# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4b04b172-12c7-5d0e-adcd-0bb6482d5e8b
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, di professione operaio forestale, il 5 febbraio 1998 ha presentato una richiesta tendente all'assegnazione di una rendita d'invalidità.
In relazione a tale richiesta il medico curante dott. _, generalista, ha diagnosticato una "
degenerazione discale L3/L4 e L4/L5 con una protusione discale importante al livello L4/L5 con restringimento del canale e soprattutto compressione della radice L5 a sinistra
" (doc. AI _).
Sulla base di accertamenti medici ed economici esperiti nell'ambito della procedura amministrativa - di cui si dirà nel prosieguo in quanto necessario ai fini del giudizio - per decisione 13 aprile 2000 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha assegnato all'assicurato una mezza rendita a far tempo dal 1° marzo 1998 per un grado d'invalidità del 60%. L'amministrazione ha considerato che:
"
(...)
Sulla base dei dati medici si può definire una capacità lavorativa del 50% in attività leggere e del 70% in attività molto leggere.
Il guadagno realizzato nell'attività di boscaiolo, prima che si manifestasse la malattia a carattere parzialmente invalidante, era di Fr. 44'032.-- annui.
Il reddito conseguibile in un'attività confacente, non qualificata, è di Fr. 17-18'000 annui. Da questi dati si ricava una perdita di guadagno del 60% circa.
Si rinuncia alla messa in atto di provvedimenti professionali reintegrativi in quanto non permetterebbero un maggior recupero della capacità di guadagno." (Doc. AI _)
1.2. Contro la decisione dell'UAI è tempestivamente insorto l'assicurato, rappresentato dalla suo datore di lavoro, l'Azienda _, il quale ha (implicitamente) postulato l'assegnazione di una rendita intera, sostenendo che _, a causa del danno alla salute di cui è portatore, non può essere ritenuto in grado di svolgere le attività ritenute siccome esigibili dall'amministrazione sulla scorta della refertazione medica agli atti.
1.3. Con risposta 8 novembre 1999, l'UAI si è riconfermato nella propria decisione ed ha chiesto la reiezione del gravame, osservando:
"
(...)
1. Per quanto attiene il grado di invalidità, rileviamo coma la motivazione del ricorso non proponga, in effetti, prove contrarie decisive, limitandosi bensì ad una enunciazione generica di inabilità, mentre l'indicazione di un fattore inabilitante specifico (guida veicoli) viene associato ad un eventuale, ulteriore peggioramento dello stato di salute, che sarebbe tuttavia da valutare, se del caso, con una nuova procedura, successiva a quella che ha dato origine alla decisione impugnata.
Gli accertamenti dell'UAI sono stati comunque esaurienti e circostanziati: il rapporto della consulente in integrazione professionale del 20.12.1999, infatti, ha preso in esame tutte le risultanze presenti all'incarto, sia di ordine medico che relative alla possibilità di integrazione professionale, giungendo a calcolare una capacità di guadagno residua oscillante fra il 38,6 e il 40,9%, corrispondente ad un grado di invalidità del 61,4 / 60,9%. (...)" (Doc. _)
1.4. Con scritto 6 luglio 2000 il rappresentante dell'assicurato ha sostanzialmente confermato le motivazioni e le conclusioni contenute nell'atto ricorsuale (VI).

## Considerations

in diritto
2.1. A norma dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
·
un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
·
la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).
Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
La misura dell'incapacità di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.
Infatti l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che:
"
l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido."
(metodo ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e giurisprudenza citata).
Ne consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di guadagno effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della circostanza opposta.
2.2. Onde accertare lo stato di salute del ricorrente, l'amministrazione ha sottoposto l'assicurato ad una perizia medica specialistica a cura del Dipartimento di neurochirurgia del Kantonsspital _, il quale con referto 22 febbraio 1999 ha diagnosticato:
"
(...)
Diskopathien L3/4 und L4/5, leichte Progression der Diskopathie L4/5. Mediane Diskusprotrusion L4/5, angedeutete para-mediane Lage links mit Tangierung der Nervenwurzel L5 ohne bedeutende Einengung des Spinalkanals auf dieser Höhe. (...)"
(Doc. AI _)
e osservato, in merito alla capacità lavorativa ed alle possibilità di reintegrazione, che
"
(...)
