# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e2fa223f-dfe5-533f-ae16-5d75d59c5ae8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Dal 23 novembre 2009 AO 1 è stato assunto dalla AP 1, in funzione di “elettricista”, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con un periodo di prova di un mese e un salario lordo mensile di fr. 4'000.- (doc. C). Il contratto rimandava al Regolamento interno sulle condizioni generali di assunzione, valido a partire dal 7.4.2008, consegnato al lavoratore (doc. D).
Il rapporto di lavoro è stato disdetto dalla datrice di lavoro per iscritto il 28 gennaio per il 28 febbraio 2010 (doc. E). Il successivo 29 gennaio AP 1 ha lasciato il lavoratore libero da ogni impegno, pur riconoscendogli le prestazioni in suo diritto (doc. F). Il 5 febbraio 2010 (doc. G) AO 1 ha informato l’ex datrice di lavoro che, oltre alla sua inabilità lavorativa per infortunio dal 2 all’11 febbraio (doc. H e CC), egli sarebbe stato impegnato per il servizio di protezione civile obbligatorio dal 12 al 18 e dal 23 al 26 febbario 2010 (doc. FF, GG e HH). Di conseguenza, ritenendo il termine di disdetta prorogato al 31 marzo 2010, il lavoratore ha offerto le sue prestazioni lavorative a partire dal 1° marzo 2010, rifiutate da AP 1 (doc. M).
AO 1 è stato inoltre inabile al lavoro per malattia il 4 e 5 marzo 2010 (doc. P).
B.
Il 4 marzo 2010 il dipendente – per il tramite del RA 2 – ha sollecitato l’ex datrice di lavoro al versamento del salario per il mese di febbraio 2010. Per tale mensilità, AP 1 ha versato a AO 1 fr. 171.05, ponendo in compensazione i danni al veicolo aziendale imputati a negligenze d’uso da parte del lavoratore di
fr. 3’331.15
(doc. B, O e T, 6). Il 10 marzo 2010 quest’ultimo – sempre per il tramite del RA 2 – ha sollecitato il pagamento della differenza per il salario del mese di febbraio e dell’intero stipendio per il mese di marzo 2010, ha nuovamente offerto le sue prestazioni lavorative sino al 31 marzo 2010 ed ha rivendicato il versamento della quota parte di tredicesima a lui spettante in base alla
CCL (doc. R). AP 1 non ha dato seguito alle richiesta, contestando l’intervenuta nullità del contratto di lavoro per il mancato avverarsi, per cause addebitabili al lavoratore, di un elemento essenziale posto alla base dello stesso, ovvero l’ottenimento del sussidio cantonale per l’incentivo all’assunzione (doc. S). Per il mese di marzo 2010, AO 1 ha ricevuto indennità di disoccupazione di fr. 2'573.25 dalla C, che ne ha rivendicato la rifusione da parte dell’ex datrice di lavoro (doc. 5).
.
C.
Con istanza 12 aprile 2010 AO 1 ha convenuto AP 1 dinanzi alla Pretura del Distretto di Bellinzona, chiedendone la condanna al pagamento di complessivi fr.
11'338.40 oltre interessi del 5% dal 1° aprile 2010, a titolo di
salario non versato per i mesi di febbraio e marzo 2010, nonché di adeguamento salariale e quota parte tredicesima dovuti in base alla CCL
. All’udienza di discussione 7 giugno 2010, la convenuta si è opposta all’istanza con un riassunto scritto di risposta. In replica e duplica orali le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni e
hanno notificato le prove. Il 20 settembre 2010, con l’accordo delle stesse, il Pretore, per l’istruttoria e, eventualmente, per il giudizio, ha congiunto la presente causa con qualla intentata l’8 giugno 2010 dalla C nei confronti della convenuta (inc. DI.2010.195). Esperita l’istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale. Con scritto 21 marzo 2011 l’istante ha riconfermato le sue pretese. La convenuta ha mantenuto la sua posizione con memoriale del 31 marzo 2011.
D.
Statuendo con unica decisione del 25 agosto 2011 sugli incarti n.ri DI.2010.124 e DI.2010.195, il Pretore ha accolto l’istanza di AO 1 limitatamente all’importo di fr. 3'331.15 netti e fr. 4'000.- lordi dedotti fr. 2'573.25 netti, oltre interessi al 5% dal 1° aprile 2010, non ha prelevato oneri di giudizio e ha compensato le ripetibili. Il primo giudice ha invece integralmente accolto l’istanza di U, alla quale ha pure riconosciuto fr. 300.- per ripetibili a carico della convenuta, senza prelevare tassa di giustizia e spese.
E.
Contro la citata decisione è insorta la convenuta con atto unico d’appello dell’8 settembre 2011. In ragione della diversa competenza per il secondo grado di giudizio per le due procedure (appello per la causa DI.2010.124, reclamo alla Camera civile dei reclami per la DI.2010.195), a seguito dell’ordinanza 9 settembre 2011 della Presidente della Camera, la convenuta ha presentato un nuovo allegato d’appello il 22 settembre 2011 nel quale chiede la riforma del giudizio pretorile di cui all’inc. DI.2010.124, nel senso di respingere integralmente l’istanza, con protesta di tasse, spese e ripetibili di primo e secondo grado. L’istante si è opposto al gravame con osservazioni 25 ottobre 2011, pure con protesta di tasse spese e ripetibili di seconda istanza.
considerato

## Considerations

in diritto: 1.
I
l 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC). Giusta l’
art. 405 cpv. 1 CPC alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione. Nel presente caso la decisione è stata notificata alle parti il 26 agosto 2011,
sicché la procedura di appello è retta dal CPC.
2.
Giusta l'art. 308 cpv. 1 CPC sono impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali di prima istanza (lett. a) e quelle di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari (lett. b). Trattandosi di decisioni pronunciate in controversie patrimoniali poi, l'appello presuppone che il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione raggiunga almeno fr. 10'000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). In specie, la sentenza impugnata è senz'altro una decisione finale, emessa in materia di contratto di lavoro, ai sensi della citata norma. Il valore di causa è inferiore a fr. 30
'000
.-, ma superiore a fr. 10
'000
.-, e meglio fr. 11'338.40. Ne deriva che la causa è retta dalla procedura semplificata (art. 243 cpv. 1 CPC) e che è pacifica l’appellabilità del giudizio impugnato. Il termine per promuovere appello e per inoltrare la risposta è di trenta giorni dalla notificazione della decisione impugnata motivata, rispettivamente dalla notificazione dell’appello (art. 311 seg. CPC). L’appello 22 settembre 2011 e la risposta 25 ottobre 2011 sono pertanto tempestivi. Ciò posto, nulla osta alla trattazione del gravame.
3.
Il Pretore ha accertato che il contratto di lavoro fra le parti non era nullo
ex tunc
, in quanto per atti concludenti le reciproche volontà delle parti avrebbero coinciso, e che non era sottoposto alla Convenzione collettiva di lavoro per il ramo svizzero dell’installazione elettrica e dell’installazione delle telecomunicazioni (CCL), con conseguente respingimento delle pretese dell’istante su questa fondate. Il primo giudice ha di contro accertato che il rapporto di lavoro si era protratto sino al 31 marzo 2010 ai sensi dell’art. 336c cpv. 2 CO. Il Pretore ha poi respinto le pretese compensatorie della convenuta, non avendo quest’ultima dimostrato la responsabilità dell’istante per il danneggiamento del veicolo aziendale affidatogli e per il mancato incasso del sussidio cantonale per l’incentivo all’assunzione e neppure il danno conseguente al cattivo svolgimento delle proprie mansioni. Il primo giudice ha quindi riconosciuto all’istante fr. 3’331.15 a titolo di differenza non versata sul salario per il mese di febbraio 2010 e fr. 4'000.- lordi a titolo di salario per il mese di marzo 2010, dedotti fr. 2'573.25 netti già percepiti come indennità di disoccupazione, il tutto oltre interessi al 5% dal 1° aprile 2010
.
4.
L’appellante critica innanzitutto il Pretore per aver disatteso le sue diffuse argomentazioni e le risultanze istruttorie a sostegno della sua tesi, ovvero che la concessione dei sussidi cantonali per l’incentivo all’assunzione fosse una condizione essenziale per la valida conclusione del contratto. Non essendosi realizzata, il contratto deve, a mente della convenuta, ritenersi nullo
ex tunc
e cessato al più tardi il 28 febbraio 2010 ai sensi dell’art. 320 cpv. 3 CO. Su questa argomentazione, è il caso di sgombrare subito il campo da ogni dubbio. In sede di conclusioni, infatti, la stessa convenuta aveva espressamente riconosciuto che “
il rapporto di lavoro si è concluso il 31 marzo 2010
”
(conclusioni 31 marzo 2011, pag 4 in fine ad 8). L’argomentazione sollevata da AP 1 in sede di appello è nuova e pertanto irricevibile. La decisione del Pretore resiste su questo punto ad ogni critica.
5
. La convenuta contesta poi gli accertamenti del Pretore in merito agli importi dalla stessa fatti valere in compensazione per danni di cui ritiene responsabile l’istante. In primo luogo, l’appellante sostiene che, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, l’istruttoria abbia “
dimostrato senza alcun dubbio che il mancato incasso dei sussidi cantonali è dovuto a colpa esclusiva dell’ex-dipendente che mai si è degnato di ritornare il formulario firmato
”. La convenuta, però, si limita a ribadire di aver dimostrato che il lavoratore non le abbia ritornato il formulario di cui al doc. 10, richiesto e sollecitato, circostanza peraltro confermata dall’istante stesso in sede di interrogatorio formale (ad. 5, verbale 27 gennaio 2011 pag. 19). L’appellante, anche in questa sede, nonostante il rimprovero mossole dal Pretore, non sostanzia in alcun modo in che misura e su quale base legale tale circostanza sia il motivo per il quale il sussidio non le sia stato versato. Carente di motivazione, a questo riguardo l’appello si rivela finanche irricevibile (art. 311 cpv. 1 CPC).
A titolo abbondanziale si osserva che nella decisione del 29 dicembre 2009, con la quale l’Ufficio delle misure attive ha accolto l’istanza di AP 1 per l’ottenimento dei sussidi per l’incentivo all’assunzione di AO 1 , è evidenziato che “
per avere diritto al versamento di questo aiuto, la ditta dovrà aver adempiuto alle condizioni di cui agli artt. 3 L-rilocc e 6 R rilocc, anche al momento della domanda di rimborso
” (doc. 2, dispsotivo n. 1). Il cpv. 4 dell’art. 3 L-rilocc dispone che “
l’aiuto finanziario non può essere riconosciuto alle aziende che: - nei dodici mesi precedenti la richiesta hanno operato licenziamenti o soppresso posti di lavoro per motivi economici; - non rispettano i contratti collettivi a cui sono assoggettate e i contratti normali di lavoro. Le eccezioni sono disciplinate dal Regolamento.
” Nella citata decisione, inoltre viene elencata la documentazione che deve essere inoltrata allo stesso Ufficio con la richiesta di rimborso, nella quale non risulta il formulario di cui al doc. 10 (doc. 2, dispositivo n. 2). La convenuta, inoltre, non ha prodotto alcun documento che attesti l’eventuale richiesta dell’Ufficio delle misure attive in merito al doc. 10 e l’indicazione della valenza precludente al rimborso in caso di mancata restituzione. L’accertamento del Pretore sfugge pertanto comunque ad ogni critica.
6.
A dire dell’appellante, ampiamente dimostrata sarebbe inoltre la responsabilità dell’istante per il danneggiamento del furgone aziendale affidatogli all’inizio del rapporto di lavoro.
Ciò in quanto G ha testimoniato della sua conoscenza diretta dell’ammissione di colpa di AO 1 a riguardo (verbale 25 novembre 2010, pag. 12), L ha riferito della scarsa cura riservata al citato veicolo (verbale 25 novembre 2010, pag. 13) e la responsabilità personale del dipendente a questo proposito è prevista nel regolamento interno della ditta (doc. D), oltre a derivare dal dovere di diligenza e fedeltà sancito dalla legge. Pure dimostrati sarebbero i danni e la loro entità, contrariamente a quanto ritenuto dal Pretore.
Ancora una volta, però, la convenuta si limita a fornire la sua interpretazione delle risultanze istruttorie, senza confrontarsi compiutamente con l’assunto del Pretore, secondo il quale, a giusta ragione, se da un lato è possibile perlomeno dedurre che i danni cui G fa riferimento siano danni alla carrozzeria, dall’altro, di fatto, non è stato accertato chi li abbia causati e quando. Del resto, prosegue il Pretore, lo stesso teste ha pure riferito che altre persone utilizzavano il veicolo danneggiato (verbale 25 novembre 2010, pag. 12). Di conseguenza, il primo giudice ha ritenuto non accertata neppure l’eventuale tardività nella notifica del danno da parte del lavoratore e, quindi, la violazione da parte sua dell’obbligo di dilegenza e fedeltà nei confronti del datore di lavoro. La sua responsabilità ai sensi degli artt. 321a e 321e CO non è stata dimostrata dalla convenuta. Oltre a non spendere una parola concreta su queste risultanze, neppure d’ausilio all’appellante è la disposizione di cui al regolamento interno alla stessa ditta, secondo la quale “
il dipendente è responsabile di eventuali danni causati al
veicolo” (doc. D, pag 3 art. 17). Tale disposizione, infatti, non può comportare un ampliamento della responsabilità del lavoratore oltre i limiti delle disposizioni legali citate, in particolare dell’art. 321e CO (che ripropone i principi della responsabilità contrattuale di cui all’art. 97 CO), norma imperativa alla quale non può essere derogato a svantaggio del lavoratore (art. 362 CO). Pertanto, oltre che irricevibile per carenza di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), l’appello è comunque destituito di buon fondamento.
7.
La convenuta pretende infine di porre in compensazione alle pretese dell’istante anche fr. 3'000.- da lei vantati quale “
cifra
equa” a titolo di risarcimento danni per lavori mal eseguiti dall’ex dipendente, confermati nella loro veridicità ed entità da G, L e M. Ora, se i testi hanno riferito delle lamentele ricevute da clienti della convenuta riguardo opere mal eseguite dall’istante (confermando i doc. 4.1, 4.2 e 6) e di alcuni interventi ulteriori resisi necessari per porvi rimedio, valutando la conseguenza economica per la convenuta oscillante fra fr. 2'000.- e fr. 5'000.-, tali riscontri probatori non attestano ancora, come rettamente rilevato dal Pretore, l’ammontare del preteso danno. La convenuta stessa, del resto, non è in grado di quantificarlo precisamente, ma si limita a stimarne l’ammontare, a suo dire a favore del dipendente, sulla scorta delle valutazioni approssimative riferite dai testi (appello, pag. 17). A questo proposito, ancora una volta, l’appellante non si confronta con la motivazione del Pretore, che ha respinto la sua pretesa compensatoria per la mancata prova dell’ammontare del suo danno, rimproverandole di non aver prodotto altri elementi o atti che suffragassero la stima operata dai testi. Essa si limita a ritenere ossequiato il suo onere della prova a riguardo, ad essa incombente ai sensi dell’art. 321e CO, semplicemente in ragione dell’attendibilità dei testi. Oltre che irricevibile (art. 311 cpv. 1 CPC), pertanto, anche questa censura non è fondata.
8.
Ne discende la reiezione del gravame e la conferma del giudizio di prime cure (art. 318 cpv. 1 lett. a CPC). Trattandosi di una controversia derivante da un rapporto di lavoro con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.-, non si prelevano né tasse né spese per la procedura d’appello (art. 114 lett. c CPC). All’istante, che si è opposto con successo al gravame ed è professionalmente rappresentato, vanno comunque riconosciute spese ripetibili, commisurate al valore di causa di circa fr. 4'100.- (fr. 3'331.15 netti + [fr. 4'000.- lordi ./. fr. 2573.25 netti]), rilevante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale.