# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 047694cb-0a8c-5d01-8805-b9eab9a0f8d8
**Court:** TI_CATI
**Chamber:** TI_CATI_001
**Year:** 2008
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** Public
**Law Sub-area:** $law_sub_area

## Facts

Fatti
A.
Nel corso dei per
io
di fiscali 2004 e 2005, RI 1, moglie dell’avv. RI 1, ha svolto l’attività di casalinga. A titolo accessor
io
, ha inoltre prestato la propria collaboraz
io
ne nello stud
io
legale del marito, conseguendo uno stipend
io
lordo di fr. 9'000.– in entrambi gli anni.
Nelle dichiaraz
io
ni fiscali 2004 e 2005, i contribuenti facevano valere le seguenti spese profess
io
nali per la moglie: fr. 2'028.– per 120 trasferte di andata e ritorno da _ a _ con il veicolo privato, fr. 1'150 nel 2004 e fr. 1'200.– nel 2005 per altre spese profess
io
nali (forfait) e fr. 800.– per spese per attività accessoria dipendente (forfait).
B.
Notificando ai contribuenti la tassaz
io
ne IC/IFD 2004, con decis
io
ne del 21 febbra
io
2007, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne di Locarno ammetteva in deduz
io
ne, a titolo di spese profess
io
nali, solo l’importo di fr. 800.– (forfait per attività accessoria della moglie). Concedeva poi la deduz
io
ne di fr. 7'200.– dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi.
Nella tassaz
io
ne IC/IFD 2005, notificata lo stesso g
io
rno, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ammetteva in deduz
io
ne solo l’importo (fr. 2'028.–) corrispondente alle spese di trasporto con il veicolo privato. Nella motivaz
io
ne spiegava che, in caso di attività accessoria, non possono essere cumulate le spese a forfait e quelle effettive e che pertanto erano state dedotte solo quelle dell’automobile.
L’autorità di tassaz
io
ne riduceva inoltre la deduz
io
ne dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi da fr. 7'200.– a fr. 6'324.–.
C.
I contribuenti impugnavano le suddette decis
io
ni, limitatamente all’imposta cantonale, con due distinti reclami del 20 marzo 2007, chiedendo che la deduz
io
ne dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi fosse ammessa “senza restriz
io
ni” anche nella tassaz
io
ne 2005, come era stato fatto nel per
io
do fiscale 2004. Postulavano inoltre la concess
io
ne della deduz
io
ne per “altre spese profess
io
nali”, nella misura della metà del forfait (fr. 1'200.–), in aggiunta alle spese di trasporto.
L’Uffic
io
di tassaz
io
ne accoglieva parzialmente il reclamo per il per
io
do fiscale 2004, con decis
io
ne del 7 agosto 2008, ammettendo la deduz
io
ne delle spese di trasporto (fr. 2'028.–); dall’altra parte riduceva la deduz
io
ne dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi a fr. 6'336.–.
Respingeva per contro il reclamo relativo alla tassaz
io
ne 2005. Nella motivaz
io
ne delle decis
io
ni, per quanto concerne la deduz
io
ne dal reddito dei coniugi, osservava che essa deve essere limitata al reddito netto infer
io
re. Quanto alle altre spese profess
io
nali, spiegava che, in caso di attività accessoria, poteva essere dedotto l’importo forfetar
io
di fr. 800.– oppure le spese effettive; nella fattispecie, erano state ammesse le spese effettive per il trasporto.
D.
Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributar
io
, i coniugi RI 1 ripropongono dapprima la richiesta di poter dedurre l’importo di fr. 7'200.– dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi. Sottolineano infatti che il reddito lordo della moglie è di fr. 9'000.– e quello netto di fr. 8'364.25, entrambi super
io
ri al limite della deduz
io
ne in quest
io
ne. Postulano poi il riconoscimento della deduz
io
ne forfetaria di fr. 1'150.– per il per
io
do fiscale 2004 e di fr. 1’200.– per il 2005 a titolo di “altre spese profess
io
nali”; inoltre, chiedono che sia ammessa anche la deduz
io
ne forfetaria di fr. 800.– per attività accessoria, che sarebbe a loro avviso cumulabile con la precedente.

## Considerations

Diritto
1.
1.1.
