# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8d20bb64-c1e4-5130-a05d-428cadb27dfc
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2013
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto
1.1. RI 1, classe 1964, dal 1° dicembre 2006 beneficia di una rendita intera AI (cfr. decisione 1° marzo 2006; doc. AI 37 e 44).
Con decisione 13 settembre 2007 l’Ufficio AI le ha riconosciuto un assegno per grandi invalidi di grado elevato, con effetto dal 1° marzo 2007 (doc. AI 60 e 64), per i postumi di un trauma cerebrale dovuto ad un infortunio occorsole nel marzo 2006 (cfr. certificato medico 28 marzo 2007 del dr. _ doc. AI 48).
La rendita e l’assegno sono stati confermati il 23 dicembre 2008 (doc. AI 96) ed il 30 ottobre 2009 (doc. AI 101).
1.2. Nel mese di ottobre 2011 l’Ufficio AI ha iniziato una procedura di revisione del diritto all’assegno per grandi invalidi (doc. 102/1). Non riuscendo l’assistente sociale a rintracciare l’assicurata presso il suo domicilio di _ (cfr. rapporto 3 novembre 2011; doc. AI 103) e dopo il susseguente scambio di corrispondenza intercorso con il legale dell’assicurata (doc. AI 104, 110, 111 e 117), con decisione 9 dicembre 2011 l’amministrazione ha sospeso in via cautelare, con effetto dal 1° dicembre 2011, l’erogazione del citato assegno in attesa dei risultati relativi agli accertamenti svolti per verificare se l’interessata risieda effettivamente in Ticino, togliendo nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (doc. AI 114).
Il ricorso presentato dal curatore dell’assicurata _, per il tramite dell’avv. RA 2, è stato respinto dal TCA con sentenza 31 maggio 2012, cresciuta in giudicato (inc. 32.2012.30). Questa Corte, sulla base degli atti prodotti, ha ritenuto fondato il sospetto che l’assicurata non risieda più presso il proprio domicilio di _ avendo essa il centro dei propri interessi presso il domicilio _ (_) del suo curatore, confermando quindi sia
l’urgenza sia l’interesse preponderante dell`Ufficio AI a sospendere provvisoriamente il diritto all’erogazione di un assegno per grandi invalidi, senza dover attendere il termine della procedura di revisione.
1.3. Con decisione 15 ottobre 2012, preavvisata il 5 settembre 2012, l’Ufficio AI ha revocato, con effetto retroattivo al 1° dicembre 2011, il diritto dell’assicurata all’assegno per grandi invalidi gli accertamenti eseguiti avendo permesso di stabilire che l’assicurata ha il centro degli interessi presso il domicilio del suo curatore, quindi in _ (doc. AI 144).
1.4. Contro la succitata decisione l’assicurata, per il tramite del suo curatore e dell’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso. Postulando il ripristino del diritto all’assegno per grandi invalidi, contesta che il suo centro degli interessi si trovi presso il domicilio_ del suo curatore. Rilevando di risiedere in Svizzera dal 1992, dove si è sposata ed esercitato un’attività lucrativa, la ricorrente, pur facendo presente di essere aiutata dal suo curatore non potendo essere lasciata da sola poiché in sedia a rotelle e fortemente paralizzata, ribadisce di non aver mai avuto intenzione di lasciare il suo centro d’interessi in Ticino, luogo in cui vengono prestate la maggior parte delle cure.
1.5. Con la risposta di causa, l’Ufficio AI ha invece chiesto di respingere il ricorso. In particolare sostiene che le cure a titolo principale sono state prodigate fuori dalla Svizzera e che il centro delle relazioni dell’assicurata è in _, dove risiede il suo curatore ed i familiari di quest’ultimo.
1.6. Con osservazioni 24 gennaio 2013 l’insorgente, ribadendo la propria posizione ricorsuale, ha inviato nuova documentazione (VIII).
Su richiesta del Tribunale, il 29 marzo 2013 l’amministrazione ha preso posizione in merito ai nuovi documenti (XIII).
Sono poi seguite le osservazioni 19 aprile 2013 della ricorrente (XV) e quelle datate 15 maggio 2013 dell’Ufficio AI (XVII).
1.7. In data 12 agosto 2013 l’Ufficio AI ha trasmesso al TCA l’esito di un proprio accertamento presso l’Ufficio della migrazione (lettera 8 agosto 2013 dell’amministrazione al citato ufficio; risposta del 12 agosto 2013 con allegato rapporto d’esecuzione 31 luglio 2013 della Polizia cantonale; XIX). Su richiesta di questa Corte, con lettera 30 agosto 2013 l’insorgente ha preso posizione sulla nuova documentazione esibita dall’amministrazione (XXI).
1.8. Con decisione 21 ottobre 2013 l’Ufficio della migrazione ha revocato il permesso di soggiorno dell’assicurata (XXIV).
Acquisiti dall’Ufficio della migrazione altri due rapporti di polizia (del 14 febbraio e del 24 settembre 2013; XXVI), con ordinanza 25 ottobre 2013 il TCA ha inviato tale documentazione alle parti per osservazioni (XXVII). La presa di posizione dell’Ufficio AI è del 30 ottobre 2013 (XXVIII), mentre l’insorgente si è espressa con scritto 6 novembre 2013 (XXIX).
considerato

## Considerations

in diritto
2.1. Oggetto del contendere è sapere se, in via di revisione, l’Ufficio AI ha rettamente o meno soppresso, con effetto 1° dicembre 2011, l’assegno per grandi invalidi. Occorre pertanto accertare se, rispetto alla decisione di erogazione della citata prestazione, l’insorgente ha il suo centro degli interessi e la residenza effettiva a _ o, come sostenuto dall’amministrazione, a _ presso il domicilio del suo curatore, ciò che, se confermato, porterebbe alla revoca dell’assegno per grandi invalidi.
2.2. L’art. 42 LAI stabilisce infatti che gli assicurati con domicilio e dimora abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera, se sono grandi invalidi (art. 9 LPGA), hanno diritto a un assegno per grandi invalidi (cpv. 1).
Scopo della doppia condizione (domicilio e residenza abituale) è quella di regolamentare nella legge la non esportabilità di tali prestazioni (FF 1990 II 88; STFA I 270/03 del 18 giugno 2004, consid. 3.3, parzialmente pubblicata in DTF 130 V 404; sulla non esportabilità dell’assegno per grandi invalidi nell’ambito dell’UE cfr. DTF 132 V 423). Pertanto, quando la legge subordina il diritto ad una prestazione al domicilio ed alla residenza abituale in Svizzera del richiedente, questo deve essere inteso nel senso cumulativo (DTF 122 V 386, consid.
1b p. 389;
Kieser, ATSG Kommentar, Zurigo 2009, ad art. 13 n. 14 p. 174; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3a edizione, Berna 2003, p. 366;
Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 2010,
p. 64).
L’art. 13 cpv. 1 LPGA
stabilisce che il domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli articoli 23–26 del Codice civile. Una persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100). Perché possa crearsi domicilio ai sensi di questa disposizione, occorre, di principio, che siano realizzate cumulativamente due condizioni: la prima, oggettiva, di residenza effettiva in un determinato luogo e, la seconda, soggettiva, dell’intenzione di stabilirvisi durevolmente. Per quest’ulti-mo elemento, non è importante la volontà interna della persona interessata, ma sono le circostanze riconoscibili a terzi che permettono di dedurre quale sia tale volontà (DTF 133 V 309 V consid. 3.1 e 3.2 con citazioni; 127 V 237 consid. 1 pp. 238-239, 125 V 76 consid. 2a pp. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi citata). L’intenzione di costituire un domicilio volontario presuppone che l’interessato sia capace di discernimento ai sensi dell’art. 16 CC e questa esigenza non deve essere apprezzata in modo troppo severo (DTF 127 V 237 consid. 2c). La dimora in un luogo allo scopo di frequentarvi le scuole e il collocamento in un istituto di educazione, in un ospizio o asilo, in una casa di salute, di pena o di correzione, non costituisce domicilio (art. 26 vCCS). Diverso è il caso in cui una persona maggiorenne e capace di discernimento decida pienamente, ossia liberamente e volontariamente, di entrare in una stabilimento per una durata illimitata e di conseguenza lo scelga liberamente quale luogo di soggiorno. Nella misura in cui il centro degli interessi è stato spostato presso tale stabilimento viene costituito un nuovo domicilio. L’entrata in uno stabilimento deve essere quindi considerata quale risultato di una decisione volontaria e libera quando è dovuta per “forza delle cose” (“Zwang der Umstände”; “la force des chose”), quale il fatto di dipendere da un’assistenza o di avere delle difficoltà finanziarie (DTF 134 V 240 consid. 2.1 con riferimento a DTF 133 V 309 consid. 3.1 e rinvii citati). Va infine precisato che per quanto concerne il diritto alla rendita straordinaria e all’assegno per grandi invalidi nell’assicurazione per l’invalidità, la nozione di domicilio non comprende, contrariamente al chiaro tenore del testo del rinvio, il domicilio derivato dei tutelati ai sensi dell’art. 25 cpv. 2 vCC (DTF 135 V 249 conferma della giurisprudenza pubblicata in DTF 130 V 404 consid. 2 e 4). L’art. 25 cpv. 2 v CC (nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2012, applicabile nel concreto) prevedeva che il domicilio dei tutelati è nella sede dell’autorità tutoria. Il nuovo art. 26 CC, entrato in vigore al 1° gennaio 2013, dispone che il domicilio dei maggiorenni sotto curatela generale e nella sede dell’autorità di protezione degli adulti. Richiamata la citata giurisprudenza in merito al domicilio derivato dei tutelati (art. 25 cpv. 2 vCC), il nuovo art. 26 CC non è applicabile nell’ambito del diritto alla rendita straordinaria ed all’assegno per grandi invalidi.
Quanto alla dimora abituale, l’art. 13 cpv. 2 LPGA dispone che una persona ha la propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata del soggiorno è fin dall’inizio limitata. Secondo la giurisprudenza, la residenza abituale implica una residenza effettiva con l’intenzione di conservarla durante un certo periodo e di farne il centro dei propri interessi (DTF 122 V 386 consid.
1b; cfr. anche Valterio, Droit de l'assurance-vieillesse et survivants (AVS) et de l'assurance-invalidité (AI), 2011, § 55 n. 1132 pag. 310).
Tuttavia, la giurisprudenza ammette in casi eccezionali che si può non considerare interrotta la "dimora abituale" anche se il soggiorno all'estero dura più di un anno. Si tratta innanzitutto dei casi in cui il soggiorno, inizialmente previsto per un corto periodo, per motivi non previsti ed imperativi, quali malattia ed infortunio, viene prorogato di oltre un anno. Inoltre si tratta di situazioni in cui sin dall'inizio vi erano ragioni di natura assistenziale, di formazione, di salute ecc. che giustificavano una permanenza superiore ad un anno al di là dei confini nazionali (STF 9C_166/2011 del 24 ottobre 2011 con riferimento a DTF 111 V 180 consid. 4).
2.3.
Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17 LPGA.
La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Una semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).
Per stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379).
La succitata normativa è applicabile anche in caso di assegni per grandi invalidi (Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichtes zum IVG, 2a edizione 2010, pag. 404).