# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** dee6907d-159f-5ad4-bfcd-41aad75c7bef
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. AT 1, nata il 7 dicembre 1956, ha svolto attività lucrativa al 50% quale ausiliaria presso la _ di _ ed era di conseguenza affiliata alla Cassa pensioni CV 1 (in seguito Cassa pensioni) a contare dal 1. febbraio 1994. Per il rimanente 50% l'interessata ha ottenuto prestazioni dell'assicurazione disoccupazione (atti AI).
1.2. Nell'agosto 1994 l'assicurata ha subito un intervento di ernia del disco. In seguito ha continuato a soffrire di dolori lombari e alla schiena.
Il rapporto di lavoro è stato sciolto con effetto al 31 agosto 1995 a seguito delle dimissioni date dalla dipendente che aveva interrotto l'attività lavorativa a causa dei dolori patiti il 7 maggio 1994 (doc. B).
1.3. Con provvedimento 25 luglio 1997 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI), in accoglimento della domanda presentata dall'assicurata il 22 maggio 1995 (cfr. atti AI), ha riconosciuto a AT 1 una mezza rendita d'invalidità per un grado d'invalidità del 50% a far tempo dal 1. maggio 1995 (atti AI).
Detta decisione è stata contestata dall'assicurata, rappresentata dal _, di fronte al Tribunale cantonale delle assicurazioni, il quale, con giudizio 7 aprile 1999, accertato un grado d'inabilità del 59,1%, ha respinto il ricorso. Anche il successivo gravame proposto dall'assicurata, tramite il suo rappresentante, al Tribunale federale delle assicurazioni è stato rigettato con sentenza 5 settembre 2001 (I 306/99). Nella sua pronunzia la Corte federale ha accertato un grado d'invalidità del 64.38%.
1.4. AT 1 si è rivolta alla Cassa pensioni CV 1 postulando la concessione di una rendita d'invalidità della previdenza professionale.
Il 28 maggio 1997 la Cassa pensioni ha accordato all'assicurata una pensione d'invalidità nella misura del 25% a partire dal 1. settembre 1995 (doc. B).
1.5. Con provvedimento 24 aprile 2002 l'UAI, riconosciuto un peggioramento delle condizioni di salute di AT 1, le ha accordato una rendita intera di invalidità a far tempo dal 1. settembre 1999 (atti AI).
Per contro, la Cassa pensioni CV 1 ha rifiutato l'erogazione di una pensione d'invalidità intera con la motivazione che il peggioramento delle condizioni di salute della richiedente era da ricondurre all'insorgenza di patologie psichiche insorte quando l'interessata non era più assicurata presso la Cassa (doc. G, I).
1.6. Con petizione 22 aprile 2003 AT 1, assistita dal _ ha convenuto la CV 1 chiedendo al TCA di giudicare:
"
1. La petizione è accolta.
§ Di conseguenza la Cassa Pensioni CV 1 dovrà versare alla signora AT 1 una rendita intera d'invalidità,
retroattivamente ai sensi dell'art. 41 cpv. 1 LPP che regola la
prescrizione delle prestazioni.
§ Eventualmente la signora AT 1 potrà aver
diritto ad una rendita intera d'invalidità unicamente in
contemporanea all'avvenuto aumento della rendita AI, cioè a
partire dall'1.9.1999.
§ Dovranno inoltre essere versati gli interessi di ritardo del 5%
sulla differenza tra il nuovo importo della rendita e quanto già
versato in precedenza.
2. Protestate spese e ripetibili."
A motivazione della richiesta l'assicurata ha fatto, tra l'altro, valere:
(....)
"
3.1. Da parte dell'Al all'assicurata è stata riconosciuta a partire dall'
1.5.1995 una rendita d'invalidità con un grado del 64.38% (grado d'invalidità stabilito dal TFA). Tale grado è il risultato del confronto dei redditi tra quanto avrebbe potuto ancora conseguire nell'attività di donna delle pulizie e quanto potrebbe ottenere in un'attività medioleggera al 50%, con la possibilità di cambiare spesso posizione e senza dover alzare pesi sopra i 15-20 kg (valutazione medica del SAM):
guadagno ipoteticamente realizzabile quale persona valida se avesse lavorato
a tempo
pieno presso
la
fondazione _
:
fr.
47'549.-
retribuzione annua media delle lavoratrici attive in occupazioni semplici e ripetitive nel settore privato, nel 1995, sulla base della media svizzera secondo la rilevazione statistica sulla struttura dei salari (fr. 42'338.-), in considerazione della residua abilità al lavoro del 50% in attività confacenti, ritenuta un'ulteriore riduzione del 20% adeguata alle specifiche circostanze del caso concreto: fr. 16'935.-
grado d'Invalidità: 64.38%
3.2. Secondo
l'art.
24 della LCP:
"L'invalidità è l'incapacità durevole dell'assicurato a esercitate, per danno della salute, fisica o psichica, la propria funzione o funzioni affïni, con conseguente perdita di guadagno. Essa è totale o parziale e viene espressa in percentuale."
Il concetto d'invalidità espresso all'art. 24 LCP risulta quindi più esteso rispetto a quello della LPP, in quanto la Cassa pensioni considera nella definizione dell'invalidità non solo l'incapacità di guadagno, ma pure l'incapacità professionale cagionata da un danno alla salute (v. RDAT 1-1995, pag. 231).
Orbene, come si è visto poc'anzi, l'Al per stabilire il grado d'invalidità del 64.38% si è basata sulla perizia SAM, dove nella conclusione a pag. 13 si affermava categoricamente che:
"L'assicurata è attualmente incapace al lavoro nella misura del 70% a partire dal maggio 1994 e continua come donna delle pulizie e simili.
In un'attività medio-leggera, con la possibilità di cambiare spesso posizione e senza dover alzare pesi sopra i 15-20 kg, l'assicurata è abile al lavoro nella misura del 50%. Esigibili sono attività come sorvegliate, operaia alla catena di montaggio."
Dunque in professioni affini a quella esercitata di donna delle pulizie (secondo i medici-periti del SAM: donna delle pulizie e simili) l'assicurata è durevolmente inabile al lavoro e presenta una conseguente perdita di guadagno. Secondo la definizione di invalidità dell'art. 24 LCP l'assicurata dovrebbe pertanto essere posta a beneficio di una rendita intera d'invalidità da parte della Cassa Pensioni. In effetti il grado calcolato dall'AL si riferisce ad un confronto dei redditi con attività assolutamente non affini a quella esercitata dall'assicurata (es.: sorvegliate, operaia alla catena di montaggio, altri lavori semplici e ripetitivi).
3.3. In considerazione della nozione d'invalidità più estesa prevista all'art. 24 LCP, si chiede che l'assicurata sia posta a beneficio di una pensione d'invalidità intera in modo retroattivo, tenendo conto dei termini di prescrizione previsti all'art. 41 cpv. 1 LPP.
(...)
4.2. Nel caso di specie il grado d'invalidità del 64.38% è stato fissato dal TFA nella sentenza 5.9.2001. La determinazione del grado d'invalidità è quindi stata fatta oggetto di verifica materiale da parte della massima istanza giudiziaria. Verrebbe quindi a cadere la possibilità di una determinazione autonoma da parte della Cassa Pensioni, visto che una condizione posta dalla giurisprudenza non risulta adempiuta. In realtà il risultato che scaturisce dalla sentenza dell'Alta Corte appare nondimeno manifestamente insostenibile, come si è fatto prontamente presente nello scritto 27.9.2001 indirizzato al cancelliere del TFA che ha redatto la sentenza, di cui non si è però mai avuto risposta.
(....)
4.5. In considerazione del fatto che il grado d'invalidità dell'assicurata fissato dall'Al è frutto di una sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni che presenta indubbiamente delle questioni irrisolte e in contraddizione con la stessa giurisprudenza federale, e che dunque tale grado può essere considerato come insostenibile, perché contrario anche alla consolidata giurisprudenza di codesto lodevole Tribunale, si chiede che all'assicurata - qualora non venga dato seguito a quanto richiesto al considerando 3.3 - venga riconosciuto un grado d'invalidità del 71.7% e che sia posta a beneficio di una pensione d'invalidità intera in modo retroattivo, tenendo conto dei termini di prescrizione previsti all'art. 41 cpv. 1 LPP.
(....)
5.2. Visto il peggioramento dello stato di salute, il medico curante dell'assicurata dr. _ nel settembre 1999 ha chiesto all'AI una revisione del caso e l'assegnazione di una rendita intera d'invalidità. La procedura di revisione è però stata tenuta in sospeso da parte dell'Ufficio Al, in attesa di conoscere l'esito finale del ricorso al TFA, rimasto a lungo pendente a _. Appena ottenuta la più volte citata sentenza, l'Al ha chiesto un aggiornamento della situazione al medico curante e ha sottoposto l'intero dossier al Servizio Medico Regionale dell'_ che ha riconosciuto l'inabilità lavorativa dell'80% anche nelle attività medio-leggere. Con decisione 24.4.2002 è quindi stata riconosciuta all'assicurata una rendita intera d'invalidità retroattivamente all' 1.9.1999.
La richiesta di adeguare anche la rendita della Cassa pensione all'intervenuto peggioramento dello stato di salute è stata però respinta poiché a detta del Comitato della Cassa Pensioni:
"ad aggravare lo ,stato di salute dell'assicurata è stato il peggioramento avvenuto successivamente per motivi psichici. La malattia che ha invece determinato il riconoscimento della pensione d'invalidità al 25% era di natura organica."
5.3. Nel certificato medico 16.9.1999 del dr. _ si legge che i disturbi sono in costante aumento da circa un anno e la diagnosi è di stato da operazione per ernia disco lombare 1994, sindrome radicolare S 1 sin., canale spinale stretto, instabilità L4-L5 e L5-S1, iperlipidemia, emicrania, sindrome depressiva reattiva, linfedematosi gambe e braccia. Nel seguente referto 13.10.01 il curante conferma che la situazione rispetto al precedente rapporto 16.9.199 è rimasta invariata. Per quanto concerne invece la sindrome depressiva reattiva citata dal curante, la dr.ssa _ nel rapporto 17.2.200 indirizzato all'AL precisa che ha visto l'assicurata solamente 3 volte nell'autunno del 1997 e che si trattava di uno stato depressivo secondario reattivo ad una sintomatologia algica generalizzata, verosimilmente oramai cronicizzatasi.
In considerazione di questa polipatologia la dr.ssa _ del SMR dell'_ ha ritenuto quindi giustificata la totale inabilità anche per i lavori leggeri e ha proposto l'assegnazione della rendita intera d'invalidità. Contattata telefonicamente dal sottoscritto in data 7.10.2002, la dr.ssa _ ha confermato che il peggioramento è stato anche condizionato dalla componente psichiatrica, ma che si è trattato indubbiamente di un peggioramento globale, tanto più che la sintomatologia psichiatrica è unicamente reattiva alla situazione di sintomatologia algica generalizzata.
In effetti nel certificato 17.2.00 della dr.ssa _ si afferma che l'assicurata si è recata da lei unicamente 3 volte nell'autunno del 1997 e che a suo modo di vedere comunque non si trattava di una patologia psichiatrica in senso stretto, bensì di una sofferenza psichica secondaria ad una polipatologia nonché un disagio psichico dovuto da problematiche socioeconomiche.
5.4. L'aggravamento del danno alla salute, che ha portato all'assegnazione di una rendita intera d'invalidità da parte dell'Al, è quindi in un rapporto di stretta connessità temporale e materiale con l'incapacità lavorativa presentata dall'assicurata allorquando era ancora assicurata presso la Cassa Pensioni. Qualora codesto lodevole Tribunale non dovesse dar seguito alle richieste formulate ai considerandi 3.3 o 4.5, si chiede che l'assicurata, in analogia a quanto operato dall'Al, sia posta a beneficio di una pensione
d'invalidità intera a partire dall' 1.9.1999." (Doc. I)
1.7. Con risposta di causa 28 maggio 2003 la Cassa ha chiesto di respingere la domanda attorea confermando il diritto per l'assicurata ad una rendita d'invalidità del 25% e ribadendo sostanzialmente che il peggioramento delle condizioni di salute dell'assicurata era da attribuire ad una nuova componente invalidante realizzatasi in un momento in cui la medesima non era più assicurata.
Ha fra l'altro argomentato:
"
a) Sulla domanda di riconoscimento della pensione al 50% a contare
dal 1 settembre 1995
(....)
Come si può rilevare dalle disposizioni citate, la nozione dell'invalidità contenuta nella Lcpd è più estesa per rapporto all'Assicurazione federale per l'invalidità, perché oltre al concetto dell'incapacità al guadagno, considera l'incapacità a svolgere la propria funzione o funzione affine.
Nel rapporto del 5 aprile 1996 del Servizio Accertamento medico dell'Assicurazione Invalidità si afferma:
• L'Assicurata è incapace al lavoro nella misura del 70% a partire dal
maggio 1994 e continua come donna delle pulizie e simili.
• In un'attività medio leggera, con la possibilità di cambiare spesso posizione e senza dover alzare pesi sopra i 15/20 Kg, l'assicurata è abile nella misura del 50%.
Esigibili sono attività come sorvegliante, operaia alla catena di montaggio.
L'Assicurazione federale per l'invalidità sulla base di queste conclusioni ha riconosciuto all'Assicurata il diritto alla mezza rendita AI, ed un'abilità al lavoro nella misura del 50%.
Questo significa che per la parte coperta dalla Cassa pensioni il diritto è limitato ad una pensione d'invalidità al 25% (50% per rapporto alla copertura assicurativa).
A quanto ci risulta, nel caso concreto, l'Assicurazione federale non ha intrapreso alcun tentativo di reintegrazione professionale, per cui si può dedurre che questo conferma la capacità lavorativa dell'interessata al 50%.
La controparte, basandosi sul contenuto dell'art. 24 Lcpd chiede ora il riconoscimento da parte della Cassa pensioni della pensione totale fondandosi sul principio più esteso in esso contenuto, rispetto alle disposizioni dell'Assicurazione federale per l'invalidità.
Sull'interpretazione dell'art. 24 Lcpd, codesto Lodevole Tribunale si è già in precedenza pronunciato (cfr. sentenza del 18 giugno 1990 in re I.N), statuendo che la ricerca di una funzione affine non deve essere limitata al solo datore di lavoro presso il quale si è verificato l'evento assicurato, ma deve tener conto della realtà del mondo del lavoro nel suo insieme.
La decisione dell'Assicurazione federale per l'invalidità con la quale è stata riconosciuta la mezza rendita AI per rapporto all'attività di salariata al 100%, senza tentativi di reintegrazione, conferma la capacità lavorativa del 50% dell'Assicurata,
A parere del Comitato, sulla base di queste considerazioni la determinazione del Comitato è quindi corretta. Per la parte eccedente l'Assicurata poteva quindi svolgere integralmente un'attività più leggera quale donna delle pulizie, oppure un'attività in una funzione affine.
II riconoscimento della pensione d'invalidità al 25% da parte della Cassa pensioni, si basa sulla decisione dell'Assicurazione federale per l'invalidità e sull'interpretazione data all'art. 24 Lcpd da codesto Tribunale nella sentenza citata.
(....)
b) Sulla domanda di aumento della pensione d'invalidità al 50%, in contemporanea all'avvenuto aumento della rendita dell'Assicurazione federale per l'invalidità a contare dal 1 settembre 1999
La diagnosi posta dal Servizio di accertamento medico dell'AI (SAM) nel rapporto 5 aprile 1996 - determinante per il riconoscimento della mezza rendita d'invalidità - era la seguente:
• Diagnosi invalidante
- Sindrome lomboradicolare con/su;
- pregresso intervento per ernia
discale
L5 - S1 a ds; - sindrome
radicolare S1 residuale a ds.
- potrusione
discale
L4 - L5;
- canale spinale stretto L4 - L5.
A quel momento nessuna diagnosi di tipo psichiatrico era stata posta. II perito afferma che sotto questo aspetto non vi erano elementi invalidanti.
Con delibera del 21 marzo 2002 l'Ufficio AI del Cantone Ticino - tenuto conto dell'intervenuto peggioramento dello stato di salute dell'Assicurata - ha riconosciuto il diritto alla rendita AI intera a contare dal 1 settembre 1999.
II Comitato, preso atto di questa decisione e sulla base della documentazione medica dell'AZ acquisita agli atti, ha ritenuto che il peggioramento è da attribuire ad una nuova componente invalidante; per questo motivo, con la comunicazione del 26 settembre 2002, ha confermato il diritto alla pensione d'invalidità al 25% ed il diritto per la parte residua alla prestazione di libero passaggio al 25%.
Questa determinazione è poi stata confermata con la comunicazione del 20 marzo 2003.
Queste ultime due comunicazioni sono state intimate per delega del Comitato, dall'Amministrazione della Cassa.
La controparte, con la petizione citata contesta questa determinazione affermando che la componente psichiatrica era già presente al momento della decisione del riconoscimento della mezza rendita AI (cfr. delibera del 17 luglio 1996 dell'Ufficio AI del Cantone Ticino).
La controparte nel sostenere la sua tesi si basa sull'affermazione della Dr.ssa _, che in data 7 ottobre 2002 verbalmente ha confermato all'avv. _ - rappresentante della controparte - che il peggioramento è stato condizionato anche dalla componente psichiatrica. Secondo la giurisprudenza conosciuta, in caso di peggioramento dello stato di salute dopo lo scioglimento del rapporto assicurativo (nella fattispecie dopo il 31 agosto 1995) - se questo peggioramento è causato dalla stessa malattia che ha determinato il riconoscimento dell'invalidità parziale - l'Istituto di previdenza precedente è responsabile della copertura previdenziale e quindi deve riconoscere le relative prestazioni.
Tuttavia, per far si che l'Istituto di previdenza sia chiamato a riconoscere le prestazioni è indispensabile che nella fattispecie vi sia un rapporto di stretta connessità temporale e materiale fra l'aggravamento del danno alla salute e l'incapacità lavorativa che a suo tempo ha condotto all'assegnazione della pensione d'invalidità parziale.
Nella proposta del 1 marzo 2002 la Dr.ssa _ precisa quanto segue:
Anche se gli attuali deficit funzionali non sono ben descritti nel rapporto del curante, in base alla documentazione medica a disposizione è plausibile un peggioramento dello stato di salute soprattutto considerando l'apparizione di una nuova diagnosi psichiatrica, per la quale la psichiatra curante nel 1997 certificava la presenza di IL 50% (precedente valutazione psichiatrica del SAM il 0% per motivi psichiatrici).Si giustifica dunque IL 80% anche per l'attività medio - leggera certificata dal curante nel suo rapporto del 9/1999.
Sulla base di questa valutazione medica, l'Ufficio AI del Cantone Ticino ha quindi riconosciuto all'Assicurata il diritto alla rendita federale d'invalidità intera a contare dal 1 settembre 1999.
A parere del _ - pur non mettendo in dubbio l'affermazione verbale del 7 ottobre 2002 della Dr.ssa _, che fra l'altro non è categorica - determinante per la decisione deve essere la valutazione medica dello stesso perito, confermata per iscritto il 1 marzo 2002.
Secondo questa valutazione medica la nuova diagnosi psichiatrica è dunque apparsa solo successivamente, per cui a nostro parere, non vi è nella fattispecie, un rapporto di stretta connessità temporale e materiale, fra l'aggravamento del danno alla salute e l'incapacità lavorativa che a suo tempo ha condotto all'assegnazione della pensione d'invalidità parziale.

## Considerations