# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 59d210fd-c4e5-5cde-9ce2-574c3064dc77
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che con la petizione l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 9’417.70 oltre interessi a titolo di prezzo della vendita;
che la convenuta si è opposta a tale domanda con risposta 10 luglio e duplica 23 settembre 1996;
che il 23 febbraio 1998 l’attrice ha comunicato alla pretura di avere appreso dal foglio ufficiale dell’avvenuto scioglimento della convenuta ex art. 708 CO e 86 ORC, e ritenendo con ciò che e la causa sia divenuta priva di oggetto ne ha chiesto lo stralcio “con addebito delle spese come di rito”;
che il Pretore con decreto 23 marzo 1998 ha preso atto della desistenza dell’attrice e ha stralciato la causa dai ruoli, gravando l’attrice delle spese e tasse esatte fino ad allora ma senza attribuire ripetibili alla convenuta;
che con l’appello che ci occupa, in cui preliminarmente si invoca la nullità del giudizio impugnato per non essersi espresso su tale domanda, la convenuta si lamenta della mancata attribuzione di un’indennità ripetibile, che ritiene, posto il valore di causa e l’impegno profuso dal patrocinatore, pari a fr. 2’800.–- per onorari e fr. 450.90 per spese vive;
che la controparte nelle proprie osservazioni si è opposta al gravame, precisando di avere chiesto lo stralcio della causa vista l’esistenza di ben 5 comminatorie di fallimento a carico della convenuta;

## Considerations

Considerato
in diritto:
che a questo stadio della causa è pacifico che lo scioglimento della società convenuta ex art. 708 cpv. 4 CO non ne ha influenzato la capacità processuale, ma ha unicamente determinato l’avvio della procedura di liquidazione (art. 738 CO);
che non vi era perciò un motivo di legge che imponesse lo stralcio della causa;
che a giusta ragione il Pretore ha identificato nel ritiro da parte dell’attrice il motivo dello stralcio della lite;
che in linea di principio è del tutto pacifico che il ritiro della causa comporta desistenza da parte dell’attrice, e perciò l’obbligo di corrispondere alla convenuta un’indennità per ripetibili (art. 77 cpv. 2 e 3 CPC;
II CCA
20 maggio 1998 in re S. e llcc/W., 10 novembre 1997 in re A. SA in fallimento/S. SA);
che il motivo di opportunità che spinge la parte procedente al ritiro della petizione -in concreto l’asserita presumibile insolvenza della convenuta- è ininfluente ai fini della determinazione della sua soccombenza, che va stabilita sulla sola base del prefato art. 77 CPC (
II CCA
27 agosto 1998 in re S. SA/D.);
che il Pretore non poteva perciò senz’altro prescindere dall’attribuzione di ripetibili;
che l’effetto devolutivo dell’appello consente a questa Camera di colmare la lacuna del giudizio pretorile e di esprimersi sull’inden-nità ripetibile spettante alla convenuta, senza che ricorra per questo motivo un caso di nullità della sentenza di primo grado;
che le ripetibili che avrebbero dovuto essere accordate alla convenuta se la reiezione della petizione fosse avvenuta con una sentenza sul merito sarebbero state comprese tra fr. 940.–- e fr. 1’880.–- (art. 9 TOA);
che non vi sono in concreto particolari elementi per discostarsi da una retribuzione media, da quantificare in fr. 1’400.–-;
che il fatto che la lite è venuta meno a seguito della desistenza dell’attrice impone l’applicazione della norma dell’art. 11 TOA e quindi della nota formula che media l’onorario ad valorem con quello a tempo;
che l’indicazione dell’appellante di un dispendio di tempo di 7 ore può essere ritenuta ammissibile;
che all’importanza e alla complessità della causa può essere ritenuta consona una retribuzione oraria di fr. 200.–-/h;
che l’onorario calcolato solo sulla base del dispendio di tempo sarebbe pertanto comunque di fr. 1’400.–-;
che, contrariamente alle tesi dell’appellante, non risultano dall’incarto elementi che consentano una maggiore attribuzione di ripetibili, non potendosi in particolare desumere dal solo ritiro dell’azione l’esistenza di una lite temeraria ex art. 152 CPC;
che la domanda di vedersi attribuire un maggiore indennizzo a titolo di risarcimento del danno è in questa sede irricevibile;
che l’appello è di conseguenza parzialmente accolto ai sensi dei considerandi che precedono;
che le spese e le ripetibili di questa procedura seguono la soccombenza delle parti (art. 148 CPC);