# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d5b7cc95-c12e-5d3d-bcde-821ffc381fbe
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Nel corso del 1997 è entrato in vigore il nuovo PR di _, che all'art. 45 cpv. 1 lett. b delle norme di attuazione (NAPR) sancisce l'obbligo di dotare di posteggi tanto le nuove costruzioni, quanto le costruzioni esistenti che ne sono prive.
Per le abitazioni, il fabbisogno minimo di posteggi è così stabilito:
"un posto auto per ogni appartamento fino a 100 mq SUL o frazione superiore;"
Se l'adempimento dell'obbligo non è esigibile in forma reale, il municipio preleva un contributo sostitutivo pari al 25% del costo medio del posteggio compreso il valore del terreno (art. 45 cpv. 2 NAPR).
B. L’insorgente _ è proprietario di una vecchia casa d'abitazione (part. n. _ RFP), situata nell'abitato di _. L'edificio dispone di una SUL complessiva di 175 mq (stima) ed è privo di posteggi.
Non essendo possibile realizzarne, il 3 settembre 2002 il municipio ha chiesto al ricorrente un contributo sostitutivo di fr. 4'000.- per due posteggi mancanti.
C. Con giudizio 15 ottobre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, rigettando l’impugnativa contro di esso inoltrata da _, che chiedeva di dimezzare il contributo, ritenendo che per i 175 mq della sua abitazione potesse essergli imposto un solo posteggio.
Condividendo l'interpretazione data dal municipio, il Governo ha in sostanza ritenuto che l’art. 45 cpv. 1 NAPR esigesse un posteggio ogni 100 mq di SUL o frazione.
D. Avverso la predetta risoluzione governativa il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando nuovamente la riduzione del contributo sostitutivo a fr. 2’000.-.
L’insorgente contesta l’interpretazione data dal municipio all’art. 45 cpv. 2 NAPR, ribadendo che la norma, applicata in base al suo tenore letterale, gli imporrebbe la realizzazione di un solo posteggio.
Se il legislatore avesse voluto
dotare di un posteggio ogni SUL di 100 mq,
argomenta,
avrebbe dovuto formulare diversamente l'articolo.
Anche seguendo il ragionamento del Consiglio di Stato, si potrebbe esigere al massimo un posteggio fino a 200 mq di SUL.
E. All'accoglimento del gravame si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio sulla scorta di argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, nel seguito.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 21 LE), la legittimazione dell’insorgente certa (art. 43 PAmm) e la tempestività dell’impugnativa sicura (art. 46 cpv. 1 PAmm). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
2. La legge deve essere in primo luogo applicata secondo il suo tenore letterale o grammaticale. Decisivo è anzitutto il significato che emerge dalle singole parole e dalla loro connessione. Se l'applicazione della legge secondo il testo conduce ad un risultato ragionevole, l'interpretazione letterale è da preferire a qualsiasi altra interpretazione. Se è chiaro ed univoco, il testo della legge è determinante.
(Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd., n. 20; A. Scolari, Diritto amministrativo, 2a ed., n. 186).
Da un testo chiaro è lecito scostarsi solo ove questo travisi lo scopo e la portata della disposizione, non ne renda il vero senso, produca effetti estranei agli intendimenti del legislatore o urti il comune sentimento di giustizia (DTF 121 V 125 consid. 2c e rif.; 118 IB 187 consi. 5a; RDAT 1997 II n. 36 consid. 4).
Se invece il tenore letterale della norma non è chiaro o porta a diverse conclusioni, occorre ricercarne il vero significato mediante interpretazione. Questo può essere dedotto dai materiali legislativi, dallo scopo della norma o dalla sistematica della legge in cui è inserita (DTF 115 Ia 134 consid. 2b; A. Scolari, op. cit., n. 186). c; RDAT 1999 II n. 21).
3. 3.1. Controverso, in concreto, è il numero di posteggi obbligatori prescritti dall’art. 45 cpv.2 NAPR per l'abitazione del ricorrente. Oggetto di contestazione è in particolare l'interpretazione della norma. Il ricorrente non solleva altre contestazioni, riferibili all’assoggettamento degli edifici esistenti all’obbligo, all'estensione della SUL della sua abitazione, all'importo del contributo sostitutivo stabilito dal municipio per singolo posteggio mancante od alla possibilità di realizzare in natura i posteggi prescritti.
Per gli edifici destinati all'abitazione, l'art. 45 cpv. 2 NAPR esige:
un posto auto per ogni appartamento fino a mq 100 SUL o frazione superiore.
Lo scopo della norma è chiaro ed incontestato. L’art. 45 cpv. 2 NAPR mira unicamente a definire il numero minimo di posteggi occorrente per rapporto alla destinazione degli edifici.
Se la norma si fosse limitata a prescrivere
un posto auto per ogni appartamento
, non vi sarebbero stati dubbi circa la sua applicazione. Ogni appartamento avrebbe in effetti dovuto essere dotato di un posteggio indipendentemente dalla sua estensione.
La norma non si limita tuttavia a prescrivere un posto auto per ogni appartamento, ma è completata da una precisazione riferita all’estensione degli appartamenti. Essa impone infatti
un posto auto per ogni appartamento
fino a mq 100 SUL
. Interpretata secondo il suo tenore letterale, l'art. 45 cpv. 2 NAPR suscita interrogativi. Non è invero dato di vedere per qual motivo soltanto gli appartamenti con una SUL fino a 100 mq dovrebbero essere dotati di un posteggio. Una simile interpretazione potrebbe semmai essere accreditata se la norma definisse nel contempo anche il numero di posteggi prescritto per gli appartamenti di maggior superficie. Mancando tuttavia qualsiasi indicazione in tal senso, l'art. 45 cpv. 2 NAPR non può dunque significare che solo gli appartamenti fino a 100 mq di SUL devono essere dotati di un posteggio.
L’alternativa
o frazione superiore
, abbinata al limite
fino a mq 100 SUL
, non aiuta certamente a risolvere la questione. Al contrario, la rende ancor più complessa, moltiplicando gli interrogativi. Il termine
frazione superiore
, riferito al valore di 100 mq, è già di per sé oscuro e finanche contraddittorio, poiché una
frazione
di 100 mq non può ovviamente superare il valore di 100 mq.
Il termine va quindi semmai inteso nel senso di
frazione
di 100 mq, che, aggiunta a tale valore, supera questo limite. In pratica, dovrebbero disporre di un posto auto anche gli appartamenti che superano la SUL di 100 mq, ma non raggiungono il limite di 200 mq. Ma se questo fosse il senso della disposizione, come sostiene il ricorrente, non si capisce perché gli appartamenti fino a 100 mq di SUL siano alternativamente contrapposti a quelli fino a 200 mq, allorché entrambi devono comunque obbligatoriamente disporre di un solo posteggio.
In realtà, la norma è formulata in modo confuso, incoerente ed illogico. Non può dunque essere applicata secondo il testo, ma deve essere interpretata.
3.2. L'art. 45 cpv. 2 NAPR si ispira con ogni evidenza ad analoghe disposizioni di altri ordinamenti edilizi comunali, che per gli edifici abitativi prescrivono un posteggio ogni 100 mq di SUL o frazione, ritenuto un minimo di un posto auto per appartamento (cfr. p. es. art. 75 NAPR Biasca, 41 NAPR Cadenazzo, 64 NAPR Cavigliano, 54 NAPR Canobbio, 53 NAPR Cugnasco, 43 NAPR Giumaglio, 55 NAPR Cevio, 37 NAPR Mezzovico, 48 NAPR Losone, 65 NAPR Minusio, 36 NAPR Riva San Vitale, 58 NAPR Vezia). Nulla permette di ritenere che il legislatore comunale abbia inteso scostarsi da tali disposizioni, adottando una soluzione diversa, concepita in funzione delle particolari esigenze del comune di _.
Dal profilo sistematico, va invece rilevato che la norma è caratterizzata dalla definizione di un valore unitario di SUL, stabilito in funzione del tipo di destinazione, al quale viene fatto riferimento per determinare il numero di posteggi obbligatori. Appare dunque plausibile che anche per gli edifici ad uso abitativo il legislatore comunale abbia coerentemente inteso graduare il fabbisogno di posteggi in funzione della SUL, assumendo quale unità di misura il valore di 100 mq.
Analoghe considerazioni valgono dal profilo dell'interpretazione teleologica. Se lo scopo della norma è quello di fissare un numero di posteggi commisurato al fabbisogno indotto dall'utilizzazione degli edifici, ben si può in effetti ammettere che il legislatore comunale abbia in realtà inteso imporre un posto auto
ogni 100 mq
di SUL e non
ogni appartamento
.
Ferme queste premesse, l'interpretazione proposta dal municipio, che ha ravvisato nella norma una prescrizione volta a sancire l'obbligo di dotare le abitazioni di un posto auto ogni 100 mq di SUL o frazione, ritenuto un minimo di un posteggio per appartamento, appare ragionevole e sostenibile.
Quest'interpretazione pone anzitutto l'art. 45 cpv. 2 NAPR in consonanza con le disposizioni dalle quali incontestabilmente deriva. Esigendo almeno un posto auto per ogni appartamento sino a 100 mq di SUL ed un ulteriore posteggio ogni 100 mq o frazione oltre questo limite, il significato attribuito dal municipio alla norma si conforma inoltre pienamente al criterio di proporzionalità lineare con la SUL, adottato dall'art. 45 NAPR per definire il fabbisogno di posteggi occorrenti per le altre utilizzazioni (uffici, negozi, laboratori ed esercizi pubblici). Così intesa, la norma risponde infine compiutamente allo scopo della legge, che è quello di imporre la realizzazione di un numero di posteggi commisurato al numero di veicoli stazionanti, che è a sua volta determinato dalla superficie effettivamente destinata ad una certa utilizzazione e non dal numero di appartamenti.
Non può invece essere accreditata, siccome insostenibile, la tesi del ricorrente, secondo cui la norma si limiterebbe ad esigere soltanto un posteggio per ogni singolo appartamento sino a 200 mq di SUL. Nessuna valida ragione, riconducibile al testo, alle finalità od alla sistematica della norma in esame è in effetti atta a suffragare una simile interpretazione. Avallandola, si giungerebbe peraltro a conclusioni che il legislatore non può sicuramente aver voluto, poiché il fabbisogno di posteggi delle abitazioni oltrepassanti questo limite non potrebbe essere determinato.
3.3. Ferme queste premesse, va quindi confermato il fabbisogno di due posteggi ritenuto dal municipio in base alla SUL di 175 mq accertata. Di conseguenza, conforme al diritto risulta l'imposizione di un contributo sostitutivo di fr. 4'000.- per posteggi mancanti.
4. In esito alle considerazioni che precedono il ricorso va quindi respinto e la decisione impugnata confermata. La tassa di giustizia è posta a carico dell’insorgente, secondo soccombenza (art. 28 PAmm).