# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 725ab555-e57e-5be1-9b26-169afba64366
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1
, nato nel 1955, di professione pittore-imbianchino, nel
dicembre
1991 ha presentato una domanda volta all'ottenimento di una rendita d'invalidità indicando quale danno alla salute i postumi di un infortunio occorsogli nel 1982 (doc. AI 1).
Tale domanda è stata respinta con decisione 23 febbraio 1994, contro la quale l'assicurato ha interposto ricorso al TCA. Con sentenza 11 aprile 1994 questo Tribunale, in parziale accoglimento del ricorso, ha rinviato gli atti all’amministrazione per esaminare l'eventualità d'adozione di provvedimenti d'integrazione (inc. TCA AI 34/93 in doc. AI 32).
1.2.
Esperita l'istruttoria così come indicato dal TCA, con decisione 27 giugno 1995 l'Ufficio AI, ritenuta l’assenza dei presupposti per intraprendere provvedimenti integrativi d’ordine professionale, ha nuovamente respinto la domanda di prestazioni non presentando l’assicurato un grado d’invalidità pensionabile (doc. AI 39).
Con sentenza 7 aprile 1998 questo TCA, dopo aver esperito una perizia medica giudiziaria a cura del _, ha accolto il ricorso dell’assicurato contro la succitata decisione, riconoscendogli il diritto ad una mezza rendita dal 1° ottobre 1994 (inc. 32.1995.196 in doc. AI 54). Ritenuto l’assicurato abile al 50% nella sua originaria attività dimbianchino, ma abile al 60% in attività adeguante, il Tribunale ha preso in considerazione un reddito da valido di fr. 48'038.-- definito dalle norme del
Contratto collettivo pittura, verniciatura, tappezzeria e sabbiatura
per un importo di fr. 48'038.-- ed un reddito da invalido di fr. 20'700.-- determinato sulla base della giurisprudenza allora in vigore. Dal raffronto dei redditi è risultato un grado d’invalidità del 56,90%.
La rendita è stata più volte confermata in via di revisione.
1.3. Nell’ottobre 2014 l’Ufficio AI ha avviato d’ufficio una revisione (doc. AI 111).
Esperiti gli accertamenti del caso, tra cui una perizia reumatologica svolta dal dr. _ (il quale ha accertato un’inabilità al 100% nell’attività di imbianchino e del 50% in attività adeguate; cfr. rapporto 17 marzo 2015 in doc. AI 119), tenuto inoltre conto del rapporto 22 maggio 2015 del consulente in integrazione professionale (doc. AI 126), con decisione 21 agosto 2015, preavvisata il 27 maggio 2015, l’Ufficio AI ha confermato la mezza rendita. L’amministrazione ha raffrontato un reddito da valido di 57'473.--, previsto dal relativo CCL di categoria per un lavoratore (aggiornato al 2014) con esperienza ma senza certificato di capacità, con un reddito da invalido di fr. 23'893.-- desunto dai dati salariali statistici, tenuto conto di una riduzione totale del reddito del 24% (16% per svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari; 8% dovuto alla necessità di svolgere unicamente attività leggere) e di una capacità lavorativa del 50%, giungendo ad un grado d’invalidità del 58% (doc. AI 137).
1.4. Contro la succitata decisione è tempestivamente insorto l’assicurato, rappresentato dal sindacato RA 1, chiedendo il riconoscimento di 3⁄4 di rendita per un grado d’invalidità del 62% dal 25 marzo 2014, momento dell’avvio della revisione.
Contestata è la determinazione del reddito da valido. Delle motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel proseguio.
1.5. Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, confermando l’utilizzo quale reddito da valido del salario da CCL. Rileva inoltre che pur riconoscendo una massima riduzione del reddito da invalido del 25% l’assicurato avrebbe comunque diritto ad una mezza rendita.
1.6. In data 23 novembre 2015 il ricorrente ha presentato nuova documentazione medica (VI) che è stata sottoposta dal TCA all’esame dell’Ufficio AI, il quale con scritto 27 novembre 2015 ha presentato delle osservazioni (VIII).
considerato

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha confermato la mezza rendita, mentre l’assicurato ha chiesto l’erogazione di 3⁄4 di rendita.
2.2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46
).
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Al proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid. 4.1).
2.3. Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379).
Per stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 258).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).
Circa gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione.
L’art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI.
Va ancora rilevato che nella STF 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in DTF 141 V 9 e SVR 2015 IV Nr. 21, pag. 62, il TF ha stabilito che
“(...) se i fatti determinanti per il diritto alla rendita si sono modificati a tal punto da lasciar apparire una notevole modificazione dello stato di salute da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve essere stabilito nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e completa, senza rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198 consid. 4b pag. 200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2; 9C_226/2013 del 4 settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova valutazione dello stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla spalla aggiuntivo al quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una rendita (consid. 5 e 6). (...)”
(regesto della DTF 141 V 9).
2.4. Nel caso in esame, pacifico è che l’assicurato, secondo la perizia 17 marzo 2015 del dr. _ (doc. AI 199) – confermata dal rapporto finale 26 marzo 2013 del SMR (doc. AI 119) –, presenta dal 1° gennaio 2015 un’inabilità lavorativa del 100% nella propria professione e del 50% in attività adeguate, ciò che rispetto alla STCA 7 aprile 1998 costituisce un peggioramento dello stato di salute.
Contestato è invece il reddito da valido di fr. 57'473.-- determinato dall’Ufficio AI, il cui dato salariale è stato preso dal CCL di categoria – così come è stato il caso nella STCA 7 aprile 1998 – nella versione valida dal 1° gennaio 2014 e riferito a lavoratori qualificati non titolari di un attestato federale di capacità (cfr. doc. AI 122), non avendo l’assicurato, come si evince dalla lettera 23 aprile 2015 (doc. AI 123), conseguito tale diploma.
L’insorgente sostiene che l’amministrazione non ha tenuto conto dell’evoluzione e degli adeguamenti salariali e del fatto che in questi anni egli, senza il danno alla salute, avrebbe percepito salari superiori ai minimi previsti dal CCL.