# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 13034394-037b-5e50-8fdc-a75eedec0327
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
RI 1, vedova e madre di tre figli magg
io
renni, è medico indipendente. Vive a _ con il nipote _, figl
io
di una sorella defunta.
Nella dichiaraz
io
ne fiscale 2005, la contribuente indicava di avere conseguito un reddito dell’attività lucrativa indipendente di fr. 69'196.–. A ciò si aggiungevano rendite assicurative ed alimenti ed il valore locativo della casa d’abitaz
io
ne. Dedotti oneri assicurativi, spese di gest
io
ne dell’immobile e interessi passivi, dichiarava un reddito imponibile di fr. 83'620.–.
B.
Notificando alla contribuente la tassaz
io
ne IC/IFD 2005, con decis
io
ne del 2 agosto 2007, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne di Lugano Campagna commisurava il reddito imponibile in fr. 134'500.– per l’IC ed in fr. 141'200.– per l’IFD.
L’autorità di tassaz
io
ne aveva in particolar modo aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr. 48'000.–, spiegando nella motivaz
io
ne allegata che si trattava di “prestaz
io
ni valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria”.
C.
La contribuente impugnava la suddetta decis
io
ne con reclamo del 29 agosto 2007, contestando di avere avuto “altre entrate oltre a quelle dichiarate e documentabili”.
Con scritto del 4 settembre 2007, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne le trasmetteva il calcolo della disponibilità finanziaria, sul quale si era fondata l’aggiunta dei redditi d’altra fonte, e le attribuiva un termine di venti g
io
rni per presentare osservaz
io
ni.
La contribuente rispondeva con lettera del 20 settembre 2007, nella quale affermava di avere ricevuto fr. 6'000.– dal padre e un prestito di circa fr. 50'000.– dalla sorella _, residente in Italia, “per superare un per
io
do di difficoltà che dovrebbe essere in via di risoluz
io
ne, adesso che i miei tre figli hanno terminato gli studi e lavorano”.
L’Uffic
io
di tassaz
io
ne si rivolgeva nuovamente alla reclamante, con scritto del 25 settembre 2007, chiedendole di documentare “l’avvenuto trasferimento di capitali mediante documentaz
io
ne bancaria, trasferimento tramite bonifico, ricevute di camb
io
, ecc.”.
La reclamante rispondeva in data 8 ottobre 2007, affermando di avere ricevuto l’importo dichiarato “
brevi manu
e in più riprese”.
D.
L’Uffic
io
di tassaz
io
ne respingeva il reclamo, con decis
io
ne del 24 ottobre 2007, nella quale sosteneva che “la corrispondenza intercorsa in sede di reclamo conferma l’esistenza di un finanziamento di terze persone per far fronte al sostentamento”. Sottolineava in particolar modo che la reclamante non era stata in grado di documentare i pretesi prestiti provenienti dall’estero e che del resto essi non erano neppure stati indicati nelle dichiaraz
io
ni fiscali 2005 e 2006.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar
io
, RI 1 postula lo stralc
io
degli “altri redditi” aggiunti dall’autorità di tassaz
io
ne. Premesso di avere avuto a carico i tre figli fino al 2005/2006 e di essere poi stata nominata tutore del figl
io
di una sorella deceduta nel 2004, la ricorrente spiega di aver “colmato i deficit familiari” dapprima vendendo beni ereditati e poi facendo appello ai genitori ed alla sorella. Riconosce tuttavia che “non è mai stata tenuta una contabilità interna né scritta né verbale per gli importi che a seconda delle necessità [le] venivano offerti”. Allega quindi una dichiaraz
io
ne della sorella _, che conferma di aver messo a sua disposiz
io
ne “a più riprese” importi per un totale di circa fr. 50'000.–.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Nella procedura fiscale vige la
massima ufficiale
. L’autorità di tassaz
io
ne può procedere a tutte le indagini necessarie per provare la credibilità delle indicaz
io
ni del contribuente e determinare l’imposta (cfr., al proposito,
Berger
, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185). In applicaz
io
ne analogica del princip
io
previsto dall’art. 8 CC, l’onere probator
io
è ripartito nel senso che all’autorità fiscale compete la prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito fiscale (ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).
All’interno della collaboraz
io
ne che il contribuente deve prestare per consentire una tassaz
io
ne esatta e completa, dai semplici diritti procedurali occorre invero distinguere quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali (cfr., al proposito,
Zwei
fe
l
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2
a
ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2002, vol. I/1, n. 2 ad art. 42 LAID, p. 726)
. L’onere probator
io
deve essere posto a carico del contribuente anche quando egli ha tralasciato, in maniera colpevole ed in v
io
laz
io
ne dei propri obblighi, la collaboraz
io
ne, possibile ed esigibile, nel chiarimento della fattispecie fiscalmente rilevante (
Schär
, Normentheorie und
mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435)
.
1.2.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di tassaz
io
ne esegue la tassaz
io
ne d’uffic
io
, in base a una valutaz
io
ne coscienz
io
sa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluz
io
ne patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
Una simile tassazione può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui
vi è un’invers
io
ne
dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
2.
2.1.
Nella fattispecie, come detto, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ha intrapreso un calcolo della disponibilità finanziaria della ricorrente e, su questa base, ha aggiunto ai proventi dichiarati, “altri redditi” per fr. 48'000.–. Solo dopo il suo reclamo, quando le è stato sottoposto il calcolo in quest
io
ne, la contribuente ha sostenuto di avere beneficiato di aiuti dei genitori (fr. 6'000.–) e, soprattutto, di un prestito concessole dalla sorella residente in Italia.
La ricorrente non contesta il calcolo della disponibilità finanziaria in quanto tale, ma pretende che l’autorità di tassaz
io
ne riconosca l’esistenza del debito nei confronti della sorella, che permetterebbe di colmare l’ammanco finanziar
io
.
2.2.
È vero che la decis
io
ne impugnata non è tecnicamente una tassaz
io
ne d’uffic
io
secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD.
Se, di princip
io
, giurisprudenza (RDAF 2000 II 41; DTF 71 I 131 = ASA 14 p. 482) e dottrina (
Zwei
fe
l
, op. cit., n. 29 ad art. 46 LAID, pag. 767;
Richner/Frei/Kaufmann
, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972
) tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassaz
io
ne d’uffic
io
non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua situaz
io
ne finanziaria non possa essergli imputata (
contra
Berger
, op. cit., p. 197), in ogni caso nella fattispecie in esame le severe esigenze procedurali poste dalla tassaz
io
ne d’uffic
io
non sono state rispettate. In particolare, nella
notifica della tassazione IC/IFD 2005, l’autorità fiscale non ha menzionato l’obbligo di motivare il gravame e le conseguenze in caso di sua inottemperanza (DTF 123 II 552).
Così stando le cose, si deduce che la stessa autorità fiscale ha di fatto rinunciato alla tassaz
io
ne d’uffic
io
, in favore di una tassaz
io
ne ordinaria, che non esclude di per sé la possibilità di stabilire gli elementi imponibili per apprezzamento, purché nel rispetto delle norme concernenti l’onere probator
io
(decis
io
ne TF 2A.561/2005 del 22 febbra
io
2006).
2.3.
L’autorità di tassaz
io
ne ha dunque stabilito il reddito imponibile ricorrendo al confronto fra le entrate e le uscite ed ha chiesto alla contribuente di giustificare l’ammanco che ne risultava. La contribuente ha allora, per la prima volta, accennato agli aiuti di cui ha beneficiato nell’ambito familiare ed in particolar modo al mutuo che avrebbe ricevuto dalla sorella residente in Italia.
In un caso simile a quello in esame, il Tribunale federale ha avuto modo di affermare che si giustifica di non ammettere in deduzione, dal reddito imponibile, gli interessi pagati su un preteso mutuo acceso nei confronti di un parente domiciliato all'estero, in mancanza di sufficienti prove dell'esistenza di tale debito. È pure giustificata l'imposiz
io
ne di un reddito d'altra fonte che tenga conto della sproporz
io
ne esistente fra le spese del contribuente e le entrate dichiarate, per lo stesso periodo (sentenza n. 2P.267/1998 e 2A.382/1998 del 7 luglio 1999, in RDAT I-2000 n. 15t). Anche in quella fattispecie, i contribuenti avevano addotto di avere contratto un debito nei confronti di persone residenti all’estero. L’Alta Corte, nella sua decisione, ha rammentato che, se, di norma, per un creditore domiciliato in Svizzera è sufficiente indicare semplicemente il suo nome e indirizzo, per i debiti professati verso creditori che – come in concreto – risiedono all'estero, il fisco ha il dovere di esigere dal contribuente delle informaz
io
ni più precise e più complete, dando prova di un magg
io
re rigore d’indagine, così da garantire la generalità dell'imposta e la parità di trattamento tra gli amministrati (ASA 55 137 consid. 3a).
In un altro caso, il Tribunale federale ha ritenuto che non fosse arbitrar
io
il rifiuto della Camera di diritto tributar
io
di riconoscere l'esistenza di un prestito nei confronti di un cittadino francese, nel caso di un contribuente che aveva prodotto il contratto di mutuo solo dopo essere stato tassato per un reddito d'altra fonte di fr. 40'000, a dipendenza di una sproporz
io
ne fra entrate e uscite. In particolare aveva ammesso che si potesse ritenere singolare, vista la somma in discuss
io
ne, il fatto che né il ricorrente né sua moglie si fossero ricordati prima di tale prestito; inoltre era insufficiente la prova costituita dalla dichiaraz
io
ne fatta dal preteso mutuante, domiciliato all'estero, in quanto difficilmente controllabile (sentenza n. 2A.355/1997 e 2P.276/1997 del 6 ottobre 1998, in RDAT I-1999 n. 15t).
2.4.
Dal calcolo delle entrate e delle uscite della ricorrente, risulta che, prima ancora di considerare le spese per il mantenimento privato (vitto, abbigliamento, tempo libero ecc.), risulta un ammanco mensile di oltre 2'000 franchi. In base ad un apprezzamento ancora prudenziale della situaz
io
ne finanziaria della contribuente, l’autorità di tassaz
io
ne ha allora ritenuto che quest’ultima dovesse avere conseguito ulter
io
ri redditi nella misura di almeno 4'000 franchi al mese. Ha pertanto aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr. 48'000.–.
Come detto, la ricorrente si è limitata ad opporre alle argomentaz
io
ni dell’Uffic
io
di tassaz
io
ne l’esistenza di un contributo di fr. 6'000.– versatogli dal padre, verosimilmente a titolo di donaz
io
ne, e poi di un mutuo di fr. 50'000.– circa, concessole dalla sorella e suscettibile di rimborso “secondo le possibilità e senza interessi”. Con il ricorso, la contribuente ha prodotto per la prima volta un’attestaz
io
ne della sorella, che conferma il prestito, che sarebbe avvenuto “in occas
io
ne delle [sue] frequenti visite ai genitori che risiedono a _”, e precisa ulter
io
rmente di non “avere mai chiesto in merito alcuna dichiaraz
io
ne confidando nella assoluta correttezza e onestà” di sua sorella.
Le affermaz
io
ni della ricorrente, da una parte, e della sorella, dall’altra, conducono alla conclus
io
ne che non è possibile verificare l’esistenza del preteso debito. In simili circostanze, analogamente a quanto accaduto nei casi precedentemente ricordati, deve essere confermata la decis
io
ne impugnata, con cui sono stati aggiunti gli “altri redditi” per fr. 48'000.–.
3.
3.1.
Nel ricorso, infine, la contribuente solleva per la prima volta una censura che concerne le deduz
io
ni dal reddito imponibile.
Argomenta infatti che, a suo avviso, la deduz
io
ne per spese di gest
io
ne e manutenz
io
ne degli immobili sarebbe calcolata a suo sfavore. Infatti, l’immobile in cui abita quale usufruttuaria sarebbe costituito da due unità, costruite “molti decenni fa” ma sottoposte a “notevoli lavori di ristrutturaz
io
ne” nel 1997. Si domanda pertanto se la deduz
io
ne forfetaria cui ha diritto non sia quella del 25%, anziché quella del 15%.
3.2.
Secondo l’art. 32 cpv. 2 LIFD, come pure secondo l’art. 31 cpv. 2 LT di identico tenore, il contribuente che possiede immobili privati può dedurre le spese di manutenzione, i premi d’assicurazione e le altre spese d’amministrazione da parte di terzi.
Per facilitare il lavoro sia dell’amministraz
io
ne fiscale che dei contribuenti, invece della somma effettiva delle spese e dei premi concernenti i beni immobili privati, il contribuente può avvalersi di una deduz
io
ne complessiva, stabilita dal Consigl
io
federale per l’IFD e dal Consigl
io
di Stato per l’IC (art. 32 cpv. 4 LIFD e 31 cpv. 4 LT; art. 2 cpv. 1 Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994; art. 2 Ordinanza concernente la deduz
io
ne dei costi di immobili del patrimon
io
privato in materia di imposta federale diretta del 24 agosto 1992).
La deduz
io
ne complessiva ammonta:
- al 15% per l’IC ed al 10% per l’IFD del reddito lordo delle pig
io
ni e/o del valore locativo, se, all’iniz
io
del per
io
do fiscale, l’immobile risale al massimo a 10 anni prima;
- al 25% per l’IC ed al 20% per l’IFD del reddito lordo delle pig
io
ni e/o del valore locativo se, all’iniz
io
del per
io
do fiscale, l’immobile ha più di 10 anni (cfr. art. 2 cpv. 1 Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994; art. 2 cpv. 2 Ordinanza concernente la deduz
io
ne dei costi di immobili del patrimon
io
privato in materia di imposta federale diretta del 24 agosto 1992).
3.3.
Nel caso in esame, è la ricorrente stessa che, compilando il modulo 7, destinato alla determinaz
io
ne della sostanza e del reddito immobiliare, ha indicato quale anno di costruz
io
ne il 1997, cosa che ha fatto anche nei per
io
di fiscali precedenti e nel successivo.
Indipendentemente da tale circostanza, deve comunque essere sottolineato che la contribuente riconosce che la casa in cui abita è costituita da edifici vecchi che sono stati sottoposti ad interventi di particolare importanza, tanto è vero che lei stessa parla di “una stalla ed una porz
io
ne di immobile abitativo”, c
io
è di costruz
io
ni di carattere agricolo, che sono state trasformate per adeguarle allo standard abitativo attuale. La sua affermaz
io
ne, secondo cui “le mura principali sono quelle della vecchia costruz
io
ne”, permette in particolar modo di concludere che la casa in cui abita è stata oggetto di una ricostruz
io
ne o trasformaz
io
ne sostanziale.
Come ha già avuto occasione di rilevare questa Camera (cfr. RDAT I-1998 n. 18t e RDAT II-2004 n. 7t), anche ai fini della qualifica degli interventi edilizi come costi di manutenzione, la ricostruzione di un immobile deve essere assimilata, come nel diritto edilizio, in tutto e per tutto a una nuova costruzione, cosicché non possono entrare in considerazione lavori di manutenzione fiscalmente rilevanti e quindi deducibili dal reddito della persona fisica o dall’utile della persona giuridica. Non ne va diversamente, in linea di principio, nel caso di trasformazione sostanziale.
La giurisprudenza di questa Camera è stata confermata dal Tribunale Federale (RDAT II-1999 n. 21t).
Propr
io
ai fini dell’applicaz
io
ne delle deduz
io
ni forfetarie delle spese di manutenz
io
ne, inoltre, la giurisprudenza di altri cantoni ha deciso che, quando si tratta di un edific
io
che è stato completamente ricostruito e sopraelevato, in modo tale che il suo stato di manutenz
io
ne corrisponde a quello di una nuova costruz
io
ne, il termine per stabilire la percentuale della deduz
io
ne si deve computare a partire da tale ricostruz
io
ne (sentenza del Tribunale amministrativo del Canton Lucerna del 17 lugl
io
1984, in StE 1984 B 27.7 n. 2; inoltre
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basilea, 2001, vol. I, n. 60 ad art. 32 LIFD, p. 802).
Ne consegue che, anche nella fattispecie in discuss
io
ne, è corretta l’applicaz
io
ne della deduz
io
ne complessiva nella misura, rispettivamente, del 15% per l’IC e del 10% per l’IFD.
4.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico della ricorrente, soccombente.