# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4e4a8965-2eea-5bb7-959c-897a1758d4c2
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisioni del 2 giugno 2010 e del 14 ottobre 2010 l’Ufficio assicurazione invalidità (di seguito: UAI), dopo aver acquisito la perizia dell’8 ottobre 2009 ed il complemento del 23 dicembre 2009 del dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia del _ _, ha posto RI 1, nata nel 1974, al beneficio di una rendita AI intera dal 1° aprile 2010.
1.2. Nel corso del mese di luglio 2012 l’UAI ha avviato una procedura di revisione al termine della quale ha confermato il diritto alla rendita con comunicazione del 4 ottobre 2012.
1.3. L’amministrazione ha avviato una nuova procedura di revisione nel corso del mese di gennaio 2015 e con decisione del 31 gennaio 2017, confermata dalla STCA 32.2017.37+38 dell’11 settembre 2017, ha soppresso la rendita a causa di una durevole mancata collaborazione nel presenziare al predisposto nuovo accertamento peritale di ordine psichiatrico.
1.4. In data 17 febbraio 2020 l’assicurata, su richiesta dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, ha chiesto la riattivazione del versamento della rendita d’invalidità (doc. 154 e seguenti incarto AI).
1.5. Dopo aver acquisito il rapporto del 7 agosto 2020 della curante, dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, l’UAI in data 2 novembre 2020 ha diffidato l’interessata a dichiarare se fosse o meno disposta a collaborare senza riserve con gli accertamenti che sarebbero stati attutati per la valutazione del suo caso. Ricevuta una risposta positiva in data 4 novembre 2020, l’amministrazione il 7 dicembre 2020 ha informato RI 1 che il 7 gennaio 2021 sarebbe stata sottoposta ad una perizia psichiatrica ad opera della dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia e della dr.ssa _, psichiatra presso lo studio _ di _. In seguito alle osservazioni del 30 dicembre 2021 dell’assicurata, l’appuntamento è stato annullato.
1.6. In data 23 febbraio 2021 l’UAI ha comunicato all’interessata un nuovo appuntamento, fissato per il 31 marzo 2021 presso lo studio _ ma in presenza della dr.ssa _ in luogo della dr.ssa _, che nel frattempo si è trasferita fuori dal Canton Ticino.
1.7. Dopo aver preso atto delle osservazioni del 5 marzo 2021 di RI 1, l’amministrazione il 24 marzo 2021 ha informato l’assicurata che la perizia sarebbe stata effettuata dalla dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia di _.
1.8. Con decisione incidentale del 20 aprile 2021 l’UAI ha confermato la necessità dell’allestimento di una perizia psichiatrica, il nome della perita e la sede dell’accertamento ed ha precisato che la nuova data della perizia sarebbe stata comunicata a crescita in giudicato del provvedimento (doc. A).
1.9. RI 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione incidentale (doc. I). Ella rileva di essere affetta da anni da una patologia psichiatrica e di essere stata a beneficio per oltre 8 anni di una rendita AI, anche in seguito alle revisioni effettuate dall’amministrazione e senza misure di reintegrazione. La ricorrente rileva che l’UAI vuole allestire una nuova perizia malgrado il medico curante sostenga che una perizia sia controproducente e dannosa per il suo stato di salute. L’insorgente chiede che l’amministrazione decida sulla base degli atti, entrando nel merito della domanda e riconoscendole una rendita. Del resto se una persona si rifiuta di collaborare, l’amministrazione può decidere sulla base degli atti. Ella chiede contestualmente di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria.
1.10. Con risposta dell’8 giugno 2021 l’UAI propone la reiezione del ricorso (doc. VI). L’amministrazione evidenzia che la ricorrente non ha apportato nuovi elementi concreti di natura medica idonei a giustificare l’annullamento della decisione impugnata e ritiene verosimile che l’assicurata abbia delle risorse da indagare conformemente alla nuova giurisprudenza sugli indicatori (DTF 141 V 281, 143 V 409 e 143 V 418). In ogni caso un accertamento peritale neutrale si impone anche in considerazione del fatto che l’ultima perizia risale a quasi 12 anni fa.
