# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2235ca88-1f3d-5f12-bf88-ec2c00666fed
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A. _
(1926), vedova con ultimo domicilio a _, è deceduta a _ il 25 settembre 2005, lasciando quali eredi i figli AO 1 (1952) e AP 1 (1963)AA 1AP 1
ha
instato davanti al Pretore del Distretto di Blenio per la divisione dell'eredità. Con decreto del 6 luglio 2007 il Pretore ha accolto la richiesta e ha nominato
l'avv. _
in qualità di notaio divisore. Essendo sorte contestazioni sull'inventario, chiuso il
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ago
sto 2008
, quello stesso giorno il notaio divisore ha trasmesso gli atti al Pretore, che il 12 settembre 2009 ha assegnato agli eredi un termine di venti giorni per far riconoscere in giudizio le loro pretese con la procedura accelerata.
B.
AP 1 ha promosso causa il 18 settembre 2009 contro il fratello per veder modificare l'inventario nel senso di stralciare dagli attivi il saldo di due conti bancari presso la _ di _, asseritamente di sua proprietà, e dai passivi un mutuo bancario di fr. 99
701.25 garantito da un'ipoteca di fr. 140 000.– gravante la particella n. 559 RFD di _, asseritamente a carico del fratello AO 1 (inc. OA.2008.10). Il 29 settembre 2009 l'attore ha instato per il beneficio dell'assistenza giudiziaria. Nella sua risposta del 10 ottobre 2009 AO 1 ha proposto di respingere la petizione. L'udienza preliminare si è tenuta il 22 gennaio 2009. Il relativo verbale è così redatto:
Dopo ampia discussione le parti chiedono la sospensione delle procedure
di cui agli incarti OA.2008.10 e OA.2008.12, essendo in corso delle trattative per il componimento bonale delle stesse e si accordano nel senso di confermare la convenzione prodotta in questa sede, ritenuto che al punto 3.III.1 le liquidità verranno divise in ragione di
2
/
5
a favore di AP 1 e
3
/
5
a favore di AO 1. Le parti aggiungono altresì che devono essere aggiornate le spese a carico della successione
.
Producono
: convenzione maggio 2007 con scritto accompagnatorio, nonché scritto 15 maggio 2007.
Il Pretore supplente,
visto quanto sopra, richiamato l'art. 107 CPC, sospende le cause citate, che verranno riattivate se del caso ad istanza della parte più diligente.
C.
Il 14 maggio 2009 AO 1 ha invitato il Pretore a riassumere la causa, “ritenuto che il signor AP 1 non ha alcuna intenzione di rispettare gli impegni presi”. L'udienza preliminare è ripresa così il 16 settembre 2009. In tale circostanza l'attore ha confermato le proprie domande, mentre il convenuto ha sollecitato lo stralcio della procedura dai ruoli per avere le parti raggiunto all'udienza del 22 gennaio 2009 una transazione giudiziale. Statuendo con decreto del 5 febbraio 2010, il Pretore ha tolto la causa dai ruoli per transazione, ha posto la tassa di giustizia con le spese (fr. 400.– complessivi) a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili, e ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria presentata dall'attore.
D.
C
ontro il decreto
appena
citato AP 1 è insorto con un appello del 16 febbraio 2010 nel quale chiede – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – di annullare il giudizio impugnato,
tra le parti non essendo intervenuto alcun accordo, e di ammetterlo al beneficio dell'assistenza giudiziaria anche davanti al Pretore. Con decisione del 3 marzo 2010 questa Camera ha respinto la richiesta di assistenza giudiziaria. L'appello non ha formato oggetto di intimazione.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Nel Cantone Ticino un decreto di stralcio ha portata meramente dichiarativa. Non può quindi essere impugnato, salvo che sia litigiosa l'esistenza stessa del motivo che ha posto termine alla lite (RtiD I-2004 pag. 486 consid. 1 con rinvio). Nella fattispecie si versa proprio in quest'ultima ipotesi, l'appellante affermando che
“
le parti non hanno concluso alcun accordo all'udienza del 22 gen
naio 2009, ma hanno solo inteso sospendere la causa
”. Introdotto nei 10 giorni successivi alla notifica del decreto di stralcio, intimato il 5 febbraio 2010, l'appello è del resto tempestivo (art. 398 cpv. 1 CPC).
2.
Il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli, reputando che
all'udienza 22 gennaio 2009 le parti si fossero accordate “nel senso di confermare la convenzione prodotta”. E con tale accordo esse hanno inteso “sciogliere la comunione ereditaria da loro costituita e quindi porre fine a questo loro rapporto”. In sostanza, dunque, per il Pretore le parti avevano concluso una transazione a norma dell'art. 352 CPC, mettendo termine alla lite.
L
'appellante oppone che ciò non è vero, all'udienza del 22 gennaio 2009 le parti non avendo stipulato alcun accordo, avendo solo inteso sospendere la causa perché tra loro erano in corso trattative. Tant'è – egli soggiunge – che il Pretore si è effettivamente limitato a sospendere la procedura.
3.
Nel decreto di stralcio il Pretore ha diffusamente illustrato perché, modificando
all'udienza del 22 gennaio 2009 la convenzione del maggio 2007,
le parti hanno raggiunto una transazione (art. 352 cpv. 1 CPC). Secondo il Pretore con l'accordo registrato a verbale
esse hanno sciolto infatti la comunione ereditaria fu _, disponendo che il saldo di tre conti bancari sarebbe stato diviso a metà, mentre il convenuto avrebbe assunto il debito ipotecario gravante la particella n. 599 RFD _ e liberato il fratello da qualsiasi impegno nei confronti della banca. Con tali argomentazioni l'appellante non si confronta nemmeno di scorcio. Asserisce che all'udienza del 22 gennaio 2009 le parti hanno inteso unicamente sospendere la procedura, ma
non spiega per nulla come mai
allora
i
n quell'occasione esse abbiano prodotto la convenzione del maggio 2007 e l'abbiano confermata con una modifica sulla chiave di riparto delle liquidità. Privo di adeguata motivazione, al proposito l'appello si rivela già di primo acchito irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).
4.
Ci si può interrogare, certo, per quali ragioni alla citata udienza del 22 gennaio 2009 non sia stato dato atto alle parti dell'intervenuto accordo e non sia stata stralciata la causa dai ruoli, invece di sospendere la procedura. Né appare coerente il comportamento del convenuto, il quale prima si è accomodato della sospensione e poi ha chiesto di riattivare il processo, invocando la transazione giudiziale. Sta di fatto che l'accordo è stato effettivamente firmato a verbale. E la stipulazione di tale accordo ha posto fine alla lite. Poco importa che con il decreto di stralcio il Pretore abbia formalmente archiviato l'incarto solo più tardi. La causa è terminata il 22 gennaio 2009, indipendentemente da quanto ha chiesto in seguito il convenuto e da quanto ha fatto in seguito il primo giudice. Il quale, riprendendo l'udienza preliminare quel 16 settembre 2009, non si è avveduto che in realtà il processo si era concluso otto mesi prima. Di ciò non può tuttavia dolersi l'appellante, che ha dato prova di analoga inavvertenza. Irricevibile per difetto di motivazione, l'appello si rivelerebbe pertanto destinato all'insuccesso quand'anche rimettesse in causa l'esistenza della transazione.
5.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Non si assegnano ripetibili alla controparte, cui l'appello non è stato intimato e non ha provocato spese di rilievo.
6.
Quanto a
i rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
il valore litigioso ai
fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF supera ampiamente la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile.