# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c679a973-689b-592f-8b6b-95817ffc9b72
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto
:
che contro le sentenze di rigetto (definitivo) dell’opposizione - come nella fattispecie - è dato il rimedio giuridico del reclamo (combinati art. 309 lett. b. n 3 e 31 lett. a CPC), da inoltrare entro il termine di dieci giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (combinati art. 251 lett. a e 321 cpv. 2 CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG);
che inoltrato il 17 dicembre 2013 contro una decisione emanata il 12 dicembre 2013 e notificata/recapitata più avanti, il reclamo è senz’altro tempestivo e, quindi, da questo aspetto, ammissibile;
che in base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto (lett. a), che l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che, nella fattispecie, l’insorgente non si avvale di nessuno dei menzionati titoli di reclamo, ossia non lamenta né un’errata applicazione del diritto, né un accertamento manifestamente errato – ovvero arbitrario – dei fatti;
che non solo la reclamante non muove alcun specifico rimprovero al primo giudice, ma nemmeno si confronta con l’argomento principale posto alla base della reiezione dell’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione, ossia che la parte istante non ha dimostrato – come le incombeva – che la parte convenuta fosse iscritta nel catalogo tributario di _ già all’inizio del 2010, rispettivamente 2011, anni per i quali è richiesta la riscossione dell’imposta, la dichiarazione dell’escusso di avere ricevuto “le fatture” del 5.3.2012 per l’imposta 2010 e del 4.2.2013 per l’anno 2011 (v. doc. A e B annessi al reclamo, che peraltro sono sprovviste dell’attestazione di passaggio in giudicato) non dimostrando che lo stesso convenuto ne era informato il 1° gennaio dei due citati anni di imposizione e, di conseguenza, di avere avuto l’opportunità di dichiarare la non appartenenza;
che, a ben vedere, la reclamante si limita a dissertare sul senso attribuibile - a suo giudizio - alla ricezione da parte del convenuto dei conteggi relativi alle imposte parrocchiali oggetto di esecuzione, trascurando però ciò che conta, ovvero che – secondo la sentenza impugnata - è venuta a mancare la prova dell’iscrizione dell’escusso nel relativo catalogo tributario nel periodo per il quale è stata avviata la procedura esecutiva;
che, del resto, la reclamante chiede la revisione del giudizio primo grado senza però specificare in che cosa dovrebbe consistere tale domanda, vale a dire senza formulare una precisa richiesta di giudizio, segnatamente omettendo di postulare la riforma del dispositivo n. 1 della decisione impugnata nel senso di accogliere l’istanza;
che, ciò posto, l’ammissibilità del rimedio non è data;
che data la particolarità della fattispecie, non si riscuotono spese in esito al presente giudizio;

## Considerations