# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 14c1878c-3f1d-5f94-9abf-2ad006d6e9a3
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, il 16 febbraio 2016 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 5'000.30 più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 20 aprile 2016 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione 30 maggio 2016 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 a far tempo dal 31 maggio 2016 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 2 giugno 2016
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. L’indomani il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il 10 giugno 2016, la RE 1 ha presentato un complemento al reclamo. Gli atti in questione non sono stati intimati alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 2 giugno 2016 contro la sentenza notificata alla RE 1 il 31 maggio, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo e lo è anche il complemento inoltrato l’ultimo giorno del termine, il 10 giugno 2016.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (
nova
autentici o in senso proprio,
denominati in tedesco
“echte Nova”
, in contrapposizione agli
pseudonova
o
“unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti.
Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze
di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2
Nel caso in esame la reclamante ha prodotto una ricevuta rilasciata dall’UE di Lugano (doc. C accluso al reclamo) relativa al versamento di fr. 5'466.15 a saldo dell’esecuzione promossa dall’istante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.
2.3
Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo (al 31 maggio 2016) prodotto dalla reclamante (doc. D) si evince che nei suoi confronti erano pendenti 25 esecuzioni per circa fr. 72'000.– (tenuto conto dei saldi aggiornati al 31 maggio 2016, dedotto il credito che ha portato al fallimento), ma nessun attestato di carenza di beni. Carico esecutivo poi sceso a meno di fr. 56'000.– in seguito al pagamento, il 3 giugno 2016, di un acconto di fr. 14'316.90 sull’esecuzione n. _ e del saldo di fr. 2'183.10 dell’esecuzione n. _
(doc. I e L).
Per diverse delle esecuzioni ancora in corso (n. _, _, _, _, _, _) la reclamante ha reso verosimile di avere ottenuto dilazioni dai creditori, come risulta in parte dal predetto estratto (che indica una riduzione dell’importo posto in esecuzione per la seconda, la terza e la quinta esecuzione) e in parte da conferme degli stessi creditori (doc. Q). Si può pertanto fare astrazione di quei crediti, che in tutto ammontano a circa fr. 16'500.–
(escluso quello dell’esecuzione n. _, che risulta perenta). Lo stesso discorso vale per l’esecuzione n. _ (di fr. 8'955.60 al 31 maggio 2016), per cui le parti sono giunte a una conciliazione con relativa rateazione (doc. R).
Tenuto conto che l’importo totale attuale delle esecuzioni non sospese da dilazione, per la maggior parte recenti, ammonta a circa fr. 30'000.–, che il saldo del conto bancario della reclamante al 2 giugno 2016 era di fr. 20'175.50 (doc. E pag. 2), ch’essa ha recentemente saldato tre crediti per quasi fr. 22'000.– e pagato fr. 16'500.– per contributi AVS (doc. P), che vanta aspettative d’incassi per quasi fr. 250'000.– entro la fine dell’anno (doc. M e N), si può ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.
La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.