# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 80c115ec-445b-5036-8ab4-ccde6c4e522c
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 17 luglio 2008 RI 1 ha proceduto al deposito dei bilanci ai sensi dell’art. 725 cpv. 2 CO, rilevando un’eccedenza di debiti di fr. 326'413. Contestualmente ha chiesto il differimento del fallimento asserendo che la continuazione dell’attività era una condizione indispensabile per permetterle di perseguire la sua politica di risanamento, avviata nel corso del 2007, che le permetteva di generare la liquidità necessaria a far fronte ai suoi impegni.
Con decreto dell’11 agosto 2008 il Pretore della Giurisdizione di _ ha concesso il differimento fino al 31 dicembre 2008, nominando quale commissario A_ B_.
Con successivi decreti del 2 gennaio 2009 e del 18 giugno 2009, emessi in seguito a richieste motivate e documentate del commissario, il Pretore ha prorogato il differimento fino al 30 giugno 2009 rispettivamente fino al 31 dicembre 2009.
B.
Con rapporto 23 dicembre 2009, al quale erano allegati il bilancio e il conto economico per il periodo dal 1. gennaio al 15 dicembre 2009, il commissario ha comunicato al Pretore che, nel periodo di differimento, la società ha fatto regolarmente fronte ai suoi impegni, non cumulando ulteriori debiti. Nel periodo dal 1. gennaio al 15 dicembre 2009 ha conseguito un utile di esercizio di circa fr. 5'000.-- ed un autofinanziamento (utile + ammortamenti) di circa fr. 12'000.--, con la prospettiva di ottenere, entro la fine del 2009, un ulteriore utile minimo di fr. 10'000.--. Il commissario ha asserito che la ristrutturazione attuata ha ridotto al minimo possibile i costi. Gli azionisti non sono tuttavia in grado di immettere nuova liquidità nella società. Egli ha poi osservato che le proposte di rateazione formulate dall’I_ c_ _ presuppongono il rimborso, entro un anno, dello scoperto di circa fr. 35'000.--, per cui non gli è stato possibile sottoscrivere un accordo di dilazione dei pagamenti. D’altro canto durante un esercizio la società dovrebbe poter produrre una liquidità tra fr. 10'000.-- e fr. 20'000.--, per cui la continuazione dell’attività risulta essere una condizione indispensabile per permetterle di generare la liquidità necessaria a far fronte a suoi impegni.
All’udienza per incombenti dell’8 febbraio 2010 il commissario, ad integrazione del suo rapporto del 23 dicembre 2009, ha rilevato l’impossibilità di rimborsare i debiti pregressi di circa fr. 100'000.-- in un lasso di tempo di uno o due anni, considerata la previsione di liquidità tra fr. 10'000.-- e fr. 20'000.-- all’anno, per cui non potendosi ipotizzare un periodo di differimento di circa cinque anni, ha chiesto la revoca del differimento.
Con decisione 8 marzo 2010 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RI 1 a far tempo da lunedì 8 marzo 2010 alle ore 14.00.
C.
Con appello 9 marzo 2010 e integrazione 11 marzo 2010 RI 1 impugna la decisione pretorile, rilevando che durante il differimento ha risanato economicamente l’attività aziendale riportando i conti in una situazione di pareggio, per cui non sono derivate ulteriori perdite a danno dei suoi creditori. D’altro canto riconosce che per il risanamento patrimoniale e quindi per l’eliminazione della situazione di sovraindebitamento, ammontante per il 15 dicembre 2009 a fr. 410'454.53, le sarebbero necessari almeno 4-5 anni. Allo scopo di ottenere il risanamento patrimoniale e continuare l’attività prevede ulteriori misure, ossia:
- la rinuncia da parte dei due dipendenti degli stipendi
arretrati degli anni 2008 e precedenti per circa fr. 140'000.--
- la rinuncia da parte del correntista del finanziamento di circa
fr. 52'000.--
- la postergazione da parte di finanziatori terzi per fr. 48'000.—
fino ad eliminazione della situazione di sovraindebitamento
- un nuovo finanziamento da parte di terzi di fr. 30'000.--.
L’appellante asserisce poi che a garanzia dello scoperto in conto corrente con la banca, sono state inoltre fornite da parte di terzi sufficienti garanzie private, per cui la stessa non procederà in via esecutiva nei suoi confronti. RI 1 ritiene che queste misure le permetterebbero di ridurre i debiti immediatamente esigibili (esclusa la relazione bancaria) per un importo di fr. 240'000.--. Inoltre la liquidazione dello stock, non in procedura di fallimento, le consentirebbe di realizzare un ulteriore introito di almeno fr. 60’000.-- che verrebbe destinato al pagamento dei debiti pregressi unitamente al finanziamento supplementare di fr. 30'000.--. L’appellante rileva che l’insieme dei provvedimenti descritti, ottenibili unicamente successivamente alla revoca del fallimento, le permetterebbe di ridurre il sovraindebitamento da circa fr. 440'000.-- ad un massimo di fr. 110'000.--, garantendo il soddisfacimento integrale dei creditori di 1. e 2. classe entro la metà dell’anno in corso. Il sovraindebitamento residuo potrebbe poi essere riassorbito nell’arco di circa 3 anni.
Con integrazione 11 marzo 2010 RI 1 asserisce che il nuovo finanziamento da parte di terzi a fondo perso è aumentato a fr. 70'000.--, in luogo di fr. 30'000.--, e la rinuncia da parte di terzi ai loro crediti per fr. 48'000.-- porterebbe ad un sovraindebitamento, dopo il risanamento, di fr. 130'000.--, ossia da un sovraindebitamento di fr. 440'000.-- al 31 dicembre 2009 vanno dedotti fr. 140'000.-- in seguito a rinuncia da parte dei dipendenti, fr. 52'000.-- in seguito a rinuncia del correntista, fr. 48'000.-- in seguito a rinuncia da parte di terzi e fr. 70'000.-- in seguito ad un finanziamento a fondo perso. L’appellante aggiunge poi che il debito bancario di fine anno di fr. 180'000.-- è interamente garantito da attivi costituiti in pegno da parte di terzi, per cui risulterebbero ulteriori debiti non garantiti, ma coperti da capitale, di fr. 50'000.--. L’insieme di queste misure permette di ottenere una copertura integrale degli scoperti. Il versamento a fondo perso di fr. 70'000.-- permetterebbe inoltre di coprire immediatamente gli scoperti LPP e AVS ammontanti a fr. 50'000.-- rispettivamente a fr. 20'000.-- . Inoltre i fondi provenienti dalla vendita in liquidazione dello stock, stimato in fr. 60'000.--, garantirebbero il pagamento degli altri scoperti compreso il debito nei confronti dell’A_ f_ _ c_ _. L’appellante chiede infine di essere sentita per fornire i dettagli.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.
L’art. 192 LEF recita che il fallimento delle società anonime può essere dichiarato senza preventiva esecuzione nei casi previsti dal Codice delle obbligazioni. L’art. 725 cpv. 2 CO prevede che, esistendo fondato timore che la società abbia un’eccedenza di debiti, deve essere allestito un bilancio intermedio soggetto alla verifica di un revisore abilitato. Se da tale bilancio risulta che i debiti sociali non sono coperti, né stimando i beni secondo il valore d’esercizio, né stimandoli secondo il valore di alienazione, il consiglio di amministrazione ne dà avviso al giudice. Ricevuto l’avviso, il giudice dichiara il fallimento; può tuttavia differirlo, ad istanza del consiglio d’amministrazione o di un creditore, quando il risanamento appaia probabile. Il giudice può designare un commissario (art. 725a cpv. 1 e 2 CO).
2.
Per il rinvio dell’art. 194 LEF la decisione del giudice del fallimento senza preventiva esecuzione ai sensi dell’art. 192 LEF può essere impugnata giusta l’art. 174 LEF all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, vol.
II, n. 10 ad art. 174; Ammon/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed.
Berna 2008, § 57 n. 10 pag. 534).
L’autorità giudiziaria superiore può considerare anche fatti e prove nuovi (nova). Questi devono essere fatti valere contemporaneamente all’impugnazione (Amonn/Walther, op. cit., § 36 n. 56 pag. 334).
3.
La procedura è quella sommaria in tema di esecuzione e fallimento, senza obbligo di contraddittorio nel senso dell’art. 19 LALEF, riservati casi particolari - che qui non si realizzano – necessitanti il contraddittorio ai sensi dell’art. 20 LALEF, con riferimento ai combinati art. 192 LEF e 725a CO (Obergericht del Cantone Zurigo 13 giugno 1986, in: ZR 1987 pag. 99-102; CEF 4 febbraio 1998 [14.97.127] e rif. ivi).
4.
Nel caso in esame il primo giudice ha ritenuto di concedere all’appellante, con decreto dell’11 agosto 2008, il differimento del fallimento e di nominare un commissario. In seguito ha prorogato il differimento con due ulteriori decisioni fino al 31 dicembre 2009. Il commissario, dopo aver presentato al primo giudice un rapporto del 23 dicembre 2009, a cui erano allegati il bilancio ed il conto economico della RI 1 per il periodo dal 1. gennaio al 15 dicembre 2009, durante l’udienza per incombenti dell’8 febbraio 2010, è giunto alla conclusione - dopo avere ottenuto differimenti per un periodo di circa un anno e sei mesi -, che non potendosi ipotizzare un ulteriore periodo di differimento di circa cinque anni, necessario per rimborsare di debiti della RI 1, si imponeva la revoca del differimento. Di conseguenza il Pretore, constatata l’impossibilità di sanare la RI 1 in tempi accettabili, ne ha dichiarato il fallimento.
5.
Con l’appello RI 1 chiede la revoca del fallimento (recte: l’annullamento, considerato che i presupposti per una revoca ai sensi dell’art. 195 LEF non sono adempiuti). Essa fonda la sua richiesta sull’elencazione di misure di risanamento, rilevando che l’insieme dei provvedimenti prospettati sono ottenibili solo successivamente all’annullamento del fallimento. Orbene, secondo giurisprudenza e dottrina, le prospettive di risanamento devono essere documentate in modo tale da risultare plausibili. Oltre che ad un bilancio intermedio revisionato devono essere presentati, per esempio, un piano di risanamento che informi anche in merito ai tempi necessari per conseguirlo, eventuali assicurazioni di terzi in merito alla loro partecipazione finanziaria, prese di posizione dei creditori principali, ecc. Il piano di risanamento deve essere presentato al giudice sulla base di documenti concreti e non di semplici affermazioni. I provvedimenti prospettati per risanare la società devono essere documentati dal richiedente. Non è infatti compito del giudice determinare i provvedimenti necessari; suo compito è unicamente quello di definire la loro idoneità per ricuperare, in prospettiva di medio termine, un riequilibrio finanziario atto ad evitare la dichiarazione di fallimento e a consentire la continuazione dell’attività (Giroud, Die Konkurseröffnung und ihr Aufschub bei der Aktiengesellschaft, 2. ed. Zurigo 1986 pag. 106-107 e 118-119, in particolare n. 102) con una ragionevole prognosi di durata (Stoffel, Les innovations dans le droit de la faillite, in: La revisione della LEF, CFPG vol. 16, Lugano 1996, pag. 83; CEF 4 febbraio 1998 [14.97.127]; Wüstiner, Basler Kommentar, Obligationenrecht II, Basilea/Ginevra/Monaco, 2008, 3. ed, n. 7 ad art. 725a; Alexander Dubach, Der Konursaufschub nach Art. 725a OR: Zweck, Voraussetzungen und Inhalt, in: SJZ 94 (1998) n. 7 pag. 149 e segg.). Nel caso di specie la mancata presentazione da parte dell’appellante di qualsivoglia documento atto a dimostrare la reale probabilità di realizzazione delle ulteriori misure annunciate, di cui alla narrativa fattuale sub C, porta a negare la possibilità di un risanamento. Ciò comporta una nuova dichiarazione di fallimento della RI 1, all’appello essendo stato concesso effetto sospensivo parziale.
6.
L’appello va respinto con il carico della tassa di giustizia a RI 1.