# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3929c349-22d6-5d36-b8cc-a2fba2c06cf0
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
1
. Nei confronti di _ PI 1
, in detenzione preventiva dal 20.11.2003
, il procuratore pubblico
ha emanato il
5.8.2004 l’atto d’accusa (ACC _
), ritenendola colpevole di infrazione aggravata alla LStup.
Il pubblico dibattimento é stato aggiornato a mercoledì 10.11.2004
, con continuazione fino al lunedì 15.11.2004
.
2
. Con la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise criminali di Mendrisio chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui è astretto l'imputato fino al 15.11.2004
, data della presumibile conclusione del pubblico dibattimento.
3
. L'art. 230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è prolungato sino a sessanta giorni.
Entro questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lett. b CPP).
Le istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito é che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della proroga.
Queste due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di recidiva o di collusione), visto che la carcerazione é già in atto al momento dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché quando vi é contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di regola ben prima dell’atto d’accusa ed é di conseguenza già stata risolta dal giudice dell'istruzione e dell'arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto é eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.
4
.
Il primo presupposto per la proroga del carcere preventivo - ossia l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza in relazione all'ipotesi accusatoria di cui all'art. 19 cifra 2 LStup - è dato nella presente fattispecie; in presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell'istruzione e dell'arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. 1997.26802; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).
5
. Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre il sussistere di preminenti motivi di interesse pubblico, e segnatamente di un pericolo di fuga (cfr., al proposito, decisione TF 1P.389/2004 del 3.8.2004; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 11 ss. ad art. 95 CPP; R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 68 n. 12; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 2334 ss.; M. LUVINI, I presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in REP. 1989, p. 287 ss.), ritenuto che uno dei suoi scopi principali è quello di assicurare la presenza dell'imputato per impedirgli di sottrarsi al procedimento o all'esecuzione della pena che potrà essergli inflitta.
Ora, _ PI 1 - richiedente l'asilo - è cittadina kosovara e italiana, con dei legami con la Svizzera. Considerati la gravità del reato contestatole (e quindi la prospettiva - in caso di condanna - di una pesante sanzione penale, cfr. art. 19 cifra 2 LStup) e l'imminenza del giudizio di merito (cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 13 ad art. 95 CPP), non ha evidentemente alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità. La tentazione di darsi alla latitanza per sottrarsi al procedimento penale o all'esecuzione della sentenza è quindi sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga - che non esiste solo astrattamente, bensì appare probabile in modo del tutto concreto - non può neppure essere evitato - alla luce delle precedenti considerazioni - con misure meno incisive giusta l'art. 107 cpv. 2 CPP, che _ PI 1 peraltro non propone.
6
. La proroga della carcerazione preventiva si giustifica anche con riferimento alle difficoltà oggettive che hanno imposto di aggiornare il dibattimento solo per il 10.11.2004: il presidente istante e gli altri giudici del Tribunale penale cantonale sono e saranno infatti occupati in altri dibattimenti davanti a Corti delle assise criminali (con conseguente imperativo onere di motivazione del giudizio) e correzionali.
7
. Ciò posto, la postulata proroga - che, alla luce delle ipotesi accusatorie e della conseguente pena in caso di condanna, rispetta il principio di proporzionalità (cfr., al proposito, decisione TF 1P.280/2004 dell'1.6.2004) - va accolta, sussistendo gravi e concreti indizi di colpevolezza, un pericolo di fuga (che quindi rende superfluo confrontarsi con l'esistenza di un pericolo di collusione e di recidiva, cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 22 in fine e 28 ss. ad art. 95 CPP) e necessità oggettive inerenti l'aggiornamento del processo.
8
. L'istanza è accolta; non si prelevano tassa di giustizia e spese.

## Considerations