# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 75868852-f5ce-5ab1-8549-e7fc61d130db
**Court:** TI_CARP
**Chamber:** TI_CARP_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto che
- la tariffa oraria di fr. 280.- riconosciuta dal primo giudice appare adeguata e merita conferma. Contrariamente a quanto pretende l’appellante, il caso concreto non presentava, infatti, particolari difficoltà né dal profilo giuridico né da quello fattuale; se è vero che i reati di grave infrazione alle norme della circolazione stradale e di inosservanza dei doveri in caso di infortunio non sono in sé banali, è anche e soprattutto vero che, in concreto, le imputazioni formulate nel DA non richiedevano né l’approfondimento di complesse questioni giuridiche né l’analisi di voluminosi atti d’inchiesta. Non vi sono, pertanto, motivi per scostarsi dalla remunerazione oraria di base di fr. 280.- riconosciuta da questa Corte, che - sempre contrariamente a quanto pretende l’appellante - corrisponde non solo all’importo stabilito dall’art. 12 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007, ma è pure conforme alla tariffa oraria usuale applicabile nel nostro cantone alla luce dei criteri di cui all’art. 15a cpv. 2 LAvv (STF del 04.11.2013, inc. 6B_392/2013, consid. 2.6);
- non può essere riconosciuto il dispendio orario - di complessive 8 ore e 15 minuti - relativo allo studio e alla preparazione della denuncia penale contro il conducente della BMW _ (3 ore), al colloquio con il cliente per la discussione e la correzione della denuncia penale (1 ora), allo studio della decisione del PP di negare l’accesso agli atti di tale procedimento (15 minuti), al successivo reclamo all’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto (GIAR) avverso tale decisione del PP (inc. 2008.5764, 2 ore) e all’esame della relativa decisione del GIAR (inc. 2009.19601), trattandosi di prestazioni che non sono direttamente connesse con il procedimento penale avviato nei confronti di AP 1. Per lo stesso motivo nemmeno può essere ammesso il dispendio orario (per complessivi 30 minuti) concernente la procedura amministrativa davanti all’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione;
- il dispendio orario relativo allo studio della decisione del PP di negare l’accesso agli atti nel procedimento di cui all’incarto n. 2008.10872 (1 ora), alla sua discussione con il cliente (1 ora e 30 minuti), ai reclami all’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto del 15 aprile 2009 (solamente per l’incarto n. 2008.10872) e del 27 aprile 2009 (3 ore complessive), all’esame delle relative decisioni del GIAR (3 ore complessive), così come quello concernente la preparazione dell’istanza di ricusa del procuratore pubblico del 5 agosto 2011, la sua discussione con il cliente e la preparazione dei relativi ricorsi alla Corte dei reclami penali e al TF (19 ore complessive), va ammesso limitatamente a complessive 13 ore e 50 minuti (invece delle 27 ore e 30 minuti esposte), dispendio orario che appare adeguato per adempiere correttamente e in modo ragionevole il mandato. Contrariamente a quanto ritenuto dal pretore, entro questi limiti l’indennizzo in relazione a tali atti procedurali deve essere riconosciuto, poiché si tratta di atti procedurali che non possono essere definiti
ab initio del tutto inutili e privi di fondamento tanto è vero che, per evadere tali atti, si sono rese necessarie delle decisioni diffusamente motivate, a dimostrazione che gli stessi non erano del tutto infondati;
- il colloquio telefonico con il cliente e con l’agente interrogante del 13.05.2008 (20 minuti complessivi) deve essere indennizzato poiché giustificato, e ciò indipendentemente dal fatto che il difensore ha comunicato solo il 29 maggio 2008 all’autorità inquirente di rappresentare l’appellante;
- inoltre il dispendio orario relativo alle seguenti prestazioni non può essere ammesso o deve essere ridotto, poiché eccessivo e non conforme ad una regolare e ragionevole conduzione del mandato:
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il dispendio orario per lo studio della deposizione di _ (1 ora e 30 minuti) non può essere ammesso, avendo il patrocinatore partecipato in prima persona all’interrogatorio del teste davanti al magistrato inquirente;
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il dispendio orario di 2 ore per la preparazione dell’interrogatorio il 31.08.2010 va ridotto a 60 minuti;
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il tempo di complessive 6 ore per l’esame degli incarti completi dopo la concessione dell’accesso alla totalità degli atti d’inchiesta e per il colloquio con il cliente il 08.09.2010 va ridotto a 90 minuti, avendo il patrocinatore e l’appellante già potuto visionare e discutere in precedenza la maggior parte degli atti rilevanti dell’incarto;
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il dispendio orario pari a 1 ora e 30 minuti per la preparazione dell’istanza di assunzione prove del 13.09.2010 va ridotto a 30 minuti;
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il tempo di complessive 3 ore per l’esame dei due decreti d’accusa emessi nei confronti di AP 1 e _ va ridotto a 60 minuti, dispendio orario largamente sufficiente per la prestazione indicata considerato in particolare che - come già detto - l’esame del DA dell’imputato _ non è una prestazione direttamente connessa con il procedimento penale che ci occupa e non può pertanto essere ammessa;
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il tempo di complessive 1 ora e 30 minuti per l’esame incarto e colloquio con cliente del 18.12.2012 va ridotto a 60 minuti;
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il dispendio orario di 9 ore complessive per la preparazione del dibattimento e lo studio della perizia di parte viene riconosciuto limitatamente a complessive 3 ore, considerato che la perizia – di sole 7 pagine e di facile comprensione - era l’unico elemento nuovo in atti e che, per il resto, il patrocinatore ben conosceva l’incarto, peraltro non particolarmente copioso (poiché composto da una sola mappetta);
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il tempo di 4 ore e 30 minuti per la partecipazione al dibattimento va ridotto a 3 ore e 30 minuti così come deciso dal pretore, considerato che il dibattimento è durato dalle ore 09.00 alle ore 11.15 (2 ore e 15 minuti), dispendio orario a cui va aggiunto il tempo per la trasferta da Lugano a Bellinzona e ritorno (60 minuti complessivi);
- da quanto precede risulta, dunque, che l’onorario del patrocinatore dell’istante va riconosciuto, quale danno indennizzabile ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, limitatamente a 34 ore e 5 minuti a fr. 280.-/ora, per complessivi fr. 9'543.35;
- le spese esposte vengono ammesse unicamente nella misura di fr. 314.90. Si giustificano le seguenti riduzioni:
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le spese per le fotocopie dei decreti d’accusa allegati all’istanza di ricusa inoltrata al PP il 05.08.2011 e dell’istanza stessa non possono essere riconosciute, i decreti d’accusa essendo già agli atti e la copia per l’incarto dell’istanza di ricusa essendo già compresa nell’importo di fr. 5.- riconosciuto per ogni pagina originale;
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le spese per le fotocopie in triplice copia del 17.08.2011 sono ammesse limitatamente a fr. 10.-, corrispondenti alle spese di una copia per il cliente della lettera alla CRP e dell’allegato;
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le spese di fr. 53.- conteggiate il 23.08.2011 non sono ammesse poiché non si comprende a quale documentazione esse si riferiscono;
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le spese per la prestazione del 06.12.2012 non sono ammesse, poiché si tratta di una prestazione identica a quella del 23.11.2012 e pertanto inutile;
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le spese relative al procedimento amministrativo non sono riconosciute poiché non direttamente connesse con il procedimento penale avviato nei confronti di AP 1;
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le spese di fr. 92.50 conteggiate il 15.04.2009 e concernenti il reclamo al GIAR avverso la decisione del PP di negare l’accesso agli atti nel procedimento avviato nei confronti di _ non sono ammesse, poiché pure si tratta di prestazioni non direttamente connesse con il procedimento penale da cui AP 1 è stato prosciolto e pertanto non giustificate. Per il medesimo motivo, e perché le copie per l’incarto, come detto, sono comprese nell’importo di fr. 5.- riconosciuto per ogni pagina originale, le spese per le fotocopie di complessivi fr. 118.- del 15.04.2009 vanno ridotte a fr. 12.00, e cioè alle copie per il cliente del solo reclamo di cui all’inc. 2008.10872;
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le spese del 20.04.2009, del 29.04.2009, del 01.12.2010, così come le spese per fotocopie del 27.04.2009 (fr. 26.-) non sono ammesse poiché non si capisce a quali prestazioni si riferiscono;
- gli esborsi di complessivi fr. 5'700.- vanno riconosciuti unicamente nella misura di fr. 4'700.-, corrispondenti alla tassa di giustizia e alle spese per le procedure di reclamo davanti al GIAR di cui agli inc. 2009.19801 (fr. 1'000.-) e 2009.19802 (fr. 400.-), alla tassa di giustizia e alle spese dell’istanza di ricusa del PP inoltrata alla Corte dei reclami penali (fr. 1'300.-) e alle spese giudiziarie per il ricorso al Tribunale federale avverso la predetta decisione (fr. 2'000.-). Non va riconosciuto, invece, l’esborso di fr. 1'000.- relativo alla tassa di giustizia e alle spese della decisione del GIAR di cui all’inc. 2009.19601 (_), poiché si tratta – come visto – di un atto procedurale non direttamente connesso con la procedura penale avviata nei confronti di AP 1;
- va ammesso l’importo di fr. 1'855.55 relativo alla perizia di parte dell’ing. _ e già pagato personalmente dall’appellante (cfr. ricevuta agli atti);
- l’IVA - da calcolarsi al 7,6 % per prestazioni effettuate fino al 31 dicembre 2010 e all’8 % per le prestazioni effettuate dopo tale data - ammonta a fr. 741.55;
- per gli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e, pertanto, essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia nel caso concreto dall’introduzione in data 9 aprile 2013 dell’istanza di indennità su fr. 15’299.80 (sentenze CARP 17.2011.22 del 18 maggio 2011 consid. 4; 17.2012.43 del 6 ottobre 2012 consid. 2c; 17.2012.68 consid. 15; CRP 60.2010.223 del 17 novembre 2010; CRP 60.2005.281 del 14 febbraio 2006). Per quanto concerne, invece, le spese di fr. 1'855.55 relative alla perizia di parte, gli interessi sono riconosciuti dal pagamento della fattura del perito, ossia dal 23 marzo 2013 (CRP 60.2008.217 del 29 settembre 2008);
- per l’istanza di indennità presentata dall’appellante, si giustifica di confermare l’importo complessivo di fr. 230.- già riconosciuto dal primo giudice e rimasto incontestato, a cui non vanno aggiunti gli interessi di mora;
- in conclusione le pretese di indennizzo formulate da AP 1 ai sensi dell’art. 429 CPP sono ammesse limitatamente a fr. 15’299.80 oltre interessi dal 9 aprile 2013, fr. 1'855.55 oltre interessi dal 23 marzo 2013 e fr. 230.-;
- la tassa di giustizia di fr. 550.- e le spese di fr. 50.-, per complessivi fr. 600.-, sono poste a carico del qui appellante, parzialmente soccombente, in ragione di 1⁄2 e per il resto a carico dello Stato.

## Considerations