# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5e149997-e587-4b40-9be8-8ef993bbba9b
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
A. In data 20 dicembre 2019, il Ministero pubblico della Confederazione (di seguito:
MPC) ha aperto l’istruzione penale n. SV.19.339-MAS per titolo di perturbamento
della circolazione pubblica ex art. 237 del Codice penale svizzero del
2 dicembre 1937 (CP; RS 311.0) nei confronti del pilota dell’elicottero n. 1 imma-
tricolato n. 2, il cui esercente e proprietario era la B. SA, in riferimento all’incidente
in volo del 12 marzo 2019 avvenuto sopra il Comune di U. (act.
MPC 01.00.0001).
B. Nel contempo, in merito al medesimo incidente, il 14 marzo 2019 la Polizia can-
tonale del Canton Ticino ha sentito in qualità di persona informata sui fatti C.,
operaio della ditta di costruzioni presente sul posto a fianco dell’assistente di volo
addetto al carico del materiale da trasportare (act. MPC 05.00.0014 segg.). Il
15 marzo 2019 la Polizia cantonale del Canton Ticino ha pure interrogato A., in
qualità di imputato, per titolo di pericoli cagionati durante la navigazione ex art.
90 della legge federale del 21 dicembre 1948 sulla navigazione aerea (LNA;
RS 748.0) (act. MPC 05.00.0006 segg.). Il 25 aprile 2019 la Polizia giudiziaria del
Canton Ticino ha quindi trasmesso al Ministero pubblico del Canton Ticino (di
seguito: MP-TI) il proprio rapporto d’inchiesta finale (act.
MPC 05.00.0001 segg.).
C. Il 13 gennaio 2020/26 febbraio 2020 il MP-TI ha inoltrato il proprio incarto al MPC,
chiedendo a quest’ultima autorità l’assunzione del procedimento in quanto sotto-
posto alla giurisdizione federale. Il 3 marzo 2020 il MPC ha confermato l’assun-
zione del procedimento penale relativo all'incidente aviatorio (act.
MPC 02.00.0001-0004).
D. A seguito della trasmissione dell’incarto cantonale, il MPC ha identificato “ignoti
pilota dell’elicottero n. 1 immatricolato n. 2” in A. e, il 23 aprile 2020, ha esteso a
A. il procedimento penale n. SV.19.339-MAS condotto per titolo di perturbamento
della circolazione pubblica ex art. 90 LNA (act. MPC 01.00.0002).
E. Il 31 agosto 2020 A. è stato interrogato dal MPC per titolo di perturbamento della
circolazione pubblica ex art. 90 LNA (act. MPC 13.01.0003). Il 20 novem-
bre 2020 il MPC ha sentito D. in qualità di persona informata sui fatti, assistente
di volo addetto al carico del materiale da trasportare nel piazzale adiacente la
chiesa di F. a U. (act. MPC 12.01.0011 e segg.).
F. Il 7 aprile 2021, il MPC ha emesso un decreto d’accusa ex art. 352 e segg. del
Codice di diritto processuale penale svizzero del 5 ottobre 2007 (Codice di pro-
cedura penale, CPP; RS 312.0) nei confronti di A. per titolo di pericoli cagionati
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in navigazione (art. 90 LNA) in relazione l’art. 98 LNA
(act. MPC 03.00.0001 segg.).
G. Avverso tale decreto d’accusa, il 28 aprile 2021 A. ha interposto tempestiva-
mente opposizione (act. MPC 03.00.0004).
H. In data 3 giugno 2021, il MPC - senza effettuare ulteriori approfondimenti - ha
confermato il citato decreto d’accusa ed ha trasmesso l’incarto alla Corte penale
del Tribunale penale federale (di seguito: TPF) in vista del dibattimento sulla base
dell’art. 355 cpv. 3 lett. a CPP in relazione con l’art. 356 cpv. 1 CPP, per titolo di
perturbamento della circolazione pubblica giusta l’art. 90 LNA (act.
SK 2.100.001-008).
I. Il 9 giugno 2021 il Presidente della Corte penale ha comunicato alle parti la com-
posizione della Corte (act. SK 2.120.001-002).
J. Ulteriori precisazioni relative ai fatti saranno riportate, nella misura del necessa-
rio, nei considerandi che seguono.
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## Considerations

La Corte considera in diritto:
1.
1.1 Giusta l’art. 329 cpv. 1 CPP, chi dirige il procedimento esamina se l’atto d’accusa
e il fascicolo sono stati allestiti regolarmente (lett. a), se i presupposti processuali
sono adempiuti (lett. b) e se vi sono impedimenti a procedere (lett. c).
L’esame dell’accusa non viene svolto nell’ambito di una procedura formale con-
clusa con una decisione sull’ammissibilità o meno dell’accusa. La direzione del
procedimento deve in particolare esaminare sommariamente se il comporta-
mento contestato all’imputato è punibile penalmente e se sussistono sufficienti
elementi a sostegno dell’accusa (sentenze del Tribunale federale 1B_121/2013
del 3 maggio 2013 consid. 3.2 con riferimenti; 1B_304/2011 del 26 luglio 2011
consid. 3.2.2; 1B_302/2011 del 26 luglio 2011 consid. 2.2.2).
Se da tale esame, o successivamente nel procedimento, risulta che non può an-
cora essere pronunciata una sentenza, il giudice sospende il procedimento. Se
necessario, rinvia l’accusa al pubblico ministero affinché la completi o la rettifichi
(art. 329 cpv. 2 CPP).
Il giudice decide se mantenere pendente presso di sé una causa sospesa
(art. 329 cpv. 3 CPP).
1.2 Giusta l’art. 352 cpv. 1 CPP, se nell’ambito della procedura preliminare i fatti
sono stati ammessi dall’imputato oppure sono stati sufficientemente chiariti, il
pubblico ministero emette un decreto d’accusa qualora, tenuto conto di un’even-
tuale revoca della sospensione condizionale di una pena o di un’eventuale re-
voca della liberazione condizionale, ritenga sufficiente una delle seguenti pene:
una multa (lett. a), una pena pecuniaria non superiore a 180 aliquote giornaliere
(lett. b), una pena detentiva non superiore a sei mesi (lett. d).
L’art. 354 CPP prevede che il decreto d’accusa può essere impugnato entro dieci
giorni con opposizione scritta al pubblico ministero dall’imputato, da altri diretti
interessati o dal pubblico ministero superiore o generale della Confederazione e
del Cantone nel rispettivo procedimento federale o cantonale (cpv. 1); ad ecce-
zione di quella dell’imputato, l’opposizione va motivata (cpv. 2). Se è fatta oppo-
sizione, il pubblico ministero assume le ulteriori prove necessarie al giudizio
sull’opposizione medesima (art. 355 cpv. 1 CPP). Assunte le prove, il pubblico
ministero decide se confermare il decreto d’accusa, abbandonare il procedi-
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mento, emettere un nuovo decreto d’accusa o promuovere l’accusa presso il tri-
bunale di primo grado (art. 355 cpv. 3 lett. a-d CPP). Giusta l’art. 356 cpv. 1 CPP,
se decide di confermare il decreto d’accusa, il pubblico ministero trasmette senza
indugio gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura ordinaria
giusta l’art. 328 segg. CPP, nel rispetto delle particolarità di cui all’art. 356 CPP
(SCHMID/JOSITSCH, Praxiskommentar, 3a ediz. 2018, n. 1 ad art. 356 CPP;
RIKLIN, Commentario basilese, 2a ediz. 2014, n. 1 ad art. 356 CPP; GIL-
LIÉRON/KILLIAS, Commentario romando, 2a ediz. 2019, n. 1 ad art. 356 CPP).
In tal caso, il decreto d’accusa è considerato come atto d’accusa
(art. 356 cpv. 1 CPP).
Il tribunale di primo grado statuisce sulla validità del decreto d’accusa e dell’op-
posizione (art. 356 cpv. 2 CPP). Se il decreto d’accusa non è valido, il giudice lo
annulla e rinvia la causa al pubblico ministero affinché svolga una nuova proce-
dura preliminare (art. 356 cpv. 5 CPP). Fra le cause che possono invalidare un
decreto d’accusa rientrano: il mancato rispetto dei limiti di pena previsti
all’art. 352 cpv. 1 lett. a-d CPP, la mancanza di una chiara ammissione dei fatti
da parte dell’imputato e la mancanza di un sufficiente chiarimento dei fatti
(art. 352 cpv. 1 CPP) (BERNASCONI, in: Bernasconi et al. [curatori], Codice sviz-
zero di procedura penale [CPP] - Commentario, 2010, n. 13 ad art. 356 CPP).
2.
2.1 Sulla scorta della sistematica del codice di diritto processuale penale svizzero, è
anzitutto al pubblico ministero che incombe l’amministrazione dei mezzi di prova.
Giusta l’art. 308 cpv. 1 CPP, nell’ambito dell’istruzione il pubblico ministero ac-
certa i fatti e ne determina le conseguenze giuridiche in modo tale da poter chiu-
dere la procedura preliminare. In caso di promozione dell’accusa, l’istruzione
deve fornire al giudice gli elementi essenziali per poter statuire sulla colpevolezza
e sulla pena (art. 308 cpv. 3 CPP). Incombe alle autorità di perseguimento pe-
nale stabilire, prima della promozione dell’accusa ed in previsione dei pubblici
dibattimenti, se sussistono prove sufficienti per sostenere un’accusa; affinché la
causa possa essere giudicata l’istruttoria deve mettere sul tappeto tutti gli ele-
menti essenziali sia di fatto che di diritto (v. sentenze del Tribunale federale
1B_304/2011 del 26 luglio 2011 consid. 3.2.2 e 1B_302/2011 del 26 luglio 2011
consid. 2.2.2; GRODECKI/CORNU, Commentario romando, 2a ediz. 2019, n. 1-6a
ad art. 308 CPP; OMLIN, Commentario basilese, 2a ediz. 2014, n. 9-11 ad
art. 308 CPP; HAURI, Commentario basilese, 2a ediz. 2014, n. 12 ad
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art. 343 CPP). Ciò, a maggior ragione, poiché la procedura probatoria dibatti-
mentale limita fortemente le possibilità di delega, da parte del giudice al pubblico
ministero, dell’assunzione delle prove. Il pubblico ministero è in effetti meglio at-
trezzato del tribunale per lo svolgimento dell’istruzione, che costituisce peraltro
uno dei suoi compiti primordiali (v. art. 16 e 308 CPP).
Anche se il tribunale è libero di procedere a complementi di prova, è compito del
pubblico ministero condurre una procedura preliminare corretta e completa,
come pure effettuare le corrispondenti assunzioni e raccolte di prove
(art. 299 cpv. 1 e 2 CPP). Ciò risulta anche dal principio della separazione delle
funzioni, che costituisce un aspetto del principio accusatorio. Esso determina l’in-
compatibilità delle funzioni di accusatore e giudice (v. anche: NIGGLI/HEIMGART-
NER, Commentario basilese, 2a ediz. 2014, n. 2 e 17 ad art. 9 CPP). Il Tribunale
non è la lunga mano dell’autorità inquirente. Esso può invero procedere a com-
plementi di prova o completare le prove, ma non dovrebbe assumere autonoma-
mente prove essenziali, svolgendo perlomeno parzialmente una funzione che in-
combe al pubblico ministero (v. anche: NIGGLI/HEIMGARTNER, op. cit., n. 28 ad
art. 9 CPP).
Dal deposito dell’atto d’accusa, la causa è pendente dinanzi al giudice; da tale
istante, i poteri concernenti il procedimento passano al giudice (art. 328 CPP).
