# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** aec337d4-1509-5aa0-89f5-65899493261d
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a.
In data 17.3.2005 RI 1, per il tramite del suo patrocinatore avv. PR 1, ha sporto denuncia/querela penale nei confronti di _ _ _, _ _, _ _ e l’avv. _ _ per titolo di vie di fatto, furto, diffamazione, calunnia, minaccia, coazione e violazione di domicilio (cfr. AI 1, denuncia/querela penale 17.3.2005, inc. MP _). Nell’ambito di questo procedimento penale - sfociato poi nel decreto di accusa 28.7.2005 (DA _) cresciuto in giudicato, rispettivamente nel decreto di non luogo a procedere 28.7.2005 (NLP _), contro il quale in data 8/9.8.2005 la qui ricorrente, sempre per il tramite del suo legale, ha presentato un’istanza di promozione dell’accusa sfociata nella decisione 5.9.2005 di questa Camera (inc. _) - con istanza 1.4.2005 RI 1, sempre assistita dall’avv. PR 1, ha postulato la concessione del beneficio del gratuito patrocinio.
b.
Con decisione 27.6.2005 il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la sua richiesta 1.4.2005, ritenuto che ha “
preso atto del preavviso 2 maggio 2005 del Procuratore pubblico Fiorenza Bergomi la quale ha comunicato che l’incarto si trova in Polizia per l’espletamento delle necessarie informazioni preliminari osservando che dalla notifica di tassazione l’istante appare in grado di sostenere le spese di un patrocinatore, rimettendosi comunque al prudente giudizio di questo giudice
” e considerando la prassi del Tribunale federale - “
(...) da ritenersi a fortiori applicabile alla parte civile, la cui posizione in sede di procedura è meno grave di quella dell’accusato (...)
” - secondo cui la concessione del beneficio del gratuito patrocinio all’accusato “
(...) non è di principio dovuto in casi di modesta rilevanza ove cioè entri in considerazione una pena o una multa detentiva di poco conto in caso di condanna (...)
” (decisione 27.6.2005, p. 1). Ha inoltre esposto che RI 1 “
(...) ha inoltrato querela penale per violazione di domicilio, vie di fatto, diffamazione, calunnia e minaccia
”, che “
(...) l’incarto non solo si trova ancora allo stadio delle informazioni preliminari (fase in cui l’assistenza di un legale non è obbligatoria) ma è stato affidato alla Polizia cantonale davanti alla quale non è permessa la presenza dei difensori e che la fattispecie non presenta particolari difficoltà giuridiche e fattuali, (...)
” (decisione 27.6.2005, p. 1).
c.
Con il presente tempestivo gravame RI 1 chiede, in accoglimento del ricorso, che la decisione impugnata venga annullata e che venga ammessa al beneficio del gratuito patrocinio (cfr. ricorso 13.7.2005, p. 5).
La ricorrente ritiene - tra l’altro - che la procedura avviata mediante la sua denuncia/querela 17.3.2005 non sarebbe di modesta rilevanza in base alle ipotesi di reato invocate in quella sede e alla complessità della fattispecie, rilevando inoltre di non essere in grado di sopperire alle spese del suo patrocinatore, ritenuto che il suo reddito sarebbe a stento sufficiente per soddisfare i suoi bisogni primari e quelli di sua figlia (cfr. ricorso 13.7.2005, p. 3 e 4). Delle altre motivazioni si dirà, laddove necessario, nei considerandi di diritto.
d.
Il giudice dell’istruzione e dell’arresto, nelle sue osservazioni, chiede la reiezione del gravame, riconfermando il contenuto della sua decisione impugnata (cfr. osservazioni 21/22.7.2005). Il procuratore pubblico, dal canto suo, evidenzia che il procedimento penale è sfociato nel DA _ e nel NLP _, rilevando che non sarebbero adempiute le condizioni per la concessione del beneficio del gratuito patrocinio, non presentando la fattispecie difficoltà giuridiche e fattuali particolari, come rilevato dal giudice dell’istruzione e dell’arresto nella decisione impugnata (cfr. osservazioni 29.7.2005). Osserva inoltre che “
(...) la denuncia sporta tramite il difensore non contemplava il reato di ingiuria (...)
”, di aver “
(...) poi qualificato (...) di ingiuria ciò che è avvenuto in Piazza _ _ fra la querelante ed uno dei querelati
” e che “
a maggior ragione pertanto non vi era nella fattispecie oggetto di denuncia necessità di essere patrocinata
”, evidenziando che le suddette decisioni, intimate il 28.7.2005, non sarebbero ancora cresciute in giudicato (cfr. osservazioni 29.7.2005). Si rimette infine al giudizio di questa Camera (cfr. osservazioni 29.7.2005).

## Considerations

in diritto
1
. 1.1.
Il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
1.2.
1.2.1.
Giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "
(...) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP
(vCPP)
, con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (...)
" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "
(...) una difesa oggettivamente non necessaria
" e che "
anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore
" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("
trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato
", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
1.2.2.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("
Bagatelldelikte
"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, TF 1P.553/2002 del 18.11.2002, 1P.411/2002 del 6.11.2002, e 1P.263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).
1.3.
Secondo il Tribunale federale anche la parte lesa può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 CP nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“
Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-
punktes
”) rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti; DTF 123 I 147 e riferimenti). Appare pertanto che per quanto concerne la posizione della parte lesa occorre prendere in considerazione il cosiddetto
fumus boni juris
- ossia la probabilità di esito positivo nella causa - che di principio nei processi penali non viene esaminato (cfr. rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, p. 1).
La legge cantonale ticinese prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore. Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag). Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche n. 9 ad art. 52 vCPP).
2.
Come esposto, dagli atti risulta che RI 1, per il tramite del suo patrocinatore, ha sporto denuncia/querela penale nei confronti di alcune persone per titolo di vie di fatto, furto, diffamazione, calunnia, minaccia, coazione e violazione di domicilio. Questa procedura è sfociata da una parte nel decreto d’accusa 28.7.2005, in cui _ _ _ è stata condannata alla multa di CHF 300.--, siccome ritenuta colpevole di ingiuria
"
(...) per avere, a _, in Piazza _ _, offeso l’onore di
” RI 1 “
(...) tacciandola di “bastarda”, “poco di buono”, “donnaccia”, “troia”
" (decreto d’accusa 28.7.2005, DA _), fatti avvenuti a _ il _ e, dall’altra parte, nella decisione 5.9.2005
, mediante la quale questa Camera ha dichiarato irricevibile l’istanza di promozione dell’accusa presentata l’8/9.8.2005 dalla qui ricorrente, sempre per il tramite del suo patrocinatore (cfr. decisione 5.9.2005, inc. _).
Ora, nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di poco conto - come la proposta di cui al decreto d’accusa 28.7.2005 - si devono esaminare l’eventuale complessità della procedura e le possibili difficoltà dell’interessato - nel caso in esame la parte lesa - al proposito.
Non appare che la fattispecie alla base del decreto di accusa abbia presentato particolari difficoltà di fatto e di diritto per RI 1. Ciò è comprovato anche dal fatto che la stessa, nel corso della sua deposizione tenutasi in sede di polizia, è stata in grado di spiegare le sue ragioni a fondamento della denuncia/querela, avendo potuto evidenziare pacificamente i fatti rilevanti accaduti il _. Del resto la procedura penale è sfociata, tra l’altro, nel decreto d’accusa 28.7.2005 a carico di una delle parti denunciate/querelate, in cui il magistrato inquirente ha qualificato i fatti accaduti in quell’occasione di ingiuria, ipotesi di reato che non è stata nemmeno invocata dal patrocinatore della qui ricorrente in sede di denuncia/querela, ciò che conferma il fatto che non era necessaria l’assistenza di un patrocinatore in questa procedura, come rettamente rilevato dal procuratore pubblico nelle sue osservazioni 29.7.2005. Giova inoltre rilevare che l’istanza di promozione dell’accusa inoltrata l’8/9.8.2005 è stata dichiarata irricevibile da questa Camera, ritenuto in sintesi che il gravame non rispettava i requisiti posti ad un’istanza ai sensi dell’art. 186 CPP e che appariva inoltre infondato anche nel merito (cfr. decisione 5.9.2005, inc. _).
Alla luce di quanto sopra esposto, l’argomentazione dell’istante secondo cui “
il prosieguo dell’istruttoria richiederà, oltre il completamento e la precisazione dei fatti, l’audizione delle parti implicate ed il chiarimento della fattispecie dinanzi al Procuratore pubblico
”, che “
la gravità dei reati commessi e le parti implicate renderanno inoltre ulteriormente complessa l’istruttoria, risultando finanche necessario procedere a dei confronti per acclarare l’intricata vicenda
” e che “
a non averne dubbio la fattispecie non riguarda quindi un caso di modesta entità, ma una fattispecie articolata tuttora da chiarire
” (ricorso 13.7.2005, p. 3), appare priva di fondamento.
Nel caso di specie non si imponeva quindi la designazione di un patrocinatore, gli interessi della ricorrente - costituitasi parte civile in sede di denuncia/querela penale - non essendo colpiti in misura importante ed il caso non presentando difficoltà tali da rendere necessaria l’assistenza di un avvocato. Occorre a questo riguardo rilevare che l’argomentazione del giudice dell’istruzione e dell’arresto, secondo cui nella fase delle informazioni preliminari non è obbligatoria l’assistenza di un legale e che dinanzi alla polizia non è permessa la presenza di difensori, è da considerarsi irrilevante. È quindi superfluo l’esame della situazione economica.
2.
Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico della ricorrente, soccombente.