# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7ee2e4f6-3492-54c1-9c95-16a9a4ecd101
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1 è proprietaria del mapp. _ RFD di _, un fondo di 1044 mq posto a ridosso del vecchio nucleo edificato di _, in leggero declivio da S verso N.
Il PR dei Comuni del _, allestito su scala regionale tramite un istituto consortile ed approvato dal Consiglio di Stato il 12 luglio 1985, ha incluso la part. _ in zona R2. Lo stesso strumento pianificatorio, segnatamente il piano del traffico, ha previsto in quel comprensorio la creazione di una strada di raccordo (SR2 _) il cui tracciato dovrebbe passare proprio a valle del mapp. _. A tutt'oggi, tale impianto viario non è stato però ancora realizzato.
B. Il 15 giugno 2005 RI 1 ha chiesto al municipio di _ il permesso di costruire due case monofamiliari parzialmente contigue sul mapp. _. Dal progetto emerge che ogni edificio, di foggia estremamente moderna, è composto da una struttura principale poliedrica disposta a V lungo l'asse N-S del pendio, nella quale troverebbe spazio tutta la cosiddetta parte giorno (livello 0). Verso monte (S), la costruzione sarebbe sormontata da un corpo a tetto piano destinato ad ospitare le ca-mere da letto (livello +1), mentre a valle (N), ad una quota inferiore, è prevista la realizzazione di un locale soggiorno (livello -1). Le due case, caratterizzate ognuna da tre comparti abitabili adagiati sul terreno rispettandone l'andamento naturale, formerebbero per finire un unico insediamento a X situato al centro della particella.
Fondandosi sull'art. 5 LE, il 7 luglio 2005 l'esecutivo comunale ha fatto sapere all'istante in licenza che non avrebbe potuto concedere il permesso stante la mancata realizzazione della strada SR2 e la conseguente assenza di un accesso sufficiente al fondo. La proprietaria del terreno ha nondimeno mantenuto la domanda, che è stata pubblicata dal 19 luglio al 2 agosto 2005. Alla stessa si sono opposti alcuni confinanti (CO 3, proprietaria del mapp. _; CO 1, CO 2, proprietario, rispettivamente futuri acquirenti dei mapp. _ e _), i quali hanno annotato essenzialmente che la particella dedotta in edificazione non era urbanizzata in quanto priva di accesso.
Raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il 18 novembre 2005 il municipio CO 2
F. Il 12 dicembre 2006 si è tenuta un'udienza in contraddittorio, seguita da un sopralluogo.
Di tutte le risultanze istruttorie e delle osservazioni formulate dalle parti in sede conclusionale si dirà - ove occorresse - nei considerandi che seguono.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legitti-mazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date dagli art. 21 LE, nonché 43 e 46 PAmm.
Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze degli accertamenti esperiti nel corso dell'istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. L'istruttoria operata in questa sede ha posto rimedio alla lesione del diritto di essere sentito eccepita dalla ricorrente. Dottrina (Knapp, Précis de droit administratif, n. 665; Grisel, Traité de droit administratif, p. 379) e giurisprudenza (DTF 126 I 68 consid. 2, 118 Ib 269 consid. 3a) considerano in effetti sanata la violazione del diritto di essere udito commessa in primo grado quando l'insorgente - come nel caso concreto - ha avuto la possibilità di veder assunte le prove richieste e di pronunciarsi liberamente in merito davanti ad un'autorità superiore di ricorso.
3. Con il giudizio impugnato il Consiglio di Stato ha in sostanza confermato il diniego della licenza edilizia pronunciato dal municipio di _, dopo aver stabilito che il mapp. _ non beneficia di un accesso sufficiente ai sensi dell'art. 19 cpv. 1 LPT e quindi difetta del requisito dell'urbanizzazione sancito dal diritto federale nell'ottica del rilascio di un permesso di costruzione (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). La materia dell'odierno contendere si riduce quindi alla verifica di tale assunto. Non occorre in particolare analizzare la fattispecie dal profilo delle conseguenze di un rifiuto della licenza edilizia riconducibile alla mancata realizzazione delle opere pubbliche previste dal PR.
