# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b5fdc9ea-2455-5799-86e1-c08582e7a9a5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con sentenza del 17 settembre 2010 il Pretore _ in accoglimento dell’istanza 6 agosto 2010 di _ e AP 1, _, ha respinto in via provvisoria l’opposizione sollevata da AO 1 al precetto esecutivo n. _, fattogli notificare in data 4 agosto 2010 dall’UEF _ per il pagamento di fr. 8'080.- oltre interessi e spese;
che per quanto riguarda gli oneri processuali il Pretore ha stabilito che le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 270.-, da anticipare dalla parte istante, e le spese esecutive di fr. 70.-, sono poste a carico della parte convenuta (AO 1), con l’obbligo per quest’ultimo di rifondere alla controparte (alle istanti) fr. 100.- a titolo di indennità (dispositivo n. 2 della sentenza);
che con scritto del 22 novembre 2010 AP 1, istante e rappresentante delle istanti, ha comunicato al Pretore di non condividere la fattura fattale pervenire il 15 novembre 2010 dalla Pretura per l’incasso della tassa di giustizia di fr. 270.- relativa alla sentenza 17 settembre 2010;
che, in estrema sintesi, essa ha obiettato che tale onere deve essere suddiviso in parti eque tra i convenuti, concordando quindi di versare la propria quota parte alla Pretura, mentre che la parte che spetta al debitore (AO 1), “se la deve pagare lui stesso”;
che del resto, ha proseguito AP 1, sarebbe un’illusione credere che il convenuto rifonderà una indennità per le spese giuridiche, visto che in fin dei conti è stato lui a sollevare opposizione al precetto esecutivo, per tacere del rischio di dovere avviare una nuova procedura esecutiva nei confronti del soggetto per l’incasso del credito;
che la Pretura _, considerando tale scritto come ricorso/appello, lo ha trasmesso alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello per competenza, dandone comunicazione alla controparte;
che l’atto non è stato intimato al convenuto per osservazioni, risultando il medesimo – qualora lo si volesse considerare come un’impugnativa del dispositivo n. 2 della sentenza pretorile, come supposto dal Pretore - irricevibile e, in ogni modo, infondato anche nel merito;
che, secondo l’art. 22 cpv. 1 LALEF, il termine per l’appellazione e per il ricorso in cassazione contro una sentenza di rigetto dell’opposizione è di dieci giorni, ridotto a cinque in materia cambiaria;
che dagli accertamenti eseguiti da questa Camera (Track & Trace) risulta che la sentenza di primo grado, intimata alle parti il 17 settembre 2010, è stata notificata a AP 1, rappresentante delle istanti, il 20 settembre 2010;
che essendo il termine per ricorrere venuto così a scadere il 30 settembre 2010, la contestazione sollevata il 22 novembre 2010 è manifestamente tardiva e, perciò, irricevibile;
che, in ogni modo, le obiezioni sollevate dall’insorgente sono con ogni evidenza conseguenti a un malinteso, dal momento che la tassa di giustizia di fr. 270.- è stata interamente posta a carico del convenuto, senza addebitare alcunché alle istanti, alle quali è stata perfino riconosciuta una indennità di fr. 100.-;
che la tassa di giustizia di fr. 270.- di cui alla fattura 15 novembre 2010 è stata richiesta alla rappresentante delle istanti non perché la stessa è stata caricata, in parte, a loro (v. dispositivo n. 2), ma perché esse erano tenute ad anticiparla in base al diritto federale (cfr. art. 49 cpv. 2 OTLEF);
che alle istanti rimane evidentemente aperto il diritto di rivalersi nei confronti del convenuto per il recupero sia della somma di fr. 270.- (oggetto della richiesta di anticipo del 15 novembre), sia delle spese esecutive di fr. 70.-, come pure per l’incasso dell’indennità di fr. 100.-, ritenuto che le paventate presumibili difficoltà di riscossione non giustificano di esentare le istanti dall’anticipare la somma di fr. 270.- stabilita dal primo giudice nel dispositivo n. 2 della sentenza;
che, pertanto, il rimedio non solo è irricevible in quanto tardivo, ma è pure destituito di fondamento;
che gli oneri processuali relativi al presente giudizio dovrebbero seguire la soccombenza, ossia essere posti a carico dell’insorgente;
che data la particolarità della fattispecie e tenuto conto che la ricorrente non è assistita da un avvocato, si rinuncia eccezional- mente a ogni prelievo, mentre non si assegnano indennità alla controparte, cui l’impugnativa non è stata intimata per osserva- zioni;

## Considerations