# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 34f0f913-4ffd-585e-b6ce-920ca10df25e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. _, nato nel 1938, da ultimo attivo presso il _ di _ e assicurato presso la Cassa pensione _, è deceduto il 26 maggio 2011 (cfr. I punto 4 e doc. B e C).
Con scritto del 25 giugno 2015 la Cassa pensione _ ha comunicato a AT 1, nata nel 1951, che
“(...) un diritto ad una rendita per il convivente superstite sussiste solo se la convivenza è stata notificata alla cassa pensione (conferma scritta firmata da entrambi i conviventi). L'esame del diritto alle prestazioni, come le diceva la signora _, viene effettuato dopo un eventuale decesso della persona assicurata. Per il versamento al partner di vita devono essere adempite a quel momento le premesse di diritto, secondo le Disposizioni Generali. Non avendo però notificato la convivenza (per scritto) alla Cassa Pensione _ non sussiste nessun diritto a prestazioni. Ci dispiace non poterle dare una risposta diversa. Abbiamo un regolamento che dev'essere applicato su base paritaria a tutti i nostri assicurati. (...)”
(doc. C).
AT 1 (sempre riguardo al diritto alla rendita del convivente superstite), tramite lo studio legale RA 1, con scritto del 24 febbraio 2017 e solleciti del 30 marzo e del 13 giugno 2017 ha interpellato nuovamente la Cassa Pensioni _ (cfr. doc. D, E e F) che, con lettera del 15 giugno 2017, si è confermata nella succitata comunicazione del 25 giugno 2015 (cfr. doc. G).
1.2. Con il presente
“ricorso”
, tramite il suo rappresentante, AT 1 sostiene di avere diritto alla rendita per il convivente superstite. Sostenendo che i presupposti posti dal Regolamento sarebbero adempiuti, che la comunicazione del 15 giugno 2017 della Cassa Pensioni _ peccherebbe di eccessivo formalismo e che il datore di lavoro avrebbe leso in ogni caso l’obbligo d’informare sancito dall’art. 331 cpv. 4 CO non avendo mai consegnato il Regolamento al proprio dipendente, l’attrice postula che
“(...) 1. La comunicazione del 15.06.2017 qui impugnata è annullata. 2. È accertato il diritto di AT 1 a vedersi erogata da parte della Cassa Pensione _ una rendita per il convivente superstite a decorrere dal 26.05.2011, data del decesso di _ [ndr. recte: _] _. 3. La ricorrente è posta al beneficio del gratuito patrocinio nella misura più ampia possibile, estesa pure alle tasse e spese giudiziarie. 4. Con protesta di tasse, spese e ripetibili. (...)”
(I, pag. 5).
1.3. La CV 1, con scritto dell’11 settembre 2017 (III), ha comunicato al TCA che
“(...) la cassa pensioni _ è una delle 13 casse pensioni della CV 1. Gli stessi istituti di previdenza non hanno personalità giuridica e non sono iscritti nel registro di commercio. CV 1 è stata iscritta nel registro di commercio il 4 febbraio 1958 come fondazione comune per la previdenza professionale nel settore industriale svizzero ed è la persona giuridica delle casse di previdenza ad essa affiliate e ha pertanto diritto alla cassa pensioni _. I trasgressori del reclamante - che vengono negati integralmente - sono quindi diretti contro CV 1, che è legittimato solo passivamente. Per motivi di ordine procedurale economico, non respingiamo il reclamo a causa dell'assenza della legittimazione giuridica della cassa pensioni _ convenuta e vi chiediamo di correggere il rubro di conseguenza. (...)”
(III, pag. 2). Contestualmente la CV 1 ha chiesto la proroga del termine per presentare la risposta di causa.
Con scritto del 14 settembre 2017
–
interpellata in merito allo scritto della CV 1 (IV)
–
l’attrice, tramite il suo rappresentante, ha comunicato al TCA che
“(...) con riferimento al termine per osservazioni del 12 settembre 2017, si comunica che questo Studio concorda sulla rettifica della legittimazione passiva chiesta da CV 1, in data 11 settembre 2017. (...)”
(V).
1.4. Con la risposta di causa (dopo l’ultima proroga del termine; cfr. VII, VIII e IX) la Fondazione
–
sostenendo che, conformemente alla giurisprudenza, la richiesta di conferma scritta firmata da entrambi i conviventi ai sensi dell’art. 7.7.3 del Regolamento non costituisce un eccessivo formalismo e che il datore di lavoro adempie all’obbligo d’informare già rendendo accessibile per intero il Regolamento ai propri assicurati
–
ha chiesto la reiezione della petizione (X).
1.5. Con la
“REPLICA (spontanea)”
, trasmessa per conoscenza alla convenuta (XIII), l’attrice, tramite il suo legale con argomentazioni di cui si dirà, se necessario, in seguito, si è confermata nelle proprie allegazioni (XII).
1.6. Il TCA, con scritti del 1. e del 22 dicembre 2017 (XIV e XVI), ha interpellato la Fondazione che ha risposto con lettere del 13 dicembre 2017 e del 24 gennaio 2018 (XV con allegati XV/1-11 e XIX con allegati XIX/1-2).
Le richieste di informazioni del TCA, la corrispondenza inerente la richiesta di proroga del termine e le risposte della CV 1 con la documentazione allegata, sono state trasmesse all’attrice (XX) che ha preso posizione, sempre tramite il suo legale, con osservazioni dell’8 febbraio 2018 (XXI).
Le osservazioni dell’8 febbraio 2018 dell’attrice sono state trasmesse alla Fondazione (XXII) che, dopo la chiesta proroga (XXIII e XXIV), con scritto dell’8 marzo 2018 si è ancora espressa (XXV).
Lo scritto dell’8 marzo 2018 è stato inoltrato all’attrice (XXVI) che, con lettera del 15 marzo 2018 trasmessa per conoscenza alla convenuta (XXVIII), ha formulato le proprie osservazioni (XXVII).
considerato

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. AT 1, come accennato (cfr. consid. 1.2), ha inoltrato al TCA un atto intitolato
“ricorso”
.
In proposito va rilevato che l’Alta Corte ha statuito, riferendosi all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applicazione del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I-1994 pag. 195).