# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 913a9a0d-ada8-5d94-b9b7-a444665e6f51
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che con precetto esecutivo n. _ emesso il 17 giugno 2019 dall’Ufficio d’esecuzione di Mendrisio, la RE 1 ha escusso la CO 1 per l’incasso di fr. 34'209.95 oltre agli interessi del 5% dal 29 gennaio 2019, indicando quale titolo di credito i
“contributi 2018 – Fattura finale 28.01.2019”
;
che avendo la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 2 settembre 2019 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud;
che nel termine impartito,
la parte convenuta non ha presentato osservazioni scritte all’istanza;
che statuendo con decisione del 18 settembre 2019, il Pretore aggiunto supplente ha parzialmente accolto l’istanza, limitatamente a fr. 34'209.95 oltre agli interessi del 5% dal 28 febbraio 2019 (anziché dal 29 gennaio 2019), ponendo a carico della convenuta le
spese processuali di fr. 300.– complessivi e un’indennità di fr. 20.–
a favore della parte istante a titolo di spese necessarie;
che contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 24 settembre 2019
per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento integrale dell’istanza, compresi gli interessi del 5% dal 29 gennaio
;
che la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
;
che pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);
che presentato il 24 settembre 2019 contro la sentenza notificata alla RE 1 il 19 settembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo;
che la Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4);
che
secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC);
che
in virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2);
che nella decisione impugnata, il Pretore aggiunto supplente ha considerato che l’annuncio della massa salariale del 2018 e il relativo riconoscimento del totale di fr. 104'209.97 dovuto per il 2018 costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF per l’importo posto in esecuzione (fr. 34'209.95 pari al contributo dovuto sulla parte della massa salariale che eccede fr. 1'000'000.–);
che il primo giudice ha invece ritenuto che gli interessi di mora decorrono soltanto dalla scadenza del termine di pagamento indicato nella fattura del 29 gennaio 2019 agli atti (
recte:
dal giorno successivo), ovvero dal 28 febbraio 2019, come previsto dall’art. 9 cpv. 4 del “Regolamento FAR” prodotto dall’istante;
che nel reclamo la RE 1 rileva di aver erroneamente indicato nell’istanza che gli interessi di mora decorrono a partire dalla scadenza della fattura;
che in realtà, a suo dire, gli stessi devono essere calcolati a partire dalla data della fatturazione, come risulta dall’art. 41
bis
cpv. 1 lett. a-d OAVS, ripreso all’art. 9 cpv. 4 lett. c del “Regolamento FAR”;
che la reclamante ammette però di aver scritto nell’istanza per errore che gli interessi di mora del 5% sono addebitati
“a partire dalla scadenza della fattura”
e che il convenuto li deve pagare da tale scadenza;
che di conseguenza quanto assegnato dal Pretore aggiunto supplente corrisponde a quanto richiesto dall’istante;
che nuove conclusioni in sede di reclamo sono irricevibili (art. 326 cpv. 1 CPC);
che la reclamante deve sopportare le conseguenze del proprio errore;
che siccome la decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3), il pronunciato non priva la reclamante del diritto di presentare eventualmente una nuova istanza onde estendere il rigetto dell’opposizione agli
interessi di mora del 5% su fr.
34'209.95
maturati dal 29 gennaio al 27 febbraio 2019
, pari a
fr. 137.80
;
che la tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);
che non si pone problemi di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede;
che circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, come visto di fr. 137.80, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

## Considerations