# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3b75e6e4-4116-561c-aaff-f1607977d8cf
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto
A.
Con PE n. _del 14/15 novembre 2002 dell'UE di Lugano la _ ha
escusso _ per l'incasso di fr. 16'133.50 oltre interessi al 7% dal
1. dicembre 2001, indicando quale titolo di credito: "Mancato pagamento a saldo
nostre fatture (_) del 30.10.01 Fr. 1'214.95 + (_) del 30.10.01
Fr. 34'031.50 + (_) del 03.05.02 Fr. 1'669.45 ./. acconti ricevuti ok 2.10.02
Fr. 19'823.85 e in data 02.10.02 Fr. 958.55 differenza richiesta Fr. 16'133.50".
Interposta tempestiva opposizione dall'escusso, la procedente ne ha chiesto
il rigetto provvisorio alla Pretore.
B.
La procedente fonda la sua pretesa su una conferma 5 settembre 2001 per
la delibera di opere di pavimentazione, sottoscritta dall'escusso, del seguente
tenore (doc. B plico p. 1):
"DELIBERA OPERE DI _ E FAX DEL 23.7.01
ABITAZIONI _
Egregi signori
La presente è per deliberarvi le opere da pavimentazione come da
vostra offerta del 20.7.2001 e prezzi unitari ricevuti in data 23.7.01 per fax.
Il tutto per un totale di fr. 26'372.75, compreso sconto del 5% e iva 7.6%.
Inizio lavori: entro fine settembre
In una riunione con i committenti di ieri sera, ci è stata imposta tale data.
Vi preghiamo di ritornarci una copia controfirmata in segno di accettazione.
Ringraziandovi, distintamente salutiamo.
Atelier di archittetura
_
(firma)
Per accettazione:
ditta _
data, firma e timbro........"
La creditrice ha poi prodotto un fax inviato il 17 settembre 2002 dall'escusso alla
_ (doc. B plico p. 2) e tre fatture indirizzate a "_" n. _del 30 ottobre 2001 per
fr. 34'031.50 (doc. B plico), n. _ del 30 ottobre 2001 per fr. 1'214.95
(doc. B plico) e n. _del 3 maggio 2002 per fr. 1'669.45 (doc. B plico).
Dedotti diversi acconti ricevuti il 2 ottobre 2002 di fr. 19'823.85 risp. di fr. 958'55, la _ pretende il pagamento dell'importo residuo di fr. 16'133.50.
C.
All'udienza di contraddittorio l'escusso ha sostenuto di avere agito in nome
di terzi e non in nome proprio. D'altro canto le fatture sono state intestate a
_ e non a suo nome, mentre da nessun documento emerge
che egli si sia assunto personalmente il debito. Nel fax inviato alla _ viene fatto
riferimento alla necessità di intestare le fatture ai committenti _ e _
e viene indicato chiaramente che il pagamento era vincolato al versamento da parte
dei committenti.
Con la replica la procedente ha rilevato che la delibera dei lavori è stata
sottoscritta dall'escusso, per cui appare logico che la fattura venga intestata
ai proprietari presso l'architetto. L'intestazione della fattura è stata
richiesta appositamente dall'architetto, con la menzione dei nomi dei proprietari,
visto che la _ ha in corso altri lavori con l'architetto _.
Duplicando l'escusso ha ribadito che la delibera dei lavori 5 settembre 2002
non indica che egli ha incaricato la procedente in nome proprio. Lo si deduce
dal riferimento ai proprietari nello stesso scritto. L'escusso ha poi contestato
che l'intestazione delle fatture sia stata determinata da sue istruzioni.
D.
Con sentenza 7 febbraio 2003 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto parzialmente l'istanza ritenendo che la lettera 5 settembre 2001 (doc. B p. 1), unitamente al fax inviato dall'escusso alla signora _ (doc. B plico p. 2), costituisce riconoscimento di debito ex art. 82 LEF. Questi scritti infatti, resi su carta intestata dell'escusso, risultano sottoscritti: "Atelier di architettura _" senza nessuna indicazione aggiuntiva, come potrebbe essere "Direzione lavori". Secondo la prima giudice la documentazione agli atti sembra poi confermare la tesi avanzata dalla procedente, secondo la quale sarebbe stato proprio l'escusso, per sue esigenze interne, a richiedere che le fatture venissero intestate ai signori "_".
In prima sede è poi stato constatato che secondo il tenore del menzionato fax inviato dal procedente alla signora _ (doc. B plico p.2), l'escusso ha riconosciuto soltanto i seguenti importi:
fr. 33'031.50 (fattura n. _)
fr. 1'214.94 (fattura n. _)
fr. 1'916.50 (fattura n. _)
per un totale di fr. 36'162.95.
Ritenuto che la _ ha ammesso di avere ricevuto acconti per complessivamente fr. 20'782.40, il saldo scoperto ammonta a fr. 15'380.55. Gli interessi sono stati riconosciuti al tasso legale del 5% ex art. 104 CO, non risultando agli atti una pattuizione documentale a comprova di quelli pretesi dalla creditrice.
E.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l'escusso riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede. In via subordinata l'appellante ha rilevato che il solo scritto che potrebbe costituire un riconoscimento di debito ex art. 82 LEF è costituito dalla lettera 5 settembre 2001 (doc. B plico), in cui la delibera delle opere era limitata all'importo di fr. 26'372.75 IVA inclusa. Considerati gli acconti ricevuti dalla creditrice di complessivi fr. 20'782.40, il rigetto provvisorio dell'opposizione potrebbe essere concesso limitatamente a fr. 5'590.35 e non a fr. 15'380.33.
F.
Con le sue osservazioni la parte appellata ha chiesto la conferma della sentenza pretorile, rimettendosi per il resto al giudizio di questa Camera.

## Considerations

Considerato
In diritto
1.
a)
La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente determinabile. ll riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr.
Cometta
, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in
Rep
1989 p. 338 con riferimenti). Anche un contratto può costituire in linea di principio riconoscimento di debito, ritenuto l'ossequio delle peculiarità del caso di specie.
b)
Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d'appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito (indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza) con il creditore, il debitore ed il credito (di cui ai documenti prodotti) (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 331).
Il debitore deve essere identico con colui il quale ha emesso il riconoscimento di debito e che risulta sul PE quale debitore (Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 50 ad art. 82 LEF).
c)
Dall'esame dello scritto 5 settembre 2001 (doc. B plico), inviato dall'arch. _ alla _, si evince dapprima l'indicazione dell'opera deliberata
del seguente tenore:
"DELIBERA OPERE DI _ E FAX DEL 23.7.01
ABITAZIONI _ ".
Da questa indicazione è chiaramente deducibile che si tratta di opere destinate non all'architetto _personalmente, bensì ad altri committenti indicati quali _ e _. L'escusso ha poi menzionato nel suddetto scritto che "in una riunione con i committenti" è stato imposto come termine per l'inizio lavori la fine di settembre.
Con fax 17 settembre 2002 l'arch. _ scrive poi alla segretaria della _:
"Ho ricevuto in data 13 settembre il pagamento parziale atteso dai Sigg. _, posso
dunque far fronte immediatamente al pagamento per conto del mio cliente _della sua quota parte vostre fatture
no. _- _- _ (intestata a _).
.....
Spero che anche i sigg. _possano ragionare e far fronte ai loro impegni.
Per quanto riguarda il documento dove i _ ci hanno incaricato di far fare il lavoro lo sto cercando... con il rientro della mia collaboratrice dalle ferie lunedì 23.09 sicuramente salta fuori (così potrà poi procedere con atto esecutivo direttamente ai _)."
Da questi documenti emerge che l'escusso ha deliberato i lavori non in suo nome ma in nome dei committenti _e _, per cui il riconoscimento di debito doc. B non è stato emesso dall'arch. _. La questione a sapere se egli era autorizzato a rappresentare i committenti non deve essere decisa in questa sede. La procedente è rinviata alla procedura ordinaria.
per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello