# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0aacffd8-cf13-53ad-8eef-0414941e9e47
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

3.2.2 L'art. 87 CPC/TI impone al giudice di applicare d'ufficio il diritto federale, quello ticinese, quello dei Cantoni confederati e i trattati con l'estero. Per diritto ticinese s'intende, evidentemente, anche il diritto processuale cantonale (cfr. Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 2 ad art. 87 CPC). Ne discende che, in concreto, la Corte ticinese avrebbe dovuto applicare d'ufficio l'art. 352 cpv. 2 CPC/TI, dando atto alle parti - una volta constatata l'acquiescenza - della fine del processo e stralciando la causa dai ruoli. La norma citata permette infatti al giudice che ha scorto nell'incarto un atto di acquiescenza, anche tacita, di stralciare la causa senza ulteriori formalità, senza nemmeno dover interpellare colui che acquiesce (Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 14 ad art. 352 CPC). In altre parole, contrariamente a quanto ritenuto nel giudizio impugnato, il fatto che la ricorrente avesse chiesto soltanto lo stralcio per decadenza dell'oggetto della lite - e non per acquiescenza - non impediva al giudice di constatare d'ufficio la fine del processo. Tanto più che, come già esposto, nella motivazione dell'atto d'appello la ricorrente si era soffermata diffusamente su questo aspetto processuale.
3.2.3 Giovi infine rilevare anche l'erroneità dell'osservazione contenuta nella sentenza impugnata, secondo la quale il giudizio di condanna del Pretore potrebbe giustificarsi per il fatto che non è provato che la riconsegna dei titoli sia avvenuta senza condizioni. L'elemento costitutivo dell'acquiescenza non è, infatti, l'adempimento dell'obbligo posto in causa bensì la dichiarazione unilaterale con la quale, dinanzi al giudice, parte convenuta aderisce alla pretesa della controparte oppure la riconosce esplicitamente (Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 14 ad art. 352 CPC). Lo scritto del 2 settembre 1999, al centro della presente vertenza, soddisfa questi requisiti; in esso la ricorrente ha infatti ammesso l'obbligo di restituire all'opponente determinati partecipazioni societarie, precisate nella petizione. Poco importa se, nel frattempo, essa abbia già dato seguito a tale impegno; si tratta di una questione che attiene piuttosto all'esecuzione delle decisioni passate in giudicato, siano esse di acquiescenza - attestate da un decreto di stralcio - oppure sentenze di merito.
3.3 Dalle considerazioni che precedono si deve dedurre che, in applicazione delle pertinenti norme di procedura civile, una volta constatata l'acquiescenza parziale della ricorrente il giudice avrebbe dovuto procedere allo stralcio della causa, anch'esso parziale. Un giudizio di merito non entrava in linea di conto. La sentenza impugnata, nella misura in cui ha avallato la pronunzia di condanna del primo giudice, si avvera dunque arbitraria. Ciò comporta l'annullamento dei dispositivi III e IV.";
- in concreto la Cassa, dopo aver ricevuto la documentazione prodotta in sede di osservazioni dall'attrice, con gli scritti del 27 agosto 2004 e del 21 settembre 2004, ha proposto una transazione, senza tuttavia aderire incondizionatamente alle richieste dell'assicurata, proponendo infatti l'accoglimento della petizione, a condizione che l'interessata
"regoli i premi corrispondenti al periodo assicurativo, alle condizioni applicabili agli assicurati individuali.
" (cfr. doc. XI e XV);
- l'attrice malgrado sia concorde nel ritenere che l'unica assicurazione complementare per la quale è chiesto il ripristino retroattivo è la _ (doc. XVII), malgrado l'assicuratore sia disposto a versare le prestazioni ininterrottamente dal 1.3.2004 (a condizione, naturalmente, che l'assicurata paghi i premi, doc. XV) e malgrado la Cassa, non appena ricevuta la documentazione prodotta dall'attrice il 10 agosto 2004, abbia proposto una transazione ragionevole, ha rifiutato ogni e qualsiasi accordo, senza far valere alcun motivo e senza proporre alcunché;
- in concreto, poiché la Cassa ha posto delle condizioni alla conclusione della transazione, condizioni del resto comprensibili (ossia, pagamento dei premi da parte dell'assicurata e passaggio nell'assicurazione individuale), non vi è acquiescenza;
- tuttavia, interpellata in merito dal TCA per rispondere ad alcune domande l'assicuratore ha affermato:
"(...)
A nostro parere, con il suo scritto, datato 22 ottobre 2004 e allegato alla lettera suddetta, l'attrice non è in grado di influenzare, in qualsiasi maniera, il seguito della procedura e, di conseguenza, di esigere una sentenza sul merito.
In effetti, è incontestabile che la proposta di transazione avanzata dalla convenuta corrisponde espressamente alla domanda principale dell'intimata, vale a dire il ristabilimento retroattivo della copertura d'assicurazione complementare _ al 1° marzo 2004 (cf. conclusione n° 1 della domanda del 25 maggio 2004 e cifra 3 della scrittura depositata dalla convenuta il 20 agosto 2004).
Secondo la dottrina e la giurisprudenza, la dichiarazione unilaterale tramite la quale la convenuta riconosce la pretesa della parte avversa e intende mettere termine al processo, senza pronuncia di merito, costituisce un'acquiescenza (B. COCCHI/F. TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 12 e 13 ad art. 352 e decreto del TF non pubblicato 4P.215/2002).
Nella fattispecie, l'articolo 352 CPC è applicabile a titolo sussidiario, come previsto dall'articolo 23 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni. E' quindi d'obbligo ammettere che per il suo contenuto, la proposta della convenuta del 20 agosto 2004 deve essere assimilata ad un'acquiescenza, tanto più che una tale dichiarazione non è sottoposta ad alcuna condizione di forma (B. COCCHI/F. TREZZINI, op. cit., n. 14 ad art. 352 e decreto precitato).
Considerato che, da una parte, il giudice deve applicare d'ufficio le regole di procedura cantonale (B. COCCHI/F. TREZZINI, op. cit., n. 2 ad art. 87 e decreto precitato) e che, dall'altra, l'acquiescenza è un atto, come già detto, unilaterale il quale, per definizione, produce effetto per una sola volontà (P. ENGEL, Traité des obligations en droit suisse, Berne 1997, p. 141), il disaccordo espresso dall'attrice è denudato di ogni portata giuridica.
Ne consegue che, dal punto di vista della convenuta, la causa può essere solamente stralciata dal ruolo, conformemente all'art. 352, capoverso 2 CPC. Rimane riservata la questione dei costi e delle spese che, in base all'articolo 151 CPC, applicabile in virtù del rinvio dell'articolo 23 già citato, appartiene al Tribunale precitato tranciare.
Alla luce di quanto precede, l'insistenza dell'attrice a voler ottenere una sentenza sul merito si rivela fuori luogo e perfino temeraria.
Per tutti questi motivi, la convenuta considera che una risposta allo scritto del 28 luglio 2004 nonché la produzione dei documenti richiesti sono superflue e prega rispettosamente il Tribunale di riferirsi ai suoi precedenti scritti, per quanto concerne i costi e le spese." (doc. XXIII)
- con lo scritto dell'8 novembre 2004 la Cassa ha espressamente riconosciuto le pretese dell'attrice ed ha aderito alle sue richieste, ossia il ripristino con effetto "
al 01.03.2004 del contratto assicurativo secondo la LCA n° _, a favore della Signora AT 1
" chiesto con la petizione del 25 maggio 2004 (doc. I), con tutti gli obblighi e diritti che ne derivano;
- pertanto, conformemente all'art. 352 cpv. 2 CPC la causa, per quanto concerne la domanda principale, va stralciata dai ruoli per acquiescenza della convenuta, mentre il TCA deve entrare nel merito della richiesta dell'attrice circa le spese, eventuali tasse di giustizia, ripetibili ed equa indennità di parte (doc. I);
- a questo proposito va rammentato da una parte che la procedura, innanzi al TCA, è di regola gratuita (cfr. art. 20 cpv. 1 LPTCA), e dall'altra che la parte acquiescente è soccombente e dunque deve all'attrice, rappresentata da persona cognita in materia, un'indennità per ripetibili (art. 22 LPTCA);
- il TCA fissa pertanto in fr. 300 (IVA inclusa) le ripetibili che la Cassa verserà all'assicurata alla luce della natura della procedura, del suo esito e della sua valenza finanziaria;
- secondo l'art. 47 cpv. 4 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione;
- con lettera del 14 agosto 2003 l'UFAP ha rammentato al TCA l'obbligo di trasmettere tutte le sentenze inerenti il diritto privato emesse, precisando che l'ufficio federale delle assicurazioni private non ha la facoltà di ricorrere contro le stesse;
- alla luce della LSA e dello scritto dell'UFAP, s'impone la notifica anche della presente sentenza all'autorità di sorveglianza;

## Considerations