# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fb6176b3-5128-5b64-a55d-b057f80f40af
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che il
12 luglio 2017
RI 1 ha presentato direttamente a questa Camera un ricorso
(“Verwaltungsbeschwerde”)
con cui ha chiesto che fosse ordinato all’Ufficio dei fallimenti (UF) di Mendrisio di allestire il conteggio menzionato sopra e di versargli il provento della realizzazione, di fr. 45'000.– oltre accessori;
che il 13 luglio 2017 il presidente della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, competente quale unica autorità di vigilanza cantonale per statuire sui ricorsi contro l’operato e le omissioni degli uffici di esecuzione e fallimenti ticinesi (art. 3
della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione
e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2] e 20
a
cpv. 3 LEF), ha trasmesso d’ufficio il ricorso all’UF perché, se necessario previa assegnazione di un termine al ricorrente per tradurre il ricorso in italiano, si determinasse sulla censura di ritardata giustizia e trasmettesse l’incarto alla Camera non appena possibile;
che, in applicazione degli art. 7 cpv. 2 e 5 LPR, il
18 luglio 2017
l’UF ha impartito a RI 1 un termine di dieci giorni per provvedere alla traduzione del ricorso in lingua italiana, avvertendolo che in caso di scadenza infruttuosa del termine il ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile;
che entro il termine assegnato il ricorrente non ha dato seguito alla richiesta, anzi ha contestato l’esigenza di traduzione e
ha ribadito la sua richiesta in tedesco il 19 luglio e il 7 agosto 2017
;
che di conseguenza il ricorso è irricevibile (art. 7 cpv. 5 LPR; sentenza della CEF 15.2009.97 del 15 settembre 2009);
che, a scanso di equivoci, non è di rilievo che il tedesco sia una lingua ufficiale, come invece crede il ricorrente, siccome i Cantoni designano le loro lingue ufficiali (art. 70 cpv. 2 Cost. fed.) e le parti sono tenute a rivolgersi alle autorità cantonali servendosi della lingua ufficiale del Cantone (DTF 102 Ia 36 consid. 1;
Cometta/Möckli
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 40 ad art. 20
a
LEF), ovvero per quanto riguarda il Ticino l’italiano (giusta l’art. 8 della legge sull’organizzazione giudiziaria [LOG, RL 3.1.1.1]), non da ultimo perché, a prescindere dalle conoscenze linguistiche dei singoli funzionari, il ricorso deve se del caso essere comunicato anche alle altre parti interessate (art. 9 cpv. 3 LPR), le quali hanno diritto di esigere che gli atti di procedura siano redatti nella lingua ufficiale del Cantone in cui si svolge il procedimento;
che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

## Considerations