# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 98cc8a21-60ac-5185-88d6-4956d51278c0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ del 30 agosto/3 settembre 2012 dell'UE _, la società CO 1 ha escusso RE 1 per l'incasso di:
1)
fr. 203'493.95 oltre gli interessi al 6% dal 1° luglio 2012 e
2)
fr. 3'071.70. Quale titolo di credito ha indicato: “
1)
Riconoscimento di debito/convenzione con ripresa cumulativa di debito sottoscritta il 26.05.2010. Capitale” e “
2)
Interessi scaduti il 30.06.2012” (doc. E). Interposta tempestiva opposizione, la società procedente ne ha quindi chiesto il rigetto provvisorio.
B.
La pretesa si fonda sulla convenzione datata 26 maggio 2010 con cui RE 1, a titolo solidale insieme a _ e a _ SA, ha dichiarato di assumersi personalmente e singolarmente il debito residuo di fr. 177'550.–, concernente un finanziamento che la società istante aveva a suo tempo concesso a _ SA, da saldare definitivamente entro il 31 gennaio 2012 (doc. A). A fronte del ripetuto mancato ossequio delle modalità di restituzione ivi pattuite (doc. B), con scritto 31 luglio 2012 (doc. C) e 29 agosto 2012 (doc. D) la società istante ha diffidato il convenuto a pagare il debito ancora dovuto e che al 30 giugno 2012 assommava a fr. 203'493.95 oltre interessi convenzionali scaduti di fr. 3'071.70.
C.
Il convenuto si è opposto all'istanza eccependo l'esistenza di un litisconsorzio passivo necessario fra lui e gli altri due condebitori solidali, contestando che la convenzione 26 maggio 2010 fosse un valido riconoscimento di debito, e lamentando il computo di interessi usurari corrispondenti ad un tasso complessivo pari al 22% in applicazione del sistema dell'anatocismo. In sede di replica la società istante ha contestato la tesi del convenuto, riproponendo i propri argomenti. Dal canto suo quest'ultimo ha ribadito il suo punto di vista con relativa duplica.
D.
Con decisione 5 novembre 2012, il Pretore _, ha parzialmente accolto l'istanza, rigettando in via provvisoria l'opposizione interposta al precetto esecutivo
“limitatamente all'importo di fr. 199'293.85 oltre interessi al 6% su fr. 177'550.–”
. Il primo giudice ha anzitutto evidenziato che il convenuto, _ e _ SA erano fra loro legati da vincolo di solidarietà e che pertanto la società istante poteva pretendere anche da uno solo di loro l'intero pagamento del debito residuo di cui alla convenzione 26 maggio 2010. La tesi del litisconsorzio passivo necessario era quindi infondata. La citata convenzione costituiva poi un valido titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione per l'importo capitale di fr. 177'550.–. Con riferimento agli accessori, il Pretore ha ritenuto fondata la contestazione del convenuto in relazione al calcolo degli interessi convenzionali posti in esecuzione dalla società istante e, considerando il tasso del 6%, per il periodo dal 26 maggio 2010 al 30 giugno 2012, li ha quantificati in fr. 21'743.85. Di qui, il parziale accoglimento dell'istanza ovvero limitatamente a fr. 199'293.85 oltre gli interessi di mora del 6% dal 1° luglio 2012 calcolati solo sull'importo di fr. 177'550.–.
E.
Con il reclamo in esame l'escusso chiede di riformare il giudizio impugnato respingendo a titolo provvisorio l'opposizione al precetto esecutivo emesso a suo carico limitatamente all'importo capitale di fr. 177'550.–, in quanto il computo di interessi usurari secondo il sistema anatocismo, era nullo giusta l'art. 20 CO.
Della risposta al reclamo si dirà, se del caso, nel seguito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Secondo l'art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo -tra l'altro- le decisioni inappellabili di prima istanza in tema -per quanto qui d'interesse- di rigetto dell'opposizione giusta gli art. 80-84 LEF (art. 309 lett. b n. 3 CPC). Trattandosi di decisione pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l'inoltro del reclamo è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC). Un'eventuale risposta al reclamo deve poi essere proposta entro il medesimo termine (art. 322 cpv. 2 CPC). La competenza a pronunciarsi sull'impugnazione è della Camera di esecuzione e fallimenti (art. 48 lett. e n. 1 LOG). Nella procedura di reclamo non sono inoltre ammesse né nuove conclusioni, né l'allegazione di nuovi fatti o la produzione di nuovi mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC).
Ciò detto, presentato il 15 novembre 2012 avverso la decisione pretorile 5 novembre 2012 notificata lo stesso giorno e recapitata in data 6 novembre 2012 (cfr. estratto ricerca Track&Trace 19 novembre 2012: R Svizzera n. _), il reclamo è quindi senz'altro tempestivo.
La notifica dell'impugnazione alla società istante risale al 4 dicembre 2012, invio ritirato il giorno 10 (cfr. estratto ricerca Track&Trace 20 dicembre 2012: R Svizzera n. _). Di modo che, risulta pure ammissibile la risposta al reclamo 20 dicembre 2012. Vanno invece estromessi dall'incarto i relativi documenti allegati visto che la convenzione 26 maggio 2010 indicata quale doc. A figura già agli atti, mentre lo scritto 30 dicembre 2009 prodotto quale doc. B è nuovo ai sensi dell'art. 326 cpv. 1 CPC.
2.
Giusta l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l'applicazione errata del diritto che l'accertamento manifesta-mente errato dei fatti. In concreto, il reclamante non pretende (più) che la convenzione con ripresa cumulativa di debito 26 maggio 2010 (doc. A) non costituisca un valido titolo di rigetto provvisorio ai sensi dell'art. 82 LEF per l'importo capitale di fr. 177'550.– (reclamo, pag. 2 n. 5 e pag. 3) come ritenuto dal Pretore. Sotto questo profilo pertanto, la questione è pacifica. A detta del convenuto tuttavia, il primo giudice si era per il resto limitato a considerare la critica che egli aveva proposto in merito al computo di interessi di mora del 6% riconosciuti appunto dal 1° luglio 2012 sul quell'importo capitale (decisione impugnata, pag. 3 in basso), ma senza pronunciarsi sulle obiezioni concernenti l'applicazione di un tasso d'interesse reale che nel complesso era del 16% (interesse convenzionale del 10% e 6%), conteggiando quindi interessi su interessi (anatocismo), che la medesima convenzione riconosceva alla società istante e che, in quanto usurario, era nullo giusta l'art. 20 CO (reclamo, pag. 3 n. 6 segg.). A torto pertanto il Pretore aveva rigettato in via provvisoria e sempre sulla base della convenzione 26 maggio 2010, l'opposizione anche per quanto riguardava gli interessi convenzionali rivendicati sul capitale. Ma, invano.
3.
Ora, in concreto è anzitutto opportuno rammentare in base a quali principi è da ammettere l’esistenza di un interesse a carattere usurario. Di regola, s'incorre nel reato di usura giusta l'art. 157 CP ogni qual volta viene pattuito un tasso d'interesse annuo del 18-20% e oltre (
Weissenberger,
in: Niggli/ Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafrecht II, 2
a
ed., Basilea 2007, n. 32 ad art. 157; cfr. pure CEF 27 gennaio 2003, inc. 14.2002.77, consid. 3.3). Ciò significa in altre parole che, accertata la pattuizione di un tasso di siffatta entità, si può senz'altro presumere che l'interesse così applicato sia di tipo usurario, e meglio che in quel contesto il beneficiario tragga un vantaggio pecuniario in manifesta sproporzione rispetto alla prestazione da lui fornita (art. 157 cpv. 1 CP). Se ne deve quindi dedurre che a fronte di un tasso d'interesse inferiore e in assenza di altri elementi oggettivi, non si può a priori ritenere che il vantaggio economico conseguito possa considerarsi “manifestamente sproporzionato” (
Weissenberger,
loc. cit.). Di modo che, nella misura in cui si duole dell'applicazione di un tasso d'interesse usurario per il solo e semplice fatto che complessivamente sarebbe stato pattuito e applicato un interesse reale sul capitale pari al 16%, la censura è destituita di buon diritto.
4.
Giova d'altra parte ricordare che, in sé, il divieto dell'anatocismo, esclude sì la possibilità di pretendere interessi di ritardo sul mancato pagamento di interessi moratori (art. 105 cpv. 3 CO;
Wiegand,
in: Honsell/Vogt/Wiegand, Basler Kommentar. Obligationenrecht I, 4
a
ed., Basilea 2007, n. 5 ad art. 105;
Thévenoz,
in: Thévenoz/Werro, Commentaire Romand, Code des obligations I, Basilea 2003, n. 6 ad art. 105), ma che ciò non impedisce alle parti di concordare la trasformazione di interessi di ritardo scaduti in una pretesa capitale (
“Kapitalforderung”
) e nemmeno che sul relativo importo così capitalizzato vengano nuovamente conteggiati interessi di mora (
Wiegand,
op. cit., n. 6 ad art. 105;
Thévenoz,
op. cit., n. 7 ad art. 105).
4.1.
Il reclamante non considera che premessa alla conclusione della convenzione con ripresa cumulativa di debito del 26 maggio 2010 (doc. A) era l'esistenza di un contratto di finanziamento, concesso in data 14 giugno 2007 dalla società istante a _ SA a titolo di mutuo per l'importo di fr. 190'000.– e ad un tasso d'interesse fisso del 10%, per il cui rimborso si erano altresì solidalmente obbligati RE 1 appunto e _ (doc. A, pag. 1 nel mezzo), che il termine allora pattuito (30 giugno 2008) per il rimborso integrale di capitale e interessi di quel finanziamento non era mai stato ossequiato (doc. A, pag. 1 in basso), che al 1° gennaio 2010 la cifra capitale del mutuo ancora scoperta insieme agli interessi contrattuali non versati assommava a fr. 197'531.25 (doc. A, pag. 2 verso l'alto) ed infine che, tenuto conto di un versamento a titolo di acconto di fr. 10'000.– da parte di _ SA, il 26 maggio 2010 l'importo scoperto era di fr. 187'531.25 (doc. A, pag. 2 nel mezzo). Ed è proprio in questo contesto che le parti alla convenzione -fra cui la società istante e il qui  appunto liberamente scelto di ridurre il debito residuo
“comprensivo di capitale e interessi contrattuali”
all'importo capitale di fr. 177'550.– (doc. A, pag. 2 nel mezzo). Motivo per il quale, il 26 maggio 2010 -giorno in cui la citata convenzione è stata firmata- la questione relativa ad un eventuale computo del
“tasso d'interesse del 10%”
risultava oramai superata e, con ciò, del tutto ininfluente ai fini della decisione di rigetto qui in esame. Ne consegue che, nella misura in cui rimprovera il Pretore per avere omesso di pronunciarsi al riguardo, la censura non ha alcuna pertinenza e va così respinta.
4.2
Non solo. Neppure laddove afferma che la decisione impugnata non tiene altresì conto delle contestazioni riferite al conteggio del tasso d'interesse (convenzionale) del 6%, la tesi del reclamante merita invero di essere seguita. La convenzione con ripresa cumulativa di debito del 26 maggio 2010, stabilisce in effetti che sul debito residuo pari a fr. 177'550.–
“è dovuto un interesse del 6% annuo a partire dal 01.01.2010 che verrà versato a scadenza trimestrale [...], in aggiunta all'importo delle rate mensili di ammortamento indicate ai punti 4.1, 4.2, 4.3.”
(doc. A, pag. 3 n. 4.4). E, in concreto, il Pretore ha appunto riconosciuto che la stessa rappresentava un valido titolo di rigetto provvisorio oltre che per l'importo capitale di fr. 177'550.–, anche per il
“tasso di interesse del 6% annuo, che calcolato dal 26.05.2010
[giorno cui risale la sottoscrizione della convenzione appunto]
al 30.6.2012 dà un importo di fr. 21'743.85”
(decisione impugnata, pag. 3 in basso) -conteggio questo rimasto incontestato- da cui la somma complessiva di fr. 199'293.85. Ciò posto, ritenuto che per le ragioni di cui si è già detto (sopra, consid. 4.1), il 26 maggio 2010 la questione relativa al computo del tasso d'interesse del 10% era ormai superata, non si può certo affermare -come pretende il reclamante- né che
“il tasso reale di interesse sul capitale è stato del 16%”
né che il divieto dell'anatocismo sia stato violato
(reclamo pag. 3 n. 7). Una volta ancora, il reclamo risulta così destituito di buon fondamento.
5.
In definitiva, la decisione impugnata va confermata. Le spese processuali del presente giudizio (art. 105 cpv. 1 CPC) e le ripetibili (art. 105 cpv. 2 CPC), queste ultime commisurate all'impegno profuso dal legale della società istante nella redazione del memoriale di risposta 20 dicembre 2012, rivelatosi per finire uguale a quello da lui presentato sempre in veste di patrocinatore nelle contestuali e analoghe controversie altresì pendenti davanti a questa Camera (inc. n. 14.2012.185 e inc. n. 14.2012.186) (art. 13 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili: RL 3.1.1.7.1), seguono la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC).
6.
Ai fini
dell’indicazione dei rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro la presente
sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
il valore litigioso corrisponde all’importo delle conclusioni rimaste controverse dinanzi a questa Camera (art. 51 cpv. 1 lett. a LTF), ovvero a fr. 21'743,85, pari alla differenza tra quanto deciso dal Pretore (fr. 199'293,85) e quanto riconosciuto dal reclamante (fr. 177'550.–).
Motivi per i quali,
richiamati gli art. 82 LEF, 105 cpv. 1 e 2, 106 cpv. 1 e 319 segg. CPC, 48 e 61 cpv. 1 OTLEF e il Regolamento sulle ripetibili;