# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** ed380c01-db8c-5f5b-8623-61ebffe0fbd7
**Court:** TI_CARP
**Chamber:** TI_CARP_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

ritenuto che I.
Con atto di accusa 50/2015 dell’8 maggio 2015 la procuratrice pubblica ha imputato a
A. AP 1 in correità con IM 1, _ detto “_” (latitante), tale _ (cittadino dominicano rimasto non identificato) e la compagna di quest’ultimo (rimasta non identificata)
il reato di
1. infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
siccome riferita a un quantitativo di cocaina che sapevano o dovevano
presumere poter mettere direttamente o indirettamente in pericolo la
salute di molte persone, e meglio per avere,
nel periodo aprile 2013 / 06 giugno 2014, a Rivera, Lugano, Zurigo, in
Spagna e in altre imprecisate località del Canton Ticino,
agendo in banda, secondo accordi e con ruoli e modalità prestabiliti
nell'interesse comune, interagendo in periodi non sempre
sovrapponibili tra loro,
trafficando per mestiere,
ripetutamente acquistato, importato, posseduto, detenuto, preparato e
alienato un quantitativo imprecisato di cocaina, valutato in almeno
1'000.00 grammi lordi,
e in particolare per avere, senza essere autorizzati,
1.1.
nel periodo
aprile 2013 / gennaio 2014,
AP 1, dando in sublocazione il suo
appartamento di Via _ a _, a _
(detto anche "_"), a tale "_" (cittadino
dominicano rimasto non identificato) e alla compagna di quest'ultimo (rimasta non identificata),
fornito loro fra il mese di aprile 2013 fino a agosto / settembre 2013
una base di appoggio per il confezionamento, il taglio e la vendita a
terzi di un imprecisato quantitativo di cocaina,
attività delittuosa di cui era perfettamente a conoscenza,
tanto da migliorare poi, nel periodo ottobre 2013 / gennaio 2014, la
collaborazione con _,
ospitandolo ancora nell'appartamento in Via _ a _,
facendogli da autista e alienando di persona un imprecisato
quantitativo di sostanze stupefacenti a terze persone, valutato in
almeno 150 grammi lordi di cocaina;
1.2.
nel periodo febbraio 2014 / 06 giugno 2014,
AP 1, IM 1 e _
, importato in due occasioni dalla Spagna in
Svizzera. almeno 300/350 grammi lordi di cocaina (al prezzo totale di
CHF 14’000.-) e acquistato a Zurigo ulteriori 300 grammi lordi di
cocaina (al prezzo totale di CHF 15'000.-), per un quantitativo
complessivo 600/650 grammi lordi di cocaina, e meglio:
Ø
importato dalla Spagna in Svizzera contestualmente all'arrivo di IM 1
, almeno 100 grammi lordi di cocaina destinati alla
vendita che, con aggiunta di sostanza da taglio, sono diventati 150
grammi lordi,
Ø
importato dalla Spagna in Svizzera ulteriori 200/250 grammi lordi
di cocaina destinati alla vendita che, con aggiunta di sostanza da
taglio, sono diventati 400/450 grammi lordi;
Ø
acquistato a Zurigo complessivi 300 grammi lordi di cocaina,
così da avere a disposizione almeno 850/900 grammi lordi di cocaina
(grado di purezza compreso tra il 14.9% ed il 69.4%), destinata alla
vendita,
sostanza stupefacente in seguito alienata, sia in prima persona, sia per
il tramite di terzi, fra cui _,
a vari tossicodipendenti locali, in particolare a _, _
, _, _, _
e _ e altre persone rimaste non identificate, al prezzo medio di CHF 80.- al grammo,
così da realizzare un guadagno complessivo netto di almeno CHF
39'000.- (utile lordo di CHF 68’000.- / le spese per l'acquisto dello
stupefacente pari a CHF 29’000.-);
B. AP 1, in parte in correità con _ (contro la quale si procede separatamente)
2. ripetuto riciclaggio di denaro
per avere, nel corso dell’anno 2013 fino al 06 giugno 2014, a Rivera, Lugano e in altre imprecisate località della Svizzera, ripetutamente compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali, sapendo o dovendo presumere c
he gli stessi provenivano da un crimine,
e meglio per avere
effettuato in prima persona per almeno CHF 7'802.73, rispettivamente fatto eseguire da _ per CHF 3'250.-,
molteplici trasferimenti di denaro tramite i canali RIA e Western
Union in favore di conoscenti e di trafficanti di stupefacenti in Spagna,
Olanda e Repubblica Dominicana, per un ammontare complessivo pari
a CHF 11'052.73, sapendo che il denaro era stato ottenuto mediante infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti;
C. AP 1, singolarmente
3. ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale
per avere, a Rivera e a Lugano, benché li sapesse sprovvisti del necessario permesso per risiedere in Svizzera,
3.1.
nel periodo
aprile 2013 / settembre 2013, favorito il soggiorno illegale del cittadino dominicano “_” e della sua compagna che l’inchiesta non ha potuto identificare, ospitandoli illegalmente nel proprio appartamento in Via _ a _;
3.2.
nel periodo aprile 2013 / settembre 2013 e dicembre 2013 / 06 giugno 2014, favorito il soggiorno illegale del cittadino dominicano _, ospitandolo illegalmente nel proprio appartamento in Via _ a _;
3.3.
nel periodo febbraio 2014 / 06 giugno 2014, favorito il soggiorno illegale del cittadino dominicano IM 1, ospitandolo illegalmente nel proprio appartamento in Via _ a _.
A AP 1 sono stati sequestrati fr. 12'513.72, 41,51 grammi lordi di sostanza da taglio, 15,03 grammi lordi di cocaina e 2,22 grammi lordi di marijuana, un flacone di “nectar de Amor”, varie schede SIM e relativi supporti, computer e telefoni portatili, un’agenda, titoli di trasporto, una tessera Western Union, nonché oggetti e documentazione varia.
II.
Con sentenza 3 settembre 2015 (inc. 72.2015.68) la Corte delle assise criminali ha dichiarato AP 1 autore colpevole di:
- infrazione aggravata alla LFStup per i fatti di cui alla lett. A dell’atto di accusa (quantificando la cocaina trafficata in 987 grammi netti così come indicato dal PP e ammesso dall’imputato in AI 556 a pag. 7 e nell’allegato 1 al verbale del dibattimento di primo grado a pag. 6) prosciogliendolo, tuttavia, limitatamente al periodo temporale aprile / ottobre 2013 previsto alla lett. A 1,
- riciclaggio di denaro per i fatti di cui alla lett. B dell’AA,
- ripetuta incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale per i fatti di cui alla lett. C dell’AA,
I primi giudici hanno condannato AP 1 alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
Nei suoi confronti è, inoltre, stata revocata la misura dell’obbligo di firma presso la gendarmeria di Lugano.
La Corte di prime cure, dedotte tassa di giustizia e spese processuali, ha, infine, ordinato la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione di un computer e di alcuni telefoni portatili indicati al pto. 6 del dispositivo che sono stati dissequestrati previa cancellazione dei dati.
preso atto che
contro la sentenza della Corte delle assise criminali AP 1 ha annunciato l’8 settembre 2015 di voler interporre appello.
Dopo avere ricevuto la motivazione scritta della pronuncia, con dichiarazione di appello 16 dicembre 2015, l’imputato ha postulato il proscioglimento dall’imputazione di riciclaggio di denaro (cfr. disp. 1.2.) ed ha chiesto che la pena detentiva (cfr. disp. 5.1.) fosse diminuita a 3 anni di cui 6 mesi da espiare e per il resto sospesa condizionalmente per un periodo di prova a discrezione di questa Corte.
L’insorgente non ha presentato istanze probatorie, limitandosi a richiamare l’incarto 72.2015.68 dal Tribunale penale cantonale
(inc. CARP 17.2015.205 doc. I e VII).
La procuratrice pubblica, dal canto suo, ha annunciato il 14 settembre 2015 di volere presentare appello. L’annuncio è, poi, stato confermato con dichiarazione 14 dicembre 2015 in cui ha domandato che la condanna di AP 1 per infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti venga estesa anche al periodo aprile 2013 / ottobre 2013 (cfr. disp. 3).
La Pubblica accusa ha, nel contempo, chiesto che la pena (cfr. disp. 5.1.) venga aumentata a 4 anni di detenzione, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
Nemmeno la procuratrice pubblica ha presentato istanze probatorie (inc. CARP 17.2015.206 doc. I e II).
esperito
il pubblico dibattimento l’8 aprile 2016, durante il quale:
- la PP PP 1 ha postulato che AP 1 sia condannato per infrazione aggravata alla LStup anche per il periodo aprile 2013/ottobre 2013 e che la pena a suo carico sia stabilita in 4 anni di detenzione. A titolo subordinato, ha chiesto che, in caso di concessione della sospensione parziale della pena, la parte da espiare sia di almeno di 18 mesi;
- il patrocinatore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito sia assolto dal reato di riciclaggio di denaro per l’intero importo di fr. 11'052.73 e che la pena a suo carico sia ridotta a 3 anni di detenzione di cui 6 mesi da espiare e, per la parte residuale, sospesa condizionalmente per un periodo di prova lasciato al prudente apprezzamento di questa Corte.
considerato
III. L’imputato: vita e precedenti penali
1.
Al dibattimento di primo grado, interrogato sulla sua vita, AP 1 (cittadino venezuelano, nato il 28 settembre 1985 a Caracas) ha dichiarato quanto segue:
“
(...) sono arrivato a _ all’età di 7 anni. Ho iniziato a seguire le scuole elementari in Svizzera, per poi fare le scuole medie a _ e la scuola di commercio a _. Ho effettuato i corsi serali fino a diventare contabile cantonale. Ho iniziato a lavorare nel 2009 quale contabile presso la _, fino al 30 aprile 2015, dopodiché sono stato licenziato. Attualmente sono disoccupato e percepisco la rendita disoccupazione. Presso la _ guadagnavo come stipendio iniziale fr. 2'700.-, in seguito sono arrivato a guadagnare fr. 3'800.- netti. Attualmente dalla disoccupazione percepisco fr. 3'500.- netti.
ADR
che sto proseguendo i corsi per diventare contabile federale. È prevista la fine dei corsi l’anno prossimo, a marzo del 2016 avrò l’esame.
ADR che dal punto di vista famigliare in Svizzera ho mia madre, un fratello di 24 anni, e mia figlia di 5 anni. Ho inoltre un bambino appena nato di 7 mesi, avuto con la mia attuale compagna. I miei figli hanno due madri diverse, la prima è affidata alla madre.
AD della PP preciso che ad oggi non ricevo un assegno di prima infanzia. _ è in maternità, avendo origini straniere stiamo raccogliendo i documenti per fare le dovute richieste, non abbiamo ancora iniziato la procedura anche se sarà nostra intenzione farlo. Attualmente siamo riusciti unicamente a fare il riconoscimento del bambino. _ ha il permesso B, io invece ho il permesso C.”
(all. 1 al verbale del dibattimento di primo grado, pag. 2).
Nel corso dell’inchiesta, l’imputato ha dichiarato di avere vissuto con la prima compagna (_) e con la loro bambina (_) in via _ a _ fino a febbraio 2013, quando si è interrotta la relazione sentimentale. L’imputato ha fatto risalire a fine 2012/inizio 2013 i primi problemi economici della coppia dovuti a spese eccessive (cfr. biglietti aerei e mantenimento della famiglia a Santo Domingo, costi sanitari della figlia ammalatasi). Separatosi dalla compagna, egli ha soggiornato per un anno dalla madre, per poi ritornare, sempre a suo dire, a febbraio 2014 nell’appartamento nel frattempo lasciato libero dall’amica (AI 92, pag. 2; AI 533, pag. 2 e 4; AI 556, pag. 2).
Secondo le sue dichiarazioni, l’imputato ha stipulato con l’ex compagna una convenzione di mantenimento che prevede “un contributo di CHF 400.- mensili (n.d.r. per la figlia), di cui io verso CHF 200.- del mio salario e gli altri CHF 200.- sono di assegno familiare” (AI 31 all. 1, pag. 11, AI 93 all. 2, pag. 11; AI 533, pag. 5).
Sulla sua attuale situazione debitoria, AP 1 ha precisato al dibattimento d’appello quanto segue:
“
La mia situazione debitoria si è praticamente azzerata. È stata infatti mia premura saldare tutti i debiti che avevo attingendo al bonus di circa 25'000.- che avevo ricevuto all’uscita da _. (...) Parlando di fr. 25'000.- io avevo aggiunto a tale bonus gli stipendi che avevo ricevuto tutti assieme all’uscita.”
(verbale dib. appello, pag. 3).
Tale dichiarazione è confermata dall’estratto 29.03.2016 dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona da cui non risultano esecuzioni o attestati di carenza beni a carico dell’imputato (doc. dib. appello 5).
L’imputato ha dichiarato di non avere mai consumato sostanze stupefacenti (AI 31 all. 1, pag. 10; AI 93 all. 2, pag. 10; AI 556, pag. 9, doc. dib. appello 3).
AP 1
è incensurato
(AI 24).
IV. Inchiesta
2.
Dalle risultanze istruttorie dell’inchiesta denominata “Kamien” avviata dal Ministero pubblico ed, in particolare, dalla sorveglianza dell’utenza telefonica in uso a _, emergeva l’attività di AP 1 nella vendita di stupefacenti.
Recatasi il 6 giugno 2014 al suo domicilio in via _ a _ per arrestarlo, la polizia lo fermava nei pressi della sua abitazione unitamente alla compagna _ ed a un cittadino dominicano IM 1, questi ultimi presenti presso il suo appartamento.
Durante la perquisizione del domicilio, gli agenti rinvenivano circa 60 grammi lordi di cocaina, oggetti per il confezionamento e la pesatura di stupefacenti, apparecchi e schede telefoniche, documenti di legittimazione intestati a terze persone nonché fr. 1'120.- ed euro 3'435.-.
AP 1 veniva in seguito accompagnato dalla polizia presso il suo luogo di lavoro in via _ a _ dove si rinvenivano ulteriori 6 grammi lordi di cocaina oltre a fr. 7'820.-.
Interrogati dagli inquirenti, AP 1 e IM 1 si incolpavano a vicenda del traffico di stupefacenti, sminuendo ciascuno il proprio ruolo. Fin dalle prime deposizioni emergeva che presso l’appartamento risiedevano, oltre alle tre persone summenzionate, anche tale “_”, cittadino dominicano (AI 31).
Faceva seguito un’istruttoria sfociata, per quanto attiene AP 1, nel suesposto atto di accusa 50/2015 dell’8 maggio 2015, come visto, quasi interamente confermato dalla sentenza 3 settembre 2015 della Corte delle assise criminali.
La sentenza è stata appellata sia AP 1 sia dalla procuratrice pubblica.
Da qui, la presente procedura.
Appello
A. Periodo temporale relativo all’infrazione aggravata alla LStup
3.
La procuratrice pubblica chiede che la durata dell’infrazione aggravata alla LStup di AP 1, fissata nella sentenza di prima istanza da ottobre 2013 al 6 giugno 2014, sia estesa anche ai mesi da aprile 2013 fino a ottobre 2013. Per la Pubblica Accusa, l’implicazione dell’imputato nella vendita a terzi di cocaina è iniziata, per l’appunto, ad aprile 2013, contestualmente alla sua conoscenza di _ (“_”) e alla messa a disposizione di quest’ultimo del suo appartamento di _ per svolgere i traffici di droga.
A sostegno della sua tesi, la Pubblica Accusa rileva che IM 1 ha dichiarato agli inquirenti che _ ha iniziato il traffico di stupefacenti nell’appartamento di _ a partire dall’anno 2012. Tale circostanza unitamente al “
via e vai
” di persone nell’appartamento suffragano, sempre secondo l’insorgente, la tesi secondo cui l’imputato era attivo nella banda dedita al traffico di cocaina ben prima di ottobre 2013 (inc. CARP 17.2015.206 doc. II e inc. CARP 17.2015.205 doc. XIX).
3.1.
La Corte delle assise criminali ha ritenuto, diversamente da quanto indicato nell’AA, meno esteso il periodo nel quale AP 1 ha agito, limitandolo a far tempo dal mese di ottobre 2013 e non dal mese di aprile dello stesso anno. Per i primi giudici:
“
non risultano dagli atti elementi tali da dimostrare al di là da ogni dubbio che effettivamente l’imputato fosse già attivo nella primavera del 2013 e non, piuttosto, a fare tempo dall’autunno, periodo per il quale sussistono elementi oggettivi agli atti” (sentenza impugnata, consid. 41, pag. 34).
3.2. a.
Sull’inizio dell’attività di spaccio di AP 1 vi sono le dichiarazioni da lui rilasciate nel corso dell’inchiesta, quelle degli altri interrogati – segnatamente, i suoi acquirenti di cocaina – nonché le risultanze delle intercettazioni telefoniche.
AP 1 ha ricondotto l’inizio della sua attività legata agli stupefacenti, dapprima, genericamente al “
periodo natalizio 2013
” (AI 92, pag. 5: 17.06.2014), poi, a “
fine gennaio 2014
” (AI 312 pag. 9; AI 407, pag. 2-3, 8: PS 22.08.2014), di seguito a “
novembre/dicembre 2013”
(AI 430, pag. 6-7; AI 483 pag. 4, AI 522, pag. 5, PS 17.10.2014) e “
in novembre 2013
” (AI 533, pag. 6), per, infine, anticiparla “
in ottobre/novembre 2013
” (AI 533, pag. 7; all. 1 al verbale del dibattimento 03.09.2015, pag. 5).
Chi ha acquistato cocaina dall’imputato, si è così espresso sull’inizio degli acquisti:
- _ ha dichiarato agli inquirenti di avere conosciuto l’imputato a inizio luglio 2013 durante una grigliata nel locarnese (circostanza confermata da AP 1). _ ha aggiunto di avere parlato poco con lui in quell’occasione, tuttavia ha precisato di essere
“venuto a sapere che se avessi avuto bisogno di cocaina potevo rivolgermi a AP 1”
(AI 430, pag. 3). Sulle avvenute compravendite di droga, _ ha, dapprima, dichiarato di avere acquistato cocaina per uso personale da AP 1 e di avere pure fatto da tramite fra quest’ultimo ed acquirenti cocainomani (_, _, tale _ - n.d.r. _ - e altri di cui non ricorda il nome) da settembre 2013 (AI 420 all. 1 pag. 3-4). _ ha, di seguito, nell’ambito dello stesso interrogatorio, anticipato l’inizio dei suddetti suoi acquisti a maggio 2013 (AI 420 all. 1 pag. 6) e della mediazione (spec. quella tra _ e AP 1) a giugno/luglio 2013 (AI 420 all. 1 pag. 4), per poi nuovamente collocare “
le vicende legate alla cocaina con AP 1
” nel periodo da settembre 2013 (AI 420 all. 1 pag. 8), situandole da ultimo a partire da fine settembre 2013 (AI 423, pag. 4; AI 430, pag. 3).
- _ ha, dapprima, fatto iniziare i suoi acquisti dall’imputato a novembre 2013 (AI 95 all. 1 pag. 8, 10) per poi posticiparli a febbraio 2014 (AI 304 pag. 5, 8; AI 358 pag. 3; AI 402, pag. 3 e 5), data confermata dall’imputato.
- _ ha dichiarato di essersi rivolto, su incarico di due ragazze che lavoravano al night club _ di _, per degli acquisti a AP 1 “
nel periodo aprile/maggio 2014
” (AI 500 pag. 3).
- _ ha asserito di avere acquistato 2 grammi di stupefacente da AP 1 “
nel periodo fra ottobre/novembre 2013 e inizio febbraio 2014
” (AI 532 pag. 4).
- _, confrontato dagli inquirenti col testo di una sua conversazione telefonica del 5 maggio 2014 con AP 1, si è limitato a dichiarare che quel giorno l’imputato ha portato 5 grammi di cocaina al suo amico _ (il cui vero nome è _) (AI 263 pag. 6-7, AI 602 all. 2, pag. 4-5).
- _, ha sostenuto di avere acquistato cocaina dall’imputato, e meglio 20/25 grammi alla settimana per complessivi 650 grammi, “
tra ottobre 2013 e maggio 2014
” (AI 491 pag. 3; cfr. anche AI 372 pag. 5).
- IM 1 ha iniziato col dichiarare agli inquirenti che la cocaina venduta e consumata in Svizzera da aprile 2014 l’ha ricevuta da AP 1 (AI 22 pag. 7; AI 114 pag. 5). Egli ha, poi, asserito che quando è arrivato in Svizzera (ciò che, a suo dire, risale a febbraio 2014; AI 603 pag. 4) “
il traffico di cocaina di AP 1 e di “_” era già avviato
” (AI 599 3, 7, 9).
Ha aggiunto che
“_”
ha abitato presso l’appartamento di _ dell’imputato a partire dal 2012 (AI 603 pag. 3, 11).
IM 1 ha, tuttavia, escluso che in quel periodo l’imputato trafficasse cocaina:
“
(...) a mia conoscenza, AP 1 non era implicato in questo traffico di cocaina messo in piedi da _ e poi da “_” perché lui lavorava e ha unicamente messo loro a disposizione l’appartamento di _, perché loro, essendo stranieri, non potevano affittarne uno.” (AI 603 pag. 3)
IM 1 ha, inoltre, precisato che AP 1 ha iniziato a vendere cocaina a fine 2013:
“
Voglio precisare che _ abitava nell’appartamento di AP 1 dove ho vissuto pure io, prima del mio arresto. Loro vivevano lì in quattro o cinque: c’era _, il fratello di _, “_” e un’altra persona di cui non conosco il nome. AP 1 non abitava lì, di questo ne sono sicuro perché a quel momento lui non vendeva droga, mentre gli altri sì. Io non li ho visti personalmente, dato che non ero qui, ma ne ho avuto notizia, quando mi trovavo in Spagna. (...) Io sono comunque sicuro che “_” è arrivato a _ nel 2012 e vendeva cocaina. A quel momento AP 1 non vendeva cocaina.
Il PP mi chiede se confermo che AP 1 ha iniziato a vendere cocaina quando _ e “_” si sono separati.
Sì lo confermo. Il fatto è che _ aveva rubato la cocaina e i soldi di “_” (...) _ ha ordinato ad una terza persona di sottrarre a “_” soldi e cocaina. Inizialmente “_” pensava che fosse stata una terza persona a rubargli cocaina e soldi, poi però ha capito, o meglio ha saputo, che era stato _ a far commettere il furto. Mi sembra che sia successo alla fine del 2013, è stato “_” a dirmelo.” (n.d.r. sottolineature nostre) (AI 603 pag. 11, 12)
Fatta eccezione per un caso di cui dirà a breve, i suddetti verbalizzati situano l’inizio dei loro acquisti di cocaina dall’imputato al più presto a partire da ottobre 2013: cioè dalla data dalla quale l’imputato fa decorrere l’inizio dei suoi traffici di stupefacente.
È pur vero che _ ha dichiarato agli inquirenti di aver saputo da terzi agli inizi di luglio del 2013 che per questioni di cocaina poteva rivolgersi a AP 1. Tuttavia questa affermazione, che per la sua genericità ha affievolita forza indiziante, nulla dice sull’esistenza di concreti traffici ascrivibili all’imputato.
_ ha, da ultimo, dichiarato di avere acquistato cocaina dall’imputato a partire da fine settembre 2013. Tale decorrenza, oltre a implicare un brevissimo scarto temporale rispetto a ottobre 2013 del tutto irrilevante ai fini del giudizio, è approdo di una deposizione al quanto ondivaga che pecca verosimilmente di imprecisione.
Né dagli stralci delle conversazioni telefoniche verbali e scritte (sms) intercettate dagli inquirenti e documentate agli atti risulta un’attività dell’imputato pregressa a tale data (AI 6, AI 9, AI 63 doc. B-C, AI 64 all. 9, doc. B-C, AI 95 all. 1 doc. B, AI 97, AI 233 doc. A, C, D, AI 263 doc. B, AI 303 doc. B-C, AI 312 doc. C-D, AI 319 doc. B, AI 372 doc. B-C, AI 386 doc. A, AI 420 all. 1 doc. B, AI 491 doc. B; AI 570, AI 588 all. 1 doc. B-C, AI 590, AI 602 doc. B; AI 564 all. 29 doc. B-C).
Vero è che IM 1 ha situato a fine 2013 le prime vendite di cocaina da parte di AP 1.
E si aggiunga che la stessa Polizia giudiziaria, nel suo rapporto d’inchiesta, è giunta alla conclusione che AP 1 è responsabile dello spaccio di cocaina “
avvenuto a _ e nelle immediate vicinanze tra ottobre 2013 e giugno 2014
” (AI 564 pag. 25).
Sulla scorta di questi elementi probatori, si può, dunque, accertare, con la prima Corte, che AP 1 ha personalmente trafficato cocaina a partire da ottobre 2013.
b.
Tuttavia - cosa che la prima Corte non ha considerato - l’AA imputa a AP 1 di avere infranto la LStup anche dando in sublocazione a _ (_) e, poi, a _ e alla sua compagna il suo appartamento, che è, poi, stato utilizzato anche come base logistica per i loro traffici di stupefacente.
Secondo l’accertamento dei giudici di primo grado - accertamento rimasto incontestato - nel periodo che qui interessa (aprile-ottobre 2013), prima _ detto “_” (da aprile 2013: cfr. disp. 1.3.2.) e, poi _ con la sua compagna (da luglio 2013: cfr. disp. 1.3.1.) hanno vissuto nell’appartamento di Via _, a _ di cui era locatario l’imputato.
Per determinare se AP 1 fosse a conoscenza dei traffici dei suoi sublocatari, occorre considerare, dapprima, che egli era perfettamente consapevole che i suoi “inquilini” non svolgevano, nel periodo considerato, alcuna attività onesta che potesse garantire loro un reddito sufficiente a vivere e a pagare l’affitto dell’appartamento.
Ne è prova il fatto che _, compagna dell’imputato dal 2013, e che abitava in modo discontinuo presso l’appartamento di _, ha dichiarato agli inquirenti di avere avuto dei sospetti su come _ e IM 1 si procurassero i mezzi per vivere, di averne parlato al compagno che, però, le rispose che l’unica cosa che gli interessava era che i due gli pagassero l’affitto:
“
Mi sono domandata come facessero a vivere loro dato che, per quanto io ne sappia, non hanno un lavoro (...) Una volta ho provato a chiedere a AP 1 cosa facessero i due dominicani nella vita e lui mi ha risposto che non gli interessava e che a lui bastava che gli pagavano l’affitto.” (AI 21 pag. 6)
Sin qui, si potrebbe ipotizzare un dolo eventuale di AP 1 relativamente all’attività di spaccio dei suoi “inquilini”. Tuttavia, il castello probatorio appare, a questa Corte, troppo fragile per sostenere quella che, perciò, rimane un’ipotesi accusatoria. È certo che il dolo dell’imputato è diventato diretto nell’estate. Infatti, parlando del furto di fine luglio/inizio estate, AP 1 ha ammesso di avere saputo che nell’appartamento c’era della cocaina:
“
Tutto sommato è stato tranquillo fino a fine luglio inizio agosto 2013, ricordo con esattezza questo periodo perché in quei giorni vi erano stati i fuochi artificiali sul lago di Lugano. In quel periodo un giorno mi sono recato nell’appartamento di via _ a _ (...) Giunto alla porta d’entrata ho subito notato che la porta principale era divelta (forzata) (...) Il giorno seguente verso le 8.30 mi sono nuovamente recato da loro (...). Erano presenti _ e una ragazza. Questi mi hanno fornito varie versioni in merito alla porta divelta. Una era quella che avevano dimenticato la chiave e avevano rotto la porta, la seconda era che qualcuno era entrato in casa a rubare, di fatti mancava il mio computer e delle scarpe, terza e ultima versione è stata quella che qualcuno era entrato in casa loro, aveva rubato il computer, dei soldi e della cocaina. Versione quest’ultima che è risultata essere la più veritiera o meglio credibile. A precisa domanda degli agenti interroganti preciso che nessuno mi ha detto quanti soldi e quanta cocaina era stata rubata. Le tre versioni comunque mi erano state fornite nel corso del mese di agosto, quando io ho fatto pressioni per incassare i soldi dell’affitto e dei danni alla porta.” (AI 92, pag. 3-4; cfr, poi, verbale dib. appello pag. 4 in cui AP 1 ha precisato di avere approfondito la conoscenza di _ a partire da agosto 2013).
Ne segue che è accertato che, dopo avere preferito “non vedere” per alcuni mesi (“
non gli interessava” “a lui bastava che gli pagavano l’affitto”
), AP 1 era perfettamente consapevole del coinvolgimento dei suoi “inquilini” in traffici di droga quantomeno da agosto 2013.
Ora, come stabilito dal Tribunale federale, chi mette la propria abitazione a disposizione dell’autore, nella chiara consapevolezza che questi se ne avvale per esercitarvi il suo commercio di droga, è autore colpevole di infrazione alla LStup per complicità (STF 6B_273/2012 dell’11 settembre 2012 consid. 1; Hug-Beeli, Betäubungsmittelgesetz (BetmG), Kommentar zum Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe vom 3. Oktober 1951, Basilea 2016, ad art. 26 n. 175, pag. 1671).
Ne deriva che AP 1 si è reso colpevole di complicità nei traffici di droga a partire da agosto 2013, mentre che ne è stato autore principale a partire da ottobre 2013.
Su questo punto il ricorso della procuratrice pubblica è, pertanto, parzialmente accolto.
B. Riciclaggio di denaro
4.1.
AP 1, nel suo appello, chiede l’assoluzione dall’accusa di riciclaggio di denaro di cui al punto 2. dell’AA.
Per l’insorgente, sia da una loro corretta analisi, sia dall’applicazione dell’art. 305bis CP, si evince che i trasferimenti di denaro indicati nell’AA non sono idonei a integrare gli estremi del reato di riciclaggio di denaro (inc. CARP 17.2015.205: dichiarazione di appello 16.12.2015, pto. 2, pag. 2-3).
4.2.
La Corte di primo grado - premesso che i fatti non sono contestati avendo l’imputato ammesso di aver inviato all’estero, sia personalmente, sia per il tramite di _, fr. 11'052,73 che erano provento della vendita di stupefacenti - ha dichiarato AP 1 autore colpevole di riciclaggio ex art 305bis CP di fr 11'052,73 (sentenza impugnata, consid. 46, pag. 37-38).
4.3. a.
Adempie la fattispecie di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis CP chi compie un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Il reato di riciclaggio di denaro ha per fine la sottrazione all’autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di un’infrazione di esposizione a pericolo astratto: il comportamento è, dunque, punibile anche laddove l’atto vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e; STF 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010, consid. 4.2).
Secondo la giurisprudenza e la dottrina dominante, ogni trasferimento di denaro all'estero costituisce un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine di valori patrimoniali. Ciò vale anche per ogni operazione di trasferimento di valori patrimoniali all’estero da un conto ad un altro conto, ed anche in presenza della tracciabilità delle operazioni (DTF 127 IV 20 consid. 3b; STF 6B_643/2012 dell’11 marzo 2013, consid. 5.2; STF 6B_88/2009 del 29 ottobre 2009 consid.
4.3; Trechsel / Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed., Zurigo 2013, ad art. 305 bis, n. 18; Pieth in Basler Kommentar II, 3°ed., Basilea 2013, ad art. 305bis, N. 49 e rif.; Schmid/Ackermann/Arzt/Bernasconi/de Capitani, Kommentar Einziehung, Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band I, Zurigo 1998, pag. 523).
b.
Il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare che sussiste concorso reale (echte Konkurrenz) ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 CP tra riciclaggio di denaro e infrazioni alla LStup. Divergono infatti i beni giuridicamente protetti dalle relative norme, tutelando l’art. 305bis CP l’amministrazione della giustizia e l’art. 19 LStup la salute pubblica (DTF 122 IV 11 consid. 4-5; STF 6S.59/2003 del 6 giugno 2003 consid. 2; STF 6S.59/2005 del 2 ottobre 2006 consid. 6.3.1; cfr. anche Hug-Beeli, Betäubungsmittelgesetz (BetmG), Kommentar zum Bundesgesetz über die Betäubungsmittel und die psychotropen Stoffe vom 3. Oktober 1951, Basilea 2016, ad art. 27 n. 175, pag. 1823).
c.
Dal profilo soggettivo, l’autore deve avere agito intenzionalmente o con dolo eventuale (DTF 122 IV 211 consid. 2e; DTF 119 IV 242 consid. 2b; STF 6B_879/2013 del 18.11.2013 consid. 2).
4.4.1.
Gli inquirenti, nel corso dell’inchiesta, hanno sottoposto a AP 1 i seguenti trasferimenti di denaro:
Nome mittente
money transmitter
Nome
beneficiario
Paese destinatario
Importo
data
AI
Western Union
Italia
fr. 51,76
08.02.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Rep. Dominicana
fr. 195,96
14.08.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Rep. Dominicana
fr. 60.-
10.09.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
USA
fr. 900.-
28.09.2013
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 250.-
15.10.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Rep. Dominicana
fr. 80.-
21.10.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Rep. Dominicana
fr. 56,41
30.10.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Rep. Dominicana
fr. 190,05
10.11.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Spagna
fr. 449,53
27.11.2013
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 2'070.-
11.12.2013
390, all. A; 533 all. A
Western Union
Rep. Dominicana
fr. 186,53
28.02.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Olanda
fr. 1'980,78
03.03.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Spagna
fr. 1'914,41
04.03.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Svizzera
fr. 502.-
06.03.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 500.-
05.04.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 500.-
16.04.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Colombia
fr. 120.-
23.04.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 100.-
28.04.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
USA
fr. 100.-
30.04.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 300.-
08.05.2014
390, all. A; 533 all. A
Ria Financial Services SA
Italia
fr. 500.-
22.10.2014
390, all. A; 533 all. A
Totale inviato a nome AP 1
fr. 11'007,43
_
Ria Financial Services SA
Olanda
fr. 1’000.-
23.12.2013
390, all. C; 533 all. B
_
Ria Financial Services SA
Spagna
fr. 500.-
23.12.2013
390, all. C; 533 all. B
_
Ria Financial Services SA
Rep. Dominicana
fr. 1’800.-
27.01.2014
390, all. C; 533 all. B
_
Ria Financial Services SA
Russia
fr. 900.-
09.05.2014
390, all. C; 533 all. B
_
Ria Financial Services SA
Svizzera
fr. 1’450.-
17.05.2014
390, all. C; 533 all. B
Totale inviato a nome _
fr. 5'650.-
4.4.2. AP 1
ha ammesso che, della somma di denaro pari a fr. 11'007,43 inviata a nome AP 1 all’estero tramite agenzie money transfer, fr. 7'802,73 sono sue spedizioni personali provento di vendite di cocaina (AI 533 pag. 16-17; AI 556 pag. 6; verbale dib. primo grado, pag. 9; dopo una ritrosìa iniziale in AI 390 pag. 2-3 in cui definiva fr. 4'395.19 derivanti dal traffico di cocaina ed il resto “
denaro del mio salario
”).
L’imputato ha, pure, riconosciuto che, dell’importo di fr. 5'650.- complessivamente trasmessi all’estero a nome _, fr. 3’300.- sono stati spediti da quest’ultima su sua richiesta e per suo conto. Trattasi dei seguenti tre trasferimenti: quelli del 23.12.2013 di fr. 1'000.- più fr. 500.- e quello del 27.01.2014 di fr. 1'800.- (AI 390 pag. 6; AI 533 pag. 10).
In merito a tali operazioni, AP 1 ha asserito che concernevano:
“
soldi che anche in questo caso mi aveva consegnato _, chiedendomi di spedirli a persone che m’indicava sul momento”. (AI 390 pag. 6)
Sulla sua conoscenza della provenienza illegale di questo denaro, egli ha precisato:
“
All’inizio non avevo idea della provenienza illecita del denaro. _ mi parlava di discoteche e donne ma non ancora di droga. Con il senno di poi, oggi posso facilmente presumere che anche tutto questo denaro fosse provento del traffico di droga attuato da _ (_)”. (AI 390 pag. 6)
Sempre sui fr. 3'300.- ha dichiarato in successivi interrogatori che:
“
erano soldi provento della vendita di cocaina” (...) a _ è stato chiesto un favore nel senso di far spedire degli importi di denaro a suo nome. _ non sapeva che si trattava di soldi provenienti dal traffico di cocaina (...) Io ho chiesto questo favore a _ e lei gentilmente ha acconsentito (...) i soldi utilizzati per la spedizione provengono sempre dal traffico di cocaina” (...) (AI 533 pag. 10, 11, 17; AI 556 pag. 6)
AP 1, nell’interrogatorio di confronto con _, ha, tuttavia, rettificato la sua versione sugli invii fatti a nome di quest’ultima, dichiarando che, come da ella riferito agli inquirenti, per le due operazioni del 23.12.2013 (fr. 1'000.- + fr. 500.-) è stato _ a chiederle di eseguire i trasferimenti di denaro all’estero.
In merito alle operazioni money transfer eseguite tramite _, l’imputato ha, quindi, riassunto la sua posizione come segue:
“
io ho sicuramente chiesto a _ se potevo spedire i CHF 1'450.- per Zurigo a suo nome e lei ha detto di sì. Per quanto riguarda i CHF 1'800.- spediti alla Repubblica Dominicana, io come ho detto non mi ricordo esattamente come è andata, però mi sembra che anche in questo caso io avessi chiesto a _ se potevo spedirli a suo nome. In totale dunque io ho chiesto a _ di spedire CHF 3'250, e non CHF 3'300.- come erroneamente detto prima in quanto avevo fatto confusione sull’ammontare dei trasferimenti, che erano simili.”(AI 580 pag. 9)
AP 1 anche al dibattimento di primo grado ha confermato di avere “
inviato direttamente fr. 7'802,73 provento della vendita di cocaina nonché inviato per il tramite di _ CHF 3'250.-
”. Ha ribadito che una parte dei soldi spediti gli erano stati consegnati da _ (verbale dib. primo grado, pag. 9).
La PP, al dibattimento d’appello, alla presidente che ha evidenziato come al punto B.2. dell’AA non vi sia accenno agli invii di denaro in Svizzera, ha risposto che “
la cosa è voluta in quanto lei non ha considerato come atto di riciclaggio i due trasferimenti di denaro in Svizzera
”. Per la Pubblica accusa, le spedizioni in Svizzera di fr. 502.- del 6 marzo 2014 e di fr. 1'450.- del 17 maggio 2014 “
non vanno comprese nell’imputazione
” (doc. dib. appello pag. 4).
In sede d’inchiesta, come bene si evince dagli AI 533 pag. 16-17, AI 556 pag. 6 e AI 580 pag. 8-9, gli inquirenti hanno quantificato il denaro riciclato ascritto a _ in complessivi fr. 11'052,73, includendo in questo importo i suddetti due trasferimenti money transfer avvenuti nei confini svizzeri.
Tuttavia, visto il tenore dell’AA e la chiara indicazione della PP al dibattimento d’appello, per entrambe queste operazioni l’imputato deve essere assolto: il contrario costituirebbe, infatti, una violazione del principio accusatorio.
Resta da verificare se gli invii per complessivi fr. 9'100.73 siano da qualificare come riciclaggio di denaro.
Non vi è dubbio che AP 1 era consapevole della provenienza illecita del denaro spedito tramite agenzie money transfer all’estero, non solo per quanto attiene a quello da lui trasferito personalmente (in cui è pacificamente ammessa l’origine illegale), ma anche per quanto riguarda quello consegnatogli da _ e, poi, da lui inviato a nome di _.
Suffragano la consapevolezza dell’imputato sull’origine illecita del denaro consegnatogli da _, il fatto che, quando sono iniziati questi trasferimenti, egli era, come visto, sia a conoscenza che i suoi ospiti, fra cui _, trafficavano droga (da agosto 2013: AI 21 pag. 6;
AI 92 pag. 3-4; verbale dib. appello pag. 4), sia dedito egli stesso ad affari di cocaina (da ottobre 2013: cfr. consid. 2.3.).
Del resto, non ha nascosto di avere funto da depositario presso il luogo di lavoro del denaro provento dei traffici, anche per _ (AI 533 pag. 3 che “
spendeva tantissimi soldi e non riusciva a controllarsi
”). Indiziante è, infine, la circostanza che l’imputato si sia avvalso dell’agenzia RIA Financial Services SA di suo fratello _ con sede in via _ a _ (AI 390 pag. 4, 6) e che non conoscesse i destinatari dei trasferimenti di denaro (AI 390 pag. 4-5).
Non fa venir meno gli estremi del riciclaggio di denaro il fatto che, a dire dell’imputato, con alcuni trasferimenti per l’estero (cfr. AI 390 pag. 3, AI 483 pag. 2: 03.03.2014, fr. 1980.78 verso Olanda; 04.03.2014, fr. 1’914.41 verso Spagna) egli abbia pagato acquisti di droga.
Questi trasferimenti restano penalmente rilevanti in quanto l’imputato sapeva, come visto, che gli importi provenivano da traffici di cocaina e poiché sussiste concorso reale tra i reati di cui all’art. 19 LStup e l’art. 305bis CP.
Non è condivisa, infine, la tesi dell’appellante secondo cui esclude il riciclaggio di denaro il fatto che l’altro denaro trasferito all’estero è stato speso in beni di consumo.
Al riguardo, basta ricordare che, per invalsa giurisprudenza, ogni trasferimento oltre confine di somme provento di un crimine è, quand’anche fosse preservata la tracciabilità del denaro, di per sé suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine di valori patrimoniali e integra gli estremi dell’art. 305bis CP, indipendentemente dall’uso che, all’estero, si fa della liquidità.
4.4.3.
Accertato, dunque, che l’ammontare di fr. 9'100.73, inviato, personalmente o tramite _, da AP 1 con trasferimenti money transfer verso l’estero proveniva dalle vendite di cocaina e che di questa origine l’imputato era perfettamente consapevole, si conclude che questi trasferimenti configurano il reato di cui all’art. 305bis CP.
Non avendo, di contro, la procuratrice pubblica imputato a AP 1 come atti di riciclaggio di denaro le due spedizioni in Svizzera per complessivi fr. 1'952.-, per entrambe queste operazioni l’imputato va prosciolto.
L’appello, su questo punto, è quindi parzialmente accolto.
Commisurazione della pena
5. AP 1
ha chiesto che la pena detentiva venga diminuita dai 3 anni e 6 mesi decretati in prima sede a 3 anni, di cui 6 mesi da espiare e il resto sospeso condizionalmente per un periodo di prova a discrezione della Corte.
L’insorgente giustifica tale richiesta sostenendo che, nel giudizio impugnato, non è stata adeguatamente commisurata la pena ai sensi dell’art. 47 CP in relazione agli aspetti soggettivi dall’autore, alle sue condizioni personali, alla sua incensuratezza e all’effetto che la pena avrà su di lui (inc. 17.2015.205, doc. VII, pag. 3).
La procuratrice pubblica ha, dal canto suo, postulato, in via principale, che la pena detentiva venga aumentata a 4 anni di detenzione (inc. 17.2015.206, doc. II, pag. 2). In via subordinata, ha chiesto che, in caso di concessione della sospensione parziale della pena, la parte da espiare sia di almeno 18 mesi (verb. dib. appello pag. 5).
5.1. a.
Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.
Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.
b.
Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).
In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che c
odifica la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (
Tatkomponenten
). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (
objektive Tatkomponenten
), elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).
Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (
Tatverschulden
), i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 22.06.2010 inc. 6B_1092/2009, 6B_67/2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 12.03.2008 inc. 6B_370/2007 consid. 2.2).
c.
Determinata, così, la colpa globale dell’imputato (
Gesamtverschulden
), il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.
Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore (
Täterkomponenten
), ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 22.06.2010 inc. 6B_1092/2009, 6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF 19.06.2009 inc. 6B_585/2008 consid. 3.5).
Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, inc. 6B_81/2008, inc. 6B_90/2008, consid. 3.2; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2). La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008, consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc. 6B_14/2007, consid.
5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).
d.
Giusta l’art. 19
cpv. 1 lett. b, c, d LStup
, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque, senza essere autorizzato, segnatamente acquista, importa, possiede, detiene o aliena s
tupefacenti.
Nei casi gravi è prevista una pena detentiva non inferiore a un anno, cui può essere cumulata una pena pecuniaria (vigente art. 19 cpv. 2 lett. a LStup).
L’art. 305bis CP punisce con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque compie un atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine.
Ai sensi dell’art. 116 cpv. 1 lett. a LStr è punito con una pena detentiva sino a un anno o con una pena pecuniaria chiunque, in Svizzera o all’estero, facilita o aiuta a preparare l’entrata, la partenza o il soggiorno illegali di uno straniero.
Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena (Ackermann, Basler Kommentar, Strafrecht I, 2. ed., Basilea 2007, ad art. 49, n. 8 e seg., pag. 908 seg.; Trechsel/Affolter-Eijsten, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad art. 49, n. 7 e seg., p
ag. 282 seg.; Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, 2. ed., Berna 2009, ad art. 49, n. 1, pag. 114; Stoll, Commentaire romand, Code pénal I, Basilea 2009, art. 49, n. 78, pag. 506).
5.2. a.
Dal profilo oggettivo la colpa di AP 1 è qualificata, in primo luogo, dalla quantità di droga trafficata (987 grammi netti di cocaina di cui 620 grammi venduti personalmente). Se è vero che questo non è l’unico elemento da considerare, è anche vero che esso non va dimenticato ritenuto come, maggiore è il quantitativo di droga messa in circolazione, maggiore è il numero di persone la cui salute è posta in pericolo (DTF 121 IV 202 consid. 2d/cc; DTF 119 IV 180; DTF 118 IV 342 consid. 2b; STF del 21 novembre 2011, inc. 6B_558/2011, consid. 3.4; STF del 13 agosto 2010, inc. 6B_265/2010, consid. 2.3).
Aggrava la posizione dell’imputato, inoltre, l’intensità del delinquere considerato che il suddetto importante quantitativo di cocaina è stato trafficato dall’imputato in un periodo circoscritto di soli 8 mesi. Nemmeno possono essere dimenticati i due mesi in cui AP 1 ha agito in qualità di complice: pur se, per essi, la colpa dell’imputato non è elevatissima, essa non va, comunque, banalizzata nella misura in cui il supporto logistico concesso ha costituito, per l’autore principale, un aiuto di non poco conto.
Vanno, poi, considerati, quali elementi qualificanti, dal profilo oggettivo, la colpa di AP 1, che di formazione è contabile, i seguenti fatti:
-
egli custodiva presso il suo posto di lavoro pure il provento delle vendite di cocaina dei correi (AI 407 pag. 2, AI 533 pag. 15, AI 599 pag. 5, 9);
-
allestiva tabelle excel per registrare costi e ricavi degli affari (AI 533 pag. 15. cfr. come confermato IM 1 in AI 359 pag. 11 che pure lo definisce una “
persona molto precisa
”);
-
metteva a disposizione la sua carta di credito per anticipare il pagamento dei biglietti aerei di _ verso la Spagna e verso Santo Domingo finalizzati all’acquisto di stupefacenti (AI 407 pag. 5-7, AI 533 pag. 3-4, 8);
-
consegnava il denaro in sua custodia a chi doveva acquistare ulteriore cocaina;
-
egli ha continuato a fornire, fino a giugno 2014, sostegno logistico agli altri membri della banda protagonisti dello spaccio.
All’interno della banda, AP 1 è, poi, assurto a importante spacciatore, alienando personalmente 620 grammi, ovvero ben oltre la metà dello stupefacente trafficato.
Egli ha avuto, dunque, un ruolo attivo di primo piano che non si limitava alla ricerca di sempre nuovi clienti, ma si spingeva sino anche a gestire le telefonate comuni (AI 533 pag. 12: “
perché parlo italiano mentre che _ e IM 1 parlano solo spagnolo
”), a riscuotere per conto di _ e IM 1 i
crediti delle loro vendite di cocaina (AI 92 pag. 8) e finanche a eseguire consegne dello stupefacente per conto dei correi (AI 533 pag. 4, 13).
Egli ha, poi, dimostrato di essere ben inserito nel mondo della droga, non solo contribuendo a confezionare la sostanza per la vendita (taglio/involucri: AI 359 pag. 11, AI 406 pag. 9), ma finanche espletando le incombenze di altri, dando continuità allo spaccio di cocaina sostituendosi a _, quando questi era assente, accogliendo e remunerando chi dall’estero arrivava in Svizzera con la fornitura di stupefacente (AI 407 pag. 3) e recandosi, finanche, a Zurigo per organizzare una nuova consegna di droga (AI 390 pag. 8-10).
Egli ha, inoltre, conseguito un profitto di tutto rispetto che gli permetteva di inviare migliaia di franchi all’estero, mantenendo per sé una notevole liquidità (fr. 7'820.- quelli sequestratigli in ufficio, fr. 1'120 quelli nella sua abitazione e fr. 600.- più euro 100.- quelli sulla sua persona).
Oggettivamente di media gravità è la colpa dell’imputato per il reato di riciclaggio compiuto in Svizzera: se l’importo di complessivamente riciclato (fr. 9’100,73) non è altissimo, pesano sulla colpa il numero di invii eseguiti (otto), personalmente o tramite terzi.
Infine, sempre dal profilo oggettivo, contribuisce ad aggravare la colpa di AP 1 l’aver ospitato per mesi diversi cittadini dominicani nel proprio appartamento, pur sapendo che erano sprovvisti del necessario permesso per risiedere in Svizzera e permettendo loro, come visto, di delinquere indisturbati.
b.
Dal profilo soggettivo, va differenziato, secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 122 IV 299 consid. 2b; STF del 2 luglio 2010, inc. 6.B_390/2010, consid. 1.1; STF del 10 maggio 2010, inc. 6B_10/2010, consid. 2.1; STF del 17 aprile 2002, inc. 6S.21/2002, consid. 2c), il caso dell’autore tossicomane che agisce per finanziare il proprio consumo da quello di colui che traffica unicamente per motivi di lucro. AP 1 non è un consumatore di stupefacenti: egli si è, quindi, dedicato al traffico di cocaina per denaro e non per garantirsi il fabbisogno di droga. Ha spacciato al solo scopo di migliorare la propria situazione economica e quella dei suoi familiari e conoscenti (cfr., peraltro, verb. dib. d’appello, pag. 3-4).
Sempre dal profilo soggettivo, non può sfuggire l’energia profusa dall’imputato per l’espletamento delle numerose mansioni che ha ricoperto volte a ottimizzare senza soluzione di continuità i traffici di stupefacente della banda.
c.
A fronte di simili circostanze, la colpa dell’imputato per la violazione della LStup risulta essere piuttosto importante mentre quella per il riciclaggio di denaro e in relazione alla LStr tendenzialmente di media gravità.
Ciò premesso, tenendo conto a mero titolo indicativo di precedenti giudizi di questa Corte (sentenza CARP del 15 gennaio 2014 in inc. 17.2013.97+115: pena detentiva di 3 anni e nove mesi per la vendita (910 gr.) di cocaina, per riciclaggio di fr. 14'365.86 e per infrazione alla LStr (soggiorno illegale in Svizzera dell’autore); sentenza CARP del 27 giugno 2011 in inc. 17.2011.30+31: pena detentiva di 3 anni e 6 mesi per vendita (955,60 gr.) e detenzione (gr. 104,40) di cocaina nonché per riciclaggio di fr. 2'827,18), nonché alla luce del quadro edittale e del concorso tra i reati, appare
adeguata una pena detentiva ipotetica di 3 anni e 6 mesi.
d.
La pena di 3 anni e 6 mesi corrispondente alla colpa complessiva dell’autore per i reati di cui risponde deve, poi, essere ponderata in funzione dei fattori legati alla sua persona.
In questo ambito, pesa sensibilmente a carico di AP 1 l’avere delinquito malgrado avesse gli strumenti per condurre una vita onesta. Nulla gli impediva di conformarsi alle regole del vivere civile: frequentate le scuole in Ticino sin dalle elementari, egli è diventato contabile cantonale e in questa veste ha lavorato presso la _ dal 2009 ad aprile del 2015 percependo uno stipendio mensile giunto a fr. 3'800.- netti. Aveva, pertanto, un lavoro più che dignitoso e ben remunerato, con concrete prospettive di carriera dal momento che frequentava il corso per diventare contabile federale.
Lo stipendio percepito, unitamente agli assegni familiari, avrebbe permesso a lui e alla sua famiglia di vivere onestamente. Ciononostante, ha preferito inseguire facili guadagni, non esitando, per questo, a mettere in pericolo la vita e/o la salute di parecchie persone.
Contrariamente alla tesi difensiva, AP 1 non può appellarsi all’incensuratezza invocandone un effetto attenuante poiché il TF ha, più volte, ricordato che tale fattore ha, nell’ambito della commisurazione della pena, un effetto neutro (DTF 136 IV 1 consid. 2.6).
Neppure può pretendere sconti di pena in forza del suo comportamento processuale, poiché durante buona parte dell’inchiesta ha cercato di sminuire il suo coinvolgimento nei fatti oggetto del procedimento (AI 31 all. 1 pag. 5, AI 92 pag. 7, AI 483 pag. 7), giungendo a parziali ammissioni – alquanto limitate per rapporto alle sue effettive responsabilità e mai (se non forse in un’occasione) spontanee – in quanto confrontato con risultanze istruttorie inequivocabili. Questa Corte ha, tuttavia, considerato a suo favore che, sul finire dell’istruttoria e dinanzi ai giudici di merito, l’imputato ha ammesso di avere trafficato il quantitativo di cocaina ascrittogli dalla Pubblica accusa.
In questo ambito, neppure aiuta AP 1 il fatto che, come ricordato pure dai primi giudici, egli ha manipolato una e-mail del suo difensore che ha, poi, consegnato al suo datore di lavoro (_) per fargli credere, contrariamente al vero, che il procedimento penale si era concluso con il suo proscioglimento (doc. TPC 8).
A suo favore va, invece, considerato il fatto che, dopo avere perso il lavoro da _, egli è riuscito a reperirne un altro in cui sembra avere dato buona prova di sé e in cui sembra avere rinnovate possibilità di carriera. Altrettanto positivo é il fatto che egli ha ripreso gli studi e che, in questo periodo, è riuscito a far fronte a tutti i debiti che aveva contratto. Si tratta di elementi certamente positivi che vanno ad annullare l’effetto sensibilmente aggravante della prima circostanza ricordata.
Venendo, infine, al criterio della particolare sensibilità alla pena/effetto che la pena avrà sul suo futuro, il Tribunale federale ha già avuto modo di affermare che essa va riconosciuta solo in caso di circostanze straordinarie (“
aussergewöhnlichen Umständen
”), ritenuto come lespiazione della pena detentiva implichi per sua natura pregiudizi in ambito professionale e familiare a discapito del condannato che la deve scontare (STF 6B_846/2015 del 31 marzo 2016 consid. 2.2.1.; STF 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid. 2.6; STF 6B_605/2013 del 13 gennaio 2014 consid. 2.4.3; STF 6B_499/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 1.4.).
In concreto, tale criterio ha un peso nullo per quanto attiene alle conseguenze sul condannato in ambito familiare, ritenuto che la residuale espiazione avverrebbe in questo Cantone, dove già vive sua madre, suo fratello, nonché la precedente e l’attuale compagna con figli.
Pure trascurabili sarebbero le conseguenze dell’esecuzione della detenzione sul percorso formativo dell’imputato, considerato che il carcere non gli precluderebbe di proseguire ed approfondire la sua formazione di esperto contabile.
Discorso a sé stante merita il rischio di perdita dell’attuale posto di lavoro che potrebbe derivare dall’espiazione della pena detentiva. Un eventuale licenziamento può, infatti, costituire circostanza eccezionale dal profilo della sensibilità alla pena (STF 6B_375/2014 del 28 agosto 2014 consid. 2.6).
L’imputato lavora da ottobre 2015 presso la _, attiva nella moda e che si occupa dell’amministrazione di vari brand, dove segue, pure, una formazione per diventare manager della tesoreria.
Tuttavia, per giurisprudenza costante, questo criterio di prevenzione speciale permette soltanto correzioni marginali, ritenuto come la pena debba sempre e comunque rimanere commisurata all’entità della colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc. 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008, consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc. 6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc. 6B_14/2007, consid.
5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205). C
iò non sarebbe il caso, in concreto, per una pena detentiva di 3 anni (cioè, del massimo oltre il quale una sospensione condizionale parziale non sarebbe più possibile).
Ciò detto, si aggiunge che l’operazione postulata dalla Difesa non è ipotizzabile già soltanto perché l’obiettivo per cui la giurisprudenza ha sviluppato tale criterio non sarebbe, in concreto, raggiunto nemmeno con una simile – eccessiva – compressione della pena in quanto, vista l’entità della colpa di AP 1, la parte da scontare non avrebbe potuto essere inferiore ai 18 mesi (DTF 134 IV 1, consid. 5.6; STF 6B_298/2015 del 17 marzo 2016, consid. 3.1.;
STF 6B_716/2012 del 21 febbraio 2013, consid. 4; STF 6B_705/2010 del 2 dicembre 2010, consid. 5.1)
: il condannato avrebbe, comunque, dovuto tornare in carcere con le prevedibili conseguenze sul piano professionale.
In una ponderazione complessiva, dunque, questa Corte conferma la condanna di AP 1 alla pena detentiva complessiva di 3 anni e 6 mesi.
6.
Trattasi, infine, di pena da espiare, non essendo realizzati, già solo per la sua entità, i presupposti degli art. 42 e 43 CP.
Tassazione della nota d’onorario
7. a.
Per le sue prestazioni in sede d’appello, il difensore d’ufficio dell’imputato - avv. DI 1 - ha prodotto la nota d’onorario 8 aprile 2016 che espone complessivi fr. 5'791.80, di cui fr. 5'440.- di onorario e fr. 351.80.- di spese
(cfr. doc. dib. appello 1, CARP 17.2015.206)
.
b.
Si premette che il tempo complessivo esposto di 30 ore di lavoro a fr. 180.-/ora corrisponde a fr. 5'400.- e non a fr. 5'440.- come erroneamente indicato nella suddetta nota professionale.
Ciò detto
, appaiono adeguate 26 ore a fr. 180.- l’una, con conseguente approvazione dell’onorario per fr. 4'680.-. La decurtazione è data dal fatto che sono approvate solo 4 delle 8 ore stimate relative al dibattimento d’appello ed alla trasferta A/R.
Approvate integralmente così come esposte sono, invece, le spese di cancelleria e quelle di trasferta, per complessivi fr. 351,80.-.
L’avv. DI 1 è esente dal pagamento dell’IVA.
La nota professionale del difensore è, pertanto, approvata per complessivi fr. 5’031.80 e anticipata dallo Stato.
Giusta l’art. 135 cpv. 4 CPP, non appena le sue condizioni economiche glielo permettono, l’imputato condannato a pagare le spese procedurali è tenuto a rimborsare allo Stato 9/10 della retribuzione del patrocinatore (lett. a) ed a versare al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale.
Sulla tassa di giustizia e sulle spese
8.
Visto l’esito dell’appello, si conferma l’attribuzione degli oneri processuali a carico di AP 1 così come previsto al dispositivo 7. della sentenza impugnata.
Gli oneri processuali del presente giudizio seguono la soccombenza e vanno posti per l’appello di AP 1 a suo carico nella misura di 9/10 mentre per 1/10 a carico della Stato e per l’appello della procuratrice pubblica interamente a carico dello Stato (art. 428 cpv. 1 CPP).

## Considerations