# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b85019d0-b34b-5982-add4-7a4e4889e12c
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

In conclusione la patrocinatrice si associa alle considerazioni in fatto e in diritto della pubblica accusa chiedendo che l’atto d’accusa venga integralmente confermato. Vero è che finora l’imputato ha pagato in totale CHF 8'500.00 al ACPR 1, ma a questo pagamento non deve essere data, a mente della rappresentante dell’AP, una soverchia importanza, siccome egli ha fatto di tutto per non versare il dovuto al Comune, nonostante dal 2009 sulla carta si sia impegnato a pagare. L’avv. RAAP 1 indica che il danno patito riguarda unicamente le spese legali e chiede che l’imputato venga condannato alla rifusione delle stesse;
§
l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: esordisce ricordando la funzione repressiva, preventiva e risocializzante della sanzione penale e chiede alla Corte di riflettere sullo scopo della pena che deve essere inflitta al suo assistito. La difesa attira l’attenzione sugli stati d’animo dell’imputato, i quali hanno influito in maniera importante sullo stato delle cose, ponendo l’accento sulla sua difficile situazione famigliare e professionale a seguito della sentenza del 5.11.2013. Prima ancora che IM 1 potesse ricevere il suo primo stipendio, il ACPR 1 ha fatto spiccare un precetto esecutivo. Era a quel momento impossibile per IM 1 pagare anche solo gli interessi di CHF 20'000.00. Egli ha quindi operato lo splitting in modo da interrompere il generarsi degli interessi.
Per quanto attiene all’attività per il Comune di _, sottolinea che IM 1 ha svolto il proprio lavoro in modo ineccepibile, ma è poi diventato il capro espiatorio di tutta la mala gestione. Pone inoltre l’accento sul fatto che gli stipendi venivano autorizzati dall’esecutivo di _, che non ha mai effettuato nessun controllo, che lo stipendio reale è stato dichiarato al fisco in sede di dichiarazione d’imposta e che IM 1 ha dovuto richiedere più volte al Comune un certificato di salario corretto, agire, questo, che ha permesso all’imputato di sbagliare ancora.
La difesa chiede inoltre di tenere conto del fatto che commettendo questo reato IM 1 si è autopunito, la nomea di ladro e truffatore gli resterà attaccata addosso per tutta la vita, circostanza, questa, che in un piccolo paesino pesa soprattutto sulla moglie e sui figli. Dopo questa ricaduta IM 1 ha capito di avere sbagliato ed ha intrapreso la giusta via, iniziando a risarcire il ACPR 1, si è dato da fare e fortunatamente ha trovato un lavoro da maggio 2015. La difesa sottolinea che la revoca della sospensione condizionale della pena inflittagli nel 2010 comporterebbe la perdita di questo lavoro, ricordando che lo scopo della pena è anche quello di risocializzare l’imputato.
Conclude chiedendo che non si proceda alla revoca della sospensione condizionale della precedente pena e la condanna dell’imputato ad una pena ritenuta adeguata dalla Corte da sospendere condizionalmente per un periodo di prova che sia anche di 5 anni.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 46, 47, 49, 163 cifra 1 CP;
135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations