# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a9d401f2-6990-5341-be8e-d5d7e2dc119c
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con PE n. _ del 3/7 luglio 2009 dell'UE _, AP 1 ha escusso AO 1 per l'incasso di fr. 45'707.70 oltre interessi al 5% dal 14 novembre 2008 (doc. L). Quale titolo di credito ha indicato: “Riconoscimento di debito 12.05.09 e riconoscimento di debito non datato, mutuo (Euro 30'000.– al tasso di cambio odierno”. Interposta tempestiva opposizione, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
L'istante fonda la richiesta su un ordine di pagamento da lui disposto a favore dell'escusso il 14 novembre 2008 insieme all'estratto del suo conto bancario (doc. B), sullo scambio di e-mail intercorso tra lui e il padre dell'escusso dal 15 gennaio 2009 al 12 marzo 2009 (doc. C), su un ordine di bonifico disposto dal padre dell'escusso (doc. D), sulla disdetta 22 aprile 2009 del mutuo inviata sia all'escusso sia al di lui padre (doc. G) con gli avvisi di ricevimento (doc. E e F) e sulla relativa presa di posizione 12 maggio 2009 del convenuto (doc. H). Completano la documentazione, la domanda d'esecuzione (doc. I) e il giustificativo sul tasso di conversione Euro/CHF valido per quel giorno (doc. M).
C.
All'udienza di contraddittorio del 19 novembre 2009 l'istante ha confermato la sua domanda. Dal canto suo l'escusso vi si è opposto, contestando che il versamento di Euro 30'000.– configurasse un contratto di mutuo. Di fatto, e a prescindere dalla qualifica giuridica, egli aveva comunque sia già restituito quell'importo come spiegato per iscritto il 12 maggio 2009 al legale dell'istante. Oltretutto, le richieste di restituzione via e-mail (seppur riferite a un capitale di Euro 30'000.–) di cui al doc. C erano tutte rivolte a suo padre e si riferivano appunto a rapporti contrattuali in essere tra quest'ultimo e l'istante, entrambi azionisti della società _ di _. Prova ne era che, negli ultimi tre (datati 26 febbraio, 9 e 12 marzo 2009) l'istante si era firmato con il nome di quella società. Anche l'ordine di bonifico doc. D era stato emesso a carico di un conto intestato a suo padre, il quale aveva in proposito confermato per iscritto la completa estraneità del figlio, qui convenuto, a quella sua pretesa. Per quel che lo riguardava, ritenuta l'avvenuta restituzione della somma di Euro 30'000.–, la rinnovata richiesta dell'istante era in completa ed evidente malafede e rasentava l'abuso di diritto. Ciò posto, in definitiva, vista l'assenza di un riconoscimento di debito, l'istanza andava respinta.
Dal canto suo, il procedente ha rinunciato a replicare.
D.
Con sentenza del 19 novembre 2009 il Pretore _ ha respinto l'istanza. Anzitutto ha stabilito che la documentazione prodotta dall'istante configurava un contratto di prestito e costituiva di per sé un valido riconoscimento di debito. Nondimeno, il primo giudice ha ritenuto verosimile la tesi dell'escusso secondo cui il suo debito verso l'istante era già stato estinto, mentre quello oggetto dell'esecuzione riguardava un debito che suo padre aveva verso l'istante e che era riferito a pretese societarie sorte nella loro qualità di azionisti della società _ di _. Tali circostanze trovavano riscontro in due dichiarazioni scritte prodotte dal convenuto e nel fatto che l'istante aveva indirizzato le sue richieste di restituzione via e-mail soltanto al padre di quest'ultimo. A detta del Pretore, lo stesso patrocinatore legale dell'istante sembrava conoscere l'effettiva identità del debitore del credito posto in esecuzione, visto che aveva ritenuto opportuno inviare la disdetta non solo all'escusso ma anche al di lui padre, e che in sede di udienza aveva rinunciato a replicare alle contestazioni sollevate dalla controparte.
E.

## Considerations