# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f722c902-7d49-5d7e-845a-3cbe27341b59
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio d’esecuzione di Mendrisio, il 26 luglio 2021 la CO 1 ha chiesto alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 12'018.60 oltre a interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione dell’11 agosto 2021 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione dell’11 agosto 2021 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento della RE 1 dallo stesso giorno alle ore 11:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 300.– e un acconto di fr. 700.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 20 agosto 2021
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di non avere ricevuto in tempo la citazione all’udienza di discussione. Il 23 agosto 2021 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda di effetto sospensivo. Entro il termine impartitole, la controparte non ha presentato osservazioni al reclamo.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 12 agosto 2021, il termine d’impugnazione è scaduto domenica 22 agosto, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 23 agosto (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato tre giorni prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.
2.
Nel reclamo la RE 1 lamenta di non aver ricevuto per tempo la citazione all’udienza dell’11 agosto 2021, la sua fiduciaria, presso la quale ha la sede, essendo chiusa per ferie durante i primi 15 giorni di agosto.
3.
Presentata la domanda di fallimento, le parti sono avvisate, almeno tre giorni prima, della trattazione giudiziale della medesima. Esse possono comparire personalmente in giudizio o farsi rappresentare (art. 168 LEF). La pronuncia del fallimento deve, in caso di reclamo, essere annullata se il convenuto non è stato regolarmente citato o non in tempo
(C
ometta
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 3 ad art. 168 LEF). Una sanatoria in seconda istanza è esclusa (N
ordmann
in: Basler Kommentar, SchKG II, 2
a
ed. 2010, n. 15 ad art. 168 LEF con riferimenti).
Nel caso concreto, la Camera ha accertato che la citazione all’udienza dell’11 agosto è stata ritirata per conto della reclamante solo il 16 agosto 2021.
D’altronde, non vi sono nell’incarto pretorile – né l’istante
ne allega – indizi di circostanze successive all’inoltro della domanda di fallimento, da cui si potrebbe dedurre che l’escussa ne ha avuto conoscenza prima dell’udienza dell’11 agosto. Di modo che la notifica della citazione va considerata non avvenuta. Venendo a mancare un’esigenza formale dell’apertura del fallimento (art. 168 LEF), tesa a garantire all’escusso il diritto di essere sentito e in particolare di addurre fatti propri a determinare la reiezione della domanda di fallimento (art. 172 LEF), la decisione impugnata risulta nulla (
v. sentenze della CEF 14.2015.19 del
3 marzo 2015 consid. 3.2 e 14.2016.8 del 4 febbraio 2016 consid. 3)
. Gli atti vanno così retrocessi al primo giudice per nuovo giudizio sull’istanza, previa valida citazione delle parti a una nuova udienza (art. 327 cpv. 3 lett. a CPC).
4.
Dato che la necessità del reclamo non può essere ritenuta causata da una delle parti, per motivi di equità occorre rinunciare a prelevare la tassa di giustizia relativa al presente giudizio (art. 107 cpv. 2 CPC). Non si giustifica per contro di riconoscere alla reclamante un’indennità per ripetibili, siccome l’art. 107 cpv. 2 CPC consente di porre a carico dello Stato, per motivi di equità, soltanto le spese processuali (sulla definizione, cfr. art. 95 cpv. 2 CPC) e non le spese ripetibili (sentenza della CEF
14.2016.8 del 4 febbraio 2016 consid. 4 e
14.2017.197 del 15 dicembre 2017 consid. 6.1
). Quanto alle spese di prima sede, verranno rideterminate con il nuovo giudizio.