# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 59051dac-d8ee-5283-b7ff-5c0d19c7c0d5
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
In data 19 luglio 2010, 18 novembre 2010 e 12 settembre 2011 la società RI 1, _, ha presentato all’RS 1 (UTPG) tre domande di computo globale d’imposta (CGI) inerente a redditi percepiti quali diritti di licenza negli anni 2008, 2009 e 2010. Le tre domande, presentate con il modulo DA-3, sono state evase con altrettante decisioni in data 19 novembre 2012, mediante le quali l’UTPG ha parzialmente accolto le domande di computo limitatamente a CHF 10'127.45 per il 2008, CHF 28'112.10 per il 2009 e CHF 43'370.70 per il 2010. Contro queste decisioni non è stato interposto reclamo scritto nel termine di 30 giorni dalla notifica.
B.
Successivamente, con scritto del 23 febbraio 2015, RI 1 ha comunicato all’UTPG che, da un riesame interno, aveva rilevato che le decisioni dell’UTPG del 19 novembre 2012 riferite al CGI 2008, 2009 e 2010 sarebbero erroneamente state basate sull’assunto che la società fosse a beneficio di una imposizione agevolata. RI 1 rilevava di essere invece imposta in modo ordinario, con carico fiscale complessivo del 24.7%. La società produceva quindi quelli che considerava i corretti calcoli del CGI per i predetti periodi, e chiedeva il riesame dei conteggi da parte dell’UTPG.
C.
L’UTPG con decisione 8 settembre 2015 ha respinto, con unica decisione, la richiesta di riesame delle tre decisioni del 19 novembre 2012, rilevando che contro le predette decisioni alcun reclamo
ex
art. 18 dell’Ordinanza del 22 agosto 1967 sul computo globale d’imposta (OCGI; RS 672.201) era stato presentato nel termine di 30 giorni dalla notifica. Per il rimanente non erano nemmeno adempiuti i motivi di revisione, ritenuto che le concrete censure avrebbero potuto, e dovuto, essere sollevate mediante rimedio giuridico ordinario, e segnatamente il reclamo.
D.
Contro tale decisione RI 1 ha interposto reclamo in data 8 ottobre 2015, sostenendo che alla base delle tre decisioni del 2012 vi sarebbe stato un grave errore di calcolo, avendo il tassatore, a mente della reclamante, applicato per sbaglio la riduzione del computo globale d’imposta prevista per società a tassazione privilegiata, mentre era incontestabile che RI 1 fosse soggetta a tassazione ordinaria. Per queste ragioni sarebbero dati i motivi di revisione previsti dall’art. 147 cpv. 1 lit.
b
della Legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta (LIFD; RS 642.11), in quanto l'autorità non avrebbe tenuto conto di fatti rilevanti e di mezzi di prova decisivi che conosceva o doveva conoscere. L’UTPG avrebbe inoltre violato principi essenziali di procedura, quali il principio della buona fede ed il divieto dell’arbitrio e del formalismo eccessivo (reclamo 8 ottobre 2015, p. 3). Sarebbero poi state integrate anche le condizioni per ammettere una rettifica
ex
art. 150 LIFD, indipendentemente da un reclamo scritto contro le decisioni del 19 novembre 2012. La reclamante sosteneva infine di avere presentato un reclamo orale contro tali decisioni (reclamo 8 ottobre 2015, p. 4).
E.
Con decisione su reclamo del 2 dicembre 2016, l’UTPG ha rilevato che alcun reclamo scritto era stato interposto contro le decisioni relative al CGI del 19 novembre 2012, che non sussisteva un motivo di restituzione dei termini per la presentazione di reclami contro le predette decisioni e che nemmeno erano dati validi motivi di revisione. In particolare la società avrebbe potuto invocare i motivi addotti in sede di richiesta di riesame nella procedura precedente
ex
art. 66 cpv. 3 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021). L’UTPG infine rilevava che l’istituto della revisione non deve supplire al mancato uso del rimedio ordinario del reclamo per motivi imputabili allo stesso contribuente.
F.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 si aggrava contro la predetta decisione, lamenta la lesione del principio costituzionale della buona fede per avere ricevuto dall’UTPG informazioni fuorvianti, sostiene la nullità delle decisioni rese nel 2012, in quanto basate su errori materiali gravi e facilmente riconoscibili, e ritiene comunque dati i presupposti per procedere ad una revisione delle decisioni, rispettivamente ad una loro riconsiderazione. Da ultimo le decisioni del 19 novembre 2012 non rispetterebbero nemmeno l’art. 12 della Convenzione del 2 novembre 1994 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica dell’India per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito (RS 0.672.942.31), per rapporto alla quale sarebbe pure da attivare la procedura amichevole prevista dall’art. 25 della convenzione.

## Considerations