# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 25e309c7-2d40-521f-97be-1e3e62020458
**Court:** TI_TPC
**Chamber:** TI_TPC_001
**Year:** 2009
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** Substantive Criminal

## Facts

-- che AC 1, formalmente incensurato da maggiorenne (AI 28 e doc. TPC 5), era già stato condannato dalla Magistratura dei Minorenni con decreto 30.11.2005 con susseguente decisione di suo collocamento in una casa di educazione, segnatamente presso il Gabbiano, in quanto ritenuto colpevole di ripetuti reati ai sensi degli art. 139 cfr. 1, 144 cpv. 1, 172 cfr. 1, 180 cpv. 1, 186 CP, art. 90 cfr. 1, 94 cfr. 1, 95 cfr. 1 e 97 cfr. 1 LCStr., art. 33 cpv. 1 lett. a) LArm ed art. 19a cfr. 1 LStup, fatti avvenuti in varie località del Sottoceneri nel periodo novembre 2004 / ottobre 2005 (AI 20);
-- che l’inchiesta ha preso avvio da una denuncia per estorsione aggravata consumata e tentata (art. 22 cpv. 1 e 156 cfr. 3 CP, punto 1 dell’AA) presentata direttamente in Polizia il 29.1.2008 da PC 3 (RPG 25.7.2008 PS 29.1.2008), in merito alla quale AC 1 è stato verbalizzato l’1.2.2008 (RPG 25.7.2008 PS 1.2.2008), denunciato per i presupposti reati di cui agli art. 123 cfr. 1, 126 cpv. 1, 156 cfr. 3, 180 cpv. 1 e 181 CP nonché art. 19 cfr. 1 e 19a cfr. 1 LStup (RPG 25.7.2008 allegato 2) e rilasciato con suo riaccompagnamento in Villa Argentina;
-- che a questa prima denuncia ne sono seguite altre due da parte dei genitori, la prima l’8.2.2008 per dei fatti asseriti per avvenuti a _ il giorno prima (AI 3 e 4, per i presupposti reati di cui agli art. 22 cpv. 1, 123 cfr. 1, 126 cpv. 1, 139 cfr. 1, 144 cpv. 1, 180 cpv. 1 e 181 CP, punti 3, 5, 6.1 e 7.3 dell’AA), la seconda il 13/14.2.2008 per quanto asserito per successo sempre al loro domicilio il 12.2.2008 (AI 13, 14 e 15, per i presupposti reati di cui agli art. 139 cfr. 1, 144 cpv. 1, 180 cpv. 1, 181 e 186 CP, punti 6.2, 7.4 e 8 dell’AA) fermo restando come presso il MP erano già pendenti tre altri procedimenti nei suoi confronti per i presupposti reati di cui agli art. 144 cpv. 1 e 186 CP (AI 2 Inc. MP 2007.2674, punto 7.1 dell’AA), art. 19a cfr. 1 LStup (AI 1 Inc. MP 2007.2676, punto 11 dell’AA) ed art. 144 cpv. 1 CP (AI 1 Inc. MP 2007.7177, punto 7.2 dell’AA);
-- che in forza ai relativi ordini di arresto del MP del 8/11.2.2008 per i presupposti reati di cui agli art. 123 cfr. 1 e 181 CP in merito ai fatti asseriti per avvenuti a danno dei genitori il 7.2.2008 (AI 5 e 10), AC 1 è stato fermato il 15.2.2008 verso le ore 01.30 in una discoteca di _ (AI 17) e da quella data è in detenzione, rispettivamente in espiazione anticipata di pena dal 14.10.2008 (AI 124 e 126);
-- che, seppur con qualche distinguo ed ulteriori precisazioni nel corso dei suoi verbali d’interrogatorio (AI 92 PP 24.7.2008, AI 96 PP 29.7.2008 nonché RPG 25.7.2008 allegati 1 e da 6 a 13), in merito ai fatti rimproveratigli l’accusato è giunto in aula per buona parte reo confesso ed ha ivi ribadito quanto precedentemente dichiarato in istruttoria;
-- che la Corte lo ha riconosciuto colpevole per la maggior parte delle imputazioni dell’AA avendone accertata, in base agli atti di seguito elencati, la realizzazione oggettiva e soggettiva dei necessari presupposti di legge:
-- punti da 1.1 a 1.3 e da 1.5 a 1.7 dell’AA: AI 92 PP 24.7.2008 pag. 3 e 6, AI 96 PP 29.7.2008 pag. 1, RPG 25.7.2008 PS 1.2.2008 pag. 1, 2 e 3 e PS 22.2.2008 da pag. 1 a pag. 6 nonché AI 119 PP A 10.9.2008 pag. 2, 3 e 4 con la precisazione che l’estorta somma di fr. 200.- indicata erroneamente al punto 1.3 dell’AA è stata consegnata nelle circostanze di tempo e luogo di cui al punto 1.2 dell’AA;
-- punto 2.2 dell’AA: AI 92 PP 24.7.2008 pag. 4 e 5, RPG 25.7.2008 PS 22.2.2008 pag. 5 e 6, AI 118 PP M C 10.9.2008 pag. 3 e 4, AI 119 PP A 10.9.2008 pag. 3 e 4 nonché verbale dibattimentale pag. 4;
-- punto 3 dell’AA: AI 92 PP 24.7.2008 pag. 1 e 2 nonché RPG 25.7.2008 PS 15.2.2008 pag. 2 e 3 con la precisazione che si è trattato in tutte e tre le ipotesi di reato consumato (verbale dibattimentale pag. 4), imputazione che per il punto 3.3 dell’AA non è stata riconosciuta, e per questa AC 1 viene prosciolta, limitatamente a PC 2 sia perché non emergente dai fatti, sia perché contestata dall’accusato (verbale dibattimentale pag. 4);
-- punto 4.2 dell’AA: AI 92 PP 24.7.2008 pag. 4 e RPG 25.7.2008 PS 22.2.2008 pag. 3;
-- punto 5 dell’AA: AI 92 PP 24.7.2008 pag. 1 e RPG 25.7.2008 PS 15.2.2008 pag. 2 e 3;
-- punto 6 dell’AA: AI 92 PP 24.7.2008 pag. 2, RPG 25.7.2008 PS 15.2.2008 pag. 1 e 2 nonché PS 15.2.2008 pag. 2 e 3;
-- punti da 7.2 a 7.4 dell’AA: AI 96 PP 29.7.2008 pag. 3, AI 1 Inc. MP 2007.7177 PS 14.11.2007 pag. 1, RPG 25.7.2008 PS 15.2.2008 pag. 1 e 2 nonché PS 15.2.2008 pag. 2 e 3;
-- punto 8 dell’AA: RPG 25.7.2008 PS 15.2.2008 pag. 1 e 2;
-- punti 10.1 e 10.2 dell’AA: AI 96 PP 29.7.2008 pag. 2 e RPG 25.7.2008 PS 4.3.2008 pag. 3;
-- punto 11 dell’AA: AI 96 PP 29.7.2008 pag. 2, AI 1 Inc. MP 2007.2676 PS 22.3.2007 pag. 3, RPG 25.7.2008 PS 29.2.2008 pag. 5 e verbale dibattimentale pag. 5 con l’esclusione delle gocce di adrenocromo, per la cui imputazione AC 1 viene prosciolto, in quanto sostanza assente nell’appendice a) dell’ordinanza dell’istituto svizzero per gli agenti terapeutici sugli stupefacenti e le sostanze psicotrope;
-- che alla richiesta della difesa di derubricare il reato di estorsione aggravata consumata e tentata (art. 22 cpv. 1 e 156 cfr. 3 CP, punto 1 dell’AA) in coazione consumata e tentata (art. 22 cpv. 1 e 181 CP) poiché l’accusato credeva di avere una legittima pretesa nei confronti di PC 3, la Corte non ha potuto dare seguito in quanto non è possibile sostenere un tale asserito quando a monte vi è un comportamento illecito (il sostenuto prestito di fr. 1'000.- / fr. 1'200.- per l’acquisto di stupefacente, verbale dibattimentale pag. 2) senza poi dimenticare come per il successivo aumento a fr. 2'000.- delle ingiustificate sue pretese non vi sia mai stata la benché minima valida causale (“
L’aumento a fr. 2'000.- è stato giustificato solo dal fatto che PC 3, invece di pagarlo, se ne era andato in Calabria con 8'000 euro
”, verbale dibattimentale pag. 2);
-- che già solo dal fatto che nessun tribunale civile avrebbe mai potuto avallare le pretese di rimborso di AC 1, ne consegue la chiara esclusione di un qualsivoglia possibile richiamo per il punto 1 dell’AA del reato di cui all’art. 181 CP, fermo restando poi, giova pur sempre ricordarlo, come a dire di PC 3, tra loro due, non vi é mai stato prestito alcuno (RPG 25.7.2008 PS 29.1.2008 pag. 2, PS 15.2.2008 pag. 2, 3 e 4 nonché PS 20.2.2008 pag. 3);
-- che in relazione al punto 1.4 dell’AA la Corte ha prospettato e condannato l’accusato per il reato di coazione (art. 181 CP) avendo egli negato di aver colpito PC 3 con una sberla o di averlo in qualche modo minacciato seppur ammettendo come la vittima “
non era d’accordo a fare il cane
” e che così facendo ha “
limitato in quella circostanza la libertà di PC 3
”
(verbale dibattimentale pag. 3, AI 92 PP 24.7.2008 pag. 6, AI 96 PP 29.7.2008 pag. 2 nonché RPG 25.7.2008 PS 4.3.2008 pag. 4 e 5);
-- che la Corte, inversamente, ha prosciolto l’accusato dalle seguenti imputazioni dell’AA sia perché non sufficientemente provate o sia perché non risultavano adempiute le relative condizioni oggettive e soggettive di legge:
-- punto 2.1 dell’AA: in quanto contestato dall’accusato (verbale dibattimentale pag. 3 e AI 92 PP 24.7.2008 pag. 4), perché insufficientemente documentato nei fatti non essendo stata fotografata la toilette luogo del presunto reato (doc. TPC 10, 12 e 13) e soprattutto perché non oggettivamente concretizzatasi nei presupposti della messa senza scrupoli in pericolo imminente della vita altrui (art. 129 CP) laddove di questa sua asserita sospensione PC 3, nei suoi quattro verbali d’interrogatorio in Polizia, nulla riferisce (RPG 25.7.2008 allegati da 21 a 23 e 25);
-- punto 4.1 dell’AA: in quanto contestato dall’accusato perlomeno nelle risultanze (verbale dibattimentale pag. 4) e perché di principio una fibbia di una cintura non può essere qualificata come un oggetto pericoloso ai sensi dell’art. 123 cfr. 2 cpv. 1 CP soprattutto se degli asseriti “
vari ematomi e ferite lacero contuse
” non c’è alcun riscontro medico agli atti, da cui il poter al massimo riconoscere il reato di vie di fatto (art. 126 cpv. 1 CP) ora perento (art. 31 CP);
-- punto 7.1 dell’AA: in applicazione del principio “
in dubio pro reo
” avendo l’accusato dichiarato un tale suo danneggiamento solo come possibile (AI 96 PP 29.7.2008 pag. 3 e AI 2 Inc. MP 2007.2674 PS 22.3.2007 pag. 2);
-- punto 9 dell’AA: poiché a dire dell’accusato (verbale dibattimentale pag. 3 e AI 92 PP 24.7.2008 pag. 4) non si trattava di un coltello a serramanico ad apertura automatica così come richiesto per essere qualificato come arma dagli art. 4 cpv. 1 lett. c) LArm e 7 cpv. 1 lett. a OArm;
-- punto 10.3 dell’AA: poiché, così come risultante dall’AI 92 PP 24.7.2008 pag. 3 (“
Non sono stato io quella sera ad acquistare la cocaina con questo denaro, ma è stato PC 3 direttamente che si è rivolto ad uno spacciatore africano sul treno che da Lugano andava a Giubiasco
”) e dal verbale dibattimentale pag. 5, si è trattato di un prestito per l’acquisto di PC 3 di 10 grammi di cocaina e non di stupefacente procuratogli ai sensi dell’art. 19 cfr. 1 cpv. 4 LStup;
-- che, previo richiamo dell’art. 47 CP, non vi è dubbio alcuno che, per le imputazioni riconosciute, la colpa dell’accusato é estremamente grave (e a tal fine basterebbe già solo leggere l’AA) e questo non solo per l’intrinseca natura di alcuni di questi reati (segnatamente gli art. 123 cfr. 2, 129 e 156 cfr. 3 CP) ma anche e soprattutto perché testimonianza di una violenza ingiustificata, sconcertante, becera e gratuita sia perché espressa reiteratamente e senza scrupoli in un climax ascendente a danno di PC 3 (punti 1.2, 1.6, 1.7, 2.2 e 4.2 dell’AA) del quale ha voluto così annullare la personalità, rispettivamente perché manifestata a più riprese e per vari titoli di reato (finanche ad arrivare al contatto fisico, punti 3.3 e 5 dell’AA) nei confronti dei genitori, il tutto solo per ottenere o cercare di ottenere delle somme di denaro non giuridicamente pretendibili (per PC 3) o non giustificate né dovute (per i genitori);
-- che in un simile contesto, visto anche gli specifici precedenti dell’accusato (AI 20) ed il suo concreto pericolo di recidiva (AI 101 pag. 45 e 46), non può che essere totalmente esclusa una qualsivoglia sua prognosi positiva (da cui la contestuale negazione di una pena totalmente o parzialmente sospesa ex art. 42 e 43 CP) trattandosi di un giovane caratterialmente problematico e violento (AI 33 e 61), i cui precedenti collocamenti sono stati tutti fallimentari, restio a qualsiasi cura o trattamento terapeutico (AI 101 pag. 48), senza formazione (AI 41 PP 13.3.2008) né domicilio e soprattutto senza alcuna lecita entrata finanziaria non avendo, neppure in prospettiva, il benché minimo lavoro visto come quanto prodotto dalla seppur valida difesa (doc. dibattimentale 3) resti pur sempre e solo un’ipotesi (“
qualora un colloquio preventivo desse esito positivo
”)
