# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fa4dfa7b-caf3-4890-a24d-2b33e288087f
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: IM 1 si è pentito per tutto quanto messo in atto la notte dei fatti e si è scusato con le vittime. Per quanto attiene al tentativo di rapina, in nessun momento l’imputato ha puntato il coltello alla gola della vittima ma ha tenuto la lama sempre verso il basso. Le dichiarazioni della vittima ACPR 1 appaiono confuse e poco credibili laddove indica che le è stato puntato il coltello alla gola e le sono state proferite minacce di morte, senza omettere poi che non combaciano con quanto dichiarato il giorno dei fatti incriminati, ritenuto che successivamente la vittima ha dichiarato che l’imputato le ha sottratto un profumo che non è stato rinvenuto al momento del fermo. Nulla della vittima è stato trovato in possesso dell’imputato al momento del fermo. Per quanto concerne invece la rapina a danno delle due donne, l’imputato ha afferrato la vittima ACPR 3 tenendo sempre il coltello con la lama rivolta verso il basso, versione confermata dalla stessa vittima. Quest’ultima ha anche indicato che l’imputato non ha puntato la lama nemmeno nei confronti della vittima ACPR 2, precisando nel contempo che IM 1 non era aggressivo bensì pacato, quasi addormentato. La versione dell’imputato deve dunque essere ritenuta credibile. Le versioni delle due vittime non sono infatti lineari. ACPR 2 afferma che il coltello è stato puntato verso la vita dell’amica e verso sé stessa, mentre ACPR 3 contesta ciò, precisando che il coltello era sempre vicino alla gamba dell’imputato con la lama puntata verso il basso. Al momento dei fatti il tasso alcolemico di IM 1 era di circa 1,2 gr/l, ciò che in combinazione all’assunzione di droghe ha comportato un’alterazione del suo stato psico-fisico, circostanza confermata dalle vittime ACPR 2 e ACPR 3. L’imputato non ha agito per scopo di lucro. Per quanto riguarda la presa d’ostaggio, l’imputato non ha agito con crudeltà e violenza. Ha preso il braccio alla vittima ACPR 3 ma non l’ha sequestrata e ha chiesto soldi ad entrambe. L’intenzione dell’imputato era quella di ottenere dei soldi da entrambe le vittime. Nella fattispecie non sono dunque adempiute le condizioni oggettive e soggettive del reato di presa d’ostaggio e a tale riguardo si richiama la DTF 133 IV 297. Vi sarebbe dunque un'unica circostanza ove vi sono due persone rapinate con l’unico scopo di IM 1 di ottenere del denaro. Si chiede pertanto il proscioglimento dell’imputato dal reato di presa d’ostaggio, sia nella forma semplice che in quella aggravata. Per quanto attiene all’aggravante della banda nella fattispecie di rapina, non sono dati i rispettivi elementi oggettivi e soggettivi. Non vi era in particolare la concorde volontà degli imputati di perpetuare più azioni criminali. In merito alla commisurazione della pena, viste le scuse dell’imputato, il suo sincero pentimento, il suo stato psico-fisico al momento dei fatti che giustifica uno stato di scemata imputabilità di grado medio ex art. 19 CP, le conseguenze che una pena detentiva potrebbe avere sulla sua vita futura, la promessa di lavoro una volta uscito dal carcere nonché le sentenze emesse in precedenti casi analoghi, si chiede una riduzione della pena detentiva richiesta dal PP ad un massimo di 16 mesi, completamente sospesa per un periodo di prova di 5 anni e, in via subordinata, una pena detentiva parzialmente sospesa con un massimo di 6 mesi da espiare con un periodo di prova di 5 anni. Non ci si oppone all’espulsione dell’imputato per un periodo di 10 anni;
-
l’avv. DUF 2
, difensore dell’imputata IM 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: l’imputata deve essere prosciolta dalle imputazioni principali di rapina e presa d’ostaggio in quanto del tutto estranea. La stessa non può essere ritenuta correa soltanto perché non sapeva. IM 2 non ha subito detto la verità in quanto spaventata.
I fatti a carico dell’imputata descritti nell’AA sono del tutto contestati, gli stessi si basano unicamente su un processo indiziario, in quanto mancano prove certe e sicure. Per quanto attiene alla rapina in via _, l’unica circostanza certa è che IM 2 era alla guida dell’autoveicolo, poiché IM 1 non è titolare di una licenza di condurre. L’imputata non aveva da dubitare circa le giustificazioni del fratello per le soste. In merito alla prima fermata, non vedendolo arrivare e in seguito ad un colpo di clacson di un altro automobilista, l’imputata ha aperto la portiera vedendo il fratello con un’altra persona ed è per tal motivo che si è avvicinata. Le quattro frecce e i fari accessi a lato della carreggiata devono essere qualificati come un comportamento irragionevole per un rapinatore ma logico per un innocente, in quanto attirano l’attenzione. Lo spostamento del veicolo non aveva altro scopo che quello di non intralciare la circolazione stradale. Se fosse stata inoltre correa del fratello, non vi sarebbe stata alcuna logica nell’allontanarsi da lui per posizionarsi su un vicino spiazzo. Nemmeno la ripartenza a fari spenti può essere qualificata quale prova certa a carico di _ considerato che tale atteggiamento attira immediatamente l’attenzione degli altri utenti stradali. Nemmeno dall’elemento del clacson possono essere dedotti indizi significativi a carico di _, posto anche come la vittima ACPR 1 semplicemente presume che sia stato un correo di IM 1. Molto più plausibile invece la versione dell’imputata, la quale conferma che è stato un altro utente a suonare per via della sua posizione sulla carreggiata e per tale motivo si è spostata. Anche per quanto attiene la seconda rapina a _, all’imputata si può solo rimproverare di aver guidato l’automobile. Non vi sono infatti gravi elementi indizianti e convergenti a carico di IM 2. Lo spostamento dell’auto è contestato dall’imputata e le versioni di ACPR 2 e ACPR 3 non sono lineari ed univoche. Da ciò ne deriva che tale ipotetico spostamento non può essere accertato. Risulta inoltre plausibile che l’imputata non abbia visto le vittime sul marciapiede, posto come la stessa fosse concentrata sulla manovra in rotatoria. Traspare inoltre che non vi è la minima pianificazione e organizzazione per la perpetuazione delle rapine. L’inchiesta non ha nemmeno accertato che l’imputata fosse a conoscenza del coltello. La stessa guidava ed era attenta alla strada. Irrilevante dunque se il fratello ha adoperato il coltello per tagliare il pane, in quanto era buio e la stessa era concentrata alla guida. Anche per la refurtiva, non è accertato che fra il denaro sottratto alla vittima ACPR 2 vi fossero delle banconote in Euro mentre IM 1 ha sempre affermato di non aver consegnato del denaro alla sorella. Facendo anche un breve calcolo in merito alle spese degli imputati la sera dei fatti, qualora IM 2 avesse ricevuto dei soldi dal fratello la stessa avrebbe dovuto detenere almeno Euro 260.- al momento del fermo. IM 2 non aveva alcun movente per compiere le rapine. Per quanto concerne il comportamento processuale, l’imputata era ed è impaurita e per ciò non ha sempre reso dichiarazioni lineari ma non per questo non deve essere creduta. Si chiede pertanto il proscioglimento dell’imputata e l’immediata sua scarcerazione. Deve essere inoltre calcolato un importo quale indennizzo per torto morale pari a fr. 200.- per il numero di giorni di detenzione sofferti. Per quanto attiene alla violazione delle norme della circolazione, la presente fattispecie deve essere sussunta alla contravvenzione. In via subordinata si chiede una riduzione della pena e la sospensione condizionale della stessa.
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
I)
Correzioni dell’atto d’accusa
1.
Richiamati i verbali d’interrogatorio (di seguito solo VI) di Polizia (di seguito solo PS) delle accusatrici private (di seguito solo AP) ACPR 2 12.8.2017 a pagina (di seguito solo pag.) 5 da riga 22 a riga 23 e ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga 25 a riga 27 nonché di ACPR 2 dinanzi al Procuratore pubblico (di seguito solo PP) 18.8.2017 a pag. 3 riga 34 e da riga 45 a riga 46, a pag. 4 riga 28 e a pag. 6 da riga 15 a riga 20, gli atti istruttori (di seguito solo AI) 1 allegati (di seguito solo all.) 20 e 21 dell’incarto (di seguito solo Inc.) 2017.7386 del Ministero Pubblico (di seguito solo MP), nonché i documenti (di seguito solo doc.) del Tribunale penale cantonale (di seguito solo TPC) 5, 12 e 18, all’apertura del pubblico dibattimento si è proceduto alle seguenti correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA e doc. TPC 1):
"
Il Presidente propone alle parti le seguenti modifiche dell’atto d’accusa:
-- a pag. 1, si stralcia di _ dopo criminali;
-- a pag. 1, alle generalità di IM 2, richiamati i doc. TPC 5 e 12, si sostituisce ad oggi con al 12.10.2017 e odierna con il 12.10.2017 nonché si aggiunge per essere concessa dal GPC sino al 7.12.2017 compreso;
-- a pag. 2, al punto A.1, richiamato il verbale d’interrogatorio PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 righe 34 (“fuori un coltello...altezza della vita”) e da 45 (“trascinando con sé...”) a 46 (“...tua amica”) si sostituisce del fianco con della vita, si aggiunge io tra altrimenti e uccido nonché si sostituisce al fianco con all’altezza della vita;
-- a pag. 2, al punto A.2, al titolo di reato, dopo (in banda) si aggiunge subordinatamente semplice;
-- a pag. 2, al punto A.2, richiamati i verbali d’interrogatorio PS ACPR 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 22 (“R: 400 CHF...”) a riga 23 (“...da 10 CHF”), PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 (“ADR che gli...una da 10.00”) e a pag. 6 da riga 15 (“A domanda dell’avv...”) a riga 20 (“...avessi nel borsello”) e PS ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga 25 (“Io...”) a riga 27 (“...CHF 36.-”) si sostituisce CHF 476.00 con fr. 446.- e Euro 30.-;
-- a pag. 4, al punto A.2.2, richiamato il verbale d’interrogatorio PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 righe 34 (“fuori un coltello...altezza della vita”) e da 45 (“trascinando con sé...”) a 46 (“...tua amica”) si sostituisce del fianco con della vita e si aggiunge io tra altrimenti e uccido;
-- a pag. 4, al punto A.2.2, richiamati i verbali d’interrogatorio PS ACPR 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 22 (“R: 400 CHF...”) a riga 23 (“...da 10 CHF”) e PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 (“ADR che gli...una da 10.00”) nonché a pag. 6 da riga 15 (“A domanda dell’avv...”) a riga 20 (“...avessi nel borsello”) si sostituisce CHF 440.00 con fr. 410.- e Euro 30.-;
-- a pag. 4, al punto A.2.2, ai reati si aggiunge il cpv. 1 al n. 1 dell’art. 185 CP, la n. 1 cpv. 1 e il cpv. 1 alla n. 3 all’art. 140 CP;
-- a pag. 4, al punto B.1, richiamato il doc. TPC 18, si aggiunge Chevrolet tra Daewoo e Matiz e si sposta _ dopo targato;
-- a pag. 5, al punto B.1, al reato, richiamato l’art. 90 LCStr., si sostituisce cifra con cpv. e LCS con LCStr;
-- a pag. 5, ai sequestri di IM 1, richiamato l’AI 1 allegato 20, si sostituisce CHF 456,80 con fr. 456.60 e con 0.15 Euro pari a fr. 0,20 e si stralcia tutto quanto in parentesi;
-- a pag. 5, ai sequestri di IM 2:
-- richiamato l’AI 1 allegato 21 si sostituisce CHF 259.00 con Euro 230.- e si stralcia tutto quanto in parentesi;
-- richiamato il doc. TPC 18 si aggiunge dopo Daewoo e prima di blu Chevrolet Matiz di colore e la parentesi chiusa dopo I che viene tolta dopo RL;
-- richiamato il doc. TPC 18 si corregge il primo numero Imei del Samsung bianco senza SIM da 3 a 2.
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza”
(verbale del dibattimento, di seguito solo VD, a pag. 2 e 3)
II)
Apprezzamento giuridico divergente
2
. All’inizio della procedura probatoria dibattimentale (articolo, di seguito solo art., 341 capoverso, di seguito solo cpv., 3 del Codice di diritto processuale penale svizzero, di seguito solo CPP), richiamato l’art. 344 CPP, sono stati alternativamente prospettati alle parti il reato di presa d’ostaggio semplice (art. 185 cifra, di seguito solo n., cpv. 1 del Codice penale svizzero, di seguito solo CP) in relazione al punto (di seguito solo pto.) A.1 dell’AA (doc. TPC 1) rispettivamente di rapina semplice (art. 139 n. 1 CP) per i punti (di seguito solo pti.) 2, 2.1 e 2.2 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 1 a pag. 3).
III)
Vita e precedenti penali degli imputati
3.
Per il vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 1, cittadino marocchino, nato l’_, residente a _ (AI 1), si rinvia al suo dire nei seguenti passaggi dei suoi VI PS e PP:
"
Sono nato in Marocco, e all’età di circa _ anni sono emigrato in Italia con la mia famiglia.
A partire da quell’anno ho poi frequentato
le
scuole dell'obbligo, terminando i miei studi con il diploma della terza media.
Da lì in poi ho fatto parecchi lavori diversi tra loro, tra i _, _, _, _ e parecchi altri.
Nel 2008 mi trovavo presso un ospedale perché non stavo bene, e in quell’occasione ho conosciuto la mia attuale compagna _, la quale lavorava e lavora tutt’ora in quel settore.
Dalla nostra unione sono nate le nostre figlie, _ _ e _, della quale non ricordo la data di nascita.
Attualmente conviviamo, e le cose vanno bene.
Per quanto riguarda il nostro sostentamento, mia moglie guadagna circa 1'000.- Euro al mese, mentre
io ho un impiego
in
nero come corriere e ne guadagno più o
meno
700.- al
mese.
Circa il mio stato
di
salute, aggiungo che da dodici anni fino
a
qualche mese
fa,
facevo uso
di
eroina e cocaina, ed attualmente sono
in
cura metadonica.
La prova di ciò è il metadone trovato in mio possesso al momento del fermo
”
(VI PS IM 1 12.8.2017 da pag. 3 riga 25 a pag. 4 riga 6)
"
Sono nato e cresciuto in Marocco sino all’età di _ anni; io, mia sorella e altri quattro fratelli, di cui 3 minori di me, oltre ai miei
genitori, abitavamo
a
_.
Mio padre
in
Marocco faceva _, mentre
in
Italia
ha
sempre fatto il _, lavora tuttora. Oltre alla retribuzione come _,
in
Marocco risulta
pensionato,
non
so
dire quanta
prestazione percepisca. Mia madre
non ha
mai lavorato.
Nel
_
sono andato
in
Italia da mio zio
a
_
per
studiare, ho fatto
le
scuole
elementari, iniziando anche
le
medie.
In
seguito, visto che avevo nostalgia
di
casa, sono
rientrato
in
Marocco dove ho conseguito il diploma
di
_.
Sono
rimasto
in
Marocco
per
circa un anno
prima di
rientrare
in
Italia; quella volta sono andato
a
stabilirmi
a _
, provincia
di
_, presso un altro zio. Qui lavoravo
presso una ditta
di
_; sono rimasto lì
per
circa sei anni,
abitando
per
circa quattro anni sempre presso lo zio.
In
seguito ho conosciuto una
ragazza e sono andato
a
convivere
con lei; non
è l'attuale mia convivente.
Dopo una vacanza
in
Marocco,
al
rientro mi hanno lasciato
a
casa e quindi ho dovuto
cercarmi un altro lavoro e visto che tutti i giorni andavo
a
prendere il
pane in
un
determinato panificio, il titolare mi
ha
offerto un posto
di
lavoro.
Sono
stato da lui
per
circa un anno.
Nel
_/_
tutta
la
mia famiglia si è trasferita
dal
Marocco andando
ad
abitare
a
_.
In
verità
non
sono arrivati tutti insieme,
ma
uno
per
volta, comunque tutti si
sono stabiliti
a
_.
Visto che
la
storia
con
quella ragazza si è poi conclusa, ho deciso
di
raggiungere
la
mia
famiglia
a
_ andando
ad
abitare
a
casa
del
papà, dove risiedevano all'inizio
pure
tutti gli altri miei fratelli.
Per
circa
due
anni e mezzo sono riuscito
a
lavorare presso
la
pasticceria _,
a
_, provincia
di
_. Successivamente ho lavorato insieme
a
mio fratello
in
una fabbrica
di
_.
Ho
lavorato lì
per
circa un anno. Nel
_/_
questa fabbrica
ha
chiuso e
ha
licenziato tutti.
Ho
poi
trovato un lavoro
in
qualità
di
_
per
circa un anno e mezzo. Questo è stato
l'ultimo lavoro
in
regola che ho fatto perché
in
seguito ho sempre lavorato
in
nero.
Tutti i miei fratelli lavorano oggi come _ presso varie ditte italiane e
non.
Io
purtroppo,
non
avendo
la
patente,
non
sono riuscito
ad
inserirmi
in
quest'attività e quindi
ho lavorato
in
nero
quasi
sempre
in
ambito
di
lavori
di
_.
Con
questi lavori
in
nero riuscivo
a
portare
a
casa una
media di
circa Euro
1000 al
mese. Il lavoro
non
è
comunque regolare, mi chiamano quando c'è richiesta.
Da
circa
7/8
mesi mio fratello _, che lavora presso una ditta come
_
, viste
le
mie difficoltà nel trovare lavoro e ritenuto il fatto che ho una famiglia
_
,
ha
voluto aiutarmi dividendo parte
del
lavoro e
pure
parte
del
salario
con me,
all'insaputa
del
datore
di
lavoro.
In
pratica lo aiuto
a
fare
_
lavorando con lui. In questi ultimi mesi riuscivo a guadagnare circa Euro 700 al mese.
Fino al 2009 ho vissuto con i miei genitori a _, in seguito sono andato a convivere con la mia attuale compagna _.
Insieme abbiamo avuto
_
figlie,
_ di _
anni e _
di _.
_ lavora
_
e guadagna
circa
Euro
1000 al
mese. _ riesce
a
lavorare visto che
ha
il mio aiuto e
pure
quello dei suoi e dei miei genitori. Abitiamo tutti
a _.
Non
ho altri figli.
ADR
che gli altri fratelli si chiamano _,
di _
anni, _
di _
e
_
di circa _
anni. Oltre
a
loro c'è mia sorella IM 2 e mio fratello _.
Ho, con
tutta
la
mia famiglia, un buon rapporto,
Ii
vedo e
Ii
sento spesso.
_
ha
composto una sua famiglia e
non
abita
con
i miei genitori,
come pure
IM 2 che
fa la
_
e quindi _
.
ADR
che ho un passato da tossicodipendente; ho fatto uso
di
eroina e cocaina
per circa
12
anni; ho voluto curarmi e da qualche anno sono
in
cura metadonica presso il
medico
Dr.
_
di _.
Infatti,
al
momento dell'arresto,
con me
avevo metadone.
Attualmente assumo
50 mg di
metadone
al
giorno.
ADR
che l'ultima volta che ho consumato stupefacenti è stato l'altro ieri, poco
prima di
venire in Svizzera, a _.
L'ho consumata
in
un posto abbandonato
di _,
dove
s'incontrano i tossici.
Non
ne ho consumata tanta,
circa 0.2
grammi
di
eroina. Quel
giorno
non
ero riuscito
a
raggiungere il centro presso cui mi rifornisco
di
metadone e
quindi ho cercato eroina.
Ho
pagato quel quantitativo Euro
10.
ADR
che sono stato
in
una comunità
di
recupero
per
tossicodipendenti, ero intenzionato
a
smettere
con la
droga
ma non
ce l'ho fatta perché condizione fondamentale
era
l'allontanamento dalla famiglia
per
almeno tre mesi, senza vedere né sentire nessuno.
Dopo una settimana
me
ne sono andato e sono tornato dai miei figli.
Ciò
è accaduto nel
2013,
quando avevo già
_.
Mi si chiede
di
riferire dei seguenti
alias
che possiedo:
- _, nato
in
Marocco il
_
- _ nato
in
Marocco il
_,
- IM 1 nato
in
Marocco
_
- _, nato
in
Marocco il
_
Ammetto che
a _,
quando mi
ha
fermato
la
polizia, c'era un
gran casino
ed io mi sono spaventato, dando delle
false
generalità, ossia _.
Per
gli altri tre nominativi si tratta
di
errori
di
scrittura fatti dalla polizia;
non
ero io che mi
sono presentato
con
delle
false
generalità.
ADR
che non ho debiti.
ADR
che ho precedenti in Italia, non ne ho in altre Nazioni. Ho anche un procedimento penale in corso, sempre in Italia, per il possesso di mezzo grammo di eroina.
Se non sbaglio ho quattro condanne per reati riconducibili agli stupefacenti e per furto. In quest’ultimo caso si è trattato di furti di merce di poco valore.
Sarò stato
in
carcere
per
un totale
di
circa
due
anni e mezzo, considerando anche gli
arresti domiciliari.
ADR
che sono stato
in
carcere nel
2012, 2014
e nel
2016,
sono uscito
dal
carcere circa
sei/sette mesi
fa
e l'ultima condanna riguardava gli stupefacenti
.
ADR
che
non
ho
la
patente perché
non
sono riuscito
a
superare gli esami teorici.
Prendo atto che dalle
informative di
polizia emergono i seguenti precedenti
di
polizia:
-
18.03.2015:
notizia
per
furto aggravato
-
22.04.2015:
notizia
di
reato
per
furto
- 02.06.2015:. notizia di reato per rapina impropria
- 02.06.2016: notizia di reato per evasione, furto aggravato
- 29.06.2016: notizia di reato per resistenza a pubblico ufficiale, evasione
- 30.12.2014: notizia di reato per furto aggravato
- 23.08.2014: notizia di reato per rapina impropria
- 28.04.2014: notizia di reato per furto aggravato
- 11.04.2014: notizia di reato per furto
- 03.10.2013: detenzione domiciliare con permesso di assentarsi per stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 03.10.2013: scarcerazione per fine pena per stupefacenti - furto aggravato
- 20.11.2011: notizia di reato per furto aggravato
- 24.09.2009: condannato per stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 08.01.2009: arresto in custodia cautelare per stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 05.01.2009: notizia di reato per evasione
- 19.12.2008: notizia condanna per patteggiamento per furto aggravato
- 09.12.2006: notizia di reato per stupefacenti
- 13.09.2006: notizia di reato per stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 29.03.2006: notizia di reato per stupefacenti (concorso)
- 28.09.2005: notizia di reato per falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità
- 15.10.2003: notizia di reato per stupefacenti - produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti
- 22.11.2002: notizia di reato per falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità
- 03.05.2002: notizia di reato per danneggiamento.
Inoltre con gli alias sono pure conosciuto:
- per espulsione dal territorio nazionale nel 19.12.2002 e per furto aggravato in concorso (del 21.08.2008),
- conosciuto per inosservanza dei provvedimenti dell'autorità (del 21.5.2006).
ln sostanza ho precedenti specifici per rapina, per furto, anche aggravato, per reati riconducibili agli stupefacenti e pure per evasione.
I
fatti riconducibili agli stupefacenti mi sembrano un
po'
troppi. Uno dei casi
di
rapina
riguardava
la
sottrazione
di
una maglietta
dal
negozio _.
In
quell'occasione un
ragazzo
di
colore mi
ha
fermato ed io
per
sbaglio l'ho colpito
con
un gomito sul mento.
L'altra rapina riguardava
la
sottrazione
di
alcune lenzuola che
poi
io ho gettato
a terra
quando sono stato fermato dalla negoziante.
Nei
confronti
di
questa
persona non
ho
usato violenza o minaccia.
ADR
che
non so dire
quale sia l'aggravante nei casi
di
furto.
ADR
che
le
evasioni riguardano momenti
in
cui
non
avevo rispettato gli orari
di
uscita
dai domiciliari, secondo l'Autorità
”
(VI PP IM 1 13.8.2017 da pag. 2 riga 7 a pag. 5 riga 18)
"
ADR
che confermo
di non
vivere
più con la
mia compagna _ da
circa 8
mesi. Il motivo
non
è che
non
andiamo d'accordo,
ma
risiede nel fatto che
lei ha
venduto l'abitazione
in
cui abitavamo insieme ed è andata
ad
abitare
con
i suoi genitori.
lo nel frattempo sono stato arrestato e quando sono uscito
dal
carcere, nel febbraio
2017,
sono andato
a stare
dai miei genitori
in via _,
_.
Nonostante abitiamo
in due
posti diversi io e
le
mia compagna continuiamo
a
vederci e
a
frequentarci
”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 2 da riga 5 a riga 11)
Dopo aver confermato queste sue dichiarazioni (VD all. 1 a pag. 1 I risposta, di seguito solo R), in aula le ha precisate sostenendo che la sua compagna intende aspettarlo (VD all. 1 a pag. 1 I R) e che in carcere, dove lavora in falegnameria (VD all. 1 a pag. 2 II R) e dove è già stato oggetto di due sanzioni disciplinari a cui si rinvia (AI 32 nonché doc. TPC 10 e 13), assume ancora 8 milligrammi di metadone ricordato come al momento del suo arresto ne assumesse 15 (VD all. 1 a pag. 2 II R). Incensurato in Svizzera (doc. TPC 19) non lo è in Italia dove è stato oggetto di sette condanne (AI 30) per i reati di:
-- falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sull’identità propria, fatti avvenuti l’8.8.2002 a _, con condanna alla pena di 15 giorni di reclusione sospesa condizionalmente in forza alla sentenza 25.10.2005 del tribunale monocratico di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 1);
-- cessione illecita a terzi di 0.068 grammi (di seguito solo gr.) lordi di cocaina, fatti avvenuti il 13.9.2006 a _, con condanna alla pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro (di seguito solo €) 1'400.- in forza alla sentenza 14.9.2006 del tribunale monocratico di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 2);
-- furto tentato di una felpa del valore di circa € 30.-, fatti avvenuti il 18.12.2008 a _, con condanna alla pena di 4 mesi di reclusione in forza alla sentenza 19.1.2008 del tribunale monocratico di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 3);
-- cessione illecita di imprecisati anche se modici quantitativi di cocaina, fatti avvenuti dal 6.2.2008 al 5.3.2008 a _, con condanna alla pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di € 10'000.- in forza alla sentenza 24.9.2009 della Corte di appello di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 4);
-- furto tentato di un giubbino da uomo del valore di € 140.-, fatti avvenuti il 20.11.2011 a _, con condanna alla pena di 5 mesi e 10 giorni di reclusione e al pagamento di una multa di € 46.- in forza alla sentenza del 15.12.2011 del tribunale monocratico di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 6);
-- detenzione illecita ai fini di spaccio di gr. 4.297 di cocaina, fatti avvenuti il 15.10.2003 a _, con condanna alla pena di 8 mesi di reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di € 1'722.- in forza alla sentenza 21.11.2013 della Corte di appello di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II al 7) che per la sua datazione richiama la possibile applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP;
-- tentata rapina con lesione personale a danno di un addetto alla vigilanza di un supermercato allo scopo di conservare 12 capi d’abbigliamento del valore complessivo di € 159.88, fatti avvenuti il 13.6.2015 a _, con condanna alla pena di 1 anno di reclusione e al pagamento di una multa di € 200.- in forza alla sentenza del 12.1.2016 della Corte di appello di _ (AI 30 e Inc. MP 2017.7386 classificatore II all. 8) che per la sua datazione richiama la possibile applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP;
non dimenticando come il 30.3.2018 avrebbe dovuto presentarsi per un nuovo processo a suo carico presso il tribunale monocratico di _ per rispondere dei reati di rapina e di furto, imputazioni sulle quali davanti al PP e in aula (VD all. 1 a pag. 2) si è così espresso:
"
preciso che io mi trovavo presso
la
struttura
in
cui mi reco
abitualmente
per
recuperare il metadone. Quella volta, visto che io dovevo andare
al
negozio _ ho detto
ad
una
persona di
riferire
al
suo amico, proprietario della bici, che
sarei ritornato
a breve a
consegnargli
la
bici. Quando sono tornato
ad
un certo punto ho
sentito un pugno sulla nuca, mi sono girato ed ho visto il proprietario della bici. Lui
era
fuori
di testa
e gridava. lo ho tentato
di
spiegargli e
poi
ci
ha
raggiunti il suo amico,
quello
con
cui avevo parlato
in
precedenza.
A
quel momento il proprietario della bici si è
calmato,
ma
nel frattempo aveva già fatto denuncia.
Lui mi
ha poi
detto che avrebbe ritirato
la
denuncia
”
(VI PP IM 1 4.10.2017 a pag. 4 da riga 12 a riga 20)
Ricordato che nei suoi confronti era già stato emesso un divieto d’entrata in data 19.3.2015 con validità sino al 18.3.2017 in quanto privo dei necessari documenti di legittimazione al passaggio di frontiera, decisione che però non gli è mai stata recapitata a seguito di un suo cambiamento d’indirizzo (Inc. MP 2017.7386 classificatore II), una volta scarcerato è intenzionato a ritornare a _:
"
dai miei figli e da _ che mi sta aspettando. Preciso che ho già ricevuto una seria proposta di lavoro e quindi spero di uscire il prima possibile dal carcere se non già alla fine del dibattimento. Voglio cambiare. Per quanto concerne gli stupefacenti, ho cercato aiuto a _. Voglio smettere con la droga ma da solo rischio di non farcela, ragione per cui voglio farmi aiutare da un medico.
L’Avv. DUF 1 produce quale
doc. Dib. 1
una proposta di lavoro a tempo determinato, in qualità di commesso, presso il _ e a domanda del Presidente precisa che a quanto a lui noto, per quanto attiene l’atto ricevuto questa mattina, la proposta di lavoro è immediata, cioè al termine della carcerazione del suo protetto.
AD
del Presidente l’imputato precisa che la sua famiglia conosce la gerente del supermarket da circa tre anni e che lui, circa un anno fa, vi aveva lavorato come garzone per tre mesi, rapporto contrattuale conclusosi non perché non aveva lavorato bene ma perché il datore aveva avuto dei problemi di natura economica. Ora, con la ripresa dell’economia, è convinto che questo rapporto potrà durare anche più dei tre mesi di prova”
(VD all. 1 a pag. 2 III/IV R)
4.
Per il vissuto, i precedenti penali e i progetti di vita di IM 2, cittadina marocchina, nata il _, residente a _ (AI 1), si rinvia al suo dire nei seguenti passaggi dei suoi VI PS e PP:
"
Sono
nata
in
Marocco il
_,
lì ho frequentato
le
scuole dell'obbligo ed
in
seguito ho fatto _
di
scuole superiori. Successivamente
_
ho
studiato quale _
in
una scuola privata, terminata quest'ultima
_
rimanevo
a
casa alternando
con
dei periodi
di stage.
Nel
_/_
partivo
dal
Marocco
per
raggiungere l'Italia, luogo
in
cui vi era già
parte della mia famiglia. Giunta
in
Italia e più precisamente
a
_ alloggiavo
per
circa sei/otto mesi ed
in
seguito trovavo lavoro
a
_, luogo
in
cui
attualmente
vivo
insieme alla famiglia.
Per la
durata
di
sei/sette anni ho lavorato
quale
_
poi
per
circa
due
anni
in
_ quale
_
. Tutt'ora svolgo un lavoro come _
presso _ (I).
Voglio precisare che
non
ho mai fatto nulla
di male
nella mia vita
”
(VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 3 da riga 24 a riga 35)
"
Di salute
sto bene. Attualmente lavoro quale _
(I).
Finanziariamente
non
ho grossi
problemi,
vivo con
i miei genitori
”
(VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 8 da riga 22 a riga 24)
"
Sono
nata
in
Marocco
dove
ho vissuto fino
al _.
In
Marocco ho frequentato
le
scuole dell'obbligo.
Ho poi
frequentato una
scuola _.
Ho
conseguito il
diploma di
_.
Ho
lavorato
come
stagista
_
,
non
pagata,
per
pochi mesi
in
un paio
di
posti
di
lavoro, sempre
in
Marocco.
Dopodiché sono venuta
in Italia, per
raggiungere mio papà e i miei
due
fratelli
IM 1
e _
.
Loro tre già si trovavano
a _, dove
li ho raggiunti. Un altro mio fratello, _, si
trovava
pure in Italia, ma a _, con
mio zio. Mia
mamma
e gli altri
due
miei fratelli
_
e _ sono rimasti
in
Marocco e ci hanno raggiunti anni dopo,
forse meno
di due
anni dopo il mio arrivo
in Italia.
ADR
che ho
5
fratelli.
A
parte IM 1 che si trova qui
con me in Svizzera,
tutti loro
abitano
a _,
così
come
i miei genitori.
A _
sono rimasta poco
tempo, non
sono
in
grado
di
indicare quanto.
Non
parlavo
la
lingua
italiana. Ho chiesto il permesso
di
soggiorno
a _ dove
già si trovava un
mio fratello e mio zio, che ho ottenuto
in breve tempo,
e mi sono
poi
subito trasferita
a
_
, dove
ho trovato subito lavoro
come
_
.
Lavoravo
per la
società _
.
Per 5-6
anni ho lavorato
per la
ditta _. Dopodiché ho cambiato datore
di
lavoro,
ma
ero sempre _.
Ad
un certo punto ho lavorato
come
_.
ADR
che
in media
percepisco
circa
Euro
500.00 al
mese.
ADR
che
vivo con
i miei genitori.
Non
ho un compagno,
non
ho figli e
non
sono sposata.
ADR
che ogni tanto contribuisco nell'economia famigliare facendo
la
spesa.
Non
pago
l'affitto
di
casa, lo paga mio
padre.
In
famiglia viviamo io, i miei genitori, mio fratello _. Mi spiego meglio. lo
vivo in una casa con mio papa, mia mamma e _. Dell’affitto della stessa si occupa mio padre. Mio fratello _ abita in una casa più piccola, con I miei fratelli _, _
_ e IM 1.
I
miei genitori vivono un
po'
con me
e un
po'
con
loro.
ADR
che io ho buoni rapporti
con
tutti i miei fratelli.
ADR
che
_
ha _
figli che abitano
con
lui. _
ha
_. IM 1
ha
anche
_
figlie, che vivono
con la mamma
”
(VI PP IM 2 13.8.2017 da pag. 2 riga 15 a pag. 3 riga 8)
Dopo aver confermato queste sue dichiarazioni (VD all. 1 a pag. 2 VII R), in aula le ha ulteriormente precisate affermando di fare:
"
...omissis...”
(VD all. 1 a pag. 3 1 R)
Contestata la sua sanzione disciplinare del 16.8.2017 per aver comunicato con qualcuno in lingua araba attraverso una finestra della sua cella (AI 33 e VD all. 1 a pag. 3 III R), impegnatasi durante la carcerazione nel seguire una scuola di cucina e di cucito nonché nel far palestra (VD all. 1 a pag. 2 IX R), è incensurata sia in Svizzera (doc. TPC 19) che in Italia (AI 31). Se scarcerata è intenzionata a riprendere le sue attività lavorative, continuando ad abitare dai suoi genitori (VD all. 1 a pag. 3 II R).
IV) Circostanze dell’arresto dei due imputati
5.
Le circostanze d’arresto provvisorio (art. 217 e seguenti, di seguito solo segg., CPP) dei due imputati trovano riscontro negli AI 1 da pag. 2 a pag. 3, 27 a pag. 14 primo fotogramma nonché 76 a pag. 1 e 2:
"
Verso le ore 02.13 di sabato 12.08.2017, la centrale operativa é stata allarmata dalla signora ACPR 2
(vittima)
la
quale
ha
segnalato
di
esser appena stata rapinata
a
_.
La donna ha
subito fornito i primi connotati ed è stato sganciato un dispositivo
di
ricerca regionale quale misura d'urgenza.
La
pattuglia della Gendarmeria
di
_
ha
dunque raggiunto
la
richiedente
per la
raccolta delle
prime
informazioni.
Sul
posto
la
pattuglia
ha
preso contatto
con la
vittima ACPR 2 ed
ha
appreso che l'autore aveva rapinato anche
la
signora ACPR 3.
In
sostanza
le due
vittime hanno spiegato agli agenti intervenuti che, camminando lungo
via
_
a
_, sono state avvicinate da un veicolo
dal
quale un uomo (autore),
con in
mano un coltello e
con minaccia di morte, le ha costrette a consegnare del denaro contante (ACPR 2 ha consegnato circa CHF 410.- ed EUR tra 20 e 50 EUR, ACPR 3 CHF 36.-). L’autore si era poi allontanato a piedi.
Verso le ore 02.40 la
Polizia _
ha
fermata
il
veicolo
Daewoo
Matiz
con
targa _
al
cui
interno
vi erano i rubricati _.
Dai
primi accertamenti effettuati è emerso che i
due
fermati (fratello e sorella) erano coinvolti nella rapina appena capitata
in
zona
_
”
(AI 1 da pag. 2 a pag. 3)
"
17.Ore 02:41:10
Il veicolo è stato fermato dalla Polizia _ all’altezza del debarcadero, lungo _”
(AI 27 a pag. 14)
"
In data e ora di cui sopra, mentre mi trovavo di pattuglia con l’app. _, venivamo informati dalla CEOP
di
una avvenuta rapina
in Via
_
a
_ ai danni
di due donne...
Per
questo motivo su disposizione
del
sgtm _ procedevamo
ad
effettuare un posto
di
blocco
in Via
_ all'altezza
del
ristorante
_.
Da Viale _ sopraggiungeva in prossimità del posto di blocco una vettura di piccola cilindrata
di
colore blu
con a
bordo un ragazzo e una ragazza dalle fattezze magrebine. L'app _ intimava il fermo
del
veicolo che si arrestava sulla corsia
del bus
(lato destro della carreggiata direzione centro città). Immediatamente l'app _ notava
la
presenza
di
un coltellino svizzero appoggiato sulla coscia destra dell'uomo.
Il personaggio
con la
mano sinistra si toccava
la
tasca dei pantaloni,
per
questo motivo l'app _, temendo
per la
nostra incolumità, lo invitava
a
tenere
le
mani
in vista
e successivamente mediante una leva
al
suo braccio destro lo faceva scendere dalla vettura
in
modo da poter garantire
la
sicurezza dell'intervento ed effettuare il controllo dell'individuo.
In
quel momento sopraggiungeva anche
la
pattuglia della Polizia Cantonale, gend
_
e gend _.
Io
procedevo
ad
una perquisizione
di
sicurezza dell'uomo
al fine di
trovare eventuali altri oggetti pericolosi. Esclusi
quest
ultima all'interno
della
tasca sinistra
dei
pantaloni potevo rinvenire
la
somma
di
CHF
456.-.
Ricordo che
su
una banconota era affisso
un
post-it di
colore
verde, come
pure
uno scontrino
del
ristorante _. Allo stato attuale
non
ricordo
la
suddivisione dettagliata
delle
banconote ritrovate.
Per
contro,
la donna
rimaneva all'interno
del
veicolo
in
quanto,
non
disponendo
di
agenti
di
Polizia femminili,
non
si
poteva procedere
alla
perquisizione
di
sicurezza
della
IM 2
”
(AI 76 a pag. 1 e 2)
6.
Le istanze di carcerazione preventiva (art. 224 cpv. 2 CPP) del PP del 13.8.2017 nei confronti dei due imputati per i presupposti reati di rapina aggravata (art. 140 n. 2 e 3 cpv. 2 CP) a fronte del pericolo di fuga (art. 221 cpv. 1 lettera, di seguito solo lett., a CPP), di collusione (art. 221 cpv. 1 lett. b CPP) e di recidiva (art. 221 cpv. 1 lett. c CPP, AI 10 e 11) sono state accolte dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (di seguito solo GPC) con decisioni 14.8.2017 sino al 15.9.2017 per IM 1 (AI 13) e sino all’1.9.2017 per IM 2 (AI 15). A seguito di sua richiesta del 13.9.2017 (AI 58) IM 1 è stato posto in esecuzione anticipata dalla pena (art. 236 cpv. 1 CPP) dal 14.9.2017 (AI 59) e in questo stato compare in aula.
L’istanza di proroga della carcerazione preventiva (art. 227 CPP) di IM 2 presentata dal PP il 28.8.2017 (AI 39) è stata accolta dal GPC con sentenza 8.8.2017 sino al 12.10.2017 (AI 53), decisione impugnata dal legale dell’imputata presso la Corte dei reclami penali (di seguito CRP) con reclamo (art. 393 cpv. 1 lett. c e 396 cpv. 1 CPP) datato 21.9.2017 (AI 62), che è stato respinto dall’adita autorità con pronuncia 26.10.2017 (doc. TPC 12). L’istanza di carcerazione di sicurezza (art. 229 cpv. 1 CPP) del 12.10.2017 (AI 99 e doc. TPC 2) nei confronti di IM 2 è stata parzialmente accolta dal GPC, con decisione 19.10.2017 (doc. TPC 5), sino al 7.12.2017, da cui la fissazione del pubblico dibattimento per i giorni 29/30.11.2017 (doc. TPC 6).
V) Dichiarazioni d’istruttoria delle tre accusatrici private
7.
Per quel che concerne i fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) l’AP ACPR 1 (costituitasi AP in sede di VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 2 da riga 37 a riga 38) nel suo VI PS e PP si è così espressa:
"
Sono scesa dal veicolo lungo la strada che dall’hotel _ porta verso _, sul marciapiede di destra. Ero sola in
quel momento. Mentre camminavo
in
salita ho notato una piccola
automobile di
colore blu (colore intenso) che giungeva da tergo.
Non
ho
idea del
modello o marca precisa, era una piccola automobile. La targa _. Questo veicolo si è fermato un centinaio dopo di me sempre su via _, Il veicolo
si è fermato poco
prima
dell'hotel _.
Si
è arrestato sul marciapiede ed
ha
azionato
le 4
frecce. Avevo avuto l'impressione che il conducente si
fosse
perso.
Dal
veicolo è uscito il passeggero (lato destro), il conducente è rimasto
in
automobile.
Il passeggero si è direzionato
a
piedi
verso di me.
lo mi sono fermata.
Questo signore, avvicinandosi
a me, ha
aperto un coltello
con le
mani.
Il coltello,
per
dimensioni
di lama
e impugnatura, sembrava un coltellino svizzero,
però ricordo un manico marrone
a
differenza dei coltellini svizzeri che sono rossi.
Quando l'individuo
ha
aperto il coltello si trovava
a
circa
3
metri da
me.
Questo
individuo si è avvicinato ancora
di
più
a me
e tenendo
con la
mano destra il
coltello e puntandolo
verso di me,
mi
ha
detto fuori i soldi subito,
se no
ti
accoltello!. Ricordo che aveva appoggiato persino
la lama
sul mio collo.
Li
ho
capito della pericolosità
del
personaggio.
lo avevo
con me
una borsetta e
la prima
reazione è stata
di
dargli tutto,
direttamente
la
borsetta.
In
quel frangente, proveniente da _, stava giungendo un furgoncino bianco. lo ho fatto un salto
in
mezzo alla strada cercando
di
fermare questo veicolo urlando, il quale però mi
ha
schivato e si è allontanato.
Ho
poi raggiunto il marciapiede opposto della strada e l'individuo mi
ha
seguito e
nuovamente mi
ha
minacciato,
con
il coltello appoggiato
al
mio collo, mi
ha
intimato
di
stare zitta e
di non
fiatare,
se no
mi avrebbe colpito
con
il coltello. Io
avevo ancora
con me la
borsetta e l'ho consegnata
al
rapinatore, il quale l'ha aperta,
ha
frugato all'interno
ma non ha
trovato i soldi che cercava. Lui insisteva
di
voler avere i miei soldi, mi aveva detto sei svizzera, so che hai soldi!. lo però
non
avevo denaro. Lui si stava arrabbiando ancor
di
più, dunque ho rovesciato il
contenuto della borsetta sul marciapiede. Lui
ha
trovato il mio portafoglio vuoto.
Gli avevo fatto vedere il mio documento dicendogli
di non
essere svizzera. Gli
avevo detto una bugia, gli avevo riferito
di
aver giocato tutti i soldi
al
casinò
di
_
. Quando
ha
capito che
non
avevo denaro
ha
cominciato
a
cercare
collanine o gioielli,
ma
io
non
avevo alcun bene indossato. Mi
ha
fatto anche
la
morale: non
si può andare
in
giro senza soldi!. Visto che continuavano
a
transitare dei veicoli, ho sentito suonare un clacson.
Non
so
dire
da quale veicolo
provenisse il suono,
ma
avevo avuto l'impressione che il conducente
del
veicolo
dal
quale l'autore era sceso stesse suonando
per
sollecitare il rientro dell'amico. Mi sorprende che nessuno si sia fermato pur vedendomi
a terra con
diversi oggetti al suolo. Questo rapinatore mi ha intimato di restare lì ferma per 10 minuti, di non fiatare. E poi è scappato verso l’automobile. Non ho seguito con lo sguardo la fuga di questo rapinatore (ero impaurita),
ma
poi
mi sono
girata e
l'automobile
era sparita.
Mi sono
dovuta riprendere,
mi
mancava
il
fiato.
Ho
deciso
di
scendere
verso
il
_ (volevo cercare qualcuno
a
cui chiedere aiuto).
Ho
raggiunto
il
_. Improvvisamente
ho
visto arrivare una pattuglia
a
sirene e fari blu accesi sul _.
Ho
deciso dunque
di
fermare
il
veicolo
della
Polizia. Ricordo che gli agenti indossavano
le
uniformi blu.
Ho
spiegato agli
agenti che ero stata rapinata. Avevo detto che gli autori
(in due)
erano
a
bordo
di
una piccola
automobile.
Ricordo
di
aver detto che l'autore era
molto
secco,
intendo
dire
magro.
Tra
il
momento
della
rapina sino
al
momento nel quale
ho
fermato
la
Polizia sarà
passata una mezzora
”
(VI PS ACPR 1 12.8.2017 da pag. 2 riga 36 a pag. 4 riga 12)
"
ADR
che il coltello il qui presente
me
lo
ha
appoggiato alla gola già all'inizio quando mi
trovavo sul marciapiede
di
destra, direzione stazione. lo quando ho visto un furgoncino
bianco sopraggiungere ho fatto un salto
in
mezzo alla strada, quando il qui presente
ancora mi teneva il coltello alla gola.
Quando sono passata sul marciapiede opposto anche lui mi
ha
seguito, rimettendomi
subito il coltello alla gola.
lo avevo terrore,
le
gambe mi tremavano e pensavo
di
morire
di
mano magrebina;
la
cultura
di
questa gente ammazza
le donne
come
le
galline.
ADR
che
la
minaccia più volte rivoltami è stata
se
fiati ti ammazzo.
ADR
che quando mi trovavo sul marciapiede
di
sinistra (sempre direzione
_),
il
qui presente, quando
ha
capito che
non
avevo soldi, mi
ha
abbassato
la
cerniera
di
un
giacchetto ed io ho finanche pensato che cercasse
a
quel momento un approccio
sessuale. Poi mi
ha
detto che cercava
le
collanine.
ADR
quando mi sono posta
in
mezzo alla strada nel tentativo
di
fermare il furgoncino
ho urlato disperatamente ferma; chissà poi cosa
ha
pensato l'autista
del
furgone.
ADR
che alla
fine, prima di
andarsene, il qui presente mi
ha
intimato
di
stare zitta e
ferma
per 10 min.
ADR
che nel momento
in
cui mi sono messa
in
mezzo alla strada vedevo l'auto dalla
quale è sceso il qui presente ferma, sul marciapiede
di
destra
con le 4
frecce accese;
ricordo che si trovava ferma
in
cima alla brughetta; nel momento
in
cui mi sono
spostata sul marciapiede
di
sinistra io
in
pratica davo
le
spalle all'autovettura e quindi
non
ho più prestato attenzione all'auto, ero terrorizzata e speravo che qualcuno mi
vedesse.
ADR
che il qui presente si è allontanato da
me
subito dopo aver sentito il clacson;
secondo
me
era stata
la persona
che guidava l'auto
a
richiamare
la
sua attenzione.
ADR
che quando
in
seguito mi sono girata e mossa io
non
ho visto più nessuno, né il
qui presente né l'auto su cui lui viaggiava...
ADR
che ricorderò sempre il sentore del freddo della lama del coltello al collo. Ricordo che la lama è stata appoggiata sul mio collo, nella mia parte destra all’altezza della trachea e quindi piuttosto sul davanti. Non ricordo con quale mano lui tenesse il coltello
”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 da pag. 4 riga 5 a pag. 5 riga 1)
8.
Per quel che concerne i fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) le AP ACPR 3 (costituitasi AP nell’AI 74) e ACPR 2 (costituitasi AP nel suo VI PS 12.8.2017 a pag. 6 da riga 33 a riga 34 e AI 66) nei loro VI PS e PP si sono così espresse:
8.1.
per l’AP ACPR 3
"
Giunte davanti
al
mio domicilio, decidevo
di
accompagnare
ACPR 2
fino alla rotatoria
che congiunge
via
_,
Via _
,
Via _
e
Via
_, così da farle
percorrere un
minor
tratto
di
strada da sola.
Giunte all'altezza
del
civico nr.
_ di Via
_, ci fermavamo nei pressi
del
passaggio pedonale li presente così da salutarci.
Ad
un certo punto
ACPR 2
notava un uomo avvicinarsi da
via _
. Preciso che
io
non
lo vedevo sopraggiungere
in
quanto gli davo
le
spalle. L'uomo, improvvisamente
afferrava
con la
sua mano sinistra,
in
maniera violenta, il mio braccio destro. Notavo che
nella mano destra teneva un coltello tipo coltellino svizzero il quale aveva una
lama di
colore argento. Preciso che l'uomo
non me
lo puntava addosso.
La
punta della
lama
rimaneva
per
tutto il periodo della rapina indirizzata
verso
il terreno.
L'uomo dopo avermi afferrata,
in
maniera pacata
ma
minacciosa, diceva
a ACPR 2
dammi i soldi
sennò
uccido
la
tua
arnica. A
questo punto
ACPR 2
estraeva dalla sua borsetta il denaro contante che possedeva e lo consegnava all'uomo.
In
seguito l'uomo
si rivolgeva
a me
dicendomi
di
consegnarli il denaro. lo ubbidivo e gli consegnavo tutto
il denaro che avevo all'interno
del
borsellino, ovvero CHF
36.-.
Preciso che nel mentre il
personaggio continuava
a
tenermi
per
il braccio.
Dopo che io gli consegnavo i soldi l'uomo si allontanava
come se
nulla
fosse
stato.
Ricordo che si dirigeva
in
direzione
del
lago imboccando
via _
. Dopo l’allontanamento dell’uomo io chiamavo immediatamente il 117
”
(VI PS ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga 10 a riga 31)
"
ADR
che riconosco il qui presente. È colui che la notte del 12.08.2017 mi ha minacciato di morte. Ricordo che quella notte questa persona aveva detto alla mia amica che se non gli avesse dato i soldi mi avrebbe ucciso...
Voglio aggiungere che all'inizio, quando il qui presente si è avvicinato
a
me
prendendomi
per
il braccio,
con la
sua mano destra mi
ha
puntato il coltellino che
aveva
con
sé proprio
verso di me
all'altezza
del
ventre.
ADR
che
in
quel momento il qui presente
non
mi
ha
minacciato chiedendomi
espressamente dei soldi,
ma ha
subito minacciato
la
mia amica
come
detto sopra,
asserendo che
se non
gli dava i soldi mi avrebbe ucciso.
ADR
che
in
un secondo momento ricordo che ci siamo avvicinati
a
ACPR 2 trovandoci tutti
in
mezzo alla strada sulle strisce pedonali. Il qui presente teneva sempre
in
mano il coltello anche se con la punta rivolta verso terra.
ADR
che il qui presente non ha puntato il coltello verso ACPR 2.
ADR
che anche quando
poi
eravamo tutti e tre sulle strisce pedonali il braccio
con
in mano il coltello
del
qui presente
non era
steso,
ma
aperto
con
un angolo inferiore ai
90
gradi.
ADR
che io
non
ho visto bene quanti e quali tipi
di
soldi ACPR 2
ha
consegnato
al
qui presente.
ADR
che il qui presente
non ha
contato i soldi che gli sono stati consegnati; ora
come
ora
non
ricordo
se
li
ha
messi subito
via,
sulla sua
persona. A
quel momento io ero
sotto
minaccia
di
un coltello che da
solo
sicuramente
può
,
fare male.
L'interrogante mi chiede
se
ricordo
di
essere stata spinta dall'imputato,
prima di
venire
afferrata
per
il braccio.
lo ricordo dell'afferramento
al
braccio
in
modo inaspettato,
non di
uno spintonamento.
L'interrogante mi chiede
se
confermo
di aver
consegnato soldi all'imputato.
Si,
ho consegnato
al
qui presente tutto quello che avevo nel borsello, e meglio
la
cifra
indicata in polizia.
ADR
che glieli ho consegnati personalmente, dopo che ACPR 2 aveva consegnato i
suoi
di
soldi.
Mi viene chiesto
se
l'imputato
ha
minacciato
di
morte anche
la
mia
arnica
ACPR 2
e io rispondo
di no.
Sono
sicura
di
questa risposta.
Mi viene chiesto
se
ricordo nel momento
in
cui il qui presente già mi aveva
afferrato
per
il braccio che da
via
_ è sopraggiunta una vettura e
se
il qui
presente
ha
detto qualcosa
a me
o alla mia amica
in
merito
a
questa vettura.
Preciso che tutti e tre eravamo sul marciapiede quando è sopraggiunta un'auto;
la
mia
amica
non
aveva ancora tirato fuori il borsello dalla sua borsa.
Quando è sopraggiunta l'auto, ricordo
era di
colore nero e all'interno ho visto una
sagoma scura, sicuramente un uomo,
non
ho visto
la
targa. ACPR 2 si è dunque
mossa sbracciandosi nel tentativo
di far
fermare l'auto. L'auto
non
si è
fermata
e
in
quel
momento il qui presente
ha
detto l'auto
non
si ferma perché tanto è qui
con me.
Per
questo
di
seguito ci siamo spostati tutti
in mezzo
alla strada.
ADR
che ho sentito personalmente queste parole proferite dal qui presente.
ADR
che ho visto il qui presente prendere a piedi la via _ dopo i fatti a nostro danno. Ricordo di averlo visto camminare in tutta tranquillità.
ADR
che non ho visto alcuna auto lì vicino a noi e neppure ho visto poi il qui presente salire su di un’auto.
ADR
che nel mentre ci stavamo salutando io e ACPR 2, ricordo che
con la coda
dell'occhio ho visto sopraggiungere dalla
via
_ un'autovettura, mi sembra
di
colore scuro e affrontare
la
rotonda,
ma non
l'ho vista fermarsi e quindi
non
so
dire
quale direzione abbia preso; suppongo abbia intrapreso
la via
_
”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 da pag. 2 riga 41 a pag. 5 riga 7)
8.2.
per l’AP ACPR 2
"
Arrivate alla rotonda che si trova tra Via _ e Via _ mi immettevo sul passaggio pedonale che
che si trova su
Via
_. Mentre attraversavo
la
strada salutavo ACPR 3 quando
con la coda
dell'occhio notavo un'auto
di
colore
scuro fermarsi su
Via
_ subito dopo
la
rotonda.
Da
essa vedevo
scendere
a
passo sostenuto un uomo il quale si dirigeva
verso
ACPR 3. Una volta
raggiunta
la
afferrava da dietro e
le
prendeva il braccio destro. Immediatamente
estraeva un coltello
di
piccole dimensioni e lo impugnava
con la
sua mano destra.
Brandendo il coltello e minacciandoci
di
morte, ci diceva
di
consegnarli tutto il
denaro contante
in
nostro possesso. Preciso che l'automobile da cui era sceso
l'uomo si allontanava immediatamente su
Via
_
in
direzione
del
_.
Non
so
dire se
si sia fermata dopo qualche metro o
se
si allontanava definitivamente...
D: Lei dove si trovava quando l’uomo teneva per il braccio la sua amica ACPR 3?
R: Ero rimasta sul passaggio pedonale di via _ ed ero in mezzo alla carreggiata.
Vorrei precisare che una volta afferrata ACPR 3, l’uomo la trascinava verso di me e cominciava a minacciarmi in mezzo
alla strada.
Da
parte mia, vedendo il coltello,
provavo
ad
allontanarmi
per
cercare aiuto.
In
quel momento sopraggiungeva da
Via
_ una vettura
di
colore scuro e immediatamente provavo
a
fermarla
sbracciando e stando
in
mezzo alla strada. L'aggressore mi diceva
di non
chiedere aiuto
al
conducente dell'auto siccome
a
suo
dire
era un suo complice.
A
questo punto siccome l'auto
non
dava seguito alla mia richiesta d'aiuto e
non
vedendo altre
alternative,
andavo incontro alla mia amica
per
assecondare
le
richieste dell'assalitore...
Una volta tornata da ACPR 3 aprivo la mia borsa e prendevo il mio portafoglio. Visto lo stato dell’uomo, cercavo di
prendere
tempo.
Infatti,
prima di
dargli i soldi,
facevo passare tutto
il
contenuto
del
borsellino passando
prima
dai documenti e
poi dai miei oggetti privati.
Ad
un
certo punto vedevo l'uomo innervosirsi e dunque
decidevo
di
dargli i soldi. Questo
anche perché
le sue
minacce nei confronti
di
ACPR 3 diventano più frequenti.
D:
Quanto denaro contante
ha
consegnato
al
malvivente?
R: 400
CHF
in
banconote
da
100
CHF tenute insieme
da
una spilla. All'interno
del
mazzetto vi era un'altra banconota
da
10
CHF. Vorrei precisare che
quei soldi
mi
erano stati consegnati
il giorno
prima dal
mio fidanzato
per le
mie
prossime vacanze. Sopra questo mazzetto vi era appiccicato
un
piccolo
post-it di
colore
verde
con
scritto
il
mio nomignolo ACPR 2. Inoltre
consegnavo una cifra tra i
20
e i
50
euro
in
contanti.
D:
Potrebbe specificare meglio
la
tipologia
di
minacce che
ha
ricevuto?
R: La
minaccia era contro ACPR 3. L'uomo
mi
diceva:
Se non
mi
dai i soldi
ammazzo
la
tua
arnica.
Dopo aver preso i miei soldi l’uomo prendeva anche quelli di ACPR 3. Dopo aver recuperato tutta la refurtiva si allontanava a piedi su Via _ in direzione del lago.
D: Una volta che l’uomo si é allontanato ha sentito dei rumori quali stridio di gomme, chiusura portiere o altro?
R: Non
ho sentito nulla
di
particolare.
D: Quanti soldi
ha
dato ACPR 3 all'uomo?
R: Non
so dirlo siccome mentre l'uomo prendeva i soldi
a
ACPR 3 io scrivevo un messaggio
al
mio ragazzo
con
scritto vieni.
D: Durante tutta
la
faccenda, il coltello dove era rivolto?
R:
Era sempre rivolto
verso
qualcuno.
In
certi momenti
verso
ACPR 3 e
in
altri
verso di me...
L'agente interrogante
mi
mostra
il
documento Allegato
D
dove è raffigurata una banconota
da
100
CHF
con
apposto
un
post-it di
colore
verde. Dichiaro che
il
post-it
presente
su
quella banconota è quello lasciato
dal
mio fidanzato
”
(VI PS ACPR 2 12.8.2017 da pag. 3 riga 20 a pag. 6 riga 28)
"
All'altezza delle strisce pedonali ci siamo salutate ed io
me
ne stavo andando dall'altra
parte
del
marciapiede
per
raggiungere
via
_. ACPR 3
per
rientrare ripercorre
abitualmente
la
stessa strada e quindi
via
_
per
un
po'
fino all'intersezione
con
via
_.
Mentre camminavo continuavo
a
parlarle e
poi
abitualmente ci si salutava fintanto che ci
si vedeva. lo mi sono
fermata a
metà delle strisce pedonali e continuavo
a
parlarle
quando
con la coda
dell'occhio ho visto una macchina
di
colore scuro provenire dalla
via _
,
dove
si trova il
fitness _; in
pratica dalla strada parallela alla
via
_
.
Si
vede bene nel doc.
2
allegato
al
presente,
dove
indico
con
una freccia
la
direzione dell'auto.
L'autovettura ho
poi
visto che si fermava sul marciapiede nel luogo indicato sul doc.
3
con
un cerchio rosso. Vedo scendere questo ragazzo dall'auto; ho visto subito che
non
era
un _, l'ho visto subito
in
volto visto che ero girata
verso la
mia amica.
Non
ho
fatto caso quale targa avesse l'auto. L'uomo
a
passo sostenuto è andato
verso la
mia
amica e l'ha dapprima urtata. C'è stato proprio lo scontro e
poi
l'ha afferrata
al
braccio destro;
la
teneva
con
il suo braccio sinistro, mentre
con
il destro
ha
subito tirato fuori un
coltello e gliel’ha puntato all'altezza della
vita. Era
molto vicino
a
ACPR 3
con la lama.
La
mia amica
non ha
visto l'arrivo dell'uomo perché
era di
spalle.
ADR
che
la
presa dell'uomo è avvenuta sull'avambraccio
di
ACPR 3.
ADR
che ho visto il gesto dell'uomo mentre tirava fuori dalla tasca dei pantaloni il
coltellino.
Ho
visto
la lama.
lo
a
quel momento mi sono girata
verso la
strada,
non
sapevo
se
fuggire, citofonare
a
qualcuno o urlare. Lui
poi,
avendo paura che io potessi fuggire, mi
ha
raggiunto trascinando
con
sé ACPR 3 e continuando
a dire
dammi i soldi altrimenti io uccido
la
tua
arnica.
Da via
_ ho visto arrivare un'auto nera tipo
golf, non era
quella da cui è sceso
l'uomo. lo mi sono girata
verso
l'auto
in
arrivo e ho gesticolato
con le
braccia
in aria
cercando aiuto. L'auto
non
si è
fermata
e
in
quel momento, quando l'auto doveva ancora
affrontare
la
rotonda l'uomo mi
ha
detto è
inutile
che chiedi aiuto tanto quell'auto è
con me,
intendendo che all'interno vi fossero dei suoi complici. lo mi sono spaventata
ancora
di più,
ho pensato che potessero addirittura sequestrarci. L'auto preciso mi è
passata
a circa 20/30 cm dal
mio corpo, senza
fare
alcun cenno
di
frenata...
A
quel momento io mi sono girata
verso la
mia amica e l'uomo che
la
teneva ferma. lo
avevo
la
borsetta che ho
pure
oggi
con me,
tipo bauletto, e avevo il portamonete che ho estratto dalla tasca interna della borsa e che mostro.
In
questo portamonete ho tutto.
Quando l'ho aperto ho detto
a
lui i documenti
non
te li
do,
ho
la tessera
sanitaria,
la patente ecc..., ho tirato fuori
anche
una bustina
di
un
medicamento e
lui mi
ha
chiesto
cosa
fosse
e io gli
ho
risposto che era
un
antidolorifico. Quindi
ho
estratto degli euro e
CHF
400.00
arrotolati visto che
il
portamonete è
piccolo.
Questi ultimi soldi erano
assemblati insieme e sopra
la prima
banconota era apposto
un
post-it piccolo con
scritto
ACPR 2 che é il mio soprannome. Queste 4 banconote erano tenute insieme da una graffetta.
Io ho preso il rotolino
di
banconote da CHF
100.00
e glielo ho consegnato perché lui
ha
cominciato
ad
innervosirsi visto che cercavo
di
prendere
tempo.
Preciso che all'interno
di
questo rotolino io tengo tutti i soldi
in
banconote e
pure
gli scontrini.
L'uomo oltre alle
4
banconote da CHF
100.00 ha
sicuramente preso delle banconote
in
Euro e
pure
lo scontrino, quello della cena dell'_
per
una spesa pari
a
CHF
81.00.
ADR
che gli EUR
credo
fossero una banconota da
20
e una da
10.00.
ADR
che sono sicura
di
aver consegnato all'uomo anche
le
banconote italiane, perché
quando ho dato il rotolino
di
banconote ho visto che vi erano anche i colori delle altre
banconote, quelle italiane.
Quando ho consegnato
le
banconote
a
lui, ho chiuso il portamonete e nell'immediato,
tenendo il cellulare nella borsetta e senza farmi vedere dall'uomo che nel frattempo
chiedeva
a
ACPR 3
di
avere tutti i suoi soldi ho mandato un messaggio
al
mio ragazzo, scrivendogIi vieni.
Posso riferire che quando ho inviato il messaggio
via
WHATSAPP erano
le 02.06.
lo
per
una frazione
di
secondi ho quindi abbassato lo sguardo.
In
seguito ho visto
la
mia amica estrarre dei soldi
dal
borsellino; ricordo che
ha
consegnato dapprima delle banconote e poi ricordo
pure
che lui
ha
preteso anche
la
moneta e
lei
gliel'ha
data.
Lui essendo vicino
a lei,
vedeva l'interno
del
suo borsellino...
ADR
che non ho visto dove l’uomo ha messo il denaro; a quel momento guardavo la mia amica.
ADR
che l'uomo se n’è andato sempre
a
passo sostenuto prendendo
la via
_.
ADR
che il coltellino era quello tipo svizzero;
non
so
se
era rosso,
ma di
sicuro
la lama
era aperta.
Mi viene chiesto
se
mi è stato puntato il coltellino da parte dell'uomo.
Rispondo
di
sì; nel momento
in
cui lui
ha
raggiunto ACPR 3, io
non
sapendo cosa fare, come sopra detto,
se
urlare, scappare, ecc.., ho fatto qualche passo e
in
quel momento lui
si è girato
verso di me
e venendomi incontro
con la
mia amica mi
ha
mostrato il coltello.
Non
mi
ha
puntato poi il coltello sul corpo,
ma
l'aveva sempre all'altezza della vita. Ogni
tanto lo girava
verso di me
mostrandolo e minacciandomi
a parole
come sopra detto.
Mi viene chiesto
se
ho visto dopo che l'uomo è sceso dall'auto,
se la
stessa lo
ha
atteso
in
quel posto o
se
è proseguita.
Come
già detto l'auto si è
fermata
nel punto indicato sul doc.
3; era
sul marciapiede
quando
ha
fatto scendere l'uomo. Subito dopo però l'auto si è spostata proseguendo
sulla
via
_.
Vista la
conformazione della strada,
non
ho
idea del
fatto che l'auto si sia
fermato poco distante o
poi
abbia proseguito.
A
domanda dell'avv.
DUF 2,
rispondo che ho proprio visto l'auto che proseguiva
la
sua
corsa su
via
_.
Mi viene chiesto
se
secondo
me chi
guidava l'autovettura ci
ha
viste sulla strada mentre
camminavamo.
Secondo
me
l'auto
ha
visto entrambe visto che proveniva da
via
_ ed
ha
percorso
la
rotonda proprio dalla parte
in
cui eravamo noi, io sulle strisce e ACPR 3
sul marciapiede.
ADR
che io
non
ho fatto caso
a chi
guidasse l'auto da cui è sceso l'uomo che ci
ha
rapinate.
ADR
che
non so dire
esattamente quanto
tempo
è trascorso,
ma di
sicuro
non più di 10
minuti.
Subito dopo l’accaduto ci siamo posizionate vicino ai citofoni dello stabile che si trova proprio sulla via _, alla fine della strada e abbiamo atteso l’arrivo della polizia, che ci ha impiegato parecchio, circa 15 minuti.
Mi viene chiesto di riferire del mio stato d’animo dopo i fatti, come pure di quello della mia amica ACPR 3.
Posso dire solo una parola: Terrore. Abbiamo iniziato a tremare, non sapevamo cosa dirci e ci siamo abbracciate piangendo
”
(VI PP ACPR 2 18.8.2017 da pag. 3 riga 18 a pag. 5 riga 46)
"
ADR
che confermo che l'uomo è sceso dall'auto e si è diretto subito
verso la
mia amica.
ADR
che confermo anche che l'uomo
ha
rivolto il coltello
pure
nei confronti della
sottoscritta e meglio quando io impaurita
non
sapevo cosa fare ho fatto qualche passo
lui si è girato
verso di me
tenendo sempre
la
mia amica
per
il braccio e mi
ha
mostrato il
coltello, rivolgendolo
verso di me,
sempre all'altezza della vita e minacciandomi
dicendomi che
se non
gli davo i soldi avrebbe ammazzato
la
mia amica...
ADR
che confermo che fra i soldi rubatimi vi erano CHF e EUR.
ADR
che confermo anche
di
aver visto
la
mia amica consegnare dei soldi
al
qui
presente
”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 da pag. 4 riga 35 a pag. 5 riga 18)
VI) Dichiarazioni d’istruttoria e dibattimentali dei due imputati
9.
Per quel che concerne i fatti a danno dell’AP ACPR 1 di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) IM 1, anche se non da subito, è sostanzialmente reo confesso (VD all. 1 a pag. 3 IV R) e questo in forza alle seguenti sue dichiarazioni:
"
Quel giorno, mentre circolavo in auto con mia sorella, io le ho chiesto di fermarsi, lei non sapeva perché. Sono uscito dall’auto e volevo chiedere una sigaretta. Avevo visto una signora camminare sul marciapiede dalla parte opposta alla nostra. Mi sono avvicinato alla donna, l’ho vista un po’ bevuta e le ho chiesto una sigaretta. Lei mi ha detto che non ne aveva. Io a quel punto le ho chiesto di darmi qualche soldo. Avevo ancora con me quel coltellino nella tasca del pantalone e l’ho estratto solo a quel momento, quando le ho chiesto i soldi. Non ho aperto il coltellino, la lama non si vedeva. La donna mi ha detto di aver speso tutto al _, io ero un po’ fuori e con quest’ulimo termine intendo che non so perché abbia fatto questo gesto...
Mi viene chiesto di disegnare la posizione mia, di quella di mia sorella e di quella della
donna.
Ho
disegnato su
di
un foglio
(doc.
2
allegato)
la
posizione
di
mia sorella, quando si è
fermata
e mi
ha
fatto scendere
con la
lettera
S;
ho
poi
indicato sul foglio il tragitto che io
ho percorso dalla parte opposta
al
nostro senso
di
marcia e
al di
là della strada fino
ad
arrivare
al
marciapiede
dove
ho incontrato
la donna. La
mia posizione
la
indico
con la
lettera
A,
mentre quella della
donna con la X.
ADR
che
la donna
si è seduta sul marciapiede
ad
un dato momento,
non so
perché,
forse
era
un
po'
ubriaca.
A
quel punto mi aveva mostrato
la
borsa dicendomi che
non
aveva nulla. Eravamo una
in
faccia all'altro così
come
indicato sul documento,
ma non
so
essere preciso.
Mi viene chiesto
se
mia sorella
non
si è mai mossa da
dove
ci siamo fermati e
ha
atteso che io tornassi.
Quando sono ritornato da
lei
ho visto che si
era
spostata perché ho dovuto cercarla.
L'ho trovata sempre sulla stessa corsia
di
marcia
più
avanti, sul marciapiede sulla
destra.
Ho
disegnato su un altro foglio
(doc.
3
allegato) il tragitto che io ho percorso, secondo
quello che ricordo, dopo
aver
lasciato
la donna
sul marciapiede.
In
pratica ho proseguito
sullo stesso marciapiede, salendo, e quando ho visto l'auto
di
mia sorella, indicata sul
documento doc.
3 in
rosso
con la
lettera
S,
ho attraversato
la
strada.
Non so dire quanta
strada abbia percorso mia sorella
per
arrivare
al
punto indicato
in
rosso,
so
che
non era
un lungo tratto
di
strada.
Sul
documento ho
pure
disegnato
la
precedente posizione
di
mia sorella quando sono sceso dall'auto.
ADR
che io
non
ho visto mia sorella spostarsi
per
raggiungere
la
posizione
S in
rosso
sul doc.
3...
Mi
viene detto
se,
dopo essere salito
in auto,
dopo aver tentato
di
rapinare
la
vittima
su
via
_,
ho
riferito
a
mia sorella qualcosa
di
questi fatti.
Assolutamente
no.
Se lei
avesse saputo quello che io
ho
fatto
mi
avrebbe buttato giù dall'auto.
ADR
che
il
coltello quando
sono
risalito
in auto
l'avevo nella tasca anteriore
dei
pantaloni.
Mi viene detto cosa abbiamo fatto dopo essere ripartiti da via _.
Siamo partiti per raggiungere la stazione e acquistare le sigarette.
Mi viene chiesto se ho raggiunto la stazione e se ho acquistato le sigarette.
Rispondo che ho raggiunto la stazione ma non ho acquistato le sigarette...
ADR
che
non
ricordo
se
mia sorella
prima di
fermarsi
ha
messo
la
freccia e
non ha
spento il motore.
ADR
che
non
ricordo
se
mia sorella quando sono risalito
in auto
mi
ha
detto
di
avermi
visto insieme alla
donna...
ADR
che
non
ricordo che mia sorella aveva fatto retromarcia
per
immettersi
di
nuovo
sulla stessa carreggiata
”
(VI PP IM 1 30.8.2017 da pag. 5 riga 17 a pag. 14 riga 18)
che sono state successivamente precisate e corrette una volta preso conoscenza di quanto riportato da questa AP rispettivamente in sede di confronto:
"
E' corretto che nel momento
in
cui mi sono avvicinato
a lei
ho aperto il coltello
esponendo
la lama.
Non
è possibile che io
le
abbia detto "Fuori i soldi subito
se no
ti accoltello",
non fa
parte
del
mio gergo.
ADR
che io alla
donna
ho semplicemente detto
di
darmi i soldi.
Mi viene detto dunque che
non le
ho chiesto
le
sigarette quando mi sono
avvicinata
a lei.
No, le
sigarette
le
ho chieste appena mi sono avvicinata
a lei.
Mi viene detto che
non
ho contestato il fatto
di
essermi avvicinato alla
donna con
il coltello e quindi mi si chiede
se
ho minacciato
la donna con
il coltello
chiedendole
le
sigarette.
No, prima di raggiungerla e prima di estrarre il coltello, ad una certa distanza, ho chiesto alla donna una sigaretta? Non ricordo cosa mi ha risposto, sicuramente mi ha detto che non l’aveva perché io poi, sempre avvicinandomi a lei, ho estratto il coltello e le ho chiesto i soldi.
Mi viene chiesto se ho puntato la lama del coltello sul collo della donna.
L’imputato fa cenno di no con la testa e lo ribadisce poi a parole.
ADR
che ho visto il furgoncino bianco sopraggiungere e
pure la donna
porsi
in mezzo
alla strada sbracciandosi. Il veicolo
non
si è fermato.
Mi viene detto che
la donna ha
dichiarato che
in
quel momento si è messa
ad
urlare e mi si chiede
se
lo confermo.
Non me
lo ricordo.
ADR
che è corretto che
la donna ha poi
raggiunto il lato opposto della strada ed io mi
sono mosso
con lei
subito dietro
lei.
ADR
che quando abbiamo raggiunto l'altro marciapiede il coltellino l'avevo ancora
in
mano
ma non
l'ho minacciata
di
nuovo. Anche
a
quel momento
non
ho messo
la lama
del
coltello alla sua gola.
ADR
che è possibile che
le
ho detto
di stare
zitta;
non le
ho detto
di non
fiatare.
Non
l'ho
minacciata
di
morte dicendole che l'avrei accoltellata
se non fosse
stata zitta.
ADR
che
la donna non
mi
ha
consegnato
la
sua borsetta ed io mi sono messo
a
frugare
all'interno della stessa.
Come più
sopra detto è stata
lei
che mi
ha
detto
di non
avere
soldi. E' che
lei
si è abbassata un
po'
perché
ha
messo
la
borsa sul marciapiede,
mostrandomi il contenuto e dicendomi
di aver
speso tutto
al
_.
ADR
che
non le
ho detto "sei svizzera
so
che hai soldi'.
ADR
che
non
è vero che
la donna ha
rovesciato il contenuto della sua borsetta sul
marciapiede.
ADR
che effettivamente ho visto il suo borsellino vuoto,
me
l'ha mostrato
lei.
ADR
che
non
ho chiesto alla
donna
collanine e gioielli.
ADR
che
non
è vero che ho detto alla
donna
che
non
si può andare
in giro
senza
soldi.
ADR
che
non
ho sentito suonare un clacson.
ADR
che quando mi sono allontanato dalla
donna non
ricordo
di
averle detto
di stare
ferma
per
dieci minuti...
ADR
che non so dire se sia stata mia sorella a suonare il clacson
”
(VI PP IM 1 30.8.2017 da pag. 10 riga 29 a pag. 11 riga 44)
"
lo il coltello
non
l'ho assolutamente puntato
al
collo della qui presente.
Mostro all'interrogante
come
tenevo il coltello quando mi sono avvicinato alla qui
presente.
Viene scattata una foto della scena da
me
mimata e allegata
al
presente verbale
quale
doc.
2.
ADR.
che quando
la
qui presente
ha
tentato
di
fermare il furgoncino lo
ha
fatto
dal
marciapiede
di
sinistra (direzione
_), non
lo
ha
fatto ponendosi
in mezzo
alla
strada. Quando sono sceso dall'auto e mi sono avvicinato
a lei,
quest'ultima già si
trovava sul marciapiede
di
sinistra.
lo
non
ho mai preso
in
mano
la
borsa della qui presente.
Lei
l'ha poggiata
a terra
aprendola e dicendomi guarda che
non
c'è niente,
non
ho
soldi.
ADR.
che ho aperto il coltello mentre attraversavo
la
strada e
poi
l'ho sempre
mantenuto rivolto
verso
il
basso, come
mostrato poc'anzi.
Non
l'ho mai puntato
verso di lei, men
che meno appoggiandoglielo
al
collo.
ADR.
che alla qui presente quando mi sono avvicinato
le
ho chiesto voglio i soldi,
non
le
ho mai detto espressamente che l'avrei ammazzata
se non
mi avesse dato i soldi.
Quando
lei ha
visto il coltello
non
mi
ha
lasciato il
tempo di fare
nulla,
lei
subito mi
ha
detto che
non
aveva soldi, mettendosi
a terra
e mostrandomi il contenuto della borsa.
ADR.
che
non
ricordo
di aver
detto alla qui presente
di non
fiatare o
di non
parlare.
ADR.
che quando è passata l’auto la qui presente ha alzato le mani senza spostarsi dal marciapiede e senza urlare. In quel momento ha volto le braccia verso la strada e il furgone si è spostato nella sua traiettoria un po’ sulla sua sinistra.
ADR.
ricordo di aver sentito il suono di un clacson, era mia sorella che probabilmente mi ha richiamato visto che era passato più del tempo necessario per chiedere una sigaretta.
ADR.
che sicuramente non ho chiesto le sigarette alla qui presente...
L’ispettore _ mi chiede quanto tempo è trascorso da quando sono sceso dall’auto a quando ho sentito il suono del clacson.
Rispondo
3
minuti.
L'ispettore _ mi chiede
di
riferire cosa è successo
in
quei
3
minuti visto che
ho dichiarato che
la
qui presente mi
ha
subito mostrato il contenuto della borsa
appena l'ho avvicinata chiedendole i soldi.
Siamo stati tutto il
tempo a
guardare nella borsetta. Era una borsa grande che
conteneva tante cose.
Mi viene chiesto
se
quando ho sentito il clacson e mi sono allontanato
la
qui
presente si trovasse ancora
a terra con la
borsa aperta.
Non
mi ricordo.
ADR.
che
non
ho assolutamente chiesto alla qui presente
se
avesse delle collane o dei
gioielli. Ricordo che appena
la
qui presente
ha
scorto e preso il portafoglio
in
mano
dopo un
po'
l'ha cercato all'interno della borsa, io ho sentito il clacson e
me
ne sono
andato
a
passo sostenuto.
Mi viene dunque detto che
la
qui presente
non
mi
ha
mostrato l'interno
del
borsello.
Invece sì, me lo ha mostrato aprendolo davanti a me; io non l’ho comunque mai preso in mano.
L’ispettore _ mi chiede se la vittima ha rovesciato il contenuto della borsa sul marciapiede.
Rispondo di no, la stessa ha frugato nella borsa con le mani ed ha estratto alcuni oggetti mettendoli sul marciapiede; ricordo di aver visto qualche confezione di crema o profumo...
Ero bevuto io ma anche lei lo era, ricordo che mentre stava mostrandomi il contenuto della borsa alzava le braccia dicendomi guarda che non ho nulla, appoggiando la sua mano sulla mia spalla in due differenti momenti.
Mi viene chiesto se sono sicuro che il clacson era stato suonato da mia sorella.
Sì, perché non c’erano altre macchine in quel momento.
Mi viene chiesto se ho detto a mia sorella prima di scendere che volevo andare a chiedere una sigaretta.
Si, gliel’ho detto.
Mia sorella stava guidando. Quando ho visto la qui presente la mia intenzione iniziale era quella di chiederle delle sigarette.
Ho
quindi detto
a
mia sorella ferma ferma un
attimo che chiedo una sigaretta. Quando sono sceso dall'auto, avevo il coltello
in
tasca
e ho preso il coltello, lo ancora oggi
non so
spiegarmi quello che ho fatto.
L'ispettore _ mi chiede
di
spiegare quando
la
qui presente mi dava
le
pacche sulle spalle.
Quando entrambi eravamo inginocchiati
a terra
e
lei
mi mostrava il contenuto della
borsa...
Mi viene chiesto
se
ho sottratto il profumo
come
indicato dalla qui presente.
Rispondo
di no,
quando ho visto che
non
aveva soldi
me
ne sono andato
”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 da pag. 5 riga 14 a pag. 8 riga 35)
10.
Per quel che concerne i fatti a danno delle AP ACPR 2 e ACPR 3 di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) IM 1, anche se non da subito, è sostanzialmente reo confesso (VD all. 1 a pag. 5 V R) e questo in forza alle seguenti sue dichiarazioni:
"
Mentre giravamo ad un certo punto io ho chiesto a mia sorella di accostare perché dovevo
fare
la
pipì.
Lei ha
accostato
ad
un
marciapiede e
non
so
se
abbia acceso
le
quattro frecce.
lo
mi sono
allontanato
perché
cercavo
un
posto
in
disparte dove poter fare
pipi.
ADR
che mi sono allontanato circa 3 o 4 metri dall’auto in direzione opposta al senso di marcia.
Mi viene mostrata la distanza di circa 3 o 4 metri
ed io dichiaro che forse erano di più, saranno stati circa il doppio.
Quando ho finito di fare pipi mi sono accorto della presenza delle due donne dietro di me. Non so cosa mi sia preso,
ad
un certo punto mi sono trovato
con
il coltellino
in
mano ed ho chiesto
ad
una delle
due di
darmi i soldi.
Lei
mi
ha
dato tutto il portafoglio
dicendomi che all'interno vi erano tutti i suoi documenti. lo gliel'ho riconsegnato subito
chiedendo
di
avere
solo
i soldi.
Lei
mi
ha
consegnato delle banconote;
non
ho visto
se
erano franchi o euro. lo ho preso il denaro e l'ho messo subito
in
tasca senza contarlo.
Ho
raggiunto mia sorella, sono entrato
in auto ma non le
ho detto quello che avevo
fatto...
Mi viene detto che
prima di
scendere dall'auto ho dovuto recuperare il coltellino
dallo zaino. Mi si chiede perché l'ho fatto visto che dovevo
fare solo
pipi.
Quando abbiamo comprato il
pane
e il tacchino all'autogrill ci siamo fatti
due
panini
utilizzando il coltellino che
poi
ho messo
in
tasca.
Mi si chiede
se
nella posizione
in
cui
era
mia sorella avrebbe potuto vedermi
con
lo specchietto retrovisore.
Secondo
me no,
io ho cercato
di non
farmi vedere.
Mi viene chiesto
di
riferire
se
ho afferrato fisicamente una o entrambe
le donne.
Si,
una l'ho
toccata.
Mostro all'interrogante
come
ho preso il gomito/avambraccio destro
di
una delle
donne,
ponendomi davanti
a lei;
l'ho afferrata
con la
mano sinistra, senza particolare forza,
mentre nella mano destra avevo il coltellino
con la lama
chiusa.
Mi si
dice
che nel verbale
di
ieri mattina ho dichiarato
di aver
brandito un
coltellino da tasca aperto
con le
mani.
lo
non
ho aperto il coltello;
non
escludo che
fosse
aperto il cavatappi.
Mi si dice che nel mio verbale di ieri mattina mi é stato detto che all’interno dell’autovettura, tra le altre cose, é stato ritrovato anche un coltellino con la lama aperta.
Impossibile.
ADR
che il coltellino non era rivolto direttamente contro le donne, il braccio era diretto verso il basso con un angolo di 40 gradi.
In quel momento ho detto alla donna che ho afferrato, con tono deciso Mi servono i soldi, dammi i soldi.
ADR
che l'altra
donna
era ferma vicino
a
quella che io ho preso
per
il braccio,
non
si è
mossa
ma
mi
ha
detto Dio ti paga
per
quello che stai facendo.
ADR
che l'altra
donna non
mi
ha
dato soldi; ero confuso e quando ho ottenuto i soldi da
una,
me
ne sono subito andato.
Mi viene chiesto
se le due donne
erano impaurite
dal
mio gesto.
Penso
di
sì”
(VI PP IM 1 13.8.2017 da pag. 8 riga 36 a pag. 10 riga 11)
poi successivamente precisate una volta preso conoscenza di quanto riportato dalle due AP rispettivamente in sede di confronto:
10.1.
in relazione all’AP ACPR 2
"
E’ vero che quando sono sceso sono andato a passo sostenuto perché mi scappava la pipì.
Non è vero che ho minacciato di morte le due.
ADR
che non é vero che mi sono diretto subito da una delle donne. Prima mi sono fermato a fare pipì e poi le ho viste.
ADR
che non é vero che l’ho presa da dietro.
L'interrogante si mette
a
disposizione
per
farle vedere come ho afferrato
la donna
e io
mi pongo alla sua destra
in
uno spazio arretrato afferrandola
con
il braccio.
Mi si dice che così come ho mostrato
la
presa è avvenuta da tergo...
E’ possibile che io abbia portato la donna che avevo afferrato verso l’altra, ma senza usare particolare violenza.
Ricordo che l'altra si è messa
in
mezzo alla strada sbracciandosi alla vista
di
un'autovettura,
ma non
è vero che gli ho detto che
in
quell'auto c'era un mio complice...
E’ corretto dire che il denaro mi è stato dato non dalla donna che avevo afferrato ma dall’altra...
ADR
che
non
ricordo
di
aver detto
se non
mi dai i soldi ammazzo
la
tua
amica ma
posso
dire
che questo
non
è il mio abituale gergo.
ADR
che i soldi
me
li
ha
dati una sola delle
due; non
so
se
il denaro proveniva da entrambe”
(VI PP IM 1 13.8.2017 da pag. 10 riga 40 a pag. 12 riga 11)
"
ADR
che ribadisco che quando sono scesa dall’auto ho fatto la pipì e solo dopo ho visto le due donne...
ADR
che è vero che prima di afferrare il gomito di una delle due, ho urtato la donna con il mio corpo, le ho dato una spinta e mi sono posizionato al suo fianco vicino a lei...
Mi si dice che in pratica mi sono posizionato a 5 cm dalla vittima e il coltello l’ho tenuto diretto davanti a me con un’angolatura di circa 40 gradi.
E’ giusto, non l’ho mai puntato nella direzione della donna che ho afferrato.
ADR
che la lama era visibile, era estratta...
ADR
che
non
ho detto
a
una delle
due
dammi i soldi altrimenti uccido
la
tua
arnica.
ADR
che mentre eravamo sulle strisce pedonali è effettivamente passata
un'autovettura;
non
ricordo ora come ora
se la donna
abbia cercato
di
attirare
l'attenzione sbracciandosi.
ADR
che
non
è vero che io
in
quel momento ho detto alla
donna
che era
inutile
che
chiedeva aiuto perché l'auto era
con me.
ADR
che ricordo che
la donna
mi aveva detto che i documenti
non me
li dava, ricordo
che mi
ha
mostrato anche un medicamento e che poi mi
ha
consegnato delle
banconote arrotolate
”
(VI PP IM 1 30.8.2017 da pag. 18 riga 32 a pag. 19 riga 12)
"
lo
non
ricordo precisamente
la
dinamica.
Non
ho contestato
la
versione della sua amica
non
ricordandomi però
di
aver usato
parole di
minaccia
verso di
loro.
Non
contesto
di
aver usato un coltellino tipo svizzero
con lama
aperta che ho rivolto
verso la
ragazza
che ho afferrato
ma solo in
un primo momento.
In
seguito l'ho abbassato avvicinandolo
alla mia gamba...
lo
continuo a
ribadire che
non
ho mai rivolto il coltello direttamente
verso
il corpo delle
due donne.
Mi si
fa
notare che
la
vittima
ha
dichiarato che una volta sceso dall'auto io mi
sarei diretto subito
verso
ACPR 3, quindi
non
è vero che mi sono fermato
prima a
fare pipi e che soltanto dopo avrei notato
le due donne.
Ribadisco che io ho fatto
la
pipi subito dopo essere sceso dall'auto.
Mi viene chiesto
se
sono sicuro.
lo ricordo
di
aver avuto lo stimolo
di
fare
la
pipi,
se
poi l'ho fatto io
non
lo ricordo più.
Vengo invitato
a
prendere posizione
in
merito alla dichiarazione della vittima
ACPR 2
, secondo
la
quale oltre alle
4
banconote da CHF
100.00,
nel mazzetto vi
erano anche degli Euro, e meglio una banconota da
20
e una da
10.
lo appena ho preso i soldi li ho subito messi
in
tasca e
la
polizia quando mi
ha
fermato
ha
preso tutti i soldi che avevo
in
tasca, anche quelli che già avevo.
ADR.
che
non
so
dire
quanti soldi avessi io
in
tasca
prima di
incontrare
le
vittime.
Ricordo però che avevo
solo
CHF.
Vengo invitato
a
prendere posizione
in
merito
al dire di
ACPR 2, secondo
la
quale
io avrei preso soldi sia da
lei,
sia da ACPR 3.
lo ricordo
di
aver preso soldi
solo
da una delle
due donne...
Non
escludo che quando sono sceso mia sorella si sia spostata
per far
passare
le auto.
Mi viene chiesto
se
ricordo che mia sorella nel momento
in
cui sono salito
in auto
dopo i suddetti fatti, si
fosse
spostata
dal
posto
in
cui mi
ha
lasciato scendere.
Mi sembra
di
si,
non
ricordo precisamente
se
si sia spostata o
no.
ADR.
che
in
merito
al
braccio
con
cui tenevo il coltellino, io
non
ricordo ora
se
l'abbia
abbassato o
se
lo tenessi sempre alla stessa altezza.
ADR
che io non ricordo se l’auto che ha tentato di fermare la qui presente sia andata in contromano
”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 da pag. 5 riga 27 a pag. 7 riga 41)
10.2.
in relazione all’AP ACPR 3
"
Ribadisco di non ricordare la minaccia ma di sicuro non ho preso soldi dalle mani della donna che ho afferrato. Gli unici soldi che
ho
ricevuto li
ho
presi dall'altra
donna. Non
so
se
fra quelli c'era
anche il
denaro
di
questa”
(VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 12 da riga 30 a riga 32)
"
non
ho
la
certezza...
di
aver detto
alla sua amica che
se non
mi avesse dato il denaro avrei ammazzata
la
qui presente...
ADR
che confermo
di
aver afferrato
la
qui presente
per
il braccio destro, mentre
con la
mia mano destra impugnavo il coltellino e
la lama
era aperta.
lo
non
ricordo
di
averle puntato il coltello contro, all'altezza dell'addome. Come già detto
il coltello lo tenevo
in
mano
con la
punta rivolta
verso
il basso ed il braccio alzato anche
se di
poco.
Confermo che è passata un'autovettura e che l'amica della qui presente
ha
cercato
di
fermarla; io
non
ricordo però
di
aver detto loro che quell'auto era
con me.
Mi si dice che
chi non
ricorda
non
esclude
di
aver fatto o detto qualcosa quindi
non
escludo
di
aver detto che quell'auto era
con me.
E' giusto,
non
lo escludo.
Mi si dice che secondo
la
versione della vittima, avrei chiesto soldi
prima
alla sua
amica ACPR 2 e poi anche
a lei.
Dunque
ad
entrambe
le donne.
Ed
entrambe mi avrebbero consegnato denaro.
Prima
ACPR 2, minacciandola che
se
non
mi avesse dato i soldi avrei ucciso
la
sua
arnica;
dopo mi sarei rivolto alla qui
presente ACPR 3, dicendole
a
sua volta
di
consegnarmi il denaro e
ACPR 3
mi avrebbe consegnato CHF
36.00.
Mi viene chiesto
di
prendere posizione.
lo
in
tutta sincerità ricordo che i soldi
me
li
ha
consegnati
solo
una delle
due
ed oggi
come oggi
non
so
dire se
è
la
qui presente o l'altra ragazza”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 13 a riga 38)
11. IM 2
ha sempre contestato qualsiasi sua responsabilità in merito ai fatti avvenuti a danno delle tre AP:
"
Mi si dice che mio fratello ha ammesso di aver commesso una rapina ai danni di due donne, dopo essere sceso dalla mia vettura.
Vengo invitata a riferire quanto a mia conoscenza.
Io giuro non ne so di niente.
ADR
che io ho saputo di questa cosa soltanto una volta arrivati in Polizia. Una poliziotta mi ha chiesto se sapevo il motivo per il quale ci trovavamo in Polizia, io ho risposto che magari era per un controllo e lei mi ha detto di no, che mio fratello aveva commesso una rapina”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 14 da riga 29 a riga 37)
"
Sono
venuta
a _ a
fare una gita
con
mio fratello, lui mi
ha
detto che il giorno dopo voleva andare all'_
a
cercare un lavoro. Avremmo dormito nel parcheggio vicino alla casa _. lo
non
mi sono accorta
di
niente né mio fratello mi
ha
detto qualcosa.
Non
avrei mai pensato che mio fratello potesse fare quello che
ha
fatto.
Se me
ne fossi accorta o
me
lo avesse detto
me
ne sarei andata e lo avrei lasciato Iì. lo
non
ho paura
di
mio fratello. Ribadisco
la
mia innocenza...
Io sono una tipa tranquilla, non ho mai fatto nulla di male”
(VI GPC IM 2 14.8.2017 a pag. 2)
"
Voglio dire all’interrogante che sono estranea ai fatti, sono innocente, sono stata arrestata ingiustamente”
(VI PP IM 2 4.10.2017 a pag. 12 da riga 24 a riga 25)
ribadendo questo suo dire in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 3 V R e a pag. 5 I/VI R) e confortata in predetta posizione anche dal fratello che ha sempre proclamato, in istruttoria (VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 10 da riga 13 a riga 14) e in aula (VD all. 1 a pag. 3 IV R e a pag. 5 II R), la completa estraneità della sorella, alla quale, dopo i fatti di cui ai pti. A.1, A. 2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1), non avrebbe consegnato € 30.- (VD all. 1 a pag. 6 VII/VIII R).
Più specificatamente, in merito ai fatti a lei contestati, IM 1 si è così espressa:
11.1.
per i fatti a danno dell’AP ACPR 1 (pti. A.2 e A.2.1 dell’AA, doc. TPC 1)
"
Abbiamo percorso delle stradine,
a
causa dei sensi unici mi sono persa.
Ad
un certo
punto mi sono ritrovata
in
stazione, ci sono passata davanti. Mio fratello
era
sempre
in
auto con me.
Cercavamo
la
strada che ci portasse allo stadio che faticavo
a
trovare.
Quindi continuavo
a
girare,
non
sono
in
grado
di
riferire che strade ho percorso.
Ad
un
certo punto, dopo una rotonda che ho percorso, IM 1 mi
ha
detto fermati che devo
fare
pipi.
ADR
che
era
un posto
in
cui c'erano tante
case
e tanti palazzi.
Mi si chiede
come
ho reagito alla richiesta
di
IM 1
e io rispondo che mi sono
fermata
immediatamente. Mi sono accostata
a
lato della strada, sulla destra.
Non
ho
messo
le 4
frecce. Mio fratello è sceso sul marciapiede e io sono rimasta
II
ferma.
Se non
sbaglio
dove
mi sono
fermata
io c'erano dei cespugli. Quando mio fratello è sceso, si è diretto subito verso il dietro della macchina. Non ho visto dove è andato. Io mi sono messa a guardare il mio telefonino, quello vecchio, per vedere se riuscivo a prendere l'internet. Ribadisco che sono rimasta
II
ferma.
ADR
che mio fratello è stato
via circa 10
minuti. Quando è tornato gli ho chiesto
come
mai ci aveva messo così tanto e lui mi
ha
risposto che
non
voleva farla qui vicino alla
macchina, si
era
spostato un
po'.
Mi viene chiesto
se non
aveva
più
senso farla vicino alla macchina che fungeva
da protezione da sguardi altrui
e io ho risposto
di no
perché lui aveva vergogna.
Mi si
dice
che è difficilmente credibile, visto che si tratta
di
mio fratello
con
il
quale
pure vivo.
lo ho pensato io che lui avesse vergogna perché
se
io fossi stata
al
suo posto avrei
avuto vergogna.
Quando IM 1 è tornato alla macchina,
era
tranquillo. Mi
ha
detto
"bon,
andiamo". E io
sono partita.
Ho
continuato
a
girare e
poi
ci siamo fermati
di
nuovo, su sua richiesta. Mi
ha
chiesto
se
puoi, aspettami un attimo e mi sono
fermata con la
macchina. Ci trovavamo lungo una strada normale”
(VI PP IM 2 13.8.2017 da pag. 9 riga 32 a pag. 10 riga 19)
11.2.
per i fatti a danno delle AP ACPR 2 e ACPR 3 (pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA, doc. TPC 1)
"
Dalla
prima
sosta, abbiamo percorso strade
per
circa 10
minuti, dopodiché IM 1 mi
ha
chiesto
di
fermarmi
di
nuovo.
Non
mi
ha
detto
per
quale motivo. lo gli ho detto
ma
dai, siamo arrivati. lo credevo
di
essere vicina
al
posteggio dello stadio.
Però in
realtà
non
eravamo vicini allo stadio, mi sbagliavo. Infatti
alla
fine di
quella strada siamo arrivati
a
_. Comunque, quando IM 1 mi
ha
chiesto
di
fermarmi, io ho accostato
la
macchina sulla destra e mi sono
fermata.
Lui è
sceso, è andato
verso
il dietro della macchina,
poi ha
svoltato
in
un angolo e da li
non
l'ho
più
visto. Lui è stato
via circa 5
minuti.
In
ogni caso si è assentato meno
tempo
rispetto alla volta precedente.
Quando è tornato alla macchina io
non
gli ho chiesto che cosa aveva fatto.
Ho
pensato
che avesse dovuto urinare ancora,
in
quanto
so
che bevendo birra
poi
bisogna andare
in
bagno
più
spesso. IM 1
non
mi
ha
detto il motivo
per
cui
era
sceso dalla macchina.
IM 1 era
tranquillo, è salito
in
macchina e si è seduto.
Ha
acceso una sigaretta e mi
ha
detto
di
andare e così ho fatto...
Quindi dopo che IM 1 è risalito
in
macchina, io ho percorso l'unica strada che io
conosco
per
raggiungere il posteggio dello stadio. lo volevo andare
a
dormire. Soltanto
che
ad
un certo punto lungo questa strada siamo stati fermati dalla Polizia”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 10 da riga 19 a riga 40)
12.
In relazione ai fatti di cui al pto. B.1 dell’AA (doc. TPC 1) per il presupposto reato di infrazione grave alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 2 della legge federale sulla circolazione stradale, di seguito solo LCStr) IM 2 ha dichiarato di non essersi accorta di essere entrata in una via in contromano (VI PP IM 2 24.8.2017 a pag. 12 riga 30) e quindi che non potesse fare quel tipo di manovra (VD all. 1 a pag. 7 X R).
VII) Altre risultanze d’istruttoria e dibattimentali
13.
A fondamento della presente sentenza si richiamano espressamente le seguenti risultanze d’istruttoria:
13.1.
per la Corte non vi è dubbio alcuno che IM 2 sapesse perfettamente che suo fratello aveva con sé un coltellino tipo svizzero (AI 89 e 95, AA a pag. 5 e doc. TPC 1), poi trovato dalla polizia comunale al momento del loro arresto provvisorio (art. 217 segg. CPP, AI 76 e considerando, di seguito solo consid., 5 della presente sentenza), con la lama aperta, a fianco della coscia destra di IM 1 che era seduto sul sedile anteriore destro dell’autovettura Daewoo Chevrolet Matiz (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 6 da riga 4 a riga 5, PP IM 1 4.10.2017 a pag. 9 da riga 6 a riga 17 nonché AI 1 e 27 a pag. 14), e questo in forza alle loro stesse dichiarazioni in sede d’istruttoria:
"
A precisa domanda, io e mia sorella rispondevamo di averlo usato per prepararci il panino che avevamo acquistato quando ancora stavamo viaggiando in Italia. Del resto c’era anche il pane e il petto di pollo che volevamo mangiarci”
(VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 6 da riga 6 a riga 8)
"
Quando abbiamo comprato il pane e il tacchino all’autogrill ci siamo fatti due panini utilizzando il coltellino che poi ho messo in tasca”
(VI PP DUF 1 13.8.2017 a pag. 9 da riga 22 a riga 23)
"
Preciso che durante il viaggio per venire in Svizzera abbiamo acquistato due baguette e una confezione di tacchino a fette. Il pane era caldo e mia sorella lo ha mangiato rompendolo con le mani, a lei piace il pane caldo. Io ho recuperato il coltellino dallo zaino, ho tagliato il pane in due e ci ho messo dentro il tacchino, non tutto”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 14 da riga 43 a riga 47)
"
D: Lei a verbale ha dichiarato che suo fratello era intenzionato a prepararsi un panino al pollo, come voleva prepararlo?
R: Voleva tagliare il pane con un coltello piccolo ed insieme mangiare il pollo”
(VI PP IM 2 12.8.2017 a pag. 7 da riga 16 a riga 18)
13.2.
che la scusa, prima negata (VD all. 1 a pag. 3 dopo V R) ma poi ammessa in aula da IM 1 (VD all. 1 a pag. 4 III e IV), che questi proferì alla sorella, sia prima che dopo i fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc TPC. 1), per giustificare la sua richiesta di fermata su Via _:
"
Mi viene chiesto se ho detto a mia sorella prima di scendere che volevo andare a chiedere una sigaretta.
Sì, gliel’ho detto”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 7 da riga 44 a riga 46)
"
che io alla domanda di mia sorella di cosa volessi rientrando in auto su via _ le ho risposto le sigarette”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 23 da riga 14 a riga 15)
altro non è, per la Corte, che una crassa bugia (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 6 riga 1) già solo perché al momento della sua carcerazione, tra i suoi effetti personali, vi era anche un pacchetto di sigarette (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 22 da riga 36 a riga 37 e IM 2 4.10.2017 a pag. 6 da riga 14 a riga 15 nonché AI 1 all. 7) che al momento di questi fatti - e l’imputato non poteva non ricordarsene (VD all. 2 a pag. 7 dopo IV R) né tantomeno non vederlo - era nel vano sotto lo stereo dell’autovettura (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 8 da riga 17 a riga 18). Da ciò non si può far altro che concludere che scendendo dalla macchina IM 1, senza però che la sorella lo avesse potuto oggettivamente sapere né tantomeno immaginare (VD all. 1 a pag. 5 I/II R), avendo precedentemente
"
visto una signora camminare sul marciapiede dalla parte opposta alla nostra”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 5 da riga 18 a riga 19)
altro non volesse fare che rapinarla
"
alla qui presente quando mi sono avvicinato le ho chiesto voglio i soldi”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 5 riga 33)
per far così fronte, visto anche la sua difficile situazione finanziaria (consid. 3 della presente sentenza), alle sue spese rispettivamente a quelle delle figlie (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 23 da riga 3 a riga 4);
13.3.
che oggettivamente se IM 2, che invece, a suo dire, pensava che suo fratello avesse chiesto di fermarsi solo per urinare (VD all. 1 a pag. 3 V R), avesse saputo quelle che erano le reali sue intenzioni prima dei fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1 e cons. 13.2 della presente sentenza), mai avrebbe parcheggiato la sua autovettura su buona parte del marciapiede con i blinker accessi (AI 27 a pag. 5 primo e terzo fotogramma nonché a pag. 6 primo e secondo fotogramma, dalle ore, di seguito solo h, 1:54:20 alle h 1:56:51) e questo già solo per il maggior rischio che il suo mezzo di trasporto, sia per la marca, il genere o il numero di targa, potesse essere facilmente identificato e comunicato alla polizia da un qualsiasi altro utente della strada in quei frangenti transitante su Via _;
13.4.
che non è contestato né contestabile che IM 2, al momento dei fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1), abbia visto suo fratello
"
dall’altra parte della strada in ginocchio insieme ad un’altra persona, girata di spalle, ma che non riuscivo a capire se fosse uomo o donna, sul marciapiede. A quel momento mi sono un po’ adirata, mi sono chiesta cosa facesse con quella persona ed ho pensato di spostare la macchina un po’ in avanti per vedere cosa stessero facendo”
(VI PP IM 2 24.8.2017 a pag. 4 da riga 15 a riga 19)
13.5.
che non è assolutamente certo, malgrado le positive affermazioni di IM 1, anche se prima dubitative (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 5 da riga 44 a riga 46) e poi più convinte (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 7 da riga 42 a riga 43), che il clacson udito sia da quest’ultimo che dall’AP ACPR 1 (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 da riga 34 a riga 35) provenisse, quale avviso di pericolo, dall’autovettura di IM 2, che invece contesta questa circostanza (VD all. 1 a pag. 5 I R), e non invece, anche solo, dal conducente del furgone bianco in discesa verso _ (AI 27 a pag. 5 secondo fotogramma, h 1:54:59) che stava osservando, forse anche preoccupato, quanto stava capitando dinanzi a lui, cosi come ricordato dall’AP nei suoi VI PS e PP:
"
In
quel frangente, proveniente da _, stava giungendo un furgoncino bianco. lo ho fatto un salto
in
mezzo alla strada cercando
di
fermare questo veicolo urlando, il quale però mi
ha
schivato e si è allontanato.
Ho
poi raggiunto il marciapiede opposto della strada e l'individuo mi
ha
seguito”
(VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 15 a riga 18)
"
ribadisco che lo stesso mi ha avvicinato quando mi trovavo sul marciapiede di destra (direzione _) e poi, dopo che ho tentato invano di fermare il furgoncino ponendomi in mezzo alla strada, urlando e con le braccia alzate, mi ha raggiunto quando io sono arrivata al marciapiede del lato opposto”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 6 da riga 5 a riga 8)
13.6.
che non è contestato né contestabile che in relazione ai fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1), sino al ritorno di IM 1 nell’autovettura (AI 27 a pag. 6 secondo fotogramma nonché a pag. 7 primo e secondo fotogramma, da h 1:56:51 a h 1:57:03), le luci anabbaglianti fossero sempre state accese, per poi esser state spente (AI 27 a pag. 7 terzo fotogramma, h 1:57:23) - anche se fatto contestato da IM 2 (VD all. 1 a pag. 3 VII R vs. IM 1 VD all. 1 a pag. 4 II R) - e poi riaccese non automaticamente (doc. TPC 28), fermo restando che, malgrado il dire di IM 2 d’averlo fatto solo dopo qualche secondo la ripartenza (VD all. 1 a pag. 4 I R vs. IM 1 VD all. 1 a pag. 4 II R), non sia stato possibile determinare esattamente dove e quando (doc. TPC 24) ciò sia avvenuto tra gli incroci via _ / via _ (AI 27 a pag. 8 secondo fotogramma, h 1:57:58) e via _ / via _ (doc. TPC 26 a pag. 2, h 1:58:42 e AI 27 a pag. 9 primo fotogramma, h 1:58:24);
13.7.
che la tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina (art. 140 n. 1 CP) ai danni dell’AP ACPR 1 (pti. A.2 e A.2.1 dell’AA, doc. TPC 1) è durata circa due minuti (di seguito solo min.) e mezzo e meglio dalle h 1:54:20 (AI 27 a pag. 5 primo fotogramma) alle h 1:57:03 (AI 27 a pag. 7 secondo fotogramma);
13.8.
che indipendentemente da quanto sostenuto da IM 1 nei suoi VI, in merito alla dinamica dei fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) la Corte non ha avuto alcun motivo per discostarsi dalle dichiarazioni rilasciate in merito dall’AP ACPR 1 nei suoi VI e meglio:
-- di essere stata più volte minacciata di morte (VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 9 a riga 12 e da riga 18 a riga 20 nonché a pag. 5 da riga 17 a riga 18, PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 riga 14 vs. VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 5 riga 34 e riga 38);
-- che sia prima che dopo il passaggio dell’autofurgone bianco (consid. 13.5 della presente sentenza) l’imputato, proferendo le minacce di morte di cui sopra, aveva appoggiato la lama aperta del coltellino tipo svizzero (AI 89 e 95, AA a pag. 5 e doc. TPC 1) alla gola di questa AP (VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 12 a riga 13 e da riga 18 a riga 20, PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 da riga 5 a riga 10 e da pag. 4 riga 45 a pag. 5 riga 1 vs. VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 5 da riga 14 a riga 16 e da riga 29 a riga 31);
-- che non trovando soldi, l’imputato ha cercato di impossessarsi di eventuali collane dell’AP (VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 4 da riga 16 a riga 19 vs. VI PP confronto IM 1 / ACPR 1 28.9.2017 a pag. 6 da riga 28 a riga 29);
13.9.
che non è contestato né contestabile che la rapina (art. 140 CP, pti. A.2 e A.2.1 dell’AA e doc. TPC 1) commessa a danno dell’AP ACPR 1 è stata solo tentata (art. 22 cpv. 1 CP) e che l’iniziale motivazione soggettiva di IM 1 fosse quella di ricavarne del denaro per sé e per le figlie (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 23 da riga 3 a riga 4) visto che, nel suo modo di ragionare, così come ricordato da questa AP, se sei svizzero hai soldi:
"
Io
avevo ancora
con me la
borsetta e l'ho consegnata
al
rapinatore, il quale l'ha aperta,
ha
frugato all'interno
ma non ha
trovato i soldi che cercava. Lui insisteva
di
voler avere i miei soldi, mi aveva detto sei svizzera, so che hai soldi!. lo però
non
avevo denaro. Lui si stava arrabbiando ancor
di
più, dunque ho rovesciato il
contenuto della borsetta sul marciapiede. Lui
ha
trovato il mio portafoglio vuoto.
Gli avevo fatto vedere il mio documento dicendogli
di non
essere svizzera
”
(VI PS ACPR 1 12.8.2017 a pag. 3 da riga 20 a riga 26)
Ciò posto per la Corte non può che esserci altra conclusione che chiedendo poco tempo dopo alla sorella di fermarsi all’incrocio tra via _ e via _, questo imputato non dovesse espletare la benché minima funzione corporale (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 8 da riga 6 a riga 8), poi del resto verosimilmente evasa alle h 2:20:49 (consid. 13.11 della presente sentenza) ma volesse, avendole viste (consid. 13.13 della presente sentenza), rapinare anche queste due AP visto che dai fatti di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) non aveva conseguito alcunché;
13.10.
che proprio a fronte dei precedenti penali del fratello a lei assolutamente noti (consid. 13.18 della presente sentenza), nella seguente sua risposta dibattimentale:
"
D PP a IM 2:
Quando ha visto il fratello assieme ad una donna con una borsa a terra, sapendo i suoi precedenti, cosa ha pensato, le è venuto un qualche dubbio?
R IM 2:
Non ho pensato nulla. Ma è per quello che volevo scendere e vedere cosa stesse succedendo”
(VI all. 1 a pag. 5 III R)
IM 2 non può essere assolutamente considerata credibile e questo non solo per quanto aveva appena visto (consid. 13.4 della presente sentenza) ma anche per l’arrivare alla macchina di corsa e trafilato del fratello (AI 27 a pag. 7 primo fotogramma). Conseguentemente a ciò, per la Corte, IM 2, almeno come reale e concreta eventualità, non poteva non aver preso in considerazione che IM 1, pochi istanti prima, avesse rapinato l’AP ACPR 1 e non semplicemente aiutato un’altra persona che si trovava - e chissà mai perché - in ginocchio, in piena notte, su un marciapiede (consid. 3.4 della presente sentenza);
13.11.
che per la Corte la giustificazione proferita da IM 1 alla sorella per invitarla a fermarsi all’uscita della rotonda su Via _ e cioè che doveva scendere per urinare (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 8 da riga 6 a riga 8 e da riga 25 a riga 26, PP IM 1 13.8.2017 a pag. 8 da riga 36 a riga 37 e PP IM 2 13.8.2017 a pag. 9 da riga 35 a riga 37) non convince assolutamente tanto da apparire come un’ulteriore sua bugia visto e considerato come alcuni minuti dopo e meglio alle h 2:20:49 lo si vede fare pipì sotto il portico dei palazzi del _ di _ (AI 27 a pag. 12 primo fotogramma), circostanza che, evidentemente, anche in aula IM 1 ha continuato a dichiarare di non ricordare (VD all. 2 a pag. 7 I R) benché confermata, anche perché l’avrebbe visto espletare queste funzioni, dalla sorella (VD all. 2 a pag. 7 VII R);
13.12.
ma anche ammettendo, perché cosi sostenuto dai due imputati, che per convincere la sorella a fermarsi IM 1 le abbia unicamente detto che doveva fare la pipì (VD all. 2 a pag. 6 I/II R), la Corte non può che sottolineare l’assoluta inconsistenza del successivo suo agire, da cui l’insorgenza di un più che lecito dubbio sulla reale veridicità del motivo di questa sosta, se, infatti, invece di unicamente urinare e ritornare in macchina per continuare la loro ricerca della casa _ (VD all. 2 a pag. 7 III/IV), si è invece subitamente diretto verso le due AP (VD all. 2 a pag. 6 seconda contestazione), rispettivamente perché, dopo i fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1), non dire a IM 2 di aver urinato - e in questo senso la sua giustificazione dibattimentale di natura culturale (VD all. 2 a pag. 6 VI R) appare come quanto mai inconsistente - se poi, solo alcuni minuti dopo, non avrà alcuna remora a liberarsi in pieno campo visivo della sorella così come meglio ricordato nel consid. precedente;
13.13.
che in relazione ai fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) ed indipendentemente dalle negazioni di IM 2 (VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 9 riga 43 e a pag. 15 da riga 43 a riga 44 nonché VD all. 2 a pag. 6 I R), per la Corte non è contestato né contestabile che questa imputata, così come suo fratello benché anche lui lo contesti (VD all. 2 a pag. 6 III R), avesse visto le due AP e che dopo aver fatto scendere IM 1 dall’autovettura, sia ripartita su Via _ e questo già solo in forza alle seguenti dichiarazioni dell’AP ACPR 2:
"
Come
già detto l'auto si è
fermata
nel punto indicato sul doc.
3; era
sul marciapiede
quando
ha
fatto scendere l'uomo. Subito dopo però l'auto si è spostata proseguendo
sulla
via
_.
Vista la
conformazione della strada,
non
ho
idea del
fatto che l'auto si sia
fermato poco distante o
poi
abbia proseguito.
A
domanda dell'avv.
DUF 2,
rispondo che ho proprio visto l'auto che proseguiva
la
sua
corsa su
via
_.
Mi viene chiesto
se
secondo
me chi
guidava l'autovettura ci
ha
viste sulla strada mentre
camminavamo.
Secondo
me
l'auto
ha
visto entrambe visto che proveniva da
via
_ ed
ha
percorso
la
rotonda proprio dalla parte
in
cui eravamo noi, io sulle strisce e ACPR 3
sul marciapiede
”
(VI PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 5 da riga 19 a riga 31)
13.14.
che i fatti di cui ai pti A.1. A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) possono essere quantificati, nella loro durata, tra tre e cinque min. (VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 10 riga 26 e VD all. 1 a pag. 5 VII/VIII/IX R);
13.15.
che indipendentemente da quanto sostenuto da IM 1 nei suoi VI e in aula, in merito alla dinamica dei fatti di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) la Corte non ha avuto alcun motivo per discostarsi dalle dichiarazioni rilasciate in merito dalle AP ACPR 2 e ACPR 3 e meglio:
-- che mentre la seconda veniva indebitamente trattenuta, alla prima veniva intimato minacciosamente “
dammi i soldi altrimenti io uccido la tua amica
” (VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 4 da riga 37 a riga 41 e IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 2 da riga 41 a riga 43 e a pag. 3 da riga 42 a riga 44 nonché PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 da riga 43 a riga 46 vs. VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 12 da riga 7 a riga 8, IM 1 30.8.20117 a pag. 10 da riga 31 a riga 32, confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 5 riga 28, IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 13 a riga 14, PP IM 1 4.10.2017 a pag. 10 da riga 7 a riga 8 e VD all. 2 a pag. 5 X R);
-- che il coltellino tipo svizzero (AI 89 e 95, AA a pag. 5 e doc. TPC 1), con la lama aperta, è stato puntato all’altezza della vita di entrambe le AP e non anche o solo verso il basso (VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 4 da riga 37 a riga 41 e a pag. 6 da riga 40 a riga 41 nonché IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 3 da riga 38 a riga 40 e PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 3 da riga 32 a riga 35 vs VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 5 da riga 28 a riga 31 nonché a pag. 6 da riga 11 a riga 12, confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 18 a riga 22, PP IM 1 4.10.2017 a pag. 10 da riga 7 a riga 8 e VD all. 2 a pag. 5 X R);
-- che al passaggio di un’autovettura, che non si fermò malgrado la richiesta d’aiuto dell’AP ACPR 2, l’imputato fece loro credere che si trattava di suoi complici (VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 5 da riga 4 a riga 11 e IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 4 da riga 35 a riga 39 vs. VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 11 da riga 29 a riga 30 e confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 23 a riga 28);
-- che, richiamato quanto sarà sotto indicato nel consid. 13.16 della presente sentenza, è a entrambe le AP e non ad una sola che l’imputato sottrasse dei soldi (VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 6 riga 36 e IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 a pag. 5 da riga 30 a riga 38);
13.16.
che malgrado la contestazione dibattimentale di IM 1 (VD all. 2 a pag. 6 dopo VIII R), in merito alla refurtiva di cui ai pti. A.1, A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) per la Corte non è contestato né contestabile che all’AP ACPR 2 siano stati sottratti franchi (di seguito solo fr.) 410.- (VI PS ACPR 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 22 a riga 23 e consid. 1 della presente sentenza) e € 30.- sotto forma di una banconota da € 20.- e una da € 10.- (VI PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 e a pag. 6 da riga 18 a riga 20 nonché consid. 1 della presente sentenza), rispettivamente all’AP ACPR 3 fr. 36.- (VI PS ACPR 3 12.8.2017 a pag. 3 da riga 25 a riga 27 e consid. 1 della presente sentenza), da cui, ricordato che al momento del suo fermo IM 1 aveva con sé solo fr. e € 0,15 (VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 6 riga 29 e AI 1 all. 4), la fondamentale conseguenza, anche se avversata da entrambi gli imputati (VD all. 2 a pag. 6 VII/VIII R), che prima del loro arresto provvisorio (art. 217 segg. CPP e consid. 5 della presente sentenza) IM 1 abbia consegnato tutta la refurtiva in € alla sorella (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 9 da riga 15 a riga 17 e AI 1 all. 4) che del resto al momento del fermo da parte della polizia si troverà in possesso di una banconota da € 20.- e di una da € 10.- (AI 1 all. 12 e non di tre banconote da € 10.-) così come era il taglio e il numero di quelle sottratte all’AP ACPR 2 (VI PP ACPR 2 18.8.2017 a pag. 4 riga 28 e a pag. 6 da riga 18 a riga 20 nonché consid. 1 della presente sentenza). Né questo passaggio di € 30.- tra i due imputati deve sorprendere perché così facendo IM 1 le restituiva fr. 30.- / fr. 35.- (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 6 riga 20 e a pag. 7 da riga 1 a riga 3) che questa gli aveva dato per i suoi consumi presso il _ (VI PP IM 2 4.10.2017 a pag. 2 riga 15) di _;
13.17.
che un qualsiasi corretto calcolo di spesa, così come fatto dalla difesa in sede di discussione (art. 346 cpv. 1 lett. d CPP e VD a pag. 7), per giustificare che gli € 230.- sequestrati a IM 2 (AI 1 all. 12) al momento del suo arresto provvisorio (art. 217 segg. CPP e consid. 5 della presente sentenza) fossero tutti suoi appare oltremodo arbitrario rispetto alla linearità del consid. precedente visto e considerato come non si sa quale era la somma esatta in suo possesso al momento della loro partenza da _ (nel suo VI PP 24.8.2017 a pag. 3 da riga 5 a riga 6 ha unicamente specificato, restando sul vago, che erano quasi € 300.- e qualche piccola moneta) né si sa quanto i due abbiano realmente pagato per i loro acquisti e consumazioni varie all’autogrill, al _, dal gelataio o al _;
13.18.
che IM 2 è perfettamente a conoscenza del fatto che suo fratello sia tutt’altro che uno stinco di santo e questo non solo perché non possono non esserle note, in quanto parente, i suoi precedenti in Italia (consid. 3 della presente sentenza), ma anche perché per un suo furto in un grande magazzino non ancora giudicato e che nulla ha a che vedere con i fatti di cui alla sua prossima udienza a _ del 30.3.2018 (consid. 3 della presente sentenza), pure lei è stata fermata e interrogata dalle forze dell’ordine:
"
A
domanda dell'avv.
DUF 2
a
sapere
come
si sono svolti i fatti
a
_,
rispondo che
come
già dichiarato nel precedente verbale quella volta ho sottratto
due
magliette, nascoste
all’interno dei pantaloni sul davanti, quando mia sorella non era con me. in un secondo momento con mia sorella ci siamo ritrovati al bar vicino all’uscita del centro commerciale e un agente della sicurezza, quando stavamo uscendo, ci ha fermato. Preciso che quando ho sottratto le magliette mia sorella si trovava in un altro reparto e quindi non sapeva nulla di quello che avevo fatto. Entrambi siamo poi stati portati dai carabinieri nei loro uffici e siamo stati interrogati”
(VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 3 da riga 39 a riga 46)
"
Prendo atto che da informazioni
di
Polizia, risulta un precedente
in
Italia nei miei
confronti
di
furto, e meglio
per
una notizia
di
reato all'autorità giudiziaria
del
22.04.2015;
si tratta
di
fatti commessi insieme
a
mio fratello, perché anche lui è
conosciuto
per
gli stessi fatti.
Vengo invitata
a
riferire
di
cosa si tratta.
Mi ricordo che una volta eravamo entrambi
in
un negozio. lo esco raramente
con
lui. Lui
ha
il vizio
di
rubare.
Con
lui siamo andati
in
un negozio
di
vestiti, c'erano i saldi. lo
all'interno
del
negozio sono andata
al
reparto
donne
mentre lui è andato nel reparto
uomini. lo ho comprato dei vestiti, li ho pagati alla cassa e sono uscita. Mio fratello
invece è stato fermato da un agente della sicurezza
del
negozio e l'ho visto
solo
quando
sono uscita
dal
negozio. lo mi sono resa disponibile
a
pagare
la
maglia che lui aveva
sottratto
ma
mi è stato preteso il pagamento anche
di
altri vestiti che si trovavano
all'interno della cabina
di
prova maschile. lo ho detto che avrei pagato
solo
quello che
aveva rubato.
Non
ricordo che conclusione abbiano avuto questi fatti
”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 19 da riga 27 a riga 41)
13.19.
che malgrado la sua assunzione di cocaina e forse di eroina prima di partire da _ (VI PP IM 1 30.8.2017 a pag. 4 da riga 11 a riga 29 e PS IM 1 12.8.2017 a pag. 7 da riga 29 a riga 30 nonché AI 95), rispettivamente il suo consumo di birra nel corso della serata, che però non ha potuto essere meglio quantificato visto anche le differenti dichiarazioni rilasciate in merito dall’imputato (VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 7 da riga 38 a riga 39 per 7 birre, 30.8.2017 a pag. 6 da riga 22 a riga 25 per 6 birre e 4.10.2017 a pag. 6 da riga 27 a riga 28 per 12/13 birre nonché VD a pag. 6) e da sua sorella (VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 8 riga 18 per 2 birre e 24.8.2017 a pag. 3 riga 37 per 2/3 birre), a IM 1, che alle h 8:16 del 12.8.2016 presentava un tasso alcolico di soli 0.15 mg/l (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 9 riga 10), la Corte non ha potuto riconoscere, come attenuante specifica, una qualsivoglia sua scemata imputabilità per tutti i reati, se riconosciuti, dell’AA (doc. TPC 1) già solo perché non oggettivamente peritata ex art. 19 cpv. 2 e 20 CP anche se, evidentemente, nella commisurazione della sua pena (consid. 22.1 della presente sentenza) ha comunque tenuto conto di questo suo stato come attenuante generica ex art. 47 CP visto anche le dichiarazioni rilasciate in merito da due AP:
"
Mi si chiede se la mia percezione era quella di un uomo ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Non so dirlo, ciò che mi ha fatto pensare a questo è stato il fatto che si muovesse un po’ a rilento e aveva lo sguardo perso...
Anche per questo suo carattere un po’ rimbabito era motivo di ulteriore angoscia perché non sapevamo cosa lui potesse ancora farci”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 2 22.9.2017 a pag. 8 da riga 8 a riga 20)
"
Mi viene letto parte del mio verbale in polizia e meglio da riga 23 a riga 26 di pagina 4 ove dichiaro che il qui presente mi pareva insicuro, pacato o come addormentato e che non fosse in grado di rendersi completamente conto di quello che stava facendo.
Confermo quanto avevo detto in polizia e preciso che il qui presente non era aggressivo.
ADR.
che quando dico che il qui presente non era aggressivo intendo fisicamente”
(VI PP confronto IM 1 / ACPR 3 22.9.2017 da pag. 5 riga 44 a pag. 6 riga 7)
13.20.
che in relazione ai fatti di cui al pto. B.1 dell’AA (doc. TPC 1) si richiama l’AI 27 a pag. 2 terzo fotogramma e a pag. 3 primo fotogramma aventi le seguenti diciture:
"
03.Ore 22:10:46
Il veicolo arriva lungo _, svolta a sinistra (intersecando la linea di sicurezza) e circola lungo la via di _ in contromano.
Dettaglio della manovra appena citata”
(AI 27 a pag. 2 e 3)
14.
Se è vero che ogni imputato non è tenuto a deporre a proprio carico (art. 113 cpv. 1 CPP) e anzi può liberamente mentire ogni volta che vuole, è pur vero che, in generale, la sua credibilità ha da essere giudicata anche e soprattutto tenuto conto di quella che è stata la sua attitudine nel raccontare, a che momento dell’istruzione e in che modo, quella che è poi risultata essere la verità processuale. Orbene, in questo contesto, ai due imputati non può di certo essere accordato alcun particolare merito ricordato, in aggiunta a quanto sopra esposto nel cons. 13 della presente sentenza, che:
14.1.
secondo IM 1 una delle due AP in via _ gli avrebbe regalato fr. 13.- (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 5 riga 10), che, perlomeno dei primi suoi VI, non sarebbe mai avvenuta la tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1 (VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 9 da riga 1 a riga 8 e PP IM 1 13.8.2017 da pag. 13 riga 18 a pag. 14 riga 14) e che, con la sorella, sarebbe ritornato al _ per riconsegnare un fantomatico cellulare (VI PP IM 1 4.10.2017 da pag. 6 riga 30 a pag. 7 riga 38 e decreto di abbandono, di seguito solo ABB, 1035/2017 del 12.10.2017);
14.2.
secondo IM 2 il fatto
che, usciti dal _, si era fermata con l’automobile soltanto una volta (VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 5 da riga 19 a riga 21), che, perlomeno nei suoi primi VI, la tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1 non sarebbe mai avvenuta (VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 6 da riga 1 a riga 2, PP IM 2 13.8.2017 da pag. 18 riga 16 a pag. 19 riga 19) o che in quei frangenti non avesse spento i fari e le luci della sua autovettura (VI PP IM 2 24.8.2017 a pag. 11 riga 23) rispettivamente che, con il fratello, sarebbe ritornata al _ per riconsegnare un fantomatico cellulare (VI PP IM 2 4.10.2017 da pag. 11 riga 5 a pag. 12 riga 22 e
ABB 1035/2017 del 12.10.2017)
.
VIII) Diritto
15.
In merito ai tre capi d’imputazione dell’AA (doc. TPC 1) si ricorda come:
15.1.
giusta l’art. 10 cpv. 2 CP sono crimini i reati per cui è comminata una pena detentiva (art. 40 CP) di oltre tre anni ritenuto come giusta il cpv. 3 di predetta norma sono delitti i reati per cui è comminata una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
15.2.
giusta l’art. 12 cpv. 2 CP commette con intenzione un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10 cpv. 3 CP) chi lo compie consapevolmente e volontariamente ritenuto come basti a tal fine che l’autore ritenga possibile il realizzarsi dell’atto e se ne accolli il rischio.
La seconda frase dell’art. 12 cpv. 2 CP definisce la nozione di dolo eventuale (decisione del Tribunale Federale, di seguito solo DTF,
133 IV 9 consid. 4 e sentenza non pubblicata del Tribunale Federale, di seguito solo STF,
6B
_621/2010 del 20
.5.
2011
consid.
5.2) che sussiste laddove l’agente ritiene possibile che l’evento o il reato si produca e,
cionondimeno, agisce, poiché prende
in
considerazione l'evento nel caso
in
cui si realizzi e lo accetta pur
non
desiderandolo (DTF
135 IV 152
consid.
2.3.2, 134 IV 26
consid.
3.2.2, 133 IV 9
consid.
4.1, 131 IV 1
consid.
2.2
,
125 IV 242
consid.
3c
,
121 IV 249
consid.
3a
, STF
6B_621/2010 del 20.5.2011
consid.
5.2
che conferma
la
sentenza della Corte di cassazione e di revisione penale, di seguito solo CCRP,
Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010
consid.
4.3,
6B_458/2009 del 9
.12.
2010
consid.
5.1.1, 6B_996/2009 del 15.3.2010
consid.
1.1, 6B_656/2009
dell'11.3.
2010
consid.
5.2, Corte di appello e di revisione penale, di seguito solo CARP,
Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011 e
CCRP
Inc. 17.2010.1 del 21.4.2010
consid.
2.6).
II
discrimine
tra dolo eventuale e negligenza cosciente può rivelarsi delicato, poiché
in
entrambi i casi l'autore ritiene possibile che l'evento dannoso o il reato si produca (STF
6B_621/2010 del 20.5.2011
consid.
5.2 nonché CARP
Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011
).
La
conclusione
per
cui l'autore
ha
accettato il risultato
non
può,
quindi, essere dedotta
dal
semplice fatto che egli
ha
agito sebbene
fosse
consapevole
del
rischio della sopravvenienza
del
risultato,
in
quanto si tratta
di
un elemento comune
al
dolo eventuale e alla negligenza cosciente (DTF
130 IV 58
consid.
8.4,
STF
6B_1004/2008 del 9
.4.
2009
consid.
3.1 e CARP
Inc.
17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011
). La
differenza si
opera
quindi
al
livello della volontà e
non
della coscienza (STF
6B_621/2010 del 20.5 2011
consid.
5.2 che conferma la sentenza CCRP Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010 consid. 4.3.c e CARP
Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011
)
.
Vi è negligenza, e
non
dolo, qualora l'autore,
per
un'imprevidenza colpevole, agisce presumendo che l'evento, che ritiene possibile,
non
si realizzi.
Vi è
per
contro dolo eventuale quando l'autore ritiene possibile che
tale
evento si produca e, ciononostante, agisce, poiché lo prende
in
considerazione nel caso
in
cui si realizzi, accettandolo pur
non
desiderandolo (DTF
130 IV 58
consid.
8.3,
STF
66_621/2010 del 20
.5.
2011
consid.
5.2
che conferma
la
sentenza CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9
.6.
2010
consid.
4.3.c, 66_458/2009 del 9.12.2010
consid.
5.1.1, 66_656/2009
dell'11.3.
2010
consid.
5.2, CARP
Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011
e
CCRP
Inc. 17.2010.1 del 21.4.2010
consid.
2.6).
Di
regola,
la
volontà dell'interessato può essere dedotta,
in
mancanza
di
confessioni, da indizi esteriori e regole
di
esperienza. Il giudice può desumere
la
volontà dell'autore da ciò che questi sapeva, laddove
la
possibilità che l'evento si produca
era tale
da imporsi all'autore,
di
modo che si possa ragionevolmente ammettere che lo abbia accettato (DTF
133 IV 222
consid.
5.3, 130 IV 58
consid.
8.4,
CARP
Inc.
17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011 e
CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9
.6.
2010
consid.
4.3.c
confermata
dal
Tribunale Federale, di seguito solo TF).
Tra gli elementi esteriori, da cui è possibile dedurre che l'agente
ha
accettato l'evento illecito nel caso
in
cui si produca, figurano
in
particolare
la
gravità della violazione
del
dovere
di
diligenza e
la
probabilità, nota all'autore, della realizzazione
del
rischio (DTF
135 IV 12
consid.
2.3.2
e
2.3.3 nonché CARP
Inc.
17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011
).
Quanto
più grave
è
tale
violazione e quanto
più
alta è
la
probabilità che
tale
rischio si realizzi - alla luce delle circostanze
concrete
e dell'esperienza della vita - tanto
più
fondata risulterà
la
conclusione che l'agente, malgrado i
suoi
dinieghi, aveva accettato l'ipotesi che l'evento dannoso si realizzasse (DTF
135 IV 12
consid.
2.3.3, 134 IV 26
consid.
3.2.2
,
133 IV 1
consid.
4.1,
STF
6B_996/2009 del 15.3.2010
consid.
1.2, CARP
Inc.
17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011 e
CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010
consid.
4.3.c
confermata
dal
TF).
La
probabilità deve essere
di
un grado elevato poiché il dolo eventuale
non
può essere ammesso
con
leggerezza (DTF
133 IV 9
consid.
4.2.5,
STF
6B_519/2007 del 29.1.2008
consid.
3.1, CARP
Inc. 17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011
e
CCRP
Inc. 17.2009.59 del 9.6.2010
consid.
4.3.c
confermata
dal
TF). Altri elementi esteriori rivelatori possono essere il movente dell’autore e il modo nel quale egli ha agito (
DTF 135 IV 12 consid. 2.3.3, 133 IV 1 consid. 4.6, 130 IV
58
consid.
8.4; 125 IV 242
consid.
3c,
STF 6B
_656/2009 dell’11.3.2010 consid. 5.2, CARP
Inc.
17.2015.148+168 e 17.2016.76-78 del 7.4.2016, 17.2013.48-57+90,93,94 del 18.8.2014, 17.2012.149-152 e 17.2012.166/173 del 7.6.2013 nonché
17.2011.55 del 26.10.2011,
CCRP
Inc. 17.2010.1 del 21.4.2010
consid.
2.6 e 17.2009.59 del 9.6.2010
consid.
4.3.c
confermata
dal
TF);
15.3.
giusta l’art. 22 cpv. 1 CP chi, avendo cominciato l’esecuzione di un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o di un delitto (art. 10 cpv. 3 CP), non compie o compie senza risultato o senza possibilità di risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato può essere punito con pena attenuata (per il diritto si richiamano le sentenze della CCRP Inc. 17.2010.21 dell’11.10.2010 consid. 3.3 lett. c e 17.2010.38 del 14.12.2010 consid. 13.3 nonché CARP Inc. 17.2013.60 del 16.7.2013 consid. 8.3 lett. a);
15.4.
giusta l’art. 103 CP sono contravvenzioni i reati cui è comminata una multa (art. 106 CP);
15.5.
giusta l’art. 140 n. 1 cpv. 1 CP chi commette un furto (art. 139 CP) usando violenza contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza, è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a dieci anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) non inferiore a 180 aliquote giornaliere ricordato come giusta l’art. 140 n. 3 cpv. 1 CP il colpevole è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) non inferiore a due anni se ha eseguito la rapina (art. 140 CP) come associato ad una banda intesa a commettere furti (art. 139 CP) o rapine (art. 140 CP).
Secondo la giurisprudenza una banda è data quando due o più
soggetti si uniscono
con la
volontà, espressa
in
modo esplicito o concludente,
di
compiere insieme,
in
futuro,
più di due
reati indipendenti anche
se non
ancora chiaramente determinati (DTF
135 IV 158
consid. 2 e
3.3, 132 IV 132
consid.
5.2, 124 IV 86
consid.
2b, 122 IV 265
consid.
2b, 100 IV 219
cons.
2, STF 68.510/2013 del 3.3.2014
consid.
3.3, 68.531/2013 del 17.2.2014
consid.
3.2 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21). La
costituzione
di
una banda rafforza il singolo autore
sotto
il profilo fisico e psichico, rendendolo particolarmente pericoloso e facendo prevedere
la
commissione
di
ulteriori reati (DTF
135 IV 158
consid.
2 e
-
3.3, 132 IV 132
consid.
5.2, 124 IV 86
consid.
2b,
STF
68.510/2013 del 3.3.2014
consid.
3.3, 68.531/2013 del 17.2.2014
consid.
3.2 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21).
Una
banda
può
essere costituita già dall'unione
di due
persone,
a
condizione che vi siano determinati elementi
di
organizzazione
, ad
esempio
la
ripartizione
di
ruoli o compiti, che
vanno
oltre quelli della semplice correità o che l'intensità della collaborazione raggiunga una misura
tale per
cui si possa parlare
di
una squadra
con
un certo grado
di
affiatamento e
stabile
,
anche
se la
sua durata si è eventualmente protratta soltanto
per
un
lasso di tempo
relativamente
breve
(DTF
135 IV 158
consid.
2
e
3 nonché 124 IV 86
consid.
2b
) ritenuto che tenuto conto dell'elevata comminatoria
di
pena,
la
nozione
di
banda deve essere interpretata
in
modo restrittivo (
STF 68.510/2013 del 3.3.2014
consid.
3.3, 6P.104/2004 del 24.3.2005
consid.
3 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21).
Dal
profilo soggettivo, l'appartenenza
ad
una banda presuppone che sia accertata
la
volontà dell'autore
di
compiere congiuntamente una pluralità
di
infrazioni (DTF
124 IV 86
consid.
2b, 124 IV 286
consid.
2, 122 IV 265
consid.
2b, 105 IV 181
consid.
4b,
STF
68.510/2013 del 3.3.2014
consid.
3.3; 6B.531/2013 del 17.2.2014
consid.
3.2 e
CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 cons. 21
). La
semplice circostanza che
due
correi commettano insieme più reati e che si attendano ogni volta determinati vantaggi dalla loro cooperazione
non costituisce forzatamente un indizio di tale volontà (
DTF
124 IV 86
consid.
2b
e
2
c/cc,
STF
6B.510/2013 del 3.3.2014
consid.
3.3
e
3.4.2 rispettivamente CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21
).
Neppure si può concludere
a posteriori per
una
tale
volontà fondandosi sul fatto che
due
o più autori hanno perpetrato
in
modo simile una serie
di
reati ravvicinati nello spazio e nel
tempo
(STF
6P.104/2004 del 24.3.2005
consid.
4 e CARP Inc. 17.2014.24+49+52 del 9.5.2014 consid. 21);
15.6.
giusta l’art. 185 n. 1 cpv. 1 CP chi sequestra o rapisce una persona o comunque se ne impadronisce per costringere un terzo a fare, omettere o tollerare un atto è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) non inferiore ad un anno ricordato come giusta la n. 2 di predetta norma la pena non è inferiore a tre anni se il colpevole ha minacciato di uccidere la vittima, di cagionarle una lesione personale grave o di trattarla con crudeltà;
15.7.
giusta l’art. 90 cpv. 1 LCStr è punito con la multa (art. 106 CP) chi contravviene alle norme della circolazione contenute nella presente legge o nelle prescrizioni d’esecuzione del Consiglio federale ricordato come giusta il cpv. 2 di predetta norma è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi, violando gravemente le norme della circolazione, cagiona un serio pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo.
16.
Limitatamente ai pti. A.1, A.2, A.2.1 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) e tenuto conto delle sue contestazioni (consid. 11 della presente sentenza) il procedimento è totalmente indiziario per IM 2, la cui posizione processuale dipenderà anche dalla credibilità o meno, per la Corte, delle dichiarazioni di sua estraneità da parte di IM 1 (consid. 11 della presente sentenza). Trattasi allora opportuno ricordare che cosa s’intende con questo termine (consid. 16a della presente sentenza) oltre a richiamare sia il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP e cons. 16b della presente sentenza) e quello della libera valutazione delle prove da parte del giudice (art. 10 cpv. 2 CPP e cons. 16c della presente sentenza), per poi passare alla sussunzione di questi principi alla fattispecie qui in esame (consid. 17 e 18 della presente sentenza):
a)
nel processo indiziario, l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per induzione logica una conclusione circa la sussistenza o meno del fatto da provarsi e se la circostanza indiziante non è certa devono innanzitutto accertarla altri elementi di prova. Si può fondare il giudizio di condanna, mancando prove dirette, su indizi, che permettono un processo d’induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso dovendo la condanna essere la logica conseguenza della corretta valutazione di quegli indizi, ritenuto che ove vi siano più indizi in relazione al fatto da provarsi il giudice deve avere cura di valutarli nel loro insieme e non isolatamente. Un giudizio può quindi fondarsi su indizi, purché correlati logicamente nel loro insieme, ritenuto che l’esistenza o meno di un fatto è provata quando il giudice ne è personalmente convinto e meglio moralmente certo. In particolare, nei processi indiziari nella valutazione della credibilità delle affermazioni di uno o più parti occorrerà esaminare i fatti e le circostanze concrete, e meglio se tali affermazioni, senza ispirarsi a motivi di odio o di rancore, appaiono e sono spontanee, lineari, costanti, univoche e disinteressate. Un approfondito esame delle differenti versioni tra le parti è il momento primo che il giudice deve porsi sulla via dell’accertamento della verità. Questo metodo di valutazione è stato più volte ribadito dal TF con la precisazione che, in assenza di riscontri oggettivi, la credibilità dell’autore, rispettivamente dei testimoni, assurge a punto centrale della valutazione delle prove, il tutto alfine di accertare, al di là di ogni dubbio oggettivo, che i fatti si sono svolti in un determinato modo. Rilevanti, per la valutazione delle opposte versioni, sono allora la linearità e la costanza nel tempo delle versioni date, la loro logica intrinseca, la loro verosimiglianza e la presenza o meno di indizi che ne supportino la verosimiglianza. A questo proposito va rilevato che le dichiarazioni rese dalle parti vanno lette nel loro insieme, tenuto conto del momento e dello stato d’animo in cui versavano le parti al momento in cui esse sono state rese, evitando di estrapolare singole parole od espressioni dal loro contesto e di dare loro delle semplici interpretazioni letterali, spesso illusorie o fallaci. In questo senso va sottolineato che il TF ha già avuto modo di stabilire che non tolgono credibilità ad una vittima delle contraddizioni che, rispetto allo svolgimento dei fatti nella loro integralità, si rivelano essere aspetti minori o secondari poiché esse vanno messe in conto all’emozione e allo spavento dovuto ad una simile prova. Occorre quindi esperire un attento esame del materiale probatorio ponendo la versione della vittima a confronto con gli elementi oggettivi certi e quindi verificare se il suo racconto è lineare, univoco, costante e privo di fronzoli, laddove per fronzoli non si intendono delle eventuali imperfezioni marginali, ma contraddizioni su punti determinanti che non consentono di accertare, al di là del dubbio oggettivo, che i fatti si sono svolti come raccontato;
b)
il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) è conseguenza della presunzione d’innocenza (art. 10 cpv. 1 CPP) garantita dagli art. 32 cpv. 1 della Costituzione federale, 6 n. 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e 14 cpv. 2 Patti Onu II. Esso trova applicazione sia nell’ambito della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione dell’onere probatorio. Riferito alla valutazione delle prove, esso significa che il giudice non può dichiararsi convinto dell’esistenza di una fattispecie più sfavorevole all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del materiale probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano svolti in quel modo. La massima non impone però che l’amministrazione delle prove conduca ad una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti e teorici, tuttavia, non sono sufficienti, poiché sono sempre possibili, né una certezza assoluta può essere pretesa. Il principio è disatteso quando il giudice, che dispone di un ampio potere di apprezzamento, avrebbe dovuto nutrire, dopo un’analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I 38 nonché STF 6B.203/2008 del 13.5.2008 e 1P.20/2002 del 19.4.2002). Il TF s’impone in quest’ambito un certo riserbo e interviene unicamente qualora il giudice condanni l’accusato, nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implicasse la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38 e 124 IV 86). Sotto questo profilo il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) ha la stessa portata del divieto d’arbitrio (DTF 133 I 149 e 120 IA 31). Il giudice non incorre nell’arbitrio quando le sue conclusioni, pur essendo opinabili, sono comunque sostenibili nel risultato (DTF 133 I 149, 131 I 57, 129 I 217, 173 e 8). Una valutazione unilaterale dei mezzi di prova viola per contro il divieto dell’arbitrio. Un giudizio di colpevolezza può comunque poggiare, mancando prove materiali inoppugnabili o riscontri peritali decisivi, su indizi atti a fondare il convincimento del giudice (STF 1P.20/2002 del 19.4.2002);
c) giusta l’art. 10 cpv. 2 CPP il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae dall’intero incarto. Il principio della libera valutazione delle prove (art. 10 cpv. 2 CPP) non significa che i fatti possano venire accertati secondo il buon volere del giudice o le soggettive sue convinzioni. Esso significa, invece, che chi giudica non è vincolato a regole scritte o non scritte riguardanti il valore delle prove, ma statuisce esclusivamente sulla scorta di un esame coscienzioso, dettagliato e fondato su criteri oggettivi di tutti gli elementi probatori agli atti e di tutte le circostanze a carico e a scarico, senza altresì essere vincolato da norme sul valore probante astratto dei diversi mezzi di prova (
SCHMID
, Schweizerische Strafprozessordnung Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo / San Gallo, 2009, art. 10 numero, di seguito solo no., 4 e 5,
VERNIORY
, Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2011, art. 10 no. 35 segg.,
BERNASCONI
, Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike AG, Zurigo / San Gallo 2010, art. 10 no. 15 e 16 nonché DTF 133 I 33 e 117 Ia 401). Il principio della libera valutazione delle prove (art. 10 cpv. 2 CPP) significa che non vi è una gerarchia dei mezzi di prova, ragion per cui, ad esempio, la deposizione di un testimone non ha di principio maggior valore probante di quella di una persona informata sui fatti o di quella dello stesso imputato o di una parte lesa (STF 6B.936/2010 del 28.6.2011 e 6B.10/2010 del 10.5.2010). Il giudice deve sempre formare il proprio convincimento unicamente sulla concreta forza persuasiva, valutata in modo approfondito e oggettivo, di un determinato mezzo di prova (
HOFER
, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbling Lichtenhahn, Basilea, 2011, art. 10 no. 58 segg.,
SCHMID
, op. cit., art. 10 no. 5 e
BERNASCONI
, op. cit., art. 10 no. 23). Nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, di cui in sentenza deve essere data congrua motivazione (STF 6B.10/2010 del 10.5.2010), il giudice continua a disporre di un ampio potere di appezzamento (DTF 129 I 8 e 118 Ia 28 nonché STF 6P.218/2006 del 30.3.2007).
17.
Sulla scorta delle risultanze d’istruttoria e dibattimentali:
17.
1.
in relazione ai reati di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1) IM 1 è stato condannato per il reato di tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1 (VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.2 e 1.2.1) mentre è stato prosciolto dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP, pto. A.2 dell’AA, doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) e questo in forza alle seguenti considerazioni:
17.1.1.
per il riconosciuto reato di tentata (art. 22 cpv. 1 CP) rapina semplice (art. 140 n. 1 CP, pti. A.2 e A.2.1 dell’AA, doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.2 e 1.2.1) i presupposti oggettivi e soggettivi di legge risultano essere assolutamente adempiuti in base alle risultanze istruttorie riassunte ai consid. 13.7, 13.8 e 13.9 della presente sentenza a cui espressamente si rinvia;
17.1.2.
per il suo proscioglimento dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP, pto. A.2 dell’AA, doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) basti ricordare, essendo a tal fine sufficiente, come il proscioglimento della sorella da questa imputazione (consid. 18.1.1 della presente sentenza) comporti la decadenza di uno dei presupposti di legge di detta aggravante, segnatamente la presenza di due o più soggetti (consid. 15.5 della presente sentenza), senza altresì dimenticare come predetta norma richieda per la sua attuazione l’intenzionalità degli autori, qui però non data, di perpetrare in comune più di due infrazioni così come, vista la fattispecie, sarebbe stato ben difficile individuare quel minimo ma necessario grado di organizzazione o di intensità collaborativa tra i rispettivi membri come, invece, richiesto dalla vigente dottrina e giurisprudenza (consid. 15.5 della presente sentenza);
17.2.
in relazione ai reati di cui ai pti. A.1. A.2 e A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) IM 1 è stato condannato per i reati di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) e ripetuta rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 3 e ACPR 2 (VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.1, 1.2, 1.2.2 e 1.2.3) mentre è stato prosciolto dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) e questo in forza alle seguenti considerazioni:
17.2.1.
per il riconosciuto reato di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) e ripetuta rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 3 e ACPR 2 (VD all. 2 a pag. 1 pti. 1, 1.1, 1.2, 1.2.2 e 1.2.3) i presupposti oggettivi e soggettivi di legge sono da ritenersi come sicuramente adempiuti e questo non solo per il reato di cui all’art. 185 n. 1 cpv. 1 (per la durata più di un qualche secondo anche se un qualche minuto è già sufficiente in base ai DTF 128 IV 73, 121 IV 269, 121 IV 178 e 113 IV 63 nonché SJZ 60/1964 nr. 137 rispettivamente per l’essersi impadronito di una persona per costringere un'altra a fare un determinato atto i consid. 8, 8.1, 8.2, 13.14, 13.15 e 13.16 della presente sentenza a cui espressamente si rinvia) e n. 2 CP (per la minaccia di uccidere DTF 121 IV 269 e 121 IV 162 ricordato che se basta una pistola scarica a maggior ragione non può che essere sufficiente un coltellino tipo svizzero a lama aperta nonché il consid. 13.15 della presente sentenza a cui espressamente si rinvia) ma evidentemente e anche per il reato di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP, per il concorso, già solo perché trattasi di due beni giuridici protetti differenti, DTF 133 IV 297 e 113 IV 63 nonché i consid. 13.15 e 13.16 della presente sentenza a cui espressamente si rinvia). Irrilevante ai fini del giudizio la contestazione della difesa secondo cui si sarebbe trattato solo di due rapine (art. 140 n. 1 CP e VD a pag. 6) perché così non è. In specie, infatti, vi è prima stata una presa di ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) a danno di ACPR 3 quale mezzo di pressione e via preliminare per riuscire a rapinare ACPR 2 e solo dopo una seconda rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno della sopraccitata prima vittima e non, invece, due rapine (art. 140 n. 1 CP) tra loro connesse anche se distinte e separate. Ed anche soggettivamente l’agire di IM 1 che prima ha trattenuto ACPR 3 e poi ha rapinato le due donne ben giustifica il riconoscimento dei reati di cui agli art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP in combinazione con l’art. 140 n. 1 CP;
17.2.2.
per il suo proscioglimento dall’aggravante della banda (art. 140 n. 3 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pto. 3) si richiama quanto sopra indicato nel consid. 17.1.2 della presente sentenza a cui espressamente si rinvia.
18.
Sulla scorta delle risultanze d’istruttoria e dibattimentali:
18.1.
IM 2 è stata prosciolta dall’imputazione di rapina aggravata poiché commessa in banda (art. 140 n. 1 e 3 cpv. 1 CP) in parte tentata (art. 22 cpv. 1 CP) di cui ai pti. A.2 e A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e questo in forza alle seguenti considerazioni:
18.1.1.
é innegabile che prima di arrivare su Via _ mai IM 1 aveva detto a sua sorella, né questa poteva avere validi motivi per poterlo anche solo immaginare, quale era il reale scopo della sua richiesta di fermarsi, cioè quella di voler rapinare (art. 140 CP) l’AP ACPR 1 (consid. 13.2 della presente sentenza). Altresì, e anche se alcuni successivi comportamenti di questa imputata potevano lasciare adito a delle perplessità, segnatamente lo spostare l’autovettura (consid. 13.4 della presente sentenza), ripartire a fare spenti (consid. 13.6 della presente sentenza) o nulla chiedere al fratello su quanto successo e visto (consid. 13.4 della presente sentenza) una volta lo stesso tornato in macchina, è altresì vero che chi vuole essere correo di una rapina (art. 140 CP) di certo non posteggia il proprio mezzo meccanico con i blinker accessi (consid. 13.3 della presente sentenza) mentre la sua ripartenza al buio (consid. 13.6 della presente sentenza) potrebbe, anche se solo per benevola estensione, ancora giustificarsi con una sua maldestra manipolazione della relativa leva di comando (doc. TPC 28) proprio a fronte dell’arrivare di corsa e trafelato del fratello (consid. 13.10 della presente sentenza), senza poi dimenticare quanto da lei stessa visto sul retrostante marciapiede (consid. 13.4 della presente sentenza) oltre al suono di un clacson, che se non vi é prova certa che sia stato il suo (consid. 13.5 della presente sentenza), era comunque un ennesimo ed innegabile segnale che qualcosa di strano era appena capitato. Ciò malgrado e per insufficienza di prove oltre che in applicazione del principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP e consid. 16b della presente sentenza), IM 2 deve essere prosciolta dal reato di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1 così come descritto al pto. A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1);
18.1.2.
il suo proscioglimento dal reato di cui al pto. A.2.1 (VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) dell’AA (doc. TPC 1) comporta la stessa conseguenza anche per l’aggravante della banda (art. 140 n. 3 cpv. 1 CP e VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e questo per le stesse argomentazioni di cui al consid. 17.1.2 della presente sentenza a cui espressamente si rinvia;
18.2.
IM 2 è invece stata condannata per i reati di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 3 e ACPR 2 (VD all. 2 a pag. 2 pti. 2, 2.1, 2.1.1 e 2.1.2) mentre è stata prosciolta dalle imputazioni di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) di cui al pto. A.1 dell’AA (doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.1) e ripetuta rapina aggravata per aver agito in banda (art. 140 n. 1 e 3 cpv. 1 CP, pto. A.2 dell’AA, doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e questo in forza alle seguenti considerazioni:
18.2.1.
per la Corte, ripartendo da Via _, questa imputata non poteva non aver preso in considerazione che qualcosa di strano era capitato e questo per quanto visto sul retrostante marciapiede (consid. 13.4 della presente sentenza), per l’inatteso suono di un clacson (consid. 13.5 della presente sentenza), per l’arrivo di corsa e trafelato del fratello (consid. 13.10 della presente sentenza) e per l’inconsistente scusa da lui precedentemente datagli per fermarsi (consid. 13.2 della presente sentenza). Se a ciò si aggiunge come la stessa non potesse non sapere che IM 1 aveva con sé un coltellino tipo svizzero (consid. 13.1 della presente sentenza) rispettivamente che visto i suoi precedenti (consid. 3, 13.10 e 13.18 della presente sentenza) il decidere di sottrarre qualcosa a qualcuno con violenza non era di certo qualcosa di straordinario (consid. 3 e 13.18 della presente sentenza), ne consegue, per la Corte, come partendo da Via _ IM 2 non poteva non aver preso in considerazione che questi avesse appena rapinato una persona. Ulteriore riprova di ciò la si ha del resto nel fatto che nulla ebbe a chiedergli in merito, ciò che invece chiunque altro al suo posto avrebbe fatto, a meno che, logicamente, non lo avesse voluto fare proprio per non aver conferma di quanto già aveva ben capito, in altre parole l’avvenuta rapina (art. 140 CP) appena messa in atto a danno dell’AP ACPR 1. Questo convincimento interiore, che si ribadisce questa imputata non poteva non avere e che differenziava sostanzialmente la fattispecie di via _ con quella di via _, doveva allora metterla assolutamente sull’attenti davanti alla successiva richiesta di IM 1 di nuovamente fermarsi pochi minuti dopo con la scusa di voler urinare quando, in fin dei conti, perlomeno a suo modo di vedere, poco doveva mancare per raggiungere la casa gialla (consid. 13.12 della presente sentenza). E soprattutto questo convincimento interiore non poteva che trasformarsi in assoluta certezza sul fatto che suo fratello fosse intenzionato a commettere una nuova rapina (art. 140 CP) quando predetta sua richiesta di arrestarsi si sovrapponeva all’aver visto due giovani donne sulla strada, ritenuto come per la Corte è risultanza assolutamente data e non contestabile, anche perché negarla sarebbe arbitrariamente premiare le dichiarazioni dei due imputati rispetto a quelle dell’AP ACPR 2 (consid. 13.13 della presente sentenza), che l’imputata, uscendo da via _, avesse assolutamente visto le due future vittime. Per la Corte accettando così di fermarsi su Via _ (consid. 13.13 della presente sentenza) l’imputata non poteva non aver preso in considerazione, almeno per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 CP e consid. 15.2 della presente sentenza), che suo fratello volesse andare a rapinare anche queste due nuove vittime, da cui il riconoscimento a suo danno del reato di cui al pto. A.2.2 dell’AA (doc. TPC 1) che trova ulteriore conferma dal mancato ritrovamento di € 30.- sulla persona di IM 1 e quindi la logica conseguenza che risalito in macchina questi li consegnò alla sorella (consid. 13.16 e 13.17 della presente sentenza), da cui, per tale motivo, anche la voluta mancata prospettazione del reato (art. 344 CPP) nella forma della complicità (art. 25 CP) e il mantenimento dell’ipotesi accusatoria della correità;
18.2.2.
tacito che se questa imputata, e questo in forza alle motivazioni di cui sopra (consid. 18.2.1 della presente sentenza) non poteva assolutamente escludere ed anzi aveva accettato seppur per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 CP e consid. 15.2 della presente sentenza), che suo fratello, scendendo nuovamente dall’autovettura andasse a commettere una rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno delle AP ACPR 2 e ACPR 3 che anche lei, del resto, aveva appena visto sulla strada (consid. 13.13 e 18.2.1. della presente sentenza), è altresì vero che la stessa mai avrebbe potuto immaginare, né aveva il più piccolo motivo anche solo per sospettarlo, che questi, per siffatto scopo, avrebbe precedentemente preso in ostaggio l’AP ACPR 3 (art. 185 n. 1 cpv. 1 CP) minacciandola di ucciderla (art. 185 n. 2 CP e consid. 13.15 della presente sentenza). Da ciò e per inesistenza dei presupposti soggettivi di legge, il proscioglimento di questa imputata dal reato di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) di cui al pto. A.1 dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.1);
18.3. IM 2
è stata per finire condannata per il reato di infrazione semplice alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 1 LCStr nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 2 e 2.2) così come richiesto dalla stessa difesa (VD a pag. 7) rendendo quindi inutile una formale prospettazione da parte della Corte che l’ha prosciolta dal reato più grave di cui al cpv. 2 di questa norma (VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.3) nella misura in cui l’effettuata manovra risulta essere una contravvenzione (art. 103 CP) e non un’infrazione (art. 1 all. 1 pto. 3 riferimento “
304 inosservanza del segnale di prescrizione
” al numero 2 dell’ordinanza concernente le multe disciplinari), fermo restando come il non aver visto il relativo segnale di divieto di accesso (art. 18 cpv. 3 dell’ordinanza sulla segnaletica stradale e consid. 12 della presente sentenza) non può essere ritenuta valida giustificazione ricordato come giusta l’art. 27 cpv. 1 LCStr l’utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni stradali come anche le istruzioni della polizia, fermo restando che i segnali e le demarcazioni hanno le priorità sulle norme generali.
IX) Espulsione
19.
Giusta l’art. l’art. 66a cpv. 1 CP il giudice, a prescindere dall’entità della pena inflitta, espelle dal territorio svizzero per un tempo da cinque a quindici anni lo straniero condannato per il reato di rapina (art. 66a cpv. 1 lett. c e 140 CP) rispettivamente di presa d’ostaggio (art. 66a cpv. 1 lett. g e 185 CP).
20.
In merito ai loro legami con il territorio svizzero i due imputati si sono così espressi in sede d’istruttoria, confermando queste loro dichiarazioni anche in aula (VD all. 1 a pag. 2 I e VIII R):
20.1.
per IM 1
"
R: L’anno scorso, ho soggiornato per circa un mese in Ticino a _ in quanto ero alla ricerca di un posto di lavoro. Il mio legame con la Svizzera è stato solo questo”
(VI PS IM 1 12.8.2017 a pag. 10 da riga 1 a riga 3)
"
Sono
venuto
in
Svizzera
per la prima
volta l'anno scorso; ricordo che era inverno e
quindi penso
fosse ad
inizio
2016.
Ero venuto
alla
ricerca
di
un
lavoro.
Mi
ero fermato
a _. In
precedenza avevo conosciuto
un
egiziano
in
questura
in
Italia, che
mi
aveva detto
di
abitare
proprio
a _.
Mi
aveva
anche
parlato
della casa
_
della
Caritas. Ho
quindi pensato
di
venire
a
vedere
il
posto e
sono
venuto
in
treno.
Una volta
a _
mi sono
accorto che
la
gente
era
molto cordiale
e
la
città
molto
bella.
Già quella
prima
volta che
sono
andato
alla
Casa
_, uno
dei
volontari
mi
aveva dato
buone possibilità
per
un
lavoro presso l'_
di _.
Ricordo che aveva
contattato qualcuno all'_ ed io
sono subito
andato
a
parlare
con
questa
persona. Ho
preso
il
treno
per _
e all'_
ho
incontrato
un
signore
di
corporatura
robusta,
non
ricordo
il
suo
nome,
che
mi
ha
detto che
per
lavorare
Iì
avrei avuto bisogno
del
permesso
di
soggiorno, lo
non
ce
l'avevo e
lui mi
ha
detto
di
fargli avere quello
italiano.
Sono
andato
subito
a
_,
ma
il
mio permesso
di
soggiorno era
in
fase
di
rinnovo e quindi
non
ho
potuto farglielo avere.
ADR
che
sono
tornato
in
Svizzera altre
due
o tre
volte
e tutte
le
volte ho
raggiunto
Casa _
dove
pure
mangiavo e
mi
lavavo.
Uno
dei
volontari
mi
aveva detto
di
passare ogni tanto
da
lì
perché
magari sarebbe
potuta capitare l'occasione
di
trovare
un
lavoretto.
Ho
atteso
di
ricevere
il
permesso
di
soggiorno e quindi
mi sono
organizzato
con
mia
sorella che
ha la
patente
per
tornare
in
Svizzera.
ADR
che
se non
sbaglio
ho
ricevuto
il
permesso
di
soggiorno circa
un
mese
fa.
ADR
che venerdì
sono
partito
proprio
con
lo scopo
di
venire
in
Svizzera cercando
di
andare
a
lavorare all'_.
ADR
che
prima di
venire
in
Svizzera
non
avevo preso contatto
con
nessuno
dell'_.
Non
avevo
il
numero
di
telefono
della
persona con
cui avevo parlato
in
precedenza
”
(VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 6 da riga 5 a riga 35)
"
Io non ho più intenzione di venire in Svizzera in tutta la mia vita”
(VI PP IM 1 4.10.2017 a pag. 11 riga 22)
20.2.
per IM 2
"
D: Mi viene chiesto
di
precisare i legami che ho
con
il territorio svizzero.
R: Non
ho alcun legame, vengo ogni tanto
per far
un
giro
visto che mi piace il
lago
”
(VI PS IM 2 12.8.2017 a pag. 8 da riga 20 a riga 21)
"
Ricordo un'occasione
in
cui sono venuta
a _ con
mio fratello IM 1.
Se non
sbaglio
circa 2
anni
fa. Prima
che lui venisse incarcerato. Anche quella volta lo scopo
era
quello
di
vedere il lago e vivere un
po'
la
città. Mio fratello già
la
conosceva perché ci
era
già stato
in
un posto che si chiama _,
non so
bene,
se non
sbaglio è un luogo
in
cui gli danno lavoro e alloggio.
Non so
riferire nulla
di più in
merito
a
questo _.
Questa è stata
la
mia
prima
volta
a _.
Sono
poi venuta
a _
una volta, circa
1
anno
fa,
da sola. Anche quella volta sono
venuta
al solo
scopo
di
fare un giretto, vedere il lago. Mi ricordo che avevo fatto anche il
bagno.
Il mio sogno sarebbe quello
di
trovare lavoro
a _.
È una città che mi piace.
ADR
che qui
a _ non
conosco nessuno.
In
Svizzera
in
generale io
non
ho né
parenti, né amici
”
(VI PP IM 2 13.8.2017 a pag. 5 da riga 27 a riga 40)
20.3.
In aula entrambi gli imputati, se condannati per una delle due norme ricordate dall’art. 66a cpv. 1 lett. c) e g) CP, hanno dichiarato di non opporsi ad una decisione di espulsione nei loro confronti (VD all. 1 a pag. 8 I/II R).
X) Colpa, prognosi, pena
21.
In merito alle norme di diritto in concreto applicabili si ricorda come:
21.1.
giusta l’art. 40 CP la durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata massima è di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;
21.2.
giusta l’art. 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una pena condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini (art. 10 cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3);
21.3.
giusta l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni;
21.4.
giusta l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle sue condizioni personali oltre che dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita, ritenuto che conformemente al cpv. 2 di predetta norma la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne rispettivamente secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;
21.5.
giusta l’art. 48a cpv. 1 e 2 CP se attenua la pena il giudice non è vincolato alla pena minima comminata e può pronunciare una pena di genere diverso da quello comminato, ma è vincolato al massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena;
21.6.
giusta l’art. 49 cpv. 1 CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena;
21.7.
giusta l’art. 50 CP se la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione;
21.8.
giusta l’art. 51 CP il giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del procedimento in atto o di un altro procedimento, ritenuto che un giorno di carcere corrisponde a un’aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o a quattro h di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP);
21.9.
giusta l’art. 106 cpv. 1 CP se la legge non dispone altrimenti, il massimo della multa è di fr. diecimila ritenuto come giusta il cpv. 2 di predetta norma in caso di mancato pagamento della multa (art. 106 CP) per colpa dell’autore il giudice ordina nella sentenza una pena detentiva (art. 40 CP) sostitutiva da un minimo di un giorno a un massimo di tre mesi.
22.
Richiamate le sentenze in DTF 136 IV 55 e 134 IV 132 e CARP Inc. 17.2016.46+68 e 17.2016.94 del 3.5.2016, Inc. 17.2011.114 del 20.4.2012 e Inc. 17.2012.78+99 del 5.11.2012 è innegabile che:
22.1.
la colpa (art. 47 CP) di IM 1 è, indiscutibilmente, oltremodo grave. Nello spazio di qualche ora, totalmente irrispettoso della grande paura arrecata a tre giovani donne che da tale esperienza resteranno a lungo segnate e che minacciò di morte con un coltellino tipo svizzero a lama aperta, ha commesso, senza la benché minima remora, i reati di ripetuta rapina semplice (art. 140 n. 1 CP) in parte tentata (art. 22 cpv. 1 CP) e di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP). Anche in istruttoria così come in aula è apparso poco collaborativo se non contraddittorio, da cui la sua minima se non scarsa presa di coscienza della gravità del suo agire e questo sia per quello che è stato l’effettivo ruolo della sorella che per i suoi continui tentativi di sminuire le sue oggettive responsabilità, tanto da escludere una qualsivoglia possibile applicazione, anche se richiesta a torto dal difensore (VD a pag. 6), dell’attenuante specifica del sincero pentimento (art. 48 lett. d CP). Con una prognosi personale e giudiziaria oltremodo negativa visto anche solo le sue sentenze italiane del 21.11.2013 e del 12.1.2016 (consid. 3 della presente sentenza), l’unica attenuante, non specifica ma generica, a parziale riduzione della sua pena, può essere solo l’eventuale suo leggero stato d’ebrietà e il suo agire, al momento dei fatti, non particolarmente aggressivo (consid. 13.9 della presente sentenza). Richiamata anche solo, a titolo comparativo, la pena comminata nella sentenza CARP Inc. 17.2017.12.+179+190 del 29.8.2017 dove per una semplice rapina (art. 140 n. 1 CP) senza presa d’ostaggio (art. 185 n. 1 CP) l’autore è stato condannato ad una pena detentiva (art. 40 CP) di 36 mesi, partendo, nel caso in specie, da una pena detentiva (art. 40 CP) di base complessiva di 60 mesi, comprensiva anche del concorso di reati (art. 49 CP), e meglio 36 mesi per il reato di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP) e rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP Badiali, 12 mesi per il reato di rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 3 e 12 mesi per il reato di tentata (art. 22 cpv. 1 CP), a dire il vero mancata vista quella che è stata la sua dinamica, rapina (art. 140 n. 1 CP) a danno dell’AP ACPR 1, da ridursi del 20%, quindi di 12 mesi, sia per la sua generica ed incompleta confessione che per il suo stato personale al momento dei fatti, si arriva a 48 mesi che vengono ulteriormente diminuiti di 4 mesi per tenere equamente conto del suo precedente vissuto (consid. 3 della presente sentenza), del carcere preventivo sofferto (art. 227 CPP, consid. 6 della presente sentenza e art. 51 CP) e ancora da soffrire lontano dai suoi affetti. Ciò posto ne consegue la condanna di IM 1 ad una pena detentiva (art. 40 CP) di 44 mesi, ciò che esclude qualsivoglia applicabilità in suo favore dell’art. 43 CP, da dedursi, evidentemente, il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP e VD all. 2 a pag. 2 pto. 5) e in anticipata esecuzione della pena (art. 236 cpv. 1 CPP e consid. 6 della presente sentenza). Avendone adempiuto le condizioni oggettive di legge (art. 66a cpv. 1 lett. c e g CP) a questo imputato, a cui sono state espressamente ricordate le avvertenze di cui all’art. 291 cpv. 1 e 2 CP (VD all. 2 a pag. 3 pto. 8.3), è stata ordinata l’espulsione dal territorio svizzero per la durata di 10 anni (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e 8.1) e questo, rispetto al minimo di legge, per volutamente ricordare, a futura tutela della prevenzione generale dei reati e degli interessi d’ordine pubblico e della collettività, quella che è stata l’oggettiva gravità del suo agire;
22.2.
rispetto a suo fratello l’agire e quindi la colpa (art. 47 CP) di IM 2 è sicuramente meno grave. Il reato di rapina semplice (art. 140 n. 1 CP nonché consid. 18.2 e 18.2.1 della presente sentenza) a lei ascritto, comunque ripetuta in quanto a danno di due distinte persone (VD all. 2 a pag. 2 pti. 2, 2.1, 2.1.1 e 2.1.2) e, non lo si dimentichi, pur sempre commesso con un coltellino tipo svizzero a lama aperta e da lei accettato anche se per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 CP e consid. 15.2 della presente sentenza), non era assolutamente programmato e le è in qualche modo caduto addosso a causa dell’agire del fratello che non ha saputo meglio gestire e che però alla fine, come visto, ha pur sempre fatto proprio. Incensurata in Svizzera e in Italia (consid. 4 della presente sentenza e per il suo effetto neutro sulla commisurazione della pena si veda DTF 136 IV 1), la sua prognosi resta evidentemente positiva. Ciò posto e tenuto conto della gravità, comunque oggettiva, del reato di rapina (art. 140 n. 1 CP) già solo per i due beni giuridici così violati e della durata del carcere preventivo (art. 227 CPP e consid. 6 della presente sentenza) e di sicurezza (art. 229 cpv. 1 CPP e consid. 6 della presente sentenza) sofferto, partendo da una pena detentiva (art. 40 CP) di base di 18 mesi, ne consegue la condanna di IM 2 ad una pena detentiva (art. 40 CP) di 15 mesi, da dedursi il carcere preventivo (art. 227 CPP) e di sicurezza sofferto (art. 51 CP e 229 cpv. 1 CP nonché VD all. 2 a pag. 3 pti. 6 e 6.1), sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e VD all. 2 a pag. 3 pto. 7) nonché, tenuto conto della comminatoria di pena di cui all’art. 90 cpv. 1 LCStr, al pagamento di una multa di fr. 200.-, con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 CP) di 2 giorni (art. 106 cpv. 2 CP nonché VD all. 2 a pag. 3 pti. 6 e 6.2). Evidentemente, avendone adempiuto le condizioni oggettive di legge (art. 66a cpv. 1 lett. c CP) a IM 2, a cui sono state espressamente ricordate le avvertenze di cui all’art. 291 cpv. 1 e 2 CP (VD all. 2 a pag. 3 pto. 8.3), è stata ordinata l’espulsione dal territorio svizzero per la durata minima di 5 anni (VD all. 2 a pag. 3 pti. 8 e 8.2).
XI) Confische, sequestro conservativo e dissequestri
23.
In merito alle norme di diritto in concreto applicabili si ricorda come:
23.1.
giusta l’art. 69 cpv. 1 CP il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data persona, ordina la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a commettere un reato o che costituiscono il prodotto di un reato se tali oggetti compromettono la sicurezza delle persone, la moralità o l’ordine pubblico;
23.2.
giusta l’art. 70 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l’autore di un reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ripristinare la situazione legale;
23.3.
giusta l’art. 263 cpv. 1 all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova (art. 263 cpv. 1 lett. a CPP), per garantire le spese procedurali (art. 422 segg. CPP), le pene pecuniarie (art. 34 segg. CP), le multe (art. 106 CP) e le indennità (art. 263 cpv. 1 lett. b e 433 segg. CPP), per essere restituiti ai danneggiati (art. 263 cpv. 1 lett. c CPP) o per essere confiscati (art. 263 cpv. 1 lett. d CPP);
23.4.
giusta l’art. 267 cpv. 1 CPP se il motivo del sequestro viene meno, il pubblico ministero o il giudice dispone il dissequestro e restituisce gli oggetti o i valori patrimoniali agli aventi diritto;
23.5.
giusta l’art. 268 cpv. 1 lett. a) CPP il patrimonio dell’imputato può essere sequestrato nella misura presumibilmente necessaria a coprire le spese procedurali (art. 422 segg. CPP) e le indennità (art. 433 segg. CPP).
24.
Tenuto conto delle risultanze d’istruttoria (VI PP IM 1 13.8.2017 a pag. 5 da riga 21 a riga 37 e IM 2 13.8.2017 da pag. 3 riga 11 a pag. 4 riga 44, AI 1 all. 11, 12, 20, 21, 89 e 95 nonché doc. TPC 4 e 18) e delle dichiarazioni delle parti in sede dibattimentale (VD all. 1 a pag. 7 XI/XII/XIII R e a pag. 9 I R), la Corte ha ordinato:
24.1.
il dissequestro e la restituzione (art. 70 cpv. 1 CP nonché art. 263 cpv. 1 lett. c e 267 cpv. 1 CPP) all’AP ACPR 2 di fr. 410.- e € 30.- (VD all. 2 a pag. 3 pti. 9 e 9.1) nonché all’AP ACPR 3 di fr. 36.- (VD all. 2 a pag. 3 pti. 9 e 9.2);
24.2.
la confisca (art. 69 cpv. 1 CP e art. 263 cpv. 1 lett. d CPP) a IM 1 di 1 coltellino svizzero (VD all. 2 a pag. 3 pto. 10);
24.3.
previa deduzione della tassa di giustizia, delle spese procedurali (art. 422 segg. CPP) e dei disborsi per la retribuzione dei difensori d’ufficio (art. 135 CPP) è ordinato il sequestro conservativo (art. 263 cpv. 1 lett. b e 268 cpv. 1 lett. a CPP):
24.3.1.
a IM 1 di fr. 10,60 e di € 0.15 pari a fr. 0.20 (VD all. 2 a pag. 3 pti. 11 e 11.1);
24.3.2.
a IM 2 di € 200.- già cambiati in fr. (VD all. 2 a pag. 3 pti. 11, 11.2 e 11.2.1) e di 1 autovettura Daewoo Chevrolet Matiz di colore blu targata _ (VD all. 2 a pag. 3 pti. 11, 11.2 e 11.2.2);
24.4.
il sequestro conservativo quali mezzi di prova (art. 263 cpv. 1 lett. a CPP) di 1 scontrino EP _ (VD all. 2 a pag. 4 pti. 12 e 12.1) e di 1 scontrino EP _ (VD all. 2 a pag. 4 pti. 12 e 12.2);
24.5.
il dissequestro e la restituzione (art. 70 cpv. 1 CP e art. 267 cpv. 1 CPP) a IM 2 di 1 cellulare Samsung bianco IMEI n. _ senza scheda SIM (VD all. 2 a pag. 4 pti. 13 e 13.1) e di 1 cellulare Samsung bianco IMEI n. _ (VD all. 2 a pag. 4 pti. 13 e 13.2).
XII) Indennizzo e riparazione del torto morale
25.
Giusta l’art. 429 cpv. 1 CPP se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l’imputato ha diritto a un’indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (art. 429 cpv. 1 lett. a CPP), a un indennità per il danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al procedimento penale (art. 429 cpv. 1 lett. b CPP) e a una riparazione del torto morale per le lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà (art. 429 cpv. 1 lett. c CPP).
26.
Nonostante l’intervenuto proscioglimento di IM 1 dall’imputazione di ripetuta rapina aggravata (art. 139 n. 1 e 3 cpv. 1 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc. TPC 1) limitatamente all’aggravante della banda (art. 139 n. 3 cpv. 1 CP e VD a pag. 2 pto. 3) e di IM 2 dalle imputazioni di presa d’ostaggio aggravata (art. 185 n. 1 cpv.1 e n. 2 CP nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.1) di cui al punto A.1 dell’AA (doc. TPC 1), di ripetuta rapina aggravata (art. 139 n. 1 e 3 cpv. 1 CP) in parte tentata (art. 22 cpv. 1 CP) di cui al pto. A.2 dell’AA (doc. TPC 1) limitatamente all’aggravante della banda (art. 139 n. 3 cpv. 1 CP nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) e di cui al pto. A.2.1 dell’AA (doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.2) rispettivamente di infrazione grave alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 2 LCStr) di cui al pto. B.1 dell’AA (doc. TPC 1 nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 4 e 4.3), ai due imputati non è stato riconosciuto alcun indennizzo e riparazione del torto morale ex art. 429 segg. CPP in quanto:
26.1.
per IM 1 già solo perché correttamente non richiesto dal suo difensore d’ufficio (art. 132 CPP) avvocato (di seguito solo avv.) DUF 1 (VD a pag. 4 e all. 2 a pag. 4 pto. 15);
26.2.
per IM 2 già solo perché malgrado l’istanza verbale presentata in aula dal suo difensore d’ufficio (art. 132 CPP) avv. DUF 2 (VD a pag. 4) limitata:
"
ai giorni di carcerazione ingiustificata per un importo di fr. 200.- al giorno a valere quale torto morale. Non chiederà altri indennizzi per danno materiale, ritenuto il riconoscimento di assunzione delle spese legali a carico dello Stato”
(VD a pag. 4)
questa imputata è stata ritenuta colpevole per il reato di ripetuta rapina (art. 139 n. 1 CP nonché VD all. 2 a pag. 2 pti. 2, 2.1, 2.1.1 e 2.1.2) a danno degli AP ACPR 2 e ACPR 3, da cui il fatto che la privazione della libertà da lei subita sino al giorno del pubblico dibattimento non é stata né illegittima né ingiustificata (art. 429 cpv. 1 lett. c e 431 CPP).
XIII) Retribuzione dei difensori d’ufficio
27.
Giusta l’art. 135 cpv. 2 CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la retribuzione alla Confederazione o al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP).
28.
Quo alla determinazione della retribuzione degli onorari del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) si richiama l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1) secondo cui l’onorario del patrocinatore che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-/h (DTF 132 I 201 cons. 8.7, STF 1P.161/2006 del 25.9.2006 cons. 3.2, 2P.17/2004 del 6.6.2006 cons. 8.5 e sentenza della CARP
Inc. 17.2017.27 del 24.7.2017 cons. 6b).
In forza alla pluriannuale giurisprudenza dell’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione delle note professionali prima dell’1.1.2011 la retribuzione del patrocinatore va fissata in considerazione del tempo
impiegato, dell'importanza della pratica, dell'impegno difensivo e della qualità
del
lavoro prestato, delle difficoltà giuridiche e fattuali,
del
numero degli interrogatori e delle udienze ai quali il patrocinatore d'ufficio
ha
partecipato,
del
risultato ottenuto e della responsabilità assunta (
RUCKSTUHL
,
Basler
Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea,
2011, art. 135
no.
3,
DTF
122
I 1 cons.
3a,
STF
6B.273/2009 del 2.7.2009
cons.
2.1, 6B.960/2008 del 22.1.2009
cons.
1.1 e sentenza della CARP Inc. 17.2017.27 del 24.7.2017 cons. 6c).
In
applicazione
del
principio generalmente riconosciuto
secondo
cui
va
retribuito
il
tempo
corrispondente
ad
una regolare, ordinata e ragionevole conduzione
del
mandato,
non
è determinante
il
tempo
effettivamente impiegato
ma,
invece,
il
dispendio
di
un
patrocinatore mediamente
diligente
e sperimentato nel diritto penale nella trattazione
di
un
mandato
di
analoga complessità
(sentenze della CARP Inc. 17.2017.27 del 24.7.2017 cons. 6d e del
Consiglio
di
moderazione
del 19.11.1996 in
re avv.
B.).
Inoltre non vengono rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare eccessivi, rammentato come nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale (
SCHMID
,
op. cit.,
art. 135
no.
3,
pag.
236,
BERNASCONI
, op. cit.,
art. 135
no.
4, STF
6B.464/2007 del 12.11.2007
cons.
4, sentenze della CARP Inc. 17.2017.27 del 24.7.2017 cons. 6e e del
Consiglio
di
moderazione
del 21.6.1995 in
re avv.
B. e dell’8.11.1996 in
re avv.
B.).
Relativamente alle spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede che al patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) può essere riconosciuto un rimborso per le spese di cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopiatura e di apertura e archiviazione incarto così come le altre spese sopportate nell’interesse del cliente o da questi cagionate, quali, in particolare, quelle di trasferta.
29.
Premettendo che nessun patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) ha interposto reclamo alla CRP (art. 135 cpv. 3 lett. a e 396 cpv. 1 CPP) avverso la decisione di retribuzione del suo onorario, spese e trasferte da parte della Corte (doc. TPC 35, VD all. 2 a pag. 4 pti. 17, 17.1 e 17.2 nonché a pag. 5 pto. 17.3) si ricorda come:
29.1.
l’avv. DUF 1, patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) di IM 1 dal 12.8.2017 (AI 8), ha presentato tre note professionali, la prima datata 25.9.2017 (AI 73), la seconda 10.10.2017 (AI 91) e la terza 23.11.2017 (doc. TPC 21), che sono state tassate per fr. 11'750.40 e meglio fr. 10'712.- per l’onorario, fr. 168.- per spese e trasferte nonché fr. 870.40 per l’imposta sul valore aggiunto (di seguito solo IVA, VD all. 2 a pag. 4 pti. 17 e 17.1), ritenuto che IM 1 è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 11'750.40 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP e VD a pag. 4 pto. 17.1.1);
29.2.
l’avv. DUF 2, patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) di IM 2 dal 12.8.2017 (AI 9), ha presentato due note professionali senza IVA non essendone soggetta (VD a pag. 3), la prima datata 12.10.2017 (AI 96) e la seconda del 24.11.2017 (doc. TPC 23), che sono state tassate per fr. 13'174.- e meglio fr. 12'875.40 per l’onorario nonché fr. 298.60 per spese e trasferte (VD all. 2 a pag. 4 pti. 17 e 17.2), ritenuto che IM 2 è tenuta a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 13'174.- non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP e VD a pag. 5 pto. 17.2.1).
XIV) Tassa di giustizia e spese procedurali
30.
La tassa di giustizia di fr. 3'500.- e le spese procedurali (art. 422 segg. CPP) sono poste a carico di IM 1 in ragione di 2/3 e di IM 2 in ragione di 1/3 (art. 426 cpv. 1 prima frase CPP), ad eccezione di fr. 500.- a carico dello Stato (art. 426 cpv. 2 CPP e VD all. 2 a pag. 4 pto. 14).
Visti gli art. 12, 19, 22 cpv. 1, 40, 42, 44, 47, 48a, 49, 66 cpv. 1 lett. c) e g), 69, 70, 106, 140 n. 1 cpv. 1 e n. 3 cpv. 1, 185 n. 1 cpv. 1 e n. 2 CP nonché 291 cpv. 1 e 2 CP;
90 cpv. 1 LCStr;
80 segg., 84 segg., 135, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg., 429 segg. CPP e 22 TG sulle spese;