# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 901741d9-b0c6-514e-8358-d5f47b8a5243
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ AO 1 (in seguito: AO 1) ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 5'500.--.
B.
All’udienza di contraddittorio del 14 maggio 2008 il convenuto non è comparso.
C.
Con sentenza 30 maggio 2008 la Pretora del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 2 giugno 2008 alle ore 14.00.
D.
Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante, producendo una ricevuta 12 giugno 2008 _ relativa al pagamento di fr. 6'056.40 a saldo dell’esecuzione n. 1271918 promossa da AO 1 (doc. A).

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta _ (doc. A_ emerge che, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, AP 1 ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ promossa dall’appellata. Di conseguenza va ritenuto adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto delle esecuzioni _ al 2 luglio 2008 risultano, nei confronti dell’appellante, tre ulteriori procedure esecutive. Queste procedure si trovano tuttavia allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura gli importi posti in esecuzione non sono ancora stati accertati. Orbene, avendo l’appellante dimostrato di essere stato in grado di saldare l’esecuzione in oggetto, va ritenuto che ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello 12 giugno 2008 di AP 1 va pertanto accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.