# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8a7ab15b-e8cc-5c45-aa75-d471aad13389
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

- va poi anche ricordato che la LEF non concede all’Autorità dei concordati apprezzamento di sorta che consenta di prescindere dal requisito della sufficiente garanzia: in DTF 64 I 82 il Tribunale federale ha qualificato di arbitrio il giudizio di un'autorità dei concordati che aveva ritenuto sufficiente una garanzia del 10% in luogo del 20% previsto, nonostante la motivazione che la somma offerta fosse in giusta proporzione coi mezzi del debitore;
- l'appellazione 17 maggio 1995 di _ è stata respinta, con conseguente conferma della sentenza 10/11 maggio 1995 del Pretore del Distretto di Lugano che non aveva omologato il concordato fallimentare proposto dall'appellante;
che la sentenza 2 giugno 1995 di questa Camera è stata confermata dal Tribunale federale il 29 settembre 1995 (5P.278/1995);
che le esigenze di forma fissate dall'art. 7 LPR impongono l'indicazione delle domande (cpv.3 lett.a) e la motivazione, anche sommaria (cpv.3 lett.b), come pure la produzione del provvedimento impugnato (cpv.4 lett.a);
che con motivazione sommaria ex art. 7 cpv.3 lett.b LPR va intesa la puntuale censura di un ben determinato provvedimento, del quale va detto in che consista la violazione che forma oggetto del ricorso;
che un ricorso la cui motivazione non soddisfa le esigenze legali è irricevibile;
che, benché non si possa essere troppo esigenti sulla motivazione, questa deve comunque riferirsi all'oggetto della decisione e alla ratio decidendi (cfr. André Grisel, Traité de droit administratif, vol. II, Neuchâtel 1984, p.915; Fritz Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. ed., Berna 1983, p.197);
che non soddisfa le esigenze di motivazione il ricorrente che incentra in sostanza il gravame su questioni che già hanno formato oggetto di procedura sfociata in un giudizio cresciuto in giudicato, peraltro della massima Corte;
che sono irricevibili le censure riferite ad atti non ancora compiuti e comunque tali da non configurare un provvedimento impugnabile ex art. 17 LEF;
che un termine perentorio ex art. 7 cpv.5 LPR per completare un atto insufficientemente motivato nel senso dell'art. 7 cpv.3 lett.b LPR può essere fissato solo se la motivazione sia poco chiara, ossia suscettibile di più interpretazioni, ma non può servire a completare una motivazione il cui contenuto è insufficiente;
che scopo della completazione, ammessa per diritto processuale cantonale, può solo essere la precisazione di quanto espresso in termini confusi ed equivoci ma non l'inserimento di una nuova motivazione, avuto riguardo alla natura perentoria dei termini di ricorso fissati dal diritto federale (cfr. Flavio Cometta, Brevi cenni sulla legge sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e fallimento, in: RDAT 1996 I, p.287, n. 3.1.7.);
che i motivi, come pure le domande ex art. 7 cpv.3 lett.a LPR, devono riferirsi all’oggetto del ricorso che per l'art. 2 lett.a e b LPR deve consistere in un provvedimento dell'organo d'esecuzione e fallimento nel senso dell'art. 17 LEF;
che la carenza di conclusioni o di motivazioni sull’oggetto del ricorso non consente la fissazione di un termine di grazia per sopperirvi, non tornando applicabile l’art. 7 cpv.5 LPR (cfr. Cometta, op. cit., p.287, nota 144);
che il gravame è pertanto irricevibile per carenza di oggetto, di domande proponibili e di motivazione;
che, in via abbondanziale e per quanto emerge dagli atti, l'Ufficio fallimenti di Lugano si è determinato in conformità del diritto esecutivo;
che il ricorrente è reso attento che la procedura fallimentare impone obblighi anche al fallito, la cui disattenzione è suscettibile di determinare - ove se ne realizzino i presupposti - sanzioni di natura penale (cfr. il pertinente rilievo dell'Ufficio fallimenti di Lugano, p.2 i.f., da cui si evince che "il fallito, durante l'interrogatorio, aveva omesso di elencare fra i suoi attivi, 4 particelle situate in territorio del Comune _ fatto che costrinse alla pubblicazione di una nuova diffida per la notifica di oneri gravanti i nuovi fondi scoperti");
che a futura memoria va ricordato che per costante giurisprudenza il ricorso serve solo al conseguimento di un fine pratico e attuale di procedura e non alla semplice constatazione di un errato comportamento (Art. 21 LEF; DTF 97 III 38 cons.2 e rif.; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, §8 n.14 e nota 25 con rif.), atteso che la procedura di ricorso serve per raggiungere uno scopo procedurale ben definito e non per precostituirsi una buona base di partenza in vista di un'eventuale azione di responsabilità ex art. 5, 6 e 7 LEF (Cometta, op. cit., p.283, n. 3.1.2);
che restano comunque riservate censure puntuali su specifici punti in connessione a provvedimenti che formeranno oggetto di futuri atti procedurali;
che non si prelevano spese (art. 61 cpv.2 lett.a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv.2 OTLEF);
richiamati gli art. 17 LEF; 2 lett.a e b, 7 cpv.3 lett.a e b e 7 cpv.4 lett.a LPR;
PRONUNCIA
1.
Il ricorso 19 dicembre 1997 _, _, è irricevibile.
2.
Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.
3.
Contro questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, in conformità dell'art. 19 LEF.
4.
Intimazione a: _.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente: La segretaria:

## Considerations