# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5d09c83b-2202-5e7b-9b47-401e56f3b96b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che giusta l’art. 17 cpv. 2 della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF),
il ricorso contro un provvedimento dell’ufficio d’esecuzione dev'essere presentato entro dieci giorni da quando il ricorrente ne ebbe notizia;
che nel caso concreto il ricorso, interposto solo il 26 settembre 2012, è diretto contro diversi atti esecutivi (citati in ingresso), il cui più recente risale al 2 agosto 2012;
che il ricorso è quindi manifestamente tardivo e pertanto irricevibile;
che a titolo abbondanziale, va del resto osservato come l’art. 88 cpv. 1 LEF permetta la continuazione dell’esecuzione che non è stata sospesa da un’opposizione tempestivamente interposta entro il termine di dieci giorni stabilito all’art. 74 cpv. 1 LEF (e ricordato esplicitamente nello stesso testo del precetto esecutivo) o da una decisione giudiziale (ai sensi degli art. 85 o 85a LEF), anche se l’esistenza del credito posto in esecuzione non è stata oggetto di verifica giudiziaria;
che nessuna autorità giudiziaria svizzera, e nemmeno il Tribunale federale, può verificare la costituzionalità delle leggi federali (cfr. art. 191 della Costituzione federale);
che in ogni caso gli art. 74 e 88 LEF non violano la garanzia della via giudiziaria sancita all’art. 29
a
della Costituzione federale, siccome essa, come pure l’art. 6 n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), non è assoluta, nel senso che il legislatore è autorizzato a stabilire condizioni formali per l’accesso al giudice – dette condizioni d’ammissibilità (cfr. DTF 136 I 329, cons. 4.3) –, e segnatamente il rispetto di termini o l’esaurimento di una pregressa procedura amministrativa (cfr.
Haefliger
/
Schürmann
, Die Europäische Menschenrechtskonvention und die Schweiz, 2a ed., Berna 1999, p. 164-166 ad f), purché sia garantita la
possibilità
effettiva di adire il giudice ad un dato momento (cfr.
Haefliger
/
Schürmann
, op. cit., p. 159 ad b);
che è poi il caso della LEF, la quale garantisce all’escusso in ogni tempo la facoltà di chiedere al giudice l’annullamento di un’esecuzione in corso relativo a un credito fondato sul diritto privato (art. 85 o 85a LEF) o la ripetizione dell’eventuale indebito pagamento (art. 86 LEF), mentre per quanto riguarda i crediti di diritto pubblico, l’escusso ha la possibilità di contestarli davanti ad un’autorità giudiziaria facendo capo alle vie di ricorso (e in particolare al reclamo fiscale) previste dalla legislazione di riferimento;
che visto il carattere manifestamente irricevibile dell’impugnazione, il ricorso, in virtù dell’art. 9 cpv. 2 LPR, viene deciso senza notificazione alle controparti, a cui non appare d’altronde necessario intimare la sentenza;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20
a
, 74, 88 LEF; 29 Cost.; 61, 62 OTLEF;

## Considerations