# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 29208b0b-14c8-542a-9c4b-cdad51fbff85
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 12 gennaio 2017 da AP 1 (1968) nei confronti della moglie AO 1 (1968), il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con decreto cautelare del
7 marzo 2017 – emesso “nelle more istruttorie” – ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha attribuito provvisoriamente l'abitazione coniugale di _ in uso alla moglie e ha affidato i figli E_ (nato il 1° febbraio 2004), F_ (nato il 28 marzo 2005) e A_ (nata il 29 febbraio 2008) a entrambi i genitori, stabilendone il domicilio presso la madre, la scolarizzazione a _ e una permanenza minima di due volte la settimana presso il padre (una infrasettimanale, l'altra il fine settimana, alternativamente il sabato o la domenica). Contestualmente il Pretore ha – fra l'altro – condannato AP 1 a versare con effetto immediato un contributo di
fr. 3700.– mensili per la moglie, uno di fr. 1150.– mensili (ciascuno) per i figli E_ e F_ e uno di fr. 750.– mensili per la figlia A_ (senza cenno ad assegni familiari). Non sono state riscosse spese, ma il Pretore ha assegnato ad ogni coniuge un termine di 30 giorni per depositare la somma di
fr. 1500.– a garanzia degli oneri processuali presunti.
B.
Contro il decreto cautelare appena citato, AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 17 marzo 2017 per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo – la riduzione del contributo alimentare per la moglie a fr. 2154.30 mensili, quello per E_ a fr. 1136.45 mensili e quelli per F_ e A_ a fr. 741.15 mensili ciascuno. La richiesta di effetto sospensivo è stata respinta dal presidente di questa Camera con decreto del 24 marzo 2017. Nelle sue osservazioni del 12 maggio 2017 AO 1 ha proposto di respingere l’appello.
C.
Dopo vari tentativi di comporre la lite in via amichevole, il 12 giugno 2019 AP 1 ha comunicato a questa Camera di ritirare l'appello, le parti avendo raggiunto nel frattempo
(il 7 giugno 2019) un accordo completo
sugli effetti del divorzio.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).
2.
Desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira
un appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle
spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC). Nulla impedisce alle parti tuttavia di accordarsi in proposito e di convenire un'altra chiave di suddivisione, segnatamente in materia di ripetibili. In concreto, le parti hanno concordato – nella loro convenzione del 7 giugno 2019, prodotta agli atti – di lasciare le spese processuali a carico di chi le aveva anticipate e di compensare le ripetibili. Non v'è ragione per scostarsi da tale accordo in questa sede. L
'ammontare della tassa di giustizia è adeguatamente ridotto (art. 21 LTG), nondimeno, per tenere conto non solo del fatto che la procedura di appello si conclude senza sentenza, ma anche della buona volontà dimostrata dalle parti nel comporre la lite in via amichevole. Non si pone invece problema di ripetibili, le parti avendone pattuito la compensazione.