# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5409edd5-f530-5426-b7bc-86985aa0b14a
**Court:** TI_CARP
**Chamber:** TI_CARP_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto che:
A.
Il 31 maggio 2016 il procuratore pubblico ha promosso l’accusa davanti alla Corte delle assise criminali di Locarno nei confronti di AP 1, ritenendolo autore colpevole di:
“
1. infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
siccome riferita a un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere poter mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone
e meglio per avere, senza essere autorizzato,
1.1
nel periodo tra il mese di marzo 2015 e l'11 febbraio 2016, a Locarno e
in altre località del Canton Ticino, agendo in correità con VIM 1
, alienato, per averla procurata e venduta,
complessivi 872 grammi di cocaina (grado di purezza sconosciuto) a _
, _, _
, _, _, _
, _, _, _, _
, _, _, _
e ad altri consumatori del locarnese, non identificati, sostanza stupefacente consegnata a AP 1 e a IM 1 da un non meglio identificato fornitore;
1.2
l’
11 febbraio 2016, a Locarno, in Via _, detenuto, in
correità con IM 1, 747,80 grammi netti di cocaina
(della purezza tra il 74.1% e il 67.6 %), sostanza stupefacente ricevuta da un non meglio identificato fornitore e destinata all'alienazione;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: dall'art. 19 cpv. 2 LStup;
2.
riciclaggio di denaro
per avere, nel periodo dal 26 marzo 2015 all'11 febbraio 2016, a
Locarno e in altre località elvetiche, ripetutamente compiuto atti
suscettibili di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento e la
confisca di valori patrimoniali, sapendo che provenivano dalla
commissione di un crimine, e meglio per avere,
2.1
nel periodo dal 26 marzo 2015 al 15 gennaio 2016, inviato,
personalmente e per il tramite di IM 1, presso
agenzie di invio contanti del locarnese, complessivi CHF 8'022.00,
denaro provento dell'alienazione di cocaina di cui al punto 1.1., e
meglio:
il 26.03.2015
CHF 350.00;
il
30.03.2015
CHF 500.00;
il
07.04.2015
CHF 240.00;
il
30.06.2015
CHF 365.00;
il
09.07.2015
CHF 800.00;
il
12.08. 2015
CHF 250.00;
il
03.09.2015
CHF 300.00;
il
21.09.2015
CHF 720.00;
il
03.10.2015
CHF 200.00;
il
06.10.2015
CHF 400.00;
il
03.11. 2015
CHF 500.00;
il
01.12. 2015
CHF 470.00;
il
04.12. 2015
CHF 236.00;
il
05.12. 2015
CHF 900.00;
il
05.12. 2015
CHF 450.00;
il
21.12.2015
CHF 1’091.00;
il 15.01.2016 CHF 250.00;
2.2
il 21 dicembre 2015 e il 14 gennaio 2016, presso l'agenzia di cambio
della Stazione FFS di Locarno, cambiato di valuta denaro contante e
meglio complessivi EURO 8'761,35 in complessivi CHF 9’599,10,
denaro provento del traffico di cocaina di cui al punto 1.1.,
rispettivamente necessario per il finanziamento di successive forniture
di cocaina;
2.3
nel periodo dal mese di marzo 2015 all'11 febbraio 2016, presso
un'agenzia di cambio non meglio specificata, per il tramite di _
, cambiato di valuta denaro contante e meglio un
importo non meglio specificato di CHF in complessivi EURO 3200.--,
denaro provento del traffico di cocaina di cui al punto 1.1.,
rispettivamente necessario per il finanziamento di successive forniture di cocaina.
2.4
l’11
febbraio 2016, a Locarno, in Via _, detenuto denaro c
ontante per complessivi CHF 8'500.—, denaro provento del traffico di
cocaina di cui al punto 1.1., rispettivamente necessario per il
finanziamento di successive forniture di cocaina;
in alternativa
I'1
1 febbraio 2016, a Locarno, in Via _, detenuto denaro
contante per complessivi CHF 8'500.—, dovendolo trasportare fino a
Zurigo e consegnarlo a personaggi non meglio identificati dediti al
traffico internazionale di stupefacenti, denaro che sapeva o doveva
presumere essere provento di un crimine,
2.5
nel periodo dal mese di marzo 2015 al dicembre 2015, trasportato da
Milano a Zurigo, su incarico di personaggi non meglio identificati dediti
al traffico internazionale di stupefacenti, denaro contante per
complessivi Euro 45’000.—/50’000.--, denaro che sapeva o doveva
presumere essere provento di un crimine;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: dall'art. 305
bis
cifra 1 CP;
3.
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
3.1
a Locarno e in altre località del Canton Ticino, nel periodo tra il mese di
marzo
2015 e l'11 febbraio 2016, consumato un imprecisato
quantitativo di marijuana ma almeno 30 grammi;
3.2
a Zurigo, nel corso del 2015, assaggiato un quantitativo minimo di
cocaina;
3.3
a
Locarno e in altre località del Canton Ticino, nei giorni precedenti l’11
febbraio 2016, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina;
3.4
a Locarno, in Via _, l'11 febbraio 2016, detenuto, 1,40
grammi di marijuana, sostanza stupefacente destinata al proprio
consumo;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: dall'art. 19 a LStup”.
(atto d’accusa n. 83/2016 del 31 maggio 2016, doc. TPC 1)
B.
Al dibattimento di primo grado, tenutosi il 29 agosto 2016, è stata concordemente modificata l’imputazione n. 2.2 dell’atto d’accusa, nel senso che i cambi di valuta effettuati il 21 dicembre 2015 e il 14 gennaio 2016 andavano considerati da Franchi svizzeri in Euro e non viceversa, ossia da fr. 9'599.10 in Euro 8'761.35 (sentenza impugnata, pag. 7).
C.
Statuendo dopo dibattimento, sempre il 29 agosto 2016, la Corte delle assise criminali si è così pronunciata:
1.
AP 1 è autore colpevole di:
1.1
infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere poter mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone,
per avere,
senza essere autorizzato,
in correità con IM 1,
1.1.1
tra marzo 2015 e l’11 febbraio 2016,
a Locarno e in altre località del Canton Ticino,
alienato complessivi 872 grammi di cocaina (grado di purezza sconosciuto) a consumatori locali in parte identificati;
1.1.2
l’11 febbraio 2016,
a Locarno, in Via _,
detenuto 747,8 grammi netti di cocaina (grado di purezza tra 67.6% e 74,1%) destinati all’alienazione;
1.2
riciclaggio di denaro
per avere,
a Locarno e in altre località della Svizzera,
ripetutamente compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento e la confisca di valori patrimoniali sapendo che provenivano da un crimine,
e meglio per avere:
1.2.1
dal 26 marzo 2015 al 15 gennaio 2016,
inviato - personalmente e per il tramite di IM 1 –
presso agenzie di invio contanti, complessivi Fr. 8'022.00, denaro
provento dell’alienazione di cocaina di cui al punto 1.1.1 del
dispositivo;
1.2.2
il 21 dicembre 2015 e il 14 gennaio 2016,
cambiato di valuta denaro contante pari a complessivi Fr. 9'599.10 in Euro 8'761.35, provento dell’alienazione di cocaina di cui al punto 1.1.1 del dispositivo;
1.2.3
da marzo 2015 all’11 febbraio 2016,
per il tramite di _, cambiato un imprecisato ammontare di denaro contante da Franchi Svizzeri in Euro 3'200.00, soldi provento dell’alienazione di cocaina di cui al punto 1.1.1 del dispositivo;
1.2.4
da marzo 2015 a dicembre 2015,
trasportato da Zurigo a Milano denaro contante per complessivi Euro 45'000.00/50'000.00 che sapeva o doveva presumere essere provento di un crimine e meglio provento di un traffico internazionale di stupefacenti;
1.3
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato,
1.3.1
a Locarno e in altre località del Canton Ticino,
tra marzo 2015 e l’11 febbraio 2016,
intenzionalmente consumato un imprecisato quantitativo di marijuana ma almeno 30 grammi;
1.3.2
a Zurigo, nel corso del 2015,
intenzionalmente consumato un quantitativo minimo di cocaina;
1.3.3
a Locarno e in altre località del Canton Ticino,
nei giorni precedenti l’11 febbraio 2016,
intenzionalmente consumato un imprecisato quantitativo di cocaina;
1.3.4
a Locarno, in Via _,
detenuto 1,40 grammi di marijuana destinati al proprio consumo,
2.
(omissis)
.
3.
AP 1 è prosciolto dall’imputazione di riciclaggio di denaro di cui al punto 2.4 dell’atto d’accusa 83/2016.
4.
Di conseguenza,
4.1
AP 1 è condannato:
4.1.1
alla pena detentiva di 4 (quattro) anni e 3 (tre) mesi,
da dedursi il
carcere preventivo sofferto;
4.1.2
alla multa di Fr. 100.00, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la pena detentiva sostitutiva è fissata in 1 (un) giorno;
4.2
(omissis)
5.
Previa deduzione della tassa di giustizia e delle spese procedurali, è ordinata la confisca di Fr. 8'500.00.
6.
È ordinata la confisca e la distruzione di:
- 747,80 grammi netti di cocaina (rep. SAD 01040);
- 1,40 grammi di marijuana (rep. SAD 01040);
- 0,6 grammi di cocaina (rep. SAD 1042).
7.
È ordinata la confisca di tutti gli oggetti in sequestro ed elencati nell’atto d’accusa 83/2016 e nell’atto d’accusa 84/2016, ad eccezione delle 2 agende con nomi e numeri (rep. n. _) e della documentazione cartacea (rep. n. _), sulle quali viene mantenuto il sequestro conservativo in quanto mezzi di prova.
8.
La tassa di giustizia di Fr. 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di 1⁄2 ciascuno.
9.
Le spese per la difesa d’ufficio di AP 1 sono sostenute dallo Stato.
9.1
Le note professionali 24 agosto 2016 dell’avv. _ sono approvate per:
onorario Fr. 13'835.00
spese Fr. 954.00
totale Fr. 14'789.00
9.2
AP 1 è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di Fr. 14’789.00 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
10.
(omissis)
11.
(omissis).
D.
Dev’essere annotato che il giudizio impugnato contempla anche la contestuale condanna di IM 1, cugino di AP 1, alla pena detentiva di 4 anni e 3 mesi, per titolo di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti, avendo egli alienato, in parte in correità con AP 1, dall’inizio del 2014 all’11 febbraio 2016, 902 grammi di cocaina (grado di purezza sconosciuto) e detenuto, l’11 febbraio 2016, 747,9 grammi di cocaina (grado di purezza tra 67,6% e 74,1%), così come la condanna per titolo di riciclaggio tramite invio/contanti, di fr. 2'441.– provento dell’alienazione di cocaina appena citata, nonché per contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (consumo e detenzione), quest’ultima punita con la multa di fr. 300.–.
IM 1, ha annunciato appello, rinunciando però all’inoltro della dichiarazione d’appello, sicché la procedura è stata stralciata dal ruolo con ordinanza del 12 gennaio 2017 (inc. 17.2016.243). La sentenza è così integralmente passata in giudicato nei suoi confronti.
E.
Di contro, AP 1 ha tempestivamente impugnato la sentenza, e precisamente i dispositivi n. 1.1.1, 1.2.1, 1.2.2, 1.2.3), chiedendo il proscioglimento dalle imputazioni di cui a tali dispositivi. Egli ha dedotto in appello pure la condanna ad una pena detentiva di 4 anni e 3 mesi, di cui al dispositivo n. 4.1.1 del primo giudizio, chiedendone una sensibile riduzione.
Svoltosi il dibattimento d’appello il 28 aprile 2017, alla presenza di:
- AP 1, imputato,
- avv. DI 1, difensore,
- PP 1, procuratore pubblico,
- A. M.-A., interprete,
ove il procuratore pubblico ha chiesto la conferma integrale della sentenza di primo grado.
Mentre che l’imputato ha postulato che la pena non abbia a superare i 3 anni e 6 mesi di detenzione.

## Considerations

Considerato
in fatto e in diritto
Vita e precedenti penali
1.
Sulla vita di AP 1 si richiama integralmente, ex art. 82 cpv. 4 CPP, il consid 1.1.1 della sentenza impugnata, ove sono trascritte, nel loro testuale tenore, le dichiarazioni rese dall’imputato dinanzi al segretario giudiziario del Ministero pubblico il 25 agosto 2016 (doc. TPC 43).
Egli definisce la sua situazione finanziaria
“disastrosa in quanto né in Spagna né altrove ho denaro”
(verbale PG 9 marzo 2016, pag. 11, AI 265; verbale d’interrogatorio dibattimentale 29 agosto 2016, pag. 2).
L’imputato risulta incensurato sia in Svizzera (AI 154 e 324) che in Spagna (AI 354). Al dibattimento d’appello
egli ha confermato le dichiarazioni fatte in istruttoria e al primo dibattimento.
Arresto
2.
Il 2 novembre 2015 era tratto in arresto, a Locarno, _ siccome trovato in possesso di 450 grammi lordi di cocaina (Rapporto di arresto provvisorio 2 novembre 2015, pag. 4, AI 1). Tra le altre cose, egli raccontava di aver acquistato a credito, nel giugno 2015, 100 grammi di cocaina da un dominicano di Ascona chiamato IM 1. Quest’ultimo, gliela aveva procurata tramite un suo cugino. _ dichiarava altresì che IM 1 riforniva di cocaina anche _ in quantitativi importanti, avendola vista almeno una decina di volte acquistarne non meno di 100 grammi (verbali PG 27 novembre 2015, pag. 7, AI 73 e 28 gennaio 2016, pag. 3-4, AI 98). Si correggeva poi, nel verbale di confronto con _, affermando che in realtà egli non aveva mai assistito alle consegne tra IM 1 e _, ma sapeva che ogni volta che lei si recava da IM 1 o viceversa, lui la vedeva con almeno 50 grammi di cocaina nelle mani (verbale di confronto PP 5 febbraio 2016, pag. 3-4, AI 119). A sua volta, _ riforniva di cocaina la sua amica _. Quest’ultima, sentita dalla polizia il 10 febbraio 2016, dichiarava che il fornitore di _ era tale IM 1 detto _, che riconosceva (in una foto mostratale dalla polizia), prendendo atto che trattasi di IM 1, detto appunto _ (verbale PG 10 febbraio 2016, pag. 6-7, AI 145).
3.
All’epoca dei fatti IM 1 viveva con la madre _ in un appartamento di Via _ a Locarno. Alle 07.15 dell’11 febbraio 2016, quattro agenti di polizia si presentavano a questo domicilio, trovandovi, IM 1, sua madre _, suo figlio tredicenne, così come un suo cugino residente in Spagna, ovvero AP 1. Quest’ultimo, alla vista della polizia si precipitava in bagno, riuscendo a gettare dalla finestra uno zaino, subito recuperato dalla polizia, contenente 823 grammi lordi di cocaina. In un paio di suoi pantaloni, gli agenti scovavano pure la somma di fr. 8'500.– in banconote di grosso taglio. La perquisizione eseguita permetteva, inoltre, di rinvenire cellulari, custodie per carte SIM, carte SIM, carte prepagate, nonché una bilancia grigia Kenex funzionante, che era stata gettata nella pattumiera del WC. In capo a AP 1 veniva disposto il sequestro dello zaino, di 3 cellulari e 4 carte SIM, di una custodia Lebara, di 2,9 grammi lordi di canapa oltre ai già citati 823 grammi lordi di cocaina e fr. 8'500.– (doc. annessi al rapporto di arresto provvisorio 11 febbraio 2016, AI 159).
Da qui il suo arresto, unitamente al cugino IM 1.
Dichiarazioni dell’imputato
4.
Nel suo primo interrogatorio, AP 1
ha raccontato che da Barcellona, ove risiede, era volato a Milano dove c’era ad attenderlo all’aeroporto tale _, cittadino italiano con origini dominicane, che lo ha ospitato a casa propria qualche giorno, fino a domenica 7 febbraio 2016. A suo dire, _ era in contatto con tale _, detto _, anch’egli dominicano, residente a Zurigo, che dirigeva un traffico di cocaina tra Zurigo e Milano e che aveva chiesto a _ di accompagnare l’imputato in Svizzera per servire da trasportatore. _ aveva così accompagnato a Locarno AP 1, che aveva poi chiesto ospitalità, come già avvenuto in passato, alla zia _
(verbale PG 11 febbraio 2016, pag. 3-4, AI 156).
a)
Il giorno prima dell’arresto, _ aveva telefonato aAP 1
, dicendogli che _ si trovava a Locarno e indicandogli il luogo dove lo attendeva. L’imputato incontrava dunque a Locarno _, che gli consegnava uno zaino contenente cocaina. Secondo le indicazioni di _ e _, lo zaino non sarebbe dovuto essere aperto. Rientrando a casa della zia, egli veniva di nuovo raggiunto telefonicamente da _ che gli chiedeva di tornare da _ allo stesso posto di prima, senza indicarne i motivi. Giunto sul luogo, _ gli consegnava del denaro, e meglio fr. 8'050.–. L’ordine era quello di recarsi in treno a Zurigo e consegnare sia la cocaina che il denaro a _, presso il Bar Presidente in Langstrasse. Quale compenso, egli avrebbe ricevuto Euro 1’500.–. L’operazione, prevista per il giorno 11 febbraio 2016, è andata in fumo a causa del suo arresto. AP 1 ha dichiarato, in sede di verbale d’arresto, di prendere atto che lo zaino conteneva complessivamente 823 grammi lordi di cocaina e fr. 8'500.– (verbale PG 11 febbraio 2016, pag. 4-5, AI 156).
b)
Agli inquirenti AP 1 ha raccontato che era la prima volta che avrebbe dovuto effettuare un trasporto di droga. Per contro, 4 o 5 mesi prima aveva già fatto, sempre per conto di _, un trasporto di denaro dalla Svizzera all’Italia, per una somma attorno a fr. 45'000.–/50'000.–, consegnata alla Stazione di Milano Centrale a tale _ (un italiano), che faceva questo lavoro prima che gli subentrasse _.
Richiesto di fornire ulteriori informazioni su _, AP 1
nulla ha saputo, o voluto, riferire, se non notizie assolutamente inutili per la sua identificazione. Lo stesso dicasi per _. Quanto alla conoscenza, da parte di suo cugino IM 1, dello zaino e del suo contenuto, AP 1 ha ribadito di essere convinto che il cugino nulla sapesse (
ibidem
, pag. 6).
Egli ha poi dichiarato di essere un consumatore di canapa (fino a 3 grammi al giorno, al massimo 30 grammi durante la sua permanenza in Svizzera) e di aver consumato una volta a Zurigo una striscia di cocaina con _,
“per dimostrargli la mia fedeltà”
(
ibidem
, pag. 7).
c)
In occasione del suo primo interrogatorio, a AP 1 venivano mostrati gli allegati (al verbale di polizia dell’11 febbraio 2016, AI 156) A, B e C. L’allegato A riguardava un cambio di valuta fatto alla Stazione FFS di Locarno il 21 dicembre 2015, da Euro fr. 5'125.– a fr. 5'599.10 e un secondo cambio di valuta, fatto sempre alla Stazione di Locarno il 14 gennaio 2016, da Euro 3'636.35 a fr. 4'000.–. Trattasi dei cambi valuta indicati nell’atto d’accusa al punto 2.2 da Euro in fr., poi rettificati al primo dibattimento da fr. in Euro. Egli dichiarava che gli erano stati consegnati da _ a Zurigo e da lui cambiati in Euro in Ticino, prima di portarli in Italia e consegnarli a _, in cambio di Euro 1'500.– come pagamento per il precedente trasporto di fr. 45'000.–/50'000.– (
ibidem
, pag. 7-8). L’allegato B riguardava, invece un invio di fr. 250.– fatto il 15 gennaio 2016 da Locarno, a nome di IM 1 per conto di AP 1, a una sua parente. L’allegato C riguarda invece l’acquisto di un biglietto aereo del 30 settembre 2015 per il prezzo di Euro 84.99, relativo a un suo viaggio dalla Spagna all’Italia ove era giunto per lavorare con _,
“ma non sapevo ancora che mi avrebbero coinvolto in fatti di droga”
(ibidem, pag. 7-8).
d)
Nel corso di tutta la rimanente istruttoria preliminare (ben 10 sono i verbali di audizione davanti agli inquirenti), AP 1 ha sempre mantenuto un atteggiamento negatorio nei confronti dei fatti a lui ascritti nell’atto d’accusa, salvo sporadiche, quanto limitate, rettifiche. La Corte si richiama interamente, in proposito, al consid. 4.2 della sentenza impugnata (art. 82 cpv. 4 CPP).
e)
Al primo dibattimento egli negava nuovamente i fatti di cui al punto 1.1 dell’atto d’accusa (alienazione di 872 grammi di cocaina), così come quelli alla base dell’accusa di riciclaggio (punto 2 dell’atto d’accusa). Riconosceva, di contro, la detenzione di 747.80 grammi di cocaina (punto 1.2 dell’atto d’accusa), affermando che
“questa cocaina la detenevo perché dovevo trasportarla a Zurigo, a _, in cambio di Euro 2'000.–, corrispondenti a fr. 2’000.– e qualcosa”
, ammettendo altresì, come già in istruttoria, di aver trasportato fr. 45'000.–/50'000.– per contro di trafficanti internazionali non identificati, sapendo che si trattava di provento di un crimine. Parimenti ammetteva il consumo di marijuana e di cocaina, come indicato al punto 3 dell’atto d’accusa.
Dibattimento d’appello – dichiarazioni dell’imputato e richieste di giudizio
5.
In apertura del dibattimento l’avv. DI 1 ha dichiarato di limitare l’appello al dispositivo n. 4.1.1 del giudizio impugnato, relativo alla pena di 4 anni e 3 mesi erogata dai primi giudici, il suo assistito essendosi deciso di ammettere tutti i fatti addebitatigli nell’atto d’accusa, eccezion fatta per l’imputazione n. 2.4 che lo ha visto prosciolto in primo grado (dispositivo n. 3 del giudizio impugnato).
6.
La Corte ha così proceduto all’interrogatorio di AP 1 che, dopo aver confermato i rilievi, esposti dai primi giudici, sul suo vissuto alle pag. 12-13 della sentenza impugnata, ha dichiarato di ammettere tutti i fatti – letti dalla Corte e tradottigli dall’interprete – di cui ai dispositivi n. 1.1, 1.1.1, 1.2, 1.2.1, 1.2.2, 1.2.3. Da ricordare che i fatti trattati nei dispositivi 1.1.2, 1.2.4, 1.3.1, 1.3.2, 1.3.3 e 1.3.4 erano già stati da lui ammessi in precedenza, mentre che per i fatti indicati al punto 2.4 dell’atto di accusa, egli è stato prosciolto in prima sede (dispositivo n. 3).
In sostanza, l’atteggiamento processuale dell’imputato si è rivelato diametralmente opposto a quello adottato dal cugino IM 1, che in corso di istruttoria si era man mano aperto nei confronti degli inquirenti, fornendo versioni vieppiù precise sugli acquirenti, sui quantitativi, ed in particolare sul ruolo fondamentale giocato dal cugino AP 1 (chiamata in correità), per poi ritrattare tutto al dibattimento di primo grado. AP 1 ha fatto esattamente il contrario.
Per finire, egli si è dichiarato pentito dei suoi atti ed ha formulato le sue scuse alle autorità elvetiche, consapevole “
di aver detto molte bugie”,
concludendo che
“la PP mi aveva dato la possibilità di rivedere la mia posizione. Non l’avevo fatto allora, l’ho fatto oggi”
(verbale dib. d’appello, pag. 4).
7.
Il procuratore pubblico ha chiesto che l’appello sia respinto, nonostante la piena confessione resa al dibattimento. La colpa di AP 1 è molto grave, specie pensando al quantitativo di cocaina trafficato e destinato ad essere immesso sul mercato sull’arco di soli 10 mesi, ma anche dal punto di vista delle modalità del traffico, ripetute, sistematiche. L’imputato aveva la libertà di non delinquere, era senza legami con il nostro territorio, utilizzato all’unico scopo di lucrare con la vendita di cocaina. Per l’accusa, ben venga che egli si sia deciso ad ammettere i fatti, tuttavia l’imputato non ha fatto altro che ammettere l’evidenza dei fatti. Tutto convergeva a suo carico, sia quanto al commercio e alla detenzione di cocaina, sia quanto alla chiamata di correo da parte del cugino
(“AP 1 forniva, io vendevo”)
e infine quanto alla spedizione del contante provento di detto traffico.
In questi termini, a mente dell’accusa, il comportamento processuale dell’imputato suscita non poche perplessità, apparendo d’acchito evidente la finalità di questa
“collaborazione”
dell’ultima ora: quella di ottenere un immeritato sconto di pena. L’accusa annota, da ultimo, che la prima Corte ha già considerato in sentenza tutti gli elementi suscettibili di attenuazione della pena, sicché la sentenza di primo grado merita conferma.
8.
Di parere avverso, la difesa ritiene che la situazione di oggi si presenta diversa, essendosi l’imputato ravveduto. Egli ha riconosciuto i fatti, e lo ha fatto in una fase del procedimento che gli consentiva ancora di farlo, ove nulla era ancora passato in giudicato. L’ammissione completa dei fatti costituisce, per la difesa, un argomento cardine in favore di un’attenuazione della pena. Se lo avesse fatto subito, la procedura si sarebbe verosimilmente risolta con rito abbreviato e con pena di gran lunga inferiore. Inoltre, nel giudizio impugnato la colpa dell’imputato è stata giudicata grave, non da ultimo per il comportamento negatorio adottato. Ma, l’aver negato i fatti, non può pesargli tanto nella commisurazione della pena. Commisurazione, ove non è stato considerato il proscioglimento dall’imputazione n. 2.4 dell’atto d’accusa. E neppure, sempre a mente della difesa, i primi giudici hanno considerato, quale elemento di attenuazione, l’incensuratezza dell’imputato. Quest’ultimo è al suo primo reato e con un rito abbreviato sarebbe già a casa da tempo, sicché va considerato anche il lungo tempo di carcerazione sofferto a valere come fattore di attenuazione. Ma non solo. Durante l’esecuzione anticipata della pena egli ha lavorato nella falegnameria del carcere, dando prova di buona volontà e senza subire sanzioni disciplinari, dimostrandosi detenuto modello. Inoltre, prosegue il difensore, AP 1 non si oppone a un divieto d’entrata in Svizzera amministrativo, anche per la durata di 5 anni, ciò di cui si dovrebbe tener conto nella commisurazione della pena. Da ultimo, il difensore ha tenuto a ricordare il grave lutto subito con la perdita, nel 2014, dell’ultimogenito (nato morto), per concludere, chiedendo che la pena sia rivista verso il basso e contenuta in un massimo di 3 anni e 6 mesi di detenzione.
Diritto
9.
Giusta l’art. 160 CPP, qualora l’imputato sia reo confesso, il pubblico ministero e il giudice esaminano l’attendibilità della confessione e lo invitano a descrivere con precisione le circostanze della fattispecie. Questo perché la confessione è un mezzo di prova come gli altri e necessita di essere verificata con cura nel rispetto della ricerca della verità materiale (art. 6 CPP); ciò non toglie che, da un punto di vista pratico, ad essa venga spesso riconosciuta una valenza accresciuta, come implicitamente risulta dal Codice stesso, segnatamente dall’art. 352 cpv. 1 CPP, riguardante i presupposti per l’emanazione di un decreto d’accusa, ma anche dagli art. 358 e segg. CPP concernenti la procedura abbreviata (Galliani/Marcellini, Commentario CPP, ad art. 157, n. 3 e ad srt. 160, n. 1; Schmid, Schweizeriche Strafprozessordnung, Praxiskommentar, 2a ed., ad art. 160, n. 1).
10.
Nella procedura di ricorso, il giudice può rimandare alla motivazione della giurisdizione inferiore, per quanto concerne l’apprezzamento di fatto e di diritto dei fatti contestati all’imputato (art. 82 cpv. 4 CPP).
In concreto i fatti imputati a AP 1, tutti da lui ammessi (fatto salvo quello di cui al punto 2.4 dell’atto d’accusa, per il quale è stato prosciolto), sono integralmente supportati dalle corpose risultanze istruttorie. Di tali emergenze, i primi giudici hanno dato ampio e convincente riscontro nella sentenza impugnata, sicché, condividendo appieno i loro accertamenti, questa Corte rinvia integralmente ai considerandi 8.1.2, 8.2, 8.2.2, 8.3 e 8.4 della sentenza impugnata.
La piena confessione di AP 1 conferma pertanto le emergenze istruttorie e costituisce ulteriore prova – se ancora ve ne fosse stato bisogno – dei fatti alla base delle imputazioni a suo carico.
Non va dimenticato poi che, limitandosi ora l’appello al dispositivo n. 4.1.1 del giudizio impugnato, gli altri punti oggetto d’impugnativa indicati nella dichiarazione d’appello sono passati in giudicato e che non sussistono elementi suscettibili di giustificare un riesame delle imputazioni, non potendosi prospettare – oggettivamente – un apprezzamento giuridico dei fatti più favorevole all’imputato (art. 404 cpv. 2 CPP).
Dal profilo soggettivo è pacifico e incontestato che AP 1 abbia commesso le infrazioni contemplate dal giudizio impugnato consapevolmente e con piena volontà, per cui gli elementi costitutivi dei reati di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti (art. 19 cpv. 2 LStup), riciclaggio di denaro (art.
305
bis
cifra 1 CP) e di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (art. 19a LStup), meglio specificati nel prossimo considerando, si trovano riuniti.
Colpa e commisurazione della pena
11.
Rimane aperta, pertanto, la questione della colpa e della pena.
AP 1 risponde della commissione dei seguenti reati, con relative comminatorie di pena:
a)
Infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
L’infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti (art. 19 cpv. 2 LStup) – che si realizza, tra l’altro, se l’autore sa o deve presumere che la sua infrazione si riferisce a una quantità di stupefacenti che può mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di parecchie persone (art. 19 cpv. 2 lett. a LStup), il che è oggettivamente dato, in caso di cocaina, già per quantitativi, presi nel loro complesso, di 18 grammi (
DTF 138 IV100 consid. 3.2. e 3.3.; 122 IV 360 consid. 2a; 109 IV 143 consid. 3b;
STF 2C_901/2014 del 27 gennaio 2015 consid. 4.2; 6B_579/2013 del 20 febbraio 2014 consid. 3.4; 6B_294/2010 del 15 luglio 2010 consid. 3.3.2; 6B_911/2009 del 15 marzo 2010 consid. 2.3.1; 6P.149/2006, 6S.336/2006 del 12 ottobre 2006 consid.
7.3; Albrecht, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes (Art. 19-28l), 3. ed., Berna 2016, ad art. 19 LStup, n. 187 segg.; Corboz, Les infractions en droit suisse, vol.
2, Berna 2010, ad art. 19 LStup, n. 78 segg.) – è punita con una pena detentiva non inferiore a un anno, cui può essere cumulata una pena pecuniaria.
b)
Riciclaggio di denaro
L’art. 305
bis
cifra 1 CP punisce con la pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria l’autore di riciclaggio di denaro, ovvero chiunque compia un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo, o dovendo presumere che provengono da un crimine.
Contravvenzione alla LF sugli supefacenti
c)
L’art. 19a LStup sanziona con la multa chiunque, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente stupefacenti oppure chiunque commette un’infrazione giusta l’art. 19 LStup per assicurarsi il proprio consumo.
12.
Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena.
13.
Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.
Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
a)
Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).
In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP – che c
odifica la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare – la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (
Tatkomponenten
). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (
objektive Tatkomponenten
), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni
“risultato dell'attività illecita”
e
“modo di esecuzione”
(DTF 129 IV 6 consid. 6.1).
Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (
subjektive Tatkomponenten
), i moventi e gli obiettivi perseguiti – che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) – e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle
“circostanze esterne”
, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).
b)
Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, definire, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.
Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal Tribunale federale (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).
Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid.
5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, 2a ed., Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).
14.
Definendo
“molto grave”
la colpa di AP 1
, i primi giudici hanno così argomentato:
(...) la Corte ha considerato molto grave la colpa dei due accusati avuto riguardo al considerevole quantitativo di cocaina che hanno messo in commercio in un breve lasso di tempo oltre al quantitativo importante di cocaina che è stata sequestrata e che era pronta ad essere immessa sul mercato ed alla purezza di quest’ultima che conduce ad oltre 500 grammi di sostanza pura essendo cocaina di buona qualità per il che è sicuramente data l’aggravata alla LF sugli Stupefacenti e ciò senza considerare ancora il quantitativo di sostanza pura della cocaina che è stata venduta.
Colpa grave perché si è trattato di un agire illecito reiterato e avuto riguardo anche al fatto che i due cugini non vendevano solo pochi grammi di sostanza al dettaglio ai vari consumatori ma decine di grammi, 50 e 100 grammi alla volta a persone che a loro volta spacciavano, cosa questa di cui entrambi erano a conoscenza. Il quantitativo di 872 grammi è stato venduto in meno di un anno e vi era un quantitativo altrettanto importante di 747.80 grammi netti di cocaina che non è stato immesso sul mercato solo grazie al tempestivo intervento della Polizia ciò che denota un’intensa attività criminale.
Riguardo al comportamento durante l’inchiesta la Corte non può esimersi dal rilevare che i due accusati sono andati veramente oltre nel raccontare bugie su bugie, nel mentire, nell’affermare e poi ritrattare, nel cambiare la propria versione adattandola alle risultanze d’inchiesta rispettivamente alle contestazioni delle dichiarazioni del correo che venivano man mano contestate, senza alcun freno o remora di sorta come dimostra la ritrattazione finale di IM 1 in aula di quanto dichiarato in inchiesta, che comporta che nessuna collaborazione può essergli riconosciuta, come del resto anche la negazione ostinata e caparbia, anche a fronte del riscontro oggettivo costituito dal risultato delle analisi tossicologiche, di consumo di cocaina ad opera di AP 1 che solo in aula ha per finire ammesso.
Riguardo le dichiarazioni di AP 1 in merito alla cocaina gettata dalla finestra del bagno all’arrivo della Polizia, subito recuperata dagli agenti, la Corte ha considerato che il recupero immediato della cocaina lasciava poco spazio a negazioni di sorta per cui le ammissioni fatte dall’imputato al riguardo non hanno per la Corte grande rilevanza anche perché lo stesso ha continuato a sostenere la versione del trasporto di detta sostanza a Zurigo oltre alla negazione dell’attività di spaccio unitamente al cugino.
(...)
AP 1, da un lato ha negato il suo coinvolgimento nella vendita di 872 grammi di cocaina e dall’altro ha tentato di propinare agli inquirenti che la cocaina sequestrata doveva essere da lui trasportata a Zurigo rendendo una versione cui la Corte, per i motivi sopra indicati, non ha assolutamente creduto per cui non si può certo parlare di atteggiamento collaborativo; ha raccontato menzogne su menzogne, sapendo bene di dire cose false, ha cambiato più volte versione riaffermando cose che aveva già ritrattato senza alcuna dignità e alcuna vergogna e soprattutto senza alcun rispetto degli inquirenti e delle istituzioni, beffandosi bellamente dell’intelligenza degli interlocutori.
Hanno entrambi agito per fine di lucro, per fare soldi facili che permettono con poca fatica di avere a disposizione contanti con i quali permettersi il superfluo.
(...)
AP 1 – per mantenere i suoi numerosi figli – avrebbe potuto senz’altro cercarsi un lavoro onesto in Spagna che non venire qua appositamente per delinquere vendendo etti ed etti di cocaina e mentendo poi alla grande agli inquirenti.
La Corte ha tenuto conto a favore di AP 1 della perdita del figlio e che la pena verrà da lui espiata lontano da casa.
Tutto ciò considerato e tenuto conto del concorso dei reati, del proscioglimento pronunciato e del carcere preventivo sofferto, la Corte ha ritenuto adeguata alla colpa di entrambi gli accusati la pena detentiva di 4 anni e 3 mesi, che vista la misura della stessa, è inevitabilmente da espiare.
(sentenza impugnata, consid. 9)
Questa Corte non può che associarsi a siffatte conclusioni, dando loro piena adesione, sia con riguardo alle considerazioni sulla colpa sia per quanto attiene all’entità della pena erogata.
a)
Per la difesa la pena dev’essere attenuata, tenuto conto dell’ammissione completa dei fatti da parte dell’imputato. Avesse ammesso i fatti sin dall’inizio – sostiene la difesa – egli avrebbe potuto beneficiare del rito abbreviato e cavarsela con una pena assai più mite. L’argomento è fragile. La difesa, infatti, non spiega per quali ragioni l’imputato abbia continuato a negare i fatti durante l’intero corso dell’istruttoria e, ancora, al dibattimento di primo grado. Solo al dibattimento d’appello egli ha ammesso i fatti, precisando in chiusura, che
“la PP mi aveva dato la possibilità di rivedere la mia posizione. Non l’avevo fatto allora, l’ho fatto oggi”
(verbale dib. d’appello, pag. 4). In realtà, il tardivo
“ravvedimento”
può spiegarsi solo in termini di strategia processuale. Una diversa motivazione non è emersa al dibattimento, né è trasparsa dall’atteggiamento dell’imputato.
La difesa non invoca espressamente il sincero pentimento dell’art. 48 lett. d CPP, ma sembra orientarsi piuttosto verso un fattore di attenuazione generico, derivante dalla situazione e dalle circostanze personali dell’imputato.
Un sincero pentimento, nel senso della norma appena citata, non può, di tutta evidenza, entrare in considerazione nel caso di specie, giacché tale condizione si realizza solo se l’autore adotta un comportamento particolare, disinteressato e meritevole che costituisca prova concreta del sincero pentimento. Ammettere i fatti o manifestare dei rimorsi non è sufficiente. Chi, confrontato con mezzi di prova a suo carico o che, consapevole che non potrà sfuggire a una pena, sceglie di dire la verità o di esprimere rammarico per come ha agito, non ha un comportamento, in sé, meritevole (DTF 121 IV 202 consid. 2d; 117 IV 112 consid. 1; 116 IV 288 consid. 2a; STF 6B_473/2011 del 13 ottobre 2011 consid. 5.4; 6B_426/2010 del 22 luglio 2010 consid. 1.5; 6B_614/2009 del 10 agosto 2009 consid. 1.2). E tale conclusione s’impone in concreto.
Per il rimanente, e a maggior ragione, non si ravvedono elementi o circostanze che conducano a ritenere che AP 1 possa in un qualche modo beneficiare di un’attenuazione della pena derivante dall’art. 47 cpv. 2 CP.
b)
In secondo luogo, la difesa ritiene che si imponga un’attenuazione della pena, per non avere la prima Corte tenuto conto del proscioglimento di AP 1
dal reato di cui al punto 2.4 dell’atto d’accusa (dispositivo n. 3 del giudizio impugnato). A torto. Commisurando la pena, i primi giudici hanno dato espressamente riscontro in sentenza di tale attenuante (sentenza impugnata, consid. 9, pag. 84).
c)
Analogo discorso s’impone per l’attenuante, proposta dalla difesa, del grave lutto famigliare subito dall’imputato (figlio nato morto nel 2014). Anche questa circostanza è stata puntualmente considerata dai primi giudici nella commisurazione della pena (sentenza impugnata,
ibidem
).
d)
Ragionevolmente, non è possibile ritenere, poi, quali circostanze attenuanti ai fini della pena, il lungo tempo di carcerazione sofferto, il comportamento tenuto in carcere dall’imputato
(“detenuto modello”)
, così come la
“disponibilità”
a non opporsi a un divieto di entrata in Svizzera per la durata di 5 anni, invocate dalla difesa. E questo, senza che si rendano necessari ulteriori approfondimenti di fatto e di diritto. Tali circostante non potendo, di tutta logica, assurgere a elementi di attenuazione della pena.
e)
La difesa chiede, infine, che nella commisurazione della pena si consideri l’incensuratezza dell’imputato, di cui non avrebbero tenuto conto i primi giudici.
Anche qui a torto. Rettamente, infatti, la prima Corte ha sorvolato sull’assenza di precedenti. E questo perché, per costante giurisprudenza, invalsa dopo la modifica giurisprudenziale intervenuta con DTF 136 IV 1 consid. 6.2, l’incensuratezza ha, di regola, nell’ambito della commisurazione della pena un effetto neutro e di conseguenza non deve essere valutata in senso attenuante, fatti salvi casi eccezionali, ciò che in concreto non si verifica nel modo più assoluto
(ibidem)
.
Per tutte queste ragioni, non emergono nel caso di specie elementi di attenuazione della pena erogata dai primi giudici, che va perciò integralmente confermata, compresa la multa di fr. 100.–, non contestata in appello per la contravvenzione di cui all’art. 19a LStup.
Spese procedurali
15.
Dato l’esito del procedimento, le spese procedurali d’appello, andranno interamente a carico di AP 1.