# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7704eec1-ce4a-5aa7-8404-496f78349d9c
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
AC 1 dice d’essere nato in _. Avrebbe frequentato le scuole solo per quattro anni. Il padre avrebbe lottato contro il governo per la questione del petrolio. Avrebbe lasciato la _ nel 2007.
Con un gommone sarebbe sbarcato a _ dopo esser transitato per la _. _ sarebbe poi venuto in Svizzera, privo di documenti. Avrebbe inoltrato domanda d’asilo, che sarebbe stata respinta nel 2008. Dopo di allora sarebbe entrato nella clandestinità, vivendo perlopiù in Ticino e recandosi di tanto in tanto in Italia.
Incensurato in Svizzera, dice di non aver precedenti neppure in patria. Non è un consumatore di sostanze stupefacenti e, all’arresto, le analisi sono risultate negative.
2.
AC 2 sostiene di essere nata in _. Il padre sarebbe morto e la madre gestirebbe un negozio al mercato. Dice di non essere andata a scuola, anche se ha saputo riempire il foglio di Stato civile. Avrebbe lasciato la _ “perché la padrona di casa dove lavorava voleva uccidermi a causa del fatto che ero rimasta incinta ad opera del marito” che l’avrebbe molestata. Avrebbe poi perso il bambino per aborto spontaneo. Qualcuno l’avrebbe caricata su una nave. Per il viaggio nulla avrebbe pagato. Dice di non conoscere il luogo, in Europa, in cui è stata sbarcata. Un uomo l’ha aiutata ad arrivare a _ e l’ha indirizzata verso il Centro di registrazione di _.
Benché il motivo per il quale avrebbe lasciato la _ non appare di primo acchito politico, nondimeno essa ha inoltrato domanda di asilo che è tuttora pendente. A _ avrebbe conosciuto il coaccusato, col quale avrebbe da subito avviato una relazione amorosa che dura tuttora. Assegnata al Canton _ (ove avrebbe ricevuto anche un appartamento), in realtà sarebbe rimasta perlopiù in Ticino per stare vicina al compagno. Priva di documenti d’identità, l’accusata è incensurata in Svizzera. Non è una consumatrice di sostanze stupefacenti e all’arresto le analisi sono risultate negative.
3.
Il 23.09.2009 la polizia aveva in corso un’operazione di osservazione di uno stabile di via _ a _. Segnatamente era sottocontrollo un appartamento al terzo piano (che risultava locato ad un cittadino africano, il sedicente _) per il quale v’era il sospetto che all’interno fosse in atto un commercio di stupefacenti.
Durante l’osservazione gli agenti avevano modo di notare l’uscita dallo stabile di un cittadino africano, il quale ha effettuato uno scambio con un cittadino di origine europea (poi identificato in _). Visti gli agenti di polizia, l’africano si è dato alla fuga e non è stato più rintracciato. Invece gli agenti hanno fermato il _ che aveva testé acquistato dall’africano una bolas di cocaina.
Gli agenti, continuando la loro osservazione, verso le 20:00 hanno visto uscire dal palazzo i due accusati che si sono insieme, ma ognuno su un marciapiede diverso dall’altro, diretti verso la parte bassa della città.
Dopo che ebbero percorso alcuni metri, la polizia è intervenuta e li ha fermati.
Entrambi hanno subito parlato agli agenti della loro relazione intima, in atto ormai da diversi mesi (ovvero dal novembre-dicembre 2008). A dire di AC 1 la compagna era incinta di lui da due mesi, circostanza che si è rivelata essere non vera.
Entrambi hanno dichiarato di convivere nell’appartamento loro lasciato dal connazionale _, partito qualche settimana prima per la _, in zona di _.
Controlli eseguiti dalla polizia hanno portato ad accertare che la AC 2 e il _ erano stati controllati il giorno 10.09.2009, presso la stazione di _.
_ s’era legittimato con un passaporto recante le generalità di _.
Dopo il loro fermo, gli accusati sono stati perquisiti. Sulla persona della AC 2 venivano rinvenuti due cellulari (muniti di schede rispondenti ai numeri _ e _), delle chiavi (tra le quali quelle dell’appartamento di _ e quelle dell’appartamento di _, queste ultime possono essere restituite), fr. 1'500.- occultati nel reggiseno, fr. 950.- nel portamonete, 52 ovuli risultati contenere cocaina per un peso netto di complessivi gr. 512.1 (puri per valori ricompresi tra il 20 e il 22 per cento). Le analisi eseguite su detta cocaina hanno evidenziato la presenza (per valori aggirantisi intorno al 2,3/2,4 per cento) di eroina. Il miscuglio, come si legge nel rapporto 25 novembre 2009 del Laboratorio di Chimica di Olivine, provoca il cosiddetto effetto “speed-ball”.
