# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8d1fe9e8-2d87-5866-be73-3f300b24e958
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto che con scritto del 30 giugno 2005 la Cassa malati CO 1 ha informato RI 1, affiliato per l’assicurazione di base contro le malattie, di sospendere, in virtù dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, a causa dei numerosi attestati di carenza beni rilasciati nei suoi confronti, il pagamento delle prestazioni derivanti dall’assicurazione sociale (doc. 6). Copia della lettera è stata trasmessa all’Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS), “
quale avviso all’autorità d’assistenza sociale competente per il canton Ticino
.” (doc. 6). Nel corso del mese di luglio 2005 l’assicurato ha chiesto alla Cassa l’emanazione di una decisione formale (doc. 7). Il 4 agosto 2005 la Cassa ha emanato l'atto tramite il quale ha confermato la sospensione del pagamento delle prestazioni in applicazione degli art. 90 cpv. 3 e 4 vOAMal, nonché 12 cpv. 2 CGA, poiché vi sarebbero 7 attestati di carenza beni (ACB) emessi dal _ non ancora interamente pagati (doc. 8),
in seguito alle contestazioni dell’interessato il 25 ottobre 2005 CO 1 ha emanato la decisione su opposizione, confermando la sospensione del pagamento delle prestazioni, poiché non sarebbero ancora stati pagati 2 ACB (doc. 10),
il 18 novembre 2005 RI 1 ha inoltrato tempestivo ricorso al TCA (doc. I),
con risposta del 30 novembre 2005 la Cassa ha proposto di respingere il ricorso (doc. III), mentre l’UAM, con scritto del 12 dicembre 2005, ha auspicato l’accoglimento dell’impugnativa (doc. VI),
l’UAM ha affermato:
"
in casu l’assicuratore malattie vanta crediti che discendono da due ACB:
nel primo caso (ACB n. _) l’incarto non è mai stato trasmesso a questa autorità;
nel secondo caso (ACB n. _) si tratta di premi perenti per palese negligenza dell’assicuratore in fatto di tempestività dell’inoltro della pretesa (premi maggio/giugno 1999; ACB ottenuto dall’assicurazione in data _; richiesta a UAM in data 8.06.2004)." (doc. VI)
con scritto 4 gennaio 2006 il TCA ha rammentato all’assicuratore l’obbligo di fornire le prestazioni derivanti dall’assicurazione di base all’assicurato pendente causa, non avendo tolto l’effetto sospensivo al ricorso (doc. IX),
dopo aver effettuato alcuni accertamenti, il TCA ha convocato le parti, che sono state sentite in data 5 luglio 2006 alla presenza del _ (doc. XIX),
sulla base delle risultanze dell’udienza, il TCA ha svolto accertamenti presso la Cassa, l’UAM e _ per stabilire la data esatta di inoltro dell’ACB _, non ottenendo una risposta soddisfacente (doc. da XXI a XXV),
il 22 settembre 2006 la Cassa ha trasmesso al TCA un scritto tramite il quale ha affermato che “
sulla base della riconsiderazione della nostra decisione su opposizione del 25 ottobre 2005, il contendere della causa concernente l’incarto sopraccitato è divenuto privo d’oggetto
” ed ha allegato una “
decisione di riconsiderazione della nostra decisione su opposizione del 25 ottobre 2005 passibile di opposizione conformemente all’art. 49 LPGA
”, tramite la quale l’assicuratore ha affermato di revocare la decisione impugnata e ha confermato “
l’avvenuto pagamento delle prestazioni dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie maturate durante il periodo di sospensione
” (doc. XXIX bis),
chiamato a presentare osservazioni scritte in merito l’assicurato è rimasto silente (doc. XXX),
l’UAM in data 13 ottobre 2006 ha informato il TCA di aver pagato l’ACB _ vista l’estrema particolarità della situazione e considerato “
sia le zone d’ombra che non sono state definitivamente fugate (in questo caso nemmeno dall’assicuratore malattie), sia il fatto che in discussione vi è il riconoscimento delle prestazioni medico-sanitarie per un cittadino, a titolo di transazione lo scrivente Ufficio assumerà il credito scoperto legato all’ACB n. _. In questo senso ha dato comunicazione all’assicuratore malattie attraverso il già citato scritto 22 settembre 2006, che qui si allega. Nel frattempo l’assicuratore malattie ha già trasmesso gli atti e il pagamento afferente ha già avuto corso.
” (doc. XXXI)
l’UAM ha allegato uno scritto trasmesso dalla Cassa all’assicurato in data 18 settembre 2006, con il quale il ricorrente è stato informato che:
"
in data 30 giugno 2005 vi abbiamo inviato una lettera per informarvi che sospendevamo il pagamento delle prestazioni in virtù dell’art. 90 cpv. 4 OAMal (Ordinanza sull’assicurazione malattie).
