# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6c614a86-1eb2-5d53-b98c-8b9007e1f66c
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1947, precedentemente attivo in qualità di operaio-fornaiolo presso la _, _, ha presentato in data 16 febbraio 2006 una richiesta di prestazioni AI per adulti (rendita) segnalando di essere affetto da “
ernie discali cervicali
” (doc. AI 1-1/5).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, in particolare tramite una perizia pluridisciplinare ad opera del Servizio Accertamento Medico dell’assicurazione invalidità (SAM), l’UAI, con decisione del 10 settembre 2008 (doc. AI 66-1), preavvisata con progetto del 18 giugno 2008 (doc. AI 60-1), ha respinto la richiesta dell’assicurato non essendo il grado d’invalidità pensionabile.
L’Ufficio AI, relativamente alla richiesta di gratuito patrocinio postulata dal ricorrente in sede amministrativa, ne ha postulato la reiezione non risultando, nella fattispecie, indispensabile l’intervento di un avvocato.
1.3. Contro questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA chiedendo il riconoscimento di tre quarti di rendita a far tempo dal mese di settembre 2005 (doc. I).
Sostanzialmente il ricorrente ha contestato l’operato dell’amministrazione e gli accertamenti medici svolti, laddove non approfondiscono la “sindrome da tunnel carpale bilaterale di tipo ‘funzionale’ senza deficit neurologici” che influenzerebbe – a suo dire – la capacità lavorativa di un manovale, e giungono alla conclusione che l’insorgente sarebbe abile al lavoro al 75%, in un’attività lavorativa che può implicare anche compiti mediamente pesanti (doc. I).
Viene inoltre criticata la valutazione psichiatrica svolta dal Dr. _ che non avrebbe considerato la sindrome ansiosa depressiva di cui soffre il ricorrente (doc. I).
Nell’allegato ricorsuale l’insorgente ha poi contestato il confronto dei redditi operato dall’amministrazione, in particolare l’importo del reddito da invalido calcolato e le deduzioni sociali applicate dall’UAI (doc. I).
Il rappresentante del ricorrente ha infine postulato la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura (doc. I).
1.4. L’UAI, in risposta, richiamata la perizia pluridisciplinare del SAM, ha ribadito la correttezza del provvedimento adottato dal profilo medico. Per contro, per quanto riguarda l’aspetto economico, l’amministrazione ha confermato la decisione impugnata sulla scorta della valutazione svolta dalla consulente in integrazione professionale (doc. IV).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Questa graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio 2008.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Al proposito va infine ancora rilevato che,
secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche
cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
2.3.
Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC
1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
"
(...)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che “(...) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (...)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).
2.4. Nel caso in esame, con lo scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute dell’assicurato, l’Ufficio AI ha affidato al SAM il mandato di esperire una perizia pluridisciplinare. In tale ambito i medici del SAM hanno valutato la patologia psichiatrica (Dr. _), quella reumatologica (Dr. _) e quella neurologica (Dr. _).
Il Dr. med. _, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, nella perizia del 16 luglio 2007, dopo aver riassunto l’anamnesi del paziente e descritto l’esame psichico, ha posto la diagnosi di “passività esistenziale nell’ambito di ferita del narcisismo” e ritenuto l’assicurato abile al lavoro in misura completa, in quanto lo stato psichico dell’assicurato non ha presentato scossoni degni di nota negli ultimi anni (doc. AI 44-23).
Il Dr. med. _, spec. FMH in reumatologia, nel suo referto peritale del 17 luglio 2007, dopo aver illustrato l’anamnesi del paziente, lo status e la radiologia, ha posto la seguente diagnosi:
"
(...)
1. DIAGNOSI DAL SUO PUNTO DI VISTA SPECIALISTICO.
Sindrome cervicospondilogena cronica
- ernia discale C41C5 (IRM 19.10.2004) regredita al controllo del 6.12.2005
-
avanzata osteocondrosi C51C6 con restringimento di origine ossea e discale del recesso laterale di sinistra senza neurocompressione
Probabile sindrome del tunnel carpale bilaterale
Sospetta incipiente polineuropatia agli arti inferiori
Gotta
- podagra e oligoartriti anamnestiche intermittenti da alcuni anni
- terapia con allopurinolo e colchicina in riserva
Sindrome depressiva reattiva anamnestica
Tabagismo
. (...)" (Doc. AI 44-28)
Lo specialista è poi giunto alle seguenti conclusioni:
"
(...)
2. DISCUSSIONE
Il problema principale del paziente da un punto di vista soggettivo e oggettivo è una sindrome cervicospondilogena cronica in presenza di avanzate alterazioni degenerative. La mobilità è fortemente ridotta soprattutto per la rotazione a sinistra. In accordo con la valutazione del Prof. _ e del Dr. _, non ho evidenza per una compressione radicolare o per una mielocompressione. Le indagini neuroradiologiche a disposizione mostravano nel 2004 un'ernia discale C4
/
C5 nel frattempo de
l
tutto regredita e mostrano attualmente una stenosi di origine ossea e discale del recesso la
terale di sinistra a livello C5/
C6 invariata rispetto al controllo precedente.
I disturbi della sensibilità alle mani, dipendenti dalle posizioni e notturni, corrispondono a mio avviso probabilmente a una sindrome del tunnel carpale bilaterale di tipo "funzionale" senza deficit neurologici. Farà stato a riguardo la valutazione neurologica prevista.
I disturbi della sensibilità agli arti inferiori potrebbero essere spiegati da un'incipiente polineuropatia vista una sensibilità vibratoria nettamente diminuita.
È nota anamnesticamente una gotta attualmente trattata con allopurinolo e colchicina in riserva. Al momento della mia visita non vi erano tofi o manifestazioni infiammatorie di questa artropatia microcristallina.
3. INFLUENZA DELLE DIAGNOSI ELENCATE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA NELL'ATTIVITÀ DA ULTIMO SVO
LTA DELL'ASSICURATO/
A (PRECISARE SE POSSIBILE LE ORE AL GIORNO O LA RIDUZIONE DEL RENDIMENTO SUL LAVORO).
In un'attività mediamente pesante a pesante come quella di operaio nella metallurgia l'assicurato può essere ritenuto inabile al lavoro nella misura del 50 %.
4. DESCRIVERE L'EVOLUZIONE DELLO
STATO DI SALUTE DELL'ASSICURATO/
A
DAL SUO PUNTO DI VISTA SPECIALISTICO RIGUARDO ALLE PROBLEMATICHE
SEGNALATE AGLI ATTI E LA PROGNOSI A MEDIO-LUNGO TERMINE.
Da un punto di vista soggettivo la situazione tende a peggiorare progressivamente negli ultimi anni. Da un punto di vista oggettivo la situazione appare piuttosto migliorata vista là completa regressione dell'ernia discale di medie dimensioni a livello C41C5 messa in evidenza dalla IRM del 19.10.2004. Per quanto riguarda la prognosi non sono da prevedere cambiamenti di rilievo a medio-lungo termine.
5. COME SI GIUSTIFICA LA DIMINUZIONE DELLA CAPACITÀ LAVORATIVA? QUALI
SONO LE LIMITAZIONI FUNZIONALI CONSTATATE?
La capacità lavorativa è ridotta a causa della problematica cervicale degenerativa ma anche della probabile sindrome del tunnel tarpale bilaterale, premesso che questa diagnosi possa essere confermata nell'ambito della valutazione neurologica prevista. Tenendo conto del fatto che la sindrome del tunnel carpale verrà valutata separatamente nell'ambito del consulto neurologico, per la valutazione della capacità lavorativa reumatologica non si tiene conto di questa problematica.
6. POSSIBILITÀ TERAPEUTICHE PER MIGLIORARE LA CAPACITÀ LAVORATIVA DELL'A.? CHE EFFETTI AVREBBERO QUESTI PROVVEDIMENTI SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA?
Non vi sono possibilità terapeutiche per migliorare la capacità lavorativa dal punto di vista reumatologico. Andrà valutata l'eventualità di una decompressione del nervo mediano ma, come detto in precedenza, non si tiene conto di questa problematica per la valutazione reumatologica.
7. RITIENE POSSIBILE EFFETTUARE PROVVEDIMENTI D'INTEGRAZIONE PROFESSIONALE PRESSO QUEST'A.? DESCRIVERE LE RISORSE DI CUI L'ASSICURATO ANCORA DISPONE.
Dal punto di vista reumatologico è possibile effettuare provvedimenti di integrazione professionale.
8. RITIENE CHE L'ASSICURATO/A SIA IN GRADO DI SVOLGERE ALTRE ATTIVITÀ?
SE SÌ, DESCRIVERE 1 LIMITI FUNZIONALI E LA CAPACITA LAVORATIVA DI TALE
ATTIVITÀ ADATTA (OREIDIE O RIDUZIONE DEL RENDIMENTO).
L'assicurato è in grado di svolgere un'attività mediamente pesante che possa implicare anche compiti pesanti a tempo pieno e con un rendimento ridotto nella misura del 50 %. In un'attività leggera, che possa saltuariamente implicare anche compiti mediamente pesanti, l'assicurato è abile al lavoro a tempo pieno ma con un rendimento ridotto nella misura del 25%.
Capacità funzionale residua
(Base: esame della funzionalità fisica AI):
a) Sollevamento e trasporto dl carichi:
La capacità funzionale residua per il sollevamento e trasporto di carichi molto leggeri è normale, per carichi leggeri è normale, per carichi medi è lievemente ridotta, per carichi pesanti è ridotta e per carichi molto pesanti è molto ridotta. La capacità funzionale per il sollevamento e trasporto di carichi sopra il piano delle spalle con pesi inferiori a 5 kg è ridotta, con pesi superiori a 5 kg è molto ridotta.
b) Manipolazione di oggetti, attrezzi, pulsantiere:
La capacità funzionale per la manipolazione di oggetti leggeri e lavori di precisione è normale dal punto di vista reumatologico. Andrà valutato il ruolo della sindrome del tunnel carpale da un punto di vista neurologico. La capacità funzionale per lavori medi è lievemente ridotta, per lavori pesanti è ridotta, per lavori molto pesanti è molto ridotta. La rotazione della mano è normale.
c) Posizioni dl lavoro o dinamiche particolari:
La capacità funzionale per posizioni di lavoro a braccia elevate è lievemente ridotta, con rotazione del tronco è lievemente ridotta, seduta e piegata in avanti è lievemente ridotta, eretta e piegata in avanti è lievemente ridotta, inginocchiata è normale e con ginocchia in flessione è normale.
d) Mantenere posizioni statiche:
La capacità funzionale per mantenere la posizione statica seduta è normale, per mantenere la posizione eretta è normale.
e) Spostarsi, camminare:
La capacità funzionale per spostamenti su qualunque tragitto e terreno nonché per salire o scendere le scale è normale. Andrà valutato l'eventuale ruolo di una polineuropatia dal punto di vista neurologico.
f) Diversi:
L'impiego delle 2 mani è normale.
Nota:
sulla base di un orario di lavoro di 8 ore, una capacità funzionale residua definita come
esigua
equivale all'1-5% rispetto alla prestazione di un soggetto sano,
molto ridotta
equivale al 6-33%,
ridotta
al 34-66%,
lievemente ridotta
al 67-100%. Per carichi
molto leggeri
si intende un peso fino a 5 kg,
leggeri
6-10 kg, medi 11-25 kg,
pesanti
26-45 kg,
molto pesanti
> 45 Kg.
"
(Doc. AI 44-28+29+30)
Il Dr. med. _, spec.
FMH in neurologia, nel rapporto del 6 agosto
2007 ha
posto la seguente valutazione:
"
(...)
L'attuale stato neurologico è risultato del tutto nella norma e in particolare non vi è nessun segno clinico per una compressione radicolare a livello cervicale inclusa la radice C6 a sinistra, sia il riflesso bicipitale che brachio-radiale si presentano piuttosto vivaci senza asimmetria, nessun deficit sensitivo o della forza specifico. Clinicamente assenti anche segni di una compressione midollare. Infine da segnalare che non vi sono segni di una neuropatia periferica o apparenti deficit cognitivi. Al momento attuale non posso quindi porre la diagnosi di una malattia neurologica e di conseguenza dal lato puramente neurologico non vi sono delle compromissioni della capacità lavorativa né nella professione abituale né in altre professioni. Le cervicalgie con la loro eventuale influenza sulla capacità lavorativa saranno valutate nella consulenza reumatologica." (Doc. AI 44-33)
Globalmente, quindi, nel rapporto peritale del 18 settembre 2007 i medici del SAM, sulla base delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del ricorrente presso il citato centro d’accertamento hanno posto la diagnosi
con
influenza sulla capacità lavorativa di “
Sindrome cervicospondilogena cronica: - ernia discale C4/C5 (IRM 19.10.2004); - regredita al controllo del 6.12.2005; - avanzata osteocondrosi C5/C6 con restringimento di origine ossea e discale del recesso laterale di sinistra senza neuro compressione
”.
Quale diagnosi
senza
influenza sulla capacità lavorativa i periti hanno posto quella di “
Passività esistenziale nell’ambito di ferita del narcisismo. Probabile sindrome del tunnel carpale bilaterale. Gotta: - podagra e oligoartriti anamnestiche intermittenti da alcuni anni; - terapia con allopurinolo e colchicina in riserva. Tabagismo. Dislipidemia mista. Aumento delle y-GT probabilmente di origine nutrizionale
”. (doc. AI 44-1/14)
Quanto alla capacità lavorativa medico – teorica globale, i medici del SAM hanno ritenuto l’assicurato abile al lavoro nella misura del 50% nell’attività finora svolta di operaio metallurgico, mentre in un’attività lavorativa che possa implicare compiti mediamente pesanti l’assicurato è ritenuto abile al 75% (doc. AI 44-18).
2.5. Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V
160 in
fine con rinvii).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189;
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA
U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.),
la Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore
non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
Occorre ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006
concernente un caso di assicurazione per l
'
invalidità
(I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell
'
ambito dell
'
assicurazione per l
'
invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(...)
3.2 L
'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.
La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci.
La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (...)
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto segue:
"
(...)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (
ATF 125 V 351
consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (
ATF 124 I 170
consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(...)
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
Va ancora rilevato che, affinché
un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare
la DTF
127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).
In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.
Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc. 32.1999.124).
2.6. Nella concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione peritale effettuata dal SAM, da considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati.
2.6.1. Nell’ambito della perizia SAM, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame psichiatrico, grazie al consulto specialistico del Dr. _, il quale nel referto del 16 luglio
2007 ha
diagnosticato una “
passività esistenziale nell’ambito di ferita del narcisismo
”.
A mente dello specialista RI 1 è abile, dal profilo psichiatrico, in misura completa. Egli mostra un’”
incrinatura al suo sentimento di personalità che si è venuta a creare dopo la separazione dalla moglie, evento che sente di aver subito e che non è riuscito evidentemente a metabolizzare bene
”.
Lo psichiatra ha inoltre precisato che al di là di una certa velatura melanconica l’insorgente non mostra disturbi psicopatologici rilevanti (doc. AI 44-23).
Queste conclusioni specialistiche, che del resto non sono state contestate attraverso dei referti medico-specialistici attestanti delle patologie reumatologiche maggiormente invalidanti, possono essere fatte proprie dal TCA.
Tale non può essere la certificazione del mese di febbraio 2007 del Dr. med. _, spec. FMH in medicina interna, il quale si è limitato ad indicare nella diagnosi (pto. 7) una sindrome ansioso depressiva e successivamente (pto. 8) la persistenza di “segni di moderata depressione” (doc. AI 33-9).
Questo referto, steso peraltro da un medico non specialista in psichiatria, stringato, generico, privo di una diagnosi psichiatrica secondo una classificazione riconosciuta,
senza una valutazione delle patologie dell’interessato e del loro influsso sulla capacità lavorativa, senza esporre il decorso della patologia e fornire una descrizione dei trattamenti intrapresi, non adempie quindi i requisiti richiesti dalla giurisprudenza per ritenere che un rapporto medico abbia valore probatorio (cfr. consid. 2.5.) e
non è atto a mettere in dubbio le conclusioni alle quali è giunto il perito interpellato dall’amministrazione.
Va poi aggiunto che il medico del SMR, Dr. _, nelle annotazioni del 25 gennaio 2007 aveva riferito la necessità di una valutazione psichiatrica per definire se i sintomi di specie “
sono riferibili ad una patologia psichiatrica maggiore o se siano invece di ordine sociale (conflittualità famigliare)
” (doc. AI 28-1).
La perizia del Dr. _ ha chiarito dunque che non si tratta di una patologia psichiatrica maggiore, ma di una problematica di ordine sociale / familiare. Il perito ha infatti chiaramente illustrato come l’incrinatura del sentimento di personalità dell’assicurato “
si è venuta a creare dopo la separazione dalla moglie
” (doc. AI 44-23).
In sede ricorsuale l’assicurato ha indicato che dal profilo psichiatrico è stato in cura presso il Dr. _ per una profonda crisi depressiva (doc. I, pag. 3). Tuttavia, agli atti non vi è alcuna certificazione o rapporto medico stilato da questo specialista e nell’anamnesi del SAM viene unicamente indicato che dal 2005 l’assicurato è stato seguito dal Dr. _ che ha proposto la riflessologia e un trattamento di base di _ e Demetrin. (doc. AI 44-9).
Il Dr. _ nel proprio rapporto del 17 luglio
2007 ha
poi riferito che il paziente non si è più recato dal Dr. _ dall’anno scorso (2006).
2.6.2. Nell’ambito della perizia SAM, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame reumatologico ad opera del Dr. med. _, spec. FMH in reumatologia, il quale nel rapporto peritale del 17 luglio
2007 ha
diagnosticato una “Sindrome cervicospondilogena cronica, - ernia discale C41C5 (IRM 19.10.2004) regredita al controllo del 6.12.2005, avanzata osteocondrosi C51C6 con restringimento di origine ossea e discale del recesso laterale di sinistra senza neuro compressione, probabile sindrome del tunnel carpale bilaterale, sospetta incipiente polineuropatia agli arti inferiori, gotta: - podagra e oligoartriti anamnestiche intermittenti da alcuni anni, - terapia con allopurinolo e colchicina in riserva; sindrome depressiva reattiva anamnestica, tabagismo
." (Doc. AI 44-28)
Lo specialista ha indicato che il problema principale dell’assicurato è la sindrome cervicospondilogena cronica in presenza di avanzate alterazioni degenerative. Egli ha valutato l’assicurato inabile al lavoro al 50% nella precedente attività (operaio nella metallurgia), mentre in un’attività leggera l’inabilità è del 25% (doc. AI 44-29/30).
Il TCA non ha motivo per distanziarsi nemmeno da tale valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.
Per quanto riguarda la censura ricorsuale secondo cui non è stata approfondita dagli specialisti la sindrome da tunnel carpale bilaterale, questa Corte non può condividere tali critiche per le ragioni che seguono.
Il quadro valetudinario del paziente è sostanzialmente contraddistinto dalla sindrome cervicospondilogena cronica degenerativa che limita la sua capacità lavorativa. Questa – a detta del perito – è altresì limitata dalla sindrome del tunnel carpale bilaterale, “...
premesso che questa diagnosi possa essere confermata nell’ambito della valutazione neurologica
...” (doc. AI 44-29, la sottolineatura è del redattore).
Il Dr. _ nella propria valutazione della capacità lavorativa dell’assicurato non ha dunque tenuto conto della sindrome da tunnel carpale avendo rinviato la valutazione su tale tematica all’indagine neurologica (consid. 2.6.3).
2.6.3. A questo proposito, nell’ambito della perizia SAM, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato esame neurologico ad opera del Dr. med. _, spec. FMH in neurologia, il quale nel rapporto peritale del 6 agosto
2007 ha
evidenziato come dal punto di vista neurologico i parametri sono del tutto nella norma e in particolare “...
non vi è nessun segno clinico per una compressione radicolare a livello cervicale inclusa la radice C6 a sinistra
”.
Il medico ha aggiunto che dal punto di vista clinico sono assenti segni di compressione midollare, né di una neuropatia periferica o deficit cognitivi. Dal profilo neurologico il Dr. _ ha escluso una malattia neurologica e di conseguenza non vi sono – a suo dire – compromissioni della capacità lavorativa né nella professione abituale, né in altre professioni (doc. AI 44-33).
Il TCA non ha motivo per distanziarsi nemmeno da tale valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.
Va qui ricordato che se, da una parte,
la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).
Si ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4).
In conclusione, rispecchiando la perizia del SAM i criteri di affidabilità e completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.5.), alla stessa può essere fatto riferimento.
Inoltre, richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid.
3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‐Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz.
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221),
è da ritenere dimostrato,
secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali,
che l’assicurato è inabile al lavoro al 50% nella sua precedente professione di operaio metallurgico, ma è da considerare abile al lavoro al 75% in attività adeguate e rispettose dei suoi limiti funzionali.
La consulente in integrazione professionale nel proprio rapporto del 7 maggio 2008, per quanto riguarda le attività esigibili dall’assicurato nel rispetto dei limiti indicati dal Dr. _ ha indicato quelle di operaio addetto alla logistica nell’industria tessile, microelettronica, farmaceutica; addetto alla manutenzione e alla sorveglianza di stabili pubblici e privati commerciali; addetto alla sorveglianza di parcheggi; autista addetto alla fornitura di beni voluttuari e non; operaio addetto alla cernita, al controllo di qualità, alla spedizione e all’etichettatura nell’industria tessile, alimentare, farmaceutica, elettronica, della plastica e orologeria (doc. AI 56-2)
2.7. Occorre ora esaminare le conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente dal profilo economico.
Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui nel caso concreto sono determinanti i dati del 2005. L’amministrazione, per contro, ha eseguito il raffronto dei redditi con riferimento all’anno 2005, al 2006 e al 2007 (doc. AI 56-3/4).
2.7.1. Per quel che concerne il
reddito da valido
, il cui importo non è del resto stato contestato in sede di ricorso (doc. I), l’UAI ha quantificato il reddito che l’assicurato avrebbe potuto percepire da sano in fr. 58’899.-- nel 2004, secondo quanto dichiarato dal precedente datore di lavoro, _, (doc. AI 8-1).
Adeguando tale importo al 2005, si ottiene un reddito da valido di fr. 59'487.99
(+1% per il 2005, cfr.
tab. relativa all’e
voluzione dei salari nominali, dei prezzi al consumo e dei salari reali, 1990-2007, pubblicati sul sito dell’Ufficio federale di statistica
)
.
2.7.2. Per quanto riguarda invece il
reddito da invalido
, contestato dal ricorrente,
va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).
Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico.
Il TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
L’Alta Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).
Con sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del 20 febbraio
2008, ha
stabilito che
“(...) quando il salario da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (...)
”.
In un’altra sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore fosse chiaramente sotto la media (“
deutliche Abweichung
”). Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).
In applicazione della giurisprudenza sviluppata nella sentenza del 7 aprile 2008 (inc. 32.2007.165), utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 2004 elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2004 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'588.--.
Riportando questo dato su 41.6 ore (
cfr. tabella B 9.2,
pubblicata
in
La Vie économique, 1/2-2007, p. 94
), esso ammonta a fr. 4'771.52 mensili oppure a fr. 57'258.24 per l'intero anno (fr. 4'771.52 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("
Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.), si ottiene, per il 2005 (cfr. tab. B 10.3, pubblicata
in
La Vie économique, 6-2007, p. 91), un reddito mensile di fr. 4'812.59 oppure di fr. 57'751.08 per l'intero anno (fr. 4'812.59
x
12).
L’assicurato, quale operaio metallurgico, avrebbe guadagnato nel 2005 fr. 59'487.99 / anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.7.1.). Tale reddito si situa, per ragioni estranee all’invalidità, sotto la media dei salari svizzeri per un’attività equivalente (cioè fr. 60'330.77, cfr. Tabella TA1 p.to 27,28 “
Prod. e fabbric. di prodotti in metallo
”, livello di qualifica 4, fr. 4’777.--
X
12 mesi = 57’324.-- riportato su 41.7 = fr. 59'760.27 e aggiornato al 2005).
Se si riducesse il reddito statistico da invalido in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF
U 8/07 del 20 febbraio
2008 sopra menzionata, della stessa percentuale, ossia dell’1,39 %, si otterrebbe un importo di fr. 56'948.34.
Operando tale riduzione, il reddito statistico da considerare ammonterebbe, pertanto a fr. 56'948.34 (fr. 57'751.08 ridotti dell’1,39%).
Il TCA rileva comunque che, come vedremo (cfr. consid. 2.7.4.), il risultato finale non cambierebbe se si volesse utilizzare, quale reddito da invalido, l’importo di fr. 57'751.08, senza apportare la riduzione dell’1,39% (in quanto ritenuta troppo esigua).
Ritenuto che, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.6.3.), da un punto di vista medico, l’assicurato può esercitare un’attività adeguata alle sue condizioni di salute al 75%, il reddito statistico citato va ridotto del 25% e ammonta a fr. 43'313.31 (
fr.
57'751.08
ridotti del 25%
).
2.7.3. In ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "... di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).
In una sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.
La nostra Corte
federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo parziale (5%):
"
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen Auffassung der Gutachter des Instituts Y._ vom 4. April 2003 ist dem Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar, während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis
10 kg
repetitiv und vereinzelt über
15 kg
, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen; dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.
2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache, dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00 [Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt (Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und Ausländer zusammensetzen.
2.6 Die IV-Stelle führt in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag, die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden ...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S. 28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).
2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw. 2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der Verwaltung abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist, was zu einem Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente führt."
(STFA succitata)
In un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 - riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen
keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass er den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann.
Mit den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem Verlust, Schwerarbeit leisten zu können, als auch der leidensbedingten Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt ist, angemessen Rechnung getragen”).
In una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104, il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:
"
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.
A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello retributivo.
Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I 138/04, consid. 4.3.,
la stessa Alta Corte
federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore).
In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di riduzione.
Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b).
Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad esempio,
la STFA
del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.
Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%.
Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in questo senso,
la STFA
del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid. 2.2, in cui
la Corte
federale ha avallato la riduzione decisa dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto parzialmente in attività leggere,
la STFA
del 17 febbraio 2005 nella causa B., I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e
la STFA
del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione del 15% per ragioni di salute).
La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso,
la STFA
del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3).
Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)
2.7.4. In concreto, nel rapporto del 7 maggio 2008, la consulente IP ha applicato una riduzione del 10% per le leggere limitazioni funzionali e per l’età relativamente avanzata con modesta pratica in attività leggere e industriali (doc. AI 56-3).
La percentuale globale del 10% stabilita dalla consulente può essere confermata dal TCA.
Questa soluzione si giustifica tanto più se si considera che per costante giurisprudenza il Giudice non può scostarsi dalla valutazione dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/dd e 6).
Procedendo quindi al raffronto dei redditi, con riferimento al 2005, partendo da un salario da invalido di fr
. 43'313.31
, ritenuta un’esigibilità dal profilo medico del 75% e ammettendo la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonta, quindi, a fr. 38'981.97 confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 59'487.99 (consid. 2.7.1) emerge un tasso d’invalidità del 34,47% arrotondato al 34%
secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41),
percentuale che non dà diritto ad una rendita d’invalidità, come stabilito dall’amministrazione.
Il risultato non cambierebbe anche volendo applicare, come indicato dall’UAI (doc. AI 60-3) i dati del 2006 e del 2007.
Procedendo al raffronto dei redditi con riferimento al 2006 emerge un tasso di invalidità del 33,69% (reddito da valido: 60'201.84; reddito da invalido: 39'442.75) arrotondato al 34%
secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41).
Procedendo invece al raffronto dei redditi con riferimento al 2007 emerge un tasso di invalidità del 32,61% (reddito da valido: 61'165.06; reddito da invalido: 40'087.84.--) arrotondato al 33%
secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41).
Come già anticipato al consid. 2.7.2., il risultato non cambierebbe anche volendo considerare, quale reddito da invalido, l’importo di fr.
56'984.34, cui apportare una riduzione del 25% per motivi medici e una del 10% per le circostanze personali, per un reddito ipotetico di fr. 38'464.42. Confrontando questo dato con l’importo di fr. 59'487.99 corrispondente al reddito che l’insorgente avrebbe conseguito da valido nell’anno 2005 (cfr. consid. 2.7.1.), emerge un’incapacità di guadagno del 35,34%
arrotondato al 35% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41),
percentuale che non consente comunque l’attribuzione di una rendita, conformemente a quanto stabilito dall’UAI.
Nessun cambiamento anche volendo applicare i dati del 2006 e del 2007.
Procedendo quindi al raffronto dei redditi con riferimento al 2006 emerge un tasso di invalidità del 35,35% (reddito da valido: 60'201.84; reddito da invalido: 38'919.08) arrotondato al 35%
secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41).
Procedendo invece al raffronto dei redditi con riferimento al 2007 emerge un tasso di invalidità del 35,32% (reddito da valido: 61'165.06; reddito da invalido: 39'555.60) arrotondato al 35%
secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41).
Nella misura in cui l’UAI ha rifiutato il riconoscimento di una rendita d’invalidità la sua decisione formale del 10 settembre 2008 merita quindi conferma.
2.8. L’assicurato nel proprio atto ricorsuale ha chiesto l’esecuzione di ulteriori accertamenti “per quanto attiene alle affezioni alle mani e di natura psichiatrica” (doc. I).
Va qui ricordato
che, q
uando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid.
3c con riferimenti).
In concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad altri accertamenti medici.
2.9. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- andrebbero poste a carico dell’assicurato, il quale ha tuttavia chiesto l'assistenza giudiziaria (cfr. consid. 2.10.).
Al riguardo il Consiglio federale nel Messaggio concernente la modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (misure di semplificazione della procedura) del 24 maggio
2005 in
FF 2005 pag. 2751 seg. si è così espresso:
"
(...)
Quando sono adempite le condizioni del gratuito patrocinio, la procedura di ricorso in materia di AI continuerà ad essere gratuita (con riserva di una successiva restituzione) per gli assicurati interessati, come negli altri settori del diritto amministrativo.
Si intende così garantire che saranno prese in considerazione le particolarità del singolo caso, in modo tale che anche le persone meno abbienti possano accedere ai tribunali.
(...)
Le stesse considerazioni valgono a proposito delle procedure di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni e, per le persone residenti all'estero, dinanzi alla Commissione di ricorso AVS/AI. In altri termini, quando non può essere concesso il gratuito patrocinio in seguito a circostanze particolari che riguardano il singolo caso, per le controversie concernenti prestazioni dell'AI i Cantoni devono stabilire limiti di spesa inferiori rispetto agli altri settori del diritto amministrativo.
Al fine di tener conto della componente di politica sociale, fisseranno questi limiti non in funzione del valore litigioso, ma in funzione dell'onere effettivo. È stato fissato un limite di spesa (dai 200 ai 1000 franchi) equivalente a quello stabilito nella revisione totale dell'organizzazione giudiziaria. Si è così dato seguito al suggerimento espresso dalla maggioranza dei Cantoni nella procedura di consultazione. (...)"
2.10. Il ricorrente ha infine postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (I).
Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 86, pag. 626).
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 88s) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con riferimenti).
Dalle tavole processuali si evince che il ricorrente, separato, vive grazie all’aiuto dell’assistenza pubblica (cfr. doc. IX 2).
In tali circostanze l’indigenza deve essere ammessa.
L’assicurato non possiede inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento di un legale appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva essere privo di fondamento.
Essendo dunque
nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).
Ne consegue che il ricorrente è per il momento esonerato dal pagamento delle spese processuali (cfr. art. 69 cpv. 1bis LAI; STF I 885/06 del 20 giugno 2007).