# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dd3ce3da-16bc-52cd-96ab-b68892fe6e01
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
che il cittadino serbo RI 1 (1983) si è sposato il 4 luglio 2004 nel proprio Paese d'origine con la connazionale I_ (1983), titolare di un permesso di dimora annuale in Svizzera;
che l'11 agosto 2005 il ricorrente è stato autorizzato a entrare nel nostro Paese per vivere insieme alla moglie nell'ambito della normativa in materia di ricongiungimento familiare (art. 38 e 39 OLS) e a tale scopo è stato posto al beneficio di un permesso di dimora annuale, in seguito rinnovato fino al 7 agosto 2007;
che il 1° dicembre 2006 l'interessato ha chiesto all'Ufficio regionale degli stranieri di _ (URS) la modifica dei dati relativi al suo indirizzo, indicando di essersi trasferito da _ a _ in un appartamento di un locale e mezzo adibito per una persona;
che il 1° febbraio 2007 I_
ha informato l'URS che dal 27 novembre 2006 non faceva più comunione domestica con il marito, che da allora non aveva più avuto sue notizie e che era sua intenzione divorziare dallo stesso;
che, fondandosi sulle premesse emergenze,
la Sezione
dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni
ha ritenuto che la separazione dei coniugi _ fosse definitiva e l'8 febbraio 2007 ha pertanto
ha deciso di revocare il permesso di dimora a RI 1
, fissandogli un termine con scadenza il 31 marzo successivo per la lasciare il territorio cantonale (art. 4, 9, 12, 16 LDDS; 38 e 39 OLS; 8 ODDS);
che c
on giudizio 27 marzo 2007, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta decisione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1
,
ritenendo che vi fossero gli estremi per revocare il permesso all'interessato per i motivi addotti dal dipartimento e che la decisione impugnata fosse conforme al principio della proporzionalità;
che contro la predetta pronunzia governativa, RI 1
si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando l'effetto sospensivo al gravame;
che il ricorrente contesta di richiamarsi al matrimonio in maniera manifestamente abusiva, sostenendo che la separazione di fatto dalla moglie è dovuta a una crisi passeggera e la loro riconciliazione imminente;
che all'accoglimento del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento, quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito.
considerato,

## Considerations

in diritto
che in materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere impugnate con un ricorso ordinario al Tribunale federale (art. 10 lett. a LALPS);
che il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale non è, di principio, ammissibile contro le decisioni concernenti i permessi di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto all'ottenimento di simili permessi si fonda su una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 83 lett. c n. 2 LTF, RS 173.110, in vigore dal 1° gennaio 2007; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii);
che la presente vertenza non concerne tuttavia il rilascio o la proroga, bensì la revoca di un permesso già concesso;
che in questo ambito, il Tribunale federale ha già avuto modo di considerare che il provvedimento è impugnabile mediante rimedio ordinario perlomeno nei casi in cui, senza la revoca, l'autorizzazione continuerebbe a produrre effetti giuridici (STF 2C_37/2007 del 21.6.2007, consid. 1.1.; 2C_21/2007 del 16.4.2007, consid. 1.2.);
che in concreto il permesso di dimora di RI 1
,
revocato dal dipartimento, era valido fino al 7 agosto 2007;
che l
'autorizzazione di soggiorno di cui beneficiava l'insorgente è pertanto scaduta durante la procedura ricorsuale: dato che egli non ha più un interesse pratico e attuale a impugnare tale decisione, il gravame è pertanto divenuto privo di oggetto;
che il giudizio impugnato non concerne tuttavia solo la revoca, ma si riferisce implicitamente anche al rifiuto di rinnovare al qui ricorrente il permesso di dimora di cui era titolare: occorre dunque esaminare se il ricorso in materia di diritto pubblico sia ricevibile sotto questo profilo;
che l'interessato non può prevalersi di una disposizione particolare del diritto federale o di un accordo internazionale da cui potrebbe derivare un diritto al rinnovo del suo permesso di dimora;
che non esiste infatti alcun trattato tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Serbia (o la ex Repubblica federale socialista di Iugoslavia) dal quale potrebbe scaturire un diritto in tal senso;
che il ricorrente non può prevalersi nemmeno dell'art. 17 cpv. 2 prima frase LDDS, secondo cui lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di domicilio ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto che i coniugi vivono insieme, in quanto egli vive
separato di fatto dalla moglie dal
dicembre 2006 e da allora egli non ha mai apportato la prova di aver ricomposto la comunione domestica con la stessa;
che tale disposizione non gli dà pertanto diritto a conservare il permesso di soggiorno, dal momento che l'unione coniugale deve infatti sussistere sia giuridicamente che di fatto (cfr. "Istruzioni e commenti sull'entrata, la dimora e il mercato del lavoro", n. 631, emanate dall'UFM, stato maggio 2006);
che l'ammissibilità del gravame non può essere data nemmeno dall'art. 8 CEDU in quanto RI 1
non può prevalersi della protezione della vita familiare garantita da tale disposto, ritenuto che vive separato dalla consorte da oltre 8 mesi;
che in esito alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere dichiarato irricevibile per difetto di competenza di questo Tribunale a statuire sul gravame e non necessita di ulteriore disamina;
che tassa e spese di giustizia sono poste a carico della parte soccombente (art. 28 PAmm);
che con l'emanazione del presente giudizio, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo al gravame diviene priva di oggetto (art. 47 PAmm).