# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 945b1316-c0a1-5675-ae98-d47a80f93f76
**Court:** TI_CARP
**Chamber:** TI_CARP_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con decreti d’accusa n. 954/2011 e n. 950/2011 dell’11 aprile 2011 il procuratore pubblico ha dichiarato AP 1 e AP 2 autori colpevoli di ripetuto danneggiamento per avere, in correità, fra il 15 settembre 2006 e il 29 settembre 2010, a _, servendosi generalmente di un punteruolo e di non meglio precisati oggetti, intenzionalmente deteriorato veicoli parcheggiati, provocando in tal modo dei danni per un valore complessivo pari a ca. fr. 34'900.-. E meglio per avere:
1.1.
fra il 15 e il 16 settembre 2006, ai danni di _, strappato il quadrante del contachilometri e dello specchietto retrovisore sinistro del motoveicolo marca Derby GPR Racing targato _, cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.2.
fra il 12 e il 13 novembre 2006, ai danni di _, infranto lo specchietto retrovisore sinistro del motoveicolo marca Derby GPR Racing targato _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo di ca. fr. 750.00;
1.3.
fra il 25 e il 26 novembre 2006, ai danni di _, scalfito la vernice delle due portiere della fiancata destra della vettura marca Toyota targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 2'000.00;
1.4.
fra il 30 aprile 2007 e il 5 maggio 2007, ai danni di _, scalfito la vernice della portiera posteriore sinistra ed infranto il finestrino posteriore sinistro della vettura marca Opel targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.5.
il 28 gennaio 2008, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata destra e il cofano motore della vettura marca BMW targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. Euro 680.00;
1.6.
il 18 aprile 2008, ai danni di _, tagliato lo pneumatico della vettura marca Ford targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 273.00;
1.7.
fra il 21 e il 22 maggio 2008, ai danni di _, imbrattato con della vernice la fiancata destra della vettura marca Lexus targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. Euro 4'375.00;
1.8.
fra il 16 e il 17 luglio 2008, ai danni di _, forato lateralmente 3 pneumatici della vettura marca AUDI targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 785.00;
1.9.
fra il 28 e il 29 luglio 2008, ai danni di _, scalfito la vernice del portellone posteriore della vettura marca Opel targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo di ca. fr. 2'000.00;
1.10.
il 29 luglio 2008, ai danni di _ scalfito la vernice del portellone posteriore della vettura marca Ford non immatricolata, cagionando in tal modo danni per un importo imprecisato;
1.11.
il 29 luglio 2008, ai danni di _, scalfito la vernice del portellone posteriore della vettura marca Peugeot targata _, cagionando in tal modo danni per un importo imprecisato;
1.12
. fra il 28 e il 29 luglio 2008, ai danni di _, scalfito la vernice del portellone posteriore della vettura marca Audi targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 799.00;
1.13.
il 29 luglio 2008, ai danni di _, scalfito la vernice del portellone posteriore e della parte posteriore sinistra della vettura marca VW targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 1'017.00;
1.14.
fra il 28 e il 29 luglio 2008, ai danni di _, scalfito la vernice del portellone posteriore e rotto il fanalino posteriore destro della vettura marca VW targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 1'450.00;
1.15.
il 24 settembre 2008, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata destra e la portiera posteriore sinistra della vettura marca Suzuki targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di fr. 1'951.00;
1.16.
fra il 25 gennaio 2009 e il 14 febbraio 2009, ai danni di _, scalfito la vernice della carrozzeria della vettura marca Alfa Romeo targata (I) _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.17.
il 29 maggio 2009, ai danni di _, infranto il parabrezza della vettura marca Honda targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 1'550.00;
1.18.
il 14 agosto 2009, ai danni di _, scalfito la vernice della portiera posteriore destra e il parafango posteriore destro della vettura marca Alfa Romeo targata _, cagionando in tal modo danni per un importo imprecisato;
1.19.
fra il 30 e il 31 ottobre 2009, ai danni di _, forato lo pneumatico della vettura marca Opel targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.20.
il 27 novembre 2009, ai danni di _, forato lo pneumatico anteriore e posteriore destro della vettura marca VW targata _, cagionando in tal modo danni per un importo imprecisato;
1.21.
fra il 27 e il 28 novembre 2009, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata sinistra della vettura marca Ford targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.22.
l’11 marzo 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della parte anteriore destra ed ammaccato la portiera del lato conducente della vettura marca Alfa Romeo targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.23.
fra il 20 e il 21 marzo 2010, ai danni di _, infranto la vernice della fiancata sinistra della vettura marca Ford targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 2'918.00;
1.24
. fra l’11 e il 17 aprile 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della portiera sinistra e forato lo pneumatico anteriore sinistro della vettura marca Fiat targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato
(recte: imprecisato);
1.25.
il 9 maggio 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata destra e del parafango posteriore destro della vettura marca Alfa Romeo targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo di ca. Euro 2'150.00;
1.26.
fra il 12 e il 13 giugno 2010, ai danni di _, tagliato lo pneumatico anteriore sinistro della vettura marca VW targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.27.
fra il 18 e il 23 giugno 2010, ai danni di _, scalfito la vernice del cofano motore della vettura marca Fiat targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.28.
fra il 19 e il 20 giugno 2010, ai danni di _, forato lo pneumatico posteriore destro della vettura marca VW targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.29.
fra il 9 e il 14 luglio 2010, ai danni di _, scalfito la vernice del portellone del baule e forato lo pneumatico anteriore sinistro della vettura marca Fiat targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.30.
fra il 12 e il 13 luglio 2010, ai danni di _, forato lo pneumatico anteriore destro della vettura marca Fiat targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo di ca. fr. 1'800.00;
1.31.
il 15 luglio 2010, ai danni di _, rotto il tergicristalli posteriore della vettura marca VW targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.32.
il 18 luglio 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della portiera anteriore destra della vettura marca Mazda targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 1'500.00;
1.33.
il 23 luglio 2010, ai danni di _, forato lo pneumatico posteriore sinistro della vettura marca Nissan targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 125.00;
1.34.
fra il 21 e il 24 luglio 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata destra e forato lo pneumatico anteriore destro della vettura marca Fiat targata _ cagionando in tal modo danni per un importo precisato (recte: imprecisato);
1.35.
fra il 23 e il 24 luglio 2010, ai danni della _ (rappr. da _) forato lo pneumatico posteriore destro della vettura marca Daihatsu targata _, cagionando in tal modo danni per un importo di ca. fr. 134.00;
1.36.
fra il 14 e il 15 settembre 2010, ai danni di _, forato lo pneumatico posteriore sinistro della vettura marca VW targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo di ca. fr. 290.00;
1.37.
il 20 settembre 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata sinistra e del portellone posteriore della vettura marca VW targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo di ca. fr. 2’622.00;
1.38
. il 29 settembre 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata destra della vettura marca Mini targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo pari a Euro 869.00;
1.39.
il 29 settembre 2010, ai danni di _, scalfito la vernice della fiancata destra e la fiancata sinistra della vettura marca Fiat targata _, cagionando in tal modo danni per un importo complessivo pari a Euro 2'544.00;
Il procuratore pubblico ha, pertanto, proposto la condanna di AP 1 e AP 2 alla pena pecuniaria - sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni - di fr. 10’800.- (corrispondente a 90 aliquote giornaliere da fr. 120.- ciascuna), nonché alla multa di fr. 1’000.- e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie di complessivi fr. 300.-.
Il magistrato d’accusa ha, infine, disposto la confisca del punteruolo posto sotto sequestro e ha proposto il rinvio degli accusatori privati al competente foro per le loro pretese di natura civile.
Contro tale decreto, in data 15 aprile 2011, entrambi i coniugi AP 1 AP 2 hanno interposto tempestiva opposizione.
B.
Dopo il dibattimento, con sentenza del 4 luglio 2013 (intimata il 22 ottobre 2013), il giudice della Pretura penale ha dichiarato AP 1 e AP 2 autori colpevoli di danneggiamento unicamente per 24 dei 39 danneggiamenti loro imputati con i decreti d’accusa.
In applicazione della pena, ha condannato AP 1 alla pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere di fr. 120.- cadauna, per un totale di fr. 7’200.-, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, oltre che alla multa di fr. 1’400.- e al pagamento di tasse e spese giudiziarie per complessivi 1'050.-.
AP 2 è stata, invece, condannata alla pena pecuniaria - anche sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni - di 60 aliquote giornaliere di fr. 30.- ciascuna, per un totale di fr. 1'800.-, oltre che alla multa di fr. 400.- e al pagamento di tasse e spese giudiziarie per complessivi 1'050.-.
Le pretese civili degli accusatori privati sono state rinviate al competente foro.
C.
Con annuncio d’appello 12 luglio 2013, confermato con dichiarazione d’appello 11 novembre 2013, i coniugi AP 1 e AP 2 hanno impugnato l’intera sentenza di prime cure, chiedendo di essere prosciolti da tutte le imputazioni di danneggiamento per cui sono stati condannati in prima sede, ad eccezione di due danneggiamenti da loro parzialmente ammessi. Trattasi, in particolare, del danneggiamento del 15 luglio 2010 ai danni di _ (rottura del tergicristalli posteriore, punto 1.31. del DA) e di quello del 29 settembre 2010 ai danni di _, ammesso limitatamente ad un riga di 30 cm sul lato sinistro della vettura (punto 1.39. del DA). Gli appellanti hanno, di conseguenza, chiesto una riduzione della pena loro inflitta e la reiezione, sempre entro i limiti sopra indicati, delle pretese civili degli accusatori privati (III). Infine, hanno postulato il riconoscimento in loro favore di un’indennità per le spese di patrocinio da loro sostenute (III).
Con la dichiarazione d’appello, gli appellanti hanno presentato un’istanza probatoria, tendente ad ottenere l’edizione dal dott. _ di tutta la documentazione medica relativa ai ricoveri di AP 1 presso la _ di _, in particolare nel periodo 15.9.2006–29.9.2010 (III, IX). La documentazione medica è, poi, stata prodotta dal patrocinatore degli appellanti su richiesta della presidente di questa Corte (X, XIX).
D.
Ottenuto il consenso delle parti allo svolgimento del procedimento in procedura scritta (XII, XIII), il 6 ottobre 2014, la presidente di questa Corte ha impartito agli appellanti un termine di 20 giorni per l’inoltro della motivazione scritta della dichiarazione d’appello (art. 406 cpv. 3 CPP), che è stata presentata - dopo la concessione di tre proroghe - il 14 novembre 2014 (XXV). In essa, gli appellanti hanno sostanzialmente ribadito le richieste già formulate con la dichiarazione d’appello.
Senza formulare particolari osservazioni, con scritto 3 dicembre 2014 (XXVII), il procuratore pubblico
ha chiesto la reiezione dell’appello e la conferma della sentenza impugnata.
