# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1f6beaf3-d23a-5f3e-bc6a-fb40080b6a81
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Nel maggio 2008 RI 1, classe 1959 e da ultimo attivo quale manovale edile presso la _ (doc. AI 8/1-7), ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI (doc. AI 1/1-8) sfociata nella decisione 11 novembre 2010 con la quale l’amministrazione ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera limitatamente al periodo dal 1. luglio 2007 al 31 ottobre 2008 (doc. AI 65/1-4 e le motivazioni sub doc. AI 62/1-5).
In esito al ricorso 13 dicembre 2010 (doc. AI 68/3-10) questo Tribunale ha omologato la transazione intervenuta tra le parti e rinviato gli atti all’Ufficio AI per ulteriori accertamenti e resa di un nuovo provvedimento (decreto di stralcio 8 febbraio 2011 sub doc. AI 72/1-2).
1.2. Con decisione 18 novembre 2011, preavvisata il 27settembre 2011 (doc. AI 87/1-6), l’Ufficio AI
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sulla base della perizia pluridisciplinare 7 settembre 2011 del Servizio Accertamento Medico (SAM) (doc. AI 79/1-70), del rapporto finale 20 settembre e delle annotazioni 23 settembre 2011 della dr.ssa _ medico SMR (doc. AI 80/1-4 e 82/1), nonché delle tabelle per gli anni dal 2007 al 2010 del 27 settembre 2011 (doc. AI 83/1-4, 84/1-4, 85/1-4 e 86/1-4)
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ha negato il diritto a prestazioni precisando che
“(...) dal 01.07.2007 al 31.10.2008 l’assicurato ha beneficiato di una rendita intera d’invalidità per cui non verrà richiesto il rimborso vista la buona fede. (...)”
(doc. AI 102/1-6).
1.3. Con il ricorso qui in oggetto l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha contestato la valutazione medica ed economica chiedendo in via preliminare l’allestimento di una perizia giudiziaria pluridisciplinare e, in ogni caso, il riconoscimento di una mezza rendita e di provvedimenti d’integrazione. Contestualmente ha formulato istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.
1.4. Con la riposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso.
1.5. Con lettera 26 marzo 2012 l’assicurato si è confermato nella domanda di una perizia giudiziaria pluridisciplinare in applicazione della giurisprudenza di cui alla DTF 137 V 210.
considerato

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha negato il diritto a prestazioni.
L’insorgente postula in via preliminare l’allestimento di una perizia giudiziaria pluridisciplinare e, in ogni caso, il riconoscimento di una mezza rendita e di provvedimenti d’integra-zione.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perchè il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46
).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(even-tuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.4. Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia.
Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c in fine).
(...)" (STFA I 166/03 del 30 giugno 2004, consid. 3.2).
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che
“(...) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (...)”
(STF I 384/06 del 4 luglio 2007).
2.5. Nel caso in esame dagli atti di causa risulta che
–
vista la domanda di prestazioni del maggio 2008 e conformemente alla transazione omologata da questo Tribunale nel decreto di stralcio 8 febbraio 2011 (cfr. consid. 1.1 e doc. AI 72/1-2)
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l’Ufficio AI ha ordinato una perizia pluridisciplinare a cura del SAM (doc. AI 76/1-2).
Dalla perizia plurisciplinare 7 settembre 2011 (doc. AI 79/1-70) risulta che i periti, dopo aver elencato i numerosi atti medici, esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive, hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica (dr. _), neurologica (dr. _ e reumatologica (dr. _).
Viste le risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del ricorrente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente diagnosi:
"
(...)
5.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:
Sindrome lombo vertebrale cronica senza neurologia su/con:
- discopatia L3-L4, osteocondrosi con piccola ernia discale L4-L5, discopatia con piccola ernia discale L5-S1.
Iniziale gonartrosi e meniscopatia mediale bilaterale.
5.2 Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:
Lievi alterazioni della statica vertebrale, atteggiamento scoliotico sinistro-convesso, abbassamento spalla ds. di 2 cm, ipercifosi dorsale e proiezione anteriore della nuca.
Cervicalgie anamnestiche su:
- discopatia C5-C6.
Dolore della regione angolo-supero mediale della scapola sin.
Sindrome dolorosa cronica lombare e cervicale, senza deficit neurologici.
Tendenza alla somatizzazione.
(...)" (doc. AI 79/19-20)
Considerati tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione e posta la seguente valutazione medico-teorica globale dell’attuale capacità lavorativa:
“(...) dal punto di vista medico-teorico globale l’attività da ultimo esercitata dall’A., come muratore-manovale, è tuttora esigibile per otto-nove ore al giorno, con un rendimento non superiore ad 1/3. (...)”
(doc. AI 95/24), il SAM ha concluso:
"
(...)
8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA
Dal punto di vista reumatologico, sulla base degli atti, dell'anamnesi richiesta e dell'esame clinico, il nostro consulente pone la diagnosi con influenza sull'attività lavorativa di sindrome lombovertebrale cronica senza neurologia su/con: discopatia L3-L4, osteocondrosi con piccola ernia discale L4-L5, discopatia con piccola ernia discale L5-S1. Iniziale gonartrosi e meniscopatia mediale bilaterale. Diagnosi reumatologica senza ripercussione sulla capacità lavorativa di lievi alterazioni della statica vertebrale, atteggiamento scoliotico sinistro-convesso, abbassamento spalla ds. di 2 cm, ipercifosi dorsale e proiezione anteriore della nuca. Cervicalgie anamnestiche su discopatia C5-C6. Dolore della regione angolo-supero mediale della scapola sin.
Da un punto di vista reumatologico l'A. è dunque limitato principalmente dalla problematica degenerativa lombare, in maniera nettamente meno rilevante da quello alle ginocchia, principalmente per lavori pesanti, ergonomicamente sfavorevoli o posture monotone prolungate. In considerazione di quanto detto, non vi sono elementi oggettivi rilevanti rispetto alla precedente perizia reumatologica del Dr. med. _ dell'aprile 2010. Il nostro consulente rileva che evidentemente il lavoro di muratore-manovale è da ritenere inadatto alle possibilità dell'A., per cui potrebbe occuparsi solo di lavoro leggeri quali ad esempio la rifinitura. In tal senso ritiene che la capacità lavorativa residua dell'A., come definita dal Dr. med. _, nella sua professione originale, non sia superiore ad 1/3. Non sono in corso o previsti particolari provvedimenti d'integrazione. L'A. ha già beneficiato di tutto il ventaglio delle misure terapeutiche conservative, ciò che non ha portato ad alcun miglioramento significativo. Secondo il nostro consulente non è possibile migliorare la capacità di lavoro sul posto di lavoro attuale.
Un'attività lavorativa adatta all'A. è dunque rappresentata da un lavoro leggero o leggero-medio e variato, che rispecchi la capacità funzionale residua indicata in allegato. Anche per quanto riguarda un'attività lavorativa adatta, non vi sono elementi oggettivi nuovi tali da far scostare dalla precedente valutazione del Dr. med. _. L'A. è inoltre in grado di occuparsi normalmente di tutte le attività domestiche quotidiane.
Dal punto di vista neurologico il consulente rileva che da almeno quattro anni questo A. lamenta dolori ingravescenti a livello della colonna lombare, con estensione diffusa agli arti inferiori ed anche a livello cervicoscapolare. L'esame neurologico è perfettamente normale e non si trovano assolutamente deficit riferibili ad una lesione da parte del sistema nervoso centrale, né periferico, in particolare non vi sono alterazioni indicative di una lesione radicolare, sia agli arti inferiori, che superiori. Anche le indagini neuroradiologiche a disposizione non mostrano reperti significativi, a livello lombare, ad una TAC del 2008, non vi sono elementi per una compressione radicolare. Dolori sono invece provocabili alla pressione locale sulla muscolatura paravertebrale lombare. Complessivamente, dal punto di vista neurologico non si trovano dunque reperti significativi ed i dolori non trovano una spiegazione neurologica. Pertanto ritiene l'A., per quel che riguarda gli aspetti strettamente neurologici, abile al lavoro al 100%. Inoltre il consulente non pone proposte terapeutiche dal punto di vista strettamente neurologico.
Da un punto di vista psichiatrico il nostro consulente ha riscontrato nel colloquio effettuato con l'A. l'emergenza di un certo nervosismo legato allo stato di salute ed alla situazione finanziaria piuttosto precaria. Questo non configura, a modo di vedere del consulente, una patologia della sfera emotiva od affettiva, quanto piuttosto uno stato di nervosismo associato ad una sofferenza corporea di lunga durata, che andrebbe considerata propriamente come tendenza alla somatizzazione. Pertanto, dal punto di vista psichiatrico, non sussiste riduzione della capacità lavorativa.
