# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 795785ae-08fc-5576-9768-a2d7d316914e
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. a) _, cittadino italiano nato il _ a _ (provincia di _), lavora in Svizzera dal 1970.
La moglie _ e la figlia _ vivono in _, a _ in una casa bifamigliare di proprietà del ricorrente.
Inizialmente autorizzato a esercitare la propria attività lucrativa tramite un permesso di lavoro per confinanti regolarmente rinnovato, dal 1° novembre 1992 è al beneficio di un permesso di dimora annuale in ragione delle difficoltà di rientro serale a _ a causa delle sue mansioni lavorative.
Dal 1° gennaio 1989, è alle dipendenze della _ a _ in qualità di meccanico qualificato.
b) Il 7 dicembre 1993 l'interessato è stato interrogato dalla Polizia cantonale in merito alla sua presenza nel Ticino. In tale occasione egli ha dichiarato di fermarvisi a dormire il lunedì-martedì e giovedì, mentre gli altri giorni della settimana li trascorreva presso la famiglia in Italia. L'autorità ha nondimeno rinnovato il suo permesso per un altro anno. Il 3 giugno 1994 lo straniero ha dichiarato all'autorità competente che la famiglia lo avrebbe raggiunto nel corso dell'estate 1995. A seguito di tali assicurazioni, il permesso di dimora è stato rinnovato fino al 31 ottobre 1995. In seguito, senza ulteriori indagini, ha beneficiato regolarmente del relativo rinnovo, l'ultima volta il 18 ottobre 1996 con scadenza fissata al 31 ottobre 1997.
B. Con decisione 6 novembre 1997, la Sezione degli stranieri ha respinto l'istanza presentata il 6 ottobre 1997 da _ volta ad ottenere un permesso di domicilio per vivere a _ e per lavorare presso la _.
Il dipartimento ha in sostanza ritenuto che l'interessato ha di fatto il centro della propria vita a _, dove vive la famiglia. Ha pure dato rilevanza al fatto che egli avrebbe tentato di fuorviare l'autorità, facendole credere di avere l'intenzione di trasferirsi con tutta la famiglia in Ticino.
La decisione è stata presa in virtù degli art. 4, 9, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.
C. Adìto da _ e dalla _, il Consiglio di Stato ne ha respinto i rispettivi gravami dopo averli congiunti.
Ha in sostanza ritenuto la mancanza dei presupposti per il rilascio del permesso di domicilio, lo straniero avendo il centro effettivo dei suoi interessi all'estero. Anche il diniego di rinnovo del permesso di dimora sarebbe giustificato, lo scopo del suo rilascio (lavorare risiedendo nel nostro cantone in attesa del ricongiungimento della famiglia) non essendo più adempiuto dal momento che pernotterebbe in Ticino unicamente il minimo necessario. Ha infine considerato che gli interessi dello straniero sarebbero comunque salvaguardati, il dipartimento avendo già confermato in sede di osservazioni che gli sarebbe rilasciato un nuovo permesso di confinanti eventualmente coniugandolo con un permesso L (120 giorni).
Preso atto della risoluzione governativa, la Sezione degli stranieri ha fissato all'interessato un termine scadente il 15 maggio 1998 per lasciare il territorio cantonale, salvo presentazione da parte della datrice di lavoro una domanda intesa ad ottenere il rilascio di un permesso di lavoro per confinanti (G).
D. Contro la predetta pronuncia governativa, _ rappresentato dalla _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del suo permesso di dimora.
Adduce in sostanza la necessità del permesso in ragione del grado di responsabilità assunto nella ditta. Ciononostante riconosce di non aver spostato il centro della propria vita in Ticino, ma sottolinea che il permesso era stato nondimeno rilasciato dall'autorità competente con piena cognizione di tali fatti. Informa infine sulle difficoltà attuali che non permettono in tempi brevi un ricongiungimento famigliare in Svizzera, la figlia essendo ora, tra l'altro, maggiorenne.
E. All'accoglimento del gravame si oppone la Sezione degli stranieri proponendone l'irricevibilità e adducendo per il resto altre argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.
Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del ricorso, riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a della legge federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12 marzo 1997).
1.2. L'art. 101 lett. d OG dispone che il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale è ammissibile contro decisioni concernenti la revoca del permesso di domicilio o di dimora, trattandosi di questioni che vertono sostanzialmente sulla validità attuale di un permesso di cui lo straniero già beneficia.
Contrariamente a quanto affermato dal Consiglio di Stato, la decisione dell'autorità di prime cure non può essere considerata quale revoca per avere lo straniero ottenuto il permesso di dimora dando indicazioni false o tacendo scientemente dei fatti d'importanza essenziale (art. 9 cpv. 2 lett. a LDDS). Difatti, la risoluzione della Sezione degli stranieri è del 6 novembre 1997, quando il permesso di dimora era già scaduto il 31 ottobre precedente. Con tale decisione il dipartimento rifiuta il rilascio di un permesso di domicilio, negando altresì implicitamente pure il rinnovo del permesso di dimora. Di conseguenza, la decisione impugnata non si configura quale revoca e un ricorso in proposito è inammissibile.
1.3. Giusta l'art. 100 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).
L'insorgente, il quale non richiede più in questa sede il rilascio di un permesso di domicilio ma solo il rinnovo del suo permesso di dimora, sembrerebbe potersi richiamare a prima vista unicamente all'Accordo tra la Svizzera e l'Italia relativo all'emigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera del 10 agosto 1964 (RS 0.142.114.548). L'art. 11 n. 1 lett. a del citato trattato dispone che i lavoratori italiani che hanno risieduto in Svizzera in modo regolare e ininterrotto per almeno cinque anni otterranno il rinnovo del permesso di dimora per il posto di lavoro che già occupano; il permesso sarà rinnovato successivamente per due periodi di due anni ciascuno e, poi, una terza volta, fino al rilascio del permesso di domicilio, sempreché la validità del loro passaporto lo consenta. A tale proposito, il Protocollo finale (pto III) precisa che i termini "regolare ed ininterrotto" non escludono la possibilità, per i lavoratori italiani, di recarsi fuori del territorio svizzero per brevi soggiorni di carattere temporaneo che non superino i due mesi.
Nel caso in esame il ricorrente ha ottenuto il permesso di dimora a seguito del suo grado di responsabilità nella ditta che lo vuole spesso disponibile oltre il normale orario di lavoro, dato che il permesso di lavoro per confinanti non gli permetteva di pernottare in territorio svizzero. Il 16 febbraio 1995 gli era stato d'altronde rinnovato il permesso di dimora malgrado pernottasse ancora in Ticino unicamente 2/3 volte la settimana a seguito della sua dichiarazione 3 giugno 1994 con cui confermava che
"la mia famiglia mi raggiungerà durante l'estate del 1995, momento in cui mia figlia terminerà la sua formazione scolastica"
. A seguito di tali assicurazioni gli è conseguentemente stato rinnovato il permesso. Dal rapporto informativo di polizia degli stranieri 6 ottobre 1997, risulta che l'insorgente ha dichiarato e sottoscritto
"che la mia presenza a _ nel mio appartamento non superano 1 o 2 notti la settimana. Da questo momento in poi saranno 3 notti la settimana. Il resto lo passo in casa mia a _ con la mia famiglia"
. Tali dichiarazioni non sono state ritrattate dal ricorrente, tanto che nel presente gravame ribadisce di non aver spostato il centro della propria vita in Ticino.
Stante quanto precede ben si può ritenere che il soggiorno del ricorrente in Svizzera non è da sempre regolare e ininterrotto.
Con il che il ricorso va dichiarato irricevibile e non necessita ulteriore disamina.
A titolo abbondanziale va comunque rilevato che anche se fosse ricevibile, il ricorso andrebbe in tutti i casi respinto a causa del mancato adempimento delle condizioni cui il permesso sottostava. Va nondimeno tenuto presente che l'autorità di prime cure gli ha già confermato il rilascio di un nuovo permesso di confinanti, eventualmente coniugandolo con un permesso L (120 giorni).
2. Spese e tassa di giustizia seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).