# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 5be219c2-431c-53a4-b0e0-133f3de1e076
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. FA 1
(in seguito: FA 1)
, iscritta a RC il _ 2010, con sede a _ (precedentemente a _), aveva quale scopo sociale l’esercizio di attività finanziarie, segnatamente la creazione e la distribuzione di servizi e prodotti finanziari ecc..
Il Cda era composto da:
_, presidente, dal _ maggio 2010 al _ luglio 2011 (date di pubblicazione nel FUSC); in seguito amministratore unico; entrambe le cariche con diritto di firma individuale;
RI 1, membro con diritto di firma individuale, dal _ maggio 2010 al _ luglio 2011, dimissionario con effetto dal 1° luglio 2011 (doc. B inc. 31.2013.10);
RI 2, membro con diritto di firma collettivo con il presidente, dal _ maggio 2010 al _ aprile 2011, dimissionario dal 15 marzo 2011 (doc. B inc. 31.2013.11).
1.2. La società
è s
tata affiliata alla CO 1
(in seguito: Cassa), in qualità di datrice di lavoro, dal 1° aprile 2010 al 31 dicembre 2011.
La
FA 1 è entrata subito in mora con il pagamento dei contributi, costringendo la Cassa a procedere, dal mese di giugno 2011, all’invio di diffide e, dal mese di settembre 2011, all’avvio di procedure esecutive. Ciononostante, la società non ha versato alcun onere sociale
(cfr. specchietto relativo all’evoluzione del contributi 2010 - 2011; doc. 1/G-G2 inc. 31.2013.10).
Con decreti 5 dicembre 2011 e 30 marzo 2012 della Pretura del Distretto di _ sono state dichiarate l’apertura del fallimento della società, rispettivamente la sospensione della relativa procedura per mancanza di attivi ex art. 230 LEF.
La Cassa ha insinuato all’UF di _ il proprio credito di fr. 29'433,55 a titolo di contributi paritetici AVS/AI/AD/IPG e AF non soluti per il periodo novembre 2010 – marzo 2011, dopo controllo del datore di lavoro (doc. 1/C, C1 inc. 31.2013.10).
La procedura di liquidazione del fallimento è stata definitivamente chiusa per mancanza di attivo, non avendo alcun creditore anticipato le spese per la sua continuazione (doc. 1/D inc. 31.2013.10).
La società è stata radiata da RC il _agosto 2012 (FUSC _ settembre 2012).
1.3.
Costatato di avere subito un danno,
con tre separate decisioni datate 31 gennaio 2013 la Cassa ha chiesto il risarcimento ex art. 52 LAVS a _ ed a RI 1 per complessivi fr. 28'633,55 relativi al mancato versamento dei contributi dovuti dalla FA 1 nel periodo novembre 2010 - marzo 2011,RI 2 fr. 2’113,90 per l’acconto di febbraio 2011 non liquidato, tutti e tre con vincolo di solidarietà fra di loro limitatamente ai succitati importi.
Avendo singolarmente RI 1 e RI 2 inoltrato opposizione alle loro rispettive decisioni di risarcimento (la Cassa non è riuscita ad intimare a _ la decisione di risarcimento; cfr. la risposta di causa inc. 31.2013. 10), con due separate decisioni datate 11 giugno 2013 l’amministrazione ha rigettato le opposizioni e confermato il risarcimento chiesto.
1.4.
Contro le citate decisioni su opposizione, RI 1 e RI 2 hanno interposto separati ricorsi.
RI 1, rappresentato dall'avv. RA 1, contesta una sua responsabilità ex art. 52 LAVS. Rileva di essere entrato nel CdA a titolo fiduciario dietro richiesta degli azionisti _ (all'epoca pure presidente dal CdA) e RI 2 (membro del CdA e direttore generale), sostenendo che erano loro due a gestire ed amministrare la società visto che non disponeva di alcun potere decisionale. Una volta venuto a conoscenza dell'assunzione di dipendenti, egli chiese ai succitati di accantonare sufficiente liquidità per il versamento degli oneri sociali. Solo a fine dicembre 2010/ini-zio gennaio 2011 poté prendere visione gli estratti dei conti bancari della società, prendendo così conoscenza dell'entità dei salari versati. Egli si rese poi conto che, contrariamente a quanto pattuito, la società non aveva provveduto ad alcun accantonamento e che le eccedenze di liquidità erano state destinate da RI 2 al pagamento di EUR 28'000.-- a liquidazione di alcune fatture "quanto mai sospette" essendo state emesse da una società italiana fornitrice di servizi (_) nel cui consiglio di amministrazione siedeva lo stesso RI 2. Il ricorrente rileva di aver richiamato quest'ultimo ai suoi obblighi e doveri contrattuali, sollecitando l'accantonamento. L'insorgente rileva altresì che da novembre 2010 fino a gennaio 2011 la società versava in buone condizioni economiche, avendo incassato da novembre a dicembre 2010 CHF 200'000.-- per l'attività di consulenza finanziaria. Nonostante avesse saputo, a metà gennaio 2011, della rescissione dei mandati di consulenza, senza conoscerne il motivo, egli evidenzia che nulla lasciava presagire una prematura cessazione dell'attività essendo a quell'epoca in corso trattative per ulteriori mandati. Cessata tuttavia l'attività societaria nel mese di marzo 2011, il ricorrente evidenzia che non poteva fare altro che sollecitare il versamento degli oneri sociali scoperti, dimettendosi poi dal CdA con effetto 1° luglio 2011. Evidenziata inoltre la brevità dell'omesso periodo di pagamento dei contributi (5 mesi), l'insorgente conclude che oggettivamente non poteva fare di più di quanto fatto.

## Considerations