# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 406a0f81-2454-5ef6-b466-7f1c0892ae23
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione 20 ottobre 1999 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha attribuito a _, a favore del figlio _ (4 agosto 1997) un assegno integrativo di fr. 570.-- mensili e un assegno di prima infanzia di fr. 812.--, entrambi con effetto dal 1° settembre 1999 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Dal 1° agosto 2000 l'assegno integrativo è stato fissato in fr. 561.-- e l'assegno di prima infanzia in fr. 167.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Dal 1° novembre 2000 l'assegno integrativo a favore dei figli _ (a agosto 1997) e _ (11 settembre 2000) è stato fissato in fr. 1'122.--, dal 1° gennaio 2001 in fr. 1'159.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), dal 1° agosto 2001 al 30 settembre 2001 in fr. 534.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e dal 1° ottobre 2001 in fr. 647.-- (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
1.2. A seguito dell'usuale procedura di revisione degli assegni di famiglia, la Cassa con decisione 28 gennaio 2002, ha ordinato all'assicurata di restituire l'importo di fr. 6'372.-- percepiti indebitamente nel periodo dal 1° ottobre 2000 al 31 luglio 2001.
A motivazione della richiesta la Cassa ha precisato che:
"
con decisione del 20 ottobre 1999 la nostra Cassa le ha accordato un
assegno integrativo di
fr.
570.- e un assegno di prima infanzia di
fr.
812.- a decorrere dal 1 settembre 1999.
Sulla richiesta per assegni di famiglia del 24 settembre 1999 ci aveva notificato di essere salariata e il marito persona senza attività lucrativa.
In data 25 giugno 2001 le trasmettiamo il formulario per la revisione degli assegni di famiglia che ci viene ritornato il 16 luglio 2001. Dallo stesso abbiamo rilevato che:
·
dal 1° ottobre 2000 al 31 dicembre 2000 il signor _ ha lavorato presso la ditta _ (salario netto su base annua
fr.
23'619.-);
·
nel mese di gennaio 2001 né lei né suo marito avete svolto un'attività lucrativa;
·
dal mese di febbraio 2001 avete ripreso le attività presso la _ (salario netto su base annua
fr.
30'752.-) e la ditta _ (salario netto su base annua
fr.
13'588.-).
L'articolo 41 della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) dispone che il titolare del diritto o il beneficiario sono tenuti ad informare tempestivamente la Cassa competente su ogni cambiamento rilevante per il diritto all'assegno.
Ne consegue che per il periodo 1° ottobre 2000 al 31 luglio 2001 ha percepito a torto l'importo di
fr.
6'372.- come da seguente conteggio:
Assegno integrativo percepito:
Assegno integrativo percepito:
dal 01.10.2000 al 31.10.2000/01 mese
a fr. 561.--
fr. 561.--
dal 01.11.2000 al 31.12.2000/02 mesi
a fr. 1'122.--
fr. 2'244.--
dal 01.01.2001 al 31.07.2001/07 mesi
a fr. 1'159.--
fr. 8'113.--
fr. 10'918.--
Assegno integrativo di diritto (cfr. tabelle allegate).
dal 01.10.2000 al 31.12.2000/03 mesi
a fr. 0.--
fr. 0.--
dal 01.01.2001 al 31.01.2001/01 mese
a fr. 1'342.--
fr. 1'342.--
dal 01.02.2001 al 31.07.2001/06 mesi
a fr. 534.--
fr. 3'204.--
fr. 4'546.--
Totale assegno integrativo a nostro favore
fr. 6'372.--"
=========
(cfr. doc. _)
1.3. In data 12 febbraio 2002 l'interessata, ha inoltrato una domanda di condono alla Cassa, sostenendo la propria buona fede (dimenticanza) e una situazione economica precaria:
"
(...)
Sono impiegata presso un ufficio di Lugano a tempo parziale con un salario orario che comprende, oltre le prestazioni sociali, anche le vacanze, la malattia e la tredicesima. Ciò determina una variabilità salariale mensile a volte non indifferente (per esempio il dimezzamento dello stipendio quando partiamo per due settimane di vacanza).
Nel settembre del 2000 ho avuto la mia secondogenita e ho di conseguenza smesso di lavorare per quasi 5 mesi (dall'11 settembre 2000 al 2 febbraio 2001), periodo durante il quale ho percepito una liquidazione da parte della mia ditta nei mesi di ottobre e novembre 2000 e poi più nulla fino allo stipendio di marzo.
E' in questo particolare frangente che mio marito _
ha cominciato a lavorare presso un suo amico, sotto regolare contratto, malgrado il carattere accessorio e temporaneo dell'impiego, essendo egli laureando in Scienze Biologiche presso l'Università di _.
La mancata tempestiva comunicazione all'ufficio degli assegni famigliari non è stata mala fede ma pura dimenticanza, poichè invero il Vostro istituto delle assicurazioni sociali è stato avvisato (cassa cantonale di compensazione e ufficio dell'assicurazione malattia).
Non è mai stata nostra intenzione nascondere l'attività lucrativa di mio marito, peraltro sempre regolarmente denunciata all'amministrazione cantonale.
Inoltre, pur comprendendo la necessità di adottare metodi di calcolo standardizzati e approssimativi devo sottolineare che i nostri guadagni annui non corrispondono ai Vostri calcoli: per esempio a Voi risulta che la mia famiglia ha avuto un reddito da attività dipendente nel 2000 pari a Fr. 53'022.--, quando in realtà il guadagno è stato di Fr. 36'773.-e ancora, nel 2001 il nostro reddito ammonta a Fr. 37'298.-- e non a Fr. 44'341.-- come da Voi stimato (l'intera documentazione è in possesso della Signora _)."
(cfr. doc. _)
1.4. In data 22 marzo 2002 la Cassa, in risposta allo scritto 12 febbraio 2002 dell'assicurata (cfr. doc. _), ha precisato:
"
ci riferiamo alla sua lettera del 12 febbraio 2002 e la informiamo che
l'articolo 23 dell'Ordinanza sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (applicabile per analogia al calcolo degli assegni di famiglia - assegno integrativo e prima infanzia), prevede che:
• di regola, per il calcolo della prestazione complementare annua sono considerati i redditi determinanti ottenuti nel corso dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno in cui è assegnata la prestazione (cpv. 1);
• per gli assicurati la cui sostanza e i cui redditi da considerare ai sensi della LPC possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodi di calcolo, quello su cui si base l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato (cpv. 2);
• il calcolo della prestazione complementare annua deve essere effettuato tenendo conto delle rendite, pensioni e altre prestazioni periodiche correnti (art. 3c cpv. 1 lett. d) LPC) (cpv. 3);
• se la persona che pretende una prestazione complementare annua può rendere credibile nella domanda che durante il periodo per cui essa chiede la prestazione i suoi redditi determinanti saranno notevolmente inferiori a quelli da lei ottenuti nel corso del periodo di calcolo conformemente ai capoversi 1 e 2,
occorre fondarsi sui redditi probabili determinanti, convertiti in redditi annui,
e sulla sostanza esistente al momento in cui sorge il diritto alla prestazione.
Confermiamo pertanto il calcolo del reddito di suo marito effettuato per i mesi da ottobre a dicembre 2000 (reddito netto percepito
fr.
5'904.98 : 3 mesi x 12 mesi =
fr.
23'619.91).
La invitiamo a comunicarci se dobbiamo trasmettere la sua lettera del 12 febbraio 2002 al Tribunale cantonale delle assicurazioni considerandola quale ricorso contro l'ordine di restituzione del 28 gennaio 2002.
La informiamo che la risposta alla domanda di condono sarà decisa in seguito." (cfr. doc. _)
1.5. Con decisione 8 aprile 2002 la Cassa ha respinto la domanda di condono e ha rilevato:
"
Gli assegni familiari riscossi a torto devono essere restituiti: il
rimborso non può essere chiesto se l'interessato era in buona fede e se la restituzione costituisse un onere troppo grave (cfr. art. 44 cpv. 3 LAF).
Le condizioni legali citate devono pertanto essere ambedue soddisfatte.
La "buona fede" non è riconosciuta dalla legge quando il versamento a torto della prestazione è dovuto a negligenza della persona tenuta alla restituzione. Agisce con negligenza chi, al momento della richiesta, non ha prestato quel minimo di accuratezza che si poteva pretendere da lui, tenendo conto delle sue capacità e del suo grado d'istruzione, nell'adempimento dell'obbligo d'informare o accettando gli assegni familiari versatigli a torto.
La condizione legale dell'onere troppo grave deve essere assolta dalla persona obbligata alla restituzione e viene accertata in base alle condizioni di esistenza di questa persona: di norma si ammette questa condizione quando il reddito determinante non supera i limiti massimi stabiliti dall'articolo 2 cpv. 1 e 3 LPC.
Sulle nostre decisioni per assegni di famiglia citiamo:
"Obbligo di annunciare ogni cambiamento della situazione personale o economica;
ogni cambiamento
delle condizioni personali ed economiche dei beneficiari indicati nella decisione
deve essere annunciato immediatamente
all'Istituto delle assicurazioni sociali, Via Ghiringhelli 15 a, 6500 Bellinzona (anche l'inizio o la fine di un termine quadro della disoccupazione o di un'attività lucrativa).
In caso di inosservanza di questo obbligo, l'assicurato dovrà restituire le prestazioni indebitamente percepite".
Nel presente caso la buona fede non è riconosciuta poiché non ci ha annunciato tempestivamente l'inizio dell'attività lucrativa di suo marito presso la ditta _.
Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono, non è necessario esaminare l'altra, quella dell'onere troppo grave.

## Considerations