# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 68a57cc0-852e-592a-be40-fdaa37fb8d34
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
che l’1.10.2004 IS 1 è stato arrestato con le accuse di atti preparatori punibili alla rapina, di furto, di danneggiamento, di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla circolazione stradale (AI 1/2, inc. MP _);
che il provvedimento è stato confermato il giorno successivo dal giudice dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli per l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e di bisogni dell’istruzione (AI 4, inc. MP _);
che l’accusato è stato scarcerato il 3.11.2004 (AI 23, inc. MP _);
che con decreto 5.6.2007 il procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento penale limitatamente ai titoli di atti preparatori punibili alla rapina, di furto e di danneggiamento in ragione della “
(...) venuta a cadere degli estremi di reato a fronte della più recente giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 132 IV 127), ritenuto come la soglia del tentativo non sia stata, nel caso concreto, superata
” (ABB _);
che il procedimento penale è ancora pendente per le ulteriori ipotesi accusatorie di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla circolazione stradale;
che con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP – IS 1 chiede, protestando le ripetibili, che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 8'611.25, oltre interessi, di cui CHF 2'711.25 per spese legali, CHF 2'500.-- per danni materiali e CHF 3'400.-- per torto morale;
che giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN,
Schweizerisches Strafprozessrecht
, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);
che, come detto, il decreto di abbandono concerne soltanto i reati di atti preparatori punibili alla rapina, di furto e di danneggiamento e non, anche, gli altri titoli ipotizzati dal magistrato inquirente, che ritiene quindi prematura l’istanza di indennità in questione;
che occorre determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP intenda con il termine
prosciolto
di cui all’art. 317 CPP;
che i lavori preparatori non aiutano a chiarire ulteriormente il termine
prosciolto
, segnatamente a sapere se il diritto valga solo in caso di totale proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento, come nella fattispecie in esame;
che l’art. 429 del Codice di diritto processuale penale svizzero prevede invero che l’imputato ha diritto ad un’indennità anche se è stato solo parzialmente assolto (FF 2006 p. 1231);
che nell’ambito della recente revisione delle norme sull’indennità a favore dell’accusato prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il Consiglio di Stato ha nondimeno rinunciato a specificare tale aspetto (Messaggio del Consiglio di Stato n. 5749 del 25.1.2006, p. 3);
che la Camera dei ricorsi penali ritiene di principio, nella propria giurisprudenza, che un’indennità sia possibile solo in presenza di un proscioglimento totale dell’accusato;
che considera tuttavia
prosciolto
l’accusato assolto da imputazioni indipendenti da quelle che hanno portato alla sua condanna, ovvero riconducibili a reati e/o a fatti del tutto diversi (decisione 31.3.2007 in re S.K., inc. _);
che l’art. 317 CPP non si applica pertanto ai casi in cui le accuse che hanno portato alla condanna e quelle per cui c’è stato un proscioglimento sono riferite al medesimo fatto o complesso di fatti (decisione 7.12.2005 in re M.S., inc. _, confermata dall’Alta Corte con giudizio 1P.35/2006 del 7.3.2006);
che nel caso concreto le imputazioni di atti preparatori punibili alla rapina, di furto e di danneggiamento – oggetto del decreto di abbandono 5.6.2007 (ABB _) – erano indipendenti da quelle di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla circolazione stradale, per le quali il procedimento penale è ancora pendente;
che di conseguenza, non concernendo i suddetti reati il medesimo complesso di fatti, l’art. 317 CPP è, di principio, applicabile al caso concreto, per cui il fatto che il procedimento penale non sia ancora del tutto concluso non osta alla presente domanda di indennità;
che IS 1 chiede tuttavia, tra l’altro, CHF 3'400.--, oltre interessi, quale riparazione del torto morale per i 34 giorni di ingiusta detenzione preventiva sofferta nel contesto del citato procedimento penale, promosso anche per i reati di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla circolazione stradale, sui quali il procuratore pubblico rispettivamente il giudice di merito non si sono ancora pronunciati;
che, inoltre, il 23.11.2007 il procuratore pubblico Moreno Capella ha promosso l’accusa nei suoi confronti per titolo di infrazione aggravata e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti, reati commessi a _ nel 2005-ottobre 2006 ed a _, _ e _ nel mese di settembre 2006 (AI 20, inc. MP _);
che giusta l’art. 51 prima frase CP il giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del procedimento in atto o di un altro procedimento (BSK Strafrecht I – C. METTLER, 2. ed., Basilea 2007, n. 1 ss. ad art. 51 CP);
che l’istanza introdotta da IS 1 è di conseguenza prematura per quanto concerne la domanda di risarcimento del carcere sofferto dall’1.10.2004 al 3.11.2004: esso sarà computato, in applicazione della predetta disposizione, nell’eventuale pena dipendente dai reati di cui ai procedimenti penali ancora pendenti a suo carico;
che evidentemente – qualora sia prosciolto rispettivamente qualora i citati 34 giorni non siano computati interamente nella pena – l’istante potrà presentare una nuova istanza di indennità giusta gli art. 317 ss. CPP;
che si giustifica quindi esaminare unicamente la domanda inerente la rifusione delle spese legali ed il risarcimento del danno materiale;
che, nello stabilire l’importo delle spese di patrocinio da risarcire, questa Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa dell’Ordine degli avvocati (TOA) – abrogata dall’1.1.2008, ma ancora applicabile al caso concreto essendo in vigore al momento dell’attività legale prestata – applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione;
che per tutti i procedimenti penali l’avvocato ha quindi diritto di esporre, per l’assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l’istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA (art. 37 TOA), ossia CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise criminali;
che, entro tali limiti, l’onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell’art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l’importanza, il valore e l’estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell’avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti, l’esito conseguito e la sua prevedibilità;
che il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;
che nel riconoscimento dell’onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;
che in questo senso si tiene conto della complessità e dell’importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell’impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell’esito del procedimento;
che in altre parole l’onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;
che con decisione 11.7.2007 IS 1 è stato ammesso al beneficio del gratuito patrocinio a far tempo dal 7.10.2004 (inc. GIAR _);
che – essendo stato prosciolto dalle accuse – ha nondimeno diritto di chiedere un’indennità per ingiusto procedimento;
che l’istante postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore di fiducia, avv. _, _, di complessivi CHF 2'711.25, oltre interessi, di cui CHF 1'958.35 a titolo di onorario (470 minuti a CHF 250.--/ora), CHF 561.40 di spese e CHF 191.50 di IVA (doc. A);
che la tariffa applicata appare conforme ai suddetti principi;
che sommando il dispendio orario delle singole prestazioni esposte nella nota di dettaglio risulta un tempo di 740 minuti e non, quindi, di 470 minuti, come indicato nel totale e riportato nell’istanza di indennità;
che si tratta manifestamente di un errore di battitura: si deve ritenere che IS 1 chieda, in realtà, la rifusione di CHF 3'921.75, di cui CHF 3'083.35 a titolo di onorario (740 minuti a CHF 250.--/ora), CHF 561.40 di spese e CHF 277.-- di IVA;
che, anche con questa rettifica, la nota – dispendio orario/spese – appare rispettosa dei principi sopra citati;
che nondimeno, per tenere conto che il patrocinio ha riguardato anche i reati di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e di infrazione alla legge federale sulla circolazione stradale (cfr., per esempio, il verbale di interrogatorio 3.11.2004 del qui istante, p. 5 s., inc. MP _), si giustifica ridurre di 1⁄4 il totale esposto nella nota;
che all’istante va quindi rifuso, a titolo di spese legali, l’importo di CHF 2'941.30 (CHF 3'921.75 dedotti CHF 980.45);
che per gli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia – nel caso concreto – dall’introduzione in data 23.8.2007 della presente istanza;
che – con riferimento al risarcimento dei danni materiali – secondo la giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell’interpretazione delle norme precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da risarcire, era stato inizialmente affermato che “
tali sono e non possono essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione
” (REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare l’estensione interpretativa del danno pecuniario al “
danno patrimoniale, materiale
” e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422);
che l’accusato deve dimostrare che il danno subito è la conseguenza diretta dell’accusa o della detenzione [nesso di causalità naturale ed adeguato tra il procedimento penale ed il pregiudizio (decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004)];
che per la valutazione e l’estensione del danno sono applicabili, quale diritto suppletivo, gli art. 42 ss.
CO (R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);
che IS 1 chiede il risarcimento di CHF 2'500.--, oltre interessi, per perdita di guadagno: “
ai tempi del suo arresto, (...), svolgeva attività lavorativa saltuaria (...), che gli permetteva di conseguire un reddito variabile tra i CHF 3'000.-- ed i CHF 2'500.-- mensili. L’attività svolta “in nero” non è comprovabile, ma le
(sue)
dichiarazioni (...) sono confermate dal fatto ch’egli provvedesse al proprio sostentamento
” (istanza 23/24.8.2007, p. 2);
che il fatto che, in sede di interrogatorio (verbale 1.10.2004, p. 2, inc. MP _ / verbale 3.11.2004, p. 3, AI 22, inc. MP _), abbia sostenuto di lavorare –
in nero
– non è, evidentemente, sufficiente per comprovare l’effettiva perdita di guadagno;
che non è inoltre dimostrato che egli provvedesse al suo sostentamento: egli in effetti, nel periodo precedente all’arresto, era
ospite
di diverse persone (moglie dalla quale era separato, amico, nuova compagna), per cui non si può escludere che facesse fronte ai suoi bisogni con l’aiuto di queste persone [come all’inizio del 2008 (“
Vivo a _ con la mia attuale compagna che provvede finanziariamente al mio sostentamento
”, verbale di interrogatorio 23.1.2008, p. 2, AI 22, inc. MP _)];
che, a prescindere da queste considerazioni, lo Stato non può certamente risarcire una perdita di guadagno intervenuta
in nero
;
che la pretesa non può di conseguenza essere ammessa;
che IS 1 protesta le ripetibili;
che – nella commisurazione dell’onorario relativo alla formulazione dell’istanza di indennità – questa Camera, oltre i parametri elaborati dal Consiglio di moderazione per la determinazione dell’adeguatezza delle spese di patrocinio legale, tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del gravame;
che la redazione della domanda non presentava dal profilo giuridico e fattuale difficoltà particolari, per cui l’onere lavorativo può essere considerato limitato;
che va pertanto ammesso – tenuto conto del solo parziale accoglimento dell’istanza – un importo di CHF 250.--, comprendente onorario, spese ed IVA;
che, alla luce delle suddette considerazioni, al qui istante va rifuso l’importo complessivo di CHF 3'191.30, di cui CHF 2'941.30, oltre interessi, per spese legali e CHF 250.-- per ripetibili di questa sede;
che giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 cpv. 1 n. 1 LTG e nell’art. 17 LTG;
che la tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 550.--, sono poste a carico del qui istante – parzialmente soccombente – per la somma di CHF 350.--.

## Considerations