# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bb750ba5-ec63-54a4-9dfb-3da7e24ae05b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che il 13 agosto 1998 _ _ ha introdotto davanti al-la Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, un’“istanza di interdizione” mirante a impedire un matrimonio “_g-_ _ ”;
che con ordinanza del 17 agosto 1998 il Segretario assessore ha assegnato all’istante, in luogo e vece del Pretore, un termine di 20 giorni per completare l’atto introduttivo della lite, per produrre i documenti a sostegno e per indicare il nome con il recapito esatti dei convenuti;
che _ _ ha postulato il 31 agosto 1998 una proroga del termine, se possibile fino al termine di una procedura pendente dinanzi alla Camera dei ricorsi penali contro una decisione del 24 agosto 1998 con cui il Procuratore generale aveva dichiarato, nel frattempo, di non avviare indagini preliminari nei confronti del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;
che, statuendo il 2 settembre 1998, il Segretario assessore ha respinto la domanda di proroga;
che contro l’ordinanza appena citata _ _ ha presentato il 3 settembre 1998 un “ricorso” (appello) inteso a ottenere – previo conferimento dell’effetto sospensivo al gravame – una proroga del noto termine;
che l’appello non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che su una domanda di proroga dei termini (art. 130 CPC) il giudice decide mediante ordinanza;
che, in effetti, le misure disciplinanti il procedimento sono prese con ordinanza (art. 94 cpv. 1 CPC);
che l’atto appellato, del resto, è designato chiaramente come tale;
che, emanate giusta l’art. 286 CPC, le ordinanze non sono appellabili né possono essere impugnate con qualsivoglia altro rimedio giuridico (art. 95 cpv. 1 CPC);
che pertanto il “ricorso” introdotto dall’istante si rivela, già a un primo esame, improponibile;
che l’inammissibilità dell’appello rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo contenuta nel gravame;
che, per quanto riguarda le spese del giudizio odierno, esse andrebbero poste a carico del soccombente secondo l’art. 148
cpv. 1 CPC;
che nondimeno, data la particolarità del caso, si giustifica – per questa volta – di rinunciare al prelievo di oneri processuali;
in applicazione dell’art. 313
bis
CPC,