# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f1bf79d2-193a-59a4-ac90-63df88b7c09c
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Nel corso del mese di ottobre del 1996 _, infermiera presso il centro anziani casa _ e presidente della relativa commissione del personale ha sollecitato un incontro con l'autorità comunale per discutere del comportamento, a suo avviso scorretto, tenuto dal direttore dell'istituto nei confronti dei dipendenti.
Il municipio di _ ha affidato al segretario comunale il compito di esperire un'inchiesta. In quest’ambito, sono state sentite cinque dipendenti, che hanno confermato il fondamento della segnalazione, ed il direttore della casa per anziani, che si è limitato ad ammettere di aver occasionalmente espresso apprezzamenti inopportuni nei confronti del personale femminile.
Preso atto del rapporto d'inchiesta allestito dal funzionario inquirente, il 31 luglio 1997 il municipio ha formalmente invitato il direttore della _ a tenere un comportamento più distaccato nei confronti del personale, adottando un linguaggio più consono alla funzione dirigenziale che riveste. Contemporaneamente ha informato la denunciante _ dell'esito degli accertamenti esperiti.
Il 18 settembre 1997 le organizzazioni sindacali _, _ e _ qui resistenti hanno chiesto al municipio di consultare gli atti dell'inchiesta. La richiesta è stata accolta il 1o ottobre seguente. Il 4 dicembre 1997 le stesse organizzazioni hanno inoltrato un'istanza all'ufficio di conciliazione in materia di parità dei sessi, chiedendogli di esperire un tentativo di comporre la vertenza. Sentite le parti, il 30 gennaio 1998 l'ufficio in questione ha constatato il fallimento del tentativo.
B. Con atto del 30 aprile 1998, denominato ricorso, le organizzazioni sindacali e le dipendenti della casa per anziani menzionate in epigrafe sono insorte davanti al Consiglio di Stato contro il comune di _, chiedendogli a) di accertare che il comportamento tenuto dal direttore dell'istituto nei confronti delle dipendenti costituisce molestia sessuale, b) di ordinare al municipio di allontanare il direttore _ e c) di condannare il municipio a versare loro un'indennità pari a tre mensilità di salario.
Le ricorrenti hanno rimproverato all’autorità comunale di aver esperito un'indagine carente, insuscettibile di provare il buon fondamento delle loro doglianze.
All'accoglimento del ricorso si è opposto il municipio di _ con argomenti che non occorre qui riprendere.
C. Con istanza 4 agosto 1998 il direttore della casa per anziani, _, ha chiesto al Consiglio di Stato di chiamarlo in causa nel procedimento summenzionato.
Il municipio ha aderito alla richiesta, mentre le organizzazioni sindacali e le dipendenti della casa _ sopra menzionate vi si sono opposte.
Con decisione 23 novembre 1998 il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza, affidando l'istruttoria del procedimento al Servizio dei ricorsi e per esso all'avv. _, collaboratore esterno di tale servizio, all'avv. _, consulente del Consiglio di Stato per la condizione femminile ed alla dr. iur. _, giurista presso il Dipartimento delle opere sociali.
D. Contro questa risoluzione è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo il comune di _, chiedendogli di accertare in via principale l'irricevibilità dell'impugnativa pendente davanti al Consiglio di Stato e sollecitando, in via subordinata, il rinvio degli atti al Governo, affinché abbia a pronunciarsi sulla ricevibilità di quel gravame e sui limiti dell'istruttoria da esperire.
Posta preliminarmente una serie di interrogativi di natura procedurale, che non occorre qui riassumere, l'insorgente contesta in sostanza l’attribuzione dell'istruttoria ed un collegio di giuristi, in parte esterni all'amministrazione (_) ed in parte già indirettamente coinvolti nel contenzioso (_). Contemporaneamente l'insorgente postula un preventivo accertamento della ricevibilità dell'impugnativa pendente davanti al Consiglio di Stato.
L'impugnativa è avversata dal Consiglio di Stato e dalle ricorrenti in prima istanza, che chiedono di dichiararla irricevibile, rispettivamente di respingerla.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. Prima di eventualmente entrare nel merito del ricorso, occorre verificare se sia data la competenza del Tribunale cantonale amministrativo (art. 3 PAmm).
Notoriamente, la competenza di questo Tribunale non è stabilita per clausola generale, ma secondo il cosiddetto sistema enumerativo. Il ricorso ad esso è dato soltanto nei casi previsti dalla legge concretamente applicabile (art. 60 PAmm; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 60 PAmm, N. 2 seg. e rinvii).
2. Controversa in concreto è una decisione resa dal Consiglio di Stato nell'ambito di un procedimento promosso davanti ad esso dalle organizzazioni sindacali e dalle dipendenti della casa per anziani di _ qui resistenti.
La decisione qui impugnata è un atto processuale mediante il quale il Consiglio di Stato affida l'istruttoria di tale procedimento al suo servizio dei ricorsi e per esso ad un collegio di tre persone concretamente designate. Avendo il ricorso per oggetto un provvedimento volto ad ordinare il procedimento pendente davanti all’istanza inferiore, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo può sussistere unicamente nella misura in cui la decisione di merito che il Governo è chiamato a rendere può essere dedotta in questa sede.
3. La vertenza pendente davanti al Consiglio di Stato ha per oggetto questioni attinenti in ultima analisi al rapporto d'impiego delle dipendenti della casa per anziani di _ che sono insorte in quella sede per far valere pretese fondate sulla legge federale sulla parità dei sessi del 24 marzo 1995 (LPar; RS 151).
3.1. Il rapporto d'impiego dei pubblici dipendenti è per principio retto dal diritto pubblico, che lo disciplina in modo astratto e generale mediante ordinamenti di natura statutaria, volti a permettere la definizione della situazione giuridica dei singoli dipendenti attraverso decisioni amministrative, ovvero mediante provvedimenti concreti ed individuali, che ne determinano diritti e doveri.
3.2. Le contestazioni relative al rapporto d'impiego dei pubblici dipendenti soggiaciono di principio alla giurisdizione amministrativa. Vanno deferite al giudice civile soltanto in casi particolari, ove, eccezionalmente, il rapporto d'impiego risulti retto dal diritto privato, invece che dal diritto pubblico.
Questa attività giurisdizionale si esplicita o in via di ricorso o in via di azione diretta. Nella prima ipotesi la vertenza di instaura mediante l'inoltro da parte del dipendente di un'impugnativa rivolta contro una decisione resa dall'autorità per costituire, modificare, annullare, accertare o disconoscere diritti od obblighi dell'insorgente riferiti al rapporto d'impiego. Nella seconda eventualità la vertenza si concretizza invece attraverso la promozione davanti al competente giudice amministrativo di un'azione volta ad ottenere l'accertamento dell'esistenza o dell'inesistenza di diritti od obblighi inerenti il rapporto d'impiego o la condanna del convenuto a prestazioni di natura pecuniaria.
3.3. Il rapporto d'impiego delle dipendenti della casa per anziani del comune di _ è retto dal diritto pubblico; in particolare, dall'apposito regolamento organico e dalla LOC.
Le contestazioni relative a tale rapporto soggiacciono pertanto alla giurisdizione amministrativa e vanno promosse in via di ricorso, impugnando davanti al Consiglio di Stato le decisioni adottate dall'autorità comunale, d'ufficio o su istanza del dipendente, per definirne diritti od obblighi. Per i dipendenti comunali l'azione diretta al Tribunale cantonale amministrativo è esclusa, in quanto riservata ai funzionari cantonali ed ai docenti (art. 68 LOrd).
Irrilevante, da questo profilo, è il fatto che le dipendenti insorte davanti al Consiglio di Stato fondino le loro rivendicazioni sulla LPar. Tale legge, applicabile anche ai dipendenti pubblici, non ha sovvertito l’ordinamento delle procedure previsto dal diritto cantonale (Bigler/Kaufmann, Kommentar zum Gleichstellungs-gesetz, ad art. 13 N. 21 e 30). Né tale ordinamento si è modificato in seguito all'introduzione della procedura di conciliazione, prevista dall'art. 11 LPar per i rapporti di lavoro disciplinati dal CO; procedura, che l'art. 5 della legge cantonale di applicazione della LPar (LALPar; RL 1.8.1.1) ha dichiarato applicabile anche ai rapporti di lavoro retti dal diritto pubblico.
4. Nell'evenienza concreta, il procedimento pendente davanti al Consiglio di Stato, da cui deriva la decisione qui in esame, si è instaurato in seguito all’inoltro, da parte delle qui resistenti, di un atto - denominato ricorso - destinato ad ottenere loro il riconoscimento di pretese fondate sulla LPar. Tale atto non è rivolto contro una decisione resa dal municipio, bensì contro il comune stesso. Oggetto dell’impugnativa inoltrata dalle qui resistenti al Consiglio di Stato non è un atto amministrativo, ma l’ente pubblico in quanto tale.
Il municipio non ha invero mai statuito con decisione impugnabile sulle rivendicazioni avanzate dalle dipendenti della casa _ con l’aiuto delle organizzazioni sindacali. Né le qui resistenti hanno provocato una decisione in proposito dell’autorità comunale prima di insorgere davanti al Consiglio di Stato. Tali pretese sono state concretamente formulate per la prima soltanto in sede di ricorso ed il municipio ha potuto prendere posizione sulle stesse soltanto con la risposta.
Mancando una preventiva determinazione del municipio, nella vertenza pendente davanti al Consiglio di Stato non sono quindi ravvisabili gli estremi di un procedimento ricorsuale promosso contro una decisione di un organo comunale. Ciò porta in linea di massima ad escludere che la vertenza in corso in quella sede possa essere ricondotta nel solco di un procedimento ricorsuale atto a dar luogo ad un giudizio deducibile davanti a questo Tribunale giusta l'art. 208 LOC.
Non essendo dati, da questo profilo, i presupposti per inserire quel procedimento nel quadro normativo retto da tale disposizione, la vertenza che il Consiglio di Stato è chiamato a dirimere potrebbe tutt’al più essere configurata alla stregua di un procedimento di vigilanza retto dagli art. 194 seg. LOC.
In questo caso il ricorso qui in esame andrebbe tuttavia dichiarato irricevibile, poiché l'art. 207 LOC preclude al comune la possibilità di impugnare davanti al Tribunale cantonale amministrativo i giudizi resi dal Consiglio di Stato quale autorità di vigilanza.
5. Le questioni sin qui sommariamente esaminate, che il Consiglio di Stato dovrà necessariamente approfondire e risolvere nell'ambito del giudizio di merito che è chiamato a rendere, possono comunque rimanere indecise, poiché il ricorso va senz'altro dichiarato irricevibile giusta l'art. 44 PAmm, che ammette la possibilità di impugnare le decisioni incidentali soltanto se provocano al ricorrente un danno non altrimenti riparabile (Borghi/Corti, op. cit., ad art. 44 PAmm, N. 1 seg.).
Che la decisione governativa in esame sia di natura incidentale è infatti di meridiana evidenza. Il provvedimento mira invero unicamente a definire aspetti procedurali, assegnando l'istruttoria a determinati collaboratori dell’amministrazione cantonale.
Altrettanto evidente ed incontestabile è che il provvedimento non è in grado di arrecare al comune danno di sorta. Tanto meno un pregiudizio irreparabile. Nemmeno il ricorrente sostiene il contrario.
Stando così le cose, il ricorso va senz'altro dichiarato irricevibile, siccome proposto contro un atto non impugnabile.
Dato l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia. Le ripetibili seguono invece la soccombenza.