# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7e3ed71f-30fc-51d8-af87-c6c433d26f59
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto
a.
Nell'ambito di diversi procedimenti penali promossi da RI 1 contro l'ex-convivente e padre di sua figlia _, _, per titolo di trascuranza degli obblighi di mantenimento (inc. MP _) e ripetute lesioni semplici (DA _) e di un procedimento penale promosso da _ contro RI 1 per titolo di appropriazione semplice, appropriazione indebita, truffa e falsità in documenti (NLP _), con istanza 21.8.2009 quest'ultima ha postulato la concessione del gratuito patrocinio (AI 1, inc. GIAR _).
b.
Con decisione 24.3.2010 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta di RI 1 di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio affermando che quest'ultima fosse in grado di sopperire alle spese di patrocinio e sostenendo che i casi in cui essa era parte civile o denunciata fossero di modesta rilevanza (
Bagatelldelikte
) (decisione 24.3.2010, inc. GIAR _).
c.
Con il presente tempestivo gravame RI 1 chiede di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio, sostenendo in sostanza che il calcolo eseguito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto non terrebbe in considerazione le sue spese di trasferta per recarsi al luogo di lavoro, le spese che essa dovrebbe sopportare per i pasti fuori casa, le spese per la mamma diurna per la piccola _ e di un debito da lei contratto nei confronti di _ che rimborserebbe in ragione di CHF 200.-- / 300.-- al mese. Inoltre per quanto concerne l'aspetto della complessità dei procedimenti qualificati quali
Bagatelldelikte
dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, RI 1 afferma di non essere in grado di difendersi da sola, in particolar modo sugli aspetti di diritto. Per di più
"(...) il magistrato inquirente durante l'istruttoria ha esplicitamente richiesto la presenza del difensore quando si è trattato di effettuare l'interrogatorio a confronto tra _ e RI 1, alla presenza anche della funzionaria dell'USSI (...). Questo per una questione di parità di armi. Non sarebbe quindi né equo né logico negare il beneficio dell'AG/GP per atti ordinati dal PP ed ai quali la signora RI 1 (risp. il patrocinatore) non potevano sottrarsi (...)"
(ricorso 9/12.4.2010, p. 4 s.).
d.
Delle osservazioni del procuratore pubblico e del giudice dell'istruzione e dell'arresto si dirà, se necessario, in corso di motivazione.

## Considerations

in diritto
1.
Il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
2.
Giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "
(...) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP
(vCPP)
, con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (...)
" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "
(...) una difesa oggettivamente non necessaria
" e che "
anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore
" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("
trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato
", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
3.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori ("
Bagatelldelikte
"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).
4.
Anche la parte lesa può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 Cost. nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“
Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-punktes
”) rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti).
La legge cantonale ticinese prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore. Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag). Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche n. 9 ad art. 52 vCPP).
5.
5.1.
Nel presente caso è innanzitutto in discussione l'indigenza della ricorrente e, più in particolare, i criteri di calcolo applicati dal giudice dell'istruzione e dell'arresto.
5.2.
Giusta l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia (DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita; l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155 vCPC e n. 570).
I presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II – 1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai lavori preparatori dell’art. 3 Lag: “
(...) l’indicazione dei mezzi "propri" va precisata nel senso che per determinare se il richiedente è indigente si può considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori (DTF 119 Ia 12), senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che potrebbero essere tenuti all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 195 cons. 3)
” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3; cfr. anche B. CORBOZ, op. cit.,
p. 67 ss.).
5.3.
Il giudice dell'istruzione e dell'arresto, nella decisione qui impugnata, ha ritenuto che RI 1 sarebbe in grado di sopperire alle spese di patrocinio in base alla documentazione prodotta unitamente alla sua istanza 21/26.8.2009. Ha anzitutto accertato che il reddito di RI 1 ammonta a CHF 4'318.90. Da questo importo ha dedotto la somma di CHF 1'600.-- quale minimo vitale in base alla LEF per madre e figlia, CHF 1'550.-- per spese di locazione e CHF 391.65 per cassa malati. Il restante importo di CHF 777.25 sarebbe dunque sufficiente, a mente del giudice dell'istruzione e dell'arresto, per far fronte alle altre spese, tra cui quelle di patrocinio.
5.4.
La ricorrente, dal canto suo, contesta le conclusioni alle quali è giunto il giudice dell'istruzione e dell'arresto. A suo dire quest'ultimo non avrebbe tenuto conto di ulteriori posizioni che porterebbero ad un risultato finale differente. In particolare non si sarebbe tenuto conto delle spese necessarie per il conseguimento del suo reddito:
"(...) in effetti [essa] compie giornalmente (andata e ritorno) il tratto dalla propria abitazione di _ al Centro Commerciale di _ essendo ella impiegata presso il negozio _. Tale percorso è di 13 km a tratta (...) che notoriamente viene compiuto per 22 giorni lavorativi al mese per un costo di CHF/km 0.70, importo che viene regolarmente riconosciuto in diversi ambiti del diritto, sia quello di famiglia per il computo dei fabbisogni sia dalle Autorità fiscali. Ciò comporta un onere mensile di CHF 400.00. Inoltre non essendo ragionevole il rientro al proprio domicilio sul mezzogiorno (disponendo ella di una sola ora di pausa) alla signora RI 1 va pure riconosciuta (...) una spesa per pasto fuori casa di CHF 12.00 che sull'arco di 22 giorni porta ad un onere di CHF 264.00. Già a questo punto ben si vede che l'eccedenza disponibile è di CHF 113.25 ciò che da un profilo economico giustifica l'accoglimento dell'istanza (...)"
(ricorso 9/12.4.2010, p. 3 s.). A ciò si aggiunga anche la necessità di far capo ad una mamma diurna che si occupi della piccola _, sia al di fuori degli orari scolastici sia durante le vacanze estive:
"(...) l'onere complessivo sull'arco di tutto il 2009 è di CHF 2'582.00 (ossia CHF 215.00 mensili), mentre che per il mese di febbraio 2010 l'onere è stato di CHF 436.90 (...)"
(ricorso 9/12.4.2010, p. 4). Essa avrebbe inoltre un debito contratto nei confronti di _ che rimborserebbe in ragione di CHF 200.--/300.-- mensili.
5.5.
Dalla documentazione prodotta dalla stessa ricorrente risulta che essa percepisce uno stipendio di CHF 3'618.90 netti mensili (cfr. certificato di salario 2008, AI 2, inc. GIAR 2008.50804) e CHF 700.-- per la figlia tramite l'Ufficio anticipo alimenti, per un totale di CHF 4'318.90. Da questo montante va anzitutto dedotta la somma di CHF 1'600.-- quale importo minimo di esistenza ai sensi della LEF [cfr. tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)]. Quest'importo di base include le spese di sostentamento, abbigliamento e biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e dell'arredamento domestico, cultura, così come le spese di elettricità e/o gas. Inoltre vanno dedotti CHF 424.90 per le casse malati (cfr. attestati di assicurazione 2009, inc. GIAR _, AI 2) e CHF 1'550.-- per spese di locazione.
Per quanto concerne le spese indispensabili connesse con l'esercizio della professione vanno riconosciute quelle inerenti i pasti fuori casa di CHF 11.-- per ogni pasto principale [cfr. tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)] per un totale di CHF 201.70 mensili (
la durata media annua del lavoro può essere quantificata su 220 giornate giusta la prassi delle autorità fiscali: essa costituisce una ragionevole media, che evita di verificare di volta in volta le giornate di lavoro effettivamente svolte dal contribuente, dedotti non soltanto le vacanze e i giorni festivi, ma anche ogni altra assenza per qualsivoglia motivo) e quelle inerenti le spese di trasferta per raggiungere il posto di lavoro (_): vengono tuttavia riconosciute unicamente le spese effettive per l'uso dei mezzi pubblici di trasporto riconosciute in CHF 8.-- / giorno (cfr.
www.sbb.ch
) per un totale di CHF 146.70 mensili (sempre con una media di 220 giornate lavorative annuali).
Devono inoltre essere dedotte le spese inerenti i soggiorni di _ presso delle mamme diurne per un importo complessivo medio di circa CHF 240.--/mensili.
Da quanto sopraindicato emerge dunque, contrariamente a quanto stabilito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, che RI 1 non avrebbe a disposizione un'eccedenza mensile (pari a circa CHF 155.--) tale da permetterle di far fronte oltre al pagamento delle altre spese strettamente necessarie (il pagamento rateale di eventuali debiti, altre assicurazioni) anche alle sue spese di patrocinio.
6.
6.1.
Il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha inoltre affermato che nel caso in esame ci si troverebbe confrontati con dei
"Bagatelldelikte"
(cfr. sentenza 24.3.2010, p. 1 s.).
6.2.
La ricorrente ha dal canto suo dichiarato che
"(...) per quanto concerne il procedimento di cui all'art. 217 CPS (...) il Magistrato inquirente durante l'istruttoria ha esplicitamente richiesto la presenza del difensore quando si è trattato di effettuare l'interrogatorio a confronto tra _ ed RI 1, alla presenza anche della funzionaria dell'USSI (...). Non sarebbe quindi né equo né logico negare il beneficio dell'AG/GP per atti ordinati dal PP ed ai quali la signora RI 1 (risp. il patrocinatore) non potevano sottrarsi. Per quanto attiene invece al procedimento sfociato nel DA _ del 18.01.2010 con il quale il Magistrato ha proposto una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere sospese per titolo di ripetute lesioni semplici è vero che il tutto non ha comportato spese particolari per la signora RI 1 nella misura in cui si sono svolti gli interrogatori di Polizia e nessun interrogatorio o confronto dinanzi al Magistrato inquirente. Tuttavia tale decreto è stato oggetto di opposizione da parte di _ ed alla luce di quanto figura nel dossier (...) non si può che concludere che la presenza della signora RI 1 e del patrocinatore al dibattimento sarà imprescindibile non potendo la signora RI 1 difendersi da sola sugli aspetti di diritto che non sono garantiti da nessun altro soprattutto alla luce del fatto che in simili dibattimenti dinanzi alla Pretura Penale il PP non interviene mai e viene lasciata alla parte civile l'incombenza di sostenere l'accusa. Operazione che di tutta evidenza la signora RI 1 da sola non è in grado di effettuare non essendo ella giurista di formazione bensì impiegata di commercio. Infine ed a maggior ragione si giustifica l'ammissione all'assistenza giudiziaria ed al gratuito patrocinio anche per l'incarto riguardante la denuncia sporta da _ nei confronti di RI 1 per tutta una serie di reati finanziari, sfociati in un NLP puntualmente oggetto di impugnazione dinnanzi a codesta Camera da parte del _ medesimo. Le accuse (...) non sono certo delle bagattelle visto che si parla di falsità in documenti, di truffa e di appropriazione indebita. Anche ciò ha reso necessario un confronto dinanzi al Magistrato inquirente al quale obbligatoriamente ha dovuto presenziare il difensore ed è pure necessaria l'assistenza del difensore in questa fase di istanza di promozione dell'accusa (...)"
(ricorso 9/12.4.2010, p. 4 ss.).
6.3.
Ora, per quanto concerne i procedimenti penali a carico di _ aperti in seguito alle denunce della qui ricorrente per i reati di trascuranza degli obblighi di mantenimento e per titolo di ripetute lesioni semplici (procedimento questo sfociato nel decreto d'accusa DA _ del 18.1.2010), dalla lettura degli atti non appare che gli interessi di RI 1 siano stati colpiti in misura importante e non sembra nemmeno che le fattispecie alla base dei procedimenti penali presentavano particolari problemi di fatto, che imponevano approfondimenti specifici dal profilo giuridico. Si è infatti in presenza di casi bagattella, nell'ambito dei quali, secondo la costante prassi, la presenza di un legale non è necessaria, ritenuto che di massima il leso può far valere le sue pretese senza l'ausilio di un avvocato (decisione TF 1B_153/2007 del 25.9.2007, consid. 3.3.; decisione TF 1B_52/2010 del 4.3.2010, consid. 2.4.).