# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 45cdd413-e20c-516b-b7c3-4f70e606d89f
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _91 dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 30 agosto 2021 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 4'639.65 oltre a interessi e spese.
B.
All’udienza tenutasi il 9 novembre 2021 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 9 novembre 2021 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 25 novembre 2021
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo in particolare di avere saldato il credito posto in esecuzione. L’indomani il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 10 novembre 2021, il termine d’impugnazione è scaduto sabato 20 novembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 22 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato il 25 novembre 2021 (data del timbro postale), il reclamo sarebbe dunque tardivo.
1.2
Tuttavia, la reclamante contesta la modalità di notifica scelta dal Pretore (la pubblicazione sul Foglio ufficiale), sostenendo che il suo gerente si trovava all’estero nel periodo in cui è stata decretato il fallimento,
“così come precedentemente”
, sicché ha preso conoscenza del fallimento solo il 22 novembre 2021, quando ha trovato nella sua buca lettere l’avviso di convocazione inviatogli dall’Ufficio dei fallimenti in vista del suo interrogatorio.
1.3
In realtà, le presunte assenze per viaggi all’estero di cui si prevale il gerente non riguardano il periodo in cui la citazione all’udienza fallimentare è rimasta in giacenza presso la posta (dal 16 al 23 settembre 2021) né il giorno dell’udienza, il 9 novembre (i biglietti aerei acclusi al reclamo quale doc. D si riferiscono a soggiorni dal 18 al 22 ottobre, dal 1° al 5 novembre 2021 e dal 13 al 20 novembre 2021).
1.4
Fatto sta, però, che la citazione all’udienza del 9 novembre 2021, spedita alla convenuta il 15 settembre è tornata alla Pretura con l’indicazione “non ritirato” il 30 settembre (act. V), per poi essere pubblicato sul Foglio ufficiale il 5 ottobre (act. VI). Non risulta dagli atti che la Pretura abbia effettuato particolari ricerche per determinare un (altro) recapito valido della destinataria nel senso dell’art. 141 cpv. 1 lett. a CPC – che del resto risultava essere quello stampato sulla busta, dal momento che la Posta non ha menzionato l’irreperibilità della società all’indirizzo indicato – né altri tentativi (come l’invio della citazione al domicilio privato del gerente, ciò che è avvenuto per la richiesta di anticipo delle spese processuali), da cui dedurre l’impossibilità di procedere alla notificazione se non in via edittale (nel senso dell’art. 141 cpv. 1 lett. b CPC). D’altronde la finzione di notifica al settimo giorno di giacenza postale della citazione giusta l’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC non vale per la citazione all’udienza fallimentare, sicché se l’escusso non la ritira, il giudice deve rinnovarne la notificazione (DTF 138 III 230 consid. 3.3 e rimandi; sentenza della CEF 14.2020.127 del 2 ottobre 2020 pag. 3). La notifica edittale della citazione è pertanto nulla e ciò vale anche per la notifica edittale della sentenza impugnata, giacché non risulta essere stata nemmeno essa preceduta da altri tentativi di notifica o di accertamenti di recapiti alternativi.
1.5
Siccome non si evince dagli atti la prova che la reclamante abbia avuto conoscenza della decisione impugnata prima della data – il 22 novembre 2021 – in cui afferma di aver trovato nella sua buca lettera la convocazione dell’ufficio dei fallimenti per l’interrogatorio, interposto il 25 novembre, il reclamo si avvera in definitiva tempestivo.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (
nova
autentici o in senso proprio,
denominati in tedesco
“echte Nova”
, in contrapposizione agli
pseudonova
o
“unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente
appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11
agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2
Nel caso in esame la reclamante ha prodotto una ricevuta rilasciata dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano il 25 novembre 2021 (doc. K) relativa al versamento di fr. 5'308.40 a saldo dell’esecuzione promossa dall’istante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.
2.3
Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la reclamante ha prodotto altre nove ricevute di pagamento dello stesso 25 novembre (doc. L), e quindi la prova di aver estinto tutte le esecuzioni in corso nei suoi confronti, come si evince dall’estratto esecutivo del 24 novembre 2021 (doc. J). Da tale estratto, d’altronde, non risultano attestati di carenza di beni a suo carico. Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo se-vere alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Ri-sultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.