# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 62926dd4-b2e7-5d62-92c8-3d627805e6d7
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Con sentenza del 29 ottobre 2018, emanata a protezione dell'unione
coniugale, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha omologato un accordo in cui AP 1 (1955) e AP 2 (1960), cittadini italiani,
si davano atto di vivere separati
dal 1° ottobre 2018 e stabilivano che l'abitazione coniugale di _ sarebbe spettata in uso alla moglie, la quale si impegnava a versare al marito un contributo alimentare di fr. 1675.– mensili fino al 30 giugno 2019, aumentato a fr. 2370.– mensili da allora in poi (inc. SO.2018.3893).
B.
Il 22 luglio 2020 AP 1 e AP 2 si sono rivolti al Pretore con un'istanza comune per ottenere la soppressione o, quanto meno, la modifica del contributo alimentare dovuto dalla moglie “a causa della reale impossibilità di versare quanto convenuto”. Pretore ha convocato le parti il 22 luglio 2020 al dibattimento del 17 novembre successivo, ha fissato ai coniugi un termine di 30 giorni per produrre varia documentazione e ha invitato i medesimi a depositare, entro lo stesso termine, fr. 300.– ognuno a titolo di anticipo per le spese processuali presumibili.
C.
I coniugi non avendo ottemperato alla richiesta, il Pretore ha fissato loro il 15 settembre 2020 un termine suppletorio di 20 giorni per completare la documentazione prodotta e versare il citato anticipo. Egli li ha avvertiti inoltre che
“
in caso di silenzio, non si entrerà nel merito della richiesta, l'udienza prevista per martedì 17 novembre 2020 alle ore 14.00 verrà annullata e la procedura verrà stralciata senza ulteriori formalità, ponendo le spese a carico delle parti in ragione 1⁄2 ciascuna”. Accertato che l'anticipo in questione non era stato corrisposto, con decisione del 26 ottobre 2020 il Pretore ha dichiarato la richiesta dei coniugi irricevibile e
ha annullato l'udienza del 17 novembre 2020. Le spese di fr. 100.–
sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, senza assegnazione di ripetibili.
D.
Il 2 novembre 2020 AP 1 e AP 2 hanno “ricorso”
a questa Camera, chiedendo
“la cancellazione della decisione di annullamento dell'udienza e la riattivazione, previo pagamento di quanto dovuto, dell'udienza prevista per martedì 17 novembre 2020 alle 14.00”.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha respinto in ordine l'istanza comune volta alla modifica di misure a protezione dell'unione coniugale poiché i coniugi avevano “lasciato scadere infruttuoso il termine per provvedere al pagamento dell'anticipo
sulle spese processuali presumibili
”. Ora, l
'art. 143 cpv. 3 CPC prescrive che un termine di pagamento è osservato se l'importo dovuto è versato alla posta svizzera, oppure addebitato a un conto postale o bancario in Svizzera, in favore del tribunale, al più tardi l'ultimo giorno del termine (cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2019.119 del 17 dicembre 2019 consid. 4 con rinvio a DTF 139 III 364). In concreto g
li appellanti non contestano
di avere omesso il deposito dell'anticipo
né pretendono di non essere stati
informati in modo appropriato dell'importo da versare, del termine loro assegnato per procedere al versamento e delle conseguenze derivanti dal mancato rispetto del termine (
DTF 143 V 405 con-sid. 3.3). Anzi, a ben vedere essi non spiegano nemmeno perché la sentenza impugnata sarebbe erronea o in qualche modo viziata. Nelle circostanze descritte l'appello, privo di adeguata motivazione (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), si rivela già di primo acchito inammissibile.
2.
Gli appellanti
fanno valere invero che il 27 settembre 2020 AP 1 ha subìto un
infarto
miocardico acuto, ciò che ha richiesto un intervento coronarico di angioplastica e una degenza ospedaliera. Egli non ha potuto di conseguenza eseguire il pagamento dell'anticipo. Una simile motivazione può giustificare
una
restituzione del termine a norma dell'art. 148 cpv. 1
CPC. Non compete tuttavia a questa Camera statuire in proposito. Spetta all'autorità chiamata a giudicare sulla ripetizione dell'atto processuale omesso accertare se ricorrano i presupposti per reintegrare l'interessato nella scadenza (I CCA, sentenza inc. 11.2018.80 del 2 agosto 2018 consid. 5 con rinvio a
Gozzi
in: Basler Kommentar, ZPO, 3a edizione, n. 2 ad art. 149; v. anche
Merz
in: Brunner/Gasser/Schwander [curatori], Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, vol. I, 2a edizione, n. 37 ad art. 148;
Tappy
in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione, n. 3 ad art. 148). Dovesse tale autorità accogliere l'istanza di restituzione del termine, il processo riprenderà nello stato in cui si trovava prima dell'atto omesso. Dovesse invece tale autorità respingere l'istanza, agli interessati rimarrà la facoltà di impugnare tale decisione (DTF 139 III 481 consid. 6.3).
Sotto l'egida dell'attuale Codice di diritto processuale civile svizzero una richiesta come quella che precede non può più essere trasmessa d'ufficio al giudice competente, ciò che consentiva il vecchio art. 126 cpv. 1 CPC ticinese (
Bohnet
in: Commentaire romand, op. cit., n. 29 ad art. 63 CPC). Giova avvertire gli interessati perciò che l'art. 63 cpv. 1 CPC permette loro di presentare l'istanza entro un mese al Pretore competente, nel qual caso la richiesta si considererà pendente sin dal giorno in cui l'atto è stato inoltrato la prima volta (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2020.75 del 2 luglio 2020 consid. 5). All'istanza va allegata la documentazione che rende verosimile il motivo dell'inosservanza del termine.
3.
Si aggiunga che le parti non sono naturalmente obbligate a seguire la via della restituzione in intero. Per semplicità esse possono anche reintrodurre la loro richiesta originaria di omologazione al Pretore, completandola dei documenti mancanti. In tal caso il Pretore tratterà l'istanza come una nuova pratica.
4.
Le spese del giudizio odierno seguirebbero il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC), ma le particolarità della fattispecie, dovute alla circostanza che gli appellanti non hanno formazione giuridica né esperienze giudiziarie, inducono a rinunciare a ogni prelievo.
5.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
(corrispondente alla soppressione del contributo alimentare di fr. 2370.– mensili) raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF
.
Trattandosi nondimeno di misure a protezione dell'unione coniugale, equiparate a provvedimenti cautelari (DTF 137 III 477 consid. 4.1), davanti al Tribunale federale il ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali (art. 98 LTF).