# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cfab0db5-08dc-5ba0-9f0a-a62977ce2454
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
- nel termine, stabilito dall’autorità al 30 aprile 2015, RI 1 non ha inoltrato la dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2014;
- dopo aver inviato al contribuente un richiamo (19 maggio 2015) e una diffida (16 giugno 2015), con decisione del 15 luglio 2015 l’RS 1 gli ha inflitto una multa disciplinare di fr. 400.– per violazione degli obblighi di procedura;
- il 12 gennaio 2016 RI 1 ha inviato all’Ufficio di tassazione una lettera, con la quale ha chiesto il “condono” della multa disciplinare, sostenendo di uscire “da un periodo difficile a livello emotivo e psicologico che [gli] ha impedito di affrontare questa e altre situazioni con il dovuto impegno e la dovuta attenzione”;
- il contribuente ha aggiunto di essere a carico dell’aiuto sociale e di aver accumulato molti debiti;
- considerando lo scritto in questione come un reclamo contro la decisione del 15 luglio 2015, l’Ufficio di tassazione ha invitato il contribuente, con lettera del 14 gennaio 2016, a produrre un certificato medico “a comprova dei problemi di salute citati nello scritto del 12.1.2016”;
- il 28 gennaio 2016 il reclamante ha trasmesso all’autorità di tassazione un certificato medico del dott. med. _, dal quale risulta che il contribuente vive “una situazione precaria, che gli pesa abbattendone il morale e frenandolo nella ricerca di nuove soluzioni”, situazione che il medico riconduce sia ai problemi di alcolismo della madre sia alla difficoltà di trovare un impiego stabile;
- con decisione del 15 febbraio 2016 l’Ufficio di tassazione ha respinto il reclamo, argomentando che, nel termine assegnatogli con la diffida del 16 giugno 2015, il reclamante non aveva né presentato la dichiarazione d’imposta né chiesto una proroga del termine;
- con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula l’annullamento della multa disciplinare e lamenta il fatto che, nella sua decisione, l’autorità di tassazione non abbia minimamente preso in considerazione il certificato medico inviato;
- il ricorrente sottolinea la situazione economica difficile in cui si trova, con molti debiti e a carico dell’assistenza;
- nelle sue osservazioni del 1° aprile 2016 l’Ufficio di tassazione propone di respingere il ricorso, rilevando che il certificato medico gli era stato richiesto “per l’eventuale restituzione dei termini e verificare le affermazioni del ricorrente”, ma che “la documentazione presentata attesta unicamente le difficoltà economiche del signor _”;
- l’insorgente ha replicato con scritto del 24 aprile 2016, nel quale ha osservato che ci sono argomenti, contenuti nel certificato medico, che a suo avviso non sono stati presi in considerazione (in particolare i problemi con la madre e la difficoltà in cui si è ritrovato nel momento in cui quest’ultima è stata ricoverata in casa per anziani).

## Considerations

Diritto
- con la decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione è entrato nel merito del reclamo del contribuente, respingendolo per il fatto che quest’ultimo non aveva adempiuto i suoi obblighi procedurali;
- il reclamo era tuttavia stato interposto solo il 12 gennaio 2016, contro la decisione con cui era stata inflitta al contribuente la multa disciplinare, notificata il 15 luglio 2015;
- l’art. 206 cpv. 1 LT per l’imposta cantonale (applicabile anche alla procedura per violazione degli obblighi procedurali secondo l’art. 266 cpv. 4 LT) e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta (applicabile anche alla procedura per violazione degli obblighi procedurali secondo l’art. 182 cpv. 3 LIFD) stabiliscono che contro la decisione dell’Ufficio di tassazione il contribuente può reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta giorni dalla notifica;
- gli art. 192 cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge, è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia, assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante;
- neppure nella lettera del 14 gennaio 2016, con cui l’Ufficio di tassazione ha chiesto al reclamante di produrre un “certificato medico a comprova dei problemi di salute citati nello scritto del 12.1.2016” si accenna ad un problema di tempestività del reclamo e si menziona la restituzione dei termini;
