# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6eb21f39-01c2-55ea-bd39-8fa11265e812
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 19 ottobre 2018 la Cassa cantonale di assicurazione contro la disoccupazione (in seguito: Cassa) ha confermato la precedente decisione del 28 marzo 2018 (cfr. pag. 397-398 inc. Cassa) con la quale ha chiesto alla la restituzione di fr. 128'065.55 a titolo di indennità per lavoro ridotto indebitamente percepite, durante 17 periodi di conteggio, nel periodo 1° aprile 2015 – 31 dicembre 2016.
L’amministrazione ha così motivato la decisione su opposizione:
"
(...)
2. Dall’istruttoria esperita nell'ambito del procedimento penale di cui all'INC._ aperto su segnalazione della Cassa disoccupazione, è emerso rispettivamente è stato confermato che la RI 1 non ha ottemperato all'obbligo di registrazione ad hoc del tempo di lavoro come anche della relativa perdita.
E’, infatti, risultato, così come da verbali di interrogatorio all'incarto penale a conferma delle dichiarazioni rilasciate in precedenza da alcuni dipendenti, che il datore di lavoro ha fatto ripetutamente sottoscrivere ai propri collaboratori i "Rapporti sulle ore perse per motivi economici" in bianco e che gli stessi sono poi stati compilati dal datore di lavoro medesimo e da lui trasmessi alla Cassa disoccupazione al fine di ottenere il versamento di IRL per dipendenti che in realtà erano in azienda a svolgere le proprie mansioni lavorative e/o formative.
Il procedimento penale si è concluso con la Condanna dei responsabili della RI 1 e meglio dell'amministratore unico, signor _, e della consorte, signora _, per infrazione alla LADI ai sensi dell'art. 105 (cfr. decreti di accusa del 10 aprile 2018 n. 1344/2018 e n. 1348/2018 passati in giudicato incontestati).
Riguardo alle ILR versate indebitamente neppure l'inchiesta penale per mezzo della documentazione sequestrata a seguito della perquisizione eseguita presso la RI 1 è riuscita a definire con precisione il relativo ammontare (cfr. succitati decreti di accusa)
3. Ritenuto come nelle surriferite circostanze il diritto a ILR sia da considerare decaduto in assenza del necessario sufficiente controllo delle ore lavorate da parte del datore di lavoro, la Cassa disoccupazione ha proceduto con decisione n. _ del 28 marzo 2018 a richiedere la restituzione di ILR pari a CHF 128'065.55 inerenti al periodo dal 1. aprile 2015 al 31 dicembre 2016.
4. Avverso tale provvedimento è insorta la RI 1 con opposizione del 3 maggio 2018, contestando il calcolo effettuato dalla Cassa disoccupazione e riconoscendo unicamente la restituzione di CHF 12'471.15.
A sostegno della riduzione dell'importo chiesto in restituzione rispettivamente dell'ammontare riconosciuto in restituzione, la RI 1 ha fornito in un secondo tempo e meglio con scritto del 9 luglio 2018 ulteriore documentazione segnatamente una tabella riassuntiva, per ogni dipendente, attestante sia i giorni lavorativi sia quelli erroneamente indennizzati tramite lavoro ridotto (pertanto oggetto di restituzione).
(...).
6. A comprova dell'obbligo di restituzione di CHF 12'471.15 anziché dell'importo di CHF 128'065.55 reclamato dalla Cassa, la RI 1 ha presentato in sede amministrativa nell'ambito della procedura di opposizione dei documenti che ha denominato "fogli di controllo produttivo/riassunto rapporto produttivo".
In quanto tali, i documenti forniti non sono sufficienti per ritenere che il datore di lavoro abbia controllato in modo adeguato il tempo di lavoro per tutti i lavoratori per i quali ha chiesto l'ILR secondo quanto descritto nella Prassi LADI e stabilito dalla giurisprudenza.
Infatti, dall'analisi della documentazione all'incarto si evidenzia un'incongruenza importante tra le timbrature e i cosiddetti fogli di controllo produttivo: le timbrature non possono quindi essere considerate attendibili, alla luce pure delle dichiarazioni, invero discordanti, rese in sede penale non solo dai collaboratori, ma anche dai responsabili della RI 1 che, come detto, hanno fatto firmare in bianco ai collaboratori i formulari ufficiali per la richiesta delle ILR per poi compilarli successivamente essi medesimi.
In una tale evenienza e in assenza di un sistema di controllo del tempo che permetta di verificare se le ore perse siano state debitamente erogate e meglio che la perdita di lavoro sia effettivamente dovuta a fattori di ordine economico e nell'impossibilità, quindi di procedere a verifiche, la controllabilità del lavoro non è data e pertanto il diritto all'ILR non può essere riconosciuto.
Ciò stante, atteso come l'azienda non abbia dimostrato di avere avuto un controllo sulle ore di lavoro, la Cassa non può che riconfermarsi nella decisione impugnata. (...)” (Doc. A1, inc. TCA 38.2018.69)
1.2. Contro la decisione su opposizione la RI 1 ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore ha innanzitutto ricordato che durante i suoi 37 anni di attività la ditta ha beneficiato in più occasioni (almeno 4 volte) di indennità per lavoro ridotto, senza che vi siano stati problemi relativi al controllo della perdita di lavoro.
Riguardo al periodo in questione, il rappresentante della ricorrente si è in particolare così espresso:
"
(...) l'amministratore della società e la di lui moglie (signori _) in buona fede, durante l'ultimo periodo di lavoro ridotto dal 01.04.2015 al 31.12.2016, talune volte e sporadicamente hanno fatto venire il personale in ditta per dare loro nuova e tempestiva formazione (necessaria per la ripresa immediata della ditta) su nuovi articoli (purtroppo anche di piccole serie e fino ad allora mai fatti/richiesti dall'abituale clientela), in sostituzione della scomparsa, da un giorno all'altro, di quelli numerosi e sempre fatti precedentemente l'inizio della crisi economica. Da quel momento in poi la clientela ha fatto fabbricare ancor di più all'estero, a prezzi infinitamente inferiori a quelli svizzeri, già molto concorrenziali e che malgrado ciò anche gli Enti Pubblici preposti snobbavano a beneficio delle ditte che producevano all'estero, a prezzi ancora più bassi di quelli già bassissimi praticati dalla RI 1.

## Considerations