# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ec750064-ec9e-5f06-aa57-ea72985cfdaf
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto e in diritto
che - con contratto d’adesione 9 febbraio 2001 la CV 1, quale datrice di lavoro, ha aderito con effetto dal 1. gennaio 2001 alla AT 1 (in seguito: Fondazione) allo scopo di attuare la previdenza professionale dei suoi dipendenti;
- a fronte del mancato pagamento dei contributi (e spese) di cui ai conteggi 3. trimestre 2005 (fr. 43'261.20) e 4. trimestre 2005 (fr. 80'843.75), datati 29 settembre rispettivamente 1. dicembre 2005, disdetto il 12 gennaio 2006 il contratto d’ade-sione con effetto al 31 gennaio 2006, adite le vie esecutive nel febbraio 2006 per l’incasso dell’importo di fr. 124'104.95 oltre interessi al 5.5 % dal 9 dicembre 2005 e spese di diffida per fr. 100.--, con petizione 19 giugno 2006 la Fondazione ha chiesto la condanna della CV 1 al pagamento di suddetti importi nonché delle spese esecutive, postulando pure il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. _ dell’UEF di _;
- con la risposta di causa parte convenuta, pur riconoscendo le proprie inadempienze nei confronti della Fondazione, contesta nondimeno - per i motivi che verranno di seguito esposti - l’ammontare della pretesa attorea, riconoscendosi segnatamente debitrice unicamente dell’importo di fr. 89'002.50 oltre interessi al 5% a far tempo dall’intimazione del summenzionato precetto esecutivo;
- con osservazioni 2 ottobre 2006 alla risposta di causa, la Fondazione, producendo ulteriore documentazione ed evidenziando l’inconsistenza delle argomentazioni di controparte, si è riconfermata nella propria domanda di giudizio;
- invitata dal TCA a prendere posizione sulle osservazioni 2 ot-tobre 2006 e sulla relativa documentazione prodotta, parte convenuta è rimasta silente;
- su richiesta del TCA, il 24 novembre 2006 la Fondazione ha prodotto i giustificativi riguardanti il versamento, avvenuto a seguito dello scioglimento del contratto d’adesione, delle prestazioni di libero passaggio di spettanza dei singoli assicurati dipendenti della CV 1;
- nel termine concessole con scritto 27 novembre 2006, parte convenuta non ha presentato osservazioni in merito a suddetta nuova documentazione;
- la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA;
- l'art. 11 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza regolarmente registrato. Tale affiliazione ha effetto retroattivo e comporta, per il datore di lavoro, l'obbligo del pagamento dei contributi (art. 66 LPP). Per quel che riguarda l'ammontare dei contributi l'art. 66 LPP prevede che l'istituto di previdenza stabilisce nelle disposizioni regolamentari l'importo dei contributi del datore di lavoro e dei lavoratori. Il contributo del datore di lavoro deve essere almeno uguale a quello complessivo dei suoi lavoratori. Il datore di lavoro deve all'istituto gli interi contributi e deduce dal salario la quota del lavoratore stabilita nelle disposizioni regolamentari.
Egli è l'unico debitore dei contributi (
Brühwiler
, Obligatorische Berufliche Vorsorge, in: Schw.
BVR, 1998 p. 46;
Lüthy
, Das Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und Personalvor- sorgestiftung, 1989, p. 32).
