# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 76622fb1-18bf-5e8f-82c6-2b92594f169e
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
- che, sui fatti descritti nell'atto d'accusa, AC 1 è confesso sin dal giorno in cui, il 13.6.2002, si è autodenunciato al Ministero pubblico, dopo essersi reso conto che le malversazioni da lui operate tra il maggio 1997 e l'inizio del giugno 2002 in danno della sua datrice di lavoro Cassa malati PC 1 stavano per essere scoperte;
- che, all'atto in cui si è presentato al Ministero pubblico,
egli ha prodotto al Magistrato inquirente, sottoforma di tabella, una ricostruzione cronologica completa dei suoi indebiti atti di disposizione (commessi tramite bonifici e/o prelievi), tabella
che, in sede d'istruttoria formale, è stata verificata dall'Efin
che l'ha trovata sostanzialmente esatta, con il che è pacifico
che AC 1 ha sottratto, nel suindicato periodo, dal suo conto privato c/o _, nr. (sottorubrica Cassa malati PC 1), omettendo di riversarli alla Cassa, in totale
fr. 3'102'680.20;
- che, in tali condizioni, è pacifico e incontestato che AC 1 ha commesso il reato di ripetuta appropriazione indebita, avendo convertito, in ripetute occasioni e per l'importo citato, a proprio indebito profitto, danaro a lui affidato invece di rimetterlo, per via bancaria, alla Cassa malati PC 1;
- che il patrocinatore di AC 1 ha invece contestato che il suo assistito abbia commesso il suddetto reato nella forma qualificata, ovvero, come gli imputa l'atto d'accusa,
"nell'esercizio di una professione/attività, quella d'assicurazione, soggetta ad autorizzazione"
;
- che, a mente della sottoscritta Presidente, AC 1 ha commesso il reato di ripetuta appropriazione indebita nella forma semplice e non in quella aggravata imputata nell'atto d'accusa e ciò sostanzialmente perché egli, agendo come ha agito quale rappresentante della Cassa, non ha leso gli interessi del _, tantomeno quelli degli assicurati (bene giuridico protetto dal regime autorizzativo previsto dalle norme della LAMal e della Legge federale sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione), bensì ha danneggiato il patrimonio della Cassa da lui rappresentata (ed in aula AC 1 ha altresì reso verosimile di avere, con le sua malversazioni, intaccato solo parte degli utili percepiti dalla PC 1 sulla scorta della convenzione); versando al rappresentante della _ le quote dovute a norma dell'art. 5 della Convenzione, il Comune di _ ha, a non averne dubbio, adempiuto alle proprie obbligazioni, col che il diritto degli assistiti alle prestazioni sanitarie previste all'art. 3 della Convenzione è diventato esigibile, indipendentemente dal fatto che AC 1 abbia riversato alla Cassa solo parte delle somme incassate a titolo di premio (cfr. anche, al riguardo la DTF 120 IV 182, nota alle parti);
- che, nella commisurazione della pena, incide assai la conclusione cui è giunto il perito psichiatrico, dr. PE 1, che ha riconosciuto a AC 1 di aver commesso il reato ascrittogli in stato di scemata imputabilità di grado lieve nel periodo agosto 1997 - agosto 1998 e di grado medio nel successivo periodo e fino al maggio - giugno 2002; pure incidono sulla commisurazione della pena il fatto che AC 1 viene giudicato a oltre cinque anni dalla sua autodenuncia, che egli ha collaborato nella ricostruzione delle sue malversazioni, che è incensurato e che dopo il giugno 2002 egli sembra aver reimpostato la sua vita affettiva e professionale in modo ordinato; pesa al contrario la circostanza che egli abbia solo parzialmente aderito alle conclusioni del perito psichiatrico che, data la particolare gravità della patologia che ha portato AC 1 a pesantemente delinquere (quella del gioco patologico compulsivo comunque instauratosi su un disturbo della personalità di tipo narcisistico e borderline), ha raccomandato sia il trattamento ambulatoriale a lungo termine sia l'allestimento e la messa in esecuzione di un programma di pagamento dei debiti, provvedimenti senza i quali il pericolo di ricaduta nel gioco patologico compulsivo è tuttora presente e concreto (cfr. perizia psichiatrica in atti sub AI 141 e verbale del dibattimento);
- che, tutto ben pesato, è parso adeguato alla gravità del reato commesso condannare AC 1 ad una pena detentiva che viene, facendo un considerevole sforzo, compressa fino alla soglia dei due anni, di guisa da non costringere l'incensurato AC 1 all'espiazione in carcere dopo ormai 5 anni e quattro mesi dai fatti; aldilà di detta pena (per la quale sono date le condizioni della sospensione condizionale ex art. 42 CP, con la fissazione di un periodo di prova di anni tre) ciò che è più importante è l'adozione in questa sede di quei provvedimenti terapeutici e riabilitativi, caldeggiati dal perito, che soli possono contenere il rischio testé evocato di ricaduta in comportamenti patologici e quindi delinquenzuali;
- che, in tali condizioni, richiamate nel dettaglio le dichiarazioni rese in aula dal dr. PE 1 a completazione del suo rapporto peritale (cfr. verbale del dibattimento p. 3) dalle quali emerge:
- che il trattamento ambulatoriale cui si è sottoposto AC 1 nel periodo luglio 2002 - dicembre 2003, è stato di troppo breve durata, per cui esso deve essere riavviato e continuato a lungo termine, esso potrà essere considerato terminato solo su preavviso di un esperto esterno (psichiatra) e non su decisione del terapeuta;
- che altresì è di vitale importanza la messa a punto e in esecuzione, con l'assistenza di una figura professionale, di un programma di pagamento dei debiti a vita (naturalmente con rate mensili commisurate alla capacità finanziaria odierna e futura di AC 1); ne deriva che nei confronti di AC 1 deve quindi essere ordinata la misura del trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP, assortita con la misura dell'assistenza riabilitativa ai fini dell'allestimento e della messa in esecuzione del suddescritto programma di pagamento dei debiti (per l'ammontare dei quali si rinvia ai documenti in atti sub doc. TPC 21, che portano, suntivamente, su 22 atti di carenza di beni per un totale di fr. 2'400'000.- circa, cui è da aggiungere il credito della PC 1);
- che è ordinata la confisca del residuo in conto c/o _ nr. e della carta di credito _;
- che, per finire, hanno da essere accolte le pretese della PC Cassa malati PC 1, con conseguente condanna di AC 1 a risarcire il danno causato, ammontante a fr. 3'102'680.20, nonché a rifondere fr. 31'346.70 più gli interessi legali per spese di patrocinio.
Rispondendo
affermativamente a tutti i quesiti posti,
tranne al quesito no. 1.1;
visti gli art.
12, 19, 40, 42, 43, 44, 47, 48a, 49, 63, 69, 70, 138 cifre 1 e 2 CP;
9 e segg., 265 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations