# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c00036da-410d-5bd8-be6b-d71d9fe6578b
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1964, di professione giurista, si è iscritta in disoccupazione dal 1° luglio 2019 dichiarandosi disposta a lavorare a tempo parziale in misura del 20% di un’occupazione a tempo pieno, in ragione di 1,36 ore giornaliere (cfr. doc. E).
In precedenza aveva lavorato presso il _ a _ dal 1° luglio 2013 come collaboratrice giuridica al 70% e dal 1° novembre 2014 al 90% come segretaria specializzata.
Il contratto di lavoro è stato sciolto il 9 febbraio 2019 per il 31 maggio 2019 (cfr. doc. 2).
Nel modulo Informazioni integrative per la registrazione all’Ufficio regionale di collocamento (URC) l’assicurata ha indicato di avere problemi di salute e che sono in corso accertamenti AI (cfr. doc. 5, punto 2.1).
Il guadagno assicurato è stato fissato in fr. 8'977.-- (cfr. doc. 3).
Il _ ha indicato sull'Attestato del datore di lavoro che RI 1 ha lavorato dal 1° ottobre 2013 al 31 maggio 2019, che l’assicurata è stata inabile al lavoro dall’8 marzo 2017 al 31 maggio 2019 e che l’ultimo salario ammontava a fr. 8'286.-- mensili (cfr. doc. 11).
RI 1 è stata totalmente inabile al lavoro fino al 31 luglio 2019 e dal 1° agosto 2019 è abile al lavoro al 20% (cfr. doc. 10 e 13).
1.2. Il 7 ottobre 2019 la Sezione del lavoro ha inviato all’assicurata uno scritto del seguente tenore:
"
(...) Tenuto conto di quanto sopra, le domandiamo di specificarci la sua esatta disponibilità al mercato del lavoro (ad esempio in quale giorno della settimana lei è disponibile o se intende ripartire il 20% su più giorni la settimana, specificare la disponibilità oraria esatta). Tale dichiarazione dovrà essere poi attestata da un certificato medico (redatto in lingua italiana) con l'aggiunta di quali impieghi può svolgere concretamente e di quali attività non può invece svolgere.
La invitiamo a formulare eventuali osservazioni scritte
entro il 21.10.2019
dal ricevimento della presente, allegando il suddetto certificato medico.; non ricevendo alcuna risposta entro il termine fissato procederemo all'emissione di una decisione in base agli atti in nostro possesso.
Attiriamo la sua attenzione sul fatto che, durante il periodo di verifica dell'idoneità al collocamento, la sua cassa di disoccupazione non effettuerà nessun pagamento delle indennità giornaliere e die i suoi obblighi di controllo (p.es. colloqui con il suo consulente del personale e ricerche di lavoro) rimangono invariati.” (Doc. 14)
Il 20 ottobre 2019 l’assicurata ha mandato alla Sezione del lavoro “il certificato richiesto e redatto / tradotto in lingua italiana, che risponde pure alle domande da lei formulate” (cfr. doc. 15).
Il certificato del dr. _, psichiatra e psicoterapeutica di _, reputa l’assicurata abile al lavoro all’80% dal 1° agosto 2019 “fino a nuovo avviso” e precisa che ella può ancora svolgere la seguente attività:
"
(...) Semplici attività d’ufficio come giurista, senza ansia di prestazione e pressione di scadenza e in ambiente calmo, mass. 20% ripartito su 5 giorni.” (Doc. 15/1)
Il 28 ottobre 2019 la Sezione del lavoro ha ritenuto RI 1 inidonea al collocamento, rilevando:
"
(...) Con tale attestazione, di fatto, la signora RI 1 ha ribadito quanto da lei indicato nel succitato formulario "Domanda di indennità di disoccupazione", nel quale ha specificato di essere disponibile (in aggiunta a tutte le limitazioni sopra esposte), per 1 ora e 36 minuti al giorno.
Tenuto conto del profilo della persona in cerca di impiego (laureata in giurisprudenza all'Università di _), del tipo di impiego da lei ricercato (come giurista) e delle limitazioni apposte dal medico, si ritiene che la disponibilità offerta dalla signora RI 1 non sia in grado di permetterle di reperire un'occupazione adeguata, quantomeno sulla base della verosimiglianza preponderante, come indicato al punto. 2 della presente decisione. (...)” (Doc. 16)
1.3. Con decisione su opposizione del 7 gennaio 2020 la Sezione del lavoro ha confermato la precedente decisione.
L’amministrazione ha innanzitutto sottolineato che una disponibilità temporale ridotta accompagnata da una rigidità per quanto riguarda l’orario della disponibilità comporta di principio un’idoneità al collocamento.
La Sezione del lavoro ha poi aggiunto:
"
(...) Inoltre, anche volendo seguire le meno rigida disposizione oraria indicata nell'opposizione, si sottolinea che, altre a non essere comunque usuali nell'ambito professionale ricercato, le limitazioni legate allo stato di salute dell'assicurata, segnatamente
"semplici attività d'ufficio come giurista, senza ansia di prestazione e pressione di scadenza, e in ambiente calmo"

## Considerations

, non rendono plausibile che vi sia un numero sufficiente di datori di lavoro disposti ad assumere l'assicurata, considerato che non esiste praticamente nessuna professione che sia priva di pressioni, ansia o scadenze. Infatti, anche le postulazioni allegate all'opposizione non rispecchiano le condizioni poste dal certificato medico 15 ottobre 2019. In alcuni casi (facoltà di _, assistente di diritto penale, assistente in diritto privato) la percentuale di lavoro richiesta è del 50% e 25% e dunque
superiore all'abilità lavorativa attestata dal certificato medico del 15 ottobre 2019, in altri casi, come per la _, l'interessata non possiede il profilo richiesto dall'offerta di lavoro, ovvero la formazione/perfezionamento nel diritto fiscale. In ogni caso, le offerte di lavoro in parola non sono certamente prive di scadenze o richieste urgenti che potrebbero provocare una certa ansia. A questo si aggiunge anche il fatto che, come detto, oggigiorno non vi è un'attività priva di scadenze o pressioni. Infatti, anche in un segretariato vi sono delle scadenze, dettate proprio dalle esigenze che possono nascere sul momento e pertanto non appare ragionevolmente possibile che possa sussistere un mercato sufficientemente ampio che permette di assumere la signora RI 1 alle condizioni desiderate.
L'attività descritta dal dr. med. _ nel certificato medico del 15 ottobre 2019 appare piuttosto simile ad un'attività che può essere svolta unicamente in un laboratorio protetto. A questo
proposito, si sottolinea che una persona che può lavorare unicamente in un laboratorio protetto è inidoneo al collocamento (BORIS RUBIN, op. cit., N.86 ad art. 1 5 LADI). (...)” (Doc. B)
Neppure la circostanza che l’assicurata abbia pendente una domanda di prestazioni di invalidità permette, secondo la Sezione del lavoro, di riconoscere il diritto alle prestazioni della LADI in quanto l’assicurata è manifestamente inidonea al collocamento (cfr. doc. B).
1.4. Contro la decisione su opposizione l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore, dopo avere ricordato che secondo la giurisprudenza federale e le direttive della SECO il concetto di idoneità al collocamento non è graduabile e che una disponibilità ad assumere un lavoro nella misura del 20% di un’occupazione a tempo pieno è sufficiente per riconoscere l’idoneità al collocamento, ritiene che nel caso concreto questa condizione sia adempiuta.
Al riguardo egli così enumera i titoli di studio e le esperienze professionali dell’assicurata:
"
(...)
- ha conseguito la laurea in diritto a _ a pieni voti
- ha svolto un complemento di formazione informatica e ha regolarmente frequentato corsi di perfezionamento in vari settori del diritto
- parla e scrive tedesco, francese, italiano e inglese
- ha lavorato come giurista in vari ambiti dell'amministrazione federale (_), nel settore universitario (_) e nel settore privato (_)
- ha lavorato in ambito giuridico in vari cantoni, in tedesco, italiano e francese
- ...
Si tratta di una persona, con titolo accademico e ottime qualifiche, volonterosa e lavoratrice, che dispone di una formazione (giurista) e estesa esperienza ampiamente spendibile, che le permette di collocarsi in un ampio spettro di attività (dall'amministrazione pubblica federale, cantonale, ma anche comunale, nonché in assicurazioni private ecc.) oltre a un'ampia esperienza.
La signora RI 1 è in grado di collocarsi, grazie alla sua esperienza e flessibilità professionale, in tutta la Svizzera per impieghi in tedesco, francese o italiano, in vari settori e tipologie di attività. (...)” (Doc. I pag.8)
Il patrocinatore di RI 1 sottolinea inoltre che decisiva è la disponibilità a lavorare 8 ore settimanali cioè in misura del 20%, e da dicembre 2019 al 30% (cfr. doc. R, certificato medico del dr. _ 3 dicembre 2019), di modo che esistono sufficienti possibilità d’impiego come sarebbe dimostrato dalle ricerche di lavoro da lei compiute:
"
(...) L'attività non dovrebbe essere caratterizzata da costanti scadenze, quindi la signora RI 1 ben si collocherebbe in molti impieghi giuridico amministrativi, di ricerca o di insegnamento. Giova qui evidenziare un aspetto evidente e cioè che una laurea in diritto, tre lingue nazionali parlate e scritte e l'ampia esperienza lavorativa dell'assicurata rendono accessibili molti impieghi.
Si osserva che, per le sue qualità di apprendimento e variegate qualifiche, la signora RI 1 è anche stata invitata a trasmettere la sua candidatura per posizioni non limitate al settore finora svolto (ad esempio per un impiego come content manager presso la _).
Per le sue capacità, anche al 20%, sul mercato esistono in concreto varie possibilità reali e per esempio l'assicurata ha presentato la propria candidatura per i seguenti impieghi a concorso
- collaboratrice scientifica _, _ (doc. G),
- _ al 15-20% (doc. H),
- _ al 15-20% (doc. l),
- assistente presso _ di _, _, al 20-50% (doc. L),
- giurista presso il Servizio giuridico _ al 30-50% (doc. M),
ed esistono in concreto varie ulteriori attività idonee per esempio
- _ al 10-15% (doc. N),
- _ in Ticino, 30-50% (doc. 0),
- sottoassistente _, 11 h/s (doc. P),
- ... (...)” (Doc. I pag. 9-10)
1.5. Nella sua risposta del 9 marzo 2020 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso.
Innanzitutto, a proposito della disponibilità dell’assicurata a suddividere il 20% sui cinque giorni settimanali, l’amministrazione rileva che occorre fondarsi sulle sue dichiarazioni e sul primo certificato medico prodotto con la domanda:
"
(...) Innanzitutto si sottolinea che l'assicurata, sulla domanda d'indennità di disoccupazione del 3 luglio 2019, ha chiaramente indicato come le 8 ore di lavoro settimanale dovevano essere ripartite giornalmente, segnatamente 1.36 ore giornaliere (doc. 7). Questa indicazione apposta dalla medesima in occasione della compilazione del surriferito documento, riflette la chiara volontà dell'assicurata su come desiderava suddividere le ore di lavoro nell'arco della settimana. A seguito della richiesta dell'amministrazione 7 ottobre 2019 (doc. 14) tale volontà è stata successivamente confermata tramite attestazione medica 15 ottobre 2019 rilasciata dal dr. med. _, nella quale veniva indicato che
“(...) min. 20% ripartito su 5 giorni".
Solo con il presente gravame, l'interessata produce una dichiarazione dello specialista del 24 gennaio 2020 (doc. Q), con la quale si tenta di attenuare il chiaro significato dell'attestazione medica 15 ottobre 2019 e della volontà dell'assicurata espressa nella domanda d'indennità di disoccupazione. La ripartizione oraria settimanale contenuta nel certificato medico 15 ottobre 2019 sembra avere il chiaro scopo di ridurre al massimo qualsiasi stress per la signora RI 1; al riguardo ci si chiede come sia possibile, tenuto conto del precitato certificato medico, considerare la distribuzione oraria paventata con l'ultima dichiarazione dello specialista (disponibilità oraria può essere distribuita su meno giorni). Già solo distribuire il 20% su due mezze giornate è in contrasto con quanto indicato nel certificato medico 15 ottobre 2019.
La dichiarazione medica 24 gennaio 2020 appare una costruzione volte all'ottenimento delle indennità di disoccupazione e non corrisponde né a quanto indicato nella certificazione medica 15 ottobre 2019 e nemmeno alla prima espressione della volontà dell'assicurata dichiarata nella domanda d'indennità di disoccupazione. E questo a maggior ragione se si pone mente al fatto che l'interessata, in occasione del colloquio telefonico 18 novembre 2019 e quindi dopo aver ricevuto la querelata decisione, ha dichiarato alla consulente di riferimento quanto segue:
"(...) La PCI dice che il medico avrebbe riferito che si può rivedere la disponibilità al collocamento: non di un 20% ripartito su 5 giorni, visto che la CP CAD si basa sull'impossibilità di reperire una tale tipologia di lavoro (...)"
(doc. 9). Analogamente ad una dichiarazione rilasciata in un secondo momento, anche la dichiarazione medica 24 gennaio 2020 appare meno credibile. Pertanto, richiamato il principio della priorità della dichiarazione della prima ora, secondo cui le spiegazioni fornite in un secondo tempo non possono integrare le prime constatazioni dettagliate, soprattutto se esse le contraddicono (cfr. al proposito STCA 38.2018.40 del 5 novembre 2018 consid. 2.5 riferimento ivi citati), si osserva come la versione addotta con il ricorso non risulti credibile e non meriti tutela.
Visto quanto appena esposto, è necessario concludere che, in relazione alla disponibilità così come indicata dell'assicurata durante la procedura amministrativa, non appare possibile che vi sia un numero di datori di lavoro sufficiente disposto ad assumerla, tenuto anche conto dell'ambito professionale ricercato (giuridico) dove una presenza inferiore alla mezza giornata non appare concretamente praticabile. Al riguardo si rammenta che una disponibilità temporale ridotta (in concreto al massimo del 20%) accompagnata da una rigidità per quanto riguarda l'orario della disponibilità, comporta di principio un'inidoneità al collocamento (BORIS RUBIN, Commentaire sur la loi sur l'assurance-chômage, Gèneve Zurich Bâle 2014, N. 31 ad art. 15). (...)” (Doc. V pag. 2-3)
Secondo l’amministrazione non esistono poi in ambito giuridico lavori che rispecchiano le considerazioni poste dall’assicurata:
"
(...) le limitazioni legate allo stato di salute dell'assicurata nella ricerca di un lavoro, segnatamente attività prive di costanti scadenze o stress, non rendono in concreto possibile che vi sia un numero sufficiente di datori di lavoro disposti ad assumerla. Per quanto - riguarda le ricerche di lavoro si rinvia a quanto espresso nella querelata decisione (cfr. p.to e inoltre, sebbene superiore all'abilità lavorativa attestata con le certificazioni mediche agli atti, si
evidenzia che ella si sarebbe candidata per un'occupazione a tempo pieno (doc. P). È altresì importante ribadire che quasi nessuna attività è oggigiorno priva di scadenze o pressioni. Come rilevato con la querelata decisione, anche in un segretariato vi sono delle scadenze, dettate proprio dalle esigenze che possono nascere sul momento e pertanto non appare ragionevolmente possibile che possa sussistere un mercato sufficientemente ampio che permette di assumere la signora RI 1 alle condizioni desiderate.
L'attività descritta dal dr. med. _ nel certificato medico del 15 ottobre 2019 appare piuttosto simile ad un'attività che può essere svolta unicamente in un laboratorio protetto. A questo proposito, si sottolinea che una persona che può lavorare unicamente in un laboratorio protetto inidoneo al collocamento (BORIS
RUBIN,
op. cit., N.86 ad art. 15 LADI). (Doc. V pag. 3)
1.6. Il 10 marzo 2020 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. VI).
Su sua richiesta (cfr. doc. VII) il TCA ha prorogato al patrocinatore della ricorrente fino al 20 aprile 2020 il termine per presentare nuove prove (cfr. doc. VIII).
Il 17 aprile 2020 il rappresentante dell’assicurata si è così espresso:
"
(...) Si deve evidenziare che, come concretamente dimostrano le ricerche e le candidature della signora RI 1, contrariamente a quanto sostiene la resistente, in ambito giuridico vi sono sufficienti e molteplici attività lavorative, anche per attività al 20% dove non viene richiesto che si tratti necessariamente di 1/2 giornate intere.
Si evidenzia, in secondo luogo, che la signora RI 1 è sempre stata flessibile e si è candidata con flessibilità e senza limitazioni per impieghi al 20 - 30%.
Inoltre, essa si è anche interessata per posizioni in ambito di traduzione e interpretariato, nonché insegnamento, che nella loro natura non prevedono necessariamente una presenza prolungata sull'arco della giornata, rispettivamente che permettono di gestire in modo molto autonomo le risorse lavorative.
A ciò si aggiunge che per posizioni selezionate, dopo aver verificato che il datore di lavoro in questione non era avverso a considerare la possibilità di uno jobsharing per due candidati favoriti per l'attività messa a concorso, ha esteso in modo proattivo le ricerche anche ad attività con una % superiore, come ad esempio nel caso di un concorso per un'attività al 80% la disposizione ad effettuare uno sharing ai 20-60 oppure 30-50%.
Essa in concreto si è resa quindi disponibile in tale misura per il mercato del lavoro.
Esistono quindi concrete attività adeguate nel mondo del lavoro e non, come ha valutato la resistente, solo in un laboratorio protetto.
In sostanza i fatti dimostrando la reale ed effettiva volontà e disponibilità dell'assicurata di impiegarsi in un’attività lavorativa idonea e concretamente esistente, e quindi la decisione impugnata, che valuta la signora non idonea al collocamento, non è corretta.
Infine, conviene rammentare che dal 2017 è pendente una domanda Al e quindi il caso in oggetto rientra nel sistema della prestazione anticipata conformemente all'art. 70 cpv. 1 e 2 lett. b LPGA e sotto sta alle regole ivi previste (vedi messaggio del CF del 2 luglio 1980 Ill 469).
Inoltre la signora RI 1, per il suo danno alla salute aveva fatto domanda d'invalidità (come anche segnalato all'assicurazione disoccupazione, cfr.
Decisione su opposizione 7 gennaio 2020, pag. 3
) e, come indica l'art. 15 cpv. 3 OADI, un impedito fisico o psichico, che, in caso di condizioni equilibrate del mercato del lavoro, non sia manifestamente inidoneo al collocamento e si sia annunciato all'assicurazione-invalidità o a un'altra assicurazione secondo il capoverso 2, è considerato idoneo al collocamento sino alla decisione dell'altra assicurazione. Tale considerazione non incide affatto sulla valutazione, da parte delle altre assicurazioni, della sua capacità al lavoro o al guadagno. Anche in tal senso sono dovute alla signora RI 1 le prestazioni di disoccupazione.
Si evidenzia poi che, giusta l'art. 70 cpv. 2 lett. b LPGA, l'assicurazione contro la disoccupazione è tenuta a versare prestazioni anticipate per le prestazioni la cui assunzione da parte dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione contro le malattie, dell'assicurazione contro gli infortuni o dell'assicurazione per l'invalidità contestata.