Decision ID: 5bc0b2e7-72df-5053-9e58-dea164bc8f25
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con istanza 30 ottobre 1997 la ditta _ ha convenuto in giudizio _ al fine di ottenere il pagamento di fr. 951.– corrispondenti al valore di un forno a microonde marca Bauknecht. L’oggetto in questione sarebbe stato consegnato al convenuto sulla base di un contratto di locazione dallo stesso sottoscritto il 28 ottobre 1994 per conto _ di _. Causa il mancato pagamento delle rate scadute, l’istante ha disdetto il contratto rivendicando il pagamento dell’intero prezzo dell’oggetto locato oltre alle spese sopportate a dipendenza della mora del locatario.
2.
Con il querelato giudizio il primo giudice ha accolto l’istanza ritenendo sufficientemente comprovato il credito di parte istante, rimasto incontestato dal convenuto che non ha presenziato al contraddittorio.
3.
Con il presente tempestivo gravame _ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare per aver ritenuto provata la pretesa di parte istante.
Al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).
5.
L’art. 8 CC impone a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto l’obbligo di provare detta circostanza.
In conseguenza di questa norma fondamentale, la mancanza della prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi pretende l’esistenza del diritto (
Kummer
, Berner Kommentar, n. 20 ad art. 8 CC). Questa regola di carattere generale si applica indifferentemente nel caso di presenza e di contestazione, come nel caso di assenza dal processo della parte convenuta: anche in questo caso –che corrisponde alla fattispecie in esame– il giudice procede nella lite in base all’istanza e alle prove addotte (art. 295 CPC).
In quest’ottica spettava quindi all’istante provare di essere creditrice nei confronti dell’istante dell’importo rivendicato.
Contrariamente a quanto concluso dal primo giudice, dalle emergenze processuali non risulta che debitore dell’importo litigioso sia il convenuto. Al contrario, dalle stesse si evince che partner contrattuale della ditta istante era bensì il _ di _ al quale è intestato il contratto di locazione (doc. A) e la disdetta del medesimo (doc. C), rispettivamente il signor _ al quale è intestata la fattura 10 aprile 1997 (doc. D). Nessun documento, in particolare nessuna richiesta di pagamento, risulta invece essere indirizzata al convenuto se non il PE e l’istanza: questi non costituiscono tuttavia mezzo di prova poiché emanano esclusivamente dalla parte procedente. Ne discende che la pretesa di parte istante, siccome non comprovata -quantomeno non nei confronti di _ - deve essere respinta.
6.
Il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve quindi essere accolto con il carico delle tasse, spese di giustizia e ripetibili alla parte soccombente (art. 148 CPC).
Accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera deve decidere il merito della controversia.

Considerations: