# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 1f3c357a-2ac1-555b-9a4c-980f11f03db4
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione di tassazione d’ufficio del 18 settembre 2015, la CO 1 ha ripreso a RI 1, per il periodo dal 1° luglio 2012 al 31 dicembre 2013, un importo complessivo di fr. 544'684, ritenendo quale salario determinante un ammontare di fr. 550'026 versato a TERZ 1 e riprendendo un importo di fr. 10'190 a TERZ 2 (tra cui fr. 4'666 per l’utilizzo del veicolo della ditta a scopo privato). Dall’importo totale di fr. 560'216 è stato dedotto l’ammontare di fr. 15'532 dichiarato in troppo per TERZ 1 (cfr. doc. 1).
1.2. Con decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 la Cassa ha proceduto ad una rettifica, stornando un importo di fr. 5'524 erroneamente ripreso a TERZ 2. Per il resto ha confermato la ripresa (doc. A).
1.3. Il 31 marzo 2016 RI 1, rappresentata dall’avv., è insorta al TCA, chiedendo di annullare la predetta decisione su opposizione del 19 febbraio 2016 e di confermare il salario determinante di TERZ 1, suo dipendente, come esposto nei certificati di salario compilati dalla datrice di lavoro, ossia fr. 124'199 nel 2012 e fr. 210'736.40 nel 2013 (doc. I).
La ricorrente contesta la qualifica di reddito determinante degli (ulteriori) importi versati a TERZ 1 nel 2012 (fr. 229'966) e nel 2013 (fr. 320'060), poiché non deriverebbero dall’attività lucrativa svolta per la società, ma costituirebbero un reddito da capitale a lui spettante conformemente a un accordo di partenariato fra soci del 21 dicembre 2011 nell’ambito della vendita internazionale di containers abitativi. L’insorgente contesta inoltre la ripresa, sulla base dell’art. 13 OAVS, di un importo di fr. 4'666 per l’uso del veicolo aziendale a scopo privato da parte di TERZ 2, amministratore unico della società.
1.4. Con risposta del 22 aprile 2016 la Cassa propone di respingere il ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.5. Con decreto del 28 aprile 2016 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa TERZ 1 e TERZ 2, assegnando loro un termine scadente il 20 giugno 2016 per determinarsi in merito alla procedura, postulando l’acquisizione di eventuali prove (doc. V).
1.6. Il 4 maggio 2016 la ricorrente si è ulteriormente espressa in merito, ribadendo che l’importo percepito in seguito all’accordo del 21 dicembre 2011 non deriva da un’attività svolta da TERZ 1 in favore di RI 1 (doc. VI).
1.7. Chiamata ad eventualmente esprimersi in merito, l’amministrazione si è confermata nella risposta di causa, ribadendo che dall’esame della contabilità i conti inerenti l’accordo del 21 dicembre 2011 sono parte integrante del bilancio e del conto economico della società ricorrente e che in ogni modo le prestazioni di TERZ 1 non vanno qualificate quali dividendo, bensì semmai come attività indipendente (doc. VIII).
1.8. Il 6 settembre 2016 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza dalla quale è emerso:
"
(...)
A domanda TERZ 1 precisa che gli importi che la Cassa ha ripreso con la decisione qui impugnata ossia fr. 229'966.-- e fr. 320'060.-- sono si maturati nel corso degli anni 2012 rispettivamente 2013 ma sono stati versati e pagati nel 2013 rispettivamente nel 2014. Sono stati regolarmente dichiarati all’autorità fiscale siccome il ricorrente risiede stabilmente in Ticino dal maggio _. Una decisione dell’autorità fiscale non è stata ad oggi ancora emanata. Solo la decisione relativa all’anno _ è stata notificata.
Il dott. TERZ 1 precisa che destinatario finale, la committenza quindi, di container abitativi è radicalmente diversa rispetto alla committenza e ai destinatari finali dei container destinati alla spedizione marittima. Gli abitativi sono stati commissionati soprattutto per fornire basi logistiche a grossi cantieri rispettivamente alle forze armate utilizzate in particolare in _ per missioni di pace.
