# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** e26490cd-dcf9-58c4-9247-12ca239ec97f
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. RI 1, nata l’_ 1967, da ultimo attiva parzialmente (10.50 ore alla settimana) quale addetta alle pulizie presso la _ di _ e per il restante tempo quale casalinga, sposata e madre di tre figlie (nate nel 1985, 1987 e nel 1996), in disoccupazione dal 18 aprile 2017 (alla ricerca di un’attività lavorativa a tempo parziale, al massimo 20 ore rispettivamente 50% di un’occupazione a tempo pieno), in malattia dal 2 giugno 2017, in data 23 marzo/23 aprile 2018 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti, giustificata da “
dolori su relaxatio parete addominale dx
” (doc. 3, 7 e 13 incarto AI e doc. 3 incarto DISO).
1.2. Dopo avere esperito gli accertamenti medici ed economici del caso - e, in particolare, dopo avere acquisito agli atti il rapporto finale del 7 dicembre 2018 del medico SMR, dr. med. _ (doc. 38 incarto AI), il rapporto del 23 aprile 2019 relativo all’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia domestica dell’8 aprile 2019 e l’annotazione del 25 luglio 2019 dell’assistente sociale, _, (doc. 40 e 55 incarto AI) - l’UAI, con decisione del 5 agosto 2019 (doc. 54 incarto AI; preavvisata il 25 aprile 2019: doc. 41 incarto AI), ha rifiutato all’assicurata il diritto a prestazioni, alla luce di un grado di invalidità - calcolato secondo il metodo misto (50% salariata e 50% casalinga) - del 32% (doc. 54 incarto AI).
1.3. Con tempestivo ricorso del 12 settembre 2019 RI 1, patrocinata dal RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata ed il riconoscimento di una rendita di invalidità del 42% (cfr. doc. I, pag. 11).
Il rappresentante della ricorrente precisa di contestare il grado di invalidità parziale assegnato alla quota parte casalinga della sua assistita. La valutazione operata dall’assistente sociale sarebbe, difatti, erronea e manifestamente insufficiente rispetto ai reali impedimenti da lei presentati nello svolgimento delle mansioni consuete nell’economia domestica. A suffragio delle proprie argomentazioni richiama la “
valutazione ergonomica a domicilio
” del 10 luglio 2019 dell’ergoterapista _ del Centro _ (doc. 53 e doc. B) ed il relativo complemento del 6 settembre 2019 (doc. C) come pure la valutazione operata da un assistente sociale dell’UAI riportata nella STCA 32.2018.79 del 28 maggio 2019 che, secondo lui, riporta delle situazioni di impedimento nello svolgimento delle mansioni domestiche similari al suo caso (cfr. doc. I, pag. 4).
Il patrocinatore dell’insorgente puntualizza, in particolare, quanto segue:
"
Per il caso in oggetto la ripartizione applicata è la seguente:
- Pasti: 40%
- Pulizia e l'ordine dell'alloggio: 35%
- Acquisti e altre commissioni: 10%
- Bucato e la cura dei vestiti: 15%
Totale: 100%
Ci è invece parso per lo più strano che, malgrado fossero stati messi in evidenza degli impedimenti oggettivi nello svolgimento di alcune mansioni domestiche da parte della nostra assistita, essi abbiano ottenuto una valutazione esigua o addirittura nulla, così come riassunto qui di seguito:
Percentuale degli impedimenti
- Pasti: 0%
- Pulizia e ordine dell'alloggio: 40%
- Acquisti e altre commissioni: 0%
- Bucato e cura vestiti: 10%.” (doc. I, pag. 4)
Il rappresentante dell’insorgente ha, quindi, osservato che:
"
Il nostro modo di agire aveva come obbiettivo quello di sottoporre l'assicurata ad un secondo parere in merito alle sue capacità nello svolgere le consuete mansioni domestiche, anche perché la stessa non è stata valutata attraverso una visita funzionale delle stesse, ma solo ed unicamente attraverso le risposte date ad un questionario che le è stato somministrato dall'assistente sociale presso il suo domicilio.” (doc. I, pag. 3)
Il patrocinatore della ricorrente ha, pertanto, chiesto l’applica-zione delle seguenti percentuali degli impedimenti:
"
- Pasti: 20% come nella STCA 32.2018.79 del 28 maggio 2019 e
nella valutazione dell’ergoterapista;
- Pulizia e ordine dell'alloggio: 60% come nella STCA 32.2018.79 del 28 maggio 2019 e nella valutazione dell’ergoterapista;
- Acquisti e altre commissioni: 20% come nella STCA 32.2018.79 del 28 maggio 2019 e nella valutazione dell’ergoterapista;
- Bucato e cura vestiti: 20% come nella STCA 32.2018.79 del 28 maggio 2019 e nella valutazione dell’ergoterapista.” (doc. I, pag. 5-9)
Il rappresentante dell’insorgente ha, quindi, concluso quanto segue:
"
Sulla base del metodo comparativo da noi proposto e dalle risultanze qui comprovate, considerato che la valutazione percentuale degli impedimenti per lo svolgimento delle mansioni quotidiane proposto e ribadito dall'amministrazione risulti erroneo, riteniamo che il grado d'invalidità da applicare per le attività tenute in considerazione nel rispetto della disposizione 3088 CIGI, debba essere il seguente:
- Pasti: 8% (Impedimento 20% x Importanza assegnata 40%)
- Pulizia e ordine dell'alloggio: (Impedimento 60% x Importanza assegnata 35%) 21%
- Acquisti e altre commissioni: (Impedimento 20% x Importanza assegnata 10%) 2%
- Bucato e cura vestiti: (Impedimento 20% x Importanza assegnata 15%) 3%
---------------------------
Totale: 34%
(...).
Tenuto in considerazione quanto sopra descritto ed in applicazione del metodo misto al fine di determinare il grado riteniamo che alla signora RI 1 debba essere riconosciuto un grado d'invalidità in funzione della seguente ripartizione:
Attività Quota parte Limitazione Grado parziale
Salariata 50% 49.48% 24.74%
Casalinga 50% 34% 17%
--------------------------------------------------------------------------------------------
Grado d'invalidità arrotondato
42%.
”
(doc. I, pag. 10)
1.4. Nella risposta del 25 settembre 2019 l’UAI, dopo aver versato agli atti l'incarto LAI riguardante l’assicurata, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IV). A suffragio delle proprie argomentazioni ha versato agli atti l’annotazione complementare del 24 settembre 2019 dell’assistente sociale, _ (doc. IV-1).
1.5. Il 7 ottobre 2019 (doc. VI) il patrocinatore dell’assicurata ha ribadito la propria posizione processuale, osservando in particolare quanto segue:
“(...)
Nel caso specifico ribadiamo che riteniamo di essere di fronte proprio ad una valutazione chiaramente erronea, visti gli elementi che abbiamo riportato nel nostro ricorso del 12 settembre 2019, soprattutto tenendo in considerazione le incongruenze delle percentuali d'impedimento riportate nel rapporto dell'assistente sociale incaricata dall'AI, rispetto alle valutazioni da noi presentate e motivate in sede ricorsuale dell'ergoterapista incaricata per un secondo, e legittimo, secondo parere e dalla valutazione di un'altra assistente sociale dell'AI per un caso, dal nostro punto di vista, del tutto similare per quello che concerne il nesso causale tra le difficoltà oggettive presentate nello svolgimento delle normali attività domestiche e la percentuale degli impedimenti assegnata.
Invece, per quello che concerne l'obiezione sollevata da controparte in merito all'utilizzo in termini comparativi della sentenza del TCA, si concorda di principio sul fatto che ogni caso assicurativo è unico e va trattato separatamente. Tuttavia l'obiettivo dell'assicurata non era quello di richiamare e far propri gli impedimenti del caso trattato da Codesto Lodevole Tribunale nella sentenza del 28.05.2019 citata nel ricorso (Incarto 32.2018.79), quanto piuttosto mettere in rilievo come a parità di impedimenti presenti in questi due casi, il trattamento riservato è stato diverso, con riconoscimento nel caso giudicato dal Tribunale e rifiuto nel secondo caso. Siccome si tratta di impedimenti oggettivi che hanno incidenza nell'esecuzione delle attività domestiche, come ad esempio l'allungamento dei tempi di esecuzione per la preparazione dei pasti, ''attività eseguibile con i propri tempi e ritmi"(v. rapporto _), non si giustifica che non vengano presi in considerazione (attribuzione di una percentuale dello 0%).
Per la questione legata agli acquisti sollevata da controparte, il fatto che l'assicurata, non avendo la patente, era ed è solita farsi accompagnare, rileviamo un'incongruenza totale di valutazione, oltre che da quanto appurato dalla Sig.ra _, anche rispetto alla sentenza del TCA citata, in cui la collaborazione del marito, nell'ambito della riduzione del danno, valutata nella misura del 20%, "tenendo conto delle limitazioni nel trasporto di pesi”. L'aumento dei gradini delle rampe di scale non fa altro che sottolineare la presenza di tale impedimento. Quindi riteniamo che la valutazione allo 0% degli impedimenti per la sopraccitata mansione, riportata e riconfermata dalla Signora _, sia da censurare.
(...).
(...) una valutazione d'ordine ergoterapico, dal nostro punto di vista, è da considerarsi a tutti gli effetti almeno alla pari di quello effettuato dall'assistente sociale dell'AI. Non sia per altro che per gli aspetti trattati dall'ergoterapia in genere e nello specifico dall'ergoterapia ed ergonomia in neurologia, di cui è specialista la Sig.ra _ (...).
Visto quanto sopra, non vi è motivo per mettere in discussione la valutazione effettuata dall'ergoterapista, signora _, dal momento che, alla pari dell'assistente sociale, si è chinata sulla problematica, analizzando, con inchiesta a domicilio, i concreti impedimenti dell'assicurata. Inoltre, la valutazione dell'ergoterapista va anche oltre, e risulta essere completa, dal momento che è stata eseguita effettuando le misurazioni per i deficit di forza, che invece non si ritrovano nella valutazione della signora _. In merito alle competenze specifiche della Sig.ra _ teniamo a mettere in evidenza che esercita l'attività professionale di ergoterapista dal 1985, è docente presso la Scuola _ di _ da oltre 20 anni e che tra le altre esperienze professionali vanta anche 7 anni di attività presso la _ di _.

## Considerations