# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 935aa9ba-3f74-52a1-9e72-e3bdda5627be
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2017
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

- Punto 1.6 in merito al tentato furto a danno di ACPR 7: viene proposto di togliere “dopo aver guadagnato l’interno” ritenuto come ciò sia in contraddizione con il seguente punto 3, dove non viene imputata la violazione di domicilio;
- Cappello del punto 2 in merito al danneggiamento: viene proposto di aggiungere il punto 1.8 e modificare la somma del danno complessivo denunciato, pari correttamente a CHF 39'123.36 e non CHF 24'123.36.
Le parti danno tutte il loro consenso alle modifiche proposte.
II. La Presidente comunica alle parti la riapertura del dibattimento per la completazione dell’AA con la menzione della correità con il minore MM_1 relativamente ai punti 1, 2 e 3 dell’AA.
Le parti danno tutte il loro consenso.
Sentiti: - il Procuratore pubblico, il quale per la sua requisitoria esordisce indicando come si sia in presenza di una fattispecie ormai nota e comune, che nel caso concreto non pone particolari problemi dal punto di vista dei fatti e del diritto; i problemi intrinsechi all’AA sono stati risolti stamane in aula. Specifica come di fatto la correità porti anche su una quarta persona, minorenne, già condannata dalla competente Autorità. Per quanto concerne i fatti, gli imputati sono rei confessi, nonostante qualche reticenza iniziale. Il problema della quantificazione del valore della refurtiva è secondario, nella misura in cui la pena non è in questi casi tanto calibrata sull’entità della refurtiva quanto più sulla reiterazione del reato.
Per le aggravanti del reato di furto, nel caso concreto sono dati sia la banda (per il numero di correi, il numero di episodi, la ripartizione equa sia dei rischi che del bottino) che il mestiere; ricorda come quando è data l’aggravante della banda, il fatto che vi siano dei tentativi poco importa, ogni episodio contando senza differenziare reati tentati e consumati. Nel caso concreto sono dunque 10 episodi che hanno tutti pari valore. La gravità dell’agire è legata alla reiterazione dell’atto, ciò che è sintomatico anche della determinazione degli autori, ritenuto il periodo tutto sommato breve di perpetrazione dei furti. Per gli altri reati, essendo ammessi i fatti ed essendo indubbia la qualifica giuridica, si prescinde dalla discussione.
Quanto alle pene, il problema della sedicenza di due degli autori è stato nel frattempo risolto con l’acquisizione di documenti ufficiali. Per la commisurazione, va tenuto conto delle ammissioni fatte, seppur inizialmente limitate, della giovane età degli imputati (almeno per IM 1 e IM 2), dei precedenti, laddove questi sono accertati con sentenza definitiva. Nondimeno va considerato che agli atti vi sono notizie di reato che confermano che gli imputati sono attivi nell’illecito, e non solo da minorenni, in diversi Paesi europei. Venendo alle singole posizioni, per IM 2, chiede una pena detentiva di 16 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni, oltre all’espulsione per 10 anni dal territorio svizzero. Per IM 1 chiede una pena detentiva di 18 mesi, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni, oltre all’espulsione per 10 anni dal territorio svizzero. Per IM 3, di cui evidenzia la situazione più compromessa, chiede una pena detentiva di 20 mesi, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 5 anni, oltre all’espulsione per 10 anni dal territorio svizzero. Non chiede la revoca della sospensione condizionale del decreto d’accusa di data 25.10.2016 emesso a Basilea Città. Quanto ai sequestri, chiede la confisca di tutto quanto sotto sequestro, non opponendosi alla restituzione delle scarpe come richiesto dalle difese;
- l’avv. DUF 3, difensore dell’imputato IM 3, il quale esordisce indicando che i reati di cui all’AA sono tutti ammessi. Questo detto, vi sono diverse circostanze che devono essere considerate per la commisurazione della pena: la collaborazione fornita dal primo interrogatorio con dichiarazioni circostanziate e dettagliate quanto ai furti e al destino della refurtiva, la situazione personale di IM 3 e la sua giovane età, il carcere sino ad oggi espiato, la buona condotta mantenuta e il fatto che abbia lavorato durante la detenzione, il fatto che non vi sia mai stata messa in pericolo dell’integrità fisica degli inquilini delle abitazioni derubate e, in ultimo, che la sedicenza indicata nell’AA è nel frattempo venuta a cadere. Conferma l’accordo del suo assistito all’espulsione dal territorio svizzero, così come la disponibilità a far pervenire un documento di legittimazione alle Autorità. Ricorda i due precedenti iscritti a casellario, precisando che uno è da minorenne e che per il decreto 25.10.2016 si trattava comunque di un’infrazione di poco conto. Quanto alla prognosi, la stessa quantomeno non è negativa; chiede dunque una pena detentiva interamente sospesa condizionalmente, per la cui durata si rimette al giudizio della Corte. Per i sequestri, rinvia a quanto dichiarato durante il dibattimento;
- l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale evidenzia come vi sia stata collaborazione totale ed attiva dal suo assistito per determinare i fatti alla base dell’AA, che sono tutti ammessi. Solleva delle perplessità quanto all’aggravante della banda, ritenuto come nell’AA non ne siano indicati gli elementi costitutivi. Precisa che il valore della refurtiva è certamente inferiore a quanto denunciato. Evidenzia che il suo assistito è molto giovane e ha sofferto molto la carcerazione, durante la quale ha maturato la volontà di lavorare onestamente. Per la pena, chiede che venga inflitta una pena detentiva di al massimo 14 mesi, interamente sospesa condizionalmente vista la prognosi favorevole in assenza di precedenti; non si oppone all’espulsione dal territorio svizzero. Per i sequestri, rinvia a quanto dichiarato durante il dibattimento;
- l’avv. DUF 2, difensore dell’imputato IM 2, la quale ripercorre le circostanze dell’arresto e gli sviluppi dell’inchiesta. Precisa che il reato di furto, con l’aggravante della banda e del mestiere, non è contestato, essendo invece contestato il valore della refurtiva. Evidenzia come, comunque, il suo assistito abbia avuto un ruolo secondario nella commissione dei furti, facendo spesso da palo. E’ invece contestato il reato di danneggiamento, ritenuto come il suo assistito abbia dichiarato di non aver commesso gli scassi non essendone capace; questo è confermato anche dai suoi correi che nelle dichiarazioni indicano precisamente chi ha commesso gli scassi; ripercorre dunque tali dichiarazioni, chiedendo il proscioglimento dal punto 2 dell’AA. Nel medesimo senso, chiede il proscioglimento per il reato di violazione di domicilio relativo al furto di cui al punto 1.5. dell’AA, visto che IM 2 ha dichiarato di aver fatto da palo, rimanendo all’esterno della casa. Quanto alla pena, chiede che si tenga conto delle difficoltà riscontrate in gioventù dal suo assistito, con l’impossibilità di frequentare una scuola, dell’ampia collaborazione fornita, della giovane età, del ruolo secondario avuto, dell’assunzione della propria responsabilità e conclude per una pena detentiva contenuta in 7 mesi, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni. Si rimette al giudizio della Corte quanto all’espulsione dal territorio e chiede il dissequestro delle scarpe.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.: 12, 22 cpv. 1, 40, 42, 44, 46, 47, 49, 51, 66a, 69, 70 CP, 139 n. 1, 2 e 3 cpv. 2, 144 cpv. 1, 186 CP;
5 cpv. 1, 115 cpv. 1 lett. a LStr;
90 cpv. 2, 95 cpv. 1 lett. a LCStr
82, 135, 236, 267 cpv. 3, 268, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

## Considerations