Il sig. TERZ 2 precisa che non è stata mantenuta in essere la società che procedeva alla commercializzazione dei container abitativi quando la sede RI 1 era in _ ma con il trasferimento in Svizzera quella società che aveva sede a _ è stata liquidata per non avere una struttura societaria e per essere più diretti e più chiari anche con l’autorità fiscale svizzera e ticinese. L’allora fiduciaria dott. _ purtroppo nel frattempo deceduto, e il sig. TERZ 2 si sono recati presso il sig. _.
Il Giudice chiede come nella contabilità RI 1, materialmente a livello di iscrizione contabile veniva inserita nella contabilità l’incasso per conto del contratto di partenariato, se veniva specificato che l’incasso era per conto di terzi.
Il sig. TERZ 2 precisa che in effetti nel conto economico risultano le uscite relative ai versamenti in favore del dott. TERZ 1 con la specifica
“risultato abitativi”
seguito dalla valuta in cui il versamento era fatto. Per i ricavi gli incassi derivanti dall’attività riferita agli abitativi non viene altrimenti specificata se non con la precisazione che si tratta appunto di
“abitativi”
. Questo aspetto di caratterizzare con la dicitura abitativi alcune operazioni di ricavi permetteva in seno alla RI 1 di caratterizzarle e specificarle.
È vero che le operazioni relative ai container abitativi non erano specificate come svolte per conto di terzi.
La Cassa evidenzia invece che il conto economico 2012, a titolo di esempio, presenta raccolti senza alcuna specifica ricavi e la provenienza, costi e loro natura seguiti dalle spese generali amministrative e le correzioni dell’attivo tra le quali è contenuta poi la voce
“quote di terzi attività abitativi”
pari a fr. 554'516.--.
Parte ricorrente evidenzia che ciò dipende dal grado di dettaglio che si vuole attribuire al conto economico su cui la Cassa fa riferimento. Dalla contabilità emerge chiaramente che le attività di vendita dei container abitativi sono indicate in modo separato dalle altre della società.
La Cassa obbietta che il contenuto di un bilancio deve far fede.
Parte ricorrente evidenzia comunque che dal conto economico 2012 emerge come le quote di terzi relative all’attività riferita ai container abitativi è raggruppata nelle correzioni dell’attivo e quindi come costo, e ciò contrariamente a quanto la Cassa ha sostenuto in precedenza.
Il dott. TERZ 1 precisa che l’attività svolta da RI 1 è l’eredità di quella che fu l’attività svolta dalla società di _ che, al momento della sua fondazione e dell’inizio della sua attività, venne finanziata dai 3 soci ossia da egli stesso dal sig. TERZ 2 e dal terzo socio _ con un importo di 600'000 dollari. Le ragioni di non far più capo questa società sono state spiegate nei memoriali agli atti, il dott. TERZ 1 ritiene che tenere in piedi una società come quella di _ avrebbe avuto un costo relativamente contenuto e vantaggi di natura fiscale.
Il Gd chiede alla Cassa se non abbia fatto una riflessione sui versamenti da RI 1 al socio _ per un’attività da questi svolta per conto di RI 1, così come per il dipendente TERZ 1, e perché non abbia eventualmente ripreso anche quegli importi come salario. La Cassa indica che la differenza sostanziale consiste nel luogo di svolgimento del lavoro e della residenza.
La ricorrente RI 1 precisa che il sig_ non è suo dipendente e percepisce malgrado questo la quota di partecipazione come la percepisce il dott. TERZ 1 e la partecipazione continuerebbe a essere versata indipendentemente dai rapporti di dipendenza o meno siccome riconducibile a un’attività estranea.” (doc. XI)

## Considerations

in diritto
2.1.
Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).
A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.
In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro.
I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS).
Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.2. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi princìpi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).
2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un’attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (
Rehbinder
, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.;
Vischer
, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
L’allora Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.;
Greber/Duc/ Scartazzini
, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.4.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).