# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c2e01bf5-66d9-589a-a819-be7d85ddf505
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
A. Dal 2014 RI 2, 1962 e RI 1, 2004 sono assicurati presso CO 1 sia per l'assicurazione malattia obbligatoria LAMal sia per l'assicurazione complementare LCA.
B. A fine 2014 gli assicurati hanno disdetto la loro copertura obbligatoria LAMal, ma dopo un'iniziale accettazione (doc. D) la Cassa malati le ha respinte siccome c'erano degli scoperti (doc. E).
C. In presenza di debiti per mancato pagamento di premi LAMal e di prestazioni di cura, la Cassa malati ha avviato delle procedure esecutive che sono sfociate nel 2016 in due attestati di carenza beni (docc. F e G), ciò che ha comportato l'impossibilità, per gli assicurati, di disdire validamente la copertura assicurativa.
D. L'8 novembre 2018 (doc. I) gli assicurati hanno nuovamente disdetto le loro polizze assicurative per la copertura obbligatoria, ma il 5 febbraio 2019 (doc. M) e il 25 marzo 2019 (doc. S) la Cassa malati non ha accettato le disdette poiché v'erano degli arretrati, così come risultante dall'estratto conto dal 1° gennaio 2014 al 31 marzo 2019 appositamente allestito il 13 febbraio 2019 (doc. P).
E. Una nuova procedura esecutiva (PE n. _) è stata avviata il 28 maggio 2019 (doc. Q) contro RI 2 per il pagamento del premio LAMal di gennaio 2019 di Fr. 543,10, oltre agli interessi di mora del 5% dal 1° gennaio 2019, le spese di sollecito di Fr. 30.- e le tasse di elaborazione di Fr. 100.-.
F. Alla decisione formale del 20 giugno 2019 (doc. R) di rigetto dell'opposizione al PE per un credito di Fr. 739,05, comprensivo delle spese esecutive di Fr. 53,30, ha fatto seguito l'opposizione dell'assicurato il 24 luglio 2019.
Con decisione su opposizione del 29 luglio 2019 (doc. B) la Cassa malati ha respinto la predetta opposizione, rilevando come in virtù dell'art. 64 cpv. 6 LAMal una disdetta assicurativa era possibile solo se tutti gli arretrati erano saldati entro il 31 gennaio 2019. Considerato che ciò non è avvenuto, secondo l'assicuratore non era possibile per gli interessati passare ad un'altra Cassa malati e ha quindi ritenuto che la copertura presso CO 1 continuasse. Di conseguenza, la procedura esecutiva avviata relativa al premio LAMal di gennaio 2019 deve essere mantenuta per potere ottenerne il pagamento. L'assicuratore ha quindi tolto l'opposizione al PE n. _ e ha confermato il debito di Fr. 543,10 dovuto da RI 2, oltre accessori.
G. Con ricorso del 13 settembre 2019 (doc. I) RI 2 e RI 1, entrambi patrocinati dall'avv. RA 1, si sono rivolti al Tribunale chiedendo in via principale l'annullamento della decisione su opposizione e il rinvio degli atti all'assicuratore per chiarire se la disdetta della polizza da parte di RI 2 era valida; in via subordinata, di confermare la disdetta della polizza LAMal per entrambi con effetto entro il 31 dicembre 2018 e quindi di annullare la decisione su opposizione e confermare l'opposizione al precetto esecutivo; in via ancora più subordinata, è confermata la disdetta assicurativa per RI 1 con effetto entro il 31 dicembre 2018 e dunque di annullare parzialmente la decisione su opposizione e con ciò confermare parzialmente l'opposizione al PE n. _ per il suo premio di Fr. 100.-.
Secondo i ricorrenti, come risulta dall'estratto conto del 13 febbraio 2019 (doc. P), essi non sarebbero più debitori del pagamento di prestazioni LAMal a far tempo "
almeno dal 31 dicembre 2018
" (doc. I punto 2 pag. 5). Considerati i premi LAMal dovuti dal 2014 al 2018 di Fr. 22'439,20 e i pagamenti effettuati dal 2014 al 2018 per complessivi Fr. 27'780,60 (doc. P), i premi LAMal, le prestazioni di cura e le spese esecutive sono stati pagati e perciò non risulterebbe più alcun debito in ambito LAMal. Pertanto, le disdette dei loro rapporti assicurativi sono valide e, di conseguenza, essi sono liberati dai loro obblighi e non sono perciò debitori dei premi LAMal di gennaio 2019, oggetto della procedura esecutiva che nemmeno è dunque giustificata, ciò che porta a confermare l'opposizione interposta al PE n. _.
H. Nella sua risposta del 16 ottobre 2019 (doc.
V) CO 1, patrocinata dall'avv. RA 2
, ha contestato l'esposizione dei fatti presentata dai ricorrenti così come le argomentazioni dagli stessi addotte a sostegno delle loro richieste ricorsuali.
Secondo la Cassa malati, gli scoperti relativi al periodo 1° gennaio 2014-31 maggio 2015 ammonterebbero a Fr. 7'134,50 (doc. H) e non a soli Fr. 2'000.-.
Inoltre, al momento dell'inoltro della seconda disdetta assicurativa a fine 2018, risultavano degli arretrati sia a carico dei ricorrenti sia degli altri membri della famiglia (doc. 3) concernenti gli importi già escussi senza successo e contenuti nei due attestati di carenza beni per un importo complessivo di Fr. 4'092,40 (doc. 4). Pertanto, la Cassa malati non ha accettato la disdetta assicurativa e ha inoltrato una nuova domanda di esecuzione a cui ha fatto seguito il PE n. _ del 28 maggio 2019 per il pagamento del premio LAMal di gennaio 2019 di Fr. 543,10, oltre accessori.
Per l'assicuratore, il totale dei premi LAMal dovuti dal 2014 al 2018 ammonta a Fr. 29'908,70 e non a Fr. 22'439,20 come sostenuto dai ricorrenti, i quali, inoltre, confonderebbero i versamenti effettuati per i premi LCA e per i premi LAMal, perciò non può essere ritenuto che non vi sia più alcuno scoperto a loro carico. Non va poi dimenticato che nei confronti degli insorgenti vi sono pendenti ancora due ACB e quindi che vi sono ancora dei debiti. Ne discende che la disdetta data nel 2018 per il 2019 è priva di effetto e quindi i ricorrenti sono da considerare come suoi assicurati.
La richiesta di pagamento del premio per il mese di gennaio 2019, oggetto del precetto esecutivo n. _, è dunque legittima.
Considerato che anche per RI 1 vi sono degli scoperti relativi al 2015, che sono stati escussi insieme agli altri debiti della famiglia e incorporati nei due attestati di carenza beni agli atti, è a giusta ragione che anche la sua disdetta non è stata ritenuta valida con effetto al 31 dicembre 2018. Con ciò, il suo premio LAMal di gennaio 2019 è dovuto.
L'assicuratore ha precisato che dallo stesso conteggio prodotto dai ricorrenti (doc. P) risulta che il premio LAMal per l'anno 2019 si scompone in Fr. 443,10 al mese per RI 2 e in Fr. 100.- per RI 1, perciò è pretestuoso affermare che i documenti agli atti non accertino l'esistenza del credito posto in esecuzione, credito sufficientemente chiaro e comprensibile che è riportato nella decisione di rigetto dell'opposizione al predetto PE.
L'assicurato è dunque condannato al pagamento di Fr. 543,10 oltre a 5% di interessi dal 1° gennaio 2019, Fr. 30.- di spese di sollecito, Fr. 100.- di tasse di elaborazione e Fr. 53,30 per le spese esecutive. L'opposizione al PE va quindi rigettata in via definitiva.
I. Nelle loro osservazioni del 23 ottobre 2019 (doc. VII) gli insorgenti hanno evidenziato come le decisioni impugnate si riferiscano unicamente a RI 2, perciò egli soltanto ha chiesto lo stralcio della procedura esecutiva. RI 1 ha invece rimproverato alla Cassa malati una denegata giustizia per non avere emesso una decisione in merito alla disdetta della sua polizza assicurativa.
I ricorrenti hanno poi contestato delle affermazioni dell'assicuratore e ribadito che al 31 dicembre 2018 non v'erano importi scoperti in ambito LAMal (doc. P), perciò le loro disdette dovevano essere accettate. Una decisione formale in tal senso non è stata però emanata e quindi il loro diritto di essere sentito violato.
L. La Cassa malati ha preso posizione il 7 novembre 2019 (doc. IX), contestando singolarmente le osservazioni dei ricorrenti e riconfermandosi nella sua risposta di causa. Essa ha inoltre respinto la censura di non averli sentiti, visto che le informazioni richieste dagli assicurati, unitamente ai conteggi relativi agli scoperti ancora pendenti, sono sempre stati loro trasmessi.
L'indomani (doc. XI), l'assicuratore malattia ha trasmesso al Tribunale il dettaglio dei crediti e degli averi aperti di ciascun ricorrente.
M. Il 19 novembre 2019 (doc. XIII) i ricorrenti hanno prodotto nuova documentazione e hanno ulteriormente contestato le tesi della Cassa malati, chiedendo al Tribunale di essere sentiti.
N. Il 9 dicembre 2019 (doc. XVI) ha avuto luogo un'udienza di discussione durante la quale le parti hanno potuto ancora esprimersi.
In particolare, è stato verbalizzato quanto segue:
"
(...)
I ricorrenti RI 2 e RI 1 sono assicurati per la copertura obbligatoria delle cure medico sanitarie presso l’_ che ha ricevuto il sussidio dalla Cassa cantonale e presso il quale sono stati pagati i premi, compreso quello di gennaio 2019 e l’_ non ha crediti di nessun genere.
I ricorrenti producono un’attestazione di _, che sarà allegata al presente verbale, con cui si dà atto che tutti i premi dell’obbligatoria presso _ sono stati pagati. L’attestazione non fa invero riferimento al premio LAMal e non fa riferimento a eventuali spese di franchigie e partecipazioni, ma il sig. RI 2 conferma l’assenza di debiti nei confronti di _.
Il sig. RI 2 precisa che il sussidio cantonale è stato versato all’_ e assomma a circa fr. 250.-- per tutto l’anno 2019.
In questa sede l’assicurato produce un documento intitolato
“conteggio premi”
datato 12.1.2019 che fa riferimento al preteso premio per il mese di febbraio 2019 per la copertura obbligatoria (ciò che non è specificato ma il riferimento è fatto alle polizze n. _ e _ corrispondenti ai numeri di polizza di cui al doc. C prodotto agli atti in quanto riferito a RI 2 e RI 1). Il documento 12.1.19 indica l’esistenza di un credito da parte di RI 2 di fr. 197.90 che viene portato in deduzione dall’importo dei premi pretesi da CO 1 per il mese di febbraio 2019. La data del pagamento posto in deduzione è il 27.12.2018. Il sig. RI 2 ha annotato sul documento l’espressione
“rimborsare”.
È evidenziata da parte del giudice una situazione di poca chiarezza anche alla luce del doc. P che le parti indicano come il conteggio più dettagliato e specifico allestito e ciò siccome tutte le prestazioni per spese di cura elencate in particolare a partire dalla seconda pagina non sono riferibile a una persona specifica, non sono chiaramente attribuibile all’ass. malattia obbligatoria.
Questo conteggio è poi a tratti contraddetto da altri prodotti agli atti.
(...) contrariamente a quanto sembra potersi desumere dagli atti, la sig.ra _ è ancora affiliata nel corso del 2019 presso CO 1, la sig.ra _ non ha inoltrato lo scorso anno (2018) la disdetta dall’affiliazione presso CO 1 come hanno fatto RI 2, _ e RI 1 ma è rimasta in seno alla Cassa per tutto l’anno corrente pagando regolarmente premi e partecipazioni. _ indica in questa sede di avere dato disdetta da CO 1 e di avere ricevuto la usuale lettera interlocutoria per la quale la partenza sarà concessa se non saranno constati debiti per premi e partecipazioni.
