# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e389a7a1-d74e-5bfd-8ed1-66973d5d7fd0
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che _ _ (1934) e _ nata _ (1937) si sono sposati a _ (_) il _ _ 1959 e dalla loro unione è nato _ _ (1972);
che il 14 aprile 1997 il marito ha instato davanti al Pretore di Lugano, sezione 6, per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 2 giugno successivo;
che con istanza del 14 aprile 1997 _ _ ha chiesto l’adozione di misure provvisionali, in particolare l’attribuzione dell’abitazione coniugale a _ (inc. _._._);
che alla discussione del 6 giugno 1997 la moglie ha postulato, per il caso in cui si fosse dovuta costituire una dimora separata, un contributo alimentare di fr. 2’500.– mensili, ridotto in seguito a fr. 2’200.– (inc. _._._);
che il 3 ottobre 1997 _ _ ha chiesto al Pretore di ordinare al marito di metterle a disposizione l’autovettura _ “_ _ ” (inc. _._._);
che alla discussione finale del 23 ottobre 1997 le parti si sono riconfermate in tutte le rispettive domande;
che il Pretore, statuendo il 4 dicembre 1997, ha obbligato il marito a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 2’200.– mensili e a mettere a disposizione della stessa l’autovettura;
che le spese, con una tassa di giustizia di fr. 700.–, sono state poste per un quinto a carico della moglie e per quattro quinti a carico di _ _, tenuto a rifondere alla controparte fr. 2’000.– per ripetibili;
che con un “ricorso” in tedesco del 19 dicembre 1997 _ _ contesta il citato decreto;
che il gravame non è stato notificato alla controparte;

## Considerations

considerando
in diritto:
che l’appellante impugna il giudizio del Pretore sostenendo di non essere in grado di versare alcun contributo alimentare;
che l’atto d’appello deve contenere – tra l’altro – l’indicazione esatta delle parti e del loro domicilio, l’indicazione della sentenza da cui si appella, come pure le domande e i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. b, c, e, f CPC);
che, mancando tali requisiti, la dichiarazione di appello è nulla (art. 309 cpv. 5 CPC);
che il ricorrente censura il contributo alimentare a favore della moglie, così come l’obbligo di consegnarle la nota automobile e la ripartizione degli oneri processuali, ma non indica nemmeno implicitamente quale giudizio dovrebbe essere emanato in riforma del decreto impugnato e – soprattutto – non si confronta concretamente con le motivazioni del Pretore;
che la tolleranza e la benevolenza da riservare ad appellanti sprovvisti di cognizioni giuridiche non possono rimediare nella fattispecie alle manifeste e insanabili carenze dell’atto di appello, ciò che rende inutile assegnare al ricorrente un termine perché traduca il rimedio giuridico in italiano (art. 142 cpv. 3 CPC);
che il gravame, irricevibile, sfugge quindi a un esame di merito e può essere deciso con la procedura semplificata dell’art. 313
bis
CPC;
che gli oneri processuali andrebbero per principio a carico dell’ appellante (art. 148 cpv. 1 CPC);
che, date le particolarità del caso, appare tuttavia giustificato prescindere dal prelievo di tasse e spese;
che in ogni modo non si giustifica di riconoscere ripetibili alla controparte, cui l’appello non è nemmeno stato notificato;