# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 395a2714-557b-553e-ab75-db9cd06e1e9d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto: A.
Con PE n. _ del 22 gennaio /12 marzo 2004 dell'UEF di _ lo AO 1, società in nome collettivo, ha escusso _ AP 1 e _ AP 2 (con separati precetti esecutivi di ugual numero) per l'incasso di fr. 20'256.-- oltre interessi al 5% dal 14 novembre 2003, indicando quale titolo di credito: "Nota d'onorario".
Interposta tempestiva opposizione da entrambi gli escussi, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa su un contratto di mediazione, concluso con gli escussi il 10 maggio 2002 (doc. A), relativo alla vendita di 4 appartamenti rispettivamente per fr. 440'000.-- (appartamento 1), per fr. 460'000.-- (appartamento 2), per fr. 480'000.-- (appartamento 3) e per fr. 500'000.-- (appartamento 4), ossia in un totale per fr. 1'880'000.--. La provvigione è stata fissata come segue:
"
................
2. Provvigione
A vendita realizzata su segnalazione o per intervento diretto o indiretto del mandatario, il mandante gli riconosce una provvigione del 4% sul prezzo. Di regola essa è dovuta alla firma dell'atto notarile.
Se l'oggetto venisse venduto durante il periodo di validità del presente contratto ad un cliente non segnalato dal mandatario, il mandante gli riconosce comunque una provvigione pari alla metà di quella pattuita.
L'intera provvigione è dovuta in ogni caso se ad incarico scaduto, la proprietà dovesse essere venduta nei due anni successivi a clienti segnalati dal mandatario durante il periodo contrattuale."
....................
7. Imposta sul valore aggiunto
Di regola alle provvigioni e al risarcimento spese viene applicata l'imposta sul valore aggiunto (IVA). "
Con l'esecuzione in esame la procedente pretende, in seguito alla vendita dei 4 appartamenti, una provvigione complessiva di fr. 20'256.--, che si compone come segue (cfr. istanza di rigetto 29 marzo 2004):
Provvigione di vendita _ (doc. F) fr. 18'937.60
Provvigione di vendita _ (doc. G) fr. 21'520.--
Nota d'onorario del 17.10.2003 (doc. H) fr. 19'798.40
fr. 60'256.--
./. _ o PPP no. 1 fr. 20'000.--
./. Riservazione _ PPP no. 4 fr. 20'000.--
fr. 20'256.--
C.
All'udienza di contraddittorio la parte convenuta ha asserito che il PE in oggetto indica una nota d'onorario che non può costituire riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF. Questa nota d'onorario, datata 17 ottobre 2003, è stata inoltre inviata solo a _ AP 1.
D.
Con sentenza 12 maggio 2004 il Segretario assessore della Pretura di _ ha accolto parzialmente l'istanza osservando che, nonostante non sia espressamente menzionato nel PE, dagli atti e dall'istanza è deducibile che il titolo di credito è costituito dal contratto di mandato di vendita immobiliare doc. A. In sede pretorile è poi stato osservato che gli escussi non hanno contestato l'avvenuta vendita a terzi dei quattro appartamenti oggetto del contratto di mediazione, per i prezzi indicati nelle fatture 28 febbraio, 25 marzo e 17 ottobre 2003 (doc. F, G e H), prezzi tra l'altro in due casi inferiori a quelli concordati. Inoltre l'invio delle note d'onorario solo a _ AP 1è dovuto al fatto che l'esecuzione in esame concerne solo quest'ultimo e che la notifica del PE anche ad _ AP 2 è avvenuta solo nella sua veste di coniuge del debitore. In prima sede gli interessi di ritardo sono stati riconosciuti solo a partire dal 22 gennaio 2004 (data del PE), non figurando agli atti una messa in mora anteriore.
E.
Contro la sentenza pretorile si sono tempestivamente aggravati _ e _ AP 1ribadendo che la nota d'onorario 17 ottobre 2003 (doc. H) non solo non può costituire valido riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF, ma neppure indica l'importo posto in esecuzione. Inoltre i prezzi di vendita degli appartamenti n. 2 e 3 non trovano riscontro nel contratto doc. A. D'altro canto i documenti prodotti non permettono di dedurre nulla circa l'opera della mediatrice. Infine gli appellanti rilevano che l'accoglimento dell'istanza nei confronti di _ AP 1, la quale non è debitrice, è inammissibile.
F.
Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

## Considerations

Considerato
In diritto: 1.
Contrariamente a quanto previsto nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare (cfr. art. 151 cpv. 1 lett. b e 153 cpv. 2 lett. b LEF; 100 RFF), nell'esecuzione ordinaria non s'impone la notifica del PE anche al coniuge del debitore. Ciò che in concreto non avrebbe dovuto avvenire, sia trattandosi pacificamente di un'esecuzione ordinaria in via di pignoramento o di fallimento (come rettamente appare sui precetti esecutivi), sia perché i procedenti non hanno affatto inteso escutere entrambi i coniugi, ma soltanto AP 1, nel formulario
Domanda d'esecuzione
avendo indicato AP 2 come coniuge del debitore e non come codebitrice. Pertanto il PE n. _ in oggetto risulta emesso e notificato erroneamente anche ad _ AP 2, conseguendone che la procedura esecutiva può essere proseguita solo nei confronti del debitore _ AP 1.
Il Segretario assessore, nella sua decisione sul rigetto dell'opposizione ha ben rilevato questa circostanza, ma non ne ha tratto nessuna conseguenza nel dispositivo della sentenza; per contro, l'istanza avrebbe dovuto essere respinta in quanto presentata nei confronti di AP 2, ovvero mancando il presupposto dell'esecuzione nei suoi confronti.
2.a)
Per l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
b)
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d'appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito (indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza) con il creditore, il debitore ed il credito (di cui ai documenti prodotti) (Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 331).
Il riconoscimento di debito deve riferirsi al credito indicato nel PE. A questo scopo deve essere indicato nel PE solo il credito e non il documento, che serve quale titolo di rigetto. Nel caso in cui invece nella domanda di esecuzione viene menzionato un documento, il rigetto dell'opposizione fondato su di un altro riconoscimento di debito può solo venire concesso, se non sussiste alcun dubbio in merito al credito posto in esecuzione (Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 40 ad art. 82 LEF).
c)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile.
Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. È essenziale che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti. Se il riconoscimento di debito non è constatato mediante atto pubblico, deve essere sottoscritto dal debitore (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 338 e riferimenti; DTF 122 III 125, 106 III 99; Staehelin, op. cit. n.15 ad art. 82; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 6 n. 2; Gilliéron, Commentaire de la LP, 1999, n. 33 e 42 ad art. 82).
d)
Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, cons.
4; Jaeger/ Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82; Staehelin, op. cit., n. 87 s. ad art. 82 LEF; Pierre-Robert Gilliéron, op. cit., n. 82 ad art. 82; Peter Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 350, con rif.).
e)
Il contratto di mediazione -di regola- contiene una promessa di prestazione del mandante soggiacente ad un condizione sospensiva. Esso permette di concedere il rigetto provvisorio dell'opposizione per la mercede, allorquando il mediatore prova l'avvenuto adempimento della condizione, ossia la conclusione del contratto in seguito alla sua indicazione o alla sua interposizione (art. 413 cpv. 1 CO). Nel contratto di mediazione deve inoltre essere determinato l'ammontare della mercede sia quale importo oppure quale percentuale del contratto da concludersi. Nel caso della percentuale occorre che sia inoltre dimostrato l'ammontare della stipula. Questa prova può essere portata con tutti mezzi ammissibili nella procedura sommaria; una prova scritta non è necessaria. Come per tutti i riconoscimenti di debito sottoposti ad una condizione sospensiva, il creditore dovrebbe venire liberato dalla prova dell'adempimento della condizione, nel caso in cui questa prova viene contestata dal debitore in modo infondato. Il rigetto deve essere negato, se il debitore rende verosimile che con terzi non è stato concluso alcun contratto, oppure che il contratto non è stato concluso nei modi previsti (Daniel Staehelin, op. cit. n. 132 ad art. 82 LEF).
f)
Il PE in oggetto menziona quale titolo di credito "Nota d'onorario". Da questa indicazione l'escusso, che ha sottoscritto il 10 maggio 2002 il contratto di mediazione doc. A, in cui sono stati fissati sia il prezzo degli appartamenti da vendere che l'ammontare delle provvigioni che l'IVA, che ha ricevuto il 28 febbraio 2003 la nota d'onorario per l'appartamento n. 1 (doc. F), il 25 marzo 2003 la nota d'onorario per l'appartamento n. 4 (doc. G) e il 17 ottobre 2003 la nota d'onorario per gli appartamenti n. 2 e 3 (doc. H) e che doveva essere a conoscenza della deduzione di fr. 40'000.--, che la procedente già deteneva per la riservazione di due degli appartamenti, non poteva avere alcun dubbio in merito al credito posto in esecuzione. È data pertanto l'identità tra il credito indicato nel PE e nell'istanza con il credito di cui ai documenti prodotti.
g)
Il contratto di mediazione sottoscritto dalle parti il 10 maggio 2002 (doc. A), in cui sono stati indicati sia i prezzi degli appartamenti da vendere sia le provvigioni concordate in percentuali del 4% rispettivamente del 2%, costituisce valido riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF, ritenuto che
l'escusso non ha contestato la conclusione fatta valere dalla procedente, avvenuta tramite sua segnalazione, dei contratti di vendita a terzi degli appartamenti n. 1 e n. 4 (percentuale fissata in 4%) rispettivamente la vendita da parte dell'escusso stesso degli ulteriori 2 appartamenti durante il periodo di validità del contratto di mediazione (percentuale fissata in 2%). La procedente ha inoltre prodotto le relative note d'onorario (doc. F, G e H) inviate a _ AP 1, in cui sono esposti gli importi dovuti oltre all'IVA del 7.6%, dedotti fr. 40'000.-- già in suo possesso per la riservazione di due appartamenti (cfr. narrativa fattuale sub B.). Da questi documenti è facilmente determinabile l'importo posto in esecuzione, ritenuto che gli appartamenti n. 2 e n. 3 sono stati venduti ad un prezzo di fr. 10'000.-- ciascuno inferiore a quello fissato nel contratto di mediazione (appartamento n. 2 fr. 450'000.-- invece di fr. 460'000.-- rispettivamente appartamento n. 3 fr. 470'000.-- invece di fr. 480'000.--, cfr. contratto doc. A e nota d'onorario doc. H). L'importo posto in esecuzione si compone come segue:
appartamento 1 fr. 440'000.--
provvigione del 4% fr. 17'600.--
IVA del 7.6% (doc. F) fr. 1'337.60
fr. 18'937.60
appartamento 4 fr. 500'000.--
provvigione del 4% fr. 20'000.--
IVA del 7.6% (doc. G) fr. 1'520.--
fr. 21'520.--
appartamento 2 fr. 450'000.--
appartamento 3 fr. 470'000.--
fr. 920'000.--
provvigione del 2% fr. 18'400.--
IVA del 7.6% (doc. H) fr. 1'398.40
fr. 19'798.40
totale fr. 60'256.--
./. per riservazioni ./. fr. 40'000.--
fr. 20'256.--
Il rigetto provvisorio dell'opposizione per fr. 20'256.-- va pertanto concesso nei confronti di _ AP 1. In mancanza di una messa in mora anteriore, gli interessi si giustificano solo dalla data di notifica del PE all'escusso, ossia dal 12 marzo 2003.
3.
L'appello 19 maggio 2004 di _ AP 1 va quindi parzialmente accolto. La tassa di giustizia segue la pressoché totale soccombenza dell'appellante, mentre resta a carico della parte resistente per quanto riguarda l'appello di _ AP 2. Le indennità vengono compensate (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).