# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cb8976a4-87fd-5028-beba-ffaca9789f70
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che nella sentenza appena citata il “Vice” Giudice di pace (
recte:
Giudice di pace supplente) ha rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dall’escusso al precetto esecutivo n. _ emesso il 21 agosto 2015 dall’Ufficio di esecuzione di Bellinzona
per l’incasso di fr. 3'536.20.– oltre agli interessi del 7% dal 1° agosto 2015;
che con decreto del 10 novembre 2015 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo;
che come segnalato dall’istante con scritto 2 dicembre 2015 e verificato da questa Camera, l’esecuzione si è estinta il 2 dicembre 2015 a seguito del suo ritiro da parte dell’escutente, avendo lo stesso ottenuto nell’esecuzione promossa parallelamente nei confronti della moglie separata dell’escusso per l’incasso dello stesso credito la dichiarazione di passaggio in giudicato della sentenza di rigetto dell’opposizione;
che non potendo l’esecuzione contro il marito essere continuata, la procedura di reclamo è così diventata senza oggetto e dev’essere stralciata dal ruolo
(art. 242 CPC, applicabile in seconda istanza per il rinvio dell’art. 219 CPC;
Tappy
, CPC commenté, Basilea 2011, n. 9 ad art. 219 CPC)
;
che le spese processuali di entrambi i gradi di giurisdizione vanno ripartite secondo equità (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC);
che la ripartizione dipende perciò dalle circostanze del caso specifico, considerando equitativamente quale parte abbia provocato l’avvio della causa, quale sarebbe stato presumibilmente l’esito della lite e quale parte sia all’origine dei motivi che hanno reso il procedimento senza oggetto (FF 2006 pag. 6669 a metà; sentenza del Tribunale federale 4A_272/2014 del 9 dicembre 2014, consid. 3.1
);
che nelle sue osservazioni del 9 dicembre 2015, il reclamante ha confermato di protestare tasse, spese e ripetibili di prima e seconda istanza per
“essere stato coinvolto ingiustamente e inopportunamente in un procedimento che gli ha causato e gli sta provocando ingenti costi legali”
;
che il reclamante avrebbe verosimilmente ottenuto ragione in sede di reclamo, il primo giudice avendo violato i suoi più elementari diritti di parte omettendo di notificargli la replica del 22 ottobre 2015 prima dell’emanazione di una sentenza priva di motivazione e di ogni considerazione sugli argomenti presentati dal convenuto nelle sue osservazioni del 23 settembre 2015 (v. art. 53 e 238 lett. g CPC), peraltro irregolarmente notificata al convenuto personalmente anziché al suo patrocinatore (v. art. 137 CPC);
che anche la domanda di reiezione dell’istanza formulata in via principale dal reclamante era presumibilmente destinata a un esito positivo, siccome in linea di massima i comproprietari di una quota di comproprietà per piani non sembrano rispondere in via solidale dei contributi dovuti alla comunione dei comproprietari di piani, né sul piano interno (art. 649 cpv. 1 CC) né su quello esterno, salvo convenzione contraria (cfr. art. 143 cpv. 1 CO), come in particolare un’apposita norma del regolamento condominiale accettata dai comproprietari interessati (
Wermelinger
in: Zürcher Kommentar zum ZGB IV/1c, 2010, n. 42 ad art. 712
h
CC, con rinvii);
che nel caso specifico l’art. 11 del regolamento accluso all’istanza non prevede alcuna solidarietà tra i comproprietari ma un obbligo di contribuzione
“in proporzione alla propria quota di valore”
, pari per il reclamante alla metà del valore millesimale della quota che detiene in comproprietà con la moglie;
che contrariamente a quanto sostenuto dall’istante in prima sede, i coniugi rispondono solidalmente dei debiti che rientrano nei bisogni correnti dell’unione coniugale solo finché dura la vita comune (art. 166 cpv. 1 e 3 CC);
che nella fattispecie non è contestato che i coniugi RE 1 vivano separati dal 1° ottobre 2013;
che il reclamante non sembrava così essere debitore della metà del contributo alle spese condominiali per il 2014 e per il 2015 dovuta dalla moglie separata, da lei nel frattempo corrisposta;
che l’istante è d’altronde all’origine della decisione di stralcio, avendo essa ritirato l’esecuzione diretta contro il marito;
che le spese sia di prima che di seconda istanza vanno di conseguenza poste a carico dell’istante (cfr. art. 318 cpv. 3 CPC per analogia);
che per le medesime considerazioni occorre attribuire alla parte convenuta eque ripetibili in entrambi i gradi di giurisdizione;
che
circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr.
3'536.20.–,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

## Considerations