# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 7afe7f66-f489-5947-83e9-2469508aaf58
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2019
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. In data 27 maggio 1982, RI 1, dipendente della ditta _ di _ in qualità di operaia e, perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, è stata colpita al volto da una scatola di plastica, riportando la frattura dell’osso nasale e lesioni dentarie.
L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 10 settembre 2010, l’amministrazione ha negato il diritto a un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI), vista l’assenza di un legame causale naturale tra i disturbi localizzati al viso e il sinistro del 27 maggio 1982.
Il succitato provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 29 ottobre 2010 cresciuta incontestata in giudicato (cfr. STCA 35.2017.83 del 14 dicembre 2017, consid. 1.1 di cui al doc. 132 - fasc. 3).
1.2. Il 10 maggio 1985, RI 1, la quale nel frattempo era entrata alle dipendenze della ditta _ di _, è rimasta vittima di un secondo evento infortunistico, cadendo dalle scale. In quell’occasione, ella ha lamentato contusioni all’anca e al gomito sinistro.
Con sentenza LAINF 43/86 del 23 marzo 1988, il TCA ha confermato la decisione su opposizione del 28 luglio 1986, mediante la quale l’CO 1 aveva dichiarato l’assicurata totalmente abile al lavoro a decorrere dal 28 aprile 1986, a dipendenza dei postumi residuali del sinistro del maggio 1985.
Nel corso del mese di maggio 2008, l’assicurata ha preteso che venisse ripristinato il diritto alle prestazioni a dipendenza dell’infortunio del 10 maggio 1985.
Esperiti gli accertamenti medici del caso, con decisione formale del 19 settembre 2011, poi confermata in sede di opposizione, l’assicuratore LAINF ha negato la propria responsabilità a proposito dei disturbi interessanti l’anca e il ginocchio sinistro denunciati dall’assicurata, non ritenuti costituire una conseguenza naturale dell’evento occorso il 10 maggio 1985 (cfr. STCA 35.2017.83 del 14 dicembre 2017, consid. 1.2 di cui al doc. 132 - fasc. 3).
1.3. Nel mese di febbraio 2016, l’allora patrocinatore di RI 1 ha chiesto la riapertura del caso d’infortunio del 1982, con riferimento al contenuto del rapporto 23 gennaio 2016 del dott. _, il quale ha attestato la presenza di una “leucoencefalopatia su base ipossico-ischemica ma si evidenzia di conflitti neurovascolari”.
In data 17 febbraio 2017, l’istituto assicuratore ha emanato una decisione formale mediante la quale ha dichiarato che i disturbi annunciatigli non si trovano in nesso causale naturale con i pregressi infortuni assicurati.
A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata personal-mente, in data 29 maggio 2017, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. STCA 35.2017.83 del 14 dicembre 2017, consid. 1.3 e 1.4 di cui al doc. 132 - fasc. 3).
La succitata decisione è stato confermata da questa Corte con sentenza LAINF 35.2017.83 del 14 dicembre 2017 (cfr. doc. 132 - fasc. 3) cresciuta incontestata in giudicato.
1.4. Nel mese di aprile 2018, l’assicurata personalmente ha chiesto la riapertura dei casi d’infortunio del 1982 e del 1985, con riferimento a svariata documentazione medica attestante diversi disturbi (in particolare: Herpes, sindrome di Gilbert e battiti ectopici ventricolari; doc. 134 e 135 - fasc. 3).
Esperiti gli accertamenti medici del caso, con decisione formale del 13 giugno 2018 (cfr. doc. 137 - fasc. 3), poi confermata in sede di opposizione in data 3 ottobre 2018 (cfr. doc. 148 - fasc. 3), l’assicuratore LAINF ha negato la propria responsabilità, ritenuto che i disturbi annunciatigli non si trovano in nesso causale naturale con i pregressi infortuni assicurati.
1.5. Con tempestivo ricorso dell'8 novembre 2018 RI 1 ha chiesto personalmente l’annullamento della decisione su opposizione impugnata (cfr. doc. I).
1.6. L’CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.7. In data 30 novembre 2018 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV).
Le parti sono rimaste silenti.

## Considerations

in diritto
in ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).
2.2.
Questa Corte rileva che la ricorrente ha chiesto, se possibile, di potersi avvalere di un avvocato (cfr. doc. I).
Al riguardo il TCA rileva che l’assicurata ha dimostrato di saper difendere adeguatamente i propri interessi. L’insorgente, pertanto, non necessita di un patrocinatore d’ufficio ai sensi dell’art. 28 Lptca (cfr. STCA 42.2017.49 del 15 dicembre 2017, consid. 2.2. e rinvii giurisprudenziali ivi citati).
La domanda di designazione di un avvocato deve, conseguente-mente, essere respinta (cfr. STF 9C_597/2018 del 18 gennaio 2019; STF 8C_484/2018 del 30 luglio 2018).
nel merito
2.3. L’oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a negare la propria responsabilità a proposito dei disturbi oggetto dell’annuncio di ricaduta del mese di aprile 2018, oppure no.
Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
L’Alta Corte ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).
2.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è però l'esistenza di un
nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid.
3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid.
2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in
Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63).
Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele dell'infortunio giocano
un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:
- quando lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima dell'infortunio (
status quo ante
);
- quando lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria,
sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (
status quo sine
)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid.
4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung,
in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente.
Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati).
2.5. Occorre inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un
nesso di causalità adeguata
tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid.
5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts,
in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.6. In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante è soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).
Nella sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che, trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il nesso di causalità è provato secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità naturale rimasto indimostrato.
2.7. Nella concreta evenienza, l’assicuratore ha deciso di negare la sua responsabilità relativamente ai disturbi che le sono stati annunciati nell'aprile 2018, facendo capo ai pareri del proprio medico fiduciario (cfr. doc. 136 e 143 - fasc. 3).
Interpellato dall’amministrazione in merito all’eziologia dei disturbi denunciati dall’assicurata, con nota del 22 maggio 2018 il dr. med. _, spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, ha espresso le seguenti considerazioni:
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