# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 09760c65-5df4-586f-84cc-c3987bce3912
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto:
A.
Il 3 giugno 2005, si è aperto il fallimento di PI 1 (in seguito “Imtrag”), società con sede a _ che gestiva l’hotel-ristorante “_” a _. Così incaricato dall’Ufficio fallimenti di _ (Konkursamt _ mediante rogatoria del 9 agosto 2005, l’CO 1 ha allestito l’inventario dei beni del complesso “_ dal 17 al 19 agosto 2005. Il fallimento è stato sospeso il 19 settembre 2005 e successivamente chiuso per mancanza di attivo (cfr. atti dell’inc. rog. 15/05). La società PI 2, che vanta un diritto di ritenzione sui beni inventariati a _, ha poi chiesto la realizzazione del proprio pegno ai sensi dell’art. 230a cpv. 2 LEF.
B.
Il 10 gennaio 2006, l’UF _ ha chiesto in via rogatoriale all’CO 1 di procedere alla realizzazione del predetto inventario. Il 6 novembre 2006, l’CO 1 ha comunicato a PI 2 (nonché ai suoi rappresentanti), all’ufficio rogante e a RI 1 l’offerta di acquisto di fr. 53'817,10 formulata dalla stessa PI 2, ha fissato il termine del 20 novembre 2006 per formulare opposizione contro la vendita a trattative private o per inoltrare altre offerte e ha preannunciato la tenuta eventuale di una licitazione privata il 28 novembre tra gli offerenti. Con scritto 15 novembre 2006, l’CO 1 ha confermato il provvedimento del 6 novembre.
C.
Lo stesso 15 novembre 2006, RI 1 ha presentato ricorso contro la decisione 6 novembre, rivendicando la proprietà dei beni inventariati in forza del contratto di locazione stipulato con PI 2 nel maggio 2006. Detto contratto, avente quale oggetto il complesso “_”, prevede alla lettera “L” quanto segue:
“A seguito del fallimento di PI 1 l’Ufficio Fallimenti ha stilato un inventario a favore della proprietaria, la quale rinuncia a far valere ogni diritto su tali oggetti, che potranno tutti essere asportati dagli enti locati al momento della riconsegna, che avverrà al più tardi entro il 30 settembre 2006 (cfr. punto 7)”
. La ricorrente contesta peraltro la tesi di PI 2 secondo cui quest’ultima sarebbe diventata proprietaria dei beni contesi in virtù dell’art. 7 cpv. 3 del contratto, in seguito alla mancata riconsegna dei locali entro il 30 settembre 2006. La ricorrente evidenzia infatti di aver promosso azione volta a far accertare che la locazione non è cessata al 30 settembre 2006, subordinatamente volta ad ottenerne la protrazione, e di essersi opposta alla procedura di sfratto inoltrata da PI 2
D.
Si è rinunciato, in virtù dell’art. 9 cpv. 2 LPR, a notificare le osservazioni 4 dicembre 2006 di PI 2 e 5 dicembre 2006 dell’CO 1 alla ricorrente, dal momento che – come si vedrà – il ricorso è manifestamente irricevibile.

## Considerations

Considerando in diritto:
1.
Il ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF relativo a un provvedimento eseguito in via rogatoriale ai sensi dell’art. 4 cpv. 2 LEF dev’essere presentato all’autorità di vigilanza da cui dipende l’ufficio rogato qualora la contestazione verta sul modo in cui il provvedimento è stato compiuto (purché l’ufficio rogato disponesse al riguardo di un potere d’apprezzamento indipendente), mentre se la censura si riferisce al fondamento stesso del provvedimento o al principio della rogatoria il ricorso va inoltrato all’autorità di vigilanza da cui dipende l’ufficio rogante (cfr.
Dallèves
, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/ Monaco 2005, n. 8 ad art. 4;
Amonn/Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 30 ad § 6;
Roth
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, n. 4 ad art. 4; Franco
Lorandi
, Betreibungsrechtliche Beschwerde und Nichtigkeit, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 287 ad art. 17).
2.
Nel caso concreto, la ricorrente contesta il principio stesso della vendita, che a suo parere dev’essere annullata in quanto verte su beni che non sono proprietà della fallita, rispettivamente la cui proprietà è litigiosa. Così facendo, la ricorrente critica in realtà la decisione dell’UF _ di realizzare l’inventario e non il modo in cui l’CO 1 ha eseguito la rogatoria di vendita (ossia mediante proposta di una vendita a trattative private con facoltà per gli interessati di presentare offerte migliori). L’autorità di vigilanza ticinese non è pertanto competente per statuire sul ricorso, il quale, giusta l’art. 32 cpv. 2 LEF, dev’essere trasmesso all’autorità competente, ovvero l’autorità di vigilanza del Canton _.
3.
Il ricorso è irricevibile.
L’effetto sospensivo concesso il 20 novembre 2006 è revocato.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 4 cpv. 2, 17, 32 cpv. 2 LEF; 61, 62 OTLEF;