# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 856b1488-75bc-58d7-a306-f83011b7413b
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto che la citata sua attività ha permesso di produrre ingenti quantità di sostanza stupefacente (marijuana), di cui almeno
Kg 52 poi effettivamente venduti da AC 2 e AC 3 a terzi, ricavandone almeno fr. 214'800.- (vedasi p. 1.3. del presente atto d’accusa), denaro contante in parte riconsegnato al finanziatore AC 1 stesso, in parte finito su conto bancario no. c/o _ intestato a AC 3 per conto di _ e in altra parte rimasto in loro possesso in contanti;
1.2. AC 3
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _ in altre località del cantone Ticino,
nonchè a _,
nella sua veste di gerente “de facto” della società _ che sapeva essere attiva nell’ambito della coltivazione e commercio di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana), contribuito al raggiungimento di tali finalità (compresa la vendita di marjuana a terzi),
occupandosi prevalentemente degli aspetti gestionali e
contabili della società, e meglio per avere:
Ø
intrattenuto contatti con le autorità comunali e cantonali al fine di ottenere il permesso di costruzione (cambiamento di destinazione) relativo allo stabile di _, da trasformare in serra per coltivazione “indoor” di canapa,
Ø
preso in consegna, a diverse riprese, da AC 1 (direttamente o tramite AC 2) denaro contante destinato a finanziare il citato progetto di coltivazione e commercio di canapa, denaro poi utilizzato da lui stesso e da AC 2 per le menzionate finalità,
Ø
aperto il conto no. c/o _, sul quale nel periodo 03.07.2002/03.03.2003 sono da lui stati versati a contanti complessivi fr. 123'371,80, denaro consegnatogli da AC 2 e che sapeva provenire dalla vendita di marijuana, denaro poi parzialmente riconsegnato a AC 1,
Ø
aperto un libretto di risparmio al portatore c/o _ sul quale egli ha versato l’importo di
fr. 5'000.- ricevuto in contanti da AC 2, sempre in vista di produzione e commercio di canapa,
Ø
gestito la contabità della società _, in particolare preso in consegna, registrato e pagato fatture varie (elettricità, spese notarili, acquisto talee, vendita canapa a negozi-canapai, etc.),
Ø
trasportato e venduto almeno Kg 16 di fiori secchi di canapa (marijuana
)
e meglio:
·
Kg 6 venduti a _, a _ a fr. 3,30 il grammo (totale fr. 19'800.-),
·
10 Kg
venduti a _ a terze persone a fr. 4,5 il grammo (totale fr. 45'000.-);
1.3. AC 2
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _ e in altre località del cantone Ticino,
nonchè a _,
dopo aver costituito la società _ con sede a _, società che era attiva nell’ambito della coltivazione e commercio di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana), contribuito al raggiungimento di tali finalità, assumendo formalmente la carica di “gerente” per la citata società, ma in realtà occupandosi quasi esclusivamente della coltivazione e vendita di canapa e meglio:
Ø
per avere acquistato, trasportato e detenuto un totale complessivo di ca. 10'700 talee di canapa (spesa di acquisto di presso la ditta _ di _ di fr. 37'450.-) da mettere a dimora nella serra “indoor” di _,
Ø
e quindi per avere coltivato migliaia di piante di canapa presso la citata serra “indoor, estraendo (o tentato di estrarre) fiori secchi (marijuana) per una quantità complessiva di almeno Kg 93,10 di stupefacente,
e meglio come ai seguenti cicli produttivi:
·
Periodo luglio/agosto 2002 (1° coltivazione): ca. Kg 16 di fiori secchi di canapa, di cui
Ø
10 Kg
venduti da AC 2 stesso al negozio canapaio _ al prezzo di fr. 3,30 al grammo (totale fr. 33'000.-), denaro poi consegnato a AC 3,
Ø
altri
6 Kg
venduti da AC 3 a terze persone rimaste sconosciute, al prezzo di fr. 3,30 al grammo (totale fr. 19'800.-);
·
Periodo novembre 2002 (2° coltivazione): ca. Kg 36 di fiori secchi di canapa, di cui:
Ø
Kg 15 venduti da AC 2 stesso al negozio canapaio _ al prezzo di fr. 4,50 al grammo (totale fr. 67'000.-), somma consegnata a AC 3,
Ø
Kg 11 venduti da AC 2 stesso a _ al prezzo di fr. 4,50 al grammo (totale fr. 49'500.-), somma anch’essa consegnata a AC 3,
Ø
Kg 10 venduti da AC 3 a terzi al prezzo di fr. 4,50 al grammo (totale fr. 45'000.-);
·
Periodo febbraio 2003 (3° coltivazione): sequestrata al momento dell’arresto e consistente in:
Ø
667 piante di fiori secchi di canapa essicati (peso lordo di Kg. 11,60),
Ø
1968 piante di canapa ancora a dimora e dalle quali si sarebbero potuti ottenere in totale altri Kg. 29,50 fiori secchi;
fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reati previsti dall’art. 19 cifra 1 e 2 lett. c LStup;
B) AC 2 (singolarmente)
2. infrazione alla LF sugli stupefacenti
2.1.
per avere,
a _, nel periodo 2000/2001,
senza essere autorizzato,
in correità con _ nei confronti del quale si procede separatamente,
operato quale amministratore unico della società _, proprietaria del negozio canapaio “_”
di _, nel quale venivano venduti prevalentemente derivati della canapa ad uso stupefacente (marijuana confezionata in “sacchetti odorosi”),
contribuito al raggiungimento del citato scopo (vendita di marijuana al dettaglio), percependo per tale sua attività uno stipendio mensile di fr. 3'500.-;
2.2.
per avere,
a _, nel corso del 2002/2003,
dapprima coltivato presso il proprio domicilio canapa indiana a scopo stupefacente e in seguito estratto fiori secchi (marijuana) da tale piantagione, nella quantità di almeno Kg. 6,140,
sostanza ritrovata e sequestrata in data 21.03.2003 presso la sua abitazione di _,
fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reati previsti
dall’art. 19 cifra 1 LStup;
3. contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel periodo giugno 2002/marzo 2003,
a _ e in altre località svizzere,
consumato giornalmente ca. 3/4 spinelli di (marijuana)
per un totale di almeno 810 spinelli;
fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e di luogo;
reati previsti
dall’art. 19a cifr. 1 LStup;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 11/2004 del 22 gennaio 2004 emanato dal Procuratore pubblico.
Inoltre
AC 2
è prevenuto colpevole di:
1. circolazione in stato di ebrietà
per avere,
a _, la notte sul 27 marzo 2004,
condotto la propria autovettura marca
Citroën
targata essendo in stato di
ubriachezza (alcolemia: min.
1.45
- max.
1.75
grammi per mille);
fatti avvenuti
a _;
reato previsto
dall'art. 91 cpv. 1 LCS;
2. infrazione alle norme della circolazione
per avere,
circolando nello stato psico-fisico descritto al punto precedente, ed alla velocità da lui stesso ammessa in circa 80
Km/h. malgrado il vigente limite di 50
Km/h.,
in una curva svoltante a sinistra, negligentemente perso la padronanza di guida andando dapprima a cozzare contro un cippo e la relativa segnaletica posta sull’isola spartitraffico sulla sua sinistra, abbattendoli, in seguito contro la vettura marca Mitsubishi targata TI di proprietà _ che si trovava regolarmente parcheggiata nei posteggi della _ sulla sua sinistra;
fatti avvenuti
a _;
reato previsto
dall'art. 90 cifra 1 LCS in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 32 cpv. 1 e 2, 34 cpv. 1 e 4 LCS, art. 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 4a cpv. 1 lett. a, 7 cpv. 1 ONC;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo 67/2004 del 3 giugno 2004 emanato dal Procuratore pubblico.
E inoltre
AC 3
è prevenuto colpevole di:
falsità in documenti
per avere,
al fine di nuocere al patrimonio altrui o ad altri diritti di
una persona, formato un documento fittizio a nome dell'avv. _;
in specie, per avere,
a _, nel corso del mese di settembre 2004,
formato un documento fittizio, a nome avv. _, attestante l'asserito versamento di un importo di € 1'500'000.-, utilizzando uno scritto originale dello studio legale _ già in suo possesso, riproducendo detto scritto con il computer per mezzo di un apparecchio
scanner
, cancellandone il testo originale e riscrivendo il testo incriminato di proprio pugno, inviando detto falso documento, per fax,
dapprima alla compagnia telefonica _, per errore,
e poi al destinatario originale, tale _;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
dall'art. 251 cpv. 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo 146/2004 del 23 novembre 2004 emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il procuratore pubblico.
§
L
'accusato AC 1, assistito dal suo difensore di fiducia
avv. DF 1.
§
L'accusato AC 2, assistito dal suo difensore di fiducia
avv. DF 4.
§
L'accusato AC 3, assistito dal suo difensore di fiducia (GP) avv. DF 2.
§
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore
09:30
alle ore
17:20
.
Sentiti
§
Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale per quanto attiene al capo d'accusa più grave (infrazione aggravata alla LStup), evidenzia che gli accusati hanno assunto ruoli e responsabilità diversi suddivisibili in tre livelli, spiegando il loro agire. Ripercorre poi i fatti indicati nell'ACC principale, ritenendo che nel caso in esame si è in presenza di un'infrazione aggravata per la grossa cifra d'affari conseguita in pochi mesi e per il quantitativo di stupefacente venduto. Circa i due atti d'accusa aggiuntivi ritiene pacifici i capi d'imputazione indicati. Conclude chiedendo la conferma dell'atto di accusa principale e degli atti d'accusa aggiuntivi, tenendo conto delle attenuanti specifiche del lungo tempo trascorso dai fatti e dell'incensuratezza degli accusati, postulando che AC 2 venga condannato a 14 mesi di detenzione, che AC 3 venga condannato a 16 mesi di detenzione e che AC 1 venga condannato a 18 mesi di detenzione, tutti sospesi condizionalmente;
§
L'avv. DF 2, difensore di AC 3, che evidenzia l'ingenuità e la collaborazione del suo assistito con riferimento al reato di falsità in documenti. Per quanto concerne il capo d'imputazione principale mette in risalto il fatto che AC 3 avrebbe collaborato quasi subito, che egli si sarebbe reso conto dell'illegalità solo progressivamente e che avrebbe assunto un ruolo ridotto, avendo seguito le direttive indicategli. Per la commisurazione della pena ritiene che occorre prendere in considerazione una certa mancata celerità, che AC 3 ha riconosciuto le sue colpe, che il carcere preventivo gli ha lasciato un segno, che attualmente ha un lavoro stabile, ma ciononostante conduce una vita vicina al minimo esistenziale e per questo è condannato a vita. Conclude chiedendo, in via principale, una riduzione della pena proposta dal Procuratore pubblico, che potrebbe avvicinarsi a 360 aliquote giornaliere, al minimo vitale; in via subordinata, una riduzione della pena a non più di 13/14 mesi da porsi al beneficio della sospensione condizionale.
§
L'avv. DF 4
,
dif
ensore di AC 2, che pone in evidenza la circostanza che il suo assistito tutto sommato non contesta i fatti e che, avendo pensato di non commettere nulla di illecito, avrebbe agito in buona fede. Conclude chiedendo, in via principale, il proscioglimento di AC 2 dall'imputazione di infrazione aggravata alla LStup invocando l'errore di diritto; in via subordinata, in applicazione dell'art. 21 CP (errore sull'illiceità) e del principio di celerità considerato il tempo trascorso, tenendo inoltre conto dell'inazione dello Stato, del fatto che il suo assistito abbia trascorso tre settimane nelle Carceri pretoriali di _ e che si sia rimesso in pista, una massiccia riduzione della pena stimata in otto mesi, sospesa condizionalmente.
§
L'avv.
DF 1
,
dif
ensore di AC 1, il quale contesta i fatti dell'atto di accusa 11/2004 ponendo in risalto che il coinvolgimento del suo assistito sarebbe riconducibile al profondo legame di amicizia con il fratello di AC 2, asserendo inoltre che egli si sarebbe limitato a prestare del denaro ammontante a complessivi fr. 90'000.-- e che non avrebbe incassato alcunché, ritenendo quindi che non sia data l'infrazione aggravata. Conclude chiedendo, in via principale, l'assoluzione di AC 1; in via subordinata, postula una massiccia riduzione della pena, che deve essere commisurata tenendo conto che egli è incensurato, che la sanzione penale è pesante considerata la sua professione e il suo impegno politico, che ha trascorso trenta giorni di detenzione preventiva presso le carceri pretoriali di _, che non ha tratto alcun beneficio economico, che è stato violato il principio della celerità e della riduzione della pena del canonico 10%, proponendo una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere di fr. 250.-- l'una da porsi al beneficio della sospensione condizionale.
Il presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle parti, i seguenti
quesiti:
A. AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1.
infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _,
agendo in correità con AC 2 e AC 3,
senza essere autorizzati e operando per il tramite della società _, appositamente costituita e facente capo a lui in veste di finanziatore,
ripetutamente coltivato, detenuto, trasportato, finanziato e venduto all’ingrosso sostanze stupefacenti, in particolare derivati della canapa (marijuana), permettendo in tal modo di immettere (risp. tentato di immettere) sul mercato un'ingente quantità di fiori di canapa secchi (marijuana), quantificata in almeno Kg 93,10,
canapa ad alto tenore di THC (variante fra il 9,4% e 17,3%), il tutto per un valore commerciale di almeno fr. 399'750.--, segnatamente:
per avere,
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _ e in altre località del Cantone Ticino, organizzato e finanziato la costituzione della società _, società che egli sapeva essere attiva nella coltivazione e commercio di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana), contribuendo quindi al raggiungimento di tali finalità occupandosi prevalentemente degli aspetti organizzativi e finanziari, ritenuto che la citata sua attività ha permesso di produrre ingenti quantità di sostanza stupefacente (marijuana), di cui almeno Kg 52 poi effettivamente venduti da AC 2 e AC 3 a terzi, ricavandone almeno fr. 214'800.--, denaro contante in parte riconsegnato al finanziatore AC 1 stesso, in parte finito su un conto bancario intestato a AC 3 per conto di _ e in altra parte rimasto in loro possesso in contanti,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. Trattasi di infrazione aggravata poiché commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d'affari e un guadagno considerevole?
2. Può beneficiare dell'attenuante specifica del lungo tempo trascorso?
3. Vi è stata violazione del principio di celerità?
4. Può beneficiare della sospensione condizionale?
5. Deve essere ordinata la confisca, rispettivamente la confisca e la distruzione per quanto concerne la canapa, di:
5.1. 1968 piante di canapa (ca. da
20 cm
a
60 cm
);
5.2. 667 fiori di canapa essiccati (peso lordo kg 11,60);
5.3. 1 PC compaq sigillato;
5.4. 1 scatola di cartone color marrone, no.1, contenente:
51 documenti diversi riguardanti fatture - fax - ricevute e diversa corrispondenza relativa alla _;
pubblico istrumento no. del 056.2002, avente la dicitura no.; fax dicitura no. riguardante una proposta di rogito;
E-mail dicitura no. riguardante la _; documentazione con proposta della _ con dicitura
no.;
5.5. 1 classificatore colore nero con relativo porta-classatore, contenente:
documentazione bancaria e corrispondenza della _;
5.6. 1 classificatore colore nero con relativo porta-classatore, contenente:
fatture pagate e non pagate concernenti la _;
5.7. fr. 1010.-- (Elcosafe no.);
5.8. 1 cellulare marca Nokia?
B. AC 3
1. è autore colpevole di:
1.1.
infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _,
agendo in correità con AC 2 e AC 1,
senza essere autorizzati e operando per il tramite della società _, appositamente costituita e facente capo al finanziatore AC 1,
ripetutamente coltivato, detenuto, trasportato, finanziato e venduto all’ingrosso sostanze stupefacenti, in particolare derivati della canapa (marijuana), permettendo in tal modo di immettere (risp. tentato di immettere) sul mercato un'ingente quantità di fiori di canapa secchi (marijuana), quantificata in almeno Kg 93,10,
canapa ad alto tenore di THC (variante fra il 9,4% e 17,3%), il tutto per un valore commerciale di almeno fr. 399'750.--, segnatamente:
per avere,
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _ in altre località del Cantone Ticino,
nonché a _,
nella sua veste di gerente “de facto” della società _ che sapeva essere attiva nell’ambito della coltivazione e commercio di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana), contribuito al raggiungimento di tali finalità (compresa la vendita di marijuana a terzi), occupandosi prevalentemente degli aspetti gestionali e contabili della società,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.1.1. Trattasi di infrazione aggravata poiché commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d'affari e un guadagno considerevole?
1.2. falsità in documenti
per avere,
nel corso del mese di settembre 2004, a _,
formato un documento fittizio a nome dell'avv. _, al fine di nuocere al patrimonio altrui o ad altri diritti
di una persona,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo?
2. Può beneficiare dell'attenuante specifica del lungo tempo trascorso?
3. Vi è stata violazione del principio di celerità?
4. Può beneficiare della sospensione condizionale?
5. Deve essere ordinata la confisca, rispettivamente la confisca e la distruzione per quanto concerne la canapa, di:
5.1. 1968 piante di canapa (ca. da
20 cm
a
60 cm
);
5.2. 667 fiori di canapa essiccati (peso lordo kg 11,60);
5.3. 1 PC compaq sigillato;
5.4. 1 scatola di cartone color marrone, no.1, contenente:
51 documenti diversi riguardanti fatture - fax - ricevute e diversa corrispondenza relativa alla _;
pubblico istrumento no. del 056.2002, avente la dicitura
no.;
fax dicitura no. riguardante una proposta di rogito;
E-mail dicitura no. riguardante la _; documentazione con proposta della _ con dicitura
no.;
5.5. 1 classificatore colore nero con relativo porta-classatore, contenente:
documentazione bancaria e corrispondenza della _;
5.6. 1 classificatore colore nero con relativo porta-classatore, contenente:
fatture pagate e non pagate concernenti la _;
5.7. conto no. presso la _ intestato a AC 3?
C. AC 2
1. è autore colpevole di:
1.1.
infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _,
agendo in correità con AC 3 e AC 1,
senza essere autorizzati e operando per il tramite della società _, appositamente costituita e facente capo al finanziatore AC 1,
ripetutamente coltivato, detenuto, trasportato, finanziato e venduto all’ingrosso sostanze stupefacenti, in particolare derivati della canapa (marijuana), permettendo in tal modo di immettere (risp. tentato di immettere) sul mercato un'ingente quantità di fiori di canapa secchi (marijuana), quantificata in almeno Kg 93,10, canapa ad alto tenore di THC (variante fra il 9,4% e 17,3%), il tutto per un valore commerciale di almeno fr. 399'750.--, segnatamente:
per avere,
nel periodo aprile 2002/marzo 2003,
a _ e in altre località del Cantone Ticino,
nonché a _,
dopo aver costituito la società _ con sede a _, società che era attiva nell’ambito della coltivazione e commercio di canapa destinata al mercato degli stupefacenti (marijuana), contribuito al raggiungimento di tali finalità, assumendo formalmente la carica di “gerente” per la citata società, ma in realtà occupandosi quasi esclusivamente della coltivazione e vendita di canapa,
e meglio:
per avere acquistato, trasportato e detenuto
un totale complessivo di ca. 10'700 talee di canapa
(spesa di acquisto presso la ditta _ di fr. 37'450.-) da mettere a dimora nella serra “indoor” di _,
e quindi per avere coltivato migliaia di piante di canapa
presso la citata serra “indoor, estraendo (o tentato di estrarre) fiori secchi (marijuana) per una quantità complessiva di almeno Kg 93,10 di stupefacente?
