# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ae88a940-2c3b-566a-9dbc-af95cb0d68a1
**Court:** TI_TRAP
**Chamber:** TI_TRAP_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto:
che con sentenza dell'11 marzo 2002 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha riconosciuto _ autore colpevole di ripetuta mancata opposizione a una pubblicazione punibile (art. 322
bis
CP) per non avere impedito con dolo eventuale, come redattore responsabile del periodico _, che fossero stampati:
nella rivista (che allora appariva cinque volte l'anno) n. _ del _ un articolo (“l mille tentacoli dei fratelli ticinesi – La massoneria influenza di nascosto politica, economia e televisione. Lo Stato sostiene le logge segrete all'insaputa del contribuente. Ecco i nomi degli adepti”) in cui si incolpavano e si rendevano sospetti di condotta disonorevole l'arch. _ e il giornalista _ (pag. 4 a 7);
nella rivista (divenuta nel frattempo bimestrale) n. _ del _ un articolo (“Può riciclarmi 50 milioni? Simulando un traffico di denaro sporco, _ ha contattato 35 fiduciari e avvocati di Lugano. Ecco le loro reazioni”) in cui si incolpava e si rendeva sospetto di condotta disonorevole l'avv. _ (pag. 6 a 9);
nella rivista n. _ del _ un articolo (“Divise avvelenate – Mobbing, favoritismi e giochi di potere. Così nella polizia cantonale ticinese si sprecano i soldi e si bloccano le riforme. _ ha indagato dietro le quinte”) in cui si incolpava e si rendeva sospetto di condotta disonorevole l'ispettore _ (pag. 11 e 12);
che in applicazione della pena il Pretore ha condannato _ a una multa di fr. 1500.–, al pagamento delle spese processuali (fr. 900.– complessivi) e alla rifusione di un'indennità per ripetibili di fr. 3000.– all'arch. _, come pure di fr. 2000.– all'avv. _, respingendo la richiesta di pubblicare il dispositivo della sentenza_ e rinviando le parti civili a far valere le loro pretese davanti al foro competente;
che con sentenza del 30 giugno 1997 questa Corte ha respinto un ricorso presentato da _ contro il giudizio del Pretore, ponendo gli oneri processuali di fr. 900.– a carico del ricorrente, tenuto a rifondere un'indennità per ripetibili di fr. 1500.– all'arch. _, una di fr. 1500.– all'avv. _ e una di fr. 1500.– a _ (inc. 17.2004.24);
che, adito da _ con ricorso per cassazione, il Tribunale federale ha annullato il 17 giugno 2004 la sentenza predetta e rinviato gli atti a questa Corte per nuovo giudizio (sentenza 6S.403/2003);
che ciò ripristina la litispendenza sul piano cantonale;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che in caso di rinvio l'autorità cantonale
“
deve porre a fondamento della sua decisione i considerandi di diritto della sentenza di cassazione
”
(art. 277
ter
cpv. 2 PP);
che nella fattispecie il Tribunale federale ha deciso doversi concedere al responsabile di un mezzo d'informazione, il quale non impedisca intenzionalmente o per negligenza una pubblicazione costitutiva di reato (art. 322
bis
CP), la prova della verità o – ove questa non riuscisse – una prova liberatoria della buona fede, in analogia con il dettato dell'art. 173 n. 2 CP
(sentenza citata, consid. 1.7 e 1.8);
che per quanto riguarda la prova della buona fede, in particolare, incombe al Procuratore pubblico dimostrare che l'accusato ha disatteso un dovere di diligenza idoneo a mettere in luce – se il dovere fosse stato rispettato – la punibilità della pubblicazione, mentre l'accusato va ammesso a dimostrare di avere
ritenuto vere le affermazioni incriminate
“
senza commettere imprevidenza colpevole
”, ovvero senza avere
trascurato le precauzioni di vigilanza redazionale cui egli era ragionevolmente tenuto secondo le circostanze e la sua situazione personale (sentenza citata, loc. cit.);
che a tal fine entrano in considerazione il mezzo di comunicazione usato, i rischi specifici connessi all'uso del mezzo e il grado di fiducia che il responsabile del mezzo di comunicazione può riporre nella correttezza dei suoi collaboratori (sentenza citata, loc. cit.);
che in concreto il carattere diffamatorio degli articoli apparsi _ è fuori discussione (non è stato contestato nemmeno davanti al Tribunale federale), così com'è assodato che già davanti al primo giudice il ricorrente aveva ammesso di avere pubblicato i testi ricevuti senza procedere ad alcuna verifica (sentenza del Pretore, consid. 9);
che nelle condizioni descritte occorre dunque ammettere l'imputato a provare la verità di quanto pubblicato, rispettivamente a provare di avere avuto seri motivi di considerare vero in buona fede il contenuto delle pubblicazioni;
che per compiere un apprezzamento del genere occorre valutare –da un lato– le prove recate dal Procuratore pubblico e –dall'altro– i mezzi liberatori addotti dall'imputato;
che la Corte di cassazione e di revisione penale è abilitata a statuire essa medesima nel merito, nondimeno, solo
“
quando ha sufficienti elementi per il nuovo giudizio
”
(art. 296 cpv. 1 CPP);
che ciò non è il caso nella fattispecie, l'imputato dovendo ancora essere ammesso a dimostrare la verità di quanto pubblicato, rispettivamente di non avere pubblicato i testi diffamatori per imprevidenza colpevole;
che, di conseguenza, gli atti vanno rinviati in prima sede perché l'imputato possa addurre i propri mezzi di prova e perché un nuovo giudizio sia emanato tenendo conto altresì di tali risultanze;
che le Preture distrettuali non avendo più competenze in materia, la causa va trasmessa in tale prospettiva alla Pretura penale;
che la sentenza del Tribunale federale impone anche una nuova decisione sugli oneri processuali, la sentenza del Pretore dovendo essere annullata;
che la cassazione di tale sentenza era quanto chiedeva il condannato nel suo memoriale del 10 aprile 2002 a questa Corte, onde la necessità di accogliere quel ricorso;
che, dandosi accoglimento del ricorso, gli oneri del giudizio vanno posti a carico dello Stato, poco importando che davanti a questa Corte l'arch. _, l'avv. _ e _ proponessero di respingere l'impugnazione (art. 15 cpv. 2 CPP);
che l'arch. _, l'avv. _ e _ vanno tenuti invece a rifondere al ricorrente un'equa indennità per ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP), il reato dell'art. 322
bis
CP potendo essere perseguito d'ufficio solo ove sia stato previamente querelato l'autore della pubblicazione punibile, rimasto ignoto o non perseguibile in Svizzera (sentenza del Tribunale federale, consid. 2.3), sicché i tre vanno assimilati a resistenti privati;