# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 209b8570-ce98-524c-9c50-3e7d7988c8b7
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto ed in diritto
1.
Il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale a carico del marito della qui osservante e dell’osservante medesima (inc. MP _). Con scritto del 5.12.2007, il procuratore pubblico incaricato dell’inchiesta ha segnalato all'_ l’apertura del procedimento a loro carico.
2.
Con decisione del 20.12.2007 il _ ha aperto un procedimento ai sensi dell’art. 59 LSan a carico della qui osservante, e le ha contestualmente sospeso l’autorizzazione all’esercizio della professione di infermiera. L’istruzione del procedimento è affidato alla _. Con comunicazione alla osservante del 21.12.2007, la _ ha sospeso il procedimento amministrativo a motivo del procedimento penale.
3.
Con la presente istanza, la _ istante chiede di poter aver accesso agli atti del procedimento penale a carico dell’osservante. Come esposto in entrata, il procuratore pubblico ha preavvisato favorevolmente la richiesta, mentre che il patrocinatore della osservante contesta l’esistenza di un interesse attuale e preponderante per concedere l’accesso agli atti.
4.
L’art. 27 CPP in vigore dall’1.1.1996, che ha precisato e completato il previgente art. 8 vCPP, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108), stabilisce che: “
Oltre ai casi previsti dal presente codice, la Camera dei ricorsi penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei testimoni e dei periti. La Camera dei ricorsi penali fissa le modalità dell’ispezione”.
5.
Questa Camera, ritenuta la sempre maggior frequenza di istanze di ispezione di atti di procedimenti penali, ha ritenuto di rilasciare il 20.2.2003 un'autorizzazione di massima sulla base segnatamente delle seguenti argomentazioni.
"Al Consiglio di Stato (art. 22 Lsan), al DSS (art. 23 Lsan), alla Commissione di vigilanza (art. 24 Lsan) o ai servizi e uffici legittimati ad agire in loro vece, sulla base delle pertinenti disposizioni della legge sanitaria (Lsan), incombono infatti specifici doveri di vigilanza sull'esercizio delle attività sanitarie. Di regola, pertanto, non vi può essere dubbio sull'esistenza a favore di queste autorità o servizi di un interesse giuridico legittimo ai sensi dell'art. 27 CPP. In questi casi, questa Camera ritiene che ai servizi competenti possa essere dato accesso all'incarto penale senza richiedere ogni volta una specifica autorizzazione. Rimane riservata, se del caso, a tutela degli interessi personali di altre persone implicate nel procedimento, una scernita della documentazione di cui permettere la compulsazione o la trasmissione in copia da operare direttamente dall'autorità penale richiesta, cosiccome il rinvio della richiesta di ispezione a questa Camera in casi particolari o di dubbio.
Ciò premesso, riteniamo che in due casi debba essere rivolta una particolare attenzione nella valutazione delle necessità di formalizzare davanti alla CRP la richiesta di ispezione di atti penali. Nel primo caso, quando il DSS nell'ambito delle competenze specificamente attribuite (art. 23 e, in virtù del regolamento sulle deleghe di competenze decisionali, 59 Lsan) è chiamato a valutare l'opportunità di adozione nei confronti di un operatore sanitario di provvedimenti cautelari, anche se ciò ovviamente presuppone la conoscenza completa e attualizzata degli atti di un procedimento penale eventualmente aperto. In questi casi questa esigenza può scontrarsi con eventuali bisogni attinenti specificamente al procedimento penale o con gli interessi o i diritti di difesa delle parti e delle persone in esso coinvolte. A queste parti o persone la formalizzazione dell'istanza a mente dell'art. 27 CPP davanti alla CRP assicura il diritto di essere sentiti già in questa sede. Nel secondo caso, quando la valutazione da compiere da parte del magistrato inquirente sulla base dell'art. 68 cpv. 3 Lsan ponga difficoltà"
(sentenza del 6.2.2003, inc. _, ribadita con la sentenza 10.9.2003, inc. _).
6.
La fattispecie in esame potrebbe rientrare nel primo dei due casi per cui una richiesta, a questa Camera, ossequia la surriferita giurisprudenza. Correttamente _ istante l’ha perciò presentata.
7.
Nel presente caso occorre considerare come il procedimento penale è tuttora pendente, l’inchiesta amministrativa è sospesa in attesa degli esiti dell’inchiesta, ed il DSS ha già adottato una decisione a titolo cautelare. La _ istante chiede di accedere agli atti, anche se non è incaricata dell’inchiesta amministrativa. Vero però che il DSS, di cui fa parte, ha adottato una misura cautelare: ha quindi un interesse giuridico legittimo a visionare gli atti. L’interesse è anche attuale, in quanto l’accesso agli atti potrebbe confermare, o eventualmente modificare i provvedimenti cautelari.
8.
L’istanza è accolta. L’incarto potrà essere visionato presso il Ministero pubblico.
9.
Vista la particolarità del caso ed essendo l’istante un ente pubblico, si rinuncia alla tassa di giustizia ed alle spese.

## Considerations