# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5d924d1c-b02c-5f5a-8b0a-0cc9fd4d75e5
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

non riuscendo nel proprio intento, ritenuto come l’istanza di sfratto è stata accolta il 02 luglio 2012 e i successivi ricorsi contro la predetta decisione alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello e al Tribunale federale sono stati respinti rispettivamente in data 21 agosto 2012 e 19 novembre 2012;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: dall’art. 146 cpv. 1 CP;
2. falsità in documenti
per avere, nel periodo dal 10 dicembre 2011 al 07 febbraio 2012, a _, _ e in altre imprecisate località, al fine di nuocere al patrimonio di ACPR 6 e di ACPR 5 ed al fine di procacciare a sé un indebito profitto, formato quattro documenti falsi e utilizzato tali documenti falsificati a scopo d’inganno,
e meglio per avere
al fine di attestare, contrariamente al vero, l’avvenuto pagamento, da parte sua nelle mani di ACPR 5 agente anche in rappresentanza di ACPR 6, di una somma complessiva di CHF 11’000.00,
fotocopiato la ricevuta rilasciatagli in data 10 dicembre 2011 da ACPR 5 da quest’ultima debitamente firmata per l’effettivo pagamento di CHF 1'000.00 avvenuto nel mese di dicembre 2011, formando così quattro fotocopie in cui ha alterato la data, il mese relativo alla causale di pagamento e la relativa somma di denaro pagata,
e conseguentemente fatto uso di siffatti documenti falsi, la prima volta in data 7 febbraio 2012, consegnandoli al proprio patrocinatore affinché contestasse le pretese fatte valere da ACPR 6 per il mancato pagamento dell’affitto delle mura del Bar _ a _, documenti falsi allegati allo scritto di data 08 febbraio 2012 dell’avv. _ indirizzato ad ACPR 6,
ed in seguito, versato agli atti della causa tutela giurisdizionale nei casi manifesti, sfratto del conduttore promossa da ACPR 6 il 7 maggio 2012 (SO.2012.326) presso la Pretura di Mendrisio Sud, e nei vari gradi di giudizio che ne sono seguiti, siffatti documenti falsi, al fine di ingannare le preposte autorità giudiziarie in merito al pagamento da parte sua della somma di CHF 11'000.— e meglio come esposto al punto 1.
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: dall’ art. 251 cifra 1 CP;
3. trascuranza degli obblighi di mantenimento
per avere omesso, benché ne avesse o potesse averne i mezzi per farlo, di prestare al figlio minorenne _, e per esso all’ACPR 7 che li anticipa al beneficiario, gli alimenti stabiliti con sentenza di divorzio 30 marzo 2010 del Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Sud, così da essere in arretrato per complessivi CHF 10'965.50 per il periodo 01.11.2011 – 31.07.2012;
fatti avvenuti: a _, nelle circostanze di tempo indicate;
reato previsto: dall’art. 217 cpv. 1 CP;
Presenti: - la Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DF 2;
- l’imputato IM 2, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 2;
- l’imputata IM 3, assistita dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;
- l’imputata IM 4, assistita dal suo difensore di fiducia, avv. _;
- l’avv. RAAP 1, in rappresentanza degli accusatori privati ACPR 5 (presente in aula) e ACPR 6;
- l’avv. RAAP 2, in rappresentanza degli accusatori privati ACPR 4, ACPR 3 e ACPR 2.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:35 alle ore 17:00.
Evase le seguenti
questioni:
verbale del dibattimento
Il Presidente precisa al difensore che la Corte non esclude di pronunciarsi anche in merito al reato di cui all’art. 105 LADI, effettuando un apprezzamento giuridico divergente. Le parti ne prendono atto e non hanno osservazioni.
Sentiti: - il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

## Considerations

chiede la conferma in fatto e in diritto degli atti d’accusa. Per le accuse relative al primo AA, gli imputati sono sostanzialmente rei confessi. Ripercorre le ammissioni nei verbali agli atti, con particolare riferimento al primo verbale di Polizia di IM 2. Il suo coinvolgimento pare avere inizio solo al suo rientro dal servizio militare. La PP si rimette alla Corte e non si oppone ad un eventuale restringimento del periodo di riferimento a suo carico. L’assunzione di responsabilità di IM 1 non è lineare e trasparente, in merito a chi decideva di truffare le casse disoccupazione come pure a chi decideva di volta in volta quante ore notificare. Tutte le persone sentite, hanno definito di “padre padrone” e di “guru” IM 1 all’interno della società, nonostante fosse intestata al figlio. IM 4 e IM 3 hanno riconosciuto di essere state al corrente della truffa in atto alla disoccupazione, la prima si occupava di riempire gli attestati per guadagno intermedio nel periodo aprile-maggio 2010, e la seconda nel periodo maggio 2010-giugno 2010. Esse hanno di fatto aiutato IM 2 e IM 1 con l’allestimento dei formulari. Chiede dunque la conferma dell’AA. Per le accuse di cui all’AA aggiuntivo, l’imputato le contesta integralmente. Malgrado la negazione di responsabilità, IM 1 ha falsificato i documenti e tentato di indurre in errore le autorità civili. Chiede dunque la conferma di questa fattispecie. Per il titolo di trascuranza degli obblighi di mantenimento, IM 1 non ha pagato i contributi malgrado ne avesse le possibilità, chiede dunque che anche questa imputazione venga confermata. In diritto, a mente della PP la truffa e la falsità in documenti in relazione alle casse disoccupazione sono date, si riferisce a questo proposito alla sentenza DTF 119 IV 234.
Per la commisurazione della pena, IM 1 ha la colpa maggiore. Ha imposto il suo volere ai dipendenti e al figlio e non si è fatto scrupolo nell’ottenere indebiti vantaggi economici per finanziare le sue società. Il suo agire gli ha creato un indebito guadagno di ca. 80'000 fr sull’arco di 5-6 mesi. L’imputato ha preso lo Stato come cassa personale, ha pure omesso di pagare gli alimenti al figlio _. Il suo agire ha continuato anche nei rapporti contrattuali con gerente e proprietario del Bar _, creando false ricevute e producendole in causa. Le motivazioni soggettive sono puramente egoistiche. Egli non è incensurato. L’atteggiamento processuale non è trasparente. Chiede una condanna ad una pena detentiva di 15 mesi, sospesa per 4 anni, oltre alla revoca della pena pecuniaria di 7 aliquote giornaliere. Chiede che venga condannato a pagare il risarcimento delle pretese degli accusatori privati, in solido con il figlio limitatamente alle pretese delle casse disoccupazione. Per IM 2, la sua colpa è mitigata rispetto a quella del padre, dapprima per la giovane età, in seguito dal fatto che egli era influenzato dal padre a cui si affidava. Ritenuto anche che la pena a suo carico sarà totalmente aggiuntiva a quella di cui al DAC 4.12.2010, chiede che venga condannato a una pena detentiva di 11 mesi, sospesi condizionalmente per 2 anni. Chiede che venga condannato in solido con il padre a pagare le pretese degli ACP. Per IM 3 e IM 4, la loro colpa è ulteriormente mitigata, esse sono complici ed entrambe hanno agito su istruzioni del proprio datore. Sono infine incensurate. Chiede la condanna ad una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere, sospesa per 2 anni, le cui singole aliquote chiede vengano stabilite in fr. 30.-;
l’avv. RAAP 2, rappresentante degli accusatori privati ACPR 4 e ACPR 3:
si riconferma nell’istanza di risarcimento prodotta, chiede che il risarcimento venga accollato a tutti gli imputati in solido, indipendentemente da chi ne abbia beneficiato. Essi hanno tutti concorso alla commissione del reato, e come tali sono tutti tenuti a risarcire;
l’avv. RAAP 1, rappresentante degli accusatori privati ACPR 6 e ACPR 5, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
a mente del patrocinatore, presentando ricevute fasulle per l’ammontare di fr. 11'000.-, IM 1 ha tacciato la signora ACPR 5 di persona disonesta. Non c’è stato nessun ravvedimento da parte sua. Che dire della cassa pensioni, il patrocinatore si chiede da dove provengano realmente questi soldi. IM 1 non aveva precedenti esperienze come esercente. In realtà non sapeva nemmeno il nome del suo gerente. Secondo l’avv. RAAP 1, si trattava del diabolico mezzo per ottenere dei soldi per tappare precedenti buchi. Il reato imputato nell’atto d’accusa è dato e pacifico. Per quanto concerne il danno e risarcimento, rinvia all’istanza di risarcimento già agli atti;
l’avv. _, difensore dell’imputata IM 4, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
IM 4 avrebbe compilato i formulari attestato guadagno intermedio per i mesi aprile-maggio 2010, sapendo di indicare un numero di ore inferiore rispetto a quelle effettivamente svolte dai dipendenti. Ai tempi, l’imputata aveva 54 anni e si trovava in disoccupazione dal marzo 2009. Considerate le difficoltà di reinserimento professionale e l’età, IM 4 ha accettato con gioia l’offerta di lavoro presso l’_. La società era attiva da circa cinque mesi e la truffa alla disoccupazione era già in atto. L’accusa le rimprovera di essersi resa complice, ma ella non aveva nessun controllo sulle ore che svolgevano gli agenti. Nati i sospetti chiedeva informazioni alla IM 3 e a IM 1, in risposta le veniva sempre detto che tutto era a posto, e che il suo ruolo era unicamente quello di trascrivere i dati. L’atteggiamento di IM 1 era autoritario, a nulla sono valsi i tentativi di IM 4 di far valere i propri dubbi. Il fatto che per essere validi fosse necessaria la firma della società, l’aveva inoltre portata a pensare che lei non potesse essere ritenuta responsabile. IM 4 non voleva e non credeva di partecipare, ella mai avrebbe pensato che sulla base della sua mansione sarebbe stato possibile imputarle alcunché. Inoltre, non ha mai beneficiato del provento del reato. Chiede una massiccia riduzione della pena proposta, tenuto conto dell’attenuante specifica ex. art. 48 CP. Chiede infine che non venga condannata al risarcimento dell’indebito totale in solido, non avendo mai beneficiato di nulla;
l’avv. DUF 1, difensore dell’imputata IM 3, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni: