# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 4fb0a9e7-d549-57e2-b6c6-52b9a7a3ea9e
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2020
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto: A.
Con sentenza del 24 giugno 2020 il Pretore del Distretto di Vallemaggia ha pronunciato il divorzio tra
L_ _
(1979) e T_ nata _ (1982), omologando una convenzione in virtù della quale i figli A_ (29 gennaio 2008) ed E_ (25 marzo 2010) sono stati affidati alla madre con esercizio in comune dell'autorità parentale, riservato il diritto di visita paterno. L_ _ si è
impegnato da parte sua a versare un contributo di mantenimento indicizzato di fr. 800.– mensili per ciascun figlio fino alla maggiore età o fino al termine degli studi, assegni familiari compresi (escluse invece le spese straordinarie, da regolare separatamente), come pure un contributo alimentare per la moglie di fr. 400.– mensili fino 31 marzo 2026 e di fr. 200.– mensili dopo di allora, fino al 31 marzo 2028.
In liquidazione del regime dei beni le parti si sono intese affinché la particella n. 331 RFD di _, proprietà del marito, fosse trasferita ai figli in ragione di metà ciascuno, mentre L_ _ avrebbe conservato un diritto di usufrutto a vita sull'immobile e avrebbe assunto tutti gli oneri relativi. Per il resto ogni coniuge sarebbe rimasto proprietario dei beni in suo possesso o a lui intestati. Accogliendo la richiesta delle parti di suddividere a metà gli averi della previdenza professionale maturati durante il matrimonio, il Pretore ha ordinato infine al fondo di previdenza del marito di trasferire la somma di fr. 30
469.70 alla cassa pensione della moglie. Le spese processuali di fr. 652.20 sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. T_ _ è stata ammessa al beneficio del gratuito patrocinio già con decisione del 31 dicembre 2019 (inc. DM.2020.7).
B.
Il 30 giugno 2020 l'avv. RE 1, patrocinatrice d'ufficio della moglie, ha trasmesso al Pretore la sua nota professionale di complessivi fr. 6827.75 (onorario fr. 5448.–, spese fr. 891.60, IVA fr. 488.15). Con decisione del 23 settembre 2020 il Pretore ha riconosciuto alla patrocinatrice una retribuzione di complessivi fr. 3963.35 (onorario fr. 3240.–, spese fr. 440.–, IVA fr. 283.35).
C.
Contro la retribuzione fissata dal Pretore l'avv. RE 1 è insorta alla Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello con un reclamo del 24 settembre 2020, integrato da un memoriale del 28 settembre 2020 indirizzato alla Camera civile dei reclami, per ottenere l'integrale approvazione della sua nota professionale di complessivi fr. 6827.75 (onorario fr. 5448.–, spese
fr. 891.60, IVA fr. 488.15) e la conseguente riforma della decisione impugnata. Il ricorso non ha finora formato oggetto di notificazione.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
Il reclamo dell'avv. RE 1 è stato iscritto ai ruoli della prima Camera civile, competente per trattare reclami “contro le decisioni in materia di spese (art. 110 CPC)” nelle discipline che le sono attribuite (art. 48 lett. a n. 8
a
LOG). Ora, il Codice di di-ritto processuale svizzero è silente sulla via di ricorso esperibile contro decisioni con cui un giudice fissa l'indennità spettante a un patrocinatore d'ufficio designato in regime di assistenza giudiziaria. Stando a taluni autori, una decisione del genere costituisce un pronunciato in tema di spese nel senso dell'art.
110 CPC (
Bühler
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 42 ad art. 121;
Huber
in: Brunner/Gasser/Schwander [curatori], Schweizerische ZPO, Kommentar, vol.
I, 2a edizione, n. 27 ad art. 122;
Tappy
in: Commentaire romand, CPC, 2a edizione, n. 21 ad art. 122).
2.
Come ha già avuto modo di rilevare di recente questa Camera (sentenze inc. 11.2019.139 del 4 dicembre 2019 consid. 2 e inc.11.2020.12 del 6 marzo 2020 consid. 2), il Tribunale federale ha precisato nondimeno che l'art. 110 CPC concernente decisioni “in materia di spese” non si rapporta in modo incontestabile all'indennità spettante al patrocinatore d'ufficio. Il Codice di procedura civile, in effetti, riserva un capitolo speciale all'assistenza giudiziaria e alla remunerazione del patrocinatore d'ufficio (capitolo 4: art. 117 segg. CPC), per il che simili aspetti non possono ritenersi automaticamente inclusi nella nozione di “spese” a norma dell'art. 104 cpv. 1 CPC (sentenza 5A_689/2015 del 1° febbraio 2016 consid. 5.4 e sentenza 5A_120/2016 del 26 maggio 2016 consid. 2.2, in: RSPC 2016 pag. 497).
3.
Premesso ciò, sarà anche vero che gli art. 110 e 111 CPC sono simmetrici rispetto agli art. 121 e 122 CPC, gli uni riguardando la liquidazione delle spese giudiziarie in generale e gli altri la liquidazione delle spese in tema di gratuito patrocinio. Sta di fatto che l'art. 48 lett. a n. 8
a
LOG si riferisce chiaramente al solo art. 110 CPC e che nemmeno i materiali legislativi accennano all'art. 121 o all'art. 122 CPC (messaggio del Consiglio di Stato n. 6823 del 25 giugno 2013, pag. 9 in alto). Ne segue che la controversia in esame esula dalla c
ompetenza di questa Camera e rientra – non dandosi per legge altra possibilità – in quella della terza Camera civile (art. 48 lett. c n. 1 LOG;
I CCA, sentenza inc. 11.2019.139 del 4 dicembre 2019 consid. 3).
4.
Non si disconosce che anni addietro questa Camera ha trattato in circostanze particolari sporadici reclami contro decisioni sull'ammontare dell'indennità spettante al patrocinatore d'ufficio. Ma ciò si è verificato nel caso in cui la decisione fosse intervenuta nel contesto della sentenza finale, di modo che per attrazione la questione andava esaminata insieme con il merito, ciò che per altro questa Camera continua a fare
(sentenza inc. 11.2017.44 del 2 giugno 2017, consid. 2). In un altro caso il reclamo era stato presentato dalla parte ammessa al beneficio del gratuito patrocinio, la quale però difettava manifestamente della legittimazione a ricorrere, onde l'inutilità di trasmettere il reclamo alla Camera competente (sentenza inc. 11.2019.82 del 6 novembre 2019). In un terzo caso la trattazione del reclamo è avvenuta per evidenti ragioni di economia processuale, dovute al lungo tempo trascorso che non giustificava ulteriori remore senza offendere il principio di celerità (sentenza inc. 11.2016.4 del 1° febbraio 2017 consid. 1). Nessuna delle ipotesi testé evocate sono date in concreto.
5.
Né può desumersi altro dal fatto che, nel passato, questa Camera abbia adombrato la possibilità che la decisione
sull'ammontare dell'indennità spettante al patrocinatore d'ufficio potesse configurare “una decisione in materia di spese” a norma dell'art. 110 CPC (sentenza inc. 11.2015.61 del 2 settembre 2015 consid. 1). Per tacere del fatto che anche in quei casi la prima Camera civile non era entrata nel merito del ricorso, il suo orientamento non poteva ancora tenere conto dei più recenti sviluppi giurisprudenziali del Tribunale federale illustrati dianzi (consid. 2) e si rivela superato dai successivi approfondimenti (consid. 3).
Ne segue che – coerentemente – il reclamo in oggetto va trasmesso per competenza alla terza Camera civile (analogamente: I CCA,
sentenze inc. 11.2020.12 del 6 marzo 2020 e inc. 11.2019.139 del 4 dicembre 2019).