# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 991fae0b-3916-501d-a121-0f0c428e54b0
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione del 23 gennaio 2014 la CO 1, dopo aver effettuato numerosi accertamenti, ha stabilito che l’attività svolta dall’arch. TERZ 1, nato nel _, per la RI 1 va ritenuta di natura dipendente. L’amministrazione ha intimato alla società di inserire l’interessato nelle dichiarazioni salariali con effetto dal 2009, aggiungendo che TERZ 1 potrà continuare l’attività indipendente per quanto concerne lo studio d’architettura (doc. 6).
1.2. Il citato provvedimento è stato confermato dalla decisione su opposizione emessa il 27 febbraio 2014 dalla CO 1, tramite la quale l’amministrazione ha ribadito il carattere dipendente del rapporto lavorativo tra l’arch. TERZ 1 e la RI 1 (doc. 2). A motivazione della decisione è stato ritenuto che l’interessato usa unicamente il nome RI 1 per meglio sensibilizzare la clientela, dalla RI 1 riceve una provvigione netta del 5% sugli incassi da lui creati, l’accordo per la vendita dell’immobile viene stipulato fra il cliente e la RI 1, tant’è che l’arch. TERZ 1 utilizza la carta intestata della RI 1, si occupa della gestione del sito internet della RI 1 (aggiornamento oggetti in vendita, pagamenti per il dominio e per l’hosting), ha svolto attività solo per la RI 1, con quest’ultima ha concluso una convenzione.
1.3. RI 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione su opposizione (doc. I).
L’insorgente sostiene che l’arch. TERZ 1 non è suo dipendente poiché l’interessato svolge come attività principale in proprio la consulenza nel suo ufficio di architettura. A ciò si aggiunge l’intermediazione immobiliare esercitata “
sotto il cappello “RI 1”, come attività collaterale
”. L’arch. TERZ 1, anche per questa attività, si assume il rischio di impresa, emette fatture in proprio nome, ne cura l’incasso che va direttamente sul proprio conto bancario e si assume tutti i costi di gestione (affitto, spese accessorie, inserzioni sui quotidiani, spese d’auto, ecc.). La ricorrente rinvia alle considerazioni espresse in sede di opposizione, da cui emerge che RI 1 è un marchio internazionale e per questo motivo su ogni intermediazione andata a buon fine l’arch. TERZ 1 paga alla società una provvigione netta del 5%. Ritenere il reddito dell’interessato quale salario, significherebbe sostenere che RI 1 pagherebbe una provvigione del 95% all’arch. TERZ 1, ciò che non è usuale in questo settore. Se quest’ultimo fosse stato suo dipendente, la società avrebbe sopportato tutti i costi di gestione ed all’interessato avrebbe riconosciuto non più del 30% di provvigioni (come prassi di mercato). La ricorrente rammenta che pure a livello fiscale tutti i redditi conseguiti dall’arch. TERZ 1 sono considerati di natura indipendente.
In conclusione RI 1 chiede in via principale di annullare la decisione impugnata ed in via subordinata di considerare quale salario determinante soggetto a contribuzione unicamente il 30% delle provvigioni.
1.4. Con risposta del 22 aprile 2014 la Cassa propone la reiezione del ricorso. L’amministrazione rileva di ritenere l’arch. TERZ 1 quale dipendente della RI 1 poiché il numero di telefono indicato nel sito internet della ricorrente è intestato all’arch. TERZ 1 che risponde regolarmente alle telefonate a nome della RI 1, il sito internet della società viene gestito dall’arch. TERZ 1, l’accordo per la vendita immobiliare viene stipulato tra il cliente finale e la RI 1, direttamente dall’arch. TERZ 1 utilizzando la carta intestata della ricorrente, quale intermediario di immobili l’arch. TERZ 1 lavora solo per la ditta ricorrente, quando il cliente giunge presso gli uffici della RI 1 è l’arch. _ che lo accoglie, come è anche l’unico a presentarsi presso il cliente a nome e per conto della ricorrente, il contratto di affitto dove lavora l’arch. TERZ 1 è stato concluso tra la _ e la RI 1 (doc. III).
1.5. Con decreto del 24 aprile 2014 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa l’arch. TERZ 1, assegnandogli un termine scadente il 10 giugno 2014 per visionare gli atti, determinarsi in merito e postulare l’acquisizione di eventuali prove (doc. V).
1.6. Con osservazioni del 2 maggio 2014 RI 1 ha evidenziato che l’arch. TERZ 1 fattura personalmente, incassa sul proprio conto bancario e sta in giudizio non sottostando ad alcuna direttiva altrui, il numero di telefono citato dall’amministrazione in sede di risposta non è intestato all’arch. TERZ 1 ma alla società ricorrente, il sito internet della RI 1 è stato creato nel 2012 (prima non esisteva), il contratto d’affitto dei locali in cui l’arch. TERZ 1 svolge l’attività per la ricorrente è stato concluso tra la _ e la RI 1 al momento della costituzione della società e per comodità non è stato modificato dopo la collaborazione con l’arch. TERZ 1, che tuttavia paga direttamente la locazione. La convenzione del 1° maggio 2007 tra la RI 1 e l’arch. TERZ 1 stabilisce che viene ceduto lo sfruttamento del marchio RI 1 (marchio noto alla clientela del _ _) dietro pagamento di una royalties del 5%, per questo motivo l’arch. TERZ 1 risponde al telefono e si presenta come RI 1. Infine, l’arch. TERZ 1 ha già pagato tutti gli oneri sociali sulle provvigioni da lui incassate e regolarmente dichiarate negli anni e quindi facenti parte del suo reddito fiscale (doc. VI).
1.7. L’8 maggio 2014 l’amministrazione ha presentato un’ulteriore presa di posizione (doc. VIII). Per la Cassa il fatto che l’arch. TERZ 1 debba rispondere alle telefonate in entrata e che si debba presentare ai potenziali clienti in nome e per conto della RI 1 deve essere considerato vincolo/prassi nei confronti della società ricorrente. Inoltre il legame organico istauratosi tra l’arch. _ e la RI 1 pare essere il medesimo di quello che un salariato ha nei confronti del suo datore di lavoro. Per perseguire il suo scopo sociale la ricorrente ha individuato nell’arch. TERZ 1 il responsabile di quelle attività amministrative e burocratiche (occuparsi della pulizia degli spazi e delle vetrate, occuparsi della pubblicità della RI 1, gestire e contattare i clienti), che sarebbero state di competenza della ricorrente. Quest’ultima non ha del resto alcun dipendente per svolgere le attività di segretariato che di norma incombono ad un’azienda del genere attiva in ambito immobiliare. Secondo la Cassa “
per comodità e praticità amministrativa, RI 1 retrocede una parte importante di provvigioni (come una sorta di “tesoretto”) al sig. TERZ 1, a parziale copertura della sua manodopera e di varie spese correnti e/o impreviste regolate dal sig. TERZ 1 per conto della RI 1
”.
1.8. Con scritto del 19 maggio 2014 la ricorrente ha contestato le affermazioni della Cassa, rilevando di non aver mai incassato e tanto meno retrocesso una sola provvigione, poiché è l’arch. TERZ 1 che riconosce alla RI 1 una royalties del 5% per lo sfruttamento del marchio. L’insorgente ha inoltre prodotto una piantina del piano terreno dove l’arch. TERZ 1 svolge la propria attività di studio tecnico per comprovare che la ricorrente ha in comune con l’interessato solo una saletta conferenze. L’arch. TERZ 1 svolge le attività amministrative e burocratiche quasi esclusivamente per sé stesso. In diverse occasioni quest’ultimo ha subaffittato i locali vuoti ma l’incasso è andato a suo favore (doc. X).
1.9. Con osservazioni del 20 maggio 2014 l’arch. TERZ 1 ha contestato la decisione della Cassa di ritenerlo dipendente della RI 1 (doc. XI).
Nel merito l’interessato evidenzia che i numeri telefonici e di fax citati dalla Cassa sono intestati alla società ricorrente dal 1999, ossia dalla sua fondazione e sottolinea di essere affiliato quale indipendente, con studio tecnico, dal 1989. Nel 1999 ha accettato una collaborazione con la RI 1 ed ha trasferito lo studio a negli uffici appena locati dalla società. Il 1° maggio 2007 le parti hanno sottoscritto una nuova convenzione, dove viene indicato che tutte le spese sono a suo carico e che può liberamente svolgere trattative per le mediazioni immobiliari, fatturare personalmente e versare alla RI 1 il 5% di royalties sull’incasso delle provvigioni. Sul reddito conseguito con entrambe le attività ha pagato regolarmente oneri sociali e fiscali.
A questo proposito l’arch. TERZ 1 non ritiene corretto di volerlo affiliare a titolo retroattivo dal 2009 come dipendente, avendo già pagato tutti gli oneri sociali quale indipendente.
Infine, l’interessato contesta il modo in cui è stato trattato da un funzionario dell’_.
1.10. Con osservazioni del 26 maggio 2014 la Cassa si è riconfermata nelle precedenti prese di posizione, aggiungendo che il rapporto tra la società ricorrente e l’arch. TERZ 1 va parificato “
ad una sorta di agente
” (doc. XIV). L’amministrazione evidenzia che per il TF gli agenti sono di norma considerati dipendenti per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi.
1.11. Chiamati a presentare osservazioni scritte in merito entro il 23 giugno 2014 l’arch. TERZ 1 e la RI 1 sono rimasti silenti (doc. XV e XVI).

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la qualifica del rapporto di collaborazione tra l’arch. TERZ 1 e la RI 1 dal 2009.
Le lamentele dell’arch. TERZ 1 circa la procedura adottata dall’_ nell’ambito di un’altra procedura conclusasi con _ di _, _” (doc. XI), esulano dalla presente vertenza e sono irricevibili.
A questo proposito va rammentato che per costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).
Se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V
164 consid.
2.1; DTF 125 V 414 consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).
In concreto la decisione su opposizione del 27 febbraio 2014 porta esclusivamente sulla natura dell’attività svolta dall’arch. TERZ 1 per la RI 1 dal 2009 e solo questo aspetto può essere oggetto di esame nella presente procedura.
2.2. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.3. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.4. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.5.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).