# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 10aeb6b5-65da-45ed-bda3-2d6bdcaea49b
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

, tramite innumerevoli prelievi a contanti, ritenuto che solo parte del denaro prelevato è stato impiegato in favore dei coniugi, come riportato nella tabella sottostante
Prelevamenti in contanti eseguiti a debito della relazione ACPR 2, nr. _
CHF 17'190.00
Prelevamenti in contanti eseguiti a debito della relazione cointestata ACPR 2 e/o ACPR 3, nr. _
CHF 270'078.53
Spese sanitarie coniugi _ pagate da IM 2
CHF 49'350.86
Spese varie dei coniugi _ pagate da IM 2 con denaro prelevato a contanti dalle relazioni dei coniugi _
CHF 123'442.02
_ ricevute di cassa / rimborsi vari
CHF 78'108.85
totali
CHF 287'268.53
CHF 250'901.73
Totale prelievi indebiti
CHF 36'366.80
utilizzandoli, a profitto proprio e di terzi, all’insaputa rispettivamente senza il consenso dei coniugi ACPR 3 e ACPR 2;
ritenuto che l’imputato ha parzialmente ammesso il reato;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
: dall’art. 138 cifra 1 CP;
3. infrazione alla Legge federale, LArm
per avere, a _, fino al 12 maggio 2016,
detenuto senza diritto e custodito in modo scorretto, le seguenti armi
• una pistola SIG _ con caricatore
• una pistola Glock BMW _
• una pistola SIG Sauer _ con fondina
• una pistola AMT MAC Magnum _ con caricatore
• una pistola SIG _ con caricatore e fondina
• una pistola a tamburo _
• un caricatore SIG di colore argento con 4 pallottole
• un caricatore Glock nero con 6 pallottole
di proprietà di _ (giudicato separatamente);
fatti avvenuti
: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
: dall'art. 33 cpv. 1 lett. a LARM;
richiamato
: l’art. 31a LARM;
alternativamente
A) IM 1
singolarmente
siccome
accusati di
truffa
per avere,
a _, _, _, _ e altre imprecisate località
nel periodo intercorso fra la primavera del 2014 e il mese di dicembre 2014,
in correità,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
ingannato con astuzia delle persone affermando cose false o dissimulando cose vere, inducendole in tal modo ad atti pregiudizievoli al proprio patrimonio,
e meglio,
ognuno con un proprio ruolo definito e fondamentale per la realizzazione del reato,
allo scopo di poter disporre di parte del patrimonio estero di ACPR 1, per scopi propri,
ingannato la stessa ACPR 1,
configurandosi l’inganno astuto in specie
per IM 1 nell’ingannarla sulla natura del loro rapporto personale, sull’impiego futuro del denaro in investimenti da definirsi anche tramite un avvocato svizzero, sfruttando la fiducia riposta da ACPR 1 nella professionalità e serietà di legale svizzero,
consapevole della situazione di debolezza psicofisica di ACPR 1, e sfruttando tali circostanze,
e per IM 2 nel mettere a disposizione il proprio conto clienti su relazione depositata in banca svizzera, predisponendo procura scritta in favore di IM 1, rassicurando ACPR 1 sulla bontà dell’operazione tramite conversazione posta elettronica, e ottenendo la citata procura firmata stante cui IM 1 avrebbe potuto dare disposizioni singolarmente sull’impiego del patrimonio,
tutti atti determinanti per indurla a disporre il bonifico del proprio denaro detenuto presso Banca _ in due tranches, la prima il 20 ottobre 2014 e la seconda il 23 ottobre 2014, per complessivi EUR 270'000.00,
in favore della relazione bancaria nr. _ rubrica clienti (valuta EUR), intestata a IM 2 presso Banca _, con una causale riferita a investimenti, concretamente “acquisto azioni partecipazioni societarie”,
e ottenendo successivamente ed indebitamente parte di quel denaro per scopi propri,
segnatamente, sempre sfruttando le difficili condizioni di salute psicofisica e soprattutto la degenza ospedaliera di ACPR 1, nel periodo dei mesi di ottobre e novembre 2014,
disposto IM 2 bonifici in favore di suoi creditori e, su richiesta di IM 1, bonifici in favore di creditori di quest’ultimo, nonché prelievi di denaro a contanti,
il tutto all’insaputa di ACPR 1,
comportando un danno patrimoniale in capo a quest’ultima pari a
EUR 249'922,68
,
e conseguendo complessivamente un indebito profitto di medesimo importo;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
: dall’art. 146 cpv. 1 CP;
B) IM 2
singolarmente
siccome
accusato di
1. appropriazione indebita
1.1.
per avere,
a _ ed in altre imprecisate località,
nel periodo dal 21 ottobre 2014 al 15 dicembre 2014,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ripetutamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,
in specie,
per essersi,
ai danni di ACPR 1,
indebitamente appropriato di valori patrimoniali di pertinenza esclusiva di quest’ultima, per complessivi
EUR 249'922.68
,
ritenuto che ACPR 1 ha bonificato a debito della propria relazione bancaria depositata in Banca _, in due tranches, la prima il 20 ottobre 2014 e la seconda il 23 ottobre 2014, complessivi EUR 270'000.00, in favore della relazione nr. _ rubrica clienti (valuta EUR), intestata a IM 2 presso Banca _, importo a lui affidato in vista di investimenti futuri, con la causale “acquisto azioni partecipazioni societarie”,
considerato che IM 2 ha impiegato indebitamente tale denaro pervenuto nelle modalità indicate e a fronte di un esiguo saldo precedentemente in conto, disponendo a debito di tale relazione, senza consenso di ACPR 1, i seguenti bonifici per complessivi
EUR 169'988.90
in favore di
 _ in data 23.10.2014 per EUR 16'834.34 (controvalore di CHF 20'000.00) con causale “_”
 _ in data 23.10.2014 per EUR 15'150.99 (controvalore di CHF 18'000.-) con causale “_”
 _ in data 6.11.2014 per EUR 6’156.48 con causale “Mercedes _”
 _, in data 6.11.2014 per EUR 60’008.43
 _ in data 12.11.2014 per EUR 7'000.00
 _ in data 12.11.2014 per EUR 10'313.31
 _ in data 13.11.2014 per EUR 28’008.45
 _ in data 14.11.2014 per EUR 2'000.00
 _ in data 17.11.2014 per EUR 10'008.45 con causale “anticipo spese”
 _ in data 15.12.2014 per EUR 14'508.45 con causale “per conto di IM 1 pigioni, IM 1 acconto”,
nonché prelievi a contanti per complessivi
EUR 79'933.78
,
per complessivi
EUR 249'922.68
,
denaro impiegato per pagare propri creditori, almeno per EUR
67'463.57, nonché trattenendo a contanti un’imprecisata somma,
ed eseguendo su richiesta dell’accusato IM 1, e
in favore di creditori di quest’ultimo bonifici per complessivi EUR
102'525.33 e consegne a contanti per un’imprecisata somma,
il tutto all’insaputa e senza il consenso di ACPR 1;
1.2.
per avere,
a _ ed in altre imprecisate località,
nel periodo dal 1. gennaio 2006 al 23 dicembre 2015 (data dell’ultimo prelievo),
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ripetutamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,
in specie,
nella sua veste di amministratore de facto del patrimonio dei coniugi ACPR 3 e ACPR 2, attività di cui si è occupato dal 1995 e fino all’arresto intervenuto il 18 febbraio 2016, sulla base di accordi scritti e orali con gli stessi, non ratificati da autorità competenti in materia di tutele,
disponendo di procura con diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie intestate
• a ACPR 2, nr. _,
• nonché sulla relazione congiunta ACPR 3 e/o ACPR 2 nr. _,
depositate presso la Banca _ e _, agenzia di _,
per essersi indebitamente appropriato di valori patrimoniali di questi ultimi, per complessivi
CHF 36'366.80
, tramite innumerevoli prelievi a contanti, ritenuto che solo parte del denaro prelevato è stato impiegato in favore dei coniugi, come riportato nella tabella sottostante
Prelevamenti in contanti eseguiti a debito della relazione ACPR 2, nr. _
CHF 17'190.00
Prelevamenti in contanti eseguiti a debito della relazione cointestata ACPR 2 e/o ACPR 3, nr. _
CHF 270'078.53
Spese sanitarie coniugi _ pagate da IM 2
CHF 49'350.86
Spese varie dei coniugi _ pagate da IM 2 con denaro prelevato a contanti dalle relazioni dei coniugi _
CHF 123'442.02
_ ricevute di cassa / rimborsi vari
CHF 78'108.85
totali
CHF 287'268.53
CHF 250'901.73
Totale prelievi indebiti
CHF 36'366.80
utilizzandoli, a profitto proprio e di terzi, all’insaputa rispettivamente senza il consenso dei coniugi ACPR 3 e ACPR 2;
ritenuto che l’imputato ha parzialmente ammesso il reato;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
: dall’art. 138 cifra 1 CP;
2. infrazione alla Legge federale, LArm
per avere, a _, fino al 12 maggio 2016,
detenuto senza diritto e custodito in modo scorretto, le seguenti armi
• una pistola SIG _ con caricatore
• una pistola Glock BMW _
• una pistola SIG Sauer _ con fondina
• una pistola AMT MAC Magnum _ con caricatore
• una pistola SIG 220 _ con caricatore e fondina
• una pistola a tamburo _
• un caricatore SIG di colore argento con 4 pallottole
• un caricatore Glock nero con 6 pallottole
di proprietà di _, _ (giudicato separatamente);
fatti avvenuti
: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
: dall'art. 33 cpv. 1 lett. a LARM;
richiamato
: l’art. 31a LARM;
alternativamente
A) IM 1
singolarmente
siccome
accusati di
truffa
per avere,
a _, _, _, _ e altre imprecisate località
nel periodo intercorso fra la primavera del 2014 e il mese di dicembre 2014,
in correità,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
ingannato con astuzia delle persone affermando cose false o dissimulando cose vere, inducendole in tal modo ad atti pregiudizievoli al proprio patrimonio,
e meglio,
ognuno con un proprio ruolo definito e fondamentale per la realizzazione del reato,
allo scopo di poter disporre di parte del patrimonio estero di ACPR 1, per scopi propri,
ingannato la stessa ACPR 1,
configurandosi l’inganno astuto in specie
per IM 1 nell’ingannarla sulla natura del loro rapporto personale, sull’impiego futuro del denaro in investimenti da definirsi anche tramite un avvocato svizzero, sfruttando la fiducia riposta da ACPR 1 nella professionalità e serietà di legale svizzero,
consapevole della situazione di debolezza psicofisica di ACPR 1, e sfruttando tali circostanze,
e per IM 2 nel mettere a disposizione il proprio conto clienti su relazione depositata in banca svizzera, predisponendo procura scritta in favore di IM 1, rassicurando ACPR 1 sulla bontà dell’operazione tramite conversazione posta elettronica, e ottenendo la citata procura firmata stante cui IM 1 avrebbe potuto dare disposizioni singolarmente sull’impiego del patrimonio,
tutti atti determinanti per indurla a disporre il bonifico del proprio denaro detenuto presso Banca _ in due tranches, la prima il 20 ottobre 2014 e la seconda il 23 ottobre 2014, per complessivi EUR 270'000.00,
in favore della relazione bancaria nr. _ rubrica clienti (valuta EUR), intestata a IM 2 presso Banca _, con una causale riferita a investimenti, concretamente “acquisto azioni partecipazioni societarie”,
e ottenendo successivamente ed indebitamente parte di quel denaro per scopi propri,
segnatamente, sempre sfruttando le difficili condizioni di salute psicofisica e soprattutto la degenza ospedaliera di ACPR 1, nel periodo dei mesi di ottobre e novembre 2014,
disposto IM 2 bonifici in favore di suoi creditori e, su richiesta di IM 1, bonifici in favore di creditori di quest’ultimo, nonché prelievi di denaro a contanti,
il tutto all’insaputa di ACPR 1,
comportando un danno patrimoniale in capo a quest’ultima pari a
EUR 249'922,68
,
e conseguendo complessivamente un indebito profitto di medesimo importo;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
: dall’art. 146 cpv. 1 CP;
B) IM 2
singolarmente
siccome
accusato di
1. riciclaggio di denaro
per avere, in più occasioni fra il 21 ottobre 2014 e il 15 dicembre 2014, a _, _, e altre imprecisate località,
compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provenivano da un crimine patrimoniale,
in specie, sapendo o dovendo presumere che il denaro accreditato sulla relazione nr. _ rubrica clienti (valuta EUR) a lui intestata presso Banca _, a debito della relazione bancaria intestata a ACPR 1 presso Banca _, in due tranches, la prima il 20 ottobre 2014 e la seconda il 23 ottobre 2014, per complessivi EUR 270'000.00, era frutto della truffa compiuta in danno di ACPR 1 dall’accusato IM 1, come indicato al pto. 1 del presente atto,
ed eseguendo nel periodo indicato molteplici prelievi a contanti, rispettivamente svariati bonifici su relazioni bancarie anche estere, per complessivi EUR 249'922.68, segnatamente
bonifici per complessivi
EUR 169'988.90
in favore di
 _ in data 23.10.2014 per EUR 16'834.34 (controvalore di CHF 20'000.00) con causale “_”
 _ in data 23.10.2014 per EUR 15'150.99 (controvalore di CHF 18'000.-) con causale “_”
 _ in data 6.11.2014 per EUR 6’156.48 con causale “Mercedes _”
 _, in data 6.11.2014 per EUR 60’008.43
 _ in data 12.11.2014 per EUR 7'000.00
 _ in data 12.11.2014 per EUR 10'313.31
 _ in data 13.11.2014 per EUR 28’008.45
 _ in data 14.11.2014 per EUR 2'000.00
 _ in data 17.11.2014 per EUR 10'008.45 con causale “anticipo spese”
 _ in data 15.12.2014 per EUR 14'508.45 con causale “per conto di IM 1 pigioni, IM 1 acconto”,
nonché prelievi a contanti per complessivi
EUR 79'933.78
;
fatti avvenuti
: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
: dall'art. 305bis cifra 1 CP;
2. appropriazione indebita
per avere,
a _ ed in altre imprecisate località,
nel periodo dal 1. gennaio 2006 al 23 dicembre 2015 (data dell’ultimo prelievo),
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ripetutamente impiegato a profitto proprio valori patrimoniali che gli erano stati affidati,
in specie,
nella sua veste di amministratore de facto del patrimonio dei coniugi ACPR 3 e ACPR 2, attività di cui si è occupato dal 1995 e fino all’arresto intervenuto il 18 febbraio 2016, sulla base di accordi scritti e orali con gli stessi, non ratificati da autorità competenti in materia di tutele,
disponendo di procura con diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie intestate
• a ACPR 2, nr. _,
• nonché sulla relazione congiunta ACPR 3 e/o ACPR 2 nr. _,
depositate presso la Banca _ e _, agenzia di _,
per essersi indebitamente appropriato di valori patrimoniali di questi ultimi, per complessivi
CHF 36'366.80
, tramite innumerevoli prelievi a contanti, ritenuto che solo parte del denaro prelevato è stato impiegato in favore dei coniugi, come riportato nella tabella sottostante
Prelevamenti in contanti eseguiti a debito della relazione ACPR 2, nr. _
CHF 17'190.00
Prelevamenti in contanti eseguiti a debito della relazione cointestata ACPR 2 e/o ACPR 3, nr. _
CHF 270'078.53
Spese sanitarie coniugi _ pagate da IM 2
CHF 49'350.86
Spese varie dei coniugi _ pagate da IM 2 con denaro prelevato a contanti dalle relazioni dei coniugi _
CHF 123'442.02
_ ricevute di cassa / rimborsi vari
CHF 78'108.85
totali
CHF 287'268.53
CHF 250'901.73
Totale prelievi indebiti
CHF 36'366.80
utilizzandoli, a profitto proprio e di terzi, all’insaputa rispettivamente senza il consenso dei coniugi ACPR 3 e ACPR 2;
ritenuto che l’imputato ha parzialmente ammesso il reato;
fatti avvenuti
: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
: dall’art. 138 cifra 1 CP;
3. infrazione alla Legge federale, LArm
per avere, a _, fino al 12 maggio 2016,
detenuto senza diritto e custodito in modo scorretto, le seguenti armi
• una pistola SIG _ con caricatore
• una pstola Glock BMW _
• una pistola SIG Sauer _ con fondina
• una pistola AMT MAC Magnum _ con caricatore
• una pistola SIG 220 _ con caricatore e fondina
• una pistola a tamburo _
• un caricatore SIG di colore argento con 4 pallottole
• un caricatore Glock nero con 6 pallottole
di proprietà di _, _ (giudicato separatamente);
fatti avvenuti
: nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
: dall'art. 33 cpv. 1 lett. a LARM;
richiamato
: l’art. 31a LARM;
Presenti: - il Ministero pubblico, rappresentato dal Procuratore pubblico PP 1;
- l’avv. DUF 1, difensore d’ufficio dell’imputato IM 1, assente;
- l’imputato IM 2, assistito dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 2.
Espletato il pubblico
dibattimento: 12 ottobre 2020, dalle ore 09:30 alle ore 09:38,
26 ottobre 2020, dalle ore 09:35 alle ore 16:36.
Evase le seguenti
questioni:
Verbale del dibattimento del 12 ottobre 2020
Il Presidente costata l’assenza degli imputati.
Il Presidente costata che gli imputati sono stati regolarmente citati con lettera raccomandata del 13.7.2020 (doc. TPC 31) presso i rispettivi difensori, dove avevano eletto il proprio domicilio legale e che non hanno presentato giustificazione alcuna per la loro assenza, che è da ritenersi ingiustificata.
Verbale del dibattimento del 26 ottobre 2020
Il Presidente costata l’assenza dell’imputato IM 1.
Il Presidente costata che IM 1 è stato regolarmente citato con lettera raccomandata del 12.10.2020 (doc. TPC 59) e che non ha presentato giustificazioni alcuna per la sua assenza, che è quindi da ritenersi ingiustificata.
Le parti si danno vicendevolmente atto che non vi sono impedimenti per un processo secondo la procedura ordinaria nei confronti di IM 2 rispettivamente in contumacia per IM 1.
Il Presidente propone alle parti le seguenti correzioni dell’atto d’accusa:
-- a pag. 1, alle generalità del PP, si aggiunge, prima di _, _;
-- a pag. 1, alle generalità di IM 1, richiamati l’AI 105 e il doc. TPC 21, si aggiunge, prima di _, di, prima di _, _, prima di _, residente a _ e dopo il difensore, d’ufficio nonché si sostituisce Via _ con Via _;
-- a pag. 2, al punto 1 nonché a pag. 4 e 8 all’alternativamente A) per IM 1, richiamato l’art. 146 cpv. 1 CP, si aggiunge, dopo cose vere, oppure ne conferma subdolamente l’errore;
-- a pag. 2, al punto 1 nonché a pag. 5 e 9 all’alternativamente A) per IM 1, rispettivamente a pag. 6 e 9 all’alternativamente B) per IM 2, richiamato l’AI 11, si aggiunge, dopo _ e si corregge la relazione bancaria presso _ da _ in _;
-- a pag. 3, al punto 2 nonché a pag. 7 e 10 all’alternativamente _ per IM 2, richiamato il doc. TPC 43, si sostituisce dal 1. gennaio 2006 al 23 dicembre 2015 con 13.1.2006 / 21.1.2016;
-- a pag. 4, al punto 3 nonché a pag. 8 e 11 e 12 all’alternativamente _ per IM 2, richiamati l’AI 219 nonché gli art. 26 cpv. 1, 31a, 33 cpv. 1 lett. a) e 34 cpv. 1 lett. e) LArm, si sostituisce, all’intestazione, LArm con sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni rispettivamente, nel testo, detenuto con posseduto nonché si stralcia e custodito in modo scorretto e richiamato l’art. 31a LArm;
-- a pag. 5, al punto B)1 per IM 2, all’intestazione del reato, si aggiunge, prima di appropriazione, ripetuta;
-- a pag. 12, agli accusatori privati, richiamato l’AI 1 a pag. 2, alla posizione di ACPR 1, si coregge EUR 270'340.- con EUR 250'340.-;
-- a pag. 12, agli oggetti e valori patrimoniali sequestrati, richiamato l’AI 23 nonché i doc. TPC 6 e 38, si aggiunge, alla prima posizione, dopo IPhone6, IMEI 359285063082857, alla seconda posizione, dopo ACPR 1, / IM 2 / IM 1 e all’importo sequestrato, dopo _ 2'000.- pari a fr. 2'661.15;
-- a pag. 13, ai mezzi di prova, si aggiunge un punto tra 2015 e 7440;
-- a pag. 13, agli allegati, si aggiunge, dopo (principale) e INC.2015.7440 (secondario).
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.
Sentiti: -
il Procuratore pubblico
, per la sua requisitoria, la quale, stilato un breve profilo degli imputati e delle vittime e ricostruiti brevemente i fatti, conclude chiedendo:
- in via principale, la conferma delle imputazioni di cui ai punti 1, 2 e 3 e - in ogni caso - che gli imputati vengano condannati secondo le imputazioni formulate in via alternativa;
- per IM 1, in ragione della sua colpa grave e dell’evidente propensione a delinquere, la condanna alla pena detentiva da espiare di 2 anni e al pagamento delle pretese avanzate dall’AP ACPR 1;
- per IM 2, in ragione di una colpa grave, avendo in particolare delinquito nell’ambito della sua professione, la condanna alla pena detentiva complessiva di 18 mesi (14 mesi con riferimento alla fattispecie ACPR 1; 3 mesi con riferimento ai coniugi _ e riconosciuta la violazione del principio di celerità 1 mese con riferimento all’infrazione alla LArm), da dedursi il carcere preventivo sofferto ed eventualmente posta al beneficio della sospensione condizionale per il periodo che vorrà decidere la Corte. Chiede inoltre l’accoglimento delle pretese degli AP, la confisca di quanto in sequestro concedendo, d’altro canto, lo sblocco dei documenti a favore dell’imputato;
-
l’avv. DUF 1
, difensore dell’imputato IM 1, la quale, premesso che ci sono pochi elementi difensivi, visto l’atteggiamento processuale del suo assistito, passa brevemente in rassegna la fattispecie a lui imputata alla luce delle dichiarazioni di IM 2, ACPR 1 e della documentazione agli atti, rimettendosi alle dichiarazioni del suo assistito. Nell’ipotesi in cui sia ritenuta la truffa chiede la riduzione della pena proposta dal PP e il rinvio dell’AP al foro civile;
-
l’avv. DUF 2
, difensore dell’imputato IM 2, la quale, stilato un breve profilo del suo assistito e ritenuto che la fattispecie di cui al punto 2 dell’atto d’accusa è ammessa e accertata (almeno in dubio pro reo) per l’importo di fr. 30'000.-, con riferimento alla fattispecie ACPR 1 argomenta in favore del proscioglimento del suo assistito dal reato di truffa, come pure dalle altre ipotesi alternative. Con riferimento all’infrazione alla LArm ne chiede, in via principale, il proscioglimento; in via subordinata sostiene l’applicazione dell’art. 34 lett. e LArm con contestuale derubrica del reato in contravvenzione, ormai prescritta; in via ancor più subordinata sostiene la commissione per negligenza ex art. 33 cpv. 2 LArm, pure prescritta, e, nel caso in cui venisse confermata l’infrazione ai sensi dell’art. 33 cpv. 1 LArm, chiede il riconoscimento dell’attenuante specifica del lungo tempo trascorso. In ragione dei postulati proscioglimenti e in applicazione dell’attenuante del lungo tempo trascorso quo alle fattispecie ACPR 2/ACPR 3 e, se del caso, LArm, conclude chiedendo una riduzione della pena, comunque posta al beneficio della sospensione condizionale. Respinge, infine, le pretese avanzate dall’AP ACPR 1, mentre che quelle relative agli AP ACPR 2/ACPR 3 sono riconosciute limitatamente all’importo di fr. 30'000.-.
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
I) Assenza ingiustificata degli imputati all’udienza dibattimentale del 12 ottobre 2020
1.
In data 12.10.2020, all’apertura del dibattimento, il Presidente ha costatato l’assenza ingiustificata di ambedue gli imputati, che erano stati regolarmente citati con lettera raccomandata del 13.7.2020 (documento, di seguito solo doc., del Tribunale penale cantonale, di seguito solo TPC, 31 e verbale del dibattimento, di seguito solo VD, 12.10.2020 a pagina, di seguito solo pag., 2) presso i rispettivi difensori, dove avevano eletto il loro domicilio legale. Il Presidente, previa fissazione di una nuova udienza (articolo, di seguito solo art., 366 del Codice di diritto processuale penale svizzero, di seguito solo CPP) per il successivo lunedì 26.10.2020 ha quindi dichiarato chiuso il pubblico dibattimento (VD 12.10.2020 a pag. 2).
II) Assenza ingiustificata di IM 1 all’udienza dibattimentale del 26 ottobre 2020
2.
Il Presidente, dopo aver formalmente aperto il dibattimento (VD 26.10.2020 a pag. 2), ha informato le parti della nuova ingiustificata assenza di IM 1, regolarmente citato con lettera raccomandata del 12.10.2020 (doc. TPC 59) e quindi le parti si sono date vicendevolmente atto che non vi erano impedimenti per un processo in procedura ordinaria (art. 339 e seguenti, di seguito solo segg., CPP) nei confronti di IM 2, rispettivamente in contumacia (art. 366 segg. CPP) per IM 1 (VD 26.10.2020 a pag. 2).
III) Correzioni all’atto d’accusa
3.
In relazione alle correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA e doc. TPC 1), così come accettate da tutte le parti, si richiamano gli atti istruttori (di seguito solo AI) 1, 11, 23, 105 e 219 dell’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero Pubblico (di seguito solo MP) 2015.9315 rispettivamente i doc. TPC 6, 21, 38 e 43:
"
-- a pag. 1, alle generalità del PP, si aggiunge, _;
-- a pag. 1, alle generalità di IM 1, richiamati l’AI 105 e il doc. TPC 21, si aggiunge, _;
-- a pag. 1, alle generalità di IM 2, si aggiunge, _;
-- a pag. 2, al punto 1 nonché a pag. 4 e 8 all’alternativamente _ per IM 1, richiamato l’art. 146 cpv. 1 CP, si aggiunge, dopo cose vere, oppure ne conferma subdolamente l’errore;
-- a pag. 2, al punto 1 nonché a pag. 5 e 9 all’alternativamente _ per IM 1, rispettivamente a pag. 6 e 9 all’alternativamente _ per IM 2, richiamato l’AI 11, si aggiunge, dopo _ e si corregge la relazione bancaria presso _ da _ in _;
-- a pag. 3, al punto 2 nonché a pag. 7 e 10 all’alternativamente _ per IM 2, richiamato il doc. TPC 43, si sostituisce dal 1. gennaio 2006 al 23 dicembre 2015 con 13.1.2006 / 21.1.2016;
-- a pag. 4, al punto 3 nonché a pag. 8 e 11 e 12 all’alternativamente _ per IM 2, richiamati l’AI 219 nonché gli art. 26 cpv. 1, 31a, 33 cpv. 1 lett. a) e 34 cpv. 1 lett. e) LArm, si sostituisce, all’intestazione, LArm con sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni rispettivamente, nel testo, detenuto con posseduto nonché si stralcia e custodito in modo scorretto e richiamato l’art. 31a LArm;
-- a pag. 5, al punto B)1 per IM 2, all’intestazione del reato, si aggiunge, prima di appropriazione, ripetuta;
-- a pag. 12, agli accusatori privati, richiamato l’AI 1 a pag. 2, alla posizione di ACPR 1, si coregge EUR 270'340.- con EUR 250'340.-;
-- a pag. 12, agli oggetti e valori patrimoniali sequestrati, richiamato l’AI 23 nonché i doc. TPC 6 e 38, si aggiunge, alla prima posizione, dopo IPhone6, IMEI 359285063082857, alla seconda posizione, dopo ACPR 1, / IM 2 / IM 1 e all’importo sequestrato, dopo _ 2'000.- pari a fr. 2'661.15;
-- a pag. 13, ai mezzi di prova, si aggiunge un punto tra 2015 e 7440;
-- a pag. 13, agli allegati, si aggiunge, dopo (principale) e INC.2015.7440 (secondario).
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza”
(VD 26.10.2020 a pag. 2 e 3)
IV) Apprezzamento giuridico divergente
4.
Giusta l’art. 344 CPP se intende scostarsi dall’apprezzamento giuridico dei fatti formulato dal pubblico ministero nell’atto d’accusa, il giudice lo comunica alle parti presenti dando loro l’opportunità di pronunciarsi.
5.
Conformemente a predetta norma nonché al termine di prescrizione legale di 7 anni di cui all’art. 97 capoverso (di seguito solo cpv.) 1 lettera (di seguito solo lett.) c) del Codice penale (di seguito solo CP) previgente l’1.1.2014, il Presidente della Corte ha prospettato alle parti il seguente apprezzamento giuridico divergente:
"
Il Presidente, richiamato l’art. 97 cpv. 1 lett. c CP previgente l’1.1.2014 e il termine di prescrizione legale di 7 anni nonché l’art. 344 CPP, precisa il testo di cui ai punti 3 a pag. 4, B) 2 a pag. 8 e B) 3 a pag. 11 dell’atto d’accusa nel seguente modo: per avere, senza diritto, a _, nel periodo 26.10.2013/12.5.2016, posseduto tutte le armi indicate nell’atto d’accusa di proprietà di _, _.
Viene chiesto alle parti se vogliono prendere posizione in merito già in questa sede e le stesse si dichiarano d’accordo con la suddetta precisazione e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza”
(VD 26.10.2020 allegato, di seguito solo all., 1 a pag. 4)
V) Vita e precedenti penali degli imputati
6.
Per il vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 2, cittadino _, nato il _, residente a _ (VD 26.10.2020 a pag. 2), si rinvia, oltre che al doc. TPC 61, ai seguenti passaggi dei suoi verbali d’interrogatorio (di seguito solo VI) di Polizia (di seguito solo PS) 3.3.2016 e dinanzi al Procuratore pubblico (di seguito solo PP) 18.2.2016, 14.6.2016 e 10.10.2016:
"
_
”
(VI PP IM 2 a pag. 11)
"
ADR
che attualmente vivo a _ presso i signori _. Mi offrono vitto e alloggio. Per sdebitarmi sostituisco di tanto in tanto _ come commesso nel negozio di quest’ultima a _. _”
(VI PP IM 2 10.10.2016 da pag. 17 a 18)
Attualmente in pensione (VD 26.10.2020 a pag. 2 e doc. TPC 61) ha precisato di percepire franchi (di seguito solo fr.) 2'591.- al mese, entrate costituite dalla rendita AVS e dalle prestazioni complementari, di avere delle spese mensili per complessivi fr. 2'535.- (doc. TPC 61), di stare bene di salute e di non avere alcuna relazione stabile (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 2 II risposta, di seguito solo R). Confermate le sue dichiarazioni istruttorie (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 2 I R) in sede dibattimentale, quo hai suoi progetti futuri, ha specificato di aver cercato in tutti i modi di ristabilire la sua situazione economica e di non voler lasciare nulla di intentato qualora gli si presentassero delle occasioni (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 2 II R). Con un reddito imponibile per il 2018 di fr. 11'100.- (doc. TPC 46), 32 esecuzioni nel periodo 16.3.2010 / 16.4.2020 per complessivi fr. 554'255.49 e 122 attestati carenza beni negli ultimi 20 anni per un totale di fr. 729'990.40 (doc. TPC 41), prima dei fatti di cui all’AA (doc. TPC 1) era impregiudicato in Italia (doc. TPC 50) ma non in Svizzera, dove con decreto di accusa (di seguito solo DA) del 28.10.2014 emesso dal MP del Canton Ticino è stato ritenuto colpevole per i reati di tentata (art. 22 cpv. 1 CP) frode fiscale (art. 258 della Legge tributaria, di seguito solo LT) e di tentata (art. 22 cpv. 1 CP) truffa fiscale in violazione alla Legge federale (di seguito solo LF) sull’imposta federale diretta (di seguito solo LIFD, art. 269 LT e 186 cpv. 1 LIFD) e condannato alla pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di 180 aliquote giornaliere da fr. 550.- cadauna sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) per un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP) nonché al pagamento di una multa (art. 106 CP) di fr. 1'000.- (doc. TPC 29 e 42). Con sentenza della Pretura penale del 9.11.2018 è stato pure condannato per il reato di ascolto e registrazione di conversazioni estranee (179bis CP) ma esentato da qualsiasi pena (doc. TCP 52).
7.
Premesso che in sede dibattimentale non è stato prodotto alcunché in relazione alla vita di IM 1 e ai suoi futuri progetti (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 1 I R) per il vissuto e i precedenti penali di questo imputato, cittadino _, nato il _ a _ e residente a _, attivo come libero professionista nel settore finanziario (AI 149), si rinvia al suo dire del 14.4.2016 dinanzi al Tribunale di _ (AI 149 a pag. 2 e 3). Pregiudicato in Svizzera, dove con DA del 13.6.2005 del MP del Canton Ticino è stato condannato per i reati di truffa mancata e tentata (art. 21 cpv. 1, 22 cpv. 1 e 146 cpv. 1 CP), falsità in documenti (art. 251 cifra, di seguito solo n., 1 CP) e entrata illegale (art. 23 cpv. 1 dell’allora vigente LDDS) alla pena di 3 mesi di detenzione sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni nonché alla misura dell’espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 3 anni sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni (doc. TPC 13 e 43), in Italia è stato oggetto di numerose condanne per i reati di:
-- violazione delle norme sull’ispettorato del lavoro, commessa a _ il 2.4.2001, di cui alla sentenza del 19.9.2001 del G.I.P del Tribunale di _, con una condanna al pagamento di un’ammenda di lire 200'000.- (doc. TPC 34);
-- truffa, commessa a _ il 23.5.2001, di cui alla sentenza del 28.1.2005 del Tribunale _ di _, con una condanna alla reclusione di 8 mesi sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro (di seguito solo €) 60.- (doc. TPC 34);
-- lesioni personali colpose, commesse a _ il 3.1.2000, di cui alla sentenza del 2.5.2005 del Tribunale di _ con una condanna alla reclusione di 3 mesi (doc. TPC 34);
-- bancarotta fraudolenta, commessa a _ il 12.6.2001, di cui alla sentenza del 2.5.2005 del Tribunale di _, con una condanna alla reclusione di 2 anni (doc. TPC 34);
-- emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti continuato in concorso, occultamento o distruzione di documenti contabili in concorso e truffa tentata continuata in concorso, commesse a _ e _ sul _ nel periodo 31.1.1998 / 29.1.2002, di cui alla sentenza del 17.12.2007 del Tribunale _ di _, con una condanna alla reclusione di 8 mesi (doc. TPC 34);
-- bancarotta fraudolenta in concorso, commessa a _ il 4.12.2002, di cui alla sentenza del 18.2.2008 del Tribunale _ di _, con una condanna alla reclusione di 4 anni e 6 mesi (doc. TPC 34);
-- guida di veicolo senza aver conseguito la patente, commessa a _ il 24.12.2009, di cui alla sentenza del 2.7.2010 del Tribunale di _, con una condanna al pagamento di una ammenda di € 1'200.- (doc. TPC 34);
-- occultamento o distruzione di documenti contabili continuato, commesse a _ l’11.10.2004, di cui alla sentenza del 20.7.2010 del Tribunale _ di _, con una condanna alla reclusione di 6 mesi (doc. TPC 34);
-- appropriazione indebita, commessa a _ il 26.10.2010, di cui alla sentenza del 19.10.2015 del Tribunale _ di _, con una condanna alla reclusione di 1 anno e al pagamento di una multa di € 700.- (doc. TPC 34);
-- appropriazione indebita continuata, commessa a _ nel periodo 27.9.2010 / 17.1.2011, di cui alla sentenza del 21.7.2016 del Tribunale _ di _, con una condanna alla reclusione di 6 mesi e al pagamento di una multa di € 400.- (doc. TPC 34).
VI) Circostanze dell’arresto di IM 2 e dell’interrogatorio di IM 1
8.
A seguito di denuncia penale del 10.11.2015 dell’accusatrice privata (di seguito solo AP) ACPR 1 nei confronti di IM 2 e di IM 1 per il reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) e, in via subordinata, di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e AI 1), il primo, in forza ad un mandato di accompagnamento coattivo (art. 207 CPP e AI 21), è stato tradotto dalla Polizia Cantonale dinanzi al PP per essere interrogato e quindi arrestato (AI 23 a pag. 2 e 3 e AI 25).
9.
L’istanza di carcerazione preventiva (art. 224 cpv. 2 CPP e AI 29) del PP del 19.2.2016 per i presupposti reati di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP), truffa (art. 146 cpv. 1 CP) e riciclaggio (art. 305bis n. 1 CP) a fronte di un asserito pericolo di collusione (art. 221 cpv. 1 lett. b CPP) e di fuga (art. 221 cpv. 1 lett. a CPP) è stata accolta dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (di seguito solo GPC) con decisione del 20.2.2016 sino al 18.3.2016 compreso (AI 37). La successiva identica istanza (art. 227 CPP) presentata dal PP il 14.3.2016 (AI 61) è stata parzialmente accolta dal GPC con decisione del 22.3.2016 sino al 22.4.2016 compreso (AI 73). Una seconda domanda di proroga della carcerazione preventiva (art. 227 CCP) inoltrata dal PP il 21.4.2016 sempre per gli stessi asseriti pericoli è stata accolta dal GPC con decisione 25.4.2016 fino al 20.5.2016 compreso (AI 125). Un’ultima richiesta di proroga della carcerazione preventiva (art. 227 CPP) del PP del 13.5.2016 (AI 144) è poi stata parzialmente accolta dal GPC con decisione del 20.5.2016 sino al 20.6.2016 compreso (AI 148). In data 14.6.2016 il PP ha quindi disposto la scarcerazione di IM 2 (AI 173) vincolandola tuttavia, in ragione di un asserito pericolo di fuga (art. 221 cpv. 1 lett. a CPP), al rispetto delle seguenti misure sostitutive dell’arresto ex art. 237 CPP che, con il consenso di questo imputato (AI 245), sono state prorogate sino al pubblico dibattimento (AI 231):
"
-- elezione del domicilio presso il mio difensore, il cui significato mi è stato spiegato dal Magistrato,
-- restare ad immediata disposizione delle autorità inquirenti (Magistratura / Polizia) anche solo a seguito di semplice interpellanza telefonica,
-- il blocco dei documenti di identità, passaporto e carta di identità (che si trovano già nei miei effetti personali, rispettivamente presso la Polizia Giudiziaria e che verranno custoditi presso l’MP di _ fino a revoca delle misure)”
(AI 173 a pag. 6)
10.
Sulla base della denuncia penale del 10.11.2015 dell’AP ACPR 1 (AI 1), visto l’esito infruttuoso del mandato di accompagnamento coattivo (art. 207 CPP e AI 21) nei confronti di IM 1, in data 9.3.2016 il PP ne ha ordinato la cattura e l’accompagnamento (art. 210 cpv. 2 CPP) per i reati di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) alternativamente truffa (art. 146 cpv. 1 CP e AI 49), emettendo nei suoi confronti anche un mandato di cattura internazionale (AI 50). Il 24.3.2016 il PP ha formulato alla Corte di Appello di _ domanda di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale affinché quest’ultima procedesse all’identificazione e all’interrogatorio di questo imputato (AI 79), ciò che è avvenuto presso il Tribunale di _ in data 13.5.2016 (AI 91 e 147).
VII) Dichiarazioni degli imputati
A) IM 2
11.
In relazione alle varie imputazioni dell’AA (doc. TPC 1) la posizione processuale di questo imputato può essere così riassunta:
11.1.
per i reati di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) di cui al punto (di seguito solo pto.) 1 a pag. 1 dell’AA (doc. TPC 1) in correità con IM 1, in alternativa e singolarmente di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) di cui al pto. B) 1.1 a pag. 5 e 6 dell’AA (doc. TPC 1) nei confronti dell’AP ACPR 1, nonché alternativamente e singolarmente di riciclaggio di denaro (art. 305bis n. 1 CP) di cui al pto. B) 1 a pag. 9 dell’AA (doc. TPC 1), IM 2 ha ammesso i fatti così come descritti dal PP, contestando tuttavia le imputazioni penali avendo sempre asserito di non essere mai stato al corrente delle reali intenzioni truffaldine di IM 1. IM 2, in estrema sintesi, ha dichiarato di essersi prestato, nella sua qualità di avvocato (di seguito solo avv.), a ricevere gli averi dell’AP ACPR 1, pari a € 270'000.-, depositati presso Banca _ a _, sul proprio conto clienti con la falsa causale di “
acquisto azioni partecipazioni societarie
”, da una parte per ragioni fiscali e meglio per poterli poi mettere a disposizione di quest’ultima e del coimputato in modo che potessero utilizzarli senza alcuna restrizione, essendo per lui fatto inconfutabile che anche IM 1 fosse pienamente autorizzato a beneficiarne in virtù del consenso dell’AP ACPR 1 visto la loro relazione sentimentale, dall’altra parte perché, come riferitogli da IM 1, per evitare che il di lei fratello potesse in qualche modo mettere le mani sul patrimonio di quest’ultima. IM 2 ha altresì precisato, oltre ad aver disposto di parte di questo denaro in favore di IM 1 e di suoi debitori, di aver usufruito lui stesso dei capitali dell’AP ACPR 1 in ragione di € 50'000.- per far fronte a debiti e spese personali, ma ciò nella convinzione di essere giustificato a farlo in forza dell’autorizzazione datagli da IM 1 e, di riflesso, dal relativo benestare di quest’ultimo a disporre liberamente del denaro della compagna. Egli avrebbe in effetti agito senza timore o dubbio alcuno sulla base dell’autorizzazione da lui stesso trasmessa via posta elettronica all’AP ACPR 1 e da quest’ultima compilata in favore di IM 1. In particolare, in relazione a quanto sopra, IM 2 si è così espresso:
"
Per quale motivo ACPR 1 ha versato denaro sul suo conto clienti?
Io con lei non ho parlato. Ѐ IM 1 ad avermi detto che avevano bisogno di far versare il denaro di ACPR 1, depositato su un conto a _/ _, su un conto in Svizzera per poi poterlo utilizzare loro.
