# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 26585680-017c-5c3a-b8dc-53b56c92ea27
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 24/27 gennaio 1996 dell’UEF di Mendrisio la _ per l’incasso di Fr. 2’000’000.--, Fr. 620.-- e Fr. 696.--, indicando quale titolo di credito: “1) Ordine di prestare garanzia del 09 ottobre 1995 della Direzione del
_ delle dogane - _ (art. 123 LD; RS 631.0) che è equiparato a una sentenza giudiziaria nel senso dell’art. 80 LEF. Decreto del sequestro (Inc. EF.96.00023) del 11.01.96 della Pretura Mendrisio-Sud. Verbale del sequestro o. 467162 dell’UEF Mendrisio del 11.01.96.- 2) Spese bolletta Pretura Mendrisio-Sud - 3) Spese verbale sequestro No. _ del 11.01.96.”
Interposta tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa sulla decisione 9 ottobre 1995 della Direzione delle dogane (doc. B), con cui sulla base dell’art. 123 della Legge federale sulla dogane del 1. ottobre 1925 (LD; RS 63.0) la _ è stata condannata a prestare una garanzia di Fr. 2’000’000.-- per multe, risarcimenti e spese.
C.
All’udienza di contraddittorio l’escussa ha eccepito la carenza di legittimazione attiva della Direzione delle Dogane, l’istanza di rigetto dell’opposizione dovendo riportare il nome della parte agente in giudizio, mentre in casu non è indicato il nome dell’unico vero creditore. D’altro canto gli atti esecutivi indicano un altro creditore procedente. Anche il decreto di sequestro riporta quale creditrice la Direzione delle Dogane, creditrice diversa da quella che appare sul PE. Secondo la debitrice vi è pertanto carenza d’identità tra il creditore sequestrante ed il creditore procedente. L’escussa ha poi sostenuto che non è possibile chiedere ed ottenere in garanzia quel medesimo importo che le Dogane, erroneamente, ritengono essere provento di reato.
D.
Con sentenza 15/16 luglio 1996 il Segretario assessore della Pretura di Mendrisio-Sud ha accolto parzialmente l’istanza, argomentando che il territorio della _ è diviso in circondari doganali (art. 132 aa. LD) diretto dalla Direzione del Circondario (art. 133 bb. LD). La Direzione del Circondario costituisce un organo dell’amministrazione delle dogane (art. 130 LD), la quale è alle dipendenze del Dipartimento federale delle finanze e delle dogane (art. 129 LD). Gli organi che fanno parte dell’amministrazione federale non godono della personalità giuridica, essi agiscono pertanto non solo per conto dello Stato, ma a nome suo. Possono dunque agire in giustizia in qualità di rappresentanti della _e di cui sono gli agenti. La Direzione del _ delle Dogane, quale organo, può dunque validamente rappresentare la Confederazione svizzera. Essa non può però agire in nome proprio. In prima sede è stato rilevato che quando il credito doganale sembri compromesso dal contegno del contribuente la Direzione del circondario competente può esigere la prestazione di una garanzia da ognuna delle persone obbligate al pagamento. L’ordine di prestare garanzia è immediatamente esecutivo ed è equiparato ad una sentenza ex art. 80 LEF (art. 123 LD). In casu l’imprecisazione nella designazione del creditore si è verificata non nel PE, bensì nella decisione 9 ottobre 1995 che costituisce il titolo esecutivo, nell’istanza di sequestro 10 gennaio 1996 e nell’istanza di rigetto dell’opposizione 5 febbraio 1996. Nel caso di specie non vi è dubbio tuttavia che il debitore ha sempre saputo che creditrice era la _ zera, rappresentata dai suoi agenti, l’autore di tutte le istanze era sempre il capo del servizio del _ delle dogane, la domanda di prestare garanzia 9 ottobre 1995 è stata redatta su carta intestata dell’amministrazione delle dogane svizzere, il PE menziona correttamente il creditore e la citazione al contraddittorio indica quale istante la _. Il primo giudice ha pertanto considerato il doc. B quale valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per Fr. 2’000’000.--, mentre per le spese di sequestro, non essendo documentate, l’istanza è stata respinta.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
F.
Con osservazioni 23 agosto 1996 la parte appellata si è opposta al gravame con argomentazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
a)
Ex art. 80 LEF quando il credito è fondato su di una sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto dell’opposizione.
Quando il credito doganale sembri compromesso dal contegno del contribuente la Direzione del circondario competente può esigere la prestazione di una garanzia da ognuna delle persone obbligate al pagamento. L’ordine di prestare la garanzia è immediatamente esecutivo ed è equiparato, secondo l’art. 123 LD ad una sentenza giudiziaria ai sensi dell’art. 80 LEF. Ex art. 124 LD l’ordine di prestare garanzia costituisce una causa di sequestro ai sensi dell’art. 271 LEF.
b)
Ex art. 132 aa. LD il territorio della _ è diviso in circondari doganali, diretti dalla Direzione del Circondario (art. 133 bb LD). Secondo l’art. 130 LD la Direzione del Circondario costituisce un organo dell’amministrazione delle dogane, la quale è alle dipendenze del Dipartimento federale delle finanze e delle dogane (art. 129 LD). Gli organi che fanno parte dell’amministrazione federale non godono della personalità giuridica. Essi agiscono pertanto non solo per conto dello Stato, ma a suo nome. Possono quindi agire in giustizia in qualità di rappresentanti della _ di cui sono gli agenti (cfr. Andrè Grisel, Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, vol. I, p. 197 n. 4; SJ 1994 p. 482).
c)
Il giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d’appello) se vi è identità tra il creditore indicato nel PE e nell’istanza con il creditore di cui ai documenti prodotti. Gli atti esecutivi in cui una parte è indicata in modo poco chiaro od equivoco sono in principio nulli; tuttavia se la carente designazione consente di riconoscere il vero creditore o debitore, l’atto manchevole va sanato mediante rettifica e l’esecuzione continuata per evidenti e prevalenti ragioni di economia processuale, la sanzione della nullità costituendo per certo formalismo eccessivo (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 331, 342, 343 e rif. ivi; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 20 n. 8 p. 46).
Il giudice del rigetto decide sulla base del diritto materiale, se colui che procede è il vero creditore, ossia se è data la sua legittimazione attiva. L’indicazione inesatta della parte in un atto esecutivo porta alla nullità, solo nel caso in cui le parti vengono effettivamente tratte in inganno. La rettifica dell’indicazione delle parti è possibile pure in una decisione di rigetto (cfr. Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach Schw. Recht, vol. I § 9 n. 44 p. 85/86 e rif. ivi).
d)
Il divieto dell’abuso di diritto è un principio generale applicabile a tutto l’ordinamento legale, compresa la procedura esecutiva (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 334).
e)
L’appellante ha eccepito che vizi di forma contenuti in atti giudiziari quale l’ordine di prestare garanzia e il decreto di sequestro non possono essere sanati come avviene per gli atti esecutivi.
Tuttavia nè dalla documentazione agli atti nè dalle allegazioni dell’appellante risulta che l’ordine di prestare garanzia doc. B risp. il decreto di sequestro doc. 2 siano stati impugnati davanti alla relativa autorità giudiziaria competente. Le eccezioni dell’appelante in merito alla loro esecutività non possono quindi più essere sollevate in questa sede. L’ordine di prestare garanzia, su cui la procedente fonda la sua istanza di rigetto dell’opposizione, emesso dalla _, agente per nome e per conto della _, costituisce pertanto in linea di principio valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione ex art. 80 LEF. Come rilevato dalla stessa appellante, la domanda di esecuzione ed il PE in oggetto indicano quale creditrice la _, per cui l’escussa non poteva misconoscere fin dall’inizio della procedura esecutiva l’identità della creditrice. Il fatto che l’istanza di rigetto sia stata presentata dalla _ non può avere impedito all’appellante di riconoscere che effettiva creditrice della pretesa posta in esecuzione è sempre la _ e che la _ ha agito in suo nome, per cui le allegazioni dall’appellante costituiscono chiaramente un eccesso di formalismo, se non un abuso di diritto. La sentenza pretorile va quindi confermata, mentre l’indicazione inesatta della parte istante sull’istanza di rigetto va rettificata.
2.
L’appello 26 luglio 1996 della _ va quindi respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).