# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 165c5ee7-5b22-5dff-8c58-898a468c8911
**Court:** TI_CRP
**Chamber:** TI_CRP_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Criminal
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

in fatto
a
. I fatti alla base della presente procedura risalgono agli anni _. È necessario ricapitolarli, onde contestualizzare il procedimento penale a carico dell'istante e le conseguenti pretese fatte valere in questo contesto. Per operare la ricostruzione questa Camera fa abbondante riferimento ai fatti accertati dalla Corte di merito nel proprio giudizio del 3.3.2003 (inc. TPC _).
b
. I fatti precedenti l’inizio dei procedimenti penali sono così riassunti dalla Corte delle assise criminali:
1.
_ (in seguito: _), con sede a _, è una Anstalt secondo il diritto del _ costituita nel maggio del _ da _ e _ con un capitale di fr. 30'000.-- (...) per fungere da società di partecipazione preposta al controllo di numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di franchi, attive nel settore chimico farmaceutico.
La principale partecipazione di _ per quanto attiene all'oggetto del presente dibattimento, era quella del 90% nella _ (che per il rimanente 10% apparteneva a _), società anonima di diritto svizzero con sede a _.
_ era a sua volta una società di partecipazione (...), ed era in particolare proprietaria del 100% delle azioni di _, società operativa nella produzione e nella commercializzazione di prodotti farmaceutici nel proprio stabilimento di _ in cui erano occupate una cinquantina di persone (...). Anche _ possedeva delle partecipazioni, in specie la _ _ e quella _, oltre ad una quota della _ di _.
2.
Il _ _, _ e _ hanno sottoscritto un documento redatto in lingua inglese e denominato "Agreement" (...) con il quale si pattuiva tra l'altro che _ "is owned" al 50% ciascuno da _ e _ e che a _ era conferita una procura ("Proxy") per gestire la _ ("to manage") secondo le istruzioni dei proprietari, e con ciò per svolgere gli affari di _ e delle compagnie appartenenti al gruppo al meglio delle sue possibilità.
Il _ _, _ e _ hanno firmato un nuovo "Agreement" (...) in sostituzione del precedente.
La fondamentale novità risultante da questo nuovo contratto era quella che _, ferma restando la procura di gestione in suo favore, risultava ora -nelle intenzioni delle parti- proprietario di 33 e 1/3% delle "azioni" ("shares") di _
A prescindere dalla questione formale per cui un'Anstalt del _ non ha un capitale suddiviso in azioni (questione che in seguito si rivelerà gravida di conseguenze), era perfettamente chiaro già solo ad una prima spassionata lettura del documento che la volontà delle parti era quella di rendere _ comproprietario di 1/3 del gruppo _ in una situazione dal profilo economico del tutto parificata a quella degli altri due proprietari, così come riconosciuto dagli stessi prevenuti al dibattimento.
3.
A partire dal _ si trovano nella documentazione in atti (...) i primi segnali dell'incombente conflitto tra _ e _. Secondo _, _ avrebbe condotto il gruppo in maniera autoritaria, rifiutando di fornirgli le dovute informazioni sull'andamento degli affari, e opponendosi in seguito al suo desiderio di potere assumere -personalmente o per mezzo di persone di sua fiducia- maggiore influenza negli organi esecutivi del gruppo dopo una rinegoziazione dell'agreement del _ alla quale _ si sarebbe sottratto.
Di conseguenza, _ avrebbe con il tempo maturato il sospetto che _ avesse abusato della sua posizione all'interno del gruppo per trarre profitto personale.
_, per sua parte, respingeva gli addebiti, rilevando da un lato di essere sempre stato disponibile a rendere conto del suo operato, sia a _ personalmente, che però secondo _ non sarebbe stato interessato alle cifre e ai concreti problemi di conduzione del gruppo, che al suo uomo di fiducia (a quell'epoca) _.
La Corte non ha ritenuto di rilievo l'approfondimento delle origini del dissidio e l'attribuzione di responsabilità all'uno o all'altro, ma essa ha nondimeno rilevato un evidente problema di mancanza di comunicazione tra i due soci nel periodo _, poi degenerato in un assurdo litigio a tutto campo, combattuto in particolare nei tribunali del Ticino, del Canton _ e del _ grazie all'ausilio dei servigi di un gran numero di avvocati e periti giuridici, ognuno specialista nel proprio specifico settore, e durato anche dopo la morte di _, avvenuta nel marzo del _.
4.
Nel contesto di questa vera e propria guerra, gli imputati a partire dal _ hanno agito come luogotenenti di _ coordinando l'azione dei vari mandatari sui fronti del conflitto, entrando per suo conto nei consigli di amministrazione ai quali sono riusciti ad avere accesso, ed applicando poi diligentemente la strategia, iniziata con la richiesta di moratoria concordataria per _, volta al trasferimento di valori attivi dalle società del gruppo _ (in particolare _) verso una società estranea al gruppo di nuova costituzione, la _ (o "_", come è stata chiamata al dibattimento), società dapprima posseduta da _, ed in seguito dai prevenuti personalmente.
(...)
7.
Nel maggio del _ _, il socio di _ e _, è uscito di scena dopo avere ceduto la propria partecipazione alla _ agli altri due soci, e di conseguenza da quel momento la _ appartiene in parti uguali a _ e _, così come esplicitamente riconosciuto dallo stesso _ a pagina 19 della prima denuncia sporta nei confronti di _ il _ (...).
8.
Nel novembre o nel dicembre del _ _ è riuscito ad acquistare da _ la sua quota di 10% del pacchetto azionario di _, venduta secondo _ in dispregio di un accordo di prelazione esistente in favore dell'azionista _. Questa vendita, ancorché riguardante una partecipazione minoritaria, ha avuto grande significato, poiché ha modificato l'equilibrio tra _ e _ nei rapporti di proprietà in _ in favore di _
Una volta "neutralizzata" la partecipazione maggioritaria del 90% di _ in _, prima per effetto dell'impossibilità di accordarsi sull'esercizio del diritto di voto di quelle azioni, ed in seguito per decisione dell'inquirente ticinese che ha sequestrato i titoli e inibito il diritto di voto, _ all'atto pratico ha in effetti potuto controllare per anni _, e perciò di riflesso anche la controllata _, proprio con quel solo 10% di azioni acquistato da _.
9.
Il _ si sono aperte le ostilità, allorché ha avuto luogo a _ l'assemblea generale degli azionisti di _ (...). In quella circostanza è stato sollevato posto il problema relativo all'esercizio del diritto di voto da parte delle 2250 azioni, suddivise in due certificati azionari da 1125 azioni, costituenti il 90% del capitale appartenente a _.
(...)
Quale che fosse la soluzione giuridicamente corretta, alla fine in quell'occasione hanno votato solo le 250 azioni, pari al 10% del capitale, che _ aveva da poco acquistato da _, e perciò si è giunti al risultato di eleggere un nuovo consiglio d'amministrazione composto dall'avv. _ (presidente), dall'avv. _, da _ e da _, che è stato mantenuto nell'esecutivo di _ nella speranza, come raccontato al dibattimento dagli imputati, che fosse possibile instaurare con lui una fattiva collaborazione per la gestione della società. In realtà vi possono essere dubbi sull'esistenza di questo intento se è vero, come hanno ammesso gli imputati, che da quel momento e fino all'arresto di _ (_) vi fu solamente una riunione del consiglio di amministrazione.
(...)
11.
L'entrata degli accusati nel consiglio di amministrazione di _ non ha evidentemente contribuito a placare gli animi. Già il _ l'avv. _ ha chiesto ed ottenuto, per conto di _ il sequestro ex art. 271 LEF delle 2250 azioni di _ di proprietà di _ in base ad un asserito credito del mandante nei confronti di questa società (...).
Il _ l'avv. _ ha chiesto a _, già organo di revisione, la consegna delle azioni di _ (...), il _ l'avv. _ di _, anch'egli membro della squadra di legali di _, ha intimato all'amministratore di _ una sorta di ultimatum volto all'ottenimento dell'immediata ridefinizione della situazione in _ (...) e il _ _ ha presentato una domanda supercautelare per ottenere la consegna dai presunti possessori di tutte le azioni (proprie e delle società partecipate) appartenenti a _ medesima (...).
c
. La data del _ è quella dell’inizio nel nostro Cantone delle velleità sul piano penale nei confronti di PI 3.
12.
Si è arrivati così al _, giorno in cui una prima denuncia penale firmata da _ nei confronti di _ per i titoli di appropriazione indebita, amministrazione infedele, falsità in documenti, conseguimento fraudolento di falsa attestazione e sottrazione di documenti è stata consegnata brevi manu alla Procura Pubblica Sottocenerina (...).
Da quanto affermato al dibattimento dagli accusati, manifestamente desiderosi di minimizzare il proprio ruolo, il documento dovrebbe essere stato materialmente redatto dall'avv. _, che l'avrebbe trasmesso agli accusati nella versione in tedesco, i quali lo avrebbero esaminato. Indi, l'avv. _ si sarebbe recato a _ per farlo firmare a _ nella versione in italiano, dopo di che l'avrebbe ritornato all'avv. _, che l'avrebbe inoltrato all'allora Procura Pubblica (...).
Secondo quanto narrato nella denuncia, il denunciante _ e _, avevano costituito nel_ a _ la _ (in seguito: _), società di partecipazione preposta al controllo di numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di franchi, attive nel settore chimico-farmaceutico. Con il passare del tempo, essi avevano attribuito ad _ la gestione di _ e delle sue attività sulla base di accordi scritti stipulati nel _ e nel _, ma questi avrebbe tradito la fiducia riposta in lui con una gestione "dittatoriale", comportandosi da proprietario, collocando con il tempo se stesso e persone di sua fiducia sia alla testa di _ che delle principali società di cui essa deteneva quote di partecipazione, e agendo senza più tenere conto dei diritti e della volontà dei proprietari economici. Questi sarebbero stati preclusi dalla facoltà di far parte (o di farvi partecipare persone di loro scelta) dei consigli di amministrazione delle società consociate, e addirittura sarebbe stata negata loro la visione dei conti dal 1980 in poi, così come la presenza alle assemblee ordinarie, alle quali non erano più stati convocati. Nel _ vi sarebbero state mutazioni nella ripartizione delle quote di proprietà di _ (in pratica sarebbe uscito _), per effetto delle quali in questa società vi sarebbe stata partecipazione al 50% ciascuno per _ e _, _ sarebbe stata di _ per il 90% e di _ per il 10% e _ sarebbe stata al 100% di _. Nonostante queste modifiche, per effetto delle quali _ avrebbe assunto una posizione maggioritaria in _, e di riflesso in tutte le società da essa controllate, _ avrebbe mantenuto il proprio atteggiamento, rifiutando di mostrare i documenti contabili. Egli avrebbe inoltre disposto abusivamente del certificato di cessione di _, emesso in bianco nel _ e del quale non poteva disporre in qualità di semplice procuratore, sostituendolo nel _ con un secondo certificato in bianco. Vi sarebbe perciò il pericolo che egli compili in proprio favore il documento. Sarebbero inoltre introvabili le azioni della _ e della _, appartenenti a _. Un altro possibile illecito riguarderebbe la sparizione dalla contabilità di _ del prestito di fr. 1'000'000.-- a lei concesso dal denunciante nel _, nonostante che l'importo non fosse mai stato restituito. _ avrebbe poi fornito al registro di commercio delle false indicazioni al riguardo del suo domicilio.
13.
Il _ gli accusati sono stati iscritti a giornale quali nuovi amministratori di _ (...), in base ad un'assemblea generale degli azionisti che -secondo i denuncianti- avrebbe avuto luogo in forma totalitaria il _ in circostanze non chiare, ovvero nell'ufficio dell'avv. _, alla presenza dei soli denunciati e in assenza delle azioni di _ (...).
Sempre il _ ha avuto luogo l'assemblea della _ a _. Non è certo che la denuncia sia stata sporta due giorni prima di questo appuntamento per impedire a _ di parteciparvi e/o di presentare la Zessionserklärung dell'Anstalt. Vero è però che proprio lo stesso _ hanno avuto luogo le perquisizioni presso la _ a _, all'_ e al domicilio di _, che l'accusato è stato sentito per la prima volta il _ dal segretario della Sostituto Procuratore Pubblico avv. _, e che l'unico oggetto di quel breve interrogatorio non sono state le accuse mosse nei suoi confronti con la denuncia, ma solamente la Zessionserklärung di _ (...).
14.
Il _ l'avv. _ ha formulato alla Procura Pubblica Sottocenerina "istanza per estensione del procedimento penale e per misure provvisionali urgenti" (...). Pur ammettendo che "...non è pertanto ancora possibile formulare delle precise accuse a _ con la dovuta certezza" (pag. 2), vi sarebbe "sospetto di malversazioni effettuate da_ a proprio indebito profitto" (pag. 2) nella gestione di _ o _, motivo per cui l'avv. _ chiedeva l'adozione di tutta una serie di provvedimenti urgenti, quali l'audizione del denunciato e di vari testi, perquisizioni e sequestri di documenti, il blocco delle relazioni bancarie del denunciato, l'analisi della documentazione sequestrata e la successiva restituzione alle ditte proprietarie. Nell'istanza (...), seppur senza indicare lo strumento con cui perseguire questo scopo, l'avv. _ chiedeva la "riduzione del pericolo di collusione", lamentando che "il denunciato _ è tuttora nella possibilità di occultare documenti e di concertare versioni di comodo con i suoi fiduciari, di persona o tramite la moglie, che lo assisteva di persona nella gestione delle società del gruppo". All'istanza veniva allegata della documentazione che avrebbe dovuto attestare di numerose operazioni ritenute sospette (...).
15.
L'esortazione alla "riduzione del pericolo di collusione" non è rimasta inascoltata: il _ il Sostituto Procuratore Pubblico avv. _ ha ordinato l'arresto di _. Sentito più volte, egli ha sistematicamente negato ogni addebito di reato penale, sostenendo di avere sempre agito nell'interesse del gruppo di società facente capo a _ e di essere vittima di manovre orchestrate da _ per estrometterlo dal controllo di queste società. Il _ egli ha instato per la libertà provvisoria (...), che gli è stata negata il _ dal Sostituto Giudice Istruttore avv. _ (...). La decisione è stata impugnata avanti alla CRP il _ (...), che ha respinto il ricorso in data _ (...) "per l'art. 33 CPP l'arresto per prevenzione di reato presuppone l'esistenza di gravi indizi di colpabilità: presupposto che è dato nella fattispecie, malgrado l'ostinazione del reclamante a pretendere che si tratta di vertenza meramente civile: i seri indizi si basano sulle risultanze in atti". Vana è però la ricerca nella sentenza dell'enunciazione di anche uno solo degli indizi di colpevolezza asseritamente risultante dagli atti, oltretutto non accessibili alla difesa.
La carcerazione preventiva si è protratta per 5 mesi e mezzo, sino al _, data in cui _ è stato liberato contro pagamento di una cauzione di fr. 80'000.-- (...), che sarà liberata solo a seguito della decisione 6 giugno 1990 della CRP (...).
16.
Il _, a 12 giorni dall'arresto di _, _, in questo rappresentata dall'avv. _, ha presentato istanza alla Pretura del distretto di _ per la concessione di una moratoria concordataria di 4 mesi (...). Secondo quanto narrato nell'istanza, "...la società, pur avendo lavorato per anni con notevole successo, è venuta a trovarsi improvvisamente in una situazione di marcata carenza di liquidità, segnatamente a seguito di strane operazioni condotte dall'allora direttore e amministratore _ che dovette appunto essere destituito e contro il quale è stata presentata anche denuncia penale" (punto 2, pag. 2), "... la _ arrischia così di doversi dichiarare insolvente per illiquidità benché potrebbe senz'altro disporre dei mezzi per il pagamento se avesse un lasso di tempo sufficiente per l'incasso e per chiarire tutte le strane disposizioni del destituito _ " (punto 6, pag. 5).
Inoltre, l'istanza esponeva con chiarezza anche il progetto per il futuro: "... dato che occorre salvaguardare un notevole know-how, un'importante clientela e soprattutto 50 posti di lavoro, si intende costituire con capitale nuovo, una società di ripresa che assumerebbe le maestranze, prenderebbe in affitto i locali e alla quale dovrebbe essere concessa una licenza per i prodotti e per la clientela." (punto 7, pag. 5).
17.
La Corte, atti e cifre alla mano, ha lungamente tentato di farsi spiegare dagli imputati cos'altro potesse avere "improvvisamente" creato una "marcata carenza di liquidità" se non il fatto che _, repentinamente estromesso dal consiglio di amministrazione, aveva ritirato le garanzie personali per complessivi fr. 1'500'000.-- da lui prestate in favore delle linee di credito bancario concesse alla _, che di fatto erano la liquidità dell'azienda. Nessuna risposta convincente è stata fornita, avendo gli imputati invocato l'ingente debito nei confronti dell'autorità fiscale, che però all'epoca non era né ingente (ca fr. 600'000.-- in tutto), né soprattutto imminente, essendo stato negoziato da _ il suo pagamento rateale, mentre che le pendenze fiscali milionarie, alle quali probabilmente gli imputati si riferivano, emergeranno solo in seguito, ossia allorché a seguito delle denunce da loro presentate nei confronti di _ e degli accertamenti peritali che ne sono seguiti, l'Amministrazione Cantonale delle Contribuzioni accerterà che _ effettivamente sottraeva alle attenzioni del fisco parte degli utili della _ per mezzo di transazioni che impoverivano questa società in favore di altre società del gruppo, e non invece in favore di _ personalmente, così come sostenuto nelle denunce.
Privo di riscontro è rimasto il rilievo del Presidente che, in assenza di altri reali problemi di liquidità, il problema causato dalla richiesta di rientro dei crediti da parte della banca di riferimento di _ (la _) poteva verosimilmente essere risolto prestando garanzie personali analoghe a quelle che aveva in precedenza fornito _, con attitudine invero singolare per un amministratore asseritamente disonesto.
In ogni caso, anche dopo interi giorni di dibattimento alla Corte non sono risultati chiari i motivi -tolta la predetta contingente mancanza di liquidità conseguente al ritiro delle proprie garanzie da parte di _ - per i quali vi sarebbe stata la necessità di chiedere la moratoria.
18.
La "società di ripresa" preannunciata nell'istanza è stata costituita già il _ con la ragione sociale di _. Il capitale sociale di fr. 500'000.-- è stato messo a disposizione da una società di _ che pertanto, a dispetto della sottoscrizione a titolo fiduciario di 498 delle 500 azioni da parte dell'avv. _, era il proprietario economico della società, mentre che gli accusati sono entrambi stati chiamati a fare parte del consiglio di amministrazione (...). In un secondo tempo, e meglio dal _, la società ha cambiato la ragione sociale, assumendo la denominazione di _ (...).
19.
Concessa la moratoria, il Pretore ha affidato il mandato di fungere da commissario del concordato al _, al quale si è innanzitutto posto il problema di valutare i passivi e soprattutto gli attivi della _.
Fatto ciò, il _ il commissario ha inviato un rapporto ai creditori (allegandovi per gli aventi diritto un tagliando per l'adesione) nel quale indicava attivi per fr. 5'269'322.-- e passivi per fr. _ (...). Su questa base vi sarebbe stato un grado di copertura teorico del 42% per la quinta classe, motivo per cui deve essere parsa allettante ai creditori la proposta ivi formulata di un dividendo del 70%.
Ed infatti, la proposta del commissario ha raccolto 56 adesioni in rappresentanza di crediti per complessivi fr. 5'101'796.-- (...), 24 delle quali rilasciate da una _ di _, persona giuridica messa a disposizione dall'avv. _ che non era in origine creditrice della _, ma che lo era diventata acquistando a prezzo pieno i crediti di altrettanti piccoli creditori di _ con denaro proveniente da _
Il _ il commissario ha proposto al Pretore l'accettazione del concordato e il _ ha avuto luogo in Pretura l'udienza per l'omologazione del concordato.
Il _ il commissario ha nuovamente scritto al Pretore, segnalandogli che gli attivi erano ora di fr. 8'078.000.-- (in luogo dei precedenti fr. _ con un aumento perciò di quasi 3 milioni di franchi), importo salito a fr. 8'106'434.96 in un successivo scritto _ del commissario al Pretore, con riserva dell'incasso di un ulteriore credito di _ di £ 484'895.77.
Nonostante che queste comunicazioni del commissario avessero mutato sostanzialmente la situazione rispetto a quella oggetto del consenso dei creditori, il Pretore con sentenza _ ha omologato il concordato.
Adita da _, la Camera di Esecuzione e Fallimenti del Tribunale d'appello il _ ha annullato la sentenza, rilevando la palese violazione del diritto di essere sentiti dei creditori, il cui consenso ad un dividendo del 70% era viziato dalla mancata informazione sull'aumento degli attivi disponibili, ed inoltre avanzando espressamente il sospetto della violazione degli art. 168 o 170 CP, ossia dell'esistenza dei reati di compera di voto e conseguimento fraudolento di un concordato giudiziale, con riferimento all'acquisto di crediti operato dalla _.
_ ha interposto ricorso di diritto pubblico contro la decisione della CEF, ma dopo la reiezione del gravame essa in data _ ha ritirato la propria domanda di concordato, rinunciando così alla ripetizione della procedura di approvazione della proposta di concordato.
20.
La Corte, per più motivi, ha maturato il convincimento che si sia trattato di un concordato truffaldino. In primo luogo esso è stato richiesto senza che ve ne fosse un'apparente necessità, fatto salvo il contingente problema di liquidità, causato comunque dal repentino allontanamento dello _ e non da problemi nell'andamento della società. Oltre a ciò, il computo degli attivi pare essere stato caratterizzato dalla loro sottovalutazione, basti dire che la partecipazione di _ alla _ _, che anni dopo frutterà oltre 2 miliardi di lire al momento della sua realizzazione, è stata computata per fr. 1.-- ai fini del calcolo del dividendo. Ciò nonostante, ne è derivata una proposta di dividendo insolitamente alta del 70% per i creditori chirografari, quando la quota usuale è all'incirca del 10%. Logico pensare, a questo punto, che se una società è in grado di pagare il 70% dei debiti nonostante la sottovalutazione degli attivi, essa è in realtà probabilmente capace di pagare anche il 100%, per il che è ovvio che essa non necessita di alcuna procedura concordataria. E ancora, non può non destare sospetti l'avvenuta compera di voti dai piccoli creditori, integralmente tacitati, all'evidente scopo di influire sull'accoglimento del concordato. Infine, a concordato fallito (o meglio, ritirato), fosse stata vera la situazione di profondo dissesto addotta dai prevenuti al dibattimento, ci si sarebbe dovuti aspettare, secondo logica, il rapido fallimento di _, che invece non si è realizzato, e questo benché essa, per effetto dei contratti di cui si dirà tra poco, fosse oltretutto stata privata della maggior parte delle proprie risorse.
21.
Lo scopo di questa manovra non era certo quello di ottenere la remissione del 30% delle proprie pendenze per effetto del concordato. La vera finalità perseguita con il concordato era stata esplicitata già con l'istanza del _ si voleva costituire una "società di ripresa", economicamente appartenente al solo _ (ad esclusione cioè della quota del 50% di _), e trasferirle, con il pretesto del concordato, le redditizie attività di _.
Questo obiettivo è stato raggiunto con la firma dei 3 contratti del _ tra _ e la _. I contratti sono contestuali al cambiamento di ragione sociale della società di ripresa da _ in _, nonché all'invio ai creditori da parte del commissario della proposta di adesione al concordato. _ era uscito di prigione da una decina di giorni.
Di questi contratti (...), tutti stipulati per la durata di 5 anni, uno verteva sulla locazione degli stabili di _ in cui si svolgeva l'attività produttiva di _, concessi in uso a _ per un canone annuo di fr. 193'800.-- (allegato 10), importo che per ammissione dell'avv. _ nemmeno era sufficiente a coprire gli oneri ipotecari, così che per farvi fronte _ SA doveva attingere dal provento del contratto di cessione delle licenze. Il secondo contratto (allegato 11) verteva sulla locazione in favore della società di ripresa di tutti i macchinari, mentre che il contratto più importante (allegato 9) concedeva alla beneficiaria _ la facoltà di utilizzare a proprio profitto tutto il Know-how di _, ivi compreso il diritto di sfruttare le licenze e le registrazioni dei prodotti farmaceutici, in cambio di una "Lizenzgebühr" pari al 13% del profitto netto ricavato dalla vendita dei prodotti.
Le implicazioni economiche di quest'ultimo contratto sono di meridiana evidenza: a costo zero, ovvero senza dovere pagare alcuna somma di denaro ma solo facendo fronte alle spese correnti (e nemmeno per intero, almeno per i costi degli immobili), _ entrava in possesso dell'intera attività di _ e dell'87% degli utili da essa generati.
Per salvare almeno l'apparenza, gli accusati hanno firmato i contratti solo in rappresentanza di _, anche se al dibattimento hanno dovuto ammettere che avrebbero potuto farlo -nella loro qualità di consiglieri di amministrazione- anche per _, incombenza che hanno invece lasciato a _ e _. Ciò nonostante, la collusione è evidente, così come manifesto in questa stipula appare il conflitto tra gli interessi di _, appartenente a _ e _, e quelli di _, appartenente al solo _.
Non a caso, questi contratti il _ saranno dichiarati nulli dal Kantonsgericht di _ per violazione dell'art. 20 CO (...), il che risolve in maniera definitiva la discussione circa l'asserita (dagli imputati) equità di quelle pattuizioni.
22.
Per difendersi dal rimprovero di avere voluto trasferire gli attivi del gruppo _ ad una società esterna, gli accusati hanno invocato l'esistenza di vari successivi contratti (...) con i quali già a partire dal _ si costituiva in favore di _, ovvero una società appartenente al gruppo, un diritto di compera sulle azioni della _, che se esercitato avrebbe comportato il rientro nel gruppo delle attività fatte uscire con i predetti contratti _.
A mente della Corte, il cui Presidente li ha definiti dei "paracadute" per gli accusati, questi contratti costituivano una mera simulazione di volontà, formalizzata in contratti al solo scopo di potere giustificare il trasferimento di diritti (e di conseguenza di denaro) in favore di un'entità estranea al gruppo.
Appare infatti più che sospetto che l'avv. _, firmatario per _, _ -detentrice a titolo fiduciario per conto di _ del pacchetto azionario di _ - abbia ritenuto necessario il _ di doversi recare da un notaio a _ per fare autenticare la propria firma sul contratto di concessione del diritto di compera sulle azioni concluso a beneficio di _ (...), ovvero di una società della quale era amministratore. Tolta perciò l'eventualità che l'avv. _ avesse motivo di dubitare dell'autenticità della sua stessa firma, l'unica plausibile ragione della richiesta di intervento del notaio deve essere stata quella di farsi attestare la stipula del contratto in una data non sospetta, il che è però comportamento di per sé sospetto.
Nessuna novità di rilievo è data dalle successive versioni del contratto, tutte con valenza, secondo la Corte, prettamente formale, prova ne da una parte il fatto che _ -unica persona avente interesse a fare entrare _ nel gruppo _ e pertanto unica persona nel cui (teorico) interesse i documenti erano stati allestiti- non era stato messo al corrente dell'esistenza del diritto di compera formalmente concesso a _, e d'altra parte il fatto che alla fine non fu _ ad esercitare il diritto di compera (...), ma bensì gli accusati, che divennero perciò nell'aprile del _ i proprietari di _
23.
La strategia messa in opera dagli accusati non prevedeva solo il trasferimento di diritti ed averi di _ a _, ma anche la monetizzazione degli attivi del gruppo per effetto di vendite a terzi.
Già nel _ si è proceduto alla vendita al prezzo di fr..-- della partecipazione detenuta da _ nella società _ _. L'episodio viene menzionato per il motivo che esso è oggetto di ipotesi accusatoria, a carico del solo avv. _, accusato di appropriazione indebita aggravata nei termini di cui al punto 7 dell'atto d'accusa.
L'avv. _ ha ammesso di avere ricevuto il provento della vendita su di un suo conto privato presso il _, e questo dietro espressa istruzione di _. Il denaro sarebbe poi stato impiegato in un secondo tempo nell'interesse del gruppo, più precisamente per pagare delle pendenze di vario genere.
24.
Oltre a ciò, proseguiva con grande vigore la guerra nei confronti di _, per nulla esaurita dopo le prime due denunce, la seconda delle quali -come detto- gli aveva spalancato la porta del carcere.
Il _ l'avv. _ ha presentato alla Procura Pubblica Sottocenerina un ulteriore memoriale concernente "operazioni eseguite su ordine di _ che apparentemente appaiono prive di causa" (...), segnatamente dei prelievi per contanti a debito del conto _ presso _ per complessivi fr. 1'350'000.-- e giustificati come parziale restituzione di mutui avuti da _, l'emissione di 3 fatture fittizie per complessivi fr. 787'923.55 da parte di _ di _ a carico di _ per merce mai fornita, un altro prelievo di fr. 100'000.--, la cessione di dossier completi di brevetti, licenze e autorizzazioni di vendita di propri prodotti da _ a _ nel _ e la vendita nel 1985 della _.
A queste prime segnalazioni, per la quali la Procura Pubblica Sottocenerina ha aperto l'incarto _, sono seguite numerose altre denunce.
Il _ _ ha denunciato per amministrazione infedele e ricettazione l'avv. _, già membro del consiglio di amministrazione di _ (...), oppure almeno "amministratore de facto" della stessa (...). Nell'intestazione della denuncia _ figura come patrocinata dall'avv. _, ma la firma a pag. 16 è quella di _ (...).
Il medesimo _, sempre con l'asserito patrocinio dell'avv. _, che ha redatto il documento (...), ma a firma dell'avv. _, _ ha denunciato _ e la di lui moglie _ per i titoli di furto, sottrazione di documenti, sottrazione di cose requisite o sequestrate, violazione di domicilio, appropriazione indebita o in subordine amministrazione infedele e falsità in documenti (...).
Per quanto riguarda _, secondo quanto narrato, egli dopo le perquisizioni effettuate il _ si sarebbe recato negli uffici di _ e avrebbe sottratto varia documentazione, poi trasferita a _ per impedirne l'acquisizione agli incarti giudiziari.
L'_ la Procura Pubblica Sottocenerina ha aperto nei confronti di _ e dei responsabili di _ l'incarto n. _ per il reato di frode fiscale, dando seguito alla segnalazione _ dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni (...).
Un'ulteriore denuncia penale (con richiesta di misure provvisionali urgenti) nei confronti di _, come pure dell'avv. _ e dell'avv. _ è stata presentata il _ da _ e _ per i titoli di disobbedienza a decisioni dell'autorità ed eventualmente falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (...). Anche in questa circostanza le denuncianti vengono indicate a pag. 1 come rappresentate dall'avv. _ e annesse alla denuncia vi sono le corrispondenti procure in suo favore, ma le firme a pag. 6 della denuncia, così come quelle sulle procure, sono le firme degli accusati.
Il reato di disobbedienza sarebbe stato compiuto utilizzando per esercitare il diritto di voto all'assemblea generale del _ della _ 2250 azioni nominali di quella società, che non avrebbero dovuto essere utilizzate essendo colpite da sequestro penale ed essendone stato inibito il diritto di voto con decisione _ del Giudice Istruttore di _, decisioni che, seppure non cresciute in giudicato, sarebbero state esecutive, così che avervi disobbedito comporterebbe, anche in assenza di esplicita comminatoria, la commissione del reato di cui all'art. 292 CP.
Il medesimo _ avrebbe avuto luogo anche un'assemblea generale di _, ed anche in questo caso i denunciati si sarebbero avvalsi delle azioni della società nonostante due decreti di sequestro della Procura Pubblica, che, secondo i denuncianti, sarebbero evidentemente comprensivi anche dell'obbligo di non disporre dei diritti incorporati nei titoli.
In questa situazione, ne conseguirebbe anche il reato di falsità in documenti al riguardo dei verbali delle assemblee, attestanti falsamente della presenza delle azioni e/o del diritto di rappresentarle, mentre che l'uso dei verbali per ottenere delle iscrizioni presso l'ufficio del registro di commercio di _ costituirebbe conseguimento fraudolento di una falsa attestazione.
Il _ _ e _ hanno denunciato _ alla Procura Pubblica Sottocenerina per amministrazione infedele, appropriazione indebita, falsità in documenti e sottrazione di documenti (...), sempre nelle predette modalità, ossia con l'asserito patrocinio dell'avv. _ (denuncia, pag. 1) ma a firma degli accusati (denuncia, pag. 7).
Secondo la denuncia, nella contabilità di _ figurerebbero addebiti per prestazioni effettuate in suo favore da _ agente per _, destinataria di a tal titolo di £ 39'500.-- al _ e di £ 50'000.-- al _, importi che però non figurerebbero nella contabilità di _. Ne seguirebbe che l'una o l'altra azienda ha commesso falsità in documenti nella propria contabilità, ed in entrambi i casi la responsabilità sarebbe del denunciato.
Anche nei rapporti tra _ e _ si sarebbero verificati episodi del genere al riguardo della (mancata) contabilizzazione nel _ (£ 202'155.--) e _ (£ 91'760.--) di fatture per asseriti "research costs", in realtà per la vendita dei dossier completi relativi a prodotti farmaceutici (...). Oltre alla falsità in documenti, sarebbero ipotizzabili i reati di amministrazione infedele e di appropriazione indebita, così come quello di sottrazione di documenti.
Amministrazione infedele (e/o appropriazione indebita) da parte del denunciato andrebbe infine ravvisata anche nella rinuncia di _ in favore di _, avvenuta nel _, all'incasso del prezzo di dossiers di prodotti svizzeri per £ 372'000.--, fattispecie peraltro già denunciata in data _ (cfr. consid. 3).
Nuova denuncia contro _ da parte di _, asseritamente rappresentata dall'avv. _ ma a firma degli accusati, in data _ per il titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, commesso contestualmente all'acquisto di un fondo nel _ da parte di _, rappresentata in quell'occasione dallo _ (...). In aggiunta al pagamento del prezzo di fr. 530'000.--, risulterebbe infatti l'emissione di un assegno di fr. 120'000.-- da parte di _ in favore della venditrice. La concomitanza cronologica, nonché l'identità delle parti dimostrerebbero che la somma costituiva parte integrante del prezzo di vendita.
Il _ _, _ e _, tutte rappresentate dall'avv. _, che ha pure sottoscritto l'allegato, hanno inoltrato un"istanza" al Giudice Istruttore Sostituto avente apparentemente per oggetto le azioni della _, che erano state sequestrate il _ dalla Procura Pubblica (...), ma in cui in realtà si chiedeva anche, seppure in via subordinata, "viene avviato un procedimento penale per la sottrazione delle azioni menzionate nel verbale _ della _ giusta gli artt. 142 e 150 CPP" (pag. 11). Il Giudice Istruttore Sostituto ha trasmesso la richiesta al Sostituto Procuratore Pubblico, che tuttavia il _ rispondeva che "da un attento esame degli atti non ritengo sia possibile la richiesta estensione, in quanto non emergono sufficienti elementi di indizio a carico di _ " (cubo 3, classificatore "atti istruttori VIII", AI 504).
Infine, il _ gli imputati e _ hanno inoltrato al _ di _ una denuncia penale contro _ per il titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (...). Secondo la denuncia, _ il _ aveva scritto all'Ufficio del registro di commercio di _ in qualità di membro del consiglio di amministrazione di _ facendo iscrivere _, in _, quale luogo di suo domicilio, il che non sarebbe vero, avendo egli trascorso in quel paese solo brevi periodi tra il _ e il _, mentre che il suo domicilio sarebbe in realtà ad _. Così facendo, egli avrebbe conseguito fraudolentemente una falsa attestazione dall'ufficio registri di _, per il che andrebbe punito per violazione dell'art. 253 CP.
25.
L'inchiesta nei confronti di _ si è protratta per oltre 9 anni, nel corso dei quali si sono accumulati documenti, verbali, perizie, reclami e relative decisioni, le risultanze di iniziative giudiziarie avviate dalle parti in altri cantoni e in _, nonché corrispondenze di ogni genere. Montagne di carta, un elenco atti che arriva sino al numero progressivo 894, 450 pagine di verbalizzazione del Giudice Istruttore. Nel frattempo, l'_ _ è deceduto, ed anche questo avvenimento è stato occasione di aspro litigio, essendosi posta la questione a sapere se i prevenuti, e per essi l'avv. _, fossero ancora legittimati a tutelarne le ragioni -le sue ma soprattutto quelle delle società delle quali, direttamente o indirettamente, era l'avente diritto economico- questione alfine risolta negativamente dal GIAR, che con decisione _ (ovvero a 4 anni e mezzo dalla morte di _) stabiliva che "gli avvocati reclamanti non possono in buona fede continuare a seguire il procedimento penale contro _, quali patrocinatori della parte civile utilizzando la procura, con validità post mortem quando sanno di non avere l'accordo degli eredi, i quali ripetutamente hanno espresso il loro dissenso a partire dal mese di luglio del _." (...).
Il deposito degli atti è avvenuto il _ ad opera dell'avv. _, nel frattempo eletto alla carica di Procuratore Pubblico (...).
Già il successivo _, egli ha messo fine alla vicenda con 2 decreti d'abbandono: uno di 4 pagine relativo alle denunce per reati patrimoniali (abb. _) e l'altro, di 2 pagine, relativo alla denuncia dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni per frode fiscale (abb. _). Del laconico testo del decreto _, che nemmeno esamina le singole ipotesi di reato prospettate e nel quale è invece tangibile l'imbarazzo del redattore, vanno evidenziati alcuni passaggi (pag. 1 e 2):
"Alla base di tutto vi è indubbiamente un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo, direttamente ed indirettamente, alla _, _." (...) "Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione _, chiamata ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria." (...) "Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."
Doveroso appare il rilievo del fatto che a quasi 10 anni dall'inizio della vicenda i "concreti e convincenti" indizi di colpevolezza a carico di _, per i quali fu tenuto in carcere per 5 mesi e mezzo, continuavano ad esistere nelle decisioni di inquirenti e giudicanti solo all'impalpabile livello dell'apodittica affermazione della loro sussistenza.
26.
Tornando alla cronistoria, un successivo momento significativo -dopo i contratti del _ e la fine della procedura concordataria nell'ottobre del _- è, nell'ipotesi accusatoria e nel contesto della predetta strategia di monetizzazione degli attivi di _, il gennaio del _.
E' infatti del _ il contratto tra _ e _ concernente la vendita dalla prima alla seconda dei diritti per il prodotto _ al prezzo simbolico di fr. 7'500.--, dopo che la seconda aveva in precedenza già ceduto il prodotto in questione a _ per fr. 1.1 milioni (...). La transazione in questione è oggetto di ipotesi accusatoria al punto 4b dell'atto d'accusa.
27.
Fondamentali nella ricostruzione degli avvenimenti rilevanti sono invece i fatti dell'aprile del _. Al più tardi a questo momento, infatti, gli accusati hanno cessato di essere dei mandatari di _ e hanno invece iniziato ad agire per proprio conto.
27.1
Questo perché gli imputati il _ hanno acquistato da _ il pacchetto azionario della _, divenendone proprietari a tutti gli effetti. L'acquisto è formalmente avvenuto per mezzo dell'esercizio da parte di _ del diritto di compera a lei spettante sulle azioni della _ al prezzo di fr. 760'000.--, diritto esercitato nei confronti dell'avv. _ di _, agente nella specie come prestanome di _. Contestualmente, _ ha venduto dette azioni all'avv. _, agente come prestanome degli accusati, al prezzo di fr. 900'000.--, di cui fr. 760'000.-- andati all'avv. _ (cioè a _) in pagamento delle azioni, e fr. 140'000.-- confluiti a _, un "Obulus" secondo l'avv. _ (...). Nella sostanza, si è comunque trattato di una vendita diretta delle azioni da _ agli imputati, in un momento in cui essi, coma hanno confermato al dibattimento, cullavano addirittura l'idea di acquistare la quota di _ di tutto il gruppo _ al prezzo di fr. 4'000'000.--.
27.2
Sempre il _, ovvero un secondo dopo essere divenuti proprietari di _, gli imputati hanno pensato bene di sostituire i contratti in essere con _ del _, validi sino al _, con nuovi contratti dello stesso genere ma decisamente più vantaggiosi per la società da loro testé acquistata, così da accelerare ed incrementare l'opera di spoliazione di _.
Di 3 contratti che erano, se ne sono fatti 2 nuovi: uno per la locazione degli immobili, ed uno per la cessione delle attività, delle licenze e del know-how e per la locazione di tutti i macchinari (...).
Il contratto di locazione è sostanzialmente analogo ai due precedenti, a parte il fatto che ora veniva (gratuitamente) concesso alla conduttrice un diritto di prelazione.
Anche l'altro contratto è nella struttura simile ai contratti preesistenti, laddove la differenza risiede essenzialmente nella controprestazione offerta da _ che, senza apparente motivo, scende dal 13% al 5% (sui primi 10 milioni di franchi, poi decresce ulteriormente per l'eccedenza) della cifra d'affari netta ("Nettoumsatz") -concetto che gli imputati hanno ammesso essere analogo nel computo al precedente 13%- ma almeno fr. _-- (...). Pertanto, se per il contratto del _ (comunque ritenuto nullo ex art. 20 CO) poteva essere ampiamente discutibile la questione a sapere se il 13% dell'utile fosse o meno un'equa controprestazione, appare manifesto che il contratto _ è assai meno conveniente per _, che pertanto non aveva alcun interesse a sottoscriverlo, specie se si pone mente al fatto che il precedente contratto -conveniente o meno- doveva durare ancora quasi 2 anni e mezzo (fino al _). Anche questi due contratti, come i tre del _, sono comunque stati annullati nel _ dal Kantonsgericht di _ per violazione dell'art. 20 CO (...).
27.3
L'_ _ e _ hanno firmato uno strano contratto in cui, in particolare, _ si riconosceva debitrice di risarcimenti del danno nei confronti di _ in relazione ai debiti d'imposta di quest'ultima società (...) in cambio della cessione da _ a _ di tutte le pretese risarcitorie che essa avrebbe potuto vantare a tal titolo nei confronti di chicchessia (...).
Non è dato di vedere a prima vista quale fosse lo scopo di una simile pattuizione, se non quello di compromettere gli interessi di _, che senza esservi obbligata si accollava imprecisate pretese risarcitorie, e di trasferire da _ a _ eventuali pretese di regresso nei confronti di terze persone (come ad esempio gli imputati), si presume allo scopo di proteggerne gli interessi.
27.4
Questo accordo era comunque in relazione con l'altro contratto (...) denominato "Treuhandvertrag" concluso lo stesso _ tra _ e _ per una parte e l'avv. _ per l'altra parte (...).
Con questo contratto le due società trasferivano a titolo fiduciario all'avv. _ (in cambio di un sostanzioso onorario) la proprietà di tutti i loro averi, tra cui le partecipazioni azionarie di loro pertinenza. Scopo della stipulazione poteva essere unicamente quello di nascondere gli attivi delle società dagli occhi di terze persone, ovvero di _, per vanificarne le pretese. La finalità indebita del contratto è perciò di immediata comprensione, e del resto gli imputati al dibattimento non hanno saputo indicare un solo valido motivo per cui sarebbe stato necessario per gli interessi delle due società di agire in tal modo, mettendosi nelle mani di un fiduciario.