I 52 ovuli erano nascosti in tre calzini, nascosti -come cennato- nelle mutande. Su uno degli ovuli è stato trovato il DNA della AC 2.
Sulla persona del AC 1 gli inquirenti hanno ritrovato un cellulare. A suo dire, poco prima del fermo, l‘accusato avrebbe distrutto la scheda telefonica (in suo uso da un paio di giorni) rispondente al numero _.
La perquisizione dell’appartamento ha portato gli inquirenti a scoprire che esso era attrezzato come una vera e propria centrale di spaccio. In bella vista v’erano ben sette cellulari, quattro tra schede telefoniche e custodie di schede telefoniche, due rotoli di cellophane trasparente per la confezione delle bolas, un rotolo di sacchetti di plastica, un ovetto Kinder vuoto, materiale cartaceo vario. Tutti i citati oggetti erano sparsi in bella vista nell’appartamento.
Poiché dall’interrogatorio del _ emergeva che egli, da tempo acquirente di bolas da AC 1, aveva nella memoria del proprio natel quattro numeri per contattarlo, gli inquirenti richiedevano l’autorizzazione di disporre dei tabulati relativi ai due numeri rinvenuti nei natel sequestrati sulla persona della AC 2 e di due ulteriori numeri, ai quali risulta aver risposto il AC 1, ovvero i numeri _ e _.
Studiando tali tabulati gli inquirenti sono riusciti a rintracciare i numeri di 39 persone i cui telefoni erano entrati in contatto con i numeri in uso alla coppia AC 1/AC 2.
Dette 39 persone sono state tutte interrogate. Ben 18 hanno ammesso di aver acquistato cocaina dal AC 1 e/o dalla AC 2, in genere nel corso dei mesi estivi, ovvero dal luglio al 23 settembre 2009, ma alcuni anche in precedenza, ovvero a partire dall’ottobre 2008.
Complessivamente gli acquirenti hanno dichiarato di aver comprato in totale all’incirca gr. 250 di cocaina, al dettaglio, ovvero in genere a bolas da gr. 0,7 e al prezzo di fr. 100.- l’una.
AC 1 nel primo interrogatorio e davanti al GIAR ha ammesso di avere consegnato bolas per conto del _ in una quindicina di occasioni. In un ulteriore verbale di polizia, contestatigli le deposizioni degli acquirenti una per una, è arrivato a cifrare in gr. 50 circa le bolas vendute. Nel seguito ha ritrattato e al PP e in aula è tornato a dire di aver consegnato solo una quindicina di bolas.
Di tutta evidenza, a fronte delle molteplici, chiare ed esaustive chiamate in correità delle persone interrogate egli non può essere creduto, col che si accerta -pur facendo la “tara” a suo favore sui quantitativi- che egli (personalmente o attraverso la compagna) ha spacciato nel periodo che va quantomeno dal dicembre 2008 al 23 settembre 2009 all’incirca gr. 200 di cocaina.
Degli acquirenti, _, _, _, _, _, _, _ e _ hanno dichiarato che le bolas vennero loro consegnate, a seconda dei casi, da AC 1 o dalla AC 2. Gli acquirenti _ e _ hanno dichiarato di averle ricevute solo dalla AC 2 (in ragione di gr. 20 il primo e di gr. 0,6 il secondo).
La diligente Difesa di AC 2 ha in aula ammesso vendite fatte direttamente dall’accusata per un ordine di una cinquantina di grammi.
In realtà la Corte ha ritenuto gli accusati correi nella vendita di circa gr. 200 di cocaina, stante che essi -come hanno univocamente dichiarato- da ben dieci mesi costituivano una “coppia”, avevano un legame sentimentale e convivevano in pratica nell’appartamento di via _, ove hanno condiviso ogni momento della vita quotidiana e quindi -per forza di cose- anche il commercio di cocaina. Trattandosi di attività che sapevano illecita e suscettibile -ove fossero stati scoperti- di pesanti conseguenze, essi mai si sono distanziati l’uno dall’attività dell’altro. Anzi, parecchi acquirenti li hanno descritti come “interscambiabili” nel rispondere al telefono, risp. nell’effettuare le consegne. Le circostanze del loro arresto
-quando insieme, ancorché su opposti marciapiedi tentavano di scappare (con la droga) da via  una volta di più (se ancora fosse necessario) il loro legame nel commercio della droga e la loro comune volontà di sottrarsi, con essa, all’arresto.
Avuto riguardo ai gr. 512.1 di cocaina sequestrati sulla persona della AC 2, si ha che -come ha narrato in particolare il AC 1- la mattina del 23.09.2009 è giunta, da _, nell’appartamento di via _ una donna africana, mandata da _. Era la terza volta che arrivavano partite di cocaina in via _. La donna ha lasciato i 52 ovuli ed è tosto ripartita. La sera, verso le 20:00, ha telefonato loro (dalla _) _ avvertendoli che la polizia era nelle vicinanze e invitandoli a scappare portando seco la cocaina.
La AC 2 l’ha nascosta nelle mutande, ha preso con sé fr. 1'500.-che -dice- aveva lasciato _ per il loro sostentamento. Ulteriori fr. 950.- li aveva nel portamonete.
Dopodiché entrambi hanno lasciato il luogo, venendo di lì a breve fermati.
Gli inquirenti non hanno potuto accertare dove i due fossero diretti. Ad ogni buon conto i dischi agli atti sui quali sono stati registrati i tabulati provano che tra le 20:02 e le 23:30 circa qualcuno residente in _ (prefisso _) ha in numerosissime occasioni telefonato dal numero _ a tutti e quattro i numeri in possesso di AC 2 e di AC 1, nel tentativo di raggiungerli. Non è difficile immaginare che l’africano che -dopo aver venduto una bolas al _- è riuscito a fuggire da via _, ha avvisato _ in _ della presenza della polizia, dopodiché _ -come hanno ammesso gli  ha chiamati dalla _ allertandoli e invitandoli a fuggire. Indi _ ha continuato a chiamarli, anche dopo il loro arresto per conoscere la loro sorte.
4.
Dati i surriferiti fatti si ha, pacificamente, che gli accusati hanno commesso violazione aggravata alla LStup (aggravata a motivo del quantitativo che sapevano o dovevano presumere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone) avendo, senza essere autorizzati, venduto, in correità tra loro, al dettaglio, all’incirca gr. 200 di cocaina, nel periodo ricompreso tra il dicembre 2008 circa e la data del loro arresto, nonché concorso nel detenere gr. 512 di cocaina (sottoforma di 52 ovuli), pura per valori intorno al 20/22 per cento.
AC 1 ha inoltre violato ripetutamente la LF sugli stranieri nella misura in cui è, in più occasioni, entrato in Svizzera , dopo che la sua domanda d’asilo è stata respinta, privo di documenti di identità.
Avendo gli accusati commesso il reato di infrazione aggravata alla LStup in “coppia”, condividendo giorno per giorno la comune attività di spaccio (rispondendo alle chiamate degli acquirenti, eseguendo le consegne delle sostanze richieste ed incassandone il prezzo), considerate le loro simili situazioni personali di giovani africani, in giro senza arte né parte per l’Europa, il carcere preventivo sofferto, la pena può essere contenuta -nonostante la poca collaborazione- per entrambi in anni due, la loro colpa essendo similmente grave. Ufficialmente AC 1 ha delinquito parte prima e parte dopo il compimento del 18.esimo anno di età, d’altro canto egli deve rispondere anche dell’infrazione alla LF stranieri.
Benché incensurati, essi non possono beneficiare della sospensione condizionale della pena, la prognosi essendo per entrambi del tutto sfavorevole. Essi infatti sono privi di documenti. La loro identità non è nota. Come “nem”, AC 1 non ha alcun legame con il nostro paese, che avrebbe già da mesi dovuto lasciare. La domanda d’asilo della AC 2, fondata su motivi inconferenti rispetto alla legislazione sull’asilo, non sarà accolta per cui anch’essa non avrà nessun titolo per restare in Svizzera.
In tali condizioni, privi di mezzi finanziari che non siano quelli provenienti dal traffico di droga e nell’impossibilità giuridica di ottenere permessi di soggiorno e/o di lavoro nel nostro paese, essi sono, ove tornassero in libertà, in serio e concreto rischio di ricadere negli stessi riprovevoli comportamenti di spaccio. Senza dimenticare che AC 1 e la AC 2 hanno dimostrato di essere collegati a loro connazionali particolarmente abili e organizzati, in _ e in Svizzera, sia nel rifornire localmente i loro punti di spaccio, sia nel gestire una vasta cerchia di clienti, sia nell’avvisare (dalla _) gli spacciatori della presenza della polizia.
Siffatti legami, nelle condizioni personali degli accusati, sono tali da rendere ancora più difficile il loro distanziarsi da tali ambienti, con il che il ritorno allo spaccio costituisce pressoché la loro unica possibilità di restare in Europa.
Quanto in sequestro deve essere confiscato, ad eccezione delle chiavi dell’appartamento di _.
Rispondendo A. per AC 1, sedicente, affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.1.1., 1.1.2.1., 2.;
B. per AC 2, sedicente, affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.1.1., 2.;
C. affermativamente al quesito posto;
visti gli art.
12, 25, 40, 47, 49, 51 CP;
art. 19 cifre 1 e 2 lett. a LStup;
art. 3 LF sul diritto penale minorile;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations