# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 41a2902a-b8ec-536a-86d8-ab5c1c899580
**Court:** TI_PP
**Chamber:** TI_PP_001
**Year:** 2005
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

ritenuto
in fatto:
che con decreto d’accusa del 9 agosto 2004, il sostituto Procuratore pubblico ha ritenuto ACCU 1 autore colpevole di diffamazione, per “
avere, a Lugano il 18 luglio 2003, mediante scritto indirizzato via fax al _ presso l'avv. _ i, ma in realtà inviato via fax al _ di _ (Italia), reso sospetto _ di condotta disonorevole tacciandolo più volte di ‘pregiudicato’ e di avere fatto oggetto una persona tutelata di esose richieste di denaro
”;
che in applicazione della pena, il magistrato inquirente ha proposto la condanna del prevenuto a tre giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, ponendo inoltre a suo carico una tassa di giustizia di fr. 100.– e le spese di fr. 100.–;
che ACCU 1 ha introdotto il 16 agosto 2004 opposizione al decreto d’accusa;
considerato

## Considerations

in diritto:
che l’art. 173 n. 1 CP reprime con la detenzione sino a sei mesi o con la multa – a querela di parte – chiunque, comunicando con un terzo, incolpa o rende sospetta una persona di condotta disonorevole o di altri fatti che possano nuocere alla reputazione di lei;
che il colpevole non incorre in alcuna pena se prova di avere detto o divulgato cose vere oppure prova di avere avuto seri motivi di considerarle vere in buona fede (art. 173 n. 2 CP);
che egli non è ammesso tuttavia a fare la prova della verità ed è punibile se le imputazioni sono state proferite o divulgate senza che siano giustificate dall’interesse pubblico o da altro motivo sufficiente, prevalentemente nell’intento di fare della maldicenza, in particolare quando si riferiscono alla vita privata o alla vita di famiglia (art. 173 n. 3 CP);
che il sostituto Procuratore pubblico rimprovera all’imputato, come si è detto, di “
avere, a Lugano il 18 luglio 2003, mediante scritto indirizzato via fax al _ presso l'avv. _, ma in realtà inviato via fax al _ di _ (Italia), reso sospetto _ di condotta disonorevole tacciandolo più volte di ‘pregiudicato’ e di avere fatto oggetto una persona tutelata di esose richieste di denaro
”;
che il difensore riconosce che il termine “pregiudicato” nell’accezione comune è un po’ pesante, ma lo ritiene linguisticamente corretto e giustificato nell’ottica della salvaguardia dell’attività del patronato (seppur dettato anche da una certa volontà di rivalsa nei confronti della parte lesa per la fine burrascosa del rapporto di collaborazione);
che sulle affermazioni riguardanti il curatelato, la difesa soggiunge che l’imputato ha fatto affidamento in buona fede a quanto riferitogli dal diretto interessato, ch’egli si è sentito in dovere di segnalare _ a tutela di quest’ultima;
che non giova tuttavia all’accusato adombrare un eventuale interesse del patronato, ove solo si consideri come egli è stato punito per lo scritto inviato al _ di _, e non è dato di vedere – né l’imputato pretende – una qualsivoglia utilità per quest’ultimo ad avere informazioni sul passato della parte lesa;
che nemmeno l’accusato si duole del resto, per avventura, di essersi rivolto al _ di _ per un semplice errore (cfr. anzi verbale d’interrogatorio del 27 gennaio 2004, allegato 2 all’act. 5, in basso: “
come segretario _ io mi sono sentito di sollevare il problema e rendere attenti i dirigenti
italiani
”);
che l’invio incriminato non era quindi giustificato né da un interesse pubblico né da un altro motivo sufficiente a norma dell’art. 173 n. 3 CP, ma era dettato solo dalla volontà di fare della maldicenza;
che nulla induce in definitiva a scostarsi dalla tesi accusatoria, i termini adoperati dall’imputato e ritenuti dal magistrato inquirente essendo altresì manifestamente lesivi dell’onore della vittima nel senso dell’art. 173 n. 1 CP;
che sulla pena, una multa di fr. 500.– risulta tutto sommato più adeguata all’infrazione commessa, al grado di colpa, alla situazione personale dell’imputato – incensurato (act. 7) – e alle circostanze del caso specifico;
che gli oneri processuali sono a carico del condannato (art. 9 cpv. 1 CPP);