# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 067fa879-82a6-5bc5-9824-d3d5c44c5ab9
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2004
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. A seguito del controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° gennaio 1999 - 31 dicembre 2002 presso RI 1 un ispettore della CO 1 ha effettuato delle riprese per salari non notificati e versati in particolare ad _ e _ per un importo complessivo di fr. 208'132.--.
1.2. Ritenendo tali retribuzioni come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente, mediante tassazione d'ufficio del 13 gennaio 2004 la CO 1 ha fissato i contributi paritetici AVS/AI/ IPG/AD e AF dovuti dalla società.
1.3. Con separate decisioni l'amministrazione ha fissato ai dipendenti i contributi sociali dovuti.
1.4. Con decisione su opposizione del 2 febbraio 2004 la CO 1 ha confermato la propria precedente decisione, ritenendo _ e _ dipendenti della società (doc. B).
Contro la predetta decisione la società, rappresentata RA 1, è tempestivamente insorta, contestando l'affiliazione dei due assicurati quali dipendenti, affermando in particolare:
"
(...)
5.
Nel caso concreto RI 1 ha ritenuto inversamente pacifico il rapporto giuridico con i signori _, esterno all'organizzazione della ditta, quale mandatari esterni e/o collaboratori esterni, senza concludere con loro un contratto di lavoro, senza inserirli nell'organico della ditta e concordando con loro un salario più alto.
Come giustamente ha rilevato la ricorrente in fase di opposizione, appare opportuno valutare la fattispecie sulla base della formazione giuridica che può avere una ditta di piccole dimensioni, dell'accordo privato che in definitiva è stato concluso tra le parti e dalle circostanze che potevano in buona fede ben far credere alla ricorrente che il rapporto di collaborazione con una persona esterna ed indipendente non poneva alcun problema, nemmeno in riferimento agli oneri sociali.
In particolare si sottolinea quanto segue:
a)
Si precisa anzitutto che i signori _ avevano già prestato in precedenza il proprio lavoro nella loro qualità di indipendenti per RI 1, anche per lunghi periodi, senza alcun problema nell'ambito sociale. Anzi, gli stessi da anni lavorano saltuariamente per altre ditte anche per periodi più lunghi. Secondo quanto dichiarato dal signor _, gerente della RI 1, il signor _ ha lavorato inoltre recentemente per alcuni mesi per la ditta _ e, pur essendoci stati controlli da parte della Cassa, il suo salario non è stato ripreso. Lo stesso dicasi per un altro operaio indipendente, il signor _, che pure ha lavorato quale indipendente per RI 1
nello stesso periodo dei signori _, senza che la Cassa abbia rilevato il caso. Quest'ultimo lavora attualmente presso la ditta citata a _ e, malgrado i controlli effettuati presso la ditta, non è successo nulla. Come mai esistono questi trattamenti differenziati non è dato sapere e sarebbe opportuno poter conoscere la posizione della Cassa.
Rimane comunque il fatto che tale situazione ben poteva far credere al ricorrente che la scelta di concordare con le suddette persone degli accordi di lavoro, pur mantenendo la reciproca indipendenza, era giusta.
A tal proposito si chiede l'audizione dei testi
b)
I signori _ come detto, svolgono da anni la loro attività quali muratori indipendenti e
spesso
prestano per alcuni periodi i loro servizi ad altre imprese di costruzione, senza mai aver avuto alcun problema: in tal senso essi informarono RI 1.
Tale situazione giuridica era da loro richiesta in quanto durante il periodo di lavoro con RI 1 essi continuarono la loro attività privata, assentandosi per poter continuare i propri mandati privati da indipendenti. Essi non erano quindi dipendenti, bensì liberi professionisti. Tra le parti vigeva un contratto orale di mandato che non ha mai creato problemi, anche alla fine di una collaborazione che, per le parti, non ne esclude delle future.
c)
I signori _ hanno concordato con RI 1 una retribuzione di ca fr. 43.- all'ora, contro i ca fr. 24.-- percepiti dagli operai della RI 1 Questa differenza di retribuzione oraria, dimostrabile dagli atti contabili in possesso della Cassa e che si richiamano, è certamente un ulteriore elemento di valutazione importante sull'indipendenza di queste persone, che dovevano assumersi il rischio d'esercizio e prestare il proprio lavoro solo su preciso mandato e necessità. E' pacifico che se fossero stati dipendenti l'impresa non avrebbe loro riconosciuto una tariffa di quasi il doppio nei confronti di quella degli altri operai!
(...)
Ora, come indicato nel punto precedente, i signori _ non hanno stipulato un contratto di lavoro con RI 1 non figuravano sull'organico della ditta e non erano notificati sulle distinte di salari dell'impresa. Essi erano liberi di disporre come volevano, sia durante il periodo della collaborazione, sia per quanto riguarda la durata della stessa. Hanno in effetti lavorato per altre ditte o loro clienti, hanno quindi assunto a proprio rischio la responsabilità del loro operato: proprio per questa considerazione ricevevano una mercede superiore al salario percepito da un dipendente. Non esisteva alcun rapporto di subordinazione e tutte le circostanze potevano, in buona fede, far credere al ricorrente che non solo la volontà delle parti era quella di mantenere la più assoluta dipendenza ma che la posizione di questi signori era conforme anche sotto l'aspetto AVS.
Durante il periodo in questione ci si è trovati continuamente di fronte a due generi di attività: non ci sono dubbi che gli elementi preponderanti nel caso concreto sono quelli relativi ad un rapporto di assoluta indipendenza.
(...)
7.
Da aggiungere infine che non sarebbe equo calcolare la ripresa salariale sull'importo percepito dai signori _ perché allora RI 1 sarebbe ingiustamente penalizzata. E' infatti pacifico che la retribuzione in caso di rapporto di dipendenza sarebbe stata un'altra. Questo elemento è, secondo il ricorrente, di fondamentale importanza perché dimostra, non solo l'estraneità di un rapporto di lavoro dipendente, bensì pure e soprattutto l'elemento del rischio sopportato nei confronti ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (dipendenza) che viene ricompensato con una maggiore retribuzione.
Prove
: cs
8.
Si aggiunge infine l'elemento di valutazione dell'attuale recessione in campo edile (e non solo!) in cui la solidarietà tra le ditte è sempre più forte e doverosa. Sempre più spesso accade che il lavoro si concentri una volta a favore dell'una e l'altra volta a favore dell'altra ditta. Queste non possono modificare sempre ed in ogni caso occasione il proprio organico e devono pertanto ricorrere alla collaborazione con forze esterne indipendenti, che evita loro, tra l'altro, il ricorso alle casse di disoccupazione.
Le riprese salariali da parte CO 1 costituiscono certamente un freno a questo principio di solidarietà, per cui in situazioni difficili, l'interpretazione al concetto di dipendenza dovrebbe essere rivalutato in favore del datore di lavoro.
(...)
con formale richiesta di essere sentito e di sentire i testimoni indicati al punto 5°) del presente gravame
si chiede piaccia
decidere:
Il ricorso è accolto:
di conseguenza la decisione 13 gennaio 2004 CO 1 è annullata.
I signori _ sono considerati indipendenti e RI 1 non vengono riprese le relative retribuzioni da parte della Cassa.
(...)
si richiamano:
i documenti allegati all'allegato di opposizione alla Cassa, nonché l'intero incarto." (doc. I)
1.5. Con la risposta 22 marzo 2004 la Cassa ha prodotto una nuova decisione tramite la quale, viste le motivazioni del ricorso e i nuovi accertamenti effettuati, viene stralciato l'importo di fr. 47'482 conseguito da _ ormai considerato indipendente. L'amministrazione afferma tuttavia che la ricorrente "
né in sede di revisione, né in sede di opposizione aveva informato la Cassa che il signor _ aveva già prestato il suo lavoro in qualità di indipendente per RI 1 (cfr. consid. 5 a) ricorso 1 marzo 2004).
" (doc. III).
Per il resto l'amministrazione propone di respingere il ricorso, in particolare perché:
"(...)
il signor _ dal mese di febbraio 2001 al mese di ottobre 2002, ha fatturato le proprie prestazioni di manodopera come lavori in genere per la ditta RI 1 unico suo committente durante detto periodo.
A tal proposito la Cassa tiene a ricordare che il TFA nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H 279/00) ha deciso che il fatto di svolgere l'attività lucrativa unicamente per una società configura un elemento decisivo a favore dell'attività dipendente.
La Cassa tiene a sottolineare che, contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, non risulta che il signor _ iscritto alla nostra Cassa dal 3/2000 in qualità di indipendente, abbia in precedenza prestato il proprio lavoro nella sua qualità di indipendente per RI 1" (doc. III)
1.6. Pendente causa la ricorrente ha chiesto al TCA l'audizione di (doc. VI).
Questo Tribunale ha proceduto ad alcuni accertamenti di cui si dirà in seguito.

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).
In concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate fino al 31 dicembre 2002, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2004.
Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la qualifica dell'attività svolta per la società ricorrente vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Ne discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni in senso contrario.
2.3. La Cassa, contestualmente alla risposta, ha notificato una nuova decisione, stralciando le riprese effettuate per il lavoro svolto da _ in applicazione del principio della buona fede. Quest'ultimo infatti, nel 1998, anno precedente il periodo della revisione, aveva già lavorato per la ricorrente ed era stato ritenuto indipendente.
A norma dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003, l'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.
L'amministrazione può rivedere la decisione impugnata solo fino alla presentazione della risposta. Tale condizione temporale è adempiuta se il nuovo provvedimento viene trasmesso all'istanza di ricorso entro il termine per l'inoltro della risposta (cfr. R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im Sozialversicherungsrecht oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997, pag. 457; DTF 109 V 236 consid. 2).
Una decisione resa dopo questo termine assume per contro unicamente il carattere di una proposta indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova valutazione (Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992 pag. 123 consid.
5, RCC 1989 pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V 236; Spira, "Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale" in RJN 1984, pag. 23).
L'art. 3a della Legge di procedura per i ricorsi al TCA enuncia i medesimi principi, ricalcando quanto previsto dall'art. 58 PA.
Questa norma prevede che l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione impugnata.
Essa notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al Tribunale (art. 3a cpv. 2 LPTCA).
Quest'ultimo continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase LPTCA).
Come esposto sopra, l'amministrazione può riconsiderare pendente lite una decisione contestata soltanto fino al momento dell'inoltro della risposta di causa. Un provvedimento emanato successivamente vale unicamente come proposta al Giudice.
Nel caso di specie, il 22 marzo 2004 la Cassa ha inoltrato al TCA la propria risposta di causa, allegando la nuova decisione del 22 marzo 2004 (tassazione d'ufficio).
Vista la palese volontà dell'autorità di prima istanza di annullare una delle riprese contestate, può qui rimanere aperta la questione di sapere se l'amministrazione non avrebbe piuttosto dovuto modificare la decisione su opposizione e non la tassazione d'ufficio.
In simili condizioni, oggetto del contendere rimane unicamente la questione dell'affiliazione di _ quale dipendente della ricorrente.
Nel merito
2.4. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.5. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
"
(...) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid.
5d et les références citées).
Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale.
(...).".
2.6. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).