# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 42c0c2d8-076d-57a1-8bab-fc908c12faaa
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che nella procedura di
protezione dell'unione coniugale avviata il 26 maggio 2011 da AP 1 contro il marito AO 1 (SO.2011.2221),
con
decreto cautelare del 16 marzo 2012 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha respinto la richiesta dell’istante con cui chiedeva di essere autorizzata a lasciare la Svizzera definitivamente e a trasferirsi con la figlia S_ a _, confermando il divieto decretato in via supercautelare il 17 febbraio 2012
;
che contro tale decisione AP 1 è insorta con un appello del 23 marzo 2012 a questa Camera, postulando l'accoglimento dell'istanza del 5 marzo 2012, l'autorizzazione del trasferimento definitivo di S_ all'estero e la revoca del decreto supercautelare del 17 febbraio 2012;
che l'appello non è stato intimato per osservazioni;
che statuendo il 15 marzo 2013 sull’istanza del 26 maggio 2011, il Pretore ha tra l’altro autorizzato i coniugi a vivere separati e affidato S_ alla madre per cura e educazione, “ritenuto comunque che fino alla fine del corrente anno scolastico rimane escluso ogni trasferimento all’estero della minore”
;
che nella procedura di divorzio promossa da AO 1 l’8 luglio 2013 (DM.2013.205/CA 2013.242-3), lo stesso giorno il Pretore ha respinto la contestuale istanza supercautelare con cui l’attore chiedeva il divieto per la moglie di trasferire la figlia all’estero, l’obbligo di depositare tutti i documenti di legittimazione e la modifica dell’affidamento della figlia e della disciplina del diritto di visita;
che con scritto del 26 luglio 2013, il patrocinatore dell’appellante ha chiesto lo stralcio della procedura d’appello senza assegnazione di ripetibili e possibilmente senza prelievo di spese, la cliente avendo nel frattempo trasferito il suo domicilio e quello della figlia a _ (_);
e considerando

## Considerations

in diritto:
che in concreto può essere lasciata aperta la questione di sapere se il trasferimento dell’appellante e della figlia all’estero abbia in sé reso l’appello senza oggetto, in assenza di un formale ritiro dello stesso;
che infatti lo era già divenuto con la decisione del
15 marzo 2013 sul merito dell’istanza di tutela dell’unione coniugale, avendo la stessa sostituito il decreto cautelare impugnato;
che il limite temporale del divieto di trasferimento all’estero (“fino alla fine del corrente anno scolastico”) è poi stato confermato con il decreto supercautelare del
l’8 luglio 2013;
che
nelle circostanze descritte l'appello va tolto dai ruoli perché diventato privo di oggetto (art. 242 CPC);
che le spese giudiziarie di una causa divenuta senza oggetto vanno attribuite “secondo equità” (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC);
che nel caso specifico le condizioni economiche verosimilmente difficili in cui versa l'appellante inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato a AO 1 per osservazioni;
che per quanto riguarda la richiesta di assistenza giudiziaria, tale diritto è di natura altamente personale e decade – ove non sia ancora stato accordato, come nella fattispecie – qualora il richiedente venga meno come parte al processo, poco importa per quale motivo (RtiD II-2006 pag. 614 n. 3c);
che in concreto l'appellante, con la fine della procedura diventata senza oggetto, ha perduto la qualità di parte, onde la caducità della richiesta di assistenza giudiziaria;
decreta:
1. L'appello è dichiarato senza oggetto e la causa è stralciata dai ruoli.
2. Non si riscuotono tasse o spese né si attribuiscono ripetibili.
3. La domanda di assistenza giudiziaria presentata dall'appellante è dichiarata senza interesse.
4. Notificazione:
–;
–.
Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.
Per la prima Camera civile del Tribunale d
'
appello
Il giudice presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissi
bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30
000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.