Decision ID: 3784eeaa-8597-5ace-b6bb-107d9082ca81
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 30 settembre 1996 l’avv. _ ha convenuto in giudizio _ al fine di ottenere il pagamento di fr. 3’214.70 a saldo della propria nota professionale del 23 febbraio 1994 (doc. A);
che con il querelato giudizio il primo giudice, giudicando sulla base della documentazione prodotta dall’istante, ha accolto la sua domanda avendo quest’ultimo sufficientemente comprovato la sussistenza e la consistenza del suo credito, rimasto incontestato dal convenuto che non ha presenziato al contraddittorio;
che con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con decreto 30 dicembre 1996 del presidente di questa Camera, _ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC; il ricorrente rimprovera al primo giudice una valutazione manifestamente erronea degli atti di causa, in particolare per aver ritenuto provata la conclusione di un contratto di mandato tra le parti, contratto che le prove documentali evidenziano essersi perfezionato tra l’istante e _, società per la quale egli ha semplicemente funto da rappresentante;
che con osservazioni 12 febbraio 1997, dalle quali deve essere estromessa la procura 23 aprile 1993 (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), la controparte postula la reiezione del gravame;
che giusta l’art. 327 lett. g CPC, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove;
che secondo dottrina e giurisprudenza è arbitrario ciò che è manifestamente insostenibile, contrario alla logica ed in palese contrasto con gli atti, non è pertanto arbitraria la valutazione del giudice che sia giustificabile e si possa sostenere alla luce di un comune criterio di ragione seppure sia dubbia o opinabile (
Rep
1983 9, 1989 158;
DTF
109 II 171, 113 Ia 20, 114 Ia 27, 116 Ia 88 consid. 2b, 119 Ia 32 consid. 3);
che nella concreta fattispecie le argomentazioni di fatto contenute nel ricorso non possono essere ritenute in quanto proposte per la prima volta in questa sede, quindi tardivamente (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC);
che l’assenza del ricorrente dall’udienza indetta per la discussione dell’istanza non è sanabile in questa sede, avendo egli formulato tardivamente la domanda di rinvio della stessa, in contrasto con quanto dispone l’art. 136 cpv. 1 CPC;
che quindi, in considerazione della mancata contestazione dell’istanza, il giudizio pretorile che ha concluso all’accoglimento della pretesa dell'istante sulla base della nota d’onorario 23 febbraio 1994 nonché della documentazione dallo stesso prodotta a comprova del conferimento da parte del convenuto di un mandato di patrocinio legale, mai contestato da quest’ultimo, deve essere confermato;
che infatti, le prove documentali prodotte dall’istante, in particolare gli scritti 11 e 30 marzo 1993 (doc. G e H) e 2 giugno 1993 (doc. F), evidenziano la conclusione di un contratto di mandato avente per oggetto la tutela degli interessi del convenuto in una vertenza che lo opponeva alla _ mentre poco importa che pure la ditta _ fosse coinvolta nella stessa vertenza;
che dallo scritto dell'avv. _ alla controparte (doc. N) risultano i crediti vantati non solo da _, ma anche -e in misura cospicua- da _ personalmente;
che alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, con il quale il ricorrente propone contestazioni tardive e non corrispondenti alla documentazione in atti, deve senz’altro essere respinto;
che le spese del presente giudizio seguono la soccombenza (art. 148 CPC)

Considerations: