# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** a65d3db0-dce5-529c-86ff-15d2ae9ec650
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

ritenuto,
in fatto
A.
_ è stato arrestato il 28 ottobre 2003, con le accuse di infrazione aggravata alla LFStup, danneggiamento, sottrazione di cose requisite o sequestrate (art. 19 cifra 2 LFStup, 144 cpv. 1 CP e 289 CP), in relazione alla scomparsa/presa di possesso di un imprecisato quantitativo di canapa (ma, comunque, nell'ordine del migliaio di kg) presso la _ di _ dove era stata stoccata dagli inquirenti a seguito di precedenti sequestri (doc. 1 inc. GIAR 704.2003.1).
L'arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo, stante l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza, bisogni istruttori e pericolo di collusione (doc. 3 inc. GIAR cit.).
Successivamente, nel corso del verb. PP 5 novembre 2003, l'accusa è stata estesa anche al reato di furto (art. 139 CP).
B.
Giudicato da una Corte di merito il 2 settembre 2004, _ é stato ritenuto autore colpevole di ripetuto furto tentato e di furto consumato, nonché di infrazione alla LFStup e danneggiamento, con conseguente condanna ad una pena di due anni e sei mesi di reclusione, a valere quale pena integralmente aggiuntiva alla pena di 10 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni inflittagli il 31 ottobre 2003 dalla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio.
La Corte di merito ha, invece, prosciolto _ dall'accusa di sottrazione, rispettivamente tentata sottrazione, di cose requisite o sequestrate.
La Corte di cassazione e revisione penale, con giudizio del 4 maggio 2005 (valido ex art. 297 CPP anche per gli altri accusati che non hanno presentato ricorso) ed accogliendo il ricorso di uno dei coaccusati, ha prosciolto _ dalle accuse di furto (tentato e consumato), confermato la condanna per danneggiamento e annullato la condanna per infrazione alla LFStup senza proscioglimento, bensì con rinvio ad altra Corte d'assise per nuovo giudizio e ricommisurazione della pena (CCRP 4 maggio 2005, pag. 21).
C.
Con scritto del 2 maggio 2005, _ ha presentato (personalmente) istanza di libertà provvisoria. L'istante rileva di avere ormai scontato i 2/3 della pena inflittagli, assicurando nel contempo che, se messo in libertà,
"sarò sempre a disposizione per il nuovo processo e per tutte quelle disposizioni che stabilisce la Legge".
D.
In sede di osservazioni il Presidente della Corte delle Assise criminali si è rimesso al giudizio di questo giudice, segnalando nel contempo che il dibattimento si terrà verosimilmente nel corso del mese di luglio, dovendosi dapprima procedere all'accertamento del tenore di THC, come ordinato dalla CCRP. Ha inoltre precisato di aver già invitato, con scritto 23 maggio 2005, il Procuratore pubblico a procedere in tal senso.
Il Procuratore pubblico si è invece pronunciato per la reiezione dell'istanza. In particolare, ha evidenziato l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza; il fatto che la CCRP non abbia ordinato la scarcerazione dell'istante, confermerebbe l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a suo carico, così come comproverebbe lo scarso fondamento dell'istanza di libertà provvisoria. Il carcere sinora sofferto (1 anno e 7 mesi) sarebbe rispettoso del principio di proporzionalità, trattandosi di condanna interamente aggiuntiva a quella di 10 mesi di detenzione inflitta all'accusato il 31 ottobre 2003 dalla Corte delle Assise correzionali di Mendrisio ed inoltre tenuto conto del fatto che
la
Corte di prima istanza ha rilevato come sulla commisurazione della pena, poco peso abbiano avuto sia l'accertamento del concorso ideale tra più reati, sia i due tentativi di furto ed il furto compiuto (sentenza Assise correzionali 2 settembre 2004, cons. 9, pag. 87), se non quale elemento dell'intensità del proposito criminoso.
In sede di contro-osservazioni l'istante, per il tramite del patrocinatore, _ si è riconfermato nell'istanza 23 maggio 2005. In particolare, non contesta l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza, ma ritiene che nella fattispecie non siano più adempiuti i presupposti del pericolo di recidiva, di collusione e di inquinamento delle prove. Il mantenimento della carcerazione sarebbe pure contrario al principio di proporzionalità: _ ha ormai scontato i 2/3 della pena inflittagli e,
"considerate le motivazioni in merito alla LFStup ed il proscioglimento dal reato di furto di cui alla sentenza della Corte di cassazione e revisione penale, appare quantomeno verosimile che la ricommisurazione della pena, in vista all'arduo compito cui è chiamata l'accusa a provare l'esistenza di un tasso di THC sufficientemente alto, possa portare ad una pena di gran lunga inferiore a quella comminata".
E considerato,

## Considerations

in diritto
1.
L'istanza, presentata dall'accusato detenuto, direttamente a questo giudice (ex art. 108 CPP), è ricevibile.
In merito alla competenza di questo giudice giova rilevare quanto segue.
La decisione della CCRP ha confermato il proscioglimento di _ per il reato di cui all'art. 289 CP e la condanna per il reato di cui all'art. 144 cpv. 3 CP; ha, inoltre, prosciolto _ dalle accuse di furto. In proposito, vale quanto detto nella decisione 23 maggio 2005 relativa all'istanza di libertà provvisoria presentata da uno dei coaccusati:
Su questi punti (se si preferisce, imputazioni) non vi è "ritorno" alla situazione post-atto d'accusa e pre-dibattimento: la sentenza CCRP è esecutiva (sin dalla notifica del dispositivo - art. 294 cpv. 4 CPP) ed il ricorso al TF è ricorso straordinario, di mero diritto, senza effetto sospensivo (artt. 268 ss., 269, 272 cpv. 7, 277ter PPF). Qualora dovesse essere concesso tale effetto all'eventuale ricorso (quindi con eventuale sospensione dell'esecutività della decisione della CCRP), ciò non farebbe ritornare (in relazione a queste imputazioni) necessariamente il procedimento allo stadio tra l'atto d'accusa e l'apertura del dibattimento, con conseguente (perlomeno) dubbia competenza di questo giudice (cfr., per es., art. 290 CPP).
Solo la questione dell'eventuale infrazione alla LFStup, a seguito di annullamento e rinvio ad altra Corte delle assise criminali può essere considerata quale "ritorno" alla fase tra l'atto d'accusa e l'apertura del dibattimento.
Quindi, nella misura in cui l'istanza di libertà provvisoria concerne il mantenimento della detenzione in relazione allo svolgimento del nuovo processo, la stessa è ricevibile. L'esame delle condizioni della detenzione cautelare da parte di questo giudice dovrà fondarsi unicamente su questa ipotesi di reato e non anche su quella di furto (reato per il quale omissis - _
(n.d.r.) -
risulta prosciolto da una Corte di merito), ancorché perlomeno nella valutazione della proporzionalità della detenzione, non si potrà non considerare in qualche modo il fatto che per il danneggiamento la condanna è stata confermata e dovrà essere scontata o imputata in sede di nuovo giudizio (cfr. sentenza Assise criminali, n. 10 del dispositivo - pag. 103-, sentenza CCRP, dispositivo n. 1 b.).
inc. GIAR 2004.42003
2.
Ricordato che dopo l'emanazione dell'atto di accusa il codice di rito non impone termini specifici per l'evasione di istanze di libertà provvisoria, in concreto (con la procedura prevista dall'art. 280 CPP: Rusca/Verda/Salmina, Commento del Codice di Procedura Penale ticinese, n. 9 ad art. 108) si verificherà se ai fini del nuovo dibattimento siano ancora dati i presupposti per il mantenimento della detenzione preventiva (gravi indizi di reato, bisogni dell'istruzione intesi come pericolo di collusione o inquinamento delle prove, pericolo di fuga, pericolo di recidiva e proporzionalità).
3.
Giusta l'art. 95 cpv. 2 CPP l'accusato può essere arrestato se esistono a suo carico gravi e concreti indizi di colpabilità ed in presenza di preminenti motivi di interesse pubblico, quali il pericolo di fuga, i bisogni dell'istruzione, il pericolo di recidiva. In sostanza, il magistrato inquirente ha la facoltà di ordinare l'arresto solo se le due condizioni sono realizzate cumulativamente, ritenuto che ai sensi dell'art. 95 cpv. 1 CPP durante il procedimento l'accusato di trova, di regola, in libertà provvisoria (cfr. anche Rusca/Salmina/Verda, op. cit., ad art. 95 cpv. 2 n. 4). Il perdurare della detenzione presuppone il perdurare dei motivi che legittimano l'arresto ai sensi dell'art. 95 cpv. 2 CPP.
In concreto, il Procuratore pubblico si oppone alla scarcerazione di _ facendo valere unicamente l'esistenza a suo di seri e concreti indizi di colpevolezza.
Nella fattispecie, sono (ancora) dati, in capo ad _ gravi indizi di reato per l'infrazione LFStup, sulla quale la nuova Corte dovrà pronunciarsi. In proposito valgono le considerazioni già espresse nella decisione 23 maggio 2005 relativa all'istanza di libertà provvisoria di uno dei coaccusati:
"Per quanto concerne l'esistenza di gravi indizi di reato, questo giudice non può non tener conto di quanto accertato e considerato dai giudici del merito (come peraltro la nuova Corte: cfr. per analogia art. 277 cpv. 2 PPF).
E allora occorre constatare che il rinvio (conseguente all'annullamento del relativo dispositivo della sentenza di primo grado del 2 settembre 2004) concerne unicamente l'imputazione di infrazione aggravata alla LFStup e che la nuova Corte dovrà decidere "nel senso dei considerandi" (sentenza CCRP 4 maggio 2005, dispositivo n. 1 b.). (...) risulta evidente dai considerandi della sentenza (della CCRP) che il carattere di stupefacente dei circa 1000 Kg di canapa, prelevati dall'accusato (e dai correi) ad _, è fortemente indiziato. Gli indizi, in tal senso, ritenuti nel giudizio di prima istanza non sono stati giudicati arbitrari dalla CCRP (sentenza CCRP, cons. da 2 c. a 2 e.), ma solo insufficienti a fugare "ogni ragionevole dubbio" che al momento del prelevamento dal _ la canapa in questione (o parte di essa) avesse ancora un tenore di THC superiore allo 0.3%; da qui la necessità di procedere ad una analisi (o, meglio, perizia, "la Corte chiarirà per mezzo di uno specialista", sentenza CCRP pag. 13) per determinare il tasso di THC attuale e, se inferiore al 0,3%, quello al 26/27 ottobre 2005 (sentenza CCRP, cons. 2 h.). Particolarmente rilevante è la circostanza che al momento dei sequestri nell'ambito dell'operazione INDOOR, la canapa in questione aveva un tasso di THC compreso tra il 2,8% ed il 19,7% (sentenza CCRP, pag. 12). La stessa CCRP l'ha considerata fuori commercio in quanto stupefacente, laddove ha analizzato il reato di furto (sentenza CCRP, cons. 3a. e 3c.), pur nell' "ipotesi in cui fosse accertato un tenore di THC superiore allo 0,3%" (sentenza citata, cons. 3). In virtù di tutto quanto sopra riportato è evidente che il carattere di stupefacente della canapa prelevata ad _ dall'accusato e dai correi (ancora a disposizione dell'autorità) è tutt'altro che escluso, anzi fortemente indiziato"
inc. GIAR 2004.42003
Per quanto riguarda invece il perdurare di motivi di interesse pubblico atti a giustificare il mantenimento dello stato di detenzione, in particolare pericolo di fuga, bisogni dell'istruzione, ivi compreso rischio di collusione, e pericolo di recidiva, nel proprio preavviso il Procuratore pubblico è del tutto silente, né tantomeno gli stessi emergono in modo palese dagli atti.
In particolare, per quanto riguarda il pericolo di fuga e quello di recidiva, gli stessi non erano stati ritenuti dati al momento della conferma dell'arresto e non emergono in modo evidente dall'incarto fatti o circostanze di cui si è avuta conoscenza successivamente a tale data tali da imporre un nuovo esame della situazione; è già stato emanato l'atto d'accusa, l'istruttoria è quindi terminata; per quanto riguarda l'accertamento ordinato dalla CCRP relativo al tenore di THC della canapa non si vede in quale modo l'istante, se scarcerato, possa comprometterne le modalità d'esecuzione, rispettivamente influenzarne il risultato.
In virtù di quanto detto ai paragrafi precedenti, l'istanza di libertà provvisoria presentata da _ deve quindi essere accolta, ritenuto che la sola esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a suo carico, in assenza di preminenti motivi di interesse pubblico, non può giustificare il perdurare della sua carcerazione, facendo difetto una delle due condizioni di cui all'art. 95 cpv. 2 CPP.
Del resto, anche qualora nella fattispecie fossero state date entrambe le condizioni di cui all'art. 95 cpv. 2 CPP, vi è da chiedersi se il mantenimento dello stato detentivo sarebbe stato rispettoso del principio di proporzionalità. _ si trova in carcere dal 29 ottobre 2003 (quindi da 1 anno e 7 mesi), con sentenza 2 settembre 2004 la Corte delle Assise Criminali lo aveva condannato ad una pena di 2 anni e sei mesi di reclusione (senza revocare la sospensione condizionale di quella di 10 mesi di detenzione inflittagli il 31 ottobre 2003 dalla Corte delle assise correzionali di Mendrisio), la CCRP con sentenza 4 maggio 2005 lo ha prosciolto dalle accuse di furto tentato e consumato. Nell'ipotesi più sfavorevole all'istante, tenuto anche conto del divieto di una
"reformatio in peius"
, la pena di due anni e sei mesi verrà confermata, non potendosi comunque escludere, al momento attuale, una diminuzione della stessa, stante il proscioglimento ordinato dalla CCRP dalle accuse di furto tentato e consumato. Ad oggi _ ha quindi scontato 19 mesi, cioè quasi i due terzi della pena di 2 anni e sei mesi; del resto, era già stata fissata dal Consiglio di Vigilanza una convocazione per il 2 giugno 2005, poi annullata a seguito della sentenza CCRP, in merito alla concessione della liberazione condizionale ex art. 38 cifra 1 CP.
Il presente giudizio, in tema di libertà provvisoria, è esente da spese e tasse di giustizia.
P.Q.M
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 95 ss., 106, 108, 280 ss. 282, 290, 294 CPP, 268 ss. PPF, 19 LFStup, ed ogni altra citata ed applicabile,
decide
1.
L'istanza di libertà provvisoria 23 maggio 2005 è accolta.
2.
Di conseguenza _ deve essere immediatamente scarcerato.
3.
Non si prelevano tasse e spese.
4.
Intimazione (anticipata via fax e per posta) a:
giudice Ursula Züblin