# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e494763c-2590-503f-8c97-18bb11500784
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Con decisione 5 aprile 2017, debitamente preavvisata, l’Ufficio AI ha riconosciuto a RI 1, classe 1973, di formazione impiegato di commercio ed attivo nel campo della ristorazione, il diritto ad un 1⁄4 di rendita dal 1° febbraio 2014 al 30 giugno 2015, con versamento dal 1° settembre 2014, ossia 6 mesi dall’inoltro della domanda di AI. Contestualmente l’amministrazione ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria (doc. 109 incarto AI; cfr. le motivazioni in doc. 104 incarto AI).
1.2. Accogliendo parzialmente il ricorso dell’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, con sentenza del 5 dicembre 2017 il TCA ha rinviato gli atti all’Ufficio AI per l’espletamento di accertamenti così come richiesto in sede di risposta di causa, confermando nel contempo il rifiuto di riconoscere l’assistenza giudiziaria amministrativa (inc. 32.2017.79).
1.3. Ritornati gli atti, dopo aver proceduto ad una valutazione medico-teorica e disposto degli accertamenti di natura economica, con decisione 19 dicembre 2018 l’Ufficio AI, preavvisata il 13 giugno 2018, ha negato il diritto alla rendita successivamente al 1° luglio 2015 non presentando (più) il ricorrente un grado d’invalidità pensionabile. Nella stessa decisione l’amministrazione, dato per assodato il diritto dell’assicurato al versamento del quarto di rendita dal 1° settembre 2014 al 30 giugno 2015, ha fatto presente che tali prestazioni retroattive sono state utilizzate per compensazioni esterne e che quindi gli interessi moratori richiesti dall’insorgente con il primo ricorso sono stati negati.
1.4. Contro la succitata decisione l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato il presente ricorso postulando il riconoscimento di una rendita successiva al 1° luglio 2015 con interessi del 5%. In estrema sintesi contesta sia la valutazione medico-teorica sia quella economica operate dall’amministrazione. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.5. Con la risposta di causa, l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, sostenendo la correttezza della decisione impugnata.
1.6. In data 22 marzo 2019 il ricorrente ha preso posizione in merito alla risposta di causa (VIII).
1.7. Su richiesta del TCA, con scritto datato 8 aprile 2019 l’amministrazione ha inoltrato delle osservazioni riguardo a quanto sostenuto dal ricorrente e prodotto ulteriore documentazione (X).
1.8. Il 19 aprile 2019, sempre su richiesta del Tribunale, il ricorrente ha preso posizione in merito al succitato scritto dell’amministrazione (XII).
1.9. Il 26 aprile 2019 l’Ufficio AI ha ribadito la reiezione del ricorso (XIV).
considerato

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una rendita d’invalidità dopo il 1° luglio 2015.
Con sentenza del 5 dicembre 2017, cresciuta incontestata in giudicato, il TCA aveva stabilito in maniera vincolante che, sulla base della perizia 25 marzo 2015 del _ (doc. 28 inc. AI), l’assicurato era da ritenere, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 139 V 218 consid. 5.3), inabile in qualsiasi attività da gennaio 2013, inabile al 50% da febbraio 2014 ed al 40% dal marzo 2015 nella sua abituale attività ed inabile al 60% da febbraio 2014 in attività adeguate (cfr. consid. 2.6).
Posto che sia il reddito da valido si quello da invalido necessitavano di approfondimenti istruttori, questa Corte aveva stabilito:
"
Ne consegue che
il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata con retrocessione degli atti all’Ufficio AI affinché proceda agli accertamenti suindicati, i
n esito ai quali emetterà
una nuova decisione, preceduta da preavviso ex art. 57a LAI, in merito al
diritto alla rendita successivamente al 1° luglio 2015. In quell’ambito, l’amministrazione si pronuncerà anche sulla richiesta di erogazione degli intessi di mora ex art. 26 cpv. 2 LPGA formulata dal ricorrente.”
2.2.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46
).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.3. Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (fra le tante cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143).
Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo tale stato di salute rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).
A sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che
“
se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta."
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.
2.4. Ritornando al caso in esame, come detto, dal punto di vista medico-teorico nella STCA 32.207.79 questa Corte aveva
stabilito in maniera vincolante che l’assicurato era inabile in qualsiasi attività da gennaio 2013, inabile al 50% da febbraio 2014 ed al 40% dal marzo 2015 nella sua abituale attività ed inabile al 60% in attività adeguate da febbraio 2014.
Sempre nella succitata sentenza era stato rilevato che:
"
Infine, riguardo al rapporto 30 agosto 2017 del dr. _ (recte: rapporto 30 agosto 2017 del dr. _ al dr. _) prodotto pendente causa (doc. H), giustamente l’Ufficio AI ha fatto presente che tale atto, essendo successivo alla decisione impugnata (per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della resa della decisione contestata; DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti), verrà esaminato nel contesto del postulato e, come verrà detto al prossimo considerando, confermato rinvio.” (consid. 2.6).
Il succitato rapporto come pure quelli successivi (rapporti 7 maggio 2018 e 16 luglio 2018 del dr. med. _ in doc. 133 e 145 inc. AI), concernenti l’aspetto somatico, sono stati esaminati dal SMR con annotazioni del 9 maggio 2018, 5 novembre 2018. In particolare nelle annotazioni 5 novembre 2018 il dr. med. Andreoli del SMR ha rettamente evidenziato come i succitati referti
“non permettono di variare la valutazione di esigibilità funzionale residuale già espressa dal _
” (doc. 152 inc. AI). A tal riguardo occorre ricordare che nella precedente procedura amministrativa l’assicurato era stato sottoposto ad una perizia pluridisciplinare e nel rapporto 17 giugno 2016 del _ erano state, fra l’altro, riportate le limitazioni somatiche. Nella STCA 32.2018.79 questo TCA si era poi discostato dalle conclusioni peritali del _ unicamente per quel che concerne le ripercussioni del danno alla salute psichico sulla capacità lavorativa in attività adeguate. Facendo proprie le considerazioni del _ (e confermate dal SMR) questa Corte aveva ritenuto l’assicurato inabile al 40% in attività anziché al 60% come valutato dal consulente psichiatrico in ambito _ (cfr. consid. 2.6 pag. 9).
Anche dal punto di vista extra-somatico, con annotazioni dell’8 novembre 2018 il dr. med. _, specialista in psichiatria e psicoterapia al SMR, non ha individuato rilevanti modifiche rispetto a quanto accertato nella precedente procedura ricorsuale (doc. 153 inc. AI).
Ne consegue che, non essendo nel frattempo verosimilmente subentrato un rilevante peggioramento della situazione valetudinaria, la valutazione medico-teorica risulta essere la medesima oggetto della precedente decisione impugnata e della STCA 32.2017.79.
2.5.
2.5.1. In merito all’aspetto economico, in particolare per quanto concerne la determinazione del reddito da valido va ricordato che, secondo la giurisprudenza,
occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).
2.5.2. Nel caso in esame, nella STCA di rinvio questa Corte aveva rilevato come nella decisione contestata del 5 aprile 2017 l’Ufficio AI avesse preso in considerazione i dati statistici riguardanti le attività di servizi di ristorazione,
“senza tuttavia aver esaminato il salario che l’interessato percepiva prima del danno alla salute, ossia prima del mese di gennaio 2013”.
Aveva altresì rilevato che:
"
(...) l’acquisizione dell’estratto del conto individuale dell’assicurato come proposto dall’amministrazione può essere utile.
Secondo la giurisprudenza, infatti, generalmente i redditi da attività dipendente ed indipendente (a tal riguardo cfr. STF 8C_626/2011 del 29 marzo 2012 consid. 3) iscritti nel conto individuale possono costituire la base di determinazione del reddito da valido (anche da invalido: DTF 117 V 8 consid. 2c/aa). Spetta all’assicurato dimostrare che tali dati si discostano in maniera rilevante dalle effettive entrate (art. 25 OAI; STF 9C_111/2009 del 21 luglio 2009 con riferimento a SVR 1999 IVG nr. 24; STFA I 705/05 del 29 gennaio 2003 consid. 2.2.1.).
Solo nel caso in cui l’Ufficio AI non riuscisse a ricostruire quanto l’assicurato effettivamente percepiva prima del danno alla salute, può utilizzare i dati salariali statistici.” (consid. 2.7.1)
Tenuto presente quanto sopra, con rapporto 12 giugno 2018 il consulente in integrazione professionale ha accertato quanto segue:
"
(...) Ora, nel caso di specie in data 15 maggio 2018 è stato acquisito l’estratto conto individuale dell’assicurato (documento a disposizione dell’assicurato o del suo rappresentante su esplicita richiesta). Dallo stesso risulta che già dalla fine del 2012 l’assicurato era senza un’attività lucrativa. Dal registro di commercio (vedi documento all’incarto 28 maggio 2018), risulta infatti che il Signor RI 1 ha gestito il negozio di _ a _ dal 14 aprile 2011 fino al 24 ottobre 2012, momento in cui ha cessato l’attività (ma non per motivi di salute).
Precedentemente e meglio dal maggio 2005 fino al novembre 2011 l’assicurato ha lavorato presso la discoteca _ a _ in qualità di security / barman. Attività che è stata nuovamente ripresa anche dopo l’insorgere del danno alla salute ovvero da febbraio 2014.
Dal marzo 2014 l’assicurato – oltre al suindicato salario – è al beneficio di prestazioni assistenziali. (...)” (pag. 531 inc. AI)
Prendendo i redditi iscritti nel conto individuale per gli anni dal 2006 al 2012 (rispettivamente di fr. 12’2525 + 19'472 + 20'323 + 23'413 + 26'390 +25'507 + 46'917) il consulente ha determinato un reddito medio di fr. 24'896,20.
Di conseguenza egli ha concluso:
"
(...) Come suindicato, si considera più corretto – differentemente dalla precedente decisione annullata dal TCA – determinare il reddito da valido in base ai salari effettivamente percepiti dall’assicurato, poiché risulta chiaramente dall’incarto che i danni alla salute tutelati dall’AI hanno inciso sulla capacità di guadagno unicamente dal mese di gennaio del 2013 (ovvero quando è insorto l’episodio depressivo in concomitanza al disturbo da deficit dell’attenzione. Si segnala che quest’ultima affezione – a sé stante – esisteva già dall’infanzia e non aveva precluso all’assicurato l’ottenimento di salari anche molto elevati, cfr. i dati al CI del 2000-2001 ove figura il conseguimento di CHF 89'094.-, rispettivamente CHF 93'595.-).
Si ritiene dunque che l’assicurato per dei decenni (come risulta dal CI almeno dal 2002) si è accontentato – come scelta di vita – di conseguire dei redditi modesti (per un caso analogo, si rinvia alla sentenza del TCA 32.2016.149 del 22 giugno 2017 consid. 2.10 e 2.10.1). (...)” (pag. 532 inc. AI)