# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ada3b380-c872-5c95-8984-94b4a7a64eeb
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
Compilando il modulo 10 allegato alla dichiarazione di tassazione, cioè il “questionario per indipendenti senza contabilità”, RI 1, di professione consulente, dichiarava entrate complessive per fr. 123'250.– nel 2010 e fr. 140'500.– nel 2011. Dal questionario risultavano inoltre le seguenti spese:
Spesa
2010
2011
Contributi AVS/AI/IPG/AD/AINP
10'280.-
7'144.-
Pigione dei locali dell’azienda
5'940.-
5'000.-
Posta, telefono, stampanti, materiale d’ufficio
21'875.-
11'626.-
Pigione dell’autorimessa
26'630.-
-
Benzina, olio, copertoni, riparazioni, ecc.
4'453.-
16'445.-
Altre spese generali
9'590.-
24'631.-
Totale
78'768.-
66'484.-
B.
Con lettera del 10 aprile 2013 l’RS 1 richiedeva ai contribuenti svariati documenti, tra cui la “fattura acquisto auto o contratto leasing 2010” ed il “dettaglio delle spese auto, punto “i” e “altre spese generali” 2010 e 2011”. Il termine per fornire tali giustificativi era fissato al 15 maggio 2013. Dopo la richiesta di una proroga, accordata fino al 15 giugno 2013, il rappresentante dei contribuenti inviava, in data 25 luglio 2013, la fattura dell’acquisto del veicolo e il “dettaglio delle entrate 2010 e 2011”.
C.
Con e-mail del 13 agosto 2013, l’Ufficio di tassazione comunicava al rappresentante dei contribuenti che mancavano i giustificativi per le spese chieste in deduzione dal reddito dell’attività lucrativa indipendente. Vista l’assenza di risposta da parte della RA 1, con successiva e-mail del 21 gennaio 2014, l’autorità fiscale proponeva, per la tassazione concernente il 2010 di riprendere fr. 8'000.- per il leasing e fr. 5'000.- per le spese generali. Per quanto riguarda la tassazione 2011 allegava il calcolo del dispendio (in cui si constatava una disponibilità mensile negativa di fr. -2'040.-) e invitava il rappresentante a pronunciarsi al riguardo.
D.
Con e-mail del 6 marzo 2014, la RA 1 affermava che avrebbe preso posizione dopo aver incontrato i propri clienti. Il giorno seguente l’Ufficio di tassazione informava il rappresentante di aver già proceduto all’emissione delle decisioni di tassazione.
Con due decisioni del 5 marzo 2014, infatti, l’autorità fiscale aveva notificato ai contribuenti le tassazioni IC/IFD 2010 e 2011. Il reddito imponibile era commisurato in fr. 53'300.- per l’IC 2010, in fr. 58'800.- per l’IFD 2010, in fr. 100'900.- per l’IC 2011 ed fr. 106'100.- per l’IFD 2011. In entrambi i casi il reddito da attività lucrativa indipendente principale del contribuente era rivisto al rialzo. Alla ripresa di fr. 8'000.- di leasing e di fr. 5'000.- della quota parte di spese private, si aggiungeva, per il 2011, un importo di fr. 19'984.- per ammanco di disponibilità finanziaria.
E.
Il rappresentante dei contribuenti impugnava le suddette decisioni con reclamo del 13 marzo 2014, contestando, per il 2010, la “la ripresa del costo del leasing per fr. 8'000 su costo totale in dichiarazione di fr. 26'630,40” e, per il 2011, l’adeguamento del reddito aziendale totale di fr. 32'984.- in quanto “ingiustificato e sproporzionato”.
Con scritto del 17 marzo 2014, l’Ufficio circondariale di tassazione richiedeva ancora i documenti che non erano stati prodotti prima dell’emissione della decisione di tassazione e, in particolare, di esprimersi sul calcolo del dispendio, dal quale risultava un’insufficiente disponibilità finanziaria. I reclamanti erano avvertiti che, se non avessero risposto entro il 4 aprile 2014, il reclamo sarebbe stato “evaso sulla base della documentazione agli atti, senza ulteriori convocazioni”.
Proprio il 4 aprile 2014, il rappresentante dei contribuenti trasmetteva all’ufficio di tassazione diverse tabelle relative a spese sostenute negli anni 2010 e 2011. Per l’esercizio 2010, figuravano le spese per abbonamenti, cancelleria/cartoleria/ufficio/ materiale ufficio, canone Billag, computer/elettronica, posta/DHL, telefonia, spese legali, ristorante, hotel e bar. Per l’anno seguente, oltre alle spese legate all’attività professionale, erano chiesti in deduzione i costi dell’abbigliamento, per gli accessori personali, per il fitness e la cura personale. Quanto all’ammanco di disponibilità finanziaria, dovuto apparentemente ad una vertenza in corso con la _, “per il mancato pagamento della penale e delle provvigioni relative alla rescissione senza giusta causa del contratto di lavoro”, la RA 1 sosteneva che il contribuente era stato aiutato dai genitori.
L’Ufficio di tassazione respingeva i reclami, con decisioni del 28 maggio 2014, confermando il proprio operato poiché, neppure dopo la richiesta di collaborazione indirizzata ai contribuenti nella procedura di reclamo, erano state documentate le “altre spese generali”, che ammontavano a fr. 9'590.– nel 2010 e a fr. 24'631.– nel 2011. Quanto agli aiuti ricevuti dai genitori, non ne era stata fornita alcuna prova.
F.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 chiedono di essere tassati in base ai dati dichiarati. I ricorrenti lamentano di non essere stati convocati durante la procedura di reclamo, nonostante che lo avessero richiesto. Quanto alla documentazione, sostengono di aver trasmesso all’Ufficio di tassazione le “tabelle exel con indicate in modo dettagliato le spese diverse indicate nel foglio di tassazione”, mentre “i giustificativi” non sarebbero stati inviati, “ma non sono nemmeno stati richiesti”.
In relazione alla mancanza di liquidità, sottolineano che l’aiuto ricevuto dai genitori sarebbe impossibile da dimostrare con documenti.
G.
Con scritto del 27 giugno 2014 questa Camera ha attribuito ai ricorrenti un termine di 10 giorni per presentare un ricorso motivato, con l’indicazione dei mezzi di prova e con le proposte degli insorgenti, come pure per produrre la decisione su reclamo dell’Ufficio di tassazione. Con lettera del 9 luglio 2014, la rappresentante ha ribadito di aver collaborato con l’autorità di tassazione e di aver goduto dell’aiuto dei genitori per far fronte alle spese durante il 2011. Chiede pertanto che il reddito dell’attività indipendente sia ridotto da fr. 107'000.– a fr. 74'016.– e allega la decisione su reclamo IC/IFD relativa al periodo fiscale 2011.

## Considerations

Diritto
1.
La censura, in ordine, della violazione del diritto di essere sentito, malgrado l’esplicita richiesta contenuta nel reclamo, non è di nessun rilievo.
In effetti, né la legge tributaria cantonale né la legge federale sull’imposta federale diretta attribuiscono al contribuente il diritto di essere convocato e sentito personalmente prima di una decisione su reclamo. Né una simile garanzia discende direttamente dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed., dal momento che la garanzia costituzionale del diritto di essere sentito in un procedimento amministrativo non implica, secondo il Tribunale federale, il diritto di essere sentito oralmente (DTF 122 I 464 consid. 4c e giurisprudenza citata). Ciò vale in modo particolare nell’ambito di procedimenti di massa, estesi alla totalità dei cittadini, come le procedure di tassazione per le imposte dirette oggetto del presente gravame (cfr. pure l’art. 126 cpv. 2 LIFD secondo cui [solo] l’autorità di tassazione può esigere che siano fornite informazioni anche oralmente; decisione TF n. 2A.438/2006 consid. 3.2 del 14 dicembre 2006).
2.
2.1.
Nella procedura fiscale vigono la massima ufficiale e il principio inquisitorio
.
L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche
Berger,
Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190).
La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è perciò imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione TF n. 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).
2.2.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
3.
3.1.
Il ricorrente svolge la professione di consulente. Circa la natura della sua attività, dagli atti non emerge alcuna indicazione ulteriore. Dalla distinta dei ricavi si evince tuttavia che fra i suoi principali mandanti rientrano un paio di società da lui stesso controllate (_SA e _ SA). Il contribuente ha prodotto dapprima il solo Questionario per indipendenti senza contabilità (mod. 10). In seguito a ripetute richieste dell’autorità di tassazione, ha poi inoltrato delle tabelle con le spese commerciali. Ciononostante, la prova dei costi, sulla cui base il contribuente ha calcolato l’utile dichiarato, non è ancora completa. Infatti, la somma dei costi documentati dalle tabelle in questione non raggiunge gli importi indicati nei questionari allegati alle dichiarazioni d’imposta e, d’altronde, non sono presenti le distinte relative alle “altre spese generali” (lettera
o
del Questionario).
Tenuto conto di tale aspetto, come pure dell’ammanco di disponibilità finanziaria risultante dal calcolo delle entrate e delle uscite del periodo fiscale 2011,l’Ufficio di tassazione ha elevato il reddito dell’attività lucrativa indipendente da fr. 44'482.– a fr.58'000.– nel 2010 e da fr. 74'016.– a fr. 107’000.– nel 2011.
3.2.
Secondo gli articoli 125 cpv. 2 LIFD e 199 cpv. 2 LT, le persone fisiche con reddito da attività lucrativa indipendente e le persone giuridiche devono allegare alla dichiarazione i conti annuali firmati (bilanci e conti profitti e perdite) del periodo fiscale oppure, in mancanza di una contabilità conforme all’uso commerciale, le distinte degli attivi e dei passivi, delle entrate e uscite, come anche degli apporti e dei prelevamenti privati.
L’obbligo di allegare le “distinte” vale per i contribuenti che non tengono una contabilità commerciale, non essendovi tenuti. Non autorizza cioè i contribuenti che, pur essendovi obbligati, non tengono una contabilità o che rifiutano di produrla, ad adempiere i loro obblighi procedurali allegando alla loro dichiarazione le distinte (
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2
a
ediz., Basilea 2008, Vol. I/2b, n. 28 ad art. 125 LIFD, p. 296).
I requisiti che le suddette “distinte” devono adempiere dipendono dalla situazione del caso concreto, in particolare dal tipo di attività commerciale e dalle sue dimensioni. Sono in ogni caso necessarie registrazioni idonee, che garantiscano l’assoggettamento completo e attendibile del reddito e della sostanza aziendali e consentano un’adeguata verifica da parte dell’autorità fiscale (decisione TF n. 2A.272/2003 del 13 dicembre 2003, consid.
4).
3.3.
È immediatamente evidente che il questionario allegato dal contribuente alla sua dichiarazione d’imposta non è attendibile. La documentazione successivamente prodotta, su richiesta dell’autorità fiscale, ha infatti dimostrato che i costi inclusi nel conto economico della ditta inviduale sono stati “gonfiati” includendovi diverse spese che o sono del tutto ingiustificate (le spese per l’abbigliamento e la cura personale, per citarne alcune) o sono perlomeno parzialmente private (quelle per le automobili, per il telefono, la televisione ecc.).
. Sebbene ancora nel loro ricorso i contribuenti continuino a sostenere di aver prodotto tutta la documentazione “che l’autorità voleva” (cfr. lettera del 9 luglio 2014), la situazione è tutt’altro che chiara. Per esempio, dando seguito ad una delle numerose richieste di collaborazione, i ricorrenti hanno prodotto delle fatture per l’acquisto di automobili. Le fatture, incomplete, si riferiscono peraltro a diverse automobili ma anche a diversi anni. Non è dunque per niente chiaro quante e quali automobili avesse immatricolato il ricorrente nei periodi fiscali litigiosi. Ma si tratta evidentemente di un aspetto che deve essere approfondito, se solo si pensa all’entità dei costi per spese d’automobile fatti valere (fr. 31'083.– nel 2010 e fr. 16'445.– nel 2011). In queste circostanze è impossibile stabilire se la ripresa di 8'000 franchi per la quota privata del leasing legato al veicolo sia adeguata o meno. In particolar modo per il periodo fiscale 2010, la stessa appare tuttavia modesta.
Anche la ripresa di fr. 5'000.– sulle rimanenti spese generali solleva dei dubbi, se si pensa al fatto, già sottolineato, che sono registrate spese palesemente private (fitness, abbigliamento) ed alla circostanza che anche gli altri costi, che in sé potrebbero essere in parte commercialmente giustificati (telefono, ristorante, televisione, ecc.) raggiungono proporzioni difficilmente spiegabili con l’attività del contribuente.
Si aggiunga ancora che non si comprende neppure la deduzione delle spese per la “pigione dei locali dell’azienda”, quando risulta che il contribuente esercita la sua attività nella sua abitazione. Verosimilmente, la casa rientra nella sostanza privata dei contribuenti e il relativo valore locativo dovrebbe allora tener conto di un uso parzialmente commerciale, per giustificare poi la deduzione come costo. Ma anche a questo proposito dagli atti non emergono indicazioni chiare.
3.4.
Questa Camera non può pronunciarsi direttamente sulla questione, in quanto i documenti agli atti non forniscono informazioni sufficienti. Si giustifica pertanto il rinvio degli atti all’autorità fiscale per una nuova decisione che tenga conto delle spese effettivamente in relazione con l’attività lucrativa indipendente del contribuente. A tal fine, i ricorrenti dovranno produrre documenti attendibili, che consentano di qualificare correttamente i costi indicati nella dichiarazione.
Se gli elementi imponibili continuassero a non poter essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili, l’Ufficio di tassazione potrà eseguire una tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD.
4.
Visto l’esito del gravame, non si prelevano tassa di giustizia né spese processuali.