# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** f0ab3713-9a71-410f-a4a4-dfecfdb6bdb8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto:
A.
AO 1 (1966) e AP 1 (1969) si sono sposati a _ il 23 luglio 1999. In costanza di matrimonio
i coniugi hanno adottato N_, nata il 25 aprile 2001, oggi maggiorenne. Dall'unione coniugale è poi nato L_, il 15 febbraio 2008. Entrambi i figli sono ancora gli studi. Fino al 1° giugno 2020 il marito era dipendente e amministratore della società A_ Limited di Lo_ e attualmente lavora come dipendente e amministratore della società
“sorella”
A_ AG di _. La moglie lavorava fino al 31 dicembre 2019 a tempo ridotto per la società del marito. In seguito ha intrapreso un'attività a tempo parziale nell'intermediazione immobiliare
presso la
M_ Sagl
di _
. Essa è anche socia e gerente della _ Sagl di _, azienda attiva nell'ambito di yoga e benessere. I coniugi vivono separati dal 1° settembre 2017, quando entrambi hanno lasciato l'abitazione coniugale (particella n. _ RFD di L_, sezione di B_, intestata ai coniugi in ragione di metà ciascuno), il marito per trasferirsi prima in un appartamento a L_ e poi a Lo_ e la moglie per stabilirsi con i figli in un appartamento, sempre a L_. I coniugi possiedono inoltre un appartamento di vacanza a S_ (proprietà per piani n. 50
819 della particella n. 2988 di S_, loro intestata in ragione di metà ciascuno).
B.
Il 23 gennaio 2020 AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, postulando l'affidamento di L_ (riservato il diritto di visita paterno), un contributo alimentare per sé di fr. 11
000.– mensili fino all'età del suo pensionamento e uno per il figlio di fr. 2410.– mensili (oltre alle spese per le attività extrascolastiche e quelle straordinarie). Essa ha proposto inoltre di liquidare il regime dei beni
“
ai sensi degli art. 204 seg. CC
”
e di ripartire
le prestazioni previdenziali maturate dai coniugi durante il matrimonio “secondo le previsioni di legge” (inc. DM.2020.10).
Il Pretore ha citato le parti a comparire il 4 maggio 2020 per la conciliazione. L'udienza è poi stata rinviata al 18 agosto successivo. Nel frattempo, i
l 1° giugno 2020 AO 1 è tornato a vivere nell'abitazione coniugale di _.
C.
Con istanza cautelare del 17 giugno 2020 AP 1 ha sollecitato l'affidamento del figlio L_ (riservato il diritto di visita paterno), un contributo alimentare per sé di fr. 10
472.60 mensili dal giugno del 2019 e uno per il figlio di fr. 2885.85 mensili dal giugno del 2019 (senza cenno ad assegni familiari) con copertura di tutte le attività extrascolastiche
e delle spese straordinarie in favore di lui. Inoltre essa ha postulato una provvigione
ad litem
di fr. 10
000.–. Identiche domande essa ha avanzato già inaudita parte, facendo però decorrere i contributi alimentari per sé e per il figlio dal luglio del 2020 (inc. CA.2020.172). L'indomani il Pretore aggiunto ha respinto l'istanza supercautelare e ha citato le parti all'udienza del 18 agosto 2020 per il contraddittorio.
D.
All'udienza di conciliazione del 18 agosto 2020 nella causa di divorzio AO 1 ha aderito allo scioglimento del matrimonio, alla liquidazione del regime dei beni e al riparto delle prestazioni di libero passaggio secondo le previsioni di legge, ma non ad altri effetti del divorzio. Quanto all'istanza cautelare, egli ha offerto un contributo alimentare per il solo figlio di fr. 963.– mensili (assegni familiari non compresi) oltre al pagamento di fr. 1100.– (la quota di un terzo dei costi abitativi attraverso assunzione diretta del canone di locazione dell'appartamento di L_), di fr. 759.– (retta scolastica dell'_) e di
fr. 135.– (contributo di accudimento), contestando le altre richieste della moglie e proponendone altre. Le parti hanno replicato e duplicato, confermando le loro posizioni, non senza notificare prove.
E.
In coda alla menzionata udienza i coniugi hanno raggiunto un accordo cautelare, omologato seduta stante
dal Pretore aggiunto, in base al quale
l'appartamento di L_ è stato assegnato in locazione alla moglie, il marito impegnandosi a pagare direttamente la pigione e le spese accessorie di fr. 3300.– mensili, L_ è stato affidato alla madre con esercizio congiunto dell'autorità parentale (riservato il più ampio diritto di visita paterno) e il marito ha accettato di versare un contributo alimentare per il figlio di fr. 963.– mensili (assegni familiari non compresi), oltre alle rette scolastiche di fr. 759.– mensili e la mensa scolastica di fr. 135.– mensili.
Sugli altri punti, compreso il contributo di mantenimento per la moglie, i coniugi non hanno raggiunto un'intesa, di modo che i
l Pretore ha dato avvio all'istruttoria seduta stante, impartendo ai coniugi un termine per produrre la documentazione reciprocamente richiesta. Contestualmente egli ha impartito alla moglie un termine per motivare l'azione di divorzio.
F.
Il 17 settembre 2020 AP 1 ha motivato la petizione, formulando le proprie richieste di giudizio in merito agli effetti del divorzio. Nel corso dell'istruttoria il Pretore aggiunto ha emanato vari decreti cautelari sulla regolamentazione del diritto di visita. La causa è attualmente nella fase istruttoria. Nel procedimento cautelare il Pretore aggiunto non ha chiuso l'istruttoria né ha indetto una discussione finale. Il 15 dicembre 2020 la figlia N_, che dall'agosto del 2020 vive con il fidanzato in un appartamento a L_, ha promosso un'azione di mantenimento nei confronti del padre (inc. SE.2020.387).
G.
Statuendo con decreto del 22 dicembre 2020 nel procedimento cautelare, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto l'istanza di AP 1, obbligando il marito a versare a quest'ultima un contributo alimentare di fr. 1755.– mensili dal giugno del 2020. Le spese giudiziarie sono state rinviate al merito.
H.
Contro il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 4 gennaio 2021 nel quale chiede di aumentare il contributo alimentare per sé a fr. 7388.60 mensili dal giugno del 2019 e di riconoscerle una provvigione
ad litem
di fr. 10
000.–.
In subordine essa postula l'annullamento del decreto impugnato e il rinvio degli atti al Pretore per nuovo giudizio (inc. 11.2021.1).
Quello stesso 4 gennaio 2021 AO 1 ha interposto a sua volta appello contro il decreto cautelare del 22 dicembre 2020 per ottenere
la riforma del giudizio impugnato nel senso di sopprimere il contributo alimentare per la moglie (inc. 11.2021.2)
.
Nelle loro osservazioni del 19 aprile 2021 i coniugi hanno vicendevolmente concluso per il rigetto dell'appello avversario.
I.
Nel frattempo, con decisione del 25 febbraio 2021 il Pretore aggiunto ha condannato AO 1 a stanziare alla moglie una provvigione
ad litem
di fr.
10
000.–
. Le spese processuali di fr. 1000.– sono state addebitate al marito, tenuto a rifondere alla moglie fr. 1500.– per ripetibili (inc. CA.2021.15). Con replica spontanea del 3 maggio 2021AP 1 ha ribadito a questa Camera le proprie domande di appello. In una duplica del 17 maggio 2021 AO 1 ha riaffermato la sua posizione.
L.
Il 21 giugno 2022 la giudice delegata della Camera, richiamato il principio inquisitorio illimitato che governa il diritto della filiazione, ha assegnato alle parti un termine per pronunciarsi sulla più recente giurisprudenza del Tribunale federale in merito al calcolo dei contributi alimentari nel diritto di famiglia. Mediante osservazioni dell'11 luglio 2022 AP 1 ha quantificato il contributo alimentare in suo favore, invocando la nuova giurisprudenza, in fr. 7303.– dal 1° giugno al 31 dicembre 2019, in fr. 8356.20 dal 1° gennaio al 31 ottobre 2020, in fr. 7843.50 dal 1° novembre al 31 dicembre 2020, in fr. 7175.90 dal 1° gennaio al 30 settembre 2021 e in fr. 9584.– dall'ottobre del 2021 in poi. Da parte sua, AO 1 il 25 luglio 2022 ha reiterato la richiesta di sopprimere il contributo alimentare per la moglie.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
I due rimedi giuridici in esame sono diretti c
ontro la stessa decisione e si fondano sul medesimo complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c
CPC).
2.
La decisione impugnata è un decreto cautelare emanato in una causa di divorzio (art. 276 cpv. 1 CPC) con la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC). I decreti cautelari sono emessi con la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC). Anche se sono stati adottati – come in concreto – prima che sia conclusa l'istruttoria, ma la controparte ha avuto modo di esprimersi almeno per scritto (art. 265 cpv. 2 CPC: decreti
intermedi o “nelle more istruttorie”