# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1bbe3ecb-0b1a-5910-8d9c-8aacad8f31c1
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto
A.
Con PE n. _ del 23/27 febbraio 1996 dell’UE di Lugano lo _ ha escusso _ per l’incasso di Fr. 56’702.90, indicando quale titolo di credito: “TG + spese come sentenza assise corr. e crim. 26.9.85 (22 85 130 01).
Interposta tempestiva opposizione dalll’escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore.
B.
Il procedente fonda la sua pretesa su una sentenza 26 settembre 1985 della Corte delle assise criminali (doc. C) con la quale _ è stato condannato a pagare complessivamente Fr. 56’702.90 per la multa inflittagli, la tassa di giustizia, le spese e la difesa d’ufficio, così come sulla sentenza 5 novembre 1993 (doc. B) della Corte di cassazione e revisione penale (in seguito: CCRP), con la quale è stata confermata la decisione di primo grado sia in merito alla multa di Fr. 10’000.- (dispositivo punto 3.4.) che alla tassa di giustizia, alle spese e alla difesa d’ufficio (dispositivo punto 4).
C.
All’udienza di contraddittorio l’escusso ha sollevato l’eccezione di prescrizione del credito posto in esecuzione, con il ricorso 15 ottobre 1985 non essendo stato impugnato il punto. 4 del dispositivo della sentenza della Corte delle assise criminali 26 settembre 1985 (doc. C) concernentei le spese, per cui decorso il termine di impugnazione, questo punto del dispositivo sarebbe passato in giudicato. Il debitore ha invocato anche la prescrizione assoluta, il termine iniziando a decorrere dal giorno di emissione della bolletta di pagamento.
D.
Con sentenza 9 ottobre 1996 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’istanza argomentando che la Corte delle assise criminali ha considerato in merito alle spese ha considerato l’esito del giudizio, ponendole proporzionalmente a carico degli accusati a dipendenza delle condanne inflitte. L’escusso con il suo ricorso 15 ottobre 1985 ha postulato in via principale il proscioglimento da ogni imputazione e in via subordinata di essere condannato quale complice. In applicazione degli art. 284 ss CP, indipendentemente da una specifica richiesta, le spese processuali seguono l’esito del ricorso. La CCRP ha confermato integralmente il giudizio di primo grado. Anche la multa di Fr. 10’000.-- inflitta a _ è stata integralmente confermata. In prima sede è stato ritenuto che il dispositivo sulle spese di procedura è passata in giudicato soltanto con l’emanazione della sentenza penale.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l’escusso riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede. Egli ha sostenuto che la pretesa del creditore poteva essere fatta valere ex art. 127 CO entro e non oltre il termine di 10 anni dal passaggio in giudicato della sentenza 26 settembre 1985 (doc. C) risp. entro e non oltre cinque anni dall’invio della bolletta giudiziaria, emessa il 26 settembre 1985 (doc. 2). L’appellante ha poi rilevato che, nella denegata ipotesi in cui venisse confermata la motivazione pretorile, _ non ha tuttavia provveduto, contrariamente all’art. 7 cpv. 1 LTG, ad emettere la bolletta giudiziaria, entro e non oltre il 5 novembre 1994, ossia entro un anno dall’emissione della sentenza da parte della CCRP. La pretesa sarebbe pertanto prescritta ex art. 127 CO risp. sarebbe perenta ex art. 7 cpv. 1 LTG.

## Considerations

Considerato
in diritto
1.
a)
Per l’art. 80 cpv. 1 LEF quando un credito posto in esecuzione è fondato su una sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione. Una sentenza diviene esecutiva quando è passata in giudicato, ossia quando non può più essere impugnata con un rimedio ordinario, e da essa scaturisce per il debitore un obbligo di pagamento o di prestazione di garanzia (Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 19 n. 2). Secondo il cpv. 2 del citato articolo “sono parificate alle sentenze esecutive, entro il territorio del cantone, le decisioni delle autorità amministrative riguardanti obbligazioni fondate sul diritto pubblico (imposte, ecc.), a cui il cantone attribuisca forza esecutiva.”
Per l’art. 28 della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, entrata in vigore il 6 giugno 1997 (nLALEF) “entro il territorio cantonale, sono parificate alle sentenze esecutive nel senso dell’art. 80 LEF le decisioni definitive di autorità amministrative e giudiziarie cantonali, comunali o d’altra natura riguardanti obbligazioni fondate sul diritto pubblico”.
Il giudice del rigetto deve esaminare d’ufficio ed in ogni stadio di causa se il titolo prodotto possiede tutti i requisiti indispensabili perchè possa essergli riconosciuto carattere esecutivo (DTF 113 III 9; CEF 13 marzo 1990 in re S.AG/B.) così da permettere il rigetto in via definitiva dell’opposizione.
b)
Ex art. 380 cpv. 1 CP le sentenze definitive pronunciate in applicazione del codice penale sono esecutive in tutta la Svizzera per ciò che concerne le multe, le spese, la confisca di oggetti, la devoluzione di doni od altri profitti allo _ ed il risarcimento dei danni.
Secondo l’art. 209 cifra 9 CPP del 10 luglio 1941 alla fattispecie applicabile, la Corte d’assise sentenzia sui risarcimenti e sulle spese; le spese consistono nei dispendi portati al processo e nella tassa di giustizia stabilita dalla tariffa giudiziaria (art. 287 CPP); ogni sentenza deve stabilire la tassazione delle spese nella loro somma complessiva, e se al momento della pubblicazione della sentenza non poteva ancora essere fissata la cifra, la Corte deve entro ventiquattrore eseguirla e inserirla nella sentenza (art. 289 cpv. 1 § CPP).
Per l’art. 291 cpv. 1 CPP le sentenze penali sono esecutive in tutto il Cantone e il pagamento sarà procurato nelle vie della esecuzione per debito (art. 293 CPP).
c)
Secondo l’art. 1 cpv. 1, la LTG stabilisce la Tariffa delle spese giudiziarie e gli onorari dovuti per l’amministrazione della giustizia penale e civile.
Le bollette giudiziarie sono parificate alle sentenze esecutive (art. 80 LEF e 28 nLALEF; art. 6 LTG). Il diritto di emanare la bolletta decade dopo un anno dal giorno in cui è stata emessa la sentenza ed è stato compiuto l’atto che conclude, davanti ogni singola autorità, la procedura principale. L’azione per l’incasso delle spese giudiziarie si prescrive in cinque anni dall’intimazione della bolletta (art. 7 cpv. 1 e 2 LTG).
d)
Occorre tuttavia considerare che l’esecutività della sentenza passata in giudicato è data dal diritto federale (art. 80 cpv. 1 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des  Konkursrecshts, Berna 1997, § 19 n. 32-40). Poichè la sentenza penale (dichiarata eseguibile dagli art. 380 CP e 291 CPP) deve enunciare anche la decisione sulle spese (art. 209 cifra 9 e 287 CPP), e queste debbono essere tassate complessivamente già nella sentenza (art. 289 CP), la sentenza passata in giudicato costituisce in sè e per diritto federale valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione ai sensi dell’art. 80 cpv. 1 LEF. La sua esecutività non dipende perciò dalla riserva che l’art. 80 cpv. 2 LEF fa a favore del cantone (nell’ambito del suo territorio) in relazione a decisioni a cui il diritto pubblico cantonale attribuisce forza esecutiva quali i disposti dell’art. 28 nLALEF e della LTG, che all’art. 6 parifica le bollette giudiziarie alle sentenze esecutive di cui all’art. 80 cpv. 1 LEF e all’art. 28 nLALEF.
e)
Per l’art. 81 cpv. 1 LEF “quando il credito sia fondato sopra una sentenza esecutiva di un’autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu promossa l’esecuzione, l’opposizione è rigettata, ove l’opponente non provi con documenti che il debito è stato estinto dopo la sentenza, o che è stato prorogato il termine per il pagamento, ovvero non dimostri che è prescritto”.
f)
Per quanto riguarda la condanna di _ al pagamento dell’importo posto in esecuzione (Fr. 3’387.90 + Fr.10’000.-- + Fr. 43’315.--), così come previsto nel giudizio di primo grado (doc. C, dispositivo n. 3. p. 132 e 133), essa è passata in giudicato una prima volta con la sentenza 11 aprile 1986 (doc. B, cons. D), con la quale la CCRP ha, tra l’altro, respinto il ricorso di _ (munito di effetto sospensivo ex art. 242 cpv. 1 vCPP) e, una seconda volta, con sentenza 5 novembre 1993 (doc. B), con la quale la stessa CCRP, chiamata a statuire di nuovo sui ricorsi per cassazione penale proposti nell’ottobre del 1985 a seguito del rinvio disposto dal Tribunale federale il 6 gennaio 1992 (doc. B, cons. G), non ha apportato modifiche alla condanna al versamento dell’importo litigioso (doc. B, dispositivo 1 e 4). Ciò posto, partendo anche dal termine più favorevole all’escusso, ossia da quello decorrente dall’11 aprile 1986, l’eccezione di prescrizione risulta infondata, poichè _ ha promosso esecuzione nel febbraio 1996, quindi prima della decorrenza del termine di prescrizione decennale.
Invero l’escusso fa valere di non avere impugnato davanti alla CCRP il dispositivo n. 4 relativo alla tassa di giustizia e alla spese processuali, facendo sì che lo stesso passasse in giudicato, prova ne è che _ lo ha sollecitato a pagare già il 31 ottobre 1985 (doc. 2). Sennonchè, dal ricorso per cassazione del 15 ottobre 1985 (doc. 6), risulta che _ ha, in via principale, chiesto il proscioglimento da ogni imputazione. Sostenere che egli non ha nel contempo inteso contestare anche la condanna al pagamento delle spese relative alla condanna per il reato contestato davanti alla CCRP non è serio. D’altro canto la decisione concernente tali spese dipende dall’esito del giudizio di condanna (art. 284 CPP), per cui è impensabile che in caso di ricorso il dispositivo concernente le spese possa passare in giudicato, prima che sia stato deciso in merito alla condanna. Il fatto che il creditore abbia inviato il 31 ottobre 1985 la bolletta giudiziaria doc. 2 è quindi ininfluente.
Per quel che riguarda il mancato invio della bolletta entro il termine di un anno dall’emanazione della sentenza 5 novembre 1993 (doc. B), eccepito dall’escusso, va rilevato che come visto in precedenza (considerando 1.d), la sentenza doc. C costituisce già per diritto federale valido titolo di rigetto definitivo ex art. 80 cpv. 1 LEF. Il mancato invio di una bolletta giudiziaria, dopo l’emissione della sentenza doc. B da parte della CCRP, è pertanto ininfluente.
La sentenza pretorile va quindi confermata.
2.
L’appello 21 ottobre 1996 di _ va pertanto respinto.
La tassa di giustizia segue la soccombenza, mentre non si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).