# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bc3c5c2d-d714-5b2e-b927-5ab6a0a849ec
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Il _ 1988 è deceduta a _ _ _ (1904), lasciando eredi i figli _ _, _ _, _, _ e _ _. Su richiesta di _ _, con decreto del 6 aprile 1989 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha ordinato, previa confezione dell’inventario e riservato l’obbligo di collazione, la divisione dell’eredità, nominando l’avv. _ _ notaio divisore (inc. _/_). Con sentenza del 13 giugno 1990 il Pretore ha poi accolto una petizione presentata il 3 maggio 1990 da _ _ e ha ordinato di inserire negli attivi dell’inventario – tra l’altro – una quota di comproprietà pari a un mezzo della particella n. _ RFD di _ in debito di _ _ e l’intera particella n. _in debito di _ _ (inc. _). _ _ è deceduto nell’estate del 1993 e i suoi eredi hanno dichiarato di rinunciare a qualsiasi pretesa nella successione di _ _.
B.
Il 20 ottobre 1993 il notaio divisore ha consegnato l’inventario, modificato il 3 febbraio 1995, tra i cui attivi figurava una posta di fr. 250’000.– corrispondente al valore della quota di comproprietà relativa alla particella n. _RFD di _ in debito di _ _, una posta di fr. 120’000.– corrispondente all’in-dennità di espropriazione relativa alla particella n. _in debito di _ _, una posta di fr. 5’000.– in debito di _ _ e una posta di fr. 70’000.– corrispondenti all’indennità di espropriazione relativa alla particella n. _in debito di _ _. In esito a disaccordi fra eredi, il 24 gennaio 1996 il Pretore ha assegnato a _ _ un termine di 20 giorni per promuovere azione di contestazione dell’inventario limitatamente al valore dei beni che non figuravano in inventari precedenti.
C.
Con petizione del 31 gennaio 1996 _ _ ha chiesto che si accertasse il valore delle opere da lei eseguite sulla particella n. _, il valore del fondo senza tali lavori, il valore dell’indennità di espropriazione senza l’esecuzione dei predetti lavori e il valore del diritto di abitazione concesso ad _ _. _ _ e _ _ si sono opposte all’azione, mentre _ _ è rimasto silente. Esperita l’istruttoria, l’attrice ha concluso perché le fosse riconosciuto l’importo di fr. 228’403.80 per lavori eseguiti sulla particella n. _, l’importo di fr. 83’370.– per l’indennità di espropriazione, l’importo di fr. 51’300.– per il noto diritto di abitazione (somma da aggiungere al prezzo di fr. 40’000.– versato per l’acquisto di metà del fondo n. _). _ _ ha aderito parzialmente alla petizione, proponendo che per l’accertamento dei valori si prendesse in considerazione la perizia dell’arch. _ _, mentre _ _ ha ribadito la sua opposizione.
D.
Con sentenza del 19 gennaio 1998 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione e ha modificato l’inventario riducendo a fr. 166’760.– il credito della successione verso _ _ per la quota di comproprietà della particella n. _5, stralciando i crediti verso _ _ e _ _ inerenti alle indennità di espropriazione e iscrivendo un credito della successione verso _ _ pari al valore della particella n. _ nel gennaio del 1979, anno in cui il fondo è stato donato al fratello _ _. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 600.–, sono state poste per metà a carico di _ _ e per un quarto ciascuno a carico di _ _ e _ _, compensate le ripetibili.
E. _
_ è insorta contro la predetta sentenza con un appello del 29 gennaio 1998 nel quale chiede che, in riforma del giudizio impugnato, il credito della successione nei suoi confronti corrispondente al valore della particella n. _ sia stralciato e sostituito da un credito di fr. 5’000.–. Nelle sue osservazioni del 18 febbraio 1998 _ _ conclude per il rigetto dell’ap-pello, mentre con atto del 23 febbraio 1998 _ _ si dissocia dal contenuto del gravame e chiede alla Camera di non entrare nel merito dello stesso.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore ha ritenuto nella fattispecie, per quanto riguarda la particella n. _, che il notaio l’aveva inserita erroneamente a carico di _ _ poiché in realtà essa era stata donata a _ _, la quale solo in un secondo tempo l’aveva ceduta al fratello _. E siccome la collazione per liberalità che risultavano già alienate dal beneficiario al momento dell’apertura della successione va fatta, in caso di cessione gratuita, secondo il valore del bene al momento della cessione, egli ha iscritto il valore del fondo donato nel gennaio del 1979 in debito di _ _. L’appellante contesta tale ragionamento e sostiene di avere ceduto il fondo al fratello _, su richiesta della madre _, con la promessa di ricevere fr. 40’000.–, di cui solo fr. 5’000.– le sono poi stati effettivamente corrisposti. Essa chiede pertanto di stralciare il credito della successione corrispondente al valore del fondo e di iscrivere unicamente un suo debito di fr. 5’000.–.
2.
