# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** fd967a71-7bb6-5a1a-91b8-7de49929ef4b
**Court:** TI_TE
**Chamber:** TI_TE_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Expropriation

## Facts

in fatto e in diritto
1. 1.1. In Comune di X_ è promotore delle opere costruttive eseguite su due strade comunali in zona X_ Est.
Il Consiglio Comunale ha stanziato il credito per la realizzazione degli interventi e l’acquisto dei sedimi necessari, ratificando inoltre il prelievo di contributi di miglioria nell’ordine del 50%, nel corso della seduta del 5.7.1999 (MM 794 del maggio 1999).
Il progetto definitivo è stato approvato dal Tribunale di espropriazione con sentenza del 10.2.2000 mentre la procedura espropriativa si è risolta con una sentenza di merito (29.11.2001 inc. no. EF/AP.99.549) e per il resto con decreti di stralcio (5.5, 10/27.9, 26.10.2001).
1.2. Il Municipio di X_ ha avviato la procedura d’imposizione di contributi di miglioria pubblicando il prospetto dal 9.10 all’11.11.2002 ed inviando un avviso personale ai soggetti imposti.
RI 1 è proprietario del mapp. no. 2585 ed in tale veste è stato assoggettato al pagamento di un contributo di miglioria di fr. 15'023.19. Il reclamo tempestivamente interposto contro il prospetto è stato respinto dall’esecutivo comunale con risoluzione del 28.2.2003.
Da ciò il ricorso in esame nel quale l’insorgente contesta il vantaggio particolare e sollecita l’annullamento del contributo oppure, in subordine, una riduzione tale da permetterne la compensazione con l’indennità espropriativa.
Il Comune, con risposta 20.6.2003, postula la reiezione del gravame.
All’udienza del 15.6.2004 le parti hanno confermato le rispettive tesi e domande.
2. 2.1. Affinché sia imponibile l’opera deve procurare al singolo un vantaggio particolare (art. 1 cpv. 1 ed art. 5 cpv. 1 LCM) inteso quale reale ed oggettivo beneficio a carattere economico che, nel rapporto causa-effetto si ripercuota sul valore del fondo traducendosi in una plusvalenza realizzabile (Messaggio concernente la nuova LCM del 13.6.1984, p. 21; Brenni/Sciarini, Contributi di miglioria applicazione secondo la nuova legge del 24.4.1990 in RDAT II-1993 p. 319; Crespi, Il contributo di miglioria e la sua imposizione nel comune ticinese, 1963, p. 66; Marantelli-Sonanini, Erschliessung von Bauland, Diss. 1997, p. 98; Ruch, Die Bedeutung des Sondervorteils im Recht der Erschliessungsbeiträge in Zbl 1996 p. 529 ss; Zaugg, Steuer, Gebühr, Vorzugslast in Zbl 1973 p. 217, 221; Otzenberger, Die Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, Diss. 1976, p. 3-5; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, 1990, Nr. 111 B Ib; Reitter, Les contributions d’équipement plus particulièrement en droit neuchâtelois, th. 1986, p. 58; DTF 99 Ia 594 c. 3a, 122 I 305 c. 4b; RDAT I-1991 no. 64, II-1998 no. 29).
Il vantaggio particolare è presunto quando l’opera è finalizzata ad urbanizzare i fondi o a migliorarne l’urbanizzazione secondo uno standard minimo, oppure quando migliora in modo evidente la redditività, la sicurezza, l’accessibilità, la salubrità e la tranquillità dei fondi tenuto conto della loro destinazione, oppure ancora quando elimina o riduce inconvenienti ed oneri (art. 4 LCM; Messaggio cit., p. 16-17).

## Considerations

In quest’ottica gli autori e la giurisprudenza reputano che la costruzione e la sistemazione di strade, marciapiedi e posteggi siano opere che creano indubbi vantaggi particolari per le proprietà immobiliari servite giustificando quindi il prelievo di contributi di miglioria (Reitter, op. cit., p. 64 ss; Blumer, Abgaben für Erschliessungsanlagen nach dem Thurgauer Baugestez, Diss. 1989, p. 38 ss; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 93; Crespi, op. cit., p. 66 e 70; Scolari, Diritto amministrativo, parte speciale, 1993, no. 467 e 487; RDAT II-1998 no. 29 c. 6b9.
2.2. Le opere soggette a contributi di miglioria riguardano la strada collettrice che costeggia il riale e porta al centro del paese, come pure la strada di quartiere che dalla piazza centrale conduce alla zona residenziale edificabile IN3 posta a valle del nucleo, entrambe previste dal PR. Gli interventi sono finalizzati a perfezionare l’agibilità viaria e ad urbanizzare la zona residenziale già servita provvisoriamente da una strada agricola (cfr. relazione tecnica e planimetrie al progetto).
Per quanto riferito alla strada di quartiere il progetto, che include la posa delle infrastrutture, può essere suddiviso idealmente in due tratti. Il primo copre una distanza di ca. 400 ml tra la piazza e la sottostante curva a gomito e segue il tracciato della strada esistente; qui i lavori sono consistiti principalmente in risanamenti e sensibili allargamenti intesi ad uniformare il calibro come anche nella sistemazione di imbocchi e delimitazioni. Il secondo tratto, che si estende per ca. 200 ml dalla curva in poi, è invece stato costruito completamente a nuovo e, formando una sorta di anello, si congiunge con la collettrice.
Quest’ultima, limitatamente al primo tratto, è pure stata risanata ed ampliata in maniera percettibile e completata con l’adeguamento degli imbocchi e dei raggi di curvatura.
Ciò considerato, dal profilo della funzionalità, le opere hanno conferito indubbi vantaggi alle proprietà site nella zona che si traducono in una migliore agibilità e qualità di percorrenza. Inoltre la strada di quartiere offre ai fondi confinanti a monte ed in parte già edificati, alcuni appartenenti al nucleo ed altri alla zona IN3, una seconda e comoda possibilità di accesso, specie dal piano, tanto più valida a fronte dell’angustia di certi imbocchi. I fondi a valle, invece, grazie al prolungamento del tracciato stradale sono stati urbanizzati ciò che ha creato le premesse per la loro edificazione (cfr. art. 19, 22 LPT; 67 cpv. 2 let. b, 77 cpv. 1 LALPT).
Il tutto è stato eseguito secondo criteri tecnicamente ottimali, sicuri ed esteticamente decorosi.
La part. 2585 si affaccia direttamente sulla strada di quartiere e, considerato quanto sopra, ha tratto un vantaggio dall’opera. Non va scordato, infatti, che il vantaggio non è necessariamente subordinato all’esecuzione di un’opera di urbanizzazione nuova bensì può anche essere conseguenza del miglioramento di un’opera esistente (art. 3 cpv. 4 LCM). Un miglioramento è ravvisabile, in particolare, nell’allargamento di una strada con il risanamento della pavimentazione e la posa delle infrastrutture (cfr. Crespi, op. cit., p. 61-62, 67) poiché comporta una circolazione più agevole e sicura, ottimizzando l’accessibilità al fondo, e quindi adeguando la situazione viaria alla destinazione della zona. Ed in quest’ottica il vantaggio particolare è presunto (art. 4 cpv. 1 LCM).
La prova del contrario non è stata fornita là dove uno stato di fatto precedente ritenuto soggettivamente soddisfacente ma oggettivamente superato non giustifica l’esonero dal contributo di miglioria che l’ente pubblico è tenuto a prelevare (art. 1 cpv. 1 LCM) indipendentemente dalla propria situazione finanziaria ed altrettanto indipendentemente da altri tributi – quali sono i contributi di costruzione per opere di canalizzazione giusta la LALIA – le cui modalità di prelievo e, prima ancora, i cui presupposti, non hanno nulla a che vedere con la presente procedura.
La situazione della part. 2585 ante opera è nota anche perché è stata ampiamente discussa nel corso del sopralluogo esperito durante la procedura espropriativa che ha preceduto l’accordo espropriativo poi stipulato direttamente dalle parti (cfr. decreto di stralcio del 26.10.2001 inc. no. EF/AP.134.549). All’epoca accessibile solo dal nucleo, l’unico imbocco veicolare al fondo, e cioè verso il sub. e) ed il garage, già comportava una
svolta a destra a gomito alquanto problematica per la sensibile differenza di quota tra il terreno e la strada e per l’esiguità dello spazio di manovra. Ad opera compiuta l’inconveniente non è stato completamente rimosso – né avrebbe potuto esserlo – ma risulta comunque corretto almeno per quanto lo consente il quadro generale del luogo tanto che l’adito dal nucleo è facilitato e più sicuro; tra l’altro grazie, anche, al muretto di sostegno costruito dal Comune su richiesta dello stesso proprietario. Da rilevare inoltre è che la seconda possibilità di accesso ora data dal basso con il nuovo tratto stradale, pur traducendosi in un percorso più lungo, elimina del tutto l’handicap rappresentato dall’angolazione dell’ingresso verso il fondo.
Detto questo, il vantaggio non è validamente contestabile lamentando asserite carenze nella sistemazione dei manufatti di cinta poiché la censura non è pertinente nell’ambito degli effetti che l’opera stradale ha avuto sulle proprietà servite.
Quanto all’eventuale aggravio di immissioni foniche riconducibile ad un aumento del traffico veicolare, si tratta di un disagio che chiunque abiti una zona edificabile in fase di espansione deve sopportare: in altre parole esso non è una conseguenza immediata dell’opera stradale bensì del quadro pianificatorio locale che ha destinato quel settore del Comune all’edilizia privata. Per altro verso, se, come sostiene il ricorrente, ai confinanti si è aggiunto un certo traffico parassitario ciò dimostra che l’intervento ha indotto un concreto miglioramento della situazione viaria.
Tutto ciò considerato il principio dell’imposizione va confermato.
3. 3.1. Giusta l’art. 8 LCM la quota a carico degli interessati è ripartita in funzione del vantaggio particolare (cpv. 1), tenuto conto della superficie dei fondi e, per i terreni edificabili, del diverso indice di sfruttamento (cpv. 2), con la facoltà di applicare fattori di correzione qualora speciali circostanze lo giustificassero (cpv. 3). I beni imponibili sono individuati mediante un piano del perimetro con l’eventuale suddivisione in classi di vantaggio (art. 9 LCM).
Essendo finalizzata ad individuare l’entità dell’utile patrimoniale indotto dall’opera, la ripartizione implica un apprezzamento tecnico ed oggettivo di molteplici circostanze ed interessi rivelandosi di complessa attuazione specialmente quando l’opera serve una zona edificabile ed un territorio di dimensioni generose (Otzenberger, op. cit., p. 46-47). Perciò nella prassi si ammettono criteri di calcolo schematici fondati su elementi consacrati dall’esperienza e di facile applicazione e comprensione che consistono nell’adoperare percentuali di incremento teoriche o predeterminate, ferma restando, in sede ricorsuale, la verifica in relazione al singolo caso concreto (Messaggio cit., p. 21; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 98; Rhinow/Krähenmann, op. cit., no. 111 B IIIa; Zbl 1980 179; DTF 98 Ia 169 c. 4b, 109 Ia 325 c. 5).
In quest’ottica, poiché l’ente pubblico gode di un ampio margine di apprezzamento nella scelta del metodo di ripartizione (Reitter, op. cit., p. 95; Otzenberger, op. cit., p. 47), il Tribunale di espropriazione si impone moderazione e riserbo nell’ambito del riesame dei singoli contributi limitandosi a verificare che i criteri adottati rispettino i fondamentali principi della proporzionalità e dell’equivalenza (Messaggio cit., p. 20-21; DTF 110 Ia 205, 107 Ib 289 c. 8a; RDAT I-1991 no. 64, II-1995 no. 46 c. 5c, I-1997 no. 43 c. 4, II-1998 no. 29 c. 7c).
3.2. In concreto la spesa determinante totale (art. 6 LCM) – comprensiva, cioè, dei costi vivi di costruzione e delle spese per l’acquisto dei sedimi necessari – assomma a fr. 472'099.-. Di conseguenza, tenuto conto della percentuale di prelievo del 50%, la quota imponibile a carico dei privati (art. 7 LCM) è pari a fr. 236'049.-.
Tale importo è stato ripartito tenuto conto della superficie utile lorda (SUL) effettiva dei fondi – ossia escluse le aree espropriate – e sulla base dell’interesse all’opera e della distanza da quest’ultima, criteri cui è stato applicato un fattore di correzione dipendente dalle qualità intrinseche di ogni singolo fondo.
Nel complesso il metodo di calcolo giunge a risultati ragionevoli poiché è fondato su parametri di riparto realistici quali la superficie utilizzabile o effettivamente utilizzata, le norme edilizie di zona e l’effettiva situazione di ciascuna particella, grazie ai quali è stata attuata una corretta ed equa distinzione, in rapporto alla funzionalità dell’opera, tra i fondo inclusi nel perimetro in modo tale da assicurare condizioni di parità a tutti i contribuenti.
I medesimi criteri sono stati applicati anche al mapp. no. 2585 per il quale da un canto, i fattori sono riconducibili ai concreti vantaggi indotti dall’opera e, d’altro canto, l’ammontare considerevole del contributo che ne è risultato è proporzionale alla superficie del fondo che, con una SUL di 1238 mq, è il secondo per estensione tra tutti i terreni inclusi nel comprensorio. E questa circostanza ha un peso non indifferente sul calcolo del contributo.
Da ciò il fattore interesse massimo (0.75) che è pari a quello riconosciuto indistintamente a tutti i terreni salvo ai progressivi da 28 a 34 cui è toccato un fattore minore (0.25) poiché non beneficiano direttamente della strada di quartiere essendo già serviti dalla collettrice. Il relativo correttivo è dichiaratamente funzione dell’accessibilità ante opera ma in una certa misura considera anche la percorrenza della strada. In quest’ottica l’applicazione di un coefficiente 0.3 pare giustificata non solo perché il fondo era già servito dal vecchio tracciato stradale, ma anche per confronti con l’antistante mapp. no. 2583 che è situato in posizione analoga rispettivamente, facendo le debite proporzioni, ad esempio con il mapp. no. 2628, cui è stato riconosciuto un correttivo mediamente inferiore in ragione del maggior beneficio, oppure, all’opposto, con il mapp. no. 2572 la cui posizione riduce il vantaggio.
Il fattore distanza dipende invece, per definizione, dalla distanza tra il fondo e l’opera: più la proprietà è vicina, più alto è il fattore. Il correttivo è funzione dell’accessibilità: più l’accesso è difficile, più basso è l’indice.
In concreto pure il fattore distanza pare adeguato, sempre per confronto soprattutto con il mapp. no. 2583, là dove risulta sensibilmente ridotto in ragione dell’accesso posto in pendenza, mentre il correttivo è frutto di una valutazione paritaria.
Di conseguenza, giacché il conteggio non è discriminatorio ma risponde all’esigenza di proporzionalità ed equivalenza, merita di essere ratificato.
4. L’addebito della tassa di giustizia e delle spese segue il principio generale della soccombenza (art. 31 Lpamm.).
per questi motivi
richiamata la Legge sui contributi di miglioria del 24.4.1980