# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3eceec81-8fd8-5e8f-a113-6edf26758753
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto: A.
Con precetto esecutivo n. _ emesso il 1° ottobre 2014 dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio, la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 40'668.50, indicando quale titolo di credito:
“Risarcimento danni, secondo art. 52 LAVS, in relazione alla ditta _, _, come a decisione del 28.03.2014, diffida: 12.06.2014”
.
B.
Avendo l’escussa interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 31 marzo 2015 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud limitatamente a fr. 30'019.50. Nel termine impartito, l’escussa si è opposta all’istanza con osservazioni scritte dell’11 aprile 2015.
C.
Statuendo con decisione del 13 aprile 2015, il Pretore aggiunto
ha accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione per fr. 30'019.50, ponendo a carico della parte convenuta le spese processuali di fr. 360.– e un’indennità di fr. 50.– a favore dell’istante.
D.
Contro la sentenza appena citata la convenuta è insorta a questa Camera con un reclamo del 24 aprile 2015 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’istanza.
Visto l’esito del giudizio odierno non sono state richieste osservazioni alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
.
1.1
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 24 aprile 2015 contro la sentenza notificata a RE 1 il 15 aprile, in concreto il reclamo è tempestivo.
1.2
La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).
2.
Nella decisione impugnata, il Pretore aggiunto ha considerato che la decisione di risarcimento danni del 28 marzo 2014, ormai passata in giudicato, con la quale la convenuta è stata condannata a risarcire fr. 52'474.90 alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, costituisce valido titolo di rigetto definito dell’opposizione. A mente del primo giudice la convenuta, nel rimettere in discussione la decisione di risarcimento danni e sostenere che la procedente non potrebbe addebitarle interamente il danno subito, non ha sollevato un’eccezione ammissibile in base all’art. 81 LEF. Tale censura sarebbe infatti dovuta essere fatta valere prima interponendo opposizione alla decisione della Cassa.
3.
Nel reclamo RE 1 argomenta di essere stata membro del consiglio di amministrazione della M_ SA dal 3 maggio 2012 al 13 agosto 2012 e che quindi la sua responsabilità si limiterebbe a tale periodo. La reclamante precisa che organo di fatto della società era tale J_, che ha riconosciuto il debito nei confronti della procedente e che lo sta ora pagando a rate.
4.
In virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione.
Sono parificate alle decisioni giudiziarie le decisioni di autorità amministrative svizzere (art. 80 cpv. 2. n. 2 LEF). In particolare giusta l’art. 54 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione esecutive che condannano al pagamento di una somma in contanti o a fornire una cauzione sono parificate alle sentenze esecutive ai sensi dell’art. 80 LEF.
La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess)
, il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).
5.
In ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio, a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto.
Nella fattispecie
non vi è dubbio che la decisione 28 marzo 2014 (doc. B) – debitamente passata in giudicato (doc. D) – con la quale l’Istituto delle assicurazioni sociali ha condannato la convenuta a risarcire fr. 52'474.90 per il danno consecutivo al mancato pagamento dei contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuto dalla
M_ SA
per l’anno 2011 e il primo semestre del 2012, e ciò in via solidale con J_ e _ per l’intero importo e con _ e _ limitatamente a fr. 8'006.40, costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF, circostanza come tale del resto non contestata dalla reclamante.
6.
In virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di rigetto (cfr.
Staehelin
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010,
n. 5 ad art. 81).
Nel caso specifico la
reclamante argomenta che la sua responsabilità nei confronti della procedente si limiterebbe a soli tre mesi circa di contribuiti scoperti.
Sennonché, come rilevato dal Pretore aggiunto, tale censura non rientra tra quelle proponibili nel senso dell’art. 81 cpv. 1 LEF, ma avrebbe semmai dovuto essere proposta con opposizione alla decisione amministrativa del 28 marzo 2014 (v. art. 52 LPGA e doc. B, pag. 5).
7.
Alla reclamante, infine, non giova asserire che
organo di fatto della società fallita era J_, il quale avrebbe riconosciuto il debito nei confronti della procedente e che lo starebbe ora pagando a rate, poiché tale circostanza, peraltro rimasta allo stadio di puro parlato senza alcun supporto probatorio,
non può comunque comportare la liberazione di RE 1 dal pagamento dell’importo ancora scoperto e posto in esecuzione: l’obbligo di risarcire il danno, in effetti, è stato posto a carico di entrambi i soggetti (oltre che di terze persone) in via solidale, di modo che ognuno di loro risponde dell’intero danno (art. 144 cpv. 1 CO). Non avendo poi la reclamante dimostrato con documenti quanto
J_ avrebbe pagato alla Cassa, non entra in considerazione una (ulteriore) limitazione del rigetto (oltre a quella già spontaneamente consentita dalla Cassa nel limitare l’istanza
a fr. 30'019.50). Infondato, il reclamo va dunque respinto.
8.
La tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35),
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si assegnano ripetibili, la controparte non avendo dovuto presentare osservazioni al reclamo
.
Circa i rimedi esperibili
contro
la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 30'019.50 raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.