# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 26f611a9-96fe-57ad-bfe8-64361fe01688
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1996
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con PE n. _del 16 agosto/3 ottobre 1994 dell’UE di Lugano _ (in seguito _) ha escusso _ per l’incasso di Fr. 21’843.80 oltre interessi, indicando quale titolo di credito: “vaglia cambiario di Fr. 22’000.-- a favore del_ _ ed a carico della sig.ra _ o, avallato dal sig. _, emesso in data 20.4.93, scaduto in data 22.7.94, rimasto impagato. Disdetta del 15.6.94, conferma di credito del 20.4.93 (7% interessi di mora + 1/4% commissione credito per trim. o fraz.).”
Interposta tempestiva opposizione dall’escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa su un vaglia cambiario per l’importo di Fr. 22’000.-- emesso il 20 aprile 1993 a suo ordine da _, avallato da _ o, con scadenza al 22 luglio 1994 (doc. A).
C.
All’udienza di contraddittorio l’escusso ha rilevato che il mancato pagamento da parte di _ non è stato seguito da protesto. Inoltre _ non ha dato alcun avviso in merito al mancato pagamento, in contrasto con l’art. 1042 cpv. 2 CO. Secondo il debitore la creditrice non può di conseguenza procedere contro l’avallante. _ non gli avrebbe inoltre fatto pervenire alcuna comunicazione in merito.
D.
Con sentenza 15/16 dicembre 1994 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l’istanza, argomentando che le eccezioni sollevate dall’escusso non inficiano la validità del riconoscimento di debito contenuto nel vaglia cambiario. Ex art. 1022 cpv. 1 CO l’avallante è obbligato nello stesso modo di colui per il quale è stato sottoscritto l’avallo, per cui in virtù di tale solidarietà _ è legittimata a procedere nei confronti dell’escusso, senza dovere procedere contro l’emittente del titolo cambiario.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l’escusso negando la legittimazione attiva della procedente, non essendovi identità tra la procedente, _ di _ e la beneficiaria del vaglia cambiario in oggetto, _ di _ Il debitore ha poi dichiarato di non essere a conoscenza dei rapporti esistenti tra l’emittente del vaglia cambiario e _ di _, per cui sono da ritenere infondati. Egli ha inoltre ribadito la mancanza di protesto, che determinerebbe la decadenza degli obblighi dell’avallante. Il dispositivo n. 1 sarebbe d’altro canto incompleto ed insufficiente, non risultandone il rigetto provvisorio dell’opposizione e nemmeno l’indicazione del PE. Gli interessi sarebbero giustificati solo al tasso del 5% a decorrere dal 3 ottobre 1994, data in cui per la prima volta gli è stato chiesto il pagamento dell’importo garantito dal suo avallo.
F.
Con osservazioni 10 febbraio 1995 la parte appellata ha resistito al gravame con allegazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

## Considerations

Considerato
in diritto: 1.a)
Un dispositivo generico comporta la nullità della sentenza solo se tale vizio non possa essere sanato con la lettura degli atti. Ciò è il caso, e la sentenza non è nulla, se il dispositivo riporta unicamente la frase generica “l’istanza è accolta” senza meglio specificare e riprendere le domande proposte con l’istanza, ma la sentenza rechi sulla prima pagina l’indicazione chiara e precisa delle richieste poste a giudizio e negli atti si trovino sufficienti indizi circa l’importo oggetto del litigio così da essere sufficientemente chiaro ed individuabile su cosa il giudice abbia deciso (cfr.
Cocchi/Trezzini
, CPC, n. 11 ad art. 285 CPC).
b)
L’escusso ha invocato la nullità del giudizio pretorile per grave carenza formale del dispositivo non indicante il rigetto dell’opposizione e gli estremi del precetto esecutivo.
Esaminando la sentenza impugnata emerge che sulla prima pagina sono indicati con chiarezza e precisione sia il numero del precetto esecutivo che l’Ufficio di esecuzione che l’ha emesso, nonchè la relativa data di intimazione e la somma pretesa, per cui risulta sufficientemente individuabile per quale esecuzione il rigetto provvisorio dell’opposizione è pronunciato. L’eccezione di nullità sollevata dall’appellante, al limite del temerario, va di conseguenza respinta.
2.a)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr.
Flavio Cometta
, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in
Rep
1989 p. 338 con riferimenti).
Nel caso di un’esecuzione ordinaria per titolo cambiario l’esame della sua esecutività si estende all’accertamento della validità del titolo sotto il profilo del diritto cambiario (
Rep
1979 p. 400-401 e 1949 p. 312;
Panchaud/Caprez
, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 59 p. 141).
b)
Legittimato a chiedere il rigetto dell’opposizione è in principio chi, in base al riconoscimento di debito, ha la facoltà di disporre del credito (cfr.
Panchaud/Caprez
, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 17 p. 37).
In casu è chiaro che indipendentemente dal fatto che il vaglia cambiario sia stato emesso all’ordine del_, succursale di _, il debitore si è assunto l’impegno nei confronti della creditrice _, quale sede principale, tenuto conto che la succursale costituisce un’unità giuridica con la sede principale di _Infatti la succursale _ di _ non possiede personalità giuridica propria (cfr.
Peter Gauch
, Der Zweigbetrieb im Schw. Zivilrecht, Zurigo 1974, p. 432 n. 1951 e 1952). La legittimazione attiva della precedente va pertanto confermata.
c)
Secondo l’art. 1022 CO, applicabile anche al vaglia cambiario ex art. 1096 cpv. 3 CO, l’avallante è obbligato nello stesso modo di colui per il quale l’avallo è stato dato.
L’emittente di un vaglia cambiario, siccome promette il proprio pagamento, è debitore principale e non potenziale debitore in seguito a regresso. Ciò significa che l’emittente di un vaglia cambiario garantisce il pagamento come l’accettante della cambiale (art. 1099 cpv. 1 CO). Per mantenere il diritto cambiario contro l’emittente non occorre pertanto nè la presentazione tempestiva, nè il protesto, per cui se l’avallante si obbliga per l’emittente, egli diventa debitore principale e garante, senza che vi sia la necessità di levare protesto (cfr.
A. Meier-Hayoz/H.C. von der Crone
, Wertpapierrecht, Berna 1985, § 16 m. 8 p. 221 e § 14 m. 13 p. 211 e rif. ivi).
d)
Ex art. 1022 cpv. 2 CO l’obbligazione dell’avallante è valida ancorché l’obbligazione garantita sia nulla per qualsiasi altra causa che un vizio di forma. L’avallo non dipende infatti dalla validità materiale dell’obbligazione assunta dal debitore principale. L’avallante si obbliga indipendentemente. Per questo può far valere solo eccezioni ex art. 1007 CO (cfr.
A. Meier-Hayoz/H.C. von der Crone
, op. cit. § 14 m. 11 p. 210 e rif. ivi).
L’escusso non ha eccepito alcun vizio di forma dell’obbligazione avallata. D’altro canto non sono ammissibili le allegazioni sollevate dall’avallante in merito alla validità del contratto stipulato dalla debitrice principale _ con _.
e)
Ex art. 1045 cpv. 1 n. 2 CO gli interessi possono venire riconosciuti solo al tasso del 6% dalla scadenza, ossia dal 22 luglio 1994.
Il vaglia cambiario doc. A costituisce pertanto valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF per Fr. 21’843.80 oltre interessi al 6% dal 22 luglio 1994, a prescindere dall’importo indicato sul vaglia cambiario, non potendosi andare oltre il quantum richiesto con il PE.
3.
L’appello 11 gennaio 1995 _ va di conseguenza parzialmente accolto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la pressoché totale soccombenza dell’appellante (art. 51, 54, 67 e 68 OTLEF).