S
econdo l’art. 32 cpv. 2 LT, se i coniugi vivono in comunione domestica, è concessa una deduzione di fr. 7'200.– dal reddito lavorativo che uno dei coniugi consegue indipendentemente dalla professione, dal commercio o dall'impresa dell'altro.
La deduzione in questione è stata introdotta per compensare almeno in parte le conseguenze dell'impossibilità di dedurre il maggiore costo di mantenimento della famiglia causato dalla circostanza che entrambi i coniugi esercitano un'attività lucrativa (
Känzig
, Direkte Bundessteuer, 2
a
ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 676).
1.2.
L’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) ha indirizzato agli uffici di tassazione delle istruzioni per la concessione dell’analoga deduzione prevista dagli articoli 33 cpv. 2 e 212 cpv. 2 LIFD (Circolare n. 13 del 28 luglio 1994). Esse prevedono, in particolare, quanto segue:
·
se i coniugi svolgono un'attività indipendente l'una dall'altra la deduzione è operata dal minore dei due redditi del lavoro o, in caso di collaborazione, dal reddito lavorativo comune dei coniugi;
·
se il minore dei redditi del lavoro è inferiore all'ammontare della deduzione legale, è possibile dedurre solo questo importo inferiore;
·
se l'attività lucrativa comporta una perdita, non è data alcuna deduzione;
·
non è possibile ridurre la deduzione per il solo fatto che il coniuge che consegue il reddito minore lavora solo durante una parte dell'anno o a tempo parziale
(cfr. anche CDT n. 80.96.00068 dell'11 ottobre 1996, in RDAT I-1997 n. 13t; cfr. inoltre, la sentenza del Tribunale federale del 1° s
ettembre 2005 n. 2P.35/2005 e 2A.48/2005, in RF 2006 p. 310, consid. 4.1).
1.3.
Per quanto attiene alla definiz
io
ne del reddito del lavoro, da cui si intraprende la deduz
io
ne, secondo la già citata circolare si deve intendere la totalità del reddito del contribuente derivante da un'attività lucrativa dipendente e indipendente, principale e accessoria, conformemente alla dichiaraz
io
ne d'imposta. Se si tratta del reddito di un'attività lucrativa dipendente, esso corrisponde al salar
io
lordo, dopo deduz
io
ne delle spese per il conseguimento del reddito, dei contributi all'AVS/AI/IPG/AD, dei contributi alla previdenza profess
io
nale (2° pilastro) e dei premi per l'AINP (cfr. Circolare n. 13 dell’AFC, par. 1). Secondo il Tribunale federale, considerato il fatto che quella in discuss
io
ne costituisce una deduz
io
ne analoga ad una deduz
io
ne sociale, il reddito dell’attività lucrativa dipendente deve essere al netto anche dei contributi versati alla previdenza profess
io
nale vincolata (3° Pilastro A; cfr. RF 2006 p. 310 consid.
4.3).
1.4.
Appare allora ineccepibile la decisione dell’autorità di tassazione, che ha stabilito la deduzione dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi a partire dallo stipendio della moglie, al netto non solo dei contributi AVS/AI/IPG/AD ma anche delle spese professionali.
È vero che la circolare dell’AFC e la giurisprudenza del Tribunale federale, citate in precedenza, si riferiscono all’art. 33 cpv. 2 LIFD. Tuttavia, si deve ricordare che la deduzione in discussione è imposta ai cantoni dall’art. 9 cpv. 2 lett.
k
della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni del 14 dicembre 1990 (LAID; RS 642.14), disposizione che ricalca quasi letteralmente il tenore della corrispondente disposizione della LIFD. Una diversa interpretazione della nozione di reddito lavorativo sarebbe dunque in contrasto con l’armonizzazione fiscale verticale (cfr. p. es. ASA 75 p. 488 consid. 3.3).
2.
2.1.
Secondo l’art. 25 cpv. 1 LT le spese professionali deducibili sono:
a)
le spese di trasporto necessarie
dal domicil
io
al luogo di lavoro;
b)
le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicil
io
o in caso di lavoro a turni;
c)
le altre spese necessarie per l’eserciz
io
della profess
io
ne;
d)
le spese inerenti al perfez
io
namento e alla riqualificaz
io
ne connessi con l’eserciz
io
dell’attività profess
io
nale.
Tra gli altri costi e spese che non possono essere dedotti rientrano in particolare le spese di formaz
io
ne profess
io
nale (art. 33 lett.
b
LT).
Per le spese profess
io
nali secondo il cpv. 1 lettere
a-c
dell’art. 25 LT sono stabilite deduz
io
ni complessive entro i limiti fissati dal Consigl
io
di Stato.
2.2.
Sono considerate altre spese professionali quelle necessarie all'esercizio della professione che sono sopportate dal contribuente per l'acquisto di attrezzi e strumenti di lavoro (compresi hard- e software), di riviste e libri specializzati, per l'uso di una camera privata a scopi professionali, per abiti di lavoro, per l'usura particolare delle scarpe e degli abiti, per lavori pesanti, ecc. (art. 7 cpv. 1 del decreto esecutivo del 23 dicembre 2003 concernente l'imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2004; identico il tenore dell’art. 7 cpv. 1 del decreto esecutivo del14 dicembre 2004 valido per il periodo fiscale 2005).
La relativa deduzione è ammessa nella misura complessiva di fr. 2'300.– per il periodo fiscale 2004 e di fr. 2'400.– per il periodo fiscale 2005 oppure delle spese effettive. In quest'ultimo caso dovranno essere giustificate la totalità delle spese e la loro necessità professionale (art. 7 cpv. 2 DE del 23 dicembre 2003 e del 14 dicembre 2004).
La deduzione complessiva è ridotta proporzionalmente se l'attività lucrativa dipendente è esercitata per meno di sei mesi all'anno o con un grado di occupazione al 50% (art. 7 cpv. 3 DE del 23 dicembre 1994). Per il periodo fiscale 2005, la deduzione complessiva è dimezzata se l’attività lucrativa dipendente è esercitata per meno di sei mesi all’anno o con un grado di occupazione inferiore al 50% (art. 7 cpv. 3 DE del 14 dicembre 2004).
2.3.
Secondo l’art. 9 DE, per l’eserciz
io
di un’attività accessoria occas
io
nale dipendente e in sostituz
io
ne delle spese profess
io
nali ammesse dagli articoli precedenti è ammessa una deduz
io
ne complessiva di fr. 800.— l’anno. Per contro, se il contribuente fa valere spese più elevate, la totalità delle spese effettive e la loro necessità profess
io
nale devono essere giustificate.
L’importo forfettar
io
comprende tutte le spese profess
io
nali, ivi comprese le spese di trasporto (cfr., al proposito,
Richner/Frei/ Kaufmann
, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 119 ad art. 26 LIFD, p. 394; cfr. anche CDT n. 80.2006.172 del 16 aprile 2007 consid. 4.2.).
3.
3.1.
Nella fattispecie, in relaz
io
ne all’attività lucrativa dipendente della moglie, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ha ammesso una deduz
io
ne di fr. 2'028.–, corrispondente al costo della trasferta con il veicolo privato dal domicil
io
al luogo di lavoro per 120 g
io
rni all’anno.
In tal modo, l’autorità, considerando quella esercitata dalla contribuente un’attività accessoria, ha applicato l’articolo 9 dei decreti esecutivi concernenti l’imposiz
io
ne delle persone fisiche. Precisamente, ha ammesso in deduz
io
ne le spese effettive di trasporto, in quanto super
io
ri all’importo forfetar
io
di fr. 800.–.
Secondo i ricorrenti, invece, oltre alle spese di trasporto effettive, l’autorità avrebbe dovuto ammettere in deduz
io
ne anche gli importi forfetari di fr. 1'150.– per il 2004 e di fr. 1'200.– per il 2005, per “altre spese profess
io
nali”, ed ancora l’importo di fr. 800.– per attività accessoria.
3.2.
In primo luogo, è escluso che la deduz
io
ne prevista dal reddito dell’attività accessoria occas
io
nale sia cumulabile con le altre deduz
io
ni per spese profess
io
nali.
Lo afferma espressamente l’art. 9 del decreto esecutivo, quando precisa che detta deduz
io
ne forfetaria è ammessa “in sostituz
io
ne delle spese profess
io
nali ammesse dagli articoli precedenti”.
Nello stesso senso, del resto, si pronuncia la circolare dell’Amministraz
io
ne federale delle contribuz
io
ni (AFC), che commenta le disposiz
io
ni dell’ordinanza del Dipartimento federale delle finanze, analoghe a quelle del decreto cantonale.
In particolare, anche l’art. 10 dell’ordinanza del DFF sulla deduz
io
ne delle spese profess
io
nali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente ai fini dell’imposta federale diretta del 10 febbra
io
1993 (RS 642.118.1) prevede una deduz
io
ne forfetaria per le “spese profess
io
nali connesse con l’eserciz
io
di un’attività lucrativa accessoria”, fatta salva la giustificaz
io
ne di spese più elevate.
Ora, la circolare n. 26 del 22 settembre 1995 dell’AFC concernente la deduz
io
ne delle spese profess
io
nali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente precisa, a tale riguardo, che la deduz
io
ne forfetaria in quest
io
ne non è concessa per i redditi provenienti da un’attività lucrativa esercitata regolarmente a titolo di profess
io
ne accessoria (ad es. un posto al 40%), nel qual caso si applicano le normali deduz
io
ni per le spese di trasporto e le spese supplementari per pasti, congiuntamente alla deduz
io
ne forfetaria per altre spese profess
io
nali adeguatamente ridotta.
Ne consegue chiaramente che la deduz
io
ne forfetaria prevista dall’art. 9 dei decreti esecutivi
del 23 dicembre 2003 e del 14 dicembre 2004
non è cumulabile con le altre spese profess
io
nali (trasporto, doppia economia domestica, ecc.).
3.3.
Nel caso in esame, l’Uffic
io
di tassaz
io
ne ha già dato prova di estrema generosità, ammettendo in deduz
io
ne le spese di trasporto dal domicil
io
al luogo di lavoro della contribuente per ben 120 g
io
rni all’anno.
Non va infatti dimenticato che gli stessi ricorrenti, sul modulo 4 allegato alla dichiaraz
io
ne fiscale (“spese profess
io
nali della moglie attiva profess
io
nalmente) quantificano nel 25% il suo grado d’occupaz
io
ne, ciò che dovrebbe corrispondere a poco più di cinquanta g
io
rni lavorativi. Anche ammettendo che la contribuente svolga la propria attività in mezze g
io
rnate, si dovrebbe arrivare solo a 110 g
io
rni di lavoro.
Ci si potrebbe inoltre chiedere se sia giustificato concedere la deduz
io
ne delle spese di trasporto per la moglie che svolge la propria attività nello stesso luogo in cui lavora il marito.
La quest
io
ne non merita tuttavia di essere ulter
io
rmente approfondita. Infatti, un’eventuale riduz
io
ne, come pure un aumento della deduz
io
ne delle spese profess
io
nali non avrebbe alcun riflesso sulla definiz
io
ne del reddito imponibile dei ricorrenti. Come rilevato in precedenza, la deduz
io
ne dal reddito dell’attività dei coniugi si opera infatti sul reddito netto infer
io
re: nella misura in cui si riducessero le spese profess
io
nali, crescerebbe la deduz
io
ne dal reddito dell’attività dei coniugi e viceversa.
3.4.
Per la stessa rag
io
ne, può anche essere lasciata aperta la quest
io
ne se quella esercitata dalla contribuente costituisca effettivamente un’attività “accessoria occas
io
nale”, come ha deciso l’Uffic
io
di tassaz
io
ne, basandosi peraltro sulle indicaz
io
ni contenute nella dichiaraz
io
ne fiscale (sulla prima pagina, in particolare, la profess
io
ne della moglie è definita “casalinga” e l’attività accessoria collaboratrice nell’azienda del marito), oppure sia una comune attività a tempo parziale.
Se si ammettesse quest’ultima ipotesi, infatti, i ricorrenti avrebbero diritto sì alla deduz
io
ne di fr. 1'150.– per il per
io
do fiscale 2004 e fr. 1'200.– per il per
io
do fiscale 2005, a titolo di “altre spese profess
io
nali”, al posto degli 800 franchi per attività accessoria dipendente. Ma l’aumento delle spese profess
io
nali, nella misura di fr. 350.– un anno e fr. 400.– l’altro, sarebbe compensato dalla diminuz
io
ne corrispondente della deduz
io
ne dal reddito dell’attività lucrativa dei coniugi.
4.
Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.