# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4143fb2e-2616-5eb7-904a-7ede7701599f
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. A seguito del controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° gennaio 2000-31 dicembre 2001 presso la società RI 1 SA (RI 1 qui di seguito), affiliata come datrice di lavoro, la Cassa CO 1 di _ ha effettuato riprese per complessivi fr. 65'900 (cfr. doc. A2) fissando, con decisione 21 giugno 2004, in CHF 9'184,75, comprensivi degli interessi, i contributi paritetici AVS AI IPG AD ed AF dovuti.
B. Il 16 luglio 2004 l’importo richiesto dall’amministrazione è stato pagato, senza riserva alcuna, nel termine di pagamento imposto mentre il successivo 20 luglio 2004 la società ha inoltrato opposizione contro la decisione contestando le riprese ed evidenziando come si tratti di spese forfetarie effettivamente sostenute (cfr. doc. A4).
Con decisione su opposizione del 16 agosto 2004 la Cassa CO 1 ha respinto integralmente le lagnanze della società, osservando che, visto il pagamento, l’opposizione del 20 luglio 2004 era divenuta, in base alla giurisprudenza federale, priva d’oggetto. Ad abundantiam, nel merito, l’amministrazione ha evidenziato l'assenza di giustificativi sia al momento della revisione che in sede d'opposizione
(cfr. doc. A5)
C. RI 1 si è aggravata al Tribunale cantonale delle assicurazioni contro la decisione su opposizione, confermando gli argomenti sollevati in precedenza, osservando
di avere pagato i contributi richiesti per evitare l’eventuale aggravio degli interessi passivi. RI 1 rileva che la sua opposizione é praticamente contestuale al pagamento (16 e 20 luglio 2004), che vale quale riserva sui motivi del pagamento. Nel merito la società rileva di avere corrisposto ai dipendenti assorbiti dal precedente datore di lavoro (_SA) gli stessi salari, con il riconoscimento delle medesime spese generali, che non erano mai state contestate dai precedenti organi preposti ai controlli AVS/AI/IPG presso il datore di lavoro citato (cfr. doc. I).
Il 16 settembre 2004 RI 1 ha inviato al TCA la lettera datata 15 settembre 2004 della Cassa di compensazione _ (cfr. doc. III), documento trasmesso all'amministrazione ai fini della risposta di causa (cfr. doc. IV).
Nella propria presa di posizione del 27 settembre 2004 la Cassa ha proposto di respingere il ricorso, riprendendo per intero le motivazioni della decisione su opposizione. Pendente causa il TCA ha svolto accertamenti, sui quali le parti hanno potuto esprimersi, di cui si dirà dove necessario in corso di motivazione.

## Considerations

in diritto
In ordine
1. La vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS. Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid.
1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid.
1b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag. 3). Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b). Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
Dal profilo del diritto materiale si applicano così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate con l’adozione della LPGA. Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid. 4a). In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate dal 1.1.2000 fino al 31.12.2001, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2004. Nel merito trovano quindi applicazione le norme previgenti.
3. Occorre rilevare, come appurato dal TCA pendente causa, che la ripresa effettuata dalla Cassa per il 2000 e per il 2001 nei confronti dei lavoratori assunti alle dipendenze della RI 1 dalla _ SA, tiene conto del momento a partire dal quale questi ultimi sono entrati a far parte della ricorrente, senza nessun tipo di sovrapposizione con la revisione effettuata presso la _ SA.
4. Con la decisione di tassazione del 21 giugno 2004 la Cassa ha, come detto, fissato in fr. 9'184.75 i contributi paritetici dovuti da RI 1 a seguito della ripresa salariale fissando un termine di 30 giorni per il pagamento. La decisione di tassazione indica correttamente la possibilità di formulare opposizione. RI 1, ricevuta la decisione, ha versato l’importo richiesto entro il termine assegnato (16 luglio 2004), lo ha fatto senza riserva alcuna e solo il successivo 20 luglio 2004 ha inoltrato la sua opposizione alla decisione di tassazione. L’amministrazione, richiamando la giurisprudenza federale, ha ritenuto che il pagamento abbia reso privo d’oggetto la vertenza.
5. La tesi della Cassa va condivisa. Infatti il pagamento dell’importo richiesto e contestato rende privo d’oggetto il litigio e l’autorità giudiziaria deve procedere allo stralcio della procedura pendente. Nella sentenza del 5 febbraio 2001 nella causa C., H 205/00, il Tribunale Federale delle Assicurazioni ricevuta la comunicazione dalla Cassa che il ricorrente aveva soluto l'importo litigioso ha stralciato la procedura poiché "
il ... ricorso di diritto amministrativo è pertanto divenuto senza oggetto
."
A nulla vale la lamentela di RI 1 che ha pagato l’importo ben 4 giorni prima di contestarlo, e senza accompagnare il pagamento da alcuna immediata riserva o spiegazione. La successiva contestazione relativa ad una tassazione ormai non più litigiosa siccome soluta rendeva priva d’oggetto la vertenza già in sede di opposizione dinanzi alla Cassa ed ancor di più in questa sede. Il ricorso va allora dichiarato irricevibile siccome l’oggetto del litigio è venuto meno.
Va comunque sottolineato che, anche se esaminato nel merito, il ricorso sarebbe stato da respingere per i motivi che seguono.
6. Oggetto della decisione di tassazione era la ripresa del rimborso forfetario per spese di viaggio e di rappresentanza versato dalla società ricorrente ai propri dipendenti. I contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).
Giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS,
"
Il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro.".
Questo reddito ingloba dunque tutte le prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana.
7. RI 1 sostiene che i propri dipendenti hanno effettivamente sostenuto le spese di viaggio e di rappresentanza riprese nel periodo 2000 e 2001, i collaboratori del servizio esterno di vendita e del servizio trasporto avrebbero infatti messo a disposizione della società la loro automobile privata per necessità aziendali ed il rimborso forfetario si riferiva alle spese di manutenzione. Anche il personale interno avrebbe beneficiato del corretto versamento per gli spostamenti mirati negli stabilimenti della società a _ e _ (cfr. doc. I).
L'amministrazione nel merito evidenzia l’assenza di elementi comprovanti le spese riprese.
8. Per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).
Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante.
Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (
recte: il salariato
) deve far fronte nell’ambito della propria attività.
Non fanno parte di queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS).
Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato. La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC 1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid. 2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2). La prassi amministrativa considera spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di rappresentanza e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140).
Di principio si deve dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).
9. Conformemente alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA dell'11 settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte devono essere concrete e non generiche.
Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).
L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b). A tale scopo è sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co. N.J.).
Se le spese generali non vengono indicate separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese generali necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):
- si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per ogni periodo di pagamento del salario;
- non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).
Se le spese effettivamente sostenute vengono indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è applicabile.
Se l'indennità per le spese generali viene versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).
10. Nel caso in esame gli importi rimborsati separatamente a _, _, _, _, _, _ e _ non sono stati opportunamente comprovati.
Questo Tribunale osserva infatti che indipendentemente dalla ragione e natura delle spese, né al momento della revisione contabile né in sede sia di opposizione che di ricorso presso questo TCA e nemmeno durante i dieci giorni di tempo concessi alla società ricorrente per produrre nuove prove, quest'ultima ha prodotto le pezze giustificative necessarie ed esatte dalla giurisprudenza per comprovare l’effettività e l'entità delle spese postulate con il ricorso in esame, in altri termini non è dimostrato che le spese siano state effettivamente sostenute dai dipendenti nell'esercizio della loro attività e per gli importi indicati.
Al proposito si ricorda che questo Tribunale ha già avuto modo di confermare delle riprese effettuate dalla Cassa per dei rimborsi spese forfetari concessi a dei dipendenti, poiché non comprovate (fra le ultime: STCA del 5 agosto 2004 nella causa M.E. SA, Inc. n. 30.2003.94; STCA del 7 giugno 2004 nella causa B. SA, Inc. n. 30.2004.11; STCA del 21 gennaio 2004 nella causa A. SA, Inc. n. 30.2003.52; STCA del 9 ottobre 2003 nella causa E. SA, Inc. n. 30.2003.48; STCA del 22 settembre 2003 nella causa T.P., Inc. n. 30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella causa G.T. SA, Inc. n. 30.2003.21; STCA del 5 giugno 1996 nella causa E. SA, Inc. n. 30.1995.307, confermata dalla STFA dell'11 settembre 1997 (H 216/96)).
In quest'ultima sentenza federale, l’Alta Corte ha in particolare ricordato che
“(...) il risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente agli esborsi effettivi, per cui gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato e allegando le relative pezze giustificative.”
(H 216/96 pag. 3).
L’argomentazione di RI 1 secondo cui "
(...) Si tratta di spese forfetarie pagate ai nostri collaboratori quale contropartita di spese effettivamente sostenute. Osserviamo che trattasi di un importo mediamente inferiore a circa fr. 10.00 giornalieri che vengono utilizzati generalmente per il pagamento di spese effettive
" ed ancora "
(...) Per far fronte alla grande concorrenza italiana e d'oltre alpe, sempre più agguerrita, la nostra società pone l'accento, in modo particolare, sul servizio esterno per marcare la sua presenza direttamente presso la clientela e offrire un servizio impeccabile. Per tale ragione alcuni dipendenti mettono a disposizione la propria vettura per le necessità aziendali. Le piccole spese vengono retribuite con un forfetario mensile (pagamento bibite ai clienti, indennità viaggio uso auto privata, posteggi e piccole spese). Osserviamo che nessun’altra retribuzione di tale natura veniva pagata separatamente
" non permettono soluzione giuridica diversa alla luce delle esigenze della giurisprudenza del Tribunale Federale delle Assicurazioni.
Va rammentato che oggetto della controversia non è il fatto che la società abbia riconosciuto ai propri dipendenti un rimborso spese di viaggio e di rappresentanza sotto forma di importi forfetari - cosa del tutto lecita ed ammissibile - ma il fatto di non avere portato la prova, tramite giustificativi, che queste spese siano state effettivamente sostenute.
Ciò che manca è la dimostrazione dell'effettiva spesa professionale sostenuta dai dipendenti nell'ambito della loro attività per conto della società. Fanno quindi essenzialmente difetto, nel senso esatto dalla summenzionata giurisprudenza, le fatture relative ad ogni singola spesa.
Stante quanto precede, a buon diritto s'imponeva una ripresa salariale per spese di rappresentanza e di viaggio rifuse in maniera forfetaria ai dipendenti della società, così come individuate dalla Cassa nel suo rapporto di revisione del 21 giugno 2004 (cfr. doc. A2) e nella relativa tassazione d'ufficio del 21 giugno 2004 (cfr. doc. VIII 2).
11. A titolo abbondanziale va osservato che la decisione su opposizione relativa ad una società che aveva rilevato il personale da un’altra, decisione trasmessa dalla ricorrente al TCA quale termine di paragone per giustificare la validità dei rimborsi spese, non giova alla causa di RI 1. Si tratta infatti di fattispecie differente. In quel caso infatti la Cassa, durante un primo controllo presso una società da poco costituita che aveva ripreso l'intera manodopera da un'altra società, ha effettuato delle riprese per rimborsi spese forfetari in precedenza riconosciuti a causa di un errore commesso dall'ispettore. La Cassa, ritenuto l'errore compiuto in precedenza dall'amministrazione stessa, ha rinunciato alle riprese dato che ogni cambiamento di prassi deve essere annunciato.
Neppure il fatto che la Cassa di compensazione _ ove la _ SA, precedente società datrice di lavoro dei dipendenti poi integralmente assunti dalla RI 1 SA, pagava i contributi non ha ripreso le spese può giovare alla causa della ricorrente. Infatti, indipendentemente dalla circostanza che si tratta di diversa amministrazione il cui agire non può essere imputato alla _, la lamentela dell'insorgente sulla presunta diversità di trattamento fra assicurati viene a cadere non potendoci essere uguaglianza di trattamento fra assicurati qualora vi sia un'applicazione illegale di norme giuridiche (STCA del 22 settembre 2003 nella causa P., inc. 30.2003.50).
12. Alla luce di quanto precede il ricorso deve essere dichiarato irricevibile siccome privo d’oggetto, lo stesso sarebbe comunque stato da respingere nel merito.