Sui contributi non pagati alla scadenza l'istituto può pretendere interessi di mora (art. 66 cpv. 2 LPP). Secondo l'art. 49 cpv. 1 LPP inoltre gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione. Di conseguenza i contributi non devono necessariamente corrispondere agli accrediti di vecchiaia di cui all'art. 16 LPP (
Messaggio
del Consiglio federale sulla LPP p. 98). I primi servono per il finanziamento del fondo di previdenza, i secondi a stabilire le prestazioni minime previste dalla legge;
- nel processo riguardante il versamento di contributi della previdenza professionale l'istituto di previdenza deve sostanziare la pretesa in maniera completa al fine di permetterne l'esame, il principio indagatorio vigente nell'ambito delle assicurazioni sociali (
SVR
1998 UV n. 1;
DTF
117 V 263 consid. 1b) avendo i suoi limiti nell'obbligo delle parti di collaborare all'istruzione della causa (
DTF
125 V 195 consid. 2, 122 V 150 consid. 1a con riferimenti). D'altro canto il datore di lavoro deve sostanziare i motivi per cui la pretesa non sarebbe fondata. Se la richiesta risulta sufficientemente sostanziata, le contestazioni immotivate non vengono considerate, ritenuto come i fatti da dimostrare vanno sostanziati in maniera sufficiente e meglio vanno indicati in modo completo al fine di poter assumere le prove necessarie (
SZS
2003 p. 500, 2001 p. 562);
- nel caso di specie secondo l'art. 3.3 del contratto d'adesione, il datore di lavoro si impegna a versare direttamente i contributi alla Fondazione (doc. A). L’obbligo contributivo - non contestato e previsto dalla legge e dalle disposizioni contrattuali - dev’essere quindi riconosciuto;
- parte convenuta convenuta, come accennato, pur ammettendo la poca serietà e non tempestività nell’adempimento dei propri obblighi in materia di previdenza professionale, contesta ciononostante l’ammontare del credito contributivo posto in giudizio. Al riguardo essa - per quanto è dato di capire dalla non sempre limpida esposizione delle proprie argomentazioni - dopo aver ricordato come, in base a quanto deciso dalla Commissione di previdenza della CV 1, sia stato pagato il debito contributivo sino al 30 giugno 2006 tramite prelievo da “misure speciali”, contesta la correttezza dei conteggi di cui ai doc. R e S allestiti dalla Fondazione, sostenendo che da essi debbano essere defalcate le posizioni “sino al 30 giugno 2005” come pure (per quanto è dato di capire) quelle relative a personale erroneamente ritenuto siccome impiegato nei periodi considerati nei citati conteggi. Con riferimento a questi ultimi parte convenuta ammette tuttavia di aver omesso di comunicare alla Fondazione l’esatta composi-zione del personale, ma evidenzia come tale omissione (che riconosce costituire una violazione contrattuale) non possa comunque rendere esigibili contributi relativi a personale di fatto non impiegato, evidenziando inoltre che trattasi comunque di differenze minime e riferite ad una minima parte dei dipendenti. Al riguardo, richiamando l’art. 3.1 cpv. 3 del contratto d’adesione, osserva come il datore di lavoro possa essere reso responsabile unicamente delle spese e dei danni eventualmente cagionati da sua negligenza, circostanza questa che la convenuta non ritiene essere stata dimostrata. Evidenzia inoltre che eventuali differenze riscontrate in relazione ai conteggi sino al 30 giugno 2005 dovranno essere addebitate al conto “misure speciali”. Contesta infine l’applicazione di un tasso d’interesse di mora del 5.5%, sostenendo che, nella misura in cui dovuto, vista l’assenza di messa in mora, deve essere applicato un interesse al 5% e ciò a far tempo dalla data d’intimazione del precetto esecutivo fatto spiccare dalla Fondazione;
- dal verbale 15 luglio 2005 della Commissione di previdenza della CV 1 risulta chiaramente che la compensazio-ne dei premi arretrati tramite fondi liberi (e non, come erroneamente indicato da parte convenuta, tramite prelievo dal conto “misure speciali”) era riferita al debito contributivo ammontante, al 30 giugno 2005, a fr. 192'312.20, importo che, come riportato nel verbale, risultava composto da: “saldo 31.12.2003 fr. 41'577.80”, “fatture 1-4 trimestre 2004 fr. 104’261.45”, “interessi 2004 fr. 4’003.70”, “spese esecutive fr. 300”, “fattura 1. trimestre 2005 fr. 20'081.55” e “fattura 2. trimestre 2005 fr. 20'087.70” (doc. Z). Gli importi oggetto di petizione si riferiscono per contro unicamente ai successivi conteggi (e relative richieste di pagamento), emessi dalla Fondazione nelle rispettive date 29 settembre e 1. dicembre 2005 (per altro non contestati dal datore di lavoro nel termine di cui all’art. 3.3 cpv. 3 del contratto d’adesione). Se detti conteggi sono stati allestiti dalla Fondazione senza tener conto delle mutazioni intervenute e quindi non tengono conto dell’effetti-vo personale impiegato, ciò è da ricondurre, per ammissione stessa di parte convenuta, alla mancata comunicazione da parte del datore di lavoro dell’esatta composizione del personale
(
dall’elenco dei “dipendenti CV 1 negli ultimi 5 anni civili”, fornito dal datore di lavoro il 21 settembre 2005 alla Fondazione nell’ambito e ai fini dell’allestimento della ripartizione del conto “misure speciali” e non per il calcolo dei contributi, non poteva ragionevolmente essere desunto - come sembra invece voler sostenere parte convenuta - che i lavoratori per i quali è stato indicato in luogo della “data di uscita” la data del 30 giugno 2005, fossero da considerare come lavoratori che hanno cessato la propria attività al 30 giugno 2005 e fossero quindi usciti dal servizio a tale data; cfr. doc. 3 e 4; per altro per nessuno di questi lavoratori la data del 30 giugno 2005, quale asserita data d’uscita dal servizio, trova riscontro nei periodi d’impiego riportati nella distinta salari AVS 2005 allestita dal datore di lavoro; doc. BB
)
.
Ammesso e non concesso che le invocate modifiche siano effettivamente intervenute (cfr. la citata distinta salari AVS i cui periodi lavorativi corrispondono a quelli considerati nei litigiosi conteggi), rilevato altresì che una violazione contrattuale (che in concreto parte convenuta, pur ammettendola, cerca di minimizzare) non presuppone necessariamente l’esitenza di un dolo ma possa essere riconducibile anche a negligenza (art. 99 CO; sull’applicazione della parte generale del Codice delle obbligazioni ai contratti d’adesione a istituti di previdenza cfr.
DTF
116 V 222 nonché
Vetter-Schreiber
, Berufliche Vorsorge, 2005, ad art. 11 BVG, p. 65), come questa Corte ha già avuto modo di stabilire (
STCA
7 giugno 2006 nella causa D., inc. 34.05.45) in caso di notifica tardiva di modifiche concernenti l’effettivo del personale (tra cui l’uscita dal servizio), un nuovo calcolo dei premi (e l’eventuale retrocessione di premi versati in più) non può aver luogo quando l’istituto di previdenza ha già provveduto, a seguito dello scioglimento del contratto d’adesione, al versamento delle prestazioni di libero passaggio dei singoli dipendenti (in casu alla Fondazione Istituto collettore LPP; cfr. XVI/1-3). Il mancato incasso di tali contributi provocherebbe infatti un danno economico per la Fondazione non potendo quest’ultima più disporre della totale copertura finanziaria necessaria per le prestazioni di libero passaggio già erogate. Oltretutto una rettifica del conteggio contributivo comporterebbe un aggravio non giustificato sia di tempo che di costi. Il datore di lavoro deve di conseguenza sopportare le conseguenze del suo agire. In tal senso va ricordato che l’art. 3.1 cpv. 3 del contratto di adesione prevede espressamente che
“il datore di lavoro è responsabile delle conseguenze legali che possono derivare dall’infrazione dell’obbligo di notifica”.
Diversamente - ma ciò non corrisponde al caso in esame - sarebbe stato se la violazione dell’ob-bligo d’informazione da parte del datore di lavoro procurasse un pregiudizio agli assicurati. Ad esempio, se l’assicurato riesce a dimostrare che il datore di lavoro ha annunciato un salario AVS errato, egli può chiedere all’istituto di previdenza una correzione del salario assicurato anche se l’errore è dovuto dalla violazione dell’obbligo d’informazione del datore di lavoro ai sensi dell’art. 10 OPP 2, poiché l’assicurato non deve rispondere delle conseguenze dovute a tale errore (
Vetter-Schreiber
, op. cit., ad art. 10 OPP 2 p. 333 con riferimento alla sentenza 16.7.1993 del TCA del Cantone Zurigo pubblicata in
SZS
1996 pag. 69);
- ne consegue che l’importo di fr. 124'104.95 rivendicato dalla Fondazione sulla base dei conteggi di cui ai doc. R e S deve essere confermato;
- su detto importo la Fondazione chiede il versamento di interessi di mora del 5.5% a partire dal 9 dicembre 2005.
Al riguardo parte convenuta rileva come non vi sia stata una messa in mora da parte della Fondazione che giustifichi la richiesta di interessi moratori, osservando che nel caso in cui dovuti, essi - al tasso del 5% e non del 5.5% - devono comunque essere fatti decorrere al più presto dalla data d’inti-mazione del precetto esecutivo n. _ dell’UEF di _.
Giusta l'art. 66 cpv. 2 LPP, come accennato, sui contributi non pagati alla scadenza, l'istituto di previdenza può pretendere interessi di mora (
Brühwiler
, Obligatorische berufliche Vorsorge, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, 1998, p. 46;
SZS
1990 p. 89;
DTF

## Considerations