# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6d49f759-c941-5c4b-827a-19a6e4b357f7
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione 15 febbraio 1999 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa) ha attribuito a _, a favore dei figli _ (20 luglio 1993), _ (11 aprile 1996) e _ (26 ottobre 1998), un assegno integrativo di fr. 599.-- con effetto dal 1° gennaio 1999 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
1.2. A seguito dell'usuale procedura di revisione degli assegni di famiglia, la Cassa con decisione 27 novembre 2001, ha soppresso l'erogazione dell'assegno integrativo a far tempo dal 1° maggio 2001 (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione) e con decisone di stessa data ha ordinato all'assicurata di restituire l'importo di fr. 10'292.-- percepiti indebitamente nel periodo dal 1° gennaio 1999 al 30 aprile 2001.
A motivazione della richiesta la Cassa ha precisato che:
"
con decisione del 15 febbraio 1999 la nostra Cassa le ha accordato un assegno familiare integrativo mensile di
fr.
599.- con effetto 1. gennaio 1999 tenendo in considerazione il salario netto di
fr.
47'404.- percepito da suo marito (cfr. conteggio salario inviatoci il 12 ottobre 1998).
In data 27 febbraio 2001 le trasmettiamo il formulario per la revisione degli assegni di famiglia che ci viene ritornato il 6 aprile 2001.
Dai conteggi salario ricevuti abbiamo rilevato che il signor _ ha percepito nell'anno 1999 un salario netto di
fr.
50'351.- e nell'anno 2000 di
fr.
51'955.-. II salario annuo netto per l'anno 2001 è invece di
fr.
53'103.-.
L'articolo 41 della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) dispone che il titolare del diritto o il beneficiario sono tenuti ad informare tempestivamente la Cassa competente su ogni cambiamento rilevante per il diritto all'assegno.
Ne consegue che per il periodo 1. gennaio 1999 al 30 aprile 2001 ha percepito a torto l'importo di
fr.
10'292.- come da seguente conteggio:
Assegno integrativo percepito:
dal 01.01.1999 al 31.12.2000/24 mesi a fr. 599.- fr. 14'376.-
dal 01.02.2001 al 30.04.2001/04 mesi a fr. 701.- fr. 2'804.- fr. 17'180.-
Assegno integrativo di diritto (cfr. tabelle allegate):
dal 01.01.1999 al 31.12.1999/12 mesi a fr. 354.- fr. 4'248.-
dal 01.01.2000 al 31.12.2000/12 mesi a fr. 220.- fr. 2'240.-
dal 01.01.2001 al 30.04.2001/04 mesi a fr. 0.- fr. 0.- fr, 6'888.-
Totale assegno integrativo a nostro favore
fr. 10'292.-
========"
(Doc. _)
1.3. Il 19 dicembre 2001 l'interessata ha inoltrato una domanda di condono alla Cassa, sostenendo la propria buona fede e una situazione economica precaria (cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione).
Con decisione 20 febbraio 2002 la Cassa ha respinto la domanda di condono e ha rilevato:
"
(...)
Abbiamo esaminato la sua domanda di condono dell'importo chiestole in restituzione.
Gli assegni familiari riscossi a torto devono essere restituiti: il rimborso non può essere chiesto se l'interessato era in buona fede e se la restituzione costituisse un onere troppo grave (cfr. art. 44 cpv. 3 LAF).
Le condizioni legali citate devono pertanto essere ambedue soddisfatte.
La "buona fede" non è riconosciuta dalla legge quando il versamento a torto della prestazione è dovuto a negligenza della persona tenuta alla restituzione. Agisce con negligenza chi, al momento della richiesta, non ha prestato quel minimo di accuratezza che si poteva pretendere da lui, tenendo conto delle sue capacità e del suo grado d'istruzione, nell'adempimento dell'obbligo d'istruzione o accettando gli assegni familiari versatigli a torto.
La condizione legale dell'onere troppo grave deve essere assolta dalla persona obbligata alla restituzione e viene accertata in base alle condizioni di esistenza di questa persona: di norma si ammette questa condizione quando il reddito determinante non supera i limiti massimi stabiliti dall'articolo 2 cpv. 1 e 3 LPC.
Sulle nostre decisioni per assegni di famiglia citiamo:
" Obbligo di annunciare ogni cambiamento della situazione personale o economica;
ogni cambiamento
delle condizioni personali ed economiche dei beneficiari indicati nella decisione
deve essere annunciato immediatamente
all'istituto delle assicurazioni sociali, Via Ghiringhellí 15 a, 6500 Bellinzona (anche l'inizio o la fine di un termine quadro della disoccupazione o di un'attività lucrativa).
In caso di inosservanza di questo obbligo, l'assicurato dovrà restituire le prestazioni indebitamente percepite."
Nel presente caso la buona fede non è riconosciuta poiché non ci ha annunciato tempestivamente l'aumento di salario di suo marito.
Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono, non è necessario esaminare l'altra, quella dell'onere troppo grave." (Doc. _)
1.4. Contro questa decisione l'assicurata ha inoltrato, il 20 marzo 2002, un tempestivo ricorso nel quale si è così espressa:
"
(...)
La decisione di inoltrare una domanda per l'ottenimento degli assegni integrativi dal 1. settembre 1999 nasce dal fatto che, a seguito della nascita della mia 3. figlia _, ho dovuto interrompere la mia attività lavorativa per dedicarmi alla medesima. Nell'economia famigliare sono venuti dunque a mancare circa
fr.
700.-- al mese con una bocca da sfamare in più.
Gli aumenti registrati sulla busta paga di mio marito negli anni 1999, 2000 e 2001 sono dovuti a due fattori
meritocratici +
fr.
100.-- lordo dal 1. luglio 1999
+ fr. 100.-- lordo dal 1. settembre 1999
+ fr. 100.-- lordo dal 1. gennaio 1999
+ fr. 50.-- lordo dal 1. gennaio 2000
+ fr. 100.-- lordo dal 1. gennaio 2001
Gli aumenti "meritocratici" andavano a compensare una accresciuta professionalità di mio marito registrata e confermata dal suo datore di lavoro negli anni '90. Trattandosi però di anni di crisi generalizzata, il meritato aumento era sempre stato rinviato di anno in anno.
Gli aumenti "contrattuali", specifica definizione, andavano a mio modo di vedere a compensare solo in parte l'esplosione del costo dei premi della cassa malati sempre degli anni '90 che ha inciso, e non poco, nell'economia domestica di chi - sposato con 3 figli - già faticava nello "sbarcare il lunario".
Nella mia percezione, sia per gli aumenti "meritocratici" che per gli aumenti "contrattuali", il mancato annuncio della variazione di salario di mio marito _ era quindi sorretto dalla completa mia (nostra) buonafede.
Mi rendo perfettamente conto che il mio agire, con il senno di poi, non può essere protetto: proprio per questo motivo ho rinunciato ad inoltrare un ricorso a codesto lodevole Tribunale contro il merito della domanda di restituzione.
Sono rammaricata, non solo dal punto di vista finanziario ma anche moralmente, del fatto che nel mio (nostro) agire l'autorità cantonale non abbia considerato la buona fede nell'aver percepito una prestazione a torto.
L'Autorità cantonale, in assenza del presupposto della buona fede, ha rinunciato verificare l'impossibilità di restituire la prestazione ricevuta a torto (anche parzialmente).
La restituzione di
fr.
10'292.-- costituisce per la nostra famiglia un onere troppo gravoso.
Le spese mensili correnti, documentate all'Autorità cantonale, non ci permettono - nemmeno a rate - di restituire detto importo alla Cassa Cantonale di Compensazione per gli assegni famigliari.
Con il solo reddito di mio marito, costretta dal 1. settembre 2001 a riprendere mio malgrado una attività accessoria che porta in casa un ulteriore salario netto di
fr.
659.90 in assenza della prestazione degli assegni integrativi, non siamo in grado (tre figli) di restituire l'importo richiesto dalla Cassa Cantonale di Compensazione per gli assegni figli.

## Considerations