# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** b136cb96-9bf6-5926-a505-bd50a08e26ca
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 1999
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. _ é assicurata contro le malattie presso la _.
Nel 1998 la sua copertura comprendeva, oltre all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, l'assicurazione delle cure medico-sanitarie _ e l'assicurazione delle spese d'ospedalizzazione, classe di prestazioni _ reparto privato in tutta la Svizzera.
1.2. Il 27 gennaio 1998 l'assicurata è stata trasferita d'urgenza (pericolo di parto prematuro) dalla Clinica _ all'Ospedale _ dove è rimasta per 18 giorni, sino al 13 febbraio 1998 quando è stata ritrasferita, con l'autoambulanza, alla Clinica _.
Per il rientro mediante autoambulanza alla Clinica _ é stato fatturato l'importo di fr. 2'450.-.
1.3. La _ ha rifiutato di versare prestazioni per il trasporto affermando che il trasferimento dell'assicurata dall'Ospedale _ alla Clinica _ non rispondeva ad alcuna necessità medica:
"
... Dalla richiesta scritta d'informazioni fatta all'Ospedale _, risulta che il trasporto di trasferimento è avvenuto su richiesta dell'assicurata. Come l'assicurata stessa comunica nella sua lettera del 14 ottobre 1998 alla _, ella voleva essere ricoverata in un ospedale vicino alla sua famiglia per avere il sostegno di quest'ultima e per poter essere curata ulteriormente dal suo ginecologo. Questi motivi personali sono comprensibili ed ammissibili, non giustificano però nessuna necessità dal profilo medico. L'assicurata avrebbe senz'altro potuto essere curata ancora nell'Ospedale _. Se non è data un'indicazione medica, gli assicuratori di malattia non possono rimborsare altri costi nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. La corresponsione di prestazioni volontarie non è prevista né ammessa nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie... " (doc 2 pag 3)
1.4. Con ricorso 10.5.1999 l'assicurata ha chiesto la condanna della _ ad assumere i costi di detto trasporto (I) affermando, in particolare, quanto segue:
"
... Ribadisco che il ricovero in Ticino non è avvenuto per mio desiderio e trovo che la _ ha travisato quanto scritto nella mia lettera del 14 ottobre 98, in cui mi ero così espressa:
"
Se il mio ginecologo ha ritenuto di portarmi in Ticino e i medici di _ sono stati d'accordo, sicuramente aveva le sue buone ragioni e mi rincresce tanto che voi ora possiate mettere in dubbio il suo operato visto che purtroppo egli non può più spiegarsi.
Secondo il mio punto di vista penso che non si debbano considerare solo le questioni tecniche ma anche tutto l'insieme della situazione. Certamente per il mio bene e per quello del nascituro il dottor _ ha ritenuto di trasferirmi in Ticino dove potevo almeno ricevere sostegno psicologico e conforto dai miei famigliari, cosa da non sottovalutare per il proseguimento sereno della gravidanza."
Queste ultime righe erano delle mie considerazioni e non sono certamente state la base per la decisione del dottor _... " (I)
1.5. In risposta la _ ha chiesto la reiezione del gravame:
"
... L'affermazione della ricorrente, secondo la quale in questo caso non si è trattato di un trasporto da lei richiesto, non è corretta. Sia dalla presa di posizione verbale che da quella richiesta per iscritto a conferma, risulta che il trasporto è avvenuto su richiesta della paziente. Si tratta pertanto di un contratto di trasporto convenuto liberamente tra la ricorrente e l'impresa di trasporto. Nulla cambia a tale evidenza il fatto che il trasporto sia stato organizzato tramite il personale dell'ospedale. Dato che non ci sono elementi a riprova della necessità medica del trasporto, viene a cadere qualsiasi obbligo di prestazione della _ dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie... " (V).

## Considerations

Considerato
in diritto
2.1. L'assicurazione contro le malattie é stata retta, sino al 31 dicembre 1995 dalla LAMI che é stata sostituita, con effetto a decorrere dal 1. gennaio 1996, dalla nuova legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).
Giusta l’art 102 LAMal, le previgenti assicurazioni delle cure medico-sanitarie e d’indennità giornaliere continuate dalle casse malati riconosciute sono rette dal nuovo diritto a decorrere dall’entrata in vigore della LAMal: alla fattispecie ora sub judice - verificatasi nel 1997 - è, dunque, applicabile la LAMal.
2.2. Secondo quanto disposto dall'art 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate di puro diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art 12 cpv 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal corrisponde un'altrettanta netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di diritto civile.
Pertanto, il presente giudizio si riferisce unicamente all'assicurazione sociale contro le malattie (impropriamente detta "assicurazione di base").
Eventuali pretese derivanti alla ricorrente dalle assicurazioni complementari da lei stipulate verranno verificate con giudizio separato.
2.3. Giusta l’art 25 cpv 1 LAMal, in caso di malattia, l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
Secondo quanto stabilito dal cpv 2 dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, in particolare, gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in una casa di cura dal medico, dal chiropratico e da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione o indicazione medica (lett. a), le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico (lett. b) nonché la degenza nel reparto comune di un ospedale (lett. e).
Fra le altre prestazioni, per il cpv 2 lett. g, le casse sono tenute ad accordare un contributo alle spese di trasporto necessarie dal profilo medico.
Tale obbligo è precisato dall’art 26 OPre secondo cui
"
l’assicurazione assume il 50% delle spese per trasporti indicati dal profilo medico al fine della somministrazione di cure da parte di un fornitore di prestazioni idoneo e che il paziente ha il diritto di scegliere, se il suo stato di salute non gli consente di utilizzare un altro mezzo di trasporto pubblico o privato. Il contributo massimo è di fr. 500.- per anno civile.”
2.4. In concreto, l'assicurata é stata ricoverata d'urgenza al _ per pericolo di parto prematuro.
Dopo 17 giorni di degenza in questo ospedale, l'assicurata é stata trasferita in un istituto di cura ticinese per la prosecuzione delle terapie. Sui motivi di tale trasferimento, il dott. _, spec. FMH in ginecologia e ostetricia, così si é espresso:
"
... La sig.ra _ veniva trasferita all'ospedale di _a per pericolo di parto prematuro.
Il suo rientro in Ticino, con la paziente ancora in terapia infusionale, è stato deciso in quanto la minaccia di parto prematuro è stata scongiurata ed a quel punto le cure mediche potevano essere proseguite in Clinica _, cosa comunque più conveniente anche per voi a livello finanziario." (XVI Ad. 2.)
La Cassa convenuta sostiene di non essere tenuta a prestazioni per il trasporto da _a a _ poiché l'assicurata avrebbe potuto continuare le sue cure presso il primo istituto ospedaliero: i costi di trasporto non sono assumibili nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'opinione della cassa non é corretta.
Da un lato, il dott. _ ha espressamente affermato che la ricorrente non necessitava, più, delle cure di un centro specialistico quale il _ essendo il rischio di parto prematuro ormai rientrato: essa, quindi, doveva, in applicazione dell'art 56 LAMal, essere trasferita in un centro ospedaliero più adatto alle sue esigenze terapeutiche.
Il fatto che questo trasferimento corrispondesse alle (peraltro legittime) aspettative dell'assicurata, nulla cambia alla questione: rilevante è soltanto il fatto che questa aveva non soltanto il diritto ma anche il dovere (art 56 LAMal) di fare ricorso ad un istituto di cura ticinese.
Va, inoltre, rilevato che, secondo la giurisprudenza, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume, nei limiti indicati, i costi dei trasporti medicalmente necessari per permettere la dispensazione di cure da un fornitore di prestazioni autorizzato , atto a trattare la malattia e che fa parte dei fornitori di prestazioni che l'assicurato ha diritto di scegliere se il suo stato di salute non gli permette d'utilizzare un altro mezzo di trasporto pubblico o privato (RAMI 6/1998 pag 484 e seg consid 2a).
In concreto, é indubbio che l'assicurata - domiciliata in Ticino - aveva, oltre che il dovere, il diritto di scegliere di far capo, dopo le cure che non potevano esserle dispensate in Ticino , ad un istituto di cura ticinese (cfr art 41 LAMal) e la Clinica _ é manifestamente un fornitore di prestazioni autorizzato e atto ad offrire all'assicurata le cure adeguate al suo stato di salute .
Pure indubbio é il fatto che l'assicurata non poteva, per motivi di salute (era ancora in terapia infusionale, doc A6), utilizzare un mezzo di trasporto diverso.
Ritenuto, dunque, che le condizioni poste dagli art 25 cpv 2 lett. g LAMal e 26 OPre sono realizzate, nell'ambito dell'assicurazione delle cure medico-sanitarie la cassa convenuta deve essere condannata a contribuire alle spese del trasporto in autoambulanza del 13 febbraio 1998 nei limiti stabiliti dall'art 26 OPre (cfr, per una soluzione analoga, STCA 7.4.1999 in re A.G. c. _).