# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bce01bf6-7466-57cf-a4fa-11f3137d43fb
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

- punto 3, va modificato il cappello del punto 3, inserendo nei luoghi di commissione dei reati anche _, rispettivamente indicando anche ACPR 1 e ACPR 3 (punti 1.3 e 1.4), ritenuto come avente diritto non sia unicamente il proprietario dell’immobile.
In merito al punto 3 dell’AA, le parti danno tutte il loro consenso alle modifiche / correzioni proposte.
La Presidente rileva che per ACPR 6 non vi è querela per il reato di violazione di domicilio (punto 1.5).
Il PP rinuncia a questa imputazione e l’AA è modificato di conseguenza.
Sentiti:
- il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale chiede che l’AA venga confermato, con le correzioni apportate all’inizio del dibattimento; i fatti sono stati integralmente ammessi dall’imputato, compreso il suo agire in correità con CO_1 ed almeno altre due persone non identificate. Le uniche contestazioni concernono alcune delle refurtive esposte dagli AP. In merito rileva che: per il punto 1.7 AA, ammesso e non concesso che gli strumenti da giardinaggio non siano stati asportati, la refurtiva andrebbe al massimo ridotta di fr. 2'500; per i punti 1.3 e 1.14 AA l’agire in correità comporta anche l’assumersi la responsabilità di quanto rubato dai correi; per il punto 1.13 AA, l’AP è stato interrogato dalla Polizia e ha fornito tutte le spiegazioni quanto gli oggetti rubati, producendo anche la documentazione del caso. Per la Pubblica accusa non vi sono dunque dubbi quanto alla refurtiva e al suo ammontare.
In merito alla colpa, rileva che questa è oggettivamente e soggettivamente grave ritenuto come l’imputato sia venuto in Svizzera solo per delinquere, cosa che aveva già fatto in passato e per cui è stato condannato nel 2013. L’imputato non ha imparato nulla, nonostante al termine del pregresso procedimento penale gli sia stata concessa la sospensione condizionale della pena. Tuttavia, l’imputato sembra ora aver capito di aver sbagliato e in questo ha sicuramente avuto un ruolo la presenza di suo figlio, che sta crescendo senza il padre; si spera possa essere la chiave di volta. Va anche detto che nel corso dell’inchiesta l’imputato ha collaborato, non potendo però neppure dimenticare che durante la carcerazione ha subito alcune sanzioni.
Il Procuratore pubblico chiede dunque una pena detentiva di 22 mesi, da espiare, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva alla sanzione pronunciata il 10.06.2013, oltre all’espulsione dal territorio svizzero per almeno 7 anni;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale rileva che l’imputato ha ammesso da subito tutti i furti indicati al punto 1 dell’AA, a volte anticipando le contestazioni degli inquirenti. Senza voler sminuire la gravità dell’agito, vi sono però 4 casi per cui IM 1 ha sempre contestato la refurtiva indicata dagli AP. In particolare: per il punto 1.7 AA, IM 1 ha sempre dichiarato di non aver rubato l’argenteria e gli attrezzi da giardino, riconoscendo invece il contante per fr. 400.00; per il punto 1.13 AA, l’imputato ha sempre negato di aver rubato tutti gli oggetti indicati dall’AP, che peraltro è stato solo parzialmente indennizzato dalla sua assicurazione, ciò che fa sorgere dei dubbi; per il punto 1.3 AA il valore degli orologi non è mai stato comprovato dall’AP, nonostante l’invito in tal senso del Procuratore pubblico; per il punto 1.14 AA IM 1 ha sempre negato di aver rubato gli oggetti esposti dall’AP. Chiede dunque che la Corte tenga conto di queste contestazioni e chiede, ad ogni modo, che gli AP vengano rinviati al foro civile non essendo sufficiente quanto agli atti per la quantificazione corretta delle refurtiva, ma anche dei danni. Non vi sono contestazioni quanto agli altri punti dell’AA.
Per quanto attiene alla commisurazione della pena, ripercorre la vita del suo assistito, mettendo l’accento su come la morte del fratello maggiore in un incidente stradale abbia radicalmente cambiato la vita del suo assistito, portandolo ad entrare in un brutto giro, a bere, a giocare d’azzardo. Precisa come, in merito ai furti, il
modus operandi
adottato sia sempre stato mirato a non spaventare gli inquilini delle abitazioni; lo stesso IM 1 ha dichiarato di essere un ladro e non un rapinatore (CARP 17.2015.50 13.05.2015 consid. 15). Va poi tenuta in considerazione la collaborazione fornita, anche fuori verbale, per permettere di identificare ulteriori furti. IM 1 desidera tornare in Albania, non vuole più tornare in Svizzera motivo per cui non si oppone all’espulsione; egli ha già una proposta di impiego, i suoi famigliari lo attendono, soprattutto suo figlio di 4 anni. Oggi come oggi, la presenza del figlio l’ha reso maggiormente responsabile e il rapporto con lui va preservato.
La difesa chiede una pena detentiva di 15 mesi, corrispondente al periodo di carcerazione sino a qui subito, non opponendosi all’espulsione. In merito alle pretese degli AP, chiede che queste vengano demandate al foro civile.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli artt.
12, 22 cpv. 1, 40, 47, 49, 51, 66a lett. d, 139 n. 1 e 2, 144 cpv. 1, 186 CP;
82, 126 cpv. 3, 135, 236, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations