# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7dc19760-d273-50d7-aea0-a20ab765d2f9
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
Nel corso del 2015, i coniugi RI 1 e RI 2, cittadini italiani, avevano l’intenzione di stabilirsi durevolmente in Ticino e più precisamente a _. Il 21 gennaio 2015, la moglie firmava un verbale nel quale chiedeva all’autorità di tassazione di poter beneficiare di una imposizione secondo il dispendio, accettando la fissazione del dispendio annuo in CHF 850'000.‐ sia per l’IC sia per l’IFD. Nel contempo, per il tramite dei propri rappresentanti, i contribuenti iniziavano la procedura per il rilascio del permesso di soggiorno in Svizzera senza attività lucrativa, dichiarando di voler soggiornare “in Ticino per un periodo superiore ai 6 mesi sull’arco di un anno”. Il permesso B è stato emesso il 10 marzo 2015 con validità retroattiva al 23 gennaio 2015 e per la durata di cinque anni.
Il 21 dicembre 2015, i contribuenti hanno annunciato al Comune di _ la loro partenza per l’Italia a far tempo dal 30 giugno 2015.
Nel corso del 2015 e del 2016, tra i rappresentanti dei contribuenti e l’autorità di tassazione sembrerebbe ci siano stati degli scambi prevalentemente di natura verbale ‐ solo il 6 ottobre 2016 affidati ad un scritto ‐ volti ad ottenere il non assoggettamento dei contribuenti alle imposte in Svizzera poiché
“malgrado l’iniziale intenzione di stabilirsi durevolmente nel Canton Ticino, [i contribuenti] non hanno realmente costituito a _ il loro centro degli interessi vitali, mantenendolo di fatto, presso l’attuale domicilio di _, luogo della loro abitazione permanente”
.
A sostegno della loro richiesta, hanno apportato tutta una serie di argomentazioni, poi riproposte ed approfondite nel prosieguo dell’attuale procedura.
B.
La decisione di tassazione IC/IFD 2015 datata 26 ottobre 2016, valida per il periodo di assoggettamento dal 23 gennaio 2015 al 30 giugno 2015, riportava un reddito imponibile di CHF 373'000.‐ (per l’aliquota CHF 850'000.‐) e una sostanza imponibile pari a CHF 0.‐.
C.
Il 24/29 novembre 2016, la Società _ di _ presentava reclamo contro la decisione di tassazione IC/IFD 2015. A motivo della richiesta di stralcio della decisione di tassazione IC/IFD 2015, i rappresentanti adducevano che, per il periodo oggetto del presente litigio, il domicilio fiscale dei coniugi RI 1 era in Italia, per la precisione ad _, e che, di conseguenza, il diritto di imporre spettava esclusivamente a tale Stato. A sostegno producevano le dichiarazioni d’imposta italiane 2015 di entrambi i coniugi, le bollette relative alla fornitura di energia elettrica per il periodo febbraio-giugno 2015, gli estratti delle carte di credito di entrambi i coniugi per il periodo gennaio-giugno 2015 come pure l’estratto del “telepass” intestato alla moglie per il medesimo periodo e la testimonianza del medico curante del marito.
D.
La decisione di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015, notificata il 27 giugno 2018, confermava la decisione di tassazione, respingendo integralmente il reclamo. A motivo, l’autorità di tassazione adduceva:
“Reclamo non ammesso
Il contribuente è arrivato in Svizzera in data 23.1.2015 e si è successivamente annunciato partente in data 30.6.2015.
Al momento della richiesta del permesso B aveva richiesto lo status di globalista e per questo motivo si era accordato con l’autorità fiscale, previa presentazione della necessaria documentazione, per una tassazione annua forfetaria con un reddito imponibile di fr. 850'000. Dopo un colloquio preliminare con l’autorità fiscale, viene prodotta la dichiarazione relativa al periodo 2015 chiedendo la non imposizione assoluta del contribuente in quanto lo stesso non avrebbe effettivamente mai trasferito il centro dei suoi interessi in Ticino.
Il motivo principale sarebbe imputabile alla malattia del contribuente che ne avrebbe impedito di fatto il trasferimento in Svizzera, malattia peraltro già esistente al momento della richiesta della tassazione globale e resa anche nota all’autorità fiscale in quanto non vi sarebbe stato personale ad occuparsi dello stesso ma sarebbe stata direttamente la moglie.
L’ulteriore documentazione prodotta indica effettivamente con buone probabilità che per quel periodo parte dell’esistenza sia avvenuta in Italia ma, questo ancora non sta a significare che il contribuente non debba essere fiscalmente imposto nel nostro Paese.
In particolare dobbiamo rilevare che la mancata iscrizione all’AIRE non è motivo rilevante ai fini fiscali svizzeri ma semmai è un problema che il contribuente potrebbe dover essere pronto a risolvere con l’autorità fiscale italiana.
Anche il fatto di essere stato tassato in Italia non compete all’autorità fiscale svizzera in quanto i signori RI 1 erano in possesso di regolare permesso di dimora (B) che esplica dover[i] e diritti e per il quale non è stato richiesto l’annullamento se non dopo alcuni mesi.
[...]
I motivi personali che avevano indotto i signori RI 1 a richiedere un permesso di dimora non sono noti all’autorità fiscale, eccezion fatta per quanto indicato nel loro scritto del 23.1.2015 trasmesso alla sezione dei permessi e dell’immigrazione, ma tutto lascia intendere che vi fosse una ferma volontà ad ottenere la possibilità di soggiornare in Svizzera, interesse che non può ora essere misconosciuto per evitare il pagamento del dovuto per il periodo 23.1.2015/30.6.2015”.
E.

## Considerations