# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4ded066b-5567-577f-a190-325598e9164a
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che nell’elenco oneri relativo al fondo n. _ RFD di _, di proprietà della fallita, la ricorrente figura quale detentrice di cinque cartelle ipotecarie al portatore iscritte dal III al VII grado, per un importo totale di fr. 7'596'227,70, oltre interessi al 7% dal 24 ottobre 1991, precedute da nove cartelle ipotecarie detenute da _ iscritte in I e II rango per un valore complessivo di fr. 2'546'754,80.--, oltre interessi al 7% dalla stessa data (apertura del fallimento);
che su incarico rogatoriale dell’UF di Lugano, quale amministrazione della massa fallimentare _ l’UEF di Mendrisio ha depositato, a partire dal 12 gennaio 2001, le condizioni di asta relative al fondo n. _ RFD di _ di proprietà della fallita;
che la ricorrente si aggrava ora contro tale provvedimento, a motivo che i riparti indicati nell’elenco oneri depositato unitamente alle condizioni di asta sono stati calcolati in base ad un tasso d’interesse del 7%, che la ricorrente pretende errato, in quanto siffatto saggio, iscritto sulle cartelle di _, costituirebbe soltanto un tasso massimale, superiore al tasso effettivamente pattuito dalla parti;
che tale censura, che non riguarda in realtà le condizioni di asta bensì l’elenco oneri, si rivela ovviamente tardiva, poiché l’elenco oneri è stato depositato l'ultima volta il 13 ottobre 1999 ed è quindi da tempo cresciuto in giudicato, ciò che peraltro la ricorrente non contesta;
che l’affermazione della ricorrente secondo la quale “dall’elenco oneri depositato a suo tempo non risultava alcuna indicazione circa il saggio di interesse al quale sarebbe stato calcolato quanto maturato in corso di procedura di fallimento” rasenta la mala fede;
che infatti la carente indicazione del saggio di interesse per il periodo corrente dall’apertura del fallimento (24 ottobre 1991) alla vendita all’asta (13 marzo 2001) risulta ovviamente essere una svista dell’Ufficio, non essendovi motivi per ritenere che il medesimo abbia rinviato la decisione in merito al momento del deposito delle condizioni di asta né che l’Ufficio non avrebbe applicato il tasso del 7%, come lo aveva peraltro esplicitamente indicato già nel 1999 per i crediti della ricorrente (cfr. elenco oneri, p. 3 i.f.);
che se la ricorrente avesse avuto il minimo dubbio a questo proposito avrebbe dovuto, già nel 1999, chiedere all’Ufficio delucidazioni o impugnare con ricorso ex art. 17 LEF l’elenco oneri allegandone l’asserita incompletezza o mancanza di chiarezza;
che la ricorrente non allega inoltre alcun cambiamento posteriore al deposito dell’elenco oneri, in particolare non pretende che l’amministrazione fallimentare avrebbe pattuito con _ nuove condizioni circa il computo degli interessi correnti dall’apertura del fallimento;
che pur volendo ammettere la tempestività del ricorso in esame, lo stesso sarebbe comunque da respingere, poiché competente per dirimere le contestazioni di un creditore relative al grado al quale è stato collocato un altro creditore è l’autorità giudiziaria (art. 250 cpv. 2 LEF; cfr.
Dieter
Hierholz
, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. III, n. 8 ad art. 250, ricordato che in materia fallimentare l’elenco oneri costituisce parte integrante della graduatoria, art. 247 cpv. 2 LEF) e non l’autorità di vigilanza;
che il ricorso 22 gennaio 2001, intempestivo, è pertanto irricevibile;
che occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François
Poudret
/Suzette
Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a);
Richiamati l’art. 17, 247 e 250 LEF

## Considerations