# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0117a31b-39df-51d9-887b-8c510a4a3356
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Le particelle n. 319 RFD di _ (669 m
2
), su cui sorge una casa d'abitazione, e n. 320 (82 m
2
), adibita a strada, appartenevano, metà ciascuno, ai fratelli CO 1 e RE 1 in comunione ereditaria. Ottenuta il 28 settembre 2016 l'autorizzazione ad agire, il
30 settembre 2016 CO 1 ha convenuto il fratello davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere lo scioglimento delle comproprietà mediante vendita delle particelle ai pubblici incanti e suddivisione a metà del ricavo netto. Nelle sue “osservazioni” del 27 ottobre 2016 RE 1 ha postulato il rigetto della petizione, pur senza opporsi alla vendita dei fondi a un “prezzo equo e corretto”, preferibilmente mediante licitazione privata. L'attrice ha replicato il 2 novembre 2016, mantenendo le sue richieste. Con duplica del 2 dicembre 2016 il convenuto ha concluso una volta ancora per la reiezione delle domande, proponendo di posticipare “l'avversata richiesta di scioglimento” qualora un incarico di vendita a una terza persona non andasse “a buon fine” entro sei mesi.
B.
Alle prime arringhe del 18 gennaio 2017, non dovendosi assumere prove oltre ai documenti prodotti, le parti sono state citate senza indugio al “dibattimento finale” del 29 marzo 2017 (ordinanza sulle prove del 26 gennaio 2017). A quest'ultimo esse hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo memoriale del 29 marzo 2017 l'attrice ha ribadito le proprie richieste. In un allegato del 27 marzo 2017 il convenuto ha mantenuto il suo punto di vista, non senza rilevare l'intempestività di uno scioglimento delle comproprietà mediante vendita ai pubblici incanti, che gli cagionerebbe “svantaggi considerevoli”.
C.
Statuendo l'11 maggio 2017, il Pretore aggiunto ha accolto la petizione, nel senso che ha ordinato lo scioglimento della comproprietà come segue:
–
vendita ai pubblici incanti con una base d'asta di
fr. 760
000.–;
– in caso di insuccesso, vendita ai pubblici incanti al migliore offerente entro due mesi dalla prima asta;
– incanti organizzati e diretti dal notaio incaricato dalle parti e, in caso di loro disaccordo, dal notaio _ L_ di _, con suddivisione a metà del ricavo netto tra i comproprietari.
Per l'azione fondata sull'art. 650 cpv. 1 CC, intesa a far accertare che nulla osta allo scioglimento della comproprietà, le spese processuali di fr. 1500.– sono state poste a carico del convenuto, con obbligo di rifondere all'attrice fr. 10
000.– per ripetibili (comprese quelle per la procedura di conciliazione). Per quanto riguarda l'azione fondata sull'art. 651 cpv. 2 CC, volta a far definire il modo della divisione, il Pretore aggiunto ha posto le spese processuali di fr. 2500.– una volta ancora a carico di RE 1, tenuto a rifondere all'attrice fr. 10 000.– per ripetibili (comprese quelle per la procedura di conciliazione).
D.
Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un “appello” del 26 maggio 2017 in cui chiede di riformare il giudizio impugnato riducendo l'indennità per ripetibili a suo carico a fr. 1250.– per ciascuna delle due azioni. Con osservazioni del 3 luglio 2017 CO 1 propone di respingere il ricorso. Il 25 agosto 2017 l'attrice è diventata unica proprietaria delle due particelle n. 319 e 320, avendo acquistato la quota in comproprietà del fratello. Questi ha confermato nondimeno, il 18 ottobre 2018, di mantenere il ricorso contro il giudizio sulle ripetibili di primo grado.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Una decisione in materia di spese giudiziarie è impugnabile a titolo indipendente soltanto mediante reclamo (art. 110 CPC). L'atto di RE 1 va trattato pertanto a tale stregua (analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2013.107/108 del 21 marzo 2016, consid. 9). Quanto alla sua tempestività, il termine per ricorrere è di 30 giorni, tranne che la decisione sia stata emessa – ma l'ipotesi è estranea al caso specifico – con la procedura sommaria (art. 321 cpv. 1 e 2 CPC). In concreto la decisione del Pretore aggiunto, adottata con la procedura semplificata (nonostante un valore litigioso indicato in oltre fr. 30
000.–), è
stata notificata alla patrocinatrice del convenuto il 15 mag
gio 2017 (tracciamento dell'invio n. _, agli atti). Presentato il 26 maggio 2017 (timbro postale sulla busta d'invio), il reclamo in esame è pertanto ricevibile.
2.
Nella decisione impugnata il Pretore aggiunto si è domandato anzitutto se gli “inconvenienti eccessivi” o i “disagi importanti” addotti dall'interessato ostassero allo scioglimento della comproprietà e non rendessero intempestiva (art. 650 cpv. 3 CC) la richiesta dell'attrice, quantunque il convenuto non si opponesse per principio alla vendita. Risolta negativamente la questione, egli ha regolato il modo della divisione. In tale ambito egli ha accertato il disaccordo delle parti e, scartata l'ipotesi di una divisione in natura (reputata non attuabile), come pure di una licitazione privata (definita irrealizzabile), ha ordinato la vendita ai pubblici incanti, fissando una base d'asta di fr. 760
000.– (contro i fr. 500
000.– proposti dall'attrice) oppure, in caso di insuccesso, l'aggiudicazione dei fondi al miglior offerente. Quanto alle spese processuali, il primo giudice le ha poste a carico del convenuto in ragione della sua soccombenza, fissando le ripetibili (incluse quelle per la procedura di conciliazione) in fr. 20
000.– complessivi, vista l'ampiezza “degli atti eseguiti dalle parti, al di là del valore di causa”. Valore ch'egli ha accertato in fr. 760
000.– secondo una stima delle due particelle, divisa a metà, nel calcolo delle ripetibili potendo entrare in linea di conto solo la quota spettante alla parte vittoriosa.
3.
Il reclamante sostiene che, visti gli atti eseguiti dalle parti in una procedura semplice e senza istruttoria, determinare le ripetibili in fr. 20
000.– appare esorbitante, poiché una simile indennità corrisponde al compenso per oltre 60 ore di lavoro. Egli fa valere inoltre che all'atto pratico la procedura è risultata una sola, seppure fondata su due norme di legge diverse (art. 650 e 651 CC), ciò che non giustifica un raddoppio delle ripetibili (fr. 10
000.– per ogni azione), tanto meno ove si consideri che il Pretore aggiunto ha accolto la sua proposta circa l'ammontare della base d'asta. Di conseguenza, compendiandosi l'attività di patrocinio della controparte in due memoriali per nulla complessi e in un'unica udienza del 18 gennaio 2017, a parere del reclamante non va
riconosciuta all'attrice un'indennità per ripetibili superiore a fr. 2500.–
complessivi, pari alla retribuzione di otto ore di lavoro.
4.
Con pertinenza, intanto, il Pretore aggiunto ha distinto nella fattispecie, pur nel quadro di un giudizio unico, due azioni separate: l'una fondata sull'art. 650 cpv. 1 CC per far accertare il diritto alla divisione e l'altra ancorata all'art. 651 cpv. 2 CC per far definire il modo della divisione. La prima non si identifica con la seconda e la seconda non è sussidiaria alla prima (I CCA, sentenza inc. 11.2015.30 del 27 dicembre 2016, consid. 3a con riferimenti). A torto il convenuto pretende perciò che la procedura sia stata una sola. Per tacere del fatto che – tecnicamente – le azioni sarebbero finanche quattro (due per ogni particella; I CCA, sentenza inc. 11.2013.107/108 del 21 marzo 2016, consid. 14
l
a 14g). Su questo punto non soccorre quindi diffondersi.
5.
Posto ciò, è appena il caso di ricordare che un'indennità per ripetibili va fissata in consonanza al regolamento del Consiglio di Stato
per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310), anche se esso
non vincola il giudice. Ora,
l'art. 11 cpv. 1 di tale
regolamento prevede che per “pratiche con valore determinato o determinabile” l'indennità per ripetibili è commisurata al valore litigioso. Tra l'aliquota minima e la massima l'indennità va poi determinata in base alle circostanze concrete, “secondo l'importanza della lite, le sue difficoltà, l'ampiezza del lavoro svolto e il tempo impiegato dall'avvocato, avuto riguardo allo
svolgimento del patrocinio” (art. 11 cpv. 5 del regolamento). In conformità all'art. 13 cpv.
1 del citato regolamento, infine, “nel caso di manifesta sproporzione tra il valore litigioso o le prestazioni eseguite e l'onorario dovuto in base alla presente tariffa e nel caso in cui le particolarità del caso o gli interessi delle parti in causa lo giustifichino, l'autorità competente può derogare alle disposizioni precedenti”.
a)
C
ome ha rilevato il Pretore aggiunto,
tanto l'indennità per ripetibili dovuta in esito a un
'azione di accertamento (art. 650 cpv. 1 CC) quanto l'indennità per ripetibili dovuta in seguito un'azione sul modo della divisione (art. 651 cpv. 2 CC) va determinata in base al valore della quota di comproprietà che
spetta alla parte attrice
(I CCA, sentenza inc. 11.2016.116/117
del 19 gennaio 2018, consid. 10a con riferimenti). Tale valore
ammonta in concreto a fr. 380
000
.– (la metà di fr. 760
000.–) e non è più in discussione. Per una causa ordinaria dal valore litigioso compreso tra fr. 100
000.– e fr. 500
000.– l'art. 11 cpv. 1 del citato regolamento prevede ripetibili varianti dal 6 al 9% del valore medesimo. Nella fattispecie il Pretore aggiunto ha ridotto l'indennità per ripetibili in favore dell'attrice relativamente a ciascuna delle due azioni da fr. 22
800.– (calcolati applicando l'aliquota minima) a fr. 10
000.– in considerazione “degli atti eseguiti dalle parti”. Se non che, pur ridotta a fr. 10
000.– per ogni azione, una simile indennità rimane nel caso specifico manifestamente esagerata, ove si pensi che corrisponde a una rimunerazione per 71 ore di lavoro (alla tariffa di fr. 280.– orari: art. 12 del citato regolamento). E un simile dispendio orario si rivela esagerato rispetto al tempo che un avvocato solerte e diligente avrebbe profuso nella trattazione delle due azioni, come si vedrà in appresso.
b)
In concreto il legale dell'attrice ha presentato l'8 agosto 2016 un'istanza di conciliazione di quattro pagine (compresi il frontespizio, le richieste di giudizio e l'elenco dei
mezzi di prova), cui è seguita un'udienza di conciliazione il 16 set
tembre 2016 in seguito alla quale il Segretario assessore ha formulato una proposta di accordo che non è stata accettata da RE 1 (inc. CM.2016.107). L'interessata ha introdotto così il 30 settembre 2016 una petizione di sei pagine, analoga all'istanza di conciliazione. Alle osservazioni della controparte essa ha replicato il 2 novembre 2016 con un memoriale di poco più di sei pagine. È seguita un'udienza del 18 gennaio 2017 nel corso della quale le parti hanno notificato prove. Il Pretore aggiunto avendo ammesso unicamente i documenti prodotti, non vi è stata alcuna istruttoria. Infine, il
29 marzo 2017, l'avvocata dell'attrice ha introdotto un allegato conclusivo di dieci pagine.
Nel merito l'azione di accertamento si è rivelata relativamente semplice, il convenuto non essendosi opposto per principio alla vendita degli immobili, ma avendo invocato solo inconvenienti legati allo scioglimento delle comproprietà. Quanto all'azione sul modo della divisione, essa non denotava complessità particolari, né in fatto né in diritto, la messa agli incanti dei fondi non risultando particolarmente controversa quantunque il Pretore aggiunto abbia dovuto definire le condizioni della gara, in doppio turno, con e senza base
d'asta. Si può quindi ragionevolmente presumere che un legale solerte e speditivo non avrebbe dedicato a una pratica analoga una ventina d'ore di lavoro, compreso il tempo necessario per i colloqui con la cliente e la corrispondenza indispensabile.
c)
Ove un onorario di patrocinio definito
ad valorem
risultasse insostenibile, il vecchio Consiglio di moderazione ricorreva, applicando l'abrogata tariffa dell'Ordine degli avvocati, a una combinazione del criterio
ad valorem
con quello
ad horam
attraverso la formula:
O =
2 x Ov x Ot
Ov + Ot
in cui O era l'onorario da determinare, Ov l'onorario secondo il valore e Ot l'onorario a tempo (Bollettino dell'Ordine degli avvocati, n. 1, pag. 15). Analogo criterio può valere per la combinazione del parametro
ad valorem
con il parametro
ad horam
in applicazione dell'art. 13 cpv. 1 dell'odierno
regolamento
(da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2017.57 del 20 giu
gno 2018, consid. 4d con riferimenti). Quanto alla
retribuzione a tempo, essa è, come detto, di fr. 280.– l'ora (art. 12 del regolamento).
d)
Nel caso specifico il dispendio temporale di 20 ore complessive (sopra, consid. b) può essere suddiviso a metà per le due azioni fondate sugli art. 650 cpv. 1 e 651 cpv. 2 CC, come postula il convenuto medesimo, il quale prospetta un'indennità massima di fr. 2500.– complessivi (per otto ore di lavoro) da ripartire a metà per le due azioni. All'onorario del legale vanno poi aggiunte le spese (10% fino a un onorario di fr. 5000.–: art. 6 cpv. 1 del ripetuto regolamento) e l'IVA. Ne discende, per ciascuna delle due azioni, il seguente onorario:
O =
2 x 22
800 x 2800
= fr. 4987.–.
22
800 + 2800
A ciò si aggiungono le spese di fr. 498.– e l'IVA, per un totale di fr. 5900.– (arrotondati). Per l'azione fondata sull'art. 651 cpv. 2 CC si impone tuttavia di moderare ulteriormente l'indennità a fr. 5000
.–
, dovendosi tenere conto del fatto che il tempo necessario per pronunciarsi sull'opportunità e l'ammontare di una base d'asta non è imputabile al convenuto, alla cui richiesta (subordinata) il primo giudice ha aderito, bensì all'attrice, la quale si era opposta ingiustificatamente alla fissazione di una soglia minima o, tutt'al più, chiedeva di limitarla a fr. 500
000.–. Entro questi limiti il reclamo merita dunque accoglimento.
6.
Le spese del giudizio odierno seguono la vicendevole soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). Il reclamante ottiene la riduzione delle ripetibili da complessivi fr. 20
000.– a fr. 10
900.–, ma non nella misura richiesta (fr. 2500.–). Tutto ponderato, si giustifica così che sopporti la metà degli oneri processuali, mentre l'altra metà va a carico dell'attrice, la quale ha postulato il rigetto del reclamo. Non soccorrono invece i presupposti per l'attribuzione di ripetibili in questa sede, il grado di soccombenza del reclamante equivalendo sostanzialmente a quello di vittoria.
7.
Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore delle spese ripetibili controverse davanti alla Camera non raggiunge la soglia di fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.