# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 719f0e5d-94d4-5d4e-9a6b-e693ce66d7ee
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

considerato in fatto ed in diritto
1.
ACCU 1
, nato nel _ e domiciliato a _, è divorziato da _ dal _ ed è padre di due figli: LESA 1 (_) e _ (_).
La sentenza di divorzio _ prevedeva l’obbligo per l’accusato di corrispondere a _, per il sostentamento dei due figli, un contributo mensile di fr. 800.- ciascuno (sentenza Pretura _, pag. 2, in doc. 1).
2.
Con petizione 10 febbraio 2009, l’accusato ha chiesto al Pretore di _ la riduzione del contributo di mantenimento per i figli a fr. 100.- ciascuno, adducendo un peggioramento della sua situazione economica in seguito al licenziamento notificatogli dal suo datore di lavoro 2007, atteso che l’attività indipendente nella quale si era lanciato non gli consentiva di coprire il proprio fabbisogno (sentenza Pretura _, pagg. 2 e 3, in doc. 1).
_ si è opposta alla postulata riduzione, sostenendo che l’ex marito si sarebbe volontariamente sottratto ai suo obblighi nei confronti dei figli, “
spingendosi a rifiutare degli incarichi dal suo ex datore di lavoro
”, e chiedendo pertanto che gli venisse imputato un reddito ipotetico pari al salario che percepiva quando era dipendente, ovvero fr. 6'740.-, che egli “
sarebbe ancora oggi in grado di conseguire in qualità di informativo, vista la sua formazione o l’esperienza accumulata
” (sentenza Pretura _, pag. 3, in doc. 1).
Il Pretore, dopo aver esperito i necessari atti istruttori e, segnatamente, costatato che “
vista l’età di ACCU 1 (nel _ anno di età) e l’attuale mercato del lavoro, neppure l’Ufficio regionale di collocamento è stato in grado di azzardare dei pronostici, asserendo genericamente che la possibilità di trovare impiego può dipendere anche “dall’attitudine e dalla capacità del singolo di attivarsi sul mercato del lavoro
” e che, con riferimento alla buona volontà dello stesso, “
diversamente da quanto asserito dalla convenuta, il suo ex-datore di lavoro ha smentito la circostanza secondo la quale, dopo averlo licenziato, gli avrebbe affidato altri compiti o incarichi
”, ha ritenuto che “
non si può quindi riconoscere che ACCU 1 abbia rinunciato a del lavoro come pretendeva la ex moglie, ovvero non si può oggettivamente considerare che non si sia correttamente impegnato per conseguire redditi alla sua portata
” e che “
la situazione in cui si trova attualmente l’attore è determinata dalla sua età e dall’attuale periodo congiunturale sfavorevole
” (sentenza Pretura _, pagg. 5 e 6, in doc. 1).
Con sentenza 18 dicembre 2009, in integrale accoglimento di quanto postulato, il Pretore ha dunque decretato, in via cautelare, la riduzione dei contributi di mantenimento per i figli a fr. 100.- ciascuno, a decorrere dal 1° marzo 2009, e nel merito, la modifica della convenzione di divorzio 14 novembre 2005 omologata con sentenza 3 novembre 2005 nel seguente modo:
“
4.3. A titolo di contributi alimentari per i figli il padre verserà anticipatamente entro il 5 di ogni mese alla madre i seguenti importi, non comprensivi degli assegni famigliari:
- per il figlio LESA 1:
fr. 100.- sino alla maggiore età, rispettivamente all’ultimazione degli studi, conformemente all’art. 277 cpv. 2 CC;
- per la figlia _:
fr. 100.- sino alla maggiore età, rispettivamente all’ultimazione degli studi, conformemente all’art. 277 cpv. 2 CC”
4.4. Gli assegni famigliare saranno percepiti in aggiunta dalla madre.
” (sentenza Pretura _, pagg. 6 e 7, in doc. 1).
3.
L’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (qui di seguito: USSI) ha corrisposto a _, per i figli _ e LESA 1, complessivamente fr. 14'823.30 per l’anno 2009 (conteggio in doc. 3).
Tenuto conto della citata sentenza di modifica, con cui il contributo di mantenimento è stato ridotto a fr. 100.- per ciascun figlio a far tempo dal 1° marzo 2009, in data 27 gennaio 2010 l’USSI ha emesso una decisione formale di restituzione degli alimenti anticipati per i figli minorenni, avverso alla quale _ ha inoltrato una domanda di condono, accolta dall’USSI in data 8 giugno 2010 (doc. 1 e doc. B).
4.
Con missiva 1° marzo 2010 l’USSI ha comunicato a ACCU 1 che “
il suo obbligo di rimborso degli alimenti correnti per il figlio LESA 1, nei nostri confronti, è cessato con il 31 gennaio 2010. Infatti LESA 1 ha raggiunto la maggiore età. Per contro il nostro Settore anticipo alimenti continua ad anticipare regolarmente la pensione alimentare dovuta a favore di _
”, aggiornandone la posizione debitoria in fr. 20'453.75 (doc. B).
5.
Con querela 27 maggio 2010 _ ha chiesto al Ministero Pubblico di “
voler prendere posizione nei confronti del Sig. ACCU 1 affinché rispetti la decisione della sentenza, da lui richiesta, nel versamento dovuto per i figli
”, precisando di aver ricevuto l’ultimo versamento da parte dell’Ufficio anticipo alimenti per il mese di gennaio 2010, mentre a partire “
da tale data non è più stato versato alcun alimento per i figli
” (doc. 1).
6.
Con decisione 8 giugno 2010 l’USSI ha accolto la domanda di _ di anticipo alimenti per la figlia _, quantificandolo, sulla scorta della citata sentenza pretorile, in fr. 100.- mensili, a far tempo dal 1° febbraio 2010 e fino al 31 gennaio 2011 (doc. 3).
7.
Facendo seguito allo scritto 16 giugno 2010 con cui l’allora Sostituto Procuratore pubblico ha comunicato a _ che il procedimento penale contro l’accusato, stante l’appena citata decisione dell’USSI, riguardava unicamente gli alimenti a favore del figlio _, nel frattempo diventuto maggiorenne, e che, di conseguenza, la querela “
potrà essere sporta unicamente da suo figlio
” (doc. 4), con scritto 25 giugno 2010 LESA 1 ha confermato “
la querela, precedentemente richiesta da mia madre _ _, per il reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento da parte di mio padre, ACCU 1, nei miei confronti
” (act 5).
8.
Con missiva 1° luglio 2010 l’allora Sostituto Procuratore pubblico ha diffidato ACCU 1 a pagare gli alimenti arretrati di fr. 500.- o comunque a mettersi in contatto con la parte querelante al fine di liquidare la vertenza entro il 23 luglio 2010, atteso che “
trascorsa infruttuosa tale data, verrà dato seguito al procedimento in oggetto
” (doc. 6), a cui ha fatto seguito lo scritto 21 luglio 2010 dell’accusato, secondo il quale “
le circostanze rendono impossibile dar seguito alla diffida e provvedere a quanto richiesto per raccomandata 1.7.2010 in quanto l’accusa di reato avanzata si oppone alla messa in pratica della sentenza della Pretura di _ del 18.12.09
”, chiedendo al Ministero pubblico di “
rivalutare la legittimità di tale procedimento onde prevenire un’inutile dispendio di risorse al giovane querelante
” (doc. 7).
9.
Sentito in data 21 settembre 2010 dal magistrato inquirente, l’accusato ha dichiarato che “
leggendo la sentenza della Pretura del 18.12.2009 ritengo si debba interpretare la frase indicata sopra solo per una persona che sia effettivamente uno studente e non un apprendista come lo è mio figlio. Dico queste parole pur non avendo da tempo contatti con i figli in quanto entrambi non vogliono vedermi. Aggiungo che anche i rapporti con la mia ex moglie sono inesistenti
”, impegnandosi a chiedere alla Pretura di _ un’interpretazione corretta della frase “
sino all’ultimazione degli studi secondo l’art. 277 cpv. 2 CC
”.
