# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3fc0ee98-e4ac-5089-bd87-fd6f8e62e790
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Nell'ambito dell'esecuzione n_ dell'UE_ la AO1 ha chiesto il fallimento di AP1 per fr. 9'118.35 oltre interessi e spese.
B.
All'udienza di contraddittorio del 24 marzo 2004 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 31 marzo 2004 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _AP1 a far tempo da mercoledì 31 marzo 2004 alle ore 14.00.
D.
Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato _ AP1 asserendo di avere saldato il suo debito nei confronti della parte appellata e producendo una ricevuta 8 aprile 2004 dell'UE di Lugano relativa al pagamento di fr. 10'275.10 a saldo dell'esecuzione n. _ promossa dalla AO1 (doc. B). In merito alla sua solvibilità l'appellante ha prodotto una dichiarazione dell'UE di Lugano 8 aprile 2004 (doc. E) in cui è stato attestato che nei suoi confronti non vi sono procedure esecutive in corso, né risultano iscritti a suo carico attestati di carenza di beni.
E.
Con le sue osservazioni la AO1 ha confermato l'avvenuto pagamento dell'intero debito da parte dell'appellante, interessi e spese compresi.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/ Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalla ricevuta 8 aprile 2004 dell'UE di Lugano (doc. B) si evince che l'appellante con il versamento di fr. 10'275.10 ha saldato, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, l'esecuzione in oggetto n. _, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che con attestazione 8 aprile 2004 l'UE di Lugano (doc. E) ha dichiarato che nei confronti dell'appellante non vi sono procedure esecutive in corso, né risultano iscritti attestati di carenza di beni. Ciò dimostra che l'appellante non si trova in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni. Il presupposto della sua solvibilità appare pertanto come reso sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i requisiti previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di _ AP1 può essere annullato.
3.
L'appello 8 aprile 2004 di AP1 va quindi accolto.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), il pagamento essendo avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento.
Non si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Le spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.