# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7020313f-6365-5af2-9914-ae80b2a5cd2c
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
RI 2 è titolare della ditta _, con scopo la mediazione nel campo del piccolo credito e nel ramo immobiliare. Il marito RI 1 è al beneficio di rendite di invalidità e di prestazioni complementari.
B. a.
Con decisione del 24 novembre 2014, l’RS 1 notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2009. Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale aveva aumentato il reddito dell’attività indipendente della moglie da fr. 21'696.– a fr. 40'000.–, avendo ripreso gli interessi passivi pagati alla _ SA e alla _ SA, entrambe con sede a _ (_), oltre a spese private. Aveva inoltre aggiunto il presunto reddito del controvalore dei debiti in questione, non riconosciuti fiscalmente. Il reddito imponibile era pertanto commisurato in fr. 103'700.– per l’IC e fr. 108'600.– per l’IFD. Infine, tenuto conto della sproporzione fra entrate e uscite, aveva assoggettato all’imposta “altri redditi” per fr. 50'000.–.
b.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 24 dicembre 2014. In primo luogo, lamentavano il mancato riconoscimento – “purtroppo” fondato anche su sentenze della Camera di diritto tributario e del Tribunale federale – dei debiti dichiarati nei confronti delle società _ SA e _ SA, che a loro avviso comportava una “doppia imposizione”. Inoltre, contestavano la ripresa delle spese private e il reddito d’altra fonte.
C. a.
Con decisione del 16 dicembre 2015, l’RS 1 notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2010. L’autorità fiscale aveva ammesso, da un lato, una perdita di fr. 40'000.–, relativa all’attività lucrativa indipendente della moglie. Dall’altro, aveva aggiunto ai redditi dichiarati i proventi della locazione del mapp. n. _ di _ (fr. 164'595.–). Come nel periodo precedente, aveva poi aggiunto ai redditi dichiarati il presunto reddito del controvalore dei debiti non riconosciuti (fr. 26'100.–) e “altri redditi” (fr. 30'000.–), per tener conto della sproporzione fra entrate e uscite.
b.
I contribuenti interponevano reclamo contro la suddetta decisione il 28 dicembre 2015, chiedendo “l’accettazione della dichiarazione fiscale come da [loro] presentata”. La motivazione del reclamo ricalcava quella del periodo precedente.
D.
Dopo aver indirizzato ai reclamanti diverse richieste di documentazione, cui essi solo parzialmente hanno dato seguito, il 18 ottobre 2017 l’RS 1 ha notificato loro le decisioni su reclamo.
Per quanto concerne il periodo fiscale 2009, l’autorità fiscale ha intrapreso una modifica della tassazione, aggiungendo in particolare l’immobile in Italia e il relativo reddito. Il reddito imponibile è in tal modo stato determinato in fr. 115'600.– per l’IC e fr. 120'500.– per l’IFD. In relazione al reddito d’altra fonte, l’Ufficio di tassazione ha constatato che i contribuenti non avevano giustificato la sproporzione fra le entrate e le uscite, limitandosi a presentare un loro calcolo, dal quale risultava comunque un’insufficienza di liquidità; d’altra parte, i pretesi prestiti e donazioni da parte di parenti all’estero non erano mai stati precedentemente dichiarati e non potevano pertanto essere riconosciuti.
Quanto al periodo fiscale 2010, il reddito imponibile è stato ridotto a fr. 95'300.– per l’IC e fr. 98'200.– per l’IFD. L’autorità di tassazione ha, da un lato, ribadito i motivi per cui non poteva essere riconosciuto il debito nei confronti delle società _ AG e _ SA, e, dall’altro, confermato il reddito d’altra fonte, in mancanza di “validi chiarimenti atti a giustificare l’insufficienza di liquidità nell’ambito del dispendio”.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 e RI 2 contestano in primo luogo il mancato riconoscimento degli interessi passivi pagati alla _ AG ed alla _ AG. Gli insorgenti chiedono poi lo stralcio dei redditi d’altra fonte, invocando il modesto tenore di vita e gli aiuti ricevuti da parenti e sottolineando che “nessuno può impedire in circostanze simili alle [loro], di detenere eventuali piccoli risparmi per il sostentamento, sotto il materasso”. Chiedono infine che alle spese di gestione e manutenzione dell’immobile di _ siano aggiunti i “costi del personale”.
I ricorrenti postulano infine l’assistenza giudiziaria ed eventualmente il gratuito patrocinio, in considerazione delle “note difficoltà finanziarie attuali”.
E.
Il 20 novembre 2017 la Camera di diritto tributario ha attribuito ai ricorrenti un termine fino al 12 dicembre 2017 per versare un importo di 3'000 franchi a titolo di garanzia per le tasse di giustizia e le spese di procedura.
Gli insorgenti, con lettera del 23 novembre 2017, hanno dichiarato di non poter pagare l’importo richiesto e hanno chiesto nuovamente l’assistenza giudiziaria ed eventualmente il gratuito patrocinio.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
I ricorrenti hanno chiesto di essere posti al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, sottolineando il loro stato d’indigenza.
1.2.
Giusta l'art. 29 cpv. 3 Cost., chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo; ha inoltre diritto al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti. Per giurisprudenza, sono da ritenersi prive di probabilità di esito favorevole quelle conclusioni per le quali le probabilità di successo sono manifestamente inferiori a quelle di insuccesso (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_849/2013 del 30 dicembre 2013 consid. 4.1 con riferimenti).
Secondo il diritto cantonale, l’assistenza giudiziaria è concessa se la persona richiedente comprova di essere indigente e se la procedura presenta possibilità di esito favorevole per l’istante (art. 2 e 3 cpv. 3 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio del 15 marzo 2011 [LAG; RL 3.1.1.7]).
1.3.
La prima contestazione dei ricorrenti consiste ancora nel riconoscimento, dal profilo fiscale, di alcuni debiti da loro dichiarati e per i quali pagano importi rilevanti a titolo di interessi passivi.
Alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, sia questa Camera (cfr. sentenza CDT n. 80.96.80 del 20 febbraio 1997) sia il Tribunale federale (sentenza TF n. 2A.129/1997 e 2P.177/1997 del 4 giugno 1998) hanno negato il riconoscimento del preteso mutuo concesso ai contribuenti dalla _ _.
In tempi più recenti, con riferimento ai periodi fiscali 1997/98 e 1999/00, le stesse autorità giudiziarie (cfr. la sentenza CDT n. 80.2008.18/19 del 25 giugno 2012 e la sentenza TF 2C_823/2012 e 2C_824/2012 del 18 febbraio 2013) hanno affermato che non erano adempiuti i presupposti perché fosse riconosciuta fiscalmente l'esistenza dei debiti indicati nella dichiarazione fiscale 1997/1998 e nella dichiarazione successiva, concernente il periodo 1999/2000. La sola circostanza che, nel periodo fiscale più recente, la _ AG di _ fosse subentrata alla _ di _ nella posizione di creditore non è stata ritenuta determinante.
Per quanto concerne poi l’istanza di assistenza giudiziaria gratuita e di gratuito patrocinio, tanto la Corte cantonale quanto quella federale l’hanno respinta, in quanto il ricorso appariva sin dall'inizio privo di probabilità di successo.
Ancora più recentemente, le autorità giudiziarie cantonali (sentenza CDT n. 80.2014.24-33 del 9 maggio 2014) e federali (sentenza 2C_578/2014 e 2C_579/2014 del 10 novembre 2014) si sono pronunciate sui ricorsi dei contribuenti, che concernevano i periodi fiscali 2001/2002, 2003, 2004, 2005 e 2006, negando la deduzione degli interessi che sarebbero stati pagati alle società _ AG e _ SA.
Con decisione separata, inoltre, la Camera di diritto tributario (sentenza del 26 luglio 2013) aveva respinto l’istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio. Il Tribunale federale aveva poi respinto un ricorso dei contribuenti, con sentenza del 30 dicembre 2013
(n.
2C_849/2013).
1.4.
Alla luce delle considerazioni che precedono, poco importa stabilire se i contribuenti si trovino effettivamente nel bisogno. La vertenza in discussione appare indiscutibilmente destinata all’insuccesso.
Ne consegue che non sono adempiuti i presupposti per il riconoscimento dell’assistenza giudiziaria gratuita e del gratuito patrocinio.
2.
2.1.
Nelle decisioni qui contestate sono litigiosi anche altri aspetti, che non erano considerati nelle tassazioni dei periodi precedenti.
Anche a tale proposito, si può tuttavia escludere che sia dato il requisito del
“fumus boni iuris”.
2.2.
Nelle decisioni impugnate, l’Ufficio di tassazione ha aggiunto ai redditi dichiarati un reddito d’altra fonte, per tener conto della sproporzione fra le entrate e le uscite dei periodi fiscali litigiosi. I ricorrenti hanno prodotto a loro volta un calcolo del dispendio, dal quale pure risulta un ammanco di liquidità, seppure inferiore. Nonostante le ripetute richieste di documentazione loro indirizzate dall’Ufficio di tassazione, i contribuenti non hanno mai prodotto per esempio le attestazioni bancarie italiane. A tale riguardo, va anche sottolineato che dell’esistenza della casa di proprietà dei ricorrenti in Italia l’autorità di tassazione è venuta a conoscenza solo dopo che la tassazione 2009 era già stata notificata e durante la procedura di tassazione relativa al 2010, senza che peraltro gli stessi l’avessero dichiarata. Alle successive richieste di documentazione gli insorgenti hanno dato seguito solo in modo parziale. L’Ufficio di tassazione non ha mai ricevuto per esempio la documentazione relativa alla relazione bancaria, a sua volta emersa dopo la scoperta dell’esistenza della casa in Italia.
Le spiegazioni fornite dai contribuenti, per giustificare la sproporzione fra entrate e uscite, paiono del resto a dir poco carenti. Come indica l’autorità fiscale nelle decisioni impugnate, i pretesi mutui e donazioni provenienti da parenti residenti all’estero non sono mai stati dichiarati. Meno ancora può essere considerata convincente la tesi degli “eventuali piccoli risparmi per il sostentamento”, detenuti “sotto il materasso”.
2.3.
Altro aspetto litigioso concerne i “costi del personale”, che i ricorrenti avrebbero sostenuto in relazione alla gestione del mapp. n. _ di _. A tale riguardo, basti sottolineare che né con i reclami contro le decisioni di tassazione né con il ricorso a questa Corte i contribuenti hanno prodotto il minimo giustificativo di questi pretesi costi, che ammonterebbero a fr. 17'429.60 nel 2009 e a ben fr. 38'513.80 nel 2010.
2.4.
La situazione esposta consente di escludere significative probabilità di successo del ricorso.
3.
L’istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è pertanto respinta.