Con scritto 5 ottobre 2010 il Pretore di _ ha spiegato a ACCU 1 che “
il dispositivo è da intendere nel senso che il contributo di fr. 100.- è dovuto in ogni caso fino alla maggiore età del figlio e, nel caso in cui non abbia ancora conseguito con la maggiore età una formazione adeguata, oltre la maggiore età, come previsto dall’art. 277 cpv. 2 CC
” (doc. 11).
10.
Con decreto d’accusa 15 novembre 2010 il Sostituto Procuratore Pubblico ha dichiarato ACCU 1 colpevole di trascuranza degli obblighi di mantenimento, condannandolo alla pena pecuniaria di fr. 120.- (corrispondenti a 4 aliquote da fr. 30.-) da espiare, prescindendo dalla revoca del beneficio della condizionale concesso ad una precedente pena, ma ammonendolo formalmente (act. 2).
11.
L'art. 217 cpv. 1 CP punisce, a querela di parte, chiunque non presta gli alimenti o i sussidi che gli sono imposti dal diritto di famiglia benché abbia o possa avere i mezzi per farlo.
Per determinare se l'accusato ha rispettato o meno gli obblighi di mantenimento, non basta constatare l'esistenza di un obbligo di mantenimento previsto dal diritto di famiglia, ma è anche necessario determinarne l'estensione. Secondo il cosiddetto metodo indiretto qualora l'importo del contributo alimentare è già stato fissato da una decisione valida ed esecutiva del giudice civile (anche una decisione straniera riconosciuta in Svizzera), il giudice penale chiamato a decidere in applicazione dell'art.
217 CP è vincolato da tale somma (cfr. DTF 106 IV 36;
Corboz
, Les infractions en droit suisse, vol.
I, Berna 2010, n. 12 ad art. 217 CP;
Donatsch
, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit, 3. ed. 2004, pag. 6 e segg.).
L'obbligo di mantenimento è violato, dal profilo oggettivo, quando il debitore non fornisce al creditore integralmente e tempestivamente la prestazione di mantenimento che egli deve in virtù del diritto di famiglia (
Corboz
, op. cit., n. 14 ad art. 217 CP).
Il reato presuppone che l’autore abbia i mezzi per adempiere il proprio obbligo. Non occorre che egli abbia i mezzi sufficienti per onorare integralmente la prestazione ma è sufficiente che egli possa versare di più di quanto effettivamente pagato (DTF 114 IV 124 consid. 3b).
Per stabilire se l’accusato può far fronte, anche solo parzialmente, all’obbligo alimentare tornano applicabili i principi derivanti dall’art. 93 LEF: si deve quindi accertare, per il periodo in questione e in ogni caso sull’arco di più mesi, l’insieme delle entrate del debitore e il suo reale fabbisogno (DTF 121 IV 272 consid. 3c pag. 277 e 3d pag. 278). Nel caso in cui risulti che l’obbligato non dispone dei mezzi necessari per dare seguito al suo obbligo contributivo, occorre ancora verificare se egli ha la possibilità di conseguirli. L’art. 217 CP esige infatti dal debitore che egli faccia tutto quanto si può da lui ragionevolmente pretendere per procurarsi le risorse necessarie ad onorare il debito (DTF 126 IV 131 consid. 3aa/cc, pag. 134; DTF 128 III 5; CCRP 19.05.2009, consid. xx, inc. 17.2008.81).
Dal profilo soggettivo, l’art. 217 CP presuppone l’intenzionalità dell’autore su tutti gli elementi oggettivi del reato. Egli deve, dunque, essere consapevole della portata del suo obbligo di mantenimento e del fatto che gli è possibile ossequiarlo almeno in parte ma, ciononostante, avere la volontà di non rispettarlo almeno parzialmente. Il dolo eventuale è sufficiente (
Corboz
, op. cit., n. 30 ad art. 217 CP).
12.
In concreto, assodato che ACCU 1 non ha fornito al figlio LESA 1 la prestazione di mantenimento che doveva dal mese di febbraio al mese di giugno _, per un totale di fr. 500.-, occorre stabilire se l’accusato avrebbe potuto far fronte, anche solo parzialmente, all’obbligo alimentare secondo i principi derivanti dall’art. 93 LEF.
Ora, in base alle sole risultanze degli atti – l’accusato non essendo comparso al dibattimento (art. 277 CPC-TI) – risulta che egli si trova da tempo in una situazione economica difficile, che ha fatto concludere al Pretore di _ per un’’“
impossibilità di ACCU 1 di versare i contributi in favore dei figli, sia al momento della presentazione della petizione e della domanda cautelare, sia attualmente
”; il giudice ha pertanto accolto la petizione, limitandosi a riconoscere a favore dei figli ciò che era stato proposto con l’allegato di petizione.
In altre parole, pur restando nei limiti del potere di apprezzamento del giudice penale, si può ragionevolmente affermare che se l’accusato, anziché proporre di limitare a fr. 100.- il contributo alimentare a favore dei figli, ne avesse chiesto la soppressione, il Pretore, sulla scorta, segnatamente, della documentazione agli atti (attestante un reddito consistente nella prestazione assistenziale LAS di fr. 1'330.- mensili), l’avrebbe senz’altro concessa.
Per quanto attiene al periodo oggetto del decreto d’accusa, vale a dire da febbraio _ a giugno _, risulta che l’USSI abbia versato all’accusato una prestazione assistenziale ordinaria mensile di fr. 1'290.- per i mesi di aprile e maggio _ (doc. C, pag. 1) e di fr. 1'340.- per il mese di giugno _ (doc. C, pag 3), nonché, in data 14 aprile _ una prestazione speciale di fr. 235.50 corrispondente ai premi di cassa malati arretrati (5 mensilità di fr. 47.10 relative verosimilmente alle mensilità di gennaio-maggio _, quella di giugno essendo compresa nella prestazione ordinaria) e il 20 aprile _, una prestazione speciale di fr. 2'160.- per canoni di locazioni arretrati (verosimilmente relativi ai mesi di febbraio e marzo _, quelli di aprile e maggio _ essendo coperti dalla prestazione ordinaria).
13.
Ciò posto, si può ragionevolmente concludere che nel periodo in questione (ma anche successivamente, cfr. tassazioni 2009 e 2010 agli atti, dalle quali si evince l’assenza di entrate, al di fuori delle prestazioni assistenziali) l’accusato – che dall’assistenza pubblica riceveva quanto appena sufficiente per vivere –non avesse i mezzi per adempiere al proprio obbligo alimentare, al quale, ancorché fissato dal Pretore in base a quanto da lui stesso proposto, non era in grado, sin dall’inizio di dare seguito. Con riferimento alle considerazione del Pretore circa la buona volontà del qui accusato (sentenza Pretura _, pagg. 5 e 6, in doc. 1), non si può, infine, rimproverargli di non aver fatto tutto quanto si poteva da lui ragionevolmente pretendere per procurarsi le risorse necessarie ad onorare il debito.
Egli va pertanto prosciolto dall’accusa di trascuranza degli obblighi di mantenimento, e ciò a prescindere dalla questione – che può rimanere aperta – a sapere se e in che misura egli fosse, o avrebbe dovuto essere consapevole, dell’estensione dell’obbligo di mantenimento al di là della maggiore età del querelante.
visti gli art. 46 cpv. 2, 217 cpv. 1 CP; 453, 454, 455 CPP-CH; 9 e segg., 273 e segg. CPP-TI; 22 LTG;
rispondendo ai quesiti posti;
proscioglie
ACCU 1
,
dal reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento, art. 217 cpv. 1 CP per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 5011/2010 del 15 novembre 2010.
carica
la tassa di giustizia e le spese giudiziarie di complessivi fr. 350.- allo Stato.
Intimazione a:
ACCU 1
La giudice: La segretaria:
Distinta spese a carico dello Stato,
fr. 250.00 tassa di giustizia
fr. 100.00 spese giudiziarie
fr. 350.00
totale
Avvertenza:
la parte che ha annunciato ricorso in appello deve inoltrare una dichiarazione scritta d’appello alla Corte di appello e di revisione penale, in conformità dell’art. 399 cpv. 3 e 4 CPP, entro venti giorni dalla notificazione di questa sentenza motivata.

## Considerations