# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7fad3d4e-5edf-572b-b4f0-aec5acc85391
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1995
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
_ è proprietario del mappale no. 928 RF di _ su cui sorge un rustico.
In data 11 giugno 1990 il Municipio di _ intimò all'attore l'immediata sospensione dei lavori di riattazione del rustico. Contro tale decisione, il 22 giugno 1990 l'attore interpose ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo la riforma della decisione impugnata nel senso di essere autorizzato a proseguire i lavori di riattazione (doc. B).
In data 5 ottobre 1990, il Municipio di _ decise la revoca della sospensione dei lavori (doc. D), divenendo così il gravame di _ presso il Consiglio di Stato privo di oggetto, con il conseguente stralcio dai ruoli dello stesso e l'attribuzione in suo favore di fr. 100.--- a titolo di ripetibili (doc. E).
L'attore riprese i lavori di riattazione nella primavera-estate 1991, comunicando la loro ultimazione al Municipio di _ il 10 ottobre 1991 (doc. F).
In data 16 giugno 1993 Il Municipio di _ rilasciò all'attore il permesso di abitabilità, previo attestato medico del 22 aprile 1993 (doc. T).
B.
Con la petizione in esame l'attore chiede la condanna di _, sindaco di _ e _ i, segretario comunale, al pagamento in suo favore dell'importo di fr. 27'771.55 oltre interessi al 5% dal 29 settembre 1992, addebitando loro la responsabilità dei danni subiti dall'ingiustificata decisione di sospensione dei lavori dell'11 giugno 1990.
Postula inoltre la condanna del Comune di _ al pagamento dell'importo di fr. 12'060.--- oltre interessi, ritenendolo responsabile dell'ulteriore danno subito, poiché il Municipio non avrebbe proceduto tempestivamente al rilascio del permesso di abitabilità, impedendogli di locare il rustico fino al giugno 1993. L'attore si è pure riservata l'azione di risarcimento per i danni susseguenti all'inoltro della petizione, quantificati in sede di replica nell'aumento dell'importo di condanna nei confronti del Comune di _ da fr. 12'060.--- a fr. 15'180.---.
C.
Con risposta 31 dicembre 1993, _, _ e il Comune di _ postulano la reiezione della petizione di controparte. I primi due sostengono di non essere legittimati passivamente, poiché le azioni giudiziarie fondate su decisioni municipali dovrebbero essere intentate congiuntamente contro tutti i municipali che le hanno votate e non solo contro le persone che le hanno firmate, vale a dire il sindaco e il segretario comunale.
Inoltre, sollevano eccezione di prescrizione, rispettivamente di perenzione, per quanto concerne il Comune di _. Eccezioni che l'attore ha puntualmente contestate.
D.
Con la sentenza impugnata il Pretore ha ritenuto tutte le pretese attoree (maggior costo dei lavori di riattazione, rincaro dei costi di canalizzazione, sgombero della neve, onorario del legale e perdita della pigione) tardive e il credito dell'attore estinto per prescrizione ex art. 60 cpv. 1 e 2 CO, lasciando invece indecisa la questione relativa alla carenza di legittimazione passiva.
Con la medesima decisione, il Pretore ha respinto l'eccezione di perenzione sollevata dal Comune di _;
ma la questione non è controversa in questa sede.
E.
Con tempestivo appello l'attore l'attore contesta le conclusioni del primo giudice, ribadendo che le proprie pretese non sarebbero prescritte ai sensi dell'art. 60 cpv. 1 e 2 CO, e sostenendo -per la prima volta in questa sede- che sarebbe venuto a conoscenza delle persone responsabili del danno solo all'audizione testimoniale dei municipali (pag. 6 del gravame); relativamente alla fissazione delle spese di giustizia e ripetibili, rileva una manifesta disparità di trattamento.
Di ogni altra allegazione e delle osservazioni all'appello si dirà, se necessario, nel seguito.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Giusta l'art. 181 cpv. 1 CPC d'ufficio o su richiesta di parte, il giudice può stabilire, con ordinanza, che l'udienza preliminare sia limitata all'esame dei presupposti e delle eccezioni processuali (art. 99) nonché, su proposta di parte, di quelle eccezioni di merito, la cui ammissione renderebbe inutile l'istruttoria della lite.
L'eccezione di carenza di legittimazione passiva e l'eccezione di prescrizione sono eccezioni di merito che possono essere oggetto di un giudizio giusta l'art. 181 CPC (
Cocchi/Trezzini,
CPC annotato, N. 2 e 4 ad art. 181 CPC).
Anche in questa sede la vertenza è limitata a questi temi.
2.
Giusta l'art. 61 cpv. 1 CO le leggi federali e cantonali possono derogare alle disposizioni previste agli art. 41 e segg. CO sull'obbligo di risarcimento o di riparazione dei danni cagionati da pubblici funzionari od impiegati nell'esercizio delle loro attribuzioni ufficiali. Nel nostro Cantone vige la legge sulla responsabilità degli enti pubblici e degli agenti pubblici del 24 ottobre 1988, entrata in vigore il 1° gennaio 1990; relativamente alla responsabilità dei Comuni e dei loro organi la stessa legge è entrata in vigore solo il 1° luglio 1990 (cfr. art. 1 lett. b).
