# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 76352a3d-f0b5-5fcb-bc33-93cfe7e82090
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_002
**Year:** 1997
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** 

## Facts

in fatto:
A.
Il convenuto ha escusso l’attrice in base ad un documento denominato “Vereinbarung” (doc. 1), dal quale deduce un credito in proprio favore di complessivi fr. 47’000.--, importo per il quale ha ottenuto con sentenza 15 febbraio 1996 del segretario assessore della Pretura di Bellinzona il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta dall’attrice al precetto esecutivo in oggetto.
B.
Con la petizione l’attrice ha chiesto il disconoscimento del proprio debito limitatamente a fr. 10’000.-- oltre accessori, sostenendo che per tale importo il convenuto avrebbe rinunciato al proprio credito in conseguenza delle mutate circostanze, segnatamente del fatto che l’attrice non aveva conseguito la qualificazione al torneo per la promozione in lega nazionale A nella stagione 1994/1995.
Il convenuto si è opposto alla petizione affermando che la rinuncia alla somma in questione sarebbe stata subordinata alla condizione, non verificatasi, del pagamento in suo favore di tutti gli arretrati dovutigli entro la fine del 1994.
C.
Il Pretore nel giudizio impugnato sulla base delle testimonianze assunte ha ritenuto che il convenuto avrebbe incondizionatamente accettato la prospettata riduzione di fr. 10’000.-- delle sue pretese, ed ha di conseguenza ammesso la petizione.
D.
Con l’appello in rassegna il convenuto chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione.
Il Pretore avrebbe in sostanza male valutato le prove in atti, giungendo all’errata conclusione secondo cui il convenuto avrebbe incondizionatamente accettato la prospettata riduzione delle sue spettanze.
E.
Delle osservazioni della resistente, che conclude per la reiezione del gravame, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

## Considerations

Considerato
in diritto:
1.
Anche in questa sede la causa verte sulla questione a sapere se il convenuto abbia o meno acconsentito alla riduzione di fr. 10’000.-- delle proprie pretese contrattuali in occasione di un colloquio svoltosi nel dicembre del 1994 con alcuni membri del comitato dell’attrice presso la sede della società.
2.
Il teste _ ha chiaramente affermato che il convenuto in occasione dell’incontro decisivo ha accettato la prospettata riduzione senza porre condizioni (“Quella sera _ non aveva posto condizioni per dare il suo accordo alla proposta di riduzione”).
Il teste ha aggiunto che secondo lui “era comunque evidente che a _ dovevano essere pagati gli importi pattuiti, dedotti i fr. 10’000.-- accettati in diminuzione”, ma a non averne dubbi si tratta di una personale (ed irrilevante) deduzione del teste, che oltretutto è solo l’ovvia constatazione della sostanza dei rapporti contrattuali tra le parti dopo la modifica, e non della riprova dell’avvenuta tacita pattuizione di una condizione risolutiva legata al pagamento degli arretrati entro un certo termine.
Analoga lettura deve essere data alla deposizione del teste _.
Anch’egli ha dapprima confermato l’assenso del convenuto alla riduzione del proprio credito per poi aggiungere “Penso che _ avesse posto come condizione per l’accettazione dell’accordo il pagamento del residuo sugli arretrati. In ogni caso per me era sottinteso che gli arretrati dovevano essere pagati”.
Tale affermazione del teste più che costituire un’ammissione in forma dubitativa, come non del tutto propriamente ritenuto dal Pretore, rappresenta piuttosto, anche in questo caso, una soggettiva deduzione del teste.
Del resto, come già rilevato in precedenza, tale deduzione deve essere letta correttamente: è perfino banale il rilievo secondo cui chi rinuncia a parte del proprio credito “condiziona” in cuor suo tale rinuncia al pagamento della parte a cui non ha rinunciato. Tale “condizione” è però già implicita negli accordi tra le parti (ed infatti entrambi i testi hanno giustamente ritenuto sottinteso l’obbligo dell’attrice al pagamento della rimanenza) e non assurge perciò da sola a condizione contrattuale ai sensi degli art. 151 e segg. CO.
Diverso sarebbe il caso se il convenuto avesse effettivamente vincolato la propria disponibilità al pagamento del saldo in suo favore entro una certa data, cioè ad un’ulteriore e nuova circostanza di fatto e non solo al preesistente obbligo contrattuale dell’attrice di pagare la rimanenza.
La pattuizione di una vincolo di tal genere, una vera e propria condizione risolutiva ex art. 154 CO, non è però stata provata dal convenuto che vi era tenuto.
Ne deve seguire la conferma dell’apprezzamento delle risultanze istruttorie operato dal Pretore.
Ne segue la reiezione del gravame.
Non si prelevano tasse o spese.
Le spese e le ripetibili seguono la soccombenza del convenuto (art. 148 CPC).