Die leichte Zunahme und gleichzeitige Progredienz der Diskopathien L4/5 lässt einerseits vermuten, dass der Patient die angegebenen Beschwerden hat, andrerseits empfehIen, dass er als Waldarbeiter nicht mehr eingesetzt wird. In seinem Alter würde die Weiterführung dieser schweren Tätigkeit zu einer echten Invalidisierung führen, auch für theoretische leichtere Tätigkeit.
Als Waldarbeiter ist der Patient definitiv als 100 % Invalide zu betrachten
.
Bezüglich EntwickIung seiner Beschwerden seit der Absetzung der schweren Tätigkeit bis zum Datum unserer ambulanten Untersuchung, hat sich angeblich nichts wesentliches verändert. Der Patient übertreibt seine Beschwerden, weil er befürchtet, wieder als Waldarbeiter arbeiten zu müssen, wenn er angeben würde, dass seine Beschwerden nachgelassen haben. Entsprechend dieser Vermutung und in Anbetracht der Tatsache, dass der Patient gar nicht motiviert ist, sich eingliedern zu lassen, bleibt lediglich die theoretische Einschätzung seiner Arbeitsbelastbarkeit festzulegen. Für eine wechselartige Arbeitstätigkeit, teils sitzend, teils stehend, teils gehend, ohne Heben von Gewichten schwerer als 3 Kg, ohne dauernde vorübergeneigte Oberkörperstellung, kann der Patient theoretisch 6 Stunden täglich eingesetzt werden, entsprechend, nach unserer Ansicht einer gesamten Arbeitsunfähigkeit von 50 %. Eine entsprechende Umschulung ist theoretisch denkbar, ob der Patient sich einer solchen Umschulung motiviert unterzieht, ist jedoch zu bezweifeln. Nach unserer Ansicht steht dem Patient eine volle lnvalidität nicht zu." (Doc. AI _)
Dal fascicolo emerge inoltre che con rapporto 14 aprile 1998 il dott. _, neurochirurgo, aveva avuto modo di rilevare come
"
(...)
In qualità di boscaiolo, sicuramente, il paziente è da considerare inabile in misura piena. Qualora il datore di lavoro gli offrisse la possibilità di un lavoro molto più leggero, nel quale il paziente non debba sollevare pesi ingenti o restare per molto tempo in posizioni scomode, una ripresa del lavoro come boscaiolo sarebbe allora possibile nella misura del 50%. In una qualsiasi altra attività, nella quale il sollevamento dei pesi sia limitato e non superi i 10/15 Kg e il paziente abbia la possibilità di cambiare regolarmente posizione fra statico e dinamico, ci potrebbe pure essere una capacità lavorativa del 50%. Dubito, comunque, che una ripresa del lavoro in una qualsiasi attività sia possibile e dubito anche che un tentativo di reintegrazione professionale giunga a buon fine. (...)" (Doc. AI _)
Agli atti figura pure un rapporto del dott. _, generalista, datato 19 febbraio 1998, il quale evidenziando una totale incapacità lavorativa quale boscaiolo, ha ritenuto l'assicurato in grado di svolgere un'attività lavorativa che non comporti sforzi fisici (doc. AI _).
2.3. Le risultanze peritali sono indi state sottoposte alla Consulente in integrazione professionale dell'AI, la quale con rapporto 20 dicembre 1999 ha in particolare osservato:
"
(...)
Danno alla salute e conseguenza
Il danno alla salute è descritto nella perizia affidata al Dr. med. _ della clinica neurochirurgica del Kantonsspital di _; in sintesi: da una diagnosi di Discopatie L314 e L415, protrusioní discali mediane L4/5 (...), l'assicurato risulta inabile nella sua professione Operaio forestale/Boscaiolo; questo tipo di attività è da considerare troppo pesante per lo stato di salute; si definisce un'abilità medico-teorica del 50% per mansioni generiche di tipo leggero; inoltre, dove non sia costretto a sollevare pesi superiori a 3 kg, dove possa alternare regolarmente la postura (seduto, in piedi, in movimento), evitando la posizione monotona della parte superiore del corpo, (...) là dove fossero contemplate tutte queste limitazioni, si potrebbe ipotizzare una presenza sul posto di lavoro di 6 ore quotidiane (che corrisponderebbe ad un 70% circa), si tratta verosimilmente di attività normalmente riservate a personale femminile.
Il dover evitare la posizione eretta prolungata, gli sforzi fisici maggiori e tutta la serie di impedimenti sopra esposti, significa prevedere possibilità di collocamento quasi nulle; seppure teoricamente possibile, un'attività lucrativa che possa contemplare tali limitazioni, non è facilmente offerta a personale con problemi di salute (i datori di lavoro paventano una mancata tenuta regolare).
(...)
Reintegrazione professionale
Come si è già spiegato più in alto, nel caso specifico possiamo solo ipotizzare il finanziamento di un periodo di introduzione al lavoro in attività generiche leggere e confacenti con lo stato di salute, presumibilmente le attività normalmente riservate al personale femminile.
Le indicazioni medico‐teoriche sulle esigibilità, evidenzíano che l'assicurato può essere considerato abile al lavoro, in misura parziale anche in attività generiche leggere (50%) ed in attività perfettamente adeguate (circa 6 ore ai giorno cioè 70% di un tempo di lavoro normale); nell'uno e nell'altro caso si può quantificare una capacità di guadagno variante tra i 17‐18'000 franchi all'anno.
Provvedimenti professionali
Una riqualifica professionale di base, non entra in linea di conto per le scarse conoscenze scolastiche di base, anche nella lingua italiana.
Le misure d'integrazione professionale contemplate dalla LAI, possono essere suddivise in due grandi categorie; la prima di queste, prevede che i provvedimenti professionali vengano eseguiti ed attuati presso strutture convenzionate con l'Al (Centri di formazione come _, _, ... ) dove si dispensano formazioni volte a raggiungere livelli di qualifica o di semiqualifica solida (quindi mediante regolare tirocinio federale, pratico o empirico, la durata della formazione può variare da un minimo di due ad un massimo di quattro anni); la seconda di queste, prevede l'esecuzione dei provvedimenti presso qualsiasi altro operatore, in particolare da un datore di lavoro, quindi secondo una metodologia "en emploi" (essendo attività di tipo generico la durata del provvedimento varia da un minimo di 1 ad un massimo di 6 mesi a seconda della complessità delle mansioni da imparare). La seconda categoria potrebbe essere l'unica adatta al signor _ (purtroppo tale provvedimento non può essere ordinato a priori perché dipendente dalla disponibilità di un potenziale datore di lavoro a mettere a disposizione un posto di formazione che poi dovrebbe sfociare in un'assunzione definitiva).
Conclusioni
Elemento medico
L'assicurato presenta un danno alla salute le cui conseguenze risultano dalla documentazione medica agli atti.
Sulla base dei dati medici si può definire una capacità lavorativa medico teorica del 50% in attività generiche leggere e del 70% in attività molto leggere (massimo pesi di 3 kg).
Elemento economico
Considerati gli elementi medici, professionali ed economici messi in luce, riteniamo di poter sostenere quanto segue.
Il guadagno realizzato, nell'attività di Boscaiolo presso l'Azienda _ era, nel 1996, di fr. 44'032.‐ annui.
Il reddito teorico esercitando un'attività confacente non qualificata, potrebbe essere di circa fr. 17-18'000. ‐ annui.
La capacità di guadagno residua varia dal 38,6 al 40, 9%.
L'analisi di cui sopra, fa sì che si che si possa considerare adeguata l'attribuzione di una mezza rendita da parte dell'Assicurazione invalidità." (Doc. AI _)
Sulla base della documentazione medica agli atti e del rapporto della Consulente AI, col querelato provvedimento l'UAI ha stabilito un grado d'invalidità del 60% risultante dal raffronto di un reddito da invalido di fr. 17'000-18'000.- che l'assicurato potrebbe ancora conseguire in attività leggere o molto leggere, con un reddito ipotetico da valido pari a fr. 44'032.-.
Con il gravame l'assicurato contesta in sostanza l'esigibilità delle attività che, sulla base degli atti medici all'inserto, l'amministrazione ha giudicato compatibili con il suo danno alla salute.
2.4. Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Berna 1994, p. 332).
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).
Il TFA ha inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).
In un’altra recente sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C).
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).
2.5. Nel caso in esame, alla luce della refertazione medica agli atti, in particolare della perizia del Dipartimento di neurochirurgia del Kantonsspital _ e della valutazione del dott. _ del 14 aprile 1998 (cfr. consid.2.2) - entrambe redatte sulla base di accertamenti approfonditi e completi conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali - è da ritenere siccome dimostrato con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2; DTF 115 V 142 consid. 8b; DTF 111 V 188 consid. 2b) che l'assicurato presenta ancora una capacità lavorativa del 50% in attività leggere non comportanti lo spostamento e sollevamento di pesi superiori a 10-15 kg e nelle quali egli possa regolarmente cambiare posizione (seduta, eretta, in movimento), mentre in attività non comportanti il sollevamento di pesi sino a 3 kg egli presenta una capacità lavorativa di 6 ore giornaliere.
Del resto le tavole processuali non contengono elementi o concreti indizi idonei a contraddire tale conclusione.
In simili condizioni, anche la valutazione del 20 dicembre 1999 della Consulente AI, laddove viene ritenuta una capacità lavorativa di _ del 50% in attività leggere rispettivamente di ca. il 70% in attività molto leggere, non può che essere condivisa.
2.6. Dal profilo economico, per quanto concerne la fissazione del reddito da invalido, l'UAI, sulla scorta della succitata refertazione medica e della valutazione della Consulente AI, ha concluso che l'assicurato potrebbe conseguire un reddito annuo di fr. 17'000-18'000.
A tal proposito va ricordato che riguardo ai salari applicati nel Canton Ticino questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti ed analizzando approfonditamente la giurisprudenza federale in materia, ha stabilito - con sentenza 13 luglio 1995, confermata dal TFA (cfr. SVR 1996, UV Nr. 55 pag. 183; RAMI 1998 pag. 223) - che in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, il reddito annuo per la manodopera maschile ammonta:
per il 1992 fr. 34'000.--
per il 1993 fr. 34'500.--
per il 1994 fr. 35'000.--
per il 1995 fr. 35'000.--
Il TCA ha inoltre escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.). Simile aumento è stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.) e per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M.) e per il 1999 (STCA 28.1.2000 in re B.C).
I parametri utilizzati dal TCA sono stati sinora regolarmente approvati dal TFA, ad esempio nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 pag. 223 seg. e in quella pubblicata in SVR 1998 UV N° 6.
In seguito, il TFA ha esplicitamente affermato che i redditi così determinati dal TCA "... dovrebbero essere fedefacenti anche nel campo dell'assicurazione invalidità..." (
stfa 30.6.1998
in re S.S.c.H. non pubbl.; cfr. STCA del 18 maggio 1999 in re B.K).
Nel 1995 per le donne il reddito era invece di fr. 24’500.--.
Il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza nelle recenti sentenze 27 ottobre 1999 in re T.S., 15 novembre 1999 in re F.P, 4 gennaio 2000 in re M.K. e 28 gennaio 2000 in re B.C.
Tuttavia, la giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni.
In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), riprendendo in sintesi quanto stabilito con sentenza 9 maggio 2000 nella causa A, ora pubblicata in DTF 126 V 75 e segg., l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del suo esame:
"
2.‐ Come il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più riprese, la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato entrante in linea di conto per l'assicurato (119 V 470 consid. 2b, 116 V 249 consid. 1b).
L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).
3.‐ a) Nell'evenienza concreta l'assicurato, contitolare a D. di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di meccanico d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del 15% da parte dell'_, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto 1990. Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata nel febbraio 1996.
Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della causa non risulta che l'_ abbia fatto capo, per determinare il tasso d'invalidità, ad un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la graduazione operata dal medesimo Istituto non era pertanto vincolante per l'ufficio ricorrente. Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i necessari accertamenti economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.
b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di fr. 35'100.‐, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.
4.‐ In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti dalle statistiche salariali.
La questione di sapere se e in quale misura i salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito di lavoro.
Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare ‐ percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione ‐, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione.
5.‐ Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.
In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."
Con sentenza 4 settembre 2000 in re. N. R. _ questa Corte, tenuto conto per la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, ha quindi precisato che conformemente ai dati statistici salariali pubblicati dall'Ufficio federale di statistica in "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1998" il salario ipotetico conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella causa A., I 482/99), riportato su 41,9 ore ammonterebbe a fr. 45'390.-- nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.-- nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.-- (rispettivamente fr. 33'725.--) per le donne.
2.7.
In casu,
alla luce della succitata giurisprudenza, occorre rilevare che se da un lato la valutazione della Consulente appare corretta per quanto riguarda la considerazione di un'esigibilità in attività leggere pari al 50%, rispettivamente in attività molto leggere pari a ca. il 70%, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda la fissazione del reddito da invalido, in relazione al quale la Consulente ha oltrettutto ritenuto di dover applicare, per la determinazione del reddito conseguibile in attività molto leggere, i salari applicabili al personale femminile.
Tale modo di procedere non può tuttavia essere ritenuto corretto.
Al proposito infatti, il TFA ha già avuto modo di affermare che, in situazioni del genere, occorre considerare i salari che un uomo può conseguire esercitando attività leggere in un mercato equilibrato del lavoro. Voler applicare i salari realizzati in attività leggere dalla manodopera femminile, equivarrebbe, sempre secondo la Corte federale, “... a valutare doppiamente - e inammissibilmente - la diminuita capacità lucrativa dell’interessato” (STFA 24.7.1997 in re W.-A. c. M.; cfr. anche STFA 12.11.1996 in re _ c. F., 7.1.1997 in re _ c. D.).
A titolo di esempio, giova ricordare che con sentenza 27.4.1999 il TCA ha ritenuto esigibile lo stipendio conseguibile da manodopera maschile nel caso di un assicurato in grado di sollevare il braccio sinistro solo fino all'orizzontale cui erano impedite le attività che provocavano vibrazioni e che non poteva portare pesi superiori ai 5 kg (STCA 27.4.1999 in re G.T. c. _; sull'applicazione del salari in attività leggere versati ad assicurati di sesso maschile con limitazione di sollevare e trasportare pesi oltre i 5 kg cfr. inoltre STCA 13.7.1995 in re B. c. _).
Nella sentenza 7.5.1999, il TCA ha inoltre considerato esigibile il reddito conseguibile da personale maschile in attività leggere da parte di un assicurato in grado di svolgere unicamente attività molto leggere da esercitarsi prevalentemente a livello del piano di lavoro (STCA 7.5.1999 in re L.D.S c. _).
Orbene, considerata
in concreto
una capacità lavorativa del 70% in attività molto leggere, pur tenendo conto del massimo della riduzione consentita (25%) applicata al salario stabilito per simili attività nel settore privato nel 1998 (45'390) e senza, inoltre, considerare probabili adeguamenti che comporterebbero un aumento del reddito da invalido per l'anno 2000 (anno determinante per la determinazione dei redditi ai fini del calcolo dell'invalidità, la decisione impugnata essendo stata emanata nell'aprile 2000; cfr. RCC 1991, 332, RCC 1989, 123; DTF 116 V 248 consid. 1a), é solo ipotizzando un salario ipotetico da valido, nel 2000, di oltre fr. 71'000.- annui, che dal raffronto di tale reddito con quello da invalido di fr. 23'830.- (70% di 45'390 ulteriormente ridotto del 25%) emergerebbe un tasso d'invalidità giustificante l'erogazione di una rendita intera d'invalidità (66 2/3%).
Ora, non v'è chi non veda come l'ipotesi di un reddito da valido di tale importo appare del tutto irrealistica ed inverosimile, dagli atti emergendo chiaramente come, negli anni precedenti il manifestarsi dell'incapacità lavorativa, l'assicurato ha percepito quale operaio forestale fr. 41'731,40 nel 1995 rispettivamente fr. 44'031,60 nel 1996 (cfr. doc. AI _).
D'altronde, alla luce delle considerazioni che precedono e tenuto conto di tutte le circostanze particolari, é da ritenere verosimile che senza il danno alla salute, considerato il citato aumento del salario dal 1995 al 1996 e dell'ulteriore aumento della retribuzione oraria da fr. 20.35 nel 1996 (doc. AI _) a fr. 24.30 nel 1998 (doc. AI _), nell'anno determinante dell'emanazione della decisione (2000) l'assicurato avrebbe potuto conseguire un reddito annuo lordo non inferiore a fr. 48'000.-. In simili circostanze l'eventualità di un tasso d'incapacità al guadagno inferiore al 50% con conseguente modifica della decisione amministrativa a detrimento dell'assicurato non appare in concreto ipotizzabile.
Considerato quanto precede, la decisione con cui l'UAI ha riconosciuto il diritto di _ all'erogazione di una mezza rendita d'invalidità merita di essere tutelata.
2.8. Con il gravame l'insorgente ha chiesto al TCA di procedere, eventualmente, ad una ulteriore valutazione medica.
Al proposito si osserva che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA del 3 dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P., sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito sancito dall'art. 4 CF (RCC 1986 pag. 202, consid. 2 d; RAMI 1985 pag. 238 consid. 2d; DTF 106 Ia 162 consid. 2b; Walter, "Il diritto alla prova in Svizzera" in Rivista trimestrale di diritto e procedura civile, 1991, pag. 1292).
Poiché la documentazione medica agli atti risulta sufficiente ai fini della pronuncia del presente giudizio, la richiesta d'assunzione di prove dev'essere respinta.