# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d8d8288b-051b-5e1a-8238-5300304434b8
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
Con decisione del 18 marzo 2012, l’RS 1 ha inflitto ai coniugi RI 1 e _ una multa disciplinare di fr. 3'600.– per il mancato inoltro della dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2011 e li ha diffidati ad adempiere i loro obblighi entro venti giorni, avvertendoli che altrimenti avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio.
Il 20 marzo 2014, i contribuenti hanno inviato all’autorità di tassazione il formulario per la dichiarazione d’imposta 2011, indicando redditi complessivi per fr. 59'800.– e deduzioni per fr. 11'864.– ed una sostanza negativa di fr. 64'441.–. Alla dichiarazione erano allegati l’elenco titoli, che menzionava due relazioni bancarie, con un capitale imponibile al 31 dicembre 2011 di fr. 1'094.–, ed il modulo 6, con l’indicazione delle spese di malattia sostenute (fr. 973.10) e degli oneri assicurativi (fr. 5'932.–). Nessun altro documento, in particolar modo attestazioni (del datore di lavoro, degli istituti di credito, delle assicurazioni ecc.) era allegato.
B.
Con decisione del 9 aprile 2014, l’Ufficio di tassazione ha notificato ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2011, nella quale ha commisurato il reddito imponibile in fr. 174'800.– per l’IC ed in fr. 171'300.– per l’IFD. La sostanza imponibile era stabilita in fr. 551'000.–.
Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale aveva in particolare:
·
elevato il reddito dell’attività dipendente della moglie da fr. 27'482.– a fr. 30'000.–, “in mancanza del certificato ufficiale”;
·
aggiunto un reddito dell’attività indipendente del marito di fr. 140'000.–, con l’indicazione “tassazione d’ufficio per mancanza della documentazione sulla base del passato”;
·
aggiunto alla sostanza imponibile l’importo di fr. 610'000.– a titolo di “numerario, biglietti banca, oro e metalli preziosi”, spiegando anche in questo caso di aver intrapreso una “valutazione fatta d’ufficio per mancanza di documentazione sulla base del passato”.
C.
RI 1 si è rivolto all’Ufficio di tassazione, con lettera del 29 luglio 2014, chiedendo una “rettifica” della decisione di tassazione del 9 aprile 2014 in base alla sua dichiarazione d’imposta del 20 marzo 2014, dalla quale risultavano “cifre ben diverse della vostra tassazione d’ufficio”.
L’Ufficio di tassazione, con scritto del 30 luglio 2014, ha attribuito al reclamante un termine per documentare i motivi del ritardo nell’inoltro del reclamo, avvertendolo che altrimenti lo stesso sarebbe stato dichiarato irricevibile.
Non avendo il contribuente dato seguito all’invito ricevuto, con decisione del 3 marzo 2015 l’autorità fiscale ha dichiarato irricevibile il reclamo per tardività.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente una “rettifica” della tassazione d’ufficio, tenendo conto di quanto da lui “dichiarato e comprovato”. Si domanda perché la sua dichiarazione d’imposta non sia stata “minimamente presa in considerazione” ed il suo reddito sia stato stabilito in misura “cinque volte maggiore a quello reale”. A suo avviso, se voleva punirlo per il ritardo nell’inoltro della dichiarazione, l’Ufficio di tassazione avrebbe “esagerato”.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nel caso in esame, la decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente. Questa Corte si limiterà pertanto a verificare se sia legittima la decisione dell’autorità fiscale, che si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo interposto dai contribuenti contro la tassazione d’ufficio.
2.
2.1.
L’Ufficio di tassazione non è entrato nel merito del reclamo del contribuente, perché è stato interposto ben oltre il termine previsto dalla legge e per il fatto che il reclamante non ha addotto alcun motivo di restituzione dei termini, nonostante l’autorità gli avesse attribuito un termine a tal fine.
2.2.
Contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). La tassazione operata d’ufficio può essere impugnata dal contribuente soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”; il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).
Il termine decorre dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se l’opposizione perviene all’autorità di tassazione o è consegnata a un ufficio postale svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera all’estero il giorno della scadenza (art. 192 LT).
L’art. 192 cpv. 5 LT precisa che tale termine, stabilito dalla legge, è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza dal cantone o ad altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante.
In linea di principio, si può entrare nel merito di un ricorso tardivo solo se il contribuente è stato impedito di presentarlo in tempo utile per un motivo che non era prevedibile (ASA 61 p. 523), mentre una colpa da parte del richiedente o del suo rappresentante esclude la restituzione del termine (ASA 60 p. 630 = RF 1992 p. 220; inoltre DTF 106 II 173).
2.3.
Il ricorrente non contesta di aver impugnato la decisione di tassazione del 9 aprile 2014 con rilevante ritardo né, d’altronde, invoca uno dei motivi per i quali la legge ammette una restituzione dei termini, ma si limita a contestare la decisione di tassazione nel merito.
In simili circostanze, la decisione impugnata, con la quale l’auto-rità di tassazione si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo, non può essere censurata.
3.
3.1.
A prescindere dalla questione dell’inosservanza del termine di reclamo, è il caso di sottolineare che il ricorrente non ha portato alcuna prova della sua effettiva situazione reddituale e patrimoniale per il periodo fiscale litigioso.
Infatti, il contribuente la moglie sono stati assoggettati ad una tassazione d’ufficio, poiché hanno inoltrato una dichiarazione incompleta.
L’Ufficio di tassazione non ha che potuto procedere con una tassazione d’ufficio, visto che la collaborazione dei contribuenti è stata minima, se non pressoché nulla. In particolar modo, non avevano prodotto alcun documento che attestasse la loro situazione di reddito e di sostanza.
3.2.
Gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’auto-rità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede si può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
Contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per iscritto all’autorità di tassazione entro 30 giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”; il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).
3.3.
Nella dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2011, peraltro inoltrata dopo che ai contribuenti era già stata inflitta una multa disciplinare per violazione degli obblighi procedurali, i ricorrenti si sono limitati ad indicare alcuni redditi ed alcune deduzioni, senza allegare il minimo giustificativo. Neppure in relazione al reddito del lavoro della moglie è stato prodotto il certificato di salario rilasciato dal datore di lavoro.
La modifica più rilevante intrapresa dall’autorità di tassazione rispetto alla dichiarazione presentata dai contribuenti concerne senz’altro il reddito dell’attività lucrativa indipendente del marito, stimato in fr. 140'000.–, sebbene non fosse stato dichiarato alcun provento di tale natura. Per comprendere l’operato dell’Ufficio, bisogna tuttavia anche tener conto del fatto che ormai da molti anni i contribuenti sono sottoposti a tassazione d’ufficio per non aver inoltrato la dichiarazione d’imposta. Già nei periodi precedenti, l’autorità di tassazione aveva imposto il contribuente anche per l’esercizio di un’attività lucrativa indipendente. Del resto, fino al 2013 RI 1 (_e _) e i contribuenti risultano tuttora soci di una società a garanzia limitata (_Sagl).
In queste circostanze, l’operato dell’Ufficio di tassazione appare senz’altro adeguato alla situazione.
4.
Alla luce delle considerazioni che precedono, il ricorso è respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.