# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** be2d8333-c5f4-5123-b375-5dbfbf580723
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che _ _ possiede le proprietà per piani n. _e _, pari a 60.03/1000 e 12.90/1000 della particella n. _RFD di _ (“Condominio _ _ ”);
che all’assemblea condominiale del 10 luglio 1997 la maggioranza dei comproprietari ha deciso di nominare un nuovo amministratore del Condominio in sostituzione della dott. iur. _ _;
che con petizione del 7 agosto 1997 _ _ ha convenuto davanti alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, la Comunione dei comproprietari del “Condominio _ _ ”, postulando l’annullamento della citata decisione;
che pedissequamente alla petizione l’attore ha chiesto l’adozio-ne di misure cautelari, in particolare la concessione dell’effetto sospensivo per quanto riguarda la deliberazione impugnata e la conferma – fino al giudizio sull’azione di merito – della precedente amministratrice del Condominio;
che le parti sono state citate all’udienza del 3 novembre 1997 per la discussione, alla quale sono comparsi l’istante, la dott. iur. _ _ e l’avv. _ _, patrocinatore della Comunione dei comproprietari;
che il Pretore, accertato come la contestazione riguardasse in primo luogo la persona legittimata a rappresentare la Comunione dei comproprietari e a continuare l’amministrazione del Condominio, si è riservato di emettere una decisione pregiudiziale al riguardo e di intimare successivamente gli atti per la risposta di merito;
che, statuendo il 6 novembre 1997, il Pretore ha accolto la domanda di effetto sospensivo e ha confermato la dott. iur. _ _ quale amministratrice del Condominio;
che contro il decreto del Pretore la Comunione dei comproprietari del Condominio “_ _ ” è insorta con un appello del 14 novembre 1997 in cui chiede – previa concessione dell’effetto sospensivo al gravame – l’accertamento della nullità della decisione impugnata o, in via subordinata, l’annullamento della stessa;
che con decreto del 4 dicembre 1997 la presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo;
che nelle sue osservazioni del 19 dicembre 1997 _ _ propone di respingere l’appello in ordine o, subordinatamente, nel merito;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che per l’art. 376 cpv. 1 CPC il giudice ordina, anche prima dell’ introduzione dell’azione, su istanza di parte, provvedimenti cautelari idonei quando vi è fondato motivo di temere che dal ritardo a procedere nelle vie ordinarie potrebbe derivare un danno considerevole;
che solo i provvedimenti emessi previo contraddittorio sono appellabili (art. 382 cpv. 1 CPC);
che secondo costante giurisprudenza di questa Camera per contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria fra le parti, ma solo la discussione finale, indetta dopo l’eventuale assunzione delle prove (Rep. 1983 pag. 280;
Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese annotato, Lugano 1993, n. 2 ad art. 382);
che nel caso concreto all’udienza del 3 novembre 1997 si sono presentati, oltre all’istante, la precedente amministratrice del Condominio e il patrocinatore della Comunione dei comproprietari;
che le parti hanno dibattuto la questione di sapere chi rappresentasse la convenuta, tant’è che l’avvocato _ se ne è dichiarato rappresentante, mentre l’istante ha chiesto la conferma – in via pregiudiziale – della dott. _ _ quale amministratrice della convenuta fino a definizione della lite;
che in esito alla discussione il Pretore ha comunicato che avrebbe deciso pregiudizialmente chi fosse abilitato a rappresentare la convenuta, riservandosi di intimare successivamente gli atti per la risposta a tale rappresentante;
che, ciò facendo, il Pretore ha ordinato l’accertamento di un
presupposto processuale (art. 99 cpv. 1 in relazione con l’art. 97 n. 4 CPC), su cui avrebbe dovuto statuire con decreto (art. 100 cpv. 1 CPC);
che, invece di procedere in tal modo, il Pretore ha statuito direttamente sull’assetto cautelare (art. 382 CPC), questione che non era stata discussa all’udienza, già per il fatto che a quel momento bisognava ancora accertare chi rappresentasse validamente la convenuta;
che quindi l’appellante censura a giusta ragione una violazione del suo diritto d’essere sentita, poiché dopo l’accertamento del presupposto processuale essa avrebbe avuto il diritto di esprimersi – quanto meno a richiesta (art. 379 cpv. 2 CPC) – sul merito del provvedimento cautelare, e ciò per mezzo del suo legittimo rappresentante;
che nelle circostanze descritte il decreto cautelare impugnato, emesso prima che fosse accertata la capacità processuale del rappresentante, deve essere annullato, anche perché nemmeno potrebbe essere notificato validamente alla convenuta (art. 143 cpv. 1 CPC);
che invece non vi è ragione di annullare – come postula l’appel-lante – tutta la procedura seguita davanti al Pretore, mal comprendendosi perché l’udienza tenuta non possa valere come contraddittorio ai fini dell’art. 100 cpv. 1 CPC;
che gli oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono perciò a carico di _, il quale ha postulato a torto la reiezione dell’appello;