# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7028997c-bd72-4546-b2a5-2eeeb634327e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. Dal 1° marzo 2018 RI 1, 1993, era dipendente di _ in qualità di metal costruttore (doc. 2) ed assicurato collettivamente per la perdita di guadagno presso CO 1. Dal 16 agosto 2021 (doc. 3) è sorta un’inabilità lavorativa dovuta a malattia, attestata dal medico curante dr._, che ha di volta in volta prolungato, fino al 26 novembre 2021 (doc. 4, 12, 14, 18 e 19), l’incapacità lavorativa. RI 1 è stato licenziato per il 31 marzo 2022.
1.2. Il 27 ottobre 2021 (doc. 17) CO 1 ha invitato l'assicurato a sottoporsi a una valutazione psichiatrica da parte della dr.ssa _ e, sulla scorta del suo rapporto del 20 novembre 2021 (doc. 20), con decisione formale del 24 novembre 2021 (doc. 21) ha confermato l'abilità lavorativa del 100% in ogni attività lucrativa dal giorno in cui è avvenuta la visita fiduciaria, riconoscendogli però le indennità giornaliere del 100% fino al 26 novembre 2021, ovvero secondo il certificato del medico curante (doc. 19). Dal giorno seguente ha chiuso il caso.
1.3. L’assicurato ha prodotto all’assicuratore, oltre al certificato medico del dr. med. _, suo curante generalista, relativo all’inabilità lavorativa del 100% dal 27 novembre al 1° dicembre 2021 (doc. 22), una relazione medica del 14 dicembre 2021 (doc. 24) di _, che lo indica affetto da una sindrome mista ansioso-depressiva invalidante. CO 1 (doc. 25 del 23 dicembre 2021), a fronte di tali invii, ha rammentato a RI 1 la pendenza della decisione formale invitandolo a formulare un’opposizione alla stessa, ciò che il signor RI 1 ha fatto il successivo 31dicembre 2021 (doc. 26).
1.4. Preso atto del parere del 27 gennaio 2022 (doc. 30) della dr.ssa _ sulla relazione medica dei curanti, con cui la specialista ha confermato le proprie conclusioni contenute nel rapporto del 20 novembre 2021, con decisione su opposizione del 3 febbraio 2022 (doc. 31) CO 1 ha confermato la propria decisione formale. La Cassa malati ha indicato che il suo medico fiduciario si è espresso sulle considerazioni dei medici curanti riconfermando la sua precedente valutazione, considerando la situazione stabilizzata e il piano di cura assolutamente adeguato tanto da consentire l’immediata ripresa lavorativa. La Cassa ha considerato la manifestata volontà dell’assicurato tesa alla rinuncia a riprendere il lavoro quale violazione dell’obbligo di ridurre il danno.
Nella sua decisione 3 febbraio 2022 l'assicuratore ha precisato di avere aperto un nuovo caso di malattia a seguito dell'escissione di una cisti sacrale, riconoscendo all'assicurato delle indennità giornaliere dal 27 novembre 2021 al 2 gennaio 2022.
1.5. Con ricorso del 4 marzo 2022 (doc. I) RI 1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto al Tribunale di annullare la decisione e di considerarlo inabile al lavoro al 100% dal 27 novembre 2021 al 31 marzo 2022 e quindi di condannare CO 1 a versargli le indennità giornaliere.
Il ricorrente ha rilevato di essere inabile al lavoro per malattia dal profilo psichico dal 14 agosto 2021 (docc. 28, 29 e C) e di essere stato licenziato il 21 gennaio per il 31 marzo 2022.
A suo dire, il parere del medico fiduciario dell'assicuratore malattia non sarebbe sufficiente a inficiare quanto attestato dai curanti da ultimo il 28 febbraio 2022 (doc. B), che lo ritengono inabile al lavoro in misura completa evidenziando un beneficio solo parziale tratto dalle cure farmacologiche. Per il ricorrente la valutazione del medico di fiducia non sarebbe oggettiva e neppure approfondita, ma a tratti contraddittoria e strumentalizzerebbe le affermazioni del ricorrente, non contestualizzandole nella patologia psichica che lo rende inabile al lavoro nella misura del 100% così come più volte diagnosticato dai suoi curanti. La valutazione della dr.ssa med. _ non poggerebbe su uno studio approfondito del caso ed escluderebbe a priori le valutazioni dei medici curanti, senza confrontarsi direttamente con le stesse. Da qui la necessità di una perizia giudiziaria che definisca il suo stato di salute tra il 27 novembre 2021 e il 31 marzo 2022, poggiando la decisione impugnata su un'errata e tendenziosa valutazione dei fatti, che portano invece l'assicurato ad essere malato e totalmente inabile al lavoro.
1.6. Nella risposta del 17 marzo 2022 (doc. V) CO 1 ha proposto al TCA di respingere il ricorso rilevando di avere versato all'assicurato prestazioni di inabilità lavorativa fino al 2 gennaio 2022, avendo infatti riconosciuto un secondo caso di inabilità derivante dall'escissione di una cisti sacrale. Per la Cassa l’oggetto del contendere è limitato alle indennità giornaliere durante il periodo corrente dal 3 gennaio al 31 marzo 2022. In merito all'obbligo di ridurre il danno spettante all'assicurato l'assicuratore evidenzia che non vi sono riscontri in base ai quali si possa oggettivamente affermare una reazione da parte dell'interessato, malgrado, nel periodo d’interesse, egli abbia sostenuto gli esami per conseguire la maestria nella sua professione. In merito alla valenza probatoria dei rapporti medici della dr.ssa med. _ la Cassa, dopo aver esposto la giurisprudenza di rilievo, ritiene che queste valutazioni sono convincenti, avendo la specialista dettagliatamente inquadrato la situazione valetudinaria del ricorrente. Il medico fiduciario a cui la Cassa si è rivolta ha ben analizzato e commentato la patologia del ricorrente, confrontandosi con tutte le considerazioni espresse dai curanti per arrivare a confermare la propria valutazione iniziale. Secondo la dr.ssa med. _ la situazione esistente al momento della sua visita era da ritenersi stabilizzata e il piano di cura assolutamente adeguato, tale da consentire l'immediata ripresa lavorativa, a cui l'assicurato sembrava avere rinunciato venendo così meno al suo obbligo di ridurre il danno.
1.7. L'insorgente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. VI).
considerato

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se l’assicuratore sociale contro le malattie CO 1 debba servire indennità giornaliere all’assicurato ricorrente, per l’invocata patologia psichica inabilitante, durante il periodo corrente dal 3 gennaio 2022 alla fine del mese di marzo 2022 (ritenuto come l’assicuratore abbia già versato, prima dell’impugnativa, le indennità giornaliere pretese con il gravame dal 27 novembre 2021 al 2 gennaio 2022, come evidenzia la Cassa nella sua risposta di causa non contestata dall’assicurato).
2.2. Per l'art. 3 cpv. 1 LPGA è considerata malattia qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o una cura medica oppure provochi un'incapacità al lavoro.
Ai sensi dell'art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d'attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività.
È considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili (art. 7 cpv. 1 LPGA). Per valutare la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).
2.3. Per quanto concerne l'assicurazione facoltativa di indennità giornaliera, l'art. 67 LAMal prevede che:
"
1
Le persone domiciliate in Svizzera o che vi esercitano un'attività lucrativa e aventi compiuto i 15 anni ma non ancora i 65 anni possono stipulare un'assicurazione d'indennità giornaliera con un assicuratore ai sensi degli articoli 2 capoverso 1 o 3 LVAMal.
2
Esse possono scegliere un assicuratore diverso da quello scelto per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
3
L'assicurazione d'indennità giornaliera può essere stipulata nella forma d'assicurazione collettiva. Le assicurazioni collettive possono essere stipulate da:
a. datori di lavoro, per sé stessi e per i propri dipendenti;
b. associazioni di datori di lavoro o associazioni professionali, per i propri membri e per i dipendenti dei loro membri;
c. associazioni di dipendenti, per i propri membri.".
Secondo l'art. 72 cpv. 1 LAMal, gli assicuratori stabiliscono l'ammontare dell'indennità giornaliera assicurata d'intesa con gli stipulanti l'assicurazione. Essi possono limitare la copertura alla malattia e alla maternità. L'art. 72 cpv. 1bis LAMal prevede che le prestazioni assunte sono collegate al periodo di incapacità lavorativa.
A norma dell'art. 72 cpv. 2 LAMal, il diritto all'indennità giornaliera è dato qualora la capacità lavorativa dell'assicurato sia ridotta di almeno la metà (art. 6 LPGA). Per quanto non pattuito altrimenti il diritto nasce il terzo giorno che segue quello dell'insorgere della malattia. L'inizio del diritto alle prestazioni può essere differito mediante corrispettiva riduzione del premio. Qualora per il diritto all'indennità giornaliera sia stato convenuto un termine d'attesa, durante il quale il datore di lavoro è tenuto a versare il salario, questo termine può essere dedotto dalla durata minima di riscossione.
L'art. 72 cpv. 3 LAMal prevede che l'indennità giornaliera va pagata, per una o più malattie, durante almeno 720 giorni compresi nell'arco di 900 giorni consecutivi. L'articolo 67 LPGA non è applicabile.
In caso di incapacità lavorativa parziale è pagata una corrispondente indennità giornaliera ridotta per la durata di cui al capoverso 3. È mantenuta la protezione assicurativa per la capacità lavorativa residua (art. 72 cpv. 4 LAMal).
Per l'art. 72 cpv. 5 LAMal, qualora l'indennità giornaliera sia ridotta in seguito a sovraindennizzo giusta l'articolo 78 della LAMal e l'articolo 69 LPGA, l'assicurato colpito da incapacità lavorativa ha diritto a 720 indennità giornaliere complete. I termini relativi alla concessione delle indennità giornaliere sono prolungati in funzione della riduzione.
2.4. Secondo la giurisprudenza sviluppatasi sull'art. 12bis cpv. 1 LAMI – giurisprudenza applicabile anche all'attuale art. 72 LAMal (
RAMI 1998 KV 45 pag. 430)
– è considerato incapace al lavoro colui che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria attività, oppure può farlo soltanto in misura ridotta oppure, ancora, quando l'esercizio di una tale attività rischia di aggravarne le condizioni di salute (DTF 114 V 283 c. 1c; DTF 111 V 239 c. 1b). L'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha rammentato che la giurisprudenza sviluppata in precedenza vale anche vigente la LPGA (sentenza U 193/03 del 22 giugno 2004, consid. 1.3 e seguenti con riferimenti). Sapere se esista un'incapacità lavorativa tale da giustificare il riconoscimento del diritto a prestazioni va valutato in considerazione dei dati forniti dal medico. Determinante non è, comunque, l'apprezzamento medico-teorico - anche se il giudice non se ne scosterà senza sufficienti motivi, essendo anch'egli tenuto a rispettare la sfera d'apprezzamento del medico (RAMI 1983 pag. 293; RAMI 1987 pag. 106 segg.) -, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dal danno alla salute (DTF 114 V 283 c. 1c). Il grado dell'incapacità lavorativa viene valutato con riferimento all'impossibilità, derivante da motivi di salute, di adempiere, secondo quanto può essere ragionevolmente richiesto, la professione normalmente esercitata dall'assicurato.
L'incapacità di guadagno
si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato, utilizzando la sua capacità lavorativa
residua
in un mercato del lavoro equilibrato.
L'incapacità di lavoro
, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività.
