# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2f15fc9f-519a-5a45-8096-eeff1b76494a
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1981, di nazionalità _, entrato in Svizzera il 1° luglio 2012 (cfr. permesso di dimora in pag. 8 dossier AI), nel novembre 2012 ha inoltrato una domanda tendente ad ottenere una rendita, indicando quale danno alla salute una patologia psichiatrica (doc. 1).
Dopo aver proceduto ai dovuti accertamenti medici ed economici, con decisione del 24 giugno 2013, preavvisata il 15 maggio 2013, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di rendita in quanto al momento in cui è entrato in Svizzera l’assicurato era già portatore del danno alla salute ed al momento dell’insorgenza dell’evento assicurato non presentava un contributo minimo di tre anni interi sia in Svizzera e/o in uno stato dell’Unione europea (di cui almeno un anno di contribuzione minima in Svizzera).
In merito alle osservazioni presentate dall’interessato riguardo al progetto di decisione, nell’impugnato provvedimento l’amministrazione aveva in particolare rilevato:
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(...)
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in base alle nostre verifiche risulta che il Signor RI 1 ha effettivamente soggiornato per alcuni periodi in Svizzera, già dall’anno 1997, ma sempre senza un permesso valido. È unicamente a decorrere dal mese di luglio 2012 che gli è stato rilasciato un permesso di dimora ed è pertanto da tale data che è possibile considerarlo ufficialmente residente in Svizzera.
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Riguardo all’inizio della malattia, in base alla documentazione medica in nostro possesso una patologia psichiatrica invalidante viene fatta risalire all’anno 2001 secondo la raccolta anamnestica del Servizio psico-sociale di _ dove l’assicurato è in cura. Ad ogni modo il quadro clinico presentato è antecedente al mese di luglio 2012, momento in cui il Signor RI 1 può iniziare a versare i contributi assicurativi AVS/AI. (...)” (doc. AI 33)
La decisione amministrativa è divenuta definitiva non avendo l’assicurato interposto ricorso.
1.2. Nel mese di maggio 2015 l’assicurato ha inoltrato una seconda domanda di prestazioni (doc. AI 35).
Dopo avere raccolto la pertinente documentazione medica, l’assicurato è stato visitato il 1° marzo 2016 dal dr. _ specialista in psichiatria presso il SMR, il quale ha riscontrato che la malattia invalidante, con una riduzione di rendimento di almeno il 20%, è presente dal 1998, ritenendo giustificato dal mese di ottobre 2012 un’inabilità lavorativa, rispettivamente invalidità, del 90% (doc. AI 56).
Con decisione 12 maggio 2016, preavvisata l’11 marzo 2016, l’Ufficio AI ha nuovamente respinto la domanda di rendita per i seguenti motivi:
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(...) Nonostante la presenza di un grado d’invalidità del 90% il Signor RI 1 non ha tuttavia diritto al versamento di una rendita ordinaria d’invalidità poiché egli non assolve le condizioni assicurative.
Al momento dell’insorgenza del danno alla salute invalidante (nell’anno 1998, quando ancora era minorenne) egli, seppur soggiornava in Svizzera, non aveva un regolare permesso.
Nell’anno 2001 il Signor RI 1 ha lasciato la Svizzera, per fare poi rientro verso la fine dell’anno 2011. È tuttavia unicamente a decorrere dal mese di luglio 2012 che gli è stato rilasciato un permesso di dimora ed è pertanto da tale data che è possibile considerarlo ufficialmente residente in Svizzera e quindi con possibilità di versare i contributi AVS/AI.
Tenuto conto di quanto sopra esposto, possiamo quindi concludere che al momento dell’insorgere del caso assicurativo il Signor RI 1 non poteva contare almeno tre anni interi di contribuzione in Svizzera e/o in uno Stato dell’Unione Europea (di cui almeno un anno di contribuzione minima in Svizzera).
In considerazione dell’esigua capacità lavorativa del 10% provvedimenti professionali non risultano proponibili.
Qualora in futuro lo stato di salute permettesse l’attuazione di misure reintegrative atte ad un inserimento nel libero mercato del lavoro, con un sostanziale recupero della capacità di guadagno, potrà essere inoltrata una nuova domanda di prestazioni intesa a richiedere provvedimenti professionali AI. La nuova domanda di prestazioni dovrà essere accompagnata da un rapporto medico attestante il miglioramento dello stato di salute.” (doc. AI 57)
1.3. Contro la succitata decisione è insorto l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, chiedendo l’erogazione di una rendita d’invalidità dal 12 maggio 2016 e, subordinatamente, un rinvio degli atti all’Ufficio AI.
In particolare sostiene che:
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(...) a partire dal 12 maggio 2015 vi è stata un’incapacità lavorativa media almeno del 40% durante un anno e che, al termine di questo anno vi sia un’invalidità di almeno il 40% è verosimile in misura sufficiente a ritenere adempiuti i requisiti per l’erogazione di una rendita a partire dal 12 maggio 2016, data dell’emanazione della decisione in esame.
Per contro, non vi è sufficiente verosimiglianza che tale circostanza (fosse già stata realizzata prima del 1° luglio 2015, data in cui era adempito il requisito del versamento per 3 anni dei contributi AVS/AI. L’Ufficio dell’assicurazione invalidità contraddice infatti gli accertamenti medici agli atti quando sostiene che l’incapacità lavorativa al 90% sia iniziata nell’ottobre 2012. Quest’ultima circostanza è smentita dal certificato medico 15 ottobre 2012 del Dr. _ e dal rapporto medico 27 febbraio 2013 allestito dal Dr. _ e dalla Dr.ssa _ su mandato dell’Ufficio dell’assicurazione invalidità, nel quale veniva accertata un’incapacità lavorativa del 20%.

## Considerations