# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2831eb6e-66d4-4d84-8400-5ceb705cf932
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Alla società RI 1 di _, attiva nel commercio ambulante (mercati), sono state corrisposte indennità per lavoro ridotto per il periodo 23 marzo 2020 (cfr. STCA 38.2021.53 dell’11 ottobre 2021).
La CO 1 (in seguito: Cassa) ha corrisposto alla società le indennità per lavoro ridotto relative al periodo da marzo ad agosto 2020 per complessivi fr. 16'858.75, e meglio:
-
fr. 1'483.90 per il mese di marzo 2020 (cfr. doc. 653)
-
fr. 6'262.20 per il mese di aprile 2020 (cfr. doc. 645)
-
fr. 6'262.20 per il mese di maggio 2020 (cfr. doc. 638)
-
fr. 950.15 per il mese di giugno 2020 (cfr. doc. 504)
-
fr. 950.15 per il mese di luglio 2020 (cfr. doc. 503)
-
fr. 950.15 per il mese di agosto 2020 (cfr. doc. 502).
1.2. Con decisione del 6 ottobre 2021 la Cassa ha chiesto alla RI 1 la restituzione di fr. 16'858.75, argomentando:
"
(...) Dall’intera documentazione agli atti e dagli scritti inoltrati dalla società alla Cassa, si prende atto come non vi sia un sistema di controllo delle ore e del tempo di lavoro.
Inoltre affinché sia riconosciuto il diritto alle ILR, il datore di lavoro è tenuto (Prassi LADI ILR marg. H1):
-
A versare ai lavoratori colpiti, il giorno usuale di paga, l’80% della perdita di guadagno;
-
Ad assumere a suo carico l’ILR per il periodo di attesa (PRASSI LADI ILR marg. C40 segg);
-
A pagare, per tutta la durata del lavoro ridotto, la parte intera dei contributi legalmente o contrattualmente dovuti alle assicurazioni sociali, corrispondentemente al tempo di lavoro normale; il datore di lavoro è autorizzato a dedurre dal salario le quote intere dei lavoratori, per quanto non sia convenuto altrimenti.
Alla luce di quanto sopra, quand’anche la società avesse avuto un sistema di controllo delle ore perse, la Cassa non avrebbe potuto riconoscere il diritto alla prestazione poiché la società non è stata in grado di dimostrare l’avvenuto versamento dei salari, anzi, finanche confermando come gli stessi non siano stati corrisposti ai dipendenti. (...).
Per i motivi sopraesposti, il diritto alle indennità di lavoro ridotto non era dovuto da marzo 2020 ad agosto 2020.
Vi invitiamo a voler restituire, tramite l’allegata polizza, l’importo di CHF 16'858.75 entro il termine di 30 giorni.” (cfr. doc. 83-85).
1.3. L’11 ottobre 2021 la RI 1 ha interposto opposizione contro la citata decisione, facendo valere che:
-
l’azienda non avrebbe orari di lavoro, poiché “
si comincia molto presto (intorno alle 5 del mattino) e si continua senza sosta per tutto il giorno (a volte non basta)
”;
-
i dipendenti della ditta non avrebbero “
cariche sociali, tutti lavorano all’unisono con unico scopo... l’azienda, il suo e il nostro futuro
”;
-
la società ha “
regolarmente e puntualmente pagato tutto e tutti (leasing, contributi, tassazioni, oneri sociali, fatturazioni, etc)
”;
-
“
i soci (...) in questi due anni di pandemia hanno utilizzato le loro scorte economiche personali, hanno riscattato le polizze assicurative personali, chiesto un finanziamento personale alla _ di _ (rate regolarmente in fase di restituzione)
”;
-
_ “
ha ricevuto dal Comune di _ i seguenti aiuti Ponte Covid: Aprile 2021 chf 1.000 – Maggio 2021 chf 1.000 – giugno 2021 chf 1.000 – Luglio 2021 chf. 2.000 – Agosto 2021 chf 2.000 – Settembre 2021 chf 2.000
”.
