# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a2f0a972-2c2d-5936-a39f-60b19f120e20
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto come a seguito della caduta la vittima riportò un lieve trauma cranico con due ematomi in sede parietale rispettivamente occipitale come descritto nel certificato medico, agli atti, rilasciato il 14.02.2012 dall’Ospedale _ di _;
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;
reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 CP;
2. ricettazione
per avere, a _, in data imprecisata nel periodo 23.10.2004 / giugno 2005, barattato con un CD musicale con una persona non identificata il telefono cellulare Motorola (IMEI _) del valore non determinato, che sapeva o doveva presumere essere stato ottenuto mediante un reato contro il patrimonio e più precisamente dal furto commesso a _ il 23.10.2004 a danno di _ _ (refurtiva recuperata);
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;
reato previsto: dall’art. 160 cifra 1 CP;
Presenti
- il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 12:40.
Evase le seguenti
questioni:
La Presidente comunica alle parti che in subordine all’imputazione di ricettazione di cui al punto 2. AA, la Corte prospetta il reato di ricettazione di poca entità (art. 160 cifra 1 in combinazione con art. 172ter CP).
Dà quindi alle parti facoltà di esprimersi in proposito.
Avv. DUF 1: nessuna osservazione.
PP: Osserva che trattandosi di contravvenzione, il reato sarebbe prescritto.
Sentiti
§
il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale rileva che i fatti di cui al punto 1. dell’atto d’accusa, che secondo la giurisprudenza del TF configurano il reato di rapina (DTF 133 IV 207), sono stati ammessi dall’imputato. Chiede inoltre la conferma del punto 2. dell’atto d’accusa, rilevando che l’imputato ha agito con dolo eventuale e che il telefonino, all’epoca appena uscito sul mercato, valeva certamente più di fr. 300.--. Venendo alla commisurazione della pena, ritiene che a sfavore di IM 1 pesano i suoi precedenti penali e il fatto di aver commesso un reato oggettivamente grave in danno di una persona fragile. A suo favore tiene conto del fatto che ha collaborato con gli inquirenti, ammettendo fin da subito la rapina, e che ha agito in stato di scemata imputabilità di grado perlomeno medio. Propone quindi la condanna dell’imputato alla pena detentiva di 14 mesi, a valere quale pena unica comprensiva della pena pecuniaria di cui al decreto d’accusa del 24.4.2009. Visti i suoi precedenti penali, il fatto che ha continuato a consumare alcolici e stupefacenti e tenuto conto dell’alto rischio di recidiva decretato dal perito psichiatrico, ritiene che la prognosi sia infausta e che di conseguenza non possa essere concessa la sospensione condizionale della pena ex art. 42 CP. Postula inoltre che nei confronti di IM 1 venga pronunciata una misura terapeutica stazionaria da eseguirsi in una struttura chiusa ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP, poiché altrimenti sussiste il rischio concreto che l’imputato si dia alla fuga, che interrompa l’assunzione dei farmaci e che torni a delinquere. Non si oppone alla sospensione della pena detentiva ex art. 57 CP per dar luogo al trattamento stazionario. Da ultimo, chiede il dissequestro e la restituzione del telefonino in sequestro all’avente diritto;
§
l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato, il quale non contesta la sussistenza del reato di rapina, ma sottolinea che occorre tenere conto della piena collaborazione fornita dal suo patrocinato, della mancanza di premeditazione, della difficile situazione personale in cui si trovava, del fatto che la vittima non ha riportato gravi conseguenze fisiche e della circostanza che la refurtiva è stata interamente recuperata e restituita. Contesta invece l’imputazione di ricettazione, poiché IM 1 non aveva immaginato che il telefonino potesse essere rubato e perché lo scambio di telefonini era prassi usuale tra i giovani, come rileva la Polizia giudiziaria nel suo rapporto d’inchiesta. In via subordinata, rileva che non è stato accertato il valore del telefonino, per cui deve essere ritenuta la ricettazione di lieve entità, nel frattempo prescritta. Ripercorre il difficile vissuto di IM 1, sottolineando che i traumi cranici subiti nell’ambito dei due incidenti stradali hanno comportato delle difficoltà di memoria e di concentrazione, con conseguenze negative sulla sua formazione scolastica e professionale. Evidenzia che il suo assistito ha commesso la rapina in stato di scemata imputabilità del 60%, avendo egli oggi ammesso che quel giorno aveva assunto cannabis. In conclusione, in considerazione del sincero pentimento dimostrato da IM 1, della scemata imputabilità, della piena collaborazione prestata nonché del periodo di carcerazione sin qui sofferto, postula una massiccia riduzione della pena proposta dal Procuratore pubblico. Chiede inoltre che venga concessa la sospensione condizionale della pena, poiché il rischio di recidiva non è concreto, non avendo IM 1 commesso alcun reato tra il 15.2.1012 e il 15.6.2012 e non essendo una persona pericolosa. IM 1 ha inoltre ricominciato ad assumere i necessari medicamenti e sta intraprendendo un percorso terapeutico positivo. Per quanto concerne la pronuncia di una misura, si rimette al prudente giudizio della Corte.
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. IM 1 è nato il _ a _. In merito alla sua vita ha riferito:
"
I miei genitori hanno avuto tre figli nel corso del loro matrimonio che si è sciolto nel 2004.
Oltre a me che sono il maggiore, hanno avuto due ragazze, mie sorelle, che sono del _ e del _.
Mio padre lavora come “capo movimento” presso la stazione ferroviaria di _.
Mia madre è animatrice presso la casa anziani del Comune di _.
I miei genitori, dopo il divorzio, non si sono risposati e non hanno avuto altra prole”.
Con loro in passato ho avuto un brutto rapporto. Quando sono uscito dalla clinica psichiatrica di _ nel corso del _, mi è stato fatto un certificato medico che diceva che non potevo vivere con i miei genitori. Di conseguenza sono andato a vivere da solo. Questo ha portato un miglioramento nei rapporti nel senso che ogni tanto ci si sente e ci si vede, riuscendo a parlare un po’ di tutto. Ai tempi invece c’erano degli argomenti tabù. Preciso che i miei genitori comunque non li vedo mai assieme.
Per quanto riguarda la mia formazione, dopo le scuole dell’obbligo ho frequentato il Liceo di _ anche se, pur essendo arrivato alla fine della quarta classe, non ho conseguito la maturità.
Se la memoria non mi inganna ho abbandonato il Liceo nel _.
Sottolineo che i miei problemi di natura psichica, che riconosco, si sono aggravati dopo l’incidente della circolazione in cui sono incorso, da solo, cadendo dalla moto, sulla strada fra _ e _ nell’ottobre o novembre _. Preciso che i miei problemi mentali hanno avuto inizio nel _ quando ho subito il primo rivovero in clinica a _.
Dopo aver abbandonato il Liceo ho iniziato un apprendistato come disegnatore del genio civile, che non sono riuscito a portare a termine. Questo apprendistato l’ho seguito per circa 2 anni.
Di seguito sono stato disoccupato un anno, percependo le relative indennità. In quel periodo ho vissuto a casa con mia madre.
In seguito ho iniziato la scuola di commercio di _ che quest’anno sto finendo.
Proprio oggi avrei dovuto sottopormi ad un esame orale.
ADR che a mio modo di vedere probabilmente non avrei ottenuto il diploma perché, con tutta probabilità non vengo promosso per un rendimento insufficiente.
ADR che attualmente non ho una relazione sentimentale con l’altro sesso.
ADR che attualmente vivo in un appartamento a _ che mi viene pagato dall’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento di _. Preciso comunque che recentemente ho ricevuto la disdetta del padrone di casa perché non mi sono comportato bene. Un paio di volte sono arrivato a casa un po’ brillo e ho tenuto la musica alta. Devo lasciare l’appartamento entro la fine di giugno _”
(AI 34: verbale PP 15.06.2012).
Quo alla sua situazione finanziaria ha dichiarato di non avere alcuna fonte di reddito e che
"
grazie all’ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento di _ ottengo il pagamento dell’appartamento ove vivo a _ da solo. Inoltre ricevo, dalla medesima fonte, circa fr. 800.-/1'000.- al mese per poter vivere”
(AI 5, verbale PP 15.02.2012; verbale pol. 14.02.2012).
1.1. In merito al consumo di sostanze stupefacenti IM 1 ha dichiarato di aver cessato l’uso di sostanze stupefacenti rifiutandosi tuttavia di sottoporsi, quando è stato arrestato, al necessario prelievo per l’esame tossicologico. Anche dinanzi al PP ha ribadito di non far uso di sostanze stupefacenti rifiutandosi di indicare a far tempo da quando salvo poi dichiarare al dibattimento di aver commesso la rapina sotto l’influsso di sostanze stupefacenti segnatamente cannabis e cocaina (verbale pol. 14.02.2012; verbale PP 15.02.2012; verbale d’interrogatorio all. 1 al verbale del dibattimento).
1.2. Dall’estratto del casellario giudiziale nonché dalla documentazione agli atti (AI 1), risultano a carico dell’imputato le seguenti condanne:
- il 9 settembre 2004 per consumo e detenzione di 1 grammo di canapa (marijuana) alla multa di fr. 200.-;
- il 31.01.2005 per circolazione in stato di ebrietà, infrazione alle norme di circolazione, circolazione con veicolo difettoso, senza licenza di condurre e per contravvenzione alla Legge Federale sugli stupefacenti, alla pena di 45 giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni oltre ad una multa di fr. 600.-;
- l’8 maggio 2006 per contravvenzione alla Legge Federale sugli stupefacenti (consumo di marijuana) alla multa di fr. 100.-;
- il 13 marzo 2008 dal Giudice della Pretura penale per guida in stato di inattitudine, infrazione alle norme della circolazione, inosservanza dei doveri in caso di infortunio e per contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (consumo di marijuana), alla multa di fr. 1'200.-;
- il 14 aprile 2009 è stato condannato per guida in stato di inattitudine (in stato di ebrietà), infrazione alla norme della circolazione e per inosservanza dei doveri in caso di infortunio, alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere da fr. 30.-, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni ed alla multa di fr. 800.-.
E’ stato durante il periodo di prova di quest’ultima condanna che IM 1 ha commesso un nuovo reato.
1.3. In merito al suo stato di salute vi è che IM 1 da quando aveva appena 16 anni ha iniziato ad evidenziare disturbi tali che hanno anche comportato il ricovero coatto presso la _ di _ talvolta con degenze anche lunghe. Dalla cartella trasmessa dalla CPC al PP, risultano in particolare i seguenti ricoveri: dal _.
Nell’ambito del procedimento che ci occupa IM 1 è stato sottoposto a perizia psichiatrica. Il 28/31 maggio 2012, il dottor _ incaricato dell’allestimento della perizia, ha consegnato il referto peritale (AI 23) cui è seguito il 18.06.2012, un complemento di perizia (AI 41).
Il dottor _ al termine del lavoro peritale ha concluso che
"
Il peritando presenta una struttura psicotica di personalità ovvero una alterazione della personalità caratterizzata da blocchi affettivi riconducibili ad una relazione altamente perturbata con le figure di riferimento primario e in modo particolare con la madre e da una difficoltà a distinguere tra la fantasia e la realtà che lo portano ad avere delle importanti difficoltà di integrazione con l’ambiente umano e sociale. Lo scarse esame della realtà del peritando deriva da una incapacità ad usare l’intelletto per adattarsi alla società e ad un pensiero immaturo che lo porta a rifugiarsi nell’irreale o a pretendere dal mondo esterno il pronto esaudimento di tutte le sue pulsioni desiderative”.
Lo specialista ha quindi posto la diagnosi di “
Disturbo misto della condotta e della sfera emozionale (ICD10-F92.8) in struttura psicotica della personalità
”.
Rispondenso agli ulteriori quesiti del mandato peritale, il dottor _ ha concluso che “
i reati contestati al peritando sono da mettere in rapporto con la struttura di personalità psicotica di cui è affetto e con i disturbi della condotta e della sfera emozionale da essa derivati
”, riconoscendo al peritato una scemata imputabilità di grado medio derivante non dalla incapacità di valutare il carattere illecito dell’atto quanto piuttosto da una alterazione della capacità di agire secondo la valutazione del carattere illecito dell’atto.
Il perito, in merito al rischio di recidiva, ha ritenuto che “
il peritando presenti un fondato pericolo di commettere nuovi reati
”, giudicando
“
elevata la possibilità che il peritando possa commettere nuovi reati attinenti alla sfera dei rapporti interpersonali
”.
