# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 28d3c436-15bf-5016-b445-104bbd020604
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

ritenuto
in fatto
A.
_ è stata arrestata, il 14.02.2004 alle ore 01.15, con l'accusa di favoreggiamento, sub. complicità in tentato furto aggravato, in relazione a fatti avvenuti la sera del 13.02.2004, presso l'emporio _ di _, che vedono coinvolti anche _ e _ (doc. 2, inc. GIAR 72.2004.1).
L'arresto è stato confermato da questo giudice, il giorno successivo, ritenuti presenti gravi e concreti indizi di reato, pericolo di fuga e necessità dell'istruzione (doc. 3, inc. GIAR 72.2004.1).
L'accusa è poi stata estesa (dal Procuratore pubblico) alle ipotesi di correità, sub. complicità, in ripetuto furto aggravato (art. 139 cifra 1 e 3 CP) e in ripetuta rapina aggravata (art. 140 cifra 1, 2 e 3 CP), sulla base delle intervenute emergenze dell'istruttoria (cfr. Verbale PP _, 24.02.2004, p. 5, inc. MP _).
B.
In buona sostanza, _ è accusata di aver concorso, quale correa o complice dei fratelli _, a tutta una serie di furti e rapine avvenuti in Ticino a partire dal 2002. Ultimo, in ordine di tempo, atto delittuoso di cui è accusata è il furto presso la _ di _ avvenuto il 13 febbraio 2004.
Degli indizi concreti di tale sua partecipazione si dirà meglio nei considerandi che seguono. Basterà per il momento ricordare che poco dopo il furto di _ è stata fermata mentre accompagnava, con la sua vettura, _ presso un box e un cascinale dove è stato ritrovato materiale utilizzato per (rispettivamente proveniente da) atti illeciti; il telefono cellulare in suo possesso risulta aver ricevuto, poco dopo il tentato furto, una telefonata da una cabina pubblica in prossimità del luogo dove è stata abbandonata una moto con la quale uno degli autori del tentato furto si è allontanato dal luogo dello stesso.
Merce di sospetta provenienza illecita è stata ritrovata presso il suo domicilio in Italia e presso l'appartamento da lei affittato a _.
Alcuni dei furti e delle rapine oggetto d'inchiesta sono avvenuti presso distributori di benzina ove ella aveva lavorato, rispettivamente lavorava (cfr. AI 3.1, 3.4, 3.5, 3.7, 7.1, 7.2).
C.
Con scritto del 20 febbraio 2004, ricevuto dal Ministero pubblico il 23 successivo, _ chiede di essere posta in libertà provvisoria (con eventuali misure sostitutive), subordinatamente di essere trasferita al PCT, visitata da un medico e avere colloqui con la madre ed il figlio.
A dire della difesa, non vi sono, a carico dell'accusata, gravi e concreti indizi di colpevolezza. Non sussiste pericolo di inquinamento delle prove e/o di collusione (vista la detenzione dei due presunti correi e le già avvenute perquisizioni domiciliari) e neppure pericolo di fuga vista la disponibilità di rimanere a disposizione degli inquirenti, a _ o al domicilio in Italia, e quella di prestare cauzione "
commisurata alle sue possibilità economiche
", invero non indicate (Istanza 20 febbraio 2004).
D.
Il magistrato inquirente preavvisa negativamente l'istanza di libertà provvisoria indicando gli indizi di reato a carico dell'accusata (in particolare ritrovamenti al suo domicilio e nell'appartamento di _, furti e rapine presso distributori dove ha lavorato; Preavviso 26 febbraio 2004, pag. 1), pericolo di collusione ed inquinamento delle prove (indiziato dall'atteggiamento processuale e relativo alle necessità di accertamento di numerosi episodi nonché del probabile concorso di altre persone), nonché pericolo di fuga (in quanto cittadina italiana, senza agganci di rilievo per rapporto al territorio svizzero, che ha già utilizzato il domicilio estero quale punto di stoccaggio della refurtiva) non limitabile, a questo stadio, mediante misure sostitutive.
Con le osservazioni del 26 febbraio 2004, la difesa ribadisce quanto già asserito nell'istanza e lamenta l'uso, a suo dire volto a far pressione sull'accusata (quindi scorretto), fatto dal Procuratore pubblico dell'esercizio del diritto di non rispondere da parte dell'accusata.
E.
Le altre richieste presentate contestualmente all'istanza di libertà provvisoria, e subordinate all'accoglimento della stessa, non sono ancora state decise dal magistrato inquirente e, di conseguenza, non sono oggetto della presente decisione.
