# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a9c9a0b9-fcf9-5246-a6fb-99b16e4622df
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. Grazie ad un credito di 82'500.- fr. stanziato dal consiglio comunale, il 9 novembre 1992 il municipio di _ ha indetto un concorso ad invito per l'elaborazione di proposte per la sistemazione urbanistica ed architettonica dell'area centrale del comune.
L'obbiettivo era quello di riqualificare gli spazi collettivi esistenti, realizzando in due tappe una nuova sede per l'amministrazione comunale, una nuova scuola materna per 2 sezioni (ampliabile a 4) ed un centro diurno per anziani con sala multiuso.
Il concorso, vinto dall'arch. _, non si è tradotto nel conferimento di un mandato di progettazione esecutiva.
B. A distanza di un decennio, il 17 marzo 2003 il municipio ha conferito all'arch. _ il mandato di progettare una nuova scuola d'infanzia a tre sezioni inserite in un unico edificio.
Con messaggio 7 ottobre 2003 ha in seguito chiesto al consiglio comunale di stanziare un credito di fr. 303'000.- per la progettazione di dettaglio dell'opera, sulla base di un progetto di massima che l'arch. _ aveva nel frattempo allestito.
La commissione dell'edilizia, a maggioranza, ha proposto di ridurre il credito a fr. 198'000.-, limitando il mandato all'elaborazione del progetto definitivo necessario al conseguimento del permesso di costruzione. Considerata l'imminenza delle elezioni comunali, la minoranza della commissione ne ha invece proposto il rinvio al municipio.
Respinta la proposta di rinvio al municipio, il 29 marzo 2004 il consiglio comunale ha stanziato con 21 voti favorevoli e 7 astenuti un credito di fr. 198'000.- per la progettazione di dettaglio di una nuova scuola d'infanzia a tre sezioni.
Contro questa deliberazione CO1 sono insorti davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento. I ricorrenti obiettavano in sostanza che il credito stanziato si fondava su un mandato diretto, che non poteva essere considerato come la continuazione del concorso indetto dieci anni prima.
C. Con giudizio 17 agosto 2004 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso, annullando la controversa deliberazione del legislativo comunale.
Respinte le eccezioni d'ordine, sollevate dai ricorrenti con riferimento al rispetto del termine di sette giorni, fissato dall'art. 71 LOC per il deposito dei rapporti commissionali, il Governo ha in sostanza ritenuto che il mandato diretto conferito all'arch. _ fosse illegittimo. Il concorso indetto nel 1993 non era un concorso di progetto, ma un concorso di idee. Il progetto sottoposto al consiglio comunale sarebbe inoltre completamente diverso dalle proposte elaborate nel 1993. La decisione del legislativo andrebbe pertanto annullata siccome fondata su una disattenzione della LCPubb.
D. Contro il predetto giudizio governativo il comune di Lamone insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo il ripristino della decisione annullata.
Contestate sommariamente le deduzioni del Consiglio di Stato, il ricorrente rileva che la riapertura di un'ulteriore procedura di concorso, aperta oltretutto a concorrenti esteri, produrrebbe spese evitabili.
E. All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. Ad identica conclusione pervengono i resistenti CO1, contestando succintamente le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi nei seguenti considerandi.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC. La legittimazione attiva del comune è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
2. Giusta gli art. 13 cpv. 1 lett. g e 42 cpv. 2 LOC, il consiglio comunale decide l'esecuzione delle opere pubbliche sulla base di preventivi e di progetti definitivi ed accorda i crediti necessari.
Ove l'allestimento dei preventivi e dei progetti definitivi comporta spese eccedenti le sue competenze, il municipio sollecita preliminarmente al legislativo comunale lo stanziamento di un credito di progettazione, destinato ad elaborare un progetto sufficientemente concreto, che gli permetta di pronunciarsi con la dovuta cognizione di causa sulla concessione dei crediti necessari alla progettazione definitiva, rispettivamente realizzazione dell'opera (RDAT 1989 n. 2).
Il legislativo comunale deve comunque limitarsi a stanziare i crediti di progettazione. Il conferimento dei relativi mandati è invece di competenza esclusiva del municipio.
3. 3.1. Con messaggio 7 ottobre 2003 (n.22/03), il municipio ha in concreto chiesto al consiglio comunale di stanziare un credito di
fr. 303'000.- per la progettazione di dettaglio della nuova scuola d'infanzia. La richiesta di credito è stata preceduta, nel marzo del 2003, dal conferimento all'arch. _ di un mandato diretto per progettare e dirigere i lavori di costruzione della nuova scuola, rispettivamente dall'esperimento di concorsi ad invito, volti ad assegnare i mandati per l'ingegneria civile, per l'ingegneria elettrotecnica e per l'ingegneria dei sanitari, del riscaldamento e della ventilazione (cfr. messaggio pag. 6). Delle decisioni di conferimento dei mandati suddetti è stata contestata - senza successo - unicamente quella con cui il municipio ha assegnato all'ing. _ i lavori d'ingegneria civile (cfr. STA 9.7.04 in re
F.-G.-P). La decisione 17 marzo 2003 con cui l'autorità comunale ha conferito in modo diretto all'arch. _ la progettazione definitiva non è invece mai stata contestata.
3.2. Con la decisione 29 marzo 2004, oggetto del presente giudizio, il legislativo comunale ha in sostanza concesso il credito di progettazione necessario, riducendolo nei limiti proposti dalla commissione edilizia, dei quali si è detto in narrativa.
Contrariamente a quanto ritiene il Consiglio di Stato, la deliberazione va esente da critiche, tanto dal profilo formale, quanto dal profilo sostanziale.
Il rapporto di maggioranza della commissione edilizia è stato depositato in cancelleria comunale il 22 marzo 2004. È stato quindi depositato presso la cancelleria comunale almeno sette giorni prima della seduta del legislativo, come prescritto dall'art. 71 cpv. 1 LOC.
Immune da violazioni del diritto appare la decisione in esame anche dal profilo sostanziale. Il fatto che il credito di progettazione, invece di precedere il conferimento del mandato, sia stato accordato soltanto
a posteriori
non è atto ad invalidare la decisione censurata. Né inficiano la legittimità del provvedimento in esame le modalità con cui il mandato è stato conferito. Ai fini del giudizio sulla legittimità della decisione censurata, non occorre stabilire se il mandato di progettazione, conferito in modo diretto dal municipio all'arch. _, possa essere considerato un atto consequenziale del concorso esperito nel 1993 o se invece integri gli estremi di una violazione della LCPubb. La questione è irrilevante, sia perché esula dalla sfera di competenze del consiglio comunale, sia perché la decisione 17 marzo 2003 con cui l'autorità comunale ha incaricato l'arch. _ di elaborare il progetto definitivo è cresciuta da tempo in giudicato formale e non può quindi essere rimessa in discussione nell'ambito di un ricorso proposto contro la decisione di stanziamento del necessario credito di progettazione.
4. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi accolto, annullando il giudizio governativo impugnato e ripristinando la controversa decisione del consiglio comunale.
La tassa di giustizia è posta a carico dei resistenti in solido secondo soccombenza.