# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 23bc4ca9-55fb-424d-a059-7d249a1de65b
**Court:** GR_VG
**Chamber:** GR_VG_002
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

I. Ritenuto in fatto:
1. A._, classe 1962, si è trasferito nel Comune di B._ dal Comune
di C._ per il 1° aprile 2019. L'11 aprile 2019 ha fatto richiesta di
assistenza pubblica al Comune di B._ a partire dal 1. maggio 2019.
A._ ha una formazione di capostazione e ha lavorato nel marketing e
come fotografo risp. libero professionista, per alcuni anni anche all'estero
(Stati Uniti).
2. Con decisione del 27 maggio 2019 il Comune ha accolto la richiesta per il
periodo dal 1. maggio 2019 al 31 ottobre 2019. Quale condizione per
l'ottenimento dell'assistenza pubblica si stabiliva che A._ avrebbe
dovuto cercare un'occupazione e consegnare mensilmente il relativo
formulario. Inoltre, quale ulteriore condizione si decretava che, in base alla
necessità e se richiesto, egli avrebbe dovuto essere disposto a lavorare
per il Comune o per un altro ente definito di comune accordo.
3. Con lettera del 14 ottobre 2019 il Servizio sociale D._ ha chiesto a
nome di A._ l'assistenza pubblica a partire dal 1. novembre 2019.
Nella lettera detto servizio osservava che A._ avrebbe coltivato 123
piante di canapa e che questa attività avrebbe potuto renderlo
indipendente dall'assistenza. Si chiedeva pertanto di poter discutere la
situazione in un incontro con il Comune.
4. Il 16 ottobre 2019 il Comune ha accettato di prolungare l'assistenza
pubblica a partire da novembre 2019.
5. In data 17 marzo 2020 il Servizio sociale D._ ha chiesto a nome di
A._ un ulteriore rinnovo dell'assistenza pubblica a partire dal 1. aprile
2020.
6. Con decisione del 30 giugno 2020 il Comune ha rilevato in particolare che
A._ non aveva mai presentato una ricerca di lavoro, si era rifiutato di
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lavorare per il Comune e non sarebbe stato in grado di rendersi
indipendente dall'assistenza pubblica attraverso un'attività propria. Il
Comune gli ha dunque prospettato il rilascio di una decisione con riduzione
del 20 % sul forfait di mantenimento. A A._ è stato fissato un termine
di 15 giorni per prendere posizione. Egli non ha però inoltrato alcuna
osservazione.
7. Con decisione dell'11 agosto 2020 il Comune ha prolungato l'assistenza
pubblica in favore di A._ fino al 30 novembre 2020 con una riduzione
dell'assegno integrativo a CHF 100.00. Gli venivano poste le stesse
condizioni ordinate con decisione del 27 maggio 2019 con la comminatoria
che, se queste non fossero state rispettate, il forfait di mantenimento
sarebbe stato ridotto commisurando la negligenza dimostrata.
8. Il 16 novembre 2020 il Servizio sociale D._ ha chiesto a nome di
A._ nuovamente il rinnovo dell'assistenza pubblica a partire dal 1.
dicembre 2020.
9. Con lettera del 24 novembre 2020 il Comune ha comunicato a A._
l'intenzione di rilasciare una decisione con riduzione del 20 % sul forfait
per il mantenimento a causa dell'inadempimento delle condizioni imposte.
Inoltre, il Comune lo ha informato che avrebbe potuto aumentare la
sanzione e in caso di recidiva decidere la sospensione dall'assistenza
pubblica. A A._ è stato fissato un termine di 15 giorni per prendere
posizione. Egli non ha però inoltrato alcuna osservazione.
10. Con decisione del 15 dicembre 2020 il Comune ha concesso a A._ a
invariate condizioni il prolungamento dell'assistenza pubblica dal 1.
dicembre 2020 al 31 maggio 2021 con riduzione del 20 % sul forfait di
mantenimento a partire dal mese di gennaio 2021.
