# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 579c7687-7ada-58ab-86a7-a7f88ed5c2a6
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che con sentenza del 4 marzo 1997 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra _ _ (1960) e _ nata _ (1966), escludendo una colpa causale del marito e negando alla moglie contributi alimentari;
che l’appello presentato dalla moglie il 9 aprile 1997 è stato respinto in data odierna da questa Camera (inc. _._._);
che nel frattempo, il 9 aprile 1997, _ _ ha presentato al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, una domanda di restituzione in intero contro la sentenza con richiesta di assistenza giudiziaria;
che con decreto del 30 giugno 1997 il Pretore ha rifiutato il beneficio all’assistenza giudiziaria;
che contro il citato decreto _ è insorta con un appello dell’11 luglio 1997 nel quale chiede – previa concessione dell’assistenza giudiziaria in appello – di essere ammessa a tale beneficio per la procedura davanti al Pretore;
che nelle sue osservazioni del 28 luglio 1997 _ _ propone di respingere l’appello;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che il Pretore ha negato all’attrice l’assistenza giudiziaria ritenendo la domanda di restituzione in intero contro la sentenza di divorzio priva di esito favorevole;
che a detta dell’appellante il fatto che, contrariamente a quanto dichiarato dall’ex marito nel suo interrogatorio formale, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, con sentenza dell’11 marzo 1997, lo ha condannato per vie di fatto in relazione a un alterco del 17 dicembre 1995 costituisce un motivo di restituzione in intero sulla base dell’art. 346 lett. b CPC;
che a suo avviso inoltre i certificati medici attestanti il suo precario stato di salute dovuto a un incidente occorsole nell’_ del 1996, come pure l’esito di esami cui essa si è sottoposta nel _ 1996, fondano la domanda sulla base dell’art. 346 lett. d CPC;
che infine, sempre a parere dell’appellante, anche la corrispondenza con la cassa disoccupazione _ comprovante che –contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore – essa ha cominciato a lavorare presso la ditta _ _, sono decisivi per l’esito della richiesta di contributi alimentari e non sono stati prodotti senza sua colpa;
che la probabilità di esito favorevole va apprezzata tenendo conto delle circostanze esistenti al momento in cui è introdotta la domanda di assistenza giudiziaria (Rep. 1985 141), ossia, nel caso concreto, al momento in cui è stata inoltrata la domanda di restituzione in intero;
che una causa non presenta probabilità di successo quando le possibilità di vittoria sono notevolmente inferiori a quelle di soccombenza, così da non potere essere giudicate serie (DTF 121 II 209 consid. 2a e rinvii);
che l’episodio del 17 dicembre 1995, successivo alla separazione dei coniugi avvenuta nel mese di novembre 1993, non può essere considerato causale per la disunione coniugale, onde l’irrilevanza della sentenza di condanna dell’11 marzo 1998 per determinare le cause della turbativa;
che l’art. 346 lett. d CPC prevede, come titolo di restituzione, la scoperta di “un documento”, mentre – salvo quanto dispongono gli art. 189 e 346 lett. d in fine CPC (recupero di prove offerte ma non assunte) – fatti dimostrabili con altri mezzi di prova non costituiscono titolo di restituzione in intero (
Anastasi,
Il sistema dei mezzi d’impugnazione del Codice di procedura civile ticinese, Zurigo 1981, pag. 240 nota 40 con rinvio);
che in concreto la documentazione sullo stato di salute dell’ap-pellante dopo l’incidente del 1996 non è stata scoperta successivamente all’emanazione della sentenza e avrebbe, con un minimo di diligenza, potuto essere già prodotta nella procedura di divorzio sulla base dell’art. 138 CPC;
che, infine, la corrispondenza con la cassa disoccupazione non appare decisiva a norma dell’art. 346 lett. d CPC giacché non è tale da giustificare una modifica della sentenza;
che il computo di un reddito ipotetico può avvenire anche nell’ ambito della fissazione di una rendita d’indigenza sulla base dell’art. 152 CC, quanto meno nella misura in cui tale reddito possa essere ragionevolmente conseguito (DTF 114 II 310 consid. 3a e 3d in fine), di modo che la circostanza di avere cominciato un’attività lucrativa presso la ditta già menzionata dimostra, se mai, l’assenza di impedimenti all’esercizio di una siffatta attività;
che nelle circostanze descritte la procedura di restituzione in intero appariva, già al momento della domanda, palesemente sprovvista di probabilità di esito favorevole anche a un esame poco rigoroso di tale requisito (Rep. 1994 385);
che l’appello, non privo di temerarietà, deve pertanto essere respinto, così come deve essere respinta la domanda di assistenza giudiziaria presentata in questa sede, data la totale mancanza di buon diritto;
che gli oneri processuali sono a carico dell’appellante (art. 148 cpv. 1 CPC), la quale rifonderà alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili;