# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4aa6cdf9-87f7-538b-9d0b-e905addf4458
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
In fatto:
A.
Con istanza 23 gennaio 2004 laAO1AO1 ha chiesto il fallimento ex art. 190 cpv. 2 LEF della AP1 per il mancato pagamento di fr. 1'396.80 producendo un attestato di carenza di beni per lo stesso importo emesso dall'UEF di Locarno il 9 dicembre 2003.
B.
All'udienza di contraddittorio del 1. marzo 2004 nessuno è comparso.
C.
Con decisione 2 aprile 2004 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna ha pronunciato il fallimento della AP1 a far tempo dal 2 aprile 2004 alle ore 11.00.
D.
Con atto d'appello 13 aprile 2004 la AP1 ha postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di essersi attivata per sviluppare la sua attività all'estero e di essere intenzionata a tacitare i propri creditori.
E.
Con le sue osservazioni la parte appellata ha comunicato che la AP1 il 7 aprile 2004 ha saldato integralmente il suo debito.

## Considerations

Considerato
In diritto:
1.a)
Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b)
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1 - 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger
Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/ Walther
, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen
Brönnimann
, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c)
Dalle osservazioni della parte appellata si evince che la AP1 ha saldato il 7 aprile 2004, e pertanto posteriormente alla dichiarazione di fallimento, il suo debito oggetto dell'esecuzione n. 614'461, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto 11 maggio 2004 dell'UEF di Locarno emerge che contro l'appellante sono pendenti 26 esecuzioni, di cui 4 promosse nel corso del 2002 e 22 nel corso del 2003 risp. 2004. Per 6 delle menzionate procedure, durante il 2003 risp. il 2004, sono state emesse le comminatorie di fallimento, mentre per 2 ulteriori nel 2004 sono stati emessi gli avvisi di pignoramento. A carico dell'appellante sono inoltre pendenti 7 attestati di carenza di beni per un importo complessivo di fr. 11'250.45.
Sulla base delle precedenti considerazioni si può quindi ritenere che la debitrice non riesce a far fronte regolarmente ai suoi impegni e che non si tratta di difficoltà passeggere, per cui può essere concluso che essa si trovi in uno stato d'illiquidità. Non avendo pertanto l'appellante fornito i necessari riscontri oggettivi atti a rendere verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il fallimento della AP1 va quindi confermato.
3.
L'appello 10 maggio 2004 della AP1 va pertanto respinto.
Di conseguenza il suo fallimento va confermato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1 OTLEF).