# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a3d5d9b7-9d3f-5625-b1f8-e5385eb9c65b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di _ nella successione di sua madre _
che l’ufficiale di esecuzione e fallimenti _ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;
che il ricorrente, _ coerede dell’escusso _, si aggrava contro la decisione dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti _ di nominare l’avv. _ patrocinatore dell’escusso, quale suo rappresentante nelle sue veste di autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;
che, visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF) è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e cantonale;
che l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni);
che al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio 1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame (RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue veste di autorità ex art. 609 CC;
che la situazione in esame è invece simile a quella
riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera (cfr.
Flavio
Cometta
, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3);
che il ricorso si rivela quindi irricevibile;
che a titolo meramente abbondanziale va osservato che pur volendo ammettere la competenza di questa Camera il “reclamo” andrebbe comunque respinto;
che infatti, il ricorrente non pretende di aver inoltrato alcuna esecuzione avverso _ né di possedere un attestato di carenza di beni contro lo stesso, e nemmeno che la quota ereditaria del fratello gli sia stata ceduta;
che
l'autorità interveniente nella divisione ex art. 609 CC rappresenta sia l’escusso (risp. il cedente o il debitore) che i procedenti (risp. il cessionario o il creditore), in modo indipendente (cfr.
Arnold
Escher
, Zürcher Kommentar, vol. III.2, Zurigo 1960, n. 12 e 17 ad art. 609;
Tuor/Picenoni
, Berner Kommentar, vol. III/2, Berna 1966, n. 12 ad art. 609), e deve vegliare a che l'erede rappresentato riceva quanto gli spetta (cfr.
Tuor/Picenoni
, n. 13 ad art. 609; ZBGR 32, 335 n. 80), tenendo in considerazione pure gli interessi dei creditori (cfr.
Tuor/Picenoni
, n. 13 ad art. 609 e SJ 1952, 497; cfr. pure ZBGR 28, 316)
;
che invece l’autorità non deve ovviamente preoccuparsi degli interessi degli altri coeredi, che dispongono già di tutti i diritti consentiti dalla legge per difendere le proprie ragioni nella procedura di divisione;
che i coeredi non hanno quindi alcun interesse giuridico degno di protezione per opporsi all’operato dell’ufficiale di esecuzione e fallimenti fondato sull’art. 609 CC;
che
in particolare non possono aggravarsi contro la nomina di un patrocinatore dell’ufficiale, nello stesso modo che non è consentito ad una parte in un procedimento giudiziale criticare dal profilo materiale la designazione convenzionale del patrocinatore della controparte;
che la sentenza pubblicata in
DTF
110 III 24 citata dal ricorrente è d’altronde irrilevante nella fattispecie, poiché oggetto del gravame non è il pignoramento della quota ereditaria di _ né di un altro attivo su cui il ricorrente vanterebbe un diritto;
che viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano indennità, peraltro non richieste.
Richiamati gli art. 609 CC e 96 LAC

## Considerations