# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 41923208-b9be-4215-b055-e39a459b6759
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione formale del 21 maggio 2021 (doc. 7), confermata dalla decisione su opposizione del 22 novembre 2021 (doc. 2), la Cassa CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione come consulente assicurativo indipendente inoltrata da RI 1, nato nel 1958, e lo ha considerato salariato della ditta TERZ 1 dal 1° aprile 2021. L’amministrazione ha in sostanza accertato che RI 1 utilizza locali commerciali della società senza aver prodotto pezze giustificative comprovanti il pagamento della pigione mensile, si avvale del personale amministrativo della società senza aver prodotto pezze giustificative comprovanti il pagamento della partecipazione ai costi salariali del segretariato, si presenta ai clienti come consulente della società, propone ai clienti solo compagnie assicurative con cui la società ha un mandato, fa compilare e consegna ai clienti il mandato fiduciario per prestazioni di servizi assicurativi su carta intestata della società, ha un divieto di concorrenza, è attivo professionalmente nel medesimo ramo della società. Inoltre le provvigioni delle compagnie assicurative vengono dapprima versate alla società che poi paga all’interessato la quota di sua spettanza.
1.2. RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento ed il rinvio degli atti alla Cassa per la sua affiliazione come indipendente (doc. I). Il ricorrente non concorda con le valutazioni dell’amministrazione sostenendo che sono schematiche e concettualmente superate dall’evoluzione (tecnica e sociale) in atto da anni.
L’insorgente rileva di essere in pensione dal 1° gennaio 2021 dopo aver lavorato per 37 anni quale consulente esterno della _ (in precedenza: _) e _ (oggi: _). Per non lasciare il suo pacchetto di clienti/amici ha deciso di proseguire un’attività di consulenza indipendente, collaborando anche, ma non solo, con TERZ 1, società di intermediazione assicurativa. Le modalità della collaborazione sono state definite nell’accordo sub doc. 4.
Il ricorrente esercita l’attività di broker assicurativo, procaccia e seleziona i clienti, attingendo al suo vasto portafoglio maturato durante la sua precedente attività: individua le loro necessità e presta la sua opera di consulente, indirizzandoli verso la compagnia assicurativa che ritiene più idonea. Assiste i clienti anche in caso di sinistro, dalla notifica alla liquidazione (contatti con i liquidatori, sopralluoghi peritali e contatti con i periti), assicurando che i diritti del cliente siano debitamente tutelati e le pretese correttamente indennizzate ed è iscritto nel registro degli intermediari assicurativi della FINMA.
L’insorgente afferma di svolgere il suo incarico in piena autonomia tecnica e organizzativa, senza alcun vincolo di subordinazione, negli orari e nei tempi ritenuti opportuni, con apporto prevalentemente personale ed avvalendosi del contributo di altri collaboratori che agiscono sotto la sua direzione e responsabilità. Il rapporto con TERZ 1 può sempre essere disdetto con preavviso di un mese. La remunerazione avviene in ragione delle provvigioni di acquisizione (commissione unica) o courtage (provvigione annua generata dal portafoglio). Il diritto alla provvigione sorge quando TERZ 1 ha incassato le commissioni della compagnia assicurativa nella misura dello 0.7 annuo delle provvigioni nette scaturite dall’acquisizione, stipula e intermediazione delle polizze.
Circa il divieto di concorrenza l’insorgente sostiene che non è un divieto tout-court, perché è temperato dalla possibilità di esprimere consenso da parte della società per un’attività specifica, visto che l’interessato opera anche al di fuori della predetta collaborazione per altri clienti, rispettivamente collabora con altri consulenti.
L’insorgente rileva inoltre di versare un importo mensile di fr. 50 per l’utilizzo del segretariato e di fr. 100 per la messa a disposizione degli spazi e di dover provvedere alle proprie coperture assicurative e al pagamento delle assicurazioni sociali.
Il ricorrente afferma che opera già, e intende in futuro in maggior misura operare, anche al di fuori della collaborazione instaurata con la società, fornendo prestazioni ad altri suoi clienti. L’assicurato sostiene che TERZ 1 non gli ha mai fornito alcun mezzo aziendale o altro strumento di lavoro.
Non riceve istruzioni da nessuno circa lo svolgimento del suo lavoro e non è astretto a presentare rapporti di attività. Le modalità e le tempistiche vengono valutate esclusivamente dal ricorrente, che interagisce direttamente con i propri clienti. Svolge la sua funzione senza essere in alcun modo parte dell’organizzazione di TERZ 1 e senza dover sottostare a particolari direttive impartite dagli amministratori della società.
Non è neppure ravvisabile una subordinazione a livello organizzativo e la dipendenza economica si esaurisce nella circostanza che il ricorrente non può avere convenzioni simili con altri brokers, compagnie di assicurazioni o persone che mediano contratti per altre società.
Secondo l’insorgente la motivazione della Cassa secondo cui egli può proporre ai suoi clienti solo compagnie assicurative con cui TERZ 1 ha un mandato, è priva di consistenza pratica poiché l’insieme di società di assicurazione che possono venire proposte dal ricorrente corrisponde, praticamente, con l’insieme delle compagnie assicurative che operano sul mercato. Quindi non vi è una limitazione materiale della cerchia degli assicuratori che possono venir proposti.
In concreto il criterio principale dell’assenza di una integrazione funzionale, lavorativa ed organizzativa del ricorrente nella società è adempiuta.
Per l’insorgente la circostanza che il compenso non viene versato direttamente dai suoi clienti ma tramite TERZ 1 non determina, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una subordinazione gerarchica nei confronti di quest’ultima. Il ricorrente non è consulente della TERZ 1: l’origine economica del suo compenso non va ricercata nel rapporto contrattuale ma nel fatto che fornisce i suoi servizi ai clienti finali, nella misura in cui sottoscrivono le polizze e pagano i premi. I mandati provengono dal suo vasto portafoglio clienti o da nuove sue acquisizioni, che lo contattano direttamente, ritenuto che egli può sempre rifiutare un incarico.
È vero che non possiede alcuno studio proprio né dispone di altra struttura fissa e si appoggia, laddove necessario, a quella della TERZ 1. Tuttavia al giorno d’oggi, secondo l’insorgente, l’esigenza dell’ufficio proprio attrezzato di tutto punto e magari pure accogliente, è superata dagli sviluppi tecnici e sociali in atto: basta avere un computer, una stampante e un buon allacciamento telefonico/dati per poter esercitare in totale effettività la maggior parte delle consulenze professionali, come le misure di telelavoro ordinate a tutti a causa della pandemia hanno definitivamente dimostrato.
Il ricorrente è direttamente responsabile del suo lavoro nei confronti dei clienti finali, ha una propria iscrizione presso la FINMA ed ha la possibilità di stipulare un’assicurazione responsabilità civile professionale civile propria oppure farsi integrare nella polizza RC di TERZ 1, ritenuto che in quest’ultima eventualità il ricorrente dovrà in caso di sinistro pagare egli stesso la franchigia richiesta dalla compagnia RC.
Le altre coperture (infortuni professionali ed extra professionali) sono da stipulare dal ricorrente medesimo.
Per l’assicurato nei contratti di consulenza come quello in discussione il rischio imprenditoriale consiste nella unilateralità che lo caratterizza: essa è ben rappresentata dalla possibilità di scioglimento immediato dello stesso e si manifesta nella traslazione del rischio incasso e delcredere in capo al consulente (tanto che ad oggi nessun importo è ancora stato versato al ricorrente). TERZ 1 si è infatti riservata il diritto di versare le provvigioni maturate al consulente solo dopo aver incassato le commissioni dalla compagnia assicurativa. L’esistenza di un rischio imprenditoriale si identifica nella possibilità che il cliente finale potrebbe non pagare i premi oppure recedere dal mandato, circostanze che annichiliscono qualsiasi diritto alla provvigione a suo favore.
Infine l’insorgente non comprende per quale motivo altri soggetti che operano nel medesimo ramo di attività con identiche condizioni, siano stati affiliati alla Cassa quali indipendenti, creando in questo modo una disparità di trattamento. Si tratta di _ e di _. Occorre tenerne conto per evitare che diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente.
1.3. Con risposta del 24 gennaio 2022 la Cassa CO 1 ha proposto la reiezione del ricorso, con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.4. Con decreto del 1° febbraio 2022 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa TERZ 1, assegnandole un termine scadente il 21 marzo 2022, per, a crescita in giudicato del decreto, l’esame degli atti e per determinarsi in merito alla procedura postulando l’acquisizione di eventuali prove (doc. V). La società è rimasta silente.

## Considerations

in diritto
2.1.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro, in materia di AVS, possono fornire indizi ma non sono elementi decisivi per stabilire se una persona esercita un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (DTF 146 V 139 consid. 3; DTF 144 V 111, consid. 4.2 e 6.1; sentenza 9C_538/2017 del 12 aprile 2018, consid. 4.2
, pubblicata in SVR 2018 AHV Nr. 10
; sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (DTF 146 V 139; DTF 144 V 111).
2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza 9C_603/2019 del 17 febbraio 2020, consid. 3.3.1; DTF 144 V 111; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.3. Secondo la giurisprudenza del TF, ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.4.
Il Tribunale federale ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (cfr. DTF 146 V 139 consid.
3.2; DTF 144 V 111, consid. 6.1; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).