# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 707c895f-9d73-5995-b256-ae047d588b08
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 6 luglio 2012 la Cassa cantonale per gli assegni familiari ha confermato la decisione del 7 maggio 2012 con la quale aveva negato ad RI 1 il diritto agli assegni familiari quale persona senza attività lucrativa, per i figli _, nato nel 2005 e _, nato nel 2010, argomentando:
"
(...)
Con lettera del 30 maggio 2012 l'assicurata trasmette alla Cassa la presa di posizione del maggio 2012 della Cassa _ che annulla e sostituisce gli effetti della notifica di stralcio del 9 maggio 2012.
In sostanza la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG statuisce che
"a decorrere dal 31 dicembre 2011 cessa il rapporto assicurativo quale assicurata nella categoria: persona che non esercita un'attività lucrativa"
e ancora
"Confermiamo che per gli anni
2008, 2009, 2010 e 2011 è stata esonerata dal pagamento di contributi richiesto dall'affiliazione nella categoria dei "non attivi", in quanto ha versato contributi sufficienti quale salariata"
.
Per quanto precede la signora RI 1 ritiene che alla luce di questa nuova notifica, le condizioni di cui all'art. 19 cpv. 1 LAFam siano adempiute e chiede alla Cassa di accogliere la richiesta per assegni familiari da lei formulata in qualità di PSAL per i periodi settembre-dicembre 2010 e luglio-dicembre 2011.
IN DIRITTO
1.
Per l'art. 19 cpv. 1 LAFam le persone obbligatoriamente assicurate all'AVS che, nell'AVS, figurano come persone senza attività lucrativa sono considerate prive di attività lucrativa. Esse hanno diritto agli assegni familiari conformemente agli artt. 3 e 5 [...].
2.
Dalla documentazione agli atti, richiamati in particolare i contenuti della nuova notifica di affiliazione del 21 maggio 2012, la Cassa conferma che la signora RI 1, seppur iscritta presso la Cassa di compensazione AVS/AI/IPG fino al 31 dicembre 2011, non può essere considerata PSAL, ritenuto ch'ella è stata esonerata dal pagamento dei contributi per gli anni 2008-2011 avendo
"versato contributi sufficienti quale salariata"
.
Ritenuto quanto precede, la Cassa conclude che l'iscrizione della stessa quale PSAL debba essere considerata nulla ai sensi LAFam, in osservanza dell'esonero del pagamento dei contributi personali ottenuto e della conseguente restituzione degli acconti versati.
3.
A titolo abbondanziale la Cassa fa altresì osservare che nel Canton Ticino gli assegni per le PSAL sono finanziati da questa stessa categoria d'assicurati (cfr. art. 39 della Legge sugli assegni di famiglia), ragione per ( la quale, nel caso di specie, l'assicurata riceverebbe degli assegni senza averli finanziati. (...)" (doc. Doc. A1)
1.2. Contro la decisione su opposizione l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA.
L'avv. RI 1 ha in particolare rilevato di non avere esercitato alcuna attività lavorativa dal 1° settembre 2010 al 10 gennaio 2011 e dal 5 luglio 2011 al 30 aprile 2012 e di avere chiesto, per quel periodo, di essere posta al beneficio degli assegni familiari quale persona senza attività lucrativa.
L'assicurata ha inoltre sottolineato di essere stata stralciata dalla Cassa di compensazione AVS, in data 2 maggio 2012 dalla categoria delle persone che non esercitano un'attività lucrativa, con effetto al 31 dicembre 2009, e che questa notifica di stralcio è poi stata notificata il 21 maggio 2012 nel senso che il rapporto assicurativo quale persona che non esercita un'attività lucrativa cessa il 31 dicembre 2011. La ricorrente ha precisato di essere stata esonerata dal pagamento dei contributi quale persona senza attività negli anni 2008-2011 in quanto ha versato contributi sufficienti quale salariata.
La ricorrente ha quindi chiesto il versamento degli assegni familiari per il figlio _ da settembre 2010 al 9 gennaio 2011 e dal 5 luglio 2011 al 31 dicembre 2011 e per il figlio _ da ottobre 2010 al 9 gennaio 2011 e dal 5 luglio al 31 dicembre 2011, sulla base delle seguenti considerazioni:
"
(...)
13. Né la legge in oggetto né la relativa ordinanza compiono una distinzione nel diritto alla ricezione degli assegni familiari per le persone senza attività lucrativa ai sensi dell'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) che hanno ottenuto l'esonero dai contributi giusta l'art. 30 OAVS.
Ne consegue che la decisione della Cassa per gli assegni familiari di escludere la sottoscritta dalla cerchia dei beneficiari degli assegni familiari quale PSAL, in quanto non può essere considerata tale ai sensi della LAFam essendo stata esonerata dal versamento dei contributi giusta l'art. 30 OAVS, non è conforme a quanto prescritto dalla legge in oggetto.
La decisione su opposizione del 6 luglio 2012 deve dunque per questo motivo essere annullata.
14. La Cassa sostiene altresì che la sottoscritta non ha contribuito al finanziamento degli assegni familiari quale persona senza attività lucrativa.
A tale proposito, si osserva innanzitutto che giusta l'art. 32 Legge cantonale sugli assegni di famiglia le condizioni del diritto agli assegni per figli e di formazione per le persone senza attività lucrativa sono disciplinate dalla legislazione federale sugli assegni di famiglia. Come visto sopra (art. 19 LAFam), la legge federale non condiziona il diritto agli assegni delle PSAL al loro finanziamento da parte degli assicurati: anche questa motivazione deve quindi essere respinta in quanto contraria alle prescrizioni federali.
15. Inoltre, si sottolinea che la sottoscritta si è limitata a chiedere l'applicazione delle norme in vigore e non ha avuto la possibilità di scegliere se finanziare o meno gli assegni familiari per la categoria delle persone senza attività lucrativa, essendole i contributi stati rimborsati d'ufficio a seguito dell'applicazione dell'art. 30 OAVS. Accettare tale motivazione nella fattispecie in oggetto significherebbe quindi discriminare coloro che fanno valere un diritto riconosciuto loro esplicitamente dalla legge, ossia l'imputazione di quanto versato quale salariato giusta l'art. 30 OAVS.
16. Di conseguenza, ritenuto che la sottoscritta, obbligatoriamente assicurata all'AVS dal suo ventunesimo anno d'età secondo l'art. 3 LAVS, è figurata come "persona senza attività lucrativa" secon-do l'AVS dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2011, e che la me-desima non rientra in nessuna delle categorie elencate in maniera esaustiva all'art. 16 OAFami, le condizioni dell'art. 19 cpv.1 LAFam sono adempiute: la sottoscritta ha dunque diritto agli assegni familiari come persona senza attività lucrativa." (Doc. I)
1.3. Nella sua risposta del 1° ottobre 2012 la Cassa propone di respingere il ricorso e rileva in particolare:
"
(...)
Ora, l'art. 19 della Legge federale sugli assegni familiari (LAFam) prevede che:
"
1
Le persone obbligatoriamente assicurate all'AVS che, nell'AVS, figurano come persone senza attività lucrativa sono considerate prive di attività lucrativa. Esse hanno diritto agli assegni familiari conformemente agli articoli 3 e 5. L'articolo 7 capoverso 2 non è applicabile. È competente il Cantone di domicilio.
2
Il diritto agli assegni familiari è vincolato alla condizione che il reddito imponibile non ecceda il 150 per cento di una rendita massima completa di vecchiaia dell'A VS e che non vengano riscosse prestazioni complementari all'AVS/Al."
In virtù di questa precisa disposizione, alla luce di quanto sopra esposto, l'interessata - salariata e non PSAL ai sensi AVS - non ha pertanto indubbiamente diritto agli assegni familiari nei mesi durante i quali essa non ha esercitato un'attività lucrativa (01.09.2010-09.01.2011 e 05.07.2011-31.12.2011).
Per ulteriore chiarezza, interessante è qui riproporre uno stralcio della presa di posizione del 26 aprile 2011 dell'UFAS, fatta del tutto propria da codesto lodevole Tribunale in una sentenza del 19 maggio 2011 (incarto n. 39.2010.20):
" Lors de l'adoption de la LAFam, c'était clairement la volonté du législateur que de lier le plus possible les allocations familiales aux notions et critères en vigueur dans l'AVS.
Pour les personnes sans activité lucrative cela peut conduire à certaines lacunes lorsque par exemple
une personne cesse de travailler en cours d'année et cotise suffisamment comme salariée pour être considérée salariée pour toute I'année
."
4.
Per la marg. 602 DAFam, nella costellazione di cui al caso di specie, l'assicurata dovrebbe aver diritto agli assegni familiari. L'UFAS ha emanato la citata direttiva à seguito di una sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del Canton Zugo, per il quale vi sarebbe una disparità di trattamento tra la situazione nella quale un assicurato è PSAL per la prima parte dell'anno e salariato per l'altra parte dell'anno e la situazione inversa, nella quale un assicurato è salariato per la prima parte dell'anno e PSAL per l'altra parte dell'anno: ciò perché nella prima evenienza l'assicurato riceverebbe gli assegni familiari per l'intero anno (come PSAL per la prima parte dell'anno e come salariato per il resto), mentre nella seconda evenienza l'assicurato riceverebbe gli assegni familiari soltanto per il periodo in cui ha lavorato quale salariato, non essendo considerato PSAL all'AVS per il resto dell'anno.
La resistente Cassa non condivide tale conclusione.
In effetti, perché vi sia una disparità di trattamento, è necessario trattare in modo diverso due situazioni uguali o quantomeno analoghe: ciò che, a mente della Cassa, non si verifica nelle evenienze descritte.
In effetti, nel primo caso, quando l'organo di esecuzione della LAFam rende la sua decisione, questa si rivela essere corretta: a quel momento, in effetti, l'assicurato è effettivamente PSAL all'AVS e, per quanto è dato sapere a tutti, potrebbe esserlo per tutto il resto dell'anno; caso contrario, per poter accordare il diritto agli assegni familiari come PSAL occorrerebbe attendere la fine dell'anno civile, ciò che non è sicuramente accettabile ritenuto che, quando un assicurato chiede una prestazione, ha il diritto di riceverla nei minor tempo possibile. Di conseguenza, il diritto agli assegni familiari accordato quando l'assicurato è PSAL all'AVS per la prima parte dell'anno e salariato per il resto dell'anno, perlomeno al momento in cui l'Amministrazione rende la sua decisione, si rivela essere corretto. Spetta poi all'Amministrazione di valutare se chiedere o meno la restituzione delle prestazioni che si rivelano in seguito essere state
indebitamente riscosse, a fronte dell'art. 25 cpv. 1 LPGA per quanto riguarda l'aspetto della buona fede.
Nel secondo caso, invece, quando l'organo di esecuzione della LAFam rende la sua decisione sul diritto agli assegni familiari, lo statuto dell'assicurato ai sensi dell'AVS è già chiaro, di modo che in applicazione dell'art. 19 cpv. 1 LAFam, il diritto agli assegni familiari deve essere correttamente respinto.
Per l'art. 19 cpv. 1 LAFam, per aver diritto agli assegni familiari come PSAL (oltre alle restanti condizioni), occorre figurare come PSAL nell'AVS.
Ora, né il Legislatore federale e tantomeno il Legislatore cantonale, nel contesto degli ampi margini di cui gode nel contesto degli assegni familiari alle PSAL (art. 21 LAFam e 18 OAFami), hanno disposto per una diversa soluzione legislativa per siffatte costellazioni.
In applicazione dell'art. 19 cpv. 1 LAFam e del diritto cantonale, nella costellazione di cui alla fattispecie in esame, correttamente la resistente Cassa ha negato il diritto agli assegni familiari come PSAL. La sua decisione si rivela essere, sotto questo profilo, corretta. In questo senso, la marg. 602 DAFam si rivela essere inapplicabile, in quanto contraria al diritto federale e cantonale.
5.
Non da ultimo, si rammenta come l'art. 20 LAFam, che concerne il finanziamento degli assegni familiari alle PSAL, stabilisce che:
"
1
Gli assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa sono finanziati dai Cantoni.
2
I Cantoni possono disporre che le persone prive di un'attività lucrativa paghino un contributo in percentuale dei loro contributi AVS, nella misura in cui questi eccedono il contributo minimo di cui all'articolo 10 LAVS."
Nel Canton Ticino l'art. 39 della Legge sugli assegni di famiglia prevede quindi che:
"
1
La Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari provvede alla copertura degli oneri tramite il prelievo di un contributo a carico delle persone senza attività lucrativa.
2
Il contributo è determinato in percentuale sui contributi AVS e nella misura in cui questi eccedono il contributo minimo di cui alla legislazione federale sull'AVS.
3
Sono considerati oneri ai sensi della legge:
a) la spesa degli assegni per figli e degli assegni di formazione;
b) la copertura delle spese di amministrazione;
c) l'alimentazione della riserva di fluttuazione."
Nel nostro Cantone, gli assegni familiari per le PSAL sono dunque finanziati da questa medesima categoria d'assicurati. Nella fattispecie, la ricorrente non ha contribuito né, si ribadisce è tenuta - essendo, come visto, a tutti gli effetti salariata ai sensi AVS per tutto l'anno civile - a versare contributi come PSAL per il finanziamento degli assegni familiari e, di conseguenza, anche per tale motivo, non si giustifica il riconoscimento di quanto da lei preteso. Essa riceverebbe infatti dette prestazioni senza aver preliminarmente, come previsto, partecipato a finanziarie.

## Considerations