# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1139df35-1bb3-5351-b7f3-03ca9f377348
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

Sentiti: - il Procuratore pubblico, il quale evidenzia innanzitutto che le versioni della vicenda rese dall’imputata e dall’accusatore privato risultano contrapposte. Ritiene che sia la versione di PC 1 quella credibile, alla luce delle risultanze dell’inchiesta. In particolare mette in risalto che: l’attività inerente gli esercizi pubblici è estranea al profilo professionale di PC 1; l’apertura della relazione bancaria voleva soltanto dimostrare la serietà e la solidità finanziaria del possibile partner commerciale; la motivazione addotta dall’imputata circa il conferimento della procura sul conto non è pertinente ed è stata smentita dagli stessi funzionari di banca; l’ordine di bonifico è avvenuto alla totale insaputa dell’avente diritto economico, il quale non è stato informato neppure in seguito; contrariamente a quanto sostenuto dall’imputata, non vi è alcuna traccia di un’autorizzazione preventiva in tal senso. Ribadisce che l’accusatore privato è credibile, coerente nelle sue dichiarazioni e nelle sue azioni, diversamente dall’imputata. Ripercorre quanto avvenuto dopo il trasferimento dei fondi, sottolineando come gli stessi siano stati immediatamente utilizzati per finanziare attività e società del tutto estranee a PC 1. A mente della Pubblica accusa, l’imputata aveva chiaramente, quando ha inoltrato l’ordine di bonifico, la volontà di distrarre i fondi, l’allestimento della fattura 17.08.2009 rappresentando un tentativo di coprire l’illecita operazione. In conclusione, il Procuratore pubblico postula la conferma integrale dell’atto d’accusa, la confisca con assegnazione all’accusatore privato dei saldi del conto bancario presso _ intestato a _ (quale provento di reato), del conto bancario presso _ intestato a _ (quale provento di reato) e del conto bancario presso _ pure intestato a _, nonché il mantenimento del sequestro conservativo sulle altre relazioni bancarie a garanzia delle pretese di risarcimento. Per quanto attiene alla pena, ritenuto che l’imputata si è comportata in modo subdolo e astuto, negando poi in corso d’inchiesta le sue responsabilità, visto inoltre il danno arrecato, chiede che la medesima sia condannata alla pena pecuniaria di 270 aliquote di un importo di CHF 30.- cadauna, da porre al beneficio della sospensione condizionale per un periodo di prova di 2 anni (essendo incensurata e considerata l’assenza di elementi per una prognosi negativa);
- l’avv. RC 1, rappresentante dell’accusatore privato PC 1, il quale riassume i fatti emersi in corso d’inchiesta, rilevando come _ sia il grande assente in quest’aula oggi. Evidenzia come i soldi del suo patrocinato siano stati immediatamente “spazzati” per pagare cose a lui completamente estranee. L’accordo riguardava infatti unicamente il progetto di costituzione di una società per le analisi biochimiche e la commercializzazione del prodotto _, e null’altro. Si chiede, retoricamente, per quale ragione sia stata acquistata una società vuota, la _, e non sia stata costituita una nuova società, visto che quest’ultima opzione era più semplice, meno onerosa dal profilo dei costi e richiedeva soltanto il blocco del conto bancario. Afferma che la menzione sull’ordine di bonifico (“costituzione di società”) è menzognera e che la fattura, riguardante prestazioni mai compiute, rappresenta una crassa bugia; sottolinea il lapsus dell’inserimento, nella predetta fattura, della prestazione relativa alla stesura degli statuti della società. Sostiene che l’imputata ha avuto sin dall’inizio l’intenzione di distrarre i fondi. Conclude rinviando alle conclusioni contenute nell’istanza da lui prodotta in data odierna, associandosi, per quanto attiene alla pena, alla proposta avanzata dal Procuratore pubblico e postulando l’attribuzione al suo assistito di tutti i conti sequestrati;
- l’avv. DF 1, difensore dell’imputata AC 1, il quale si lamenta innanzitutto del fatto che nell’atto d’accusa sia fatto riferimento alla falsità della fattura 17.08.2011 senza che sia stata promossa una conseguente accusa al riguardo. Evidenzia che l’imputata non è mai stata azionista di nessuna delle società prese in considerazione dall’inchiesta. Sottolinea che l’imputata non ha mai agito per sé, ma semmai per terze persone. Afferma che la sua assistita era convinta che PC 1 avrebbe partecipato alla costituzione di una società (il cui nome non gli era ancora stato comunicato). Rileva che l’imputata fungeva soltanto da segretaria e assistente nella _ e che gli accordi con PC 1 erano stati conclusi da _, non da lei. Riconosce che la fattura ha rappresentato una scelta infelice, ma ritiene che, se l’imputata ha sbagliato, lo ha fatto per negligenza, poiché credeva che l’accordo raggiunto da _ con PC 1 riguardasse anche il figlio _. Ricorda al proposito lo scritto di _ con il quale quest’ultimo chiede scusa per il suo comportamento. Sostiene che non vi è alcun dolo imputabile alla sua assistita, ma al massimo semplice negligenza: l’imputata non ha mai voluto danneggiare PC 1 e si è limitata a dare seguito alle richieste che le erano state formulate da _. A mente dell’imputata, il trasferimento dei fondi rientrava negli accordi presi oralmente. Nella denegata ipotesi in cui fosse riconosciuto il dolo, considera che, viste le circostanze, la pena debba essere limitata in maniera evidente e non essere eccessivamente severa. Non si oppone alle richieste di confisca, ma si oppone alla condanna al versamento della somma di CHF 100'000.- in favore dell’accusatore privato, postulando invece il rinvio di tale pretesa al foro civile.
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
1. CURRICULUM VITAE
AC 1 è nata a _ _.
a) Formazione e vita lavorativa
Nel capoluogo _ AC 1 ha frequentato le scuole dell’obbligo e l’istituto superiore alberghiero, dove ha ottenuto la maturità.
Nel 1996 si è laureata in diritto ed istituzioni dell’_ presso l’Università di _.
Nello stesso anno ha frequentato un Master di 5 mesi in negoziati ed affari internazionali ad _, _.
In seguito si è iscritta all’albo degli analisti di _ (_).
Dal 1996 al settembre 2009 la sua attività professionale è stata quella di consulente aziendale e dirigente di qualche società in _ ed in _.
Insieme all’allora compagno _, AC 1 si è trasferita in _ nel gennaio 2008.
L’idea era che lei continuasse la sua attività di consulente e che lui aprisse un ristorante.
Il 2 giugno 2008 i due hanno rilevato la Sagl “_” la quale gestiva l’albergo _ di _. Questa attività l’hanno portata avanti fino a maggio/giugno 2009. La _ è stata venduta da _ a _/AC 1 nell’estate del 2008. _ ne è stato l’amministratore unico a partire da maggio 2009 (_/AC 1 lo conoscono nell’ambito della vendita dell’albergo _ in quanto amministratore della società che doveva riprenderlo).
La _, con sede in via _, _, doveva servire a gestire l’albergo _ ed eventuali progetti futuri.
Nel mese di gennaio 2009 la AC 1 si è iscritta al registro degli arbitri alla camera di commercio di _.
Nel maggio 2009 ha depositato il suo dossier presso l’autorità di _ per chiedere il patentino che abilita alla professione di fiduciario. In data 23.09.2009 non aveva ancora ottenuto risposta.
Da giugno 2009 la AC 1 è stata assunta formalmente dalla _
Nel frattempo si erano già interessati a “_” di via _, _ e nel maggio/giugno 2009 hanno ritirato l’inventario dall’Ufficio Fallimenti per il prezzo di 9'000.-. Nello stesso periodo hanno sottoscritto un contratto di locazione per uno spazio commerciale in Via _ a _. Nel settembre 2009 avrebbe dovuto aprire l’_
“_”
, tuttavia il sequestro del conto societario ha impedito il rispetto del contratto di locazione e quest’ultimo è stato rescisso.
Quanto alle società che qui interessano si segnala innanzitutto la _, costituita da _/AC 1 quando erano residenti in _ (2005/2006). Essa doveva servire per poter lavorare come consulenti aziendali all’estero. Con sede a _, non ha dipendenti né ha legami, né con la _, né tantomeno con i signori PC né ancora meno con la _, società ceduta da _ a _/AC 1 nel luglio 2009, che doveva servire, a loro dire, a gestire le attività commerciali legate ai signori PC, il cui amministratore unico, fin dalla costituzione nel novembre 2007, è _.
b)
Vita affettiva
All’inizio del 2006, in _, conobbe _ con il quale ebbe e a convivere già in quel paese.
Nel giugno/luglio del 2007 tornarono in _.
In dicembre 2008 decisero di trasferirsi in _ per motivi professionali (difficoltà economiche in _ ed in _ a causa della crisi). Al momento dei fatti oggetto di questo procedimento i due erano ancora compagni; mentre al dibattimento AC 1 ha riferito che nel frattempo la sua relazione sentimentale con il _ è finita.
c) Situazione economica
La AC 1 si è notificata all’amministrazione delle contribuzioni come ereditiera con un reddito annuo di 146'861.-.
Da maggio 2009 ha affermato di essere stipendiata dalla _, con un salario di 6'500.- lordi e di non disporre di conti esteri.
Ha detto di possedere una casa in località _ (_) del valore di circa 20'000 Euro.
E’ oggetto di diverse esecuzioni in corso per fr. 72'000.- che, almeno sinora, non hanno prodotto alcun pignoramento. A dire il vero nemmeno si sa se i creditori hanno proseguito nella procedura d’incasso oppure si sono fermati all’opposizione al PE, con il che tali esecuzioni hanno da essere considerate come semplice costatazione di fatto della loro esistenza, senza fornire alcuna indicazione utile per il giudizio, nemmeno in merito alla commisurazione dell’eventuale sanzione pecuniaria.
Come emerso in aula, attualmente l’accusata non svolge attività lavorative. Percepisce indennità di disoccupazione di fr. 3'405.- al mese che termineranno a novembre di quest’anno. Alla richiesta di sapere cosa intende fare in futuro, ha riferito che è alla ricerca di lavoro quale segretaria di direzione nel _, escludendo di voler tornare in _.
Trasferitasi a _, vive in un appartamento dove paga un canone mensile di fr. 950.-. Vive sola e paga un premio di CM di fr. 355.--. Sia che sia, dopo breve discussione, le parti in aula hanno concordato, in caso di condanna ad una pena pecuniaria, un’aliquota giornaliera di fr. 30.- l’una.
d) Precedenti penali
Dal casellario giudiziale svizzero e da quello _ non risultano iscrizioni a carico dell’imputata. E’, quindi, stata giudicata come incensurata.
2. FATTI E MOTIVI A DELINQUERE
2.1. La conoscenza tra i PC (il padre PC 1 ed il figlio _), AC 1 e _ e il primo incontro a _ a fine giugno 2009
_, attraverso un amico in comune, conobbe _ nel maggio/giugno 2009 a _ del _ (_).
Poco dopo i signori PC si recarono a _ per discutere di investimenti in _, presentandosi in Via _, presso gli uffici della AC 1.
PC 1 ha dichiarato di avere conosciuto AC 1 e _ verso la fine di giugno 2009 a _ in occasione di un incontro organizzato da suo figlio _ e da _. PC 1 e _ avrebbero dapprima incontrato _ presso il bar _ in Piazza _ e, dopo circa una mezz’ora, accompagnati da quest’ultimo, si sarebbero recati presso gli uffici della _ in Via _ per incontrare AC 1.
Sempre stando alle dichiarazioni rese da PC 1, il figlio _ avrebbe conosciuto in modo fortuito _ a _ agli inizi del mese di giugno 2009 (
“25 giorni prima”,
inteso prima dell’incontro a _ di cui sopra). _ avrebbe a quel momento proposto a _
“degli incontri per parlare di business a _, dove diceva di essere molto introdotto”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pagg. 1 e 2).
Al riguardo _ ha affermato:
“_, che sarebbe il figlio di PC 1, l’ho conosciuto a _ circa 3 / 4 mesi fa (
ndr: ossia luglio / giugno 2009)
. Me lo aveva presentato un amico in comune che vive lì. In sostanza l’ho conosciuto durante una cena informale. Il padre invece l’ho conosciuto qui a _ poiché era stato portato dal figlio. Questo è successo circa 3 mesi or sono
(ndr: giugno 2009)
”.
(...)
Premetto che a _, quando ho conosciuto il figlio non abbiamo discusso di nulla. Quest’ultimo mi disse che mi sarebbe venuto a trovare a _ perché suo padre già conosceva la città. Infatti, circa 3 mesi fa
(ndr: giugno 2009)
si sono presentati presso l’ufficio dove lavora la mia compagna, ovvero in Via _ presso la _”
(VI Polizia _ 23.09.11, pag. 2).
Tornando all’incontro di fine giugno 2009 a _ tra i due PC, _ e AC 1, PC 1 ne descrive così il contenuto:
“Presso questi uffici
(ndr: gli uffici in Via _ a _)
, abbiamo discusso per un paio d’ore dei miei intenti, dei miei sogni professionali, di arte, di ammirazione verso la città di _, ecc.. In sostanza è stata un’occasione per presentarci noi alla signora AC 1 e viceversa”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pag. 2).
Questa invece la versione fornita da _:
“In quella circostanza
(ndr: ossia quando, a suo dire, PC 1 e _ si sarebbero presentati a _ presso gli uffici della _)
in cui ero presente pure io, i signori PC mi chiedevano di voler investire del denaro qui in _ chiedendomi se stessi facendo qualche attività. Da parte mia gli rispondevo che ero in trattativa per aprire due locali (2 bar) e che poteva (parlavo con il figlio) entrare in società con me ad un prezzo molto conveniente di circa Euro 30'000.- perché era tutto in fase embrionale. Gli spiegavo a _ che se fosse subentrato quale socio investitore in quel momento, aveva un determinato costo (quello appena riferito) mentre che se fosse subentrato ad attività iniziata / registrata, il costo sarebbe stato più elevato. Mi rispondeva che ci avrebbe pensato un attimo e che mi faceva sapere. (...)”
(VI Polizia _ 23.09.09, pag. 2).
Nel corso dell’interrogatorio sopra citato, _, al momento di spiegare la relazione con PC 1, non ha fatto alcun accenno o riferimento a questo primo incontro a _, che permetta di comprendere se sia stata affrontata in quell’occasione anche la questione degli investimenti di PC 1, e non soltanto del figlio _. Ci torneremo più tardi, anche se vale la pena sottolineare già sin d’ora che, secondo _,
“(...) i PC si sono praticamente sempre presentati assieme tranne quando
(ndr: PC 1)
mi ha portato i soldi”
(VI Polizia _ 23.09.09, pag. 4).
AC 1 ha riferito delle circostanze in cui ha conosciuto i signori PC nei seguenti termini, narrando anche di un sopralluogo presso i due esercizi pubblici di cui avrebbero discusso già in occasione di questo primo incontro (aspetto, questo del sopralluogo, che non emerge in alcun altro verbale):
“_
(ndr: _)
aveva conosciuto _ agli inizi di giugno 2009 a _ durante un suo soggiorno. Tramite amici comuni _ è entrato in contatto con _. In quell’occasione _ aveva spiegato le loro difficoltà economiche _ e cercava delle alternative economiche, e visto che noi siamo a _, la richiesta di _ era mirata a questa città. _ gli disse che stava aprendo due attività a _ e che se la cosa gli interessava potevamo sviluppare e realizzarle insieme.
Qualche giorno dopo, _ e il padre PC 1, sono saliti a _ e ci siamo incontrati e conosciuti nel nostro ufficio di via _.
ADR: Durante questo incontro ci sono state delle proposte da parte dei signori PC, e noi abbiamo illustrato le nostre due attività (bar _). Ricordo che siamo pure andati sui due luoghi per fare un sopralluogo.
Dopo qualche giorno i signori PC sono ritornati a _ dicendo che potevamo iniziare un’attività di partenariato e collaborazione commerciale insieme”
(VI Polizia AC 1 23.09.09, pagg. 4-5).
Sul contenuto dei rapporti d’affari tra i PC, AC 1 e _, ci torneremo.
Dinanzi alla PP la AC 1 ha dichiarato:
“Ho conosciuto il signor PC 1 nel giugno 2009 contemporaneamente al figlio _. Li ho conosciuti a _”
(VI PP AC 1 18.01.10, pag. 2).
Sempre dinanzi alla PP, PC 1 ha invece riferito:
“Il signor _ ci aveva presentato la qui presente (ndr: AC 1) come avvocato, responsabile della _, Giudice di Pace ed incaricata di consulenze presso la Camera di commercio. _, nelle varie occasioni di incontro che abbiamo avuto (comprensive anche di qualche cena) si è presentato come persona introdotta ad alti livelli, ben inserito a livello internazionale in vari organismi tra cui anche la _. Egli si è anche vantato di possedere una cospicua sostanza, estesa a relazioni bancarie su banche svizzere, tra cui _”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 3).
Per completezza d’informazione si rileva che nella documentazione sequestrata presso gli uffici della AC 1 vi è un mail del 01.07.2009 del consulente del _ indirizzato _, nel quale _ scrive alla AC 1 iniziando con un
“Buongiorno Avvocato”
. Ma tant’è. Resta, per quel che qui importa, che i primi a conoscersi furono _ e _. Questi presentò poi il _ al padre PC 1. In seguito vennero a _ dove conobbero la AC 1 negli uffici che questa occupava in via _.
2.2. L’apertura della relazione bancaria presso il _
Il 3 luglio 2009 venne aperta una relazione bancaria presso il _ a _, intestata a PC 1, sulla quale fu conferita a AC 1 procura con diritto di firma individuale. Le persone interrogate hanno fornito opinioni diverse sui motivi soprattutto del conferimento del diritto di firma individuale sul conto a favore di AC 1. In particolare per PC 1 è stata la stessa AC 1 a riferirgli che, altrimenti, il conto non poteva essere aperto. Per la AC 1 tale fatto non sarebbe stata un’esigenza ma un consiglio o un auspicio espresso dal funzionario _ secondo il quale, invece, egli avrebbe semplicemente eseguito quanto i due avevano già tra di loro pattuito, anche perché una tale esigenza non avrebbe, dal profilo bancario, alcun senso. Per la Corte tale circostanza è rimasta, sia che sia, secondaria, il giudizio essendosi fondato su elementi documentali certi, astrazion fatta da testimonianze che hanno semplicemente raccolto la versione di una o dell’altra parte, senza supporti probatori certi. Determinante è, per finire, risultata la circostanza che il conto è stato aperto a nome di PC 1 e che alla AC 1 è stata conferita procura individuale. Per completezza di giudizio si indicano comunque le risultanze degli interrogatori degli interessati.
Per PC 1, l’apertura della relazione era motivato unicamente dalla sua volontà di poter disporre di un conto in _:
“Il 3 luglio 2009 per dare anche una eventuale successiva prova della mia solvibilità, abbiamo aperto un conto corrente al _ di _ sul quale ho depositato chf 120'000.- con 4 assegni da Euro 20'000.- cadauno”;
“(...) in realtà i chf 100'000.- per aprire il conto presso la _ di _, era una cosa che volevo fare per piacer mio per avere una disponibilità nella Confederazione e non avevo altri scopi. Era un conforto mentale mio”
(VI Polizia PC 1 17.09.09, pagg. 2 e 3).
A mente di PC 1, la procura in favore della AC 1 fu richiesta da quest’ultima:
“Al momento dell’apertura del conto, la signora AC 1, in presenza del signor _ del _, mi fece presente che se lei non fosse entrata come procuratrice con diritto di firma, il conto corrente non poteva essere attivato.
Ha motivato questa sua affermazione dicendo che la sua presenza era una condizione fondamentale per poter aprire detto conto”
(VI Polizia PC 1 17.09.2009, pag. 2).
_, dal canto suo, ha sostenuto che il conto (privato) intestato a PC 1 sarebbe dovuto servire all’avvio di una società. Egli ha ricordato l’episodio nei seguenti termini:
“Nel corso del mese di luglio 2009, la prima settimana, PC 1 si presenta a _ presso l’ufficio di AC 1. In quella circostanza è arrivato con il treno. In quella circostanza, ci presentava mi sembra 4 assegni circolari da Euro 20'000.- cadauno chiedendoci di aprirgli un conto corrente privato che però doveva servire all’avvio di una nuova società che ci vedeva coinvolti assieme. (...).
La sostanza è che PC 1 voleva usufruire di una società _ per i suoi comodi e degli affari / problematiche che vertono sulla sua persona”
(VI Polizia _ 23.09.2009, pag. 4).
Sempre _, in relazione all’apertura del conto:
“PC 1, il sottoscritto e AC 1, durante la prima settimana di luglio 2009, ci siamo recati in banca presso il _ in centro a _ ed abbiamo aperto un conto corrente a nome di PC 1 il quale dava procura di gestire il suo conto a AC 1. Il consulente del _, signor _, diceva che il conto corrente a nome PC 1 poteva aprirlo però necessitava pure la firma di AC 1 perché parte del denaro depositato (CHF 100'000.-), al momento del pagamento e quindi incasso degli assegni, l’equivalente di CHF 100'000.- sarebbe stato poi trasferito sui conti della società _, al fine di aprire una società anonima. Quest’ultima società, come in precedenza dichiarato, avrebbe gestito gli affari di PC 1, _ e AC 1 a fronte di tutto il lavoro che si stava facendo. E’ doveroso precisare che in quel momento, AC 1 ed io, abbiamo inteso che divenivamo soci del PC 1. Così è partita la “collaborazione”
(VI Polizia _ 23.09.2009, pagg. 4-5).
Così come _, anche la AC 1 ha fatto riferimento ad una futura attività in comune. In occasione del suo primo interrogatorio, quello avvenuto dinnanzi alla Polizia il 23.09.2009, la AC 1 ha affermato:
“Il signor PC 1 si era presentato un venerdì pomeriggio nel nostro ufficio senza preavviso. Estraeva da un taschino interno dei pantaloni 4 assegni circolari da Euro 20'000.- cadauno chiedendoci di aprire un conto corrente.
A questo punto ho censito il signor PC 1 compilando il formulario USF “Apertura relazione/Profilo cliente” del 10.07.2009 (copia allegata al verbale). Abbiamo in seguito accompagnato il signor PC 1 presso il _ di via _ dove abbiamo incontrato il signor _ consulente commerciale e non privata. Questo perché l’apertura del conto era finalizzata all’apertura di un attività futura comune.
In banca ci dissero che per le procedure bancarie correnti dovevano conoscere il correntista e la provenienza dei fondi, e auspicavano la firma di qualcuno a loro conosciuto. Nella discussione siamo arrivati alla conclusione avrei messo io la firma come procuratrice. Questo perché al momento che fosse arrivata la disponibilità di questi soldi sul conto, i CHF 100'000.- già convenuti in quell’occasione, sarebbero stati destinati alle attività di cui prima.
ADR.: E’ solo per questo motivo che io ho accettato di mettere la mia firma sul conto del signor PC 1.
Infatti non ci sono state altre movimentazioni su questo conto da parte mia se non il 17 luglio 2009 per la girata dei chf 100'000.-”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 6).
La AC 1 ha negato di avere mai detto a PC 1 che per l’apertura di un conto era necessaria una procura di una persona domiciliata in _:
“No, non ho detto che era necessario, ma consigliabile perché altrimenti con quei presupposti non avrebbe avuto l’apertura del conto”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 6).
A quali presupposti si riferisse, non si sa.
Il consulente bancario _ è stato interrogato il 18.09.2009 dalla Polizia. Egli ha conosciuto PC 1 in occasione dell’apertura della relazione in oggetto, mentre già in precedenza conosceva sia _ sia AC 1 per ragioni professionali.
Sulla motivazione alla base dell’apertura del conto nonché del conferimento di una procura alla AC 1, _ ha dichiarato:
“Ricordo che la motivazione per la quale è stato aperto il conto era quella che il signor PC 1 insieme a AC 1 e _, volevano intraprendere una attività commerciale, un partenariato. In sostanza il signor PC 1 ha aperto una relazione bancaria, e si è poi messo all’incasso gli assegni bancari, poiché parte del provento sarebbe servito quale apporto in questo nuovo loro progetto commerciale.
La necessità di dare procura alla signora AC 1 è emersa da quest’ultima, ed il signor PC 1 ha acconsentito.
ADR.: Che in quell’occasione la signora AC 1 non ha detto il perché lei doveva avere la procura sul conto. Da quello che ricordo nemmeno il signor PC 1 si è posto il problema.
ADR.: Solo in un’altra occasione successiva, il signor PC 1 mi aveva detto che la procura alla signora AC 1 è stata attribuita in quanto la stessa aveva asserito che fosse necessaria la procura a un cittadino domiciliato in _, senza la quale una relazione bancaria non sarebbe stata concessa.
Devo dire che in termini bancari questa affermazione non è assolutamente vera. In quell’occasione dissi a PC 1 che se avesse sollevato la questione al momento dell’apertura, gliel’avrei già esplicitato”
(VI Polizia _ 18.09.2009, pag. 2).
Queste invece le dichiarazioni della AC 1 rese dinanzi alla PP:
“Il giorno di venerdì 3 luglio 2009 il signor PC 1 è venuto nel nostro ufficio di via _ (intestato a _) con 4 assegni circolari intestati a lui da Euro 20'000 cadauno. Ci ha detto che desiderava aprire un conto a suo nome su cui incassare gli assegni in questione. Egli era infatti intenzionato a trasferirsi in _ insieme alla moglie. Con lui avevamo esplorato delle possibilità di insediamento in quanto lui avrebbe voluto gestire una serie di attività, tra cui un laboratorio di analisi e la distribuzione di prodotti medicali. A quel punto o io o il signor _ abbiamo contattato il signor _, consulente bancario presso _. Insieme ci siamo recati presso _ dove abbiamo incontrato il consulente _. Lì si è deciso di aprire un conto personale a nome del signor PC 1 con procura a me. Su consiglio del signor _ sono stata indicata come procuratrice della relazione in quanto il signor PIFA 1 non aveva residenza in _ e comunque non era conosciuto dalla banca.
La PP mi contesta quanto dichiarato dal teste _ nel verbale davanti alla Polizia il 18 settembre 2009 a pagina 2.
Ribadisco che la necessità di conferire procura sul conto a mio favore è emersa nel corso dell'incontro in banca. Ne avevamo parlato prima con il consulente _, il quale, non potendo risolvere la situazione, ci ha accompagnato dal suo collega _.
Mi viene prospettato che, secondo il mio dire, quel giorno 3 luglio 2009 il signor PC 1 si è presentato senza appuntamento nei nostri uffici con 4 assegni indicando la necessità di aprire un conto per procedere all'incasso degli stessi.
Il signor PC 1 avrebbe portato il capitale necessario per costituire una nuova società e per avere il supporto iniziale per potersi insediare in _. Con lui avevamo discusso nel senso che _ sarebbe diventato socio di questa società al 50%. _ non avrebbe liberato il capitale, perlomeno non in quel momento, ma il suo apporto iniziale alla società sarebbe consistito nella realizzazione di tutti i progetti che avevamo in corso con lui e che PC 1 da solo non avrebbe potuto realizzare (progetto agriturismo in _, distribuzione del prodotto _). (...)”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pagg. 2-3).
Nel corso del verbale del 18.01.2010 dinanzi alla PP è stato interrogato anche PC 1. Non si può non rilevare come la sua versione sia diversa rispetto a quella da lui fornita dinanzi alla Polizia, nella misura in cui, oltre allo scopo di poter disporre di risparmi su un conto svizzero, fa anche riferimento alla costituzione di un’eventuale società:
“Tornando alla ragione per la quale ho concesso una procura alla qui presente dichiaro che avevo manifestato da sempre il desiderio di avere un "gruzzoletto" in _ che poteva servire sia a fini personali sia a costituire un'eventuale società. La signora AC 1 mi ha fatto capire che se non ci fosse stata una procura a suo favore a di un residente in _, non sarebbe stato possibile aprire un conto a mio nome”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 4).
2.3. Il bonifico
Con scritto datato 17.07.2009, ricevuto dalla banca il 21.07.2009, AC 1 ha ordinato un bonifico di CHF 100'000.- a debito della relazione aperta presso il _ di _ intestata a PC 1 e a favore della relazione aperta presso il _ di _ intestata _ SA (cfr. allegato a VI Polizia AC 1 23.09.2009).
Nel predetto scritto il bonifico è stato giustificato dalla AC 1 con i seguenti termini:
“a fronte del versamento di capitale sociale”.
Il bonifico è stato operato in data 03.08.2009, così come attestato dall’avviso di addebito del _ di medesima data (cfr. allegato a VI Polizia AC 1 23.09.2009). Quale motivo del pagamento, l’avviso di addebito riporta la causale
“versamento capitale sociale”
.
* * *
PC 1 ha sempre negato di avere autorizzato il bonifico in questione:
“(...) da parte mia non ho mai autorizzato, né verbalmente né per iscritto, la signora AC 1 a prelevare denaro dal mio conto presso il _, tanto meno la somma di chf 100'000.-. per acquistare il pacchetto di azioni completo di una società della quale non conoscevo nemmeno l’esistenza, la “_” di _, con sede di rappresentanza a _ in via _”
(VI Polizia PC 1 17.09.2009, pag. 3);
“(...) mi sono accorto che erano stati prelevati i chf 100'000.- dalla signora AC 1 solo quando sono andato in banca per verificare se il corrispettivo dei soldi che avevo versato dall’_ erano stati accreditati. Solo in quel momento ho saluto quanto aveva fatto la signora AC 1.
Ho chiesto immediatamente di parlare con il signor _, il quale mi ha prontamente ricevuto. Presente anche una certa signora _, nella sorpresa generale che un prelievo di tale quantità fosse stato tenuto all’oscuro del titolare del conto corrente, quindi il sottoscritto.
La signora _ ed il signor _ mi hanno invitato, offrendomi un telefono cellulare della banca a contattare immediatamente la signora AC 1, cosa che è stata fatta in loro presenza e così hanno ascoltato l’intera telefonata.
Al telefono la AC 1 ha cercato di ammorbidire la mia rimostranza, anche se educata, invitandomi prontamente a raggiungerla negli uffici della _, anche perché da li a un ora sarebbe partita per le vacanze. Erano infatti all’incirca le ore 1200.
Mi sono recato immediatamente alla _, dove ho trovato ad accogliermi sia AC 1 che _. Dopo un quarto d’ora di conversazione generica e formale ribadendo i due che dovevano scappare per le vacanze, alla domanda precisa del perché erano stati presi i chf 100'000.-., chiarissimamente sia _ che AC 1 hanno risposto con queste precise parole:
“Era un fatto dovuto per il buon andamento del conto corrente”.
Ho chiesto loro, allora, quando sarebbero rientrati sul mio conto questi soldi, perché io non avevo dato nessun ordine in questo senso e non avevo concordato con loro nessun acquisto o vendita. La risposta di entrambi è stata:
“Il giorno 20 rientriamo dalle ferie e ti ridaremo i chf 100'000.—“.
Ho ribadito loro la fiducia in questa promessa, promettendo di dimenticare l’episodio come se nulla fosse accaduto.
Ci siamo salutati e sono rientrato immediatamente in banca, dove alla signora _ ed al signor _, ho riferito la conversazione appena avuta alla _, e quindi ho confermato al signor _ ed al signor _ che dovevamo attendere il fatidico giorno 20 per il rientro di entrambi dalle vacanze.
Da quel momento fino ad oggi non ho più avuto nessun contatto telefonico o personale di nessun tipo con i due.
La stessa cosa dicasi per mio figlio, il quale tuttavia è stato avvicinato il 13 o 14 agosto dal signor _ in una località balneare di _, e al quale _ ha proferito minacce di ogni tipo lasciandosi sfuggire anche che la AC 1 (AC 1) per questa avventura cui l’ha indotto lui stesso (_) voleva interrompere ogni rapporto di convivenza. In sostanza AC 1 voleva lasciare il _ per questa storia senza destino”
(VI Polizia PC 1 17.09.2009, pagg. 4-5).
Così PC 1 dinanzi alla PP, in presenza della AC 1:
“Non ho autorizzato in alcun modo la qui presente ad eseguire bonifici a favore di terzi. La qui presente neppure mi ha chiesto preventivamente l'autorizzazione ad eseguire il bonifico di CHF 100'000 addebitato sul mio conto il 3 agosto 2009. Sono venuto a conoscenza del bonifico in questione il giorno 10 agosto 2009. In effetti il signor _ mi aveva detto che occorrevano circa una ventina di giorni per l'accredito dei fondi sul mio conto. Incuriosito dal fatto che non avevo ancora ricevuto l'accredito, il giorno 10 agosto 2009 mi sono recato direttamente in banca. In quell'occasione ho scoperto che l'accredito era avvenuto con valuta 31 luglio e che il 3 agosto era stato fatto il bonifico a favore di una società terza a me totalmente estranea ovvero a favore della _. Visto il mio sconcerto il signor _, con la dottoressa _ e il funzionario _, hanno chiamato la AC 1, informandola sul fatto che mi trovavo in banca e che avevo delle rimostranze da fare. Mi hanno poi passato il cellulare. La AC 1 mi ha invitato a passare negli uffici della sua società per un chiarimento in quanto non ci sarebbe stato nulla di anomalo. Mi sono allora recato in via _, dove _ ha preso in mano la conversazione per stemperare i toni, che in ogni caso da parte mia sono stati corretti. _ si è lamentato ripetutamente del comportamento di mio figlio _, il quale aveva interrotto il giorno 3 agosto 2009 ogni collaborazione con lui rientrando in _. (...) Esasperato dalla situazione mio figlio ha cessato ogni forma di collaborazione, rientrando in _.
(N.B. secondo AC 1 la lettera di dimissione nei termini ivi riportati e di cui si dirà dopo, fu allestita dal figlio dietro pressioni del _).
Dopo lo sfogo di _, ci ha raggiunto anche la AC 1, la quale, con lo sguardo basso, si è giustificata dicendo che quell'operazione era un fatto dovuto per movimentare il conto e che mi avrebbero comunque restituito i soldi il giorno 21 agosto 2009 al ritorno dalle vacanze che iniziavano quel giorno stesso. La AC 1 non specificò le modalità con le quali avrebbe restituito il denaro. Io le feci fiducia, augurando loro buone vacanze. Subito dopo sono ritornato presso _ ed ho riferito ai consulenti della banca il contenuto della conversazione appena avuta e la promessa fattami da AC 1 di restituirmi l'intero importo di CHF 100'000. Il signor _ mi ha augurato buona fortuna, dicendomi che sperava che fossero di parola”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 4);
“Non ho mai dato alcun mandato di consulenza a _ società che mi è totalmente sconosciuta. Contesto totalmente l'addebito avvenuto sul mio conto. Ribadisco che la qui presente non mi ha mai chiesto preventivamente il consenso per effettuare questo addebito né tanto meno mi ha dato un resoconto spontaneo prima del giorno in cui ho scoperto l'addebito”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pag. 5).
Nel corso del suo interrogatorio dinanzi alla Polizia, _, mentre espone le circostanze dell’apertura del conto e le giustificazioni per il conferimento della procura alla AC 1, di fatto sostiene che il trasferimento della somma CHF 100'000.- era già stato oggetto di discussione al momento dell’apertura del conto:
“(...)
Il consulente del _, signor _, diceva che il conto corrente a nome PC 1 poteva aprirlo però necessitava pure la firma di AC 1 perché parte del denaro depositato (CHF 100'000.-),
al momento del pagamento e quindi incasso degli assegni, l’equivalente di CHF 100'000.- sarebbero stato poi trasferito sui conti della società _, al fine di aprire una società anonima
. (...)”
(VI Polizia _, 23.09.2009, pag. 5).
In realtà, _, contrariamente a _ e PC 1, ha dichiarato che quel giorno egli non era presente - assenza confermata anche dalla sua assistente _ nata _, pure interrogata - e che la telefonata era stata fatta da PC 1 in presenza di altri colleghi della banca. _ ha, poi ed improvvisamente, fatto cenno al fatto che, al rientro dalle vacanze, avrebbero allestito un conteggio dare/avere a liquidazione dei rapporti, circostanza mai avanzata fino a quel momento:
“I primi giorni di agosto, si interrompe definitivamente il rapporto con _ per i motivi sopra detti (lettera di proprio pugno di rinuncia a tutto). Da quel momento dei PC non ho più avuto notizie tranne che il
10 agosto 2009
, momento nel quale il consulente _ signor _ contatta AC 1 dicendogli che il signor PC 1 era presente in sede per chiudere il conto. Dopo la telefonata con il signor _, AC 1 ed io riceviamo in ufficio il PC 1. Gli si spiegava, ancora una volta, che ci doveva pagare a fronte della fattura. PC 1, accettava il fatto di ricevere una nostra fattura chiedendoci addirittura di ottenere uno sconto sui CHF 1'000.- orari che ci doveva pagare. Gli si ribadiva che lui doveva pagare quello che sarebbe figurato nella fattura e che fino a quel momento, dai conti della _ non aveva ancora toccato nulla nessuno.
Per riassumere, il giorno 10 agosto 2009, con PC 1 si è rimasti d’accordo che ci saremmo pianificati la fattura al ritorno dalla mie vacanze che iniziavo proprio quel giorno.
Due o tre giorni successivi, AC 1 ed io, eravamo a _ e riceviamo una mail da PC 1 dove ci diceva che noi lo avevamo rapinato. Io a quel punto chiamavo il figlio _ e gli dicevo che lui la storia la sapeva e che non capivo la mail del padre. La risposta di _ era, guarda caso, sempre la medesima, cioè che non aveva nulla a che con il padre. Dato che sapeva che avevo ragione, _ mi diceva che avrebbe chiamato suo padre e che lo avrebbe fatto tornare alla ragione. In quel momento AC 1 era scossa e rientrava in _ perché il lunedì successivo ha inoltrato una formale denuncia contro _ e PC 1”
(VI Polizia _ 23.09.2009, pagg. 7-8);
“I CHF 100'000.- so che sono entrati sui conti della _ tra il 29 luglio 2009 e i primi giorni di agosto.
Voglio puntualizzare che nel lasso di tempo, quindi dalla consegna degli assegni sino all’incasso è trascorso quasi un mese. In sostanza, fino al 10 agosto 2009, la situazione era che il figlio, _ aveva rinunciato a tutto, che PC 1 mi doveva pagare una fattura che dovevamo ancora quantificare e come da pre-accordo preso dalla Banca _ unitamente a PC 1, i CHF 100'000.- erano depositati nel conto corrente della _
”
(VI Polizia _ 23.09.2009, pag. 8).
Come già indicato in precedenza, la AC 1
ha dichiarato che la procura le era stata conferita nell’ottica di poter disporre della somma di CHF 100'000.- una volta che la stessa fosse stata depositata sul conto.
In relazione al bonifico poi effettuato, la AC 1 ha dichiarato dinanzi alla Polizia:
“L’intenzione era quella di avere a disposizione il denaro per l’attività, ed è per questo che sono stati versati sulla _”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 7).
Alla domanda a sapere se fosse stata autorizzata a compiere il bonifico in oggetto, la AC 1 ha risposto:
“Sì verbalmente al momento dell’apertura del conto in presenza dei funzionari della banca. Ricordo a questo proposito che i funzionari della banca chiesero il versamento del capitale su un conto deposito per la costituzione della società. Noi abbiamo risposto di aver in acquisto una società già esistente, e infatti pochi giorni dopo chiedemmo il trasferimento del conto da _ a _ sotto il nostro consulente signor _.
(...) non ho assolutamente agito di mia iniziativa”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 7).
Dinanzi alla PP, la AC 1 ha affermato (non facendo alcun riferimento all’autorizzazione preventiva ricevuta verbalmente al momento dell’apertura del conto, di cui invece aveva parlato dinanzi alla Polizia):
“
La PP mi chiede se abbia chiesto il consenso preventivo, anche solo verbale da parte del signor PC 1 per l'addebito
.
Non c'è alcuna autorizzazione scritta da parte del signor PC 1 a trasferire quella cifra. Ho fatto il bonifico datato 17 luglio 2009 per la ricapitalizzazione della _ che al 17 luglio 2009 era la società che doveva portare avanti tutte le attività comuni.
Non esiste alcun contratto di acquisto azioni da parte del signor PC 1.
Mi viene chiesto se al signor PC 1 sia stata data comunicazione dell'avvenuto addebito con questa causale prima del giorno 10 agosto 2009, giorno in cui il signor PC 1 ha disconosciuto il bonifico.
No perché non parlavamo di queste cose al telefono e lui non è venuto sino al 10 agosto 2009.
La PP
mi chiede se abbia mai consegnato al signor PC 1 le azioni della _.
Non è stato possibile perché il giorno 10 agosto 2009 le azioni non erano ancora state emesse e noi stavamo partendo per le vacanze.
La PP
mi chiede se quel giorno ovvero il 10 agosto 2009, allorquando PC 1 è venuto da noi lamentandosi per l'addebito di CHF 100'000 che aveva scoperto in banca, gli abbia detto che l'addebito era avvenuto per l'acquisto da parte sua delle azioni della _, rispettivamente se gli abbiamo proposto di consegnargli le azioni.
Noi abbiamo detto al signor PC 1 che quel montante corrispondeva al versamento del capitale della società, da ricapitalizzare ragione per la quale erano stati versati quei fondi. Visto quanto era successo con il figlio e visto il clima negativo che si era creato, gli abbiamo che, rientrando il giorno 21 agosto 2009 ci saremmo visti ed avremmo fatto i conti di quello che erano le nostre competenze, ritenuto che, se ci fosse stata un'eccedenza a suo favore, l'avremmo immediatamente restituita il 21 agosto 2009. Siamo partiti subiti per prendere il traghetto”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2010, pagg. 5-6).
2.4. L’utilizzazione della somma di CHF 100'000.- bonificata in favore del conto di _
Quanto alla destinazione data alla somma di CHF 100'000.- dopo il trasferimento dalla relazione intestata a PC 1, _ si è limitato a dichiarare che:
“i soldi in questione, CHF 100'000.- sono stati nel frattempo adoperati dalla _ per scopi propri”
(VI Polizia _, 23.09.2009, pagg. 8-9).
La AC 1 ha invece così descritto, dinanzi alla Polizia, l’uso della somma di CHF 100'000.- (vale la pena sottolineare come la AC 1 faccia esplicito riferimento alle attività d’investimento di _, ossia del figlio di PC 1):
“
D.:
Come sono stati utilizzati i chf 100'000.- ?
R.: Dalla _ chf 19'000.- sono stati utilizzati per il versamento della cauzione affitto della _.
CHF 4'500.- per l’acquisizione della società _.
CHF 65'000.- sono stati trasferiti sulla _ per l’apertura del locale Pub _ (lavori di ristrutturazione del locale, tutta la manodopera, il personale, gli acconti per gli architetti, ecc...).
CHF 6'000.- all’Ufficio Fallimenti di _ per l’asta di acquisto dell’inventario del pub _.
Il rimanente è stato utilizzato per l’affitto dei mobili dell’inventario del _ e lo stoccaggio di parte di questi mobili da _.
ADR.:
Che di questi chf 100'000.- non abbiamo intascato nulla, ma sono stati tutti interamente investiti nelle due attività, di cui _ è socio al 49%”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 7).
Queste invece le spiegazioni rese dalla AC 1 dinanzi alla PP il 18.01.2010:
“Per quanto attiene alla destinazione che abbiamo dato ai CHF 100'000 del signor PC 1 rilevo che CHF 75'000 sono stati prelevati il 17 agosto 2009 e riversati nella misura di CHF 65'000 sul conto della _.
La parte restante è stata utilizzata secondo le seguenti modalità:
- CHF 19'000 sono stati utilizzati per il versamento della cauzione affitto sul conto risparmio garanzia _ intestato a _ presso _;
- CHF 4'500 all'intermediario per le acquisizione delle azioni della _, ovvero all'amministratore _;
- CHF 6'000 all'Ufficio Fallimento per l'asta di acquisto dell'inventario del Pub _”
(VI PP AC 1 e PC 1 18.01.2009, pag 7).
2.5. Ulteriori fatti dopo il bonifico e la fattura del 17.08.2010
2.5.1. PC 1 si è recato presso il _ il giorno 10 agosto 2009. Resosi conto dell’avvenuto addebito sul suo conto di CHF 100'000.-, si è messo in relazione telefonica con la AC 1 e in seguito si è recato presso l’ufficio di quest’ultima, dove vi era anche _, entrambi in procinto di partire per le vacanze.
Sulle circostanze che hanno portato PC 1 a scoprire il cennato bonifico a _, già si è detto al considerando 2.3.
2.5.2. Per quel che è di _ si segnala che dopo aver versato 30'000 EURO a _ per l’acquisizione del 49% del capitale sociale della _ (cfr. infra 3.1.) con manoscritto non datato, ma che in aula è stato concordemente situato attorno al 3 agosto 2009, questi si è tolto da ogni affare con AC 1 e _ ringraziandoli per quanto avevano fatto per lui:
“Durante la mia permanenza a _ mi ha offerto una grande opportunità lavorativa, quella di diventare proprietario di due locali ad un prezzo davvero molto conveniente, davvero una grande occasione, ma per causa della mia personalità e del mio atteggiamento presuntuoso e della convinzione di sapere tutto ci sono state delle discussioni, e soprattutto ho causato non pochi problemi a _, e al suo lavoro, ritardando anche in certi casi l’apertura dei locali. Posso dire comunque che _ non mi ha mai trattato male se non a fin di bene per cercare di insegnarmi a vivere. Decido di mia spontanea volontà di tirarmi indietro pur sapendo del grande disturbo che arreco a _”.
A dire di PC 1, il figlio sarebbe stato obbligato a scrivere tale missiva in quanto minacciato di non ben determinate gravi conseguenze. La questione può rimanere indecisa poiché non ha, come si vedrà, rivestito alcuna importanza ai fini del giudizio. Certo è che agli atti vi è una mail che suggerirebbe di ritenere che le minacce, se vi sono state, sono state espresse da _. In effetti questi, in una mail indirizzata a tale _, ha in effetti chiesto un incontro con “
venerabile”
per dirimere “
una questione nata con me ed un fratello”.
Ma tant’è.
2.5.3. In data 17 agosto 2009 (raccomandata ricevuta da PC 1 il 24 agosto 2009) è stata quindi emessa una fattura dalla _ per un importo di CHF 135'150.- a carico dei signori PC e _.
Questo è il testo della fattura:
“
Compensi per prestazioni
Egregi Signori,
Con riferimento alla relazione intercorrente, con la presente vi preghiamo di voler bonificare in data odierna, sul nostro conto _ n. _, aperto presso il _, quanto segue:
- 60 Ore forfettariamente calcolate a
1'000.- CH l’ora ́ 60'000.- CHF
- Prospezione di mercato per prodotti
farmaceutici ́ 10'000.- CHF
- Redazione di contratto commerciale
(ctv. 15'000 €) ́ 22'500.- CHF
- Redazione di business plan (ctv. 5'000 €) ́ 7'500.- CHF
- Studio e prospezione di mercato per
apertura laboratorio ́ 10'000.- CHF
- Studio e prospezione finanziamenti
comunitari ́ 10'000.- CHF
- Apertura di relazione bancaria con
garanzia e firma ́ 5'000.- CHF
- Richiesta e ottenimento carda di
credito (ctv. 1'500 €) ́ 2'150.- CHF
- Costi per redazione statuti e società
anonima ́ 8'000.- CHF
- TOTALE
́
135'150.- CHF
Acconto ́ 100'000.- CHF
-
Saldo da pagare
́ 35'150.- CHF
Cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.
AC 1
_”
Così la funzionaria di banca, assistente di _:
“Qualche giorno dopo il 20 di agosto 2009, è arrivata una fattura da pagare per PC 1 intestata alla _; non ricordo l’importo della fattura, ma ricordo che era superiore ai chf 100'000.-.
Evidentemente la banca non ha dato seguito, che io sappia, a questa richiesta di pagamento”
(VI Polizia _ 05.10.2009).
La AC 1 (come d’altronde _) ha sempre sostenuto che vi era un accordo circa la tariffa oraria CHF 1'000.- salvo poi, nel verbale dinanzi alla PP (vedi più sotto) indicare una tariffa oraria di CHF 1'500.-:
“Fin dall’inizio della nostra collaborazione, vista anche la mole di lavoro, siamo stati molto chiari con i signori PC, e in tre o quattro occasioni abbiamo ribadito molto chiaramente e fermamente che apportavamo le nostre energie e conoscenze tecniche, economiche, ecc.. nella futura attività comune, ma che se queste decine e decine di incontri non avessero portato a qualcosa di concreto, noi avremmo fatturato tutto il nostro lavoro a chf 1'000.- l’ora (chf 500.- io e chf 500.- per _). Questo ben chiaro fra le parti.
ADR.:
Che alla fine, vista l’inconsistenza di tutte le attività proposte da loro, e visto che a causa della incompetenza dei signori PC avevamo subito delle forti perdite nei tre locali pubblici, mi sono trovata costretta a fatturare il dovuto.
Per questo motivo redigevo la fattura del 17.08.2009 di chf
135'150.-”
(VI Polizia AC 1 23.09.2009, pag. 5).
Richiesta di spiegare i motivi che l’hanno spinta ad emettere la fattura, la AC 1 ha così risposto:
“I primi di agosto la situazione con i signori PC è precipitata nel senso che il signor _ ci ha causato una serie di danni economici e di immagine.
Economici perché avendo l’acquirente dell’albergo _ difficoltà a pagarci il saldo, il signor _ e sua moglie hanno suggerito di riprenderlo loro con la _, in modo da avere un ventaglio di società e attività complementari.
A tal fine noi abbiamo scoraggiato e annullato le trattative con un altro potenziale acquirente per privilegiare il nostro partner _.
Ad un certo momento, il 31.07.2009, ci siamo trovati al _ ed abbiamo fatto la strategia per la gestione del _ con _ e la moglie ed il vecchio gestore dell’albergo.
Il 03.08.2009 il signor _ ci ha comunicato che aveva cambiato idea in relazione al _, al _ e a tutto il resto e che se ne rientrava in _ perché era una mole di lavoro che lui non poteva sopportare.
Ci chiedeva scusa con lettera manoscritta (copia allegata al verbale).
Questa lettera di scuse non cambiava la situazione di grave difficoltà in cui ci aveva messi.
ADR.:
A questo punto, presso il nostro ufficio di via _, abbiamo detto a _ di far salire il padre PC 1 entro il 10.08.2009, perché a questo punto ci avrebbero pagato la fattura per le nostre prestazioni e i danni subiti, come per altro avevamo già annunciato all’inizio e durante la collaborazione.
Voglio far presente che in quel periodo il bonifico era già stato eseguito il 22.07.2009, ma i soldi non era stati toccati. Il signor PC 1 da questa data al 10.08.2009 è venuto più volte a _ e nulla c’era stato da ridire in merito al bonifico dei chf 100'000.-. Le sue rimostranze sono state fatte successivamente ad un litigio avuto con il figlio riferito alla decisione di quest’ultimo di rientrare in _ e rinunciare ai progetti in _.