# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4678f53e-8507-50b5-8876-c3c4b7ced4d5
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2021
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. La FA 1 è stata costituita il 15 luglio 2015, con sede a _ dal 17 ottobre 2017 (date di pubblicazione nel FUSC; cfr. estratto RC informatizzato agli atti).
RI 1 è stato socio gerente della società, con diritto di firma individuale, dal 15 luglio 2015 (data di pubblicazione nel FUSC) sino al fallimento della stessa decretato il 30 novembre 2018 (FUSC 5 dicembre 2018).
1.2. Dal 1° settembre 2015 sino alla sua messa in liquidazione la società è stata affiliata alla Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) quale datrice di lavoro.
Il 23 luglio 2018 l’UE di _ ha rilasciato degli attestati di carenza beni relativi ai contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF non pagati dalla società per il 2017 (doc. V/12).
Con decreti del 30 novembre 2018 e 21 giugno 2019 la Pretura del Distretto di _ ha dichiarato l’apertura del fallimento della società, rispettivamente la sospensione della procedura ex art. 230 LEF.
In data 7 novembre 2019 la Cassa ha insinuato all’UF del Distretto di _ il proprio credito di fr. 3'816,30, a titolo di contributi paritetici AVS/AI/SD e AF non soluti dalla società per gli anni 20176 – 2019 (doc. V/2).
La procedura di liquidazione è continuata in via sommaria a seguito del rinvenimento di nuovi beni (FUSC 31 gennaio 2020).
1.3. Costatato di avere subìto un danno,
con decisione del 29 aprile 2020, confermata con decisione su opposizione del 30 giugno 2020, la Cassa ha chiesto a RI 1
il risarcimento ex art. 52 LAVS di
fr. 3'816,30, per contributi paritetici non soluti dalla società per gli anni 2017 - 2019 (doc. 1 e 3).
1.4. Con il presente ricorso RI 1, per il tramite di RA 1, ha impugnato la suddetta decisione su opposizione contestando una sua responsabilità ex art. 52 LAVS e chiedendone l’annullamento
Sostiene che gerente di fatto della società era sua ex-moglie, detentrice di metà delle quote societarie, la quale teneva la contabilità e pagava le fatture e che di questa circostanza la Cassa ne era a conoscenza. L’insorgente rimprovera pertanto alla Cassa di non aver chiesto alla ex-moglie almeno la metà del danno da risarcire, rifacendosi sui beni a lei riconducibili.
Sostiene altresì di aver praticamente versato tutti i contributi sui salari dei dipendenti della società, tranne quelli relativi al sul suo salario non percepito. Pertanto egli si chiede se questi ultimi contributi siano dovuti o se la Cassa non debba riversargli la sua quota parte di salariato.
L’insorgente evidenzia che quando è diventato socio gerente la società era già sovraindebitata, motivo per cui non deve rispondere dei contributi scaduti prima.
A sua detta, il mancato pagamento dei contributi è dovuto alle conseguenze della sentenza di divorzio che l’avrebbe privato di risorse. Inoltre, l’ex moglie avrebbe contratto numerosi debiti e utilizzato gli introiti aziendali spendendoli in vacanze, vestiti e gioielli.

## Considerations