# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 290c14a9-3d6f-5c37-b985-0971f245b9e4
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. _ (1945), cittadino italiano celibe, è entrato la prima volta in Svizzera nel 1964 proveniente da _ per lavorare in qualità di stagionale nel ramo alberghiero. Nel 1976 ha ottenuto un permesso di dimora in virtù del vigente accordo italo-svizzero in materia. Dal 1981 è titolare di un permesso di domicilio, con prossimo termine di controllo fissato al 15 settembre 1999. Lavora attualmente in qualità di cameriere presso il ristorante "_".
B. Il 6 maggio 1997 la Sezione degli stranieri ha richiesto alla Polizia cantonale di accertare se _ soggiornasse effettivamente in Ticino a _ in modo continuo e regolare.
Interrogato il 21 luglio 1997, l'interessato ha in sostanza affermato di rientrare regolarmente da due anni in Italia e ritornare nuovamente la mattina in Svizzera per riprendere la sua attività lavorativa. Tali risultanze hanno pure avuto riscontro nei controlli doganali effettuati dalla guardia di confine di _.
C. Fondandosi sui predetti accertamenti di polizia, con decisione 7 agosto 1997 la Sezione degli stranieri ha dichiarato decaduto il permesso di domicilio di _ per aver risieduto per oltre sei mesi in _ a _. Il provvedimento è stato adottato in virtù dell'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS.
L'autorità di prime cure ha precisato che il recapito di _ era ed è unicamente fittizio e che la sua presenza in Ticino era limitata a pochi giorni all'anno. L'interessato è stato nondimeno informato che la decisione non gli pregiudicava l'eventuale rilascio di un permesso di lavoro per confinanti, previo avviso dell'Ufficio della manodopera estera della Sezione per il promovimento economico e del lavoro.
D. Adìto dall'interessato, il Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame con decisione del 28 ottobre 1998.
Il Governo ha in sostanza confermato la decadenza del permesso di domicilio, perché il ricorrente ha risieduto all'estero per un periodo superiore a sei mesi. L'Esecutivo cantonale ha considerato che lo straniero da anni entrava in Svizzera principalmente per motivi di lavoro alla stregua di un frontaliero, mantenendovi una residenza fittizia. Al proposito, ha dato rilevanza al verbale d'interrogatorio dell'interessato, ai controlli doganali e allo scritto della precedente convivente _ di _.
Preso atto della risoluzione governativa, la Sezione degli stranieri ha ordinato all'interessato di lasciare il territorio cantonale e di cessare l'attività lucrativa entro il 30 novembre 1998.
E. Contro la predetta pronuncia governativa _ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone - previa concessione dell'effetto sospensivo - l'annullamento e postulando che gli sia riconosciuta la validità del permesso di domicilio in Svizzera.
Giustifica il proprio rientro quotidiano in Italia con il solo scopo di pernottare per via della relazione con una signora di _ e su pressioni di quest'ultima, senza tuttavia mai manifestare di voler trasferirvi il domicilio. Sottolinea come il centro dei suoi interessi sia stato riportato in Svizzera a partire dalla fine di tale relazione. Ritiene di non aver mai interrotto i suoi contatti con il paese ospitante per avervi sempre lavorato, passandovi pure di tanto in tanto la notte. Dà rilevanza al suo comportamento esemplare tenuto da quasi 20 anni di residenza in _. Contesta che l'attestato rilasciatogli dall'autorità amministrativa di _ certificante di non risiedere in tal comune sia stato allestito su sua richiesta.
F. All'accoglimento del ricorso si oppone la Sezione degli stranieri, adducendo delle argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.
Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del gravame, riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. In materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 10 lett. a LALPS).
1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
Sennonché, indipendentemente dalla sussistenza o meno di un diritto al rilascio di un permesso, per costante prassi dell'alta Corte federale il ricorso di diritto amministrativo è ammissibile contro decisioni concernenti la decadenza del permesso di domicilio o di dimora, trattandosi di questioni che vertono sostanzialmente sulla validità attuale di un permesso di cui lo straniero già beneficia (cfr. STF inedita 6 marzo 1997 in re D. consid. 1b e riferimenti). Anche la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire sull'impugnativa inoltrata da _ è pertanto data.
1.3. Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm; 10 lett. a LALPS) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
2. Giusta l'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS, il permesso di domicilio perde ogni validità non appena lo straniero notifica la sua partenza o quando egli risiede effettivamente all'estero durante sei mesi. Su istanza dello straniero interessato, inoltrata prima della scadenza del suddetto termine semestrale, l'autorità può concedere una proroga del periodo di assenza dalla Svizzera sino ad un massimo di due anni.
La possibilità del ripristino del permesso di domicilio postulato dal ricorrente è dunque vincolata dal quesito a sapere se esso non abbia perduto di validità. Occorrerà pertanto accertare se egli non ha risieduto all'estero per oltre sei mesi oppure se entro tale periodo ha eventualmente richiesto un permesso di assenza dalla Svizzera. In caso negativo, egli non potrà richiedere con successo il permesso sollecitato. Tuttavia, abitando all'estero nella zona di confine e adempiendo ai relativi requisiti, gli sarà comunque riservata la possibilità di essere posto al beneficio di un permesso quale frontaliero.
3. Come ha giustamente rilevato il Consiglio di Stato nella decisione qui dedotta in giudizio, per residenza effettiva, ai sensi della precitata disposizione, si intende la permanenza effettiva di una persona in un determinato luogo, stabilita secondo criteri oggettivi e non in base al volere soggettivo dell'interessato. Pertanto il permesso di domicilio decade già per il fatto che lo straniero risiede effettivamente all'estero per oltre sei mesi, senza con ciò aver trasferito al di fuori della Svizzera il centro dei propri interessi; tuttavia, se ciò avviene, lo straniero mantiene il proprio permesso di domicilio unicamente se torna a risiedere durevolmente nel nostro Paese prima del decorso del termine previsto dall'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS: semplici soggiorni d'affari o a scopo di visita non sono sufficienti a tal fine (DTF 112 Ib 3 segg.). In effetti, a norma dell'art. 2 cpv. 12 ODDS, se lo straniero si stabilisce all'estero, egli è tenuto a notificare la propria partenza. Se non lo fa, il suo permesso non decade immediatamente, nondimeno esso perde ogni validità se l'interessato non stabilisce nuovamente e durevolmente in Svizzera la propria dimora effettiva entro il termine sancito dall'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS.
Ne consegue che in caso di trasferimento all'estero, il semplice fatto di mantenere un appartamento in Svizzera per trascorrervi i fine settimana o altri brevi periodi non basta ad evitare la decadenza del permesso di domicilio, e questo anche quando la presenza sul territorio svizzero dello straniero sia determinata dal desiderio di mantenere intensi rapporti con il nostro paese (DTF 120 Ib 369 e segg., consid. 2c e rinvii). Va infine osservato che se entrano in considerazione più luoghi di residenza, è determinante quello in cui il ricorrente risiede maggiormente. Se la durata della residenza nei due luoghi non è molto diversa, è parimenti rilevante lo scopo della stessa (STF 20 ottobre 1994 in re F. consid. 3b).
Da rilevare che questo Tribunale ha già avuto modo di chinarsi sul caso di uno straniero domiciliato che entra in Svizzera principalmente per motivi di lavoro alla stregua di un frontaliero mantenendovi una residenza fittizia (STA 26 ottobre 1997 in re P. consid. 4): tale modo di agire porta alla decadenza del permesso.
4. 4.1. Interrogato dalla Polizia cantonale il 21 luglio 1997 in merito al suo rientro quotidiano in Italia e di risiedere raramente sul nostro territorio_ ha dichiarato:
"
(...)
R.: Confermo questo dato di fatto anche perché in quel di _ convivo con una donna: _, 1947. Di conseguenza rendo visita alla stessa.
D.: Ci risulta che lei, come già detto, da anni a questa parte, giornalmente rientra in Italia. Conferma questo fatto.
R.: Devo ammettere che effettivamente malgrado tenga una camera a _, giornalmente rientro in Italia a passare le notti. Il mattino poi rientro regolarmente in Svizzera per svolgere la mia attività lavorativa presso l'E.P. già precisato
(...)
".
Alla luce di queste chiare ed inequivocabili affermazioni, che l'insorgente non ha mai ritrattato, si deve dunque ammettere che al 21 luglio 1997 egli si era stabilito all'estero già da oltre sei mesi, rientrando in Svizzera unicamente per motivi di lavoro.
4.2. Il ricorrente non contesta in sede di ricorso di aver pernottato in Italia almeno tra il 1995 e il 1996, durante la sua relazione con la persona domiciliata a _, e di rientrare in Ticino per lavorare. Sottolinea tuttavia di non aver mai espresso la volontà, pur avendone la possibilità, di trasferire il proprio domicilio in Italia e che quindi la decadenza del suo permesso di domicilio sarebbe ingiustificata. Sennonché egli ha pacificamente affermato che il centro dei suoi interessi è stato riportato in Svizzera con la fine della relazione (ricorso ad 2). Egli ha pure asserito di aver mantenuto la camera a _, dove di tanto in tanto soggiornava, a causa della predetta relazione, che definisce estremamente turbolenta, nonché densa di controversie e di discussioni. Ciò dimostra ancora una volta come egli rientrava in Ticino unicamente per lavorare alla stregua di un frontaliero, fintanto che durava la sua relazione amorosa.
_ non può del resto fondarsi sulla decisione 6 ottobre 1997 del comune di _ di iscriverlo all'anagrafe. L'Ufficiale ha infatti attestato unicamente che egli non vi dimora abitualmente. Orbene dallo scritto 15 aprile 1997 di _ di _, precedente convivente dell'insorgente per quasi 20 anni, si evince che l'interessato in precedenza alloggiava a _ durante il periodo lavorativo ed a _ nel corso dei mesi invernali. Viste inoltre le sue dichiarazioni rilasciate davanti alla polizia, la citata decisione dell'Ufficiale di anagrafe non confuta quanto emerge dagli atti e non esclude che il ricorrente fosse presente a _ durante le ore notturne. Egli ha d'altronde ancora riconosciuto nel proprio gravame (ad 3 pag. 4) che durante il periodo in cui aveva la relazione amorosa con la donna di _ la sua presenza sul territorio italiano è stata segnalata con una certa regolarità e frequenza.
L'interessato ha dichiarato alla polizia che l'assenza all'estero è durata per anni, quindi in tuttti i casi per più di sei mesi. Dato che il termine semestrale è imperativo, non possono dunque essere di soccorso all'insorgente le sue successive argomentazioni volte a dimostrare che la propria residenza principale è in Svizzera da quando ha troncato la relazione con la donna di _.
Va infine osservato come sia irrilevante, sempre in virtù delle vincolanti condizioni sancite dalla legislazione federale in materia di domicilio degli stranieri, il fatto che lo straniero abbia tenuto un comportamento ineccepibile durante la ventina d'anni di residenza trascorsa in Svizzera.
4.3. Va pure sottolineato che l'insorgente non ha mai presentato, prima della scadenza dei sei mesi di assenza all'estero (art. 9 cpv. 3 lett. c ultimo periodo LDDS), una domanda volta a ottenere il permesso di assenza dalla Svizzera.
Ne consegue che il suo permesso di domicilio ha perso inesorabilmente ogni validità.
5. Stante tutto quanto precede, si deve dunque concludere che la sentenza impugnata non presta il fianco alle critiche sollevate dall'insorgente. Va dunque confermata la decadenza del permesso di domicilio rilasciato a _. Per il che il ricorso è respinto e non merita ulteriore disamina.
6. Con l'emanazione del presente giudizio, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo al gravame diviene priva di oggetto.
La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).