# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** cd786364-5e12-58f5-8300-04d023f2b152
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A. RI 1
procede contro PI 1 per l’incasso di fr. 3'854,50 in base a un precedente attestato di carenza di beni rilasciatogli dall’CO 1 il 26 dicembre 1998. Il 13 aprile 2005, il procedente ha chiesto la prosecuzione dell’esecuzione.
B.
Il 17 maggio 2005, dopo aver accertato che l’escusso, benché domiciliato a _, lavorava a _, l’CO 1 ha chiesto in via rogatoriale al corrispondente ufficio di _ di pignorare i beni dell’escusso, e in mancanza di beni mobili o immobili, di accertare i suoi redditi e di fissare il minimo di esistenza.
C.
Il 2 giugno 2005, l’Ufficio esecuzione di _ ha accertato l’esistenza di un’eccedenza pignorabile mensile di fr. 53.--, secondo il calcolo seguente:
reddito netto dell’escusso fr. 2'935.--
minimo base fr. 775.--
alimenti fr. 550.--
locazione fr. 750.--
cassa malati fr. 281.80
spese di trasporto fr. 150.--
appartamento in Lugano fr. 375.--
Totale fr. 2
'
882.--
Eccedenza pignorabile: fr. 53.--
D.
Il 23 giugno 2005, l’CO 1 ha emesso a favore di RI 1 un (nuovo) attestato di carenza di beni per l’importo di fr. 4'011.--, indicando di non aver accertato l’esistenza di beni pignorabili né di aver potuto procedere a un pignoramento di salario, con la seguente precisazione:
“Divorziato. 1 figlio minorenne. Domiciliato a _. Attualmente lavora a _ dove guadagna netti fr. 2935.-- al mese. Affitto a _ e a _ fr. 1125.-- al mese. CM: fr. 282.-- al mese. Alimenti fr. 550.--, trasferte fr. 150. -- al mese, spese per uscita figlio fr. 100.---. Nullatenente
”.
E.
Con il ricorso in esame, RI 1 chiede che l’attestato di carenza di beni venga annullato e che gli atti siano rinviati all’CO 1 affinché renda una nuova decisione. Il ricorrente contesta l’inclusione nel minimo di esistenza dei canoni di locazione di due appartamenti, ritenendo che l’escusso, poiché lavora a _, non abbia necessità di mantenere il domicilio, con relativo alloggio, a _; critica inoltre le spese di trasferta _-_, chiedendo che l’escusso produca i relativi giustificativi. Infine, il ricorrente esprime riserve sulla voce “uscita figlio” di fr. 100.--, non essendo dato di sapere di cosa si tratti.
F.
Nelle sue osservazioni, l’CO 1 chiede la reiezione del ricorso.

## Considerations

considerando
in diritto:
1.
La competenza per escutere una persona fisica spetta all’ufficio di esecuzione del domicilio della stessa (art. 46 cpv. 1 LEF). Il pignoramento di beni situati fuori dal circondario dell’ufficio competente deve però imperativamente avvenire in via rogatoriale, ossia essere eseguito dall’ufficio nel circondario del quale si trovano i beni (art. 4 cpv. 2, 2° periodo LEF). I crediti dell’escusso domiciliato in Svizzera non incorporati in un titolo sono reputati situati al suo domicilio. L’ufficio che dirige l’esecuzione, indipendentemente dal domicilio o dalla sede del datore di lavoro dell’escusso, può quindi sempre eseguire il pignoramento di salario (dopo avere chiarito in via rogatoriale i fatti determinanti per il calcolo del minimo di esistenza) oppure – se l’escusso ha cambiato domicilio dopo la comunicazione dell’avviso di pignoramento (cfr. art. 53 LEF) – farlo eseguire dall’ufficio del domicilio dell’escusso. Eventuali ricorsi (art. 17 LEF) sono da rivolgere all’autorità di vigilanza alla quale è sottoposto l’ufficio cha ha eseguito il pignoramento. In ogni caso, sono determinanti le direttive sul calcolo del minimo di esistenza del domicilio dell’escusso
(cfr. DTF 91 III 81 ss.;
vonder Mühll
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, n. 47 ad art. 93;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 1999, n. 20 e 175 ad art. 93).
1.1.
Nel caso concreto, non è contestato che l’escusso sia domiciliato a _. Anche il ricorrente l’ha implicitamente ammesso, nel chiedere la prosecuzione dell’esecuzione all’CO 1 e nel criticare il mantenimento del domicilio a _.
1.2.
L’CO 1 era pertanto competente per pignorare il salario dell’escusso. Dalla rogatoria del 17 maggio 2005, si evince del resto che l’ufficio non ha chiesto al suo omologo grigionese di pignorare i redditi dell’escusso, ma unicamente di accertarli e di fissare il minimo di esistenza. Questa Camera è pertanto competente per determinarsi sia sull’emissione dell’attestato di carenza di beni sia sulla questione pregiudiziale dell’accertamento del minimo di esistenza.
2.
Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2.1.
Nel caso di specie gli accertamenti dell’ufficio appaiono insufficienti o almeno insufficientemente documentati.
a)
L’Ufficio esecuzione di _, nel determinare il minimo di base in fr. 775.--, sembra aver implicitamente considerato che l’escusso viva in concubinato con un’altra persona senza figli comuni (cfr. DTF 130 III 765 ss), poiché ha dimezzato sia l’importo di base di fr. 1'550.-- ammesso per i debitori coniugati sia le spese di locazione dell’appartamento di _ (con il rilievo che l’escusso ha firmato il contratto di locazione solidalmente con tale _); tuttavia tale circostanza non è indicata nel verbale di pignoramento né risulta confermata dall’escusso, il cui interrogatorio non pare essere stato verbalizzato. Non è poi dato di sapere se l’_ ha fondato o no la decisione impugnata sulla stessa cifra.
b)
Tra gli allegati al verbale grigionese non figura la sentenza di divorzio in base alla quale l’escusso è tenuto a versare alimenti per fr. 550.-- al mese. Non è pertanto possibile determinare l’estensione e le modalità (in particolare con riferimento al luogo in cui può essere esercitato) del suo probabile diritto di visita sul figlio undicenne. Di conseguenza mancano gli elementi per poter stabilire se le spese riferite all’appartamento di _ e le relative spese di trasferta sono o no ammissibili.
c)
Anche la posta “uscita figlio” non è né motivata né documentata.
2.2.
In queste condizioni, l’attestato di carenza di beni emesso il 23 giugno 2005 va annullato e l’incarto è rinviato all’CO 1 affinché proceda a ricalcolare il minimo di esistenza tenendo conto delle indicazioni di cui al considerando 2.1.
3.
Il ricorso va pertanto accolto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 4, 17, 20a, 46, 89, 93 LEF; 61 e 62 OTLEF;