# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4f6d4d69-3556-58e0-ae4a-bda0c8497ba7
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_002
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a.
Prima dei fatti oggetto dei procedimenti che hanno condotto alla sua condanna da parte della Corte di appello e di revisione penale il 4.9.2014 (inc. CARP n. _), RE 1 era già stato inchiestato e condannato, a seguito di precedenti episodi di rilevanza penale.
Con sentenza del 4.9.2007 egli era stato punito con una pena di 16 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente, per infrazione aggravata e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (di seguito LStup), ripetuto furto, danneggiamento, violazione di domicilio, guida senza assicurazione per la responsabilità civile, contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico.
Con sentenza della Pretura penale del 13.7.2010, egli è stato condannato a trenta aliquote giornaliere di CHF 80.-- cadauna per infrazione alla LF sugli stranieri (LStr), lesioni semplici e contravvenzione alla LStup.
Con decisione 20.10.2010 egli è stato ritenuto colpevole dal Tribunale militare 8 di _ che gli ha inflitto 30 aliquote giornaliere di CHF 80.-- cadauna per omissione del servizio militare ed assenza ingiustificata.
Con decreto d’accusa 28.11.2011 è stato condannato per violazione alla LStr a 120 aliquote giornaliere di CHF 80.-- cadauna.
b.
Per i fatti oggetto dei procedimenti penali che hanno portato alla condanna - che attualmente sta scontando - RE 1 è stato in detenzione preventiva dal 9 all’11.5.2012, dal 7.3.2014 al 3.4.2014 e, poi, in regime di carcerazione di sicurezza dal 4.4.2014 fino al dibattimento.
c.
Il Ministero pubblico ha emesso contro di lui, il 23.7.2012, un decreto d’accusa DA _ ed il 4.4.2014 un atto d’accusa ACC _. I fatti contestatigli sono relativi al 2012 (quelli del decreto di accusa) e al 2013/2014 (quelli dell’atto di accusa).
d.
RE 1 è stato condannato dalla Corte delle assise correzionali di _ in data 12.5.2014 (inc. TPC _) per diverse imputazioni (vie di fatto, lesioni semplici, minaccia ripetuta, danneggiamento ripetuto, contravvenzione alla LStup, infrazione alla LStup ripetuta, furto e violazione di domicilio) ad una pena detentiva di 10 mesi non sospesi condizionalmente, ad una multa di CHF 100.--, alla revoca di due sospensioni condizionali di pena (120 aliquote e 30 aliquote).
e.
Con sentenza del 4.9.2014, motivata per iscritto il 29.9.2014, la Corte di appello e di revisione penale ha parzialmente accolto il gravame presentato dal qui reclamante, riducendo la pena a 9 mesi detentivi, non sospesi condizionalmente (inc. CARP _).
f.
L’esecuzione della pena è iniziata il 4.4.2014. Con decisione di collocamento del 2.10.2014 (inc. GPC _), il giudice dei provvedimenti coercitivi, agente in materia di applicazione della pena, ha ordinato il collocamento in sezione chiusa del qui reclamante. Ha stabilito che i 2/3 della pena erano scaduti il 2.9.2014.
g.
Dopo gli accertamenti necessari per statuire sulla liberazione condizionale, con decisione 24.10.2014 (inc. GPC _), qui impugnata, il giudice dei provvedimenti coercitivi ha negato al reclamante il beneficio dell’art. 86 CP.
Sebbene a favore della liberazione condizionale si fossero espressi sia la direzione delle Strutture carcerarie, sia l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa (di seguito UAR), il magistrato ha ritenuto che il pericolo di recidiva fosse particolarmente presente per il reclamante, in considerazione anche dei reati per cui era stato condannato.
Per il pericolo di recidiva, nella decisione il magistrato ha fatto riferimento alla violazione delle norme sostitutive alla carcerazione preventiva, all’elenco delle infrazioni esposte a pag. 32/33 della sentenza di primo grado, a passaggi relativi alla mancata sospensione condizionale dell’esecuzione della pena nella decisione di appello, ricordando inoltre che proprio per il pericolo di recidiva il reclamante era giunto a processo in stato di detenzione (preventiva prima, di sicurezza poi).
Questi elementi oggettivi non risultano controbilanciati dal progetto presentato dall’UAR.
Il magistrato ha ritenuto che il maggior problema risiedesse nella personalità del reclamante, nella sua impulsività, nell’incapacità a controllarsi, passando facilmente all’atto o alle minacce, facendo così prevalere il pericolo di recidiva.
h.
Con il gravame qui in esame, RE 1 evidenzia anzitutto la necessità dell’adozione in tempi brevi di una decisione. Riprende poi un passaggio della sentenza d’appello (a p. 52 della sentenza 4/29.9.2014, inc. _), evidenziando come i giudici di secondo grado abbiano lasciato aperta la possibilità di richiedere la liberazione condizionale.
Dopo aver ricordato i motivi che hanno portato alla decisione sulla (mancata) liberazione condizionale, il reclamante censura un accertamento inesatto dei fatti e un’errata applicazione dell’art. 86 CP, e ciò con riferimento ad un passaggio di p. 52 della sentenza d’appello e ad un estratto della decisione 4.9.2014 che l’ha mantenuto in carcerazione di sicurezza (allegato E al reclamo), che dimostrerebbero come egli abbia intrapreso un percorso di elaborazione dell’accaduto. Questo sarebbe confermato dalla sua disponibilità a cambiare dimora, in relazione al programma elaborato dall’UAR. La prognosi negativa operata dalla Corte di appello e di revisione penale, menzionata dal magistrato, sarebbe riferita unicamente alla sospensione condizionale della pena, non alla liberazione condizionale. Determinante per la decisione sarebbe l’importante processo di maturazione evidenziato dalla CARP, completato con l’accettazione del piano di sostegno preparato dall’UAR.
Sulla personalità del reclamante, nel gravame si evidenzia come occorra tener presente quanto indicato dalla CARP, la disponibilità a seguire il piano riabilitativo, lo scritto allegato L al reclamo, la condotta positiva tenuta in carcere, i preavvisi favorevoli raccolti dal giudice.
Ci sarebbero segni chiari e inequivocabili di un percorso di rieducazione, con risultati positivi. Contrariamente a quanto sostenuto dal giudice, il progetto riabilitativo, in quanto prevede lo spostamento della dimora del reclamante, sarebbe adeguato ad eliminare il pericolo di recidiva.
Nell’ottica dell’inadeguatezza, il reclamante sostiene che la mancata liberazione escluda l’applicazione del piano riabilitativo, di modo che, una volta scarcerato, si troverà senza dimora e senza possibilità di essere seguito da un sostegno psicologico. La liberazione condizionale permetterebbe di imporre delle norme di comportamento e quindi un reinserimento più adeguato.

## Considerations