# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 53ff72b2-b0c3-4533-b586-2caab5ab426d
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

- il punto 1.1 dell’atto d’accusa è così modificato: “per avere tra ottobre 2009 e gennaio 2011 a _, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole dalla _ con sede in _, comprendente la facoltà di disporre via e-banking dal conto bancario _ presso il _ di _ per effettuare i pagamenti per conto e nell’interesse della società, disposto a proprio indebito profitto, diversi pagamenti a favore della _ di _, nonché di altre società a lei riconducibili, per un importo complessivo di CHF 44'494.48, denaro utilizzato per scopi personali, importo parzialmente rimborsato in ragione di CHF 12'478.15, mediante pagamenti con suoi soldi personali, nonché attingendo a fondi della società _, ritenuto che ad oggi l’indebito profitto ammonta a CHF 32'016.33”;
- il punto 1.4 dell’atto d’accusa è così modificato: “per avere, a _, nell’aprile 2010, a scopo di indebito profitto, agendo in qualità di proprietaria al 50% e di detentrice, per conto di ACPR 5, a titolo fiduciario dell’altro 50% delle quote sociali della _, indebitamente trattenuto valori patrimoniali a lei affidati, per complessivi CHF 62'500.-, e meglio per avere, trattenuto a proprio profitto, anziché riversarlo a ACPR 5, la metà dell’importo di CHF 125'000.- versatole da _ per l’acquisto della totalità delle quote sociali della società _”;
- il punto 2 dell’atto d’accusa è qualificato come “ripetuta truffa” e la condotta ivi già contestata è riportata sotto il punto 2.1.
A tale condotta si aggiunge anche la fattispecie da porre sotto il punto 2.2: “a _, nel settembre 2009, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia ACPR 5, inducendolo in tal modo ad un atto pregiudizievole al proprio patrimonio, e meglio per avere, nel settembre 2009, millantandosi proprietaria delle 20 quote sociali della società _, mentre le stesse apparentavano in ragione di 9 a ACPR 3, in ragione di 1 a _ e in ragione di 10 alla _ (fiduciariamente per conto della stessa IM 1), confermandone l’errore facendo firmare a ACPR 5 un contratto di cessione in cui veniva indicato, contrariamente al vero, che l’imputata era proprietaria delle 20 quote sociali della società, indotto in tal modo ACPR 5 a consegnarle un importo di CHF 50'000.-”. Il punto 2.1 rimane.
Anche l’avv. _
dichiara di essere d’accordo con le modifiche proposte.
III. La Presidente propone la seguente modifica dell’atto d’accusa:
- il punto 3.3 è così modificato: “formato un documento falso facendo
figurare quale contraente di un mutuo di CHF 100'000.- datato _ 31.03.2009, la società _, sottoscrivendo lo stesso all’insaputa dell’amministratrice unica”.
Le parti si dicono d’accordo con la modifica proposta.
Sentiti:
-
il Procuratore pubblico
, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: l’accusa rileva che i fatti sono chiari, chiede che l’imputata venga condannata ad una pena di 18 mesi rimettendosi al giudizio della Corte per i punti 3.4 e 3.5. Circa i sequestri, l’accusa chiede il sequestro conservativo della documentazione, del telefonino e del computer, mentre chiede la confisca per il resto;
-
l’avv. _
, patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
il patrocinatore dichiara di rimettersi al giudizio della Corte;
-
l’avv. DUF 1
, difensore dell’imputata IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
la difesa rileva che vi è accordo con l’accusa sui fatti imputati. Contesta i punti 3.4 e 3.5 ritenuto che non vi sono i presupposti oggettivi e soggettivi previsti dal 251 CP e, inoltre, le banconote contestate al punto 3.4 non sono mai state utilizzate. Così, anche per il secondo punto 3.5, la condotta descritta non adempie ai requisiti del reato in esame. Il documento falso non è mai entrato nella sfera di influenza di un danneggiato. Chiede dunque il proscioglimento dell’imputata da tali punti. Rileva che la pena proposta dalla PP appare equa.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 37, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 138, 146, 251 CP;
82, 135, 366, 367, 368, 371, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia in contumacia:
IM 1
1. è autore colpevole di:
1.1.
ripetuta appropriazione indebita
per avere:
1.1.1. tra ottobre 2009 e gennaio 2011 a _, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole dalla _ con sede in _, comprendente la facoltà di disporre via e-banking dal conto bancario _ presso _ di _ per effettuare i pagamenti per conto e nell’interesse della società, disposto a proprio indebito profitto, diversi pagamenti a favore della _ di _, nonché di altre società a lei riconducibili, per un importo complessivo di CHF 44'494.48,
denaro utilizzato per scopi personali, importo parzialmente rimborsato in ragione di CHF 12'478.15, mediante pagamenti con suoi soldi personali, nonché attingendo a fondi della società _, ritenuto che ad oggi l’indebito profitto ammonta a CHF 32'016.33;
1.1.2.
nella sua veste di gerente della società _, con firma individuale sul conto presso _ di _, a scopo di indebito profitto
a) in data 13.10.2010 a _, prelevato e trattenuto indebitamente CHF 5'000.-;
b) in data 22.10.2010 a _, disposto via e-banking un bonifico di CHF 2'000.- a favore della _ onde occultare parzialmente le malversazioni descritte sub 1.1.1, rimborsando successivamente gli ammanchi in data 26.11.2010 attraverso un pagamento di CHF 7'000.- a favore di un fornitore della _.
1.1.3 in data 12.07.2010 a _, nella sua veste di gerente della società _ con firma individuale sul conto
n. _
presso la _ di _, prelevato e trattenuto a proprio indebito profitto l’importo di CHF 5'000.-.
1.1.4 a _, nell’aprile 2010, a scopo di indebito profitto, agendo in qualità di proprietaria al 50% e di detentrice, per conto di ACPR 5, a titolo fiduciario dell’altro 50% delle quote sociali della _, indebitamente trattenuto valori patrimoniali a lei affidati, per complessivi CHF 62'500.-,
e meglio per avere, trattenuto a proprio profitto, anziché riversarlo a ACPR 5, la metà dell’importo di CHF 125'000.- versatole da _ per l’acquisto della totalità delle quote sociali della società _;
1.2.
ripetuta truffa
per avere:
1.2.1. a _ e _ tra il giugno 2006 e il settembre 2008,
a scopo di indebito profitto, ingannato con astuzia la _ presentando falsi documenti ed ottenendo in due occasioni un aumento della linea di credito da CHF 50'000.- a CHF 85'000.-, conseguendo in tal modo un mutuo supplementare di CHF 35'000.-, mai rimborsato e sfociato in un attestato di carenza beni 16.05.2011;
1.2.2. a _, nel settembre 2009, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con astuzia ACPR 5, inducendolo in tal modo ad un atto pregiudizievole al proprio patrimonio, e meglio per avere,
millantandosi proprietaria delle 20 quote sociali della società _, mentre le stesse apparentavano in ragione di 9 a ACPR 3, in ragione di 1 a _ e in ragione di 10 alla _ (fiduciariamente per conto della stessa IM 1), confermandone l’errore facendo firmare a ACPR 5 un contratto di cessione in cui veniva indicato, contrariamente al vero, che l’imputata era proprietaria delle 20 quote sociali della società, indotto in tal modo ACPR 5 a corrisponderle l’importo di CHF 50'000.- per l’acquisto del 50% delle quote sociali della _;
1.3.
falsità in documenti
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo sotto indicate, a scopo di indebito profitto:
1.3.1 alterato un conteggio di salario del giugno 2006 e falsificato la firma del datore di lavoro attestando uno stipendio lordo di CHF 9'190.- mensili (pari a CHF 119'470.- annui in luogo degli effettivi CHF 72'674.- annui) al fine di ottenere l’aumento della linea di credito descritta sub. 1.2.1;
1.3.2 alterato due certificati di salario relativi al 2007 intestati alla _, rispettivamente allo ACPR 2 al fine di attestare uno stipendio annuo superiore a quello reale di CHF 112'291.-;
1.3.3 formato un documento falso facendo figurare quale contraente di un mutuo di CHF 100'000.- datato _ 31.03.2009, la società _, sottoscrivendo lo stesso all’insaputa dell’amministratrice unica;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi
.
2. IM 1 è prosciolta dalle imputazioni di falsità in documenti di cui ai punti 3.4 e 3.5 dell’atto d’accusa.
3. Di conseguenza, IM 1 è condannata alla pena detentiva di 18 (diciotto) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
4. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).
5. IM 1 è condannata a versare all’accusatrice privata _, rappresentata dall’amministratrice unica ACPR 1, la somma di CHF
32'016.33
oltre interessi al 5% dal 13 maggio 2011, a titolo di risarcimento danni. Per eventuali ulteriori pretese, l’accusatrice privata è rinviata al competente foro civile.
6. Gli accusatori privati ACPR 2, ACPR 5, ACPR 4 e ACPR 3 sono rinviati al competente foro civile per eventuali pretese di risarcimento.
7. E’ ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione:
- della documentazione rinvenuta presso l’abitazione dell’imputata (reperti da 1 a 20 del verbale di perquisizione e sequestro, AI 58);
- del telefono cellulare Nokia (reperto 22 del verbale di perquisizione e sequestro, AI 58);
- del computer (reperto 6 del verbale di perquisizione e sequestro, AI 9);
dei quali si dispone il sequestro conservativo in quanto mezzi di prova.
8. La tassa di giustizia di fr. 500.- senza motivazione scritta o di fr. 1'500.- con motivazione scritta, e le spese procedurali sono poste a carico della condannata.
9. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
9.1. La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 3'650.00
spese fr. 11.00
IVA (8%)
fr. 281.90
totale fr. 3'942.90
9.2. La condannata è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 3’942.90 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
10. La condannata è resa attenta al fatto che, entro dieci giorni dalla notifica della presente sentenza, può presentare per scritto od oralmente istanza di nuovo giudizio al Presidente della Corte delle assise correzionali (art. 368 cpv. 1 CPP).
11. Parallelamente all’istanza di nuovo giudizio o in sua vece, il condannato può anche interporre appello contro la sentenza contumaciale alla Corte di appello e di revisione penale. In tale evenienza, l’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Intimazione a:
Comunicazione a:
- Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
Per la Corte delle assise correzionali
La Presidente Il vicecancelliere
Distinta spese
:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.)
fr. 206.35
fr. 906.35
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## Considerations