# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4efd278c-c786-5280-b93f-c5ecd6de1b75
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Il 30 luglio 1997, alle ore 17.10, _ è stato colto circolare in territorio di _, _, alla velocità di km 70 (già dedotto il limite di tolleranza), in presenza di un limite legale di 50 km/h.
B. A seguito dei fatti appena descritti, con risoluzione 22 gennaio 1998, la Sezione della circolazione del Dipartimento delle Istituzioni ha deciso di revocargli la licenza di condurre per la durata di un mese, dal 13 febbraio 1998 al 12 marzo 1998 incluso, in considerazione della grave infrazione commessa, tenuto pure conto dei suoi precedenti.
C. Avverso tale decisione, con ricorso 26 gennaio 1998, _ è insorto davanti al Consiglio di Stato.
In quella sede ha addotto che secondo la giurisprudenza del Tribunale Federale la revoca della licenza di condurre è obbligatoria soltanto in presenza di un superamento della velocità massima consentita di 21 km/h. Nel suo caso, visto che l'eccesso di velocità è stato di 20 km/h, l'autorità avrebbe ancora potuto decidere se infliggergli la sanzione amministrativa o meno. Ha quindi sottolineato di avere una necessità professionale a disporre del veicolo. Per tale motivo, sostenendo anche che nemmeno i suoi precedenti avrebbero potuto giustificare tale decisione dipartimentale, ha quindi chiesto l'annullamento della revoca inflittagli.
D. Il Consiglio di Stato, con giudizio 5 agosto 1998, ha respinto il gravame. L'esecutivo ha considerato che con il superamento di 20 km/h rispetto al limite consentito, il ricorrente ha messo la sicurezza stradale in una situazione di pericolo astratta e accresciuta, ciò che giustificherebbe già una revoca, a maggior ragione se, come è stato giudicato essere il caso per la fattispecie esaminata, si è in presenza di numerose misure amministrative per lo stesso tipo di infrazione.
E. Contro il predetto giudizio governativo, _ insorge ora davanti al Tribunale Cantonale Amministrativo chiedendo l'annullamento della decisione di revoca e in sua sostituzione la pronuncia di un ammonimento.
Ripropone in buona sostanza le argomentazioni già sottoposte all'autorità inferiore.
Ritiene che a torto il Consiglio di Stato abbia considerato quali circostanze aggravanti i due ammonimenti e le due revoche inflittegli in passato e al riguardo sottolinea che i superamenti di velocità che giustificarono tali misure non produssero alcun incidente, rispettivamente che ha sempre dato prova di guida responsabile, percorrendo senza incidenti numerosi chilometri all'anno.
F. Il Consiglio di Stato propone, di contro, di respingere il ricorso e di confermare la risoluzione impugnata.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale Cantonale Amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2 LALCStr.
L'insorgente, nel caso di specie, detiene sicuramente la legittimazione attiva ai sensi dell'art. 43 PAmm, essendo gravato nei suoi legittimi interessi dalla decisione impugnata.
Pertanto il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
2. Il provvedimento che dispone della revoca della licenza di condurre a scopo di ammonimento riveste il carattere di una decisione sulla fondatezza di un'accusa penale ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26, consid. 3b). In virtù di tale norma, sia in ambito penale che nell'ambito dei procedimenti amministrativi aventi carattere penale, l'autorità giudicante deve potere giudicare con pieno potere cognitivo. Anche la commisurazione della pena e della sanzione soggiace a libero esame (R. Herzog, Art. 6 EMRK und kantonale Verwaltungsrechtspflege, part. 371; A: Kley-Struller, Die Anwendung der Garantien des Art. 6 EMRK auf Verfahren betreffend den Führerausweisentzug, pag. 111 in: R. Schaffauser, Aktuelle Fragen des Straf-und Administrativmassnahmerechts im Strassenvekehr).
Perciò il Tribunale cantonale amministrativo statuisce sul ricorso in esame con pieno potere di cognizione, identico a quello che dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70 PAmm), con facoltà quindi di rivedere anche la commisurazione della sanzione. I limiti posti dall'art. 61 PAmm in relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano applicazione siccome contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU (STA 26.9.1996 in re C., STA 21.10.1996 in re T.).
3. La licenza di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. Nei casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento (art.16 cpv. 2 LCStr).
La licenza di condurre va obbligatoriamente revocata se il conducente ha gravemente compromesso la sicurezza della circolazione (art. 16 cpv. 3 lett. a LCStr).
Le revoche a scopo di ammonimento ordinate in seguito a infrazioni delle prescrizioni della circolazione, servono a correggere i conducenti e ad impedire la recidività. (art. 30 cpv. 2 OAC).
La licenza di condurre può essere revocata ai conducenti che violando per colpa propria le norme della circolazione hanno compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi (art. 31 cpv. 1 OAC).
L'ammonimento può sostituire la revoca facoltativa della licenza. Può essere deciso soltanto un ammonimento se le condizioni della revoca facoltativa ai sensi del capoverso 1 sono adempiute, ma il caso sembra essere di poca gravità tenuto conto della colpa commessa e della reputazione come conducente di veicoli a motore (art. 31 cpv. 2 OAC).
L'autorità tenuta ad ordinare la revoca della licenza di condurre deve fissare la durata di tale provvedimento, tenendo conto delle circostanze del caso. In particolare essa deve considerare la gravità della colpa commessa, la reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e la sua necessità professionale a fare uso del veicolo (art. 17 cpv. 1 LCStr, 33 cpv.2 OAC).
La durata della revoca non può essere in ogni caso inferiore ad un periodo di un mese (art. 17 cpv. 1 lett. a LCStr).
4. La gravità dell'infrazione è determinante per stabilire se ad un conducente resosi responsabile di un'infrazione al codice della strada debba essere inflitta la sanzione della revoca nel caso in cui la legge non la preveda obbligatoriamente ma solo facoltativamente.
Si può prescindere dalla revoca in un caso di lieve entità,
Nell'ambito di tale giudizio, l'autorità deve esaminare in primo luogo la gravità della violazione al codice della strada, la gravità della colpa come pure la reputazione quale conducente dell'amministrato (art. 31 cpv. 2, DTF 123 II 106 consid. 2, 121 II 127).
In ogni caso se la fattispecie non può già più considerarsi lieve per la gravità dell'infrazione commessa e per la colpa, anche in presenza di buona reputazione del conducente, la sanzione deve essergli effettivamente inflitta (DTF 105 I 255, 118 Ib 229).
Il Tribunale Federale in una recente sentenza che è stata ampiamente discussa sulla stampa (pubblicata in DTF 124 II 97 e seg.) ha puntualizzato la sua giurisprudenza rilevando che chi supera di 21 km/h all'interno dell'abitato la velocità legale di 50 km/h agisce n modo gravemente negligente, atteso che un superamento di velocità dell'ordine del 40% non può passare inosservato e comporta rischi di sicurezza accresciuti (per la potenziale presenza di utenti della strada "deboli", quali bambini, anziani e ciclomotoristi, e per il rischio di collisioni laterali) (DTF 124 II 98). Gli altri utenti della strada devono potersi appellare al principio dell'affidamento, un tale superamento essendo inattendibile. Il conducente che incorre in tale infrazione beneficia di motivi d'eccezione soltanto in casi estremamente rari.