# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bbb8514e-ad32-5f94-afe9-efedb43b6302
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
In seguito a un infruttuoso richiamo e una diffida altrettanto inefficace, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona (in seguito UT), con decisione del 17 luglio 2018, ha inflitto a RI 1 una multa disciplinare di fr. 100.- per la mancata consegna della dichiarazione fiscale 2017. In concomitanza con la sanzione, è stato attribuito un ulteriore termine di 20 giorni per presentare i documenti precitati, con la relativa avvertenza che in caso di inadempimento del termine, la tassazione sarebbe stata effettuata d’ufficio ai sensi degli art. 204 LT e 130 LIFD.
Con decisione del 10 ottobre 2018, vista la persistente inadempienza dei suoi obblighi procedurali, l’autorità fiscale ha notificato al contribuente una tassazione d’ufficio per l’imposta cantonale e l’imposta federale diretta 2017.
Il 31 ottobre 2018 l’Ufficio esazione e condoni ha inviato al contribuente i conguagli d’imposta. In mancanza del pagamento, il 31 dicembre 2018 gli ha inviato un richiamo di pagamento.
In data 23 gennaio 2019, il contribuente ha saldato i debiti d’imposta IC/IFD.
B.
Con scritto del 12 settembre 2019, il padre del contribuente, RA 1, si è rivolto all’UT, chiedendo di voler cortesemente cambiare l’indirizzo del figlio e di “annullare le procedure in corso”.
In data 23 ottobre 2019, il contribuente ha inviato la dichiarazione d’imposta 2017, che è stata registrata dall’UT come reclamo contro la decisione di tassazione d’ufficio del 10 ottobre 2018.
Con decisione del 5 novembre 2019, l’UT ha dichiarato irricevibile il reclamo del 23 ottobre 2019, in quanto tardivo. Ricordato che il termine di reclamo è di trenta giorni dalla notificazione della decisione e che la restituzione dei termini è data se è provato che l’inosservanza degli stessi è da attribuire a servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza obbligata ed imprevedibile dal Cantone (per l’imposta federale diretta, dalla Svizzera) o ad altri motivi gravi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante, l’UT ha concluso che le tassazioni d’ufficio del 10 ottobre 2018 erano da considerare cresciute in giudicato e pertanto definitive. L’autorità di tassazione ha escluso altresì l’esistenza di un motivo di revisione.
C.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1, rappresentato dal padre RA 1, chiede l’annullamento della notifica di tassazione 2017. Dopo aver precisato che il ricorrente è RI 1, ma il suo rappresentante è RA 1 detto _, il ricorrente sostiene che nel periodo fiscale in questione, il 2017, era studente presso la _ a _ e non aveva alcun reddito. A suo avviso, troverebbe applicazione anche “l’art. 232 a) se vengono scoperti fatti o mezzi di prova decisivi”.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata presentata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nel caso di specie, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona ha dichiarato irricevibile il reclamo, interposto dal contribuente il 23 ottobre 2019, inoltrando la dichiarazione d’imposta. Questa Camera si limiterà pertanto a verificare se sia legittima la decisione di irricevibilità dell’autorità fiscale, senza entrare nel merito della dichiarazione fiscale presentata dalla ricorrente.
2.
2.1.
Gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede si può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.
2.2.
Gli art. 206 LT e l’art. 132 LIFD, inoltre, offrono la possibilità di presentare reclamo contro una decisione di tassazione entro 30 giorni dalla presa di quest’ultima. Nel caso di una tassazione operata d’ufficio le condizioni di ammissibilità di un reclamo sono tuttavia più restrittive (cfr. decisione CDT del 31 agosto 2016, consid. 2.2, inc. 80.2016.96). Il reclamo presuppone infatti l’inesattezza manifesta della tassazione operata d’ufficio. Con questo tipo di reclamo si verifica anche un’inversione dell’onere della prova. Infatti, sarà compito del contribuente motivare il reclamo e apportare tutti i mezzi di prova necessari (art. 206 cpv. 3 LT e art. 132 cpv. 3 LIFD). Per quanto riguarda il termine di azione di 30 giorni invece, resta invariato.
2.3.
Per quanto attiene al computo del termine di reclamo, decorre dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se l’opposizione perviene all’autorità di tassazione o è consegnata a un ufficio postale svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera il giorno della scadenza (art. 192 LT e art. 133 LIFD). L’art. 192 cpv. 5 LT, rispettivamente l’art. 133 cpv. 3 LIFD, precisano che i termini stabiliti dalla legge sono perentori, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza dal cantone o ad altri motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante. In linea di principio, si può entrare nel merito di un ricorso tardivo solo se il contribuente è stato impedito di presentarlo in tempo utile per un motivo che non era prevedibile (ASA 61 p. 523), mentre una colpa da parte del richiedente o del suo rappresentante esclude la restituzione del termine (ASA 60 p. 630 = RF 1992 p. 220; inoltre DTF 106 II 173).
2.4.
Nel caso che ci occupa, il ricorrente è stato assoggettato ad una tassazione d’ufficio, poiché non ha inoltrato la dichiarazione d’imposta 2017, nonostante diffida e una multa per violazione degli obblighi procedurali. Dopo la notificazione della tassazione d’ufficio del 10 ottobre 2018, il ricorrente ha inoltrato la dichiarazione d’imposta 2017 in data 23 ottobre 2019.
Nelle circostanze descritte, il reclamo contro la tassazione d’ufficio è manifestamente intempestivo.
L’insorgente sembra tuttavia pretendere che la notificazione della decisione di tassazione sia stata inefficace, a causa di un errore nell’indicazione del suo nome. La decisione di tassazione è infatti stata indirizzata a _ anziché _. Il contribuente rileva, in sede di ricorso, che il suo rappresentante, il padre, si chiama _ detto _.
2.5.
Ora, la decisione di tassazione d’ufficio del 10 ottobre 2018 è sì indirizzata a RI 1, ma sicuramente l’autorità fiscale intendeva RI 1. Non si vede infatti come l’UT potesse essere a conoscenza del fatto che il padre RA 1 sia “detto _”, ed in ogni caso, nel notificare una decisione di tassazione l’autorità fiscale non avrebbe per nessuna ragione utilizzato un soprannome.
Indipendentemente dalla lettera mancante nel nome del destinatario della decisione, dal contenuto della stessa era evidente che si riferiva al figlio e non al padre. Nella motivazione, l’Ufficio ha infatti fatto riferimento alla diffida del 16.6.2018, alla quale non era stato dato seguito. In caso di dubbio, del resto, sarebbe bastato verificare il numero AVS e il numero di controllo.
2.6.
Anche volendo ammettere che la notificazione della decisione di tassazione fosse viziata dall’errore nell’indicazione del nome, il ricorrente ha tuttavia atteso quasi un anno prima di sollevare tale difetto.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
la notificazione irregolare di una decisione non deve comportare pregiudizio alla parte ricorrente, per la quale pertanto il termine di ricorso inizia a decorrere solo dalla conoscenza della decisione. L’interessato non può tuttavia differire a piacimento il suo intervento, ricordato che il principio della buona fede gli impone di informarsi dell’esistenza e del contenuto di un atto che lo riguarda non appena ne sospetti l’esistenza, pena il rischio di vedersi opporre l'irricevibilità del gravame per tardività (DTF 124 II 124 consid. 2d/aa, 116 I a 215 consid. 2c e d; 112 Ib 417 consid.
2d).
Come già ricordato, nei giorni successivi alla notificazione della decisione di tassazione, l’Ufficio esazione e condoni ha intimato a RI 1 i conguagli per il pagamento delle imposte federali e cantonali, che facevano riferimento alla tassazione d’ufficio. Non avendo il contribuente provveduto al pagamento, il 31 dicembre 2018 gli ha poi inviato dei richiami. Il 23 gennaio 2019, senza contestare alcuna irregolarità nella notificazione della decisione di tassazione, il ricorrente ha infine versato i conguagli d’imposta dovuti.
Ne consegue che, anche volendo considerare viziata la notificazione della decisione di tassazione d’ufficio, nondimeno il suo reclamo sarebbe tardivo. Neppure in seguito all’invio dei conguagli e dei richiami di pagamento, infatti, ha contestato il preteso vizio della decisione impugnata.
3.
3.1.
Come anticipato, l’Ufficio di tassazione ha esaminato l’inoltro della dichiarazione d’imposta, da parte del contribuente, in data 23 ottobre 2019, anche come istanza di revisione di una decisione di tassazione passata in giudicato, respingendola. Il ricorrente, da parte sua, ritiene per contro che sia stato scoperto un fatto o mezzo di prova decisivo, che giustifica una revisione.
3.2.
In primo luogo, gli articoli 233 LT e 148 LIFD prevedono un termine di 90 giorni dalla scoperta del motivo di revisione.
Volendo considerare motivo di revisione la scoperta dell’errore che inficiava la decisione di tassazione notificata al ricorrente il 10 ottobre 2018, per le ragioni già esposte si deve ritenere che il contribuente debba averne preso conoscenza, al più tardi, ricevendo i conguagli e i richiami di pagamento e, in ogni caso, prima di saldare i relativi debiti d’imposta, in data 23 gennaio 2019.
Se il motivo di revisione è stato scoperto al più tardi il 23 gennaio 2019, ne discende che il termine per presentare la domanda di revisione è scaduto prima del 23 aprile 2019.
3.3.
Va ancora ricordato che la revisione è esclusa se l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della procedura ordinaria il motivo di revisione (art. 232 cpv. 2 LT e 147 cpv. 2 LIFD).
Nella fattispecie, non si può certo ritenere che l’istante abbia osservato gli standard di diligenza richiesti, dal momento che il debito fiscale è stato estinto e che tra la notificazione della decisione di tassazione d’ufficio e il reclamo è trascorso più di un anno.
Ne consegue che, anche nella misura in cui ha escluso una revisione della decisione di tassazione passata in giudicato, la decisione impugnata si rivela conforme al diritto applicabile.
4.
Il ricorso è conseguentemente respinto.
La tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.