# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8887a9b1-338d-4464-ac0d-ffa4b3de6284
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A.
Con avviso di data ignota, pubblicato all'albo patriziale, l'Ufficio patriziale di CO 1 ha convocato l'Assemblea patriziale per domenica 18 aprile 2021 in vista dell'elezione del suo organo esecutivo per il periodo 2021-2024. L'avviso specificava che le proposte di candidatura dovevano essere depositate a mano in originale in un solo esemplare presso la sede dell'amministrazione patriziale entro le ore 18:00 di lunedì 25 gennaio 2021, sottoscritte dal necessario numero di proponenti.
B.
Entro il termine stabilito, RI 1 ha depositato davanti alla porta dell'Ufficio patriziale una busta contenente la sua dichiarazione di accettazione della proposta di candidatura alla carica di Presidente dell'Ufficio patriziale, senza che la stessa fosse stata sottoscritta da alcun proponente.
C.
Con decisione del 27 gennaio 2021, il Presidente dell'Ufficio patriziale di CO 1 ha comunicato a RI 1 che la proposta non poteva essere accettata, poiché depositata in modo irrito e non sottoscritta da nessun proponente.
D.
Avverso questo atto il 28 gennaio 2021 RI 1 è insorto dinanzi alla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, chiedendo la sospensione della procedura per il rinnovo delle cariche per l'amministrazione patriziale di CO 1.
A sostegno della sua richiesta si limita ad affermare di non avere potuto consegnare a mano la sua proposta di candidatura all'orario previsto, dal momento che doveva recarsi ad un appuntamento dal suo medico.
Il 4 febbraio successivo la Divisione della giustizia ha trasmesso al Tribunale cantonale amministrativo tale scritto per competenza.
E.
Chiamato ad esprimersi sul gravame, il Presidente dell'Ufficio patriziale ne ha chiesto la reiezione senza formulare osservazioni. Egli ha comunque rilevato che con risoluzione del 2 febbraio 2021, rimasta incontestata, l'Ufficio patriziale, dopo avere preso atto che in base alle proposte di candidatura valide che erano state presentate il numero dei candidati era pari a quello degli eleggendi, ha revocato la convocazione dell'assemblea patriziale indetta per domenica 18 aprile 21021 ed ha proceduto nella forma tacita all'elezione del Presidente, di due membri ordinari e di due membri supplenti dell'Ufficio patriziale.
F.
Che in sede di replica RI 1 solleva delle critiche riguardo alle modalità di convocazione dell'assemblea patriziale che a suo dire sarebbe avvenuta in modo irregolare. Rileva come i proponenti delle varie candidature che sono state prese in considerazione ai fini dell'elezione tacita dell'Ufficio patriziale siano legati tra loro da legami di parentela. Chiede quindi che l'intera procedura di elezione venga ripetuta sin dall'inizio.
Nel suo allegato di duplica il Presidente dell'Ufficio patriziale si è limitato a rilevare come le censure rivolte contro la convocazione dell'assemblea siano ampiamente tardive, non essendo stato sollevato alcun gravame contro tale atto nei termini di legge.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1.
La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data e discende dall'art. 35 cpv. 1 della legge sulle elezioni patriziali del 10 novembre 2008 (LElPatr; RL 188.200). Certa è la legittimazione attiva di RI 1, cittadino patrizio di CO 1.
Il gravame, rivolto contro un atto preparatorio della procedura di elezione degli organi patriziali, è tempestivo, essendo stato inoltrato - seppure ad un autorità incompetente a trattarlo - nel rispetto del termine di tre giorni sancito dalla suddetta disposizione della LElPatr (cfr. anche: art. 6 cpv. 2 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100).
La questione di sapere se la presente procedura sia divenuta priva d'oggetto, non avendo l'insorgente contestato la decisione di revoca della convocazione dell'assemblea dei cittadini patrizi prevista per il 18 aprile 2021 e di elezione tacita del nuovo Ufficio patriziale per il quadriennio 2021-2024, può restare qui aperta, visto che il gravame è comunque destinato all'insuccesso. Ne discende dunque che, con questa riserva, il ricorso è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 LPAmm).
2.
L'Ufficio patriziale convoca l'assemblea dei cittadini patrizi mediante decreto pubblicato all'albo patriziale al più tardi sessanta giorni prima del giorno dell'elezione (art. 3 cpv. 1 LElPatr). Il decreto, soggiunge il cpv. 2 di questa norma, indica lo scopo della convocazione, la data, l'ora e il luogo delle operazioni di voto.
Giusta l'art. 4 cpv. 1 LElPatr, le proposte di candidati devono essere depositate in originale entro il termine fissato dal Consiglio di Stato nella sede dell'ufficio patriziale, con allegate le dichiarazioni di accettazione dei candidati. All'atto del deposito della proposta di candidati è rilasciata una dichiarazione che attesta la data, l'ora e il numero progressivo del deposito (art. 4 cpv. 2
LElPatr). Le proposte di candidati devono essere presentate separatamente per la carica di presidente, di membro, di supplente e di consigliere patriziale; esse devono recare una denominazione (art. 4 cpv. 3 LElPatr). I candidati devono essere designati con cognome, nome, data di nascita e domicilio; essi devono inoltre indicare:
- il nome del padre o della madre, per i figli di un genitore patrizio;
- il nome e il cognome del padre, per le donne patrizie sposate a un non patrizio;
- il nome del marito, per le donne sposate a un patrizio.
L'art. 5 cpv. 1 LElPatr dispone poi che la proposta di candidati deve essere firmata:
a) da tre patrizi nei patriziati aventi meno di cinquanta patrizi domiciliati nel Canton Ticino;
b) da cinque patrizi nei patriziati aventi almeno cinquanta ma meno di trecento patrizi domiciliati nel Canton Ticino;
c) da sette patrizi nei patriziati aventi almeno trecento ma meno di cinquecento patrizi domiciliati nel Canton Ticino;
d) da dieci patrizi nei patriziati aventi almeno cinquecento patrizi domiciliati nel Canton Ticino.
Secondo il cpv. 2 di questa norma, i proponenti devono firmare la proposta e indicare di proprio pugno cognome, nome, data di nascita e domicilio; essi devono inoltre indicare:
-
il nome del padre o della madre, per i figli di un genitore patrizio;
-
il nome e il cognome del padre, per le donne patrizie sposate a un non patrizio;
-
il nome del marito, per le donne sposate a un patrizio.
Un patrizio non può firmare più di una proposta per la stessa carica, né ritirare la firma dopo il deposito (art. 5 cpv. 3 LElPatr). Se un patrizio ha firmato più di una proposta per la stessa carica, il suo nome è mantenuto sulla prima proposta depositata (art. 5 cpv. 4 LElPatr).
Giusta l'art. 8 cpv. 1 LElPatr, i
l presidente dell'Ufficio patriziale esamina le proposte e assegna al rappresentante un termine di tre giorni:
a) per modificare le denominazioni che si prestano a confusione;
b) per sostituire candidati stralciati d'ufficio siccome ineleggibili;
c) per stralciare candidati eccedenti;
d) per completare la proposta nel caso di presentazione di una sola proposta con un numero inferiore agli eleggendi;
e) per depositare le dichiarazioni di accettazione;
f) per rimediare a semplici vizi formali.
I candidati proposti per la sostituzione o la completazione devono firmare la dichiarazione di accettazione (art. 8 cpv. 2
LElPatr). La mancata correzione in tempo utile della proposta da parte del rappresentante dei proponenti comporta lo stralcio della stessa; l'imperfetta designazione di un candidato o la sua mancata adesione comporta tuttavia solo lo stralcio dello stesso; se la proposta contiene un numero di candidati superiore, il presidente dell'ufficio patriziale ne stralcia gli ultimi eccedenti (art. 8 cpv. 3 LElPatr).
La decisione di rettificazione o di stralcio di una proposta dev'essere immediatamente notificata per iscritto al rappresentante del gruppo, succintamente motivata con l'indicazione dei rimedi giuridici (art. 8 cpv. 4 LElPatr).
3.
Nel caso di specie risulta chiaramente dagli atti che il ricorrente, contravvenendo alle suddette disposizioni di legge e alle indicazioni contenute del decreto di convocazione dell'assemblea dei cittadini patrizi pubblicato all'albo, ha omesso di consegnare direttamente nelle mani dell'amministrazione patriziale la sua dichiarazione di accettazione della proposta di candidatura alla carica di presidente di quest'ultimo organismo, lasciando tale documento in una busta dinanzi ai locali della casa patriziale. In questo modo non è stato possibile rilasciargli una dichiarazione che attesta la data, l'ora e il numero progressivo del deposito, così come prescritto dall'art. 4 cpv. 2 LElPatr. Il fatto che egli sia stato impossibilitato ad agire come prescritto dalla legge poiché doveva recarsi ad una visita medica non gli è di alcun soccorso.
Al di là di questo aspetto, si deve pure considerare che la candidatura di RI 1 non è stata firmata da nessun proponente, allorquando sarebbero state necessarie a suo sostegno le firme di cinque patrizi (art. 5 cpv. 1 lett. b LElPatr).
Ora, il deposito di una proposta di candidatura sottoscritta da un numero insufficiente di proponenti o, addirittura, da nessun proponente non
rientra in nessuno dei casi contemplati dall'art. 8 cpv. 1 lett. da a ad f LElPatr per i quali il Presidente dell'Ufficio patriziale è tenuto a fissare un termine di tre giorni per porre rimedio ad una delle situazioni ivi menzionate. In particolare, il mancato adempimento della (principale) condizione per la presentazione delle proposte di candidatura non configura di certo un semplice vizio di forma ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 lett. f LElPatr, ma evidenzia l'assenza di un requisito fondamentale per l'accettazione a priori della proposta.
Per tutte queste ragioni la decisione del Presidente dell'Ufficio patriziale che ha disposto lo stralcio della candidatura del ricorrente merita conferma, in quanto immune da critiche.
4.
4.1. Stante tutto quanto precede, il ricorso deve dunque essere respinto.
Ciò nondimeno questa Corte non può tralasciare di rilevare che nel caso di specie la procedura di rinnovo delle cariche patriziali per il quadriennio 2021-2024 è stata avviata mediante la pubblicazione all'albo di un decreto di convocazione dell'assemblea dei cittadini patrizi chiaramente incompleto e lacunoso. Lo stesso non risulta infatti datato, non fa menzione del Patriziato a cui si riferisce e soprattutto menziona unicamente la necessità di eleggere il Presidente dell'Ufficio patriziale, allorquando, come risulta dalla decisione del 2 febbraio 2021 di revoca della convocazione dell'assemblea patriziale, si è poi proceduto in via tacita anche all'elezione di due suoi membri ordinari e di due supplenti. Da ultimo non contiene alcuna indicazione sul luogo di ubicazione degli uffici elettorali. Contrariamente a quanto sembra pretendere il ricorrente, la questione esula però dall'oggetto della presente vertenza che, come sopra esposto, riguarda unicamente la mancata accettazione della sua candidatura per la carica di Presidente dell'Ufficio patriziale. Nella misura in cui il suddetto decreto non è stato tempestivamente impugnato, nessuna misura al riguardo può essere adottata in questa sede. Ciò non impedisce comunque al Tribunale di trasmettere una copia della presente sentenza e i relativi atti al Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli enti locali, a cui compete l'esercizio della vigilanza sui patriziati, per le verifiche e le incombenze del caso. A questo proposito occorre infatti ricordare che giusta l'art. 132 della legge organica patriziale del 28 aprile 1992 (LOP; RL 188.100), l
'Autorità di vigilanza può adottare provvedimenti particolari o annullare le risoluzioni degli organi patriziali (ivi comprese quelle cresciute in giudicato incontestate), allorquando, cumulativamente: a) l'agire degli organi patriziali violi manifestamente norme della Costituzione, di leggi o di regolamenti; b) lo impongano importanti e preponderanti interessi collettivi. Ora, è evidente che se una simile eventualità dovesse verificarsi in concreto, la stessa si ripercuoterebbe quasi inevitabilmente anche sull'intera procedura di elezione che è seguita, la quale potrebbe dover essere ripetuta
ab initio
.
4.2. C
ome da prassi, nelle cause in materia di diritti politici non si preleva la tassa di giustizia (art. 47 LPAmm; RtiD I-2019 n. 3).