28.
Dopo l'aprile del _ la monetizzazione degli averi del gruppo è proseguita con la vendita degli attivi (immobili e diritti sul prodotto _) della filiale _ della _. Il provento, pari a circa 2 miliardi di lire al netto di tasse e spese (...), è poi stato sperperato dagli accusati in oscure operazioni finanziarie, alle quali il punto 4c dell'atto d'accusa fa solo indirettamente riferimento, e che sono invece state spiegate in aula dalla parte civile. In particolare, per fr. 468'000.-- sarebbero state acquistate merci (materie prime) di cui avrebbe beneficiato _ senza che alla _ sia mai stata rimborsata la spesa. Altri 750 milioni di lire sarebbero stati investiti nel progetto di acquisizione della società _ "_", poi fallita.
29.
Il _, infine, dopo la morte di _ (_) e nel momento in cui _, con infinita fatica, era prossimo all'ottenimento del controllo sul gruppo _ e alla defenestrazione degli imputati dai consigli di amministrazione delle società del gruppo ancora esistenti, gli accusati hanno stipulato un ultimo contratto capestro, nullo come i precedenti, con il quale, dopo 5 pagine di premesse volte manifestamente a fornire anticipata risposta alle perplessità destate dalla pattuizione, _ vendeva a _ tutte le registrazioni di sua proprietà relative a prodotti farmaceutici, così come pure tutti i diritti di commercializzazione ivi connessi al prezzo di complessivi fr. 282'500.-- (oltretutto pagabili in quattro rate su tre anni) oltre ad una royalty dell'1.5% annuale sul reddito netto (...).
E' di meridiana evidenza che questo contratto costituisce il colpo finale assestato dalla società appartenente agli accusati alla _, il definitivo compimento dell'opera di spoliazione iniziata 5 anni prima con la richiesta di moratoria.
Manifesto appare infatti l'interesse della società di ripresa di acquisire al prezzo di fr. 282'500.-- (oltre 1.5% degli utili) la proprietà di quei beni per i quali finora doveva pagare un canone annuo del 5% degli utili, ma almeno fr. 500'000.-- all'anno; in pratica è come se il padrone di casa vendesse la casa all'inquilino ad un prezzo inferiore ad un'annualità di pigione. Un vero e proprio suicidio commerciale da parte di _, che nessuno, se non i suoi amministratori di odore di defenestrazione, obbligava a vendere, potendosi essa prevalere sino al _ del contratto del _, a sua volta volto peggiore di quello del _, ma infinitamente preferibile all'alienazione a titolo pressoché gratuito di ogni suo attivo. Inutile soggiungere che anche questo contratto, a maggior ragione, è stato ritenuto nullo dalla giustizia civile.
d
. La ricostruzione dei fatti richiede di ricapitolare anche la reazione di PI 3, almeno sul piano penale, che ha portato al giudizio assolutorio dell’istante e del coimputato.
30.
Recuperata la propria libertà il _, _ aveva ben presto a sua volta assunto il ruolo di denunciante nei confronti di _ e degli avv. _ e _.
Il _ egli aveva inoltrato una prima denuncia nei loro confronti (...). A _ egli imputava delle malversazioni commesse in danno della ditta danese _, con il cui provento avrebbe poi acquistato la propria partecipazione in _ e il 10% del pacchetto azionario di _.
I tre denunciati l'avrebbero falsamente accusato di reati patrimoniali per poterlo escludere dagli organi esecutivi del gruppo, facoltà che gli sarebbe spettata per contratto (oltre che in qualità di comproprietario), ne avrebbero danneggiato il credito, avrebbero fornito false indicazioni all'ufficio del registro di commercio di _, avrebbero amministrato negligentemente le società del gruppo arrecando danni milionari, avrebbero fraudolentemente instato per una moratoria concordataria, allo scopo di impadronirsi a poco prezzo delle attività del gruppo, anche per mezzo della _, appositamente creata a questo scopo.
Il _ _ aveva denunciato l'avv. _ per i titoli di truffa, amministrazione infedele, diffamazione, calunnia e ingiuria, reati che egli avrebbe perpetrato in qualità di membro del consiglio di amministrazione di _ e agendo quale rappresentante di _ (...).
La fattispecie era sostanzialmente quella di cui alla denuncia del mese precedente, ovvero l'esistenza di reati messi in atto per estromettere il denunciante dalle società di cui era in parte avente diritto economico, ed in seguito lo svuotamento di queste società in favore di una nuova persona giuridica.
Il _ _ aveva poi denunciato anche l'avv. _, accusandolo del medesimo complesso di fatti imputato all'avv. _, con la differenza che questi avrebbe agito dall'interno di _, mentre che l'avv. _ avrebbe commesso i propri illeciti agendo quale amministratore di _ (...).
_ aveva sporto un'ulteriore denuncia il _, questa volta contro entrambi gli accusati, inviandone poi la traduzione italiana _ (...).
In questo documento, oltre a riprendere le precedenti accuse, il denunciante segnalava tra l'altro la sospetta rinuncia da parte loro al prestito concesso da _ per potere acquisire, a seguito di tale rinuncia, la maggioranza qualificata dei voti nella moratoria concordataria di _
Ulteriori denunce presentate da _ in epoche successive (p. es. quelle del _ e del _, oggetto dei decreti di abbandono _ e _, cfr. cubo 11, AI 406), non sono di rilievo nel contesto dell'atto d'accusa oggi in discussione.
Significativa è invece la denuncia presentata nei confronti degli imputati il _ da _ e _ (...) per i titoli di amministrazione infedele aggravata e danno al patrimonio procurato per malanimo, nella quale vi è la compiuta narrazione di buona parte degli avvenimenti poi posti a base dell'atto d'accusa.
31.
L'inchiesta avviata in conseguenza delle denunce presentate da _, ed in un secondo tempo da altre parti civili, si è svolta parallelamente, e per mano del medesimo magistrato, a quella seguita alle denunce presentate nei suoi confronti.
Si rinuncia qui, per motivi di brevità, ad una più dettagliata esposizione delle sue varie fasi, ma basti dire che anche questa inchiesta si è contraddistinta per la lentezza con la quale si è svolta, per l'animosità delle parti (che ha evidentemente pesantemente contribuito alla dilatazione dei tempi) e per la quantità di documentazione -spesso del tutto inutile- versata agli atti.
Il _ il Procuratore Pubblico avv. _, subentrato dal _ all'avv. _, ha proceduto al deposito degli atti (...) e il _ alla chiusura dell'istruzione formale (...).
Quello stesso _ il magistrato inquirente ha emanato un decreto di abbandono e non luogo a procedere (...) riferito agli incarti _, _, _ e _, ovvero alle 4 denunce di _ descritte al precedente considerando, ed anche agli incarti _ e _ relativi a denunce presentate nei confronti degli accusati da _ e _ nel 1993 e nel 1994.
Premessa l'applicabilità del diritto previgente, e posta l'intervenuta prescrizione assoluta di tutte le ipotesi di reato per i delitti derivanti da fatti avvenuti al più tardi nel _, il Procuratore Pubblico ha abbandonato le imputazioni di conseguimento fraudolento di concordato giudiziale, compera di voto e amministrazione infedele (che era un delitto nel diritto previgente), come pure quella di appropriazione indebita, anch'essa delitto se reato non qualificato, il che non sarebbe stato il caso dato che l'amministratore di una società anonima non sarebbe "gerente di patrimoni" ai sensi dell'art. 140 cifra 2 v.CP.
In quanto ai crimini oggetto di denuncia, le ipotesi di truffa, ricettazione, falsità in documenti, conseguimento fraudolento di una falsa attestazione, denuncia mendace ed estorsione non sarebbero suffragate a sufficienza dagli atti, motivo per cui anche queste imputazioni sarebbero da abbandonare.
32.
Il _ _ ha sottoposto alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello una proposta d'atto d'accusa (...), al cui punto 8 (...) sono esposte in dettaglio le ipotesi di reato.
(...)
La proposta di atto d'accusa è stata accolta in data _ dalla CRP, che ha pertanto posto gli avv. _ e _ in stato d'accusa avanti alla presente Corte delle assise criminali.
(...)
e
. Il dibattimento avanti la Corte delle assise criminali si è svolto nei giorni dal _ al _, con udienze tenutesi per tredici giorni. Con giudizio del _, la Corte delle assise criminali ha prosciolto entrambi gli accusati da tutte le imputazioni, in parte per intervenuta prescrizione (inc. TPC _).
f
. La lunga ricostruzione, mutuata dalla sentenza del _, è condivisa nella ricostruzione e nei toni da questa Camera, e permette di inserire le pretese nel complicato complesso di fatti cui si riferiscono. Una ricostruzione più contenuta, ma non per questo meno precisa, è esposta anche nella decisione del TF dell’_ (_), che ha giudicato le pretese avanzate da PI 3 nei confronti del Canton Ticino in relazione all’esito del procedimento a suo carico.
Per completezza, occorre aggiungere che nell’elencazione delle differenti denuncie (
punto 30 surriferito
) a carico dell’istante e dell’altro collega, non è stata menzionata quella di data _ presentata dalla _ per sottrazione di cose senza fine di lucro, formalizzata nel procedimento della Procura pubblica sottocenerina n. _, pure conclusosi con il decreto di abbandono del _ (NLP _).
g
. Con istanza 3/5.3.2004 l’avv. IS 1 chiede la rifusione delle spese di patrocinio, il risarcimento dei danni materiali e la riparazione del torto morale ai sensi degli art. 317 ss. CPP. Premesso che il procedimento ha richiesto uno sforzo straordinario da parte sia degli accusati, sia dei loro difensori, e richiamati i principi giuridici applicabili, l’istante espone quale prima posta del danno subito le spese di patrocinio, quantificate in CHF 654'867.35. L’istanza suddivide il patrocinio svolto in tre diverse fasi: la fase istruttoria, la fase successiva al non luogo a procedere e la fase dibattimentale con la relativa preparazione. La tariffa oraria applicata dallo studio patrocinante l’istante è di CHF 250.--/ora. Pure richiesta è la rifusione di spese diverse per CHF 18'689.50 per ripetibili e spese di perizie sostenute in diverse cause collegate con l’incarto penale. Quale danno materiale diretto l’istante chiede la rifusione di CHF 10'086.65 quali spese e tasse di giustizia, CHF 21'714.-- quali spese e traduzioni, CHF 9'441.30 per spese di trasferta e pernottamenti. Un importo di mancato guadagno, con riferimento a 2'492 ore, per CHF 623'000.-- sarebbe la conseguenza del tempo lavorativo impiegato per seguire il procedimento, ciò che avrebbe comportato il relativo mancato guadagno preteso. A questo mancato guadagno viene aggiunto quello conseguente alla perdita di clientela, cifrato in CHF 2'085'856.--. Al totale dei danni materiali e delle spese di patrocinio (CHF 3'423'654.--) l’istante aggiunge un importo di CHF 100'000.-- quale torto morale sofferto. Protesta infine congrue ripetibili per questa sede.
h
. Nelle proprie osservazioni dell’11/15.3.2004 il procuratore pubblico Giuseppe Muschietti contesta alcune delle poste di danno, e per il resto si rimette al giudizio di questa Camera.
i
. Nelle proprie osservazioni del 28/29.4.2004 PI 3 chiede di respingere le pretese avanzate dall’istante, poiché responsabile di quanto accaduto. Allega a questo proposito una perizia a sostegno della propria pretesa.
l
. Nelle proprie osservazioni del 10/11.5.2004, il patrocinatore del Canton Ticino fa anzitutto riferimento ad una sentenza del Kantonsgericht di _ del _, e giudica che la lunga durata della procedura a carico dell’istante sia dovuta principalmente all’atteggiamento defatigatorio assunto da lui e dal suo coaccusato, pure prosciolto. L’inchiesta non ha denotato particolare complessità, se si pon mente al fatto che sono stati fatti solo 13 verbali. Osserva pure come l’istante non sia stato sospeso quale avvocato nel proprio Cantone ed abbia quindi potuto continuare ad esercitare la propria professione. Quasi totalmente contestate sono le spese di patrocinio, per diverse ragioni: sia perché non giustificate (ad esempio la presenza di due avvocati al dibattimento), sia perché non documentate, sia perché costi di altri avvocati non patrocinatori in sede penale, sia perché relative ad altre procedure non di carattere penale. Contestati totalmente sono i danni materiali, così come le ore lavorative addotte quale perdita di guadagno in quanto non giustificate e non necessarie. Contestato è pure il preteso mancato guadagno per perdita della clientela: una diminuzione del reddito è intervenuta dopo il _, molto dopo l’inizio del procedimento e la sua fase attiva, subito dopo il severo giudizio del Tribunale cantonale di _. Manca inoltre qualsiasi connessione tra l’ipotetico danno ed il procedimento penale. Contestata è pure la pretesa per torto morale. Concludendo, è ammesso unicamente un importo di CHF 66'000.-- per spese di patrocinio.
m
. Con osservazioni di replica del 14/15.6.2004, il patrocinatore dell’istante prende posizione rispetto al procuratore pubblico, a PI 3 ed al patrocinatore del Cantone Ticino.
Riguardo alle osservazioni presentate dal procuratore pubblico, l’istante giudica irrilevante il comportamento procedurale assunto dall’accusato in corso di procedura: non si possono addurre i gravami avanzati dall’accusato nell’esercizio dei suoi legittimi diritti per negare o ridurre l’indennità dovuta. Medesima conclusione vale per l’addotta “
decelerazione procedurale
”: sarebbe irrilevante in questo contesto. L’istante ribadisce il fondamento delle pretese, sia di ore lavorative perse, sia di diminuzione della clientela, insistendo sul fatto che sarebbe dato un rapporto di causa effetto con il procedimento penale a suo carico. L’istante ribadisce pure che dovuta è l’indennità per torto morale.
Riguardo alle osservazioni presentate da PI 3, l’istante contesta le argomentazioni addotte, come pure quelle esposte nella perizia giuridica allegata.
Riguardo alla presa di posizione del patrocinatore dello Stato, l’istante la ritiene irrituale ed irricevibile, prendendo prudenzialmente posizione sugli argomenti eccepiti, ed in particolare su singole affermazioni contenute nel memoriale di osservazioni del 10.5.2004. L’istante contesta la descrizione del procedimento, che sostanzialmente sarebbe riduttiva e semplicistica, ribadendo il fondamento delle pretese riguardo le spese di patrocinio, la necessità di un doppio patrocinio al dibattimento, il fondamento della pretesa avanzata per il rimborso delle altre spese legali.
n
. Con scritto di duplica 6/7.7.2004, il patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino argomenta il diritto dello Stato di essere sentito, con riferimento all’art. 320 cpv. 4 vCPP. Nel merito, ribadisce gli argomenti già addotti con lo scritto 10.5.2004. Contesta le pretese per torto morale, i costi legali non riferiti al difensore, il doppio patrocinio in aula, i costi per traduzioni, e ribadisce le conclusioni già avanzate in precedenza.
o
. Con scritto di duplica 14/15.7.2004, PI 3 contesta l’ammissione parziale della pretesa da parte del patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino. Produce una serie di atti a sostegno del fatto che vittime del procedimento siano state non gli accusati (tra cui l’istante), ma bensì le parti civili. Ribadisce in conclusione il buon fondamento delle denuncie a suo tempo presentate.
p
. Con scritto di duplica 16/17.6.2004, il procuratore pubblico prende posizione in particolare sulle spese di patrocinio; per il resto, si rimette a quanto già detto ed al giudizio di questa Camera.

## Considerations

in diritto
1
. L’istanza è stata spedita il _ ed è pervenuta il _ La stessa è certamente tempestiva, in quanto presentata entro il termine di un anno dalla decisione determinante, in questo caso la sentenza della Corte delle assise criminali del _.
Sempre in ordine, la parte istante ha contestato la legittimità della partecipazione dello Stato del Canton Ticino e del suo patrocinatore a questa procedura.
Premesso che non si può che ribadire quanto esposto nell’ordinanza di intimazione del 9.3.2004 e che non è giuridicamente concepibile che un ente (anche se pubblico) possa essere condannato al pagamento di un importo (anche rilevante) senza essere almeno interpellato ed aver avuto il diritto di esprimersi al proposito, l’esito della presente istanza permette comunque di lasciar aperta questa eccezione formulata in ordine.
2
. Questa Camera è cosciente che la presente decisione ha preso un certo tempo.
Occorre però considerare anzitutto la complessità della fattispecie, che ha richiesto una ricostruzione, un approfondimento e delle ricerche di documenti non sempre agevoli.
Occorre pure considerare i carichi pendenti presso questa Camera: il lavoro degli ultimi tre anni ha continuato ed ultimato la riduzione delle giacenze, arrivando ora ad una situazione adeguata. Ciò ha comportato la necessità di dare anzitutto la priorità ad altro genere di decisioni.
Occorre infine considerare che questa Camera ha ritenuto utile attendere la decisione del TF emanata il 10/17.4.2007 (menzionata al punto 8. della presente decisione) prima di emanare la presente decisione.
3
. Giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.).
Questo diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’
accusato
; tale è di principio chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso l'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP).
Da quel momento l'accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss. CPP).
Prima della promozione dell’accusa, la fase delle informazioni preliminari ha come scopo quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1 e 2 CPP). In questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e pertanto non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore.
La giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di “
accusato
”, basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell'accusa (cfr. decisione GIAR 15.7.1994 in re P.F.). È quindi da considerare
accusata
ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.).
La necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi rendono necessario un patrocinatore.
In ambito penale ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF 126 I 196 e rif.; DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 s. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 492).
Nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi, si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, onde determinare se l'interessato sia o meno in grado di affrontare (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura).
Nel caso di evidenti reati minori (“
Bagatelldelikte
”), ove entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, e 1P.263/2002 del 28.8.2002; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 497; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.);
4
. Nel presente caso, è pacifico che l’istante debba essere considerato accusato, essendo stato rinviato a giudizio avanti ad una Corte delle assise criminali.
Si potrebbe discutere se l’accusato sia anche stato prosciolto, e ciò con riferimento al fatto che per diversi capi di imputazione è stata ammessa l’intervenuta prescrizione.
È ben vero che il TF, con sentenza del 2.10.2002 (inc. 1P.258/2002), ha ritenuto che un accusato è prosciolto anche in caso di intervenuta prescrizione.
Ma lo ha fatto con riferimento ad una decisione della Corte di cassazione e di revisione penale (CCRP) del 7.5.1986, pubblicata in REP. 1987 p. 257.
Da allora la CCRP ha modificato la propria giurisprudenza, ritenendo che la prescrizione atterrebbe al diritto procedurale e non di merito (sentenze 4.11.2002 in re G.M., considerando 3, che menziona giurisprudenza della CCRP risalente al 26.6.1991; 21.5.2004 in re R.C., considerando 5c, inc. 17.2003.59; 4.9.2006 in re A.P., considerando 4b, inc. 17.2003.74).
La questione può però rimanere indecisa, visto l’esito dell’istanza.
5
. Nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione.
Giusta l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l’avvocato ha diritto di esporre, per l’assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l’istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla Corte delle assise criminali.
Entro tali limiti, l’onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l’importanza, il valore e l’estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell’avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle parti, l’esito conseguito e la sua prevedibilità.
Per i patrocini di fiducia il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo.
Nel riconoscimento dell’onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore o del patrocinato.
In questo senso si tiene conto della complessità e dell’importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell’impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell’esito del procedimento.
In altre parole l’onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso.
6
. Con riferimento al risarcimento dei danni materiali, secondo la giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell’interpretazione delle norme precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da risarcire, era stato inizialmente affermato che “
tali sono e non possono essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione
” (cfr. REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare l'estensione interpretativa del danno pecuniario al “
danno patrimoniale, materiale
” e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (cfr. REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422).
L’accusato deve dimostrare che il danno subito è la conseguenza diretta dell’accusa o della detenzione.
La valutazione e l’estensione del danno sono applicabili, quale diritto suppletivo, gli art. 42 ss.
CO (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7).
7
. L’indennità prevista dall'art. 317 ss. CPP si estende anche al danno morale patito dall'accusato prosciolto. La determinazione dell’ammontare dell'indennità è lasciata al potere d’apprezzamento del giudice ed è stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità, conformemente agli art. 42 ss.
CO (cfr. DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7).
L’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata riparata in altro modo.
Per fissare l’indennità è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in particolare del pregiudizio recato all’integrità fisica, psichica o alla reputazione dell’accusato, della gravità dell’accusa, del numero di persone venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale dell’accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269 e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446).
L’accusato che durante l’istruzione formale non è stato oggetto di un provvedimento restrittivo della libertà personale può ottenere un’indennità per torto morale unicamente se prova che a seguito dell’esecuzione di “
altri atti istruttori
” (per es. perquisizioni, sequestri, richieste di informazioni, ecc.) o per il semplice fatto di essere stato oggetto di un procedimento penale ha subito una grave violazione della sua personalità.
8
. Come stabilito dalla giurisprudenza di questa Camera, l’applicazione dell'art. 44 cpv. 1 CO consente al giudice di escludere o ridurre il risarcimento se il danneggiato ha consentito nell'atto dannoso o se le circostanze, per le quali egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare od aggravare il danno od a peggiorare altrimenti la posizione dell'obbligato, segnatamente
se l'accusato ha determinato per sua colpa l'apertura dell'inchiesta o la sua incarcerazione oppure ancora ha intralciato lo svolgimento della procedura (cfr.
R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 10
; G. PIQUEREZ,
op. cit., n. 1559; cfr. decisione CRP 19.5.2003, inc. 60.2001.61).
Lo scopo è quello di evitare che lo Stato, e di riflesso i contribuenti, debbano sopportare i costi di una procedura penale aperta in seguito al comportamento riprovevole di un accusato (decisioni CRP 14.3.2006, inc. 60.2004.395; 13.1.2006, inc. 60.2005.76; 14.3.2006, inc. 60.2003.421; 10.7.2006, inc. 60.2005.344; 28.6.2006, inc. 60.2005.240; 24.7.2006, inc. 60.2006.424).
Statuendo il 10/17.4.2007 su un caso giudicato dalla CRP, il TF (1P.212/2006) ha ritenuto che:
“
Il
rifiuto o la riduzione dell'indennità sono per contro compatibili con la Costituzione e la Convenzione quando l'interessato abbia provocato l'apertura del procedimento penale o ne abbia complicato lo svolgimento con un comportamento colpevole sotto il profilo del diritto civile, lesivo di una regola giuridica, e che sia in rapporto di causalità con l'importo imputatogli (
DTF 119 Ia 332
consid. 1b, 116 Ia 162 consid. 2). Il giudice deve riferirsi ai principi generali della responsabilità per atti illeciti (
DTF 116 Ia 162
consid. 2c) e fondare il suo giudizio su fatti incontestati o chiaramente stabiliti (
DTF 112 Ia 371
consid. 2a in fine). Deve al proposito prendere in considerazione ogni norma giuridica, appartenente al diritto federale o cantonale, pubblico, privato o penale, scritto o non scritto, per determinare se il comportamento in questione giustifichi la riduzione dell'indennità (
DTF 116 Ia 162
consid. 2c).”
In un altro recente caso (1P.823/2006 del 13.2.2007) con riferimento all’art. 163a CPP/VD il TF ha pure stabilito:
“Cette disposition confère un large pouvoir d'appréciation à la juridiction intimée, qui est toutefois limité par l'interdiction de l'arbitraire. Elle
prévoit explicitement que l'indemnité peut être refusée lorsque le requérant a provoqué ou compliqué fautivement la poursuite. La présomption d'innocence, consacrée par l'art. 6 par. 2 CEDH, interdit cependant de prendre une décision défavorable au prévenu acquitté en laissant entendre que celui-ci semble coupable de l'infraction qui lui était reprochée. En outre, le refus de l'indemnité n'est tenu pour compatible avec l'interdiction de l'arbitraire que si l'intéressé a provoqué l'ouverture de la procédure pénale dirigée contre lui ou s'il en a entravé le cours; à cet égard, seul un comportement fautif et contraire à une règle juridique, qui soit en relation de causalité avec les frais imputés, peut être déterminant (
ATF 119 Ia 332
consid. 1b p. 334
; 116 Ia 162
). Le juge doit se référer aux principes généraux de la responsabilité délictuelle (
ATF 116 Ia 162
p. 169) et fonder son prononcé sur des faits incontestés ou déjà clairement établis (
ATF 112 Ia 371
consid. 2a in fine p. 374). D'une façon générale, le juge peut prendre en considération toute règle juridique, appartenant au droit fédéral ou cantonal, public, privé ou pénal, écrit ou non écrit, pour déterminer si le comportement en cause est propre à justifier le refus de l'indemnité (
ATF 116 Ia 162
consid. 2c p. 169). Il peut retenir, le cas échéant, que l'intéressé a créé un état propre à causer un dommage à autrui, sans prendre les précautions nécessaires à sa prévention, ce qui est contraire au droit civil (
ATF 95 II 93
consid.
2
p. 96)”.
Anche il progetto di Codice di procedura federale prevede, all’art. 438, la possibilità di non accordare un indennizzo o la riparazione del torto morale se l’imputato ha ad esempio provocato in modo illecito o colpevole l’apertura del procedimento penale. Il messaggio 21.12.2005 (FF 2006 p. 989 ss., p. 1232) ritiene che:
“
Siffatto comportamento esclude in generale qualsiasi obbligo di indennizzo o di riparazione del torto morale da parte dello Stato
”.
9
. In base al principio della buona fede, consacrato dall’art. 5 cpv. 3 Cost. fed.:
“
Organi dello Stato, autorità e privati agiscono secondo il principio della buona fede
”.
Già in precedenza, questo principio era implicitamente garantito dall’art. 4 vCost. fed.
Più in generale, il principio è stato introdotto nel titolo preliminare del Codice civile, all’art. 2 CCS. In particolare, l’art. 2. cpv. 2 CCS prevede che il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge.
Per la dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 352), la buona fede ed il corollario dell’interdizione dell’abuso di diritto sono un principio generale che si applica a tutti gli ambiti giuridici, compresa la procedura penale.
Come ricorda P. MORDASINI (REP. 1994 p. 57 ss., p. 60), “
A me pare che la violazione del principio della buona fede consista, prima di tutto, in atteggiamenti processuali che, di primo acchito, urtano il comune buon senso di giustizia che ciascuno ha dentro
”.
Il principio non impone unicamente degli obblighi agli organi dello Stato, ma anche ai privati, tra di loro e nei confronti dello Stato.
In particolare ai privati le regole della buona fede impongono “
qu’on exerce ses droits légaux dans la lignes des finalités qui leur sont assignées explicitement ou implicitement par la loi
” (H. DESCHENAUX, Le titre préliminaire du code civil, 1969, p. 137).
Ovvio che il principio della buona fede si applichi in ambito civile, come il presente, relativo al risarcimento di un danno.
In procedura penale, l’obbligo di agire conformemente alla buona fede e l’interdizione dell’abuso di diritto si applicano a tutti i soggetti del procedimento. In questo ambito, e come ricorda la dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 357):
“
l’abus de droit peut résulter de procédés téméraires continuels, de procédés dilatoires ou de l’utilisation d’une faculté que confère la loi a des fins étrangères pour lesquelles elle n’a pas été prévue
”.
Tra gli esempi addotti da P. MORDASINI (REP. 1994 p. 70) di violazione del principio della buona fede, c’è anche l’uso della via penale in luogo di quella civile: nell’ottica della procedura penale trattasi di abuso.
In questo senso si è anche espresso il TF nella sua decisione del 26.3.1999 (6P.29/1999 e 6S.123/1999):
“che
sia
il
Procuratore
pubblico
che la
CRP hanno
pertanto
a
ragione
ritenuto
che
la
natura
della vertenza
sia
essen
zialmente
civile;
che
non
giova
al
proposito
alla
ricorrente sottolineare
che
la
natura
civile
di
una
causa
non
esclude
la
tutela
penale
(v.
ricorso
per
cassazione,
pag. 10
in
alto),
poiché,
se
ciò
è
di
per
sé
vero,
vero
è
altresì
che
l'oggetto
del
diritto
penale
("ultima
ratio")
è
ben
diverso
da
quello
del
diritto
civile
e
che
la tutela
della
giustizia
penale
può
essere chiesta
solo in un
contesto ben diverso da quello in
esame,
in
cui
gli
indizi
di
un
illecito
penale
potevano es
sere
ritenuti
dal
Procuratore pubblico e
dalla
CRP
già
in
base alle
prove
assunte
e
valutate
anticipatamente,
come
insufficienti per
promuovere
l'accusa;
(...)
che
va
rilevato
al
proposito
che
non
è
compito delle
auto
rità
penali
di
sostituirsi al giudice civile per accertare con
maggiore celerità e a
minor
prezzo
circostanze
rilevan
ti
ai
fini
di
un
giudizio
civile
o a
"mettere sotto
pres
sione"
un
protagonista di una lite civile;
che va rammentato alla
ricorrente che non esistono solo
illeciti
penali,
bensì
- e sono di
gran
lunga
la
maggioran
za
- anche illeciti civili,
sia
nell'ambito contrattuale
che extracontrattuale, e che anche chi
procede
dinanzi al
giudice civile dispone di strumenti estremamente efficaci e
rapidi
(provvedimenti
d'urgenza,
sequestri ecc.);
che nelle concrete
circostanze
il
ricorso
all'autorità
penale appare abusivo, ciò di cui va tenuto conto
nella
determinazione delle spese.”
10
. Nel presente caso, questa Camera ha fatto riferimento alla ricostruzione temporale operata dalla Corte delle assise criminali in quanto permette di valutare nel giusto contesto e nella corretta prospettiva i fatti che hanno portato all’apertura di procedimenti penali a carico dell’istante e del coaccusato prosciolto.
La vicenda penale relativa all’istante va inserita in una contesa societaria ed industriale, tra azionisti.
Questa “
vera e propria guerra
” (come definita dalla Corte delle assise criminali) era dapprima tesa alla conquista del controllo societario, mettendo in difficoltà o fuori gioco l’avversario; era poi tesa allo svuotamento della società dal suo contenuto economico, a favore di altre entità giuridiche costituite ad uopo al di fuori del gruppo societario d’origine.
Si è trattata di una vera e propria battaglia a tutto campo, senza esclusione di colpi, iniziata e messa in atto da un azionista con il concorso attivo dell’istante (e del coaccusato prosciolto).
11
. Si è trattato di una battaglia condotta usando, e meglio, abusando di norme legali e di procedure giudiziarie, civili, esecutive e penali.
Come avvenuto nella procedura concordataria relativa alla _. La lettura della sentenza della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello del _ (inc. CEF _) è particolarmente significativa, sia per quanto attiene alla situazione patrimoniale della ditta in moratoria concordataria, sia riguardo alla cessione di crediti con diritti di voto.
Per la situazione patrimoniale, già il commissario del concordato, nel proprio rapporto del _, si chiedeva se la rinuncia da parte dei creditori al 30% (visto il dividendo concordatario proposto del 70%) potesse essere giustificata.
In una successiva comunicazione del _ ai creditori (il giorno prima della sentenza di omologazione), il commissario aveva rilevato che “
in sostanza si è potuto constatare un’evoluzione favorevole della valutazione degli attivi, tale da agevolare considerevolmente la riuscita del concordato nei termini a suo tempo proposti ed accettati dai creditori
”.
Per quest’ultima comunicazione il commissario è stato “
bacchettato
” dalla CEF (sentenza, p. 24) per la reticenza dimostrata nel sottacere ai creditori elementi essenziali per il loro convincimento, nonché per l’ermetismo ingiustificato e per la tardività ed inutilità della comunicazione ai creditori del _.
In relazione alla cessione delle proprie pretese da parte di 24 creditori a favore della _ di _, la sentenza censura la motivazione della decisione del pretore, aggiungendo:
“... è infatti di disagevole comprensione, dal profilo commerciale oltre che per logica comune, l’acquisto a 100 di quanto vale 70 (nella migliore delle ipotesi, se vi sarà omologazione) o addirittura solo del 42: l’incidenza quantitativa delle cessioni/adesioni (24 su 56) per la riuscita formale del concordato imponeva poi un serio esame della liceità dei subingressi dal profilo del diritto esecutivo, ...”
(sentenza, p. 28).
Nella propria sentenza la CEF richiama il commissario al suo preciso compito di notificare tempestivamente ai creditori la situazione patrimoniale radicalmente mutata (sentenza, p. 25), e gli fissa una precisa scaletta anche “
temporale
” per sanare la situazione (sentenza, p. 26/27): al pretore richiama il dovere di esprimersi sul problema delle cessioni/adesioni (sentenza, p. 28). Guarda caso, il concordato è stato ritirato in data _. Appare quindi più che fondato che la procedura di concordato sia stata introdotta allo scopo di trasferire l’attività della _ ad altra entità, come indicato nell’istanza di concordato e come di fatto poi verificatosi.
Come avvenuto in sede civile, con lo strumento contrattuale. Si fa riferimento alla sentenza del Kantonsgericht di _ del _ (inc. _).
La stessa ha accertato la nullità di una serie di contratti: quello del _ in quanto concluso in un’evidente situazione di conflitto di interesse, illecito ed abusivo (sentenza, p. 27/28); i due contratti del _, in quanto conclusi in violazione degli art. 648 e 649 vCO, in particolare per avere con questi contratti conclusi dal CdA modificato lo scopo e l’attività dell’azienda senza un voto assembleare (sentenza, p. 28/29); i tre contratti dell’_ tra _ e _, giudicati immorali e perciò contrari all’art. 20 CO (sentenza, p. 31/32).
Significativo il passaggio a p. 31/32:
“
Schliesslich weist aber auch die Tatsache, dass die Beklagte versuchte, letztlich mit dem (ungültigen) Vertrag von _ die klägerischen Aktiven zu Eigentum zu erwerben, darauf hin, dass es der Beklagten schon mit den Verträgen vom _ nicht darum gegangen ist, die Klägerin zu sanieren, sondern deren Aktiven ihrem Einflussbereich zu entziehen.“
Così è pure avvenuto nell’ambito penale, con le diverse e successive denuncie a carico di PI 3. Si è trattato di una vera e propria raffica di denuncie: il _, il _, il _, il _, il _, il _, il _, il _. Tutte queste accuse si sono poi rivelate infondate, ed hanno portato all’abbandono del _ (ABB _ e _).
A nulla giova sul piano penale l’obbiezione secondo cui le autorità penali dell’epoca abbiano inizialmente creduto al buon fondamento dell’azione penale.
Ovvio che le stesse avevano allora sott’occhio solo una parte della situazione, e sono state anche indotte o depistate con l’uso disinvolto di altre procedure, come quella concordataria.
Non a caso nella scarna motivazione della decisione del _, il procuratore pubblico subentrato nell’inchiesta scrive:
"Alla base di tutto vi è indubbiamente un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo, direttamente ed indirettamente, alla _, _." (...) "Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione 25.6.87, chiamata ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria." (...) "Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."
12
. L’utilizzo strumentale di azioni penali al fine della battaglia societaria/industriale risulta anche dal fatto che le stesse non sono le prime promosse, ma parte di una strategia più generale e più articolata.
Antecedentemente alla prima denuncia, abbiamo l’assemblea generale della _ del _ (punto 9 sentenza Corte assise), il sequestro di azioni del _ (punto 11), le richieste del _, del _ e del _ (punto 11).
Poco dopo le prime denuncie abbiamo la richiesta di moratoria concordataria del _, la costituzione della _ il _.
Subito dopo la scarcerazione di PI 3 (avvenuta il _), troviamo i tre contratti dell’_ il cui tenore è stato ben stigmatizzato da parte del presidente della Corte delle assise criminali, contratti poi sostituiti da atti ancor più significativi (come indicato nelle considerazioni di fatto).
L’uso abusivo delle procedure penali, esecutive e degli strumenti contrattuali era finalizzato, in modo riconoscibile, per la Corte del merito, già in data _ (punto 16., con riferimento al punto 7 a p. 5 dell’istanza di moratoria concordataria), nella volontà di trasferire l’attività della società sotto assedio in una nuova società esterna al gruppo _, costituita peraltro già il _. Piano poi puntualmente portato a termine.
13
. L’agire disinvolto dell’istante emerge anche in relazione al contratto del _ concedente un diritto di compera sulle azioni a favore di _ (punto 22 della sentenza della Corte di merito), in relazione alla decisione del giudice dell’istruzione e dell’arresto del _ relativa al potere di rappresentanza di _ anche dopo la sua morte senza l’accordo degli eredi (punto 25 della sentenza della corte di merito) e in relazione al contratto fiduciario del _ (punto 27.4 della sentenza della Corte di merito).
14
. Come ha ricordato la Corte delle assise criminali, nel contesto di questa vera e propria guerra, gli imputati (e quindi anche l’istante) hanno svolto funzione anzitutto di “
luogotenente
” di uno dei contendenti, quello che ha dato inizio alla battaglia. Da un certo momento in poi sono a loro volta subentrati personalmente quali contendenti in prima persona.
Di questa battaglia societaria a tutto campo, combattuta prima di tutto e principalmente non sul piano economico, ma su quello giuridico, utilizzando impropriamente e spesso abusando di strumenti, azioni o procedure legali, l’istante (come il coaccusato prosciolto) non può certo essere stato uno strumento inconsapevole.
La sua formazione, la sua attività, così come la sua provata esperienza professionale, nonché il ruolo da lui assunto nel corso della vicenda (partendo quale rappresentante e stratega per conto di un azionista, finendo da contendente e protagonista a tutti gli effetti), dimostrano il contrario:
IS 1, nato nel _, ha studiato diritto a _ e si è laureato nel _, avendo posticipato gli studi di 2 anni, durante i quali aveva lavorato con il padre, commerciante. Dopo 2 anni di pratica presso il Kantonsgericht, ha superato gli esami d'avvocato, ed in seguito ha lavorato come consulente giuridico (dipendente) fino al _. Nel _ egli ha aperto il proprio studio legale, che conduce a tutt'oggi. La sua attività si sarebbe sviluppata in particolare nei settori della consulenza contrattuale, anche internazionale, del diritto commerciale in genere e del diritto d'autore. Poco presente in tribunale, egli avrebbe iniziato a conseguire mandati di consigliere di amministrazione, cosa secondo lui usuale a _, in particolare su richiesta (per i propri clienti) di una grande banca con la quale aveva una relazione privilegiata. Nel _ egli avrebbe così seduto in circa 100 consigli d'amministrazione.
Passando da “
luogotenente
” a protagonista in prima persona, l‘istante non è certo strumento inconsapevole di quanto accaduto: tali erano al contrario le diverse autorità penali, esecutive e altre chiamate di volta in volta impropriamente in causa.
15
. Visto il ruolo assunto e giocato fino in fondo, all’istante non poteva certo sfuggire che, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, ma anche secondo la logica e le sue conoscenze professionali, era pacifico, prevedibile e inevitabile che una battaglia a tutto campo del genere di quella intrapresa (senza esclusione di colpi, che dall’ambito economico e societario è stata consapevolmente estesa in ambito civile, esecutivo e poi anche penale, con una raffica di denuncie sporte contro l’avversario), avrebbe quanto meno comportato, anche solo quale “
legittima difesa
” della parte aggredita, l’apertura di uno o più procedimenti penali a carico suo (e del coaccusato prosciolto).
L’istante (come il coaccusato prosciolto) non poteva non rendersi conto di questa inevitabile conseguenza deI proprio comportamento, delle strategie disinvolte ed abusive intraprese.
Il proprio modo di agire (consapevole sul piano personale e abusivo sul piano giuridico) assurge a causa prima e preponderante delle logiche, inevitabili e più che prevedibili contromosse della parte aggredita sul piano penale, che una battaglia del genere di quella da lui (loro, compreso il coaccusato prosciolto) intrapresa inevitabilmente comporta.
Un simile modo di agire è anzitutto abusivo, perché utilizza procedure a dei fini impropri: come tale, non è degno di tutela giuridica in applicazione del principio della buona fede e del divieto dell’abuso di diritto.
Un simile modo d’agire si è anche dimostrato, in modo riscontrato anche dai tribunali, illecito e contrario a norme e principi giuridici.
Anzitutto contrario alle norme penali: di merito, tanto che è sfociato nell’abbandono di tutte le innumerevoli accuse mosse nei confronti di PI 3; procedurali, proprio perché le procedure penali sono state utilizzate per raggiungere altri scopi.
Inoltre contrario alle norme ed alle regole del diritto civile e delle obbligazioni: in questo senso l’annullamento, per motivi diversi, dei tre contratti dell’_, dei due contratti del _ e del contratto del _.
Infine, contrario alle norme della LEF, come emerso in relazione alla procedura concordataria.
Più in generale si deve concludere che nell’intraprendere e nel condurre senza esclusione di colpi la battaglia contro PI 3, l’istante ha agito in dispregio di norme giuridiche ed in modo abusivo.
Questi comportamenti sono, oltre che antigiuridici, in nesso naturale ma anche adeguato con i procedimenti penali poi rivolti contro l’istante.
16
. È pertanto ampiamente applicabile al caso di specie la giurisprudenza di questa Camera menzionata al punto 8 della presente decisione, e confermata nel suo principio anche dal TF nelle decisioni menzionate al medesimo punto.
Quanto ricostruito, sulla base di fatti accertati da tribunali (e quindi chiaramente stabiliti ed incontestati) conduce, in base all’art. 44 cpv. 1 CO, a far ritenere che l’istante (come il coaccusato prosciolto) ha cagionato il danno di cui chiede la rifusione.
In altri termini, con il proprio comportamento disinvolto e antigiuridico (e quello del coaccusato prosciolto), egli ha provocato non solo l’apertura dei procedimenti penali a carico di PI 3, ma anche l’apertura dei successivi e inevitabilmente conseguenti procedimenti a suo carico.
L’istante ha provocato l’apertura di procedimenti penali a suo carico (come a carico del coaccusato prosciolto) con un comportamento abusivo, oltre che colpevole sotto il profilo del diritto civile, del diritto esecutivo, lesivo di regole e principi giuridici elementari.
17
. L’agire dell’istante, in quanto abusivo, già solo per questo fatto non merita tutela in base al principio delle buona fede ed alla proibizione dell’abuso di diritto.
Facendo riferimento ai principi generali della responsabilità per atti illeciti, il comportamento dell’istante (e del coaccusato prosciolto) assurge a concolpa grave della vittima, al punto di essere la causa preponderante, prima, principale e prevalente del danno subito. La responsabilità dell’istante è maggiore e prevalente rispetto alla responsabilità dello Stato.
Un simile comportamento, oltre che abusivo, è chiaramente interruttivo del nesso causale adeguato tra la responsabilità causale dello Stato invocata ed il danno (materiale e morale) di cui si chiede la riparazione.
18
. Per tutti questi motivi, l’istanza è integralmente respinta. Data la gratuità della procedura al momento dell’inoltro della richiesta, si prescinde dalla tassa di giustizia e dalle spese.