Per l'art. 32 cpv. 1 della stessa legge essa si applica agli eventi dannosi verificatisi dopo la sua entrata in vigore. Ciò significa in particolare che per gli eventi manifestatisi prima, resta applicabile il Codice delle Obbligazioni (
DTF
90 II 274).
Nel caso concreto, per il preteso danno causato dalla sospensione dei lavori dell'11 giugno 1990 -anteriore al 1° luglio 1990-, risultano applicabili gli art. 41 e segg. CO.
3.
Giusta l'art. 60 cpv. 1 CO l'azione di risarcimento o riparazione si prescrive in un anno dal giorno in cui il danneggiato conobbe il danno e la persona responsabile, e in ogni caso nel termine di 10 anni dal giorno dell'atto che ha causato il danno.
Il termine di un anno stabilito dall'art. 60 CO comincia a decorrere da quando il creditore conosce l'esistenza, la natura e gli elementi del danno, in modo da poter fondare e motivare un'azione giudiziaria (
DTF
108 Ib 99, consid 1c con rinvii); l'inizio del termine non risale al momento in cui il danneggiato avrebbe potuto scoprire l'entità del suo credito facendo prova dell'attenzione richiesta dalle circostanze. Ciò vale, quanto meno, finché il creditore non sia edotto degli elementi essenziali della pretesa, potendosi esigere solo allora ch'egli si informi sui particolari e sulle precisazioni necessarie per promuovere una causa (
DTF
109 II 435
)
. Inoltre, la prova di tale conoscenza incombe a colui che invoca l'eccezione di prescrizione (
DTF
111 II 58).
4.
Nella presente fattispecie il pretore ha accolto l'eccezione di prescrizione.
L'evento determinante, causa del preteso danno complessivo di fr. 27'771.55, è la decisione di sospensione dei lavori dell'11 giugno 1990.
Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, il danno è ritenuto realizzato ("abgeschlossen") nel momento in cui si è manifestato completamente (
DTF
92 II 4, consid 3), per cui, come nella fattispecie, il termine di prescrizione comincia a decorrere non tanto per le singole poste del danno, bensì dal momento in cui, in ordine cronologico, si conosce l'ultimo elemento del danno.
Contrariamente all'opinione dell'appellante,.egli disponeva di elementi sufficienti per fondare e motivare un'azione giudiziaria oltre un anno prima dell'inoltro della petizione.
L'appello non affronta la tempestività dell'azione se non per riguardo a una posta del credito, ossia quella dei maggiori costi dei lavori d'impresario.
Da questo si deve intendere che le conclusioni del pretore concernenti gli altri aspetti del credito non sono oggetto dell'appello, rispettivamente che -soltanto relativamente ai maggiori costi esposti dalla ditta _ - il danno sarebbe stato conosciuto dal creditore in un tempo conforme alla tempestività della petizione.
Su questo punto è giusto dare atto all'appellante che la sola ricezione della liquidazione non può costituire -di per sé- elemento atto a conoscere il preteso danno né lo costituisce la differenza fra la liquidazione, e il preventivo (offerta 22 gennaio 1990 - doc. 13): è infatti circostanza corrente che le liquidazioni superino le offerte, così come già un sommario confronto della documentazione porta a constatare che non v'è identità completa fra le prestazioni previste e quelle eseguite.
Ma è altrettanto fuori luogo, come pretende l'appellante, che sia lo stesso creditore a scegliere arbitrariamente il termine per far sorgere la conoscenza del danno, così come ha fatto chiedendo all'impresario _ il rilascio della dichiarazione, doc. G, che reca la data del 29 agosto 1992 ("Mehrkosten wegen Bauverzögerung für 1991"). Disponendo della liquidazione -per altro non contestata- già nell'ottobre del 1991, tanto che provvedeva al suo saldo in valuta 22 ottobre 1991, il creditore avrebbe potuto chiedere immediatamente a _ quale parte della differenza fra liquidazione e offerta dovesse essere fatta risalire al ritardo nel compimento dei lavori: salva indicazione contraria, egli -in data 5 ottobre 1991- non conosceva il proprio danno, ma gli elementi che gli permettevano di ottenere le precisazioni necessarie per promuovere la causa. Orbene, al proposito non si conoscono passi intrapresi dall'appellante in tal senso prima dell'agosto 1992 (test _), né egli sostiene l'esistenza di momenti oggettivi che l'abbiano impedito di ottenere più tempestivamente le informazioni avute soltanto a fine agosto 1992.
Sta di fatto che la sua diligenza è messa in causa poiché sulla base della liquidazione egli avrebbe potuto ottenere subito, ovvero entro fine anno (1991) un esposto analogo al doc. G: che poi il teste _ abbia alluso all'inesattezza di quei dati poco importa, non potendosi pretendere una calcolazione esatta del danno (
DTF
111 II 57).