Ci si potrebbe
chiedere se nella fattispecie, come fa valere _ _ nelle osservazioni a questa Camera, l’appel-lante insieme con _ _ e lei medesima costituiscano un litisconsorzio necessario (art. 41 CPC), sicché il ricorso introdotto dalla sola appellante contro la volontà di lei debba essere dichiarato inammissibile. Il quesito, invero delicato, può rimanere aperto. Come si vedrà oltre, in effetti, l’appello è destinato all’insuccesso quand’anche fosse ricevibile così com’è stato presentato. Approfondire la questione della proponibilità non sarebbe pertanto di alcun giovamento.
3.
Intanto, nella misura in cui l’appellante contesta di dovere apportare nella successione fr. 40’000.–, il ricorso si dimostra irricevibile già per un altro motivo. Dall’inventario allestito dal notaio divisore risulta in effetti che la pretesa dell’attrice intesa a far inserire un credito di fr. 40’000.– a favore della defunta e a carico di _ _ è stata contestata dagli altri eredi (brevetto n. _, pag. 4 punto V, nell’inc. n. _/_richiamato). Ora, dandosi contestazioni d’inventario il Pretore assegna alla parte la cui domanda è contestata un termine di venti giorni per proporne il riconoscimento con la procedura accelerata (art. 479 cpv. 1 CPC). Invano si cercherebbe nella petizione di _ _, tuttavia, una domanda intesa a far accertare la pretesa di fr. 40’000.– da inserire in debito di _ _. La domanda non avendo formato oggetto della causa, la relativa pretesa è perenta (art. 479 cpv. 2 CPC) e non può, di conseguenza, essere deferita di appello.
4.
Si potrebbe supporre, al limite, che la domanda dell’appellante volta a far inserire un debito di fr. 5’000.– nell’inventario sia intesa alla modifica del dispositivo n. 1.3 con cui il Pretore ha ordinato di iscrivere nell’inventario un credito della successione verso l’appellante pari al valore della particella n. _RFD di _. Quand’anche ciò fosse, però, l’appello sarebbe ugualmente irricevibile. Il dispositivo n. 1.3 del decreto impugnato si limita a riprendere, invero, quanto il Pretore aveva già disposto con sentenza del 13 giugno 1990 passata in giudicato (consid. A). E siccome la nozione di cosa giudicata è un concetto di diritto federale (DTF 125 III 10 consid. 3), che come tale va applicato d’ufficio (art. 87 cpv. 1 CPC), l’appellante non può più rimettere in discussione la relativa posta dell’inventario nell’at-tuale sede.
5.
Del resto, si volesse anche – per ipotesi – fare astrazione dal passaggio in giudicato della predetta sentenza, il ricorso non seguirebbe miglior sorte. Dal fascicolo processuale risulta infatti che l’11 settembre 1978 _ _ ha donato come anticipo ereditario la particella n. _RFD di _ alla figlia _, che nel mese di gennaio 1979 l’ha ceduta al fratello _ (doc. C e E dell’inc. n. _/_richiamato). Nel corso del 1981 _ _ ha regalato inoltre fr. 40’000.– alla figlia _ (doc. E; interrogatorio formale _ _, risposta n. 2), sebbene quest’ultima sostenga di avere ricevuto unicamente fr. 5’000.–. Ora, non può essere seriamente revocato in dubbio che il valore del fondo n. _ricevuto in donazione dall’appellante nel 1978 costituisca un anticipo ereditario e debba figurare quindi negli attivi della successione. Contrariamente a quanto opina l’appellante, il valore di tale fondo non può essere posto a carico del coerede _ già per il fatto che, come ha precisato del Pretore, beneficiaria della donazione a titolo di anticipo ereditario era la figlia _, di modo la successiva donazione da sorella a fratello è estranea alla successione.
Dagli atti non risulta neppure che la donazione tra fratelli sia avvenuta su esplicita richiesta dalla madre con la promessa, all’ appellante, di ricevere fr. 40’000.–. Anzitutto dalla decisione 14 agosto 1981 dell’Ufficio imposte di successione e donazione (doc. E) si evince che l’appellante è stata beneficiata di due liberalità: l’una di fr. 40’000.– e l’altra di fr. 39’227.– (corrispondente al valore di stima della particella n. _). Quanto alla dichiarazione rilasciata durante l’interrogatorio formale, essa non basta sicuramente – da sola – per smentire una tassazione formalmente passata in giudicato. Inoltre dal brevetto del notaio _ _ non consta – come detto (consid. 3) – che l’attrice abbia proposto di inserire l’importo di fr. 40’000.– percepito dall’appel-lante in sostituzione della particella n. _, né dalla domanda n. 2 dell’interrogatorio formale si desume tale eventualità. Nelle circostanze descritte l’appello si rivela, comunque sia, privo di buon diritto e deve essere respinto.
6.
Gli oneri processuali sono posti a carico dell’appellante (art. 148 cpv. 1 CPC), che rifonderà alle controparti un’adeguata indennità per ripetibili, commisurata all’impegno profuso dai rispettivi patrocinatori.