# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dafcbf2c-6023-5079-a788-8fcbb1466219
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
che nell'ambito del procedimento promosso nei suoi confronti da _ e nell’ambito del procedimento promosso a seguito dalla querela/denuncia da lei sporta nei confronti di _ per titolo di diffamazione, ingiuria e discriminazione razziale in merito ad un articolo apparso sul _ del 26.7.2009 (inc. MP _, _), con istanza 9/11.12.2009 RI 1 ha postulato la concessione del beneficio del gratuito patrocinio (AI 1, inc. GIAR _);
che con decisione 12.4.2010 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta, ritenuto in particolare che nel caso in esame non sarebbero adempiute le condizioni per la concessione del gratuito patrocinio:
"(...) i procedimenti si trovano allo stadio delle informazioni preliminari, fase in cui l'assistenza di un legale non è obbligatoria, le fattispecie, perlomeno a questo stadio, non presentano particolari difficoltà giuridico fattuali tali da richiedere l'assistenza di un legale, inoltre il SPP ha delegato alla Polizia la trattazione degli incarti e pertanto a questo stadio dell'inchiesta la richiesta appare prematura e deve essere respinta (...)"
(inc. GIAR _);
che con il presente tempestivo gravame, RI 1 impugna la decisione sopraindicata sostenendo che
"(...) il deputato al _ _ ha scritto un articolo contro la ricorrente, citandola per nome cognome e dandole della puttana senza troppi giri di parole. A non averne dubbio si tratta di uno dei più gravi casi di malcostume giornalistico che si ricordino in questo Cantone. Probabilmente non è mai successo che una persona non pubblica e non politica fosse insultata in questo modo stampa. (...). Da qui l'assoluta necessità che la ricorrente possa e debba essere assistita da un legale, non si tratta infatti di un banale caso di insulti, ma di un caso molto grave, (...)"
(ricorso 28/29.4.2010, p. 2);
che il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale cantonale; solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202);
che giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa;
che questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità giudicanti del Cantone;
che l'art. 3 Lag "
(...) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP
(vCPP)
, con l'aggiunta del momento a partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (...)
" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26); al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "
(...) una difesa oggettivamente non necessaria
" e che "
anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore
" (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP);
che il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori preparatori ("
trattandosi di un diritto relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato
", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag);
che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202);
che in ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura);
che nel caso di evidenti reati minori ("
Bagatelldelikte
"), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);
che secondo il Tribunale federale anche la parte lesa può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 Cost. nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti);
che occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“
Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-punktes
”) rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti) (cfr. art. 71 CPP);
che la questione di sapere se il patrocinio gratuito sia oggettivamente necessario dev'essere valutata tenendo conto delle concrete circostanze del singolo caso e delle peculiarità del diritto di procedura applicabile; l'ammissione a tale garanzia si giustifica, di principio, quando il procedimento in discussione incida in modo particolarmente grave sulla posizione giuridica dell'interessato (DTF 128 I 225 consid. 2.5.2.);
che quando la procedura lo colpisca in misura importante, ma comunque in modo non particolarmente grave, la sua concessione può giustificarsi solo se la causa presenta anche specifiche difficoltà fattuali o giuridiche, ch'egli non è in grado di affrontare personalmente (decisione TF 1B_52/2010 del 4.3.2010);
che, nel caso in esame, dalla lettura degli atti non sembra che le fattispecie alla base dei procedimenti nei quali RI 1 è denunciata e querelante/denunciante, presentino, almeno a questo stadio (ancora in fase di informazioni preliminari), particolari problemi di fatto e che impongano approfondimenti specifici dal profilo giuridico;
che in effetti si è in presenza di
"Bagatelldelikte"
, come del resto rettamente rilevato da giudice dell'istruzione e dell'arresto nella sua decisione qui impugnata;
che peraltro è la stessa ricorrente ad affermare che la procedura inoltrata a suo carico da _, portinaia del palazzo in cui viveva,
"(...) è effettivamente ferma allo stadio delle informazioni preliminari e probabilmente non avrà seguito (...)"
(ricorso 28/29.4.2010, p. 2);
che inoltre la denuncia/querela sporta da RI 1 contro _ fa esclusivamente riferimento, come affermato dal procuratore pubblico, all'articolo apparso sul "_" del 26.7.2009 e pertanto dal punto di vista fattuale la fattispecie appare semplice e senza necessità di ulteriori chiarimenti;
che la ricorrente potrebbe inoltre facilmente, anche con l'aiuto di un interprete se necessario, spiegare e far valere le proprie ragioni in qualità di parte civile, presentando le proprie pretese;
che per i motivi sopraindicati non è dunque necessaria, almeno per il momento, l'assistenza di un legale e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio; è dunque superfluo l'esame della situazione economica;
che il ricorso va pertanto respinto; tassa di giustizia e spese sono poste a carico della ricorrente, soccombente.

## Considerations