# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cc321294-2505-43dc-a436-1dfba0e25f37
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
A. In data 29 luglio 2022, il Ministero pubblico del Cantone Ticino (in seguito:
MP/TI) ha trasmesso alla Procura pubblica dei Grigioni (in seguito: MP/GR)
una domanda di assunzione del procedimento penale INC.2020.3151 a ca-
rico di A., cittadino italiano, per titolo di appropriazione indebita (art. 138 n. 1
CP). In sostanza, A. avrebbe omesso di riconsegnare un veicolo B. nono-
stante la disdetta del contratto di leasing per mora nel pagamento delle rate
(v. act. 1.2). La richiesta di assunzione del procedimento si fonda sul fatto
che il predetto è domiciliato nel Canton Grigioni (v. act. 1, pag. 4).
B. Con scritto del 9 agosto 2022, il MP/GR ha rifiutato di assumere il suddetto
procedimento penale, asserendo che, essendo coinvolto nei fatti di cui sopra
anche tale C., domiciliato a Lugano, la competenza sarebbe delle autorità
penali ticinesi, visto che i primi atti di perseguimento sarebbero intervenuti in
Ticino (v. act. 1.1).
C. Con istanza di fissazione del foro competente dell’11 agosto 2022, il MP/TI,
per il tramite del Procuratore pubblico titolare del procedimento, si è rivolto a
questa Corte chiedendo che “il perseguimento penale relativo ai fatti indicati
nella denuncia penale del 10 maggio 2021 della banca D. è assunto dal Mi-
nistero Pubblico del Canton Grigioni” (act 1, pag. 4).
D. Con risposta del 22 agosto 2022, il MP/GR ha chiesto che “1. Non sia entrato
nel merito dell’istanza del Ministero pubblico del Cantone Ticino. 2. Even-
tualmente l’istanza del Ministero pubblico del Cantone Ticino sia respinta. 3.
Di conseguenza le autorità del Cantone Ticino siano dichiarate legittimate e
obbligate al perseguimento e al giudizio dei fatti rimproverati alla persona
imputata risp. alle persone imputate” (act. 3).
E. Con replica del 30 agosto 2022, trasmessa per conoscenza al MP/GR (v.
act. 6), il MP/TI ha ribadito la sua istanza dell’11 agosto scorso (v. act. 5).
F. Con duplica spontanea del 5 settembre 2022, inoltrata al MP/TI per informa-
zione (v. act. 8), il MP/GR ha ulteriormente confermato la sua posizione (v.
act. 7).
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Delle ulteriori e specifiche argomentazioni sollevate dalle due autorità coin-
volte si dirà, per quanto necessario all'emanazione del presente giudizio, nei
successivi considerandi in diritto.

## Considerations

Diritto:
1.
1.1 Le autorità penali esaminano d'ufficio la loro competenza e, se necessario,
rimettono il caso all'autorità competente (art. 39 cpv. 1 CPP). Se più autorità
penali risultano competenti per territorio, i pubblici ministeri interessati si co-
municano senza indugio gli elementi essenziali del caso e si adoperano per
raggiungere un'intesa il più rapidamente possibile (art. 39 cpv. 2 CPP). Se le
autorità di perseguimento penale di più Cantoni non riescono ad accordarsi
sul foro competente, il pubblico ministero del Cantone che per primo si è
occupato della causa sottopone senza indugio, in ogni caso prima della pro-
mozione dell'accusa, la questione al Tribunale penale federale affinché de-
cida (art. 40 cpv. 2 CPP combinato con l'art. 37 cpv. 1 della legge federale
del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali della Confedera-
zione [LOAP; RS 173.71]). Riguardo al termine per sottoporre la vertenza
alla scrivente autorità, quest'ultima considera applicabile il termine di
10 giorni previsto dall'art. 396 cpv. 1 CPP, dal quale l'autorità richiedente può
scostarsi unicamente in circostanze eccezionali che essa è tenuta a specifi-
care (v. segnatamente TPF 2011 94 consid. 2.2). La determinazione dell'au-
torità legittimata a rappresentare il proprio Cantone nell'ambito dello scambio
di vedute o durante la procedura dinnanzi alla Corte dei reclami penali è retta
dalle legislazioni cantonali (art. 14 cpv. 4 CPP; KUHN, Commentario basilese,
2a ediz. 2014, n. 9 ad art. 39 e n. 10 ad art. 40 CPP; SCHMID/JOSITSCH,
Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 3a ediz. 2017, n. 488;
GALLIANI/MARCELLINI, Commentario CPP, 2010, n. 5 ad art. 40 CPP).
Condizione per adire la presente Corte è quindi che tutti i Cantoni coinvolti
abbiano provveduto a formulare una loro presa di posizione mediante uno
scambio di scritti. Nell'eventualità in cui tale scambio di scritti non abbia por-
tato ad alcun esito, si concretizza un conflitto di foro che giustifica l'intervento
della scrivente Corte (v. art. 40 cpv. 2 CPP; BOUVERAT, Commentario ro-
mando, 2a ediz. 2019, n. 4 ad art. 39 CPP; SCHWERI/BÄNZIGER, Interkanto-
nale Gerichtsstandsbestimmung in Strafsachen, 2a ediz. 2004, n. 569 e 599;
SCHLEGEL, Commentario zurighese, 3a ediz. 2020, n. 8 ad art. 40 CPP;
GUIDON/BÄNZIGER, Die aktuelle Rechtsprechung des Bundesstrafgerichts
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zum interkantonalen Gerichtsstand in Strafsachen, Jusletter del 21 maggio
2007, n. 5).
1.2 Riguardo alla competenza in ambito di conflitti di foro in seno alle autorità di
perseguimento penale ticinesi, questa Corte ha già avuto modo di constatare
che, giusta l'art. 67 cpv. 6 della legge cantonale del 10 maggio 2006 sull'or-
ganizzazione giudiziaria (LOG; RL TI 177.100), la stessa spetta al procura-
tore incaricato del procedimento (v. decisione del Tribunale penale federale
BG.2013.16 del 18 luglio 2013 consid. 1.2). Per quanto riguarda l’autorità
competente del Canton Grigioni, va rilevato che lo scambio di vedute non ha
avuto luogo con l’autorità competente, ossia il Primo procuratore pubblico (v.
art. 12 cpv. 1 lett. f della legge d'applicazione del Codice di diritto proces-
suale penale svizzero del 16 giugno 2010 [LACPP; CSC 350.100]), bensì
con il Leitende Statsanwalt dell’Abteilung III (v. act. 1.1).
1.3 Alla luce di ciò, e fintanto che le autorità designate come competenti dalle
leggi cantonali nei casi di conflitti di foro non sono state consultate e non si
sono espresse, non sussiste un conflitto di foro e non è pertanto possibile
adire la Corte dei reclami penali (v. decisioni del Tribunale penale federale
BG.2014.31 del 21 gennaio 2015 consid. 1.3; BG.2012.33 del 28 novembre
2012 consid. 1.3-1.5; BG.2010.16 del 14 settembre 2010 e BG.2008.13 del
2 luglio 2008 consid. 1.2; SCHWERI/BÄNZIGER, op. cit., n. 564). In applica-
zione di questi principi, non potendo lo scambio di scritti tra i Cantoni coinvolti
ritenersi concluso al momento della presentazione dell'istanza in parola, que-
st'ultima risulta irricevibile in quanto prematura.
2. A titolo eccezionale, per economia procedurale e visto che di fronte a questo
Tribunale ha potuto comunque esprimersi il Primo procuratore pubblico gri-
gionese (v. act. 3), va precisato quanto segue.
2.1 Nella procedura penale, la determinazione del foro è regolamentata agli ar-
ticoli da 31 a 42 CPP. Gli articoli 31 e 32 CPP costituiscono la lex generalis,
mentre i fori speciali sono retti dagli articoli da 33 a 38 CPP. Gli articoli da 39
a 42 CPP contengono le norme procedurali per la determinazione del foro.
Giusta l'art. 31 cpv. 1 CPP, per il perseguimento e il giudizio sono competenti
le autorità del luogo in cui il reato è stato commesso. Se in Svizzera si trova
soltanto il luogo in cui si è verificato l’evento, sono competenti le autorità di
questo luogo. Per la determinazione del foro intercantonale, il luogo in cui si
è verificato l’evento gioca dunque un ruolo sussidiario rispetto al luogo di
commissione, che prevale sugli altri fori possibili (decisione del Tribunale pe-
nale federale BG.2018.26 dell’8 agosto 2018 consid. 3.1; JEANNERET/KUHN,
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Précis de procédure pénale, 2a ediz. 2018, n. 3018; BARTETZKO, Commen-
tario basilese, op. cit., n. 8 ad art. 31 CPP); il luogo in cui si è verificato
l’evento può essere preso in considerazione se il luogo di commissione in
Svizzera non può essere determinato con certezza (SCHLEGEL, op. cit., n. 15
ad art. 31 CPP).
Se il reato è stato commesso in più luoghi o se l’evento si è verificato in più
luoghi, sono competenti le autorità del luogo in cui sono stati compiuti i primi
atti di perseguimento (art. 31 cpv. 2 CPP).
Se il reato è stato commesso all’estero o se non si può determinare il luogo
in cui il reato è stato commesso, il perseguimento e il giudizio competono
alle autorità del luogo in cui l’imputato ha il domicilio o la dimora abituale
(art. 32 cpv. 1 CPP).
2.2
2.2.1 Giusta l’art. 138 n. 1 cpv. 1 CP, si rende colpevole di appropriazione indebita
chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria di
una cosa mobile altrui che gli è stata affidata. A differenza dell’appropria-
zione indebita di valori patrimoniali (v. cpv. 2), quella di una cosa mobile co-
stituisce un reato formale (v. DTF 128 IV 145 consid. 2e; 124 IV 241 consid.
4c e 4d; sentenze del Tribunale federale 6B_894/2018 del 23 ottobre 2019
consid. 1.1.1; 6P.46/2004 dell’11 agosto 2004 consid. 3.2; SIMMLER/SELMAN,
in Graf (ed.), StGB, Annotierter Kommentar, 2020, n. 12 ad art. 138 CP; BOU-
VERAT, op. cit., n. 12 ad art. 31 CPP). L’appropriazione implica che l’autore
vuole, da un lato, privare (enteignen) durevolmente il legittimo proprietario
della cosa e, dall’altro, che esso intende incorporarla (zueignen), almeno
temporaneamente, nel suo patrimonio. Non si tratta quindi due azioni di-
stinte, bensì del duplice risvolto di un unico comportamento. La volontà di
appropriarsi deve manifestarsi attraverso elementi esteriori. L’autore, dun-
que, attraverso un comportamento esteriormente riconoscibile, dovrà incor-
porare la cosa nel suo patrimonio per custodirla, consumarla o alienarla,
comportandosi come un proprietario (se ut dominum gerere) senza tuttavia
averne la qualità (DTF 121 IV 23 consid. 1b e 1c; 118 IV 148 consid. 2; COR-
BOZ, Les infractions en droit suisse, volume I, 3a ediz. 2010, n. 8 ad art. 138
CP; NIGGLI/RIEDO, Commentario basilese, 4a ediz. 2019, n. 104 ad art. 138
CP). La privazione durevole (Enteignung) – ad eccezione di comportamenti
chiaramente concludenti quali la distruzione o la consumazione della cosa –
non può essere determinata oggettivamente, ma dipende dalla volontà
dell’autore di restituire la cosa al legittimo proprietario. Determinante è l’as-
senza della volontà di restituzione manifestata attraverso un comportamento
esteriormente percettibile. Per contro non sussiste, di regola, privazione du-
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revole nel caso di un temporaneo utilizzo di breve durata, per quanto la so-
stanza e il valore dell’oggetto non ne siano danneggiati (v. NIGGLI/RIEDO,
Commentario basilese, 4a ediz. 2019, n. 26 e segg. ad art. 137 CP; STRA-
TENWERTH/BOMMER, Schweizerisches Strafrecht, BT I, Straftaten gegen In-
dividualinteressen, 8a ediz. 2022, § 13 n. 13). Dal fatto che l’autore sia di-
sposto, prima o poi, a restituire l’oggetto, non discende, comunque, automa-
ticamente, l’assenza della sua volontà di privare durevolmente il legittimo
proprietario. Piuttosto, in questo ambito, è determinante il tipo di utilizzo
dell’oggetto: se lo stesso si configura come negazione dei diritti del proprie-
tario, allora l’appropriazione dev’essere ammessa (v. NIGGLI/RIEDO, op. cit.,
n. 32 e seg. ad art. 137 CP). Anche la volontà dell’autore d’incorporare l’og-
getto nel proprio patrimonio (Zueignung) deve, poi, manifestarsi attraverso
dei comportamenti esteriormente percettibili quali, ad esempio, la vendita
dello stesso, la detenzione a tempo indeterminato o il prolungato utilizzo per
scopi propri (v. DONATSCH, Strafrecht III, Delikte gegen den Einzelnen, 11a
ediz. 2018, pag. 137 e seg.; NIGGLI/RIEDO, op. cit., n. 39 e segg. ad art. 137
CP).
2.2.2 In materia di leasing ci si deve riferire alla normativa civilistica per stabilire a
chi appartenga la cosa mobile oggetto dell’accordo (DTF 134 IV 5 consid.
3.3). Il contratto concluso dalle parti è, al riguardo, decisivo (DTF 118 II 150
consid. 6c; sentenza del Tribunale federale 6P.162/2001 del 22 marzo 2002
consid. 7a), fermo restando che nella sua forma usuale il leasing non pre-
vede il trasferimento della proprietà oppure la facoltà di acquistare la pro-
prietà (SCHATZ, Das Leasing von Automobilen, PJA 9/2006 pag. 1043). La
consegna del bene mobile implica un passaggio della proprietà unicamente
laddove tale volontà possa essere dedotta dal contratto ed in particolare
dalle condizioni del leasing. Se con la consegna non è previsto alcun tra-
passo di proprietà, il finanziatore del leasing resta proprietario del veicolo da
lui acquistato (sentenza del Tribunale federale 6B_586/2010 del 23 novem-
bre 2010 consid. 4.3.1 non pubblicata; JdT 2011 IV pag. 120; TER-
CIER/BIERI/CARRON, Les contrats spéciaux, 5a ediz. 2016, n. 7152, 7157 e
7169).
2.3
2.3.1 In concreto, A. ha concluso il 25 gennaio 2018 un contratto di leasing con la
banca D., con sede a Zurigo, avente per oggetto un’automobile B. d’occa-
sione dal prezzo di fr. 43'593.75, atto che prevedeva il pagamento di 24 rate
mensili di fr. 930.55, IVA inclusa (in act. 1.3). In data 4 ottobre 2019, presen-
tando il contratto in questione un ritardo con più di tre rate, la banca D. ha
inoltrato ad A. regolare disdetta del contratto richiedendo il pagamento
dell’arretrato, pari a fr. 3'940.65, entro due giorni. La raccomandata, inviata
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al domicilio a Z. del predetto, non è stata ritirata (v. act. 1.3, pag. 1). Nella
sua denuncia del 10 maggio 2021 nei confronti di A., la banca D. afferma
che “a novembre 2019 siamo riusciti a prendere contatto con il denunciato,
il quale si è giustificato del suo ritardo a causa delle spese sostenute per il
divorzio. Ci ha però rassicurato che un suo amico sarebbe intenzionato ad
aiutarlo a saldare il leasing e ha fissato con il nostro collaboratore esterno,
un appuntamento a casa di questa persona a Y. Si tratta dell’Avv. C., per-
sona a noi già nota per altri casi, non andati a buon fine. Abbiamo concordato
con il denunciato e C. un accordo di pagamento che prevedeva il versamento
immediato delle rate rimanenti e il saldo alla scadenza del contratto. In data
20.12.2019 C. ha versato a contanti al nostro collaboratore CHF 5'700.00, a
copertura delle rate arretrate. In data 17 gennaio 2020 abbiamo chiesto al
fornitore E. SA la liberazione del veicolo per poter fatturare il valore residuo
al denunciato. In data 24 gennaio 2020 abbiamo sottoposto al denunciato
l’offerta d’acquisto del veicolo di CHF 24'995.75 da versare entro 20 giorni.
Dopo diverse sollecitazioni il denunciato è riuscito ad effettuare in data
11 maggio 2020 un versamento di CHF 10'995.75 promettendoci la diffe-
renza a saldo in un secondo tempo. In data 1 luglio 2020 abbiamo chiesto il
versamento di CHF 14'035.00 entro 10 giorni a saldo del contratto. Da que-
sto momento i contatti con il denunciato si sono interrotti. Il recapito telefo-
nico non era più valido. A ottobre 2020 ci siamo messi in contatto con l’Avv.
C. per richiedere informazioni. Egli ci ha comunicato che A. era ricoverato in
modo grave per diverse ricadute COVID, ma ci ha tranquillizzato perché
avrebbe sistemato lui la questione. Da allora ci sono state parecchie solleci-
tazioni telefoniche con l’Avv. C., il quale è riuscito a versare solamente un
importo di CHF 3'000.00 in data 24.11.2020. L’ultimo contatto avuto con
l’Avv. C. risale al 14.04.2021. Riteniamo che A. oppure una terza persona si
sia appropriata del veicolo noleggiato, con l’intento di procacciarsi un illecito
profitto, utilizzando lo stesso senza aver pagato i noleggi dovuti. Ci vediamo
costretti a sporgere denuncia penale costituendoci già sin d’ora accusatori
privati. Vantiamo un credito di CHF 12'001.60 più interessi del 4.95% dal
01.05.2021 [...]. Nonostante A. figura domiciliato nel Canton Grigioni, la de-
nuncia viene trasmessa al Ministero Pubblico di Lugano perché di fatto la
persona che gestiva i pagamenti e il veicolo era l’Avv. C., domiciliato in via
_ a Pregassona.” (act. 1.3, pag. 2 e seg.).
2.3.2 Questa Corte constata che il contratto di leasing concerne unicamente la
banca D. e A. Contrariamente a quanto asserito dal MP/GR, non vi sono
documenti agli atti che attestano che C. abbia ripreso detto contratto, il quale,
come indicato nella denuncia penale, è stato disdetto il 4 ottobre 2019. Trat-
tasi di una terza persona, apparentemente amica del denunciato, che ha pa-
gato, pur non essendone obbligata, alcune rate del leasing per aiutare A.
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L’audizione di C. relativamente al contratto leasing di A. con la banca D. è
del resto avvenuta nell’ambito di un procedimento penale allora pendente in
Ticino nei confronti dello stesso C. – ora concluso (v. act. 1, pag. 3 e seg.) –
per altri reati (v. act. 1.4 e 1.5). Contrariamente a quanto asserito dal MP/GR,
C. non è mai stato imputato nel procedimento penale a carico di A., né vi
sono indizi per estendere il procedimento a suo carico, precisato ch’egli non
risulta nemmeno essere mai entrato in possesso della vettura in questione.
Ora, ciò che risulta determinante nella fattispecie è che al momento in cui A.
avrebbe dovuto riconsegnare il veicolo alla società di leasing, ossia il 4 otto-
bre 2019, data della disdetta del contratto, questo si trovava in Italia in un
garage a seguito di un incidente (v. act. 1.5, pag. 12). Essendo quindi ipotiz-
zabile che il presunto reato di appropriazione indebita della cosa mobile altrui
giusta l’art. 138 n. 1 cpv. 1 CP possa essere avvenuto all’estero, applicabile
in concreto è l’art. 32 cpv. 1 CPP, che attribuisce la competenza penale alle
autorità del luogo in cui l’imputato ha il domicilio o la dimora abituale. Il fatto
che, come sostenuto dal MP/GR, siano trascorsi sei mesi tra la ricezione
della denuncia e l’interrogatorio di C. da parte del MP/TI e che poi siano
trascorsi altri otto mesi prima della richiesta di assunzione del procedimento,
per cui le autorità ticinesi avrebbero implicitamente riconosciuto la propria
competenza, nulla muta a quanto precede, dato che prima di ritenersi incom-
petente è normale che il MP/TI, trattando la denuncia penale della banca D.,
abbia effettuato alcuni atti istruttori e chiarimenti giuridici che hanno neces-
sitato del tempo. Sotto il profilo della buona fede processuale nulla può quindi
essere rimproverato al MP/TI. Diverso sarebbe stato il discorso se l’inattività
fosse intervenuta dopo il rifiuto di assunzione del procedimento penale da
parte delle autorità grigionesi intervenuto il 9 agosto 2022 (v. TPF 2011 178
consid. 3.2; sentenza del Tribunale penale federale BG.2020.20 consid. 2.1).
3. Per la presente decisione non vengono prelevate spese (art. 423 cpv. 1
CPP).
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