# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a7249f75-085c-575d-b1a8-359aeef4c472
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nelle varie esecuzioni promosse contro PI 1, il 3 febbraio, il 18 agosto e il 26 ottobre 2017 l’Ufficio di esecuzione
(UE) di Locarno ha pignorato la
quota ereditaria di 1⁄4 spettante all’escusso
nella comunione ereditaria della madre fu PI 2,
composta oltre che di lui dei fratelli PI 3, PI 4 e PI 5. Nell’ambito del primo pignoramento l’Ufficio ha indicato quale bene appartenente alla comunione ereditaria in particolare la particella n. _ RFD di _. Nei successivi verbali di pignoramento l’UE ha aggiunto anche la relazione bancaria n. CH_ presso la _, _. Nel primo verbale di pignoramento l’UE
ha quantificato
il valore di stima dell’interessenza spettante all’escusso nella comunione in fr. 52'351.–, mentre nei successivi verbali di pignoramento, considerando anche il conto presso la _, esso le ha assegnato un valore di stima di fr. 59'608.90. Successivamente, il 31 ottobre 2017 la _ ha versato all’Ufficio fr. 7'250.–, corrispondenti alla quota parte dell’escusso sugli averi depositati sulla suddetta relazione bancaria.
B.
Avendo alcuni creditori presentato le domande di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a
un’udienza tenutasi il
22 novembre 2017
a norma dell’art. 9 del
l’Ordinanza del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in
comunione (ODiC, RS 281.41)
, in occasione della quale nessuna
conciliazione è potuta essere raggiunta in assenza di un membro della comunione ereditaria e di tutti i creditori.
C.
Il 22 novembre 2017, l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete
per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso. Nel termine
impartito non è pervenuta all’Ufficio alcuna proposta.
D.
Il 28 dicembre 2017 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 1, attribuendo all’interessenza del debitore un valore di fr. 52'351.–, visto l’avvenuto incasso della quota parte spettante all’escusso sulla relazione bancaria presso
la _
.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza della comunione ereditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal
l’ODiC
, convocando tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC) e dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC). L’autorità di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta oppure lo
scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2
ODiC
), ritenuto che
giusta l’art. 10 cpv. 3 ODiC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del pignoramento o delle trattative di conciliazione.
2.
Nel caso di specie
l’Ufficio ha determinato che la quota parte dell’escusso nella comunione ereditaria è di un quarto e che il suo valore assomma a fr. 52
'351.–
. Tale accertamento non è stato ritualmente contestato da nessuna delle parti interessate
. In queste circostanze si può pertanto ritenere che il valore della quota pignorata sia sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 ODiC perché se ne possa ordinare la vendita all’asta. Infatti la soluzione alternativa dello
scioglimento della comunione ereditaria e della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC) appare in concreto inadeguata, visti i tempi e i costi di una simile procedura e considerato che il rischio di vendita a vil prezzo è comunque contenuto, siccome l’importo totale dei crediti a beneficio di pignoramento è decisamente superiore al valore di stima della quota
.
L’istanza è quindi da accogliere nel senso di ordinare
la realizzazione a mezzo di pubblici incanti della quota in questione.
3.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).