# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 529e4c1a-419a-5486-8bbc-793c7864ac27
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1 è assicurato presso CO 1 per l'assicurazione di base obbligatoria con una franchigia di CHF 300.--, la copertura infortuni e, apparentemente, con la limitazione definita _ ossia con la limitazione nella scelta del fornitore di prestazioni ai sensi dell'art. 62 LAMal (doc. 1 e doc. 5). Quale medico prescelto ed accettato da CO 1 è indicato il dott. _ di _ (doc. 1).
B. A seguito di vicende gravi appartenenti al passato dell'assicurato, fatti che sono specificati agli atti e che qui non occorre evocare, RI 1 necessita in maniera massiccia di medicamenti. Alla luce di quanto sostenuto dalle parti non tutti i medicamenti sono stati acquistati a seguito di prescrizioni del dott. _ di _.
C. Alla luce di tale modalità di acquisizione dei medicamenti CO 1 ha deciso di bloccare la carta d'assicurazione del ricorrente "_" (in questo senso il doc. X pag. 1). Con scritto 8 febbraio 2007, CO 1 ha comunicato al signor RI 1 che:
"
Mit diesem Schreiben machen wir Sie darauf aufmerkasam, dass Ihre
Versichertenkarte gesperrt
wird, falls weitere Rechnungen für Medikamentenbezüge eintreffen, die nicht von Dr. _ verschrieben wurden. (Gemäss Schreiben/Abmachung 06.07.2006 u. 26.01.2007)." (Doc. A2)
Avverso tale provvedimento, che il farmacista gerente della Farmacia _ di _ ha invece espresso nei seguenti termini all'indirizzo del ricorrente:
"
La avvisiamo che purtroppo la sua assicurazione malattia (CO 1) ha sospeso tutte le sue prestazioni assicurative di copertura di base e di complementare. In seguito a questa decisione ci vediamo costretti di farle pagare alla consegna i medicamenti dispensati dalla nostra farmacia." (Doc. A6)
l'assicurato è insorto.
Si evidenzia che il signor RI 1 beneficia di un aiuto sociale dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento con cui viene garantito il pagamento "delle quote LAMal".
D. Con scritto destinato all'Amtsgericht di _ RI 1 si è aggravato a causa della "Sperrung der Versicherungskarte". Nel suo scritto egli evidenzia di essere, da quanto ancora era minorenne, assicurato presso CO 1. Rileva i gravi fatti di cui è stato vittima (con la condanna dell'autore) e la necessità di far capo a medici psichiatrici che gli hanno prescritto medicamenti. Come evoca il signor RI 1 nel suo esposto l'8 febbraio 2007 CO 1 lo avrebbe minacciato di bloccargli la carta d'assicurazione "falls eine Rechnung über Medikamente von einem Artzt eintreffen" rammentando che secondo l'assicuratore il ricorrente avrebbe sottoscritto un contratto con limitazione del fornitore di prestazioni circostanza questa che l'assicurato contesta (punto 15 del ricorso doc. I).

## Considerations

Per RI 1 CO 1 non è in diritto di bloccare la sua carta d'assicurato, egli avrebbe infatti sempre puntualmente pagato i premi. Per il ricorrente CO 1 deve assumere i costi dei medicamenti fatturati e non può impedirgli di scegliersi il medico. Egli evidenzia poi che l'assicuratore ha posto in essere le sue minacce poiché, a causa del blocco della carta, egli non riceve più medicamenti anche se necessari come attestato dal dott. _ (doc. I).
RI 1 ha evidenziato, in risposta a scritto dell'Amtsgericht _, che dal 1 luglio 2007 egli vuole essere assicurato presso _ e che le sue pretese nei confronti di CO 1 derivano anche dalle coperture complementari (doc. II).
E. Il 29 marzo 2007 l'Amtsgericht di _ (_) ha trasmesso gli atti al Tribunale amministrativo del Cantone _ (Sezione delle assicurazioni sociali) segnalandone la competenza. Quest'ultima autorità ha, il 30 marzo (atto pervenuto il 2 aprile 2007), trasmesso gli atti a questo Tribunale Cantonale delle Assicurazioni per competenza. Dopo verifica dell'effettivo domicilio in Ticino del signor RI 1 (doc. IV) il 3 aprile 2007 il giudice delegato ha confermato l'assunzione della procedura (doc. V), si é rivolto al signor RI 1 con scritto di pari data con cui ha spiegato all'assicurato i principi della procedura ed ha chiesto di produrre quanto necessario ai fini del giudizio. Lo stesso 3 aprile (doc. VII) l'atto ricorsuale è stato trasmesso a CO 1 per la risposta di causa con termine fisso scadente il 25 aprile 2007.
Dal canto suo RI 1 ha trasmesso uno scritto riassuntivo dei fatti in lingua italiana (pervenuto il 10 aprile 2007, doc. VIII) subito trasmesso all'assicuratore.
F. Con scritto giunto il 18 aprile 2007 CO 1 ha preso posizione sul gravame nei seguenti termini:
"
Il ricorrente è assicurato presso la CO 1 ed ha scelto un'assicurazione medico di famiglia _ che rappresenta una forma particolare d'assicurazione secondo l'art. 62 LAMal."
rilevando poi spese importanti per i medicamenti che CO 1 ritiene procurati con "metodo irregolare" dall'assicurato. L'assicuratore ha rilevato che:
"
Secondo l'art. 7.1 del regolamento complementare "_ assicurazione medico di famiglia", edizione 2006, gli assicurati devono rivolgersi per qualsiasi trattamento sempre in primo luogo al loro medico _."
giustificando così il suo diritto di
"
Bloccare la carta d'assicurazione del ricorrente. La carta d'assicurazione "_" della CO 1 non rappresenta una prestazione obbligatoria secondo la LAMal. Si tratta soltanto di un servizio supplementare da parte della CO 1. Naturalmente, anche dopo il blocco della carta d'assicurazione, il pagamento delle prestazioni assicurative nei limiti della legge rimane garantito."
Quest'ultimo rilievo appare contraddetto dalla Farmacia _ (doc. A6) che evidenzia come:
"
La avvisiamo che purtroppo la sua assicurazione malattia (CO 1) ha sospeso tutte le sue prestazioni assicurative di copertura di base e di complementare. In seguito a questa decisione ci vediamo costretti di farle pagare alla consegna i medicamenti dispensati dalla nostra farmacia." (Doc. A6)
Nelle sue conclusioni CO 1 rammenta di avere, visto il disaccordo del signor RI 1, emesso una decisione in data 27 marzo 2007
"Solo il blocco della carta d'assicurazione forma l'oggetto di questa decisione"
.
CO 1 rammenta poi la possibilità di inoltrare opposizione. Nelle sue conclusioni l'assicuratore rammenta l'inoltro dell'opposizione il 3 aprile 2007 e chiede che il TCA non entri nel merito del gravame (doc X).
RI 1 si è confermato nelle sue conclusioni (Doc. XI).
in diritto
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
2. Secondo quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Giusta l'art. 85 cpv. 2 della nuova legge federale sulla sorveglianza delle imprese d’assicurazione del 17 dicembre 2004 (LSA), entrata in vigore il 1° gennaio 2006, per le controversie relative alle assicurazioni complementari all’assicurazione sociale malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d’ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
In ambito cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti al TCA (LPTCA).
In concreto, con il suo atto originariamente destinato all'Amtsgericht di _, RI 1 contro l'inazione della cassa rispettivamente contro il blocco della sua carta d'assicurazione e fa valere inoltre prestazioni derivanti dalle assicurazioni complementari rette dalla LCA.
Nella misura in cui l’assicurato fa valere prestazioni derivanti dai contratti assicurativi retti dal diritto privato, le sue pretese saranno oggetto di giudizio separato da parte di questo Tribunale (inc. 36.2007.52) come preannunciato con scritto 3 maggio 2007 alle parti.
nel merito
3. Per quanto riguarda l'applicazione della LAMal nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie il gravame in discussione va ritenuto quale ricorso per denegata giustizia. Solo nelle more della procedura, infatti, CO 1 ha emesso la sua decisione relativa alla sospensione della carta d'assicurazione.
4. In merito a tale tema giova ricordare che per l’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. A norma dell’art. 52 cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Giusta l’art. 56 cpv. 1 LPGA le decisioni su opposizione e quelle contro cui un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso. Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.
L’art. 56 cpv. 2 LPGA include sia i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560).
5. Secondo il TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560). Sempre secondo la giurisprudenza, vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 consid. 3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 20 consid. 4c, 103 V 195 consid. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 consid. 3c in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483).
Il principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid.
4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509
).
D
ottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del dovuto la
trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali).
In una sentenza del 25 giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa). In questa stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:
"
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10.
März 1993, M 1/92)." (RAMI succitata)
In dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 1995 nella causa A.L. del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, nella quale è stata riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità che aveva atteso più di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.) oppure quella datata 22 giugno 1998 del Tribunale amministrativo del Canton Nidwaldo, in cui l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). Il
TFA ha stabilito, i
n una sentenza pubblicata in
SVR 2001 KV 38, p. 109s., che l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56).
Da ultimo va rilevato che, in caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di concludere entro un termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110).
6. Nel caso di specie l’assicuratore ha fatto pervenire la decisione su opposizione voluta dall’assicurato e ciò nelle more della procedura. RI 1 ha già interposto opposizione. La procedura appare quindi divenuta nella sostanza priva d’oggetto. Il ricorrente potrà ulteriormente semmai rivolgersi - avverso la decisione su opposizione che sarà emanata - a questo Tribunale contro tale provvedimento se lo riterrà, ben facendo attenzione al rispetto del termine per l’inoltro del gravame.
In concreto CO 1 ha agito in tempi brevi alla luce delle circostanze e, se non fosse divenuto privo d'oggetto, il ricorso sarebbe stato da respingere.
7. In merito al tema della carta d'assicurazione va rammentato come
il diritto federale non prevedeva basi legali per introdurre per tutti gli assicurati un dossier sulla salute con i dati della loro anamnesi. Questa esigenza era stata manifestata già il 28 novembre 1996 dal membro del Consiglio Nazionale Guisan con un postulato (96.3578) sottoscritto da altri 66 membri del CN, con cui veniva chiesto, in primis per i bambini e per gli adolescenti e quindi, successivamente, per gli adulti, l’introduzione di un libretto – “carnet” – nel quadro dell’assicurazione malattia obbligatoria. Nello sviluppo del suo postulato l’on. Guisan aveva sottolineato in particolare:
"
Le carnet de santé, que le support soit électronique ou de papier, constitue à la fois un instrument d'information, de gestion de la qualité et d'économie. Par les renseignements qu'il contient en matière de diagnostic, de résultats d'investigations et de traitements effectués ou en cours, il permet d'assurer un suivi cohérent au patient, a fortiori s'il est appelé à être pris en charge par plusieurs médecins ou institutions, et d'éviter la répétition inutile d'examens."
In sostanza il postulato concerneva l’introduzione più specificatamente di una vera e propria tessera sanitaria.
In Svizzera, negli ultimi anni, 4 milioni di assicurati affiliati a 35 assicuratori-malattie utilizzavano, ed ancora oggi lo fanno, una tessera elettronica per le prestazioni di circa 2000 farmacie. In assenza di una disciplina unica a livello federale si sono sviluppati, come rammenta il Messaggio concernente la revisione parziale della LAMal (Messaggio del 26 maggio 2004 no. 04.031), diversi progetti indipendenti gli uni dagli altri, spesso non compatibili tra di loro. Da qui, sostanzialmente, la necessità di una base legale unica a livello federale (a superamento della competenza che di principio spetta ai Cantoni in materia di copertura sanitaria [Messaggio citato pag. 3824]) al fine di introdurre nella legislazione una base legale tendente all’introduzione della tessera d’assicurato, base legale che preveda la tessera quale strumento di semplificazione amministrativa, da un lato, ed anche la possibilità di inserire dati relativi alla salute della persona interessata. L’ampiezza del territorio e la crescente mobilità della popolazione hanno acuito la necessità di disporre di sistemi compatibili e interoperativi.
Va poi rammentato - come fa il Messaggio citato pag. 3824 e 3825 - l’Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (accordo sulla libera circolazione delle persone; dei sistemi di sicurezza sociale [regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori autonomi e ai loro famigliari che si spostano all’interno della Comunità; RS
0.831.109.268.1
]), che prevede il coordinamento ma non l’armonizzazione dei sistemi nazionali della sicurezza sociale. Dell’accordo fa parte integrante l’assistenza internazionale in materia di prestazioni in natura nell’assicurazione malattie, che permette di beneficiare di prestazioni mediche in caso di malattia o infortunio durante il soggiorno in un altro Stato firmatario (su questi temi si veda in particolare la sentenza 19 aprile 2007 di questo Tribunale in re L. 36.2006.142, in specie le considerazioni al punto 2.12 pag. 26 e seguenti). Il 1° gennaio 2004 la CE ha introdotto la tessera europea di assicurazione sanitaria in sostituzione dei cosiddetti moduli E (E111), che permettevano di beneficiare di prestazioni mediche in un altro Stato membro. I moduli cartacei hanno ceduto il posto a documenti assicurativi formato “carta di credito”. La Svizzera ed i singoli Stati membri della CE hanno avuto a disposizione un periodo di transizione di un anno e mezzo (fino al 1° gennaio 2006) per introdurre la tessera di assicurazione sanitaria. Come rammenta il Messaggio citato:
"
Questo adeguamento puramente tecnico avverrà formalmente mediante una modifica dell’Allegato II all’Accordo sulla libera circolazione delle persone. Non ha, quindi, un legame diretto con la tessera d’assicurato, ma il retro della tessera svizzera potrebbe essere utilizzato per la tessera europea di assicurazione sanitaria."
Come rammenta ancora il Messaggio del 26 maggio 2004 citato, preparando la risposta al postulato Guisan in occasione della seduta speciale del 22 maggio 2002, il Consiglio Federale é giunto alla conclusione che il DFI avrebbe potuto elaborare una base legale da inserire nel catalogo delle modifiche a breve termine al fine di consentire l’introduzione di tale strumento nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
"
che potrebbe trasformarsi progressivamente da una tessera d’assicurato a tessera più dettagliata per il paziente"
Il Consiglio Federale ha quindi approvato nell’agosto 2002 un nuovo articolo 42
a
LAMal, inserito nei lavori parlamentari in corso sulla 2a revisione LAMal. Il testo della 2a revisione LAMal prevedeva pertanto già la delega al Consiglio Federale per l’introduzione di una tessera d’assicurato, approvata da entrambe le Camere.
Nel corso del lavori parlamentari è stata sottolineata da parte di Cristiane Brunner l’importanza della tessera nei seguenti termini:
"
L'article 42a porte sur l'introduction de la carte d'assuré. Son introduction poursuit trois objectifs. Le premier vise à l'efficience en matière de coûts ainsi qu'à la simplification des procédures; le deuxième à une meilleure qualité et à une meilleure sécurité dans le domaine de la santé; le troisième à nous doter d'un instrument important pour la maîtrise du système dans son ensemble. C'est pour cette dernière raison que les cantons sont particulièrement intéressés par l'introduction d'une carte de santé servant de clé d'accès à un réseau d'informations médicales, et qui permettrait d'influencer les gestes thérapeutiques et surtout le volume des prestations.»
(...)
Con la sua proposta di modifica legislativa del 26 maggio 2004 il Consiglio Federale ha sottolineato che l’articolo 42
a
LAMal
"
offre la base legale necessaria ad autorizzarci a introdurre una tessera con un numero di identificazione attribuito dalla Confederazione. La tessera agevola il lavoro amministrativo comportato dalla fatturazione tra fornitori di prestazioni e assicuratori e riduce le spese amministrative. La tessera può essere utilizzata per altri scopi, quali per esempio l’accesso a dati personali in caso d’emergenza, solo con il consenso dell’assicurato, dato che questi dati sono considerati degni di particolare protezione ai sensi della legge sulla protezione dei dati. Ne consegue che la tessera non dev’essere utilizzata per nessun altro scopo. Inoltre, il salvataggio di dati e l’accesso a dati in caso d’emergenza sono possibili soltanto con il consenso dell’assicurato."
La norma dell’art. 42° LAMal è oggi così redatta:
"
Art. 42
a Tessera d’assicurato
1 Il Consiglio federale può stabilire che ogni assicurato riceva una tessera d’assicurato per il periodo del suo assoggettamento all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Sulla tessera figurano il nome dell’assicurato e un numero d’assicurazione sociale assegnato dalla Confederazione.
2 La tessera dispone di un’interfaccia per l’utente ed è utilizzata per la fatturazione delle prestazioni secondo la presente legge.
3 Sentite le cerchie interessate, il Consiglio federale disciplina l’introduzione della tessera da parte degli assicuratori e gli standard tecnici da applicare.
4 Con il consenso dell’assicurato, la tessera contiene dati personali che possono essere consultati elettronicamente dalle persone autorizzate a tal fine. Sentite le cerchie interessate, il Consiglio federale stabilisce l’estensione dei dati che possono essere memorizzati sulla tessera.
Disciplina l’accesso ai dati e la loro elaborazione."
Sul tema si veda l’interessante apporto dottrinale di Andrea Nagel dell’UFAS pubblicato su Sécurité Sociale CHSS 2/2007 pag. 95 e segg. che rammenta come il Consiglio Federale ha adottato l’Ordinanza sulla carta d’assicurato nell’assicurazione obbligatoria contro le malattie rendendola obbligatoria a partire dal 2009. Da tale data tutti gli assicurati dovranno presentare questa carta per farsi rimborsare dai loro assicuratori le prestazioni fornite dai medici, dagli ospedali e dai farmacisti. L’Ordinanza del 14 febbraio 2007 entrata in vigore lo scorso 1 marzo regola l’introduzione della carta d’assicurato ed incarica il DFI di stabilire gli standard tecnici. A partire dal 2009 tutti gli assicurati disporranno di una carta formato carta di credito che conterrà dati amministrativi relativi all’assicurato e potranno contenere i dati CEAM ossia della carta europea di assicurazione malattia (A. Nagel, op. cit. pag. 96 sul tema).
Al momento attuale non è prevista l’obbligatorietà della carta d’assicurato.
Il tema, alla luce dell’esito del gravame, non va qui ulteriormente sviluppato ed analizzato con riferimento al caso concreto, basti il rinvio alla normativa adottata.