ADR
che per loro intendo IM 1 e ACPR 1. IM 1 mi aveva detto che, essendo un conto a _, non potevano utilizzare il denaro depositato tramite bonifici, perché il fisco avrebbe potuto insospettirsi.
Il PP mi contesta che questa versione dei fatti non è credibile. Inoltre, con il versamento del denaro in Svizzera, si sarebbero comunque trovati nella medesima situazione
In realtà IM 1 mi aveva detto che avendo rapporti di affari con me, avrebbe potuto giustificare trasferimenti di denaro con il nostro paese (...)
Il PP mi contesta che la causale con cui ACPR 1 ha bonificato il denaro in due tranches per complessivi Eur 270'000.- fra il 20.10.2014 e il 23.10.2014 sul mio conto clienti presso _, rubrica Eur, è “acquisti azioni partecipazioni societarie”. Per quale motivo è stata inserita questa causale? A quale operazione si riferisce? Corrisponde al vero?
No, nel senso che per me era chiaro che non c’era nessuna operazione di questo tipo. Il versamento sul mio conto aveva lo scopo di far reintegrare i fondi in Italia, in favore di ACPR 1 e IM 1, come da quest’ultimo comunicatomi.
ADR
che ribadisco di non aver mai parlato telefonicamente con ACPR 1 in relazione a operazioni come quelle indicate nella causale. Lei in occasione della prima telefonata mi aveva preannunciato l’arrivo dei soldi, mentre nella seconda mi aveva detto di fare ciò che mi avrebbe detto IM 1. A questo proposito le avevo chiesto di sottoscrivere un’autorizzazione. Lei non voleva recarsi in Svizzera, ma non so il motivo, e ha quindi inviato via e-mail in data 22.10.2014 un’autorizzazione dattiloscritta con la sua firma manoscritta, datata 21.10.2014. Mi aveva poi scritto via email che a suo dire la firma non era ben leggibile e il pomeriggio dello stesso giorno mi ha inoltrato nuovamente l’autorizzazione. Anche a seguito di questo secondo invio la firma non era ben leggibile, ma per me andava bene così. Questi due invii con l’allegato citato si trovano sempre nella medesima busta con i documenti sequestrati stamane
. Il PP constata la presenza dei citati documenti e delle conversazioni email.
(...)
Il PP mi mostra il doc. 8 di denuncia e mi chiede se quanto dichiarato da ACPR 1 è corretto e se effettivamente ho inviato io questo documento alla banca (ALLEGATO 1).
Si, confermo, io ho mandato quel documento, su richiesta di IM 1, ho inserito quella causale perché in questo modo alla banca _ non si sarebbero offesi.
ADR
che secondo me avrebbero potuto offendersi pensando che la signora non avesse più fiducia in loro, con la causale indicata avrebbero invece pensato che la signora volesse invertire il denaro in altro modo, non per sfiducia nei confronti della banca.
ADR
che convengo con il Magistrato che ho quindi volutamente e consapevolmente indicato alla banca _ una causale che non rispecchia la realtà.
Ribadisco che l’ho fatto su richiesta di IM 1
(...)
Mi viene chiesto di prendere posizione.
Prendo atto adesso della situazione, non sapevo nulla, però ACPR 1 conferma che non ha mai avuto contatti con me.
Comunque vorrei precisare che sono stato truffato anche io. Contesto quindi le accuse del Magistrato. Non ho mai avuto intenzione di fregare un franco alla signora.
Il PP mi contesta che per i trasferimenti di denaro di pertinenza di ACPR 1 sono state indicate causali non corrispondenti alla realtà, io ne ero consapevole e io stesso ho indicato causali false; io non mi sono premurato di chiarire il motivo e il destino del denaro transitato sul mio conto con la titolare. Vista la mia formazione professionale avrei dovuto premurarmi in tal senso.
Ne prendo atto. lo ho fatto quanto indicatomi da IM 1.
Il PP mi contesta che dagli atti sino ad ora esperiti risulta che il denaro di ACPR 1 è stato accreditato sul mio conto rubrica clienti (valuta -EUR) nr. _ presso Banca _ in due _ il saldo del conto ERU era pari a circa EU 15.00. Del denaro versato da ACPR 1, EUR 20'000.00 sono stati bonificati a ACPR 1 su relazione bancaria estera in data 29.10.2014 con causale "prestito". Il restante denaro è stato impiegato tramite prelievi a contanti rispettivamente in bonifici a favore di terzi che nulla hanno a che vedere con ACPR 1 rispettivamente con l'operazione a quest'ultima proposta. L'esito della perquisizione della mia relazione bancaria presso _ rileva un saldo al pari a una decina di EURO. Le chiedo di prendere posizione.
Prendo atto di quanto mi viene detto ma ribadisco quanto da me appena dichiarato. lo mi sono fidato, a questo punto penso sbagliando, di IM 1.
(...)
ll PP mi contesta che da una prima sommaria analisi delle conversazioni WhatsApp sul mio cellulare, emerge chiaramente che IM 1 è perennemente bisognoso di denaro.
Effettivamente la sua situazione finanziaria è cambiata circa un anno e mezzo fa. Mi aveva detto che aveva bisogno di concludere qualche affare. Ho pensato che questo fosse necessario per permettersi di mantenere il suo stile di vita.
ll PP mi fa notare che un anno e mezzo fa è il periodo in cui si sono svolti i fatti che concernano ACPR 1.
lo avevo interpretato che ACPR 1 avesse proprio messo a disposizione di IM 1 il proprio patrimonio.
ll PP mi contesta che conosciuta la situazione economica di IM 1, a maggior ragione avrei dovuto premurarmi di contattare ACPR 1 prima di disporre qualsiasi bonifico o consegna a contanti in favore di IM 1 o a terzi su richiesta di quest'ultimo.
lo in quel momento non pensavo di dover dubitare.
Ho pensato francamente che IM 1 fosse un gigolo e che si facesse mantenere in quel periodo da ACPR 1.
ADR
che ho ritenuto questa sua attività in quanto avevo passato un weekend insieme a IM 1 e a suo zio a _ 4 anni fa, e lo zio mi aveva raccontato delle sue prodezze come amatore.
Vorrei aggiungere che io ho fatto dei prestiti personali a IM 1 nel corso del 2015, si tratta di importi di alcune centinaia di franchi, perché mi aveva chiesto un aiuto. Avevo fatto i bonifici tramite Western Union, penso all'agenzia di _ ma in
favore di un amico di IM 1 di nome _.
ll PP mi contesta pertanto che ero consapevole della situazione economica di IM 1. Prima di bonificare denaro a lui rispettivamente per suo conto avrei dovuto informarmi rispettivamente chiedere autorizzazione/conferma a ACPR 1.
Me ne rendo conto ora”
(VI PP IM 2 18.2.2016 da pag. 3 a 9)
11.1.1.
Nel suo successivo VI PP 8.3.2018 IM 2 ha confermato le sue dichiarazioni, precisando di essere giunto alla deduzione che l’AP ACPR 1 volesse sostenere economicamente IM 1 e che quest’ultimo avesse a sua completa disposizione il patrimonio da lei detenuto a _ (VI PP IM 2 8.3.2018 a pag. 8).
11.1.2.
In particolare, quo all’utilizzo e alla destinazione del denaro trasferito dall’AP ACPR 1 a favore della relazione bancaria a lui intestata come rubrica clienti presso la succursale di _ della Banca _, IM 2 ha riferito:
"
ADR
che per la messa a disposizione del mio conto nelle modalità già indicate, IM 1 mi aveva promesso verbalmente una commissione pari al 10% dell’importo.
Io, avendo necessità di denaro per eseguire miei vari pagamenti, ho chiesto a IM 1 di poter prelevare EUR 50'000.- dalla somma bonificata da ACPR 1, a titolo di prestito, rinunciando a commissione o onorari, con l’impegno di restituirli entro il 31.12.2014. Lui ha acconsentito. Nella busta bianca già citata, vi è infatti un documento manoscritto datato 21.10.2014 attestante l’autorizzazione, sottoscritta da IM 1.
Sotto la firma di quest’ultimo ha inserito lui la frase ricevuto saldo restituzione E 50'000,00 20.01.15.
ADR
che io infatti il 20.01.2015 gli ho restituito a contanti in Italia questo importo. Secondo me però glieli ho consegnati il 29.01.2015 e non il 20.01.2015.
Il PP mi contesta che questo mio modo di procedere contravviene comunque alle disposizioni di ACPR 1, o perlomeno quelle di cui ho riferito io. ACPR 1 era informata di questa autorizzazione rilasciatale da IM 1?
Non lo so. Però io non conosco gli accordi tra IM 1 e ACPR 1”
(VI PP IM 2 18.2.2016 a pag. 4 e 5)
"
Il PP mi fa prendere atto che l'analisi della documentazione bancaria evidenzia che fra il 21 e il 23 ottobre 2014, ossia nel periodo intercorso fra l'accredito della prima tranche da parte di ACPR 1 e la seconda sul mio conto clienti, sono stati eseguiti prelievi a contanti per complessivi EUR 55'000.00 circa.
Quale è il destino e la causale di questo denaro?
Ho utilizzato questo denaro per mie necessità, come ho dichiarato, premurandomi però di ottenere autorizzazione ad agire in tal senso da IM 1, come dimostra il documento 21.10.2014 di cui ho già riferito sopra.
Il PP mi contesta inoltre che, successivamente ai due accrediti da parte di ACPR 1, vi sono prelievi a contanti, quasi immediati, per almeno EUR 34'000.00.
A questo punto ribadisco che in parte ho utilizzato il denaro per scopi miei come da autorizzazione di IM 1, per il restante ho prelevato denaro su richiesta di IM 1 consegnandoglielo successivamente in contanti in Italia, rispettivamente bonificandolo come da disposizione di IM 1. In proposito faccio notare all’interrogante che nei documenti sequestrati oggi c’è una ricevuta data 27.02.2015 a firma di IM 1 il quale conferma di aver ricevuto un importo complessivo pari a Eur 96'452.- “computati sugli averi messimi a disposizione dalla sig. ma ACPR 1 tramite il conto del suddetto avvocato.
Il PP constata la presenza anche di questo documento.
Questo dimostra che il denaro di ACPR 1 era a disposizione di IM 1”
(VI PP IM 2 18.2.2016 a pag. 7)
"
Il PP mi contesta che l’analisi sommaria delle movimentazioni sul conto clienti rubrica EUR presso _ rileva dopo il 20.10.2014 unicamente i due accrediti della signora ACPR 1. Il denaro viene interamente impiegato in prelievi cash, bonifici in favore di _ per oltre EUR 80'000.-, nonché un pagamento con causale affitti IM 1. Oltre a questi vi sono pagamenti a terze persone che nulla hanno a che vedere con ACPR 1.
Spiego al Magistrato che nei documenti sequestrati stamane c’è un foglio da me manoscritto sul quale ho indicato l’impiego del denaro di ACPR 1.
Il PP constata la presenza di questo documento e mi chiede di spiegare di cosa si tratta.
Per esempio EUR 122'500.- corrispondono al totale dei bonifici eseguiti con il denaro di ACPR 1. L’indicazione auto 1 e 2 si riferisce al pagamento a _ per l’acquisto di due veicoli per IM 1. All’_ ho bonificato il denaro come richiesto da IM 1. Per il resto si trattava di prelievi a contanti in parte in mio favore e in parte in favore di IM 1.
ADR
che i pagamenti in favore di _ si riferiscono ad un’operazione finanziaria che mi riguardava. Il pagamento a favore dell’_ si riferisce al pagamento parziale di un debito della società _ da me amministrata”
(VI PP IM 2 18.2.2016 a pag. 10)
"
In merito ai Eur 50'000.-, si tratta di quell’importo che mi ero fatto autorizzare da IM 1 ad utilizzare sui fondi trasmessi dalla signora ACPR 1 e che avrebbero dovuto essere restituiti entro il 31.12.2014. Quella data era stata indicata in funzione del fatto che io mi aspettavo un investimento entro quel termine per la ditta del packaging. Questo avrebbe permesso di continuare con l’attività in Ticino, di cui avevamo parlato nel corso dell’ultimo verbale. Avevo detto a IM 1 che in quel caso io avrei fatto considerare il suddetto importo di EUR 50'000.- quale investimento (da parte sua e di ACPR 1), che avrei fatto remunerare con Eur 5'000.- mensili, in modo che con le prime dieci mensilità si liquidava l’investimento, e successivamente si sarebbe trattato di reddito su quell’investimento”
(VI PS IM 2 21.3.2016 a pag. 5 e 6)
"
Comincio con il dire che nego di aver mai ricevuto da IM 1 nel 2012 l'importo a contanti di EUR 100’000.- da custodire fiduciariamente. Preciso inoltre che gli unici soldi a contanti che ho ricevuto da IM 1 dall'inizio della nostra conoscenza sono EUR 20'000.- a parziale rimborso del prestito per EUR 90'000.- che come già dichiarato gli avevo concesso tra il 2006 e il 2007.
Confermo di aver pagato un importo a titolo di pigioni con il denaro di ACPR 1 pervenuto sul mio conto clienti, come richiesto da IM 1. Confermo pure di aver bonificato del denaro a una società italiana per saldare il prezzo di acquisto di veicoli acquistati da IM 1. Anche questo denaro proviene da quello bonificato da ACPR 1 sul mio conto clienti.
ADR
che penso sia corretto che con il denaro che io ho bonificato, IM 1 abbia acquistato una BMW e una Porsche, penso di seconda mano. Nego invece categoricamente di aver acquistato io una Porsche. Preciso di non aver mai acquistato auto in Italia.
Con riferimento alla sottoscrizione da parte di IM 1 della ricevuta 20.01.2015 attestante la ricezione di EUR 50'000.- a me prestati dal patrimonio di ACPR 1 pervenuto sul mio conto clienti, ribadisco le mie precedenti dichiarazioni. In particolare confermo il prestito accordatomi esplicitamente da IM 1 (concretamente mi ha autorizzato a impiegare per miei scopi EUR 50'000.- dal patrimonio di ACPR 1), confermo di non averlo restituito a IM 1 e che lui ha sottoscritto la ricevuta dicendo che avrebbe risolto la questione personalmente con ACPR 1. Del resto questo non mi ha stupito, perché IM 1 mi era a sua volta debitore dell'importo di EUR 70'000 (differenza fra il prestito da me concessogli e il parziale rimborso).
Confermo di aver restituito a contanti a IM 1 in Italia o sul confine Svizzera-Italia complessivamente EUR 96'452.- come risulta dal promemoria da me allestito e già discusso in occasione del verbale di arresto. Non posso riferire in merito alle consegne di denaro che IM 1 avrebbe pretesamente fatto ad ACPR 1. Ho consegnato il denaro a IM 1 in più tranche, facendogli firmare un pezzo di carta per ricevuta; alla fine ho stracciato e buttato tutte queste ricevute poiché le riconsegne a contanti sono state complessivamente indicate nella ricevuta 27.02.2015 (già discussa in sede di verbale di arresto)”
(VI PP IM 2 3.6.2016 a pag. 3 e 4)
"
Il PP mi fa prendere atto
- che sul mio conto rubrica clienti (valuta EUR) nr. _ presso Banca _ fra il 20.10.2014 e il 23.10.2014 sono stati eseguiti due unici accrediti, trattasi del denaro di ACPR 1 proveniente dalla relazione in _;
- che prima del primo accredito da parte di ACPR 1 il saldo del conto EUR era pari a circa EUR 15.00, il saldo al 31.12.2014 pari a EUR 21.84.
- il denaro accreditato è stato nel frattempo (circa 2 mesi) impiegato come segue:
1) versamento in favore di relazione bancaria estera in favore
di ACPR 1 per EUR 20'008.42 in data 29.10.2014 con causale prestito.
2) prelievi a contanti da me eseguiti, in quanto l'unico a disporre di procura, per EUR 79'939.78.
3) bonifici da me disposti in favore di _ su relazione estera per EUR 88'016.88, nonché un versamento a _ su relazione estera con causale affitti IM 1 per EUR 14'508.45, per complessivi EUR 102'525.33;
4) che vi sono altri bonifici fra i quali all'_, a _ per affitti _, _ per il veicolo poi immatricolato a nome di _, all'_, a _, a _, per complessivi EUR 67'463.57, che ho dichiarato essere pagamenti per mie questioni professionali o personali oppure di non ricordarne il motivo.
(per tutto cfr. Al 11, esito ordine di perquisizione bancaria)
Concludendo il PP mi fa prendere atto che solo per i bonifici eseguiti in favore di _ e in favore dell'_ è possibile ritenere che si tratti effettivamente di denaro impiegato per conto e su richiesta di IM 1, per complessivi EUR 102'525.33.
Per il restante pari a EUR 147'403.35, in assenza di prove o indizi di senso contrario, rispettivamente preso atto dei miei vari cambi di versione, costituisce denaro il cui impiego indebito può essere imputato unicamente a me.
Quello che posso dire è che i bonifici richiestimi da IM 1 sono stati da me disposti utilizzando il patrimonio di ACPR 1. lo ho impiegato per far fronte a mie necessità economiche EUR 50'000.- sempre proveniente dal patrimonio di ACPR 1; ho impiegato questo denaro eseguendo bonifici a miei creditori. Quanto invece prelevato a contanti è stato da me integralmente consegnato a IM 1. A IM 1 ho pure consegnato il denaro per EUR 10’313,31 che ho precedentemente bonificato al mio amico _ e che ho poi ricevuto a contanti dalle sue mani. Parte del denaro bonificato a _ è stata consegnata da sua figlia _ a contanti a IM 1. Per questo motivo, conti fatti io ho impiegato per mie necessità unicamente EUR 50'000.- restante denaro proveniente dal patrimonio di ACPR 1, in un modo o nell'altro è stato consegnato a IM 1 rispettivamente utilizzato su richiesta di IM 1”
(VI PP IM 2 3.6.2016 a pag. 5 e 6)
"
Prendo atto di quanto dice il PP. Ribadisco di non aver commesso alcun illecito. Ciò premesso, e richiamate le mie precedenti dichiarazioni, preciso che semmai mi dovesse essere addossato un indebito lo stesso non supererebbe gli EUR 50’000.-, che ho ammesso di aver utilizzato, senza provvedere alla restituzione in favore di IM 1. In proposito ricordo la dichiarazione firmata da IM 1 tramite la quale mi autorizzava ad impiegare parte del patrimonio pervenuto sulla mia relazione bancaria, conto clienti valuta EUR, presso _ e che io non ho restituito, come ho ammesso in occasione di una mia precedente audizione. Per il resto io ho eseguito le disposizioni di IM 1, impiegando il denaro come da lui richiestomi verbalmente”
(VI PP IM 2 10.10.2016 a pag. 6)
"
Si. Comincio con il dire che l'importo bonificato a _ era destinato a IM 1 al quale personalmente l'ho consegnato, dopo che _ aveva prelevato la somma dal suo conto consegnandola poi a me a contanti. Ho proceduto in tal modo in quanto avevo già eseguito svariati prelievi in contanti dal conto e quindi non me la sentivo di eseguirne altri.
ADR
che non ho eseguito direttamente un bonifico bancario in favore di IM 1, perché credo non disponesse di relazioni bancarie.
Il PP mi contesta che non è credibile che IM 1 non disponesse di relazione bancaria.
È così.
Continuo con il dire che EUR 7000.- bonificati a _ sono pure andati a beneficio di IM 1, al quale erano stati consegnati dalla figlia _”
(VI PP IM 2 10.10.2016 a pag. 7)
11.1.3.
Al dibattimento IM 2 ha confermando le proprie dichiarazioni istruttorie, riconoscendo i fatti ma non le imputazioni della pubblica accusa, ribadendo di essere stato a sua volta ingannato da IM 1 circa la sua facoltà di disporre del denaro dell’AP ACPR 1, nonché su quali fossero le sue reali intenzioni dietro al trasferimento del capitale (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 2 V R). In particolare, riguardo a questo ultimo aspetto, ha evidenziato nuovamente che le causali dei bonifici avvenuti sulla sua relazione bancaria presso _ il 20.10.2014 rispettivamente il 23.10.2014 per l’importo complessivo di € 270'000.- (AI 11), non erano legate all’acquisto di partecipazioni societarie, bensì erano finalizzate a permettere ad ACPR 1 e al coimputato di usufruire liberamente dell’intero capitale, fermo restando che era sua convinzione che IM 1 fosse una sorta di gigolò mantenuto dall’AP (VD 26.10.2020 a pag. 2 VI R e a pag. 3 I R). Interrogato in merito all’impiego e alla destinazione degli averi della denunciante, l’imputato ha altresì precisato:
"
D:
Richiamato il punto B) 1.1 e pag. 6 dell’atto d’accusa rispettivamente le sue dichiarazioni nel suo verbale d’interrogatorio PP 18.2.2016 a pag. 10 da riga 23 a 24, il Presidente chiede a IM 2 se conferma o meno le cifre indicate nell’atto d’accusa che riprendono le conclusioni di cui a pag. 7 del rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 31.8.2016 a pag. 7 (AI 217) secondo cui:
-- sono stati prelevati a contanti Euro 79'933.78, di cui Euro 50'000.- per le sue necessità a seguito dell’autorizzazione di IM 1;
-- sono stati eseguiti bonifici in favore dei creditori di IM 1 per Euro 102'525.33
-- sono stati eseguiti bonifici in favore dei creditori di IM 2 per Euro 67'463.57;
rispettivamente se può indicare quale è la parte dei prelievi a contanti di Euro 29'933.78, pari a Euro 79'933.78 ./. Euro 50'000.-, che sono stati trattenuti per sé.
R IM 2
: Riconosco di mia spettanza i primi tre bonifici e quello all’_ per complessivi 48'150.26 Euro. Gli altri bonifici sono stati fatti al solo ed esclusivo beneficio di IM 1. Non ho mai prelevato né trattenuto denaro contante per me. Gli Euro 79'933.78 indicati nell’atto d’accusa fanno parte dell’importo di Euro 96'000 e spiccioli consegnati a IM 1”
(VD 26.10.2020 a pag. 3 III R)
11.2.
per il reato di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) di cui ai pti. B) 1.2 a pag. 6 e 7 e B) 2 a pag. 10 e 11 dell’AA (doc. TPC 1), IM 2 è sostanzialmente reo confesso, confermando i fatti e l’imputazione a danno dei coniugi ACPR 2 e ACPR 3 nella sua veste di amministratore de facto del loro patrimonio, seppur riconoscendo solo un suo indebito profitto di fr. 30'000.-. In questo senso si richiamano espressamente le sue dichiarazioni nei suoi VI PP 20.4.2016 a pag. 3 e 3.6.2016 da pag. 6 a 7 nonché PS 13.5.2016 da pag. 3 a 7, fermo restando che nel suo VI PP 10.11.2016 ha ammesso:
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di aver impiegato indebitamente parte del denaro dei coniugi _. Voglio però dire che avevo anche delle parcelle da incassare e comunque per la mia attività di pseudo-curatore non ho mai fatturato nulla, ma non lavoravo certamente a titolo gratuito. Ammetto quindi unicamente un indebito complessivo pari a CHF 30'000.-”
(VI PP IM 1 10.10.2016 a pag. 9)
Al dibattimento IM 2 si è riconfermato nelle proprie dichiarazioni, riconoscendo i fatti e l’accusa limitatamente all’importo di fr. 30'000.- (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 3 IV R).
11.3.
in merito all’accusa di infrazione alla LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni (di seguito solo LArm e art. 33 cpv. 1 lett. a LArm) di cui ai punti (di seguito solo pti.) 3 a pag. 4, B) 2 a pag. 8 rispettivamente B) 3 a pag. 11 dell’AA (doc. TPC 1), IM 2 ha confermato i fatti negando tuttavia qualsiasi responsabilità penale, riferendo di essersi limitato a custodire delle armi che un suo cliente, tale _, gli aveva affidato riponendole in una cassetta di sicurezza presso la succursale di _ della Banca _, senza tuttavia chiedere un’autorizzazione per la relativa detenzione (VI PS 13.5.2016 a pag. 3 e 30.5.2016 da pag. 5 a 6 nonché PP 3.6.2016 a pag. 8 e 10.10.2016 a pag. 10), posizione poi ribadita in aula dove ha precisato che la consegna delle armi ad opera di _ potrebbe essere avvenuta già nel corso dell’anno 2013 e di non ritenere che attraverso la loro detenzione possa in qualche modo aver violato le norme della LArm (VD 26.10.2020 all. 1 a pag. 3 V R e a pag. 4 I R).
B) IM 1
12.
A seguito d’istanza di assistenza giudiziaria internazionale in materia penale inoltrata dal PP il 24.3.2016 (AI 79), in data 13.5.2016 IM 1 è stato sentito a verbale dinanzi al Tribunale di _ (AI 147), dove si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’11.5.2016, per il tramite del suo difensore DUF 1, questo imputato, inviando un suo memoriale difensivo (AI 140), ha fornito la sua versione dei fatti, negando qualsivoglia coinvolgimento penale, contestando i fatti e l’imputazione di cui al pto. 1 a pag. 1 e A) a pag. 4 dell’AA (doc. TPC1), confermando unicamente di aver avuto una relazione sentimentale con l’AP ACPR 1 poi conclusasi, sostenendo di averla aiutata a trasferire il suo capitale dal suo conto di _ in quanto il di lei fratello stava cercando di impadronirsene nonché di averle restituito, oltre € 20'000.- con bonifico bancario, l’integralità del suo denaro attraverso consegne brevi manu in contanti:
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