# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dd2c67a6-1e54-47d9-9b71-674882e5392d
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto in seno a _ il ruolo di amministratore tabulare per _ dal 19 settembre 2013 al 12 giugno 2014 e di amministratore di fatto per IM 1 dal 15.10.2012 fino alla dichiarazione di fallimento di data _,
segnatamente per avere
1.1.
almeno dal 28 aprile 2013, commesso appropriazione dell’autovettura di colore nero, marca Volkswagen Golf 6 1.4 TFSI, no. telaio _, immatricolata a nome della società _, di cui era azionista e amministratore di fatto, con targa _, a lui affidata in data 13 settembre 2012 tramite l’acquisto del pacchetto azionario della società _, vettura già affidata al precedente proprietario della società dal legittimo proprietario ACPR 1 in base al contratto leasing n. _ con riserva di proprietà, restando la medesima di proprietà di ACPR 1 fino a completo rimborso della somma finanziata,
e meglio per avere intenzionalmente omesso di pagare le rate leasing e depositando _ il veicolo presso la Carrozzeria _, disinteressandosi entrambe del destino, ritenuto che lo stesso è stato rinvenuto in data 10 novembre 2015 presso la citata carrozzeria con danno totale e posto sotto sequestro,
causando in tal modo alla succitata società di finanziamento un danno economico pari ad almeno CHF 19'367.85 (IVA inclusa), corrispondente all’intero importo finanziato con contratto leasing (CHF 24'300.00), dedotte le rate mensili pagate per complessivi CHF 4'932.15, comprensive dei relativi interessi, di cui viene chiesto il risarcimento;
1.2.
almeno a far tempo dal 28 aprile 2013, commesso appropriazione dell’autovettura di colore blu, marca Audi Avant Quattro 3.0 V6 TDI, no. telaio _, immatricolata a nome della società _, di cui era azionista e amministratore di fatto, con targa _, a lui affidata in data 20 giugno 2012 tramite l’acquisto del pacchetto azionario della società _, vettura già affidata al precedente proprietario della società dal legittimo proprietario ACPR 1 in base al contratto leasing n. _, con riserva di proprietà, restando la medesima di proprietà di ACPR 1 fino a completo rimborso della somma finanziata,
e meglio per avere alienato a terzi, rimasti ignoti, la surriferita autovettura non ritrovata,
causando in tal modo alla succitata società di finanziamento un danno economico pari ad almeno CHF 19'491.20 (IVA inclusa), corrispondente all’intero importo finanziato con contratto leasing (CHF 29'900.00), dedotte le prime rate mensili per complessivi CHF 10'408.80, comprensive dei relativi interessi, di cui viene chiesto il risarcimento;
1.3.
almeno a far tempo dal 30 settembre 2013, commesso appropriazione dell’autovettura di colore nero, marca BMW X6 X-Drive 40D, no. telaio _, immatricolata a nome della società _, di cui era azionista e amministratore di fatto, con targa _, a lui affidata in data 31 agosto 2012 tramite l’acquisto del pacchetto azionario della società _, vettura già affidata al precedente proprietario della società dal legittimo proprietario _ in base al contratto leasing n. _, con riserva di proprietà, restando la medesima di proprietà di _ fino a completo rimborso della somma finanziata,
veicolo non riconsegnato al legittimo proprietario nonostante disdetta del contratto di leasing e richiesta di consegna, autovettura ritrovata presso l’abitazione di IM 1, sequestrata dalla Polizia Cantonale in data 2 dicembre 2013 e subito riconsegnata alla società leasing,
causando in tal modo alla succitata società di finanziamento un danno economico, quantificato dalla denunciante nel debito residuo, comprensivo di interessi, pari a CHF 83'500.00 (IVA inclusa),
ritenuto che _, reimpossessatasi del veicolo, ha ritirato la costituzione di accusatore privato disinteressandosi del procedimento;
fatti avvenuti
: nelle surriferite circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
: dall'art. 138 cifra 1 CP;
2. ripetuta truffa,
per avere,
a _, _, _, _, _, _, ed in altre imprecisate località,
fra il mese di marzo 2015 e nel corso del mese di aprile 2015, in correità con _ (latitante) e _ (contro il quale si procede separatamente),
al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
ripetutamente ingannato con astuzia organi e/o collaboratori della società leasing _, affermando cose false o dissimulando cose vere, rispettivamente confermandone subdolamente l’errore,
in specie inoltrando alla società _, quattro richieste per la concessione di finanziamenti a favore della società _, per l’acquisto di quattro vetture,
sottacendo la pregressa intenzione di non pagare le rate leasing,
ritenuta l’assenza di capitale, liquidità e attivi sia di _, che dei suoi organi di fatto e tabulari,
e facendo figurare, contrariamente al vero, la presenza di attivi per CHF 140'000.00 nonché provvedendo in particolare alla corresponsione della prima rata leasing, indispensabile per la consegna di ogni vettura,
e inducendo in tal modo _, a finanziare l’acquisto di tutte le vetture,
danneggiando il patrimonio dell’istituto di finanziamento, rispettivamente mettendone in pericolo, perlomeno temporaneo, il patrimonio, considerato che i finanziamenti erogati sulla base di dati non veritieri, ammontano ad un importo complessivo di CHF 78'430.00,
e conseguendo un indebito profitto pari alle rate non pagate,
segnatamente per avere,
2.1.
nel corso del mese di marzo 2015,
inoltrando alla società _, una richiesta di concessione di finanziamento a favore della società _ per l’acquisto della vettura SEAT IBIZA 1.2 TSI di colore grigio, matricola no. _, telaio n. _,
e sottoscrivendo _, amministratore unico iscritto a Registro di commercio, in data 3 marzo 2015, il contratto di finanziamento n. _ e in data 10 marzo 2015 il protocollo di consegna,
ottenendo in tal modo un finanziamento di CHF 19’345.00,
pagando la prima rata pari a CHF 297.80 alla consegna e unicamente una seconda rata di medesimo importo, in ritardo, il 10 giugno 2015,
ritenuto che il veicolo è stato sequestrato in data 26 settembre 2015 al conducente _, e restituito alla proprietaria società leasing;
2.2.
nel corso del mese di marzo 2015,
inoltrando alla società _, una richiesta di concessione di finanziamento
a favore della società _ per l’acquisto della vettura SEAT IBIZA 1.2 di colore grigio, matricola no. _, telaio n. _,
e sottoscrivendo _, in data 4 marzo 2015 il contratto di finanziamento n. _ e in data 11 marzo 2015 il protocollo di consegna,
ottenendo in tal modo un finanziamento di CHF 14’600.00,
pagando la prima rata pari a CHF 223.25 alla consegna, nonché ulteriori cinque rate di medesimo importo, ma solo in ritardo, rispettivamente dopo la disdetta del contratto leasing da parte della società _,
ritenuto che il veicolo è stato sequestrato in data 26 settembre 2015 al conducente _, e restituito alla proprietaria società leasing;
2.3.
nel corso del mese di aprile 2015,
inoltrando alla società _, una richiesta di concessione di finanziamento a favore della società _ per l’acquisto della vettura OPEL ADAM S 1.4T di colore grigio, matricola no. _, telaio n. _, e sottoscrivendo _, amministratore unico iscritto a Registro di commercio, in data 20 aprile 2015, il contratto di finanziamento n. _ e in data 22 aprile 2015 il protocollo di consegna,
ottenendo in tal modo un finanziamento di CHF 24'640.00,
pagando la prima rata pari a CHF 360.85 alla consegna e unicamente una seconda rata di medesimo importo, in ritardo, il 10 giugno 2015,
ritenuto che il veicolo è stato sequestrato in data 25 settembre 2015 al conducente _, e restituito alla proprietaria società leasing;
2.4.
nel corso del mese di aprile 2015,
inoltrando alla società _, una richiesta di concessione di finanziamento a favore della società _ per l’acquisto della vettura OPEL ADAM 1.0 T di colore grigio, matricola no. _, telaio n. _,
e sottoscrivendo _, amministratore unico iscritto a Registro di commercio, in data 23 aprile 2015 il contratto di
finanziamento n. _ e in data 24 aprile 2015 il protocollo di consegna,
ottenendo in tal modo un finanziamento di CHF 19’845.00,
pagando la prima rata pari a CHF 299.90 alla consegna,
ritenuto che il veicolo è stato sequestrato in data 25 settembre 2015 al conducente _, e restituito alla proprietaria società leasing;
fatti avvenuti
: nelle surriferite circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: dagli art. 146 cpv. 1 CP;
3. entrata e soggiorno illegali
per essere entrato illegalmente in Svizzera, a più riprese dal 28 agosto 2014 al 12 ottobre 2015 ed avere soggiornato illegalmente fino al 12 ottobre 2015 in territorio svizzero ed in particolare presso il domicilio della moglie _, in Via _ a _, malgrado nei suoi confronti esista un divieto d’entrata valido fino al 21 agosto 2029, regolarmente notificatogli dalla competente autorità il 28 agosto 2014;
fatti avvenuti
: nelle surriferite circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
: dagli artt. 115 cpv. 1 lett. a) e lett. b) LStr;
4. infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere, per lo meno a far tempo dal 12 ottobre 2015, a _, presso la propria residenza, intenzionalmente posseduto senza diritto un caricatore Manurhin PPk con 5 proiettili 7.65, vietati ai sensi della Legge sulle armi e munizioni LARM;
fatti avvenuti
: nelle surriferite circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
: dall'art. 33 LArm;
Presenti:
- il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 16:45.
Sentiti:
-
il Procuratore pubblico
, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
l’imputato non è nuovo alla giustizia ticinese, egli ha difatti già subìto pesanti condanne detentive. In questo procedimento, IM 1 è stato arrestato il 12 ottobre 2015 presso il domicilio della moglie e dei figli a _, dal quale mai se n’era andato, malgrado il divieto d’entrata. Egli sin dall’inizio ha negato ogni addebito. Ad eccezione di IM 1, i correi sono sostanzialmente reo confessi. L’inchiesta a carico dell’imputato lo vede responsabile di truffa e appropriazione indebita. Il danno arrecato e la messa in pericolo causata sono gravi. Le indagini hanno preso avvio a seguito dell’arresto di _ il 16 settembre 2015, alla guida di una Mercedes intestata alla _. Questa società nello stesso periodo veniva denunciata al MP dalla _, per problematiche legate all’acquisto in leasing di vetture, due Seat e due Opel. Le vetture venivano poi rintracciate, una guidata da _, una da _, e una dalla signora _. I veicoli sono poi stati recuperati e sequestrati dall’autorità. Tutti i coinvolti hanno indicato IM 1 e _ come referenti della _. Questa società risultava priva di organi e piena di debiti frutto di truffe al credito. La PP rimarca che le indagini sono state difficili a causa dell’atteggiamento processuale dell’imputato e del suo continuo cambio di versione. Gli elementi del reato di appropriazione indebita sono dati. IM 1 era amministratore di fatto della società, _ amministratore unico dal settembre 2013. Dal lato soggettivo essi sapevano che dovevano pagare le rate o restituire i veicoli, ma non hanno fatto nessuna delle due cose. La loro volontà era di appropriarsene. I veicoli sono stati recuperati solo grazie al sequestro. La Golf è stata abbandonata presso una carrozzeria, con danno totale.
Per quanto riguarda l’inc. 2014.230, la vettura Audi non è mai stata ritrovata, gli amministratori di fatto e di diritto non sono in grado di dire che fine abbia fatto (non sono state pagate 5 rate leasing). Quanto alla vettura BMW, questa è stata usata da IM 1 come fosse sua, addirittura la noleggiava a tale _. Secondo la dottrina, la restituzione involontaria con il successivo pentimento dell’autore, non sminuiscono il reato. Il cambio di versione continuo di IM 1 è stato a mente della PP estenuante. Il certificato azionario di detta società è stato ritrovato al suo domicilio. Una delle auto è stata acquistata su richiesta di IM 1 stesso prima che lui rilevasse la società, v. dichiarazioni _, che ben sapeva che IM 1 non avrebbe potuto contrarre personalmente un leasing. Le auto sono comunque sparite, o ritrovate danneggiate. IM 1 si tira fuori dicendosi non responsabile, ciononostante, tratteneva il BMW sotto casa malgrado la richiesta di restituzione del proprietario.
Per le accuse di truffa di cui al pt. 2 AA tramite la _ ai danni della _, la truffa viene commessa nel momento in cui è sottoscritto il contratto di leasing. Gli elementi oggettivi e soggettivi sono tutti realizzati. Quanto all’inganno, la società è stata ingannata sulla solvibilità della società. La _ si presenta con due attivi del valore di CHF 140'000.-, che non sono mai state in possesso della società (poi ritrovate da figlio e padre _). Secondo elemento dell’inganno, IM 1 presentava _ quale AU, giovane senza lavoro a cui veniva pure rifiutata la disoccupazione, senza debiti né pendenze giudiziarie. Terzo elemento dell’inganno: il pagamento della prima rata, così da farsi consegnare il veicolo. Questi venivano acquistati indicando che sarebbero serviti per il noleggio, venivano invece spartiti fra i vari soggetti. Tutte le persone che avrebbero noleggiato le vetture, hanno indicato IM 1 quale referente dell’attività di noleggio. Lo stesso imputato ha affermato di essere stato l’unico ad essersi dato da fare in questa attività. Il danno patrimoniale corrisponde al valore dei veicoli, quale messa in pericolo temporanea. L’indebito profitto corrisponde al godimento dei veicoli nonostante le rate non pagate, come pure il nolo incassato dai noleggi che non è stato possibile quantificare. Il domicilio dell’imputato è risultato essere il centro dell’attività della _. Il reato di cui al pt. 3 dell’AA è ammesso. Chiede la conferma anche dell’accusa di infrazione alle armi di cui al pt. 4 dell’AA. Per la commisurazione della pena, a mente della PP bisogna considerare l’atteggiamento processuale omertoso dell’imputato, il quale mai ha parlato di pentimento. Egli ha _ figli e una moglie, che coinvolge nei reati da lui commessi. È da tempo senza denaro, vive grazie al sostegno degli aiuti sociali, commette reati gravi durante il periodo di prova e non ha prospettive concrete per il futuro. La prognosi è negativa e dunque la pena dovrà essere da scontare: chiede la condanna a 24 mesi di detenzione da espiare. Quanto alla pena detentiva precedentemente erogata di 21 mesi sospesi, chiede la revoca del beneficio della condizionale. Infine, con riferimento alle pretese degli accusatori privati, si rimette al giudizio della Corte e non si oppone al rinvio al foro civile;
-
l’avv. DUF 1
, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
IM 1 ha un passato da tossicodipendente e, durante quel periodo, si procurava lo stupefacente commettendo reati patrimoniali. Nel 2009 è stato condannato ad una pena detentiva di 36 mesi di cui 21 sospesi per 5 anni. A causa della sua dipendenza da stupefacenti, gli veniva imposto un trattamento ambulatoriale, che andava a buon fine. All’epoca dei fatti oggetto dell’AA, egli soffriva di una forte depressione che determina ancora ad oggi la sua invalidità. A detta del medico curante, oltre ad una cura farmacologica, necessita della presenza dei figli e della moglie. Al termine del presente procedimento, l’intera famiglia si è organizzata per trasferirsi in Italia, nel _. La difesa contesta i pt. 1 e 2 dell’AA. Con riferimento al pt. 1 dell’AA, ripercorre la costituzione della _ da parte di _. La società aveva in pancia quattro veicoli, la Mercedes è stata poi restituita. IM 1 procedeva al noleggio delle auto, ed i guadagni furono utilizzati per il pagamento delle rate leasing e dei premi delle assicurazioni. L’attività ad un certo punto andò in crisi, e IM 1 ne lasciò la gestione a _, tenendo per suo uso personale l’auto BMW, pagando quasi tutte le rate, salvo settembre/ottobre/novembre 2013, finché la società leasing annullò il contratto, essendo che IM 1 non disponeva dei fondi per far fronte all’accordo transattivo proposto (pagamento di una cauzione di fr. 10'000.-). IM 1 ha restituito il veicolo, il quale si è sempre trovato a casa sua, senza che egli abbia mai avuto l’intenzione di appropriarsene.
Per le altre due vetture, IM 1 non aveva più niente a che fare con la società, in quanto credeva di averla ceduta gratuitamente a _ e a _. Quest’ultimo ha ammesso di non aver riconsegnato fisicamente né l’Audi né la Golf a IM 1, malgrado avesse prodotto uno scritto che attestasse il contrario. Con riferimento a questi veicoli 1.1. e 1.2. AA, dal punto di vista soggettivo, a IM 1 non può essere rimproverato alcunché. Chiede il proscioglimento. Per quanto riguarda le accuse di cui al pt. 2 dell’AA, la difesa evidenzia che la società inizialmente era di _, per poi essere “vinta al gioco” da _. _ subentrò quale AU il 24 febbraio 2015. Lo scopo societario era l’autonoleggio di veicoli. IM 1 ha dunque organizzato l’acquisto di quattro veicoli, per dare avvio all’attività. Contrariamente alle aspettative, l’attività di autonoleggio non funzionò. Uno dei presupposti principali del reato di truffa è l’astuzia. Nel caso concreto, pur riconoscendo che IM 1 è stato attivo nell’acquisto in leasing dei veicoli, la difesa evidenzia come non vi sia inganno astuto: il comportamento della _ è stato sconsiderato, ed i venditori non hanno fatto le necessarie verifiche. I due garage hanno addirittura concesso sconti pari al 21% e al 19% del prezzo di vendita. Ripercorre le circostanze della conclusione dei contratti leasing. Veniva pagata unicamente la prima rata del leasing, senza nessun altro acconto, a persone mai viste, senza chiedere né cauzione né garanzie. Hanno omesso di effettuare verifiche circa la fattuale capacità economica della società, accontentandosi dell’estratto RC. Niente bilanci, nessuna verifica, né sulla società né sull’AU. A mente del difensore le condizioni della truffa non sono dunque adempiute. A livello soggettivo, non vi è mai stata intenzione da parte di IM 1 di procacciarsi un indebito profitto. Egli ha pagato parzialmente e con ritardo, ma ha pagato, è dunque scorretto quanto indicato nell’AA. Chiede il proscioglimento dal reato di truffa di cui al pt. 2 dell’AA. Il pt. 3 dell’AA non è contestato, ma chiede vengano considerati i problemi di salute dell’imputato. Per il pt. 4 dell’AA, infrazione alla LARM, precisa che il caricatore ritrovato in casa dell’imputato è da ricondurre alla pistola beretta la cui vendita nel corso del 2008 ha portato alla condanna nel 2009 dell’imputato. Questo caricatore è rimasto tra i suoi effetti personali. Il suo comportamento negligente può essere al massimo punito con una multa. Per la commisurazione della pena, IM 1 ha sofferto un lungo periodo di carcerazione, in parte causata dalla latitanza di _ che ha complicato l’inchiesta. C’è ravvedimento e ci sono assicurazioni che terrà una buona condotta, inoltre, non appena sarà scarcerato lascerà con effetto immediato il nostro paese. Ne ripercorre i precedenti penali, all’epoca dei fatti l’imputato aveva agito in stato di scemata imputabilità in quanto tossicodipendente. Oggi, sebbene persistono problemi di depressione, egli non è più tossicodipendente. Con riferimento ad un eventuale revoca della sospensione condizionale, la difesa rileva che il compimento di un crimine o delitto costituisce un possibile motivo di revoca, ma non è vincolante. È determinante la prognosi relativa al comportamento futuro. Dal 2009 ad oggi, grazie all’aiuto dei famigliari e del percorso psicoterapeutico seguito, IM 1 si è disintossicato e ha cambiato vita. La passione per le auto e le difficoltà di salute, unite a conoscenze sbagliate e valutazioni effettuate con leggerezza, lo hanno ricondotto in aula. Ad oggi ha maturato la decisione di andarsene. La prognosi non può essere giudicata negativa. Considerati i buoni propositi e la lunga carcerazione sofferta, chiede in via principale una massiccia riduzione della pena richiesta dalla PP che non dovrà superare la carcerazione già subita, postula l’immediata scarcerazione dell’imputato come il mantenimento della sospensione della precedente pena inflitta. In via subordinata, chiede sia inflitta una pena detentiva parzialmente sospesa in modo che potrà essere scarcerato immediatamente, più il mantenimento della sospensione condizionale della precedente pena. Le pretese degli ACP sono integralmente contestate e ne chiede il rinvio al foro civile. Chiede il dissequestro dei telefoni cellulari, delle custodie e delle schede SIM.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 46, 47, 49, 51, 69, 138, 146 CP; 115 LStr; 33 LARM
; 82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations