# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 271358df-8201-573c-a197-d77f112c3b6f
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell'ambito dell'esecuzione n. _ dell'UE di _, la _ ha chiesto il fallimento della _ per fr. 698.70 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
All'udienza di contraddittorio del 18 febbraio 2004 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 4 marzo 2004 la Pretore del Distretto di _, ha dichiarato il fallimento della _ a far tempo da giovedì 4 marzo 2004 alle ore 14.00.
D.
Con atto d'appello 15 marzo 2004 la _ ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento asserendo di avere saldato l'esecuzione in oggetto l'8 marzo 2004 e producendo due scritti 8 e 11 marzo 2004 della creditrice, in cui quest'ultima ha confermato l'avvenuto pagamento della pretesa posta in esecuzione e di ulteriori pretese esistenti nei confronti della _ e dichiarato di ritirare l'istanza di fallimento (doc. _). In merito alla sua solvibilità l'appellante ha rilevato che secondo l'estratto delle esecuzioni 11 marzo 2004 (doc. _) a suo carico sono pendenti 25 procedure per un importo complessivo di fr. 50'679.70, di cui 5 precetti esecutivi sono soggetti ad opposizione totale, per 8 procedure è stata concessa la dilazione di pagamento ex art. 123 LEF, per 2 per un importo complessivo di fr. 1'088.45 sono state emesse le comminatorie di fallimento e per 4 è già stato eseguito il pignoramento di beni mobili, mentre i debiti relativi a due PE fatti spiccare dalla _ per complessivi fr. 1'671.30 sono stati pagati direttamente alla creditrice (doc. _). L'appellante ha sostenuto che i debiti rimanenti di fr. 2'995.70 possono essere considerati di poca entità, ritenuto che il 12 febbraio 2004 ha versato sul conto generale dell'UE di _ l'importo di fr. 6'300.-- a tacitazione di alcuni debiti (doc. _).

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.
a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dagli scritti 8 risp. 11 marzo 2004 della creditrice (doc. _) si evince che la _ ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità l'appellante ha prodotto un estratto 11 marzo 2004 dell'UE di _, da cui risulta che nei suoi confronti sono pendenti 22 esecuzioni - la prima promossa il 16 maggio 2000 -, per un importo complessivo di fr. 49'008.30, escluse due esecuzioni promosse dalla parte appellata che sono state saldate. In 4 procedure la _ ha interposto opposizione totale, per cui in questa fase di procedura non può ancora essere stabilito se l'appellante è effettivamente debitrice degli importi posti in esecuzione. Per 8 ulteriori procedure alla debitrice è stata concessa la dilazione di pagamento ex art. 123 LEF, mentre in una procedura promossa dalla _ per un importo di fr. 245.40 il 7 novembre 2001 è stata emessa la comminatoria di fallimento. Rilevante è che, negli ultimi 6 mesi, in quattro procedure esecutive si è già giunti al pignoramento di beni, in due altre è stata presentata la domanda di realizzazione e che in tutte e sei le procedure gli importi erano inferiori a fr. 1'000.--, il che induce a ritenere che l'appellante non è in grado di pagare nemmeno importi modesti. A proposito del versamento da parte della _ all'UE di _ dell'importo di fr. 6'300.-- va rilevato che come risulta dall'estratto del suo conto generale (doc. _) questo importo è stato destinato al saldo di 6 ulteriori esecuzioni che non appaiono più nel menzionato estratto 11 marzo 2004.
Orbene l'elevato numero delle esecuzioni pendenti, di cui la prima risale al 2000, ed il fatto che per 8 procedure sia stata concessa la dilazione di pagamento risp. che 6 siano già giunte al pignoramento risp. alla domanda di realizzazione, indicano che l'appellante già da alcuni anni si trova in una situazione precaria, che non gli permette di far fronte regolarmente ai suoi impegni, nemmeno se si tratta di importi modesti. Di conseguenza può essere ritenuto che
la debitrice si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante fornito i necessari riscontri oggettivi atti a rendere verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento dell'appellante va quindi confermato.
3.
L'appello 15 marzo 2004 della _ va pertanto respinto.
Di conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).