# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a06f304b-7a75-482e-b711-a44d2a0c2165
**Court:** GR_VG
**Chamber:** GR_VG_002
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

I. Ritenuto in fatto:
1. Il 3 giugno 2019 A._, classe 1948, direttore della B._ SA,
ha subito un infortunio alla spalla sinistra. Stando alle sue dichiarazioni,
mentre stava perforando una soletta con un trapano questo, toccando un
ferro, si è repentinamente girato causandogli una forte distorsione alla
spalla sinistra. Contestualmente alla distorsione, egli è scivolato dalla
scaletta su cui si trovava cadendo al suolo da un'altezza di ca. 50 cm e
atterrando sulla spalla sinistra; infine egli è svenuto. Egli è stato subito
soccorso e trasportato all'Ospedale di C._ dove è stato ricoverato
fino al giorno seguente. Alla dimissione gli sono stati prescritti degli
antidolorifici e delle sedute di fisioterapia per la riabilitazione della spalla
sinistra. Egli ha notificato l'incidente alla SUVA, che ha riconosciuto le
prestazioni assicurative (indennità giornaliera) a partire dal 6 giugno 2019.
2. Il 3 giugno 2019 suddetto Ospedale aveva eseguito una radiografia della
spalla sinistra e il 18 giugno 2019 un'artro-TAC, che però si è dovuta
ripetere per motivi tecnici. Dalla (nuova) artro-TAC del 25 giugno 2019 e
dal relativo referto, il Dr. med. D._ il 19 luglio 2019 ha rilevato una
rottura completa della cuffia dei rotatori in corrispondenza del tendine
sovraspinato e sottospinato (infraspinato). Una lesione ossea non è stata
rilevata. Secondo il Dr. med. D._ detti tendini della spalla non
erano più riparabili. Egli ha consigliato di continuare le sedute di
fisioterapia con l'intento di concentrarsi sul deltoide, che a volte potrebbe
compensare la lesione della cuffia dei rotatori.
3. Il 16 settembre 2019 il Dr. med. E._ ha invece consigliato un
intervento di riparazione parziale dei tendini, non essendo più
verosimilmente possibile una riparazione anatomica, in considerazione del
fatto che la spalla era perfettamente funzionale prima del trauma e della
presenza ancora di una distanza omero-craniale di oltre 8 mm. Egli ha
pertanto richiesto alla SUVA di dare il benestare all'intervento proposto.
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4. La SUVA ha sottoposto il caso per valutazione al suo medico di circondario
Dr. med. F._, specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell'apparato locomotore, il quale nella valutazione del 24
settembre 2019 ha concluso che la lesione che s'intendeva operare non
sarebbe da ricondurre con probabilità preponderante all'infortunio. Dalla
TAC del 25 giugno 2019 si noterebbe una vecchia lesione totale del
tendine sovraspinato e sottoscapolare con completa retrazione fino al
glenoideo. Secondo il Dr. med. F._, sarebbe quasi impossibile
che questa lesione sia stata provocata entro 3-4 settimane in questa
gravità. Sussisterebbe un'atrofia parziale con lesione non di recente data
ma probabilmente presente da mesi.
5. Il 14 ottobre 2019 si è tenuto un colloquio tra l'ispettrice della SUVA e
A._, in cui questi ha nuovamente illustrato l'incidente occorsogli.
Con scritto del 19 febbraio 2020 l'ispettrice della SUVA ha poi precisato
che per svista nel verbale ispettivo è indicata la spalla destra invece di
quella sinistra. Il 20 febbraio 2020 la SUVA ha pertanto inviato a
A._ un nuovo verbale rettificato dell'ispezione.
6. Nella valutazione del 6 novembre 2019 il Dr. med. F._ ha
affermato che l'infortuno non avrebbe causato con probabilità
preponderante ulteriori lesioni strutturali oggettivabili. Egli ha poi precisato
che la lesione che s'intendeva operare non sarebbe sicuramente da
ricondurre con probabilità preponderante all'infortunio. Inoltre, la
sintomatologia non sarebbe più influenzata con probabilità preponderante
dalle conseguenze dell'infortunio dopo ca. sei settimane risp. al massimo
due o tre mesi dall'infortunio.
7. In base a questa valutazione, l'8 novembre 2019 la SUVA ha comunicato
a A._ che avrebbe chiuso il caso per il 12 novembre 2019 e
pertanto non si sarebbe fatta carico dell'operazione del 21 novembre 2019,
poiché i disturbi presenti non sarebbero più riconducibili all'infortunio.
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8. Il 21 novembre 2019 A._ si è sottoposto all'intervento chirurgico
di ricostruzione artroscopica parziale della cuffia dei rotatori della spalla
sinistra e di impianto di un "InSpace Balloon".
9. Dopo che A._ il 25 novembre 2019 aveva chiesto il rilascio di una
decisione impugnabile, il 10 dicembre 2019 la SUVA ha emanato una
decisione secondo cui le prestazioni erano terminate il 12 novembre 2019,
data in cui, secondo la SUVA, al più tardi lo stato di salute si sarebbe
presentato anche senza l'infortunio.
10. L'assicuratore malattia di A._, G._ Assicurazioni SA, ha
dapprima formulato opposizione cautelativa contro la succitata decisione
il 18 dicembre 2019; il 28 gennaio 2020 essa ha però poi ritirato
l'opposizione. In base allo scritto del 21 gennaio 2020 di A._
G._ gli avrebbe comunicato di assumersi i costi per le cure dal 13
novembre 2019 in avanti in base alla decisione della SUVA.
11. Il 22 gennaio 2020 A._ ha sollevato opposizione tramite la sua
protezione giuridica contro la summenzionata decisione della SUVA del
10 dicembre 2019 argomentando, in sintesi, che la spalla sinistra sarebbe
stata interessata soltanto da un evento bagatella nel 2010 e che non
avrebbe mai accusato nessun problema. Tutte le valutazioni mediche
avrebbero confermato che la lesione subita è riconducibile all'evento del 3
giugno 2019.
12. In seguito all'opposizione, la SUVA ha sottoposto il caso per dettagliato
apprezzamento medico al suo medico di circondario Dr. med. F._.
Questi nel rapporto del 12 maggio 2020 ha affermato, in particolare, che
la radiografia del 3 giugno 2019 della spalla sinistra non avrebbe mostrato
lesioni infortunistiche, eccetto per la testa omerale leggermente alzata con
una distanza acromio-omerale di ca. 6-7 mm. Inoltre, la TAC del 18 giugno
2019 avrebbe mostrato un'assenza di lesione infortunistica riguardante la
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struttura ossea e una testa omerale alzata sotto l'acromio con una distanza
omero acromiale di 5 mm. Da questa TAC del 18 giugno 2019 si noterebbe
anche senza contrasto un'assenza del sovraspinato con parziale contatto
verso l'acromio nella parte della testa omerale. Vi sarebbe un'artrosi
acromio-clavicolare (AC). L'artro-TAC del 25 giugno 2019 mostrerebbe
definitivamente una lesione di non recente data con una completa
retrazione del sovraspinato verso l'osso glenoidale con una testa omerale
che comunicherebbe direttamente con l'acromio. Nella serie 203 foto 16-
26 si noterebbe parte di un'assenza del sovraspinato con una completa
lesione del sottoscapolare "avendo il liquido di contrasto attorno all'intera
parte ventrale fino a superiore della testa omerale con l'infraspinato, in
gran parte ancora attaccato nella parte dorsale". Anche lì si noterebbe un
contatto diretto della testa omerale verso l'acromion. Vi sarebbe una
completa retrazione dei due muscoli, quindi una chiara lesione non di
recente data. Si sarebbe dunque in presenza di una vecchia lesione della
cuffia dei rotatori con un'importante retrazione, la quale non permetterebbe
più una ricostruzione anatomica. Quindi, si sarebbe confrontati con una
contusione di una spalla degenerata in modo avanzato, senza evidente
lesione acuta di una struttura della cuffia dei rotatori. La SUVA avrebbe
preso a carico le conseguenze della contusione con la chiara indicazione
di optare per una terapia conservativa. L'intervento eseguito dal Dr. med.
E._ non avrebbe trattato una conseguenza infortunistica, ma
unicamente un problema preesistente di origine morbosa.
13. In fase di opposizione, A._ ha inoltrato una valutazione del Dr.
med. E._ del 28 maggio 2020, che ha affermato di aver proceduto
all'operazione a causa della rottura massiva della cuffia dei rotatori della
spalla sinistra. Egli ha descritto come abbastanza regolare il decorso
postoperatorio, benché la funzionalità della spalla fosse ormai
irrecuperabile visto che già prima dell'intervento vi sarebbe stata una
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perdita di sostanza tendinea e muscolare. Il grosso beneficio
dell'intervento sarebbe stato quello di togliere il dolore notturno e a riposo.
14. In seguito a questa nuova valutazione medica, la SUVA ha fatto
riesaminare la pratica al Dr. med. F._. Questi il 23 giugno 2020
ha confermato il suo precedente apprezzamento, ribadendo che si
tratterebbe di una situazione degenerativa/morbosa per cui l'intervento
eseguito dal Dr. med. E._ non sarebbe stato necessario per le
conseguenze infortunistiche.
15. Con decisione su opposizione del 25 giugno 2020 la SUVA ha respinto
l'opposizione e ha tolto l'effetto sospensivo a un eventuale ricorso. Quale
motivazione essa ha addotto, in sintesi, di poter fare affidamento sul
parere del Dr. med. F._. Il Dr. med. E._ si sarebbe
limitato a rilevare che la spalla era perfettamente funzionante prima
dell'infortunio, cosa che non farebbe nascere un obbligo d'indennizzo della
SUVA, posto che l'argomentazione (sofisma) "post hoc, ergo propter hoc"
(ovvero, pretendere che se un avvenimento è seguito da un altro, allora il
primo deve essere la causa del secondo) non sarebbe ammessa.
16. Contro questa decisione A._ (qui di seguito: ricorrente) ha
inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 25
agosto 2020, chiedendo, in via principale, l'annullamento della decisione
su opposizione impugnata e che di conseguenza sia fatto ordine alla
SUVA di riconoscergli le prestazioni di rito a seguito del riconoscimento
del rapporto di causalità tra l'evento infortunistico del 3 giugno 2019 e le
sue sequele fisiche pendenti. In via subordinata, egli ha chiesto
l'annullamento della decisione su opposizione impugnata e che gli atti
siano retrocessi alla SUVA affinché venga esperita una valutazione
specialistica (ev. perizia esterna) sul suo stato valetudinario, così da
accertare correttamente dal profilo medico e assicurativo il rapporto di
causalità tra l'evento del 3 giugno 2019 e le sue sequele fisiche sofferte
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alla spalla sinistra. Egli ha fatto valere, in sostanza, che a tutt'oggi
accuserebbe una marcata limitazione funzionale alla spalla sinistra e forti
limiti di movimento che, oltre a causargli forti disagi, procurerebbero
inevitabili e continui dolori di giorno e anche la notte. Contrariamente a
quanto indicato dal medico di circondario, il Dr. med. E._ non
farebbe alcuna menzione di una situazione preesistente di origine
morbosa; questi avrebbe ritenuto necessaria l'operazione del 21
novembre 2019 a causa della rottura massiva della cuffia dei rotatori. La
conclusione del medico di circondario ripresa dalla SUVA urterebbe con le
sequele valetudinarie da lui vissute ancora oggi. Inoltre, la dinamica
dell'infortunio sarebbe stata particolarmente importante con conseguenze
particolarmente gravose sul suo stato valetudinario. Queste non
potrebbero sicuramente limitarsi al riconoscimento di uno status quo
sine/ante 2-3 mesi dopo il sinistro. Le discordanze tra la valutazione del
medico di circondario e quella del Dr. med. E._ renderebbero
necessario l'accertamento da parte di un perito dello stato valetudinario e
della questione relativa al rapporto di causalità tra i postumi accusati e
l'infortunio.
17. In seguito al ricorso, la convenuta ha sottoposto il caso a nuovo
apprezzamento (ortopedico-chirurgico) da parte del medico assicurativo
Dr. med. H._, specialista FMH in chirurgia generale e
traumatologia. Questi nel rapporto del 7 settembre 2020 in sintesi ha
affermato, con riferimenti alla letteratura, che i danni strutturali dei tendini
della cuffia dei rotatori sarebbero spesso dovuti a cambiamenti
degenerativi. Le lesioni irreparabili sarebbero riscontrabili soprattutto in
pazienti con età superiore ai 70 anni e si presupporrebbe che i pazienti
siano stati a lungo asintomatici (grazie in special modo alla
compensazione svolta dal deltoide) finché la degenerazione o un evento
infortunistico non abbiano portato alla comparsa dei sintomi. Una lesione
della cuffia dei rotatori causata da un infortunio sarebbe da considerarsi
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un'eccezione e andrebbe negata in modo preponderante anche nel caso
in discussione. Infatti, nel caso del ricorrente vi sarebbero molti indizi
indicanti una degenerazione avanzata della cuffia dei rotatori.
L'irreparabilità della cuffia dei rotatori dimostrerebbe inoltre che questa
lesione si sarebbe potuta sviluppare nel corso di molti anni e la
sintomatologia, sino allora ancora muta, sarebbe stata scaturita da un
evento infortunistico, che però non avrebbe causato delle lesioni strutturali
importanti della cuffia dei rotatori, ma solamente una situazione ben
recuperabile che in una spalla sana senza lesioni si sarebbe risolta entro
alcune settimane (da una a sei). Con probabilità preponderante le lesioni
degenerative alla cuffia dei rotatori sarebbero già state presenti prima
dell'infortunio. La buona funzione della spalla prima del sinistro sarebbe
stata possibile grazie all'ottima funzione del muscolo deltoide ben allenato.
La distorsione/contusione subita il 3 giugno 2019 avrebbe causato dei
disturbi al deltoide di durata temporanea. Senza le lesioni degenerative, la
situazione si sarebbe completamente risolta al più tardi mezzo anno dopo
l'infortunio. Il Dr. med. H._ concordava pertanto con il parere del
medico di circondario, anche sul fatto che l'intervento del 21 novembre
2019 avrebbe trattato unicamente un problema di origine morbosa.
18. Nella risposta dell'11 settembre 2020 la SUVA (qui di seguito: convenuta)
ha chiesto il rigetto del ricorso. Essa ha sottolineato che, come indicato dal
medico di circondario, l'infortunio non avrebbe causato nessuna lesione
strutturale ma unicamente una semplice contusione, e cioè un'affezione
che guarisce dopo 2-3 mesi. L'intervento del 21 novembre 2019 non
avrebbe avuto per oggetto una lesione infortunistica ma una lesione
morbosa preesistente. Il chirurgo Dr. med. E._ non
pretenderebbe il contrario. Egli si sarebbe limitato a riferire che il ricorrente
presentava una rottura massiccia della cuffia dei rotatori senza discutere
l'eziologia. In base agli apprezzamenti del medico di circondario Dr. med.
F._ nonché del medico assicurativo Dr. med. H._, non vi
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sarebbe alcun dubbio che al più tardi il giorno in cui la convenuta ha
sospeso le prestazioni (il 12 novembre 2019) l'infortunio non giocava più
alcun ruolo causale.
19. Nella replica del 22 settembre 2020 il ricorrente si è riconfermato nei suoi
petiti. Egli rammentava che fino al giorno dell'intervento avrebbe avuto
importanti limitazioni funzionali alla spalla, accompagnati da forti dolori che
lo avrebbero attanagliato giorno e notte. Inoltre, la convenuta non avrebbe
indicato perché la presente fattispecie non possa essere annoverata tra i
casi eccezionali, come definiti dal Dr. med. H._, in cui una lesione
della cuffia dei rotatori è causata da un infortunio e non da cambiamenti
degenerativi. Il ricorrente rammentava inoltre che l'incidente sarebbe stato
particolarmente importante e atto a causare un trauma importante. Fin da
subito egli avrebbe presentato importanti limitazioni funzionali e una
sensibile riduzione di forza, accusando dolori importanti.
20. Nello scritto del 1° ottobre 2020 la convenuta ha rinunciato all'inoltro di una
duplica rinviando a quanto già enunciato.

## Considerations

II. Considerando in diritto:
1. Oggetto impugnato è la decisione su opposizione del 25 giugno 2020. I
requisiti formali non danno adito a osservazioni, per cui si entra nel merito
del ricorso.
2. Controverso è se i disturbi alla spalla sinistra accusati dal ricorrente dopo
il 12 novembre 2019 sono ancora in nesso causale con l'infortunio del 3
giugno 2019 e quindi se la convenuta deve erogare le prestazioni
assicurative oltre tale data, in particolare anche riguardo all'intervento del
21 novembre 2019, o se piuttosto al più tardi in detta data si sia raggiunto
lo status quo ante/sine.
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3.1. Conformemente all'art. 6 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione
contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20), per quanto non previsto altrimenti
dalla legge, le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni
professionali, d'infortuni non professionali e di malattie professionali.
3.2. Il diritto a prestazioni assicurative sussiste dal momento in cui il danno alla
salute è in relazione causale naturale ed adeguata con l'infortunio. Primo
presupposto per l'erogazione di prestazioni assicurative è quindi
l’esistenza di un nesso di causalità naturale. Cause, nel senso della
causalità naturale, sono tutte le circostanze senza le quali un determinato
evento non si sarebbe potuto verificare o si sarebbe verificato in altro modo
o in altro tempo. Affinché possa essere ammessa l'esistenza di un nesso
di causalità naturale, non occorre che l'infortunio sia stato la sola o
immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento,
unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità
corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come
una condizione sine qua non del danno (cfr. DTF 129 V 177 consid. 3.1,
119 V 337 consid. 1 e 118 V 289 consid. 1b). A differenza dei casi con
danni dovuti a infortunio non dimostrabili organicamente, in presenza di
disturbi fisici derivanti da un infortunio la causalità adeguata – quale fattore
restrittivo della responsabilità dell'assicurazione contro gli infortuni qualora
esista un rapporto di causalità naturale – non ha praticamente nessuna
importanza (DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 consid. 3a).
3.3. Se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si manifesta in
seguito a un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni di
corrispondere le prestazioni decade se l'evento non costituisce più la
causa naturale (e adeguata) del danno, ossia se quest'ultimo è da
ricondurre soltanto ed esclusivamente a fattori extra-infortunistici. Ciò si
verifica, in particolare, con il ripristino dello stato di salute esistente
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante) oppure con il
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raggiungimento di quello stato che, prima o poi, secondo l'evoluzione
ordinaria dello stato antecedente sarebbe intervenuto anche senza
l'infortunio (status quo sine). Se invece un infortunio colpisce un corpo già
danneggiato e secondo i medici non verrà mai raggiunto né lo status quo
ante né lo status quo sine, si parla di un aggravamento direzionale che dà
diritto a prestazioni LAINF (cfr. STF 8C_589/2017 del 21 febbraio 2018
consid. 3.1.2, 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 consid. 4.2,
8C_589/2017 del 21 febbraio 2018 consid. 3.1.2). Un evento ha carattere
di causa parziale giustificante un diritto a prestazioni per infortunio, quando
il rischio derivante da una potenziale causa patogena generale prima
dell'evento non era presente a tal punto che il fattore scagionate appaia
casuale e interscambiabile. Per contro, l'effetto dovuto all'infortunio – in
accertata correlazione di causa – corrisponde a una causa occasionale o
casuale (impedente un diritto a prestazioni per infortunio), se colpisce una
condizione pregressa talmente labile e precaria che bisognava attendersi
in ogni momento l'insorgere di un danno (organico), sia per dinamica
propria della patologia pregressa sia affrontando un qualsiasi altro evento
casuale. Se all'incirca allo stesso tempo un fattore d'aggravio alternativo e
quotidiano avrebbe potuto provocare lo stesso danno alla salute,
l'infortunio non appare come evento significativamente causale, bensì
come evento interscambiabile; in tal caso non sorge alcun obbligo di
prestazione dell'assicurazione infortuni obbligatoria (cfr. STF
8C_669/2019 del 25 marzo 2020 consid. 4, 8C_337/2016 del 7 luglio 2016
consid. 4.1.2, U 136/06 del 2 maggio 2007 consid. 3.2, U 413/05 del 5
aprile 2007 consid. 4.2.2 seg.).
3.4. L'estinzione del nesso di causalità deve essere stabilita con il grado della
verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali.
Per contro, la semplice possibilità che l'evento non esplichi più effetto
causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto a
prestazioni, l'onere della prova non incombe all'assicurato bensì
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all'assicuratore. Esso deve comprovare che le cause riconducibili
all'infortunio non esplicano più effetti, non però l'esistenza di un motivo
estraneo all'incidente (cfr. STF 8C_589/2017 del 21 febbraio 2018 consid.
3.2.3, 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 consid. 4.2).
4. Nel caso di specie i medici assicurativi Dr. med. F._ e Dr. med.
H._ ritengono, in sostanza, che con probabilità preponderante le
lesioni degenerative alla cuffia dei rotatori sarebbero già state presenti
prima dell'infortunio. La buona funzione della spalla prima del sinistro
sarebbe stata possibile grazie all'ottima funzione del muscolo deltoide ben
allenato. La distorsione/contusione subita il 3 giugno 2019 avrebbe
causato dei disturbi di durata temporanea. La cuffia dei rotatori non
sarebbe più stata riparabile dopo l'infortunio a causa dello spostamento
degenerativo della testa omerale. L'intervento del 21 novembre 2019
(ricostruzione artroscopica parziale della cuffia dei rotatori e impianto di un
"InSpace Balloon") non avrebbe dunque trattato una conseguenza
infortunistica, bensì un problema preesistente di origine morbosa. Senza
le lesioni degenerative, la situazione si sarebbe completamente risolta al
più tardi mezzo anno dopo l'infortunio (cfr. apprezzamenti del Dr. med.
F._ del 24 settembre 2019 [doc. 36 convenuta], del 12 maggio
2020 [doc. 76 convenuta] e del 23 giugno 2020 [doc. 82 convenuta]
nonché del Dr. med. H._ del 7 settembre 2020 [doc. 87
convenuta]). Qui di seguito va esaminato se la convenuta poteva poggiare
su queste valutazioni per la sospensione delle prestazioni.
5.1. Determinante per la valenza probante di un rapporto medico è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara
e che le conclusioni siano ben motivate. Per stabilire se un rapporto
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medico ha valore di prova non è invece rilevante né l'origine né la
denominazione ad esempio quale perizia o rapporto (cfr. DTF 125 V 352
consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; STF 8C_313/2012 del 7 giugno 2012
consid. 3.2, 8C_828/2007 del 23 aprile 2008 consid. 7).
5.2. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, in linea di principio è
consentito che l'assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino
la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto
assicurativo. All'imparzialità e all'attendibilità di simili prove devono tuttavia
essere poste esigenze severe. Ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze dell'assicuratore va riconosciuto pieno valore probante, a
condizione che siano motivati, concludenti e scevri di contraddizioni. Il
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore non basta per metterne già in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Se tuttavia vi è anche solo un minimo dubbio sull'attendibilità
delle attestazioni del medico di fiducia dell'assicuratore, occorre ordinare
degli accertamenti complementari (DTF 142 V 58 consid. 5.1, 135 V 465
consid. 4.4, 125 V 351 consid. 3b/ee; STF 9C_524/2017 del 21 marzo
2018 consid. 5.1).
5.3. L'avviso dei medici curanti deve essere considerato con la necessaria
prudenza (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Infatti, secondo l'esperienza
comune, in caso di dubbio il medico curante tende generalmente a
pronunciarsi in favore del proprio paziente a causa del rapporto di fiducia
che lo lega a quest'ultimo (cfr. STF 8C_698/2015 del 6 gennaio 2016
consid. 2.2).
5.4. Una valutazione sugli atti (senza visita) ha altresì valenza probatoria,
purché sussista un reperto completo, si disponga di sufficienti elementi
derivanti da precedenti accertamenti personali e si tratti in prevalenza di
valutare dal punto di vista medico una fattispecie acclarata, in modo che
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la visita personale dell'assicurato passi in secondo piano (cfr. STF
9C_524/2017 del 21 marzo 2018 consid. 5.1, 8C_540/2007 del 27 marzo
2008 consid. 3.2).
6. Il ricorrente sostiene che il Dr. med. E._ non farebbe alcuna
menzione di una situazione preesistente di origine morbosa. La convenuta
non avrebbe indicato perché la presente fattispecie non possa essere
annoverata tra i casi eccezionali, come definiti dal Dr. med. H._,
in cui una lesione della cuffia dei rotatori è causata da un infortunio e non
da cambiamenti degenerativi.
6.1. Nel rapporto del 12 maggio 2020 (doc. 76 convenuta), in base alle TAC
effettuate il Dr. med. F._ ha constatato una completa retrazione
dei due muscoli (sovraspinato e infraspinato), quindi una chiara lesione
non di recente data. Nel rapporto del 7 settembre 2020 (doc. 87
convenuta) il Dr. med. H._ ha esposto come questa conclusione
sia sostenuta a livello teorico dalle informazioni sulle lesioni della cuffia dei
rotatori riferite dalla letteratura medica. Egli ha aggiunto che, nel caso del
ricorrente, vi sarebbero molti indizi indicanti una degenerazione avanzata
della cuffia dei rotatori. In particolare, egli ha osservato che l'irreparabilità
della cuffia dei rotatori dimostrerebbe che questa lesione si sarebbe potuta
sviluppare nel corso di molti anni. L'infortunio avrebbe scaturito la
sintomatologia sino allora ancora muta. I medici assicurativi hanno dunque
indicato come mai si sarebbe confrontati con una contusione di una spalla
degenerata in modo avanzato. Da ciò discende che non occorre disquisire
sulla gravità dell'infortunio subito dal ricorrente. Con probabilità
preponderante va infatti ritenuto che questo evento ha colpito una
condizione pregressa e precaria, in cui il danno (precedentemente ancora
latente) avrebbe potuto manifestarsi anche in seguito a un altro evento
casuale. In base alle affermazioni del medico assicurativo, va inoltre
ritenuto che l'infortunio è stato significativamente causale solo per i danni
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di durata temporanea inflitti al muscolo deltoide, che prima dell'infortunio
garantiva la funzione della spalla sinistra del ricorrente (cfr. doc. 87
convenuta pag. 7).
6.2. Agli atti non vi sono pareri medici contraddicenti le conclusioni dei medici
assicurativi. Nessun medico contesta che precedentemente all'infortunio
vi era con alta probabilità una situazione degenerativa (latente) della cuffia
dei rotatori. Prima di procedere all'intervento di riparazione parziale, il 16
settembre 2019 il Dr. med. E._ ha considerato che la spalla prima
del trauma era perfettamente funzionante, ma ha anche sottolineato che
una riparazione anatomica non era più possibile per via delle
caratteristiche della rottura (cfr. doc. 35 convenuta). Nel rapporto
operatorio del 21 novembre 2019 (doc. 52 convenuta) il Dr. med.
