# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6876a7e5-af05-5b8a-a4cc-b9141784a377
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
RI 1, domiciliato a _, svolge l’attività di giornalista alle dipendenze del _.
Nella dichiarazione fiscale 2005, il contribuente chiedeva la deduzione di un importo di fr. 12'348.– per spese professionali, così composto:
spese di trasporto (mezzo pubblico) fr. 600.–
spese di trasporto (veicolo privato) fr. 5'168.–
doppia economia domestica fr. 1'400.–
altre spese profess
io
nali (forfait) fr. 2'400.–
perfez
io
namento profess
io
nale fr. 2'780.–
Quest’ultimo importo era costituito dalle tasse di iscrizione all’Università di _, facoltà di filosofia. Le spese di trasporto con il veicolo privato comprendevano invece 12 trasferte a _ (luogo di lavoro), 15 trasferte a _ (sede principale del _) e 20 trasferte a _.
B.
Notificandogli la tassazione IC/IFD 2005, con decisione del 14 marzo 2007, l’Ufficio di tassaz
io
ne di _ ammetteva in deduz
io
ne, per spese profess
io
nali, l’importo di fr. 4'010.–, così composto:
spese di trasporto (mezzo pubblico) fr. 600.–
spese di trasporto (veicolo privato) fr. 800.–
doppia economia domestica fr. 210.–
altre spese profess
io
nali (forfait) fr. 2'400.–
Per quanto attiene alle spese di perfez
io
namento profess
io
nale, la loro deduz
io
ne era negata, “difettando i requisiti di legge”. Le spese di trasporto con il veicolo privato e di doppia economia domestica, venivano ammesse unicamente in relazione alle trasferte alla sede principale di _ _.
C.
Il contribuente impugnava la suddetta decis
io
ne, con reclamo del 15 marzo 2007, chiedendo in particolar modo l’integrale deduzione dei costi di trasferta con il veicolo privato ed il riconoscimento delle spese di perfezionamento.
Nel corso di un’udienza tenutasi il 3 aprile 2007, RI 1, rappresentato dai genitori, ribadiva la richiesta di detrazione di tutti gli oneri finanziari legati agli studi di _, “chiedendo inoltre di considerare le spese, a suo carico, per spostamenti vari nella zona del _ e per pasti a _”.
Con decisione del 19 aprile 2007, l’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo. In merito agli studi in filosofia, argomentava che non si trattava “di spese connesse con la professione appresa ed esercitata ma di una formazione vera e propria iniziata nel 2002 come studente regolare”. Quanto alle ulteriori spese, rilevava di avere già ammesso le spese di trasporto e per pasti in relazione alle trasferte alla sede principale di _.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente il mancato riconoscimento dei costi di trasporto e delle spese di perfezionamento, riproponendo le argomentazioni già sottoposte all’Ufficio di tassazione. Allega al ricorso una dichiarazione della sua datrice di lavoro, che conferma di averlo assunto nel 2003 e di avergli esplicitamente richiesto di terminare la formazione universitaria.

## Considerations

Diritto
1.
Sia secondo l’art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD le spese profess
io
nali deducibili sono:
a)
le spese di trasporto necessarie dal domicil
io
al luogo di lavoro;
b)
le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicil
io
o in caso di lavoro a turni;
c)
le altre spese necessarie per l’eserciz
io
della profess
io
ne;
d)
le spese inerenti al perfez
io
namento e alla riqualificaz
io
ne connessi con l’eserciz
io
dell’attività profess
io
nale.
Tra gli altri costi e spese che non possono essere dedotti rientrano in particolare le spese di formaz
io
ne profess
io
nale (art. 33 lett.
b
LT; art. 34 lett.
b
LIFD).
2.
2.1.
In discussione è anzitutto la mancata deduzione delle tasse di iscrizione all’Università di _. Per il ricorrente si tratta di spese di perfezionamento, per l’autorità di tassazione di spese di formazione professionale.
2.2.
Le spese per il perfez
io
namento e la riqualificaz
io
ne profess
io
nali sono deducibili se connesse con l’esercizio dell’attuale attività profess
io
nale e nella misura in cui sono giustificate e documentate (art. 8 cpv. 1 DE concernente l’imposizione delle persone fisiche,
valido per il per
io
do fiscale 2005
). Non è invece ammessa la deduz
io
ne delle spese di formaz
io
ne vera e propria e quella delle spese già considerate nella deduz
io
ne prevista dall'art. 7 (art. 8 cpv. 2 DE; art. 33 lett.
b
LT).
Anche per l’IFD le spese per il perfez
io
namento e la riqualificaz
io
ne profess
io
nali sono deducibili se connesse con l’esercizio dell’attuale attività profess
io
nale e nella misura in cui sono giustificate e documentate (art. 8 Ordinanza del 10 febbra
io
1993). La deduz
io
ne non è ammessa se le spese riguardano la formaz
io
ne vera e propria (art. 8 Ordinanza; art. 34 lett.
b
LIFD).
2.3.
Non sono quindi deducibili le spese per la formaz
io
ne di base, vale a dire le spese necessarie per acquisire capacità e conoscenze per l’esercizio di una profess
io
ne, per es. il tirocin
io
, la scuola di commerc
io
, la maturità, gli studi super
io
ri, ecc. (cfr.
Locher
, Kommentar zum DGB, Therwil/Basel 2001, n. 61 ad art. 26, p. 664;
Circolare
dell’Amministrazione federale delle contribuzioni n. 26 del 22 settembre 1995, n. 3.1). Sono invece spese di perfez
io
namento quelle che permettono al contribuente di mantenersi agg
io
rnato nella profess
io
ne appresa, rispettivamente di soddisfare le nuove e crescenti esigenze. In questa categoria rientrano le spese per ripassare e rielaborare noz
io
ni già acquisite (per es. corsi di ripetiz
io
ne o perfez
io
namento propri del settore, seminari, congressi, ecc.), come anche le spese per corsi di lingue e per esami che possono far parte di questa categoria. Sono inoltre deducibili le spese inerenti al perfez
io
namento di una profess
io
ne già appresa ed esercitata, come nel caso dell’impiegato di commerc
io
che diventa perito contabile o del pittore che dà gli esami di maestria (
Circolare
cit., n. 3.2).
2.4.
Nel caso in esame, è immediatamente evidente che gli studi universitari in filosofia, iniziati nel 2002 e terminati nel 2006, rappresentano una vera e propria “formazione di base”. Poco importa che il contribuente, assunto nel 2003 dal _, abbia continuato la sua formazione universitaria contemporaneamente al lavoro di giornalista.
Decisivo non è infatti questo aspetto, bensì il fatto che la formaz
io
ne serva all’inserimento nel mondo del lavoro oppure all’apprendimento di conoscenze professionali corrispondenti alla funzione ed alle mansioni già ricoperte senza una specifica formazione.
In tale prospettiva, emblematica risulta essere la dichiarazione della sua datrice di lavoro, allegata al gravame, che conferma di avergli esplicitamente richiesto di terminare gli studi, aggiungendo poi che “il
titolo accademico costituisce oggi, di fatto, un requisito-base per intraprendere una carriera giornalistica”.
Da quanto precede e così come osservato dall’Ufficio di tassazione, a questa Camera non resta che concludere che i costi affrontati dal ricorrente per frequentare il corso di laurea in scienze filosofiche costituiscono spese di formazione e non di mero perfezionamento, in quanto tali non deducibili dal reddito imponibile (art. 33 lett.
b
LT; art. 34 lett.
b
LIFD).
3.
3.1.
Altro elemento di discussione è la deduzione delle spese di trasporto con il veicolo privato. Il ricorrente rivendica 12 trasferte a _ (luogo di lavoro), 15 trasferte a _ (sede principale del _) e 20 trasferte a _. L’autorità di tassazione gli ha invece riconosciuto in deduzione unicamente l’importo di fr. 800.–, pari alle 15 trasferte a _.
3.2.
Secondo l’art. 3 cpv. 1 DE
s
ono considerate
spese di trasporto
quelle causate al contribuente
per trasferirsi dal luogo di domicil
io
a quello in cui lavora.
Le relative deduz
io
ni sono stabilite come segue:
a)
per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;
b)
[...]
c)
per l’uso di una motocicletta o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.
Eccez
io
nalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposiz
io
ne o se il contribuente non può servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orar
io
sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduz
io
ne fino a 40 cts. il km per le motociclette (cilindrata oltre 50 cmc, targa di controllo con fondo bianco) e fino a 65 cts. il km per le automobili (art. 3 cpv. 2 DE).
Anche per l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di domicil
io
a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduz
io
ne delle spese profess
io
nali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbra
io
1993). Lo stesso vale in caso d’uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbra
io
1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia rag
io
nevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene per
io
dicamente aggiornata.
3.3.
Del tutto infondata risulta anzitutto la postulata deduzione dei costi di trasferta per recarsi all’Università di _.
Pur riconoscendo che la tendenza è oggi quella di prediligere una concezione delle spese generali non finalizzata al conseguimento del reddito, ma piuttosto una concezione causale, secondo cui sono deducibili non soltanto le spese che il contribuente sostiene per conseguire un reddito, ma tutte quelle che vengono occasionate dalla sua realizzazione (
Locher
, op. cit., n. 13 ss. ad art. 25, p. 631;
Reich
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol I/1, Bundesgesetz über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 8 ad art. 9 LAID, p. 163), tali costi esulano da quelli strettamente connessi con l’esercizio della professione dalla quale il ricorrente trae il reddito soggetto all’imposta, ove si pensi appena che non concernono la trasferta per recarsi e tornare dal lavoro, bensì l’uso del veicolo privato al di fuori dell’orario di lavoro.
3.4.
Incomprensibile risulta poi la postulata deduzione di 12 trasferte a _
. Le argomentazioni sollevate dal ricorrente con il reclamo del 15 marzo 2007 e riprese per intero nel gravame che qui ci occupa, non sono di nessun rilievo, poiché riferite all’uso del veicolo durante il tempo di lavoro.
Fatta questa premessa, è qui sufficiente ricordare che
l’Ufficio di tassazione ha già concesso al ricorrente l’importo di fr. 600.
–
per l’uso del mezzo pubblico dal domicilio al luogo di lavoro, senza dimenticare inoltre che dal certificato di salario rilasciatogli dalla sua datrice di lavoro viene indicato un rimborso di fr. 467.
–
per spese d’auto. Ne consegue che, quand’anche
si volesse giustificare l’uso del veicolo privato per le 12 trasferte dal domicilio al luogo di lavoro e viceversa con l’esigenza di usare il veicolo durante gli orari di lavoro, la relativa spesa è da ritenersi assunta dal datore di lavoro, in quanto resa necessaria dall’esecuzione del lavoro (art. 327a CO).
3.5.
Contrariamente a quanto sembra sostenere il ricorrente, che invero si è limitato a riprendere le argomentazioni sollevate in sede di reclamo senza confrontarsi con la decisione qui impugnata, le 15 trasferte a _ non sono invece oggetto di contestazione. L’autorità di tassazione gli ha infatti riconosciuto la deduzione di fr. 800.– per l’uso del veicolo privato.
4.
Medesimo discorso vale infine per le spese di doppia economia domestica, ammesse unicamente se
il luogo di lavoro è a
notevole
distanza da quello di domicilio oppure quando, per le condizioni
imposte
dall’attività professionale, la pausa per i pasti è tale da non permettere al contribuente di rientrare a domicilio.
L’importo riconosciuto di fr. 210.– corrisponde infatti alle 15 trasferte alla sede principale di _ (fr. 14.– per ogni pasto fuori casa), così come richiesto con il reclamo del 15 marzo 2007 e ribadito in occasione dell’udienza del 3 aprile 2007.
5.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.