# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 94f8d40d-da44-5102-85de-6ef24795aede
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_002
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto
a.
In data 15.12.2014 è giunta una segnalazione telefonica al Ministero Pubblico, da parte del Commissariato di _, in relazione ad una rapina, avvenuta in medesima data, presso l’orologeria _, sita a _ (AI 1).
b.
In stessa data è stata aperta l’istruzione penale nei confronti di ignoti per il reato di rapina aggravata (AI 3, inc. MP _).
c.
Dopo aver esperito svariati atti istruttori, in data 19.2.2015, il procuratore pubblico ha emanato un mandato di cattura nei confronti di RE 1 per titolo di rapina aggravata, per avere, in data 15.12.2014, presso la suddetta orologeria, agendo in banda con _ e altri due autori non ancora identificati, usando violenza nei confronti di _, gerente del predetto negozio, rendendola incapace di opporre resistenza, minacciandola prima con una pistola e utilizzando successivamente dello spray al pepe, nell’intento di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, al fine di appropriarsene, sottratto sette orologi per un valore denunciato complessivo di CHF 97'075.95 (AI 16).
In medesima data il procuratore pubblico ha scritto all’Ufficio federale di Giustizia e Polizia (in seguito UFG), settore estradizioni, chiedendo che venisse diramato un mandato di cattura internazionale, area di ricerca Europa (area Schengen e non), nei confronti del suddetto, in vista della sua estradizione (AI 17).
d.
Sempre in data 19.2.2015, il magistrato inquirente ha emanato un ordine di arresto, ordinando la cattura e l’accompagnamento di RE 1 per titolo di rapina aggravata, per i medesimi fatti di cui sopra (AI 18).
e.
Con e-mail 26.6.2015, l’UFG ha confermato al magistrato inquirente l’avvenuto arresto di RE 1 in _ (AI 28).
f.
In data 13.7.2015 il procuratore pubblico ha inviato all’UFG la documentazione necessaria, da trasmettere alle autorità _, per l’estradizione di RE 1 (AI 31).
g.
Il 19.8.2015 l’UFG ha comunicato al magistrato inquirente che RE 1 ha acconsentito all’estradizione semplificata (AI 33).
h.
In data 8.9.2015 RE 1 è arrivato a _, proveniente da _, in estradizione, e dopo il prelievo delle impronte digitali e del DNA è stato associato al carcere giudiziario La Farera. Il giorno seguente è stato interrogato dalla polizia cantonale, sezione giudiziario, alla presenza del difensore avv. PI 1 (cfr. rapporto di arresto provvisorio 9.9.2015, AI 38).
Sempre in data 9.9.2015 l’imputato è stato interrogato dal procuratore pubblico, alla presenza del difensore (AI 40).
i.
Con decisione 9.9.2015 il procuratore pubblico ha nominato l’avv. PI 1 difensore d’ufficio di RE 1, con effetto a partire dal 9.9.2015, considerato che l’imputato non ha un difensore di fiducia e trattandosi in specie di un caso di difesa obbligatoria ex art. 130 CPP (AI 41).
j.
In data 10.9.2015 il procuratore pubblico ha inoltrato, al giudice dei provvedimenti coercitivi (in seguito GPC), un’istanza di carcerazione preventiva, nei confronti dell’imputato, per il reato di rapina aggravata, in relazione ai fatti avvenuti a _ il 15.12.2014 (AI 45). Il GPC ha accolto la suddetta istanza, ordinando la carcerazione preventiva di RE 1, sino al 6.10.2015 (compreso) [AI 47].
k.
In data 11.9.2015 il procuratore pubblico ha revocato - con effetto immediato - l’ordine di arresto del 19.2.2015 a carico di RE 1 (AI 48).
l.
Con decisione 21.9.2015 il magistrato competente ha autorizzato l’esecuzione anticipata della pena detentiva a partire dal 22.9.2015 (AI 56).
m.
In data 25.9.2015 il procuratore pubblico ha chiesto al Ministero pubblico del canton _, copia degli atti relativi ad un’inchiesta per tentata rapina – avvenuta l’8.12.2014 – a _, ai danni della _, con modus operandi - seppur tentata - apparentemente identico a quella commessa a _ (AI 62).
n.
Con scritto 12.10.2015 il procuratore pubblico ha comunicato all’autorità inquirente di _ di aver ricevuto l’incarto _, relativo all’inchiesta di cui sopra, (cfr. AI 65), nonché di aver assunto il suddetto procedimento penale (AI 70).
o.
Con note all’incarto 12.10.2015 (AI 69) e 13.10.2015 (AI 71) il magistrato inquirente ha dato atto di aver ricevuto – dall’Ispettore _ – il formulario di comparazione dei profili di DNA prelevati a _ con quelli prelevati a _, da cui emerge una corrispondenza dei profili DNA dei due autori materiali della rapina di _ non ancora identificati con due profili DNA dei due autori della rapina di _.
p.
Con decreto 20.10.2015 il magistrato inquirente ha esteso l’istruzione penale nei confronti di RE 1 per il reato di danneggiamento in relazione alla querela sporta da _ in data 30.12.2014 (AI 75).
q.
In data 23.12.2015 il procuratore pubblico ha inviato – alle autorità _ – una domanda di rogatoria internazionale volta ad ottenere l’estratto del Registro dei sospettati, degli imputati e dei condannati, nonché le sentenze di condanna emanate nei confronti di RE 1 (AI 85).
r.
In data 11.1.2016 il magistrato inquirente ha comunicato alle parti l’imminente chiusura dell’istruzione penale nei confronti di RE 1, in relazione ai fatti occorsi il 15.12.2014, a _, prospettando loro l’emanazione della promozione dell’accusa giusta gli art. 324 ss. CPP per i reati di rapina aggravata, danneggiamento e atti preparatori punibili (alla rapina). Ha altresì assegnato alle parti un termine scadente il 18.1.2016 per presentare eventuali istanze probatorie (AI 89).
s.
Con decreto 13.1.2016 il magistrato inquirente, nell’ambito del procedimento di cui all’inc. MP _ nei confronti di RE 1, _ e due autori ignoti, per titolo di reato di rapina aggravata, danneggiamento e atti preparatori punibili (alla rapina), in relazione ai fatti occorsi il 15.12.2014 a _ ai danni della orologeria _ _, e l’8.12.2014 a _ ai danni della _, ha ordinato la disgiunzione del procedimento a carico di _ e due autori ignoti da quello a carico di RE 1 (AI 91).
t.
La domanda di assistenza giudiziaria di cui sopra è stata evasa con scritto di data 12.1.2016, ricevuto dal Ministero pubblico del cantone Ticino il 18.1.2016 (cfr. AI 94).
u.
In data 16.2.2016 il procuratore pubblico ha emanato un ordine di arresto internazionale nei confronti di RE 1, già in carcere presso il Penitenziario La Stampa, a valere “
quale estensione della procedura di estradizione anche per il reato di atti preparatori punibili (alla rapina), ex art. 260bis CP per fatti avvenuti a _ l’8.12.2014
” (AI 96).
v.
In data 22.2.2016 è stato acquisito agli atti dell’incarto penale il rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria 18.2.2016, relativo a RE 1 e _, per il reato di rapina aggravata in relazione ai fatti avvenuti il 15.12.2014 ai danni dell’_, _, e per atti preparatori punibili di rapina in relazione ai fatti avvenuti l’8.12.2014 presso la gioielleria _ di _ (AI 97).
w.
In data 22.2.2016 il procuratore pubblico ha esperito l’interrogatorio di RE 1 sui fatti occorsi a _ il 15.12.2014 (rapina aggravata) e sui fatti occorsi a _ l’8.12.2014 (atti preparatori punibili di rapina) [AI 98].
In medesima data il magistrato competente ha interrogato RE 1 in merito alla richiesta di estensione dell’estradizione, in relazione al reato di atti preparatori punibili alla rapina per i fatti dell’8.12.2014 a _ (ex art. 52 cpv. 2 e 3 AIMP) [AI 99].
x.
Con scritto 4.3.2016 il procuratore pubblico ha tramesso all’UFG l’ordine d’arresto internazionale 16.2.2016 a complemento dell’ordine di arresto del 19.12.2015, “
a valere quale domanda di estensione della richiesta di estradizione alla _ di RE 1
”, allegando i relativi documenti (AI 100).
y.
In data 7.3.2016 il magistrato inquirente ha promosso l’accusa dinanzi alla Corte delle assise criminali nei confronti di RE 1, siccome accusato di rapina aggravata (in relazione ai fatti del 15.12.2014 di _) [punto 1.], atti preparatori punibili alla rapina (in relazione ai fatti del 8.12.2014 di _) [punto 2.1.], atti preparatori punibili alla rapina (in relazione ai fatti del 15.12.2014 di _) [punto 2.2.] e danneggiamento (in relazione ai fatti del 15.12.2014 di _) [punto 3.] {ACC _}.
z.
RE 1 è stato condannato con sentenza 15.6.2016 dalla Corte delle assise criminali per il titolo di rapina, alla pena detentiva di 3 anni, da dedursi la carcerazione preventiva sofferta, in relazione ai fatti occorsi a _ il 15.12.2014. È stato prosciolto dalle aggravanti di cui all’art. 140 cifra 3 CP (cfr. AI 121, inc. TPC _).
La Corte ha premesso che relativamente alle ulteriori imputazioni contenute nell’atto d’accusa di atti preparatori punibili alla rapina (punto 2.) e di danneggiamento (punto 3.), in sede di dibattimento la stessa ha rilevato la propria incompetenza, non essendo giunta - per il punto 2.1. dell’atto di accusa (atti preparatori punibili alla rapina di _) - l’autorizzazione per il perseguimento richiesta con l’estensione della rogatoria in data 4.3.2016 (AI 100), mentre che per il punto 2.2. dell’atto di accusa (atti preparatori punibili alla rapina di _) non è stata neppure richiesta l’autorizzazione così come per la fattispecie del reato di danneggiamento di cui al punto 3. dell’atto di accusa (danneggiamento relativo alla rapina di _), ciò che ha impedito la Corte di entrare nel merito delle relative imputazioni. Di conseguenza, il procedimento penale a carico di RE 1 per le imputazioni di cui ai punti 2.1., 2.2. e 3. dell’atto di accusa è stato rinviato al Ministero pubblico (cfr. punto 4.2., sentenza TPC, inc. _).
aa.
Il 4.7.2016 il procuratore pubblico ha ricevuto un e-mail da parte dell’UFG mediante il quale gli è stato comunicato che la _ ha concesso l’estensione dell’estradizione di RE 1 in relazione al reato di atti preparatori alla rapina (di _ e _) [AI 104].
bb.
In data 31.8.2016 il procuratore pubblico ha interrogato RE 1, alla presenza del difensore d’ufficio, in relazione al reato di atti preparatori punibili di rapina (per i fatti di _ e _) e danneggiamento (per i fatti di _) [AI 115].
cc.
In data 31.8.2016 il magistrato inquirente ha emanato un ordine di arresto nei confronti di RE 1 per il titolo di danneggiamento (per i fatti del 15.12.2014 di _), per titolo di tentata rapina e tentata rapina aggravata siccome commessa in banda (per i fatti dell’8.12.2014 di _), e ancora per titolo di tentata rapina e tentata rapina aggravata siccome commessa in banda (per i fatti del 15.12.2014 di _) [AI 116].
dd.
Sempre in data 31.8.2016 il magistrato competente ha interrogato RE 1 in merito alla richiesta di estensione dell’estradizione, in relazione ai reati di danneggiamento (per i fatti del 15.12.2014 di _), di tentata rapina e tentata rapina aggravata siccome commessa in banda (per i fatti dell’8.12.2014 di _), e ancora per il reato di tentata rapina e tentata rapina aggravata siccome commessa in banda (per i fatti del 15.12.2014 di _) [AI 117].
ee.
Con scritto 5.9.2016 il procuratore pubblico ha inviato all’UFG l’ordine di arresto internazionale 31.8.2016 a complemento dell’ordine di arresto 19.12.2015, “
a valere quale domanda di estensione della richiesta di estradizione alla _ di RE 1
”, allegando i relativi documenti (AI 120).
ff.
Contro il giudizio della Corte delle assise criminali di cui sopra (cfr. consid. z.), RE 1 ha interposto appello alla Corte di appello e di revisione penale (con annuncio 16.6.2016), che - con sentenza 18.1.2017 - lo ha respinto confermando integralmente la decisione di prima istanza (cfr. AI 134, inc. CARP _). Tale sentenza è passato in giudicato.
gg.
