Decision ID: 10ebbdc6-8dac-52d4-b354-4d7b8491346c
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto, in fatto
1.1. Il 16 maggio 2005 la Cassa CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione nella categoria degli indipendenti inoltrata da RI 1. Il 6 luglio 2005 l’amministrazione ha stralciato dalla categoria degli indipendenti il marito, RI 2, con effetto dal 31 dicembre 2004.
Entrambi sono stati ritenuti dipendenti della _ di _, poiché lavorano per un unico committente, sono retribuiti con una provvigione di mediazione e non hanno l’autorizzazione prevista dalla “
legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario immobiliare
” per lavorare in maniera indipendente. Considerato inoltre il grado di subordinazione con il committente, la Cassa CO 1 ha emanato una tassazione d’ufficio, confermata anche in seguito all’opposizione presentata dagli assicurati, tramite la quale ha fissato i contributi dovuti nel 2005 da RI 2 (su fr. 125'677) e nel 2004 (su fr. 106'154) e 2005 (su fr. 67'750) da RI 1.
1.2. I coniugi _, rappresentati dall’avv. RA 1, sono tempestivamente insorti contro la predetta decisione. Dopo aver richiamato l’intero incarto dalla Cassa di compensazione, gli interessati rilevano di essere due persone che operano nel campo del libero commercio quali agenti e rappresentanti immobiliari e in quanto tali di essere soggetti alla libertà di commercio vigente in Svizzera. Tuttavia gli insorgenti affermano che “
sono purtroppo tristemente confrontati con la legge ticinese (unica in Svizzera) che vorrebbe regolamentare anche gli agenti immobiliari.
” (doc. I).
Essi rilevano di aver scelto un sistema di franchising tramite la _, ossia un marchio sotto il quale lavorare rispettando determinate regole e sfruttando i sistemi informatici, le relazioni tra agenti, eccetera. I ricorrenti contestano le conclusioni cui è giunta l’amministrazione ed affermano che non agiscono verso l’esterno con un marchio, bensì tramite i propri nomi e cognomi, si assumono il proprio rischio economico di lavorare e non lavorare, di lavorare di più o di meno, senza un obbligo di cifra d’affari, senza un datore di lavoro che si aspetta un beneficio, organizzano la propria azienda a casa o in gruppi collettivi, come meglio credono, hanno sempre lavorato per più mandanti. Secondo i ricorrenti, l’amministrazione considera, in maniera erronea, il marchio quale mandante e da ciò deduce che gli insorgenti lavorano solo per questo marchio.
Infine gli insorgenti ritengono che comunque l’amministrazione abbia commesso un errore nel calcolo dei contributi dovuti ed hanno prodotto tutte le fatture relative gli anni 2004, 2005 e 2006 affinché vengano emanate delle decisioni corrette (doc. I).
1.3. Con risposta del 13 luglio 2007 l’amministrazione ha proposto la reiezione del ricorso, con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).
1.4. Il 19 dicembre 2007 il Pretore di _ ha decretato lo scioglimento della società PI 1 in seguito a fallimento (FUSC del _, pag. _, numero pubblicazione _). Dal mese di febbraio 2008 la società è priva di revisore (FUSC del _, pag. _, numero _).
1.5. Il 4 febbraio 2008 la PI 1 è stata chiamata in causa (cfr. anche consid, 2.1.).
1.6. Il 20 febbraio 2008 il TCA ha chiesto agli insorgenti di trasmettere il contratto sottoscritto con la _ e tutti i giustificativi delle spese sostenute (doc. VI). L’11 marzo 2008 i ricorrenti hanno trasmesso quanto richiesto, affermando inoltre che “
per quanto concerne una persona che lavora a titolo indipendente sembra acquisito che si possa calcolare una deduzione del 25% dal lordo per spese e che questa percentuale sia ampiamente riconosciuta quale prassi anche dall’amministrazione AVS.
” (doc. VIII). La Cassa si è confermata nella propria risposta di causa (doc. X). Questi documenti sono stati trasmessi alla PI 1 per osservazioni (doc. XII).
considerato In diritto
in ordine
2.1. Il 4 febbraio 2008, in ossequio alla nuova giurisprudenza del TF (sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007) il TCA ha chiamato in causa la PI 1 (doc. V).
Con la citata ordinanza è stato assegnato un termine, scaduto infruttuoso il 18 febbraio 2008, per prendere posizione in merito alla fattispecie e per visionare il ricorso del 4 luglio 2007 (con gli allegati) e la risposta del 13 luglio 2007 (con gli allegati) della Cassa (ossia, come richiesto dalla nuova giurisprudenza del TF, gli “
allegati processuali delle parti principali
”), durante gli orari d’ufficio.
Questo Tribunale ha così rispettato il diritto di essere sentito, dando a tutte le parti a lui conosciute e coinvolte nella causa, la possibilità di esprimersi in merito.
Nulla osta ad un esame del merito della vertenza.
2.2. I ricorrenti hanno prodotto documentazione relativa agli importi guadagnati anche nel 2006.
Per costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).
Se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V
164 consid.
2.1; DTF 125 V 414 consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).
In concreto il TCA può pronunciarsi esclusivamente sul tema oggetto della decisione su opposizione, ossia sulla ripresa degli anni 2005 per RI 2 e 2004 e 2005 per RI 1 (cfr. doc. A e B). Non essendo oggetto della decisione impugnata la qualifica dello statuto del 2006 e l’ammontare dell’eventuale ripresa, non può essere esaminata da questo Tribunale.
nel merito
2.3. Gli insorgenti contestano la posizione di dipendente di RI 1 (biennio 2004-2005) e di RI 2 (anno 2005) nei confronti della PI 1 e la ripresa di fr. 125'677 per il secondo e di fr. 173'904 per la prima.
2.4. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente legge.
E' considerato datore di lavoro chi impiega salariati
(art. 11 LPGA).
L'art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
2.5. Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04, STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00).
2.6. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,
pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993
pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),
pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
2.7. Nella più recente giurisprudenza il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha avuto modo di rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale (cfr. da ultimo STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 7.1, nonché STFA del 1° febbraio 2005, H 155/04, consid. 4.3) e come il processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (STF del 30 gennaio 2007, consid. 4.3, H 82/05).
Per quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri il Tribunale federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 5.2).
Infine vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 7.4, STFA del 17 febbraio 2005, H 12/04, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).
2.8. In concreto dagli atti emerge che il 15 aprile 2003 la PI 1 e RI 2 hanno sottoscritto un contratto intitolato
“
mandato
”. La convenzione prevede che la società incarica l’interessato per svolgere i seguenti compiti: procacciatore di affari, ricerca clientela potenziale, contatti con istituti bancari, gestione amministrativa ufficio _ e Analisi e finanziamento acquisto immobili. Il contratto è di durata indeterminata. Il termine di disdetta è di 1 mese.
In precedenza, il 2 maggio 2002, tra la società e il ricorrente è stato sottoscritto un contratto dal quale risulta che la PI 1 ha affittato al ricorrente un ufficio (posto di lavoro) completamente equipaggiato dei mezzi elettronici usuali (PC, fotocopiatrice, fax) e il proprio staff per la gestione amministrativa. La locazione ha avuto effetto dal 1° giugno 2002 per una durata indeterminata e può essere disdetta con un preavviso di tre mesi. La pigione annua è di fr. 6'000 (spese accessorie incluse).
Sulla base della documentazione sopra indicata e del fatto che l’interessato ha svolto nel 2002 attività anche per altri committenti, la Cassa lo ha affiliato quale indipendente dal 1° aprile 2002.
Il 18 marzo 2005 l’amministrazione, accortasi che RI 2 ha emesso fatture solo a favore della _ PI 1 ha interpellato l’insorgente chiedendogli di precisare se nel 2004 ha avuto altri committenti. Il 20 marzo 2005 i coniugi _, tramite il loro legale, hanno affermato di essere degli agenti immobiliari indipendenti che “
usano il sistema classico e sempre più moderno del tipo “franchising”, ossia quello dell’operatività secondo un concetto immobiliare ben preciso, vale a dire quello della _
” e che “
Pertanto è ovvio che esistono le entrate con il sistema _: d’altronde è molto logico che esiste solo questo modo di fatturazione perché chi conosce e capisce il sistema, e si ripete, tipo “franchising”, non può naturalmente lavorare sotto il nome di un altro marchio o di un’altra catena
”.
Il 28 luglio 2006 la società PI 1 ha precisato che RI 2 “
ci ha mediato affari per un totale di Fr. 125'677.--. La fatturazione alla clientela è avvenuta tramite la PI 1. Secondo tabella allegata il signor RI 2 ha potuto fatturare una provvigione di mediazione del 48%. Il restante 52% serve in qualità di indennizzo di costi d’ufficio, costi del personale, 20% _ Franchise, altri costi
.”
Sentita dall’amministrazione il 22 maggio 2007, la società PI 1 ha affermato:
"
Il sistema _ per la vendita immobiliare copre tutto il territorio della Confederazione. I collaboratori/agenti stipulano un contratto con la casa madre _ nel quale si impegnano ad operare quali agenti immobiliari indipendenti facendo capo a strutture organizzative messe a disposizione dalla casa madre. Ogni agente deve quindi organizzare il proprio ufficio secondo criteri propri, a volte optando per una collaborazione logistica con altri agenti immobiliari indipendenti tutti operanti sotto il marchio _.
Il contratto precede l’esecuzione di mandati di vendita che gli agenti immobiliari ricevono direttamente dai proprietari. Essi operano in assoluta indipendenza e trattano le pratiche di vendita singolarmente in base a contratti che vengono stipulati fra il mediatore _ e il proprietario. Una volta l’oggetto immobiliare venduto, l’agente emette la relativa fattura con IVA che viene pagata dal proprietario che aveva conferito il mandato. Tutto ciò avviene in un rapporto di assoluta indipendenza. Trattasi pertanto di una chiara situazione connessa con tutti i rischi imprenditoriali del caso poiché l’agente immobiliare deve svolgere i mandati ricevuti e portarli a buon fine a suo rischio e pericolo. La casa madre non assume nessun costo, anzi rifattura sulla provvigione una quota parte per la messa a disposizione del sistema _. E’ quindi il mediatore che deve preoccuparsi di raggiungere una cifra d’affari sufficiente per poter avere i necessari profitti. In queste circostanze vi sono tutti gli elementi per considerare l’attività indipendente e non certo dipendente da un datore di lavoro né in senso stretto e neppure in senso largo.
Nel caso specifico i coniugi _ non sono mai stati dipendenti della PI 1 _. Non è lecito parlare di contratto a sensi del CO.” (doc. D)
Da parte loro i ricorrenti hanno affermato:
"
I coniugi _ per il 2004-2005 e 2006 si ritengono nella loro lingua materna “Handelsreisende”, ossia rappresentanti di commercio. Usano la PI 1 per sfruttare il marchio _ in quanto tale marchio viene concesso a determinate ditte che possono operare per un ben determinato comprensorio di territorio. Chi opera con il marchio _ non ha obbligo di lavoro, di impegno nel tempo, di raggiungimento di cifra d’affari. E’ pertanto libero di calibrare il proprio guadagno.
L’uso o l’appoggio sulla PI 1 è dovuto alla situazione unica in Svizzera, ossia del fatto che in Ticino vige la legge sull’esercizio delle professioni di fiduciario che obbliga chi tratta compra vendita di immobili professionalmente ad avere l’autorizzazione art. 6.
Si conferma inoltre i contenuti del verbale di audizione riguardante la PI 1 sottoscritto dall’avv. _.
Gli assicurati dall’inizio del corrente anno sempre usando il marchio _ non usano più la PI 1, ma la _ con sede a _ in quanto il diritto di usare il marchio _ è stato tolto alla PI 1 e concesso dalla _ alla _.
Volendo chiudere tutte le avventure amministrative gli assicurati hanno deciso per il 2007 di adeguarsi per praticità al sistema di salariato, tenuto conto poi che la sig.a RI 1 quest’anno non lavora più.” (doc. E, sottolineatura del redattore)
Gli insorgenti hanno inoltre prodotto le fatture da loro rilasciate alla PI 1 dove figurano le “
Vermittlungsprovision
”.
2.9. Va qui rammentato che
giusta il N. 4023 DSD (Direttive sul salario determinante edite dall
'
UFAS), sono considerati
rappresentanti di commercio
(commessi viaggiatori, rappresen-tanti, agenti, ecc.) tutte le persone fisiche che, dietro retribuzione, concludono o negoziano affari a nome e per conto di terzi, all'infuori dei locali commerciali di questi ultimi.
Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha costantemente stabilito che per giudicare se un
rappresentante di commercio
o un
agente
è salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378). L'Alta Corte federale ha riconosciuto che, in generale, i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore.
La nostra Massima Istanza è quindi giunta alla conclusione che i
rappresentanti di commercio
, vista la natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1955 pag. 82; RCC 1953 pag. 393).
Si deve presumere l'esistenza di un'attività dipendente anche quando il
rappresentante
non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986 pag. 126; RCC 1972 pag. 330; RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82) ed è designato quale agente ai sensi degli art. 418a segg. CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).
A proposito degli
agenti,
il TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid.
2; RCC 1967 pag. 429; RCC 1954 pag. 116;
Käser
, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, n. 4.63, pag. 119).
L'
agente
e il
rappresentante di commercio
esercitano attività lucrativa indipendente se sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).
Secondo la prassi amministrativa questo si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio utilizza locali commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale la moglie e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario determinante, NN. 4027 e 4028; Pratique VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 399 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429).
Diversa è invece la situazione del
mediatore
, il quale, di regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c). Come ogni mandatario il mediatore deve eseguire il suo mandato conformemente alle istruzioni del mandante (artt. 397 e 412 cpv. 2 CO). Il contratto di mediazione può essere revocato immediatamente (artt. 412 cpv. 2 e 404 CO) e secondo l'art. 413 cpv. 1 CO il mediatore ha diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il carattere propriamente
aleatorio
dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti, la presenza del rischio corso dall'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di un'attività indipendente.
2.10. Per cui, nella misura in cui gli stessi insorgenti affermano di essere dei rappresentanti di commercio (Handelsreisende, cfr. doc. E), di principio la loro affiliazione quali dipendenti è corretta, non avendo personale diretto alle loro dipendenze. Infatti, ancora con sentenza H 196/06 del 5 febbraio 2008 il TF ha affermato che:
"
Dasselbe gilt für die vorinstanzlichen Ausführungen, wonach Agenten (Handels- oder Reisevertreter) praxisgemäss nur als Selbständigerwerbende gelten, wenn sie über eine eigene Verkaufsorganisation verfügen, d.h. kumulativ eigene Geschäftsräumlichkeiten benützen, eigenes Personal beschäftigen und die Geschäftskosten im Wesentlichen selber tragen (BGE 119 V 161 E. 3b S. 163 mit Hinweisen; vgl. auch Rz. 4028 der Wegleitung des BSV über massgebenden Lohn in der AHV, IV und EO [WML]; Ueli Kieser, Alters- und Hinterlassenenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2. Aufl. 2006, Rz. 100)." (sottolineatura del redattore)
In concreto RI 1 nel questionario per l’affiliazione degli indipendenti compilato il 28 dicembre 2004, alla domanda “
occupa dei dipendenti?
” ha risposto negativamente ed alle domande “
ha stipulato un’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) per tutti i suoi dipendenti con un’assicurazione riconosciuta?
” e “
ha stipulato un contratto di previdenza professionale (LPP) con un’assicurazione iscritta nel registro della previdenza professionale, per tutti i suoi dipendenti
”, ha risposto, in entrambe le occasioni, “
Nessun dipendente
”. Certo, nelle “
Abrechnung für die AHV vom 01.01.2004-31.12.2004
” e per il 2005 sia RI 1 che RI 2 hanno dedotto dall’importo conseguito, tra l’altro, la posta relativa a “
Personalkosten (Sekretariat – Anteil)
” (plico 1). Tuttavia questi costi non sono dovuti a personale direttamente alle dipendenze dei ricorrenti, bensì sono un contributo alle spese dei costi del personale della società PI 1. Infatti, con scritto del 28 luglio 2006 la società ha informato la Cassa di compensazione che “RI 1” nel 2004 “
ci ha mediato affari per un totale di fr. 106’154
” e che “
secondo la tabella allegata la signora RI 1 ha potuto fatturare una provvigione di mediazione del 48%. Il restante 52% serve in qualità di indennizzo di: - Costi di ufficio – Costi del personale – 20% _ – Altri costi.
” (plico 1, cfr., per il 2005, lettera del 28 luglio 2006 inserita nel plico 1; cfr. anche lettera del 3 agosto 2006 dove RI 1 ha ritrasmesso copia del formulario per l’affiliazione degli indipendenti “
bereits eingereicht am 28.12.2004
”, a comprova che la sua situazione nel frattempo non è cambiata). Ciò vale anche per RI 2, come emerge dagli scritti del 28 luglio 2006 della PI 1 alla Cassa di medesimo tenore di quelli concernenti la moglie (cfr. plico 2).
I ricorrenti, non avendo la possibilità di ottenere l’autorizzazione per esercitare l’attività di fiduciario immobiliare indipendente, hanno dovuto far capo ad una società per poter esercitare l’attività di venditori di immobili. La società ha messo loro a disposizione, dietro pagamento di un compenso variabile, gli uffici e il personale. L’ammontare dell’importo versato alla società per i costi di segretariato ammonta al minimo a fr. 6'000 all’anno e varia in funzione del volume delle compravendite (cfr. plico 1: per RI 1 nel 2005 fr. 13'550 di costi di segretariato su un guadagno di fr. 67'750; nel 2004 fr. 21'230 di costi di segretariato su una cifra d’affari di fr. 106’154).
Non avendo personale proprio alle loro dipendenze, in quanto rappresentanti di commercio (“
Handelsreisende
”) non possono beneficiare dello statuto di indipendente.
Tuttavia questo non è l’unico motivo per il quale l’affiliazione si rivela corretta.
Gli assicurati hanno infatti affermato di usare il sistema del “franchising”.
Ora, in DTF 118 II 157, al consid. 2, il TF si così espresso in merito al contratto di franchising e alla qualifica dell’attività svolta:
"
a) Franchiseverträge dienen dem Vertrieb von Waren und Dienstleistungen über selbständige Händler oder Unternehmer, aber nach einer einheitlichen Vertriebskonzeption. Der einzelne Franchisenehmer vertreibt die vom Franchisegeber hergestellten bzw. organisierten Waren und Dienstleistungen zwar auf eigene Rechnung und auf eigenes Risiko, befolgt dabei aber das einheitliche Absatz- und Werbekonzept, das ihm der Franchisegeber zur Verfügung stellt, erhält dessen Beistand, Rat und Schulung und verwendet dessen Namen, Marken, Ausstattungen oder sonstige Schutzrechte. Der Franchisegeber behält sich in der Regel das Recht vor, Weisungen zu erteilen und eine Kontrolle über die Geschäftstätigkeit auszuüben (SCHLUEP, Der Franchisevertrag, SPR VII/2, S. 853; BAUDENBACHER, Die Behandlung des Franchisevertrags im schweizerischen Recht, in: Neue Vertragsformen der Wirtschaft: Leasing, Factoring, Franchising, S. 210; BAUDENBACHER/ROMMÉ, Ausgewählte Rechtsprobleme des Franchising, in: Mélanges Pierre Engel, Lausanne 1989, S. 1 ff.; vgl. auch BGE 109 II 487 E. 4a).
b) Dem Handelsgericht ist darin beizupflichten, dass diese Merkmale auf den Vertrag der Parteien zutreffen. Die Beklagte konnte ihre Tätigkeit zwar auf eigene Rechnung und Gefahr ausüben. Sie hatte ihr Verkaufs- und Schönheitspflegegeschäft jedoch unter der Bezeichnung "Y. R." zu führen und sich in jeder Hinsicht in das Vertriebskonzept der Klägerin einzufügen. So hatte sie sich insbesondere "im Interesse und zur Wahrung einer einheitlichen
Geschäftspolitik und Präsentation von Y. R. an die allgemeinen und speziellen Weisungen und Empfehlungen von Y. R. in bezug auf die Verkaufstechniken, Werbung, Gestaltung von Schaufenstern, Sortiment, Kundenkarteiführung etc." zu halten. Im weiteren schrieb der Vertrag der Beklagten sowie deren Personal vor, auf Verlangen der Klägerin an "Schulungs-, Auffrischungs- und Weiterbildungskursen" teilzunehmen. Schliesslich stand der Klägerin ein umfassendes Kontrollrecht über die Geschäftstätigkeit der Beklagten zu.
c) Mit der Qualifikation des Vertrages als Franchiseverhältnis ist allerdings noch nicht viel gewonnen. Franchiseverträge treten in derart vielgestaltigen Erscheinungsformen auf, dass weder eine hinreichend scharfe begriffliche Umschreibung dieses Vertragstypus möglich erscheint, noch ein für allemal gesagt werden könnte, welchen Rechtsregeln solche Verträge unterstehen (zur analogen Situation im deutschen Recht MARTINEK, Franchising, Heidelberg 1987, S. 6 ff.; vgl. ferner SCHULTHESS, Der Franchise-Vertrag nach schweizerischem Recht, Diss.
Zürich 1975, S. 22 ff.; DE HALLER, Le contrat de franchise en droit suisse, Diss.
Lausanne 1978, S. 21 ff.). Das anwendbare Recht muss deshalb in jedem Einzelfall aufgrund des konkreten Vertrages ermittelt werden.
Dabei wird der Vertrag selten einheitlich einem bestimmten gesetzlichen Vertragstypus zugeordnet werden können (vgl. aber SCHLUEP, a.a.O., S. 856 bei Anm. 24; BAUDENBACHER, a.a.O., S. 221 f.), herrscht doch bei Franchiseverträgen gewöhnlich nicht die Natur eines einzigen gesetzlichen Vertragstypus derart vor, dass typenfremde Elemente ohne weiteres darin aufgingen (Absorptionsprinzip; dazu SCHLUEP, Innominatverträge, SPR VII/2, S. 801 und 804; Beispiel: BGE 110 II 378 f.). In der Regel muss vielmehr für jede sich stellende Rechtsfrage gesondert geprüft werden, nach welchen gesetzlichen Bestimmungen oder nach welchen Rechtsgrundsätzen sie zu beurteilen ist. Denn Franchiseverträge werden meist von mehreren verschiedenartigen Komponenten entscheidend geprägt, so namentlich von Elementen eines Überlassungsvertrages (Überlassung des Franchisepackage durch den Franchisegeber) und eines Arbeitsleistungsvertrages (Absatzförderungspflicht des Franchisenehmers).
Häufig finden sich auch Elemente des Warenlieferungsvertrages (BAUDENBACHER, a.a.O., S. 211 f.). Im gemeinsamen Ziel der Maximierung des Umsatzes kann - ähnlich wie beim Alleinvertretungsvertrag - zudem ein gesellschaftsvertraglicher Einschlag erblickt werden (BGE 107 II 220 Nr. 29 E. 4; KUHN, Der Alleinvertriebsvertrag im Verhältnis zum Agenturvertrag, in: FS
Keller 1989, S. 197 f.; vgl. aber auch BAUDENBACHER, a.a.O., S. 212). Das rechtfertigt die Heranziehung von Normen des Gesellschaftsrechts insbesondere dann, wenn zwischen den Parteien nicht ein Unterordnungs-, sondern ein partnerschaftliches Verhältnis besteht (sog. Partnerschaftsfranchising; BAUDENBACHER/ROMMÉ, a.a.O., S. 6). Ist hingegen der Franchisenehmer, wie dies
typischerweise - und auch vorliegend (E. b hievor und 4a hienach) - der Fall ist, dem Franchisegeber untergeordnet (sog. Subordinationsfranchising), tritt die Frage einer analogen Anwendung arbeitsvertrags- oder agenturvertragsrechtlicher Schutzvorschriften.
"
(sottolineatura del redattore)
In concreto, ai fini di conoscere il contenuto del contratto di franchising, il TCA ha richiamato la convenzione sottoscritta tra le parti (zwischen “PI 1
(_) [...] nachflogend _-Franchisenehmer genannt
” e “RI 2
[... nachfolgend _-Lizenznehmer genannt]
”. Il “_
-LIZENZVERTRAG
”, un contratto di 14 pagine fitte redatte in tedesco e molto dettagliate (doc. VIII/I/1-9), contiene molti elementi che rafforzano ulteriormente le prove a favore di un’attività subordinata, ossia di tipo dipendente, e da cui emerge che la società PI 1, la “
Franchisenehmer
”, ha conferito ai ricorrenti (
Lizenznehmer
) la licenza per lavorare con il marchio della _.
In particolare, come si vedrà meglio in seguito, il “
Lizenznehmer
”, pur godendo di una certa libertà nell’organizzazione del suo lavoro, è comunque tenuto a seguire direttive e linee guida della società, ossia del “
Franchisenehmer
”, al quale deve rendere conto degli affari conclusi. L’insistenza con la quale le parti, nel loro contratto, fanno spesso riferimento all’indipendenza del “
Lizenznehmer
” e alla necessità di sviluppare la sua capacità imprenditoriale nasconde in realtà la densità normativa del contratto che regola nei singoli dettagli diversi aspetti del lavoro svolto da RI 2 e da sua moglie.
Va subito evidenziato che nei primi articoli del contratto le parti hanno usato spesso il termine “
selbständig
” (indipendente). Ciò tuttavia, non è un elemento decisivo per poter qualificare l’attività svolta dai ricorrenti. Infatti,
in una sentenza del 27 giugno 1996 il TFA ha rilevato tra l'altro:
"
Festzustellen ist vorab, dass die Bezeichnung der Verträge mit den Telefonhostessen mit "Auftrag" wie auch die Vertragsklausel, wonach sich die "Beauftragte" verpflichtet, insbesondere mit der AHV als selbständigerwerbend abzurechnen, für die beitragsrechtliche Abgrenzung unselbständiger von selbständiger Erwerbstätigkeit nicht entscheidend ist."
(DTF 122 V 169, consid. 6a)aa) pag. 175)
In concreto l’art. 1.1 prevede che il “_
-Lizenznehmer hat das Recht und die Pflicht, seine berufliche Tätigkeit als selbständiger Makler von Immobilien im Rahmen des _-ImmobilienmaklerSystems aufzunehmen und für die Dauer dieses Vertrages nach den Grundsätzen und Richtlinien für die Nutzung der Marken, des Know-hows und, sofern beansprucht, der Unterstützungs- und Hilfeleistungen des _-Franchisenehmers auszuüben
.“
La società non solo permette, ma obbliga RI 2 ad esercitare l’attività di commerciante di immobili quale indipendente. L’insorgente deve tuttavia seguire le linee guida per l’utilizzo della marca, del Know-hows e, se necessario, far capo agli aiuti della società.
Per l’art. 1.2 „
Das Lizenzrecht ist an die Erbringung von Dienstleistungen als selbständiger Makler von Immobilien und an das einheitliche Auftreten des _-Lizenznehmers nach dem markentypischen _-Erscheinungsbild (Corporate identity und Corporate design) gebunden. Dem _-Lizenznehmer wird vom _-Franchisenehmer angeboten, seine berufliche Tätigkeit unter Nutzung der ihm eingeräumten Rechte im Rahmen des _-Immobilienmakler-Gemeinschaftsbüros des _-Franchisenehmers auszuüben
.“
L’art. 2.1 (Selbständiger Unternehmer) prevede che „
Der _-Lizenznehmer wird persönlich als selbständiger Makler von Immobilien mit eigenen Namen und für eigene Rechnung tätig. Zur Nutzung der _-Marken und der _-Corporate Identity ist er berechtigt, dabei jedoch verpflichtet, seine Stellung als selbständiger, eigenverantwortlicher Unternehmer im Geschäftsverkehr in geeigneter Form bekanntzugeben und dabei das _-LizenznehmerBetriebsführungskonzept anzuwenden. Der _-Lizenznehmer ist unter Berücksichtigung der Empfehlungen und Grundsätze des Systems bei seiner geschäftlichen Organisation frei. Er ist nicht zur persönlichen Aufgabenerfüllung verpflichtet. Beschäftigt er allerdings Personal, so wird er diesbezüglichen nachstehenden Empfehlungen des _-Franchisenehmers berücksichtigen: Der _-Franchisenehmer empfiehlt dem _-Lizenznehmer zur Steigerung der Effizienz und Bewältigung von anfallenden Arbeiten im Zusammenhang mit seinem aktiven Geschäft eigene Angestellte/Assistenten einzustellen. Aus seiner Stellung als selbständiger Unternehmer ergibt sich die Uebernahme sämtlicher Rechte und Pflichten, die sich für diese Mitarbeiter ergeben. Mit den Angestellten/Assistenten wird deshalb keinerlei Vertragsverhältnis mit dem _-Franchisenehmer begründet. Er trägt die volle Verantwortung für die Handlungen seiner Angestellten und die Einhaltung aller gesetzlichen und privatrechtlichen Verpflichtungen. Insbesondere trägt er Sorge für die korrekte Verwendung der Marke _ sowie entsprechendes Auftreten des Angestellten/Assistenten nach aussen.
Der _ Lizenznehmer kann Angestellte/Assistenten nach eigenem Ermessen auswählen, qualifizieren und einstellen. Sollten sich die Angestellten/Assistenten im Gemeinschaftsbüro aufhalten (auch zeitweilig oder vorübergehend) ist vorherige schriftliche Genehmigung durch den _-Franchisenehmer einzuholen. Für Assistenten ist durch den _-Lizenznehmer der vereinbarte Anteil an Fixkosten / variablen Kosten zu tragen. Diese Genehmigung ist jederzeit und mit sofortiger Wirkung widerrufbar. Das Hausrecht bleibt dem _-Franchisenehmer vorbehalten. Dies soll die Rechte und Ansprüche aller _-Lizenznehmer an das Gemeinschaftsbüro sicherstellen.
“
In concreto, come visto in precedenza, i ricorrenti non hanno fatto capo a dipendenti, per cui questo aspetto, importante, che avrebbe potuto far propendere la qualifica dell’attività svolta a favore dell’attività indipendente (cfr. da ultimo sentenza H 196/06 del 5 febbraio 2008), nel caso di specie non è realizzato.
Come emerge qui di seguito (art. 2.2 e 2.3), anche se nel contratto le parti indicano più volte la volontà di lasciare ad RI 2 la più totale libertà per quanto concerne l’organizzazione del suo lavoro ed insistono sulla necessità di sviluppare la capacità imprenditoriale del “
Lizenznehmer
”, le medesime parti precisano tuttavia che quest’ultimo è tenuto a seguire le linee guida e le direttive della società, anche per dare un’immagine unitaria di tutti coloro che lavorano per la stessa marca. La società deve inoltre sostenere l’attività del “
Lizenznehmer
” tramite la possibilità di utilizzare, dietro compenso, i suoi uffici.
L’art. 2.2 prevede infatti che „
Die Unterstützung durch den _-Franchisenehmer geht über die Ueberlassung des Mitnutzungsrechts am Gemeinschaftsbüro und an Büroeinrichtungen hinaus und bietet dem _-Lizenznehmer ein Unternehmenskonzept. Die Verwirklichung dieses Unternehmenskonzepts verlangt die Ausführung der beruflichen Tätigkeit des _-Lizenznehmers nach aussen sowie Organisation seiner selbständigen Tätigkeit nach innen unter Berücksichtigung der bewährten Erfahrungen und Erprobungen, über die der _-Franchisenehmer als Mitglied der internationalen _-Organisation verfügt.
Das Unternehmenskonzept bezieht sich einzig auf sachliche Erfolgselemente. Durch deren Berücksichtigung erfolgt insbesondere keine Einschränkung der unternehmerischen Tätigkeit des _-Lizenznehmers in persönlicher oder zeitlicher Hinsicht.
Ausführungsrichtlinien und Grundsätze, die in _-Handbüchern zusammengefasst werden, sind das geeignete Mittel zur Verwirklichung dieses Konzeptes, das durch die Unterstützungs- und Managementleistungen und die Anforderungen zum Transfer und zur Pflege von _-Know-how, Image und Goodwill der Marken konkretisiert wird. Der _-Lizenznehmer ist verpflichtet, sich an _-Handbücher und weitere Ausführungsrichtlinien zu halten. Hierauf wird ausdrücklich zur Ergänzung diese Vertrages Bezug genommen; er erkennt sie vollinhaltlich als für sein Unternehmen verbindlich an. Anpassungen an neue oder geänderte Verhältnisse, Ergänzungen sowie Aufstellung von neuen Richtlinien und Anforderungen beschränken sich auf das, was für _-Lizenznehmer in der internationalen _-Organisation notwendig ist und halten sich im Rahmen von Treu und Glauben.
Soweit Vorlagen für gebräuchliche Standardbriefe, Exposes, Vollmachten und sonstigen Schreiben übergeben werden, sind diese nur eine Empfehlung und sollen den _-Lizenznehmer bei seiner täglichen Arbeit unterstützen. Dem _-Lizenznehmer wird geraten, sich im Einzelfall betreffend etwaiger
rechtlicher Anpassungen fachmännisch beraten zu lassen.“
(sottolineatura del redattore).
A norma dell’art. 2.3 „
Bei Abschluss dieses Vertrages liegen die nachfolgend aufgeführten Richtlinien vor. Auf sie wird zur Ergänzung nochmals ausdrücklich Bezug genommen. Abänderungen und Ergänzungen dieser Richtlinien werden in Form eines Nachtrags dem _-Lizenznehmer bekanntgegeben. Für die Ausführung des Vertragsinhalts ist deshalb jeweils die zuletzt veröffentlichte Fassung der Richtlinien massgeblich.
Bei Abschluss diese Vertrages werden dem _-Lizenznehmer entsprechende Systemunterlagen übergeben.
Der Vertrag wird ferner durch folgenden Anlagen ergänzt:
-
Verzeichnis der in der Schweiz registrierten _-Marken
-
Ehrenkodex für _-Mitglieder
-
Kostenverteilung: Monatliche Netto-Kosten
-
Minimumbeiträge
-
Hilfsleistungen des _-Franchisenehmers
-
Richtlinien _ _.“
Per l’art. 2.4 „
Die Ausübung der selbständigen beruflichen Tätigkeit als Makler von Immobilien durch eine vom _-Lizenznehmer gegründete oder geführte juristische Person ist zulässig, bedarf jedoch der vorherigen ausdrücklichen Zustimmung des _-Franchisenehmers. Sie ist davon abhängig, dass der _-Lizenznehmer die Erfüllung der Verpflichtungen der juristischen Person nach Massgabe eines gesondert unterzeichneten Nachtrags zum Vertrag garantiert. Der betreffende Nachtrag wird sodann diesem Vertrag zu seiner Ergänzung als wesentlicher Bestandteil beigefügt.
“
L’art. 2.5 contiene delle direttive circa l’utilizzo dei software che vengono messi a disposizione per sviluppare la propria attività e che implicano una subordinazione del „
Lizenznehmer
“ nei confronti della società, poiché l’assicurato può utilizzare quanto messo a sua disposizione solo per svolgere l’attività descritta nel contratto e solo su determinati computer.
Infatti a norma dell’art. 2.5 „
Jede Software im Gemeinschaftsbüro (siehe §7) darf der _ Lizenznehmer einzig im Rahmen der angebotenen Dienstleistungen zur Unterstützung seines Unternehmens und seiner Tätigkeit nutzen. Um einem Verstoss gegen das Lizenz- oder/und Urheberrecht vorzubeugen, ist es dem _ Lizenznehmer grundsätzlich untersagt, diese Software ausser Haus zu nehmen oder auf Rechnern zu installieren und/oder zu nutzen. Dies gilt insbesondere für eigene Laptops oder für ein eigenes Büro. Eine derartige Nutzung muss vom _-Franchisenehmer schriftlich im voraus genehmigt und unter Wahrung der Software/Urheberrechte mit dem Hersteller vorher schriftlich vereinbart werden. Eigene Software darf der _-Lizenznehmer nur mit ausdrücklicher Genehmigung des _-Franchisenehmers auf den Computern installieren. Für Schäden, die anderen _-Lizenznehmern durch nicht genehmigte Software entstehen, haftet der _-Lizenznehmer
.“
L’art. 3 espone le regole in materia di „
Marken, Logo, Corporate identity, Corporate design
“ che evidenziano nuovamente come il “
Lizenznehmer
” sia in realtà tenuto a comportarsi secondo determinate regole fissate dal “
Franchisenehmer”
, ossia dalla società, ai fini di dare un’immagine unitaria a tutti coloro che lavorano per la medesima organizzazione
In particolare l’art. 3.3 prevede che “
zur Wahrung der gemeinschaftlichen Identität und des guten Rufes der internationalen _-Organisation und zur Identifizierung und Qualifizierung seiner eigenen beruflichen Leistungen werden vom _-Lizenznehmer alle Merkmale der _-Corporate identity und des _-Corporate design eingesetzt.
”
All’art. 3.4 „
Einheitliches Image
“ è previsto che „
der _-Lizenznehmer ist berechtigt und verpflichtet, Marken, Logo, Werbeslogans, Corporate identity und Corporate Design nach Massgabe der Handbücher, der Richtlinien und Anforderungen des _-Franchisenehmers für seine berufliche Tätigkeit zu nutzen, sich nahhaltig um die Wahrung der gemeinschaftlichen Identität und des guten Rufs der internationalen _-Organisation zu bemühen. Die Nutzung der Marke „_“ oder einer ähnlichen Kennzeichnung als Firma, Firmenbestandteil (weder als eingetragene noch als nicht eingetragene Firma) oder Domain Name Kennung oder E-Mail-Adresse ist dem _-Lizenznehmer nicht gestattet.“
(sottolineatura del redattore)
"
Der _-Lizenznehmer erkennt an, dass der _ bezogene Internetauftritt Teil der sogenannten Dachkommunikation des _-Franchisesystems und damit ausschliesslich Sache des Masterfranchisenehmers _ Schweiz ist. Die Kosten einer vom _-Lizenznehmer genutzten, vom Masterfranchisenehmers _ Schweiz aber registrierten Domain Name bzw. E-Mail-Adresse trägt der _-Lizenznehmer.
