# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d04b7841-8f9d-5197-9fea-fc807628bdc1
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_002
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
In data 9.05.2011 il procuratore pubblico Margherita Lanzillo, visti gli art. 352 ss. CPP e ritenuto che nell’ambito del procedimento penale di cui all’inc. MP _ i fatti sono stati sufficientemente chiariti, ha posto in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale PI 1, cittadino _, siccome ritenuto colpevole di attività lucrativa senza autorizzazione giusta gli art. 115 cpv. 1 lit. c LStr e art. 23 LDDS "
per avere, a _, dall’autunno 2005 all’autunno 2010, e meglio per 10 giorni all’anno corrispondenti al periodo della vendemmia, esercitato un’attività lucrativa come dipendente, presso i vigneti del viticoltore _, senza essere in possesso del necessario permesso di Polizia degli stranieri
", proponendo la sua condanna alla pena pecuniaria di dieci aliquote giornaliere da CHF 30.-- cadauna (per complessivi CHF 300.--), sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF 50.-- e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (DA _).
Il medesimo giorno il procuratore pubblico,
visti gli art. 352 ss. CPP e ritenuto che nell’ambito del procedimento penale di cui all’inc. MP _, i fatti sono stati sufficientemente chiariti, ha inoltre posto in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale _, siccome ritenuto autore colpevole di impiego di stranieri sprovvisti di permesso giusta gli art. 117 cpv. 1 LStr e art. 23 LDDS "
per avere, a _, dall’autunno 2005 all’autunno 2010, nella sua qualità di viticoltore nonché di proprietario di alcuni vigneti, impiegato il richiedente l’asilo PI 1 per il periodo della vendemmia e meglio per circa 10 giorni all’anno, sapendo che lo stesso non era autorizzato a lavorare in Svizzera, poiché privo del necessario permesso di Polizia degli stranieri
",
proponendo la sua condanna alla pena pecuniaria di tre aliquote giornaliere da CHF 70.-- cadauna (per complessivi CHF 210.--), sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF 100.-- e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (DA _).
Entrambi i decreti sono cresciuti in giudicato il 10.06.2011.
2.
Con la presente istanza l’IS 1 chiede anzitutto di poter accedere agli atti del procedimento penale riguardante PI 1, dovendo verificare se il medesimo, quale richiedente l’asilo posto al beneficio di prestazioni assistenziali unitamente a sua moglie, abbia percepito indebitamente delle prestazioni conseguendo degli introiti non dichiarati. Postula inoltre di poter accedere agli atti del procedimento penale inerente al suo presunto datore di lavoro (_) per compiere una doppia verifica sui redditi o sostanza dichiarati da entrambi.
Con osservazioni 22/23.09.2011 PI 1 afferma di aver lavorato presso _ per la vendemmia, ma di non aver percepito denaro da lui e di averlo aiutato essendo un suo amico, senza opporsi alla richiesta.
Con scritto 4/5.10.2011 _ non si oppone alla richiesta, fornendo le sue spiegazioni riguardo a quanto accaduto.
3.
L’art. 62 cpv. 4 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), in vigore dall’1.01.2011, che ha ripreso il previgente art. 27 CPP TI, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108), stabilisce che: "
Dopo la conclusione del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità dell’ispezione
".
4.
Nel caso in esame – ritenuti i motivi addotti dall’autorità istante nella sua richiesta e la finalità per cui è domandata la compulsazione degli atti, considerati inoltre l’art. 26 Laps (restituzione di prestazioni indebitamente percepite), l’art. 36 Las (prestazioni ottenute indebitamente), l’art. 67 Las (obbligo di informazione) e gli art. 1 e 2 lit. a del relativo regolamento (competenza) – si deve, di principio, ammettere l’esistenza di un interesse giuridico legittimo ai sensi dell’art. 62 cpv. 4 LOG prevalente sui diritti personali di PI 1 e di _, che peraltro non si sono opposti all’istanza.
In particolare il contenuto dei rapporti di polizia allestiti nell’ambito di entrambi i procedimenti penali potrebbero, in effetti, essere potenzialmente utili all’autorità istante ai fini delle sue incombenze.
Di conseguenza, un funzionario dell’IS 1, tenuto al segreto d’ufficio/professionale, è autorizzato da questa Corte ad esaminare gli incarti MP _ e MP _ presso il Ministero pubblico, concordando i tempi di accesso con il procuratore pubblico Margherita Lanzillo, compatibilmente con i suoi impegni.
Il funzionario è, se necessario, autorizzato a fotocopiare i documenti utili ai fini delle sue incombenze.
5.
L’istanza è accolta ai sensi del surriferito considerando. Viste la natura dell’autorità istante, la finalità della richiesta, la Laps e la Las, si prescinde dal prelievo di tassa di giustizia e spese.

## Considerations