# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2ac55399-86e7-53ca-b72c-9a274a751c26
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto: A.
Con sentenza del 18 marzo 1997 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha pronunciato il divorzio tra AO 1 (1961) e AP 1 (1960), omologando una convenzione sulle conseguenze accessorie in cui il marito si impegnava a versare un contributo indicizzato per le figlie AP 2 (1988), M_ (1990) e G_ (1992), affidate alla madre, di fr. 500.– mensili ciascuna fino all'8° compleanno, di fr. 600.– mensili ciascuna fino al 14° compleanno e di fr. 650.– mensili ciascuna fino alla maggiore età (assegni familiari compresi), “ed anche oltre nel caso in cui le figlie non avessero ancora a quel tempo terminato la formazione professionale o studentesca” (inc. OA.1996.416). AP 2 ha raggiunto la maggiore età il 21 ottobre 2006. Dal gennaio del 2007 AO 1 ha versato i contributi unicamente per le figlie M_ e G_.
B.
Il 25 maggio 2007 AP 1 e AP 2 si sono rivolte al Pretore del Distretto di Bellinzona affinché – previo conferimento dell'assistenza giudiziaria – fosse ordinato allo Stato del Cantone Ticino, per cui AO 1 lavorava come dipendente al parco botanico delle _, di trattenere dallo stipendio di lui la somma indicizzata di fr. 650.– mensili quale contributo per la figlia AP 2, riversandola direttamente su un loro conto, unitamente alla somma di fr. 3250.– per le mensilità arretrate dal gennaio al maggio del 2007. All'udienza del 12 luglio 2007, indetta per la discussione, AO 1 ha proposto di respingere l'istanza o, in subordine, di modificare la sentenza di divorzio sopprimendo ogni contributo per AP 2 dopo la maggiore età.
C.
Statuendo con sentenza del 30 agosto 2007, il Segretario assessore ha respinto l'istanza. La tassa di giustizia di fr. 150.– e le spese di fr. 50.– sono state poste a carico delle istanti in solido, tenute a rifondere al convenuto, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1000.– per ripetibili. La richiesta di assistenza giudiziaria presentata dalle istanti è stata respinta con decisione di quello stesso giorno.
D.
Contro la sentenza appena citata AP 1 e AP 2 sono insorte con un appello dell'11 settembre 2007 nel quale chiedono – sollecitando il beneficio dell'assistenza giudiziaria anche in seconda sede – l'accoglimento integrale della loro
istanza e la conseguente riforma del giudizio impugnato. Con ricorso di stessa data esse postulano inoltre il conferimento dell'assistenza giudiziaria in primo grado. Nelle sue osservazioni del 27 settembre 2007 AO 1 propone di respingere l'appello.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Il giudice esamina d'ufficio, in ogni stadio di causa, se esistono i presupposti processuali (art. 97 CPC). Ravvisandone la mancanza, egli “respinge la petizione o l'istanza senza entrare nel merito della lite” (art. 99 cpv. 2 CPC), a meno che il difetto possa essere sanato entro breve termine (art. 99 cpv. 3 CPC). Tra i presupposti processuali si annovera anzitutto la giurisdizione (art. 97 n. 1 CPC), che consiste nel potere di applicare la legge in una determinata causa. La giurisdizione è l'attributo primo dell'autorità giudiziaria e il fondamento di ogni sua attività (
Picard
, Studi sulla riforma del processo civile ticinese, Bellinzona 1954, pag. 214 in alto). Essa discende dal principio della separazione dei poteri e costituisce una questione d'ordine pubblico.
2.
In una sentenza del 13 maggio 2008 (pubblicata in DTF 134 I 184) il Tribunale federale ha avuto modo di diffondersi proprio sulla giurisdizione del Segretario assessore. Nel Cantone Ticino l'art. 34 cpv. 1 della legge sull'organizzazione giudiziaria (LOG) – entrata in vigore il 14 luglio 2006 – prevede per vero che “in caso di impedimento legale o assenza, il Pretore è sostituito dal Segretario assessore, salvo il disposto dell'art. 24” (che abilita il Consiglio di Stato a designare un supplente fisso nell'ipotesi di assenze durevoli). L'art. 34 cpv. 2 LOG stabilisce altresì che il Segretario assessore sostituisce il Pretore, “su richiesta e sotto la responsabilità di quest'ultimo, quando lo esiga il funzionamento della Pretura”. Nella fattispecie giudicata dal Tribunale federale non era controversa la funzione del Segretario assessore come sostituto del Pretore “in caso di impedimento legale o di assenza” (art. 34 cpv. 1 LOG), né il Segretario assessore aveva statuito in quella veste. Litigiosa era la giurisdizione del Segretario assessore come sostituto del Pretore, “su richiesta e sotto la responsabilità di quest'ultimo”, ogni qual volta “lo esiga il funzionamento della Pretura” (art. 34 cpv. 2 LOG).
3.
Nella sentenza predetta il Tribunale federale ha ricordato che il diritto a un equo processo consacrato dall'art. 30 cpv. 1 Cost. (la cui portata è identica a
quella dell'art. 6 par. 1 CEDU) impone, “allo scopo di evitare abusi
o manipolazioni e garantire l'indipendenza necessaria”, che l'organizzazione giudiziaria sia fondata sulla legge e che la competenza dei tribunali, così come la loro composizione, sia regolata da norme generali e astratte (consid. 3.1). Ciò posto, esso ha rilevato che l'art. 34 cpv. 2 LOG disciplina – come l'art. 34 cpv. 1 LOG – supplenze puramente temporanee (consid. 5.2). Permette la sostituzione del Pretore “in determinate circostanze” per il buon funzionamento della Pretura, ma non in maniera generale né tanto meno sistematica. Non conferisce quindi al Segretario assessore una competenza giurisdizionale autonoma e indipendente, parallela a quella del Pretore.
Inoltre – ha continuato il Tribunale federale – l'art. 80 Cost. ticinese non costituirebbe una base legale sufficiente per creare una giurisdizione propria del Segretario assessore, non potendo una norma di grado inferiore come l'art. 34 cpv. 2 LOG introdurre un nuovo titolare del potere giurisdizionale allorché i detentori di tale potere sono chiaramente ed esaustivamente definiti dall'art. 75 Cost. ticinese. A tale scopo non sarebbe bastato nemmeno – ha soggiunto il Tribunale federale – l'art. 47 cpv. 2 vCost. ticinese (cessata il 31 dicembre 1997), che pur prevedeva esplicitamente la supplenza del Pretore da parte del Segretario assessore, ma che a sua volta non istituiva una giurisdizione propria di quest'ultimo. Nelle condizioni descritte il Tribunale federale ha ritenuto pertanto che la sentenza emessa da un Segretario
assessore “così incaricato dal Pretore giusta l'art. 34 cpv. 2 LOG”, per di più senza la firma del Pretore, sottragga il cittadino al suo giudice costituzionale, regolarmente fondato sulla legge (consid. 5.5).
4.
Nel caso in esame la sentenza appellata emana dal Segretario assessore del Distretto di Bellinzona, il quale non dichiara di
avere statuito in luogo e vece del Pretore, né pretende di essere stato “incaricato dal Pretore giusta l'art. 34 cpv. 2 LOG” (come figurava per lo meno sulla sentenza vagliata dal Tribunale federale). Né l'atto è, per avventura, controfirmato dal Pretore. Il Segretario assessore ha pronunciato così, nella fattispecie, in virtù di una giurisdizione civile propria, autonoma, indipendente e parallela a quella del Pretore. Il problema è che – come ha precisato il Tribunale federale – una giurisdizione del genere non sussiste. La sentenza appellata difetta così di un presupposto processuale e il vizio non può semplicemente essere
rimediato “entro un breve termine” (nel senso dell'art. 99 cpv. 3
CPC). La firma del Pretore, in effetti, potrebbe legittimare tutt'al più una supplenza temporanea per il corretto funzionamento della Pretura, in frangenti determinati, ma non una supplenza sistematica e d'ordine generale. Mal si comprende quale contingenza specifica richiedesse l'intervento suppletorio del Segretario assessore per garantire il buon funzionamento della Pretura.
5.
L'art. 142 cpv. 1 lett. a CPC sanziona di nullità tutti “gli atti di procedura” cui manchi un presupposto processuale. Il vizio va rilevato d'ufficio (art. 142 cpv. 2 CPC). Trattandosi di una sentenza (e non di un semplice atto processuale), tale sanzione va nondimeno applicata con cautela, nel rispetto della sicurezza giuridica, sicché la nullità di una sentenza “contro la quale è dato il rimedio dell'appello o della cassazione può essere proposta soltanto nei limiti e secondo le forme stabilite per questi mezzi di impugnazione” (art. 146 CPC). Di principio, quindi, una sentenza cui difetti un presupposto processuale non è nulla, ma annullabile. Ciò non toglie che nella fattispecie la sentenza del Segretario assessore sia appellata e non possa sfuggire alla sanzione. Diversa è la sorte delle sentenze che, pur pronunciate da Segretari assessori, sono ormai passate in giudicato. Questa Camera non avendo mai interpretato l'art. 34 cpv. 2 LOG con il rigore del Tribunale federale (e non essendo mai stata adita nemmeno con censure relative a vizi di giurisdizione), quei sindacati hanno assunto carattere definitivo. Dopo la citata sentenza del Tribunale federale, tuttavia, tale stato di grazia non può durare oltre. La sentenza appellata va dunque annullata e gli atti rinviati in prima sede perché il Pretore assuma la responsabilità del giudizio e statuisca di nuovo. Ciò vale anche per la decisione in materia di assistenza giudiziaria del 30 agosto 2007, la concessione di tale beneficio essendo di competenza del giudice del merito (art. 11 cpv. 1 Lag).
6.
Non incorrono nell'annullamento per contro, come ha espressamente rilevato il Tribunale federale, gli altri atti di procedura svolti dal Segretario assessore. Se infatti – ha precisato il Tribunale federale – l'art. 34 cpv. 2 LOG non giustifica un potere giurisdizionale civile autonomo del Segretario assessore, nulla osta a che quest'ultimo sostituisca il Pretore “nel quadro delle udienze se così richiesto dal Pretore per il buon funzionamento della Pretura e sotto la sua responsabilità” (consid. 6.1). Su tal punto non giova pertanto soffermarsi.
7.
Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma data la particolarità della fattispecie, riconducibile a una sentenza del Tribunale federale intervenuta in pendenza di appello, si giustifica di rinunciare a ogni prelievo. Quanto alle ripetibili, le appellanti ottengono l'annullamento della sentenza impugnata, ma solo sul principio e per ragioni indipendenti dalla loro volontà. La controparte vede rinviare gli atti in Pretura, ma non è detto che per finire la sua resistenza sia destinata all'insuccesso. Quale decisione adotterà il Pretore in esito al rinvio, poi, non è possibile sapere. Equitativamente è il caso pertanto di compensare le ripetibili, la procedura di appello concludendosi – nelle circostanze illustrate – senza vincitori né vinti (art. 148 cpv. 2 CPC).
8.
Gli oneri del ricorso in materia di assistenza giudiziaria si attengono allo stesso orientamento, a maggior ragione ove si pensi che in simili frangenti la procedura è “di principio gratuita” (art. 4 cpv. 2 Lag). Identiche considerazioni valgono anche per le spese ripetibili, l'esito del giudizio cui perverrà il Pretore rimanendo una questione aperta.
9.
Per quel che è dell'assistenza giudiziaria in seconda sede, l'indigenza delle appellanti appare verosimile (art. 3 cpv. 1 Lag), così com'è verosimile che, sprovviste di cognizioni giuridiche, esse dovessero farsi assistere da un legale per adeguatamente tutelare i propri interessi (art. 14 cpv. 2 Lag). Verosimile è inoltre il fatto
che una persona senza necessità di assistenza giudiziaria, posta
nella medesima situazione, non avrebbe rinunciato ragionevolmente a ricorrere solo per i costi di procedura (art. 14 cpv. 1 lett. b Lag). Meno evidente
è la probabilità di esito favorevole insita nell'appello o nel ricorso (art. 14 cpv. 1
lett. a Lag). Essa sarebbe stata data senz'altro – come si è visto – nella misura in cui le appellanti avessero censurato la giurisdizione del Segretario assessore. Non era data invece nel merito, il quale non poteva essere sindacato per difetto del presupposto processuale. Ne segue che in concreto il beneficio dell'assistenza giudiziaria può essere accordato, ma che l'onorario del patrocinatore d'ufficio sarà commisurato
al dispendio di tempo e all'impegno che un avvocato solerte avrebbe profuso nella redazione di un appello in cui si sarebbe limitato a far valere – essenzialmente – il vizio di forma.
10.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), trattandosi in concreto di una decisione incidentale (di rinvio in prima sede), essa segue la via giudiziaria dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF). E il valore litigioso dell'azione principale ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera la soglia di fr. 30
000.– per un eventuale ricorso in materia civile, ove appena si consideri che la trattenuta mensile di fr. 650.– indicizzati potrà gravare sullo stipendio del convenuto ben oltre un lustro, il termine presumibile degli studi liceali essendo indicato nel giugno del 2009, cui usualmente fanno seguito anni di formazione universitaria o professionale.