# Swiss Legal Decision

**Decision ID:** 8c1ba7cc-efa1-5f1b-8953-d41e59884384
**Court:** TI_TRAC
**Chamber:** TI_TRAC_001
**Year:** 2016
**Language:** it
**Jurisdiction:** TI / Ticino
**Law Area:** $law_area
**Law Sub-area:** nan

## Facts

in fatto:
A.
Con sentenza del 4 febbraio 2014 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha pronunciato il divorzio fra AP 1 (1967) e AO 1 (1972), ha ordinato a quest'ultima di liberare l'alloggio coniugale
(particella n. 692 RFD di _, di proprietà del marito)
entro il 31 luglio 2014,
assegnandole i mobili e le suppellettili che si trovavano nell'abitazione,
ha riconosciuto alla medesima un conguaglio di fr. 44
590.– in liquidazione della previdenza professionale, ha affidato alla stessa i figli L_ (nata il 3 dicembre 1998) e P_ (nato il 27 giugno 2000) con esercizio esclusivo dell'autorità parentale, ha disciplinato il diritto di visita paterno e ha confermato una curatela educativa in favore dei ragazzi. Egli ha condannato inoltre AP 1 a versare i seguenti contributi alimentari indicizzati, con facoltà di dedurre fr. 2100.– mensili per l'uso del proprio immobile finché la moglie fosse rimasta nel medesimo:
Fino al 30 giugno 2016:
fr. 2775.– mensili per la moglie,
fr. 2100.– mensili per L_, assegno familiare compreso e
fr. 1950.– mensili per P_, assegno familiare compreso;
Dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017:
fr. 1350.– mensili per la moglie,
fr. 2250.– mensili per L_, assegno familiare compreso e
fr. 2080.– mensili per P_, assegno familiare compreso;
Dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018:
fr. 1875.– mensili per la moglie e
fr. 2460.– mensili per P_, assegno familiare compreso;
Dal 1° luglio 2018 al 31 agosto 2032:
fr. 2425.– mensili per la moglie; e
Dal 1° settembre 2032 in poi:
fr. 1400.– mensili per la moglie.
La spese processuali di complessivi fr. 6985.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
B.
Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 6 marzo 2014 per ottenere che i contributi alimentari per moglie e figli siano ridotti come segue:
Fino al 30 giugno 2016:
fr. 1140.– mensili per la moglie,
fr. 1864.– mensili per L_, assegno familiare compreso e
fr. 1546.– mensili per P_, assegno familiare compreso;
Dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017:
fr. 2250.– mensili per L_, assegno familiare compreso e
fr. 1880.– mensili per P_, assegno familiare compreso;
Dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018:
fr. 2260.– mensili per P_, assegno familiare compreso.
In subordine egli ha chiesto di ridurre il contributo per la moglie di fr. 69.– mensili e quello per il figlio P_ di fr. 200.– mensili (inc. 11.204.17).
C.
AO 1 ha appellato a sua volta il 7 marzo 2014 la sentenza del Pretore, rivendicando un diritto di abitazione sull'alloggio coniugale fino al 30 giugno 2020, da iscrivere nel registro fondiario sulla particella n. 692 RFD di _ (Residenza _) “limitatamente all'appartamento sito all'ultimo piano dell'immobile” e autorizzando in compenso il marito a dedurre dai contributi per lei e i figli fr. 2400.– mensili (inc. 11.2014.28).
D.
Il 13 maggio 2016 AP 1 ha trasmesso alla Camera una convenzione del 9 maggio 2016 in cui le parti si sono accordate sulle questioni rimaste litigiose e chiedono l'omologazione dell'accordo, come pure lo stralcio dei due appelli dal ruolo. Esaminata l'intesa, il giudice delegato di questa Camera ha ritenuto necessario emendare la regolamentazione sul contributo alimentare per i figli, di modo che ha riformulato i punti in questione, e ha invitato le parti a completare la convenzione, precisando in conformità all'art. 282 lett. a CPC quali elementi del reddito e della sostanza di ciascun coniuge siano stati presi in considerazione per il calcolo dei contributi di mantenimento. Le parti hanno aderito alla riformulazione e per il calcolo del capitale di mantenimento per la moglie hanno dichiarato il 7 e 14 giugno 2016 di riconoscere i parametri di reddito e di sostanza indicati dal Pretore nella sentenza impugnata.

## Considerations

Considerando
in diritto: 1.
I rimedi giuridici in esame sono diretti contro la stessa decisione. Si giustifica così di congiungere
le due procedure e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c
CPC).
2.
Una convenzione sulle conseguenze del divorzio è giuridicamente valida soltanto se omologata dal giudice e deve figurare nel dispositivo della decisione (art. 279 cpv. 2 CPC). Prima di omologare l'accordo il giudice si assicura che i coniugi abbiano firmato la convenzione “di loro libera volontà e dopo matura riflessione”, verificando che l'intesa sia “chiara, completa e non manifestamente inadeguata” (art. 279 cpv. 1 CPC). Che in concreto le parti abbiano concluso l'accordo “di loro libera volontà e dopo matura riflessione” non fa dubbio, tanto più che erano assistite dai rispettivi legali e hanno avuto a disposizione svariati mesi per elaborare l'intesa (decreto di sospensione delle cause, del 2 febbraio 2016). La convenzione inoltre risulta chiara e completa per quel che riguarda i punti rimasti controversi in appello, distinguendo in particolare tra contribuiti alimentari per la moglie e per i figli, senza trascurare le modalità di pagamento (
Stein-Wigger
in: Schwenzer, FamKommentar Scheidung, 2a edizione, vol. II, appendice CPC, n. 14 segg. ad art. 279).
3.
Quanto all'adeguatezza, il giudice verifica che la convenzione non si scosti in misura importante da quanto risulterebbe equo in mancanza di accordo, dovendo egli tutelare la parte economicamente più debole da atti di leggerezza, di inesperienza o di condiscendenza (RtiD II-2014 pag. 876 n. 43c consid. 6a con rinvii). L'omologazione va rifiutata solo in caso di sproporzione evidente e immediatamente riconoscibile rispetto alla regolamentazione legale (sentenza del Tribunale federale 5A_683/2014 del 18 marzo 2015 consid. 5.1 con riferimenti). Non incombe al giudice per contro indagare su eventuali vizi occulti del consenso o su questioni di mera adeguatezza (anziché di
manifesta
inadeguatezza), tranne ove applichi il principio inquisitorio “illimitato”, ossia in materia di filiazione e di previdenza professionale (RtiD II-2014 pag. 876 consid. 6a con rinvii). Anche per quel che attiene alla situazione della moglie, al cui riguardo vige il principio dispositivo (art. 277 cpv. 1 CPC), il giudice verifica nondimeno l'ammontare del contributo con pieno potere di cognizione ove il fabbisogno minimo di lei rimanga – in tutto o in parte – scoperto, sussistendo il rischio che in simile eventualità le casse pubbliche siano chiamate poi a colmare l'ammanco (RtiD II-2006 pag. 685 consid. 2).
4.
La convenzione in rassegna non desta perplessità per quel che è dell'abitazione coniugale (punto 2). AO 1
ha avuto quasi due anni di tempo per trovare una nuova sistemazione e liberare l'abitazione in proprietà del marito. Neppure le modalità di riconsegna denotano inadeguatezza.
Nulla osta nemmeno all'impegno delle parti di ritirare e far cancellare le reciproche procedure esecutive “a titolo di conguaglio spese di riscaldamento e accessori appartamento Residenza _” (punto 5 della convenzione) o alla disciplina dei contributi alimentari arretrati, a proposito dei quali la moglie si dice integralmente tacitata (punto 6 della convenzione; sull'omologabilità di accordi aggiuntivi cfr.
Schwander
