# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 587e9865-ffc1-5830-a0bd-85545497d5f0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che l’istante chiede la restituzione del termine d’opposizione ai sensi dell’art. 33 LEF, facendo valere all’indirizzo dell’Ufficio che “negli scorsi giorni mi è apparso fra le mani un vostro precetto esecutivo. Purtroppo è stato da me rinvenuto tra i molti avvisi di pubblicità che giornalmente finiscono nella mia buca delle lettere, e che solitamente prendo e deposito in blocco in un angolo in casa”;
che dal rapporto 10 giugno 2003 della polizia di _, richiesto da questa Camera, si evince come il precetto esecutivo in questione sia stato spedito per posta il 14 aprile 2003 dal sostituto segretario del posto di polizia di _, _, in forza dell’autorizzazione 30 gennaio 2001 firmata apparentemente dalla moglie dell’escusso, _, con la quale la polizia veniva autorizzata ad intimare qualsiasi atto esecutivo a nome di _ e _, recapitandoli nella cassetta delle lettere o nella casella postale;
che secondo i combinati art. 64 e 72 LEF, il precetto esecutivo deve di regola essere notificato personalmente all’escusso (persona fisica), a persona adulta della sua famiglia o a uno di suoi impiegati, l’agente notificatore (ufficiale, impiegato dell’ufficio oppure funzionario postale, comunale o di polizia) essendo tenuto a consegnare l’atto aperto al suo destinatario nonché ad attestare su ambedue gli originali l’avvenuta notifica (cfr. Paul
Angst
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol.
I, n. 10 ad art. 64;
Karl
Wüthrich/P
eter
Schoch
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol.
I,
n. 11 ad art. 72);
che il deposito del precetto esecutivo nella cassetta delle lettere dell’escusso o nella sua casella postale non costituisce una valida notifica ai sensi degli art. 64 e 72 LEF (cfr. DTF 117 III 7 ss.;
Angst
, op. cit., n. 10 ad art. 64, con rif.; Pierre-Robert
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 4 ad art. 64-66 e n. 14 ad art. 64, con rif.);
che ciò vale anche quando l’escusso ha preventivamente accettato tale modo di comunicazione quale mezzo di notifica per tutte le esecuzioni e comunicazioni connesse ("qualsiasi atto esecutivo a mio nome") (cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 14 ad art. 72; BS, AB, sentenza 27 novembre 1990, BlSchK 1991, p. 94; contra: BS, AB, sentenza 31 gennaio 1983, BlSchK 1986, p. 138);
che infatti il sistema svizzero, in quanto consente l’esecuzione forzata senza che il credito sia stato necessariamente accertato preventivamente in una decisione giudiziaria o amministrativa, trova la sua giustificazione solo se vi è la certezza che l’escusso ha avuto – o potuto avere – conoscenza effettiva del contenuto del precetto esecutivo;
che l’esigenza di prova costituisce un interesse pubblico al quale l’escusso non può preventivamente rinunciare in termini generali;
che tuttavia, per il principio della buona fede e il divieto del formalismo eccessivo, il precetto esecutivo notificato in modo formalmente carente non deve essere nuovamente notificato quando l’escusso ha avuto conoscenza effettiva e completa del suo contenuto (cfr.
Wüthrich/Schoch,
op. cit., n. 17 ad art. 72, con rif.
; Gilliéron
, op. cit., n. 28 ad art. 64-66 e n. 20 ad art. 72, con rif.);
che in concreto, l’istante afferma di aver avuto conoscenza del precetto esecutivo soltanto diversi giorni dopo il suo deposito nella cassetta delle lettere;
che per la carenza formale di notifica, l’Ufficio non è in grado, come invece gli compete (cfr.
Wüthrich/Schoch,
op. cit., n. 14 ad art. 72), di provare la data in cui l’escusso ha effettivamente preso visione del precetto esecutivo;
che pertanto l’istanza di opposizione tardiva del 17 maggio 2003 va considerata quale tempestiva opposizione;
che in effetti l’opposizione non è sottoposta all’osservanza di una forma particolare, sennonché deve essere scritta o verbale (art. 74 cpv. 1 LEF);
che interpretata “in dubio pro debitore” (cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 41 s. ad art. 74), anche tenuto conto del fatto che l’escusso procede senza mandatario professionale, l’istanza 17 maggio 2003 risulta includere un’opposizione;
che la domanda di restituzione del termine d’opposizione presuppone infatti l’intenzione dell’escusso di interporre opposizione;
che l’istanza risulta pertanto irricevibile per carenza di gravamen, poiché l’istanza 17 maggio va considerata quale valida e tempestiva opposizione;
che occorre inoltre annullare l’avviso di pignoramento14 maggio 2003, da considerare nullo ex art. 22 LEF, perché emesso in un’esecuzione sospesa da opposizione (art. 78 LEF e 88 cpv. 1 LEF; STF
7B.29/2002, cons. 2c; CEF
23 gennaio 2002 [15.2001.232/290]; 24 aprile 2002 [15.2002.28];
F
lavio
Cometta
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 12, secondo trattino a p. 167, ad art. 22, con rif.;
B
althasar
Bessenich
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 1 ad art. 78, con rif.
; Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 11 ad art. 78, che riserva tuttavia il caso in cui l’opposizione è stata dichiarata irricevibile;
Lorandi
, Betreibungsrechtliche Beschwerde und Nichtigkeit, n. 28 ad art. 22 con rif.
);
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20
a
, 22, 64, 72, 74 LEF; 61, 62 OTLEF;

## Considerations