# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8bac33cb-763c-45bf-8e9f-88fb2cb31acb
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A.
RI 1, cittadino italiano, è nato il _ e ha conseguito la licenza di condurre veicoli a motore (cat. B) nel 2000.
Impresario di professione, non risulta avere precedenti in materia di circolazione stradale.
B. a. Il 6 aprile 2019, verso le ore 12.30, RI 1 circolava in territorio di _ in direzione _ (fuori località) alla guida della vettura Porsche Cayenne targata _ a una velocità punibile - accertata mediante veicolo inseguitore munito di apparecchio ProVida 412242 - di 125 km/h (dedotto il margine di tolleranza), laddove vige un limite di 80 km/h.
Interrogato dalla polizia cantonale nell'immediatezza dei fatti, il conducente non ha negato gli estremi dell'infrazione, accettando in particolare le risultanze del rilevamento tecnico e scusandosi per l'accaduto.
b. Preso atto del rapporto di polizia, il 7 giugno 2019 la Sezione della circolazione ha notificato all'interessato l'apertura di un procedimento amministrativo, invitandolo a determinarsi in relazione a una probabile revoca della licenza di condurre.
Raccolte le sue osservazioni, il 28 giugno successivo l'autorità amministrativa ha risolto di revocargli la patente per la durata di quattro mesi (dal 1° agosto al 30 novembre 2019 inclusi), autorizzando comunque in tale periodo la guida dei
veicoli delle categorie speciali G e M. La decisione è stata resa
sulla base degli art. 16
c
cpv. 1 lett. a e 16
c
cpv. 2 lett. a della legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958
(LCStr; RS 741.01), nonché 33 cpv. 1 dell'ordinanza sull'ammissione
alla circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS 741.51).
c. A seguito degli stessi accadimenti, con decreto di accusa del 21 agosto 2019 il competente procuratore pubblico ha ritenuto RI 1 colpevole di grave infrazione alle norme della circolazione giusta l'art. 90 cpv. 2 LCStr e ne ha quindi proposto la condanna alla pena pecuniaria - sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni - di 75 aliquote giornaliere da fr. 300.- cadauna (per un totale di fr. 22'500.-), oltre che al pagamento di una multa di fr. 1'100.-. Avverso questo decreto RI 1 ha interposto opposizione.
C. Con giudizio del 22 gennaio 2020, il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento amministrativo, respingendo l'impugnativa contro di esso interposta da RI 1. In sintesi, l'Esecutivo cantonale - appurata la conformità dell'apparecchio utilizzato dalla polizia cantonale per il rilevamento della velocità - ha confermato la commissione di un'infrazione grave ai sensi dell'art. 16
c
LCStr, ritenendo adeguata, vista l'entità dell'eccesso di velocità constatato, la durata della misura disposta dalla Sezione della circolazione.
D. Contro il predetto giudizio governativo il soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinvio degli atti alla Sezione della circolazione per nuova decisione.
In sostanza, il ricorrente ammette di avere violato il limite di 80 km/h, ma non nella misura imputatagli. Rileva come il fatto di avere dichiarato a verbale di accettare l'esito delle misurazioni vada relativizzato, ritenuto che per riconoscere le loro inesattezze occorreva un'analisi approfondita, che al momento dell'interrogatorio non aveva ancora potuto eseguire. Considera in particolare insufficiente, a fronte dell'imprecisione dell'apparecchio utilizzato per le misurazioni e delle modalità non ottimali dell'inseguimento (avvenuto su un tratto di strada troppo breve per stabilire con la necessaria certezza la velocità da lui tenuta), il margine di tolleranza applicato (8%), che ritiene debba essere almeno del 10-15%. L'eccesso di velocità si limiterebbe pertanto a 22/28 km/h e comporterebbe al massimo una revoca della durata di un mese, che egli avrebbe peraltro già scontato.
E. A
ll'accoglimento del gravame
si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni. La Sezione della circolazione è invece rimasta silente.
F.
Non vi è stato un ulteriore scambio di allegati, stante la rinuncia dell'insorgente a presentare una replica.
G. Nel frattempo, chiamato a pronunciarsi sull'opposizione interposta dall'interessato, con sentenza dell'8 ottobre 2020, il giudice della Pretura penale, esperito il dibattimento, ha ritenuto che l'eccesso di velocità commesso si fosse limitato a 20 km/h. Ha pertanto derubricato a infrazione semplice alle norme della circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 LCStr il reato imputato ad RI 1, che ha dunque condannato al pagamento di una multa di fr. 500.-. Tale decisione, rimasta incontestata, è nel frattempo passata in giudicato.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2 della legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 760.100).
La legittimazione attiva del ricorrente, personalmente e direttamente toccato dal giudizio impugnato, di cui è destinatario
, è certa (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100).
Il gravame, tempestivo (art. 10 cpv. 3 LALCStr e 68 cpv. 1
LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine.
1.2. L'impugnativa può essere evasa sulla
base degli atti, senza istruttoria (cfr. art. 25 cpv. 1 LPAmm). A una valutazione anticipata (cfr.
DTF 141 I 60 consid. 3.3 e rimandi
), le altre prove sollecitate dal ricorrente (audizione degli agenti intervenuti, richiamo del rapporto di polizia da cui risulta l'inseguimento e acquisizione del relativo filmato) non appaiono idonee ad apportare al Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti per il giudizio che è chiamato a rendere.
2. 2.1.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, l'autorità amministrativa competente a ordinare la revoca della
licenza di condurre non può di principio scostarsi dagli
accertamenti di fatto contenuti in una decisione penale passata in giudicato, segnatamente laddove quest'ultima sia stata pronunciata secondo la procedura ordinaria (DTF 139 II 95 consid. 3.2, 136 II 447 consid. 3.1, 129 II 312 consid. 2.4, 124 II 103 consid. 1c/aa).
L'autorità amministrativa può scostarsi dal giudizio
penale solo se può fondare la sua decisione su fatti sconosciuti al giudice penale o da lui non presi in considerazione, se assume nuove prove il cui apprezzamento conduce a un risultato diverso o se l'apprezzamento delle prove
compiuto dal giudice penale è in netto contrasto con i fatti accertati o infine se il giudice penale non ha chiarito tutte le questioni di diritto, in particolare quelle che riguardano la violazione delle norme della circolazione (DTF 139 II 95 consid. 3.2, 136 II 447 consid. 3.1, 129 II 312 consid. 2.4, 124 II 103 consid. 1c/aa).
L'accusato non può infatti attendere il procedimento amministrativo per presentare eventuali censure e
mezzi di prova, ma è tenuto, secondo il principio della buona fede, a proporli già in sede penale, nonché a esaurire, se del caso, i rimedi di diritto disponibili contro il giudizio emanato in tale procedura (DTF 123 II 97 consid. 3c/aa, 121 II 214 consid. 3a; STF 1C_415/2016 del 21 settembre 2016 consid. 2.1, 1C_312/2015 del 1° luglio 2015 consid. 3.1, 1C_631/2014 del 20 marzo 2015 consid. 2.1).
2
.2.
Nel caso di specie, a seguito degli eventi occorsi il 6 aprile
2019, con decreto d'accusa del 21 agosto successivo RI 1 è stato ritenuto colpevole di grave infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 2 LCStr) per avere circolato 45 km/h oltre il limite di 80 km/h, cagionando un serio pericolo per la sicurezza altrui. Chiamato a pronunciarsi sull'opposizione interposta dall'interessato, con sentenza dell'8 ottobre 2020, il giudice della Pretura penale ha ritenuto, in esito al dibattimento, che il conducente non avesse circolato a una velocità di 125 bensì di 100 km/h, superando il limite di "soli" 20 km/. Ha pertanto prosciolto l'imputato dall'accusa di infrazione grave e lo ha riconosciuto colpevole di infrazione semplice alle norme della circolazione giusta l'art. 90 cpv. 1 LCStr, condannandolo al pagamento di una multa di fr. 500.-. La predetta decisione non è stata ulteriormente contestata ed è quindi regolarmente passata in giudicato.
Ora, alla luce della giurisprudenza citata al considerando precedente, per evidenti ragioni d'unità di giudizio, questo Tribunale
è vincolato ai fatti così come stabiliti dalle autorità penali, le quali hanno
ormai statuito sulla fattispecie con decisione passata in giudicato. Ne discende che non mette conto di soffermarsi sulle censure e argomentazioni contenute nel ricorso, nella misura in cui sono volte a far accertare che l'insorgente ha circolato a 100 e non a 125 km/h, ciò che è appunto nel frattempo e definitivamente stato appurato a livello penale.
3. 3.1. Vincolato all'accertamento dei fatti operato in sede penale, questo Tribunale può nondimeno procedere a una valutazione giuridica autonoma degli stessi (STF 1C_50/2019 dell'11 febbraio 2019 consid. 2.2, 1C_87/2009 dell'11 agosto 2009 consid. 2). In concreto, gli accadimenti descritti nella sentenza emanata l'8 ottobre 2020 dal giudice della Pretura penale adempiono senz'ombra di dubbio tutti gli elementi costitutivi, soggettivi e
oggettivi, del reato di infrazione semplice alle norme d
ella circolazione di cui all'art.
90 cpv. 1 LCStr (
Yvan Jeanneret
, Les dispositions pénales de la loi sur la circulation
routière, Berna 2007, pag. 38 segg.).
