# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4d169583-192e-41d4-8bb8-0fb05a669f52
**Court:** GR_VG
**Chamber:** GR_VG_002
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** GR / Eastern_Switzerland
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

I. Ritenuto in fatto:
1. A._ si è iscritto al collocamento il 1° aprile 2019. Egli ha beneficiato
di un termine quadro per la riscossione della prestazione dal 1. aprile 2019
al 31 dicembre 2021. Per i periodi di controllo da agosto 2019 a dicembre
2019 l'C._ gli ha versato un'indennità di disoccupazione pari a
CHF 18'016.70. Durante questo periodo egli aveva conseguito un
guadagno intermedio presso la B._ SA, come da indicazioni da lui
rilasciate alla Cassa di disoccupazione. Tuttavia, dalla dichiarazione dei
salari del 10 dicembre 2019 della D._ SA è emerso che egli in tale
periodo aveva pure lavorato presso quest'ultima società.
2. L'8 aprile 2021 C._ ha chiesto alla D._ SA, quale datrice di lavoro
per il periodo agosto-dicembre 2019, di compilare e rinviare il modulo
"Attestato del datore di lavoro".
3. Con lettera del 27 aprile 2021 la moglie di A._, quale amministratrice
unica della D._ SA, ha comunicato all' C._ che A._ non
avrebbe mai lavorato per la società e che vi sarebbe stato un errato utilizzo
del formulario per la notifica dei salari. A comprova veniva allegata la
rettifica del 27 aprile 2021 segnalata alla Cassa di compensazione AVS
per l'anno 2019 secondo cui il salario computato a A._ (CHF
28'800.00) in realtà era da computarsi nel reddito della moglie.
4. Con scritto del 16 novembre C._ ha richiesto ulteriori informazioni.
Essa ha chiesto fra l'altro per quale motivo nella dichiarazione dei salari
effettuata il 10 dicembre 2019 alla Cassa di compensazione AVS è stato
inserito A._ se questi non era alle dipendenze della società.
5. Il 17 novembre 2021 A._, quale presidente della società a partire dal
12 luglio 2021, ha ribadito che sua moglie (all'epoca amministratrice della
società) avrebbe allestito i relativi formulari sui salari in maniera
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palesemente errata. Egli si sarebbe aggiunto alla società soltanto a partire
dal 12 luglio 2021. Inoltre, egli ha allegato un'ultima (e definitiva) rettifica
della dichiarazione dei salari 2019 datata 21 luglio 2021 inviata alla Cassa
di compensazione AVS, secondo la quale la somma dei salari
(esclusivamente in favore della moglie) sarebbe stata di CHF 13'800.00
(composta solo ancora dalle quote private mensili per l'automobile e senza
più nessun salario lordo).
6. Con decisione 19 gennaio 2022 C._ ha chiesto la restituzione delle
prestazioni per l'importo di CHF 16'387.65. Come motivazione, essa ha
addotto che nell'ambito della verifica prevista per legge avrebbe constatato
che le dichiarazioni di A._ nel modulo "Indicazioni della persona
assicurata" (IPA) non sarebbero state conforme al vero. Ciò risulterebbe
da un confronto tra il conto individuale (estratto del conto individuale AVS)
e la dichiarazione dei salari del 10 dicembre 2019 redatta dalla moglie
quale presidente con firma individuale della D._ SA. In quest'ultima
dichiarazione del 10 dicembre 2019 risulta un reddito di CHF 28'800.00
per il periodo agosto-dicembre 2019. Le giustificazioni nello scritto del 27
aprile 2021 secondo cui A._ non avrebbe lavorato per la società e
che la causa dell'errore sarebbe da ricondurre a un errato utilizzo del
formulario per la notifica dei salari, non sarebbero fondate. Non sarebbe
verosimile che la dichiarazione dei salari del 10 dicembre 2019 non
corrisponda al vero, tenuto conto che questa è stata redatta dalla moglie
di A._.
7. Il 26 gennaio 2022 A._ si è opposto a tale decisione, ribadendo che
per il periodo in questione egli non avrebbe percepito alcun salario dalla
D._ SA, come da fattura di chiusura dei contributi paritetici della
Cassa di compensazione AVS del 6 agosto 2021 successiva alla rettifica
(definitiva) da lui segnalata in data 21 luglio 2021.
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8. Con decisione 9 maggio 2022 l'UNIA ha respinto l'opposizione,
considerando essenzialmente che apparirebbe poco verosimile che la
moglie di A._ si possa essere sbagliata nel compilare il modulo per la
determinazione dei contributi AVS, tenuto peraltro conto che la società –
come sostenuto dall'opponente – avrebbe avuto una sola dipendete,
ovvero ella stessa.
9. Avverso questa decisione su opposizione, il 9 giugno 2022 A._ (qui
di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni chiedendone l'annullamento. Come motivazione, egli
ha sostanzialmente addotto un vizio formale della decisione impugnata e
ha contestato la conclusione di UNIA secondo cui egli avrebbe lavorato
per la D._ SA nel relativo periodo.
10. Nella risposta del 30 giugno 2022 l'C._ (qui di seguito: convenuta) ha
chiesto il rigetto del ricorso, essenzialmente rimandando il Tribunale ai
motivi esposti nella decisione impugnata. Sotto il profilo formale, essa ha
osservato che in fase di istruttoria amministrativa è stato il ricorrente
stesso a rispondere alle sue richieste, per cui mal si comprenderebbe
come si possa affermare che egli non sia stato nelle condizioni di
difendersi. La convenuta ha inoltre ritenuto che il ricorrente abbia gestito
con forme diverse perlomeno le società in cui la moglie ricopriva
formalmente una posizione analoga a quella di un datore di lavoro. I
complementi dei fatti esposti dalla convenuta e rimasti incontestati dal
ricorrente, su cui poggia la conclusione della convenuta appena descritta
sopra, sono i seguenti:
Prima di iscriversi al collocamento il 1° aprile 2019, il ricorrente è stato alle
dipendenze della E._ Sagl, costituita il 28 settembre 2017, che si
occupava di gestione patrimoniale, esercizio di una fiduciaria finanziaria e
assunzione ed esecuzione di investimenti e di cui egli è stato socio e
gerente con firma individuale fino al 24 ottobre 2018. Il primo contratto di
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lavoro del 10 ottobre 2017 prevedeva un'attività a tempo pieno con un
salario di CHF 8'000.00 lordi per 12 mensilità, mentre secondo il
successivo contratto del 15 ottobre 2018 il salario era di CHF 10'000.00
lordi. Il licenziamento è avvenuto dopo poco più di tre mesi per mancanza
di lavoro e cessazione dell'attività.
L'8 agosto 2019 il ricorrente ha iniziato una nuova attività presso la società
B._ SA come consulente immobiliare a tempo pieno con salario
mensile (lordo) di CHF 3'500.00. Il rapporto di lavoro è stato interrotto il 20
dicembre 2019 con effetto al 31 gennaio 2020.
Il 29 aprile 2020 il ricorrente ha firmato un nuovo contratto di lavoro con la
società F._ SA, G._, via H._, da cui si evince che l'attività
svolta era quella di gestione immobiliare/consulente immobiliare con
un'occupazione di 20 ore settimanali e un salario mensile di CHF 3'500.00.
Il 30 ottobre 2020 detto contratto di lavoro è stato disdetto dal datore di
lavoro con decorrenza 30 novembre 2020 per motivi economici.
Il 30 luglio 2020 il ricorrente ha costituito la società I._ Sagl, G._,
via H._, di cui egli è stato socio e gerente con firma individuale. In
data 29 ottobre 2020 egli è divenuto solo socio senza diritto di firma e la
moglie gerente con firma individuale.
Il 18 novembre 2020 egli ha inoltrato domanda di assegni per il periodo
d'introduzione (API). Il datore di lavoro era la J._ Sagl, G._, via
H._. In stessa data egli ha stipulato un contratto di lavoro a tempo
indeterminato con un impiego al 100 % e un salario mensile di CHF
7'500.00 oltre a tredicesima mensilità. L'Ufficio per l'industria, arti e
mestieri e lavoro dei Grigioni (UCIAML) ha accolto la richiesta d'assegno
il 24 novembre 2020, accordando un salario determinante di CHF 8'125.00
per il periodo dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021.
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Il 7 luglio 2021 il ricorrente è diventato presidente con firma individuale
della ditta da lui fondata D._ SA, K._, e con effetto 31 agosto
2021 ha cessato l'attività lavorativa fino allora svolta.
A decorrere dal 4 ottobre 2021 egli è stato assunto dalla società da lui
fondata L._ SA (oggi: M._ SA). Anche questa società ha sede a
G._ in via H._.
In considerazione di queste circostanze, stando alla convenuta sarebbe
altamente probabile che perlomeno per il periodo dichiarato
all'assicurazione AVS il ricorrente sia stato impiegato presso la D._
SA.

## Considerations

II. Considerando in diritto:
1. Oggetto di impugnazione è la decisione su opposizione 9 maggio 2022
della convenuta. Il ricorso contro questa decisione ricade nella
competenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni in
qualità di Tribunale delle assicurazioni (art. 100 cpv. 3 della Legge
sull'assicurazione contro la disoccupazione [LADI; RS 837.0], art. 128 cpv.
1 dell'Ordinanza sull'assicurazione contro la disoccupazione [OADI; RS
837.02] in combinato disposto con l'art. 119 cpv. 1 lett. a OADI; art. 57
della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali [LPGA; RS 830.1] in combinato disposto con l'art. 49 cpv. 2 lett. a
della Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]). La
legittimazione del ricorrente, quale destinatario della decisione impugnata,
è pacifica (art. 59 LPGA). Essendo tempestivo (art. 60 LPGA) e
rispondendo alle condizioni di forma (art. 61 lett. b LPGA) il ricorso è
dunque ricevibile.
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2. Controverso è se la convenuta ha chiesto a ragione la restituzione di
CHF 16'387.65 per prestazioni d'indennità di disoccupazione
indebitamente percepite dal ricorrente tra agosto e dicembre 2019.
3. Il ricorrente fa innanzitutto valere un difetto formale della decisione
impugnata. A suo dire, la convenuta non poteva chiedere la restituzione
delle prestazioni prima di aver accertato la riscossione indebita in una
procedura in cui il ricorrente poteva debitamente difendersi. La decisione
impugnata andrebbe pertanto annullata già per questo vizio. Il punto di
vista del ricorrente non può essere condiviso, dacché né le determinanti
disposizioni legali né la giurisprudenza in materia esigono che la decisione
di restituzione di prestazioni in materia di assicurazione contro la
disoccupazione debba essere preceduta da una decisione impugnabile
accertante una riscossione indebita delle prestazioni. Richiesto è
(unicamente) che la domanda di restituzione delle prestazioni sia oggetto
di una decisione formale di restituzione (cfr. SECO, Prassi LADI RCCI
[Restituzione, compensazione, condono e incasso], A20 con rinvio a DTF
130 V 388; art. 3 cpv. 1 Ordinanza sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali [OPGA; RS 830.11]). Detta Prassi prevede
esplicitamente che la formale decisione di restituzione deve comprendere
i motivi [della restituzione richiesta] (v. Prassi LADI RCCI, A21). I motivi
della restituzione devono evidentemente comprendere il presupposto di
una riscossione indebita (v. considerando successivo), per cui non occorre
emanare due decisioni separate come erroneamente sostenuto dal
ricorrente. La rispettiva censura formale è dunque infondata.
4. Giusta l'art. 95 cpv. 1 LADI i.c.d. con l'art. 25 LPGA le prestazioni
indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve
essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in
gravi difficoltà (cpv. 1). L'obbligo di restituzione presuppone che siano
adempiute le condizioni di una riconsiderazione o di una revisione della
decisione con la quale sono state attribuite le prestazioni (cfr. STF
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8C_294/2018 consid. 4.1; DTF 130 V 318 consid. 5.2). Giusta l'art. 53
LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in
giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi
di prova che non potevano essere prodotti in precedenza (revisione; cpv.
1). L'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su
opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano
manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza
(riconsiderazione; cpv. 2).
4.1. Il ricorrente sostiene – anche in questa sede – di non aver lavorato alle
dipendenze della ditta D._ SA quando era in disoccupazione, per cui
sarebbe evidente che nella compilazione della dichiarazione dei salari del
10 dicembre 2019 vi sarebbe stato un errore. Il fatto che detta società
aveva una sola dipendente nella persona della moglie del ricorrente
dimostrerebbe che la dichiarazione dei salari 2019 non sarebbe stata
compilata correttamente in quanto questa società, attiva in ambito
immobiliare sostanzialmente privato, non avrebbe necessitato certamente
di altri dipendenti.
4.2. D'accordo con la convenuta va invece ritenuto che il conteggio del 10
dicembre 2019 (doc. 45 convenuta) è determinante. In questa
dichiarazione sono stati indicati due dipendenti (il ricorrente e sua moglie)
con un salario per il periodo da agosto a dicembre 2019 di rispettivamente
CHF 28'800.00 e CHF 25'000.00. Per questi giudici non è comprensibile
come la moglie del ricorrente, quale amministratrice della D._ SA in
quel momento, abbia potuto erroneamente elencare due dipendenti se,
stando alla versione di lei e del marito, fosse stata davvero solo ella a
percepire un reddito da questa società. Va notato che la (prima) correzione
del conteggio dei salari del 27 aprile 2021 è avvenuta solamente in seguito
alle domande poste dalla convenuta in fase di istruttoria amministrativa
(cfr. doc. 47 e 48 convenuta). In tale prima correzione la moglie del
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ricorrente dichiarava un salario mensile da ella percepito da agosto 2019
di CHF 8'000.00 e una quota privata mensile per l'automobile aziendale
da lei utilizzata di CHF 1'150.00 (cfr. doc. 48 convenuta). Stando poi al
conteggio definitivamente rettificato del 21 luglio 2021, ella nel 2019
avrebbe percepito unicamente un reddito in forma di quota privata per
l'automobile aziendale pari a CHF 13'800.00 (cfr. doc. 50 convenuta). In
base a questi fatti, secondo il qui determinante grado di probabilità
preponderante (DTF 144 V 427 consid. 3.2) questi giudici ritengono che il
primo conteggio del 10 dicembre 2019 rispecchi la realtà piuttosto che
rappresentare un palese errore. Per queste ragioni, va concluso che per il
periodo qui in discussione da agosto a dicembre 2019 il ricorrente sia stato
impiegato presso la D._ SA e abbia percepito un salario pari a CHF
28'800.00, come da conteggio del 10 dicembre 2019.
4.3. Ne discende che la convenuta ha giustamente richiesto la restituzione di
CHF 16'387.65 secondo i relativi conteggi (non contestati dal ricorrente)
per prestazioni d'indennità di disoccupazione indebitamente percepite dal
ricorrente tra agosto e dicembre 2019. Il ricorso va pertanto respinto.
5. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA in combinato disposto
con gli artt. 100 segg. LADI e 128 segg. OADI e contrario). La convenuta
non ha diritto a ripetibili (art. 61 lett. g LPGA e contrario).
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