# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 897931b7-6b57-56a4-b456-3cf44dbf19ac
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
RI 1 (07.10.1978), divorziato, è dipendente in qualità di meccanico e membro del Consiglio di amministrazione, con diritto di firma collettiva a due, della società _ SA, _. Presidente del Consiglio di amministrazione, con diritto di firma collettiva a due della società in parola è il padre, _ (21.09.1947) e altro membro del Consiglio di amministrazione, con diritto di firma collettiva a due, risulta essere la madre, _. La società si occupa in particolare del commercio e della manutenzione di autoveicoli e di loro componenti di ogni genere come pure di ogni altro prodotto industriale, in particolare per autoveicoli, nonché la produzione ed il commercio di prodotti e servizi in connessione con gli autoveicoli e accessori sopra descritti. Può acquistare, vendere o partecipare a ditte. Può acquistare e vendere immobili. La società può assumere interessenze, quote, partecipazioni, anche azionarie, in altre società o ditte aventi scopi analoghi sia in Svizzera che all’estero, il finanziamento delle società partecipate e l’amministrazione delle partecipazioni, assumere rappresentanze anche all’ingrosso ed effettuare qualsiasi operazione finanziaria e commerciale utile per il conseguimento dello scopo sociale (www.zefix.ch sito consultato il 09.07.2021).
B.
Con dichiarazione fiscale IC/IFD 2019 del 24 dicembre 2020, RI 1 dichiarava un reddito imponibile di fr. 78'653.- ed una sostanza imponibile di fr. 0.-.
C.
Con decisione del 17 febbraio 2021 l’RS 1 (di seguito UT) notificava al contribuente la tassazione IC/IFD 2019, nella quale stabiliva per l’IC un reddito imponibile complessivo di fr. 91'400.- e per l’IFD di fr. 95'300.- e una sostanza, ai soli fini IC, di fr. 0.-. Rispetto ai dati dichiarati, l’autorità fiscale in particolare aveva ridotto le spese di gestione e di manutenzione degli immobili da fr. 9'552.- a fr. 2'762.- e aggiunto altresì l’importo di fr. 6'000.- a titolo di altri redditi, con le seguenti motivazioni:
“5.5. La deduzione forfetaria non si applica agli immobili privati utilizzati prevalentemente a scopo commerciale e per i terreni non edificati compresi i parcheggi.
6.3 Imposizione dei vantaggi economici goduti nell’ambito della persona giuridica _ SA quali vantaggi economici vari (uso auto aziendale e vari)”.
D.
Con reclamo del 10/12 marzo 2021, RI 1 insorgeva contro la decisione di tassazione. In particolare, in merito alla deduzione forfettaria di cui al punto 5.5. presentava i giustificativi delle spese di manutenzione effettive per complessivi fr. 9'108.80.
In relazione, all’aggiunta di altri redditi per l’importo di fr. 6'000.-, spiegava che la _ SA aveva presentato reclamo all’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (UTPG) contro la decisione di tassazione per l’anno fiscale 2019, con la seguente motivazione:
“Cifra 2.1.5.5:
Nelle osservazioni segnalate una correzione dei vantaggi vari di CHF 12'000.- per vantaggi goduti al 50/50 dai signori _ _.
Riteniamo esagerata la quantificazione per vantaggi vari per CHF 6'000.- annui ciascuno, stante anche il fatto che privatamente detengono un’auto personale, come esposto negli anni, e di cui sostengo[no] tutti i costi.
Da considerarsi inoltre:
-
le esigue spese di rappresentanza della ditta
-
il signor _ classe 1947 è impiegato al 20% con l’occupazione di andare e tornare da _ per il disbrigo delle pratiche di immatricolazione
Pur comprendendo la presunzione di vantaggi privati (manutenzione veicoli, etc.) questi si possono verosimilmente quantificare al massimo in CHF 3'000.- per il signor RI 1 e di CHF 1'000.- per il signor _.”
Proponeva pertanto all’UT di consultare l’UTPG.
E.
Con decisione del 21 aprile 2021 l’autorità fiscale accoglieva parzialmente il reclamo, riducendo il reddito imponibile a fr. 85'000.- per l’IC e a fr. 89'000.- per l’IFD. In particolare, ammetteva in deduzione le spese di manutenzione effettive nella misura di fr. 9'108.-, come fatto valere dal contribuente. Per quanto concerneva l’aggiunta della somma di fr. 6'000.-, quali “altri redditi”, la confermava invece con la seguente motivazione:
“Per quanto riguarda i vantaggi imposti in prima sede, gli stessi vengono confermati, verificato come il reclamo 2019 presentato all’ufficio di tassazione persone giuridiche non abbia dato risultato che porti ad una differente definizione dei vantaggi”.
F.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta di aver ricevuto vantaggi per fr. 6'000.- (ovvero la metà di fr. 12'000.-, di cui fr. 6'000.- per il padre, _) da parte della _ SA. Rileva che quest’ultima ha interposto reclamo il 27 novembre 2020 contro la decisione di tassazione 2019, chiedendo la correzione della ripresa di vantaggi vari per fr. 12'000.-. Con decisione su reclamo 2019 l’UTPG avrebbe dichiarato tuttavia
“irricevibile il reclamo in quanto il bilancio 2019 è in perdita, ne consegue che non ci sono correzioni in tal senso”
. Il ricorrente pertanto postula che i vantaggi privati siano quantificati in fr. 3'000.- per lui medesimo e in fr. 1'000.- per il padre, _.
Per quanto riguarda “eventuali altri vantaggi”, l’insorgente aggiunge quanto segue:
-
le spese di rappresentanza per l’intero anno 2019 sono pari a CHF 6'900.- e di fatto risultano tutte uscite con clienti; queste, unitamente ad i costi pubblicitari di CHF 6'500.-, costituiscono l’esiguo 1% della cifra d’affari di oltre 1.3 mio [milioni]
-
ho un autoveicolo di mia proprietà i cui costi sono da me privatamente sostenuti.”
Chiede pertanto
“una nuova valutazione della [sua] posizione fiscale relativa alla cifra 6.3, secondo quanto esposto.”
G.
L’UT non ha presentato osservazioni in merito, limitandosi alla trasmissione dell’incarto.

## Considerations

Diritto
1.
L’UT di Mendrisio ha aggiunto ai redditi dichiarati dal ricorrente l’importo di fr. 6'000.- a titolo “altri redditi”, ritenendo l’esistenza di vantaggi economici goduti nell’ambito della persona giuridica _ SA (uso auto aziendale e vari).
Dal canto suo, il ricorrente contesta di aver percepito vantaggi da parte della società per un importo così elevato e ritiene che questi siano quantificabili al massimo in fr. 3'000.- per lui e in fr. 1'000.- per il padre, _.
L’autorità fiscale non ha spiegato come abbia quantificato i vantaggi in fr. 6'000.-, limitandosi a confermarli nella decisione dopo reclamo,
“verificato come il reclamo 2019 presentato all’ufficio tassazione persone giuridiche non abbia dato risultato che porti ad una differente definizione dei vantaggi”.
2.
2.1.
Gli articoli 67 cpv. 1 lett.
a
e
b
LT e 58 cpv. 1 lett.
a
e
b
LIFD prevedono, con riferimento all'imposta sull'utile delle persone giuridiche, che
1
Costituiscono utile netto imponibile:
a.
il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell'anno precedente;
b.
tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall'uso commerciale, in particolare:
-...[omissis]...
- le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall'uso commerciale.
Quanto all'imposizione delle persone fisiche, gli articoli 19 cpv. 1 lett.
c
prima parte LT e 20 cpv. 1 lett.
c
prima parte LIFD prevedono da parte loro che
1
Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente:
c.
i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure i vantaggi valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).
2.2.
Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro condizioni seguenti:
1)
la società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente;
2)
tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina;
3)
tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;
4)
la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio che concedevano
(sentenza TF 2C_11/2018 del 10.12.2018, consid.
7.2.; DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116 consid.
2; 115 Ib 238).
2.3.
Quali prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina, con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile (
Gewinnvorwegnahme
; cfr.
Bernardoni/Bortolotto
, La fiscalità dell'azienda nel nuovo diritto federale e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p. 432). Essa sussiste per l’appunto quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza, che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un terzo (sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid. 6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 p. 660, consid. 2.2; sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).
2.4.
Spetta all’autorità fiscale dimostrare l’esistenza di elementi che creano oppure aumentano il carico fiscale, mentre al contribuente incombe l’onere della prova degli elementi che riducono oppure sopprimono il suo obbligo fiscale (DTF 133 II 153 consid. 4.3.; sentenza TF 2C_445/2015 del 26.8.2016 consid. 7.1.; sentenza TF 2C_177/2016 del 30.1.2017 consid. 4.1.). Per quanto concerne le prestazioni valutabili in denaro, le autorità fiscali devono portare la prova che la società ha fornito una prestazione e che non ha ottenuto una controprestazione, oppure una controprestazione insufficiente. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale forniscono indizi a sufficienza per determinare una tale sproporzione, spetta allora al contribuente stabilire l’esattezza delle sue allegazioni contrarie (sentenze TF 138 II 57 consid. 7.1.; DTF 133 II 153 consid. 4.3.; 2C_927/2013 del 21.5.2914 consid. 5.4.; 2C_177/2016 del 30.1.2017, consid. 5.5.).
3.
3.1.
Nella motivazione della decisione impugnata, l’autorità fiscale si è limitata a confermare l’imposizione del reddito della sostanza immobiliare, nella misura di fr. 6'000.- (ovvero la metà di fr. 12'000.- di cui si è già detto in precedenza), in quanto il reclamo del 27 novembre 2020, presentato all’UTPG da parte di _, non aveva
“dato risultato che porti ad una differente definizione dei vantaggi”
.
3.2.
Quella che a livello della società viene trattata come una distribuzione mascherata di utile costituisce in linea di principio un vantaggio valutabile in denaro per il titolare della partecipazione, secondo l’art. 20 cpv. 1 lett.
c
LIFD (nel diritto cantonale, secondo l’art. 19 cpv. 1 lett.
c
LT). Nella misura in cui la prestazione valutabile in denaro della società è stata accertata con una decisione passata in giudicato, i cantoni intraprendono generalmente una corrispondente ripresa presso il titolare della partecipazione (sentenza del TF n. 2C_16/2015 del 6 agosto 2015, in ASA 84 p. 254 = RDAF 2016 II 110 = StE 2015 A 21.12 n. 16 = StR 70/2015 p. 811, consid. 2.5.6 e dottrina citata).
Ciononostante, non esiste un vero e proprio automatismo nella ripresa
(“Aufrechnungsautomatismus”).
La prestazione valutabile in denaro della società costituisce un indizio di peso da prendere in considerazione nella tassazione del titolare della partecipazione. Tuttavia, ad impedire che la qualifica si estenda automaticamente al socio è il fatto che è solo il dispositivo di una decisione che può passare in giudicato e non anche gli accertamenti fattuali o le argomentazioni giuridiche, cioè la motivazione. Ne consegue che sono solo i fattori fiscali (in questo caso, della società) a passare in giudicato. Una nuova valutazione giuridica a livello dell’azionista è quindi indispensabile, soprattutto perché la società e il detentore della partecipazione – nonostante il legame che deriva dal diritto societario – sono due soggetti giuridici e fiscali indipendenti (sentenza n. 2C_16/2015 del 6 agosto 2015 consid. 2.5.7, con riferimenti a giurisprudenza e dottrina; cfr. anche
Locher
, Kommentar zum DBG, vol. I, 2
a
ed., Basilea 2019, n. 86 ad art. 20 LIFD, p. 592 s.).
In deroga alle regole usuali sull’onere della prova, tuttavia, un azionista che è anche organo della società deve contestare dettagliatamente l’esistenza e l’ammontare della prestazione valutabile in denaro, presa in considerazione dall’autorità di tassazione. Se non lo fa o si limita a contestazioni generiche, l'autorità fiscale può presumere che la ripresa stabilita con una decisione passata in giudicato a livello della società sia ugualmente giustificata nei confronti del socio (cfr. sentenza 2C_16/2015 del 6 agosto 2015 consid. 2.5.8; v. anche
Kocher
, Aspekte der steuerlichen Zweidimensionalität - Gedankensplitter im Licht der bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in: Ordre romand des experts fiscaux diplômés OREF [a cura di], Au carrefour des contributions - Mélanges de droit fiscal en l'honneur de Monsieur le Juge Pascal Mollard, Berna 2020, p. 602).
3.3.
3.3.1.
Ora, nella fattispecie in esame, l’UT si è limitato a confermare l’importo stabilito con decisione su reclamo del 17 dicembre 2020 dell’UTPG per la società.
3.3.2.
La _ SA ha impugnato la tassazione IC/IFD 2019, contestando proprio la ripresa dei vantaggi per fr. 12'000.– di cui avrebbero goduto il ricorrente e il padre _. Ci si potrebbe chiedere se un simile reclamo adempia i requisiti per poter far sorgere quella presunzione che, in deroga alle regole usuali sull’onere della prova, consentirebbe all’autorità fiscale di ritenere giustificata anche nei confronti del socio la ripresa stabilita con una decisione passata in giudicato nei confronti della società.
Si è infatti rilevato come la giurisprudenza del Tribunale federale ammetta la suddetta eccezione alle usuali regole che concernono l’onere della prova, a condizione che il socio della persona giuridica sia nel contempo suo organo. In tal caso, se non ha contestato nel dettaglio le riprese, impugnando la tassazione che concerne la società, queste possono essere considerate giustificate anche nei suoi confronti.
Che il ricorrente sia organo della _ SA è indubbio, essendo tuttora iscritto a Registro di commercio come membro del Consiglio di amministrazione con diritto di firma collettiva a due, insieme ai suoi genitori. Nella stessa ragione sociale figura d’altronde il suo cognome.
Non risulta tuttavia che egli sia anche socio della _ SA. Sebbene la ripresa litigiosa, che concerne anche il padre, azionista, sia stata contestata con reclamo, è dubbio che si giustifica l’applicazione della menzionata deroga alla ripartizione dell’onere della prova.
La questione non merita tuttavia di essere ulteriormente approfondita, in quanto la decisione impugnata deve comunque essere annullata.
3.3.3.
L’UTPG ha dichiarato irricevibile il reclamo del 27 novembre 2020, presentato dalla _ SA. Ha infatti negato che quest’ultima avesse
“un interesse attuale ad impugnare le tassazioni in oggetto”
, in considerazione del fatto che l’imposta sull’utile (cantonale e federale) dovuta dalla società ammontava a zero. L’UTPG ha quindi riconosciuto alla contribuente
“la possibilità di contestare l’ammontare delle perdite accertate quando saranno compensate con eventuali utili degli esercizi futuri”
.
Ne consegue che l’UTPG non è entrato nel merito delle censure contro le riprese fiscali che concernevano i vantaggi che la società avrebbe concesso ai suoi soci e familiari.
In tal modo, non solo al ricorrente ma neppure al padre è stata concretamente data la possibilità di ottenere una decisione definitiva in merito alla legittimità della controversa ripresa fiscale. Da una parte, infatti, l’UTPG non è entrato nel merito del reclamo, ritenendo non esservi alcun interesse attuale ad ottenere una decisione; dall’altro, neppure l’RS 1 è entrato nel merito, facendo riferimento alla decisione dell’UTPG.
3.4.
Il ricorrente era pertanto senz’altro legittimato a contestare con reclamo le riprese che lo concernono, impugnando la tassazione della persona fisica. Nelle circostanze descritte, gravava ancora sull’autorità fiscale l’onere della prova dell’esistenza e dell’ammontare della distribuzione mascherata di utile.
La decisione impugnata, con cui l’autorità fiscale non si è confrontata con le censure del contribuente in merito alla ripresa dei vantaggi di cui avrebbe goduto nell’ambito della _ SA, deve pertanto essere annullata. Gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione, perché adotti una nuova decisione motivata, coinvolgendo anche l’UTPG.
4.
Visto l’esito del ricorso, non si prelevano né la tassa di giustizia né le spese processuali.