# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6e5fdb80-ba52-5b6e-9eb6-837d5dad6b66
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con un primo precetto esecutivo (n. _) emesso il 27 novembre 2019 dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di dieci pretese di fr. 8'900.– oltre agli interessi del 5% dal 2 novembre 2018 la prima, di fr. 2'800.– oltre agli interessi del 5% dal 1° febbraio 2019 la seconda, e di fr. 1'400.– ciascuna le altre otto, oltre agli interessi del 5% dalle singole scadenze mensili dal 1° febbraio al 1° settembre 2019. Quale unica causa del credito la procedente ha indicato la
“sentenza 14.03.2019 della Pretura di Lugano, sezione 4, inc. _”
, con l’aggiunta, per le ultime otto pretese, della dicitura
“corrispondenza e verbale di riconsegna”
.
B.
Con un ulteriore precetto esecutivo (n. _) emesso il 4 dicembre 2019 sempre dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso di altre cinque pretese di fr. 1'400.– oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre 2019 e di fr. 980.– oltre agli interessi del 5% dal 1° novembre 2019 le prime due (indicando quali cause del credito ancora la
sentenza del 14 marzo 2019
), di fr. 700.– oltre agli interessi del 5% dal 1° aprile 2019 (per
tassa di giustizia e ripetibili
relative alla suddetta decisione), di fr. 2'000.– oltre agli interessi del 5% dal 22 novembre 2019 (
“Risarcimento danni
[asporto mobili, ecc.]”
) e di fr. 800.– oltre agli interessi del 5% dal 5 settembre 2019 (
“Sentenza 5.9.19 II Camera civile – Tribunale d’appello – inc. _, Ripetibili”
).
C.
Avendo la RE 1 interposto opposizione a entrambi i precetti esecutivi, con un’unica istanza del 17 dicembre 2019 CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, salvo per quanto attiene alla pretesa per
“risarcimento danni”
di fr. 2'000.–. Nel termine impartito, la convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 9 aprile 2020. Con replica spontanea del 20 aprile 2020 l’istante si è riconfermata nella sua posizione, mentre la convenuta, con scritto del 22 maggio 2020, vi si è nuovamente opposta chiedendo che venisse indetta un’udienza, poi tenutasi il 16 giugno 2020. In tale occasione, il Pretore ha precisato di aver disgiunto l’istanza in due procedure distinte (_ per la prima esecuzione e _ per la seconda). Da parte sua la convenuta ha ribadito la propria opposizione sollevando – sulla scorta di una decisione della I istanza LAFE del 13 giugno 2005 – l’eccezione di nullità del contratto di locazione e di riflesso della decisione di sfratto. CO 1 ha invece confermato la sua domanda.
D.
Statuendo con due decisioni distinte del 2 luglio 2020, il Pretore ha accolto l’istanza per quanto riguarda la prima causa e rigettato
in via definitiva l’opposizione interposta dalla convenuta alla prima esecuzione, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.–
e un’indennità di fr. 2'000.– a favore dell’istante, mentre l’ha accolta nella seconda causa e rigettato in via definitiva la seconda opposizione limitatamente a fr. 1'400.– oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre 2019, a fr. 980.– oltre agli interessi del 5% dal 1° novembre 2019, a fr. 700.– oltre agli interessi del 5% dal 1° aprile 2019 e a fr. 800.– oltre agli interessi del 5% dal 5 settembre 2019, ponendo a carico della RE 1 le spese processuali di fr. 80.– e un’indennità di fr. 500.– a favore dell’istante.
E.
Contro le sentenze appena citate la RE 1 è insorta
a questa Camera
con due reclami distinti del 9 luglio 2020
per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza, protestate spese e ripetibili. Nelle sue osservazioni del 7 settembre 2020, CO 1 ha concluso per la reiezione dei reclami.
F.
Il Presidente della Camera ha congiunto le due cause con disposizione ordinatoria del 26 agosto 2020.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Le sentenze impugnate – emanate in materia di rigetto dell’opposizione – sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono impugnabili entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica di entrambe le decisioni è avvenuta in concreto al patrocinatore della RE 1 il 3 luglio 2020, il termine d’impugnazione è scaduto lunedì 13 luglio. Presentati il 9 luglio 2020 (data dei timbri postali), i reclami sono dunque senz’altro tempestivi.
1.2
La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4).
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
In virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non dimostri immediatamente una delle eccezioni liberatorie enumerate all’art. 81 LEF (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).
