# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1a7079c6-58d4-5dc2-b8eb-f5f0843e8535
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che con sentenza del 10 settembre 2013 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra AO 1 e AP 1, concedendo al marito il beneficio dell'assistenza giudiziaria;
che in esito al divorzio egli ha attribuito in proprietà esclusiva al marito le particelle n. _ e _ RFD di _, con obbligo di assumere l'intero onere ipotecario (nessun compenso essendo dovuto alla moglie), ha obbligato il marito stesso a versare alla moglie fr. 42
250.– e ha diviso a metà tra i coniugi le rispettive pretese di previdenza professionale;
che contro tale decisione AP 1 è insorta a questa Camera con un appello dell'11 ottobre 2013 in cui chiede di non dover dividere la propria prestazioni di libero passaggio dal “secondo pilastro”, di mantenere invariata la comproprietà delle particelle n. 381 e 391 o, in subordine, di versarle fr. 7500.– per l'attribuzione dei fondi al marito in proprietà esclusiva, senza conferire a quest'ultimo il beneficio dell'assistenza giudiziaria;
che, invitata il 20 ottobre 2013 dal presidente della Camera a depositare fr. 800.– a titolo di anticipo per le spese giudiziarie presumibili, l'appellante ha chiesto il 4 novembre 2013 di poter pagare la somma a rate;
che il 7 novembre 2013 l'appellante si è vista concedere la possibilità di versare l'anticipo in due rate di fr. 400.– ognuna rispettivamente entro il 25 novembre 2013 e il 16 dicembre 2013, non senza essere avvertita che il ritardo nel pagamento di una rata avrebbe comportato l'irricevibilità dell'appello;
che l'appellante ha corrisposto la prima rata tempestivamente, mentre la seconda è stata addebitata sul suo conto solo il 19 dicembre 2013;
che il 9 gennaio 2014 l'appellante ha riconosciuto di non avere rispettato la seconda scadenza, affermando di non avere avuto a quel momento la liquidità necessaria e di avere versato il secondo anticipo subito dopo avere percepito lo stipendio;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che all'appellante è stata impartita una prima scadenza il 20 ottobre 2013 per versare l'anticipo di fr. 800.– entro il 19 novembre successivo;
che tale scadenza è stata prorogata fino al 25 novembre 2013 per la prima rata (fr. 400.–) e fino al 16 dicembre 2013 per la seconda (fr. 400.–), con l'avvertimento – come detto – che
il ritardo nel pagamento di una rata avrebbe comportato l'irricevibilità dell'appello;
che la seconda rata dell'anticipo non è stata versata nemmeno entro il 16 dicembre 2013;
che in condizioni del genere l'appello si rivela irricevibile e sfugge a qualsiasi esame (art. 101 cpv. 3 CPC);
che la lettera 9 gennaio 2014 con cui l'appellante giustifica il ritardo nel pagamento della seconda rata non può entrare in linea di conto come domanda di restituzione del termine, già per la circostanza che la domanda segue di oltre 10 giorni la cessazione dell'impedimento (art. 148 cpv. 2 CPC), risalente in concreto al 19 dicembre 2013 (quando l'appellante ha ricevuto lo stipendio mensile), i 10 giorni decorrendo anche durante le ferie natalizie (art. 145 cpv. 2 lett. b CPC) visto il carattere sommario della procedura di restituzione (cfr. art. 148 cpv. 1 e 149 CPC);
che, ciò premesso, le spese della presente decisione seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma che le condizioni economiche verosimilmente difficili dell'appellante inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo;
che non si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato alla controparte per osservazioni;