# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 91910d9a-8abe-5aef-a590-63b3a394fa75
**Court:** TI_TCAS
**Chamber:** TI_TCAS_001
**Year:** 2011
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto,
in fatto
1.1. Con decisione su opposizione del 4 novembre 2010 l’Ufficio regionale di collocamento di _ (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione del 26 ottobre 2010 (cfr. doc. A3) con cui aveva sospeso l’assicurato per sei giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione a causa di insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta, e meglio nel lasso di tempo dal 26 giugno al 31 agosto 2010 (cfr. doc. A1).
1.2. Contro la decisione su opposizione del 4 novembre 2010 l’assicurato ha ricorso tempestivamente al TCA, chiedendo l’annullamento o perlomeno la riduzione della sanzione inflittagli.
A motivazione della propria pretesa ricorsuale egli ha, in particolare, addotto che, ritenuto il suo profilo, il modo migliore per trovare un posto di lavoro è quello di affidarsi a delle agenzie di collocamento. Al riguardo egli ha precisato che durante il periodo in questione era, a memoria, affiliato a sette uffici di questo genere, e meglio a _.
L’insorgente ha rilevato che risulta difficile stimare gli sforzi che queste persone qualificate hanno fatto per suo conto al fine di trovargli una posizione senza prendere contatto con le stesse, come ha omesso di fare l’URC.
Egli ha confermato che le sue ricerche di impiego nel periodo precedente l’annuncio all’URC, seppur in parte non documentate, sono state effettuate in numero maggiore di quello preteso dall’amministrazione.
Il ricorrente ha, infine, evidenziato di avere, nel proprio scritto del 17 settembre 2010, pure fornito numeri di telefono e indirizzi di persone che se fossero state contattate avrebbero di certo confermato la sua presa di contatto con loro per un posto di lavoro o l’esistenza di un dossier aperto, nel caso di agenzie di collocamento (cfr. doc. I).
1.3. L’URC, in risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

## Considerations

in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Oggetto della lite è la questione di sapere se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto all’indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo dal 26 giugno al 31 agosto 2010.
T
ra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).
Alla fine di ogni periodo di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata).
Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:
"
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."
L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede che:
"
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro."
L'art. 26 cpv. 2bis OADI precisa che:
"
Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in
considerazione."
L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:
"
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."
La LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.
L'obbligo di ridurre il danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p. 48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti per trovare lavoro.
Se non adempie il suo obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF 8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C 221/02 del 3 agosto 2003).
L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).
La giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010).
Per costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.
In una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in disoccupazione.
L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF 8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004, consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA
C 77/91 del 29 gennaio 1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, p. 16ss.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).
2.3. Per stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).
Per quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente
.
L
a giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987).
L'Alta Corte, pur confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).
In una sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria giurisprudenza e ha rilevato:
"
(...)
3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (
ATF 124 V 225
consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe suffisantes (cf.
ATF 124 V 225
consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006 consid.
2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (...)"
Sulle modalità con le quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve
comprovare
il suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74).
La legge non prevede nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).
Concretamente ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile l'avvenuta ricerca.
In caso di ricerca personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).
Inoltre deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).
L'assicurato potrà servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio 1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro).
In caso di rifiuto del datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio competente tale rifiuto.
Infine, in caso di ricerca telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola, confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95).
In una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000
p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.
2.4. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.
La sospensione dal diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave
(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).
La sua durata è determinata secondo la gravità della colpa
(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).
In virtù dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.
Nella già citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas suivies en dépit de leur pertinence.".
Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.
Per ogni periodo di controllo successivo i parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45
cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).
Queste direttive sono conformi alla legge (cfr. D.
Cattaneo, "Alcuni compiti ...”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.
Anche il TFA ha approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del 6 agosto 2002).
2.5.
Nella presente fattispecie dalla documentazione agli atti emerge che l’assicurato, che ha conseguito nel 2002 la licenza in scienze economiche presso l’Università _ e nel giugno 2009 il diploma federale di esperto in Finanza e Investimenti presso il _ di _ (cfr. doc. 1.13., 1.19.), è stato alle dipendenze della _ dal 1° maggio 2006 al 31 agosto 2010 in qualità di Officer presso il servizio Risk Management della _ (cfr. doc. 1.19.).
La _ ha, infatti, disdetto il rapporto di impiego con il ricorrente il 26 giugno 2010 con effetto a decorrere dal 31 agosto 2010 (cfr. doc. 1.16.).
L’assicurato si è annunciato al collocamento a far tempo dal 1° settembre 2010 (cfr. doc. 1.3.).
Al momento dell’iscrizione in disoccupazione il ricorrente non ha presentato all’amministrazione alcuna ricerca di lavoro (cfr. doc. 1.3.; 4.4.).
Di conseguenza, il 16 settembre 2010, il consulente del personale URC gli ha consegnato brevi manu una “Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitato a motivare, entro il 27 settembre 2010, il fatto di non avere fornito alcuna prova di ricerca di una nuova occupazione per il periodo dal 26 giugno al 31 agosto 2010 precedente l’annuncio all’URC.
Il collocatore ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 3.4.).
Il ricorrente, il 17 settembre 2010, ha risposto che:
"
come le avevo preannunciato nel colloquio del 16.09.2010, dato il mio profilo, ho pensato che il modo migliore per riuscire a trovare a breve un nuovo posto di lavoro era quello di affidarsi a delle agenzie di collocamento e al passaparola tramite conoscenti.
Inoltre, nei mesi di luglio e agosto il mercato del lavoro era abbastanza statico e le offerte di lavoro inerenti al mio profilo erano ridotte all’osso.
Sono riuscito comunque a tirare insieme alcune “prove di sforzi personali intrapresi per trovare lavoro” (che trova allegate) anche se il mio indirizzo e-mail di _ non è più attivo e il materiale raccolto riguarda solo quello trovato nell’indirizzo e-mail privato.
Ecco di seguito l’elenco delle società contattate:
·
_: _, candidatura quale consulente/gestore – in sospeso
·
_: candidatura tramite _ per posizione che facesse al caso mio – esito negativo
·
_: _, candidatura quale investment specialist per il meracto dell’est tramite _ – esito negativo
·
_: _
, candidature quale gestore patrimoniale/risk manager – in sospeso
·
_: _
,
candidature per posizione che facesse al caso mio – in sospeso
·
_: candidatura tramite _ quale Sales/Marketer per i Fondi (non solo hedge) propri dell’istituto – esito negativo
·
_: _
candidatura con successivo colloquio per riaprire e aggiornare il mio dossier - in sospeso
·
_: iscrizione al portale di ricerca del personale – in sospeso
·
_: _: possibilità di carriera extra finanziaria che dopo un incontro informativo ho escluso categoricamente.
Le fornisco inoltre qui di seguito alcuni nominativi con relativi dati di contatto di persone facenti parte di istituti o agenzie di collocamento con i quali ho intrapreso contatti ma per i quali non ho giustificativi scritti diretti.
·
_, _
, gestore patrimoniale di _, _, _ candidatura quale gestore patrimoniale – esito negativo
·
_, _, co-proprietario e dipendente di _, _ Tel.: _; candidatura quale gestore patrimoniale/consulente – esito negativo per il momento
·
_, titolare agenzia _, _, _, Tel._; candidatura aperta per posizioni idonee – nessuna novità.
·
_, titolare agenzia di _, _, _, Tel.: _, candidatura aperta per posizioni idonee – nessuna novità.
Oltre a vari contatti diretti con amici e conoscenti di carattere informale.
(...)” (Doc. 3.3.)
Dal profilo procedurale l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito del ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al riguardo cfr. DTF 136V 115-116; DTF 136 V 124).
L’URC, precisando che le motivazioni presentate dall’assicurato con lettera del 17 settembre 2010, pervenuta all’amministrazione il 21 settembre 2010, sono state parzialmente accolte, con decisione formale del 26 ottobre 2010, l’ha sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione per sei giorni (cfr. A3; consid. 1.1.).
Tale provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 4 novembre 2010 (cfr. doc. A1; consid. 1.1.).
2.6. In concreto l’amministrazione ha esaminato le ricerche di lavoro compiute dall’assicurato nel periodo 26 giugno – 31 agosto 2010, lasso di tempo corrispondente al periodo di disdetta antecedente l’iscrizione in disoccupazione del 1° settembre 2010 (cfr. doc. 2.5.).
L’URC ha considerato che il ricorrente, dal 26 al 30 giugno 2010 ha compiuto una ricerca di lavoro, nel mese di luglio 2010 tre sforzi volti al reperimento di un’occupazione e nel mese di agosto 2010 una ricerca di impiego (cfr. doc. A1).
L’amministrazione non ha però specificatamente indicato di quali ricerche si tratti.
L’insorgente, sin dal 17 settembre 2010, quando ha risposto alla richiesta di giustificazione del 16 settembre 2010 (cfr. doc. 3.4.=A4), ha sempre asserito di avere intrapreso molte più ricerche di quelle tenute in considerazione dall’URC.
A tale proposito l’assicurato, nella risposta alla richiesta di giustificazione, ha fornito una lista di nominativi di società e di agenzie di collocamento, rispettivamente di persone di riferimento delle medesime alle quali si è rivolto, nonché alcuni numeri di telefono e indirizzi di posta elettronica (cfr. doc. 3.3.).
Egli ha ribadito quanto affermato nello scritto del 17 settembre 2010 nell’opposizione interposta contro la decisione di sospensione del 26 ottobre 2010, aggiungendo che tramite _ si è proposto per un posto di lavoro anche presso _ (cfr. doc. A2).
Anche nell’atto ricorsuale l’insorgente, facendo riferimento alla lettera del 17 settembre 2010, ha indicato di avere compiuto un numero di ricerche maggiore di quello ritenuto dall’amministrazione. Egli ha, altresì, rilevato di essere stato, durante il periodo in questione, iscritto ad almeno sette agenzie private di ricerca e selezione di risorse umane (_, _, _, _, _, _, _; doc. I).
2.7. Il TCA, chiamato a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva dapprima che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal principio inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 LPGA e 61 lett. c LPGA; STFA del 5 settembre 2001 nella causa F.C., U 94/01; STFA del 9 maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P. contro UAI e TCA, I76/00; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). E’ dunque compito dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.
In una sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009 il Tribunale federale, al riguardo, ha osservato che:
"
(...)
4.1.1 Sowohl das Verwaltungsverfahren wie auch der kantonale Sozialversicherungsprozess sind vom Untersuchungsgrundsatz beherrscht (Art. 43 Abs. 1 und Art. 61 lit. c ATSG). Danach haben Verwaltung und Sozialversicherungsgericht den rechtserheblichen Sachverhalt von Amtes wegen festzustellen. Diese Untersuchungspflicht dauert so lange, bis über die für die Beurteilung des streitigen Anspruchs erforderlichen Tatsachen hinreichende Klarheit besteht. Der Untersuchungsgrundsatz weist enge Bezüge zum - auf Verwaltungs- und Gerichtsstufe geltenden - Grundsatz der freien Beweiswürdigung auf. Führen die im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes von Amtes wegen vorzunehmenden Abklärungen den Versicherungsträger oder das Gericht bei umfassender, sorgfältiger, objektiver und inhaltsbezogener Beweiswürdigung (
BGE 132 V 393
E. 4.1 S. 400) zur Überzeugung, ein bestimmter Sachverhalt sei als überwiegend wahrscheinlich (
BGE 126 V 353
E. 5b S. 360
;
125 V 193
E. 2 S. 195, je mit Hinweisen) zu betrachten und es könnten weitere Beweismassnahmen an diesem feststehenden Ergebnis nichts mehr ändern, so liegt im Verzicht auf die Abnahme weiterer Beweise keine Verletzung des Anspruchs auf rechtliches Gehör (antizipierte Beweiswürdigung;
BGE 134 I 140
E. 5.3 S. 148;
124 V 90
E. 4b S. 94). Bleiben jedoch erhebliche Zweifel an Vollständigkeit und/oder Richtigkeit der bisher getroffenen Tatsachenfeststellung bestehen, ist weiter zu ermitteln, soweit von zusätzlichen Abklärungsmassnahmen noch neue wesentliche Erkenntnisse zu erwarten sind (Urteil 9C_167/2009 vom 28.
Mai 2009 E. 3.1).”
Proprio sulla base del principio inquisitorio il TFA in una sentenza del 14 dicembre 1999, pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., ha stabilito che le attestazioni concernenti delle ricerche di lavoro prodotte da un assicurato, benché siano vaghe, non possono essere trascurate. L'amministrazione deve, in effetti, appurare d'ufficio se effettivamente tali sforzi sono stati svolti.
Nel caso giudicato dall'Alta Corte l'assicurato aveva cercato di documentare le ricerche allegate trasmettendo alla Commissione cantonale di ricorso delle dichiarazioni dei potenziali datori di lavoro, seppure generiche.
L'assicurato non si era così limitato a sostenere in maniera laconica di aver compiuto degli sforzi alfine di reperire una nuova occupazione, bensì aveva dato delle indicazioni alla Commissione.
Giova, in ogni caso, osservare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 LPGA; 61 lett. c LPGA; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid.
3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52 consid.
4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5 ss.).
Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).
Su questi aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”, Losanna 1995, pag. 827-828 e TH.
Locher, “Grundriss des Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.
Va, inoltre, evidenziato che è vero che l’Alta Corte, in una sentenza C 234/04 del 21 marzo 2005, ha accolto il ricorso dell’Ufficio del lavoro inoltrato contro una sentenza del Tribunale amministrativo del Canton Appenzello Esterno con cui gli atti erano stati rinviati all’amministrazione per effettuare ulteriori accertamenti in relazione a ricerche di lavoro che l’assicurato aveva asserito di aver compiuto.
E’ altrettanto vero, tuttavia, che in quella fattispecie l’assicurato, nonostante avesse avuto la possibilità prima della decisione formale di sospensione, durante la procedura di opposizione e dinanzi al Tribunale cantonale, di fornire indicazioni precise in merito al preteso compimento di determinate ricerche, era rimasto vago, omettendo di fornire indicazioni verificabili.
Contestualmente il TFA ha, infatti, rilevato:
"
(...)
4.2 Ob trotz vorgängiger behördlicher Aufforderung erst einsprache- oder beschwerdeweise gemachte Angaben zu erfolgten Arbeitsbemühungen überhaupt berücksichtigt werden dürften, muss nicht näher geprüft werden. Denn der Versicherte hat es nach dem Gesagten auch noch im Einsprache- und im kantonalen Verfahren bei vagen und in dieser Form nicht überprüfbaren Hinweisen auf stattgefundene Kontakte mit möglichen Arbeitgebern bewenden lassen. Damit ist er seiner gesetzlichen Obliegenheit, die geltend gemachten Bemühungen um eine neue Stelle nachzuweisen, nicht nachgekommen und hat die Folgen zu tragen (vgl. auch Art. 43 Abs. 3 ATSG). Wollte man unter diesen Umständen von der Verwaltung verlangen, dem Leistungsansprecher nochmals die Gelegenheit zur Auflistung stattgefundener Bemühungen in nachprüfbarer Form einzuräumen, wie dies das kantonale Gericht im angefochtenen Entscheid getan hat, hiesse das auch den von den Behörden zu beachtenden Untersuchungsgrundsatz überstrapazieren."
(STFA del 21 marzo 2005 C 234/04 consid. 4.2; la sottolineatura è del redattore)
2.8. In concreto, come visto sopra, l’assicurato, fin dal momento in cui, il 17 settembre 2010, ha risposto alla richiesta di giustificazione consegnatagli dal proprio collocatore, ha indicato i nominativi delle agenzie private di ricerca e selezione di risorse umane alle quali si era iscritto e di altre persone contattate, aggiungendo indirizzi di posta elettronica e/o numeri telefonici e per talune la precisazione che il proprio dossier era ancora in sospeso (cfr. doc. 3.4.=A4)
Del resto l’insorgente ha fornito pure alcune prove degli sforzi volti al reperimento di un’occupazione intrapresi nel periodo in questione, e meglio egli ha trasmesso all’amministrazione le copie di messaggi di posta elettronica di risposta di alcune persone interpellate, ossia di _ della _ del 2 agosto 2010, di _ della _ del 28 giugno 2010 e di _ della _ del 5 luglio 2010, inviati al suo indirizzo di posta elettronica privato (_
;
cfr. doc. 4.3.).
Relativamente alla mancanza di altri documenti atti a comprovare le ricerche effettuate, l’assicurato ha da subito asserito che il suo indirizzo di posta elettronica presso _ non era più attivo (cfr. doc. A4).
Egli ha ribadito quanto affermato nella risposta alla richiesta di giustificazione del 17 settembre 2010 anche nell’opposizione e nell’atto ricorsuale (cfr. consid. 2.6.; A2; I), specificando segnatamente che gli risultava difficile fornire ulteriori prove cartacee degli sforzi sostenuti per trovare lavoro, siccome il suo indirizzo di posta elettronica presso _ è stato eliminato e non sapeva di dover conservare le prove (cfr. doc. A2).
L’URC, a seguito di quanto dichiarato dall’assicurato in merito allo svolgimento di ricerche di impiego nell’arco di tempo dal 26 giugno al 31 agosto 2010 (cfr. doc. 3.3.; A2), ha riconosciuto come valide alcune ricerche comprovate (cfr. doc. A1; A3).
L’amministrazione, tuttavia, nonostante l’assicurato non si fosse limitato a delle indicazioni vaghe e generiche, non ha proceduto a esperire degli accertamenti volti a verificare se effettivamente il ricorrente avesse compiuto ulteriori ricerche di lavoro rispetto a quelle riconosciute dalla stessa, ad esempio interpellando le persone citate dall’insorgente (cfr. DLA 2000 pag. 123 consid. 3b).
Inoltre e soprattutto, l’URC nemmeno ha invitato l’assicurato a produrre, sulla base di quanto dal medesimo allegato, delle attestazioni da parte delle persone contattate dal 26 giugno al 31 agosto 2010 al fine di reperire una nuova occupazione, ma si è limitato ad emettere, 26 ottobre 2010, una decisione di sospensione di sei giorni (cfr. doc. A3).
Al riguardo il TF, in una sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009, già menzionata e relativa a un caso in cui a un assicurato è stato negato il diritto alle indennità per insolvenza per il mese di febbraio 2007, in quanto fino al 12 febbraio 2007 è stato presidente del CdA con diritto di firma individuale iscritto a RC della SA in cui lavorava, ha stabilito che:
"
(...)
Der Beschwerdeführer führte in seiner Eingabe ans kantonale Gericht zu seinen Funktionen ab 1. Januar 2007 unter anderem aus, dass er zwar mit Wirkung ab 1. Januar 2007 einen neuen Arbeitsvertrag erhalten habe, in welchem er als Leiter Finanzen, Administration und Vertrieb bezeichnet werde. Allerdings habe ihm die Geschäftsführung Ende Januar 2007 keinen Zugang mehr zu Buchhaltungs- und Bankunterlagen gewährt und die Bank sei am 3. Februar 2007 angewiesen worden, ihm keine Auskunft über den Kontostand mehr zu erteilen. Seine Tätigkeit habe sich von diesem Moment an nur noch auf die Anfertigung von Planungsrechnungen erstreckt und er habe überhaupt keine Chance gehabt, die Verantwortung über den Bereich Finanzen auszuüben. Entgegen der Annahme der Kasse sei zudem mit Blick auf die Tatsache, dass andere Mitarbeiter der P._ AG Zusagen für Gehaltserhöhungen und Prämien erhalten hätten und er sich im Gegensatz dazu im Jahr 2007 mit einem gleichbleibenden Gehalt habe begnügen müssen, durchaus von einer Lohnminderung (zufolge Rückstufung seiner Stellung im Betrieb) auszugehen. Diese Vorbringen sind rechtserheblich, weil sie Anhaltspunkte für eine ab Januar 2007, allenfalls auch erst ab Februar 2007, fehlende Möglichkeit der Einflussnahme auf die Entscheide der ehemaligen Arbeitgeberin liefern. Unter diesen Umständen wäre das kantonale Gericht kraft des Untersuchungsgrundsatzes gehalten gewesen, Abklärungen zur Stellung des Beschwerdeführers im Betrieb während der vorliegend relevanten Zeit (Januar und Februar 2007) zu treffen und zusätzliche Akten beizuziehen. Dies drängte sich umso mehr auf, als die Kasse ihre neue Begründung im Einspracheentscheid einzig auf den Arbeitsvertrag vom 14. Dezember 2006, das (Kurz-)Protokoll der Verwaltungsratssitzung der P._ AG vom 14. Dezember 2006, das (halbseitige) Informationsblatt der Geschäftsleitung der P._ AG an die Aktionäre vom 8. Januar 2007, das Lohnblatt Februar 2007 sowie den durch die ehemalige Arbeitgeberin ausgestellten Lohnausweis für das Jahr 2007 stützte, obwohl sie bei dieser spärlichen Aktenlage mit Blick auf Art. 43 Abs. 1 ATSG gehalten gewesen wäre, bereits vor Erlass des Einspracheentscheides die zusätzlich erforderlichen Auskünfte einzuholen. Es kann der Vorinstanz nicht beigepflichtet werden, dass der Beschwerdeführer die Folgen der Beweislosigkeit zu tragen habe, weil er seiner Mitwirkungspflicht im kantonalen Beschwerdeverfahren nicht nachgekommen sei. Von einer Verletzung seiner Mitwirkungspflicht könnte allenfalls ausgegangen werden, wenn er der Aufforderung der Vorinstanz, weitere Unterlagen beizubringen, nicht nachgekommen wäre. Die Möglichkeit zur Untermauerung seiner Angaben in der Beschwerdeschrift durch Einreichung zusätzlicher Aktenstücke oder Nennung weiterer Beweismittel wurde ihm aber gar nicht eingeräumt. Dieses Versäumnis stellt eine Verletzung der Pflicht des kantonalen Gerichts zur Feststellung des Sachverhaltes von Amtes wegen nach dem Untersuchungsgrundsatz und damit einen Verstoss gegen eine wesentliche Verfahrensvorschrift im Sinne von Art. 105 Abs. 2 BGG dar (E. 4.1.2 hiervor).“ (La sottolineatura è del redattore)
Ne discende che in casu l’URC ha violato il disposto di cui all’art. 43 cpv. 1 LPGA.
2.9. Alla luce di quanto appena esposto, s
i giustifica, dunque, l’annullamento della decisione su reclamo impugnata e il rinvio degli atti all’URC perché disponga, sulla base delle indicazioni fornite dall’assicurato, di accertamenti più approfonditi riguardo al compimento o meno di ulteriori ricerche oltre a quelle già considerate dall’amministrazione, anche avvalendosi della collaborazione del ricorrente.
Sulla scorta delle relative risultanze, l’URC si pronuncerà, poi, nuovamente, in primo luogo, sul principio di sospendere o meno l’assicurato giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI e, in secondo luogo, qualora l’assicurato debba effettivamente essere sanzionato per insufficienti ricerche di impiego nel periodo di disdetta, sull’entità della sanzione.