# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 61a91843-892e-5783-b79c-0ed8c8605bf0
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto
1.1. Mediante formulario pervenuto all’amministrazione il 15 giugno 2018 RI 1, _ 1964, domiciliata a _ (frazione di _) ha chiesto, per l’unità di riferimento composta dalla stessa richiedente e dal figlio maggiorenne RI 2 (1995), il rinnovo della riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per l’anno 2019. L’assicurata ha indicato di essere proprietaria dell’abitazione in cui abita, di essere salariata, ha precisato che il figlio è studente e segnalato una precaria situazione lavorativa, ossia di essere alla ricerca di qualcosa di fisso.
Il successivo 27 luglio 2018 l’amministrazione ha chiesto alcune precisazioni all’assicurata trasmettendo alla stessa un modulo relativo alle scuole frequentate dal figlio. L’assicurata ha precisato il curriculum di studi del figlio (universitario alla facoltà di _ dell’Università di _) il 7 agosto 2018._
1.2. Con decisione formale del 19 novembre 2018 la Cassa cantonale di compensazione, Ufficio prestazioni, Servizio sussidi (Cassa cantonale di compensazione, qui di seguito) ha respinto la richiesta (doc. 2), la decisione notificata non contiene nessuna motivazione delle ragioni che hanno indotto la Cassa a rifiutare l’aiuto.
Mediante e-mail dell’8 dicembre 2018 l’assicurata ha contestato il provvedimento, segnalando la scelta di una franchigia di CHF 2'500 per contenere i premi e l’onere derivato dal mantenimento del figlio. L’assicurata ha spedito all’amministrazione la tassazione 2017 del figlio. La Cassa cantonale di compensazione ha indicato alla reclamante di necessitare del reclamo in forma scritta (doc. 4, e-mail del 14 dicembre 2019) e la reclamante ha provveduto. Dalla tassazione 2017 della signora RI 1 emergono redditi lordi complessivi per CHF 92'311 e una sostanza netta di CHF 49'822; da quella del figlio, membro dell’UR, redditi per CHF 273 e una sostanza di CHF 95'577 netta.
Dopo avere accusato ricevuta del reclamo (lettera 9 gennaio 2019, doc. 6), l’amministrazione ha interpellato nuovamente l’assicurata il 25 gennaio 2019 domandandole di completare alcune informazioni (doc. 7). Con plico pervenuto alla Cassa cantonale di compensazione il 26 febbraio 2019 l’assicurata ha trasmesso all’amministrazione il foglio salario di dicembre 2018 della _, sua nuova datrice di lavoro, in cui è attestato uno stipendio lordo mensile di CHF 5'936,50 (versato 13 volte), un conteggio della Cassa disoccupazione _ del novembre 2018 (indennità disoccupazione per CHF 2'359.05 nette, pari a un salario assicurato di CHF 3'821), una remunerazione di CHF 207.60 netti per un’attività di docente di religione nel novembre 2018, un conteggio per attività svolta in seno alla società _ (CHF 669,65 netti) per novembre 2018, nonché analoghi documenti riferiti ai mesi precedenti, ossia ottobre sino a luglio. Al plico è pure annessa copia della decisione di tassazione 2016 da cui emergono redditi lordi complessivi per CHF 76'515.
Successivamente a contatto telefonico con l’assicurata del 23 aprile 2019 (doc. 11) agli atti dell’amministrazione è stata acquisita ulteriore documentazione relativa ai salari percepiti dall’assicurata presso _ indicata quale unica sua datrice di lavoro.
1.3. Con decisione emanata su reclamo il 22 maggio 2019 la Cassa cantonale di compensazione ha respinto il reclamo dell’assicurata fondandosi sul salario netto percepito dal 1 gennaio 2019, cifrato in CHF 69'216; considerando il reddito della sostanza CHF 24'240 e il reddito della sostanza del figlio RI 2 (CHF 273). L’amministrazione ha poi calcolato, sulla base delle tassazioni 2017 ultime a disposizione, il valore della sostanza al netto dei debiti, che ha ritenuto nella misura di 1/15 ossia CHF 3'321 per l’assicurata qui ricorrente e CHF 6'372 per il figlio (CHF 9'693 cumulativamente). Dedotte le spese ammissibili il reddito disponibile è stato determinato in CHF 86'070 superiore al limite di CHF 70'286,20 che conferisce il diritto al sussidio.
RI 1 ha reagito alla decisione dapprima mediante mail con cui ha rilevato che la Cassa cantonale di compensazione ha considerato i nuovi redditi ma non le spese maggiori derivate dall’esercizio di un’attività fuori cantone. Essa ha trasmesso all’amministrazione copia di documenti attestanti la sottoscrizione di un contratto di locazione fuori cantone per le necessità di lavoro che ha chiesto siano ritenute quali spese professionali.
La Cassa ha informato l’assicurata della prassi in merito alle spese (doc. 15) e l’assicurata ha confermato alla Cassa cantonale di compensazione il deposito di un ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni contro il provvedimento.
1.4. Con il suo gravame 20 giugno 2019 (doc. I, pervenuto al Tribunale cantonale delle assicurazioni il 24 giugno 2019 e consegnato alla posta dalla ricorrente il 21 giugno precedente), la signora RI 1 ha ribadito che i nuovi redditi conseguiti da inizio anno 2019 presso il nuovo datore di lavoro vanno epurati delle importanti spese (locazione in Svizzera interna) che essa deve sopportare. Essa chiede, sostanzialmente, che il calcolo della Cassa sia verificato e che le sia attribuito il sussidio per il 2019.
L’amministrazione, invitata a prendere posizione in merito (doc. II del 24 giugno 2019), ha postulato la reiezione dell’impugnativa con osservazioni dell’8 luglio 2019 (doc. III) in cui ribadisce la correttezza del calcolo. Laddove necessario le argomentazioni della Cassa saranno riprese in corso di motivazione.
Nelle more della procedura il Giudice delegato ha acquisito, presso l’UT di _, la decisione di tassazione 2016 relativa a RI 2 (doc. V e VI dell’11 luglio 2019), da cui si desume un totale dei redditi di CHF 7'027.- e una sostanza complessiva di CHF 79'957.-, atti messi a disposizione dei ricorrenti e dell’amministrazione (doc. VII del 12 luglio 2019) per osservazioni.

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia. In concreto il ricorso è ricevibile siccome tempestivo e motivato in maniera comunque sufficiente.
nel merito
2.2. Dal 2012 le norme della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha previsto un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il
Messaggio
15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo
Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli e specifiche si veda:
Ivano Ranzanici,
La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, in particolare il capitolo 14, p. 357 e ss.). Il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.
2.3. Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare
“gli effetti indesiderati”
del precedente ma anche a
“tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa ... nell’ambito dell’assicurazione di base ... con l’introduzione del premio medio di riferimento”
che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.
Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (
Ranzanici,
tesi citata, capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ancorché questa libertà non sia assoluta come ricordano la recente giurisprudenza federale (STF 8C_228/2018 del 22 gennaio 2019 pubblicata in DTF 145 I 26, consid. 3.1.; si vedano anche le DTF 136 I 220 consid. 6.1., 134 I 313 consid. 3, 124 V 19; 122 I 343) e la dottrina (in particolare:
Gebhard
Eugster
, Krankenversicherung in: Soziale Sicherheit, SBVR volume XIV, 3 edizione, 2016, pagine 818 e 819, n. 1392 e
Ranzanici,
tesi citata, p. 209 e 210, n. 396). Il legislatore cantonale è vincolato, in particolare, al rispetto dello scopo e del senso della norma federale che non deve essere svuotata del suo senso e della sua portata.
Le norme cantonali non devono “
gegen Sinn und Geist des Bundesrechts verstossen und dessen Zweck ... beeinträchtigen
”, come ricorda il TF in DTF 145 I 26 consid.
3.1.
Il diritto cantonale deve inoltre rispettare quanto impone l’art. 65 cpv. 1
bis
LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50% i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta fermo restando che, per i minorenni e i giovani adulti in formazione la riduzione deve essere del 50% almeno del premio. In sostanza dunque il diritto cantonale è un diritto autonomo, come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185, 134 I 313 e 145 I 26), compete al Cantone non solo fissare la procedura ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi, ma, come indicato, la libertà cantonale non è illimitata.
2.4. Il Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal, su questi aspetti si veda:
Ranzanici,
tesi citata, p. 343 e ss., n. 658 e ss., capitolo 13.3.4.). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se i presupposti dati, l’aiuto sociale è versato dal 1° gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.
Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato stabilisce annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal. Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito disponibile che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza è fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre riferirsi alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento siano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.
L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto previgente, non è più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.
2.5. A partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (
Ranzanici,
tesi citata, capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:
RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione
Se dell'UR fanno parte dei figli la formula diviene ancor più complessa per cui:
RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x 50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.
Le due formule adottate dal legislatore appaiono complesse. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti del 3.4 e del 3,9.
Nel corso dei lavori preparatori (
Messaggio
6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella legge un “
limite esplicito ... (che) non dipende dai PMR ... L’introduzione di questo nuovo parametro consente ... di non far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di esclusione ... per queste situazioni reddituali”
(Messaggio citato, p. 13).
Posto il principio di fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “
Dopo vari approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”
(Messaggio citato, p. 13).
Da queste considerazioni è nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli, ritenuto comunque che l’esecutivo può cambiare tali costanti nel suo annuale decreto di fissazione dei parametri l’attribuzione della RIPAM. Sempre nel suo messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “
è una prestazione coordinata ai sensi della Laps ..., il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RD Laps; per le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”
.
Per stabilire la costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “
valore delle costanti ... influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante, (quanto) minore è ... l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce anche il numero dei beneficiari con redditi alti”
. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.
In sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato (va ripetuto) è abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.
2.6. Come anticipato per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v.
Ranzanici,
tesi citata, capitolo 14.8. p. 387 e ss.)
Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un
“reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”
, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).
L’amministrazione è tenuta a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria, che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza (mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio, dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa, redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente: assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (
Messaggio
, op. cit., pag. 16 in initio).
Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda
Ranzanici
, tesi citata, n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato (come rammentato nelle STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime) che:
"per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. ... l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali"
. Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove è eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.
L’art. 14 RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “
Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”
) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di
“ a) persone soggette all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera;
b) persone domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;
c) persone sole conformemente all’art. 11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione;
d)decesso del coniuge o del partner registrato;
e) divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;
f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.
”
Il regolamento (art. 14 cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:
"
2
La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:
a) cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;
b) diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
c) diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
d) diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;
e) diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.
La norma prevede ulteriormente che:
3
Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.
4
I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.
5
Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”
In particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.
2.7. Dall’importo del reddito complessivo lordo sono dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda
Ranzanici,
tesi citata, p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.
Secondo le nuove norme la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per
“garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case ... gravati da un’ipoteca sulla casa primaria”
(pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche:
Ranzanici
, tesi citata, n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).
La deduzione, così come espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari. Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a livello fiscale, su quest’aspetto la volontà del legislatore appare chiara.
2.8. Va indicato che per l’anno
2019
, l’esecutivo cantonale ha fissato le basi di calcolo nel Decreto esecutivo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal del 19 dicembre 2018 secondo cui il periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è la classificazione dell’imposta cantonale per l’anno 2016. Il premio medio di riferimento per gli adulti assomma a CHF 5'766 mentre per i giovani adulti è di CHF 4'594. La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo per un’unità senza figli è del 3.6 e per un’unità con figli è del 4.5. Per i proprietari o usufruttuari di sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del reddito disponibile di riferimento ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore della sostanza immobiliare registrato nella tassazione di riferimento di ciascun membro dell’unità di riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento prevista dall’Ufficio cantonale di stima.
2.9. Prima di verificare la correttezza del calcolo operato dalla Cassa cantonale di compensazione occorre accertare se l’amministra-zione ha, correttamente o meno, considerato la composizione dell’UR nel caso concreto.
L’UR è concetto descritto nelle considerazioni che precedono, l’art. 26 cpv. 2 LCAMal prevede che di regola “
è costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del diritto fiscale
”. Ora, nel caso in esame, l’UR ritenuta dall’amministrazione è composta dalla ricorrente che è madre di un figlio maggiorenne in prima formazione, nato nel 1995 (e quindi ventiquattrenne). Occorre allora verificare se l’agire della Cassa è corretto.
Per l’art. 27 LCAMal “
le persone sole maggiorenni senza figli, di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), del 5 giugno 2000, sono incluse nell’unità di riferimento da cui dipendono economicamente
”, a questo proposito la dottrina (
Ranzanici
, tesi citata, n. 709, p. 373) precisa che la “
differenza, ... , risiede nel considerare quali componenti l’UR non solo i coniugi (con gli eventuali figli sino al compimento del diciottesimo anno d’età) ma anche, laddove ve ne siano, i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto
”, lo stesso autore ricorda poi (n. 713 p. 375) che sono compresi “
nell’unità anche i figli maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà politica di favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni, ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si protraggono nel tempo
”, questa integrazione tende a considerare l’onere che i figli in formazione causano alla famiglia (comportando il loro mantenimento generalmente degli oneri).
La fissazione da parte del legislatore di un’età certamente avanzata (30 anni) e francamente scollegata da altri limiti d’età che fondano riconoscimento di prestazioni o deduzioni fiscali (nella nota 1170 a p. 376, alla marginale 715,
Ranzanici
evidenzia come: “
I 30 anni costituiscono un’età disarmonica rispetto al diritto fiscale per cui la possibilità di dedurre il mantenimento in favore di un figlio in formazione può avvenire sino al compimento dei 28 anni (art. 34 cpv. 1 lett. a LT). La LAVS prevede poi il pagamento del contributo minimo di legge per gli studenti sino al compimento dei 25 anni (art. 10 cpv. 2 lett. a LAVS), od ancora l’art. 25 cpv. 5 LAVS riconosce il diritto alla rendita per orfani ai figli ancora in formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti
”) è attenuata da una serie di condizioni d’esclusioni rigorose, come detto da un lato l’età del giovane in formazione (30 anni), il fatto che il giovane sia una persona sola (e non abbia un proprio nucleo famigliare) e in terzo luogo il giovane deve dipendere in maniera effettiva economicamente dalla famiglia. Il giovane può certamente conseguire dei redditi (assurda sarebbe l’imposizione del contrario) ma gli stessi devono essere limitati; devono essere inferiori al “
limite di fabbisogno esistenziale definito
” dalla Laps. Come rammenta la dottrina citata “
Questo importo, nel Messaggio di accompagnamento, è definito quale reddito limite per sopperire al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un parametro riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il diritto ad un intervento sociale di complemento
” (
Ranzanici,
p. 376, alla marginale 715).
2.10. Nel caso in esame il figlio della signora RI 1 sta completando i suoi studi universitari in _ all’Università di _. Dalla sua tassazione di riferimento emerge una sostanza, che deve essere computata per la determinazione del diritto al sussidio, e un reddito. Come indicato dalla Cassa cantonale di compensazione nelle sue osservazioni al ricorso, il limite di reddito per le persone sole maggiorenni senza figli d’età inferiore ai 30 anni per essere ricomprese nella UR di riferimento è di CHF 17'441 (si veda anche la STCA 36.2018.76 del 18 marzo 2019i in re A.), somma qui non raggiunta. La ricorrente non contesta che il figlio debba essere integrato nell’UR unitamente a lei. Ciò, correttamente, sulla scorta dei rilievi della Cassa (doc. III pagina 2 in fine)
2.11. Per la determinazione del diritto alla riduzione del premio l’amministrazione ha applicato (come ribadito dalla stessa nelle osservazioni, doc. III pag. 5 punto 4) l’art. 30 cpv. 2 LCAMal e l’art. 14 Reg.LCAMal. Va rilevato come, per l’art. 30 cpv. 1 LCAMal, di principio, il reddito di riferimento è determinato a partire dai dati accertati nel periodo fiscale stabilito dal Consiglio di Stato. Al regolamento è demandata la fissazione delle “
norme e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante
”. Il regolamento, al suo articolo 14 cpv. 1 (riportato in esteso nelle considerazioni precedenti), prevede che l’amministrazione determini il reddito di riferimento al di fuori della tassazione (stabilendolo in base ai dati più recenti) quando (tra altre ipotesi qui non d’interesse) intervenga, in periodo successivo alla tassazione di riferimento, la cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.
Per il capoverso 2 della medesima norma del regolamento, anch’essa riportata per intero nelle considerazione precedenti, a richiesta dell’UR o del suo rappresentante, il reddito di riferimento è determinato in base alla situazione finanziaria e familiare più recente nelle ipotesi di riduzione parziale del reddito da lavoro (in conseguenza a disoccupazione, pensionamento, infortunio malattia, o genitorialità, rispettivamente riqualifica professionale); nell’ipotesi di una diminuzione (o anche un aumento) di rendite, IPG o pensioni alimentari, ed ancora se diminuiti gli affitti percepiti (rispetto al valore desunto dalla tassazione di riferimento); rispettivamente ancora in presenza di una modifica (significativa: almeno CHF 10'000) del valore della sostanza.
I dati necessari per stabilire il RD nelle evenienze citate sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, la sostanza è invece desunta dall’ultima tassazione disponibile.
2.12. Nel caso in esame la signora RI 1 ha formulato reclamo contro la decisione formale del 19 novembre 2018 con cui, senza motivazione specifica (se non l’indicazione che “
il reddito disponibile di riferimento, determinato in applicazione dell’art. 31 LCAMal ..., non consente la concessione del diritto alla RIPAM”
; si noti che all’assicurata non è stato indicato in quella sede a quanto assommi il reddito in questione e come lo stesso sia stato calcolato rispettivamente determinato), la Cassa ha respinto la richiesta di sussidio. La ricorrente ha semplicemente fatto leva sull’onere di mantenimento del figlio e sugli oneri a suo carico.
L’assicurata ha evidenziato l’impegno finanziario per un figlio agli studi, l’onere delle franchigie elevate (CHF 2'500), le spese in costante aumento (doc. 5). La signora RI 1 non ha invece formulato alcuna richiesta fondata sull’art. 14 cpv. 2 RegLCAMal. Le verifiche avviate d’ufficio da parte della Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG hanno condotto l’amministrazione a stabilire un aumento, nel 2019, dei redditi della signora RI 1 rispetto all’anno precedente (2018) e ciò per il reperimento, dal gennaio 2019, di una nuova attività lavorativa fuori cantone con l’implicazione di spese per doppia economia domestica, doppio alloggio per la stessa signora RI 1, oltre che per il figlio. Tali spese erodono in maniera importante il reddito conseguito.
Dagli atti prodotti e acquisiti dalla Cassa emerge che (come emerge dalla decisione su reclamo) l’amministrazione ha fissato il reddito di RI 1, facendo astrazione dai dati fiscali applicabili del 2016, come segue:
reddito percepito dal 1 gennaio 2019 pari a CHF 69'216,
reddito da sostanza CHF 24'248,
quota parte sostanza (1/15 del valore considerato nella tassazione 2017 cifrata in CHF 49’822) pari a CHF 3'321.
Per il figlio RI 2 i valori ritenuti sono stati i seguenti:
reddito da sostanza CHF 273,
quota parte sostanza (rilevato dalla tassazione 2017) CHF 6'372 (1/15 di CHF 95'577).
Per la sostanza la Cassa ha ritenuto i dati della tassazione 2017 di entrambe i componenti l’UR, e ciò sulla base dell’art. 14 cpv. 3 RegLCAMal.
2.13. In questa sede occorre verificare se l’agire dell’amministrazione sia corretto. La scelta operata va analizzata nell’ottica dell’applicazione dell’art. 14 RegLCAMal, va cioè esaminato se in concreto erano dati i presupposti dell’art. 14 (capoverso 1 o 2) RegLCAMal affinché la Cassa si distanziasse dall’applicazione della tassazione applicabile.
Successivamente alla decisione di tassazione 2016 la signora RI 1 ha continuato l’esercizio di un’attività lavorativa, percependo redditi contenuti (come era il caso nel corso dell’anno 2016), ella ha beneficiato (sempre come avvenuto nel 2016) di indennità come la documentazione prodotta dalla Cassa e consegnata alla stessa da parte dell’assicurata dimostra. Se è vero che l’assicurata ha beneficiato di prestazioni LADI parziali nel 2018 è altrettanto vero, come i documenti prodotti dimostrano, che ella ha svolto in ogni modo attività lavorative parziali (docente di _, attività presso la _, insegnante _) e non ha cessato totalmente l’attività lucrativa.
In concreto non sono quindi dati gli estremi dell’art. 14 cpv. 1 lett. f) RegLCAMal, ossia la cessazione totale dell’attività lavorativa per disoccupazione malattia infortunio maternità o riqualificazione o perfezionamento professionale. Manifestamente anche le altre ipotesi dell’art. 14 cpv. 1 lettere a - e RegLCAMal non sono date in concreto. Ne discende che la Cassa non poteva applicare detta norma (art. 14 cpv. 1 lett. f) RegLCAMal) nel caso concreto e non poteva, di conseguenza, procedere d’ufficio all’accertamento del reddito determinante per stabilire il diritto alla RIPAM dell’UR qui ricorrente al di fuori della tassazione applicabile. Ciò a maggior ragione se si pensa che già nel corso del 2018 la signora RI 1 lavorava presso _ come ha continuato a fare nel corso del 2019.
Dalla tassazione 2016 emerge, per la signora RI 1, un reddito da lavoro (CHF 35'533), da rendite AVS (CHF 7'400), da indennità (CHF 9'547), da titoli (CHF 41) e da valore locativo (CHF 24'192) di complessivi CHF 76'515. Per quest’anno (2019) il solo reddito da lavoro preso _ è cifrato dalla Cassa cantonale di compensazione in CHF 69'216.
Il reddito di riferimento complessivo dell’UR per il 2019 è stato cifrato dalla Cassa in complessivi CHF 93'737, cifra non contestata da RI 1. L’importo è stato poi maggiorato dalla Cassa della quota parte della sostanza pari a CHF 9'639. Il reddito di riferimento determinato in base alla tassazione 2016 deve essere determinato in base ai redditi della ricorrente per CHF 76'515, quelli del figlio per CHF 7'027 cui va aggiunta la quota parte di sostanza (ritenuto come la sostanza, secondo la tassazione 2016, fosse negativa per un importo di CHF 50'773 per la signora RI 1 e cifrata in CHF 79'957 per il figlio, si ha una sostanza computabile di CHF 29'184 computabile per 1/15 ossia: CHF 1'945,60), come vi vedrà ancora oltre. Questi dati emergono dagli accertamenti eseguiti dall’amministrazione autonomamente, senza che l’assicurata abbia postulato la determinazione del diritto dell’UR alla RIPAM al di fuori della tassazione di riferimento. Ne segue che, in assenza di una richiesta in tal senso, la Cassa non poteva applicare l’art. 14 cpv. 2 RegLCAMal d’ufficio come in effetti ha fatto.
In altri termini la Cassa ha ritenuto i nuovi e più recenti redditi, maggiori rispetto a quelli conseguiti nell’anno di computo 2016, d’ufficio, ciò che non poteva fare in assenza dei presupposti dell’art. 14 cpv. 1 RegLCAMal. Per applicare il cpv. 2 della medesima norma occorre invece una chiara e consapevole richiesta dell’assicurato formulata all’indirizzo della Cassa. L’accertamento del reddito al di fuori della tassazione di riferimento non poteva essere eseguito in concreto in assenza dei presupposti della norma applicabile.
Come ricorda la dottrina (
Ivano Ranzanici
, op. cit., cap. 14.8.2.2. e capitolo 14.8.5.1. numero 815, che richiama la STCA 36.2012.33 del 3 settembre 2012 in re M. al consid. 2.12.):
“... il TCA ha ribadito che
«
l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione deve costituire una eccezione al principio, deve essere motivata da ben precise ragioni, e ciò per evitare il rischio che l’amministrazione sia confrontata con molteplici e differenziate ipotesi per cui essere costretta a svincolarsi dalla tassazione di riferimento per ogni minima variazione dei valori da ritenere
»
evidenziando anche il rischio di un onere amministrativo eccessivo, ma ha anche considerato,
«
per il doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal
»
che anche altre ipotesi di riduzione del reddito oltre alla cessazione dell’attività lucrativa dovessero essere ritenute, in particolare l’interruzione (per cessazione volontaria) di una attività accessoria indipendente (non prevista nel regolamento del 2011).”
La medesima dottrina ricorda che ciò:
“che caratterizza le possibilità previste all’art. 14 cpv. 2 RLCAMal di chiedere l’accertamento del RD al di fuori della tassazione è la contrazione delle entrate (se si eccettua la diminuzione della sostanza per consumo proprio). Il Consiglio di Stato ha invece escluso i casi in cui intervenga un aumento della spesa, in questo coerentemente con le norme in vigore precedentemente (ossia il regolamento del 13 novembre 2007).”
Ricapitolando dunque, al di fuori di una precisa richiesta da parte dell’assicurato membro della UR, di determinare il RD al di fuori della tassazione applicabile (art. 14 cpv. 2 RegLCAMal), la Cassa può procedervi d’ufficio solo se dati i presupposti del cpv. 1 (v.
Ranzanici
, op.cit., p. 429).
2.14. Da quanto precede discende che la Cassa non poteva, in assenza di specifica richiesta dell’assicurata in tal senso e in assenza dei presupposti dell’art. 14 cpv. 1 Reg LCAMal, procedere all’accertamento dei redditi dei signori _ al di fuori della tassazione applicabile e riferendosi al più recente reddito conseguito. La decisione impugnata si rivela quindi non corretta e deve essere annullata con il conseguente rinvio degli atti all’amministrazione affinché determini il diritto dell’UR qui ricorrente alla RIPAM per il 2019.
Le ulteriori richieste della signora RI 1 in tema di deduzione dal reddito delle spese effettive sopportate nel corso del 2019, in specie spese di doppia economia domestica, per la locazione di un alloggio nella Svizzera interna e le altre connesse all’attività svolta per _ non possono essere recepite. La signora RI 1 non può infatti essere seguita quando contesta l’ammontare delle spese professionali da riconoscere in deduzione dal reddito siccome particolarmente elevate. La giurisprudenza è costante in merito al fatto che si tratti di importi forfettari cui il giudice è vincolato. La dottrina precisa, al proposito, che:
“Per definire il reddito disponibile il legislatore ha affrontato il difficile e delicato compito di fissare quali spese ammettere in deduzione dai redditi lordi. Ciò ha imposto la determinazione di precisi criteri ed in taluni casi di massimali di deduzione. ... Diciamo subito che la Corte cantonale ha ritenuto, sulla scorta dei lavori parlamentari, che la lista delle spese deducibili inserita all’art. 31 cpv. 1 lettere c) – g) LCAMal, è esaustiva e non può essere completata per via interpretativa da parte del giudice. (...)
I lavori preparatori hanno permesso di individuare il criterio di scelta delle spese deducibili nell’obbligatorietà e nel vincolo delle stesse. In altri termini il legislatore ha indicato come deducibili le spese imposte da obblighi legali, aggiungendone poi altre, generalmente riconoscibili come necessarie ma non derivanti da un obbligo di legge, limitandone però il massimale detraibile.
Oltre ai contributi e premi obbligatori il legislatore permette la detraibilità di importi pagati dagli assicurati a titolo di pensioni alimentari (art. 31 lett. e LCAMal), spese professionali (se riconosciute nella tassazione di riferimento, ma solo fino ad un massimale di CHF 4’000.00; art. 31 lett. f LCAMal) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (se riconosciute nella tassazione di riferimento e sino ad un importo massimo di CHF 3’000.00; art. 31 lett. g LCAMal).
Il legislatore nella LCAMal ha voluto permettere la deduzione delle spese professionali se riconosciute a livello fiscale, e ciò non sino a concorrenza dell’importo fiscalmente ammesso ma unicamente sino ad un massimale di CHF 4’000.– (art. 31 litt f. LCAMal). La norma della legge e l’art. 15 RLCAMal prevedono che tale riduzione debba essere riconosciuta all’UR in quanto tale e non singolarmente ai membri che la compongono qualora ognuno possa vantare una simile deduzione a livello fiscale. La prassi del Tribunale cantonale delle assicurazioni non ha ritenuto questa norma contraria all’uguaglianza giuridica dell’art. 8 cpv. 1 Cost. fed. richiamando i lavori preparatori e la volontà del legislatore, da un lato, nonché la praticabilità della procedura dall’altro. Il diritto fiscale cantonale (come quello federale) ammette la deducibilità delle spese professionali in maniera più ampia rispetto alla LCAMal. La scelta del legislatore cantonale di computare l’importo massimo di CHF 4’000.– per l’insieme dei componenti l’UR e non singolarmente, discrimina le UR composte da più persone attive professionalmente ed è insoddisfacente. Si pensi all’ipotesi di due coniugi che lavorano assumendosi importanti spese professionali: entrambe potranno dedurre solo la metà dell’importo massimo consentito al singolo. Il tenore dell’art. 15 RLCAMal non rispetta poi il contenuto dell’art. 31 lett. f) LCAMal aumentando ulteriormente confusione ed incertezza in materia siccome ammette la deducibilità di “un importo annuo forfetario massimo di” CHF 4’000.– per l’UR, mentre la deduzione non è riconosciuta forfetariamente ma secondo il valore effettivo della spesa, ritenuto però un tetto di spesa di CHF 4’000.–. Il TCA ha, su questo tema, espresso, a nostro avviso, un giudizio non condivisibile siccome troppo proteso alla praticabilità del sistema.
Per quanto desumibile dai lavori preparatori la deduzione di queste spese è ammessa dalla LCAMal per la loro necessità e per il loro vincolo con il conseguimento del reddito. Spese professionali e reddito sono strettamente connessi. Non considerare spese di questa natura equivarrebbe a trattare in maniera uguale situazioni decisamente diverse, in effetti chi non svolge attività salariata (ad esempio chi beneficia del versamento di rendite o vitalizi), o chi svolge attività senza dovere affrontare spese, consegue materialmente un risparmio di cui il legislatore ha voluto tenere (almeno parzialmente) conto.
Pure in questo caso la scelta della LCAMal non è pienamente soddisfacente siccome le spese professionali, che l’art. 31 cpv. 1 LCAMal ammette solo “per (i) salariati”, sono composite (comprendono cioè spese di diversa natura) ed il diritto fiscale permette, a tratti e per ragioni di semplificazione amministrativa, deduzioni forfettarie o sino a precisi massimali ciò che non rende l’effettività degli esborsi sopportati ed in fondo altera almeno in parte la percezione della capacità economica degli assicurati”
(
Ivano Ranzanici
, op. cit., p. 415 e seguenti)
Nonostante le critiche al sistema mosse dalla dottrina la giurisprudenza (si faccia riferimento in particolare alla STCA 36.2015.52 dell’8 settembre 2015, consid. 2.10.) stabilisce la detraibilità di un massimale senza ritenere tale fissazione del massimo deducibile discriminatoria e lesiva del diritto alla parità di trattamento dei cittadini.
La deduzione di CHF 4'000, indicata in precedenza e riconosciuta in sede fiscale nella tassazione 2016 della signora RI 1, deve essere quindi confermata e non può essere aumentata. Analogamente sono dedotti interessi passivi (riconosciuti dalla Cassa) per CHF 3'000.
2.15. Da quanto precede il ricorso deve essere accolto, la decisione impugnata annullata e gli atti rinviati all’amministrazione per la determinazione del diritto alla RIPAM 2019 sulla base della tassazione applicabile considerato come la sostanza negativa della signora RI 1 e quella positiva del figlio si compenseranno per l’importo della sostanza della signora. Non si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono alla parte vincente in causa, siccome non patrocinata, ripetibili.