# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7aa01147-91f8-4747-b046-c8e77ad797ab
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

Fatti:
A. Il 23 novembre 2005 l'Ufficio del Giudice di pace di Pisa ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria, completata il 3 luglio 2006, nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B. per titolo di sottrazione di cose comuni (art. 627 CP italiano). L'imputato è accusato di aver sottratto, in qualità di coerede del patrimonio ereditario facente capo al padre, C., la quota parte, pari al 18.75%, spettante alla sorella D. della  E., Panama, e della società F., Vaduz, rispettivamente delle società da esse detenute e/o controllate.
B. Con decisione di chiusura del 4 aprile 2007 il Ministero pubblico del  Ticino, cui l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha delegato l’esecuzione della domanda, ha accolto la rogatoria, autorizzando, tra l', la trasmissione all'autorità richiedente del verbale d'interrogatorio di A. del 2 aprile 2007.
C. Il 7 maggio 2007 A. ha impugnato presso la II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale la decisione di cui sopra. Il ricorrente, in , chiede, in via preliminare, la concessione dell'effetto sospensivo al . In via procedurale, egli postula la richiesta di ulteriori informazioni 'autorità rogante. In via principale, egli domanda l'annullamento del punto 1 del dispositivo, mediante il quale il Ministero pubblico ticinese ha accolto la rogatoria.
D. A conclusione delle loro osservazioni del 29 rispettivamente 31 maggio 2007 il Ministero pubblico ticinese e l'UFG postulano la reiezione del .
E. Il ricorrente, con replica del 15 giugno 2007, conferma le conclusioni  nel suo gravame. Non è stata chiesta una duplica al Ministero pubblico ticinese e all’UFG.

## Considerations

Diritto:
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1. 1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale
del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71; nuovo testo giusta il n. 14 dell’allegato alla legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale  federale, in vigore dal 1. gennaio 2007) e 9 cpv. 3 del Regolamento del Tribunale penale federale del 20 giugno 2006 (RS 173.710) la II Corte dei reclami penali è competente per statuire sui reclami in materia di  giudiziaria internazionale.
1.2 Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina
d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono sottoposti (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 132 III 291 consid. 1; 131 II 58 consid. 1).
1.3 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-
na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione  di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; RS 0.351.1). Allo scopo di completare e agevolare l’applicazione di questa convenzione multilaterale, Italia e Svizzera hanno altresì concluso un Accordo completivo del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti  non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello convenzionale, si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia  del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa  (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo; DTF 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il  dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 consid. 7c, con rinvii dottrinali).
1.4 Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, la Corte dei reclami
penali del Tribunale penale federale non è vincolata dalle conclusioni delle parti; essa esamina liberamente se i presupposti per la concessione 'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata (v. DTF 123 II 134 consid. 1d; 118 Ib 269 consid. 2e). Non è tuttavia tenuta, come lo sarebbe un'autorità di vigilanza, a verificare d’ufficio la conformità delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (v. DTF 123 II 134 consid. 1d; 119 Ib 56 consid. 1d).
1.5 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di con-
segna di mezzi di prova secondo l’art. 74 AIMP, resa dall’autorità cantonale
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di esecuzione. Trattandosi di un’impugnativa rivolta contro una decisione finale, essa ha effetto sospensivo ope legis (art. 80l AIMP). I requisiti di ammissibilità di cui agli art. 80k, così come 80e cpv. 1 in relazione con l’art. 25 AIMP, sono pacificamente dati.
1.6 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ri-
correre dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima , oltre all’Ufficio federale di giustizia (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente e direttamente da una  d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP; v. anche l’art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone contro cui è diretto il procedimento penale all’estero). Il concetto di persona toccata ai sensi dei predetti articoli di legge trova concretizzazione sia nella giurisprudenza che nell’OAIMP. Per essere considerato personalmente e direttamente toccato da una misura di assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve avere un legame sufficientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa). L’interesse da cui rampolla la qualità per agire può essere giuridico o fattuale. Esso non deve necessariamente  a quello tutelato dalla norma invocata. È necessario però che il  sia toccato più di altri, rispettivamente del collettivo degli amministrati, in un interesse importante, risultante dalla sua posizione per rapporto all’oggetto della contestazione. Un interesse degno di protezione esiste  la situazione di fatto o di diritto del ricorrente può essere  dall’esito della causa: occorre che un eventuale accoglimento del  gli procuri un vantaggio di natura economica, materiale oppure . Il ricorso proposto soltanto nell’interesse della legge oppure di un terzo non è ammissibile (DTF 126 II 258 consid. 2d; 125 II 356 consid. 3b/aa; 124 II 409 consid. 1 e/bb, 499 3b pag. 504; 123 II 115 consid. 2a). Più , nel caso di una richiesta d’informazioni su un conto bancario è considerato personalmente e direttamente toccato il titolare del conto (v. art. 9a lett. a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d), così come nelle  domiciliari questa qualità spetta al proprietario o al locatario (v. art. 9a lett. b OAIMP), rispettivamente nell’ambito di misure concernenti un veicolo a motore al detentore dello stesso (v. art. 9a lett. c OAIMP). In via giurisprudenziale è stato altresì precisato che la legittimazione a ricorrere compete alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211 consid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 consid. 1b), mentre gli interessati toccati solo in maniera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto economico di un conto bancario, non  impugnare tali provvedimenti (DTF 122 II 130 consid. 2b e rinvii). Per lo stesso motivo, nel caso di documenti in possesso di terzi, soltanto questi ultimi in quanto loro possessori possono contestare il sequestro degli stes-
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si, anche se i documenti in questione concernono un’altra persona contro la quale è pendente un procedimento penale estero (DTF 123 II 161 consid. 1d; 116 Ib 106 consid. 2a; sentenza TPF RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 1.6). La legittimazione a impugnare la trasmissione di verbali d' spetta, di massima, unicamente al teste sottoposto  alla misura coercitiva e solo nella misura in cui è chiamato a fornire  che lo concernono personalmente o che si prevale del suo diritto di non testimoniare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb; 122 II 130 consid. 2b; 121 II 459; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 308, pag. 350 e n. 310, pag. 355 e seg.). Un terzo, per contro, non è legittimato a contestare la consegna di un verbale d'audizione allo Stato richiedente neppure quando le  contenutevi lo tocchino personalmente. È ammessa un'eccezione a questa prassi solo per il titolare del conto oggetto della domanda di  e solo in quanto le informazioni contenute nel verbale possano  equiparate a una trasmissione di documenti concernenti la relazione e il titolare sarebbe stato, in tal caso, legittimato a impugnarne la  (DTF 124 II 180 consid. 2; sentenza 1A.282/2005 del 30 aprile 2007, consid. 2.3.1; sentenza 1A.141/1998 del 9 febbraio 1999 consid. 2a,  in: Rep 1999 pag. 123).
1.7 Nella fattispecie, il verbale d'interrogatorio del 2 aprile 2007 indica che il ri-
corrente è stato sentito come teste nell'ambito della procedura rogatoriale di cui sopra (v. consid. A). In quell'occasione il ricorrente, il quale non si è avvalso di un eventuale diritto di non testimoniare, è stato in pratica  esclusivamente a definire il suo ruolo, e quello di altre persone, in  alla società G. Ltd. a Lugano - fiduciaria per la quale egli ha lavorato dal 1991 al 2003 - relativamente alla tenuta della contabilità e alla gestione di alcune società riconducibili al gruppo H., fornendo essenzialmente  riguardanti i conti bancari detenuti da tali società nonché la  tra gli eredi di C. in merito alla successione di quest'ultimo. Per il resto non ha fatto affermazioni che concernono la sua persona o proprie rilevanti condotte, se non le scarne indicazioni iniziali sulla sua formazione ed il suo iter professionale. Questo genere d'informazioni sono costantemente  nei verbali d'interrogatorio ed hanno come unico scopo, non legato in questo caso alla procedura rogatoriale, quello di chiarire e verificare le  della persona interrogata, riassumendo in maniera molto succinta il curriculum vitae della stessa. Ciò ha soprattutto permesso, nella fattispecie, di situare nel tempo l'attività del ricorrente presso la G. Ltd. Questo non è tuttavia sufficiente per considerarlo toccato personalmente dalla  di un simile verbale alla luce delle norme e dei principi qui sopra .
1.8 Ne consegue che il ricorso va dichiarato inammissibile per carenza di  a ricorrere.
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2. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richiamato l’art. 30
lett. b LTPF). La tassa di giustizia è calcolata giusta l’art. 3 del  sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32) ed è fissata nella fattispecie a fr. 5'000.-.
La competenza del Tribunale penale federale di disciplinare i dettagli relati-
vi alla determinazione delle tasse di giustizia, pur non essendo  riservata all’art. 63 cpv. 5 PA, si fonda sull’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF. Nello stesso Messaggio concernente la revisione totale dell’organizzazione giudiziaria federale, del 28 febbraio 2001, veniva del resto riconosciuta l’autonomia amministrativa dell’autorità giudiziaria federale nel calcolo delle tasse di giustizia, delle spese ripetibili accordate alle parti e nella  degli onorari e delle spese in caso di patrocinio gratuito (v. FF 2001 pag. 3962), mentre non risulta dai dibattiti parlamentari che il , attribuendo la competenza in ambito di AIMP al Tribunale penale  invece che al Tribunale amministrativo federale come  previsto dal Consiglio federale, abbia voluto scostarsi in questo ambito dal principio dell’autonomia dell’autorità giudiziaria (v. Boll. Uff. 2004 CN pag. 1570 e segg.; 2005 CSt pag. 117 e segg., CN pag. 643 e segg.). Ne consegue che la riserva di cui all’art. 63 cpv. 5 PA va interpretata  come riserva anche nei confronti dell’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF.
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