# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** af636e84-db33-55b3-9205-21ec93d0b297
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
Aa. Nell'ambito di una revisione periodica, con decisione dell'11 febbraio 2010 (doc. M già prodotto dall'assicurato nella precedente vertenza 33.2010.10 che lo concerneva. Tutti i documenti che saranno citati appartengono a quell'incarto, qui richiamato) la Cassa cantonale di compensazione ha fissato dal 1° febbraio 2010 in Fr. 154.- al mese il diritto alle prestazioni complementari di RI 1, 1965, titolare di una rendita d'invalidità e già beneficiario di prestazioni complementari dal 1992.
Ab. Con decisione del 6 aprile 2010 (doc. D) la Cassa di compensazione ha emesso una nuova decisione che, a seguito dell'opposizione del 5 marzo 2010, annullava e sostituiva la precedente.
Il diritto alle PC, sempre dal 1° febbraio 2010, ammontava allora a Fr. 162.- al mese.
Ac. Il 28 maggio 2010 (doc. C) l'amministrazione ha fornito all'assicurato delle spiegazioni relative alla sua seconda decisione e, ritenendo questo scritto quale decisione su opposizione, il 24 giugno 2010 (doc. I) RI 1, tramite il suo legale, ha formulato ricorso a questo Tribunale chiedendo di eliminare la sostanza immobiliare dal calcolo delle prestazioni complementari.
Ad. Con sentenza del 2 settembre 2010 (inc. 33.2010.10) questo Tribunale cantonale delle assicurazioni ha considerato irricevibile il ricorso dell'assicurato, facendo difetto la decisione su opposizione contro cui aggravarsi. Il TCA ha infatti ritenuto che la lettera del 28 maggio 2010 della Cassa cantonale di compensazione non adempisse le condizioni dell'art. 52 LPGA e quindi ha trasmesso gli atti all'autorità amministrativa competente affinché emanasse, in tempi brevi, una decisione su opposizione riguardo alle questioni sollevate dall'assicurato.
B. L'amministrazione ha così emesso il 3 novembre 2010 (doc. A del presente inc. n. 33.2010.23) una decisione su opposizione, con cui ha respinto l'opposizione dell'assicurato ribadendo che il diritto d'usufrutto è limitato al fondo n. 264 RFD di _, Sezione _ ed è iscritto a favore della madre _. Per gli altri fondi (nn. 262, 312, 319, 339, 421, 446 e 460 tutti della Sezione di _), non v'è menzione, a Registro Fondiario, di un usufrutto. Pertanto, questi fondi vanno computati all'assicurato nella misura della sua quota di comproprietà. Diverso è il discorso per il mappale n. 264, dato che gli elementi di sostanza in (com)proprietà non sono conteggiabili all'interessato se sono gravati da un usufrutto. È quindi corretto che all'assicurato siano state computate le sue quote di partecipazione quale sostanza rispettivamente quale reddito nella misura di 1/15.
C. Il 29 novembre 2010 (doc. I) RI 1, rappresentato dal tutore RA 1 (doc. B) ed a sua volta patrocinato dall'avv. RA 2, si è rivolto a questo Tribunale lamentando il computo, nella sua sostanza, della quota parte ideale di 1/6 della successione del padre, a cui partecipa a titolo di coerede nell'ambito della comunione ereditaria che si è venuta a creare nel 1992 fra la vedova ed i tre figli.
A dire del ricorrente, infatti, è vero che è soltanto sul predetto mappale n. 264 RFD, detenuto dalla comunione ereditaria, che è stato iscritto nel 2006 a RF un diritto d'usufrutto a favore della madre allo scopo di facilitare i lavori di completo rinnovamento del fondo i cui costi sarebbero stati assunti dalla stessa. Tuttavia, dal 1992 è solo la vedova, in accordo con i figli, che ha sempre esposto tutta la sostanza della comunione ereditaria nella propria dichiarazione fiscale, risultando quindi usufruttuaria fiscale della stessa e liberando così tutti i figli dall'aggravio fiscale.

## Considerations