# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2b2fc918-eab0-53a0-8b0c-df726ec9f1c9
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1959, cittadino italiano in possesso di un permesso di dimora valido fino al 25 luglio 2021 (cfr. doc. 4), si è iscritto in disoccupazione dal 3 luglio 2018 dopo avere lavorato quale direttore generale presso la _ dal 1° giugno 2017 (cfr. doc. 9-11), di cui era pure azionista al 10% (cfr. doc. 24). Egli è stato licenziato il 28 febbraio 2018 per il 31 marzo 2018 (cfr. doc. D).
1.2. Con decisione del 13 luglio 2018 la Cassa disoccupazione CO 1 (in seguito: Cassa) ha negato all’assicurato il diritto all’indennità di disoccupazione non ritenendo adempiuto il periodo di contribuzione, visto che nel relativo termine quadro (3 luglio 2016 – 3 luglio 2018) ha dimostrato di avere svolto un’attività soggetta a contribuzione durante soli 10,79 mesi (cfr. doc. 26).
1.3. A seguito dell’opposizione fatta inoltrare dall’assicurato contro la citata decisione (cfr. doc. 27), la Cassa il 30 ottobre 2018 ha interpellato la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) nei seguenti termini:
"
L'assicurato in oggetto si è iscritto in disoccupazione, rivendicando il diritto dal 3 luglio 2018.
Dal 1° giugno 2017 al 30 aprile 2018, ha lavorato come Direttore generale, a tempo pieno, presso la _.
Il Sig. RI 1 è stato direttore con firma collettiva a due della ditta _ fino il 4 settembre 2017.
Il 28 febbraio 2018, il datore di lavoro ha disdetto il contratto per il 30 marzo 2018.
Questa disdetta è stata contestata dall'assicurato, il quale ha rivendicato il prolungo del termine di licenziamento fino al 31 maggio 2018. La ragione di questa richiesta è basata su due punti: il licenziamento ricevuto dall'assicurato nei primi giorni di marzo 2018 e la sua inabilità per malattia, dal 9 aprile 2018 al 9 maggio 2018.
Nel frattempo, in data 25 aprile 2018, allorquando il Sig. RI 1 era in malattia, l'amministratore unico della ditta _. ha depositato i bilanci presso la Pretura di _ e dato avvio alla procedura di fallimento. Questa procedura è stata successivamente sospesa per mancanza di attivo con effetto al 16 maggio 2018.
A titolo abbondanziale, facciamo rilevare che dal conteggio stipendio del mese di aprile 2018 si rileva che il Sig. RI 1, essendo ancora nel primo anno di servizio avrebbe avuto diritto a 3 settimane pagate al 100% in caso di malattia, tuttavia, l'assicurato non è stato retribuito, in quanto le tre settimane scadevano il 29 aprile 2018.
Dal contratto di lavoro, sottoscritto con la ditta _, in data 1° giugno 2017, sotto la voce contributi sociali si rileva che l'assicurazione malattia era a carico per il 50% del dipendente.
Per questo motivo, non si comprende la ragione per cui, il Sig. RI 1 non abbia percepito le indennità di malattia da parte di una Compagnia di Assicurazioni e la ditta abbia fatto successivamente riferimento alla _.
In data 3 luglio 2018, il Sig. RI 1 si è iscritto presso l'URC di _.
Con decisione del 13 luglio 2018, la Cassa disoccupazione CO 1 di Chiasso ha negato il diritto alle indennità, ritenendo che il periodo di contribuzione non fosse stato adempiuto. La Cassa ha motivato quanto segue:
"Durante il termine quadro per il periodo di contribuzione dal 03:07.2016 al 03.07.2018, può dimostrare di avere svolto un'attività soggetta a contribuzione solo per 10.79 mesi. Per questo motivo siamo tenuti a rifiutare la sua domanda d'indennità di disoccupazione".
Contro questa decisione, l'assicurato, rappresentato dal suo legale, ha presentato opposizione in data 2 agosto 2018.
L'avvocato fa rilevare che, con la rivendicazione del mese di maggio 2018, il periodo di contribuzione adempiuto (1° giugno 2017 - 31 maggio 2018).
Considerato che agli atti vi erano diverse incongruenze, in data 29 agosto 2018, la nostra Amministrazione ha inviato uno scritto all'avvocato, il quale ha risposto il 10 settembre 2018 (vedi allegati).
Visto quanto sopra, ci teniamo a precisare che l'apertura del fallimento è avvenuto in data 25 aprile 2018, questa procedura è stata sospesa il 16 maggio 2018, con scadenza per anticipo spese al 2 luglio 2018.
Fino a questa data nulla è stato intrapreso da parte dell'assicurato.
Unicamente in data 18 luglio 2018, dopo avere ricevuto la nostra decisione di Cassa (datata 13 luglio 2018) e dopo la chiusura della scadenza dell'anticipo spese del 2 luglio 2018, l'assicurato ha rivendicato presso l'Ufficio Fallimenti, il mese di protrazione del termine di disdetta fino alla fine di maggio 2018, considerata la sua inabilità.
Il termine corretto della rivendicazione, visto la malattia, si sarebbe dovuto protrarre fino al 30 giugno 2018 e non solo fino a maggio 2018 (vedi ns. scritto 29 agosto 2018 e risposta avvocato del 10 settembre 2018).
In questa lettera di rivendicazione (18 luglio 2018), l'avvocato ha informato l'Ufficio di Fallimenti di _, a complemento della sua notifica di credito del 17 maggio 2018, sull'aggiornamento dei crediti salariali verso la ditta sopra citata, aggiungendo un ultimo stipendio (maggio 2018) divenuto esigibile.
Questa rivendicazione comprende i mesi da dicembre 2017 fino a maggio 2018 e le relative ferie (vedi allegato).
Questi importi sono stati pagati, in data 28 giugno 2018, fino al 31 marzo 2018 dall'Ufficio Insolvenza di Bellinzona.
L'assicurato risulta essere socio e gerente della ditta _, società costituita nel 2013, allo scopo di avviare qualche attività, tuttavia, secondo l'assicurato questa ditta non è mai stata operativa e tutti i contatti e fornitori sono passati alla _.
Nonostante ciò, egli ha dichiarato all'URC di _, in data 11 luglio 2018, di aver assunto per il tramite della _, due persone per i mesi di maggio 2018 e giugno 2018, attingendo dalla liquidità rimasta nella cassa di questa ditta (_), al fine di ordinare tutta la documentazione per la chiusura della fallita _ (vedi doc. URC).
Il Sig. RI 1 ha inoltre dichiarato all'URC di _, in data 11 luglio 2018, di aver conosciuto la ditta "_” e, di voler vendere le porte che essi producono sia in Svizzera sia in Italia. Egli si sta operando in questo senso, tuttavia, non viene retribuito. La nostra Amministrazione ha comunicato all'assicurato che questa attività potrebbe essere soggetta ad un guadagno intermedio, qualora avesse diritto alle indennità di disoccupazione.
Il suo avvocato ha comunicato che, il suo assistito ha unicamente preso contatto con questa ditta russa sopra indicata, tuttavia, si è trattato di una semplice richiesta di impiego (vedi ns. scritto del 29 agosto 2018 e risposta avvocato del 10 settembre 2018).
Nella fattispecie, vi chiediamo se la nostra Cassa può considerare il mese di maggio 2018, come mese di contribuzione, il quale permetterebbe di raggiungere i 12 mesi (1° giugno 2017 – 31 maggio 2018) e dare pertanto il diritto all'assicurato, nonostante questo mese sia stato rivendicato unicamente il 18 luglio 2018, dopo la chiusura del fallimento avvenuta in data 2 luglio 2018 e dopo che quest'ultimo ha ricevuto la nostra decisione di Cassa datata 13 luglio 2018 e che lo stesso, fino al 4 settembre 2017, risultava direttore con firma collettiva a due.” (cfr. allegato doc. 30)
Il 16 novembre 2018 la SECO ha così risposto:
"
Riferendosi alla sua richiesta del 31 ottobre 2018, occorre analizzare le condizioni dell'art. 8 LADI, in particolare determinare la possibilità di considerare il mese di maggio come periodo di contribuzione. Dopo trattamento, possiamo trasmettervi le seguenti indicazioni:
Colui che, entro il termine quadro, ha svolto durante al meno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione e che lo stipendio gli è stato effettivamente versato, ha adempiuto il periodo di contribuzione (art. 13 cpv. 1 LADI).
Se l'assicurato non ha percepito il salario in seguito a insolvenza del datore di lavoro secondo l'art. 51 cpv. 1 LADI, il periodo corrispondente ai crediti Salariali è considerato periodo di contribuzione (Prassi LADI ID B144).
Inoltre, i periodi durante i quali l'assicurato è vincolato da un rapporto di lavoro ma, per malattia o infortunio, non percepisce alcun salario e non paga contributi sono parimenti considerati periodi di contribuzione. (Prassi LADI ID B164).
Alla luce di questi elementi, tutto indica che il mese di maggio nel quale il presente assicurato era non solo in un'inabilità al lavoro per causa di malattia ma anche durante il quale non ha percepito il suo stipendio a causa di insolvenza, sia equiparato ad un periodo contributivo.
Tuttavia, nella fattispecie, tale periodo di contribuzione non è reso probabile per vari motivi.
ln primo luogo, sembra che le indennità per insolvenza concesse includono soltanto i stipendi da dicembre a marzo (doc. 11). Ebbene, un'indennità del genere dovrebbe coprire i crediti salariali concernenti gli ultimi quattro mesi al massimo dello stesso rapporto di lavoro (art. 52 cpv. 1 LADI). Questo elemento permette di dubitare dell'esistenza dei rapporti di lavoro dopo il mese di marzo, sapendo che è assimilato all'ultimo mese di lavoro.
In secondo luogo, considerando la sua lettera del 17 maggio 2018 mandata all'Ufficio dei fallimenti, esso richiede solamente i suoi crediti salariali correndo da dicembre ad aprile. Quello del mese di maggio è stato chiesto dopo la decisione negativa del 13 luglio (doc. 10). Fondandosi sulla teoria della "déclaration de la première heure” (dichiarazione della prima ora; ATF 9C_130/2016 du 14 juin 2016), occorre negargli l'esistenza del rapporto di lavoro durante questo periodo.

## Considerations