# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cce1b157-9e2f-54d8-a996-8d8fb84cdd2b
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto
che a seguito della segnalazione dell'Ufficio federale di polizia (MROS), Berna, di data 5.3.2009, il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale a carico di IS 1 e IS 2 per titolo di riciclaggio di denaro (inc. MP _, AI 1);
che nell'ambito delle informazioni preliminari il magistrato inquirente ha emanato, il 6.3.2009, un ordine di perquisizione e sequestro in merito ad alcune relazioni bancarie riconducibili agli indagati (inc. MP _, AI 2);
che con decisione 4.8.2009 il procuratore pubblico Moreno Capella ha decretato il non luogo a procedere considerata
"(...) l'inesistenza degli estremi di reato, rispettivamente l'insufficienza di prove. Ritenuto come sulle relazioni n. (...) intestata a IS 1 e n. (...) intestata a IS 2, entrambe presso _ di _, non sono emersi fondi di provenienza illecita (...)"
[decreto di non luogo a procedere (non motivato) 4.8.2009, NLP _];
che con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP – IS 1 e IS 2 chiedono, protestando le ripetibili, che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versar loro, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 3'027.--, oltre interessi, per spese legali;
che giusta l’art. 317 CPP l’
accusato prosciolto
– assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);
che – come detto – il diritto in questione compete all’
accusato
;
che
accusato
è chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);
che lo scopo delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1/2 CPP);
che in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di
accusato
e pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;
che la qualità di parte processuale nasce infatti, come esposto, con la promozione dell’accusa e da quel momento l’
accusato
beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP);
che la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di
accusato
, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell’accusa (L. MARAZZI, Il Giar, L’arbitro nel processo penale, Lugano 2001, p. 12 ss.);
che è quindi da considerare
accusata
ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);
che la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi rendono necessario un patrocinatore;
che – in ambito penale – ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (decisione TF 1B_172/2007 del 2.10.2007);
che nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l’interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura) [decisione TF 1B_186/2007 del 31.10.2007];
che nel caso di evidenti reati minori (“
Bagatelldelikte
”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena pecuniaria / pena privativa della libertà di poco conto, è negato il diritto costituzionale ad un patrocinatore (decisione TF 1B_172/2007 del 2.10.2007; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 491 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11/16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);
che nella fattispecie il procedimento penale si è concluso con un decreto di non luogo a procedere (NLP _);
che nei confronti di IS 1 e IS 2 non è quindi stata promossa l’accusa;
che, nel contesto delle informazioni preliminari, il procuratore pubblico ha emesso un ordine di perquisizione e sequestro in merito ad alcune relazioni bancarie intestate ai qui istanti (inc. MP _, AI 2), procedendo anche ad una domanda di assistenza giudiziaria presso le autorità _ (inc. MP _, AI 14);
che il procedimento penale concerneva il reato di riciclaggio di denaro, reato regolamentato nel titolo
"dei crimini e dei delitti contro l'amministrazione della giustizia"
;
che si tratta di un reato di non semplice comprensione giuridica e per il quale è prevista una pena detentiva sino a tre anni, nella forma semplice, e sino a cinque anni, nella forma aggravata (cfr. art. 305bis CP);
che IS 1 e IS 2 sono inoltre cittadini _ residenti in _;
che le circostanze concrete imponevano pertanto la presenza di un legale;
che IS 1 e IS 2 vanno di conseguenza ritenuti accusati ai sensi dell'art. 317 CPP anche se nei loro confronti, formalmente, non è stata promossa l'accusa;
che hanno quindi diritto ad un’indennità per ingiusto procedimento;
che, nello stabilire l’importo delle spese di patrocinio da risarcire, la Camera di ricorsi penali verifica la conformità della nota d’onorario al principio regolamentato all’art. 15a cpv. 2 LAvv, in vigore dall’1.1.2008, disposizione che peraltro ha ripreso l’art. 8 TOA;
che giusta l’art. 15a cpv. 2 LAvv per la determinazione dell’onorario l’avvocato ha riguardo alla complessità ed all’importanza del caso, al valore ed all’estensione della pratica, alla sua competenza professionale ed alla sua responsabilità, al tempo ed alla diligenza impiegati, alla situazione personale e patrimoniale delle parti, all’esito conseguito ed alla sua prevedibilità;
che questa Camera – in ragione di detta norma – ammette quindi onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;
che, in altre parole, l’onorario a tempo è stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;
che il Consiglio di moderazione aveva fissato dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo, importo che questa Camera continua a riconoscere, anche dopo l’abrogazione della TOA, quale onorario, minimo, nell’ambito dell’istanza di indennità per ingiusto procedimento giusta gli art. 317 ss. CPP [onorario ritenuto non arbitrario dal Tribunale federale (decisione TF 6B_194/2008 dell’11.8.2008, considerando 3.3.2)];
che gli istanti postulano la rifusione della nota professionale del loro patrocinatore di fiducia, avv. PR 1, di CHF 3'027.-- [di cui CHF 2'500.-- di onorario (10 ore CHF 250.--/ora) e CHF 527.-- di spese (doc. E)];
che l'onorario esposto, ovvero la tariffa applicata ed il dispendio orario, è conforme ai suddetti principi;
che l'onorario ammonta dunque a CHF 2'500.--, pari a 10 ore a CHF 250.--, come postulato;
che a questo importo vanno aggiunte le spese, riconosciute in CHF 491.--, ridotta a CHF 54.-- quella inerente la trasferta dell'11.5.2009 [CHF 1.--/km (art. 3 cpv. 2 lit. c TOA): _ 54 km (secondo
“l’indicatore delle distanze chilometriche da Bellinzona, Lugano, Locarno”
emanato dal Dipartimento delle finanze e dell’economia)] e stralciata quella inerente la trasferta del 25.3.2009 essendo _ facilmente raggiungibile a piedi dallo Studio legale dell'avv. PR 1 a _;
che per gli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali del CO e pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia, nel caso concreto, dall’introduzione in data 4/7.12.2009 della presente istanza;
che gli istanti protestano inoltre le ripetibili di
"(...) almeno CHF 300.--"
(istanza 4/7.12.2009, p. 4);
che – nella commisurazione dell’onorario relativo alla formulazione dell’istanza di indennità – questa Camera, oltre il principio di cui all’art. 15a cpv. 2 LAvv, tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del gravame;
che la redazione della domanda non presentava dal profilo giuridico e fattuale difficoltà particolari;
che l’onere lavorativo può inoltre essere reputato limitato dal momento che il patrocinatore conosceva la fattispecie;
che – tutto ciò considerato – va pertanto ammessa una somma di CHF 300.--, comprendente onorario e spese;
che a IS 1 e IS 2 – quale indennità per ingiusto procedimento – va risarcito l’importo complessivo di CHF 3'291.--, di cui CHF 2'991.--, oltre interessi, per spese legali, e CHF 300.-- per ripetibili;
che giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;
che, nel caso in esame, vista la limitata soccombenza, non si prelevano tassa di giustizia e spese.

## Considerations