# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 97d6ca0b-c590-5133-8175-aca87f2efeac
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_006
**Year:** 1998
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

ritenuto
in fatto:
A.
Il 27 settembre 1995 _ faceva allestire dall’UEF di Locarno, a tutela del proprio diritto di ritenzione, l’inventario degli oggetti siti nei locali del Ristorante _ essendo l’inquilina _ in mora con il pagamento dei canoni di locazione . Parte dei beni inventariati sono stati rivendicati da _.
B.
Con lettera 13 ottobre 1995 del proprio legale, _ ha dichiarato di voler mantenere, sugli oggetti rivendicati da _ , il diritto di ritenzione. Nel contempo promuoveva l’esecuzione nei confronti di _.
C.
Il 17 ottobre 1995 veniva notificato alla debitrice il precetto esecutivo n._ dell’UEF di Locarno con il quale veniva richiesto il pagamento dell’importo di fr. 19’800.-- relativo ai canoni di locazione arretrati. Avendo la debitrice interposto opposizione al precetto esecutivo, il creditore ha chiesto il rigetto provvisorio, che è stato concesso con sentenza 11 dicembre 1995 della Pretura di Locarno -città, limitatamente all’importo di fr. 16’500.-- oltre interessi al 5% dal 31 maggio 1995.
D.
In data 22 gennaio 1996 veniva assegnato ad _ il termine per promuovere l’azione tendente ad annullare il diritto di ritenzione di _. Il 29 marzo 1996 veniva dichiarato dalla Pretura di Locarno - città il fallimento di _. La procedura di liquidazione fallimentare è stata sospesa per mancanza di attivo ex art. 230 LEF con decreto 16 aprile 1996.
E.
Su segnalazione di _ due funzionari dell’UEF di Locarno si sono recati il 3 maggio 1996 presso il Ristorante _ constatando che i beni oggetto del diritto di ritenzione sono utilizzati dall’attuale gerente dell’esercizio pubblico _ per la sua attività di esercente. Lo stesso giorno l’UEF diffidava formalmente _ e _ a volersi astenere da qualsiasi uso o disposizione dei beni inventariati.
F.
Con ricorso 13 maggio 1996 _ e _ chiedono l’annullamento della diffida asseverando che nulla sarebbe stato asportato, ma dopo mesi di inattività tutti i macchinari sarebbero stati revisionati. Inoltre i ricorrenti sostengono che l’utilizzo e la manutenzione degli oggetti inventariati contribuirebbe alla salvaguardia del loro valore.
G.
Delle osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso in seguito.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Giusta l’art. 283 cpv. 1 LEF anche prima di iniziare l’esecuzione, il locatore di locali commerciali può domandare l’assistenza dell’ufficio di esecuzione per la provvisoria tutela del suo diritto di ritenzione. L’ufficio fa l’inventario degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione e fissa al locatore un termine per promuovere l’esecuzione in via di realizzazione del pegno (art. 283 cpv. 3 LEF). Le pretese di terzi sui beni oggetto del diritto di ritenzione non ne impediscono l’inventario, ma saranno oggetto di una procedura di rivendicazione ex art. 106-109 LEF (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 34 n.27 p. 277). Gli oggetti colpiti dal diritto di ritenzione rimangono in possesso del conduttore, il quale può continuare ad utilizzarli, ma non può disporne se in sostituzione non presta altre garanzie (Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, volume II, Zurigo 1993, § 63 n.7 p. 517; Amonn/Gasser, op. cit., § 34 n. 29 p. 277).
2.
Nel caso in esame i beni inventariati a tutela del diritto di ritenzione di _ sono contemporaneamente oggetto di una procedura di rivendicazione ex art. 106 ss. LEF da parte di _. L’inquilina _ ha invece lasciato i locali del ristorante _, di conseguenza non ha più la possibilità di utilizzare gli oggetti inventariati. Tali beni sono invece utilizzati, con il consenso del locatore, da _ che è subentrata ad _ nella gestione del ristorante. Il diritto di ritenzione di _ sussiste malgrado la rivendicazione di _, egli ha quindi la facoltà di utilizzare tali beni ma non può alienarli sino alla definizione della causa di rivendicazione. Avendone concesso l’uso a _ per la sua attività di esercente, _ ha fatto uso della sua facoltà di utilizzare i beni oggetto del diritto di ritenzione a suo favore e non quindi compiuto un atto di disposizione sugli oggetti rivendicati. La diffida dell’UEF non merita pertanto tutela e il gravame deve essere accolto.
3.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17, 106 ss e 283 LEF