# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** bfde83b5-3172-525a-b02a-028d0b73cc33
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In seguito al controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° aprile 1999-31 dicembre 2002 avvenuto presso la RI 1, azienda con sede a _, affiliata come datrice di lavoro, un ispettore della Cassa CO 1 di _ ha effettuato delle riprese per complessivi fr. 415'790.-.
1.2. Ritenendo tali retribuzioni come provento da attività lucrativa dipendente, mediante tassazione d'ufficio del 30 dicembre 2003 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dalla RI 1 dal 1999 al 2002.
1.3. In pari data, con separata decisione, l'amministrazione ha fissato a _ i contributi sociali dovuti, calcolandoli sul salario percepito dal 1999 al 2002.
1.4. Contro la decisione su opposizione del 26 gennaio 2004 che ha confermato la ripresa dei salari, la società ha presentato tempestivo ricorso al TCA, affermando:
"
Premessa
:
La ricorrente, a seguito della decisione di tassazione d'ufficio del 30.12.2003 da parte della Cassa, aveva interposto regolare reclamo nel quale si chiedeva, tra l'altro, di poter essere sentiti.
La Cassa nella decisione su opposizione qui contestata ha concluso che, citiamo,
"non riteniamo necessario un ulteriore incontro che non aggiungerebbe elementi significativi in grado di modificare la decisione della Cassa".
Di conseguenza avendo la Cassa ignorato il diritto della ricorrente ad essere ascoltati (diritto sancito anche dalla Costituzione federale all'articolo 29) per poter garantire un trattamento equo alla ricorrente ed aggiungere dei fatti sicuramente rilevanti siamo, nostro malgrado, costretti ad interporre ricorso.
Contestazioni:
1. La Cassa ha integralmente ripreso le prestazioni fatturate alla ricorrente dal signor _, ritenendo lo stesso di fatto dipendente della spettabile RI 1.
Secondo la Cassa il signor _ deve essere considerato dipendente della ricorrente in quanto
"era subordinato per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro"
e
"non si è assunto alcun rischio economico".
II signor _ dopo aver presentato alla ricorrente una regolare attestazione di contribuente indipendente ai sensi dell'assicurazione
AVS
ha sempre svolto per la stessa dei lavori di piombatura/spiombatura delle prese per la ricezione della televisione via cavo.
Queste prestazioni sono state incassate dal signor _ (si veda a tale proposito l'allegato 1) mediante regolare fattura, dove risulta palese come lo stesso sia il titolare della ditta individuale "_" che svolge delle attività di manutenzione, noleggio ed installazione di impianti ricetrasmittenti.
A riprova che lo stesso abbia svolto un'attività di
indipendente
e che se ne sia
assunto il rischio
vi sono gli importi fatturati dallo stesso, che sono passati da Frs. 49'865 dell'anno 2000 ai 5'500 e 14'475 rispettivamente per gli anni 2001 e 2002, importi che non giustificherebbero economicamente un'assunzione da parte della ricorrente.
Per quanto riguarda la presunta subordinazione, si noti come l'elevata ed estremamente variabile mole di lavoro della ricorrente, ha imposto una scelta di ditte esterne alle quali affidare incarichi specifici.
Queste ditte sono sempre state assolutamente autonome nell'organizzazione del loro lavoro, nella scelta degli strumenti, nel programmare tempistiche e modalità degli interventi.
II ricorso alle prestazioni della ditta individuale del signor _ e le circostanze sopraesposte consentono di appurare che la visione della Cassa è palesemente distorta e priva di fondamento.
La ricorrente ritiene integralmente ingiustificata questa ripresa.
2. La Cassa ha integralmente ripreso le prestazioni fatturate alla ricorrente da parte del signor _ ritenendo lo stesso di fatto dipendente della spettabile RI 1
.
Secondo la Cassa il signor _ deve essere considerato dipendente della ricorrente in quanto
"risulta essere vice-presidente del CdA della ricorrente e responsabile del personale, inoltre gli viene messo a disposizione un veicolo aziendale".
II signor _ è iscritto alla cassa CO 1 quale indipendente.
II signor _ si è inizialmente occupato della stipulazione di tutti i contratti assicurativi, per il personale e non, per conto di RI 1
e di garantire un controllo degli stipendi per tutto il personale.
Solo in data 06.07.2001, quindi dopo due anni di collaborazione, è stata messa a disposizione un'autovettura aziendale al signor _; infatti il considerevole aumento di lavoro e di personale di RI 1 aveva di fatto incrementato anche il coinvolgimento di _, per il quale non contestiamo
che venga di fatto considerato dipendente della ricorrente, ma solamente dal 1° luglio 2001
. Infatti prima di questa data ha svolto solamente prestazioni riconducibili alla sua attività di indipendente, organizzandosi autonomamente quale consulente esterno.
Chiediamo inoltre che vengano computati a favore della ricorrente i contributi personali del signor _, onde evitare un doppio aggravio contributivo. A tale proposito alleghiamo una convenzione debitamente sottoscritta dalle parti (allegato 2).
3. La Cassa ha ripreso quale salario le spese forfetarie riconosciute dalla ricorrente ai signori, nonché direttori di RI 1, _. La Cassa ha concesso
"in via del tutto eccezionale"
Frs. 200.-- mensili al signor _ e Frs. 300.-- mensili ai signori _ e _ quali rimborsi forfetari.
Nella tassazione d'ufficio la Cassa aveva riconosciuto Frs. 200.-- al signor _ e Frs. 500.-- ai signori _ e _, di conseguenza non è chiaro se la decisione su opposizione contenga un errore oppure se sono stati modificati gli importi della tassazione d'ufficio. Ovviamente senza poter essere ascoltati s'impone una contestazione generica della decisione della Cassa.
Per poter analizzare la ripresa operata dalla Cassa sui rimborsi forfetari (spese autovettura, telefoniche e di rappresentanza) rifusi dalla ricorrente ai direttori, bisogna innanzitutto considerare come i tre dipendenti in questione si occupino della direzione lavori di tutti i cantieri della ricorrente, che annualmente smaltisce dai 400 ai 500 mandati sparsi in tutto il Cantone.
Garantire il controllo dell'avanzamento dei lavori, per ogni direttore significa percorrere dai 15'000 ai 20'000 chilometri all'anno per recarsi sui cantieri.
Durante l'analisi dei diversi conti riguardanti le spese in questione ("costi auto", "manutenzione auto", "benzina" e "spese di rappresentanza") il revisore della Cassa ha affrettatamente tratto la conclusione che per i tre direttori venisse rimborsata ogni spesa riguardante le auto (benzina, targhe, assicurazioni e manutenzione) oltre alle spese di rappresentanza.
La realtà è invece molto diversa ed è opportuno fare alcune distinzioni:
Spese riguardanti le autovetture
(costi auto, manutenzioni e benzina):
• II signor _ dal 1° dicembre 2000 utilizza un'autovettura aziendale (_) quindi qualsiasi costo relativo alla vettura viene effettivamente pagato dalla ricorrente; durante l'anno 1999 e fino al 30 novembre 2000 non ha avuto nessun'auto aziendale a disposizione, ne consegue che per questi periodi debba avere il medesimo trattamento dei signori _ e _, i quali utilizzano un autoveicolo privato per le trasferte aziendali.
Inoltre il signor _ dispone di un'autovettura privata che talvolta è utilizzata per le trasferte aziendali.
• Ai signori _ e _ sono sempre stati rifusi solamente i costi della benzina (mediante la messa a disposizione di tessere benzina), ma tutto quanto concerne le imposte di circolazione, l'assicurazione e la manutenzione delle vetture è interamente a loro carico.
A nostro avviso per coprire questo costo, che sarebbe interamente a carico dell'azienda nel caso mettesse a disposizione di _ e _ due autovetture, sono senz'altro giustificati i rimborsi accordati dalla ricorrente ai precitati signori _ e _ pari a Frs. 1'200.-- mensili.
Spese telefoniche:
• Nessuna delle tre persone in questione dispone di un telefono portatile aziendale, quindi considerando che, per lo svolgimento del loro lavoro, trascorrono molto tempo fuori dall'azienda riteniamo corretta e economicamente accettabile anche per la Cassa la rifusione forfetaria applicata dalla ricorrente ai suoi direttori ammontante a Frs. 250.-- mensili per dette spese.
Spese di rappresentanza:
• La Cassa ha ritenuto ingiustificati i rimborsi forfetari applicati dalla ricorrente (Frs. 750.-- al mese per le spese di rappresentanza), la sua tesi si baserebbe sul fatto che queste spese sarebbero già integralmente pagate dalla ricorrente (vedi conti "spese di rappresentanza" allegato 3).
La ricorrente nei quattro anni presi in esame dalla Cassa ha contabilizzato circa Frs. 39'000.-- per spese di rappresentanza; se dovessimo dedurre le cene aziendali ed i regali ai clienti, questo importo scenderebbe a Frs. 30'000.-- circa (quindi Frs. 7'500.-all'anno).
Le spese contabilizzate riguardano essenzialmente l'acquisizione dei lavori e dei costi sostenuti direttamente sul cantiere.
Inoltre durante i sopralluoghi dei direttori sui cantieri vengono spesso offerte, senza tenere i giustificativi, caffè, bibite ed anche talvolta spuntini a operai, tecnici e clienti. Infatti con la contabilizzazione si creerebbe un inutile onere amministrativo che viene evitato con il rimborso forfetario ai tre dipendenti in questione.
La Cassa ha accettato il rimborso di Frs. 20.-- per ogni pasto preso dagli altri dipendenti (perché indicato nel rapporto di lavoro dei singoli)
quindi non capiamo come questo rimborso non possa essere applicato forfetariamente ai tre direttori con un importo di Frs. 750.- mensili, i quali pure sono fuori ufficio tutti i giorni.
È infatti molto riduttivo non accettare la deduzione perché la ricorrente non ha sottoposto alla Cassa una tabella riassuntiva riportante i pasti dei quali hanno "beneficiato" i direttori.
In conclusione per tutto quanto attiene il rimborso delle spese forfetarie la ricorrente chiede che vengano così considerate:
Frs. 2'200.-- mensili per ogni direttore
(250 telefono, 750 rappresentanza, 1'200 autovettura).
Ovviamente per il periodo durante il quale il signor _ ha potuto utilizzare l'autovettura _ (dal 01.12.00 al 31.12.02), il suo rimborso sarebbe parzialmente ridotto.
Conclusioni e richieste:
• Chiediamo che, in considerazione di quanto esposto, venga ritornato l'incarto alla Cassa CO 1 _ di _ per l'espletamento dei necessari atti istruttori.
• Chiediamo di essere sentiti da parte del vostro lodevole tribunale, qualora non fosse ammesso quanto richiesto al punto precedente.
Chiediamo che vengano stralciate integralmente le riprese applicate dalla Cassa sulle prestazioni del signor _.
• Chiediamo che la riprese della Cassa sulle prestazioni del signor _ vengano applicate solamente sul periodo dal 1° luglio 2001 e che vengano computati a favore della ricorrente i contributi personali del signor _.
• Chiediamo che le riprese riguardanti le spese forfetarie vengano integralmente stralciate.
• Protestate tasse, spese e ripetibili." (Doc. I)
1.5. In data 15 marzo 2004 la Cassa, contestualmente alla trasmissione della risposta, ha emanato una nuova decisione che modifica quella impugnata, riducendo la ripresa da fr. 415'790 a fr. 415'190.
L'amministrazione ha affermato:
"
Preliminarmente la Cassa ha deciso di redigere un nuovo rapporto di revisione in sostituzione del precedente del 9 dicembre 2003 e di emettere una nuova decisione che annulla e sostituisce la precedente (allegato 1).
Infatti, a norma dell'art. 3a cpv. 1 Legge di procedura per i ricorsi al TCA l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione impugnata. Essa notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al Tribunale (art. 3a cpv. 2). Quest'ultimo continua la trattazione del ricorso in quanto non sia diventato senza oggetto per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1 a frase).
La Cassa evidenzia che l'indennità forfetaria versata al signor _ nel 2002 è di fr. 30'600 e non di fr. 26'100, contrariamente a quanto indicato nel rapporto di revisione e nella decisione su opposizione per un semplice errore di calcolo (vedi conteggi salari prodotti, allegato 2).
Inoltre, per quanto concerne le spese forfetarie, la Cassa concede al signor _ - come peraltro già riconosciuto ai signori _ e _ - un importo forfetario mensile di fr. 500, per il periodo dal 1.7.1999 al 30.11.2000, avendo appreso soltanto in questa sede (vedi punto 3 del ricorso, pag. 3) che al signor _ è stato messo a disposizione un veicolo aziendale solo a partire dal 1.12.2000.
Con la nuova decisione, la ripresa complessiva per il periodo oggetto di revisione ammonta a fr. 415'190 (in precedenza fr. 415'790).
Di rilievo appare l'esame dei rapporti tra le parti per la qualifica dell'attività (dipendente ed indipendente) del _.
Al proposito, la Cassa tiene a sottolineare che egli non fattura direttamente al cliente finale, ma inoltra i suoi onorari (fatturando alla RI 1, fr. 250 pauschal + fr. 30 pauschal di spese al giorno) direttamente all'appaltante. Di conseguenza l'opponente non si assume nessun rischio economico, in quanto l'azione commerciale da lui svolta lo è in nome e per conto del datore di lavoro, RI 1.
Inoltre, dai documenti visionati in sede fiscale risulta evidente che il signor _ debba essere considerato salariato della ricorrente. Per motivi legati alla protezione dei dati, considerato che il signor _ non ha contestato la nostra decisione di tassazione, non ci è possibile, in questa sede, dettagliare maggiormente la sua posizione fiscale. Chiediamo pertanto che questo Tribunale richiami il suo incarto fiscale.
Ad. 2 Contestato
La Cassa tiene a ribadire che il signor _ risulta essere il vice-presidente del CdA e il responsabile del personale della RI 1 (allegato 3). A titolo abbondanziale, ricordiamo che la RI 1 mette anche a disposizione del signor _ un veicolo aziendale _ (con tessera benzina _ _). Di conseguenza appare evidente che sulla base delle Direttive sul salario determinante, marginali 1013 DSD e seguenti, il signor _ debba essere considerato un salariato
della RI 1.
Nel caso in esame, la Cassa ricorda che oltre alle spese generali sostenute, rimborsate separatamente dal datore di lavoro, contabilizzate nei conti Costi auto, Manutenzione auto, Benzina auto (con tessere benzina a disposizione dei dipendenti), Leasing auto (_a disposizione del signor _) e furgoni, Spese di rappresentanza, sono state versate anche le seguenti indennità forfetarie annuali ai signori _, _ e _
:
2002
2001
2000
1999
_
26'400
26'400
26'400
13'200
_
30'600 30'600
24'600
12'300
_
14'350 30'600
24'600
12'300
(uscito 8/02)
le
quali
non sono da
considerarsi giustificate
(RCC 1960 pag. 34).
In via del tutto eccezionale, la Cassa ha concesso, soltanto per il periodo 1.7.1999 - 31.12.2002, oltre alle spese generali sostenute dai salariati, rimborsate separatamente dal datore di lavoro, anche una parte degli importi forfetari sopraccitati versati e più precisamente:
fr. 200 mensili al signor _
fr. 300 (recte fr. 500) mensili al signor _ e _.
La ricorrente sostiene che al signor _, per il periodo 1.7.1999 - 30.11.2000, dovrebbero essere riconosciute le stesse spese forfetarie di fr. 500 mensili concesse ai signori _ e _, considerato che il signor _ sino al 30.11.2000 utilizzava il proprio veicolo a scopo aziendale.
Come già rilevato, la Cassa riconosce al signor _, per il periodo 1.7.1999 - 30.11.2000, un importo forfetario mensile di fr. 500, evidenziando che la ricorrente né in sede di revisione, né in sede di opposizione aveva informato la Cassa che il signor _ ha beneficiato di un veicolo aziendale soltanto dal 1.12.2000.
La Cassa ha concesso ai dipendenti della RI 1, solo se in servizio esterno (sulla base dei conteggi presentati dalla ditta, allegato 4), un rimborso di fr. 20 al giorno per pasto.
La Cassa non ritiene invece di dover concedere tale rimborso ai tre direttori (vedi punto 3 del ricorso, pag. 4), in quanto tali spese vengono già loro rimborsate dalla ditta (vedi schede contabili "Spese di rappresentanza", prodotte sub allegato 3 del doc. A).
La Cassa ribadisce comunque che a decorrere dal 1.1.2003 non saranno più concessi dei rimborsi spese forfetari (vedi anche nota informativa per l'anno 2003, inviata nel dicembre 2002). La RI 1 è perciò tenuta ad allestire un conteggio mensile delle spese dei singoli dipendenti, corredato dai rispettivi giustificativi.
La Cassa tiene inoltre a sottolineare che il TCA ha ancora recentemente confermato in numerose sentenze una ripresa di rimborsi spese forfetari per spese di trasferta e di rappresentanza non giustificate (STCA del 7 gennaio 2004 nella causa L. SA, inc. 30.2003.54; STCA del 22 settembre 2003 nella causa P., inc. 30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella causa G. SA, inc. n. 30.2003.21; STCA del 6 giugno 2003 nella causa G.M. SA e L.C., inc. 30.2002.228/237; STCA del 24 marzo 2003 nella causa S.Z. & S.Z. e Co., inc. n. 30.2002.176/178; STCA del 20 febbraio 2003 nella causa F. SA & L.B., inc. n. 30.2002.150/151; STCA del 10 settembre 2002 nella causa T. SA, P. M, N.C., inc. n. 30.2001.154/160/162; STCA del 18 ottobre 2002 nella causa C. SA, inc. n. 30.2002.16; STCA del 5 giugno 1996 nella causa E., inc. n. 30.1995.307, confermata dalla STFA dell'11 settembre 1997 (H/216/96; STCA del 18 agosto 1995 nella causa R.I., inc. n. 20.1995.54).
Infine, a titolo abbondanziale, la Cassa tiene a precisare che in sede di revisione, come consuetudine, le problematiche sorte durante il controllo sono state discusse con i rappresentanti della ditta (signori _, _ e il _).
II nostro caposervizio _ ha pure informato il signor _, direttore della RA 1, di tali problematiche.
In particolare, il signor _, comprendendo le motivazioni all'origine delle riprese _, si era impegnato a sostenerne la bontà presso i responsabili della RI 1. II signor _ aveva pure affermato che la rifusione forfetaria per spese telefoniche (fr. 75 al mese) ai dipendenti del servizio esterno (eccezionalmente accettata dalla Cassa soltanto per il periodo oggetto di revisione) sarebbe stata sostituita da un numero verde con relativi costi a carico del datore di lavoro.
Sul tema riguardante le rifusioni spese forfetarie ai direttori non è stato invece possibile trovare un punto di convergenza." (Doc. III)
1.6. Pendente causa il TCA ha richiamato l'incarto fiscale di _ ed ha chiesto alla ricorrente quanto segue:
"
con riferimento alla vertenza a margine ed in particolare alla circostanza che fate valere la violazione del diritto di essere sentito, vi chiediamo di voler prendere posizione, entro 10 giorni, sulle affermazioni della cassa, nella risposta di causa (pag. 8), circa il fatto che le problematiche sorte durante la revisione sono state discusse con i rappresentanti della ditta (signori _, _ e il _) e del direttore della RA 1, sig. _." (doc. VIII)
1.7. Con scritto del 1° luglio 2004 la ricorrente ha affermato:
"
(...)
In primo luogo rileviamo che nel ricorso da noi presentato in data 24 febbraio 2004 quanto da noi asserito circa il diritto di essere sentiti costituiva una premessa allo stesso ricorso e tale richiesta è da motivare con la circostanza che la discussione sulle varie problematiche così come inteso dalla Cassa CO 1 non è mai avvenuta.
Nel corso della revisione, nella fase di raccolta degli elementi, hanno avuto luogo colloqui esplicativi con i signori _, _ e _ ma nessuna formale discussione su quanto rilevato in tale sede come sembrerebbe da quanto asserito, a prova di ciò è altresì la mancanza di qualsiasi verbale che in tale occasione è consuetudine redigere.
Da evidenziare inoltre che il contatto con il signor _, vice-direttore della RA 1, è avvenuto solamente attraverso un colloquio telefonico informale che era stato considerato preliminare a qualsiasi formale discussione.
Ora, a nostro avviso, alla luce di quanto sopra, e a seguito della decisione della stessa, abbiamo fermamente ritenuto che si rendesse necessario un'ulteriore e approfondita discussione sulle problematiche, tale da palesare alcuni elementi di analisi che erano fondamentali per le articolate richieste da noi avanzate e per giustificare e meglio comprendere quanto da noi eccepito in sede di reclamo." (doc. IX)
1.8. In data 2 agosto 2004 la cassa ha rilevato:
"
(...)
gli ispettori della Cassa, in sede di revisione, discutono sempre delle problematiche sorte durante il controllo con i rappresentanti della ditta. In queste occasioni non viene mai redatto un verbale.
Nel caso in esame, il nostro capo servizio, signor _, dopo aver discusso delle problematiche sorte in sede di revisione con i signori _, _ e il _, contrariamente a quanto vorrebbe far intendere la controparte, ha pure informato il signor _, direttore della RA 1, di tali problematiche, il quale comprendendo le motivazioni all'origine delle riprese _ e _, si era anche impegnato a sostenerne la bontà presso i responsabili della RI 1. Il signor _ aveva pure affermato che la rifusione forfetaria per spese telefoniche (fr. 75 al mese) ai dipendenti del servizio esterno (eccezionalmente accettata dalla Cassa soltanto per il periodo oggetto di revisione) sarebbe stata sostituita da un numero verde con relativi costi a carico del datore di lavoro.
Sul tema riguardante le rifusioni spese forfetarie ai direttori non è stato invece possibile trovare un punto di convergenza, nonostante l'indicazione del nostro capo servizio al signor _ del fatto che il TCA avesse confermato in numerose sentenze una ripresa di rimborsi spese forfetari per spese di trasferta e di rappresentanza non giustificate." (doc. XI)
1.9. Pendente causa il TCA ha chiesto alla Cassa quanto segue:
"
con riferimento alla vertenza a margine, vi informiamo di aver richiamato l'incarto fiscale di _, dal quale emerge che per gli anni 2001 e 2002 l'assicurato ha lavorato per diverse altre persone e/o società.
Vi chiediamo di voler prendere posizione in merito a questa circostanza e di precisare quanto segue:
1. Da quando _ è affiliato come indipendente e per quale professione?
2. _ era affiliato quale indipendente (per quale professione)?
In caso di risposta affermativa sono già state emanate decisioni (anche provvisorie) di fissazione dei contributi per gli anni 1999, 2000 e 2001?
In caso di risposta affermativa, i contributi sono stati calcolati sul medesimo salario ripreso con la decisione impugnata? Si è tenuto conto che in quegli anni egli svolgeva anche un'attività indipendente?
In caso di risposta affermativa vi sono gli estremi per una riconsiderazione e/o una revisione delle decisioni?" (doc. XIII)
1.10. Con osservazioni 2 settembre 2004 l'amministrazione ha affermato:
"
1. Il signor _ è stato affiliato d'ufficio su comunicazione
dell'autorità fiscale (vedi allegati). Non siamo in grado di sapere la sua professione, in quanto il signor _ non si è mai presentato all'_ (vedi Questionario per l'affiliazione degli indipendenti, riempito direttamente dall'Agenzia comunale AVS).
La Cassa tiene a sottolineare che dall'accordo di collaborazione (vedi allegato + copia fatture) appare evidente che il signor _ deve essere considerato salariato della RI 1.
2. Per quanto riguarda il signor _ (vice-presidente del CdA della RI 1, sin dalla sua costituzione), affiliato in qualità di consulente assicurativo dal 1.11.1992, facciamo notare che sono state emanate delle fissazioni definitive dei contributi fino al 2001, ma non sono stati calcolati i contributi sugli importi ripresi in RI 1 almeno per gli anni 1999 e 2000 (vuoto di tassazione).
Per quanto concerne, invece, l'anno 2001, desideriamo rimarcare che la fissazione definitiva sui contributi inerenti il signor _ è stata formalizzata in data 11 dicembre 2003, mentre la revisione, alla quale ha presenziato il signor _ in rappresentanza della società, è stata esperita in data 21 novembre 2003 (con rapporto di revisione 9 dicembre 2033, ma con TU 30 dicembre 2003). Il signor _ ha saputo che avremmo ripreso gli importi ora contestati quale attività salariata, non si è però opposto alla fissazione dei contributi personali che hanno incluso anche i redditi provenienti dall'attività a favore di RI 1.
La Cassa tiene comunque a sottolineare che gli onorari RI 1 corrispondono ad oltre il 70% della cifra d'affari dichiarata dal signor _ (come si evince dal suo incarto fiscale).
La Cassa tiene poi a rilevare che il signor _ (responsabile del personale) non si assume direttamente e personalmente un rischio economico per l'attività svolta a favore della società, la quale gli versa degli importi regolari per l'esecuzione del lavoro, come si può facilmente evincere dalla contabilità della società (vedi schede Consulenze, allegate).
La Cassa ritiene pertanto che, considerato che l'attività svolta dal signor _ a favore di RI 1 è chiaramente di carattere dipendente, vi siano gli estremi per una riconsiderazione della decisione (vedi anche STCA del 29 gennaio 2003, inc. N. 30.2002.149)." (doc. XIV)

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate fino al 31 dicembre 2002, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2003 e 2004.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda le riprese vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Ne discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni in senso contrario.
2.2. La Cassa, contestualmente alla risposta, ha notificato una nuova decisione, modificando alcune riprese.
A norma dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003, l'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.
L'amministrazione può rivedere la decisione impugnata solo fino alla presentazione della risposta. Tale condizione temporale è adempiuta se il nuovo provvedimento viene trasmesso all'istanza di ricorso entro il termine per l'inoltro della risposta (cfr. R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im Sozialversicherungsrecht oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997, pag. 457; DTF 109 V 236 consid. 2).
Una decisione resa dopo questo termine assume per contro unicamente il carattere di una proposta indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova valutazione (Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992 pag. 123 consid. 5, RCC 1989 pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V 236; Spira, "Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale" in RJN 1984, pag. 23).
L'art. 3a della Legge di procedura per i ricorsi al TCA enuncia i medesimi principi, ricalcando quanto previsto dall'art. 58 PA.
Questa norma prevede che l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione impugnata.
Essa notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al Tribunale (art. 3a cpv. 2 LPTCA).
Quest'ultimo continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase LPTCA).
Come esposto sopra, l'amministrazione può riconsiderare pendente lite una decisione contestata soltanto fino al momento dell'inoltro della risposta di causa. Un provvedimento emanato successivamente vale unicamente come proposta al Giudice.
Nel caso di specie, il 15 marzo 2004 la Cassa ha inoltrato al TCA la propria risposta di causa, allegando la nuova decisione del 15 marzo 2004 (tassazione d'ufficio).
Vista la palese volontà dell'autorità di prima istanza di annullare una delle riprese contestate, può qui rimanere aperta la questione di sapere se l'amministrazione non avrebbe piuttosto dovuto modificare la decisione su opposizione e non la tassazione d'ufficio.
2.3. La società ricorrente fa innanzitutto valere la violazione del diritto di essere sentito, poiché, malgrado la richiesta di un colloquio formulata nell'opposizione, l'amministrazione non ha convocato le parti. Va a questo proposito rilevato che nell'opposizione del 21 gennaio 2004 la società ricorrente ha affermato:
Visto quanto precede, vi chiediamo cortesemente di volerci fissare un incontro (possibilmente presso gli uffici della RI 1) per rivalutare e definire la tassazione d'ufficio." (doc. 5)
Giusta l'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza, da questo principio va in particolare dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della pronuncia di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (cfr. STFA dell'11 febbraio 2004 nella causa M., C 24/02, consid. 5.4; DTF 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).
L'art. 42 LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante opposizione.
In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:
"
(...)
Selon un principe général de la procédure administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de prendre une
décision
susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2 let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."
Nel caso di specie gli stessi assicurati hanno confermato di aver discusso con i revisori prima dell'emanazione della decisione formale tramite dei colloqui esplicativi nella fase di raccolta degli elementi che hanno portato all'emanazione della decisione formale (doc. IX). Con l'opposizione del 24 gennaio 2004 essi hanno chiesto un colloquio (doc. A7). La cassa il 26 gennaio 2004 ha emanato la decisione su opposizione senza procedere ad ulteriori accertamenti ed ha rifiutato di prevedere un incontro poiché "
non aggiungerebbe elementi significativi in grado di modificare la decisione della Cassa, essendo la fattispecie in esame sufficientemente chiara
." (doc. A).
Interpellata dal TCA la ricorrente ha in particolare affermato di aver chiesto alla Cassa un nuovo colloquio poiché "
abbiamo fermamente ritenuto che si rendesse necessario un'ulteriore e approfondita discussione sulle problematiche, tale da palesare alcuni elementi di analisi che erano fondamentali per le articolate richieste da noi avanzate e per giustificare e meglio comprendere quanto da noi eccepito in sede di reclamo
." (doc. IX).
In altre parole la richiesta di un colloquio era in realtà finalizzata a completare e approfondire le censure sollevate con l'opposizione.
A differenza del caso giudicato da questo TCA in data 14 gennaio 2004 nella causa G. SA (inc. 30.2003.29, tutt'ora pendente presso il TFA, ma per altri motivi), dove questo Tribunale aveva rinviato la causa all'amministrazione per nuovi accertamenti, in concreto la ricorrente non fa valere di aver chiesto l'assunzione di nuove prove o di aver offerto prove non prese in considerazione dalla Cassa.
In concreto l'insorgente intendeva unicamente precisare, tramite un colloquio, le censure già sollevate in sede di opposizione. Essa ha infatti chiesto "
di volerci fissare un incontro (possibilmente presso gli uffici della RI 1) per rivalutare e definire la tassazione d'ufficio
" (doc. 5).
Nel caso di specie pertanto non vi è stata una richiesta formale ed esplicita di essere sentita, ciò che, se fosse stato il caso, avrebbe dovuto indurre la Cassa a sentire le parti.
Inoltre, eccezionalmente, il TCA ha proceduto agli accertamenti necessari atti a stabilire se l'insorgente, prima dell'emanazione della decisione formale e su opposizione, aveva potuto esprimersi in merito alle prove raccolte. La ditta ricorrente ha così potuto esporre le proprie argomentazioni in sede di ricorso, dove si è ampiamente determinata sulle prove raccolte. Poiché questo Tribunale ha lo stesso potere cognitivo dell'amministrazione, nel caso di specie ed eccezionalmente, l'asserita violazione del diritto di essere sentito, non essendo grave considerato che non vi è stata un'istanza esplicita da parte della ricorrente, è comunque stata sanata.
Questo Tribunale deve pertanto entrare nel merito dell'impugnativa.
Nel merito
2.4. Oggetto del contendere è la questione a sapere se _ e _ sono da considerare dipendenti della società ricorrente (per quest'ultimo è contestato unicamente il periodo fino al 30 giugno 2001) e se le riprese per le spese forfettarie di cui hanno beneficiato _ sono corrette.
2.5. Qualifica dell'attività svolta da _
A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.6. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid.
5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale.
(...).".
2.7. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).