# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 0f5f98c0-9cd5-50ad-b27f-2546af126b97
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

l'invio a _ di almeno kg 2 di cocaina, ritenuto che a tale scopo ha provveduto ad inviarle il 2.10.2006, tramite terze persone, USD 3'223.- ed il 7.10.2006 USD 3'272.- e, pertanto, effettuato preparativi in vista dell'acquisto, risp. della successiva vendita di tale sostanza;
ritenuto che la sostanza non è poi stata inviata dal _;
iii.
tra il mese di agosto ed il mese di novembre
2006, a
_, offerto a AC 2 almeno grammi 3 di cocaina;
iv.
il 5 dicembre
2006 a
_, presso la propria abitazione, detenuto
7.71 grammi
di cocaina;
v.
nel mese di settembre
2006, a
_,
aiutato tale _, citt. nigeriano residente ad _, ad eseguire preparativi in vista dell'acquisto e successiva vendita di almeno kg 3 di cocaina e, più in particolare per avere, su richiesta di "_",
reclutato AC 2 affinché provvedesse materialmente al trasporto dal _, per conto dello stesso "_", di almeno kg 3 di cocaina; in tale occasione egli ha consegnato a AC 2 fr. 4'000.- da recapitare ad _ allo stesso _ e che in questa somma era compreso il costo del biglietto del treno (fr. 250/300.-) fino ad _;
ritenuto che, per finire, AC 2, si è recato in _, tuttavia visto che la situazione a _ non si sbloccava, è rientrato in _ senza lo stupefacente e che AC 1 gli ha inviato i soldi per comprarsi il biglietto d'aereo;
vi.
nel periodo settembre-dicembre
2006, a
_,
messo a disposizione il proprio appartamento situato in via _ di _ sapendo che questi
lo avrebbero utilizzato per la preparazione ed il commercio di cocaina;
b) solo AC 2
i.
tra il 21 settembre ed il 16 ottobre 2006,
a _,
effettuato preparativi in vista dell'acquisto e del successivo trasporto di cocaina, avendo accettato su richiesta di AC 1 di fungere da corriere per conto di _ per il trasporto di almeno
3 kg
di cocaina dal _, dietro promesso compenso di almeno
fr. 10'000.-, quindi, a tale scopo, recatosi dapprima ad _ e qui preso in consegna da _ USD 3'000.-,
in seguito portatosi a _ dove ha consegnato il denaro a tale non meglio identificato "_" e, successivamente, rimasto
in attesa in loco durante oltre 20 giorni, che gli venisse consegnata la cocaina (almeno kg 3) che avrebbe dovuto trasportare in _;
ii.
nel periodo agosto-ottobre
2006, a
_,
in almeno 5 occasioni, effettuato per conto di AC 1 consegne di bolas di cocaina a due diversi clienti non identificati al prezzo di fr. 100.-/300.- la consegna per un totale di circa grammi 20, ricevendo per questo da AC 1 un compenso complessivo di fr. 200.-;
iii.
nei mesi di marzo-aprile
2007, a
_
in almeno tre circostanze per conto di _, ricevendo la coca da quest'ultimo e consegnandola ai clienti da cui poi incassava i soldi che rimetteva al venditore, per la vendita di almeno 10 bolas di cocaina del peso di gr. 0.8, trasportato rispettivamente funto da tramite per la compravendita di questa sostanza;
iv.
nel mese di marzo
2007 a
_,
per conto di tale _ , risp. di tale "_" (o "_") proceduto al "lavaggio" di cocaina onde verificarne il grado di purezza in vista della sua compravendita da parte loro, ossia compiuto atti preparatori a tale scopo;
v.
il 22 aprile
2007 a
_,
su domanda di _, chiesto a _ di mettersi a disposizione con il proprio autoveicolo Saab TI per portare lo stesso _ ad acquistare una partita
di
300 grammi
di cocaina cosa che poi hanno fatto insieme, riportando infine _ che aveva su di sé la sostanza in via _, ossia aiutato _ ad acquistare e trasportare lo stupefacente;
vi.
nel periodo settembre-dicembre
2006, a
_,
preso in locazione l'appartamento di via _,
poi messo a disposizione di AC 1
sapendo che questi l'avrebbe utilizzato anche per la preparazione ed il commercio di cocaina;
2. riciclaggio di denaro, ripetuto
per avere, tra il mese di luglio ed il mese di ottobre 2006,
a _ AC 2 e AC 1 in correità tra loro, il primo agendo su incarico del secondo, tramite la società _ inviando in dieci diverse occasioni denaro all'estero e meglio:
-
il 20 luglio 2006 fr. 3'270.- in _;
-
il 26 luglio 2006 fr. 2'200.- in _;
-
il 14 agosto 2006 fr. 1'620.- in _;
-
il 16 agosto 2006 fr. 4'000.- in _;
-
l'8 settembre 2006 fr. 3'830.- in _;
-
il 14 settembre 2006 fr. 3'840.- in _;
-
il 19 settembre 2006 fr. 1'130.- in _;
-
il 16 ottobre 2006 fr. 835.- in _;
-
il 17 ottobre 2006 fr.
2'642 in
_;
-
il 19 ottobre 2006 fr. 600.- in _
per un totale di frs. 23'967.- che sapevano o dovevano presumere essere provento della vendita di cocaina, a diverse persone in _, compiuto atti suscettibili di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali;
3. infrazione alla Legge federale sulla dimora ed il domicilio degli stranieri;
per avere,
a) AC 2
nel periodo settembre-dicembre
2006 a
_,
mettendo a disposizione di AC 1,
che sapeva privo del necessario permesso di residenza in Svizzera, l'appartamento di via _ locato a proprio nome, facilitato il soggiorno illegale di questa persona;
b) AC 1
nel periodo giugno 2005-dicembre
2006 a
_,
sprovvisto del necessario permesso di soggiorno (ricorso su domanda d'asilo respinta il 13 giugno 2005), soggiornato illegalmente in Svizzera;
4.
contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, a _, senza essere autorizzati
a) AC 2
per avere
tra il mese di ottobre 2005 ed il mese di maggio 2007, consumato almeno gr. 78 di cocaina;
b) AC 1
per avere
nel periodo maggio 2005-dicembre 2006,
consumato un quantitativo imprecisato di marijuana;
5. pornografia
solo AC 1
per avere,
nel mese di ottobre
2006, a
_,
scaricando sul proprio PC un filmato rappresentante scene di sesso tra un essere umano ed un cavallo, fabbricato rappresentazioni di pornografia vietata;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
art. 197 n. 3, 305bis cifra 1 CP, art. 23 cpv. 1 LDDS, art. 19 cifra 2 LS in parte in rel. con art. 25 CP, art. 19a LS;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
98/2007
del
14 agosto 2007
, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§
Il procuratore pubblico.
§
L'accusato AC 1
assistito dal difensore d'ufficio (GP) lic.iur. DUF 1.
§
AC 2
assistito dal difensore d'ufficio dott.iur. DUF 2.
§
L'interprete IE 1.
Espleti i pubblici dibattimenti
-
giovedì 11 ottobre 2007
dalle ore
9:30
alle ore
17:00
-
venerdì 12 ottobre 2007
dalle ore
9:30
alle ore
16:35
Il presidente, con l’accordo delle parti, formula una subordinata, ai sensi dell’art. 250 CPP, a carico di AC 1 in relazione al punto 1a) v AA di infrazione aggravata alla LFStup. Anche a carico di AC 2 il Presidente formula una subordinata per il punto 1 b) v AA di infrazione aggravata alla LFStup.
Sentiti
§
Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale spiega come si è sviluppata l’inchiesta _ che ha portato all’arresto dei qui accusati e di altre persone di etnia africana. Mette in evidenza gli agganci internazionali delle persone implicate nell’indagine e l’utilizzo da parte degli stessi dei nuovi mezzi offerti dalla tecnologia.
Come è emerso in sede d’inchiesta, delle persone fermate nell’appartamento di via _, AC 1 era quello col giro d’affari più importante. Lo stesso, malgrado la sua situazione precaria in Svizzera, è riuscito a procurarsi un appartamento, a garantirsi una fornitura regolare, a tessere legami con trafficanti internazionali ed a smerciare quantitativi di droga importanti. Il PP ricorda che AC 2 è reo confesso mentre che AC 1 ha ammesso solo in parte le sue colpe. Spiega quindi nel dettaglio come si è arrivati al quantitativo di cocaina indicato nell’AA ed imputato al AC 1 al punto 1a) i. Lo stesso è stato stabilito partendo dai soldi spesi dal AC 1 e da quelli da lui inviati all’estero, cifra che il PP quantifica in ca. fr. 63'000.-, ma che è poi stata arrotondata per difetto nell’AA.
Ammettendo un guadagno medio di fr. 70.- al grammo - importo il più possibile favorevole all’accusato - si arriva agli 850 grammi di cocaina venduti indicati nell’AA. Ricorda inoltre che inizialmente l’accusato ha sostenuto di aver percepito un guadagno di (soli) fr. 40.- al grammo, ciò che porterebbe ad un quantitativo di cocaina trafficata ben superiore. Il PP sottolinea che nell’AA si è voluto fare una ”buona pesa” a favore dell’imputato.
Analizza inoltre l’episodio dei soldi inviati in _ e contesta punto su punto la versione fornita dall’accusato. La tesi dell’accusato è del tutto inverosimile. Osserva come a carico del AC 1 ci si è attenuti anche in questo caso all’ipotesi a lui più favorevole, partendo dai soldi spediti a _ e non dai quantitativi indicati negli sms. Rileva come i soldi inviati alla stessa corrispondano, guarda caso, al costo di 2 chili di cocaina in _.
Il PP ricostruisce la trasferta di AC 2 in _ ed analizza la posizione dei due imputati. Chiara e lineare la versione di AC 2 che ha ammesso - anche se dopo qualche reticenza - i fatti, decisamente ambigua quella di AC 1. Malgrado quanto sostenuto, non è credibile che quest’ultimo ignorasse che AC 2 avrebbe dovuto trasportare diversi chili di cocaina. Ciò anche sulla base del compenso pattuito e del costo dell’operazione (viaggio, alloggio, ecc).
Per quanto attiene il punto 2 AA l’accusa ritiene che la consapevolezza del reato sia data per entrambi gli accusati.
In relazione ai punti 1a) v e 1 b) v AA, il PP mantiene l’imputazione di complicità. Per il punto 1b) i relativo all’episodio del _ non ritiene siano date le premesse della desistenza volontaria per AC 2.
Per quanto attiene l’aspetto soggettivo, il PP sottolinea, a favore del AC 2, la collaborazione fornita dallo stesso; si rimette inoltre alla Corte per l’eventuale riconoscimento di una scemata imputabilità. Rileva però che lo stesso ha ben due precedenti specifici ed ha delinquito nuovamente dopo aver già espiato delle pene, ragion per cui la prognosi a suo favore non può essere considerata totalmente positiva, anzi è negativa.
La colpa di AC 1 è grave, a suo favore il PP ravvisa unicamente la sua incensuratezza. AC 1 non si è fatto scrupoli nel coinvolgere altre persone nei suoi traffici per non esporsi in prima persona. Il PP sottolinea l’assenza di collaborazione dell’accusato, il quale ha fatto delle ammissioni solo quando confrontato alle schiaccianti risultanze istruttorie. Egli ha agito per mero scopo di lucro percependo un guadagno di tutto rispetto.
Tutto questo considerato, il PP conclude chiedendo, confermato integralmente l’atto d’accusa:
per AC 2 la condanna ad una pena detentiva di 22 mesi di cui almeno 8 da espiare;
per AC 1 la condanna ad una pena detentiva di 4 anni.
Domanda altresì la confisca di tutto quanto in sequestro.
§
Il lic.iur. DUF 2, difensore di AC 2, il quale pone l’accento sul carattere debole del suo assistito. Mette in evidenza il suo ruolo marginale ed osserva come egli si sia limato a fare dei lavoretti per conto di AC 1; ha funto unicamente da fattorino. AC 2 si è fatto manovrare dal coimputato; il ruolo di AC 2 è quello di complice e non di correo. Sottolinea inoltre l’importante collaborazione fornita dallo stesso ed i suoi problemi di tossicodipendenza. Egli ha delinquito per finanziare il suo consumo e per sostenersi, spinto dalle sue difficoltà economiche. A suo dire il suo assistito non ha l’indole tipica del criminale, egli non ha mai spacciato cocaina malgrado ne avesse la possibilità. Esclude che una pena da espiare sia adeguata a AC 2, auspica quindi un trattamento terapeutico in relazione al punto 4 AA.
In relazione al punto 1b) i. il difensore contesta la qualifica giuridica del reato ed afferma che si tratta di complicità; discorso analogo per i punti ii e iii dove egli ha funto solo da tramite, oltretutto di quantitativi di cocaina minimi. Anche per l’imputazione iv. sottolinea il ruolo marginare di AC 2. Per l’imputazione di cui al punto 1b) v. rileva come il quantitativo di cocaina sia verosimilmente di soli 100 grammi. Per il punto vi. ribadisce l’estraneità del suo cliente ai traffici di AC 1. Il punto 2 AA non è contestato, anche il questo caso AC 2 ha agito quale prestanome. Anche i punti 3 e 4 AA sono ammessi.
A favore del suo assistito invoca il sincero pentimento, la grave angustia e una parziale scemata responsabilità.
Conclude chiedendo il riconoscimento del ruolo di complice del suo assistito per i punti 1 e 2 AA, e che si prescinda da ogni pena per il punto 4 AA. Tutto questo considerato ritiene adeguata alla colpa del suo assistito una pena di 12 mesi, parzialmente sospesa, così che sia espiata solo in ragione di 8 mesi come chiesto dal PP.
§
Il lic.iur. DUF 1, difensore di AC 1, il quale pone l’accento sulla vita anteriore difficile, sulla figura e sulla personalità del suo assistito. Analizza il calcolo fatto dal PP per stabilire il quantitativo di cocaina spacciato dal suo assistito e contesta gli importi addebitatigli. Non vi sono prove che i versamenti effettuati da AC 2 fossero tutti per AC 1, se non le dichiarazioni dello stesso AC 2. A questo propositi invoca il principio in dubbio pro reo. Il suo cliente ha effettuato unicamente versanti per circa fr. 3'600.- . Discorso analogo per i costi di affitto presso l’Hotel _ che devono essere dimezzati, come pure gli importi dati a AC 2 per fare le spese ed i costi per l’appartamento. Il calcolo per il quantitativo della droga deve pertanto essere basato su fr. 35'000.- e non su fr. 60'000.- Ammettendo un margine di guadagno di fr. 90.- si arriva ad una quantitativo trafficato di 400 grammi, come ammesso dallo stesso AC 1.
Il difensore contesta le imputazioni di cui al punto iv. Il punto 2 AA va ridotto come indicato dal AC 1 a circa fr. 3600.-. I punti 3 e 4 AA non sono contestati mentre che lo è il punto 5 AA. In relazione al punto 1a) v. sottolinea il ruolo marginale del suo cliente; egli non aveva interesse nell’affare ma si è limitato a mettere in contatto _ con AC 2. Il difensore riconosce che il quantitativo trafficato avrebbe dovuto essere importante e superiore a pochi etti, non vi è però certezza che AC 2 avrebbe veramente ricevuto il compenso promessogli. Per il punto 1a) ii. il difensore si rimette al giudizio della Corte e rileva unicamente che il quantitativo di 2 chili si basa su mere supposizioni.
Chiede l’assoluzione dai punti 1a) v e 5 AA e la riduzione dei quantitativi imputatigli così come indicato. Domanda altresì la riduzione dell’importo riciclato di cui al punto 2 AA.
Il difensore ricorda l’età del suo assistito e la sua precaria situazione economica. Intenzione del AC 1 è quella di rientrare in _ al più presto. Il difensore conclude chiedendo una congrua riduzione della pena proposta dall’accusa e che la stessa sia ridotta in modo tale da poter essere posta al beneficio della sospensione parziale. Non si oppone alla confisca di quanto in sequestro.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
A. AC 1, sedicente
1. è autore colpevole di:
1.1 infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
a _, tra metà 2005 e il 5 dicembre 2006,
agendo sia singolarmente che in correità con terzi,
1.1.1 venduto almeno 850 grammi di cocaina?
1.1.2 effettuato atti preparatori in vista dell’acquisto in _ di 2 chili
di cocaina?
1.1.3 offerto 3 grammi di cocaina?
1.1.4 detenuto 7,71 grammi di cocaina destinati alla vendita?
1.1.5 effettuato atti preparatori in vista dell’acquisto in _ e del successivo trasporto in _ di almeno 3 chili di cocaina?
1.1.5.1 trattasi di complicità?
1.1.6 messo a disposizione di terzi il proprio appartamento di via _ sapendo che sarebbe stato utilizzato per la preparazione ed il commercio di cocaina?
1.1.1.1 trattasi di infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone?
1.2 riciclaggio di denaro, ripetuto
per avere, a _,
tra il 20 luglio ed il 19 ottobre 2006,
agendo in correità con AC 2, in 10 occasioni, compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento e la confisca di complessivi fr. 23'967.-, somma che sapeva essere provento del traffico di cocaina?
1.3 infrazione alla LF sulla dimora ed il domicilio degli stranieri
per avere, a _,
tra giugno 2005 e dicembre 2006,
soggiornato illegalmente in Svizzera?
1.4 contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
a _, tra maggio 2005 e dicembre 2006
consumato un imprecisato quantitativo di marijuana?
1.5 pornografia
per avere, a _,
nel mese di ottobre 2006,
scaricato sul proprio PC rappresentazioni di pornografia vietata?
E meglio come descritto nell'atto d'accusa.
2. Può beneficiare della sospensione condizionale?
3. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
B. AC 2
1. è autore colpevole di:
1.1 infrazione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
a _,
tra agosto 2006 e marzo 2007,
agendo sia singolarmente che in correità con terzi,
1.1.1 effettuato atti preparatori in vista dell’acquisto in _ e del successivo trasporto in _ di almeno 3 chili di cocaina?
1.1.2 venduto, per conto terzi, complessivi di 28 grammi di cocaina?
1.1.3 effettuato atti preparatori (test della purezza) in vista della compravendita di cocaina tra _?
1.1.4 acquistato e trasportato, in correità con _, 300 grammi di cocaina?
1.1.5 messo a disposizione di AC 1 l’appartamento di via _ sapendo che lo avrebbe utilizzato per la preparazione ed il commercio di cocaina?
1.1.1.1 trattasi di infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone?
1.1.1.2 trattasi di complicità?
1.2 riciclaggio di denaro, ripetuto
per avere, a _,
tra il 20 luglio ed il 19 ottobre 2006,
agendo in correità con AC 1, in 10 occasioni, compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento e la confisca di complessivi fr. 23'967.-, somma che sapeva o doveva presumere essere provento di traffico di cocaina?
1.3 infrazione alla LF sulla dimora ed il domicilio degli stranieri
per avere, a _,
tra settembre e dicembre 2006,
facilitato il soggiorno illegale di AC 1,
che sapeva privo del necessario permesso di residenza ?
1.4 contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
a _, tra ottobre 2005 e maggio 2007,
consumato almeno 78 grammi di cocaina?
E meglio come descritto nell'atto d'accusa.
2. Sussistono attenuanti specifiche?
3. Ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
4. Devono essere ordinate misure terapeutiche?
5. Può beneficiare della sospensione condizionale?
6. Deve subire la revoca della sospensione condizionale della pena di 15 giorni di detenzione inflittagli in data 10.1.2005 e di quella di 15 giorni di detenzione inflittagli in data 26.9.2005 dal Ministero pubblico del cantone Ticino?
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. AC 1
(sedicente, vista l’assenza di documenti di legittimazione) afferma di essere cittadino nigeriano e di essere nato il 14 febbraio 1983 ad _, località dove è cresciuto con i genitori ed i 4 fratelli. Egli avrebbe frequentato le scuole per 6 anni, dopo di che avrebbe aiutato i genitori, contadini. Il padre sarebbe morto nel 1991 mentre che la madre vivrebbe tuttora in _. Egli avrebbe lasciato il paese natio alla fine del 2004, alla volta dell’Europa. Poco si sa sulle vere ragioni che l’hanno portato a lasciare la _. Interrogato al riguardo dal presidente della Corte, AC 1 ha raccontato - come aveva fatto con le autorità d’asilo - di essere fuggito nell’imminenza di una cerimonia di sacrificio umano a beneficio di un non meglio specificato “
Oracolo
” in cui avrebbe dovuto avere lo scomodo ruolo di vittima sacrificale. A suo dire, i saggi della regione avrebbero deciso di sacrificarlo per scongiurare il rischio di una guerra civile (vedi anche classeur 3, AI 9.3, sentenza UFM del 2 giugno 2005, pag. 3). L’accusato sarebbe però riuscito a scappare grazie all’intervento di suoi confratelli anglicani, che l’avrebbero aiutato a raggiungere _. Qui si sarebbe imbarcato alla volta dell’_. Dopo pochi giorni, tuttavia, su consiglio di un connazionale avrebbe deciso di proseguire alla volta della Svizzera.
Certo è che il 15 maggio del 2005 l’imputato si è presentato al _ per chiedere asilo politico. La domanda è però stata respinta già solo per il motivo dell’assenza dei documenti di legittimazione del richiedente (AI 9.3), ed il successivo ricorso contro questa decisione non ha avuto miglior fortuna, per il che al prevenuto il 14 giugno 2005 è stato fatto ordine di lasciare la Svizzera, ciò che egli si è ben guardato dal fare, dandosi invece alla clandestinità. A suo dire, nei mesi successivi egli avrebbe pernottato a _ (si presume nella zona del piano della _) in autovetture destinate alla demolizione. Con l’approssimarsi dell’inverno del 2005 (che è ricordato come freddo e caratterizzato da copiose nevicate), è riuscito, forse in dicembre, a farsi ospitare da amici in appartamento per qualche settimana, mentre che a partire dall’inizio di gennaio del 2006 ha preso alloggio all’Hotel _, rimanendovi sino a maggio. All’inizio di settembre del 2006 si è invece trasferito nell’appartamento di via _ preso in locazione per suo conto da AC 2, rimanendovi sino al momento dell’arresto.
AC 1 ha dichiarato di non avere svolto attività lavorativa in Svizzera, e di avere pertanto provveduto al proprio sostentamento, dopo la rapida evasione della sua domanda di asilo, con il provento delle vendite di cocaina. Il prevenuto non risulta avere precedenti penali in Svizzera.
2. AC 2
, cittadino italiano, è nato a _ il 23 gennaio 1974, ed è cresciuto a _. Dopo le scuole dell’obbligo ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico di _. Ha poi frequentato per 4 anni la facoltà di ingegneria del _ (sede di _), senza però concludere il ciclo di studi. Nel 1999 ha frequentato la scuola di croupier e nel 2000 è stato assunto dal _, dove ha lavorato sino al 17 novembre 2005, quando è stato licenziato, a suo dire per essersi finto malato al fine di non fare sapere alla datrice di lavoro che egli doveva assentarsi per scontare una breve pena detentiva, essendo stata revocata la sospensione condizionale di una precedente condanna. Avendo comunque appreso la circostanza, la direzione del _ ha messo fine al rapporto d’impiego.
Dopo di ciò AC 2 non ha più trovato un’occupazione stabile. Attualmente è disoccupato, in situazione di insolvenza (che non ha saputo meglio quantificare) e al beneficio della pubblica assistenza. (doc. dib. 7). In aula ha prodotto un contratto di lavoro a tempo determinato con la ditta _, della durata di 3 mesi a far tempo dal 15 ottobre 2007 (doc. dib. 1). Il contratto è per un posto di “venditore”, ciò che il AC 2 manifestamente non è, ed infatti egli ha precisato che sarà verosimilmente incaricato di svolgere lavori di pulizia.
L’accusato è separato dalla moglie con cui si era sposato nel 2001. Dall’unione è nato _ che ora ha 5 anni e mezzo. Il prevenuto ha dichiarato di avere contatti regolari con il figlio e di esercitare il suo diritto di visita presso la _. Fino a che ha lavorato egli ha adempiuto ai suoi obblighi di mantenimento, non riuscendovi più nel periodo successivo. Stando al suo racconto, i suoi genitori si sarebbero offerti di aiutare finanziariamente la moglie ed il bambino, ma lei avrebbe rifiutato. AC 2 ha tenuto a sottolineare di essere in buoni rapporti sia con i genitori, che risiedono a _, che con la sorella, che abita a _.
Il prevenuto ha ammesso di avere consumato occasionalmente cocaina negli ultimi anni e di avere avuto anche in tempi recenti delle “piccole ricadute”. Afferma però che la cocaina non sarebbe un problema per lui (cfr. classificatore 3, AI 2.3, verbale 27 febbraio 2007 avanti al Procuratore Pubblico, pag. 3). Di recente (prima che venisse chiuso ad opera della magistratura), il AC 2 era in cura presso il _ per un’affezione ansiosa-depressiva e per sottoporsi a controlli tossicologici finalizzati alla restituzione della licenza di condurre (doc. dib. 6).
Nel casellario giudiziale svizzero figurano a suo carico 6 decreti d’accusa, mentre che
non risultano iscrizioni nel casellario italiano. A tre riprese, tra il 2001 ed il 2004, egli è stato condannato per violazioni delle norme penali della LCS mentre che il 10 gennaio 2005 gli sono stati inflitti 15 giorni di detenzione, sospesi, per un reato LEF e per contravvenzione alla LTP. Il 26 settembre 2005 è stato condannato per infrazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti a 15 giorni di detenzione, sospesi per 2 anni, ed il 17 luglio 2006 ad ulteriori 15 giorni di arresto, questa volta da espiare, sempre per violazione
alla LF sugli stupefacenti.
I fatti di cui all’atto di accusa in discussione sono stati commessi durante il periodo di prova delle due predette ultime condanne sospese, ragione per cui è qui in discussione anche la revoca di quelle sospensioni condizionali.
3.
Nell’ambito dell’inchiesta denominata “_” agli inquirenti è giunta notizia che in un appartamento di via _ a _ si svolgeva una significativa attività di spaccio di cocaina. Il conduttore è stato prontamente identificato in AC 2 (in quel momento detenuto per espiare la pena di cui all’ultimo decreto d’accusa), ragione per cui si è proceduto al suo interrogatorio. Egli ha ammesso di avere affittato l’appartamento a partire dal settembre 2006 su richiesta di un cittadino africano da lui conosciuto col nome “_”, il quale avrebbe poi dato ospitalità a tale “_”. AC 2 ha dato atto di essere a conoscenza del fatto che i due trafficavano cocaina, sia per avere assistito personalmente a transazioni che per avere ottenuto cocaina da “_”.
Il 5 dicembre 2006 gli inquirenti hanno proceduto alla perquisizione dell’appartamento, rinvenendo, tra l’altro, 71.7 grammi di cocaina, 3.4 grammi di marijuana, fr. 1'520.- ed Euro 75.-.
Nell’appartamento si trovavano 3 persone di etnia africana, prive di permesso di soggiorno, che sono state arrestate e successivamente identificate (per quanto possibile, in assenza di documenti di legittimazione) in AC 1 _.
In un successivo verbale di interrogatorio AC 2 ha riconosciuto nella fotografia di AC 1 che gli aveva chiesto di affittare l’appartamento e in quella di _ l’ospite di “AC 1”, mentre che non ha riconosciuto il _.
Interrogati, i tre hanno inizialmente negato ogni responsabilità. L’esame dei tabulati retroattivi delle utenze telefoniche in loro possesso ha nondimeno permesso di identificare vari acquirenti che, interrogati, li hanno chiamati in causa. Contestate loro queste risultanze, i tre hanno quantomeno ammesso di essere attivi, ognuno per suo conto, come venditori di cocaina.
Le attenzioni degli inquirenti si sono in particolare concentrate sul AC 1, pesantemente chiamato in causa dal AC 2. A suo carico sono in specie emersi 10 trasferimenti di denaro effettuati per suo conto dal AC 2 tramite agenzie _, nonché contatti con tale “_ ”, alias “_”, sospetto trafficante di origine nigeriana residente in _, e con tale _ , persona apparentemente coinvolta in traffici di cocaina tra il _ , dove risiede, e l’Europa.
AC 1 è stato trattenuto in detenzione preventiva sino al dibattimento mentre che il AC 2, dopo l’espiazione della breve pena di cui si è detto, non è stato arrestato per i fatti oggi a giudizio, ragione per cui non ha sofferto alcun carcere preventivo.
_ e _ , arrestati assieme al AC 1, sono già stati processati avanti alla Corte delle Assise correzionali di _ per infrazione aggravata alla LFStup e condannati il primo alla pena detentiva di 18 mesi, da espiare (inc. 72.2007.64, sentenza del 31 agosto 2007), ed il secondo alla pena detentiva di 21 mesi (inc. 72.2007.99, sentenza del 18 settembre 2007), da espiare.
4.
Con atto d’accusa 14 agosto 2007 il procuratore pubblico ha imputato a AC 1 infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti per la vendita di almeno 850 grammi di cocaina, per atti preparatori (o complicità in atti preparatori), finalizzati all’acquisto di ulteriori 5 chili di cocaina, nonché per la detenzione di 7.71 grammi di cocaina, l’offerta di 3 grammi della medesima sostanza e la messa a disposizione di terzi del suo appartamento per il traffico di cocaina. Inoltre, è stato accusato di infrazione alla LDDS per aver soggiornato in Svizzera malgrado che, con la reiezione della domanda d’asilo, gli fosse stato fatto ordine di lasciare il paese, di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti per i suoi consumi di marijuana, e di pornografia, per aver duplicato sul proprio PC rappresentazioni di pornografia vietata.
Anche al AC 2
è stata imputata l’infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti per gli atti preparatori compiuti in vista dell’acquisto di 3 chili di cocaina, per i quali avrebbe fatto da corriere, e di un ulteriore quantitativo imprecisato, per il quale ha effettuato il test del grado di purezza. Gli sono inoltre stati addebitati la vendita per conto terzi di complessivi 28 grammi di cocaina, l’acquisto ed il trasporto di 300 grammi di cocaina e la messa a disposizione di AC 1 del proprio appartamento per lo spaccio di droga, oltre che l’infrazione alla LDDS per averne facilitato il soggiorno illegale e la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti per aver consumato 78 grammi di cocaina. Da ultimo, il procuratore
ha imputato ad entrambi, in correità, il reato di riciclaggio di denaro per aver inviato all’estero, in 10 occasioni, complessivi fr. 23'967.- provento dello spaccio di droga.
5.
Sull’accusa a carico di AC 1 di avere venduto 850 grammi di cocaina
Al dibattimento il prevenuto ha riconosciuto di avere venduto circa 400 grammi di cocaina durante la sua permanenza in Svizzera allo scopo di procacciarsi i mezzi per il proprio mantenimento (cfr. verbale dibattimentale, pag. 3). L’imputazione a suo carico concerne però un quantitativo di almeno 850 grammi, dedotto in base agli importi di denaro di cui ha avuto disponibilità l’accusato, che a mente dell’accusa non ha avuto altre entrate se non quelle derivategli dalle vendite di cocaina (ciò che l’imputato ammette, con parziali riserve di cui si dirà più avanti). Una volta stabilito l’ammontare complessivo di cui egli ha disposto, l’entità delle vendite dovrebbe risultare dividendo tale importo per il presumibile utile unitario, anch’esso stimato in base alle affermazioni dell’accusato e alle regole del mercato della cocaina.
6.
La Corte ha perciò dapprima proceduto all’accertamento degli importi di denaro di cui il prevenuto ha avuto disponibilità da quando non ha più beneficiato del sostegno come richiedente l’asilo (cioè dalla metà di giugno del 2005) sino al momento dell’arresto.
6.1
La Corte ha in primo luogo esaminato la questione dei trasferimenti di denaro tramite agenzie _ che il AC 2 afferma di avere effettuato (ed in un caso ricevuto) per conto di AC 1, transazioni oggetto dell’imputazione di riciclaggio di cui al punto 2 AA.
AC 2, infatti, fin dal suo primo verbale d’interrogatorio ha chiamato in causa il AC 1, affermando di avere inviato per
lui del denaro in alcune occasioni, per un ammontare stimato
in fr. 8/10'000.- (classificatore 1, AI 1.1, all. 18, verbale AC 2
5 dicembre 2006, pag. 4).
Sulla scorta di questa indicazione -AC 2 ha anche indicato l’agenzia presso la quale si recava ad inviare il denaro- è stato possibile chiedere alla _ la distinta delle operazioni da lui compiute, accertando così la sua partecipazione a 11 transazioni, in cui 10 volte egli ha inviato complessivi fr. 23’967.- in _, mentre che in un caso egli, in _, ha ricevuto fr. 795.- inviatigli da tale _ (classificatore 2, AI 1.9, all. 9).
Sentito dagli inquirenti, egli ha confermato di aver effettuato questi 10 versamenti per conto di AC 1, che gli aveva consegnato il denaro, ciò che egli ha affermato anche a confronto con il coimputato (classificatore 3, AI 2.14, verbale confronto AC 2/AC 1 4 luglio 2007, pag. 1 e 2):
“
Confermo di aver eseguito personalmente questi invii. Non si tratta di soldi miei, bensì di denaro consegnatomi dal signor AC 1 che io chiamo AC 1. Lui mi aveva dato questi soldi con il compito di inviarli all’estero. I dati dove e a chi inviarli mi erano stati dati da AC 1 che me li aveva scritti su un biglietto. Al termine io questo biglietto lo buttavo. E’ possibile che l’invio eseguito per _ sia quello indicato nell’elenco dei destinatari con il nome di _. AC 1 mi consegnava il denaro a contati ed io poi mi recavo in agenzia inizialmente a _ ed in seguito presso _ in centro a _ dove eseguivo la spedizione. AC 1 non mi ha mai chiesto ricevute per gli invii da me effettuati, ma unicamente il codice che poi serviva alla persona destinataria dei soldi per ritirare il denaro. AC 1 non mi ha mai detto di che soldi si trattava quelli che lui mi chiedeva di spedire all’estero, né io gli ho fatto domande.”
Ancora al dibattimento il Presidente ha ripetutamente chiesto al AC 2 di confermare che il denaro oggetto delle spedizioni gli era stato consegnato dal AC 1, ciò che il AC 2 ha fatto senza alcuna esitazione. Quanto alla possibilità che il denaro inviato a _ provenisse da _ , AC 2 è stato propenso a scartarla, ricordando come questi fosse uscito da poco dal carcere e avesse poco denaro in quel momento (14 agosto 2006).
Come che sia, la questione può rimanere irrisolta, dovendosi quantomeno ritenere, sulla scorta della chiamata di correo, che degli invii effettuati dal AC 2 fr. 22'347.- (ovvero i fr. 23'967.- del punto 2 AA ./. i fr. 1'620.- forse di pertinenza di _ ) provenissero dai traffici di cocaina del AC 1, come pure i fr. 795.- che AC 1 ha ammesso -come meglio si vedrà più avanti- di avere spedito in _ al AC 2, per il che il provento di traffici di cocaina qui desumibile appare essere di circa fr. 23'000.-.
Dalla chiamata di correo del AC 2 il AC 1 si è difeso fornendo versioni discordanti.
Dapprima ha negato (o quanto meno non l’ha ammesso) d’aver inviato all’estero dei soldi per il tramite di AC 2 (classificatore 2, AI 1.10, all. 1, verbale 5 dicembre 2006, pag. 4; all. 3, verbale 15 dicembre 2006, pag. 5; all. 9, verbale 18 febbraio 2007, pag. 4), ma in seguito ha riconosciuto la paternità di due degli invii in parola di cui, a suo dire, solo uno sarebbe però stato effettuato da AC 2 (classificatore 3, AI 2.6, verbale AC 1 19 aprile 2007 avanti al PP, pag. 3):
“
Rispondo che io con questi invii non ho nulla a che fare. L’unico invio che mi concerne è il numero 10 effettuato il 10.10.2006 a destinazione di _. Tuttavia l’invio non stato eseguito da AC 2 ma da un’altra persona che mi ha aiutato. AC 2 ha invece eseguito per conto mio l’invio del 26.7.2006 a _ residente in _ è mia sorella.”
A confronto con il AC 2 egli ha poi ammesso d’essere il mandante di 3 dei 10 invii addebitatigli: due a favore di tale _ ed uno a favore di _, per complessivi fr. 3'635.- (classificatore 3, AI 2.14, verbale di confronto AC 2/AC 1 4 luglio 2007, pag. 2), versione questa ribadita in aula.
La Corte non ha avuto dubbi nel credere al AC 2 piuttosto che al AC 1. Il primo ha fornito una versione costante dei fatti (sia pure sbagliando all’inizio sull’ammontare inviato), mentre che il secondo si è contraddetto, negando all’inizio per poi fare parziali ammissioni, ciò che denota la disponibilità alla menzogna. AC 2 non aveva comunque motivo per mentire. In primo luogo, ammettendo gli invii (ciò che difficilmente poteva negare, siccome inchiodato dagli accertamenti oggettivi), ma soprattutto riconoscendo che il denaro era del AC 1 e che si trattava a mente sua di provento delle vendite di cocaina, egli ha riconosciuto il proprio reato di riciclaggio di denaro, e quindi la dichiarazione non gli ha giovato in alcun modo. Né si deve ritenere che egli avesse motivo di risentimento nei confronti del AC 1, ciò che egli ha negato, o che abbia mentito per favorire un terzo, laddove parrebbe ulteriormente strano che egli abbia detto il vero su parte degli invii (quelli ammessi da AC 1) per invece mentire sugli altri. Vero è semmai che il AC 1 aveva ogni interesse a distanziarsi da quel denaro, già solo per ridimensionare genericamente la portata dei suoi utili (e quindi dei suoi traffici) ma anche per il motivo che il destinatario di parte dei soldi era _ , persona fortemente sospettata essere suo fornitore di cocaina, ragione per cui l’ammissione degli invii di denaro in suo favore sarebbe stata compromettente anche per il motivo che comportava l’ammissione di corrispondenti acquisti di cocaina.
Ciò detto, la Corte ha ritenuto provato che nel solo periodo luglio – ottobre 2006 AC 1 ha avuto disponibilità di almeno fr. 23'000.- da destinare ad invii all’estero.
Se si pone mente al fatto che AC 1 ha sicuramente richiesto ad altre persone operazioni del genere, ciò che egli ha ammesso (classificatore 3, AI 2.6, verbale AC 1 19 aprile 2007 avanti al PP, pag. 3: “...
in precedenza avevo chiesto ad altre persone di aiutarmi ad inviare i soldi all’estero tramite _ poiché per eseguire questa operazione occorre presentare un documento di legittimazione che io non possedevo
”), si potrebbe lecitamente dedurre l’esistenza di importi analoghi anche per il restante periodo di vendite dell’accusato, per il che l’importo così accertato di fr. 23'000.- andrebbe quanto meno raddoppiato.
6.2
La successiva voce di computo nella piccola contabilità del AC 1 è costituita dagli US 6'495.-, pari a circa fr. 7'794.-, che egli tramite un ignoto terzo ha inviato a _ in _ , ciò che l’imputato ammette (classificatore 3, AI 2.13, verbale AC 1 4 luglio 2007 avanti al PP, pag. 3), mentre che egli (come si vedrà più avanti) nega la causale del versamento.
Quanto alla provenienza del denaro, per 7 mesi AC 1 nulla ha dichiarato in proposito, autorizzando così la lecita deduzione che si sarebbe trattato del provento di vendite di cocaina, essendo la sua unica regolare fonte di entrate.
Solo nel luglio 2007, quando egli ha verosimilmente intuito la strategia degli inquirenti, interessati alle sue disponibilità di denaro siccome mezzo indiretto per determinare la portata dei suoi traffici, il AC 1 ha fornito una nuova ed improbabile versione, secondo cui (verbale 4 luglio 2007 avanti al PP, citato, pag. 3) “...
questi soldi non sono il prodotto delle vendite di cocaina, ma si tratta di denaro che io mi sono fatto prestare, nella misura di fr. 5000.-, da una persona che nel frattempo ha lasciato la Svizzera e che si chiama _. So che si tratta di un cittadino nigeriano, ma non ne conosco il cognome”.
Stanti le perplessità degli inquirenti a fronte dell’affermazione di avere ottenuto un prestito di importo elevatissimo per un NEM da una persona nelle medesime condizioni di cui non sembrava sapere molto, AC 1 ha corretto il tiro precisando che
“
... per effettuare questa operazione ho dovuto far intervenire un mio amico in _ tale _, il quale ha versato una cauzione di 500'000 naira (valuta nigeriana) al fratello di _. E’ sulla scorta di questa garanzia che poi _ mi ha versato i fr. 5000.-. La differenza tra i fr. 5000.- prestatimi e gli USD 6'600.-/6'700.- che ho inviato a _ sono effettivamente il prodotto delle vendite di cocaina (...)...non ci sono documenti scritti del prestito di fr. 5’000.- che mi ha fatto _. Non so da dove _ abbia preso i soldi che poi mi ha prestato, forse dalla vendita di droga; non sono comunque in grado di dirlo. Non so dove _ viveva; non so se risiedeva a _ o in altra località”.
Le successive spiegazioni, con cui ha addotto una complicata trattativa intercontinentale per la fornitura di garanzie per il mutuo, non rende la storia del AC 1 maggiormente credibile, ma semmai ancor più inverosimile. E’ infatti del tutto incredibile, e difatti la Corte non ci crede, che uno sconosciuto _ , non più rintracciabile perché avrebbe lasciato la Svizzera, del quale l’accusato nemmeno indica le circostanze della conoscenza, sia disposto a prestare ad uno (per lui) sconosciuto AC 1 fr. 5'000.-. Non meno inverosimile la tesi della transazione di copertura in _ tra l’amico _ e “il fratello di _ ”, operazione che, se fosse esistita, l’accusato avrebbe potuto almeno tentare di sostanziare facendo contattare l’amico _ dagli inquirenti, ciò che egli si è però ben guardato dal fare.
In definitiva, perciò, non si può certo rimproverare alla Corte di non volere credere ad una versione, resa in zona _, assai più inverosimile di quella deducibile dal pregresso silenzio sul tema, ovvero quella secondo cui l’intero importo è provento delle vendite di cocaina.
L’intero importo di circa fr. 7'800.- va quindi computato nei proventi illeciti dell’accusato.
6.3
La Corte ha quindi computato anche i soldi che AC 2 ha dichiarato di aver ricevuto da AC 1 in occasione del suo viaggio ad _ (di cui si dirà in dettaglio più avanti). AC 1 non contesta la consegna del denaro, ma ammette un importo inferiore rispetto a quello indicato dal AC 2. Quanto alla causale, a suo dire si sarebbe trattato del rimborso di un debito nei confronti di “_ ”(che AC 2 sostiene essere _ , ossia il destinatario di parte degli invii di denaro menzionati al considerando 6.1), sospetto trafficante d’origine nigeriana, che gli avrebbe prestato denaro per pagare le spese di cura della madre, in _.
Ciò che però è qui determinante non è tanto la causale della restituzione, ma l’accertamento dell’importo e del fatto che quel denaro è stato guadagnato dal AC 1 con le vendite di cocaina effettuate a _.
AC 2, dopo avere inizialmente sottaciuto l'intera questione del viaggio in _ (che è quella che maggiormente lo compromette), ha reso ampia confessione, raccontando che prima della partenza AC 1 gli aveva consegnato fr. 3'000.- o 4'000.- da dare a “_”, per il cui conto avrebbe poi dovuto recarsi a _ (classificatore 2, AI 1.9, all. 3, verbale 20 febbraio 2007 di AC 2, pag. 7). Nuovamente interrogato su questo episodio dal Procuratore Pubblico, AC 2 ha ribadito di aver ricevuto da AC 1 fr. 4'000.-, importo poi consegnato al _ dopo deduzione del costo del biglietto ferroviario _ (classificatore 2, AI 1.9, all. 4, verbale 27 febbraio 2007 di AC 2, pag. 1):
“
Suppongo, anche se non ne ho la certezza, che _ era un fornitore di AC 1 dal momento che quest’ultimo mi aveva chiesto, in occasione del mio viaggio ad _ , dove poi avrei dovuto prendere l’aereo per recarmi in _ , di portare a _ Fr. 4000.- a saldo di suoi debiti per prestazioni a quest’ultimo. Ricordo che io, dei soldi consegnatimi da AC 1, avevo dedotto circa Fr. 300.- per il biglietto del treno _ - _ e per mangiare qualche cosa.”
Secondo il AC 1 si sarebbe trattato solo di fr. 2'000.-, e nel verbale di confronto i due hanno mantenuto le rispettive posizioni (classificatore 3, AI 2.14, pag. 2 e 3).
In aula AC 1 ha attribuito la divergenza di versioni ad un errato ricordo del AC 2, che per sua parte ha nuovamente spiegato i fatti alla Corte, dichiarandosi certo dell’importo di fr. 4'000.-.
Vi è pertanto, nuovamente, da decidere a quale dei due attribuire maggiore credibilità, e nuovamente la Corte ha dato credito al AC 2. Questi, pesantemente (molto più del AC 1) coinvolto nell’episodio di quel viaggio, non ha motivo di sorta di mentire sull’importo, e del resto le conseguenze per il AC 1 sono modeste per rapporto alle imputazioni a suo carico (fr. 1'000.- guadagnati in più significano maggiori vendite di meno di 20 grammi di cocaina). Risolta l’iniziale incertezza tra fr. 3'000.- o fr. 4'000.-, AC 2 ha costantemente indicato l’importo più alto, anche a confronto con il sodale e con le sue eventuali obiezioni. Si fosse trattato di un ricordo sbagliato, AC 1 avrebbe potuto verosimilmente rammentare al AC 2 l’uno o l’altro dettaglio dell’accaduto così da fargli riconoscere l’errore, ma così non è stato, ragione per cui la Corte non vede motivo di non ritenere l’importo di fr. 4'000.-.
6.4 AC 1
ha quindi speso complessivi fr. 6'150.- per la locazione dell’appartamento procuratogli da AC 2 in via _. Così ha dichiarato il AC 2 in proposito (classificatore 2, AI 1.9, all. 1, verbale 5 dicembre 2006, pag. 2 e 3):
“
Nuovamente [AC 1] mi chiedeva se potevo trovargli un appartamento (..). Io ho cominciato a guardarmi in giro e a partire dal mese di agosto 2006 ho preso in affitto un appartamento in via _ al quarto piano. Si tratta di un 2.5 locali. Sul campanello non vi è scritto nulla. Per questo appartamento pago un affitto mensile di frs 1050.- Ho affittato l’appartamento dietro richiesta di AC 1, e questi ogni mese mi corrisponde i soldi dell’affitto. (..) Sino ad oggi ho pagato gli affitti di agosto, settembre e ottobre per un totale di fr. 3150.- più una cauzione di frs 3000.- E’ quindi giusto dire che solo per l’affitto AC 1 mi ha dato frs 6150.- I soldi me li ha sempre dati AC 1 in contanti.”
AC 2 in proposito ha costantemente confermato le affermazioni iniziali, che trovano riscontro nelle parole del AC 1 (classificatore 3 AI 2.14, verbale di confronto AC 1/AC 2 4 luglio 2007, pag. 3: “
E’ vero che io ho consegnato personalmente i circa fr. 6000.- a AC 2
”). Egli afferma però che vi sarebbe un’altra persona, non però uno dei coinquilini fermati con lui il 5 dicembre 2006, che avrebbe contribuito, ciò che il AC 2 avrebbe saputo. Di questa persona non vi è però, di fatto, alcuna traccia nell’incarto, nemmeno un nome di fantasia, essendo il AC 1 stato ancor più vago del solito. AC 2 ha detto unicamente di aver visto in due occasioni un amico di AC 1 che “
sarebbe dovuto venire ad abitare con AC 1
” (verbale citato, pag. 3) e di non potere escludere che parte del denaro sia stata data da un terzo. Decisamente troppo poco perché la Corte possa dar credito alla versione del AC 1, dovendosi perciò anche in questo caso prestare fede all’evidenza del fatto che i fr. 6'150.- spesi a tal titolo si trovavano nella disponibilità del AC 1, per il che gli devono essere imputati come provento del suo traffico di cocaina.
6.5
Sempre per la voce “spese per l’alloggio”, è emerso che il AC 1 per un certo periodo ha alloggiato presso l’Hotel Besso di _ . Nel proprio verbale 1° febbraio 2007 egli aveva chiaramente ammesso di esserci stato dal 7 gennaio al 14 maggio 2006 (classificatore 2, AI 1.10, all. 7, pag. 1), ciò che del resto era confermato dal gestore dell’albergo Vittorio Castro, che ha riconosciuto in fotografia l’accusato, che egli conosceva con le false generalità di AC 1 con cui si era registrato (classificatore 2, AI 1.10, all. 36 verbale 18 dicembre 2006 di Vittorio Castro, pag. 1 e 2:
“
Per AC 1 (Doc. A) posso affermare con certezza che lui ha preso una camera la prima volta il 7.1.2006. Da quel giorno posso affermare che questa persona è stato ospite presso il mio hotel sino al 14.5.2006. Praticamente ha soggiornato tutti i giorni nella camera 27. In questi mesi ha lasciato l’albergo al massimo 3-4 volte per 1 o 2 notti. Quindi al massimo può essersi assentato 8 giorni. E’ quindi giusto dire che AC 1 mi ha pagato la stanza per circa 4 mesi di fila. Il prezzo della stanza era saldato giornalmente da lui stesso a contanti al prezzo di frs 70.- la notte. Stimo quindi che AC 1 ha pagato un totale di almeno frs 8400.- (120 giorni x 70.- frs). Questa persona mi pagava giornalmente la somma dovuta in contanti, capitava che qualche giorno non avesse i soldi a disposizione e mi saldava il giorno dopo. ADR: che AC 1 non mi deve più denaro. Aggiungo inoltre che questa persona sembrava dovesse fermarsi una notte ma rimaneva sempre, non ha mai avuto problemi nel pagare la stanza. (...) Preciso però che AC 1 riceveva a volte visita da un’altra persona africana che è quella che vedo nel DOC B (ndv trattasi di _). (...) In merito ad _ (DOC B) posso dire che lui si è fermato la prima volta il 23.1.2006 ed ha soggiornato nella stanza di AC 1. Di seguito _ arrivava sporadicamente nel mio albergo, arrivava a volte la mattina verso le 9:00. Sembrava che non avesse dormito tutta la notte, andava in stanza e si “buttava giù” un attimo. Questo può essere capitato 5 o 6 volte nel corso dei mesi di fine gennaio 2006 e febbraio 2006. _ è sempre stato ospite nella stanza di AC 1. Per queste volte _ doveva pagare un supplemento, una differenza di circa 50.- frs in più, questi soldi sono stati pagati ma non sono in grado di dire se da _ stesso oppure da AC 1. Stimo che possano aver pagato in totale un supplemento di frs. 200.-.”
Allorché gli inquirenti hanno contestato all’accusato di avere speso così fr. 8'400.- e gli hanno chiesto spiegazioni in merito, AC 1 ha parzialmente ritrattato, sostenendo di avere alloggiato in albergo per soli 2 mesi e pretendendo che egli non sarebbe stato l’unico occupante della stanza, ma la stessa sarebbe stata locata in quel periodo anche ad altre persone, anch’esse registratesi sotto le false generalità di AC 1 (classificatore 3, AI 2.13, verbale AC 1 4 luglio 2007 pag. 1 e 2). Questa nuova versione, priva di riscontri oggettivi e contraddetta dalle precise dichiarazioni del Castro, non ha convinto la Corte, che l’ha ritenuta espressione dell’ennesimo tentativo di ridimensionare le proprie responsabilità messo in atto dal prevenuto allorché ha intuito il significato dell’interesse degli inquirenti per l’entità dei suoi disborsi.
La Corte in queste circostanze non ha motivo di dubitare che il AC 1 abbia speso almeno fr. 8’400.- per alloggiare presso l’Hotel Besso tra il 7 gennaio ed il 14 maggio 2006, importo che gli deve perciò essere computato.
6.6
Vanno poi conteggiati anche i soldi sequestrati al AC 1 al momento del fermo, circa fr. 1’640.-, denaro che per sua ammissione è provento delle vendite di cocaina (classificatore 2, AI 1.10, all. 5, verbale 2 gennaio 2007, pag. 1).
6.7 AC 1
risulta avere speso complessivi fr. 1’740.- per ricaricare il suo telefono cellulare nei soli mesi compresi tra aprile e novembre 2006 (classificatore 2, AI 10, all. 17), il che lascia spazio per ritenere che in verità i costi telefonici dell’accusato per l’intero periodo siano stati ben superiori.
6.8 AC 2
ha dichiarato che nel periodo di locazione dell’appartamento di via _ egli si prestava a fare commissioni per il AC 1 e per i coinquilini, e che a tal titolo, principalmente per gli acquisti di generi alimentari, il AC 1 gli avrebbe consegnato fr. 100.- ogni due giorni (classificatore 3, AI 2.14, verbale di confronto AC 1/AC 2, pag. 4).
In aula il AC 2, pur considerate le sue assenze (trasferta di 3 settimane il _, espiazione di una pena carceraria), ha quantificato l’importo ricevuto a tal titolo in complessivi ca. fr. 3’000.-.
AC 1, dopo avere inizialmente negato di aver dato soldi a AC 2, ha ammesso a confronto (AI 2.14, pag. 4) che
“a AC 2 davamo soldi a dipendenza di quello che avevamo bisogno per la nostra sussistenza. Gli davamo soldi sia io che _ ”.
Anche volendo ammettere che in alcune circostanze isolate i soldi siano stati dati da _ , la stima fatta dal AC 2 appare verosimile ed in ogni caso non eccessiva. Non vi è dubbio infatti che gli inquilini di via _ abbiamo dovuto provvedere al proprio sostentamento ed è pacifico, vista la capacità di provvedere al canone di locazione, che la situazione economica era in quel momento favorevole (ovvero le vendite di cocaina andavano bene). Non vi è quindi motivo di dubitare di una spesa complessiva in quel periodo settembre-novembre 2006 di fr. 2'000.-/3'000.-.
6.9
AC 1 ha evidentemente dovuto sostentarsi anche prima di trasferirsi in via _ , ovvero nel periodo compreso tra metà giugno 2005 e fine agosto 2006. In assenza di dati oggettivi, e volendo effettuare un calcolo rigoroso, favorevole all’imputato, la Corte ha ritenuto a suo carico un importo forfetario di fr. 20.- al giorno per 400 giorni. Ne consegue un totale di fr. 8'000.-, anch’esso da ascrivere all’accusato come provento del traffico di droga.
6.10
Tirando le somme, questa Corte ha accertato che nel periodo giugno 2005 - novembre 2006 AC 1 risulta avere potuto disporre di un importo di complessivi circa fr. 64'000.-.
Tenuto conto che per talune voci di computo (invii di denaro, spese telefoniche) gli
importi esposti sono sicuramente parziali perché sono accertati dati solo per una parte del periodo di latitanza del AC 1, e che altre voci (per tutte quella relativa al sostentamento) sono computate in modo più che prudenziale, l’importo di fr. 60'000.- di cui all’atto di accusa trova sicuro riscontro anche nella remota ipotesi che l’una o l’altra delle giustificazioni del AC 1 (in particolare quella relativa alla partecipazione di un terzo alle spese per l’appartamento) dovesse corrispondere a verità.
La Corte, ritiene pertanto accertato che AC 1 abbia guadagnato almeno fr. 60'000.- con le proprie vendite di cocaina nel periodo metà giugno 2005 – 5 dicembre 2006.
7.
Stabilito ciò, la quantificazione del volume delle vendite dell’accusato dipende dalla determinazione del margine di guadagno unitario, fissato dalla pubblica accusa in fr. 70.- per grammo.
Per verificare questo dato la Corte ha in primo luogo considerato le affermazioni dell’accusato medesimo, non senza disattendere come egli abbia progressivamente aumentato il proprio margine di utile in corso d’inchiesta, coerente con le predette dichiarazioni con cui tendeva a ridurre gli importi di denaro a sua disposizione.
Nei primi verbali, in effetti, AC 1 aveva affermato che (classificatore 2, AI 1.10, all. 3, verbale 15 dicembre 2006, pag. 2): “
io vendevo bolas da 1 grammo o 0.5 grammi al prezzo di 80.- chf per bolas da 1 grammo e 40.- chf per bolas da 1/2 grammo”.
Così anche a pag. 3: “
Quando io non ero ancora in appartamento, acquistavo da queste persone la cocaina che era 10 grammi per volta e loro preparavano le bolas per me. Io pagavo 600.- fr. se i 10 grammi erano in blocco mentre 650.- fr. (cioè 50 franchi in più) se i 10 grammi li ricevevo già in bolas preconfezionate. Di seguito le rivendevo al prezzo di 80/100 fr. la bolas da 1 grammo e 40/50 quella di 1⁄2 grammo.”
Stessero queste indicazioni, AC 1 avrebbe acquistato a fr. 60.-/65.- al grammo e rivenduto a fr. 80.-/100.- al grammo, con un margine di profitto oscillante tra i fr. 15.- e i fr. 40.- al grammo. In tale ipotesi, anche ammettendo il dato a lui più favorevole di fr. 40.- al grammo, si avrebbe che per racimolare i fr. 60'000.- da lui guadagnati sarebbe stato necessario vendere ben 1500 grammi di cocaina.
AC 1 ha però in seguito rivisto i propri conteggi, in specie al riguardo del contenuto delle sue bolas. Infatti, fermo restando il prezzo di acquisto, egli ha precisato che con 10 grammi di cocaina avrebbe confezionato 14/15 bolas da 0.7/0.8 grammi, che poi avrebbe rivenduto ad un prezzo variabile tra fr. 80.- e fr. 100.- (classificatore 3, AI 2.6, verbale 19 aprile 2007, pag. 2), per il che con un investimento di fr. 600.-/650.- egli avrebbe ricavato da fr. 1'120.- (fr. 80.- x 14), sino a fr. 1'500.- (fr. 100.- x 15), conseguendo perciò sino a fr. 90.- di utile per grammo venduto.
Rilevato che, stranamente, in questa nuova versione non sono più contemplate le bolas da 0.4/0.5 g, la Corte ritiene che pur volendo effettuare calcoli favorevoli all’imputato, le leggi del mercato (libera concorrenza, ridotta disponibilità di denaro per parte degli acquirenti), valide anche in questo genere di traffici, impongano di computare in suo favore solo un margine di guadagno medio (specie in considerazione delle sue predette iniziali dichiarazioni di ben diverso tenore), ossia non più di fr. 70.- al grammo, e non necessariamente il teorico utile massimo possibile.
Ammesso un comunque ragguardevole utile di fr. 70.- per grammo di cocaina venduto, si ha che gli 850 grammi ritenuti nell’ipotesi accusatoria comportano un profitto complessivo di fr. 59'500.-, per il che è il caso di dire che i conti tornano.
La Corte, in base a quanto sin qui esposto, accerta pertanto la correttezza dell’addebito al AC 1 di avere venduto almeno 850 grammi di cocaina.
8.
Sull’accusa a carico di AC 1 di atti preparatori per
2 kg di cocaina
AC 1, in due occasioni (il 2 e il 7 ottobre 2006), ha inviato a _ a tale _ complessivi USD 6’495.-, ciò che egli ammette.
Inoltre, sul suo telefono cellulare sono stati rinvenuti parecchi messaggi sms da o per l’utenza peruviana, che AC 1 ammette essere riconducibile alla _ , il cui testo si presta ad essere collocato nel contesto di transazioni miranti al traffico di stupefacenti.
Tra i vari messaggi, spiccano, per eloquenza, i seguenti (classificatore 2, AI 1.10, verbale 22 dicembre 2006, all. 4, allegato D, sottolineature della Corte):
- 23.11.2006, n. 2, in entrata:
“
hi AC 1, sorry again! i can imagine so worry u must be, it didn’t work cuz i have the police behind me, this time they didn’t catch the items but to much question to me, it’s a long story, my organization says it’s better to be quiet without travelling at least till christmas, these party times they are busy in other thing. i have all the stuff ready for next trip. we can’t send another guy to
europe
cuz of the language, they only speak spanish, not good for dealing, but if u want it now u can send somebody to carry it under our control and connection. (...)”
- 05.12.2006, n.41, in entrata:
“
Hi AC 1, I’ve had a meeting with the big boss of the organisation, he has left clear up the next flight to europe the minimum stuff to carry is going to be 8 kg, 6500eur kg and payment of the 30% before leaving Peru, means 15600eur. I told him that u are going to pay all the rest in switzerland, he is not agree, he said yes or yes all the 30% payment must be done before, otherwise he said it doesn’t work. He only needs your connection for future deals, cuz he said u are going to get more and much more of 6500eur for each one, it’s a gift he wants to give u now to see how good are u going to be paying all the rest in 48hrs over there, this morning at 11am we have another meeting with all the people, he wants to ask u by sms when can u send the rest.”
- 05.12.2006, n. 42, in entrata:
“
so he wants to know when can u send the rest of the 30% to show him if it works with u or not, those hollands had make him change his mind, cuz they offer him more! I don’t know what to do, he make me nervous is a fucking one, u know he is half from
israel
and half peruvian.”
- 05.12.2006, n. 44, in entrata:
“
he told me, all is planed to leave the 20, I go with other 2 guys each one has to carry 6kg, I’m carrying too”
Non è difficile, anche per un lettore non smaliziato, comprendere come il AC 1 sembri essere in attesa dell’invio per via aerea di una non precisata quantità di merce (“
stuff
”) del costo di 15'600.- Euro al kg, pagabili per il 30% in anticipo, merce per la quale AC 1 avrebbe già versato dei soldi, anche se non l’intero acconto, come si deduce dal fatto che il “grande capo dell’organizzazione” sarebbe in attesa del “
rest of the 30%
”. La merce, già pronta, dovrebbe arrivare, in ragione di 18 kg, il giorno 20, trasportata dalla _ e da due altre persone. La natura illecita del traffico è esplicitamente segnalata, se ve ne fosse bisogno, dal riferimento alla polizia, che sarebbe stata alle calcagna della _ .
9.
Interrogato al riguardo, AC 1, in uno sprazzo di sincerità, ha ammesso che in questi messaggi si parla di stupefacenti (classificatore 2, AI 1.10, verbale 22 dicembre 2006, all. 4, pag. 4, 7 e 8). Ciò nonostante, egli in quel verbale ha nondimeno negato ogni responsabilità, pretendendo che inizialmente egli avrebbe trattato con la _ l’acquisto di non specificati documenti spagnoli occorrenti per la stipula di un matrimonio combinato, e che per questo motivo, e non per fatti di droga, egli le avrebbe inviato il denaro. I documenti non sarebbero mai stati inviati, mentre che la _ , una volta ricevuti i soldi, avrebbe preso a parlare di droga, per il che egli l’avrebbe assecondata nella speranza di potere riavere i propri soldi. La medesima, inverosimile versione dei fatti il AC 1 l’ha raccontata anche al Procuratore Pubblico (classificatore 3, AI 2.13, verbale 4 luglio 2007, pag. 2 e 3), ripetendola quindi al dibattimento.
La Corte non ha creduto nemmeno per un istante ad una simile stravaganza. A non averne dubbi, mai, nei messaggi che si trovano in atti, vi è menzione alcuna a documenti di sorta o a matrimoni, né vi sono richieste di restituzione di denaro da parte dell’accusato. Egli non è comunque così sprovveduto da spedire a sconosciuti in un altro continente un’ingente somma, frutto delle sue fatiche di spacciatore, per ottenere non precisati documenti matrimoniali che oltretutto mai avrebbe potuto utilizzare in Svizzera in assenza dei suoi documenti personali, a suo dire non esistenti. Ancor più inverosimile sarebbe la tesi secondo cui l’astuta truffatrice _, una volta ottenuto il denaro, invece di sparire nel nulla come farebbe un bravo truffatore sarebbe stata così insensata da iniziare ad interloquire con lui, falsamente e senza motivo apparente, su faccende di droga, ciò che non è privo di pericoli, specie quando si discute nell’ordine di grandezza delle decine di chili.
Vero è perciò che il AC 1 su questo tema mente spudoratamente (lo stesso difensore in arringa ha preso distanza dalla tesi dell’accusato, rimettendosi sul tema al giudizio della Corte), così come è vero che egli ha inviato soldi in _ per effettuare il pagamento anticipato del 30% della cocaina (ovvero lo stupefacente usualmente venduto dal AC 1 e per il quale il Sudamerica è una tipica fonte d’approvvigionamento) che gli doveva essere inviata. Dai messaggi si capisce chiaramente che i 6'500.- U$ da lui inviati non erano sufficienti a coprire il 30% del prezzo del quantitativo da lui ordinato, visto che egli viene sollecitato due volte (sms n. 41, in fine e n. 42) a spedire la rimanenza, ciò che non ha potuto fare già solo per essere stato arrestato quello stesso 5 dicembre 2006.
Ma anche volendo computare solo il denaro da lui inviato, si ha che, stante il prezzo di Euro 6'500.- al kg (cfr. sms n. 41), il denaro inviato corrisponde a circa Euro 4'670.-, i quali sono il 30% dell’importo di Euro 15'560.-, a loro volta corrispondenti a circa 2.4 kg di cocaina.
Che l’imputato abbia compiuto atti preparatori in vista dell’acquisizione di 2 kg di cocaina, come imputatogli nell’atto di accusa, è pertanto sicuramente vero, così come è vero che egli ha in realtà inteso acquistare un non determinato quantitativo superiore.
10.
Sulla partecipazione degli accusati all’invio di 3 kg di cocaina dal _
Come già anticipato (cfr. consid. 6.3), AC 2 ha raccontato agli inquirenti di essersi recato, su richiesta di AC 1, ad _ e poi a _ per effettuare un trasporto di cocaina per conto del citato “_ ”. L’operazione non è però andata a buon fine perché il AC 2, esasperato dai ritardi, dopo circa tre settimane ha deciso di rientrare in Europa, chiedendo a tal scopo aiuto al AC 1, che, tramite terze persone, gli ha inviato in _ il denaro necessario per il viaggio di ritorno. Questo il dettagliato racconto del AC 2 (classificatore 2, AI 1.9, all. 3, verbale 20 febbraio 2007, pag. 7 e segg.):
“
Una settimana prima della mia partenza per il _ , erano gli inizi di ottobre, AC 1 mi diceva che un suo amico in _ stava cercando qualcuno per fare un viaggio di cocaina dal _ . Il viaggio doveva seguire il tragitto _ / _ . AC 1 mi diceva che si trattava di portare un quantitativo variante tra i 2 ed i 3 kg di cocaina. Quale compenso a lavoro ultimato avrei avuto 10000.-- frs. o 10000 Euro. Ora non ricordo con precisione di che valuta si parlava. In più io sarei stato spesato per quanto concerneva il viaggio e la mia permanenza in _ . La cocaina doveva essere portata fino ad _ . lo come già detto nei precedenti verbali in quel periodo ero a corto di denaro e pertanto accettavo la proposta. Pertanto un bel giorno AC 1 mi diceva che il giorno seguente sarei dovuto partire per _ dove avrei incontrare colui che organizzava il trasporto. Questa persona tra l'altro era anche uno a cui sempre per conto di AC 1 avevo inviato varie volte denaro in _ . Questa persona usa quale nominativo _ ma in verità so che si chiama _ (non so se sia il nome di battesimo o il cognome) o almeno AC 1 lo chiamava così al telefono. Anche questa persona è un nigeriano. AC 1 mi dava un numero di telefono olandese che io memorizzavo nel mio telefono e che avrei dovuto poi chiamare in prossimità del mio arrivo. lo con me avevo un numero di telefono con tessera non registrata che mi aveva dato AC 1 per il viaggio. Quando sono arrivato in _ ho chiamato il numero olandese e in stazione mi sono trovato con _ o _ che dir si voglia (in seguito chiamerò questa persona _ ) Confermo che in _ ero andato a mezzo treno, il biglietto l'avevo pagato con i 3000 o 4000 frs che mi aveva dato AC 1. La rimanenza di questo importo l'ho consegnata poi a _ come da disposizioni ricevute da AC 1. _ era un fornitore di cocaina di AC 1, come facesse arrivare la cocaina a AC 1 io non lo so. So solo che parecchi soldi me li faceva inviare a questo _ alias _ . I soldi che ho consegnato a _ da parte di AC 1 erano a saldo di uno scoperto che AC 1 aveva nei suoi confronti. Ad _ con _ sono andato a casa sua che si trova in periferia. Ricordo che era un palazzone pieno di persone di etnia africana. Non sono in grado di indicare la via. Lui aveva un appartamento in alto poteva essere 4° /5°/6° piano. Vive da solo. A casa sua _ mi consegnava i biglietti aerei e 3000 $USA che mi sarebbero dovuti servire quali argent de poche. lo nell'appartamento consegnavo il denaro datomi da AC 1 che era l'importo datomi a _ meno i 300 fr. circa spesi per il viaggio sino ad _ (pertanto ho dato circa 2700 o 3700 frs). Mi diceva che in _ avrei dovuto contattare un tale _ ad un numero _ no che mi consegnava su di un biglietto. Questo _ mi avrebbe raggiunto nell'albergo dove io pernottavo. Il nome dell'albergo dove dovevo andare mi era stato dato da _ . Da _ , su sua richiesta, lasciavo la tessera SIM Card che mi era stata data da AC 1 (per questo motivo successivamente comprerò la tessera _ na). Il giorno dopo il mio arrivo ad _ partivo per _. Andavo all'hotel indicatomi ma era completo pertanto chiamai _, al numero. precedentemente datomi, e _ mi mandò un suo amico a ritirare i 3000 $USA. Questa persona, quando la incontrai, mi disse di andare in un altro albergo e aspettare il giorno seguente. Il rientro per _ , così come iscritto sui biglietti in mio possesso, doveva avvenire dopo una settimana. lo trovavo una camera all'hotel _. Qui il giorno seguente arriva _ che mi portava della valuta _ na che mi sarebbero dovuti servire per vivere. Faccio presente che sia _ che l'amico erano di etnia africana e meglio nigeriana. Sta di fatto che il tutto si è protratto per 22 giorni. Ho anche cambiato qualche hotel. Era sempre _ che veniva ogni tanto e mi portava del denaro dicendo che dovevo aspettare. _ mi diceva pure che si trattava di trasportare tra i 3 ed i 5 kg di cocaina e non i 2 o 3 come dettami in precedenza da AC 1. _ mi aveva pure confidato che sarebbe andato a comperare una valigia per occultare lo stupefacente. Ritengo che sarebbe stato utilizzato il sistema del doppio fondo. Il problema che era sorto doveva essere correlato alla "strada" cioè loro dovevano avere un passaggio garantito ma però in quel momento per motivi a me non noti vi era qualche problema. Dopo due settimane io ho acquistato una tessera _ na nuova e poi ho preso contatto con AC 1 dicendogli che volevo tornare perché ero stufo di aspettare. E' capitato che ho sentito anche _ e lui mi invitava ad avere pazienza, ma io non ne potevo più di stare li in albergo. Pertanto mi facevo mandare ancora del denaro da AC 1 e acquistavo un biglietto di ritorno fino a _. AC 1 una volta che sono tornato a _ ha avvisato _ del mio ritorno. Chiaramente quando ho lasciato il _ me ne sono guardato dall'avvisare _.”
AC 2 ha ripetuto il proprio racconto anche al Procuratore Pubblico, precisando che l’importo consegnatogli da AC 1 e destinato a “_ ” era di fr. 4’000.-, e non di soli fr. 3'000.-.
In aula egli ha precisato di essere certo che “_ “ e _ (cioè il destinatario di parte dei trasferimenti di denaro che AC 1 ha fatto fare dal AC 2 tramite _) sono la stessa persona per avere visto a casa di questi, appoggiati su di un tavolino, due suoi passaporti con queste identità (cfr. anche AI 2.14, pag. 4).
Tolta la contestazione sull’ammontare consegnato al AC 2 (si sarebbe trattato di soli fr. 2'000.-), AC 1 ha per sua parte sostanzialmente confermato il racconto del coimputato. Egli ammette pertanto di avere chiesto al AC 2, per conto di “_ ”, se era disposto ad eseguire il trasporto. A dire del AC 1, _ sarebbe un suo compaesano, residente in _ , con il quale avrebbe saltuari contatti telefonici. Egli non lo avrebbe però mai incontrato ed ignorerebbe pure la sua vera identità. In relazione all’episodio in parola, AC 1 ha raccontato che nel settembre 2006 “_ ” l’ha contattato chiedendogli se conosceva qualcuno disposto a fungere da corriere per la droga. Egli ha quindi proposto l’affare a AC 2, che ha accettato classificatore
3, AI 2.6, verbale AC 1 19 aprile 2007, pag. 4):
“
ADR fu _ , telefonandomi un giorno, a chiedermi se conoscevo qualcuno da mandare in _ a comperare della cocaina da portare in Europa. Si trattava di un affare in cui io non avrei avuto alcuna partecipazione. Ne parlai quindi con AC 2 dicendogli che, come riferitomi da _ , avrebbe ottenuto per questo suo servizio fr. 10'000.- Il compenso gli sarebbe stato versata direttamente da _ .”
Se gli accusati concordano sul ruolo di reclutatore avuto dal AC 1, le loro versioni divergono invece sul quantitativo di stupefacente che avrebbe dovuto trasportare AC 2.
AC 1 ha negato di aver saputo quanta droga avrebbe dovuto essere trasportata (cfr. il suo verbale citato, pag. 4, “
né io né lui
[AC 2]
sapevamo quale quantitativo di cocaina avrebbe dovuto essere preso in consegna
”), mentre che AC 2 ha asserito che questi gli avrebbe parlato di 2/3 chili. Giunto a _ egli avrebbe però appreso da _ che il quantitativo era superiore e si sarebbe aggirato sui 3/5 chili.
In aula AC 2 ha ribadito di aver chiesto a AC 1 quanta cocaina avrebbe dovuto trasportare. Egli gli avrebbe risposto di non saperlo, ma che verosimilmente si sarebbe trattato di 2/3 chili. Quanto all’indicazione di un quantitativo di 3/5 chili, AC 2 ha affermato essersi trattato di una sua deduzione dopo aver visto la borsa (“
un valigione
”) in cui sarebbe stata occultata la droga, e non di un’affermazione di _. A domanda del presidente della Corte, egli ha però dato atto che per lui trasportare 2/3 chili o 5 non avrebbe fatto differenza.
Per sua parte, in aula AC 1 ha nuovamente negato di aver parlato col AC 2 di un quantitativo di 2/3 chili di cocaina. Egli ha però ammesso di sapere che per 1 chilo di stupefacenti i corrieri verrebbero pagati fr. 5/6’000.- (cfr. anche verbale il verbale di confronto AI 2.14, pag. 3), per il che è chiaro alla Corte che dal compenso indicato dal _ il AC 1 può e deve avere dedotto che il viaggio del AC 2 poteva riguardare almeno un paio di chili. D’altronde, anche senza necessità di far capo all’eventuale tariffario, è logico ed evidente che gli elevati costi dell’invio dello stupefacente (spese e compenso del corriere) possono essere ammortizzati solo con l’invio di un quantitativo ragguardevole di stupefacente. A fronte di queste contestazioni lo stesso AC 1 ha dovuto infine ammettere che non si viene inviati in _ dall’_ per ritirare pochi etti di cocaina.
Quanto al compenso spettante al AC 2, AC 1 ha confermato essersi trattato fr. 10'000.-, mentre che il AC 2 ha ammesso di non ricordare se si era parlato di franchi o Euro.
11.
Così accertati i fatti la Corte ritiene provato che i due accusati hanno partecipato, anche se con funzioni diverse, all’organizzazione di un viaggio in _ avente per fine l’acquisto ed il trasporto in Europa di un importante ma imprecisato quantitativo di cocaina, che la Corte stima essere stato, negli intenti e secondo le dichiarazioni delle parti, nell’ordine di grandezza dei 3 chili.
Dal profilo giuridico, non vi è dubbio che per il AC 2, volato in _ e quivi rimasto per circa tre settimane in attesa della cocaina da trasportare, si tratti di partecipazione a titolo principale in atti preparatori ad infrazione aggravata alla LFStup, oltretutto (ciò che diverrà tangibile in sede di commisurazione della pena) di notevole intensità. La difesa ha invero addotto per lui un’ipotesi di complicità, ciò che la Corte può spiegare unicamente con la malintesa percezione degli istituti dell’atto preparatorio e/o della correità e complicità in tema di LFStup.
Quanto alla posizione del AC 1, risulta manifesto che, a prescindere dalla distinzione tra partecipazione a titolo principale o accessorio, il suo ruolo è sicuramente stato di assai minore rilievo rispetto a quello del AC 2 (ciò che, analogamente, influisce sulla commisurazione della pena, nel senso che non vi sarà soverchio aggravamento della sua posizione a seguito dell’episodio).
Per quanto attiene la qualifica giuridica della sua partecipazione, il Procuratore Pubblico nell’atto di accusa ha ritenuto di addebitargli la sola complicità in atti preparatori ad infrazione aggravata alla LFStup. Potendovi essere discussione in proposito, il Presidente della Corte ha formulato per il AC 1 una subordinata giusta l’art 250 CPP, prospettando che egli abbia agito come autore principale e non solo come complice.
Nella valutazione, la Corte ha alfine optato per quest’ultima qualifica giuridica, non potendo essere considerato semplicemente complice colui che, come il AC 1, procede al reclutamento di un corriere, mantenendo poi il contatto (telefonico) con l'organizzazione e anticipando al corriere il denaro per il biglietto del treno. Reperire persone disponibili al compimento di un atto criminoso è in genere da considerare un contributo determinante al progetto illecito, a maggior ragione se si considera il ruolo centrale ed indispensabile del corriere (anche se solitamente sottopagato e privo di potere decisionale) nell’ambito di un traffico internazionale di stupefacenti. Detto altrimenti, si ha che per giudicare del grado di partecipazione del AC 1 va tenuto conto che egli ha reperito un correo, il trasportatore senza il cui contributo il traffico internazionale di droga non può essere concretizzato. Anche se non risulta che il AC 1 abbia altrimenti partecipato alla pianificazione dell’operazione, che per quanto è dato di sapere era gestita dal suo amico _ /_ , e che nemmeno si può ritenere che egli ne abbia tratto un diretto beneficio economico, la rilevanza del suo contributo non poteva non essere chiara al AC 1, e difatti, come lui stesso ammette, il _ gli aveva immediatamente offerto di prelevare un proprio compenso facendo la cresta su quello del AC 2, ciò che egli afferma di avere rifiutato (classificatore 3, AI 2.14, verbale di confronto AC 1/AC 2, pag. 4), il che però nulla muta al grado della sua partecipazione.
Per la Corte, in definitiva, AC 1, individuando nel AC 2 una persona disponibile a fungere da corriere, e nel chiedere ed ottenere il suo consenso, ha frangente agito come correo, e non solo complice, negli atti preparatori al traffico di almeno 3 kg di cocaina dal _.
12.
Sull’imputazione di ripetuto riciclaggio di denaro
L’atto d’accusa (punto 2) imputa ai prevenuti, in correità, il ripetuto riciclaggio di denaro per fr. 23'967.- in relazione alle spedizioni all’estero tramite agenzie Wesrtern Union dei proventi del traffico di stupefacenti.
Già si è detto che il AC 2 ha ammesso la correttezza dell’addebito, avendo riconosciuto di avere effettuato le spedizioni e di essere stato consapevole della natura del denaro inviato.
AC 1 nega invece le proprie responsabilità, riconoscendo unicamente di avere disposto 3 dei versamenti in questione.
Una volta di più, le sue professioni di innocenza non hanno convinto la Corte. Come si è già detto diffusamente al consid. 6.1, egli deve lasciarsi imputare la chiara chiamata in correità del AC 2, ed è quindi accertato che AC 1 ha chiesto al AC 2 di trasferire alle persone indicate al punto 2 AA (tra cui, a tre riprese, al già citato _ ) complessivi fr. 23'967.- provento del traffico di cocaina, poco importa se del suo traffico oppure (limitatamente ai fr. 1'620.- destinati a _ ) quello di altro spacciatore, in concreto l’_ . Giuridicamente si tratta di un atto di riciclaggio di denaro, ed è pertanto corretta l’imputazione a carico dei prevenuti, laddove al AC 1 avrebbero comunque potuto essere addebitati anche i fr. 4'000.- dati al AC 2 affinché li portasse ad _ e i fr. 795.- inviatigli in _ per comperarsi il biglietto aereo di ritorno.
13.
Sulle altre imputazioni a carico di AC 1
AC 1 ha riconosciuto di avere offerto a AC 2 di 3 grammi di cocaina, cosi come descritto al punto 1 a) iii AA (verbale dibattimentale, pag. 4).
14.
Egli contesta di contro di essere il proprietario dei 7.71 grammi di cocaina occultati in una ciotola nella propria abitazione e rinvenuti al momento del fermo (punto 1a) iv AA).
La contestazione è al limite del puerile, visto il modico quantitativo in discussione. Gli inquirenti nell’appartamento hanno infatti rinvenuto complessivamente oltre 70 grammi di cocaina, di cui solo 7.71 grammi vengono attribuiti al AC 1. Questo perché i coinquilini _, molto più onestamente di lui, hanno riconosciuto di essere i proprietari della quasi totalità della droga rinvenuta al momento del fermo (segnatamente quella occultata in una giacca ed in una sedia), distanziandosi di contro da quella non di loro pertinenza, e perciò necessariamente appartenente al qui imputato.
Egli è del resto dichiaratamente uno spacciatore di quella sostanza, e al momento del fermo disponeva di ca. fr. 1'600.- guadagnati in quel modo, ed è perciò del tutto normale (sarebbe strano il contrario) che egli disponesse di un certo quantitativo del prodotto che vende. In queste circostanze le dichiarazioni dei due coinquilini equivalgono ad una (indiretta) chiamata di correità nei suoi confronti, la quale è rispondente ad una chiara logica, comporta comunque l’ammissione di responsabilità personali maggiori di quelle addossate al qui accusato, ed è pertanto in definitiva da ritenere attendibile, ancorché formulata da soggetti le cui dichiarazioni sono di regola limitatamente affidabili. L’imputazione merita perciò piena conferma.
15. AC 1
deve inoltre lasciarsi imputare d’aver messo a disposizione di _ il suo appartamento in via _ a _ sapendo che questi lo avrebbero utilizzato per la preparazione ed il commercio di cocaina, così come esposto al punto 1 a) v. AA. Anche se a denti stretti, in aula il prevenuto ha di fatto ammesso l’addebito, dichiarando che “
questo è un errore che ho fatto
” (verbale dib. pag. 4).
16.
Egli è dipoi reo confesso di infrazione alla LDDS per aver soggiornato in Svizzera da giugno 2005 a dicembre 2006 pur sapendo che la sua domanda d’asilo era stata respinta in via definitiva e che egli era tenuto a lasciare la Svizzera (punto 3 b) AA; verbale dibattimentale, pag. 4).
17.
Al AC 1 va pure ascritta la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti per aver consumato saltuariamente della marijuana (punto 4 b) AA; ciò che egli ha ammesso (verbale dibattimentale, pag. 4).
18.
La Corte ha di contro prosciolto il AC 1 dal reato di pornografia (punto 5 AA). Il solo rinvenimento sul suo PC di un filmato di pornografia vietata, costitutivo dell’ascritto reato, non è stato ritenuto una prova sufficiente a suo carico. Nella valutazione la Corte ha infatti considerato che il computer era utilizzato anche da altri occupanti dell’appartamento, ed in particolare dal _. AC 2, che frequentava l’appartamento, ha inoltre dichiarato al dibattimento di avere visto il _ utilizzare il PC per visionare filmati pornografici, ma non invece il AC 1. Dal che, stante il dubbio sull’autore del reato, il proscioglimento del qui accusato.
19.
Sulle altre imputazioni a carico di AC 2
AC 2 è reo confesso dei fatti descritti ai punto 1 b) ii e 1 b) iii AA, avendo ammesso d’aver venduto in più occasioni per conto di AC 1 e di _ complessivamente 28 grammi di cocaina sottoforma di bolas in cambio di un modico compenso (verbale dibattimentale, pag. 4). Anche in questo caso è del tutto pacifico che chi si presta ad effettuare consegne di stupefacente e/o a incassare il relativo prezzo per conto terzi è autore colpevole dell’infrazione alla LFStup, e non certo un semplice complice del dominus del traffico.
20. AC 2
ha poi riconosciuto la correttezza dell’addebito di atti preparatori in vista della compravendita di un non precisato quantitativo di cocaina tra _. Egli ha infatti ammesso di aver effettuato per conto del Kabah un test di purezza sulla cocaina che avrebbe dovuto essere venduta (verbale dibattimentale, pag. 4). Il test ha poi avuto esito negativo e la transazione di conseguenza non si è perfezionata. Appare comunque del tutto corretta, anche dal profilo giuridico, l’ascritta imputazione di atti preparatori.
21.
Quo al punto 1b) v AA, AC 2 ha ammesso di aver funto da intermediario per Kabah e di averlo aiutato nel trasporto della cocaina da lui acquistata chiedendo a _ di mettere a disposizione se stesso come autista e la propria vettura, e soprattutto accompagnando personalmente il _, non lontano dalla stazione FFS, a ritirare una partita di cocaina, e quindi rientrando con loro e lo stupefacente sino in via Torricelli.
Interrogato dal presidente della Corte, AC 2 ha dichiarato di ignorare la quantità di cocaina ritirata dal Kabah (verbale dibattimentale, pag. 4) e l’indicazione di 300 grammi sarebbe da ricondurre ad un gesto, forse mal interpretato, fatto con le mani da quest’ultimo. Arrestato il giorno dopo, _ è però stato trovato in possesso unicamente di 100 grammi di cocaina, per il che vi è motivo di credere che questo fosse il quantitativo ritirato, essendoci stato ben poco tempo per vendere o ulteriormente consegnare la maggior quantità di 200 grammi. Lo stesso Kabah, del resto, ha dichiarato di avere acquistato e ritirato unicamente 100 grammi di cocaina (mappetta inc. 98.2007, AI 1, verbale 9 maggio 2007 di _, pag. 6).
Il ruolo svolto dal AC 2 nella circostanza appare tutto sommato secondario ed accessorio, ragione per cui è corretta l’imputazione di complicità, e non correità, in infrazione alla LFStup ritenuta a suo carico nell’atto di accusa. L’addebito trova pertanto conferma limitatamente al quantitativo di 100 grammi di cocaina, come del resto postulato dalla stessa difesa.
22. AC 2
deve rispondere anche della messa a disposizione di AC 1 del suo appartamento di via _ a _ , da lui locato appositamente ben sapendo che sarebbe stato utilizzato per la preparazione ed il commercio di cocaina, ciò che egli ha ammesso sia nei verbali predibattimentali che al processo (verbale dibattimentale, pag. 4).
23.
Assodata, e ammessa dal AC 2, è anche l’infrazione alla LDDS per aver facilitato, tra settembre e il 5 dicembre 2006, il soggiorno illegale di AC 1, che sapeva privo del diritto di soggiornare in territorio elvetico (verbale dibattimentale, pag. 4).
24.
La Corte ha in fine addebitato al AC 2 la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti per aver consumato tra ottobre 2005 e maggio 2007 circa 78 grammi di cocaina, così come indicato al punto 4 AA (verbale dibattimentale, pag. 4). Visto il modesto quantitativo consumato per rapporto alla durata del consumo, superiore ad un anno e mezzo, appare manifesto che si tratta di consumo episodico (poco più di 4 grammi al mese) a fine ludico, ma non certo di una situazione di tossicodipendenza tale da doversi prendere in considerazione l’eventualità di attenuare la pena per scemata imputabilità. Ciò è del resto stato riconosciuto dallo stesso AC 2 nella fase predibattimentale (verbale avanti al PP del 27 febbraio 2007, classificatore 3, AI 2.3, pag. 3:
“...In questi anni ho consumato saltuariamente della cocaina (...) Non ritengo che la cocaina sia per me un problema.
..”), ragione per cui appaiono di poca consistenza le considerazioni di segno opposto formulate in sede di arringa dal difensore.
25.
Secondo l’art 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.
Per l’art 49 CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.
26. AC 1
è sicuramente più pesantemente compromesso del coimputato. Nella valutazione della sua pena la Corte ha dovuto innanzitutto considerare la notevole gravità oggettiva delle imputazioni a suo carico. Egli deve rispondere, in particolare, della vendita di 850 grammi di cocaina e di atti preparatori per l’acquisto di ulteriori 2 chili di cocaina, oltre che di fattispecie minori quali un ulteriore atto preparatorio (il “reclutamento” del AC 2), la detenzione finalizzata alla vendita di 7.71 grammi di cocaina, l’offerta di ulteriori 3 grammi, la messa a disposizione di terzi del suo appartamento per il traffico di cocaina, l’infrazione alla LDDS, la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e il riciclaggio del provento del proprio traffico di stupefacente.
Già la sola vendita al dettaglio di 850 grammi di cocaina, sull’arco di un considerevole periodo di tempo (oltre 17 mesi) e con la difficoltà supplementare data dalla situazione di clandestinità (a cui ha ovviato da ultimo procurandosi un appartamento), appare reato di notevole gravità, denotante, nelle modalità date, un’accresciuta intensità del proposito criminale, atteso oltretutto che non risulta che AC 1 non volesse continuare nei propri traffici a tempo indeterminato. Si tratta di reato, in effetti, che in assenza di particolari circostanze attenuanti (e, come si vedrà, il AC 1 poco può accampare a proprio favore) poteva da solo valere una condanna ad una pena detentiva di almeno 2 anni e 6 mesi. Da questa scomoda base, AC 1 ha però preso il volo verso più elevate vette criminose con l’episodio, a settembre – ottobre 2006, del mancato acquisto in _ di (almeno) 2 kg di cocaina. Premesso che tale atto preparatorio è stato portato in una fase assai avanzata, sino all’avvenuto pagamento di un congruo acconto, esso denota la volontà e la disponibilità del AC 1 di elevarsi al rango di trafficante che manovra cocaina nell’ordine di grandezza dei chili. Infatti, se per vendere al dettaglio i primi 850 grammi gli sono occorsi 17 mesi, questo affare da 2 kg non poteva costituire solo l’anticipato approvvigionamento delle proprie solite vendite (ipotesi in cui avrebbe avuto cocaina da vendere per i 3 anni a venire), ma significa che egli ha inteso apprestarsi ad attivarsi in traffici di altro genere e livello, verosimilmente come fornitore degli spacciatori da strada. In questo contesto, dal profilo oggettivo ben poco pesano tutti gli altri reati di contorno.
Dal profilo soggettivo, gli unici rilievi favorevoli all’imputato sono quelli dell’assenza di precedenti, di un’età che non ha ancora raggiunto i 25 anni, oltre a quello di avere scontato circa 10 mesi di carcere preventivo. Per il resto, in senso negativo, a parte l’ovvia considerazione di avere agito per fine di lucro, va segnalata la già menzionata particolare intensità del proposito criminale. Dapprima ha continuato a delinquere senza remore nella pur scomoda situazione di NEM, ovvero nella più totale clandestinità, e questo per ben 17 mesi. Mai ha inteso arrestare i suoi traffici, ma anzi egli ha inteso darvi ulteriore impulso tentando di acquistare all’estero la cocaina a chili e a buon prezzo, affrancandosi in tal modo dagli ordinari canali di approvvigionamento. Nel contempo, ha saputo anche risolvere i problemi logistici (a tutto beneficio del buon funzionamento del suo business) prendendo base in un appartamento messogli a disposizione dal AC 2, in cui ha pure ospitato due altri spacciatori. Quasi pleonastico il rilievo della sicura pericolosità di siffatto modo di trafficare, manifestamente superiore a quella dei manovali dello spaccio da strada. AC 1 è fortunatamente stato fermato allorché era in piena fase di escalation. Ancora il giorno dell’arresto ha ricevuto vari sms dal _ che annunciavano l’imminente arrivo di una partita ingentissima di cocaina, un’imprecisata (ma non piccola) parte della quale doveva essere a lui destinata. Una volta fermato dagli inquirenti, non ha minimamente collaborato (ciò che è suo diritto), ed anche la parziale confessione è da ritenere quasi del tutto priva di pregio, in quanto resa non per la volontà di rendere atto delle proprie azioni, ma per arretrare (stante la non credibilità di una negazione totale) su di una ipotetica seconda linea costituita da parziali ammissioni, comunque ampiamente inferiori alle sue reali responsabilità, che potessero essere credute dagli inquirenti, come ad esempio per l’entità del suo spaccio al dettaglio, o al proposito dell’origine e dell’entità dei denari da lui maneggiati nel periodo in esame. Egli non è un consumatore di cocaina, e ha lucrato non meno di fr. 60'000.- con i propri traffici, utile senz’altro considerevole e ben superiore a quanto necessario alla propria sopravvivenza.
Tutto ciò considerato, la Corte ha ritenuto adeguata alla notevole colpa del reo la condanna ad una pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, con computo del carcere preventivo sofferto.
27.
Dal punto di vista delle responsabilità oggettive AC 2 si situa ad un livello chiaramente inferiore a quello del coimputato. Egli, in particolare, non ha venduto significativi quantitativi di cocaina, e non è perciò in questo senso un vero e proprio spacciatore. Egli deve però rispondere in primo luogo di atti preparatori in vista dell’acquisto in _ e della successiva importazione in _ di complessivi 3 chili di cocaina, atti preparatori anche nel suo caso di notevole intensità, basti dire che egli si è effettivamente recato in _ per ritirare un quantitativo notevolissimo di stupefacente ed è rimasto in paziente attesa per più di due settimane, reiterando costantemente la volontà di portare a termine il proprio compito. Partecipare a simili operazioni, ciò che AC 2 ha fatto accettando senza esitazione per un promesso compenso di fr. 10'000.-, significa aderire ad organizzazioni criminali internazionali, in cui l’unità di misura dei traffici di droga è il chilogrammo, e la cui pericolosità è pertanto manifesta. Oltre a ciò, AC 2 deve rispondere di svariati episodi minori, quali la vendita di 28 grammi per conto di due diversi trafficanti, l’effettuazione di un test di purezza della cocaina, la messa a disposizione del suo appartamento per lo spaccio di droga, la complicità nel trasporto di 100 grammi di cocaina, l’infrazione alla LDDS, il riciclaggio di denaro e la contravvenzione alla LFStup, tutti reati che singolarmente non sono eccessivamente gravi, ma che visti nel loro insieme dimostrano la sua disponibilità a delinquere reiteratamente e in vari modi, sempre pronto a mettersi al servizio di qualche spacciatore di droga in cambio di piccole somme di denaro o qualche grammetto di cocaina. Ed in effetti, il AC 2, tolto il grave episodio del viaggio in _ (che da solo gli varrebbe una pena di base posta nella competenza delle Assise criminali), si presenta per i suoi atti come un delinquentello di mezza tacca, la cui caratteristica è proprio quella di essere di buon comando, un gregario sempre pronto a spalleggiare lo spacciatore di turno.
E’ proprio dal punto di vista soggettivo che l’agire del AC 2 denota aspetti inquietanti. In primo luogo non vanno disattesi i ben 6 decreti di accusa a suo carico, che con ogni evidenza hanno mancato nella loro teorica funzione di monito. Lo stesso si deve dire anche dell’esperienza carceraria, visto come l’espiazione di parte delle pene ricevute non lo ha minimamente trattenuto dal ricadere nei medesimi comportamenti. E ancora, è assai significativo, in senso negativo, il fatto che il AC 2 non abbia saputo trarre insegnamento nemmeno dall’arresto del AC 1 e degli altri occupanti dell’appartamento da lui locato. Appreso della circostanza mentre già si trovava in carcere, egli doveva aspettarsi che l’inchiesta avrebbe fatto luce anche sul grave episodio del viaggio in _ , per il che anche una persona solo moderatamente accorta avrebbe al suo posto atteso l’esito dell’inchiesta adottando un basso profilo. Niente di tutto ciò per il AC 2. Blindato il AC 1, egli ha semplicemente cambiato padrone, mettendosi ben presto al servizio di altra della schiuma che egli pare essere solito frequentare. Compaiono così, a marzo – aprile 2007 _, per il cui conto -in corso d’inchiesta- ritira e consegna cocaina o effettua test di purezza. Gravissimo, sempre dal profilo soggettivo, appare anche (ed ovviamente) l’episodio del mancato trasporto dei 3 kg di cocaina. AC 2 ha nel frangente dimostrato assoluta mancanza di scrupoli, dichiarandosi disposto, a prima richiesta, ad un viaggio intercontinentale in favore di per lui sconosciuti trafficanti esteri pur di guadagnarsi fr. 10'000.- trasportando un imprecisato, ma elevato quantitativo di cocaina. Avere candidamente ammesso al dibattimento che egli sarebbe stato disposto anche a trasportare 5 kg non gli giova, ma denota intensità del proposito criminale, la quale si evince del resto anche dall’avere aspettato in loco di effettuare il trasporto per più di due settimane, come pure dall’essere stato disposto ad accettare il rischio di essere arrestato in _ , e di subire condizioni processuali, ma soprattutto di carcerazione per noi inimmaginabili.
A favore dell’accusato, che non ha subito carcere preventivo, la Corte ha riconosciuto la collaborazione fornita agli inquirenti. Essa non costituisce però sincero pentimento, essendo mancato quello sforzo supplementare che la restrittiva giurisprudenza in materia richiede al reo, e soprattutto essendo data una situazione in cui non si può certo ammettere che il AC 2 si sia dissociato dalla propria attività delinquenziale.
Del tutto infondata è poi l’invocata attenuante della grave angustia, né sussiste, come detto, una situazione di scemata imputabilità a causa dei modici consumi di cocaina.
Sulla scorta di queste considerazioni la Corte ha ritenuto di potere infliggere al AC 2 la mite pena detentiva di 22 mesi proposta per lui dal Procuratore Pubblico.
28.
La Corte ritiene che questa pena non possa essere posta al beneficio della sospensione condizionale, fosse anche parziale, stante una prognosi che per il AC 2 è chiaramente negativa.
Un primo elemento di prognosi negativa è dato dai suoi precedenti. Negli ultimi 6 anni egli è stato condannato in ben 6 occasioni, due delle quali per violazioni alla LF sugli stupefacenti. A dispetto di queste condanne e delle 3 carcerazioni subite (due delle quali a seguito della revoca della sospensione condizionale inizialmente concessa), AC 2 è nuovamente ricaduto in nuovi e più pesanti reati ad elevata pericolosità sociale.
La Corte ha poi valutato in modo estremamente negativo il fatto che AC 2 sia stato nuovamente invischiato in affari di droga poco dopo l’apertura dell’inchiesta che ha portato all’arresto del AC 1 e poco dopo l’ultima carcerazione. Come detto, egli è stato interrogato dagli inquirenti nel dicembre 2006 mentre già era in carcere, ma la notizia dell’arresto del AC 1, e quindi di un nuovo e più grave procedimento penale anche a suo carico, nulla gli ha insegnato. Già nel marzo 2007, e poi ancora in aprile, egli si è fatto coinvolgere in nuovi traffici di cocaina con Kabah e Chilke. La sistematicità con cui AC 2 delinque e la sua incapacità di trarre insegnamento dalle esperienze giudiziarie iniziano ad essere endemiche, e inducono alla formulazione di una prognosi negativa, apparendo la carcerazione di una certa durata come l’unica strada non ancora percorsa con cui tentare di ottenere da lui il rispetto della legge. Non si vede quindi il senso di una nuova
sospensione condizionale, avendo i fatti ampiamente dimostrato che la concessione del beneficio non trattiene il Barriera dal delinquere, e non si capisce perché questa volta le cose dovrebbero andare diversamente.
La progettualità del AC 2 eccede di poco lo stadio delle buone intenzioni. Un recupero professionale non appare in vista, atteso che il posto di lavoro reperito nell’imminenza del dibattimento, dopo anni di disoccupazione, è comunque limitato a soli tre mesi. Nella professione appresa di croupier egli è in effetti da ritenere privo di prospettive a seguito dei precedenti penali, ragione per cui egli di dovrebbe contentare di posti di lavoro per persone prive di qualifiche.
La situazione economica è difficile ed egli rimarrà verosimilmente a carico della pubblica assistenza anche dopo la breve parentesi lavorativa, cosa che in astratto non favorisce l’eventuale sforzo di reinserimento. Il vero problema, ai fini della formulazione della prognosi, è però quello sua debolezza di carattere, apparsa manifesta anche al dibattimento, dove AC 2 è sembrato persona assai fragile, e rispecchiata sia nelle continue ricadute nella piccola delinquenza (sperando, in una visione delle cose a lui favorevole, che il grave episodio del mancato trasporto di 3 kg sia stato solo un episodio) che nel ripetersi del suo quasi simbiotico avvicinarsi a personaggi decisamente negativi come il AC 1, o il Kabah dopo di lui, mettendosi al loro servizio.
Tutti questi elementi fanno ritenere elevato alla Corte il rischio di una ricaduta, ragion per cui essa, ritenendo negativa la prognosi per il AC 2, non concede la sospensione condizionale della pena privativa della libertà.
29.
Avendo AC 2 gravemente delinquito nel periodo di prova, e vista la prognosi negativa, la Corte ha inoltre deciso la revoca della sospensione condizionale della pena di 15 giorni di detenzione inflittagli in data 10 gennaio 2005 e di quella di 15 giorni di detenzione inflittagli il 26 settembre 2005 dal Ministero pubblico del cantone Ticino.
30.
È inoltre ordinata la confisca di fr. 1’638,85, di un telefono cellulare Siemens e di 7.71 grammi di cocaina, da distruggere, menzionati nell’AA, mentre che gli altri oggetti sono dissequestrati a favore di AC 1.
31.
La tassa di giustizia di fr. 2’000.- e le spese processuali sono messe a carico dei condannati in ragione di 1/4 a AC 2 e 3⁄4 a AC 1.
Rispondendo A. per AC 1 affermativamente ai quesiti posti, meno che ai 1.1.5.1, 1.5, 2;
B. per AC 2
affermativamente ai quesiti posti, meno che ai 2, 3, 4, 5 mentre che al n. 1.4 parzialmente affermativo;
visti gli art. 12, 19, 25, 40, 42, 44, 46, 47, 48, 48a, 49, 51, 69, 70, 197 n. 3, 305 bis CP;
19 cifra 2, 19a LFStup;
23 LDDS;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;