# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 2f608fff-4e00-5858-8586-1c89641649d3
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2015
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Tax

## Facts

Fatti
A.
_ è deceduta il _ 2013.
Con decisione del 9 luglio 2014, l’RS 1 ha notificato alla figlia _ la tassazione IC/IFD 2012, commisurando il reddito imponibile in fr. 42'200.– per l’imposta cantonale (IC) e in fr. 46'200.– per l’imposta federale diretta (IFD). Quanto alla sostanza imponibile era stabilita in fr. 102'000.–, laddove l’autorità fiscale aveva aggiunto al patrimonio dichiarato un importo di fr. 100'000.–, con la seguente motivazione:
Imposizione valore dei capitali precedentemente tassati (o dei capitali ricavati da alienazioni avvenute nel corrente periodo fiscale), non essendo stato provato il consumo o il reinvestimento.
B.
In seguito alla comunicazione di _, di aver rinunciato all’eredità, l’Ufficio di tassazione le ha chiesto di comunicare l’indirizzo della sorella _. L’indirizzo è pervenuto all’autorità fiscale il 21 luglio 2014.
_ , rappresentata daRA 1, ha interposto reclamo contro la decisione di tassazione della madre il 5 agosto 2014, chiedendo “per poter motivare la [sua] opposizione... la visione delle dichiarazione imposte oggetto della notifica citata in epigrafe, oltre a poter consultare tutti gli atti di tassazione nonché i documenti prodotti degli ultimi cinque anni della signora _”.
Con lettere del 5 dicembre 2014 e del 13 gennaio 2015, l’Ufficio di tassazione ha invitato la reclamante a produrre la procura a favore del rappresentante e il certificato ereditario, come pure a prendere contatto telefonico per fissare un incontro. La lettera si concludeva con l’avvertenza che, in caso di inosservanza dell’invito, il reclamo sarebbe stato “deciso sulla base della documentazione già a disposizione dell’autorità”.
C.
Con decisione del 22 aprile 2015, l’autorità di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo, con la seguente motivazione:
Contro la decisione di tassazione 2012 della defunta _, intimata in data 9.7.2014 è stato presentato un reclamo generico da parte del _. In data 5.12.2014 l'ufficio di tassazione ha chiesto la presentazione della procura. Non avendo ricevuto risposta in data 13.1.2015 lo scrivente ufficio ha nuovamente chiesto la completazione del reclamo.
Non avendo ricevuto risposta né dal _ né dalla signora _, il reclamo viene considerato irricevibile.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, _ postula il rinvio degli atti all’Ufficio di tassazione, “per una nuova valutazione dopo aver permesso alla ricorrente la visione di tutti i documenti che riguardano le tassazioni della propria madre di cui è erede universale”. Chiede inoltre l’assistenza giudiziaria e il gratuito patrocinio.
La ricorrente lamenta di non aver mai ottenuto risposta in merito alla richiesta di visionare gli atti dell’Ufficio di tassazione e le dichiarazioni degli ultimi cinque anni. Contesta quindi l’imposizione della sostanza di fr. 100'000.–, argomentando che “mal si capisce che chi ha seguito la defunta abbia prelevato senza nessun ritegno degli importi che oggi mancano e che per tanto non sono stati mai versati alla figlia e perciò non costituiscono sostanza”.
E.
Nelle sue osservazioni del 18 maggio 2015, l’Ufficio di tassazione propone di respingere il ricorso, rilevando che il reclamo è stato dichiarato irricevibile “poiché non era stato dato seguito a delle richieste fatte dall’ufficio di tassazione di _ il 05.12.2014 ed il 13.01.2015”. Nel merito, l’autorità resistente sottolinea che l’imposizione del capitale di fr. 100'000.– “precedentemente tassato non comporta comunque nessuna imposta sulla sostanza da pagare e pertanto a giudizio dell’ufficio di tassazione di _ il ricorso è da ritenere comunque irricevibile poiché non vi è in concreto un interesse degno di protezione direttamente connesso con l’oggetto della contestazione”.
La ricorrente ha replicato con scritto del 16 giugno 2015, lamentando un eccesso di formalismo da parte dell’Ufficio di tassazione, per aver dichiarato irricevibile il reclamo “per una imprecisione nella procura che comunque era molto chiara”. Ha ribadito inoltre di non aver mai avuto risposta in relazione alla richiesta di accesso agli atti della defunta madre. Quanto alla mancanza di un interesse a ricorrere, contesta che non vi sia, in quanto beneficiaria di prestazioni sociali.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.
1.2.
Nel caso in esame, la decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo della contribuente. A questa Camera è precluso di conseguenza l’esame del merito della decisione di tassazione; essa deve limitarsi per contro a verificare se sia legittima la decisione dell’autorità fiscale, che si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo interposto dalla contribuente.
2.
2.1.
L’art. 206 cpv. 1 LT per l'imposta cantonale e l'art. 132 cpv. 1 LIFD per l'imposta federale diretta stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di tassazione d'ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può reclamare per iscritto all'autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta giorni dalla notifica.
Per gli articoli 208 cpv. 1 LT e 135 cpv. 1 LIFD, l'autorità di tassazione prende la sua decisione fondandosi sui risultati dell'inchiesta. Può determinare nuovamente tutti gli elementi imponibili e, sentito il contribuente, modificare la tassazione anche a svantaggio del medesimo.
Diversamente dalla decisione di tassazione, la decisione su reclamo deve essere motivata (art. 208 cpv. 2 LT e art. 135 cpv. 2 LIFD;
Agner/Jung/Steinmann
, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 422);
2.2.
Se una delle condizioni perché l’autorità di tassazione entri nel merito del reclamo non è adempiuta (in particolare, la legittimazione o il rispetto del termine), il reclamo viene dichiarato irricevibile. Negli altri casi, l’autorità entra nel merito del reclamo e può o respingerlo (conferma della tassazione contestata) o accoglierlo (integralmente o parzialmente). Se ne sono date le condizioni può addirittura modificare la tassazione a svantaggio del contribuente, dopo averlo sentito (
Casanova
, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 1 ad art. 135 LIFD, p. 1287; v. anche:
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 2
a
ediz., Zurigo 2009, n. 3 ad art. 135 LIFD, p. 1179).
2.3.
Dalla succinta motivazione della decisione impugnata non si comprende chiaramente per quale ragione il reclamo sia stato dichiarato irricevibile.
Il semplice riferimento al carattere “generico” del reclamo non giustifica certamente una simile decisione. Né è sufficiente la mera circostanza che la contribuente non abbia dato seguito ad una richiesta di documentazione. Infatti, la legge non richiede neppure che un reclamo sia motivato, ma basta che il contribuente manifesti in modo chiaro e incondizionato la volontà di impugnare una decisione di tassazione (CDT n. 80.2000.00047 del 6 aprile 2000, in RDAT II-2000 n. 14t e dottrina citata; inoltre CDT n. 80.2004.86 del 24 agosto 2004, in RtiD I-2005 n. 12t). Infatti, solo nel caso di una tassazione d’ufficio secondo gli articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD 206 cpv. 1 LT, la legge esige che il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).
2.4.
È vero che, nelle sue lettere del 5 dicembre 2014 e del 13 gennaio 2015, l’autorità fiscale non aveva chiesto documentazione concernente il merito della tassazione contestata, ma aveva in particolar modo invitato la reclamante a produrre procura e certificato ereditario.
In tal modo, l’Ufficio di tassazione sembra aver messo in dubbio la legittimazione della reclamante. A tale proposito, il suo atteggiamento appare tuttavia perlomeno contraddittorio, se si pensa che, in un primo momento, la decisione di tassazione della defunta contribuente era stata intimata alla figlia _ _ e poi, su indicazione di quest’ultima, che sosteneva di aver rifiutato l’eredità, era stata notificata alla ricorrente, senza ulteriori accertamenti. Se avesse avuto dei dubbi sullo
status
di erede di _, l’autorità di tassazione avrebbe dovuto ragionevolmente affrontarlo prima di procedere ad una seconda notificazione della decisione di tassazione e non solo quando la destinataria aveva interposto reclamo.
In ogni caso, nelle due lettere, con cui chiedeva alla reclamante di legittimarsi quale erede della contribuente, l’autorità resistente avvertiva la destinataria che, se non avesse dato seguito all’invito in questione, il reclamo sarebbe stato “deciso sulla base della documentazione già a disposizione dell’autorità”. In tal modo, è chiaro che l’Ufficio di tassazione non poteva dichiarare irricevibile il reclamo, quando esso stesso aveva prospettato, quale conseguenza per l’inosservanza dell’invito rivolto alla reclamante, una decisione nel merito del reclamo, basata sulla “documentazione già a disposizione dell’autorità”. La reclamante, sulla base delle parole contenute nelle lettere ricevute, poteva attendersi in ogni caso una decisione nella quale l’autorità sarebbe entrata nel merito del suo reclamo.
2.5.
A ciò si aggiunga che l’Ufficio di tassazione ha anche completamente ignorato la richiesta della ricorrente di poter accedere agli atti fiscali della defunta madre. Una delle poche affermazioni contenute nella lettera, con cui interponeva reclamo contro la decisione di tassazione, consiste infatti nella richiesta di poter prendere “visione delle dichiarazione imposte [sic] oggetto della notifica citata in epigrafe, oltre a poter consultare tutti li [sic] atti di tassazione nonché i documenti prodotti degli ultimi cinque anni della signora _”.
Dalla responsabilità solidale degli eredi per i debiti fiscali del
de cuius
discende la necessità di garantire loro l’esercizio dei diritti procedurali che sono necessari perché possano tutelare i loro interessi quali debitori solidali. In particolare, gli deve essere dato accesso agli atti delle procedure di tassazione e di reclamo e ricorso, comprese le decisioni, nella misura in cui
l'accertamento dei fatti sia concluso e sempreché un interesse pubblico o privato non vi si opponga (art. 114 cpv. 2 LIFD; art. 41 cpv. 1 LAID; cfr. anche
Casanova/Zweifel
,
Schweizerisches Steuerverfahrensrecht – Direkte Steuern, Zurigo 2008,
n. 33, p. 44). Una limitazione dell’accesso degli eredi agli atti fiscali del defunto può essere giustificata a determinate condizioni se si tratta di tutelare la sfera privata di quest’ultimo (cfr. la sentenza del Tribunale federale del 10 febbraio 1999, in ASA 69 p. 290, consid.
2, con riferimento a:
Zweifel
, Die verfahrens- und steuerstrafrechtliche Stellung der Erben bei den Einkommens- und Vermögenssteuern, ASA 64 p. 337 ss., p. 352)
A domanda del contribuente, l'autorità che nega il diritto d'esame gli conferma il diniego mediante decisione impugnabile con ricorso (art. 114 cpv. 4 LIFD).
Nel Canton Ticino, la competenza è della Camera di diritto tributario (art. 187 cpv. 4 LT).
Ne consegue che l’Ufficio di tassazione avrebbe dovuto o consentire l’accesso della reclamante agli atti di cui aveva chiesto di poter prendere visione oppure adottare una decisione negativa, attribuendole il diritto di ricorso alla Camera di diritto tributario.
2.6.
Con la decisione impugnata, l’Ufficio di tassazione ha dunque violato non solo le disposizioni procedurali applicabili ma anche il diritto di essere sentita della reclamante. Infatti, per giurisprudenza costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: pertanto, di regola, la sua violazione comporta l'annullamento dell'atto impugnato, senza che vada vagliato se quest'ultimo, nel merito, è corretto (STF del 5 luglio 1994 in re S.P.; DTF 119 Ia 136 consid. 2a p. 138, 118 Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi riferimenti).
Da un lato, l’Ufficio di tassazione avrebbe dovuto entrare nel merito del reclamo, riesaminando la decisione impugnata e spiegando le ragioni per cui aveva aggiuto il capitale di fr. 100'000.– ed il relativo reddito presunto. Dall’altro, avrebbe dovuto concedere alla reclamante l’accesso agli atti fiscali della madre oppure adottare una decisione negativa suscettibile di ricorso.
3.
3.1.
Nelle osservazioni al ricorso, l’Ufficio di tassazione adduce un nuovo motivo per cui avrebbe potuto dichiarare irricevibile il reclamo. Trattandosi di un motivo che consentirebbe anche a questa Camera di non entrare nel merito del ricorso, lo stesso deve essere esaminato.
L’autorità resistente ha infatti sostenuto che l’imposizione del capitale di fr. 100'000.– “precedentemente tassato non comporta comunque nessuna imposta sulla sostanza da pagare e pertanto a giudizio dell’ufficio di tassazione di _ il ricorso è da ritenere comunque irricevibile poiché non vi è in concreto un interesse degno di protezione direttamente connesso con l’oggetto della contestazione”.
L’insorgente ha replicato, sostenendo di avere interesse alla decisione, in quanto beneficiaria di prestazioni sociali.
3.2.
Secondo la decisione di tassazione del 9 luglio 2014, l’imposta comunale sulla sostanza dovuta per il 2012 ammonta effettivamente a zero franchi, sicché è evidente che la reclamante non aveva alcun interesse ad ottenere una decisione su reclamo che concernesse la commisurazione del reddito imponibile (cfr. anche:
Zweifel
, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2
a
ediz., Basilea 2008, n. 12 ad art. 132 LIFD;
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Handkommentar zum DBG, 2
a
ediz., Zurigo 2009, n. 15 ad art. 132 LIFD, p. 1153;
Richner/Frei/Kaufmann/Meuter
, Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 2
a
ediz., Zurigo, 2006, n. 16 ad § 140, p. 1200; Plüss, in: Klöti-Weber/Siegrist/ Weber [a cura di], Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, 2a ediz., Muri-Berna, 2004, n. 17 ad § 192, p. 1579).
In una sentenza del 22 novembre 2011 (RtiD I-2012 n. 14t), questa Camera, ricordata la giurisprudenza in materia di assicurazioni sociali, ha anche già stabilito che un contribuente, cui era stata notificata una decisione di tassazione che aveva commisurato reddito e sostanza imponibili in zero franchi, non fosse legittimato ad impugnarla, contestando il valore attribuito ad un immobile situato all’estero ed il relativo reddito. Il fatto che tali elementi fossero determinanti per stabilire il diritto a prestazioni sociali non giustificava una deroga.
Del resto, in una sentenza che concerneva una decisione con cui la Cassa cantonale per gli assegni familiari aveva ordinato la restituzione di assegni integrativi e di prima infanzia percepiti a torto, il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha deciso che la Cassa non avrebbe dovuto considerare vincolanti i dati fiscali, visto che nella decisione di tassazione l’imposta sul reddito era stata fissata in zero franchi (cfr. sentenza n. 39.2013.1 dell’11 luglio 2013, in RtiD I-2014 n. 6).
3.3.
La tesi sostenuta dall’autorità di tassazione nelle sue osservazioni giustificherebbe pertanto la decisione di dichiarare irricevibile il ricorso, se effettivamente fosse in discussione solo l’imposta cantonale sulla sostanza. Un’eventuale riduzione della sostanza imponibile non avrebbe infatti alcun riflesso sul debito d’imposta, che rimarrebbe comunque a zero franchi.
L’Ufficio di tassazione ha tuttavia anche aggiunto al reddito imponibile della defunta contribuente un importo di fr. 1'500.–, corrispondente alla “valutazione interesse sul numerario di fr. 100'000.–“.
Ne consegue che l’eventuale stralcio del capitale di 100'000 franchi, contestato dalla ricorrente, avrebbe ripercussioni dirette anche sul calcolo dell’imposta cantonale sul reddito come pure dell’imposta federale diretta.
L’argomento, sollevato per la prima volta nelle osservazioni al ricorso, non consente pertanto di dichiarare irricevibile il ricorso, così come non avrebbe permesso all’autorità fiscale di non entrare nel merito del reclamo.
4.
La decisione impugnata è pertanto annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione, perché entri nel merito del reclamo della contribuente e adotti una nuova decisione motivata.
Visto l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali. In tal modo, si può anche ritenere evasa la domanda di assistenza giudiziaria, presentata con il ricorso.