# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c0fa1ac6-8d19-51fb-82a3-7c03f13267b5
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1 è titolare della “_” di _.
Con decisione formale del 10 luglio 2009 la Cassa CO 1 ha stabilito che le retribuzioni versate dal 2004 da RI 1 a PI 1, fino a quel momento affiliata quale persona senza attività lucrativa, vanno considerate salario determinante, poiché l’interessata ha lavorato unicamente per la “_” di _ (doc. 3). Il provvedimento è stato notificato ad entrambi gli assicurati.
B. Con opposizione del 31 luglio 2009 RI 1 è insorto contro la predetta decisione, affermando di essersi avvalso, limitatamente a due volte all’anno, dal 2004 al 2007, di PI 1, la quale, sin da subito, si è presentata come persona indipendente. L’interessata, amante dell’arte ed esperta di porcellane, ha un’ottima conoscenza dei sistemi informatici (Office), per cui, quando si è proposta di collaborare in caso di bisogno, RI 1 ha accettato il suo aiuto. L’opponente ha in particolare evidenziato che PI 1 fatturava le prestazioni in base alla tipologia di lavoro svolto, alle ore o giorni impiegati e questo solo quando la _ richiedeva la sua collaborazione (in concreto due volte all’anno). L’interessata ha svolto presso il suo domicilio tutti i lavori amministrativi, di catalogazione, preparazione dei programmi e/o recandosi direttamente presso i clienti per visionare e/o valutare la merce, senza pertanto essere presente in negozio, poiché disponeva già di tutta la struttura necessaria (doc. 2).
C. Anche PI 1, il 3 agosto 2009, è insorta contro la decisione formale. L’assicurata ha affermato che l’attività svolta per RI 1 era del tutto marginale, non avendo mai avuto alcuna garanzia di regolarità. Quando c’era la necessità di un aiuto per l’allestimento di un’asta, ciò che si verificava al massimo due volte all’anno, si metteva a disposizione. L’interessata ha rilevato inoltre di aver sempre pagato i contributi AVS (doc. 7).
D. Il 26 agosto 2009 PI 1 è stata sentita dall’amministrazione (doc. 5).
E. Con due distinte decisioni su opposizione del 28 agosto 2009 la Cassa ha confermato la qualifica di dipendente per l’attività svolta da PI 1 a favore di RI 1. Dopo aver rammentato, nella decisione inerente PI 1, i redditi aziendali tassati a livello fiscale (fr. 17'316 nel 2004, fr. 13'200 nel 2005, fr. 5'400 nel 2006 e fr. 5'000 nel 2007), l’amministrazione ha precisato che RI 1, dal 2004 al 2007, è stato l’unico committente e che PI 1 non sopporta il rischio economico tipico dell’imprenditore (incasso, assunzione perdite, incarichi importanti; doc. 1 e 4).
F. Il 25 settembre 2009 RI 1 è tempestivamente insorto contro la predetta decisione su opposizione (doc. I). Il ricorrente, che rinvia in parte alle considerazioni già espresse in sede di opposizione, ha ribadito di essersi avvalso della collaborazione di PI 1 limitatamente a due volte all’anno, in periodi diversi e solo nella misura in cui la sua attività professionale necessitava di una collaborazione per l’organizzazione delle aste. Ciò solo fino al 2007. L’interessata si è sempre presentata come indipendente, lavorava a casa sua con le proprie attrezzature informatiche e con il proprio materiale, dimostrando totale indipendenza e autonomia lavorativa. L’insorgente evidenzia che PI 1 si spostava con la propria automobile, sosteneva i costi telefonici per i contatti con la clientela, assumendosi un determinato rischio. La sua attività non era soggetta ad un rapporto di subordinazione poiché organizzava le proprie giornate lavorative con piena autonomia senza mai sottostare a direttive.
Le fatture indicavano un prezzo forfetario comprensivo di trasferte, pranzi fuori casa e spese vive (telefono, fax, cancelleria, materiale ufficio, fotocopie, ecc.) ed ogni altra spesa, comprese le fotografie degli oggetti da catalogare che PI 1 effettuava e stampava a proprie spese.
L’insorgente sottolinea inoltre come l’interessata ha sempre regolarmente dichiarato gli introiti percepiti e come PI 1, di cui richiama l’intero incarto dalla Cassa, pagava regolarmente i conteggi e i contributi AVS.
L’interessato evidenzia inoltre che solo nel 2009 la Cassa ha deciso di affiliare PI 1 come dipendente, per cui solo dalla data della decisione formale l’interessata può eventualmente essere affiliata in tale qualità. Per il periodo precedente RI 1 fa valere la sua buona fede.
G. Con risposta del 1° ottobre 2009 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
H. L’8 ottobre 2009 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa PI 1, ha richiamato dalla Cassa l’intero incarto dell’assicurata ed ha fissato un termine per determinarsi in merito (doc. V).
I. Il 24 marzo 2010 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza da cui è emerso quanto segue:
“La sig.ra PI 1 precisa di non avere una formazione specifica accademica nell'ambito dell'arte e della consulenza in questo settore, ma di essersi formata sul "campo" nel senso che con il marito prima del divorzio era riuscita a costituire una collezione d'arte piuttosto significativa, forse la più importante a livello ticinese ed in quest'ambito si è formata da autodidatta approfondendo le sue conoscenze con letture specifiche.
Questo l'ha condotta a fornire le sue consulenze in particolare al sig. RI 1 e ciò dopo il divorzio che aveva imposto un riassestamento della sua esistenza e la vendita di diversi oggetti d'arte di sua proprietà.
La sig.ra precisa di avere fornito anche consulenze a terzi senza fatturare queste sue prestazioni e rendendole sostanzialmente a titolo grazioso nell'ottica di potere acquisire clientela da portare poi alla casa d'aste del sig. RI 1. Tranne che in un'occasione dove le sono state rimborsate le sole spese non ha quindi fornito una consulenza specifica a clienti che le chiedevano un intervento ma si recava presso gli stessi per una valutazione e se la circostanza era data ossia se gli oggetti valevano ed avevano un potenziale mercato, portava la circostanza a conoscenza al sig. RI 1.
Di recente ciò è avvenuto con una nobildonna _ anche se in quell'occasione non si è sviluppato poi la preconizzata vendita.
Sostanzialmente il sig. RI 1 specifica che quando gli viene richiesto di procedere ad una vendita all'asta di beni aventi valore artistico ed oggetti d'arte egli fa una valutazione di quei beni per i quali è esperto (quadri, mobili, di argenti) mentre che per le porcellane conferisce mandato alla sig.ra PI 1 per una valutazione (porcellane, maioliche ed affini).
In sostanza la sig.ra PI 1 riceve l'incarico di occuparsi dell'elencazione, della valutazione, della preparazione dei contratti, fotografie, visite accompagnanti i clienti ed allestimento di piccoli cataloghi allestiti con computer mediante stampa di fotografie.
Per fare questo autonomamente si reca sui luoghi nel senso che si reca con i suoi mezzi ed opera una valutazione dei beni cifrando pezzo per pezzo ciò che il cliente vuole vendere all'asta.
Nella sua valutazione la sig.ra è autonoma è capitato che ci fossero dei contrasti tra le valutazioni della sig.ra PI 1 e quelle del sig. RI 1 ma in rarissimi casi.
Questi pezzi laddove il contratto veniva effettivamente concretizzato con il cliente da parte del sig. RI 1, aveva il suo seguito, quindi i pezzi venivano venduti.
Per la determinazione dell'onorario fissato nelle sue fatture dalla sig.ra PI 1 venivano considerati da un lato le spese effettive d'altra parte il numero di ore messe a disposizione, l'esito dell'asta ed in una certa misura anche il fatto che per _ la sig.ra PI 1 ha portato il cliente. Questa circostanza che il sig. RI 1 valuta di procacciatrice d'affari è stata considerata nella fatturazione, fatturazione che veniva anche discussa prima di essere formalizzata.
La sig.ra PI 1 osserva che il rapporto con il sig. RI 1 è un rapporto di amicizia da anni, il rapporto di collaborazione non è nato quindi mediante una ricerca del sig. RI 1 di un'esperta del settore ma proprio a seguito di questo rapporto pluriennale.
Vengono prodotte le fatture relative agli anni 2005-2006-2007 mentre quelle del 2004 sono già consegnate agli atti.
La sig.ra PI 1 precisa che gli importi del reddito aziendale sempre dichiarato e per il quale è stata tassata nel 2004-2005-2006-2007 sono tutte esclusivamente derivanti dal lavoro svolto su incarico del sig. RI 1, non ci sono fatturazioni a terzi.
Dal 1997 la sig.ra RI 1 è divorziata e dal 1998 paga quindi i suoi contributi quale persona senza attività lavorativa.
Sia il sig. RI 1 che la sig.ra invocano la loro buona fede.
Il sig. RI 1 attesta di avere conferito procura all'avv. RA 1 ciò che conferma con la sottoscrizione del presente verbale.” (doc. VIII)

## Considerations

in diritto
in ordine
1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
nel merito
2. Oggetto del contendere è la questione di sapere se PI 1 va considerata dipendente del ricorrente.
3.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l
'
allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA H 322/03 dell
'
11 marzo 2005; STFA H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
4. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
5. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
6.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).