# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 59268fdd-a060-5fb3-89a9-15e0cf0ae47a
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa con istanza del 10 maggio 2012 da AO 1 (1967) il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha omologato all'udienza del 19 luglio 2012 un accordo cautelare in cui l'istante e il marito AP 1 (1959) riconoscevano di vivere separati dal 1° maggio 2012, convenivano l'assegnazione dell'alloggio coniugale alla moglie e delle due automobili usate dalle parti al marito, concordavano l'affidamento del figlio A_ (8 agosto 2004) alla madre, regolavano il diritto di visita paterno e stabilivano che AP 1 avrebbe versato per il figlio un contributo alimentare di fr. 600.– mensili dal 1° settembre 2012 (assegni familiari non compresi). Contestualmente il Pretore aggiunto ha deciso che il figlio A_ sarebbe stato sentito “indicativamente a ottobre” del 2012. Il decreto cautelare è stato notificato alle parti seduta stante.
B.
AP 1 ha inviato a questa Camera uno scritto del 27 luglio 2012 in cui dichiara di voler “precisare alcuni punti non trattati durante l'udienza del 19 luglio 2012, per cautelare la crescita e l'educazione di mio figlio A_”. Senza formulare richieste di giudizio esplicite, egli si dice “in attesa di una eventuale nuova decisione che implichi un controllo per tutelare meglio mio figlio A_”. L'atto non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Lo scritto del convenuto può essere trattato solo come appello, unico rimedio giuridico esperibile contro il decreto cautelare del Pretore aggiunto (art. 308 cpv. 1 lett. b CPC). Ora,
un appello dev'essere “scritto e motivato” (art. 311 cpv. 1 CPC), intendendosi per “motivato” provvisto delle conclusioni, dall'appello dovendo risultare non solo che la decisione di primo grado è impugnata e per quali ragioni, ma anche come essa debba essere riformata (DTF 137 III 618 consid. 4.2 con riferimenti). Ciò vale altresì nelle cause rette dal principio inquisitorio illimitato, come quelle in materia di filiazione (loc. cit.). Nella fattispecie non è dato di capire in che modo il decreto cautelare del primo giudice andrebbe modificato, il convenuto rimanendo semplicemente
“in attesa di una eventuale nuova decisione che implichi un controllo per tutelare meglio mio figlio A_”. Una richiesta tanto vaga
non è ammissibile e basterebbe per dichiarare l'appello irricevibile.
2.
Si volesse da ciò prescindere, l'esito del giudizio non muterebbe. Ammesso e non concesso che in concreto l'appellante intenda veder applicare misure a protezione del figlio nel senso degli art. 307 segg. CC, misure che nelle protezioni dell'unione coniugale sono adottate dal giudice (art. 315
a
cpv. 1 CC), la richiesta va sottoposta anzitutto al Pretore aggiunto, davanti al quale pende la causa. Oggetto di appello può essere unicamente il decreto cautelare con cui il primo giudice ha omologato l'intesa cui i coniugi sono pervenuti il 19 luglio 2012. A tale decreto tuttavia l'appellante non muove alcuna critica. Nel suo memoriale riconosce, anzi, di “precisare alcuni punti non trattati durante l'udienza del 19 luglio 2012”. Questa Camera non può essere adita però in alternativa al Pretore aggiunto. Incomberà al convenuto far valere i suoi timori e le sue inquietudini per il bene del figlio davanti al primo giudice nei modi e nelle forme che la procedure dispone. Il rimedio giuridico dell'appello non è dato a tal fine.
3.
Le spese del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma il fatto che il convenuto abbia agito senza l'ausilio di un legale induce – eccezionalmente – a non prelevare oneri (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, l'atto non essendo stato comunicato all'istante per osservazioni.
4.
Quanto ai rimedi esperibili
contro l'odierna decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), t
rattandosi in concreto di una decisione cautelare, ovvero incidentale (DTF 134 I 86 consid. 3.1), essa segue la via giudiziaria dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF
). E la disciplina a protezione dell'unione coniugale può formare oggetto di ricorso in materia civile senza riguardo a questioni di valore
(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF)
, non essendo limitata a contestazioni meramente pecuniarie.