# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2bd07ff2-29bf-5ea9-ad9b-f9d65e2e9993
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2006
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale chiede la conferma dell'atto di accusa in fatto ed in diritto. Si rimette per contro al giudizio della Corte per la conferma dell'accusa, promossa dalla CCRP, per titolo di amministrazione infedele ai danni della signora PL 4. Per la commisurazione della pena, sottolinea come la gravità della colpa di AC 1 vada ricercata, in primo luogo, nella funzione che egli rivestiva in seno alla _. AC1 era dipendente di questo istituto bancario da 10 anni, nel corso dei quali - grazie alla fiducia che era stata riposta in lui dai suoi superiori - ha fatto una carriera fulminante. AC1ha quindi violato e tradito, senza scrupolo, questa fiducia ed i doveri che era chiamato ad assolvere. In secondo luogo, la gravità dell'agire dell'accusato risiede nel movente che lo ha iniziato alle malversazioni in giudizio. Non si trattava infatti - così come dichiarato da AC 1 - di preservare l'immagine della banca a seguito di perdite sugli investimenti degli averi dei clienti, bensì di soddisfare necessità finanziarie personali. E questo è provato non solo dai versamenti sui suoi conti personali di importi addebitati sui conti dei clienti della banca, ma anche dall'analisi della sua situazione finanziaria nel corso del 1996/1997. AC1, percependo uno stipendio di ca. fr. 5'000.--, doveva far fronte ad oneri (alimenti, contratti di prestito, contratti leasing ed interessi ipotecari) che eccedevano le sue disponibilità. Si trovò quindi in difficoltà economiche ed iniziò a malversare sui conti dei suoi famigliari e dei suoi amici ( _ ). Alla necessità di nascondere questi prelevamenti si aggiunse solo in un secondo tempo, quella di sottacere ai clienti perdite importanti sugli investimenti eseguiti e ciò allo scopo di preservare la sua reputazione e l'immagine della banca. La gravità dell'agire di AC1risiede poi, in terzo luogo, nel fatto che tra i prelievi da lui effettuati indebitamente, fr. 346'000.-- non hanno trovato un riscontro in entrata sui conti dei clienti della banca. AC1 ha quindi agito per meri motivi egoistici, sull'arco di un lungo periodo e con un'intensità particolare causando perdite ingenti alla banca ed ai clienti. Le modalità di esecuzione poi depongono a favore di un'evidente assenza di scrupoli. A ciò si aggiunge il fatto che AC1 non ha mai manifestato pentimento né ha mai tentato di riparare il danno causato. La sua collaborazione non può nemmeno essere considerata spontanea, ritenuto come non abbia indicato tutti i conti da lui malversati, se non dietro precise contestazioni rese possibili dal lavoro di ricostruzione dei movimenti bancari effettuato dalla _. A suo favore va considerata solo l'incensuratezza e la buona condotta tenuta dopo i fatti. In conclusione, chiede che AC1 venga condannato alla pena di 4 anni di reclusione. Chiede inoltre che la prestazione di libero passaggio venga posta sotto sequestro conservativo.
§
L'avv., in rappresentanza della PC conto _ , il quale chiede la conferma dell'AA e che AC1 venga condannato al pagamento di fr. 2'025'666,25 oltre interessi al 5% dalla data dei singoli versamenti, rinviando alla sua istanza di data 5.7.2006.
§
L'avv., in rappresentanza delle PC _ , _ ed _ , il quale chiede la conferma dell'atto di accusa e della pena proposta dalla PP.
§
L'avv., in rappresentanza della PC _ ed il signor _, il quale chiede la conferma dell'AA e si rimette al giudizio della Corte per quel che attiene all'accusa di amministrazione infedele ai danni della signora _ . Chiede, rinviando al suo scritto 10.7.2006, che AC1 venga condannato al pagamento di fr. 1'142'861 oltre interessi del 5% a far tempo dal 1.7.2003 a titolo di danno subito dalla banca e calcolato ripristinando le situazione dei vari conti alla fine del giugno 2003. Chiede che venga inoltre condannato al pagamento di fr. 295'000.-- oltre interesse al 5% a far tempo dal 1.12.2001, importo riconosciuto dalla banca al titolare del conto _ del cui credito è cessionaria. Lo stesso vale per l'importo di fr. 530'725 con interessi al 5% a far tempo dal 1 luglio 2000 riconosciuto al cliente _ . Chiede da ultimo che AC1venga condannato al pagamento di fr. 101'512.-- a titolo di spese legali.
§
Il Difensore, il quale contesta le conclusioni a cui è giunta la PP per quanto attiene ai motivi a delinquere ed alla collaborazione prestata dal suo assistito. Afferma che AC1 non ha agito per arricchirsi. Ha collaborato attivamente alla ricostruzione dei fatti, nei limiti dei suoi ricordi. Contesta la credibilità di _ , tant'è che il suo dire di avere prelevato solo in due occasioni (fr. 85'000.-- e fr. 5'000) dai suoi conti è smentita dalla assenza di riscontri per il prelievo di fr. 5'000.-- ma soprattutto è smentita dalla presenza di un prelevamento dal conto _ di fr. 2'000.-- che non è stato imputato a AC1. Aggiunge inoltre che tutti i prelevamenti portano la firma di _ che egli non contesta essere la sua. Le giustificazioni fornite da AC1circa il prelievo dei fr. 80'000.-- sono confermate dalla documentazione acquisita agli atti dal Tribunale. Il conto _ in quel periodo stava subendo delle perdite in borsa. Chiede inoltre che il suo assistito venga creduto quando afferma di avere avuto spesso dei contanti a casa e ciò a spiegazione dei versamenti sui suoi conti personali in corrispondenza con i prelevamenti a debito di _ che l'accusa gli attribuisce, a torto, come indebiti. Contesta pure i prelevamenti di fr. 11'000.-- e di fr. 5'943 a debito del conto _ nonché quello di fr. 30'000.-- a debito del conto _ . In assenza di una perizia calligrafica AC1 deve essere assolto anche da questa imputazione. Contesta da ultimo l'accusa promossa dalla CRP di amministrazione infedele ai danni della signora _ per mancanza di prove. Per quanto attiene invece alla commisurazione della pena, contesta quanto affermato dalla PP: AC1 non ha malversato al fine di arricchirsi indebitamente, ma per sottacere, prima alla sorella, e poi a _ , degli investimenti andati male. Ripercorre le tre tipologie di malversazioni e meglio la prima comporta quei prelevamenti effettuati da AC1 per supplire a perdite lecite subite dai suoi clienti, la seconda è caratterizzata da quei prelevamenti illeciti effettuati per non farsi scoprire e la terza, ovvero quella riconducibile al procacciatore di calciatori " _ ", comporta quei prelevamenti illeciti eseguiti unicamente per ingenuità. Contesta pure che AC1 fosse in difficoltà finanziaria: egli si è sempre accontentato di poco.
Afferma di non contestare la configurazione giuridica dei reati. Illustra poi la personalità del suo assistito e le pressioni alle quali fu sottoposto a seguito delle promozioni ricevute in banca e dell'inizio delle perdite sugli investimenti che lo indussero a delinquere. Afferma che il suo cliente è vittima della voglia di far bene, della mancanza di un'adeguata formazione e della leggerezza con la quale gli sono stati affidati compiti per i quali non era preparato. Chiede quindi che la pena venga ridotta di meno della metà rispetto a quanto proposto dalla PP. Per quel che concerne le pretese della _ riconosce a titolo di risarcimento fr. 1'000'000.-- e le spese legali. Contesa la pretesa del titolare del conto _ ad eccezione di fr. 270'000.-- oltre interessi di mora. Non si oppone al sequestro conservativo.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti:
AC1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. truffa
per avere, a Bellinzona, in più occasioni,
nel periodo 01. luglio 1996 - febbraio 2003,
per procacciare a sé ed a altri un indebito profitto,
in qualità di consulente alla clientela privata della _ SA, Bellinzona, sfruttando il rapporto di fiducia con i colleghi, ripetutamente ingannato con astuzia quest'ultimi, affermando cose false o dissimulando cose vere, inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio di clienti dell'istituto bancario per una somma complessiva pari a fr. 4'259'322.-,
e meglio per avere
1.1.1 in più occasioni ingannato con astuzia funzionari degli sportelli della _ SA, Bellinzona,
comunicando loro, contrariamente al vero,
che singoli clienti necessitavano di effettuare prelevamenti in contanti a debito del loro conto, precisando l'importo ed il conto da addebitare, consegnando ai cassieri una fiche di cassa con firma falsa perché da lui apposta o una fiche firmata in bianco dal titolare e compilata da AC1 con indicazioni contrarie al vero, inducendoli così ad addebitare i seguenti conti per i seguenti importi:
1.1.1.1. a debito del conto _ _ ( _ _):
1.1.1.1.1. in data 01.07.1996 fr. 3'000
1.1.1.1.2. in data 26.07.1996 fr. 10'000
1.1.1.1.3. in data 08.10.1996 fr. 4'000
1.1.1.1.4. in data 14.04.1997 fr. 6'000
1.1.1.1.5. in data 21.04.1997 fr. 10'000
1.1.1.1.6. in data 22.04.1997 fr. 5'000
1.1.1.1.7. in data 16.05.1997 fr. 4'000 (differenza tra prelevamento di fr. 47'000 e versamento sul conto _ di fr. 43'000.-)
1.1.1.1.8. in data 23.05.1997 fr. 300 (differenza tra prelevamento di fr. 607,40 e versamento sul conto _ di fr. 307,40)
1.1.1.2. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.2.1. in data 26.06.1997 fr. 19'000
1.1.1.2.2. in data 25.07.1997 fr. 8'000
1.1.1.2.3. in data 11.08.1997 fr. 10'000
1.1.1.2.4. in data 21.10.1997 fr. 18'000
1.1.1.2.5. in data 08.01.1998 fr. 12'000
1.1.1.2.6. in data 28.01.1998 fr. 9'000
1.1.1.2.7. in data 20.10.1998 fr. 20'000
1.1.1.2.8. in data 24.11.1998 fr. 12'000
1.1.1.2.9. in data 10.12.1998 fr. 30'000
1.1.1.2.10 in data 30.12.1998 fr. 5'500
1.1.1.2.11. in data 31.05.1999 fr. 4'200
1.1.1.2.12. in data 03.06.2002 fr. 5'000
1.1.1.3. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.3.1. in data 25.03.1998 fr. 80'000
1.1.1.3.2. in data 09.04.1998 fr. 9'000
1.1.1.3.3. in data 14.07.1998 fr. 4'720.55
1.1.1.4. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.4.1. in data 17.07.2002 € 24'845.02 pari a fr. 37'764.43
1.1.1.5. a debito del conto _
1.1.1.5.1. in data 17.06.1998 fr. 11'000
1.1.1.5.2. in data 14.07.1998 fr. 5'943
1.1.1.5.3. in data 01.04.1999 fr. 25'000
1.1.1.5.4. in data 06.11.2001 fr. 50'000
1.1.1.5.5. in data 12.11.2001 fr. 180'000
1.1.1.5.6. in data 01.10.2002 fr. 10'000
1.1.1.5.7. in data 02.12.2002 fr. 7'000
1.1.1.6. a debito del conto _
1.1.1.6.1. in data 28.08.1998 fr. 67'000
1.1.1.6.2. in data 01.09.1998 fr. 90'000
1.1.1.6.3. in data 29.10.1998 fr. 25'000
1.1.1.6.4. in data 04.01.1999 fr. 25'000
1.1.1.6.5. in data 01.04.1999 fr. 14'000
1.1.1.7. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.7.1. in data 30.03.1999 fr. 30'000
1.1.1.8. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.8.1. in data 30.12.1999 fr. 15'000
1.1.1.8.2. in data 23.03.2001 fr. 15'000
1.1.1.8.3. in data 19.06.2001 fr. 9'000
1.1.1.8.4. in data 27.06.2002 fr. 13'000
1.1.1.9. a debito del conto _ _ ( _ _ )
1.1.1.9.1. in data 06.06.2000 fr. 32'000
1.1.1.9.2. in data 14.06.2000 fr. 23'800
1.1.1.9.3. in data 18.07.2000 fr. 108'000
1.1.1.10. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.10.1. in data 26.05.2000 $ 99'619.10 pari a fr. 170'000
1.1.1.10.2. in data 20.07.2001 $ 29'069.77 pari a fr. 50'000
1.1.1.10.3. in data 02.08.2001 $ 26'306.55 pari a fr. 45'000
1.1.1.11. a debito del conto _ ( _ _)
1.1.1.11.1. in data 27.12.2000 fr. 15'000
1.1.1.12. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.12.1. in data 23.03.2001 fr. 55'000
1.1.1.12.2. in data 15.05.2001 fr. 45'000
1.1.1.12.3. in data 17.07.2001 fr. 10'000
1.1.1.12.4. in data 21.02.2003 fr. 100'000
1.1.1.13. a debito del conto _ ( _ _)
1.1.1.13.1. in data 18.09.2001 fr. 40'000
1.1.1.13.2. in data 21.09.2001 fr. 55'000
1.1.1.13.3. in data 08.10.2001 fr. 33'000
1.1.1.13.4. in data 14.11.2002 fr. 10'000
1.1.1.4. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.1.14.1. in data 29.05.2002 fr. 32'000
1.1.1.14.2. in data 22.07.2002 fr. 6'000
1.1.1.15. a debito del conto _
1.1.1.15.1. in data 30.01.2003 fr. 100'000
nonché per avere
1.1.2. in più occasioni ingannato con astuzia funzionari della _ SA, Bellinzona, incaricati di eseguire gli ordini di bonifico, presentando loro ordini con firma falsa perché da lui apposta, inducendoli così ad addebitare i seguenti conti per i seguenti importi:
1.1.2.1. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.2.1.1. in data 22.06.1999 $ 210'000 pari a fr. 323'400
1.1.2.2. debito del conto _ _ ( _ _ )
1.1.2.2.1. in data 07.04.2000 $ 130'000 pari a fr. 212'969.25
1.1.2.2.2. in data 05.07.2000 fr. 99'821.40
1.1.2.3. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.2.3.1. in data 11.07.2000 $ 10'006.20 pari a fr. 16'146.55
1.1.2.3.2. in data 15.11.2000 $ 20'014.22 pari a fr. 35'185.40
1.1.2.3.3. in data 18.01.2001 $ 15'015.51 pari a fr. 24'196.40
1.1.2.3.4. in data 08.02.2001 $ 95'000 pari a fr. 156'543.85
1.1.2.4. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.2.4.1. in data 14.12.2000 fr. 9'316.55
1.1.2.5. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.2.5.1. in data 09.01.2001 fr. 50'000
1.1.2.5.2. in data 09.01.2001 fr. 50'000
1.1.2.5.3. in data 14.02.2001 fr. 50'000
1.1.2.6. a debito del conto _ ( _ )
1.1.2.6.1. in data 26.06.2002 € 610'013.78 pari a fr. 920'000
1.1.2.7. a debito del conto _
1.1.2.7.1. in data 01.07.2002 fr. 200'003
1.1.2.8. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.2.8.1. in data 12.07.2002 fr. 25'000
1.1.2.9. a debito del conto _ ( _ _ )
1.1.2.9.1. in data 12.07.2002 € 5'600 pari a fr. 8'512
1.1.2.10. a debito del conto _ ( _ )
1.1.2.10.1. in data 07.02.2003 fr. 230'000
somme in parte utilizzate per coprire perdite su operazioni di investimento effettuate su conti di clienti,
rispettivamente per ricostituire la copertura necessaria per proseguire l'operatività di investimento,
ed in parte utilizzate per spese proprie;
1.2. falsità in documenti
per avere, a Bellinzona, in più occasioni,
nel periodo 01. luglio 1996 - febbraio 2003,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
formato documenti falsi, abusato delle firma autentica altrui, attestato in documenti, contrariamente alla verità,
un fatto di importanza giuridica, nonché fatto uso,
a scopo di inganno di tali documenti,
e meglio per avere,
1.2.1. personalmente apposto sui giustificativi di cassa la firma manoscritta dei titolari dei conti addebitati con i prelevamenti in contanti di cui al punto 1.1 dell' atto di accusa, rispettivamente abusato della loro firma autentica sui giustificativi di cassa firmati in bianco dai titolari dei conti addebitati con i prelevamenti in contanti di cui al punto 1.1 dell' atto di accusa, nonché personalmente apposto sui giustificativi di cassa la firma della sorella _ e del fratello _, rispettivamente abusato della loro firma autentica su documenti di cassa firmati in bianco, relativamente ai seguenti prelevamenti in contanti a debito dei rispettivi conti:
1.2.1.1. il 09.10.1997, prelevamento, _ C. fr. 30'000
1.2.1.2. il 19.11.1997, prelevamento, _ C. fr. 4'000
1.2.1.3. il 09.04.1998, -------------------, _ C. fr. 15'000
1.2.1.4. il 11.01.1999, prelevamento, _ C. fr. 2'350
1.2.1.5. il 15.01.1999, prelevamento, _ C. fr. 1'500
1.2.1.6. il 06.07.1999, prelevamento, _ C. fr. 11'000
1.2.1.7. il 20.07.1999, prelevamento, _ C. fr. 4'800
1.2.1.8. il 24.08.1999, prelevamento, _ C. fr. 7'100
1.2.1.9. il 26.10.2000, prelevamento, _ C. fr. 3'000
1.2.1.10. il 21.08.2001, prelevamento, _ C. fr. 7'426
1.2.1.11. il 25.01.2002, prelevamento, _ C. fr. 7'000
1.2.1.12. il 13.05.2002, prelevamento _ C. fr. 1'000
1.2.1.13. il 02.08.2002, prelevamento _ C. fr. 2'500
1.2.1.14. il 14.08.2002, prelevamento _ C. fr. 1'000
1.2.1.15. il 22.08.2002, prelevamento _ C. fr. 1'000
1.2.1.16. il 23.12.2002, prelevamento _ C. fr. 10'000
1.2.1.17 il 31.12.2002, prelevamento _ C. fr. 5'000
1.2.1.18. il 10.01.2003, prelevamento _ C. fr. 4'000
1.2.1.19. il 28.02.2003, prelevamento _ C. fr. 1'000
1.2.1.20. il 27.08.1998, prelevamento _ C. fr. 6'000
1.2.1.21. il 21.09.2000, prelevamento _ C. fr. 15'000
1.2.1.22. il 22.05.2001, prelevamento _ C. fr. 12'075
1.2.1.23. il 13.07.2001, prelevamento _ C. fr. 4'926.60
1.2.1.24. il 11.11.2002, prelevamento _ C. fr. 8'000
1.2.1.25. il 10.01.2003, prelevamento _ C. fr. 5'000
presentando i documenti così firmati ai funzionari della _ SA, Bellinzona, al fine di ingannare questi ultimi ed ottenere il versamento in contanti delle somme di cui al punto 1.1 rispettivamente di cui ai prelevamenti che precedono a debito
dei conti intestati alla sorella ed al fratello;
1.2.2. personalmente apposto sugli ordini di bonifico la firma manoscritta dei titolari dei conti addebitati con gli importi di cui
al punto 1.2 dell'atto di accusa, presentando i documenti così firmati ai funzionari della _ SA, Bellinzona, al fine ingannare questi ultimi ed ottenere i trasferimenti da un conto all'altro come indicato al punto 1.2 dell'atto di accusa;
1.2.3. personalmente allestito, ritagliando documenti bancari e sovrapponendoli per la fotocopiatura, estratti conto e situazioni patrimoniali poi sottoposti a parte dei titolari dei conti malversati come al punto 1. del presente atto di accusa (conti _ , _ , _, _, _, _, _ , _ ), nonché ad altri clienti titolari di conti (_,_) che hanno accusato perdite
a seguito di investimenti, al fine di occultare le malversazioni effettuate rispettivamente di occultare le perdite;
1.2.4. personalmente apposto sulla documentazione bancaria necessaria all'ottenimento di crediti Lombard a favore degli stessi titolari o di terzi clienti, la firma manoscritta dei titolari dei conti _ , _, _ e _, mettendo a pegno i titoli in portafoglio dei medesimi clienti, al fine di potere operare con investimenti di borsa non autorizzati dai clienti rispettivamente di potere effettuare addebiti in conto;
1.2.5. personalmente apposto documentazione di apertura del conto nominativo _ sulla la firma manoscritta della titolare_ , al fine di ottenere l'apertura del conto all'insaputa della cliente, nonché apposto la firma manoscritta della medesima cliente sul formulario di costituzione in pegno dei titoli depositati nel portafoglio del conto _ _ , pure intestato alla cliente _, al fine di potere procedere al trasferimento in data 26.06.2002 della somma di Euro 610'000,
e meglio come indicato al punto 1.2 dell'atto di accusa;
1.2.6. personalmente apposto su diversa documentazione bancaria (lettere di scarico, mandati di gestione, manleva per ordini telefonici, ecc.) la firma manoscritta dei titolari dei conti ( _, _ , _ ) al fine di occultare le malversazioni effettuate rispettivamente di occultare le perdite;
1.3. amministrazione infedele
per avere, a Bellinzona,
nel periodo gennaio 1998 sino al giorno dell'arresto (11 aprile 2003), su più conti di clienti,
nella sua qualità di consulente alla clientela privata della _ SA di Bellinzona, nonché sulla base di accordi diretti con i clienti, obbligato per legge e negozio giuridico ad amministrare il patrimonio di quest'ultimi, ripetutamente omesso al proprio dovere, in particolare effettuando a debito dei conti di clienti ripetute operazioni di investimento ad alto rischio, contrarie alla tipologia di investimento prescelta dai clienti al momento dell'apertura dei conti rispettivamente contrarie alle istruzioni date dai clienti, tralasciando di informare questi ultimi in merito all'esecuzione, all'esistenza ed all'esito di simili operazioni di investimento, sottoponendo ai clienti, in alcuni casi,
situazioni patrimoniali contrarie alla realtà al fine di sottacere
le perdite intervenute e l'esistenza di operazioni di investimento ad alto rischio, nonché falsificando la firma dei clienti su documenti a copertura delle operazioni e permettendo così
che il patrimonio dei clienti venisse danneggiato per almeno complessivi fr. 948'648,56,