Lo specialista ha precisato che “
il rischio di commettere nuovi reati attinenti alla sfera dei rapporti interpersonali sia da mettere in relazione con le particolari le particolari caratteristiche del disturbo della personalità del peritando e pure con le circostanze particolari in cui sarebbe stato commesso il reato
”.
Il perito ha giudicato “
che la turba psichica del peritando sia da considerarsi di gravità notevole e di lunga durata
” (AI 23: perizia psichiatrica 28 maggio 2012).
A giudizio del dottor _ “
il peritando è tuttora portatore della struttura psicotica di personalità e delle alterazioni della condotta e della sfera emozionale messe in evidenza
”.
Quanto alle misure da porre in essere, il perito ha concluso che
"
essendo la alterazione della personalità di origine prevalentemente endogena sono consigliabili dal punto di vista terapeutico delle misure psicoterapiche integrate con delle misure di tipo psicofarmacologico (neurolettici atipici e stabilizzatori dell’umore) che possono non solo moderare la patologia psicotica ma anche agire in senso antiimpulsivo.
Un trattamento specialistico come quello indicato sopra può consentire una riduzione del rischio di commettere nuovi reati in connessione con la turba psichica evidenziata. Al fine di monitorare la effettiva presa dei medicamenti indicati sono da prevedere dei controlli periodici del sangue. Sono dell’avviso che un trattamento ambulatoriale svolto in un clima di collaborazione da parte del peritando, dovrebbe in linea teorica essere idoneo a contenere il rischio di nuovi reati.
Il trattamento indicato va attuato da un medico specialista in psichiatria (presso una delle sedi del Servizio Psicosociale sul territorio del Cantone _) eventualmente in collaborazione con uno psicologo psicoterapeuta”
(AI 23).
2.
Il 14 febbraio 2012 alla centrale della Polizia Cantonale di _ veniva segnalata la commissione di una rapina ai danni di un’anziana signora poi identificata in _ _, _, domiciliata a _, commessa da un giovane che era stato visto allontanarsi verso il centro città. Poco dopo il presunto autore veniva fermato dalla Polizia a poche centinaia di metri dal luogo dei fatti e veniva identificato in IM 1 (_).
2.1. Ascoltata dalla Polizia, la vittima _ _ dichiarava che
"
mentre camminavo per raggiungere la fermata del bus, mi sono resa conto che una persona mi teneva d’occhio. Capivo che stava intraprendendo qualche cosa nei miei confronti. Così è stato.
Si è avvicinato alla mia persona e come prima cosa mi ha parlato chiedendomi i soldi. Nel medesimo momento mi ha dato uno spintone e mi ha strappato la mia borsetta che tenevo in mano. Io sono caduta a terra picchiando la testa. Di conseguenza ho perso di vista questa persona che mi ha aggredito. Sono subito stata soccorsa da alcuni passanti che mi hanno accompagnata in un negozietto. Mi hanno fatto sedere e quindi tranquillizzata. Dopo alcuni minuti, qualcuno mi ha riportato la mia borsetta. Io ho controllato se tutto era presente. Non mancava nulla”.
La vittima ha precisato che a seguito della caduta “
lamento dolori alla testa (ho un bernoccolo) e dolori in generale a tutto il corpo. Devo dire che mi sono spaventata molto. Sono portatrice di un pace-maker e prendo insulina
”.
Sottoposta a visita medica presso _ di _, la vittima ha riportato le lesioni di cui al certificato medico del PS _ di _ (cfr. certificato medico 14.02.2012; verbale _ _ _).
2.2. L’imputato, che come visto sopra al punto 2, era stato quasi subito fermato, tradotto in Polizia, veniva interrogato e ammetteva subito i fatti. Il giorno successivo, dinanzi al PP, (verbale PP 15.02.2012), confermava di essere l’autore della rapina commessa in danno dell’anziana vittima. In particolare dichiarava che mentre si trovava nei pressi della stazione _ di _,
"
ho notato una signora anziana che si trovava sotto la pensilina dei bus in attesa. Avevo fame e ho quindi deciso di rivolgermi a lei per chiederle se mi faceva la carità. Le ho chiesto almeno tre volte se mi dava dei soldi per potermi comprare qualcosa da mangiare. La signora mi ha sempre risposto negativamente. Al che io le ho detto che i soldi me li sarei presi lo stesso. L’ho quindi spintonata con le punte delle mie dita della mano destra colpendola sotto la sua spalla sinistra, sopra il seno.
La mia spinta non era particolarmente forte ma comnunque di una certa intensità per una persona anziana. Tant’è che la signora ha perso l’equilibrio, ha fatto un paio di passi indietro ed è caduta a terra sulla schiena. Preciso che la signora è caduta sulla carreggiata della strada e che prima di essere da me spinta si trovava sul marciapiede della pensilina.
Cadendo a terra la signora ha “mollato” la presa alla sua borsetta che io ho quindi subito afferrato per poi scappare. Sottolineo che non ho strappato la borsa dalle mani della vittima, ma l’ho afferrata da terra, dove si trovava.
Sono scappato ad un certo punto in discesa su una scala, dove ho fatto una caduta rovinosa, a seguito della quale ho perso la borsetta rubata”
(VI PP 15.2.2012, AI 5, pag. 2).
L’imputato dichiarava di essere stato sobrio al momento dei fatti e che
"
Non avevo fatto né uso di alcol né uso di stupefacenti.
ADR che attualmente non faccio uso di stupefacenti. Non voglio rispondere alla domanda a sapere da quanto tempo non faccio più uso di sostanze stupefacenti.”
(AI 5, verbale PP 15.02.2012).
2.3. Al termine del verbale 15.02.2012, il Procuratore pubblico disponeva il mantenimento dell’arresto provvisorio decretato dalla Polizia fino all’indomani, giovedì 16.02.2012, momento in cui l’imputato, posto in libertà provvisoria, veniva affidato al servizio psico-sociale di _ dove sarebbe stato preso a carico dalla dr. Med. _ _. Tra le misure sostitutive all’arresto disposte dal PP, vi era infatti, tra l’altro, l’imposizione dell’obbligo per l’imputato, di sottoporsi “
al trattamento medico/psichiatrico/psicologico che verrà predisposto a mio beneficio dal Servizio psico-sociale di _”
e ciò in considerazione dello stato psico-fisico attestato dal certificato medico del 14.02.2012 della dott.ssa _ _ al fine di “
affievolire il pericolo di recidiva
” (AI 5, verbale 15.02.2012).
2.4. IM 1, posto in libertà provvisoria, nonostante i primi intenti, non rispettava l’obbligo di sottoporsi al trattamento medico/psichiatrico/psicologico presso il servizio psico-sociale di _, in particolare non si presentava all’appuntamento previsto per il 26 aprile 2012 senza fornire alcuna giustificazione (AI 17, scritto 27.04.2012 del Servizio psico-sociale di _ al PP). Malgrado i richiami del PP al rispetto della misura sostitutiva all’arresto (AI 18), IM 1 non vi dava seguito e il 13 giugno 2012 comunicava telefonicamente alla dottoressa _ _ di rifiutare la terapia farmacologica. Il PP, preso atto dello scritto della dott.ssa _ _ che gli comunicava l’impossibilità di porre in essere un intervento ambulatoriale (AI 28; AI 30), il 14.06.2012 spiccava il mandato di accompagnamento coattivo in esecuzione del quale l’imputato veniva fermato il 15.06.2012. Interrogato ribadiva che “
non intendo assumere alcuna cura farmacologica in quanto contrario ad ogni tipo di psicofarmaco
” (AI 34: verbale PP 15.06.2012), per cui al termine del verbale il PP ne disponeva l’arresto per pericolo di recidiva posto che anche in base alle conclusioni del perito dr. _ (pervenute nel frattempo al PP) era necessaria, per ovviare al rischio di recidiva, tra l’altro, la somministrazione di una terapia farmacologica.
Con decisione di pari data, il GPC, dopo l’audizione, ordinava la carcerazione preventiva dell’imputato (AI 36: decisione GPC).
2.5. Il perito dottor _ preso atto della non collaborazione di IM 1 al trattamento medico, concludeva per l’inesistenza dei presupposti per una presa a carico ambulatoriale e quindi per la necessità di un trattamento medico stazionario presso la Clinica Psichiatrica Cantonale di _ (AI 41, complemento 18.06.2012 al referto peritale).
2.6. In merito ai fatti del 14.02.2012 segnatamente in merito alla dinamica della rapina, IM 1 nel verbale PP del 15 giugno 2012, precisava meglio che:
"
praticamente dopo aver chiesto alla vittima di consegnarmi dei soldi e dopo che la stessa mi ha risposto che non me li dava, io ho in sostanza afferrato la borsetta che la donna teneva in mano e pressochè contemporaneamente ho spintonato la donna che è caduta a terra. Preciso che quando io ho afferrato la borsetta la signora ha tentato di trattenerla. Io ho però vinto la sua resistenza”
(AI 34, verbale PP 15.06.2012).
In detto verbale IM 1 veniva interrogato anche in merito al ritrovamento presso il suo domicilio di un cellulare marca Motorola risultato rubato a _ in una discoteca, il 23.10.2004, ai danni di _ _, _ (AI 26, denuncia di furto). L’imputato dichiarava che il telefonino gli era stato probabilmente regalato in cambio di qualche CD con incisa musica rap, presso il Liceo di _ da lui frequentato fra il 2001 ed il 2005. Ha precisato di non essersi mai immaginato che il telefonino era stato rubato e che se l’avesse saputo, non l’avrebbe accettato (AI 34, verbale PP 15.06.2012).
3. Con atto d’accusa del 6 luglio 2012 sostituito poi con quello del 30 luglio 2012 con il deferimento di IM 1 ad una Corte delle assise criminali, il Procuratore pubblico imputava a IM 1 la rapina commessa a _ il 14.02.2012 (punti 1 dell’AA) e la ricettazione del cellulare motorola (punto 2 dell’AA).
4. Al dibattimento IM 1, come aveva già fatto in sede d’inchiesta,
ha confermato nuovamente di essere l’autore della rapina giustificando il suo agire con l’essersi trovato “
in una situazione di bisogno
” intendendo dire che voleva comprarsi del cibo in quanto aveva fame e voleva mangiare e che non “
essendo nel pieno delle mie facoltà mentali in quell’istante avevo ritenuto che fosse una cosa giusta, normale agire in quel modo”.
Ha riconosciuto di aver “
fatto una cosa brutta perché la signora anziana è debole, potevano esserci conseguenze peggiori
”.
In aula, contrariamente a quanto affermato nel corso d’inchiesta, l’imputato ha dichiarato di aver commesso la rapina sotto l’influsso di sostanze stupefacenti segnatamente cannabis e cocaina (verbale d’interrogatorio all. 1 al verbale del dibattimento).
In merito al cellulare ha ripetuto di non aver pensato né immaginato che il telefonino (il cui valore, agli atti, non risulta comprovato), potesse essere rubato (verbale di interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).
5. La dinamica dei fatti così descritta da IM 1, coincide in sostanza con quella esposta dalla vittima e con quanto riferito dal teste _ _ che, testimone della rapina, aveva recuperato la borsetta quando IM 1, scappando, era scivolato perdendola dalle mani (verbale teste _ 14.02.2012 allegato al rapporto d’arresto AI 2).
6. Pacifica è, sulla base dei fatti così accertati, la realizzazione dei presupposti oggettivi e soggettivi per dichiarare IM 1 autore di rapina così come previsto dal disposto di cui all’art. 140 cifra 1 CP, con il che trova conferma il punto 1 dell’AA.
Diversamente va per l’imputazione di ricettazione (punto 2 dell’AA) sub. ricettazione di poca entità in merito alla quale la Corte non ha ritenuto l’adempimento dell’aspetto soggetivo del reato avendo IM 1 sempre dichiarato di non aver saputo e neanche pensato che il telefonino che un suo compagno gli aveva dato come scambio con un CD di musica rap, potesse essere stato rubato, prosciogliendolo di conseguenza dalla relativa imputazione.
7. Nel commisurare la sanzione alla colpa dell’accusato per il reato di rapina riconosciuto a suo carico, la Corte ha considerato la colpa di IM 1 grave perché per puro spirito di lucro non si è fatto alcuno scrupolo ad aggredire una donna anziana incurante del fatto che spintonandola per rubarle la borsetta, l’ha sbilancita al punto da farla cadere a terra. L’accusato ha messo in atto un comportamento che è parso alla Corte particolarmente odioso e riprovevole per la scelta di rapinare una vittima debole e particolarmente vulnerabile vista l’età avanzata, una vittima cui ha procurato uno spavento enorme ed alla quale, solo per provvida fortuna, ha causato unicamente ferite lievi. La Corte ha tenuto conto delle scuse dell’accusato all’indirizzo della vittima ma non ha ritenuto assolutamente dati, come chiesto dalla difesa, i presupposti per il riconoscimento del sincero pentimento, attenuante che non è stata per il resto ulteriormente e diversamente motivata.
La Corte ha considerato poi a favore dell’accusato che sin dal primo verbale ha ammesso la rapina non senza notare comunque che è stato fermato in quasi in flagranza di reato. In tali condizioni la Corte, preso atto del carcere preventivo sofferto, della situazione personale, familiare e sociale dell’accusato e fatte proprie le conclusioni peritali che riconoscono all’accusato una scemata imputabilità di grado medio, ha ritenuto giusto ed equo condannare IM 1 a 13 mesi di pena detentiva a valere quale pena unica (ex art. 46 CP) comprensiva di quella di 75 aliquote giornaliere da fr. 30.- ciascuna inflittagli con decreto del 14.04.2009 dal Ministero Pubblico.
La pena così stabilita è da espiare considerate le conclusioni peritali sull’alto rischio di recidiva che l’accusato presenta con la conseguente formulazione di una prognosi del tutto negativa.
8. Sentito in aula, il perito ha confermato le conclusioni espresse nella perizia psichiatrica quo alla turba di cui è affetto IM 1 che a giudizio dell’esperto, è “
di notevole gravità e di lunga durata
”. In merito al pericolo di recidiva connesso alla turba di cui è affetto, ha ribadito la necessità che l’imputato “
assuma la terapia farmacologica, che venga monitorata l’effettiva presa dei medicamenti con prove ematiche e che venga osservato il decorso clinico per verificare l’efficacia del trattamento
”. Lo specialista al dibattimento, non si è determinato definitivamente sul quesito a sapere se il trattamento stazionario dovesse essere eseguito in un’istituzione chiusa o aperta. Ha dichiarato unicamente che a suo giudizio “
ci sono possibilità che il trattamento inizialmente stazionario si tramuti in un trattamento ambulatoriale. Penso che il trattamento stazionario debba durare perlomeno 4/6 mesi
” (verbale d’interrogatorio del perito, allegato 2 al verbale del dibattimento).
9. In merito alla misura, la Corte, stante la situazione psichiatrica dell’accusato così come illustrata dal perito, ha riflettuto a fondo su quella che era la soluzione migliore e più giusta per lo stesso accusato e per la necessaria tutela dei terzi visto l’alto pericolo di recidiva segnalato dal perito. In questo senso la Corte ha preso atto in modo positivo della nuova attitudine assunta dall’accusato a riguardo della terapia farmacologica che ha deciso di seguire dal mese di luglio 2012. La Corte ha considerato tuttavia che questo cambiamento dell’accusato è avvenuto solo dopo essere stato riarrestato e mentre si trova in detenzione per cui ha ritenuto che a questo stadio si imponga comunque la misura del trattamento stazionario in un’istituzione chiusa ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP ritenuto che qualora la collaborazione dell’accusato al trattamento medico dovesse continuare in modo positivo, la misura potrà essere contenuta nei limiti temporali indicati dal perito e successivamente sostituita da una misura meno incisiva. L’esecuzione della pena detentiva inflitta è pertanto stata sospesa ex art. 57 CP per dar luogo al trattamento stazionario che verrà eseguito in un’istituzione chiusa che sarà scelta dalla competente Autorità.
La Corte auspica infine l’adozione in favore dell’accusato da parte delle competenti Autorità, delle misure più efficaci ed idonee (ad esempio anche nel senso anticipato dalla difesa con la nomina di un tutore) atte a tutelarlo, a seguirlo e a creargli un punto di riferimento nel momento in cui sarà libero di gestirsi in modo autonomo in particolare allorchè la misura potrà limitarsi ad un trattamento ambulatoriale e ciò al fine di prevenire la commissione di altri fatti di natura penale.
Visti gli art.
12, 40, 19, 47, 48a, 51, 57, 59 cpv. 3, 140 cifra 1, 160 CP;
135, 267, 422 e segg. CPP e 22 LTG sulle spese;