# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9ec62052-3744-48e2-9dec-6dbcb188f412
**Court:** GR_VG
**Chamber:** GR_VG_002
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

I. Ritenuto in fatto:
1. A._, nato nel 1969, coniugato e padre di tre figli (i primi due
maggiorenni, il terzo minorenne), cittadino italiano, residente a C._ in
Provincia di Sondrio, Italia, era impiegato presso la D._ AG di
E.1._ quale operaio. Era quindi assicurato per legge presso l'Istituto
nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI, sigla
tedesca più diffusa SUVA). Il rapporto di lavoro era a tempo determinato
e scadde il 21 novembre 2014, senza essere rinnovato (act. C.41).
2. Durante l'impiego presso la D._ AG, A._ fu vittima di un
infortunio professionale in data 30 aprile 2014. Mentre lavorava sul
cantiere a E.1._, cadde e si procurò una frattura della mano destra
(vedi la descrizione nella notifica d'infortunio LAINF in act. C.2). Più tardi
dichiarò di essere stato in procinto di trasportare un pezzo di impalcatura
e di essere scivolato e caduto sulla mano, nella quale teneva ancora il
pezzo di impalcatura (act. C.141). Si recò subito alla Clinica G._ a
E.1._ per un trattamento ambulatorio, seguito da varie sedute di
fisioterapia. Il 10 luglio gli fu poi diagnosticata una frattura distale dell'osso
metacarpale V della mano destra (act. C.13). Gli fu attestata un'incapacità
lavorativa piena fino al 4 giugno 2014 (act. C.1), poi prolungata a più
riprese fino al 22 giugno 2014 e ridotta al 50% da quella data fino al
29 giugno 2014 (act. C.7, C.8, C.11). La datrice di lavoro confermò che
egli sarebbe stato di nuovo pienamente abile al lavoro dal 30 giugno 2014
(act. C.12). Susseguentemente, la Clinica G._ gli attestò
un'incapacità lavorativa piena ancora dal 21 agosto 2014 al 1° settembre
2014 (act. C.17 e C.18).
3. L'INSAI assunse il caso e gli versò, tramite la datrice di lavoro, indennità
giornaliere di CHF 162.40 dal 3 maggio 2014 in poi (act. C.4).
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4. Il 9 settembre 2014 il Dr. med. B._, medico specialista in medicina
interna generale presso la Clinica G._, spiegò con referto medico
(act. C.22) che A._ sarebbe stato sottoposto a una risonanza
magnetica (RM) il 20 agosto 2014, poiché avrebbe riferito un gonfiore
crescente sul dorso della mano e dolori progredenti (cfr. act. C.25).
Sebbene la RM non abbia mostrato alcuna evidenza di sindrome dolorosa
regionale complessa (sigla inglese più diffusa CRPS per complex regional
pain syndrome; ICD-10 G90.50, G90.60 o G90.70), la situazione clinica
sarebbe ben compatibile con l'insorgenza del Morbo di Sudeck. Per questo
motivo il medico gli avrebbe prescritto fisioterapia e un drenaggio linfatico,
attestandogli un'incapacità lavorativa di una settimana, in seguito
nuovamente prolungata varie volte (act. C.24). Il Dr. med. I._, medico
specialista in radiologia presso la Clinica G._ che aveva eseguito la
RM, aveva ritenuto inoltre che in base alla RM la frattura della testa
dell'osso metatarsale [recte: verosimilmente metacarpale] della mano
destra apparrebbe ampiamente guarita dal punto di vista osseo con una
leggera malposizione volare (act. C.25).
5. In data 29 settembre 2014 la Dr.ssa med. H._, medica specialista in
chirurgia interpellata dal Dr. med. B._, considerò che dopo sei
settimane di immobilizzazione in gesso, la mano destra di A._
sarebbe stata mobilizzata. Ora il paziente lamenterebbe dolori. Avrebbe
lavorato al 50% quale muratore e avrebbe avuto molta difficoltà a usare il
martello con la mano destra. In occasione della tomografia assiale
computerizzata (TAC) si sarebbe appalesata una deformità del metacarpo
distale V e una piccola irregolarità nella parte ulnare della testa ossea. Per
questo motivo prescrisse un'ergoterapia e lo dichiarò nuovamente inabile
al lavoro al 100% (act. C.26).
6. In un primo apprezzamento del 1° ottobre 2014, il Dr. med. J._,
medico specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato
locomotore e medico di circondario, ritenne che il Morbo di Sudeck non
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sarebbe la causa dei dolori persistenti (act. C.27). Il gonfiore persistente
fu trattato con fisioterapia, accompagnata dall'ergoterapia. Ciononostante
anche dopo infiltrazione di cortisone non vi fu un miglioramento notevole
della dolenza da pressione, come costatò la Dr.ssa med. H._ il
17 ottobre 2014 (act. C.32). A A._ fu perciò anche attestata
un'inabilità lavorativa piena fino al 2 dicembre 2014 (act. C.39).
7. Come proposto dalla Dr.ssa med. H._, A._ fu sottoposto a un
intervento chirurgico di osteotomia al dito V della mano destra alla Clinica
G._ il 2 dicembre 2014 (vedi rapporto dell'intervento in act. C.45).
L'inabilità lavorativa fu prolungata a più riprese fino al 31 gennaio 2015
(act. C.47, C.52 e C.59). Intanto proseguì pure l'ergoterapia e la
fisioterapia. Tuttavia la mano non tornò in ordine e A._ fece valere di
non poter ancora muovere il mignolo (act. C.58). Il medico di circondario,
Dr. med. J._, confermò l'inabilità al lavoro piena quale muratore in
data 22 gennaio 2015 (act. C.63), la quale fu poi prolungata nuovamente
fino al 28 febbraio 2015 (act. C.66).
8. Il 3 marzo 2015 A._ fu sottoposto a un nuovo intervento chirurgico di
rimozione del metallo e di sinovectomia alla mano destra. Nel frattempo
nel rapporto dell'intervento (act. C.76) furono diagnosticati uno stato dopo
osteotomia metacarpale V destra di correzione, una "tenodesi" del tendine
estensore, una notevole sinovite del tendine flessore nonché un'effusione
dell'articolazione metacarpo-falangea V. Fu proseguito ancora con
fisioterapia ed ergoterapia. L'inabilità lavorativa piena fu prolungata fino al
26 aprile 2015 (act. C.81 e C.83). A._ riprese il lavoro (stagionale)
presso la D._ AG il 27 aprile 2015 a tempo pieno ma con bisogno di
prendere analgesici (act. C.82 e C.94).
9. Persisterono i dolori e la Dr.ssa med. H._ chiese un secondo parere
che fu dato il 1° ottobre 2015 dal Dr. med. M._, medico specialista in
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chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e in chirurgia della mano presso
l'Orthopädie O._ (act. C.93).
10. Nel seguito fu allestita un'ulteriore RM il 18 novembre 2015 di ambedue le
mani (act. C.98), dalla quale si rilevò soltanto una lieve malposizione
rotazionale a destra. Intanto A._ fu nuovamente dichiarato
pienamente inabile al lavoro dal 3 dicembre 2015 al 3 gennaio 2016 (act.
C.102), essendosi recato al pronto soccorso dell'Ospedale dell'Alta
Engadina il 3 dicembre 2015 per dolori forti e parestesie alla mano destra.
I medici dell'Ospedale dell'Alta Engadina lo rinviarono alla Clinica L._
di Z._. Vi fu visitato il 9 dicembre 2015 dalla Dr.ssa med. N._,
medica specialista in chirurgia della mano, che concluse a dei problemi di
dolore persistenti e una chiara malposizione con rotazione radiale e
accorciamento, sconsigliando un'artroplastica (act. C.103). Continuò la
fisioterapia e vi fu un nuovo periodo di inabilità lavorativa piena attestata
dalla Dr.ssa med. N._ dal 9 dicembre 2015 al 24 gennaio 2016 (act.
C.114).
11. Il medico di circondario, Dr. med. P._, medico specialista in chirurgia
ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, ritenne il 5 gennaio
2016 che l'attività di muratore potrebbe essere ripresa da subito e a pieno
titolo, poiché le dita da I a IV non presenterebbero alcun danno. Si dichiarò
d'accordo con la proposta della Clinica L._ di infiltrazione steroidea,
mentre non ritenne opportuna un'artroplastica al momento (act. C.106).
12. In occasione della consultazione del 20 gennaio 2016 presso la Clinica
L._, A._ riferì di non aver notato alcun miglioramento
dall'infiltrazione steroidea eseguita, anzi. Avrebbe tuttora dolori,
temporaneamente addirittura più intensi, soprattutto a livello laterale e
palmare del metacarpo V. La Dr.ssa med. N._ ritenne altamente
improbabile un'origine artrogena dei dolori; tuttavia sarebbe improbabile
anche che i dolori siano dovuti esclusivamente alla malrotazione, perciò
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consigliò una correzione unidirezionale, con la quale A._ si dichiarò
d'accordo (act. C.118). L'INSAI approvò (act. C.119). Intanto fu prolungata
l'incapacità lavorativa fino al 31 marzo 2016 (act. C.124); ciononostante
A._ lavorò in parte. Nel frattempo lamentò pure problemi alla vista, i
quali sfiammarono dopo il cambio della medicazione (Ibuprofen 600) (cfr.
act. C.125, C.127 e C.136).
13. L'intervento di osteotomia correttiva con derotazione al metacarpo V
destro ebbe luogo il 12 maggio 2016 alla Clinica L._ (vedi act. C.139).
In seguito si proseguì con ergoterapia e fisioterapia. Fu attestata
un'incapacità lavorativa al 100% fino all'8 agosto 2016 (act. C.144). In
occasione del controllo postoperatorio del 27 giugno 2016 si rivelò il
sussistere di dolori palmari e ulnari come prima dell'intervento (act. C.145).
In una presa di posizione del 7 luglio 2016 il medico di circondario ritenne
che sarebbe troppo presto per una visita di circondario e confermò
l'attestata incapacità lavorativa piena fino all'8 agosto 2016 (act. C.146).
14. In quella data vi fu un'ulteriore consultazione presso la Clinica L._ di
Z._ (act. C.154). A._ riferì di dolori persistenti come prima
dell'operazione e quando egli faceva il pugno il mignolo della mano destra
incrociava ancora l'anulare in abduzione. Sussisteva pure la malposizione
del mignolo. La Dr.ssa med. N._ consigliò un esame neurologico e
prolungò l'incapacità lavorativa piena fino al 21 settembre 2016 (act.
C.155).
15. Il 20 settembre 2016 A._ inoltrò una richiesta di integrazione
professionale/rendita all'AI (act. C.160). Lo stesso giorno si tenne un
colloquio con il case manager dell'INSAI, durante il quale A._ dichiarò
di avere dolori e di prendere medicinali antidolorifici, il che lo
preoccuperebbe. Aggiunse di voler intraprendere un tentativo di ripresa
del lavoro (act. C.162).
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16. In occasione della consultazione del 21 settembre 2016 alla Clinica
L._ fu costatato un referto rimasto invariato (act. C.171). La
situazione in merito ai dolori si presenterebbe anch'essa come prima
dell'intervento. In queste circostanze i disturbi lamentati non sarebbero
spiegabili e non potrebbe essere fatta una proposta terapeutica. Sarebbe
possibilmente necessaria una visita di circondario. Gli fu attestata
un'inabilità lavorativa piena fino al 21 ottobre 2016 (act. C.166), benché
nel seguito egli propose di essere di nuovo abile al 50% a partire dal
3 ottobre 2016 (act. C.172 e C.173).
17. Seguì una nuova consultazione il 31 ottobre 2016 presso la Clinica
L._ previo esame neurologico (act. C.179). Preoccupazione
principale di A._ sarebbero tutt'ora i dolori, meno la malposizione del
mignolo. I medici gli consigliarono un'infiltrazione sotto anestesia locale,
sapendo che egli sarebbe contrario a ulteriori infiltrazioni di cortisone,
considerato che non avrebbero avuto l'effetto desiderato.
18. Il 24 novembre 2016 poi si tenne la visita di circondario dal Dr. med.
J._ (act. C.182 = act. B.1), il quale riassunse la storia clinica di
A._. La caratteristica più evidente sarebbe la malposizione del
mignolo in abduzione. Questo aspetto potrebbe certamente essere
migliorato con una terapia intensificata e con il miglioramento della
coordinazione nell'area della mano destra. Gli fu perciò consigliata un
trattamento stazionario presso la Clinica di riabilitazione INSAI di Bellikon.
L'inabilità lavorativa quale gessatore in misura del 50% venne confermata.
Ulteriori misure di trattamento non sarebbero più indicate e non si
raccomanderebbe un ulteriore intervento. Lo stato finale verrebbe
verosimilmente raggiunto verso la fine del 2016. Un impiego a tempo pieno
quale gessatore sarebbe solo discutibilmente realistico e il deficit
funzionale residuo previsto dovrebbe corrispondere al massimo a una
perdita parziale nell'area del mignolo.
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19. Dal 4 gennaio 2017 all'8 febbraio 2017 A._ fu in cure stazionarie nella
Clinica di riabilitazione di Bellikon. Nel rapporto di dimissione del
15 febbraio 2017 (act. C.200 = act. B.4) gli fu diagnosticato un disturbo
dell'adattamento con reazione depressiva prolungata (ICD-10 F43.21) e fu
menzionato che A._ avrebbe lamentato dolori persistenti. Nel
frattempo avrebbe pure perso il posto di lavoro. Si sarebbe inoltre
dichiarato contrario alla proposta del Dr. med. Q._, medico specialista
in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica nonché in chirurgia della
mano, di procedere a una TAC e a una rimozione del materiale di
osteosintesi con tenosinovectomia e probabilmente anche artrolisi.
Avrebbe preferito chiedere un terzo parere dal Dr. med. R._, medico
specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato
locomotore nonché in chirurgia della mano. Obiettivo principale, come
descritto nel rapporto di dimissione, sarebbe comunque quello di trovare
la causa della malposizione e del gonfiore.
20. Nel suo referto del 6 giugno 2017 il Dr. med. R._ giunse alle stesse
conclusioni come nel rapporto di dimissione appena menzionato e gli
consigliò pure lui di procedere all'intervento di asportazione dei mezzi di
sintesi e di tenoartrolisi per via dorsale, nell'idea di migliorare l'articolarità
in flessione dell'articolazione MF D4 con una risoluzione attesa comunque
solo parziale della sintomatologia clinica lamentata (act. C.209).
21. A._ incaricò l'avv. Paolo Luisoni quale patrocinatore (act. C.212). Da
parte sua e del Dr. med. R._ nel corso dell'estate 2017 fu ipotizzato il
sussistere di un possibile errore medico (act. C.215).
22. In data 19 settembre 2017 A._ si sottopose a un esame
elettrodiagnostico all'Ospedale Universitario di Z._ presso il Dr. med.
S._, medico specialista in neurologia. Nel suo referto del
26 settembre 2017 (act. C.222) il medico prese in considerazione la
possibilità di una CRPS alla mano destra.
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23. Durante il soggiorno all'Ospedale Universitario di Z._ dal 14 al
16 novembre 2017 si procedette all'asportazione del materiale di
osteosintesi, a una tenolisi del tendine estensore e neurolisi (act. C.228).
A._ fu nuovamente dichiarato pienamente inabile al lavoro fino a fine
febbraio 2018 (act. C.232).
24. Il 16 gennaio 2017 [recte: 2018] si recò all'Ospedale Universitario di
Z._ per l'ora di ambulatorio della chirurgia alla mano (act. C.235),
lamentando tutt'ora dolori, una flessione limitata, una sensazione di
gonfiore intermittente e una malposizione fastidiosa. Dopo l'ultimo
intervento chirurgico non si sarebbe registrato un miglioramento decisivo
dei sintomi. I medici informarono A._ che dopo quasi quattro anni
dall'infortunio dal punto di vista della chirurgia della mano sarebbe
verosimilmente ormai raggiunto lo stato finale. Menzionarono pure che ci
sarebbe certamente una certa componente di CRPS.
25. Nel seguito il 15 febbraio 2018 si procedette alla visita di circondario finale
presso il Dr. med. J._ (act. C.240 = act. B.2). Detto medico giunse
alla conclusione che dopo vari tentativi di miglioramento chirurgico e di
trattamento riabilitativo intensivo nel frattempo sarebbe raggiunto lo stato
finale. Non ci sarebbero più misure che possano migliorare in modo
significativo la condizione attuale. L'attività abituale di muratore non
sarebbe più esigibile. Con la mano destra sarebbero ragionevolmente
esigibili soltanto dei lavori leggeri, senza afferrare con forza, senza esporsi
al freddo e senza lavorare su scale o impalcature. Potrebbe essere
impiegato per tutto il giorno per questo tipo di lavoro.

## Considerations