# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5e5e8ecb-fd15-5c20-a198-d75093dff176
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 31 ottobre
2019 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano, la società PI 1 ha escusso RI 1 per l’incasso di fr. 15'000.– oltre agli interessi del 5% dal 31 marzo 2013, indicando quale causa del credito il
“prestito con riconoscimento di debito del 30 gennaio 2013”
;
che non avendo l’escusso interposto opposizione al precetto esecutivo, il 16 gennaio 2020 l’escutente ha chiesto il proseguimento dell’esecuzione;
che il 29 maggio 2020 l’UE ha proceduto a pignorare a favore del gruppo n. 9 (composto di otto esecuzioni, tra cui quella dell’PI 1, ammontanti a complessivi fr. 40'375.– oltre ad accessori) la quota B di comproprietà dell’escusso della
particella n. _ RFD di _, stimata in fr. 303'707.–;
che il 13 luglio 2020 l’UE ha emesso il verbale di pignoramento;
che con ricorso del 24 luglio 2020 RI 1 ha chiesto la sospensione della procedura fino a quando l’PI 1 non avrebbe ridotto l’importo della sua pretesa, computando interessi sul credito di fr. 8'330.60 da lui posto in compensazione;
che il ricorrente si duole inoltre che l’UE non ha risposto alla sua domanda del 19 luglio 2020 intesa a sapere se ci fosse una possibilità d’interporre opposizione;
che nelle sue osservazioni del 6 agosto 2020 l’PI 1 ha chiesto di dichiarare il ricorso irricevibile, mentre nelle sue del 10 agosto 2020 l’UE ha concluso per la sua reiezione;
che – orbene – il ricorrente ammette di non aver interposto opposizione al precetto esecutivo dell’PI 1;
ch’egli non fa valere, per avventura, di essere stato impedito ad agire da un ostacolo non imputabile a sua colpa entro il termine d’opposizione di dieci giorni decorso dalla notifica del precetto esecutivo, avvenuta il 25 novembre 2019;
che il ricorrente non ha pertanto diritto alla restituzione del termine d’opposizione giusta l’art. 33 cpv. 4 LEF, per tacere del fatto che, come prescritto da questa norma, egli avrebbe dovuto chiederla e interporre opposizione al precetto esecutivo entro dieci giorni dalla cessazione dell’ipotetico impedimento;
che ciò posto la via del ricorso all’autorità di vigilanza non con-sente all’escusso di sollevare questioni di merito (attinenti cioè alla validità materiale e all’importo del credito posto in esecuzione);
che infatti su questo tipo di controversie non decidono né l’ufficio d’esecuzione né l’autorità di vigilanza (art. 17 cpv. 1 LEF), bensì le autorità giudiziarie e amministrative preposte, in prima luogo quelle competenti in materia di rigetto dell’opposizione (art. 79 segg. LEF; tra tante: sentenza della CEF 15.2017.104 del 13 dicembre 2017, consid. 1 e 2);
che nella misura in cui il ricorrente contesta l’importo del credito della resistente, la sua censura è pertanto irricevibile;
che in una replica spontanea del 17 agosto 2020 il ricorrente osserva come nel 2015 l’PI 1 avesse inoltrato un’esecuzione per lo stesso credito ora in discussione, cui egli aveva interposto opposizione;
ch’egli chiede in merito se l’esecuzione del 2015 è stata cancellata e perché ne è stata avviata una nuova, lamentandosi di non aver ricevuto dall’UE risposta a questi quesiti;
che la facoltà di replicare spontaneamente a ogni atto di procedura non comprende quella di addurre nuovi fatti, prove e domande (sentenza della CEF 15.2019.61 dell’11 novembre 2019 consid. 4.2);
che le richieste aggiuntive del ricorrente sono di conseguenza anch’esse inammissibili;
che, ad ogni modo, come il ricorrente non può ignorare, l’PI 1 non ha proseguito l’esecuzione n. _ avviata
l’8 ottobre 2014, scegliendo invece di avviarne una nuova il 31 ottobre 2019;
che
non le era vietato operare una simile scelta
(DTF 139 III 447 consid.
4.1.2; DTF 128 III 384 consid. 1 e 2; sentenza della CEF 15.2014.105 del 5 novembre 2014 consid. 3),
siccome la società non aveva richiesto la continuazione
della prima esecuzione e non
ne aveva neppure il diritto, vista l’opposizione interposta dall’escusso
e la susseguente perenzione della prima esecuzione in virtù dell’art. 88 cpv. 2 LEF
;
che p
er legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).

## Considerations