# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3a9284ba-612b-5a73-af59-b1763deb1374
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2000
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
_, domiciliato a _, è deceduto il _ 1999, lasciando come eredi legittimi la moglie _ nata _ con i figli _, _, _ in _, _ e _. Su istanza dell'8 novembre 1999 di _, il Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord ha rilasciato il 15 novembre 1999 il certificato ereditario dal quale risultava che unici eredi di _ erano la moglie e i figli.
B.
In data 3 e 4 dicembre 1999 _, _ r, _, _, _ e _ hanno inoltrato allo stesso Pretore una dichiarazione di rinuncia alla successione. Il 22 dicembre 1999 il Pretore ha accolto l'istanza di _, _, _, _ e _, ma ha respinto quella di _ per il motivo che il rilascio del certificato ereditario costituiva ingerenza negli affari della successione ai sensi dell'art. 571 cpv. 2 CC ed equivaleva ad accettazione dell'eredità.
C.
Contro il giudizio predetto _ ha interposto il 3 gennaio 2000 un appello con cui chiede la riforma della sentenza impugnata nel senso di accogliere la sua rinuncia alla successione.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Il Pretore ha ritenuto che in concreto l'appellante ha perso il diritto di rinunciare all'eredità, poiché chiedendo il rilascio del certificato ereditario egli si è intromesso negli affari della successione a norma dell'art. 571 cpv. 2 CC. L'appellante sostiene invece che il rilascio del certificato ereditario, da lui richiesto in nome di tutti gli eredi, era necessario per ottenere informazioni dal _ di _, presso cui il defunto risultava avere una relazione bancaria, e che egli non ha compiuto alcun atto di disposizione sui beni della successione, conservando così il diritto di rinunciarvi, dopo aver costatato che essa era oberata.
2.
Secondo l'art. 571 cpv. 2 CC perde il diritto di rinunciare alla successione l'erede che si è ingerito negli affari della successione o che ha compiuto atti non richiesti dalla semplice amministrazione e continuazione degli affari in corso o che ha sottratto o dissimulato oggetti appartenenti all'eredità. Il Pretore ha ravvisato in concreto un'ingerenza dell'erede provvisorio nel fatto di aver chiesto il rilascio del certificato ereditario. Ora, questa Camera ha già avuto modo di decidere che non costituisce ingerenza negli affari della successione la richiesta del certificato ereditario al fine di ottenere informazioni da parte della banca ove il defunto deteneva una cassetta di sicurezza, essendo notorio che le banche rilasciano informazioni agli eredi solo su presentazione del certificato ereditario (Rep. 1996 pag. 160 con riferimenti).
3.
Nell'ambito di una procedura
non
contenziosa, come quella relativa alla rinuncia di una successione (cfr. art. 2 n. 11 LAC), il giudice può inquisire d'ufficio, ma non è tenuto – ove non lo ritenga opportuno – né a indire udienze né a interrogare terzi. Tale facoltà rientra nel suo libero potere di apprezzamento. Dinanzi a questa Camera, che esamina liberamente il fatto e il diritto, l'appellante ha potuto far valere tutte le sue argomentazioni, di modo che il suo diritto di essere sentito è stato sanato (Rep. 1996 pag. 161 consid. 3). La documentazione prodotta in appello a sostegno della tesi dell'appellante è pertanto ammissibile, nonostante l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC, trattandosi di prove che avrebbero potuto essere acquisite agli atti già dal primo giudice, se questi avesse interpellato gli istanti per chiedere informazioni sui motivi che li avevano indotti a instare per il rilascio del certificato ereditario.
4.
Nella fattispecie l'appellante sostiene di aver dovuto chiedere il certificato ereditario per avere informazioni sull'esistenza di relazioni bancarie del defunto presso il _ di _. Dalla lettera 11 novembre 1999 dell'istituto bancario a un erede si evince chiaramente che l'ottenimento di informazioni era subordinato alla presentazione del certificato ereditario. È pertanto plausibile che la richiesta di emissione di tale certificato è stata presentata nell'intento di verificare l'esistenza di relazioni bancarie, ovvero di conoscere la consistenza della massa successoria per determinarsi in vista della prevista rinuncia, il cui termine scadeva il 5 dicembre 1999. La richiesta di informazioni in tal senso non configura dunque un'ingerenza negli affari della successione, tali ragguagli essendo indispensabili anche ai fini di un'eventuale decisione di rinuncia (
Druey
, Grundriss des Erbrechts, 4
a
edizione, Berna 1997, § 15 n. 34 pag. 206). Si aggiunga che dall'estratto del conto intestato al defunto risulta un saldo attivo di fr. 4'935.15, mentre a carico dello stesso sono stati emessi almeno sei attestati di carenza di beni per circa fr. 15'000.– e avviate altrettante procedure esecutive. Ne discende che nella fattispecie l'istante ha reso verosimile di avere avuto un interesse legittimo a verificare lo stato patrimoniale dell'eredità.
5.
Il certificato ereditario costituisce solo un attestato provvisorio di legittimazione (Rep. 1996 pag. 162 consid. 5 con riferimenti). Nel caso concreto la validità del certificato ereditario decade con la rinuncia degli eredi alla successione. A tutela dei terzi di buona fede l'atto rilasciato il 22 dicembre 1999 deve pertanto essere annullato d'ufficio.
6.
Gli oneri processuali seguirebbero la regola della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Viste le particolarità del caso, si può prescindere tuttavia dal prelievo di tasse e spese. D'altro lato l'appellante avrebbe potuto evitare la procedura di ricorso motivando l'istanza intesa al rilascio del certificato ereditario, così da ottenere un certificato provvisorio che lo abilitasse a ottenere informazioni dalla banca (
Piotet
in: Traité de droit privé suisse, § 91, pag. 644). Si giustifica pertanto di non attribuire ripetibili.