e meglio per avere
1.3.1. nel periodo gennaio 1998 - dicembre 2000,
effettuato sul conto _ diverse operazioni di investimento ad alto rischio e contrarie al profilo di gestione desiderato dal cliente, omettendo di informare quest'ultimo e redigendo a falsa firma del cliente un mandato di gestione datato 07.08.1998 a copertura delle operazioni effettuate; il conto ha subito una perdita complessiva di almeno fr. 291'796, 25;
1.3.2. nel periodo gennaio 1998 - aprile 2003,
effettuato sul conto _ intestato a _, diverse operazioni di investimento ad alto rischio e contrarie al profilo di gestione desiderato dal cliente, omettendo di informare quest'ultimo e sottoponendogli situazioni patrimoniali contrarie alla realtà al fine di occultare le predette operazioni; il conto ha subito una perdita complessiva di almeno fr. 530'725,06;
1.3.3. nel periodo giugno 2002 - agosto 2002,
effettuato sul conto _, rubrica _
(conto CHF) aperta all'insaputa del cliente, diverse operazioni di investimento ad alto rischio e contrarie al profilo di gestione desiderato dal cliente, omettendo di informare quest'ultimo sia dell'esistenza della rubrica sia delle operazioni effettuate;
la rubrica ha subito una perdita complessiva di almeno
fr. 91'590,70;
1.3.4. nel periodo agosto 1998 - dicembre 1998,
effettuato sul conto _intestato a _ , un'operazione di investimento ad alto rischio (opzioni sul titolo _AG) omettendo di informare il cliente;
a seguito di detta operazione il patrimonio del cliente ha subito una perdita di fr. 34'536,55;
1.4. amministrazione infedele
per avere, a Bellinzona,
nel periodo gennaio 1998 sino al 31 dicembre 2002,
su più conti di clienti, in particolare sul conto di _ , Sementina, nella sua qualità di consulente alla clientela privata della _ SA di Bellinzona,
nonché sulla base di accordi diretti con la cliente,
obbligato per legge e negozio giuridico ad amministrare il patrimonio di quest'ultima, ripetutamente omesso al proprio dovere, in particolare effettuando a debito del conto della cliente ripetute operazioni di investimento ad alto rischio, contrarie alla tipologia di investimento prescelta dalla cliente al momento dell'apertura dei conti rispettivamente contrarie alle istruzioni date dalla cliente, tralasciando di informare quest'ultima in merito all'esecuzione, all'esistenza ed all'esito di simili operazioni di investimento, sottoponendo alla cliente situazioni patrimoniali contrarie alle istruzioni date dalla cliente, tralasciando di informare quest'ultima in merito all'esecuzione, all'esistenza ed all'esito di simili operazioni di investimento, sottoponendo alla cliente situazioni patrimoniali contrarie alla realtà al fine di sottacere le perdite intervenute e l'esistenza di operazioni di investimento ad alto rischio, nonché falsificando la firma della cliente su documenti a copertura delle operazioni e permettendo così che il patrimonio della cliente venisse danneggiato per complessivi fr. 279'878.85,
e meglio per avere
nel periodo gennaio 1998 - dicembre 2002,
effettuato sul conto _ intestato a _ , diverse operazioni di investimento ad alto rischio e contrarie al profilo di gestione desiderato dalla cliente, o
mettendo di informare quest'ultima e sottoponendole situazioni patrimoniali contrarie alla realtà al fine di occultare le predette operazioni; il conto ha subito una perdita complessiva di almeno fr. 279'878.85;
e meglio come descritto dall’atto di accusa e nella decisione della CRP in re _?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
3. Deve essere condannato al pagamento di un'indennità alle seguenti parti civili:
3.1. _?
3.2. titolare del conto _ ?
3.3. _?
4. Deve essere ordinato il sequestro conservativo della prestazione di libero passaggio presso la Nazionale svizzera assicurazioni?
Considerato,

## Considerations

in fatto ed in diritto
I. Curriculum vitae
1.
AC1 è nato a _ il _. Il padre, recentemente scomparso, originariamente impiegato presso le officine _ di Bellinzona, era invalido da oltre trent’anni a causa di un incidente sul lavoro. La madre ha sempre fatto la casalinga. Ha una sorella (_ sposata _ ) un fratello (_) entrambi maggiori di lui.
Sposatosi nel 198- con tale _ ha avuto due figlie _ (_) e _ (_). Nel 1994 ha divorziato dalla moglie. Attualmente ha una relazione con tale _, con la quale non convive.
Frequentate le scuole elementari a _ e il ginnasio a Giubiasco e Bellinzona, ha poi frequentato la scuola di commercio di Bellinzona senza portare a termine gli studi a seguito di una malattia che gli avrebbe fatto perdere all’epoca la memoria, di cui a tutt’oggi non sa dare migliori spiegazioni. Verso la fine degli anni ’70 è entrato alle dipendenze dell’allora _ di Bellinzona in qualità di operatore informatico. Nel 1988 si è trasferito alla _, dapprima a Lugano e, dal 1990, presso la sede di Bellinzona.
Personalmente ha sempre coltivato la passione per il calcio giocando in vari club del Bellinzonese con una breve parentesi pure nell’_. Attualmente è attivo in una squadra di veterani (over 40). Per il resto non si segnalano eventi particolari caratterizzanti la sua vita: ha sempre condotto un’esistenza del tutto normale caratterizzata da lavoro, famiglia e sport.
Dal profilo penale AC1 risulta incensurato.
2.1.
Come detto alla _ è stato assunto quale operatore informatico. Dopo essere stato trasferito alla sede di Bellinzona ha assunto il compito di responsabile della cartoteca. Il 1. gennaio 1999 è stato nominato mandatario, a seguito anche della partenza di un altro collaboratore, tale _. Così il direttore della filiale _:
"
Nel 1988 è stato trasferito alla succursale di Bellinzona con prima la funziona di contabile per poi passare negli anni 1991/1992 alla funzione di responsabile della cartoteca fino al 31.12.1998. Dall'1.1.1999 è diventato mandatario commerciale ed è entrato a far parte del team di gestione con i signori _e _. Inizialmente gli sono stati passati alcuni clienti già curati o da Vassalli o da _ ed in seguito AC1 ha acquisito la propria clientela. È corretto dire che AC1 ha raggiunto la media di ca. 110 conti in gestione.
ADR se non vado errato di questi 110 conti 4 erano coperti da un mandato di gestione conferito dal cliente alla Banca . In questi casi il gestore ha la facoltà di decidere la politica di investimento nei limiti del mandato ricevuto. Negli altri casi la gestione avviene o sulla base di ordini firmati dal cliente oppure sulla base di ordini telefonici a condizione che il cliente abbia firmato il formulario "manleva per ordini telefonici".
ADR durante il periodo in cui AC1 si è occupato della gestione non ho mai ricevuto reclamazioni in merito all'attività di AC1 ad eccezione di una lettera del titolare del conto _ ( _ ) il quale si è lamentato per l'investimento nelle azioni _ . Aggiungo che ho invece ricevuto in alcune occasioni dei complimenti da parte di clienti che erano contenti del servizio reso da AC1.
ADR non ho mai incontrato personalmente il signor _ che ho visto per la prima volta dopo l'arresto di AC1. Posso quindi dire che il signor _ non si è mai lamentato con me personalmente dell'operato di AC1. Preciso che in occasione dell'incontro con _ quest'ultimo ha precisato di essere venuto in un'unica occasione in banca e di avere sempre invece consegnato i soldi in contanti a AC1 fuori banca mi ha anche detto che AC1 una quindicina di giorni prima era stato a casa sua a cena.
ADR fra i clienti che si sono complimentati con me per l'operato di AC1 non vi sono i signori _, _, _, _, _, _ e _. E' possibile invece che o il titolare del conto _ o il titolare del conto _, negli anni 2000/2001, si siano invece espressi positivamente in merito ai servizi del consulente AC1.
ADR Preciso che ancora prima di assumere formalmente la carica di mandatario commerciale all'1.1.1999, e quindi la funzione di gestore, vista la partenza del gestore _, io e il signor _ abbiamo deciso di cominciare a passare qualche cliente in gestione a AC1, in modo da valutare se _ poteva essere sostituito all'interno della Banca. Per questo motivo già prima dell'1.1.1999 AC1 ha avuto qualche cliente in gestione che formalmente veniva attribuito a uno dei due gestori _ o _.
Se non erro AC1 ha iniziato nell'anno 1996 ad occuparsi della gestione dei conti intestati a _ suo buon conoscente e intestati al fratello ed alla sorella di AC1."
(verbale MP 27.08.03)
Oltre al compito di gestione di clienti svolto, come visto, dal 1996, AC1 aveva in _ altre mansioni e meglio:
"
Fino al 31.12.1998 si è comunque pure occupato della gestione della cartoteca insieme alla signora _ in qualità di collaboratrice.
Inoltre la succursale era rimasta senza custode e per decisione della Direzione di Lugano, su mia proposta, è stato incaricato AC1 di aprire e chiudere giornalmente la succursale. AC1 era infatti sempre disponibile e poteva raggiungere in breve tempo la succursale. Egli era inoltre il primo responsabile in caso di allarme. Era dunque lui il primo ad essere allertato in caso di allarme e per questo motivo disponeva di una chiave che poteva aprire tutti i locali della banca compreso quello della cartoteca."
In particolare per quel che riguarda l’accesso ai dati da parte di AC1 si ha che:
"
Nel locale cartoteca oltre ad essere stati custoditi i documenti cartacei relativi ai conti fino al 2002, o almeno così mi sembra di ricordare, vi era pure un terminale di computer sul quale potevano essere richiamati gli specimen di firma. Il computer veniva acceso al mattino e non era più necessario immettere alcuna password per utilizzarlo e per richiamare le firme dei clienti."
(verbale MP AC1 27.08.03)
Durante le assenze della segretaria responsabile, era lui che ritirava la corrispondenza:
"
Quando la signora AC1 andava in vacanza, ero che la sostituivo nel ritiro e nell'apertura della posta. Io non ho mai allestito le liste relative agli invii raccomandati che comunque non erano molti."
(verbale MP AC1 29.08.03)
Nel suo rapporto 31 marzo 2000 l’ufficio di revisione interno della banca ha segnalato una certa confusione fra ruoli di back e front office rilevando in particolare:
"
Nel caso specifico riteniamo che il sig. AC1, che ora svolge l’attività di gestore PB, non dovrebbe più avere nessun legame diretto con attività che vedono coinvolti i settori amministrativi (...) non dovrebbe più di abilitazioni collegate agli stessi”.
AC1, pur dando atto che questo cumulo di compiti non era corretto, lo ha spiegato con l’insufficienza di personale a disposizione (solo 9 dipendenti in tutta la succursale).
2.2.
Chiamato a riferire del numero e del genere di mandati di gestione, AC1 ha riferito che AC1 ha raggiunto una media di ca. 110 conti in gestione coperti da quattro tipologie di mandato di gestione (investimenti a reddito fisso o in obbligazioni, conservativi, dinamici o aggressivi).
AC1 era particolarmente impegnato ed apprezzato sul lavoro:
"
Durante il periodo in cui AC1 si è occupato della gestione non ho mai ricevuto reclamazioni in merito all'attività di AC1 ad eccezione di una lettera del titolare del conto _ ( _ ) il quale si è lamentato per l'investimento nelle azioni _ . Aggiungo che ho invece ricevuto in alcune occasioni dei complimenti da parte di clienti che erano contenti del servizio reso da AC1."
(verbale MP AC1 27.08.03).
Faceva poche vacanze.
3.
AC1 è stato in carcere preventivo dall’11 aprile al 29 agosto 2003. In aula ha raccontato che una volta posto in libertà provvisoria, è stato per un lungo periodo in disoccupazione. Attualmente lavora presso una fiduciaria al 50%, presso la quale si occupa della tenuta della contabilità di alcune ditte della zona, percependo un salario asseritamente di CHF 2'200.- al mese. Non paga da tempo gli interessi ipotecari ed una procedura d’incasso forzato è pendente.
Lasciata la _ dalla quale è stato licenziato con effetto immediato, l’accusato è al beneficio di una prestazione di libero passaggio ai sensi della LPP presso la Nazionale svizzera Vita SA.
II. Le circostanze dell’arresto
AC1 si è autodenunciato il venerdì 11 aprile 2003. Il giorno precedente il fratello _ si presentò in polizia a denunciarne la scomparsa. Così _ :
"
Abito a _ presso l'abitazione dei miei genitori, sita in Via _ . Mio fratello abita nella stessa casa, ma al piano inferiore (piano terra). Questa mattina come tutte le mattine mi trovavo a partire da casa verso le ore 7.25 con il mio veicolo (Mercedes CLK 230 targata TI _) per recarmi presso il posto di lavoro.
Mentre salivo in auto potevo notare che il veicolo di mio fratello era regolarmente parcheggiato, accanto al mio. Giunto al lavoro tutto procedeva regolarmente, fino a quando ricevevo una telefonata da parte della fidanzata di mio fratello (_, nata il _, domiciliata a _ in via _ ). La stessa mi faceva sapere che la banca (_ sede di Bellinzona) dove lavora mio fratello, la informava che non si era presentato al lavoro. Di conseguenza la fidanzata si recava presso il domicilio per verificare se non si era addormentato poiché la sera prima era rientrato tardi. Io invece ho immediatamente telefonato sul telefono portatile il quale mi diceva tramite un messaggio vocale (Omnitel) che al momento non era raggiungibile o era spento. Da qui ogni 15 minuti provavo a rintracciarlo ma con esito negativo. Alle 12.40 ricevevo una telefonata da parte di mia sorella ( _ , 01.09.1959, domiciliata a _ in via ai _ ) la quale m'informava che la fidanzata ritrovava nella sua bucalettere uno scritto del quale non mi diceva nulla, unicamente mi diceva di venire immediatamente a casa della fidanzata. Giunto presso il domicilio incontravo mia sorella. La fidanzata non si trovava presso il domicilio ma vi era unicamente la figlia che c'informava che era al lavoro.
Io e mia sorella ci recavamo immediatamente presso lo studio di parrucchiera dove lavora. Giunti sul posto potevo verificare di persona lo scritto lasciato da mio fratello il quale diceva che era stressato e non ce la faceva più."
(verbale PS 10.04.03)
Il citato scritto ritrovato nella bucalettere altro non era che una lettera di addio dal seguente contenuto:
"
Quando leggerai queste righe io non ci sarò più. Sono troppo stressato da questa vita di m.... Do a te l'incarico di salutare le mie 2 figlie, mamma, papà, _, _, _, _, _, _, _, _ e gli altri (pochi) amici che sai. Chiedo perdono a tutti. Sperando che almeno qualche mio ricordo bello ti rimanga nel cuore saluto te e la _. Bacione AC1."
Il giorno dopo, verso le 16:00 AC1 tornava sui suoi passi e rinunciava al suicidio. Egli ha poi spiegato che, braccato da uno stress insopportabile che lo attanagliava da diversi mesi, non ce la faceva più a resistere cosicché quel 10 aprile non si recò al lavoro ma partì di casa con il suo fucile militare con l’intenzione di farla finita. Vagò senza meta fissa fino al giorno dopo, senza trovare il coraggio di compiere l’estremo gesto. Fu così che il giorno dopo chiamò dapprima il suo direttore _ accennandogli della situazione. Questi lo convinse poi a non fare gesti inconsulti ed a presentarsi in polizia:
"
Sono andato via con l'idea di suicidarmi. Erano due anni e mezzo che vivevo in uno stato di grande tensione. In particolare un cliente mi tartassava in continuazione. Giovedì mattina sono esploso. Questa mattina ero in una situazione estremamente critica. Ho comperato dei tranquillanti in farmacia ed ho cominciato ad andare un po' meglio. Ho chiamato il direttore _ della _. Avevo due pesi da togliere. Il primo era con lui, volevo scusarmi. Il secondo sarebbe stato con il Ministero Pubblico. _ mi ha aiutato a ragionare e mi ha fatto capire che in caso di suicidio le conseguenze sarebbero state subìte anche da chi sarebbe rimasto. Non era giusto fare pagare agli altri miei errori. A questo punto ho deciso di seguire la via dell'autodenuncia."
(verbale MP 11.04.03)
Quanto al fucile militare va detto che lo stesso venne gettato dal AC1 nel Lago Maggiore nei pressi di Cannobio (I) e quivi recuperato dalle forze dell’ordine grazie alle indicazioni fornite dallo stesso accusato.
III.
I fatti dell’atto di accusa e di quello aggiuntivo.
1.
AC1 è sostanzialmente reo confesso. Nella redazione della sentenza, onde non tediare il lettore con inutili ritagli di verbali d’interrogatorio, non verranno riprese tutte le fattispecie ammesse, bastando al riguardo il rinvio a quanto indicato nell’atto di accusa e riportato in entrata del presente giudizio. Con il che verranno riprese ed esaminate unicamente le imputazioni contestate dalla difesa.
A valere quale considerazione di carattere generale va detto che AC1 ha malversato su diversi conti di clienti che aveva in gestione, prevalentemente falsificando la firma dei clienti sulle fiches di cassa mediante le quali eseguiva i prelevamenti e, a volte ma in misura molto minore, utilizzando documenti già firmati in bianco dal cliente che poi riempiva a suo piacimento.
2.
Quo ai fatti dell’atto di accusa aggiuntivo (fattispecie _ ) rilevasi che la PP aveva in un primo tempo decretato l’abbandono del procedimento con decreto 1 dicembre 2004. Adita dalla parte civile la CRP ha accolto l’atto di accusa privato con sentenza del 24.2.2005, rilevando che, data la particolarità del caso e l’esistenza di una parte civile debitamente rappresentata, non era necessaria la designazione di un altro PP a sostegno dell’accusa in aula. Nel frattempo le pretese della PC sono state liquidate e la relativa costituzione è stata ritirata. Richiesta di indicare se tale novità doveva modificare le basi del citato giudizio, la CRP con comunicazione 19 maggio 2006 ha sostanzialmente affermato che l’accusa poteva essere sostenuta dalla stessa PP che ha decretato l’abbandono.
3.
La Corte ha tenuto a sottolineare che, nell’accertamento dei fatti, ha valutato attentamente tutti gli indizi a carico del AC1, evitando di optare per una tesi a lui sfavorevole in assenza di riscontri oggettivi e meglio basandosi soltanto sulle divergenti dichiarazioni delle parti civile, quantunque queste potessero anche apparire a prima vista più attendibili per rapporto al dire dell’accusato. In altri termini nei reati finanziari la verità va ricercata soprattutto nei riscontri oggettivi cartacei, laddove ad esempio a questa o quell’operazione di addebito se ne sovrappone una di accredito di pari o simile importo a favore proprio o di stretti parenti senza che l’accusato fosse in grado di fornire spiegazioni plausibili in merito.
3.1.
La fattispecie _
La Corte ha accertato quanto segue.
a)
In data 21 aprile 1997 sono stati addebitati fr. 10'000.- dal conto _ (aperto il 29 marzo 1996 e chiuso il 26 maggio 1997 per essere sostituito dal conto nominale già aperto il 13 maggio 1997 presso la _ di Bellinzona). Lo stesso giorno figura un accredito di medesimo importo sul conto _ di AC1 a ridurre un debito di CHF 43'977,35.
b)
Il 16 maggio 1997, dal conto _ sono stati prelevati fr. 47'000.- di cui solo 43'000.- sono stati accreditati sul citato conto nominale. Lo stesso giorno fr. 1'000.- vengono accreditati sul conto di AC1 in _.
c)
In data 26 giugno 1997 il conto nominativo subisce un prelievo di fr. 19'000.-. Il giorno stesso sul conto della sorella di AC1 vengono accreditati fr. 2'120.- rispettivamente 13'000.-, mentre il giorno dopo ne vengono accreditati 5'000.- mediante fiche di cassa sottoscritta dallo stesso AC1 a favore del fratello. Sempre il 26 giugno vengono accreditati sul conto del fratello di AC1 fr. 1'100.-, così come fr. 2'000.- e fr. 3'800.- vengono accreditati sui suoi conti personali presso l’ _ rispettivamente la _.
d)
L’11 agosto 1997 lo stesso conto nominativo è oggetto di un prelevamento di fr. 10'000.-. Tre giorni dopo sul conto della sorella vengono versati fr. 1'500.-.
e)
Il 21 ottobre 1997 vengono prelevati dal conto nominativo di _ fr. 19'000.-. Lo stesso giorno AC1 ha accreditato sul suo conto presso _ lo stesso importo di CHF 19'000.-.
f)
L’8 gennaio 1998 a fronte di un prelievo di fr. 12'000.- dal conto _ , vi è un accredito sul conto AC1 in _ di fr. 6'600.-.
g)
Il 20 ottobre 1998 vengono prelevati fr. 20’000.- dal conto nominativo _ . Lo stesso giorno vengono accreditati fr. 13'000.- sul conto della sorella, fr. 2'000.- e fr. 1'505.- sul conto dell’accusato in _ rispettivamente _.
Richiesto di dare spiegazioni a queste operazioni AC1 non è stato per nulla convincente in quanto non in grado di documentare la provenienza, se non dai conti _ , degli accrediti a favore suo e dei suoi famigliari. In particolare non è credibile la versione resa in aula secondo la quale avrebbe tenuto in casa, dopo averle prelevate dal suo conto, importanti somme di denaro sia in quanto funzionario di banca, sia perché si tratterebbe di operazioni assurde sia perché egli aveva un conto in dare presso l’ _ sul quale pagava gli interessi passivi ciò che, ancora una volta, rende illogica la conservazione in casa di somme di denaro improduttivo. A ciò aggiungasi che la Corte ha pure accertato che AC1 si trovava in difficoltà finanziarie già dal dicembre 1995 allorquando ha messo a pegno la sua polizza vita (rischio) sottoscrivendo una cambiale di fr. 50'000.- a garanzia di un finanziamento di tale importo. Considerato quanto guadagnava ed i suoi oneri personali, AC1 non poteva campare di solo stipendio. Ecco che allora ha iniziato dapprima a malversare a danno dei parenti (fatti che non sono contemplati nell’atto di accusa in quanto i congiunti hanno rinunciato a presentare querela) e, poi, nell’intento anche di coprire queste malversazioni, pure a danno dell’amico _ , menzionato peraltro proprio nella sua citata lettera di addio ( _ ). Così è poi stato che dalla richiesta dell’amico di consegnargli l’avere in conto, che non c’era, valutato in all’incirca CHF 80'000.-, AC1 ha iniziato a malversare sui conti dei clienti, con il prelevamento, il 25 marzo 1998, di pari importo a danno del conto _ . E così via via, come in un vortice senza fine: operazioni di buco tappa buco, nella speranza, vana, che i mercati gli dessero quei guadagni per poter coprire le perdite.
La Corte ha quindi ritenuto responsabile AC1 di tutti quei prelevamenti per i quali vi è un equivalente o sufficientemente tranquillizzante riscontro di accrediti compatibili in ordine di importo e/o di data a suo favore o a favore dei suoi famigliari. Lo ha pertanto prosciolto dalle operazioni di data 01.07.96; 26.07.96; 08.10.96; 14.04.97; 22.04.97 e 23.05.97 a danno del conto _ e 10.12.98; 31.05.99 e 03.06.02 a danno del conto nominativo in quanto sprovvisti di riscontri documentali circa la destinazione delle somme asseritamene malversate.
3.2.
La fattispecie _
La corte non ha ritenuto sufficienti gli indizi a carico. Ha infatti constatato da un lato, a prescindere da un preciso accertamento in punto all’asserita consegna di un proiettile a mo’ di minaccia e che AC1 asserisce di aver ricevuto dal cliente, che i rapporti tra le parti erano assai tesi a fronte in particolare dell’insistenza del cliente di avere notizie dei suoi investimenti, con ripetute telefonate in banca, così come riferito dalla segretaria e, dall’altro che non vi sono precisi riscontri circa la destinazione della somma asseritamene malversata. Per il resto vi sono unicamente le contrapposte versioni delle parti che non permettono alla Corte di fugare ogni dubbio: il solo confronto tra firma certa di _ e firma sulla fiche di prelevamento,in assenza di una perizia calligrafica, può al massimo far sorgere qualche dubbio ma non dà certezze. Ne discende che AC1 va prosciolto quantomeno con la formula dubitativa.
3.3.
La fattispecie _
Il dibattimento non ha apportato novità fattuali. La Corte ha condiviso, pronunciando il proscioglimento dell’imputato, l’opinione espressa dalla PP nel suo decreto di abbandono 1. dicembre 2004 e meglio che
"
l'inesistenza di un preciso mandato di gestione scritto rispettivamente le discordanti dichiarazioni al proposito delle parti, non permettono di definire tali limiti e di conseguenza non permettono di verificare l'eventuale illecito superamento degli stessi. Ne consegue che, avendo _ preso atto della tipologia di investimento almeno per l'anno 1998 senza nulla eccepire, sottoscrivendo per altro già nel 1997 il formulario con il quale dichiarava di avere preso conoscenza dei rischi collegati ad investimenti di questo tipo, è lecito concludere come ella abbia quantomeno accettato l'operato di AC1, che negoziando simili strumenti ha concentrato la perdita sul conto intestato alla segnalante soprattutto nell'anno 1999."
3.4.
Le fattispecie _ e _
AC1 ha contestato unicamente le prime due imputazioni a danno di _ relative ai prelevamenti 17 giugno 1998 per fr. 11'000.- e 14 luglio 1998 per fr. 5'943.- nonché quella di medesima data per fr. 4'720,55 a danno di _ sia perché avrebbe iniziato a malversare solo nel 1999 sia perché si tratterebbe di cifra rotta, mentre a suo dire avrebbe sempre prelevato cifre tonde. Queste spiegazioni non hanno convinto la Corte vuoi perché, come visto, i prelevamenti indebiti sono iniziati già nel 1997 vuoi perché non è vero che egli non ha mai malversato cifre rotte (cf prelevamento del 17.07.02). Inoltre la somma dei due citati prelevamenti del 14 luglio 1998 dà un totale di fr. 10'663,55. Lo stesso giorno si registrano due bonifici di fr. 4'000.- sul conto _ di AC1 rispettivamente di fr. 5'627.- sul suo conto in _, per un totale di fr. 9'627.-. Con il che le imputazioni vanno confermate.
3.5.
Fatta eccezione delle precisazioni esposte al considerando precedente, l’atto d’accusa è stato confermato. La sussunzione in diritto dei fatti ivi indicati non ha posto problemi e nemmeno la difesa ha, giustamente, avanzato contestazioni al riguardo. Appare pertanto inutile addentrarsi in disquisizioni giuridiche del tutto superflue, bastando dire che pure la qualifica giuridica data dalla PP ai fatti è del tutto corretta.
I
V.
La commisurazione della pena
1.
Per l'art. 63 CP, il giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali.
La colpa dell'accusato va innanzi tutto valutata considerando la portata oggettiva del reato intenzionalmente commesso: considerando cioè quel che ha fatto volendolo fare, le motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e il risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in ZbVJ, 1995 24). Occorre, inoltre, considerare la situazione familiare e professionale dell’autore, la sua educazione e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e, in generale, la sua reputazione. In linea di conto entrano anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato, la qualità della sua collaborazione con gli inquirenti, il pentimento e la sua volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1; 116 IV 289 consid. 2a). Per contro, criteri ispirati alla parità di trattamento con casi analoghi hanno una portata relativa (DTF 124 IV 47 consid. 2c) e le esigenze di prevenzione generale rivestono un ruolo secondario (DTF 118 IV 350). L'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della pena massima comminata e senza andar oltre al massimo legale della specie di pena. La gravità della colpa è il criterio fondamentale per la fissazione della pena.
2.
Come visto la Corte ha accertato che le prime malversazioni sono state commesse a proprio profitto e non, come sostenuto da AC1, per coprire delle perdite in borsa. L’effetto buco tappa buco lo si è registrato solo in un secondo tempo, allorquando la situazione è sfuggita di mano all’accusato. E’ vero che, come nel caso del cliente _ , per non informare la vedova delle perdite registrate negli investimenti senza apparenti violazioni di legge o di clausole contrattuali, ha bonificato sul conto della stessa un’ingente somma di denaro malversata da altri conti, mentre avrebbe potuto semplicemente comunicare le perdite senza incorrere in sanzioni, ma è altrettanto vero che questo cliente italiano era legato ad altri - i cui conti erano in gestione presso di lui - da vincoli perlomeno amichevoli e, pertanto, la notizia di eventuali perdite, avrebbe rischiato di svegliare gli altri investitori che gli avrebbero poi chiesto a loro volta di rendere conto della gestione dei loro averi. Le malversazioni relative alla fase buco tappa buco trovano quindi la loro spiegazione nella volontà del AC1 di nascondere le proprie responsabilità.
Né va dimenticato che AC1 ha tradito crassamente la fiducia in lui riposta dai suoi superiori in banca, presso la quale aveva fatto una discreta carriera. Ha malversato in modo sistematico e per un importo totale di oltre 4 milioni di franchi, creando un danno finale superiore al milione di franchi, agendo mediante un piano relativamente ben organizzato che comportava la falsificazione di tutti i documenti di cassa, tant’è che il buco è stato scoperto soltanto una volta che l’accusato si è autodenunciato. Al riguardo la corte non ha accertato particolari responsabilità da parte della banca poiché, a parte certe carenze organizzative di cui si è detto sopra, di fronte alla firma falsa di documenti bancari altrimenti autentici, vi è ben poco da fare.
3.
AC1 è una persona di scarsa formazione bancaria, e meglio nell’ambito della gestione patrimoniale. Certo, con il senno di poi, l’affidamento di un portafoglio clienti abbastanza consistente ad una persona come lui avrebbe richiesto maggiore prudenza. Con questo la Corte non vuole muovere rimproveri alla banca, ma semplicemente constatare che AC1 non aveva probabilmente né le capacità né le qualità morali per assumere compiti del genere.
A suo favore è stata considerata, oltre alla sua citata scarsa formazione specifica, pure la sua vita anteriore: incensurato, ha sempre condotto una vita semplice ed il suo movente di lucrare era, come visto, finalizzato non certo a rincorrere il lusso, ma a soddisfare esigenze di quadratura del bilancio personale.
4.
Importante fattore di riduzione della colpa e, in definitiva, della pena, la corte ha considerato la profonda e sincera sofferenza interna di AC1 sull’arco di un periodo relativamente lungo, che ha avuto il culmine il giorno in cui fuggì di casa, non andò al lavoro e partì con il fucile nell’intento di farla finita poiché, da almeno due anni, più non riusciva a convivere con le sue colpe. AC1 non è un estroverso, tutt’altro: è un timido che non ha saputo esternare in modo esplicito la sua sofferenza ma la Corte ha comunque compreso il suo disagio in quanto si spiega da sé: soltanto una persona che soffre davvero può giungere fino a prendere una decisione del genere.
5.
Sulla collaborazione nell’inchiesta la Corte non ha condiviso il severo giudizio espresso dalla PP in requisitoria. A parte il fatto che la giurisprudenza non pone esigenze elevate per ammettere l’attenuante generica della collaborazione, non deve passare sotto silenzio il fatto che AC1 si è consegnato spontaneamente agli inquirenti ancora prima che vi fossero in banca anche solo dei concreti sospetti delle sue malversazioni. E’ vero che l’accusato ha riconosciuto le proprie responsabilità man mano che gli venivano sottoposti i giustificativi e che all’inizio parlava di 5 o 6 conti e poi di una decina, ma forza è constatare che egli ha ammesso la stragrande maggioranza degli addebiti e, allorquando ha affermato di non ricordarsi (a parte la fattispecie _ ) gli si può dar credito a fronte delle numerosissime operazioni illecite commesse. Del resto anche la PP allorquando è stata confrontata con versioni assolutamente antitetiche fra parti civili e imputato, ha dato maggior credito a quest’ultimo pronunciando diversi decreti di abbandono in relazione a presunte amministrazioni infedeli.
Da ultimo sono pure stati considerati il carcere preventivo sofferto ed il relativamente lungo tempo trascorso dai fatti con la constatazione che, dal momento della concessione della libertà provvisoria, non consta che l’accusato abbia nuovamente interessato la magistratura penale.
6.
Tutto ciò considerato e ben ponderato, la Corte ha ritenuto adeguata una pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione. Già soltanto per la durata, non entra in considerazione la concessione della sospensione condizionale.
V.
Le pretese di parte civile
1.
La decisione della Corte d’assise sulle pretese di diritto civile presuppone, oltre alla condanna dell’accusato (art. 266 e 272 CPP), l’esistenza di dati sufficienti (art. 267 CPP) che possano essere raccolti senza ritardare il corso dell’azione penale (art. 265 CPP), in difetto di che l’istante è rinviato al foro civile, con la possibilità di accordargli un risarcimento parziale (art. 267 CPP).
2.
Per quanto riguarda la fattispecie _ la Corte non dispone di elementi sufficienti per accertare se ed in che misura, a saldo, l’imputato abbia cagionato un danno non ancora risarcito. Con il che s’impone il rinvio al foro civile.
3.
Relativamente alla fattispecie _ , a parte la somma riconosciuta pure dalla difesa di fr. 288'943.-, forza è constatare come la domanda di risarcimento non poggia, per il resto, su alcuna ipotesi fattuale indicata nell’atto di accusa e meglio non vi è alcun nesso di causa tra i fatti imputati al AC1 ed il danno preteso dal cliente. La domanda di risarcimento, a ben vedere, pare trarre origine piuttosto da un’ipotesi di amministrazione infedele per la quale l’accusato è già stato prosciolto dalla PP con decreto di abbandono 1. dicembre 2004, di guisa che pure in questo caso occorre rinviare il giudizio al foro civile.
4.
Infine, per quel che è delle pretese di _, la Corte ha preso atto che AC1 in aula ha riconosciuto di dovere all’istituto di credito almeno la somma di un milione di franchi oltre all’importo di
fr. 101'512.- per spese legali. La Corte non dispone per il resto di elementi per poter valutare un’eventuale corresponsabilità civile della banca ai sensi dell’art. 44 CO. Ciò posto AC1 viene condannato a versare complessivi fr. 1'101'512.- rinviando per il resto la creditrice al foro civile.
5.
A garanzia delle pretese qui riconosciute alle parti civile, viene infine disposto il sequestro conservativo della prestazione di libero passaggio attuale e futura di pertinenza di AC1 presso la
_
SA.
Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti no. 1.1.1.1.1.; 1.1.1.1.2., 1.1.1.1.3., 1.1.1.1.4., 1.1.1.6., 1.1.1.1.8., 1.1.1.2.9., 1.1.1.2.11., 1.1.1.2.12., 1.1.1.7.1., parzialmente al quesito 1.2.1., 1.4., 2, 3.1.;
visti gli art. 18, 35, 41, 59, 63, 68, 69, 146 cpv. 1, 158 n. 1 cpv. 1 e
251 n. 1 CP;
9 segg. CPP e 39 TG sulle spese;