# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9b833fe2-2a67-592e-9fe0-8bc253ef3ef5
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che con sentenza del 31 gennaio 2003 l'
Amtsgericht
di Hers-bruck (Baviera) ha pronunciato il divorzio tra _ e _, cittadini tedeschi (dispositivo n. 1), regolamentando la ripartizione degli averi di previdenza (dispositivo n. 2) e statuendo sugli oneri processuali (dispositivo n. 3);
che, in vista dello scioglimento del matrimonio, con atto pubblico del 19 dicembre 2002 rogato dal notaio _ di _ i coniugi avevano stipulato un contratto di cessione e convenzione di divorzio (
Überlassungsvertrag, Scheidungsvereinbarung
), nel quale – tra l'altro – _ dichiarava di cedere al marito la sua quota di un mezzo sulla particella n. _ RFD di _ (clausola A.2.7.1 con rinvio alla clausola A.1.3) e _ si impegnava, da parte sua, ad assumere tutti gli oneri legati all'immobile (clausola A.2.7.1);
che con istanza del 23 giugno 2003 gli ex coniugi chiedono ora a questa Camera di riconoscere e dichiarare esecutiva la sentenza predetta, in modo da ottenere l'iscrizione della proprietà nel registro fondiario a nome del solo _, dando seguito a quanto previsto nella convenzione del 19 dicembre 2002;
che l'istanza congiunta delle parti dispensa dall'indizione del contraddittorio davanti a questa Camera, sicché nulla osta all'emanazione del giudizio;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive nel Cantone Ticino, secondo le norme del diritto internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC);
che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);
che le sentenze straniere in materia di divorzio o separazione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 65 LDIP, se sono pronunciate o vengono riconosciute nello Stato di domicilio, di dimora abituale o di origine di uno dei coniugi (cpv. 1), riservata l'ipotesi – estranea alla fattispecie – in cui la sentenza sia stata emessa in uno Stato di cui nessuno dei coniugi o soltanto il coniuge attore sia cittadino (cpv. 2);
che accanto all'art. 65 LDIP si applicano i trattati multilaterali o bilaterali ratificati dalla Svizzera, in particolare – per quanto riguarda il caso in esame – la convenzione tra la Confederazione e il Reich Germanico circa il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie e delle sentenze arbitrali, del 2 novembre 1929 (RS 0.276.191.361), la Germania non avendo firmato sinora la convenzione dell'Aia sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, del 1° giugno 1970 (RS 0.211.212.3);
che, dandosi concorso di norme tra l'art. 65 LDIP e un trattato internazionale, di massima il trattato internazionale è prioritario (art. 1 cpv. 2 LDIP), a meno che il diritto interno risulti più favorevole al riconoscimento della sentenza estera e il trattato internazionale non impedisca di far capo a criteri più favorevoli (
Siehr
in:
Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, IPR
, Basilea 1996, n. 2 ad art. 65);
che in concreto il diritto interno è più favorevole al riconoscimento della sentenza straniera per rapporto alle disposizioni sulla competenza dell'autorità estera contenute nell'art. 2 della convenzione con il Reich Germanico (si veda anche la rassegna di giurisprudenza in:
Dutoit/Knoepfler/Lalive/Mercier
, Répertoire de droit international privé suisse, vol. 2, Berna 1983, pag. 173, n. 22 segg.), bastando ai fini dell'art. 65 cpv. 1 LDIP che il pronunciato di divorzio emani – come nella fattispecie – dallo Stato di domicilio o di origine di entrambi i coniugi;
che, per altro, la convenzione con il Reich Germanico non osta all'applicazione di norme interne più favorevoli al riconoscimento di sentenze civili emanate nell'altro Stato (
Siehr
, op. cit., n. 2 ad art. 65 LDIP);
che, invero, l'art. 65 LDIP riguarderebbe solo il divorzio come tale, ovvero la pronuncia di stato, non le relative conseguenze (
Siehr
, op. cit., n. 5 ad art. 65 LDIP), sebbene a tale esclusione sfugga lo scioglimento del regime dei beni (
Siehr
, op. cit., n. 28 ad art. 65 LDIP;
Bucher
, Droit international privé suisse, vol. II, Basilea 1992, pag. 203 n. 586);
che nelle condizioni descritte l'
Amtsgericht
di Hersbruck era senz'altro competente a pronunciare il divorzio fra le parti, entrambe avendo la cittadinanza germanica (art. 65 cpv. 1 LDIP);
che, ciò posto, rimangono da verificare gli altri requisiti della delibazione, ovvero il passaggio in giudicato della sentenza (art. 1 e 7 cpv. 1 n. 1 della convenzione), il rispetto dell'ordine pubblico nazionale (art. 4 della convenzione) e la regolare citazione delle parti (art. 7 cpv. 1 n. 2 della convenzione), presupposti che si identificano per l'essenziale con quelli degli art. 29 lett. b, 27
cpv. 1 e 27 cpv. 2 lett. c LDIP;
che nel caso specifico la sentenza di divorzio è passata in giudicato il 31 gennaio 2003, come risulta dall'attestazione apposta il 4 febbraio 2003 dallo stesso
Amtsgericht
di Hersbruck sulla prima pagina in alto dell'esemplare prodotto a questa Camera per la delibazione;
che la sentenza germanica non denota una qualsiasi contrarietà con l'ordine pubblico svizzero, le parti essendo state per altro debitamente patrocinate davanti al tribunale tedesco;
che, tuttavia, nessuno dei dispositivi della sentenza emanata il 31 gennaio 2003 dal tribunale germanico è suscettibile di esecuzione nel Canton Ticino, il giudizio concernendo infatti unicamente la pronuncia dello scioglimento del matrimonio (dispositivo n. 1), il riparto degli averi di previdenza (dispositivo n. 2) e la sorte degli oneri processuali (dispositivo n. 3);
che di conseguenza, per quanto riguarda la sentenza in sé, l'istanza di delibazione si rivela senza interesse (art. 351 cpv. 1 CPC);
che, invero, gli istanti chiedono di delibare la convenzione notarile del 19 dicembre 2002, “per poter dar seguito a quanto previsto nella succitata convenzione relativamente alla particella n. _ RFD del comune di _ e meglio per poter procedere al trapasso della proprietà all'ufficio dei registri di _ ” (istanza, 2° foglio verso l'alto);
che la convenzione con il Reich Germanico prevede il riconoscimento delle “decisioni giudiziarie”, senza riguardo alla loro denominazione (sentenze, decisioni, mandati d'esecuzione), ad eccezione dei sequestri e delle misure provvisionali (art. 1), come pure delle “sentenze arbitrali” (art. 9);
che le “decisioni straniere” di cui si chiede il riconoscimento e l'esecuzione a norma degli art. 25 segg. LDIP possono, a loro volta, emanare da un'autorità giudiziaria, amministrativa o legislativa (FF 1983 I 302), senza riguardo alla loro denominazione (sentenza, decisione, risoluzione, misura, atto pubblico) o alla designazione dell'ente che le ha emesse (tribunale, autorità, commissione:
Volken
in: IPRG Kommentar, Zurigo 1993, n. 3 ad art. 25);
che in materia di divorzio la procedura germanica prevede la competenza esclusiva dei Tribunali di famiglia (
Familiengerichte,
sezioni degli
Amtsgerichte
: § 606 ZPO), i quali statuiscono – di regola con giudizio unico – anche sulla liquidazione del regime matrimoniale (§ 623 cpv. 1 ZPO con rinvio al § 621 cpv. 1 n. 8;
Dutoit/Arn/Sfondylia/Taminelli
, Le divorce en droit comparé, vol. I, Europe, Ginevra 2000, pag. 5 verso il basso);
che il contratto di cessione e convenzione di divorzio (
Überlassungsvertrag, Scheidungsvereinbarung
) del 19 dicembre 2002 non costituisce una “decisione” nel senso della convenzione con il Reich Germanico né della LDIP;
che la predetta convenzione notarile non costituisce – né gli istanti lo pretendono – neppure una “sentenza arbitrale”, ammesso che la liquidazione del regime matrimoniale possa essere sottoposta a un siffatto collegio;
che, invero, per “sentenze civili” nel senso dell'art. 511 CPC non si intendono solo giudizi di merito, ma anche transazioni giudiziarie (
Vogel
, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7
a
edizione, pag. 432 n. 11a);
che pure la convenzione con il Reich Germanico assimila alle decisioni giudiziarie “le transazioni concluse nel corso di un esperimento di conciliazione o in seguito all'azione aperta davanti un tribunale civile o confermate da quest'ultimo” (art. 8);
che una disciplina analoga è prevista, per altro, dall'art. 30 LDIP, a condizione che la transazione giudiziale sia equiparata, nello Stato in cui è stata stipulata, a una decisione giudiziaria;
che, certo, nulla impedisce a coniugi consenzienti di stipulare, per il tramite di un notaio, una convenzione sulla liquidazione immobiliare del loro regime matrimoniale;
che tuttavia, in mancanza di omologazione giudiziaria, una transazione conclusa senza l'intervento del giudice non può essere oggetto di delibazione (
Dutoit
, Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 3
a
edizione, n. 1 ad art. 30 nel mezzo;
Volken
, op. cit., n. 5 ad art. 30;
Berti/Schnyder
in:
Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, IPR
, Basilea 1996, n. 7 ad art. 30);
che in concreto, per tacere il fatto che il noto trapasso immobiliare è stato pattuito nel contratto di cessione e non nella convezione di divorzio, la sentenza germanica non contiene alcun accenno alla convenzione notarile, né gli istanti pretendono che essa sia stata in un qualche modo approvata dal giudice;
che, in definitiva, la nota convenzione non è suscettibile di essere riconosciuta né in applicazione della Convenzione con il Reich Germanico né in virtù della LDIP e non può dunque essere delibata;
che del resto _ si è impegnata a rilasciare ogni dichiarazione necessaria e a comparire personalmente in Svizzera davanti a un pubblico ufficiale per consentire il trapasso dell'immobile al marito (clausola A.2.7.4 della convenzione notarile);
che, ciò posto, gli oneri del giudizio attuale vanno addebitati agli istanti in solido (art. 148 cpv. 1 CPC), riservata se mai alla moglie la possibilità di ricuperare eventuali esborsi in virtù della clausola A.2.7.4 della convenzione;
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,