# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7cd93d03-433c-5ebc-9b9a-fde0bc6a06be
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che il 30 ottobre 2001 la Commissione tutoria regionale _ ha presentato alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, un'istanza di interdizione fondata sull'art. 369 CC nei confronti di _ _ _ (1952);
che la Sezione degli enti locali ha incaricato il 16 novembre 2001 il Servizio psico-sociale di Locarno di preparare una perizia sullo stato di _ _ _;
che in seguito alla renitenza dell'interessata, la quale rifiutava di presentarsi per l'allestimento della perizia, con decisione del
2 agosto 2002 la Sezione degli enti locali ha interdetto _ _ _ a norma dell'art. 369;
che su appello di _ _ _ questa Camera ha annullato con sentenza del 26 novembre 2002 (inc. _._._) la decisione di interdizione, carente di una perizia medica sullo stato mentale dell'interessata;
che il 5 dicembre 2002 l'autorità di vigilanza ha incaricato la Clinica psichiatrica cantonale di _ di allestire una perizia sulle condizioni dell'interessata, in particolare sul suo stato mentale;
che con scritto del 19 dicembre 2002, redatto personalmente, _ _ _ è insorta contro la citata decisione;
che l’atto non è stato notificato alla Commissione tutoria;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che l'appellante si oppone alla perizia perché ritiene di essere affetta da stress post-traumatico e sostiene che, per essere “seria e valevole”, la prova dev'essere completa, cioè una “combinazione neurologia psicologia psichiatria ortopedia chirurgica” (memoriale, pag. 8);
che giusta l'art. 374 cpv. 2 CC l'interdizione per infermità o debolezza di mente può essere decretata solo dietro relazione di periti, “i quali dovranno pronunciarsi anche sulla convenienza di udire prima l'interdicendo”;
che secondo l'art. 19 cpv. 2 LPAmm (applicabile per il rinvio stabilito dall'art. 21 LTC) l'assunzione delle prove avviene in applicazione analogica delle relative norme della procedura civile;
che nell'ambito di una causa civile la “decisione” con cui il giudice ordina l'esecuzione di una perizia è un'ordinanza, come tale inappellabile (
Cocchi/Trezzini
, Codice di procedura civile massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 248);
che nelle circostanze descritte, quindi, il memoriale dell'interessata sfuggirebbe a ogni esame quand'anche fosse trattato come appello (analogamente: I CCA, sentenza del 7 marzo 2002 in re P.);
che, del resto, la “relazione” medica prevista dall'art. 374 cpv. 2 CC può sempre essere disposta, non appena l'autorità nutra seri dubbi sullo stato mentale di una persona (
Schnyder/Murer
in: Berner Kommentar, 3
a
edizione, n. 91 ad art. 374 CC
; Stettler
in: Droit Civil, Représentation et protection de l'adulte, 4
a
edizione, pag. 182, n. 397), dubbi che in concreto sussistono, come ha già accertato questa Camera con sentenza del 26 novembre 2002 passata in giudicato (inc. _._._);
che l'esecuzione di una perizia non costituisce nemmeno una grave violazione della libertà personale e può essere ordinata, dandosi il caso, anche contro la volontà del peritando (DTF 124 I 40 consid. 2c e 48 consid. 5;
Deschenaux/Steinauer
, Personnes physiques et tutelle, 4
a
edizione, pag. 353, n. 903a;
Riemer
,
Grundriss des Vormundschaftsrechts
, 2
a
edizione, § 4 n. 11);
che le affezioni ortopediche e neurologiche di cui si duole l'appellante potrebbero – se mai – rivelarsi di rilievo in procedure assicurative, estranee alla competenza di questa Camera, ma non hanno portata pratica nella procedura di interdizione, ove è decisivo solo lo stato mentale attuale dell'interessata;
che l'appellante non può essere seguita neppure quando pretende, nella domanda subordinata, di essere peritata dove si sente “senza pregiudizi”, non risultando che i periti incaricati dall'autorità di vigilanza si trovino in stato di esclusione o di ricusa, ciò che del resto nemmeno l'interessata pretende;
che, ciò posto, nelle circostanze descritte gli oneri del giudizio odierno andrebbero a carico dell'interessata (art. 148 cpv. 1 CPC);
che, data la particolarità della fattispecie, si giustifica nondimeno di rinunciare al prelievo di spese;
che non è il caso di assegnare ripetibili alla Commissione tutoria regionale, la quale non si è vista notificare il ricorso e non ha dunque sopportato costi presumibili;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,