# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c15a87aa-c7d7-57d1-8e56-4f880bb61bec
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con il primo ricorso, l’escusso RI 1 chiede, in via apparentemente principale, che il referto peritale 13 novembre 2012 dell’arch. _ venga “completato ovvero delucidato nel senso dei considerandi”, ritenendo infatti, per diversi motivi, la perizia errata e non consona alla realtà, e in via implicitamente subordinata postula la determinazione di una nuova stima del fondo ad opera di un altro perito;
che giusta l’art. 9 cpv. 1, 1° periodo del Regolamento concernente la realizzazione forzata di fondi (RFF, RS 281.42), la stima determinerà il valore venale presumibile del fondo e dei suoi accessori facendo astrazione dalle valutazioni risultanti dal catasto o dall'assicurazione contro gli incendi;
che in virtù dell’art. 9 cpv. 2, 1° periodo RFF, ogni parte interessata può, entro il termine di ricorso contro il pignoramento (art. 17 cpv. 2 LEF) e previo deposito delle spese occorrenti, chiedere all'autorità di vigilanza una nuova stima a mezzo di periti;
che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 133 III 538, cons. 4.1 i.f.), il ricorso diretto contro la stima è da considerare come tale se verte sui criteri da considerare nella stima giusta l’art. 9 cpv. 1 RFF (ad es. se l’ufficio si è erroneamente fondato sulla stima fiscale, cfr.
Zopfi
, Kurzkommentar zum VZG, Wädenswil 2011, n. 9 ad art. 9) o sul principio stesso del ricorso ad un perito in virtù dell’art. 97 cpv. 1 LEF (cfr. DTF 101 III 34-5, cons. 2b/c; CEF 2 giugno 2005, inc. 15.2005.47/57, cons. 3), mentre contestazioni sullo stesso valore di stima vanno di regola assimilate ad una richiesta di una nuova stima a mezzo di periti ex art. 9 cpv. 2 RFF;
che nel caso concreto, la conclusione formulata a titolo apparentemente principale può così essere trattata quale ricorso ex art. 17 LEF, mentre l’altra conclusione costituisce chiaramente una richiesta ai sensi dell’art. 9 cpv. 2 RFF (per il rinvio dell’art. 99 RFF);
che la seconda richiesta è stata già evasa dall’Ufficio, con l’assegnazione al ricorrente, in data 22 novembre 2012, di un termine scadente il 7 dicembre 2012 per anticipare le spese di una nuova perizia, pari a fr. 1'500.--;
che come rettamente rilevato dal ricorrente nel suo scritto 3 dicembre 2012, tale assegnazione di termine non ha però reso il ricorso (integralmente) privo di oggetto, siccome, come visto, la giurisprudenza non esclude del tutto i ricorsi contro la decisione di stima, seppure li limiti agli aspetti procedurali;
che nella fattispecie la ricevibilità della maggior parte delle censure del ricorrente è tuttavia dubbia, perché egli non invoca la violazione di norme procedurali o l’adozione di criteri di stima inadeguati;
che in ogni caso le censure sono manifestamente infondate;
che il ricorrente non sostanzia infatti minimamente la propria affermazione secondo cui il perito avrebbe personalmente preso visione dei luoghi per poco meno di un’ora e mezzo e non avrebbe effettuato i tre sopralluoghi indicati nel referto, né spiega in quale modo tale affermazione possa inficiare la validità formale della perizia;
che d’altronde la legge non prescrive che i sopralluoghi debbano tutti essere eseguiti in presenza dell’escusso, il cui diritto al contraddittorio è sufficientemente garantito con la facoltà, di cui il ricorrente ha peraltro fatto uso nella fattispecie, di ricorrere giusta l’art. 17 LEF contro la stima e di esigere l’allestimento di una seconda perizia;
che l’assenza di una piantina e dell’indicazione delle misure degli spazi interni nella perizia non è rilevante, perché il ricorrente non contesta né le misure né la cubatura complessiva riportata nel referto a pag. 6, che avrebbe facilmente potuto verificare;
che pure la mancata indicazione “dell’origine delle fotografie” comprese nella perizia è irrilevante, siccome il ricorrente non contesta che le stesse di riferiscono al fondo peritato;
che la contestazione del peso dato dal perito al fatto che (parte) del fondo è incluso nel catalogo dei terreni soggetti a pericoli naturali, è una censura evidentemente di merito, che è pertanto irricevibile, tanto più che il ricorrente non precisa nemmeno se tale asserito errore ha, secondo lui, diminuito o aumentato la stima;
che in ogni caso il perito ha tenuto conto di questa circostanza, escludendo dalla stima la zona esposta a pericolo di crollo (perizia a pag. 7);
che il valore di stima ufficiale del fondo figura nel documento allegato alla perizia e comunque non è determinante per la stima ai sensi del diritto esecutivo (cfr. art. 9 cpv. 1 RFF);
che il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, va pertanto respinto;
che lo scritto 3 dicembre 2012 di RI 1, in quanto considera la richiesta di anticipo spese del 22 novembre 2012 come “impugnata e contestata” è da qualificare quale (nuovo e tempestivo) ricorso giusta l’art. 17 LEF, che può, per ragioni di economia processuale, essere congiunto con la prima procedura ricorsuale ed evaso con una sola sentenza in virtù dei combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm;
che, tenuto conto della richiesta di effetto sospensivo contenuta nel primo ricorso e del fatto che l’assegnazione di termine del 22 novembre 2012 è stata emessa mentre la decisione sulla stima del fondo era ancora
sub iudice
, si ritiene equo evadere il secondo ricorso nel senso di impartire al ricorrente un nuovo termine per anticipare le spese richieste dall’Ufficio;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20
a
, 97 LEF; 9 RFF; 61, 62 OTLEF;

## Considerations