# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 3efc7a48-6a0e-5650-b1a1-eaa93465d914
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ _ la AO 1 ha chiesto il fallimento di
AP 1 per il mancato pagamento di fr. 3'939.65
oltre interessi e spese.
B.
All’udienza di contraddittorio del 26 maggio 2008 nessuno è comparso.
Con sentenza 4 giugno 2008 il Pretore della _ ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 10.00.
D. Con l’appello AP 1 ha asserito di avere saldato l’esecuzione in esame, producendo una ricevuta 13 giugno 2008 _ relativa al deposito di fr. 4'000.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. _ promossa dall’istante (doc. B). In merito al saldo delle ulteriori procedure scoperte, AP 1 ha affermato che _ avrebbe fatto pervenire un piano di rientro con pagamenti mensili.

## Considerations

Considerato
In diritto
1
.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b)
Dalla ricevuta _ (doc. B) emerge che l’appellante ha depositato il 13 giugno 2008 fr. 4'000.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. _ e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto delle esecuzioni _ al 15 luglio 2008 si evince che nei confronti dell’appellante sono pendenti 9 esecuzioni, esclusa quella in oggetto, per un valore complessivo di fr. 23'851.35. In tre procedure l’escussa non ha interposto opposizione, per cui trattasi di debiti riconosciuti. Determinante è però che per quattro ulteriori procedure, nel corso di quest’anno, sono già stati emessi gli avvisi di pignoramento, il che porta a concludere che l’appellante non dispone della liquidità sufficiente a far fronte ai suoi impegni. In base a queste considerazioni il presupposto della solvibilità non appare reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
2.
L'appello va respinto.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62 cpv. 1 OTLEF).