Con successivo scritto 9 dicembre 2014 (XXVIII) la giudice della Pretura penale ha dichiarato di rimettersi al giudizio di questa Corte.
E.
Con scritto 18.12.2014, gli AP hanno dichiarato di non avere osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto 1.
Giusta l’art. 398 cpv. 1 CPP, l’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di primo grado che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento. In particolare, mediante l’appello è ora possibile censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 398 cpv. 3 lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c).
Giusta l’art. 398 cpv. 2 CPP - secondo cui il tribunale d’appello esamina per estenso (“
plein pouvoir d’examen
”, “
umfassende Überprüfung
”) la sentenza in tutti i punti impugnati - il tribunale di secondo grado ha una cognizione completa in fatto e in diritto su tutti gli aspetti controversi della sentenza di prime cure.
Sulla questione della cognizione del tribunale di secondo grado il TF ha avuto modo di precisare che l’appello porta ad un nuovo e completo esame di tutte le questioni contestate ed ha spiegato che la giurisdizione di seconda istanza non può limitarsi ad individuare gli errori dei giudici precedenti e a criticarne il giudizio ma deve tenere i propri dibattimenti ed emanare una nuova decisione - che sostituisce la precedente (art. 408 CPP) - secondo il proprio libero convincimento fondato sugli elementi probatori in atti e sulle risultanze delle prove autonomamente amministrate (STF 6B_715/2011 del 12 luglio 2012, consid. 2.1 che cita, fra gli altri, Luzius Eugster, in: Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Basilea 2011, ad art. 398, n. 1, pag. 2642, confermata in STF 6B_404/2012 del 21 gennaio 2013, consid. 2.1; cfr., inoltre, Rapporto esplicativo concernente il Codice di procedura penale svizzero, DFGP, giugno 2001, pag. 261; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, ad art. 398, n. 7, pag. 766).
2.
Giusta l’art. 139 cpv. 1 CPP, per l’accertamento della verità, il giudice - così come le altre autorità penali - si avvale di tutti i mezzi di prova leciti e idonei secondo le conoscenze scientifiche e l’esperienza (Bernasconi e altri, in Codice svizzero di procedura penale, Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, ad art. 139, n. 1, pag. 297; Bernasconi, in Codice svizzero di procedura penale, op. cit., ad art 10, n. 24, pag. 49; Bénédict/Treccani, in Commentaire romand, Code de procedure pénale, Basilea 2011, ad art. 139, n. 2, pag. 603; Schmid, op. cit., Praxiskommentar, ad art. 10, n. 5, pag. 23; Hofer, in Basler Kommentar, Schweizerische StPO, Basilea 2011, ad art 10, n. 47, pag. 170 e seg.) che, in applicazione dell’art. 10 cpv. 2 CPP, valuta liberamente, secondo il convincimento che trae dall’intero procedimento (Bernasconi e altri, op. cit., ad art 10, n. 15 e 16, pag. 48; Schmid, op. cit., Praxiskommentar, ad art. 10, n. 4 e 5, 23; Kuhn/Jeanneret, in Commentaire romand, Code de procedure pénale, Basilea 2011, ad art. 10, n. 35-41, 70-72; DTF 133 I 33 consid. 2.1; 117 Ia 401 consid. 1c.bb).
3.
In mancanza di prove dirette, un giudizio può fondarsi anche su prove indirette, cioè su indizi (Rep. 1990 pag. 353 con richiami, 1980 pag. 405 consid. 4b).
L’indizio, per consolidata dottrina e giurisprudenza, è una circostanza di fatto certa dalla quale si può trarre
, dopo un
processo di induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso sulla base di una loro valutazione d’insieme,
una conclusione circa la sussistenza o non del fatto da provarsi
(Hauser/Schweri Hartmann, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a edizione, Basilea 2005, § 59 n. 12 a 15 con richiami; Manzini, Trattato di diritto processuale penale italiano, Vol. terzo, 1956, pag. 416 ss).
In assenza di prove tranquillanti e sicure, si può, dunque, fondare un giudizio di condanna soltanto se vi sono più indizi - cioè fatti certi - che, correlati logicamente nel loro insieme, consentano deduzioni precise e rigorose così da far concludere che l’esistenza dei fatti ritenuti nell’atto di accusa non può essere ragionevolmente posta in dubbio (cfr. Hans Walder, Der Indizienbeweis in Strafprozess, in RPS 108 (1991) pag. 309 cit., in part., in STF 7.05.2003 6P.37/2003 consid. 2.2.).
4.
Il principio della presunzione d’innocenza - garantito dagli art. 32 cpv. 1 Cost., 6 par. 2 CEDU e 14 cpv. 2 patto ONU II e ricordato nell’art. 10 cpv. 1 CPP - oltre a comportare l’attribuzione dell’onere della prova alla pubblica accusa, disciplina la valutazione delle prove nel senso che il giudice penale non può dirsi convinto di una fattispecie più sfavorevole all'imputato quando, dopo una valutazione del materiale probatorio conforme ai principi suindicati, permangono dubbi insormontabili sul modo in cui si è verificata la fattispecie medesima (fra le altre, STF 13.5.2008 in 6B.230/2008, consid. 2.1.; STF 19.4.2002 in 1P.20/2002, consid. 3.2; DTF 127 I 38 consid. 2a pag. 41, 124 IV 86 consid. 2a pag. 88; 120 Ia 31 consid. 4b pag. 40). In questi casi - così come ricordato dall’art 10 cpv. 3 CPP - il giudice deve fondarsi sulla situazione più favorevole all’imputato.