Con scritto 31.1/3.2.2017 RE 1 ha chiesto al procuratore pubblico la sostituzione del suo difensore d’ufficio, avv. PI 1, in quanto la comunicazione con lo stesso sarebbe “
di fatto nulla
”, ogni qualvolta esprimerebbe un dubbio il difensore sarebbe “
molto spesso evasivo
” con la conseguenza che non si sentirebbe rappresentato; “
il vincolo di fiducia è completamente decaduto
” (AI 137). Ha quindi chiesto la nomina dell’avv. _ “
per il prossimo processo
” (cfr. AI 137).
hh.
Dopo aver trasmesso (in data 3.2.2017) il suddetto scritto all’avv. PI 1 per eventuali osservazioni (AI 138), e dopo aver ricevuto lo scritto 5/6.2.2017 di quest’ultimo con cui ha comunicato la sua intenzione di continuare il mandato “
con diligen
za” (AI 139), con decisione 24.2.2017, il procuratore pubblico ha respinto l’istanza di sostituzione del difensore d’ufficio, rilevando che la difesa dell’imputato è stata efficace ed avrebbe sempre agito nell’interesse dello stesso, precisando che il difensore d’ufficio avrebbe “
espletato quegli atti puntualmente necessari alla difesa dell’imputato
” (p. 2, AI 141).
ii.
Con gravame 3/6.3.2017 RE 1 impugna la suddetta decisione ritenendo di aver ampiamente argomentato le proprie motivazioni, nell’ambito della sua istanza.
Il reclamante afferma di aver effettuato il trasferimento _ (13 ore di viaggio) due volte, ed il suo difensore non si sarebbe “
minimamente degnato di presentarsi
” (reclamo 3/6.3.2017). Ritiene che - al prossimo processo - l’avv. PI 1 avrebbe intenzione di patteggiare una condanna a 8 mesi, mentre che lui vorrebbe affrontare tale processo con l’ausilio dell’avv. _, il quale si sarebbe già dichiarato d’accordo di rappresentarlo.
Conclude indicando che è sua ferma intenzione non farsi più rappresentare dall’avv. RE 1.
jj.
Con osservazioni 7/9.3.2017 l’avv. PI 1 afferma di aver difeso RE 1 con il massimo impegno e diligenza. In merito all’accusa di mancati colloqui presso il Penitenziario cantonale ritiene che non siano a lui riconducibili: “
nella prima occasione l’imputato è stato ricondotto a _ a seguito del rinvio del processo, mentre nella seconda occasione – il processo di appello – l’imputato è stato trasferito in Ticino solo la sera precedente il dibattimento (per cui ho potuto organizzare un incontro prima dl dibattimento)
” [p. 1-2, doc. 3 CRP].
Afferma di aver certamente potuto più volte trasferirsi – a spese dello Stato – a _, ma non l’avrebbe ritenuto necessario ai fini di una diligente difesa.
Considera falsa la circostanza secondo cui vorrebbe patteggiare una condanna di 8 mesi, indicando che i suoi consigli - nel procedimento appena concluso ed in quello in corso - non sarebbero stati ascoltati.
Conclude affermando che “
per coerenza verso la mia missione di avvocato, non mi ‘tiro indietro’ e posso senz’altro difendere diligentemente il signor RE 1 anche nel procedimento in corso, a prescindere dal suo gradimento verso la mia persona
” (p. 2, doc. 3 CRP).
kk.
In data 17.3.2017 - nelle more della procedura di reclamo - è stata acquisita agli atti la comunicazione 15.3.2017 dell’UFG con cui hanno trasmesso l’autorizzazione della _ all’estensione dell’estradizione. L’estensione non è stata concessa per il reato di danneggiamento (in relazione ai fatti di _), non essendo “
un delitto estradabile secondo la legislazione _
” (AI 147).
ll.
In data 3.4.2017 l’avv. PI 1 ha inviato a questa Corte copia di uno scritto – di medesima data – rivolto a RE 1, nel quale il difensore lo ha informato della decisione dell’autorità _, circa l’estradizione, nonché del fatto che nel corso del mese di aprile 2017 sarebbe stato predisposto un suo interrogatorio riassuntivo in merito ai fatti di _ e _ (AI 150, e cfr. doc. 6 CRP).
mm.
In data 11.4.2017 è stato dunque esperito l’interrogatorio di RE 1 dinanzi al magistrato inquirente, in relazione ai citati fatti (AI 155).
All’inizio di tale interrogatorio l’imputato ha affermato di essere “
d’accordo ad essere difeso dall’avv. PI 1
” (p. 2, AI 155).
Tale circostanza è stata comunicata a questa Corte dall’avv. PI 1 stesso, in data 12/14.4.2017, con la precisazione che - nonostante tale affermazione - RE 1 non avrebbe formalmente ritirato il reclamo presso codesta Corte (doc. 7, inc. CRP).
nn.
In data 12.4.2017 il magistrato inquirente ha comunicato alle parti l’imminente chiusura dell’istruzione penale nei confronti di RE 1, in relazione ai fatti di _ e di _, prospettando loro l’emanazione di un decreto di abbandono per il reato di danneggiamento e la promozione dell’accusa per il reato di tentata rapina. Ha altresì assegnato alle parti un termine scadente il 22.4.2017 per presentare eventuali istanze probatorie (AI 156).
oo.
Visto lo scritto 12.4.2017 dell’avv. PI 1, questa Corte – in data 14.4.2017 – ha chiesto ad RE 1 se sussiste ancora un interesse all’evasione del suo reclamo circa il difensore d’ufficio (doc. 8, inc. CRP).
pp.
Con scritto 25.4.2017 RE 1 ha ribadito di non essere “
mai stato d’accordo di restare con il mio avv. PI 1
”, ripetendo nuovamente di non voler essere rappresentato dallo stesso (doc. 9, inc. CRP). Ha ripetuto di non aver fiducia nel suo difensore, e che si sentirebbe come se fosse senza avvocato. Ha precisato di voler essere assistito, per il suo prossimo processo dinanzi alla Corte delle assise criminali, dall’avv. _, e che senza quest’ultimo non vorrebbe affrontare il processo.
qq.
In data 18.5.2017 il magistrato inquirente ha promosso l’accusa dinanzi davanti alla Corte delle assise criminali nei confronti di RE 1, siccome accusato di tentata rapina ripetuta, in relazione ai fatti di _ e di _ (ACC _).
rr.
Il dibattimento relativo al suddetto atto di accusa è stato aggiornato dal Tribunale penale cantonale per il 6.9.2017.

## Considerations

in diritto
1.
1.1.
Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le decisioni e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista un’altra impugnativa
.
Con il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni, per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.
In particolare il reclamo deve indicare i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP)
.
La prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, applicando il diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M. MINI, art. 391 CPP n. 2; cfr., anche, decisione TF 6B_494/2015 del 25.5.2016 consid. 4.1.).
1.2.
Il gravame, inoltrato il 3/6.3.2017 alla Corte dei reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto 24.2.2017 con cui è stata respinta l’istanza di sostituzione del difensore d’ufficio (inc. MP _), è tempestivo e proponibile (
BSK StPO – N. RUCKSTUHL, 2. ed., art. 134 CPP n. 15
)
.
Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate
.
RE 1, imputato nel contesto del procedimento penale di cui sopra e
destinatario della decisione impugnata, è pacificamente legittimato a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio (CR – CPP, art. 134 CPP n.
26).
Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine
.
2.
2.1.
Secondo l’art. 133 cpv. 1 CPP il difensore d’ufficio [in caso di difesa obbligatoria giusta l’art. 130 CPP, nelle ipotesi di cui all’art. 132 cpv. 1 lit. a cifre 1 e 2 CPP, oppure se l’imputato è sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa si impone per tutelare i suoi interessi (art. 132 cpv. 1 lit. b, cpv. 2 e 3 CPP)] è designato da chi, nella relativa fase procedurale, dirige il procedimento.
