# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 089fff0c-64e6-5dbc-94bd-89d59fb3416e
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione del 23 dicembre 2015, sostanzialmente confermata dalla decisione su opposizione del 5 maggio 2016, la CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione quale indipendente del 22 giugno 2015 inoltrata da TERZ 1, nato nel 1956, e lo ha qualificato quale salariato della RI 1 (doc. A1 e A2).
1.2. La RI 1 è insorta al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento e domandando di concedere l’effetto sospensivo al ricorso (doc. I). La ricorrente evidenzia di aver sottoscritto con l’interessato un contratto nell’attività di “_”, che consiste nel supportare la banca nel coordinamento delle attività con la società che si occupa in outsourcing della piattaforma informatica e nel supporto e consulenza per eventuali progetti ad hoc in ambito di sviluppo IT. L’insorgente evidenzia che TERZ 1 è retribuito secondo l’attività effettivamente prestata, presentando regolare fattura, non è retribuito con un salario a tempo, si assume autonomamente le spese della propria attività, ad esempio spese di formazione, di trasferta, pasti, assicurazioni infortuni, eccetera. Le parti hanno fissato contrattualmente la tariffa per le prestazioni fornite, fatturate in base all’attività. La ricorrente ha la facoltà di contestare le prestazioni svolte nel caso non dovessero essere prestate a regola d’arte, per cui il rischio d’incasso viene assunto dal mandatario. Inoltre, l’attività quale consulente IT non richiede un volume importante d’investimenti. TERZ 1 non è vincolato ad orari particolari e nemmeno dall’obbligo di presenza sul posto di lavoro. Pianifica autonomamente la propria attività a dipendenza dei progetti mandatigli di volta in volta secondo un programma da lui stabilito. La ricorrente si avvale e si è avvalsa anche di altri prestatori di servizio. Nel frattempo TERZ 1 ha del resto ottenuto ulteriori mandati ed è tuttora titolare della sua società con sede in _ dove svolge alcuni mandati. L’insorgente ha allegato una presa di posizione di TERZ 1, che afferma di voler lavorare come indipendente, di volersi assumere le spese generali così come tutte le assicurazioni e i contributi sociali connessi al reddito. L’interessato aggiunge che “
oltre che lavorare per voi e avere un’attività commerciale in _, dallo scorso 1 di febbraio ho stipulato un accordo di agenzia con l’azienda _ di _ e questo rafforza il fatto che lavoro veramente come consulente indipendente
”.
1.3. Con risposta del 23 giugno 2016 la Cassa propone la reiezione del ricorso rilevando in particolare che TERZ 1 stima un grado di occupazione del 70% con la ricorrente, riceve una retribuzione giornaliera, non dispone di locali di lavoro equipaggiati, i mezzi d’esercizio importanti per lo svolgimento del suo lavoro sono l’autovettura e il personal computer, non occupa personale, lavora in locali appartenenti alla ricorrente ma esegue anche lavori da casa e a volte si reca a _ per delle riunioni, ha diritto all’indennizzo separato per le spese di trasporto, lavora per obiettivi predeterminati, non ha alcun rischio imprenditoriale per la sua attività. L’amministrazione rammenta inoltre che anche la Cassa _ condivide la qualifica di dipendente (doc. III).
1.4. Con decreto del 1° luglio 2016 il Giudice delegato del TCA ha dichiarato priva di oggetto la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso ed ha chiamato in causa TERZ 1, assegnandogli un termine scadente il 19 settembre 2016 per esaminare gli atti e determinarsi in merito (doc. V).
1.5. Il 4 luglio 2016 la ricorrente, a sostegno delle sue motivazioni, ha prodotto uno scritto di TERZ 1, che ha affermato:
"
(...)
1) Lavoro in forma indipendente dall’anno 2003 in diversi paesi e sono abituato ad assumere i miei rischi economici. Per ragioni personali il primo giugno 2015 ho ripreso il domicilio in Svizzera dopo 18 anni di residenza all’estero ed è mia volontà di continuare a lavorare come consulente indipendente, cioè non voglio sottostare alle condizioni di impiegato. Per svolgere il mio lavoro necessito unicamente del mio PC, una stampante e un cellulare. Ho sempre lavorato sia da casa, sia usando gli uffici dei committenti, a dipendenza dei lavori che ho dovuto eseguire. Non necessito effettuare pubblicità dato che gli accordi di lavoro, per la loro natura, li ottengo unicamente attraverso contatti personali.
2) Riguardo al questionario di accertamento del 7 settembre 2015, effettivamente stimai una percentuale di attività del 70% circa, faccio notare che dal 1 gennaio 2016 la banca ha ridotto il budget dedicato alla consulenza IT e quindi la mia percentuale si è ridotta a circa il 50%, se non si considera questo come un ulteriore rischio economico allora non so cosa si intende.
3) L’accordo di agenzia con _ l’ho firmata con un chiaro obiettivo, aiutare l’azienda a vendere, tramite miei contatti, i loro prodotti soprattutto all’estero, quindi non ha nulla a che vedere con l’accordo che ho con la RI 1. Che poi la cassa di compensazione trovi “strano” l’accordo è un po’ come fare un processo alle intenzioni e lo trovo ingiusto. Sto anche trattando con altre aziende accordi di collaborazione per aggiungere del fatturato.
4) Per quanto concerne l’IVA, se attualmente non la fatturo è semplicemente perché lo scorso anno non ho raggiunto la soglia oltre la quale sono obbligato ad assoggettarmi, comunque sono già in contatto con l’ufficio preposto.
Termino affermando che in generale non riesco a capire questo impegno a non riconoscermi come indipendente, io ho ribadito che lo voglio essere e voglio pagare le quote AVS corrispondenti. Mi serve questo statuto per potermi proporre sul mercato della consulenza dato che come dipendente mi pregiudica la possibilità di ottenere nuovi contratti con altri committenti.” (doc. VI/1)
1.6. Chiamata ad esprimersi in merito, la Cassa si è riconfermata nelle sue posizioni (doc. VIII).

## Considerations

in diritto
2.1. Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.4.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).