# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c49bdbe2-c5f9-4b31-844d-18a0d7eb6aaf
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 18 dicembre 2021 RI 1 ha inoltrato al proprio Comune di domicilio, e meglio al Comune di _, il modulo “Richiesta di prestazione ponte COVID” per il mese di dicembre 2021. Quale motivo della domanda è stato indicato che
“la mia attività ha subito un’importante riduzione della cifra d’affari a causa delle restrizioni emanate dalle autorità (cantonali e federali) che hanno colpito buona parte della mia clientela limitando e, in diversi casi, obbligando a chiudere le proprie attività. È per questo motivo che diversi clienti hanno deciso, spero solo momentaneamente, di sospendere i servizi da me offerti per le difficoltà economiche causate dalle restrizioni COVID 19"
(cfr. doc. B inc. 42.2022.22).
1.2. Con decisione del 20 dicembre 2021 il Comune di _ ha negato a RI 1 il diritto alla prestazione ponte COVID per il mese di dicembre 2021, in quanto non risultavano ossequiate le relative condizioni.
Al riguardo è stato precisato:
"
Vedasi la decisione di rifiuto dell’indennità perdita di guadagno IPG Corona del 25 novembre 2021 dove si evince che non è stato dimostrato che la considerevole limitazione della sua attività è direttamente collegata alle misure attuate per combattere l’epidemia di COVID-19 disposte da un’autorità.
Di conseguenza anche la prestazione Ponte Covid, che si basa sui medesimi criteri, non può essere concessa. (...)” (Doc. C=V inc. 42.2022.22)
1.3. Il 14 gennaio 2022 RI 1, rappresentato dall’avv. _, ha interposto tempestivo reclamo contro il provvedimento del 20 dicembre 2021, rilevando segnatamente, da un lato, di occuparsi dal 2014 di consulenza commerciale e di marketing, collaborando anche nell’organizzazione di eventi, fiere, concerti ed altre analoghe manifestazioni. Dall’altro, che le misure poste in essere dalle Autorità federale e cantonali per contenere l’avanzata della pandemia di COVID-19 hanno comportato un drastico calo della clientela e del fatturato della sua ditta individuale.
È stato aggiunto che fino al mese di settembre 2021 a RI 1 è stata riconosciuta l’IPG Corona, mentre gli è stata rifiutata per i mesi successivi (con decisione del 25 novembre 2021 che egli ha contestato tramite opposizione del 23 dicembre 2021; cfr. doc. E).
È stato poi fatto valere che il Decreto legislativo urgente concernente la prestazione ponte COVID e l’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno sono due atti normativi radicalmente diversi per quanto attiene specificatamente alle prestazioni riconosciute e alle condizioni d’accesso alle stesse.
Al riguardo è stato evidenziato che giusta l’art. 3 lett. f del Decreto la prestazione ponte è riconosciuta al lavoratore che ha subito una riduzione del reddito o fatturato
“... a causa della pandemia ...”
senza alcun riferimento all’entità della riduzione, essendo determinanti i parametri economici contemplati all’art. 4 del Decreto, e senza sancire il principio secondo cui debba sussistere un nesso di causalità diretta tra la limitazione del fatturato e i provvedimenti delle autorità.
A mente della parte reclamante non corrisponde quindi al vero che la prestazione ponte COVID si basa sugli stessi criteri di cui all’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.
Inoltre l’allora patrocinatore di RI 1 ritiene che, essendo pacifico che la riduzione del suo reddito e del suo fatturato sia da ricondurre alla situazione pandemica, la condizione posta all’art. 3 lett. f del Decreto è senz’altro adempiuta.
È stato altresì sottolineato che, come emerge dal Messaggio n. 7906 del Consiglio di Stato pag. 7 e dal Rapporto 7991R pag. 1, la prestazione ponte COVID è complementare al sistema federale e cantonale di sicurezza sociale e agli aiuti puntuali erogati dai Comuni ed è stata introdotta per sostenere i lavoratori indipendenti e salariati che non possono beneficiare di altre forme di aiuto (cfr. doc. D inc. 42.2022.22).
L’avv. _ ha infine asserito:
"
(...) La prestazione in parola è dunque stata voluta ed introdotta allo specifico fine di garantire una copertura straordinaria a tutti lavoratori che, in questo momento pandemico, si trovano confrontati con una situazione economica tale da rendere necessario l’intervento dello Stato. Il tutto, previo esaurimento delle altre forme di aiuto (o complementarmente alle stesse) e prima di dover far capo all’assistenza sociale.
Negare quindi la prestazione in parola, affermando che non sarebbero adempiute le condizioni per l’ottenimento dell’IPG è – oltre che lesivo del diritto – pure in contrasto con la chiara volontà del legislatore cantonale. (...)” (Doc. D pag. 6 inc. 42.2022.22)
1.4. Con sentenza 42.2022.18 del 30 marzo 2022 il TCA ha accolto il ricorso di RI 1 contro la decisione incidentale del 2 febbraio 2022 con cui il Comune di _ aveva sospeso la procedura di reclamo fino all’evasione dell’opposizione inoltrata da RI 1 contro la decisione del 25 novembre 2021 con cui la Cassa _ gli aveva negato il diritto all’IPG Corona per il mese di ottobre 2021, in quanto
“la prestazione IPG Corona del mese di ottobre è un fattore in entrata per la determinazione della prestazione ponte COVID del mese di dicembre 2021”
(cfr. doc. E inc. 42.2022.22).
Questa Corte, al riguardo, ha stabilito che, visti lo scopo della prestazione ponte COVID
di aiuto straordinario e temporaneo a favore di persone che si trovano provvisoriamente in difficoltà finanziaria e sono
“escluse dagli altri aiuti”
e il rischio di un iter procedurale relativamente lungo in ambito di IPG, non vi era motivo sufficiente per attendere una decisione definitiva circa il diritto o meno all’IPG Corona.
Considerato in particolare il principio di celerità, il TCA ha ritenuto che la posticipazione a tempi non chiaramente definibili dell’evasione del reclamo del 14 gennaio 2022 in attesa di una decisione definitiva in merito al diritto o meno all’IPG Corona costituisse una ritardata giustizia ai sensi della giurisprudenza federale e ha trasmesso gli atti al Comune di _ per pronunciarsi sul reclamo dell’insorgente del 14 gennaio 2021.
1.5. Il 14 aprile 2022 il Comune di _ ha emesso una decisione su reclamo con la quale ha confermato il rifiuto di una prestazione ponte COVID per il mese di dicembre 2021 stabilito il 20 dicembre 2021, rilevando, da una parte, che:
(...) Il Signor RI 1 con scritto del 7 febbraio 2022 ha comunicato al Municipio che prima della pandemia la sua attività di consulente indipendente era composta per il 60% da consulenza commerciale e di marketing e per il 40% da consulenza ad aziende e privati in ambito fiscale, contabile, assicurativo e gestionale. Ha inoltre descritto gli eventi che non hanno avuto luogo nel 2021, precisato la riduzione della cifra d'affari per l'attività della consulenza (contabile, fiscale e gestionale) nel settore palestra/bar/ristoranti, presentato degli accordi sottoscritti con parti terze e le ricerche di lavoro.” (Doc. A inc. 42.2022.22)
dall’altra, che:
"
a Non è stato precisato per quale motivo l'annullamento delle fiere
ha portato ad una riduzione del suo fatturato. Il Signor RI 1 si è limitato a elencare le fiere che sono state annullate senza specificare l'indotto finanziario per ogni fiera annullata che ha maturato negli anni precedenti la pandemia collaborando per conto dei suoi clienti;
b. Le attività delle palestre/ristorazione/bar sono state riaperte dal mese di aprile 2021. In ogni caso la consulenza in ambito contabile, finanziario e gestionale non è mai stata interrotta dalle misure sanitarie introdotte dagli Enti pubblici, si sono rese altresì necessarie la gestione di tutte le procedure per la richiesta di prestazioni finanziarie per il lavoro ridotto o richiesta di prestiti finanziari da parte delle attività precedentemente chiuse. Le Autorità sanitarie nel corso del 2021 non hanno inoltre mai vietato il contatto diretto tra consulente e cliente.
c.

## Considerations