# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 89f6fed7-8732-5ee8-9250-438b45294944
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 27 giugno 1997, _ - alle dipendenze dell'Impresa di costruzioni _ in qualità di autista e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'_ - è rimasto vittima di un infortunio interessante la spalla destra.
Accertamenti radiologici successivamente eseguiti, hanno permesso di metter in luce una massiva rottura della cuffia dei rotatori, lesione che ha reso necessario un intervento chirurgico di sutura eseguito il 20 agosto 1997 presso il Centro ortopedico e fisioterapico di _ (cfr. doc. _).
A far tempo dal 9 dicembre 1997, _ è stato dichiarato totalmente abile al lavoro (cfr. doc. _).
1.2. In data 9 aprile 1998, _, per il tramite del suo ex datore di lavoro, ha annunciato una ricaduta dell'evento traumatico del giugno 1997, facendo stato di una recrudescenza dei disturbi a livello della spalla destra (cfr. doc. _), ricaduta relativamente alla quale l'assicuratore LAINF ha riconosciuto il proprio obbligo contributivo (cfr. doc. _).
1.3. Alla chiusura del caso, con decisione formale 2 luglio 1999, l'_ ha posto l'assicurato al beneficio di una rendita d'invalidità del 20% a decorrere dal 1° gennaio 1999 e di un'indennità per menomazione dell'integrità del 5% (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta dal Sindacato _
per conto dell'assicurato (doc. _), l'_, in data 24 agosto 1999, ha sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.4. Con tempestivo ricorso 15 dicembre 1999, _, sempre patrocinato dal _, ha chiesto che l'_ venga condannato a versargli una rendita d'invalidità del 30% a far tempo dal 1° gennaio 1999 (cfr. I, p. 1).
Questi, segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:
"
(...).
Già è stato rammentato che il medico della _ ritiene esigibile l'attività di autista, professione nella quale l'assicurato sarebbe limitato unicamente nel sollevamento e nel trasporto di oggetti di peso superiore ai 25 kg, mentre il datore di lavoro, come risulta dal rapporto 3.2.1999, ha espresso seri dubbi che una simile attività sia ancora possibile, visti i compiti che gli autisti alle sue dipendenze debbono svolgere.
La osservazioni espresse dal signor _, riportate al punto 2 sono oggettivamente condivisibili. A mente del ricorrente, esse possono valere in senso generale. È infatti difficile pensare che per poter trovare un'occupazione nel settore dei trasporti di merci su strada, svolto con camion da 24 ton., un autista non debba dare garanzia di essere in grado di trasportare e sollevare frequentemente pesi superiori ai 25 kg, salire e scendere ripetutamente dal ponte del camion, o ancora una guida sicura sull'arco delle molte ore trascorse sulla strada.
È pensabile, quindi, che un datore di lavoro - ammesso che ve ne siano di interessati ad assumere un autista sessantatreenne - sarebbe comunque costretto ad affiancare al signor _ un altro dipendente, affinché lo aiuti, quantomeno, durante le operazioni di scarico e carico. A mente del ricorrente, è ragionevole pensare che, in tali condizioni, il reddito ancora conseguibile potrebbe al massimo ammontare a Fr. 40'378.-- (salario contrattuale versato nel primo anno d'attività ad autisti con patente E), ammesso che trovi un datore di lavoro che gli versi pure la tredicesima (nel settore degli autotrasportatori esiste un CCL valido unicamente per le imprese firmatarie, che sono la minoranza di quelle attive sulla piazza ticinese).
Viste le limitazioni fisiche, è impensabile che il signor _
possa pretendere uno stipendio diverso da quello rammentato in sede di opposizione; addirittura, contrariamente a quanto sostiene la _A, si potrebbe pensare che il calcolo effettuato con l'opposizione sia persino troppo ottimistico.
... Infatti, partendo dal presupposto che gli autisti di camion, in generale, lavorano soli, e che il signor _, alla luce delle rammentate difficoltà (salire e scendere dal camion, alzare pesi superiori ai 25 kg, guidare a lungo), dovrebbe, già lo si è detto, essere affiancato nel lavoro da una seconda persona, è lecito affermare che la possibilità di reintegrarsi nella professione di autista siano praticamente nulle.
In questo caso, ed il ricorrente chiede a codesto lodevole TCA di verificare anche questa eventualità, alla fattispecie dovrebbe essere applicata la prassi secondo la quale il reddito ancora conseguibile da assicurati non qualificati, con problemi di salute, costretti, per ragioni di salute, a cessare la professione sino al momento dell'infortunio esercitata, non supera i Fr. 35'000.--.
... La reintegrazione professionale dell'assicurato, volendo prescindere dalla sua attività, è limitata dalle conseguenze dalle conseguenze post-infortunistiche e dal tipo di professione sin qui esercitata (che implica un lavoro svolto, in generale, senza l'ausilio di colleghi).

## Considerations