# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1ab7c6e8-9de4-56ab-a5cb-8dba89c3a13d
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 24 luglio 2018 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 35'316.40 più interessi e spese.
B.
All’udienza di discussione del 21 novembre 2018 nessuno è comparso.
C.
Statuendo con decisione del 12 dicembre 2018 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE 1 dal 13 dicembre 2018 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.
D.
Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 19 dicembre 2018
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. L’indomani il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG)
.
Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 19 dicembre 2018 contro la sentenza notificata all’RE 1 il 17 dicembre, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo. Lo è pure il complemento di reclamo del 24 dicembre 2018.
2.
In v
irtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (
nova
autentici o in senso proprio,
denominati in tedesco
“echte Nova”
, in contrapposizione agli
pseudonova
o
“unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata
a priori
(FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente
appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11
agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti.
Un indizio d’insolvibilità può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze
di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (G
iroud
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF
).
2.2
Nel caso in esame la reclamante ha prodotto una ricevuta rilasciata dall’Ufficio di esecuzione di Lugano relativa al versamento di fr. 93.70 a saldo dell’esecuzione promossa dall’istante (doc. C
2
accluso al reclamo), per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.
2.3
Per quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo (al 13 dicembre 2018) prodotto dalla reclamante (doc. E) si evince che nei suoi confronti erano pendenti 16 esecuzioni per oltre fr. 92'000.– complessivi, di cui 13 sospese da opposizione, e un’ulteriore esecuzione giunta allo stadio della comminatoria di fallimento, che la reclamante ha però saldato il 18 dicembre 2018 (doc. D
2
). A sostegno della propria solvibilità, essa invoca però il fatto di dover ancora incassare fatture per fr. 443'949.10 complessivi sulla scorta di liste da essa stessa allestite (doc. G-N accluse al complemento di reclamo). In sé questi documenti sono semplici allegazioni di parte inidonee a rendere verosimili i fatti affermati. Si evince tuttavia dall’estratto conto del _ prodotto il 24 dicembre 2018 (doc. P) un saldo di fr. 22'682.72, dedotti verosimilmente i salari dei dipendenti, e incassi di quasi fr. 100'000.– per il solo periodo dal 13 al 21 dicembre 2018. Dall’estratto esecutivo, d’altronde, non risultano attestati di carenza di beni a suo carico.
Ciò porta a ritenere che la sopravvivenza economica della reclamante non appare minacciata a breve, poiché sembra in grado di far fronte ai suoi debiti nei prossimi mesi. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile, fermo restando ch’essa dovrà intraprendere un serio lavoro di risanamento e di gestione oculata delle proprie fatture, perché se prossimamente la Camera dovesse essere adita nel contesto di un nuovo fallimento essa non potrà dimostrare la stessa indulgenza che nel caso qui in esame. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento dell’RE 1 va annullato.
3.
La tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [
RS 281.35]
), come pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al reclamo.
La tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.