# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 38f2dc7f-79d6-5588-8161-000b9d52b57b
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
RI 1 e RI 2, genitori di due figli, sono coniugati e sono domiciliati a Pura. RI 1 esercita un’attività lucrativa dipendente per la società _ SA, _.
Nella dichiarazione fiscale 2014, i contribuenti dichiaravano un reddito totale da attività lucrativa dipendente di CHF 177'983.-- ed in particolare facevano valere una deduzione per figli agli studi di CHF 6'500.--. Il reddito imponibile complessivo dichiarato ammontava a CHF 81'526.--.
B.
Notificandogli la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 28 ottobre 2015, l’Ufficio circondariale di tassazione Lugano Campagna (di seguito UT) commisurava il reddito imponibile in CHF 110'100.-- per l’IC e CHF 115'800.-- per l’IFD. L’UT non ammetteva la deduzione sociale per figli agli studi di CHF 6'500.-- in quanto “il figlio beneficia di assegni o borse di studio, oppure deduzione computata in forma parziale dato che l’ammontare dell’assegno o della borsa di studio è superiore a fr. 1'200.--, ma è inferiore al risparmio d’imposta che il contribuente otterrebbe attraverso l’applicazione della deduzione piena”.
C.
I contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 25 ottobre 2015. In particolare, essi si dolevano della non concessione della deduzione sociale per figli agli studi affermando che nessuno dei due figli beneficiava di assegni o borse di studio. Nel reclamo i contribuenti affermavano anche che “i nostri figli hanno ricevuto solo un assegno di studio per l’anno scolastico 2013, quindi per circa metà anno scolastico 2013-2014. Non hanno ricevuto nulla per l’anno scolastico 2014-2015. Già nella tassazione del 2013 avete tolto le deduzioni per i figli agli studi di fr. 26'800.-- con la stessa motivazione; quindi per il 2014 non potete ancora un’altra volta togliere questa deduzione”.
D.
In data 24 febbraio 2016, l’autorità di tassazione accoglieva parzialmente il reclamo dei contribuenti, accordando loro una deduzione per figli agli studi di “CHF 12'800.--. per i due figli che studiano all’Università della Svizzera Italiana senza assegni o borse di studio”.
E.
Il 4 marzo 2016, i coniugi RI 1 e RI 2 hanno inoltrato all’UT uno scritto denominato “reclamo contro calcolo dell’imponibile dopo reclamo”, nel quale chiedono di modificare la deduzione per figli agli studi poiché non ritenuta corretta, in quanto loro figlio _, al 31.12.2014, alloggiava fuori famiglia presso la casa _ dal 1.12.2014. La deduzione corretta sarebbe così di CHF 19'800.-- (CHF 6'400.-- per _ più CHF 13'400.-- per _). In allegato allo scritto, i contribuenti hanno inviato una copia della conferma di locazione da parte di _ SA della camera occupata dal figlio _ e la relativa autorizzazione di domicilio del Comune di _.
F.
In risposta alla richiesta dell’UT a sapere se lo scritto del 4 marzo 2016 fosse da considerarsi quale ricorso contro la decisione su reclamo, i contribuenti, in data 20 maggio 2016, hanno risposto affermativamente e chiesto che lo stesso fosse inviato alla Camera di diritto tributario.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 lett.
c
LT, nella versione in vigore nel periodo fiscale 2014, “sono dedotti dal reddito netto... per ogni figlio fino al ventottesimo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede e che, senza beneficiare di assegni o borse di studio, frequenta una scuola o corsi di formazione, oltre al periodo dell’obbligo, un massimo di 13’400.– franchi secondo le modalità e nei limiti fissati dal Consiglio di Stato tenuto conto dei costi supplementari sopportati”.
Essendo la deduzione per figli agli studi prevista solo dal diritto cantonale, il ricorso, nella misura in cui concerne l’imposta federale diretta, è privo d’oggetto.
1.2.
Il decreto esecutivo del 23 dicembre 2013 del Consiglio di Stato concernente l'imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2014, all’art. 10 cpv. 1 stabilisce, a tale proposito, che le deduzioni ammontano a:
1.
fr. 1’200.– se il figlio frequenta scuole postobbligatorie o corsi di perfezionamento professionale e il luogo di domicilio corrisponde con quello di sede della scuola o del luogo di formazione;
2.
fr. 1’900.– se il figlio frequenta scuole postobbligatorie o corsi di perfezionamento in Ticino ma luogo di domicilio (ove egli rientra giornalmente) e quello di sede della scuola o del luogo di formazione non corrispondono;
3.
fr. 4’600.– se il figlio frequenta scuole postobbligatorie o corsi di perfezionamento in Ticino ma luogo di domicilio (ove egli non rientra giornalmente) e quello di sede della scuola o del luogo di formazione non corrispondono;
4.
fr. 6’400.– se il figlio frequenta scuole postobbligatorie o corsi di perfezionamento fuori Cantone o frequenta studi d’ordine accademico in Ticino o fuori Cantone rientrando giornalmente a domicilio;
5.
fr. 13’400.– se il figlio frequenta studi accademici senza rientrare giornalmente al domicilio.
Il Consiglio di Stato precisa ulteriormente che deve trattarsi di scuole, studi o corsi a tempo pieno, estesi per la durata di almeno due semestri, senza retribuzione né indennità agli studenti e che rilasciano un titolo o preparano ad un esame riconosciuto (art. 10 cpv. 2).
L’art. 11 cpv. 3 del decreto stabilisce infine che g
li assegni o borse di studio fino a fr. 1’000.-- l’anno danno diritto all’intera deduzione del capoverso 1. Per importi superiori le deduzioni sono computate parzialmente, ma solo fino a concorrenza del risparmio di imposta ottenibile in caso di concessione dell’intera deduzione.
1.3.
Per quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano applicazione gli art. 34 cpv. 3 LT e 213 cpv. 2 LIFD, secondo cui le deduzioni sociali sono stabilite “secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT e art. 209 LIFD) o dell’assoggettamento”.
Con il principio del giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione finalizzata alla semplificazione dell’applicazione del diritto (
Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109;
Locher
, Kommentar zum DBG, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 69 ad art. 35 LIFD, p. 885).
Tale principio presuppone una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel singolo caso un contribuente possa essere avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è possibile conseguire un’imposizione assolutamente corretta secondo il principio di capacità contributiva, per la giurisprudenza del Tribunale federale è sufficiente che una disciplina legale non comporti ingiustizie in generale (
Bosshard/Bosshard/Lüdin
, op. cit., p. 111, con riferimento a DTF 120 Ia 337).
2.
2.1.
Venendo al caso in esame, i ricorrenti sostengono che, per il figlio _, avrebbero diritto alla deduzione per figli agli studi ai sensi dell’art. 10 cpv. 1 cifra 5 del decreto esecutivo del 23 dicembre 2013, concernente l’imposizione delle persone fisiche, valido per il periodo fiscale 2014, ossia CHF 13.400.--. Secondo le dichiarazioni dei ricorrenti, il figlio _ frequentava, nel periodo fiscale litigioso, l’Università della Svizzera italiana a _. e risiedeva durante la settimana in quest’ultimo comune. A sostegno della propria tesi, essi producono copia della conferma di locazione da parte di _ SA, dalla quale si evince che il figlio avrebbe preso in locazione una camera presso la Casa _ dal 1° dicembre 2014. Inoltre, i ricorrenti producono l’autorizzazione di soggiorno del Comune di _.
2.2.
Come già ricordato, l’art. 34 cpv. 1 lett.
c
LT delega al Consiglio di Stato il compito di fissare “le modalità” e i “limiti” della deduzione per figli agli studi, “tenuto conto dei costi supplementari sopportati”.
Come ha già avuto modo di affermare questa Camera (cfr. la sentenza CDT n. 80.2007.90 del 3 settembre 2007 in RtiD l-2008 n. 7t), vi è una stretta connessione fra assegni di studio e deduzione per figli a carico, nel senso che quest’ultima viene concessa ai contribuenti che, avendo redditi superiori ai limiti previsti dalla normativa, non beneficiano già del primo. Ne consegue che, per quanto attiene ai requisiti che devono presentare le scuole ed i corsi, dovrebbero essere gli stessi in entrambi i casi; in relazione alle qualità delle formazioni riconosciute, il legislatore non ha cioè voluto introdurre criteri diversi per la concessione degli assegni di studio, da un lato, e della deduzione fiscale, dall’altro.
2.3.
Nel caso in esame, si tratta di stabilire se sia applicabile la cifra 4 o la cifra 5 dell’art. 10 cpv. 1 del suddetto decreto esecutivo sia applicabile, ossia se si possa esigere o meno che il figlio _ rientri giornalmente al domicilio dei genitori a _ da _.
Proprio in considerazione della stretta connessione fra assegni di studio e deduzione per figli agli studi, questa Corte si è rivolta, nel corso della procedura di ricorso, all’Ufficio aiuti allo studio del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, chiedendo informazioni in merito alla sua prassi nei casi in cui uno studente frequenta studi accademici nel Canton Ticino.
Nella sua risposta del 19 dicembre 2016, l’Ufficio degli aiuti allo studio (UAS) ha ricordato dapprima che l’art. 7 cpv. 1 lett.
c
della Legge sugli aiuti allo studio del 23 febbraio 2015 (LASt; RL 5.1.3.1) include fra i costi di formazione anche la spesa per l’alloggio, secondo modalità definite dal regolamento. L’art. 4 lett.
c
del Regolamento della legge sugli aiuti allo studio del 15 aprile 2015 (RLASt; RL 5.1.3.1.1) prevede poi che la spesa per l’alloggio (importo forfettario) sia pari alla media tra il massimale della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (massimale Laps) per la quota parte di un alloggio occupato da due persone e da tre persone.
In merito al riconoscimento delle spese di alloggio fuori famiglia, la prassi dell’UAS prevede che, di principio, uno studente debba vivere presso l’abitazione famigliare. Solo eccezionalmente, se dimostra l’esigenza di “vivere fuori dalla famiglia”, o per oggettive necessità di formazione (p. es. studi fuori Cantone) o per oggettive difficoltà sociali (in particolare, gravi conflitti familiari), vengono riconosciuti i costi per l’alloggio.
L’UAS ha aggiunto che ammette il computo di una spesa aggiuntiva di fr. 5'600.– (corrispondente alla retta della Casa dello studente), se la distanza fra domicilio della famiglia e sede della scuola lo giustifica. Mentre in precedenza veniva presa una decisione caso per caso, dall’anno scolastico 2016/2017 l’UAS ha introdotto la regola secondo cui, se il tempo di percorrenza casa-scuola è inferiore a 1 ora e 30 minuti, si può esigere che il figlio abiti coi genitori.
2.4.
I criteri definiti dall’UAS, in particolare quello menzionato per ultimo, che meglio considera le esigenze di praticabilità dell’autorità fiscale, possono senz’altro essere applicati anche per il riconoscimento della deduzione per figli agli studi.
Ne consegue che è opportuno che l’Ufficio di tassazione riesamini la situazione personale del figlio dei ricorrenti nel periodo fiscale litigioso, sulla base della prassi elaborata dall’Ufficio aiuti allo studio, coinvolgendo i contribuenti negli accertamenti necessari.
3.
Alla luce delle considerazioni che precedono, la decisione impugnata è annullata e gli atti sono rinviati all’UT, perché adotti una nuova decisione.
Visto l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.