# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** adbe5119-061b-50c5-8259-4b077b4048f3
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_003
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con petizione 26/29 maggio 2017 CO 1 ha chiesto la condanna di RE 1 ed _ al pagamento della somma di fr. 83'372.05 oltre accessori.
Con risposta 28 agosto 2017 i convenuti hanno postulato la reiezione della petizione.
B.
Ammessa la prova peritale, con ordinanza 21 aprile 2021 il Pretore aggiunto ha deciso in merito ai quesiti peritali, ammettendo quelli di parte attrice e alcuni di parte convenuta.
C.
Con reclamo 17 maggio 2021 RE 1 si aggrava contro la summenzionata ordinanza, e presenta “un’obiezione all’ordine del tribunale”, chiedendo di “rivedere l’ordine, dirigere la correzione e garantire che le questioni escluse siano ammesse anche per il testimone esperto”.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
L’ordinanza 21 aprile 2021 con cui il Pretore aggiunto ha statuito sui quesiti peritali è una disposizione ordinatoria processuale, la quale, in applicazione dei combinati art. 319 lett. b cifra 2 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, è impugnabile con reclamo nel termine di dieci giorni alla terza Camera civile del Tribunale d’appello.
2.
Nel caso concreto l’ordinanza è stata notificata alla convenuta con plico raccomandato rimesso alla posta il 23 aprile 2021. Va però considerato che, giusta l’art. 138 cpv. 3 lettera a CPC, in caso di invio raccomandato non ritirato, la notificazione è considerata avvenuta il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione. Questa regola vale anche nei casi in cui la raccomandata non ritorna al mittente perché il destinatario ha dato disposizioni alla posta di trattenere la corrispondenza o indicato un indirizzo fermo posta, e la ritira dopo la scadenza dei 7 giorni, ciò in considerazione del fatto che altrimenti una parte avrebbe la possibilità di procrastinare a suo piacimento il corso della procedura. Nel caso concreto la reclamante era a conoscenza dell’esistenza della causa promossa nei suoi confronti, sicché doveva pure aspettarsi la notificazione di un atto giudiziario. Di conseguenza, dovendosi presumere la notifica della decisione al più tardi il 1° maggio 2021, il reclamo, rimesso alla posta il 17 maggio 2021 è tardivo e quindi inammissibile.
3.
Comunque sia, quand’anche fosse tempestivo, il reclamo sarebbe inammissibile. Il CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non espressamente previsti dalla legge il reclamo giusta l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile solo quando vi è il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile (cifra 2). L’impugnabilità della decisione ordinatoria processuale in oggetto non è prevista dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio, ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente (
Verda Chiocchetti,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, II
a
ed., 2017, n. 73 ad art. 319). Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento del processo e non deve poter - interamente o parzialmente - essere riparato neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole.
La reclamante non rende verosimile, e neppure sostiene che la decisione ordinatoria sia in qualche modo suscettibile di arrecarle un pregiudizio difficilmente riparabile, né siffatto pregiudizio appare evidente. Ne discende che in assenza di una premessa fondamentale del reclamo, il gravame sarebbe comunque inammissibile.
4.
Le spese processuali sono disciplinate dalla legge sulla tariffa giudiziaria (LTG), la quale dispone che la tassa di giustizia è fissata in considerazione del valore, della natura e della complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG) e di conseguenza, ritenuto che giusta l’art. 14 LTG la tassa di giustizia delle decisioni su reclamo del Tribunale d’appello è fissata tra fr. 100.- e fr. 10'000.-, nel caso concreto, la stessa è fissata in fr. 100.- ed è posta a carico della reclamante, soccombente (art. 106 CPC).
Non avendo la controparte dovuto inoltrare osservazioni, non si assegnano ripetibili.
5.
Il presente reclamo, che stante il giudizio di inammissibilità non è stato notificato alla controparte per osservazioni, viene evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cifra 2 LOG).