# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ca27841b-b969-5e55-b051-967de2085173
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, nata il _ 1942, ha svolto attività lucrativa alle dipendenze del Comune di _ in qualità di _ dal 1° settembre 1981.
Ai fini dell’attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti, il Comune di _ si è affiliato alla Cassa pensioni dei _ (in seguito: Cassa pensioni) in forza di una convenzione stipulata il 6 ottobre 1965 (doc. _). Il comune di _ ha inoltre concluso con _, un contratto collettivo d'assicurazione d'indennità giornaliera in caso di malattia per tutto il suo personale (VII).
1.2. A motivo di malattia, _ è divenuta inabile al lavoro nella misura del 100% dal 25 febbraio 2001. Conformemente all’art. 60 del Regolamento organico dei dipendenti comunali (ROD, doc. _), il Comune di _ ha versato alla sua dipendente, per i primi 360 giorni di assenza e più precisamente dal 25 febbraio 2001 al 28 febbraio 2002, l’intero stipendio per un ammontare mensile di fr. 3'150.15 nel 2001 (doc. _) e di fr. 3'159.60 nei mesi di gennaio e febbraio 2002 (doc. _).
Sempre per il primo anno di incapacità lavorativa, la _ ha dal canto suo riconosciuto il versamento di indennità giornaliere pari al 100% del salario AVS (XIX).
1.3. Per il secondo anno di assenza, il Comune di _ ha pagato a _ n, dal 1° marzo 2002 e sino al 30 ottobre 2002, un importo mensile di fr. 2'426.00, così suddiviso (doc. _):
-
pensione base fr. 1'307.00
-
supplemento sostitutivo AVS/AI fr. 1'119.00
conformemente alle indicazioni fornite dalla Cassa pensioni (doc. _) e all’art. 60 par. 3 ROD, il quale prescrive che al dipendente iscritto alla Cassa pensioni sono in ogni caso garantite le prestazioni a cui avrebbe diritto in caso di pensionamento.
1.4. Con decisione 18 settembre 2002 l’Ufficio dell’assicurazione invalidità cantonale (UAI) ha concesso a _ una rendita d’invalidità intera con effetto dal 1° marzo 2002 (doc. _).
1.5. La _ ha continuato a versare al Municipio di _ le indennità giornaliere previste dal contratto - ammontanti per il secondo anno di malattia, vale a dire dal 21 febbraio 2002, al 50% del salario della dipendente - sino al 25 febbraio 2003, ovvero fino all'esaurimento delle 730 indennità giornaliere contrattuali (doc. _).
Successivamente all'emanazione della decisione 18 settembre 2002 dell'UAI la _ ha versato la differenza tra l'ultimo salario effettivo percepito dall'assicurata e la rendita riconosciuta dall'AI (doc. _).
1.6. Con scritti 12 e 25 novembre 2002 il Comune ha informato la Cassa pensioni della decisione dell’UAI, precisando inoltre che a far tempo dal 1° novembre 2002 considerava decaduto il suo obbligo di corrispondere prestazioni alla dipendente ritenuto che dalla medesima data doveva essere riconosciuta la rendita d’invalidità della previdenza professionale (doc. _).
Con lettera 19 novembre 2002 (doc. _; cfr. anche lo scritto 16 dicembre 2002, doc. _), la Cassa pensioni ha invitato il datore di lavoro a comunicarle per iscritto la data in cui la compagnia d’assicurazione avrebbe sospeso il versamento dell’indennità giornaliera per malattia e ha confermato che l'assicurata veniva pensionata per motivi di salute con effetto dal 1. novembre 2002.
1.7. Con comunicazione 13 dicembre 2002 (doc. _), la Cassa pensioni, confermato il pensionamento per motivi di salute a contare dal 1. novembre 2002, ha riconosciuto il diritto di _ al versamento di una rendita d’invalidità della previdenza professionale a partire dal 1° ottobre 2002, ossia dal mese successivo alla delibera AI giusta l'art. 16a cpv. 2 del Regolamento della Cassa pensioni (cfr. anche il doc. _). Tuttavia, considerato come il Comune avesse già pagato lo stipendio sino al 31 ottobre 2002, ha reputato che il diritto alla rendita d’invalidità doveva essere stabilito con effetto dal 1° novembre 2002. Inoltre, l'erogazione della rendita veniva differita sino all'esaurimento delle indennità giornaliere versate dalla _. La Cassa ha di conseguenza nuovamente invitato il Comune a comunicarle l’ammontare dell’indennità per perdita di guadagno (cfr. doc. _).
1.8. Mediante risoluzione 3 gennaio 2003 la Cassa pensioni ha decretato il pensionamento totale per motivi di salute di _ con effetto dal 1. ottobre 2002 e differito l'erogazione della rendita di invalidità fino all'esaurimento delle indennità giornaliere per perdita di guadagno (doc. _).
1.9. Con petizione 10 gennaio 2003 al TCA nei confronti della Cassa pensioni, il Comune di _, rappresentato dal Municipio, nella sua qualità di datore di lavoro di _, ha in sostanza contestato il differimento del pagamento della rendita di invalidità della previdenza professionale postulando:
"
1. La Cassa pensioni dei _ deve versare l’intera
prestazione di diritto a favore della signora _ a far tempo dal 1° ottobre 2002.
2. I diritti di regresso e di rivalsa sono regolati di conseguenza."
A motivazione della propria richiesta, il Comune ha fatto tra l'altro valere:
"
(...)
Il Comune ha effettivamente stipulato con la _ una polizza - facoltativa, non obbligatoria - in caso di assenza di dipendenti a seguito di malattia o infortunio non professionali. Assicurato e beneficiario delle prestazioni assicurative è il Comune e non i suoi dipendenti. Il rapporto Comune/dipendenti è retto dal citato art. 60 ROD. La polizza prevede che per il 2° anno di assenza viene rimborsato al Comune il 50% del salario riservato il calcolo di riduzione a seguito di fissazione di rendita AI.
La _ ha in effetti corrisposto al Comune il 100% del salario versato alla signora _ dal 25 febbraio 2001 al 24 febbraio 2002; e a far tempo dal 25 febbraio 2002 il 50%, ossia fr. 56.10 giornalieri compresa la 13a mensilità, e questo fino al 30 novembre 2002. Dal 1° dicembre 2002 al 24 febbraio 2003 la _ tiene calcolo della rendita AI e quindi la prestazione risulta ridotta.
Risulta quindi che il Comune, a far tempo dal 1° marzo 2002, è sì al beneficio di una prestazioni assicurativa, tuttavia inferiore rispetto all'indennità corrisposta alla signora _. Di questo fatto è stata data comunicazione alla Cassa pensioni con lettera 25 novembre 2002 (doc. _), nella quale il Comune chiedeva anche che la Cassa pensioni iniziasse ad erogare le sue prestazioni complete con effetto 1° novembre 2002.
Con decisione in proposito, qui contestata, la Cassa pensioni pretende di differire fino al 25 febbraio 2003 le sue prestazioni, accampando che, fino a tale data il Comune deve corrispondere all'interessata l'indennità.
Sennonché, l'assicurazione del Comune, oltre a non essere obbligatoria, non copre interamente il Comune.
All'art. 61 / Assicurazione malattia collettiva, il ROD prevede: "
il Municipio ha la facoltà di stipulare una polizza di assicurazione indennità giornaliera
".
Non avesse il Comune stipulato una tale assicurazione, la Cassa pensioni era tenuta a versare le sue prestazioni, secondo l'art. 16a Lcpd e 14 Rcpd. dal 1° ottobre 2002.
Con la risoluzione 3 gennaio 2003 del Comitato (doc. _), la Cassa pensioni riconosce il pensionamento della signora _, per motivi di salute, con effetto 1° ottobre 2002.
Il Comune nel frattempo continua a versare alla signora _, a titolo di anticipo, quindi senza pregiudizio, la prestazione corrispon-dente a garantirle la stessa entrata che aveva dal 1° marzo 2002.
Ad ogni buon conto, le prestazioni di Cassa pensione non possono venir differite nel caso concreto, in quanto la copertura assicurativa non è né obbligatoria, né integrale." (I)
1.10. Con risposta 7 febbraio 2003, la Cassa pensioni ha chiesto la reiezione della petizione adducendo le seguenti motivazioni:
"
(...)
Secondo la delibera del 18 settembre 2002 dell'Ufficio AI del
Canton
Ticino, la signora _ ha diritto alla rendita intera d'invalidità a contare dal 1° marzo 2002.
La comunicazione del 3 gennaio 2003 scioglie pertanto il rapporto di lavoro della signora _
,
con effetto 1 ° ottobre 2002. A questo proposito richiamiamo la sentenza del 12 settembre 2001 del Tribunale cantonale amministrativo (cfr. in re S. A. pag. 5).
Per quanto concerne la garanzia del diritto al salario e dell'inizio delle prestazioni d'invalidità dell'istituto di previdenza in favore del dipendente, codesto lodevole Tribunale delle assicurazioni si e già a più riprese pronunciato.
In particolare il Tribunale ha statuito (cfr. sentenza 19.11.1998 in re R. B. pag. 6), richiamando
l'art.
27 OPP2, che l'Istituto di previdenza può differire il diritto alla prestazione d'invalidità fino all'esaurimento del diritto all'indennità giornaliera, nella misura in cui l'indennità per perdita di guadagno ammonta almeno all'80% del salario di cui è privato il dipendente,
e se l'indennità giornaliera sarà finanziata almeno per la metà dal datore di lavoro
.
La disposizione cantonale (cfr. art. 14 cpv., 3 Rcpd) prevede esplicitamente questa possibilità.
Considerato quindi che l'assicurata ha diritto all'indennità per perdita di guadagno, più la rendita federale d'invalidità (AI), la Cassa pensioni deve differire il diritto alle prestazioni d'invalidità.
In merito all'osservazione del Municipio di _ riferita alla stipulazione facoltativa della polizza assicurativa, precisiamo che
l'art.
27 OPP2 non fa alcuna distinzione sulla natura facoltativa o obbligatoria della polizza, ma pone unicamente le due condizioni cumulative citate, per il differimento del diritto alle prestazioni d'invalidità dell'Istituto di previdenza.
Nel caso concreto siamo in presenza di un'indennità per perdita di guadagno finanziata integralmente dal datore di lavoro, e quindi in misura superiore a quanto prevede la disposizione federale, per cui nel determinare le prestazioni (inizio del diritto, ammontare) l'indennità per perdita di guadagno va presa in considerazione.
La Compagnia d'assicurazione _, secondo quanto previsto dalla polizza stipulata con il Comune di _, verserà 730 indennità per perdita di guadagno; il versamento dell'indennità da parte de _ scadrà il 25 febbraio 2003 (cfr. comunicazione 04 febbraio 2003 _).
Per determinare l'indennità da versare, la Compagnia d'assicurazione tiene conto dell'importo della rendita AI di cui è beneficiaria l'assicurata
(fr.
2'060.00 nel 2002 e
fr.
2'110.00 dal 01.01.2003).
A parere del Comitato questa indennità - tenuto conto che il rapporto di lavoro è stato sciolto con effetto 30 settembre 2002 - spetta direttamente all'interessata e quindi il Comune di _ non può avanzare alcuna pretesa di compensazione dei propri crediti salariali.
La possibilità del datore di lavoro di compensare i propri crediti riferiti al salario versato, nel caso concreto, è quindi data per il periodo 1° marzo 2002 / 30 settembre 2002.
L'interessata al verificarsi dell'evento (1° ottobre 2002), si è vista privare potenzialmente, di un salario lordo proporzionale al grado di attività, per un importo di
fr.
3'159.40 mensili (grado di attività 67.55%).
II Comitato ribadisce che - tenuto conto della decisione di differire il versamento delle prestazioni - nel caso in cui l'ammontare dell'indennità per perdita di guadagno più la rendita AI dovesse essere inferiore all'80% del salario di cui l'assicurata è privata, la Cassa pensioni può eventualmente intervenire a dipendenza dell'ammontare dell'indennità per perdita di guadagno a garantire la copertura salariale in misura proporzionale a partire dal 1° ottobre 2002 sino al 25 febbraio 2003.

## Considerations