# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 30b00855-2ce2-5716-b1c8-2cff6188f7ea
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 22 novembre 2019 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il
fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'759.86
più interessi e spese;
che all’udienza di discussione dell’11 marzo 2020 nessuno è comparso;
che statuendo con decisione del 25 maggio 2020 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive;
che contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 26 maggio 2020
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento e l’assegnazione delle spese a carico dell’istante, asserendo di aver saldato il credito posto in esecuzione il 9 luglio 2019, addirittura prima dell’inoltro dell’istanza (il 22 novembre 2019);
che l’indomani il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo;
che nelle sue osservazioni del 18 giugno 2020, la CO 1 ha aderito al reclamo, tranne per quanto riguarda le spese processuali;
che tale dichiarazione, debitamente firmata, vale acquiescenza, sicché il reclamo va stralciato dal ruolo (art. 241 CPC);
che rimane invece litigiosa la questione delle spese processuali, di cui la reclamante chiede la messa a carico dell’istante
“visto l’ampio tasso di tempo passato tra il pagamento e il decreto di fallimento”
, mentre l’istante giunge alla conclusione inversa, facendo valere che né l’Ufficio d’esecuzione né la reclamante le avrebbe segnalato l’avvenuto pagamento e ritenendo che la causa di fallimento è stata causata dalla reclamante, non da ultimo perché non ha eccepito l’avvenuto versamento né quando ha ricevuto l’istanza di fallimento né all’udienza;
che in linea di principio il convenuto è reputato soccombente in caso di acquiescenza e deve quindi sopportare le spese processuali (art. 106 cpv. 1, 2° periodo, CPC);
che solo in presenza di circostanze particolari è possibile derogare a una siffatta ripartizione (art. 107 cpv. 1. lett. f o 108 CPC;
Tappy
in: Commentaire romand,
Code de procédure civile, 2
a
ed. 2018, n. 31 ad art. 106 CPC
);
che nel caso in esame l’istante ammette che il 15 luglio 2019 l’Ufficio d’esecuzione di Lugano le ha riversato la somma pagata dalla RE 1 il 9 luglio;
che costituisce un disguido interno di cui la CO 1 deve assumere le conseguenze la circostanza per cui essa non ha “individuato” il pagamento e non l’ha comunicato alla propria patrocinatrice, la quale ha quindi avviato la causa il successivo 22 novembre;
che la convenuta ha per contro tempestivamente pagato il proprio debito entro il termine di venti giorni stabilito nella comminatoria di
fallimento notificatale il 19 giugno 2019 (doc. E accluso all’istanza);
che di conseguenza la tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, vanno poste in ambo le sedi a carico dell’istante;
che non si pone invece problema d’indennità, non avendo la reclamante formulato alcuna richiesta motivata al riguardo (v. art. 95 cpv. 3 lett. c CPC);

## Considerations