# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 31feaf93-5605-4f78-a77a-8f63263acf55
**Court:** CH_BGer
**Chamber:** CH_BGer_008
**Year:** 2007
**Language:** it
**Jurisdiction:** CH / Federation
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

Fatti:
Fatti:
A. In data 8 novembre 1999, M._, nato nel 1968, dipendente de La P._ in qualità di praticante d'esercizio e, in quanto tale, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), è rimasto vittima di un infortunio. Intento a scaricare dei pacchi dal proprio furgone di servizio, egli veniva investito e schiacciato contro il muro di una rampa di carico dallo stesso furgone che un autocarro, nell'effettuare una manovra di retromarcia, era andato a urtare provocandone lo spostamento. L'interessato è stato trasportato all'Ospedale X._, dove è rimasto degente fino al 15 novembre 1999 e dove gli è stata diagnosticata una frattura ischio pubica a destra non dislocata e una frattura longitudinale del sacro, anch'essa non dislocata. L'INSAI ha assunto il caso e ha corrisposto le prestazioni di legge.
Mediante rapporto intermedio del 31 agosto 2000, il medico curante dell'assicurato, dott. M._, specialista FMH in medicina generale, ha in seguito segnalato all'INSAI anche l'insorgenza di dolori alla spalla sinistra ("Dopo la ripresa del lavoro [avvenuta il 10 aprile 2000, n.d.r], accusa dolori alla spalla sn") che il paziente, nel ripensare all'infortunio, si sarebbe ricordato di avere "picchiato". L'esame di risonanza magnetica messo in atto il 2 agosto 2001 non evidenziava lesioni post-traumatiche apprezzabili anche se, a livello dell'inserzione del tendine del sovraspinato sul tubercolo maggiore, rilevava un'alterazione compatibile con una rottura focale incompleta oppure flogosi nell'ambito di una tendinopatia.
Con decisione del 26 settembre 2001, sostanzialmente confermata il 7 gennaio 2002 anche in seguito all'opposizione dell'interessato, l'assicuratore infortuni ha negato il proprio obbligo di prestazioni in relazione ai disturbi alla spalla sinistra per difetto del necessario nesso causale con l'infortunio dell'8 novembre 1999.
Adito su ricorso dell'assicurato, il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, per pronuncia del 10 giugno 2002, cresciuta incontestata in giudicato, ha confermato la valutazione dell'amministrazione. Aderendo in particolare alle conclusioni del medico di circondario dell'INSAI, dott. C._, specialista FMH in chirurgia ortopedica, secondo cui, nel caso di una traumatizzazione acuta, la spalla sinistra avrebbe dovuto ragionevolmente generare dei disturbi specialmente nel periodo in cui essa veniva maggiormente sollecitata e, più precisamente, durante la degenza in ospedale e la seguente convalescenza con le stampelle, la Corte cantonale ha ritenuto che un intervallo "muto" di più di cinque mesi facesse apparire poco plausibile l'esistenza del necessario nesso causale.
Adito su ricorso dell'assicurato, il Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, per pronuncia del 10 giugno 2002, cresciuta incontestata in giudicato, ha confermato la valutazione dell'amministrazione. Aderendo in particolare alle conclusioni del medico di circondario dell'INSAI, dott. C._, specialista FMH in chirurgia ortopedica, secondo cui, nel caso di una traumatizzazione acuta, la spalla sinistra avrebbe dovuto ragionevolmente generare dei disturbi specialmente nel periodo in cui essa veniva maggiormente sollecitata e, più precisamente, durante la degenza in ospedale e la seguente convalescenza con le stampelle, la Corte cantonale ha ritenuto che un intervallo "muto" di più di cinque mesi facesse apparire poco plausibile l'esistenza del necessario nesso causale.
B. In data 14 dicembre 2004, M._, tramite il proprio medico curante, ha presentato al Tribunale cantonale delle assicurazioni un'istanza di revisione del giudizio 10 giugno 2002. Facendo notare che nel frattempo, in data 15 settembre 2004, egli era stato sottoposto a un intervento artroscopico, diagnostico e terapeutico, alla spalla sinistra a cura del dott. B._, primario presso il reparto di ortopedia e traumatologia dell'Ospedale S._, e che questo intervento aveva evidenziato la presenza di una lesione parziale della porzione intra-articolare del tendine del sovraspinato, di una tendinopatia del capo lungo del muscolo bicipite con sfilacciamento a livello del solco bicipitale e dissoluzione parziale dell'ancora bicipitale, nonché di un'artropatia dell'articolazione acromio-clavicolare, l'assicurato ha chiesto il riesame del suo caso in ragione del fatto che lo stesso dott. B._ non avrebbe avuto dubbi sulla natura traumatica delle lesioni riscontrate.
Esperiti i propri accertamenti, la Corte cantonale, per pronuncia del 13 settembre 2005, ha respinto l'istanza di revisione. Riguardo alla rottura parziale del tendine del sovraspinato, evidenziata dal dott. B._, i giudici cantonali hanno osservato che essa era già stata posta in luce dall'esame di risonanza magnetica del 2 agosto 2001 e che pertanto l'affermazione, da parte del primario operante, dell'origine traumatica del danno non costituiva altro che una diversa valutazione di una circostanza già nota. Con riferimento alle alterazioni riscontrate a livello del tendine del capo lungo del bicipite e all'artrosi acromio-clavicolare, pur dando atto che si trattava di reperti che non erano noti al momento del giudizio del 10 giugno 2002, i primi giudici hanno nondimeno stabilito che questi ultimi non erano comunque di rilievo e suscettibili di modificare l'esito del primo giudizio in quanto decisivo, per la valutazione del 10 giugno 2002, era comunque stato l'intervallo "muto" di oltre cinque mesi dall'infortunio che si opponeva all'ammissione del necessario nesso di causalità.
Esperiti i propri accertamenti, la Corte cantonale, per pronuncia del 13 settembre 2005, ha respinto l'istanza di revisione. Riguardo alla rottura parziale del tendine del sovraspinato, evidenziata dal dott. B._, i giudici cantonali hanno osservato che essa era già stata posta in luce dall'esame di risonanza magnetica del 2 agosto 2001 e che pertanto l'affermazione, da parte del primario operante, dell'origine traumatica del danno non costituiva altro che una diversa valutazione di una circostanza già nota. Con riferimento alle alterazioni riscontrate a livello del tendine del capo lungo del bicipite e all'artrosi acromio-clavicolare, pur dando atto che si trattava di reperti che non erano noti al momento del giudizio del 10 giugno 2002, i primi giudici hanno nondimeno stabilito che questi ultimi non erano comunque di rilievo e suscettibili di modificare l'esito del primo giudizio in quanto decisivo, per la valutazione del 10 giugno 2002, era comunque stato l'intervallo "muto" di oltre cinque mesi dall'infortunio che si opponeva all'ammissione del necessario nesso di causalità.
C. Patrocinato dall'avv. Nadir Guglielmoni, M._ interpone ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007; Tribunale federale), al quale, protestate spese e ripetibili di sede cantonale e federale, in via principale chiede l'accoglimento del gravame con conseguente accoglimento dell'istanza di revisione e riconoscimento del nesso di causalità tra l'infortunio dell'8 novembre 1999 e i disturbi alla spalla. In via subordinata, domanda il rinvio degli atti al Tribunale cantonale per complemento istruttorio e allestimento di una perizia medico giudiziaria. Al gravame allega nuova documentazione, e più precisamente delle fotografie del furgone postale dopo l'incidente, delle fatture attestanti l'entità del danno subito dal furgone, un avviso di sinistro e un nuovo parere del dott. B._ segnalante, tra l'altro, una parziale (50%) incapacità lavorativa dell'interessato nella sua professione abituale. Dei motivi si dirà, per quanto occorra, nei considerandi.
L'INSAI propone la reiezione del gravame, mentre l'Ufficio federale della sanità pubblica ha rinunciato a determinarsi.
Il 23 dicembre 2005 il patrocinatore dell'assicurato ha trasmesso a questa Corte copia di un nuovo rapporto medico del dott. B._, datato 13 dicembre 2005, emesso a seguito di un nuovo intervento artroscopico alla spalla sinistra.

## Considerations

Diritto:
Diritto:
1. La legge federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110) è entrata in vigore il 1° gennaio 2007 (RU 2006 1205, 1241). Il giudizio impugnato essendo stato pronunciato precedentemente a questa data, la procedura resta disciplinata dall'OG (art. 132 cpv. 1 LTF; DTF 132 V 395 consid. 1.2).
1. La legge federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110) è entrata in vigore il 1° gennaio 2007 (RU 2006 1205, 1241). Il giudizio impugnato essendo stato pronunciato precedentemente a questa data, la procedura resta disciplinata dall'OG (art. 132 cpv. 1 LTF; DTF 132 V 395 consid. 1.2).
2. La lite verte sul diritto del ricorrente ad ottenere la revisione del giudizio del 10 giugno 2002 del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino. La questione della ricevibilità dell'istanza di revisione non pone (più) problemi, dopo che la sua tempestività - regolata dal diritto cantonale (art. 15 cpv. 1 legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni [LPTCA; RL/TI 3.4.1.1]) - è stata accertata dai primi giudici e non è più contestata in questa sede. Avendo per il resto l'istante anche invocato un motivo di revisione e, più precisamente, la scoperta di fatti nuovi e di nuovi mezzi di prova, adempiendo così ai requisiti formali, nulla osta all'esame nel merito della domanda (sulla differenza tra requisiti di ricevibilità e ammissibilità di un'istanza di revisione cfr. DTF 108 V 170, 96 I 279 consid. 1 con riferimenti; cfr. pure la sentenza del 2 aprile 2001 in re D., I 636/00, consid. 1b con riferimenti).
2. La lite verte sul diritto del ricorrente ad ottenere la revisione del giudizio del 10 giugno 2002 del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino. La questione della ricevibilità dell'istanza di revisione non pone (più) problemi, dopo che la sua tempestività - regolata dal diritto cantonale (art. 15 cpv. 1 legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni [LPTCA; RL/TI 3.4.1.1]) - è stata accertata dai primi giudici e non è più contestata in questa sede. Avendo per il resto l'istante anche invocato un motivo di revisione e, più precisamente, la scoperta di fatti nuovi e di nuovi mezzi di prova, adempiendo così ai requisiti formali, nulla osta all'esame nel merito della domanda (sulla differenza tra requisiti di ricevibilità e ammissibilità di un'istanza di revisione cfr. DTF 108 V 170, 96 I 279 consid. 1 con riferimenti; cfr. pure la sentenza del 2 aprile 2001 in re D., I 636/00, consid. 1b con riferimenti).
3. Nell'atto ricorsuale, l'insorgente solleva alcune censure di ordine formale che conviene esaminare in via preliminare.
3.1 Egli fa in particolare valere un diniego di giustizia formale per carenza di motivazione del giudizio impugnato. Rimprovera alla Corte cantonale di non essersi espressa, neppure sommariamente, sulla sua richiesta di allestimento di una perizia giudiziaria medico-specialistica e sulla qualifica della fattispecie quale conseguenza tardiva ai sensi dell'art. 11 OAINF o quantomeno quale lesione parificabile ai postumi d'infortunio a norma dell'art. 9 OAINF. Ravvisa in questa carenza anche una violazione del divieto d'arbitrio e del diritto di essere sentito.
3.2 Un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'art. 9 Cost. qualora disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato se è arbitrario nel suo risultato - ma non quando solo i suoi motivi siano insostenibili - oppure ove esso non è motivato (DTF 127 I 41 consid. 2a, 56 consid. 2b, 70 consid. 5a, 126 I 170 consid. 3a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 125 I 168 consid. 2a, 125 II 15 consid. 3a, 124 I 316 consid. 5a, 124 V 139 consid. 2b e riferimenti). Il diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b, 15 consid. 2a/aa; 125 II 369 consid. 2c; 122 IV 8 consid. 2c).