# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 201f964d-b30d-5582-81d3-84fe3400f992
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto ed in diritto
che la cauzione processuale a carico dell’attore è stata ordinata a dipendenza della sua insolvenza (art. 153 cpv. 1 litt. a CPC), accertata dall’esistenza a suo nome, presso l’UEF di Blenio, di 5 attestati carenza beni per oltre Fr. 39'000.-;
che in appello l’attore contesta il realizzarsi del requisito della sua insolvenza poiché, a seguito dell’emissione degli attestati di carenza beni, i rispettivi creditori hanno proseguito l’esecuzione e l’UEF ha provveduto al pignoramento che, per dichiarazione dello stesso UEF, non è risultato infruttuoso;
che specifica come il pignoramento rappresenta un atto ufficiale comprovante l’insolvenza solo se risulta infruttuoso;
che rimprovera anche al Pretore di non aver richiamato dall’UEF la documentazione atta ad accertare tale situazione;
che l’appello è ampiamente infondato e, come tale, può essere sanzionato già all’esame preliminare dell’art. 313bis CPC;
che l’emissione dell’attestato di carenza beni, titolo pubblico ai sensi degli art. 8 cpv. 2 LEF e 9 CC, prova l’insolvenza della persona interessata (
Cocchi/Trezzini
, CPC-TI ad art. 153 m. 25 e 26) ed i suoi effetti di diritto pubblico - come possono proprio essere quelli correlati ad una disposizione di procedura civile quale, appunto, l’obbligo di prestare cauzione processuale - cessano quando l’escusso ha pagato le perdite dei suoi creditori constatate negli attestati di carenza beni oppure il credito incorporato negli stessi è prescritto (
Gilliéron
, Commentaire de la LP, ad art. 149 n. 81);
che, di conseguenza, fintanto che esiste l’attestato di carenza beni, esso rappresenta un valido motivo per obbligare la prestazione di una cauzione processuale, condizione che viene meno solo con la sua cancellazione (
Frank/Sträuli/
Messmer
, ZPO, ad § 73 n. 27; ZR 72 n. 23) come, del resto, esplicita l’art. 70 del CPC/BE che indica la possibilità di imporre cauzione in presenza di attestati di carenza beni a meno di provare che i creditori siano stati disinteressati;
che, non ponendosi il problema della prescrizione ventennale dal momento che gli attestati sono stati rilasciati nel 2004, l’appellante non afferma di aver pagato i crediti risultanti tanto è vero che, nei suoi confronti per quei crediti, sono ancora e nuovamente pendenti dei pignoramenti;
che il fatto che tali pignoramenti non sono risultati infruttuosi ancora non permette di ritenere che i creditori saranno soddisfatti interamente, la qual cosa poi è ininfluente poiché al momento della decisione sull’obbligo di prestare cauzione processuale gli attestati di carenza beni esistevano (ed esistono) con le conseguenze più sopra ricordate;
che la mancata precisa conoscenza dei risultati dei pignoramenti, che l’appellante avrebbe potuto tranquillamente produrre trattandosi di documenti che lo riguardano direttamente, non può così modificare la situazione di sua comprovata insolvenza;
che la tassa e le spese del giudizio d’appello sono a carico dell’appellante mentre non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale non sono state chieste osservazioni;

## Considerations