# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4cb754e0-6d55-5f35-a770-faf1e47236df
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2001
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _ è assicurato obbligatoriamente contro le malattie presso la Cassa malati _. Con il medesimo assicuratore egli ha stipulato anche le seguenti assicurazioni complementari secondo la LCA: assicurazione delle cure medico sanitarie _, assicurazione complementare d'infortunio per le cure, assicurazione delle spese d'ospedalizzazione, assicurazione d'infortunio per decesso e invalidità, assicurazione per le cure dentarie (IV, doc. _)
In quanto affetto da lombosciatologia cronica con irritazione della radice S1 e leggero deficit motorico su ernia discale L5/S1 (doc. _), dal 1 settembre 1999 al 24 gennaio 1999 l'assicurato è stato sottoposto a 26 sedute di fisioterapia su prescrizione del medico curante, dottor _, specialista in fisiatria e reumatologia.
Visto l'insuccesso delle terapie nel rapporto medico datato 31 gennaio 2000 il medico curante ha chiesto al Centro di riabilitazione di _ di sottoporre il suo paziente ad una cura stazionaria di tre settimane, in quanto "presenta da diversi mesi dei dolori a carattere ischialgiforme a livello della gamba sinistra, resistenti per il momento alle terapie ambulatoriali instaurate".
Dal 1 al 22 febbraio 2000 _ si è quindi sottoposto alla cura stazionaria prescritta presso il Centro di riabilitazione (doc. _), in camera semiprivata.
1.2 La clinica ha quindi trasmesso il certificato medico e la richiesta di garanzia concernente la degenza prescritta alla Cassa malati _ (doc. _), che con scritto del 22 marzo 2001 ha rifiutato di assumere i costi per una cura stazionaria: secondo il medico fiduciario non vi sarebbe infatti necessità di ospedalizzazione ai sensi dell'art. 49 LAMal (doc. _).
In data 27 marzo 2000 il dottor _ del Centro di riabilitazione di _ ha contestato la presa di posizione dell'assicuratore malattia, dichiarando che il caso specifico giustifica un trattamento stazionario. In tale occasione il medico ha inoltre chiesto alla Cassa di sottoporre una proposta terapeutica alternativa, nel caso in cui volesse insistere sull'assenza di una necessità di ospedalizzazione.
La _ ha riconfermato la propria presa di posizione evidenziando che, vista la giovane età dell'assicurato, ci sono altre alternative possibili più appropriate ed economiche (allegato _).
In un ulteriore scambio di corrispondenza l'assicuratore malattia ha inoltre ribadito che un trattamento ambulatoriale è sufficiente e che quindi è disposta a garantire un ulteriore trattamento di fisioterapia (doc. _).
1.3 Con decisione formale 9 ottobre 2000, la cui emanazione è stata espressamente chiesta dall'interessato, la _ ha decretato che "non verserà alcuna prestazione all'assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie per la riabilitazione stazionaria eseguita presso la Clinica _ dal 1 febbraio al 22 febbraio 2000" (doc. _).
In data 21 ottobre 2000 _ ha interposto opposizione alla decisione della Cassa, adducendo quanto segue:
"
a) da un punto di vista medico
, si contestano le asserzioni secondo le quali, tenuto conto della mia giovane età, all'ospedalizzazione esistevano altre alternative possibili che sarebbero state più appropriate ed economiche (lettera _ del 10 aprile 2000) e che un trattamento ambulatoriale sarebbe stato del tutto sufficiente (lettera _ del 9 maggio 2000). A tale proposito faccio notare che, come riportato correttamente nella vostra decisione formale, antecedentemente al mio ricovero avevo seguito 3 cicli di fisioterapia ambulatoriale senza significativi benefici per il mio stato di salute. La decisione di seguire un trattamento riabilitativo su base stazionaria non è sicuramente stata presa in modo impulsivo o senza alcun riguardo alla problematica dell'economicità delle cure.
Faccio infatti notare che prima di arrivare a questo passo, su richiesta del mio medico di famiglia, dott. _, avevo accettato di sottopormi a consulti specialistici da parte del dott. _, FMH in fisiatria e riabilitazione, spec. in reumatologia. Considerato l'insuccesso avuto dalla fisioterapia seguita in ambito ambulatoriale (cito a proposito il rapporto allestito in data 31 gennaio 2000 dal dott. _ all'indirizzo del dott. _ nel quale si afferma testualmente "Visto quindi il protrarsi della sintomatologia dolorosa e la resistenza alle terapie conservative ambulatoriali, ritengo sia opportuna una cura stazionaria riabilitativa di almeno tre settimane" doc. allegato _). Alla luce di quanto dichiarato da un affermato medico specialista ritengo pertanto perlomeno strana e sospetta la vostra asserzione secondo la quale il trattamento ambulatoriale era sufficiente, considerato che già in precedenza lo stesso non aveva condotto a benefici classificabili da medici specialisti quali sufficienti.
b) Da un punto di vista giuridico ed amministrativo
, la vostra cassa ha aderito alla convenzione conclusa, ai sensi dell'art. 46 LAMal, dalla Federazione ticinese degli assicuratori malattia (FTAM) con il Centro di riabilitazione _. Aderendo alla suddetta convenzione, la vostra cassa s'impegna pure implicitamente a rispettarne i contenuti. il vostro comportamento tenuto nel mio caso viola invece palesemente il principio di diritto secondo il quale l'assicurato‐paziente e l'ente fornitore di prestazioni hanno il diritto di essere informati in tempi ragionevoli in merito all'eventuale rifiuto di garanzia. Tale principio è chiaramente sancito negli art. 4 della convenzione stessa che recita "Entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della notifica di ammissione secondo l'art. 4 cpv. 1 e 2, gli assicuratori contraenti sono tenuti a rilasciare all'amministrazione dell'istituto di cura la garanzia di pagamento integrale della nota ospedaliera secondo la tariffa di camera comune" e art. 6 "Se la dichiarazione di rifiuto della garanzia non è inviata all'Istituto di cura entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della comunicazione, l'assicuratore è tenuto al pagamento della nota ospedaliera conformemente alla richiesta di garanzia, per una durata massima di 15 giorni, come se avesse prestato garanzia". Il vostro comportamento tenuto nel caso in oggetto rappresenta pertanto una palese violazione dei contenuti della convenzione stessa. Appare chiaro che il fatto di soggiornare presso un istituto ospedaliero non faccia nascere automaticamente il diritto alle prestazioni secondo l'art. 32 LAMal. Per questa ragione alla cassa è data facoltà di tutelare convenientemente i propri interessi mediante il contenuto dell'art. 6 della convenzione (I'assicuratore può rifiutare di rilasciare la garanzia se il paziente non assolve le condizioni legali o contrattuali per il diritto alle prestazioni"). Prendo comunque atto che di questo rimedio giuridico la vostra cassa non ha fatto utilizzo, in quanto la vostra presa di posizione dell'8 febbraio 2000 non può sicuramente essere considerata un rifiuto di garanzia ma unicamente una presa di posizione interlocutoria in attesa della decisione demandata al vostro servizio medico fiduciario. Faccio cortesemente notare che, se la vostra cassa avesse rifiutato la mia degenza nei tempi e modi previsti dalla convenzione, per il sottoscritto sarebbe stato possibile decidere autonomamente se interrompere la degenza oppure, in caso di mancato riesame da parte vostra, assumersi gli importanti costi di degenza. Per concludere ritengo pertanto che il vostro comportamento viola in modo palese il principio della certezza del diritto."
1.4 Con decisione su opposizione del 20 novembre 2000 la _ ha confermato la decisione precedentemente emessa alla luce delle seguenti motivazioni:
"
Il Signor _ giustifica la sua posizione asserendo che il periodo di riabilitazione stazionaria era stato prescritto dal Dr. med. _. L'art. 32 cpv. 1 LAMal, parlando delle condizioni di presa a carico dei costi legati ad un trattamento da parte di una cassa malati, precisa che le prestazioni menzionate agli articoli 25 a 31 devono essere efficaci, appropriate ed economiche. L'efficacia deve essere dimostrata secondo dei metodi scientifici.
La convenuta non contesta per niente la necessità, per il Signor _, di seguire un trattamento adeguato. La lombosciatalgia cronica con irritazione della radice di S1 e leggero deficit motorico su ernia discale 1‐5/S1 a sinistra che influenzano lo stato di salute del ricorrente sono in effetti atti a giustificare un seguito fisioterapico come quello prescritto tra il mese di settembre 1999 e il mese di gennaio 2000.
La _ stenta ciononostante a seguire il ricorrente nella sua affermazione: "Il sottoscritto è stato degente presso il Centro di riabilitazione _ (...) per un periodo di riabilitazione stazionaria prescritto dal Dr. med. _ ". Ora, una prescrizione medica non concede direttamente all'assicurato il diritto alla presa a carico dei costi legati ad un trattamento da parte del suo assicuratore. Come precisato dall'art. 32 cpv. 1 LAMal, il trattamento prescritto deve risultare efficace, appropriato ed economico. Di fronte ad un Certificato medico per richiesta di degenza in cui si può leggere che il paziente presenta un grado di dipendenza "autosufficiente", che non abbisogna di "alcun aiuto" per l'igiene del corpo, che la mobilità è "libera", che l'alimentazione si compie "senza aiuto" e che il solo obbiettivo della riabilitazione consiste nella diminuzione dei dolori, senza quindi ulteriori chiarimenti quanto al reale beneficio di una cura stazionaria, la convenuta ritiene che non siano state provate le condizioni poste per una presa a carico. Se poi si considera, alla luce di quanto previsto nell'articolo citato, che l'efficacia di un trattamento deve essere dimostrata secondo dei metodi scientifici, in assenza di un qualsiasi elemento probante sui risultati ottenuti dal Signor _ con il suo soggiorno nel Centro summenzionato, la _ non può che giungere alla conclusione che l'ospedalizzazione litigiosa non era appropriata e giustificata, non rispondendo quindi ai criteri di presa a carico dell'art. 32 LAMal.
(...)
Sempre nella stessa lettera del 27 marzo 2000 si può leggere: "Ricordiamo la giovane età del paziente a cui si deve in ogni caso poter garantire il massimo delle terapie riabilitative, sia esse ambulatoriali ( ... ), per ottenere i benefici richiesti". Contattato telefonicamente dalla convenuta, il Centro di riabilitazione _ ha confermato la possibilità, pure per i pazienti del reparto reumatologico, di seguire presso le sue strutture dei cicli di riabilitazione ambulatoriali. Vista la giovane età del Signor _, considerato che, come da certificato medico per richiesta di degenza datato 27 gennaio 2000, l'assicurato si presenta come una persona perfettamente autonoma, in assenza di un carattere di urgenza dell'ammissione, analizzata la disponibilità della convenuta a garantire un trattamento ambulatoriale di fisioterapia (lettera del 9 maggio 2000 al Centro di riabilitazione _), la _ ribadisce il concetto secondo il quale questa ospedalizzazione rappresenta un costo di molto più elevato in rapporto a quello che dei trattamenti ambulatoriali avrebbero comportato.
Il Signor _ taccia di carente l'operato che la convenuta ha profuso nell'analizzare per una seconda volta con l'aiuto del medico di fiducia l'intera problematica. In particolare il ricorrente denuncia la superficialità con la quale la _ avrebbe, nella sua lettera del 10 aprile 2000, indicato genericamente il fatto che "ci sono altre alternative possibili che sarebbero più appropriate ed economiche", senza avere precisato quali.
La risposta l'aveva già fornita, implicitamente, il Dr. med. _ nel suo scritto del 27 marzo 2000: "(...) poter garantire il massimo delle terapie riabilitative, sia esse ambulatoriali". Ora, il vantaggio di trovarsi confrontati ad un giovane paziente completamente autosufficiente, imponeva una scelta cosciente e rispettosa dei principi posti dalla LAMal da parte dei medici curanti. Considerati i benefici "non ancora risolutivi" ottenuti con la cura stazionaria di tre settimane, presa in considerazione la disponibilità della convenuta, ribadita nella sua lettera del 9 maggio 2000, a sobbarcarsi i costi di un trattamento ambulatoriale di fisioterapia, ritenuto il fatto che presso lo stesso Centro il medesimo trattamento è prodigato in ambito ambulatoriale, la domanda, peraltro ancora senza risposta, sorge spontanea: che bisogno medico c'era di prescrivere al Signor _ una cura stazionaria di tre settimane?"
1.5 Con tempestivo ricorso 11 dicembre 2000 _ ha chiesto l'annullamento della decisione su opposizione e che i costi di degenza per la riabilitazione presso il Centro di _ siano posti a carico della _, con le seguenti motivazioni:
"
Nelle sue considerazioni (cfr. pag. 3, Considerazioni, cpv. 2), la convenuta tenta di confutare la necessità di un trattamento stazionario sulla base del mio grado d'indipendenza nello svolgimento delle normali attività di vita quotidiana. Da parte mia mi sembra che tali motivazioni siano fuorvianti. Seguendo le argomentazioni della convenuta, bisognerebbe concludere che la possibilità di seguire un trattamento di riabilitazione stazionario dovrebbe essere negata alla maggior parte dei pazienti con problematiche cardiologiche o dell'apparato muscolare, pazienti che notoriamente non presentano debilitazioni particolari dal punto di vista della deambulazione o nelle normali attività quotidiane.
Al punto 3 delle considerazioni stesse, la parte convenuta cita il colloquio telefonico intervenuto tra mia madre e il funzionario della cassa incaricato della gestione del caso. La telefonata in questione aveva avuto effettivamente lo scopo di chiarire la presa a carico dei costi di degenza; nel corso della stessa non era comunque stata comunicata una decisione negativa da parte della cassa, né l'invito a lasciare il Centro di riabilitazione in attesa di una decisione. Il fatto di avere sollecitato telefonicamente una presa di posizione è inoltre un chiaro elemento che dimostra la mia buona fede ed il senso di responsabilità nei confronti della convenuta.
La parte convenuta mi rimprovera poi che la Direzione del Centro non ha mai provveduto ad inoltrare alla Direzione della cassa malati stessa copia del rapporto medico d'uscita. A parte la constatazione lapalissiana che mi sembra scorretto accusarmi di questa fatto, considerato pure che il rapporto medico non è in possesso del sottoscritto, faccio a mio volta notare che la parte convenuta non ha mai nemmeno ritenuto opportuno richiederlo. Se il rapporto d'uscita rivestiva per la parte convenuta un'importanza elevata tale da modificare eventualmente la propria decisione, come è risultato possibile per il medico di fiducia della cassa ribadire in modo cosi assoluto e perentorio la propria precedente decisione senza eventualmente richiedere un complemento d'informazione rappresentato appunto dal rapporto medico in questione?
1.6 Con risposta di causa del 24 gennaio 2001 la Cassa malati ha proposto di respingere il ricorso di _, ribadendo che un trattamento stazionario non era necessario nel caso concreto.
1.7 Il ricorrente ha replicato l'8 febbraio 2001, evidenziando che un'ernia discale costituisce, per un giovane di _ anni, un serio problema.
1.8 Pendente causa questa Corte ha effettuato alcuni accertamenti, notificati alle parti (VI-XV).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1 Dagli atti emerge che l'assicurato ha concluso con la _ non soltanto l'assicurazione obbligatoria secondo la LAMal, bensì anche diverse assicurazioni complementari secondo la LCA (cfr. consid. 1), tra cui l'assicurazione per le spese d'ospedalizzazione nel reparto semiprivato in tutta la Svizzera negli ospedali che hanno ricevuto un mandato di prestazione da un Cantone. L'assicurato ha chiesto inoltre che la convenuta rimborsi i costi del trattamento eseguito presso il Centro di riabilitazione di _, che è stato effettuato nel reparto semi-privato. Implicitamente chiede quindi anche il riconoscimento delle prestazioni relative fondate sulle assicurazioni complementari succitate.
Secondo quanto disposto dall'art. 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate di diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal corrisponde un'altrettanta netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di diritto civile (cfr. R. Spira, Le nouveau régime de l'assurance-maladie complémentaire, Revue suisse d'assurances/ Schweizerische Versicherung-Zeitschrift 1995, N. 7/8, p. 192-200; R. Spira, Le contentieux de la nouvelle assurance-maladie, Sécurité sociale 5/1995, p. 256-259; P.-Y. Greber, Quelques questions relatives à la nouvelle loi fédérale sur l'assurance-maladie, in Revue de droit administratif et de droit fiscal, 3/4, 1996, p. 225-251).
Giusta l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale sulla sorveglianza degli istituti di assicurazione privata (LSA; modificata in occasione dell'adozione della LAMal il 1 gennaio 1996) per le contestazioni relative all'assicurazione complementari all'assicurazione sociale contro le malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
Il 1. gennaio 1996 il Canton Ticino si è dotato della LCAMal che dell'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal TCA, che applicherà per analogia la Legge di procedura per le cause davanti al TCA.
2.2 Alla luce di quanto sopra esposto l'impugnativa sarà quindi esaminata sia come atto ricorsuale contro la decisione su opposizione che come petizione tendente all'ottenimento delle prestazioni previste dalle assicurazioni complementari.
Nel merito
A. Assicurazione sociale contro le malattie
2.3. Oggetto del contendere è l'assunzione, da parte della Cassa malati _, dei costi relativi alla cura stazionaria eseguita in ambiente ospedaliero (reparto semiprivato) a cui si è sottoposto _ dal 1 al 22 febbraio 2000.
Per l'art. 24 LAMal
"
L’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni definite negli articoli 25–31, secondo le condizioni di cui agli articoli 32–34."
Secondo l'art. 25 cpv. 1 LAMal
"
1
L’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi."
Secondo quanto stabilito dal cpv. 2 dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, tra l'altro, gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in una casa di cura dal medico, dal chiropratico e da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione o indicazione medica (lett. a), le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico (lett. b), un contributo alle spese di cure balneari prescritte dal medico (lett. c) i provvedimenti di riabilitazione medica, eseguiti o prescritti dal medico (lett. d), nonché la degenza nel reparto comune di un ospedale (lett. e).
2.4. I presupposti dell’assunzione dei costi delle prestazioni definite dagli art 25ss sono specificati all’art 32 LAMal, secondo cui
"
1
Le prestazioni di cui agli articoli 25-31 devono essere efficaci, appropriate ed economiche. L’efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici.
2
L’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle prestazioni sono riesaminate periodicamente."
Questi presupposti si applicano a tutte le prestazioni fondate sulla LAMal (Eugster, Krankenversicherung, p. 52 N 100ss in U. Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998). L'adeguatezza di una prestazione si valuta secondo criteri medici (Eugster, op. cit., p. 185).
2.5. Secondo l'art. 41 cpv. 1 prima frase LAMal l'assicurato ha la libera scelta tra i fornitori di prestazioni autorizzati e idonei alla cura della sua malattia.
Giusta l’art. 49 cpv. 3 LAMal, in caso di degenza ospedaliera, la remunerazione è effettuata conformemente alla tariffa dell’ospedale ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 e 2 finchè il paziente, secondo l’indicazione medica, necessita di cure e assistenza o di riabilitazione medica in ospedale. Se questa condizione non è più soddisfatta, per la degenza ospedaliera è applicabile la tariffa secondo l’art. 50. Secondo questo disposto, in assenza di una convenzione prevedente remunerazioni forfettarie, l’assicuratore assume, per le degenze in caso di cura, le stesse prestazioni previste in caso di cura ambulatoriale e a domicilio.
2.6. Per l'art. 56 cpv. 1 LAMal inoltre il fornitore di prestazioni deve limitare le prestazioni a quanto l'esige l'interesse dell'assicurato e lo scopo della cura.
Secondo la giurisprudenza un soggiorno ospedaliero non implica di per sé l'obbligo prestativo delle Casse: condizione indispensabile del diritto a prestazioni per cure ospedaliere é la necessità di misure terapeutiche o, almeno, diagnostiche che possono essere applicate soltanto in uno stabilimento ospedaliero (DTF 126 V 326 consid. 2b; STFA del 31 gennaio 2001 in re P. non pubbl. consid. 2b; DTF 120 V pag. 206 e seg consid. 6; RAMI 1969 pag. 32 e seg; 1977 pag. 167 e seg; 1989 pag. 154 e seg; Eugster, Krankenversicherung, p. 70). La necessità dell'applicazione di un determinato provvedimento va stabilita in base a criteri obbiettivi (Eugster, op. cit. p. 52).
In concreto non deve, cioè, essere possibile fare a meno dell'ospedalizzazione senza compromettere il buon esito del trattamento, ledendo, così, il diritto dell'assicurato ad essere curato in modo adeguato. Il TFA si è, al proposito, così espresso:
"
Aus Art. 56 in Verbindung mit Art. 49 Abs. 3 KVG folgt u.a., dass ein Aufenthalt im Akutspital zum Spitaltarif nach Art. 49 Abs. 1 und 2 KVG nur so lange durchgeführt werden darf, als vom Behandlungszweck her ein Aufenthalt im Akutspital notwendig ist" (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Aufl. , Bern 1997, S. 165 N. 28).
...” (STFA 26.11.1998 in re E.F. e H.F. c. _).
Il presupposto della necessità è pure dato se la possibilità di sottoporre l'interessato a trattamenti ambulatoriali si è esaurita, in quanto i provvedimenti si sono rivelati privi di successo dopo essere stati applicati per lungo tempo (DTF 120 V 206 consid. 6) e solo tramite una degenza ospedaliera si prospetta un successo (DTF 126 V 326 consid. 2b; STFA del 31 gennaio 2001 in re P. non pubbl. consid. 2b ; cfr. Eugster p. 70; DTF 120 V 206 consid. 6a e giurisprudenza citata). Determinante per stabilire la necessità è lo stato di salute dell'assicurato al momento dell'entrata all'ospedale (RAMI 1994 K 939).
2.7 Va inoltre ancora rilevato che l'esecuzione di una terapia intensiva secondo un programma medico definito non modifica la natura della cura: il TFA ha infatti già negato la necessità di cura ospedaliera per caso acuto in casi in cui era prescritta un'intensa fisioterapia poiché, secondo la Corte federale, la ginnastica medica e la ginnastica in acqua svolte allo scopo di rafforzare e stabilizzare la schiena e per migliorarne le funzioni possono, di regola, essere effettuate ambulatoriamente. Il TFA ha aggiunto che "non rappresenta un motivo oggettivo e sufficiente a fondare la necessità di cura ospedaliera (n.d.r: cioè di cura come caso acuto) il fatto che, in una clinica reumatologica, le terapie fisiche vengono suddivise durante tutta la giornata con pause di recupero e di riposo" (STFA 8 ottobre 1992 in re C. non pubbl.).
Secondo il TFA, una cura balneologica può fondare l'obbligo per le casse di concedere le prestazioni previste in caso di cura ospedaliera soltanto in presenza di patologie concomitanti (quali affezioni internistiche o affezioni all'apparato locomotorio) che rendono necessario un controllo medico intenso e l'utilizzo di infrastrutture presenti soltanto in ambiente ospedaliero (RAMI 1990, p. 24ss; 1987 109ss; STFA 3 giugno 1992 in re O. c. F. , pubbl. parzialmente in RDAT II 1992 p. 143-144).
2.8 Per costante giurisprudenza sviluppatasi in ambito LAMI e ripresa nella LAMal (SVR 1999 KV 6 p. 12; RAMI 1998 n. KV 988 pag. 4 consid. 3a; cfr. RAMI 1999 n. KV 64 pag. 68 consid. 3b) sono considerate ineconomiche le misure mediche che non sono applicate nell'interesse del paziente oppure quelle che vanno oltre ciò che è richiesto dallo scopo concreto del trattamento. In tali circostanze le casse hanno il diritto di rifiutare l'assunzione dei costi di misure terapeutiche non necessarie o di misure che potrebbero venire adeguatamente sostituite da altre meno costose (DTF 108 V 32 consid. 3a; 101 V 72 consid. 2; RJAM 1983 n. 557 pag. 287; Eugster: p. 53 N 215).
L'assicurato non ha alcun diritto al rimborso di un trattamento non economico (DTF 125 V 98 consid. 2b; STFA non pubbl. del 21 marzo 2001 in re V).
Quindi se due misure risultano efficaci e appropriate si deve procedere a ponderare i costi e i benefici del trattamento (RAMI 1998 K 988 p. 4 consid. 3b e c).
In tale ambito la LAMal attribuisce un ruolo importante al medico fiduciario - rafforzato rispetto alla vecchia LAMI - che è divenuto un organo di applicazione dell'assicurazione malattia sociale e si occupa di valutare l'adeguatezza allo scopo e l'economicità di un trattamento (cfr. Eugster, op. cit. p. 32-34). Il suo ruolo persegue lo scopo di evitare agli assicuratori la presa a carico di misure inutili. Egli può inoltre offrire all'assicurato una certa protezione contro un eventuale rifiuto ingiustificato dell'assicuratore di versare prestazioni (STFA del 21 marzo 2001 in re V K87/00 p. 4 consid. 2d e dottrina citata).