# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5ccd46fe-a97a-4b63-85ba-187ce881de6e
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
A. Con decreto pubblicato nel Foglio ufficiale del Cantone Ticino n. 100/2006 del 15 dicembre 2006 il Consiglio di Stato ha convocato per il 1° aprile 2007 le assemblee dei Comuni ticinesi per l'elezione del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato per il periodo amministrativo 2007-2011. Il decreto indicava che le proposte dei candidati dovevano essere depositate presso la Cancelleria dello Stato a Bellinzona entro le ore 18.00 di lunedì 12 febbraio 2007.
L'art. 60 cpv. 3 della legge sull'esercizio dei diritti politici del 7 ottobre 1998 (LEDP), entrato in vigore il 1° gennaio 2007, prescrive che alla proposta devono essere unite la dichiarazione di accettazione firmata dal candidato e l'estratto del casellario giudiziale: i dettagli sono disciplinati dal regolamento, segnatamente dall'art. 24, e illustrati nelle direttive emanate dalla Divisione della giustizia.
B. Per quanto qui interessa, alla scadenza del termine di presentazione delle candidature, il Consiglio di Stato ha accertato che una quarantina di candidati non avevano ancora depositato l'estratto del casellario giudiziale. Con decisioni separate del 14 febbraio 2007, emanate in applicazione dell'art. 62 cpv. 1 LEDP, il Governo cantonale ha assegnato ai rappresentanti delle singole liste interessate un termine di tre giorni, scadente lunedì 19 febbraio 2007 alle ore 18.00, per presentare il menzionato documento dei singoli candidati.
Mediante decisione del 20 febbraio 2007, l'Esecutivo cantonale ha poi ammesso anche le candidature di nove candidati che non avevano presentato l'estratto entro il citato termine, ritenuto ch'essi avevano inoltrato la domanda per il suo rilascio all'Ufficio federale di giustizia (UFG) prima del termine di deposito.
C. Avverso questa decisione Giorgio Ghiringhelli è insorto al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento. In quella sede il ricorso tendeva a sanare un'asserita disparità di trattamento tra la mancata ammissione di una candidatura sulla lista dell'insorgente e a criticare la circostanza che la sua lista figurava sul retro della scheda di voto. Egli chiedeva inoltre l'annullamento della decisione governativa, con conseguente stralcio dalle liste dei nove candidati che non avevano depositato l'estratto del casellario giudiziario entro il citato termine. L'Esecutivo cantonale, con decisione del 28 febbraio 2007, ha respinto il ricorso, ritenendo che non sussisteva una sufficiente base legale per procedere allo stralcio delle candidature.
D. Giorgio Ghiringhelli impugna questa decisione con un ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale. Chiede di annullarla e di rinviare la causa al Consiglio di Stato per nuovo giudizio. Sostiene che, interpretando correttamente l'art. 62 cpv. 3 LEDP, il Governo cantonale avrebbe potuto stralciare i nove candidati.
Il Consiglio di Stato, precisata la portata del regolamento e le modalità delle elezioni in esame, si rimette al giudizio del Tribunale federale.

## Considerations

Diritto:
1. 1.1 Il ricorso concernente il diritto di voto dei cittadini nonché le elezioni e votazioni popolari (art. 82 lett. c LTF) è ammissibile. La legittimazione del ricorrente è pacifica (art. 89 cpv. 3 LTF). Giova già ora rilevare che secondo l'art. 88 cpv. 2 LTF i Cantoni devono prevedere un rimedio giuridico contro gli atti delle autorità che possono violare i diritti politici dei cittadini in materia cantonale, obbligo che non si estende tuttavia agli atti del Parlamento e del Governo. Entro due anni dall'entrata in vigore della LTF i Cantoni devono quindi emanare le relative disposizioni di esecuzione (art. 130 cpv. 3 LTF). In materia di diritto di voto a livello comunale sarà senz'altro richiesta un'istanza giudiziaria di ricorso (sentenza 1C_185/2007 del 6 novembre 2007, consid. 1.2). La questione di sapere se questa conclusione debba valere anche per le elezioni del Gran Consiglio e del Consiglio di Stato, quando quest'ultimo agisce come autorità di ricorso, non dev'essere esaminata oltre nel quadro della causa in esame.
1.2 Il ricorso è tempestivo: in effetti il criticato atto preparatorio, che concerne il diritto di voto dei cittadini e che avrebbe potuto falsare l'esercizio della volontà popolare, è stato impugnato immediatamente, senza attendere l'esito dello scrutinio (sentenza 1C_185/2007, citata, consid. 1.1; DTF 121 I 357 consid. 2c; 118 Ia 415 consid. 2a).
1.3 Secondo l'art. 95 LTF, il ricorso può essere presentato per violazione del diritto federale (lett. a) e, in particolare, delle disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari (lett. d): vi rientrano le garanzie dell'art. 34 Cost., come pure le disposizioni della LEDP, norme che il Tribunale federale esamina con piena cognizione (sentenza 1C_185/2007, citata, consid. 1.1; cfr. DTF 129 I 185 consid. 2; 123 I 175 consid 2 d/cc). Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF). Esso né è vincolato dagli argomenti sollevati nel ricorso né dai motivi addotti dall'autorità inferiore; può quindi accogliere un ricorso per motivi diversi da quelli invocati e respingerlo sulla base di una motivazione differente da quella posta a fondamento del giudizio impugnato. Il Tribunale federale esamina in linea di principio solo le censure sollevate; esso non è tenuto a vagliare, come lo farebbe un'autorità di prima istanza, tutte le questioni giuridiche che si pongono, se queste ultime non sono più presentate nella sede federale (DTF 133 II 249 consid. 1.4.1; 130 III 136 consid. 1.4 pag. 140).
1.4 Il ricorrente chiede, preliminarmente, di invitare il Consiglio di Stato a osservare la LTF, nel senso che le sue decisioni contengano l'omessa indicazione dei rimedi giuridici, come imposto dall'art. 112 cpv. 1 lett. d LTF, senza tuttavia chiedere l'annullamento della decisione impugnata e il suo rinvio all'autorità cantonale affinché la completi (art. 112 cpv. 3 LTF). D'altra parte, poiché il lamentato vizio non ha comportato e non può comportare alcun pregiudizio per il ricorrente (vedi art. 49 LTF), che del resto ha impugnato tempestivamente la criticata decisione, egli non ha alcun interesse all'accoglimento del ricorso su questo punto (sentenza 4A_85/2007 dell'11 giugno 2007 consid. 5). Giova nondimeno rilevare che il Tribunale si è già espresso sulla questione (DTF 133 I 141 consid. 1.4 inedito), ragione per cui il Consiglio di Stato è invitato a rispettare l'art. 112 cpv. 1 lett. d LTF e a indicare nelle sue decisioni, impugnabili mediante ricorso al Tribunale federale, i rimedi giuridici.
2. 2.1 Secondo la giurisprudenza relativa all'art. 85 lett. a OG (DTF 116 Ia 359 consid. 2a; 114 Ia 427 consid. 1c), prassi applicabile anche nel quadro della LTF (sentenza 1C_161/2007 del 18 febbraio 2008 consid. 1.2; cfr. Gerold Steinmann, in Basler Kommentar, zum Bundesgerichtsgesetz, Basilea 2008, n. 74 all'art. 89), il Tribunale federale esamina le censure sollevate unicamente se il ricorrente ha un interesse pratico e attuale alla loro disamina, rispettivamente all'annullamento del giudizio impugnato (DTF 116 Ia 359 consid. 2a e b). Quest'esigenza assicura che il Tribunale federale statuisca, nell'interesse dell'economia processuale, su questioni concrete e non soltanto teoriche (DTF 125 I 394 consid. 4a). Esso può tuttavia rinunciare eccezionalmente all'esigenza di un interesse pratico e attuale, ed esaminare comunque il ricorso, allorché i quesiti sollevati si potrebbero ripetere in qualsiasi momento nelle stesse o in analoghe circostanze e un tempestivo esame da parte del giudice costituzionale sarebbe pressoché impossibile; occorre inoltre che esista un interesse pubblico sufficientemente importante per risolverli (DTF 127 I 164 consid. 1a; 127 III 429 consid. 1b pag. 432).
2.1.1 Il ricorrente, richiamata questa prassi, rileva che il gravame sarà verosimilmente deciso dopo lo svolgimento delle elezioni cantonali in esame: sostiene che sussisterebbe nondimeno un interesse pratico e attuale alla sua disamina. Ciò poiché, anche nell'ipotesi in cui i nove candidati, che non hanno presentato entro il termine fissato loro l'estratto litigioso, non sarebbero eletti, essi potrebbero eventualmente rivestire il ruolo di subentranti.
2.1.2 Secondo la giurisprudenza, quando il ricorso non può essere trattato prima dello svolgimento dell'elezione, esso è considerato implicitamente diretto anche contro il risultato dello scrutinio, per cui di massima non è necessario inoltrare un secondo ricorso contro lo scrutinio (DTF 118 Ia 415 consid. 2a; 113 Ia 46 consid. 1c; sentenza 1P.582/2005 del 20 aprile 2006 consid. 1.2; Steinmann, loc. cit., n. 74 all'art. 89).
2.1.3 Nel gravame presentato al Consiglio di Stato, il ricorrente ventilava la possibilità di ricorrere contro la proclamazione dei risultati dello scrutinio, qualora uno dei nove candidati in questione fosse stato eletto, ciò che egli non ha fatto. Ora, sebbene l'inoltro di un nuovo gravame al Tribunale federale non era necessario, nulla impediva al ricorrente di completare il ricorso, indicando se effettivamente i nove citati candidati (peraltro non nominativamente indicati e quindi non individuabili) sono stati eletti o se essi hanno effettivamente qualche possibilità concreta di subentrare (cfr. DTF 130 IV 43 consid. 1.4; 123 II 161 consid. 1d/bb pag. 165). Gli spettava quindi di rendere perlomeno verosimile che, anche in seguito alla pubblicazione nel Foglio ufficiale degli estratti dei nove candidati in questione e dei risultati da loro ottenuti ad elezioni avvenute, sussisterebbe sempre ancora un interesse pratico e attuale all'annullamento della decisione impugnata e, semmai, delle elezioni in questione (sentenza 1P.507/2004 del 21 giugno 2005 consid. 1.3.2).