Delle altre affermazioni o argomentazioni delle parti si dirà in seguito, se necessario.

## Considerations

Considerato
in diritto
1.
L'istanza, presentata da persona detenuta, è ricevibile.
Il preavviso del procuratore è stato trasmesso nei termini di legge.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
3.
a)
Per quanto concerne l'esistenza e la gravità degli indizi di reato a carico di _, si constata quanto segue.
La sera del 13 febbraio 2004 (verso le 22.00) la polizia, a seguito di allarme, si recava alla _ di _ e constatava che era in corso un furto con scasso ad opera di due persone che prontamente si allontanavano, all'arrivo della pattuglia, una con un camioncino e l'altra con una moto. Il conducente del camioncino (peraltro in possesso di munizione) veniva fermato poco dopo, arrestato ed identificato in _ (AI 3.1, in particolare verbale _ 14 febbraio 2004, e AI 3.2). Il correo con la moto riusciva, invece, a fuggire. Il motoveicolo veniva ritrovato poco dopo, abbandonato, a _ (AI 3.1). Entrambi i veicoli risultano rubati (AI 3.1).
b)
Verso le ore una del 14 febbraio 2004, la polizia, appostata nei pressi di un box in uso alla famiglia _, notava giungere una vettura targata _ con alla guida l'accusata. Dal veicolo scendeva _ che, dopo essersi soffermato qualche momento all'interno del box, vi posteggiava un'automobile (appartenente alla madre o al fratello) precedentemente parcheggiata all'esterno (AI 3.1). Successivamente, la vettura targata _ si recava nei pressi di un cascinale. Anche qui, _ entrava per qualche minuto e poi usciva e risaliva a bordo. La vettura ripartiva e veniva fermata dalla polizia.
Dai telefoni cellulari in uso ai tre accusati, e sequestrati al momento degli arresti, emergeva che su quello in uso alla qui istante erano inseriti (in rubrica) i numeri dei cellulari sia di _ che di _ e, inoltre, che tale collegamento è stato chiamato, da un publiphon di _ (lo si ricorda: luogo dove è stato abbandonato il motoveicolo), alle 22.21 e 22.43 del 13 febbraio 2004 (AI 7.1 e 7.2).
c)
In una fase successiva, presso il box di cui sei è detto e presso locali in uso ai _ a _ e _, veniva reperito e sequestrato diverso materiale di sospetta provenienza furtiva (tra cui numerose chiavi), nonché materiale da "garage" quali pneumatici (AI 3.7). Risulta che _ vendeva pneumatici a dipendenti della fondazione _, presso la quale era occupato, asserendo che il fratello svolge(va) attività di gommista (AI 3.8, 3.9, 3.10). Dal canto suo, _ segnala, tramite il suo difensore ed in sede d'istanza di libertà provvisoria, di non aver svolto alcuna attività lucrativa prima dell'arresto (inc. GIAR 72.2004.2, doc. 2).
Nel contempo, presso l'appartamento di _ affittato dall'accusata (e presso il quale risulta soggiornasse solo durante qualche fine settimana - cfr. AI 3.6), nonché presso il suo domicilio in Italia, è stata sequestrata diversa merce di più che sospetta provenienza (per quantità, tipologia e possibile connessione con furti denunciati come avvenuti a _, _ ed _, in particolare), merce peraltro analoga a parte di quella ritrovata nella perquisizione _ a _ (cfr. AI 3.4, 3.6). Lo stesso padre dell'accusata nutre forti sospetti circa la provenienza della merce depositata a casa sua e che egli ha provveduto a consegnare alla polizia" (AI 3.6).
Sempre a _ (tra le altre cose, la località dove il 24.01.2004 è stata rubata la moto ritrovata a _ - AI 3.1), sono pure stati ritrovati documenti personali relativi a _, che risulta accompagnarsi con l'accusata da oltre un anno (AI 3.5 e 3.6).
d)
Non da ultimo va pure evidenziato come nel corso della perquisizione a _ siano state reperite numerose chiavi (ai 3.5), una delle quali rilasciata alla _ di _, che gestisce vari distributori dislocati sul territori cantonale (AI 3.7). Il responsabile della società ha fatto presente agli inquirenti che alcuni distributori da loro gestiti (ad _ e _ in particolare) hanno subito rapine e furti con modalità sospette. Infatti, pare al gerente che "
in almeno due furti gli autori hanno agito come se sapessero esattamente dove stessero operando, stessa fattispecie per altrettante rapine dove gli autori, sotto minaccia, chiedevano particolari conosciuti unicamente dai nostri dipendenti
" (AI 3.7). Il responsabile aggiunge che _ è stata alle dipendenze della società (tra l'estate del 2002 e l'inizio del 2003) ed ha operato nei distributori di _, _ ed _.
e)
Alla luce di tutto quanto sopra esposto, con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento (nelle sue battute iniziali) ed in questa sede (che non è deputata a pronunciarsi sul merito delle accuse e deve evitare di pregiudicare), si può concludere per la presenza di seri e concreti indizi, a carico di _ per tutti i reati di cui è accusata.