Se egli ritiene che l’istruzione non sia stata sufficiente, egli può procedere all’as-
sunzione di prove nuove e a complementi di prova durante i dibattimenti (art. 343
e 349 CPP), o rinviare l’accusa il pubblico ministero affinché la completi “se ne-
cessario”, se risulta, in occasione dell’esame dell’atto d’accusa o successiva-
mente nel procedimento, che non può ancora essere pronunciata una sentenza
(art. 329 cpv. 2 CPP; sentenza del Tribunale federale 1B_302/2011 del
26 luglio 2011 consid. 2.2.1).
3. Nel caso concreto, emerge dagli atti che il 12 marzo 2019 alle ore 08:00/08:15 a
U., A. pilotava un elicottero per trasportare del materiale di carpenteria dal par-
cheggio della chiesa di F. (piazza di carico) al centro del nucleo del paese (piazza
di scarico), sorvolando l’area. Al gancio baricentrico dell’elicottero era sospesa
una longline di 50 metri a cui, anche durante i voli a vuoto di rientro al punto di
carico, erano attaccate delle cinghie per legare il carico che pendevano per ulte-
riori 3-4 metri dal gancio della longline. La traiettoria dell’elicottero era 30 metri
ad Ovest rispetto al campanile della chiesa e il corpo dell’elicottero sorvolava il
tetto della chiesa. Dopo aver trasportato il secondo di cinque carichi totali, du-
rante il secondo viaggio di ritorno, che è stato quello più a Est e quindi il più vicino
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al campanile della chiesa, una cinghia è rimasta impigliata nella croce del cam-
panile (cuspide), strappandola e causando la caduta di un masso posto imme-
diatamente sotto la medesima; il masso è così rotolato sul tetto della chiesa dan-
neggiandolo. A., avendo percepito una resistenza, si è subito fermato in volo sta-
zionario e ha depositato la croce sul piazzale di carico adiacente alla chiesa. La
croce è stata staccata da D., dopodiché il pilota è ripartito per W., dove ha spento
l’elicottero per accertarsi che non ci fossero danni. Una volta appurato, ha avvi-
sato la centrale di E., che ha poi informato le autorità comunali dell’accaduto. Il
pilota è quindi ripartito alla volta di U. per concludere il lavoro, senza ulteriori
incidenti.
3.1 In merito all’incidente verificatosi, nei propri interrogatori A. ha negato gli addebiti
per messa in pericolo di beni a terra di notevole valore per negligenza formulati
dalle autorità di perseguimento penale, asserendo in sostanza che il disassa-
mento fosse dovuto a una raffica di vento imprevedibile e che fosse impossibile
per l’assistente di volo D. controllare il volo a causa della posizione dell’area di
carico, che tuttavia era l’unica possibile.
3.2 Ora, l’incartamento del MPC comprende il rapporto sommario del Servizio d’in-
chiesta svizzero sulla sicurezza (di seguito: SISI) del 6 settembre 2019 relativo
alle dinamiche che hanno condotto all’incidente oggetto del presente procedi-
mento (act. MPC 05.00.0025 e segg.). Tale rapporto giunge alla conclusione
che:
“l’inconveniente grave, in cui durante un volo di trasporto con l’elicottero le cin-
ghie attaccate al gancio di carico della longline si sono impigliate nella croce di
un campanile, è dovuto al fatto che durante il volo di ritorno al punto di carico al
pilota è sfuggito il movimento pendolare della longline e delle cinghie trasversal-
mente alla direzione di volo, tanto che si sono avvicinati troppo alla croce del
campanile. Anche questa situazione è passata inosservata all’assistente di volo
al punto di carico.
Un’organizzazione inappropriata del lavoro, rispettivamente una scelta sfavore-
vole della posizione di carico, ha fatto sì che l’ordine doveva essere eseguito in
un’area limitata dalle varie vie di comunicazione, che ha contribuito all’inconve-
niente grave” (acct. MPC 05.00.0030).
3.2.1 Occorre rilevare che le indagini del SISI relative alla sicurezza e i loro risultati
devono essere presi in considerazione nell’istruzione penale parallela, senza tut-
tavia sostituirla. Infatti, il chiarimento di un possibile reato non è compito del SISI.
Il SISI è una commissione extraparlamentare ai sensi degli art. 57a-57g della
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legge federale del 21 marzo 1997 sull’organizzazione del Governo e dell’Ammi-
nistrazione (LOGA; RS 172.010) (cfr. art. 6 dell’ordinanza federale del
17 dicembre 2014 concernente le inchieste sulla sicurezza in caso di eventi im-
previsti nei trasporti [OIET; RS 742.161]). Tra le altre cose, il SISI indaga sugli
incidenti aerei secondo le disposizioni dell’OIET. Le sue indagini chiarificano in
maniera indipendente le circostanze, operazionali e umane che hanno portato a
un evento, incidente o inconveniente. L’obiettivo delle indagini del SISI è quello
di migliorare la sicurezza nei trasporti, così come di prevenire incidenti simili in
futuro. La colpevolezza e la responsabilità non sono oggetto di indagini del SISI
(art. 24 cpv. 2 LNA). I suoi rapporti si indirizzano ai professionisti del settore in
questione così come al pubblico interessato, e non sono esplicitamente sotto-
messi alle autorità penali o amministrative (decreto del Tribunale penale federale
SK.2016.7 del 25 febbraio 2019 consid. 1.2.2; v. anche https://www.sust.ad-
min.ch/it/il-sisi/organizzazione).
3.2.2 Dall’esame del rapporto sommario del SISI summenzionato, si evince che non
sono stati effettuati gli accertamenti necessari circa gli avvenimenti che hanno
portato all’incidente verificatosi. In particolare, non è stata sufficientemente ap-
profondita la questione del vento, le cui folate intense e irregolari, a detta di A.,
avrebbero disassato il cavo. Nel rapporto vengono fornite unicamente delle indi-
cazioni relative alla forza del vento e delle raffiche a X., all’aeroporto di Y. e a Z.,
con l’indicazione che “le condizioni a U. sono simili a quelle di X. e Z. L‘unica
differenza è probabilmente l’orografia del terreno, che a U. è diversa di quella di
X. e di Z. a causa dell’area aperta del lago. È quindi possibile che il vento medio
e le raffiche di vento a U. siano stati superiori a quelli di X.”, ma non risulta se le
condizioni meteorologiche fossero ottimali per un volo o meno (act. MPC
05.00.0028). Inoltre, il rapporto sommario del SISI evidenzia nella propria analisi
che il disassamento della longline e delle cinghie rispetto all’elicottero, queste
ultime rimaste poi impigliate nella cuspide della chiesa di F., potrebbe essere
dovuto al movimento pendolare a seguito della dinamica del volo o alle raffiche
di vento, tant’è che le indagini meteorologiche mostrano che erano presenti raf-
fiche di vento (act. MPC 05.00.0029-30). Considerata altresì la particolarità della
zona dell’incidente, con numerose vie di comunicazione, non risulta nel fascicolo
del MPC un approfondimento circa l’esistenza di alternative al tipo di trasporto
scelto, alla rotta/altezza del volo seguite, al luogo di carico, o altre verifiche utili
per l’indagine, né vi è l’esame specialistico in merito all’opportunità o meno di
effettuare i voli di trasporto di materiale a U. con le condizioni meteorologiche di
quel giorno.
Purtroppo, neppure da altri atti presenti nell’incartamento emergono elementi suf-
ficienti relativamente a tali tematiche, fondamentali per una decisione nel merito
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della causa. Non si tratta dunque di un caso di incompletezza selettiva, ma piut-
tosto di un’assenza delle indagini necessarie e rientranti in un campo speciali-
stico, che deve essere approfondito da periti cogniti e/o esperti del ramo.