E._ ha inoltre descritto come irreparabile il sovraspinato. Nel
rapporto di controllo del 28 maggio 2020 (doc. 79 convenuta) egli ha inoltre
affermato che il decorso clinico sarebbe stato abbastanza regolare. Egli
ha poi evidenziato che la parte della funzionalità sarebbe ormai
irrecuperabile, in considerazione del fatto che già durante l'intervento la
cuffia era solo parzialmente riparabile e in buona parte vi era una perdita
di sostanza sia tendinea che muscolare. Ne consegue che le valutazioni
del Dr. med. E._ non sono in contraddizione con il parere dei
medici assicurativi, anzi, semmai lo avvalorano dove è rilevata una perdita
di sostanza tendinea e muscolare.
6.3. Il ricorrente fa inoltre notare che fino al giorno dell'intervento avrebbe avuto
importanti limitazioni funzionali alla spalla, accompagnati da forti dolori che
lo avrebbero attanagliato giorno e notte. A tal proposito sia notato per
inciso che al momento della dimissione dall'ospedale i medici
dell'Ospedale Regionale di C._ nel rapporto del 6 giugno 2019
(doc. 22 convenuta) avevano descritto il decorso come privo di
complicanze e rapidamente favorevole con buone condizioni generali e
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dolori ben palliati. Nel rapporto del 19 luglio 2019 (doc. 19 convenuta) poi,
il Dr. med. D._ ha annotato come il ricorrente avrebbe riferito che
i dolori erano in regressione e che aveva potuto aumentare leggermente
l'ampiezza articolare grazie a sedute di fisioterapia. Va tuttavia anche
notato che i dolori, secondo quanto successivamente riferito dal ricorrente
il 7 agosto 2019 (doc. 28 convenuta), potevano essere attenuati solo dai
medicamenti; e che secondo il rapporto del Dr. med. E._ del 16
settembre 2019 (doc. 35 convenuta) il dolore gli disturbava il sonno con
funzionalità ridotta molto ridotta della spalla sinistra (in particolare
impossibilità di effettuare movimenti sopra il capo; cfr. per l'importanza dei
dolori riferiti anche il rapporto del medico di famiglia Dr. med. I._
del 3 settembre 2019 [doc. 45 convenuta]). Infine, nel rapporto del 28
maggio 2020 (doc. 79 convenuta) il Dr. med. E._ ha riferito che
rispetto a prima dell'intervento il grosso beneficio sarebbe stato quello di
togliere il dolore notturno e a riposo e che il dolore sarebbe stato presente
soprattutto nel momento in cui il ricorrente sovraccaricava la spalla. Egli
consigliava quindi al ricorrente di prendere al bisogno una compressa di
Voltaren al sovraccarico della spalla. Il Dr. med. E._ non riteneva
necessari ulteriori trattamenti o consultazioni finché la condizione clinica
fosse rimasta stabile. Come rilevato sopra, a suddette obiezioni del
ricorrente va ribattuto che prima del sinistro il danno degenerativo alla
cuffia dei rotatori con alta probabilità era latente e compensato dal buon
funzionamento del deltoide. Gli indiscussi dolori del ricorrente a seguito
dell'incidente non sono dunque sufficienti a inficiare la conclusione dei
medici assicurativi secondo cui l'intervento del 21 novembre 2019 ha
trattato un danno degenerativo.
6.4. Riassumendo, non sono stati esibiti elementi probatori atti a ingenerare
anche solo minimi dubbi sull'attendibilità dei rapporti dei medici
assicurativi, che vanno ritenuti completi, convincenti e privi di
contraddizioni. Non si giustifica pertanto di accogliere la richiesta
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subordinata formulata dal ricorrente di rinvio degli atti alla convenuta per
l'ottenimento di una perizia (indipendente) sul suo stato valetudinario e sul
rapporto di causalità tra l'infortunio del 3 giugno 2019 e i disturbi accusati
alla spalla sinistra.
7. Per i suesposti motivi, la decisione impugnata va confermata e il ricorso
va respinto.
8. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e artt. 105 segg. LAINF
e contrario). La convenuta non ha diritto a ripetibili (cfr. art. 61 lett. g primo
periodo LPGA e contrario).
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