# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6a6437de-b9a8-5587-a97c-d568d9b59bb2
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

ritenuto,
in fatto:
A.
_ è stato arrestato l’11 agosto 2006 al suo domicilio, dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto di stessa data del PP Nicola Respini, “
per avere, a _, _ ed altre imprecisate località, a partire dall’inizio dell’anno 2005, in un numero imprecisato di occasioni, ma in particolare il 26 marzo ed il 2 dicembre 2005, per procacciare a sé o a ad altri un indebito profitto, dopo essersi legittimato quale agente della Polizia cantonale ticinese, sia esibendo alcuni simboli della Polizia che una tessera di legittimazione con le generalità di “_”, tentato, rispettivamente commesso un furto ai danni di una prostituta e di un transessuale (Pseudonimo: _), munito di una pistola e di una fascetta di plastica, usando violenza, minacciandoli di un pericolo imminente alla vita e all’integrità corporale o rendendoli incapaci di opporre resistenza, tentato di sottrarre e sottratto, subordinatamente tentato di indurre e indotto gli stessi a consegnargli del denaro e segnatamente fr. 350.-
“
.
L’11 agosto 2006 il PP, con richiesta di conferma dell’arresto, ha promosso ad _ l’accusa per titolo di rapina aggravata ripetuta, consumata e tentata, subordinatamente estorsione ripetuta, consumata e tentata, coazione ripetuta e usurpazione di funzioni ripetuta chiedendo la conferma dell’arresto per i bisogni dell’istruzione – “
per chiarire le sue esatte responsabilità nei fatti che hanno portato al suo arresto, come meglio menzionato nel rapporto di arresto, come pure in analoghi episodi verificatisi nel corso dell’anno 2005; nonché individuarne le vittime sulla base anche della documentazione sequestrata al suo domicilio” –
e pericolo di collusione e di inquinamento delle prove “
sia nei confronti delle vittime che lo hanno denunciato, sia nei confronti di quelle non ancora identificate
” (GIAR 369.2006.1, doc.1).
Il 12 agosto 2006 questo giudice ha confermato l’arresto dell’accusato considerata la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione e pericolo di collusione con le vittime (Inc. GIAR 369.2006.1, doc. 4).
Sia davanti alla Polizia che a verbale di conferma dell’arresto, _ ha negato ogni addebito.
B.
Il 27 novembre 2006 _, per il tramite del proprio patrocinatore e con l’istanza in discussione (giunta al Ministero pubblico il 28 novembre 2006), chiede di essere posto in libertà provvisoria. A mente della difesa, che non contesta l’esistenza dei seri indizi di reato, l’istruttoria sarebbe ormai giunta al termine e non vi sarebbe più pericolo di collusione come pure inesistente sarebbe il pericolo di fuga. Inoltre la difesa avrebbe la necessità di ricercare “
transessuali e/o comunque persone in grado di descrivere il carattere ed il comportamento di _
” essendo “
impossibile per il sottoscritto legale senza l’aiuto del proprio cliente, andare a ricercare persone con evidenti problemi di domicilio e dimora, che variano il nome a fantasia e che non hanno più contatti con il signor _ oramai da mesi
” (Inc. GIAR 369.2006.2, doc. 2).
C.
Il magistrato inquirente, con preavviso negativo 1° dicembre 2006 (Inc. GIAR 369.2006.2, doc. 1), ribadisce l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza evincibili dalle dichiarazioni e dai riconoscimenti dell’accusato di _, detta _, prostituta presso il palazzo _, da quelle di _, prostituta ospitata da _, e da _, detto _, _ e _, transessuale dedito alla prostituzione, _ dellto _, transessuale dedito alla prostituzione residente a _ e da _ _, prostituta soggiornante in via _ a _. Oltre alle testimonianze summenzionate ad avvalorare i gravi indizi di colpevolezza concorrerebbe il ritrovamento al momento dell’arresto, presso il domicilio dell’accusato, di una pistola con munizione, di due paia di manette, di un giubbotto arancione con la scritta “Polizia”, di una borsa in pelle marrone, di un porta documenti, di altri oggetti simili o uguali a quelli indicati dalle vittime, e di un PC con un file contenente biglietti da visita con la scritta “Polizia cantonale – _ ispettore capo”. Per di più _ non è stato in grado di documentare l’acquisto ed il legittimo possesso della pistola _, neppure notificata alla competente Autorità amministrativa, rinvenuta al suo domicilio al momento della perquisizione.
Per quanto riguarda i bisogni istruttori il Procuratore pubblico afferma che a fronte di un atteggiamento negatorio dell’accusato si dovrà procedere con l’individuazione e l’interrogatorio di _ e dell’altra donna che risiedeva presso _ in marzo 2005 e che avrebbe assistito ai fatti denuncianti da quest’ultima, nonché all’identificazione ed interrogatorio di _ (a proposito dei fatti avvenuti in via _ a _, che sembrerebbe risiedere illegalmente nel _, dove eserciterebbe la prostituzione. A mente del magistrato inquirente esiste poi un grave e concreto pericolo di collusione e di inquinamento delle prove con le vittime già interrogate e quelle ancora da interrogare così come nei confronti dei testimoni avendo l’inchiesta permesso di dimostrare come le vittime siano sottoposte a notevoli pressioni riconducibili "
all’ambiente illegale, omertoso e poco collaborante in cui sono costrette a vivere e lavorare
” (preavviso negativo, p. 6), ciò in particolare se si pensa all’interrogatorio auspicato di _ che non è ancora stato possibile rintracciare ed interrogare. L’accusato sarebbe un regolare ed assiduo frequentatore dell’ambiente della prostituzione ed in particolare dei transessuali e, così come ammesso dalla stessa difesa, egli ha sicuramente le conoscenze per contattare e condizionare queste persone, sia quelle ancora da interrogare che quelle già interrogate che potrebbero essere facilmente costrette a ritrattare o modificare le loro dichiarazioni a favore dell’accusato.
Il carcere preventivo sinora sofferto, vista la gravità delle imputazioni, sarebbe poi rispettoso del principio di proporzionalità considerato anche il minimo edittale per i reati contestati all’accusato.
D.
La difesa, con fax 5 dicembre 2006, senza contestare esplicitamente l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, per quanto riguarda il merito e le risultanze dell’inchiesta “
rinvia a quanto emerge dagli atti dai quali bisogna però operare alcune censure per ridimensionare l’accaduto su quanto effettivamente provato
” e sostiene che le testimonianze sino ad oggi assunte conterrebbero incongruenze e contraddizioni rilevanti, constatate dallo stesso PP di cui, se del caso, si dirà nel seguito.
Non sarebbero poi “
ipotizzabili entro breve ulteriori atti istruttori”
(osservazioni, p. 5) essendo già state sentite “
le vittime che in qualche modo si sono annunciate”
. La possibilità di completare l’inchiesta con le prove indicate nel preavviso negativo sarebbe di “
esito incerto
” con conseguente violazione del principio di celerità.
Pure inesistente il pericolo di collusione con le vittime ed i principali testi, già sentiti dal magistrato inquirente e perlopiù in contraddittorio con l’accusato, con la conseguenza che una loro ritrattazione appare improbabile.

## Considerations

In diritto:
1.
L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a presentare istanza di libertà provvisoria.
Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 28 novembre 2006, è tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio per posta preavviso negativo il 1° dicembre 2006, nel termine quindi di 3 giorni.
2.
I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.
“L’art. 95 CPP – corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L’eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).”
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).
3.
Anche qualora non contestata, l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio, pur nei limiti di competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un reato.
Con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può comunque concludere per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di _ e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti per cui procede il PP.
A sostenere questa tesi concorrono le dichiarazioni di _, prostituta regolarmente registrata alle Autorità di Polizia, che già nel mese di aprile 2005 si era rivolta alla Polizia per denunciare di essere stata oggetto di una tentata rapina la notte tra il 26 e il 27 marzo 2005, presso il suo appartamento di via _ a _, da un uomo che si era presentato quale agente di Polizia, mentre erano presenti altre due prostitute (verbale di Polizia di _ del 04.04.20005 di cui al rapporto d’arresto di _ dell’11.08.06, AI 6) una delle quali, _, ha confermato i fatti accaduti (verbale di Polizia di _ del 21 aprile 2005 di cui al rapporto d’arresto di _ dell’11.08.06, AI 6), nonché quelle di _, transessuale brasiliano che si prostituiva illegalmente in un appartamento di _ e che, in occasione di un normale controllo di Polizia, il 10 agosto 2006, ha dichiarato di essere stato rapinato e costretto ad un rapporto sessuale, dopo essere stato minacciato con una pistola da un cliente che si era presentato quale agente di Polizia (verbali di Polizia di _ del 10 agosto 2006 di cui al rapporto d’arresto di _ dell’11.08.06, AI 6).
Oltre alle dichiarazioni summenzionate sia _ che _ hanno riconosciuto tra nove ritratti fotografici, mostrati loro dalla Polizia, quello di _ come quello della persona che avrebbe commesso i fatti descritti (verbali di Polizia di _ e di _ dell’11 agosto 2006 cui al rapporto d’arresto di _ dell’11.08.06, AI 6). Essi hanno poi ribadito le proprie accuse a verbale davanti al PP ed in presenza della difesa dell’accusato (AI 27 e AI 56).
Lo stesso dicasi per le dichiarazioni di un’altro teste, _, transessuale brasiliano residente a _, che nel 2005 si è prostituiva in un appartamento di via _: anche _ ha dichiarato di avere subito un tentativo di rapina da parte di un cliente – al quale avrebbe assistito un suo coinquilino del momento, tale _ – che avrebbe voluto ottenere del denaro e una prestazione sessuale senza pagare e che si sarebbe legittimato quale agente di Polizia, arrivando a minacciare il teste con una pistola. Anche _ ha riconosciuto con sicurezza _ come l’autore di tali gesta tra 9 fotografie mostrategli dalla Polizia (verbale di Polizia di _ del 29 agosto 2006, verbali Polizia parti lese, all. 2). _ ha poi confermato le proprie dichiarazioni davanti al magistrato inquirente in un verbale a confronto con l’accusato (AI 41).
A questo proposito non vanno poi dimenticati gli oggetti rinvenuti al domicilio dell’accusato il giorno del suo arresto tra cui: una pistola con munizione, due paia di manette, un giubbotto arancione con la scritta “Polizia”, una cartella in pelle marrone, un porta documenti nonché il ritrovamento nel suo _ di un file contenente dei biglietti da visita con la scritta “Polizia cantonale – _ ispettore capo” oggetti perlopiù identici, ma comunque simili, a quelli menzionati dai testimoni come utilizzati dalla persona da loro accusata dei fatti oggetto d’inchiesta. Ed infine riveste una certa rilevanza anche l’ammissione dell’accusato di essersi presentato quale agente di Polizia ad un transessuale dedito alla prostituzione in un appartamento di _ “
l’unico episodio di cui mi ricordi, in occasione del quale mi sono presentato come poliziotto e che vi è stata un po’ di tensione con un tras. Preciso che non si trattava di vera e propria tensione ma più di preoccupazione da parte del trans.
” (Verbale PP di _ del 4 settembre 2006, p. 4, AI 16).
4.
a)
In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "
Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht
" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).
Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13).
b)
Nel caso in esame, il Procuratore pubblico afferma che l’inchiesta a carico di _ non è ancora conclusa dovendosi ancora procedere con l’individuazione e l’interrogatorio (in contraddittorio) di _ e dell’altra donna che si trovava nell’appartamento di _ in marzo 2005, come pure con l’identificazione e l’interrogatorio di _ – il transessuale che avrebbe assistito ai fatti avvenuti in via _ a _ e denunciati da _ – che, da informazioni di Polizia, sembrerebbe risiedere illegalmente nel _ dove eserciterebbe la prostituzione. Successivamente le dichiarazioni di tali testimoni dovranno essere contestate all’accusato con verbali a confronto.
A mente del PP, considerato l’atteggiamento negatorio dell’accusato, sussisterebbe grave e concreto pericolo di collusione e di inquinamento delle prove sia nei confronti delle vittime e testimoni già interrogati, sia nei confronti dei due testimoni ancora da reperire ed interrogare e ciò dal momento che le vittime sarebbero “
sottoposte a notevoli pressioni dovute in particolare all’ambiente illegale, omertoso e poco collaborante in cui sono costrette a vivere e lavorare
” e ciò sarebbe confortato dal fatto che in questi mesi alla Polizia sarebbero giunte diverse segnalazioni di ulteriori vittime di fatti analoghi, senza che queste ultime si siano presentate in Polizia per testimoniare stante la loro situazione di illegalità in _.
La difesa dubita che a così tanto tempo dai fatti sia ancora possibile sentire le due prostitute presenti nell’appartamento di _ la sera in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati e per di più una delle due, _, è già stata sentita dalla Polizia “
rilasciando una versione che non collima con quella della _
(osservazioni p. 3). Per quanto riguarda i fatti descritti da _ la difesa sostiene che i dati di _ sono noti agli inquirenti dal 29 agosto 2006 e non vi sarebbe alcuna assicurazione che egli possa essere sentito a breve.
Per quanto riguarda il pericolo di collusione sia le vittime, ritenute dalla difesa non attendibili, che i principali testi reperibili sono già stati sentiti dal PP e quando possibile pure posti a confronto con _ con la conseguenza che una loro ritrattazione a questo punto appare poco probabile.
Ora, è evidente che l’identificazione ed il reperimento dei testi/vittime menzionati dal PP e la loro audizione è di sicura importanza per l'inchiesta, per l'accertamento dei fatti e delle effettive responsabilità dell’accusato qui istante, soprattutto per quanto potrebbe ancora rivelare _ che, in occasione dei fatti avvenuti in via _ in danno di _, avrebbe detto a quest’ultimo di avere già incontrato _ in precedenza e che anche in quell’occasione si sarebbe spacciato per poliziotto nell’intento di sottrargli del denaro (verbale di Polizia di _ del 29 agosto 2006, p. 3 in fondo e 4).
L’interrogatorio di queste persone è un tassello importante per l’inchiesta, proprio in considerazione delle peculiarità della stessa, che vede coinvolte vittime e testi cittadini stranieri, perlopiù soggiornanti illegalmente in _ e facenti parte di un ambiente difficile quale quello della prostituzione. Le divergenze che emergono dai verbali delle varie persone interrogate stanno a significare che le stesse (che in parte neppure si conoscono) non si sono di certo accordate per accusare vanamente _. Le incertezze sulle date in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati possono essere ricondotte allo stile di vita delle vittime le quali, per lavoro o per necessità, a volte imposte dalle Autorità, devono cambiare i loro programmi di residenza e di lavoro in determinato luogo.
Pure va considerata le difficoltà che le Autorità inquirenti devono affrontare per reperire ed interrogare vittime e/o testimoni. Non è per nulla casuale che l’unica prostituta che si è presentata tempestivamente e spontaneamente alla Polizia per denunciare il tentativo di rapina subito è stata _, a beneficio di un permesso di dimora in _ e regolarmente iscritta al registro delle prostitute tenuto dalla Polizia cantonale.
Il pericolo di collusione con queste persone, già sentite e ancora da sentire, esiste ed è concreto.
Emerge infatti in modo evidente dall'incarto che _ sa come muoversi nell’ambiente delle prostitute e dei transessuali. Egli frequentava assiduamente il mondo della prostituzione e aveva contatti con diverse prostitute e diversi transessuali, ciò per sua stessa dichiarazione (verbale di Polizia di _ del 14 agosto 2006, p. 3, verbale PP di _ del 4 settembre 2006 p. 6) oltre che del teste _ il quale ha dichiarato al PP che nel periodo in cui _ gli faceva da autista riceveva numerose telefonate da prostitute alle quali si offriva per vari favori e che, oltre alle prostitute, frequentava anche dei transessuali (verbale PP di _ del 23 novembre 2006, p. 3).
_ sa come e chi contattare e conosce le debolezze caratteriali o dettate dalla situazione di illegalità o dall’ambiente di lavoro di queste persone, d’altronde è stata la stessa difesa a sostenere di volere ricercare dei “
transessuali e/o comunque persone in grado di descrivere il carattere ed il comportamento di _”
e che “
è praticamente impossibile per il sottoscritto legale senza l’aiuto del cliente, andare a ricercare persone con evidenti problemi di domicilio e dimora, che variano il nome a fantasia e che non hanno più contatti con il signor _ oramai da mesi
” (istanza, p. 2). ed è sempre la difesa a sottolineare che, “
la maggior parte di essi risiede in _ illegalmente ed un fermo di polizia corrisponde spesso e volentieri con l’allontanamento assortito da espulsione penale o amministrativa
(osservazioni p.2).
Appare quindi concreto il rischio che _, se messo in libertà provvisoria, si muova per contattare le persone ancora da interrogare, affinché non si facciano trovare dalla Polizia o lascino almeno il _ o, in caso si trovassero all’estero, non ne facciano ritorno. Come pure a concordare una versione da fornire agli inquirenti in caso di fermo da parte della Polizia.
Il fatto che questi ultimi saranno verosimilmente oggetto di procedimento penale (almeno per quanto riguarda il soggiorno illegale e l’esercizio abusivo della prostituzione), permette di ritenere come concreto il rischio di un accordo sulle dichiarazioni da fare al momento delle verbalizzazioni e/o dei confronti specialmente relativamente ai periodi di presenza di queste persone sul nostro territorio.
È pertanto necessario che i previsti interrogatori e confronti con tali persone avvengano senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci atti d’influenza.
5.
Stabilita l'esistenza di bisogni istruttori e di un pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, ci si può esimere dall'esaminare se sussistono anche elementi concreti circa il pericolo di fuga, peraltro soltanto accennato dal PP.
6.
La proporzionalità di una carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).
La proporzionalità della carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della presenza di concreti indizi di colpevolezza, e degli atti istruttori compiuti e ancora da compiere, avuto riguardo alla difficoltà di assumere elementi probatori nel mondo della prostituzione, di persone perlopiù soggiornanti illegalmente in _ ed al comportamento istruttorio dell’accusato, è sicuramente data.
Pure va ammessa nella sua eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli reati imputati ad _, in particolare per l’imputazione di ripetuta rapina aggravata, subordinatamente di ripetuta estorsione.
L’accusato è stato arrestato l’11 agosto 2006 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi quattro mesi. In questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con sufficiente celerità, considerati diversi verbali, anche a confronto con testi e parti lese, davanti al PP e il magistrato inquirente prevede di terminare l’istruzione formale, procedendo con il deposito degli atti, entro la fine del mese di dicembre 2006 (preavviso negativo, ad 7, p. 6). I reati di cui è accusato _ sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta perlopiù di crimini e con un minimo edittale di pena di un anno) considerata poi la reiterazione a delinquere e, in caso di condanna, il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione preventiva sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari alla completazione dell’inchiesta, in pieno rispetto del principio della proporzionalità.
7.
In conclusione sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di _ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione è respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).