1.11. Il 18 giugno 2021 la ricorrente ha prodotto ulteriori osservazioni con cui ribadisce che una nuova perizia per il suo stato di salute è controproducente e dannosa (doc. IX) ed il 30 giugno 2021 ha trasmesso un rapporto medico di medesima data della dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia (doc. XI+1).
1.12. L’8 luglio 2021 l’UAI ha preso posizione, allegando un’annotazione del 5 luglio 2021 del medico SMR, dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia (doc. XIII/1).
1.13. Chiamata ad esprimersi in merito, il 20 luglio 2021 la ricorrente ha ribadito che in passato l’UAI ha effettuato più di una revisione decidendo di mantenere la rendita intera e sostenendo che anche nel caso di specie l’amministrazione può decidere in base agli atti e riattivare la rendita AI (doc. XV). Ciò anche fondandosi sulla perizia del dr. med. _ del 2009 che ha confermato la presenza di una sindrome schizotipica.

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del ricorso è il provvedimento con cui l’Ufficio AI ha confermato la necessità di un accertamento medico, ha confermato il nome della perita e la sede dell’accertamento (doc. A).
Si tratta di una
decisione incidentale
ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 LPGA in relazione con gli articoli 5 cpv. 2 e 46 PA, la quale può essere impugnata direttamente con ricorso al tribunale cantonale delle assicurazioni, se causa un
pregiudizio irreparabile
(art. 46 cpv. 1 lett. a PA; DTF 132 V 93 consid. 6.1).
2.2. Giusta l'art. 43 cpv. 1 LPGA, l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno. Le informazioni date oralmente devono essere messe per scritto.
Per l'art. 43 cpv. 2 LPGA, se sono necessari e ragionevolmente esigibili esami medici o specialistici per la valutazione del caso, l'assicurato deve sottoporvisi.
Se l'assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante un'ingiunzione, rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere d'informare o di collaborare, l'assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare in materia (art. 43 cpv. 3 LPGA).
2.3. Come accennato, presupposto per un ricorso contro una decisione incidentale, in particolare in relazione all’allestimento di una perizia, è l’esistenza di un danno irreparabile ai sensi dell’art. 46 cpv. 1 lett. a PA (DTF 138 V 275 consid. 1.2.1).
Un pregiudizio irreparabile è un danno di natura giuridica che non può essere riparato ulteriormente da un giudizio finale o da un'altra decisione favorevole al ricorrente (DTF 133 IV 139 consid. 4 pag. 141, 288 consid. 3.1 pag. 291). Per contro, un danno meramente fattuale, come può essere il prolungamento della procedura o un aumento delle sue spese, non può essere considerato irreparabile.
La giurisprudenza ha anche precisato che un danno irreparabile è dato quando gli accertamenti medici comportano un aggravio che incide in maniera rilevante sull’integrità fisica o psichica della persona da peritare (DTF 138 V 276 consid. 1.2.2. in fine con riferimento a DTF 137 V 257 consid. 3.4.2.7.).
Nella DTF 137 V 210 consid. 3.4.2.7, il Tribunale federale (TF) ha stabilito che una perizia ingiustificata può di regola causare un pregiudizio giuridico, e non soltanto di fatto. Di conseguenza, in caso d’impugnazione di una disposizione di perizia contestata, si deve ammettere l’adempimento del presupposto d’entrata in materia del pregiudizio irreparabile.
Un pregiudizio irreparabile può essere dato se una prospettata perizia non è necessaria a fronte di una fattispecie già completamente accertata, perizia che corrisponde dunque soltanto a una “seconda opinione” (DTF 141 V 330 consid. 5.2).
La persona assicurata non è tenuta a sottoporsi a un’ulteriore perizia, se la fattispecie è già stata sufficientemente chiarita. Secondo la giurisprudenza, i principi procedurali della LPGA non conferiscono all’assicuratore il diritto di ordinare una
“seconda opinione”
in presenza di una fattispecie già chiarita mediante perizia, nel caso in cui esso non sia soddisfatto delle relative risultanze. Pertanto, una persona assicurata deve potersi rifiutare di sottoporsi a un’ulteriore perizia, se la fattispecie è già stata chiarita a sufficienza e la sua disposizione condurrebbe a un’inammissibile
“seconda opinione”
(DTF 136 V 156 consid. 3.3).
2.4. Nell’evenienza concreta l’insorgente ritiene in sostanza che gli aspetti determinanti, siano essi medici o di possibilità di reinserimento professionale, sarebbero già stati sufficientemente ed esaurientemente chiariti sia tramite la perizia del dr. med. _, FMH psichiatria e psicoterapia dell’8 ottobre 2009 ed il complemento del 23 dicembre 2009, sia tramite le prese di posizione della sua curante, dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, ritenuto che un accertamento peritale potrebbe essere controproducente e dannoso per la sua salute. L’insorgente non contesta invece, di per sé, il nome della perita ed il luogo dell’accertamento.
Dagli atti di causa risulta quanto segue.
L’assicurata è stata posta al beneficio di una rendita intera d’invalidità dal 1° aprile 2010. La prestazione è stata assegnata in seguito ad una procedura sfociata nell’allestimento, l’8 ottobre 2009, di una perizia psichiatrica del _ _ ad opera del dr. med. _, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, che aveva diagnosticato una sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale medio grave (ICD 10 F.33.2) ed una sindrome schizotipica (ICD 10.F21) ed aveva messo in rilievo numerosi elementi (tra cui la privazione, ad entrambi i genitori, dell’affidamento delle due bambine [nate nel 1998 e 2001] nell’estate del 2006) contenuti nella perizia sulle capacità genitoriali del 30 settembre 2006 della dr.ssa _, che facevano propendere per una totale incapacità lavorativa. Il perito aveva evidenziato che, nonostante la regolare presa in carico specialistica e la terapia psicofarmacologica prescritta, la prognosi non sembrava essere favorevole a causa del particolare disturbo di personalità presente, che notoriamente non risponde o risponde in misura minima alla terapia psicofarmacologica, ed anche a causa delle scarse risorse intellettive dell’assicurata.
La prestazione è stata confermata il 4 ottobre 2012 sulla base delle valutazioni del medico curante, dr.ssa med. _, FMH psichiatria e psicoterapia, in seguito alle quali il medico SMR, dr. med. _ il 1° ottobre 2012 aveva affermato che: “
NON indicata revisione a breve termine (propongo 5 anni)
”.
L’amministrazione aveva avviato una nuova procedura di revisione nel corso del mese di gennaio 2015 e con decisione del 31 gennaio 2017, confermata dalla STCA 32.2017.37+38 dell’11 settembre 2017, ha soppresso la rendita a causa di una durevole mancata collaborazione nel presenziare al predisposto nuovo accertamento peritale di ordine psichiatrico. Nella citata sentenza al consid. 2.6.1 il Tribunale cantonale delle assicurazioni aveva rilevato che non vi era “
alcun motivo oggettivo per non procedere con l’accertamento medico
” e che del resto “
visto il tempo trascorso dall’ultimo referto (8 ottobre 2009), la necessità di un aggiornamento degli atti medici si imponeva da sé
”.
Nella presente procedura, il 25 febbraio 2020, la dr.ssa med. _ ha affermato:
"
(...) Nel febbraio 2016 lei e l’ex-marito sono stati prelevati dalla polizia dalla loro abitazione, portati di forza in pretura ed interrogati per ore, nell’ambito di un’accusa di truffa alle complementari ed all’AI (così mi è stato riferito). La procuratrice – a quanto pare – ha anche richiesto una revisione della rendita AI. Il vostro ufficio ha così avviato una revisione e convocato la signora RI 1 per una perizia.
Se già l’interrogatorio è stato un (ulteriore) trauma nella sua vita, l’idea di doversi presentare ad una perizia l’ha precipitata in uno sconforto totale.
Come riferito più volte in miei rapporti inviativi, l’essere convocata le ha riportato alla mente le valutazioni genitoriali eseguite anni prima, sulla base delle quali le sono state tolte le figlie senza neanche più la possibilità di vederle da lontano e questo ha scatenato angosce e provocato un aumento di idee paranoidi di una cospirazione istituzionale contro di lei e l’ex-marito.
Per questo motivo l’avevo valutata non idonea – per motivi medici – a presenziare alla perizia, precisando, che il suo stato di salute non era cambiato rispetto al momento della decisione e di assegnarle una rendita. Sulla base dell’impossibilità di eseguire questa visita alla Signora RI 1 nell’ottobre 2016 è stata soppressa la rendita AI ed ella si è quindi rivolta all’ufficio del sostegno sociale.
Con ciò – oltre che a lei – sono state tolte le prestazioni che l’AI erogava alle figlie, cosa che ha scatenato anche sensi di colpa nei loro confronti. Nonostante i rapporti con loro – ormai maggiorenni – non siano mai stati ripristinati ella si preoccupava, che mancando quei soldi esse avrebbero avuto difficoltà a studiare.
Inoltre lo “spettro” di una nuova convocazione per una nuova richiesta di prestazioni – come più volte richiesto dall’ufficio del sostegno sociale – ha mantenuto viva l’ideazione paranoica e peggiorato la sintomatologia depressiva. Da allora ha anche diminuito le frequenze delle consultazioni presso di me perché spesso non se la sente di uscire di casa.
Ella soffre di un disagio psichiatrico esordito nell’infanzia a causa di un contesto famigliare che ha “con grande probabilità determinato l’insorgenza nella tarda infanzia-adolescenza di un disturbo di personalità schizotipico” come valutato dal perito AI nella sua perizia del 08.10.2009, che ha portato all’assegnazione di una rendita intera. Un disturbo questo, che perdurerà tutta la vita.
Le diagnosi poste allora di
Sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale di gravità medio-grave (ICD-10 F33.2)
e
Sindrome schizotipica (ICD-10 F21)
sono a tutt’oggi valide (anzi, la sintomatologia depressiva si è aggravata) e determinano – oggi come allora – una totale incapacità lavorativa.
Ella presenta uno stato psichico caratterizzato da umore depresso, pensiero formale spesso confuso, idee di persecuzione, continua agitazione, un eloquio a raffica che si fatica a contenere, irritabilità, mancanza di progettualità, incapacità di gestire in modo adeguato la quotidianità inclusa la richiesta di prestazioni AI in corso e mancanza di affidabilità.
A causa della sua patologia esordita già nella tarda infanzia la signora RI 1 non è mai stata in grado di lavorare e tanto meno lo è ora.
A causa del suo stato psichico ella presenta infatti una caricabilità, una resistenza allo stress, una capacità di interazione con terzi ed una capacità di adattamento notevolmente diminuite.
Come detto, da quando la rendita è stata soppressa – soprattutto a causa del motivo per cui è stato fatto – il suo stato psichico è ancora peggiorato in quanto sono aumentate le idee persecutorie e si è aggiunta una paura esistenziale. Ciò che ha avuto conseguenze devastanti per lei è stato il fatto, che la revisione è stata chiesta dalla procura e che la rendita non è stata soppressa a causa di un miglioramento dello stato di salute, ma perché non è stata in grado di presentarsi alle perizie richieste. Nella sua psiche questo è stato l’”ennesima prova” di una persecuzione delle istituzioni nei suoi confronti.