# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 33b5a100-8eb1-508b-a83c-bd37364c156d
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
RI 1, divorziata e risposata, è madre di _, nata nel 1991 dal primo matrimonio, e di _, nata nel 2004 dal secondo matrimonio.
L’attuale marito, _, lavora in Italia alle dipendenze della ditta _. Il primo marito, _, è invece deceduto nel 2002. Da allora, la figlia _ è al beneficio di una rendita AVS, di una pensione per orfani e di una rendita SUVA.
B.
Nelle dichiarazioni fiscali 2004 e 2005, la contribuente indicava, in aggiunta ai suoi elementi di reddito, le rendite e la pensione per orfani della figlia di primo letto _. Il marito esponeva invece il reddito conseguito in Italia, determinante ai fini del calcolo dell’aliquota. Da tali importi, i coniugi _ chiedevano, tra l’altro, la deduzione per figli a carico di fr. 10’400.– (nel 2004) e di fr. 10'500.– (nel 2005) sia per _ che per _.
C.
Notificando loro le tassazioni IC/IFD 2004 e 2005, con separate decisioni di riparto del 22 novembre 2006, l’RS 1 riduceva le deduzioni per figli a carico, in proporzione ai redditi conseguiti in Svizzera rispetto alla totalità di quelli percepiti.
La contribuente, rappresentata da RA 1, impugnava le suddette decisioni, con reclamo del 28 novembre 2006, contestando il mancato riconoscimento, nella misura massima consentita dalla legge, della deduzione sociale per la figlia _. Al proposito rilevava che le rendite e la pensione per orfani spettanti alla figlia minorenne di primo letto erano state cumulate ai suoi elementi di reddito, aggiungendo poi che il suo attuale marito, imponibile in Italia, non poteva beneficiare di alcuna deduzione, non avendo alcun legame di parentela con _.
D.
L’Ufficio di tassazione, con separate decisioni del 28 novembre 2007, respingeva il reclamo. Nelle motivazioni, spiegava che le deduzioni sociali vanno ammesse in proporzione ai fattori di reddito imponibili, siccome non si trovano in relazione particolare con il conseguimento di determinati elementi del reddito, ma gravano senza distinzione l’intero patrimonio.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente il riconoscimento integrale della deduzione sociale per la figlia _. La ricorrente ribadisce quanto esposto in sede di reclamo, precisando di provvedere al sostentamento della figlia minorenne senza l’aiuto dell’attuale marito, attingendo alle rendite per orfani e accantonando i risparmi su due conti a lei intestati.
All’udienza del 30 settembre 2008, le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni, illustrandole ulteriormente.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Il diritto fiscale svizzero ha effetti che non si fermano alle frontiere della Confederazione, ma si estendono all'estero, laddove si intrattengono relazioni economiche con la Svizzera. Gli effetti internazionali in questione possono derivare dal fatto che la definizione della sovranità fiscale effettuata dal diritto interno riguarda anche soggetti giuridici che non sono personalmente sottoposti alla sovranità territoriale svizzera, ma hanno qualche relazione economica con la Svizzera. Ma possono anche discendere dal fatto che soggetti personalmente sottoposti alla sovranità territoriale svizzera hanno interessi economici situati all'estero. Per evitare doppie imposizioni, ogni Stato introduce nelle sue norme fiscali delle disposizioni per limitare il potere di imposizione nei confronti dell'estero. A tali disposizioni si affiancano trattati bilaterali o multilaterali fra i diversi Stati. L'insieme delle norme giuridiche del diritto interno e del diritto dei trattati, che hanno ad oggetto la costituzione del diritto fiscale da un punto di vista internazionale, forma il diritto fiscale internazionale (
Blumenstein/Locher
, System des Steuerrechts, 6
a
ediz., Zurigo 2002, p. 113 s.).
1.2.
Nelle relazioni intercantonali e internazionali sono applicabili i principi del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale (art. 5 cpv. 3 prima frase LT). Nelle relazioni internazionali devono tuttavia essere imposti almeno il reddito conseguito nel Cantone e la sostanza ivi posta (art. 5 cpv. 4 LT).
Le persone fisiche parzialmente assoggettate all’imposta sul reddito e sulla sostanza nel Cantone devono l’imposta sugli elementi imponibili nel Cantone all’aliquota corrispondente alla totalità dei loro redditi e della sostanza. Nelle relazioni internazionali è tuttavia applicata almeno l’aliquota corrispondente al reddito conseguito nel Cantone e alla sostanza ivi posta (art. 6 LT).
Principi analoghi valgono in materia di imposta federale diretta (cfr. articoli 6 e 7 LIFD).
2.
2.1.
Secondo la ricorrente, ella sarebbe vittima di un’ingiustizia, per il fatto che, da un lato, sarebbero incluse fra i suoi redditi imponibili le rendite spettanti alla sua figlia di primo letto e, dall’altro, la deduzione sociale per figli sarebbe ridotta in proporzione all’insieme dei redditi suoi e del marito, che esercita l’attività lucrativa all’estero.
2.2.
Per quanto concerne il primo aspetto, è ineccepibile la decisione dell’autorità di tassazione, nella misura in cui ha aggiunto ai redditi della madre le rendite versate alla figlia minorenne _ dall’AVS, dalla cassa pensioni del Canton Ticino e dalla SUVA.
In effetti, il reddito dei figli soggetti all’autorità parentale, ad eccezione dei proventi da attività lucrativa, è cumulato con quello del detentore dell’autorità parentale (art. 9 cpv. 2 LIFD; art. 8 cpv. 2 LT).
Ne consegue che, sebbene la rendita per orfani dell’AVS spetti al figlio (art. 25 cpv. 1 LAVS), finché quest’ultimo è minorenne essa si aggiunge ai redditi del detentore dell’autorità parentale (cfr.
Laffely Maillard
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la LIFD, Basilea, 2008, n. 9 ad art. 22 LIFD, p. 384).
Analoghe considerazioni valgono evidentemente per le rendite per orfani erogate dalla cassa pensioni e dalla SUVA.
3.
3.1.
In relazione alla questione della ripartizione proporzionale della deduzione sociale per figli, si è detto che nelle relazioni intercantonali e internazionali trovano applicazione i principi del diritto federale concernenti il divieto di doppia imposizione intercantonale.
3.2.
Il Tribunale federale, in materia di ripartizione delle deduzioni fra i diversi Cantoni, considera determinante la natura delle singole deduzioni e il loro collegamento con determinate entrate e uscite (cfr. DTF 104 Ia p. 256, cons. 4 p. 260 e riferimenti).
In particolare, i costi in relazione diretta con il conseguimento di un determinato reddito sono attribuiti in deduzione al cantone in cui sono imponibili i relativi redditi (cfr. DTF 104 Ia 256, cons. 4a p. 261): tipico in questo ambito il caso dei costi di manutenzione e di gestione di un immobile, che sono da attribuire al cantone di situazione dell'immobile.
Le deduzioni sociali, in quanto non considerate in rapporto organico con un determinato reddito bensì pertinenti al reddito complessivo, vengono effettuate in proporzione ai fattori di reddito imponibili e ripartite fra i cantoni interessati (DTF 104 Ia 260 e ss., confermata in DTF 107 Ia 43 cons. 2). Il principio dell'imputazione proporzionale delle deduzioni sociali vale anche quando l'assoggettamento del contribuente alla sovranità fiscale di due cantoni risulta, in uno di essi dal domicilio e nell'altro dalla proprietà immobiliare (cfr. DTF 104 Ia 261 cons. 4c; STF II CDP dell'8 novembre 1985 in re B., cons. 5a, in RTT 1987, n. 4, p. 697 ss.).
A tale riguardo, è la stessa legge a stabilire il principio per cui, in caso di assoggettamento parziale, le deduzioni sociali sono accordate proporzionalmente (art. 34 cpv. 5 LT e art. 213 cpv. 3 LIFD; v. anche
Locher
, Kommentar zum Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, Therwil/Basilea 2001, art. 35 LIFD, nn. 70-71, p. 886;
Baumgartner,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol.
I/2a, Basilea/Ginevra/Monaco, 2000, art. 35 LIFD, n. 36, p. 437;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, art. 35 LIFD, n. 4, p. 149;
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo, 2000, p. 121).
3.3.
In applicazione dei principi stabiliti dal Tribunale federale, nella sua giurisprudenza relativa alla doppia imposizione intercantonale, così come ripresi dagli articoli 34 cpv. 5 LT e 213 cpv. 3 LIFD, l'Ufficio di tassazione ha correttamente intrapreso la ripartizione delle deduzioni sociali in proporzione ai redditi ed alla sostanza imponibili.
Ha così ammesso, rispettivamente, il 42.14% nel 2004 ed il 42.04% nel 2005 della deduzione sociale dal reddito (figli a carico).
4.
4.1.
Le censure della ricorrente trascurano il presupposto su cui si fonda il sistema di tassazione della famiglia, nel diritto tributario svizzero, ove essa è considerata un’unità economica. In tale prospettiva, per ogni coniuge la capacità contributiva non può essere determinata senza considerare la comunione che lo lega all’altro partner (
Jaques
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la LIFD, Basilea, 2008, n. 3 ad art. 9 LIFD, p. 136). A ciò si aggiunge l’imposizione, presso il detentore dell’autorità parentale, dei redditi dei figli minorenni, voluta a sua volta dal legislatore.
4.2.
Non possono pertanto essere accolte le pretese della contribuente, che vorrebbe che le fosse concessa la deduzione integrale, per il solo fatto che le rendite spettanti alla figlia aumentano il suo reddito imponibile. Si è detto che la regola della ripartizione proporzionale delle deduzioni sociali, codificata agli articoli 34 cpv. 5 LT e 213 cpv. 3 LIFD, si basa proprio sul presupposto che tali deduzioni non sono in rapporto organico con un determinato reddito. Non vi è infatti alcun nesso causale fra la deduzione sociale ed il conseguimento della rendite per orfani da parte della figlia di primo letto della ricorrente.
È ben vero che, se la ricorrente non fosse sposata, avrebbe diritto alla deduzione sociale integrale, ma la sua capacità contributiva sarebbe difficilmente paragonabile con quella della sua famiglia attuale, comprensiva del marito, che consegue un reddito del lavoro svolto in Italia, e di un’altra figlia.
4.3.
La circostanza che al sostentamento della figlia maggiore provveda solo la contribuente, attingendo alle rendite menzionate ed accantonando la parte non consumata su conti bancari a lei intestati, non muta la situazione: la giovane fa comunque parte della famiglia e si suppone che, come tale, consumi i pasti insieme agli altri membri, occupi una camera nello stesso appartamento e tragga profitto dalle spese comuni (elettricità, telefono, televisione ecc.), allo stesso modo dei suoi famigliari. È allora evidente che fa parte di un’unica economia domestica, alla quale ovviamente dà il proprio contributo finanziario, attingendo alle rendite per orfani che percepisce.
5.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della ricorrente, soccombente.