1.1.1. Trattasi di infrazione aggravata poiché commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d'affari e un guadagno considerevole?
1.2. infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti
1.2.1. per avere, nel periodo 2000/2001, a _,
senza essere autorizzato, in correità con _
nei confronti del quale si procede separatamente,
operato quale amministratore unico della società _, proprietaria del negozio canapaio “_”
di _, nel quale venivano venduti prevalentemente derivati della canapa ad uso stupefacente (marijuana confezionata in “sacchetti odorosi”), contribuito al raggiungimento del citato scopo (vendita di marijuana al dettaglio), percependo per tale sua attività uno stipendio mensile di fr. 3'500.-,
nonché
1.2.2.
per avere,
nel corso del 2002/2003, a _,
dapprima coltivato presso il proprio domicilio canapa indiana a scopo stupefacente e in seguito estratto fiori secchi (marijuana) da tale piantagione, nella quantità di almeno Kg 6,140, sostanza ritrovata e sequestrata in data 21.03.2003 presso la sua abitazione di _?
1.3. contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel periodo giugno 2002/marzo 2003,
a _ e in altre località svizzere,
consumato giornalmente ca. 3/4 spinelli di (marijuana)
per un totale di almeno 810 spinelli,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
1.4. circolazione in stato di ebrietà
per avere,
la notte sul 27 marzo 2004, a _,
condotto la propria autovettura marca
Citroën
targata essendo in stato di
ubriachezza (alcolemia: min.
1.45
- max.
1.75
grammi per mille)?
1.5. infrazione alle norme della circolazione
per avere,
circolando nello stato psico-fisico descritto al punto 1.4.,
ed alla velocità da lui stesso ammessa in circa 80
Km/h malgrado il vigente limite di 50
Km/h, in una curva svoltante a sinistra, negligentemente perso la padronanza di guida andando dapprima a cozzare contro un cippo e la relativa segnaletica posta sull’isola spartitraffico sulla sua sinistra, abbattendoli,
in seguito contro la vettura marca Mitsubishi targata TI
di proprietà PL 2 che si trovava regolarmente parcheggiata nei posteggi della _ sulla sua sinistra,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa aggiuntivo?
2. Ha agito per errore sull'illiceità?
3. Può beneficiare dell'attenuante specifica del lungo tempo trascorso?
4. Vi è stata violazione del principio di celerità?
5. Può beneficiare della sospensione condizionale?
6. Deve essere ordinata la confisca, rispettivamente la confisca e la distruzione per quanto concerne la canapa, di:
6.1. 1968 piante di canapa (ca. da
20 cm
a
60 cm
);
6.2. 667 fiori di canapa essiccati (peso lordo kg 11,60);
6.3. 1 PC compaq sigillato;
6.4. 1 scatolone contenente rimasugli canapa (peso 2,840 kg lordo);
6.5. 1 borsa contenente canapa (peso
1,400 kg
lordo);
6.6. 2 borse in carta contenenti canapa (peso
1,900 kg
lordo);
6.7. documenti cartacei;
6.8. 1 scatola contenente canapa;
6.9. un PC portatile Microstar;
6.10. una busta contenente euro
205 in
pezzi da euro 5;
6.11. un minigrip contenente ricevute varie;
6.12. 1 scatola di cartone color marrone, no.1, contenente:
51 documenti diversi riguardanti fatture - fax - ricevute e diversa corrispondenza relativa alla _;
pubblico istrumento no. del 056.2002, avente la dicitura
no.;
fax dicitura no. riguardante una proposta di rogito;
E-mail dicitura no. riguardante la _; documentazione con proposta della _ con dicitura
no.;
6.13. 1 classificatore colore nero con relativo porta-classatore, contenente:
documentazione bancaria e corrispondenza della _;
6.14. 1 classificatore colore nero con relativo porta-classatore, contenente:
fatture pagate e non pagate concernenti la _?
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. Curriculum vitae
1.1. AC 1
ha riferito al PP:
"
Sono nato a _ e ho due fratelli, uno maggiore e uno minore di me. I miei genitori vivono ancora ed abitano con me a _.
Le scuole dell'obbligo le ho fatte a _ e il Ginnasio ad _. Ho poi frequentato la scuola tecnica superiore di _ conseguendo il diploma di ingegnere civile per il
quale ho anche vinto il premio _. Subito ho iniziato, nel 1988, a lavorare presso lo studio d'ingegnere di mio padre ad _ dove tuttora sono. Siccome lo studio è una SA, io figuro come dipendente e sono stipendiato con fr.
90'000.--
all'anno. Sono celibe e non ho figli a carico. Non ho debiti particolari salvo un prestito presso _.
Non ho attestati di carenza beni e nemmeno precetti esecutivi."
(MP 14.05.2003).
Scarcerato lo stesso giorno si è rimesso a lavorare nello studio del padre, dove è attivo ancora oggi. Dapprima al 50% e, poi, da marzo 2004 al 100%. A suo dire, ed in questo confortato dal certificato medico prodotto, la sua incapacità di lavoro, seppure parziale, sarebbe stata dovuta agli effetti nefasti che ha avuto su di lui la carcerazione preventiva (doc. TPC 23). Attualmente guadagna CHF 95'000.- all'anno. Recentemente è stato spesso all'estero a curare la costruzione di complessi immobiliari in _ (_. cfr. doc. TPC 10). Vive a tutt'oggi presso i genitori, con i quali ha conservato un ottimo rapporto ed ai quali versa un forfait di CHF 1'250.- al mese. Il premio di cassa malati si aggira attorno ai CHF 400.- mensili. Non ha debiti e non ha attestati di carenza di beni. Non ha mai fatto uso di stupefacenti.
AC 1 vanta pure una buona carriera politica. Eletto _ di _ nel 1996 per il Partito _ è stato responsabile del Dicastero _ fino al termine della legislatura 2000-2004, allorquando, rimessosi alla decisione del suo partito, non si è più ricandidato. Candidato al Gran Consiglio sempre nelle file del _ nell'aprile 1999, nel 2000 è subentrato a _ nel Parlamento cantonale, dove non è però stato rieletto in occasione delle elezioni cantonali dell'aprile 2003.
Per anni ha nutrito la passione per l'hockey inline ed è rimasto attivo nel sodalizio di _ per ben vent'anni, dapprima quale giocatore, poi quale allenatore fino a rivestire la carica di Presidente al momento dei fatti di cui in rassegna.
E' incensurato.
1.2. AC 2
ha riferito al PP:
"
Sono nato a _ e ho un fratello maggiore di me. Vivo con mia mamma che è separata da mio padre. Ambedue sono viventi.
Ho frequentato le scuole dell'obbligo a _ e poi a _
le medie. ln seguito ho fatto la scuola Tamè conseguendo il diploma solo di amministratore perché non ho superato gli esami di lingue.
In seguito ho
fatto il muratore presso un privato a _ con uno stipendio di fr. 2'300.- mensili (lì ho lavorato per circa 1 anno e mezzo) collaborando anche con il figlio di costui che era r
esponsabile della _
dove
facevo un po' di tutto. Visto che
il
salario era misero, nel contempo ho iniziato a lavorare in _ a scaricare pacchi la mattina presto. Lì sono rimasto fino al 1997. In seguito sono andato alla _ per qualche mese con uno stipendio di fr.
2'800.-
mensili. In seguito sono andato alla _
(recte: _)
a _ come magazziniere e percepivo mensilmente fr.
4'000.--
circa. Lì sono rimasto fino
al
2000/2001 allorquando ho aperto il canapaio di _.
Il
seguito è quel che ho raccontato sopra."
(MP 03.04.2003).
AC 2, una volta scarcerato, ha lavorato come operaio per un anno e mezzo per una ditta di recupero di materiale in ferro. Attualmente lavora quale magazziniere presso una fabbrica che produce punte per penne a sfera percependo un salario netto di 4'000.- franchi al mese. Vive attualmente con la madre invalida alla quale versa una pensione di CHF 1'100.- al mese. Il premio di cassa malati è di 328.- franchi mensili. Non ha debiti particolari. Da allora risulta che si sia comportato in modo corretto, fatto salvo l'episodio dell'incidente del 27 marzo 2004 oggetto dell'atto d'accusa aggiuntivo allorquando, circolando in stato di ebrietà (1.45 g per mille) ed ad una velocità assolutamente inadeguata (ca. 80 km/h a fronte del limite di 50 km/h) ha perso il controllo del veicolo ed è uscito di strada.
Formalmente incensurato, AC 2 all'epoca dei fatti già era attivo nel commercio di canapa, così come era solito, ogni tanto, farsi qualche canna. Così al PP nel verbale del 14 maggio 2004:
"
Nel 2000/2001 ho poi aperto il canapaio di _ e quindi ho poi costituito la _. che mi hanno poi portato all'arresto del
21 marzo 2003 durato sino al 14 aprile 2003. Uscito dal carcere, trascorsi forse un paio di mesi, ho iniziato a lavorare presso la _, dapprima pagato ad ore e quindi, forse dopo due mesi, con un contratto mensile fisso. Percepisco attualmente fr. 3'500.- netti al mese.
La mia attività presso questa ditta consiste nell'effettuare lavori di magazziniere come pure raccogliere rottami vari anche al di fuori della sede di lavoro.
Non ho precedenti penali nel senso che non ho ancora ricevuto condanne; sono però come detto in attesa che venga celebrato il processo per infrazione alla legge federale sugli stupefacenti."
1.3. AC 3
ha raccontato in occasione del suo interrogatorio dinanzi al Magistrato inquirente:
"
Sono nato a _ e ho una sorella che vive a _. I miei genitori abitano a _. In quella città ho frequentato le scuole dell'obbligo. In seguito ho assolto un tirocinio di venditore di pezzi di ricambio per auto che implica anche corsi scolastici oltre a quelli pratici. Ho conseguito il relativo diploma dopo 2 anni.
Ho poi lavorato per alcuni anni alla sede _ come responsabile di pezzi di ricambio per PORSCHE. Sono poi tornato a _ ed ho lavorato alcuni anni all'Assicurazione _. In seguito ho lavorato per la ditta italiana _ nella sua sede a _ come rappresentante per il Ticino ed i Grigioni e percepivo uno stipendio di fr. 4'500.-- lordi. In seguito al fallimento di questa ditta ho trovato lavoro alla _ come rappresentante per la vendita di batterie. Nell'aprile 2002 ho poi cominciato per la _ che vende pezzi di ricambio per i garages e percepivo uno stipendio di circa fr. 10'000.-- fra salario base e indennità varie. Negli ultimi 6 mesi era però sceso a circa 8-9'000.-- franchi. Posso quindi dire che allorquando ho accettato la proposta di AC 1 e AC 2 la mia situazione economica era buona. Oltre all'attività presso la _ davo anche una mano alla ditta _ della mia convivente aggiustando e impiantando macchine per il caffè e occupandomi anche dell'amministrazione. Non ricevo nessun compenso particolare a parte l'usufrutto delle vetture Jaguar e della Smart che sono intestate alla ditta _ anche se le targhe sono a nome della signora _ e mio per via del fatto che andando frequentemente in Italia si hanno problemi se l'auto non è intestata a chi la guida. Il leasing lo paga la _.
Sono convivente con la _ da 7 anni ma non ho figli.
Ho debiti per circa fr. 20'000.-- per tasse arretrate che stavo pagando ratealmente."
(MP 06.05.2003)
Uscito di prigione ha percepito per un certo periodo le indennità di disoccupazione. Nel frattempo si è lasciato con la convivente e si è unito in matrimonio, il 27 luglio 2004, con un'altra donna. Non ha figli. Tale unione è, a suo dire, ormai irrimediabilmente compromessa tanto che vive già separato. Attualmente fa il rappresentante di elettrodomestici e percepisce uno stipendio di CHF 3'500.- mensili oltre a 350 franchi quali rimborso spese. La sua situazione debitoria si è fatta nel frattempo catastrofica. Nel novembre 2004 ha chiesto l'autofallimento. La procedura è stata sospesa. A suo carico vi sono attestati di carenza di beni per oltre 200 mila franchi a fronte di debiti reali comunque riconosciuti per ca. 120'000.- franchi. Vive al limite della soglia del minimo vitale.
Una volta scarcerato AC 3 è nuovamente incappato in atti contrari al codice penale formando, nel settembre 2004, un documento fittizio, utilizzando la carta intestata dell'avv. _, attestante un inveritiero versamento di 1,5 milioni di euro da parte di tale _. Da notare che tale documento venne erroneamente inviato alla _ via fax, la quale lo retrocedette all'avv. _ che potè così scoprire l'arcano, di cui altrimenti sarebbe magari anche potuto rimanere per sempre ignaro.
Dal profilo penale AC 3 registra un precedente relativo alla condanna al pagamento di una multa, inflittagli il 25 marzo 2003 dalla Pretura penale, di CHF 500.- per circolazione in stato di ebrietà, infrazione alla LCStr e inosservanza dei doveri in caso d'infortunio. Come vedremo non si tratta tuttavia di un precedente poiché tale condanna è avvenuta due giorni prima del suo arresto ed i fatti di cui in rassegna sono stati commessi precedentemente.
2. Le circostanze degli arresti
2.1.
AC 2 è stato arrestato in data 21 marzo 2003 nell'ambito dell'operazione indoor 4 mentre si trovava direttamente presso la piantagione di _. Scarcerato per disposizione del PP il 14 aprile 2003, ha trascorso l'intero periodo di carcerazione preventiva presso le carceri pretoriali di _.
2.2. AC 3
è stato arrestato il 27 marzo 2003 a _. Secondo gli inquirenti il suo fermo non avrebbe pouto essere efettuato prima causa sua assenza. Sennonchè AC 3, proprio due giorni prima si era niente di meno che presentato alla Pretura penale per subire il processo che lo ha portato alla condanna al pagamento della multa di cui sopra. Ma tant'è. Fatto sta che è stato associato alle celle pretoriali di _ fino al 25 aprile successivo allorquando è stato trasferito al _ dove è rimasto fino al 6 maggio 2003 quando è stato posto in libertà provvisoria per disposizione del PP.
2.3. AC 1
è stato arrestato ad _ il 14 aprile 2003 alle ore 09.30. E' stato incarcerato nelle celle delle carceri pretoriali di _ dove ha trascorso tutto il periodo della detenzione preventiva cessata il 14 maggio 2003 per disposizione del PP che ne ha ordinato la scarcerazione.
3. I fatti dell'atto di accusa e di quelli aggiuntivi
3.1.
Come detto AC 2 era già attivo, prima del suo arresto in relazione alla coltivazione di _, nel commercio di canapa. Nel corso del 2000/2001 è stato infatti amministratore del canapaio _ che vendeva soprattutto i cosiddetti sacchetti odorosi che finivano poi per essere fumati quali stupefacenti. Era in società con tale _, nella _ che era proprietaria del cennato negozio. In tale veste percepiva uno stipendio di ca. CHF 3'500.- al mese. Ha poi lasciato tale società per dissapori con il socio (PS 21.03.2003). Non è nota la quantità di canapa venduta e nemmeno la cifra d'affari di questo canapaio. Resta che AC 2 ha ammesso di aver lavorato in tale commercio, di aver percepito il citato stipendio e di essere sempre stato al corrente del genere e della destinazione ad uso stupefacente dei prodotti venduti (MP 03.04.2003).
3.2.
Fallita l'esperienza di _, AC 2, peraltro buon consumatore di canapa, si è messo nuovamente in tale commercio. In data 10 giugno 2002 è stata costituita la _ da AC 2 e da AC 3. In realtà è stato AC 3, già attivo nel ramo societario, a reperire una società, la _ che è poi stata trasformata in _, laddove _ altro non è che l'acronimo di AC 3. All'atto hanno partecipato altre due persone che nemmeno val la pena di citare poiché, per ammissione di tutti, non hanno avuto alcun ruolo nella società. Lo scopo sociale iscritto a RC, come in parecchi altri casi del genere, non menziona il commercio della canapa da stupefacente, limitandosi a far riferimento alla compravendita di beni, in particolare di articoli di giardinaggio, semenze e piante.
3.3. AC 2
e AC 1 già si conoscevano. A dire il vero AC 1 era amico del fratello di AC 2, in quanto pure lui attivo nell'hockey inline. Sia che sia i due si conoscevano già.
Pure AC 3 e AC 1 si conoscevano: stando a AC 1 si erano conosciuti perché AC 3 si occupava, per la ditta _, della manutenzione della macchina del caffè posta nella sede del club di hockey di cui era presidente.
AC 2 e AC 3, dal canto loro, prima di entrare in affari nella _, non si conoscevano. Lo hanno riferito entrambi al PP, al quale AC 2 ha detto che è stato proprio AC 1 a presentargli AC 3 (MP 03.04.2003 AC 2; 06.05.2003 AC 3).
3.4.
Tornando alla costituzione della _, dopo alcune reticenze iniziali, laddove ha riferito che si sarebbe trattato unicamente di commercio di olio eterico e di cosmetici e che i primi due raccolti si sarebbero bruciati, AC 2 ha ammeso che altro non si trattava che di una società attiva nel commercio della marijuana e che i ruoli erano ben distinti: lui era il coltivatore/venditore, AC 3 l'amministratore e AC 1 il finanziatore. Così AC 2 al PP:
"
Lasciato il negozio
di
canapaio di _, sono stato contattato dalI'ing. AC 1 (ora è anche in lista elettorale per il Gran Consiglio per il _) il quale mi ha proposto di fare delle coltivazioni di canapa per le quale lui avrebbe messo i soldi (ho poi saputo dal AC 3 che il capitale che lui intendeva mettere a disposizione si aggirava attorno a fr. 100-110'000.--) e io avrei dovuto occuparmi della manutenzione e della cultura. Questo avveniva all'incirca giugno/luglio 2002. lo gli avevo chiesto se non
ci fossero poi stati dei problemi con la giustizia ma lui mi ha rassicurato dicendo testualmente "... l'è tüt a post ...". Lui mi ha poi fatto conoscere AC 3 (....) che io prima non conoscevo. Per il tramite del AC 1 si è
quindi
costituita la _ con strumento notarile redatto presso lo studio legale _. E' il AC 3 che ha fatto tutto e che anche ha scelto lo studio notarile. L'ing. AC 1 presumo che abbia messo dei soldi (perché non ho visto fisicamente) ma non so però per il tramite di quale degli altri due soci. Dico questo sia perché aveva già assicurato anche a me che i soldi ce li avrebbe messi lui ed anche perché ho sentito il AC 3 alludere che i soldi venivano dal AC 1. Ricordo anche che prima che diventasse _, la società era della figlia del proprietario del Bar _ e di un altro italiano e la ditta si occupava di commercializzazione del caffè. Loro erano presenti al momento della stesura dell'atto notarile ed è per questo che ho visto che c'era questo cambiamento della ragione sociale della
società (....) Il AC 3 aveva
anche allestito la ripartizione degli utili e a me sarebbe spettato iI 12,5% del provento della vendita della canapa, ovviamente finalizzata al mercato degli stupefacenti. Per quanto riguarda gli altri soci, io non so esattamente quale fosse la quota parte di utile che sarebbe loro spettata ma sono certo che quello che avrebbe avuto di più sarebbe stato il AC 1 perché era lui l'ideatore, l'organizzatore e il finanziatore dell'operazione. Per il AC 3 mi pare che la sua percentuale doveva aggirarsi attorno al
35-40%"
(MP 03.04.2003).
Nello stesso senso, non invero senza qualche reticenza iniziale, il AC 3:
"
Siccome conoscevo già da alcuni anni AC 1 per via del _, verso l'aprile del 2002 è venuto da me assieme ad un certo AC 2 (che prima non conoscevo). Scopo dell'incontro era di chiedermi se fossi stato interessato ad occuparmi dell'aspetto amministrativo di una coltivazione Indoor di canapa e di avviare poi i contatti con eventuali ditte italiane interessate alla fornitura di prodotti cosmetici a base di canapa. Siccome si parlava anche di costituire una società finalizzata allo scopo, io ho detto subito che non volevo figurarvi in nessun modo ma che mi sarei limitato agli aspetti burocratici e dei contatti sopraddetti. Soprattutto il AC 1
diceva che, essendo lui a quel tempo in Gran Consiglio, quel che avremmo fatto rientrava ancora nei canoni di legalità e io ci ho creduto ma solo fino ad un certo punto. Le cose si sono quindi concretizzate e del magazzino e dell'acquisto delle apparecchiature e delle talee si sono occupati il AC 1 e lo AC 2. Ad un certo punto, verso maggio 2002, la coltivazione indoor è iniziata presso il magazzino di _ dove mi pare fossero messe in coltivazione circa 3500/3700 talee. Della coltivazione si occupava in prima persona lo AC 2 perché era quello che aveva le conoscenze necessarie ed aveva anche le chiavi dello stabile. Man mano che la coltivazione procedeva io avevo costatato che il AC 1 prendeva sempre di più le distanze nel senso che mi diventava difficile poterlo contattare e mi era quindi preclusa la possibilità di vedere cosa avveniva in quel magazzino. Ovviamente io ricevevo le fatture per i necessari pagamenti e quindi la mia visione era limitata a quella prospettiva. Visto l'atteggiamento del AC 1 ne avevo tratto l'impressione che la cosa non fosse del tutto al chiaror del sole e che lui volesse tenersi a distanza data la sua posizione di politico granconsigliere. Le cose procedevano quindi con coltivazioni e raccolti ed era stata istituita la società _ per coprire la gestione degli affari. Nella società né io né il AC 1 abbiamo voluto figurare e vi sono entrati quelli che figurano agli atti. Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, io non ho messo un franco di investimento ma è stato unicamente il AC 1 a mettere i soldi ammontanti ad un totale di fr. 126'000.- circa così ripartiti: fr. 50'000.- iniziali che mi risulta si fosse fatto prestare da terzi a me ignoti (avevo sentito dal AC 1 mentre eravamo in un bar che una persona che transitata lui diceva essere quella che gli aveva prestato i fr. 50'000.- e l'ho visto poi salire sull'auto di questa persona che ho poi individuato perché sull'auto c'era la scritta _ impresa di costruzione ma non so di dove); fr. 40'000.- li ha poi messi in una fase successiva e so per certo che se li era fatti prestare ma non so da chi; fr. 16-18'000.- circa che mi pare provenissero da un aumento di credito che il AC 1 si era fatto fare presso la _; altre somme di
fr. 1'000.- o
2'000.- per volta per un totale di fr. 10-15'000.- che mi venivano recapitate per suo conto tramite
lo AC 2"
(MP 06.05.2003).
A mente del AC 1 egli si sarebbe in realtà limitato in un primo tempo a far da tramite tra il proprietario dello stabile ed il AC 2, perché così richiesto dall'amico _, onde fare un favore a quest'ultimo che cercava una sede per l'attività del fratello. In un secondo tempo, proprio in virtù di questo importante rapporto di amicizia, AC 1 avrebbe dapprima prestato al fratello dell'amico, senza ricevuta in quanto si trattava di suoi risparmi non dichiarati al fisco, la somma di CHF 50'000.- che gli sarebbe stata puntualmente restituita pochi mesi dopo. Successivamente AC 2 avrebbe richiesto un nuovo prestito di CHF 40'000.- che AC 1 gli avrebbe nuovamente concesso, sempre per l'amicizia che lo legava a _. Così AC 1 al PP:
"
Ho un rapporto di profonda amicizia con _ che conosco da una vita e col quale ho in comune anche delle attività sportive. Parlando una sera (marzo 2002) con lui mi disse che suo fratello AC 2 era interessato a trovare qualcosa nella zona artigianale nella _ per svolgerci un'attività. lo suo fratello lo conoscevo solo di vista e sapevo che lavorava a suo tempo per un deposito della _
(recte: _)
. Parlando con dei miei contatti che ho nel ramo dell'edilizia, sono venuto a sapere che c'era libero uno spazio per l'attività artigianale in uno stabile di _ di proprietà del signor _ che io non conoscevo. Era stato il signor _ della _ a
passarmi l'informazione ed io gli chiesi di fissarmi un appuntamento con _. Ho quindi combinato un incontro fra me, il _, _ e AC 2 direttamente sul posto dove sapevo che la ditta del _ stava già effettuando dei lavori di pavimentazione. Per le trattative io e il _ ci siamo a un certo momento distanziati lasciando discutere direttamente _ e _ tra di loro. Fino a quel momento io non avevo idea di cosa volesse fare come attività il AC 2. Ci sono stati altri incontri finché una sera mentre ero alla buvette del nostro centro sportivo della Inline Hockey a _, giunse AC 2 e mi spiegò che lui intendeva impiantare una coltivazione di canapa indoor e mi chiedeva se avessi potuto prestargli fr. 50'000.-. Preciso che lui veniva ogni tanto a fare dei lavori di manutenzione presso il centro sportivo per aiutare la nostra società nella quale c'è anche il fratello _. Quando mi parlò della canapa, lui diceva che oltre alla coltivazione indoor avrebbe allestito un piccolo laboratorio per la ricerca e la produzione di derivati della canapa menzionando: cosmetici, olio essenziale, materiale per l'edilizia, ecc. Siccome io ero ignorante in materia, ci ho creduto anche se oggi mi rendo conto che le cose stavano sicuramente molto diversamente. Gli dissi che dovevo verificare la disponibilità e circa 1 settimana dopo glieli consegnai brevi manu prelevandoli da miei risparmi personali. Presumo che lui li abbia quindi immediatamente utilizzati per attivare I'operazione di coltivazione. Devo dire che mi sono prestato a fornirgli quel finanziamento senza chiedere garanzia alcuna soprattutto per via dell'amicizia con suo fratello e anche perché sono un po' fatto così di carattere di fronte a emergenze di persone che conosco bene e che mi chiedono aiuto. Sempre su richiesta o del AC 2 o del AC 3 mi sono poi interessato per via di alcuni problemi tecnici legati ad una perizia tonica e ad una fattura per dei lavori di potenziamento della rete elettrica (la fattura della _ che aveva effettuato i lavori era stata inviata alla _ ma dopo diversi richiami era stata girata al nostro studio di ingegneria ma non so chi l'abbia poi pagata alla fin fine).
Per quanto riguarda la _ io non ho avuto nessun ruolo né nella costituzione né nella gestione e non so esattamente come sia nata e nemmeno da chi sia costituita. Avevo comunque appreso che esisteva la società perché la summenzionata fattura era
indirizzata a quella ragione sociale. AC 3 io lo conoscevo da circa 1 anno e mezzo perché si occupava della manutenzione delle macchine per il caffè della sede sportiva per conto della società _. Per quanto riguarda il coinvolgimento del AC 3 nella vicenda della canapa, io non so esattamente come sia avvenuto ma presumo che frequentando lui il nostro centro sportivo abbia potuto avere dei contatti con lo AC 2."
(MP 14.05.2003).
Questo Presidente ha ritenuto le chiamate di correo di AC 2 e di AC 3 nei confronti di AC 1 assolutamente credibili e sincere. Innanzi tutto le affermazioni riportate nei verbali citati sono state rese in regime di carcere preventivo e meglio allorquando i due non hanno assolutamente potuto comunicare tra loro. Le stesse sono coerenti e lineari in particolare su un punto essenziale, e meglio la suddivisione dei ruoli: AC 2 il braccio, AC 3 l'amministratore e AC 1 la mente, il finanziatore, l'ideatore. D'altronde non poteva di certo essere il AC 3 il finanziatore, data la sua precaria situazione economica già a quell'epoca. Nemmeno AC 2 aveva mezzi da investire. Il racconto di AC 1 circa il prestito a AC 2 per amicizia con il fratello, di poi, non regge nemmeno ad un esame di logica. In effetti mal si comprende come un ingegnere, conosciuto dai più anche per le sue attività politiche e sportive, presti dei soldi senza ricevuta non all'amico, ma al di lui fratello che non conosce a fondo, si fa restituire i soldi e gliene presta, di lì a poco, quasi altrettanti. Il tutto senza uno straccio di ricevuta.
Tornando alle chiamate di correo va aggiunto che le stesse sono apparse del tutto disinteressate e sincere. Nessun elemento è emerso che possa anche soltanto far pensare che AC 3 e AC 2 abbiano nutrito dei sentimenti di rivalsa nei confronti di AC 1. Anzi, emerge piuttosto la loro preoccupazione di tenerlo fuori da questa vicenda: in effetti nei primi verbali non ne hanno parlato, proprio per non coinvolgere un politico conosciuto, un ingegnere, una persona insomma che godeva di tutto rispetto presso la gente. D'altra parte dal dire del coinvolgimento del AC 1 quale finanziatore dell'operazione, AC 3 e AC 2 nulla avevano da guadagnare, tali chiamate di correo non avendo alcuna influenza sulle loro posizioni processuali. Ad ulteriore dimostrazione della sincerità di AC 2 vi è di poi la spontanea e immediata precisazione al rialzo quanto al prezzo al grammo di cui all'AI 15.
Ne discende che questo giudice ha raggiunto il convincimento che AC 1 ha in effetti funto da ideatore e da finanziatore del commercio di canapa di cui in rassegna, conservando nel contempo, almeno verso l'esterno, una posizione sempre defilata, con la preoccupazione di non apparire troppo, consapevole delle finalità illecite dell'operazione e delle conseguenze negative, sul piano della reputazione personale, che tale attività avrebbe certamente avuto.
In questa divisione tripartita è pure del tutto logico che AC 2 abbia funto da coltivatore/venditore e che AC 3 si sia essenzialmente occupato degli aspetti amministrativi.
A mente del difensore di AC 1, la logica smentirebbe un coinvolgimento del suo assistito al di là di quanto da questi riferito, dato che non aveva alcun motivo di mettersi nel commercio di canapa avendo un lavoro ed una reputazione importanti, da cui peraltro non avrebbe tratto alcun guadagno. Al riguardo va obiettato che, se è vero che dalla vendita delle prime due coltivazioni non ha tratto guadagno a fronte dell'importante somma investita, è altrettanto vero che in questa prima fase la _ ha dovuto far fronte ad importanti spese come il potenziamento dell'impianto elettrico oltre ai consueti costi relativi al normale avvio dell'attività. In siffatte evenienze è del tutto ovvio che gli utili non vengano realizzati già con i primi due cicli produttivi, così come è normale attendersi che l'investimento frutti con il prosieguo dell'attività nel tempo. Con il che non è fuori logica che AC 1 abbia investito oltre CHF 100'000.- senza ricavare nulla nei primi mesi dell'attività, attendendosi poi importanti guadagni in futuro. Del resto il tutto è poi stato bloccato solo grazie all'arresto degli imputati.
3.5.
Sull'attività come tale AC 2 ha confermato in aula quanto già detto in sede d'inchiesta al PP e meglio:
"
A questo momento, relativamente alle prime due coltivazioni effettuate, devo ammettere quanto segue: non è vero che siano andate a male come avevo detto ma è avvenuto
quel
che sto per descrivere:
- per la
prima (luglio-agosto 2002), una parte è seccata e ne è rimasta solo una parte che ha prodotto circa 16 kg di canapa secca che ha avuto la seguente destinazione: una decina di kg li ho venduti io a _ al negozio di canapaio _ che io non conoscevo prima ma siccome ce l'avevo in macchina ed ho offerto l'acquisto. Il
titolare era uno con l'accento meridionale e di fatti mi ha comperato i 10 kg che gli ho venduto a fr. 3.30 il grammo ricavandone complessivamente fr. 33'000.-- che lui mi ha pagato in contanti. Questi soldi li ho consegnati integralmente al AC 3 gli altri 6 kg li ha venduti il AC 3 mi sembra nella regione di _ (almeno lui così mi ha detto) ma non mi ha detto a quanto li aveva venduti (mi ha accennato qualcosa tipo il prezzo al quale avevo venduto io a _). Siccome i soldi andavano tutti a lui non so quale ne sia stato il provento della parte da lui venduta.
- la seconda coltivazione (novembre 2002) ha avuto successo e delle 3300 talee piantate ne abbiamo ricavato 35-36 kg di canapa secca che è stata così destinata: circa 15 kg (in diversi viaggi da 3-4 kg l'uno) li ho venduti al summenzionato negozio di canapaio di _ al prezzo però di fr. 4,50 al grammo. Complessivamente ne
ho ricavato quindi fr. 67'500.-- che ho sempre consegnato integralmente al AC 3. Preciso che in occasione di queste forniture io consegnavo la merce fuori dal negozio su richiesta di quel meridionale. Gli altri 20-21 kg hanno avuto questa destinazione: circa 11 kg li ho venduti a un certo _ che abitava sopra il negozio di canapaio che avevo a _ ed è stato lui a contattarmi per chiedermi se avevo canapa da vendergli. Anche a lui ho fatto il prezzo di fr. 4.50
(recte: fr. 4.90, cfr. AI 15)
il grammo ne ho ricavato fr. 49'500.-- che ho puntualmente consegnato al AC 3. A riguardo di questo _ devo precisare che è stato lui ad aver venduto a degli italiani la canapa che aveva ritirato da me e che poi sono stati fermati dalla polizia, così come mi è stato riferito durante il primo interrogatorio dopo l'arresto. E' vero che questi due romani erano stati nel magazzino dove c'era la coltivazione indoor ma solo perché il _ aveva detto loro di venire a vedere come era la coltivazione. La canapa intercettata poi dalla polizia su di loro non l'avevano presa in magazzino da me ma era stata loro venduta in seguito dal _ prima di lasciare la Svizzera. D'altronde a quel momento la coltivazione non era ancora in fase di raccolta e quindi non ne avevo comunque da vender loro.
La rimanenza di 10 kg li ha venduti il AC 3 e lui mi ha detto ancora dalle parti di _. Non so quanto ne abbia ricavato ma mi aveva detto che aveva fatto lo stesso prezzo che avevo fatto io. I soldi io non li ho proprio visti perché li teneva sempre lui. Preciso che il prezzo superiore della seconda coltivazione era legato al fatto che era di migliore qualità.
- La terza coltivazione (piantata nel febbraio 2003) è quella che è poi stata sequestrata con il mio arresto. Il PP mi informa che dalle analisi di laboratorio, i campioni sottoposti hanno dato un tenore di THC variante fra il 9,4% e il 17,3%"
(MP 03.04.2003).
Al riguardo rilevasi che i dati sul tasso di THC sono indicati nella relativa perizia del 27 marzo 2003 del Laboratorio cantonale.
Al momento dell'arresto in particolare presso la serra di _ sono stati sequestrati 1968 piante di canapa e 667 fiori secchi. Per stessa ammissione di AC 2 si tratta del prodotto del terzo ciclo di produzione, destinato ad essere venduto come i primi due.
3.6.
Sui quantitativi effettivamente venduti, AC 3, pur avendo confermato che delle vendite si è sempre occupato prevalentemente AC 2, ha ammesso di aver venduto quantitativi inferiori rispetto al correo e meglio 4 kg di fiori secchi venduti a tale _. AC 2 per contro ha riferito che il correo ne ha venduti 10 kg. La questione non ha invero alcuna rilevanza sulla colpa del AC 3, la differenza di quantitativi non avendo grande ruolo sulla determinazione della colpa, ciononostante va comunque osservato che non vi sono motivi per scostarsi dai quantitaivi riferiti da AC 2, risultato dei tre comunque il più sincero. Del resto anche in questo particolare, del tutto marginale, egli non aveva alcun motivo di mentire.
Ne discende che anche su questo punto l'atto di accusa va confermato.
3.7.
Sulla cifra d'affari AC 2 ha riferito:
"
Quel che è stato sequestrato in loco (1968 piante e 667 fiori di canapa essicate) sono il risultato delle 2500 talee che erano state piantate (all'inizio erano 3300 ma poi una parte si è seccata e non ha attecchito) e comperate alla _. A questo riguardo preciso che le fatture che ricevevo erano intestate a questa ditta ma di fatto sul posto, quando andavo a ritirare le talee col furgone, avevo visto che sullo stabile vi era il nome "_" e accanto vi era un locale ufficio con la scritta _. In quel posto ci sono diverse serre e una (quella più retrostante rispetto allo stabile) è destinata a coltivazione di talee di canapa per il successivo trapianto indoor. Nelle altre ho visto che c'erano anche fiori, ecc. Quando io ci andavo per acquistare le talee, trattavo direttamente con chi era in serra (giardinieri e/o inservienti) e poi andava nell'ufficio per la relativa fattura dove di solito c'era una signora che se ne occupava. In quel posto ho visto diversi operai lavorare nelle serre.
Ogni talea veniva fatturata fr. 3.- l'una. I soldi per pagare la fattura me li dava brevi manu il AC 3 la sera prima di andare a comprarle. In genere erano circa fr. 10-11'000.- per ogni acquisto e il pagamento presso la _ avveniva in
contanti e con il bollettino di pagamento stilato poi in ufficio come ho detto sopra. Da quel che so gli acquisti di talee presso questa ditta avvenivano tutti in contanti.
Complessivamente, per le tre coltivazioni effettuate con _, ho comperato presso la _, 10'000 talee per un totale di fr. 30'000.-. Il prezzo unitario variava a seconda delle quantità acquistate: fr. 6.- fino a 500 talee; fr. 4.50 sopra le 500 talee e fr. 3.- sopra le 1000 talee.
Anche per le prime due coltivazioni, i soldi per acquistare le talee e tutto il resto necessario, me li ha sempre dati in contanti il AC 3."
(MP 03.04.2003).
AC 3 ha detto al MP di poter stimare la cifra d'affari in ca. 180/200'000.- franchi. E' stato accertato che AC 3 ha aperto un conto presso la _ a proprio nome, perché non essendo formalmente organo della _ non poteva aprirne uno a nome della società e AC 2, più volte sollecitato in tal senso, non è mai andato in banca a provvedervi. Su questo conto (N.) sono state eseguite operazioni in entrata ed in uscita esclusivamente per la _, dal 1° giugno 2002 al 14 aprile 2003 per complessivi CHF 123'514,80. AC 3 ha spiegato, ed in questo confortato pure da AC 2, che era quest'ultimo a consegnargli i soldi delle vendite, lui li versava sul conto e, o pagava le spese direttamente oppure procedeva a versarli sul citato conto da cui poi prelevare per effettuare i pagamenti.
AC 1 non si è mai occupato della gestione finanziaria, fatto salvo l'investimento dei citati CHF 126'000.-. In particolare non è emerso che egli abbia toccato un franco. E' vero che AC 2 ha detto al PP che i soldi li dava tutti al AC 3, presumendo che questi li girasse poi al AC 1 e di aver sollecitato a AC 3 il pagamento della sua provvigione ricevendo quale risposta che prima si sarebbero dovuti pagare gli azionisti, ma si tratta di una presunzione, smentita dallo stesso AC 3 il quale, in aula, ha riferito di non aver mai pagato alcunchè al AC 1, tutti i pagamenti essendo stati effettuati per coprire le spese nonché alcuni debiti dello stesso AC 2 presso l'UE pari a ca. 7'000.- franchi.
3.8.
Come visto il ruolo di AC 1 è stato quello dell'ideatore e del finanziatore. Nel complesso è comunque sempre rimasto nell'ombra, non volendo apparire né formalmente nella società né nelle operazioni da essa compiute. In tale ambito ha comunque partecipato alla negoziazione per l'affitto del capannone pur dando l'impressione verso l'esterno di volersi tenere in disparte, ha redatto uno scritto 16.12.02 al Dip. del Territorio (AC 3 ha precisato che lo ha scritto proprio AC 1) e ha ordinato i lavori di potenziamento dell'impianto elettrico alla _ come riferito da AC 3. Lavori in un primo tempo oggetto pure di richiamo all'ufficio d'ingegneria AC 1 e poi pagati come _ (AC 3 MP 06.05.2003)
I fatti imputati nell'atto d'accusa, a prescindere dalla loro qualifica giuridica, meritano pertanto piena conferma. La consapevolezza di AC 1 di finanziare la produzione di stupefacenti non può essere seriamente posta in dubbio dati l'elevato importo investito, l'ideazione della produzione e del commercio, il fatto di essersi rivolto proprio ad una persona (AC 2) già pratica del mestiere, le sue, anche se non frequenti, apparizioni sul luogo della coltivazione e, per finire, la sua formazione professionale e l'attività politica da lui svolta, che lo ha posto direttamente a contatto con il fenomeno canapa in Ticino, avendo peraltro partecipato all'adozione della legge cosiddetta "_" sulla coltivazione della canapa.
3.9. AC 2
ha pure coltivato canapa per conto suo traendo, da una piantagione presso il suo domicilio, 6,14 kg di fiori secchi. In aula ha spiegato che in buona parte era destinata alla vendita come quella ricavata dal capannone di _. Con il che anche questa imputazione va confermata.
3.10.
Per il resto AC 2 e AC 3 vanno assolti da tutte le contravvenzioni per le quali il termine di prescrizione triennale è nel frattempo trascorso.
4.
Le qualifiche giuridiche
4.1.
Con sentenza 28 giugno 2004 la CCRP ha stabilito che a norma dell'art. 19 n. 2 LStup un caso è da considerare grave – tra l'altro – se l'autore realizza, trafficando per mestiere, una grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole. In DTF 129 IV 253 il Tribunale federale ha ricordato che una persona agisce per mestiere quando risulta che dal tempo e dai mezzi consacrati all'attività delittuosa, dalla frequenza degli atti durante un periodo determinato, come pure dagli introiti prospettati o ottenuti, essa eserciti la sua attività alla stregua di una professione, foss'anche accessoria. Occorre tuttavia che l'autore si prefigga di ottenere entrate relativamente regolari, costituenti un apporto di rilievo al finanziamento del suo tenore di vita e che si sia perciò, in un certo modo, inserito nella delinquenza (DTF 129 IV 253 consid. 2.1 pag. 254 con riferimenti). L'aggravante del traffico per mestiere presuppone, in linea generale, che l'autore ricerchi e ottenga effettivamente, grazie all'attività delittuosa, guadagni relativamente regolari, che contribuiscano in modo non trascurabile a soddisfare i suoi bisogni. Poiché proprio quando conta su introiti per finanziare una parte del suo tenore di vita l'autore diventa socialmente pericoloso (DTF 129 IV 253 consid. 2.2 pag. 255 con riferimenti).
Trattandosi dell'aggravante prevista dall'art. 19 n. 2 lett. c LStup, in particolare, la norma prevede espressamente che essa è data solo quando chi si dedica al traffico di droga per mestiere ritrae una cifra d'affari considerevole o un guadagno importante. Decisivi sono, da un lato, l'introito lordo e, dall'altro, il beneficio netto conseguito (DTF 129 IV 252 consid. 2.2 pag. 255). Il primo deve ammontare ad almeno fr. 100'000.–, il secondo deve raggiungere almeno fr. 10'000.– (DTF 129 IV 153 consid. 2.2 pag. 255). La cifra d'affari e il guadagno devono essere stati effettivamente ottenuti (DTF 129 IV 253 consid. 2.2 pag. 255, 117 IV 63 consid. 2a pag. 65). La mera aspettativa non è sufficiente (
Albrecht
, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht, Sonderband, Betäubungsmittelstrafrecht, Basilea 1995, n. 194 ad art. 19 Stup;
Corboz
, Les infractions en droit suisse, vol. II, Berna 2002, n. 102 ad art. 19 LStup con rinvio a DTF 117 IV 65 consid. 2a). La fattispecie qualificata dell'art. 19 n. 2 lett. c LStup costituisce, in sostanza, una circostanza personale nel senso dell'art. 26 CP.
Per concludere la CCRP ha ritenuto non dati gli estremi dell'aggravata del guadagno e della cifra considerevole nel caso di un biologo che ha investito ben 250'000.- franchi in una società, di cui era vice presidente con diritto di firma individuale, non avendo egli né tratto beneficio dal commercio di canapa di quella società né partecipato alla gestione amministrativa e contabile della stessa che, nel suo complesso, aveva comunque realizzato una cifra d'affari di almeno 10 milioni di franchi.
AC 3 e AC 2 hanno conseguito la cifra d'affari nella misura in cui hanno direttamente e personalmente incassato i soldi rispettivamente versati sul conto e utilizzati per eseguire i pagamenti. Al contrario, AC 1 non ha, secondo quanto in modo credibile ha riferito AC 3, conseguito alcuna cifra d'affari, il capitale investito ancora non bastando per applicare la citata aggravata.
4.2.
La difesa di AC 2 ha chiesto che venga riconosciuto l'errore di diritto. Verrebbe da chiedersi: "ancora?". Su questo punto la difesa ha torto. In effetti la giurisprudenza ha già avuto modo più volte di dire che le leggi in vigore, al momento dei fatti qui in esame, erano comunque chiare e che sull'illegalità di simili condotte non potevano sorgere dubbi, a prescindere dall'operato concreto delle autorità di polizia (DTF 27.11.2006 in re T.).
4.3.
Per il resto tutti e tre gli imputati sono correi avendo agito in società, ognuno con i propri compiti. AC 2 il coltivatore e venditore, AC 3 il contabile e amministratore e AC 1 il finanziatore e l'ideatore agente nell'ombra.
5.
La commisurazione delle pene
Per l'art. 47 n CP il giudice commisura la pena alla colpa dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. La colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
La novella legislativa entrata in vigore il 1° gennaio 2007 non ha nella sostanza modificato i criteri fondamentali di fissazione della pena previsti dalla previgente normativa (FF 1999 p. 1704). La gravità della colpa resta il criterio fondamentale. A tale riguardo entrano in considerazione numerosi fattori: movente e circostanze esterne, intensità del proposito (determinazione), risultato ottenuto, assenza di scrupoli, modi di esecuzione del reato, entità del pregiudizio arrecato volontariamente, durata o reiterazione dell'illecito, e così via. Per quanto riguarda l'autore in particolare occorre considerare la sua situazione familiare e professionale, l'educazione ricevuta e la formazione seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali precedenti e la reputazione in genere. Anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa la collaborazione prestata con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 117 IV 112). Nella commisurazione della pena il giudice fruisce di ampia autonomia quando valuta l'importanza di ogni singolo fattore di determinazione (DTF 122 IV 15). In considerazione dei numerosi e diversi parametri che intervengono nella commisurazione della pena, una comparazione con casi analoghi è molto discutibile (DTF 120 IV 144), una certa disuguaglianza in tale ambito spiegandosi con il principio dell'individualizzazione voluto dal legislatore (DTF 19 giugno 2003 in re M.). Va infine considerato che la pena commisurata in base al criterio della colpa può nondimeno essere diverso secondo la sensibilità dell'imputato e che di fronte a colpe equivalenti la pena deve essere fissata non in funzione della durata ma della durezza (CCRP 18 febbraio 2004 in re M.).
5.1.
Nella valutazione della colpa di AC 2 va innanzi tutto considerato che l'imputato è colpevole di violazione aggravata alla LStup che impone di regola una pena minima di un anno. AC 2, pur essendo dei tre il il più limpido e lineare, è quello che porta la colpa complessiva più grave, non tanto per il ruolo ricoperto in _ per il quale dovrebbe essere punito con pena inferiore rispetto agli altri, bensì perché egli ha agito su un periodo ben maggiore, dopo un'esperienza analoga da poco interrotta. Inoltre egli non ha esitato un attimo ad accettare la proposta del AC 1, agendo con finalità puramente lucrative. Pur non avendo guadagnato granchè, va comunque detto che un certo beneficio AC 2 l'ha tratto grazie al fatto che AC 3 gli ha pagato alcuni debiti per ca. CHF 7'000.-. A suo favore è stato tenuto conto di una lieve violazione del principio di celerità (DTF 16 giugno 2006 in re G.) per il tempo trascorso fino alla fissazione del processo, di un'ampia collaborazione, del fatto di essere incensurato, che una volta scarcerato si è rimesso a lavorare seriamente nonché della canonica riduzione del 10% per l'inazione delle autorità (DTF 30 giugno 2006 in re Z.). Con il che si giustifica una pena detentiva di tredici mesi. La prognosi è senz'altro favorevole, nonostante la guida in stato di ebrietà commessa in libertà provvisoria e, pertanto, la pena può essere sospesa con un periodo di prova di due anni.
5.2.
Per AC 3 la colpa nell'attività della _ va equamente divisa con AC 2: entrambi hanno agito solo grazie all'imput dato da AC 1, ma entrambi con una certa autonomia, ognuno con il suo ruolo, per solo scopo di lucro, anche se per finire l'accusato non ci ha ricavato un centesimo. In definitiva AC 3 è stato considerato pure lui incensurato, la condanna avvenuta l'antevigilia del suo arresto non avendo avuto alcun peso se non la costatazione che la pena odierna è interamente aggiuntiva a quella inflittagli dalla Pretura penale il 25 marzo 2003. Va detto che, una volta scarcerato l'accusato è nuovamente incappato in una violazione del CP con l'allestimento del citato falso, reato che va in concorso con la violazione aggravata alla LStup. A suo favore è stata considerata una buona collaborazione, di grado però inferiore a AC 2 per non aver ammesso integralmente i quantitativi venduti a _. Anche AC 3 beneficia dell'attenuante della violazione del principio di celerità che consente di scendere sotto i 12 mesi di pena previsti all'art. 19 n. 2 LStup, di quella del 10% per l'inazione delle autorità e del fatto che, nonostante la cattiva situazione economica, si è rimesso al lavoro, con tutti i sacrifici che comporta il vivere entro lo stretto minimo vitale. Tutto ciò considerato si giustifica una pena detentiva di dieci mesi che non può essere trasformata nelle corrispondenti aliquote giornaliere in quanto la disastrosa situazione debitoria dell'accusato renderebbe impossibile l'eventuale esecuzione (art. 40 CP). La prognosi non potendo definirsi negativa, la pena può essere sospesa per un periodo di prova di due anni.
5.3.
Nella graduatoria delle colpe relative all'attività della _ AC 1 arriva senz'altro in prima posizione. E' ben vero che, per una questione tecnica di cui si è detto sopra, è autore colpevole di violazione semplice alla LStup, tuttavia non va dimenticato che egli è stato l'ideatore, il motore di tutta l'operazione. Senza di lui, in particolare senza il suo investimento, senza la sua disponibilità finanziaria, difficilmente AC 2 e AC 3 avrebbero potuto porre in essere il commercio di cui in rassegna. Né va dimenticato come, dal profilo soggettivo, AC 1 ha una colpa accresciuta per i ruoli istituzionali che all'epoca ricopriva. Al riguardo non può non sorprendere in senso negativo la costatazione che un politico, sedente in Gran Consiglio, peraltro per un partito all'epoca particolarmente profilato nella lotta contro lo sviluppo del commercio della canapa in Ticino, e municipale, agente per mero scopo di lucro, abbia investito almeno parte dei suoi risparmi, per di più nemmeno dichiarati al fisco, per finanziare la produzione e la vendita di droga. La sua attività è stata senz'altro importante, anche se è sempre rimasto nell'ombra, con il chiaro intento di coprirsi le spalle qualora qualcosa fosse, come è avvenuto, andato storto. E nemmeno AC 1 aveva necessità economiche per spingersi in tale commercio, avendo un buon impiego, una buona formazione e, tutto sommato, la fortuna di poter lavorare per l'azienda paterna. A ciò aggiungasi la scarsa, se non inesistente, collaborazione prestata agli inquirenti; certo, il diritto di tacere ed anche di mentire è riconosciuto ad ogni imputato dalla CF e dalla CEDU, ma se ciò non può comportare un aggravio della colpa, forza è constatare che, per questo, AC 1 non merita sconti di pena. Considerata la sua incensuratezza, si giustificherebbe, tutto sommato, una pena detentiva attorno ai 16 mesi.
A favore dell'imputato, oltre al fatto, come detto, di essere incensurato, di non aver concretamente tratto un guadagno ma di averci perso in tutta l'operazione l'intero investimento e di essersi subito rimesso a lavorare dopo un periodo di convalescenza dovuto ai postumi della carcerazione preventiva, deve essere considerata innanzi tutto l'attenuante della violazione del principio di celerità così come per i suoi correi. Inoltre AC 1 beneficia dell'attenuante specifica del lungo tempo trascorso: rispondendo tecnicamente di infrazione semplice alla LStup, il termine di prescrizione essendo di sette anni, dai fatti è trascorso un periodo pari almeno ai due terzi dello stesso periodo di prescrizione. Come sancito in CCRP 20 settembre 2006 in re N., egli deve quindi beneficiare pure di tale attenuante specifica. Oltre alla canonica riduzione della colpa del 10% a seguito dell'inazione delle autorità - anche se nel caso di AC 1 ci si potrebbe in realtà chiedere come possa effettivamente essere posto al beneficio di tale attenuante dato che egli rappresentava proprio l'autorità e, semmai, ne ha sfruttato l'inazione - questo giudice ha tenuto conto che l'imputato è stato oggetto di attenzioni mediatiche ben maggiori rispetto a quelle normalmente riservate a prevenuti deferiti davanti ad una Corte correzionale: certo, egli, quale Granconsigliere e Municipale, doveva ben sapere dei rischi, anche sotto questo aspetto, del suo agire delittuoso, ma ancora una volta forza è constatare come l'essere stato più di una volta protagonista negativo delle cronache giudiziarie riportate dai nostri media, ha comportato l'essere confrontato con una certa accresciuta disistima sociale che impone, come stabilito in DTF 128 IV 97, un'ulteriore riduzione di pena. Inoltre non va dimenticato che l'imputato, quale conseguenza diretta del suo agire, si è visto la carriera politica, almeno quella comunale, dato che la sua non rielezione in Gran Consiglio è avvenuta prima che si sapesse del suo coinvolgimento nei fatti di cui in rassegna, ormai chiusa. Per finire è pure stata considerata la durezza del carcere preventivo sofferto in un istituto, le celle pretoriali di _, poi dichiarato inidoneo e irrispettoso dei criteri minimi imposti dalla CEDU. Con il che appare giustificata una pena detentiva di sette mesi e mezzo.
AC 1 è solvibile, ha un lavoro e la prognosi non appare negativa. La pena può nel suo caso essere trasformata nelle corrispondenti aliquote giornaliere e meglio 225. Sull'importo della singola aliquota questo Presidente ha condiviso appieno il calcolo proposto dal difensore fissandola in CHF 250.-, tenuto conto delle entrate e delle uscite indicate nei considerandi precedenti. Concessa la sospensione condizionale, il periodo di prova può essere fissato anche per lui in due anni.
6.
Le confische ed i costi processuali
6.1.
Tutto lo stupefacente, i suoi contenitori e gli oggetti che sono serviti per il suo commercio hanno da essere confiscati quali corpi di reato. La documentazione cartacea viene confiscata quale mezzo di prova. A AC 2 viene restituito il PC portatile mentre quello di AC 1 gli è già stato retrocesso in corso d'inchiesta.
A AC 1 viene restituito il cellulare sequestrato in quanto non può essere considerato corpus sceleris.
Il saldo del citato conto presso la Banca _ intestato alla _, al 14.04.2003 di CHF 143.-, semprecchè oggi sia ancora in avere, viene confiscato a favore dello Stato.
6.2.
Le spese seguono la dichiaratoria di colpevolezza, proporzionalmente alle colpe degli imputati riconosciuti colpevoli (art. 9 CPP). Tenuto conto di alcuni proscioglimenti, quantunque intervenuti per prescrizione del reato, si giustifica di caricare gli oneri processuali nella misura di un quarto ciascuno ai tre imputati e di porre il rimanente quarto a carico dello Stato.
L'importo di CHF 1010.- sequestrato a AC 1, nella misura in cui non è stato accertato che si tratti di provento di reato, viene trattenuto a garanzia del pagamento degli oneri processuali a suo carico.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti A. 1.1.1., A. 5.7. e A. 5.8. per quanto concerne AC 1; B. 2. per quanto concerne AC 3; C. 1.3., C. 1.5., C. 2., C. 3., C. 6.9. e C. 6.10. per quanto concerne AC 2;
visti gli art.
12, 34, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69 e 251 CP;
19 cifra 1, 19 cifra 2 lett. c, 19a cifra 1 LStup;
90 cifra 1 LCStr e 91 cpv. 1 LCStr,
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;