
Non si nega che ottenere altre indennità da parte dell'aggressore o dalla sua assicurazione sia, in un caso come questo, difficile. Non vi è però nessuna prova che siano stati fatti, anche a livello di trattative, sforzi sufficienti.
Non è neppure provato che l'assicurazione abbia versato questa somma in via del tutto eccezionale e senza effettuare una valutazione effettiva di quale potesse essere il torto morale; questo anche alla luce del fato che un indennizzo di fr. 3'000.-- più il pagamento delle spese legali non appare per nulla una somma insufficiente a priori.
Ad. 9 Contestato
E' vero che le condizioni per l'ottenimento di un indennizzo esistono, ma è anche vero che questo non significhi automaticamente che l'indennizzo per torto morale debba essere concesso.
Non si deve infatti dimenticare che il Messaggio di accompagnamento alla LAV precisa, nel commento all'art. 11 (attuale art. 12), che "la riparazione morale non è un diritto".
Nella fattispecie poi la vittima ha già ottenuto un risarcimento e non si ritiene che un ulteriore somma sia giustificata.
La somma di fr. 20'000.-- richiesta non appare infatti motivata e giustificata.
Per quanto attiene alla valutazione del torto morale che avrebbe potuto essere concesso va tenuto presente che la signora _ è stata vittima di un'aggressione, di un tentativo di omicidio ed ha subito alcune lesioni corporali.
Inoltre ha riportato alcune conseguenze psicologiche - attestate in maniera curiosa e discutibile da dottor _, specializzato in medicina generale e non da uno specialista - che però con il passare del tempo si sarebbero ridimensionate.
In casi simili nel Canton Friborgo, l'autorità incaricata di decidere ha riconosciuto risarcimenti per importi che si aggirano attorno a fr. 3'000.--, che equivale a quanto la signora ha già ricevuto.
Inoltre l'analisi delle decisioni citate e raccolte in "Die Genugtuung, Schultess, III edizione, aprile 1996", conferma che la valutazione proposta dal Dipartimento non è eccessivamente restrittiva.
Si va infatti dai 2'000.-- franchi accordati nel Canton Zurigo quale risarcimento per essere stato minacciato di morte, al 5'000.-- franchi accordati nel Canton Zugo alla vittima di un tentativo di assassinio, maltrattata e pesantemente minacciata. In quest'ultimo caso la vittima ha però dovuto sottoporsi, a seguito dell'aggressione, ad una lunga terapia psichiatrica: nel nostro caso le conseguenze per la vittima, a quanto è dato sapere, non sono state altrettanto gravi.
Di conseguenza anche qualora questo lodevole Tribunale dovesse riconoscere il diritto della signora _ all'ottenimento di un indennizzo, riteniamo che esso debba essere limitato a fr. 3'000.-- ottenuti dall'assicurazione dell'aggressore.

## Considerations