# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5df99ae0-423e-500b-8aa3-295d7301e3bb
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. L'8 marzo 2007 RI 1 ha sollecitato l'intervento della polizia, denunciando un complotto in famiglia volto a sopprimere la prozia. Intervenute senza riscontrare nulla di anormale, le forze dell'ordine hanno chiesto un consulto psichiatrico al dr. _ del SPS _, il quale ha visitato RI 1 ordinandone poi il ricovero coatto urgente presso la CPC, in quanto affetto da uno scompenso psicotico acuto con delirio di persecuzione.
B. Mediante ricorso 14 marzo 2007 RI 1 è insorto contro il ricovero dinanzi alla Commissione giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando il provvedimento.
Dopo esser stato sentito dalla commissione, il ricorrente è stato sottoposto ad esame specialistico da parte del dr. _, psichiatra e psicoterapeuta FMH. Alla luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 28 marzo 2007 la CGASP ha respinto il gravame.
C. Il 10 aprile 2007 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva della libertà. A suo parere, sia il ricovero coatto che l'attuale degenza alla CPC sono ingiustificati, siccome fondati su
info
rmazioni e valutazioni errate.
D. La CGASP ha rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre la CPC si è premurata di illustrare le ragioni che impongono il mantenimento della misura coercitiva osteggiata dall'insorgente.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e 52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.
Il gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori. La situazione dell'insorgente è stata appena esaminata dal dr. _ nell'ambito del procedimento ricorsuale di prima istanza. Non occorre quindi esperire ulteriori valutazioni, insuscettibili di apportare al tribunale la conoscenza di elementi rilevanti per il giudizio che è chiamato a rendere (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. 2.1. Una persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale, alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397
a
cpv. 1 CC). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397
a
cpv. 3 CC).
2.2. Nel nostro Cantone il collocamento coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona indicata all'art. 397
a
CC ha luogo per decisione della delegazione tutoria del comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore (psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso di urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv. 1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore (art. 22 cpv. 2 LASP).
Il Direttore del settore o lo psichiatra curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).
La decisione, motivata e corredata dal piano terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e 2 LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).
3. 3.1. RI 1, celibe, è nato nel _, secondogenito di due figli di genitori del ceto medio. Perso il padre in giovane età, cresce _ con la madre e la sorella, attualmente convivente con un frontaliero e in AI la prima, sposata con prole la seconda. Dopo le medie tenta senza successo due apprendistati, quale disegnatore di impianti sanitari e di venditore. Trascorso qualche anno tra disoccupazione e lavori occasionali, gestisce per un po' di tempo una videoteca e poi si lancia nel commercio e nella produzione di canapa, attività che viene bruscamente interrotta nel _ a seguito dell'intervento della magistratura. Da allora è senza lavoro fisso e conduce un'esistenza isolata e marginale, sostenuto dai famigliari. Va ad abitare dalla madre, dove vive in un massiccio stato di isolamento, quasi sempre rinchiuso nella propria camera. Sviluppa una sintomatologia delirante, convinto che alcuni membri della famiglia, sorella e cognato in particolare, vogliano uccidere la prozia per impossessarsi dei suoi beni.
La decisione di collocamento dell'8 marzo 2007 si inserisce nel contesto di questa ideazione delirante a carattere paranoide, accompagnata da un importante stato di ritiro sociale.
3.2. Nel giudizio qui impugnato, del 28 marzo 2007, la CGASP ha confermato la misura. L'autorità di ricorso di prime cure si è fondata in particolare sul referto peritale del proprio membro dr. _, il quale ha rilevato che al momento della visita il paziente presentava una evidente sintomatologia psicotica, caratterizzata da diffidenza, perplessità, reticenza, interpretatività, scollamento dalla realtà, totale inconsistenza progettuale, massiccia assenza di critica della situazione e notevole mancanza di coscienza della gravità del proprio stato. Sul piano diagnostico, il medico specialista ha confermato la sussistenza di un inquietante scompenso psicotico di registro schizofreniforme, che rende indispensabile l'applicazione del progetto terapeutico proposto dai curanti della CPC, mirante a favorire la risoluzione sintomatica e la pianificazione di una presa a carico ambulatoriale. Il menzionato professionista ha quindi condiviso la necessità del ricovero, stante la consistenza del disturbo psichico di cui soffre il ricorrente, probabile esordio di una schizofrenia con pessimo adattamento psico-socio-occupazionale.
Questa valutazione è stata sostanzialmente condivisa da tutti i medici che hanno avuto modo di esaminare l'insorgente.
4. La decisione impugnata deve essere senz'altro tutelata. Essa dimostra ampiamente ed in modo convincente che l'8 marzo scorso il ricorrente ha dovuto essere urgentemente ricoverato in modo coatto per far fronte ad una situazione di estrema gravità, non altrimenti gestibile.
Dal momento che il ricovero è stato disposto secondo la procedura d'urgenza, qualora dovesse perdurare la necessità del trattenimento la CPC dovrà tuttavia provocare l'avvio di una procedura di (conversione in) collocamento ordinario ex art. 20 LASP (cfr. art. 22 cpv. 3 LASP, nonché il consid. 2.2. che precede).
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).