# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 63b52aeb-aec3-5a2d-88b9-22d091f01313
**Court:** TI_TE
**Chamber:** TI_TE_001
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Expropriation

## Facts

in fatto e in diritto
1.
1.1. IlISEP 1 ha deciso di costruire, nella sezione di _, in località _, la nuova strada di servizio SS1b al fine di urbanizzare un comprensorio edificabile appartenente alla zona residenziale estensiva; il sedime necessario è già stato riservato nell’ambito di una passata procedura di raggruppamento terreni (mapp. no. 645). Il progetto è stato presentato con messaggio no. 3/2006 del 23.1.2006 congiuntamente alla richiesta di credito per la realizzazione dell’opera di fr. 510'000.- ed alla proposta di prelevare contributi di miglioria in ragione del 70% della spesa determinante. Il Consiglio Comunale ha approvato il messaggio con risoluzione del 19.6.2006.
Il progetto definitivo, la cui messa in atto non ha richiesto espropriazioni, è stato pubblicato dal 27.11 al 27.12.2006 giusta la Legge sulle strade in vigore fino al 31.12.2006, ed approvato dal Tribunale di espropriazione con sentenze del 19.9.2007 (cfr. inc. 20.2006.61 richiamato).
1.2. Il Municipio di _ ha avviato la procedura di prelievo dei contributi di miglioria per la suddetta opera pubblicando il prospetto dal 25.10 al 23.11.2010 previo invio di un avviso personale ai contribuenti.
Stando alla tabella pubblicata, RI 1 in veste di proprietario dei mapp. no. 582 e 583 e di comproprietario di una quota di 1⁄2 del mapp. no. 585 è stato assoggettato al pagamento dei seguenti contributi di miglioria:
- per il mapp. no. 582 fr. 47'682.94
- per il mapp. no. 583 fr. 56'023.76
- per il mapp. no. 585 fr. 9’649.32
Durante la pubblicazione, interpellato dal proprietario, il Municipio ha riconosciuto di essere incorso in un errore riguardo la superficie computata del mapp. no. 582 ed ha quindi corretto in maniera puntuale il prospetto riducendo la superficie edificabile netta del fondo da 748 mq a 574 mq; ciò ha portato il relativo contributo a fr. 37'985.85 (cfr. lettera del Municipio dell’11.11.2010).
Il reclamo tempestivamente interposto contro il prospetto è stato respinto dal Municipio con decisione del 12.10.2011. Da ciò il ricorso in esame, nel quale il proprietario contesta la spesa determinante, il piano del perimetro e i criteri di riparto dei contributi. Con risposta del 12.1.2012 il Municipio ha postulato la reiezione del gravame.
L’udienza di conciliazione si è svolta in data 14.2.2012 con esito negativo. Successivamente, in data 24.5.2012 è stato esperito un sopralluogo.
Conclusa l’istruttoria le parti sono comparse al dibattimento finale del 29.1.2013, riconfermandosi nelle rispettive posizioni.
2.
2.1. I Comuni sono tenuti a prelevare contributi di miglioria per le opere pubbliche che procurano al privato un vantaggio particolare (art. 1 cpv. 1 LCM), segnatamente per le opere di urbanizzazione generale e particolare dei terreni (art. 3 cpv. 1 let. a LCM). A norma dell’art. 4 cpv. 1 LCM un vantaggio particolare è presunto quando: l’opera serve ad urbanizzare i fondi ai fini dell’utilizzazione prevista o a migliorare l’urbanizzazione secondo uno standard minimo (let. a); migliora in modo evidente la redditività, la sicurezza, l’accessibilità, la salubrità e la tranquillità dei fondi, tenuto conto della loro destinazione (let. b); elimina o riduce inconvenienti ed oneri (let. c).
Gli interventi stradali e le opere annesse sono un esempio emblematico di opere pubbliche soggette a contributi di miglioria; è infatti opinione comunemente ammessa che la costruzione e la sistemazione di strade, marciapiedi e piazze conferiscano indubbi vantaggi particolari alle proprietà servite poiché creano le premesse per l’edificazione dei fondi o ne migliorano lo stato di urbanizzazione (Messaggio no. 2826
del 13.6.1984 concernente la nuova LCM,
ad art. 5 del disegno di legge; Reitter, Les contributions d’équipement, th. 1986, p. 65, 67, 70; Blumer, Abgaben für Erschliessungsanlagen nach dem Thurgauer Baugesetz, Diss. 1989, p. 38, 45, 47, 48; Marantelli-Sonanini, Erschliessung von Bauland, Diss. 1997, p. 93; Crespi, Il contributo di miglioria e la sua imposizione nel comune ticinese, 1963, p. 66 e 70; RDAT II-1998 no. 29 c. 6b; RtiD II-2005 no. 25 c. 5.3).
2.2. La nuova strada in località _ (mapp. no. 645), già prevista dal PR di _ approvato il 3.5.1988 ed oggetto di una variante di PR approvata il 9.11.2004, è catalogata come strada di servizio SS1b. Essa si dirama dal piazzale di fronte alla Chiesa di _, attraversa la zona residenziale e si estende oltre il ruscello che scende da _ fino a raggiungere i mapp. no. 578/662, ubicati al di fuori della zona edificabile, all’altezza dei quali è prevista una piazza di giro. Per quanto possa interessare, la strada prosegue poi, come strada agricolo-forestale, con una serie di tornanti verso _ (cfr. piano viario e piano delle EAP).
Per ragioni di natura economica ed ambientale legate all’attraversamento del riale ed alla conseguente costruzione di un ponte, il Municipio ha deciso di realizzare il tracciato stradale solo fino al confine della zona edificabile e con una piazza di giro al mapp. no. 582 (cfr. MM3/06). Ciò ha portato, in sede di approvazione del progetto definitivo, alla stipula di una convenzione con il proprietario del fondo, il quale, in attesa della costruzione del tratto finale della strada, ha messo a disposizione del Comune, a titolo gratuito e fino al 31.12.2030, un’area di 32 mq per la formazione della piazza di giro, fermi restando i suoi diritti di proprietà sulla stessa e la sua retrocessione nello stato in cui si trova in seguito alla realizzazione dell’opera (cfr. verbale d’udienza 14.7.2007 nell’inc. 20.2006.61-2 richiamato; convenzione del 9.6.2008).
La nuova strada di servizio ha un lunghezza di ca. 103 ml ed un calibro di 3.00 ml senza marciapiede. Le opere stradali sono integrate con le infrastrutture quali l’acquedotto, le canalizzazioni, e le condotte della corrente elettrica e della rete telefonica (cfr. atti annessi al progetto definitivo).
Considerato che in passato il comprensorio si caratterizzava per la carenza di servizi pubblici ed era raggiungibile soltanto attraverso un sentiero prativo pedonale (cfr. documentazione fotografica), l’efficacia dell’opera è palese. In effetti, perseguendo gli obiettivi del PR, il Comune ha dotato un settore edificabile, che ne aveva reale necessità, con impianti consoni ad una zona residenziale urbanizzando o migliorando l’urbanizzazione delle proprietà che vi sono ubicate. I fondi serviti, così dotati dei requisisti indispensabili per essere sfruttati conformemente alla loro destinazione, hanno tratto indubbi vantaggi particolari (art. 4 LCM).
Questo è il caso anche delle proprietà del ricorrente (cfr. documentazione fotografica). Il mapp. no. 585, posto all’imbocco della nuova strada, è occupato da una casa unifamiliare di 2 piani fuori terra con accesso veicolare dal piazzale di fronte alla Chiesa (strada mapp. no. 646). Benché sia già servita, la proprietà ha ricavato evidenti benefici dall’opera poiché quest’ultima offre, su un fronte di ca. 47 ml, una seconda possibilità di accesso (e di raccordo alle infrastrutture) adeguata e comoda; ciò specialmente considerando che l’edificio esistente non ha completamente esaurito gli indici. I mapp. no. 582 e 583, costituiti da superfici prative in forte pendio con diversi alberi da frutta, sono ubicati lungo la seconda metà del tracciato stradale che rappresenta la loro unica possibilità di accesso e di raccordo; rispetto alla situazione preesistente, il beneficio è manifesto. Di conseguenza l’assoggettamento dei mapp. no. 582, 583 e 585, peraltro nemmeno contestato, è fondato.
3.
3.1. Il ricorrente contesta la spesa determinante per il calcolo dei contributi. Egli ritiene, in particolare, che debbano essere stralciati i costi riferibili alla piazza di giro poiché quest’ultima è stata realizzata in via provvisoria e su sedime privato. A suo avviso sono pure da decurtare i costi per il rifacimento della pavimentazione dell’imbocco della strada, poiché causati da accordi privati tra il Municipio e altri proprietari.
3.2. L’art. 6 cpv. 1 LCM stabilisce testualmente che per il calcolo dei contributi sono determinanti le spese totali d’esecuzione o di acquisto dell’opera, comprese quelle per i terreni necessari, le indennità, i progetti, la direzione dei lavori e gli interessi di costruzione.
Di conseguenza, nella spesa determinante sono da computare tutti i costi connessi con la realizzazione dell’opera riconducibili sia alla preliminare fase di progettazione sia alla costruzione vera e propria dell’opera e di tutte le sue parti costitutive (Blumer, op. cit., p. 56; Scolari, Tasse e contributi di miglioria, 2005, p. 105-106).
Sono da dedurre eventuali sussidi (art. 6 cpv. 3 LCM), nonché le spese afferenti a quelle opere che sono finanziabili con altri tributi, come ad esempio le canalizzazioni fognarie che sono soggette al contributo di costruzione (art. 96 ss LALIA).
3.3. Nella fattispecie la spesa determinante per il calcolo dei contributi ammonta a fr. 431'501.73 (cfr. tabella dei costi, p. 5 della relazione tecnica annessa al prospetto). Essa comprende esclusivamente i costi determinati dall’opera stradale; quelli afferenti le opere di canalizzazione non sono computati.
La piazza di giro era prevista nel progetto definitivo pubblicato (cfr. piano no. 9702.101). Il fatto che sia oggetto di un accordo convenzionale e che sia provvisoria – realizzata cioè in attesa che il Comune completi il tracciato stradale – non è di rilievo. Determinante è piuttosto che essa costituisce a tutti gli effetti una componente dell’opera e che è stata eseguita per facilitare l’agibilità e le manovre, così andando a vantaggio di tutti i fondi serviti. Senza contare che, viste le dimensioni contenute (ca. 25 mq), l’incidenza finanziaria può essere stimata al 2% circa ed appare dunque irrisoria rispetto al costo totale dell’opera. Perciò la spesa non è deducibile.
Lo stesso dicasi per i costi di rifacimento della pavimentazione all’altezza dell’imbocco stradale. E’ vero che in sede di approvazione del progetto stradale, in esito ad un’obiezione sollevata dalla proprietaria del mapp. no. 681, è stato disposto con una variante l’abbassamento parziale della livelletta tra le sez. 01 e 08 (cfr. sentenza del 19.9.2007, inc. 20.2006.61-6 richiamato). Tuttavia, indipendentemente da tale modifica, l’esecuzione del raccordo secondo criteri conformi dal profilo tecnico e della viabilità, con ogni evidenza non poteva non coinvolgere la pavimentazione del piazzale di fronte alla Chiesa.
Di conseguenza la contestazione è respinta.
4.
4.1. L’inclusione di un fondo o di un comparto nel piano del perimetro (art. 9 LCM) dipende dall’esistenza di un vantaggio. Quest’ultimo deve adempiere due requisiti fondamentali: essere particolare e di natura economica. Il vantaggio è particolare quando concerne una cerchia ben determinata di interessati, i quali traggono un beneficio specifico decisamente maggiore rispetto a quello derivante alla collettività grazie all’esecuzione dell’opera. E’ poi economico quando è realizzabile, e cioè convertibile in denaro (RtiD I-2007 no. 29 c. 4.2). La delimitazione del piano, che rientra nelle competenze del Municipio (RDAT I-1994 no. 7), è frutto di un apprezzamento fattuale a carattere prevalentemente tecnico (cfr. Messaggio no. 2826 cit. ad art. 10 del disegno di legge). Si dovrà ponderare le caratteristiche dell’opera (funzionalità, concrete possibilità d’uso, accessibilità ecc.) per rapporto al territorio circostante ed alla destinazione dei singoli fondi affinché, conformemente allo scopo del contributo, nel perimetro siano incluse le proprietà che, in esito a tale valutazione, risulteranno realmente avvantaggiate (Reitter, op. cit., 95; Blumer, op. cit., p. 62; Otzenberger, Die Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, p. 46 ss).
4.2. Stando alla relazione tecnica annessa al prospetto, nel perimetro sono inclusi i fondi accessibili e serviti dalla nuova opera; come risulta dal piano si tratta delle proprietà direttamente confinanti con la nuova strada.
Considerato che lo scopo primario dei lavori eseguiti dal Comune era di dotare un comprensorio residenziale specifico di un accesso carrozzabile, non è arbitrario circoscrivere il vantaggio particolare ai soli terreni concretamente serviti dalla nuova strada.
Secondo il ricorrente il Municipio avrebbe dovuto includere nel perimetro anche i mapp. no. 677 e 679, in quanto possono accedere alla nuova strada attraverso, rispettivamente, i mapp. no. 676 e 1142 appartenenti ai medesimi proprietari.
I mapp. no. 677 e 679 sono particelle non limitrofe ubicate in posizione retrostante, a valle della nuova strada; esse fanno parte di un piccolo comprensorio assegnato alla zona nucleo di PR ed occupato da edifici contigui cui si accede da un percorso pedonale comunale con imbocco dal piazzale di fronte alla Chiesa (mapp. no. 647). Il solo fatto che dette particelle appartengano ai proprietari dei mapp. no. 676 e 1142 non è decisivo, in particolare non significa sic et simpliciter che attraverso queste ultime sia dato loro un accesso alla nuova strada. In effetti i mapp. no. 677 e 679 sono entità autonome dal profilo sia della situazione pianificatoria, sia della loro destinazione, sia infine della loro commerciabilità. Esse non beneficiano inoltre di alcun diritto di passo iscritto nel RF sui mapp. no. 676 e 1142, o su altri fondi, che permettano di raggiungere la nuova strada (cfr. estratto SIFTI), ed in mancanza di una tale iscrizione non esiste un accesso giuridicamente garantito all’opera (art. 731 cpv. 1 CC). Su queste basi si può ragionevolmente escludere che i mapp. no. 677 e 679 abbiano tratto un vantaggio particolare, con la conseguenza che la loro esclusione dal piano del perimetro non viola i principi della proporzionalità e della parità di trattamento.
Pertanto anche questa censura è respinta.
5.
5.1. A norma dell’art. 8 cpv. 1 LCM il vantaggio particolare costituisce il criterio decisivo ai fini della suddivisione della quota tra gli interessati (RtiD I-2007 no. 29 c. 5.1); ciò concretizza il principio secondo cui ogni contribuente dev’essere imposto in proporzione al beneficio tratto dall’opera. La ripartizione si effettua, di regola, in base alla superficie dei fondi e tenendo conto, per i terreni edificabili, del diverso indice di sfruttamento (art. 8 cpv. 2 LCM); sono applicabili altri metodi di computo e fattori di correzione qualora speciali circostanze lo giustificassero (art. 8 cpv. 3 LCM).
Posto che l’entità del singolo vantaggio è difficilmente determinabile, la prassi ammette l’applicazione di criteri di calcolo schematici fondati su elementi consacrati dall’esperienza e di facile applicazione e comprensione, purché rispettino i principi della parità di trattamento e del divieto di arbitrio (Messaggio no. 2862 cit., ad art. 9 del disegno di legge; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 98). Dato che l’ente pubblico gode di un ampio margine di autonomia, in occasione del riesame il Tribunale si impone moderazione e riserbo limitandosi a verificare che il metodo d’imposizione prescelto rispetti la legge ed i principi costituzionali; la chiave di riparto potrà così essere censurata solamente se conduce a risultati tanto insostenibili da costituire un abuso o un eccesso del potere di apprezzamento (RtiD II-2005 no. 25 c. 6.4, I-2007 no. 29 c. 5.1 e rinvii).
5.2. Come risulta dalle spiegazioni fornite nella relazione tecnica annessa al prospetto (p. 7 e 8), ai fini della ripartizione sono state considerate le superfici edificabili, ovvero le superfici risultanti dal catasto, epurate delle aree censite quale bosco, ripa, riale e delle parti non edificabili giusta il PR in vigore. E’ stato inoltre ritenuto un indice di sfruttamento 0.5 parificato
poiché i fondi appartengono tutti alla medesima zona di PR. S
ono
infine stati applicati un fattore interesse ed un fattore di percorrenza. Il primo considera la necessità d’uso dell’opera: per tutti i fondi compresi nel perimetro vale il coefficiente 1 in quanto ricavano il medesimo beneficio dall’opera; un correttivo di 0.5 è previsto per i fondi con accesso preesistente (mapp. no. 681 e 585). Il secondo tiene conto della distanza da percorrere per raggiungere i singoli fondi misurata a partire dall’imbocco della strada: il coefficiente varia da un massimo di 1 per chi usa tutta la strada (mapp. no. 671) ad un minimo di 0.10 (mapp. no. 681) per chi ne percorre solo il tratto iniziale.
5.3. Il ricorrente contesta anzitutto le superfici edificabili computate siccome stabilite sulla base del nuovo PR non ancora approvato, e quindi non corrispondenti alla situazione in vigore. Tale censura è riferita in particolare all’area occidentale del perimetro in corrispondenza con i mapp. no. 582, 671 e 672.
Questo Tribunale ha pertanto chiesto al geometra revisore di procedere alla misurazione dell’area edificabile, ai mappali che interessano, secondo il PR vigente (cfr. piano no. 3625-dis.001 del 24.2.2012). Dalla successiva verifica è risultato che le superfici misurate non corrispondono a quelle indicate nella tabella. In effetti, per il mapp. no 582 è computata (dopo correzione) una superficie edificabile netta di 574 mq e per i mapp. no. 671 e 672, rispettivamente, di mq 397 e mq 897. Di contro, le misurazioni del geometra attestano le superfici seguenti:
- mapp. no. 582:
mq 482 superficie edificabile (indicata nel piano con S3 in giallo)
mq 180 area inedificabile (indicata nel piano con S1 in viola)
mq 105 superficie inedificabile (indicata nel piano con S2 in verde)
- mapp. no. 671:
mq 290 superficie edificabile (indicata nel piano con S2 in rosa)
mq 117 area inedificabile (indicata nel piano con S1 in blu)
- mapp. no. 672:
mq 870 superficie edificabile (indicata nel piano con S2 in lilla)
mq 34 area inedificabile (indicata nel piano con S1 in arancione)
Il Comune giustifica tale differenza affermando che le superfici lungo il riale – indicate nel piano del geometra con S2 in verde per il mapp. no. 582, con S1 in blu per il mapp. no. 671 e con S1 in arancione per il mapp. no. 672 – attribuite secondo il vigente PR alla zona agricola, sono state volutamente computate nella superficie edificabile netta in quanto nel nuovo PR adottato nel 2010 esse vengono inserite in zona edificabile (cfr. risposta pag. 4).
Se non che
ai fini del calcolo dei contributi è determinante la situazione pianificatoria vigente alla data di pubblicazione del prospetto.
In concreto è dunque da considerare la situazione risultante dalla variante del PR approvata il 9.1.2004, ed ancora in vigore al momento della pubblicazione del prospetto, stando alla quale
le suddette superfici hanno statuto agricolo. Non può essere tenuto conto invece della possibilità che vengano inserite in zona edificabile poiché la procedura di approvazione del nuovo PR è ancora in itinere: gli atti sono stati pubblicati nell’autunno del 2012. Pertanto, su questo punto, il ricorso è fondato:
l’unica superficie edificabile da considerare è quella risultante dalle suddette misurazioni del geometra, ovvero mq 482 per il mapp. no. 582, mq 290 per il mapp. no. 671 e mq 870 per il mapp. no. 672. Ciò impone la rettifica del prospetto.
5.4. I fattori correttivi sono finalizzati, per definizione, ad adeguare il contributo alla situazione dei singoli fondi affinché siano imposti in proporzione al beneficio che hanno tratto dall’opera. Il fattore interesse
serve di regola
a caratterizzare la necessità d’uso e l’utilità di una nuova strada per rapporto allo stato di urbanizzazione preesistente dei fondi. In concreto, fatta eccezione per i mapp. no. 681 e 585, prima dell’esecuzione dell’opera nessuno dei terreni inclusi nel comprensorio era urbanizzato ai sensi dell’art. 19 LPT: al di là di un sentiero prativo non esistevano infrastrutture pubbliche. Pertanto, trattandosi di fondi edificabili, essi avevano manifestamente il massimo interesse ed hanno tratto il massimo vantaggio dalla costruzione della nuova strada, e ciò in ugual misura poiché la stessa costituisce per tutti l’unica possibilità di accesso e di raccordo diretto alle infrastrutture pubbliche. Sotto questo profilo, eccettuati i mapp. no. 681 e 585 – che già erano serviti ed ai quali, per questo motivo, è riconosciuto un correttivo di 0.5 – le proprietà
imposte non presentano dunque peculiarità tali da giustificare una ponderazione differenziata, cosicché il relativo
fattore 1 applicato indistintamente a tutti è giustificato.
Il fattore percorrenza ha lo scopo di distinguere i fondi a seconda del tratto stradale effettivamente utilizzato per accedervi. In concreto si è applicato un coefficiente minimo di 0.10 al fondo che usufruisce solo del tratto iniziale, aumentandolo poi progressivamente fino ad arrivare ad un massimo di 1 per la particella che adopera tutto il tracciato stradale. Come per tutti i fondi, anche per le proprietà in esame tale fattore è determinato dalla loro posizione: 0.9 per il mapp. no. 582, ubicato nella parte finale della strada; 0.65 per il mapp. no. 583, ubicato nella fascia mediana; 0.30 per il mapp. no. 585 ubicato sull’imbocco. Considerando il punto mediano del fronte e per confronti con le particelle ubicate a valle della strada, il fattore assolve adeguatamente la funzione correttiva.
I suddetti criteri non sono contestati. Il ricorrente rileva tuttavia che di fatto l’unica variabile che incide sulla ripartizione è il fattore percorrenza, e questo crea disparità di trattamento. Egli rimprovera segnatamente al Municipio di non aver tenuto conto di altri fattori, quali, ad esempio, la lunghezza del fronte di accesso per rapporto alla profondità del fondo e la profondità stessa del fondo.
L’ampio margine di autonomia di cui dispone il Comune nella scelta del metodo di riparto implica che il Tribunale di espropriazione non possa imporre determinati criteri di calcolo piuttosto che altri (RtiD I-2007 no. 29 c. 5.1). In concreto esso ritiene nondimeno che la censura sollevata dal ricorrente sia fondata: basta infatti osservare il piano del perimetro per constatare come i fondi presentino differenze importanti che i soli criteri applicati nel prospetto non rimarcano a sufficienza. In quest’ottica il riparto si rivela eccessivamente schematico. In primo luogo è stato trascurato che alcuni fondi si distinguono per l’ampia profondità (mapp. no. 583, 672, 675); tale caratteristica implica maggiori costi di urbanizzazione interna al momento dell’edificazione, e dunque un vantaggio minore rispetto ai fondi i cui allacciamenti rientrano nella norma (ad esempio mapp. no. 585 o 673). In secondo luogo, e sebbene si tratti di un dato manifesto, non è stato considerato che le particelle hanno fronti stradali la cui lunghezza, facilmente accertabile sul piano del progetto, varia considerevolmente. Non poteva, ad esempio, non essere rilevato il divario tra il mapp. no. 585, che in assoluto ha il fronte più ampio (47 ml), ed il mapp. no. 676 (9 ml), rispettivamente le differenze che presentano le altre particelle (ml 19 il mapp. no. 681, ml 15 il mapp. no. 680, ml 10 il mapp. no. 1142, ml 7 il mapp. no. 675, ml 20 il mapp. no. 673, ml 25 il mapp. no. 583, ml 17 il mapp. no. 672, ml 12 il mapp. no. 671 e ml 27 il mapp. no. 582). L’estensione del fronte confinante con l’opera stradale comporta infatti un beneficio differenziato nella misura in cui più ampio è, maggiori sono le possibilità per realizzarvi un accesso.
Trascurando tali elementi distintivi, di sicuro spessore nella fattispecie in esame, il prospetto non opera una differenziazione accurata. Dato che i singoli contributi sono interdipendenti, ciò implica una distribuzione squilibrata della quota imponibile e, di conseguenza, risultati che non sono proporzionati all’effettivo vantaggio individuale.
6.
Sulla base delle considerazioni che precedono la decisione di imposizione risulta essere viziata. Ritenuto che i vizi accertati riguardano esclusivamente il metodo di riparto – e dunque non sono di natura formale bensì attinenti al merito – essi non giustificano l’annullamento dell’intera procedura. Nondimeno è necessario procedere ad un nuovo calcolo dei contributi. Tale operazione non può essere svolta in questa sede già solo per il fatto che la stesura del prospetto compete al Municipio (RDAT I-1994 no. 7) e che ai contribuenti interessati va garantito il diritto di essere sentiti e di usufruire di tutti i gradi di giurisdizione previsti dalla legge (art. 13 LCM).
Di conseguenza questo Tribunale dispone il rinvio degli atti al Municipio affinché proceda, senza nuova pubblicazione, ad un nuovo calcolo dei contributi. A tal fine dovrà correggere la superficie edificabile computabile per i mapp. no. 582, 671 e 672 (cfr. consid. 5.3), e fondarsi su un nuovo piano di ripartizione che sia rispettoso dei principi costituzionali e tenga conto delle osservazioni svolte sopra (cfr. consid. 5.4). Tale calcolo sarà in gran parte teorico poiché non avrà effetti concreti né per i contribuenti il cui contributo, in difetto d’impugnazione, è cresciuto in giudicato, né per il ricorrente nella presente procedura qualora gli importi dei contributi a suo carico dovessero risultarne aumentati, poiché la decisione d’imposizione non può essere riformata a suo danno (art. 65 cpv. 4 LPamm; TRAM 52.2011.85/87 del 21.12.2012).
7.
La tassa di giustizia e le spese seguono l’esito della lite (art. 23 LCM, 31 LPamm). C
onsiderata la parziale soccombenza di entrambe le parti, le spese processuali sono addebitate in ragione di metà ciascuna
. Il ricorrente non si è avvalso della consulenza di un legale e di conseguenza non si assegnano ripetibili.
per questi motivi
richiamati la Legge sui contributi di miglioria del 24.4.1990
dichiara

## Considerations