# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8d1174f1-f05c-5668-b394-5dc54bc4a150
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A. _
_ (1960) è al beneficio di una curatela volontaria, istituita con risoluzione 8 gennaio 1989 della Delegazione tutoria di _, la quale aveva nominato quale curatore _ _. Il 15 maggio 1991 la Delegazione tutoria ha designato _ _ come curatore in sostituzione di _ _.
B.
Il 16 maggio 2000 _ _, rappresentato dall'avv. _ _ -_, ha chiesto alla Delegazione tutoria di sostituire il curatore _ _, proponendo come curatore amministrativo la sua “guida spirituale” _ _. La Delegazione tutoria ha comunicato il 18 maggio 2000 alla legale dell'istante che la persona proposta non intendeva assumere il mandato e ha sollecitato altre candidature di persone disposte ad assumere l'incarico a titolo gratuito o a costi molto contenuti, data la modesta situazione finanziaria del curatelato. Il 24 maggio 2000 l'avv. _ _ -_ ha indicato come curatrice la sua segretaria _ _. In un incontro del 5 giugno 2000 negli uffici della Delegazione tutoria _ _ ha confermato la sua istanza e _ _ ha ribadito il suo accordo ad assumere il mandato di curatrice senza rimunerazione. Durante il mese di giugno è intercorso uno scambio di corrispondenza tra l'avv. _ _ -_ e la Delegazione tutoria a proposito dell'onorario della legale e delle condizioni di rimunerazione della nuova curatrice.
C.
Il 24 luglio 2000 _ _ ha chiesto, tramite la sua patrocinatrice, la revoca della curatela volontaria. La Delegazione tutoria ha comunicato il 28 luglio 2000 che avrebbe esaminato la domanda e ha ribadito che l'onorario della patrocinatrice doveva essere assunto da _ _, il quale aveva agito senza chiedere il parere del curatore. _ _ si è rivolta il 10 agosto 2000 alla Delegazione tutoria per avere informazioni sulla sua nomina a curatrice, non ancora formalizzata. La Delegazione tutoria ha risposto il 17 agosto 2000 che era in corso l'esame dell'istanza di revoca chiesta il 24 luglio 2000 e che era opportuno, in tali circostanze, tenere in sospeso la sostituzione del curatore.
D.
_ _ ha introdotto ricorso il 23 agosto 2000 alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, postulando la nomina di _ _ a curatrice e l'ammissione all'assistenza giudiziaria, sia per la procedura di ricorso che per quella davanti alla Delegazione tutoria. Il 13 settembre 2000 la Delegazione tutoria di _ ha deciso la revoca della curatela. Statuendo il 5 dicembre 2000, l'autorità di vigilanza, ha respinto il predetto ricorso nella misura in cui era ricevibile e ha negato al ricorrente l'assistenza giudiziaria, rinunciando al prelievo di tasse o spese.
E.
Contro la decisione appena citata _ _ è insorto con un appello del 10 gennaio 2001 nel quale chiede, previa ammissione all'assistenza giudiziaria, la revoca del provvedimento impugnato e la conferma della sostituzione del curatore nel periodo compreso tra il 15 maggio e il 12 dicembre 2000, con remunerazione conforme al tariffario. Il gravame non è stato intimato alla Delegazione tutoria.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
L'autorità di vigilanza ha premesso che il ricorso non appariva ricevibile, la lettera 17 agosto 2000 non sembrando essere una decisione formale, ma che ad ogni modo il gravame andava respinto nel merito, da un lato perché in concreto non erano ravvisabili motivi sufficienti per sostituire immediatamente il curatore e dall'altro perché nel frattempo l'interessato aveva presentato istanza di revoca della curatela, onde l'opportunità di sospendere la procedura di sostituzione del curatore. L'autorità di vigilanza ha respinto anche la domanda di assistenza giudiziaria, per il motivo che il gravame era sprovvisto di buon esito, ma ha nondimeno rinunciato al prelievo di tasse e spese in considerazione della situazione economica del ricorrente.
2.
L'appellante ribadisce la necessità di una conferma formale della sostituzione del curatore, effettiva di fatto dopo le assicurazioni verbali ricevute dal segretario della Delegazione tutoria. Egli sostiene che il silenzio dell'autorità tutoria è equiparabile a un diniego di giustizia e viola i diritti della sua sfera personale, vista l'importanza della persona del curatore per il suo equilibrio psichico.
3.
L'art. 420 cpv. 2 CC prevede che contro le decisioni dell'autorità tutoria è dato ricorso all'autorità di vigilanza entro dieci giorni dalla loro comunicazione. L'autorità di vigilanza ha ritenuto dubbia la ricevibilità del rimedio presentato il 23 agosto 2000, respingendolo in ogni modo nel merito. Ciò non toglie che questa Camera debba verificare d'ufficio la ricevibilità dell'appello.
a)
Solo decisioni formali dell'autorità tutoria sono impugnabili con ricorso (
Geiser
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB I/2, Basilea 1998, n. 11 ad art. 420 CC). Ora, la lettera del 17 agosto 2000, oggetto del ricorso 23 agosto 2000, non è manifestamente una “decisione” della Delegazione tutoria nel senso dell'art. 420 cpv. 2 CC, nemmeno volendo interpretare largamente tale nozione. Con tale scritto, infatti, la Delegazione tutoria ha risposto a una lettera 10 agosto 2000 dell'aspirante curatrice, che voleva sapere quando essa sarebbe stata nominata formalmente in sostituzione del curatore in carica (doc. 15). La lettera del 17 agosto 2000 è un semplice riscontro: non è intestata come “decisio-ne”, non è indirizzata al curatelato e non contiene elementi dai quali desumere che la Delegazione tutoria volesse adottare un provvedimento formale nella procedura di sostituzione del curatore in corso, contrariamente a quanto emerge dalla decisione di revoca della curatela del 13 settembre 2000 (doc. 3). La Delegazione tutoria si è limitata a spiegare alla destinataria come intendeva trattare l'istanza di sostituzione del curatore del 16 maggio 2000 dopo la presentazione, il 25 luglio 2000, di un'istanza di revoca della curatela volontaria (doc. 12). Non essendo stata presa il 17 agosto 2000 una formale decisione della Delegazione tutoria suscettibile di ricorso (né il ricorrente l'ha mai pretesa), il gravame interposto il 23 agosto 2000 doveva d'acchito essere dichiarato irricevibile.
b)
L'appellante sostiene che la mancata nomina della nuova curatrice equivarrebbe a un diniego di giustizia. La dottrina ammette invero che la via del ricorso è esperibile anche contro omissioni dell'autorità tutoria (
Geiser
, op. cit., loc. cit.). Nella fattispecie, tuttavia, non si ravvisano gli estremi di una qualsiavoglia inattività. Dopo un nutrito scambio di corrispondenza sulla remunerazione della futura curatrice e della patrocinatrice (doc. 8 a 11), quest'ultima ha chiesto il 24 luglio 2000 la revoca della curatela, in via subordinata la sostituzione del curatore ove la decisione non potesse essere presa con urgenza. La Delegazione tutoria ha comunicato il 28 luglio 2000 che dava immediato avvio all'esame della revoca, con un'indagine eseguita dal Servizio psico-sociale di _. Nello scritto litigioso del 17 agosto 2000 l'autorità tutoria non rifiutava di procedere alla sostituzione del curatore, ma esprimeva l'opinione che una simile decisione poteva rivelarsi inutile in caso di revoca della curatela in tempi brevi. La sospensione di fatto della procedura relativa alla sostituzione del curatore non era quindi ingiustificata, né è durata a lungo, poiché la curatela è stata formalmente revocata il 13 settembre 2000. In siffatte circostanze non si può pertanto considerare la sospensione di fatto della procedura di sostituzione alla stregua di un diniego di giustizia.
4.
L'appellante postula il riconoscimento alla curatrice di fatto della remunerazione per le prestazioni svolte dal maggio al dicembre 2000, conformemente alle tariffe applicabili. La Delegazione tutoria, come si è detto, non ha adottato alcuna decisione con lo scritto del 17 agosto 2000 né tanto meno ha statuito su eventuali pretese della persona che sostiene di essere stata curatrice di fatto. Spetta quindi a quest'ultima il compito di presentare la propria domanda di indennità e il conteggio delle spese all'autorità tutoria per l'approvazione (art. 3 del Regolamento concernente le tariffe in materia di tutele e curatele, RL 4.1.2.2.1, testo in vigore fino al 31 dicembre 2000). La richiesta del curatelato è pertanto d'acchito improponibile. Ne segue che l'appello, in quanto ricevibile, si rivela manifestamente infondato in ogni suo punto e può essere respinto con la procedura dell'art. 313
bis
CPC.
5.
Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148
cpv. 1 CPC). Data la particolarità del caso e la situazione finanziaria dell'appellante, si giustifica però – eccezionalmente – di rinunciare al prelievo di spese, né si giustifica di attribuire ripetibili alla Delegazione tutoria, cui l'appello non è nemmeno stato intimato. La domanda di ammissione all'assistenza giudiziaria deve in ogni modo essere respinta, sia per quel che concerne la procedura di ricorso che per quella di appello. Del tutto inconsistente fin dall'inizio, l'appello non adempie in effetti il requisito cumulativo della probabilità di esito favorevole (art. 157 CPC). Quanto al ricorso del 23 agosto 2000 all'autorità di vigilanza, esso era addirittura irricevibile.