# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4812950b-bc12-531d-9827-79f8fe688721
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
L'11 dicembre 1989 AO 1
, AO 2
, _
e _, comproprietari in ragione di un quarto ciascuno della particella n. 601 RFD di _, hanno
scorporato
dalla medesima una porzione di terreno che è andata a formare la nuova particella n. 5550 RFD (364 m2), sulla quale
si trovano i resti di un rivellino (
monumento nazionale)
, avamposto del Castello visconteo
. Sulla residua particella n. 601 sorge una casa di abitazione (248 m2) con corte (63 m2). Un diritto di passo con carro gravante le particelle n. 598, 600 e 604 RFD, di cui l'originario fondo n. 601 beneficiava, è stato riportato anche in favore della nuova particella n. 5550. L'iscrizione del frazionamento e della servitù nel registro fondiario, correlata alla planimetria sopra illustrata, è avvenuta il 22 dicembre 1989.
B.
L'11 gennaio 1990 la particella n. 601 è stata acquistata dalla
“_
d'Assicurazioni sulla vita
”
. In una convenzione stipulata il 15 gennaio 1991 con AP 1, proprietario della particella n. 600, e _, proprietaria della particella n. 598, la compagnia assicuratrice ha accettato che la servitù di passo con carro in favore della sua particella fosse cancellata dai due fondi servienti. La radiazione è avvenuta il 15 settembre 1992 (d
.g. 14
905/07), ma non solo dal fondo dominante n. 601, bensì anche dal fondo dominante n. 5550, sebbene mancasse il consenso dei proprietari. Un'istanza del 3 marzo 2000 con cui AO 1, AO 2,
_
e _ (cui sono subentrati in qualità di eredi i genitori AO 3 ed AO 4) chiedevano di reinscrivere la servitù in favore della particella n. 5550 è stata respinta dall'Ufficio dei registri con decisione del 23 agosto 2000. Mentre _ consentiva infatti alla reinscrizione del passo carrabile, AP 1 vi si opponeva
.
C.
Il 13 maggio 2002 AO 1, AO 2, AO 5, AO 3 ed AO 4 hanno convenuto AP 1 e i membri della Comunione ereditaria fu _ (_, _, _ ed _) davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Città per ottenere – già in via cautelare – che in virtù dell'art. 975 CC fosse ripristinato in favore della loro particella n. 5550 il diritto di passo con carro gravante le particelle n. 598 e 600. AP 1 ha proposto di respingere la petizione. Gli eredi fu _ hanno confermato invece il loro accordo alla reinscrizione della servitù. Con decreto cautelare del 10 marzo 2003 il Pretore ha abilitato gli istanti a chiedere un'iscrizione provvisoria del diritto (art. 75 a 77 RRF), valida fino a 30 giorni dopo il passaggio in giudicato della sentenza di merito. Statuendo poi con sentenza del 7 ottobre 2003, egli ha accolto l'azione e ha ordinato il ripristino della servitù
“
con effetto retroattivo alla data dell'originaria iscrizione
”
(inc. OA.2002.36).
D.
Nel frattempo, il 28 agosto 2003, AP 1 ha convenuto AO 1, AO 2, AO 5, AO 3 ed AO 4 davanti al medesimo Pretore per ottenere che la servitù di passo gravante la sua particella n. 600, provvisoriamente reinscritta in virtù del citato decreto cautelare nella causa parallela, fosse cancellata. A sostegno dell'azione egli ha fatto valere che dopo la cancellazione della servitù dal fondo n. 601, la particella n. 5550 non può più accedere al suo fondo n. 600, sicché la reinscrizione dell'onere sulla sua particella risulta priva d'interesse. Nella loro risposta del 17 ottobre 2003 i convenuti hanno proposto di respingere la petizione.
L'udienza preliminare ha avuto luogo il 13 gennaio 2004. Esperita l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale, limitandosi a presentare conclusioni scritte nelle quali hanno ribadito i loro punti di vista. Il 27 febbraio 2004 AP 1 ha donato la particella n. 600 al figlio _. Statuendo con sentenza del 16 dicembre 2004, il Pretore ha respinto la petizione. La tassa di giustizia di fr. 1000.– e le spese di fr. 196.– sono state poste a carico dell'attore, con obbligo di rifondere ai convenuti fr. 2700.– complessivi per ripetibili.
E.
Contro la sentenza predetta AP 1 è insorto con un appello del 20 gennaio 2005 nel quale ha chiesto di accogliere la petizione e di riformare in tal senso il giudizio impugnato. Con osservazioni del 16 marzo 2005 AO 1, AO 2, AO 5, AO 3 ed AO 4 hanno proposto di respingere l'appello. Dalla sentenza impugnata la Camera ha preso conoscenza, nondimeno, che nel novembre del 2003 i proprietari della particella n. 5550 avevano adito il Pretore per ottenere un accesso pedonale necessario a carico della particella n. 601 proprio per raggiungere, dal loro fondo, il tracciato del passo sulla particella n. 600 (inc. IU.2003.45). Quella causa era tuttora pendente.
F.
Accertato che la questione appena citata poteva rivelarsi determinante ai fini del giudizio, la Camera ha sospeso il 25 aprile 2008 la trattazione dell'appello finché il Pretore non avesse statuito. Il Pretore ha giudicato il 3 dicembre 2008, nel senso che ha
accolto l'azione e ha riconosciuto in favore della particella n. 5550
un diritto di passo pedonale largo 1.8 m sulla particella n. 601 dietro versamento di fr. 100.– a titolo di indennità. Passata in giudicato, tale sentenza è stata trasmessa al Tribunale d'appello il 14 gennaio 2009. Invitate le parti il 26 marzo 2010 ad esprimersi circa la possibile incidenza di tale giudizio sul pronunciato odierno, con osservazioni dell'8 aprile 2010 i convenuti hanno proposto una volta ancora di respingere l'appello. L'attore è rimasto silente.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Nelle cause relative a servitù il valore litigioso è quello che i diritti contesi hanno per il fondo dominante o quello corrispondente alla svalutazione che subirebbe il fondo serviente, se essa è maggiore
(art. 9 cpv. 3 CPC; v.
Poudret
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, pag. 284 in basso con rinvii di giurisprudenza
). Nella fattispecie il Pretore ha determinato un valore litigioso di fr. 30
000.– (sentenza, pag. 4), riferendosi alle allegazioni dei convenuti nella parallela causa inc. OA.2002.36. Le parti non hanno mosso contestazioni al riguardo, sicché nulla osta sotto questo profilo alla ricevibilità dell'appello.
Tempestivo, il rimedio può dunque essere vagliato nel merito.
2.
In pendenza di appello, il 15 marzo 2007, AO 2 ha venduto a AO 5 la sua quota di comproprietà sulla particella n. 5550. Ora, nel caso in cui l'oggetto di un litigio sia alienato, il processo continua per legge fra le parti originarie (art. 110
cpv. 1 prima frase CPC). Tutt'al più l'acquirente può, “con il con
senso delle parti”, subentrare in causa all'alienante (art. 110 cpv. 2
CPC). Ove ciò non avvenga, l'alienante continua a essere parte al processo, fermo restando che la sentenza definitiva passerà in giudicato “anche nei confronti dell'acquirente, riservate le disposizioni del diritto civile sull'acquisto dei terzi in buona fede” (art. 110 cpv. 1 seconda frase CPC). Identico principio vale per quanto riguarda la donazione della particella n. 600 da AP 1 al figlio _.
3.
Nella fattispecie il Pretore ha accertato anzitutto che la servitù in questione era stata costituita per assicurare alla particella n. 601 lo sbocco verso sud (via _) attraverso le particelle n. 600 e 598, l'accesso a nord essendo garantito direttamente dalla via _. Di conseguenza – egli ha proseguito – anche la particella n. 5550, scaturita dal frazionamento dell'originaria particella n. 601, conserva interesse all'unico sbocco di cui dispone sulla pubblica via. È vero che a ovest essa confina con via _, ma ciò permette di accedere solo all'area incolta che copre la parte superiore del rivellino, o meglio di quanto resta dell'opera. L'interno della fortificazione si raggiunge dalla “cannoniera”, ora trasformata in portale, situata lungo il lato nord, a confine con la particella n. 601, senza comunicazione con la parte superiore del fondo. La conformazione del manufatto fa sì che il dislivello fra tale entrata e il campo stradale di via _ sia di circa 6 m. Non è quindi pensabile – ha soggiunto il Pretore – negare alla particella n. 5550 un interesse attuale al diritto di passo, a prescindere dalla destinazione che i proprietari vorranno dare alla stessa. Siccome lo scopo della servitù rimane quello di raggiungere la via _, poco importa che costruzioni nel frattempo sorte sulla particella n. 601 precludano alla particella n. 5550 lo sbocco sulla via _.
Quanto all'impossibilità di esercitare il passo, non beneficiando la particella n. 5550 di alcun diritto di passo attraverso le particelle n. 601 e 4947, secondo il Pretore tale impedimento è solo temporaneo e non toglie interesse alla servitù. A suo modo di vedere, in effetti, per il transito sulla particella n. 4947 la valenza culturale e storica che il rivellino del castello riserva per la comunità permette di contare sulla disponibilità del Comune di _, che ne è il proprietario. Per quanto riguarda invece il breve passaggio lungo la particella n. 601, il Pretore ha ricordato che davanti a lui pende una causa (inc. IU.2003.45) – sospesa per propiziare una composizione amichevole – volta a ottenere l'iscrizione della relativa servitù. Tutto considerato, in definitiva il primo giudice non ha ravvisato i presupposti per ordinare la cancellazione del diritto.
4.
L'appellante ribadisce che la mancanza di un diritto di passo sulla particella n. 601 rende ormai impossibile raggiungere dal fondo dominante la sua particella n. 600 e toglie ogni interesse alla servitù. Egli rileva che i convenuti erano a conoscenza della convenzione stipulata il 15 gennaio 1991 (doc. D) e sapevano quindi che il diritto di passo sulla particella n. 601, di cui beneficiava altresì la loro particella n. 5550, sarebbe stato soppresso. Non opponendosi alla cancellazione, rispettivamente non facendo nulla per assicurare alla loro particella il transito su quel fondo, essi hanno implicitamente rinunciato anche al passo sulla particella n. 600.
5.
Secondo l'art. 736 cpv. 1 CC il proprietario del fondo serviente può chiedere la cancellazione di servitù che abbiano perduto ogni interesse per il proprietario del fondo dominante. Accertare se ciò sia il caso dipende dal contenuto e dall'estensione del diritto nel caso specifico. Decisivo è il principio dell'identità, che impedisce di mantenere servitù per scopi diversi da quelli per cui sono state costituite (DTF 121 III 54 consid. 2a con richiami di giurisprudenza;
Liver
in: Zürcher Kommentar, 2
a
edizione, n. 63 ad art. 736 CC). In ogni fattispecie occorre quindi esaminare, anzitutto, se per il proprietario del fondo dominante sussista ancora un interesse all'esercizio della servitù e se tale interesse corrisponda allo scopo originario per cui l'aggravio è stato costituito (DTF 114 II 428 consid. 2a). L'interesse si apprezza sulla base di criteri oggettivi (DTF 130 III 556 consid. 2 con richiami di giurisprudenza;
Steinauer,
Les droits réels, vol.
II, 3
a
edizione, pag. 384 n. 2267;
Rodondi,
L'extinction des servitudes de par la loi, Losanna 1990, pag. 103 segg.).
La cancellazione va ordinata solo nella misura in cui il proprietario non abbia più alcun interesse ragionevole al mantenimento del diritto reale limitato (
Steinauer,
loc. cit.; DTF 100 II 105).
6.
In concreto l'appellante non contesta che lo scopo del diritto di passo con carro reinscritto con sentenza del 7 ottobre 2003 in favore della particella n. 5550 sulle particelle n. 598 e 600 RFD fosse quello di garantire al fondo dominante uno sbocco verso sud, sulla via _, come ha accertato il Pretore (sentenza impugnata, consid. 5). Nemmeno pretende, l'appellante, che il passo abbia oggi un fine diverso rispetto a quello per cui esso era stato costituito sull'originaria particella n. 601 (ed è stato riportato sulla particella n. 5550 al momento del frazionamento). Del resto egli non ha mai chiesto la radiazione della servitù perché straniata dal suo scopo originario. Ne chiede la cancellazione perché essa non può più essere esercitata e non ha più alcun interesse per il fondo dominante. Ora, per quanto riguarda l'esercizio della servitù
tale affermazione è superata dalla sentenza (passata in giudicato) con cui il Pretore della giurisdizione di Locarno Città ha riconosciuto in favore della particella n. 5550, il 3 dicembre 2008, un accesso pedonale necessario da esercitare sulla particella n. 601 “per una lunghezza di 5 rispettivamente 7 m e per una larghezza di 1.8 m” conformemente al tracciato indicato su una planimetria annessa al giudizio (inc. IU.2003.45). Grazie a tale accesso rimane possibile raggiungere dalla particella n. 5550 il percorso lungo la particella n. 600 (e viceversa). Non si può dire dunque che l'esercizio del passo sia divenuto impossibile.
7.
Diversa è la questione per quanto riguarda l'estensione e i limiti della servitù. L'onere reinscritto dal Pretore sulle particelle n. 598 e n. 600 in favore della particella n. 5550 con la sentenza del 7 ottobre 2003 è infatti un “passo con carro” (a due o più bestie, corrispondente oggi a un passo veicolare: I CCA, sentenza inc. 11.2000.150 del 5 ottobre 2001, consid. 5a menzionato in: RtiD I-2004 pag. 611 n. 120c), mentre quello iscritto con la sentenza del 3 dicembre 2008 sulla particella n. 601 è un mero passo pedonale, ovvero un diritto di transito a piedi, a cavallo o in bicicletta, tutt'al più con carichi sulla persona (I CCA, sentenza inc. 11.2003.4 del 18 marzo 2005 consid. 8 con richiamo), ma senza alcun carro, nemmeno trascinato a mano (
Jacomella/Lucchini
, I rapporti di vicinato nel Cantone Ticino, 6a edizione, pag. 144). Non si vede pertanto che utilità potrebbe avere per la particella n. 5550 un passo con carro sulla particella n. 600 se poi il diritto di transito con carro si estingue sulla particella n. 601. Nemmeno i proprietari del fondo dominante, che sulla nuova sentenza del Pretore hanno avuto modo di esprimersi, hanno speso una parola di giustificazione al proposito. Né essi hanno impugnato la sentenza del Pretore, dolendosi che sulla particella n. 601 sia stato accordato un passo pedonale invece del passo carrabile richiesto.
Ciò posto, da un lato non si può negare alla particella n. 5550 l'interesse a uno sbocco pedonale verso sud, l'unico del resto che la colleghi alla pubblica via, ma dall'altro non è dato a divedere quale interesse abbia ancora tale particella a un diritto di transito “con carro” sulla particella n. 600 quando un diritto del genere non è consentito sulla particella n. 601, passaggio obbligato per arrivare dal fondo dominante alle particelle n. 4947 e 598. La reinscrizione disposta dal Pretore con la sentenza del 7 ottobre 2003 non è quindi del tutto caduca, come asserisce l'appellante, ma nemmeno conserva appieno la finalità per cui la servitù era stata costituita, il passaggio “con carro” essendo ormai divenuto senza interesse. Ora, l'
art. 736 cpv. 1 CC, che abilita il proprietario del fondo serviente a chiedere la cancellazione di servitù divenute senza interesse per il proprietario del fondo dominante, non esclude che la perdita d'interesse – e quindi la cancellazione della servitù – possa essere anche soltanto parziale
(DTF 91 II 196 consid.
5;
Liver,
op. cit., n. 130 ad art. 736 CC;
Steinauer
, op. cit., pag. 386 n. 2271a).
È l'ipotesi che si riscontra nel caso in esame.
8.
Per quanto riguarda il passaggio sulla particella n. 4947, proprietà del Comune di Locarno (anch'esso
indispensabile per raggiungere dalla particella n. 5550 la pubblica via senza soluzione di continuità), nella sentenza citata il Pretore ha fatto riferimento a notizie apparse su quotidiani locali secondo cui appariva “molto verosimile un prossimo acquisto del mappale n. 5550 (“_”) da parte dello stesso Comune di _”. Ne ha desunto, il primo giudice, che “non vi [poteva] essere dubbio sulla definitiva possibilità di transito sul mappale n. 4947 RFD, già di proprietà del Comune”. Tale volontà sussiste intatta, come dimostra la recente decisione con cui il Consiglio comunale di _ ha approvato un credito di fr. 1
300
000.– per “l'acquisizione del rivellino e delle aree adiacenti e segnatamente della particella n. 5550 RFD e di parte delle particelle n. 598, 604 sub. b, 601 sub. b, 600 sub. b, 1561 sub. b, 605 e 606 sub. c RFD _ e per i relativi ripristini” (www._.ch/doc/leg_mess_rap.aspx). È vero che lo stanziamento del credito sarà oggetto di votazione popolare, essendo state raccolte firme sufficienti per indire un referendum, ma ciò non significa che – uscisse anche un verdetto negativo dalle urne – il Municipio intenda chiudere al pubblico la particella n. 4947. Del resto, nemmeno se ne comprenderebbe il motivo.
9.
L'appellante ravvisa la caducità della nota servitù (e quindi la necessità della sua radiazione) anche nel fatto che i convenuti hanno aderito alla convenzione del 15 gennaio 1991 (doc. D) per la cancellazione del diritto di passo con carro gravante le particelle n. 598 e 600 in favore della particella n. 601, di cui beneficiava anche la loro particella n. 5550. Per lo meno – egli soggiunge – costoro non si sono opposti alla cancellazione e nulla hanno intrapreso per salvaguardare l'accesso al loro fondo, rinunciando implicitamente a transitare sulla particella n. 601 e, quindi, anche sulla particella n. 600. Se non che, nella menzionata sentenza del 7 ottobre 2003 con cui ha ordinato la reinscrizione della servitù in favore della particella n. 5550 il Pretore ha accertato che i convenuti non hanno per nulla sottoscritto l'accordo del 15 gennaio 1991, né hanno controfirmato la relativa istanza di cancellazione a registro fondiario. Anzi, egli ha rilevato che “voler desumere il loro consenso all'operazione per il fatto di aver comunicato l'11 marzo 1991 all'Ufficio tecnico comunale di _ di essere al corrente della convenzione sottoscritta non è pertinente, tanto più se si considera che in quella missiva gli attori – fra tutte le particelle coinvolte – non facevano esplicito accenno al mappale che qui ci interessa, vale a dire al fondo n. 5550, all'epoca già regolarmente iscritto a registro fondiario” (sentenza, pag. 7 a metà). Pretendere in simili condizioni che i convenuti abbiano deliberatamente rinunciato a ogni collegamento della loro particella n. 5550 con la pubblica via non è serio.
10.
Gli oneri del giudizio odierno seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). L'appellante ottiene causa vinta nella misura in cui la perdita d'interesse si riferisce alla servitù di passo “con carro” sulla sua particella n. 600, ma non nella misura in cui la servitù consente il passo pedonale. Equitativamente si giustifica pertanto di suddividere la tassa di giustizia e le spese a metà, compensando le ripetibili. Ciò impone di riformare altresì il dispositivo sugli oneri e le ripetibili di primo grado, che seguono identica sorte.
11.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso fissato dal Pretore in fr. 30
000.– (sopra, consid. 1), non contestato dalle parti e rimasto immutato in appello, consente un
eventuale ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).