Fino all’abbandono del procedimento penale o fino alla promozione dell’accusa competente per detta nomina è dunque il procuratore pubblico (art. 61 lit. a CPP). La polizia, sebbene sia un’autorità di perseguimento penale (art. 12 lit. a CPP), non è annoverata tra le autorità che dirigono il procedimento penale a’ sensi dell’art. 61 CPP (BSK StPO – A. JENT, op. cit., art. 61 CPP n. 3/6; StPO PK – N. SCHMID, 2. ed., art. 61 CPP n. 4), per cui non è competente per nominare il difensore d’ufficio.
Chi dirige il procedimento designa il difensore d’ufficio tenendo possibilmente conto dei desideri dell’imputato (art. 133 cpv. 2 CPP). Questa disposizione è volta a favorire la creazione di un rapporto di fiducia tra l’imputato e il difensore d’ufficio: i desiderata dell’imputato devono, se possibile, essere presi in considerazione, anche se da detta norma – che contiene una raccomandazione di carattere generale – non può, da una parte, essere dedotto alcun diritto specifico dell’imputato ad un legale di libera scelta. D’altra parte, il mancato rispetto dei desideri dell’imputato è inconciliabile con il principio della correttezza qualora manchi un motivo fondato per non considerarli (BSK StPO – A. JENT, op. cit., art. 133 CPP n. 8b; StPO PK – N. SCHMID, op. cit., art. 133 CPP n. 2; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 133 CPP n. 4).
2.2.
Giusta l’art. 134 cpv. 1 CPP, se il motivo della difesa d’ufficio viene meno, chi dirige il procedimento revoca il mandato.
La difesa d’ufficio deve di conseguenza essere garantita fino al momento in cui sussistono le condizioni che avevano indotto alla sua concessione [messaggio 21.12.2005 concernente l’unifica-zione del diritto processuale penale (di seguito: messaggio), in: FF 2006 p. 989 ss., p. 1086; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 134 CPP n. 1; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 134 CPP n. 3].
Per l’art. 134 cpv. 2 CPP, se il rapporto di fiducia tra l’imputato e il difensore d’ufficio si deteriora notevolmente oppure se per altri motivi non è più garantita una difesa efficace, chi dirige il procedimento designa un altro difensore d’ufficio.
Questa normativa tiene dunque conto del fatto che una difesa impegnata ed efficiente può essere compromessa non solo mediante una violazione oggettiva dei relativi doveri da parte del difensore, ma già in caso di deterioramento del rapporto di fiducia, ossia anche nei casi in cui un imputato che dispone di un patrocinatore di fiducia provvederebbe alla sostituzione del difensore (messaggio, FF 2006 p. 1086 s.; decisione TF 1B_410/2012 del 3.10.2012 consid. 1.2.). Non è nondimeno sufficiente un generico dissenso dell’imputato o un’avversione soggettiva di quest’ultimo; la mancanza o il deterioramento del rapporto di fiducia devono essere resi verosimili sulla base di elementi concreti (decisione TF 1B_410/2012 del 3.10.2012 consid. 1.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 134 CPP n. 7 ss.; StPO PK – N. SCHMID, op. cit., art. 134 CPP n. 2; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 134 CPP n. 8) sulla base ed in conseguenza dei quali si debba ritenere che non sia più garantita una difesa efficace. Di massima, l’indebolimento della relazione di fiducia non impedisce una difesa efficace (decisione TF 1B_402/2010 del 21.2.2011 consid. 2.3.).
Non è più garantita una difesa efficace, per esempio, quando il legale si dimostra incapace di consigliare correttamente l’imputa-to, quando non partecipa all’assunzione di prove essenziali o quando senza motivi oggettivi lascia trascorrere infruttuoso un termine di impugnazione (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 134 CPP n. 13; StPO PK – N. SCHMID, op. cit., art. 134 CPP n. 4; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 134 CPP n. 13).
Al contrario, il fatto che il difensore d'ufficio non assuma una linea difensiva problematica desiderata dall'imputato oppure non creda acriticamente alla versione del suo assistito in merito alle accuse e non la sostenga di fronte alle autorità come suo mero portaparola, come pure il fatto che il difensore si rifiuti di intraprendere azioni processuali prive di possibilità di successo, non è sufficiente a giustificare una sostituzione del difensore.
Costituisce, invece, un elemento concreto di cui alla surriferita prassi che fa propendere per la perdita del rapporto di fiducia, la dichiarazione del difensore d'ufficio, dinanzi all'autorità penale, di non credere all'innocenza del suo mandante che non ha confessato (decisioni TF 1B_424/2015 del 2.2.2016 consid. 2.2. e 1B_127/2015 dell'8.6.2015 consid. 2.2.).
Se il procedimento in discussione è lungo o complesso, e se il difensore d'ufficio ha già esercitato il proprio mandato per un periodo prolungato, una sua sostituzione deve essere accordata con riserbo (decisione TPF 2014 43 del 23.5.2014 consid. 3.2.).
La direzione del procedimento, prima di decidere la revoca o la sostituzione della difesa d’ufficio, deve dare la possibilità di esprimersi – nel rispetto del diritto di essere sentiti a’ sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. – all’imputato ed al di lui difensore d’ufficio (BSK StPO – N. RUCK-STUHL, op. cit., art. 134 CPP n. 17; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 134 CPP n. 15).
2.3.
La richiesta di sostituzione della difesa d’ufficio può essere avanzata anche dal difensore: si tratta di un’istanza di revoca della nomina a difensore d’ufficio. A tutela del segreto professionale, il difensore non è obbligato a dettagliare i motivi della richiesta, se essi riguardano il rapporto personale con l’imputato. È, invece, obbligato a motivare sufficientemente l’istanza se alla base di essa vi è un conflitto d’interessi scoperto solo in seguito alla nomina o un sopraggiunto sovraccarico lavorativo, di modo che il difensore non si ritenga più in grado di garantire una difesa efficace. L’istanza di revoca non può essere inoltrata intempestivamente (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 134 CPP n. 10; StPO PK – N. SCHMID, op. cit., art. 134 CPP n. 2 s.).
3.
3.1.
In concreto, come visto, il procuratore pubblico ha ritenuto che l’avv. PI 1 - nell’esercizio del suo mandato - avrebbe espletato diligentemente tutti gli atti necessari alla difesa di RE 1. Ha quindi respinto la richiesta di sostituzione del difensore d’ufficio inoltrata dall’imputato.
Dal canto suo, RE 1 ha sostanzialmente affermato di non volersi più far rappresentare dall’avv. PI 1 in quanto non avrebbe più fiducia nello stesso. Lamenta poi di aver effettuato due trasferte da _ a _ e che in queste occasioni il difensore non si sarebbe “
minimamente degnato di presentarsi
” (reclamo 3/6.3.2017) ed accenna al fatto che l’avv. PI 1, nell’ambito del prossimo processo, avrebbe intenzione di patteggiare la pena.
L’avv. PI 1 ritiene al contrario che i mancati colloqui presso il Penitenziario cantonale non sarebbero a lui riconducibili, ma ad altre circostanze (riportate al considerando jj.). Contesta la sua intenzione di patteggiare la pena al prossimo processo, affermando invece che i suoi consigli non sarebbero mai stati ascoltati dall’imputato.
3.2.
Ora, in merito alla circostanza, sollevata dall’imputato, secondo cui il difensore d’ufficio non si sarebbe presentato nelle occasioni di cui sopra, va osservato, che - per costante giurisprudenza - gli interventi del difensore d'ufficio devono limitarsi a quanto strettamente necessario per le esigenze processuali e la difesa penale, e che il difensore d'ufficio non deve assumersi oneri di sostegno morale o aiuto sociale (cfr. sentenza CRP _ del 12.7.2016 consid. 3.2.). L’avv. PI 1 ha inoltre sostenuto (senza essere contraddetto) che, nella prima occasione, l’imputato sarebbe stato ricondotto a _ a seguito del rinvio del processo, mentre che nella seconda occasione, avrebbe incontrato RE 1 prima del dibattimento in appello, in quanto lo stesso sarebbe giunto in Ticino solo la sera precedente, di modo che gli asseriti mancati colloqui non sarebbero dipesi dalla sua volontà (cfr. osservazioni 7/9.3.2017, p. 1-2).
Neppure l’altra argomentazione del reclamante, secondo cui il suo difensore vorrebbe patteggiare la pena al processo aggiornato per il 6.9.2017, soccorre la sua tesi.
Innanzitutto tale circostanza non trova alcun riscontro agli atti: la proposta di atto d’accusa del 18.5.2017 (ACC _) non prevede un patteggiamento (art. 360 CPP).
Inoltre l’avv. PI 1 ha esplicitamente contestato di voler proporre un patteggiamento di pena, senza che ciò sia stato contraddetto.
Infine, nella misura in cui l’imputato non decide della conduzione del procedimento né in che modo la sua difesa sarà assicurata dal punto di vista strategico, delle divergenze relative appunto alla strategia adottata dal difensore d’ufficio non equivalgono ad una difesa inefficace, e di conseguenza, non costituiscono un motivo per la sua revoca (CR – CPP, art. 134 CPP n. 21).
3.3.
In merito poi all’asserita mancanza di fiducia da parte di RE 1 nel suo difensore d’ufficio, si rileva innanzitutto che, il reclamante non indica compiutamente quali sarebbero i motivi della perdita di fiducia nel suo difensore, limitandosi come visto ad accennare, peraltro in maniera piuttosto sbrigativa, alle circostanze di cui sopra.
Inoltre, se da un lato è vero che il rapporto tra il difensore d’ufficio e l’imputato comporta una dimensione personale importante, dall’altro lato, tuttavia, come visto (cfr. consid. 2.2.), dei dissensi generici e passeggeri tra gli stessi, così come delle critiche soggettive non sono sufficienti a giustificare una revoca ai sensi di tale disposizione (decisione TF 1B_307/2012 del 4.6.2012 consid. 2.).
Occorre di contro, oggettivamente, che il conflitto tra i due sia tale che una continuazione del mandato non si possa ragionevolmente esigere, segnatamente in caso di un’assenza di lunga durata o la malattia del difensore, così come in caso di conflitto di interessi (PC – CPP, art. 134 CPP n. 6), aspetti non riscontrati e nemmeno sollevati da RE 1 nel caso di specie.
3.4.
Alla luce di quanto sopra, ricordato che l’art. 134 cpv. 2 CPP ha per scopo il mantenimento della garanzia di una difesa efficace, questa Corte ritiene dunque che gli argomenti sollevati dal reclamante, non impediscano, concretamente ed oggettivamente, all’avv. PI 1 di compiere gli atti necessari a garantire, per l’appunto, una difesa efficace, che lo stesso si è peraltro più volte detto disposto a portare avanti con la dovuta diligenza.
Da un puntuale esame delle tavole processuali, risulta inoltre come l’avv. PI 1 abbia assistito RE 1 durante i suoi interrogatori, richiesto permessi telefonici a favore di persone vicine all’imputato (cfr. ad es. AI 51), richiesto copia dei verbali esperiti (AI 77, tra cui anche quelli di _, AI 119 e 130), nonché dedicato tempo allo studio dell’incarto ed alle telefonate/lettere all’imputato (in AI 93 e in AI 157).
Lo stesso ha inoltre inviato uno scritto, in data 3.4.2017, dunque dopo l’inoltro dle presente gravame, ad RE 1, al fine di informarlo circa il prosieguo dell’inchiesta a suo carico (cfr. AI 150).
Alla luce di ciò si può quindi ritenere che l’avv. PI 1 abbia esperito il suo mandato con diligenza, fornendo al reclamante una difesa efficace e che possa difenderlo adeguatamente anche per il processo che si terrà a settembre 2017.
3.5.
Va infine ritenuto che, gli imperativi di celerità e di economia di procedura richiedono di far prevalere la necessità di continuare e finire il procedimento con il medesimo difensore ed il diritto ad un’efficace difesa, rispetto alla qualità del rapporto di fiducia reciproca tra imputato e difensore d’ufficio.
Come si può evincere dall’esposizione in fatto, il procedimento penale in questione è lungo e complesso, l’avv. PI 1 ha già esercitato il proprio mandato per un periodo prolungato [e meglio dal 9.9.2015 (cfr. AI 41) ad oggi], motivo per cui una sua sostituzione, che sarebbe da concedere con riserbo, non si giustifica, anche in considerazione dell’imminente conclusione dello stesso, essendo il processo stato aggiornato per il 6.9.2017.
3.6.
In siffatte circostanze, la decisione 24.2.2017 emanata dal procuratore pubblico è dunuqe meritevole di tutela.
4.
Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico dell’insorgente, soccombente.