# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5845caa1-8ebf-47c4-a7fb-5efae60b5426
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_009
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
Fatti:
A. A seguito di un controllo dei conteggi - relativi al periodo 1° gennaio 1999 (recte: 2000) - 31 dicembre 2002 - eseguito in data 9 marzo 2004 presso la F._ SA, la Cassa di compensazione del Cantone Ticino ha proceduto, mediante decisione 22 marzo 2004, a una tassazione d'ufficio per ripresa di salari non notificati per complessivi fr. 113'523.- per l'attività svolta da L._ e C._ nel 2002, fissando in fr. 16'643.95 i contributi AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dalla ditta.
Con ulteriore decisione, distinta e di stessa data, la Cassa ha pure chiesto a L._ il pagamento di fr. 5'114.90 a titolo di contributi paritetici dovuti sull'importo salariale 2002 non notificato di fr. 78'090.-.
Contro i provvedimenti amministrativi sia la F._ SA sia L._ hanno inoltrato un'opposizione. Quest'ultimo ha segnatamente precisato di aver fatturato alla società fr. 45'089.50 per prestazioni effettuate in qualità di indipendente nel 2002.
Mediante due distinte decisioni del 24 maggio 2004, la Cassa ha parzialmente accolto l'opposizione formulata da L._ e ha ridotto la ripresa salariale a fr. 48'090.-, stornando l'importo di fr. 30'000.- alla voce "terzi", mentre ha respinto l'opposizione della ditta quantificando in fr. 131'028.- la somma da assoggettare ai contributi sociali per C._.
Mediante due distinte decisioni del 24 maggio 2004, la Cassa ha parzialmente accolto l'opposizione formulata da L._ e ha ridotto la ripresa salariale a fr. 48'090.-, stornando l'importo di fr. 30'000.- alla voce "terzi", mentre ha respinto l'opposizione della ditta quantificando in fr. 131'028.- la somma da assoggettare ai contributi sociali per C._.
B. L._ si è aggravato al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, chiedendo l'annullamento della decisione su opposizione emessa nei suoi confronti, in quanto dal 2002 avrebbe svolto attività indipendente. Pure la F._ SA è insorta all'autorità giudiziaria cantonale, postulando l'annullamento del provvedimento querelato.
La Cassa ha postulato di respingere il ricorso di L._ e di parzialmente accogliere invece quello della società. Infatti, il 16 agosto 2004, la Cassa - a seguito di un atto 14 luglio 2004 con il quale chiedeva alla società nuova documentazione - ha emanato una nuova decisione su opposizione nei confronti della F._ SA in cui, dopo aver riconosciuto d'aver erroneamente attribuito a L._ ulteriori fr. 3'000.-, specificava che la ripresa salariale per l'interessato ammontava a fr. 45'090.-. L'amministrazione ha inoltre ribadito in fr. 131'028.- l'importo da assoggettare ai contributi sociali riferito a C._, fissando in complessivi fr. 16'479.10 i contributi sociali dovuti per il periodo entrante in linea di conto.
Lo stesso 16 agosto 2004 la Cassa ha pure notificato alla Corte cantonale che la ripresa salariale riferita a L._ ammontava a fr. 45'090.- e che la ripresa complessiva si cifrava in fr. 110'523.- (fr. 45'090.- per L._, fr. 35'433.- per C._ e fr. 30'000.- diversi) e non in fr. 113'523.- come erroneamente indicato in precedenza.
Lo stesso 16 agosto 2004 la Cassa ha pure notificato alla Corte cantonale che la ripresa salariale riferita a L._ ammontava a fr. 45'090.- e che la ripresa complessiva si cifrava in fr. 110'523.- (fr. 45'090.- per L._, fr. 35'433.- per C._ e fr. 30'000.- diversi) e non in fr. 113'523.- come erroneamente indicato in precedenza.
C. Con decisione 26 luglio 2004 la Cassa ha inflitto alla società una multa d'ordine di fr. 300.- per mancata trasmissione della documentazione richiesta.
Il 13 settembre 2004 la Cassa ha confermato il proprio provvedimento e rigettato l'opposizione formulata dalla società.
Contro tale provvedimento in data 13 ottobre 2004 la Fiduciaria Gielle SA è insorta al Tribunale cantonale delle assicurazioni chiedendone l'annullamento.
Contro tale provvedimento in data 13 ottobre 2004 la Fiduciaria Gielle SA è insorta al Tribunale cantonale delle assicurazioni chiedendone l'annullamento.
D. Con giudizio 14 aprile 2005 l'autorità di ricorso cantonale, dopo aver congiunto le procedure, ha parzialmente accolto il gravame di L._ nel senso che egli doveva essere considerato quale lavoratore dipendente della F._ SA e che la ripresa salariale era di fr. 45'090.-. I primi giudici hanno per contro respinto sia il ricorso presentato dalla F._ SA contro la decisione su opposizione del 24 maggio 2004, per quanto non divenuto privo d'oggetto, sia quello prodotto dalla ditta avverso il provvedimento su opposizione del 13 settembre 2004 riferito alla multa.
D. Con giudizio 14 aprile 2005 l'autorità di ricorso cantonale, dopo aver congiunto le procedure, ha parzialmente accolto il gravame di L._ nel senso che egli doveva essere considerato quale lavoratore dipendente della F._ SA e che la ripresa salariale era di fr. 45'090.-. I primi giudici hanno per contro respinto sia il ricorso presentato dalla F._ SA contro la decisione su opposizione del 24 maggio 2004, per quanto non divenuto privo d'oggetto, sia quello prodotto dalla ditta avverso il provvedimento su opposizione del 13 settembre 2004 riferito alla multa.
E. La F._ SA interpone ricorso di diritto amministrativo a questo Tribunale, al quale chiede di considerare siccome indipendente L._ per l'attività di consulenza svolta per la società, di stralciare la ripresa di fr. 35'433.80 operata dalla Cassa sul salario 2002 di C._, facendo poi stabilire dall'amministrazione il salario determinante, di annullare la multa d'ordine e di non considerare, infine, come salario determinante l'accantonamento di fr. 30'000.-. Dei motivi si dirà, per quanto occorra, nei considerandi.
Chiamati a determinarsi, la Cassa ha postulato la reiezione del gravame, mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, L._ e C._ hanno rinunciato a prendere posizione.

## Considerations

Diritto:
Diritto:
1. 1.1 La legge federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110) è entrata in vigore il 1° gennaio 2007 (RU 2006 1205, 1241). La decisione impugnata essendo stata pronunciata precedentemente a questa data, la procedura resta disciplinata dall'OG (art. 132 cpv. 1 LTF; DTF 132 V 395 consid. 1.2).
1.2 La presente vertenza concerne la determinazione e la pretesa di contributi paritetici e non già l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative. Il Tribunale deve pertanto limitarsi ad esaminare se il giudizio di primo grado abbia violato il diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso di potere d'apprezzamento, oppure se l'accertamento dei fatti sia manifestamente inesatto, incompleto o avvenuto violando norme essenziali di procedura (art. 132 OG in relazione agli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG). D'altra parte, essendo controverse contribuzioni pubbliche, questa Corte non è vincolata dalle conclusioni delle parti (art. 114 cpv. 1 OG).
1.3 La lite ha per oggetto anche la richiesta di contributi per assegni familiari (AF). Ora, per quel che riguarda questi ultimi, essi attengono alla legislazione cantonale, per cui sfuggono al controllo giudiziale del Tribunale, il quale è legittimato a statuire unicamente circa gli oneri di diritto federale (DTF 124 V 146 consid. 1 e riferimento). Nella misura in cui sia suscettibile di riguardare simili contributi, il ricorso di diritto amministrativo è quindi irricevibile.
1.4 L'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 ha apportato diverse modifiche anche nell'ordinamento in materia di AVS. Tuttavia nel caso concreto si applicano le disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2002 poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme (materiali) in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto (in concreto lo svolgimento dell'attività lavorativa e la sua rimunerazione nel 2002) che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 129 V 4 consid. 1.2; per quanto attiene per contro alle disposizioni formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore al 1° gennaio 2003, cfr. DTF 130 V 4 consid. 3.2).
1.4 L'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000 ha apportato diverse modifiche anche nell'ordinamento in materia di AVS. Tuttavia nel caso concreto si applicano le disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2002 poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme (materiali) in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto (in concreto lo svolgimento dell'attività lavorativa e la sua rimunerazione nel 2002) che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 129 V 4 consid. 1.2; per quanto attiene per contro alle disposizioni formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore al 1° gennaio 2003, cfr. DTF 130 V 4 consid. 3.2).
2. 2.1 Nel caso concreto è controversa la questione della qualifica (dipendente o indipendente) dell'attività svolta da L._ per la ricorrente nel 2002, della ripresa salariale di fr. 35'433.80 riferita a C._ per il medesimo anno, della ripresa di fr. 30'000.- e della condanna dell'insorgente al pagamento della multa d'ordine inflittale dalla Cassa.
2.2 Nei considerandi del querelato giudizio, cui si rinvia, la Corte cantonale ha già correttamente esposto come in materia di AVS l'obbligo contributivo di persone esercitanti un'attività lucrativa dipenda, tra l'altro, dal reddito da esse realizzato durante un determinato periodo di tempo con attività dipendente o indipendente (art. 5 e 9 LAVS, art. 6 segg. OAVS). Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
Di principio si deve ammettere sussistere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro e non sopporta il rischio economico a carico del datore di lavoro. Vi è infatti attività dipendente se sono dati gli elementi tipici del contratto di lavoro, in particolare se l'assicurato lavora a tempo, se dipende economicamente dal datore di lavoro e se durante il tempo di lavoro è inserito nell'azienda e praticamente non può eseguire altre attività. Indizi a favore di questo tipo di rapporto sono l'esistenza di un determinato piano di lavoro, la necessità di rendere conto sullo stato dei compiti svolti, così come la dipendenza dall'infrastruttura esistente sul posto di lavoro (DTF 122 V 172 consid. 3c).
Un'attività indipendente è invece caratterizzata da investimenti rilevanti e dall'utilizzo di uffici e personale propri. Il rischio aziendale specifico consiste nel fatto che, indipendentemente dal successo dell'attività, insorgono delle spese che devono essere sostenute dall'assicurato stesso (DTF 122 V 172 consid. 3c).
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente o dipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (DTF 123 V 162 consid. 1, 122 V 171 consid. 3a, 283 consid. 2a, 119 V 161 consid. 2).
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente o dipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (DTF 123 V 162 consid. 1, 122 V 171 consid. 3a, 283 consid. 2a, 119 V 161 consid. 2).
3. 3.1 Nel caso in esame, la Cassa di compensazione ha proceduto alla ripresa di salari non notificati per complessivi fr. 110'523.- (suddivisi in fr. 45'090.- per L._, fr. 35'433.- per C._ e fr. 30'000.- diversi), fissando in fr. 16'479.10 i contributi AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dalla ditta per l'anno 2002. Essa sostiene che L._ sia stato erroneamente considerato lavoratore indipendente dalla ricorrente, che il salario sottoposto ad obbligo contributivo di C._ sia di fr. 131'028.- e non di fr. 95'595.- come asserito dalla F._ SA (da cui la ripresa di fr. 35'433.-) e che l'importo di fr. 30'000.- non possa essere riconosciuto quale accantonamento prudenziale per prestazioni future.
3.2 La ricorrente contesta queste tesi, sostanzialmente confermate dal Tribunale cantonale, e asserisce che quattro sono le controversie oggetto del contendere: a) la qualifica dell'attività esercitata da L._ nell'anno 2002; b) la ripresa di fr. 35'433.80 sul salario 2002 di C._; c) la multa d'ordine inflittale dalla Cassa; d) la mancata decisione dei primi giudici circa la richiesta di non considerare salario determinante ai fini degli oneri sociali l'accantonamento di fr. 30'000.-.
3.2 La ricorrente contesta queste tesi, sostanzialmente confermate dal Tribunale cantonale, e asserisce che quattro sono le controversie oggetto del contendere: a) la qualifica dell'attività esercitata da L._ nell'anno 2002; b) la ripresa di fr. 35'433.80 sul salario 2002 di C._; c) la multa d'ordine inflittale dalla Cassa; d) la mancata decisione dei primi giudici circa la richiesta di non considerare salario determinante ai fini degli oneri sociali l'accantonamento di fr. 30'000.-.
4. 4.1 Per quanto riguarda la qualifica di L._, la F._ SA sostiene che l'interessato ha sempre goduto di piena autonomia e non aveva nessun legame di natura gerarchica, che egli non figurava nell'organigramma operativo della ditta e che gli erano stati assegnati degli incarichi perché legati alla sua specializzazione, alla lunga esperienza nel ramo fiduciario e alla perfetta conoscenza dei diversi mandati. Rileva inoltre che i costi legati all'attività di consulente, pur se modesti, sono sempre stati sopportati dall'interessato, ritenuto altresì che le attività prestate a favore della società sono sempre state rette da mandati verbali e non da un contratto scritto di lavoro.
4.2 Dalla documentazione agli atti emerge che L._ è stato dipendente della F._ SA fino al 31 dicembre 2001 e che è stato azionista della società nella misura del 50% nonché presidente del consiglio di amministrazione, con diritto di firma individuale, dalla costituzione nel 1999 al 10 dicembre 2004 e, con diritto di firma collettiva a due, da quella data a tutt'oggi. Risulta inoltre, per ammissione stessa dell'interessato di data 17 giugno 2004, che a quel momento egli era ancora azionista della società per il 20% del capitale azionario, in quanto esisteva un accordo di opzione di acquisto esclusivo in favore dei nuovi soci che avrebbe dovuto essere esercitato entro la fine del 2004, e che egli non ha percepito alcun onorario riferito alla presidenza del consiglio di amministrazione.
Dagli atti risulta pure che L._ è stato affiliato alla Cassa quale indipendente dal 1° gennaio 2002 e che egli ha emesso in quell'anno fatture per un ammontare complessivo di fr. 86'145.90 - comprensivo dell'importo di fr. 45'090.- versatogli dalla ricorrente per le sue prestazioni da indipendente - di cui ha incassato solo fr. 71'020.60, realizzando in tal modo una perdita di fr. 15'125.30 riconducibile al mancato pagamento di alcuni dei suoi clienti.
Dall'incarto si evince poi che l'interessato ha dichiarato un reddito netto di fr. 49'750.70 per il 2002. Egli dispone di un portafoglio di circa 45 clienti, distribuiti in Italia, Svizzera, Ungheria, Austria, Brasile, Germania, Lussemburgo e Francia. Avendo investito in computer, stampante, fotocopiatrice, scanner ecc., L._ si assume il rischio economico, atteso altresì che utilizza locali propri sia per ricevere i clienti sia per svolgere la sua attività, che non ha potuto incassare diverse fatture e che presta consulenza anche a due studi di commercialisti italiani.
4.3 Ora, contrariamente a quanto ritenuto dalla Cassa e dai primi giudici, questa Corte è dell'avviso che L._ sia da considerare indipendente - pur essendo a tutt'oggi ancora presidente del consiglio d'amministrazione della F._ SA - in quanto si realizza una serie di circostanze che fanno ritenere prevalente tale natura per quanto riguarda l'attività esercitata dall'interessato considerata in tutte le sue componenti.
L._ adempie i requisiti richiesti dalla giurisprudenza per essere qualificato indipendente: Egli - malgrado non esponga una posta passiva specifica per spese di locazione perché utilizza nella sua abitazione un locale adibito ad ufficio in cui esercita la sua attività di consulente, quando non è assente all'estero - ha effettuato investimenti di portata proporzionata (acquisto di computer e annessi) se raffrontata al genere di attività svolta, ossia quella di consulente aziendale e fiduciario in particolare in Ungheria, e ha dimostrato di aver svolto consulenze per altre società. Infatti, a fronte di un introito di fr. 45'090.- versatogli dalla F._ SA, L._ ha eseguito ulteriori prestazioni per vari clienti, emettendo fatture per complessivi fr. 41'055.90 (fr. 86'145.90 - fr. 45'090.-), corrispondenti al 47% circa del fatturato complessivo.
Vi è poi un ulteriore elemento che deve essere rilevato, ossia l'assunzione del rischio aziendale. Nel caso concreto, l'interessato ha personalmente subito una perdita di ca. fr. 15'000.- per il mancato pagamento da parte di taluni clienti, che corrisponde pur sempre al 15% circa del fatturato, circostanza questa che connota la tipicità di un'attività da indipendente soggetta all'alea del mancato pagamento.
Pure l'argomentazione dei primi giudici, secondo cui la regolarità e il pagamento mensile del lavoro svolto dal consulente rendevano inverosimile che i rapporti tra gli interessati si fondassero su mandati assegnati dalla società di volta in volta, in maniera occasionale, non può essere seguita. Infatti il processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un'attività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum (nel caso di specie mensilmente e per un importo tra fr. 2'112.50 minimo e fr. 4'800.- massimo) sia sintomo di rapporto di dipendenza - a prescindere dalle oscillazioni quantitative, tali da denotare la carenza di quella regolarità che la Cassa e il Tribunale cantonale elevano a discriminante di rilievo - significa fondare il proprio convincimento su stereotopi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica. Una siffatta concezione rigida delle dinamiche aziendali misconosce in sostanza la necessità di doversi continuamente adattare a nuove contingenze economiche più agili e duttili, assumendone anche i rischi connessi.
La pluralità della committenza, le perdite aziendali subite, l'organizzazione aziendale autonoma - ancorché in locali nella sua abitazione oppure presso i vari clienti - nonché le spese amministrative connesse in prevalenza all'attrezzatura informatica di cui dispone, concorrono al convincimento di questa Corte che L._ sia da considerare per l'anno 2002 quale indipendente.
La pluralità della committenza, le perdite aziendali subite, l'organizzazione aziendale autonoma - ancorché in locali nella sua abitazione oppure presso i vari clienti - nonché le spese amministrative connesse in prevalenza all'attrezzatura informatica di cui dispone, concorrono al convincimento di questa Corte che L._ sia da considerare per l'anno 2002 quale indipendente.
5. 5.1 Per quanto concerne C._, la Cassa ha proceduto ad una ripresa salariale di fr. 35'433.- (fr. 131'028.- - fr. 95'595.-) per l'anno 2002, nel senso che dal salario lordo di fr. 146'428.- (sul quale non vi è contestazione) ha dedotto fr. 15'400.- per franchigia ex art. 6quater OAVS.
La F._ SA davanti ai primi giudici ha da parte sua asserito che il salario soggetto a contributi nel 2002 era di fr. 95'595.05 (fr. 110'995.05 stipendio lordo - fr. 15'400.- per contributi di legge).
Il Tribunale cantonale ha poi stabilito in fr. 131'028.85, come la Cassa, l'importo soggetto a contributi per il periodo entrante in linea di conto.
5.2 La ricorrente nel gravame a questa Corte assevera che il salario AVS determinante di C._ nel 2002 era di fr. 110'617.32 (fr. 146'428.85 costo aziendale dello stipendio - fr. 20'411.53 contributi sociali e assicurativi a carico del datore di lavoro - fr. 15'400.- franchigia AVS), ritenuto che il salario lordo ammontava a fr. 126'017.32 (fr. 146'428.85 - fr. 20'411.53) e quello netto a fr. 120'431.12 (fr. 110'617.32 - fr. 5'586.20 contributi sociali a carico del dipendente + fr. 15'400.- franchigia), di cui nel 2002 sono stati versati fr. 106'167.50 e nel 2003 fr. 14'263.60. Per la F._ SA, se il conteggio della Cassa fosse corretto, a C._ verrebbero dedotti oneri sociali e assicurativi (senza LPP) pari a circa il 20%, mentre i contributi sociali a carico del dipendente ammontano al 5.05%, atteso altresì che con la ripresa di fr. 35'433.80 nel 2002 si assoggetterebbe all'AVS anche una parte di salario pagata e dichiarata alla Cassa nel 2003. La ricorrente chiede di rinviare l'incarto alla Cassa affinché determini nuovamente il salario lordo imponibile AVS.
5.3 Per l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato od indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro. Secondo l'art. 6quater cpv. 1 OAVS, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2005, i contributi delle persone esercitanti un'attività lucrativa dipendente dopo il compimento dei 63 anni, se di sesso femminile, o dei 65 anni, se di sesso maschile, sono riscossi dal datore di lavoro soltanto sulla parte del reddito eccedente 1'400 franchi mensili o 16'800 franchi l'anno. Inoltre, per la terminologia scelta dal legislatore si evince che i contributi sociali sono riscossi sul salario lordo (Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants [LAVS], no. 6 all'art. 5 LAVS).
In applicazione di quanto precede, nel caso di specie il salario determinante sottoposto all'obbligo contributivo viene stabilito sottraendo dal salario lordo i contributi di legge fissati in conformità dell'art. 6quater OAVS e meglio: fr. 146'428.85 meno fr. 15'400.-. Ne consegue che il salario determinante su cui calcolare gli oneri sociali per l'anno 2002 è di fr. 131'028.85, come correttamente richiesto dalla Cassa e concesso dai primi giudici.
Il conteggio presentato dalla F._ SA non può infatti essere seguito quando dal costo aziendale (e/o salario lordo) si deducono sia i contributi sociali a carico del datore di lavoro (fr. 20'411.53) che la franchigia AVS riconosciuta per legge dopo il compimento dei 65 anni del dipendente, siffatto modus operandi essendo in contrasto con la disciplina dell'AVS.
5.4 La ricorrente censura poi il fatto che la Cassa abbia ripreso nel 2002 anche l'importo di fr. 14'263.62, quando lo stesso è stato versato a C._ solo nel 2003.
Come hanno rettamente rilevato i primi giudici, anche se una retribuzione non viene versata nel periodo di competenza cui si riferisce, ma semplicemente accreditata in vista di un successivo pagamento, essa è da considerare siccome acquisita già nel momento in cui è sorta. Ne consegue che già con l'allibramento della posta che dovrà essere versata risultano dovuti i contributi sociali, ritenuto altresì che le modalità di pagamento del salario convenuto tra le parti sono irrilevanti ai fini dell'esigibilità del pagamento dei contributi alle assicurazioni sociali (cfr. sentenza del 7 dicembre 2001 in re J., H 186/01, consid. 3a).
Ora, se è vero che dalla dichiarazione rilasciata da C._ il 20 aprile 2004 si evince come nel 2002 gli sia stato versato un importo di fr. 106'167.50 e solo il 27 giugno 2003 abbia poi ricevuto ulteriori fr. 14'263.62 a saldo delle pretese riguardanti il risultato 2002, è però altrettanto vero che dalla documentazione contabile agli atti risulta che tale somma è riferita alla gestione aziendale 2002 della F._ SA, di cui peraltro l'interessato è membro del consiglio di amministrazione dal 20 luglio 2001 a tutt'oggi. Ne consegue che l'importo di fr. 14'263.62 va assoggettato ai contributi sociali riferiti all'anno 2002.
Ora, se è vero che dalla dichiarazione rilasciata da C._ il 20 aprile 2004 si evince come nel 2002 gli sia stato versato un importo di fr. 106'167.50 e solo il 27 giugno 2003 abbia poi ricevuto ulteriori fr. 14'263.62 a saldo delle pretese riguardanti il risultato 2002, è però altrettanto vero che dalla documentazione contabile agli atti risulta che tale somma è riferita alla gestione aziendale 2002 della F._ SA, di cui peraltro l'interessato è membro del consiglio di amministrazione dal 20 luglio 2001 a tutt'oggi. Ne consegue che l'importo di fr. 14'263.62 va assoggettato ai contributi sociali riferiti all'anno 2002.
6. 6.1 Riguardo alla multa d'ordine, la F._ SA è dell'avviso di non aver violato alcuna norma e che pertanto la multa dev'essere annullata. Infatti, la richiesta di informazioni da parte della Cassa in merito a un accantonamento generico per prestazioni di terzi sarebbe giunta alla ricorrente dopo la presentazione dell'opposizione contro la decisione di tassazione d'ufficio, con la quale la società ha provato come l'importo dell'accantonamento di fr. 30'000.- non era riferito a L._, contrariamente a quanto figurava nella ripresa salariale. Precisa di aver risposto in data 5 e 14 maggio 2004, sulla base della documentazione di cui disponeva al momento della richiesta, atteso altresì che non aveva ancora la fattura e che l'amministrazione non aveva ancora emanato la decisione su opposizione.
6.2 Nei considerandi dell'impugnata pronuncia i primi giudici hanno già correttamente esposto le norme applicabili in materia e le conseguenze di una violazione di tali obblighi. A tale esposizione può essere fatto riferimento e prestata adesione non senza tuttavia ribadire che per l'art. 91 cpv. 1 prima frase LAVS, chiunque viola le prescrizioni d'ordine o di controllo, senza che l'infrazione sia punibile secondo gli art. 87 e 88, è punito dalla cassa di compensazione, previo ammonimento, con una multa d'ordine fino a 1000 franchi.
6.3 Dalla documentazione agli atti risulta che a seguito della richiesta 23 aprile 2004 della Cassa, la ricorrente con lettera 5 maggio 2004 rispondeva che lo stanziamento di fr. 30'000.- corrispondeva a 200 ore prestate da un consulente esterno e che al momento non era ancora in grado di produrre alcun giustificativo poiché non le era ancora pervenuto il conteggio. Risulta pure che il 10 maggio 2004 la Cassa assegnava un termine fino al 17 maggio per indicare le generalità complete del consulente che avrebbe collaborato con la società. Con lettera 14 maggio 2004 la ricorrente ribadiva di non essere ancora in grado di fornire alcuna comunicazione in merito al beneficiario. Nella decisione su opposizione del 24 maggio 2004 la Cassa aveva poi ingiunto alla ricorrente di fornirle, senza ulteriori indugi, il nominativo del consulente cui sarebbero stati versati fr. 30'000.-, con l'avvertenza che in caso di inadempienza sarebbe stata emanata una multa d'ordine. In sede ricorsuale, il 23 giugno 2004, la F._ SA aveva successivamente risposto che si trattava di accantonamento prudenziale di prestazioni di terzi indipendenti. Il 26 luglio 2004, l'amministrazione ha infine emanato un provvedimento di multa di fr. 300.- nei confronti della ricorrente per omesse informazioni quo al beneficiario di fr. 30'000.-.
Il 25 agosto 2004 la ricorrente, opponendosi al predetto provvedimento, ha ribadito che l'accantonamento di fr. 30'000.- riguardava prestazioni di terzi, per le quali la ditta non aveva ancora ricevuto una fattura né tanto meno erogato pagamento alcuno. Ha inoltre precisato che si trattava di un accantonamento per prestazioni già svolte da un'azienda a favore della F._ SA e che al momento in cui avrebbe ricevuto la fattura o effettuato tutto o in parte il pagamento all'azienda interessata dell'importo accantonato, sarebbe stata sua premura assicurarsi che non vi erano le premesse per un'imposizione della controprestazione da lei erogata o accreditata (al momento della ricezione della fattura) all'AVS. In caso affermativo avrebbe proceduto a notificare e versare il dovuto.
Mediante decisione su opposizione 13 settembre 2004 la Cassa ha confermato il provvedimento di multa in quanto la ricorrente aveva fornito affermazioni contraddittorie. Secondo l'amministrazione, appariva inoltre evidente che il salario era stato accreditato al lavoratore (di cui la ditta non voleva però fornire il nome) che aveva svolto la sua prestazione nel 2002, per stessa ammissione dell'insorgente.
Nell'atto di impugnazione contro tale decisione, la F._ SA ha mantenuto la sua tesi, asseverando che l'accantonamento non costituiva un accredito di salario né la registrazione contabile rappresentava la nascita di un diritto ad una controprestazione salariale di un proprio dipendente. Ribadiva pure che non appena avrebbe ricevuto la fattura per le prestazioni in questione, avrebbe effettuato quanto dovuto proceduralmente.
6.4 Ora, avuto riguardo ai diversi e coerenti richiami della Cassa nei confronti della ricorrente, con le comminatorie di rito in caso di mancato ossequio, l'affermazione ricorsuale di data 13 ottobre 2004, secondo cui, non appena ricevuta la fattura per le prestazioni in parola, la ditta avrebbe provveduto a notificare e versare il dovuto all'amministrazione, appare a questa Corte invero poco sostenibile. Infatti, a distanza di quasi due anni (dal 2002 all'ottobre 2004) non è per nulla verosimile che una ditta o una singola persona non abbia ancora richiesto il pagamento per prestazioni effettuate a favore della ricorrente. In sostanza, con la sua inazione, la ricorrente ha impedito alla Cassa di disporre delle informazioni necessarie per potersi determinare. Sia come sia, a prescindere dall'invio materiale della fattura ad opera dell'operatore esterno, era preciso obbligo procedurale della F._ SA indicare le coordinate per risalire all'esecutore materiale delle prestazioni ancorché esterno alla ricorrente.
Ne consegue la reiezione del gravame su questo punto.
Ne consegue la reiezione del gravame su questo punto.
7. 7.1 La ricorrente contesta infine anche il fatto che i primi giudici non si siano espressi in merito alla richiesta di non assoggettare ai contributi sociali l'accantonamento di fr. 30'000.-, costituito in occasione della chiusura dei conti 2002. Per la F._ SA l'accantonamento non può essere imponibile. Al riguardo la società esprime dubbi sulla prassi attuata dalla Cassa che ha accreditato il relativo contributo ad una voce generica "diversi" senza che venga posto a beneficio di un determinato assicurato.
7.2 Già si è detto al considerando precedente che la ricorrente ha omesso di fornire le indicazioni necessarie per il computo dei contributi sociali. Siffatta reticenza non solo determina la sanzione della multa d'ordine per ragioni formali, ma anche la ripresa materiale di tale importo a carico della F._ SA, non avendo essa indicato il soggetto giuridico indipendente cui caricare gli oneri sociali. In altre parole, vale qui mutatis mutandis quanto già è stato prospettato al consid. 5.4 quo all'allibramento nel periodo di competenza (nel caso di specie nell'anno 2002) di un credito (debito, se riferito alla ricorrente) già sorto ma non ancora materializzatosi nell'invio della corrispondente fattura ad opera dell'operatore esterno, rimasto ignoto per precisa volontà della F._ SA.
Ne discende la reiezione del gravame anche su questo punto.
Ne discende la reiezione del gravame anche su questo punto.
8. Non trattandosi in concreto di una lite avente per oggetto l'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, la procedura è onerosa (art. 134 OG e contrario). Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 in relazione con l'art. 135 OG), motivo per cui esse vengono ripartite a metà fra le parti, avuto riguardo alle peculiarità della fattispecie.