# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7aedbde5-455c-54af-b27b-3e368434b514
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
che con precetto esecutivo n. _ del 10/15 novembre 2010 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di _ CO 1 ha escusso RE 1 per le somme di fr. 2'000.-, rispettivamente fr. 2'400.- oltre interessi e spese esecutive indicando quale titolo di credito: “Contributo di mantenimento per la moglie (fr. 1’000.- mensili) di ottobre 2010 e di novembre 2010, come alla sentenza della Pretura di _ (causa inc. DI.2010._). Spese e tassa di giustizia (fr. 400.-) e ripetibili (fr. 2’000.-) come alla sentenza della Pretura di _ (causa inc. n. DI.20190._)”;
che interposta tempestiva opposizione da parte dell’escusso, con istanza del 9 dicembre 2010 la procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo, allegando la sentenza 29 ottobre 2010 con la quale il Pretore di _, statuendo su un’istanza a protezione dell’unione coniugale da essa introdotta l’8 giugno 2010, ha tra l’altro condannato il convenuto a versarle a partire dal 1° luglio 2010 la somma di fr. 1'000.- anticipatamente ogni mese a titolo di contributo alimentare, come pure a rifonderle la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 400.- e l’importo di fr. 2'000.- per ripetibili (doc. A);
che con ordinanza del 10 dicembre 2010 il Pretore della Giurisdizione di _ ha citato le parti a comparire in Pretura, per giovedì 27 gennaio 2011, per procedere al contradditorio;
che con scritto del 24 gennaio 2011 RE 1 ha comunicato alla Pretura che un improvviso impegno non gli consentiva di essere presente all’udienza;
che nel contempo egli ha messo in dubbio che il Pretore possa statuire sull’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione, avuto riguardo al fatto che la sentenza 29 ottobre 2010 non è definitiva e che egli è altresì in attesa della decisione del Giudice di pace sulla stessa tematica, chiedendo quindi l’annullamento della procedura a suo carico;
che all’udienza del 27 gennaio 2011 la parte istante - la sola comparsa - si è confermata nella propria domanda;
che con sentenza del 27 gennaio 2011 il Pretore della Giurisdizione di _ ha accolto l’istanza, respingendo in via provvisoria l’opposizione al precetto esecutivo in rassegna (v’e da chiedersi però se egli intendeva in realtà respingerla in via definitiva nonostante il richiamo all’art. 82 LEF, avuto riguardo alle considerazioni poste a fondamento della stessa decisione, che vanno invece, come si vedrà in appresso, chiaramente in direzione del rigetto ex art. 80 LEF, come pure al fatto che egli ha accolto l’istanza proposta ex art. 80 LEF senza alcuna riserva, ossia senza pretendere, nei considerandi, che in realtà l’istanza poteva essere accolta soltanto in via provvisoria, ovvero solo parzialmente);
che, in particolare, il primo giudice ha ritenuto che la decisione di misure a protezione dell’unione coniugale del 29 ottobre 2010 (doc. A) costituisce valido titolo di rigetto
definitivo
dell’opposi-zione, siccome provvisoriamente esecutiva ex art. 310 cpv. 4 lett. b CPC-TI indipendentemente dal fatto che essa sia stata impugnata con ricorso al Tribunale federale, gravame di cui egli ha avuto notizia dal Tribunale d’appello;
che contro tale sentenza RE 1 è insorto con reclamo del 7 febbraio 2011, asserendo di avere in data 24 gennaio 2011 inviato una raccomandata, con cui giustificava l’impossibilità a presenziare all’udienza, ciò che avrebbe dovuto spingere il giudice a riconvocare le parti;
che nella stessa raccomandata, ha soggiunto il reclamante, veniva anche indicata l’impossibilità per il Pretore di emanare la sentenza di rigetto dell’opposizione dipendente da una sentenza dello stesso Pretore (quella del 29 ottobre 2010) non ancora definitiva, come del resto riconosciuto dalla stesso giudice, che ha fatto notare che la causa di cui all’incarto DI.2010._ è sub iudice presso il Tribunale federale a seguito di un ricorso presentato dall’escusso;
che dal verbale di udienza, sempre stando al reclamo, non è menzionata la sua giustificata assenza, nello stesso figurando anzi che la parte convenuta non è comparsa;
che, sempre a mente del reclamante, in ogni modo non erano date le condizioni per respingere l’opposizione, nemmeno in via provvisoria;
che il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni.

## Considerations

Considerato
in diritto:
che risalendo la decisione impugnata al 27 gennaio 2011, ossia dopo l’entrata in vigore (1° gennaio 2011) del Codice di diritto processuale svizzero (CPC), si pone avantutto la questione di sapere quali siano le norme di diritto procedurale applicabili alla trattazione dell’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione presentata il 9 dicembre 2010;
che, al riguardo, l’art. 404 cpv. 1 CPC prevede che fino alla loro conclusione davanti alla giurisdizione adita, ai procedimenti in corso già pendenti al momento della sua entrata in vigore si applica il diritto procedurale previgente;
che si rivela perciò corretto il richiamo da parte del Pretore alla legge cantonale di applicazione sull’esecuzione e sul fallimento del 10 maggio 1997 (in seguito vLAEF) e al Codice di procedura civile ticinese previgente (CPC-TI);
che l’art. 405 cpv. 1 CPC stabilisce invece che alla impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione;
che, dato che la sentenza impugnata (finale) risale, come visto, al 27 gennaio 2011, la procedura ricorsuale è perciò retta dal nuovo diritto;
che secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili;
che tale è il caso per decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC);
che trattandosi di un’impugnazione contro una decisione pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l’inoltro del reclamo è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC);
che inoltrato in data 7 febbraio 2011, ossia nel termine di dieci giorni decorrente dalla notifica della sentenza impugnata, avvenuta il 28 febbraio 2011, il reclamo è di principio ammissibile;
che nella misura in cui si propone di annullare la sentenza impugnata a causa della mancata ricitazione delle parti a seguito dell’invio della raccomandata 24 gennaio 2011, con la quale egli aveva avvisato il Pretore di non potere presenziare all’udienza del 27 gennaio 2011 a causa di un improvviso impegno, l’insorgente si avvale di un argomento privo di pregio;
che, per tacere del fatto che il preteso motivo di impedimento a presenziare all’udienza (un improvviso impegno) è stato solo asserito, ossia non è stato supportato da alcun riscontro, ciò che sarebbe bastato per non darvi seguito, il reclamante trascura che a tale avviso non è seguita alcuna formale richiesta da parte sua di rinvio del dibattimento;
che, a ben vedere, il reclamante ha per finire pensato di ovviare alla sua assenza motivando per scritto la ragione per la quale si è opposto all’istanza di rigetto dell’opposizione, ossia eccependo la non esecutività del titolo di rigetto dell’opposizione, ovvero della sentenza 29 ottobre 2010;
che tale modo di procedere non è però consentito dal diritto procedurale previgente, l’art. 20 cpv. 2 v LALEF imponendo alla parte convenuta di addurre le proprie ragioni all’udienza di discussione e non altrimenti (CEF, sentenza del 24 febbraio 2011, inc. n. 14.2011.4, pag. 6);
che il Pretore avrebbe perciò dovuto prescindere dal vagliare quanto sostenuto dall’escusso nella raccomandata del 24 gennaio 2010;
che, in ogni modo, la sentenza impugnata non presta al riguardo alcuna critica, la sentenza 29 ottobre 2010 costituendo senz’altro titolo di rigetto dell’opposizione;
che la circostanza che contro la sentenza in rassegna sia stato inoltrato appello da parte dell’escusso – peraltro poi dichiarato irricevibile per tardività dalla I Camera civile del Tribunale d’appello con sentenza del 15 dicembre 2010 (inc. n. 11.200.131) - è irrilevante, tale giudizio essendo provvisoriamente esecutivo ex art. 310 cpv. 4 lett. b CPC-TI, circostanza peraltro come tale non contestata dal reclamante;
che nemmeno il successivo ricorso 7 gennaio 2011 al Tribunale federale da parte del convenuto è di sussidio al riguardo, l’insorgente non pretendendo di avere chiesto e tanto meno di avere ottenuto il conferimento dell’effetto sospensivo al suo gravame ex art. 103 cpv. 3 LTF, conditio sine qua non per impedire l’esecutività del giudizio impugnato, trattandosi nel caso specifico di sentenza in tema di misure di protezione dell’unione coniugale, ossia di misure provvisionali ai sensi degli art. 46 cpv. 2 e 98 LTF (DTF 113 IIII 393 consid. 5.2, 585 consid. 3.3) e, quindi, non di una sentenza costitutiva, soggetta per legge all’effetto sospensivo (art. 103 cpv. 2 lett. a LTF);
che ne discende pertanto la reiezione del reclamo;
che gli oneri processuali relativi al presente giudizio seguono la soccombenza, ossia sono posti a carico del reclamante (art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF), mentre non si assegnano indennità alla controparte, cui il reclamo non è stato intimato per osservazioni (art. 322 cpv. 1 CPC;