# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0ed53950-48e8-5c91-9e1d-4fd9eb815238
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

ritenuto
in fatto
A.
_ è stato arrestato a _, il 6 ottobre 2009, dalla Polizia cantonale, poiché sospettato di avere commesso alcuni furti con scasso avvenuti nel _ tra settembre e ottobre 2009.
In data 7 ottobre 2009 il Procuratore pubblico ha promosso l’accusa nei suoi confronti per titolo di ripetuto furto consumato e tentato (art. 139 cifra 1 CP in relazione con l’art. 22 CP), ripetuto danneggiamento (art. 144 CP), ripetuta violazione di domicilio (art. (186 CP), ripetuta guida senza licenza di condurre (art. 95 cifra 1 LCStr) e contravvenzione alla LStup (art. 19 a LStup), chiedendo a questo giudice la conferma dell’arresto vista l’esistenza di gravi indizi di reato e considerata l’esistenza di motivi di interesse pubblico quali i bisogni dell’istruzione - siccome gravemente indiziato di essere l’autore di diversi altri furti avvenuti tra settembre e ottobre 2009 - e pericolo di recidiva - essendo l’accusato recidivo specifico ed avendo ripreso a delinquere durante il periodo di prova impostogli con la liberazione condizionale di una precedente condanna, avvenuta il 24 dicembre 2008 (inc. GIAR 468.2009.1, doc. 1).
Il 7 ottobre 2009 l'arresto di _ è stato confermato da questo giudice, ritenuti dati i gravi e concreti indizi di colpevolezza, nonché preminenti motivi di interesse pubblico quali i bisogni dell’istruzione ed il pericolo di recidiva (con riferimento alle motivazioni della richiesta di conferma dell’arresto), (inc. GIAR 468.2009.1, doc. 5).
Sia davanti alla Polizia, in occasione del suo arresto, che davanti a questo giudice, in occasione dell’udienza per la conferma dell’arresto, l’istante ha ammesso di essere l’autore di 4 furti, di cui 2 tentati. Nuovamente interrogato dalla Polizia, in data 12 ottobre 2009, egli ha ammesso di essere l’autore di ulteriori 10 furti, precisando di averne commessi altri di cui non si ricordava. Ancora interrogato dalla Polizia il 15 ottobre 2009, l’accusato ha ammesso la commissione di ulteriori furti con scasso. Sino ad oggi _ avrebbe complessivamente ammesso o riconosciuto agli inquirenti la commissione di 21 furti (tra tentati e compiuti), ma gli inquirenti starebbero procedendo ad ulteriori indagini di Polizia scientifica (confronto delle tracce biologiche rinvenute sui luoghi di altri furti con il DNA di _).
B.
Il 13 ottobre 2009 _, con l’istanza in discussione e per il tramite del suo difensore (Inc. GIAR 468.2009.3, doc. 1), chiede di essere posto in libertà provvisoria. Senza contestare l’esistenza di gravi indizi di reato la difesa afferma che l’istante sarebbe già stato interrogato due volte dalla Polizia cantonale e avrebbe spontaneamente raccontato quanto commesso, l’arresto non sarebbe più giustificato per i bisogni istruttori. Per quanto riguarda il pericolo di recidiva egli afferma di essere ben conscio dei suoi precedenti penali e di avere nuovamente delinquito nel periodo di libertà condizionata, ma ciò sarebbe avvenuto al termine di tale periodo, essendosi egli ben comportato nei nove mesi precedenti. Per ovviare al pericolo di recidiva l’accusato è disposto a versare una cauzione, per il tramite della sua famiglia, a depositare i propri documenti di identità, a presentarsi presso il Comando di Polizia quotidianamente e a rimanere confinato agli arresti domiciliari presso il domicilio della madre (che, vista l’età, necessiterebbe dell’assistenza e della compagnia del figlio). Visto quanto sopra non sarebbero più rispettati il principio di proporzionalità e sussidiarietà.
C.
Il magistrato inquirente, con preavviso negativo 16/19 ottobre 2008 (Inc. GIAR 468.2009.3, doc. 2), dopo avere ripercorso i fatti che hanno portato all’arresto dell’accusato, analizza dettagliatamente i gravi indizi di reato a suo carico. Il PP osserva come l’accusato, tra fine agosto e il giorno del suo arresto, sia riuscito a mettere a segno almeno 21 furti (consumati e tentati), se solo si considerano i reati da lui ammessi, ai quali potrebbero però aggiungersene altri a dipendenza degli esiti delle indagini della Polizia e della Polizia scientifica. Per quanto riguarda i bisogni istruttori osserva, con riferimento al rapporto di complemento della Polizia del 13 ottobre 2009, che l’accusato potrebbe entrare in considerazione per ulteriori furti e che la scientifica si sta occupando di comparare le varie tracce rinvenute sulle scene dei crimini con i dati biologici di _. A mente del PP occorrerà istruire anche i procedimenti aperti prima del suo arresto e tuttora pendenti. Sussisterebbe poi un concreto pericolo di recidiva, sia con riferimento ai numerosi precedenti menzionati nel casellario giudiziale, sia al fatto che l’accusato ha delinquito, per quanto qui di interesse, nel periodo di liberazione condizionale concesso dal GIAP il 21 ottobre 2008, a far tempo dal 24 dicembre 2008: anziché rispettare le condizioni poste dal GIAP per la sua liberazione condizionale (sottoporsi ad assistenza riabilitativa e mantenere il lavoro) _ ha semplicemente ripreso a delinquere (già solo con riferimento ai reati di infrazione e contravvenzione LStup di cui all’incarto MP _). La sua fattiva collaborazione con gli inquirenti non diminuisce certo l’importante ed accertato pericolo di recidiva. Sussiste poi pericolo di fuga, avendo l’accusato dichiarato all’assistente sociale del patronato, di alloggiare presso amici nel _ e di non essere intenzionato a continuare il trattamento terapeutico o a trovare una soluzione lavorativa in Ticino. Le misure sostitutive dell’arresto proposte non sarebbero sufficienti per scemare l’accertato pericolo di fuga e di recidiva, considerato inoltre il residuo di pena di un anno che, alla luce dei nuovi fatti di rilevanza penale, _ dovrà scontare. Sarebbe tuttora rispettato il principio di proporzionalità.
D.
La difesa, con osservazioni 20 ottobre 2009, si rifà alle allegazioni dell’istanza di libertà provvisoria. Per quanto riguarda il pericolo di fuga afferma che l’accusato ha sempre alloggiato presso la madre e che semplici pensieri o ipotesi circa la possibilità di trovare una soluzione alternativa in _ non possono certo concretizzare il pericolo di fuga, mentre che le proposte alternative formulate con l’istanza sono idonee e concrete. Per il resto delle considerazioni, se del caso, si dirà nel seguito della presente.

## Considerations

in diritto
1.
L'istanza, presentata dalla difesa di _, accusato detenuto, è ricevibile in ordine.
Il preavviso e l'incarto sono stati trasmessi tempestivamente ai sensi dell'art. 108 CPP. In particolare, il preavviso è stato inviato per posta il 16 ottobre 2009 (cfr. timbro postale) e l'incarto è stato recapitato "brevi manu" nella mattina del 19 ottobre 2009, in pratica contestualmente alla ricezione del preavviso inviato per posta (in proposito cfr. CRP 60.2005.323, sentenza 11.10.2005 in re C.B.).
Il termine di cui all'art. 108 cpv. 2 CPP scade, per questo giudice, giovedì 22 ottobre 2009 ex art. 20 cpv. 1 CPP.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
"L’art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
L'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato - e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.
Nel caso in esame, sufficienti e concreti indizi di colpevolezza a carico di _ sono senz’altro dati per i reati ipotizzati in relazione ai fatti che hanno condotto al suo arresto. In particolare, l’accusato, dopo aver inizialmente ammesso solo 4 furti, di cui due tentati, ha ammesso agli inquirenti ulteriori furti con scasso (cfr. verb. PG di _ del 12 ottobre 2009 allegato al rapporto di complemento 13 ottobre 2009 della Polizia cantonale, AI 19; verb. PG di _ del 15 ottobre 2009) a partire da inizio settembre 2009, tutto ciò per permettersi l’importante consumo di eroina (circa 3 grammi al giorno per un costo compreso tra il CHF 300.- e i CHF 500.-).
La prima (e cumulativa) condizione per l'eventuale mantenimento della carcerazione preventiva è pertanto presente.
4.
Per quanto riguarda i bisogni istruttori il magistrato evoca la necessità di verificare le dichiarazioni dell’accusato con riferimento ai furti ammessi e accertare se egli entri in considerazione quale autore di altri furti avvenuti nel Cantone, comparando le varie tracce rinvenute sui luoghi di tali crimini con gli elementi biometrici riconducibili a _ (con riferimento al rapporto di complemento della Polizia del 13 ottobre 2009). È evidente che tale attività istruttoria non può essere compromessa dall’intervento collusivo dell’accusato. Il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove non è peraltro neppure menzionato dal magistrato inquirente.
5.
Il pericolo di recidiva consiste nel rischio che l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF 105 Ia 26). Il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione relativamente estesa: l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G.
Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda, Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5 ad art. 59). La gravità del reato (se si preferisce
la gravità dei fatti oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione)
, condizione la cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84), da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere debitamente considerata
(DTF 21.1.2005, 1P.750/2004; DTF 25.4.2006, 1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154); oc
corre, insomma, che l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005, 1P.750/2004).
Dal casellario giudiziale agli atti (AI 2) risulta che _ ha iniziato a delinquere nel 2000, subendo la prima condanna a 90 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente, nel 2001 quando è stato riconosciuto colpevole di furto, reati connessi con l’importazione e la messa in circolazione di monete false, infrazioni alla LCstr (quali la circolazione senza targhe e senza licenza e il furto d’uso), truffa, falsità in documenti e contravvenzione alla LStup. Nel 2005 è stato nuovamente condannato ad una pena di 75 giorni di detenzione, in quanto riconosciuto colpevole di ripetuto furto, abuso di un impianto per l’elaborazione di dati, ricettazione, circolazione senza licenza di condurre e furto d’uso. Nel 2007 è nuovamente stato condannato dalla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio ad una pena detentiva di 30 mesi; egli è stato riconosciuto colpevole, tra gli altri, dei reati di ripetuto furto, incendio intenzionale, circolazione senza licenza di condurre, minaccia, contravvenzione alla LStup, impedimento di atti dell’autorità e ricettazione. Infine, il 12 marzo 2008, è stato condannato dalla Corte delle Assise correzionali di Lugano a 12 mesi di detenzione, oltre ad un trattamento ambulatoriale ai sensi dell’art. 63 CP, in quanto riconosciuto colpevole dei reati ripetuto furto, furto d’uso e circolazione senza licenza.
Egli si trovava, il 6 ottobre scorso, al momento dell’arresto, in libertà condizionale, avendo il Giudice dell’applicazione della pena, con decisione 21 ottobre 2008, concesso la liberazione condizionale delle due ultime pene, a far tempo dal 24 dicembre 2008, e per il periodo di prova di un anno, a condizione che l’accusato si sottoponesse ad assistenza riabilitativa e che mantenesse l’attività lavorativa a suo tempo avviata presso la _ di _ (cfr. sentenza 21 ottobre 2008 del GIAP, inc. 400.2008.73, allegato 6 all’AI 12).
Nel frattempo invece, non solo _ ha ricominciato ad utilizzare sostanze stupefacenti, ma anche a commettere furti per finanziare il proprio consumo.
Come rettamente evidenziato dal PP _, che si trovava appunto in libertà condizionale, anziché rispettare le condizioni poste dal Giudice dell’applicazione della pena (sottoporsi all’assistenza riabilitativa e mantenere un lavoro), ha semplicemente ripreso a commettere furti e a consumare eroina.
Se, in mancanza di diversa risultanza agli atti, può essere presa per buona l’osservazione della difesa secondo cui il fatto che _ sia finito in disoccupazione sarebbe il risultato del noto periodo di crisi e che, per una persona come _, sarebbe doppiamente difficile trovare lavoro in ragione del suo passato (anche con riferimento alle risultanze dell’allegato 5 all’AI 12), non si giustifica assolutamente il fatto (perché di fatto documentato si tratta) che egli non si è più sottoposto, da giugno 2009, al trattamento ambulatoriale impostogli dall’Autorità giudiziaria. Per di più, dal rapporto 22 settembre 2009 del Servizio psicosociale di Lugano (allegato 2 all’AI 12), risulta che _ non si è mai confrontato in modo costruttivo con la misura terapeutica ordinata dall’Autorità giudiziaria (a dire del dottor _ egli “
è sempre venuto all’SPS controvoglia e solo perché obbligato
”).
A ciò si aggiunga che nulla si sa, di concreto, delle intenzioni future dell’accusato (egli non ha, e comunque non ha comunicato al PP o a questo giudice, un progetto concreto per il futuro) se non che egli, se posto in libertà provvisoria, intenderebbe fare compagnia alla madre.
Ciò per dire che da un esame degli atti appare, con preoccupante limpidezza, il fatto che l’accusato, nell’ultimo decennio, ha più volte interessato le Autorità giudiziarie con varie tipologie di reati, tra cui compare con assoluta regolarità il reato di furto. Egli non ha neppure saputo conformarsi a delle semplici regole di condotta impostegli dal GIAP per la concessione della libertà condizionale, perlomeno per quanto riguarda il mantenimento della misura terapeutica, che ha abbandonato sua sponte e senza giustificazione alcuna.
Il pericolo che _, se rimesso in libertà provvisoria, riprenda né più né meno con la stessa tipologia di reati per cui è stato arrestato il 6 ottobre scorso, appare quindi concreto.
Tale pericolo non può essere ovviato dalle misure sostitutive dell’arresto proposte genericamente dalla difesa, anche perché più idonee ad ovviare, in qualche modo, ad un eventuale pericolo di fuga che non al pericolo di recidiva.
Stabilita l’esistenza di uno dei motivi di interesse pubblico necessari per il mantenimento del carcere preventivo, oltre ai seri e concreti indizi di reato, non è necessario esaminare l’esistenza degli altri motivi.
6.
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
Nel caso in esame, il carcere preventivo sin qui sofferto (due settimane) appare rispettoso del principio di proporzionalità se confrontato alla possibile pena in caso di condanna. Inoltre l’inchiesta, in questo lasso di tempo, è proseguita nel rispetto del principio di celerità, non si trova, né si è mai trovata, in una situazione di stallo e neppure vi sono stati ritardi ingiustificati (cfr. DTF 16.11.2004, 1P630/2004). Gli inquirenti sono ora in attesa delle verifiche della Polizia scientifica a proposito del confronto delle tracce biologiche rinvenute sui luoghi di furto, effettuati tali accertamenti e contestati i risultati all’accusato, l’inchiesta potrà considerarsi conclusa.
Richiamato comunque l'obbligo per il magistrato inquirente di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).
7.
In conclusione sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di _ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, nel rispetto dei principi di proporzionalità e celerità nei termini suesposti. La detenzione sin qui sofferta non viola (al momento attuale) il principio di proporzionalità, né l’obbligo di celerità e non sono date le condizioni per ordinare una misura sostitutiva dell’arresto che possa contenere l’accertato pericolo di recidiva. L’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).