# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0a3bc35e-e266-56fb-81b0-8295f77d9eec
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

L'avv. _ difensore di AC 8 che pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato, ineccepibile sino ai fatti in esame. Precisa di non contestare l’imputazione di complicità in infrazione alla LF sugli stupefacenti. Mette però in evidenza, ai fini della commisurazione della pena, che AC 8 non sapeva che si trattasse di un quantitativo di canapa così ingente, non sapeva che fosse canapa sequestrata dalla magistratura e tanto meno sapeva che fosse rubata. Sottolinea, inoltre, come AC 8 abbia pagato duramente la notorietà negativa derivatagli dal suo coinvolgimento nella vicenda. Conclude chiedendo una riduzione della pena proposta dal PP. Si oppone, infine, alla richiesta di PC, ritenuto come AC 8 non sapesse del furto. In via subordinata, chiede che le richieste di PC vengano rinviate al foro civile.
§
L’avv. _, difensore di AC 7
che pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato, ineccepibile sino ai fatti in esame. Chiede l’assoluzione dai capi d’imputazione d’infrazione alla LF sugli stupefacenti (3.1 AA) e di tentata sottrazione di cose requisite o sequestrate (5.1 AA) in quanto AC 7 ha saputo solo il giorno successivo al primo tentativo che si trattava di canapa sotto sequestro. Chiede il riconoscimento dell’attenuante del sincero pentimento. Conclude, infine, chiedendo che la pena da infliggere a AC 7 sia contenuta in 12 mesi di detenzione, da porre al beneficio della sospensione condizionale.
§
L’avv. _, difensore di AC 6, che pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato di cui sottolinea i problemi di salute sviluppati dopo i fatti in esame (disturbo post traumatico). Chiede l’assoluzione dalle imputazioni d’infrazione alla LF sugli stupefacenti (pt. 3.1 AA) e di tentata sottrazione di cose requisite o sequestrate (5.1 AA) in quanto AC 6, a quel momento, non sapeva ancora che si trattasse di canapa sotto sequestro. Stigmatizza, quindi, la superficialità dimostrata dagli inquirenti nel depositare la canapa in un deposito incostudito, rendendo così possibile la commissione del furto anche ad una “banda bassotti” quale quella composta dagli imputati. Conclude chiedendo una sensibile riduzione della pena detentiva richiesta dal PP. Non si oppone alla pena accessoria dell’espulsione. Postula, però, la concessione, per entrambe le pene, della sospensione condizionale. Chiede infine la restituzione degli effetti personali del suo patrocinato.
§
L’avv. _, difensore di AC 5,
che dichiara di non contestare i fatti così come esposti nell’atto di accusa. In diritto contesta le imputazioni di ripetuto tentato furto (pt. 1 e 2 AA) in quanto la canapa stupefacente, non essedo una cosa commerciabile e quindi non potendo rientrare nel patrimonio di alcuno, non può essere oggetto di furto. A sostegno di questa tesi cita le DTF 122 IV 179, 117 IV 139 e parte della dottrina svizzera riassunta in Recht 1997 p. 35. Invita, inoltre, la Corte a verificare se in atti vi è l’accertamento del carattere stupefacente della canapa sottratta. Contesta, poi, l’imputazione di tentata sottrazione di cose requisite o sequestrate (pt. 5 AA) in quanto, agli atti non essendoci gli ordini e i verbali di sequestro, non è possibile procedere al necessario accertamento della validità dei sequestri medesimi (Niggli/Wiprächtiger, Basler kommentar, p. 100, n. 13). Contesta, inoltre, l’imputazione di danneggiamento (pt. 7 AA) in quanto, non trattandosi di un danno considerevole (DTF 106 IV 24; 117 IV 437), l’azione penale non può essere intrapresa in assenza di una tempestiva querela del danneggiato.

## Considerations

Nell’ipotesi in cui non dovessero essere accolte le tesi in diritto su esposte, chiede che AC 5 venga assolto dalle imputazioni di cui ai pt. 3 e 5 dell’atto di accusa, in quanto egli è venuto a conoscenza che si trattava di canapa sotto sequestro, solo nel corso del terzo tentativo riuscito. Mette, poi, in evidenza, ai fini della commisurazione della pena, che AC 5 ha svolto un ruolo marginale e che, quindi, la sua è una correità di grado molto basso. Conclude, infine, chiedendo che la pena detentiva da infiggere a AC 5 venga contenuta in 18 mesi e che venga posta al beneficio della sospensione condizionale. Non si oppone all’espusione dal territorio svizzero. Si oppone per contro alle richieste di PC.
§
L’avv. _, difensore di AC 4, che pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Sottolinea come AC 4 non sapeva che si trattava di canapa. Per gli aspetti riguardanti il diritto, rinvia a quanto già esposto in precedenza dal collega _. Postula, inoltre, il riconoscimento dell’attenuante specifica dell’aver agito in stato di grave angustia. Conclude, infine, chiedendo che la pena da infliggere a AC 4 venga contenuta in 18 mesi da porre al beneficio della sospensione condizionale. Non si oppone all’espulsione dalla Svizzera. Per quanto riguarda le pretese di PC, ne chiede il rinvio al foro civile.
§
L’avv. _, difensore di AC 3, che pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Per gli aspetti giuridici rinvia a quanto già esposto in precedenza dal collega _. Chiede, inoltre, l’applicazione dell’art. 66bis CP e il riconoscimento della scemata responsabilità dovuto alla sua tossicodipendenza e al fatto di avere agito sotto gli effetti dello stupefacente e, infine, dell’attenuante specifica dell’aver agito in stato di grave angustia. Conclude chiedendo che la pena da infliggere a AC 3 venga contenuta in 18 mesi da porre al beneficio della sospensione condizionale. Non si oppone all’espulsione dalla Svizzera.
§
L’avv. _, difensore di AC 1, che mette in evidenza
il carattere dilettantesco e superficiale dell’organizzazione e dell’esecuzione del furto. Sottolinea come il ruolo di AC 1 sia stato del tutto secondario e marginale: il suo patrocinato non solo non conosceva i dettagli del colpo che gli altri volevano mettere a segno ma di tutto aveva solo un’idea molto vaga.
Per gli aspetti riguardanti il diritto, rinvia a quanto già esposto in precedenza dal collega _. In favore del suo patrocinato pone, poi, in risalto la sua incensuratezza, l’ottimo comportamento processuale nonché la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Conclude chiedendo che AC 1 venga condannato ad un massimo di 18 mesi di reclusione da porre al beneficio della sospensione condizione, non opponendosi a che il periodo di prova venga fissato in 5 anni.
§
L’avv. _, difensore di AC 2, che
pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Sottolinea come il ruolo assunto da AC 2 nell’organizzare ed eseguire il furto non sia comparabile a quello di AC 9, vera mente e capo, con _ , dell’operazione. Sostiene che AC 2 non ha fatto altro che attenersi agli ordini impartitigli da AC 9. Per quanto riguarda gli aspetti riguardanti il diritto, rinvia a quanto già esposto in precedenza dal collega _. Pone in rilievo la collaborazione prestata dal suo patrocinato agli inquirenti. Postula il riconoscimento dell’attenuante specifica della grave angustia. Rileva, infine, che la pena odierna che la Corte deciderà d’infliggere a AC 2 è una pena totalmente aggiuntiva a quella di 10 mesi di detenzione inflitta il 31.10.2003 dalle Assise correzionali di _ . Conclude chiedendo una forte riduzione della pena chiesta dal PP.
§
L’avv. _, difensore di AC 9, che pone in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Contesta che la canapa sottratta dalla polveriera di _ fosse canapa stupefacente poiché agli atti non vi è alcuna prova od indizio che possano far concludere nel senso che si trattava di canapa stupefacente. Inoltre, agli atti vi è un rapporto d’esecuzione della polizia (Al 78) da cui si può desumere che la canapa sottratta si trovava depositata alla polveriera da diversi anni (con conseguente deperimento della stessa e diminuzione del THC). Inoltre, la canapa non essendo stata repertata, non è possibile sapere il suo luogo di provenienza. Osserva ancora che pure AC 3 ha ammesso di avere caricato della canapa di cattiva qualità. Rileva che agli atti non risultano esserci né gli ordini di sequestro della canapa sottratta né i relativi verbali. Chiede, pertanto, l’assoluzione dai capi d’accusa relativi all’infrazione alla LF sugli stupefacenti e alla tentata e sottrazione di cose requisite e in sequestro. Per quanto attiene all’imputazione di danneggiamento rinvia a quanto già esposto dal collega _. I reati di tentato furto e furto rimangono ma con oggetto canapa non stupefacente. Sostiene infine che i due tentativi di furto sono assorbiti dal furto riuscito, ritenuto che i tre episodi si sono svolti con le stesse modalità e con il medesimo obiettivo. Lo stesso dicasi per i punti 3-4 e 5-6 dell’atto di accusa. Conclude chiedendo che la pena venga contenuta in 22 mesi di reclusione. Chiede, inoltre, che la pena d’espulsione dalla Svizzera sia contenuta in 5 anni. Si oppone inoltre alla richiesta di revoca della sospensione condizionale alla pena di 18 mesi di detenzione inflitti il 9.9.2002, in quanto non contemplata nella decisione di estradizione.
§
Il Procuratore pubblico, in replica, rileva come sia notorio che la canapa sequestrata in Ticino nelle operazioni indoor abbia sempre avuto un tenore di THC superiore allo 0,3%. Rileva, inoltre, che AC 3 ha dichiarato trattarsi di canapa stupefacente di buona qualità e di averne in parte venduta a suoi clienti (verb. AC 3 12.12.2003 p. 1). Precisa inoltre che sempre AC 3 ha dichiarato che la canapa di cattiva qualità è stata caricata unicamente sul terzo furgone. Sottolinea, poi, che la canapa sottratta si trovava depositata alla polveriera a partire dal marzo del 2003, momento in cui sono state consegnate le chiavi del deposito al MP. Precisa pure che la canapa depositata era repertata, etichettata secondo il luogo di provenienza (verb. AC 3 24.11.2003 p. 3; foto agli atti). In diritto si riconferma nelle sue conclusioni, precisando come ai sensi dell’art. 289 CP il giudice non sia obbligato a verificare, preliminarmente, il ben fondato delle decisioni di sequestro (Corboz, vol. II, ad art. 289 CP) e come ai sensi dell’art. 144 cpv 3 CP, già a partire da un danno di 10'000.- fr. si possa parlare di danno considerevole.
§
L’avv. _, a nome anche di tutti i suoi colleghi difensori, in duplica si riconferma nelle precedenti conclusioni.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti , i seguenti
quesiti:
A. AC 9
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.3.1. il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio dell'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.2. il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ la canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.3 Trattasi di reato impossibile ?
1.4. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.4.1. tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.4.2. sottratto, il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.2., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 1.2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90 ?
1.5.1 Trattasi di un danno inferiore ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa ?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena:
2.1. privativa della libertà ?
2.2. accessoria d'espulsione ?
3. Deve essere revocata la sospensione condizionale della pena di:
3.1 18 mesi di detenzione
3.2 3 anni d’espulsione
inflitta il 9.9.2002 dalle Assise correzionali di _ ?
B. AC 1
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.3.1. il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio dell'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.2. il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ l'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.3 Trattasi di reato impossibile ?
1.4. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.4.1. tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.4.2. sottratto, il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.2., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 1.2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90,
1.5.1 Trattasi di un danno inferiore ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà ?
C. AC 2
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.3.1. il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio dell'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.2. il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ l'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.3 Trattasi di reato impossibile ?
1.4. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.4.1. tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.4.2. sottratto, il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.2., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 1.2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90,
1.5.1 Trattasi di un danno inferiore ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Deve essergli riconosciuta l’attenuante dell’aver agito in stato di grave angustia ?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà ?
D. AC 3
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
1.3.1. il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio la canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.2. il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ la canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.3. il 26/27 ottobre 2003, unitamente a AC 5, trasportato da _ a _ , un imprecisato quantitativo ma almeno kg. 24,5 di canapa (marijuana), sostanza facente parte di quanto sottratto ad _ come al punto 2, sapendo che detto stupefacente era destinato alla vendita a terzi a scopo stupefacente?
1.3.4. nel periodo 2002 e fino al 24.11.2003, a _ ed altre imprecisate località del sotto_ :
1.3.4.1. venduto complessivamente 33 grammi di cocaina?
1.3.4.2. ceduto gratuitamente complessivamente 5 grammi di hascisc?
1.3.4.3. venduto complessivamente 25 grammi di hascisc?
1.3.4.4. ceduto gratuitamente complessivamente 20 grammi di cocaina?
1.3.4.5. venduto complessivamente circa 270 grammi di marijuana?
1.3.5 Trattasi, per le ipotesi con marijuana, di delitto impossibile ?
1.4. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.4.1. tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.4.2. sottratto, il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.2., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 1.2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90,
1.5.1 Trattasi di un danno inferiore ?
1.6 contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, nel corso dell’ultimo anno e fino al 24.11.2003, a _ ed altre località del sotto_ ,
1.6.1 consumato 180/200 grammi di cocaina e 0,5 grammi di hascisc, nonché un imprecisato quantitativo di marijuana ?
1.6.2 detenuto 40 grammi di cocaina, sostanza destinata al proprio consumo personale ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa ?
2. Deve essere applicato l’articolo 66 bis CP ?
3. Ha egli agito in stato di scemata responsabilità ?
4. Deve essergli riconosciuta l’attenuante dell’aver agito in stato di grave angustia ?
5. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena:
5.1. privativa della libertà?
5.2. accessoria d'espulsione?
E. AC 4
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.3.1. il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio dell'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.2. il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ l'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.3 Trattasi di reato impossibile ?
1.4. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.4.1. tentato di sottrarre il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.4.2. sottratto, il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.2., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 1.2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90,
1.5.1 Trattasi di un danno inferiore ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Deve essere riconosciuta l’attenuante dell’aver agito in stato di grave angustia ?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena:
3.1. privativa della libertà ?
3.2. accessoria d'espulsione ?
F. AC 5
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.3.1. il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.2. il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ la canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.3.3. il 26/27 ottobre 2003, unitamente a AC 3, trasportato da _ a _ dove venne depositata presso il domicilio di quest'ultimo, un imprecisato quantitativo ma almeno kg. 24,5 di canapa (marijuana), sostanza facente parte di quanto sottratto ad _ come al punto 2, sapendo che detto stupefacente era destinato alla vendita a terzi a scopo stupefacente?
1.3.4 Trattasi di reato impossibile ?
1.4. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
1.4.1. tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.4.2. sottratto, il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.2., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità?
1.5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 1.2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90,
1.5.1 Trattasi di un danno inferiore ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena:
2.1. privativa della libertà ?
2.2. accessoria d'espulsione ?
G. AC 6
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.2.1 Trattasi di reato impossibile ?
1.3. tentata sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., sostanza che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro dell'autorità
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena:
2.1. privativa della libertà?
2.2. accessoria d'espulsione?
H. AC 7
1. E' autore colpevole di:
1.1. ripetuto tentato furto
per avere, il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'660 ?
1.2. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1.1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente?
1.2.1 Trattasi di reato impossibile ?
1.3. sottrazione di cose requisite o sequestrate,
per avere, ad _ ed in altre località del Cantone,
tentato di sottrarre, il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, la canapa (marijuana) di cui al punto 1.1., che sapeva o doveva presumere essere sotto sequestro da parte dell'autorità,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Deve essere riconosciuta l’attenuante specifica del sincero pentimento ?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà ?
I. AC 8
1. E' autore colpevole di:
1.1. complicità in infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere senza essere autorizzato, nel corso del mese di ottobre 2003, intenzionalmente aiutato AC 2 e AC 9 nell'occultamento/deposito, in un tunnel sotterraneo in territorio di _ , di un imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) che sapeva o doveva presumere destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacenti, fornendo pure loro dei pannelli, poi montati all'entrata del tunnel, per nascondere lo stupefacente che sarebbe stato ivi depositato, agendo dietro promessa di un compenso in denaro
1.1.1 Trattasi di reato impossibile ?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa ?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena ?
L. PARTE CIVILE:
1. Deve essere accolta la pretesa della Parte civile PC 1?
M. CONFISCHE:
1. Deve essere ordinata la confisca, rispettivamente il sequestro conservativo, degli oggetti, dei valori patrimoniali e dello stupefacente elencati a pagina da 7 a 10 dell'atto d'accusa n. 56/2004 del 13 maggio 2004?
Ritenuto,
in fatto ed in diritto:
1.
vita degli imputati
1.1.
AC 9
Cittadino italiano, AC 9 nasce a _ nel _, in una famiglia di ceto modesto composta dai genitori e da sette figli.
Dopo le scuole elementari, impara il mestiere di macellaio (a _ , dove inizia come garzone) che esercita per diversi anni. Subito, dimostra spirito imprenditoriale e, ben presto, diventa proprietario di tre macellerie (a _).
AC 9 si sposa una prima volta nel 1969. Da questo matrimonio nasce, nel 1972, una figlia.
Così come emerge dalla sentenza 9.9.2002 della Corte delle Assise correzionali di _ e così come confermato al dibattimento, vivendo nei pressi della frontiera, AC 9 ha modo sin da ragazzo di familiarizzarsi ed inserirsi nel mondo del piccolo contrabbando (contrabbando che vedeva ancora gli spalloni attraversare il confine con le bricolle).
Scomparso questo tipo di contrabbando, AC 9 sa trovare il suo spazio anche in quello fatto di trasporti per mare di carichi di sigarette, poi smistati, su camion, nei diversi paesi europei. E lo spazio trovato da AC 9 in quest’attività si rivela confortevole al punto da farlo decidere ad abbandonare l’attività di macellaio, a vendere (nel 1978) le tre macellerie e ad occuparsi esclusivamente di contrabbando, attività con la quale – così come emerge dalla citata sentenza - “ha fatto in fretta un sacco di soldi” (Corr 9.9.2002 in re AC 9 consid B.3).
Coinvolto nel 1983, in Italia, nello "scandalo delle dogane" di Ponte _ , AC 9 viene condannato per reati connessi con il contrabbando a 9 anni e due mesi di carcere (la condanna diventa definitiva nel 1996).
Nel 1986 il primo matrimonio di AC 9 viene sciolto per divorzio.
Segue un secondo matrimonio.
All'inizio del 1990, dopo che qualcuno gli riferisce di un progettato sequestro a danno dei suoi figli, decide di lasciare l’Italia. Ottiene un permesso di soggiorno nel Canton _. Dopo neanche un anno, tuttavia, si trasferisce, con la seconda moglie e i due figli (nati nel 1988 e nel 1990), a _, dove affitta la "_ " a fr. 22'000.- al mese.
Come accertato dalla Corte delle assise correzionali nella citata sentenza e come confermato dall’imputato in aula, al suo arrivo in Svizzera, AC 9 è già molto facoltoso (dichiara di aver pagato per imposte fr. 350'000.- all'anno, importo determinato sulla base del tenore di vita).
Continua ad esserlo per tutti gli anni novanta, in cui seguita ad essere attivo nel contrabbando internazionale.
Nell'aprile del 2000 AC 9 si separa dalla moglie.
Questa – con i tre figli (nel 1996 è nata anche una bambina) – continua a vivere nella _ _ (nel frattempo acquistata da AC 9 ed intestata alla moglie). AC 9 va a vivere in un appartamento in via _ insieme a una giovane donna, _, cittadina lituana. Da questo rapporto nasce, nel 2001, un figlio. Un secondo deve vedere la luce nelle prossime settimane.
Alla presidente della Corte che lo giudica nel 2002, AC 9 dice che, dopo l'arresto di _ nel gennaio 1999, egli non si occupa più di contrabbando di sigarette. Tuttavia, non precisa la fonte del reddito di almeno 200.000.- fr annui che dice di avere avuto da lì in poi (in aula, allora, accenna a spese annue per fr. 200'000.- da cui egli stesso deduce di aver guadagnato almeno altrettanto), limitandosi a parlare di commissioni percepite con un carico di legname fatto venire dalla Russia.
In questo dibattimento, AC 9 ammette, invece, di avere continuato ad occuparsi di contrabbando di sigarette ma senza più la fortuna di un tempo al punto che le sue attuali condizioni finanziarie sarebbero assai precarie. Si sarebbe, in questi ultimi anni, arrabattato in piccoli affari, qua e là, la maggior parte dei quali si sarebbero risolti in evidenti fallimenti o sonore fregature e la sua situazione finanziaria si sarebbe a tal punto deteriorata da costringerlo a chiedere prestiti a diverse persone.
Circostanza, questa, che è confermata dalle dichiarazioni di AC 1, suo collaboratore negli ultimi due anni, che ha, fra l’altro, dichiarato di avere dato ad AC 9 una chiave di un garage “
dove metteva la sua macchina in modo che non fosse visto dai suoi creditori in giro”
(verb. AC 1 15.12.03 p. 3).
Il casellario svizzero di AC 9 riporta tre condanne: la prima del 19.2.1997 a 900.- fr. di multa per grave violazione delle norme della circolazione, la seconda del 9.5.2000 a una multa di fr. 900.- per infrazione aggravata alle norme della circolazione, commessa il 24.2.2000 nel Canton _ e la terza del 9.9.2002 a 18 mesi di detenzione (sospesi per 2 anni) e a 3 anni di espulsione dalla CH (sospesi per 2 anni) per titolo di ripetuta corruzione attiva, ripetuta istigazione alla violazione del segreto d’ufficio, ripetuta falsità in documenti, carente diligenza in operazioni finanziarie e violazione di domicilio (fatti commessi dal 21.9.1994 al 30.5.2000).
Il casellario italiano menziona diverse condanne, quasi tutte per contrabbando:
- una condanna del 5.4.1968 per contrabbando e evasione IGE, sanzionata con multa;
- una condanna del 25.3.1977 per emissione di assegni a vuoto pure sanzionata con multa;
- una condanna del 18.7.1980 per violazione alle leggi doganali, pure sanzionata con multa;
- una condanna del 17.4.1984 per detenzione illegale di armi e munizioni e detenzione abusiva di munizioni sanzionata con 6 mesi di reclusione e 2 di arresto;
- una condanna del 26.6.1991 per violazione alle norme della circolazione, sanzionata con 40 giorni di arresto più la multa;
- una condanna del 25.3.1992 (diventata irrevocabile il 1.2.1996) per violazione del T.U. delle leggi doganali, falsità materiale, associazione per delinquere, collusione, sanzionata con anni nove e mesi due di reclusione e la multa (è la condanna per il già citato "scandalo delle dogane" di _).
- una multa il 25.9.1996 di 300'000.- £ per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità art. 650 CP
Nel settembre 2002, alla Presidente della Corte, AC 9 dichiara che della condanna del 1992 gli restano da espiare (calcolando i condoni, il carcere preventivo sofferto, ecc.) tre anni, otto mesi e dieci giorni di reclusione e che, proprio per sottrarsi all'espiazione di questa pena residua, almeno dal 1996, egli non si reca né in Italia né nei paesi della UE, sia perché da quelli potrebbe essere estradato in Italia, sia perché egli ha in quasi tutti i paesi UE procedimenti penali pendenti per infrazioni commesse con la sua attività di contrabbandiere (cfr Corr 9.9.2002 in re AC 9 consid B.3).
1.2.
AC 2
Cittadino svizzero, AC 2 nasce _ a _ .
Dopo le scuole dell’obbligo, segue un’apprendistato di meccanico. Nonostante il conseguimento del certificato di capacità, AC 2 non esercita la professione appresa. Lavora, invece, per due anni nelle ferrovie. Poi si impiega presso le dogane svizzere dove rimane per ben 14 anni. In quest’ultimo ambito, svolge diverse funzioni, fra cui quella di controllo dei magazzini, al punto franco di _ –.
Nel 1980 sposa _.
Non potendo avere figli, i due coniugi scelgono la via dell’adozione: nel 1987 adottano un primo figlio, _ - un piccolo colombiano - e nel 1991 un secondo, _, nato il 5.5.1990.
Nel frattempo, forte dell’esperienza maturata in seno alle Dogane, AC 2, con un amico, rileva la _ SA di cui, poi, trasforma la ragione sociale in AC 2 SA. L’attività della ditta è all’inizio molto fiorente: a fine 1996 impiega 33 persone, ha 18 camion da 24 tonnellate e tre furgoni (oltre ad autovetture per il personale dirigente). Nel 1998, la AC 2 SA acquisisce la _ SA che è in difficoltà economiche e che ben presto fallisce e che, poi, trascina in cattive acque anche la AC 2 SA.
La situazione economica di AC 2 si deteriora in parallelo con il deteriorarsi della situazione delle sue società così che, il 13 aprile 2000, viene decretato il suo fallimento.
AC 2 non sembra più avere ripreso un’attività lavorativa, dopo il suo fallimento.
Va detto che AC 2 ammette di essersi in qualche modo dedicato al contrabbando, anche a quello di sigarette – “
ogni spedizioniere di _ ha fatto del contrabbando
” ha detto in aula – e sembra che quest’attività sia stata svolta in collaborazione con AC 9.
Prova di questa sua attività sono le tre settimane trascorse in un carcere polacco nel 1999 in relazione a contrabbando di sigarette e una condanna inflittagli da un tribunale olandese di cui AC 2 ha parlato in aula ma di cui non c’è traccia in atti.
Quel che è certo è che AC 2 ha subito, il 31 ottobre 2003, una condanna a 10 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni per titolo di appropriazione indebita, ricettazione e bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento (reati commessi in relazione all’attività della ditta di trasporti e di un’altra da lui costituita allo scopo di acquistare, vendere e costruire immobili). Va detto che, a quel processo, AC 2 si presenta pochi giorni dopo essere stato arrestato per i fatti di cui all’odierno dibattimento.
1.3. AC 1
AC 1, cittadino svizzero, nasce il _ a _.
Frequenta le scuole in parte a _, in parte a _ dove la famiglia si trasferisce e, in parte, in un collegio dei Grigioni dove rimane tre anni e dove ha modo di imparare il tedesco. Tornato a _ frequenta per due anni la scuola apprendisti di commercio, per poi intraprendere (senza mai terminarlo) un apprendistato presso la ditta di trasporti _ Sa di _ .
Nel 1963 si sposa ed adotta la figlia che sua moglie ha avuto da una precedente relazione. Nel 1966 nasce il primo figlio della coppia. Purtroppo, il piccolo muore nel 1967 a causa di una polmonite.
La relazione con la moglie rimane una costante nella vita di AC 1: nonostante una separazione giudiziaria, i due continuano a vivere insieme e sono, ancora oggi, molto uniti.
Dal 1967 al 1994 AC 1 lavora nell’ambito dei trasporti, alternando numerosi datori di lavoro (cfr. il suo curriculum vitae in atti).
Nel 1994 – in quel periodo lavora per la ditta _ Sa di _ - viene contattato da AC 9 che gli propone di fungere da prestanome nell’acquisto di una società nel _ (da utilizzare nell’ambito del contrabbando di sigarette) e da interprete nelle relazioni con la clientela tedesca.
È così che - come egli dice - AC 1 decide di mettersi “in proprio” in qualità di consulente di AC 9. In realtà, egli riceve da AC 9 uno “stipendio” di ca. 4'000.- fr. mensili cui si aggiunge il pagamento dell’affitto, dei premi per l’assicurazione malattia e per le altre assicurazioni sociali.
Nell’agosto del 1996 AC 9 mette fine a questa collaborazione.
AC 1 comincia, così, ad avere problemi finanziari.
Nel 1998, mette a disposizione di un suo ex compagno di scuola che vuole avviare un commercio import/export nel campo della telefonia mobile, la società del _ acquistata per AC 9. Quando l’attività con questa società diviene impossibile a causa di problemi doganali, AC 1 funge, ancora una volta, da prestanome per l’acquisto di un’altra società con sede nel _.
Questa disponibilità frutta a AC 1 dei regolari emolumenti mensili varianti tra i 3'000.- e i 5'000.- fr.
Verso la fine del 2002, l’amico di AC 1 abbandona l’attività a causa dell’insorgere di nuovi problemi di natura fiscale. Così cessano pure, definitivamente, le entrate di AC 1.
È a questo momento che ricompare in scena AC 9 che propone a AC 1 di collaborare con lui nell’ambito del contrabbando di sigarette.
AC 1 accetta. Gli affari, però, non funzionano. A malapena – dice AC 1 – se ne ricava il necessario per pagare le spese e per sopravvivere.
AC 1 – che è incensurato - conta esecuzioni in corso per 1'038.90 fr. e attestati carenza beni per 138'005.10 fr.
1.4. AC 6
Cittadino italiano, sposato e con un figlio di tre anni, AC 6 nasce il _ a _.
Lascia le scuole – frequentate a _ dove vive tuttora – dopo il conseguimento della licenza di scuola media inferiore.
Non si sa cosa abbia fatto dopo. Assente al dibattimento, lo scarno curriculum vitae da lui prodotto è silente sugli anni intercorrenti fra l’abbandono della scuola e l’inizio del servizio di leva che svolge a _, presso la scuola militare di paracadutismo negli anni 1991/1992.
Si sa che, in seguito, dall’agosto 1993 al gennaio 1994, lavora come netturbino per il Comune di _.
Nel 1994 inizia una non meglio precisata attività di imprenditore agricolo che sembra essere continuata sino al 2000.
Nel gennaio 2001 viene assunto, come orticoltore, dalla ditta _ Sa di _ (CH). Passa, poi, nel settembre dello stesso anno alle dipendenze della _ Sa di _ (CH), in qualità di autista magazziniere, impiego che mantiene fino al dicembre 2003.
Il quadro dell’attività lavorativa che emerge da quanto sopra va, tuttavia, completato aggiungendovi l’attività di contrabbando di sigarette. E’, infatti, emerso in aula che AC 6 è – o è stato – un fidato collaboratore di AC 9.
AC 6 risulta incensurato sia in Svizzera che in Italia.
1.5. AC 7
Cittadino rumeno, AC 7, nasce il _ a _.
Nel suo paese AC 7 frequenta le scuole dell’obbligo. Poi inizia un apprendistato presso una fabbrica di carta. Conclusa la formazione, lavora dal 1995 al 1997 presso una cartiera di _. Interrompe quest’attività per assolvere l’obbligo militare (presta servizio nella polizia militare negli anni 1997/98) e la riprende al termine del servizio di leva.
La lascia soltanto per venire in Svizzera, dopo avere sposato, l’11.11.2000, _, cittadina svizzera (originaria del canton _). Con lei vive a _
Dal 12 marzo 2001 lavora come selvicoltore per la _ SA di _.
AC 7 è incensurato.
Subito dopo avere parlato con gli inquirenti, AC 7 racconta alla moglie e al datore di lavoro quanto successogli. Entrambi – dice AC 7 in aula – “
lo sgridano
” ma gli rinnovano la loro fiducia. La moglie - che AC 7 definisce “
molto severa perché tedesca”
- rimanendogli accanto. Il datore di lavoro mantenendolo alle sue dipendenze.
Si riproduce qui – perché significativo della personalità dell’imputato – parte dell’attestato redatto dalla _ Sa e prodotto al dibattimento:
"dopo un breve tempo di ambientamento per via della lingua, si è subito adoperato nell’adempimento dei compiti affidatigli dimostrando volontà e capacità nell’esecuzione dei lavori. Ha sempre avuto un ottimo rapporto d’intesa con i nostri collaboratori, clienti e datori di lavoro, adoperandosi con anima e corpo nel raggiungimento degli obiettivi della ditta. Ha partecipato ad alcuni corsi di formazione per meglio operare nell’ambito lavorativo, conseguendo pure un certificato di capo cantiere per i lavori delle FFS con responsabilità nei confronti dei colleghi di lavoro.
Ci dispiace che sia potuto incappare in un giro malavitoso, comunque non sarà questo che potrà far cessare il nostro rapporto di lavoro, poiché abbiamo notato che abbia capito la lezione e si sta dimostrando partecipe ed interessato al buon andamento dell’azienda”
(doc. dib 11)
1.6. AC 3
Cittadino italiano, AC 3 nasce l’_ a _ in una famiglia modesta.
Ha un solo fratello, più grande di lui, che vive in _, dove ha un ristorante.
AC 3 lascia la scuola al termine della prima media per iniziare a lavorare come manovale.
In Sicilia, ha ben presto noie con la giustizia e conosce – dice lui – il carcere minorile per oltraggio a pubblico ufficiale.
A 18 anni si trasferisce, da solo, al Nord, a _, dove trova lavoro sempre come manovale. Lì conosce _ che sposa il 9 agosto 1991 e con la quale viene a vivere in Svizzera, a _ .
Anche in Svizzera, AC 3 lavora come manovale nell’edilizia.
Nel 2001 il matrimonio – dal quale non sono nati figli – viene sciolto per divorzio.
Dopo il divorzio, AC 3 si trasferisce a _ .
Da alcuni anni, AC 3 assume sostanze stupefacenti. In particolare, il consumo di cocaina diventa importante nei 3-4 anni precedenti l’arresto. In carcere, AC 3 riesce a disintossicarsi ed oggi egli non è più dipendente fisicamente dalla cocaina e non necessita di terapie sostitutive.
Nel suo casellario giudiziario svizzero si conta unicamente un precedente penale per titolo di ricettazione, infrazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, con condanna il 21.6.1999 a 90 giorni di detenzione e a 3 anni di espulsione dalla Svizzera, pene entrambe sospese condizionalmente per un periodo di prova di tre anni.
Per contro il casellario giudiziario italiano registra due condanne: la prima subita a 17 anni, il 20.12.1988, è una pena di 8 mesi di reclusione per ripetuta resistenza a un pubblico ufficiale, ripetuto oltraggio a un pubblico ufficiale e lesione personale e la seconda, del 16.5.1991, è una multa di 300'000.- £ per emissione di assegni a vuoto.
1.7. AC 5
Cittadino italiano, AC 5 nasce il _, ultimo di 5 fratelli, a _, in provincia di _ . Nel 1986 perde un fratello, deceduto in un incidente stradale. In seguito, nel 1990 (lui ha solo 12 anni) perde la madre. Da allora, i rapporti con la famiglia sono andati vieppiù degradandosi al punto da essere, attualmente, pressoché inesistenti.
Ottenuta la licenza di terza media, AC 5 lascia la scuola. Lavora per 3 mesi quale aiuto giardiniere presso la ditta _. Dopo alcuni mesi di inattività, nel 1994 trova lavoro quale operaio presso una ditta tessile di _. Rimane alle dipendenze della ditta fino alla sua chiusura nel 1999. In seguito, e sino al 2000, trova solo lavori saltuari come manovale nell’edilizia. Dal 2000 al 2001 lavora presso una ditta italiana operante nell’orticoltura. Nel 2002 inizia a lavorare presso la ditta di costruzioni _ a _, conseguendo uno stipendio mensile di 1'000.- euro.
AC 5 è incensurato in Svizzera.
Dall’estratto del casellario giudiziario italiano risulta, invece, una condanna del 13.7.2000 a 100'000 £ di multa per titolo di porto di armi.
E’ sposato con _.
1.8. AC 4
Cittadino italiano, AC 4 nasce il _ a _ in una famiglia modesta - il padre, operaio, la madre casalinga – primogenito di tre figli.
Terminate le scuole dell’obbligo – seguite ad _ - frequenta un corso d’informatica di 2 anni presso la scuola privata “_” a _ .
In seguito, inizia una formazione come operaio idraulico presso la ditta _. Svolge, poi, il servizio militare (dal 21.4.1990 al 4.4.1991) come artigliere/autista a _. Ritornato alla vita civile, decide di mettere a frutto l’esperienza conseguita con l’esercito e trasforma in patente civile la patente di guida per automezzi pesanti conseguita durante il servizio di leva. Acquista, poi, un furgone ed inizia a lavorare (come proprietario di un mezzo, ma per conto di terzi) per una casa di spedizioni. Smette quest’attività dopo 4 anni “
poiché non rende come speravo
” e lavora come autista per diverse ditte del _.
Nel settembre 2002 si sposa con _. Con lei vive a _.
Nel novembre 2003 inizia a lavorare per la _. Lì rimane fino al suo arresto.
AC 4 non ha alcun precedente penale.
1.9. AC 8
Cittadino svizzero, AC 8 nasce il _ a _ .
Dopo le scuole dell’obbligo, segue l’apprendistato di meccanico presso l’_. Terminata la formazione, lavora per 5 anni presso la ditta _ e poi, per quasi 20 anni, presso l’_ (elettronica industriale) di _ in qualità di controllore e, in seguito, responsabile di tutto il settore controllo di produzione meccanica, settore che si occupa del controllo della qualità e dei collaudi e che impiega, presso _, una quarantina di collaboratori.
Nel 1981 si mette in proprio nel settore degli impianti e macchine speciali per la produzione di elettrodomestici. Nell’ambito di quest’attività ha stretti contatti commerciali con la _ e la _.
Vive tuttora a _ con la moglie _, con cui è sposato dal 5 settembre1964.
E’ incensurato.
2. fatti di cui agli atti d’accusa
2.1.
Verso fine settembre 2003, casualmente, AC 9 incontra a _ _, che aveva conosciuto durante la sua carcerazione in Italia e con cui, in seguito, aveva collaborato nel contrabbando di sigarette (“
gli ho dato qualche furgone di merce da piazzare
” ha detto in aula).
Dopo i convenevoli d’uso fra persone che si rivedono dopo lungo tempo, _ chiede ad AC 9 se lui ha un posto dove nascondere un furgone d’erba (“
un furgone di canapa che lui chiamava letteralmente erba
” : verb. AC 9 24.7.04 pag 2).
AC 9 è stupito.
Si chiede e chiede al suo interlocutore come sia possibile che, dopo tutte le operazioni della magistratura e della polizia, ci sia ancora “
in giro di quella merce
” (verb. AC 9 24.7.04 pag 2).
Comunque, dà a _ il numero di un suo cellulare, dicendogli di chiamarlo dopo 3 o 4 giorni.
Nei giorni seguenti, AC 9 parla della cosa ad AC 6 e a AC 2 (che, come ha detto al dibattimento, frequenta regolarmente per “
affari di sigarette
”).
AC 6 nicchia. Il più entusiasta sembra essere AC 2 che propone, nel caso ci sia da guadagnare qualcosa, casa sua come nascondiglio (AC 2 era, all’epoca, proprietario di un grande appezzamento di terreno, in parte boschivo) ma AC 9 declina l’offerta.
Dopo una quindicina di giorni dall’incontro di _ , _ richiama AC 9. I due si incontrano al _ di _ e _ , dopo avere precisato che si tratta di canapa sequestrata e da rubare, dice che il trasporto della merce si sarebbe fatto con due motrici e uomini che avrebbe procurato lui.
AC 9 rientra a _ dove ritrova AC 2 (in quel periodo, assente l’ex-moglie, AC 9 e AC 2 si occupano del giardino di _ ) cui spiega – secondo la versione di AC 9 – che si tratta di canapa sequestrata e che ci sarebbe voluto un capannone “
capiente per un bilico da 70/80 metri cubi
” (verb. AC 9 24.7.2004 p. 3).
Per quel giorno – dice sempre AC 9 – il discorso finisce lì e i due si lasciano ripromettendosi di riflettere sulla cosa che sembra pericolosa:
"ci lasciammo dicendoci che bisognava pensarci bene prima di accettare e decidere, che non era una cosa del nostro ambiente (contrabbando), che la canapa puzza, che noi non avevamo il luogo dove metterla, che non sapevamo nemmeno se poi avremmo preso i soldi”
(verb. AC 9 24.7.2004 p. 3)
Un po’ diversa la versione di AC 2 secondo cui AC 9 gli dice che si tratta di spostare della canapa depositata in un magazzino del _, di proprietà di un tale fuggito in Spagna a causa del “
moltiplicarsi delle operazioni anticanapa della polizia
” (verb. AC 2 5.11.2003; 27.1.2004 pag 1).
Per il resto, le due versioni coincidono.
2.2.
Dopo un periodo di riflessione non eccessivamente lungo, i due decidono di accettare la proposta di _ . A quel momento, il loro compito è unicamente di trovare il nascondiglio. Di tutto il resto, si deve occupare _ con “
una squadra di italiani
”:
"A detta di AC 9 il nostro compito quindi era quello di procurare un magazzino e al massimo di aiutare a scaricare. Il resto lo avrebbe fatto una “squadra” di italiani”
(verb. AC 2 5.11.2003)
AC 2 pensa di rivolgersi ad AC 8, che conosce da alcuni anni.
Lo chiama il 6 ottobre 2003 (cfr verb. AC 2 21.1.2004 pag 2) e i tre – AC 2, AC 9 e AC 8 - si incontrano all’aeroporto di _ . Da lì, con la vettura di AC 8, vanno a mangiare in un grotto in val _ .
Su quel che si dice durante il pranzo, i tre danno versioni parzialmente discordanti sino al dibattimento dove, infine, AC 2 conferma la versione di AC 9 secondo cui, in quell’occasione, si arriva a parlare delle difficoltà finanziarie di AC 8 che ha bisogno, per far quadrare i conti, di circa 150.000.- fr. Da lì, la richiesta dei due a AC 8. Richiesta sintetizzabile nel classico
“se tu aiuti noi, noi aiutiamo te
” con la spiegazione successiva – rimasta il più possibile nel vago nella miglior tradizione criminale - secondo cui AC 8 avrebbe dovuto procurare un posto sicuro dove nascondere un furgone di canapa per al massimo un mese e che, in cambio, per lui ci sarebbe stato da guadagnare.
A AC 8, che da subito è consapevole che si tratta di canapa stupefacente proveniente “
da una delle tante coltivazioni del piano di _
”, non viene detto né che si tratta di canapa sequestrata dalla polizia né che si tratta di canapa rubata:
“Non gli spiegò né che si trattava di canapa sequestrata e né che si trattava di canapa rubata”
(verb. AC 9 24.7.2004 p. 3)
“Io chiesi a AC 2 se aveva trovato una partita sul piano di _ di quella che avevano coltivato i contadini sul piano e lui mi rispose: "sì sì" rimanendo comunque evasivo. Io ero convinto che si trattava di canapa che proveniva da una coltivazione del piano di _ . Non sapevo che si trattava di canapa sequestrata dalla Polizia.”
(verb. AC 8 18.2.2004 p. 1)
Su quanto AC 8 avrebbe potuto guadagnare nell’operazione i diretti interessati danno versioni discordanti.
AC 9 parla sempre (sia prima che durante il dibattimento) di 100.000.- euro:
“Mentre mangiavamo, su richiesta di AC 2, AC 8 disse che i soldi non giravano e che aveva bisogno di 150.000.- fr. per sistemare i suoi problemi. A questo punto, AC 2 disse che c’era un affare da fare e che il compenso sarebbe stato di 100.000.- euro. AC 8 fece un breve calcolo e disse che, essendo l’equivalente di circa 150.000.- fr., la somma gli poteva andar bene e chiese di che cosa si trattava”
(verb. AC 9 24.7.2004 p. 3; cfr., anche, verb. AC 9 14.4.04 p. 4 e 5)
AC 2 non è costante ma questa – ci venga consentita la licenza – è una sua costante.
Dapprima dice che, in un primo tempo, a AC 8, AC 9 si limita a dire che “
avrebbe potuto guadagnare senza tuttavia precisare l’importo
” (verb. AC 2 5.11.2003 p. 2). Poi dice che AC 9 promette 10.000.- fr. a AC 8 ma lo fa solo per dargli un “
menavia”
(verb. AC 2 21.1.2004 p. 2).
In aula, AC 2 - dopo avere ammesso di avere tentato, con alcune sue dichiarazioni, di “
proteggere l’amico
” (verb dib p. 19) - ribadisce che a AC 8 vengono promessi soltanto 10.000.- fr.
Dal canto suo, AC 8 sostiene, dapprima, che non è stato pattuito alcun compenso, arrivando fino a dire di avere messo a disposizione dei due il cunicolo soltanto per fare un favore a AC 2. In aula, dice di averlo fatto perché non ha saputo dire di no a AC 2. Poi, confrontato con l’incongruenza della sua tesi, ammette soltanto che la questione del suo compenso è stata liquidata con un “
a sa rangiüm pöö
” spiegando che quell’espressione vuol dire tutto e niente.
La Corte non ha ritenuto credibile la versione di un AC 8 che accetta il rischio di buttare alle ortiche tutta una vita vissuta onestamente soltanto dietro promessa di un vago “
sa rangiüm pöö”
.
Ben più credibile è stata ritenuta la versione di AC 9 e AC 8 secondo cui, dopo che i tre ebbero parlato delle difficoltà di AC 8 e dopo che queste difficoltà vennero quantificate, a AC 8 venne promesso – o, perlomeno, venne fatto comprendere (da lì, forse, il “
sa rangiüm pöö
”) – che, con la messa a disposizione del nascondiglio per la canapa, i suoi problemi (o almeno parte di essi) sarebbero stati risolti.
La Corte ha, perciò, ritenuto accertato che a AC 8 venne promesso un compenso in denaro.
Ritenuto che AC 2 ha ammesso di avere mentito per proteggere AC 8 (anche se ha limitato questa menzogna ad un’altra circostanza) e ritenuto, invece, che AC 9 ha mantenuto costante nel tempo la sua versione dei fatti, che questa appare del tutto disinteressata (ad esempio, AC 9 ha sempre dichiarato di non avere mai detto a AC 8 che si trattava di canapa rubata e in sequestro) e congruente con il resto del colloquio (su cui le versioni di AC 9 e AC 2, alla fine, sono risultate convergenti) e con l’importanza, per i due, di riuscire a trovare un nascondiglio (che era l’elemento determinante per la riuscita del piano e, quindi, valeva bene 100.000.- euro), la Corte ha ritenuto accertato che il compenso promesso a AC 8 si aggirava sui 100.000.- euro.
Va detto che, durante la fase predibattimentale, AC 2 ha affermato che fu AC 9 a condurre le trattative con AC 8 mentre sia quest’ultimo che il secondo hanno sempre dichiarato il contrario. In particolare, AC 9 ha anche precisato che fu AC 2 a parlare con AC 8 perché i due erano amici mentre lui “
non aveva la confidenza necessaria per arrivare a chiedergli un posto per occultare la canapa
” (verb. AC 9 13.4.04 p. 12).
La Corte ha ritenuto accertata la versione di AC 9 e AC 8: logica intrinseca della prima (cioè di quella di AC 9) e concordanza delle due versioni non lasciano dubbi su come, in realtà, si siano svolti i fatti.
Va, del resto, rilevato che, durante il confronto con AC 8, AC 2 ha in un certo modo ritrattato e dato una versione che si avvicina a quella dei due (“
per me AC 8 ha parlato con tutti e due. Eravamo lì assieme e io non sono mai andato dal AC 8 da solo. E' vero però che ho portato io AC 9 dal AC 8
”; verb. AC 8/AC 2 18.2.2004 p. 1 e 2)
2.3.
Finito il pranzo, AC 8 conduce i due a vedere due baracche in legno che sorgono su un terreno di sua proprietà, non lontano dalla diga della _ . Le baracche non convincono AC 9 e AC 2: sono troppo aperte e sono accessibili a troppe persone. Allora AC 8 mostra ai due un cunicolo sotterraneo, scavato poco lontano dalle baracche. Questo sembra perfetto per la bisogna:
“Finito di mangiare AC 8 ci ha portato a vedere delle baracche in legno site sopra alla diga della _ . Dopo averle viste dissi a AC 8 che non andavano bene poiché erano troppo aperte e anche perché le chiavi erano in possesso anche di alcune persone che hanno lì dei depositi di merce. Pertanto, AC 8 ci mostrò un tunnel sotterraneo che si trova nei pressi delle baracche. Lo abbiamo visto e lo abbiamo ritenuto idoneo allo scopo. AC 8 ci mostrò dove erano le luci, dove erano le chiavi della baracca, da dove si accendevano le luci”
(verb. AC 9 24.7.2004 p. 4; AC 2 5.11.2003 p. 2 e 3)
2.4.
Al rientro dal sopralluogo, AC 9 telefona a _ per dirgli di avere trovato il luogo adatto. Al telefono, resta sulle generalità. Per definire i dettagli, combina un incontro a _ per il lunedì successivo, il 13 ottobre 2003.
Visto l’assenso di massima dato da _ ad AC 9 sul nascondiglio proposto, AC 2 telefona a AC 8 per confermare la cosa e fissa un incontro per il sabato 11 ottobre per un nuovo sopralluogo. Con AC 9, vuole verificare meglio i diversi allacciamenti e nascondere l’entrata del tunnel:
“Uno o due giorni dopo, incontrandomi nuovamente con AC 9, lo stesso mi diceva che aveva comunicato “all’italiano” il luogo del magazzino.
Per tale ragione ho chiamato AC 8 al telefono sul natel confermandogli che andava tutto bene, intendevo chiaramente il posto che ci aveva mostrato.
Se ben ricordo un sabato mattina, probabilmente sabato 11 ottobre, io ed AC 9 con la sua Mercedes, ci siamo recati di nuovo al tunnel. Sul posto, come ci eravamo accordati in precedenza, vi era AC 8 da solo.
Io e AC 9, per nascondere l'interno del tunnel, abbiamo montato dei pannelli di legno al cancello del tunnel. I pannelli sono stati portati da AC 8 che li ha presi dal piccolo capannone adiacente al tunnel. “
(verb. AC 2 5.11.2003 p. 3)
“La settimana successiva, a metà settimana, AC 1 mi contattava nuovamente chiedendomi di mostrargli nuovamente il tunnel e se potevo fargli vedere anche dove si trovava l’allacciamento elettrico di illuminazione provvisorio. Io acconsentivo ed infatti, nel pomeriggio, io, AC 1 ed il suo amico abbiamo raggiunto di nuovo il luogo dove è situato il tunnel. Loro mi dissero che erano intenzionati ad affittarlo e quindi volevano sapere dove si trovavano la chiave per l’allacciamento della luce ed inoltre manifestavano la volontà di chiudere il cunicolo con una tenda per proteggere la canapa da eventuali ladri.”
(verb. AC 8 30.10.03 p. 7)
.
2.5.
Per l’incontro di lunedì 13 ottobre con _ , AC 9 e AC 2 chiedono a AC 1 – che, in aula, si è definito, “
il tuttofare di AC 9
” affermando, peraltro, di essergli legato da sentimenti di ammirazione e di riconoscenza (negli ultimi due anni, se aveva potuto racimolare qualcosa era grazie ad AC 9) - di poter usufruire del piccolo monolocale adibito ad ufficio che questi ha in uso in via _.
A AC 1 chiedono di allontanarsi: i due non vogliono che lui veda _ .
A AC 1 spiegano che _ è un uomo pericoloso. In realtà – come ammesso al dibattimento – i due vogliono che AC 1 (che, per caratteristiche personali - e, in seguito, anche per l’esposizione maggiore al rischio di essere scoperto visto che è lui che firmerà i contratti di noleggio dei furgoni – è l’anello debole della catena) sappia il meno possibile.
In aula, AC 9 dice che
“era nella logica delle cose”
che AC 1 non conoscesse i dettagli del piano né, nella misura del possibile, i nomi dei partecipanti. E, a questo proposito, AC 9 ha avuto un moto d’orgoglio (che vorremmo definire “professionale”) affermando che lui non ha rivelato a nessuno i nomi dei partecipanti, limitandosi – come d’uso anche nel contrabbando – a presentare i diversi personaggi con dei soprannomi.
Secondo AC 9, AC 1 non lascia l’appartamento ma si limita a nascondersi nella toilette (verb. AC 9 24.7.2004 p. 4).
Secondo AC 1, invece, lui effettivamente lascia l’ufficio e se ne torna a casa (AC 1 7.11.03 p. 2).
AC 2 non è chiaro. Conferma, dapprima, genericamente la versione di AC 1. Poi dice di non ricordare bene.
Poco male. Quel che è certo è che AC 1 non ha partecipato a questo primo incontro, proprio perché i due, AC 9 e AC 2, volevano dirgli il meno possibile.
Uscito AC 1, _ arriva in ufficio.
AC 9 lo presenta a AC 2 – che lo vede per la prima volta e che poi lo indicherà sempre soltanto come “
brasc
” o come “
l’uomo dal cappello
” – dicendogli che si tratta di quello che ha l’informazione:
“mi presentava l'uomo del cappello come la persona che aveva l'informazione in merito alla canapa vale a dire che sapeva lui dove fosse e chi ne fosse il proprietario.”
(verb. AC 2 21.1.2004 p. 2)
Durante quel primo colloquio a tre, si decide di tentare il colpo di sabato, poiché, durante il week-end, la polizia è sufficientemente impegnata in controlli di routine e, quindi, “
vi sono meno rischi
” (verb. dib. p. 5). Poi AC 9 e AC 2 illustrano a _ i dettagli del nascondiglio e _ dice ai due dove si trova la canapa (verb. dib. p. 6).
AC 2 sostiene che _ , in quell’occasione, dice ancora che si tratta di canapa appartenente ad uno fuggito in Spagna per paura della polizia.
Diversa è la versione di AC 9 secondo cui _ spiega ai due ”
che bisognava andare a una rotonda vicino a _ , dove c’è la strada che va verso il _, girare a destra e continuare sino alla sbarra, poi più avanti vi era il deposito
” (verb. AC 9 13.4.04 p. 10). Questa spiegazione permette a AC 2 di individuare il posto come un deposito militare che lui ha avuto modo di frequentare durante il servizio militare.
In aula, AC 2 ammette di essere stato alla Polveriera una volta durante un corso di ripetizione (egli è stato, per 8 anni, sergente maggiore, responsabile delle munizioni di un battaglione; verb. dib. p. 14)
Sempre secondo AC 9, a quel colloquio segue un sopralluogo.
AC 2 dice di non ricordare quel dettaglio.
La Corte – viste le numerose dimostrazioni date da AC 2 sulla sua capacità di dimenticare particolari che potrebbero aggravare la sua colpa o quella di altri di cui lui si ritiene, in qualche modo responsabile – ha ritenuto più credibile la versione di AC 9.
Va detto, a questo proposito, che AC 9 ha dato dei fatti – di tutti i fatti – una versione che – a differenza di quella degli altri imputati – è rimasta costante nel tempo. Inoltre, egli ha dato dei fatti una versione senza fronzoli e senza teatralità. Ha detto di sé e degli altri, sfumando. Egli ha riferito di responsabilità prima di tutto sue. Poi ha detto anche di responsabilità altrui, ma precisando la dove bisognava precisare quando qualcuno (come, ad esempio, AC 8 e AC 1) sapeva dei fatti soltanto una parte. Egli non è mai parso alla Corte vendicativo. Né mai egli ha cercato di attribuire ad altri fatti o responsabilità per scaricarsene. Egli ha, inoltre, dato di quanto successo una versione che è apparsa in sé molto logica e dotata di coerenza interna. Infine – se si eccettuano le discordanze sui dettagli, come questo del sopralluogo con _ , attribuibili a tentativi di correi di liberarsi delle rispettive responsabilità scaricandole, in genere, su di lui – la sua versione trova riscontro in quella degli altri e da essa – da quella dell’uno o dell’altro a dipendenza dei casi – viene confermata.
Dunque – e questo vale come considerazione generale – la Corte ha ritenuto credibile la versione dei fatti data da AC 9, anche laddove essa è in contrasto con quella di altri.
Dunque, al colloquio a _ , segue un sopralluogo ad _ (“
con lui e _ andammo poi a fare un sopralluogo sino alla sbarra dove scesero dalla mia auto e andarono sino al deposito a piedi”
: verb.
AC 9 13.4.04 p. 10) e in _ (verb. AC 9 24.7.04 p. 6).
Sempre quel lunedì – e su questo punto le versioni dei due sembrano aver trovato una coincidenza in aula - _ spiega che il colpo è previsto per le notti tra sabato e domenica o tra domenica e lunedì:
“_ che aveva in mano l’organizzazione dell’operazione ci disse che ci avrebbe chiamati nei giorni successivi e che il colpo sarebbe dovuto avvenire nelle notti tra sabato e domenica o tra domenica e lunedì”
(verb. AC 9 24.7.2004 p. 4)
.
2.6.
Sino a quel momento, va considerato – sulla base di quanto in atti – che l’organizzazione vera e propria del colpo è ancora in mano a _ .
Le cose cambiano, però, quando l’uomo dal cappello fa sapere ad AC 9 che “
quello delle motrici”
non ci sta più (verb. AC 9 24.7.04 p. 5).
A questo punto, AC 9 e AC 2 prendono in mano la situazione e pensano ad un piano alternativo.
Dapprima si preoccupano del trasporto della merce ed in questa parte di programmazione i due coinvolgono AC 1.
I tre – come è risultato chiaro in aula – discutono su come reperire un mezzo di trasporto adatto. AC 2 non ha idee, prende tempo. AC 1 salva la situazione dicendo che “
nella peggiore delle ipotesi
”, lui avrebbe potuto noleggiarli:
"Per questo chiedeva se conoscessimo qualcuno che poteva procurare dei furgoni o delle motrici. Io risposi che avrei provato. AC 1 aggiunse che nel peggiore dei casi avrebbe potuto noleggiarli”
(verb. AC 2 21.1.2004 p. 2 e 3)
Ad AC 9 il noleggio dei furgoni non sembra la soluzione ottimale e fa presente i rischi della cosa ai due amici:
“Io gli dico ma sapete cosa state facendo: noleggiare tre furgoni a nome vostro, e se le cose non vanno bene ... AC 2 e AC 1 dissero che non c’erano problemi e sul fatto che io dissi che con tre furgoni non si poteva fare un gran che, AC 2 disse che al massimo si sarebbero fatti due viaggi. AC 1, ingolosito dal compenso promesso, e cioè facendo riferimento a 100/150.000 euro, disse testualmente “...io lo faccio” cioè nel senso che si assumeva il rischio di noleggiare a suo nome i furgoni e che la sera del colpo sarebbe andato a dormire in Italia. Io ho fatto presente ad entrambi che, se andavo in galera per colpa loro e meglio a seguito di questa loro idea, io li ammazzavo tutti e due. Ricordo che AC 1 , incrociando le dita e baciando gli incroci, disse che il mio nome non sarebbe mai uscito”
(verb. AC 9 24.7.04 p. 5
)
Ma, poi, alla fine, i tre convengono di fare quanto suggerito da AC 1.
Si decide, così, di far capo, per il trasporto della canapa a furgoni noleggiati e si fanno i calcoli per determinare il loro numero e le loro caratteristiche in funzione del quantitativo di merce che si pensa di trovare nel magazzino:
“Eravamo in un ufficio, più piccolo di quello della PP, in un locale di ca. 20 mq e si è parlato espressamente di canapa. Abbiamo fatto anche il calcolo di quanti camion c'erano bisogno per avere 40 mc di spazio. Eravamo tutti e 3 lì. Era AC 9 che ha parlato della canapa, della grandezza dei furgoni e che ci dava istruzioni. Io ho fatto i calcoli dopo che AC 9 aveva indicato, alla presenza sia mia che di AC 1, che erano necessario un volume di 40 mc e dopo che AC 1 aveva telefonato al _ per noleggiare i furgoni.”
(verb. AC 1/AC 2 26.1.04 p. 6; cfr. anche verb. AC 2 21.1.2004 p. 2 e 3).
A questo proposito, va precisato che il tentativo di AC 1 e AC 2 di far credere che, in tutta la faccenda, loro si limitassero ad eseguire gli ordini dati da AC 9 è naufragato miseramente in aula dove è emerso con chiarezza che tutto veniva deciso in discussioni a tre.
A volte erano AC 9, AC 2 e _ a discutere.
A volte – in meno occasioni – erano AC 9, AC 2 e AC 1.
Che AC 9 fosse, in queste discussioni, il più ascoltato, è certamente vero. Ma ciò non toglie nulla al fatto che le decisioni che hanno governato l’agire della banda trovavano la loro origine in discussioni più o meno collegiali così come nulla toglie al fatto che non sono emerse circostanze che permettano di attribuire al solo AC 9 il ruolo di organizzatore. Anzi, è stato accertato che è capitato che AC 9 – un po’ perché si muoveva in un terreno non suo, un po’ perché pressato dalla necessità - ha aderito ad idee che nascevano così, senza una vera e propria riflessione e della cui inadeguatezza o pericolosità egli era consapevole.
Al Procuratore pubblico AC 9 ha detto che “
di fatto le cose si sono un po’ trascinate e un po’ improvvisate man mano che passavano i giorni “
(verb. AC 9 2.7.04 p. 2).
Piano amatoriale, dunque. Anche perché messo insieme alla bell’e meglio, con l’andare del tempo.
In aula, AC 9 ha detto di non riuscire a capire come mai egli abbia potuto fare quel che ha fatto. Non tanto – o non solo – perché l’illegalità della cosa avrebbe dovuto trattenerlo, ma piuttosto perché cosciente dell’amatorialità del piano, di cui, un po’, si vergognava.
“Dovevo avere il cervello in letargo e avevo bisogno di soldi”
ha detto a sua giustificazione.
Dunque, AC 9 organizzatore, sì. Ma non da solo, visto che il piano è stato pensato e concertato, oltre che da AC 9 e _ , anche da AC 2 e, pur se con un coinvolgimento minore (di cui parleremo in seguito), da AC 1.
2.7.
Secondo le dichiarazioni di AC 9, le modalità di ripartizione del bottino (o, meglio, del ricavato della vendita della canapa) sono state discusse tra lui, _ e AC 2 prima del primo tentativo e definite nel senso che il 50% del ricavato della vendita della canapa era destinato a “
quelli che conosceva solo _
” (cioè, quelli che avevano l’informazione), il 25% a _ e il rimanente a lui e a AC 2 che lo avrebbero diviso a metà (verb. AC 9 28.7.04 p. 3 e 7). A AC 1 sarebbero andati 100.000.- euro che avrebbero dovuto essere dedotti dalla parte che sarebbe toccata a lui e a AC 2 (verb. AC 9 13.4.04 p. 10 e 13). Il fabbro e _ sarebbero stati pagati da _ (verb. AC 9 24.7.04 p. 13). AC 8 sarebbe stato pagato con i primi soldi ricavati dalla vendita della canapa (verb. AC 9 13.4.04 p. 12).
Diversa è la versione di AC 2 e AC 1.
In sede predibattimentale, AC 2 sostiene sempre che a loro due AC 9 promette un compenso di 100.000.- euro a testa (verb. AC 2 21.1.2004 p. 2, versione in seguito confermata). In aula, ammette, invece, che, certamente, AC 9 gli avrebbe dato “
qualcosa della parte che sarebbe toccata a lui .... perché AC 9 è una persona generosa che, quando guadagna, fa guadagnare tutti
” (verb. dib. p. 5).
AC 1, invece, dà diverse versioni.
Dapprima, quando ancora non ha confessato i tentativi, afferma che AC 9 gli dice che avrebbe “
potuto guadagnare bene senza precisare l’importo
” (verb. AC 1 4.11.2003 p. 3).
Poi, il 15.12.2003 parla di una promessa di 50.000.- Euro fattagli da AC 9, promessa che provoca il suo stupore e, poi, di una successiva promessa di 100.000.- fattagli la sera del furto da AC 2, per calmarlo durante un litigio (verb. AC 1 15.12.2003 p. 5; cfr., anche, verb. 26.1.2004 p. 3 e 4; verb. AC 1 26.1.04 p. 3).
Infine, in aula, AC 1 dichiara che è AC 9 a promettergli prima 50.000.- euro e poi 100.000.- euro, senza riuscire, però, a situare nel tempo i due episodi (verb. dib. p. 5)
La Corte non ha ritenuto attendibile AC 2. O meglio, ha interpretato la rettifica da lui fatta al dibattimento come una conferma – pur se timida - della versione di AC 9.
AC 1 non è apparso, su questo punto, maggiormente credibile di AC 2. Troppa confusione. Troppe modifiche di cifre che si susseguono nel tempo.
Così la questione della ripartizione del bottino e dei compensi è stata ritenuta accertata nei termini indicati da AC 9.
E’, poi, risultato accertato – in base alle risultanze pre-dibattimentali confermate in aula da tutti gli imputati – che il valore stimato del bottino era considerevole e ammontava in ogni caso ad almeno 4/5.000.000.- di fr. Gli imputati, infatti, si aspettavano di trovare, in ogni caso, almeno 1.500 kg di canapa (portata dei furgoni noleggiati) che avrebbero potuto vendere, all’ingrosso, per almeno 3000/3500.- fr. al kg:
“Quando abbiamo parlato con _ dei rispettivi compensi, ci immaginavamo che il quantitativo di canapa fosse molto importante a seguito di quello che avevamo letto sui giornali che parlavano di sequestri di canapa per 40 quintali. Con ciò voglio dire che ci aspettavamo un grande quantitativo per fare un guadagno enorme e che anche il nostro (mio e di AC 2) 25% era per me un risultato molto importante vista la situazione finanziaria in cui ero.”
(verb. AC 9 28.7.04 p. 7)
2.8.
Risolto il tema del trasporto della merce da rubare, occorre affrontare quello degli uomini necessari.
E’ AC 9 che si occupa di questo aspetto, contattando _ - rimasto latitante – e AC 6, due uomini cui, in passato, ha fatto capo per il contrabbando di sigarette. Racconta loro del colpo e chiede loro di ingaggiare
“dei ragazzi che si prestano”
(AC 9 al dib.):
“io domandai ad AC 6 e _ se avevano qualcuno per fare questo lavoro. A tutti e due avevo detto la verità, cioè che si trattava di andare a smontare un deposito di canapa sequestrata dall’autorità.”
(verb. AC 9 24.7.04 p. 6)
Con AC 6, AC 9 concorda un pagamento complessivo di 50.000.- euro.
A _ – rimasto latitante – AC 9 promette quale compenso una cinquantina di kg di canapa. _ sceglie questo pagamento in natura, una volta saputo che il pagamento in danaro avrebbe comportato una certa attesa (si doveva, prima, vendere la canapa).
Delle cifre concordate con i due, AC 9 parla a AC 2 e _ che non sollevano obiezioni:
“Era un accordo già preso sin dall’inizio, quando avevo parlato la prima volta con _ ancor prima del primo tentativo. Avendogli detto io che non c’erano subito soldi a disposizione, _ mi aveva detto che accettava di prendere un quantitativo di canapa. Si parlava di ca. 50 kg.
Io avevo poi riferito a _ e AC 2 che avevano accettato l’accordo preso con _ in merito al pagamento che sarebbe avvenuto in canapa.
...omissis...
Per quanto concerne il compenso di AC 6, devo dire che avevo discusso con lui di un compenso di 50.000.- euro, da corrispondergli trascorso qualche giorno. In questo importo doveva essere compreso anche la remunerazione degli uomini da lui ingaggiati. ”
(verb. AC 9 13.4.04 p. 9 e 10; cfr., anche verb. 24.7.04 p. 6; verb. 28.7.04 p. 7)
Per completezza di cronaca, occorre precisare che AC 6 dice che AC 9 gli promette soltanto 20.000.- euro (verb. AC 6 11.12.2004 p. 2). Si tratta di una versione che la Corte non ha ritenuto attendibile. Non soltanto in forza della generale credibilità di AC 9 di cui già s’è detto. Ma perché la cifra indicata da AC 6 non regge anche soltanto se confrontata con la dichiarazione di AC 7 – uno degli uomini da lui ingaggiati e che da lui avrebbe dovuto essere pagato – secondo cui AC 6 gli aveva promesso un guadagno minimo di 20.000.- fr.
2.9.
Subito AC 6 e _ si dan da fare per trovare i “
ragazzi che si prestano”
così come chiesto loro da AC 9.
_ trova e coinvolge nell’operazione AC 3 – che AC 9 chiama
“_”
(verb. AC 9 24.7.04 p. 6) - AC 4 e AC 5.
Il compito principale di AC 3 – cui vengono offerti, quale compenso 20.000.- euro – è di selezionare la canapa e scegliere quella “buona” da caricare sui furgoni.
AC 5 – che non ha nemmeno la patente – deve soltanto aiutare a caricare e per questo lavoro gli vengono offerti 500.- euro.
A AC 4 – ingaggiato soprattutto per guidare i furgoni – _ offre, dapprima, 2.000 euro. Vedendolo titubante (è lo stesso AC 4 a dirlo), _ aumenta l’offerta sino a 4/5000.- euro:
"Roberto, mi disse che bisognava fare un lavoro e che bisognava selezionare la canapa in quanto io sono competente in materia.
Il mio compito era quello di scegliere la canapa e di caricarla sui furgoni. Il mio compenso sarebbe stato di Euro 20'000.-- che sarebbe stato pagato 2 o 3 giorni dopo il colpo. Questa persona mi disse che c'era 200/300 kg di canapa e dei medicinali di molto valore sequestrati. Aggiunse che non c'erano sistemi di allarme. Mi disse che io dovevo unicamente caricare questa canapa sui furgoni in quanto le porte dovevano già essere aperte.“
(verb. AC 3 12.12.03 p. 1; cfr., anche, verb. 2.1.04 p. 6).
“Il mio coinvolgimento in questa storia è iniziato la prima metà di ottobre 2003 quando sono stato contattato da _ che conosco da qualche anno e con il quale ho un legame di amicizia. _, conoscendomi sa che ho problemi finanziari nel senso che fatico ad arrivare a fine mese.
Sapendo di questi problemi mi ha proposto di fare un "lavoretto". Il mio compito era quello di guidare un furgone da _ ad un'altra località dove c'è una diga.
Mi è stato detto dalla Polizia che si tratta della Valle _ .
Daniele mi disse che il mio compenso sarebbe stato di 2'000 Euro ma poi vista la mia titubanza, ha alzato la somma fino a 4'000.--/5'000.-- Euro.
Ero titubante in quanto i miei debiti erano superiori alla cifra promessa ma quando ha alzato il compenso, ho accettato. Mi disse che si trattava di trasportare delle sigarette.”
(verb. AC 4 16.12.03 p. 2)
“Tutto è iniziato all'inizio di ottobre 2003 quando _ _ che conosco da tempo perché abita a _ e di cui sono amico, mi chiamò al telefono dicendomi che doveva fare un lavoro. Non mi precisò altro. Aggiungo che _ si fida di me ed io di lui. Fissammo un appuntamento a casa mia a Valmorea dove ci siamo incontrati. Qui _ mi disse che si trattava di andare a scaricare due camion di sigarette in zona _
. Il mio compenso sarebbe stato di 500 Euro.
Io ho subito pensato che si trattava di sigarette provenienti dal contrabbando. Io accettati il lavoro propostomi e con _ restammo d'accordo che mi avrebbe chiamato quando sarebbe stato il momento.”
(verb. AC 5 16.12.03 p. 1)
Dal canto suo, AC 6 assolda, oltre a _ (suo fratellastro), AC 7, un ragazzo poco più che venticinquenne, suo collega di lavoro.
Al fratello e all’amico AC 6 propone un affare - che lui dice essere un furto di sigarette - ricevendone l’assenso:
“tra il 13 ed il 17 ottobre avevo contattato telefonicamente mio fratello _ chiedendogli se era disposto ad effettuare un lavoro con me per AC 9 in Svizzera. Stessa cosa avevo chiesto a AC 7.
Entrambi si erano dichiarati disponibili.
D: cosa disse esattamente a ciascuno di loro?
Risposta: se erano disponibili a fare un furto di sigarette perché c'era "ul macellar" che aveva in mano questo affare.”
(verb. AC 6 11.12.04 p. 3)
AC 7 dice che AC 6 gli propone di partecipare ad un furto e che gli dice soltanto che non sarebbe stato un lavoro pericoloso poiché si trattava di rubare qualcosa che si trovava in un luogo isolato. Sul compenso, AC 7 dice che AC 6 non è preciso e che parla di un importo che avrebbe potuto variare dai 20 ai 30 ai 50.000 fr. a dipendenza dell’esito del furto :
“AC 6, mio collega di lavoro presso la ditta _, mi chiese di andare con lui. Mi disse che si trattava di un furto ma non mi precisò altro. Aggiunse che comunque non era una cosa pericolosa. Si trattava di prendere qualcosa in un posto isolato. Mi disse che mi dava abbastanza soldi che potevano essere 20'000.-- 30'000.--, 50'000.-- AC 2 o anche di più se ci fossero stati più soldi. Non mi parlò di un compenso in Euro.”
(verb. AC 7 2.2.2004 p. 3).
2.10.
Con il reperimento degli uomini necessari, l’operazione può avere inizio.
Si decide di tentare il furto la domenica 19 ottobre, di sera.
AC 9 e AC 2 dicono a AC 1 che può avviare le trattative per il noleggio. AC 1 telefona all’_ SA di _ e riserva tre furgoni per il fine-settimana:
“I furgoni li ho noleggiati venerdì 17 ottobre 2003 verso le ore 17.00 per telefono. Ho prenotato 3 furgoni a mio nome per il periodo 18.10/20.10.2003. Avrei dovuto riconsegnarli lunedì mattina 20.10.2003 prima delle ore 08.00.”
(verb. AC 1 15.12.03 p. 3; verb. AC 2 21.1.2004 p. 3).
2.11.
Il sabato mattina, con i soldi consegnatigli da AC 9, AC 1 va all’_ , firma i contratti, consegna i soldi e ritira le chiavi che dà subito a AC 2 che provvede, con AC 9, a ritirare un furgone e a portarlo a _ dove lo posteggia nel parcheggio del ristorante _ (verb. AC 1 15.12.03 p. 3; verb. AC 2 21.1.04 p. 4; verb. AC 9 24.7.04 p. 6).
In seguito, AC 9 e AC 1 vanno al centro commerciale “_” per acquistare una trancia, dei lucchetti e dei guanti in pelle. La trancia deve servire per tagliare il lucchetto che chiude la sbarra che impedisce l’accesso alla Polveriera. I lucchetti per sostituire quelli rotti così da trarre in inganno e far credere ad un eventuale passante che la situazione alla Polveriera è tranquilla.
Tornati a casa, AC 2 vuole verificare se la trancia serve allo scopo e taglia uno dei lucchetti appena acquistati:
“Sabato 18 ottobre 2003 in tarda mattinata, ho accompagnato AC 1 presso il _ di _ . Lì al reparto "fai da te" AC 2 ha acquistato una trancia, 3 lucchetti AC 1 ed un paio di guanti in pelle. Io non sapevo a cosa servissero questi oggetti ma arrivati al domicilio di AC 1, quest'ultimo ha tagliato uno dei lucchetti appena acquistati con la trancia. Io ho capito che la trancia sarebbe stata utilizzata per il furto.”
(verb. AC 1 15.12.04 p. 4)
Va rilevato che il corretto accertamento di questa – tutto sommato, banale - circostanza ha richiesto non pochi sforzi. Soltanto in aula, AC 2 si è deciso ad ammettere di essere stato lui a verificare l’efficacia della trancia (verb dib p. 13). In precedenza, egli aveva sempre sostenuto che a decidere l’acquisto e a provare la trancia era stato AC 9. E’ questo un significativo esempio dell’operazione con cui AC 2 ha cercato di buttare sulle spalle dell’allora latitante AC 9 tutta la responsabilità dell’operazione.
2.12.
Nel corso del pomeriggio di sabato 18 ottobre, AC 9 e AC 2 portano _ e AC 4 a vedere i luoghi in cui si farà l’operazione.
Li portano, dapprima, ad _ , alla Polveriera. Da lì, vanno in _ e mostrano loro il luogo di deposito della merce. Poi scendono a _ dove mostrano il parcheggio in cui è già posteggiato il furgone che AC 4 dovrà guidare l’indomani. Infine, dopo avere spiegato loro nel dettaglio i rispettivi compiti, si fanno dare i rispettivi numeri di telefono (verb. AC 4 16.12.03 p. 1 e 2, 8).
2.13.
Come stabilito, per costruirsi un alibi, la domenica sera (è il 19 ottobre) AC 1 va in Italia, a _ , presso un’amica:
“quando ho noleggiato i furgoni, AC 2 e AC 9 mi dissero che io dovevo andare in Italia a passare la domenica notte e presentarmi lunedì per la chiusura dei contratti di noleggio e per ritirare i soldi della cauzione. AC 2 mi avrebbe telefonato per metterci d’accordo sulle modalità di consegna.
Domenica sera 19.10.2003 ho passato la serata in Italia, a _ presso la mia amica _. “
(verb. AC 1 15.12.03 p. 3)
2.14.
La stessa sera, _ e la sua squadra (AC 5, AC 4 e AC 3), come convenuto con AC 9, raggiungono _ . Da lì, dopo che _ riceve istruzioni per telefono, i quattro raggiungono _ . Nel parcheggio accanto all’_ attendono l’arrivo degli altri (verb. AC 5 16.1203 p. 2; 3.2.04 p. 3).
AC 9, AC 2, _ , AC 6, _ e _ si ritrovano, invece, verso la fine del pomeriggio di domenica, a _ .
AC 6, su incarico di AC 9, si mette alla guida del furgone che era rimasto all’autonoleggio (il secondo era stato portato a _, la domenica mattina, da AC 2) e si dirige verso _ (verb.
AC 1 15.12.03 p. 3; verb. AC 2 21.1.04 p. 4; verb. AC 9 24.7.04 p. 6; verb. dib. p. 12).
Intanto, da _ , gli altri, con mezzi diversi, partono, chi verso _ , chi verso _ dove occorre recuperare il furgone parcheggiato lì il mattino da AC 2. E’ _ a mettersi alla guida di questo furgone che porta, su istruzione di AC 2, all’area di servizio autostradale di _ (direzione Nord).
Gli altri si dirigono, tutti, verso _ .
Lì AC 9 consegna le chiavi dei due furgoni parcheggiati lì (uno, il mattino del sabato da AC 2, l’altro poco prima da AC 6) a AC 4 e _ (cfr. verb. AC 5 3.2.04 p. 3) con istruzione di portarli all’area di servizio autostradale di _ .
I tre furgoni arrivano così tutti a _ dove i tre autisti (con AC 5 che era salito sul furgone guidato da AC 4) aspettano istruzioni.
AC 2, raggiunto _ , carica sulla sua auto _ , AC 6 e _ e parte in direzione della Polveriera.
A _ rimangono, in attesa del segnale di partenza per il carico della merce sui furgoni, AC 9, AC 7 (recuperato in precedenza da AC 9 a _ ) e AC 3 (cfr. verb. AC 7 2.2.04 p. 3).
Giunti alla Polveriera, _ , AC 6 e _
scendono dall’auto di AC 2. Hanno con loro una borsa in cui ci sono il piede di porco, la trancia e i cacciaviti.
AC 2 riparte per l’area di servizio dove ci sono gli altri e rimane, anche lui, in attesa.
Alla Polveriera, con AC 6 che funge da palo, _ e _ tentano lo scasso ma gli strumenti si rivelano ben presto inadeguati. Così desistono. Vengono recuperati da AC 2, avvisato telefonicamente del fallimento del tentativo (verb. AC 6 11.12.03 p. 5; cfr. verb. dib. p. 12 e 13).
Questo primo fallimento non scoraggia né AC 2, né AC 9 né _ che subito convengono di ripetere il furto già la sera successiva. Si decide, quindi, di lasciare in zona i furgoni (verb. AC 9 24.7.04 p. 7, 28.7.04 p. 5).
Gli autisti vengono avvisati da AC 9 e AC 2.
_ porta il suo furgone all’area di servizio di _ e lì viene recuperato da AC 2 che con lui riparte verso _ .
AC 4 porta il suo furgone sul _ e viene recuperato da AC 9. _ posteggia il terzo furgone nel parcheggio dell’_ a _ .
Poi, tutti partono in direzione dei rispettivi domicili: l’appuntamento è per l’indomani sera.
Ancora nella tarda serata di domenica, AC 1 - che, come visto, è a _ - viene avvertito per telefono da AC 2 del fallimento del primo tentativo e della necessità di prolungare il noleggio dei furgoni (verb. AC 1 15.12.03 p. 3; verb. dib. p. 9 e 10).
2.15
La mattina del lunedì 20 ottobre, AC 9, AC 2 e _ si incontrano nell’ufficio di via _ . Parlano di quanto fatto la sera prima e concludono che, per aprire le porte della Polveriera, è necessaria la fiamma ossidrica:
“AC 2 e _ discussero del fatto che necessitava la fiamma ossidrica in quanto, sì, _ aveva portato un attrezzo smerigliatore ma a batteria e si erano resi conto che, oltre a non essere adatta, faceva parecchio rumore. Da qui l’idea della fiamma ossidrica con cannelli”
(verb. AC 9 24.7.04 p. 8)
Nel frattempo, AC 1
chiama l'_ ed ottiene il prolungo del noleggio fino al martedì mattina
(verb. AC 2 21.1.04 p. 7).
2.16
Poi AC 9 e AC 2 partono per _ dove hanno appuntamento con AC 6 e AC 7. Pranzano insieme al Motel _ e durante il pranzo – secondo quanto dichiarato sia da AC 6 che da AC 7 – AC 9 dice loro che :
“- si trattava di andare a rubare della canapa
- che era canapa sotto sequestro
- che era depositata in un magazzino militare
- disse che era parecchia canapa, "un camion di roba"
- disse che bisognava aprire delle porte, senza precisare di che tipo
- che ci avrebbe pagato Euro 50'000 per la partecipazione di noi tre (io, mio fratello e AC 7)
Mentre AC 9 diceva queste cose, AC 2 si inseriva nel discorso dicendo che:
- lui aveva fatto il militare e che conosceva la zona
- che aveva delle cartine pur senza specificare se della zona o del deposito
- che non c'erano allarmi”
(verb. AC 6, 11.12.03 p. 7; cfr. anche, verb. AC 7 2.2.04 p. 4
)
AC 2 dichiara di avere saputo soltanto durante quel pranzo che si trattava di canapa in sequestro (verb. AC 2 21.1.04, p. 7).
Tuttavia, questa affermazione cozza contro quelle di AC 6 e AC 7 che, entrambi, dicono che sono sia AC 9 che AC 2 a dare le informazioni:
“Non saprei dire chi dei due con i baffi, ha portato più notizie. Parlavano entrambi. Né saprei dire chi era il capo in quanto entrambi gli uomini con i baffi erano a conoscenza della canapa dentro al deposito.”
(verb. AC 7 2.2.04 p. 5)
E cozza anche contro l’altra affermazione di AC 6 che dichiara che, di fronte al suo scetticismo per la pericolosità dell’affare, è lo stesso AC 2 a rassicurarlo:
“Sentite queste cose e cioè che si trattava di canapa sequestrata dalla Polizia rimasi un po' scettico perché non credevo che fosse possibile che non vi fossero allarmi. Ripetei queste cose diverse volte al AC 2 ma lui mi diceva che era tutto a posto e che non bisognava preoccuparsi.”
(verb. AC 6 11.12.03 p. 7)
E, infine, la pretesa non conoscenza di AC 2 del fatto che la canapa fosse sotto sequestro è, ancora, smentita da AC 7 che dichiara - e lo conferma anche in aula - che, durante quel pranzo, AC 2 è molto preoccupato a causa del rischio che la canapa venga bruciata e, quindi, continua a dire che bisogna agire in fretta:
“ Ricordo che tutta la discussione era sul furto della canapa che bisognava a tutti i costi portare via dal magazzino in quanto non c'era tempo perché la canapa doveva essere distrutta dalla Polizia. Non so quando doveva essere distrutta la canapa.
Ricordo che era "baffo nero" che parlava del fatto che la canapa doveva essere distrutta e che si doveva fare in fretta. Ricordo che "baffo nero" parlava in dialetto con il "baffo rosso". "Baffo nero" sapeva che nel posto dove si trovava la canapa, non c'erano allarmi, non c'era neanche la corrente e che era un gioco entrare. Diceva queste cose al "baffo rosso" mentre eravamo seduti al tavolo al ristorante.”
(verb. AC 7 2.2.04 p. 4)
La Corte - viste, oltre quelle di AC 9, le dichiarazioni così precise, costanti e significative di AC 7 - non ha avuto difficoltà a ritenere che la testardaggine di AC 2 nel dichiararsi inconsapevole del fatto che la canapa fosse in sequestro altro non è che un ennesimo tentativo di diminuire le sue responsabilità.
Sempre durante quel pranzo, AC 9 spiega a AC 7 quali sono i suoi compiti:
“Durante il pranzo AC 9 mi disse che io dovevo aiutare a caricare il 1° furgone. Quando il 1° furgone era stato caricato io dovevo andare con l'autista e far vedere la strada per la _ , aiutare a scaricare e aspettare poi l'arrivo degli altri furgoni per aiutarli a scaricare. Per questo motivo dopo pranzo siamo andati in Val _ .”
(verb. AC 7 2.2.04 p. 5)
2.17.
Nonostante le rassicurazioni di AC 2 sull’assenza di allarmi al deposito, AC 6 e AC 7 decidono di fare un sopralluogo alla Polveriera. Non soltanto per verificare l’assenza di allarmi ma anche – è stato precisato in aula – per vedere se ci sono tracce del passaggio di altre persone. Vogliono vedere se la polizia si è accorta del tentativo di scasso della sera precedente. Vanno soltanto loro due poiché – come dice AC 7 in aula – in quanto selvicoltori, potrebbero giustificare ad eventuali poliziotti la loro presenza in quel bosco.
Dopo il sopralluogo, è nuovamente AC 2 a rassicurarli dicendo loro che il palo con i fili visto dai due non può essere un allarme:
“E' vero come mi dice la PP che sul posto la sera prima c'erano già stati il _ e il _ e che avevano già tentato di aprire per cui non c'era nessun bisogno di passare di nuovo davanti al deposito per accertarsi che non c'erano allarmi, ritenuto che passando semplicemente davanti al deposito comunque nessuno mi assicurava che l'allarme non fosse all'interno del magazzino, ma io l'ho fatto ugualmente. Dopo il pranzo io e AC 7 ci siamo diretti sul sentiero sterrato in direzione del deposito. Siamo passati davanti al deposito che si trova scendendo sulla sinistra mentre sulla destra vi era un palo collegato a dei fili. Dissi a AC 7 che poteva essere un allarme.
Abbiamo proseguito scendendo lungo la strada e oltrepassando la barriera. Siamo arrivati fino alla fermata del bus dove ci aspettavano AC 9 e AC 2.
Siamo saliti in macchina e io ho detto ai due che secondo me nel palo vicino al magazzino c'era l'allarme. AC 2 mi disse che era impossibile perché non c'era corrente elettrica.”
(verb. AC 6 11.12.03 p. 7)
2.18
Concluso il sopralluogo alla Polveriera, i quattro, con l’auto di AC 9, vanno in _ . Lo scopo del viaggio è duplice: prendere le due bombole che AC 2 aveva visto nelle baracche nei due sopralluoghi precedenti e mostrare a AC 7 e ad AC 6 i luoghi:
“Tutti assieme con la mia auto siamo poi andati in valle _ perché AC 2 sapeva che nelle baracche c’erano delle bombole atte al nostro scopo.“
(verb. AC 9, 24.7.04 p. 8)
“Saliti i due a bordo mi sono diretto in _ allo scopo di far vedere a AC 6 e AC 7 la strada per la _ . Questo perché durante il pranzo era stato detto che AC 6 e AC 7 dovevano aiutare gli italiani ad aprire le porte e dopo sarebbero saliti sui furgoni mostrando ai conducenti la strada per raggiungere il nascondiglio della _ .” (verb. AC 2 21.01.04 p. 7)
“Durante il tragitto sentendo cosa andavamo a fare, dissi ai tre che era meglio se compravamo un mazzo di carte in quanto ero certo che saremmo finiti in prigione. Tutti e tre si sono messi a ridere. Arrivati in _ , luogo che io non conoscevo, siamo scesi dalla macchina. Baffo rosso mi mostrò un tunnel nascosto e mi disse che io dovevo scaricare la canapa dal primo furgone ed aspettare l'arrivo degli altri furgoni senza precisare quanti erano.” (verb. AC 7 2.2.4 p. 5)
Giunti sul luogo, AC 2 telefona a AC 8 per chiedergli il permesso di prendere le bombole (verb. AC 2 21.01.04 p. 7; verb. AC 6 11.12.03 p. 8). Gli dice che gli servono per dei lavoretti a casa. AC 8 acconsente e i quattro le caricano sulla vettura. Nel viaggio di ritorno si fermano per acquistare dei cannelli. Poi, lasciato AC 9 a _ , AC 2, AC 7 e AC 6 proseguono verso _ . A casa di AC 2 applicano i cannelli sulle bombole. Provano ad azionare le bombole ma queste non funzionano. Decidono di tentare di servirsene ugualmente e caricano sulla Mercedes di AC 9 (dove era rimasta, dalla sera prima, la trancia), oltre alle bombole, una motosega da taglio (è AC 2 a dire che potrebbe servire in caso le bombole effettivamente non dovessero funzionare) e della plastica nera arrotolata che deve servire a mascherare la luce della fiamma ossidrica:
“Siamo ripartiti con la Mercedes guidata dal baffo nero. Dopo 10 minuti siamo arrivati in una casa che più tardi baffo nero mi disse che era la sua.
Qui l'uomo dai baffi neri ha preso la valigetta di colore blu che conteneva i nuovi cannelli. Io l'ho aiutato a scaricare le bombole che abbiamo messo sul piazzale. Abbiamo provato il funzionamento con i nuovi cannelli. Non siamo riusciti a farle funzionare con il nuovo cannello. Ciononostante abbiamo caricato sulla Mercedes le bombole, una plastica arrotolata nera che sarebbe servita per oscurare la luce della fiamma ossidrica di notte ed una motosega con un disco da taglio.
E' stato il baffo nero a caricare la motosega dicendo che non si sapeva mai cosa poteva succedere con riferimento al furto che dovevamo effettuare.”
(verb. AC 7 2.2.04 p. 6)
.
“Finita questa operazione, mi sembra io e AC 7 abbiamo poi caricato le bombole nella macchina di AC 9. Nel baule AC 2 ha anche caricato una sega circolare a benzina (miscela). All'interno del baule era già presente una trancia che in un verbale di Polizia ho riconosciuto.”
(verb. AC 6 11.12.03 p. 8)
2.19.
Poi, una parte della banda si ritrova al _ .
Lì arrivano AC 9, AC 2, _ , _ , AC 6, _ e AC 7 e da lì parte la seconda operazione.
AC 2, con la Mercedes di AC 9 su cui erano stati caricati gli attrezzi per lo scasso e su cui salgono _ , _ , AC 6 e AC 7, parte in direzione di _ .
AC 9 invece - alla guida dell’autovettura di AC 2 su cui prende posto _ – parte diretto al _ , dove la sera prima era stato lasciato posteggiato un furgone e dove sa di trovare la squadra di _ .
Sul _ , con le chiavi che gli dà AC 9, AC 4 si mette alla guida del furgone ed accompagna _ a _ dove è posteggiato il secondo furgone.
AC 3 e AC 5 raggiungono, invece, _ con la macchina di AC 3. _ e AC 4 portano i due furgoni all’area di servizio di _ , direzione Nord. AC 4 è solo sul suo furgone. Su quello guidato da _ , ci sono anche AC 3 e AC 5.
All’area di servizio autostradale, i quattro aspettano istruzioni.
Intanto, AC 9 accompagna _ a _ dove questi prende il furgone che aveva lasciato lì la sera prima e lo porta fino all’area di servizio autostradale di _ , dove trova gli altri due furgoni.
Nel frattempo AC 2, con l’autovettura di AC 9, fa una prima tappa al distributore Shell di _ per fare scendere AC 6 e AC 7 che devono andare a casa di quest’ultimo a cambiarsi di abito. Poi accompagna _ e _ al deposito. Poi, va all’area di servizio autostradale a prendere AC 3 che deve aiutare ad azionare la fiamma ossidrica. Poi, di nuovo, riparte e va a recuperare AC 6 e AC 7 ed accompagna pure loro al deposito.
Si trovano tutti e cinque alla sbarra.
AC 7, AC 6 e _ scaricano le bombole e il cannello. AC 3 scarica il telo.
AC 2 torna all’area di servizio autostradale dove, nel frattempo, è arrivato anche AC 9. Lì tutti rimangono in attesa del segnale di partenza per iniziare le operazioni di carico.
Al deposito, _ , _ e AC 3 cercano di aprire le porte del deposito. Provano ad azionare la fiamma ossidrica. Ma questa non funziona: si accende, scoppietta e poi si spegne. AC 3 e _ discutono sul modo migliore di utilizzare la fiamma ossidrica. Poi perdono la calma e cominciano a litigare. AC 6, allarmato dall’eco del litigio, lascia il suo posto di vedetta e va al deposito. Vede _ e AC 3 discutere animatamente su come azionare la fiamma. Poi _ , esasperato, se ne va dicendo di non volere avere più nulla a che fare con il “meridionale”. AC 3 aziona ancora la fiamma, ma non riesce a tagliare. C’è fermento e nervosismo. _ dice ad AC 6 di andare a cercare _ . AC 6 parte alla sua ricerca. Dalla sua posizione, AC 7 - che fa il palo a nord della Polveriera - vede ad intermittenza la luce della fiamma ossidrica e sente gli scoppi da questa causati. Così telefona ad AC 6 per dirgli di andare ad avvisare gli altri e di fare qualche cosa. AC 6, sentendo lo squillo del telefono, si spaventa. Crede che AC 7 gli annunci l’arrivo della polizia. Così si dà alla fuga e cade nella scarpata. Poi, saputo il perché della telefonata, un po’ tranquillizzato, torna al deposito. Avvisa i compari del rischio di venire intercettati a causa del rumore e del bagliore della fiamma. La situazione diventa concitata. Si decide di abbandonare. _ chiama AC 2 per avvisarlo del nuovo fallimento e dirgli di venire a recuperarli.
Tutti si allontano dalla Polveriera in fretta e furia.
AC 2 parte dall’area autostradale per prelevare i cinque eroi ancora una volta sconfitti dalle avversità. Sulla sua auto salgono AC 3, _ e _ che caricano il telone e la trancia. I quattro partono subito.
Nei pressi del deposito, rimangono AC 6 e AC 7 e le bombole.
I due vengono prelevati un po’ più tardi da AC 9 che li accompagna a _ e li lascia nei pressi dell’abitazione di AC 7
(cfr. verb. dib. pag. 11 e 12; verb. AC 6 11.12.03 p. 9 e 10; verb. AC 7 2.2.04 p. 7; verb. AC 3 12.1.04 p. 2 e 3).
Durante il viaggio di ritorno, AC 9 – che ha già avuto modo di parlare con AC 2 - dice ai due che il furto verrà ritentato al più presto:
“Baffo rosso in macchina ci ha detto che avremmo ripetuto il fatto il prima possibile, prima che la polizia bruciasse la canapa.”
(verb. AC 7 2.2.04 p. 7)
“si, ammetto di aver detto quello che dice questo ragazzo. Io gliel'ho detto perché mi ero già incontrato con AC 2 quella sera ed avevamo già deciso che il colpo sarebbe stato ripetuto il prima possibile. Il _ aveva infatti detto che la Polizia avrebbe bruciato la canapa.”
(verb. AC 9 28.7.04 p. 6)
AC 6 e AC 7 rispondono ad AC 9 di non volere avere più nulla a che fare con quella storia:
“Io e AC 6 ci siamo opposti in quanto non volevamo più partecipare a cose simili. Ci eravamo spaventati in quanto la porta era stata segnata dalla fiamma ossidrica, cosa che mi disse il AC 6, per cui pensavamo che già ci sarebbe stato un intervento della Polizia. E' anche per questo motivo che non ho partecipato la terza volta al furto.”
(verb. AC 7 2.2.04 p. 7)
“Era come essere al circo” - dice AC 7 in aula – “e io avevo paura di essere preso dalla polizia perché tutti correvano di qua e di là, nessuno sapeva cosa fare e noi siamo rimasti lì per una mezz’ora con le bombole”
La stessa sera – con tragitti ed itinerari che qui non è necessario ricostruire – i furgoni vengono riportati all’_ .
Poi tutti rientrano ai rispettivi domicili, non prima, però, di essere stati avvisati da AC 9 e AC 2 che il colpo sarebbe stato ritentato.
2.20.
AC 1 – così come convenuto – è in Italia.
L’alibi prevede, questa volta, che lui passi la notte a _, nel motel _ . In tarda serata, tuttavia, ancora una volta, AC 2 lo chiama per dirgli che può rientrare:
“lunedì 20.10.03 ho quindi passato la notte a _ , presso il motel _ . Ricordo che quella notte, verso le 22.30, mi telefonò AC 2 dicendomi di rientrare al mio domicilio dove mi avrebbe portato le chiavi dei furgoni. “ (verb. AC 1 15.12.03 p. 3)
2.21.
Il martedì 21 ottobre, AC 9, AC 2 e AC 1 si ritrovano nell’ufficio in via _ .
AC 9 divide fra loro tre i soldi restituiti dall’agenzia di noleggio.
AC 2 spiega a AC 1 come mai il colpo è andato male e lo manda a comprare una bomboletta di vernice spray che vuole utilizzare per mascherare i danni causati alle porte del deposito dal tentativo di effrazione della sera prima.
Con la bomboletta, AC 9 e AC 2 tornano nel Sopra_ dove, a Giubiasco, incontrano AC 6. AC 9 chiede ad AC 6 di fare l’operazione di camuffamento dei segni di scasso. AC 6 rifiuta.
Inoltre – secondo quanto dichiara AC 2 – AC 9 ed AC 6 discutono animatamente poiché il secondo accusa il primo di essere un disorganizzato e dice che è a causa di questa disorganizzazione che lui non vuole avere più nulla a che fare con la faccenda della canapa. Perciò i due tornano
“sui loro passi senza effettuare la riverniciatur
a” (verb. AC 9 24.7.04 p. 10; verb. AC 9 13.4.04 p. 6; verb. AC 2 21.01.04 p. 10; verb. AC 6 11.12.03 p. 10)
2.22.
AC 9 sostiene che, nella settimana successiva ai due tentativi, lui rivede – come è ormai sua abitudine (sembra che i due si frequentassero regolarmente) - AC 6 che gli chiede di dargli “
la direzione dell’operazione
”.
AC 9 rifiuta l’offerta per il timore che qualcuno di quelli sin lì coinvolti possa parlare:
“Sempre durante la settimana, AC 6, visti i due precedenti fallimenti, si offriva di prendere in mano la direzione dell’operazione. Io gli dicevo che non se ne parlava perché troppe persone avevano preso parte e se fossero state tagliate fuori poi avrebbero parlato. Perciò, AC 6 e quindi _ e AC 7 si ritiravano dall’operazione”
(verb. AC 9 24.7.04 p. 10)
2.23.
Il venerdì 24 ottobre AC 9, AC 2 e _ si incontrano nuovamente nell’ufficio di AC 1. Questa volta a AC 1 – che rientra prima della fine della riunione - è concesso rimanere, anche se (lui dice) non partecipa alla discussione e rimane in disparte, a giocare con il computer.
I tre parlano del furto. Convengono che è meglio ritentare nel fine-settimana, quando le forze di polizia sono impegnate in controlli di “routine”. Convengono che sono necessarie bombole più potenti di quelle in loro possesso e che, soprattutto, è necessario avere qualcuno in grado di usarle. E’ _ che si incarica di procurare le due cose (verb. AC 9 24.7.04 p. 10).
AC 1 deve nuovamente noleggiare tre furgoni. Telefona, subito, quello stesso giorno, a diverse agenzie. Riserva due furgoni alla _ di _ e uno alla _ di _ (verb. AC 1 4.11.2003 p. 3; AC 2 21.6.04 p. 10)
2.24.
Il sabato 25 ottobre, al mattino, _ porta nell’ufficio di AC 1 2.400.- euro per pagare il noleggio dei furgoni. Gli euro vengono cambiati da AC 1 e AC 2 presso un distributore di benzina di _ (verb. AC 1 4.11.2003 p. 3; verb. AC 2 21.01.04 p. 10)
Va precisato - più per completezza di cronaca che per effettiva rilevanza - che AC 9 ha dichiarato di avere messo di tasca propria fr. 1.500.- per il noleggio dei furgoni la sera del furto (verb. AC 9 28.7.04 p. 3). AC 1 ha dichiarato, invece, che i soldi utilizzati per il noleggio sono solo quelli di _ . L’esame delle fatture delle due agenzie di noleggio sembrerebbe dargli ragione (i 3.600.- fr. bastavano a pagare il noleggio). La cosa può, comunque, rimanere irrisolta.
Cambiati gli euro in AC 2, AC 1, accompagnato da AC 9 e AC 2, va a _ a ritirare i furgoni. Entra da solo nell’agenzia della _ a ritirare le due chiavi (verb. AC 2 21.1.04 p. 10; verb. AC 1 4.11.2003 p. 4).
Avute le chiavi, il terzetto si avvia verso _ per prendere i due furgoni.
Alla loro guida si mettono AC 2 e AC 9.
AC 2 porta il furgone a _ .
AC 9 porta il suo a _ .
AC 1, alla guida del Mercedes di AC 9, va a recuperare i due. Il terzetto si dirige, poi, alla _ per ritirare il terzo veicolo. Alla sua guida si mette AC 2 e lo porta all’area di servizio autostradale di _ dove lo raggiungono sia AC 1 che AC 9. Da lì con l'auto di AC 9 ripartono alla volta di _ (verb. AC 2 21.1.04 p. 10; verb. AC 1 4.11.2003 p. 4;
verb.
AC 9 24.7.04 p. 10)
2.25.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, AC 1, con il furgone della _ che era stato lasciato parcheggiato a _ , va in Italia per prendere le bombole.
Anche la questione di sapere se quest’incombenza è stata data a AC 1 da AC 9 o da AC 2 è stata di difficile definizione.
AC 9 dice sempre che è AC 2 ad incaricare AC 1 (verb. AC 9 24.7.04 p. 10). AC 2, invece, dice che è AC 9 (verb. AC 2 21.1.04 p. 11).
Finalmente, in sede di dibattimento, AC 1 scioglie i dubbi (lasciati planare nel suo verb. 4.11.04 a p. 4) affermando di ricordare con precisione che è AC 2 a dargli quell’incarico (verb dib p. 15).
Così, AC 1 parte per l’Italia. Segue le istruzioni che gli ha dato AC 2 e si dirige all’uscita autostradale di _ . Lì arriva _ che lo conduce in un magazzino dove ritira le bombole:
“Ho dovuto guidare detto furgone anche se non ne ero capace e per tale motivo non mi sentivo sicuro alla guida a causa delle dimensioni del mezzo.
Ho ribattuto che non sapevo dove dovevo andare. Mi è stato risposto che sarebbe arrivato “quello del cappello e dei soldi di stamattina” e che sarebbe stato lui ad accompagnarmi dove dovevo ritirare le bombole.
Sono uscito in Italia da solo passando dal valico autostradale di _ _ . Ho guidato fino all'uscita dell'autostrada di _ . Mi sono fermato all'uscita dove c'è un piazzale e dove AC 1 mi aveva detto che dovevo fermarmi. AC 1 mi aveva anche assicurato dicendomi che questa persona mi avrebbe riconosciuto lui anche perché sapeva del furgone della _ .
Dopo un attimo che ero lì fermo, è arrivato l'uno con il cappello che avevo visto a _ la mattina. E' salito sul furgone e mi ha detto di proseguire sulla provinciale verso _ .”
(verb. AC 1 4.11.03 p. 4 e 5)
"l'uomo con il cappello mi ha fatto andare in un magazzino o un rottamaio che si trova di fianco all'osteria dove mi ero recato la seconda volta a ritirare il cannello in sostituzione di quello difettoso.
Per arrivare al magazzino si percorre la strada sterrata che si trova prima del piazzale della trattoria. Mi sono fermato nel piazzale. Qui ci ha accolto una persona con un occhio di vetro o comunque menomato, sulla cinquantina che indossava una tuta da lavoro. Si tratta della persona di cui la Pol. mi aveva mostrato la foto ma che io per paura non avevo riconosciuto. Questi ha indicato all'uomo con il cappello dove erano le bombole che si trovavano contro una palizzata. L'uomo con il cappello ed un'altra persona che non era quella con l'occhio menomato, hanno caricato le bombole sul furgone.”
(verb. AC 1 15.12.2003 p. 4)
Con le bombole, AC 1 e _ prendono la strada del ritorno.
_ – che, per AC 1, è sempre solo “
l’uomo con il cappello
” – scende nello stesso luogo dove era salito e dice a AC 1 che deve “
arrangiarsi a farle passare la dogana”
(verb. AC 1 4.11.03 p. 5). AC 1 è “dans tous ses états”. Ha paura di essere fermato in dogana perché non sa come giustificare la presenza delle bombole (“
non avevo la fattura
” dice al dibattimento). Così, rimasto solo, telefona più volte a AC 2:
“AC 1 mi diceva d’entrare dai vuoti di _ Autostrada senza dichiararle. Io dicevo che volevo dichiarare le bombole ma avevo il problema di non avere la fattura. AC 1 mi diceva di dichiarare che il furgone era vuoto e di dire, se mi avessero controllato, che le bombole erano già su quando avevo noleggiato il furgone. Al che io ho detto a AC 1 che io piuttosto allora le avrei dichiarate e avrei pagato la dogana. Avevo pensato di dire alla dogana che me le aveva date un conoscente per fare delle saldature.
Arrivato in dogana pieno di paura la guardia da lontano mi chiedeva se il furgone era vuoto. Io istintivamente rispondevo di sì e la guardia mi faceva allora segno di passare. Questo mi ha sollevato.” (verb. AC 1 4.11.03 p. 5; verb. AC 2 21.1.04 p. 11).
Rientrato in Svizzera, AC 1 riporta il furgone a _ .
Poi porta le chiavi a AC 2 che, in quel momento, sta pranzando in un grotto con AC 9. Si ferma con loro che gli ricordano di andare in Italia a passare la serata di domenica e la notte tra domenica e lunedì e rientrare al mattino di lunedì così da chiudere i contratti con le agenzie di noleggio dei furgoni e recuperare un po’ dei soldi versati (verb. AC 1 4.11.2003 p. 5).
In seguito, AC 2 va a _ , prende il furgone e va a casa sua dove scarica le bombole. Riporta il furgone al Centro _ e rientra con il suo scooter (verb. AC 2 21.1.04 p. 11)
2.26.
Nel corso della giornata di domenica, AC 9 chiama _ per avvisarlo che il furto è previsto per la stessa sera. _ gli risponde che lui è fuori per il recupero di una vettura e che, quindi, potrebbe arrivare tardi. Gli assicura, comunque, che la sua squadra sarà presente (verb. AC 9 24.7.04 p. 10 e 11).
Subito _ avvisa AC 4 che il colpo si farà (o si ritenterà) in serata, incaricandolo di andare a prendere AC 5 e AC 3 e recarsi con loro all’appuntamento (verb. AC 4 16.12.03 p. 5)
2.27.
Sia AC 9 che AC 2, sempre domenica, telefonano a AC 1 per sincerarsi che lui, effettivamente, vada in Italia:
“Durante la giornata di domenica ho sentito AC 1 e AC 9 per telefono. Entrambi volevano sincerarsi che passassi effettivamente la serata in Italia. Io li informavo che era mia intenzione andare al cinema e poi passare la notte in un albergo. Loro mi dicevano d’andare da mia madre a _ . Io rispondevo loro che mia madre ha 83 anni e che non era il caso di disturbarla.”
(verb. AC 1 4.11.03 p. 5)
2.28.
Nel pomeriggio di domenica 26 ottobre, AC 2 va a _ dove ha appuntamento con _ . Arrivato sotto l’ufficio di AC 1, AC 2 trova _ con un uomo che non conosce e che gli viene presentato come il “
fabbro
”. I due, dopo aver preso dal baule della loro autovettura una borsa, salgono sulla vettura di AC 2 che li porta a casa sua. Arrivati a casa di AC 2, tolgono dalla borsa dei cannelli e dei manometri e li applicano sulle bombole. Ma c’è un problema: ci sono delle perdite. Si deve tornare in Italia per sostituire i pezzi difettati. Così AC 2 telefona a AC 1 che, di nuovo, e questa volta con _ e il fabbro, parte per l’Italia alla ricerca dei nuovi pezzi. Rientrati a casa di AC 2, AC 1 rimane a guardarli mentre montano i nuovi cannelli, poi rientra a casa sua (verb. AC 2 21.1.04 p. 11 e 12; verb. AC 1 4.11.04 p. 5 e 6).
2.29.
Montati i nuovi cannelli e il manometro, AC 2, _ e il fabbro caricano le bombole e la borsa sul furgone e poi partono per l’area di servizio di _ , luogo previsto di ritrovo della banda.
“Dopo 30/45 minuti, verso le ore 18.30, AC 1 è ritornato con i due che montavano i nuovi pezzi e subito la fiamma funzionava.
Abbiamo quindi caricato le bombole sul furgone e la borsa di uno dei due. All'interno di questa borsa mi è sembrato di vedere due pile.
Con il furgone, con _ ed il "fabbro" sono partito in direzione dell'area di servizio di _ , area di servizio sud-nord. AC 1 mi seguiva perché doveva riportarmi a casa” (verb. AC 2 21.1.04 p. 12)
Nel frattempo, arrivano a _ anche AC 4, AC 5 e AC 3 (i primi due erano stati accompagnati dall’amica di _ sino a _ dove li attendeva AC 3 con la sua macchina; verb. AC 5 3.2.04 p. 4).
Lì arriva anche AC 9 con la sua vettura.
Così incaricato, AC 3 si mette alla guida del furgone portato lì da AC 2. Con lui salgono _ e il fabbro e, su istruzione di AC 9, parte in direzione della ormai nota area di servizio di _ . Lì posteggia ed inizia l’attesa.
Nel frattempo, AC 1, dopo avere accompagnato al suo domicilio AC 2, torna all’area di servizio di _ per prendere AC 4 e AC 5 e portarli a _ dove AC 4 si mette alla guida del furgone parcheggiato lì il giorno prima da AC 2 e parte con AC 5, seguendo le indicazioni dategli da AC 9, in direzione della solita area di servizio.
AC 2, da casa sua, parte diretto all’area di servizio di _ . Si ferma lì. Il suo compito è di fare da tramite tra i due gruppi e poi di guidare in _ AC 3 che non conosce la strada.
AC 9, rientrato al suo domicilio, aspetta l’arrivo di _ cui vuole dare le chiavi del terzo furgone rimasto posteggiato al Centro _ . L’attesa di _ si prolunga. AC 2 chiama ripetutamente AC 9 per avere notizie e avvertirlo del proseguire dei lavori. Così AC 9 – che ormai non crede più nell’arrivo di _ - decide di mettersi personalmente alla guida del furgone.
Intanto – secondo le dichiarazioni di AC 4 e AC 5 – AC 3 conduce alla Polveriera il furgone su cui ci sono le bombole, _ , il fabbro e su cui, all’area di servizio di _ , è pure salito AC 5.
Alla Polveriera, parcheggiato il furgone vicino al deposito così da non dovere scaricare le bombole, il fabbro inizia ad aprire le porte con la fiamma ossidrica.
AC 3 e AC 5 tengono il telo che fa da schermo alla fiamma. Inoltre AC 3 si alterna con il fabbro nell’utilizzo della fiamma ossidrica e conclude l’apertura delle porte con il piede di porco.
Una volta aperte le porte, AC 5 e il fabbro iniziano a caricare il furgone.
AC 3 sceglie ed indica loro la canapa da caricare.
Ricevuto l’ordine, AC 4 parte dall’area di servizio autostradale in direzione della Polveriera. Giunge al deposito, parcheggia dietro al primo furgone ed inizia, su ordine di _ , a caricare la canapa sui furgoni. Si mette poi, sempre su ordine di _ , alla guida del primo furgone carico e si dirige verso l’area di servizio autostradale di _ dove attende AC 9 che deve mostrargli la strada per la _ (il tragitto è cambiato rispetto a quello convenuto e mostrato nel corso del sopralluogo del 19 ottobre, a causa di un incidente sulla strada cantonale).
Nel frattempo, a causa di una foratura, AC 9 deve fermarsi nei pressi dell’uscita di _ Nord. Chiama AC 2 per chiedergli aiuto. AC 2, a sua volta, chiama AC 1 che viene, poi, chiamato anche da AC 9. AC 2 parte da _ per raggiungere AC 9. Lo stesso fa AC 1 da _ . Giunto a _ , AC 1 – che, dice, non sa nemmeno cambiare le gomme della sua macchina, figurarsi quelle di un furgone - chiede l’intervento del TCS. La pattuglia raggiunge il furgone quando AC 1 è già sul posto. Poco dopo arriva anche AC 2. AC 9, con l’auto di AC 1, parte verso _ dove lo aspetta AC 4.
Da _ , AC 4 segue l’auto guidata da AC 9. Alcuni chilometri prima del nascondiglio, AC 9 posteggia la Porsche e sale sul furgone.
Raggiunto il nascondiglio, AC 9 e AC 4 iniziano a scaricare.
Intanto, AC 3 parte dalla Polveriera con il secondo furgone carico. Con lui c’è anche il fabbro. Va all’area di servizio di _ Sud dove trova AC 2 che, nel frattempo, ha guidato lì AC 1 che, dopo il cambio della ruota, si è messo al volante del terzo furgone.
AC 3 viene guidato da AC 2 (AC 1 è sulla macchina) fino a _ . Lì lascia il furgone e viene riportato, con il fabbro, alla nota area di servizio, dove trova il terzo furgone parcheggiato lì da AC 1. Il fabbro sale con AC 3 e entrambi partono per la Polveriera.
Alla Polveriera viene caricato anche il terzo furgone.
Poi tutti (AC 3 alla guida, il fabbro, _ e AC 5 che deve salire nel vano di carico) salgono a bordo e lasciano il deposito. Si dirigono a _ dove aspettano accanto al furgone posteggiato lì, poco prima, da AC 3.
Nel frattempo AC 2 e AC 1 partono alla volta del nascondiglio dove devono prendere in consegna il furgone su cui sono caricate le bombole.
Raggiunto il nascondiglio, fanno strada a AC 4 che conduce il furgone fino a _ . Lì AC 1 si mette alla guida del furgone e lo porta a casa di AC 2 dove le bombole saranno scaricate.
A _ , AC 4 si mette alla guida del furgone che era stato parcheggiato lì da AC 3. Con lui sale _ . Poi parte verso la _ , seguito da AC 3 che guida il terzo furgone.
I due furgoni vengono scaricati con il contributo di tutti.
AC 3 lascia sul suo furgone alcuni sacchi di canapa che costituiscono il compenso convenuto da AC 9 con _ .
Concluse le operazioni di scarico, AC 9 chiude il cancello del cunicolo assicurandolo con una catena ed un lucchetto e nasconde la chiave sotto un sasso.
AC 3, accompagnato da AC 5, porta i sacchi di canapa al suo domicilio di _ . Scaricata, con l’aiuto di AC 5, la canapa, riparte per _ .
I furgoni vengono riconsegnati. Il primo alla _ a _ da AC 1 e AC 2, verso le quattro del mattino. Gli altri due vengono riportati nelle rispettive agenzie da AC 1 e AC 9 che vengono poi caricati da AC 2 sulla sua auto e riportati a _ . (cfr. verb. dib. p. 16, 17, 20 e 21).
2.30.
Non è stato possibile accertare con precisione quale fosse, nei piani degli organizzatori del furto, il destino della canapa sottratta.
Secondo AC 9 non c’era un piano preciso:
“Non c’era un disegno preciso, non c’era un acquirente immediato, quello che premeva era di stoccare questa canapa in un luogo sicuro.”
(verb. AC 9 13.4.04 p. 10)
L’unica sicurezza – fondata sulle dichiarazioni rese dagli imputati in sede predibattimentale e confermate in aula - è che la canapa doveva essere venduta come stupefacente.
Nemmeno il luogo di destinazione ha potuto essere accertato.
Per AC 2 si trattava dell’Italia.
Per AC 9 della Svizzera interna dove sarebbe stata venduta a cura di un gruppo di valtellinesi, con riserva di possibilità di vendita diretta dei protagonisti del furto.
Per AC 3 – che riferisce di quanto dettogli da _ – la canapa era destinata ad essere venduta in parte in Svizzera e in parte in Italia:
“so solo che sarebbe stata portata in Italia dove sarebbe stata venduta come stupefacente ”
(verb. AC 2 21.1.04 p. 15)
“So che _ aveva dei Valtellinesi interessati che avrebbero acquistato per poi rivendere la canapa in Svizzera interna. Inoltre pure “noi” non era escluso che avremmo potuto trovare degli acquirenti intenzionati ad acquistare partite dai 10 kg in su. Io penso che avremmo potuto prendere CHF 300000.-- / 350000.-- a quintale. Per “noi” intendo io, _ , AC 2, o anche AC 6 che magari poteva venire a chiedermi di piazzare 100 kg. Escludo AC 1.”
(verb. AC 9 13.4.04 p. 10)
“Domanda: lei cosa sapeva della destinazione finale della canapa sottratta ad _ ?
Risposta: sarebbe stata venduta come stupefacente. Un po' era destinata in CH interna ed il resto, tutto in Italia. Questo lo so perché me lo ha detto il mio amico di cui non voglio fare il nome. C'era qualcuno che l'avrebbe comprata all'ingrosso a 3'000.--/4'000.-- Euro al chilo.”
(verb. AC 3 12.1.04 p. 6)
Che la canapa dovesse essere venduta come stupefacente era chiaro anche per i partecipanti meno qualificati.
AC 4, pur nella sua abituale ritrosia a qualsiasi ammissione, lo ha detto:
“Non so cosa ne avrebbero fatto della canapa e _ non mi ha detto nulla essendo una persona molto riservata.
Visto il quantitativo di sicuro la canapa non veniva fumata da quelli che avevano organizzato il tutto. L'idea è sempre stata quella che se una persona organizza una cosa del genere, ha dei secondi fini, la vuole vendere e vuole fare soldi.” (verb. AC 4 19.2.04 p. 2)
Infine, anche AC 5 e AC 7 l’hanno detto:
“l’avrebbero venduta al dettaglio o all’ingrosso come marijuana”
(verb. AC 5 3.2.04 p. 6)
confermo che in macchina, scendendo dalla _ , ho chiesto a AC 6 che cosa ne facevano della canapa. Sergio mi rispose che si sarebbero arrangiati loro a venderla. Io ho capito che “loro” significava AC 6, l’uomo con i baffi neri e l’uomo con i baffi AC 1. So che la canapa è una droga e che è vietata
” (AC 7 2.2.04 pag. 8)
2.31.
Come visto sopra, in _ , AC 3 lascia sul furgone alcuni sacchi di canapa per un totale – ed è l’ipotesi più favorevole all’imputato – di 26,5 kg.
Si tratta del compenso (o di parte del compenso) che AC 9 aveva pattuito con _ (cfr., anche, verb dib pag. 18).
Sempre come visto sopra, AC 3, prima di riportare il furgone a _ , trasporta la canapa a _ e la porta, con l’aiuto di AC 5, a casa sua (verb. AC 3 12.1.2004 p. 3 e seg.; AC 3 18.12.2003 p. 4; AC 3/AC 5, 4.2.2004 p. 3 e seg.; AC 5 12.12.2003 p. 5 e 6; AC 5 16.12.2003 p. 2; AC 5 19.12.2003 p. 2; AC 5 23.12.2003 p. 1 e 2; AC 5 3.2.2004 p. 1 e seg.; AC 3/AC 5 4.2.2004; AC 4 12.12.2003 p. 10 e 11; AC 4 16.1.2003 p. 2 e seg.; AC 4 28.1.2004 p. 1 e seg.).
I piani prevedono che la canapa venga trasportata in Italia (attraverso il confine verde, dice AC 3 in aula) e lì venduta da _ come stupefacente (verb. AC 3 12.1.2004 p. 2 e 3; AC 3 18.12.2003 p. 4; AC 5 19.12.2003 p. 3; AC 5 3.2.2004 p. 1; AC 5 23.12.2003 p. 1; AC 3/AC 5 4.2.2004 p. 1).
Sta di fatto, però, che AC 3, nel periodo tra il furto ed il suo arresto, vende, personalmente, in Ticino parte della canapa proveniente dalla Polveriera. Ne vende a diversi consumatori. Di questi, due sono stati identificati. Si tratta di _ e _ (cui vende complessivamente 70 grammi della citata canapa). A loro, AC 3 racconta anche di avere un notevole quantitativo di canapa da vendere e di essere alla ricerca di qualcuno disposto ad acquistarne in grande quantità (verb. AC 3/_ 23.1.04 p. 3 e 4; AC 3 29.1.04 p. 2 e 3; AC 3/_ 21.1.04 p. 3).
Inoltre, AC 3, nell’ambito delle trattative di vendita all’ingrosso della canapa sottratta dalla Polveriera, ne offre un campione a _ , un’amica consumatrice, che, dopo averla provata ed apprezzata, si dice disposta ad aiutare AC 3 a piazzare i “30 kg” di canapa che lui le ha esplicitamente detto
“provenire dal furto perpetrato alla polizia”
(verb. AC 3 26.11.12.2003 p. 7; AC 3/_ 23.1.2003 p. 2 e 3;. 29.1.2004 AC 3 p. 3)
Al momento dell’arresto di AC 3, al suo domicilio, gli inquirenti ritrovano 1'209.05 grammi di canapa: è una parte di quella proveniente dal furto di _ . Altri 515 grammi della canapa proveniente dal deposito della Polveriera vengono ritrovati al domicilio dell’ ex moglie di AC 3, Sonia Pizza.
La sorte dei kg di canapa mancanti non ha potuto essere accertata.
AC 3 nega di averli venduti e sostiene di avere consegnati i 23 kg mancanti “
ad un amico di cui non vuole fare il nome”
nella settimana dopo il furto.
Questa versione non ha convinto la Corte poiché è in contrasto con le dichiarazioni dei consumatori succitati cui AC 3 ha detto di avere una trentina di kg da piazzare. Ma tant’è. In mancanza di diversi accertamenti, occorre considerata provata la vendita, ad opera di AC 3, soltanto del quantitativo da lui ammesso.
2.32.
A questo punto, è opportuno fare un inciso sulla consapevolezza dei protagonisti di questa vicenda.
AC 9 ha sempre dichiarato che tutti sanno tutto sin dall’inizio.
Cioè che tutti sanno, fin dall’inizio dei rispettivi coinvolgimenti, che si tratta di rubare canapa sequestrata:
“Adr: non c’era nessuno dei partecipanti che non era a conoscenza esattamente di cosa si trattava, vale a dire di canapa sequestrata”
(verb. AC 9 13.4.04 p. 5
)
“Voglio dire che possono affermare quello che vogliono, ma tutti, compreso AC 1, AC 2, AC 6 e tutti gli altri, sapevano perfettamente che si trattava di andare a rubare canapa sequestrata....omissis... Io giuro che tutti sapevano sin dall’inizio, compreso il AC 2, che si trattava di andare a rubare canapa sequestrata dalla polizia
” (verb. AC 9 28.7.2004 p. 2 e 6
)
Diversa è la versione degli altri.
AC 2 dice di avere saputo da subito che si tratta di canapa ma non che si tratta di canapa in sequestro. Di questo particolare lui sarebbe venuto a conoscenza soltanto durante il pranzo di sabato 20 ottobre con AC 6 e AC 7 (verb. AC 2, 17.12.2003 p. 2).
Dell’attendibilità di questa versione già s’è detto al consid. 2.16.
Qui si ribadisce che, secondo la Corte, AC 2 ha avuto piena consapevolezza di tutti i particolari dell’operazione sin dall’inizio.
Riguardo AC 1 va, dapprima, detto che da subito egli ammette che sa che “il lavoro” era un furto. Dice, però, di avere pensato a un furto di sigarette (verb. AC 1 4.11.03 p. 3; 15.12.2003 p. 4; 26.1.04 p. 2) e di avere saputo solo la sera del furto che si trattava di canapa (glielo avrebbe detto AC 2) e di avere saputo che si trattava di canapa in sequestro soltanto dalla televisione la sera del 27 ottobre (verb. AC 1 4.11.2003 p. 9)
La Corte ha ritenuto che la negazione di AC 1 è smentita dalle dichiarazioni concordi di AC 9 e AC 2 sulla cui base si può ritenere accertato che, se anche AC 1 non aveva nessuna consapevolezza dei dettagli dell’operazione, egli era consapevole che progettato e messo in atto era un furto di canapa. Se è vero che AC 1 non ha mai parlato con _ , se è vero che AC 1 non ha mai saputo dove la merce era depositata né dove sarebbe stata nascosta, è anche vero che sia AC 9 che AC 2 hanno dichiarato di avere definito con AC 1 il numero e la grandezza dei furgoni necessari in funzione del quantitativo di canapa che si prevedeva di trovare nel deposito. La dichiarazione concorde e costante nel tempo dei due – che, certamente, non hanno motivo di rancore nei confronti di AC 1 - costituisce una chiamata di correo sufficiente a fondare il convincimento di questa Corte sulla consapevolezza di AC 1 riguardo alla natura della merce.
Diversa è la questione circa la consapevolezza di AC 1 che si trattasse di canapa sequestrata dalla polizia. Ritenuto che in atti non ci sono elementi indizianti in questo senso, la Corte ha ritenuto che AC 1 non sapesse nulla di questa circostanza.
AC 3, ammette di avere saputo da subito che si tratta di rubare canapa sequestrata (verb. AC 3 12.12.03 p. 1).
Per contro, AC 4 sostiene che, quando _ gli propone il lavoro, gli dice che si tratta semplicemente di trasportare sigarette da un luogo all’altro della Svizzera (verb. AC 4 16.12.03 p. 2). Poi – modificando la sua prima versione che lo vuole ignaro sino al furto del genere di merce da trasportare – dichiara che _ gli dice che si tratta di canapa (o meglio, erba)
“nel corso del secondo tentativo
” (verb. AC 4 16.12.03 p. 4). Dichiara più volte di non avere, però, saputo che si tratta di canapa in sequestro. Soltanto nell’interrogatorio del 19.2.04 ammette di avere capito, la sera del furto, che si tratta di merce in sequestro (verb. AC 4 19.2.04 p. 2).
AC 3 sembra confermare la versione di AC 4 affermando di avere detto lui a al compagno che si trattava di canapa nel corso del secondo tentativo (verb. AC 3 29.1.04 p. 5)
Per contro, AC 2 dichiara di avere detto a AC 4 che si trattava di canapa nel corso del sopralluogo fatto la mattina del 19 ottobre.
La Corte non ha potuto non rilevare che la versione di AC 4 secondo cui lui sarebbe stato assoldato per un semplice trasporto di sigarette da un luogo all’altro della Svizzera è del tutto inverosimile tenuto conto, oltre che delle modalità in cui questo trasporto veniva effettuato, del compenso promessogli (5.000.- euro). Del resto, non si vede il motivo per cui _ abbia detto a AC 5 – peraltro, pagato molto meno di AC 4 – che si trattava di un furto e l’abbia taciuto a AC 4. Inoltre, le “resistenze” all’accettazione della proposta di _ che AC 4 dichiara di avere avuto e che avrebbero portato all’aumento progressivo del compenso non si giustificano se proposto è un semplice trasporto: AC 4, visti i problemi economici di cui ha ampiamente parlato al dibattimento, non avrebbe esitato ad accettare un lavoro del tutto innocente pagato, oltretutto profumatamente.
AC 4 non è, perciò, stato creduto.
La Corte ha ritenuto certo che egli sapesse che si trattava di partecipare ad un furto.
Rilevato, poi, che è del tutto logico che AC 2, nel sopralluogo effettuato per spiegare il loro compito a _ e AC 4, abbia parlato della merce che doveva essere rubata e visto che la chiamata di correo fatta da AC 2 è rimasta costante nel tempo ed appare del tutto disinteressata, essa è bastata a fondare il convincimento della Corte sulla consapevolezza di AC 4 sulla natura della merce.
Questo ritenuto, peraltro, che la chiamata di correo di AC 2 è solo apparentemente contrastante con la dichiarazione di AC 3 poiché nulla impedisce che AC 3 abbia parlato a AC 4 della canapa solo la sera del secondo tentativo ma che per AC 4 si trattasse solo della conferma di una notizia avuta già in precedenza da AC 2.
AC 5 sostiene di avere creduto – sino al momento dell’apertura delle porte del deposito – che si trattasse di un furto sigarette
(verb. AC 5 3.2.04 p. 6). Solo al momento dell’apertura delle porte si è accorto che si trattava di canapa e che si trattava di canapa in sequestro (verb. AC 5 16.12.03 p. 1, 3, 5).
La sua versione è apparsa credibile alla Corte nella misura in cui AC 3 ha dichiarato – e si è trattato di una dichiarazione rimasta costante – di averlo sentito mormorare, al momento dell’apertura delle porte, “
e pensare che si trattava di sigarette
” (verb. AC 3 29.1.04 p. 5). L’assenza di consapevolezza di AC 5 circa la natura della merce da rubare di AC 5 è, poi, confermata dall’esiguità del compenso promessogli.
AC 7 – la cui generale sincerità è apparsa evidente – dopo una prima negazione, ha confessato tutto, parlando anche dei più piccoli dettagli, in un racconto che è risultato lineare, costante e coerente. La Corte ha, perciò, ritenuto credibile la sua versione secondo cui egli ha saputo che si trattava di canapa stupefacente soltanto nel corso del pranzo al motel _ mentre la prima sera (in cui, si ricorda, egli non si è neppure avvicinato alla Polveriera) egli credeva soltanto di stare partecipando ad un furto.
Per contro, la Corte non ha creduto ad AC 6 ritenuto che la sua versione è smentita dalla dichiarazione di AC 9 – credibile poiché, oltre che inseribile logicamente nel contesto fattuale, è rimasta costante nel tempo e risulta essere del tutto disinteressata – secondo cui sia ad AC 6 che a _ (i due capisquadra) lui aveva detto tutto sin dall’inizio (cfr., pure, verb. AC 2 21.1.04 p. 15 in fine).
2.33.
Quel che succede dopo il furto è cosa nota.
Il lunedì 28 ottobre, in serata viene arrestato AC 1.
Il mattino del 29 ottobre è la volta di AC 2 che, con le sue rivelazioni, rende possibile il ritrovamento della canapa sottratta.
L’identificazione e l’arresto degli altri protagonisti richiede più tempo: le date dei rispettivi arresti sono indicate nell’atto di accusa.
AC 9, fuggito dal Ticino appena avuto sentore dell’arresto di AC 1, viene arrestato in Slovenia il 20 marzo 2004 ed estradato in Ticino il 24.7.04.
3.
Accertati i fatti così come ai considerandi precedenti, la Corte ha dovuto stabilire che cosa gli imputati hanno sottratto dalla Polveriera.
Le Difese – quasi coralmente (ad eccezione del patrocinatore di AC 8) - hanno sostenuto (chi con più, chi con meno convinzione) che, non avendo la pubblica accusa provveduto a determinare il tenore di THC della canapa sottratta, non può essere ammesso il carattere stupefacente della sostanza trafugata.
E’ ormai un dato accertato che la canapa è uno stupefacente quando contiene un tasso di THC dello 0,3%.
Il TF ha già avuto modo di stabilire che l’analisi che permette di determinare il tenore di THC non è, però, il solo mezzo atto a provare il carattere stupefacente della canapa (STF 27.6.2001 in re X. 6S.363/2001/ROD).
La realizzazione dell’elemento oggettivo dell’infrazione alla LStup può, infatti, essere ammessa sulla base dell’insieme di elementi o di indizi convergenti atti a stabilirlo in modo sufficiente. A valere quali esempi di indizi atti a provare il carattere stupefacente, il TF ha indicato, in particolare, il fatto che lo stesso autore ammette che la canapa può essere consumata come stupefacente, l’accertamento secondo cui la canapa di cui trattasi è effettivamente stata consumata come stupefacente oppure, ancora, il fatto che l’autore tratti parti della pianta di cui si conosce, in generale, l’alto tenore in THC.
Nel suo esame, la Corte ha dapprima considerato che il furto è stato organizzato dopo che qualcuno ha rivelato a _ che un ingente quantitativo di canapa (o meglio, di “
erba
” – cfr. verb. AC 9 24.7.04 p. 2 – che è il termine gergale con cui si indica la canapa stupefacente; così, ad esempio, verb. AC 4, verb. 16.12.2003 p. 13: “i
o la chiamo erba e tutti la chiamano così....so che è uno stupefacente vietato dalla legge.
.”) era depositato alla Polveriera.
Le informazioni ricevute da _ e trasmesse ad AC 9 dovevano essere molto attendibili e sicure sul carattere stupefacente della sostanza, poiché soltanto la sicurezza su questa circostanza giustifica l’organizzazione di un furto con il coinvolgimento di diverse persone cui vengono promessi compensi complessivamente considerevoli.
Nessuno organizza un furto di queste dimensioni se non ha la certezza che la merce ha valore. E la canapa ha valore solo se è stupefacente.
Certo, l’attendibilità della fonte e, quindi, l’attendibilità delle informazioni da sola non basta a provare il carattere stupefacente della sostanza.
Ma costituisce un primo indizio che si somma ai seguenti.
Risulta accertato che AC 3 – che, effettivamente (così come emerge dalle sue stesse ammissioni e dalle dichiarazioni di AC 5 e di AC 4), ha effettuato una cernita della canapa prima che questa venisse caricata – ha fatto caricare sui furgoni soltanto i bidoni e le scatole su cui c’era la scritta “indoor” (verb AC 3 12.12.03 p. 2) e che, fra questi, ha scelto soltanto quelli contenenti i fiori (verb. dib. p. 17).
Ciò significa, in ogni caso, che la canapa asportata era stata coltivata secondo il metodo indoor.
La coltivazione indoor è un metodo che, per ormai comune conoscenza, assicura la produzione di canapa con un tenore di THC molto alto, in ogni caso di molto superiore allo 0,3%.
Il deposito “Polveriera” è stato messo a disposizione della polizia cantonale dall’Arsenale cantonale con la consegna delle chiavi soltanto nel marzo 2003 (doc. dib 18).
Le operazioni della Magistratura denominate “indoor” hanno avuto inizio nel marzo 2003 (doc. dib. 16).
AC 5 ha dichiarato che i contenitori caricati sui furgoni – o perlomeno molti di essi - portavano, in più, la scritta “reperti” (verb. AC 5 16.12.03 p. 5). Tale scritta risulta visibile anche su parte dei contenitori ammassati nel cunicolo scelto come nascondiglio (doc. dib. 9 e 10 e documentazione fotografica in atti). E che la scritta non sia visibile su tutti i contenitori è giustificato dal fatto che gli imputati hanno tolto e buttato parte delle etichette (cfr. AI 78; verb. AC 3 24.11.2003 p. 3).
Da tutto quanto sopra, si può, con tranquillante certezza, dedurre che gli imputati hanno sottratto dalla Polveriera soltanto canapa sequestrata dagli inquirenti nelle operazioni indoor che hanno avuto inizio nel marzo 2003.
E’ fatto ormai notorio – poiché risulta da una serie di studi pubblicati in diversi ambiti e che è stato accertato dal TPC in numerose sentenze – che nella canapa sequestrata nell’ambito delle operazioni indoor sono stati rilevati tassi di THC varianti da un minimo di 2,8% ad un massimo di 19,7% (cfr., ad esempio, i dati presentati nel corso della giornata di studio sulla canapa del 12.5.03 e
pubblicati anche in
www.ti/dss/dsP/UffFC/temi/documentazione/PDF/presentazioni_z/indoor%20procuratori.pdf
e i dati rilevati dal farmacista cantonale G.M. Zanini e presentati nella conferenza stampa “la marijuana indoor ticinese” del 10.4.2003, pubblicati anche in www.ti.ch/DI/POL/comunicati/operazionispeciali/indoor/pdf/dossierstampa.pdf) così come ormai di conoscenza comune è la circostanza secondo cui i fiori sono la parte della pianta che contiene il più alto tenore di THC.
E’ poi accertato che AC 3 ha portato a casa sua una parte della canapa sottratta dalla Polveriera. Accertato è che egli – da solo o con _ (la questione è irrilevante) – ha venduto parte di quella canapa (lui non aveva, in quel periodo, canapa che non venisse dal furto) come stupefacente: a provarlo – oltre alle sue dichiarazioni – è il reperimento al suo domicilio della macchinetta per fare il sottovuoto e che gli serviva “
per fare i sacchetti di canapa da vendere”
(AC 3 24.2.04 pag. 2).
Parimenti accertato è che AC 3 ha fumato tale canapa (naturalmente, solo una minima parte) e che, oltre che da lui, parte di questa canapa è stata fumata, quale campione nell’ambito della trattativa volta alla sua vendita all’ingrosso da tale _ che l’ha definita “
veramente buona
” (verb. AC 3 26.11.03 p. 7; verb. confronto AC 3/_ 23.1.04 p. 2 e 3; verb. 29.1.04 AC 3 p. 3) ed inoltre è stata venduta, verso la fine del 2003, dallo stesso AC 3 a tale _ che ha dichiarato di “
essersi fumata
” da solo tutta la canapa acquistata da AC 3 (verb. 23.1.04 confronto AC 3/_ p. 3 e 4; verb. AC 3 29.1.04 p. 3) e, infine, risulta che altri 50 gr sono stati venduti da AC 3 fra la metà e la fine del novembre 2003 a tale _ che ne ha fatto uso quale stupefacente (verb. 21.1.04 confronto AC 3/_ p. 3, AC 3 29.1.04 p. 2).
Ciò rilevato, questa Corte ritiene di avere sufficienti elementi univoci e convergenti per poter considerare accertato il carattere stupefacente della canapa sottratta, anche in assenza di un’analisi puntuale del contenuto in THC.
Le Difese hanno, ancora, sostenuto che il carattere stupefacente della canapa sottratta deve essere escluso anche perché lo stesso AC 3 ha detto di avere dovuto, perché così gli venne ordinato da _ , caricare scatole contenenti canapa ammuffita.
La Corte ritiene di dovere condividere – in applicazione del principio secondo cui, in caso di dubbio, deve essere ritenuta accertata la versione più favorevole all’accusato – questa censura.
Tuttavia, sulla base delle affermazioni di AC 3 confermate da AC 5 e anche, in parte, da AC 4, si deve ammettere che la merce che AC 3 ha ritenuto essere di bassa qualità è stata caricata soltanto sul terzo furgone.
Perciò, applicando una tara estremamente favorevole agli accusati, la Corte ritiene di dover negare carattere stupefacente ad un buon terzo del quantitativo globale sottratto.
Si ha, perciò, che è stato ritenuto accertato che gli imputati hanno sottratto dalla Polveriera non più di 1000 kg di canapa stupefacente.
Una riduzione quantitativa maggiore non si giustifica, da un lato, perché le condizioni di stoccaggio della canapa alla Polveriera (dove la canapa sottratta è rimasta per non più di 6 mesi) non si discostano molto da quelle definite ottimali (cfr. ad es.
