# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 85875fce-ad7e-5e1e-abd4-0acdcaa3c249
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione dell’11 luglio 2011 l’Ufficio regionale di collocamento di CO 1 ( in seguito: URC) ha confermato la precedente decisione del 28 aprile 2011 (cfr. doc. 1) con la quale aveva respinto la domanda di RI 1 di poter frequentare il corso organizzato dalla _ e denominato “Collaboratore sanitario CRS”, a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione.
L’amministrazione ha giustificato il suo rifiuto sostenendo che l’assicurata è collocabile in altri settori e che il corso non migliora la sua idoneità al collocamento (cfr. doc. I).
1.2. Contro questo provvedimento RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, precisando innanzitutto di avere terminato il corso nel mese di luglio e di avere ottenuto il relativo attestato.
L’assicurata ha poi sottolineato che il corso in questione le ha offerto un’opportunità non indifferente per reperire un’occupazione attualmente molto ricercata sul mercato del lavoro.
Infine la ricorrente ha rilevato che nel settore sanitario è molto difficile ottenere un contratto di assunzione prima di essere in possesso di un attestato di qualifica riconosciuto e al riguardo si è così espressa:
"
(...)
Nel settore sanitario è assai difficile stipulare anzitempo un contratto e precontratto di assunzione se non si è in possesso di un attestato di qualifica riconosciuto (prova ne è che nessuna dei partecipanti al corso indicato ne era in possesso, ma comunque a loro sono state riconosciute le spese di partecipazione). Da adesso in poi per me sarà più concreta l'opportunità di promuovere la mia candidatura nella posizione di "Collaboratrice sanitaria" visto l'ottenimento dell'attestato. Non sono in grado di produrre tale documento perché sono in attesa, come gli altri partecipanti, che lo stesso sia rilasciato prossimamente da Berna. Eventuali informazioni possono comunque essere richieste alla _, settori corsi, 6830 _)." (Doc. I)
1.3. Nella risposta di causa del 22 agosto 2011 URC ha chiesto di confermare la decisione su opposizione del’11 luglio 2011, formulando le seguenti osservazioni:
"
(...)
L'URC nell'ambito della valutazione della fattispecie ha ritenuto che tale formazione non fosse determinante e fondamentale ai fini di un miglioramento dell'idoneità al collocamento. In effetti, si rilevava come la frequenza al corso non fosse legata ad una concreta possibilità d'assunzione (contratto di lavoro) e che l'assicurata fosse da ritenere collocabile in altri settori.
A margine, le argomentazioni prodotte in sede di ricorso, si rileva che nel contempo l'assicurata ha concluso il corso in oggetto ottenendo il relativo attestato.
Le argomentazioni fornite in sede d'opposizione sono integralmente confermate dallo scrivente.
Secondo le direttive della SdL (nr. 433 8.4.2011) il corso in oggetto deve essere concesso con prudenza, dove sono date delle certezze di un inserimento professionale all'ottenimento del certificato, di norma si valuta anche se il richiedente possa già vantare un'esperienza significativa in un istituto di cura svolta precedentemente l'iscrizione al collocamento e che questo certificato accompagnato da una garanzia di assunzione possa fare veramente la differenza a favore dell'assicurato, situazione che nel caso specifico non è data. Per quanto riferito dall'assicurata circa la situazione di altri partecipanti ai quali il corso è stato concesso, non abbiamo gli elementi per entrare nel merito di questa affermazione.
In conclusione riteniamo che anche in sede di ricorso non ci siano stati prodotti nuovi elementi tali da giustificare una diversa decisione rispetto a quanto stabilito dalla quella contestata." (Doc. III)
1.4. Il 1° settembre 2011 il Presidente del TCA ha chiesto all’URC di _ di indicare "quante persone in possesso dell'attestato di frequentazione del "corso di collaboratrice sanitaria CRS" figuravano iscritte in disoccupazione nel mese di agosto 2011 presso l'URC di _, rispettivamente presso tutti gli URC del Cantone." (doc. V).
Il 12 settembre 2011 il Capoufficio _ ha così risposto:
"
(...)
Le persone iscritte con la denominazione professionale "ausiliarie di cure CRS" durante il mese di agosto erano come al seguente riepilogo:
URC Bellinzona ausiliarie di cure CRS persone in cerca d'impiego 13
URC Locarno ausiliarie di cure CRS persone in cerca d'impiego 12
URC Lugano ausiliarie di cure CRS persone in cerca d'impiego 27
URC Chiasso ausiliarie di cure CRS persone in cerca d'impiego 10
URC Biasca ausiliarie di cure CRS persone in cerca d'impiego 4
Totale 66
Di cui 14 sono al beneficio del guadagno intermedio e 13 sono alla ricerca di un lavoro a tempo parziale.
Il dato espresso è tuttavia approssimativo, in quanto ci potrebbero essere delle assicurate che hanno seguito il corso in questione ma sono iscritte in altre professioni legate al settore socio-sanitario." (Doc. VI)
Al riguardo l’assicurata il 23 settembre 2011 ha formulato le seguenti osservazioni:
"
(...)
Tengo a precisare quanto segue:
Ø
il corso di "Collaboratrice sanitaria" organizzato dalla _ è iniziato nel corso del mese di marzo 2011 e ha avuto termine nel corso del mese di luglio 2011. Allo stesso hanno partecipato 14 persone me compresa.
Ø
La provenienza era di 6 persone del Mendrisiotto, di 4 persone del Luganese, di 3 persone del Bellinzonese (me compresa) di 1 persona della Riviera e Valli. Salvo una persona che si è autofinanziata il corso, tutte le altre sono state sostenute finanziariamente dai vari Ufficio Regionali di Collocamento, me esclusa." (Doc. VIII)
1.5. Il 6 ottobre 2011 l’URC di _ ha fornito le seguenti precisazioni a proposito delle 14 persone che hanno seguito quel corso di perfezionamento a _:
"
(...)
- dagli accertamenti fatti presso l'Ufficio delle misure attive figura che al corso (collaboratrice sanitaria CRS) al quale ha partecipato la signora RI 1 sono state emesse dagli uffici regionali di collocamento 8 decisioni. Ne discende che 6 partecipanti non era iscritti al collocamento e non erano beneficiari di indennità di disoccupazione;
- lo scrivente ufficio ha richiesto le motivazioni per le sette decisioni emesse a favore dei partecipanti che sono risultate essere favorevoli;
- in buona sostanza le motivazioni che sorreggono queste decisioni sono state determinate da percorsi di studi ed esperienze professionali e personali con dei significativi periodi di lavoro nel contesto di questa professione. L'esame delle richieste svolte dai consulenti di riferimento ha portato ad una conclusione che il corso in causa a quegli assicurati migliorasse la propria idoneità al collocamento;
- una partecipante non è più iscritta alla disoccupazione, una partecipante aveva una promessa d'assunzione presso un'associazione di cure a domicilio che tuttavia è stata disdetta, attualmente sta seguendo una scuola a proprie spese, 2 sere la settimana più il sabato per l'ottenimento dell'attestato di assistente di cura; una candidata è attiva presso un istituto e svolge guadagno intermedio. Ad una assicurata, la quale aveva avuto un'esperienza di animatrice in casa anziani dal 1991 al 2009 dopo un corso di bilancio è scaturita funzionale al corso in oggetto; altri 3 partecipanti hanno svolto del successivi stages in istituti ma attualmente non hanno una collocazione definitiva.
Riteniamo comunque importante evidenziare che il 43% dei compagni di corso non avesse inoltrato nessuna domanda di consenso per il riconoscimento delle spese derivanti dal corso in causa." (Doc. X)
Il 24 ottobre 2011 la ricorrente ha rilevato:
"
Ho preso atto delle osservazioni inoltrate dall'URC di _ su quanto da me asserito precedentemente, ed oggetto questa volta di un'attenta analisi e verifica dello stesso ciò che a me personalmente non è possibile fare, in merito agli aiuti e alle motivazioni per frequentare il corso. Il mio dire si è basato solo ed esclusivamente sulla fiducia verso i compagni di corso che mi hanno comunicato le loro situazioni.
Inoltre vi trasmetto copia della dichiarazione del Direttore della Casa per Anziani di _ (settembre 2010), ed in possesso già da allora dell'URC di _, in merito al mio primo "stage" di frequenza." (Doc. XII)

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
2.2. L'assicurata ha frequentato il Modulo base ed il Modulo di approfondimento del corso organizzato dalla _ denominato "Collaboratore Sanitario CRS" dal 5 marzo al 27 luglio 2011 (cfr. doc. I).
Questo Tribunale entra, pertanto, nel merito del ricorso (per dei casi in cui il TCA ha invece dichiarato irricevibili i ricorsi in quanto gli assicurati non avevano seguito i corsi, cfr. STCA 38.2003.83 del 3 febbraio 2004 e STCA 38.2004.12 del 2 aprile 2004).
Nel merito
2.3. Il TCA è chiamato a stabilire se il corso denominato _ frequentato dalla ricorrente debba o meno essere finanziato dall’assicurazione contro la disoccupazione.
In tale contesto va preliminarmente ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).
Questa revisione della LADI (al riguardo cfr. DTF 131 V 288) non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda revisione della legge del 1995.
Tali provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta contro la disoccupazione e dunque sono stati mantenuti (cfr. Consiglio federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 1972:
"
(...)
In linea di massima, la presente revisione non concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito sino ad oggi con la revisione del 1995.
Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente migliorata. (...)"
Pertanto, la giurisprudenza concernente il vecchio Capitolo 6 della LADI, che agli art. 59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti destinati a prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti inerenti al mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo l'entrata in vigore della terza revisione della LADI.
In questo senso si è pronunciata anche l'Alta Corte, nella sentenza C 209/04 del 10 dicembre 2004, in particolare per quanto riguarda il nuovo tenore dell’art. 59 cpv. 2 LADI, che ha ripreso i concetti che figuravano al vecchio art. 59 cpv. 1 e cpv. 3 LADI.
Al riguardo cfr. anche SVR 2005 ALV Nr. 6; SVR 2005 ALV Nr. 9; DTF 131 V 286.
2.4. Fra gli scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di "prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro" (cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).
Per realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI (Capitolo 6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.
Si tratta di provvedimenti di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art. 64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali, semestri di motivazione) e di provvedimenti speciali (art. 65 – 71d: assegni per il periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli assicurati pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del promovimento dell'attività lucrativa indipendente).
Il nuovo art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e prevede che:
"
1
L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla disoccupazione.
2
I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:
a. migliorare l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una rapida e durevole reintegrazione;
b. promuovere le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;
c. diminuire il rischio di una disoccupazione di lunga durata; o
d. offrire la possibilità di acquisire esperienze professionali.
3
Possono partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli articoli 60–71
d
gli assicurati che adempiono:
a. i presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga altrimenti; e
b. le condizioni specifiche per il provvedimento in questione.
4
I servizi competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella reintegrazione dei disoccupati invalidi."
All'art. 59 cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il diritto a
prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro
è connesso alla situazione del mercato del lavoro: provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione disoccupazione (cfr. STFA C 209/04, consid. 2 del 10 dicembre 2004; le STFA C 200/02 e C 201/02, consid. 1 del 5 agosto 2003, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469 segg.).
Il nuovo art. 60 LADI concerne più specificatamente la partecipazione a provvedimenti di formazione e stabilisce che:
"
1
Per provvedimenti di formazione si intendono segnatamente corsi individuali o collettivi di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione nonché aziende di esercitazione e pratiche di formazione.
2
Per la partecipazione ai corsi possono pretendere prestazioni:
a. gli assicurati secondo l’articolo 59
b
capoverso 1;
b. le persone direttamente minacciate dalla disoccupazione secondo l’articolo 62 capoverso 2.
3
Chi intende partecipare a un corso di propria iniziativa deve previamente presentare al servizio competente una domanda motivata corredata degli atti necessari.
4
Nella misura in cui lo esiga il corso, durante il medesimo il partecipante non deve necessariamente essere idoneo al collocamento.
5
I provvedimenti di formazione ai sensi della presente legge devono essere impostati o scelti, per quanto possibile, secondo i principi della legge federale del 13 dicembre 2002 sulla formazione professionale (LFPr). Il coordinamento dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e di quelli previsti dalla LFPr ha lo scopo di promuovere un mercato del lavoro uniforme e trasparente."
2.5. In conformità con il principio fondamentale secondo il quale
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti dallo stato del mercato, legge e giurisprudenza hanno posto una serie di condizioni che devono essere cumulativamente rispettate (cfr. DLA 1999 N. 12, consid. 1, pag. 65-66 e la giurisprudenza ivi citata; DLA 1998 N. 38, consid. 1, pag. 214 e N. 39, consid. 1, pag. 220-221; DLA 1993/94 N. 6, consid. 1, pag. 44 e N. 24, consid. 2a, pag. 173; DLA 1988 N. 4, consid, 1c, pag. 31; DLA 1987 N. 12, consid.
2c, pag. 114; cfr. inoltre D. Cattaneo, "Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed.
Helbing & Lichtenhahn, 1992, Basilea e Francoforte sul Meno, pag. 317 n° 461), affinché l'assicurato che partecipa a un provvedimento di formazione abbia diritto a ricevere le prestazioni di cui agli art. 59b, 60 cpv. 2, 62 cpv. 2 e 3 LADI e 85 OADI.
Innanzitutto deve trattarsi di una riqualificazione, di un perfezionamento o di una reintegrazione professionale (cfr. DTF 111 V 271 = DLA 1985 N. 20. pag. 157; DTF 108 V 163) e non di una formazione di base (cfr. DLA 1998 N. 39, consid. 1b. pag. 221; DLA 1996/1997, N. 24, consid. 1b, pag. 142; DTF 111 V 398, consid. 2b, pag. 400-401 e 111 V 271 consid. 1c, pag. 273), nel senso di "nuova" formazione (cfr. DTF 104 V 119; DTF 103 V 105; DLA 1986 N. 17, consid. 2b, pag. 66; DLA 1980 pag. 53;) oppure di conclusione della prima formazione (cfr. DLA 1987 N. 12, pag. 111; sentenza non pubblicata Blanc dell'8 gennaio 1980 citata in DTF 108 V 166) o di un perfezionamento professionale generale che sarebbe comunque stato effettuato dall'assicurato anche senza disoccupazione o minaccia di disoccupazione (cfr. DLA 1996/1997 N. 24, consid. 1, pag. 142-143 e la giurisprudenza ivi citata; DLA 1979 pag. 108).
Non deve neppure trattarsi di provvedimenti usuali nelle professioni o nelle aziende per l'introduzione di nuovi collaboratori (cfr. art. 81 cpv. 2 OADI e DLA 1986 N. 16, pag. 60; cfr. pure la possibilità, a determinate condizioni, degli assegni di formazione SVR 1999 ALV Nr. 24, pag. 57).
Inoltre l'assicurato deve essere disoccupato o direttamente minacciato di disoccupazione (art. 59 cpv. 1; cfr. DLA 1973 N. 6) e non deve essere possibile assegnargli un'occupazione adeguata secondo l'art. 16 LADI (art. 59 cpv. 2 LADI; cfr. STFA del 28 aprile 1987 nella causa S., Locarno contro UCL e TCA; DLA 1985 N. 21, pag. 164).
L'assicurato deve poi soddisfare le condizioni relative al termine quadro di contribuzione o deve esserne esonerato (cfr. art. 59 cpv. 3 lett. a LADI che rinvia all'art. 8 LADI e l'eccezione dell'art. 59d LADI).
Ma, soprattutto, il corso in questione deve migliorare l'idoneità al collocamento di colui che intende frequentarlo (art. 59 cpv. 1 lett. a LADI; cfr. DTF 128 V 197-198; DLA 1999 N. 12, pag. 64; DLA 1998 N. 38, pag. 212, N 39, pag. 218 e N. 28, pag. 153; DLA 1993/1994 N. 23, pag. 167; DLA 1988 N. 4, pag. 30; DLA 1987 N. 12, pag. 111; DLA 1986 N. 16, pag. 60, N. 17, pag. 64 e N. 36, pag. 172; DLA 1985 pag. 176 e 179).
Le spese derivanti dalla frequentazione di un corso di perfezionamento, di riqualificazione o di reintegrazione professionali possono poi essere assunte soltanto se la frequentazione del corso è ordinata o approvata dall'autorità (cfr. art. 60 cpv. 2 LADI), la quale apporterà il suo consenso soltanto se il corso è ben strutturato e l'insegnamento impartito in modo serio (cfr. art. 81 cpv. 1 OADI: "... soltanto se esso è organizzato secondo un programma prestabilito e tenuto da persone qualificate") e se inoltre l'assicurato possiede le "capacità ed attitudini" (cfr. art. 83 OADI) necessarie per seguirlo con profitto (cfr. DLA 1998 N. 13, pag. 67; DLA 1987 N. 12, pag. 111; DLA 1986 N. 16, pag. 60).
Infine le spese derivanti dalla frequentazione di un corso possono essere assunte soltanto se esse appaiono proporzionate rispetto allo scopo che si vuole raggiungere mediante la frequentazione del corso, e cioè, in particolare, se non esistono altre possibilità, più economiche, per migliorare ugualmente e nella stessa misura l'idoneità al collocamento dell'assicurato (cfr. DLA 1998 N. 13, pag. 67; DLA 1993/1994 N. 24, pag. 171; STFA del 19 marzo 1986 nella causa UFIAML contro P., Paradiso e TCA, pag. 12 e ss. pubblicata in DLA 1986 N. 31, consid. 4b, pag. 125; DLA 1986 N. 17, pag. 64; DTF 112 V 398 = DLA 1986 N. 36, pag. 172).
L'accertamento dei presupposti per l'erogazione di prestazioni secondo gli art. 62 cpv. 2 e 3 LADI e 85 OADI ha luogo in modo prospettivo, cioè nel momento in cui la domanda è deposta (cfr. DLA 1991 N. 12, consid. 3, pag. 106; DTF 112 V 398 = DLA 1986 N. 36, pag. 172).
2.6.
A titolo di "provvedimenti di formazione" la LADI versa delle prestazioni in caso di corsi di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione.
Il perfezionamento professionale è quella formazione professionale che amplia o completa le conoscenze già acquisite in una professione. Lo scopo del perfezionamento è di permettere all'assicurato di restare attivo nello stesso genere di mestiere esercitato in precedenza. L'assicurazione contro la disoccupazione finanzia, a titolo di perfezionamento, solamente le misure o i corsi che facilitano l'adattamento di un assicurato ai progressi industriali e tecnici, permettendogli così di poter essere di nuovo pienamente attivo nella sua professione originaria (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 319 n° 464).
La riconversione professionale per definizione prepara i disoccupati ad essere attivi in un altro settore professionale rispetto a quello iniziale (cfr. D. Cattaneo, op. cit. pag. 318-320 seg.; DLA 1996/1997 N. 24, consid. 1, pag. 142-143; DLA 1993/94 N. 6, consid. 1, pag. 44, N. 22, consid. 1, pag. 163-165; e N. 39, consid. 2, pag. 262-263).
In linea di principio la riconversione professionale deve essere di breve durata, poiché l'assicurato possiede già una formazione di base completa - teorica o anche soltanto pratica - nella professione nella quale non riesce a trovare un'occupazione (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 319).
Né una formazione di base, né una nuova formazione completa possono invece essere finanziate sulla base degli art. 59 seg. LADI.
Tali formazioni possono essere assunte dall’assicurazione contro la disoccupazione, soltanto alle condizioni fissate agli art. 66a LADI (cfr. SVR 1999 ALV N. 24, consid. 1 e 2a, pag. 57-58).
La delimitazione tra formazione di base, perfezionamento professionale e riconversione è fluttuante, visto che una medesima misura può presentare le caratteristiche di tutte e tre le categorie menzionate. Ciò che è determinante, dunque, è la natura degli aspetti che predominano in un caso concreto, tenuto conto di tutte le circostanze (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 321 n° 468; DTF 111 V 274-275).
Un criterio importante per valutare se un corso deve o meno essere finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione è la durata dello stesso (cfr. STF C 19/07 del 16 luglio 2007). Infatti il Tribunale federale ha precisato che anche una misura che potrebbe essere riconosciuta quale perfezionamento o riconversione deve avere, salvo casi eccezionali, una durata limitata a un anno (cfr. consid. 2.5.; SVR 2008 ALV Nr. 1; DLA 1986 pag. 66; D. Cattaneo, op. cit., pag. 320-321 n°467).
In una sentenza del 16 febbraio 2000 nella causa F., pubblicata in DLA 2001 pag. 87 seg. l'Alta Corte ha confermato la sua giurisprudenza nel senso che un corso può essere riconosciuto come misura di perfezionamento, di riconversione o di reintegrazione soltanto se è di breve durata, ossia di al massimo un anno:
"
In zeitlicher Hinsicht ist festzustellen, dass nur Kurse von
beschränkter Dauer als Massnahmen der Umschlung, Weiterbildung oder Eingliederung im arbeitslosenversicherungsrechtlichen Sinne anerkannt werden können; die Höchstgrenze liegt dabei bei einem Jahr (ARV 1986 Nr. 17 S. 66 Erw. 2b)."
(DLA 2001 pag. 88).
In una sentenza del 22 marzo 2004 nella causa T.-S. (C 11/02) il TFA ha confermato il giudizio di questo Tribunale in cui un corso biennale di formazione quale massaggiatrice medica era stato ritenuto una nuova formazione non finanziabile dalla LADI e non un perfezionamento o una riqualificazione professionale.
In un'altra sentenza, chiamata a statuire nel caso di un assicurato che aveva preteso delle prestazioni secondo gli art. 59 seg. LADI, in quanto voleva seguire un Nachdiplomkurse "Digitale Medien I und II - Crossmedia und Multimedia", la nostra Massima Istanza ha così riassunto i criteri che permettono di stabilire quali tipi di formazione possono essere assunti dall'assicurazione contro la disoccupazione:
"
(...)
Nach Gesetz und Rechtsprechung sind Grundausbildung und die allgemeine Förderung der beruflichen Weiterbildung nicht Sache der Arbeitslosenversicherung. Deren Aufgabe ist es lediglich, in gewissen Fällen durch konkrete Eingliederungs- und Weiterbildungsmassnahmen eine bestehende Arbeitslosigkeit zu bekämpfen oder eine drohende Arbeitslosigkeit zu verhindern. Dabei muss es sich um Vorkehren handeln, welche dem Versicherten erlauben, sich dem industriellen und technischen Fortschritt anzupassen oder ihn in die Lage versetzen, seine bereits vorhandene berufliche Fähigkeit ausserhalb der angestammten engen bisherigen Erwerbstätigkeit auf dem Arbeitsmarkt zu verwerten. Die Grenze zwischen Grund- und allgemeiner beruflicher Weiterbildung einerseits, Umschulung und Weiterbildung im arbeitslosenversicherungsrechtlichen Sinn andererseits ist fliessend. Da ein und dieselbe Vorkehr beiderlei Merkmale aufweisen kann und namentlich praktisch jede Massnahme der allgemeinen Berufsbildung auch der Vermittlungsfähigkeit des Versicherten auf dem Arbeitsmarkt zugute kommt, ist entscheidend, welche Aspekte im konkreten Fall unter Würdigung aller Umstände überwiegen (BGE 112 V 398 Erw. 1a, 111 V 274 und 400 f. mit Hinweisen; ARV 1993/1994 Nr. 39 S. 261 mit weiteren Hinweisen). Von Bedeutung ist insbesondere, ob die fragliche Massnahme spezifisch dafür bestimmt, geeignet und notwendig ist, die Vermittelbarkeit zu fördern und nicht die bildungsmässige, soziale oder wirtschaftliche Verbesserung im Vordergrund steht, und ob sie unter den gegebenen Umständen nicht ohnehin Bestandteil der Berufsausbildung wäre (soziale Üblichkeit), der Versicherte die fragliche Ausbildung daher auch absolvieren würde, wenn er - bei im übrigen gleichen Verhältnissen - nicht arbeitslos wäre. Ein weiteres Abgrenzungskriterium bildet die Ausbildungsdauer, indem langdauernde Bildungsgänge in der Regel auf Grundausbildungen schliessen lassen (BGE 111 V 276).
(...)." (cfr. STFA del 25 marzo 2003 nella causa K., C 29/03)
2.7. La riqualificazione, il perfezionamento o la reintegrazione professionale devono inoltre migliorare l'idoneità al collocamento (cfr. art. 59 cpv. 2 lett. a LADI).
Per poter essere finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione non è sufficiente che un corso, tenuto conto della situazione del mercato del lavoro, apra la prospettiva di un eventuale vantaggio teorico, possibile, ma poco probabile nel caso concreto. Occorre invece che, secondo tutta probabilità, l'idoneità al collocamento sia effettivamente migliorata nel caso particolare, tramite un perfezionamento svolto in vista di uno scopo professionale preciso (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 362 n° 556; DLA 1991 N. 30; DLA 1988 N. 30).
In diverse sentenze il TFA ha chiaramente affermato che non è importante stabilire se, grazie al corso l'assicurato migliora le possibilità di assumere un impiego dipendente o quelle di cominciare un'attività indipendente: decisivo è unicamente il fatto che dopo il corso l'assicurato avrà più opportunità di porre fine alla disoccupazione (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 366 n° 564; STFA del 22 marzo 2004 nella causa T., C 11/02, consid. 3.3.; DLA 1987 N. 111; DTF 111 V 38).
Nella già citata STFA C 29/03 del 25 marzo 2003, la nostra Massima Istanza ha, tra l'altro, ribadito che:
"
(...)
Ein bloss theoretisch möglicher, aber im konkreten Fall unwahrscheinlicher Vorteil hinsichtlich der Vermittlungsfähigkeit genügt den Anforderungen von Art. 59 Abs. 3 AVIG nicht. Vielmehr muss die Wahrscheinlichkeit dargetan sein, dass die Vermittlungsfähigkeit durch eine im Hinblick auf ein konkretes berufliches Ziel absolvierte Weiterbildung im konkreten Fall tatsächlich und in erheblichem Masse gefördert wird (ARV 1988 Nr. 4 S. 31 Erw. 1c, 1987 Nr. 12 S. 114 Erw. 2c, je mit Hinweisen).
(...)"
(cfr. STFA del 25 marzo 2003 nella causa K., C 29/03, consid. 4.1)
B. Rubin (in "Assurance-chômage"; Ed Schultess Juristische Media AG, Zurigo-Basilea-Ginevra 2006, pag. 601) ricorda che:
"
L'aptitude au placement dont il est question à l'art. 59 al. 2 let. a LACI doit être comprise dans le sens de l'employabilité.
En vérité, l'amélioration de l'aptitude au placement signifie l'augmentation des changes de retrouver un emploi, dans les conditions du marché du travail entrant en considération dans le cas particulier. La notion d'aptitude au placement au sens de l'art. 15 al. 1 LACI se réfère quant à elle (implicitement) au marché du travail en général et a donc un sens différent.
L'amélioration de l'aptitude au placement doit pouvoir être constatée non seulement sur le plan subjectif (assimilation de connaissances et de savoir-faire professionnels) mais également sur le plan objectif, c'est-à-dire après avoir examiné la situation sur le marché de l'emploi. Afin d'obtenir l'assentiment à une mesure qu'il sollicite, l'assuré doit ainsi rendre vraisemblable que, par la fréquentation de la mesure concernée son aptitude au placement sera notablement et effectivement développée."
2.8. Il 20 marzo 2006 la Sezione del Lavoro ha emanato una Direttiva n. 244 del seguente tenore:
"
_ (CRS):
corso di "Collaboratrice sanitaria CRS"
Descrizione e Procedura
Il corso è da autorizzare con prudenza, in quanto non esiste un'indicazione del mercato del lavoro generale favorevole e la professione richiede requisiti particolari.
D e s c r i z i o n e
Premessa
Il corso "Collaboratrice sanitaria CRS" permette di acquisire le basi necessarie per prendersi a carico le cure e l'assistenza di persone anziane, malate e/o disabili.
Da gennaio 2004 il corso "Collaboratrice sanitaria CRS" é così strutturato:
− modulo di base di 72 ore (12 giorni di 6 ore);
− modulo di approfondimento di 48 ore (8 giorni di 6 ore).
Fra i due moduli, si terrà uno stage di 15 giorni presso un istituto di cura. Lo stage è organizzato dalla _ - nel corso della prima settimana del modulo base - in accordo con il partecipante. Durante lo stage non è previsto il servizio notturno.
L'attestato di _S” é rilasciato unicamente a coloro che svolgono la formazione completa e che raggiungono gli obiettivi della parte teorica e di quella pratica del corso.
Pubblico mirato /
Per essere ammessi al corso i candidati devono
requisiti
adempiere le seguenti condizioni:
Ø
avere compiuto 18 anni;
Ø
partecipare a una seduta informativa collettiva e a un colloquio individuale;
Ø
avere motivazione e interesse per un'attività lavorativa a contatto con persone bisognose di assistenza e di cure;
Ø
avere interesse per il lavoro in équipe;
Ø
sapersi esprimere (orale e scritto) nella lingua italiana;
Ø
essere in buona salute fisica e psichica; l'Associazione Cantonale può esigere un certificato da un suo medico di fiducia;
Ø
essere interessati alla verifica delle attitudini per il collocamento nei settori dei servizi per l'assistenza e cura a domicilio (SACD), servizi privati di aiuto domiciliare e case per anziani.
Possibilità di
Il corso "Collaboratrice sanitaria CRS"
non
collocamento permette di conseguire un diploma professionale riconosciuto
.
In generale le possibilità di collocamento sono limitate. Le collaborazioni presso i servizi per l'assistenza e cura a domicilio (SACD) e i servizi privati di aiuto domiciliare sono ridotte e solitamente a tempo parziale, se non addirittura a ore.
Attualmente le case per anziani assumono in genere personale almeno in possesso del diploma di assistente di cura.
Dal 1° luglio 2005, la Conferenza cantonale dei servizi di assistenza e cura a domicilio _ hanno convenuto che per poter erogare le prestazioni a carico dell'assicurazione malattia di base il personale dipendente deve possedere almeno il diploma quale collaboratore sanitario CRS 120 ore (non è più sufficiente il vecchio diploma conseguito alla fine del corso di 60 ore).
Per ottenere il riconoscimento degli assicuratori malattia, anche i servizi spitex privati hanno aderito alla convenzione sottoscritta da _ con la _.
Sussidiabilità del
Viste queste premesse, il corso deve essere
corso
concesso solo se per l'assicurato:
• esiste un concreto miglioramento delle possibilità di collocamento o
• si prevede un percorso formativo nel settore sanitario e dunque il corso "Collaboratrice sanitaria CRS" costituisce un'introduzione e una valutazione delle attitudini per il collocamento nel settore.
Valore Sdl
Il valore guida per l'assegnazione di un corso individuale è l'EFFICACIA; la valutazione approfondita della situazione della PCI, delle caratteristiche del corso e delle indicazioni del mercato del lavoro permettono l'attribuzione competente della misura in funzione del collocamento.
P r o c e d u r a
Iscrizione al corso
Il consulente URC consegna all'assicurato:
− la documentazione relativa al corso (percorso nel vostro server: SPEL/UL/URC/CMA/Sociosanitario/Collabora
trice sanitaria CRS)
− l "Formulario d'iscrizione _ CRS" (vedi percorso sopraccitato), che l'assicurato deve compilare e trasmettere a _, Settore Corsi, _, _;
− Il formulario "02821 Richiesta corso individuale" (si trova nel PC download nella cartella "02 Persone in cerca d'impiego").
La _ convocherà l'assicurato ad un colloquio individuale e, se dovesse avere i requisiti, lo inserirà nel prossimo corso a disposizione. In seguito la _ compilerà il formulario "02821 Richiesta corso individuale" e lo farà pervenire al consulente URC per il tramite dell'assicurato affinché abbia inizio la valutazione della richiesta secondo le attuali disposizioni in ambito di corsi individuali.
"Attestato/fattura
La _ compila e trasmette alla cassa
dell'organizzatore
disoccupazione il formulario "Attestato/fattura
di corso"
dell'organizzatore di corso". Questo avviene anche nel periodo fra il modulo base e quello di approfondimento quando non vi sarà nessuna giornata di corso.
Decisione di stage
Dopo l'emissione della decisione per il corso "Collaboratrice sanitaria CRS", il
consulente URC riceve via e-mail dall'UMA il numero di profilo affinché possa emettere la decisione di stage. Il periodo e il luogo di stage verranno comunicati al consulente URC direttamente dalla_.
Si precisa che i rimborsi spese di vitto e di viaggio sono a carico dell'Assicurazione contro la disoccupazione e non dell'istituto dove viene svolto lo stage.
"
Le
direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. sentenza del TFA C 124/06 del 25 gennaio 2007).
Quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 132 V125 consid.4.4; DTF 132 V 203 consid.
5.1.2;DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid.
3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).
Il giudice deve, invece, scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid.
4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid.
2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed.
Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).
Secondo la giurisprudenza, infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).
In una sentenza 2C_105/2009 del 18 settembre 2009, l'Alta Corte, a proposito delle direttive, ha ricordato che:
"
Simili atti servono a favorire un'applicazione uniforme del diritto e a garantire la parità di trattamento. Essi non hanno forza di legge e non fondano quindi diritti ed obblighi dei cittadini né vincolano gli amministrati, i tribunali o la stessa amministrazione. Ciò non significa tuttavia che siano irrilevanti per le istanze di ricorso. Queste ultime verificano in effetti se le direttive riflettono il senso reale del testo di legge e ne tengono conto nella misura in cui propongono un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico. Più specificatamente, tali autorità non si scostano senza motivi importanti da un'ordinanza amministrativa, se la stessa concretizza in modo convincente i presupposti di legge e di regolamento a cui è subordinato l'ottenimento di una determinata prestazione (
DTF 133 II 305
consid. 8.1;
133 V 394
consid. 3.3;
130 V 163
consid. 4.3.1;
128 I 167
consid. 4.3)."
In una sentenza 38.2007.75 del 13 febbraio 2008 il TCA ha stabilito che la direttiva appena esposta, nella misura in cui stabilisce che il corso di "_" deve essere autorizzato con prudenza ed in particolare soltanto se esiste un concreto miglioramento dalle possibilità di collocamento, è conforme alla legge ed ha sottolineato quanto segue:
"
Un concreto miglioramento delle possibilità di collocamento deve essere ammesso allorché un'assicurata o un assicurato, grazie al corso, aumenta le sue possibilità di assumere un impiego che le/gli garantisca un numero rilevante di ore di lavoro settimanali così da ridurre l'onere a carico dell'assicurazione contro la disoccupazione.
L'esigenza di reperire in anticipo un impiego che ponga fine alla disoccupazione (cfr. consid. 1.2; e Doc. XXII pag. 2) appare invece eccessiva.
Questa soluzione si giustifica tanto più in un settore come quello delle ausiliarie di cura dove sono spesso i datori di lavoro a richiedere personale che lavori a tempo parziale (cfr. Doc. XX pag. 2).
Infine l'assicurato, per rispettare l'obbligo di ridurre il danno, è tenuto ad accettare anche occupazioni a tempo parziale (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI, 16 cpv. 1 LADI e 16 cpv. 2 lett. i LADI)."
2.9. Nella presente fattispecie l'amministrazione ha respinto la domanda dell'assicurata con la motivazione che la ricorrente risulta collocabile in altri settori professionali (ad esempio: vendita, operaia e settori della ristorazione, cfr. doc. 1) e che la misura non migliora sostanzialmente la sua idoneità al collocamento, tanto più che l’assicurata non ha indicato una concreta possibilità d’assunzione. (cfr. consid. 1.3).
Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che la questione relativa alla difficile collocabilità (cfr. consid. 2.5) può restare aperta (su questo aspetto sempre a proposito di un corso della _, cfr. STCA 38.2004.86 dell'11 luglio 2005 nella quale
questo Tribunale ha sottolineato che
"l’amministrazione non dimostra in alcun modo come l’assicurata sarebbe stata concretamente e in un breve tempo reinserita durevolmente nella sua precedente attività quale cameriera senza AFC (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage." Ed. Helbing e Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Reno, 1992 pag. 354-355 n. 541)"
.
Infatti, visto l’esito dell’accertamento compiuto da questo Tribunale, che ha peraltro confermato quanto già stabilito dal TCA nelle sentenze 38. 2009.18 del 18 giugno 2009 e 38.2008.70 del 23 febbraio 2009, il corso in questione, non migliora l'idoneità al collocamento dell'assicurata nella misura richiesta dalla giurisprudenza federale.
Al riguardo va sottolineato che la situazione del mercato del lavoro nello specifico settore presenta numerose persone in disoccupazione (cfr. consid. 1.4 ), che la direttiva della Sezione del lavoro permette di autorizzare con prudenza questo provvedimento inerente al mercato del lavoro (cfr. consid. 2.8.) e che l'assicurata, non ha dimostrato di avere già reperito un impiego che le permetterebbe, se non di porre fine alla disoccupazione, almeno di esercitare un numero significativo di ore (tanto più che l'assicurata è iscritta al collocamento alla ricerca di un impiego a tempo pieno; cfr. consid. 1.2 e doc. A).
In simili condizioni, non essendo adempiuta una delle condizioni cumulative previste dalla legge e dalla giurisprudenza, e meglio quella relativa al miglioramento dell’idoneità al collocamento, di principio la ricorrente non ha diritto all’assunzione dei costi del corso “Collaboratore sanitario CRS”.
2.10. L’assicurata, in uno scritto del 23 settembre 2011 (cfr. consid. 1.4) ha sostanzialmente chiesto un trattamento identico a quello delle altre persone che hanno partecipato al suo stesso corso.
Al riguardo l’amministrazione ha appurato che sei delle persone non erano iscritte al collocamento e non erano beneficiarie di indennità di disoccupazione. L’URC di _ ha pure dettagliatamente indicato i motivi per cui sette domande sono state accolte (cfr. consid. 1.5). Si tratta di situazioni diverse rispetto a quella dell’assicurata. Comunque anche se in qualche caso isolato fossero state concesse delle autorizzazioni senza che fossero adempiuti i presupposti fissati dalla legge la ricorrente non potrebbe beneficiare di nessun vantaggio nel suo caso.
Infatti, per principio, non vi è uguaglianza di trattamento fra assicurati in caso di applicazione illegale di norme giuridiche, a meno che l'amministrazione abbia introdotto una prassi illegale che non è stata applicata soltanto nel caso concreto (cfr. STCA 38.1999.25 del 2 agosto 1999).
Ad esempio l’Alta Corte, con sentenza 8C_338/2007 del 4 agosto 2008 ha accolto il ricorso interposto dalla Sezione del lavoro contro il giudizio 38.2006.75 del 21 maggio 2007, con il quale questo Tribunale, da un lato, aveva stabilito che l’assicurata non adempiva i presupposti legali per il riconoscimento di prestazioni assicurative in relazione alla frequentazione di un corso di Collaboratrice sanitaria CRS e, dall'altro, aveva deciso che, pur trattandosi di un caso limite, erano soddisfatte le condizioni poste dalla giurisprudenza per beneficiare del diritto all’uguaglianza nell’illegalità.
In particolare il TF ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(...)
3.
Ove non in un caso isolato e neppure in alcuni casi, bensì secondo una prassi costante un'autorità deroga alla legge e lascia a divedere che anche in futuro non deciderà in modo conforme alla legge, il cittadino ha diritto di esigere di beneficiare anch'egli dell'illegalità, sempreché ciò non leda altri interessi legittimi. Qualora un'autorità esplicitamente riconosca l'illegittimità di una determinata prassi anteriore e affermi chiaramente di volersi in futuro conformare alla legge, il principio dell'uguaglianza di trattamento deve cedere il passo a quello della legalità, fermo restando comunque che essa autorità sia in grado di far sì che detto intento sia effettivamente concretizzato, nel senso che essa possa effettivamente applicare la legge in modo corretto (
DTF 131 V 9
consid. 3.7 pag. 20;
126 V 390
consid. 6a pag. 392;
122 II 446
consid. 4a pag. 451, con riferimenti di giurisprudenza e dottrina).
4.
A motivazione della decisione di riconoscere alla qui opponente il diritto all'uguaglianza nell'illegalità, il primo giudice ha rilevato il fatto, incontestato, che cinque altri assicurati avevano frequentato, a spese dell'assicurazione contro la disoccupazione, il medesimo corso seguito dall'interessata. Alla luce di quanto precede, ciò non basta tuttavia ancora per poter beneficiare del diritto in questione. In effetti, come già è stato ricordato al precedente considerando, la circostanza che la legge non sia stata applicata o non sia stata applicata correttamente in un singolo caso o in pochi singoli casi - circostanza questa comunque contestata dall'amministrazione ricorrente - non conferisce di massima all'interessato che si trova nella medesima situazione un diritto di essere anch'egli trattato diversamente da quanto previsto dalla legge. In simili condizioni, il giudizio cantonale, che riconosce un tale diritto a U._, non può essere tutelato.”
Il TCA constata, ancora una volta, che l’amministrazione, per quanto attiene al riconoscimento dei corsi di “Collaboratore sanitario CRS”, non ha adottato, nemmeno recentemente, alcuna prassi costante derogante alla legge con l’intenzione di mantenerla per il futuro (cfr. STCA 38. 2009. 18 del 18 giugno 2009 e STCA 38.2008.70 del 23 febbraio 2009 )
La situazione in merito resta, pertanto, la medesima di quella giudicata dalla nostra Massima Istanza con sentenza
8C_338/2007 del 4 agosto 2008 (cfr. consid. 2.11.).
Di conseguenza all’assicurata non torna applicabile il principio della parità di trattamento nell'illegalità.
2.11. Alla luce di tutto quanto esposto, il TCA non può che confermare la decisione su opposizione dell’11 luglio 2011.