e non una certezza di impiego quale apprendista gessatore a partite dalla metà del prossimo mese di giugno;
-- che tenuto conto dell’estrema gravità dei fatti, del concorso di reati (art. 49 cpv. 1 CP), della sua scarsa (per l’infrazione alla LStup) rispettivamente nulla collaborazione (per la mancata riconsegna di tutti i sottratti gioielli ai suoi genitori, punto 6.2 dell’AA) nonché dell’assenza di una qualsiasi forma di presa di coscienza (significativo ed estremamente preoccupante il suo richiamo in aula all’inaccettabile legge dell’“
occhio per occhio, dente per dente
”) rispettivamente pentimento per quanto commesso, il tutto controbilanciato, per la commisurazione della pena, con la giovane età, con l’incensuratezza da maggiorenne (AI 28 e doc. TPC 5), con la sua scemata imputabilità di grado leggero (AI 101 pag. 45 ed art. 19 cpv. 2 e 48a cpv. 1 CP) e con la durata del carcere preventivo sofferto, la Corte ha ritenuto come più che legittima e giustificata la condanna di AC 1 ad una pena detentiva, da espiare, di due anni e tre mesi da dedursi il carcere preventivo sofferto (art. 51 CP);
-- che siffatta pena, volutamente ridotta rispetto a quanto chiesto dal PP, è stata così stabilita anche ai fini di una possibile sua tempestiva risocializzazione proprio per permettergli, previo richiamo degli art. 86 segg. CP sulla liberazione condizionale nell’ipotesi in cui a quel momento ne fossero date le condizioni, di non perdere un ulteriore anno di apprendistato, di trovare un appartamento dove andare ad abitare rispettivamente di concretizzare un reale posto di lavoro quale apprendista gessatore (sia in forza al doc. dibattimentale 3 che a seguito di altre offerte) e quindi di vedersi così organizzata al meglio la sua vita futura, ottenendo inoltre quella indipendenza economica che, in base al suo stesso dire (AI 41 PP 13.3.2008 pag. 4), è l’unica cosa che potrebbe permettergli, anche se il condizionale resta d’obbligo visto l’attuale sua prognosi negativa, di non più ricadere, appena scarcerato, nella commissione di nuovi reati;
--
che in merito alle richieste di risarcimento delle PC la Corte:
-- ha accolto quella della PC 4 per fr. 987,50 in quanto sufficientemente documentata (AI 1 Inc. MP 2007.7177);
-- ha parzialmente accolto limitatamente e solo all’importo di fr. 2'418.- per spese legali quella di PC 3 (doc. TPC 11) rinviando lo stesso al foro civile per le altre sue pretese anche perché, in merito all’indicata richiesta di fr. 52'500.- oltre interessi al 5% per torto morale, non suffragata da alcun certificato medico e quindi non sufficientemente liquida;
-- previo richiamo dell’art. 272 CP non si è pronunciata su quella di fr. 2'092.- della Sezione della logistica, Bellinzona per la Scuola Media di _ (doc. TPC 9) visto l’assoluzione di AC 1 dal relativo reato di danneggiamento (art. 144 cpv. 1 CP, punto 7.1 dell’AA);
--
che il cellulare in sequestro e relativa tessera vengono confiscati già solo perché serviti a commettere il reato (art. 69 cpv. 1 CP) della derubricata imputazione di coazione (art. 181 CP, punto 1.4 dell’AA);
-- che la tassa di giustizia di fr. 200.- e le spese processuali sono poste a carico del condannato in ragione di 7/10, la rimanenza di 3/10 a carico dello Stato (art. 9 cpv. 1 e 4 CPP).
Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti posti, meno che ai quesiti 1.2.1, 1.4.1, 1.7.1, 1.9, 1.10.3, 3 e 4 nonché parzialmente ai quesiti 1.1, 1.3.3 e 1.11;
visti gli art.
12, 19, 22, 30 e segg., 40, 42, 43, 44, 47, 48a, 49, 51, 61, 63, 69, 123 n. 1 e 2, 126 cpv. 1, 129, 139 n. 1, 144 cpv. 1, 156 n. 1 e 3, 181 e 186 CP;
33 cpv. 1 lett. a LArm;
19 n. 1 e 19a cfr. 1 LStup;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

## Considerations