# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e5bd2856-fe4d-569d-841b-095ba44237a8
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
Con decisione 10.9.2014, l’Ufficio di tassazione di _ (di seguito UT) commisurava in CHF 6'823.30 l’imposta cantonale, ed in CHF 1'791.65 l’imposta federale diretta, dovute all’erario da parte del dr. RI 1 per il periodo fiscale 2013.
In particolare, quo alle deduzioni, l’Autorità non riconosceva la somma indicata dal contribuente di CHF 19'436.-- a titolo di “
oneri permanenti
” e relativa al mantenimento del figlio _ (4.3.1989). L’UT considerava infatti come il figlio del contribuente non fosse più in formazione e neppure fossero adempiuti gli estremi della deduzione per persone bisognose a carico poiché lo stesso non sarebbe - totalmente oppure parzialmente - incapace di esercitare un’attività lucrativa.
B.
Avverso tale decisione, con reclamo 24.9.2014, insorgeva il contribuente, che chiedeva di voler ammettere la deduzione relativa al mantenimento di _, in quanto la situazione economica di questi, neppure per il periodo fiscale 2013, era mutata.
In particolare, il reclamante faceva presente che, senza il suo aiuto finanziario egli avrebbe dovuto fare capo all’assicurazione contro la disoccupazione o all’assistenza sociale. Postulava in sede di reclamo la deduzione di CHF 20'457.40 a titolo di oneri permanenti.
C.
Con decisione su reclamo 5.11.2014, l’UT respingeva il reclamo ritenendo che il figlio del contribuente, _, fosse maggiorenne e quindi non più sotto autorità parentale, e parimenti che lo stesso avesse un proprio reddito, per cui la deduzione postulata non poteva essere ammessa.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, il dr. _ si aggrava contro la decisione dell’UT 5.11.2014, chiedendo che venga riconosciuta in sede ricorsuale la deduzione pari a CHF 19'463.-- a titolo di onere permanente per il mantenimento del figlio maggiorenne _.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Mediante tempestivo ricorso, il contribuente censura il mancato riconoscimento della deduzione, da parte dell’UT, dell’importo versato a titolo di mantenimento del figlio maggiorenne _ pari a CHF 19'463.--.
1.2.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo [per il periodo fiscale 2013], dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.-- franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.-- franchi [applicabile per il periodo fiscale 2013] per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
1.3.
Secondo la lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa (“
erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person
”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.
La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (B
osshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.4.
Tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate
Bosshard/ Bosshard/ Lüdin
in
,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (B
osshard/Bosshard/ Lüdin,
op. cit., p. 192).
1.5.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, op. cit., p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.-- di reddito netto e a fr. 46'000.-- di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per le persone coniugate (
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
2.
2.1.
Con decisione su reclamo 5.11.2014, l’UT ha ritenuto che, in applicazione degli art. 32 cpv. 1 lit. d LT e 33 cpv. 1 litt. d LIFD possono essere dedotti gli alimenti versati ai figli sotto l’autorità parentale.
Secondo la predetta Autorità, siccome _ è maggiorenne e quindi, non più sottostante all’autorità parentale, ed avendo egli un proprio reddito, la richiesta di deduzione presentata dal contribuente e qui ricorrente non poteva essere ammessa.
2.2.
È evidente che, l’UT ha proceduto all’esame ed all’evasione del gravame del contribuente, sulla base di una configurazione giuridica erronea.
Infatti, nel caso di specie – per il periodo fiscale 2013 –, per la postulata deduzione del figlio maggiorenne, possono entrare in linea di conto gli art. 213 cpv. 1 lit. b LIFD e 34 cpv. 1 lit. b LT.
Dalla decisione di tassazione inerente _ per l’anno 2013 emerge un reddito da attività lucrativa pari a CHF 17'121.--. _ indicava la sua professione: “decoratore 3D”.
2.3.
Sia in sede di reclamo all’UT, sia nuovamente in sede di ricorso, Il dr. RI 1, sostiene di aver dovuto versare al figlio _, la somma di CHF 19'463.--, altrimenti lo stesso non avrebbe raggiunto il suo fabbisogno e neppure il minimo vitale.
2.4.
Nel caso di specie, oltre al fatto che la decisione su reclamo si fonda su di una base giuridica erronea, la stessa richiede ulteriori accertamenti.
In effetti, secondo dottrina e giurisprudenza, la deduzione secondo gli art. 213 cpv. 1 lit. b LIFD e 34 cpv. 1 lit. b LT viene ammessa per ogni persona che risiede in Svizzera che è totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa. L’incapacità lucrativa (totale o parziale) allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali (LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). La persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio, o in maniera più in generale di impedimenti di ordine fisico o psichico.
2.5.
Nel caso in disamina, a difetto di ulteriori accertamenti o richieste di informazioni effettuate dall’UT all’attenzione del contribuente (art. 200 cpv. 2 LT) non è dato sapere per quali motivi, _ abbia conseguito un reddito da attività lucrativa esiguo – pari a CHF 17'121.-- nel periodo fiscale 2013. Non si evince neppure dagli atti, se il figlio del contribuente abbia diritto e/o abbia fatto richiesta di percezione di indennità di disoccupazione.
In particolare spetterà all’UT accertare se _ adempia i requisiti di persona bisognosa ai sensi delle citate dottrina e giurisprudenza.
L’Autorità di prime cure dovrà segnatamente verificare se il figlio del contribuente sia limitato nelle sue capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio, o in maniera più in generale di impedimenti di ordine fisico o psichico e stabilire al contempo se egli abbia, per il periodo fiscale 2013, fatto richiesta per un’indennità di disoccupazione.
In caso contrario, la deduzione postulata non potrebbe essere ammessa.
In effetti l’esistenza di un’incapacità di lavoro non è sufficiente: a difetto di un’incapacità di far fronte ai propri bisogni, le prestazioni ricevute non danno luogo alla deduzione per persona bisognosa. Inversamente, la deduzione può essere ammessa, quando la persona che riceve il sostentamento risulta essere effettivamente bisognosa, malgrado l’esercizio di un’attività lucrativa, ad esempio nel caso di cospicue spese legate alla salute che permangono a suo carico (
Jaques
, in:
Yersin
/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 34 ad art. 213 LIFD, p. 1686).
3.
Posto quanto rilevato nei precedenti considerandi, a questa Camera non resta quindi che annullare la decisione impugnata in materia di IC/IFD 2013, limitatamente alla censura inerente la deduzione per persona bisognosa a carico e rinviare gli atti all’autorità di tassazione per una nuova decisione motivata, dopo aver esperito i necessari accertamenti.