# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f0aa6a27-e139-4d80-a12f-1cbb1436163b
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Con sentenza del 2 dicembre 2021
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6,
ha pronunciato il divorzio
tra AP 1 (1972) e AO 1 (1978), affidando le figlie E_ (nata il 28 settembre 2008) e S_ (nata il 10 ottobre 2012) alla madre (riservato il diritto di visita paterno) con esercizio congiunto dell'autorità parentale. Egli ha riconosciuto alla moglie fr.
24
869.95
in liquidazione del regime dei beni e ha ordinato alla _ SA di trasferire dal valore di una polizza previdenziale intestata al marito fr. 17
671.95 su un conto previdenziale indicato dalla moglie. Gli averi previdenziali accumulati dal marito durante il matrimonio sono stati ripartiti a metà, e alla cassa pensione di lui è stato ordinato di trasferire fr.
114
436.85
su un conto di libero passaggio intestato alla moglie, mentre il marito è stato tenuto a versare
alla moglie un'indennità adeguata di fr. 41
331.30 dovuti per la suddivisione degli averi previdenziali da lui maturati negli Stati Uniti. AP 1 è stato infine obbligato a versare un contributo alimentare per
la moglie di fr. 866.– mensili fino ad ottobre del 2028 e uno scalare per le figlie con adeguamento secondo il grado d'occupazione della madre fino alla conclusione della loro formazione. Le spese processuali di fr. 6000.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 18 gennaio 2022 in cui chiede, in riforma del giudizio impugnato, di ridurre a
fr. 16
799.22 la somma da trasferire dal suo terzo pilastro, di dedurre dall'indennità adeguata
di fr. 41
331.30 “la metà delle imposte pagate in Svizzera e negli Stati Uniti in relazione al trasferimento in Svizzera di quanto depositato sul conto previdenziale”, e di ridurre sensibilmente i contributi scalari in favore delle figlie. L'appello non è stato ancora oggetto di notificazione.
C.
Il 14 febbraio 2022 AP 1 ha comunicato alla Camera di ritirare l'appello chiedendo di contenere al minimo le spese processuali.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali. Nella fattispecie l'appellante va tenuto così a farsi carico dei costi dovuti alla procedura di appello, limitata all'apertura dell'incarto, agli atti preliminari e allo stralcio dell'appello dal ruolo (art. 21 LTG). Quanto a eventuali ripetibili, AO 1 non è stata chiamata dalla Camera a formulare osservazioni.