# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b0106b39-b9cb-5c67-8013-ac64cdae21b6
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Il lic.iur. DUF 1, difensore di AC 1, il quale pone in evidenza il carattere, la personalità, l'età giovane e il difficile vissuto del suo assistito, cresciuto nel campo nomadi senza seguire alcun percorso educativo scolastico e professionale. Rileva come i fatti siano stati ammessi ma, associandosi alla collega lic. iur. DUF 3, contesta che il suo patrocinato abbia commesso i furti realizzando le aggravanti dell'aver agito in banda e per mestiere. In modo particolare evidenzia che il suo assistito ha delinquito durante due brevi periodi, in seno ad un gruppetto di persone mal organizzate, che hanno agito con mezzi inadeguati e non nell'intento di assicurarsi in modo illecito il loro sostentamento. Del suo patrocinato infine pone in rilievo l'incensuratezza, il pentimento dopo il duro carcere preventivo che gli ha fatto maturare il fermo proposito di ricostruirsi una vita nella legalità e di imparare un mestiere. Conclude chiedendo un'importante riduzione della pena detentiva proposta dalla Pubblica Accusa da porre al beneficio della sospensione condizionale, ritenuto che, per tutto quanto visto, non esiste una prognosi sfavorevole.
§
La dott. iur. DUF 2, difensore di AC 2, la quale pone in rilievo il carattere, la personalità e il pesante vissuto del suo assistito, il quale, privo degli affetti e del sostegno familiare è stato avviato giovanissimo a commettere furti in Italia. Sottolinea come i fatti siano ammessi dal suo patrocinato, il quale ha subito collaborato con gli inquirenti. Riconduce i motivi del suo delinquere alla necessità di mantenere la moglie e i figli caduti nell'indigenza. Associandosi ai suoi due colleghi contesta siano in concreto realizzati i presupposti oggettivi e soggettivi delle aggravanti dell'avere agito in seno ad una banda e per mestiere nel perpetrare parte dei furti imputati al suo assistito, ritenuto il breve periodo del delinquere, il modesto numero di furti commessi, l'operare senza scaltrezza e senza il fine di assicurarsi in questo modo l'unica fonte del proprio sostentamento. Visto il lungo carcere preventivo durante il quale il suo assistito ha compreso i suoi errori e ha maturato il fermo convincimento di guadagnarsi in futuro da vivere in maniera onesta, conclude chiedendo un'importante riduzione della pena proposta.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
A. AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1.
ripetuto furto, consumato e tentato
commesso, agendo in correità con terzi,
in 12 occasioni, di cui 8 consumate e 4 tentate,
in varie località del Canton Ticino, nel periodo compreso tra il 1. marzo e il 3 marzo 2008 come pure tra il 14 marzo e il 22 marzo 2008?
1.1.1. trattasi di reato aggravato:
1.1.1.1. siccome commesso per mestiere?
1.1.1.2. siccome commesso come associato ad una banda?
1.2. ripetuto danneggiamento
operando con scasso per commettere risp. tentare di commettere parte dei furti suddetti?
1.3. ripetuta violazione di domicilio
commessa in relazione a parte dei suddetti furti?
1.4. infrazione alla Legge sugli stranieri
per essere ripetutamente entrato illegalmente in Svizzera nel periodo dal 1 marzo al 22 marzo 2008, siccome privo di validi documenti di legittimazione,
nonché per avere illegalmente soggiornato a _, dal 1. al 6 marzo 2008 e a _, dal 20 al 23 marzo 2008,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
B. AC 2, sedicente
1. è autore colpevole di:
1.1.
ripetuto furto, consumato e tentato
commesso, agendo in correità con terzi,
in 9 occasioni, di cui 6 consumate e 3 tentate,
in varie località del Canton Ticino e a _,
il 23 febbraio 2008 e nel periodo ricompreso tra il 14 marzo e il 22 marzo 2008?
1.1.1. trattasi, ad eccezione del furto di cui al punto 7. dell'atto d'accusa, di reato aggravato:
1.1.1.1. siccome commesso per mestiere?
1.1.1.2. siccome commesso come associato ad una banda?
1.2. ripetuto danneggiamento
operando con scasso per commettere risp. tentare di commettere parte dei furti suddetti?
1.3. ripetuta violazione di domicilio
commessa in relazione a parte dei suddetti furti?
1.4. infrazione alla Legge sugli stranieri
per essere entrato illegalmente in Svizzera il 23 febbraio 2008, il 14 marzo e il 20 marzo 2008, siccome privo di validi documenti di legittimazione,
nonché per avere illegalmente soggiornato a _, dal 20 al 23 marzo 2008,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
C. AC 3
1. è autore colpevole di:
1.1.
ripetuto furto, consumato e tentato
commesso, agendo in correità con terzi,
in 14 occasioni, di cui 10 consumate e 4 tentate,
in varie località del Canton Ticino e a _,
il 20/21 gennaio 2006, il 28 gennaio 2008 e nel periodo compreso tra il 1 marzo e il 3 marzo 2008 come pure tra il 14 marzo e il 22 marzo 2008?
1.1.1. trattasi, ad eccezione dei furti di cui al punto 10. dell'atto d'accusa, di reato aggravato:
1.1.1.1. siccome commesso per mestiere?
1.1.1.2. siccome commesso come associato ad una banda?
1.2. ripetuto danneggiamento
operando con scasso per commettere risp. tentare di commettere parte dei furti suddetti?
1.3. ripetuta violazione di domicilio
commessa in relazione a parte dei suddetti furti?
2. può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
D. Deve essere ordinata in tutto o in parte la confisca di quanto in sequestro ed elencato nell'atto d'accusa?
E. Deve essere riconosciuto un risarcimento:
1. alla PC 13 per il furto in danno della PC 11 (ada 4.1)?
2. a PC 1?
3. a PC 5?
4. a PC 6?
5. a PC 7?
Considerando,

## Considerations

in fatto e in diritto
1.
Di sé AC 1 dice di essere _ di etnia _. Nel paese natale ha vissuto i suoi primi due anni di vita, poi i genitori, con gli altri figli, si sono trasferiti nel campo nomadi di _ nell' _.
A suo dire, il soggiorno suo e dei familiari in Italia sarebbe irregolare, per cui egli sarebbe cresciuto senza andare a scuola. Più grandicello avrebbe aiutato il padre nell'attività di muratore, ma ben presto avrebbe cominciato a rubare. A 16 anni sarebbe finito in prigione per sei mesi. Non ha mai lavorato, nemmeno in nero "perché non ne ha voglia" (sic nel verbale al PP 15.7.2008, AI 120).
Nei casellari svizzero e italiano al nome AC 1 risulta incensurato. D'altro canto è pacifico che egli si è legittimato all'arresto con altro nome e con altro passaporto (poi risultato falso), ovvero col nome di _, nato il _. Dice di aver acquistato detto falso passaporto pagando Euro 500.-, ma non spiega chi ha falsificato lo stesso apponendovi la sua foto.
2.
AC 2 è sedicente.
All'arresto era privo di documenti di identità.
Il controllo impronte AFIS dava per lui le generalità di _, cittadino _, nato il _. Sennonché egli ha dichiarato che quest'ultimo è un nome falso che ha fornito quando era minorenne alle Autorità italiane.
Al dibattimento dichiara di essere AC 2 e al riguardo si appoggia a documenti (doc. TPC 2) che avrebbe inviato sua madre non in originale bensì soltanto in fotocopia. In aula ha dato atto che i documenti per essere riconosciuti (specialmente dallo Stato dal quale egli proviene, la _) debbono essere autentici. Stando alle fotocopie in atti, in particolare alla fotocopia dell'estratto del registro delle nascite del Comune di _, AC 2 ivi sarebbe nato il _.
A suo dire, in _ egli avrebbe vissuto fino all'età di 7 anni, frequentando la prima e la seconda elementare. Avendo la madre lasciato il marito (e padre dell'accusato), e avendo essa sposato un cittadino austriaco, con lei egli si sarebbe trasferito a _, soggiornandovi 3-4 anni.
All'età di 15-16 anni (ovvero negli anni _) si sarebbe trasferito in Italia con il proprio passaporto autentico.
La madre lo avrebbe affidato a una famiglia che lo costringeva a rubare. La madre stessa sarebbe passata a trovarlo di tanto in tanto per derubarlo a sua volta. Nel 1997 la madre avrebbe ucciso il primo marito, ovvero il padre dell'accusato e sarebbe stata condannata a tre anni di prigione. A causa di detta tragedia egli sarebbe rientrato in _.
Sarebbe di nuovo fuggito in Italia, questa volta con un passaporto falso.
Nel 1999 avrebbe conosciuto colei che è poi diventata sua moglie. Da essa egli avrebbe avuto tre figli, che attualmente avrebbero 8, 6 e 3 anni. Il suocero avrebbe acquistato loro una casa nel campo nomadi di _. A suo dire, egli lavorerebbe, all'occasione, come operaio al nero.
Incensurato, a nome di AC 2, in Svizzera e in Francia, egli è pesantemente pregiudicato in Italia.
Il casellario italiano (che si dà qui per integralmente riprodotto) fa stato di 23 iscrizioni. Per furto è stato condannato diverse volte dal Tribunale per i minorenni e da Tribunali ordinari, l'ultima volta, il 23.6.2004 dal Tribunale di Milano.
Nel 2005 le pene inflittegli sarebbero state cumulate (e altre ancora nel 2006), col che egli per finire avrebbe dovuto scontare quasi 8 anni di reclusione.
Di fatto avrebbe espiato dal 16.3.2004 al 31.8.2007, dopo di che avrebbe beneficiato dell'indulto. Stando alle informazioni acquisite dal CCPD al nome di _ già nel 2003 sarebbe stato oggetto di provvedimento di espulsione dal suolo italiano.
3.
AC 3 è stato identificato all'arresto a mano di un passaporto _ autentico, rilasciatogli dall'Ambasciata _ di _.
Aveva anche seco un permesso di soggiorno temporaneo francese, scaduto e una licenza di condurre pure scaduta, tutti documenti giudicati autentici dalla Polizia scientifica.
Di sé egli ha narrato e narra di essere nato in _, a _ (nella regione della _). All'età di 4-5 anni avrebbe seguito la famiglia in Italia dove avrebbe frequentato le scuole elementari.
In quegli anni un suo fratellastro avrebbe ucciso il suo fratello che aveva appena 9 anni. Trasferitosi, nel 1994, in Francia con la famiglia, avrebbe nel seguito conseguito un diploma in informatica e un diploma in lingue straniere. Avrebbe lavorato con uno zio come promotore immobiliare ma l'attività non sarebbe andata bene.
Nel 1999 avrebbe conosciuto colei che divenne la madre dei suoi figli, una connazionale di nome _. Dall'unione sarebbero nati tre figli che vivrebbero con la madre a _, in provincia di _.
Egli sarebbe tornato in Italia, dove ha parenti a _, nel 2004. Avrebbe conosciuto altre donne, per il che la compagna l'avrebbe lasciato, ma all'ora attuale l'avrebbe perdonato. Madre e figli vivrebbero del sussidio d'assistenza ed egli non avrebbe reddito fisso.
Informazioni di polizia lo danno conosciuto in Francia per furti. I casellari svizzero e italiano non recano iscrizioni. Invece quello francese fa stato di un ordine d'arresto internazionale emanato contro di lui dal Tribunal de Grande instance di Grasse del 2.4.2008 per furti in banda.
Le Autorità francesi hanno chiesto a quelle svizzere la sua estradizione. Interrogato al riguardo il 2.7.2008 AC 3 ha dato il suo consenso all'estradizione semplificata giusta l'art. 54 AIMP, che avrà luogo tosto che egli avrà espiato la pena inflittagli con la presente sentenza.
4.
La notte sulla domenica 23.3.2008 (di Pasqua) alle ore 02:59, la Polizia di Frontiera italiana fermava al valico di Chiasso-Strada, in uscita dalla Svizzera, la vettura Seat Toledo, grigia, targata _, a bordo della quale vi erano gli accusati.
Siccome uno di essi (AC 2) era privo di documenti di legittimazione, tutti e tre venivano respinti e consegnati alle Guardie di Confine svizzere. Queste ultime avvertivano i servizi della Polizia giudiziaria e chiedevano l'intervento del Grumo (gruppo specializzato nel controllo dei veicoli).
Alla guida della Seat veniva identificato, a mano del passaporto della _, AC 3. Suoi passeggeri erano il sedicente AC 2 (privo di documenti di legittimazione) e _ (nel corso dell'inchiesta identificato in AC 1) che esibiva un passaporto _.
Il Grumo, nel frattempo, procedeva alla perquisizione della vettura. Nella stessa venivano rinvenuti, opportunamente occultati, alcuni attrezzi da scasso (cacciaviti, mazzotto, scalpello) e, celati in due calze, diversi gioielli in oro e orologi.
Gli accusati venivano quindi fermati e interrogati.
AC 1 e AC 3 asserivano di essere giunti in svizzera il venerdì 21.3.2008 in serata, AC 2 già il giovedì 20.3.2008, in provenienza dalla zona di _ a bordo della vettura Seat Toledo, che dicevano appartenere ad un amico di AC 3, tale _.
Dichiaravano di aver alloggiato in un albergo a _ e di essersi recati al Casinò _ dove avrebbero perso al gioco il denaro che avevano portato seco. Di conseguenza avrebbero deciso di compiere un furto in un'abitazione privata.
_ (alias AC 1), trincerandosi dietro numerosi "non so" e "non ricordo", non forniva maggiori dettagli circa l'ubicazione dell'abitazione svaligiata e circa gli oggetti sequestrati. Asseriva tuttavia di essere "sicurissimo" di aver perpetrato un unico furto e di non essere stato a conoscenza che a bordo dell'autovettura vi erano degli attrezzi da scasso (verbale 23.3.2008 di AC 1 alla Polizia, all. al rapp. d'arresto, AI 1).
Davanti al GIAR manteneva la medesima versione, precisando di essere già venuto all'incirca tre volte in Svizzera per giocare al casinò e di aver perso nel week-end sfociato nel suo arresto la somma di circa fr. 200.-. Del furto diceva di averlo commesso insieme ai suoi due compagni a _, negava di averne effettuati altri (verbale 24.3.2008 di AC 1 al GIAR, AI5).
Dopo reticenze, nel corso dell'inchiesta, riconosceva che le generalità di _ erano false come falso era il passaporto in suo possesso.
Dichiarava che le sue vere generalità erano quelle di AC 1. Per quanto riguarda i furti, egli finiva per riconoscere quelli che gli sono imputati nell'atto di accusa, dopo che gli inquirenti, sulla base di altri accertamenti, glieli avevano via via contestati.
AC 3, inizialmente, dichiarava di aver perpetrato sul nostro territorio un unico furto a _ e di non essere stato a conoscenza che sul veicolo vi erano degli attrezzi da scasso (verbale 23.3.2008 di AC 3 alla PG, all. al rapp. d'arresto, AI 1).
Davanti al GIAR ribadiva di essere venuto in Svizzera per giocare al casinò e precisava di aver perso nella serata di venerdì presso il Casinò _ di _ la somma di fr. 10'000.- che aveva con sé, frutto del suo lavoro in un'agenzia immobiliare francese.
Nel corso dell'inchiesta, dopo aver effettuato insieme agli agenti di Polizia dei sopralluoghi, a precisa contestazione degli inquirenti, pur sminuendo il suo ruolo, ammetteva di aver commesso altri furti in Svizzera insieme ai due compagni di viaggio, risp. insieme a AC 1 e a un non meglio identificato _.
Il sedicente AC 2 riconosceva subito di avere precedenti penali per furto in Italia, ammetteva di aver commesso con i due compagni di viaggio due furti a _ e dava, rispetto ai due correi, una più dettagliata descrizione dei fatti. Sosteneva di non essere stato a conoscenza della presenza degli attrezzi di scasso celati sulla vettura, che a suo dire, apparteneva ad un amico di AC 3, di nome _. Asseriva inoltre di avere il venerdì 21.3.2008 acquistato dei capi di abbigliamento e delle scarpe presso il Centro commerciale _ di _ (verbale 23.3.2008, all. al rapp. d'arresto, AI 1).
Davanti al GIAR precisava che in occasione del secondo furto non erano riusciti a trovare oggetti di valore da rubare. Ribadiva di non aver commesso altri furti in Svizzera (verbale 24.3.2008, AI 6).
Nel seguito, man mano che gli venivano contestati dagli inquirenti, dopo aver anch'egli effettuato dei sopralluoghi, riconosceva di aver commesso un numero maggiore di furti.
Le indagini condotte dagli inquirenti sulla vettura Seat Toledo sequestrata portavano ad accertare che la stessa è intestata a tale _, nato a _ il _ e residente a _. La vettura non risulta essere oggetto di denuncia di furto. Informazioni esperite sulla persona del _ hanno portato a scoprire che egli, detentore formale di ben 163 veicoli (parecchi dei quali legati a persone coinvolte in e/o sospette di furto) è un prestanome.
Gli accusati invece pretendono che la vettura apparterrebbe ad un amico di AC 3, ovvero a tale _, residente nel loro stesso campo nomadi.
All'atto del fermo AC 3 era in possesso di un apparecchio fotografico digitale marca Canon che risultava essere provento di furto commesso il 20.3.2008 nell'abitazione di PC 5, col che il legame tra gli accusati e detto furto appariva di primo acchito certo.
Quanto al denaro che AC 2 aveva sulla sua persona (fr. 641.-, US$ 120.- e Euro 6.20) lo stesso accusato, nel seguito dell'inchiesta, ha dichiarato di averlo rubato in casa di PC 1. Pure sottratto a PC 1 risultava essere un cellulare marca Siemens (già restituito al derubato, insieme ad altri gioielli risultati essere di sua proprietà), mentre risultavano essere stati rubati a PC 7
due anelli in oro, ritrovati in possesso di AC 2.
Come cennato in ingresso, i tre accusati avevano occultato sotto il cruscotto della Seat, lato passeggero, una calza bianca e una calza nera, entrambe contenenti parecchia refurtiva (cfr. per i dettagli l’allegato 51 all'AI 111).
Un marengo d'oro e un lingottino d'oro di 2,5 grammi venivano ritrovati nelle tasche dei pantaloni di AC 3, riposti in una valigia.
Dopo un diligente e paziente lavoro di verifica delle denunce di furto loro pervenute, gli inquirenti riuscivano, sulla base della refurtiva sequestrata, a risalire ai legittimi proprietari, in particolare alla già citata PC PC 5, vittima del furto commesso a _ il 20.3.2008 (ada 1.3) commesso dai tre accusati in correità tra loro, alla PC PC 7, vittima del furto commesso dai tre accusati, in correità tra loro, a _, il 21.3.2008 (ada 1.6) e alla PC PC 1, vittima del furto commesso dai tre accusati, a _ il 22.3.2008 (ada 1.8).
Sono tuttora in sequestro, siccome pacificamente provento di furto e quindi da confiscare, i seguenti oggetti:
- 1 penna a biro in metallo giallo
- 1 lingottino 2,5 gr. Crédit Suisse
- 1 bracciale da donna in argento con punzonatura "750"
- 1 orecchino rotondo, da donna, in metallo giallo
- 1 catenina in metallo giallo
- 1 anello in metallo giallo con pietra nera
- 1 lingottino in oro (2,5 gr.) Valcambi SA Balerna, Crédit Suisse.
5.
I tre accusati si conoscono bene poiché due di loro (AC 1 e AC 2) sono stabilmente residenti nel campo nomadi di _, AC 3 per esservi di frequente presente, ospite di parenti ed amici.
Insieme i tre hanno commesso i furti descritti nell'atto d'accusa ai punti da 1.1 a 1.8 e i relativi danneggiamenti e violazioni di domicilio (perseguiti detti reati collaterali nella misura in cui è stata proposta valida querela).
AC 1 e AC 3, in correità con non meglio identificato _, hanno pacificamente commesso anche i furti elencati sub 4 (da 4.1 e a 4.4) dell'atto d'accusa.
Singolarmente AC 3 e AC 2 sono poi risultati essere autori anche di altri furti che, cronologicamente parlando, hanno commesso con altri correi, prima della serie di furti elencati al punto 1 dell'atto d'accusa.
Segnatamente si ha che il furto commesso a _ (_) il 20/21 gennaio 2006, ha potuto essere imputato a AC 3 (cfr. atto d'accusa punto 10.1) solo perché le sue impronte (rilevate in Ticino dopo il suo arresto) sono risultate combaciare con quelle rilevate sul vetro di una finestra infranta dell'abitazione di PL 3, vittima di un furto il 22.1.2006.
Al riguardo, sentito dagli inquirenti _, giunti appositamente in Ticino, l'accusato ha narrato (con conferma al dibattimento) di essere giunto a _ (_), insieme a due amici, tale _ e _, cittadini di origine serba residenti al campo nomadi in _ a _, a bordo della vettura, marca Audi o VW Golf targata _, di _. Assicuratisi che nell'abitazione di PL 3 non vi fosse nessuno, suonando dapprima il campanello e non ottenendo risposta, scassinavano una porta finestra, guadagnavano l'interno ove sottraevano gioielli e denaro contante. Sarebbero poi rientrati ad _ e da lì, AC 3, in treno, avrebbe raggiunto _.
Che AC 3 era (ed è) anche l'autore del furto commesso a _ il 28.1.2008, nell'abitazione di PC 12 (cfr. atto d'accusa punto 10.2), gli inquirenti l'hanno scoperto con la prova del DNA effettuata su AC 3, DNA che è stato ritrovato su una calza rinvenuta nella casa di PC 12.
La presenza in Ticino di AC 3 è peraltro stata accertata sulla base della notifica di polizia (allegata all'AI 111) da lui redatta presso l'Hotel _ di _ dove ha alloggiato la notte del 21/22.1.2008.
In quell'occasione egli aveva seco una vettura con targhe italiane _.
Secondo l'accusato, egli ha commesso il furto in questione insieme a tale _, persona pure residente nel campo di _.
Pacifica la commissione, nel contesto dei due descritti furti, dei connessi reati di danneggiamento e, a _, di violazione di domicilio.
Gli inquirenti non hanno trovato prove idonee a collegare Danijel AC 1 e/o AC 2 al citato furto di _, che essi peraltro negano di aver commesso.
Che AC 2 è l'autore del furto (con relativo danneggiamento di una porta-finestra, delle tapparelle e di una porta) commesso a _ (_) il 23.2.2008, in danno di PL 2 (cfr. atto d'accusa punti 7 e 8), gli inquirenti hanno potuto dimostrarlo sulla base della prova del DNA.
Tracce biologiche corrispondenti al DNA di AC 2 sono infatti state trovate su una pila tascabile abbandonata insieme a due calze nere, nel giardino di casa PL 2. E' interessante annotare che il DNA di tale _ nato a _ il _, cittadino _, d'ignota dimora (e quindi un omonimo del AC 1 qui in giudizio) è stato ritrovato su una delle due calze citate.
In merito a detto furto, è qui il caso di annotare che, essendo alle 20:06 scattato l'allarme-effrazione, alle 20:13 del 23.2.2008, sono intervenuti in loco agenti di una società privata di sicurezza, i quali hanno visto tre individui uscire da casa PL 2 e allontanarsi su una Clio bianca targata _.
Interrogato al riguardo, AC 2 inizialmente ha dichiarato di non ricordare tale furto. Contestatagli la prova del DNA, l'ha dovuto ammettere asserendo di essere stato quel giorno in compagnia di AC 3 e di tale "_", che tramite fotografia identificava nel cittadino croato _. Ed effettivamente si ha (dai controlli dei tabulati telefonici del cellulare in uso a AC 3) che il 23.2.2008 AC 3 ha attivato più volte l'antenna di _.
Altresì è stato accertato che AC 3 la notte del 19/20.2.2008 era in Ticino e meglio a _, avendo pernottato all'Hotel _. Nondimeno avendo AC 3 negato di essere coinvolto in detto furto, per esso nessuna imputazione gli è stata mossa.
6.
Le imputazioni di cui ai punti 4, 5 e 6 dell'atto d'accusa riguardano AC 1 e AC 3 i quali, pacificamente, il 1° di marzo 2008 hanno, previo scasso, tentato di rubare, senza nulla asportare, nell'appartamento di PC 3 a _ e quindi hanno commesso furto negli appartamenti dei di lei inquilini, PC 9 e PC 10, sottraendo delle fotocamere e un cellulare.
Indi, portatisi a _, sono entrati, sempre previo scasso, nell'abitazione di PC 11 sottraendo gioielli vari.
Gli inquirenti sono stati in grado di provare ai due che il 1.3.2008 erano in Ticino, avendo in tale data, il natel in uso a AC 1 attivato tra le 18:23 e le 18:24 tre volte l'antenna di _ e quello di AC 3, tra le 18:10 e le 20:48, nell'ordine, le antenne di _, _, _, _, _, _, _, _ e _. Per di più una traccia di scarpa corrispondente al tacco sinistro delle scarpe marca Puma indossate da AC 3 all'atto del suo arresto è stata trovata nel giardino di casa PC 11 su un pezzo di vetro infranto.
Preso atto delle prove a loro carico, AC 1 e AC 3 hanno ammesso i citati furti, allegando che con loro c'era un terzo uomo, ovvero tale "_", non meglio identificato, residente nel campo nomadi di _.
A _ invece si sarebbero recati con tale "_" non meglio noto (il che dà la misura della loro attendibilità!).
Il 6.3.2008 verso le ore 12:00 una pattuglia della polizia - intervenuta a seguito di una segnalazione secondo cui nei negozi di Via _ a _ si aggiravano due persone sospette - ha fermato, in Piazza _, AC 3 e AC 1 (che in quell'occasione si legittimò come _ a mano del relativo passaporto falso) mentre circolavano a bordo della vettura Fiat Punto verde, targata _. Anche detta vettura è risultata essere intestata a _, _, intestatario della vettura su cui circolavano, con AC 2, il 23.3.2008.
I due non hanno ammesso d'aver compiuto alcun furto in quella data (e ciò benché vi fosse il sospetto che fossero loro gli autori di un furto commesso a _). Essi hanno giustificato la loro presenza in Ticino, asserendo di essere venuti soltanto per giocare al Casinò _.
7.
Ad ammettere di aver commesso i furti elencati al punto 1 dell'atto d'accusa (al punto 2 per i connessi danneggiamenti e al punto 3 per le violazioni di domicilio) i tre accusati sono pervenuti in parte perché (come già descritto nel considerando 4) essi sono risultati detenere refurtiva proveniente dai furti in danno di PC 5, PC 7 e PC 1, in parte perché gli inquirenti hanno potuto provare loro quanto segue:
- i tabulati retroattivi dei collegamenti in uso a AC 3 fanno stato della sua presenza in Ticino il 14.3.2008 (tra le ore 16:55 e le ore 18:14, con il collegamento n. _, ha attivato, nell'ordine, le antenne di _, _, _, _, _, _, _, _, _) e tra il 20.3.2008, alle ore 15:34 e il 23.3.2008, alle ore 07:50 (ritenuto che con il collegamento _ ha attivato numerose antenne, tra queste quelle di _, _, _, _, _, _, _, _, _, _, _, _, _);
- i tabulati retroattivi del collegamento n. _ in uso a AC 2 fanno stato della sua presenza in Ticino il 14.3.2008 (tra le ore 16:58 e le ore 19:01 ha attivato nell'ordine le antenne di _, _, _, _, _, _, _), e tra il 20.3.2008, ore 15:28 e il 22.3.2008, ore 20:24 (essendo state attivate le antenne di _, _, _, _);
- alle ore 12:21 di giovedì 20.3.2008 gli accusati si trovavano ancora in Italia, ritenuto come da uno scontrino di cassa loro sequestrato è emerso che essi, in tale orario, hanno fatto un acquisto per Euro 180.- nel negozio _ a _;
- dalla notifica di polizia allestita presso l'Hotel _ di _ è risultato che tutti e tre hanno pernottato dal 20.3.2008 al 23.3.2008 presso detto hotel;
- il 21.3.2008 alle ore 18:43 risp. alle ore 18:49 si trovavano presso il Centro commerciale _ a _ ove hanno acquistato presso il negozio _ capi d'abbigliamento per fr. 217.90 e presso il negozio _, 4 cappelli, 1 giacca, 1 paio di pantaloni e 1 paio di scarpe per totali fr. 615.20, per una spesa complessiva di fr. 833.10.
A ciò aggiungasi che, sul luogo del furto commesso a _ nell'abitazione di PC 6 il 20/21.3.2008, è stata rinvenuta una traccia biologica corrispondente al DNA di _, alias AC 2.
Venendo al furto tentato il 21.3.2008 in danno di PL 1, a _, si ha che quel giorno la figlia _ si trovava in casa siccome malata. Verso le 15:00-15:30 sentì suonare ripetutamente il campanello.
Non sentendosi bene non rispose subito allo scampanellio. Da dietro le tende vide sulla porta d'entrata un giovane sconosciuto che si guardava attorno. Sulla strada ebbe modo di notare una vettura di colore grigio con targhe italiane - di cui annotò il n. _ - e sulla quale il giovane salì allontanandosi. Dopo una decina/quindicina di minuti _ sentì nuovamente suonare insistentemente il campanello e nuovamente, affacciandosi alla finestra notò alla porta il giovane di prima, accompagnato da due altri individui. I tre hanno armeggiato attorno alla maniglia della porta. Dopo essersi guardati attorno, si sono diretti sul retro della casa, varcando un cancelletto. La teste _ si affacciò alla finestra e chiese loro cosa stessero cercando. Uno dei tre rispose in italiano con un leggero accento straniero, che cercava un certo _. Nel seguito i tre si sono scusati e si sono allontanati. Con sicurezza _ ha identificato in polizia, tra una serie di 12 fotografie, le foto con i tre accusati.
La tecnica descritta da _ è quella che gli stessi accusati hanno poi descritto di avere generalmente messo in atto: scelto un obiettivo, uno di loro suonava il campanello. Se nessuno rispondeva, con i correi, provvedeva a parcheggiare l'auto in zona sicura, dopo di che tutti e tre tornavano sul luogo. Suonavano di nuovo e quando erano sicuri che nessuno fosse in casa, cercavano la porta o la finestra da scassinare, operazione che di regola eseguivano con un cacciavite. Indi, entravano in casa e si appropriavano soprattutto di danaro, gioielli e oggetti elettronici. Spesso appoggiavano alla porta d'entrata una sedia o altro mobiletto, così da udire se qualcuno rientrava in casa. Diverse parti lese hanno dichiarato d'aver trovato una sedia dietro la porta d'entrata.
Complessivamente i tre accusati sono confessi di aver commesso, nel periodo 14 marzo-23 marzo 2008 otto furti con scasso, di cui tre tentati e cinque consumati. La refurtiva denunciata è risultata ammontare a oltre fr. 200'000.-. Il danaro se lo spartivano in parti uguali. Invece i gioielli, le fotocamere e altri oggetti li vendevano a _.
Stando a AC 1, essi conoscevano a _ un cinese che ritirava loro la refurtiva.
AC 2, invece, in nesso con il furto commesso il 14.3.2008 in danno di PC 2, ha dichiarato che vendettero la refurtiva ad un "sinto" di origine italiana che frequentava il campo nomadi di _ per Euro 6'000.- (pagati però solo per la metà).
Pacifiche, per il resto, le infrazioni della Legge sugli stranieri ritenute per AC 1 e AC 2, il primo ripetutamente entrato in Svizzera soggiornandovi abusivamente siccome in possesso del falso passaporto al nome di _, il secondo siccome privo di documenti.
8.
Dati i fatti accertati come ai considerandi che precedono, si ha in diritto che gli accusati devono essere dichiarati autori colpevoli:
- AC 1 di furto aggravato (siccome commesso in banda e per mestiere), commesso in 12 occasioni, di ripetuto danneggiamento e ripetuta violazione di domicilio nonché di infrazione alla Legge sugli stranieri;
- il sedicente AC 2 di furto in parte aggravato (siccome commesso in banda e per mestiere) commesso in 9 occasioni, di ripetuto danneggiamento e di ripetuta violazione di domicilio nonché di infrazione alla Legge sugli stranieri;
- AC 3 di ripetuto furto, in parte aggravato (siccome commesso in banda e per mestiere) in 14 occasioni, di ripetuto danneggiamento e ripetuta violazione di domicilio.
Le aggravanti della banda e del mestiere ricorrono per i furti commessi dai due AC 1 e AC 3 nel periodo 1.3.2008-23.3.2008, per AC 2 nel periodo 14.3.2008-23.3.2008.
I furti di _, _ e _ sono stati imputati (e quindi ritenuti) come furti semplici.
L'aggravante della banda è ravvisabile nell'essersi i due AC 1 e AC 3 dapprima con tale "_" o "_" e poi, dal 14 marzo 2008, con AC 2, associati per venire in Ticino a commettere ripetutamente furto nelle abitazioni. A prescindere da chi ebbe l'idea (nessuno dei tre ammette di essere stato l'ideatore), è certo che essi hanno di fatto condiviso un piano comune preordinato e organizzato che implicava di entrare in possesso di un auto pulita (che il fornitore _ sia il referente diretto e/o indiretto o quantomeno uno dei referenti presso il campo di _ non deve ulteriormente essere provato), di venire con essa in Ticino per commettere, tosto ne avessero avuto l'occasione, dei furti di danaro e gioielli. Essi hanno agito secondo un piano comune che implicava inoltre di girare con l'auto in Ticino (e i loro percorsi sono stati in parte ricostruiti attraverso l'attivazione delle antenne) fino ad individuare il possibile obiettivo, di suonare alla porta per accertare che i proprietari fossero assenti (se qualcuno rispose - come insegna il caso PL 1 - tenevano una scusa pronta). In caso positivo, posteggiavano l'auto in luogo sicuro, ritornavano sull'obiettivo, risuonavano e se ancora nessuno rispondeva, forzavano con un cacciavite porte e/o finestre, penetravano in casa, appoggiando spesso una sedia o similari alla porta d'entrata per udire l'eventuale arrivo degli aventi diritto, indi frugavano ovunque alla ricerca di danaro e oggetti di valore, in genere oro e apparecchi elettronici.
Fatta man bassa, il loro piano prevedeva che lasciassero la casa allontanandosi con la vettura, sapendo di avere a _ la persona giusta che avrebbe ricettato il provento di reato pagando loro quanto pattuito.
Il fatto di aver sempre agito in tre (anche per i furti del 1.3.2008) prova ad oltranza la loro consapevolezza di voler essere in tre, ovvero in un numero che dava loro forza sia che si trattasse di avvicinarsi alla casa prescelta e di operare lo scasso, sia che si trattasse di passare la casa al setaccio per trovare il più rapidamente possibile danaro, preziosi e altri oggetti di valore, sia che si trattasse di fuggire al più presto. Così come comprova la "banda" l'esistenza di un fornitore di auto pulite in seno al campo nomadi, altrettanto la comprova l'esistenza di un ricettatore (poco importa se "cinese" o "sinto") pronto a ritirare e a pagare loro la refurtiva.
Che gli accusati abbiano agito per mestiere emerge di tutta evidenza dal fatto che in realtà nessuno di loro nel mese di marzo lavorava, che essi hanno dedicato all'attività furtiva intere giornate, che erano pronti a commettere una molteplicità di furti, che in pratica esercitavano l'attività di ladro alla stregua di una professione, traendone in tutto o in parte i mezzi per il loro sostentamento ed anche per il loro divertimento (vedasi le reiterate visite al Casinò, risp. nei negozi del _).
