# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e668f1ef-8918-5370-8d65-ad8e0a8a9836
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1996
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto
A.
L’attrice
_
, proprietaria di una _ modello _ e di una _ decappottabile, ha incaricato, tramite il proprio fratello _, il convenuto _, titolare del Garage _ di _, affinché provvedesse alla vendita delle due autovetture.
A questo scopo _ ha accettato di esporre i veicoli per circa un mese presso il suo garage. Durante questo periodo ha pagato all’attrice Fr. 50’000.-, importo corrispondente al prezzo della _, malgrado non avesse ancora stipulato un contratto con un acquirente. Si è invece rifiutato di versarle ulteriori Fr. 12’000.-, che aveva incassato dalla vendita a terzi della vettura MG-B., Il pagamento di tale importo costituisce oggetto della petizione.
B.
Nell’allegato di risposta il convenuto ha riconosciuto la pretesa dell’attrice - tanto è vero che, dopo l’introduzione della petizione, ha persino provveduto a versarle un importo di Fr. 8’000.- - ma ha chiesto, in via riconvenzionale, il versamento a suo favore di Fr. 360.-, quale provvigione per la vendita della _, e quello di Fr. 20’000.- quale risarcimento per il minor valore della _; il tutto previa compensazione con l’importo di Fr. 4’000.- ancora dovuto all’attrice.
C.
Nel giudizio qui impugnato il Pretore ha definito il rapporto tra le parti, in relazione al veicolo _, un contratto di commissione e ha di conseguenza riconosciuto al convenuto il diritto ad una indennità del 3%, pari appunto a Fr. 360.-.
Con riferimento invece alla _, ritenuto che tra le parti si era instaurato in definitiva un rapporto contrattuale di compravendita, ha considerato l’attrice responsabile per i difetti dell’oggetto acquistato ai sensi dell’art. 197 CO, dal momento che l’autovettura, contrariamente alle assicurazioni del rappresentante della venditrice, era un modello del 1973 e non del 1981 ed aveva percorso ben oltre i 71’000 Km indicati sul contachilometri. Nel contesto dell’esame della proponibilità dell’azione di garanzia ha giudicato tempestiva la notifica dei difetti argomentando che in presenza di qualità promessa dell’oggetto venduto la garanzia al proposito del venditore è data indipendentemente dal fatto che l’acquirente potesse accorgersi della mancanza e notificarla tempestivamente.
D.
Con tempestivo appello l’attrice contesta l’esistenza di un contratto di commissione tra le parti per la vendita dell’autoveicolo _ e di conseguenza il riconoscimento della commissione alla controparte. Sostiene che _ non ha mai dato assicurazione circa il chilometraggio della _ e che ad ogni modo, allorquando il convenuto è venuto a sapere che il chilometraggio non corrispondeva a quello indicato, avrebbe dovuto immediatamente segnalare il difetto alla controparte conformemente all’art. 201 cpv. 3 CO. Ne conseguirebbe che, nel caso concreto, il convenuto avrebbe accettato l’autovettura acquistata perdendo ogni diritto di garanzia e quindi al risarcimento per minor valore.
Delle osservazioni 16 febbraio 1996 della parte appellata, nelle quali essa chiede la conferma del giudizio di primo grado, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

## Considerations

Considerato
in diritto
1.1.
Correttamente il Pretore ha individuato, nei rapporti intercorsi tra le parti relativamente all’autoveicolo _, un contratto di commissione.
Dalle tavole processuali emergono molteplici elementi univoci tendenti a indicare l’esistenza di questo tipo di contratto, caratterizzato dall’obbligo di una parte ad eseguire, in nome proprio ma per conto dell’altra parte, la compera o la vendita di cose mobili o di carte valori mediante una provvigione a titolo di commissione (art. 425 e seg. CO): in particolare la ricevuta (doc. 2) rilasciata dal convenuto _ nella quale viene precisato che l’automobile sarebbe stata venduta per conto del signor _ e l’identità tra il prezzo di vendita a terzi del veicolo e l’importo dovuto dal convenuto all’attrice. Inoltre la mancanza di un margine di guadagno mediante un prezzo di rivendita maggiorato depone a favore di una vendita operata per conto dell’attrice in cui il commissionario ottiene soltanto una provvigione.
1.2.
Il contratto di commissione è per definizione a titolo oneroso (
Gautschi
, Commentario bernese, ad art. 432 CO N. 1a); non è pertanto necessario che le parti abbiano stipulato espressamente la provvigione ed il suo ammontare. La percentuale del 3% sul prezzo di vendita della vettura rivendicata dal convenuto appare una retribuzione rispettosa dei margini imposti dal principio della buona fede e dagli usi locali. Di conseguenza la pretesa fatta valere in via riconvenzionale di Fr. 360.- deve trovare accoglimento a conferma del giudizio pretorile.
2.1.
Ma la questione principale di questa causa è il preteso minor valore della _ a seguito dell’inesistenza delle promesse qualità (data di costruzione e chilometraggio) e quindi la contestata possibilità, per il convenuto e attore riconvenzionale, di potersi avvalere delle disposizioni sulla garanzia per i difetti della cosa compravenduta con riferimento all’esistenza stessa delle assicurazioni ed all’ossequio degli obblighi di verifica e di notifica da parte sua.
È innanzitutto necessario che attrice e convenuto abbiano stipulato un contratto di compravendita. Le parti non contestano in definitiva l’esistenza di un simile rapporto contrattuale. Ciò vale anche per il convenuto quando, in maniera più differenziata, sostiene che inizialmente le parti avrebbero pattuito un contratto di commissione e poi, vista l’impossibilità di vendere l’automobile a terza persona, egli stesso l’avrebbe acquisita in proprietà quale compratore avendo precedentemente anche già anticipato il prezzo d’acquisto all’attrice. Alla fattispecie di un commissionario che compera l’oggetto datogli da vendere in proprio trovano infatti applicazione le norme sul contratto di compravendita (art. 436 cpv. 3 CO).
2.2.
Il Pretore ha già rilevato che _, rappresentante dell’attrice, ha fornito assicurazioni al convenuto al riguardo dei chilometri percorsi dal veicolo (cfr. le deposizioni di _ e _La stessa appellante quando abbozza una contestazione in proposito a tali assicurazioni cerca unicamente di mettere in dubbio la parola dei testimoni riconoscendo tuttavia la mancanza di prove a sostegno di altre tesi.
Chiaramente dimostrata è stata pure oltre all’inesattezza delle indicazioni sui chilometri percorsi quella attorno alla data di produzione del veicolo con la conseguenza che in realtà il valore effettivo della vettura è inferiore a quanto pagato dal convenuto (cfr. perizia _).
2.3.
Il risarcimento per minor valore presuppone l’ordinaria verifica dell’oggetto all’atto del ricevimento secondo l’ordinario andamento degli affari e la tempestiva notifica dei difetti riscontrati oppure, nel caso di difetti irriconoscibili con l’ordinaria verifica, la loro tempestiva notifica non appena essi siano stati scoperti (art. 201 CO). Contrariamente alle motivazioni al proposito della sentenza di prima istanza, che riprende una citazione dottrinale (
Tercier
, Les contrats spéciaux, n. 421 pag. 54/55), la
DTF
81 II 56 afferma che l’obbligo della verifica dello stato della cosa e della tempestiva notifica dei difetti trovano applicazione anche quando si tratti di qualità promesse allo stesso modo di quando si è in presenza di semplici qualità che l’acquirente doveva potersi attendere.
Anche se non appare chiaramente dagli atti di causa e dai documenti, quando il convenuto ha deciso di acquistare l’automobile _ e ne ha pagato il prezzo si può individuare al più tardi nell’ aprile 1990 tale momento (cfr. lettera 4 maggio 1990 del convenuto al patrocinatore dell’attrice dove si parla di pagamento per la _ già precedentemente eseguito, doc. B). Ne discende che la verifica eseguita a fine giugno 1990 quando il convenuto, con una semplice ed immediata corrispondenza via fax (doc. 5), ha potuto appurare la data di fabbricazione e chilometraggio del veicolo non è stata per nulla tempestiva con la conseguenza che, fosse anche seguita a quel momento la notifica del difetto avvenuta invece in realtà solo con l’allegato di risposta e domanda riconvenzionale del 22 agosto 1990, il convenuto ha perso ogni suo diritto alla garanzia (
DTF
113 II 178). La tardività della verifica è stata sollevata in causa dall’attrice, sempre che ve ne fosse necessità, con il primo atto possibile dopo l’invocazione della garanzia per difetti da parte del convenuto in sede di domanda riconvenzionale, ossia con la memoria di risposta alla riconvenzionale (pag. 8, n. 2).
Ma anche se si dovesse ammettere che, nel caso di qualità promesse l’acquirente non ha più l’obbligo di verifica (
Tercier
, op. cit., loc. cit.) nondimeno, come nel caso di difetti nascosti, permane l’obbligo di tempestiva notifica della qualità mancante non appena scopertala. Come già visto il convenuto è venuto a conoscenza degli effettivi chilometri percorsi dalla vettura e dell’anno di produzione al più tardi con telefax del 26 giugno 1990 inviatole dalla _ (doc. 5). Ha però notificato tali situazioni soltanto con la domanda riconvenzionale del 22 agosto 1990, vale a dire dopo un lasso di tempo di due mesi. Tale notifica appare nettamente tardiva (
DTF
46 II 62). Si osserva che essa è talmente tardiva che anche un’applicazione meno rigida della norma, come suggerito per vendite commerciali da una parte della dottrina (
Bucher
, Der benachteiligte Käufer in
SJZ
1971, pag. 17 e seg.), nulla cambierebbe all’esito della controversia. Subito dopo la ricevuta del fax doc. 5, al massimo un paio di giorni dopo, il convenuto era in grado di indicare e descrivere le qualità mancanti.
Ininfluente è pure il fatto che il convenuto sia venuto a conoscenza dell’inesistenza delle qualità assicurate a causa già inoltrata. La notifica di cui all’art. 201 cpv. 3 CO non ha alcuna relazione con l’eventuale lenta procedura dello scambio degli allegati, dei termini fissati per la loro produzione e dalla loro proroga a dipendenza delle ferie giudiziarie; essa deve essere eseguita indipendentemente dagli sviluppi processuali della causa.
2.4.
La _ deve perciò valere come accettata dal convenuto (art. 201 cpv. 3 CO) e questo a prescindere dal fatto che l’attrice abbia lamentato la tardività della notifica in maniera sostanziata, con riferimento all’art. 201 cpv. 3 CO, solo in sede di conclusioni. Con l’allegato di risposta alla riconvenzionale si parla in ogni caso di tardività della contestazione, come già indicato in precedenza, e poco importa che non vi sia cenno esplicito al tema giuridico poiché i fatti rilevanti appaiono dall’incarto: infatti se è processualmente assodato che - come nel caso di specie - l’acquirente non ha denunciato con tempestività i difetti a mente del diritto federale, il giudice non può ignorare simili circostanze (
ICCTF
6 luglio 1990 in re A. c. L., consid. 3 in
Rep.
1991, 375 nella quale decisione si afferma pure al consid. 2 in fine, che, incombendo al compratore la prova della tempestività della notifica, mal si comprende perché dovrebbe essere compito del venditore sostenere la tardività dell’avviso).
La pretesa di risarcimento per minor valore deve così essere disattesa e la sentenza pretorile riformata su questo punto.
3.
Tassa di giustizia, spese e ripetibili di entrambe le sedi sono a carico del convenuto ed attore riconvenzionale _ la minima soccombenza di Fr. 360.- dell’attrice rispetto ai valori in gioco (Fr. 20’360.-) non potendo comportare, a suo carico, l’addebito di parte delle spese o la riduzione dell’indennità ripetibile dovutale (art. 148 cpv. 2 CPC) che, per la procedura di appello, tiene conto del fatto che l’appellante non era più patrocinata da un legale.