# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 81377805-0c85-5561-879c-d6d324640bb8
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2002
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto
:
A.
_ _ (1918), vedovo, è deceduto ad Airolo il 1° ottobre 2000, lasciando come eredi i figli _ _ e _ _. Il 29 gennaio 2001 _ _ ha convenuto la sorella davanti al Pretore del Distretto di _, chiedendo la riduzione delle liberalità e degli anticipi ereditari disposti dal padre, con reintegrazione della sua porzione legittima. Con risposta del 14 maggio 2001 _ _ ha postulato il rigetto della petizione. Nei successivi allegati le parti hanno sostanzialmente confermato le loro domande.
B.
All'udienza preliminare del 24 settembre 2001 l'attore ha notificato numerosi mezzi di prova, tra cui quattro domande di edizione (nei confronti della _ _ _ _ a _a, dell'assicurazione _ /_ _ di _ e della Cassa AVS _ di _) e due richiami di documenti da pubbliche autorità (l'Ufficio imposte di successione e donazione, _, e la stessa Pretura di _). La convenuta ha offerto a sua volta numerosi mezzi di prova, opponendosi tanto alle edizioni quanto ai richiami dell'attore.
C.
Con ordinanza sulle prove del 22 ottobre 2001 il Pretore ha ammesso, tra l'altro, l'edizione dalla _ _ _ _ della documentazione relativa a due libretti di risparmio, dall'assicurazione _ /_ _ dei documenti relativi alla pensione previdenziale di _ _ e dalla Cassa AVS _ dei documenti relativi alla rendita erogata a suo tempo. Il Pretore ha ammesso altresì i richiami dall'Ufficio delle imposte di successione e donazione e dalla Pretura di _.
D.
Contro l'accoglimento delle edizioni e dei richiami _ _ è insorta con un appello del 12 novembre 2001 nel quale chiede – previo conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso – che tali mezzi di prova siano respinti. Il Pretore ha accordato all'appello effetto sospensivo il 16 novembre 2001. Nelle sue osservazioni del 5 dicembre 2001 _ _ propone di respingere l'appello e di confermare l'operato del Pretore.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Per l'art. 182 cpv. 1 CPC il giudice stabilisce con ordinanza le prove che ammette, fissando l'ordine e la data d'inizio della loro assunzione. Tale ordinanza, come tutte le ordinanze, è inappellabile (art. 95 cpv. 1 CPC; Rep. 1974 pag. 407). Per quanto riguarda invece la domanda di edizione, il giudice statuiva – fino al 31 marzo 2001 – mediante decreto (art. 213
bis
cpv. 1 CPC cui rinviava l'art. 182 cpv. 6), ovvero con decisione appellabile (art. 96 cpv. 2 CPC). L'art. 213
bis
cpv. 1 CPC è stato sostituito il
1° aprile 2001 dall'art. 213
a
CPC (BU 2001 pag. 55), stando al quale su una domanda di edizione verso la controparte il giudice statuisce ora con
ordinanza
, mentre continua a decidere con decreto le domande di edizione verso terzi. Il nuovo art. 213
a
CPC è applicabile, dal 1° ottobre 2001 (BU 2001 pag. 379), a tutti i processi pendenti al momento della sua entrata in vigore (art. 515 cpv. 1 nCPC; I CCA, sentenza del 12 dicembre 2001 nella causa H., consid. 2).
2.
In concreto il Pretore ha ammesso tanto le edizioni quanto i richiami. Ora, nella misura in cui riguarda i richiami (art. 215 CPC), la decisione del Pretore è manifestamente un'ordinanza, e come tale inappellabile. Nella misura invece in cui riguarda l'edizione di documenti da terzi, essa è un decreto, di principio impugnabile. Il problema è che nella fattispecie appellante non è il terzo interessato, bensì la convenuta, la quale sostiene che negli allegati preliminari l'attore si è limitato a indicare le prove in questione con la generica formula “richiamo di documenti”, insufficiente sotto il profilo dell'art. 165 cpv. 2 lett. e CPC. Il quesito è di sapere anzitutto, ciò posto, se la convenuta sia legittimata ad appellare il decreto.
3.
Con la modifica legislativa del 1° aprile 2001 il legislatore ha inteso semplificare l'istituto dell'edizione di documenti, tanto dalla controparte quanto da terzi (Messaggio n. _del 23 febbraio 1999, pag. 1). Ha in particolare soppresso la possibilità, per le parti, di impugnare la decisione del Pretore, decisione che già prima poteva essere appellata solo per motivi inerenti all'esame dei requisiti peculiari dell'edizione sanciti dagli art. 206 seg. vCPC (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 213
bis
con riferimenti). La legittimazione a impugnare i giudizi del Pretore su domande di edizione è ora riservata al terzo, il quale è abilitato a opporsi per questioni legate alla sua sfera privata o per motivi che gli consentirebbero di non essere sentito come testimone (Messaggio citato, pag. 7, commento all'art. 206). L'art. 213
a
CPC non è invero un modello di chiarezza, ma i materiali legislativi attestano senza equivoco che il legislatore ha inteso escludere la legittimazione delle parti a impugnare un decreto di edizione da terzi, a maggior ragione per la tutela di interessi propri (o di altre persone non coinvolte nella domanda di edizione).
4.
Ne segue che solo il terzo può introdurre appello contro un decreto pretorile che gli impone di esibire documenti, mentre le parti devono attendere l'emanazione della sentenza finale per esprimersi sulla rilevanza dell'edizione, che quest'ultima fosse rivolta alla controparte o al terzo. La fattispecie odierna si identifica appunto con quest'ultimo caso. L'appello della convenuta si rivela, di conseguenza, improponibile.
5.
Gli oneri del presente giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellante rifonderà inoltre alla controparte un'equa indennità per ripetibili.