Decision ID: e4ac6971-5e5f-4c70-bcd8-fe822ca67000
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_005
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
I. Ritenuto in fatto:
1. Con domanda di costruzione del 13 luglio 2020 E._ ha presentato al
Comune di D._ un progetto per la costruzione di una nuova casa
d'abitazione a più piani con garage sotterraneo sulla sua particella
n. F._ a G._. La particella si trova in "zona ampliamento nucleo"
e la parte inferiore è sovrapposta da un'"area libera".
2. Durante l'esposizione pubblica dal 17 luglio fino al 6 agosto 2020 al
Comune sono pervenute diverse opposizioni, tra cui quella delle
associazioni ambientaliste (A._ e B._).
3. Nello scritto del 6 agosto 2020 il Servizio monumenti dei Grigioni si è
espresso contro il progetto. Secondo esso, nell'attuale pianificazione
locale non si sarebbe tenuto sufficientemente conto degli scopi di
conservazione prefissi dall'ISOS. L'attuale area verde sull'intera particella
di costruzione n. F._ avrebbe originariamente funto da giardino
(alberato) all'adiacente monumento storico "H._" (anche: "I._").
Tuttavia, a differenza degli altri giardini J._, che sarebbero stati
assegnati senza eccezioni all'"area giardini" non edificabile, solo la metà
sud di quest'area verde sulla particella n. F._ è stata attribuita
all'"area libera", quando invece si sarebbe dovuto assegnare l'intera
particella all'"area libera". Inoltre, il Servizio segnalava che il progetto
toccherebbe lo spazio riservato alle acque per cui l'ISOS sarebbe
direttamente applicabile.
4. Con rapporto dell'11 agosto 2020 il consulente edile del Comune, arch.
K._, si è espresso a favore del progetto.
5. Con decisione del 16 novembre 2020 il Municipio ha rilasciato a E._
la licenza edilizia per il progetto e ha respinto le opposizioni.
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6. Avverso questa decisione il 5 gennaio 2021 la A._ e l'B._ (qui di
seguito: ricorrenti) hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del
Cantone dei Grigioni, chiedendo che la decisione impugnata sia annullata
e la licenza edilizia sia respinta. Inoltre, esse hanno chiesto che sia
accessoriamente esaminata la legittimità del piano delle zone,
segnatamente nell'area della particella di costruzione, e che sia accertato
che le zone edificabili devono essere significativamente ridotte e che la
particella di costruzione deve essere mantenuta libera da edifici grandi. Il
Comune sia inoltre obbligato ad adeguare di conseguenza la
pianificazione locale. Inoltre, le ricorrenti hanno richiesto una perizia da
parte della Commissione federale per la protezione della natura e del
paesaggio (CFNP) o della Commissione federale dei monumenti storici
(CFMS).
7. Nella presa di posizione del 25 febbraio 2021 E._ (qui di seguito:
convocato) ha chiesto che non si entri nel merito del ricorso,
eventualmente che esso sia respinto.
8. Il Comune di D._ (qui di seguito: convenuto) con presa di posizione
del 1° marzo 2021 ha chiesto che per quanto ricevibile il ricorso venga
respinto.
9. Nella replica del 19 aprile 2021 risp. dupliche del 25 maggio 2021 e del 26
maggio 2021 le ricorrenti risp. il convocato e il convenuto si sono
riconfermati nei loro petiti e hanno approfondito le proprie argomentazioni.
10. Nell'ulteriore scritto del 9 luglio 2021 le ricorrenti hanno inoltrato delle
osservazioni sulla questione della protezione delle acque in vista del
sopralluogo.
11. Il 23 luglio 2021 e il 2 agosto 2021 il convenuto e il convocato hanno preso
posizione sulle osservazioni delle ricorrenti del 9 luglio 2021.
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12. Su richiesta dell'11 febbraio 2022 del Giudice istruttore, il 16 marzo 2022
l'Ufficio per la natura e l'ambiente dei Grigioni (UNA) si è espresso in
merito al cosiddetto "M._", ovvero al canale risp. potenziale corso
d'acqua che scorre lungo il confine ovest della particella di costruzione n.
F._, concludendo che in base agli atti a disposizione non era in grado
di valutare in modo definitivo se si trattasse di un corso d'acqua
superficiale ai sensi della legislazione sulla protezione delle acque.
13. Il 20 giugno 2022 si è svolto un sopralluogo presso la particella di
costruzione e il paese di G._ in presenza delle parti risp. dei loro
rappresentanti. Le ricorrenti, il convenuto e il convocato hanno inoltrato le
proprie osservazioni al protocollo sul sopralluogo con scritti del 15
settembre 2022 risp. 26 settembre 2022.
14. Su richiesta delle ricorrenti in occasione del sopralluogo, con decreto del
23 giugno 2022 il Giudice istruttore ha interpellato l'Ufficio per lo sviluppo
del territorio dei Grigioni (UST) in merito alla proposta del Comune
convenuto di ridimensionamento dell'insediamento del paese di G._.
15. Con scritto del 28 luglio 2022 l'UST ha risposto di rinunciare a una presa
di posizione, affermando in special modo che, secondo quanto ad esso
noto, i lavori di pianificazione per la revisione totale della pianificazione
locale del Comune convenuto sarebbero ancora in svolgimento e che
presso di esso risp. il Cantone non sarebbe pendente alcuna procedura in
merito. Inoltre, l'UST non avrebbe la competenza di pregiudicare la
decisione d'autorizzazione della pianificazione spettante al Governo.

Considerations:
II. Considerando in diritto:
1.1. Oggetto d'impugnazione è la decisione del 16 novembre 2020 con cui il
convenuto ha rilasciato al convocato la licenza edilizia per la costruzione
di una nuova casa unifamiliare (primaria) sul fondo n. F._ a G._
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e con cui ha respinto le opposizioni. La competenza di questo Tribunale è
data (cfr. art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa
[LGA; CSC 370.100]). La tempestività (art. 52 cpv. 1 LGA) nonché la forma
(art. 38 LGA) del ricorso sono rispettate.
1.2. Il convocato eccepisce la tempestività dell'opposizione delle ricorrenti, le
quali non avrebbero dimostrato di averla consegnata al convenuto entro il
termine di scadenza. Questa censura è infondata, dacché, come indicato
nella prima pagina della decisione impugnata, essa è stata consegnata
alla cancelleria comunale il 6 agosto 2020, ovvero entro il termine di 20
giorni dalla pubblicazione (art. 45 cpv. 1 dell'Ordinanza sulla pianificazione
territoriale del Cantone dei Grigioni [OPTC; CSC 801.110]), come da
apposito timbro apportato alla busta (cfr. doc. 13 ricorrenti). Inoltre,
contrariamente all'obiezione del convocato, l'opposizione scritta, firmata e
motivata delle ricorrenti ottempera ai requisiti formali (art. 92 cpv. 2 prima
frase della Legge sula pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni
[LPTC; CSC 801.100] secondo cui è richiesta un'opposizione scritta e
motivata).
1.3. Il convocato contesta inoltre la legittimazione a ricorrere delle ricorrenti. A
suo avviso, non sussisterebbe alcun caso d'adempimento dei compiti della
Confederazione ai sensi dell'art. 2 della Legge federale sulla protezione
della natura e del paesaggio (LPN; RS 451).
1.3.1. Indiscusso è che le ricorrenti rientrano tra le organizzazioni legittimate al
ricorso nell'ambito della protezione della natura e del paesaggio giusta
l'art. 12 LPN e l'allegato dell'Ordinanza che designa le organizzazioni di
protezione dell’ambiente nonché di protezione della natura e del
paesaggio legittimate a ricorrere (ODO; RS 814.076). Secondo costante
giurisprudenza, il ricorso di queste associazioni è tuttavia soltanto
ammissibile nella misura in cui l'oggetto del litigio si fonda su un compito
della Confederazione secondo gli artt. 78 cpv. 2 della Costituzione
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federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101) e 2 LPN (cfr. STF
1C_281/2013, 1C_540/2013 consid. 1.2; DTF 139 II 271 consid. 3.)
1.3.2. La giurisprudenza federale ha finora lasciato aperta la questione se il
rilascio di una zona di pianificazione al fine di ridimensionare le zone
edificabili e quindi attuare l'art. 15 della Legge federale sulla pianificazione
del territorio (LPT; RS 700) costituisca un compito della Confederazione
(cfr. STF 1C_241/2021 consid. 5.4). È stato invece affermato il diritto delle
organizzazioni di richiedere un esame accessorio della pianificazione in
una procedura edilizia per quanto sia in discussione un compito della
Confederazione. Ciò sembra essere il caso riguardo all'art. 15 LPT
(ridimensionamento delle zone edificabili) (cfr. STF 1C_161/2019 consid.
3.2; si noti per inciso che al consid. 5.4 della più recente STF 1C_241/2021
il Tribunale federale si è limitato a constatare che nella decisione
1C_598/2019 consid. 1.3 questa questione era stata lasciata aperta). Di
conseguenza, la legittimazione delle organizzazioni deve verosimilmente
essere affermata anche nel caso in cui, come in quello di specie, è stata
emanata una zona di pianificazione e le ricorrenti chiedono il rispetto
dell'art. 15 LPT. Il Tribunale federale ha lasciato aperta anche questa
questione (v. STF 1C_241/2021 consid. 5.4). In questa sede non occorre
tuttavia chiarire questa questione, dacché la legittimazione delle ricorrenti
può essere affermata per il motivo esposto qui di seguito.
1.3.3. Le ricorrenti sostengono che il "M._" che scorre lungo il confine ovest
della particella di costruzione n. F._ sia un corso d'acqua superficiale
ai sensi della Legge federale sulla protezione delle acque (LPAc; RS
814.20).
1.3.3.1. Giusta l'art. 1 cpv. 1 delle Disposizioni transitorie della modifica del 4
maggio 2011 dell'Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS
814.201) i Cantoni determinano entro il 31 dicembre 2018 lo spazio
riservato alle acque conformemente agli artt. 41a e 41b OPAc. Nel comune
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convenuto non è ancora stato determinato lo spazio riservato alle acque.
In questa procedura il Tribunale non può quindi pregiudicare l'esito della
procedura amministrativa relativa alla designazione delle acque. Il
Tribunale deve però verificare se esiste perlomeno un potenziale corso
d'acqua sottostante alle Disposizioni transitorie della modifica del 4
maggio 2011 OPAc. Pertanto, qui di seguito si entrerà sommariamente nel
merito dei requisiti per la definizione di un corso d'acqua (superficiale).
1.3.3.2. Secondo la definizione di cui all'art. 4 lett. a LPAc sono acque superficiali
l’acqua, l’alveo, con fondali e scarpate, compresi i loro insediamenti
animali e vegetali.
Il criterio centrale per la determinazione di un corso d'acqua è il
collegamento diretto con il ciclo dell'acqua. La qualificazione quale corso
d'acqua non richiede che nell'alveo scorra costantemente dell'acqua.
Restano esclusi i corpi d'acqua di minima estensione o che si accumulano
raramente, p. es. solo in condizioni climatiche eccezionali. Non ha
rilevanza il modo in cui l'acqua giunge all'alveo (che sia direttamente dal
suolo o solo dopo infiltrazione) e quali caratteristiche aveva prima di
entrare nell'alveo (cfr. THURNHERR in: Hettich/Jansen/Norer [ed.],
commentario LPAc, 2016, art. 2 n. 9 seg., art. 4 n. 3-5). La grandezza del
corso d'acqua non ha parimenti importanza. Inoltre, anche i corsi d'acqua
artificiali (come ad es. canali d'irrigazione e di drenaggio) rientrano nello
spazio riservato alle acque ai sensi di legge (cfr. THURNHERR, op. cit., art.
36a LPAc n. 12 con riferimento a STF 1C_821/2013, 1C_825/2013 consid.
6.4.4). Tuttavia, se non vi si oppongono interessi preponderanti, è
possibile rinunciare a fissare lo spazio riservato alle acque segnatamente
se queste sono artificiali o molto piccole (art. 41a cpv. 5 lett. c seg. OPAc).
1.3.3.3. I "M._" del paese di G._ sono un'opera artificiale. Stando al
comune convenuto e all'architetto del convocato, essi servono
principalmente a convogliare l'acqua meteorica del paese. In periodi di
piena l'acqua viene confluita a valle mentre in periodi più secchi l'acqua
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può infiltrare nel terreno grazie alla costruzione in pietra. In occasione del
sopralluogo il responsabile dell'UNA, L._, ha sottolineato che già solo
per il fatto che il "M._", quale canale di scolo, trasporta l'acqua
piovana si tratterebbe di un corso d'acqua (parzialmente trasportante
acqua). Considerando poi che a monte scende dell'acqua, questo canale
sarebbe un ruscello trasportante acqua di una sorgente, e quindi anche in
tal senso un corso d'acqua (naturale). In occasione del sopralluogo si è
riscontrato che attorno al "M._" vi era una certa flora e fauna e che a
monte di esso scorreva dell'acqua, anche se in minima quantità. Irrilevante
è che il "M._" in quel momento era asciutto, dato che per la
qualificazione non è necessario che un corso d'acqua trasporti
costantemente acqua. In questa sede è perciò superfluo entrare nel
dettaglio della questione di eventuali prese d'acqua (private) dal
"M._".
Ne discende che il Tribunale quantomeno non può escludere che il
"M._" in discussione rientri nella legislazione della protezione delle
acque.
1.3.3.4. Secondo le Disposizioni transitorie della modifica del 4 maggio 2011 OPAc
finché lo spazio riservato alle acque non è determinato, le prescrizioni per
gli impianti di cui all'art. 41c cpvv. 1 e 2 si applicano ad ogni lato lungo le
acque in una fascia larga 8 metri in aggiunta alla larghezza del fondo
dell'alveo esistente, per i corsi d'acqua il cui fondo dell’alveo non supera i
12 metri di larghezza (lett. a). Pertanto, dal momento che non sono ancora
stati designati gli spazi riservati alle acque risp. non si è ancora rinunciato
(nell'ambito della determinazione degli spazi riservati alle acque) a fissare
uno spazio riservato alle acque, il seguente progetto necessita di un
permesso eccezionale ai sensi dell'art. 41c OPAc (cfr.
CAVIEZEL/GIOVANNINI, Rechtsgutachten Rechtsfragen und Spielräume im
Gewässerraum, 2017, pag. 23). Il rilascio di un permesso eccezionale
nell'ambito della protezione delle acque rappresenta un compito della
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Confederazione, per cui va concluso che le ricorrenti sono legittimate a
ricorrere. Nella ponderazione degli interessi nel quadro dell'art. 41c cpv. 1
OPAc l'ISOS è inoltre direttamente applicabile (cfr. DTF 143 II 77 consid.
3.1).
2. Controverso è se il progetto di costruzione è conforme al diritto.
3. Come visto nei considerandi precedenti, il progetto in discussione richiede
un permesso eccezionale sulle acque. Siccome questo non è stato chiesto
e ottenuto la decisione impugnata va annullata già per questo motivo.
4. Inoltre, il progetto in oggetto lede la norma edilizia comunale sull'aree
libere.
4.1. Secondo il Piano generale delle strutture (PGS) la parte a sud della
particella di costruzione si trova nell'"area libera". Giusta l'art. 3.2 cpv. 4
lett. a della Legge edilizia comunale per G._ (LE) l'area libera serve
a proteggere la struttura dell'abitato all'interno delle zone edificabili.
Queste superfici possono essere utilizzate quale orti e giardini. La
realizzazione di piccole costruzioni come legnaie, pollai, conigliere e simili
è possibile fino ad una superficie di base di 18 m2 e un'altezza massima
di 2.50 m purché sia garantito un buon inserimento nel quartiere. Abitazioni
e costruzioni per altre attività non sono invece ammesse. Costruzioni
sotterranee senza nessuna apparizione esteriore dal terreno esistente
possono venir costruite.
4.2. Come constatato durante il sopralluogo, l'entrata del garage sotterraneo
previsto nella parte sud della particella di costruzione e dunque nell'area
libera sporge dal terreno esistente – che in base al chiaro testo di suddetta
norma è il terreno determinante (configurazione naturale) al momento
dell'inoltro della domanda di costruzione e non può essere il terreno
sistemato in seguito alla costruzione del garage (cfr. anche n. 1.1 e 2.4
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cpv. 2 commentario CIAE) –, violando così suddetta disposizione sull'area
libera. La decisione impugnata va quindi annullata anche per questo
motivo.
5. Nel Comune convenuto è stata emanata una zona di pianificazione con i
seguenti obiettivi:
"a) Esame della riduzione delle zone edificabili (soprattutto zone residenziali, miste e
centrali) in conformità alle prescrizioni dell'art. 15 cpv. 1 e 2 della legge federale sulla
pianificazione del territorio (LPT) nonché del Piano direttore cantonale, sezione
Insediamento del 20 marzo 2018 (PDC-I).
b) Attuazione delle ulteriori prescrizioni dell'art. 15 LPT nonché del PDC-I, in particolare
in merito alla promozione di uno sviluppo edilizio di qualità rivolto verso l'interno e alla
promozione del rinnovo degli insediamenti (PDC-I, capitolo 5.1.2, Indicazioni
attuative)."
Il Comune convenuto conta tra i comuni con zone RMC
sovradimensionate.
5.1. Secondo le ricorrenti, la particella di costruzione entrerebbe in
considerazione per un dezonamento poiché si trova al limite del paese e
poiché secondo l'ISOS questa andrebbe mantenuta (completamente)
quale area libera.
5.2. La questione se il rilascio della licenza edilizia in oggetto contravvenga allo
scopo di riduzione delle zone edificabili o renda difficile il raggiungimento
di questo scopo (cfr. a tal proposito STF 1C_650/2020 consid. 3.6.3,
1C_249/2021 consid. 2.5.4.) può essere lasciata aperta, siccome il ricorso
va accolto già per i motivi suesposti.
6. Visto che il ricorso va accolto per altri motivi (mancanza di un permesso
eccezionale ai sensi della legislazione sulla protezione delle acque,
violazione della norma edilizia comunale sulle aree libere) diventano
superflue delle considerazioni sulle ulteriori censure delle ricorrenti,
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segnatamente sulla protezione dell'insediamento e il rispetto dell'ISOS
nonché sull'inserimento nel paesaggio del progetto in discussione.
7. Ne discende che il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata.
8.1. I cosi processuali per la presente procedura, composti da una tassa di
Stato fissata a CHF 3'000.00 e spese di cancelleria, sono quindi addossati
in ragione di metà ciascuno al convenuto e al convocato soccombenti in
causa (art. 73 cpv. 1 LGA).
8.2. Il convenuto e il convocato devono inoltre rifondere alle ricorrenti le spese
ripetibili (art. 78 cpv. 1 LGA). Nella nota d'onorario del 15 settembre 2022
il patrocinatore delle ricorrenti fa valere un importo totale di
CHF 14'050.76. Al riguardo va notato che non possono essere
riconosciute le "ulteriori spese" di CHF 201.50 verosimilmente dovute al
pernottamento a G._ perché non necessario. Il patrocinatore ha
inoltre fatturato 11 ore di dispendio dovuto al sopralluogo. Considerate ca.
4 ore di viaggio (di andata e ritorno) e ca. 2.5 ore di sopralluogo, le restanti
4.5 ore per la preparazione e la discussione del sopralluogo appaiono
eccessive. Per il sopralluogo, si giustifica pertanto una riduzione a un
totale di 8 ore. Dalle complessive 45.5833 ore registrate vanno dunque
dedotte 3 ore. Infine, una delle ricorrenti ha la partita IVA. Potendo questa
dedurre l'imposta precedente, l'IVA va dunque ridotta della metà. Ne
discende un indennizzo a titolo di ripetibili per le ricorrenti pari all'importo
di CHF 12'472.80 (CHF 11'497.49 [onorario {42.5833 h à CHF 270.00}] +
CHF 344.92 [importo forfettario per piccole spese {3 % dell'onorario}] +
CHF 168.00 [spese di viaggio] = CHF 12'010.41 [importo senza IVA] x
1.0385 [1/2 IVA del 7.7 %]).
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