# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a1f53d48-5652-58a7-a7fb-91941beb7eb2
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Con istanza 20 luglio 1998 _ ha chiesto il fallimento della _ per Fr. 17’233.10 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B.
Con ordinanza 21 luglio 1998 le parti sono state citate all’udienza di contraddittorio fissata per il 4 agosto 1998 alle ore 14.00 (doc. IV).
Con fax 3 agosto 1998 la _ ha comunicato alla Pretura di Locarno-Campagna di non potere partecipare all’udienza di contraddittorio e le ha trasmesso una proposta per il pagamento rateale del credito fatto valere da _ (doc. V).
Con fax 4 agosto 1998, trasmesso alle ore 11.13, il rappresentante legale del creditore ha comunicato alla Pretura, facendo riferimento all’udienza prevista per le ore 14.00, che il credito oltre interessi e spese risultava ancora interamente scoperto (doc. VI).
All’udienza di contraddittorio del 4 agosto 1998, fissata per le ore 14.00 nessuna delle parti è comparsa.
Lo stesso giorno il patrocinatore del creditore ha inviato alla Pretura, con copia alla _ un fax, trasmesso alle ore 14.56 (doc. VII), con la seguente controproposta:
“
.........
In rappresentanza del Signor _ in _ ho preso atto della proposta 3 agosto us della _, che non accetto.
Posso considerare la seguente rateazione ( i pagamenti vanno effettuati sul conto clienti dello Studio, _o, N. _):
- fr. 10’000.00 entro e non oltre il 6 agosto 1998;
- fr. 3’233.10 entro il 31 agosto 1998;
- fr. 4’000.00 entro il 30 settembre 1998.
Quando la ditta _ non dovesse dare subito la propria incondizionata adesione e pagare poi puntualmente la prima rata, verrà pronunciato il fallimento.
Con ogni ossequio.
(firma)
Avv. _ a
Copia p.c. (via telefax n. _)
alla ditta _, _ “
Il 19 agosto 1998 la _ ha comunicato via fax alla Pretura la sua impossibilità ad accettare la proposta del rappresentate del creditore (doc. VIII), rilevando che l’unica sua possibilità rimaneva la sua proposta 3 agosto 1998. Lo stesso giorno il patrocinatore del creditore ha chiesto alla Pretura di dichiarare il fallimento, non avendo la debitrice dato seguito al suo scritto 4 agosto 1998 e nemmeno provveduto al pagamento richiesto (doc. IX).
Con sentenza 21 agosto 1998 il Segretario assessore della Pretura di Locarno-Campagna ha decretato il fallimento della _.
C.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata la _ ha rilevato di avere comunicato il 3 agosto 1998 alla Pretura via fax (doc. D) la sua impossibilità di partecipare all’udienza di contraddittorio fissata per il 4 agosto 1998, formulando una proposta di pagamento rateale. A tale proposta, la quale è stata prontamente trasmessa dalla Pretura a controparte, il patrocinatore del creditore ha reagito con uno scritto 4 agosto 1998 (doc. E), acconsentendo ad una rateazione del pagamento, seppur in termini diversi da quelli proposti dalla debitrice, ma postulando tuttavia la pronuncia del fallimento in caso di mancata adesione e mancato pagamento della prima rata. Il 19 agosto 1998 (doc. F) il rappresentante del creditore ha postulato la pronuncia del fallimento, non avendo avuto riscontro da controparte. L’appellante ha rilevato di avere lo stesso giorno riconfermato la sua disponibilità nei termini formulati il 3 agosto 1998. Da parte sua _ ha ribadito con lettera 20 agosto 1998 (doc. H) la richiesta di pronuncia del fallimento. Secondo la debitrice il decreto di fallimento impugnato viola l’art. 167 LEF, secondo il quale il creditore che ritira la domanda di fallimento non può rinnovarla prima del decorso di un mese, ritenuto che nel caso in cui il creditore acconsente a che il giudice rinvii la decisione, questo consenso va considerato quale ritiro dell’istanza di fallimento. In casu il creditore avrebbe chiaramente espresso il suo consenso a soprassedere alla pronuncia del fallimento, che ex art. 171 LEF avrebbe dovuto intervenire seduta stante all’udienza di contraddittorio prevista per il 4 agosto 1998 alle ore 14.00. L’appellante ha rilevato che la comunicazione 4 agosto 1998 del creditore configura una dilazione di pagamento accordata alla società debitrice su richiesta della medesima. Una domanda di fallimento condizionata all’adesione da parte della debitrice alla proposta di pagamento rateale e al pagamento di una prima rata di fr. 10’000.-- entro e non oltre il 6 agosto 1998 risulta inammissibile, dovendo il giudice obbligatoriamente decidere, anche in assenza delle parti, all’udienza di contraddittorio.
D.
Delle osservazioni di _ si dirà, se del caso, in seguito.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
a)
Ex art 171 LEF il Giudice decide seduta stante anche in assenza delle parti. Egli dichiara il fallimento, salvo nei casi previsti dagli articoli 171 e 173a.
Giusta l'art. 172 n. 3 LEF il giudice rigetta la domanda di fallimento quando il debitore provi con documenti che il creditore gli ha concesso una dilazione.
Per l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
b)
L’appellante sostiene che il creditore ha acconsentito al rinvio della pronuncia del fallimento, per cui essendo tale consenso equiparato ad un ritiro dell’istanza di fallimento, il creditore era legittimato a presentare una nuova istanza solo trascorso un mese, ossia dopo il 4 settembre 1998 (art. 167 LEF).
Dalla documentazione prodotta emerge che la proposta di rateazione della _ inviata il 3 agosto 1998 alla Pretura di Locarno-Campagna (doc. D), al momento dell’udienza di contraddittorio, fissata per il 4 agosto 1998 alle ore 14.00, era ancora senza risposta. Secondo l’art. 171 LEF il Giudice decide seduta stante anche in assenza delle parti, senza prorogare la sua decisione. Pertanto al momento dell’udienza di contraddittorio, il Segretario assessore della Pretura di Locarno-Campagna avrebbe dovuto pronunciare il fallimento ex art. 172 n. 3 LEF, non risultando provato con documenti che la dilazione proposta dalla debitrice era stata accettata dal creditore.
Dopo l’udienza di contraddittorio, il rappresentante del creditore ha fatto pervenire per fax, trasmesso alla Pretura di Locarno-Campagna alle ore 14.48, con copia alla _, la controproposta datata 4 agosto 1998 (doc. E), riprodotta nella narrativa fattuale sub B. Orbene quand’anche si volesse intendere la controproposta del creditore quale richiesta di soprassedere alla decisione di fallimento, dal suo tenore si evince che tale proposta era subordinata all’immediata adesione da parte della debitrice. Dalla documentazione agli atti non emerge tuttavia che l’appellante vi abbia subito aderito e ancor meno che abbia versato la prima rata. Pertanto non risultando adempiuta già la prima delle condizioni poste, non si può dedurre che vi sia stato consenso da parte del creditore al rinvio della decisione da parte del Pretore e ancor meno che sia intervenuta dilazione di pagamento. Il primo Giudice avrebbe pertanto dovuto dar seguito alla richiesta del creditore e decretare il fallimento della _ L’istanza 19 agosto 1998 con cui il creditore ha chiesto che venisse pronunciato il fallimento era quindi superflua.
L’appello 26 agosto 1998 della _ va quindi respinto.
2.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale, si impone la pronuncia del fallimento della _.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante (art. 52 e 61 cpv. 1 OTLEF).
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.