# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 00fd9e58-cc57-59d5-b73b-29ee7c7df559
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, 1992, salariato dal febbraio 2017, e la moglie RI 2, 1991, salariata dal gennaio 2016, entrambi assicurati presso _ per la copertura obbligatoria delle cure medico sanitarie, hanno postulato la riduzione del premio dell’assi-curazione obbligatoria contro le malattie per il 2018 con l’inoltro del formulario previsto a tale scopo. La coppia è domiciliata a _. I signori _ si sono sposati il 30 ottobre 2015 e non hanno figli.
B. Alla richiesta di riduzione dei premi la coppia ha annesso la decisione di tassazione relativa al 2015 da cui emergono redditi lordi per complessivi CHF 72'812.- (doc. 1). Alla luce della situazione economica dei signori _ la Cassa ha accertato manualmente i redditi conseguiti dagli assicurati (scritto 18 agosto 2017 nel plico 1) ritenendo un guadagno mensile della signora RI 2 mediamente poco superiore ai CHF 1'600.- mentre per il marito un reddito variabile con mensilità importanti (CHF 4'707,15 per marzo 2017) e mensilità decisamente inferiori (CHF 2’263,55 per agosto 2017). Dopo avere ritenuto i redditi medi l’amministrazione ha respinto la richiesta di sussidio con decisione 17 novembre 2017 (doc. 2).
C. Con reclamo del 27 novembre 2017 (doc. 3) i signori _ hanno contestato il provvedimento, da un lato per la carenza nella motivazione e poi per l’insufficienza dei loro redditi. Il signor RI 1 ha precisato di lavorare tramite un’agenzia e senza garanzie, con il percepimento di una paga minima, la signora RI 2 ha invece terminato di percepire le indennità di disoccupazione con peggioramento delle condizioni economiche. Dopo avere accusato ricevuta del reclamo il 28 dicembre 2017 (doc. 4), la Cassa ha verificato i calcoli operati (doc. 5). Le parti hanno avuto degli scambi di posta elettronica nel gennaio 2018 (doc. 6) e, con scritto 1° febbraio 2018, l’amministrazione ha chiesto agli assicurati di fornire i necessari dati di reddito per la verifica del loro diritto al sussidio al di fuori della tassazione applicabile (doc. 7). I coniugi _ hanno trasmesso alla Cassa cantonale di compensazione un plico di documenti, pervenuto il 12 febbraio 2018, tra cui emerge il certificato di salario di RI 1 per il 2017 indicante un salario netto di CHF 40'721.-, quello della moglie per l’attività svolta in seno alla _ di _ rilevante un reddito di CHF 11'129.-, l’attestazione del versamento di rendite alla signora RI 2 per complessivi CHF 15'684.-, sempre riferiti al 2017, nonché copia della tassazione 2016 indicante redditi lordi per complessivi CHF 79'102.-. A questi documenti i ricorrenti hanno aggiunto attestazioni relative agli ultimi stipendi percepiti (plico doc. 8).
D. Dopo avere vagliato la documentazione e verificato i calcoli (doc. 9) la Cassa ha respinto il reclamo dei signori _ considerando un reddito disponibile di complessivi CHF 49'377.- superiore al limite di reddito massimo che consente la riduzione del premio per un’unità di riferimento composta da due adulti (CHF 41'651,20). I signori _ si sono aggravati mediante ricorso del 28 febbraio 2018, inoltrato direttamente alla Cassa (doc. 11), con cui contestano la sufficienza delle loro risorse economiche per fronteggiare i premi, indicano di non rilevare nessuna differenza rispetto all’anno precedente quando comunque avevano ottenuto un sussidio e di non comprendere le ragioni di tale differenza. L’amministrazione ha trasmesso ai ricorrenti uno scritto in cui ha spiegato l’iter procedurale seguito (doc. 12). I signori _ hanno quindi inoltrato (datato 9 marzo 2018) al Tribunale cantonale delle assicurazioni il medesimo testo in precedenza spedito all’amministrazione (doc. I di tenore uguale al doc. 11). Sollecitati dalla Cancelleria del Tribunale cantonale delle assicurazioni (doc. II scritto del 13 marzo 2018) essi hanno prodotto la decisione impugnata il 16 marzo successivo (doc. III).
Invitata a esprimersi in merito al gravame (doc IV del 21 marzo 2018), la Cassa cantonale di compensazione, con risposta del 17 aprile 2018 (doc. V), ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti che saranno ripresi, dove necessario, in corso di motivazione.
E. Ai ricorrenti è stata offerta la possibilità di esprimersi sulla risposta di causa. Il giudice delegato, con scritto 26 aprile 2018, ha interpellato le parti per ottenerne precisazioni sulla fissazione del reddito lordo al di fuori della tassazione applicabile (doc. VI). La Cassa cantonale di compensazione ha preso posizione in merito il 4 maggio 2018 (doc. VII) mentre i ricorrenti non hanno comunicato nulla al Tribunale cantonale delle assicurazioni. Lo scritto 4 maggio 2018 della Cassa è stato trasmesso ai signori _ con facoltà di esprimersi in merito, ciò che essi non hanno fatto.

## Considerations

in diritto
In ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove).
Il TCA può quindi decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 Legge sull’organizzazione giudiziaria come a costante giurisprudenza del Tribunale federale (fra le ultime, STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015 consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
Per una critica dottrinale della STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015 in cui il Tribunale federale, giudicando a corte completa, ha annullato una decisione del Tribunale cantonale delle assicurazioni del Cantone Ticino siccome emanata a giudice unico, apparentemente instaurando così una nuova e più restrittiva prassi rispetto al passato, cfr.
Ivano Ranzanici
: La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza federale, in RtiD I – 2016, pagg. 307 e segg., in particolare ad 4.3.3 pag. 328 e segg.
Va inoltre segnalato che in giudizi successivi, in particolare nella STF 1C_569/2015 dell’11 novembre 2015, l’Alta Corte ha confermato la sua costante prassi antecedente il 31 agosto 2015, senza quindi riprendere il giudizio criticato in Ticino per i suoi effetti negativi (
Ranzanici,
op. cit., n. 4.3.3 pag. 328 seg.).
2. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia. In concreto il ricorso è ricevibile siccome tempestivo e motivato in maniera comunque sufficiente.
Nel merito
3. Dal 2012 le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha previsto un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il
Messaggio
15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo
Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli e specifiche si veda:
Ivano Ranzanici,
La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, in particolare il capitolo 14, p. 357 e ss.). Il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.
Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare
“gli effetti indesiderati”
del precedente ma anche a
“tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa ... nell’ambito dell’assicurazione di base ... con l’introduzione del premio medio di riferimento”
che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (
Ranzanici,
tesi citata, capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.
Il Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.
4. Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato stabilisce annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal. Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito disponibile che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza è fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre riferirsi alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento siano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.
L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto previgente, non è più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
5. A partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (
Ranzanici,
tesi citata, capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:
RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione
Se dell'UR fanno parte dei figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x 50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
Le due formule adottate dal legislatore appaiono complesse. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti del 3.4 e del 3,9.
Nel corso dei lavori preparatori (
Messaggio
6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella legge un “
limite esplicito ... (che) non dipende dai PMR ... L’introduzione di questo nuovo parametro consente ... di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di esclusione ... per queste situazioni reddituali”
(Messaggio citato, p. 13).
Posto il principio di fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “
Dopo vari approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”
(Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli, ritenuto comunque che l’esecutivo può cambiare tali costanti nel suo annuale decreto di fissazione dei parametri l’attribuzione della RIPAM. Sempre nel suo messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “
è una prestazione coordinata ai sensi della Laps ..., il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RD Laps; per le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”
.
Per stabilire la costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “
valore delle costanti ... influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è ... l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi alti”
. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato (va ribadito) è abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
6. Come anticipato per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elabora-zione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v.
Ranzanici,
tesi citata, capitolo 14.8. p. 387 e ss.)
Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un
“reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”
, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
L’amministrazione è tenuta a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria, che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza (mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio, dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa, redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente: assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (
Messaggio
, op. cit., pag. 16 in initio).
Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda
Ranzanici
, tesi citata, n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato (come rammentato nelle STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime) che:
"per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. ... l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali"
. Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
L’art. 14 RLCAMal, prevede in particolare, ai suoi capoversi 2 e seguenti che:
"
2
La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;
b) diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
e) diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.
3
Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.
4
I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5
Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”
In caso di diminuzione del reddito conseguito comunicato all’am-ministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
7. Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda
Ranzanici,
tesi citata, p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le nuove norme la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per
“garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case ... gravati da un’ipoteca sulla casa primaria”
(pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’im-porto sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’im-mobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche:
Ranzanici
, tesi citata, n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
La deduzione, così come espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari. Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a livello fiscale, su quest’aspetto la volontà del legislatore appare chiara.
8. Va indicato che per l’anno
2018
, l’esecutivo cantonale ha così fissato le basi di calcolo nel decreto esecutivo del 15 novembre 2017:
a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2015.
b) premio medio di riferimento per gli adulti: CHF 5’577.--, per i giovani adulti CHF 5’119.-- e per i minorenni CHF 1’284.--.
La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo è stata determinata, per l’unità di riferimento senza figli in 3.2 e per l’unità di riferimento con figli in 4.5.
Il decreto rammenta poi che per i proprietari o usufruttuari di sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del reddito disponibile di riferimento ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore della sostanza immobiliare registrato nella tassazione di riferimento di ciascun membro dell’unità di riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento prevista dall’Ufficio cantonale di stima.
9. In concreto la Cassa si è correttamente scostata dai redditi conseguiti dai coniugi _ e riportati nella tassazione 2015 applicabile in concreto. In effetti il reddito complessivo di oltre CHF 79'000.- è diminuito nel tempo, successivamente al 2016, in particolare nel corso del 2017 per le ragioni addotte dagli assicurati che qui non giova riportare.
Il nuovo reddito, quello da ultimo conseguito dagli assicurati, è stato determinato sulla scorta dei documenti prodotti a richiesta della Cassa cantonale di compensazione dagli stessi ricorrenti. In favore di RI 1 è stato ritenuto un reddito di CHF 45'453.- e il reddito della moglie assomma a CHF 19'078.-. Queste cifre sono il frutto del calcolo operato dalla Cassa dei redditi conseguiti e riportati su base annua e non sono stati, come tali, specificatamente contestati dai ricorrenti. I signori _ non hanno proposto cifre diverse, precisandone l’origine, e suggerito un reddito differente da quello ritenuto dall’amministrazione. La loro contestazione è generica e fa riferimento al loro disponibile. Il Tribunale, con scritto 26 aprile 2018 (doc. VII), ha interpellato specificatamente la Cassa – sollecitando comunque parallelamente i coniugi _ a fornire migliori informazioni in merito al loro reddito – per accertare nel dettaglio se l’amministrazione ha determinato il reddito lordo, e quindi quello disponibile dei ricorrenti, in maniera corretta. La Cassa ha preso posizione, fornendo le informazioni richieste, con lettera 4 maggio 2018 (doc. VIII), mentre i ricorrenti sono rimasti silenti. Il reddito è stato calcolato in base ai valori riportati nei documenti prodotti dagli stessi ricorrenti e riportato su base annua. La fedefacenza del reddito stabilito va ammessa. Per il signor RI 1 è stato stabilito il reddito su una base di 327 giorni, valore poi riportato su 365 giorni, per la signora RI 2 i dati si riferiscono a 7 mesi e sono stati correttamente riportati su 12 mesi. Il reddito della signora RI 2 è stato confermato in CHF 19'078,30 su base annua e quello del signor RI 1 invece in CHF 45'453,10. Da tale reddito vanno dedotte le spese professionali al massimo dell’importo deducibile (CHF 4'000.-) oltre ai premi medi di riferimento per complessivi CHF 11'154.-. Dal reddito lordo complessivamente conseguito deve quindi essere dedotto l’importo di complessivi CHF 15'154.- per le spese professionali e i premi medi della cassa malati. Il reddito disponibile è quindi di CHF 49'377.-, superiore purtroppo per i ricorrenti ai limiti che consentono la riduzione dei loro premi di cassa malati come si vedrà più oltre. Infatti, la formula per stabilire il valore del reddito massimo sussidiabile, esplicitamente voluta dal legislatore con delega all’esecutivo per la fissazione annua dei valori della costante, è la seguente (si faccia riferimento alle considerazioni che precedono):
RDM = costante del
3,2
x 50% del limite di fabbisogno Laps (senza computo della pigione).
Ritenuto che il limite Laps per il 2018 corrisponde alla somma di CHF 17'441 per il titolare del diritto e CHF 8'591 per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento, in totale per l’UR in discussione quindi CHF 26'032, il reddito massimo sussidiabile è di:
RDM = 3.2 x 50% (CHF 26'032) = CHF 41‘651,20.
Detto importo è inferiore al reddito conseguito dai ricorrenti. Il ricorso va, conseguentemente, respinto senza carico di tassa di giustizia e spese ai ricorrenti e senza attribuzione di ripetibili.