# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b7c09c94-a30a-5beb-855d-1d569a4bed77
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, nata nel 1975, dal 1° marzo 2008 al 30 giugno 2015 (doc. B3) è stata alle dipendenze della _ da ultimo in qualità di ausiliaria di cure al 70% e come tale era coperta per la perdita di guadagno in caso di malattia da CO 1 (doc. 1).
1.2. Il 22 ottobre 2013 (doc. 2) il datore di lavoro ha annunciato una incapacità lavorativa dell’assicurata dal 13 ottobre 2013.
Successivamente alla degenza dal 13 ottobre al 9 novembre 2013 presso la Clinica di riabilitazione di _ (doc. 3), il dr. med. _, suo medico curante, e il dr. med. _, FMH in psichiatria e psicoterapia che dal 4 aprile 2014 l’ha avuta in cura, hanno attestato un’inabilità lavorativa del 100% fino al 31 dicembre 2013 (doc. 4), poi del 50% dal 18 febbraio 2014 al 4 agosto 2014 (docc. 6-13), dopodiché l’inabilità è tornata al 100% dal 5 agosto al 30 settembre 2014 (docc. 14-18) ma, a grazie a dei miglioramenti, dal 1° ottobre 2014 al 31 maggio 2015 l’interessata è tornata a lavorare al 50% (docc. 18-23). Infine, il curante ha attestato un’inabilità lavorativa totale dal 1° giugno 2015.
1.3. La Cassa malati ha subito provveduto a fare visitare l’assicurata nel mese di gennaio 2014 dal dr. med. _ (doc. 35) per l’aspetto reumatologico e dalla dr.ssa med. _ (doc. 36) dal profilo psichiatrico e l’11 febbraio 2014 (doc. 38) le ha comunicato che il suo caso di malattia sarebbe stato chiuso il 28 febbraio 2014, stante la piena capacità lavorativa individuata dai due predetti specialisti.
Il dr. med. _ ha comunicato all’assicuratore che un tentativo di ripresa lavorativa al 75% dal 1° febbraio 2014 era fallito, perciò dal 18 febbraio 2014 ha certificato un’inabilità lavorativa del 50% (doc. 40). Sentito nuovamente il dr. med. _ (doc. 41), la Cassa ha confermato il 5 (doc. 42) e il 26 marzo 2014 (doc. 43) la chiusura del caso.
Preso atto dei nuovi pareri del reumatologo (doc. 44) e dello psichiatra curante, in cui quest’ultimo ha certificato un’inabilità del 50% (doc. 47), il reumatologo di fiducia della Cassa malati ha ribadito l’assenza di un’incapacità lavorativa (doc. 50) mentre la dr.ssa _, dopo avere rivisitato l’assicurata, il 30 luglio 2014 (doc. 52) ha reso una nuova valutazione specialistica.
Alla luce di ciò, l’8 agosto 2014 (doc. 53) l’assicuratore malattia ha informato l’interessata che poiché dal lato psichico era giustificata un’inabilità lavorativa del 50% dal 4 aprile 2014, mentre dal profilo reumatologico non v’erano modifiche, fino al 31 agosto 2014 avrebbe versato le prestazioni al 50% quale nuovo caso.
Il referto dell’8 settembre 2014 (doc. 54) reso dalla Clinica di riabilitazione di _ è stato sottoposto al dr. _, che si è riconfermato nella precedente presa di posizione (doc. 55).
Il dr. _ ha informato il 2 ottobre 2014 (doc. 59) la Cassa malati che l’assicurata gli ha riferito un peggioramento. La sua patologia psichica, unita alla sintomatologia dolorosa, d’avviso dello psichiatra comportava una parziale inabilità lavorativa.
1.4. CO 1 ha così fatto esperire una perizia bidisciplinare da parte del _ di _ e, sulla base del relativo referto del 4 febbraio 2015 (doc. 65), il 25 febbraio 2015 (doc. 67) ha reso una decisione formale con cui, esposti gli esiti degli accertamenti reumatologici e psichiatrici, ha accertato un’inabilità psichica del 50% fino al 30 settembre 2014 e del 20% dal 1° ottobre 2014 in poi. Tuttavia, poiché in virtù dell’art. 13.1 Condizioni Generali d’Assicurazione è riconosciuta un’indennità giornaliera soltanto se l’incapacità lavorativa è di almeno il 25%, la Cassa malati ha deciso che dal 1° ottobre 2014 non verserà ulteriori prestazioni.
Il 21 gennaio 2015 (doc. 66) l’Ufficio assicurazione invalidità ha reso un progetto di decisione con cui ha respinto la richiesta di prestazioni per carenza dell’anno di attesa (art. 28 cpv. 1 LAI).
1.5. Il 24 marzo 2015 (doc. 68) l’assicurata ha comunicato alla Cassa malati che il suo datore di lavoro l’ha licenziata non ritenendola in grado, per motivi di salute, di svolgere la sua attività neanche al 50%. Pertanto, contestando la perizia del dr. med. _ su cui si è basato anche il _, l’interessata ha chiesto l’allestimento di una “perizia neutra” che, tardando ad arrivare malgrado le proroghe concessele per il suo inoltro (docc. 68-72), ha fatto sì che il 22 luglio 2015 (doc. A1) CO 1 abbia emesso (comunque) la sua decisione su opposizione.
La Cassa malati ha osservato come la censura dell’opponente non spieghi i motivi per cui le perizie dei medici fiduciari siano state condivise anche dagli specialisti indipendenti del _ né perché i certificati dei curanti dovrebbero avere forza probatoria maggiore rispetto alla perizia del _.
Secondo l’assicuratore, giacché la decisione formale si è basata su atti medici rilasciati dopo un’attenta valutazione della situazione valetudinaria dell’assicurata e le censure di natura medica sollevate sono carenti, come tale essa va confermata.
1.6. Con ricorso del 31 luglio 2015 (doc. I), completato il 10 agosto 2015 (doc. III) su invito del giudice delegato (doc. II), RI 1, patrocinata dall’RA 1, ha contestato l’esito della perizia del _ su cui si è basata la Cassa malati, ritenendo di essere inabile al lavoro almeno al 50% a causa dei continui dolori che le hanno impedito lo svolgimento della sua attività lucrativa e che l’hanno portata ad essere licenziata per il 30 giugno 2015.

## Considerations