# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 169d5ca0-68d6-5cfb-b101-699857bd4ac8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale pendente tra AO 2 (1971) e AO 1 (1972) il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna ha emesso il 23 settembre 2014 un decreto cautelare senza contraddittorio con cui ha attribuito l'abitazione coniugale alla moglie, ha affidato il figlio N_ (nato il 24 luglio 2010) a quest'ultima, ha regolato il diritto di visita paterno e ha istituito una curatela
educativa in favore del figlio, ordinando all'Autorità regionale di protezione 11 la nomina immediata del curatore, incaricato di verificare altresì che il figlio avuto da AO 1 dal primo matrimonio (e a lei affidato), J_ (nato il 24 novembre 2004), seguisse “la terapia attualmente in corso presso le psicologhe _ e _, _”. Il Pretore aggiunto non ha riscosso spese processuali né ha assegnato ripetibili.
B.
Preso atto di quanto precede, con decisione del 14 ottobre 2014, emanata anch'essa senza contraddittorio, l'Autorità regionale di protezione 11 ha confermato la curatela educativa in favore di N_, l'ha estesa a J_ e ha designato in qualità di curatore _, _. Le spese processuali di fr. 120.– sono state poste a carico di N_ e AO 1 in ragione di metà ciascuno. Contro tale decisione AP 1 (1966), padre di J_, è insorto il 5 novembre 2014 alla Camera di protezione del Tribunale d'appello per ottenere l'annullamento della curatela educativa in favore del figlio. Statuendo il 7 novembre 2014, la Camera di protezione ha dichiarato il reclamo irricevibile, la decisione dell'Autorità regionale di protezione configurandosi alla stregua di un provvedimento cautelare adottato senza contraddittorio, come tale non impugnabile. Essa non ha prelevato spese e non ha attribuito ripetibili (inc. 9.2014.191).
C.
Nel frattempo, il 4 novembre 2014, AP 1 si è rivolto al Pretore aggiunto, chiedendo di essere “autorizzato a intervenire in via principale, con tutte le comminatorie di diritto, nel procedimento a tutela dell'unione coniugale promosso il 2 maggio 2014 tra AO 1 e AO 2 limitatamente alle questioni che attengono alla nomina di un curatore educativo con ingerenze nei confronti di J_”. Contestualmente egli ha sollecitato la citazione a un contraddittorio e la revoca del decreto supercautelare del 23 settembre 2014 nella misura in cui riguardava suo figlio J_. Con decisione del 6 novembre 2014, presa senza contraddittorio, il Pretore aggiunto ha respinto la richiesta senza addebitare spese.
D.
Il 20 novembre 2014 AP 1 ha impugnato davanti a questa Camera la decisione appena citata, proponendo di annullarla, di ordinare al Pretore aggiunto la convocazione a un'udienza in contraddittorio con AO 2 e AO 1, così come di revocare il decreto supercautelare del 23 settembre 2014 nella misura in cui riguardava suo figlio J_. L'appello non è stato notificato per osservazioni. In pendenza di appello, il 25 novembre 2014, il Pretore aggiunto ha emanato un decreto cautelare dopo il contraddittorio fra i coniugi con cui ha confermato il decreto supercautelare del 23 settembre precedente, salvo stralciare dai compiti del curatore educativo ogni incarico relativo a J_. Non risulta che tale decreto sia stato comunicato a AP 1.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Litigiosa è in concreto la decisione con cui il Pretore aggiunto ha respinto l'istanza di AP 1 per essere “autorizzato a intervenire in via principale (...) nel procedimento a tutela dell'unione coniugale (...) tra AO 1 e AO 2 limitatamente alle questioni che attengono alla nomina di un curatore educativo con ingerenze nei confronti di J_”. Ora, la procedura civile contempla due tipi di intervento. L'intervento principale, aggressivo, abilita chi afferma di avere sull'oggetto litigioso un diritto totalmente o parzialmente preclusivo rispetto a quelli di entrambe le parti a promuovere azione contro di esse “davanti al giudice presso cui è pendente il processo in prima istanza” (art. 73 cpv. 1 CPC). Spetta poi a quel giudice decidere se sospendere il processo finché l'azione dell'interveniente principale sia passata in giudicato oppure congiungere le due cause (art. 73 cpv. 2 CPC). L'intervento adesivo consente invece a chi rende verosimile un interesse giuridico a che una controversia pendente venga decisa a favore dell'una o dell'altra parte di inserirsi nel processo come parte accessoria (art. 74 CPC). A tal fine occorre però farsi autorizzare dal giudice, la cui decisione è impugnabile mediante reclamo (art. 75 cpv. 2 CPC).
2.
Ciò posto, ammesso e non concesso che un qualsivoglia intervento sia prospettabile in una protezione dell'unione coniugale, ove avesse inteso intervenire a titolo principale AP 1 avrebbe dovuto promuovere causa contro AO 2 e AO 1. Chiedere un'autorizzazione previa non aveva senso, il giudice non potendo impedire un intervento principale conforme ai requisiti di legge. Che il Pretore aggiunto assentisse o dissentisse da una causa introdotta da AP 1 contro AO 2 e AO 1, in altri termini, nulla muta e mal si capisce perché in concreto il Pretore aggiunto sia entrato nel merito di una simile istanza, statuendo per di più con una decisione – a suo avviso – appellabile (allorché la decisione in materia di intervento adesivo è impugnabile solo con reclamo). Sta di fatto che AP 1 non aveva alcun interesse legittimo a impugnare una decisione senza portata pratica. Già per questo motivo l'appello va dichiarato irricevibile.
3.
Si conviene che il Pretore aggiunto non aveva alcuna competenza per materia il 23 settembre 2014 che lo abilitasse a emanare misure di protezione – nemmeno in via cautelare – nei confronti di J_. Certo, se è chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli, il giudice competente per il divorzio o la tutela dell'unione coniugale prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l'esecuzione all'autorità di protezione dei minori (art. 315
a
cpv. 1 CC). Tale norma riguarda però i figli comuni, non quelli che un coniuge ha avuto prima (o fuori) del matrimonio, al cui proposito rimane competente – come di regola – l'autorità di protezione dei minori (sulla curatela educativa: art. 308 cpv. 1 e 2 CC). Il Pretore aggiunto poteva quindi istituire una curatela educativa in favore di N_, ma non di J_ (tutt'al più avrebbe potuto, per quanto riguardava J_, conferire a AO 1 un diritto di visita:
Bräm
in: Zürcher Kommentar, 2a edizione, n. 71 ad art. 176 CC). Che AP 1 sollecitasse quindi un contraddittorio e la revoca del decreto supercautelare nella misura in cui concerneva J_ è comprensibile. Ciò non giustificava tuttavia di far statuire il Pretore aggiunto su un'invenzione giuridica come un'istanza di intervento a titolo principale.
4.
Non si disconosce che nella sentenza del 7 novembre 2014 la Camera di protezione ha ritenuto “l'istituzione della curatela educativa in oggetto (...) di competenza del Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna (...), per cui è in tale sede che va discussa e risolta la contestazione dell'istituzione della misura” (sentenza, pag. 3 in fondo). Si tratta però di un'opinione manifestamente erronea, ove appena si pensi che – come si è visto – in concreto il Pretore aggiunto non ha mai avuto alcuna competenza per munire J_ di una curatela
educativa (tant'è che nel decreto cautelare emesso il 25 novembre 2014
, in
pendenza di appello, egli ha eliminato ogni accenno a J_). Tale facoltà spettava unicamente all'Autorità regionale di protezione 11, che ha proceduto in tal senso il 14 ottobre 2014, quando ha istituito essa medesima una curatela educativa in favore del minorenne. Il provvedimento potrà quindi essere contestato – come la stessa Camera di protezione riconosce (sentenza impugnata, pag. 3 a metà) – impugnando la decisione che l'Autorità regionale di protezione 11 prenderà dopo il contraddittorio. Ma, una volta ancora, esso non giustificava un'immaginaria istanza di intervento principale al Pretore aggiunto.
5.
Se ne conclude che, diretto contro una decisione priva di valenza pratica, l'appello va dichiarato inammissibile. Le spese processuali sono addebitate all'appellante, che ha sottoposto al Pretore aggiunto un'istanza inutile (art. 108 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato per osservazioni.
6.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d CPC), le controversie in materia di protezione del figlio possono formare oggetto di ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore
(art. 72 cpv. 2 lett. b n. 7 LTF).