# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 183a4996-5043-57c9-a613-3aed29b7b6ef
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione del 26 luglio 1999, con effetto dal 1° aprile 1999, la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha accordato a _, a favore del figlio _ (4.7.1990), un assegno integrativo di fr. 470.-- mensili (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
L'importo è stato elevato a fr. 488.-- a partire dal 1° gennaio 2001 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
1.2. A seguito dell'usuale procedura di revisione degli assegni di famiglia (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), la Cassa, con provvedimento 1° luglio 2002, ha rifiutato l'erogazione dell'assegno integrativo a decorrere dal 1° giugno 2002, in quanto i redditi determinanti superano le spese riconosciute (cfr. doc. _).
1.3. In data 18 luglio 2002 l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espressa:
"
(...)
In data 11 luglio 2002 la _, datore di lavoro del figlio apprendista _, ha deciso di sciogliere il rapporto di lavoro a decorrere dal prossimo 31 agosto 2002 (ved.doc. _).
Ne consegue che viene a mancare lo stipendio del figlio, l'assegno familiare di
fr.
183.-mensili e la riduzione del contributo alimentare da parte dell'ex-marito.
La mia situazione dal 1. settembre diventerà precaria (in parte già dal 1. giugno 2002 con la soppressione del precedente assegno integrativo).
Chiedo quindi di sospendere la decisione di rifiuto dell'assegno integrativo dal 1. giugno 2002, durante l'attesa di un chiarimento della prossima situazione economica."
(Doc. _)
1.4. Con risposta 29 agosto 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:
"
Fino al 31.05.2002 la ricorrente beneficiava di un assegno integrativo di
fr.
488.-- mensili per il figlio _. II figlio _, nato il 06.12.1983, non può beneficiare dell'assegno integrativo perché ha più di 15 anni. Nel calcolo del fabbisogno vitale di questa famiglia
monoparentale
con 2 figli, il figlio _ non è stato considerato nel calcolo in ragione del fatto che tale situazione ne avrebbe prodotto, dato il computo del reddito da tirocinio e degli alimenti dovuti per questo figlio, un risultato peggiore circa il diritto all'assegno integrativo per l'altro figlio.
Nel suo ricorso la signora _ chiede di sospendere gli effetti della decisione di rifiuto valida dal 01.06.2002 perché con il 31.08.2002 il figlio _ ha deciso di sciogliere il contratto di tirocinio con il conseguente peggioramento della situazione economica della famiglia.
Sospendere gli effetti della decisione di rifiuto non è possibile perché la situazione economica presente al 01.06.2002 è quella descritta dalla tabella di calcolo allegata alla decisione contestata. II rifiuto dell'assegno integrativo è dovuto ad un forte aumento del reddito da lavoro della signora _ (da
fr.
15'504.- a
fr.
24'351.-). II figlio _ non era e non è considerato nel calcolo dell'assegno integrativo perché il suo inserimento non farebbe che peggiorare la situazione. Cosa avverrà con il 01.09.2002 è tuttavia importante. Ci sarà la stipulazione di un nuovo contratto di tirocinio? II figlio _ si annuncerà in disoccupazione? Invitiamo già sin d'ora la ricorrente ad informarci su quanto avverrà dal 01.09.2002 affinché si possa eventualmente rivedere il calcolo adeguandolo alla nuova condizione economica della famiglia.
Visto quanto precede la Cassa chiede a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni di voler respingere il ricorso nella
mi
sura in cui chiede la sospensione del rifiuto dell'assegno integrativo dal 01.06.2002."
(Doc. _)

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è il riconoscimento a _ del diritto a un assegno integrativo a favore del figlio _.
L'assicurata, nell'atto di ricorso, ha postulato che la decisione impugnata venisse sospesa in attesa di un chiarimento della propria situazione economica a partire dal 1° settembre 2002.
A motivazione della sua richiesta essa ha asserito che la sua situazione finanziaria dal 1° settembre 2002 sarebbe diventata precaria, in quanto l'11 luglio 2002 suo figlio maggiore _ ha ricevuto la disdetta del rapporto di impiego quale apprendista a far tempo dal 1° settembre 2002. Sarebbe di conseguenza venuto a mancare lo stipendio di _, l'assegno di formazione relativo al medesimo e il contributo alimentare del padre, dal quale l'insorgente vive separata dal 1° febbraio 1999 ed è attualmente divorziata (cfr. consid. 1.3.; doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Dagli atti di causa risulta che effettivamente il datore di lavoro di _, con scritto 11 luglio 2002, ha sciolto il contratto di tirocinio a decorrere dal 31 agosto 2002 (cfr. doc. _).
A tale proposito va tuttavia osservato che per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo atto amministrativo (cfr. STFA del 30 settembre 2002 nella causa N., C 43/00; STFA del 3 dicembre 2001 nella causa R., I 490/00; DLA 2000 pag. 74; STFA del 18 settembre 2000 nella causa R.S., I 278/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate).
Questa Corte è pertanto chiamata a pronunciarsi sulla correttezza o meno del calcolo effettuato dalla Cassa il 1° luglio 2002, per stabilire se l'assicurata può avvalersi di un assegno integrativo a partire dal 1° giugno 2002, sulla base dei fatti che sussistevano quando esso è stato emesso.
Con l'emanazione della presente sentenza la domanda di sospendere il provvedimento impugnato fino al chiarimento della situazione economica futura è inoltre divenuta priva di oggetto.
2.3. Preliminarmente va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in vigore, per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio 2003. I nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia sono entrati invece in vigore il
1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.).
Nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Il caso in esame (decisione del 1° luglio 2002 con effetto dal 1° giugno 2002) si riferisce a un periodo precedente all'entrata in vigore della modifica della LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2002 e, relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia, le norme in vigore fino al 31 gennaio 2003.
L’assegno integrativo è regolato agli art. 24ss LAF validi fino al 31 gennaio 2003.
L'art. 24 LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo:
"
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), a) per il figlio, se cumulativamente:
b) ha la custodia del figlio;
c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
d) il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale assegno di base nonché degli eventuali obblighi
alimentari, è inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI.
Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno.
Non ha diritto all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo della prestazione."
L’art. 27 LAF prevede altresì che
"
1
L'importo dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché gli eventuali obblighi alimentari, è pari alla differenza fra il reddito disponibile ai sensi della legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed i limiti minimi.
2
In ogni caso l'importo dell'assegno non può superare il limite del o dei figli per i quali l'assegno è riconosciuto.
3
L'assegno integrativo non è versato se il suo importo annuo è inferiore all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio."
Secondo l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF, inoltre,
"
Per l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizione della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
Il reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale reddito nella misura di 1/15.
Il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in considerazioni nel calcolo.”
L’art. 33 del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio 1997, prevede che
"
Nei limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie”.
Per la determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni (art. 34 Reg.LAF).
2.4. L’art. 3b della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1 gennaio 1998, prevede che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, fino al 31 dicembre 2002, al minimo per le persone sole, a fr. 15'280.-, per i coniugi, almeno 22’920.- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'050.- Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'366.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'683.--).
Dal 1° gennaio 2003 il fabbisogno è di fr. 15'700.--, fr. 23'550.-- rispettivamente fr. 8'260.-- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002).
Viene inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).
Per quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre 2000, di fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Dal 1° gennaio 2001 tale importo è stato aumentato a
fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).
2.5. Per stabilire l’ammontare dell’assegno integrativo vanno pure computate, secondo l’art. 3b cpv. 3 LPC, le
"
a) spese per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività lucrativa;
b) spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;
c) premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;
d) ...
e) pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."
A differenza dell'art. 3b cpv. 3 lett. d LPC, il quale, relativamente al premio per l'assicurazione malattia, prevede il computo unicamente del premio medio cantonale, ai fini del conteggio dell'assegno integrativo viene dedotto l'intero premio per l'assicurazione malattia obbligatoria (cfr. consid. 2.3.).
Secondo l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tenere conto per il calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo comprendono:
"
b) il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;
c) un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone sole 25 000 franchi, per coniugi 40 000 franchi e per orfani e figli che danno diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 75 000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;
d) le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;
e) le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra convenzione analoga;
f) gli assegni familiari
g) le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;
h) le pensioni alimentari del diritto di famiglia."
Per quanto concerne invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).
2.6. Nell'evenienza concreta Immacolata _ vive con i due figli _, nato il 6 dicembre 1983, e _, nato il 4 luglio 1990 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
La Cassa ha effettuato il calcolo contestato tenendo conto unicamente dell'assicurata e del figlio _.
Giusta l'art. 25 LAF l'assegno integrativo è riconosciuto per il figlio che non ha ancora compiuto i 15 anni.
_, avendo compiuto 15 anni il 6 dicembre 1998, non ha quindi diritto agli assegni integrativi.
Tuttavia, per la determinazione dell’importo dell’assegno, secondo l'art. 34 Reg.LAF (cfr. consid. 2.3.), vengono considerati anche i figli:
a) se non sono in formazione, fino ai 18 anni;
b) se sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più tardi fino ai 25 anni.
Secondo l'art. 24 Reg.LAF è considerata formazione ai sensi dell'art. 21 lett. a) LAF:
a) la formazione scolastica presso una scuola, pubblica o privata, in Svizzera;
b) la formazione professionale presso una scuola, un centro o un istituto, pubblici o privati, in Svizzera;
c) la formazione empirica in Svizzera.
Il diritto all'assegno sussiste unicamente se il figlio dedica alla formazione la maggior parte del suo tempo durante un periodo determinato, ma al minimo per un mese consecutivo (art. 24 cpv. 2 Reg. LAF). Giusta l’art. 24 cpv. 3 Reg. LAF spetta al titolare del diritto attestare che il figlio segue una formazione, producendo a tale scopo un certificato ufficiale.
Il figlio maggiore dell'assicurata, il 29 agosto 2001, ha concluso con la _ un contratto di tirocinio quale impiegato di vendita (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
L'apprendistato scelto dal figlio della ricorrente costituisce una formazione professionale ai sensi dell'art. 7 lett. a) della Legge federale sulla formazione professionale. Esso è infatti compiuto in un'azienda privata frequentando nel contempo una scuola professionale.
Pertanto _, allorché è stata emanata la decisione impugnata, era ancora in formazione ai sensi della LAF (cfr. STCA del 12 marzo 2001 nella causa K., 39.2000.59; STCA del 20 ottobre 1998 nella causa S., consid. 2.7., parzialmente pubblicata in RDAT I-2000 pag. 384).
Visto poi che aveva 18 anni compiuti, egli, in applicazione dell'art. 34 lett. b Reg.LAF, per principio avrebbe dovuto essere considerato nel calcolo dell'assegno.
Va però rilevato che
giusta l'art. 3a cpv. 6 LPC, applicabile per analogia al calcolo dell'assegno integrativo (cfr. art. 28 cpv. 1 LAF; consid. 2.2.), per il calcolo della prestazione complementare annua, non si tiene conto dei figli i cui redditi determinanti superano le spese riconosciute.
Inoltre l'art. 8 cpv. 2 OPC prevede che conformemente all'articolo 3a capoverso 6 LPC, non è tenuto conto, nel calcolo della prestazione complementare annua, dei figli che possono pretendere una rendita per orfano o dare diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI e i cui redditi determinanti raggiungono o superano le spese riconosciute. Per stabilire di quali figli non bisogna tener conto, si confrontano i redditi determinanti e le spese riconosciute dei figli suscettibili di essere eliminati dal calcolo.
Nelle "Direttive federali sulle prestazioni complementari all'AVS e AI", valide dal 1° gennaio 1998, l'UFAS in merito ai figli di cui non si tiene conto (cfr. marginali 2055; 2056) ha precisato:
"
Per stabilire di quali figli non bisogna tener conto si deve procedere a calcoli comparativi (inglobando ed escludendo il figlio in questione). Se dal calcolo globale (inglobando il figlio) risulta una PC più elevata, si tiene conto di questo figlio. Se invece includendo il figlio la PC diminuisce, questo figlio non dev'essere preso in considerazione. Se per la soppressione si devono tenere in considerazione due o più figli, si deve procedere a calcoli comparativi successivi per ognuno di questi figli.
Procedendo al calcolo comparativo - nella variante che non tiene conto del figlio né dei suoi redditi e delle sue spese -, come pure in caso di esclusione del figlio dal calcolo della PC, le rendite per figli, analogamente alle rendite per orfani, non devono o non devono più essere computate ai genitori."
_, presso la _, conseguiva un reddito da attività lucrativa dipendente e riceveva una retribuzione mensile che, durante il 1° anno, ammontava a fr. 1'050.-- lordi (cfr. doc. _ agli atti).
Effettuando due conteggi, di cui il primo considera solo la madre e _, mentre il secondo tiene conto dell'assicurata e dei due figli, emerge che nel secondo calcolo, in rapporto al conteggio allestito computando due persone, i redditi determinanti aumentano maggiormente rispetto all'incremento delle spese riconosciute.
Infatti nel primo conteggio, i cui importi considerati, come verrà esposto in seguito, sono corretti (cfr. consid.2.11.), i redditi ammontano a fr. 31'958.--, mentre le spese riconosciute corrispondono a fr. 31'631.-- (cfr. doc. _).
Nel secondo calcolo, per contro, i redditi sono pari a fr. 50'954.-- (fr. 31'958.-- + fr. 11'630.--, stipendio netto annuo di _ quale apprendista + fr. 5'400.-- contributo alimentare annuo per _ + fr. 2'196.-- assegno di formazione annuo per _; cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e le spese riconosciute ammontano a fr. 45'600.-- (fr. 31'631.-- + fr. 2'075.-- premio cassa malati per _ + fr. 3'840.-- 1/3 della pigione complessiva relativa alla quota parte di _ + fr. 8'050.-- fabbisogno vitale di _, cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Nel caso del calcolo comprendente l'assicurata e i due figli, dopo aver fatto fronte al fabbisogno, resterebbe, dunque, a disposizione della famiglia _ un importo di fr. 5'354.-- (fr. 50'954.-- - fr. 45'600.--) che è più elevato di quello che rimarrebbe se non si considerasse _, ovvero fr. 327.-- (fr. 31'958.-- - fr. 31'631.--).
E' vero che in entrambi i casi i redditi superano le spese riconosciute, tuttavia il calcolo corretto è comunque quello effettuato dalla Cassa che non tiene conto del figlio _ ancora in formazione.
2.7. La decisione impugnata è stata emanata il 1° luglio 2002 e si riferisce al periodo a partire dal 1° giugno 2002, per cui a tale provvedimento vanno applicati i limiti in vigore fino al 31 dicembre 2002 (cfr. consid. 2.4.).
Il fabbisogno vitale di Immacolata _ e del figlio _, è pari a fr. 23'330.--, come indicato dalla amministrazione (cfr. doc. _).
La pigione pagata dalla ricorrente ammonta a fr. 900.-- mensili. Il canone annuo è pari, pertanto, a fr. 10'800.--, a cui si aggiungono fr. 720.-- annui a titolo di spese accessorie (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
La somma complessiva corrisponde quindi a fr. 11'520.--.
Secondo l'art. 16c OPC, entrato in vigore il 1. gennaio 1998 e applicabile agli assegni di famiglia (art. 28 cpv. 1 LAF)
"
quando appartamenti o case unifamiliari sono occupati anche da persone escluse dal calcolo della PC, la pigione computabile dev’essere ripartita fra le singole persone. Le parti di pigione delle persone escluse dal calcolo della PC non sono prese in considerazione nel calcolo della prestazione complementare annua (cpv. 1).
Di massima l’ammontare della pigione è ripartito in parti uguali” (cpv. 2)
A proposito di questa disposizione il commento dell’UFAS pubblicato in Pratique VSI 1998 p. 35 stabilisce che
"
Le
1
er
alinéa
indique quand il y a lieu de procéder à une répartition du loyer. Il s'agit d'empêcher que les PC aient également à intervenir à l'endroit de personnes qui ne sont pas prises en compte dans le calcul PC.
On ne précise pas davantage la nature du loyer qui doit être partagé. En règle générale, lorsque l'appartement appartient à une tierce personne, c'est le loyer prévu qui sera partagé. Si l'appartement ou la maison occupée l'est conjointement avec le propriétaire, l'usufruitier ou le titulaire d'un droit d'habitation, c'est le montant de la valeur locative qui sera en règle générale réparti entre toutes les personnes.
Le 2
e
alinéa indique comment la répartition doit être opérée. En principe, elle se fera par têtes, et non selon le nombre des pièces occupées ou de m
2
. Des dérogations sont possibles, d'où l'utilisation de l'expression "en principe"."
La disposizione suesposta è conforme alla legge (cfr. DTF 127 V 10 = SVR 2001 EL Nr. 6) e ha in pratica codificato quanto stabilito dalla giurisprudenza federale. Secondo il TFA, infatti, il canone di locazione deve essere ripartito in parti uguali tra le persone che occupano l'alloggio (RCC 1977 pag. 567, RCC 1974 pag. 512 consid. 2; STCA 11 novembre 1991 in re A.T., STCA 21 febbraio 1992 in re A.T.), anche nel caso in cui il contratto di locazione è intestato ad una sola persona (ZAK 1974 p. 556).
Lo stesso vale per i figli a beneficio di una prestazione complementare che vivono con i genitori (ZAK 1977 p. 245).
Una deroga a tale principio è concessa solo entro certi limiti e dev’essere ammessa con prudenza, ad esempio se uno degli inquilini occupa da solo gran parte dell’abitazione.
Un’eccezione è parimenti ammessa quando una persona accoglie gratuitamente nell’abitazione un’altra, poiché vi è obbligata moralmente o giuridicamente (cfr. E. Carigiet/U. Koch, op. cit., pag. 86, n. 223; Pratique VSI 2001 pag. 234; DTF 105 V 273).
In quest’ultimo caso il TFA ha ammesso l’eccezione alla suddivisione in parti uguali del canone di locazione, in quanto la titolare del contratto di locazione, affetta da disturbi fisici e psichici, necessitava forzatamente delle cure erogatele dalla persona che divideva con lei l’appartamento, in caso contrario avrebbe dovuto essere ricoverata in istituto. Tali cure risultavano quindi di grande importanza per l’assicurata, che aveva un grosso debito di riconoscenza nei confronti dell’amico (DTF 105 V 274).
In concreto, come esposto sopra (cfr. consid. 2.6.), _ non va considerato nel calcolo dell'assegno integrativo.
Pertanto la pigione totale di fr. 11'520.-- deve essere conteggiata soltanto nella misura dei 2/3, corrispondenti alle parti inerenti all'assicurata e al figlio minore _.
La somma di fr. 7'680.-- (2/3 di fr. 11'520.--) è inferiore al massimo riconosciuto per le persone con figli di fr. 15'000.--.
La Cassa ha quindi correttamente computato questo importo nel calcolo degli assegni integrativi (cfr. doc. _).