4.
4.1 Come visto poco sopra (supra 1 e 2), le possibilità per porre rimedio alla carenza
di determinati mezzi di prova sono due: la sospensione del procedimento e il
rinvio dell’accusa al pubblico ministero (art. 329 cpv. 2 e 3 CPP) oppure l’assun-
zione delle prove ex art. 343 cpv. 2 CPP da parte del giudice del merito. Nella
fase di esame dell’atto di accusa, che precede quella della preparazione del di-
battimento, né l’art. 343 né l’art. 349 CPP (complementi di prova) risultano appli-
cabili (sentenze del Tribunale federale 1B_304/2011 del 26 luglio 2011 consid.
3.2 e 1B_450/2011 del 16 settembre 2011 consid. 3).
4.2 Fermo restando l’obbligo di tutte le autorità penali (poco importa se inquirenti,
requirenti o giudicanti) di contribuire alla ricerca della verità materiale
(v. art. 6 CPP), come già visto (supra 2.1), è indubbio che è anzitutto al pubblico
ministero che incombe l’amministrazione dei mezzi di prova. È infatti al pubblico
ministero che il legislatore ha voluto affidare la responsabilità principale dell’ac-
certamento dei fatti, alla luce della circostanza che il sistema stesso dell’imme-
diatezza limitata conferisce all’istruzione durante la procedura preliminare un’im-
portanza particolare. È vero che l’esame dell’atto di accusa ai sensi
dell’art. 329 cpv. 2 CPP è di natura assai sommaria e che non permette di valu-
tare completamente le prove assunte dal pubblico ministero e di determinare
quelle che ancora dovrebbero esserlo. Nondimeno, se da una prima valutazione
nel quadro dell’esame dell’atto d’accusa, o successivamente nella preparazione
del dibattimento, risulta che un mezzo di prova indispensabile non è stato as-
sunto, il tribunale può rinviare la causa al pubblico ministero senza attendere
oltre. Lo scopo dell’esame previsto dall’art. 329 CPP è in effetti quello di evitare
che una promozione dell’accusa palesemente insufficiente conduca a inutili di-
battimenti, circostanza pure contraria ai principi dell’economia procedurale e di
celerità (sentenza del Tribunale federale 1B_302/2011 del 26 luglio 2011 con-
sid. 2.2 e 2.2.2). Si aggiunga che non occorre in alcun caso perdere di vista la
volontà del legislatore che ha concepito la procedura probatoria dibattimentale
all’insegna del principio dell’immediatezza limitata. Ne discende che le prove de-
vono essere assunte prioritariamente dal pubblico ministero e che non è che a
titolo eccezionale che tale incombenza spetta al tribunale, alle condizioni di cui
agli art. 343 e 349 CPP.
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4.3 Allorquando risulta d’acchito dalla procedura prevista dall’art. 329 CPP che un
mezzo di prova non è stato amministrato, non si giustifica di attendere l’istruttoria
probatoria dibattimentale per porvi rimedio. In tal caso, il tribunale può di riflesso
sospendere il procedimento e rinviare l’accusa al pubblico ministero, giusta
l’art. 329 cpv. 2 CPP, affinché completi l’amministrazione delle prove. Pur tutta-
via, il tribunale non deve eccedere nell’esercizio di questa facoltà concessagli
dall’art. 329 cpv. 2 CPP, ritenuto che tale istituto non persegue certo lo scopo di
risparmiare al giudice ogni e qualsivoglia istruttoria probatoria dibattimentale, se-
gnatamente allorquando essa non dia luogo che ad operazioni poco complicate.
Inoltre, al tribunale è preclusa la facoltà di far capo all’art. 329 cpv. 2 CPP nei
casi in cui ritiene semplicemente che l’assunzione supplementare di prove sa-
rebbe auspicabile; un rinvio dell’accusa giusta tale disposto è possibile solo in
assenza di un mezzo di prova indispensabile che preclude al giudice la decisione
di merito (sentenza del Tribunale federale 1B_302/2011 del 26 luglio 2011 con-
sid. 2.2.2). In virtù di detti principi il Tribunale federale ha tutelato il rinvio dell’ac-
cusa al pubblico ministero anche solo per assumere una perizia mancante, giu-
dicando tale atto istruttorio sufficientemente complesso da giustificare un com-
plemento istruttorio da parte dell’autorità inquirente (sentenza del Tribunale fe-
derale 1B_302/2011 del 26 luglio 2011 consid. 2.2.3). In questo senso, si tratta
della stessa misura istruttoria che entra in considerazione nel presente procedi-
mento per l’assunzione della quale è ovvio che il MPC risulti meglio attrezzato di
un tribunale giudicante.
4.4 La Corte rileva che, in concreto, la lacuna appare estesa al punto che non sa-
rebbe possibile pronunciare una sentenza. Non si tratterebbe infatti di porre pun-
tuale rimedio ad alcuni mezzi di prova per permettere agli stessi, attraverso la
sanatoria dell’art. 343 cpv. 2 CPP, di assurgere al rango di mezzi di prova utiliz-
zabili dal giudice nel quadro degli elementi essenziali necessari per la pronuncia.
Si tratterebbe, invece, di fare, rispettivamente di rifare, una parte rilevante
dell’istruzione, occupata dal rapporto sommario del SISI come precedentemente
illustrato, che avrebbe dovuto e potuto già essere esperita validamente prima
della promozione dell’accusa da parte del MPC prima di chiudere la sua istrutto-
ria. Cercare di sanare una porzione così rilevante dell’istruzione nella sede dibat-
timentale, oltre a dar origine a una procedura probatoria dibattimentale spropor-
zionata rispetto a quelli che risultano i chiari intendimenti del legislatore elvetico
e alle tradizioni processuali del nostro Paese, potrebbe altresì ingenerare
un’istruttoria dibattimentale che andrebbe ben al di là della sanatoria dell’inutiliz-
zabilità di singoli mezzi di prova, e comportare così la necessità per il giudice del
merito di condurre un’istruzione simile a quella prevista agli art. 311 e segg. CPP,
per cui il tribunale non è invero attrezzato, e col pericolo ivi insito di sostituirsi al
pubblico ministero.
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4.5 Alla luce di tutto quanto sopra, in concreto non può essere pronunciata una sen-
tenza; si impone dunque la sospensione del procedimento secondo
l’art. 329 cpv. 1 e 2 CPP ed il rinvio del medesimo al pubblico ministero affinché
completi o rettifichi l’accusa. La causa non viene mantenuta pendente presso la
Corte penale del Tribunale penale federale (cfr. art. 329 cpv. 3 CPP) e il fascicolo
procedurale prodotto va retrocesso al MPC.
5. Oltre a quanto precedentemente constatato, questa Corte rileva un’imprecisione
relativa all’identificazione della norma penale applicabile, imprecisione che sa-
rebbe opportuno chiarire. Infatti, la prima imputazione per la quale l’istruzione
penale è stata aperta è stata il perturbamento della circolazione pubblica ex art.
237 CP (act. MPC 01.00.0001). Nel decreto d’estensione a A. del 23 aprile 2020
il MPC ha indicato l’ipotesi di reato di perturbamento della circolazione pubblica
ex art. 90 LNA. In seguito, nel decreto d’accusa, il MPC ha proposto la condanna
di A. per titolo di pericoli cagionati in navigazione giusta l’art. 90 LNA, per poi
nuovamente menzionare, nella trasmissione atti al TPF, il reato di “perturba-
mento della circolazione pubblica” ex art. 90 LNA.
6. Per la presente procedura dinanzi a questa Corte non vengono percepite spese.
La decisione sulle spese della procedura preliminare interverrà in sede di un
eventuale giudizio di merito.
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