# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4c945470-0f63-56b1-bc21-cc9e34bb99c0
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2014
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In seguito alla revisione della società RI 1 del 26 settembre 2013 per il periodo da gennaio 2008 a dicembre 2012, il 22 ottobre 2013 la CO 1 ha emesso una tassazione d’ufficio tramite la quale ha ripreso l’importo di fr. 686'757 ed ha chiesto il pagamento di fr. 112'170.15 di contributi e spese (doc. 35). Con due distinte decisioni del 22 ottobre 2013 la Cassa ha inoltre informato RI 2 e TERZ 1 che gli importi loro versati in quegli anni (fr. 615'000, ossia fr. 120'000 all’anno dal 2008 al 2011 e fr. 135'000 nel 2012 per il primo e fr. 56'974 per il secondo) sono stati considerati reddito determinante (allegati al doc. 35).
Con due distinte decisioni su opposizione del 28 novembre 2013 notificate alla _RI 1 e a RI 2 l’amministrazione ha confermato la ripresa (doc. 38). La Cassa ha respinto la censura relativa alla violazione del diritto di essere sentito poiché l’esito del controllo è stato discusso con la fiduciaria, _ e, telefonicamente, con RI 2. Quest’ultimo va considerato dipendente della società poiché non si è assunto direttamente e personalmente un rischio economico per l’attività svolta a favore della RI 1, la quale gli versa importi regolari per l’esecuzione del lavoro. L’interessato non si è assunto alcun rischio d’incasso e dall’esame dell’incarto fiscale emerge che la totalità dei servizi è fatturata alla società opponente. Circa la ripresa del 2008 e 2009, per le quali sono già state emesse decisioni di fissazione dei contributi quale indipendente, l’amministrazione ha ritenuto che vi sono gli estremi per un loro riesame poiché gli importi in gioco sono elevati e la modifica ha una notevole importanza. Infine, per quanto concerne la posizione di TERZ 1, la Cassa evidenzia che non è iscritto quale indipendente e dall’esame del suo incarto fiscale emerge che non svolge altre attività indipendenti. Il fatto di esercitare l’attività lucrativa unicamente per la società opponente configura un elemento decisivo a favore della qualifica di dipendente dell’attività svolta da TERZ 1.
1.2. Con due distinti ricorsi del 9 gennaio 2013 (doc. I, 30.2014.5 e 30.2014.6), _RI 1 e RI 2, entrambi rappresentati dall’avv. RA 1, sono insorti al TCA chiedendo l’annullamento della decisione su opposizione.
I ricorrenti rammentano che la società insorgente è attiva sin dall’inizio degli anni _ e RI 2 ne è da sempre amministratore delegato e presidente. L’interessato, affiliato alla CO 1 quale indipendente, presta, in tale qualità, ai clienti della RI 1, servizi di consulenza. Un altro consulente esterno della ditta è TERZ 1, che si occupa invece di interventi in ambito informatico/tecnico (ad esempio: modifiche del software, installazioni hardware, altri lavori richiesti dall’operatività della società).
Gli insorgenti fanno valere in primo luogo una violazione del principio della buona fede poiché RI 2 è sempre stato considerato indipendente ed ha pagato i contributi in tale qualità sia nel 2008 che nel 2009 sulla base delle decisioni già emesse e cresciute in giudicato, inducendolo a credere nella correttezza delle informazioni ricevute. Il cambiamento dello statuto contributivo con effetto retroattivo rischia di mettere in serie difficoltà la società, esposta ad un grave danno finanziario.
In secondo luogo gli insorgenti ritengono che non sono date le condizioni per procedere ad un riesame, ai sensi dell’art. 53 cpv. 2 LPGA, delle decisioni cresciute in giudicato, sia perché l’amministrazione non spiega per quale motivo ritenere RI 2 indipendente nel 2008 e nel 2009 sarebbe manifestamente errato, violando il suo diritto di essere sentito, sia perché l’interessato non può essere ritenuto dipendente della RI 1.
A questo proposito, gli insorgenti rimproverano all’amministrazione di aver fondato i propri accertamenti su pochi atti (fatture, incarto fiscale), senza ritenere di dover esperire ulteriori accertamenti (ad esempio: audizione degli interessati, richiamo di ulteriore documentazione) che avrebbe permesso di apportare ulteriori elementi. I ricorrenti affermano che nell’ambito della qualifica dello statuto contributivo ogni singolo caso va valutato singolarmente ed occorre esaminare quali sono gli elementi predominanti. La qualifica dell’assicurato come dipendente od indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d’ufficio o su richiesta personale dell’interessato in una o nell’altra categoria, occorre ritenere che la circostanza che un assicurato all’inizio della sua attività indipendente svolga un lavoro principalmente per un solo committente è usuale. Inoltre asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti ed avulsi dalla complessa realtà economica.
Le prestazioni versate a RI 2 non sono riconducibili alla sua qualità di organo della società. Egli non soggiace ad alcun rapporto di subordinazione nei confronti della società con la quale non è stato sottoscritto alcun contratto di lavoro. Le prestazioni non vengono svolte nei locali destinati agli uffici della società. L’interessato fornisce ai clienti gestiti dalla società un servizio di consulenza a titolo indipendente ed a suo esclusivo rischio aziendale consistente tra l’altro nel fatto che, quale libero professionista, risponde dell’esecuzione a regola d’arte del mandato conferitogli. Nulla può essere dedotto dal fatto che l’interessato percepisca importi regolari dalla società insorgente. Non è la società, bensì RI 2 a rispondere della corretta esecuzione dei servizi di consulenza offerta ai clienti gestiti dalla RI 1. Se quest’ultima non incassa nulla da parte della clientela, anche RI 2 non si vedrebbe versare alcunché per le sue prestazioni. Il rischio d’incasso pertocca a RI 2.
Circa TERZ 1, la qualifica contributiva va esaminata indipendentemente dall’affiliazione in una o nell’altra categoria. Nulla può pertanto essere dedotto al riguardo. Anche la circostanza che l’interessato sembra svolgere la sua attività per un solo committente non è determinante. L’interessato non soggiace ad alcun rapporto di subordinazione nei confronti della società con la quale non è stato sottoscritto alcun contratto di lavoro. I servizi forniti da TERZ 1, vengono eseguiti a titolo indipendente. I suoi interventi online oppure sul posto, sono di tipo informatico/tecnico (ad esempio: modifiche del software, installazioni hardware, altri lavori richiesti dall’operatività della società). Le sue attività non sono regolari, nel senso che la sua collaborazione viene richiesta quando necessario.
Infine, per economia di procedura, gli insorgenti chiedono di congiungere le due procedure.
1.3. Con due distinte risposte del 27 gennaio 2014 la Cassa propone la reiezione dei ricorsi (doc. III, 30.2014.5 e 30.2014.6). L’amministrazione evidenzia l’inapplicabilità del principio della buona fede al caso di specie già solo per il fatto che la società ricorrente è stata oggetto per la prima volta di un controllo da parte della Cassa. Inoltre le decisioni di fissazione dei contributi dovuti da RI 2 quale indipendente dal marzo 1988 derivano dai dati forniti dall’autorità fiscale. Per la Cassa le decisioni di fissazione dei contributi 2008 e 2009 sono manifestamente errate e la loro rettifica riveste una notevole importanza.
RI 2, amministratore delegato e presidente della RI 1, di cui è azionista di maggioranza, presta servizi di consulenza per i clienti gestiti dalla società, non si assume direttamente e personalmente alcun rischio economico per l’attività svolta e la RI 1 gli ha versato importi regolari (acconti di fr. 10'000 al mese) per l’esecuzione del lavoro. Non agendo a proprio nome e per proprio conto non si è assunto alcun rischio d’incasso, ma è la società ad assumersi il rischio economico. Inoltre RI 2 ha fatturato alla RI 1 la totalità della sua cifra d’affari, ciò che configura un elemento decisivo a favore dell’attività dipendente. L’amministrazione ritiene in questo modo di aver accertato un rapporto di subordinazione sia sotto l’aspetto economico che dal profilo dell’impiego del tempo a favore della _ e l’assenza di un rischio economico e di incasso, ciò che porta a concludere che la decisione di ritenere RI 2 quale indipendente per il periodo in esame è manifestamente errata e, visto l’importo elevato su cui sono stati calcolati i contributi (dal 2008 al 2011: fr. 120'000 all’anno e nel 2012: fr. 135'000) la modifica dello statuto contributivo riveste una notevole importanza.
1.4. Il 29 gennaio 2014 il Giudice delegato del TCA ha congiunto i due procedimenti derivanti dai due distinti ricorsi presentati dalla RI 1 e da RI 2 in data 9 gennaio 2014 (doc. V, di entrambi gli incarti).
1.5. Con decreto del 6 febbraio 2014 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa TERZ 1, assegnandogli un termine scadente il 21 marzo 2014 per visionare l’incarto, determinarsi in merito e postulare nuove prove (doc. VI, 30.2014.5 e 30.2014.6). Il decreto, non ritirato da TERZ 1, gli è stato nuovamente trasmesso per posta “A” il 19 febbraio 2014.
1.6. Dopo aver chiesto (doc. VII, 30.2014.5 e 30.2014.6) ed ottenuto (doc. VII, 30.2014.5 e 30.2014.6) una proroga, gli insorgenti hanno ribadito le loro richieste (doc. IX, 30.2014.5). RI 2 invoca nuovamente la buona fede sostenendo di essere rimasto sorpreso quando ha saputo del cambiamento del suo statuto contributivo, alla luce del fatto che la Cassa ha regolarmente incassato i conguagli per gli anni 2008 e 2009 e gli acconti per gli anni 2010, 2011 e 2012.
Dal 1° gennaio 2014, senza che ciò comporti qualsivoglia ammissione, l’insorgente si è comunque affiliato come dipendente presso la Cassa convenuta. Egli ricorda che sin dagli inizi degli anni _ era iscritto come indipendente e che per oltre _ anni la Cassa non ha eseguito alcun controllo, ciò che ora impedirebbe al ricorrente di prevalersi della sua buona fede. Tale modo di procedere, per i ricorrenti, è allora quantomeno lesivo del principio della proporzionalità. A questo proposito gli insorgenti ribadiscono che la decisione impugnata rischia di mettere in serio pericolo l’esistenza stessa della RI 1, con conseguente soppressione di posti di lavoro. RI 2 comprende la difficoltà nel separare la propria identità da quella della società, situazione nota e che non ha mai dato adito a decisioni da parte della Cassa. Essendo la società di pertinenza di RI 2, in un modo o nell’altro il rischio economico viene assunto dal medesimo. Infine, circa TERZ 1, il suo impiego è irregolare e si limita a poche ore mensili.
1.7. Il 25 febbraio 2014 la Cassa ha rammentato che il 26 settembre 2013 ha effettuato il primo controllo della RI 1, conformemente agli art. 68 LAVS, 162 OAVS e alla Circolare sul controllo dei datori di lavoro (doc. XI, 30.2014.5). Quest’ultima prevede il controllo dei datori di lavoro con massa salariale inferiore ai fr. 200'000 come la società ricorrente, soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2008 (con periodo transitorio di 4 anni). Le decisioni di fissazione dei contributi quale indipendente di RI 2 affiliato dal _, derivano da un accertamento effettuato dall’autorità fiscale. Circa la posizione di TERZ 1, la Cassa rileva che egli si recava con regolarità presso la RI 1. In ogni caso affermare che la sua attività non è regolare significa sostenere che ha svolto un lavoro su chiamata che il TCA ha già avuto modo di qualificare come attività salariata.

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. I ricorrenti, e più specificatamente RI 2, sostengono che l’amministrazione ha violato il diritto di essere sentito poiché non ha spiegato per quale motivo le decisioni di qualificarlo come indipendente nel 2008 e nel 2009 sono manifestamente errate (cfr. pag. 10, doc. I, inc. 30.2014.6).
Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006, H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).
Certo, in concreto l’amministrazione, circa le decisioni di fissazione dei contributi dovuti nel 2008 e nel 2009 come indipendente da RI 2, si è in sostanza limitata ad affermare che esse sono manifestamente errate e che la loro rettifica ha una notevole importanza. Tuttavia, in precedenza la Cassa ha spiegato nel dettaglio per quale motivo l’interessato deve essere ritenuto, per il periodo in esame, dipendente della RI 1 e dunque, per quale motivo, le decisioni in senso contrario fossero manifestamente errate.
Del resto, con i ricorsi, gli insorgenti hanno nuovamente potuto prendere posizione sull’intera fattispecie, produrre ulteriori prove e spiegare i motivi per i quali ritengono che le decisioni di fissazione dei contributi come indipendente non sono manifestamente errate.
Inoltre, in sede di risposta, sulle quali i ricorrenti hanno preso posizione (doc. VII, inc. 30.2014.6), la Cassa ha ulteriormente motivato la propria decisione, elencando le ragioni per le quali ha ritenuto le decisioni di fissazione dei contributi manifestamente errate (doc. III, inc. 30.2014.6: “
Alla luce dell’attività svolta – avendo accertato un chiaro rapporto di subordinazione sia sotto l’aspetto economico sia dal profilo dell’impiego del tempo a favore della _ come pure l’assenza di un rischio economico e di incasso – la decisione si ritenere RI 2 quale indipendente per il periodo in esame è manifestamente errata [...]
”).
Va poi rammentato che il TCA dispone del pieno potere cognitivo come l’istanza precedente (cfr. sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 127 V 431), per cui l’asserita violazione del diritto di essere sentito, e meglio la carenza di motivazione della decisione impugnata, è comunque sanata in questa sede.
Giova infine precisare che anche nel caso di una grave violazione del diritto di essere sentito è possibile prescindere da un rinvio della causa all'amministrazione, se - come in concreto - una simile operazione si esaurirebbe in un vuoto esercizio formale e procrastinerebbe inutilmente il processo in contrasto con l'interesse – di pari rango del diritto di essere sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387, consid. 5.1 pag. 390 con riferimenti; sentenza 9C_744/2012 del 15 gennaio 2013, consid. 6.1; sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012, consid. 2.3; sentenza 9C_961/2009 del 17 gennaio 2011).
Il TCA deve pertanto entrare nel merito dei ricorsi.
Nel merito
2.2.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l
'
allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell
'
11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.3. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.4. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.5.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).