# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** d429eb45-3052-5ec1-a649-37593c396f59
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto ed in diritto
1.
In data 20 settembre 2002, il ricorrente, in virtù dell’art. 4 cpv. 2 del Regolamento sulla caccia selettiva allo stambecco (in seguito: Regolamento Stambecco), è stato autorizzato a partecipare alla caccia speciale selettiva allo stambecco per il periodo 3/13 ottobre 2002, essendogli stato assegnato, per estrazione a sorte, un capo maschio, di età superiore agli 11 anni e ritenuto che tutti gli stambecchi marcati di un’età inferiore erano protetti e non potevano dunque essere abbattuti;
2.
In data 12 ottobre 2002, il ricorrente, nel corso di una battuta di caccia in territorio di Aquila (zona 15) ha rintracciato ed abbattuto uno stambecco maschio. A seguito del pedissequo controllo di rito effettuato da parte del guardiacaccia, il ricorrente si è poi autodenunciato presso la competente Autorità riconoscendo che il capo abbattuto fosse più giovane rispetto all’età minima prevista per l’abbattimento di tali animali di cui alla predetta autorizzazione 20.09.2002. A seguito di tale autodenuncia è stata immediatamente sequestrata al ricorrente la testa dello stambecco, a valere quale trofeo, ed in data 28.10.2002 gli è stato intimato il relativo rapporto di contravvenzione per avere egli, in considerazione di quanto sopra, abbattuto uno stambecco di 10 1⁄2 anni e ciò contrariamente alle allora vigenti norme in materia;
3.
Con scritti del 6 novembre 2002 e del 26 novembre 2002, entrambi indirizzati all’Ufficio Caccia e Pesca, Bellinzona (in seguito: UCP) il ricorrente, per il tramite del suo difensore, sostiene che non gli può essere imputata negligenza veruna, considerato che sia la lunghezza delle corna dello stambecco in esame, sia il numero dei relativi nodi accertati, facessero pacificamente presagire, oltretutto ad una distanza di tiro di ca. 150/200 m, che si potesse trattare certo di uno stambecco di età ben più avanzata rispetto a quella determinata dal guardiacaccia (e, come detto, riconosciuta dal ricorrente medesimo con sua contestuale firma sul verbale di autodenuncia) e, subordinatamente, richiama il disposto di cui all’art. 19 cpv. 1 CPS, postulando per tali motivi il dissequestro immediato del trofeo amputato, come pure lo stralcio di ogni e qualsivoglia procedimento contravvenzionale nei suoi confronti a tale titolo, quanto precede in virtù della nota massima ‘
nulla poena sine culpa’
. In questo contesto, il ricorrente ritiene infatti che, facendo difetto la fattispecie soggettiva del reato e trattandosi pertanto di atto non punibile, nemmeno può trovare giustificazione alcuna la decisione di sequestrare (e confiscare) il trofeo dello stambecco, rappresentando quest’ultima una vera e propria pena (accessoria), improponibile nel caso, appunto, di non punibilità;
4.
A seguito di copiosa corrispondenza tra l’UCP, da una parte, e RI 1, dall’altra, quest’ultimo ha richiesto alla competente Autorità l’allestimento di una perizia volta in particolar modo a determinare l’età dello stambecco in esame, come pure il concreto grado di difficoltà nella valutazione della stessa, avuto riguardo alle oggettive condizioni esistenti al momento dell’abbattimento del capo. A seguito di tale richiesta, è stato nominato quale perito dall’UCP, _, responsabile della caccia allo stambecco e della relativa valutazione dei trofei nel Canton Grigioni. Con suo scritto 10 luglio 2003, e malgrado alcune velate recriminazioni (sulle quali si tornerà meglio in seguito), il difensore non si è comunque formalmente opposto alla nomina del surriferito perito cantonale grigionese, presentando anzi contestualmente una serie di domande da sottoporre a quest’ultimo;
5.
Nel proprio referto 11/27.08.2003 il perito ha stabilito l’età dello stambecco abbattuto dal ricorrente in 10 1⁄4 anni, accertando altresì sostanzialmente che l’età di tale capo era facilmente determinabile e riconoscibile e rilevando inoltre che un cacciatore sufficientemente preparato non dovrebbe incorrere in un simile errore riguardante la valutazione dell’età.
6.
Stante la chiara presa di posizione contenuta nel referto peritale, l’UCP, con suo scritto del 19.09.2003, ha respinto la predetta istanza di dissequestro, confermando la spettanza del trofeo al Cantone ed ordinando la pedissequa trasmissione dell’intero incartamento alla Divisione dell’Ambiente (in seguito: Divisione) per la formale prosecuzione della procedura contravvenzionale.
7.
Con decisione del 23 settembre 2003, la Divisione ha dichiarato aperta una procedura di contravvenzione nei confronti del ricorrente per i fatti di cui sopra, quest’ultimo, con sue osservazioni 9.10.2003, negando sostanzialmente ogni addebito di natura penale/contravvenzionale, adducendo poi anche seri dubbi circa l’imparzialità del perito e circa l’intero svolgimento del lavoro peritale. Il ricorrente ricorda in particolare che lo speciale tipo di caccia allo stambecco (e la relativa aleatorietà in punto all’estrazione a sorte dei partecipanti, quasi a mo’ di una vera e propria ‘
una tantum’
) non permette al singolo cacciatore di accumulare quella necessaria preparazione tale da consacrarlo in modo definitivo quale esperto in materia, tutte le circostanze nella caccia a questo particolare animale dovendo pertanto essere vagliate e ponderate con criteri meno sistematici e severi. Concretamente, il ricorrente sottolinea poi il fatto che, ritenuta l’impossibilità pratica di distinguere la precisa età dello stambecco (e a tal proposito questi ha pure prodotto copia di un e-mail apparentemente redatto da tale _, attestante che l’età presumibile dell’animale che qui ci occupa possa determinarsi in una forchetta tra i 10 e gli 11
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## Considerations