# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 700c1424-fce9-58c7-aa91-8a1e96f9242f
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nel corso del mese di giugno 2001 AO 1 ha commissionato all'impresa _ l'esecuzione di opere (posa di pavimenti, rivestimento di una scala e sistemazione delle piastrelle della piscina) sull'immobile di proprietà della moglie V_ sito a _ (part. n. _).
A fronte di fatture per complessivi fr. 31'281,55, AO 1 ha notificato alla ditta esecutrice una serie di difetti, assegnandole un termine per l'esecuzione a regola d'arte, rispettivamente la riparazione.
B.
Con petizione 13 marzo 2006 AO 1 ha chiesto in via principale di commissionare ad una ditta terza la riparazione dei difetti riscontrati e di condannare _ al versamento di un anticipo dei relativi costi, pari ad almeno fr. 86'300.-. In via subordinata egli ha chiesto la riduzione della mercede per un importo identico e la condanna della convenuta al pagamento dell'importo di fr. 70'879,40.
La convenuta si è inizialmente opposta alla domanda, dichiarandosi poi disposta, in sede di conclusione, a riconoscere la pretesa limitatamente a fr. 19'324,40, oltre interessi al 5% dal 13 marzo 2006.
C.
La Pretora, con sentenza 9 luglio 2009, ha parzialmente accolto la petizione, condannando _, nel frattempo divenuta AP 1 a seguito di modifica della ragione sociale, al versamento di fr. 34'750.-, pari ai costi di rifacimento della scala e della pavimentazione interna alla casa, suddividendo in base alla soccombenza la tassa di giustizia di fr. 6'000.-- e le spese, e condannando altresì l'attore a versare alla convenuta un'indennità per ripetibili di fr. 1'100.--.
D.
Contro la decisione pretorile la convenuta è insorta con appello 25 agosto 2009 nel quale essa propone la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere parzialmente la petizione limitatamente a fr. 19'324,40, con conseguente modifica della ripartizione di tassa di giustizia e spese, nonché aumento dell'indennità per ripetibili a fr. 2'000.-. L'appellante non protesta ripetibili in questa sede.
Con osservazioni 6 ottobre 2009 la parte appellata propone il rigetto integrale dell'appello con protesta di tasse, spese e ripetibili.
e considerato

## Considerations

in diritto:
1.
Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC). La decisione pretorile è stata pronunciata e impugnata prima di questa data e la procedura ricorsuale rimane dunque disciplinata dal previgente codice di procedura civile cantonale (art. 404 cpv. 1 CPC).
2.
Il primo giudice, facendo proprie le risultanze della perizia giudiziaria, ha ritenuto che la pavimentazione interna all'abitazione e il rivestimento della scala sono difettose, negando invece che possa essere ravvisato un difetto nell'intervento di sistemazione della piscina. In applicazione dell'art. 366 cpv. 2 CO, la Pretora ha riconosciuto il diritto del committente ad affidare ad un terzo la riparazione del difetto alla scala, opera non ancora terminata, definendo in fr. 6'017,60 il costo da anticipare da parte dell'appaltatore, sulla base della quantificazione risultante dal referto peritale. Con riferimento ai difetti riscontrati al pavimento, tenuto conto della mora dell'appaltatore al quale era stato assegnato dal committente un congruo termine per procedere all'intervento riparatore, la Pretora ha inoltre condannato la convenuta a rifondere ulteriori fr. 28'732,40, pari al costo di rifacimento quantificato dal perito giudiziario.
3.
Con l'atto d'appello la convenuta non contesta le conclusioni pretorili in merito ai difetti e alla quantificazione del costo per la loro riparazione. L'appellante si limita a rimproverare alla Pretora di aver inspiegabilmente ignorato, nelle sue considerazioni e conclusioni, il valore delle opere prestate nell'ambito del contratto d'appalto. Questo ammonterebbe a fr. 31'281,55, di cui fr. 15'860,95 già corrisposti, circostanza mai contestata dall'attore che anzi vi avrebbe espressamente fatto riferimento nei suoi allegati. Infatti, ancora con le conclusioni 30 giugno 2009, a fronte di un minor valore delle opere da lui quantificato in fr. 86'300.-, l'attore avrebbe proceduto alla deduzione del valore delle opere eseguite e non ancora pagate (fr. 31'281,55 ./. 15'860,95) quantificando così la pretesa in soli fr. 70'879,40.
A mente dell'appellante la Pretora avrebbe quindi dovuto seguire la stessa impostazione e applicare lo stesso calcolo, sostituendo semplicemente un addendo, ovvero inserendo il minor valore accertato dal perito giudiziario in fr. 34'750.- al posto di quello preteso dall'attore di fr. 86'300.-. Sulla base del risultato che ne scaturirebbe, la petizione andrebbe pertanto accolta limitatamente a fr. 19'329,40, oltre interessi. A mente dell'appellante, il silenzio del giudizio pretorile lascia supporre una dimenticanza, da sanare con il giudizio riformatore d'appello.
4.
La censura non può essere accolta, già per il fatto che la tesi dell'appellante non risulta né concettualmente corretta, né corrispondente a quanto effettivamente emerge dagli allegati di causa. Infatti, il calcolo a cui la censura si riferisce è relativo alla domanda di petizione formulata in via subordinata, con la quale l'attore aveva avanzato una duplice pretesa: la riduzione di almeno fr. 86'300.- della mercede dovuta e la contestuale condanna al versamento di fr. 70'879,40. A mente dell'attore, quest'ultima somma comprenderebbe anche la richiesta di restituzione di fr. 15'860,95 già versati quali acconto, e quindi fruttiferi di interessi di mora del 5%.
A prescindere dalla correttezza di tale calcolo, invero non molto lineare e non esente da contraddizioni, non vi è elemento alcuno che permetta di dedurre dalle allegazioni e dalle domande dell'attore una qualsivoglia disponibilità a riconoscere una remunerazione per il lavoro svolto dalla convenuta. Infatti, già solo l'accoglimento della prima parte della domanda subordinata comporta l'azzeramento della mercede eventualmente dovuta per l'opera eseguita (che la stessa appellante ha quantificato in soli fr. 31'281,55, pari alla somma delle fatture emesse). Il fatto che nel formulare l'ulteriore complementare pretesa l'attore si sia limitato a fr. 70'879,40 (importo comprendente l'acconto di fr. 15'420,60 già versato), non può quindi in alcun modo essere considerato quale esplicito o implicito riconoscimento di essere debitore di una mercede per il lavoro svolto.
5.
A prescindere da quanto sopra, la censura va comunque respinta poiché la Pretora ha condannato l'appellante in accoglimento parziale della domanda formulata in via principale con la petizione, avendo accertato l'esistenza di un credito pari al costo che l'attore dovrà sostenere per far eseguire da una ditta terza il rifacimento della scala e della pavimentazione interna.
Già per questo motivo non può essere rimproverato alla Pretora di non aver fatto proprio un ragionamento e un metodo di calcolo riferiti ad altra allegazione e pretesa.
6.
A titolo abbondanziale, per chiarire l'apparente lacuna o contraddizione del calcolo su cui si fonda il giudizio impugnato, va rilevato come effettivamente la Pretora non abbia affrontato esplicitamente la questione della corretta remunerazione della parte di lavoro svolta in conformità al contratto, rispettivamente non abbia statuito nel merito dell'eventuale diritto alla restituzione di parte dell'acconto versato in eccesso dal committente dell'opera. Di ciò non può comunque dolersene l'appellante, che si è visto saldare in data 13 agosto 2001 la fattura di fr. 5'860,95 per l'intervento alla piscina (doc. 1 e 4), ovvero l'unico lavoro non risultato difettoso, e ha pure trattenuto l'acconto di fr. 10'000.- in precedenza incassato per gli altri lavori eseguiti. La circostanza è quindi ininfluente ai fini del presente giudizio, l'attore avendo comunque rinunciato a formulare appello contro il giudizio pretorile che non ha statuito in merito ad un suo eventuale credito a questo titolo.
7.
L'appello, infondato, deve quindi essere respinto e la sentenza impugnata va confermata. Tassa di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza giusta l'art. 148 CPC e sono quindi a carico dell'appellante, tenuto conto di un valore litigioso ammontante a fr. 15'425,60 (fr. 34'750.- ./. fr. 19'324,40).