“Cannabis als Naturheilmittel” in
http://home.t-online.de/home/uwe.biesen/thc.htm;
“Das Cannabis Archiv/FAQ: THC und andere Hanfprodukte” in
http://cannabis-archiv.de/allgemeines/thc-faq.html;
),
d’altro lato e soprattutto – è questo l’elemento che la Corte ha ritenuto decisivo - proprio perché l’utilizzo come stupefacente di parte della canapa sottratta è indicativo in modo più che sufficiente della sua buona qualità al momento della sua asportazione dalla Polveriera.
4.
I patrocinatori di alcuni imputati, appellandosi a due sentenze federali, hanno sostenuto la tesi secondo cui una sostanza stupefacente non può essere oggetto di un reato contro il patrimonio.
Va, prima di tutto, rilevato che – così come peraltro ricordato dal TF - la droga non è, in sé, una sostanza “hors commerce”.
Diventa sostanza “hors commerce” – e, quindi, non suscettibile di fare oggetto di un diritto di proprietà - quando la sua acquisizione ma anche la sua detenzione è proibita e punibile ai sensi degli art 8 cpv. 1 e 19 cifra 1 cpv. 5 LStup.
E’ soltanto in queste ipotesi – cioè nei casi di acquisizione e detenzione illecita – che lo stupefacente non fonda un diritto di proprietà giuridicamente riconosciuto e protetto (DTF 122 IV 179 seg. consid 2c e pag. 182 seg.; 124 IV 105 anche se va rilevato che, in dottrina, le argomentazioni e le conclusioni del TF secondo cui le droghe acquisite illegalmente non possono essere oggetto di un reato contro il patrimonio non fanno l’unanimità: cfr. ad esempio, Albrecht, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht, art 27 no 9; Kurt Seelmann, Kein Diebstahl an Betäubungsmittel möglich? in Recht 15, 1997 n. 25 pag. 37; José Hurtado-Pozo, Droit pénal, Partie spéciale I, 1997, n. 693; Daniel Stoll in JdT 1997 IV 141; Antoine Landry in Jdt 1998 IV ).
Proprio nella sentenza citata dalle Difese a sostegno della loro tesi, il TF ha ricordato che lo stupefacente non è sostanza “hors commerce”, in particolare, nei casi previsti dalla LStup (art 4 cpv. 1, 5 cpv. 1, 7 cpv. 1, 8 cpv. 5, 9-14a) e dalla relativa ordinanza (art 5 e seg. Ostup) e può, in questi casi, essere oggetto di un diritto di proprietà e, quindi, di un reato contro il patrimonio proprio perché l’acquisizione dello stupefacente, la sua detenzione e il suo utilizzo (nei limiti previsti dalla stessa legge federale) ha carattere lecito.
Dunque, per risolvere, secondo i criteri indicati dal TF, la questione di sapere se la canapa sottratta dagli imputati potesse o meno essere oggetto di un reato contro il patrimonio, occorre stabilire se la sua detenzione da parte dello Stato era lecita.
Questa Corte ha accertato che la canapa sottratta era canapa requisita dalle autorità inquirenti nell’ambito delle operazioni indoor e che si trattava di canapa stupefacente.
Stabilita la natura stupefacente della canapa e il suo ritrovamento nell’ambito dei procedimenti penali di cui s’è detto, non può che essere considerato che le autorità inquirenti avevano non soltanto la facoltà ma l’obbligo di requisire tale sostanza in ossequio al loro dovere generale di tutela dell’ordine e della salute pubblica.
E ciò indipendentemente dalla questione della individualizzazione del procedimento penale nel cui ambito lo stupefacente è stato requisito e dagli eventuali vizi formali di cui dovesse, per ipotesi, essere affetta la procedura seguita dagli inquirenti.
Data la natura stupefacente della canapa, la sua detenzione da parte dello Stato non avrebbe che potuto sfociare nell’acquisizione della proprietà nell’ambito di una procedura di confisca.
Dato questo diritto di proprietà, lo Stato avrebbe potuto utilizzare la canapa nei limiti definiti dalla legge, in particolare dall’art 73 OStup (non soltanto distruggendola ma anche, con l’autorizzazione degli uffici federali competenti, utilizzandola per esempio per la ricerca oppure come materiale di addestramento di unità di polizia).
Pertanto, acquisita lecitamente, al di là del suo valore venale e al di là del suo presumibile destino, la canapa sarebbe entrata a far parte del patrimonio dello Stato - patrimonio inteso nella sua accezione economico-giuridica - che gode, senza ombra di dubbio, della protezione offerta dagli art 137 e seg. , in particolare dall’art 139 CP.
E’ ciò che, peraltro, ha già deciso il TF nelle sentenze 1°.68/1988, 1A.76/1988, 1A.77/1988/rr, in cui ha ritenuto autori colpevoli di furto dei poliziotti che avevano sottratto cocaina che era stata sequestrata dalla polizia.
5.
Perché gli imputati possano essere ritenuti autori colpevoli di furto, è necessario che tutti abbiano avuto la consapevolezza di partecipare ad un furto.
Solo AC 4 l’ha negato dicendo di avere creduto, sino al secondo tentativo, che il lavoro offertogli da _ si limitasse alla partecipazione ad un semplice trasporto di sigarette da un luogo all’altro della Svizzera. Ma la sua negazione non è stata ritenuta credibile dalla Corte (cfr. consid. 2.32).
Pertanto, gli imputati si sono, con i fatti descritti, nell’atto di accusa, resi colpevoli di furto.
Il patrocinatore di AC 9 ha sostenuto che i due tentativi precedenti la realizzazione del furto devono essere da esso assorbiti.
E’ un’opinione che la Corte non ha condiviso.
E’ stato accertato che, nelle prime due occasioni, gli imputati non sono riusciti a compiere il furto, a causa dell’inadeguatezza del materiale da scasso di cui si erano dotati e che, solo al terzo tentativo, fatto tesoro delle esperienze precedenti, sono riusciti a penetrare nel deposito e quindi asportarne la canapa grazie ad una più potente fiamma ossidrica e all’impiego di una persona in grado di usarla correttamente.
Ciò ritenuto, sulla base dei criteri sviluppati dalla giurisprudenza (cfr. CCRP 16.9.1996 in re. D.P, M.F., V.F.C.J, CCRP 7.4.1994 in re S.M.. e CCRP 10.11.1983 in re O.) le tre azioni devono essere considerate fra loro indipendenti, con connotazioni giuridiche proprie e quindi tutte, in sé, punibili, benché l’obiettivo fosse il medesimo .
Si tratta, comunque, di una conclusione che non ha un particolare peso sulla commisurazione della pena, nella misura in cui, anche se non fosse stata riconosciuta l’autonomia dei tre episodi, essi avrebbero comunque dovuto essere considerati – e avrebbero avuto lo stesso peso - nella commisurazione della pena in quanto elemento di aggravamento della colpa.
6.
La questione di sapere se gli imputati debbono anche essere ritenuti autori colpevoli di infrazione alla LStup dipende dalla loro consapevolezza della natura della merce depositata alla Polveriera.
Non tutti gli imputati hanno ammesso di avere avuto tale consapevolezza sin dall’inizio.
Come visto al consid. 2.32, la Corte ha ritenuto accertato l’assenza di consapevolezza della natura della merce soltanto per AC 7 limitatamente al primo tentativo e per AC 5 limitatamente ai due tentativi.
Pertanto, con gli stessi fatti per cui si sono resi autori colpevoli di ripetuto tentato furto e di furto, gli imputati si sono resi autori colpevoli di ripetuta infrazione alla LFStup con le seguenti eccezioni: AC 5 è assolto dalle imputazioni di infrazione alla LStup per quanto riguarda i fatti di cui al punto 3.1 e 3.2. e AC 7 è assolto dall’imputazione di infrazione alla LStup per i fatti di cui al punto 3.1.
AC 3 si è, inoltre, reso colpevole di infrazione e contravvenzione alla LStup per i fatti indicati ai punti 9.1-9.6 e 10 dell’atto di accusa.
AC 5 è autore colpevole, anche, di infrazione alla LStup per i fatti indicati al punto 11 dell’atto di accusa.
AC 8 è condannato per complicità in infrazione alla LStup così come indicato nell’atto di accusa.
7.
La sussistenza del reato di cui all’art 289 CP presuppone che la decisione su cui si fonda il sequestro non sia nulla (cfr. BaslerKommentar, Niggli/Wiprächtiger, StGb vol. II, ad art. 289, n. 13).
In atti non ci sono le decisioni di sequestro della canapa che era depositata alla Polveriera.
Questo impedisce alla Corte di operare la verifica relativa all’eventuale nullità delle decisioni di sequestro.
Pertanto, in applicazione del principio in dubio pro reo, gli imputati sono assolti dall’imputazione di sottrazione di cose requisite o sequestrate.
8.
Le Difese hanno chiesto l’assoluzione dei loro patrocinati dall’imputazione di danneggiamento: l’entità del danno causato ammonterebbe, in realtà, ai circa fr. 15.000.- stabiliti dall’ing Lotti e, non potendolo considerare un danno considerevole, l’azione penale non potrebbe essere intrapresa in assenza di una tempestiva querela del danneggiato.
A questo proposito, sono opportune due precisazioni.
Dapprima, va detto che il mandato peritale conferito all’ing. Lotti non comprendeva la valutazione del danno (AI 22 e 82). La relativa sua valutazione non ha, perciò, valenza peritale. Inoltre, quella da lui fatta è una stima approssimativa, non motivata né sostanziata che non può servire quale accertamento dell’entità del danno.
Più preciso e dettagliato – e perciò più convincente – è il preventivo allestito da una ditta del ramo (preventivo in atti sub AI141) che indica puntualmente i costi di sostituzione delle porte danneggiate con altre di pari qualità.
Pertanto, la Corte ha ritenuto corretto l’ammontare del danno indicato nell’atto di accusa.
D’altra parte, va detto che, contrariamente a quanto sembrano sostenere le Difese, nelle sentenze citate a sostegno della loro tesi, il TF non ha posto un limite al disotto del quale un danno non può essere considerato considerevole ai sensi dell’art 144 cpv. 3 CP (DTF 117 IV 440; 106 IV 25; Corboz, Les infractions en droit suisse, I, p. 282) e, inoltre, va detto che per la dottrina maggioritaria (Niggli/Wiprächtiger, Strafgesetzbuch , Vol II, ad art 144, pag. 423-424 no 33 e seg.; Trechsel, Kurzkommentar ad art 144 no 9; Rehberg/Schmid/Donatsch, Strafrecht III , pag. 170 no 3), un danno può essere ritenuto considerevole quando supera i 10.000.- fr.
Quindi, quand’anche il danno causato dovesse essere quantificato così come preteso dalle Difese – e, cioè, in circa 15.000.- fr. – si sarebbe, comunque, nell’ipotesi fattuale di cui all’art 144 cpv. 3 e, pertanto, il reato sarebbe perseguibile d’ufficio.
Ciò detto, gli imputati sono condannati per danneggiamento così come all’atto di accusa
9.
Giusta l’art. 139 CP chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, sottrae al fine di appropriarsene una cosa mobile altrui, è punito con la reclusione sino a 5 anni o con la detenzione.
L’art. 19 cfr. 1 LFStup. punisce con la detenzione o la multa chiunque, senza essere autorizzato, intenzionalmente deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta, offre, distribuisce, vende, negozia per terzi, procura, prescrive, mette in commercio, cede, possiede, detiene, compera o acquista in altro modo stupefacenti o fa preparativi a questi scopi.
L’art. 144 cpv. 3 CP prevede la reclusione sino a 5 anni per chi, deteriorando, distruggendo o rendendo inservibile una cosa altrui, cagiona un danno considerevole.
Giusta l’art. 19a LFStup, chiunque, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente stupefacenti oppure chiunque commette un’infrazione giusta l’art. 19 per assicurarsi il proprio consumo, è punito con l’arresto o la multa.
Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali.
A tale riguardo, entrano in considerazione numerosi fattori quali il movente e le circostanze esterne, l’intensità del proposito, l’eventuale assenza di scrupoli, i modi d’esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o reiterazione dell’illecito, il ruolo in seno ad una banda, la recidiva, le difficoltà personali e psicologiche, il pentimento, la volontà di emendamento, la collaborazione con gli organi inquirenti, gli imperativi di prevenzione generale, ecc..
La colpa dell’accusato va innanzitutto valutata considerando la portata oggettiva dei reati intenzionalmente commessi: considerando cioè quel che egli ha fatto volendolo fare, le sue motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e il risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in ZbJV 1995 24).
ll criterio essenziale è, dunque, quello della gravità della colpa e, pertanto, il
giudice deve prendere in considerazione, in primo luogo, gli elementi che portano sull'atto in quanto tale, in particolare sul risultato dell'attività illecita, sui modi di esecuzione e, dal punto di vista soggettivo, sull'intensità del dolo così come dei motivi del delinquere. L'importanza della colpa dipende altresì dalla libertà di decisione di cui ha disposto l'autore: più gli sarebbe stato facile rispettare la norma violata, più fortemente pesa la sua decisione di trasgredirla e quindi più è grave la sua colpa (DTF 127 IV 101;
122 IV 241 consid 1 p. 243 e sentenze citate)
Anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa la collaborazione con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid 2d con rinvio a DTF 117 IV 112 consid 1 e 116 IV 289 consid 2a). Criteri ispirati alla parità di trattamento con casi analoghi hanno, invece, portata relativa (DTF 124 IV 47 consid 2c), mentre esigenze di prevenzione generale svolgono solo un ruolo di second’ordine (DTF 118 IV 350 consid 2g).
In caso di concorso di reati, l’art 68 cifra 1 cpv. 1 CP
dispone che il giudice condanna il reo alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della pena massima comminata e senza andar oltre al massimo legale della specie di pena.
Per quanto riguarda la commisurazione della pena da infliggere ai condannati, valgono per tutti alcune considerazioni di natura generale.
Dapprima va rilevato che l’accertamento del concorso ideale di più reati se, di principio, costituisce in sé motivo di aggravamento della pena, in concreto costituisce elemento di commisurazione della colpa nella misura in cui, con gli stessi atti, i condannati hanno violato più beni giuridici.
Parimenti, l’accertamento di reati indipendenti riguardo i due tentativi e il furto compiuto non pesa nella commisurazione della pena più di quanto avrebbe pesato – nell’ipotesi dell’assorbimento – la considerazione dei primi due episodi come prova della persistenza nel tempo dell’intento delittuoso.
Sempre a titolo di considerazione generale, è bene rilevare che, nella misura in cui, secondo il TF, la canapa, pur non essendo esente da rischi, non può essere considerata pericolosa per la salute, il riconoscimento della qualità di stupefacente alla merce sottratta pesa, nella commisurazione della pena, non più di quanto avrebbe pesato sulla valutazione della colpa la semplice considerazione dell’entità considerevole del valore del bottino stimato dagli autori. Gli organizzatori si aspettavano un bottino dal valore considerevole e, perciò, un ricavo personale altrettanto buono: per AC 9 e AC 2, in ogni caso, un bottino attorno al milione di AC 2. Questo aspetto sarebbe, comunque, stato considerato e avrebbe ugualmente pesato nella valutazione della colpa degli imputati, anche se la canapa non avesse potuto essere ritenuta stupefacente.
D’altra parte, sempre ancora a valere quale considerazione generale, la Corte non ha potuto dimenticare che l’illecito sperato non è stato ottenuto.
Ancora quale considerazione generale, la Corte ha ritenuto quale indicatore in negativo della gravità oggettiva dei reati commessi dai condannati, l’approssimazione e il carattere dilettantesco del piano elaborato che, a causa della sua superficialità, ha richiesto per andare a buon fine ben tre tentativi e una forte dose di fortuna. Ciò ridimensiona in modo sensibile la valenza delinquenziale degli atti posti in essere e il carattere socialmente pericoloso dei suoi autori.
Ciò detto – e sempre quale considerazione generale – è stato, tuttavia, considerato che la messa in atto del progetto delinquenziale dei condannati presupponeva, pur essendo connotato a livello qualitativo così come indicato, una buona dose di spregiudicatezza ritenuto che prevedeva non soltanto un furto ma un furto commesso ai danni di un’autorità dello Stato. Va, a questo proposito, tuttavia rilevato che la Corte non ha ravvisato - come, invece, ha fatto la pubblica accusa - in quanto posto in essere dai condannati una volontà di attacco alle istituzioni: la caratura dei personaggi, le loro motivazioni e le modalità d’esecuzione lo escludono.
La Corte ha, poi, commisurato per ognuno la pena in funzione, oltre che delle particolarità soggettive, dei rispettivi coinvolgimenti che hanno potuto essere definiti nel dettaglio in modo chiaro e sicuro.
In particolare, è risultato chiaro che, se all’inizio, subito dopo che _ porta ad AC 9 la notizia dello stoccaggio della canapa alla Polveriera, il ruolo di AC 9 e AC 2 doveva essere semplicemente quello di trovare un nascondiglio per la merce, dopo l’annuncio della defezione di “quello delle motrici”, i due assumono a pieno titolo – con _ - il ruolo di organizzatori del furto.
AC 9 e AC 2 reperiscono dapprima il nascondiglio adatto.
Poi si occupano del reperimento dei mezzi di trasporto necessari allo spostamento della merce e, in questa operazione, coinvolgono AC 1.
Poi AC 9 reperisce gli uomini necessari cui, con AC 2, a diverse riprese, mostra i luoghi e cui, sempre con AC 2, attribuisce i compiti.
Ha origine in discussioni tra AC 9, AC 2 e _ – discussioni in cui decisiva, nel bene e nel male, è dapprima la conoscenza dei luoghi che AC 2 ha grazie ai suoi trascorsi militari e, certamente, i sopralluoghi fatti con _ e, poi, dopo il primo e il secondo tentativo, l’esperienza diretta – l’acquisto della trancia, del piede di porco e dei lucchetti e, poi, la presa delle bombole viste per caso in _ , l’acquisto dei cannelli da applicarvi e, infine, il viaggio in Italia per procurarsi delle bombole più adatte e, poi, dei cannelli da taglio per sostituire quelli difettosi.
Infine, sono sempre i tre a dare agli uomini le istruzioni e gli ordini durante l’esecuzione vera e propria dei colpi e a coordinare le diverse fasi dell’operazione.
Dunque, colpa oggettivamente identica di AC 9 e AC 2.
Dal profilo soggettivo, va rilevato che la colpa di AC 9 è aggravata dal fatto che egli ha delinquito in pieno periodo di prova della sospensione condizionale della precedente condanna.
A suo favore, è stato considerato che la motivazione per cui egli si è deciso ad agire - e ad agire in un campo che non è il suo – affonda le sue radici in una difficile situazione finanziaria.
Inoltre, quale ulteriore fattore di attenuazione, è stato considerato che, se è vero che AC 9 ha reperito gli uomini necessari alla messa in atto del colpo, è anche vero che egli ha fatto capo non a delinquenti sperimentati ma a uomini o sprovvisti di qualsiasi competenza delinquenziale o sperimentati soltanto nel commercio di sigarette. Dunque, AC 9 non ha importato sul nostro territorio delinquenti che possono essere ritenuti pericolosi.
La Corte ha, poi, considerato che AC 9 ha ormai raggiunto un’età in cui il tempo che rimane ha un valore maggiore di quello che ha davanti una persona più giovane. E questo a maggior ragione se si considera che, in aggiunta a quella che oggi gli viene inflitta, se le autorità slovene accorderanno l’estensione dell’estradizione, AC 9 dovrà scontare anche la precedente pena di 18 mesi di detenzione.
Pertanto, la Corte ha ritenuto adeguata all’effettiva colpa di AC 9 la pena di 2 anni e 9 mesi di reclusione.
A questa pena si aggiunge quella accessoria dell’espulsione per un periodo di 7 anni. Espulsione che non può essere sospesa condizionalmente non potendosi formulare per AC 9 una prognosi positiva in ragione dei suoi precedenti.
Così come dal profilo oggettivo la colpa di AC 2 rispecchia quella di AC 9, anche dal profilo soggettivo le considerazioni fatte per il primo possono valere, mutatis mutandis, per il secondo.
In particolare, pur non avendo AC 2 delinquito nel periodo di prova di una sospensione condizionale, egli lo ha fatto poco prima dell’inizio del processo penale che lo ha, poi, visto, condannato tre giorni dopo il suo arresto.
Quindi, pur tenendo conto a suo favore che è stato lui a permettere il ritrovamento della canapa e considerato, pure a suo favore, che egli ha agito perché si trovava in condizioni finanziarie difficili (condizioni che, tuttavia, non realizzano lo stato di grave angustia così come invece preteso dal suo patrocinatore), questa Corte, per i fatti di cui oggi è ritenuto colpevole, condannerebbe AC 2 alla stessa pena di AC 9.
Tuttavia, quella che oggi viene inflitta a AC 2, è una pena totalmente aggiuntiva a quella inflittagli lo scorso novembre. Quindi, così come stabilito dal TF, occorre determinare la pena a suo carico come se il giudizio odierno comprendesse anche i fatti già giudicati e, poi, sottrarre dalla pena così determinata quella già ricevuta. Se oggi AC 2 fosse giudicato anche per i reati di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta, ai 2 anni e 9 mesi verrebbero aggiunti almeno altri 7 mesi.
Pertanto, tenuto conto della precedente condanna a 10 mesi di detenzione che rimane, oggi AC 2 viene condannato alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione.
Se, nella graduatoria delle responsabilità, AC 9 e AC 2 occupano a pari merito il primo posto, AC 1 arriva secondo, ma con un distacco veramente importante.
Se egli ha dato un apporto decisivo nella questione dei trasporti e se ha partecipato in modo altrettanto decisivo a procurare gli strumenti per lo scasso, è anche vero che questa sua partecipazione non è qualificata dal punto di vista decisionale ma appare connotata unicamente e meramente come la partecipazione del buon esecutore.
AC 1 è stato uno che faceva quel che gli veniva detto di fare, senza esitazioni che non fossero quelle che gli venivano dalle sue peculiarità caratteriali: cioè dalla totale assenza di spregiudicatezza e da una sorprendente ingenuità di fondo .
Inoltre, la Corte ha considerato che se AC 1 ha fatto quel che ha fatto, lo ha fatto in un certo modo perché legato ad AC 9 da un sentimento di ammirazione e riconoscenza: certamente, questo non realizza un vero e proprio stato di dipendenza ma vi si avvicina. Di questo la Corte ha tenuto conto quale fattore di attenuazione della colpa di AC 1.
Pertanto, tenuto inoltre conto dell’età di AC 1, della sua incensuratezza (che pesa molto a suo favore) e, soprattutto del fatto che ha già scontato un lungo periodo di carcerazione preventiva in condizioni certamente dure che lo hanno molto provato (cfr. certificato medico in atti), la Corte ritiene adeguata alla sua colpa la pena di 21 mesi di reclusione.
In applicazione della giurisprudenza federale (R. M. Schneider, in BaslerKommentar StGb; DTF 127 IV 97 e 128 IV 73), questi 21 mesi vengono compressi, tenuto conto del fatto che per lui è possibile formulare una prognosi favorevole, in 18 mesi di reclusione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni.
Per AC 6 - che deve rispondere solo dei due tentativi di furto – la Corte ha considerato che egli non ha avuto soltanto un ruolo di mero esecutore. Egli non si è limitato a fare il palo e a guidare qualche furgone ma è stato anche un reclutatore. Se AC 7 e _ hanno preso parte a quest’operazione, è grazie a lui. Ed egli di questo deve rispondere ritenuto che la sua colpa – al di là del riflesso della gravità oggettiva degli atti compiuti – è appesantita dall’assenza di scrupoli che egli ha dimostrato nel coinvolgere in questo colpo, oltre al fratellastro, un ragazzo incensurato quale AC 7.
Se a suo favore è stata considerata la collaborazione prestata agli inquirenti, va detto che la mancata partecipazione al dibattimento ne ha sminuito la portata attenuante.
Pertanto, pur considerata la sua incensuratezza, a suo carico è stata pronunciata una pena di 18 mesi di reclusione.
La Corte ha lungamente riflettuto sulla questione della sospensione condizionale di questa pena. Se a sfavore parla la sua assenza dal dibattimento – assenza non giustificata e che, pertanto, potrebbe venire interpretata come dimostrazione di una preoccupante incapacità di assunzione di responsabilità – e se qualche preoccupazione desta la sua disoccupazione, a favore della concessione di questo beneficio parla l’incensuratezza del condannato. Pertanto, tutto ben ponderato, la Corte ha, infine, deciso di concedere al condannato il beneficio della sospensione condizionale, applicandole il periodo di prova massimo previsto dalla legge e assortendola dell’espulsione per tre anni, pure questa sospesa.
Nei fatti per cui oggi è giudicato, AC 4 non ha avuto alcun ruolo a livello organizzativo. AC 4 è stato un buon manovale, che ha guidato i furgoni quando era necessario così come, quando era necessario, ha caricato e scaricato la canapa senza obiezioni.
Se è vero – così come sostenuto dalla Difesa – che AC 4 è stato un semplice esecutore di ordini altrui, non è altrettanto vero che in lui l’intensità del proposito criminale era debole. Il contrario è dimostrato concretamente – per lui come quasi per tutti gli altri – dalla partecipazione ai tre episodi.
Anche dovesse essere ammessa una sua difficile situazione finanziaria, non può certamente essere ammessa la grave angustia quale attenuante specifica ai sensi dell’art 64 CP. Né la grave angustia può essergli riconosciuta a causa di una pretesa ma poco verosimile situazione di terrore in forza della quale egli avrebbe agito.
A suo favore è, però, stato considerato il fatto che il delinquere risulta essere, nella sua storia, un episodio unico e isolato, in una vita in cui egli ha, per il resto, sempre lavorato onestamente. Pertanto, considerata anche la lunga carcerazione preventiva subita, la Corte ha ritenuto adeguata la pena di 18 mesi di reclusione accompagnata dall’espulsione dal territorio svizzero per tre anni.
Si tratta di pene sospese condizionalmente poiché per AC 4 viene formulata una prognosi positiva in forza della sua incensuratezza, del suo passato di lavoratore, della stabilità affettiva e dell’effetto dissuasivo del carcere preventivo sofferto . Questa prognosi positiva viene sostenuta dall’applicazione di un periodo di prova di 5 anni.
AC 3 è, della forza lavoro che ha partecipato a quest’impresa, quello che, oltre ad avere compiuto gli atti maggiormente connotati a livello delinquenziale, ha dimostrato maggiore flessibilità, non esitando ad assumere ruoli e funzioni diversi da quelli per cui era stato ingaggiato.
Considerato anche il fatto che egli si è già trovato in passato confrontato alla giustizia penale, e ritenuto che deve rispondere anche di altre infrazione alla LStup, egli avrebbe oggi avuto una condanna aggirantesi sui 2 anni se non fosse per la scemata responsabilità che gli viene riconosciuta a causa della sua tossicodipendenza (cfr. certificati medici in atti e prodotti al dibattimento). Per contro, le attenuanti specifiche (art 66bis e grave angustia ex art 64) la cui applicazione è stata chiesta dal difensore non sono manifestamente realizzate.
Tutto considerato, la pena a carico di AC 3 viene fissata in 18 mesi di reclusione.
Anche per AC 3 è stata formulata una prognosi positiva. In forza, da un lato, dell’effetto dissuasivo della carcerazione preventiva sofferta. Dall’altro del fatto che in carcere egli ha avuto modo di disintossicarsi, eliminando così il motivo per cui aveva delinquito, e, infine, poiché il suo passato – al di là delle disavventure giovanili dovute verosimilmente ad una povertà culturale e sociale poco adatta al buon sviluppo di un adolescente e di una caduta più recente ma che può, tutto sommato, essere ancora considerata benigna vista anche la buona collaborazione allora prestata al PP che, in aula, ne ha dato atto - racconta una storia di buon lavoratore.
Dunque, pena sospesa condizionalmente per il periodo massimo di 5 anni.
Anche per lui c’è l’espulsione per tre anni, pure sospesa per un periodo di prova di 5 anni.
AC 5 è dei partecipanti ai tre episodi quello dal ruolo più marginale.
Egli ha avuto conoscenza del piano delittuoso soltanto a grandi linee, nell’esecuzione ha svolto lavori di pura manovalanza e il compenso pattuito era irrisorio.
A suo favore è stata considerata la giovane età e le innegabili difficoltà e immaturità derivategli dall’avere alle spalle una tragica vicenda familiare, segnata dalla perdita, oltre che di un fratello, della madre in un’età in cui la necessità di avere una guida è particolarmente forte e dal successivo disgregamento di tutti i legami familiari. AC 5 è apparso alla Corte come un ragazzo di indole fondamentalmente buona ma fragile.
A questa bontà d’animo e a questa fragilità la Corte ha attribuito le ritrattazioni fatte in aula allo scopo di sminuire le responsabilità di AC 3, ritrattazioni a loro volta subito ritrattate e, perciò, non ha ritenuto che esse dovessero pesare in modo particolarmente negativo come indizio di cattivo comportamento processuale sulla commisurazione della pena.
Pertanto, considerata anche la sostanziale incensuratezza di AC 5, la pena a suo carico è stata fissata in 15 mesi di reclusione.
Per lui è stata formulata una prognosi positiva. Questo in considerazione, oltre che delle sue possibilità concrete di riavere subito un lavoro, dell’effetto dissuasivo e deterrente del carcere preventivo sofferto e del fatto che in aula egli si è dimostrato sinceramente pentito di quanto fatto. Pertanto, la pena viene sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni.
Anche per AC 5 viene pronunciata l’espulsione dal territorio svizzero per la durata di 3 anni.
Così come la pena detentiva, l’espulsione viene sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni.
Anche AC 7 appartiene alla categoria dei meno qualificati fra i partecipanti all’operazione. Non ha alcun ruolo nella fase organizzativa. In quella operativa è coinvolto in misura marginale. Nel primo tentativo, non può far di più che rimanere in attesa di caricare i furgoni. Nel secondo tentativo, funge da palo. Poi, per paura di essere preso a causa della mancanza di professionalità della banda, rinuncia a proseguire.
Rilevato questo ruolo oggettivamente marginale e considerata, a suo favore, l’incensuratezza, l’ancor giovane età, il comportamento processuale estremamente corretto e il pentimento dimostrato in aula, la Corte ha inflitto a AC 7 la pena di 10 mesi di detenzione.
La prognosi è per lui favorevole: la pena privativa della libertà è, perciò, sospesa condizionalmente per 2 anni.
Relativamente ad AC 8, va detto che, se dal profilo oggettivo la sua partecipazione all’infrazione contro la LFstup è qualificabile come complicità, va rilevato che si tratta di una complicità qualificata, che si avvicina, per importanza, alla correità.
Dal profilo soggettivo, sorprende la leggerezza con cui AC 8 ha accettato di partecipare ad un reato, mettendo così a repentaglio tutta una vita vissuta nel rispetto dei valori che reggono la nostra convivenza sociale. Tuttavia, l’influsso negativo sulla colpa dell’avventatezza dimostrata è mitigato dal profondo pentimento dimostrato dall’imputato in aula. Inoltre, la Corte ha apprezzato che AC 8 – con importanti problemi di salute (cfr. certificati medici in atti ) – sia stato presente in aula nonostante questa presenza gli sia visibilmente costata molto in termini di sofferenza e abbia così dimostrato la volontà di assumersi appieno le proprie responsabilità. Infine, molto ha pesato, a favore di AC 8, la sua incensuratezza: così come insegna la CCRP, l’incensuratezza di una persona di 60 anni deve avere un effetto attenuante importante sulla commisurazione della pena. Pertanto, la Corte ha ritenuto di poter contenere la pena da infliggere ad AC 8 in 9 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente – fatta senza difficoltà una prognosi favorevole -con un periodo di prova di due anni.
10.
AC 9 ha commesso i reati di cui oggi viene ritenuto autore colpevole durante il periodo di prova della sospensione condizionale della pena inflittagli nel settembre 2002.
Ciò dovrebbe comportare – non trattandosi di un caso di lieve gravità – la revoca della sospensione condizionale con l’ordine di esecuzione della pena, in applicazione dell’art 41 cifra 3 CP.
Questo non è possibile in concreto poiché l’esecuzione della condanna inflitta ad AC 9 il 9.9.2002 non è compresa nella domanda di estradizione e, perciò, nella successiva decisione di estradizione delle autorità slovene.
Per economia di giudizio, tuttavia, questa Corte ha deciso di pronunciare la revoca della sospensione della condanna precedentemente inflitta ad AC 9 (cfr. parere reso dal responsabile della sezione estradizioni dell’Ufficio federale di giustizia, doc. dib 38).
Non ne ordina, però, l’esecuzione che rimane subordinata alla concessione della necessaria autorizzazione da parte dello Stato estero estradante, da chiedersi in una procedura di estensione dell’estradizione ai sensi dell’art 14 cpv. 1 lett. a CCEstr.
11.
La decisione della Corte d’assise sulle pretese di diritto civile presuppone, oltre alla condanna dell’accusato (art. 266 e 272 CPP), l’esistenza di dati sufficienti (art. 267 cpv. 1 CPP) che possano essere raccolti senza ritardare il corso dell’azione penale (art. 265 CPP); in difetto di che l’istante è rinviato al foro civile (art. 267 cpv. 1 CPP), con la possibilità di accordargli un risarcimento parziale (art. 267 cpv. 2 CPP).
In concreto, ritenuta la documentazione in atti, gli autori colpevoli di danneggiamento vengono condannati a risarcire in solido quanto necessario per la sostituzione delle porte danneggiate.
12.
In applicazione dell’art. 58 CP è ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione dei 3 cellulari di AC 1 e degli importi di 620 euro, 3500 euro e 1 assegno di 150 euro di AC 3, in favore dei quali viene ordinata la restituzione.
La Corte:
rispondendo: A. per AC 9, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.1; 1.2 e negativamente ai quesiti n. 1.3.3, 1.4.1, 1.4.2, 1.5.1, 2.1, 2.2;
B. per AC 1, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.1, 1.2 e negativamente ai quesiti n. 1.3.3, 1.4.1, 1.4.2 e 1.5.1;
C. per AC 2, affermativamente a tutti i quesiti tranne che, in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.1, 1.2 e negativamente ai quesiti n. 1.3.3, 1.4.1, 1.4.2, 1.5.1, 2 e 3;
D. per AC 3, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.1, 1.2 e negativamente ai quesiti n. 1.3.5, 1.4.1, 1.4.2, 1.5.1, 2 e 4;
E. per AC 4, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.1, 1.2 e negativamente ai quesiti n. 1.3.3, 1.4.1, 1.4.2, 1.5.1 e 2;
F. per AC 5, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo ai quesiti n. 1.1, 1.2 e negativamente ai quesiti n., 1.3.1, 1.3.4, 1.4.1, 1.4.2, 1.5.1;
G. per AC 6, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo al quesito n. 1.1 e negativamente ai quesiti n. 1.2.1 e 1.3;
H. per AC 7, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che, in modo parzialmente affermativo al quesito n. 1.1 e 1.2 e negativamente ai quesiti n. 1.2.1, 1.3 e 2;
I. per AC 8, affermativamente a tutti i quesiti, tranne che al quesito n. 1.1.1;
L. per la Parte civile, affermativamente al quesito;
M. per le confische, in modo parzialmente affermativo al quesito;
visti gli art. 18, 21, 23, 25, 35, 36, 41, 55, 58, 63, 64, 65, 66, 66bis, 68, 69, 139 cfr. 1, 144 cpv. 3, 289 CP;
19 cfr. 1, 19a cfr. 1 LFStup
9 CPP e 39 TG sulle spese
dichiara e pronuncia, per AC 6 in contumacia:
A. AC 9, AC 1, AC 2, AC 4
sono autori colpevoli di:
1. ripetuto furto, tentato,
per avere il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità tra di loro e con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa stabilito in almeno kg. 1'000;
2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità tra di loro e con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'000.
3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzati,
3.1. ad _ ed in altre località del Cantone,
il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità tra di loro e con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1., che sapevano destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
3.2 ad _ ed in altre località del Cantone,
il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità tra di loro e con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ l'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 2., che sapevano destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
4. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 2., agendo in correità tra di loro e con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90.
e meglio come descritto negli atti d'accusa e precisato nei considerandi.
B. AC 3 è autore colpevole di:
1. ripetuto furto, tentato,
per avere il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa stabilito in almeno kg. 1'000;
2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'000.
3. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
3.1. ad _ ed in altre località del Cantone,
il 19 ottobre risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
3.2. ad _ ed in altre località del Cantone,
il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ l'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
3.3. in correità con AC 5,
il 26/27 ottobre 2003, trasportato da _ a _ dove venne depositata presso il domicilio di AC 3, un imprecisato quantitativo ma almeno kg. 24,5 di canapa (marijuana), sostanza facente parte di quanto sottratto ad _ come al punto 2., sapendo che detto stupefacente era destinato alla vendita a terzi a scopo stupefacente,
3.4. nel periodo 2002 e fino al 24.11.2003, a _ , _ , Stabio ed altre imprecisate località del sotto_ :
3.4.1. venduto complessivamente 33 grammi di cocaina, circa 270 grammi di marijuana e 25 grammi di hascisc;
3.4.2. ceduto gratuitamente complessivamente 20 grammi di cocaina e 5 grammi di hascisc,
4. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, nel corso dell’ultimo anno e fino al 24.11.2003, a _ ed altre località,:
4.1 consumato 180/200 grammi di cocaina e 0,5 grammi di hascisc, nonché un imprecisato quantitativo di canapa
4.2 detenuto 40 grammi di cocaina
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
5. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90.
C. AC 5
1. ripetuto furto, tentato,
per avere il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa stabilito in almeno kg. 1'000;
2. furto
per avere, il 26/27 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, sottratto dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa (marijuana) stabilito in almeno kg. 1'000.
3 infrazione alla LF sugli stupefacenti
3.1 per avere, senza essere autorizzato, ad _ ed in altre località del Cantone,
il 26/27 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, detenuto, trasportato da _ e depositato ai fini della messa in commercio, in un tunnel di _ l'imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) di cui al punto n. 2., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
3.2 per avere senza essere autorizzato, in correità con AC 3,
il 26/27 ottobre 2003, trasportato da _ a _ dove venne depositata presso il domicilio di AC 3, un imprecisato quantitativo ma almeno kg. 24,5 di canapa (marijuana), sostanza facente parte di quanto sottratto ad _ come al punto 2., sapendo che detto stupefacente era destinato alla vendita a terzi a scopo stupefacente,
4. danneggiamento
per avere, il 26/27 ottobre 2003 a _ , alfine di commettere il furto di cui al punto 2., agendo in correità con terzi, intenzionalmente danneggiato le 5 porte d'acciaio zincato rinforzate del deposito militare in uso alla Polizia cantonale cagionando un danno di fr. 38'493.90
.
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
D. AC 7 è autore colpevole di:
1. ripetuto furto, tentato,
per avere il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa stabilito in almeno kg. 1'000;
2. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
ad _ ed in altre località del Cantone,
il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
E. AC 6, in contumacia, è autore colpevole di:
1. ripetuto furto, tentato,
per avere il 19 ottobre e il 20/21 ottobre 2003, ad _ ed in altre località del Cantone, agendo in correità con terzi, tentato di sottrarre dal deposito di _ denominato "polveriera", a scopo di indebito profitto ed alfine di appropriarsene, un ingente quantitativo di canapa stabilito in almeno kg. 1'000;
2. infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
ad _ ed in altre località del Cantone,
il 19, risp. il 20/21 ottobre 2003, agendo in correità con terzi, fatto preparativi per la detenzione, il trasporto ed il deposito in vista della successiva messa in commercio della canapa (marijuana) di cui al punto n. 1., che sapeva destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacente;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
F. AC 8 è autore colpevole di: complicità in infrazione alla LF sugli stupefacenti, per avere senza essere autorizzato, nel corso del mese di ottobre 2003, intenzionalmente aiutato AC 2 e AC 9 nell'occultamento/deposito, in un tunnel sotterraneo in territorio di _ , di un imprecisato ma ingente quantitativo di canapa (marijuana) che sapeva o doveva presumere destinato alla vendita a terzi a scopo di stupefacenti, fornendo pure loro dei pannelli, poi montati all'entrata del tunnel, per nascondere lo stupefacente che sarebbe stato ivi depositato, agendo dietro promessa di un compenso in denaro,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.
G. AC 9, AC 1, AC 2, AC 3, AC 4, AC 5, AC 6 e AC 7
sono assolti dall’imputazione di sottrazione, rispettivamente tentata sottrazione, di cose requisite o sequestrate
H. AC 5 è assolto dall’imputazione d’infrazione alla LF sugli stupefacenti limitatamente agli episodi del 19 ottobre e del 20/21 ottobre 2003.
I.
AC 7 è assolto dall’imputazione d’infrazione alla LF sugli stupefacenti, limitatamente all’episodio del 19 ottobre 2003
II
Di conseguenza,
1. AC 9 è condannato:
1.1. alla pena di 2 anni e 9 mesi di reclusione;
1.2. all'espulsione dal territorio svizzero per 7 anni;
2. AC 1 è condannato alla pena di 18 mesi di reclusione;
3. AC 2 è condannato alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione, a valere quale pena integralmente aggiuntiva alla pena di 10 mesi di detenzione inflitti il 31.10.2003 dalle Assise correzionali di _ ;
4. AC 3,
avendo agito in stato di scemata responsabilità, è condannato:
4.1. alla pena di 18 mesi di reclusione;
4.2. all'espulsione dal territorio svizzero per 3 anni
5. AC 4 è condannato:
5.1. alla pena di 18 mesi di reclusione;
5.2. all'espulsione dal territorio svizzero per 3 anni;
6. AC 5 è condannato:
6.1. alla pena di 15 mesi di reclusione;
6.2. all'espulsione dal territorio svizzero per 3 anni;
7. AC 6 è condannato in contumacia:
7.1. alla pena di 18 mesi di reclusione;
7.2. all'espulsione dal territorio svizzero per 3 anni;
8. AC 7 è condannato alla pena di 10 mesi di detenzione;
9. AC 8 è condannato alla pena di 9 mesi di detenzione;
10. In tutte le pene privative della libertà è computato il carcere preventivo sofferto.
11. Viene revocata la sospensione condizionale della pena di 18 mesi di detenzione e di 3 anni di espulsione inflitta ad AC 9 il 9.9.2002 dalle Assise correzionali di _ . La sua esecuzione è subordinata all’ottenimento dell’autorizzazione da parte dello Stato estradante.
12. La tassa di giustizia di fr. 10'000.- e le spese processuali sono a carico dei condannati, in solido, in ragione di:
5/37 ciascuno a carico di AC 9, AC 1, AC 2, AC 3, AC 4 e AC 5,
3/37 ciascuno a carico di AC 6 e AC 7 e
1/37 a carico di AC 8.
13
.
L'esecuzione delle pene privative della libertà inflitte a AC 1, AC 4, AC 3, AC 5, AC 6, sono sospese condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni.
14. L'esecuzione della pena privativa della libertà inflitta a AC 8 e AC 7 è sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni.
15. L'esecuzione della pena accessoria d'espulsione inflitta a AC 3, AC 4, AC 5, e AC 6 è sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni.
16. AC 9, AC 1, AC 2, AC 3, AC 4 e AC 5 sono inoltre condannati a versare, in solido, fr. 38'493.90 alla Parte civile PC 1, _ a valere quale risarcimento del danno materiale. Per il resto la PC è rinviata al foro civile.
17. E' ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione dei 3 cellulari di AC 1 e degli importi di 620 euro, 3500 euro e 1 assegno di 150 euro di AC 3, in favore dei quali viene ordinata la restituzione.
18. Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP. La dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notifica della sentenza integrale.
Distinta spese
:
Tassa di giustizia fr. 10'000.--
Inchiesta preliminare fr. 21'022.65
Spese diverse fr. 138.--
Interpreti fr. 2'690.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--
fr. 33'950.65
===========
Distinta spese a carico di AC 1: (5/37)
Tassa di giustizia fr. 1'351.35
Inchiesta preliminare fr. 2'840.90
Interpreti fr. 363.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 13.50
fr. 4'569.25
===========
Distinta spese a carico di AC 2: (5/37)
Tassa di giustizia fr. 1'351.35
Inchiesta preliminare fr. 2'840.90
Interpreti fr. 363.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 13.50
fr. 4'569.25
===========
Distinta spese a carico di AC 3: (5/37)
Tassa di giustizia fr. 1'351.35
Inchiesta preliminare fr. 2'840.90
Interpreti fr. 363.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 13.50
fr. 4'569.25
===========
Distinta spese a carico di AC 4: (5/37)
Tassa di giustizia fr. 1'351.35
Inchiesta preliminare fr. 2'840.90
Interpreti fr. 363.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 13.50
fr. 4'569.25
===========
Distinta spese a carico di AC 5: (5/37)
Tassa di giustizia fr. 1'351.35
Inchiesta preliminare fr. 2'840.90
Interpreti fr. 363.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 13.50
fr. 4'569.25
===========
Distinta spese a carico di AC 6: (3/37)
Tassa di giustizia fr. 810.80
Inchiesta preliminare fr. 1'704.55
Interpreti fr. 218.10
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 8.20
fr. 2'741.65
===========
Distinta spese a carico di AC 7: (3/37)
Tassa di giustizia fr. 810.80
Inchiesta preliminare fr. 1'704.55
Interpreti fr. 218.10
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 8.20
fr. 2'741.65
===========
Distinta spese a carico di AC 8: (1/37)
Tassa di giustizia fr. 270.25
Inchiesta preliminare fr. 568.20
Spese diverse fr. 138.--
Interpreti fr. 72.70
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 2.70
fr. 1'051.85
===========
Distinta spese a carico di AC 9: (5/37)
Tassa di giustizia fr. 1'351.35
Inchiesta preliminare fr. 2840.90
Interpreti fr. 363.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 13.50
fr. 4'569.25
===========
Intimazione a:
terzi implicati
1. PC 1
_
2. AS 1
3. AS 2
4. AS 3
5. AS 4
6. AS 5
7. AS 6
_
8. AS 7
9.
GI 1
_
10.
GI 2
_
Per la Corte delle assise criminali
La presidente Il segretario