# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b98a949d-feb3-5cd3-a3f7-9b7b42dbd322
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
Nei confronti di _ PI 1
, in detenzione preventiva dal 9.6.2004
, il procuratore pubblico
ha emanato il 10.11.2004
l’atto d’accusa (_
), ritenendolo colpevole di truffa ripetuta, aggravata siccome commessa per mestiere e ripetuta falsità in documenti.
,
Il pubblico dibattimento non è ancora stato aggiornato, in quanto successivamente all’emanazione dell’atto d'accusa e prima della fissazione del dibattimento è stato tratto in arresto _ _ _, suo correo nelle ipotesi di reato formulate dall’atto d’accusa. Per ragioni di economia di processo, ma anche di equità del processo, appare opportuno, come sottolineato pure dal difensore di _ PI 1, rinviare a processo contestualmente entrambi i correi. Ciò a maggior ragione in considerazione di quanto esposto nelle osservazioni del procuratore pubblico del 10.12.2004, ovvero che a seguito dell’arresto del correo, si è reso necessario estendere l’accusa nei confronti di _ PI 1 per fatti non contemplati dall’atto d’accusa. Anche il principio generale del diritto penale svizzero che richiede, per quanto possibile di processare in un'unica occasione l’accusato, milita a sostegno della richiesta di protrazione.
2.
Conseguentemente, con la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise correzionali di Lugano chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui è astretto l'imputato fino al 15.2.2005
, data della presumibile conclusione e rinvio a processo del correo, e data entro la quale dovrebbero essere terminate anche le indagini riguardo alle accuse contro _ PI 1 oggetto dell’estensione.
3.
L'art. 230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è prolungato sino a sessanta giorni.
Entro questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lett. b CPP).
Le istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito é che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della proroga.
Queste due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di recidiva o di collusione), visto che la carcerazione é già in atto al momento dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché, quando vi é contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di regola ben prima dell’atto d’accusa ed é di conseguenza già stata risolta dal GIAR o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto é eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.
4.
Nel caso in esame, sono dati tutti i presupposti per l’accoglimento dell'istanza, ritenuta la necessità, riconosciuta da tutte le parti interessate, di rinviare _ PI 1 a processo un’unica volta, anche per gli eventuali fatti oggetto di un probabile atto d’accusa aggiuntivo, e contestualmente al correo nel frattempo arrestato. Pacifici e non contestati sono le altre condizioni per la protrazione della detenzione preventiva, in particolare in relazione ai seri indizi di colpevolezza e ai preminenti motivi d’interesse pubblico alla protrazione.
5.
In presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell'istruzione e dell'arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. 1997.26802; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).
6
. Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico. Già si è detto della necessità di processare in un'unica volta l’accusato, non solo per le accuse già formalizzate nell’atto d’accusa del 10.11.2004, ma anche per quelle oggetto dell’estensione d’accusa operata dal procuratore pubblico dopo l’arresto del correo. Anche necessità di equo processo, riconosciute dal difensore e dall’accusato medesimo, impongono di rinviare al giudizio nello stesso momento i due correi.
7
. La carcerazione preventiva cui è astretto _ PI 1 è pertanto giustificata da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi giuridici, oltre che da preminenti motivi d’interesse pubblico, in particolare in relazione ad un possibile pericolo di fuga.
La limitata durata della proroga del carcere preventivo é inoltre rispettosa del principio di proporzionalità, ciò che l'imputato sembra condividere.

## Considerations