# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e836d357-8795-5090-8ae0-cb38eb0174a4
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nata nel _, già attiva come istruttrice di fitness e dirigente, il 4 gennaio 2004 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti dichiarando di essere sofferente dal 2001 di “episodi di vertigini croniche, dolori cervicali e cefalee, ansia e panico” (doc. AI 1-5).
Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 5 marzo 2007, preceduta da un progetto del 21 novembre 2006, l’Ufficio AI, appurato un grado di invalidità del 30%, ha respinto la richiesta di prestazioni (doc. AI 50) motivando tra l’altro come segue:
"
(...)
Esito degli accertamenti:
Per la sua pratica d'invalidità è stata necessaria acquisire la documentazione medica ed economica nonché una perizia medica effettuata presso il Servizio Accertamento Medico Al di Bellinzona nel mese di novembre 2005.
Dal lato medico si evince che dal dicembre 2003 l'attività lavorativa di impiegata d'ufficio è da considerare adatta allo stato di salute e può essere svolta nella misura del 70 %, come possono pure essere svolte anche altre attività fisicamente leggere che non richiedono movimenti rapidi o ripetitivi. La diminuzione del rendimento del 30 % in attività adatta è legata al fatto che le sensazioni vertiginose vengono accentuate in momenti di stanchezza.
Nella professione di istruttrice fitness-sport o in altre attività che richiedono movimenti rapidi e ripetitivi, presenza una totale incapacità lavorativa dal dicembre 2003.
Per la valutazione dei dati economici/professionali, la sua pratica è stata in seguito sottoposta ad esame della consulente in integrazione professionale.
Dal rapporto rileviamo che potrebbe dunque essere reintegrata sul mercato libero del lavoro in attività leggere in professioni con mansioni d'assemblaggio, stampa, rifinitura, lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità, attività di controllo, di sorveglianza, vendita al dettaglio, aiuto in attività manuali/artigianali medio-leggere, operaia generica (addetta al controllo, alle riparazioni, all'imballaggio, all'etichettatura, addetta all'informazione, portiere/custode. Inoltre potrebbe eseguire lavori di produzione nel campo dell'orologeria, della meccanica, della micromeccanica, dell'elettromeccanica, dell'industria farmaceutica o alimentare oppure nei settori abbigliamento, confezione o dei montaggi di componenti elettromeccaniche o elettroniche.
Dal lato salariale per stabilire il reddito da valido, immediatamente prima del danno alla salute, aveva lasciato il suo lavoro quale dirigente - istruttrice di fitness. Non essendoci dei salari di riferimento stabili per la categoria dei dirigenti, dato che, a dipendenza dell'azienda e del posto dirigenziale che si occupa, i salari cambiano notevolmente e dal dossier non emergono informazioni che fanno pensare ad una sua volontà di continuare la sua professione istruttrice di fitness o di dirigente, per determinare il reddito da valido, che all'insorgenza del danno alla salute era disoccupata, è stato preso in considerazione il diploma di impiegata d'ufficio. Tale professione corrisponde ad un reddito annuo di Fr. 57.334.
Si ritiene giustificato il riferimento a tale reddito, in quanto, nel rapporto al mandato di consulenza del Signor _ datato 20 giugno 2003 (vedi incarto disoccupazione), si può leggere che lei desidera iniziare una nuova attività professionale e agisce attivamente nella ricerca di nuove soluzioni.
Per quanto attiene al reddito da invalido, dal lato medico potrebbe ancora esercitare la professione di impiegata di commercio nella misura del 70% che equivale ad un reddito annuo di Fr. 40'133.80 (fonte dati: vedi reddito da valido).
Ipotizzando un'attività al 70% in un ambito non qualificato e rispettoso delle limitazioni medicoteoriche ed a seguito della recente sentenza del Tribunale Cantonale delle Assicurazioni del 12 giugno 2006 e delle indicazioni della Corte plenaria del Tribunale Federale delle Assicurazioni è stata stabilita l'inapplicabilità dei valori regionali (tabella TA13) che erano stati utilizzati finora. La nuova giurisprudenza impone quindi che il reddito da invalido vada d'ora in poi determinato in applicazione dei valori nazionali (tabella TA1).
Utilizzando i dati forniti dalla citata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica l'assicurata nel 2004 potrebbe realizzare un salario mensile di Fr. 3'893.- (categoria 4.2: attività semplici e ripetitive, valore mediano). Riportando questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2 pubblicata in La Vie Economique, 1/2-2006, p. 94) esso ammonta a Fr. 4'049.- mensili oppure a Fr. 48'584.- per l'intero anno.
Considerando un reddito di partenza di 48'584.- si effettua la riduzione del 30% relativa all'incapacità medico-teorica. Ne risulta un reddito da invalido di Fr. 34'009.- annui.
Conformemente ad un principio generale che informa anche il diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurata incombe l'obbligo di diminuire il danno.
In virtù di tale obbligo, lei deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze di una sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova attività lavorativa (cifra marginale 1048 della Circolare sull'invalidità e la grande invalidità - CIGI).
Nel suo caso concreto la sua capacità di guadagno residua più elevata, è data dall'esercizio della professione di impiegata d'ufficio al 70%, che corrisponde ad un grado d'invalidità del 30%.
Essendo il grado d'invalidità inferiore al 40%, il diritto alla rendita non esiste.
Partendo dalle limitazioni medico-teoriche e tenendo conto della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino, si può concludere che (pur tenendo conto delle componenti riduttive) in situazione di equilibrio il mercato del lavoro accessibile sia ancora apprezzabilmente esteso.
Provvedimenti professionali non vengono presi in considerazione in quanto, durante il periodo della disoccupazione, ha potuto acquisire le necessarie competenze grazie ai corsi ed inoltre ha le capacità per autoinserirsi sul mercato del lavoro.
Decidiamo pertanto:
La richiesta di prestazioni è respinta." (Doc. AI 39)
1.2. Contro la decisione dell’amministrazione l’assicurata, assistita dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta al TCA, chiedendo l’annullamento della decisione impugnata e l’attribuzione di una rendita di invalidità facendo valere, tra l’altro, quanto segue:
"
(...)
4.1
Come risulta anche dal certificato 18 dicembre 2006 del curante, la situazione invalidante della ricorrente è seria e comprende varie patologie, di cui risulta affetta cronicamente. Il disturbo più importante è costituito da vertigini, che rendono la signora instabile nella marcia e in posizione eretta, il tutto derivante da una problematica di tipo muscolo-tensiva a livello cervicale. Le conseguenti cefalee da tensione sfociano poi in vere e proprie emicranie, che la ricorrente riesce a gestire solo con assoluto riposo. A detta del medico qualsiasi terapia intensiva messa in atto per affrontare i problemi ha dato scarsa rispondenza. Di rimando la ricorrente ha subito un peggioramento dello stato psichico, con attacchi di ansia e panico, che hanno reso necessario un importante sostegno psicologico, sull'arco di circa 3 anni. Trattasi di un disturbo non gestibile, che evidentemente si presenta in modo non definibile, ma che quando colpisce, accompagnato da nausea e vomito, impedisce all'interessata persino di muoversi all'interno della propria abitazione. La decisione non tiene minimamente conto di tutte le suddette problematiche, limitandosi a rilevare un grado residuo di capacità lavorativa del 70%, che per la ricorrente è inimmaginabile. Non si comprende come l'Ufficio Al, tramite il precitato scritto 30 marzo 2007, possa riferire che la ricorrente sia stata sottoposta ad approfonditi controlli, se gli stessi non hanno dato alcuna spiegazione dei problemi assodati, di cui tuttavia sfugge la precisa origine. Come spesso accade in campo medico, quando gli specialisti non riescono a definire le cause di un problema, lo stesso non esiste e il paziente somatizza. II risultato finale è comunque uno stato di grande sofferenza, invalidante, che va analizzato fino a comprendere appieno la situazione. Ignorare tale stato di cose, poiché in apparenza non vi è spiegazione medico-scientifica, non può essere accettato.
Pertanto sarà necessario ripercorrere nuovamente gli accertamenti, fino a definire la problematica.
Per quanto riguarda l'esame psichico, si precisa che lo stesso è stato tra i più superficiali, essendo impossibile che con una sola visita il dr. med. psich. _ abbia potuto comprendere la situazione. La psichiatria è infatti una disciplina particolare, che, salvo in caso di pazzia manifesta, necessita di più incontri. E' quanto andrà fatto.
4.2
La decisione impugnata riprende in più punti il concetto, secondo cui la ricorrente potrebbe svolgere l'attività di impiegata d'ufficio, specificando in un passaggio che la stessa "potrebbe ancora esercitare la professione di impiegata di commercio..." (sottolineatura a cura di chi scrive). Trattasi anche in questo caso di un errore manifesto. La ricorrente non ha infatti mai esercitato tale professione, ad eccezione dei due anni in cui ha svolto l'apprendistato, conseguendo poi il diploma nel 1978. In effetti dopo tale data ha cessato l'attività a seguito di matrimonio e non l'ha mai più esercitata. E' pertanto essenzialmente sbagliato considerare un suo reinserimento quale impiegata d'ufficio, poiché di fatto, dopo quasi trent'anni e dopo aver svolto unicamente l'apprendistato nel settore, quelle poche
conoscenze acquisite sono andate perse. E' vero che grazie ai corsi offerti dall'assicurazione disoccupazione ha potuto acquisire delle conoscenze di tedesco, di contabilità e di computer, tuttavia in modo certamente insufficiente per poter ottenere un posto di lavoro, tenuto oltretutto conto dello stato invalidante e dell'età (47 anni compiuti). Non si vede inoltre come la ricorrente possa svolgere dei lavori di impiegata, ammesso e non concesso che ne abbia le competenze specifiche, a dipendenza di tutte le patologie precitate, in particolare la problematica di tipo muscolo-tensiva a livello cervicale. La stessa non è in grado di scrivere al computer se non per momenti contenuti. Non è neppure in grado di rispondere ripetutamente al telefono, così come di concentrarsi su un lavoro di concetto. Può infatti contenere i disturbi per breve tempo, sapendo tuttavia per certo che poi per giorni e giorni sarà completamente incapace di qualsiasi attività.
4.3
E' sbagliato ritenere che la ricorrente può svolgere lavori leggeri che non richiedono movimenti rapidi o ripetitivi. Tale affermazione non trova alcun riscontro negli atti medici acquisiti. Anche il fatto che le vertigini vengono accentuate "in momenti di stanchezza" costituisce una fantasia a cura dell'ufficio dell'invalidità. II problema di cui soffre la ricorrente è proprio caratterizzato dall'impossibilità di definire dei criteri che portano con certezza all'insorgere delle problematiche, così come dei tempi (la mattina piuttosto che la sera o l'inverno piuttosto che l'estate...). Trattatasi di un'affezione che colpisce in modo indistinto, al di là dei modi di comportamento o dei tempi, che rendono impossibile qualsiasi pianificazione. Proprio a dipendenza delle vertigini la ricorrente non può svolgere nessun tipo di attività né in ufficio né di altro tipo, per cui non è nemmeno formata, poiché le vertigini sono totalmente invalidanti. Non dipendono dal tipo di lavoro, ma si presentano indipendentemente dal fatto che venga o meno effettuato uno sforzo. Per esempio, la ricorrente potrebbe sollevare dei pesi e non succedere nulla o, al contrario, spostare un foglio ed essere colpita dal disturbo. Evidentemente non può sottacere tale stato di fatto ad un eventuale datore di lavoro che, di rimando, non la assumerà mai, neanche per lavoretti leggeri. Anche in questo caso, manca agli atti una perizia approfondita volta a determinare con sufficiente certezza il motivo per cui interviene lo stato invalidante.
4.4.

## Considerations