# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d90fdb28-80ab-50ce-9a27-19e1ff90c5e0
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
-- che in merito alla vita anteriore ed alla situazione economica di AC 1 si richiamano, poiché noti alle parti, gli atti istruttori (di seguito solo AI) 17 (PP AC 1 8.10.2009) e 2 (PS AC 1 1.9.2009) nonché i documenti del Tribunale Penale Cantonale (di seguito solo doc. TPC) 4 (estratto del casellario giudiziale svizzero);
-- che in relazione alle circostanze dell’arresto ed al deludente suo impegno, dal 16.11.2009, nel mantenere, nel contesto di un programma d’inserimento professionale, la sua attività lavorativa presso l’Azienda l’Orto che fu, del resto, l’unico serio motivo per la sua scarcerazione del 13.11.2009 (AI 25 SG AC 1 13.11.2009 ed AI 26), si richiamano gli AI 1, 2 e 23 nonché il doc. TPC 2;
-- che in sede dibattimentale l’accusato ha ribadito quanto da lui esposto nel suo verbale d’interrogatorio dinanzi al Procuratore Pubblico dell’8.10.2009 (AI 17 PP AC 1 8.10.2009), col che la Corte, in forza a queste sue dichiarazioni, ha parzialmente corretto l’atto d’accusa (di seguito solo AA) in stretta applicazione del principio del in dubio pro reo e con, dall’altra parte, contestuale aggravio ex art. 250 CPP di due ulteriori danneggiamenti (art. 144 cpv. 1 CP) per i punti 1.29 e 1.31 AA e di una violazione di domicilio (art. 186 CP) per il punto 1.25 AA (verbale dibattimentale pag. 2);
-- che con le precisazioni di cui sopra AC 1 è quindi stato riconosciuto colpevole di 31 furti (art. 139 cfr. 1 CP) in autovetture, di cui 15 consumati e 16 tentati, commessi a _, _, _, _, _, _ e nel _ nel periodo 16.1.2007 / 1.9.2009 con una refurtiva complessiva fissata in almeno fr. 1'589.- nonché, siccome ad essi correlati, di 28 danneggiamenti (art. 144 cpv. 1 CP) e di 21 violazioni di domicilio (art. 186 CP);
-- che a fronte della sua specifica recidiva in forza alla precedente sua condanna del 26.5.2004 dinanzi ad una Corte delle assise correzionali (doc. TPC 4) nonché dall’inconsistenza, nuovamente verificata in aula, di circostanze a lui particolarmente favorevoli ex art. 42 cpv. 2 CP, la Corte non ha potuto assolutamente riconoscergli una prognosi favorevole, con susseguente erogazione di una pena espiativa;
-- che, non di meno, tenuto conto del suo precedente vissuto (AI 17 PP AC 1 8.10.2009), dell’univoca tipicità dei furti da lui commessi, rilevanti sicuramente nel numero ma per loro stessa natura oggettivamente e soggettivamente poco redditizi, nonché del fatto che i reati causali della revoca della sua condanna del 26.5.2004 (doc. TPC 4), sono stati solo 2 (AA 1.30 e 1.31) rispetto ai 31 oggi giudicati, quo alla colpa, comunque oggettivamente e soggettivamente non da bagatellizzare, vi è ancora spazio per la pronuncia di una pena parzialmente sospesa ai sensi dell’art. 43 cpv. 1 CP;
-- che in merito alla commisurazione della pena (art. 47 CP), non potendo la Corte non esimersi dal procedere, visto la fattispecie, alla revoca (art. 46 cpv. 1 e 2 CP) della precedente sua condanna del 26.5.2004 (doc. TPC 4), tutto ben ponderato si ritiene giustificato la condanna di AC 1 ad una pena detentiva di 14 mesi a valere quale pena unica (art. 46 cpv. 1 seconda frase CP) con la sopraccitata sentenza del 26.5.2004 della Corte delle Assise correzionali (doc. TPC 4), pena che in virtù dei combinati art. 43 e 44 cpv. 1 CP è da espiare nella misura di sei mesi con deduzione del carcere preventivo sofferto (art. 51 CP) rispettivamente ha da essere sospesa in ragione di 8 mesi con un periodo di prova di 4 anni (art. 44 cpv. 1 CP);
-- che dalla constatazione, confermata verbalmente in aula dall’accusato, di un fumoso suo futuro privo di concreti progetti se non quello di poter sperare, un giorno, di ritrovare lavoro, trovasi assolutamente necessario ordinare, indipendentemente dalla fallita prima relazione con l’ufficio di Patronato durante i mesi di novembre / dicembre del 2009 (AI 23 e doc. TPC 2), un’assistenza riabilitativa (art. 93 CP) per la durata del periodo di prova della pena sospesa (art. 44 cpv. 2 CP);
-- che la pretesa di risarcimento della PC 29 (doc. TPC 9) non può essere accolta non perché non documentata (doc. TPC 9) o non risultante dagli atti (punti 1.6, 2 e 3 AA), ma solo perché questa assicurazione non può essere considerata parte civile (di seguito solo PC) ai sensi di legge essendo stata vittima di un danno indiretto (PIQUEREZ, Procédure Pénale Suisse, Schulthess, Zurigo 2000, pag. 600, nota 2764, RUSCA/SALMINA/VERDA, Commento del Codice di Procedura Penale ticinese, Casagrande, Lugano 1997, art. 69, pag. 218, note 3 e 4 nonché MINI in RDAT I-2004, pag. 259, sentenze non pubblicate del Tribunale Federale 1P.152/2004 del 19.5.2004, del Tribunale Penale Cantonale in re M., G. e B. del 13.2.2007, della Camera dei Ricorsi Penale del Tribunale d’Appello in re O. del 28.7.2008 ed in re S. del 20.5.2008 nonché del Giudice dell’istruzione e dell’arresto in re U. del 4.11.2004);
-- che le altre PC non hanno documentato né presentato alla Corte una formale istanza di risarcimento ai sensi dell’art. 266 CPP;
-- che in forza alle dichiarazioni di AC 1 nei suoi verbali d’interrogatorio di Polizia del 3.9.2009 e del 9.9.2009 (AI 20), così come del resto ribadite in aula, preso altresì atto che gli atti non attestino assolutamente che gli oggetti da lui asseriti come di sua proprietà risultino essere prodotto di reato ai sensi dell’art. 69 cpv. 1 CP, ne consegue la confisca di tutti gli oggetti indicati nell’AA (art. 69 e 70 CP) ad eccezione di 1 natel Nokia 8210 senza carta SIM, di 1 natel Siemens A55 senza carta SIM, di 1 scatola blu Versace, di 1 portachiave con iscrizione Grand Hotel Eden Lugano, di 1 scatola blu Swarowski con una molletta in cristallo, di 1 custodia nera contenente un paio di occhiali Ray Ban, di 1 orologio Fox Watch di colore argento e cinturino in pelle blu, di 1 orologio Bronx al quarzo, di 1 orologio Tissot di colore argento, di 1 orologio Daniel di colore trasparente, di 1 orologio Yves Ronaud di colore argento, di 1 PC portatile Dell numero di serie T7570, di
1 lettore CD-RW/DVD-ROM Dell, di 1 hard disk esterno Dell, di 2 mouse Microsoft, di 1 mouse Logitech, di 1
caricatore PC Dell, di 1 borsa notebook Maxxtro, di 1 lettore MP3 Philips di colore blu e nero con auricolari, di 1 orecchino di colore giallo, di 1 braccialetto in acciaio a tre segmenti, di 1 anello da donna in metallo giallo con brillantini, di 1 anello da uomo in acciaio con brillantini e viti nonché di 1 macchina fotografica Olympus, modello U-minidigital nr. di serie E582523904 con astuccio che sono dissequestrati e restituiti all’accusato (art. 165 CPP);
-- che tenuto conto delle avvenute parziali correzioni all’AA la tassa di giustizia di fr. 500.- e le spese processuali sono poste a carico del condannato in ragione di 2/3, la rimanenza di 1/3 a carico dello Stato (art. 9 cpv. 1 e 4 CPP)
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 2, 5, 6, 7.8, 7.9, 7.12, 7.14, 7.15, 7.16, 7.17, 7.18, 7.19, 7.20, 7.21, 7.22, 7.23, 7.24, 7.25, 7.26, 7.33, 7.38, 7.39, 7.40, 7.41, 7.42, 7.44 nonché parzialmente ai quesiti 1.1, 1.2 e 1.3;
visti gli art.
12, 22 cpv. 1, 40, 42, 43, 44, 46, 47, 51, 69, 93, 94, 95, 139 n. 1, 144 cpv. 1 e 186 CP
;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations