# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** be2565b1-d5f3-5c61-8fd5-51e8724c3507
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
che con sentenza del 15 settembre 1994 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha pronunciato lo scioglimento del matrimonio contratto il 12 giugno 1987 da AO 1 (1958) e AP 1 (1947), omologando una convenzione sugli effetti del divorzio in cui il marito si impegnava a versare alla moglie, 13 volte l'anno, un contributo alimentare indicizzato di
fr. 1000.– mensili dal 1° dicembre 1991 al 31 marzo 1992 e di
fr. 1500.– mensili dopo di allora, vita natural durante;
che il 2 agosto 2007 AO 1 si è rivolto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, postulando – già in via provvisionale – la soppressione parziale o totale del contributo alimentare;
che all'udienza del 12 settembre 2007, indetta per la discussione caute
lare, AP 1 ha proposto di respingere l'istanza
in ordine, subordinatamente nel merito;
che in tale circostanza entrambe le parti hanno offerto prove;
che con decreto cautelare
emanato “
nelle more istruttorie
” in calce al verbale d'udienza
, il Pretore ha soppresso il contributo alimentare per la convenuta da quello stesso 12 settembre 2007;
che con appello del 21 settembre 2007 AP 1 impugna il decreto appena citato per ottenere – previa concessione dell'effetto sospensivo al ricorso e previo conferimento dell'assistenza giudiziaria a lei medesima – la riforma del decreto in questione nel senso di vedere confermato pendente causa il contributo alimentare dovuto dall'ex marito;
che l'appello non è stato intimato per osservazioni;
e considerando

## Considerations

in diritto:
che la procedura intesa all'emanazione di misure provvisionali nell'ambito di una causa di divorzio (art. 137 cpv. 2 CC) è quella degli art. 376 segg. CPC (art. 376 cpv. 2 lett. d e 419
c
cpv. 1 CPC), applicabile per analogia anche nelle cause intese alla modifica di una sentenza di divorzio;
che nel quadro di tale procedura solo i decreti
emanati
dopo la discussione finale (
“
previo contraddittorio
”
: art. 382 cpv. 1 CPC) possono essere appellati;
che p
er
“
contraddittorio
”
nel senso dell'art. 382 cpv. 1 CPC non va inteso quello dell'art. 379 cpv. 1 CPC (che fa seguito all'introduzione dell'istanza), bensì la discussione finale, tenuta al termine dell'istruttoria o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rimandi).
che tale nozione di “contraddittorio” è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (riferimenti in:
Cocchi/Trezzini
, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382);
che nella fattispecie il decreto impugnato è stato esplicitamente designato dal Pretore come emesso “nelle more istruttorie”;
che i
decreti cautelari adottati “
nelle more istruttorie
”, ovvero prima
della discussione finale (
Cocchi/Trezzini
, op. cit., pag. 846 nota 907), non sono appellabili;
che nelle condizioni descritte l'appello in esame si rivela, già di primo acchito, improponibile;
che con l'emanazione del presente giudizio la domanda di effetto sospensivo diviene senza oggetto;
che gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma te
nuto conto delle ristrettezze economiche in cui si trova verosimilmente l'interessata, si giustifica di rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo (art. 148 cpv. 2 CPC);
che
non si pone invece problema di ripetibili
, l
'appello non essendo stato intimato alla controparte
;
che la richiesta di assistenza giudiziaria
non può trovare accoglimento, l'appello apparendo destituito fin dall'inizio di qualunque possibilità di successo (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag), tanto da non essere stato notificato per osservazioni;
che relativamente ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
il valore litigioso ai fini
dell'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF supera ampiamente la
soglia dei
fr. 30
000.– per un ricorso in materia civile al Tribunale federale;
in applicazione dell'art. 313
bis
CPC,