Di transenna va rilevato che nel precedente provvedimento con il quale la Cassa aveva accordato alla ricorrente un assegno integrativo di fr. 488.-- a partire dal 1° gennaio 2001 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), l'amministrazione aveva tenuto conto, a titolo di pigione, di fr. 3'680.--, ossia dei 2/3 dell'importo di fr. 5'520.--, ottenuto deducendo dal canone di locazione complessivo di fr. 11'520.-- il guadagno annuo di fr. 6'000.-- percepito dall'assicurata come capocasa dello stabile casa Noce di Ascona nel quale abita (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Tale modo di procedere era errato, poiché l'entrata relativa all'occupazione di custode concerne unicamente l'insorgente e non poteva dunque essere ripartita anche tra i figli. Infatti dai redditi dell'assicurata computati nel calcolo dell'assegno integrativo non doveva essere escluso 1/3 del suo salario conseguito come capocasa, deducendolo dalla parte di pigione di _. Pertanto a ragione la Cassa nella decisione contestata ha modificato l'ammontare della pigione (cfr. doc. _).
Al riguardo occorre osservare che l'Alta Corte in una decisione non pubblicata del 10 settembre 1996 nella causa S., K 174/95, concernente un altro ambito ma sempre in materia di assicurazioni sociali, ha rilevato che "(...) A torto l'opponente sembra considerare poi che ogni atto concludente da parte dell'amministrazione, come può esserlo il riconoscimento in passato di prestazioni assicurative nella stessa situazione, conduca alla tutela della buona fede. In realtà, come rettamente rileva la ricorrente, il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di giudicare che ciò non è necessariamente ravvisabile neanche quando, immutata la situazione giuridica, in precedenza le prestazioni sono state assegnate indebitamente (sentenza inedita del 27 settembre 1993 in re C., K 124/92). (...)." (cfr. STFA del 10 settembre 1996 nella causa S. K 174/95, consid. 3c).
2.8. Per quanto attiene al computo del premio per l’assicurazione malattia, si rileva che, come indicato all'art. 28 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.3.), il premio per l'assicurazione sociale e obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in considerazione integralmente nel calcolo.
Pertanto, per quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione malattia, la LAF non rinvia alla LPC, la quale si fonda sul premio medio cantonale (cfr. art. 33 Reg.LAF; art. 3b cpv. 3 lett. d LPC).
Ai fini del calcolo dell'assegno integrativo, come del resto delle PC, viene computato unicamente il premio relativo all’assicurazione obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia e quindi all’assicurazione sociale secondo la LAMal (art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).
Gli eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non vengono per contro computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 p. 36).
Infine va evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di eventuali sussidi erogati agli interessati. L’art. 28 cpv. 3 LAF precisa infatti che va considerato il premio per l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p. 36).
Nella fattispecie la Cassa, nel calcolo volto a stabilire quale assegno integrativo l'assicurata avrebbe dovuto percepire, ha conteggiato un premio al netto dei sussidi di fr. 621.-- (cfr. doc. _).
Alla luce della documentazione agli atti tale importo risulta corretto (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
2.9. Per quanto concerne il reddito da attività dipendente conseguito dalla ricorrente, va osservato che secondo l'art. 23 cpv.1 e 2 OPC AVS-AI, applicabile anche all'accertamento e al calcolo degli assegni di famiglia in virtù del rinvio di cui all'art. 28 cpv. 1 LAF, di regola per il conteggio della prestazione complementare sono determinanti il reddito ottenuto nel corso dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno per cui è assegnata la prestazione. Per gli assicurati di cui la sostanza e il reddito da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato.
Giusta il cpv. 4 se la persona che pretende una prestazione complementare annua può rendere credibile nella domanda che durante il periodo per cui essa chiede la prestazione i suoi redditi determinanti saranno notevolmente inferiori a quelli da lei ottenuti nel corso del periodo di calcolo conformemente ai capoversi 1 o 2 , occorre fondarsi sui redditi probabili determinanti, convertiti in redditi annui, e sulla sostanza esistente al momento in cui sorge il diritto alla prestazione.
