# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3f895eaf-8784-5a5b-b2a3-55177a3e1a2d
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
che con decisione del 1° aprile 2005 l'Ufficio giuridico della Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha riconosciuto RI 1, cittadina venezuelana, colpevole di avere “
lavorato in qualità di donna di pulizia, dal 01.05.2004 al 17.08.2004, a favore della _, Airolo, sprovvista del permesso ... che le consentisse di svolgere detta attività
”, soggiungendo che l’interessata “
era al beneficio di un permesso di dimora annuale per soggiornare ad Airolo alla ricerca di un posto di lavoro
”;
che in applicazione della pena, l’autorità le ha inflitto una multa di fr. 400.–, ponendo inoltre a suo carico una tassa di giustizia di fr. 80.– e spese in ragione di fr. 20.–;
che RI 1 è insorta contro tale decisione con un ricorso del 5 aprile 2005, nel quale chiede in sostanza l'annullamento della multa;
che nelle osservazioni del 20 aprile 2005, l'Ufficio giuridico della Sezione dei permessi e dell'immigrazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata;
e considerato

## Considerations

in diritto:
che la competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;
che per l'art. 3 cpv. 3 LDDS lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò;
che lo straniero necessita altresì di un permesso per cambiare posto, professione e Cantone (art. 29 cpv. 1 prima frase OLS);
che è considerata attività lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà un guadagno, anche se è esercitata a titolo gratuito (art. 6 cpv. 1 OLS), e segnatamente qualsiasi attività svolta per un datore di lavoro domiciliato in Svizzera o all'estero, indipendentemente dal fatto che il salario sia pagato in Svizzera o all'estero (art. 6 cpv. 2 lett. a OLS), l'attività di apprendista, praticante, volontario, sportivo, assistente sociale, missionario, giovane alla pari, artista (lett. b) e un'attività esercitata a ore, a giornate o a titolo temporaneo (lett. c);
che le contravvenzioni alle disposizioni di polizia degli stranieri sono punite con la multa fino a fr. 2000.–; nei casi di minima gravità si potrà prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS);
che l’Ufficio giuridico della Sezione dei permessi e dell’immigrazione rimprovera come detto alla multata – in applicazione delle norme appena citate – di
avere lavorato come ausiliaria di pulizia alle dipendenze della “_” ad Airolo, dal 1° maggio al 17 agosto 2004, sprovvista di regolare autorizzazione giacché “
al beneficio di un permesso di dimora annuale per soggiornare ad Airolo alla ricerca di un posto di lavoro
” (rapporto di contravvenzione del 1° aprile 2005 cui la decisione impugnata rinvia);
che la ricorrente non nega la fattispecie ravvisata dall’autorità di primo grado, ma fa valere in sostanza – per quanto di rilievo ai fini dell’attuale giudizio – di avere ottenuto l’assicurazione del datore di lavoro “
che avrebbe pensato lui ad annunciare l’inizio di lavoro presso l’ufficio stranieri
” e di avere creduto che la pratica fosse giunta a buon fine;
che le giustificazioni addotte dall’interessata a sostegno della sua buona fede non consentono tuttavia di scostarsi dal querelato giudizio, ove solo si consideri come in ambito penale ognuno risponde delle proprie azioni e omissioni, sicché l'eventuale comportamento antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa (DTF inedita 6S.297/2003 del 14 ottobre 2003, consid. 3.3);
che l’omissione del datore di lavoro non esimeva quindi la multata dall'obbligo di verificare, dal canto suo, che la domanda fosse stata effettivamente inoltrata e il permesso rilasciato;
che del resto le contravvenzioni alle norme di polizia degli stranieri sono punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 333 cpv. 3 CP);
che la decisione impugnata merita pertanto conferma, la multa inflitta essendo altresì adeguata all'infrazione commessa e alle circostanze del caso specifico, rettamente commisurata al grado di colpa dell'insorgente e contenuta nei limiti di legge;
che il ricorso deve quindi essere respinto, seguito dalle spese di giustizia;
che la natura particolare dell’impugnativa giustifica invece di rinunciare – eccezionalmente – al prelievo di tasse dell'odierna sentenza;