# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 197b6f8d-8508-5fdf-b84e-344872e4b593
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Il 24 ottobre 1997, _ - alle dipendenze della Società _ in qualità di cassiera ausiliaria - ha lamentato, segnatamente, una contusione alla spalla sinistra.
In data 18 marzo 1998, una risonanza magnetica della spalla sinistra ha permesso di mettere in luce una piccola lesione transmurale a cavallo tra sopraspinato e sottoscapolare (cfr. doc. _).
Il caso è stato assunto dall'_, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
L'assicurata ha ritrovato una piena capacità lavorativa a far tempo dal 16 febbraio 1998.
1.2. In data 30 aprile 1998, _ è rimasta vittima di un secondo evento traumatico: scivolata
a causa del pavimento bagnato, essa si è procurata, fra l'altro, uno strappo alla spalla sinistra.
Anche per questo secondo evento, l'Istituto assicuratore ha ammesso la propria responsabilità.
Nel corso del mese di settembre 1999, l'assicurata è stata nuovamente sottoposta ad una artro-risonanza magnetica della spalla sinistra, esame che, ad eccezione di una lieve artrosi dell'articolazione acromio-clavicolare con edema intraosseo, non ha mostrato alcun reperto chiaramente patologico (cfr. doc. _).
1.3. Alla chiusura del caso, l'assicuratore LAINF - non senza aver dapprima sentito il parere del proprio medico di circondario (cfr. doc. _) - ha assegnato all'assicurata un'indennità per menomazione all'integrità del 10%.
Per contro, a _ è stato negato il diritto ad una rendita di invalidità, siccome, nonostante i postumi infortunistici, essa è stata giudicata in grado di riprendere normalmente
ad esercitare l'attività di cassiera presso un supermercato (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta dall'avv. _ per conto dell'assicurata (cfr. doc. _), l'_, in data 7 giugno 2002, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).
1.4. Con tempestivo ricorso del 30 agosto 2002, _, sempre patrocinata dall'avv. _, ha chiesto che le venga assegnata una rendita di invalidità del 50%.
Queste, in particolare, le considerazioni sviluppate dall'insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:
"
(...)
3. Avverso le argomentazioni addotte dalla _ nella propria decisione, si espongono le seguenti osservazioni e motivazioni.
Si sottolinea anzitutto come il medico curante, dr. med. _, non si sia dichiarato affatto d'accordo con la decisione della _
,
che nega l'esistenza di un pregiudizio economico imputabile ai postumi infortunistici. II dr. med. _ ritiene infatti la ricorrente tuttora inabile al lavoro di cassiera nella misura del 100%.
Nel certificato medico del 14.3.2002, egli ha affermato che i movimenti della spalla della paziente (abduzione, adduzione, rotazione) sono fortemente limitati. Ella non riesce a sollevare carichi di peso superiore ai 4-5 kg, ed accusa ancora forti dolori alla spalla sinistra che, a seguito di un problema a livello cervicale, si diffondono anche alla spalla destra.
In una simile condizione, è difficilmente immaginabile che la paziente riesca a svolgere la precedente attività di cassiera.
4. Si osserva come il lavoro di cassiera, contrariamente a quanto affermato dalla _
,
comporti la necessità di sollevare la merce che passa sul nastro scorrevole. La cassiera deve scannerare i prodotti che arrivano sul nastro scorrevole, e depositarli nell'apposito vano in fondo alla cassa o nel carrello del cliente. In quest'operazione, ella non viene minimamente coadiuvata dal nastro scorrevole, e deve pertanto trasportare la merce con le proprie forze.
Ad esclusione dei prodotti di piccola-media taglia e di poco peso, l'operazione diviene più onerosa quando si tratta di far passare e scannerare articoli voluminosi e pesanti (p.
es.
i cartoni del latte, i pacchi da sei bottiglie in
PET).
I clienti non si limitano infatti ad acquistare unicamente merce leggera e di piccole dimensioni.
Con il trascorrere della giornata lavorativa, la stanchezza fisica aumenta, ed anche prodotti poco pesanti divengono soggettivamente gravosi e necessitano di un maggior impiego di forze per essere sollevati, scannerati e depositati nel vano in fondo alla cassa o nel carrello del cliente.
5. E' dunque falsa ed assolutamente contraria alla realtà dei fatti l'affermazione della _ di Lucerna e del TFA, secondo la quale l'attività di cassiera sarebbe un'attività "molto leggera da un profilo fisico, che non comporta il sollevamento, rispettivamente il trasporto di pesi di alcun genere".
AI contrario, l'attività di cassiera comporta, come suesposto, la necessità di sollevare, almeno parzialmente, la merce che passa sul nastro scorrevole, e richiede quindi un certo sforzo fisico, soprattutto a livello della muscolatura delle braccia e delle spalle. Va inoltre rilevato che il lavoro viene svolto in posizione seduta, posizione che lo rende ancora più faticoso e spossante.
Inoltre lo sforzo fisico avviene con dei movimenti semirotatori della spalla che la ricorrente non è assolutamente in grado di svolgere a causa delle menomazioni alle articolazioni della spalla stessa.

## Considerations