# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 94be9154-dc28-5485-9087-05b05eb33a68
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con istanza 17 luglio 1997 la _ ha chiesto il fallimento della _ per Fr.360’668.35 interessi e spese compresi.
B.
All’udienza di contraddittorio del 6 agosto 1997 l’escussa non è comparsa.
C.
L’appellante adduce di avere ottenuto dalla creditrice, prima dell’emanazione del decreto di fallimento, una dilazione di pagamento del debito in oggetto. Con scritto 20 febbraio 1998 il patrocinatore della creditrice ha confermata che la sua mandante ha concesso alla _ una dilazione di pagamento, anteriormente alla declaratoria di fallimento.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.
Giusta l'art. 172 n. 3 LEF il giudice rigetta la domanda di fallimento quando il debitore provi con documenti che il creditore gli ha concesso una dilazione.
Per l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
2.
L’appellante adduce per la prima volta in sede d’appello di aver ottenuto una dilazione di pagamento prima della declaratoria di fallimento. A conferma di questa dilazione risulta agli atti lo scritto 20 febbraio 1998 del patrocinatore della creditrice. Questo documento costituisce prova sufficiente della concessione di dilazione ante declaratoria di decozione: il fallimento va quindi annullato ex art. 174 cpv. 1 LEF.
3.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, non essendo comparsa avanti al primo giudice, in ambo le sedi (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante
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