# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e51ce89c-1d73-56b2-a297-1aef5fc02b72
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
- che con “_ 3 aprile 1998 la _ en matière de faillite del Distretto di _, su richiesta della _ in qualità di “_ ”, in particolare ha dichiarato e confermato che il 7 agosto 1996 _ è “diventato fallito a norma della Legge _ ” e ha confermato che “il 3 aprile 1998 _ ha sostituito debitamente _ curatori di fallimento, in seguito ad un’assemblea di creditori di _ debitamente tenuta”, che “_ è, in virtù della legislazione _, e più particolarmente in virtù delle disposizioni della Legge _ sul Fallimento e l’Insolvenza “Loi sur la faillite et l’insolvabilité _ ”, fallito in data delle presenti, questo fallimento essendo esecutorio senza necessità di nessun'altra formalità e che dunque dal 7 agosto 1996 _ ha cessato di essere capace di transigere relativamente ai beni a lui appartenenti e ciò per effetto del fallimento in virtù del quale l’insieme degli attivi di _, (tra) i quali i conti (...), sono stati devoluti al Curatore-Richiedente, il quale ha tutti i poteri per amministrarli, venderli, liquidarli od altrimenti alienare, per il beneficio della massa dei creditori di _ ”;
che con l’istanza 4 aprile 1998 _. chiede il riconoscimento in _ del surriferito “_ ” e l’adozione in via supercautelare di provvedimenti conservativi ex art. 168 LDIP e art. 170 LEF;
che per l’art. 167 cpv.1 prima proposizione LDIP l’istanza di riconoscimento del decreto straniero di fallimento deve essere proposta al tribunale competente del luogo di situazione dei beni in _, atteso che se i beni si trovano in più luoghi è competente il tribunale adito per primo (art. 167 cpv.2 LDIP), prescindendo da considerazioni fondate sul valore patrimoniale dei beni di compendio della massa fallimentare siti in _;
che l’istanza di riconoscimento del fallimento estero deve essere proposta all’autorità competente del Cantone in cui è fatta valere la decisione straniera (art. 29 cpv. 1 LDIP), ritenuto che vi siano beni della massa fallimentare, ciò che spetta all’istante rendere almeno verosimile (cfr.
S. Berti
, in Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, Internationales Privatrecht, Basilea et al. 1996, N. 5 ad art. 167 LDIP;
H. Fritzsche/ H. U. Walder
, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. II, Zurigo 1993, § 55, pag. 420, N. 16;
P. Volken
, IPRG Kommentar, Zurigo 1993, N. 14 ad art. 167 LDIP);
che per riconoscere nel Cantone Ticino le decisioni straniere previste dall’art. 166 LDIP è competente la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello, la cui giurisdizione è pure data per la pronunzia dei provvedimenti conservativi secondo l’art. _ LDIP (art. 513 cpv.1 CPC), ritenuto che l’istanza per il riconoscimento del decreto di fallimento estero è proposta e trattata nelle forme della procedura contenziosa di Camera di consiglio (art. 513 cpv.2 CPC che rinvia agli art. 361 ss. CPC);
che per l’art. 168 LDIP, proposta l’istanza di riconoscimento del decreto straniero di fallimento, il tribunale può, su richiesta dell’istante, ordinare i provvedimenti conservativi di cui agli art. _ LEF, sempre che l’istante renda almeno verosimile che il decreto di fallimento straniero possa essere riconosciuto (cfr. J.
Kren Kostkiewicz
, Internationales Konkursrecht: Anerkennung ausländischer Konkursdekrete und Durchführung eines Sekundärkonkurses in der Schweiz, in: BlSchK 1993, pag. 15;
D. Staehelin
, Die Anerkennung ausländischer Konkurse und Nachlassverträge in der Schweiz
[
Art. 166 ff IPRG
]
, Basilea et al. 1989, pag. 110);
che l’istante afferma esservi beni appartenenti al fallito a _, in particolare crediti relativi a conti intestati a _ presso la _, e meglio i conti elencati nel
petitum
sopra riportato (cfr. istanza, pag. 3,4);
che tali riferimenti, benché relativamente generici e contenuti in affermazioni di parte, possono bastare a questo stadio di procedura per ammettere la competenza di questa Camera ad adottare provvedimenti conservativi ex art. 168 LDIP, risultando per il resto l’istanza di riconoscimento, a un esame
prima facie
e con riserva di ulteriori accertamenti, non sprovvista di possibilità di accoglimento, pur dovendo evidenziare come ci si trovi di fronte a tenui indizi che impongono rigore nell'adozione dei provvedimenti conservativi;
che con l’istanza in esame si chiedono misure conservative facendo riferimento all’art. 170 LEF, secondo cui “il giudice può prendere i provvedimenti conservativi che reputi necessari a tutela dei diritti dei creditori”;
che siffatta norma lascia un ampio potere di apprezzamento all’autorità chiamata ad ordinare tali provvedimenti, atteso in ogni modo che la
ratio
di un provvedimento conservativo - e con essa il suo limite - è quella di evitare che nelle more della procedura di riconoscimento possa darsi distrazione di beni ad opera del fallito;
che a questo stadio di procedura possono risultare adeguati e necessari allo scopo citato sia il blocco dei conti e di ogni altro avere intestati al fallito presso la _ purchè risulti con chiarezza la titolarità di _, che il divieto generale al fallito di disporre di suoi beni in _;
che le spese relative a questa procedura sono a carico della massa fallimentare istante che li dovrà anticipare (cfr.
H.U. Walder
, Die international konkursrechtliche Bestimmungen des neuen IPR-Gesetzes, in: Festschrift 100 Jahre SchKG, Zurigo 1989, pag. 332);

## Considerations