# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9050c79c-6d3e-5a29-9293-0352b68859a2
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 29 aprile 2009 la Cassa CO 1 (di seguito la Cassa) ha confermato la precedente decisione del 17 marzo 2009 (cfr. doc. 22) con cui aveva negato a RI 1 il diritto alle indennità di disoccupazione a decorrere dal 2 dicembre 2008, in quanto non aveva compiuto il periodo di contribuzione, né poteva essere esonerato dall’adempimento dello stesso.
In particolare è stato stabilito che nel termine quadro per il periodo di contribuzione (2.12.2006 – 1°.12.2008) l’assicurato, da un lato, poteva comprovare soli 11.313 mesi di contribuzione. Dall’altro, non presentava alcun motivo di esenzione (cfr. doc. A).
1.2. Contro la decisione su opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto la concessione delle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione a fare tempo dal 2 dicembre 2008.
A sostegno della propria pretesa ricorsuale egli ha addotto, segnatamente, di essersi sempre fidato delle rassicurazione fornitegli dalla signora _, funzionaria della Cassa, riguardo al fatto che i giorni di contribuzione fossero sufficienti. L’insorgente ha specificato che in un primo tempo, come del resto emerge dalla decisione su opposizione impugnata, gli era stato indicato di avere diritto alle indennità di disoccupazione e che l’errore è stato commesso dalla Cassa. Egli ha evidenziato che la mancanza di alcuni giorni non gli è stata comunicata durante il primo colloquio presso CO 1, bensì soltanto in seguito.
Il ricorrente ha osservato di avere lavorato e di essersi dato da fare. Egli ha puntualizzato, da una parte, che nella documentazione dell’_ non risultano tutte le attività svolte, in particolare quella del mese di novembre 2008 per la ditta _.
Dall’altra, di avere anche lavorato 21 giorni quale idraulico.
Secondo l’assicurato, il quale ha sottolineato di essere straniero e di essersi fidato delle indicazioni della Cassa, il trattamento che gli è stato riservato è ingiusto (cfr. doc. I).
1.3. La Cassa, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Pendente causa il TCA ha domandato alla _ _ di indicare in che periodi, nel lasso di tempo dal marzo 2007 al dicembre 2008, l’assicurato ha lavorato presso la loro agenzia di collocamento temporaneo (cfr. doc. V).
La _ ha dato seguito a quanto richiestole con scritto del 3 luglio 2009 (cfr. doc. VI).
1.5. Il 2 luglio 2009 l’avv. RA 1 ha comunicato di rappresentare RI 1. Il legale ha chiesto di sentire la responsabile dell’CO 1, signora _, come pure di ammettere l’assicurato al beneficio dell’assistenza giudiziaria (cfr. doc. VII; B1-10).
1.6. Questa Corte ha interpellato il patrocinatore dell’insorgente al fine di avere ragguagli relativamente al merito della causa, nonché alla domanda di gratuito patrocinio (cfr. doc. VIII).
L’avv. RA 1 ha risposto il 20 luglio 2009 (cfr. doc. IX; C1-4).
1.7. La Cassa ha preso posizione riguardo agli esiti degli accertamenti esperiti il 21 luglio 2009 (cfr. doc. XI).
1.8. Il doc. XI è stato trasmesso al rappresentante dell’assicurato per conoscenza (cfr. doc. X).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è la questione di sapere se RI 1 RI 1 ha diritto alle indennità di disoccupazione a decorrere dal 2 dicembre 2008 oppure no.
Più precisamente il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurato, al momento della richiesta delle prestazioni da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione, adempiva o meno il presupposto di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI, ossia se lo stesso aveva compiuto o era liberato dall’obbligo di compiere il periodo di contribuzione.
2.3. L’art. 9 cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti.
In virtù del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.
Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).
Secondo il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre che la legge non disponga altrimenti.
2.4. L'assicurato, in effetti, ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).
Secondo l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione.
L'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).
L'obbligo di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).
Ai fini dell’applicazione di tale articolo non è necessario che il datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione, abbia effettivamente trasferito alla cassa di compensazione i contributi del salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88, consid.
3a, pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N. 29, pag. 174).
In una sentenza pubblicata in DTF 131 V 444 l’Alta Corte, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che, dal profilo del periodo di contribuzione, la sola condizione per il diritto all'indennità di disoccupazione è, di principio, l'esercizio di un'attività soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di contribuzione. La giurisprudenza esposta in DLA 2001 no. 27 pag. 225 (e le sentenze che ne sono seguite) non deve dunque essere intesa nel senso che, in aggiunta a ciò, deve pure essere stato versato un salario; per contro, la prova che un salario è stato effettivamente pagato costituisce un indizio importante per la prova dell'esercizio effettivo di una attività dipendente.
Al riguardo cfr. anche DTF 133 V 516 e STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008.
2.5. L'art. 14 LADI, che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede, tra l'altro, che sono parimenti esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone che, in seguito a separazione o divorzio, invalidità (art. 8 LPGA) o morte del coniuge oppure per motivi analoghi o a causa della soppressione di una rendita d'invalidità, sono costrette ad assumere o a estendere un’attività dipendente. Questa norma è applicabile soltanto se l’evento corrispondente non risale a più di un anno e la persona interessata dall'insorgere di questo evento era domiciliata in Svizzera (cfr. art. 14 cpv. 2 LADI, nuovo tenore dopo l'entrata in vigore della legge federale concernente l'Accordo tra la Confederazione Svizzera da una parte, e la Comunità europea ed i suoi membri, dall'altra parte, sulla libera circolazione delle persone, modifica dell'8 ottobre 1999, in vigore dal 1° giugno 2002; cfr. RU N. 18 del 7 maggio 2002, pag. 720 e 722).
2.6. In merito al rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004 N. 26 pag. 269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14 LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.
L'Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:
"
(...)
3.2 Der Gesetzgeber geht deswegen von einem überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12 Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13 Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998 geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept (Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die 12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten rechtens.
(...)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 3.2., pag. 270-271)
Contestualmente il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero:
"
(...)
Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa).
(...)"
(cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 1, pag. 270)
Cfr. pure STF C 25/07 del 22 novembre 2007.
2.7. Nella presente evenienza
il TCA è chiamato a stabilire se, nel periodo dal 2 dicembre 2006 al 1° dicembre 2008, corrispondente al termine quadro per il periodo di contribuzione (cfr. doc. 2; STF 8C_815/2007 del 25 febbraio 2008; STF C 315/2005 del 17 aprile 2006), l'assicurato è in grado di comprovare di avere svolto un'attività soggetta a obbligo contributivo durante almeno 12 mesi.
Dalle carte processuali si evince che il ricorrente ha lavorato dal 4 al 7 agosto 2007 per _ di _ _ (cfr. doc. 10), dal 20 agosto al 9 settembre 2007 per la _ di _ (cfr. doc. 9), dal 25 settembre al 30 novembre 2007 per la _ di _ (cfr. doc. 8), dal 1° dicembre 2007 al 28 febbraio 2008 per la _ di _ (cfr. doc. 7), dal 3 al 25 marzo 2008 per la _ di _ (cfr. doc. 6).
Inoltre l’insorgente, a partire dal 2 aprile 2008 ha svolto alcuni periodi di attività lavorativa alle dipendenze della _ _.
Più specificatamente, da un accertamento esperito da questa Corte (cfr. doc. V) è emerso che egli è stato attivo presso questa società dal 2 al 9 aprile 2008 quale addetto alla posa ponteggi per la _, dal 10 all’11 aprile 2008 quale operaio per la _, dal 24 aprile al 31 luglio 2008 quale aiuto montatore per la _ di _, il 25 agosto 2008 quale operaio per la _ di _, dal 27 al 28 agosto 2008 quale aiuto montatore per la _ _, dal 4 al 24 settembre 2008 quale operaio per la _ _ di _, il 24 ottobre 2008 quale operaio per la _ _ di _ e dal 6 al 7 novembre 2007 quale operaio per la _ di _ (cfr. doc. VI).
Contrariamente a quanto asserito dall’assicurato, per la prima volta nell’atto ricorsuale (cfr. doc. I), dalla documentazione agli atti non risulta che il medesimo, nel termine quadro di contribuzione
dal 2 dicembre 2006 al 1° dicembre 2008
, abbia lavorato anche in qualità di idraulico.
In effetti il ricorrente, presso la _ di _ _, indicata dallo stesso su esplicita domanda del TCA in riferimento a quanto asserito nell’impugnativa (cfr. doc. VIII, IX), è stato attivo nel mese di aprile 2009 (cfr. doc. 20) e non nel lasso di tempo in questione nel caso concreto.
Del resto l’insorgente nemmeno ha prodotto il relativo “Attestato di lavoro” come, invece, fatto in relazione ai periodi di attività lavorativa effettivamente svolti nel termine quadro di contribuzione
(cfr. doc. 4-10).
Sulla base degli elementi appena esposti questo Tribunale deve concludere che l’assicurato può far valere, nel lasso di tempo dal 2 dicembre 2006 al 1° dicembre 2008, un periodo di contribuzione di soli 11 mesi e 6 giorni (cfr. art. 11 cpv. 1 e 2 OADI).
L’insorgente non ha, pertanto, adempiuto il periodo minimo di contribuzione di 12 mesi ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LADI.
Il ricorrente nemmeno può essere esonerato dal compimento del periodo di contribuzione ex art. 14 LADI, in quanto, in casu, non entra in linea di conto alcuno motivo di esenzione.
Egli non ha, peraltro, preteso il contrario.
2.8. L’assicurato ha fatto valere di avere ricevuto da parte della Cassa indicazioni errate circa il suo diritto di beneficiare di indennità di disoccupazione a decorrere dal 2 dicembre 2008, in quanto i giorni di contribuzione erano corretti (cfr. doc. I, 24).
In effetti la Cassa ha riconosciuto di non avergli fornito esatte informazioni riguardo al suo diritto alle prestazioni assicurative.
A mente della parte resistente questo errore è da imputare alla documentazione trasmessale dall’_ di _ della _ (cfr. doc. A; III).
L’insorgente ha, di conseguenza, implicitamente richiamato l’applicazione dell’art. 9 Cost., ossia la tutela della sua buona fede.
Il diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., che consente al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi, è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti
1.
l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;
2.
l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
3.
l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;
4.
l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;
5.
la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.
(cfr. STF 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STFA del 25 ottobre 2005 nella causa B. e B., K 107/05 consid. 3.1.; STFA del 4 luglio 2005 nella causa M., C 270/04, consid.
3.3.1.; STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid.
2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol.
I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n°
509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).
La condizione secondo cui l'informazione errata deve avere indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione non reversibile senza pregiudizio in una sentenza C 344/00 del 6 settembre 2001 è stata così precisata:
"
(...) Bei der Prüfung des Kriteriums, ob Dispositionen getroffen
wurden, die nicht ohne Nachteil rückgängig gemacht werden können, ist zu berücksichtigen, dass die Auskunft für das Verhalten des Betroffenen ursächlich sein muss. Ein Kausalzusammenhang zwischen der behördlichen Auskunft und dem darauf folgenden Handeln der betroffenen Person ist gegeben, wenn angenommen werden kann, diese hätte sich ohne die Auskunft anders verhalten. Die Kausalität fehlt, wenn der Adressat bereits vor der Auskunftserteilung nicht wieder rückgängig zu machende Dispositionen getroffen hat, er sich auch ohne die Auskunft zu den gleichen Dispositionen entschlossen hätte, oder wenn ihm eine andere, günstigere Handlungsmöglichkeit gar nicht offen stand (Weber-Dürler, Vertrauensschutz im öffentlichen Recht, Basel 1983, S. 102 f.; dies., Falsche Auskünfte von Behörden, in: ZBl 1991 S. 16; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Nr. 75 B III Ziff. 3c/2 S. 242).“
Tale presupposto è stato riconosciuto dal Tribunale federale in una sentenza C 25/02 del 29 agosto 2002, relativa a una vertenza di restituzione di prestazioni erogate a un assicurato che aveva ceduto la propria attività - nella cui fase di progettazione aveva ricevuto dall’assicurazione contro la disoccupazione delle indennità giornaliere speciali - alla moglie, per la quale aveva continuato a lavorare. L’assicurato, sulla base delle informazioni che ha indicato di avere ricevuto da un collocatore prima dell’annuncio in disoccupazione, ossia che trasferendo la ditta alla moglie avrebbe avuto diritto alle indennità di disoccupazione, e dei successivi versamenti di tali prestazioni, ha rinunciato a liquidare la ditta individuale. Se avesse ricevuto la corretta informazione, egli avrebbe potuto interrompere definitivamente l’attività e beneficiare del prolungamento del termine quadro per l’eventuale versamento di altre indennità giornaliere ai sensi dell’art. 71d cpv. 2 LADI e 95e cpv. 2 OADI. La sua buona fede è stata quindi tutelata.
L’Alta Corte non ha, invece, considerato ossequiata questa condizione in una sentenza C 177/04 del 25 ottobre 2005. In quel caso l’assicurato aveva effettivamente ricevuto un’informazione erronea circa il momento in cui avrebbe dovuto richiedere le indennità speciali ai fini del promovimento di un’attività lucrativa indipendente ai sensi degli art. 71a segg. LADI. Tuttavia egli aveva avviato la propria attività già precedentemente alla disoccupazione. Anche nel caso in cui avesse inoltrato la domanda di indennità tempestivamente, egli non avrebbe quindi avuto in ogni caso diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione, siccome la fase di progettazione era già stata ultimata. L’assicurato, dunque, non ha subito alcun pregiudizio a seguito dell’errata informazione da parte dell’autorità.
Nella presente fattispecie
la condizione secondo cui
l'informazione
circa il diritto a indennità di disoccupazione dal 2 dicembre 2008
deve avere indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole
difetta.
Non si vede, infatti, in cosa possa essere consistito il comportamento pregiudizievole assunto dall’assicurato.
La conoscenza o meno del diritto a prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione per avere ossequiato il relativo periodo di contribuzione non ha effetti sul comportamento che l'assicurato deve adottare (cfr. SVR 1998 ALV Nr. 17).
Il periodo minimo di 12 mesi di contribuzione durante il termine quadro è adempiuto o non è adempiuto. Lo stesso non può mutare a seconda delle conseguenze prospettate (relativamente all’esistenza o meno dell’idoneità soggettiva al collocamento oppure dell’abilità lavorativa cfr. per analogia STFA 8C_988/2008 del 14 maggio 2009 consid. 4.2.2.; STCA 38.2007.30 del 26 luglio 2007 consid. 2.12.; STCA 38.2008.69 del 19 febbraio 2009 consid. 2.14.).
2.9. L’assicurato ha chiesto a questa Corte, segnatamente, di sentire quale teste, _, della Cassa CO 1 (cfr. doc. VII).
Considerato quanto rilevato in precedenza, ossia che sulla base della documentazione agli atti la questione relativa alla tutela o meno della buona fede del ricorrente è stata sufficientemente chiarita (cfr. consid. 2.8.), questo Tribunale ritiene che l’audizione postulata non potrebbe mettere in luce nuovi elementi ai fini del giudizio.
Di conseguenza la richiesta dell’insorgente concernente l’audizione di _ deve essere respinta.
A tale proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STF 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid. 5.3.; STFA U 416/04 del 16 febbraio 2006, consid. 3.2.; STFA H 411/01 del 5 marzo 2003; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
2.10. Alla luce di tutto quanto esposto, questa Corte deve concludere che a ragione la Cassa ha negato all'assicurato il diritto alle indennità di disoccupazione dal 2 dicembre 2008.
La decisione su opposizione del 29 aprile 2009 merita, pertanto, di essere, confermata.
2.11. L’assicurato, in corso di causa, ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria (cfr. doc. VII).
In realtà la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assicurazione contro la disoccupazione è per principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca; 61 cpv. 1 lett. a LPGA).
Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, in relazione con l’art. 69 LAI, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, ATSG Kommentar, Basilea, ad art. 61, n. 86, pag. 626).
I presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 88s; SVR 2004 no. 5 pag. 17 consid. 2.1; cfr. anche STFA 7 maggio 2007 nella causa B., I 134/06, consid. 5.1) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche art. 3 Legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria [in seguito: Lag]), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con riferimenti).
L’istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Non è determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).
Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
L’indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996 N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 3).
In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.
L’attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).
Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. In effetti prima di poter eventualmente richiedere l’assistenza giudiziaria dallo Stato, la persona interessata, nel limite dell’esigibile, deve di principio attingere alla propria sostanza (cfr. STF I 134/06 del 7 maggio 2007).
Secondo il TFA si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).
Generalmente dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G., inc. 31.1998.50).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).
2.12. Nel caso di specie l’assicurato vive con la moglie e il figlio di quest’ultima (cfr. doc. B1).
Il nucleo familiare è al beneficio di un assegno integrativo di fr. 546.-- al mese (cfr. doc. C3).
Per valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c).
Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). Il fabbisogno secondo i limiti Laps, il quale fa riferimento agli importi minimi indicati dalla LPC (cfr. art. 10 Laps), è più elevato dell'importo di base determinato sulla base della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità di vigilanza cantonale ed in vigore dal 1° gennaio 2001 (per una famiglia di due persone adulte e di un bambino di 8 anni a fr. 1’900.--, pari a fr. 22’800.-- annui) a cui va aggiunto un supplemento del 15-25%.
Inoltre nel calcolo dell’assegno integrativo secondo la Laps si considerano delle spese non previste per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.
Di conseguenza, in casu, dal fatto che il nucleo familiare dell’assicurato percepisca un assegno integrativo non si può concludere che egli sia indigente ai fini dell’assistenza giudiziaria.
Va, quindi, effettuato il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.
Il reddito dell’insorgente è costituito dallo stipendio netto della moglie di fr. 307.50 al mese (cfr. doc. B5), dall’assegno integrativo di fr. 546.-- al mese (cfr. doc. C3), dall’indennità di disoccupazione versata al ricorrente di fr. 2'668.-- (cfr. doc. B1; B7) e dagli alimenti per il figlio della consorte di circa fr. 900.-- al mese (cfr. doc. B3; dal 1° gennaio 2009 l’assegno per figli ammonta a fr. 200.--: art. 3 LAF/TI, art. 5 LAFam).
Con un reddito di fr. 4’421.-- il ricorrente deve far fronte a fr. 1’900.-- quale importo base mensile per sé e la sua famiglia, stabilito per il calcolo del minimo esistenziale LEF.
Tale importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° gennaio 2001).
Bisogna, poi, computare il canone di locazione di fr. 1’350.-- al mese (cfr. doc. B1).
Va, altresì, aggiunto il premio afferente all’assicurazione obbligatoria contro la malattie che per il 2009, tenuto conto dei relativi sussidi, ammonta a circa fr. 155.-- mensili (cfr. doc. B9, B10).
Si ottiene, quindi, un onere globale di fr. 3’405.--.
L'eccedenza mensile sarebbe, dunque, di fr. 1’016.-- (fr. 4’421.-- - 3’405.--), da cui vanno, però, ancora dedotte le imposte pari all'ammontare approssimativo di fr. 100.-- al mese.
Inoltre va tenuto conto del fatto che all’importo di base di fr. 1’900.--, determinato in riferimento alla Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, va aggiunto un supplemento del 15-25%, ossia di fr. 475.--/285.--, conformemente a quanto stabilito dal TFA nella sentenza U 102/04 del 20 settembre 2004.
L’insorgente presenta, comunque, anche considerando la somma di fr. 100.-- al mese afferente a una multa che deve versare alla Sezione esecuzione pene e misure (cfr. doc. B1), un’eccedenza mensile oscillante tra fr. 531.-- [fr. 4’421 – (fr. 3’405. + fr. 100.-- + fr.100.-- + fr. 285.--)] e fr. 341.-- [fr. 4’421 – (fr. 3’405. + fr. 100.-- + fr. 100.-- + fr. 475.--)].
In simili condizioni egli non può essere ritenuto indigente.
Al riguardo giova ricordare che nella sentenza U 102/04 del 20 settembre 2004, già citata, il TFA ha confermato il diniego del gratuito patrocinio deciso da questa Corte (STCA 35.03.53 del 1° marzo 2004), in quanto una famiglia composta dei due genitori e di 2 figli disponeva di un'eccedenza mensile oscillante tra fr. 175.50 e 415.50.
L’assicurato deve, conseguentemente, essere ritenuto in grado di far fronte alle spese legali.
Difettando uno dei requisiti cumulativi per concedere l'assistenza giudiziaria, la relativa istanza dev'essere respinta.