# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** eacc4840-8955-5696-8ff1-8e05ff1c006b
**Court:** TI_TCA
**Chamber:** TI_TCA_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A.
RI 1 è proprietario del rustico che sorge sul mappale n. _ sito in località _ del comune di _. Il 22 agosto 2008 l'esecutivo comunale ha rilasciato all'insorgente una licenza edilizia per la riattazione dell'edificio. Il progetto prevedeva la sua sopraelevazione e l'inserimento, sulla facciata sud, di due finestre di cm 50x50 al piano abitato (pranzo/soggiorno), nonché di due feritoie al piano terreno.
B.
Il 26 febbraio 2009 l'insorgente ha chiesto al Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione della promozione economica (in seguito: SPE), la concessione di un sussidio per il riattamento del rustico di sua proprietà, in applicazione del Decreto legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici del 2 giugno 2008 (DLRust 08; RL 7.1.1.1.4). Il 23 marzo 2009 la SPE ha trasmesso la richiesta di sussidiamento, per esame e preavviso, alla Commissione multidisciplinare _), la quale, dopo aver attentamente valutato il progetto e rilevato che gli interventi edilizi prospettati dall'insorgente rispettavano i criteri del decreto, ha ritenuto di poter preavvisare favorevolmente l'erogazione di un finanziamento solo a condizione che tutte le nuove aperture fossero realizzate a forma di feritoia e avessero dimensioni massime esterne di cm 20x70. La SPE, concorde con i contenuti di detto preavviso, ha fatto sapere al richiedente che per poter proseguire nell'iter previsto per la concessione di un sussidio, egli avrebbe dovuto presentare una variante della domanda di costruzione che rispettasse le condizioni poste dal preavviso della CMDr; le due nuove finestre avrebbero in buona sostanza dovuto essere sostituite con due feritoie delle dimensioni testé citate. L'insorgente, con scritto del 22 maggio 2009, ha contestato le conclusioni della CMDr e le modifiche richieste al suo progetto, vuoi perché le restrizioni di natura edilizia impostegli non poggiavano su di alcuna valida base legale, vuoi perché
"due finestre rispondono decisamente meglio alle aspettative turistiche che non due feritoie"
. RI 1 ha ribadito la propria posizione con lettera del 12 giugno 2009 e sollecitato il rilascio di una decisione formale. Dopo essersi espressa sulle osservazioni del ricorrente, con decisione 13 luglio 2009 la SPE ha respinto la richiesta di sussidio.
C.
Contro tale decisione RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento e chiedendo l'accoglimento della sua domanda intesa ad ottenere un aiuto al finanziamento della ristrutturazione del rustico di sua proprietà. Sostiene anzitutto che con la richiesta di sostituire due finestre al piano abitato con delle feritoie, la CMDr abbia travalicato le proprie mansioni, limitate - a detta dell'insorgente - alla (sola) verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per l'ottenimento di un sussidio. Evidenzia, a tal proposito, che il DLRust 08 non ha alcuna valenza di carattere pianificatorio o di polizia edilizia bensì di natura finanziaria, cosicché in nessun modo la SPE potrebbe stabilire parametri edilizi maggiormente rigidi rispetto a quelli imposti dalla stessa normativa edilizia. La restrizione proposta dalla CMDr e fatta propria dalla SPE, soggiunge il ricorrente, oltre ad essere irrispettosa del principio della legalità giacché non poggia su di alcuna valida base legale, si trova pure in contraddizione con il primo obiettivo perseguito dal decreto, indicato all'art. 1 cpv. 1 DLRust 08 e specificato all'interno del cpv. 3 (
"aumentare la capacità ricettiva e conseguentemente incrementare il turismo di soggiorno"
). A mente dell'insorgente, due finestre poste al piano abitato rendono il rustico maggiormente attrattivo agli occhi del turista di passaggio rispetto a due strette feritoie che impediscono, da un lato, qualsiasi vista sul panorama e, dall'altro lato, limitano fortemente l'essenziale apporto di luce che contribuisce a garantire la necessaria funzionalità degli spazi. Invoca infine il principio della parità di trattamento, considerato che la sua istanza è stata evasa applicando parametri diversi rispetto ad altre domande analoghe, una fra tutte, quella riferita al rustico "Casa F_ " in località di _, posto al beneficio di un sussidio ancorché l'edificio in questione sia stato oggetto di una riattazione integrale.
D.
In sede di risposta la SPE postula la reiezione del gravame. Precisa i principi e gli scopi enunciati dal DLRust 08, nonché la procedura da seguire per l'ottenimento di un sussidio sulla base di detto decreto. Ricordato dapprima che non sussiste alcun obbligo di concedere un aiuto al finanziamento a tutte le domande che rispettano i requisiti minimi fissati dalla normativa in materia e che quest'ultima riserva all'autorità un certo margine discrezionale onde poter decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio, la SPE spiega nel dettaglio le ragioni che l'hanno indotta a respingere la domanda dell'insorgente. Precisa, in particolare, che gli interventi edilizi proposti da quest'ultimo avrebbero introdotto degli elementi (finestre) estranei alla tipologia rurale tradizionale del luogo, con la conseguenza che gli stessi avrebbero compromesso il carattere originale della facciata principale dell'edificio. In considerazione delle necessità funzionali minime richieste dalla trasformazione - soggiunge la SPE - la CMDr avrebbe nondimeno concesso delle aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale, permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione senza pregiudicare in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente caratterizzata dall'assenza di finestre. La richiesta di modificare il progetto presentato dall'insorgente - specifica l'autorità inferiore - è indubbiamente fondata su di una valida base legale, e meglio sull'art. 1 cpv. 3 DLRust 08. La SPE contesta infine che vi sia stata disparità di trattamento tra la domanda di sussidio presentata dall'insorgente e quella avente quale oggetto il rustico "Casa F_ ", posto al beneficio di un sussidio in virtù del Decreto legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici del 25 ottobre 1988 (DLRust 1988; BU 54/1988 pag. 349 segg.) a seguito di una ristrutturazione totale ex novo; tale finanziamento - spiega - era stato concesso solo dopo che il richiedente aveva rivisto il proprio progetto conseguentemente ad un primo preavviso negativo da parte dell'allora Commissione bellezze naturali. Cita infine il caso di un rustico sito nel comune di _ che, nel febbraio 2005, ha potuto beneficiare di un sussidio ai sensi del Decreto legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici del 6 dicembre 2000 (DLRust 2000; BU 5/2001 pag. 26), solo dopo avere modificato le aperture originariamente previste trasformandole in feritoie. Immune da violazioni di diritto sarebbe dunque la decisione del 13 luglio 2009 che la SPE chiede a questo Tribunale di voler confermare.
E.
Con la replica e la duplica le parti riconfermano ed approfondiscono le rispettive tesi ed allegazioni, con argomentazioni di cui si dirà - per quanto necessario - nei considerandi seguenti.
Considerato,

## Considerations

in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 13 DLRust 08. Il ricorso, tempestivo (art. 13 DLRust 08 e 46 cpv. 1 legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1) e presentato da una persona legittimata a ricorrere (art. 43 LPamm) è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).
2.
Il DLRust 08
"intende promuovere, attraverso la concessione di sussidi, il recupero di rustici meritevoli di conservazione, comprese le migliorie a rustici già riattati, da locare quali alloggi turistici nei comprensori periferici. Per rustico si intendono tutte le costruzioni residue delle attività rurali-contadine, collegate con l'uso agricolo del territorio, di modeste dimensioni (stalle, fienili, abitazioni contadine) inserite in un contesto territoriale nel quale esse rappresentano una componente importante ai fini di qualificarne il carattere di paesaggio"
(art. 1 cpv. 1 e 2 DLRust 08). In particolare esso persegue i seguenti scopi:
- aumentare la capacità ricettiva e conseguentemente incre-
mentare il turismo di soggiorno;
- creare possibilità di reddito complementare;
- agevolare il mantenimento della proprietà;
- salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico rurale
tradizionale"
(art. 1 cpv. 3 DLRust 08).