2.5. Nel caso di specie, dalla notifica di malattia compilata dal datore di lavoro del ricorrente il 25 agosto 2021 (doc. 2), risulta che RI 1 ha lavorato l'ultimo giorno il 13 agosto 2021 ed è stato inabile al lavoro al 100% fino al 27 agosto 2021 per malattia. Il certificato del 16 agosto 2021 (doc. 3) rilasciato dal dr. med. _, medicina interna FMH, attesta un'inabilità lavorativa totale dal 16 al 27 agosto 2021. Lo stesso medico curante ha prolungato, il 27 agosto 2021 (doc. 4), l’incapacità lavorativa fino al 17 settembre 2021 e ulteriormente fino al 22 ottobre 2021(doc. 12). Il 22 settembre 2021 (doc. 14) il dr. med. _ ha compilato un rapporto intermedio inviatogli da CO 1, in cui ha indicato che la diagnosi di depressione era presente dal 16 agosto 2021, che aveva visitato l'assicurato da ultimo il 17 settembre 2021, che i sintomi lamentati dal paziente erano dei disturbi affettivi e somatici nell'ambito di depressione, disturbi al cuore, del sonno, della concentrazione, ansia. La prognosi era incerta e gli ha prescritto Cipralex gocce e Temesta oltre ad una psicoterapia. L'inabilità era totale dal 16 agosto 2021 in poi, ma il curante ha indicato che dal punto di vista medico era pensabile che l'assicurato riprendesse l'attività professionale svolta dopo remissione dei sintomi.
Dal colloquio con una collaboratrice della Cassa, avvenuto il 1° ottobre 2021 (doc. 15), è emerso che l’elemento scatenante la patologia sarebbe capitato venerdì 6 agosto 2021, prima delle vacanze aziendali, e sarebbe da ricondurre ai rapporti in essere con il datore di lavoro. Prima di ciò l’assicurato non assumeva farmaci e non si era mai rivolto a un medico per problemi psichici. RI 1 ha indicato che, seppure già da tempo egli soffrisse di insonnia, era riuscito ad andare avanti senza farmaci o terapia ed ha sempre lavorato. Dal marzo 2018, quando è stato assunto, fino all'autunno 2020, non ha avuto problemi con il titolare della ditta, dopodiché sono insorti degli screzi perché il datore di criticava il suo lavoro per presunti errori, critiche che per l'interessato non erano giustificate. D’avviso dell’assicurato la sua patologia sarebbe quindi da ricondurre alla situazione difficile creatasi sul posto di lavoro. L'assicurato ha indicato che da metà agosto 2021 ha assunto Xanax e Temesta prescritti dal curante e che a metà settembre 2021 il medico gli ha prescritto anche Cipralex, mentre il medicamento Xanax sarebbe stato da assumere solo in caso di eventuale fase acuta. Durante l'ultima visita il curante (non specialista), che vedeva ogni 2-3 settimane (e quindi con bassa frequenza), gli ha proposto un consulto con uno psicologo presso lo studio del dr. med. _, che l'avrebbe convocato a breve. Per l'assicurato il problema maggiore era ritornare in ditta e avere rapporti con il titolare, mentre non vedeva alcuna difficoltà nello svolgere la sua attività di metal costruttore.
Nella sua valutazione del 27 ottobre 2021 (doc. 18) il dr. _, internista curante, ha riferito della visita effettuata il 22 ottobre precedente, in cui ha constatato ulteriormente un disturbo di concentrazione, un umore deflesso ed un disturbo del sonno, il tutto riconducibile a una malattia depressiva reattiva e questo malgrado il trattamento psicoterapico e farmacologico. Egli ha concordato con il paziente il prosieguo della strategia terapeutica in atto, come pure l'inabilità lavorativa del 100% per il mese di novembre, con rivalutazione al 26 seguente (doc. 19).
Il 16 novembre 2021 l'assicurato, su richiesta dell’assicuratore, è stato esaminato dalla dr.ssa _, FMH psichiatria e psicoterapia. Nel rapporto 20 novembre 2021 (doc. 20) la specialista riferisce di avere visitato l'assicurato durante un'ora e 15 minuti e di essersi basata per la sua valutazione anche sugli atti messi a sua disposizione dall'assicuratore malattia, sui dati soggettivi forniti dall'interessato durante la visita e sulle constatazioni oggettive e cliniche eseguite in quell'occasione. La psichiatra, nel suo scritto, ripropone gli atti più significativi per la sua determinazione, quali il rapporto del 6 ottobre 2021 della “case manager” incaricata da CO 1 che si è occupata del caso, la nota interna del 26 ottobre 2021 di quest'ultima, i rapporti medici del 22 settembre 2021 e del 27 ottobre 2021 del dr. med. _, ed espone poi la situazione riferitagli dall'assicurato, con visite del medico curante ogni 4 settimane e, da fine ottobre 2021, colloqui con uno psicologo una volta alla settimana. La dr.ssa _ rileva la terapia farmacologica prescritta al ricorrente presente al momento della visita e precedente (ossia: Temesta exp 1 mg cpr 0-0-1, ed in precedenza Cipralex gocce né Xanax compresse).
Nella sua esposizione l’esperta da atto che l'assicurato le ha riferito di essere stato confrontato nell'ultimo anno con problemi sul posto di lavoro, in particolare problemi relazionali con il datore di lavoro che da circa un anno l'avrebbe, a suo dire, ingiustamente criticato per errori da lui non commessi e l'avrebbe messo sotto pressione con richieste di prestazioni lavorative sempre maggiori. Da marzo 2018 all'autunno 2020 i rapporti con il datore di lavoro sarebbero invece stati buoni. Secondo il dire dell’assicurato egli avrebbe sempre cercato di sopportare la situazione senza confrontarsi con il datore di lavoro sino agli ultimi mesi, senza ottenere comunque un cambiamento del suo atteggiamento. Tutto ciò gli avrebbe originato l’insonnia. RI 1 ha indicato che, al contrario, i rapporti con gli altri colleghi non erano problematici.
Con l'inizio delle vacanze aziendali, il 6 agosto 2021, l'assicurato ha sviluppato i primi sintomi di malessere con ansia episodica, poi verso la fine delle vacanze il disturbo è peggiorato, con sensazione di pressione in sede epigastrica, dispnea, tachicardia, sudorazione, scariche diarroiche, sentimento di tristezza, facile esauribilità mentale e fisica, difficoltà di concentrazione e tendenza ad evitare i contatti sociali. Da quel momento il medico generalista curante ha certificato un'inabilità lavorativa del 100% con seguito di un iniziale peggioramento dell'ansia in relazione ai previsti esami finali della formazione, durata due anni, di capo officina, vista la difficoltà di concentrazione lamentata e la facile esauribilità mentale e fisica. RI 1 ha comunque sostenuto gli esami teorici e pratici, superandoli e ottenendo il diploma il 20 ottobre 2021, durante il periodo di malattia indennizzato. Successivamente all’ottenimento del diploma l’assicurato ha riferito un miglioramento parziale dei sintomi. Egli si proiettava nella ripresa del ruolo lavorativo, ma non a breve termine e non presso il datore di lavoro, affermando di non essere ancora pronto ad assumersi la decisione di rescindere il contratto di lavoro come suggerito dalla Cassa malati e di iscriversi in disoccupazione per cercare un nuovo posto di lavoro. Al momento della visita presso la dr.ssa _, RI 1 ha lamentato episodici momenti d’ansia, insonnia precoce e preoccupazioni per il futuro professionale. Infine, l'interessato ha riferito che il 1° dicembre 2021 si sarebbe sottoposto a un intervento chirurgico per una cisti sacrale.
