# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b45a8e75-593c-5695-8e11-7bfd1bc9aff2
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che il 7 agosto 2020, in occasione dell’esecuzione del pignoramento a favore delle esecuzioni appena citate, l’escusso RI 1 ha dichiarato all’Ufficio d’esecuzione (UE) di Bellinzona di aver rinnovato la sua richiesta d’indennità per malattia alla _, di recarsi circa cinque volte all’anno alla clinica _ di Zurigo per i controlli medici e di non pagare i premi della cassa malati, precisando che sua moglie è casalinga e non ha entrate;
che l’UE ha quindi accertato che l’escusso percepisce un’indennità per infortunio di fr. 5'247.55 mensili e nel suo minimo esistenziale può vedersi riconosciuti un minimo di base per coppia di fr. 1'700.– e una pigione di fr. 1'600.– mensili;
che il 12 ottobre 2020
l’UE ha diffidato la
_
a trattenere da subito dalla rendita dell’escusso la somma eccedente il suo minimo esistenziale, stabilito in fr. 3'300.– mensili, e ha notificato a RI 1 di aver determinato la trattenuta di salario secondo il seguente calcolo:
Redditi
Debitore
fr.
5'247.55
SUVA Lucerna (infortunio)
Minimo d’esistenza
Base mensile
fr.
1
'700
.00
Affitto
fr.
1
'600
.00
che venuto a conoscenza tramite la _ del fatto che l’indennità veniva ormai versata alla PI 6 di _, nuova datrice di lavoro dell’escusso, il 22 ottobre 2020 l’UE ha allestito d’ufficio un nuovo verbale delle operazioni di pignoramento, che ricalca sostanzialmente quello del 7 agosto, fatta eccezione della sostituzione della _ con la PI 6, e ha diffidato quest’ultima
a trattenere da subito dal salario dell’escusso la somma eccedente il suo minimo esistenziale, stabilito sempre in fr. 3'300.– mensili
;
che
con ricorso del 20 novembre 2020, RI 1 ha chiesto, in via principale, di annullare la decisione di pignoramento e di riformare il calcolo del minimo esistenziale riconoscendogli diverse altre spese per un totale di fr. 6'013.50, e in via subordinata di ordinare all’UE una rivalutazione del pignoramento in funzione della sua situazione finanziaria attuale;
che il ricorrente ha postulato inoltre la concessione dell’effetto sospensivo, cui l’UE ha dichiarato di non opporsi con scritto del 24 novembre 2020, e l’ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio;
che il ricorrente contesta anzitutto di aver presenziato all’allestimento del verbale delle operazioni di pignoramento del 12 ottobre 2020 contrariamente a quanto indicato sulla decisione di pignoramento impugnata;
ch’egli contesta l’indennità della _ indicata come reddito, facendo valere che il caso è stato chiuso a fine luglio e che ora egli lavora per la PI 6 di _ come montatore e supervisore per cinque mezze giornate alla settimana, dal salario di fr. 6'350.– lordi essendo dedotte le indennità malattia versate dall’assicurazione del suo nuovo datore (di fr. 1'270.– nell’agosto e nel settembre e di fr. 635.– nell’ottobre del 2020, doc. C);
che per via del nuovo lavoro, il ricorrente afferma di aver dovuto prendere una camera a _ durante la settimana e di necessitare di una macchina per recarsi al lavoro alla sede della datrice di lavoro a _ e sui cantieri;
ch’egli chiede pertanto di aggiungere al proprio minimo d’esistenza fr. 470.– per la camera a _, fr. 680.– per le trasferte, fr. 220.– per i pasti fuori casa, fr. 943.50 per i premi della cassa malati, fr. 150.– per costi di telefonia e fr. 258.– per il controllo delle urine, necessario affinché possa mantenere la licenza di condurre, per un totale di fr. 6'013.50 comprese le spese già computate dall’UE;
che il ricorrente asserisce a torto di non aver presenziato all’allestimento del verbale delle operazioni di pignoramento, dal momento ch’egli l’ha firmato il 7 agosto 2020;
che né in quell’occasione né nei mesi successivi RI 1 ha comunicato all’UE di aver concluso un contratto di lavoro con la PI 6, e neppure gli ha consegnato la documentazione necessaria a adattare il suo minimo esistenziale alla nuova situazione;
che ciò nonostante l’UE rimane tenuto a commisurare il pignoramento alle mutate circostanze (art. 93 cpv. 3 LEF);
che la decisione impugnata va quindi annullata e l’incarto retrocesso all’ufficio d’esecuzione per nuova decisione sulla scorta della documentazione prodotta dal ricorrente, se del bisogno previo un suo nuovo interrogatorio (art. 21 cpv. 4 LPR);
che la nuova decisione avrà effetto retroattivo alla data della decisione annullata (sentenza della CEF 15.2017.44 del 21 agosto 2017, consid. 6, massimata in RtiD 2018 I 784 n. 54a);
che con la decisione odierna la domanda di effetto sospensivo diventa senza oggetto;
che per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
);
che l’ammissione al gratuito patrocinio – di cui la ricorrente chiede il beneficio – è disciplinata dagli art. 117 e segg. CPC e dalla legge
cantonale sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG;
RL 3.1.1.7);
che la designazione di un patrocinatore d’ufficio è quindi subordinata, oltre all’indigenza del richiedente e alle possibilità di successo della domanda (art. 117 CPC per il rinvio degli art. 20
a
cpv. 3 LEF e 13
LAG), all’esigenza che la misura sia necessaria per tutelare i
diritti dell’interessato (art. 118 cpv. 1 lett. c CPC; sentenza della CEF
15.2017.44 del 21 agosto 2017 consid. 7.1
);
che secondo la giurisprudenza, il diritto al gratuito patrocinio non è in principio escluso nella procedura di ricorso ai sensi degli art. 17 segg. LEF, ma, essendo quest’ultima dominata dal principio dell’ufficialità, l’assistenza di un avvocato non è in generale necessaria, potendosi ciononostante rivelarsi indispensabile allorquando il caso o le questioni da risolvere sono complesse, il richiedente fruisce di scarse conoscenze giuridiche o vi sono importanti interessi in gioco (sentenza del Tribunale federale 5A_ 919/2012 dell’11 febbraio 2013, consid. 8.3; DTF 122 III 392 consid. 3; sentenza della CEF 15.2014.43 del 9 ottobre 2014, RtiD 2015 II 920 n. 65c consid. 12.1);
che nella fattispecie non è data la necessità oggettiva di patrocinio, siccome il ricorrente avrebbe potuto senza difficoltà produrre all’UE i giustificativi delle (nuove) spese di cui chiede l’inserimento nel minimo esistenziale senza bisogno dell’intervento di un avvo
cato (in tal senso, segnatamente: sentenze della CEF 15.2020.35
del 1° luglio 2020 pagg. 3-4, 15.2018.94 del 25 gennaio 2019 pag. 3, 15.2014.48 del 25 luglio 2014 consid. 9.2);
che la domanda di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio va dunque respinta;

## Considerations