Sono evidenti i suoi collegamenti con _, così come quelli di quest'ultimo con il fratello, e con i fatti del 13 febbraio 2004 avvenuti a _, così come è fortemente indiziata la sua partecipazione a (anch'essa fortemente indiziata) pregressa attività delittuosa avvenuta in diverse località del Ticino tra il 2002 ed il 2003, tra l'altro in strutture presso le quali ha lavorato.
4.
a)
Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69).
Pacifico che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso.
b)
_ è cittadina italiana residente in Italia dove è situato il "
centro della sua vita e dei suoi affetti
" (Istanza 20 febbraio 2004, p. 1). La sua (attuale e relativa perlomeno a tutto il 2003) presenza in Svizzera, nonostante l'affitto di un appartamento, è verosimilmente (visto il silenzio sul curriculum vitae - Verbale PP _ 24.02.2004, p. 5) limitata a qualche fine settimana (cfr.AI 3.6) e a qualche altro momento (vedi sera dell'arresto e/o altre frequentazioni dell'appartamento in questione senza pernottamento). L'attività lavorativa in Svizzera (nota) è cessata da circa un anno (AI 3.7). Non risultano sue proprietà, o altri interessi economici, in Svizzera, se si eccettua la merce (comunque di sospetta provenienza) stoccata a _.
Alla luce delle circostanze di fatto sopra esposte, è evidente che l'accusata non ha legami particolari con la giurisdizione che la dovrà giudicare.
c)
Se le accuse (ed in particolare l'entità delle stesse) dovessero essere confermate il rischio di una pena non lieve esiste (i reati per i quali è stata promossa l’accusa prevedono anche la reclusione). Non è neppure certo che ella possa (sempre eventualmente) beneficiare della sospensione condizionale, sebbene risulti incensurata in Svizzera. Quest'elemento, da solo, non é determinante, ma deve essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).
d)
Alla luce di quanto esposto nei paragrafi che precedono, il pericolo di fuga è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585).
Questa conclusione non è modificata, né attenuata, dai manifestati propositi di tenersi a disposizione delle autorità giudiziarie, né dallo (scarno) riferimento alla possibilità di versare una cauzione. Quest'ultima non appare già nel suo principio ed allo stadio attuale dell'inchiesta adeguata a sufficiente a limitare pericolo di fuga, vista l'entità dei reati per i quali la sua partecipazione è indiziata. Inoltre, non emergono dagli atti, tantomeno sono forniti in sede d'istanza, elementi sufficienti per stabilire un importo adeguato.
L’entità della cauzione deve essere determinata soprattutto in relazione alla gravità del reato e all’importanza del pericolo di fuga. Occorre pure (entro certi limiti) considerare la situazione economica dell’accusata e/o delle persone eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF 105 Ia 186; SJ 1981 p. 389 e relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 719; Donatsch/Schmid, Kommentar StPO Zurich, nos. 21 a 23 ad art. 73). Spetta all’accusata, e a chi è disposto ad intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta e completa valutazione della situazione (SJ 1980 181 e 586).
e)
In conclusione, in capo a _ vi è concreto pericolo di fuga, non limitabile mediate cauzione, peraltro di impossibile determinazione (ritenuto che non è dato sapere quali fossero le sue fonti d'entrata dell'ultimo anno, rispettivamente con quali mezzi ha provveduto a pagare l'affitto dell'appartamento di Sorengo e [eventualmente] la proprietà [non solo il possesso] della merce ritrovata nel suo appartamento ed al suo domicilio in Italia).
5.
a)
Il carcere preventivo cui è astretta _, si giustifica inoltre per l'esistenza, ed il perdurare, di necessità istruttorie.
I bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos.697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo. Occorre che l'indagata, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito.
b)
Il rischio deve emergere da elementi concreti, rilevabili dall'incarto, di carattere oggettivo o soggettivo (ma con maggior rigore nelle fasi avanzate dell'inchiesta).
Tra questi elementi si possono annoverare l'atteggiamento dell'accusato nell'ambito del procedimento, o anche prima dell'avvio del procedimento, l'eventuale influenza esercitabile nei confronti di terzi (siano essi correi, complici o testi) in base a particolari rapporti (personali o professionali), la convergenza d'interesse tra l'accusato ed i terzi, con particolare attenzione per le fattispecie complesse che toccano più persone o commesse da più persone (DTF 117 Ia p. 261; REP 1980 p. 45; DTF 19 giugno 1997 in re V; CRP 10 aprile 1997 in re V.; CRP 24.12.1985 in re L.; GIAR 2 agosto 2001 in re A.; REP 1988 p. 414; GIAR 4 aprile 2001 in re J.; SJ 1081 p.379/380 e relative citazioni; Sj 1979 p.374; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701a; Donatsch/Schmid, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons Zurich, ZH 2000, § 58 nos. 40 e 42 in particolare).
c)
Nel caso in esame, l'accusata rifiuta di rispondere anche a domande non direttamente connesse con i fatti oggetto d'inchiesta (curriculum vitae), rispettivamente in merito a spiegazioni che potrebbe fornire per "dissolvere" indizi a suo carico. Analogamente i coaccusati, con non arbitrario riscontro di comune e preorganizzata strategia e, in tal senso, conseguente indizio concreto di pericolo collusivo indipendentemente dal fatto che eserciti il suo diritto di tacere.
d)
Allo stadio attuale l'inchiesta é in corso da poco più di una decina di giorni.
Gli elementi che sono emersi (e via via emergono) indiziano, come detto, reati ripetuti (si pensi oltre che alla merce sequestrata anche alle numerose chiavi ancora d'ignota provenienza ed -eventuale- utilizzo), avvenuti in vari luoghi e su di un arco temporale di più di un anno, con possibile refurtiva stoccata (anche) dall'accusata sia in Svizzera che in Italia. Numerosi sono gli accertamenti ancora da effettuare (provenienza della merce, eventuali altri luoghi di stoccaggio in Svizzera ed in Italia, provenienza del denaro utilizzato per pagare l'affitto di _, cessione di merce a terzi come nel caso delle gomme, audizione di testi - tra cui parenti degli altri accusati- da sentire in relazione a ciò ed ai movimenti delle persone coinvolte nei momenti dei fatti) e almeno tre le possibili persone coinvolte (e forse ve ne sono altre). La necessità di salvaguardare i relativi accertamenti da possibili interventi collusivi (verso i possibili testi) o d'inquinamento (anche solo per ulteriore occultamento di merce) è manifesta, così come è ipotizzabile convergenza di interessi tra la qui istante ed i fratelli _ (rispettivamente la _, ritenuto che a _, paese di domicilio della genitrice e della sorella dei _ è stata sequestrata merce sospetta - AI 3.5), nonché con eventuali altri eventuali depositari, acquirenti o beneficiari di merce sospettata di provenire da reati.
e)
Proprio in virtù dello stadio del procedimento e degli elementi che in questi pochi giorni d'inchiesta sono via via emersi, quindi della complessità dell'inchiesta stessa (così come si sta palesando), il numero di fatti da accertare ed il numero di persone coinvolte impongono che la raccolta degli ulteriori elementi avvenga senza possibilità di perturbamento della loro amministrazione, e ciò anche nell'interesse della stessa accusata (M. Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989, p. 290).
In virtù di tutto quanto sopra esposto, nel caso in esame il rischio di collusione ed inquinamento delle prove è concreto (in capo a _); siamo lontani dalla semplice "
theoretische Möglichkeit
" (DTF 117 Ia 257), dal semplice fatto che non tutte le prove sono già state acquisite (N. Schmid, op. cit., n. 701a).
6.
Alla luce di tutto quanto detto nei considerandi che precedono, e ritenuto che il carcere preventivo sin qui sopportato (e quello presumibilmente ancora da sopportare), alla luce dei reati imputati, della loro gravità ed estensione, del rischio di pena in caso di eventuale futura condanna, non è lesivo del principio di proporzionalità, l'istanza deve essere respinta con la presente decisione esente da tasse e spese.
P.Q.M
visti gli artt. 305 CP, 139 cifra 1 e 3, 140 cifra 1 e 3, 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP, 10 CF, 5 CEDU;
decide
1.
L’istanza di libertà provvisoria formulata con scritto 20/23 febbraio 2004 da _ è respinta.
2.
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.
3.
Contro la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.
Intimazione (per fax e raccomandata):
giudice Edy Meli