# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 204a0dfb-1664-52fb-b36b-0e90cbeec8c5
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

considerato in fatto ed in diritto
1. _
_, nata nel _, è giunta in Svizzera nel _a _, dove ha frequentato le scuole sino al conseguimento del diploma di assistente geriatrica, trasferendosi poi in Ticino una ventina di anni fa.
Il _ 1992 sposa _ _, cittadino italiano, con il quale ha una figlia ora undicenne. Il marito svolgeva la professione di _, ma _ _ lo costringe a smettere. Dal 1993 inizia un'attività di commerciante in proprio
,
trafficando _ e _.
Nel 2000 decide di dedicarsi al commercio di _ e, senza per il momento abbandonare il traffico con i copertoni, fonda una società a tal fine (_) e inizia ad interessarsi per l'apertura di un negozio, che tuttavia avverrà solo nel marzo di quest'anno a _.
Egli affida il compito di amministratrice unica della società alla moglie, di nazionalità svizzera. In quel periodo la stessa svolgeva l'attività di casalinga e percepiva la disoccupazione. Nel 2002 ha poi ricominciato a lavorare al 50% come _ _.
All'interno della società la signora _ non ha mai assunto alcun compito specifico. Si è limitata a firmare in due occasioni documenti: una volta per il cambiamento dell'ufficio di revisione e un'altra volta per la locazione dei locali a _.
Per la funzione di amministratrice unica l'accusata non ha mai percepito alcunché.
2.
Con decreto di accusa _ 2003 il Procuratore pubblico ha ritenuto _ _ autrice colpevole di ripetuta infrazione alla LF sugli stupefacenti per per avere, senza essere autorizzata, in veste di amministratrice unica della società "_ _ " che sapeva essere attiva nell'ambito della coltivazione e della commercializzazione di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana) peraltro venduta al dettaglio nel negozio di canapaio _ _ di _ facente capo al marito _ _, contribuito al raggiungimento di tale finalità occupandosi di alcuni aspetti amministrativi della società medesima il cui scopo sociale figurante a RC, nulla aveva a che vedere con la coltivazione indoor di canapa o di altri vegetali in genere.
3.
Al dibattimento l'accusata ha affermato di non essere al corrente dei traffici del marito e di avere assunto la carica di amministratrice unica solo perché il marito aveva bisogno per tale funzione di una persona di nazionalità svizzera.
La società di fatto è sempre stata amministrata dal marito.
Ella ha riferito di essere stata nel negozio _ _ in tre occasioni: una prima volta mentre era in atto la riattazione, una seconda volta dopo l'apertura e un'ultima volta quando si è trovata a passare di lì. Solo in questa terza occasione ha notato che vi erano in vendita anche sacchetti contenenti canapa, che venivano tenuti sotto il bancone. Sostiene di essere stata convinta che servissero a profumare gli armadi come le era stato detto.
Afferma pure di essere venuta a sapere dai giornali solo poco prima dell'interrogatorio di polizia che il contenuto dei sacchetti poteva essere fumato; neppure sapeva che la canapa può essere usata a scopo stupefacente.
L'accusata ha pure ammesso di essere stata al corrente che il marito aveva iniziato una coltivazione di canapa a _. Le era stato detto che la canapa serviva a fini alimentari: per la produzione di olio, vino alla canapa, torte, ecc.
4.
La difesa censura dapprima la validità del decreto di accusa, perché vi sarebbe una lesione dell'art. 207 cpv. 4 CPP, dal momento che l'accusata non è stata sentita dal Procuratore pubblico.
Rileva poi che _ _ è stata utilizzata dal marito per i suoi scopi siccome cittadina svizzera, che poteva sfruttare senza pagare.
Le sue scarse conoscenze linguistiche non le hanno permesso di rendersi conto dell'effettiva attività svolta dal marito. Ella non ha aiutato in alcun modo il marito nei suoi traffici e non aveva potere decisionale nella società.
Chiede il proscioglimento da ogni imputazione, perché non ha contribuito al raggiungimento delle finalità della società.
5.
La censura concernente il decreto di accusa è destituita di qualsiasi fondamento. L'art. 207 cpv. 4 CPP non impone infatti al Procuratore pubblico di sentire l'accusata, ma esige che la stessa sia informata del diritto di essere da lui interrogata. Questa informazione è stata data a _ _ il _ 2003, come emerge dalla dichiarazione agli atti da lei sottoscritta.
6.
L'art. 19 cifra 1 LStup recita:
chiunque, senza essere autorizzato, coltiva, pianta alcaloidi o canapa per produrre stupefacenti,
chiunque, senza essere autorizzato, fabbrica, estrae, trasforma o prepara stupefacenti,
chiunque, senza essere autorizzato, deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta o transita stupefacenti,
chiunque, senza essere autorizzato, offre, distribuisce, vende, negozia per terzi, procura, prescrive, mette in commercio o cede stupefacenti,
chiunque, senza essere autorizzato, possiede, detiene, compera o acquista in altro modo stupefacenti,
chiunque fa preparativi a questi scopi,
chiunque finanzia un traffico illecito di stupefacenti o serve da intermediario per il suo finanziamento,
chiunque pubblicamente istiga al consumo di stupefacenti o rivela la possibilità di acquistarli o di consumarli,
è punito, se ha agito intenzionalmente, con la detenzione o con la multa. Nei casi gravi la pena è della reclusione o della detenzione non inferiore ad un anno, cui può essere cumulata una multa fino ad un milione di franchi.
In concreto l'accusata non ha compiuto direttamente nessuna delle azioni citate. Occorre allora verificare se, nella sua qualità di amministratrice unica, le possono essere imputate le azioni commesse dalla società o se ella è responsabile, perché nella sua funzione avrebbe dovuto conoscere le attività svolte.
7.
In linea di principio una persona giuridica non può delinquere se ciò non è espressamente previsto da una legge federale o cantonale (cfr. DTF 97 IV 203). Qualora nell'esercizio delle attività di una persona giuridica vengono commessi reati, sono punibili le persone fisiche che hanno agito direttamente o avrebbero dovuto agire; questo poiché solo le persone fisiche possono avere un comportamento penalmente punibile.
Un organo della società, come per esempio un amministratore, non è punibile solo in virtù della sua posizione societaria; sono punibili unicamente gli organi che nell'esercizio delle attività di una persona giuridica hanno commesso le azioni delittuose o ai quali è imputabile una colpa.
Secondo la dottrina svizzera non vi è una responsabilità penale indipendente dalla partecipazione al reato degli organi di una persona giuridica, per delitti commessi da altri nell'esercizio dell'attività della società stessa (cfr. DTF 105 IV 172 cons. 3).
La responsabilità di un organo potrebbe anche fondarsi su un delitto di omissione improprio (non aver impedito l'avverarsi di un evento proibito).
Ciò presuppone tuttavia che vi sia una posizione di garante dell'autore dell'omissione riferita al reato in esame e che vi sia una lesione colpevole (nei reati intenzionali quindi almeno dolo eventuale) della posizione di garante; ritenuto che garante è chi ha un obbligo, legale o contrattuale, di impedire il realizzarsi di una fattispecie penalmente punibile o di sopprimerne gli effetti.
Secondo il Tribunale federale per poter ammettere la posizione di garante di un organo di una persona giuridica occorre che la persona fisica interessata abbia un ruolo predominante nella società (_). Ciò non è necessariamente il caso per tutti gli organi, neppure per un amministratore unico, poiché se così fosse si creerebbe una responsabilità penale generalizzata degli amministratori di una società per delitti commessi nell'esercizio dell'attività di una persona giuridica.
Il garante è penalmente responsabile come autore per il comportamento delittuoso di un terzo se lede i suoi obblighi di garante. Nel caso di delitto intenzionale questo avviene quando il garante riconosce o prevede la commissione di un reato da parte di un terzo e ciononostante non ne impedisce o sopprime secondo le sue possibilità gli effetti, poiché li vuole o perlomeno li accetta. Il quesito di sapere se gli obblighi di garante sono stati lesi, si pone quindi per i delitti intenzionali solo quando è accertato che il garante ha riconosciuto o previsto la commissione del reato, perché poteva solo impedire o sopprimere le conseguenze di un comportamento di un terzo che aveva riconosciuto o previsto (cfr. DTF 105 IV 172 cons. 4).
_ _ si è limitata a mettersi a disposizione come amministratrice unica, perché la società aveva necessità di trovare una persona che si mettesse formalmente a disposizione per questo incarico, senza dover tuttavia dirigere l'attività. Ella in tale veste ha poi sottoscritto un'istanza di modifica a RC e un contratto di locazione. Si è trattato di atti formali richiesti da chi dirigeva effettivamente la società e ne era proprietario.
In queste circostanze non si può assolutamente affermare che l'accusata detenesse all'interno della _ _ una posizione determinante, anzi ella non aveva praticamente alcun ruolo se non quello puramente formale di amministratrice unica. In altre parole non aveva alcun potere e non poteva influenzare l'andamento societario.
E' quindi da escludere che le si possa riconoscere una posizione di garante.
Ne segue che non può essere autrice del reato neppure per omissione.
8.
Resta da verificare se ella non sia punibile come complice.
E' punibile come tale chi aiuta intenzionalmente l'autore di un'infrazione alla LF sugli stupefacenti e questo sia prima sia durante la commissione del reato. Comporta complicità qualsiasi aiuto ad un'infrazione decisa e commessa da un altro, che sia in qualche modo causale per la realizzazione del reato, o altrimenti detto, senza il quale i fatti si sarebbero svolti diversamente. L'aiuto deve quindi aver agevolato la commissione del reato (cfr. Fingerhuth/Tschurr, Kommentar zum Betäubungsmittelgesetz, pag. 138).
Come visto, il complice deve favorire intenzionalmente la commissione di un reato intenzionale di un terzo. Ciò presuppone che conosca, almeno nelle grandi linee, l'infrazione principale progettata (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, 2002, pag. 793, n. 128 all'art. 19 LStup).
In specie, può restare aperta la questione di sapere se gli autori principali hanno agito con intenzione, perché la complicità è da escludere per i motivi che si diranno in appresso.
Se da una parte si deve ammettere che la conclusione del contratto di locazione ha favorito la commissione del reato, dall'altra si deve considerare che _ _ non era per nulla al corrente delle intenzioni del o degli autori principali. Per quanto risulta dagli atti non conosceva nemmeno lontanamente l'infrazione che il marito avrebbe commesso.

## Considerations