# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6e33b3fc-f232-4494-90d4-420cf1d3158c
**Court:** CH_BSTG
**Chamber:** CH_BSTG_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

Fatti:
A. Il 19 dicembre 2002 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito:
MPC) ha avviato un procedimento penale nei confronti di F. e G. per titolo di
organizzazione criminale ai sensi dell’art. 260 ter
CP, infrazione aggravata alla
legge federale sugli stupefacenti ai sensi dell’art. 19 cifra 1 e 2 LStup e rici-
claggio di denaro giusta l’art. 305 bis
CP, indagine poi estesa nel corso
dell’attività investigativa ad altre persone, tra cui A., B., C., D., E. e ad ulteriori
reati (n. EAII.02.0155). Le persone indagate sono sospettate di aver costituito
un'organizzazione criminale di stampo 'ndranghetistico attiva e indipendente in
Svizzera, la quale avrebbe mantenuto continui e perduranti contatti con il terri-
torio italiano e con le cosche locali, originarie della Calabria.
B. Dopo un primo rinvio al MPC, da parte della Corte penale del Tribunale penale
federale, di un primo atto d'accusa (v. TPF 2012 42), il 29 agosto 2013 il MPC
ha nuovamente disposto il rinvio a giudizio di svariate persone per diverse in-
frazioni, tra le quali organizzazione criminale (tutte quelle sopramenzionate),
ripetuto riciclaggio di denaro aggravato (a carico, tra gli altri, di A.), ripetuta in-
frazione aggravata alla legge sugli stupefacenti (a carico, tra gli altri, di D., B.,
C. e A.), ripetuta infrazione aggravata alla legge sul materiale bellico (a carico,
tra gli altri, di E.), ripetuta infrazione aggravata alla legge sulle armi (a carico di
E.), ripetuta falsità in documenti (a carico di A.) e conseguimento fraudolento
di una falsa attestazione (a carico, tra gli altri, di A.).
C. A seguito dell'ordinanza del 23 gennaio 2014, mediante la quale la Corte pe-
nale del Tribunale penale federale ha sospeso e rinviato l'atto d'accusa al
MPC (v. SK.2013.31; act. 8.1), quest'ultimo, in applicazione del principio di
opportunità, ha decretato, il 13 maggio 2014, l'abbandono del procedimento
per titolo di organizzazione criminale a carico di B. (act. 7.2), C. (act. 7.3), D.
(act. 7.4) e E. (act. 7.5), mantenendo nei loro confronti le altre accuse.
D. Con decreti del 28 maggio 2014, il MPC ha disgiunto il procedimento penale a
carico di B. (act. 7.7), C. (act. 7.8), D. (act. 7.9) e E. (act. 7.10) dal procedi-
mento penale n. EAII.02.0155.
E. Con reclamo del 10 giugno 2014 A. è insorto contro le suddette decisioni del
MPC dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, po-
stulando, previa concessione dell'effetto sospensivo, l'annullamento delle
stesse, unitamente al gratuito patrocinio.
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F. Con scritti del 12 risp. 18 e 23 giugno 2014, B., D. e C. hanno dichiarato di
non avere osservazioni da formulare, rimettendosi al giudizio dell'autorità giu-
dicante.
G. Con osservazioni del 3 luglio 2014 il MPC ha chiesto che il reclamo sia inte-
gralmente respinto, nella misura della sua ammissibilità.
H. Invitato a replicare, il reclamante ha ribadito le sue conclusioni ricorsuali.
I. Con duplica spontanea del 5 agosto 2014, trasmessa alle altre parti per cono-
scenza, il MPC ha ribadito la sua posizione.

## Considerations

Diritto:
1.
1.1 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale
svizzero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale
del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-
zione (LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del
31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF;
RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le deci-
sioni e gli atti procedurali del pubblico ministero.
Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-
sibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambi-
to, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP
nonché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafpro-
zessordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 con la
giurisprudenza citata).
1.2 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato
e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, gli scritti impu-
gnati, datati 28 maggio 2014, sono stati notificati al reclamante in data 2 giu-
gno 2014 (v. act. 1.1). Il reclamo, interposto il 6 giugno seguente, è pertanto
tempestivo.
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1.3 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno
un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della
stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). In concreto, il reclamante sostiene che la sua le-
gittimazione ricorsuale sia data dalla sua qualità d'imputato nel procedimento
condotto dal MPC e dal fatto di essere direttamente toccato dalle decisioni im-
pugnate (v. act. 1 pag. 3). In sede di replica egli afferma che quest'ultime a-
vrebbero leso i diritti della difesa (v. act. 14 pag. pag. 3). Essendo state ema-
nate in applicazione del principio di opportunità e non perché i destinatari delle
decisioni fossero realmente ritenuti estranei all'organizzazione criminale, la di-
sgiunzione renderebbe più difficile la difesa per gli altri imputati per i quali l'ac-
cusa in questione è rimasta (v. act. 14 pag. 4).
Orbene, precisato che oggetto della presente procedura sono unicamente le
decisioni di disgiunzioni del 28 maggio 2014 emesse nei confronti di B., C., D.
e E. (v. act. 7.7, 7.8, 7.9 e 7.10) e non quelle di abbandono emesse nei con-
fronti dei medesimi del 13 maggio 2014 per il titolo di organizzazione criminale
(v. act. 7.2, 7.3, 7.4 e 7.5) e che il reclamante non è legittimato a far valere
asserite lesioni di diritti di terzi e segnatamente di altri coaccusati eventual-
mente toccati dalle criticate decisioni da loro non impugnate, è d'uopo rilevare
che il reclamante, con il suo gravame, non ha sostanziato l'esistenza di un in-
teresse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della decisione
impugnata. Asserendo, in sostanza, che solo un giudizio contemporaneo di
tutti gli imputati garantirebbe il rispetto dei diritti della difesa - ciò che sembre-
rebbe costituire il suo pregiudizio derivante dalle decisioni impugnate -, egli
omette di considerare che quest'ultime non lo privano del suo diritto di con-
frontarsi, nell'ambito di un eventuale dibattimento nei suoi confronti, con le di-
chiarazioni dei predetti e, se del caso, di farli interrogare (art. 6 n. 3 lett. d
CEDU). È d'altra parte palese che la corte di merito, anche nel caso di una di-
sgiunzione dei procedimenti, è tenuta a rispettare il principio della parità di
trattamento tra i coaccusati, in particolare riguardo alla commisurazione della
pena (v. sentenza del Tribunale federale 1B_200/2013 del 17 giugno 2013,
consid. 1.4.3 e giurisprudenza citata).
2. In definitiva, non avendo il reclamante dimostrato l'esistenza per lui di un pre-
giudizio derivante dalle decisioni impugnate, il gravame deve essere dichiara-
to inammissibile per mancanza di legittimazione ricorsuale.
3. Visto l'esito del reclamo, la domanda tendente alla concessione dell'effetto so-
spensivo è divenuta priva d'oggetto.
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4. Il reclamante ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria gratuita,
asserendo, da una parte, che tutti i suoi beni sarebbero sempre sotto seque-
stro e che la sua precaria situazione finanziaria, già costatata da questa auto-
rità in occasione di una precedente procedura (v. BP.2013.7), sarebbe ulte-
riormente peggiorata nel corso del 2014. D'altra parte egli sostiene che il suo
gravame non sarebbe stato sin dall'inizio privo di probabilità di successo.
4.1 Con la sua domanda, il reclamante ha innanzitutto rinviato alle decisioni di
tassazione relative agli anni 2011 e 2013 già inoltrate in una precedente pro-
cedura (v. sentenza del Tribunale penale federale BB.2013.14 del 16 maggio
2013 [BP.2013.7]), le quali attestano, per entrambi gli anni, un reddito imponi-
bile di fr. 15'000.-- ed una fortuna nulla. Quanto precede, unitamente ai debiti
messi in evidenza sia dal documento intitolato "Auszug über offene Betreibun-
gen" (BP.2013.7, act. 4.4) che da quello intitolato "Auszug aus dem Verlu-
stscheinregister" del 2 luglio 2014 proveniente dall'Ufficio esecuzioni - del
Comune di Z. (BP.2013.7, act. 4.5), permettono di confermare il suo stato di
indigenza. L’assistenza giudiziaria gratuita può tuttavia essere accordata solo
se la causa non sembra priva di possibilità di successo (art. 29 cpv. 3 Cost.),
requisito che va apprezzato in maniera sommaria al momento dell'inoltro del
reclamo. In concreto, il reclamante, come illustrato in precedenza (v. consid.
1.3 supra), non ha minimamente dimostrato l'esistenza per lui di un pregiudi-
zio derivante dalle decisioni impugnate, a parte affermare che un giudizio se-
parato renderebbe più difficile la sua difesa. Essendo la giurisprudenza del
Tribunale federale in ambito di disgiunzioni molto chiara relativamente alla
possibilità di comunque potersi confrontare con le persone il cui procedimento
penale è disgiunto (v. ibidem), occorre concludere che il gravame presentato
era dunque sin dall'inizio privo di ogni possibilità di successo. La richiesta di
assistenza giudiziaria gratuita va dunque respinta, sia per quanto riguarda l'e-
sonero dal pagamento delle spese giudiziarie, sia per l'indennizzo del difenso-
re.
4.2 Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della
procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa.
La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8
cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-
petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS
173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 2'000.--.
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