# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 198e1e9e-ea85-4ed1-b8cd-34351018c094
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2022
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto:
A.
D_
F_ (1937), vedovo dal 17 luglio 2018 e con ultimo domicilio a B_, è deceduto a L_ il 5 dicembre 2019 senza lasciare discendenti. In un testamento olografo del 28 gennaio 2019 egli ha istituito l'avvocato CO 1 suo erede universale, designandolo altresì come esecutore testamentario, e ha previsto due legati, di cui uno in favore della sorella RE 1. Il testamento è stato pubblicato il 18 dicembre 2019 dalla notaia R_ L_ davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna, il quale l'11 marzo 2020 ha rilasciato un certificato ereditario in cui figura CO 1come unico erede fu D_ F_ (inc. SO.2020.206).
B.
Il 23
dicembre 2020 RE 1 si è rivolta al medesimo Pretore affinché fosse accertata la nullità del testamento olografo redatto il 28 gennaio 2019 dal fratello. Il 28 gennaio 2021 CO 1 ha chiesto preliminarmente che l'attrice fosse tenuta a depositare una cauzione di fr. 822
800.– a copertura delle spese ripetibili in caso di soccombenza. RE 1 ha proposto il 26 febbraio 2021 di respingere la richiesta. In una replica del 15 marzo 2021 e in una duplica del 29 marzo 2021 le parti hanno mantenuto il loro punto di vista.
Dopo vari solleciti telefonici volti a ottenere dal Pretore l'emanazione della decisione sulla cauzione per le spese ripetibili, il 24 febbraio 2022 RE 1 ha rinnovato la richiesta. Senza esito.
C.
Il 25 marzo 2022 RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo per ritardata giustizia in cui chiede di ordinare al Pretore di emanare la decisione sulla cauzione. Nelle sue osservazioni del 16 maggio 2022 il Pretore, dopo avere giustificato la remora, ha comunicando di avere emanato quello stesso giorno la decisione in questione. In una replica spontanea del 24 maggio 2022 la reclamante conferma di avere ricevuto la decisione richiesta.

## Considerations

Considerando
in diritto:
1.
Se la giurisdizione adita rifiuta o protrae indebitamente l'emanazione di una decisione che rientra nelle sue competenze, può essere interposto reclamo all'autorità superiore per ritardata giustizia (art. 319 lett. c CPC).
L'art. 321 cpv. 4 CPC consente di introdurre reclamo per ritardata giustizia in ogni tempo, a meno che la remora sia dovuta a una decisione formale, nel qual caso occorre impugnare tale decisione entro i termini dell'art. 321 cpv. 1 e 2 CPC (DTF 138 III 706 consid. 2.1; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2022.29 del 23 febbraio 2022 consid. 4 con rinvii).
E un reclamo per ritardata giustizia in una procedura di diritto ereditario rientra nelle attribuzioni di questa Camera (art. 48 lett. a n. 1 combinato con il n. 8 LOG).
2.
In concreto con l'emanazione della decisione sulla cauzione
per le spese ripetibili
, il reclamo, come rileva RE 1, è diventato privo d'oggetto e va tolto dai ruoli. Rimane da esaminare la questione delle
spese processuali e le ripetibili dello stralcio. Ora, l
'art. 107 cpv. 1 lett. e CPC applicabile alle procedure divenute senza oggetto prevede che quando una lite diventi caduca il giudice “può prescindere dai principi di ripartizione” secondo la soccombenza (art. 106 CPC) e suddividere le spese giudiziarie secondo equità. A tal fine egli considera, segnatamente, “quale parte abbia provocato la proposizione dell'azione, quale sarebbe stato il presumibile esito della causa e quale parte è all'origine dei motivi che hanno reso il procedimento senza oggetto” (RtiD II-2021 pag. 717 n. 26c).
a)
Giusta l'art. 29 cpv. 1 Cost., in procedimenti dinanzi ad autorità giudiziarie o amministrative ognuno ha diritto di essere giudicato entro un termine ragionevole. Tale disposizione consacra il principio della celerità. L'autorità disattende simile garanzia qualora proroghi in modo inabituale senza giustificazione particolare l'esame di una lite che rientra nella sua sfera di competenza
(DTF 144 I 333 consid. 7.1).
La durata di un procedimento non è soggetta a regole rigide, ma dev'essere valutata in ogni singolo caso sulla base delle circostanze concrete. L'obbligo di pronunciarsi entro una scadenza ragionevole impone all'autorità competente di statuire in termini che risultino giustificati dalla natura del litigio e dall'insieme delle circostanze, generalmente sulla scorta di una valutazione globale. Vanno considerati in specie la portata e le difficoltà della causa, il modo con cui questa è stata trattata dall'autorità, l'interesse delle parti e il loro comportamento nella procedura
(DTF 144 II 489 consid. 3.2 con rinvii).
Un diniego di giustizia si ravvisa ove un'autorità non entri – in tutto o in parte – nel merito di una lite che le è stata sottoposta nei modi e nei tempi previsti dalla legge (DTF 144 II 192 consid. 3.1).
b)
In concreto, p
ur tenendo conto che procedimenti del diritto di famiglia possano avere carattere prioritario, tanto più se concernono gli interessi di un minore, il tempo impiegato per emanare
la decisione sulla
cauzione
appare effettivamente eccessivo. Se la causa di merito può senz'altro apparire laboriosa, altrettanto non può dirsi per la decisione che il Pretore avrebbe dovuto emanare, limitata alla sola questione della cauzione per le spese ripetibili
fonda
ta sull'art. 99 cpv. 1 lett. d CPC, norma che c
ostituisce una sorta di clausola generale e
sulla quale il giudice dispone di un ampio potere d'apprezzamento. Per il resto, che
la Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna sia sovraccarica di lavoro o affetta da problemi organizzativi dovuti alla mancanza di personale è possibile. Tuttavia l'emanazione di una decisione sulla cauzione per spese e ripetibili, che ha di fatto sospeso il procedimento di merito, a distanza di oltre un anno dalla fine dello scambio degli allegati sul tema non appare oggettivamente giustificabile, tanto meno dopo i vari i solleciti dell'attrice e le assicurazioni del Pretore. In tali circostanze, se non fosse divenuto privo d'oggetto, il reclamo per denegata giustizia sarebbe presumibilmente stato accolto.
3.
Vista la particolarità della fattispecie,
si giustifica di rinunciare alla riscossione di oneri processuali a carico dello Stato, che è parte in tale procedimento, ma non dall'assegnare ripetibili alla reclamante
(I CCA, sentenza inc. 11.2019.40 del 1° aprile 2019 consid. 5). L'indennità tiene conto del dispendio per far valere le proprie ragioni che un legale solerte e speditivo avrebbe verosimilmente profuso nell'assolvimento di un simile mandato.