Decision ID: 10fd7941-926e-406f-80f2-7c5983a92ce1
Year: 2009
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
Fatti:
A. Con ordine del 29 novembre 2007, il Ministero pubblico della Confederazio-
ne (di seguito: MPC) ha intimato all’avv. A.:
«il sequestro di 8 volumi di rubriche dei brevetti, meglio brevetti dal n. 1 al n. 2 così come descritti (pos. N° 1) nell’allegato inventario, requisiti dalla Polizia  federale il 27 novembre 2007 presso il domicilio notarile dell’Avv. A.»;
B. Dissentendo da tale decisione, il 5 dicembre 2007 l’avv. A. è insorta, per il tramite del suo rappresentante, dinanzi alla I Corte dei reclami penali  la revoca del sequestro in oggetto.
C. Con osservazioni del 24 dicembre 2007, il MPC propone la reiezione del re-
clamo chiedendo, altresì, la levata dei sigilli.
Con replica del 16 gennaio 2008, la reclamante ribadisce la sua richiesta d’annullamento del sequestro ordinato ed aderisce alla domanda di levata dei sigilli formulata dal MPC.
D. Le argomentazioni di fatto e di diritto esposte dalle parti saranno riprese, per
quanto necessario, nei considerandi di diritto.

Considerations:
Diritto:
1. 1.1 Giusta l’art. 105bis cpv. 2 PP, gli atti e le omissioni del procuratore generale
della Confederazione possono essere impugnati con reclamo dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale in applicazione delle prescrizioni procedurali di cui agli art. 214-219 PP.
1.2 La I Corte dei reclami penali esamina d’ufficio e con pieno potere cognitivo la
ricevibilità dei reclami che le sono sottoposti (DTF 132 I 140, 142 consid. 1.1; 131 I 153, 156 consid. 1; 131 II 571, 573 consid. 1).
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2. 2.1 Preliminarmente, giova rilevare che la legge prevede due tipi di perquisizio-
ne: quella domiciliare (art. 67 PP), che serve a rintracciare e sequestrare  che possono servire quali elementi di prova o valori che potrebbero  oggetto di confisca, e la perquisizione di carte (art. 69 PP). Se non è possibile fare opposizione nei confronti della prima, per contro il detentore delle carte si può opporre alla seconda. In caso d’opposizione all’ totale o parziale dei documenti requisiti agli atti di procedura, gli  saranno suggellati e posti in luogo sicuro. (TPF 2006 307; PIQUEREZ,  de procédure pénale suisse, 2° ediz., Ginevra, Zurigo, Basilea 2006, n. 907 e 908).
2.2 L’apposizione dei sigilli ed il deposito in luogo sicuro non costituiscono delle
misure coercitive suscettibili di reclamo, la perquisizione delle carte potendo intervenire unicamente nel momento in cui è possibile prendere conoscenza delle carte, ossia dopo la levata dei sigilli (TPF 2006 307 consid. 1.2; DTF 119 IV 326 consid. 7b; 109 IV 153 consid. 1). Prima di tale operazione i  in questione non risultano individualizzati e non possono, pertanto, essere oggetto di alcun ordine di sequestro (TPF BB.2007.48 del 30 luglio 2007). Peraltro, il sequestro diventa effettivo solo quando l’autorità , una volta levati i sigilli, ha proceduto alla cernita dei documenti ed ha  quali conservare in quanto pertinenti per l’inchiesta. Unicamente allora il proprietario delle carte sequestrate o il terzo sequestratario disporranno della facoltà di interporre reclamo contro tale misura (TPF 2006 307 consid. 2.1).
3.
3.1 In casu, la reclamante si è opposta, invocando il rispetto del segreto , all’esame delle carte requisite presso il suo domicilio notarile. Di conseguenza, gli 8 volumi di rubriche dei brevetti sono stati posti sotto sigillo ed in luogo sicuro (v. act. 1.1 pag. 2 e l’inventario del 28 novembre 2007  a quest’ultimo).
3.2 Premesso quanto sopra, al momento dell’inoltro del presente reclamo non
era ancora stata chiesta la levata dei sigilli e, pertanto, le carte requisite non potevano essere né consultate né cernite. Come precedentemente esposto (v. consid. 2 supra), la messa sotto sigillo ed il deposito in luogo sicuro a  dell’opposizione, da parte del detentore delle carte, non costituiscono misure coercitive suscettibili di reclamo. Trattandosi di documenti, si può in effetti parlare di perquisizione unicamente allorquando si può prendere  delle carte tramite la loro lettura. La levata dei sigilli non essendo ancora intervenuta a quel momento della procedura, le carte in questione non potevano essere oggetto di un ordine di sequestro.
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3.3 Ne discende, che l’ordine di sequestro del 29 novembre 2007 qui impugnato va annullato. In effetti, nonostante la pronuncia di un tale ordine appaia  e necessaria nell’ambito di una procedura di levata dei sigilli, la stessa risulta prematura all’attuale stadio della procedura.
4. Giova comunque rilevare, che l’annullamento del qui impugnato ordine di sequestro non pregiudica in alcun modo lo statuto giuridico dei documenti requisiti e posti sotto sigillo. Gli stessi restano, infatti, suggellati in attesa dell’evasione, nell’ambito di una procedura separata, della richiesta di levata dei sigilli formulata dal MPC.
5. Conformemente all’art. 66 cpv. 1 LTF, applicabile in virtù dell’art. 245 PP, le spese giudiziarie sono, di regola, addossate alla parte soccombente. Se le circostanze lo giustificano, il tribunale può ripartire in modo diverso o  ad addossarle alle parti. Visto l’esito della procedura, si rinuncia a  la tassa di giustizia (art. 66 cpv. 4 LTF). Quale parte soccombente, il MPC è tenuto a risarcire alla reclamante le spese necessarie causate dalla controversia (art. 68 cpv. 2 LTF). In concreto, tenuto conto del presumibile e necessario dispendio causato dalla presente procedura, viene assegnata  reclamante un’indennità forfetaria (IVA inclusa) di fr. 1'000.-- a titolo di spese ripetibili, da porre a carico del MPC.
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