# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fbe5fa85-6ceb-5d65-8e94-b427eb162f6b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con contratto 18 agosto 1997 AO 2 e AO 1 hanno concesso in locazione dal 1° novembre 1997 a AP 2 e AP 1 una casa situata in via _ a _, composta di quattro locali e mezzo oltre a sala da bagno, doppio servizio, WC separato, autorimessa, cantina, locale riscaldamento, giardino e posteggio scoperto. Il canone di locazione è stato fissato in fr. 2'000.- mensili oltre le spese accessorie (doc. A). Alla scadenza del contratto, prevista per il 31 ottobre 2000, le parti hanno continuato la locazione.
B.
In una lettera del 18 luglio 2004 i locatori hanno segnalato ai conduttori la trascuratezza dell'impianto di irrigazione e del giardino, così come della casa, affermando di ritenerli responsabili dei danni presenti e futuri (doc. G). Il 22 luglio 2004 essi hanno quindi inviato ai conduttori le fatture inerenti l'eliminazione dei difetti invocati (doc. H). Con scritto 23 luglio 2004 i conduttori hanno disdetto il contratto di locazione per il 31 ottobre 2004 (doc. D). In risposta allo scritto 22 luglio summenzionato, con lettera non datata i conduttori hanno contestato l'entità dei lavori a loro carico (doc. I). Il 30 settembre 2004 i locatori hanno informato i conduttori di ritenerli responsabili sia dell'incuria sia dell'intralcio nel mostrare la casa agli interessati, con conseguente desistenza da parte di questi ultimi (doc. M). Il 4 ottobre 2004 vi è stato un primo sopralluogo nell'ente locato in presenza del perito comunale degli immobili di _, _ _ _. In tale occasione i conduttori hanno chiesto ai locatori di sottoporre loro una lista "dei desiderata a titolo d'orientamento (ammesso e non concesso) in vista della riconsegna definitiva" e hanno stabilito che la consegna sarebbe avvenuta il 3 novembre 2004 (doc. B). Il 6 ottobre 2004 i locatori hanno pertanto inviato ai conduttori la lista richiesta "forse non esaustiva", segnalando danni a: "1) i muri, gli zoccolini, le porte e gli stipiti di ogni locale; 2) piastrelle dei pavimenti rotte (...); 3) scala; 4) cucina (arredamento ed elettrodomestici), rifiniture ad angoli armadietti, refrigerante e congelatore arrugginiti; 5) nel secondo bagno, cabina doccia ammuffita, doccia a telefono rotta, piatto doccia; 6) giardino in generale" (doc. N). Il 2 novembre 2004 (giorno pattuito dalle parti per la riconsegna) vi è poi stato un ulteriore sopralluogo, in occasione del quale il perito ha allestito un rapporto sullo stato dell'ente locato (doc. B = doc. 2). Il 12 novembre 2004 il perito comunale degli immobili di _, _ _, ha esperito un ulteriore sopralluogo, questa volta unicamente in presenza dei locatori, allestendo anch'egli un rapporto di constatazione (doc. C). Con missiva 27 novembre 2004 i locatori, affermando l'esistenza di danni causati dai conduttori, hanno comunicato a quest'ultimi i preventivi degli artigiani volti all'eliminazione dei relativi difetti, sostenendo che una volta conclusi i lavori avrebbero inoltrato le relative fatture e sollecitando il pagamento di due fatture rimaste impagate (doc. S).
C.
Dopo la constatazione dell'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di _ della mancata conciliazione delle parti (plico UC richiamato), i locatori hanno adito la Pretura del Distretto di Lugano chiedendo la condanna dei convenuti al pagamento di
complessivi fr. 14
'102.90 oltre interessi per risarcimento dei danni all'ente locato, rimborso delle spese relative alle constatazioni allestite dai due periti comunali e pigioni dei mesi di novembre e dicembre 2004. All'udienza di discussione 9 maggio 2005 gli istanti hanno ridotto la propria pretesa a fr. 13'067.25, alla quale si sono opposti i convenuti. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, producendo memoriali scritti. Con il proprio memoriale 30 agosto 2007 i locatori hanno ulteriormente ridotto la propria pretesa a fr. 12'786.80, formulando altresì una domanda in via subordinata di fr. 11'186.80, mentre i conduttori hanno riconfermato la propria richiesta. Statuendo con
sentenza 19 dicembre 2008 la Pretora ha accolto l'istanza limitatamente a fr. 8
'421.95 oltre interessi.
D.
Con appello 5 gennaio 2009 i conduttori chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente l'istanza. Con osservazioni 10 febbraio 2009 gli istanti postulano la reiezione del gravame. Con decreto 8 gennaio 2009 la Presidente di questa Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo formulata dall'appellante.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
La Pretora ha anzitutto reputato tempestiva la notifica da parte dei locatori dei difetti ai conduttori. Essa ha poi riconosciuto agli istanti fr. 4'421.90 quale risarcimento danni all'ente locato e fr. 4'000.- per pigioni arretrate relative ai mesi di novembre e di dicembre 2004.
2.
C
ompete al locatore provare l
’
esistenza e l
’
entità di asseriti danni all
’
ente locato, che gli stessi non fossero già presenti al momento dell
’
entrata del conduttore e la loro tempestiva comunicazione (SVIT-Kommentar, op. cit., n. 30 ad art. 267-267a CO;
Lachat,
op. cit., pag. 811 segg., n. 57. segg.).
3.
Va anzitutto esaminata, quindi, la censura degli appellanti secondo la quale non vi sarebbe alcuna prova che i difetti invocati dagli istanti siano riconducibili ai conduttori e che, invece, non fossero già stati presenti all'inizio della locazione. In particolare, essi affermano che non vi sarebbe alcun verbale di entrata nell'ente locato.
In una fattispecie ove il contratto di locazione indicava che “il subconduttore dà atto di ricevere l’ente locato in perfetto stato, munito degli impianti e delle infrastrutture dichiarati idonei e conformi” e che il conduttore dava “atto che non vi sono difetti in questi ultimi, dopo averli verificati congiuntamente con il proprietario, e dovrà risarcire i danni causati dall’uso non conforme al contratto”, q
uesta Camera ha spiegato che q
uand’anche la validità di siffatte indicazioni possa essere soggetta a critiche di varia natura, sta il fatto che il conduttore non le aveva mai contestate né revocate in dubbio, così come non aveva mai contestato che il danno riscontrato eccedeva la normale usura (II CCA, sentenza inc. 12.2008.50 del 19 settembre 2008, consid. 6.4). Nella fattispecie, dal carteggio processuale non emerge la presenza di un verbale di entrata, e i locatori nemmeno invocano tale circostanza nelle loro osservazioni. Il contratto (doc. A) prevede alla clausola n. 13.1 che "il locatore consegna l'ente locato in stato idoneo all'uso cui è destinato". Alla clausola n. 13.2 è indicato che "rimane acquisito fra le parti che l'oggetto della locazione è stato consegnato al conduttore in stato idoneo all'uso se ed in quanto eventuali difetti non risultino da un apposito verbale di consegna, il quale in tal caso fa parte integrante del presente contratto, o se non siano stati notificati dal conduttore per lettera raccomandata entro 8 giorni dalla presa in consegna dell'oggetto della locazione". Come allegato 1 del contratto vi è uno scritto dei conduttori ai locatori, del contenuto seguente: "vi inviamo il contratto firmato. Come stabilito concordemente, ci permettiamo di ricordare col presente allegato alcuni lavori che vanno eseguiti prima dell'attivazione del suddetto contratto: 1) Pittura in bianco di tutto interno della casa, compresa la veranda; 2) Riscaldamento veranda ; 3) Aspiratore cucina; 4) Pulitura e sistemazione giardino". Per quanto concerne il giardino il teste _ _ ha dichiarato di essersi occupato "della manutenzione di questo giardino dall'inizio della locazione ai signor AP 1" (verbale 1° marzo 2007, pag. 1) e per quanto attiene alla cucine, il teste _ _ ha affermato che "prima della locazione AP 1 eravamo intervenuti al fine di regolare e sistemare la cucina come si fa all'inizio di una nuova locazione. Non ricordo esattamente cosa abbiamo fatto. Probabilmente abbiamo regolato e sistemato le ante. Abbiamo eseguito i lavori necessari ed abbiamo consegnato la cucina "tip top" come fosse nuova anche se in realtà non era nuova. Non abbiamo ricevuto alcuna reclamazione da parte dei signori AP 1 per i lavori da noi eseguiti e nemmeno da parte dei signori AO 1. Prima della locazione AP 1, in occasione dell'accertamento di cui ho detto, ho potuto notare che il frigorifero (con congelatore), il vetro ceramica e la cappa erano stati sostituiti da un'altra ditta. A mio modo di vedere erano nuovi" (verbale 27 novembre 2006, pag. 1 seg.). Per il resto, gli appellanti non affermano che i lavori da loro indicati nella missiva in questione non siano stati eseguiti dai locatori. Alla
luc
e delle emergenze testé citate, quindi, non vi è motivo di ritenere che l'ente locato non sia stato consegnato ai conduttori in perfetto stato.
4.
Gli appellanti contestano la tempestività della notifica dei difetti.
4.1
Al locatore incombe l
'onere di provare di aver notificato tempestivamente al conduttore il difetto eccedente l'usura normale della cosa, ossia entro qualche giorno dal sopralluogo o, in assenza di esso, dalla consegna dell'ente locato (
Lachat
in: Commentaire romand, CO I, op. cit., n. 1 ad art. 267a CO e
Le bail à loyer, op. cit., pag. 524 punto 4.1, pag. 528 punto 5.7;
Higi
in: Zürcher Kommentar 1995, n. 33 ad art. 267a CO).
4.2 La Pretora ha spiegato che sin dal mese di luglio 2004 i locatori avevano manifestato l'intenzione di rendere responsabili i conduttori di asseriti difetti dell'abitazione e del giardino. La prima giudice ha poi passato in rassegna la corrispondenza tra le parti, precisando quanto segue. Con scritto 18 luglio 2004 i locatori avevano segnalato la trascuratezza nell'utilizzo dell'impianto di irrigazione e nella cura del giardino, così come nella manutenzione dell'abitazione in generale (doc. G). Con scritto 22 luglio 2004, poi, essi avevano inviato ai conduttori le fatture relative alla riparazione dell'impianto di irrigazione e all'intervento del giardiniere (doc. H). Con lettera 30 settembre 2004 rilevavano altresì che vista l'incuria con la quale era stata tenuta l'abitazione e a seguito del fatto che i convenuti intralciavano le visite dei potenziali inquilini, li avrebbero ritenuti responsabili anche della perdita di pigione (doc.M). Il 4 ottobre 2004 si è poi tenuto un primo sopralluogo in presenza delle parti e del perito comunale degli immobili di _, _ _ _, in occasione del quale i conduttori hanno chiesto ai locatori una lista esaustiva dei difetti accertati a titolo di orientamento e in vista della riconsegna dell'ente locato. Tale richiesta veniva soddisfatta dai locatori con lettera 6 ottobre 2004, ove essi hanno elencato in modo chiaro e dettagliato i difetti per cui ritenevano responsabili i conduttori (muri, zoccolini, porte e stipiti, piastrelle dei pavimenti, scala, arredamento ed elettrodomestici cucina, rifiniture e angoli armadietti cucina, refrigerante e congelatore arrugginiti, cabina doccia ammuffita, doccia rotta, piatto doccia e giardino in generale; doc. N). Alla
luc
e di tali risultanze la Pretora ha reputato che già all'atto della ricezione dello scritto 6 ottobre 2004 testé menzionato i conduttori erano perfettamente a conoscenza dei difetti per i quali erano ritenuti responsabili dai locatori.
4.3 Gli appellanti ritengono che lo scritto 6 ottobre 2004 (doc. N) "che tanto ha colpito l'estensore materiale della sentenza impugnata" sia "senz'altro superato" dal doc. B (rapporto di constatazione sopralluogo 4 ottobre e 2 novembre 2004), "unico valido rapporto di constatazione stilato da competente perito comunale". In tale rapporto non sarebbe stato indicato alcun danno alla cui copertura siano stati validamente chiamati a rispondere i conduttori. La censura non è condivisibile. I conduttori confondono invero la notifica dei difetti con un rapporto di constatazione sull'esistenza dei medesimi. Diverso sarebbe stato il caso qualora il locatore avesse precisato nel verbale di sopralluogo quali difetti intendeva imputare all'inquilino (cfr.
(
Lachat,
Le bail à loyer, op. cit., pag 523 punto 3.6;
Weber
in: Basler Kommentar, 3
a
ed., OR I, op. cit., n. 2 ad art. 267a CO;
Higi
in: Zürcher Kommentar, op. cit., n. 29 ad art. 267a CO).
In tale evenienza, il verbale in questione sarebbe valso notifica dei difetti e la questione da approfondire sarebbe stata quella di sapere se con tale agire il locatore avesse voluto rinunciare a quanto segnalato precedentemente. Non è tuttavia il caso nella fattispecie.
5.
Sulla questione dell'entità dei difetti, gli appellanti ritengono che non si possa fare alcun riferimento al rapporto di constatazione del perito degli immobili di _, _ _ (doc. C). Secondo la Pretora entrambi i referti (quello testé citato e quello del perito comunale degli immobili di _, _ _ _) devono essere reputati validi ai fini della causa, dato che la funzione del perito presuppone per legge distacco e imparzialità. Essa ha soggiunto di non avere del resto alcun motivo di ritenere che uno dei due periti abbia agito contrariamente ai disposti di legge testé menzionati. Inoltre, da un confronto dei due referti non emergono sostanziali discrepanze. Gli appellanti affermano che il perito _ _ non poteva prestare ufficio fuori dal comprensorio a cui era stato assegnato, di modo che il suo rapporto ha la stessa rilevanza di una mera allegazione di parte. Tanto più che il relativo sopralluogo è stato effettuato alla sola presenza dei locatori. Tuttavia, dalle argomentazioni degli appellanti si desume che essi non si confrontano con la motivazione pretorile, secondo la quale, come detto, non vi è motivo di dubitare dell'imparzialità del secondo perito, sicché al riguardo l'appello è irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f. CPC).
6.
Gli appellanti sostengono che nel rapporto di constatazione di cui al doc. B non appaia alcun difetto alla cui copertura siano stati chiamati a rispondere i conduttori. Per quanto concerne la notifica dei difetti, già si è detto (sopra, consid. 4.3) che nella fattispecie non è determinante il doc. B. Occorre pertanto esaminare la censura dal profilo della prova dell'esistenza dei difetti in questione. La Pretora ha condannato i conduttori al risarcimento (seppur parzialmente rispetto a quanto richiesto dagli istanti) per l'eliminazione dei difetti in relazione alle opere di pittura dei soffitti, delle pareti, delle porte, delle finestre, degli zoccolini e degli stipiti, alla risistemazione dei naselli antisdrucciolo della scala, alla sistemazione dei bordi arrugginiti, delle guarnizioni rotte e del distacco del porta-bottiglie del frigorifero/congelatore, alla sostituzione del vetroceramica, all'eliminazione dei danni cagionati all'arredamento della cucina (sbucciatura ante e laminato), alle opere di sistemazione del giardino e dell'impianto di irrigazione. Con scritto 6 ottobre 2004 (doc. N) i locatori hanno comunicato ai conduttori tutta una serie di difetti di cui li ritenevano responsabili. Tra le altre cose essi hanno segnalato danni ai muri, agli zoccolini, alle porte e agli stipiti, alla scala, alla cucina (arredamento ed elettrodomestici), "rifiniture ed angoli armadietti", "refrigerante e congelatore arrugginiti", così come al "giardino in generale". Unico danno che non è stato quindi segnalato è quello relativo alle finestre. Tuttavia, va precisato che la Pretora ha riconosciuto fr. 946.- per opere di pittura "non essendo possibile ritenere normale usura i difetti presenti agli zoccolini e agli stipiti di porte e armadi". Di conseguenza, essa non ha contemplato i danni alle finestre e, perciò, il fatto che essi non erano segnalati nella missiva doc. N non ha avuto alcuna influenza ai fini del giudizio di prime cure. Su questo punto l'appello è quindi respinto.
7.
Gli appellanti sostengono che
i risarcimenti rivendicati dagli istanti si fondino prevalentemente "su preventivi e non su fatture a saldo per lavori di cui vi sia inoltre prova d'avvenuta esecuzione". Compete al locatore che rivendica il risarcimento di dimostrare di aver concretamente subìto il relativo danno. Ciononostante il risarcimento è dovuto anche qualora il locatore non faccia eseguire i lavori di eliminazione del difetto (
Lachat,
Le bail à loyer, 2a ed., n. 5.7, pag. 812). Secondo
Higi
, quindi, una richiesta di risarcimento può basarsi su delle offerte degli artigiani (Zürcher Kommentar, n. 107 ad art. 267 CO). La censura degli appellanti non è quindi rilevante ai fini del giudizio.
8.
I convenuti contestano in particolare ogni singolo risarcimento riconosciuto dalla Pretora.
8.1 Per quanto concerne la fattura relativa alle opere di pittura _, gli appellanti affermano anzitutto che l'istruttoria non avrebbe permesso di accertare se i ritocchi non eseguiti a regola d'arte non fossero gli stessi presenti al momento della consegna iniziale dell'ente locato, eseguiti peraltro dallo stesso artigiano _. Come detto (sopra, consid. 3), alla
luc
e del carteggio processuale non v
i è motivo di ritenere che l'ente locato non sia stato consegnato in perfetto stato. Competeva, quindi, ai conduttori provare il contrario. La loro censura non può quindi essere condivisa. Gli appellanti reputano, poi, che la circostanza che il perito comunale degli immobili di _, _ _ _, abbia ritenuto "eseguiti male" i ritocchi "non basta per porre a carico dei conduttori" un risarcimento che secondo loro sarebbe in ogni caso "astrattamente" imputabile. La censura è finanche irricevibile. Qualora gli appellanti avessero reputato che non era necessaria una sistemazione integrale degli stessi, avrebbero dovuto sostanziare il loro asserto, nel senso di motivare la possibilità di una sistemazione parziale degli stessi, cosa che invece non hanno fatto. Inoltre, l'astrazione cui fanno riferimento è giustificata dalla ponderazione tra l'esistenza del difetto e la durata massima dell'oggetto danneggiato. Gli appellanti, al riguardo, ritengono che applicando le tavole allestite dall'Associazione svizzera dei proprietari immobiliari in collaborazione con l'Associazione Svizzera Inquilini sulla durata massima degli oggetti, l'importo che potrebbe essere riconosciuto ai locatori sarebbe di fr. 427.85. La prima giudice ha fissato il risarcimento in fr. 946.-, ovvero all'incirca la metà di quanto richiesto dai locatori (fr. 1
'
893.75), motivando tale importo per motivi di equità, alla
luc
e del fatto che secondo le citate tavole la durata massima degli zoccolini è di 15 anni mentre la durata di pittura a dispersione di porte e finestre è in media di 8 anni, che la locazione era durata 7 anni, che non era "possibile ritenere normale usura i difetti presenti agli zoccolini e agli stipiti di porte e armadi" e che la pretesa degli istanti era stata fondata sul "solo preventivo di fr. 1
'
893.75", mentre dalla fattura 22 novembre 2004 delll'artigiano _ _ emerge un importo di fr. 4
'196.40 per i suoi interventi all'ente locato
. Gli appellanti ritengono, invece, che occorre dividere l'importo di fr. 435.- indicato nella fattura dell'impresa _ (inc. UC richiamato) per gli zoccolini per 15 e moltiplicarlo per 8 (15 ./. 7). Per quanto concerne l'importo di fr. 1
'325.- relativo alle porte e ai telai, essi lo hanno diviso per 8. Tuttavia, gli appellanti dimenticano che la Pretora ha considerato anche il fatto che l'importo richiesto dagli istanti era inferiore a quello fatturato dall'artigiano. Al riguardo, i convenuti non sostengono che tale fattura non concerne i danni dei quali essi sono stati resi responsabili dalla prima giudice, e nemmeno affermano che tale fattura non corrisponderebbe ai lavori eseguiti, di modo che al riguardo non vi è motivo di scostarsi dal giudizio pretorile.
8.2 Gli appellanti contestano anche il riconoscimento di fr. 939.90 per il risarcimento relativo alla fattura del falegname _. Sulla scorta della dichiarazione di _ _ (doc. FF), precedente proprietaria degli appartamenti gemelli, e dell'ammissione dei convenuti che in sede di risposta avrebbero dichiarato di aver sostituito in corso di locazione i naselli di gomma delle scale, la prima giudice li ha condannati alle spese di ripristino degli stessi. Gli appellanti affermano che la dichiarazione di _ _ si riferisce al 1987, ovvero all'epoca in cui gli appartamenti furono costruiti, mentre nulla è noto sulla situazione all'inizio della loro locazione nel novembre 1997. Tant'è che nella loro risposta essi hanno dichiarato di aver sostituito sì una precedente bordatura, ma che la stessa era differente rispetto a quella dell'abitazione gemella. Essi dimenticano, tuttavia, che il teste _ _, riferendosi ai lavori da lui eseguiti nel 1997, ovvero prima della locazione ai convenuti, ha affermato che "tra l'alzata del gradino e il gradino, sullo spigolo, vi era un antiscivolo in gomma marrone" (verbale 27 novembre 2006, pag. 3). Gli appellanti proseguono affermando che anche qualora si volesse sposare la tesi dei locatori, il rivestimento era già presente al momento della costruzione dell'appartamento nel 1987, e quindi al momento della consegna, nel 2004, lo stesso avrebbe avuto una vita di 17 anni, ciò che evidentemente comportava la sua sostituzione. Alla fine della locazione il conduttore che ha proceduto a migliorie o a modificazioni della cosa senza il consenso scritto del locatore, può essere tenuto a ripristinare lo stato anteriore dell'ente (art. 260a cpv. 2 a contrario). Quest'obbligo trova un limite nella protezione della buona fede e nel divieto dell'abuso di diritto (art. 2 CC;
Lachat,
op. cit., n. 3.2, pag. 829
). Nel contratto di locazione (doc. A) le parti hanno previsto che al conduttore è esclusa qualsiasi modifica dell'ente locato (clausola n. 19.1). Gli appellanti affermano che una vita di 17 anni è "evidentemente impensabile per simili accorgimenti di siffatto materiale". Tuttavia, il loro asserto non è per nulla evidente e si esaurisce in una mera affermazione di parte, sprovvista della benché minima portata probatoria. Lo stesso dicasi della loro asserzione in merito al fatto che avrebbero sostituito la gomma perché "esausta". Anche su questo punto l'appello dev'essere pertanto respinto.
8.3 Gli appellanti contestano altresì il riconoscimento di fr. 1'390.- relativo alla fattura _ cucine. Per quanto concerne la sostituzione del ripiano in vetroceramica, la prima giudice ha accertato sulla scorta del doc. NN che lo stesso era stato sostituito all'inizio della locazione e ha quindi riconosciuto ai locatori un importo pari a fr. 640.- a fronte di un valore a nuovo di fr. 1'200.-. Ciò in ragione della durata massima di 15 anni prevista dalle citate tabelle. I convenuti ritengono, invece, che siccome i locatori avrebbero rinunciato alla relativa pretesa, il giudice avrebbe giudicato
ultrapetita
, ovvero oltre le domande delle parti. Con l'istanza i locatori hanno chiesto il risarcimento per l'intervento del cuciniere _, "salvo la riduzione del 70% (età media di vita ammessa 10 anni per 7 anni di locazione) per il piano vetroceramica" (pag. 3). Nella risposta i convenuti hanno affermato che non era noto il momento in cui tale elettrodomestico era stato posato (pag. 6). Con la replica i locatori hanno ammesso che il ripiano in vetroceramica era stato installato già da più di 10 anni "per cui, vista l'osservazione di risposta, si toglie da quanto chiesto il rispettivo valore, per ammortamento completo dopo 10 anni" (verbale 9 maggio 2005, pag. 2). La prima giudice ha quindi statuito in violazione dell’art. 86 CPC, che prevede che essa debba pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di questa. Su questo punto l'appello è accolto. La Pretora ha inoltre riconosciuto ai locatori un risarcimento di fr. 150.- per la riparazione, per quanto concerne il frigorifero/congelatore, dei bordi arrugginiti, delle guarnizioni rotte e del porta-bottiglie. Non essendo possibile ricostruire il costo relativo alla loro riparazione, la Pretora ha fissato l'importo testé menzionato equamente. Al riguardo, gli appellanti affermano che la prima giudice ha concesso tale risarcimento sebbene abbia negato il malfunzionamento degli apparecchi in questione. Tale censura non può essere seguita già per il fatto che la Pretora ha spiegato che sebbene dai rapporti di constatazione (doc. B e C) non emergeva un malfunzionamento del frigorifero/congelatore, essi elencavano i difetti citati dianzi. Gli appellanti sostengono, inoltre, che il rapporto di constatazione di cui al doc. B escluderebbe cause di responsabilità a carico dei conduttori. Se non che, a parte il fatto che entrambi i rapporti in questione non si esprimono, su questo punto, sulle cause dei difetti in questione e, quindi, sulle responsabilità dei conduttori, non va dimenticato che tale aspetto, prettamente giuridico, compete al giudice e non al perito. Reputato che gli appellanti, quindi, non sostengono che l'importo ritenuto dalla Pretora equatitativamente non corrisponda al costo dell'eliminazione dei difetti elencati sopra, non vi è motivo di riformarlo. Quanto al risarcimento di fr. 600.- stabilito per i danni cagionati all'arredamento della cucina (sbucciatura ante e laminato), la Pretora ha spiegato che la maggior parte dei lavori elencati nel preventivo 10 novembre 2004 (doc. CC) non si riferisce ai difetti indicati nei rapporti di cui ai doc. B e C e che dalla fattura (documento prodotto dal teste _ _) non è possibile desumere quanto sia stato pagato per l'eliminazione di tali difetti. Ciononostante, essa ha ritenuto equo riconoscere un risarcimento di fr. 600.- pari al 10% della fattura agli atti, in considerazione anche della normale usura della cucina. Gli appellanti affermano che la Pretora sarebbe caduta nell'arbitrio, scostandosi senza valida ragione dal doc. B. Tuttavia, come testé illustrato la prima giudice non si è in alcun modo distanziata da quanto emerso dal doc. B. Per il resto, gli appellanti affermano che la Pretora avrebbe ragionato a spanne. In tal modo, tuttavia, essi non si confrontano compiutamente con la motivazione pretorile. In particolare, essi nemmeno affermano che l'importo riconosciuto in prima sede non corrisponda alle opere per l'eliminazione dei difetti in questione. Al riguardo, quindi, la censura è finanche irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC).
8.4 Gli appellanti contestano, infine, anche il riconoscimento di fr. 968.40 per la mancata manutenzione del giardino e di fr. 177.65 per i danni subiti dall'impianto di irrigazione. A mente dei convenuti, le domande di risarcimento dei locatori sarebbero perente poiché né il perito comunale degli immobili di _, né quello di _ avrebbero riscontrato danni al giardino. Già si è detto che la notifica dei difetti è avvenuta con missiva
6 ottobre 2004 (doc. N)
e che, di conseguenza, non vi è stata perenzione alcuna (sopra, consid. 4.3). Il fatto, poi, che nei rapporti in questione non siano stati riscontrati i difetti invocati dai locatori, si giustifica dal fatto che l'artigiano _ _ ha eseguito i lavori di sistemazione di cui i locatori chiedono il risarcimento nel luglio 2004 (cfr. doc. DD e verbale 1° marzo 2007, pag. 2), quindi precedentemente ai sopralluoghi 2 e 12 novembre 2004 di cui ai verbali di constatazione. Tant'è che tale circostanza è menzionata dagli stessi appellanti (pag. 9 in fondo). I convenuti affermano che la siccità del giardino sarebbe da ricondurre al difettoso impianto di irrigazione, che la ditta _, intervenuta in riparazione dello stesso n
el giugno 2004, non sarebbe riuscita a sistemare. Essi negano, pertanto, che i relativi danni possano essere a loro ascrivibili,
tanto più che l'irrigazione funzionava automaticamente. _ _ ha dichiarato di essere intervenuto nel giugno 2004 e di aver trovato un problema alla centralina e al rubinetto a biglia, così come due irrigatori rotti che avrebbe sostituito (verbale 1° marzo 2007, pag. 3). Se non che, il teste _ _, intervenuto successivamente alla sistemazione, da parte della società _, del sistema di irrigazione, ha affermato di aver notato "degli irrigatori danneggiati e rotti" (verbale 1° marzo 2007, pag. 2). Anche volendo ascrivere la siccità del giardino interamente ai due irrigatori rotti (mentre non vi è evidenza che la centralina e il rubinetto non siano stati sistemati a dovere), i conduttori sono responsabili in ogni caso dei danni riscontrati nel giardino. Invero, secondo l'art. 257g CO il conduttore ha l'obbligo di dare avviso al locatore dei difetti della cosa, sempreché non debba eliminarli egli stesso (cpv. 1). Egli è responsabile del danno cagionato al locatore in caso d’omissione dell’avviso (cpv. 2). Nella fattispecie, a fronte di un intervento al sistema di irrigazione avvenuto nel giugno 2004, i conduttori sapevano che un'eventuale siccità poteva essere ascrivibile allo stesso e non poteva sfuggire loro che due irrigatori erano ancora (o si erano) rotti. D'altra parte, essi non affermano che tale circostanza non era loro riconoscibile. Va altresì precisato che gli appellanti nemmeno affermano che i danni al giardino erano da ricondurre alla siccità preesistente all'intervento della ditta _. Di conseguenza, su questo punto l'appello dev'essere respinto.
9.
I conduttori contestano il riconoscimento da parte della Pretora di fr. 4'000.- corrispondenti a due mensilità (novembre e dicembre 2004). La prima giudice ha riconosciuto tale importo in ragione del fatto che i lavori di sistemazione si erano protratti per oltre due mesi dopo la fine della locazione. Gli appellanti affermano anzitutto che siccome la locazione era durata sette anni, i locatori non potevano attendersi, "già solo per normale usura, di locare immediatamente dopo, già nel mese di novembre 2004, l'ente". Tale affermazione si esaurisce in un mero asserto di parte, sprovvisto di alcuna rilevanza probatoria. I conduttori asseriscono, poi, che i locatori avrebbero dovuto programmare i lavori di sistemazione a riduzione del danno. Essi, tuttavia, non spiegano in che misura l'intervento degli artigiani, che per l'appunto si è protratto nei due mesi in questione e che essi non contestano, non sia stato tempestivo. Al riguardo si limitano, invero, ad affermare che i lavori potevano essere eseguiti al massimo in un mese, ma non suffragano in alcun modo la loro dichiarazione. Essi, inoltre, non allegano in che maniera i locatori avrebbero potuto accelerare i tempi di sistemazione, se non affermando che a seguito dello scritto 6 ottobre 2004 (doc. N) dei locatori questi ultimi avrebbero dovuto mobilitarsi. Tuttavia, non va dimenticato che i conduttori hanno occupato l'ente locato fino al 3 novembre 2004, sicché non era possibile eseguire i lavori di sistemazione menzionati sopra nel mese di ottobre. Gli appellanti concludono sostenendo che a seguito della visita dell'ente locato da parte di _ _ nell'agosto 2004, in occasione della quale questa avrebbe riscontrato numerosi danni, i locatori sapevano che quantomeno a novembre 2004 era escluso iniziare una nuova locazione. Circostanza che sarebbe stata confermata dagli istanti nelle loro conclusioni. Se non che, come si è visto sopra l’ente locato è rimasto vuoto nei mesi di novembre e dicembre 2004 proprio per eliminare i danni riscontrati a fine locazione, che non era possibile eseguire durante la permanenza dei conduttori, protrattasi fino al 3 novembre 2004. Anche su questo punto le argomentazioni degli appellanti non possono essere condivise.
10.
In definitiva, nella misura in cui è ricevibile l'appello è parzialmente accolto nel senso che i convenuti sono condannati al pagamento di fr. 7
'781.95
(fr. 8
'421.95 ./. fr. 640.-) oltre interessi. Tassa di giustizia, spese e ripetibili di appello seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 CPC), e sono calcolate su un valore litigioso di fr. 8'421.95.-, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso in materia civile al Tribunale federale. Non è invece necessario modificare il dispositivo sugli oneri processuali e le ripetibili di prima sede. Invero, la Pretora ha calcolato il grado di soccombenza fondandosi su un valore litigioso di fr. 14'102.90, mentre determinante è quanto richiesto dagli istanti con le conclusioni, ossia fr. 12'786.80. Di conseguenza, suddividendo l'importo stabilito in appello di fr. 7'781.95 per 12'786.80, il grado di soccombenza dei convenuti di 3/5 resiste alla critica.