# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f76a8099-8fdf-43e3-bdb5-ea1d52696bce
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Il PP gli imputa altri 200 grammi di cocaina, ovvero quelli che _ ha dichiarato di aver visto nell’appartamento quando ha ricevuto i 20 grammi di fornitura da IM 1. _ ha sempre confermato la sua versione dei fatti, non ha nessun motivo per deporre il falso, anzi, con le sue dichiarazioni egli si autoaccusa e aggrava la propria posizione processuale. È molto preciso e fa delle dichiarazioni molto circostanziate. _ ha anche spiegato i motivi per cui ritiene di aver visto un panetto di 200 grammi, di professione fa il cuoco, il suo lavoro comprende anche quello di pesare gli alimenti, come da lui riferito di primo acchito. In seguito, ha poi precisato di aver visto la restante cocaina pesata sulla bilancia digitale, per circa 168/188 grammi. Ritiene più credibile la versione di _, rispetto a quella di IM 1, che comunque ha mentito diverse volte in corso d’inchiesta. In definitiva l’accusa comprende 550 grammi di cocaina, ai quali vanno aggiunti 10 grammi indicati da _. In diritto l’infrazione è aggravata. Con riferimento all’accusa di riciclaggio di denaro, ne chiede la conferma. Le perquisizioni presso le società di money transfert confermano che l’imputato ha spedito all’estero più di 3'000 franchi. È evidente che si tratta di denaro proveniente da traffico di cocaina, IM 1 era disoccupato e non lavorava, conduceva una vita comunque brillante tra feste varie, dunque il denaro da lui guadagnato proviene forzatamente dal traffico di stupefacenti, e non da quei pochi soldi che la madre gli passava per vivere. Per la commisurazione della pena, non vi è nessuna circostanza attenuante. Aggravano invece la sua posizione i precedenti penali e la sua non totale collaborazione. I fatti sono di una certa gravità, egli ha dato prova di mancanza totale di ravvedimento. Ha agito per arricchirsi sulle spalle dei tossicodipendenti. Chiede una pena detentiva da espiare, perlomeno parzialmente. Chiede la revoca della sospensione condizionale delle pene pecuniarie precedenti per 175 aliquote, ritenuto che ha delinquito nel periodo di prova. Chiede dunque la conferma dell’AA e la condanna ad una pena detentiva di 2 anni e 10 mesi, da considerarsi quale pena unica (già compresa la revoca) di cui almeno 12 mesi da espiare. Il resto della pena di 22 mesi dovrà essere sospeso condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni;
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l’avv. DF 1
, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
l’AA elenca una serie di episodi in parte ammessi (per 350 gr) e in parte contestati (210 gr). Il grado di purezza non è accertato e per cui rinvia alla giurisprudenza. _ e _ sono tossicodipendenti e dunque lascia alla Corte valutare l’attendibilità delle loro dichiarazioni. L’imputato sin dal primo verbale ha ammesso di essere un consumatore di cocaina, egli è stato già condannato in passato per aver consumato. Complessivamente ha ammesso 350 grammi importati e poi venduti. Ogni altra imputazione è contestata. Con riferimento ai 200 gr imputatigli a causa delle dichiarazioni di _, la difesa precisa che il PP ha creduto all’imputato allorquando egli ha affermato di avergli consegnato a credito 30 gr, e ha creduto a _ invece quando ha dichiarato di aver notato un panetto di ca. 200 gr. Ritiene questo comportamento della pubblica accusa poco coerente, e ad ogni modo le dichiarazioni di _ sono poco attendibili trattandosi di un tossicodipendente, che serbava rancore nei confronti di IM 1. Nell’impossibilità di determinarsi chiede l’applicazione del principio in dubio pro reo. IM 1 non può essere condannato per più di 350 gr di cocaina ammessi. Per il resto va prosciolto. Per l’accusa di riciclaggio, non è dimostrata la provenienza criminale del denaro. Il periodo indicato nel pt. 2 AA non contempla inoltre l’anno 2014, per cui risultano due operazioni non coperte. In virtù del principio in dubio pro reo chiede proscioglimento integrale da tale accusa. L’imputato aveva un regolare permesso di lavoro in Svizzera, egli ha ben spiegato come faceva per mantenersi. Con riferimento alla commisurazione della pena, ritiene quella richiesta dal PP pesante. IM 1 si trova in carcere dal 26 aprile 2016, ha trascorso tre mesi in detenzione preventiva. Egli è stato collaborativo. L’inchiesta si è conclusa con ammissioni per 350 grammi di cocaina sin da subito. Per i suoi precedenti penali, si tratta di condanne a poche aliquote sempre sospese condizionalmente. È la prima volta che si trova in carcere, ha capito che non ha più altre chances da giocare in Svizzera. Ha organizzato concretamente la sua vita, uscito di prigione ha trovato un posto di lavoro in Italia grazie a sua madre che l’ha sempre sostenuto. Una volta organizzatisi, hanno intenzione di andare negli Stati Uniti dove risiedono dei parenti. Le premesse a mente della difesa sono positive. La sua colpa è grave, egli però era consumatore e tra i suoi precedenti non vi sono atti gravi. Secondo l’art. 42 CP la pena deve essere contenuta nei 24 mesi ed essere totalmente sospesa condizionalmente. Chiede l’immediata scarcerazione di IM 1 e la condanna al massimo di 24 mesi sospesi condizionalmente. Egli è conscio che non potrà tornare in Svizzera, non si opporrà ad un eventuale divieto d’entrata malgrado le sue figlie vivono in Ticino. Chiede un’altra chance, non si oppone ad un periodo di prova lungo, a mente della difesa è equo 4 anni, anche se non si opporrà eventualmente a che sia di 5 anni.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.
12, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 305bis CP; 19 LStup;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations