# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 649209f9-d2d3-5296-9636-dbf5486da9c4
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE di _ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per il mancato pagamento di fr. 6'112.75 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio del 24 giugno 2009 la convenuta si è opposta alla domanda di fallimento, asserendo di voler far fronte al suo debito mediante versamenti mensili di fr. 1'000.-- e di averne già effettuato uno. La debitrice ha poi dichiarato di volere prendere contatto direttamente con l’istante per concordare un piano di rientro.
C.
Con sentenza 10 agosto 2009 il Pretore del Distretto di _, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da martedì 11 agosto 2009 alle ore 10.00.
D.
Con l’appello la AP 1 ricorda anzitutto di avere, in occasione dell’udienza di contradditorio del 28 aprile 2009, fatto presente al Pretore di avere pagato l’11 aprile 2009 un primo acconto di fr. 1'000.-- tramite l’UE di _ (doc. B annesso all’appello) e di avere manifestato l’intenzione di saldare il rimanente del debito tramite versamenti mensili di pari importo, impegnandosi a prendere contattto con la creditrice. Dell’esito dell’udienza, segnatamente degli impegni presi, essa ha reso edotta la stessa creditrice con scritto del 25 giugno 2006 (doc. D). In seguito a colloqui telefonici e comunicazioni via e-mail essa ha provveduto l’8 luglio 2009 a effettuare un ulteriore versamento di fr. 1'000.--, inviando separatamente per fax copia della ricevuta dell’avvenuto pagamento alla parte istante (doc. F) e ad assicurare il pagamento del medesimo importo entro il giorno dieci di ogni mese successivo fino ad estinzione del debito. L’appellante rileva poi di avere effettuato il 10 agosto 2009 il pagamento del terzo acconto di fr. 1'000.-- (doc.G) e che contestualmente l’istante ha confermato la propria volontà di sospendere l’esecuzione subordinatamente alla ricezione della citata rata relativa al mese di agosto (doc. H).

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Secondo l’art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza. Fatti nuovi ai sensi della citata norma (
unechte Noven
) possono essere invocati indistintamente fino alla scadernza del termine di ricorso (
giroud
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 19 ad art. 174). Al riguardo va annoverato, come caso classico, il pagamento dell’importo posto in esecuzione, compresi interessi e spese, prima che il giudice pronunci il fallimento, senza che questi sia stato avvertito della circostanza (
gilliéron
, Poursuite pour dettes, fallite et concordat, 4a edizione, Basilea/Ginevra/Monaco 1985, pag. 279 n. 1446); circostanza che, se a lui nota, gli avrebbe impedito di pronunciare il fallimento (art. 172 cpv. 1 n. 3 LEF). Altrettanto dicasi nel caso in cui il creditore ha concesso una dilazione al debitore prima della pronuncia del fallimento (art. 172 cpv. 1 n. 3 LEF). Sempre entro la scadenza del termine di ricorso, all’appellante è consentito dipoi di avvalersi anche di fatti successivi alla pronuncia del fallimento (
echte nova)
, ma non indistintamente. Egli potrà ottenere l’annullamento della decisione impugnata soltanto se prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto, rispettivamente che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore, rispettivamente che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento, ritenuto che - in ogni caso - egli dovrà altresì rendere verosimile la sua solvibilità (art. 172 cpv. 2 LEF n. 1-3 LEF).
2.
Ritenuto che la AP 1 nel suo appello del 19 agosto 2009 ha dichiarato che la decisione impugnata le è stata notificata l’11 agosto 2009, per cui il termine di ricorso di 10 giorni è venuto a scadere il 21 agosto 2009, l’integrazione all’appello del 16 settembre 2009 non va considerata in quanto irricevibile per tardività, all’appellante – come visto - non essendo consentito di addurre nuovi fatti una volta scaduto il termine ricorsuale.
3.
L’appellante adduce di avere ottenuto una dilazione di pagamento da parte dell’istante, producendo tra l’altro un suo scritto dell’8 luglio 2009 inviato alla creditrice, relativo al pagamento, effettuato quello stesso giorno, di fr. 1'000.-- e la relativa ricevuta. Da questo scritto si evince che l’escussa ha comunicato alla AO 1 di essere intenzionata - nel caso in cui quest’ultima pazientasse ulteriormente – di versare un’ulteriore rata di fr. 1'000.-- entro il 10 agosto 2009 (doc. F). Con una risposta inviata per e-mail il 10 agosto 2009 alle ore 07.17, la creditrice, in relazione alla fattura ancora aperta, ha comunicato all’appellante quanto segue:
“appena l’acconto arriverà, metteremo in sospeso il precetto”
. Essa ha poi indicato che con e-mail sempre del 10 agosto 2009, ore 09.09, la debitrice ha comunicato alla creditrice di avere provveduto al versamento di un ulteriore acconto di fr. 1'000.-- (doc. H). La debitrice le ha poi trasmesso per
fax
copia della ricevuta datata 10 agosto 2009 relativa al pagamento di fr. 1'000.-- (doc. G). Orbene questi documenti – tenuto anche conto dello scritto inviato il 25 giugno 2009 dalla convenuta all’istante, in cui A_ M_, amministratore della società, ha evocato quanto successo in occasione dell’udienza di contradditorio del 28 aprile 2009, segnatamente la sua intenzione di pagare in rate di fr. 10’00.- cadauna, prospettando di essere pronto personalmente a riprendere il riconoscimento di debito dalla AP 1 (doc. D) - portano a concludere che le parti si sono effettivamente accordate in merito ad una dilazione di pagamento e che la creditrice era intenzionata a sospendere l’esecuzione promossa nei confronti dell’appellante in caso di adempimento dell’accordo intervenuto. La copia della ricevuta del versamento di fr. 1'000.--, effettuato il 10 agosto 2009 e inviata dalla debitrice alla creditrice (doc. G) - dopo che erano già stati peraltro versati due primi acconti di fr. 1'000.- cadauno l’11 aprile 2009 (doc. B) e l’8 luglio 2009 (doc. F) nella chiara intenzione di bloccare la procedura esecutiva è la prova che il pagamento era avvenuto, per cui la parte istante avrebbe proceduto a sospendere l’esecuzione. Il fatto che lo stesso giorno, ossia il 10 agosto 2009, sia stato dichiarato il fallimento, è dovuto alla mancata comunicazione al Pretore, prima della pronuncia della decisione - con effetto peraltro al giorno successivo, ore 10.00 (sentenza, dispositivo n. 1) - di quanto concordato tra le parti, rispettivamente di quanto realmente in atto tra le stesse. In altri termini i documenti prodotti, specie se valutati nel loro complesso, ossia attribuendo loro il giusto senso, costituiscono prova sufficiente della dilazione concordata anteriormente alla dichiarazione di fallimento, ancorché il tutto si è perfezionato a cavallo – ma molto verosimilmente prima – della decisione impugnata. Fosse stato il Pretore reso adotto dell’evolversi della situazione (doc. B e F) e, in particolare, dell’e-mail inviato da G_ T_, rappresentante della creditrice, alla convenuta il 10 agosto 2009 alle ore 7.17.26 (cui è seguita la risposta della convenuta convenuta, ore 9.09 (doc. H), è impensabile che il Pretore avrebbe pronunciato lo stesso giorno – comunicandolo alle parti - il fallimento con effetti al giorno successivo. Avrebbe infatti senz’altro soprasseduto, attendendo la formale comunicazione dell’accordo intervenuto ex art. 172 cpv. 1 n. 3 LEF. Di conseguenza, il fallimento della AP 1 può essere annullato ai sensi dell’art. 174 cpv. 1 LEF, ossia sulla base dei pseudo nova (
unechte Noven)
, adotti dall’appellante e peraltro non contestati dalla controparte, che non ha presentato osservazioni all’appello, senza perciò vagliare l’appello dal profilo dell’applicazione dell’art. 174 cpv. 2 LEF.
4.
L’appello va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante in ambedue le sedi (art. 49 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.