# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 141bece5-57c2-51c6-98c2-eb8640526f2a
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
che con risoluzione n. _ del 17.7.1995 il Consiglio di Stato ha aperto un’inchiesta disciplinare nei confronti dell’istante, allora responsabile del _ presso l’_ (_);
che in data 19.12.1995 la Direzione del citato istituto ha redatto all’attenzione dell’Ufficio della gestione del personale un rapporto circostanziato sull’istante;
che sulla base di detto rapporto, con esposto 27.2.1996 il Consiglio di Stato ha sporto nei suoi confronti denuncia penale per i titoli di truffa e di falsità in documenti in relazione alla richiesta di un doppio finanziamento per il progetto di ricerca denominato “_” alla _ ed alla _ ed in relazione al pagamento a carico dello Stato di una fattura in realtà a carico di un ospite dell’_ (cfr. AI 1);
che con decisione 28.11.2002 il procuratore pubblico Arturo Garzoni ha decretato il non luogo a procedere in ordine alla denuncia penale, rilevando in particolare – con riferimento all’ipotizzato reato di truffa – che non si può “
(...) ragionevolmente ritenere che il Dr. IS 1 abbia tentato di trarre in inganno le fondazioni alle quali ha richiesto il doppio finanziamento
” e – con riferimento all’asserito reato di falsità in documenti – che “
(...) non sussistono sufficienti elementi per poter ritenere che il documento incriminato sia stato falsificato dal Dr. IS 1, e tantomeno che egli l’abbia utilizzato per commettere, rispettivamente tentare di commettere, una truffa in danno di terzi
” (NLP _);
che con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 CPP – IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli la somma di CHF 9'575.65, di cui CHF 6'575.65 per spese legali e CHF 3'000.-- a titolo di torto morale;
che giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (cfr. REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.);
che, come detto, il diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’“
accusato prosciolto
”;
che accusato è chiunque nei confronti del quale il magistrato inquirente ha promosso l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);
che l’inchiesta è rimasta allo stadio delle informazioni preliminari, concludendosi con il decreto di non luogo a procedere 28.11.2002 (NLP _);
che lo scopo delle informazioni preliminari é quello di verificare se una notizia di reato é sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale, o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1 e 2 CPP);
che in questa fase preliminare, l’interessato non ha veste di accusato e pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;
che la qualità di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione dell'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP) e da quel momento l’accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP);
che la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di “
accusato
”, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell'accusa (cfr. sentenza GIAR 15.7.1994 in re P. F.);
che è quindi da considerare “
accusata
” ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);
che la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando il caso non è senza importanza e presenta difficoltà di fatto e diritto che superano le capacità dell'accusato;
che in ambito penale, ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 e 19 ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1253 ss.);
che nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura);
che nel caso di evidenti reati minori (“
Bagatelldelikte
”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. DTF 129 I 281, 128 I 225, 126 I 194, 124 I 304, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, op. cit., Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);
che il procedimento penale è stato aperto per i titoli di truffa (art. 146 CP) e di falsità in documenti (art. 251 cifra 1 CP), per cui l’istante poteva attendersi la pena della reclusione fino a cinque anni (cfr. anche art. 68 CP);
che le informazioni preliminari hanno comportato sostanzialmente due interrogatori dell’istante – di data 9.4.1996 (AI 2) e 8.10.2001 (AI 6) – ed il richiamo dell’incarto relativo all’inchiesta disciplinare (AI 8 e 9);
che la fattispecie particolare – segnatamente con riferimento alle difficoltà giuridiche inerenti l’accusa di truffa con oggetto la richiesta di un doppio finanziamento per il progetto di ricerca presso l’_ – imponeva la presenza di un legale fin da subito;
che pertanto va ritenuto “accusato” a’ sensi dell’art. 317 CPP;
che, nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione;
che giusta l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di esporre, per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise criminali;
che, entro tali limiti, l'onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità;
che - per i patrocini di fiducia - il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;
che nel riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;
che in questo senso si tiene conto della complessità e dell'importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell'esito del procedimento;
che in altre parole l'onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;
che l’istante postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore di fiducia, avv. PA 1, di complessivi CHF 6'575.65 [di cui CHF 5'400.-- a titolo di onorario (21 ore e 36 minuti circa a CHF 250.--/ora), CHF 711.20 di spese e CHF 464.45 di IVA (doc. B)];
che, esaminato l’incarto,
il dispendio orario esposto – pur riconoscendo la particolarità della fattispecie dovuta alla posizione professionale dell’istante (cfr. istanza 24/25.9.2003, p. 3) – appare oggettivamente sproporzionato per un avvocato con le dovute conoscenze in ambito penale, segnatamente con riferimento ai vari colloqui (anche telefonici) con l’istante;
che del resto la procedura penale – benché si sia protratta per oltre 6 anni e mezzo – ha richiesto un impegno relativamente ridotto e non ha comportato difficoltà di fatto o di diritto particolari, circostanza che difatti l’istante non sostiene;
che inoltre la procedura prevista dagli art. 317 ss. CPP mira unicamente a risarcire “
l’accusato prosciolto
” dei vari pregiudizi che quest’ultimo ha subito a causa del procedimento penale di cui è stato oggetto, per cui le prestazioni dipendenti dall’inchiesta disciplinare – aperta dal Consiglio di Stato con risoluzione n. _ del 17.7.1995, ovvero prima ancora di sporgere denuncia penale al Ministero pubblico – non possono essere prese in considerazione in questa sede;
che viene conseguentemente ammesso un dispendio orario pari a 9 ore e 40 minuti, di cui 180 minuti inerenti i vari colloqui (anche telefonici) con l’istante, 60 minuti per gli scritti (in media 10 minuti/scritto), 90 minuti inerenti l’esame dell’incarto penale di data 1.10.2001, 180 minuti inerenti l’interrogatorio di data 8.10.2001 (che si è protratto dalle ore 14.00 alle ore 15.45), 10 minuti inerenti l’esame del decreto di non luogo a procedere di data 2.12.2002 e 60 minuti inerenti la stesura della presente istanza, stralciata in particolare la prestazione di data 29.3.1996 “
isp. atti Sez. personale _
”, in quanto appare piuttosto connessa con la procedura disciplinare;
che pertanto, applicando alle prestazioni fino all’8.6.2000 (pari a 1 ora e 50 minuti, di cui 90 minuti inerenti i colloqui con l’istante e 20 minuti inerenti gli scritti) una tariffa di CHF 220.--/ora ed a quelle successive (pari a 7 ore e 50 minuti) una tariffa di CHF 250.--/ora, come da prassi all’epoca del mandato, l’onorario da risarcire ammonta a CHF 2'362.50;
che a detta somma vanno aggiunte le spese, riconosciute in CHF 386.20, di cui CHF 50.-- per la formazione dell’incarto, CHF 5.-- per le spese telefoniche, CHF 80.-- per gli scritti (compresa la copia per l’incarto, art. 3 lit. b TOA), CHF 16.20 per gli invii postali, CHF 83.-- per la trasferta _ di data 8.10.2001 e CHF 152.-- per le fotocopie (stralciate in particolare quelle di data 5.4.1996, in quanto non meglio specificate in relazione alla procedura penale qui in esame);
che l’IVA ammonta a CHF 208.40 [al 7.5% su CHF 526.80 (per le prestazioni fino all’8.6.2000, di cui CHF 404.-- di onorario e CHF 122.80 di spese) e al 7.6% su CHF 2'221.90 (per le prestazioni successive, di cui CHF 1'958.50 di onorario e CHF 263.40 di spese)];
che l'indennità prevista dall'art. 317 ss. CPP si estende, come detto, anche al danno morale patito dall'accusato prosciolto;
che la determinazione dell'ammontare dell'indennità é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice ed é stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità, conformemente agli art. 42 ss.
CO (cfr. DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);
che l’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata riparata in altro modo;
che è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in particolare del pregiudizio recato all'integrità fisica, psichica o alla reputazione dell'accusato, della gravità dell'accusa, del numero di persone venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale dell'accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269 e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446);
che l’accusato che durante l’istruzione formale non è stato oggetto di un provvedimento restrittivo della libertà personale può ottenere un’indennità per torto morale unicamente se prova che a seguito dell’esecuzione di “
altri atti istruttori
” (per es. perquisizioni, sequestri, richieste di informazioni, ecc.) o per il semplice fatto di essere stato oggetto di un procedimento penale ha subito una grave violazione della sua personalità;
che domanda al proposito la somma di CHF 3'000.--, sostenendo che “
(...) il Consiglio di Stato ha dapprima ‘allontanato’ il Dott. IS 1 dalla sua funzione di collaboratore scientifico presso l’_ ed in seguito ha soppresso la funzione, costringendo così il Dott. IS 1 a richiedere il pensionamento anticipato e ad interrompere la propria apprezzata quanto qualificata attività scientifica. Ciò che lo ha mortificato non poco
” (istanza 24/25.9.2003, p. 4);
che l’istante non dimostra, come gli incombeva, che gli asseriti pregiudizi in ambito professionale dipendono – in nesso di causalità adeguato – dal procedimento penale;
che del resto ha liberamente accettato la proposta di pensionamento anticipato con scritto 2.7.2001;
che inoltre non ha prodotto alcun certificato attestante una specifica sofferenza fisica o psichica e che lo Stato non è tenuto al versamento di un'indennità a tutti coloro che hanno subito un pregiudizio in ragione di un procedimento penale (REP. 1998 n. 126 nota 5.3);
che questa conclusione tiene conto del resto della soddisfazione personale già derivabile dal riconoscimento che il procedimento penale nei suoi confronti era ingiustificato, come emerge dal decreto di non luogo a procedere 28.11.2002 del procuratore pubblico Arturo Garzoni e dalla presente decisione;
che la pretesa non può quindi essere ammessa;
che, visto quanto sopra esposto, a IS 1 va rifuso – a titolo di spese legali – l’importo complessivo di CHF 2'957.10;
che interessi di mora non sono pretesi;
che la procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

## Considerations