# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 6181b970-3067-547b-85e5-8b3a496e9f2d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 14 settembre 2021 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 8'252.10 oltre a interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 10 novembre 2021 è comparso il solo convenuto, che si è opposto all’istanza, rinviando alle sue osservazioni scritte del 30 ottobre 2021 e ribadendone le censure.
C.
Statuendo con decisione del 10 novembre 2021 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Il 18 novembre 2021 l’istante ha ritirato la domanda di fallimento.
E.
Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto
a questa Camera
con un reclamo del 22 novembre 2021
per ottenere l’annullamento del fallimento. Il reclamo non è stato intimato per osservazioni alla controparte, che con il ritiro della domanda ha perso ogni interesse degno di protezione.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è avvenuta
in concreto a RE 1 l’11 novembre 2021, il termine d’impugnazione
è scaduto domenica 21 novembre, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 22 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato
brevi manu
quello stesso giorno, il reclamo è dunque tempestivo. I documenti prodotti il 25 novembre 2021 sono invece tardivi e in ogni caso non sono decisivi (si veda sotto consid. 2).
2.
Il reclamante rimprovera anzitutto al Pretore di non aver tenuto conto della sua contestazione del credito vantato dalla CO 1
“ai sensi dell’art. 85a LEF”
. In realtà il primo giudice ha precisato a ragione che una siffatta contestazione non è atta a giustificare la reiezione della domanda di fallimento, ma andava fatta valere precedentemente (consid. 12), o meglio con un’opposizione al precetto esecutivo (art. 74 LEF) e nella successiva procedura di rigetto dell’opposizione (art. 79 segg. LEF). Vero è che il giudice del fallimento deve differire la sua decisione se il giudice adito con un’azione di accertamento dell’inesistenza o dell’inesigibilità del credito posto in esecuzione (art. 85a LEF) ha ordinato la sospensione (cautelare) dell’esecuzione (art. 173 LEF), ma nel caso in esame RE 1 non ha allegato né prodotto alcuna decisione di sospensione dell’esecuzione. La sua censura è pertanto infondata.
3.
Il reclamante ribadisce di essere
“solo un docente”
e di non essere pertanto soggetto alla via del fallimento. Asserisce che l’iscrizione a registro di commercio della sua ditta individuale _
ha ragioni unicamente di visibilità della propria attività di libero professionista, che a suo dire escluderebbe qualsiasi attività commerciale. Segnala del resto di aver chiesto e ottenuto la cancellazione della ditta individuale il 16 novembre 2021.
3.1
Secondo l’art. 39 cpv. 1 n. 1 LEF, l’esecuzione si prosegue in via di fallimento quando il debitore sia iscritto nel registro di commercio quale titolare di una ditta commerciale. È determinante esclusivamente l’iscrizione del debitore nel registro di commercio a prescindere dal genere dell’attività esercitata dal titolare della ditta individuale, che del resto può essere escusso in via di fallimento anche per i suoi debiti privati (sentenza della CEF 15.2006.46 del 13 giugno 2006, massimata in RtiD 2007 I 835 n. 52c). Il reclamante non contesta – e del resto è incontestabile – di essere stato iscritto nel registro di commercio come titolare della ditta individuale _
al
momento della presentazione della domanda di continuazione dell’esecuzione
(il 25 giugno 2021), momento determinante per l’applicazione dell’art. 39 LEF
(cfr. art. 40 cpv. 2 LEF; sentenza della CEF 15.2005.93 del 27 settembre
2005). Corretta, di conseguenza, la prosecuzione dell’esecuzione in via di fallimento.
3.2
Nulla cambia al riguardo la
successiva
cancellazione della ditta individuale il 16 novembre 2021. Del resto, le persone iscritte nel registro di commercio rimangono soggette alla procedura di fallimento ancora per sei mesi dalla pubblicazione della loro cancellazione da quel registro (art. 40 cpv. 1 LEF).
4.
RE 1 si duole che il Pretore non ha tenuto conto delle trattative in corso con l’istante, cui egli ha fornito una garanzia, tanto che la CO 1 ha ritirato la domanda di fallimento il 18 novembre 2021.
4.1
Il reclamante non dimostra che il Pretore sapeva o doveva sapere delle trattative in corso tra le parti. Dal verbale dell’udienza del 10 novembre 2021 non risulta che il reclamante ne abbia accennato e la relativa corrispondenza (doc. G accluso al reclamo) non pare essere stata comunicata alla Pretura. Per tacere del fatto che il fallimento dev’essere pronunciato in linea di massima seduta stante (art. 171 LEF).
4.2
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. I presupposti dell’art. 174 cpv. 2 LEF devono essere adempiuti e dimostrati entro la scadenza del termine di reclamo (DTF 136 III 295 consid. 3.2).
4.3
Nel caso in esame, il reclamante ha provato che l’istante ha ritirato la domanda di fallimento prima della scadenza del termine di reclamo. Il primo presupposto dell’art. 174 cpv. 2 LEF risulta quindi adempiuto.
4.4
Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il ritiro dell’istanza è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la Camera ha accertato d’ufficio (art. 255 lett. a CPC) che nei confronti del reclamante sono stati rilasciati ben 15 attestati di carenza di beni per una somma complessiva di oltre fr. 125'000.–. D’altronde, il reclamante ha cancellato la sua ditta individuale, ciò che non indizia a favore della sua solvibilità.
Ciò porta a concludere che il reclamante non dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai suoi impegni. In queste circostanze si può quindi affermare che l’incapacità di pagamento di reclamante appare più probabile della sua capacità di pagamento. Il presupposto della solvibilità non essendo stato reso verosimile, il reclamo va respinto e il fallimento di RE 1 confermato.
5.
Non essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere nuovamente pronunciato.
6.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’ufficio dei fallimenti, sono poste a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC).
Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.