- dalle osservazioni al ricorso si apprende che lo scopo della richiesta del certificato medico era anche quello di valutare i presupposti per una restituzione dei termini di reclamo, ma né la motivazione della decisione impugnata – che si limita a ribadire l’inadempimento degli obblighi procedurali – né il suo dispositivo – “il reclamo è respinto e la multa è confermata” – fanno il minimo accenno alla malattia come motivo di restituzione del termine di reclamo;
- come lamentato dall’insorgente nel suo gravame, la decisione impugnata ha dunque del tutto omesso di confrontarsi con gli argomenti contenuti nel reclamo e nel certificato medico;
- adita dal contribuente con reclamo, l’autorità di tassazione prende la sua decisione fondandosi sui risultati dell’inchiesta (art. 208 cpv. 1 prima frase LT; art. 135 cpv. 1 prima frase LIFD) e la decisione deve essere motivata (art. 208 cpv. 2 LT e art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD);
- per giurisprudenza costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: pertanto, di regola, la sua violazione comporta l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (STF del 5 luglio 1994 in re S.P.; DTF 119 Ia 136 consid. 2a p. 138, 118 Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi riferimenti);
- in queste circostanze, si giustificano l’annullamento della decisione impugnata ed il rinvio degli atti all’Ufficio di tassazione per una nuova decisione;
- nel merito, la decisione con cui è stata inflitta al ricorrente la multa per violazione degli obblighi procedurali solleva comunque qualche dubbio;
- chiunque, nonostante diffida, viola intenzionalmente o per negligenza un obbligo che gli incombe giusta la LT e la LIFD oppure una disposizione presa in applicazione di queste ultime, in particolare non consegna la dichiarazione d'imposta o gli allegati, non adempie all'obbligo di fornire attestazioni, informazioni o comunicazioni, viola gli obblighi che gli incombono come erede o terzo nella procedura di inventario, è punito con la multa di fr. 1'000.– al massimo e, in casi gravi o di recidiva, di fr. 10'000.– al massimo (artt. 257 LT e 174 LIFD);
- perché l'autorità fiscale possa infliggere una multa, devono quindi essere realizzate due distinte condizioni:
• l'una soggettiva, che consiste nella colpa del contribuente, vale a dire in una sua azione o omissione intenzionale o per semplice negligenza;
• e l'altra oggettiva, vale a dire la diffida che l'autorità fiscale deve rivolgere al contribuente invitandolo a collaborare (cfr.
Pedroli
, Le norme penali della nuova legge svizzera sull'im-posta federale diretta, in Rivista trimestrale di diritto penale dell'economia, n. 2/3 - 1995, p. 766; Idem, Le norme penali delle nuove leggi sulle imposte dirette, in RDAT II-1996 p. 483;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo, 1995, p. 472);
- il Tribunale federale ha precisato che la multa per violazione di obblighi di procedura da parte del contribuente non rappresenta un mero mezzo coercitivo dell’amministrazione ma presenta anche carattere penale, sicché il contribuente può essere punito anche se compie l’atto ordinato dall’autorità solo dopo la scadenza del termine impartitogli (RF 51/1996 p. 481 = StE 1997 B 101.1 n. 9);
- la sanzione per la contravvenzione in discussione deve essere commisurata tenendo conto, fra l’altro, della colpevolezza dell’autore come pure delle sue condizioni patrimoniali (cfr. p. es.
Sieber
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2a, 2
a
ediz., Basilea 2008, n. 34 ad art. 174 LIFD, p. 718);
- nel caso in esame, la decisione con cui il ricorrente è stato sanzionato non fornisce alcuna indicazione in merito ai criteri di commisurazione della multa;
- ci si domanda in primo luogo se, alla luce della situazione personale descritta nel ricorso e confermata dal medico, la colpevolezza dell’omissione rimproverata al ricorrente sia di tale gravità da giustificare una sanzione di 400 franchi;
- inoltre, andrebbe verificata la compatibilità della misura della multa inflitta all’insorgente con la sua situazione patrimoniale, alla luce del fatto che risulta avere numerosi debiti (per parte dei quali sono già stati rilasciati ai creditori degli attestati di carenza di beni) ed essere al beneficio di prestazioni assistenziali;
- qualora dovesse entrare nel merito del reclamo contro la decisione di multa, l’autorità di tassazione dovrà motivare la decisione tenendo conto di questi aspetti;
- visto l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.