# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 19131829-8f1b-544c-bcd5-265d3ae95c49
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
A. RI 1, nato nel 1968, è stato attivo presso la ditta _ di _ come montatore di cartongesso dal 22 maggio 2012 (doc. 9) fino al 31 dicembre 2012, giorno del suo licenziamento comunicatogli il 30 novembre 2012 (doc. 121).
Rimasto bloccato con la schiena su un cantiere, dall’11 dicembre 2012 (doc. 10) egli risulta inabile al lavoro per lombalgia cronicizzata con impotenza funzionale diagnosticata dai suoi medici curanti. A seguito di ciò sono subito insorti anche disturbi psichici (doc. 12) per i quali, negli anni seguenti, ha beneficiato di cure.
B. L’assicuratore malattia CO 1, presso cui l’ex datore di lavoro dell’assicurato era affiliato, ha assunto il caso e corrisposto al dipendente inabile al lavoro al 100% le indennità giornaliere per perdita di guadagno di sua spettanza.
Sentiti i medici curanti dell’assicurato e i suoi medici fiduciari, e dopo avere sottoposto l’interessato a perizie mediche (doc. 17), la Cassa malati ha in un primo tempo (10 maggio 2013) sospeso il versamento delle prestazioni dal 1° giugno 2013 (doc. 26).
Successivamente ha fatto peritare l’assicurato (docc. 44 e 57) e il 14 novembre 2013 (doc. 53) gli ha imposto di inoltrare domanda di prestazioni all’assicurazione invalidità (doc. 121).
Il 7 febbraio 2014 (doc. 67) la Cassa malati alla luce della perizia del dr. med. _ che fissava la capacità lavorativa nell’attività di gessatore nel 50%, mentre in altre attività leggere l’abilità lavorativa era del 100%, ha concesso all’assicurato un termine transitorio dal 1° al 28 febbraio 2014 per reinserirsi professionalmente durante il quale gli avrebbe versato le indennità giornaliere sulla base di un’incapacità lavorativa del 50% (doc. 76), dopodiché avrebbe chiuso il caso.
Tale sospensione è stata confermata il 28 marzo 2014 (doc. 83).
L’assicurato ha ricevuto le prestazioni in ragione del 50% fino al 31 maggio 2014 e, sulla scorta dei nuovi referti medici, il 30 luglio 2014 (doc. 96) ha chiesto che gli fosse riconosciuta un’inabilità totale retroattivamente dal 1° febbraio 2014.
C. Con decisione del 18 settembre 2014 (doc. 103) CO 1 ha comunicato all’assicurato di sospendere le prestazioni e di chiudere il caso dal 1° giugno 2014 sulla scorta della perizia effettuata dal dr. med. _, che è stata confermata due volte dal suo medico fiduciario dr. med. _.
D. Con progetto d’assegnazione di rendita del 3 dicembre 2014 (doc. 121), confermato con decisione del 25 febbraio 2015 (doc. 121), l’Ufficio assicurazione invalidità ha attribuito all’assicurato una rendita intera di invalidità dal 1° dicembre 2013 stante un’inabilità lavorativa del 100% dall’11 dicembre 2012 al 31 gennaio 2014 in qualsiasi attività e del 50% dal 1° febbraio 2014 in poi. Tuttavia, il versamento non poteva avvenire prima del 1° maggio 2014, ossia al più presto dopo sei mesi dalla data della domanda (21 novembre 2013), perciò esso era limitato nel tempo al 31 maggio 2014 visto il miglioramento della capacità lavorativa che ha dato luogo a un grado d’invalidità calcolato nell’8%.
Con sentenza C-2004/2015 del 24 settembre 2015 (doc. 199) il Tribunale amministrativo federale, preso atto del preavviso del 23 giugno 2015 (doc. 199) dell’Ufficio assicurazione invalidità per gli assicurati residenti all’estero che proponeva l’annullamento della decisione impugnata con rinvio degli atti di causa all’amministrazione affinché completasse l’istruttoria conformemente alle indicazioni fornite, proposta a cui aveva aderito il ricorrente, l’ha ammessa in quanto giustificata dalla necessità di completare l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti con riferimento allo stato di salute del ricorrente. Rendendosi dunque necessaria, anche d’avviso del Servizio Medico Regionale interpellato dall’Ufficio AI, una perizia pluridisciplinare che esaminasse l’insorgente da un punto di vista reumatologico, psichiatrico e neurologico, questi ultimi aspetti non ancora investigati, la causa è stata rinviata all’Ufficio AI per completamento istruttorio, fermo restando il diritto alla rendita intera per il mese di maggio 2014.
E. L’assicurato ha continuato a trasmettere alla Cassa malati dei certificati medici attestanti la sua inabilità lavorativa totale finché, sottoposti al perito dr. med. _ e al dr. med. _, suo medico di fiducia, con decisione su opposizione del 10 dicembre 2015 (doc. B) l’assicuratore malattia si è riconfermato nella sua precedente decisione, visto che anche l’assicurazione invalidità aveva respinto il diritto alle prestazioni.
Sentiti nuovamente il perito il 24 agosto 2015 e il medico fiduciario il 2 dicembre 2015, questi specialisti hanno riconosciuto l’interessato abile al lavoro al 50% nella sua attività di gessatore.
In attività adatta, ossia leggera e nel rispetto dell’ergonomia del tronco, la capacità lavorativa era invece totale.
Da una parte, il perito ortopedico ha spiegato nel dettaglio i motivi per cui il rapporto del curante dottor _ del 26 settembre 2014 non apportava nuovi e validi elementi atti ad invalidare le sue precedenti considerazioni. D’altra parte, la dr.ssa med. _ ha peritato personalmente l’interessato il 5 novembre 2015 dal profilo psichiatrico e l’ha ritenuto abile totalmente in qualsiasi attività (doc. 209).
Secondo l’assicuratore malattia non v’era quindi alcun motivo, benché il caso AI fosse ancora pendente, per modificare la decisione formale che ha previsto un adeguato periodo transitorio.
F. Il 7 gennaio 2016 (doc. I) RI 1, rappresentato da RA 1, si è rivolto a questo TCA chiedendo di riconoscergli il versamento delle indennità giornaliere residue spettantegli nella misura del 100% dal 1° giugno al 30 novembre 2014, pari a un ammontare di Fr. 31'597,15.
In via subordinata il ricorrente ha chiesto “una visita medica arbitrale”.
L’assicurato ha spiegato di essere rimasto completamente bloccato con la schiena l’11 dicembre 2012 mentre svolgeva un lavoro molto pesante e da allora è inabile al lavoro al 100% per lombalgia, come certificato da più medici curanti che l’hanno visitato dal 2012 al 2015. A causa di questa patologia somatica è pure emersa una sindrome depressiva che lo rende inabile al lavoro totalmente anche dal profilo psichiatrico.

## Considerations