# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4da86384-177f-538f-b8c7-d3962d06435e
**Court:** TI_GIAR
**Chamber:** TI_GIAR_001
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Criminal Procedure

## Facts

in fatto ed in diritto:
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_ é stato arrestato il 5 luglio 2007, nell’ambito dell’inchiesta _, con contestuale promozione dell’accusa per il reato di infrazione aggravata alla LStup: in particolare, egli è stato arrestato dopo aver ricevuto da _ (pure tratto in arresto e nella cui autovettura è stato rinvenuto l’importo di fr. 24'000.-- consegnatogli da _ per il pagamento di quella e/o precedenti forniture di cocaina) una consegna di 300 grammi di cocaina (sequestrati), nell’appartamento in cui risiedeva sono stati sequestrati ulteriori grammi di cocaina;
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l’arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo stante l’esistenza, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, di pericolo di fuga, bisogni dell’inchiesta e pericolo di collusione delle prove, nonché pericolo di recidiva;
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_ sin dall’inizio dell’inchiesta ha cercato di minimizzare le proprie responsabilità: nel corso del primo verbale di interrogatorio ha dichiarato di ricevere 100 grammi di cocaina a settimana da _ da non più di tre mesi, nei verbali successivi ha sostenuto di aver iniziato a vendere cocaina a _ dal settembre 2006, preso atto delle deposizioni agli atti, ha asserito di aver venduto un quantitativo complessivo ben inferiore a quello che emerge dalle deposizioni degli acquirenti, rispettivamente di aver ricevuto un numero di forniture da _ inferiore a quello dichiarato da quest’ultimo;
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giova rilevare che nell’ambito dell’inchiesta _, oltre a _ e _, sono state arrestate tra il 10 luglio e l’11 settembre 2007 altre 14 persone (quasi tutte tuttora in detenzione preventiva);
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approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art. 102 cpv. 2 CPP, il magistrato inquirente ha inoltrato richiesta per una proroga fino al 5 marzo 2008 (istanza 14 dicembre 2007), ritenuto che sussistono tuttora necessità d’inchiesta (conclusione rapporto di Polizia giudiziaria, deposito atti ed evasione di eventuali complementi istruttori, segnatamente ulteriori confronti con i 42 acquirenti e/o con i correi), pericolo di collusione ed inquinamento delle prove con le numerose persone coinvolte, alcune delle quali non ancora identificate o ancora in libertà, pericolo di recidiva, nonché concreto pericolo di fuga; la proroga richiesta, considerata la gravità dei reati ed avuto riguardo alla presumibile pena, sarebbe rispettosa del principio di proporzionalità
;
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la difesa non ha presentato osservazioni entro il termine impartitole da questo giudice;
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in data 21 dicembre 2007 è pervenuto al Procuratore pubblico il rapporto di Polizia giudiziaria;
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l’istanza presentata dall’autorità competente ed entro un termine ragionevole per rapporto alla scadenza di cui all’art. 102 cpv. 2 CPP, è ricevibile;
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i principi che reggono la materia, pur se noti al magistrato inquirente ed al difensore, vengono qui brevemente richiamati:
"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo
2000 in
re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).
I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).
Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."
(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)
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l'assenza di opposizione, alla richiesta di proroga, da parte della difesa non esenta questo giudice da una verifica dell'esistenza dei presupposti per il mantenimento (se si preferisce: la proroga) della carcerazione preventiva;
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nel caso in esame non occorre dilungarsi più di tanto per confermare l'esistenza di gravi indizi per il reato di infrazione aggravata alla LStup in capo all'accusato per i fatti che gli sono imputati: basti qui ricordare che _ è stato arrestato dopo aver ricevuto una fornitura di cocaina da _ (arrestato a _ la stessa sera), che presso il suo domicilio è stata rinvenuta della cocaina, che l’accusato ha ammesso di aver iniziato a vendere cocaina nell’agosto 2006, a suo dire avrebbe di fatto venduto circa kg. 1,380 di cocaina, ricevuta da _ in 18 occasioni; preso atto delle dichiarazioni di _ e di quelle di numerosi acquirenti da cui emerge un’attività di spaccio per un tempo più lungo e per quantitativi maggiori, _ ha ribadito la propria versione dei fatti, negando nel contempo di aver agito in correità con _, _ e _ (cfr. Verb. PP 24.07.2007, 24.10.2007 e 25.10.2007, verb. Pol. 28.09.2007);
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dal profilo istruttorio giova evidenziare che a far tempo dalla presentazione dell’istanza di proroga, al Procuratore pubblico è pervenuto (il 21 dicembre 2007) il rapporto di inchiesta di Polizia giudiziaria, sicché a breve si procederà al deposito degli atti e successivamente, se del caso, all’evasione di eventuali complementi istruttori che l’accusato dovesse richiedere;
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inoltre, come rilevato del magistrato inquirente, sono tuttora dati pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, in considerazione sia delle numerose persone coinvolte alcune delle quali tuttora in detenzione preventiva sia del fatto che alcune non sono ancora state individuate (ad esempio _) ed altre sono ancora a piede libero (ad esempio _, principale fornitore di _, fuggito in _ dopo l’arresto di _), nonché sussiste il pericolo che l’accusato, visto anche il suo atteggiamento reticente, possa, se messo in libertà provvisoria, prendere contatto con i numerosi acquirenti al fine di ottenere una versione dei fatti a lui più favorevole; del resto non va trascurato che dagli atti emergono elementi concreti per ritenere che ci si trovi confrontati con un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio su larga scala di stupefacenti, con persone in _ e in _, e che, secondo costante giurisprudenza, il rischio di collusione può addirittura aumentare in presenza di un accusato che abbia legami con un’organizzazione criminale con membri ancora in libertà ed ancora da identificare, come nella fattispecie (cfr. Rusca, Salmina, Verda, commentario del CPP, n° 25 ad art. 95 CPP);
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il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena; la gravità della pena presumibile (comunque,
”(...) elemento "indiziante" importante che va considerato attentamente per la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale condanna) di prospettive per una sospensione condizionale (...) (M. Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol.
A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).“
GIAR 16 novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF 14.1.2005, 1S.15/2004, e riferimenti) non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69);
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l'accusato è cittadino della _, senza particolari legami personali (ad eccezione di quello con _ anch’essa arrestata nell’ambito della medesima inchiesta) e professionali con la _, la sua domanda d’asilo è stata respinta, egli si trova confrontato con un’imputazione di sicura gravità, infrazione aggravata alla LStup, per una (a dir poco) preoccupante attività di spaccio di cocaina esercitata nell’ambito di un’organizzazione che, se confermata, comporterà una pena da espiare di lunga durata, circostanze che, tenuto anche conto dell’atteggiamento processuale reticente dell’accusato, permettono di concludere che il pericolo di fuga (intesa come indisponibilità a presenziare al seguito del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585); non si vede infatti cosa possa trattenere l'accusato, qualora tolta la misura cautelare, dal rendersi irreperibile;
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il pericolo di recidiva consiste nel rischio che l'accusato in libertà commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è stato arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di recidiva deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF 105 Ia 26). Il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione relativamente estesa: l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981, pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G.
Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N. Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda, Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5 ad art. 59). La gravità del reato (se si preferisce
la gravità dei fatti oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione)
, condizione la cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84), da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere debitamente considerata
(DTF 21.1.2005, 1P.750/2004; DTF 25.4.2006, 1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154). Oc
corre, insomma, che l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria, personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21 gennaio 2005, 1P.750/2004);
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con
riferimento a tale pericolo, evocato dal magistrato inquirente nel preavviso, essendo dati altri motivi di interesse pubblico, oltre che di seri e concreti indizi di colpevolezza, ci si potrebbe esimere dal determinarsi sull'eventuale presenza di un pericolo di reiterazione, peraltro già ritenuto dato in sede di conferma dell’arresto;
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in ogni
caso,
in considerazione del periodo di estensione del reato, dei quantitativi trafficati, e della mancanza di prospettive lavorative (domanda d’asilo respinta), appare sufficientemente concreto il rischio che, se messo in libertà provvisoria, _ possa riprendere a trafficare cocaina per far fronte al proprio sostentamento;
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resta da determinare se la proroga richiesta, sia rispettosa del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità; cfr. anche DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004, 1P.630/2004; SJ 1981 p. 383 e citazioni);
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la proroga è stata richiesta per un periodo di due mesi: a giudizio dello scrivente 1 mese appare sufficiente e proporzionato, tenuto anche conto del fatto che il deposito atti è imminente (avendo il Procuratore pubblico nel frattempo ricevuto il Rapporto d’inchiesta di Polizia giudiziaria);
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in particolare, una proroga del carcere preventivo di 1 mese è rispettosa del principio di proporzionalità, in considerazione della gravità del reato ascritto a _ - infrazione aggravata alla LStup che si è protratta per un importante lasso di tempo ed ha interessato ingenti quantitativi di cocaina - e del conseguente rischio di pena, nonché del fatto che l’inchiesta, complessa - viste le numerose persone coinvolte a vari livelli e l’atteggiamento reticente di alcuni degli accusati, fra cui _ stesso, ciò che ha reso necessario per gli inquirenti l’esperimento di vari confronti, rispettivamente le ramificazioni anche in altri Cantoni,
con conseguente allungamento dei tempi dell’inchiesta -, è stata comunque condotta nel rispetto dei dettami dell’art. 102 cpv. 1 CPP, rilevato inoltre che da un esame degli atti non emergono tempi morti tali da mettere in discussione la legalità della detenzione, bensì risulta che gli inquirenti non si sono limitati ad interrogare l’accusato ma hanno provveduto alla ricerca di riscontri oggettivi al fine di identificare le altre persone coinvolte e l’ampiezza del traffico messo in atto;
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discende da quanto sopra che una proroga fino al 5 febbraio 2008 compreso, oltre che necessaria per la conclusione dell'inchiesta, è rispettosa dei principi di proporzionalità e celerità;
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il magistrato inquirente è comunque invitato a procedere indilatamente nei suoi incombenti;
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in conclusione, l'istanza è accolta, il carcere preventivo cui è astretto _ è parzialmente accolto, nel senso che la carcerazione preventiva è prorogata fino al 5 febbraio 2008 (compreso), con la presente decisione esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).
P.Q.M.
viste le norme applicabili, in particolare gli artt. 19 cifra 2 LStup, 95 ss., 102, 103, 280ss e 284 CPP,
decide
1.
L'istanza è parzialmente accolta.
§. Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto _ è prorogato fino al
5 febbraio 2008 (compreso)
.
2.
Non si prelevano tasse e spese.
3.
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.
4.
Intimazione:
giudice Ursula Züblin

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