Di riflesso, come si avrà modo di meglio spiegare in appresso, a RI 1 è imputabile il compimento di un'infrazione lieve ai sensi dell'art.
16
a
cpv. 1 lett. a LCStr
(
Cédric Mizel
, Droit et pratique illustrée du retrait du permis de conduire, Berna 2015, pag. 438).
3.2. Le infrazioni delle prescrizioni sulla circolazione stradale per le quali non è applicabile la procedura prevista dalla legge sulle multe disciplinari comportano la revoca della licenza di condurre oppure l'ammonimento
del conducente (cfr. art. 16 cpv. 2 LCStr). Per stabilire la durata della
revoca devono essere considerate le circostanze del singolo
caso, segnatamente il pericolo per la circolazione, la colpa, la reputazione dell'interessato in quanto conducente di
veicoli a motore e la sua necessità professionale di fare uso del veicolo. La durata
minima della revoca non può tuttavia essere ridotta
(art. 16 cpv. 3 LCStr).
La nuova LCStr prevede una durata minima della revoca a di-pendenza dell'importanza dell'infrazione commessa (lieve, art.
16
a
; medio grave, art. 16
b
; grave, art. 16
c
) e dei precedenti
dell'interessato. In particolare, commette un'infrazione medio grave colui che, violando norme della circolazione, provoca un pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo (art. 16
b
cpv. 1 lett. a LCStr). In tale evenienza, se non ci sono precedenti e altri reati di cui tener conto, la licenza di condurre deve essere revocata per almeno un mese (art. 16
b
cpv. 2 lett. a LCStr). Commette invece un'infrazione lieve chi, violando le norme della circolazione, provoca un pericolo minimo per la sicurezza altrui e si rende responsabile soltanto di una colpa leggera (16
a
cpv. 1 lett. a LCStr). In tal caso, il conducente è ammonito (art. 16
a
cpv. 3 LCStr) oppure - nei casi particolarmente lievi - va esente da ogni sanzione (art. 16
a
cpv. 4 LCStr).
3.3.
In una giurisprudenza recente (DTF 135 II 138 consid.
2.2.2), il Tribunale federale ha avuto modo di spiegare che l'infrazione medio grave così come definita dall'art. 16
b
cpv. 1 lett. a LCStr è data in pratica per esclusione, qualora in essa non siano
racchiusi tutti gli elementi costitutivi per considerarla lieve giusta l'art. 16
a
cpv. 1 lett. a LCStr (colpa leggera + pericolo minimo
per la sicurezza altrui) o grave ai sensi dell'art. 16
c
cpv. 1 lett. a LCStr (colpa grave + grave messa in pericolo della sicurezza altrui).
3.4. Nell'ambito degli eccessi di velocità, la giurisprudenza resa dal Tribunale federale sulla scorta del diritto in essere fino al 31 dicembre 2004 è stata portata a stabilire delle regole precise al fine di garantire la parità di trattamento tra conducenti. Così, i
ndipendentemente dalle circostanze concrete, un eccesso di velocità di 15-25 km
/h
fuori delle località o su una semiautostrada senza spartitraffico
costituiva un caso di gravità lieve da punire con un ammonimento in virtù dell'art. 16 cpv. 2
in fine
vLCStr, mentre un superamento di
26-29 km/h del limite autorizzato era una violazione di media gravità passibile di revoca della licenza di condurre giusta l'art. 16 cpv. 2 vLCStr. Un eccesso di velocità di 30 km/h era invece reputato un'infrazione grave, al punto da comportare una revoca obbligatoria della patente in base all'art. 16 cpv. 3 lett. a vLCStr (cfr. DTF
128 II 131 consid. 2a,
124 II 259 consid. 2b/bb e c, 124 II 475 consid. 2a e rinvii;
STF
6A.52/2005 del 2 dicembre 2005 consid. 2.2.3 e rimandi,
6A.11/2000 del 7 settembre 2000 consid. 2).
Il nuovo diritto, in vigore dal 1° gennaio 2005, ha introdotto un sistema a cascata dei provvedimenti amministrativi, ha inasprito la durata delle revoche soprattutto per i recidivi e suddiviso rigorosamente le infrazioni per categorie di gravità, ma nulla ha mutato circa i valori limite per la catalogazione degli eccessi di velocità stabiliti dal Tribunale federale (cfr. DTF 132 II 234 consid. 3.2; STF 1C_83/2008 del 16 ottobre 2008 consid. 2, 6A.52/2005 citata consid. 2.2.3). Oggi come allora, un eccesso di velocità di 15-25 km
/h
fuori delle località costituisce un'infrazione lieve (art. 16
a
LCStr), mentre il superamento del limite di velocità di 26-29 km/h è nella migliore delle ipotesi un'infrazione di media gravità, che con il nuovo diritto deve essere necessariamente sanzionata con una revoca della patente di almeno un mese,
sempre che non vi siano precedenti
(art. 16
b
cpv. 2 lett. a LCStr). A partire da un eccesso di 30 km/h oltre il limite, l'inosservanza assurge per contro a reato grave da punire con una revoca di almeno tre mesi (art. 16
c
cpv. 2 lett. a LCStr) anche se viene commesso in circostanze favorevoli.
Questa giurisprudenza non dispensa tuttavia l'autorità da qualsiasi esame delle circostanze del caso concreto. Da un canto, l'importanza della messa in pericolo e quella della colpa devono essere prese in considerazione al fine di stabilire quale debba essere la durata della revoca (cfr. art. 16 cpv. 3 LCStr). Dall'altro, occorre esaminare se circostanze particolari non giustifichino comunque di considerare il caso come di minore gravità (DTF 126 II 196 consid. 2a, 124 II 97 consid. 2c; cfr. fra le tante: STF 1C_293/2009 del 27 agosto 2009 consid. 2.3.2).
3.5.
Nel caso in esame, a seguito della sentenza del giudice della Pretura penale, si deve ritenere che RI 1 abbia,
il 6 aprile 2019,
circolato in territorio di _, fuori località, ad una velocità di 20 km/h superiore a quella massima consentita di 80 km/h. Comportamento, questo, che gli è valso a livello penale una condanna per infrazione semplice alle norme della circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 LCStr.
Dal profilo amministrativo, contrariamente a quanto concluso dalle precedenti istanze, egli non si è dunque macchiato di un'infrazione grave alle norme della circolazione (art. 16
c
cpv. 1 lett. a LCStr).
Se ne deve concludere che
il provvedimento di revoca di quattro mesi adottato dalla Sezione della circolazione in base all'art. 16
c
cpv. 2 LCStr e tutelato dal Consiglio di Stato non può essere ulteriormente confermato.
Il giudice penale, confrontato con un eccesso di velocità di 20 km/h fuori località, ha come detto condannato il ricorrente a una multa di fr. 500.- per infrazione semplice alle norme della circolazione ai sensi dell'art. 90 cpv. 1 LCStr. Il fatto che non si sia limitato a infliggere una multa disciplinare in base all'art. 11 cpv. 1 della legge sulle multe disciplinari del 24 giugno 1970 (LMD; RU 1972 666) e del n. 303.2 lett. d dell'allegato 1 alla relativa ordinanza in vigore al momento dell'infrazione (OMD; RU 1996 1078; ora: OMD; RS 314.11) - che è applicabile soltanto in caso di messa in pericolo astratta
semplice
(cfr.
Jeanneret
, op. cit., pag. 805;
Mizel
, op. cit., pag. 267 segg.)
- dimostra che il giudice penale ha reputato il comportamento del conducente costitutivo di una messa in pericolo astratta
accresciuta
della circolazione stradale (cfr. pure
Jeanneret
, op. cit., pag. 809
).
Proprio a fronte dell'accertamento di una tale messa in pericolo astratta
accresciuta
, dal quale non vi è motivo di scostarsi in questa sede, l'infrazione semplice di cui il ricorrente si è reso colpevole a livello penale va considerata dal profilo amministrativo un'infrazione lieve ai sensi dell'art. 16
a
cpv. 1 lett. a LCStr e della citata giurisprudenza (cfr. pure
Philippe Weissenberger
, Kommentar Strassenverkehrsgesetz und Ordnungsbussengesetz, Mit Änderungen nach Via Sicura, II ed., Zurigo/San Gallo 2015, n. 24 ad art. 90). In
assenza di precedenti in materia di circolazione stradale del conducente e ritenuto come non si sia in presenza - nemmeno l'interessato invero lo
pretende - di un caso particolarmente lieve ai sensi dell'art. 16
a
cpv. 4 LCStr (cfr. al proposito, STF 1C_406/2010 del 29 novembre 2010 consid. 4.2;
Weissenberger
, op. cit., n. 23 ad art. 16 e n. 33 ad art. 16
a
), alla presente fattispecie torna pertanto applicabile l'art. 16
a
cpv. 3 LCStr.
Ne discende che g
li atti vanno rinviati alla Sezione della circolazione affinché pronunci nei confronti del ricorrente un ammonimento.
4. 4.1. Sulla base delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere accolto, con conseguente annullamento del giudizio governativo impugnato e della decisione dipartimentale da esso tutelata. Gli atti sono retrocessi alla Sezione della circolazione affinché pronunci nei confronti del conducente un ammonimento, così come indicato al considerando precedente.
4.2. Non si preleva alcuna tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm). Lo Stato è invece tenuto a rifondere al ricorrente, assistito da un legale, un'adeguata indennità a titolo di ripetibili per entrambe le sedi (art. 49 cpv. 1 LPAmm).