# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** db19c3dd-17d6-5c74-8013-aab3682751b0
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto:
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per quanto riguarda i fatti si può fare riferimento alla decisione 28 gennaio 2009 di questo giudice (inc. GIAR 366.2008.4):
“
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_ è stata arrestata il 6 agosto 2008, nell’ambito dell’inchiesta “_” con contestuale promozione dell’accusa per i reati di infrazione aggravata alla LStup e soggiorno illegale: in particolare, ella è accusata di un ingente traffico di cocaina, in correità con _ (arrestato il 3 agosto 2008) e tale _, successivamente identificato in _ (arrestato nel novembre 2008), e nell’appartamento in cui risiedeva a _, unitamente a _, sono stati rinvenuti fr. 49'000.--, nonché una borsa con all’interno circa 500 grammi di cocaina (confezionata in ovuli da
10 grammi
circa ed in parte in piccole bolas pronte per la vendita), con sé _ aveva invece una somma di circa fr. 15'000.--;
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l’arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo stante l’esistenza, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga, bisogni dell’inchiesta e pericolo di collusione delle prove;
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in seguito l’accusa è stata estesa anche al reato di falsità in certificati;
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_, dopo aver inizialmente negato ogni addebito, ha ammesso di avere venduto cocaina (direttamente circa 70/80 grammi), che le sarebbe stata consegnata da _, il quale a sua volta la riceveva da tale _, successivamente identificato in _ (tratto in arresto nel corso del novembre 2008);”
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con decisione 28 gennaio 2009 questo giudice (inc. GIAR 366.2008.4), accogliendo parzialmente l’istanza formulata il 15 gennaio 2009 dal Procuratore pubblico, ha prorogato la carcerazione preventiva di _ per un periodo di 6 settimane cioè fino al 20 marzo 2009, ritenuti dati, oltre a gravi e concreti indizi di colpevolezza, bisogni istruttori, pericolo di collusione/inquinamento delle prove e pericolo di fuga;
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nel corso del verbale 12 febbraio 2009 il Procuratore pubblico ha esteso l’accusa anche per titolo di riciclaggio di denaro (AI 169);
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approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art. 102 cpv. 2 CPP, il magistrato inquirente ha inoltrato richiesta per una proroga di 12 (dodici) settimane, e meglio fino al 12 giugno 2009 (cfr. istanza 3 marzo 2009), allo scopo di potere evadere oggettivi bisogni istruttori scaturiti dall’ultimo verbale di interrogatorio dell’accusata (cfr. AI 169, verb. PP 12.02.2009) – nel corso del quale quest’ultima ha dichiarato che i correi _ ed _ avevano a disposizione un appartamento a _, utilizzato per detenere cocaina rispettivamente per distribuirla/venderla e di essere in grado di individuarlo -, il Procuratore pubblico ha pure precisato che in data 19 e 20 febbraio 2009, richiesta ed ottenuta l’assistenza intercantonale, si è già proceduto all’individuazione dell’appartamento e che la Polizia _ sta ora svolgendo indagini volte a determinare chi avesse a disposizione l’appartamento, dopodiché, una volta ricevuto il relativo rapporto, si dovrà verosimilmente procedere alle necessarie contestazioni ai coaccusati e quindi al deposito degli atti; in conclusione, ribadita l’esistenza pure di pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, nonchè di concreto pericolo di fuga, il magistrato inquirente evidenzia che la proroga richiesta è rispettosa del principio della proporzionalità;
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giova precisare che analoga istanza di proroga è stata inoltrata dal Procuratore pubblico anche per quanto attiene a _, istanza pure evasa con decisione di data odierna;
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la difesa, con osservazioni 9 marzo 2009, dopo aver censurato la carente motivazione dell’istanza di proroga quo al pericolo di collusione ed inquinamento delle prove ed evidenziato, in relazione al pericolo di fuga, che l’accusata ha comunque chiesto al Procuratore pubblico di essere posta in anticipata espiazione di pena, possibilità non data in _, in via principale,m si oppone alla proroga ed, in via subordinata, chiede che essa venga limitata ad un periodo inferiore alle dodici settimane richieste, ritenuto che le verifiche da parte della Polizia _ necessiterebbero
“qualche settimana”
, e meglio,
“quattro aggiuntive settimane al più
”;
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l’istanza, presentata dall’autorità competente ed entro un termine ragionevole per rapporto alla scadenza di cui all’art. 102 cpv. 2 CPP, è ricevibile;
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i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo
2000 in
re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
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per quanto concerne l’esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico dell’accusata valgono le considerazioni già espresse nella decisione 28 gennaio 2009 e cioè:
nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di _ per i reati ascrittile, peraltro neppure contestati dalla difesa: basti qui ribadire che l’accusata stessa ha ammesso di avere venduto a più riprese cocaina (a suo dire, vendite dirette per circa 70/80 grammi), di avere locato l’appartamento a _ per facilitare le operazioni di spaccio in _, nonché di avere acquistato i documenti di legittimazione intestati a _ per inviare denaro all’estero (oltre fr. 35'000.--) e per sottoscrivere contratti di telefonia mobile, in proposito si rinvia ai verb. PP 24.10.2008 e 11.12.2008, noti alla difesa; inoltre dagli accertamenti esperiti è emerso che la stessa, nel periodo giugno-luglio
2008, ha
inviato in _ oltre fr. 35'000.--;
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ulteriori indizi di colpevolezza emergono pure dalle dichiarazioni rilasciate dall’accusata nel corso del verb. PP 12 febbraio 2009 (AI 169), noto alle parti ed al quale si rinvia;
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anche per quanto concerne il pericolo di fuga di rinvia alla decisione 28 gennaio 2009:
il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena; la gravità della pena presumibile (comunque, ”(...) elemento "indiziante" importante che va considerato attentamente per la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale condanna) di prospettive per una sospensione condizionale (...) (M. Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol.
A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“
GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF 14.1.2005, 1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio
1999 in
re G.S.; DTF 117 Ia 69);
l'accusata è cittadina del _, senza particolari legami personali e professionali con la _, la sua domanda d’asilo è stata respinta (decisone di non entrata in materia del 11.02.2008), essa si trova confrontata con un’imputazione di sicura gravità, infrazione aggravata alla LStup, per una (a dir poco) preoccupante attività di spaccio di cocaina esercitata in correità con terzi che, se confermata, comporterà una pena da espiare di lunga durata (il Procuratore pubblico ha già evidenziato che è sua intenzione deferirla alle _), circostanze che, tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale dell’accusata con dichiarazioni a tratti confuse e più versioni dei fatti, permettono di concludere che il pericolo di fuga (intesa come indisponibilità a presenziare al seguito del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585); non si vede infatti cosa possa trattenere l'accusata, qualora tolta la misura cautelare, dal rendersi irreperibile;
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dal profilo istruttorio giova evidenziare che, nell’istanza di proroga, il Procuratore pubblico, come detto sopra, rileva di essere tuttora in attesa del rapporto della Polizia _, che spera di poter ricevere entro fine mese, dopodichè procederà, con ogni probabilità, a nuovi verbali dei coaccusati per contestare loro le nuove risultanze e, quindi, al deposito degli atti;
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inoltre è tuttora dato concreto pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, anche a tale proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 28 gennaio 2009:
“inoltre
, come rilevato dal magistrato inquirente, seppure in maniera del tutto generica [nonostante questo ufficio abbia più volte evidenziato che
è compito del magistrato inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del contraddittorio, cfr. anche Rep. 1998 p. 329), se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza di concreti elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle prove, non spettando a questo giudice approfondire o addirittura ipotizzare "quanto sta dietro a ... scarna affermazione del preavviso negativo (decisione GIAR 4.4.2002 in re C.)] sono tuttora dati pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, in considerazione delle varie persone coinvolte a diverso titolo (coaccusati, testi, ecc.), alcune delle quali tuttora non identificate, nonché sussiste il pericolo che l’accusata, visto anche il suo atteggiamento a tratti contraddittorio, possa, se messa in libertà provvisoria, prendere contatto con le suddette persone al fine di ottenere una versione dei fatti a suo vantaggio;”
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pericolo di collusione ed inquinamento delle prove è pure dato in relazione alle verifiche da esperire a _ (ad esempio con le persone che hanno frequentato l’appartamento);
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con riferimento ai fatti svolti ritenuta la presenza di gravi indizi di reato e di preminenti motivi di interesse pubblico, così come indicato ai considerandi precedenti, resta da determinare se la proroga richiesta, sia rispettosa del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità; cfr. anche DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004, 1P.630/2004; SJ 1981 p. 383 e citazioni);
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la proroga è stata richiesta per un periodo di dodici settimane, cioè fino al 12 giugno 2009: ricordato che, in generale, per la determinazione della durata del carcere preventivo non è opportuno tener conto di eventualità ipotetiche (ad esempio presentazione di complementi istruttori e/o di un reclamo avverso una eventuale decisione negativa sulle prove), ma che, qualora tali ipotesi dovessero concretizzarsi, il magistrato inquirente valuterà e deciderà se sia necessario e se vi siano le condizioni di legge, per richiedere un'ulteriore proroga e questo ufficio ne verificherà l'effettivo fondamento, a giudizio dello scrivente una proroga di 5 settimane, cioè fino al 24 aprile 2009 compreso, appare sufficiente e proporzionata, tenuto anche conto del fatto che il rapporto, non trattandosi di accertamenti complessi, potrà essere consegnato a breve dalla Polizia _, potendo del resto il magistrato inquirente, chiedere precisazioni e sollecitarne la consegna, trattandosi di procedimento con accusati in detenzione;
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in particolare, una proroga del carcere preventivo di 5 settimane è rispettosa del principio di proporzionalità, in considerazione della gravità delle accuse mosse a _, segnatamente infrazione aggravata alla LStup, che ha interessato ingenti quantitativi di cocaina e per la quale è intenzione del magistrato inquirente deferirla alle _ e del conseguente rischio di pena, nonché del fatto che l’inchiesta, complessa - viste le numerose persone coinvolte a vari livelli, l’atteggiamento negatorio dei coaccusati _ ed _, nonché i vari cambiamenti di versione, le ritrattazioni e, soprattutto, con riferimento alla proroga qui in discussione, le “rivelazioni” ormai al termine dell’inchiesta della stessa _, ciò che ha reso/renderà necessario per gli inquirenti l’esperimento di ulteriori atti istruttori (indagini a _ e nuovi interrogatori dei coaccusati) con conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta -, è stata comunque condotta nel rispetto dei dettami dell’art. 102 cpv. 1 CPP, rilevato inoltre che da un esame degli atti non emergono tempi morti di durata eccessiva tali da mettere in discussione la legalità della detenzione (in proposito va infatti ricordato che secondo il Tribunale federale il rispetto di tale principio deve essere valutato globalmente, tenendo conto delle particolarità dell’inchiesta, dell’ampiezza del lavoro svolto dagli inquirenti, non potendosi pretendere che un magistrato si occupi costantemente di un unico incarto, e di quella degli inevitabili tempi morti, cfr. DTF 124 I 139, DTF 128 I 149, STF 7.2.2005 in re C., 1S.3/2005), bensì risulta che gli inquirenti non si sono limitati ad interrogare l’accusata ed i correi, ma hanno provveduto alla ricerca di riscontri oggettivi al fine di identificare le altre persone coinvolte e l’ampiezza del traffico messo in atto;
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discende da quanto sopra che una proroga fino al 24 aprile 2009 compreso, oltre che sufficiente per la conclusione dell'inchiesta, è rispettosa dei principi di proporzionalità e celerità,
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il magistrato inquirente è comunque invitato a procedere indilatamente nei suoi incombenti (pena la violazione dell’art. 102 cpv. 1 CPP);
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in conclusione, l'istanza è parzialmente accolta, nel senso che la carcerazione preventiva cui è astretta _ è prorogata fino al 24 aprile 2009 (compreso), con la presente decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 19 cifra 2 LStup, 252 e 305 bis CP, 115 LStr, 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,
decide
1.
L'istanza è parzialmente accolta.
§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretta _ è prorogato fino al
24 aprile 2009 (compreso)
.
2.
Non si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
giudice Ursula Züblin

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