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11. Con lettera del 19 maggio 2021 il Comune ha nuovamente reso attento
A._ che non aveva presentato ricerche di lavoro e si era rifiutato di
lavorare per il Comune. Il Comune prospettava quindi una nuova decisione
con riduzione del 30 % sul forfait di mantenimento e con la comminatoria
di sospensione dall'assistenza in caso di inosservanza delle condizioni
menzionate e non rispettate. A A._ è stato fissato un termine di 15
giorni per prendere posizione.
12. Il 25 giugno 2021 A._ ha inoltrato al Comune una nuova richiesta di
assistenza pubblica senza però prendere posizione sulla lettera del
Comune del 19 maggio 2021.
13. Con decisione del 30 giugno 2021 il Comune ha prolungato l'assistenza
pubblica in favore di A._ dal 1. giugno 2021 al 31 agosto 2021 con
una riduzione del 30 % sul forfait di mantenimento e con inalterate
condizioni.
14. Il 29 luglio 2021 A._ ha chiesto al Comune di annullare suddetta
decisione e di versargli l'assistenza pubblica completa. Egli sosteneva che
nonostante il lockdown le sue attività lavorative non sarebbero state prive
di successo. Inoltre, non sarebbe stato realistico effettuare delle ricerche
di lavoro durante la pandemia. In più, il Comune non gli avrebbe mai offerto
né assegnato alcun lavoro. Le riduzioni delle prestazioni da dicembre 2020
sarebbero perciò ingiustificate e avrebbero dovuto essere rivalutate al più
tardi a maggio del 2021.
15. Con decisione del 10 agosto 2021 il Comune ha respinto il ricorso di
A._. Il Comune ha confermato il prolungamento dell'assistenza
pubblica dal 1. giugno 2021 al 31 agosto 2021 con una riduzione del 30 %
sul forfait di mantenimento, ribadendo le condizioni secondo cui egli
avrebbe dovuto inoltrare mensilmente il formulario con almeno dieci
richieste di lavoro certificate e che avrebbe dovuto rendersi disponibile a
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lavorare per il Comune o per un altro ente, a pena di una riduzione del 30
% sul forfait di mantenimento a partire da settembre 2021 in caso di
inadempienza.
16. Avverso questa decisione A._ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato
ricorso (in lingua tedesca) al Tribunale amministrativo il 7 settembre 2021
chiedendone l'annullamento e chiedendo che gli sia versata la differenza
di CHF 1'047.30 per le riduzioni decretate per i mesi di giugno, luglio e
agosto 2021. Come motivazione, il ricorrente adduceva che la pandemia
e il relativo lockdown avrebbero sminuito le entrate delle sue attività di
produzione di olio di canapa CBD e di fotografo. Ciononostante sarebbe
stato in grado di porre le basi per un'impresa di successo. Inoltre, il
Comune non gli avrebbe né offerto né assegnato un lavoro. Il Comune per
un certo periodo lo avrebbe sostenuto nelle sue attività, come si
evincerebbe dallo scritto dl 16 ottobre 2019. Con le entrate da queste
attività egli dimostrerebbe di aver fatto il possibile per uscire
autonomamente dall'indigenza. Nel mese di giugno 2021 p. es. avrebbe
avuto a disposizione solo CHF 300.00 per il proprio sostentamento, per
cui verrebbe da chiedersi se l'agire del Comune sia conforme all'art. 12
della Costituzione.
17. Nella presa di posizione dell'8 ottobre 2021 il Comune di B._ (qui di
seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. Innanzitutto, il
convenuto criticava che avrebbe sempre concesso al ricorrente la
possibilità di esprimersi in merito a tutte le decisioni poi emanate ma
questi, prima dell'opposizione dinanzi al convenuto e al ricorso dinanzi al
Tribunale contro la decisione qui impugnata, non avrebbe mai preso
posizione. Il convenuto affermava inoltre di aver proposto al ricorrente dei
lavori che però egli ha rifiutato. Soprattutto nell'incontro del 5 giugno 2019
con i responsabili del convenuto e del Servizio sociale D._ il ricorrente
si sarebbe categoricamente rifiutato di accettare lavori da parte del
convenuto. Quale lavoro gli sarebbe stato proposto quello di collaboratore
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del reparto foreste in attività leggera (manutenzione di strade e sentieri
ecc.). In tale colloquio il ricorrente avrebbe affermato di voler lavorare
esclusivamente come fotografo e che non avrebbe accettato un altro tipo
di lavoro. Successivamente il convenuto gli avrebbe proposto altri lavori
ma egli avrebbe sempre rifiutato, sostenendo di voler essere impiegato
come fotografo. Il programma occupazionale offertogli sarebbe esigibile
visto che il ricorrente godrebbe di ottima salute. Oltretutto, egli non
avrebbe mai presentato una sola richiesta di lavoro, nonostante il relativo
obbligo mensile imposto. Il ricorrente avrebbe quindi violato le condizioni
impostegli per l'ottenimento dell'assistenza pubblica. Inoltre, il convenuto
avrebbe erogato delle prestazioni d'assistenza per più di due anni per
permettergli di iniziare un'attività indipendente. Purtroppo l'attività del
ricorrente avrebbe generato delle entrate trascurabili. Non sarebbe vero
che egli avrebbe fatto degli sforzi degni di noti. Il ricorrente sarebbe stato
reso attento più volte sulle sanzioni in caso di inadempienza delle
condizioni sempre rimaste inalterate. Il ricorrente non si sarebbe però mai
espresso a tal proposito e non avrebbe mai presentato nemmeno una
singola ricerca di lavoro. Le riduzioni adottate sarebbero dunque
proporzionali.
18. Con scritto del 21 ottobre 2021 il ricorrente ha rinunciato a una replica,
precisando tuttavia che il convenuto non sarebbe in grado di comprovare
di avergli fatto delle offerte di lavoro concrete, perché appunto non gliene
avrebbe fatte. Inoltre, il convenuto tralascerebbe completamente la
situazione eccezionale creatasi a causa della pandemia, la quale avrebbe
influenzato anche il mercato del lavoro. Il ricorrente segnalava infine che
nel frattempo il convenuto gli avrebbe offerto un lavoro che egli avrebbe
accettato.
19. Nella duplica del 22 ottobre 2021 il convenuto si è riconfermato nei suoi
petiti. Esso precisava che per la presente procedura sarebbe irrilevante
che finalmente il ricorrente abbia accettato il lavoro propostogli in agosto
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2021. Inoltre, il ricorrente si sarebbe rifiutato di cercare lavoro e di
accettare quello proposto dal convenuto già prima dell'inizio della
pandemia di COVID-19. Le condizioni di ricerca di lavoro e di disponibilità
di svolgere un lavoro offertogli sarebbero state giustificate anche durante
la pandemia.

## Considerations

II. Considerando in diritto:
1.1. I presupposti processuali non danno adito a osservazioni, per cui si entra
nel merito del ricorso.
1.2. Su questo ricorso decide il giudice unico, siccome il valore litigioso
ammonta a CHF 1'047.30 ed è dunque inferiore a CHF 5'000.00 e siccome
non è prescritta una composizione a cinque giudici per questa causa (art.
43 cpv. 3 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC
370.100]).
1.3. Benché gli scritti del ricorrente siano in lingua tedesca, la presente
decisione è redatta in lingua italiana conformemente alla lingua utilizzata
nella decisione impugnata (cfr. art. 8 cpv. 2 della Legge sulle lingue del
Cantone dei Grigioni [LCLing; CSC 492.100]).
2. Controverso è se il convenuto ha giustamente ridotto del 30 % il forfait di
mantenimento per i mesi di giugno, luglio e agosto 2021 in seguito alla
violazione delle condizioni imposte al ricorrente per l'ottenimento
dell'assistenza pubblica.
3.1.1. Nella misura delle loro possibilità, i beneficiari del sostegno sociale devono
contribuire ad attenuare e a superare la loro situazione di indigenza. I
mezzi possibili sono, in particolare, la ricerca e l'avvio o la ripresa di
un'attività lucrativa adeguata. È considerata attività lucrativa adeguata il
lavoro che corrisponde all'età, allo stato di salute e alle condizioni
personali della persona indigente. È considerata attività lucrativa anche la
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partecipazione a programmi occupazionali nel mercato del lavoro
secondario riconosciuti dagli organi del sostegno sociale, che genera un
reddito atto a coprire, almeno parzialmente, il fabbisogno di
sostentamento. Per quanto riguarda la ricerca di un impiego, si può
richiedere che non si limiti alla professione iniziale, ma che sia estesa
anche ad altre attività (Direttive COSAS A.5–3, A.5–4; cfr. pure PTA 2009
n. 18 consid. 3c con richiamo per analogia all'art. 16 cpv. 2 lett. c della
Legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e
l’indennità per insolvenza [LADI; RS 837.0]).
3.1.2. L'erogazione del sostegno materiale può essere subordinata a condizioni
(cfr. art. 4 della Legge sull'assistenza alle persone nel bisogno [Legge
cantonale sull'assistenza; LCAss; CSC 546.250]). Le condizioni devono
essere comunicate in modo chiaro e inequivocabile di modo che la
persona interessata possa capire cosa ci si attende da lei e quali sono le
conseguenze di un mancato rispetto delle condizioni. Alla persona
interessata dev'essere data la possibilità di esprimersi sui fatti (cfr.
Direttive COSAS A.8–2).
3.1.3. Giusta l'art. 11 cpv. 1 delle Disposizioni esecutive della legge cantonale
sull'assistenza (DELCAss; CSC 546.270) il forfait per il mantenimento
deve essere ridotto dal 5 al 30 % nel rispetto del principio di
proporzionalità: in caso di sforzi d'integrazione insufficienti (lett a); in caso
d'inadempienza ai doveri (lett. b); in caso di violazione della legge (lett. c).
Secondo il cpv. 2 una riduzione compresa tra il 20 e il 30 % deve essere
limitata a un massimo di sei mesi, una riduzione fino al 19 % deve essere
limitata a un massimo di dodici mesi (cfr. anche Direttive COSAS secondo
cui la riduzione è applicata al massimo per 12 mesi; le riduzioni che
superano il 20 % sono da limitare a 6 mesi, poi sono da riesaminare
[Direttive COSAS A.8–4]). Secondo le Direttive COSAS, prima di applicare
una riduzione della prestazione nella forma di una sanzione, si deve
verificare se: il comportamento avuto giustifichi una riduzione; se la
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persona interessata sapeva quale comportamento ci si attendeva da lei e
che non farvi fronte avrebbe comportato una riduzione; se la persona
interessata ha delle giustificazioni rilevanti da addurre per il suo
comportamento (Direttive COSAS A.8–3). Il principio di proporzionalità
richiede un procedimento specifico e puntuale. La riduzione della
prestazione per il mantenimento deve avere un rapporto adeguato sia con
gli aspetti personali, sia materiali e temporali riguardo al comportamento
contestato. Sono da considerare le ripercussioni sulle persone coinvolte
facenti parte della medesima unità di riferimento, in particolare nei
confronti di bambini e di adolescenti. L'entità del danno causato dal
comportamento è da vagliare nel calcolo della sanzione. La riduzione
massima del 30 % del fabbisogno per il mantenimento è ammessa solo in
casi di ripetuta o grave violazione degli obblighi (Direttive COSAS A.8–4).
3.2.1. Nel caso di specie le condizioni per l'ottenimento dell'assistenza pubblica
erano già state chiaramente stabilite nella decisione del 27 maggio 2019
(doc. 2 convenuto) e sono rimaste invariate fino alla decisione impugnata
(dieci ricerche di lavoro al mese da presentare per mezzo di apposito
formulario e disponibilità di lavorare per il comune convenuto o un altro
ente). Come asserito dal ricorrente, per un certo periodo il convenuto ha
apparentemente supportato l'idea che il ricorrente potesse avviare una
propria attività lucrativa. Ma benché il convenuto abbia erogato delle
prestazioni d'assistenza per più di due anni per permettere appunto al
ricorrente di iniziare un'attività indipendente, le attività auspicate dal
ricorrente (vendita di oli e lavoro come fotografo/libero professionista) non
hanno portato alle entrate desiderate. Il convenuto poteva dunque
pretendere che il ricorrente accettasse un programma occupazionale o
cercasse perlomeno un altro impiego.
3.2.2. Il fatto, contestato dal ricorrente, che il convenuto gli ha proposto dei lavori
è suffragato dalle considerazioni nelle relative decisioni emesse dal
convenuto e mai contestate dal ricorrente (cfr. doc. 8, 9, 11, 12, 13 e 15
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convenuto). L'affermazione del convenuto che egli ha rifiutato tutte le
proposte di lavoro perché disposto a lavorare unicamente come fotografo
non è stata esplicitamente contestata. Il Tribunale non intravede motivo
per metterne in dubbio la veridicità. Si rinuncia pertanto a chiamare a
testimoniare la responsabile del Servizio sociale D._ a tal proposito.
Nella presa di posizione il convenuto ha specificato che le proposte
riguardavano un lavoro di collaboratore del reparto foreste in attività
leggera (manutenzione di strade e sentieri ecc.). Il ricorrente non ha mai
dimostrato un eventuale impedimento nello svolgimento di un simile
lavoro. Apparentemente egli è in ottima salute. Il programma
occupazionale era dunque esigibile. In più, il ricorrente non ha presentato
una sola richiesta di lavoro, sebbene la sua condizione fisica e le sue
qualifiche linguistiche gli avrebbero permesso di cercare lavoro in diversi
settori (secondo il suo curriculum vitae [cfr. doc. 3 convenuto] il ricorrente
parla ben cinque lingue e dal 2009 al 2012 ha lavorato presso un impianto
di risalita a Bergün, per cui avrebbe potuto ad es. cercare un impiego in
Engadina in questo settore, come notato dal convenuto). Inoltre, malgrado
la pandemia di COVID-19 il convenuto poteva esigere che il ricorrente
presentasse delle ricerche di lavoro documentate. Il ricorrente ha quindi
violato le condizioni impostegli per l'ottenimento dell'assistenza pubblica.
3.2.3. Come rilevato sopra nella fattispecie, il ricorrente è stato ripetutamente
reso attento sulle sanzioni (in particolar modo sulla riduzione del forfait di
mantenimento prima del 20 % e poi del 30 % come infine decretato) in
caso di inadempienza delle condizioni impostegli. Ciononostante egli ha
violato le relative condizioni summenzionate senza una valida
giustificazione. La riduzione massima del 30 % del forfait di mantenimento
per tre mesi come da decisione impugnata appare dunque proporzionata.
3.2.4. Infine, il ricorrente fa notare che la riduzione per il mese di giugno 2021
potrebbe essere anticostituzionale, siccome una volta dedotti l'affitto e le
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spese accessorie non gli sarebbero rimasti nemmeno CHF 300.00 per il
suo sostentamento. L'appello fatto dal ricorrente all'art. 12 della
Costituzione federale della Confederazione Svizzera (Cost; RS 101) non
è tuttavia conferente. Il soccorso d'emergenza ivi codificato garantisce a
chi è nel bisogno il soddisfacimento dei bisogni fondamentali come cibo,
vestiario e alloggio ma non prevede il diritto a ulteriori prestazioni in
denaro. Questa censura è dunque infondata.
4. In conclusione, il ricorso va respinto e la decisione impugnata è
confermata.
5. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA nella procedura di ricorso la parte soccombente
deve di regola assumersi le spese. In questo caso il Tribunale rinuncia
tuttavia al prelievo di spese vista la situazione d'indigenza del ricorrente e
visto che il ricorso non ha causato importanti costi procedurali.
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