# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** be8cd0b5-2c98-5380-9a7e-7e866e5b7754
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2012
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
A. RI 1, nato nel 1949, con decisione del 15 maggio 2002 è stato posto al beneficio di una mezza rendita d’invalidità (grado d’invalidità del 57%) con effetto dal 1° agosto 1999 (doc. AI 69-1). La mezza rendita è stata confermata anche in sede di revisione d’ufficio il 4 febbraio 2005 (doc. AI 77-1) ed il 21 aprile 2009 (doc. AI 94-1).
B. Il 5 agosto 2011 l’assicurato ha inoltrato all’UAI una domanda di aumento della rendita AI (doc. AI 104). Dopo aver acquisito gli atti medici ritenuti necessari ed aver sottoposto l’interessato ad un esame ad opera dei medici SMR, dr. med. _, FMH medicina interna e dr. med. _, FMH cardiologia, con decisione del 12 marzo 2012 (doc. A1), preavvisata dal progetto del 30 gennaio 2012 (doc. AI 126), l’UAI ha rifiutato di aumentare il grado d’invalidità poiché lo stato di salute è rimasto invariato rispetto alle valutazioni mediche effettuate in precedenza.
C. Con ricorso del 17 aprile 2012 RI 1 è insorto al TCA, facendo valere un peggioramento del suo stato di salute e domandando di essere messo al beneficio, perlomeno, di 3⁄4 di rendita in ragione di un’invalidità pari al 60% (doc. I). Il ricorrente contesta l’esito della visita da parte del medico SMR, affermando di non esser stato sottoposto ad alcun esame radiologico o comunque specialistico e che la conclusione del medico, del quale non ha potuto verificare la formazione, è stata fondata unicamente sull’esame visivo e sulle risposte ad alcune domande. Con riferimento a due certificati medici del dr. med. _, FMH reumatologia e riabilitazione, del 22 luglio 2011, e del Prof. dr. med. _, primario di neurochirurgia, del 12 aprile 2012, il ricorrente evidenzia la presenza di un chiaro aggravamento del suo stato di salute.
In conclusione l’interessato domanda di essere sottoposto ad un esame specialistico atto a stabilire l’effettivo grado d’invalidità.
D. Con risposta del 10 maggio 2012 l’UAI propone la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV).
E. Il 21 maggio 2012, la RA 1, si è rivolta al TCA affermando di aver assunto il patrocinio di RI 1 e domandando una proroga del termine per produrre nuove prove (doc. VI).
F. Con osservazioni dell’11 giugno 2012 l’insorgente ha ribadito la sua posizione, producendo un certificato del 25 maggio 2012 del proprio medico curante, dr. med. _, specialista FMH in medicina generale (doc. IX/B).
G. Il 15 giugno 2012 l’UAI ha preso posizione, mantenendo la richiesta di reiezione del ricorso (doc. XI).

## Considerations

in diritto
in ordine
1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
nel merito
2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzio-ne di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 p. 84 consid. 1b).
Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazio-ne (giurisprudenza confermata dal TFA con una sentenza
del 14 luglio 2006 nella causa A., U 156/05, consid. 5).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).
Al proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione).
L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.
Tale principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(DTF 129 V 222; cfr., pure,
sentenza del 26 giugno 2003 consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, sentenza del 13 giugno 2003 consid. 4.2, I 475/01).
3. Secondo l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtspre-chung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 1997, ad art. 41, pag. 258).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (RCC 1984 p. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l
’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che l
a riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.
4.In concreto dagli atti emerge che l’interessato è stato posto al beneficio di una mezza rendita AI nel corso del 2002 sulla base delle risultanze della perizia del dr. med. _, FMH reumatologia e riabilitazione, del 5 novembre 2001 (doc. AI 65-1). In quell’occasione lo specialista ha posto la diagnosi di sindrome cervicobrachiale a destra su alterazioni degenerative a livello C5/C6 e C6/C7 con osteocondrosi e spondilosi, nonché stenosi del canale spinale a livello C6, con presenza di una stenosi foraminale a livello soprattutto C6/C7 predominante a sinistra; sindrome lombospondilogena di tipo cronico su discopatie pluri-segmentali, con interessamento soprattutto del segmento L4/L5, ma anche di L3/L4 e L5/S1, stato dopo Morbo di Scheuermann toracolombare, nonché spondilartrosi a carattere diffuso e epicondilopatia radiale bilaterale a destra più che a sinistra (doc. AI 54-5).
Lo specialista ha affermato:
"
Il paziente presenta alterazioni degenerative piuttosto significative a livello della colonna cervicale e della colonna lombare. Vi sono, dal punto di vista clinico, a livello cervicale una sindrome cervicobrachiale destra, senza irritazione di tipo radicolare attualmente. Reperti riferibili ad una discopatia ed a una problematica di tipo degenerativo discale con osteocondrosi, nonché dei segmenti C5/C6 e C6/C7. La mielografia con TAC dell’11.08.2000, ha evidenziato accanto a queste problematiche degenerative C5/C6 e C6/C7 anche una stenosi spinale a livello C6, nonché una stenosi foraminale soprattutto C6/C7 a sinistra. Non sono evidenziate delle ernie discali cervicali. A livello lombare il paziente presenta una sindrome lombospondilogena cronica con episodi recidivanti di bloccaggi acuti, su delle alterazioni degenerative a carattere diffuso a livello della colonna lombare, interessanti in particolar modo i segmenti L2/L3, L4/L5 e L5/S1.
A questi livelli, radiologicamente si apprezza un’osteocondrosi significativa con spondilosi anteriore. La mielografia con TAC dell’11.08.2000, evidenzia una notevole spondilosi L4/L5 nonché un’importante protrusione dell’intera circonferenza del disco, con presenza di un’amputazione nella radiocolografia lombare della radice di L4 a sinistra. Reperto questo che attualmente non ha un correlato clinico. Presenza di una piccola ernia medio laterale anche al segmento L5/S1.
Tenendo in considerazione l’evoluzione di queste patologie con una progredente tendenza al peggioramento, nonché i reperti clinici oggettivabili con tendenza al peggioramento, se confrontati con gli esami da me effettuati nel 1999, nonché i reperti radiologici piuttosto importanti sia a livello della colonna cervicale che alla colonna lombare, dobbiamo ritenere che il paziente è da considerare inabile al lavoro nella forma completa per quanto riguarda un’attività lavorativa pesante come quella svolta antecedentemente di fabbro o di responsabile della manutenzione di macchinari industriali.
(...)
Ritengo pertanto che si debba concludere, ritenendo il paziente inabile al lavoro nella forma completa per un’attività lavorativa medio-pesante. Per un’attività lavorativa cosiddetta leggera anche non qualificata, che non richieda una nuova riqualifica professionale, lo si può ritenere abile al lavoro nella forma del 50%. Si ha l’impressione che il paziente potrebbe riuscire da solo a trovare un’attività confacente, tenendo in considerazione la sua intraprendenza ed il suo desiderio di rimanere almeno parzialmente occupato.” (doc. 54-6/7)
Nell’ambito della domanda di aumento del grado d’invalidità l’interessato ha prodotto numerosa documentazione medica.
Il 22 luglio 2012 il dr. med. _, FMH reumatologia e riabilitazione, ha visitato il ricorrente su richiesta del medico curante, dr. med. _, specialista FMH in medicina generale (doc. AI 109-2/5).
Lo specialista ha posto la diagnosi di sindrome cervico-vertebrale con episodi a carattere irritativo e parestesia alle estremità superiori nell’ambito di alterazioni degenerative plurisegmentali con possibile irritazione midollare e radicolare intermittente; sindrome lombo-spondilogena alle volte a carattere iscialgiforme alla gamba destra su alterazioni degenerative in particolar modo una discopatia L4-L5 in minor misura L5-S1.
Il dr. med. _ ha affermato:
"
(...)
Ho rivisto questo nostro soprammenzionato paziente che mi segnala un incremento della sintomatologia dolorosa sia alla colonna cervicale con irradiazione di dolori e formicolii alle braccia bilateralmente, dipendenti dalle posizioni assunte, prevalentemente manifesti a seconda di come si siede o si sdraia. In associazione vi sono dei dolori lombari irradianti lungo la gamba destra.
E’ stato valutato in ambito neurologico da parte del Dr. _ che ha riscontrato un esame elettroneurografico nella norma. Non ha riscontrato sofferenze radicolari ma sospettato un’eventuale compressione midollare cervicale posteriore intermittente su delle alterazioni degenerative della colonna cervicale.
Una RM della colonna cervicale del 14.07 2022 ha mostrato delle alterazioni degenerative plurisegmentali osteocondrotiche, spondilosiche e spondilartrosiche C3-C4, C5-C6 e C6-C7 senza comunque chiare ernie discali o compressioni radicolari ma di restringimento foraminale predominante a destra all’altezza C3-C4, C6-C7 dove vi è un’iniziale deformazione del midollo spinale senza comunque alterazioni del segnale attribuibili ad una mielopatia.
Il paziente mi segnala inoltre dolori a livello lombare irradianti alla gamba destra che metto in relazione con le discopatie a livello L4-L5 ed L5-S1 già conosciute ad una RM del 2005. Per quanto riguarda l’approccio terapeutico si può rimanere per il momento conservativi utilizzando, come ha consigliato il Dr. _, un collare morbido alla colonna cervicale per quando assume delle posizioni statiche seduto oppure in posizione sdraiata.
Può continuare con delle fisioterapie ambulatoriali con mobilizzazione secondo Maittland della colonna cervicale e anche della colonna lombare ed esercizi di tipo isometrico.
Assume del Ponstan 500 mg per i dolori che sembra avere un buon effetto antalgico. Tenendo in considerazione i reperti clinici e radiologici attuali non ritengo vi siano delle indicazioni per un attuale intervento di tipo invasivo chirurgico a livello cervicale e lombare. Per quanto riguarda la colonna lombare si potrebbe tenere in considerazione un’infiltrazione periradicolare o peridurale previa comunque la ripetizione della RM lombare.
Per quanto riguarda l’attività professionale egli era impiegato presso una ditta di pompe funebri. E’ stato licenziato e dall’aprile 2011 non ha più un’attività professionale. E’ già a beneficio di una rendita di invalidità con un’incapacità lavorativa del 57%. Penso che si possa richiedere una rivalutazione da parte dell’ufficio dell’assicurazione invalidità, tenendo in considerazione il peggioramento soggettivo e i reperti clinici e radiologici evidenziati alla colonna e i disturbi della zona lombo-sacrale e alla gamba destra. L’assicurato dovrà essere eventualmente sottoposto a una valutazione peritale. Visto che vi sono altre patologie, come egli mi ha riferito, di tipo non muscolo-scheletrico, in particolar modo in relazione con dei disturbi cardiaci, potrebbe entrare in considerazione una valutazione pluridisciplinare SAM.” (doc. AI 109)
Il 18 gennaio 2012 l’interessato è stato visitato dai medici SMR, dr. med. _, FMH medicina interna e dr. med. _, FMH cardiologia (doc. AI 125).
Gli specialisti hanno posto la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di sindrome cervicovertebrale con episodi a carattere irritativo e parestesie alle estremità inferiori nell’ambito di alterazioni degenerative plurisegmentali con possibile irritazione midollare e radicolare intermittente e sindrome lombospondilogena alle volte a carattere iscialgiforme alla gamba destra su alterazioni degenerative, in particolar modo la presenza di una discopatia L4/L5, in minor misura L5/S1.
Essi hanno inoltre posto la diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa di ipertensione arteriosa, pregressi episodi di flutter atriale (2007), coronografia normale (2007), pregresse ulcere duodenali, ipoacusia destra, pregressa pericardite post traumatica ed ematopneumotorace (1994).
I medici SMR hanno affermato:
"
(...)
Patologia degenerativa del rachide cervicale e lombare. Dolore ricorrente alle spalle e arti superiori. Il Dr. _ nel rapporto medico del 24.10.2011 certifica un peggioramento delle alterazioni degenerative.
Per quanto possibile si è provveduto al confronto con l’obiettività clinica descritta nella perizia del Dr. _ in data 5.11.2011.
Oggettivamente si evidenzia un’evoluzione sfavorevole nella mobilizzazione delle spalle, invariato l’esame del rachide cervicale e dorso-lombare.
In considerazione di quanto sopra descritto, considerando le maggiori limitazioni al cingolo scapolare, risulta ancora medicalmente giustificata una IL 50% in attività lavorativa adatta allo stato di salute. IL giustificata dal dolore cronico, necessità di rispettare l’ergonomia del rachide, limite di forza agli arti superiori.
Dal punto di vista cardiologico non vi sono limiti all’attività lavorativa.” (doc. AI 125-6)
In sede di ricorso, oltre al certificato del 22 luglio 2011 del dr. med. _, l’insorgente ha prodotto un attestato del 12 aprile 2012 del Prof. Dr. med. _, _ _ _, che ha affermato:
"
(...)
Non ritorneremo sull’anamnesi né sui risultati delle valutazioni precedenti, limitandoci a ricordare che conosciamo questo paziente da valutazioni ambulatoriali del 1999-2000, quando il problema dominante riguardava la colonna lombare. Negli ultimi anni, ma soprattutto recentemente, egli ha avuto dolori significativi in sede cervicale paravertebrale ds, con coinvolgimento dell’arto superiore ds ed è stato vittima di un blocco iperalgico del segmento cervicale, sempre con limitazione ds, fine febbraio 2012.
Attualmente la situazione è leggermente migliorata con la medicazione. Egli descrive l’epicentro dei dolori in sede cervicale paravertebrale ds con coinvolgimento del cinto scapolare ds e della spalla, in minor misura un’irradiazione diffusa nell’arto superiore ds con parestesie che dalle dita III, IV e V, avvertite all’inizio, si sono poi estese a tutte le dita. Non vi sono deficit senso motori funzionalmente rilevanti.
Lo studio RM non ha messo in evidenza lesioni con un significato chirurgico attuale, vi sono tuttavia discopatie multilivello e stenosi foraminali da uncartrosi nel tratto C3-C7 con dominanza ds.
Sulla base di questi elementi pensiamo che un approfondimento/ trattamento semi-invasivo secondo il protocollo ISI sia indicato. Esso dovrebbe comportare un test articolare posteriore ed essere eventualmente completato da un gesto peridurale.
Questa procedura può essere organizzata presso l’_ (Dr. med. _).” (doc. A3)
Il 24 aprile 2012 il dr. med. _, medico SMR ha preso posizione, affermando:
"
(...)
Assicurato nato nel 1949, peritato a livello reumatologico 10.2001:
allora diagnosi:
-
sindrome cervicobracchiale a destra su alterazioni degenerative a livello C5/C6 e C6/C7 con osteocondrosi e spondilosi, nonché stenosi del canale spinale a livello C6, con presenza di una stenosi foraminale a livello soprattutto C6/C7 predominante a sinistra
-
sindrome lombospondilogena di tipo cronico su discopatie pluri-segmentali, con interessamento soprattutto del segmento L4/L5, ma anche di L3/L4 e L5/S1
-
stato dopo Morbo di Scheuermann toracolombare, nonché spondilartrosi a carattere diffuso.
-
Epicondilopatia radiale bilaterale, a destra più che a sinistra
Ritenuto inabile al 100% quale fabbro, abile al 50% in attività leggera, adatta
segue decisione di grado AI 57% dal 1.8.1999
in seguito assicurato impiegato quale operaio presso pompe funebri su chiamata
attuale richiesta di revisione 8.2011:
rapporto dr. _ del 22.7.2011:
-
sindrome cervico-vertebrale con episodi a carattere irritativo e parestesia alle estremità superiori nell’ambito di alterazioni degenerative plurisegmentali con possibile irritazione midollare e radicolare intermittente
-
sindrome lombo-spondilogena alle volte a carattere iscialgiforme alla gamba destra su alterazioni degenerative in particolar modo una discopatia L4-L5 in minor misura L5-S1
-
esame neurologico normale (Dr _)
-
assicurato licenziato per il 30.6.2011
-
dr. _ propone SAM
referto coronarografia del 2007: coronarie senza stenosi significative
2007, dr. _, flutter atriale con seguente normalizzazione con trattamento con betabloccante
Visita SMR del 18.1.2012: si conferma esigibilità del 50% in attività adatta.
Decisione del 12.3.2012: nessun aumento del grado AI
Rapporto prof. _ del 12.4.2012:
-
visita del 11.4.2012
-
consiglia approfondimento/trattamento semi-invasivo secondo protocollo ISIS (tipo infiltrazioni)
Valutazione:
Dall’attuale documentazione non risulta una modifica dello stato di salute dell’assicurato rispetto alla valutazione SMR di gennaio 2012. Ricordo inoltre che un esame neurologico aveva escluso una sofferenza radicolare o una mielopatia, pure in occasione della visita del prof. _ non sono stati oggettivati deficit senso motori.
Non viene negata la presenza di alterazioni di tipo degenerativo a livello del rachide dorsale, alterazioni però ancora compatibili con un’attività leggera, adatta da svolgere in misura ridotta del 50%.” (doc. IV/Bis)
Il 25 maggio 2012 il dr. med. _, specialista FMH in medicina generale, ha affermato:
"
(...)
1. Premetto che il signor RI 1 soffre soprattutto di una problematica di tipo reumatologico alla colonna vertebrale sulla base quasi esclusiva di alterazioni degenerative che, di regola, non manifestano un peggioramento oggettivo significativo nell’arco di alcuni mesi.
Il signor RI 1 da gennaio 2012 ha comunque presentato un blocco ed un aumento dei dolori a livello della colonna cervicale con irradiazione nell’arto superiore dx fino nella mano associati a disestesie che, soggettivamente, hanno assunto il carattere di un peggioramento e che sono comunque compatibili con le alterazioni degenerative oggettivate tramite immagini radiologiche.
2. Nel caso di una sindrome cervico-brachiale persistente con dolori presenti anche a riposo ed in qualsiasi posizione, anche un’abilità lavorativa del 50% in attività leggere e adattate, come ad esempio lavori di ufficio, controllo e sorveglianza, potrebbe non essere raggiungibile.” (doc. B)
Il 15 giugno 2012 il dr. med. _, sulla base del citato referto, ha affermato:
"
(...)
da questo rapporto risulta prevalentemente un soggettivo aumento dei dolori a livello cervicale. Non risultano dati oggettivi in merito alla modifica dello stato oggettivo in presenza di un assicurato con nota problematica cervicale.” (doc. XI/1)
5. Per costante giurisprudenza (cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008),
al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (
DTF 125 V 256
consid.
4 pag. 261;
115 V 133
consid. 2 pag. 134;
114 V 310
consid. 3c pag. 314;
105 V 156
consid.
1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
Meyer-Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123)
, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189;
Locher
, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007;
STFA
U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore
non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008;
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007
).
Per quel che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione invalidità, l’Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che
se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'
art. 44 LPGA
(consid. 6 e 7).
In merito al
valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in
DTF 136 V 376 il Tribunale Federale
ha specificato che la qualità formale di parte dell'organo esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella procedura giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare ricorso in materia di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti di parte le prove assunte dall'amministrazione nella precedente fase non contenziosa.
In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur.
Jörg Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.
L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare dei correttivi:
(a livello amministrativo)
- assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),
- differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),
- miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),
- rafforzamento dei diritti di partecipazione :
-- in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);
-- alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);
(a livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)
In caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997 Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).
Infine, il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).
Occorre ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006
concernente un caso di assicurazione per l
'
invalidità
(I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell
'
ambito dell
'
assicurazione per l
'
invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(...)
La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci.
La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (...)
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto segue:
"
(...)
On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(...)
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008,
STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
6.
Questo Tribunale chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emissione della decisione impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio le conclusioni dei medici SMR, dr. med. _, FMH medicina interna, e dr. med. _, FMH cardiologia, che si sono fondati sulla visita del 18 gennaio 2012 (doc. AI 125-1) e che sono state confermate da un altro medico SMR, il dr. med. _, in particolare nelle annotazioni del 24 aprile 2012 (doc. IV/Bis, cfr. anche doc. XI+1).
Tali valutazioni sono da considerare dettagliate, approfondite e quindi rispecchianti i parametri giurisprudenziali ricordati al considerando che precede.
I due specialisti, che hanno visitato personalmente l’insorgente, posta la diagnosi principale con influsso sulla capacità lavorativa di sindrome cervicovertebrale con episodi a carattere irritativo e parestesie alle estremità inferiori nell’ambito di alterazioni degenerative plurisegmentali con possibile irritazione midollare e radicolare intermittente e sindrome lombospondilogena alle volte a carattere iscialgiforme alla gamba destra su alterazioni degenerative, in particolar modo la presenza di una discopatia L4/L5, in minor misura L5/S1 e le diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa di ipertensione arteriosa, pregressi episodi di flutter atriale (2007), coronografia normale (2007), pregresse ulcere duodenali, ipoacusia destra, pregressa pericardite post traumatica ed ematopneumotorace (1994), hanno confermato che l’insorgente, completamente inabile al lavoro nella sua precedente attività lucrativa, è tutt’ora inabile al lavoro al 50%, come in precedenza, in attività leggere e confacenti al suo stato di salute.
Il dr. med. _ed il dr. med. _ si sono espressi su tutte le patologie lamentate dall’assicurato ed hanno esaminato accuratamente tutta la documentazione messa loro a disposizione valutando la capacità lavorativa del ricorrente sulla base delle indicazioni risultanti dalla visita effettuata (doc. AI 125-6).
Al referto va attribuita piena forza probante.
La critica del ricorrente relativa alla modalità della visita medica, nel corso della quale non sarebbe stato sottoposto ad alcun esame radiologico o comunque specialistico, ma che si sarebbe fondata unicamente su un esame visivo e sulle risposte alle sue domande, non può essergli d’aiuto. Dalle tavole processuali emerge che il medico SMR, dr. med. _ FMH medicina interna, ha esaminato accuratamente lo stato di salute del ricorrente, provvedendo al confronto con l’obiettività clinica descritta nella perizia del dr. med. _ il 5 novembre 2001 (doc. AI 125-5) e con le conclusioni del medesimo specialista il 24 ottobre 2011. Il medico SMR ha inoltre accertato la capacità funzionale residua del ricorrente ed ha misurato l’escursione articolare, compilando minuziosamente i formulari previsti a questo scopo (doc. AI 125-6/7). Nel corso della visita il ricorrente ha potuto esprimersi circa la sua anamnesi ed i disturbi soggettivi (doc. AI 125/4). Pur accertando un’evoluzione sfavorevole della mobilizzazione delle spalle, e meglio una limitazione maggiore al cingolo scapolare, il dr. med. _ ha stabilito che risulta ancora medicalmente giustificata una incapacità lavorativa del 50% in attività adatta allo stato di salute, a causa del dolore cronico, della necessità di rispettare l’ergonomia del rachide e del limite di forza degli arti superiori (doc. AI 125/6). Da parte sua il dr. med. _, cardiologo, dopo aver vagliato la documentazione medica agli atti, ha potuto escludere limiti all’attività lucrativa dal punto di vista cardiologico.
Il TF ha già avuto modo di rilevare che il valore probatorio di un rapporto medico non dipende, di massima, dalla durata della visita, quanto piuttosto dalla sua completezza e concludenza (cfr. sentenza 9C_1013/2008 del 23 dicembre 2009, I 1094/06 del 14 novembre 2007, in RSAS 2008 pag. 393 consid. 3.1.1 con riferimenti). Nel caso di specie, il referto dei medici SMR risponde alle condizioni poste dalla giurisprudenza e riassunte nel considerando precedente, per conferirgli piena forza probatoria.
Del resto, di norma, una valutazione sulla base dei soli atti medici è possibile se l’SMR dispone, come in concreto, di sufficienti elementi risultanti da altri accertamenti personali (cfr., nel caso di una perizia, sentenza 9C_376/2007 del 13 giugno 2008).
Il rapporto dei medici SMR è il risultato di un esame clinico al termine del quale, preso atto dei dati anamnestici, dello status oggettivo e dei disturbi lamentati dall’assicurato, e sulla base della documentazione medica prodotta, hanno reso la loro attenta valutazione sulla capacità lavorativa dell’insorgente dopo avere individuato una serie di limiti funzionali descritti nell’esame della funzionalità fisica allegata al referto (cfr. anche sentenza 9C_734/2010 del 18 maggio 2011).
Per quanto concerne l’affermazione del ricorrente secondo cui non avrebbe “
potuto verificare la formazione del medico
” che lo ha esaminato, il TCA rileva che il 16 dicembre 2011 l’UAI ha scritto all’insorgente indicando che i medici SMR intendevano visitarlo e fissare un appuntamento per il 18 gennaio 2012 (doc. AI 122-1). Sia alla ricezione dello scritto, che nel corso della visita (o nei giorni precedenti), l’interessato avrebbe potuto chiedere informazioni circa la
formazione
seguita dai medici SMR, se avesse avuto dubbi in proposito. Del resto nel rapporto d’esame clinico del 18 gennaio 2012, che l’insorgente poteva chiedere, figura la formazione dei due medici che lo hanno valutato (cfr. doc. AI 125-6; dr. med. _, FMH medicina interna, dr. med. _, FMH cardiologia) e, a comprova che non è l’UAI ad aver impedito l’insorgente di cerziorarsi circa la formazione dei medici SMR, ma semmai l’interessato che apparentemente non ha approfondito la tematica, vi è la circostanza che in sede di osservazioni al progetto di decisione l’insorgente stesso accenna alla qualifica di cardiologo del dr. med. _ (“
La risposta mi è subito arrivata, quando il cardiologo se poi era un cardiologo (....)
”, doc. AI 127-1).
Va infine abbondanzialmente evidenziato che l’insorgente si limita a rilevare di non aver potuto verificare la “
formazione
del medico”
, senza comunque trarne alcuna conclusione.
Il ricorrente
contesta le conclusioni dei medici SMR con riferimento in particolare ai certificati del 22 luglio 2011 del dr. med. _, FMH reumatologia e riabilitazione (doc. A2), del 13 aprile 2012 del dr. med. _, _ (doc. A3) e del 25 maggio 2012 del dr. med. _, specialista FMH in medicina generale (doc. B) e sostiene di essere incapace al lavoro in attività leggera in misura nettamente superiore al 50%.
Le censure dell’insorgente vanno disattese.
Innanzitutto, per quanto concerne il certificato del 22 luglio 2011 del dr. med. _, che aveva funto da perito nell’ambito della procedura conclusasi con l’attribuzione della mezza rendita AI con effetto dal 1° agosto 1999, va evidenziato che è stato compiutamente preso in considerazione dai medici SMR nell’ambito della loro valutazione specialistica, tanto più che ne hanno ripreso la diagnosi (doc. AI 125-5). Il referto è inoltre stato confrontato sia con la perizia del 5 novembre 2001 che con le risultanze della visita del 18 gennaio 2012. Il dr. med. _ ha preso atto, ed ha accertato, un peggioramento delle alterazioni degenerative, ciò che tuttavia, pur comportando maggiori limitazioni al cingolo scapolare, non permette di ritenere un peggioramento della capacità lavorativa (doc. AI 125-6).
Per il resto il dr. med. _ si limitava, il 22 luglio 2011, ad invitare l’interessato a chiedere una rivalutazione del suo stato di salute “
tenendo in considerazione il peggioramento soggettivo e i reperti clinici e radiologici evidenziati alla colonna cervicale e i disturbi della zona lombo-sacrale e alla gamba destra
” (doc. A2), ossia ciò che ha fatto l’UAI con l’esame presso i medici SMR. Lo specialista ha poi affermato che l’insorgente potrà eventualmente essere sottoposto ad una valutazione peritale, e ritenuta la presenza di disturbi cardiaci, ad una valutazione pluridisciplinare. Sennonché dagli atti e dalla visita presso il medico SMR, dr. med. _, FMH cardiologia, è emerso che dal punto di vista cardiologico non vi sono limiti all’attività lavorativa. Ribadito che la valutazione del dr. med. _ va confermata, l’UAI ha giustamente rinunciato ad una perizia ad opera del SAM.
Quanto al certificato del 25 maggio 2012 del dr. med. _, medico curante dell’insorgente (cfr. a proposito dei rapporti dei medici curanti la
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), va evidenziato che il medico non ha oggettivato un peggioramento dello stato di salute, ma ha accertato un aumento dei dolori a livello della colonna cervicale con irradiazione nell’arto superiore destro fino nella mano associati a disestesie che
soggettivamente
hanno assunto il carattere di un peggioramento, rilevando che sono compatibili con le alterazioni degenerative oggettivate tramite immagini radiologiche. Il medico SMR, dr. med. _, rileva correttamente che “
da questo rapporto risulta prevalentemente un soggettivo aumento dei dolori a livello cervicale
” e che “
non risultano dati oggettivi in merito alla modifica dello stato oggettivo in presenza di assicurato con nota problematica cervicale
” (doc. XI+1). Del resto il curante non attesta un grado d’incapacità lavorativa diverso rispetto a quello accertato dai medici SMR ma si limita ad affermare che “
anche un’abilità lavorativa del 50% in attività leggere e adatte, come ad esempio lavori di ufficio, controllo e sorveglianza, potrebbe non essere raggiungibile
” (doc. B, sottolineatura del redattore), senza, comunque, escluderlo e senza confrontarsi con le valutazioni dei medici SMR che hanno approfonditamente e convincentemente motivato le loro conclusioni.
Infine, l’insorgente si avvale di un referto del 12 aprile 2012 del dr. med. _, _, che ha visitato l’insorgente l’11 aprile 2012 (doc. A3).
Lo specialista, che comunque non si esprime sulla capacità lavorativa del ricorrente e non prende posizione sul referto dei medici SMR, evidenzia che l’interessato ha subito un blocco iperalgico del segmento cervicale, sempre con limitazione destra, a fine febbraio 2012, con una situazione che nel frattempo è comunque leggermente migliorata grazie alla medicazione in atto. Il dr. med. _ non ha oggettivato deficit senso motori e lo studio RM non ha messo in evidenza lesioni con un significato chirurgico attuale, ma ha evidenziato la presenza di discopatie multilivello e stenosi foraminali da uncartrosi del tratto C3-C7 con dominanza a destra, già rilevate dal dr. med. _ nel referto del 22 luglio 2011 (doc. A2: “
Una RM della colonna cervicale del 14.07.2022 [recte, verosimilmente, 2011] ha mostrato delle alterazioni degenerative plurisegmentali osteocondrotiche, spondilosiche e spondilartrosi-che C3-C4, C5-C6 e C6-C7 senza comunque chiare ernie discali o compressioni radicolari ma ristringimento foraminale predominante a destra all’altezza C3-C4 e anche una diminuzione antero-posteriore del canale spinale senza comunque alterazioni del segnale attribuibili ad una mielopatia
”) e prese in considerazione dal medico SMR, dr. med. _, nel suo referto del 18 gennaio 2012 (doc. AI 125).
Anche il dr. med. _, medico SMR, chiamato a prendere posizione in merito ha evidenziato come l’UAI non nega la presenza di alterazioni di tipo degenerativo a livello del rachide dorsale, ma che le alterazioni sono compatibili con un’attività leggera, adatta, da svolgere al 50% (doc. IV/Bis).
Non vi sono di conseguenza elementi medici oggettivi atti a sovvertire le conclusioni dei medici SMR, dr. med _, _ ed _ (cfr. a proposito dei compiti e del valore probatorio attribuiti ai rapporti interni dell’SMR, la SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 [9C_323/2009]; cfr. anche la sentenza 9C_15/2011 del 27 gennaio 2012, consid. 5.2; cfr. pure la sentenza 8C_814/2011 del 12 gennaio 2012, dove, in ambito LAINF, al consid. 2.4, il TF ha affermato che “
dopo attento esame dell’incarto, visto in particolare che nel ricorso di ultima istanza non si adducono argomenti idonei a stravolgere le conclusioni dell’autorità di primo grado, la quale ha esposto in modo convincente come
di fronte a valutazioni mediche contraddittorie [...omissis...] si debba ritenere maggiormente attendibile il parere espresso dagli specialisti intervenuti per conto dell’assicuratore resistente (in merito al valore probatorio riconosciuto ai pareri medici interni dell’assicurazione cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/ee pag. 353), anche questa Corte non vede valido motivo per scostarsi da questa opinione [...]
”).
A questo riguardo va ricordato che
per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.
Scopo e senso del nuovo disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).
Inoltre il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), in una decisione del 24 agosto 2006 (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito dell’assicurazione per l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:
"
(...)
3.2 L
'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (...)”
(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid.
3.2)
Visto quanto sopra, questo Tribunale condivide le affidabili e concludenti valutazioni dei medici SMR, dr. med. _, _ ed _ (cfr. più in generale sul valore probatorio dei rapporti interni del SMR la sentenza I 143/07 del 14 settembre 2007, consid. 3.3; cfr. pure la sentenza 9C_949/2010 del 5 luglio 2011 con rinvii e 9C_376/2007 del 13 giugno 2008), che hanno valutato compiutamente tutta la documentazione medica agli atti giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in merito all’incapacità lavorativa del ricorrente.
In queste condizioni la richiesta dell’insorgente di un ulteriore approfondimento pluridisciplinare va respinta.
Va a questo proposito evidenziato che conformemente alla co-stante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Alla luce di quanto sopra esposto, in assenza di un peggioramento dello stato di salute con influenza sulla capacità lavorativa dell’insorgente, rimasta invariata, a giusta ragione l’amministrazione ha respinto la domanda di aumento della rendita d’invalidità.
7.
S
econdo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.--vanno poste a carico del ricorrente.