3.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT, l'autorizzazione a costruire è accordata solo se il fondo è urbanizzato. A tal fine, esso deve, fra l'altro, essere dotato di accesso sufficiente ai fini della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).
La nozione di accesso sufficiente è un concetto giuridico indeterminato del diritto federale (DTF 117 Ib 308 consid. 4a). Il suo contenuto precettivo deve quindi essere concretamente determinato, tenendo conto delle finalità perseguite da questo requisito, della destinazione della costruzione che deve servire e della situazione concreta dei luoghi (
DTF 123 II 337 consid. 5b)
. Per risultare sufficiente, l'accesso deve anzitutto essere configurato in modo tale da non compromettere la sicurezza della circolazione stradale e la fluidità del traffico. Esso deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la possibilità di giungere liberamente sul posto. Da questo profilo, un accesso è quindi considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere la costruzione senza difficoltà
(DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; RVJ 2004, p. 65).
Per essere qualificato come sufficiente l'accesso deve essere peraltro assicurato tanto in fatto, quanto in diritto. La possibilità di realizzarlo deve essere assicurata sia dal profilo tecnico, sia dal profilo giuridico.
L'accesso deve pertanto già esistere od essere concretamente realizzato al momento in cui vengono portati a compimento i lavori di costruzione dell'edificio o dell'impianto che ne viene servito. Esso deve inoltre essere a disposizione degli utenti della costruzione, che devono essere legittimati ad utilizzarlo per accedervi (Jomini, Commentaire de la LAT, ad art. 19 n. 18 ss.; Zimmerli, Das Baugesetz des Kt. Aargau, § 156 n. 8b; Scolari, Commentario, ad art. 77 LALPT n. 569 ss.).
In linea di massima, l'accesso deve essere veicolare (cfr. art. 19 LPT nella versione tedesca: Zufahrt e non Zugang). Esso deve consentire ai veicoli di avvicinarsi convenientemente all'opera edilizia e non soltanto al fondo dedotto in edificazione. Ciò non significa ancora che ogni edificio ad uso abitativo debba essere raggiungibile con un veicolo. Accessi pedonali possono bastare soprattutto nelle regioni di montagna, dove la realizzazione di strade di accesso è resa difficoltosa dalla configurazione e dalle condizioni del suolo (
DFGP, op. cit., ad art. 19 n. 13; Zimmerlin, op. cit.,
§ 156 N. 8c; RDAT II-1994 n. 42).
In caso di contestazione dell’adeguatezza dell’accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo, limitandosi a verificare che l’interpretazione data dall’autorità decidente alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta nell’ambito dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili, in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al concetto da determinare un contenuto precettivo inconciliabile con i principi fondamentali del diritto.
3.2. Il mapp. _ di _ non è dotato di un accesso veicolare. Il fondo è in effetti raggiungibile solo a piedi, da due vie diverse.
La prima è costituita dal viottolo pubblico che dalla cantonale per _ porta al sentiero comunale censito sub mapp. _. Per-
corsi una settantina di metri in salita su questa viuzza asfaltata larga 1.5 m che attraversa tre fondi privati (Sentée _), si raggiunge dapprima il sentiero al mapp. _, indi - costeggiando la part. _ - la proprietà RI 1. Il cammino è lungo nel suo complesso 110 m circa.
Il secondo tragitto parte invece dalla cantonale per _. Si imbocca la strada carrozzabile privata al mapp. _, proprio in corrispondenza del mapp. _ sul quale la ricorrente ha realizzato un'area di posteggio a beneficio di un'altra sua proprietà (mapp. _ RFD di _), e una volta guadagnata la fine di questa coattiva lunga 130 m circa è possibile accedere al sovrastante mapp. _ tramite una ripida, disagevole scalinata in sasso che seguendo il corso di un riale si snoda per una trentina di metri sul confine della part. _. Questo tracciato di complessivi 160 m è percorribile soltanto a piedi, poiché la proprietà RI 1 non beneficia di un diritto di passo veicolare sulla strada a fondo cieco che insiste sulla part. _.
A fronte di simile situazione, la decisione del municipio di _ di negare la chiesta licenza edilizia per mancanza di accesso sufficiente non presta il fianco a critiche. Il fondo è sprovvisto invero di qualsiasi sbocco sulla strada pubblica e dista oltre un centinaio di metri dalla sottostante cantonale che conduce a _, da un lato, e a _, dall'altro. Contrariamente a quanto assume la ricorrente, i due lunghi passaggi pedonali che consentono di raggiungere il mapp. _ dalle arterie cantonali di cui si è appena detto non bastano per sanare il difetto. Entrambi infatti non possono essere oggettivamente considerati accessi sufficienti ai fini delle necessità delle due case d'abitazioni che l'insorgente intende costruire sul proprio fondo. Non tanto perché non sono percorribili con veicoli a motore per ragioni di fatto (semplice sentiero) o di diritto (servitù di solo passo pedonale), quanto e soprattutto perché in caso di necessità non permettono di avvicinarsi convenientemente alla proprietà con i mezzi di soccorso.
D'altra parte, il mapp. _ non è situato in una zona particolarmente impervia, ove semplici varchi
pedonali potrebbero bastare a causa di oggettive difficoltà di realizzazione di un accesso veicolare. Il fondo è infatti ubicato in collina, in una regione che dal
profilo orografico e morfologico potrebbe benissimo essere servita da una strada carrozzabile. Lo prova inequivocabilmente il fatto che il piano del traffico di _ prevede
in quel comparto territoriale la creazione di una strada di raccordo che dovrebbe passare proprio a valle del mapp. _. Quanto alla mancata costruzione di tale impianto viario, essa non è dovuta ad impedimenti di natura tecnica o all'asperità dei luoghi, ma a ben precise scelte dell'autorità comunale, che per ragioni in questa sede insindacabili ha dato la precedenza all'esecuzione di altre opere di urbanizzazione.
Alla fin fine, negando che il mapp. _ fosse dotato di un accesso sufficiente ai sensi del pertinente diritto federale il municipio di _ non ha operato una valutazione insostenibile, sprovvista di valide ragioni o lesiva dei diritti costituzionali dei cittadini. L'autorità comunale non ha insomma abusato della latitudine di giudizio che gli va riconosciuta nell'interpretazione del concetto giuridico indeterminato contenuto nell'art. 19 cpv. 1 LPT.
3.3. Alla ricorrente non giova sottolineare che in corrispondenza del mapp. _ esistono da tempo condotte per l'acqua, l'energia e l'evacuazione dei liquami, atteso che queste infrastrutture sono solo una parte delle opere necessarie per poter considerare un fondo urbanizzato e quindi suscettibile di essere edificato previo rilascio dell'autorizzazione esatta dall'art. 22 LPT. Né le può esser di maggior beneficio il fatto di aver pagato regolarmente i contributi LALIA e di possedere uno dei rari terreni ancora inedificati della zona R2 di _. Il versamento dei contributi per le canalizzazioni imposto dalla legge non garantisce affatto l'effettiva edificabilità della proprietà a carico della quale vengono prelevati (con possibilità di retrocessione; vedi art. 21 LCM) e tutti gli insediamenti privi di accesso veicolare presenti nella località di _ sono datati. Non essendo il frutto di una prassi di rilascio di permessi di costruzione in contrasto con l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT, non occorre nemmeno chiedersi se alla ricorrente debba essere concessa la postulata autorizzazione edilizia per motivi dedotti dal principio dell'uguaglianza giuridica.
In quanto volta a contestare il diniego della licenza pronunciato dall'autorità comunale, l'impugnativa si avvera in ogni modo
info
ndata.
4. Sulla scorta di quanto precede il ricorso deve essere respinto, confermando - siccome immune da violazioni del diritto - il giudizio governativo impugnato a la risoluzione municipale che esso ha tutelato.
La tassa di giustizia è posta a carico della ricorrente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).