# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 270c406c-337a-5279-a28e-fb487eb7b052
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

ritenuto e considerato,
in fatto
A.
_ è stato arrestato il 5 marzo 2009 e il 6 marzo 2009 è stata richiesta la conferma dell’arresto con contestuale promozione dell’accusa per titolo di infrazione aggravata alla LStup –
“per avere, nel periodo maggio-agosto 2007, a _, _, _ e altre località del _, senza essere autorizzato, in correità con altre persone: accompagnato diverse persone provenienti dal _ e cariche (4 di esse tra cui _) di complessivamente almeno kg 12 di cocaina in _ conducendo uno dei veicoli con cui è stato effettuato il viaggio; effettuato con i medesimi personaggi di cui sopra viaggi dal _ in _ allo scopo di consegnare, risp. vendere lo stupefacente; nel mese di luglio 2007 a _ reclutato _ e _ per fungere da corrieri per un trasporto di cocaina dal _ alla _”
– e contravvenzione alla medesima legge (cfr. inc. GIAR 2009.12301, doc. 1).
L'arresto di _ è stato confermato dal GIAR il 6 marzo 2009, ritenuti presenti gravi indizi di colpevolezza, bisogni dell’istruzione, pericolo di collusione con i correi e d’inquinamento delle prove (perlomeno fino a perquisizione del locale abitato dall’accusato) e pericolo di fuga (non escludibile al momento della conferma dell’arresto vista la gravità delle accuse e la situazione personale), (Inc. GIAR 2009.12301, doc. 4).
Giova rilevare che nell’ambito della medesima inchiesta sono state arrestate diverse persone, non soltanto in _ (_, _, _ e _), ma anche in _ (_) ed in _ (_, _), mentre che altre persone a piede libero sono indagate (_ e _).
B.
Il 23 giugno 2009 _, con l’istanza in discussione e per il tramite del suo difensore, chiede di essere immediatamente posto in libertà provvisoria.
La difesa, dopo avere ripercorso tutta la giurisprudenza in materia, afferma che l’accusato è reo confesso (non contesta quindi i gravi indizi di colpevolezza) e che le sue dichiarazioni sono state confermate dalle risultanze istruttorie agli atti. Non sussisterebbero più bisogni istruttori atti a giustificare la carcerazione preventiva e il suo perdurare: gli atti d’indagine (tra cui la perquisizione del locale abitato dall’istante) sono praticamente terminati e non si ravvisa alcun pericolo di inquinamento delle prove in quanto tutti i coindagati sono stati arrestati e _ è già stato posto a confronto con chi aveva una versione discordante sui fatti dalla sua. L’accusato è poi stato sentito dal PP solo una volta, nei primi giorni della carcerazione preventiva. Le sue dichiarazioni hanno inoltre trovato riscontro anche nelle dichiarazioni dei correi, con la conseguenza che la difesa ritiene esauriti i bisogni istruttori.
Per quanto riguarda il pericolo di fuga la difesa osserva che _ è titolare di un permesso di domicilio in _, dove si è trasferito con i genitori e la sorella, proveniente dal _, quando aveva 4 anni. Avrebbe soggiornato in Italia, con il padre (dopo la separazione dei genitori), frequentando le scuole superiori, per poi tornare a stabilirsi in _ da dove è domiciliato dal 2004 (a seguito della separazione dalla moglie che si è trasferita nel _ con la loro figlia). Prima dell’arresto risiedeva a _ in un locale la cui pigione veniva pagata dalla sorella, che sarebbe disposta ad ospitarlo una volta scarcerato. Egli è senza lavoro e oberato dai debiti. La madre è attualmente in _ ma, a dire della difesa, sarebbe in procinto di tornare in _. A scongiurare il pericolo di fuga vi è quindi il fatto che in _ ha tutti i suoi legami familiari più stretti, ma va anche considerata la buona condotta tenuta in carcere e la collaborazione dimostrata con gli inquirenti.
Per quanto riguarda il principio della proporzionalità la difesa afferma che risulta inaccettabile un prolungamento dei tempi dell’istruzione formale, risalente al 2007. Tale principio sarebbe ormai non più rispettato per il fatto che l’accusato, in carcere preventivo ormai da 4 mesi, è stato sentito solo una volta dal PP ed è stato sottoposto ad un veloce confronto con un coaccusato.
C.
Il magistrato inquirente, con preavviso negativo 30 giugno/1° luglio 2009, indicati i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di _ per i reati ascrittigli, segnatamente per infrazione aggravata alla LStup, evidenzia la sussistenza di bisogni istruttori (e pericolo di collusione) – “
occorrerà procedere ad ulteriori confronti, segnatamente con _ rispetto alle cui dichiarazioni sussistono alcune importanti divergenze...”
– di concreto pericolo di fuga – in quanto l’accusato è cittadino cileno, e tenuto conto della gravità del reato.
Da ultimo il Procuratore pubblico evidenzia che il mantenimento della carcerazione preventiva, considerata la gravità delle accuse, sarebbe ancora rispettoso del principio di proporzionalità. L’accusato è stato interrogato dal magistrato due volte (una singolarmente e una nell’ambito di un confronto il 28 maggio 2009), ma è stato più volte interrogato dalla Polizia nell’ambito di un’inchiesta che vede indagate parecchie persone in Ticino e all’estero per un importante e ramificato traffico di sostanze stupefacenti, ciò che rende più laboriosa la conduzione delle indagini.
D.
Con osservazioni 2 luglio 2009, la difesa si riconferma nella primitiva istanza. Dopo aver sottolineato che il PP, per evidenziare i seri indizi di reato, ha fatto riferimento quasi integralmente a dichiarazioni dell’accusato stesso, censura la violazione del principio di celerità per quanto riguarda il ventilato confronto con _, le cui dichiarazioni risalgono al 3 aprile 2009. Gli inquirenti hanno avuto oltre 3 mesi di tempo per mettere a confronto i due indagati; il verbale a confronto non può pertanto essere utilizzato a fondamento dell’esistenza di bisogni istruttori per giustificare il perdurare della carcerazioni preventiva dell’istante.
Negato il pericolo di fuga essendo stato l’accusato stesso a “
raccontare e confermare tutti i fatti che hanno tra l’altro poi portato all’arresto degli atri indagati
” ed essendo la sorella l’unico suo sostegno (affettivo ed economico).
La difesa, per quanto riguarda il rispetto del principio di proporzionalità, ribadisce ancora una volta come i tempi delle indagini si sono oltremodo dilatati senza giustificazione (con violazione del principio di celerità), rendendo non più ammissibile il proseguimento della carcerazione dell’accusato.
In diritto
1.
L'istanza, presentata dalla difesa di _, accusato detenuto, è ricevibile in ordine.
Il preavviso e l'incarto sono stati trasmessi tempestivamente ai sensi dell'art. 108 CPP. In particolare, il preavviso è stato inviato per posta il 30 giugno 2009 (essendo il 27 giugno un sabato e lunedì 29 giorno festivo) e l'incarto è stato recapitato "brevi manu" nella mattina del 1° luglio 2009, in pratica contestualmente alla ricezione del preavviso inviato per posta (in proposito cfr. CRP 60.2005.323, sentenza 11.10.2005 in re C.B., nonché GIAR 31.08.2007 inc. 2007.29303).
Il termine di cui all'art. 108 cpv. 2 CPP scade sabato 4 luglio e quindi viene riportato a lunedì 6 luglio 2009 ex art. 20 cpv. 1 CPP.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
L’art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
L'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.
Nel caso in esame, come peraltro riconosciuto dalla difesa, sufficienti e concreti indizi di colpevolezza a carico di _ sono senz’altro dati per i reati ipotizzati in relazione ai fatti che hanno condotto al suo arresto. In particolare dagli atti emerge, tra l’altro, che l’accusato istante:
-
dopo essere stato reclutato da _ si è recato all’aeroporto di _ a prendere una comitiva proveniente dal _ che trasportava un ingente quantitativo di cocaina, trasportando poi queste persone e la cocaina sino a _ (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 3);
-
ha ricevuto 50 grammi di cocaina a casa di _, presa da una partita da 1 chilogrammo;
-
ha trovato terze persone affinché facessero procedere un trasporto di cocaina verso l’_ (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 5);
-
ha proposto a _ di portare della cocaina da _ in _, prima di effettuare un altro viaggio in _ dietro compenso di € 2'500.- (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 5 e verb. PP _ per rogatoria del 17.04.08, p. 3);
-
su sollecito di _ ha proposto un secondo trasporto di cocaina (poi effettuato) a _ da _ all’_ (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 6-7);
-
si è spartito con _ e _ i circa € 60'000.- lasciati da _ al momento della sua fuga da _ verso _ (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 8-9);
-
ha ricevuto da _, quale compenso per le sue prestazioni, 300 grammi di cocaina di cui ha venduto 150 grammi (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 11);
-
ha ricevuto 80 grammi di cocaina da _ per € 4'000.-, a credito, in parte rivenduta a _ (20 grammi in totale al prezzo di CHF 800.- per 10 grammi), (cfr. verb. PP _ 12.03.2009, p. 9; verb. PP _ del 28 maggio 2009, p. 3; verb. PG _ del 04.06.09, p. 3; verb. PG _ del 21.04.08);
Da parte sua _ ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità, seppure su alcuni punti le sue dichiarazioni non concordano con quelle del correo _.
La prima (e cumulativa) condizione per l'eventuale mantenimento della carcerazione preventiva è pertanto presente.
4.
In merito ai bisogni istruttori atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, vi é consolidata giurisprudenza (e dottrina):
“In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24).
In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "
Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht
" (N. Schmid, op. cit., no. 701a).
Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito.
E', inoltre, necessario che questa possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti: "
Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen
."
(DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).”
(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)
Nello stesso senso, la CRP:
"I rischi di collusione e di inquinamento delle prove sono legati soprattutto ai bisogni dell'istruttoria. Da un lato si tratta generalmente di evitare o prevenire accordi tra l'imputato e i testimoni - già sentito o ancora da sentire - o i correi e complici non arrestati, messi in atto per nascondere al giudice la verità, dall'altro di impedire interventi fraudolenti del prevenuto in libertà sui mezzi di prova non ancora in possesso della giustizia, allo scopo di distruggerli o di alterarli a suo vantaggio. la possibilità di ostacolare in tal modo l'azione dell'autorità giudiziaria da parte del prevenuto deve essere valutata sulla base di elementi concreti, la realtà di questo rischio non potendo essere ammessa aprioristicamente ed in maniera astratta (DTF 117 Ia 257; Decisione TF 2.3.2000 in re A. e rif.; R. Hauser/E. Schweri, op. cit.
§ 68 n. 13; G. Piquerez, op. cit. n. 2344 ss.)"
(sentenza 16 settembre 2004 in re B., CRP 60.2004.297)
A mente del magistrato inquirente sussisterebbero oggettivi bisogni istruttori volti ad accertare i fatti su alcune divergenze importanti tra le dichiarazioni dell’istante e quelle del correo _. Il PP ritiene di dovere procedere a dei confronti tra i due, finalizzati a chiarire l’avvenuta consegna in _ da _ a _ di denaro per pagare _ per il trasporto della cocaina ad _, ad accertare se è stato realmente _ a reclutare _ (come questi sostiene) per andare a prendere la comitiva brasiliana all’aeroporto di _, se effettivamente _ ha contattato _ su richiesta di _ per organizzare nuovi trasporti di cocaina e se _ ha consegnato denaro a _ al rientro dalla trasferta in _ (_) o in precedenza.
Per la difesa i fatti sarebbero stati chiariti, avendo l’accusato ammesso le proprie responsabilità, e le dichiarazioni di _ menzionate dal PP, con riferimento alle divergenze esistenti con le dichiarazioni di _, risalgono al 3 aprile scorso: gli inquirenti hanno quindi avuto 3 mesi di tempo per mettere a confronto i due indagati (osservazioni, p. 4), non vi sarebbe poi pericolo di inquinamento delle prove in quanto tutti i correi sono stati arrestati entro fine aprile 2009.
In un simile contesto giuridico e fattuale (con l’inchiesta in pieno svolgimento, e con numerose persone inchiestate, in _ e all’estero, in _ e in _), vista la gravità della fattispecie (importante traffico di cocaina di svariati chilogrammi) e la sussistenza di alcune divergenze, non di dettaglio, sui trasporti di cocaina, modalità di pagamento e reclutamento di terze persone per ulteriori trasporti, tra l’istante e il coaccusato _, è evidente la necessità di procedere con i ventilati confronti tra i due correi mentre essi si trovano ancora in detenzione preventiva. La sussistenza, in questo stadio del procedimento, di un pericolo di collusione e/o di inquinamento delle prove è accertata con riferimento alla concreta possibilità che i due possano concordare ed uniformare le dichiarazioni da rendere agli inquirenti a proprio favore.
5.
Per quanto riguarda il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).
Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, ..." (Schmid, ibidem).
L'accusato è cittadino _ e, se è ben vero che egli si è trasferito in _, dove ha frequentato le scuole dell’obbligo, con la famiglia all’età di 4 anni, è pure vero che ha vissuto anche in _ con il padre (dove ha frequentato le scuole superiori), e che l’unico legame famigliare attualmente in essere in _ sarebbe quello con la sorella (trovandosi la madre attualmente in _ per stessa ammissione dell’accusato), non avendo più rapporti nemmeno con la propria figlia che non vedrebbe più da 4 anni (cfr. verb. PP di _ del 12 marzo 2009, p. 2). Tutto ciò premesso, e considerata la gravità delle imputazioni, e la possibile pena in caso di condanna, il pericolo che _, peraltro senza un’attività lavorativa in _, se posto in libertà provvisoria, si sottragga al procedimento, riparando all’estero (in _ o in un altro paese, considerate le sue conoscenze linguistiche – _ parla 6 lingue, cfr. verb. PP citato sopra a p. 2 – che gli permetterebbero di trasferirsi senza particolari problemi in diversi paesi europei o del continente americano), appare quindi sufficientemente concreto.
6.
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
Nel caso in esame, il carcere preventivo sin qui sofferto (quasi 4 mesi) appare rispettoso del principio di proporzionalità, ritenuta la gravità delle accuse e avuto riguardo alla presumibile pena in caso di conferma delle accuse, rischio di pena che può certamente essere collocato ben oltre il periodo di carcere preventivo sin qui sofferto. Inoltre l’inchiesta, contrariamente a quanto asserito dalla difesa, in questo lasso di tempo è proseguita nel rispetto del principio di celerità - tenuto anche conto delle numerose persone coinvolte a vari livelli (numerosi sono stati sia i verbali PP che quelli di Polizia giudiziaria e gli altri accertamenti istruttori esperiti dagli inquirenti come i controlli telefonici) e delle ramificazioni con l’estero - non si trova, né si è mai trovata, in una situazione di stallo e neppure vi sono stati ritardi ingiustificati (cfr. DTF 16.11.2004, 1P630/2004).
Richiamato comunque l'obbligo per il magistrato inquirente di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).
7.
In conclusione sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di _ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, nel rispetto dei principi di proporzionalità e celerità nei termini suesposti. La detenzione sin qui sofferta non viola (al momento attuale) il principio di proporzionalità, né l’obbligo di celerità. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

## Considerations