in: Gehri/Kramer, ZPO Kommentar, Zurigo 2010, n. 7 ad art. 279;
Hausheer/Spycher
,
Handbuch
des Unterhaltsrechts, 2a edizione, pag. 736 n. 11.51
).
5.
Riguardo al contributo di mantenimento per la moglie (punto 3 della convenzione), è incontestata la di lei capacità lucrativa al 50% fino al 30 giugno 2016 e al 100% dopo di allora. Con un reddito imputabile che ammonterà dal 1° luglio 2016 ad almeno fr. 3000.– mensili (sentenza impugnata, pag. 47), il rischio che le casse pubbliche debbano farsi carico dell'interessata appare remoto. Infatti, oltre alla capacità lucrativa predetta, AO 1 potrà contare su un capitale di fr. 450
000.– (di cui fr. 150 000.– già versati al momento della sottoscrizione, fr. 150
000.– che saranno versati allo sgombero dell'appartamento e i rimanenti fr. 150
000.– che saranno pagati entro il 30 giugno 2018: convenzione, punti 3.2.1 a 3.2.4).
6.
Per il resto il contributo alimentare pattuito in favore della moglie non risulta manifestamente inadeguato. Il Pretore ha appurato il reddito del marito in fr. 11
800.– mensili, il debito mantenimento di lui in fr. 5050.– mensili, il reddito della moglie (come detto) in fr. 3000.– mensili dal 1° luglio 2016 e il debito mantenimento di lei in fr. 4350.– mensili fino al 30 giugno 2017, in fr. 4875.– mensili fino al 30 giugno 2018 e in fr. 5425.– mensili dopo di allora (sentenza impugnata, pag. 48, 50 e 51). Le parti non mettono in discussione tali accertamenti, come non contestano la loro sostanza comune di fr. 40
066.– (loc. cit., pag. 39) cui fanno riferimento anche nella convenzione. Alla luce di ciò, il capitale di mantenimento di fr. 450
000.– destinato a AO 1, corrispondente a una rendita vitalizia di circa fr. 1790.– mensili (
Stauffer/Schätzle
, Tables de capitalisation, 5a edizione, pag. 342, tavola 25, età del marito 49 anni, età della moglie 44 anni, fattore di capitalizzazione 20.98), non appare manifestamente sproporzionato rispetto al contributo ottenibile in mancanza di accordo. Il disavanzo della moglie (fr. 85.– mensili dal 1° luglio 2017 e fr. 635.– mensili dal 1° luglio 2018) dev'essere rapportato al debito mantenimento di lei ed è compensato dal fatto che essa può disporre dell'intera somma ed è tutelata dal rischio di morte prematura o di insolvibilità del marito (
Gloor/ Spycher
in: Basler Kommentar, ZGB I, 5a edizione, n. 7 e 8 ad art. 126). Anche al proposito, dunque, nulla osta all'omologazione della convenzione
.
7.
Relativamente all'obbligo contributivo per i figli (punto 4 della convenzione) le parti condividono la valutazione del Pretore, il quale ne ha stimato il fabbisogno in denaro sulla scorta della tabella 2014 correlata alle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento professionale del Cantone Zurigo, adattando le singole posizioni alle circostanze del caso specifico. Le parti si sono conformate inoltre a quanto il giudice delegato della Camera ha avuto modo di spiegare nel decreto del 31 maggio 2016 con richiamo alla giurisprudenza pubblicata in DTF 139 III 404 in alto, 137 III 64 consid. 4.2.3 e 65 consid. 4.3.2). Onde l'omologabilità dell'accordo.
8.
La convenzione può essere approvata anche per quanto riguarda gli oneri processuali (suddivisi a metà) e le ripetibili (compensate) in appello, fermo restando che la tassa di giustizia va moderata, giacché la causa termina senza sentenza (art. 21 LTF).