# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7c79e4ae-d96a-53e2-a77c-5105ef649af7
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
1
. Nei confronti di CO 1
, CO 2 e CO 3, tutti in detenzione preventiva dal 3.9.2009
, il procuratore pubblico
ha emanato il 30.4.2010
l’atto d’accusa (ACC _
), rinviandoli a processo per infrazione aggravata alla LStup.
Il pubblico dibattimento è stato aggiornato a lunedì 30.8.2010
, con continuazione nei giorni seguenti.
2
. Con la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise criminali di _ chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui sono astretti gli imputati fino al 30.8.2010
, rispettivamente fino alla conclusione del pubblico dibattimento.
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. L'art. 230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è prolungato sino a sessanta giorni.
Entro questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato è prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lit. b CPP).
Le istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito è che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della proroga.
Queste due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di recidiva o di collusione), visto che la carcerazione è già in atto al momento dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché, quando vi è contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di regola ben prima dell’atto d’accusa ed è di conseguenza già stata risolta dal giudice dell’istruzione e dell’arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto é eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.
4
.
Nel caso in esame, sono dati tutti i presupposti per l’accoglimento dell'istanza, in considerazione delle difficoltà nell’aggiornamento del processo, in particolare all’inizio di luglio, e, trattandosi di un processo alle criminali, tenuto conto delle difficoltà oggettive ad aggiornare un dibattimento nel periodo estivo. Più in generale, gli impegni già assunti dal presidente istante e quelli dei collegi del Tribunale penale cantonale giustificano la proroga.
5
. In concreto sono dati seri indizi di colpevolezza ai sensi dell’art. 95 CPP a carico di CO 1 (viste anche le sue ammissioni, verbale 23.9.2009, n. 2.1.) e di CO 2 (viste le sue parziali ammissioni, verbale 22.9.2009, n. 2.2.) e per CO 3. Pur contestando quest’ultimo il suo coinvolgimento nei fatti dell’inchiesta, è incontestabile che si sia trovato sul luogo della consegna dell’ingente quantitativo di stupefacente, e che ci sia una chiara chiamata in correità da parte di CO 2 (verbale 29.9.2009, n. 2.2., p. 3, verbale di confronto del 5.2.2010, n. 2.4.).
Inoltre, in presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell’istruzione e dell’arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. GIAR _; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).
6
. Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico.
7
. Il pericolo di fuga (cfr., al proposito, decisione TF 1P.62/2005 del 17.2.2005) è connesso con uno degli scopi principali della carcerazione preventiva, quello di assicurare la presenza dell’imputato per impedirgli di sottrarsi al procedimento o all’esecuzione della pena che potrà essergli inflitta.
In base agli elementi del caso concreto occorre stabilire se l’accusato detenuto non ha evidentemente alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità, nella prospettiva – in caso di condanna – di una sanzione penale eventualmente da scontare. In altri termini, occorre verificare se la tentazione di riparare all’estero per sottrarsi al procedimento o all’esecuzione della pena è quindi sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga – che non esiste solo astrattamente, bensì appare probabile in modo concreto – non può neppure essere evitato con misure meno incisive.
8
.
Nel presente caso, il pericolo di fuga è pacificamente dato per CO 1 (vedasi curriculum vitae nel verbale 23.9.2009, n. 2.1., p. 1 e 2) e per CO 2 (vedasi curriculum vitae nel verbale 29.9.2009, n. 2.2., p. 1 e 2). Il pericolo di fuga è dato anche nei confronti di CO 3: se per un verso egli è sposato con una persona domiciliata in Svizzera (d’origine _), e qui ha un lavoro, per altro verso occorre considerare come egli sia cittadino _ (dove è nato e cresciuto), sia giunto in Svizzera da poco, non abbia figli, la moglie sia attualmente disoccupata, non ha altri rapporti particolari con il nostro territorio, e abbia mantenuto contatti con il suo paese d’origine, ove si reca regolarmente per le vacanze. Di modo che, confrontato con una gravissima imputazione e la possibile pena in caso di condanna, egli potrebbe spostare il centro dei propri interessi in _. Si deve pertanto concludere
che la tentazione di riparare all’estero per sottrarsi al procedimento o all’esecuzione della pena è sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga non può neppure essere evitato con misure meno incisive.
9
. La carcerazione preventiva cui sono astretti CO 1, CO 2 e CO 3 è pertanto giustificata da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi di interesse pubblico.
10
. Nell’ottica del principio della proporzionalità, in relazione alla durata del carcere preventivo, il Tribunale federale ha stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; REP. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve ossequiare anche il principio della celerità, stando al quale in presenza di un accusato in detenzione preventiva l’autorità deve dar prova di particolare diligenza nel condurre rapidamente e senza interruzione l’inchiesta, ciò che si valuta con riferimento alle circostanze concrete, in particolare, alla vastità e complessità dell’inchiesta, al comportamento dell’autorità penale e, a certe condizioni, al comportamento dell’arrestato.
11
. Occorre ritenere che la durata della proroga è di quasi due mesi, ovvero di una certa importanza. Considerati i reati oggetto dell’atto di accusa e la situazione personale degli accusati, la domanda di proroga rispetta comunque il principio della proporzionalità, in quanto la detenzione preventiva e quella in attesa del processo sono certamente inferiori alla possibile pena (cfr. anche decisione 10.7.2007 del giudice dell'istruzione e dell'arresto, p. 7, inc. GIAR 2006.51303) e l’inchiesta non presenta particolari tempi morti o violazioni del principio della celerità.
12
. L’istanza è accolta; non si prelevano tassa di giustizia e spese.

## Considerations