Abbiamo fatto valere i nostri diritti davanti al tribunale Federale della Assicurazioni, il quale ha emesso delle sentenze a nostro sfavore. Perciò vi informiamo di quanto segue: Con la presente ristabiliamo il vostro diritto al rimborso delle prestazioni, nonostante la presenza di eventuali arretrati, sempre che questi ultimi siano anteriori il 1° gennaio 2006, poiché essi sono legati alla vecchia legislazione valida fino al 31 dicembre 2005 (articolo 90 OAMal cpv. 4).
Il 1° gennaio 2006 è entrato in vigore l’articolo 64a LAMal (legge federale sull’assicurazione malattie), il quale prevede al capoverso 2:”Se, nonostante la diffida, l’assicurato non paga e se è già stata depositata una domanda di continuazione dell’esecuzione per debiti, l’assicuratore sospende l’assunzione dei costi delle prestazioni finché i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese d’esecuzione non sono stati pagati integralmente...”
Applicheremo l’articolo 64a per tutti gli arretrati dei premi e/o delle partecipazioni dal 1° gennaio 2006 che sottostanno alle direttive di questa nuova legislazione” (doc. XXXI/B),
la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell
'
articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00),
a norma dell'art. 53 cpv. 3 LPGA l'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso,
l'amministrazione può rivedere la decisione impugnata solo fino alla presentazione della risposta. Tale condizione temporale è adempiuta se il nuovo provvedimento viene trasmesso all'istanza di ricorso entro il termine per l'inoltro della risposta (cfr. R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im Sozialversicherungsrecht oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997, pag. 457; DTF 109 V 236 consid. 2).
Una decisione resa dopo questo termine assume per contro unicamente il carattere di una proposta indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova valutazione (Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992 pag. 123 consid.
5, RCC 1989 pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V 236; Spira, "Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale" in RJN 1984, pag. 23).
L'art. 3a della Legge di procedura per i ricorsi al TCA enuncia i medesimi principi.
Questa norma prevede che l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione impugnata.
Essa notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al Tribunale (art. 3a cpv. 2 LPTCA),
quest'ultimo continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase LPTCA),
come esposto sopra, l'amministrazione può riconsiderare pendente lite una decisione contestata soltanto fino al momento dell'inoltro della risposta di causa. Un provvedimento emanato successivamente vale unicamente come proposta al Giudice,
nel caso di specie, il 30 novembre 2005 la Cassa ha inoltrato al TCA la propria risposta di causa, chiedendo la reiezione del ricorso (doc. III),
solo in seguito, il 22 settembre 2006, l’assicuratore ha emanato una decisione di riconsiderazione alla quale ha allegato una lettera di accompagnamento tramite la quale ha revocato ogni e qualsiasi sospensione per i debiti anteriori al 31 dicembre 2005 e ripristinato il pagamento delle prestazioni (doc. XXXI/B),
in queste condizioni il TCA è tenuto ad entrare nel merito del ricorso,
con pronunzia del 10 luglio 2006 nella causa S. (K 38/06) e ulteriori 11 sentenze tutte del 26 luglio 2006 (K 23/06; K 42/06; K 41/06; K 40/06; K 37/06; K 36/06; K 35/06; K 31/06; K 39/06; K 45/06 e K 79/06), il TFA ha confermato le decisioni di questo Tribunale che ha giudicato inammissibile l’agire delle Casse malati appartenenti al _ che hanno sospeso il pagamento delle prestazioni derivanti dalla LAMal a diversi assicurati, senza aver ottenuto dall’autorità cantonale competente (UAM) la conferma scritta del rifiuto di assumersi gli importi rimasti impagati,
nella prima sentenza del 10 luglio 2006 (K 38/06) il TFA ha in particolare affermato:
"
nella versione applicabile nell'evenienza concreta, in vigore fino al 31 dicembre 2005 (
DTF 129 V 4
consid. 1.2 con riferimenti), l'art. 90 OAMal dispone al cpv. 1 dover i premi essere pagati mensilmente.
Per il cpv. 3 del disposto se, nonostante diffida, l'assicurato non paga
premi o partecipazioni ai costi scaduti, l'assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l'assicuratore ne informa la competente autorità sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che prevedono la previa notifica all'autorità preposta alla riduzione dei premi.
L'art. 90 cpv. 4 OAMal prevede poi che dopo la notifica dell'attestato di carenza di beni e l'avviso all'autorità d'assistenza sociale, l'assicuratore può sospendere la rimunerazione delle prestazioni finché i premi, le partecipazioni ai costi, gli interessi di mora e le spese d'esecuzione non siano stati interamente pagati. Se questi sono pagati, l'assicuratore assume i costi delle prestazioni fornite durante il periodo di sospensione.
(...)
Come sempre menzionato dal primo giudice, il Tribunale federale delle assicurazioni in
DTF 129 V 455
ha stabilito che la sospensione remunerativa delle prestazioni termina con il pagamento di quei premi, incluse le spese accessorie, che hanno fatto l'oggetto dell'attestato di carenza di beni all'origine dell'avvio della procedura con l'autorità di assistenza sociale e della sospensione delle prestazioni.
Il giudice di prime cure ha infine rilevato come questa Corte avesse poi statuito dover l'ufficio cantonale preposto essere messo in condizione di effettuare i pagamenti a favore della persona assicurata prima di procedere alla compensazione di premi impagati con prestazioni (RAMI 2003 no. KV 234 pag. 7 [sentenza del 22 ottobre 2002 in re B., K 102/00]).
(...)
La giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni in materia di compensazione dei premi, secondo la quale quando una cassa intende compensare premi impagati con prestazioni a suo carico essa deve mettere l'ufficio assistenziale preposto nella condizione di poter pagare prima di procedere con la compensazione, deve trovare applicazione pure quando si tratti di sospendere il pagamento di ogni prestazione derivante dalla LAMal. Come considerato dall'autorità giudiziaria cantonale, la misura della sospensione è infatti nettamente più incisiva e maggiormente gravida di conseguenze per l'assicurato rispetto a quella della compensazione.
Nell'evenienza concreta la Cassa malati X non ha dato all'autorità competente l'occasione di determinarsi circa le misure da prendersi, la Cassa essendosi limitata a trasmettere all'Istituto cantonale delle assicurazioni sociali copia della lettera all'assicurato con cui essa gli comunicava che non avrebbe più corrisposto prestazioni. Come considerato dal primo giudice, simile modo di procedere non era certamente ammissibile, all'autorità preposta occorrendo ovviamente un certo tempo per esaminare il caso: l'ordinanza del resto indica esplicitamente che solo dopo l'avviso all'autorità d'assistenza sociale l'assicuratore può sospendere la rimunerazione delle prestazioni.
A ciò si aggiunge di transenna che se anche l'art. 90 cpv. 4 OAMal è silente sulle modalità e i tempi in cui l'autorità di assistenza sociale deve intervenire, l'art. 85e del regolamento cantonale della legge sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie del 18 maggio 1994 (RL/TI 6.4.6.1.1), nel suo tenore applicabile in concreto, in vigore dal 1° gennaio 2005, senza entrare in conflitto con il diritto federale (cfr. per analogia RAMI 2003 no. KV 234 pag. 12 consid. 6.2) precisa chiaramente che l'assicuratore può applicare la sospensione della rimunerazione delle prestazioni nei confronti di un determinato assicurato in mora solo dopo avere ricevuto la conferma scritta dell'Istituto delle assicurazioni sociali - autorità competente in forza dei combinati disposti di cui agli art. 20 cpv. 1 della legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 (LCAMal; RL/TI 6.4.6.1) e 82 del regolamento di applicazione - di sospensione del pagamento dei crediti irrecuperabili. Ora, risulta dagli atti che l'assicuratore ricorrente ha decretato la sospensione prima di ricevere una tale conferma.
(...)
Ad ogni buon conto l'atteggiamento della cassa ricorrente stupisce questa Corte, come ha stupito il Tribunale cantonale, nella misura in cui, per asseriti ritardi delle amministrazioni competenti, fa correre ad assicurati il rischio di non poter se del caso beneficiare delle necessarie prestazioni, questo in manifesto contrasto con gli intenti del legislatore che con la LAMal voleva garantire all'insieme della comunità degli assicurati una copertura di principio esente da lacune.
Il modo di procedere degli organi dell'assicuratore è tanto più sorprendente quando si consideri che dagli atti emerge non essersi di principio l'ufficio preposto opposto al rimborso.",
nelle sentenze del 26 luglio 2006 il TFA ha poi ribadito:
"
(...)
Come nella precitata vertenza, anche nella presente evenienza l’assicuratore malattia non ha dato all’autorità competente l’occasione di determinarsi circa le misure da prendersi, la ricorrente essendosi limitata a trasmettere all’Istituto cantonale delle assicurazioni sociali copia della lettera all’assicurato con cui essa gli comunicava che non avrebbe più corrisposto prestazioni. A prescindere dall’incompatibilità di tale operato con il diritto cantonale di esecuzione, che precisa chiaramente che l’assicuratore può applicare la sospensione della rimunerazione delle prestazioni nei confronti di un determinato assicurato in mora solo dopo avere ricevuto la conferma scritta dell’Istituto delle assicurazioni sociali di sospensione del pagamento dei crediti irrecuperabili (sentenza citata del 10 luglio, consid. 3 in fine) e dalla presenza di altri vizi formali evidenziati dal primo giudice (tardiva presentazione degli attestati di carenza beni all’autorità preposta), simile modo di procedere è anche altrimenti inaccettabile, l’ordinanza federale indicando esplicitamente che solo dopo l’avviso all’autorità d’assistenza sociale l’assicuratore può sospendere la rimunerazione delle prestazioni.”
(K 79/06)
in concreto la situazione è analoga a quella giudicata dal TFA. Infatti, la Cassa non ha dato all'autorità competente l'occasione di determinarsi circa le misure da prendersi, essendosi limitata a trasmettere all'Istituto cantonale delle assicurazioni sociali copia della lettera all'assicurato con cui essa gli comunicava che non avrebbe più corrisposto prestazioni. Simile modo di procedere non era certamente ammissibile, all'autorità preposta occorrendo ovviamente un certo tempo per esaminare il caso: l'ordinanza del resto indica esplicitamente che solo dopo l'avviso all'autorità d'assistenza sociale l'assicuratore può sospendere la rimunerazione delle prestazioni,
va poi evidenziato che nel caso di specie la Cassa ha sospeso il pagamento delle prestazioni derivanti dalla LAMal sulla base di due ACB che sarebbero rimasti impagati,
per quanto concerne il primo ACB (n. _) con scritto del 12 dicembre 2005 l’UAM ha affermato che:
"
(...) l’incarto non è mai stato trasmesso a questa Autorità;" (Doc. VI)
per cui l’autorità cantonale non ha rifiutato il pagamento delle prestazioni in arretrato, ma, non avendo ricevuto l’ACB in questione, neppure ha potuto esaminare la fondatezza della pretesa,
a questo proposito va rilevato come dal verbale del 5 luglio 2006 emerge che “
per quanto concerne l’ACB _ il sig. _ prende atto del rilievo del sig. _ secondo cui mai è stato presentato all’amministrazione cantonale per il relativo pagamento e si impegna ad eseguire le doverose verifiche ed a comunicare quanto prima la presa di posizione dell’assicuratore.
” (doc. XIX),
l’assicuratore non ha più preso posizione in merito e non ha contestato di non aver trasmesso il citato ACB all’UAM per il pagamento,
per quanto concerne invece il secondo ACB, pendente causa, in seguito agli accertamenti effettuati da questo Tribunale, l’UAM ha proceduto al suo pagamento (cfr. doc. XXXI),
in queste circostanze, alla luce della citate STFA e dei motivi ivi indicati, nonché delle relative STCA (cfr. STCA del 23 gennaio 2006 nella causa C., inc. 36.2005.210, STCA del 30 gennaio 2006 nella causa B., inc. 36.2005.179, STCA del 30 gennaio 2006 nella causa S., inc. 36.2005.193, STCA del 30 gennaio 2006 nella causa B., inc. 36.2005.167, STCA del 2 febbraio 2006 nella causa P., inc. 36.2005.195, STCA del 1 febbraio 2006 nella causa C., inc. 36.2005.198, STCA del 2 febbraio 2006 nella causa B., inc. 36.2005.204, STCA dell’8 febbraio 2006 nella causa D., inc. 36.2005.233, STCA dell’8 febbraio 2006 nella causa S., inc. 36.2005.224, STCA del 9 febbraio 2006 nella causa G., inc. 36.2005.186, STCA del 13 febbraio 2006 nella causa M., inc. 36.2005.218, STCA del 21 febbraio 2006 nella causa S., inc. 36.2005.225, STCA del 22 febbraio 2006 nella causa P., inc. 36.2005.178, STCA del 22 febbraio 2006 nella causa P., inc. 36.2005.223, STCA del 20 febbraio 2006 nella causa V., inc. 36.2005.199, STCA del 28 febbraio 2006 nella causa G., inc. 36.2005.235, STCA del 1 marzo 2006 nella causa G., inc. 36.2005.207, STCA del 20 marzo 2006 nella causa C., inc. 36.2006.40, STCA del 2 giugno 2006 nella causa D., inc. 36.2006.50 + 81), il ricorso deve essere accolto e la decisione impugnata annullata,
inoltre sia con la lettera del 18 settembre 2006, che con decisione di riconsiderazione del 22 settembre 2006 (cfr. doc. XXXI B e XXIX + Bis) l’assicuratore ha chiaramente manifestato la propria intenzione di voler annullare la sospensione del pagamento delle prestazioni derivanti dalla LAMal,
vista la particolarità del caso e l’attitudine della Cassa in questa precisa fattispecie, si prescinde eccezionalmente dal prelievo delle tasse e delle spese che in altri casi simili al presente sono stati accollati alla Cassa per l’atteggiamento superficiale dimostrato in precedenza,
copia della presente va trasmessa anche all’IAS, quale parte interessata.

## Considerations