Dagli atti si evince che l'insorgente, lavorando a ore presso lo studio medico del Dr. med. _, nel 2001 ha guadagnato fr. 18'351.-- al netto degli oneri sociali (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
L'assicurata nulla ha sollevato in merito a un'eventuale considerevole diminuzione del suo salario nel 2002, per cui vanno considerate le entrate relative al 2001, ovvero all'anno precedente a quello per il quale sono domandati gli assegni.
Inoltre essa, svolgendo la funzione di capocasa presso il suo stabile, percepisce fr. 500.-- mensili (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), che corrispondono a fr. 6'000.-- annui.
Pertanto l'ammontare computato dalla Cassa di fr. 24'351.-- (fr. 18'351.-- + fr. 6'000.--) è corretto (cfr. doc. _).
2.10. Come rilevato al consid. 2.5., giusta l'art. 3c cpv. 1 lett. h LPC, il reddito determinante comprende le pensioni alimentari del diritto di famiglia.
Nella fattispecie la Cassa a ragione, dunque, ha conteggiato nel calcolo relativo all'assegno integrativo gli alimenti versati dall'ex marito dell'assicurata al figlio _ (cfr. doc. _).
_, al momento dell'emissione del provvedimento contestato, bonificava mensilmente l'importo di fr. 900.-- per i due figli (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), pari a fr. 10'800.-- annui.
Visto che nel conteggio non va tenuto conto del figlio _ (cfr. consid. 2.6.), anche l'importo computato dall'amministrazione di fr. 5'400.-- (fr. 10'800.-- : 2 figli), quali alimenti ricevuti per _, non presta il fianco a critiche.
2.11. Per quanto concerne gli assegni di base, spettanti al salariato per il figlio fino al compimento del quindicesimo anno di età (cfr. art. 6 segg.LAF), va rilevato che nella decisione impugnata è stato conteggiato un assegno intero per _ di fr. 2'196.-- (cfr. doc. _).
Tuttavia dal certificato di salario relativo al 2001, rilasciato dal Dr. med. _, emerge che a titolo di assegni di base sono stati versati fr. 4'302.-- per i due figli (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione), ovvero fr. 2'151.-- per ciascun figlio.
In casu la questione a sapere quale dei due importi (fr. 2'196.-- o fr. 2'151.--) debba essere considerato può rimanere irrisolta, in quanto comunque la computazione nel calcolo relativo all'assegno integrativo di un importo di assegni di base inferiore non muterebbe l'esito della vertenza. I redditi determinanti di fr. 31'913.-- (fr. 24'351.-- + fr. 5'400.-- + fr. 11.-- + fr. 2'151.--). sarebbero infatti in ogni caso più elevati delle spese riconosciute di fr. 31'631.-- (cfr. doc. _).
Alla luce di quanto esposto, il TCA deve concludere che il calcolo relativo all'assegno integrativo eseguito dalla Cassa con effetto a partire dal 1° giugno 2002 è corretto.
Di conseguenza la decisione del 1° luglio 2002 che rifiuta l'erogazione di un assegno integrativo a decorrere dal 1° giugno 2002 deve essere confermata.
2.12. Per quanto attiene alle allegazioni dell'assicurata relative al fatto che dal 1° settembre 2002 la sua situazione economica sarebbe diventata problematica a seguito del licenziamento del figlio _ (cfr. consid. 1.3., 2.2.; doc. _), va abbondanzialmente rilevato che l'insorgente non ha in ogni caso documentato né alla Cassa, né dinanzi a questo Tribunale un peggioramento delle sue condizioni finanziarie.
Inoltre va segnalato che nel caso in cui il figlio maggiore non dovesse effettivamente più svolgere l'apprendistato, questa circostanza non comporterebbe nessuna modifica ai fini del calcolo dell'assegno integrativo.
Infatti se _ non fosse più in formazione, avendo già compiuto 18 anni, non potrebbe comunque essere considerato nel relativo conteggio (cfr. art. 34 Reg.LAF, consid. 2.6.).