# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 29277296-1761-53a1-b2bd-92d4d37f7565
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Riassume la fattispecie che vede coinvolti i fratelli IM 1. Le risultanze agli atti dei precedenti procedimenti a carico del fratello hanno già permesso di stabilire che tutti i documenti menzionati nell’AA sono falsi. La Corte deve stabilire il ruolo di IM 1 nell’ambito di questa operazione che è già costata la condanna al fratello _ e alla sorella _ per falsità in documenti. A mente dell’accusa egli è correo. Anche in assenza della comprensione dell’intero disegno non si può non constatare che le carte di credito utilizzate per creare i falsi vouchers erano appoggiate a conti _ riconducibili a IM 1. Esclusivamente lui, titolare di quei conti, può avere chiesto alle società la loro emissione. Solo lui può averle consegnate o spedite al fratello _. Solo lui ha avuto disposizione del 1,5 milione di dollari che il fratello gli ha ritornato. Da qui a mente dell’accusa la sua piena correità nella falsità in documenti. Pacifico lo scopo di procacciarsi un indebito profitto. In merito alla commisurazione della pena, la colpa è di una certa gravità ritenuto il numero di documenti falsificati ed il guadagno. Assente è la presa di responsabilità. La latitanza dell’imputato, unita alle sue scarne dichiarazioni non lasciano spazio per una pena pecuniaria. Chiede una pena detentiva di 13 mesi, nonché la condanna al pagamento in solido con il fratello _ di quello che è stato il provento accertato per queste transazioni, ossia i USD 72'182.- trattenuti in Svizzera;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
precisa di aver visto l’imputato un’unica volta, il 20 febbraio 2013. Il difensore ha avuto l’impressione di trovarsi di fronte ad un uomo disperato. Di fatto, sappiamo che IM 1 non ha documenti di legittimazione validi, ha espresso anche a verbale la sua volontà di trasferirsi in Svizzera dove si trovano i suoi genitori. In merito ai fatti contenuti nell’AA, IM 1 ha negato di aver mai commesso tali reati, indicava trattarsi di operazioni lecite. Secondo il difensore agli atti non vi sono prove che IM 1 abbia falsificato alcunché né che egli sapesse di cosa faceva il fratello. Alla difesa non risulta che vi siano prove che sia stato proprio il suo cliente a chiedere l’emissione di tali carte. Anzi, egli ha stabilito che queste si potevano richiedere facilmente via telefono. I 78'000 dollari di indebito profitto sono chiari a carico di _, non vede invece un profitto per IM 1. Per la seconda parte dell’AA, esso riguarda unicamente rapporti in Svizzera messi in atto da _ e _, IM 1 ha dichiarato di non aver avuto nessun ruolo in queste transazioni. Se la Corte dovesse considerare diversamente, la difesa ritiene che il ruolo dell’imputato sia stato minimo, egli dev’essere dunque considerato complice, e non correo. Chiede il proscioglimento da falsità in documenti, e, se pena dovrà essere, chiede che quella richiesta dal PP venga ridotta tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali. Egli è incensurato ed è passato tantissimo tempo dai fatti. Si chiede in ogni caso che la pena venga sospesa condizionalmente.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 42, 44, 47, 251 CP;
82, 135, 366, 367, 368, 371, 422 e segg. CPP e
22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia in contumacia:
IM 1
Alias
_
1. è autore colpevole di:
falsità in documenti
per avere,
a _, _ e in altre imprecisate località, nel periodo ottobre 2002-marzo 2004, agendo in correità e per il tramite del fratello _, e in parte con la complicità della sorella _, al fine di procurare a sé o ad altri un indebito profitto, ripetutamente formato documenti falsi, facendone altresì uso a scopo d’inganno;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi
.
2. Di conseguenza,
IM 1 è condannato:
2.1. alla pena detentiva di 8 (otto) mesi;
2.2. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1’000.- e delle spese procedurali.
2.3. a versare l’importo di USD 73'182.- a favore dello Stato a titolo di risarcimento compensatorio.
3. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).
4. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
4.1. La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 1’995.00
spese fr. 143.00
totale fr. 2’138.00
§ La quantificazione della retribuzione è impugnabile dal difensore d’ufficio alla Corte dei reclami penali nel termine di 10 giorni
(art. 135 cpv. 3 e 396 cpv. 1 CPP).
4.2. Il condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 2’138.00 (art. 135 cpv. 4 CPP).
5. Il condannato è reso attento al fatto che, entro dieci giorni dalla notifica della presente sentenza, può presentare per scritto od oralmente istanza di nuovo giudizio al Presidente della Corte delle assise correzionali (art. 368 cpv. 1 CPP).
6. Parallelamente all’istanza di nuovo giudizio o in sua vece, il condannato può anche interporre appello contro la sentenza contumaciale alla Corte di appello e di revisione penale. In tale evenienza, l’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Per la Corte delle assise correzionali
Il Presidente La vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 85.--
fr. 1'285.--
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## Considerations