# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b17d2d65-17d0-5f23-a03a-2a50814aca28
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2003
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _, 1951, coniugato con _, 1953, è stato assunto alle dipendenze della _ a far tempo dal 1° gennaio 1972 ed è tuttora impiegato con un grado di occupazione del 50 %.
Dal 1° gennaio 1972 egli è assicurato presso la Cassa pensioni dei _ (in seguito: Cassa pensioni).
1.2. Con decisione 12 settembre 2002, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità (UAI) ha riconosciuto ad _ il diritto ad una rendita semplice d’invalidità, per un grado d’invalidità del 50%, ammontante a fr. 907.— mensili, a far tempo dal 1° agosto 2001 (doc. _).
La moglie dell’attore, invalida al 75%, riceveva già dal 1° agosto 2000 una rendita semplice d’invalidità mensile di fr. 1’672.— (aumentata a fr. 1'714.— dal 1.1.2001), oltre ad una rendita completiva per il marito di fr. 502.— al mese (aumentata a
fr. 514.— dal 1.1.2001) (cfr. doc. _).
Di seguito al riconoscimento dell’invalidità di _, l’UAI ha assegnato alla moglie una rendita semplice d’invalidità mensile di fr. 1'796.— a far tempo dal 1° agosto 2001. La rendita completiva per il marito è invece stata soppressa.
1.3. Con comunicazione del 7 ottobre 2002 (doc. _), in sostituzione della precedente datata 27 settembre 2002 (doc. _), l’amministrazione della Cassa pensioni ha riconosciuto il pensionamento parziale per invalidità di _ a contare dal 1° agosto 2002. La pensione di base è stata fissata in
fr. 18’170.— annui, ridotta però a fr. 16'670.— annui (fr. 1'283.— per 13 mensilità) per causa di sovrassicurazione ai sensi dell’art. 19 della legge sulla Cassa pensioni dei _.
1.4. Con atto di “ricorso” del 10 ottobre 2002, _ ha impugnato le “decisioni” 27.9.2002 e 7.10.2002 della Cassa pensioni, postulando il riconoscimento di una rendita d’invalidità intera, senza deduzioni risultanti da un’ipotetica sovrassicurazione.
A motivazione del ricorso, l’interessato ha precisato quanto segue:
"
In fatto
Nel calcolo, che determina una sovrassicurazione, mi viene attribuita una rendita AI di fr. 16'218.- annui e la mezza pensione mi viene ridotta di fr. 275.- mensili. In seguito, con una sorta di correzione di tiro, la riduzione è stata limitata a fr. 115.-.
A prima vista ho ritenuto che si trattasse di un evidente errore. Infatti la mia rendita AI (1/2 rendita) ammonta a fr. 907.- mensili, ossia fr. 10'884.- annui (allegato _). Non ricevo ovviamente rendita completiva per la moglie essendo la stessa a sua volta invalida con una rendita AI mensile di fr. 1'796.- (allegato _).
Pur facendo capo a tutte le mie conoscenze in materia derivanti da oltre 30 anni di attività nel settore, non sono riuscito a capire come si è arrivati a queste cifre. Una rendita AI non può superare i fr. 2060.- mensili, ossia fr. 1030.- se a metà (LAVS Art. 34 e LAI art. 37).
L'ipotetica rendita AI di fr. 1'351.50 oppure fr. 1179.- non trova riscontro nella tabella delle rendite ordinarie.
In concreto le due rendite d'invalidità sono state sommate (nel primo caso) ed al sottoscritto ne è stata attribuita la metà, che corrisponde alla cifra di fr. 1'351.- mensili. Mal si comprende in virtù di quale obbligazione legale potrei fare capo ad una parte della rendita AI (individuale) di mia moglie. Ella stessa si troverebbe allora penalizzata da questa inesistente sovrassicurazione. Nel secondo beneficerei di rendita completiva che non esiste.
In diritto
Siffatta procedura non trova riscontro in disposizione legale di sorta in materia di previdenza professionale e assicurazioni sociali.
Segnatamente dopo l'introduzione della 10.ma revisione delle rendite AVS (e per analogia AI) ognuno dei due coniugi, entrambi anziani oppure invalidi, ha un diritto proprio alla rendita. Le rendite per coniugi sono state abrogate.
L'amministrazione Cassa pensioni deve aver confuso il titolo di rendita individuale con quella completiva oppure ancora ritenuto che esistono le rendite per coniugi, in tal caso la stessa ammonterebbe comunque a fr. 3090.- mensili, ma ancora peggio confuso la rendita AI al 50% con la metà delle rendite per coniugi (non più esistenti).
Fino alla fine del 1996 poteva invero presentarsi la situazione dove al dipendente coniugato era riconosciuto un grado d'invalidità del 50%. La moglie era già in età di rendita AVS oppure era invalida più di 2/3. La copia riceveva una rendita intera per coniugi. Il marito, ancora parzialmente attivo, percepiva metà della rendita coniugi, metà pensione e metà stipendio. Il sovraindennizzo era allora evidente.
Spero ovviamente che si tratti di errata interpretazione dei generi di rendita, caso contrario, dovrei concludere che l'Amministrazione cassa pensioni stia cercando di ridurre arbitrariamente i miei diritti pensionistici, maturati con oltre 30 anni di servizio.
Il mio diritto AI è di fr. 907.- mensili chiaramente fissato mediante l'annessa decisione (allegata) e non siamo quindi in presenza a sovraindennizzo di sorta. La normativa espressa dall'art. 19 cpv. 2 LCP sollevata a motivazione della riduzione è superata in quanto le rendite per coniugi non esistono più."
1.5. Con risposta dell’8 novembre 2002, la Cassa pensioni ha postulato la reiezione del ricorso, confermando in sostanza il calcolo della rendita d’invalidità notificato con scritto del 7 ottobre 2002.
A titolo preliminare la convenuta precisa che la sua comunicazione del 7 ottobre 2002 ha modificato la sua precedente presa di posizione del 27 settembre 2002, per cui quest’ultima è diventata priva di oggetto.
Sul merito della sostanza precisa inoltre quanto segue:
"
(...)
La controparte contesta la modalità di calcolo dell'Amministrazione della Cassa pensioni, affermando che l'importo preso in considerazione dalla Cassa pensioni non trova riscontro nelle tabelle delle rendite ordinarie AVS.
Le disposizioni federali e cantonali che disciplinano la sovrassicurazione sono le seguenti:
(...)
Come si può rilevare dalle disposizioni che precedono, la norma cantonale (cfr. art. 19 cpv. 2 Lcpd) è più favorevole all'avente diritto, per rapporto alla norma federale, perché prevede il computo unicamente della metà della rendita dei coniugi. La norma federale (cfr. art. 24 cpv. 3 OPP2) prevede invece il computo della rendita dei coniugi in misura dei 2/3.
Condividiamo l'affermazione della controparte quando dice che con l'introduzione della 10ma revisione AVS (01.01.1997) non vi è più, nell'ambito AVS/AI, il principio della rendita per coniugi, ma vi è il principio della rendita individuale dei coniugi.
Questo però non significa che le norme in materia di previdenza professionale (secondo pilastro) sono adattate automaticamente.
Infatti, le norme che disciplinano le modalità di calcolo a livello federale (art. 34 cpv. 2 LPP e art. 24 cpv. 2 e 3 OPP2) non sono state per il momento adeguate alla modifica introdotta dalla 10ma revisione AVS. Anche la norma cantonale non è stata modificata.
A nostro parere, le norme che disciplinano questa fattispecie nell'ambito della previdenza professionale devono quindi essere applicate indipendentemente da quanto prevedono le norme AVS.
In ogni caso, tenuto conto del cambiamento avvenuto in materia di AVS, nell'applicazione concreta di queste disposizioni deve essere garantita la parità di trattamento fra assicurati.
Di conseguenza, la controparte è in errore quando afferma che il computo deve essere fatto unicamente sulla base della rendita individuale.
Nel caso concreto l'assicurato ha diritto ad una mezza rendita AI, mentre la moglie ha diritto ad una rendita AI intera.
Sulla base di questa situazione - tenuto conto che l'assicurato è beneficiario di una mezza rendita AI e al moglie di una rendita AI intera - l'art. 19 cpv. 1 e 2 Lcpd, ed in via subordinata l'art. 24 cpv. 2 OPP2, non possono essere applicati letteralmente, poiché penalizzerebbe l'avente diritto.
In effetti trattandosi di due rendite individuali, una al 50% e l'altra al 100%, questo provocherebbe una disparità di trattamento per rapporto a due coniugi beneficiari di due rendite AI intere.
(...)
D'altra parte non si può però ammettere che un beneficiario al quale è stata riconosciuta una mezza rendita d'invalidità, la cui moglie è beneficiaria di una rendita intera - sia computata unicamente la sua mezza rendita d'invalidità, escludendo quindi qualsiasi computo della rendita AI in favore della moglie.
Giova ricordare che nel caso di un assicurato - al quale è stata riconosciuta la rendita intera d'invalidità, con l'aggiunta della completiva AI in favore della moglie (perché la moglie non è invalida) - le norme federali e cantonali prevedono il computo delle prestazioni AI nella loro totalità.
A parere del Comitato, nel caso concreto sulla base degli artt. 34 cpv. 2 LPP, 24 cpv. 2 e 3 OPP2 e 19 cpv. 1 e 2 Lcpd, nella determinazione della sovrassicurazione devono essere computate la mezza rendita d'invalidità dell'avente diritto, più l'ipoteca completiva AI della moglie, ossia fr. 10'884, più fr. 3'264.00 per un totale di fr. 14'148.00.
Applicando questo principio l'avente diritto viene posto sullo stesso piano di un assicurato che riceve la mezza o la rendita AI intera, più la completiva AI per la moglie.
Sulla base di queste considerazioni il calcolo della sovrassicurazione ai sensi dell'art. 19 Lcpd è stabilito nel modo seguente:
a) Cassa pensioni
Pensione base fr. 18'170.00
b) IAS
rendita d'invalidità fr. 10'884.00
rendita completiva moglie fr. 3'264.00 fr. 14'148.00
(ipotetica)
c) Residua capacità lavorativa
Stipendio al 50% fr. 38'523.00
Totale fr. 70'841.00
90% salario lordo perso fr. -69'341.00
Sovrassicurazione art. 19 LCP fr. 1'500.00
L'assicurato ha quindi diritto alle seguenti prestazioni:
- prestazione annua completa fr. 18'170.00
- -sovrassicurazione art. 19 Lcpd fr. 1'500.00
- di diritto fr. 16'670.00 : 13 fr. 1’283.00
III Conclusioni
Come citato in precedenza, l'applicazione letterale delle norme federali e cantonali è eccessivamente penalizzante per l'assicurato.
A nostro parere, l'interpretazione delle norme vigenti deve portare ad una sostanziale parità di trattamento fra i beneficiari di rendita, nel determinare l'eventuale sovrassicurazione ai sensi dell'art. 19 Lcpd.
Nel caso concreto, sulla base di questo principio, riteniamo equo e rispettoso del principio della parità di trattamento fra assicurati computare, oltre alla mezza rendita d'invalidità in favore dell'avente diritto anche l'ipoteca completiva AI della moglie, la quale ricordiamo è beneficiaria di una rendita intera AI.
Ribadiamo che questa interpretazione è giustificata perché mette l'assicurato sullo stesso piano di un altro assicurato beneficiario di una rendita AI, più la completiva AI per la moglie."
1.6. Pronunciandosi sulla risposta di controparte, _ - prendendo atto che l’oggetto della procedura è unicamente la comunicazione del 7 ottobre 2002 - si è sostanzialmente riconfermato nelle sue allegazioni, sottolineando come, non avendo alcun diritto sulla rendita d’invalidità percepita da sua moglie, detta rendita non deve essere presa in considerazione per il calcolo di un’eventuale sovrassicurazione.
1.7. Con presa di posizione 14 gennaio 2003, la Cassa pensioni si è riconfermata nelle proprie argomentazioni, ribadendo che, allo scopo di garantire la parità di trattamento fra i suoi assicurati, è giustificato, nel caso concreto, computare un’ipotetica rendita completiva AI a favore della moglie nel calcolo della sovrassicurazione.
1.8. Il TCA ha in seguito fissato ad ogni parte un termine per presentare osservazioni in merito alle allegazioni di controparte (doc. _). L’attore si è riconfermato nelle proprie posizioni con scritto 22 gennaio 2003 (doc. _), così come pure la convenuta con lettera 31 gennaio 2003 (doc. _).
Inoltre, pendente causa, questo Tribunale ha chiesto all’UAI la trasmissione di copia delle decisioni emanate concernenti l’attore e la moglie (doc. _). La relativa documentazione è stata trasmessa alle parti (doc. _).

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. L'assicurato ha presentato un atto configurato come "ricorso" per contestare l'ammontare della rendita d’invalidità stabilito dalla Cassa pensioni convenuta.
In proposito va rilevato che il Tribunale federale ha già statuito, riferendosi all'art. 73 LPP, che la LPP non prevede la possibilità per gli organi dell'istituto di previdenza, di pronunciare decisioni vincolanti, in applicazione del diritto federale, cantonale o comunale (RDAT I-1994 p. 195).