# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e767ba5c-31f9-5fb1-b47c-8bdc46c9a063
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 25 settembre 2013, l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (in seguito: USSI) ha modificato la precedente decisione del 12 novembre 2012 ed ha applicato a RI 1 una riduzione del 15% (fr. 105.-- al mese) del forfait per il mantenimento, nel periodo dicembre 2012 – febbraio 2013, in quanto l'interessato si è rifiutato di sottoscrivere un contratto d'inserimento professionale (cfr. doc. A).
1.2. L'interessato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale postula l'annullamento della sanzione sottolineando di avere rifiutato due proposte inutili e offensive:
"
(...)
Nella prima proposta mi veniva assegnato un posto presso il comune di _.
Per lo stesso posto e per lo stesso comune avevo presentato la mia candidatura, ma non ero stato ritenuto idoneo per la mansione e il posto era stato ricoperto da un altro candidato.
Ho comunque fatto il colloquio presso il funzionario comunale il quale mi ha esplicitamente detto che non vi era alcuna possibilità di assunzione, trattasi solo di un bisogno temporaneo che non volevano retribuire e che non ci sarebbe stata alcuna formazione, anzi mi sarei dovuto procurare io gli abiti di sicurezza perché loro forse avevano solo abiti usati e lasciati in magazzino.
A mio avviso non si poteva definire un POT. Non ottemperava in alcuna maniera quanto propagandato nei documenti consegnati dall'URC a riguardo. Avevano solo bisogno di braccia gratis.
La seconda proposta riguardava un ennesimo POT in cui ancora una volta non era previsto alcun percorso formativo che avrebbe potuto migliorare le mie competenze, non era indicato né cosa né dove avrei dovuto fare. Ancora una volta non era prevista una futura assunzione né un riscontro economico e il contratto aveva la durata di un anno, dicasi un anno, gratis. (...)" (doc. I)
1.3. Nella sua risposta del 13 novembre 2013 l'USSI propone di respingere il ricorso e osserva:
"
(...)
Nel caso in esame, ritenute le chiare indicazioni ricevute dal sig. RI 1 sui suoi diritti e doveri e visto il rifiuto categorico opposto a qualsiasi misura proposta dall'USSI, come confermato dallo stesso nel suo reclamo del 20.11.12, il comportamento volutamente non collaborativo dell'assistito risulta evidente.
Considerata la sua precedente attività e formazione di operaio, le attività individuate e a lui proposte erano senz'altro adeguate e il loro rifiuto appare ingiustificato e infondato.
Egli non ha poi cambiato in alcun modo il proprio atteggiamento di rifiuto categorico di collaborazione a qualsiasi misura proposta dall'USSI.
Al contrario ha continuato a non concretizzare impieghi di lavoro con motivazioni di ogni genere, ad esempio dando la disdetta 12.4.2013 dal contratto di operaio a tempo indeterminato 10.4.2013 (doc. 75 e 76 inc. USSI).
S.
Secondo l'art. 9 a cpv. 1 litt. f Regolamento Las, le prestazioni assistenziali possono essere ridotte, sospese, rifiutate o soppresse se il beneficiario rifiuta senza giustificati motivi una misura d'inserimento, ne ha interrotto l'attuazione oppure con il suo comportamento ne ha compromesso o reso impossibile l'esecuzione o lo scopo.
In concreto dagli atti risulta che il comportamento del ricorrente, vale a dire il rifiuto di misure di inserimento senza serie motivazioni, non è giustificato. Esso ha violato i suoi doveri di collaborazione e partecipazione.
Le motivazioni addotte con il ricorso, vale a dire la presunta inutilità del programma, non sono in alcun modo dimostrate né credibili e non rappresentano in alcun modo delle valide giustificazioni.
Inoltre durante le misure egli riceve, secondo la legge, le prestazioni sociali del caso (in concreto l'assistenza). La gratuità dell'attività (nel senso dell'assenza di un salario come per un vero e proprio impiego) addotta quale motivazione dal ricorrente quale motivo di rifiuto della sua partecipazione alle attività proposte, non costituisce un valido motivo di inadeguatezza o rifiuto, ma la soluzione prevista dalla legge.
Ritenuto che il ricorrente ha evidentemente violato il suo dovere di ridurre il danno rifiutando le varie misure professioni offerte siccome ritiene di non dover svolgere attività lavorativa se in tale periodo riceve la sola prestazione assistenziale e non un vero salario, le prestazioni assistenziali potevano quindi essere ridotte, sospese, rifiutate o soppresse in quanto il beneficiario con il suo comportamento ha reso impossibile l'esecuzione o lo scopo della misura d'inserimento che gli era stata concessa.
Per quanto discusso viste le motivazioni la sanzione è chiaramente imputabile ad una scelta personale dello stesso e quindi è da ritenere giustificata." (Doc. III)
1.4. Il 5 dicembre 2013 RI 1 ha inoltrato al TCA uno scritto nel quale ha in particolare rilevato:
"
(...)
Ribadisco in maniera più in comprensibile:
1) In data 05.05.2012 l'USSI di Bellinzona mi propone un contratto di occupazione temporaneo presso il comune di _ che in quel periodo stava facendo lavori di ampliamento del cimitero. Premetto che suddetto comune aveva ritenuto il mio profilo non idoneo per la stessa mansione neanche 6 mesi prima, quando avevano indetto un concorso.
Vado
comunque al colloquio e mi trovo davanti lo stesso personaggio con cui avevo fatto il colloquio pochi mesi prima che dice che non assumono in nessun caso, non rilasceranno alcuna formazione e che sono interessati esclusivamente alla manodopera e che tra l'altro non potevano neanche fornire l'abbigliamento di sicurezza previsto dalla legge per i lavori di cantieri con mezzi di movimento terra.
Ho ritenuto che l'atteggiamento maleducato e presuntuoso del funzionario comunale fosse profondamente offensivo e lesivo della mia dignità ed orgoglio, oltre a non alleggerire in alcun modo l'onere da me rappresentato sulle casse federali e cantonali, nemmeno in una speranza futura.
2) In data 29.10.2013 la mia burocrate di riferimento, la sig.ra _, mi chiama ad un colloquio per presentarmi un'eccezionale novità. Mi propone un contratto bianco che avrei dovuto firmare, non più un POT, bensì un AUP. Peccato che tale contratto non diceva assolutamente niente riguardo cosa, dove, come, con chi e con quali finalità si sarebbe dovuto eseguire. Nessuna spiegazione, nessun documento. Nessuno firma un documento in bianco.
In quel periodo avevano già mandato un mio conoscente presso una cooperativa che iniziava la sua attività tale "_". Di nuovo una forma di contratto che non alleggeriva l'esborso in quanto per esperienza loro non mettono un centesimo, anzi, ricevono un obolo per la mia presenza. Passato un anno, io mi sarei trovato punto e a capo, senza formazione con un anno in più senza un centesimo in contributi e i nervi logori da colleghi di "lavoro" che è meglio perderli che trovarli.

## Considerations