3.
Nelle sentenze impugnate, il Pretore ha considerato che la decisione di sfratto del 14 marzo 2019 del Pretore del Distretto di Lugano costituisce un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per gli importi pretesi con l’istanza. Egli ha d’altronde respinto l’eccezione di nullità della sentenza pretorile sollevata dalla convenuta, ritenendo che anche qualora la decisione LAFE del 13 giugno 2005 prodotta da quest’ultima fosse decisiva, la sua successiva scoperta – senza del resto aver dimostrato che fosse avvenuta dopo la sentenza di sfratto – comporterebbe al massimo la possibilità di chiederne la revisione. Per quanto concerne la compensazione eccepita dalla RE 1 con pretesi crediti
“per lavori di miglioria, compensi all’amministrazione e gestione dell’immobile, e richieste di affitti già corrisposti”
, il primo giudice ha osservato come oltre a non essere stati dimostrati con documenti chiari e univoci come previsto dall’art. 81 LEF, tali motivi di estinzione andavano addotti nella procedura che ha portato alla sentenza prodotta quale titolo. Onde l’accoglimento dell’istanza.
4.
Nei reclami la RE 1 ribadisce che la sentenza prodotta da CO 1 quale titolo di rigetto è da considerarsi nulla poiché è fondata su un contratto di locazione concluso in contrasto con le condizioni della LAFE – di cui l’istante era a conoscenza – che prevedevano in particolare il divieto di affittare il fondo in oggetto per più di dieci mesi all’anno e l’obbligo di occuparlo per almeno due settimane all’anno, ciò che a suo dire non è avvenuto. Nell’accogliere l’istanza nonostante essa abbia censurato tale aspetto in occasione dell’udienza, per la reclamante il primo giudice ha di fatto legittimato un contratto viziato da nullità, da cui non possono sgorgare diritti. Chiede pertanto a questa Camera di
“sanare la situazione”
perlomeno confermando l’opposizione da essa interposta ai due precetti esecutivi.
5.
In ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).
5.1
Nella fattispecie l’istante fonda la propria domanda sulla decisione di sfratto emessa il 14 marzo 2019 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4 (doc. B), mediante la quale la RE 1 è stata condannata a versare a CO 1 fr. 11'700.– oltre agli interessi del 5% su fr. 8'900.– dal 2 novembre 2018 e su
fr. 2'800.– dal 1° febbraio 2019 (doc. B , dispositivo n. 5), fr. 1'400.–
mensili oltre agli interessi del 5% dal primo di ogni mese a partire da febbraio del 2019 fino alla completa liberazione dei locali (dispositivo n. 6), avvenuta il 21 novembre 2019 (doc. C), fr. 400.– per spese processuali e fr. 300.– per ripetibili (dispositivo n. 7). Essa chiede inoltre la rifusione delle spese ripetibili di fr. 800.– riconosciute a suo favore dalla seconda Camera civile del Tribunale d’appello nella decisione del 5 settembre 2019 (doc. D). Orbene, è pacifico che entrambe le decisioni sono esecutive e sono addirittura passate in giudicato (v. doc. B1 e D), sicché ambedue costituiscono un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione giusta l’art. 80 cpv. 1 LEF per gli importi posti in esecuzione, di complessivi fr. 26'780.–.
5.2
Il rigetto si estende inoltre agli interessi di mora del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalle scadenze specificamente indicate nella sentenza pretorile, così come, in assenza di contestazione delle date di notifica delle decisioni di merito, agli interessi di mora dal 1° aprile 2019 per le spese processuali di prima sede e dal 5 settembre 2019 per le ripetibili di fr. 800.– di seconda sede (v. sentenza 14.2017.138 del 15 gennaio 2018, RtiD 2018 II 817 n. 40c, consid. 5.2/d e i rinvii).
6.
Accertato il carattere esecutivo delle due decisioni prodotte dall’istante, l’unica questione ancora da risolvere in questa sede è quella di sapere se la decisione del Pretore di respingere l’eccezione di nullità sollevata dall’escussa – e riproposta col reclamo – resiste alla critica.
6.1
In virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di rigetto (DTF 138 III 586 consid. 6.1.2; 135 III 320 consid. 2.5; sentenza della CEF 14.2015.14 del 23 marzo 2015 consid. 5.2). S
ono ammissibili solo le eccezioni esplicitamente sollevate e dimostrate
con documenti assolutamente chiari e univoci (
“mit völlig eindeutigen Urkunden”
,
cfr. DTF 115 III 100; sentenza della CEF 14.2004.101 del 27 gennaio 2005, consid. 5, con rimandi
).
6.2
Nel caso specifico, come visto la reclamante sostiene che la decisione di sfratto prodotta dall’istante sia nulla poiché
“poggia su di un contratto di locazione che non poteva e non doveva essere posto in essere dacché in contrasto alle condizioni LAFE imposte dalla signora CO 1: come la stessa era ben a conoscenza (...)”
. In particolare l’escussa rileva come l’autorità di prima istanza LAFE abbia imposto l’obbligo di occupare il fondo annualmente per almeno due settimane e vietato in modo permanente di affittare il medesimo per una lunga durata (al massimo dieci mesi all’anno), condizioni che a suo dire non sono state adempiute.
6.3
Orbene, come visto
la cognizione del giudice del rigetto è limitata all’esame dell’esistenza di un titolo di rigetto (sopra consid. 2), ovvero, quando
l’istanza tende al rigetto definitivo dell’opposizione, alla verifica dell’esecutività
della decisione invocata dall’istante quale titolo. Il suo esame non si estende invece al fondamento materiale del credito posto in esecuzione né al controllo della validità della decisione. Spetta in effetti all’escusso far valere i suoi motivi di contestazione nella procedura di accertamento del credito. Il passaggio in giudicato della decisione preclude poi la possibilità di contestazioni di merito in fase esecutiva (sopra consid. 6.1). Detto altrimenti, la RE 1 non può rimettere in discussione la sentenza di sfratto del 14 marzo 2019 nell’ambito di una procedura esecutiva come quella in oggetto.
6.4
Non si disconosce invero che la
nullità di una decisione, a prescindere dalla sua natura, dev’essere rilevata d’ufficio da ogni autorità competente per l’applicazione del diritto, anche in sede di
ricorso o di esecuzione (DTF 129 I 363 consid. 2, 136 III 571, 138 II 501;
sentenza della CEF 14.2014.78 del 12 giugno 2014, consid. 2.4
). I casi di nullità sono però rari (S
taehelin,
op. cit.
,
n. 128 ad art. 80).
6.4.1
In effetti,
secondo la giurisprudenza le decisioni errate sono nulle quando sono affette da un vizio particolarmente grave, manifestamente o almeno agevolmente riconoscibile, ove poi l’ammissione della nullità non minacci seriamente la sicurezza del diritto. Quali motivi di nullità entrano in considerazione soprattutto l’incompetenza funzionale o materiale dell’autorità giudicante così come errori di procedura manifesti che ledono in modo particolarmente grave i diritti fondamentali delle parti, in particolare quando ha per conseguenza che chi invoca la nullità non ha potuto partecipare
alla procedura
(
DTF 137 I 275 consid. 3.1, con numerosi riferimenti, sentenza della CEF 14.2014.194 del 22 ottobre 2014, consid. 6.2).
6.4.2
Nella fattispecie i requisiti appena elencati non sono adempiuti: anzitutto, la ricorrente ha avuto modo di far valere i propri argo-menti fino alla seconda Camera civile del Tribunale d’appello. E per quanto riguarda l’asserita successiva scoperta della decisione del 13 giugno 2005 dell’Autorità di I istanza LAFE (doc. 4 prodotto solo in occasione dell’udienza del 16 giugno 2020), come già spiegato dal Pretore nel giudizio impugnato l’escussa avrebbe dovuto, semmai, far valere tale documento con un’istanza di revisione della sentenza di sfratto (art. 328 cpv. 1 lett. a CPC) davanti al giudice che l’ha emessa. Nel reclamo essa non si confronta minimamente con la motivazione pretorile. Non sufficientemente motivata, la censura è quindi inammissibile (sopra, consid. 1.2).
Ad ogni modo non sarebbe spettato a questa Camera, dato il suo limitato potere d’esame, sostituirsi alla competente autorità di revisione (sopra, consid. 6.3).
7.
In entrambe le sedi
la tassa, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), come le ripetibili,
determinate in virtù dell’art. 11 cpv. 1-2 RTar (
RL 178.310
) per il rinvio del
l’art. 96 CPC
,
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC).
8.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), i valori litigiosi, di fr. 22'900.– nella prima causa e di fr. 3'880.– nella seconda, non raggiungono la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.