# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4ed341bf-51b1-5641-92c4-b78f266cc77e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _ è assicurata per le cure medico sanitarie obbligatorie presso la _ dove ha pure concluso una assicurazione complementare denominata _ che prevede la copertura dei costi di ospedalizzazione fuori del Cantone di domicilio in divisione generale di un ospedale pubblico.
Nel mese di novembre 1999 _ ha iniziato a lamentare nausea e capogiri, mancamenti, qualche linea di febbre, palpitazione e sudorazione. Il dott. _ ha diagnosticato un linfoma maligno non Hodgkin di tipo B nel corso del mese di aprile 2000. _, per tale patologia, non ha subito interventi terapeutici di sorta poiché il curante, d'intesa con il prof. _, ha optato per un periodo di osservazione astensionista, "in quanto non vi è per ora nemmeno l'indicazione ad una chemioterapia ordinaria".
_ si è quindi rivolta al dott. _, psichiatra e psicoterapeuta FMH, per delle cure alternative, in particolare la medicina antroposofica con prescrizione di iniezioni di vischio (Iscador) nel corso del mese di maggio 2000.
Ai sintomi della malattia si sono aggiunti "attacchi di panico così ravvicinati" da impedire un normale svolgimento dell'attività lavorativa dell'assicurata.
1.2. Dal 14 settembre 2000 al 14 ottobre 2000 _ è stata in cura presso l' _. Chiamata a prestare garanzia per il ricovero, la Cassa Malati _, con scritto del 20 settembre 2000, ritenendo che la degenza fosse dovuta prevalentemente alla cura di patologie psichiche, ha riconosciuto un ammontare forfettario di Fr. 180.-- al giorno, analogicamente a quanto sarebbe stato versato in caso di trattamento simile in Ticino.
1.3. Contro la decisione su opposizione che confermava il rifiuto di assumere i costi totali della degenza, _ ha inoltrato tempestivo ricorso chiedendo la condanna della _ all’assunzione dell'integralità dei costi.
Nel ricorso l'interessata rileva in particolare la necessità della degenza sotto il profilo medico, affermando:
"
(...)
1) Il mio ricovero, necessario sotto il profilo medico, non è avvenuto esclusivamente per problemi psichici, bensì per una serie di disturbi somatici che preesistevano e che persistevano alla notizia della diagnosi (doc. _).
2) Il dr. _ è sì un medico con specializzazione in psichiatria e psicoterapia, ma anche, e soprattutto, medico generico che pratica la medicina antroposofica.
La medicina antroposofica, per ogni tipo di patologia, non può prescindere, nel rapportarsi al paziente, dal prendere in considerazione anche l'aspetto psicologico. La medicina antroposofica si caratterizza infatti per il suo voler considerare l'essere umano nella sua totalità: in quest'ottica la malattia non si riduce ai soli aspetti somatici.
3) In Ticino non esiste alcuna struttura stazionaria paragonabile né tantomeno è possibile ricevere le stesse cure a livello ambulatoriale, per cui ho dovuto optare per un ricovero fuori Cantone. La necessità di una degenza stazionaria è del resto certificata dal profilo medico.
4) Presso la Clinica _ si pratica la medicina antroposofica, riconosciuta e coperta della LAMal (assicurazione di base).
5) La Clinica _ è riconosciuta a livello svizzero nella pianificazione ospedaliera del Canton _: come tale, data l'esigenza medica determinata dai motivi di ordine medico di cui all'art. 41 cpv. 2 LAMal, le fatturazioni devono essere riconosciute in toto da parte dell'assicuratore malattie.
Trattandosi di una struttura privata non sovvenzionata, non entra infatti in linea di conto l'art. 41 cpv. 3 LAMal." (Doc. _)
1.4. In risposta, la _ ha postulato la reiezione del gravame rilevando quanto segue:
"
(...)
La questione del litigio è di sapere se l'appellante può pretendere la presa a carico della totalità delle spese occasionate dalla sua degenza alla _, dal 14 settembre al 14 ottobre 2000, per un importo totale di Frs. 17'177.70. La Cassa ha riconosciuto a suo carico solamente un importo di frs. 5'580.-- (importo forfetario di frs. 180.-- al giorno), l'importo del litigio ammonta a frs. 11'597.70.
In base all'art. 24 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure prende a carico i costi delle prestazioni definite dagli articoli 25 e 31 tenendo conto delle condizioni degli articoli 32 a 34.
Conformemente all'articolo 32 paragrafo 1 LAMal, le prestazioni citate negli articoli 25 e 31 LAMal devono essere efficaci, appropriate ed economiche. Come il Tribunale federale l'ha già rilevato a proposito dell'art. 23 LAMA, il cui contenuto è analogo, le casse hanno il diritto di rifiutare la presa a carico delle misure terapeutiche inutili o delle misure che avrebbero potuto essere rimpiazzate da altre, meno costose; d'altronde ne sono obbligate, poiché sono tenute a vigilare al rispetto del principio di economia del trattamento (François-X. Deschenaux, Le précepte de l'économie du traitement dans l'assurance-maladie sociale). Questo principio non riguarda solamente le relazioni tra le casse e i fornitori di cure mediche, ma è opponibile anche all'assicurato, che non ha alcun diritto al rimborso di un trattamento non economico (ATF 125 V 98 cons. 2b).
In questo caso, sia la cassa che il suo medico di fiducia non contestano che la medicina antroposofica è una prestazione a carico degli assicuratori dal 1° luglio 1999, conformemente al numero 10 dell'allegato 1 dell'Ordinanza sulle prestazioni nell'assicurazione obbligatoria delle cure (Opre). In compenso, la Cassa ritiene che la tariffa da prendere in considerazione deve essere quella applicabile nel caso di un trattamento psichiatrico in un istituto pubblico del cantone Ticino, nella misura in cui, dall'insieme del dossier, risulta che la natura del trattamento prodigato alla ricorrente presso la _, riguarda la psichiatria.
In effetti, secondo il rapporto del 13 settembre 2000 del Dottor _, specialista in psichiatria e in psicoterapia a _, l'assicurata ha sviluppato una «reazione ansiosa ultimamente invalidante e con scarsa risposta agli ansiolitici». D'altronde, il Dottor _, psichiatra e psicoterapeuta alla _, precisa nel suo rapporto medico del 4 ottobre 2000, che la degenza si giustifica in ragione di una «latente Suizidalität durch unklare Perspektiven» e ammette nel suo rapporto del 15 novembre 2000, che «Frau _ wurde zu uns eingewiesen wegen einer akuten Angstörung mit Depressivität (...), oltre che «neben dem lymphom entwickelt sich zunehmend ein gemischt ängstliches und Depressives Syndrom mit Arbeitsunfähigkeit». Infine sulla base dei pareri medici precitati, il medico di fiducia della Cassa conclude in data 6 dicembre 2000 che «la cura era necessaria per la problematica psichiatrica».
Poiché il trattamento riguarda la psichiatria, _ constata quindi che l'ospedalizzazione è considerata economica ai sensi dell'articolo 32 LAMal, nella misura in cui un trattamento può esser prodigato in un istituto psichiatrico del cantone di domicilio dell'assicurata. In effetti, l'obbligo di una presa a carico da parte delle casse-malati, implica che tutte le pretese legali richieste siano riempite, principalmente la condizione relativa al carattere economico del provvedimento (art. 32 al. 1 e 56 al. 1 LAMal). Se più trattamenti sono prevedibili, bisogna procedere a un bilancio dei costi e solo il meno costoso può essere preso a carico dall'assicurazione obbligatoria delle cure.
Di conseguenza, poiché le condizioni legali per la presa a carico delle spese del trattamento e di ospedalizzazione non sono state rispettate, appartiene alla cassa il diritto di limitare la presa a carico a frs. 180.- al giorno, corrispondente alla tariffa forfetaria giornaliera in vigore per un trattamento presso l'_ in Ticino." (Doc. _)

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è dunque la questione a sapere se la Cassa è tenuta a rimborsare integralmente le spese derivanti dal ricovero dell'insorgente presso l' "_".
Giusta l’art. 25 cpv. 1 LAMal, in caso di malattia, l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
Secondo quanto stabilito dal cpv. 2 dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, in particolare:
- per la lett. a: gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in una casa di cura dal medico, dal chiropratico e da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione o indicazione medica;
- per la lett. b: le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico;
- per la lett. e: la degenza nel reparto comune di un ospedale.
2.2. I presupposti dell’assunzione dei costi delle prestazioni definite dagli art. 25ss sono specificati all’art. 32 LAMal.
Questo disposto precisa che “le prestazioni di cui agli art. 25-31 devono essere efficaci, appropriate ed economiche”.
Gli art. 35 - 40 LAMal indicano i fornitori di prestazioni autorizzati ad esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria.
Per quanto riguarda le cure stazionarie, l’art. 39 LAMal precisa che gli stabilimenti e i rispettivi reparti adibiti alla cura ospedaliera di malattie acute o all’attuazione ospedaliera di provvedimenti medici di riabilitazione (ospedali) sono
autorizzati ad esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria se:
a) garantiscono una sufficiente assistenza medica
b) dispongono del necessario personale specializzato
c) dispongono di appropriate installazioni mediche e garantiscono una fornitura adeguata di medicamenti;
d) corrispondono alla pianificazione intesa a coprire il fabbisogno ospedaliero, approntata da uno o più Cantoni, dopo aver preso in considerazione adeguatamente gli enti privati;
e) figurano nell’elenco, compilato dal Cantone e classificante le diverse categorie di stabilimenti secondo i rispettivi mandati.
2.3. Giusta l’art. 49 cpv. 3 LAMal, in caso di degenza ospedaliera, la remunerazione è effettuata conformemente alla tariffa dell’ospedale ai sensi dell’art. 49 cpv. 1, 2 e 3 finché il paziente, secondo l’indicazione medica, necessita di cure e assistenza o di riabilitazione medica in ospedale.
Se questa condizione non è più soddisfatta, per la degenza ospedaliera è applicabile la tariffa secondo l’art. 50. Secondo questo disposto, in assenza di una convenzione prevedente remunerazioni forfettarie, l’assicuratore assume, per le degenze in caso di cura, le stesse prestazioni previste in caso di cura ambulatoriale e a domicilio.
Un soggiorno ospedaliero non implica, dunque, di per sé l'obbligo contributivo delle Casse: presupposto indispensabile alla nascita del diritto alle prestazioni per cura ospedaliera é la necessità di misure terapeutiche o, almeno, diagnostiche che possono essere applicate soltanto in uno stabilimento ospedaliero (SVR 2001 KV 15 pag. 39; SVR 2000 KV 40 c. 2, pag. 124; DTF 120 V pag. 206 e seg. consid 6; RAMI 1969 pag. 32 e seg.; 1977 pag. 167 e seg.; 1989 pag. 154 e seg.).
Il diritto alle prestazioni per cure ospedaliere presuppone, in forza dell'art. 56 LAMal, che la degenza ospedaliera sia richiesta dall'interesse dell'assicurato e dallo scopo del trattamento. Non deve, cioè, essere possibile fare a meno dell'ospedalizzazione senza compromettere il buon esito del trattamento, ledendo, così, il diritto dell'assicurato ad essere curato in modo adeguato.
Il TFA si è, al proposito, così espresso:
"
Aus Art. 56 in Verbindung mit Art. 49 Abs. 3 KVG folgt u.a., dass ein Aufenthalt im Akutspital zum Spitaltarif nach Art. 49 Abs. 1 und 2 KVG nur so lange durchgeführt werden darf, als vom Behandlungszweck her ein Aufenthalt im Akutspital notwendig ist (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Aufl. , Bern 1997, S. 165 N. 28). (
...)”
(STFA 26.11.1998 nella causa F. e F. c. Konkordia)
Nella citata sentenza SVR 2000 KV 40, il TFA rammenta come:
"
(...)
Le droit à des prestations pour un traitement en milieu hospitalier implique qu'un tel traitement soit nécessaire.
D'après la jurisprudence rendue sous l'empire de la LAMA, le seul fait de séjourner dans un établissement hospitalier ne suffit pas à ouvrir le droit aux prestations. Les caisses répondent toutefois de toute hospitalisation rendue indispensable par l'état maladif de leurs assurés lorsque cet état nécessite, non pas forcément un traitement médical, mais simplement un séjour en milieu hospitalier. L'intensité des traitements médicaux qu'exige la maladie n'est pas l'unique critère pour décider si l'état de santé justifie une hospitalisation, notamment lorsqu'un assuré âgé ou vivant seul est dans l'impossibilité de recevoir à domicile la surveillance et les soins requis par son état. Dès lors, le droit aux prestations d'hospitalisation n'existe pas si une hospitalisation a lieu uniquement pour des motifs sociaux, c'est‐à‐dire si l'assuré n'est pas malade au sens de la loi sur l'assurance‐maladie ou si l'ensemble du traitement médical et des autres soins nécessités par sa maladie ne justifie pas séjour à l'hôpital (ATF 115 V 48 consid. 3b/aa; RAMA 1991 no K 863 p. 78 consid. 2a et la jurisprudence citée).
Il est admis que cette jurisprudence conserve toute sa valeur sous le régime de la LAMal en ce qui concerne les établissements et leurs divisions qui servent au traitement hospitalier de maladies aiguës ou à l'exécution, en milieu hospitalier, de mesure médicales de réadaptation (hôpitaux) au sens de l'art. 39 al. 1 LAMal (ATF 125 V 179 consid. 1b; RAMA 1998 no. KV 34 p. 289; EUGSTER, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], ch. 136 ss; DUC, L'établissement médico-social et la LAMal, in: LAMal-KVG: Recueil de travaux en l'honneur de la Société suisse de droit des assurances, Lausanne 1997, p. 313 et 316; MAURER, Das neue Krankenversicherungsrecht, 1996, p. 71 note 181; voir aussi ATF 124 V 365 consid. Ib, à propos de la délimitation entre le besoin d'hospitalisation pour le traitement d'affections aiguës et le besoin de soins). Cette jurisprudence, en effet, constituait du temps de la LAMA un cas d'application des principes de l'économie et du caractère approprié du traitement (art. 23 LAMA; art. 21 al. 1 Ord. III; cf. ATF 125 V 98 consid. 2), qui trouvent désormais leur expression à l'art. 32 al. 1 LAMal, relatif aux conditions générales de la prise en charge des frais de soins (voir aussi l'art. 49 al. 3 LAMal). (...)"
E' importante sottolineare che, secondo la giurisprudenza del TFA, un'ospedalizzazione diventa necessaria quando - dato uno status patologico - essa si giustifica dal profilo soggettivo: determinante non é, infatti, soltanto, il quadro clinico ma anche la situazione personale (mancanza di cure a domicilio, particolarità sociali,..).
Quindi, per la valutazione della necessità di un'ospedalizzazione entrano in considerazione, oltre allo stato di salute, numerosi altri fattori riconducibili alla situazione personale del malato: il diritto alle prestazioni ospedaliere deve essere riconosciuto non soltanto quando la patologia dell'assicurato necessita un trattamento medico intensivo, ma anche quando tale stato rende necessario un soggiorno in ambiente ospedaliero. A questo proposito, nella sentenza pubblicata in RAMI 1989, p. 154ss, il TFA ha rilevato quanto segue:
"
Die alleinige Tatsache, dass sich ein Versicherter in einer Heilanstalt aufhält, genügt nicht, um den Anspruch auf Leistungen gemäss Art. 12 Abs. 2 Ziff. 2 KUVG zu bejahen. Die Hospitalisierung muss sachlich begründet sein. Sie ist es, wenn als Grundvoraussetzung gesundheitliche Störungen vorliegen und nach den medizinischen Gegebenheiten oder nach den besonderen persönlichen bzw. Sozialen Verhältnissen ein Aufenthalt in einem Spitalmilieu notwendig ist (BGE 107 V 57 Erw. 3, 101 V 72 Erw. 21), 99 V 72 Erw. 3; RKUV 1986 Nr. K 680 S. 231; RSKV 1982 Nr. 477 S. 41 Erw. 2, 1977 Nr. 298 S. 171, 1973 Nr. 199 S. 123). Die Intensität der medizinischen Behandlung, die eine Krankheit erfordert, ist also nicht alleiniges Kriterium für die Beurteilung, ob der Zustand eines Versicherten dessen Hospitalisierung rechtfertigt. Diese kann sich auch aus persönlichen bzw. Sozialen Gründen als notwendig erweisen. Zur Spitalbedürftigkeit aus solchen Gründen hat das EVG erkannt, dass insbesondere ein betagter oder alleinstehender Versicherter dann Anspruch auf die für Spitalaufenthalte vorgesehenen Leistungen hat, wenn die im Zusammenhang mit einer Krankheitsbehandlung notwendige Pflege oder Betreuung zuhause nicht gewährleistet werden kann, sei es, weil diese zuhause nicht möglich oder den Angehörigen nicht zuzumuten ist. Solche Umstände, welche die Spitalbedürftigkeit begründen, können auch bei jungen Versicherten gegeben sein (unveröffentlichte Erw. 2 von RKUV 1987 Nr. K 739 S. 254, RKUV 1986 Nr. K 675 S. 202, 1984 Nr. 591 S. 199 Erw. 2b; RSKV 1983 Nr. 534 S. 121 Erw. 1, 1982 Nr. 477 S. 41 Erw. 2 und Nr. 486 S. 101 Erw. 4)."
(RAMI 1989 pag. 156, cit consid 1; cfr anche RAMI 1991, p. 73ss)
2.4. Va ancora rilevato che l'art. 41 cpv. 1 LAMal, che garantisce all'assicurato la libertà di scelta tra gli stabilimenti ospedalieri svizzeri, non gli permette di entrare o di rimanere, in caso di cura ospedaliera, in uno stabilimento concepito per trattare dei malati necessitanti di cure intense quando potrebbe essere curato convenientemente in uno stabilimento attrezzato più semplicemente e più economicamente.
L'assicurato può scegliere il luogo della cura ospedaliera, beneficiando così delle prestazioni corrispondenti, solo fra gli stabilimenti ospedalieri e fra i servizi degli stabilimenti, destinati alle categorie di malati, di cui fa parte dal punto di vista medico (art. 56 LAMal; cfr. art. 23 LAMI).
Data la necessità di una cura stazionaria, va, dunque, ancora operata una differenziazione fra i diversi istituti di cura: gli assicuratori assumeranno soltanto le spese relative al genere di istituto o reparto ospedaliero adeguato alla cura della malattia di cui l'assicurato soffre (DTF 101 V 72ss; RDAT 1988 N. 82 p. 248ss).
In particolare, il TFA ha avuto modo di precisare che la mancanza di letti in un istituto di cura adatto non può essere ritenuta per la determinazione dell'obbligo contributivo di una cassa:
"
Ebenso hat der spitalbedürftige Versicherte nicht mehr als die gesetzlichen bzw. statutarischen Leistungen zugute, wenn er gezwungenermassen in einer teuren Klinik hospitalisiert werden muss, weil in der Heilanstalt oder in der Spitalabteilung, die vom medizinischen Standpunkt aus genügen würde und billiger wäre, kein Bett frei ist. Ferner hat die Kasse nicht dafür aufzukommen, wenn ein Versicherter trotz nicht mehr bestehender Spitalbedürftigkeit weiterhin in einer Heilanstalt untergebracht ist, weil z.B. kein Platzin einem geeigneten und für den Versicherten genügenden Pflegeheim (ohne Spitalcharakter) vorhanden ist und mithin der Spitalaufenthalt nur noch auf sozialen Überlegungen beruht (BGE 115 V 48 f. Erw.
3b/aa; vgl auch BGE 120 V 206 Erw. 6a). (...)”
(STFA 26.11.1998 in re E.F e H.F. c. _ pubbl. in DTF 124 V pag 362 e seg e RAMI 1/1999 pag 31 e seg -)
2.5. Nel concreto caso alla luce delle certificazioni raccolte agli atti emerge chiaramente che la degenza presso la clinica _ era dovuta alla patologia psichica sviluppatasi in seguito alla scoperta del linfoma non Hodgkin di tipo B.
Occorre dunque senz'altro ammettere, vista la giurisprudenza del TFA in materia, come il ricovero ospedaliero stazionario per le cure psichiatriche fosse indispensabile. Ciò è del resto ammesso anche dalla Cassa.
Diversa invece è la conclusione per la cura antroposofica.
Va infatti evidenziato come nel rapporto del 25 ottobre 2000 redatto dal Dr. Med. _ e dalla Dr. _ all'attenzione del Dr. Med. _, viene indicato:
"
(...)
Beurteilung, Therapie und Verlauf
:
Es handelt sich um eine schwere Anpassungsstörung mit zunehmender Angstsymptomatik einer _‐jährigen Patientin, die soeben an einem Non‐Hodgkin‐Lymphom erkrankt ist. Sie ist deswegen sehr beunruhigt, leidet unter Panikstörungen und schweren Schlafstörungen. Patientin wurde dadurch arbeitsunfähig und war nicht mehr imstande alleine in ihrer Wohnung zu leben. Dies begründete die Notwendigkeit einer stationär Behandlung.
Wir behandelten die Patientin mit anthroposophischen Heilmitteln.
An äusseren Anwendungen bekam sie rhythmische Massage, Schafgarbe‐Leberkompressen mittags, Senffussbäder, Oxalis 30%‐Baucheinreibungen.
Besonders engagiert war die Patientin in den Kunsttherapien: Heileurythmie sowie Plastizieren und später Malen.
In den ärztlichen Gesprächen wurde konkret mit der Patientin über den Umgang mit Angst und Panikattacken gesprochen. Auf dem Hintergrund ist eine längere depressive Grundstimmung, welche mit verschiedenen Ereignissen in der Biographie zusammenhängt und akzentuiert wurde durch die Konfrontation mit dem Lymphom, zu sehen.
Frau _ fand vermehrt Kontakt zu ihren Gefühlen und ihren Möglichkeiten aktiv ihr Leben weiter zu gestalten, lebend mit einer Lymphomerkrankung.
Nach Rücksprache mit Dr. _, Hämatologe im Hause, empfehlen wir zur Behandlung des Lymphoms eine Umstellung von Iscador auf Abnoba Viscum Fraxini. Die weitere Koordination der Behandlung psychisch und somatisch liegt bei Ihnen.
Procedere
: Nach Austritt Fortführung der psychiatrischen Weiterbetreung durch Sie sowie der anthroposophischen Therapien: Abnoba Viscum Fraxini und gegebenenfalls Kunsttherapien. (...)" (Sottolineature del redattore; Doc. _)
La Dr. Med. _, specialista per la psichiatria e la psicoterapia dell'_, nel certificato del 15 novembre 2000 ha precisato:
"
(...)
Frau _ wurde zu uns eingewiesen wegen einer akuten Angststörung mit Depressivität
, ausgelöst durch die Diagnose eines neu diagnostizierten Non‐Hodgkin‐Lymphoms, Typ B, Grad I.
Frau _ befand sich anfänglich in onkologischer ambulanter Behandlung bei Herrn Dr. _ und ergänzte diese Behandlung bewusst durch anthroposophische Medizin, nachdem keine Behandlung für das Lymphom in der Schulmedizin zur Verfügung war.
Neben dem lymphom entwickelt sich zunehmend ein gemischt ängstliches und depressives Syndrom mit Arbeitsunfähigkeit schlussendlich. Dies führte dazu, dass eine stationäre Behandlung notwendig wurde.
Da Frau _ bis anhin in anthroposophischer Behandlung bei Herrn Dr. _ war, wurde sie zur stationären anthroposophischen Behandlung in unsere Klinik eingewiesen.
Die Hospitalisation hat dazu geführt, dass die Patientin in Zusammenarbeit mit unserem Hämatologen im Hause eine genauere Misteltherapie‐Behandlung bekommen hat, andererseits auch durch eine Zusammenarbeit von Psychiater und Internist die Patientin sich besser zurecht finden konnte mit ihren Aengsten, welche durch die Krankheit ausgelöst worden sind. (...)" (sottolineature del redattore; Doc. _)
Il medico curante di _, Dr. Med. _, il 13 settembre 2000, ha precisato che:
"
questa giovane donna si era a me rivolta per una cura con il vischio dopo la diagnosi di linfoma NH tipo B (dr. _).
Essa ha poi però sviluppato una reazione ansiosa ultimamente invalidante e con scarsa risposta agli ansiolitici (che comunque non vorrebbe assumere). Dal ricovero in questa clinica antroposofica mi aspetto un impatto positivo soprattutto dalle terapie non medicamentose (dagli impacchi‐massaggi alle cosiddette terapie artistiche) applicate in modo intenso, oltre che dal contenimento dell'ambito stazionario, di cui ha comunque bisogno. Queste terapie potranno poi parzialmente essere proseguite in sede ambulatoriale, evidentemente a dei ritmi molto più blandi." (Doc. _)
Dai suddetti certificati medici emerge chiaramente che la necessità dell'intervento e del ricovero di _ era dovuta alla reazione ansiosa invalidante sviluppata in seguito alla diagnosi di linfoma non Hodgkin di tipo B. Anche in un ulteriore certificato della Dr. Med. _ viene indicato che una riabilitazione ambulatoriale non è possibile a causa di una "Latente Suizidialität durch unklare Perspektiven" (doc. _). Circa le terapie eseguite nella clinica, la dottoressa indica di aver effettuato "medikamentöse Therapie (Mistel, Anxiolytika,...), Künstlerische Therapie und Einzel und Gruppen-psychotherapie" (doc. _).
L'unico certificato che sembrerebbe smentire quanto sopra riportato è quello del medico curante dell'insorgente, _, che il 6 ottobre 2000, ha precisato:
"
mi rivolgo ancora a voi in merito alla mia paziente in calce, attualmente ricoverata alla _.
Mi rifaccio anche ai miei certificati precedenti, che forse hanno creato un'incomprensione. Non sono infatti d'accordo di classificare il ricovero della signora _ come prettamente psichiatrico.
I molteplici disturbi accusati dalla paziente che avevano a suo tempo portato agli accertamenti del dr. _ e poi alla diagnosi di linfoma, hanno comunque continuato a sussistere, complicando poi in seguito alla notizia della diagnosi.
La scelta della medicina antroposofica è da considerarsi poi nell'ambito del fatto che la medicina "ufficiale" non offre comunque nessuna terapia nell'attuale stadio della malattia. Le strutture
ospedaliere della medicina antroposofica si situano (purtroppo) fuori dal Canton Ticino, per cui ho dovuto per forza inviare la mia paziente."
Tuttavia, a mente del TCA, questo scritto non è sufficiente a comprovare la necessità del ricovero per una cura antroposofica.
Infatti gli altri certificati concludono univocamente alla necessità del ricovero di _ unicamente per curare le patologie psichiche sviluppatesi in seguito alla scoperta del linfoma non Hodgkin di tipo B. Solo per queste cure il ricovero presso uno stabilimento appropriato era necessario.
Dalle tavole processuali emerge in particolare che nel corso della degenza l'insorgente ha seguito delle terapie tipiche per la cura di patologie psichiche (psicoterapia di gruppo, prescrizione di ansiolitici), di cui era affetta ("Angststörung", "Panikstörungen", "Schlafstörungen", "depressive Grundstimmung": cfr. doc. _). _, durante il ricovero, si è intrattenuta con i medici su questi aspetti (doc. _) ed è stata seguita in modo particolare da psichiatri (doc. _). Pure dal certificato del medico curante risulta che l'insorgente ha sviluppato una reazione ansiosa, invalidante, e per questo motivo è stato chiesto il ricovero presso la clinica basilese (doc. _).
Inoltre, sia nel referto medico del 25 ottobre 2000 (doc. _) che in quello del 15 novembre 2000 (doc. _), viene espressamente affermato che la necessità del ricovero nel periodo in esame deriva dalle affezioni psichiche di cui soffriva l'insorgente.
Non viene per contro fatto alcun riferimento alla necessità di una degenza stazionaria per la cura antroposofica.
In queste circostanze l'insorgente poteva essere ricoverata in uno stabilimento sociopsichiatrico in Ticino. Per cui la Cassa ha applicato la tariffa forfetaria di fr. 180 al giorno, il cui ammontare non è contestato, e che la _ avrebbe applicato in caso di ricovero presso l'_ in Ticino.
In considerazione delle risultanze processuali il TCA non ha motivo di scostarsi dalle conclusioni cui è giunta la Cassa.
E' pur vero, come ricorda l'insorgente, che l'allegato I dell'Opre, all'art. 10, prevede il rimborso della medicina antroposofica praticata da medici la cui formazione in questa disciplina è riconosciuta dalla Federazione dei medici svizzeri. Tuttavia, affinché la prestazione in esame possa essere in concreto rimborsata occorre anche che il ricovero sia necessario. Ciò che, come visto, non è il caso.
Per cui solo il trattamento psichiatrico giustificava il ricovero e rettamente la Cassa, ritenuto come l'ospedalizzazione poteva avvenire nel Cantone di domicilio, ha rimborsato l'insorgente conformemente alla tariffa che avrebbe applicato in caso di ricovero analogo in Ticino.