# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a7d0f44f-72e6-55c1-a4ef-8fafb1342cab
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con un ricorso (n. 14/2018) del 31 marzo 2018 l’avv. RI 1 aveva chiesto di accertare: 1) la nullità assoluta della decisione del 16 marzo 2018, con cui l’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano ha invitato l’PI 2 a versare la somma di fr. 14'536.– pignorata sul conto n. _ dell’avv. RI 1 nonché i dinieghi di giustizia per avere l’UE omesso di statuire sulle sue istanze, 2) del 29 novembre 2017 intesa allo sblocco del suddetto conto, 3) del 26 dicembre 2017 volta a constatare l’avvenuta perenzione dell’esecuzione n. _ della PI 1
e 4) dello stesso 26 dicembre
2017 tesa ad appurare la nullità del verbale di pignoramento dell’8 settembre 2017;
che con sentenza del 22 maggio 2018 la Camera ha respinto il ricorso nella misura in cui era ammissibile e non era diventato senza oggetto (inc. 15.2018.31);
che la Camera ha considerato in particolare che le domande di accertamento di dinieghi di giustizia erano nel frattempo diventata senza oggetto, siccome con
decisione del 4 maggio 2018 l’UE aveva respinto le
richieste di liberare il conto pignorato (ritenendo tardiva la censura fondata sull’art. 93 LEF, sollevata a quasi quattro anni dal sequestro) e di accertare la perenzione dell’esecuzione
n. _
(ricordando che il pignoramento ha potuto essere eseguito solo nel
settembre del 2017), e ha informato la ricorrente dell’avvenuto pignoramento
complementare dei suoi conti posti sotto sequestro penale (cui è stato attribuito un valore di stima di fr. 1.–);
che con il ricorso in esame (n. 20/2018) RI 1 ripropone il ricorso del 31 marzo 2018 contro il provvedimento del 16 marzo
con cui l’UE ha invitato la banca a versare sul suo conto la somma di fr. 14'536.– pignorata e
“ora”
impugna il verbale di
pignoramento del 9 maggio 2018 e la decisione del 4 maggio 2018;
che, come detto, il primo ricorso è già stato trattato con la sentenza 15.2018.31 del 22 maggio 2018, ritirata dalla ricorrente il 1° giugno 2018, e non può più quindi essere riproposto;
che è invece infondato il secondo ricorso, con cui RI 1 si
limita a contestare
“risolutamente le attività illegali dell’UE ovvero i suoi provvedimenti in titolo a motivo che pende avanti la vostra Corte il ricorso innanzi indicato”
,
poiché i ricorsi all’autorità di vigilanza non hanno effetto sospensivo automatico (art. 36 LEF);
che ad ogni modo l’UE poteva legittimamente statuire sulle domande in merito alle quali la stessa ricorrente si doleva di un diniego di giustizia;
che la richiesta generica di
“accertare la nullità assoluta dei provvedimenti dell’UE”
è irricevibile in quanto priva di motivazione – in contrasto con l’esigenza posta all’art. 7 cpv. 3 lett. b
della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR, RL 3.5.1.2);
che stante l’esito del giudizio odierno la domanda di effetto sospensivo si rivela senza oggetto;
che per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).

## Considerations