# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 860cc104-63db-5c4f-8d93-d47c99c29ce4
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale rileva che l’imputato ancora oggi non si assume le sue responsabilità, tentando di scaricarle su ACPR 2. Ritiene che le dichiarazioni dell’imputato non siano credibili, essendo state in parte smentite dagli accertamenti tecnici. La perizia agli atti stabilisce poi chiaramente che l’impatto è avvenuto nella corsia di contromano e che ACPR 2, che circolava regolarmente sulla sua corsia di marcia, non ha avuto il tempo di effettuare una manovra di evitamento. IM 1 ha eseguito la manovra di sorpasso in spregio alle norme di prudenza e in particolare violando l’art. 35 LCStr, in quanto aveva visto il sopraggiungere del motociclista ACPR 2 e pertanto non poteva effettuare il sorpasso in sicurezza. Inoltre, l’imputato si è messo alla guida quando non avrebbe dovuto, essendo in stato di ebbrezza. Pertanto, la responsabilità unica dell’incidente è da attribuire a IM 1. Dal momento che le lesioni riportate da ACPR 1 a seguito dell’incidente causato dall’imputato vanno qualificate come gravi, chiede la conferma del punto 1 dell’atto d’accusa. Chiede altresì la conferma del punto 2 e del punto 3 dell’atto d’accusa. Venendo alla commisurazione della pena, rileva che l’imputato è incensurato (fattore che per la giurisprudenza del TF deve essere ritenuto neutro) e che dai fatti oggi a giudizio non ha più commesso reati, ma che non si è assunto le sue responsabilità e che deve rispondere anche di guida in stato di inattitudine, per cui propone la sua condanna alla pena detentiva di 12 mesi, sospesi per un periodo di prova di 2 anni. Chiede che la pretesa di risarcimento dell’accusatore privato ACPR 1 venga accolta;
- l’avv. RAAP 1, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale sottolinea che all’epoca dei fatti la sua assistita era una giovane donna di 16 anni felice e spensierata e che l’incidente ha segnato una grave svolta nella sua adolescenza. ACPR 1 quella sera poteva perdere la gamba ed ha riportato gravissimi e permanenti danni fisici. Ha subito 6 interventi chirurgici, grazie ai quali ha recuperato la funzionalità della gamba, che non sarà però mai più completa. La sua patrocinata non può infatti più correre, non può più fare sport e non può portare pesi eccessivi. Oltre a ciò, ha riportato anche un problema estetico permanente, che le crea notevoli disagi. La sua assistita è ancora oggi in cura psicologica e con grande coraggio ha partecipato al processo, per riuscire a mettere un punto a questa brutta vicenda. Rileva che la qualifica giuridica di lesioni gravi è indubbia. Sottolinea la grave colpa dell’imputato, che non si assume le sue responsabilità nonostante i fatti siano chiari. Sottolinea in particolare che la collisione è avvenuta nella corsia di contromano e che ACPR 2 non poteva evitare l’impatto. L’imputato, che oltretutto si è messo alla guida in uno stato non idoneo, ha violato le norme della circolazione, effettuando un sorpasso imprudente e azzardato con il quale ha rovinato l’adolescenza di ACPR 1. Rileva che ad oggi l’imputato non si è scusato con la sua patrocinata, dimostrando di non aver preso coscienza degli errori commessi. Si associa quindi alla Pubblica accusa nel chiedere la condanna dell’imputato e postula l’accoglimento dell’istanza di risarcimento già inoltrata;
- l’avv. DF 1, difensore dell’imputato, il quale esordisce esprimendo la massima comprensione per le sofferenze di ACPR 1. In quanto difensore cotesta però i punti 1 e 2 dell’atto d’accusa. Sottolinea che il suo patrocinato è un centauro esperto, che ha la patente per la moto grossa da almeno 10 anni e oltre 100'000 km di moto alle spalle, con una condotta esemplare. Rimarca che al suo assistito non può essere imputata alcuna negligenza in relazione all’incidente del 7 luglio 2011, in quanto nel momento in cui ha iniziato il sorpasso vi erano le condizioni per effettuare tale manovra, in particolare vi era lo spazio necessario per incrociare la moto condotta da ACPR 2. Rileva inoltre che a mente della difesa non è dato il nesso causale adeguato tra il comportamento del suo patrocinato e l’incidente. Sottolinea infatti che ACPR 2 - come anche il suo assistito - aveva bevuto alcool, che era stanco, che il veicolo non era suo, che non aveva la patente per guidarlo e che quel giorno lo guidava per la prima volta, come pure che non poteva portare dei passeggeri. Rileva inoltre che se ACPR 2 avesse prestato la dovuta attenzione, avrebbe visto sopraggiungere in senso inverso non soltanto l’auto ma anche la moto condotta da IM 1 a partire da 4 secondi prima della collisione. Inoltre, è a causa dello spostamento ingiustificato da parte di ACPR 2 verso il centro della carreggiata che si è verificata la collisione. Tale ingiustificato spostamento potrebbe essere dovuto alla stanchezza, oppure al peso del passeggero a cui non era abituato o ancora al fatto che non conosceva quella moto. Tutte queste circostanze interrompono il nesso di causalità tra il comportamento del suo assistito - che in base alle concrete circostanze poteva ritenere di poter portare a termine la manovra di sorpasso in sicurezza - e l’incidente. In conclusione, postula il proscioglimento del suo patrocinato dai punti 1 e 2 dell’atto d’accusa. In subordine, nella denegata ipotesi in cui la Corte dovesse confermare tali imputazioni, chiede che le lesioni gravi di cui al punto 1 dell’atto d’accusa vengano derubricate in lesioni semplici, poiché le stesse non hanno messo in pericolo la vita della vittima e non si è in presenza di una mutilazione. Chiede quindi la condanna del suo assistito alla pena massima di 20 aliquote giornaliere da fr. 100.--, sospesa condizionalmente per 2 anni. Subordinatamente, nella denegata ipotesi in cui la Corte dovesse confermare i punti 1 e 2 dell’atto d’accusa, chiede la condanna del suo assistito ad una pena pecuniaria sospesa.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.:
12, 34, 42, 44, 47, 49, 51, 106, 125 cpv. 1 e 2 CP;
26, 31, 35, 91 cpv. 1 seconda frase LCStr;
82, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations