# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 235f0d47-93a1-5ab7-af7c-78e1bda7e152
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
In parziale accoglimento di un appello presentato da AO 1 contro una sentenza emessa il 4 aprile 2011 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Città, con sentenza del 30 dicembre 2013 questa Camera ha così statuito:
1. La petizione è parzialmente accolta, nel senso che in parziale modifica della clausola n. 3 della convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio omologata dal Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna il 23 giugno 1999 il contributo di mantenimento a carico di AP 1 in favore della figlia AO 1 (1998) è fissato come segue:
fr. 1430.– mensili dal 1° luglio 2009 al 31 dicembre 2013 e
fr. 1610.– mensili dal 1° gennaio 2014
fino alla maggiore età o fino al termine della formazione scolastica o professionale nel caso in cui, al complemento della maggiore età, questa non fosse ancora stata ultimata.
Gli
assegni familiari non sono compresi nel contributo di mantenimento.
B.
Il 14 gennaio 2014 AP 1 ha segnalato a questa Camera un errore di scritturazione contenuto nel dispositivo appena citato, nel senso che il contributo alimentare in suo favore decorre non dal 1° luglio 2009, bensì dal 1° luglio 2008, come figura nel considerando 7 della decisione medesima. L'istanza non è stata notificata alla controparte.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Ove il dispositivo di una sentenza sia poco chiaro, ambiguo o incompleto oppure in contraddizione con i considerandi, su richiesta di parte o d'ufficio il giudice interpreta o rettifica la decisione (art. 334 cpv. 1 prima frase CPC). Se la rettifica concerne semplici errori di scrittura o di calcolo il giudice può rinunciare a interpellare le parti (art. 334 cpv. 2 seconda frase CPC). La rettifica mira a correggere manifeste inavvertenze di redazione, di scrittura o di calcolo, ovvero inavvertenze formali (non di errori di apprezzamento nel merito) chiaramente desumibili dal testo stesso della decisione.
2.
Nella fattispecie il dispositivo n. I/1 sul contributo alimentare dovuto da AO 1 alla figlia AP 1 è palesemente viziato nella sua decorrenza da un errore di scritturazione. Nel considerando 7 questa Camera aveva precisato:
Suddiviso fra i genitori in base alle rispettive disponibilità (chiave di riparto non contestata dall'appellante), il fabbisogno in denaro della figlia risulta dover essere finanziato da AP 1 nella misura seguente:
fr. 1190.– mensili dal 1° luglio al 31 dicembre 2008,
fr. 1205.– mensili dal 1° gennaio al 31 agosto 2009,
fr. 1290.– mensili dal 1° settembre 2009 al 17 maggio 2010,
fr. 1525.– mensili dal 18 maggio 2010 al 31 dicembre 2010,
fr. 1530.– mensili dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2013 e
fr. 1610.– mensili dal 1° gennaio 2014 fino alla maggiore età o al termine della formazione scolastica o professionale, assegni familiari
non
compresi.
Per semplicità si giustifica di raggruppare i primi cinque scaglioni in cui è suddiviso il contributo alimentare dovuto (cfr. RtiD I-2012 pag. 880 in alto), precisionismo senza utilità pratica, definendone
una media per il relativo arco di tempo. Dal 1° luglio 2008 al 31 di
cembre 2013 conviene fissare così un contributo alimentare unico di fr. 1430.– mensili (arrotondati), mentre dal 1° gennaio 2014 decorre quello di fr. 1610.– mensili. L'appello va accolto di conseguenza entro tali limiti.
Il dispositivo n. I/1 che fa decorrere il contributo alimentare di fr. 1430.– mensili dal 1° luglio 2009 si deve perciò a un'evidente svista e va emendato.
3.
In esito al presente giudizio non è il caso di prelevare spese né di assegnare
ripetibili, per altro nemmeno richieste.