Nel suo rapporto la psichiatra fiduciaria della Cassa ha esposto l'anamnesi familiare, fisiologica, scolastica, lavorativa, sociale, somatica (stato dopo due interventi di escissione di cisti sacrale ed un nuovo intervento previsto per il 1° dicembre 2021), psichiatrica (l'assicurato ha negato di avere mai presentato degli episodi depressivi, ipomaniacali, scompensi psicotici, disturbi ansiosi fino ad agosto 2021), i disturbi soggettivi attuali (episodica ansia, insonnia precoce, tendenza all'isolamento e preoccupazione per il futuro professionale) e la descrizione della giornata.
La dr.ssa med. _ ha sottoposto l'interessato all'esame clinico secondo AMDP System, osservando che era giunto puntuale all'appuntamento, era collaborante e disponibile, ben curato nella persona e nell'abbigliamento, la mimica e gestualità esprimevano lieve ansia e depressione, era lucido e orientato nei quattro domini, il linguaggio era fluente ed esente da turbe afasiche, non v'erano deficit della memoria a breve, medio, lungo termine, le capacità logiche e di giudizio erano conservate, la capacità di attenzione e concentrazione era mantenuta durante il colloquio, il corso del pensiero era normale, senza ideazioni deliranti, idee fisse o prevalenti, la percezione era pronta e libera da errore, l'assicurato ha negato allucinazioni, il tono dell'umore era lievemente deflesso. Per quanto concerne la diagnosi psichiatrica, dall'insieme delle notizie, delle osservazioni e constatazioni obiettive raccolte, la psichiatra ha posto la diagnosi di sindrome mista ansioso depressiva (ICD-10: F41.2) reattiva a problemi legati all'occupazione (Z56). Nella valutazione e procedere la specialista ha rilevato che l'assicurato era dotato di buone risorse e capacità che ha saputo applicare in ambito scolastico, lavorativo, familiare e sociale. Attestata l'inabilità lavorativa totale, dopo l'iniziale peggioramento dell'ansia in relazione ai previsti esami finali della formazione di capo officina, l'assicurato ha riferito un miglioramento parziale dei sintomi dall'ottenimento del diploma. La dr.ssa _ ha constatato l’assunzione di una blanda terapia ansiolitica serale e lo svolgimento di colloqui psicoterapici da fine ottobre 2021, rilevando, a livello soggettivo, come l’assicurato lamentasse, al momento della sua visita, sintomi ansiosi e depressivi. La specialista ha comunque ritenuto che il quotidiano era descritto come attivo e costruttivo.
A livello oggettivo la valutazione psichiatrica ritiene che l'assicurato presentava lievi segni di ansia al colloquio, il tono dell'umore era lievemente deflesso, non presentava deficit cognitivi né disturbi psicotici. Dal punto di vista diagnostico categoriale il disturbo psichico sviluppato dall'assicurato era inquadrabile come una sindrome mista ansioso depressiva ICD-10: F41.2 reattiva a problemi legati all'occupazione Z56. Era da escludere un episodio depressivo, non essendo soddisfatti i relativi criteri. La psichiatra ha ulteriormente evidenziato che, al di là della diagnosi categoriale, l'assicurato non presentava alcun deficit delle funzioni dell'Io esecutive, percettive, decisionali, previsionali, consequenziali. Secondo l'esame Mini ICF-APP, non presentava alcun deficit delle competenze, del rispetto delle regole, del giudizio, dell'assertività, della persistenza, della relazione con gli altri e della mobilità; presentava un lieve deficit della flessibilità. L’esame svolto ha condotto il medico fiduciario del a Cassa a ritenere ingiustificata, in ottica psichiatrica, l'incapacità lavorativa al 100% certificata siccome non giustificata in base al lieve deficit funzionale della flessibilità rilevato al Mini ICF-APP, non interferente con la sua funzionalità lavorativa. L'assicurato è stato considerato abile al lavoro al 100%. La dr.ssa _ ha pure accertato che l’assicurato, durante il giorno, non beneficiava di alcuna terapia ansiolitica, avendole riferito di non avere mai assunto la terapia antidepressiva (Cipralex) citata nel rapporto del medico curante e come non fosse stata prescritta una terapia ipnotica con effetto positivo sulla continuità del sonno.
Nelle sue conclusioni l’esperta rileva che, dal colloquio con l'assicurato, è emersa la mancanza di volontà di RI 1 di assumere nuovamente il ruolo lavorativo a breve, con l’esclusione di una ripresa dell’attività presso il datore di lavoro, e l’indicazione di non volere ancora rescindere il contratto di lavoro per iscriversi alla disoccupazione come suggerito dalla Cassa malati. Nel rispondere ai quesiti sottoposti dall'assicuratore malattia, la specialista ha affermato che per l'assicurato sussisteva una capacità lavorativa nell'abituale professione, che l'inabilità lavorativa del 100% non era giustificata e che l’assicurato era da considerare abile al lavoro al 100% in ogni attività lavorativa.
Sulla scorta di queste conclusioni, con decisione formale del 24 novembre 2021 (doc. 21) l'assicuratore per perdita di guadagno ha stabilito che l'abilità lavorativa dell'interessato era del 100% in ogni attività lavorativa dal 16 novembre 2021, riconoscendogli però le indennità giornaliere fino al 26 novembre 2021 come da certificato del dr. med. _. A ciò ha fatto seguito un certificato medico di quest'ultimo, il 29 novembre 2021 (doc. 22), attestante sempre un'inabilità lavorativa totale dal 27 novembre al 1° dicembre 2021.
2.6. Agli atti è consegnata una relazione allestita il 14 dicembre 2021 dalla psicologa _, coadiuvata dalla dr.ssa med. _, medico assistente generalista, con l’approvazione da parte del dr. med. _, psichiatria e psicoterapia FMH, direttore sanitario ed amministratore unico di _ di _, che indica come l'assicurato sia stato da loro seguito dal 18 ottobre 2021 (quindi con presa a carico iniziata oltre due mesi dopo l’inizio dell’IL) per una sindrome mista ansioso depressiva (ICD-10: F41.2). Secondo la psicologa _ l’assicurato presentava, a quel momento, umore disforico caratterizzato prevalentemente da sentimenti spiacevoli di tensione, tristezza ed irritabilità, preoccupazioni ricorrenti ed intense, disturbi del sonno (insonnia iniziale), modificazioni vegetative (tremori, sudorazione, fiato corto, ecc.), ansia, mancanza di energia, pessimismo nei confronti del futuro, bassa autostima e profonda insicurezza, timore di sbagliare, senso di fallimento, fatica nel prendere decisioni. Sintomi che causavano un disagio clinico significativo e alteravano l'approccio alla vita quotidiana, dalla sfera delle relazioni a quella lavorativa, perciò d’avviso dei curanti egli non era nella condizione di svolgere alcuna attività lavorativa. I curanti hanno prescritto al ricorrente Imovane (cpr pell 7,5 mg 0-0-0-1) e Citalopram Helvepharm (cpr pell 20 mg 0-0-1-0) ed hanno attestato, il 31 dicembre 2021 (doc. 28), e il 28 gennaio 2022 (doc. 29), un'inabilità lavorativa al 100% dal 3 al 31 gennaio 2022 rispettivamente dal 1° al 28 febbraio 2022.
2.7. La dr.ssa med. _ ha preso posizione, il 27 gennaio 2022 (doc. 30), sulla relazione medica dei curanti riproponendo la sua precedente valutazione confermando la piena abilità lavorativa dell'assicurato dal lato medico psichiatrico stante un lieve deficit funzionale della flessibilità rilevato al test Mini ICF-APP, deficit che non interferiva con la sua funzionalità lavorativa. Dopo avere esposto la relazione medica resa dalla psicologa curante con l’avvallo del _ di _, secondo cui la sindrome mista ansioso depressiva diagnosticata (ICD-10: F41.2) non permetteva all'assicurato di svolgere una qualsiasi attività lucrativa, la dr.ssa _, evidenzia che la diagnosi categoriale posta dai curanti è la medesima che essa ha posto, che essi non hanno segnalato complicazioni intervenute dopo la sua valutazione, hanno descritto i disturbi soggettivi riferiti dall'assicurato, non hanno riportato l'esame psichico secondo l'AMDP System né dei deficit funzionali eventualmente rilevati secondo il Mini ICF-APP. Per la specialista i farmaci assunti dall'assicurato non influivano sulla sua funzionalità lavorativa né sulla capacità di guida, non v'erano quindi elementi atti a modificare le conclusioni del suo rapporto del 20 novembre 2021 e quindi l'assicurato era da considerare abile al 100% senza restrizione alcuna dal momento della sua valutazione.
2.8. Con decisione su opposizione 3 febbraio 2022 CO 1 ha quindi confermato che l'inabilità lavorativa terminava il 26 novembre 2021 e che dal 27 novembre 2021 il caso di malattia dell'assicurato iniziato il 13 agosto 2021 era chiuso.
2.9. Unitamente al ricorso l'assicurato ha trasmesso al Tribunale un certificato medico del dr. med. _, datato 25 febbraio 2022 (doc. C), che attesta un'inabilità lavorativa al 100% durante tutto il mese di marzo 2022 per il sussistere della sindrome mista ansioso depressiva (ICD-10: F41.2), oltre ad una lettera destinata al patrocinatore dell’assicurato (allestita dall’assistente medico dr.ssa _ e sottoscritta dal dr.ssa _), datata 28 febbraio 2022 (doc. B), che conferma l’inabilità lavorativa anche a causa di una “
chiara esacerbazione della sintomatologia ansioso depressiva
” da ricondurre in parte a “
un lutto famigliare
”. che avrebbe, nel febbraio 2022, contribuito all'aggravamento del quadro clinico con un netto peggioramento dell'ansia psichica e somatica oltre che del tono dell'umore e del ritmo sonno-veglia. D’avviso dei curanti i sintomi d'ansia e depressivi si assocerebbero alla presenza fluttuante di una sintomatologia a livello vegetativo determinando una disabilità sul piano psicosociale, oltre che una marcata esauribilità fisica. Da qui la completa inabilità.
Per quanto attiene le cure farmacologiche lo scritto 28 febbraio 2022 (doc. B) indica solo un parziale beneficio delle stese.
2.10. Per costante giurisprudenza (sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministra-zione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanita-rie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Per quel che concerne il valore probatorio di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
Per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale, mentre nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (cfr. anche Pratique VSI 2001 pag. 108 segg.).
Il Tribunale federale ha poi precisato
nella
DTF 135 V 465 che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da
medici interni che si trovano alle dipendenze dell'amministrazione
, a condizione che non sussista un minimo dubbio sull'affidabilità e sulla concludenza delle conclusioni contenute in tali rapporti (cfr., fra le ultime, STF 9C_168/2020 consid. 5.1; STF 8C_583/2020 del 4 marzo 2021, consid. 4.1). Sempre secondo l'Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dedotto dall'art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l'affidabilità dei rapporti dei medici interni all'amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni
(DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
In seguito (STF 9C_168/2020 del 17 marzo 2020, consid. 3.2; STF 8C_532/2020 del 3 febbraio 2021, consid. 4.1), l'Alta Corte ha ribadito che diversamente dai (semplici) rapporti medici interni all'assicuratore, ove è sufficiente un minimo dubbio sull'affidabilità e sulla concludenza degli stessi perché l'assicurato sia sottoposto a esame medico esterno, alle
perizie esperite nell'ambito della procedura amministrativa (art. 44 LPGA) o giudiziaria da medici specialisti esterni
deve essere riconosciuta piena forza probante nell'ambito dell'accertamento dei fatti, nella misura in cui non si presentano indizi concreti sull'affidabilità della perizia stessa (DTF 135 V 465 consid.
4.4 pag. 470; 125 V 351 consid. 3b/bb pag. 353;
DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212
;
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3b)bb;
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, 1994, pag. 332).
Tali perizie non possono essere messe in dubbio soltanto perché esse dovessero giungere a conclusioni diverse dai medici curanti. Rimangono riservati i casi in cui si dovesse imporre un complemento al fine di chiarire alcuni aspetti o direttamente una conclusione opposta, poiché i medici curanti lasciano emergere aspetti importanti e non solo un'interpretazione medica puramente soggettiva. A tal riguardo occorre ricordare la natura differente del mandato di cura e di perito (fra tante sentenze cfr. 8C_55/2018 del 30 maggio 2018 consid. 6.2 e 8C_820/2016 del 27 settembre 2017 consid. 5.3).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le
perizie giudiziarie
, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA
U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
In merito ai rapporti del
medico curante
, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che,
in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/ 2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, a suo favore
(
STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer
, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353).
Inoltre, il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un'opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall'amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4).
L'Alta Corte, nella sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 -concetto ribadito ancora nella STF 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 in un caso ticinese -, per quanto riguarda le divergenze di opinioni tra medici curanti e periti interpellati dall'amministrazione o dal giudice, ha precisato quanto segue:
"
(...) On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.
(...)"
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.11. Va ancora rilevato che affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (DTF 127 V 294;
D. Cattaneo
, La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pagg. 628-629;
D. Cattaneo
, Le perizie nelle assicurazioni sociali, in: Le perizie giudiziarie, Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008, pagg. 203 e segg. (249-254).
Innanzitutto la diagnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (STF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396; DTF 127 V 294;
Mosimann
, Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS/RSAS 1999 pag. 105 segg.).
Il medico deve inoltre pronunciarsi sulla gravità dell'affezione e
deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.
Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all'insieme dei succitati criteri.
L'esperto deve inoltre esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.
Del resto, il rifiuto del carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124 del 27 settembre 2001).
2.12. In concreto, come evidenziato sub. 2.1., l’assicurato postula il versamento di indennità giornaliere a contare dal 27 novembre 2021 sino a tutto il mese di marzo 2022. L’assicuratore ha evidenziato, nella sua risposta di causa, di avere versato, per altra causa non da ricondurre a una pretesa patologia psichiatrica, indennità giornaliere a RI 1 dal 27 novembre 2021 sino al 2 gennaio 2022, così come indicato specificatamente anche in sede di decisione su opposizione al §9 cui si rinvia. In effetti il ricorrente, a seguito dell’escissione di una cisti, è stato inabile al lavoro nel periodo corrente dal 27 novembre 2021 sino al 2 gennaio 2022 (ossia durante 37 giorni che sono stati indennizzati) e, con certificato medico del dr. _ 27 gennaio 2021 (cui fa riferimento, in maniera incontestata dall’assicurato, la risposta di causa dell’assicuratore), il caso è stato chiuso appunto con effetto al 2 gennaio 2022. Il ricorrente non può, siccome già indennizzata l’inabilità lavorativa, pretendere ulteriore versamento per il periodo corrente appunto dal 27 novembre 2021 al 2 gennaio 2022. Occorre quindi esaminare se RI 1 abbia diritto alle IG per il periodo successivo, ossia dal 3 gennaio al 31 marzo 2022.
2.13. Dall’esame dell’insieme della documentazione medica prodotta agli atti, vanno pienamente condivise le conclusioni cui è pervenuta, nelle
valutazioni
del 20 novembre 2021 e 27 gennaio 2022, la
dr.ssa med. _, specialista FMH psichiatria e psicoterapia,
medico fiduciario cui CO 1 ha fatto capo per esaminare le condizioni di salute dell'assicurato. Questi rapporti
poggiano su constatazioni approfondite, complete ed oggettive, e sono allestiti sulla scorta delle esigenze in materia, previo svolgimento degli esami necessari. La
specialista ha espresso il suo apprezzamento in modo chiaro e motivato,
e le sue
valutazioni hanno piena forza probante. La dr.ssa _, dopo aver visitato l'assicurato durante un'ora e 15 minuti, avere esaminato gli atti messi a sua disposizione dalla Cassa malati, i dati soggettivi forniti direttamente dall'interessato e le constatazioni oggettive e cliniche personalmente riscontrate, ha spiegato dettagliatamente le ragioni per le quali l'assicurato, affetto da una sindrome mista ansioso depressiva (ICD-10: F41.2), reattiva a problemi legati all'occupazione (Z56), dal 16 novembre 2021 (doc. 20 e 30) non presentava alcuna incapacità lavorativa dal punto di vista psichico.
L'esame clinico secondo AMDP System ha infatti rilevato un assicurato collaborante, disponibile, curato nella persona e nell'abbigliamento, con mimica e gestualità che esprimono lieve ansia e depressione, lucido e orientato nei 4 domini, con un linguaggio fluente ed esente da turbe afasiche, senza deficit della memoria a breve, medio e lungo termine, con capacità logiche e di giudizio conservate e la capacità di attenzione e concentrazione mantenuta durante il colloquio, il corso del pensiero era normale, senza ideazioni deliranti, idee fisse o prevalenti, la percezione era pronta e libera da errore, negava allucinazioni, il tono dell'umore era lievemente deflesso.
La dr.ssa med. _ ha poi evidenziato come la terapia farmacologica prescritta all'assicurato fosse assai blanda, visto che RI 1 assumeva
ansiolitici soltanto la sera, e non anche di giorno, con Temesta, ma non Cipralex gocce né Xanax compresse che gli aveva prescritto il medico curante. Da fine ottobre 2021 l’assicurato è stato posto al beneficio di un consulto a settimana con una psicologa. Il medico fiduciario ha constatato l’assenza di una terapia ipnotica, efficace, che poteva essere prescritta ed avente influsso positivo sulla continuità del sonno, per esempio con Imovane (medicamento che compare evocato solo negli scritti del 14 dicembre 2021 e 28 febbraio 2022, quest’ultimo successivo alla decisione impugnata, di _ al patrocinatore del ricorrente).
I referti del 20 novembre 2021 e del 27 gennaio 2022, dettagliati, approfonditi, estremamente motivati e coerenti della dr.ssa med. _, che
ha espresso il suo apprezzamento in modo chiaro e argomentato, dopo aver proceduto ad esami approfonditi del caso (STF 8C_103/2008 del 7 gennaio 2009 c. 10.2),
rispondono inoltre alle condizioni poste dalla giurisprudenza affinché un rapporto medico in ambito psichiatrico
sia ritenuto affidabile (cfr. c. 2.7) e non sono stati adeguatamente contestati in maniera qualificata dal ricorrente. Egli si è infatti limitato a sostenere che detti rapporti sono superficiali e contraddittori, ma non è stato in grado di indicare per quali motivi lo sarebbero, così come evidenziare quali affermazioni non sarebbero valide, in base a quali concreti elementi. Le contestazioni dei rapporti della psichiatra fiduciaria appaiono quindi generiche e senza sostrato fattuale.
L'assicurato, allo scopo di comprovare la sua totale incapacità lavorativa, ha prodotto alcuni certificati medici del curante. Da un lato, il dr. med. _, FMH in psichiatria e psicoterapia, si è limitato a redigere semplici certificati che indicano solo il periodo di malattia e il grado di inabilità lavorativa, ma che non aggiungono dati clinici recenti dell'assicurato e nemmeno sullo sviluppo della malattia. D'altro lato, invece, seppure i rilievi del 14 dicembre 2021 e del 28 febbraio 2022 siano più dettagliati, essi si sviluppano in poco più di una paginetta e si limitano ad elencare i disturbi soggettivi espressi dall'assicurato, mentre nulla riferiscono in merito alle constatazioni oggettive che, clinicamente, lo specialista e la dr.ssa med. _, medico assistente non specialista in materia, avrebbero dovuto esporre per dare un quadro clinico più completo e affidabile sulle condizioni di salute dell'insorgente. Nulla è stato in effetti menzionato in merito alle risultanze di un esame clinico più approfondito che i curanti avrebbero eseguito rispettivamente lo status psichico riscontrato nei mesi durante i quali essi avevano in cura l'assicurato, od ancora in merito a test cui l’assicurato è stato sottoposto.
Nel primo scritto del 14 dicembre 2021 il dr. med. _ ha indicato di avere prescritto Imovane e l'ha confermato pure nel secondo referto del 28 febbraio 2022 (doc. B). Non è tuttavia noto se l'assicurato l'abbia effettivamente assunto, visto che già nel corso del 2021 aveva confidato alla dr.ssa _ di non avere seguito la terapia antidepressiva con Cipralex che il dr. med. _ aveva indicato il 22 settembre 2021 di avergli prescritto, unitamente a Temesta e alla psicoterapia, avviata solo nella seconda metà di ottobre 2021.
Quale antidepressivo il curante gli ha poi prescritto Citalopram per la sera, mentre nel suo secondo rapporto ne ha spostato al mattino l'assunzione, accompagnandolo dall'ansiolitico Lyrica, da prendere pure alla sera. I curanti hanno indicato, solo il 28 febbraio 2022, di avere prescritto, al bisogno, Librax, un antispastico con sedativo per problemi digestivi o urinari dovuti all'ansia o alla tensione e 1-2 compresse al giorno di Xanax, un ansiolitico contenente benzodiazepine (come rileva il sito www.compendium.ch).
La diagnosi posta dall’assistente dr.ssa _ e approvata dal dr. _, ricalca quella formulata del medico fiduciario dell'assicuratore malattia, ossia il ricorrente era affetto da una sindrome mista ansioso depressiva (ICD-10: F41.2). Tuttavia i curanti hanno riferito unicamente dell'origine dell'insorgenza di questa sindrome e dei disturbi soggettivi lamentati senza argomentare specificatamente da cosa deriverebbe l’inabilità lavorativa e come mai la stessa avrebbe avuto una così lunga durata (quella ritenuta dalla dr.ssa _ e dal dr. _ va dalla metà di agosto 2021 sino a fine marzo 2022 per oltre 7 mesi e mezzo).
Dal canto suo la dr.ssa _ ha descritto lo stato di salute psichico dell'assicurato da lei riscontrato al momento della sua valutazione, il 16 novembre 2021. Essa ha eseguito l'esame clinico mediante l'AMDP System e ha giudicato la capacità lavorativa del ricorrente secondo il test Mini ICF-APP. La specialista incaricata dall’assicuratore ha valutato il caso in base al lungo colloquio personale, ai suoi accertamenti eseguiti de visu ed anche in base ai test che hanno oggettivato lo stato clinico e fornito elementi di valutazione della capacità lavorativa, permettendo di accertare assenza di deficit tali da interferire con la funzionalità lavorativa dell'assicurato (da non dimenticare che nelle more della malattia l’assicurato si è preparato ed ha affrontato impegnativi esami professionali). La specialista interpellata dalla Cassa ha infatti riscontrato unicamente un lieve deficit della flessibilità, mentre deficit delle competenze, del rispetto delle regole, del giudizio, dell'assertività, della persistenza, della relazione con gli altri e della mobilità, non sono risultati essere presenti. D'altro canto, la dr.ssa _ ha riscontrato, a livello oggettivo, soltanto dei lievi segni di ansia al colloquio rilevando che il tono dell'umore era lievemente depresso. Gli altri fattori erano invece positivi (linguaggio fluente, esente da turbe afasiche, nessun deficit della memoria, capacità logiche e di giudizio conservate, attenzione e concentrazione mantenute, corso del pensiero normale, percezione pronta e libera).
Va ulteriormente evidenziato che nessuno dei certificati prodotti dall'assicurato, in particolare le relazioni mediche del 14 dicembre 2021 e del 28 febbraio 2022, si confrontano con le valutazioni della dr.ssa med. _. I curanti non si sono chinati sui rilievi della specialista e con le sue motivate conclusioni. Dal canto suo invece la dr.ssa _ si è espressa in merito alla prima certificazione specialistica prodotta dall'interessato, indicando i motivi per i quali non ne condivideva le conclusioni.
I due scritti dei curanti, anche se il dr. _ ha una formazione quale psichiatra FMH, non possono pertanto assurgere a una valida contestazione delle valutazioni della specialista incaricata dall'assicuratore di valutare la situazione valetudinaria dell'insorgente.
Dagli stessi pareri dei curanti non risulta oggettivamente un quadro peggiore rispetto a quello individuato dal medico fiduciario. Questo vale anche per la lettera 28 febbraio 2022 dello studio _, che accerta una situazione successiva alla decisione impugnata, al legale del ricorrente (manifestamente formulata per la sua produzione agli atti di causa), visto che, malgrado l'indicazione di esacerbazione dei sintomi della sintomatologia ansioso depressiva da febbraio (con peggioramento del ritmo sonno veglia e interessamento del tratto gastrointestinale curato con Librax), in parte da ricondurre a un lutto in famiglia, la diagnosi non è mutata ed è identica a quella formulata dalla dr.ssa med. _ il 20 novembre 2021 e confermata anche in seguito dopo esame del parere del 14 dicembre 2021 della psicologa, del medico assistente e dello psichiatra e psicoterapeuta che seguivano l'insorgente dal mese di ottobre 2021 con l’indicazione di una aggiunta farmacologica (specie per Librax e con prescrizione di Lyrica).
Invero v'è stata una modifica della terapia farmacologica, con l'introduzione di tre nuovi farmaci, di cui due, però, assunti solo al bisogno e uno di essi, il Librax, terso a risolvere problemi digestivi dovuti all'ansia o alla tensione, mentre il terzo, Lyrica, è indicato in caso di disturbi ansiosi generalizzati, oltre che a dolori neuropatici e in caso di crisi parziali epilettiche (www. compendium.ch), quindi non avente finalità curative specifiche. Da rilevare ancora come, in nessuno dei due referti dei curanti è specificata la frequenza dei colloqui con psicologo e psichiatra (doc. 24 pag. 2). L’aggravamento dello stato di salute a febbraio 2022, senza maggiore specifica e precisazione, non è riferito specificatamente alla capacità lavorativa, nulla indica come l’esacerbazione dei sintomi, evidenziato dalla dr.ssa _ e sottoscritto dal dr. _, impedirebbe lo svolgimento dell’attività lavorativa da parte dell’assicurato.
Gli scritti dello studio _, neppure il doc. B del 28 febbraio 2022 (generico e privo di indicazioni concrete e specifiche), non sono tali da comprovare il sussistere di un’incapacità lavorativa dell'insorgente, non fondandosi su validi elementi clinici e oggettivi e non essendo atti a sovvertire le convincenti conclusioni della dr.ssa med. _, che ha per contro analizzato lo stato clinico del ricorrente e i cui referti presentano tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché a un apprezzamento medico possa essere riconosciuta piena forza probante (
DTF 125 V 351
consid. 3a; DTF 122 V 157 consid. 1c con riferimenti;
RAMI 1991 U 133 consid.
1b).
In conclusione, i rapporti del 20 novembre 2021 e del 22 gennaio 2022 redatti dalla dr.ssa med. _ possono essere posti alla base del giudizio di questa Corte. A queste valutazioni può essere riconosciuto pieno valore probatorio.
Alla luce di quanto precede questa Corte deve concludere che l'insorgente, dal 3 gennaio 2022, non era incapace al lavoro e non ha di conseguenza diritto, per motivi psichici, a ulteriori prestazioni assicurative.
2.14. Con l’impugnativa l'assicurato ha chiesto l’erezione di una perizia giudiziaria per corroborare le generiche conclusioni dei suoi curanti (doc. I punto 2 pag. 6).
Questo TCA rinuncia invece all'allestimento di una perizia. I referti della dr.ssa med. _, non adeguatamente contestati dall'insorgente come indicato in precedenza, non forniscono elementi di dubbio delle valutazioni della psichiatra incaricata dall’assicuratore essendo generici. In difetto di porre in evidenza, mediante elementi concreti precisi e specifici, elementi di contraddittorietà rispetto alla valutazione del medico fiduciario della Cassa, l’erezione di una valutazione peritale appare priva di sufficiente sostrato e non modificherebbe l'esito della vertenza. Ne segue che la controversia fra le parti può essere decisa senza la necessità di assumere ulteriori prove.
Va qui rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser
, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 n. 450,
Kölz/Häner
, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320;
Gygi
, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002, H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art.
29 cpv. 2 Cost. fed. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid.
3c).
2.15. Sulla scorta delle considerazioni che precedono deriva dunque che la decisione impugnata deve essere confermata e il ricorso deve di conseguenza essere respinto. Trattandosi della richiesta di indennità giornaliere per malattia, il legislatore non ha previsto di prelevare delle spese (art. 61 lett. f
bis
LPGA).
Sul tema delle spese si vedano anche le STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022 ; STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022 e STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr.
Ares Bernasconi
, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).
2.16. Contestualmente al ricorso (doc. I), l'assicurato ha chiesto al Tribunale di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio, producendo la documentazione a sostegno della sua indigenza (doc. IV/1). Di principio, anche se un assicurato è soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).
Nel caso concreto, alla luce delle considerazioni esposte, il ricorso era sin dall'inizio sprovvisto di esito favorevole. Infatti, l'assicurato non ha reso verosimile che il suo ricorso avrebbe potuto avere un esito positivo e ciò anche alla luce della documentazione medica già agli atti e a quella prodotta davanti al TCA. I documenti medici su cui egli si è fondato sono, come indicato, generici e non permettevano, sin dall’inizio, di ritenere la causa avente concrete possibilità di riuscita. Facendo quindi difetto uno dei tre presupposti cumulativi necessari per ottenere l'assistenza giudiziaria, ovvero se l'istante si trova nel bisogno, se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti), non occorre verificare oltre l'adempimento delle altre due condizioni.
L'istanza di assistenza giudiziaria deve essere così respinta.