# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 50dc84ba-bdcd-5157-8234-170f1fd36bb9
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
Nella dichiarazione d’imposta 2013, RI 1 fra le deduzioni ha in particolar modo fatto valere quella per persone bisognose a carico dell’ammontare di fr. 11'100.--.
B.
Notificando alla contribuente la tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 16 luglio 2014, l’RS 1 ha stabilito un reddito imponibile complessivo di fr. 141'300.-- per l’IC e di fr. 143'300.-- per l’IFD e non ha in particolare ammesso la postulata deduzione per persone bisognose a carico per complessivi fr. 11'100.--, "difettando i requisiti di legge".
C.
La contribuente ha impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 17 agosto 2014, postulando il suo annullamento/la sua rettifica nel senso di ammettere in deduzione gli importi, a titolo di persone bisognose a carico, per l’IC e per l’IFD per il mantenimento del suo convivente _ (_) (essendo quest’ultimo totalmente incapace di esercitare un’attività professionale e avendo la reclamante provveduto al suo sostentamento) e per la figlia di quest’ultimo _ (_) [avendo la reclamante dovuto provvedere al suo sostentamento, poiché l’ARP competente avrebbe disposto il suo trasferimento presso il domicilio del padre (corrispondente a quello della reclamante) dal mese di gennaio 2013 al mese di agosto 2013]. Ha inoltre chiesto di essere sentita.
D.
L’RS 1 ha respinto il reclamo, con decisione del 29 dicembre 2016. L’autorità fiscale, dopo aver richiamato la corrispondenza intercorsa tra le parti, gli art. 34 cpv. 1 lett.
b
e cpv. 3 LT, art. 35 cpv. 1 lett.
b
e cpv. 2 LIFD, e dopo aver esaminato la documentazione prodotta, ha deciso di non riconoscere le postulate deduzioni. Ha ritenuto, con riferimento alla persona di _, che la sua incapacità all’esercizio di attività lucrativa non sarebbe stata dimostrata. Per quanto concerne invece sua figlia minorenne _, ha evidenziato che la contribuente non avrebbe provveduto al suo sostentamento al 31 dicembre 2013.
E.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 domanda, in via principale, di annullare la decisione impugnata con la contestuale ammissione delle deduzioni sociali che si riferiscono a _ e a _; in via subordinata, di annullare la decisione impugnata e di rinviare gli atti all’RS 1 per nuova decisione. L’insorgente, con riferimento alla postulata deduzione riguardante _, sostiene che la stessa ha vissuto presso il suo domicilio nel periodo compreso tra il mese di gennaio 2013 e il mese di agosto 2013, circostanza che si evince chiaramente dalla documentazione prodotta dinanzi all’autorità fiscale. Ritiene, richiamando in particolare l’art. 50 cpv. 3 LT applicabile per analogia, che la deduzione debba essere ammessa così come è stata richiesta. Per quanto concerne il suo convivente _, afferma in particolare che egli, nel periodo fiscale litigioso, non avrebbe avuto alcuna entrata da attività lucrativa. Richiama la sentenza emanata il 20 giugno 2016 dal Tribunale cantonale delle assicurazioni (di seguito TCA) da cui emerge in particolare che egli, perlomeno dal mese di aprile 2013 fino al mese di febbraio 2014, è stato inabile al lavoro. Evidenzia, tra l’altro, che il suo compagno si è visto costretto, suo malgrado, a cessare la sua attività lavorativa, nella misura del 100%, quale cameriere per un’intervenuta malattia, che egli non può percepire un’indennità di disoccupazione, essendo pendente una domanda per ottenere una rendita AI e che egli non sarebbe ritenuto idoneo a provvedimenti d’integrazione da parte dell’Ufficio AI.
F.
Con le proprie osservazioni del 7 febbraio 2017, l’RS 1 rileva di non essere in grado di esprimersi sulla deduzione per persone bisognose a carico per il mantenimento di _ fino a quando la domanda di rendita d’invalidità è ancora pendente. Per quanto concerne per contro _, ribadisce che al 31 dicembre 2013, i presupposti di cui agli art. 34 cpv. 3 LT rispettivamente 213 cpv. 2 LIFD non erano dati, avendo la contribuente provveduto al suo mantenimento dal mese di gennaio 2013 al mese di agosto 2013.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo (per il periodo fiscale 2013), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.-- franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera
a
. Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT) o dell’assoggettamento (art. 34 cpv. 3 LT).
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett.
b
LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.-- franchi (applicabile per il periodo fiscale 2013) per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera
a
. Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 209 LIFD) o dell’assoggettamento (art. 213 cpv. 2 LIFD, in vigore nel 2013).
1.2.
Secondo la lettera sia della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa
(erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person)
. La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (
Baumgartner/Eichenberger
, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer (DBG),
3
a
ediz.,
Basilea 2017, n. 23c ad art. 35 LIFD, p. 889
; B
osshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).
1.3.
Oltre al requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione (
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).
1.4.
Tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate
Bosshard/Bosshard/Lüdin
in
,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere sussidi di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (B
osshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 192).
1.5.
Per stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).
In altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a fr. 50'000
.--
di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000
.--
di reddito netto e a fr. 46'000
.--
di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000
.--
di reddito netto e a fr. 92'000
.--
di sostanza imponibile per le persone coniugate (
Locher
, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).
2.
Nella decisione qui impugnata, l’RS 1 ha negato anzitutto alla contribuente la deduzione per persone bisognose a carico per il mantenimento della minorenne _, figlia del suo convivente, poiché non ha provveduto al suo sostentamento il 31 dicembre 2013, ma solo dal mese di gennaio 2013 fino al 31 agosto 2013. A ragione.
Come detto poc’anzi, alla fattispecie in esame per l’IFD è applicabile l’art. 213 cpv. 2 LIFD (in vigore nel periodo fiscale litigioso), giusta il quale le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 209 LIFD), e meglio il 31 dicembre quale data determinante (
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 3
a
ediz., Zurigo 2016, n. 81 ad art. 35 LIFD, p. 721). Dello stesso tenore è l’art. 50 LT per l’IC.
Di conseguenza, se il contribuente è assoggettato all’imposta il 31 dicembre del periodo fiscale, ma in tale data i presupposti della deduzione per una persona bisognosa non sono più adempiuti (per esempio poiché il sostentamento è terminato dal mese di luglio), egli non può in ogni caso richiedere una deduzione (
Jaques
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct,
2
a
ediz.,
Basilea 2017, n. 31 ad art. 35 LIFD, p. 784 e rif.
)
. Così come per tutte le deduzioni sociali, ai fini della concessione della deduzione per il sostentamento è dunque applicabile il principio della data determinante (
"
Stichtagsprinzip
"
) [
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, op. cit., n. 82 ss. ad art. 35 LIFD, p. 721;
Baumgartner/Eichenberger
, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer (DBG),
3
a
ediz.,
Basilea 2017, n. 33 ss. ad art. 35 LIFD, p. 895 e 896
]. In queste circostanze, visto che
in casu
alla data determinante del 31 dicembre 2013 _ non viveva più nella stessa economia domestica dell’insorgente e non percepiva più alcun contributo di sostentamento da parte sua, i presupposti per ottenere una deduzione non erano più dati. Ne discende che, sia per l’IC, sia per l’IFD, la ricorrente – nonostante, nel periodo compreso tra il mese di gennaio 2013 e il mese di agosto 2013, abbia provveduto al mantenimento della minorenne – non ha diritto, per il periodo fiscale 2013, alla deduzione sociale richiesta (né integrale né parziale). La questione non merita dunque ulteriori approfondimenti. La postulata deduzione per persone bisognose a carico per il sostentamento di _ non può trovare accoglimento e, in merito a ciò, la decisione dell’RS 1 non presta il fianco a critiche e va dunque confermata.
3.
3.1.
La ricorrente ritiene che, _, con il quale, nel periodo fiscale litigioso, viveva in concubinato, sarebbe qualificabile come una persona bisognosa a carico. Postula pertanto che siano ammesse le deduzioni sociali per il suo mantenimento, senza però quantificarle. L’autorità fiscale, in sede di reclamo, ha ritenuto che non sarebbe stata comprovata la sua incapacità di esercitare un’attività lucrativa, mentre dinanzi a questa Corte afferma di non potersi esprimere "fintanto che la vertenza in merito alla domanda di rendita d’invalidità non sia definitivamente conclusa".
3.2.
Occorre anzitutto verificare se _ – il quale è stato "attivo in qualità di cameriere in misura del 50%" (sentenza del 20 giugno 2016, inc. TCA n. _, p. 1; cfr., per ulteriori dettagli, consid. 2.4.1. p. 9 ss.) e che in data 5 dicembre 2013 "ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti a seguito di “aneurisma cerebrale (2004), ernia discale L3-L4 - infarto cardiaco (2013)”" (sentenza cit., p. 1) – adempiva, nel periodo fiscale 2013, il requisito della totale o parziale incapacità di esercitare un’attività lucrativa. Nella sentenza del 20 giugno 2016 emanata in relazione al ricorso del 9 luglio 2015 presentato da _, per il tramite del suo patrocinatore, contro la decisione del 10 giugno 2015 dell’Ufficio AI (mediante la quale "ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato poiché presenta un grado d’invalidità del 2%"), il TCA ha in particolare ritenuto comprovato che il medesimo "è inabile al lavoro al 100% nella sua ultima professione di cameriere dal 30 aprile 2013 mentre è abile al 50% in un’attività adeguata – rispettosa dei limiti funzionali stabiliti nella perizia reumatologica agli atti con un carico massimo di 5 kg, con alternanza della postura al bisogno (inclusa) e necessità di pause supplementari (inclusa) – a partire dal 26 febbraio 2014" (sentenza cit., p. 2, 24 e 25). Per quanto concerne invece l’attività di casalingo, il medico dell’SMR lo ha in particolare "considerato inabile al 100% dal 30 aprile 2013 al 26 febbraio 2014 rispettivamente abile al 100% a far tempo dal 26 febbraio 2014 ..." (sentenza cit., p. 20). Il TCA ha però precisato di non poter "concludere con la sufficiente tranquillità, a fronte dei noti limiti funzionali che gravano pesantemente sull’assicurato e in assenza di un’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia domestica al domicilio del ricorrente, che quest’ultimo sia “
in grado di occuparsi normalmente delle attività domestiche richieste dalla vita quotidiana
” (cfr. perizia medica agli atti ...) rispettivamente che, “
quale casalingo, sia abile al 100% a far tempo dal 26 febbraio 2014
” (cfr. rapporto finale medico SMR agli atti ...)" (sentenza cit., p. 26). Ha quindi deciso di rinviare gli atti all’Ufficio AI per un complemento istruttorio e l’emanazione di una nuova decisione per esperire un’inchiesta economica domiciliare. Va altresì evidenziato che sempre il TCA, alla luce delle risultanze istruttorie, ha in ogni caso ritenuto "la fattispecie sufficientemente chiarita" e non ha ritenuto "necessario procedere ad altri accertamenti medici" (sentenza cit., p. 22).
Ciò posto, si può concludere che _, dal 30 aprile 2013 fino al 31 dicembre 2013, è stato inabile al lavoro nella misura del 100% sia in qualità di cameriere, sia in qualità di casalingo. Quest’ultimo, nel citato periodo, non solo era completamente impossibilitato a esercitare un’attività lucrativa, ma non era nemmeno in grado, sempre nella misura del 100%, di partecipare alle faccende domestiche. Ne consegue che _, nel periodo fiscale litigioso, aveva una capacità di guadagno limitata ed era incapace di esercitare un’attività lucrativa.
Va al riguardo evidenziato che lo stato di salute di _ relativo all’anno 2013 accertato dal TCA di cui alla summenzionata sentenza, non può subire alcuna modifica nella nuova decisione dell’Ufficio AI [il quale, come visto, è stato incaricato dal TCA di esperire un’inchiesta economica domiciliare e di pronunciarsi nuovamente sulla domanda di prestazioni (sentenza cit., p. 26 e 27)]. Il contenuto della predetta decisione sarebbe pertanto ininfluente ai fini del presente giudizio. È pure stabilito in modo definitivo che l’assicurato per il 2013 non avrà diritto a prestazioni dell’AI, stante il periodo di attesa giusta l’art. 28 cpv. 1 lett.
b
LAI [secondo cui l’assicurato ha diritto a una rendita se ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione (e, per la lett.
c
, se al termine di quest’anno è invalido [art. 8 LPGA] almeno al 40%)].
3.3.
Un’ulteriore condizione per potere ammettere la deduzione per persona bisognosa a carico è che la persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione.
Nella propria dichiarazione fiscale 2013, _ ha dichiarato di non esercitare alcuna attività lavorativa, di non percepire alcun reddito e di non avere alcuna sostanza. L’autorità fiscale, nella relativa decisione di tassazione del 16 luglio 2014, per l’IC ha accertato un reddito imponibile e una sostanza imponibile pari a zero, con la seguente motivazione: "
Tassazione come ai dati forniti dal contribuente
". Per l’IFD ha pure riconosciuto un reddito imponibile uguale a zero. Ne consegue che il medesimo, in quanto nullatenente, per il periodo fiscale litigioso non è stato in grado di provvedere al proprio sostentamento e ha quindi necessitato di un aiuto economico da parte della ricorrente.
3.4.
L’insorgente, come detto, in questa sede, ha omesso di quantificare le spese sostenute per il mantenimento del convivente nel periodo fiscale litigioso, che devono perlomeno raggiungere l’entità della deduzione. In simili circostanze si giustifica di rinviare gli atti all’RS 1, che dovrà, in contradditorio con la contribuente, quantificare tali spese, limitatamente al periodo compreso tra il 30 aprile 2013 e il 31 dicembre 2013 (cfr. considerando 3.2. della presente decisione), e trarne le debite conclusioni sia per l’IC, sia per l’IFD in particolare in applicazione dell’art. 34 cpv. 1 lett.
b
LT e dell’art. 213 cpv. 1 lett.
b
LIFD (in vigore nel 2013).
4.
In conclusione, il ricorso è parzialmente accolto, la decisione impugnata è annullata e gli atti sono rinviati all’autorità fiscale per una nuova decisione limitatamente alla deduzione di persone bisognose a carico per il mantenimento di _. Visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico della ricorrente solo parzialmente.