Sulla base di quanto descritto sopra, giungiamo alla conclusione che, globalmente dal punto di vista fisico e psichico, l'attività che l’A. ha da ultimo esercitato in qualità di manovale e di aiuto in lavori di muratura e di carpenteria è tuttora ancora esigibile per otto-nove ore al giorno, ma con un rendimento non superiore ad 1/3.
9 CONSEGUENZE SULLA CAPACITA D'INTEGRAZIONE
Per quanto concerne la capacità funzionale e di carico residua I'A. può normalmente sollevare e trasportare carichi molto leggeri, sino a 5 kg, molto spesso carichi leggeri, tra 6 e 10 kg, in maniera ridotta carichi tra gli 11 ed i 25 kg, in maniera molto ridotta carichi pesanti tra il 26 e 45 kg e molto pesanti oltre 45 kg, può sollevare sopra il piano spalle normalmente dei carichi sotto o pari a 5 kg, può sollevare in modo ridotto carichi sopra il piano spalle che siano superiori ai 5 kg. La manipolazione di oggetti ed attrezzi leggeri o di precisione è normale, è lievemente ridotta la manipolazione di oggetti medi; è ridotta la manipolazione di oggetti pesanti o di manovalanza; è molto ridotta la manipolazione di oggetti molto pesanti; normale è la rotazione della mano. Può eseguire normalmente lavori a braccia elevate; è lievemente ridotta la possibilità di rotazione; la postura seduta e piegata in avanti è lievemente ridotta; la postura eretta e piegata in avanti è ridotta; la postura inginocchiata è ridotta; la postura con ginocchia in flessione è lievemente ridotta. Il mantenimento di posizioni statiche quali la postura seduta è lievemente ridotta, come del resto la postura eretta in posizione statica è lievemente ridotta. Può spostarsi e camminare sino a 50 m in modo normale, oltre 50 m, in modo normale, per lunghi tragitti in modo normale. Lo spostamento su terreno accidentato è ridotto; la capacità di salire o scendere le scale è lievemente ridotta; lo spostarsi o salire su ponteggi o scale a pioli è ridotta. L'impiego delle due mani è possibile normalmente, mentre lavori in equilibrio o con particolare bilanciamento è possibile solo in parte.
Tenendo in considerazione le valutazioni reumatologica, neurologica e psichiatrica, giungiamo alla conclusione che un'attività lavorativa adatta allo stato di salute dell'A., che tiene in considerazione tutte le limitazioni descritte sopra, è esigibile sull'arco di una giornata lavorativa normale di otto-nove ore, con un rendimento massimo del 100%.
10 OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE PARTICOLARI
Le conclusioni peritali si fondano su un'esauriente discussione tra tutti i medici periti del SAM.
Alla domanda particolare, rivolta dal Dr. med. _ del SMR, così rispondiamo:
- Lo stato di salute e la relativa capacità lavorativa dell'A. è variata dal 2006?
Dal 2006 lo stato di salute e la relativa capacità lavorativa dell'A. non sono variate.
Lasciamo al SMR, rispettivamente all'Ufficio Al, la decisione di inviare copia della nostra perizia al medico curante, affinché sia informato sulle conclusioni peritali.
(...)" (doc. AI 79/24-27)
L’Ufficio AI
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viste le risultanze peritali (doc. AI 79/1-70), il rapporto 20 settembre (doc. AI 80/1-3) e le annotazioni 23 settembre 2011 del SMR
(
nelle quali la dr.ssa _ ha puntualizzato che
“(...) nella richiesta di valutazione SAM è inoltre precisato che dalla documentazione non risulta una sostanziale modifica dello stato di salute tra il 2006 ed il 2008 e che in questo senso non risulta condivisibile il fatto di riconoscere una rendita intera dal 1.7.2007 al 31.10.2008. Infatti la richiesta di valutazione SAM recita testualmente:
“Indicata valutazione in ambito SAM (reuma, psichiatrica e neurologica) per stabilire evoluzione stato di salute e relativa CL sin dal 2006. Da notare che la data indicata dal Dr. _ non si basa su fatti clinici ma deriva dal progetto di decisione”