Il Consiglio di Stato può concedere, per il tramite della SPE (cfr. Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali del 24 agosto 1994 e relativo allegato; RL 2.4.1.8),
"sussidi ai proprietari di rustici domiciliati nel comprensorio periferico in cui è ubicato il rustico e, limitatamente ad un singolo oggetto, ai proprietari domiciliati fuori dal comprensorio"
(art. 2 cpv. 1 DLRust 08). Il cpv. 2 di tale norma prevede che le decisioni sul sussidiamento saranno esaminate sulla scorta del preavviso di una speciale Commissione multidisciplinare istituita ad hoc
dal Consiglio di Stato con risoluzione n. _ del 24 settembre 2008, per il periodo 1° luglio 2008-30 giugno 2012. Alla stessa sono stati affidati i seguenti compiti:
-
esaminare le richieste preliminari di sussidio, in particolare valutare se gli edifici oggetto della richiesta sono dei rustici meritevoli di conservazione come definitivo dall'art. 1 cpv. 1, 2 e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi;
-
esaminare i progetti, verificando in particolare che gli stessi rispondano ai criteri di salvaguardia dei valori formali e volumetrici della tipologia originale dei rustici e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi
.
3.
3.1. Il DLRust 08 stabilisce le condizioni per poter beneficiare di un sussidio da parte del Cantone (cfr. il sito internet della SPE che illustra, oltre alle principali condizioni, anche la procedura per la domanda di sussidio;
http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DE-SPE/documenti/DRUST_info.pdf
). Le stesse possono essere così riepilogate:
a.
allo stabile in oggetto deve essere attribuita la qualifica di rustico;
b.
il rustico deve essere situato in uno dei comuni periferici indicati nell'Appendice al DLRust 08 ed essere meritevole di conservazione;
c.
per beneficiare di un sussidio il rustico deve essere accessibile convenientemente e distare al massimo quindici minuti a piedi dall'ultimo punto stradale raggiungibile con normali mezzi di trasporto su strada;
d.
per 15 anni, durante almeno 5 mesi all'anno nell'alta stagione, il rustico deve essere messo a disposizione dei turisti, con esclusione dell'affitto annuale o stagionale ad un unico locatario;
e.
il beneficiario del sussidio è tenuto a sottoscrivere una convenzione con l'Ente turistico locale e deve certificare di
collaborare, nella messa sul mercato del rustico, con u
na agenzia professionale del settore;
f.
i rustici non possono subire modifiche in contrasto con gli obiettivi fissati dal DLRust 08; in particolare è necessario mantenere le caratteristiche originali della struttura; i lavori non possono essere deliberati o realizzati prima della decisione di sussidio e dovranno essere conclusi entro 3 anni dalla data della decisione (cfr. art. 5, 6 e 7 DLRust 08).
3.2. Nel caso concreto, la CMDr - incaricata di "
esaminare i progetti, verificando in particolare che gli stessi rispondano ai criteri di salvaguardia dei valori formali e volumetrici della tipologia originale dei rustici e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi
" (cfr. art. 2 cpv. 2 DLRust 08) - ha confermato che l'edificio oggetto della richiesta di sussidio rispetta sia i criteri sanciti ai cpv. 1 e 2 dell'art. 1 DLRust 08 (rustico meritevole di conservazione), sia quello di accessibilità di cui all'art. 5 cpv. 2 DLRust 08. Siccome il progetto deve essere finalizzato, fra le altre cose, alla salvaguardia e alla valorizzazione del rustico ai sensi dell'art. 1 cpv. 3 del decreto - ha precisato la CMDr - gli interventi edilizi richiesti avrebbero dovuto rispettare nel complesso l'identità del rustico, senza alterarne in modo sostanziale lo stato originario e mantenendo il materiale di copertura in piode. Esaminati gli atti di progetto, la Commissione ha ritenuto che nella fattispecie, le modifiche richieste dall'insorgente rispettassero nel complesso i criteri sopraccitati ma che, tuttavia
"[..] ai fini di rispettare l'art. 1 cpv. 3 D-rust, il nostro preavviso può essere favorevole a condizione che tutte le nuove aperture siano realizzate a forma di feritoia dalle dimensioni massime esterne di cm 20 x (altezza) cm 70. In questo senso, le due nuove aperture proposte sulla facciata sud al piano terreno (pranzo/soggiorno) non sono ammesse nelle dimensioni proposte, ma vanno adeguate alle dimensioni citate "
. La SPE - d'accordo con quanto espresso il 13 maggio 2009 dalla CMDr - ha in buona sostanza ritenuto che gli interventi edilizi proposti dal ricorrente avessero introdotto degli elementi (finestre)
estranei alla tipologia rurale tradizionale del luogo, compromettendo il carattere originario della facciata principale dell'edificio
. In considerazione delle necessità minime richieste dalla trasformazione, la CMDr ha nondimeno concesso delle aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale, permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione
senza compromettere in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente caratterizzata dall'assenza di finestre
. La SPE, sulla base delle suddette considerazioni ed al fine di meglio rispettare gli scopi del decreto (segnatamente quello di salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico rurale tradizionale previsto all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08), ha invitato l'insorgente a presentare una variante della domanda di costruzione che fosse rispettosa delle condizioni poste dalla CMDr. Preso atto della mancata presentazione della variante richiesta, ritenuta condizione indispensabile per rientrare nei parametri fissati per l'ottenimento del sussidio ex DLRust 08, la SPE ha deciso di respingere l'istanza 26 febbraio 2009 presentata dall'insorgente.
La decisione della SPE, fondata sul preavviso 13 maggio 2009 della CMDr, regge alle critiche del ricorrente.
4. Come si evince dai lavori preparatori, e più precisamente dal verbale del Gran Consiglio relativo alla seduta del 2 giugno 2008 (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591 segg.), e come ritenuto dallo stesso Tribunale federale, il DLRust 08 non ha alcuna valenza di carattere pianificatorio o di polizia edilizia, bensì unicamente di natura finanziaria (STF 2C_495/2008 del 16 aprile 2009, consid. 3). La concessione del sussidio è infatti subordinata al rilascio, ove necessario, di una licenza edilizia. Questa circostanza risulta ad esempio, in maniera inequivocabile, dall'art. 5 cpv. 4 del decreto che vincola in ogni caso l'eventuale inizio anticipato dei lavori a tale decisione. Il rilascio della licenza edilizia non è in alcun modo vincolante per l'ottenimento di un sussidio cantonale, ma rappresenta il presupposto per la sua assegnazione. Tale autorizzazione non fornisce infatti la garanzia del rispetto degli scopi sanciti dal DLRust; di fatto, questa valutazione, proprio per questo motivo, è stata deferita ad una speciale commissione istituita ad hoc dall'Esecutivo cantonale con risoluzione goverantiva del 24 settembre 2008. Dalla documentazione agli atti si evince che con decisione 22 agosto 2008 il municipio di _ ha accordato a RI 1 una licenza edilizia per quanto concerne la riattazione con sopraelevazione del rustico di cui alla part. n. _ (doc. H); tale circostanza lo abilita a chiedere - ciò che ovviamente ancora non significa ottenere - gli aiuti messi a disposizione dal decreto (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591 segg.). Le procedure di rilascio della licenza edilizia, rispettivamente quella tesa all'ottenimento di un sussidio ex DLRust, sono assolutamente indipendenti l'una dall'altra; ne discende che l'autorità chiamata ad applicare il DLRust 08 (
in casu
, la CMDr competente per preavvisare la richiesta di sussidiamento all'attenzione della SPE) è legittimata a valutare liberamente ed in piena autonomia la conformità del progetto presentato dal ricorrente con gli obiettivi perseguiti dal decreto e con le caratteristiche tipologiche delle costruzioni tradizionali locali. L'ottenimento di un aiuto al finanziamento può, in altri termini, essere subordinato ad esigenze diverse e persino più severe, segnatamente per quanto attiene alla salvaguardia e valorizzazione del
patrimonio architettonico rurale tradizionale
(art. 1 cpv. 3 DLRust 08), per rapporto a quelle a cui soggiace il rilascio della licenza edilizia.
5. Il sussidio previsto dal DLRust 08 fa parte dei sussidi facoltativi (cfr. art. 4 legge sui sussidi cantonali del 22 giugno 1994; Lsuss; RL 10.2.7.1). L'art. 2 cpv. 1 DLRust 08 non obbliga infatti il Governo - e per esso la SPE - a sussidiare indiscriminatamente tutti gli interventi di recupero dei rustici, ma riserva all'autorità un margine discrezionale, permettendole di operare delle scelte e di stabilire delle priorità (STA 52.2002.211 del 30 luglio 2002). Il DLRust 08, oltre a fissare dei criteri minimi per l'eventuale concessione di un sussidio, lascia all'autorità competente un certo margine di apprezzamento onde potere decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio fondato sul DLRust 08. Del resto, già lo stesso rapporto 15 novembre 2000 della Commissione speciale per la pianificazione del territorio sull'iniziativa parlamentare 14 dicembre 1998 presentata nella forma elaborata dalla Commissione stessa concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi turistici, riprendeva - a pag. 13 - il medesimo concetto (
"Con la formulazione "Il Consiglio di Stato può concedere sussidi a ... " (invece di "Possono beneficiare dei sussidi ...) si vuole sottolineare il fatto che il Consiglio di Stato non è obbligato a concedere il sussidio a tutte le domande che rispettano i requisiti minimi, ma può definire delle priorità e accordare i sussidi a quei progetti che meglio rispettano gli scopi del decreto"
). La decisione impugnata resiste pertanto alla critica secondo cui
la CMDr, richiedendo la modifica del progetto affinché questo rispondesse meglio al principio sancito all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08, avrebbe travalico le proprie mansioni, limitate - a mente del ricorrente - alla sola verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per accedere al sussidio.
6. 6.1. Quando l'applicazione di una norma implica esercizio del potere di apprezzamento da parte dell'autorità amministrativa inferiore, la cognizione di questo Tribunale è praticamente ristretta all'arbitrio (RDAT I-1994 n. 34 consid. 1a).
Il
controllo dell'apprezzamento da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma circoscritto alla verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i limiti del potere discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in particolare evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della precedente istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive, fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di trattamento o all'adeguatezza (cfr. RDAT I-1994 n. 34;
Marco Borghi/Guido Corti
, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61 LPamm;
Adelio Scolari
, Diritto amministrativo, parte generale, 2. ed., Bellinzona 2002, n. 407 segg.).
6.2. Ritenendo, come nel caso concreto, che gli interventi edilizi proposti dall'insorgente fossero estranei alla tipologia rurale tradizionale del luogo ed avrebbero così compromesso la facciata principale dell'edificio alterandone le caratteristiche originarie, l'autorità inferiore non ha violato la legge. Del resto, la SPE ha preso la propria decisione applicando correttamente la procedura prevista dal DLRust 08, in particolare dopo avere raccolto il preavviso della CMDr e dopo avere lasciato al richiedente la possibilità di modificare il progetto in modo da rispondere al meglio al criterio della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio architettonico rurale tradizionale, proprio come avvenuto, anni prima, per il caso della riattazione del rustico "Casa F_ " in località di _ (cfr. doc. 16)
. L'allora Sezione del promovimento economico e del lavoro aveva effettivamente concesso un sussidio ai sensi del DLRust 1988 per la ristrutturazione del rustico citato; tale decisione era però stata presa dopo che il promotore aveva rivisto il proprio progetto - al fine di renderlo conforme allo scopo di cui all'art. 1 cpv. 2 DLRust 1988 - a seguito di un primo preavviso negativo da parte dell'allora Commissione delle bellezze naturali.
In quest'ottica, non sussistono motivi per affermare che, rifiutando il sussidio a RI 1, la SPE abbia abusato del potere d'apprezzamento che la legge riserva all'autorità, né ancora che abbia in qualche modo violato il principio della disparità di trattamento, come pretende a torto l'insorgente. La
circostanza per cui sulla facciata a sud del rustico adiacente (part. n. _), rispettivamente di quello sottostante (part. n. _) a quello oggetto della richiesta di aiuto qui in discussione, siano state
"a suo tempo"