Decision ID: e9051610-b02a-57c1-9508-eba865fb47fc
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
L’interessato, asserito cittadino srilankese, ha presentato una domanda
d’asilo in Svizzera il (...) gennaio 2020 (cfr. atto della Segreteria di Stato
della migrazione [di seguito: SEM] n. [...]-1/2). Il (...), egli ha sottoscritto la
relativa procura di rappresentanza legale (cfr. atto SEM n. [...]-9/1).
B.
Nel corso dell’audizione sul rilevamento dei dati personali del
(...) gennaio 2020 (cfr. atto SEM n. [...]-10/8; di seguito: verbale 1), il ri-
chiedente asilo ha in particolare dichiarato di essere di etnia tamil, di reli-
gione induista, con ultimo domicilio nel Paese d’origine a B._ (si-
tuato nel distretto di C._, nella Provincia D._), nonché di es-
sere espatriato dallo Sri Lanka il (...) 2019, entrando in E._ quale
primo paese dell’Unione europea nel (...) del 2019.
C.
Sentito in particolare riguardo al suo stato di salute durante il colloquio Du-
blino del (...) gennaio 2020, egli ha riferito di godere di buona salute (cfr.
atto SEM n. [...]-12/1). Nello stesso contesto, la SEM ha invitato l’interes-
sato ad inoltrare, entro dieci giorni, i documenti attestanti la sua identità e
la sua origine.
D.
Il (...) maggio 2020 (cfr. atto SEM n. [...]-19/9; di seguito: verbale 2), rispet-
tivamente l’(...) giugno 2020 (cfr. atto SEM n. [...]-21/8; di seguito: verbale
3), il richiedente è stato questionato segnatamente in merito ai suoi motivi
d’asilo.
Nel corso delle succitate audizioni egli ha dichiarato, in sostanza e per
quanto qui di rilievo, di essere espatriato dal suo Paese d’origine, a causa
di problematiche avute con appartenenti al gruppo di F._, anche
detto (...) (abbreviazione per: “[...]”) e con altri individui ignoti. Invero, suo
fratello G._ ed il cugino H._, sarebbero stati membri e so-
stenitori delle LTTE (acronimo in inglese per: “Liberation Tigers of Tamil
Eelam”), come pure dal (...) al (...) avrebbero fatto parte del gruppo di
F._ (cfr. verbale 3, D7, pag. 2), rispettivamente soltanto il cugino
H._ (cfr. verbale 2, D33, pag. 5). A seguito dell’espatrio dei precitati
in I._, nel (...), delle persone avrebbero continuato a ricercarli al
domicilio parentale ed a minacciare l’interessato ed i suoi famigliari. Per
questo motivo i suoi genitori, lo avrebbero fatto trasferire presso una zia
(...) a J._, assieme al fratello minore K._., a partire dal (...).
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Durante tale soggiorno, egli avrebbe appreso dal cugino la professione di
(...). Dopo il cambio di Governo, pensando che la situazione si fosse tran-
quillizzata, il (...) l’interessato ed il fratello K._. avrebbero fatto rien-
tro al domicilio parentale. Tuttavia a partire dal secondo mese di rientro a
casa, le visite delle persone ignote sarebbero riprese. La sera del (...),
mentre rincasava, il richiedente sarebbe stato fermato da un gruppo di per-
sone affiliate dell’organizzazione di F._, gli avrebbero chiesto dove
fossero il fratello G._ ed il cugino H._ e ove gli stessi aves-
sero nascosto le armi. Alle sue risposte negative, lo avrebbero minacciato
di ucciderlo la prossima volta, se egli non avesse ottemperato alle loro ri-
chieste. Il giorno seguente, egli avrebbe sporto denuncia in polizia per
l’evento precitato. In seguito all’apertura della sua (...) nel (...) a L._
(nel distretto di M._), anche lì si sarebbero presentate svariate volte
delle persone appartenenti al gruppo di F._, questionandolo e mi-
nacciandolo in merito a dove si trovassero le armi, in alcune occasioni an-
che picchiandolo, nonché sottraendogli soldi e (...) dal (...). La sera del
(...), mentre stava rincasando, vicino all’abitazione parentale sarebbe stato
nuovamente fermato da alcune persone. In tale frangente esse lo avreb-
bero malmenato e ferito, minacciandolo nuovamente di ucciderlo se egli
non avesse loro rivelato dove erano nascoste le armi e dove si trovassero
il fratello (cfr. verbale 3, D7, pag. 3), rispettivamente anche il cugino (cfr.
verbale 2, D33, pag. 6). Egli sarebbe svenuto, svegliandosi soltanto più
tardi in ospedale, dove vi sarebbe rimasto unicamente due giorni. Per ti-
more che i suoi persecutori potessero ritrovarlo, avrebbe difatti lasciato an-
zitempo l’ospedale dove era ricoverato, rifugiandosi dal (...) sino al (...) nel
suo (...) (cfr. verbale 2, D7, pag. 3 e verbale 3, D7, pag. 3), rispettivamente
nascondendosi a casa di una vicina alla sua (...) (cfr. verbale 2, D33,
pag. 6), e provvedendo alla vendita dei suoi (...) ad un (...) di M._.
In seguito, sarebbe partito per N._ per due mesi, dove avrebbe sog-
giornato presso un parente. In tale periodo, alcuni individui del gruppo di
F._ si sarebbero presentati a casa dei suoi genitori per chiedere di
lui. Al che il padre avrebbe deciso di portare il fratello K._. presso
una zia a O._, dove soggiornerebbero tutt’ora. Dal (...) sino al (...),
si sarebbe infine trasferito presso il passatore, prima di lasciare lo Sri Lanka
con quest’ultimo, partendo via aerea da P._, munito del suo passa-
porto originale, in direzione dapprima dell’Q._, poi dell’R._.
Egli ha inoltre riferito di non avere mai avuto alcun contatto diretto con le
LTTE, né sarebbe mai stato arrestato o parte ad alcuna procedura giudi-
ziaria, come neppure iscritto ad alcun partito nel suo Paese d’origine. Al-
tresì, la sua attività della (...) sarebbe cessata (cfr. verbale 2, D55, pag. 8),
e tutt’ora i suoi genitori, il fratello K._. ed una sorella, per timore non
vivrebbero presso la casa parentale, ma situati presso parenti, mentre che
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il fratello G._ si troverebbe in I._, come pure un ulteriore fra-
tello in S._. Infine con un altro fratello T._, che avrebbe pure
fatto parte delle LTTE in passato, avrebbe perso i contatti già dall’anno (...)
(cfr. verbale 2, D16 seg., pag. 4). In caso di rientro in patria, egli temerebbe
di essere ucciso dai suoi persecutori (cfr. verbale 2, D52, pag. 7; verbale
3, D48, pag. 7).
A supporto della sua domanda d’asilo, l’interessato ha presentato l’origi-
nale della sua carta d’identità (cfr. atto SEM n. [...]-14/3 e
verbale 2, D26, pag. 5); la denuncia presentata in polizia del
(...) in lingua straniera, il certificato di registrazione della (...) datato (...),
copia dell’attestato di detenzione del cugino H._ del (...) in lingua
inglese, copia della convocazione del (...) per il fratello G._ del (...)
in lingua straniera, nonché tre fotografie inerenti le ferite riportate dall’inte-
ressato e la sua ospedalizzazione (cfr. atto SEM n. [...]-15/-, mezzi di prova
dal n. 1 al n. 5).
E.
Tramite il parere del (...) giugno 2020, l’interessato ha formulato le sue os-
servazioni (cfr. atto SEM n. 1059697-23/2) in relazione al progetto di deci-
sione del (...) giugno 2020 dell’autorità inferiore (cfr. atto SEM n. [...]-22/9).
F.
Con decisione del 19 giugno 2020, notificata il medesimo giorno (cfr. atto
SEM n. [...]-25/1) – sempre alla data precitata, l’interessato ha peraltro sot-
toscritto la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza le-
gale (cfr. atto SEM n. [...]-26/1) – la Segreteria di Stato della migrazione,
non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richiedente, ha respinto la sua
domanda d’asilo, pronunciando nel contempo il suo allontanamento dalla
Svizzera e l’esecuzione dello stesso provvedimento, siccome ammissibile,
ragionevolmente esigibile e possibile.
G.
Con plico raccomandato del 20 luglio 2020 (cfr. risultanze processuali), il
ricorrente è insorto avverso la summenzionata decisione dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), concludendo in via
principale all’annullamento della decisione impugnata, al riconoscimento
della qualità di rifugiato ed alla concessione dell’asilo; in primo subordine
al rinvio degli atti alla SEM per una nuova valutazione; ed in secondo su-
bordine alla concessione dell’ammissione provvisoria per inesigibilità
dell’esecuzione dell’allontanamento. Altresì, egli ha presentato istanza
d’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle
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spese processuali e del relativo anticipo; il tutto con protesta di spese e
ripetibili.
Con il ricorso, l’insorgente ha prodotto una chiavetta USB, contenente tre
sequenze video (datate [...]), come pure un’istantanea, dove si vede un
esterno con l’insegna “(...)”.
H.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi).
Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 dell’Ordinanza
sui provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione al coronavirus del
1° aprile 2020 [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318]) contro una deci-
sione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il
ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1
lett. a–c e 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),
e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi
dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né
dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della
decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1
consid. 2).
3.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
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conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a
cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
4.
4.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ritiene innanzitutto che le
dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di procedura, siano inve-
rosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. Invero, le sue allegazioni in merito alle per-
secuzioni subite, sarebbero vaghe e stereotipate, sia attinente i numeri
d’incontri avuti con i suoi persecutori – dei quali avrebbe pure rilasciato
delle asserzioni contraddittorie – sia concernente l’identità degli stessi. Fu-
moso sarebbe stato anche nell’indicare il numero dei suoi aguzzini. Egli
avrebbe pure rilasciato delle allegazioni contrarie alla logica dell’agire.
Neppure i mezzi di prova da lui presentati sarebbero atti a sostenere i suoi
motivi d’asilo. Proseguendo nell’analisi, la SEM ritiene che non vi siano nel
caso di specie dei fattori di rischio legati al ricorrente o all’elezione presi-
denziale avvenuta in Sri Lanka il 19 novembre 2019, dai quali si potrebbe
dedurre che egli possa essere esposto, in un futuro prossimo e secondo
un’alta probabilità, a dei seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi in caso di un
suo ritorno in patria. Per il resto, in assenza di nuovi elementi apportati con
il parere del (...) giugno 2020, l’autorità inferiore ha mantenuto le predette
conclusioni.
4.2 Nel suo gravame, il ricorrente ritiene in sunto che le sue allegazioni
debbano essere ritenute verosimili, e passa dapprima in rassegna, conte-
standole, le diverse supposte incoerenze, vaghezze ed illogicità presenti
nel suo racconto e rilevate dalla SEM nel provvedimento sindacato. Prose-
guendo, egli segnala che recentemente i suoi persecutori sarebbero nuo-
vamente arrivati a cercarlo nel suo (...), che sarebbe gestito ora da altre
persone. In tal senso egli avrebbe prodotto il video che i (...) del (...) avreb-
bero fatto pervenire ai suoi genitori, e da questi ultimi trasmesso all’interes-
sato. Nello stesso si vedrebbero degli agenti di polizia all’interno del (...)
che sarebbero venuti a chiedere di lui. Tali poliziotti sarebbero collusi con
il gruppo che lo perseguiterebbe. A mente sua, inoltre, i mezzi di prova
presentati sarebbero pertinenti ed atti a dimostrare le problematiche da lui
incorse in patria.
5.
5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
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Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi
(art. 3 cpv. 1 LAsi).
5.2 Chiunque domanda asilo deve provare o perlomeno rendere verosimile
la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). La qualità di rifugiato è resa
verosimile quando l’autorità la ritiene data con una probabilità preponde-
rante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che,
su punti importanti, sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corri-
spondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi
o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurisprudenza in
materia invalsa, si ritiene di poter rinviare senz’altro alla stessa per ulteriori
dettagli (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata).
6.
Il Tribunale ritiene che l’insorgente non ha presentato argomenti o prove
suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui
all’impugnata decisione. Le sue allegazioni motivanti l’espatrio, nel loro
complesso, si esauriscono infatti in affermazioni contraddittorie, inconsi-
stenti ed illogiche.
6.1 L’insorgente ha rilasciato delle dichiarazioni discrepanti riguardo diversi
punti chiave del suo racconto. A titolo meramente esemplificativo,
nel corso dell’audizione del (...) maggio 2020, egli ha sostenuto che il (...),
egli sarebbe stato fermato da un solo gruppo di persone, appartenenti
all’organizzazione di F._ (cfr. verbale 2, D33, pag. 6), allorché in-
vece nella successiva audizione, egli ha asserito che si trattassero di due
gruppi di persone, uno di cingalesi ed uno di tamil (cfr. verbale 3, D7,
pag. 3). Sempre concernente tale presunta aggressione, la sequenza degli
eventi narrati, appare essere incoerente tra le due audizioni. Invero, il ri-
corrente ha dapprima riportato che durante la precitata lo avrebbero colpito
con il calcio della pistola alla (...), in seguito la madre avrebbe sentito le
sue urla e sarebbe uscita di casa, mentre che lui sarebbe svenuto, ma dopo
che i suoi aggressori lo avrebbero minacciato di ucciderlo se non fossero
stati consegnati loro il fratello ed il cugino, cosicché al suo funerale avreb-
bero potuto catturarli (cfr. verbale 2, D33, pag. 6). Tuttavia, né di quest’ul-
tima minaccia da loro profferita, né del fatto che la madre sarebbe accorsa
alle sue urla, vi è traccia nella successiva audizione (cfr. verbale 3, D7,
pag. 3). Anzi, egli aggiunge un ulteriore dettaglio che non era stato presen-
tato nella prima versione, ovvero che egli avrebbe perso conoscenza a
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causa del colpo ricevuto con un casco di motocicletta (cfr. verbale 3, D7,
pag. 3). Ulteriore elemento discrepante, lo si rimarca nel fatto che egli ha
dapprima affermato che dopo essere fuggito dall’ospedale, si sarebbe rifu-
giato nel suo (...) per (...) giorni (cfr. verbale 2, D7, pag. 3), allorché poco
più avanti nella stessa audizione, e senza alcuna spiegazione, sostiene
invece che dopo l’ospedalizzazione si sarebbe nascosto presso una si-
gnora, vivente vicino alla sua (...) (cfr. verbale 2, D33, pag. 6). Circa la
medesima circostanza, nell’audizione successiva, il ricorrente è ritornato
nuovamente sulla prima versione resa, ovvero che egli avrebbe trovato ri-
paro presso il suo (...) (cfr. verbale 3, D7, pag. 3). Non da ultimo, quanto
da egli allegato soltanto nel gravame, ovvero che lui sarebbe pure ricercato
da appartenenti alle forze dell’ordine, in collusione con il gruppo che lo per-
seguiterebbe (cfr. p.to 3, pag. 4 del ricorso), stride fortemente con quanto
da egli affermato durante il corso di procedura. Invero, si tratta di nuove
allegazioni circa la natura dei suoi persecutori, in quanto mai asserito in
precedenza si trattasse pure di agenti di polizia – forza di polizia alla quale
peraltro l’insorgente stesso ha allegato di essersi rivolto il (...) per denun-
ciare i suoi presunti aggressori (cfr. verbale 3, D25 segg., pag. 5) –, ma
soltanto di appartenenti all’organizzazione F._ e ad un gruppo di
singalesi (cfr. verbale 3, D17 segg., pag. 4). Inoltre le stesse affermazioni
confutano anche palesemente la sua dichiarazione circa la cessazione
della sua attività rilasciata durante l’audizione del (...) maggio 2020 (cfr.
verbale 2, D55, pag. 8).
6.2 A ragione poi l’autorità inferiore ritiene nella decisione impugnata, che
egli abbia reso delle allegazioni troppo incerte e stereotipate riguardo ai
suoi aggressori, i quali sarebbero stati gli autori di svariati attacchi e mi-
nacce personali nei suoi confronti, protrattisi lungo diversi anni, ovvero dal
(...) sino al suo espatrio avvenuto nell’(...) del 2019 (cfr. verbale 1, p.to
5.01, pag. 5; verbale 2, D33, pag. 5 seg.; verbale 3, D16 segg., pag. 4). In
particolare egli ha unicamente riferito si trattasse di persone appartenenti
al gruppo di F._ e ad un gruppo di cingalesi, non riuscendo però a
dare ulteriori dettagli quanto alle stesse, e neppure al loro numero certo –
allegando si trattasse di (...) o (...) persone – (cfr. verbale 3, D20, pag. 4).
Neppure dell’unico individuo che egli avrebbe riconosciuto durante l’ag-
gressione del (...), è riuscito a fornire dei ragguagli concreti, a parte che
era un personaggio pubblico esponente del gruppo di F._, che egli
avrebbe pure visto su dei manifesti (cfr. verbale 2, D54, pag. 8; verbale 3,
D19, pag. 4). Tale fumosità nei predetti asserti, non risulta spiegabile nep-
pure con le allegazioni esposte nel ricorso dal ricorrente che, peraltro, rico-
nosce pure di essere stato impreciso nelle sue affermazioni (cfr. p.to 3,
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pag. 3 del ricorso). Invero, se veramente egli fosse stato vittima di perse-
cuzioni come quelle riportate, appare poco credibile che egli non riesca a
dare maggiori dettagli riguardo gli stessi, essendo che i medesimi gli avreb-
bero fatto spesso visita al domicilio ed anche al suo negozio. Inoltre, la sua
indolenza nel non avere ricercato durante tutti gli anni trascorsi maggiori
informazioni riguardo i suoi persecutori – anche presso il fratello
G._ ed il cugino H._ che avrebbe sentito telefonicamente
nel (...) in due o tre occasioni, come pure dal suo arrivo in Svizzera (cfr.
verbale 3, D12 seg., pag. 3 seg.) –, a parte aver sporto la supposta denun-
cia in polizia nel (...) (cfr. verbale 3, D25 segg., pag. 5), rende ancora meno
plausibili le sue affermazioni in merito alle vessazioni subite, anche conte-
nute nel gravame.
6.3 Per quanto attiene le diverse illogicità presenti nelle dichiarazioni
dell’insorgente, onde evitare inutili ripetizioni, si rimanda a quanto concluso
nella decisione avversata (cfr. art. 109 cpv. 3 della Legge sul Tribunale fe-
derale [LTF; RS 173.110], per rinvio dell’art. 4 PA) la quale risulta su tali
punti sufficientemente esplicita e motivata (cfr. p.to II/1, pag. 5 seg. della
predetta), non essendo gli argomenti ricorsuali, generici e privi di qualsivo-
glia ulteriore elemento concreto, atti a modificare le conclusioni di cui al
provvedimento sindacato.
6.4 Ad uguale conclusione della SEM, giunge poi il Tribunale riguardo ai
mezzi di prova presentati dal ricorrente, non essendo le disquisizioni me-
ramente interlocutorie presentate in merito con il ricorso e per la loro incon-
sistenza, atte a modificare la stessa in punto all’inverosimiglianza delle di-
chiarazioni rese dall’insorgente circa i suoi motivi d’asilo. Anzi, quanto pro-
dotto in sede ricorsuale dall’interessato stesso, a differenza di quanto da
egli addotto, rafforza semmai ancora maggiormente la convinzione circa
l’incredibilità dell’intera sua narrazione. Nelle tre sequenze video presenti
nella chiavetta USB prodotta con il ricorso, e datate (...), peraltro senza
audio, vi si vedono difatti due agenti che entrano tranquillamente in un (...)
e si accomodano su due sedie, dando le spalle al (...)/ai due (...) presenti,
guardando molto probabilmente la televisione (in quanto si vede soltanto
parzialmente la stessa) posta in alto nel medesimo (...). I due (...) presenti,
che guardano a tratti anche i loro telefoni, come pure loro la televisione,
non sembrano in alcun modo essere intimoriti dai due agenti presenti, i
quali durante quasi tutto il tempo rimangono seduti, a parte in un momento
ove uno di loro si alza e va verso la televisione indicando qualcosa, poi si
riaccomoda. Non è quindi ravvisabile in alcun momento in tali video come
gli stessi agenti fossero interessati in qualche modo al ricorrente. Anzi, il
fatto che la (...) sia tutt’ora aperta – di cui l’istantanea fotografica del (...)
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con l’insegna “(...)”, pure presente nella chiavetta USB summenzionata ne
è una prova – e perfettamente funzionante, confuta le allegazioni contrarie
rese dal ricorrente in merito, e già sopra rilevate (cfr. consid. 6.1). Appare
peraltro quantomeno strano che il ricorrente abbia prodotto dei video che
proverrebbero dalle telecamere poste nel suo (...) con tanta facilità, ma
che invece non sia riuscito ad entrare in possesso di alcuna sequenza vi-
deo inerente le presunte vessazioni subite durante svariati anni, anche
nella sua (...), da parte dei suoi persecutori.
6.5 Visto quanto precede, l’insieme delle dichiarazioni del richiedente non
risultano verosimili giusta l’art. 7 LAsi. Per il che, il ricorso in materia di
concessione dell’asilo non merita tutela e la decisione impugnata va in me-
rito a tale punto in questione confermata.
7.
7.1 Proseguendo nell’analisi, il ricorrente non può neppure vedersi ricono-
scere la qualità di rifugiato, all’esclusione della concessione dell’asilo, per
dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi), in ragione della sua
partenza dal paese d’origine (“Republikflucht”), come a ragione rilevato
dall’autorità inferiore nel provvedimento avversato. Invero, malgrado i cam-
biamenti politici recenti intervenuti in Sri Lanka, il ricorrente non ha mai
interessato la giustizia srilankese (cfr. verbale 2, D36 seg., pag. 6) da dover
essere registrato nella “Stop List” dalle autorità del suo Paese (cfr. sen-
tenza del Tribunale E-1866/2015 del 15 luglio 2016 [pubblicata quale sen-
tenza di riferimento], consid. 8.4.3 e consid. 8.5.2). Egli non appare nep-
pure essere una persona suscettibile di essere considerata dalle autorità
srilankesi, come dotata di una volontà e di una capacità di ravvivare il con-
flitto etnico nel suo Paese (cfr. sentenza di riferimento precitata, in partico-
lare consid. 8.5.3; cfr. anche tra le altre le sentenze del Tribunale
D-488/2019 del 25 marzo 2020 consid. 4, E-6653/2018 del 20 marzo 2020
consid. 4). Egli non ha difatti mai preso parte alle LTTE né era impegnato
politicamente (cfr. verbale 2, D35 e D38, pag. 6), e salvo le allegazioni di
due fratelli e di un cugino che avrebbero fatto in passato parte di tale orga-
nizzazione, egli non ha asserito di avere altri famigliari stretti che abbiano
avuto qualsivoglia legame con le predette. Inoltre, con uno dei fratelli,
T._, membro delle LTTE, non avrebbe più avuto alcun contatto a
partire dal (...) (cfr. verbale 2, D16 seg., pag. 4; verbale 3, D32, pag. 5),
mentre che con l’altro fratello G._ ed il cugino H._ – peraltro
quest’ultimo sarebbe pure stato riabilitato dal governo srilankese (cfr. ver-
bale 2, D46, pag. 7) – avrebbe ripreso i contatti regolari soltanto una volta
espatriato in Svizzera (cfr. verbale 3, D12 seg., pag. 3 seg.). Questi ultimi
sarebbero espatriati in I._ dal (...) ove risiederebbero tutt’ora (cfr.
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verbale 3, D14, pag. 4). A causa di tali famigliari, egli non avrebbe però
riscontrato alcuna problematica nel suo paese d’origine con le autorità sri-
lankesi, visto anche quanto già sopra ritenuto inverosimile (cfr. supra con-
sid. 6.1 e 6.4), oltreché al suo espatrio legale dall’aeroporto di P._,
munito del suo passaporto originale, ottenuto direttamente e personal-
mente dall’insorgente dall’autorità preposta poco prima della sua partenza
dal Paese d’origine (cfr. verbale 1, p.to 4.02, pag. 4; verbale 2, D7, pag. 3;
D21 seg., pag. 4 e D27 seg., pag. 5). L’interessato ha per di più potuto
aprire, indisturbato – viste le inverosimiglianze sopra rilevate in merito alle
persecuzioni che avrebbero avuto luogo anche presso la sua (...) – una
sua attività lavorativa nel (...) (cfr. verbale 2, D13, pag. 3; verbale 3, D7,
pag. 3), che sarebbe tutt’ora attiva, a dispetto delle dichiarazioni contrarie
rese in corso di procedura dal ricorrente (cfr. supra consid. 6.1 e 6.4). A
fronte di tali evenienze concrete, il presunto trascorso di alcuni suoi fami-
gliari nelle LTTE, non risulta essere un elemento sufficiente per riconoscer-
gli un profilo di rischio particolare ai sensi della giurisprudenza topica in
materia (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 8.5.3). L’interessato
non si può pertanto prevalere di una persecuzione riflessa a causa dei pre-
detti famigliari, in quanto egli non è riuscito a rendere credibile di essere
entrato in modo specifico nel mirino delle autorità srilankesi in ragione
dell’appartenenza degli stessi parenti alle LTTE, o dopo l’espatrio degli
stessi all’estero intervenuto, secondo le dichiarazioni dell’interessato già
nel (...), quindi ben precedentemente la sua partenza dallo Sri Lanka. Inol-
tre non risulta che i suoi famigliari siano stati ricercati al loro domicilio nep-
pure dopo la sua partenza, ritenendo peraltro che le allegazioni di ricerche
da parte di persone sconosciute presso la casa dei suoi genitori anche
dopo il suo espatrio (cfr. verbale 3, D40, pag. 6) – visto che le vessazioni
subite dal ricorrente già quando egli si trovava nel suo Paese d’origine,
sono state ritenute inverosimili – non siano in alcun modo provate o soste-
nute da elementi credibili. Altresì, il solo fatto, in quanto tamil, di aver de-
positato una domanda d’asilo in Svizzera, preso a sé stante, non espone il
ricorrente a dei trattamenti proscritti dalle disposizioni internazionali in caso
di un suo ritorno in Sri Lanka (cfr. sentenza della CorteEDU, R.J. contro
Francia del 19 settembre 2013, 10466/11, §§ 37 e 39; cfr. anche sentenza
di riferimento succitata, consid. 8 e 9; DTAF 2011/24 consid. 8.4 e 10.4).
Neppure le sole evenienze di aver lasciato il suo paese d’origine, come
pure della durata del suo soggiorno all’estero, della provenienza dalla Pro-
vincia dell’U._ e di avere (...) anni d’età (cfr. sentenza di riferimento
succitata, consid. 8.4.6 e consid. 9.2.4), non costituiscono degli elementi
sufficienti, presi a sé stanti o sommati – anche con gli elementi di rischio
succitati – per destare i sospetti delle autorità srilankesi. Tali fattori, confer-
mano tutt’al più che egli possa essere interrogato dalle autorità srilankesi
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al suo ritorno, ma non sono atti a fondare un timore oggettivo di rappresa-
glie da parte delle stesse (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale
E-1866/2015 precitata consid. 9.2.2 segg.; cfr. anche la sentenza del Tri-
bunale E-4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 [sentenza in parte
pubblicata in DTAF 2017 VI/6] consid. 4.4 e 4.5). Per quanto concerne poi
il fatto che egli non sia più munito di un passaporto nazionale (cfr. verbale
2, D23, pag. 4), egli potrebbe essere sanzionato dalle autorità del suo
Paese d’origine con una multa da 50’000 a 100’000 rupie, ma tale sanzione
non può essere considerata come un serio pregiudizio ai sensi dell’art. 3
cpv. 2 LAsi (cfr. sentenza di riferimento E-1866/2015 precitata
consid. 8.4.4).
Non sono infine ravvisabili ulteriori elementi all’incarto che rendano verosi-
mile che il ricorrente possa attirare l’attenzione delle autorità srilankesi a
causa dell’attuale contesto politico e di sicurezza del Paese in questione e
che debba pertanto temere di subire delle persecuzioni rilevanti in materia
d’asilo. Segnatamente, non v’è all’ora attuale alcun motivo per ritenere che
il cambiamento di potere in Sri Lanka abbia comportato un rischio di per-
secuzione collettiva di interi gruppi di persone. Per il resto, la situazione
conflittuale tra (...) e le autorità srilankesi si è nel frattempo normalizzata.
Nel contempo hanno inoltre fatto ritorno in patria liberamente o coattiva-
mente, dei richiedenti l’asilo, senza che fossero interrogati all’aeroporto di
P._ in merito a conoscenti o abbiano riscontrato qualsivoglia pro-
blematica una volta rientrati al proprio domicilio (cfr. in tal senso anche le
sentenze del Tribunale D-1466/2020 del 23 marzo 2020 consid. 5.5 e
E-1156/2020 del 20 marzo 2020 consid. 6.2).
7.2 Visto quanto precede, la SEM nella decisione impugnata è giunta a
ragione alla conclusione che il ricorrente non possa prevalersi di alcun ti-
more fondato di persecuzione futura, in un prossimo avvenire e secondo
un’alta probabilità, per dei motivi pertinenti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Per-
tanto, anche circa il riconoscimento della qualità di rifugiato, v’è da confer-
mare la decisione dell’autorità inferiore.
8.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene
però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14
cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a
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questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr.
DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è per-
tanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento.
9.
9.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-
tegrazione (LStrI, nuova denominazione e parziale revisione del testo legi-
slativo in vigore dal 1° gennaio 2019, RS 142.20), giusta il quale l’esecu-
zione dell’allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-
missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4
LStrI).
9.2 Nella decisione avversata, l’autorità resistente ha ritenuto in sunto
l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente, come ammissibile, ragio-
nevolmente esigibile sia dal profilo della situazione del Paese d’origine che
personale, come pure possibile. Nel proprio gravame, il ricorrente contesta
tale valutazione, ritenendo essenzialmente inesigibile la misura d’esecu-
zione dell’allontanamento decretata. Invero, nello Sri Lanka, non vi sa-
rebbe sicurezza e sarebbero ancora svariate le problematiche da risolvere,
soprattutto nella sua regione di provenienza. Inoltre, in quanto tamil, in
caso di rientro in patria, egli sarebbe sottoposto a dei controlli e verrebbe
segnalato al CID (abbreviazione in inglese per “Criminal Investigation De-
partement”) e la sua vita tornerebbe ad essere in pericolo. Questi ultimi
aspetti rientrano piuttosto nell’ammissibilità del provvedimento d’esecu-
zione dell’allontanamento e non nell’esigibilità della stessa, e verranno per-
tanto trattate d’appresso in tale contesto.
9.3 Nel caso in parola, il Tribunale rileva che il ricorrente non è riuscito a
dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere sotto-
posto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni
inverosimili ed irrilevanti. Pertanto, l’ammissibilità del rinvio del ricorrente
verso lo Sri Lanka sotto l’aspetto dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, risulta quindi paci-
fico.
Per di più, per i motivi già sopra enucleati – ed a differenza di quanto espo-
sto in modo generico nel gravame dall’interessato – non sono ravvisabili
agli atti altri elementi che possano far ritenere, con una probabilità prepon-
derante, che l’insorgente possa essere sottoposto ad una pena o ad un
trattamento vietati dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura. In particolare,
egli non ha stabilito di avere un profilo di una persona che possa concreta-
mente interessare le autorità srilankesi, né a fortiori l’esistenza di un rischio
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personale, concreto e serio di essere esposto in patria, ad un trattamento
contrario ai disposti succitati (cfr. sentenza della CorteEDU [Grande Ca-
mera] Saadi contro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06, §§125 e 129 con
relativi riferimenti). Ne consegue pertanto che, l’allontanamento del ricor-
rente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi ammissibile ai sensi
dell’art. 83 cpv. 3 in relazione con l’art. 44 LAsi.
9.4
9.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere ragionevol-
mente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo straniero
venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali
guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica.
9.4.2 Risulta notorio che, dopo la cessazione delle ostilità tra le forze ar-
mate del governo di Colombo e le LTTE, nel maggio del 2009, in Sri Lanka
non viga attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza ge-
neralizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nella totalità del ter-
ritorio nazionale (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1866/2015
consid. 13.1). Malgrado gli avvicendamenti politici e sociali intervenuti più
recentemente (cfr. supra consid. 7.1 con riferimenti citati), anche rispetto al
quesito inerente l’esigibilità dell’esecuzione di richiedenti l’asilo respinti, in
particolare di etnia tamil, l’analisi già effettuata nella sua sentenza di riferi-
mento E-1866/2015 summenzionata (cfr. ibidem, consid. 13.2–13.4), ri-
sulta tutt’ora attuale. La censura ricorsuale inerente la situazione in Sri
Lanka, generica e priva di qualsivoglia ulteriore elemento, non è atta a mu-
tare tale conclusione.
9.4.3 Sempre nella sentenza di riferimento E-1866/2015 precitata, il Tribu-
nale ha ritenuto in generale, che l’esecuzione dell’allontanamento di un ri-
chiedente che proviene dalla Provincia D._, risulta essere esigibile,
se sono adempiuti i criteri individuali di esigibilità, segnatamente l’esistenza
di una sufficiente rete familiare o sociale che possa supportare il richie-
dente così come di prospettive sicure circa le entrate finanziarie ed un’abi-
tazione (cfr. consid. 13.4).
Nel caso specifico, il ricorrente, con ultimo domicilio a B._, nel di-
stretto di C._, situato nella Provincia D._ (cfr. verbale 1, p.to
2.02, pag. 4; verbale 2, D5 seg., pag. 3), risulta essere giovane e gode di
buona salute (cfr. verbale 2, D3, pag. 2; verbale 3, D3, pag. 2), non avendo
segnatamente avuto alcun seguito l’evento di angina streptococcica osser-
vata con la lettera di dimissione del (...) (cfr. atto SEM n. [...]-16/3). Egli
dispone inoltre di una buona formazione e di una solida esperienza come
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(...) e proprietario di una (...), che risulta – come già visto sopra – tutt’ora
in esercizio, attività lavorativa che potrà quindi senz’altro riprendere quanto
prima non appena rientrato in patria. Dipoi, dispone nel suo Paese d’ori-
gine, di una vasta rete famigliare, vivente sia a B._ – come la sorella
e la madre – come pure dal padre e dal fratello K._. e da diverse
zie (...) – in particolare una zia materna che vivrebbe a J._, sempre
nel distretto di C._, dove il richiedente vi avrebbe soggiornato per
(...) anni – e (...), nonché uno zio (...) (cfr. verbale 2, D10, pag. 3 e D16,
pag. 4; verbale 3, D32, pag. 5), con i quali intratterrebbe dei buoni rapporti,
a parte con una zia (...) (cfr. verbale 3, D33, pag. 5). Egli potrà quindi con-
tare su una reta famigliare e sociale intatta, che potranno supportarlo, in
caso di necessità, per procacciarsi i beni primari ed un alloggio – come
d’altronde già avvenuto in passato – che accanto all’eventuale ripresa della
sua attività lavorativa, gli permetteranno di reintegrarsi senza particolari dif-
ficoltà nel suo Paese d’origine.
9.4.4 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente,
è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-
zione con l’art. 44 LAsi).
9.5 In ultima analisi, nemmeno risultano impedimenti sotto l’aspetto della
possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente,
usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-
spensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). Inoltre, l’attuale si-
tuazione dal punto di vista sanitario dovuta alla propagazione nel Mondo
del Coronavirus, non è ostativa all’esecuzione dell’allontanamento, in
quanto di carattere temporaneo. Se nel caso di specie, dovesse ritardare
momentaneamente l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente, la
stessa interverrebbe necessariamente più tardi, in tempi appropriati (cfr.
nello stesso senso a titolo esemplificativo la sentenza D-1730/2018 del
14 luglio 2020 consid. 8.5 con ulteriori riferimenti citati).
9.6 Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento,
la decisione dell’autorità inferiore va confermata.
10.
Alla luce di tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha
violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione
non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e
la decisione impugnata confermata.
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Pagina 16
11.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
12.
Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal pagamento delle spese processuali (cfr. art. 65 cpv. 1 PA), è respinta.
13.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
14.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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