# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 480048b9-655d-5b86-b5bf-4e7df8050c5d
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

La rapina del 2010, la quale viene imputata a IM 2, scaturisce dalle ricerche delle Polizia in merito alle rapine atte nella stessa zona. Nella rapina in esame era stato identificato lo scooter di IM 2 (fatto ammesso dallo stesso imputato che però nega di esserne l’autore). In quella circostanza i due rapinatori avevano raggiunto la stazione di servizio con lo scooter citato, entrando in negozio indossando dei caschi e con un taglierino hanno minacciato la commessa prendendo i soldi. Si rileva che se, nella rapina di _, non vi fossero state inizialmente diverse persone presenti alla stazione di servizio, le modalità sarebbero state pressoché identiche. Non da ultimo bisogna considerare i connotati. A _ il guidatore dello scooter era alto 1.70 m, corporatura magra che si esprime in perfetto italiano, descrizione che combacia con IM 2. La situazione finanziaria era precaria e fornisce quindi un movente valido per la rapina. Questi elementi soppesati nel loro insieme, ritenuto che una rapina l’ha commessa e avendo precedenti penali, portano alla logica conclusione che uno dei rapinatori di _ non può che essere IM 2.
Per quanto riguarda gli altri capi d’accusa di IM 1, ovvero i tre episodi di truffa e falsità in documenti ammessi dallo stesso imputato, va rilevato come IM 1 non si sia fatto scrupoli di agire in tal senso. IM 1 sapeva esattamente cosa serviva per ottenere il credito e si è rivolto quindi a _ per allestire i documenti falsi e alterare gli originali in modo da indurre la _ a concedere il mutuo, spacciandosi telefonicamente anche per il presunto datore di lavoro di uno dei richiedenti. La gran parte di quello che IM 1 ottiene è destinata a sé stesso.
Gli elementi della truffa sono chiaramente dati; IM 1 sapeva benissimo che non sarebbe stato in grado di rimborsare i crediti. La falsità di documenti va a braccetto con quanto appena esposto e risulta quindi pacifica.
Si chiede quindi l’integrale conferma dell’atto d’accusa. La colpa degli imputati è grave, il movente è stato egoistico, rivolto ad ottenere il guadagno più alto con lo sforzo minore. La rapina è un reato particolarmente odioso, espone la vittima non solo a conseguenza economiche ma anche psicologiche. La commessa, a distanza di mesi, era ancora sotto shock. Gli imputati hanno dimostrato una grande disposizione a delinquere e una leggerezza nel farlo.
Per quello che riguarda IM 2 aveva precedenti in Italia. Questa esperienza con la giustizia avrebbe dovuto condurlo a più miti consigli invece che aggregarsi a IM 1.
Per quanto riguarda le attenuanti, IM 1 ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando per filo e per segno i fatti.
Si per IM 1 che per IM 2 viene richiesta una pena detentiva di 24 mesi non sospesi;
- l’avv. DUF 2, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
L’arresto per IM 1 è stata “una liberazione” (cfr. verbale 17.01.2012); ammette infatti subito e con grande disponibilità i dettagli d’esecuzione dei reati. Non si è costituito semplicemente perché a casa aveva una moglie e una figlia.
La particolare pericolosità e l’esposizione a pericolo imminente sono solo state vissute in maniera soggettiva dalla commessa. Si è trattata infatti di un’azione messa in atto da due sprovveduti e non da due criminali: l’arma usata era un’arma giocattolo, l’obbiettivo imprudente, la sciarpa con la quale era coperto gli è caduta a più riprese, era sprovvisto di guanti, avevano dimenticato i sacchetti, IM 2 appoggia la pistola a terra e si accorgono neppure che c’era un’altra cassaforte presente oppure la borsetta della commessa, la quale non viene legata. Non è un atteggiamento criminale ma da dilettanti allo sbaraglio. Il sopralluogo di IM 1 prima dei fatti era volto ad assicurarsi che non ci fosse una commessa troppo sensibile; il sopralluogo dopo i fatti conferma questa sensibilità dato che aveva cercato di capire come stesse la commessa in seguito alla rapina.
Per quanto riguarda le truffe risulta piuttosto sorprendente la facilità ad ottenere un finanziamento dalla _. Non siamo davanti ad una macchinazione ingegnosa o ad una particolare astuzia.
IM 1 è un ragazzo giovane che ha sempre lavorato da quando era in _. A seguito del problema al braccio ha perso il lavoro ed ha esaurito le indennità alla disoccupazione cosi come quella all’assistenza.
Ha una famiglia con una bambina piccola e la situazione finanziaria a dir poco precaria. Ha agito non certo per arricchirsi ma per sfuggire allo stato di grave angustia. L’art. 48 a cifra 2 CP è quindi applicabile. La pena proposta dal PP appare eccessivamente severa e se ne chiede una massiccia riduzione
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- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
I fatti della rapina di _ sono chiari e l’ammissione è avvenuta, anche se non subito, nel giro di qualche ora da parte di IM 2, il che va considerato per essere messi a beneficio della condizionale. L’attività illecita di IM 2 riguarda solo una rapina (e gli altri reati minori connessi con essa) il cui provento avrebbe permesso a IM 2 e alla sua famiglia di “respirare”. Le modalità di rapina, come descritte precedentemente, erano poco studiate e poco pericolose. IM 2 ha appoggiato la pistola, IM 1 ha perso la sciarpa rischiando di essere riconosciuto, non avevano i sacchetti per depositare la refurtiva. Solo uno dei due aveva i guanti. Hanno rinunciato a legare la cassiera perché quest’ultima aveva detto che non avrebbe azionato l’allarme (cosa che però ha subito fatto una volta usciti).
Nell’esame dei moventi bisogna ricordare il passato caratterizzato dal forte consumo di stupefacenti. Sposato da un anno, con una famiglia composta da due bambini, proprio nel mese di agosto/settembre arriva il licenziamento rispettivamente non arriva il permesso di lavoro e quindi nessuna entrata per la famiglia.
Si contesta integralmente la seconda rapina (quella risalente al 29 settembre 2010) nonché ai capi direttamente collegati. Vi sono infatti elementi tutt’altro che sufficienti per condannare IM 2. Solo la certezza permette di condannare mentre il dubbio assolve. Lo scooter in quel periodo era a disposizione di tutti, posteggiato sotto il palazzo, con le chiavi sotto il sedile e IM 2 ha ammesso di averlo prestato a terze persone.
Le due rapine sono caratterizzate, a contrario da quanto sostenuto dal PP, da forti differenze quali l’arma utilizzata, la sicurezza dimostrata, le modalità d’esecuzione e altri dettagli che le differenziano e che unite all’assenza di prove, devono portare al proscioglimento dal capo d’accusa di cui al punto 2.
Per la commisurazione della pena bisogna valutare il comportamento collaborativo di IM 2, nonché le attenuanti personali riguardo ai motivi che hanno spinto IM 2 a delinquere che impongono il beneficio della condizionale.
IM 2 non ha precedenti in _ e c’è un’assenza di precedenti specifici in _.
Per i reati ammessi si richiede una massiccia riduzione, che si impone al caso in esame considerata anche la casistica (es. sentenza 27 agosto 2008 delle Corte delle Assisi correzionali di _ (inc. 72.2007.115) dove i rapinatori sono stati condannati a 22 mesi sospesi).
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 71, 140, 146, 251 CP;
33 cpv. 1 lett. a, richiamati gli art. 28a lett. b, art. 4 cpv. 1 lett. g, art. 4 cpv. 6 LArm;
97 cifra 1, 96 cifra 2 LCStr;
135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations