# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ce5d504d-ea12-4201-8265-a45e8c0c55d4
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_006
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
A.
Con sentenza del 6 dicembre 2013 la Corte delle assise criminali ha dichiarato A._ autore colpevole di usura aggravata, siccome commessa per mestiere. Gli ha rimproverato di avere, in correità con B._, nella loro veste di azionisti al 50 % ciascuno delle società C._ SA e D._ SA nonché titolari dello stabilimento E._ di X._, tra il 1° gennaio 2011 e il 27 aprile 2012, sfruttato lo stato di bisogno e di dipendenza di numerose donne dedite alla prostituzione, applicando loro un canone d'affitto giornaliero compreso tra fr. 130.-- e fr. 180.-- (incluse la colazione e la cena), in manifesta sproporzione economica con l'uso di una modesta camera. La Corte delle assise criminali gli ha inoltre addebitato di avere, nella sua qualità di azionista e di responsabile delle società F._ SA, G._ SA, H._ SA e I._ SA, intestatarie dell'affittacamere e del locale notturno denominato J._, tra il giugno 2009 ed il 29 marzo 2012, sfruttato lo stato di bisogno e di dipendenza di numerose donne dedite alla prostituzione, applicando loro un canone d'affitto giornaliero compreso tra fr. 100.-- e fr. 150.-- a persona per la sola camera, in manifesta sproporzione economica con l'uso di una modesta camera. In relazione all'utilizzo dei proventi di questi reati, l'imputato è inoltre stato riconosciuto colpevole di riciclaggio di denaro aggravato, commesso sempre in correità con B._, per un importo complessivo di circa fr. 2'000'000.--.
A._ in primo grado è pure stato dichiarato autore colpevole di infrazione alla legge federale sugli stranieri, esercizio illecito della prostituzione e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione. Questi reati non sono stati contestati.
B.
Adita sia dall'imputato sia dal Procuratore generale, la Corte di appello e di revisione penale (CARP) ha parzialmente accolto gli appelli con sentenza dell'11 dicembre 2014. Oltre ai citati reati non contestati oggetto di condanna passata in giudicato, la Corte cantonale ha dichiarato A._ autore colpevole di usura aggravata e di riciclaggio di denaro (semplice) dei proventi del reato di usura per un totale di fr. 548'640.--.
C.
Con sentenza 6B_103/2015 del 21 aprile 2015, il Tribunale federale ha accolto il ricorso in materia penale interposto da A._ e ha annullato il giudizio della CARP per violazione del diritto di essere sentito.
D.
In seguito al rinvio pronunciato da questo Tribunale, concordato lo svolgimento del procedimento con procedura scritta e dopo aver concesso alle parti la possibilità di prendere posizione sui dati volti a stabilire il prezzo usuale (di mercato) di una camera situata nelle regioni in cui erano ubicati i postriboli, con sentenza del 9 maggio 2016 la CARP ha riconosciuto A._ autore colpevole di usura aggravata e di riciclaggio di denaro dei proventi del reato di usura per un totale di fr. 548'640.--. Tenuto conto anche delle condanne, passate in giudicato, per titolo di infrazione alla legge sugli stranieri, di esercizio illecito della prostituzione e di conseguimento di una falsa attestazione, la CARP gli ha inflitto una pena detentiva di 2 anni e 6 mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui al decreto d'accusa del 22 settembre 2011, nonché una multa di fr. 5'000.--. Ha sospeso parzialmente la pena detentiva in ragione di 2 anni con un periodo di prova di 2 anni e lo ha condannato anche al versamento in favore dello Stato di un risarcimento compensatorio di fr. 548'640.--. Ha infine mantenuto il sequestro conservativo di due fondi, intestati ai figli dell'imputato, a garanzia del pagamento dei costi processuali, della multa e del risarcimento compensatorio.
E.
Avverso questo giudizio A._ insorge al Tribunale federale con un ricorso in materia penale, postulando a titolo principale il suo proscioglimento dalle accuse di usura aggravata e di riciclaggio di denaro, con conseguente riduzione delle sanzioni inflittegli e delle spese processuali, nonché l'annullamento del risarcimento compensatorio e l'adeguamento della garanzia (sequestro conservativo). Subordinatamente chiede l'annullamento della sentenza dell'ultima autorità cantonale e il rinvio della causa per nuovo giudizio.
La CARP rinuncia a formulare osservazioni al gravame, rinviando ai considerandi della sua sentenza. Il Procuratore generale considera infondate le censure ricorsuali e chiede pertanto la reiezione dell'impugnativa. L'insorgente ha spontaneamente replicato.

## Considerations

Diritto:
1.
Inoltrato dall'imputato (art. 81 cpv. 1 LTF) e diretto contro una decisione finale (art. 90 LTF) resa in materia penale (art. 78 cpv. 1 LTF) da un'autorità cantonale di ultima istanza (art. 80 LTF), il ricorso in materia penale risulta di massima ammissibile, essendo presentato nelle forme richieste (art. 42 cpv. 1 e 2 LTF) e nei termini legali (art. 100 cpv. 1 LTF).
2.
Si rende colpevole di usura giusta l'art. 157 CP chiunque sfrutta lo stato di bisogno o di dipendenza, l'inesperienza o la carente capacità di discernimento di una persona per farle dare o promettere a sé o ad altri, come corrispettivo di una prestazione, vantaggi pecuniari che sono in manifesta sproporzione economica con la propria prestazione.
La manifesta sproporzione economica dev'essere valutata in modo oggettivo (DTF 130 IV 106 consid. 7.2 pag. 109). Di regola il rapporto tra prestazione e controprestazione è determinato sulla scorta del prezzo o della remunerazione usuale per cose o servizi dello stesso genere (DTF 93 IV 85 consid. 2 pag. 87). Nel caso di locazione di appartamenti, il valore oggettivo della prestazione corrisponde alle pigioni in uso nella medesima località per beni paragonabili per ubicazione, dimensione, attrezzatura, stato ed epoca di costruzione (DTF 92 IV 132 consid. 1 pag. 134; sentenza 6B_387/2008 del 15 agosto 2008 consid. 2.2). Per superare gli ostacoli connessi alle difficoltà di trovare oggetti analoghi da paragonare, è possibile procedere a riduzioni dei prezzi constatati, volte a tenere debitamente conto degli svantaggi che presentano i beni da valutare (DTF 93 IV 85 consid. 3).
Sussiste un certo parallelismo tra la fattispecie penale di cui all'art. 157 CP e la lesione giusta l'art. 21 CO (sentenza 6P.37/2007 del 24 agosto 2007 consid. 7.4). Analogamente all'usura, pure la lesione infatti presuppone una sproporzione manifesta fra prestazione e controprestazione. Anche in quest'ambito per determinare se ciò è il caso si devono paragonare le prestazioni convenute sulla base del loro valore al momento della conclusione del contratto, valore che per la fornitura di beni corrisponde al valore corrente all'epoca. Occorre dunque prendere in considerazione il valore di mercato di una prestazione identica o quantomeno analoga oppure, in mancanza di tale valore, dei parametri di valutazione riconosciuti per delle prestazioni corrispondenti, purché siano relativamente sicuri e permettano una valutazione oggettiva (DTF 123 III 292 consid. 6a).
Nella ponderazione di circostanze legate a condizioni locali, il giudice di merito, più vicino ai fatti, fruisce di un'ampia autonomia, per cui il Tribunale federale si scosta dalle sue conclusioni solo con grande riserbo (v. sentenza 6S.17/2004 del 22 luglio 2004 consid. 3.10).
3.
Al fine di stabilire se fosse realizzato l'elemento della manifesta sproporzione economica tra prestazione e controprestazione costitutivo del reato di usura, la CARP ha dovuto dapprima determinare il prezzo usuale (di mercato) di una camera situata nelle regioni in cui erano ubicati i postriboli, per confrontarlo poi con le tariffe praticate dal ricorrente. Essa ha rilevato le difficoltà di stabilire il prezzo usuale, trovandosi gli esercizi pubblici gestiti dall'insorgente in regioni senza vocazione turistica, prive o quasi di strutture ricettive. In simili circostanze, pur partendo da accertamenti puntuali, la Corte cantonale ha precisato di aver dovuto procedere a delle stime, utilizzando delle metodologie empiriche, ma comunque attendibili, perché dettate dalla conoscenza dei luoghi e delle situazioni locali e fondate sulla comune esperienza della vita, mitigando i dati in modo prudenziale e favorevole al ricorrente. Con riferimento a "C._", sito in una zona boschiva e appartata, la CARP ha rilevato che a una distanza di circa 4 km è ubicato l'albergo-ristorante "K._" che offre delle camere doppie e singole. Trattasi di una struttura sorta quando la strada cantonale del Monte Ceneri era ancora l'unica via di transito tra il Sopra e il Sottoceneri. Pur dubitando della sua vitalità quale esercizio pubblico e dunque della sua rilevanza come indicatore di mercato, considerato soprattutto che verosimilmente la struttura sarebbe stata utilizzata (almeno in parte) come postribolo, i giudici cantonali hanno ritenuto che il prezzo usuale di un esercizio pubblico nella zona interessata corrispondeva alla tariffa praticata da "K._" ridotta del 25 %. Quanto a "J._", benché situato sulle sponde del Ceresio, si trova in una zona caratterizzata dal pesante carico viario e ambientale e priva di pregi naturalistici e/o architettonici. La CARP ha preso in considerazione 3 modeste pensioni in località paragonabili, ossia il ristorante con alloggio "L._" a W._, l'hotel "M._" a Y._ e la pensione-ristorante "N._" a Z._. Facendo una media delle tariffe di questi esercizi pubblici, tenendo anche conto delle oscillazioni stagionali, essa ha concluso che in quelle zone il prezzo di una camera doppia con bagno e prima colazione è di fr. 128.-- al giorno. Tale prezzo è poi stato ridotto del 20 % per tener conto della vetustà, povertà di arredamento e della posizione infelice di "J._". Le tariffe così stabilite sono poi state corrette mediante dei fattori di ponderazione, al fine di tener conto delle prestazioni supplementari rispettivamente mancanti degli stabilimenti dell'insorgente rispetto agli esercizi pubblici di paragone. Ciò posto, la Corte cantonale ha concluso che le tariffe di "C._" superavano del 49 % i prezzi usuali delle camere doppie, del 52 % quelli delle camere singole e del 45 % quelli delle camere grandi, mentre le tariffe di "J._" eccedevano del 50 % il prezzo usuale di riferimento. Sulla base di queste percentuali la CARP ha ritenuto realizzato il presupposto della manifesta sproporzione economica tra prestazione e controprestazione.
4.
Il ricorrente si duole di arbitrio in relazione all'accertamento della manifesta sproporzione tra prestazione e controprestazione. Rimprovera ai giudici precedenti di aver effettuato una valutazione teorica delle tariffe di riferimento, basata su dati acquisiti in internet, per ovviare alle lacune dell'inchiesta, segnatamente alla mancata raccolta di dati concreti attinenti al territorio. Gli accertamenti del giudizio impugnato poggerebbero su stampate, effettuate dal 2014 al 2016, di siti internet relative alla situazione di servizi, tariffe e sconti in essere in alcuni esercizi pubblici. Già solo la differenza temporale fra queste tariffe e quelle applicate dall'insorgente nel periodo 2009-2012 non permetterebbe un raffronto oggettivamente corretto. Rileva inoltre che i siti internet delle strutture ricettive avrebbero finalità prevalentemente pubblicitarie e i dati ivi contenuti non sarebbero pertanto fedefacenti. Il ricorrente contesta poi che le tariffe del ristorante "K._" possano essere prese in considerazione per stabilire il prezzo usuale, atteso che detta struttura sarebbe stata utilizzata (almeno in parte) come postribolo. Si duole abbondanzialmente dell'assenza di accertamenti relativi ai servizi realmente offerti da suddetto esercizio pubblico e di elementi fotografici delle camere e degli spazi a disposizione degli ospiti. Ritiene peraltro ingiustificata la riduzione del 25 % operata dalla CARP sulle tariffe di "K._" per giungere a quella che, in modo manifestamente errato, stabilisce essere la tariffa usuale per esercizi pubblici paragonabili a "C._". Contesta in seguito la riduzione del 15 % fondata sul lungo soggiorno, considerata dall'autorità cantonale prassi generale e notoria, senza accertarne tuttavia il carattere usuale nel ramo alberghiero e addirittura scostandosi da quanto emergerebbe dai siti internet consultati. Quanto all'accertamento sul prezzo usuale delle strutture nella zona in cui sorge "J._", il ricorrente considera insostenibile la riduzione del 20 % per vetustà applicata dai giudici cantonali sulla base di fotografie scattate ben 29 mesi dopo l'intervento degli inquirenti, in un periodo in cui, dopo una chiusura e in seguito a nuova gestione, avrebbe funto da night club e non da postribolo. D'altra parte gli esercizi pubblici di paragone non sarebbero stati visitati né fotografati. Tale riduzione neppure può essere giustificata dalla posizione di "J._", trovandosi rialzato rispetto al lago con notevole vista sullo stesso. In merito ai fattori di ponderazione, l'insorgente rileva come non sarebbe dato di sapere in che modo i giudici cantonali avrebbero stabilito i costi delle varie prestazioni e servizi, risultando quindi manifestamente arbitrari e non motivati. Avrebbero inoltre rifiutato di applicare l'elemento a suo favore dell'aumento della tariffa di mercato in considerazione del rischio che affronta il locatore, riconosciuto dalla giurisprudenza. In conclusione, per il ricorrente, gli accertamenti sui prezzi usuali di mercato non poggerebbero su alcuna prova e sarebbero solo apparenti, essendo di natura empirica e inquinati da una serie di elementi avulsi dalla realtà sia temporale sia territoriale sia fattuale.
4.1. Secondo l'opponente le censure relative alla completezza degli accertamenti e all'idoneità probatoria delle tariffe di riferimento sarebbero contrarie alla buona fede processuale, l'insorgente non avendo contestato la procedura probatoria adottata dalla CARP. Gli accertamenti fattuali, assunti conformemente alle indicazioni della sentenza 6B_103/2015 del 21 aprile 2015, sarebbero peraltro scevri di arbitrio e le critiche ricorsuali di stampo appellatorio e neppure sollevate in sede cantonale.
Nella citata sentenza 6B_103/2015 questo Tribunale non si è pronunciato sull'idoneità probatoria delle indagini eseguite dalla CARP consultando siti internet di strutture ricettive locali, ma ha sanzionato unicamente il mancato coinvolgimento del ricorrente e la conseguente violazione del suo diritto di essere sentito, non avendo egli potuto esprimersi in merito. Dalle osservazioni presentate alla CARP in seguito al rinvio (incarto cantonale n. XI, XVIII e XXXV) risulta che l'insorgente già in sede cantonale ha formulato le critiche che ora propone dinanzi a questo Tribunale, dolendosi segnatamente della differenza temporale tra le tariffe da egli applicate e quelle prese in considerazione dai giudici precedenti, della riduzione del 25 % dei prezzi del ristorante "K._", della non fedefacenza delle immagini delle camere pubblicate in internet, per concludere all'assenza di prove concrete relative a una manifesta sproporzione economica. In simili circostanze le censure ricorsuali non risultano contrarie alla buona fede.
4.2. Di per sé non appare insostenibile basarsi sui dati pubblicati sui siti internet di strutture ricettive per determinare il prezzo di mercato. Anche se i siti perseguono in parte scopi pubblicitari, non v'è ragione di non considerare fedefacenti i prezzi ivi indicati, tenuto peraltro conto che l'indicazione dei prezzi è disciplinata dal diritto federale, segnatamente dall'omonima ordinanza dell'11 dicembre 1978 (OIP; RS 942.211). Benché le tariffe consultate si riferiscono a un periodo posteriore a quello imputato nell'atto di accusa, la CARP ha rilevato che ciò risulta addirittura favorevole al ricorrente atteso che, secondo le statistiche di Hotelleriesuisse, tra il 2009 e il 2015 il prezzo medio praticato in Svizzera per modeste pensioni ha subito un costante aumento, superiore al 10 %. Invano l'insorgente contesta la pertinenza di queste statistiche, adducendo la sua mancata adesione a tale associazione e l'assenza di accertamenti in merito alla categoria in cui gli esercizi pubblici da egli gestiti potrebbero eventualmente essere classificati. Esse costituiscono infatti un importante indice dell'andamento del mercato ricettivo e dimostrano che, quantunque posteriori, le tariffe di raffronto considerate appaiono addirittura a lui favorevoli, perché superiori a quelle valide nel periodo contemplato nell'atto d'accusa. Quanto alla categoria di struttura, il ricorrente non pretende che "C._" rispettivamente "J._" possano essere considerati di una tipologia di livello superiore a modeste pensioni.
4.3. Neppure appare arbitraria la riduzione del 20 % delle tariffe applicata dalla CARP per l'uso singolo di una camera doppia. Come rilevato nel giudizio impugnato, trattasi di un parametro generale giustificato dal minor onere di pulizia, minor consumo di acqua ed elettricità, minor usura nonché minor carico burocratico connesso alla registrazione degli ospiti. Benché questi fattori siano valutabili unicamente da ogni singolo gestore, come obiettato nel ricorso, non appare insostenibile tener conto di simile ribasso che ha una spiegazione oggettiva, tanto meno ove si consideri che secondo gli accertamenti cantonali la percentuale di riduzione accordata a questo titolo può addirittura superare il 30 %.
4.4. Nella sentenza 6S.6/2007 del 19 febbraio 2007 consid. 3.1.3, concernente la sublocazione di appartamenti a persone dedite alla prostituzione senza titoli di soggiorno, il Tribunale federale ha escluso la possibilità di utilizzare le pigioni abusive del mercato nero quale parametro per valutare la manifesta sproporzione economica, perché altrimenti si rischierebbero abusi ancor più importanti. Benché la CARP abbia accertato che l'albergo-ristorante "K._" è stato utilizzato in parte come postribolo, nulla indica che le tariffe di tale struttura siano abusive e quindi inutilizzabili come preteso nel ricorso. Infatti, dalla sentenza impugnata emerge che il meretricio è stato esercitato "un tempo" rispettivamente "in passato", ovvero in un periodo antecedente quello afferente le tariffe prese in considerazione. L'insorgente del resto neppure pretende che tale attività sia ancora d'attualità. Peraltro, quantunque fosse il caso e supponendo il carattere abusivo dei prezzi, ciò risulta addirittura a lui favorevole, aumentando le cifre di riferimento.
La riduzione del 25 % delle tariffe praticate da detta struttura per giungere a quello che la CARP ritiene essere il prezzo usuale per un esercizio pubblico nella zona considerata non appare legalmente insostenibile. Intanto, come già rilevato (v. supra consid. 2 in fine), nella ponderazione di circostanze legate a condizioni locali al giudice di merito va riconosciuta un'ampia autonomia. La constatazione che nella zona non esiste alcun reale mercato per strutture di tipo alberghiero, vista l'assenza di richiami turistici e l'apertura della galleria del Monte Ceneri a seguito della quale non vi sarebbero più viaggiatori in transito, giustifica e può richiedere, ma anche permette di tollerare una certa schematizzazione che non comporta necessariamente un'equivalenza matematica. La CARP ha poi osservato che la riduzione applicata risulta addirittura favorevole all'imputato, perché sarebbe stata ben maggiore se si fosse tenuto conto della reale situazione della zona. Al proposito il ricorrente si limita semplicemente a contestare in modo generico la riduzione praticata, ciò che tuttavia non è sufficiente a sostanziare l'arbitrio.
4.5. Quanto alle strutture di paragone per valutare le tariffe del "J._", il ricorrente sembra dolersi del rifiuto dell'autorità cantonale di prendere in considerazione quelle da lui proposte. Tuttavia anche su questo aspetto le sue critiche di arbitrio non adempiono le esigenze di motivazione di cui all'art. 106 cpv. 2 LTF (sulle stesse v. DTF 140 III 264 consid. 2.3 pag. 266). Non si confronta infatti compiutamente con le ragioni esposte nella sentenza impugnata, ove la CARP non si è limitata a definirle "strutture eleganti e ben tenute" rispetto a quella di basso livello dell'insorgente, ma ha precisato che le prime sono dotate di ben maggiori comfort, elemento su cui il gravame è silente.
Riguardo invece agli esercizi pubblici ritenuti dai giudici precedenti, benché non di rado le immagini pubblicate sui siti internet siano più suggestive della realtà, non risulta né è preteso che il ricorrente abbia chiesto un'ispezione oculare dei luoghi in questione, di modo che pretendere ora che le foto online non possano essere utilizzate per un raffronto attendibile con "J._" è infruttuoso. Regge poi a un esame limitato all'arbitrio la riduzione applicata dalla CARP sulle tariffe di riferimento per tener conto della vetustà, della povertà d'arredamento, nonché della posizione infelice del postribolo che emergono dalle fotografie agli atti. Se è vero che queste ultime sono state scattate a distanza di tempo e allorquando era già subentrata una nuova gestione - ciò che risulta chiaramente dal rapporto di polizia e non costituisce dunque una semplice affermazione di parte come indicato nel giudizio impugnato - detto rapporto precisa che "la struttura interna dei locali è comunque rimasta pressoché invariata; le 2 camere fotografate, per arredo e dimensioni, mostrano praticamente lo stato dei luoghi del 2012" (incarto cantonale 17.2014.35-37 n. XXXVIII pag. 5). Non trova quindi riscontro l'obiezione ricorsuale volta a imputare la povertà di arredamento al nuovo gestore che avrebbe vuotato le camere: d'altronde, come rettamente osservato dalla CARP, sarebbe illogico peggiorare lo stato dei luoghi che si intendono gestire. Essa ha poi aggiunto che "J._" ha un livello strutturale di una categoria ben inferiore rispetto a quella degli esercizi pubblici di paragone, rilevando in particolare lo stato dei bagni e la circostanza che la cabina doccia si trova direttamente accanto al letto e non in un locale separato. Non può poi essere qualificato come errato l'accertamento sulla posizione infelice della struttura. Sebbene possa beneficiare di una vista su un'importante porzione di lago, essa è ubicata proprio a ridosso da un lato di un'autostrada molto trafficata in ogni ora del giorno, con conseguente pesante carico viario e ambientale, dall'altro lato dalle falde della montagna.
La riduzione risulta quindi giustificata da ragioni oggettive. L'insorgente si interroga invero sui motivi per cui essa dovrebbe assestarsi al 20 % piuttosto che al 10 o 15 %. La percentuale ritenuta rientra nel margine di apprezzamento del giudice di merito e non appare insostenibile, ciò che d'altronde neppure il ricorrente tenta di dimostrare.
4.6. Nemmeno problematica appare la riduzione del 15 % per soggiorni di lunga durata, applicata alle tariffe di riferimento di "C._" in cui è stato accertato che le prostitute soggiornavano per periodi di 2-3 mesi. Come a ragione sostenuto dalla CARP, una permanenza prolungata garantisce introiti regolari su lunghi periodi, riducendo il rischio della mancata occupazione della camera e in modo significativo anche il lavoro dell'albergatore che deve dedicare meno tempo alla promozione della sua struttura e all'acquisizione di nuovi clienti. Non appare arbitrario ritenere questo genere di riduzione una prassi generale e notoria, anche se non sempre i tariffari degli alberghi ticinesi consultabili in internet contemplano tale riduzione, a mente dell'autorità cantonale probabilmente a causa della scarsa richiesta di soggiorni di questo tipo da parte di turisti che visitano il Ticino. È del resto praticamente certo che l'occupazione di una camera d'albergo per un periodo prolungato sia oggetto di una specifica contrattazione comportante una riduzione di prezzo. La sua determinazione nel complesso non appare abusiva e d'altronde l'insorgente non la contesta se non in modo generico. La riduzione ha dunque una giustificazione oggettiva.
4.7. Quanto ai singoli fattori di ponderazione, quali ad esempio la possibilità di usufruire di una cucina comune rispettivamente di un locale lavanderia oppure la presenza in camera di TV, aria condizionata e frigorifero, rispettivamente di un sistema d'allarme, la CARP ne ha determinato il valore in modo schematico, procedendo a una stima e a ricerche empiriche fondate sulla comune esperienza. Spiegata la modalità di calcolo per il supplemento per la mezza pensione, tenuto conto del genere di prestazioni fornite e del loro concreto costo giornaliero, per la loro entità complessiva non da ultimo in relazione con il livello alberghiero offerto, esse paiono senz'altro sostenibili, se non abbondantemente a favore dell'imputato, che del resto anche al riguardo si limita a una critica generica e appellatoria. Non illustra infatti in che modo i supplementi (giornalieri) fissati dalla CARP non appaiano solo opinabili, ma pure insostenibili e ancor meno dimostra che siano in manifesto contrasto con la situazione reale.
4.8. Vano è infine il richiamo ricorsuale alla già citata (v. supra consid. 4.4) sentenza 6S.6/2007 del 19 febbraio 2007 con cui l'insorgente reclama un adeguamento al rialzo delle tariffe di mercato al fine di tener conto del rischio connesso alla messa a disposizione di camere a persone clandestine, ritenendo arbitraria la sua mancata applicazione da parte della CARP. In questa sentenza, pur negando la possibilità di prendere in considerazione le pigioni abusive del mercato nero, il Tribunale federale ha indicato che, per determinare se una pigione è usuraia, il giudice deve riferirsi alle pigioni in uso nella medesima località o quartiere che può aumentare per tener conto dei rischi incorsi dal locatore, segnatamente del rischio di condanna per infrazione alla LStr (sentenza citata consid. 3.1.3). In una sentenza ulteriore, il Tribunale federale ha stabilito che non vi è una sproporzione manifesta tra le prestazioni ove il prezzo di mercato è maggiorato del 20 % al massimo nei settori regolamentati rispettivamente del 35 % al massimo in quelli non regolamentati, mentre oltre questi limiti l'aumento dev'essere considerato usuraio. Ha contestualmente ritenuto che il criterio dei rischi incorsi, evocato nella sentenza 6S.6/2007, è già sufficientemente compreso nelle percentuali di aumento testé menzionate (sentenza 6B_27/2009 del 29 settembre 2009 consid. 1.5, in SJ 2010 I pag. 105) e non può dunque giustificare ulteriori maggiorazioni. Conformemente a questa giurisprudenza, la CARP ha negato un qualsiasi aumento supplementare del prezzo usuale delle camere sulla base del rischio corso dal locatore, ritenendolo già adeguatamente incluso nella soglia del + 35 %. Non si scorge di conseguenza alcuna violazione del diritto su questo punto.
4.9. In conclusione, l'accertamento della manifesta sproporzione economica non risulta arbitrario. Nel gravame nessuna censura è sollevata in merito agli altri presupposti del reato di usura, non v'è ragione quindi di attardarsi oltre.
5.
Le ulteriori critiche ricorsuali si fondano esclusivamente sul presupposto che, la sproporzione economica poggiando su accertamenti arbitrari, il reato di usura non sarebbe dato e di riflesso nemmeno quello di riciclaggio di denaro, ciò che imporrebbe il proscioglimento da queste imputazioni, l'annullamento del risarcimento compensatorio con adeguamento della relativa garanzia, una nuova commisurazione della pena e una diversa ripartizione delle tasse e spese di giustizia. Come visto la condanna per usura va confermata e conseguentemente anche gli altri punti a questa connessa.
6.
Ne segue che, in quanto ammissibile, il ricorso si rivela infondato e va pertanto respinto.
Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 66 cpv. 1 LTF) e sono quindi poste a carico dell'insorgente. Non si accordano ripetibili (art. 68 cpv. 3 LTF).