Il precetto non impone, tuttavia, che l'assunzione delle prove conduca ad un assoluto convincimento. Semplici dubbi astratti e teorici - sempre possibili poiché ogni fatto collegato a vicende umane lascia inevitabilmente spazio alle incertezze - non sono sufficienti ad imporre l’applicazione del principio
in dubio pro reo
.
Il principio dell’
in dubio pro reo
è così disatteso soltanto quando il giudice penale avrebbe dovuto nutrire, dopo un'analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'imputato (DTF 127 I 38 consid. 2a; 124 IV 86 consid. 2a; 120 Ia 31 consid. 2c; STF 6B_369/2011 del 29 luglio 2011 consid. 1.1; 6B_253/2009 del 26 ottobre 2009 consid. 6.1; 6B_579/2009 del 9 ottobre 2009 consid. 1.3; 6B_235/2007 del 13 giugno 2008 consid. 2.2; 6B.230/2008 del 13 maggio 2008 consid. 2.1; 1P.121/2007 del 5 marzo 2008 consid. 2.1; 6P.218/2006 del 30 marzo 2007 consid. 3.8.1; 1P.20/2002 del 19 aprile 2002 consid. 3.2; sentenze CARP 17.2011.16 del 1. settembre 2011 consid. 10.3.e nonché 17.2011.3 del 24 maggio 2011 consid. 3.3; Schmid, Praxiskommentar, op. cit., ad art. 10, n. 10, pag. 24; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo/San Gallo 2009, § 13, n. 233-235, pag. 90-91; Tophinke, inv Basler Kommentar, StPO, ad art. 10, n. 82-83, pag. 182; Wohlers, Kommentar zur StPO, Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, ad art. 10, n. 11-13, pag. 80-81; Riklin, StPO, Kommentar, Zurigo 2010, ad art. 10, n. 9, pag. 97; Verniory, Commentaire romand, CPP, ad art. 10, n. 19, pag. 66 e n. 47, pag. 73).
Gli accusati
5.
Sulla vita degli imputati si riprende, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, quanto illustrato in primo grado:
“
1.
AP 1 è nato a _ il _ e, dopo aver lavorato prevalentemente come impiegato presso una ditta che produce viti, percepisce ora una rendita AVS e una rendita della cassa pensione per un ammontare complessivo di CHF 58’270.00 annui. Sua moglie, AP 2, è nata a _ l’_ e riceve una rendita AVS pari a CHF 15'348.00 annui; prima di diventare pensionata era assistente di cura. Entrambi sono attualmente domiciliati a _ ma tra il 2004 e il 2011 hanno vissuto a _, inizialmente in via _ e dal mese di marzo 2008 in via _ (verbale di interrogatorio dell’imputata, pag. 2; doc. 3, verbale d’interrogatorio AP 2 del 21.10.2010, pag. 1)” (sentenza impugnata, consid. 1, pagg. 8-9).
Avvio e risultanze dell’inchiesta
6.
Tra luglio 2008 e settembre 2010 numerose autovetture appartenenti ai dipendenti del _ di _ sono state danneggiate mentre si trovavano posteggiate su via _. Il
modus operandi
consisteva, prevalentemente, nel forare gli pneumatici delle autovetture o nel scalfirne la vernice delle fiancate o dei parafanghi.
Nel luglio 2010 _, gerente del _, ha posizionato delle telecamere nella zona in cui le vetture dei suoi dipendenti venivano maggiormente colpite (verbale _ del 05.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pag. 1). Le riprese hanno permesso di immortalare, in tre occasioni, una coppia di anziani che si aggirava in modo sospetto attorno ad alcune autovetture poi risultate danneggiate (cfr. CD con videoregistrazioni agli atti). La scarsa qualità delle immagini non ha permesso, però, di accertare l’identità della coppia e _ ha perciò rinunciato, sul momento, a consegnare le videoregistrazioni alla polizia (verbale _ del 05.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pag. 2).
7.1.
Il 29 settembre 2010 AP 1 è stato fermato dalla polizia nei pressi di via _ a _. Gli agenti sono intervenuti sul posto in seguito alla segnalazione di _, che - mentre si trovava su via _ - ha visto AP 1 graffiare un’autovettura ivi posteggiata e, successivamente, sostare in modo sospetto nei pressi di una seconda vettura posteggiata più lontano, anch’essa poi risultata danneggiata.
7.2.
Interrogato la sera stessa in merito all’accaduto, AP 1 ha ammesso di aver danneggiato soltanto una vettura:
“
Questa sera verso le ore 19.30 uscivo da solo di casa con l’intenzione di fare una passeggiata. Giunto su via _ mediante un punteruolo che tenevo nella tasca della giacca, effettuavo un graffio ad una vettura che non si trovava parcheggiata regolarmente nella zona blu, bensì nei pressi dell’incrocio con Via _. In seguito proseguivo con la mia passeggiata in direzione della clinica _. (...) venivo fermato da una pattuglia della Polizia Comunale di _. Gli stessi, dopo il fermo, mi facevano salire a bordo della loro vettura e mi accompagnavano presso la loro sede. Strada facendo toglievo il punteruolo dalla tasca della giacca e lo facevo cadere per terra sul tappetino. Sapevo che mi avrebbero controllato e non volevo farmelo trovare su di me, ma gli agenti si accorgevano e allora dicevo la verità. (...) Non sono uscito di casa con l’intenzione di fare danneggiamenti, il punteruolo che tenevo in tasca mi serve per difesa. Ho un problema alla spalla sinistra e non posso usare il braccio. Con questo oggetto mi sento più tranquillo. A mio modo di vedere girare per Locarno è pericoloso. (...) Dichiaro di aver danneggiato unicamente una vettura Fiat 500 di colore bianco. (...) Per contro la seconda vettura danneggiata, una Mini di colore bianco, ripeto di non essere stato io” (PS 29.09.2010, allegato al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3).
AP 1 ha, poi, negato anche qualsiasi coinvolgimento suo e della moglie negli altri danneggiamenti che, da tempo, venivano attuati a danno delle vetture dei dipendenti del Bar _ (PS 29.09.2010, allegato al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pag. 2).
7.3.
Dopo aver sentito alcuni testimoni - in particolare _, vicina di casa e, all’epoca, amica dei coniugi AP 1, che ha parlato dell’ostilità che questi ultimi provavano nei confronti del Bar _ e dei suoi dipendenti - i sospetti della polizia sul loro coinvolgimento nei danneggiamenti di cui s’è detto si sono rafforzati.
Il 21.10.2011 AP 1 è stato, dunque, sentito nuovamente. Nel nuovo interrogatorio, egli è stato meno categorico: infatti, pur dichiarando che il danneggiamento del 29 settembre 2010 é l’unico episodio che ricorda, egli ha, però, precisato di avere dei vuoti di memoria e di non potere, quindi, escludere un suo coinvolgimento maggiore nei danneggiamenti di via _:
“
Questo è stato l’unico danneggiamento di cui ricordo essere stato l’autore. Io però prendo dei medicamenti molto forti contro i dolori e per dormire. Questi medicamenti hanno un’influenza negativa sulla mia memoria. Mia moglie ogni tanto mi dice che faccio delle cose che io non ricordo assolutamente di aver fatto. (...)
D6: Dunque ritiene possibile di aver fatto altri danneggiamenti e non ricordare più.
R 6: Può darsi ma in questo momento veramente non ricordo di aver fatto altri danni. Sarebbe una cosa grave e me ne dispiacerebbe molto” (PS 21.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pagg. 2 e 3).
AP 1 ha, poi, parlato dell’insofferenza sua, della moglie e di alcuni vicini per i
dipendenti del Bar _ colpevoli, a suo modo di vedere, di posteggiare l’autovettura in zona blu oltre il limite orario consentito, senza venire multati, e di occupare così tutti i posti disponibili togliendoli ai residenti. Ciò che giustificherebbe - a suo dire - i danneggiamenti commessi in loro danno (PS 21.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pag. 2).
Sul coinvolgimento della moglie nei danneggiamenti, AP 1 ha poi parzialmente corretto le sue precedenti dichiarazioni, attribuendole la rottura di un tergicristallo (avvenuta il 15 luglio 2010) e, in un’occasione, il lancio di alcune uova su vetture posteggiate su via _. Egli ha precisato che con quei gesti si voleva, appunto:
“
lasciare un segno dimostrativo in quanto reputiamo che il fatto di parcheggiare fuori dagli appositi spazi sia una provocazione” (PS 21.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pag. 4).
Per il resto, ha continuato a negare il coinvolgimento suo e della moglie negli altri danneggiamenti commessi su via _.
Ha, poi, negato anche di essere l’autore di alcuni danneggiamenti di autovetture avvenuti, in un periodo precedente, in via _:
“
D21: Durante i nostri accertamenti abbiamo notato una cosa singolare. Nel periodo durante il quale lei e sua moglie avete abitato in Via _ sono avvenuti diversi danneggiamenti di matrice simile a quelli avvenuti su via _. Quando siete partiti per il nuovo domicilio, son cominciati i danneggiamenti su via _, in particolar modo ai danni dei dipendenti del Bar _. Non trova curiosa questa coincidenza?
R:22: Può darsi che sia dovuto al fatto che, quando abitavamo in Via _, abbiamo cominciato a segnalare alla polizia atti di vandalismo causati da alcuni giovani che giravano con i loro motorini nel piazzale antistante. Ricordo anche che ci avevano rigato la macchina”. (...)
D26: Le viene sottoposta una seconda tabella (tabella A) che riporta i danni che sono avvenuti in Via _. Lei o sua moglie siete responsabili di uno o più di questi danneggiamenti?
R26: No, non abbiamo mai effettuato danneggiamenti su Via _” (PS 21.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3, pag. 7).
7.4.
Il 21.10.2010 è stata sentita AP 2 che, dopo aver ammesso l’episodio del lancio delle uova e negato qualsiasi suo altro coinvolgimento nei danneggiamenti contestati, ha spiegato di provare addirittura “odio” nei confronti del Bar _ e dei suoi dipendenti:
“
Sì è vero c’è odio verso queste persone, verso la pizzeria _ e verso i suoi dipendenti. (...) Io osservo dal mio appartamento o quando cammino per la strada che soprattutto i dipendenti italiani del _ fanno ciò che vogliono. Non pagano le tasse da noi e pure vengono con le chiavi di diversi dipendenti a cambiare l’orario del disco nella zona blu. Poi corrono a chiedere ai poliziotti di togliergli le multe
”
(PS 21.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria del 30.12.2010, AI 3).
Sentenza di primo grado
8.
Adito dagli imputati - che hanno ribadito la loro estraneità ai fatti, ad eccezione di quelli ammessi (verb. dib. di primo grado, pag. 9) - il giudice della Pretura penale ha confermato parzialmente l’ipotesi accusatoria, ritenendo, sostanzialmente, che vi fossero prove sufficienti per condannare i coniugi AP 1 per i danneggiamenti commessi con il medesimo
modus operandi
(scalfittura della vernice e foratura degli pneumatici mediante un punteruolo) su via _ e via _, ma non per quelli messi a segno su via _. Il pretore ha, dunque, ritenuto i coniugi AP 1AP 2 colpevoli per 24 dei 39 danneggiamenti loro imputati con il DA (sentenza impugnata, consid. 5, pagg.15-19).
Appello
9.
Gli appellanti contestano di essersi resi colpevoli di altri danneggiamenti che non siano quelli ammessi (rottura del tergicristallo posteriore della vettura marca VW e scalfittura della vernice della vettura marca FIAT con una riga di 30/50 cm sulla fiancata sinistra, cfr. dichiarazione d’appello, pag. 1 e motivazione d’appello, pag. 2). Rilevando la povertà del materiale probatorio, chiedono, per le imputazioni non ammesse, la loro assoluzione in applicazione del principio
in dubio pro reo
.
10.
a.
Sui danneggiamenti messi a segno dai coniugi AP 1AP 2, si riprende l’accertamento del primo giudice:
“
5
.
5.1.
Per quanto riguarda gli episodi in via _, le risultanze dell’inchiesta non consentono di determinare con certezza che AP 1 ed AP 2 siano effettivamente gli autori dei ripetuti danneggiamenti: infatti, non sembrerebbero sussistere elementi o indizi particolari oltre alla semplice circostanza che i due imputati abitavano lì. (...) _, portinaia del palazzo in via _ dove abitavano i coniugi, ha asserito di ricordare bene gli episodi di danneggiamento tra il 2006 e il 2008 e di aver sempre nutrito sospetti nei confronti di AP 1 perché era l’unico a lamentarsi del rumore nel cortile (doc. 3, verbale d’interrogatorio _ del 27.11.2010, pag. 1 seg.); tale dichiarazione non è tuttavia sufficiente per affermare che gli imputati fossero i responsabili degli atti vandalici. Quanto esposto trova quindi applicazione per i punti da 1.1 a 1.4 del decreto di accusa riferiti a via _, potendo inoltre osservare che per i punti 1.1 e 1.2 si tratta di danni a una motocicletta, circostanza che non può essere riscontrata in nessun altro dei casi elencati. Anche per le circostanze di cui ai punti da 1.9 a 1.14 così come 1.18 – sempre in relazione a via _ – può essere escluso un coinvolgimento, considerando oltretutto che nel periodo di questi fatti i coniugi AP 1AP 2 si erano già trasferiti in via _. La loro implicazione è inoltre da negare per i fatti descritti ai punti 1.6, 1.7 e 1.17, in quanto è evidente un diverso
modus operandi
: il taglio dello pneumatico, l’imbrattare con della vernice e la rottura del parabrezza rappresentano modalità di attuazione differenti rispetto alla scalfittura e foratura mediante un punteruolo, rilevate in tutti gli altri casi. Risulta da negare anche l’episodio di danneggiamento del 28 gennaio 2008 di cui al punto 1.5 del decreto di accusa, avendo i coniugi AP 1AP 2 dimostrato che in quell’occasione si trovavano a Zurigo per un controllo medico (cfr. “Bestätigung” della Schulthess Klinik; verbale di interrogatorio dell’imputata, pag. 2).
Permanendo dubbi ragionevoli circa i fatti esposti e dovendo quindi essere presa in considerazione la situazione oggettiva più favorevole agli imputati, questi ultimi meritano proscioglimento in relazione ai punti sopraelencati.
5.2.
Per tutte le altre circostanze esposte nel decreto di accusa, per contro, è riscontrabile il medesimo
modus operandi
e – nella maggior parte dei casi – il fatto che a venire danneggiati fossero veicoli appartenenti al personale del Bar _, in via _. Nei casi di danneggiamento elencati ai punti 1.8, 1.15, 1.23, 1.32 e 1.37 (sebbene quest’ultimo sia avvenuto su via _, comunque accessibile dal garage dei AP 1AP 2) si tratta precisamente di foratura degli pneumatici o scalfittura della vernice, tipologie di danni evidentemente conformi a quanto descritto da _ (cfr. sopra, p.to 2.1); _, il gommista che ha effettuato riparazioni a numerose automobili coinvolte, ha confermato che tutti i danni constatati erano della stessa natura e che potevano essere stati causati da un punteruolo come quello usato da AP 1 (doc. 3, verbale d’interrogatorio _ del 14.10.2010, pag. 3).
Oltre allo stesso modo di agire, i casi ai punti 1.16, da 1.19 a 1.22, da 1.24 a 1.30 e 1.34 del decreto di accusa riguardano tutti vetture di proprietà dei dipendenti del succitato bar, dipendenti verso i quali gli imputati provavano avversione e con i quali era capitato di avere battibecchi (doc. 3, verbale d’interrogatorio AP 2 del 21.10.2010, pag. 3, R7; verbale d’interrogatorio _ del 5.10.2010, pag. 2); a tal proposito, il teste _ ha affermato di aver visto i coniugi AP 1 litigare con una cameriera del bar – _, parte lesa relativamente ai punti 1.16, 1.22 e 1.25 – per alcune uova che erano state lanciate sulla sua auto (doc. 3, verbale d’interrogatorio _, pag. 4, R7); AP 2 ha poi dichiarato di avere avuto un alterco con un’altra ragazza, anch’essa cameriera del Bar _ e conducente di una Fiat trovata danneggiata nelle circostanze descritte ai punti 1.24, 1.27, 1.29 e 1.34 del decreto di accusa (doc. 3, verbale d’interrogatorio AP 2 del 21.10.2010, pag. 1).
Altri episodi risultano essere ancor più comprovati grazie a ulteriori testimonianze, a riprese video o al fatto che AP 1 sia stato colto in flagranza di reato. La rottura del tergicristallo indicata al punto 1.31 è stata infatti ripresa dalle telecamere e, oltretutto, AP 1 ha confermato di aver visto la moglie effettuare il danneggiamento (cfr. CD allegato al doc. 3; cfr. sopra, p.to 2.2, R7). Anche la foratura dello pneumatico il 23 luglio 2010 – punto 1.33 – è suffragata dalle riprese video e parzialmente ammessa dal signor AP 1 (“
potremmo essere io e mia moglie
”, cfr. p.to 2.2, R15; CD allegato al doc. 3); negli stessi giorni è stata trovata danneggiata nel medesimo modo anche la vettura di _, gerente del bar _ (1.35). Il 14 settembre, i fatti esposti al punto 1.36 sono stati osservati dal teste _ e così descritti:
“[...] La finestra che si affaccia dalla cucina mi permette di vedere Via _ fino a _. Ad un determinato momento ho notato una coppia di anziani, un uomo ed una donna, camminare verso la piazza sul lato sinistro della strada rispetto alla loro direzione. Nel momento che li ho visti, si trovavano sul segmento di strada compreso tra Via _ e Piazza _. Giunti all’altezza di un’automobile, che ricordo con abbastanza sicurezza essere una VW Golf vecchio modello color bordeaux, i due anziani si sono fermati. A questo punto ho notato che dei due, la donna era quella che si trovava più vicina all’automobile. Quest’ultima si è abbassata per un istante, che non ha superato i cinque secondi, in prossimità della fiancata sinistra dell’automobile; se ricordo bene, il veicolo era parcheggiato con il muso verso la fontana. Dopo di che la coppia ha continuato la passeggiata verso la piazza.
La mia prima reazione è stata quella di sospettare che i due anziani avessero danneggiato l’automobile. Il sospetto è nato dal fatto che _, in un’occasione, mi aveva raccontato di aver cominciato ad indagare su questa serie di danneggiamenti e di aver forti sospetti su una coppia di anziani che abitavano nel quartiere
(verbale d’interrogatorio _ del 14.10.2010, pag. 1 seg.).
In relazione ai fatti avvenuti la sera del fermo – 1.38 e 1.39, quest’ultimo ammesso – è data la flagranza di reato (si veda la testimonianza di _ al p.to 2.1).
5.3.
Dagli atti e dal dibattimento è emerso in maniera chiara che i coniugi AP 1AP 2 non sopportavano chi lasciava le auto fuori dagli spazi demarcati o nelle zone blu oltre al tempo consentito (“
non tollero la gente che posteggia fuori posteggio perché non sono abituata che si posteggi in questo modo
”, verbale di interrogatorio dell’imputata, pag. 1); ancora più evidente appare l’odio verso il Bar _ e i suoi dipendenti, confermato anche da _, ex vicina di casa della coppia che oltre ad averli visti litigare con una cameriera ha affermato:
[...] capitava spesso che i AP 1AP 2 cominciavano a parlare dei veicoli parcheggiati negli spazi blu; o perché erano mal parcheggiati o perché molte persone lasciavano le loro automobili più del tempo consentito e la polizia non faceva loro la multa. I AP 1AP 2 ce l’avevano in particolare con i dipendenti del Bar _ e conoscevano praticamente a memoria tutti i loro veicoli e i loro conducenti; si riferivano a loro descrivendoli in maniera precisa. Ricordo in particolar modo che la persona più infastidita da tutto ciò era AP 2. Posso dire che era soprattutto lei a innervosirsi per questo fatto ed ogni volta che ci intrattenevamo sul nostro balcone guardava di sotto per lamentarsi di chi parcheggiava.
AP 1 mi aveva anche raccontato di aver parcheggiato il proprio veicolo in un parcheggio blu vicino a casa sua oltre al tempo consentito per vedere se la polizia gli faceva la multa. A questo proposito ricordo che AP 1 non era molto contento di come lavorava la polizia e un giorno mi ha raccontato di aver seguito con lo scooter un poliziotto per controllare tutte le infrazioni che quest’ultimo commetteva
(doc. 3, verbale d’interrogatorio _ del 16.10.2010, pag. 2).
Queste dichiarazioni mettono particolarmente in evidenza la fissazione degli imputati riguardante i parcheggi del quartiere: entrambi, infatti, ritenevano che le auto lasciate fuori dagli spazi fossero una provocazione e che per questo motivo fosse necessario lasciare un segno dimostrativo, nella convinzione di poter in questo modo “
ristabilire ordine nel quartiere
” (doc. 3, verbale d’interrogatorio AP 1 del 21.10.2010, pag. 4 R7, pag. 5 R12 e pag. 7 R24; verbale d’interrogatorio AP 2 del 21.10.2010, pag. 2, R2); la loro fissazione li aveva spinti al punto di voler controllare l’operato della Polizia, di osservare la situazione con il binocolo dal balcone e di poter abbinare le auto parcheggiate ai rispettivi proprietari mediante i numeri di targa (verbale d’interrogatorio AP 2 del 21.10.2010, pag. 2, R5; doc. 3, verbale d’interrogatorio AP 1 del 21.10.2010, pag. 4 R8); inoltre, l’eloquente gesto di esultanza da parte di AP 2 ripreso dalle telecamere, dopo aver rotto il tergicristallo, mostra come attraverso il loro agire provassero anche soddisfazione (CD allegato al doc. 3). Posti davanti alle riprese video e confrontati con le domande della Polizia, i coniugi AP 1AP 2 hanno negato l’evidenza, sostenendo di non riconoscersi nei filmati e contestando totalmente un loro coinvolgimento (esclusi gli episodi del fermo e della rottura del tergicristallo). Le loro dichiarazioni, oltretutto, più volte non sono risultate attendibili: AP 1 ha asserito che durante le passeggiate si limitava a sostenersi alla moglie, particolare che non risulta dai video; inoltre, a suo dire, non sarebbe in grado di ricordare quello che fa a causa dei medicamenti che assume e il punteruolo l’avrebbe avuto unicamente per difesa personale, affermazioni queste da ritenere poco credibili (verbale d’interrogatorio AP 1 del 21.10.2010 e del 29.9.2010)” (sentenza impugnata, consid. 5, pagg. 15-19).
b.
Questa Corte condivide, sostanzialmente, l’accertamento del pretore sui danneggiamenti commessi dai coniugi AP 1AP 2 a danno delle vetture posteggiate su via _ e su via _ tra il 16 luglio 2008 (e non il 15 settembre 2006, come erroneamente indicato nel dispositivo) e il 29 settembre 2010. È, infatti, con un corretto procedimento di valutazione degli elementi probatori in atti - fra questi, il
modus operandi
, le riprese video, le dichiarazioni dei testi e l’evidente avversione degli imputati verso le vittime della maggior parte dei danneggiamenti in discussione - che il primo giudice è giunto alla conclusione che dietro tali azioni vi sono i qui appellanti. Contrariamente alla loro opinione, gli elementi probatori in atti sono più che sufficienti a fondare l’accertamento secondo cui i 24 danneggiamenti sono a loro riconducibili.
Nemmeno la documentazione medica prodotta in appello modifica questa conclusione, ritenuto come i periodi di degenza di AP 1 presso la Clinica _ di _ non coincidono con i giorni in cui i danneggiamenti a lui imputati sono stati commessi.
Vi è un unico aspetto sul quale questa Corte non condivide la decisione del primo giudice, che va di conseguenza modificata. Si tratta dell’entità del danneggiamento messo a segno il 29 settembre 2010 (punto 1.39 del DA). Gli imputati vanno ritenuti colpevoli - in sintonia con quanto emerso dalle dichiarazioni di AP 1 e da quelle del teste _ (verbale 12.10.2010, allegato al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria, AI 3, pag. 2) - per avere scalfito la vernice unicamente della fiancata sinistra della vettura marca Fiat targata _ e non per aver scalfito anche la fiancata destra, come erroneamente deciso in prima sede.
c.
Evidente è pure - così come correttamente deciso dal primo giudice - che quanto commesso in correità dai coniugi AP 1AP 2 realizza il reato, ripetuto, di danneggiamento ai sensi dell’art. 144 cpv. 1 CP. Anche su questo aspetto si rinvia al considerando 4.2. della sentenza di primo grado, che si da qui per integralmente riprodotto.
L’appello va pertanto accolto limitatamente all’entità del danneggiamento del 29 settembre 2010 (cfr. consid. 12.b.). Per il resto, esso deve, invece, essere respinto.
11.
Le pene pecuniarie di 60 aliquote giornaliere, sospese condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, inflitte dal primo giudice sia a AP 1 che a AP 2 - peraltro non oggetto di specifica contestazione – sono adeguate alla colpa degli appellanti e vanno, pertanto, confermate.
Anche l’ammontare delle aliquote, stabilito dal primo giudice in fr. 120.- per AP 1 e in fr. 30.- per AP 2, rimasto incontestato, risulta in ogni caso conforme alla situazione finanziaria degli appellanti e merita pertanto conferma.
Confermata deve essere anche la multa aggiuntiva di fr. 1'400.- posta a carico di AP 1, mentre la multa aggiuntiva di fr. 400.- inflitta a AP 2 va confermata nel suo principio ma non nel suo ammontare. Esso è, infatti, eccessivo avuto riguardo alla giurisprudenza del TF (DTF 135 IV 189 consid. 3.3) che ha stabilito che, per tener conto del carattere accessorio delle pene cumulate, si giustifica in linea di principio di fissare il loro limite superiore a un quinto delle pene di base, ritenuto che sono immaginabili deroghe a questa regola solo in caso di pene di lieve entità, al fine di evitare che la pena cumulata assuma un valore unicamente simbolico (DTF 135 IV 191 consid. 3.4.4).
In concreto, dunque, ritenuto come la pena principale sospesa sia pari a 60 aliquote giornaliere di fr. 30.- per complessivi fr. 1’800.-, la multa va ridotta a fr. 360.- (ovvero a un quinto della pena principale).
12.
Visto l’esito dell’appello, non entra in considerazione il risarcimento delle spese di patrocinio preteso dagli imputati.
13.
La confisca del punteruolo, decisa in prima sede, non é oggetto di specifica contestazione: essa non necessita, quindi, di approfondimenti in questa sede.
Tasse e spese
14.
Visto l’estremamente ridotto grado di accoglimento dell’appello, la tassa di giustizia e le spese del procedimento di primo grado sono poste a carico degli appellanti, così come gli oneri processuali d’appello (art. 428 CPP).