Nella commisurazione della pena (art. 47 CP) ,chi scrive ha tenuto conto meno delle aggravanti quanto piuttosto della loro disponibilità e abilità nel delinquere (mai si son fatti cogliere con le mani nel sacco, bensì sono stati scoperti dopo un controllo doganale) riuscendo ad impossessarsi di consistente refurtiva (fortunatamente in parte recuperata per i furti commessi tra il 20 e il 23.3.2008).
Per AC 1 è stato posto mente al fatto che egli è appena diciannovenne, anche se preoccupa e inquieta assai che egli, pur così giovane, già sia tanto spregiudicato da recarsi in un paese straniero, la Svizzera, legittimandosi, ove occorre, con un falso passaporto da lui comprato.
Per il sedicente AC 2, ventinovenne stando ai dati che egli dichiara, contano soprattutto i pesanti precedenti che l'hanno portato a espiare tra il 2004 e il 2007 più di tre anni di carcere. Benché padre di tre figli e con una posizione irregolare in _, egli non si è trattenuto dal venire in Ticino a rubare insieme a due correi più giovani di lui.
A AC 3 giova il fatto di essere formalmente incensurato (anche se ora è ricercato in arresto dalle Autorità francesi). Padre di tre figli, nondimeno, nei giorni antecedenti la Pasqua 2008, era attorno per il Ticino a commettere furti e a condurre vita scioperata, dissipando soldi (rubati) al Casinò, noncurante ed immemore della moglie e dei figli.
Tutto ben pesato e considerato, in particolare le loro disgraziate infanzie, le confessioni per finire fornite, il carcere preventivo sofferto, il fatto che in tutto o in parte essi dovranno espiare le loro pene, il concorso di reati, le loro condizioni personali, familiari e sociali, è parso equo e per nulla severo condannare:
- AC 1 alla pena detentiva di 15 (quindici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;
- il sedicente AC 2 alla pena detentiva di 16 (sedici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;
- AC 3 alla pena detentiva di 16 (sedici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
Essendo per AC 1 e AC 3, da maggiorenni formalmente incensurati e in possesso di validi documenti d'identità, la prognosi non totalmente sfavorevole, viene loro concessa la sospensione condizionale per metà della pena. Ciò significa che AC 1 deve espiare 7 mesi e mezzo, mentre che i rimanenti mesi 7 e mezzo sono messi al beneficio della sospensione condizionale, con un periodo di prova di anni quattro per sottolineare la particolare precarietà della prognosi.
Parimenti AC 3 deve espiare otto mesi, mentre che i rimanenti otto mesi sono messi al beneficio della sospensione condizionale, pure con un periodo di prova di anni quattro. Una volta espiata la pena, AC 3 verrà estradato in Francia.
Per il sedicente AC 2 la prognosi è irrimediabilmente negativa di guisa che egli deve espiare la pena inflittagli (elemento questo che ha pure influito nella commisurazione). Pesantemente pregiudicato, egli è venuto in Ticino a rubare privo di documenti validi. Durante i sette mesi della carcerazione preventiva ha fatto giungere, tramite la madre, fotocopia di documenti, ben sapendo che le Autorità _ sono molto severe in materia di riconoscimento dei propri cittadini, tant'è che egli nemmeno ha chiesto di potersi rivolgere alla rappresentanza _ a Berna in vista di ottenere un lasciapassare provvisorio.
Fintanto che perdura la sua situazione di "sedicente", privo di validi documenti, la prognosi per lui è sfavorevole. In tali condizioni egli non può uscire dalla Svizzera in maniera regolare. Costretto a vivere da clandestino egli è a forte rischio di recidiva, siccome fatalmente indotto, se scarcerato, a nuovamente delinquere.
9.
Quanto in sequestro deve pacificamente essere confiscato ad eccezione dei cellulari Nokia 8800 e 1208 da restituire a AC 3.
Le pretese della PC 13 che ha risarcito PC 11, non costituendo danno diretto ma solo indiretto, devono essere respinte.
Di contro devono essere accolte le pretese della PC 5 in ragione di fr. 8'000.-, della PC 6 in ragione di fr. 750.-, della PC 7 in ragione di fr.70'000.-, della PC 1 in ragione di fr. 2'158.-.
Trattasi per le PC PC 5, PC 7 e PC 1 del danno residuo notificato dopo il recupero di parte della refurtiva.
Rispondendo A. per AC 1, affermativament
e ai quesiti posti, in modo parzialmente affermativo al quesito 2.;
B. per AC 2, sedicente, affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito 2.;
C.
per AC 3, affermativamente ai quesiti posti, in modo parzialmente affermativo al quesito 2.;
D.
in modo parzialmente affermativo al quesito posto;
E.
affermativamente ai quesiti 2., 3., 4., 5 e negativamente al quesito 1.;
visti gli art.
12, 22, 30 e segg., 40, 42, 43, 44, 47, 48a, 49, 51, 69, 70, 139 cifra 1, 2 e 3 cpv. 2, 144 cpv. 1, 186 CP;
115 cpv. 1 LStr;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;