Quanto agli stipendi spettanti al personale attivo per la società, il socio e gerente della medesima, _ (cfr. estratto del Registro di commercio;
www.zefix.ch
), ha confermato “
quanto più volte detto e scritto in passato. I dipendenti di questa azienda in questi quasi due anni non hanno percepito stipendio o al massimo ricevuto piccoli anticipi quando vi erano disponibili risorse. Si è data la precedenza all’azienda che deve rimanere efficiente e pulita in attesa del ritorno alla normalità
”.
_ ha, inoltre, osservato di sapere “
per certo di soldi e aiuti pubblici dati a fontana a personaggi che non hanno i requisiti necessari, indipendenti che ricevono gli aiuti nonostante non abbiano mai smesso di lavorare, anzi che il loro lavoro è aumentato in modo esponenziale, gente che vive totalmente in assistenza e in modo regolare e continuo svolge attività di commerciante ambulante in barba a tutti i controlli e leggi
” (cfr. doc. 80-81).
1.4. Con decisione su opposizione del 9 novembre 2021 la Cassa ha confermato il provvedimento del 6 ottobre 2021, rilevando:
"
(...) Nel corso dell’istruttoria svolta dalla Cassa per determinare il diritto alla prestazione, ritenuto come la società ha presentato richieste discordanti tra loro sia per i periodi, per il personale coinvolto e il salario loro attribuito (tutte respinto con decisione del 30 giugno 2021 debitamente cresciuta in giudicato) è emerso, per stessa ammissione di _, che la società RI 1 non disponesse di un sistema di controllo delle ore del tempo di lavoro, così come non avesse versato i salari ai dipendenti per i mesi per i quali aveva domandato e ottenuto le ILR. (...)
Nella fattispecie, nell’ambito dell’istruttoria svolta dalla Cassa, _ ha dichiarato di non avere un reale sistema di controllo delle ore e del tempo di lavoro. In merito egli ha indicato che “
come per tutte le attività a conduzione familiare, non esiste un organigramma, non esiste un piano di lavoro, non esiste un grado di occupazione ... tutti si svegliano presto, e per il resto della giornata, si lavora tutti per portare a casa il massimo risultato e produttività. La nostra giornata tipo (caldo, freddo, neve o ghiaccio): sveglia, viaggia, montare e smontare gli stand, vendere, tornare a casa verificare in magazzino, sistemare le attrezzature, effettuare eventuali ordini e tutte le commissioni e/o faccende di una normale famiglia. Le buste paga che ci siamo prefissati, sono soltanto il risultato credibile e matematico tra entrate e uscite, null’altro...la nostra giornata tipo sappiamo quando inizia ma mai quando finisce.”
.
La Cassa del resto non può esimersi dal rimarcare anche, a sostegno della tesi dell’assenza di un sistema di controllo delle ore e del tempo di lavoro, che le domande di indennità per i mesi di ottobre e novembre 2020 (seppur non riconosciute; cfr. decisione del 30 giugno 2021), presentate con largo anticipo il 5 ottobre 2020, riportano il numero di ore perse per i dipendenti, allorché i mesi in questione non erano ancora conclusi.
Inoltre, a dimostrazione ancora una volta di come non vi sia un sistema di controllo attendibile delle ore e del tempo di lavoro in seno alla RI 1, la Cassa rimarca che le informazioni indicate nei formulari di richiesta di prestazioni relative al numero di ore dovute da _, a partire da giugno 2020, e nei formulari in cui vi è un aumento salariale, cozzano con le dichiarazioni rese in istruttoria dal signor _, secondo cui il mansionario e le funzioni della signora _ non hanno subito modifiche, in tal senso difficilmente si spiega l’aumento delle ore dovute indicate nei formulari di richiesta di prestazioni e attestate nelle tabelle annesse, basti evidenziare che per il solo periodo giugno 2020 per la signora _, la Cassa dispone di 3 versioni diverse relative alle ore dovute, rispettivamente perse:
-
Formulario del 12 ottobre 2020; 168 ore dovute e 134.4 ore perse;
-
Formulario del 30 giugno2020 (pervenuto il 5 ottobre 2020); 49 ore dovute, 49 ore perse;
-
Formulario del 30 giugno 2020 (pervenuto il 16 luglio 2020). 32ore perse.
In ogni caso, avendo il signor _ ammesso più volte l’assenza di un sistema di controllo delle ore e del tempo di lavoro (cfr. istruttoria della Cassa, ricorso del 2 luglio 2021 e anche opposizione dell’11 ottobre 2021), la questione è cristallina.
2. Oltre al fatto che non si può riconoscere il diritto alle ILR alle società che non dispongono, come nella presente fattispecie, di un sistema di controllo delle ore di lavoro, si osserva che affinché sia riconosciuto il diritto alle ILR il datore di lavoro è tenuto (PRASSI LADI ILR marg. H1):
-
A versare ai lavoratori colpiti, il giorno usuale di paga, l’80% della perdita di guadagno;
-
Ad assumere a suo carico l’ILR per il periodo di attesa (PRASSI LADI ILR marg.C40 segg.);
-
A pagare, per la durata del lavoro ridotto, la parte intera dei contributi legalmente o contrattualmente dovuti alle assicurazioni sociali corrispondentemente al tempo di lavoro normale; il datore di lavoro è autorizzato a dedurre dal salario le quote intere dei lavoratori, per quanto non sia convenuto altrimenti.
Alla luce di quanto sopra, quand’anche la società avesse avuto un sistema di controllo delle ore perse, la Cassa non avrebbe potuto riconoscere il diritto alla prestazione, in quanto _ ha dichiarato che il salario dei dipendenti della RI 1 non era stato versato, attendendo di ricevere le prestazioni domandate alla Cassa.
Infatti con scritto del 29 novembre 2020 il signor _ ha indicato che “(...)
da mesi non prendiamo stipendi
(...)”.
Il 6 dicembre 2020 il signor _ ha indicato che “S
ono mesi che non percepiamo stipendi pieni, siamo comunque riusciti a pagare tutto e tutti, grazie anche al prestito Covid 19 datoci dalla nostra banca, ai nostri risparmi, agli aiuti lavoro ridotto che ci avete dato a Marzo, aprile, Maggio e al finanziamento di chf 15.000 che mia figlia si è appena fatta rilasciare grazie alla sua busta paga
”.
Dall’istruttoria svolta dalla Cassa è inoltre emerso per dichiarazione stessa del signor _ che la società non ha versato alcuno stipendio ai dipendenti: “(...)
Le ripeto perché probabilmente le è ancora sfuggito ... non solo Ilaria, nessuno di noi quest’anno ha preso stipendio
(...)” (cfr. scritto del 2 aprile 2021 del signor _ alla Cassa).
Inoltre con scritto elettronico del 5 giugno 2021, in risposta a domande istruttorie della Cassa, il signor _ ha ribadito che “(...)
dal mese di giugno 2020 al mese di marzo 2021 la dipendente Ilaria _ non ha percepito alcun reddito, anzi, per le vostre mancanze, l’avete obbligata a dilapidare tutti i suoi risparmi, a richiedere un prestito in Banca e aiuti presso i suoi familiari
(...)”.
Ancora con l’opposizione dell’11 ottobre 2021, il signor _ ha nuovamente ribadito che la società non ha debitamente versato i salari ai suoi dipendenti nel periodo in cui sono state domandate e riconosciute le ILR.
3. Di conseguenza, ritenuto come non siano date le condizioni per l’ottenimento delle ILR, è a giusto titolo, conformemente a quanto disposto dall’art. 25 LPGA, che la cassa ha domandato la restituzione di quanto ottenuto indebitamente dalla RI 1 per il periodo da marzo a agosto 2020, corrispondente a complessivi CHF 16'858.75.” (cfr. doc. 47-54)
1.5. Il 22 novembre 2021 la RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo che all’azienda vengano riconosciuti “
i giusti aiuti voluti e concessi dal Consiglio federale e dai vari Cantoni
”. In particolare, a sostegno delle pretese societarie, _ ha fatto valere le seguenti argomentazioni:
"
(...) con la presente intendo fermamente contestare le decisioni in oggetto [ndr: “
OR ILR-COVID 156.2021 del 6 ottobre 2021
” e “OR – ILR- COVID 156b.2021 del 9 novembre 2021] prese dalla Cassa.
(...).
Questa Azienda ha regolarmente e puntualmente consegnato tutta la documentazione che di volta in volta e ripetutamente [ndr: veniva] richiesta.
Non metto in dubbio che vi possano essere stati degli errori, male interpretazioni o altro reperendo documenti che in continuazione vengono richiesti.
Questa Azienda non ha un ufficio contabile, un ufficio personale o un ufficio personale o un ufficio amministrativo, tutto viene fatto, prodotto da noi con tutti i nostri limiti.
Per parte del 2020 ci sono stati giustamente riconosciuti aiuti, poi, improvvisamente senza motivazioni o spiegazioni, tutto si è fermato e nonostante tutte le nostre missive e richieste di aiuto nulla ci è stato più dato.
Caso incredibile quello della dipendente _, per cui ci siamo rivolti a Voi per un contenzioso contro la Cassa CO 1 riguardante gli stipendi spettanti.
La ragazza da Giugno 2020 non riceve più gli aiuti, nonostante ne abbia tutti i diritti e nonostante le nostre decine di richieste di spiegazioni e solleciti.
Oggi, in data 15.11.2021 ricevo una loro decisione dove mi informano che le nostre richieste non vengono accettate in quanto non ci siamo opposti alla loro decisione del 30 giugno 2021, senza pensare che la nostra pratica era nelle vostre mani in attesa di decisione avvenuta in data 11 ottobre 2021 e quindi non potevamo rispondere a loro direttamente, cosa che abbiamo immediatamente fatto in data 30.10.2021 dopo la vostra sentenza.” (cfr. doc. I)
1.6. Con risposta del 9 dicembre 2021 la Cassa ha postulato la reiezione dell’impugnativa.
Sulla questione relativa alla decisione del 30 giugno 2021, con la quale la Cassa ha negato l’erogazione delle prestazioni richieste successivamente a giugno 2020 anche per _, la resistente ha osservato quanto segue:
"
(...) con missiva del 31 ottobre 2021, la società ha chiesto alla Cassa di evadere le richieste di prestazioni presentate per _ con un salario di CHF 1'100.- mensili. Con lettera del 15 novembre 2021 la Cassa ha osservato che tali richieste erano già state evase con decisione del 30 giugno 2021, debitamente cresciuta in giudicato. In data 22 novembre 2021, il medesimo giorno dell’invio del ricorso, la società ha inoltrato un’altra lettera alla Cassa nella quale ha nuovamente chiesto l’erogazione delle prestazioni per _.
(...) si precisa ancora una volta, quale ulteriore risposta alla missiva del 22 novembre 2021 della ricorrente, di aver già evaso tutte le richieste presentate dalla società ricorrente.”
L’amministrazione ha, poi, posto in evidenza che i motivi alla base della decisione su opposizione – cui ha rinviato – “
non sono affatto contestati dalla ricorrente
” (cfr. doc. III).
1.7. Con replica del 17 gennaio 2022 _ ha osservato quanto segue:
"
(...)
1)
(...) La Cassa ha erogato indennità per lavoro ridotto per i mesi marzo, aprile, maggio 2020 per tutti e tre i dipendenti per totali chf 13'954.20.
In data 06.11.2020 sono state versate indennità per lavoro ridotto per la sola dipendente Ilaria chf 2'850.45, per i mesi presunti di Giugno, Luglio e Agosto 2020, non abbiamo ricevuto la causale. Il 18.12.2020 abbiamo ricevuto indennità IPG per chf 3'260.50 “per mensilità non precisata” non abbiamo ricevuto la causale.
Il totale 2020 è stato chf 20'059.75 e non chf 16'858.75 come la cassa asserisce.
Dettaglio entrate riportato nell’allegato 1.
2)
(...) non condivido le motivazioni con cui la Cassa ha sempre visto ed evidenziato l’aumento di stipendio, una furbata atta al recupero di più soldi. Nonostante avessi dato ampie spiegazioni che hanno portato a questa decisione, mi sono rivolto a questo Spettabile Tribunale, che con sentenza del 11.10.2021 ha confermato le motivazioni avanzate dalla Cassa, non le ho condivise ma accettate con il massimo rispetto.
3)
(...) Abbiamo chiarito e spiegato sia verbalmente “al telefono” che per scritto numerose volte, sulle modalità e sulla gestione dell’azienda.
Essendo una piccola azienda familiare, non ci sono orari o turni, tutti facciamo tutto senza orari e senza limitazioni.
Anche per gli stipendi, più volte abbiamo cercato di spiegare:

## Considerations