# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 465d6b57-3d9f-54bc-a6fd-15a32404810c
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2018
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1972, attivo a tempo pieno in una banca quale gestore di portafoglio e procuratore, nel luglio 2015 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti indicando, quale danno alla salute,
“una capacità visiva estremamente limitata dovuta a danno corticale occipitale probabilmente perinatale”
(doc. 151 incarto AI). Nell’allegato scritto datato 1° agosto 2015, intitolato “dichiarazione concernente la mia invalidità”, riassunta la sua situazione medico-professionale (a causa della sua affezione agli occhi presente dalla nascita ha beneficiato di diversi provvedimenti professionali e sanitari elencati nelle pagg. 202 – 205 inc. AI), egli ha postulato un adeguamento del posto di lavoro per via della sua problematica agli occhi e chiesto di
“mettersi in relazione con il mio datore di lavoro (...) per valutare la mia attuale invalidità e definire il percento”
(doc. 149 inc. AI).
Durante l’istruttoria l’Ufficio AI ha in particolare ricevuto il rapporto datato 25 agosto 2015 del prof. dr. med. _, padre dell’assicurato e medico curante, dove ha indicato gli impedimenti nell’attività lavorativa riscontrati da suo figlio ipovedente dalla nascita (“
lentezza e rischio di errore nell’elaborazione di tabulati, nella presa di dati da schermate di PC, difficoltà nell’ortografia e nella sintassi derivanti da scarso esercizio della lettura durante la scolarizzazione”)
, facendo presente che lo stesso può svolgere senza limiti la sua professione durante un’intera giornata ma con limitazioni nella velocità e nel rendimento (pag. 243 inc. AI).
Con rapporto 18 settembre 2015 il dr. med. _, oftalmologo curante, dopo aver attestato la presenza di nistagmo a oscillazione irregolare, assenza di visione stereoscopica e presenza di un’atrofia bilaterale del nervo ottico, ha valutato come segue l’abilità lavorativa dell’assicurato:
"
(...) L’importante riduzione della funzione visiva è per il paziente causa di notevole difficoltà nella lettura di caratteri normali e rende necessario l’uso di un mezzo d’ingrandimento per poter distinguere con sicurezza cifre o caratteri di stampa su monitor di computer o anche su carta quando l.lluminazione e il contrato non sono ottimali.
Sotto questo aspetto è sicuramente giustificato l’aumento delle difficoltà intervenute con l’introduzione di nuovi programmi di gestione di conti con caratteri più piccoli e tabelle più grandi.
La situazione oftalmologica del paziente riduce sicuramente almeno del 50% la capacità di elaborazione di dati numerici o di testo presenti su uno schermo PC.” (sottolineatura del redattore; incarto AI pag. 256-257)
L’Ufficio AI ha proceduto ad una valutazione ergonomica sul posto di lavoro tramite _ (cfr. doc. 162 e doc. 175 inc. AI), fornendo successivamente, quale provvedimento di intervento tempestivo sotto forma di adeguamenti sul posto di lavoro, dei mezzi ausiliari (monitor e braccio per monitor) (cfr. comunicazione del 22 marzo 2016, doc. 181 inc. AI).
Nel frattempo l’amministrazione ha riconosciuto il diritto ad un assegno per grandi invalidi di grado esiguo (cfr. decisione 8 marzo 2016 e motivazioni in doc. 176 e 180 inc. AI).
Con scritto 17 ottobre 2016 il datore di lavoro, descritto il mansionario dell’assicurato, ha concluso che
“ il grado d’incapacità al lavoro, nel normale svolgimento delle sue funzioni, potrebbe essere quantificato attorno al 40-50%, se rapportato ai Colleghi che svolgono le stesse mansioni”
(sottolineatura del redattore; doc. 187 inc. AI).
Su richiesta del proprio servizio medico (SMR), l’Ufficio AI ha affidato al dr. med. _ l’allestimento di una perizia oftalmologica (cfr. doc. 189 inc. AI). Con rapporto 8 giugno 2017 il citato specialista in oftalmologia e oftalmochirurgia ha concluso che “d
allo status oculare attuale e, malgrado l’utilizzo di mezzi ausiliari, la capacità lavorativa dell’assicurato è del 50 - 60%. Il 40-50% mancante è inteso come riduzione del rendimento
” (sottolineatura del redattore; pag. 325 inc. AI).
Con rapporto finale 20 giugno 2017 il dr. med. _ del SMR ha indicato un’incapacità lavorativa del 50% dall’8 giugno 2017 (doc. 196 inc. AI), valutazione che, a seguito della richiesta di delucidazioni da parte del funzionario incaricato della pratica (doc. 194 inc. AI), è stata modificata:
"
(...) La IL in ogni attività è pari al 45% essendo valore intermedio tra quelli attestati dal perito oftalmologico.
Per quanto riguarda l’inizio dell’IL, in data 01.08.15 contestualmente alla presentazione della domanda di prestazioni, l’A. inviava nota all’UAI in cui attestata: “ora è stato introdotto un programma di gestione dei conti con un font più piccolo e le difficoltà aumentano”. In conclusione possiamo affermare che all’inizio dell’IL coincida con la presentazione della domanda di prestazioni ossia il 26.07.15.” (Sottolineatura del redattore; pag. 335 inc. AI)
Dopo aver sottoposto gli atti al consulente integrazione professionale (cfr. rapporto 18 luglio 2017; doc. 198 inc. AI), con decisione del 27 ottobre 2017, preavvisata il 19 luglio 2017 (doc. 199 inc. AI), l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad un quarto di rendita (grado d’invalidità del 45%) con effetto dal 1° luglio 2016 (doc. 203 inc. AI; per le motivazioni cfr. doc. 201 inc. AI).
1.2. Contro la succitata decisione l’assicurato è insorto dinanzi a questo Tribunale postulando
che “si riconosca nessun grado d’invalidità”
in quanto l’attribuzione di una rendita, con conseguente riduzione del suo stipendio in percentuale al grado d’invalidità, gli causerebbe una perdita di guadagno (I).
Con scritto del 30 novembre 2017 il padre dell’assicurato ha segnatamente spiegato che suo figlio aveva inoltrato una domanda AI dietro richiesta del datore di lavoro essendo il suo rendimento limitato dall’handicap alla vista. Rileva che suo figlio è rimasto turbato una volta costatato che a seguito del riconoscimento della rendita il suo datore di lavoro ha proceduto ad una riduzione proporzionale al grado d’invalidità dello stipendio (cfr. a tale riguardo lo scritto del 1° novembre 2017 del datore di lavoro in doc. A2), avendo sempre lavorato a tempo pieno con piena soddisfazione della banca. Per questo motivo suo figlio si è opposto alla decisione di rendita “
affermando tra le altre cose di rifiutarsi di essere considerato invalido

## Considerations