(...)
Il giudice constata comunque in questa sede che unico tema in discussione è quello del premio di gennaio 2019 di RI 2 e di RI 1, per RI 1 si tratta di fr. 100.-- mensili e per RI 2 fr. 453.--.
Tutte le parti danno anno che non sussistendo un rapporto di paternità tra RI 2 e RI 1 e RI 2 non è responsabile per il pagamento dei premi di RI 1.
Non risulta invece che nonostante le chiare indicazioni e la chiara volontà manifesta da RI 2 e nonostante le contestazioni in essere sul premio di gennaio 2019 la Cassa abbia mai emesso una decisione formale, come il caso l’imponeva relativa alla continuazione dell’affiliazione rispettivamente relativa alla mancata accettazione della disdetta.
(...)
Le parti sono caldamente invitate a voler risolvere il tema di fondo mediante un’emanazione di una decisione formale da parte dell’assicuratore impugnabile mediante opposizione ed eventuale ricorso al TCA e questo dopo aver svolto una precisa e completa indagine circa di rapporti di dare e avere per verificare se RI 2 (e non altre persone della famiglia) e RI 1 (e non altre persone della famiglia) siano o meno debitori di alcunché nei confronti della Cassa osservato comunque che la Cassa con il documento annesso a questo verbale (conteggio premi 12.1.19) riconosce di avere un debito nei confronti degli assicurati o perlomeno di RI 2 ammontante a fr. 197.90.
(...)
Nella vertenza in essere tra RI 2, RI 1 e CO 1 è anche importante scindere adeguatamente tra i premi della copertura obbligatoria, quelli della LCA e non coinvolgere nel conteggio altre persone della famiglia. (...)".
O. Non sono state acquisite altre prove.
considerato

## Considerations

in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove), perciò il TCA può decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).
Su questi temi si veda
Ivano Ranzanici
: La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza federale, in RtiD I – 2016, pagg. 307 e segg.
nel merito
2. Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAMal ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
Per l’art. 4 LAMal le persone tenute ad assicurarsi possono scegliere liberamente tra gli assicuratori che dispongono di un’autorizzazione all’esercizio dell’assicurazione sociale malattie conformemente alla LVAMal.
Giusta l'art. 7 cpv. 1 LAMal, l’assicurato può cambiare assicuratore per la fine d’un semestre di un anno civile con preavviso di tre mesi.
In virtù dell'art. 7 cpv. 5 LAMal, il rapporto d’assicurazione termina solo se il nuovo assicuratore ha comunicato a quello precedente che assicura l’interessato senza interruzione della protezione assicurativa. Se omette questa conferma, deve risarcire all’assicurato il danno risultante, in particolare la differenza di premio. L’assicuratore che ha ricevuto la comunicazione informa la persona interessata sulla data a partire dalla quale essa non è più assicurata presso di lui.
Ai sensi dell’art. 61 cpv. 1 LAMal, l'
assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la presente legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali.
L’art. 64 cpv. 1 LAMal prevede che gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute.
Secondo l’art. 64 cpv. 2 LAMal la partecipazione ai costi comprende (let. a) un importo fisso per anno (franchigia) e (let. b) il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota percentuale).
A norma del
l’art. 64a cpv. 1 LAMal, se l'assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l'assicuratore, dopo almeno un sollecito scritto, deve diffidarlo assegnandogli un termine supplementare di 30 giorni e indicandogli le conseguenze della mora (cpv. 2).
Giusta l’art. 64a cpv. 2 LAMal se, nonostante la diffida, l'assicurato non paga i premi, le partecipazioni ai costi e gli interessi di mora entro il termine assegnato, l'assicuratore deve richiedere l'esecuzione. Il Cantone può esigere che l'assicuratore comunichi all'autorità cantonale competente il nome dei debitori escussi.
L’assicuratore conserva gli attestati di carenza di beni e i titoli equivalenti sino al pagamento integrale dei crediti in arretrato. Non appena l’assicurato ha saldato in tutto o in parte il debito verso l’assicuratore, questi restituisce al Cantone il 50 per cento dell’importo ricevuto dall’assicurato (art. 64a cpv. 5 LAMal).
In virtù dell'art. 64a cpv. 6 LAMal, in deroga all’articolo 7, l’assicurato in mora non può cambiare assicuratore finché non ha pagato integralmente i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, nonché gli interessi di mora e le spese di esecuzione. È fatto salvo l’articolo 7 capoversi 3 e 4.
L’art. 90 OAMal dispone che i premi devono essere pagati in anticipo e di regola mensilmente.
A norma dell’art. 105a OAMal, il tasso degli interessi di mora sui premi scaduti secondo l'art. 26 cpv. 1 LPGA è del 5% all'anno.
I
n caso di mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi, l'assicuratore invia la diffida al più tardi entro tre mesi dall'esigibilità degli stessi. Egli la presenta separatamente da eventuali altri pagamenti in arretrato (art. 105b cpv. 1 OAMal).
Se l'assicurato causa per propria colpa spese che avrebbero potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l'assicuratore può riscuotere adeguate spese amministrative, se una misura siffatta è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi dell'assicurato (art. 105b cpv. 2 OAMal).
3. Oggetto del contendere è unicamente sapere se i ricorrenti siano tenuti al versamento del premio LAMal del mese di gennaio 2019 di Fr. 543,10 che la Cassa malati ha da essi preteso facendo spiccare il 28 maggio 2019 (doc. Q) dall'Ufficio di esecuzione di _ il precetto esecutivo n. _, a cui gli assicurati hanno fatto opposizione.
Gli insorgenti sostengono di non avere più, al 31 dicembre 2018, alcun debito nei confronti di CO 1, né per premi LAMal arretrati né per partecipazioni ai costi non solute. Il conteggio allestito dalla Cassa malati stessa il 13 febbraio 2019 (doc. P) comproverebbe tale stato di fatto. Di conseguenza, non v'era alcun motivo per cui quest'ultima non abbia dato seguito alla loro volontà di disdire il contratto assicurativo LAMal al 31 dicembre 2018, non essendovi alcun impedimento giusta l'art. 64a cpv. 6 LAMal. Da ciò discenderebbe che per il 2019 non sono più assicurati presso di essa e dunque nemmeno sarebbero tenuti al pagamento del premio LAMal del mese di gennaio.
Da parte sua, la resistente ha affermato che i ricorrenti non avrebbero saldato tutti i loro debiti in ambito LAMal, circostanza che sarebbe peraltro comprovata dai due attestati di carenza beni del 2016 (docc. F e G). Essi non sarebbero perciò stati autorizzati a cambiare assicuratore e quindi apparterrebbero ancora regolarmente ai suoi assicurati anche per il 2019, cosicché il premio LAMal di gennaio sarebbe indubbiamente dovuto.
4. Come risulta dalle polizze assicurative prodotte dalla Cassa malati pendente causa (docc. 14 e 15), l'importo di Fr. 543,10 per il quale il ricorrente è stato escusso si riferisce chiaramente al premio mensile LAMal di Fr. 443,10 di RI 2 e di Fr. 100.- di RI 1.
Le posizioni delle parti in causa sono indubbiamente diametralmente opposte, divergendo sostanzialmente su tutto.
Anche la documentazione prodotta agli atti è priva della necessaria chiarezza, contraddicendosi addirittura.
In effetti, come attestato dal conteggio premi del 12 gennaio 2019 (doc. XVI/1) prodotto durante l'udienza del 9 dicembre 2019, da una parte si ha che in favore del ricorrente RI 2 è riconosciuto un credito di Fr. 197,90. Dall'altra, la Cassa malati resistente sostiene che l'assicurato le è debitore di premi e di partecipazioni ai costi.
I conteggi prodotti agli atti (docc. H e P) attestano infatti una diversa situazione (debitoria) rispetto al predetto conteggio del 12 gennaio 2019 (creditoria), perciò v'è una chiara discrepanza.
Va inoltre osservato che tanto l'estratto conto del 13 aprile 2015 (doc. H) relativo al periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 maggio 2015 quanto quello del 13 febbraio 2019 (doc. P) dal 1° gennaio 2014 al 31 marzo 2019, concernono non solo i due ricorrenti, ma anche altri componenti della famiglia. Non è pertanto definita la posizione debitoria/creditoria degli interessati ora al vaglio del Tribunale.
Per di più, tali conteggi portano sia sui premi LAMal, sia sui premi LCA. Non è dunque chiaro se le pretese creditorie dell'assicuratore malattia siano riferite solo all'assicurazione malattia obbligatoria delle cure medico-sanitarie oppure se vertano anche sulle coperture complementari di cui beneficiavano gli assicurati.
Occorre ancora rilevare che gli estratti conto bancari del ricorrente attestano invero che dei pagamenti sono stati effettuati a favore della sua Cassa malati nel 2015 e nel 2017, ma da ciò non è possibile risalire a quali premi, a quali partecipazioni ai costi e prestazioni essi si riferiscano.
In altre parole, l'indicazione numerica presente per ogni versamento (per esempio, "_" il 9 febbraio 2015) non è di alcun aiuto per verificare a quale debito debba essere attribuito ogni pagamento effettuato dall'assicurato e quindi stabilire se vi siano effettivamente degli arretrati.
Come osservato in occasione dell'udienza avvenuta il 9 dicembre 2019, "
È evidenziata da parte del giudice una situazione di poca chiarezza anche alla luce del doc. P che le parti indicano come il conteggio più dettagliato e specifico allestito e ciò siccome tutte le prestazioni per spese di cura elencate in particolare a partire dalla seconda pagina non sono riferibili a una persona specifica, non sono chiaramente attribuibili all'ass. malattia obbligatoria.
" (doc. XVI pag. 2).
Il giudice ha inoltre rilevato che "
Questo conteggio è poi a tratti contraddetto da altri prodotti agli atti.
" (doc. XVI pag. 2).
Infine, va tenuto conto che "
Nella vertenza in essere tra RI 2, RI 1 e CO 1 è anche importante scindere adeguatamente tra i premi della copertura obbligatoria, quelli della LCA e non coinvolgere nel conteggio altre persone della famiglia.
" (doc. XVI pag. 3).
La Cassa malati, che ha ulteriormente avuto la possibilità di esprimersi in sede di udienza, in quell'occasione non ha però chiarito le sue ragioni, non ha indicato in maniera precisa il suo credito e quindi non ha fornito le precisazioni che si imponevano alla luce delle chiare contestazioni espresse dai ricorrenti.
Ciò, nemmeno alla luce del predetto conteggio del 12 gennaio 2019, dal quale non è comprensibile a quali membri della famiglia si riferisca il credito di Fr. 197,90 per un pagamento da parte di RI 2 avvenuto il 27 dicembre 2018.
5. Alla luce di quanto precede, la decisione impugnata va annullata e gli atti devono essere rinviati alla Cassa malati, affinché chiarisca definitivamente la posizione di RI 1 e di RI 2 per quanto concerne i premi LAMal dal 2014 al 2018, cosicché sia intelligibile la loro situazione al 31 dicembre 2018.
La Cassa malati dovrà di conseguenza esprimersi sulla validità della disdetta data dai ricorrenti nel 2018 per il 2019.
CO 1 dovrà inoltre considerare l'affiliazione dei qui ricorrenti durante l'anno 2019 presso _ e l'avvenuto pagamento di premi a quell'assicuratore per le coperture obbligatorie.
Da ciò discende che il ricorso deve essere accolto ai sensi delle considerazioni esposte e la decisione impugnata annullata.
Vincenti in causa e patrocinati da un legale, i ricorrenti hanno diritto al riconoscimento di ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).