# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 17ee9733-9e97-5430-acf4-58fb0a0c1f6d
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2010
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto in fatto
A.
La CRTE 1 con decisione 15 maggio 2009 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 600.- oltre alla tassa di giustizia di fr. 100.- e alle spese di fr. 40.-, per i seguenti motivi:
“Non ha impedito, secondo le sue possibilità, all’autista _ di circolare con l’autofurgone _ sovraccarico”.
Fatti accertati il 16 marzo 2009 in territorio di _.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 9 cpv. 1, 29, 30 cpv. 2, 90 cifra 1, 93 cifra 2, 96 cifra 1 LCStr; 67 cpv. 1 ONC.
B.
Contro predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone in sostanza l’annullamento.
C.
La CRTE 1, con comunicazione 28 maggio 2009, si astiene dal formulare osservazioni, lasciando a questo giudice la più ampia facoltà di giudizio.

## Considerations

considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell’art. 12 LPContr.
2.
Giusta l’art. 30 cpv. 2 LCStr (prima frase), i veicoli non devono essere sovraccaricati.
Chiunque conduce un veicolo senza osservare le limitazioni o le altre condizioni, in particolare circa il peso totale ammesso del veicolo, cui una licenza di circolazione o un permesso sono subordinati in virtù della LCStr o nel singolo caso, è punito con la multa (art. 96 cifra 1 LCStr). La stessa pena del conducente è comminata al datore di lavoro o al superiore che inducono il conducente di un veicolo a motore a commettere un reato secondo la LCStr oppure che non lo impediscono secondo le loro possibilità (art. 100 cifra 2 LCStr).
3.
Concretamente la CRTE 1 rimprovera al multato, quale responsabile (presidente) della ditta _, di non avere impedito all’autista _ di condurre l’autofurgone targato _ sovraccarico (peso constatato di kg 5'374 contro i kg 3'500 permessi dalla licenza di circolazione).
4. RI 1
, da parte sua, non contesta l’eccedenza del peso del mezzo, sottolineando per contro la propria estraneità ai fatti e la mancanza di un rapporto gerarchico, all’interno della ditta, tra lui e il signor _:
“(...) con la presente intendiamo rendere noto che la piena responsabilità dell’infrazione sopraccitata è da attribuire al Signor _, come già precedentemente comunicato nella lettera del 30.03.2009.
Inoltre sia il Signor _ che il Signor RI 1 sono azionisti in eguale misura della _ e di conseguenza ognuno è responsabile delle proprie competenze.
Richiediamo, quindi, che la contravvenzione non venga attribuita al signor RI 1”
.
A comprova della sua tesi, l’insorgente produce una copia dello scritto inviato il 30 marzo 2009 da _ alla polizia cantonale, nel quale si legge:
“Purtroppo lunedì 16.03.2009 dovevo trasportare del materiale per pochi chilometri dal magazzino della ditta per cui lavoro, la _, situato a _, fino alla discarica _, anch’essa situata a _.
L’autofurgone Iveco, targato _, è stato così caricato sottovalutandone il peso”
.
5.
A prescindere dall’assenza della firma sullo scritto dell’autista prodotto e lasciata aperta la questione relativa al possesso delle quote azionarie della _ (pur rilevando che l’estratto del registro di commercio attesta, effettivamente, il medesimo potere di rappresentanza - diritto di firma collettiva a due - del presidente RI 1 e del membro _), gli atti non forniscono indizi suscettibili di mettere in dubbio la versione del ricorrente. In particolare, dalle tavole processuali non risulta che il signor RI 1 abbia ordinato di effettuare il trasporto, con carico eccessivo, in oggetto e nemmeno che ne fosse a conoscenza o che non lo abbia impedito secondo le sue possibilità. In merito a quest’ultimo aspetto, sebbene dal fascicolo processuale non risulti l’esistenza (che il multato neppure sostiene) di direttive e circolari interne volte ad istruire i dipendenti della ditta, appare inverosimile che l’autista non fosse a conoscenza della limitazione di carico imposta al mezzo che stava guidando.
In definitiva, questo giudice non può pervenire al solido convincimento che RI 1 sia venuto meno ai doveri impostigli dalla legge, realizzando gli elementi costitutivi dell’infrazione in rassegna.
Il ricorso deve pertanto essere accolto e la decisione impugnata annullata con relativa dispensa dal pagamento di tasse e spese di giustizia (art. 15 LPContr).