# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3b77249a-93cf-56e0-af8b-7a431f549b49
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Con sentenza del 9 aprile 2019 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1963) e AP 1 (1963), entrambi cittadini italiani, ordinando in particolare la vendita all'asta della particella n. 762 RFD di _, appartenente ai coniugi in ragione di metà ciascuno, ha obbligato la moglie a versare al marito
fr. 310 000.– in liquidazione dei rapporti di dare e avere, e ha condannato il marito a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 7260.– mensili fino all'età pensionabile di lei. Le spese processuali di complessivi fr. 25
000.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata AO 1 è insorto a questa Camera con un appello del 22 maggio 2019, chiedendo di riformare la decisione impugnata nel senso di respingere la pretesa di contributo alimentare formulata dalla moglie.
Il 24 maggio successivo ha appellato anche AP 1, postulando la proprietà esclusiva dell'abitazione di _, la condanna del marito al pagamento di fr.
334 513.45 in liquidazione dei rapporti di dare e avere,
così come l'obbligo per il marito di fornire garanzie per il pagamento dei contributi alimentari. Il 4 luglio
2019 le parti hanno congiuntamente comunicato a questa Camera di avere raggiunto un accordo e pertanto di ritirare il rispettivo appello.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto della
dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento
delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC). In concreto gli appellanti vanno tenuti così a farsi carico degli oneri processuali correlati alla procedura di appello, fermo restando che la tassa di giustizia va notevolmente ridotta, la procedura terminando senza decisione (art. 21 LTG). Non si pone inoltre di problema di ripetibili, gli appelli non avendo formato oggetto di notifica per osservazioni.