# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7ba032a3-c0df-5594-8d80-42a6bbb70324
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Con PE n. _ del 10/17 settembre 2009 dell’UEF di _ AP 1 ha escusso la AO 1 per fr. 150'000.-- oltre interessi al 5% dal 1. gennaio 2007, indicando quale titolo di credito: “Commissioni 2001-2002-2003-2004-2005-2006. Secondo accordo scritto del 20.12.2004 – distinta stipendi annui per 2005 approvati dal CdA.” Interposta opposizione dall’escussa, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B.
Con l’istanza AP 1 ha asserito di essere stato assunto in qualità di responsabile amministrativo da AO 1 con contratto 8 marzo 2001 (doc. A). Il salario mensile è stato concordato in fr. 8'000.-- lordi per 13 mensilità più fr. 500.-- mensili di rimborso spese per i primi 4 mesi di prova. Il contratto prevedeva inoltre che al termine del periodo di prova della durata di 4 mesi sarebbe stato discusso “
un sistema di incentivi determinati dagli obiettivi fissati di comune accordo con la direzione
”. L’istante ha rilevato che, lo stesso giorno della firma del contratto, è stato pattuito che dopo il periodo di prova il salario base sarebbe aumentato a fr. 8'600.--. Questo accordo è stato apposto manualmente sul contratto di lavoro originario e a partire dal 1. giugno 2001 la AO 1 ha notificato al Fondo di previdenza LPP, contratto no. 0_, uno stipendio base di fr. 110'000.-- annui (doc. D). In seguito la sua funzione è stata modificata in “controller aziendale” (doc. E, F e G). Il 26 febbraio 2002 ha poi concordato con la AO 1 l’ “
Accordo quadro per il pagamento del premio di merito secondo gli obiettivi
”, oltre allo stipendio base, fermo restando che le altre condizioni richiamate nel contratto di lavoro restavano immutate (doc. I). Il procedente ha poi rilevato che mediante decisione del 20 dicembre 2004 è stato infine convenuto il pagamento di commissioni pari a fr. 25'000.-- all’anno con decorrenza dal 2001 (doc. K). Tale importo risulterebbe dalla distinta degli stipendi annui 2005 (doc. M), dove è previsto uno stipendio annuo di fr. 136'000.--composto di fr. 8'500.-- pari a fr. 110'500.-- più caro vita e fr. 25'000.--, ossia fr. 136'000.-- annui (doc. N), che è stato approvato dal CdA. L’istante ha poi rilevato di non avere mai ricevuto il pagamento delle commissioni pattuite, nonostante egli avesse fatto parte dei collaboratori che godevano di benefici aggiuntivi (doc. O) e che il 10 marzo 2006 ha scritto a D_ A_, chiedendo la sistemazione della pendenza contrattuale (doc. P). In virtù dell’accordo del 20 dicembre 2004 la AO 1 ha allestito l’elenco degli stipendi per l’anno 2005, riconoscendogli uno stipendio totale annuo di fr. 136'000.-- (doc. N). L’istante pretende il pagamento delle commissioni di fr. 25'000.-- per gli anni 2001 (ottobre, novembre e dicembre), 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006 per un importo complessivo di fr. 131'250.--. In seguito alla sua malattia con una copertura al 100% dal 1. giorno, la AO 1 ha annunciato alla sua assicurazione uno stipendio annuo al 100% di fr. 139'443.70 (352.65 x 365 giorni = fr. 128'717.25 : 12 mesi = fr. 10'726.45 x 13 mesi = fr. 139'443.70). La C_ A_ ha sempre pagato alla AO 1 il 90% sulla base dello stipendio annuo (doc. R-S). Secondo l’istante l’accordo del 20 dicembre 2004, la distinta degli stipendi per il 2005 e l’approvazione del CdA costituiscono un chiaro riconoscimento di debito per fr. 131'250.-- da parte della AO 1.
C.
All’udienza di contraddittorio l’istante si è confermato nella sua domanda, mentre l’escussa ha rilevato che la stessa fattispecie è già stata sottoposta alla medesima Pretura e, in seguito all’impugnazione della sentenza pretorile, è gia stata esaminata pure dalla CEF, rinviando pertanto alle motivazioni di queste istanze (doc. 2 e 3). La AO 1 ha poi nuovamente prodotto una dichiarazione di S_ V_ (doc. 4) e una sua comunicazione 20 dicembre 2004 di adeguamento dello stipendio (da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.-- mensili) inviata all’istante (doc. 5), già presentati nella precedente causa. L’escussa ha di nuovo sollevato l’eccezione di falso del doc. K.
Con la replica AP 1 ha osservato che l’accordo doc. K è stato stipulato con D_ A_, in rappresentanza della AO 1. Il blocchetto OTAF è stato messo in circolazione nel mese di novembre 2004 e quindi è giunto alla AO 1 quello stesso mese di novembre 2004 dietro pagamento, come risulta sopra al doc. K, da cui si evince la sigla “bonef 2004”. Il calcolo di D_ A_ effettuato sul doc. K è il risultato dell’importo di fr. 8'600.-- per 13 più fr. 500.-- di rimborso spese oltre le commissioni e bonus secondo gli obbiettivi fissati di comune accordo. I doc. K, M oltre ai doc. O e F confluiscono esattamente nel doc. N agli atti firmato da A_, W_ e S_, ove si evidenzia un suo stipendio annuo di fr. 136'000.-- relativo all’anno 2004. Il pagamento delle commissioni di fr. 25’000.-- all’anno deriva dall’assunzione da parte sua della responsabilità della gestione informatica avvenuta nell’anno 2002, per cui dipendeva da una sua prestazione lavorativa effettiva.
Duplicando l’escussa ha evidenziato che qualora vi è un solo dubbio sull’esistenza di un valido riconoscimento di debito, le parti sono rinviate alla procedura ordinaria.
D.
Con sentenza 25 marzo 2010 il Pretore della Giurisdizione di _ ha respinto l’istanza rilevando che, come già ritenuto nella precedente causa, la dichiarazione di S_ V_ (doc. 4) è atta ad inficiare l’asserito riconoscimento di debito (doc. K), atteso che egli ha attestato che l’accordo sarebbe in realtà intervenuto tra lui e la AO 1, tramite il suo direttore. Tale dichiarazione, secondo il primo giudice, è suffragata da un primo riscontro oggettivo, rilevato che lo stipendio annuo di fr. 95'500.-- indicato nel doc. K, che S_ V_ ha dichiarato corrispondere esattamente con quanto da lui percepito per l’anno 2005, non coincide con quello dell’istante per nessuno degli anni oggetto della vertenza. Il Pretore ha poi individuato un secondo riscontro nella lettera del 20 dicembre 2004 (doc. 5), con la quale la AO 1, proprio il medesimo giorno in cui sarebbe intervenuto l’accordo di cui al doc. K, ha confermato all’istante l’adeguamento del salario mensile (da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.--) dal 1. gennaio 2005 senza però menzionare le contestate commissioni. Inoltre il doc. K manca di determinate caratteristiche formali altrimenti ossequiate nei rapporti tra le parti. Secondo il primo giudice, nemmeno la distinta dei salari dell’anno 2005 (doc. M) può avvalorare la tesi dell’istante, atteso che il conteggio totale dello stipendio annuo viene maggiorato per tutti i dipendenti, compresi coloro che rivestono un ruolo per il quale di regola non si riconoscono delle commissioni in aggiunta allo stipendio mensile, per cui il reale significato della maggiorazione riscontrabile nella voce “totale annuo” non appare sufficientemente liquido. Secondo il Pretore, pure in relazione ai salari per l’anno 2006 (doc. Z) il calcolo formulato dall’istante analogamente al doc. M non è attuabile. Infine nemmeno le attestazioni dell’assicurazione malattia (doc. R e GG) sono state considerate, per il fatto che le stesse sono in contraddizione sia tra di loro che con gli altri documenti agli atti.
E.
Con l’appello AP 1 si riconferma in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede. In particolare l’appellante ha rinviato alle liste degli stipendi dei dipendenti per gli anni 2004 (doc. T), 2005 (doc. M) e 2006 (doc. Z) rilevando che il salario non si componeva unicamente dello stipendio base, che è stato aumentato da fr. 8'000.-- iniziali lordi per 13 mensilità fino a giungere a fr. 8'800.-- per l’anno 2005, ma anche di un importo ulteriore che determinava il totale evidenziato nell’ultima colonna delle tabelle. AP 1 rileva che nell’incarto, da lui ritirato in Pretura per l’allestimento dell’appello, manca il doc. T, presentato durante l’udienza di contraddittorio, e che da una verifica telefonica effettuata dalla Pretura è emerso che il citato documento non si trova nemmeno presso l’avv. PA 1. L’appellante ne chiede l’edizione da parte della AO 1.
F.
Delle osservazioni della parte appellata, si dirà, se del caso, in seguito.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.
Se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in:
Rep
1989 pag. 338 con riferimenti).
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (
Cometta,
op. cit., pag. 331).
La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa dev'essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (
Panchaud/Caprez
, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 pag. 3).
Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente l’indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di una dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 330).
Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni devono anche essere sostanziate in modo per lo meno verosimile, nel senso che a confronto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, consid.
4;
jaeger/walder/Kull/kottmann
, Bundesgsetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art. 82;
staehelin
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 87 seg. ad art. 82;
gilliéron
, Commentarie de la LP, vol.
I, Losanna 1999, n. 82 ad art. 82;
stücheli
, Die Rechtsöffung, tesi Zurigo 200, pag. 350 con rif.).
L’escutente pretende che l’accordo redatto a mano su un foglio di un
bloc notes
illustrato, pubblicato dalla Fondazione _, recante la data 20 dicembre 2004, firmato da D_ A_, direttore di AO 1 (doc. K), secondo il quale gli sarebbero state riconosciute commissioni ammontanti a fr. 25'000.-- all’anno più rimborso spese a decorrere dal 2001, costituisce valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF. Ciò in particolare per le commissioni poste in esecuzione di fr. 25'000.-- all’anno dal 2001 (per i mesi di ottobre novembre e dicembre) al 2006, ossia per complessivi fr. 131’250.--.
AO 1 solleva l’eccezione di falso e di non conformità del doc. K con l’originale. In sostanza, motivo del contendere è la presenza all'incarto di un valido riconoscimento di debito, indicato in quel documento.
2.
Secondo l’art. 20 cpv. 3 LALEF nella procedura sommaria in tema di esecuzione e fallimento nessuna prova per testimoni o perizia è ammissibile se non quale dichiarazione scritta o perizia di parte, prodotta contemporaneamente all’istanza scritta, se dall’attore, rispettivamente al principio dell’udienza, se proposta dal convenuto. All’udienza di contraddittorio l’istante può produrre qualsiasi nuovo documento, comprese deposizioni testimoniali in forma scritta la cui efficacia probatoria è però minore (
Cocchi/Trezzini
, TI-CPC, n. 10 ad art. 20 LALEF).
L’escussa ha prodotto al contraddittorio una dichiarazione di S_ _ pure suo dipendente (doc. 4).
3.
A proposito del doc. K, S_ V_ ha attestato che:
- gli appunti indicati riguardano la calcolazione pattuita con D_ A_ per quel che riguarda il mio operato, valida per la determinazione dell’acconto di giugno 2005;
- sul foglio in questione erano riportate originariamente soltanto le parti scritte in nero, di proprio pugno da_, in mia presenza;
- lo scritto è stato stilato in occasione di un incontro tenutosi nel corso del mese di giugno 2005;
- sia l’importo indicato alla voce stipendio (Fr. 95'500.00) sia il totale (Fr. 120'000.00) non sono stati cancellati da D_ A_ in mia presenza;
- gli importi riportati, compresa la voce “stipendio” sono quelli discussi in occasione dell’incontro.
- Durante il periodo 1 gennaio-31 dicembre 2005 il mio salario percepito ammontava esattamente a fr. 95'500.00”.
Come già ritenuto nella sentenza precedente di questa Camera (cfr. CEF sentenza del 31 ottobre 2007 [14.2007.14], esaminando il doc. K si giunge di nuovo alla conclusione che questo documento non è stato allestito allo scopo di concedere una provvigione di fr. 25'000.-- all’appellante. Infatti l’indicazione delle percentuali delle provvigioni legate al raggiungimento di prefissate cifre d’affari (1<1%, 2>1,5%, 2-3 2%), i relativi importi di provvigione (10'000.--, 15'000.--), il loro totale (25'000.--) più l’importo dello stipendio base (95'500.--), nonché il totale 120'000.-- sono stati scritti con penna nera verosimilmente da D_ A_, direttore di AO 1, che vi ha apposto la sua firma, mentre la seconda parte del documento, del seguente tenore: “
OK Va bene frs. 25'000.— annui di commissioni + rimborso spese come da contratto 08/03/2001, decorrenza 2001
”
più la data “
20/12/2004
”, l’indicazione “
Per Accordo
” e la firma “AP 1” è stata invece scritta con penna blu e calligrafia diversa, verosimilmente da AP 1, che vi ha apposto pure la sua firma. Determinante è che proprio lo stipendio, cancellato con tratto di penna blu, di fr. 95'500.-- corrisponde esattamente allo stipendio che S_ V_ ha dichiarato di avere percepito dal 1. gennaio al 31 dicembre 2005, il quale ha pure affermato che la voce stipendio di fr. 95'500.-- e il totale di fr. 120'000.-- (incluso la provvigione di fr. 25'000.--) non sono state cancellate da D_ A_ in sua presenza (doc. 4). D’altro canto il predetto stipendio di fr. 95'500.-- non corrisponde allo stipendio percepito da AP 1 al 20 dicembre 2004 ammontante a fr. 8'500.-- al mese, ossia a fr. 110'500.-- annui, come emerge dallo scritto del 20 dicembre 2004, con cui la AO 1 ha notificato all’appellante l’adeguamento del suo salario per il 2005 da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.-- (doc. 5). Che il doc. K concerneva S_ V_ appare ancor più verosimile esaminando lo scritto del 17 gennaio 2000 della AO 1 a quest’ultimo (doc. LL), in cui sono indicate, per il calcolo delle provvigioni sulla cifra d’affari da lui conseguita, esattamente le stesse percentuali (1, 1.5, 2%) menzionate sul doc. K. Concedere delle provvigioni legate al raggiungimento di precise cifre d’affari ad un responsabile di vendita per l’Italia come S_ V_ (doc. G e LL) è più plausibile che ad un dipendente del settore amministrativo e finanziario. Orbene le precedenti considerazioni portano a concludere che l’appellata ha reso verosimile, sulla base di riscontri oggettivi, che il doc. K non è stato allestito allo scopo di riconoscere all’appellante provvigioni per l’importo posto in esecuzione. L’appellante ha fondato la sua richiesta pure su tre documenti indicati quali distinte di salario per gli anni 2004 (doc. T), 2005 (doc. M) e 2006 (doc. Z). A proposito del doc. T, di cui l’appellante chiede l’edizione, non risultando più agli atti, va rilevato che questo documento non è stato consegnato a questa Camera con l’invio da parte della Pretura degli allegati delle parti. Poco importa. Trovandosi agli atti due documenti definiti dallo stesso appellante analoghi, ossia i doc. M e Z, l’acquisizione mediante richiamo (edizione) da controparte (ammesso che un’iniziativa del genere sia compatibile con l’art. 20 cpv. 3 LALEF) del doc. T si rivelerebbe, comunque sia, ininfluente ai fini del giudizio. Infatti, l’esame dei doc. M e Z non permette di stabilire in modo sufficientemente liquido come si è giunti a calcolare per AP 1 un “
totale annuo
” per il 2005 di fr. 136'000.-- (doc. M) rispettivamente per il 2006 di fr. 136'565.80 (doc. Z), ritenuto che sommando gli importi ivi indicati (fr. 114'920.-- secondo il doc. M risp. fr. 116'740.-- secondo il doc. Z) alla provvigione di fr. 25'000.-- fatta valere dall’appellante, si giunge a importi ben superiori a quelli menzionati quali “
totali annui
”. Non solo. L’esame di questi documenti, indicati dall’appellante quali “
programmi salariali
”, induce a ritenere che si tratta di preventivi salariali, in cui nei totali annui sono stati conteggiati dalla AO 1, oltre agli stipendi base, pure il carovita, le spese effettive/forfettarie, la quota di oneri sociali e di cassa pensione a suo carico e altro. D’altro canto, come giustamente rilevato dal primo giudice, da questi documenti si evince che il conteggio totale dello stipendio annuo viene maggiorato per tutti i dipendenti, compresi coloro che esercitano una funzione per la quale di regola non viene riconosciuta una provvigione in aggiunta allo stipendio mensile. Che nel “
totale annuo
” indicato in questi documenti è inclusa anche la provvigione di fr. 25'000.-- pretesa dall’appellante non appare verosimile, atteso che l’appellante, pur essendo stato responsabile amministrativo anche dei “
salari/stipendi, conteggi di fine anno a enti sociali
” (cfr. doc. A, E e L) non ha fornito chiarimenti convincenti. L’accordo sulla provvigione di fr. 25'000.-- non può nemmeno essere ricostruito attraverso le attestazioni dell’assicurazione malattia (doc. R e GG). Le precedenti considerazioni portano a concludere che le provvigioni fatte valere da AP 1 non possono essere determinate nell’ambito di questa procedura, che non permette un’indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di documenti che non appaiono sufficientemente liquidi, ritenuto che, se del caso, tale accertamento è compito del giudice ordinario.
L’istanza di AP 1 è stata pertanto correttamente respinta in sede pretorile, in mancanza di un valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF.
4.
L’appello va respinto.
Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).