# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7c4fc5ac-ec99-5fe5-ba97-d026bcaa5a8d
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto e in diritto
1.1 Con pronunzia 11 dicembre 2013, passata in giudicato – per quanto qui interessa – il 5 febbraio 2014, il Pretore del Distretto di _ ha sciolto per divorzio il matrimonio celebrato da AT 1 e CV 1 il 12 agosto 1994. Quo agli aspetti previdenziali, al punto n. 6 del dispositivo il Pretore ha stabilito, a norma dell’art. 122 CC, una ripartizione a metà dei rispettivi averi pensionistici accumulati durante il matrimonio (cfr. I, II).
1.2 Il 12/13 maggio 2014 il giudice del divorzio ha quindi rimesso la causa allo scrivente Tribunale (TCA) quale autorità giudiziaria competente ai sensi degli artt. 25a cpv. 1 LFLP e 73 cpv. 1 LPP, per il calcolo del quantum da trasferire (cfr. art. 281 cpv. 3 CPC in vigore dal 1. gennaio 2011 e art. 142 cpv. 2 CC in vigore sino al 31 dicembre 2010; cfr. II).
1.3 Il TCA ha quindi chiesto agli ex coniugi _ ed agli istituti di previdenza e di libero passaggio interessati (in particolare la AT 2 e la CV 2) di determinarsi al proposito, rispettivamente di fornire le informazioni necessarie ai fini del giudizio (art. 25a cpv. 2 LFLP). Delle rispettive prese di posizione si dirà, per quanto occorra, nei considerandi che seguono.
2.1 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione monocratica ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (cfr., pro multis, STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).
2.2 Competente ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente Tribunale quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'art. 73 LPP (art. 25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l'art. 25a cpv. 2 LFLP oltre agli istituti di previdenza possono essere parte nella procedura anche gli istituti di libero passaggio (DTF 130 V 111;
Schneider/Bruchez
, La prévo-yance professionnelle et le divorce, in: Le nouveau droit du divorce, CEDIDAC 41, 2000, p. 253;
Geiser/Senti
, in
Schneider/ Geiser/Gächter
(ed.)
Commentaire LPP e LFLP, 2010, ad art. 25a n. 9/10 pp. 1653s; cfr. art. 73 cpv. 1 lett. a LPP).
2.3 Giusta l’art. 22 cpv. 1 LFLP in caso di divorzio le prestazioni d'uscita acquisite durante il matrimonio sono divise conformemente agli artt. 122, 123 CC e agli artt. 280 e 281 CPC (rispettivamente, sino al 31 dicembre 2010, conformemente agli artt. 141 e 142 CC). Per l’art. 22 cpv. 2 LFLP la prestazione d'uscita da dividere corrisponde per ciascun coniuge alla differenza tra la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento del divorzio e la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento della celebrazione del matrimonio. Alla prestazione d'uscita e all'avere di libero passaggio esistenti al momento del matrimonio vanno aggiunti gli interessi dovuti al momento del divorzio. I pagamenti in contanti effettuati durante il matrimonio non sono computati.
Per la ripartizione degli averi previdenziali in caso di divorzio determinante è di principio la data della crescita in giudicato (formale) della relativa sentenza (DTF 132 V 236).
L’art. 22a LFLP disciplina le modalità di calcolo della prestazione d’uscita esistente al momento del matrimonio in caso di matrimoni anteriori al 1. gennaio 1995. Il citato disposto di legge presuppone, tra l'altro, l'esistenza di averi previdenziali al momento del matrimonio, in caso contrario non vi è prestazione di uscita e tutto l'avere di vecchiaia va considerato accumulato durante il matrimonio (
Vetterli/Keel
, Die Aufteilung der beruflichen Vorsorge in der Scheidung, in AJP 1999, p. 1623; STCA 34.00.27-28 del 12 marzo 2001).
A norma dell'art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione d'uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giu-dice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 della LPP deve procedere d'ufficio alla divisione sulla base della chiave di ripartizione determinata dal giudice del divorzio
(la chiave di ripartizione decisa dal giudice del divorzio è vincolante per il giudice di cui agli artt. 25a LFLP e 73 LPP; DTF 132 V 337, 130 III 341, 128 V 46 e STF B 48/06 dell’8 marzo 2007)
, non appena gli sia stata deferita la controversia; sia i
coniugi che gli istituti di previdenza professionale hanno qualità di parte in questa procedura. Il giudice impartisce loro un termine adeguato per inoltrare le rispettive conclusioni. In assenza di conclusioni il giu-dice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del Codice civile svizzero del 15 novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46).
2.4 L
e prestazioni suscettibili di essere divise nella presente sede ai sensi degli artt. 122 CC e 22 e segg. LFLP sono le pretese che derivano da un rapporto di previdenza sottomesso alla LFLP, così come i conti o le polizze di libero passaggio ai sensi della OLP (RS 831.425). Si tratta quindi di prestazioni della previdenza professionale obbligatoria
(pilastro 2A) e della previdenza
più estesa (pilastro 2B). Non rientrano invece nel campo d’applica-zione di suddette norme le prestazioni sia del primo (AVS) che del terzo pilastro (3A e 3B) (sul punto v. in particolare STF B 128/05 del 25 luglio 2006;
Schneider/Bruchez
, La prévoyance professionnelle et le divorce, cit., p. 215;
Stauffer
, Berufliche Vorsorge, 2005, p. 449 n. 1203).
2.5
2.5.1 D
alla documentazione acquisita agli atti e dalle (incontestate) dichiarazioni di parte risulta che AT 1, già assicurato all’allora _ e, a far tempo dal 1. maggio 2010, assicurato alla AT 2 (cfr. IX), nel periodo determinante ai fini del presente giudizio, ossia dalla data del matrimonio sino al passaggio in giudicato del divorzio, ha accumulato un avere pre-videnziale divisibile di CHF 244'924.10, importo rettamente calcolato dall’attuale istituto di previdenza tenendo conto anche de-gli interessi maturati sino al divorzio sulla prestazione presente al momento del matrimonio (cfr. VI/bis; cfr. supra consid. 2.3).
2.5.2 AT 1, che al momento del matrimonio non risulta disponesse di averi previdenziali, è stata invece assicurata la prima volta da novembre 2008 ad agosto 2010, la seconda da settembre 2009 ad agosto 2012, all’_ (già _). L’avere complessivo ivi accumulato, incluso il capitale previdenziale precedentemente acquisito e depositato, sino all’entrata nel suddetto istituto di previdenza cantonale su una polizza di libero passaggio di _ (cfr. VII/5), è stato trasferito nel marzo 2013 su un conto di libero passaggio della CV 2, dove alla crescita in giudicato del divorzio l’ex coniuge disponeva di un avere divisibile di CHF 64'030.52 (cfr. XI).
2.5.3 Dal fascicolo non si evince per il resto che durante il matrimonio siano stati effettuati prelievi anticipati per il finanziamento dell’a-bitazione giusta l’art. 30c LPP, ciò che avrebbe di principio influito sulla determinazione degli averi previdenziali da ripartire (sul punto cfr. DTF 133 V 29, 132 V 332).
2.5.4
Richiamata la chiave di ripartizione stabilita dal Pretore (cfr. supra consid. 1.1), a favore di CV 1 spetta quindi a saldo (art. 122 cpv. 2 CC; DTF 129 V 254) un accredito di CHF 90'446.80 ([244'924.10 – 64'030.52] : 2).
2.6 Per applicazione analogica degli articoli 3 a 5 LFLP, l'avere cui il coniuge ha diritto deve essere trasferito nella forma vincolata di prestazione di libero passaggio ai sensi della LFLP e non versato in contanti (art. 22 cpv. 1 LFLP;
Schneider/Bruchez
, in SVZ 2000, p. 258). L'importo dovuto deve quindi essere accreditato o a un istituto di previdenza o su un conto o polizza di libero passaggio (STF 9C_610/2010 del 6 dicembre 2010).
La somma di CHF 90'446.80, unitamente agli interessi compensativi
–
al tasso minimo (per quanto concerne la parte obbligatoria; STF 9C_227/2009 del 25 settembre 2009) di cui ai combinati artt. 8a cpv. 1 OLP e 12 OPP2, rispettivamente, nella misura in cui superiore, a quello praticato dall'istituto debitore
–
maturati a far tempo dal 5 febbraio 2014 e sino al momento dell'effettivo trasferimento (DTF 129 V 255;
STFA B 73/02 dell’8 aprile 2003, B 113/02 dell’8 luglio 2003),
dovrà pertanto essere accreditata, da parte della AT 2, a favore di CV 1 sul conto di libero passaggio ad essa intestato presso l’CV 2.
In caso di mancato versamento nel termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato del presente giudizio, rispettivamente, in ca-so di ricorso al Tribunale federale, dalla pronuncia della relativa sentenza, saranno inoltre dovuti, sull'ammontare della prestazio-ne d'uscita e relativi interessi compensativi, interessi di mora giusta i combinati articoli 7 OLP e 12 OPP2 (DTF 129 V 257; STFA B 105/02 del 4 settembre 2003).
2.7 La procedura è gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP, art. 29 cpv. 1 Lptca). Non si assegnano ripetibili.

## Considerations