# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** c8663193-f54d-5962-9191-e0a1f4c27960
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto
A.
La CRTE 1 con decisione 4 aprile 2008 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 300.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 60.- e alle spese di fr. 70.-, per i seguenti motivi:
“Alla guida della vettura TI _ circolava sull’autostrada a velocità inadeguata alle particolari condizioni del fondo stradale, ricoperto di neve, per cui perdeva la padronanza di guida, urtando conseguentemente la protezione metallica di destra.”
Fatti accertati il 12 gennaio 2008 in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 32 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr.
B.
Contro predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
C.
La CRTE 1 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

## Considerations

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
Giusta l’art. 31 cpv. 1 LCStr il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da potersi conformare ai suoi doveri di prudenza. Il conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada e alla circolazione. Egli non deve compiere movimenti che impediscono la manovra sicura del veicolo (art. 3 cpv. 1 ONC). La velocità deve sempre essere adattata alle circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e del carico, come anche alle condizioni della strada, della circolazione e della visibilità (art. 32 cpv. 1 LCStr). Il conducente deve circolare a una velocità che gli permetta di fermarsi nello spazio visibile; se l’incrocio con altri veicoli è difficile, egli deve poter fermarsi nella metà dello spazio visibile (art. 4 cpv. 1 ONC).
Chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con la multa (art. 90 cifra 1 LCStr).
3.
La CRTE 1 – in applicazione delle predette disposizioni – ha rimproverato al multato di aver circolato a una velocità inadeguata per cui perdeva la padronanza di guida e urtava la protezione metallica di destra.
L’autorità di prime cure, nell’emanare la decisione impugnata, si è basata sul rapporto di polizia 22 gennaio 2008, dal quale risulta che:
“
Giunti sul posto, i veicoli si trovavano nelle loro rispettive posizioni finali assunte dopo l’incidente. Sul campo stradale, ricoperto da uno strato di fanghiglia di neve, non erano visibili tracce utili.
Quale teste delle fasi iniziali dell’evento si annunciava il _.
Dalle deposizioni rese a verbale e da quanto da noi constatato, l’incidente può essere così riassunto.
Tutti i protagonisti circolavano in direzione nord nell’ordine:
_ – _ (teste) – _ – _ – _ – _ – _ – _.
Oltrepassata la galleria autostradale ‘_’, il teste _ dichiarava di essere stato superato, a velocità inadeguata rispetto alle condizioni stradali, dal _.
Il _ ha dichiarato di essere stato ostacolato da un veicolo rimasto ignoto (non visto dal teste). Per evitare questo pericolo, il _ sterzava verso destra
[recte: sinistra]
perdendo però la padronanza della sua automobile la quale andava ad urtare il guardavia di destra per poi fermarsi sul margine destro della corsia normale di marcia ove veniva tamponato dallo _. Il _ veniva sospinto in avanti fermandosi a ‘cavallo’ della linea di guida mentre lo _ si arrestava al centro della corsia normale di marcia.
Alcuni istanti dopo sopraggiungeva la _ la quale notando dei veicoli fermi e udendo dei rumori ‘strani’ prodotti dalla propria auto (come se avesse investito dei detriti) decideva di fermarsi completamente sul margine sinistro della corsia di sorpasso, sfruttando il terrapieno posto tra il campo stradale e il guardavia centrale, ca. all’altezza della posizione finale del veicolo _.
In questo frangente veniva tamponata dal _ e sospinta in avanti, determinando la sua posizione finale, in posizione trasversale rispetto all’asse stradale, a ridosso del guardavia centrale. Si precisa che il _, ha dichiarato di essersi trovato la corsia di sorpasso completamente ostruita ma di aver urtato la _ sulla fiancata sinistra poiché già in posizione trasversale.
In seguito sopraggiungeva il _ che riusciva a fermarsi normalmente ma veniva tamponato dal _ e per finire giungeva il _ che per evitare presumibilmente la vettura _, perdeva la padronanza andando a collidere contro il guardavia di destra.”
(cfr. informazioni complementari)
4.
Il ricorrente, dal canto suo, contesta di aver commesso l’infrazione ascrittagli dall’autorità di prime cure, sostenendo che la sua velocità al momento del sinistro non superava gli 80 km/h, proprio perché era conscio delle condizioni meteo, avendo percorso lo stesso tratto di autostrada in senso inverso tre ore prima. Egli ritiene che la perdita di padronanza non è stata causata da una velocità eccessiva, ma da un’automobile di colore rosso che lo precedeva, che ha iniziato a sbandare davanti a lui e che è riuscito a scansare con una brusca manovra verso sinistra. Solo a causa di ciò la sua automobile, malgrado fosse dotata di quattro pneumatici invernali e di quattro ruote motrici, ha sbandato prima verso sinistra e in seguito verso destra urtando contro il guidovia laterale destro (cfr. ricorso pag. 2).
5.
Come già menzionato in precedenza, la legge impone ai conducenti di veicoli a motore di costantemente padroneggiare il loro veicolo, in modo da potersi conformare ai doveri di prudenza. In particolare, i conducenti devono circolare a una velocità adatta alle circostanze e potersi fermare nello spazio visibile, rispettivamente nella metà dello spazio visibile qualora l’incrocio con altri veicoli è difficile.
Padroneggiare costantemente un veicolo in movimento significa in primo luogo che il conducente deve essere in grado, in ogni momento, di servirsi dei comandi del veicolo in modo da poter reagire correttamente quando si trova confrontato a un pericolo qualunque (
Bussy/Rusconi
, Code suisse de la circulation routière, Commentaire ad art. 31, n. 2). A seconda delle circostanze, la giurisprudenza ammette una manovra inappropriata quale motivo giustificativo, quando ciò è la conseguenza del comportamento insolito, inatteso, improvviso e pericoloso di un altro utente della strada (DTF 83 IV 83, 97 IV 161, 97 IV 168). Questo fatto giustificativo non è tuttavia ammesso se il conducente si è volontariamente posto in una situazione pericolosa, ad esempio in caso di velocità eccessiva (
Bussy/Rusconi
, op. cit., ad art. 31, n. 3.1.2).
In secondo luogo, il conducente deve circolare a una velocità adeguata alle circostanze. Non esistendo a priori una velocità adeguata, rispettivamente una velocità eccessiva, queste nozioni astratte devono essere valutate di caso in caso, basandosi sulle circostanze concrete. Tuttavia, è considerata come adeguata la velocità che permette a un conducente di arrestare il proprio veicolo nello spazio visibile, rispettivamente nella metà dello spazio visibile in caso di incrocio difficile, e in funzione dei rischi prevedibili (art. 4 cpv. 1 ONC; (
Bussy/Rusconi
, op. cit., ad art. 32, n.1.16).
6.
In concreto il ricorrente afferma che la sua velocità non superava gli 80 km/h e produce anche una dichiarazione del passeggero che sedeva accanto a lui a conferma del fatto. Questa velocità, inferiore a quella massima consentita di 100 km/h, era a suo giudizio adeguata. A torto. Infatti, il circolare nel rispetto, o anche al di sotto, del limite massimo previsto su un determinato tratto di strada non significa ancora che la velocità sia anche adeguata. Occorre piuttosto che la stessa sia adattata alle condizioni della strada, del tempo, del traffico ecc.
L’adeguatezza è data – come visto – quando la velocità permette di arrestare il veicolo di fronte a un ostacolo o a un pericolo. Ed è precisamente quello che l’insorgente, contrariamente ad alcuni altri protagonisti dell’incidente, non è riuscito a fare. Già questo mostra senza ombra di dubbio che egli non circolava alla velocità adatta per le particolari condizioni della strada.
La velocità inappropriata del ricorrente risulta però anche dalla testimonianza di _, il quale ha riferito:
“La sera dei fatti, partivo da _ e m’immettevo in autostrada in direzione Nord, usufruendo dell’entrata di_, con l’intento di rientrare al mio domicilio. Circolavo sulla normale corsia di marcia, e a causa delle precipitazioni di pioggia e neve, e della strada con presente uno strato di neve fortemente bagnata, la mia andatura era di circa 70 km/h. Dopo aver percorso la galleria di _, constatando che diversi automobilisti non mantenevano un’andatura adeguata alle condizioni meteo, uscivo dalla galleria, riducendo ancora la mia velocità, consapevole della situazione in cui mi stavo per trovare. Dopo alcune decine di metri al di fuori della galleria, venivo affiancato da un veicolo di colore grigio, risultato poi essere _ caravan immatricolata in Svizzera
[l’automobile dell’insorgente, ndr].
Questa vettura, una volta davanti al mio veicolo, non so se per rientrare sulla normale corsia di marcia, o a causa della presenza di più neve sulla corsia di sorpasso perdeva il controllo del mezzo, s’intraversava d’innanzi a me, andando a collidere frontalmente con il guidovia laterale. Nel momento in cui l’Audi andava a sbattere contro il guardavia, da parte mia, riuscivo a spostarmi leggermente sulla corsia di sorpasso, libera in quel momento, scansando e evitando così una collisione con detto veicolo. Proseguivo un centinaio di metri, per poi fermarmi in corsia di emergenza, allertando i soccorsi. Nel contempo a tergo si udivano rumori di lamiera, causati dalla collisione di altri veicoli tra di loro.”
(cfr. verbale 18 gennaio 2008, pag. 1 e seg.).
In siffatte evenienze questo giudice, dopo aver vagliato gli atti istruttori, non ritiene sussistere alcun ragionevole dubbio che il ricorrente ha effettivamente commesso l’infrazione rimproveratagli dall’autorità di prime cure.
7.
La multa inflitta è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).