# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 9dceb126-4855-50ff-b9bb-af20b661ffbc
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto in fatto
A.
Con sentenza 8 giugno 2005 (inc. CEF 14.05.7/8), questa Camera ha riconosciuto in Svizzera ai sensi degli art. 166 segg. LDIP i fallimenti di CO 1 e CO 2, decretati il 17 gennaio 2002 dal Tribunale ordinario di _, nonché il fallimento di
CO 3
, decretato il 18 marzo 2002 dal Tribunale ordinario di _ per estensione dei menzionati fallimenti. Gli atti sono stati trasmessi all’IS 1 perché procedesse a tutte e tre le liquidazioni fallimentari in via sommaria limitatamente ai beni dei falliti situati in Svizzera.
B.
Il 12 agosto 2005, questa Camera ha ordinato la sospensione per mancanza di attivo delle tre suddette procedure di liquidazione (inc. 14.05.74).
C.
L’RI 1 chiede ora l’autorizzazione di liquidare il fallimento di PI 1 secondo la procedura sommaria (art. 231 LEF), siccome il curatore italiano ha tempestivamente anticipato l’importo di fr. 3'000.-- richiesto con pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale n° _.

## Considerations

Considerando in diritto
1.
Qualora un fallimento sia stato sospeso per mancanza di attivo e l’anticipo chiesto dall’ufficio dei fallimenti per continuare la liquidazione sia stato versato nel termine impartito, l’ufficio, se ritiene che il fallimento sia da liquidare secondo la forma ordinaria, pubblica la continuazione del fallimento e la relativa grida (art. 232 LEF) senza ulteriore decisione del giudice del fallimento (cfr.
Lustenberger
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 13 ad art. 230;
Jaeger/ Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol.
I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 10 ad art. 230). Invece, nel caso in cui l’ufficio intenda liquidare il fallimento secondo la forma sommaria, deve preventivamente chiedere l’autorizzazione del giudice (art. 231 cpv. 2 LEF).
Le considerazioni che precedono valgono anche per analogia nelle procedure di fallimento secondario, poiché l'art. 170 cpv. 1 LDIP rinvia non soltanto alle disposizioni sostanziali della LEF in materia di fallimento, ma pure a quelle procedurali, riservate le norme speciali di cui agli art. 170 ss. LDIP (cfr.
Volken
, Zürcher Kommentar zum IPRG, 2. ed., Zurigo/Basilea/ Ginevra 2004, n. 20 ad art. 170; B
erti
/B
ürg
i, Basler Kommentar zum IPR, Basilea/ Francoforte-sul-Meno 1996, n. 1 e 10 ss. ad art. 170;
Gilliéron
, op. cit., n. 11 ad art. 221-270; ZR 1995, n. 59 ad 2, p. 183, e il rinvio all'art. 221 LEF di cui al cons. 2.1). Tuttavia, giusta la disposizione particolare dell’art. 170 cpv. 3 LEF, non vi sono nella procedura fallimentare secondaria due forme (ordinaria e sommaria) di liquidazione ma una sola, analoga a quella sommaria dell’art. 231 LEF (cfr.
Lustenberger
, op. cit., n. 8 ad art. 231), benché modificata in virtù degli art. 170 ss. LDIP (cfr.
Gilliéron
, op. cit., n. 26 ad art. 231). Di conseguenza, è inutile una decisione del giudice del fallimento che approvi il modo di liquidazione scelto dall’ufficio. Quest’ultimo può autonomamente pubblicare la continuazione del fallimento e la relativa grida (art. 232 LEF), modificata secondo quanto disposto all’art. 172 cpv. 1 LDIP.
2.
Di conseguenza, l’autorizzazione chiesta dall’RI 1 non è necessaria.
Vista la novità del tema, non si percepiscono tassa né spese.