"
All’art. 4 sono descritte le norme relative alla concorrenza, ai prezzi e all’obbligo del segreto.
Vi è in particolare un divieto di concorrenza, ossia l’impossibilità di svolgere la medesima attività a favore di altre società in concorrenza con l’organizzazione _. Anche la partecipazione con capitali in altre società, a determinate condizioni, è vietato. Inoltre il contratto consiglia al “
Linzenznehmer
” di non effettuare un dumping dei prezzi.
L’art. 4.2 prevede infatti che “
der _-Lizenznehmer ist verpflichtet, während der Dauer dieses Vertrages seine berufliche Tätigkeit als selbständiger Makler von Immobilien ausschliesslich unter Nutzung des nach diesem Vertrag eingeräumten _-Lizenzrechts und unter Inanspruchnahme der Leistungen der _-Franchisenehmers auszuüben. Der _-Lizenznehmer darf keine Tätigkeit für ein anderes Unternehmen, das mit Mitgliedern der internationalen _-Organisation konkurriert, unmittelbar oder mittelbar ausüben. Kapitalbeteiligungen, die dem _-Lizenznehmer keinen wesentlichen Einfluss aus das geschäftliche Verhalten eines Konkurrenzunternehmens ermöglichen, sind zulässig. Ausnahmen bedürfen eines ausdrücklichen, schriftlichen Nachtrags zum Vertrag
.“ Per quanto concerne i prezzi l’art. 4.3 prevede che „
der _-Lizenznehmer ist in der Festlegung seiner Preise für seine Dienstleistungen frei.
Er wird sich allerdings Preisdumping oder Wucherpreisen enthalten.
“
L’art. 5 (
Informationswesen/Betriebsvergleich/EDV/Controlling
) prevede un’altra tipica caratteristica dell’attività dipendente, ossia la messa a disposizione a favore della società, da parte del „
Lizenznehmer
“, di dati e informazioni che permettano una valutazione globale delle prestazioni di tutti i “_
Lizenznehmer
“. La società deve essere messa al corrente degli sviluppi degli affari del “
Lizenznehmer
” tramite formulari appositamente preparati. Se quest’ultimo non segue quanto impone l’art. 5, la società ha, secondo il contratto, un diritto assoluto di esaminare tutta la documentazione inerente l’attività di commerciante di immobili.
Per l’art. 5.1 infatti "
zur Verbesserung und Weiterentwicklung des Know-hows und zur Optimierung der Leistungen der _-Franchisenehmers als Inhaber der _-Immobilenmakler-Gemeinschaftsbüros und der Leistungen aller _-Lizenznehmer benötigt der _-Franchisenehmer Daten und Informationen. Der _-Lizenznehmer wird diese zur Verfügung stellen und erteilt die datenschutzrechtliche Erlaubnis zu ihrer Auswertung und Nutzung durch den _-Franchisenehmer." L’art. 5.2 prevede che „Ergebnisse der selbständige Tätigkeit des _-Lizenznehmers sowie die für das Controlling der _-Unterstützungs- und Managementleistungen massgeblichen Daten werden vom _-Franchisenehmer analysiert. Hierauf gestützt können anonymisierte Kennzahlen entwickelt werden, die allen _-Franchisenehmern und allen _-Lizenznehmern im Rahmen eines Betriebsvergleichs zwecks Optimierung ihrer Geschäftstätigkeit zur Verfügung gestellt werden, wie z.B. Umsatz pro _-Lizenznehmer, anteilige Personalkosten, etc.
A norma dell’art. 5.3 „
der _-Lizenznehmer stellt seine akquirierten Immobilien-Aufträge und Kunden innerhalb von 24 Stunden nach Akquisition in das _ (_-Immobilienbörse, zur Zeit _). Ausschliesslich für die dort registrierten Einträge kann der _-Lizenznehmer seinen Anspruch geltend machen.“
All’art. 5.4 (Controlling) è previsto che „
Die vertragsparteien sind sich darüber einig, dass das einheitliche Auftreten gegenüber dem Kunden und der breiten Oeffentlichkeit zwingend erforderlich ist, um das Konzept erfolgreich weiterzuführen. Einheitliches Auftreten und das Aufrechterhalten gleich bleibend hoher Qualität der unter der Marke angebotenen Dienstleistungen sind für den Kunden wichtig und deshalb für das System wesentliche Erfolgskriterien. Es ist daher im Interesse des _-Franchisesystems und damit auch des einzelnen _-Lizenznehmers, dass die Regelungen des vorliegenden Vertrags und der Systemrichtlinien in Systemunterlagen, die sich auf diese Leistungs- und Systemmerkmale der Qualität, des einheitlichen Auftretens (Corporate Identity und Corporate Design) beziehen, von den Systemteilnehmern stets eingehalten werden. Der _-Lizenznehmer unterrichtet deshalb den _-Franchisenehmer laufend über die Geschäftsentwicklung und die ihm erteilten Aufträge sowie die von ihm getätigten Abschlüsse in formularmässiger Form oder unter Nutzung der EDV, so wie dies in Richtlinien und Handbüchern vorgesehen ist. Kommt der _-Lizenznehmer seinen Berichts- und Informationspflichten nicht nach, oder verstösst er gegen _-Ausführungsrichtlinien und Grundsätze, insbesondere mit Bezug auf die Qualitäts- und Einheitlichkeitsaspekte, hat der _-Franchisenehmer Zugang zu allen geschäftlichen Unterlagen des _-Lizenznehmers, welche die Ausübung seiner beruflichen Tätigkeit betreffen.
“ (sottolineatura del redattore)
Per l’art. 6.1 „
beauftragt der _-Lizenznehmer den _-Franchisenehmer, so ist dieser verpflichtet, die Weisungen des _-Lizenznehmers als Auftraggeber zu beachten, soweit nicht die mit dem eingeräumten Lizenzrecht verbundenen Lizenzpflichten entgegenstehen
.“
A norma dell’art. 6.2 "
der _-Lizenznehmer kann dem _-Franchisenehmer auf Widerruf die Inkassovollmacht in Bezug auf Provisionen und Vergütungen des _-Lizenznehmers einräumen. Kunden sind diesfalls vom _-Franchisenehmer dazu anzuhalten, dass Ueberweisungen auf ein vom _-Franchisenehmer bennantes Konto erfolgen. Dies erfolgt aus administrativen Gründen und ermöglicht dem _-Lizenznehmer gegenüber eine rasche Abrechnung der Lizenzgebühren gemäss Ziff. 8.1. in Verbindung mit Ziff. 8.4
".
L’art. 6.3 (
Nutzung von Aufträgen durch die internationale _-Organisation
) prevede che „
Die Beauftragung des _-Franchisenehmers durch den _-Lizenznehmer hat auch den Zweck, allen anderen _-Mitgliedern die Möglichkeit einzuräumen, die mit den Immobilienaufträgen verbundenen Chancen für ihre eigenen Kunden zu nutzen, um dadurch Provisionen und Vergütungen zu verdienen
.
Dabei besteht für den _-Lizenznehmer Objekt- und Kundenschutz. Sein Provisionsanspruch besteht gegenüber demjenigen _-Mitglied bzw. gegenüber dessen Kunden, mit dem ein Geschäft zustande gekommen ist.”
Per l’art. 6.4 “
Für Gemeinschaftsgeschäfte wird auf die hierzu gesondert bestehenden Empfehlungen verwiesen (siehe Systemunterlagen).
“
Per quanto concerne i rapporti con i clienti ed i terzi, il contratto, all’art. 6.5, prevede che “
Im Verhältnis zu seinen Kunden ist der _-Lizenznehmer sowohl berechtigt und verpflichtet als auch bereit, _-Marken, Logo und Corporate identity einzusetzen. Er ist jedoch nicht berechtigt, rechtsgeschäftliche Erklärungen im Namen von "_" oder unter Nutzung der Marken ,_" bzw. der Organisation "_" einzugehen. Er hat auch alles zu unterlassen, was den Rechtsschein einer Vertretungsberechtigung oder Bevollmächtigung für _ und/oder den _-Franchisenehmer erwecken könnte.
Um dies deutlich zu machen, sind auf Briefbogen, Visitenkarten und anderen Druckerzeugnissen entsprechende Hinweise zu machen. Dieser lautet wie folgt: "Jeder _-Franchise - und Lizenznehmer ist ein rechtlich eigenständiges Unternehmen
".
L’art. 6.6 (“
Provisionsrisiko
”) prevede che “
Als selbständiger Unternehmer trägt der _-Lizenznehmer selbst das Risiko eines eventuellen Provisionsausfalls (Delcredere-Risiko) seiner Aufträge.
“
Ciò tuttavia, come visto al consid. 2.9, non è un motivo per non considerare un agente di commercio come dipendente (RCC 1972 pag. 330).
Per l’art. 6.7 („
Gesetzliche Verpflichtungen
”) “
Alle nach gesetzlichen und behördlichen Vorschriften bestehenden Verpflichtungen hat der _-Lizenznehmer selbständig zu erfüllen. Der _-Lizenznehmer ist insbesondere alleinverantwortlich für die Erfüllung aller nach Gesetz und behördlichen Vorschriften bestehenden Verpflichtungen in Bezug auf Steuern, Abgaben, Sozialabgaben und/oder Beiträgen.
”
Mentre l’art. 7 regola dettagliatamente i rapporti tra le parti per quanto concerne il rimborso delle spese di cancelleria e la messa a disposizione del materiale d’ufficio, telefoni, fax, computer, ecc., l’art. 8 contiene le norme circa il calcolo delle provvigioni e la loro suddivisione (di regola 80% per il Lizenznehmer e 20% al Franchisenehmer).
In particolare per l’art. 7.1 „
Während der Vertragsdauer ist der _-Franchisenehmer bereit, dem _Lizenznehmer seinen räumlichen Anteil am Gemeinschaftsbüro und die ArbeitsmögIichkeiten, das Material und die Büroausrüstung in dem Gemeinschaftsbüro entgeltlich zur Verfügung zu stellen (z.B. Besprechungszimmer, Empfangsbereich, Telefon, Fax, PC, Formblätter, etc.), die für die berufliche Tätigkeit eines selbständigen _Lizenznehmers üblich sind
.“
Per l’art. 8.1 („
Lizenzgebühren
”) “
Für die Nutzung der nach diesem Vertrag eingeräumten Lizenz an den Marken, am Know-how und der Rechte als Mitglied der internationalen _-Organisation zahlt der _-Lizenznehmer Gebühren in Form der nachfolgend festgelegten Provisionsanteile
:
80 % der Provision stehen dem _-Lizenznehmer zu, 20 % stehen dem _-Franchisenehmer zu. Ein Wechsel der Lizenzregelung (zum Beispiel in das _-System 60%/40%, verbunden mit einer Reduktion der Kostenanteile nach Ziff. 8.3.) oder umgekehrt bedarf der vorgängigen schriftlichen Zustimmung des _Franchisenehmers.
Der Lizenznehmer bezahlt mindestens die aus der Anlage "Minimumbeiträge" ersichtlichen Beiträge.
Die Berechnung der massgeblichen Provisionen ergibt sich aus den Systemunterlagen.“
A norma dell’art. 8.2 „
Der _-Franchisenehmer verwendet seinen Provisionsanteil wie folgt: 6% aus der Gesamtprovision, mindestens jedoch die vereinbarte monatliche Mindestgebühr, werden an den für den _-Franchisenehmer zuständigen _Franchisenehmer Schweiz gezahlt.
3% aus der Gesamtprovision, mindestens jedoch die vereinbarte monatliche Mindestgebühr, werden für den Regionalen Werbe-Fonds (RWF) an den _franchisenehmer _ Schweiz gezahlt
.“
L’art. 8.3 regola invece i costi fissi.
L’art. 9.1 prevede che il „
Lizenznehmer
“ deve attenersi alle norme di legge che regola il diritto delle marche, oltre naturalmente alle altre disposizioni di diritto pubblico che disciplinano l’attività di commerciante di immobili.
All’art. 9.2 viene invece precisato che il „
Lizenznehmer
“ deve attenersi anche alle regole etiche della professione ed in particolare al “codice d’onore “ della “_”.
Infatti, l’art. 9.2 („
Berufsethische Verpflichtungen
“) prevede che „
Der _-Lizenznehmer wird denjenigen Organisationen für den Beruf des selbständigen Maklers von Immobilien angehören, bei denen die Mitgliedschaft zwingend oder aus beruflichen Gründen angemessen und nützlich ist. Er wird alle Bestimmungen, Statuten und sonstige Regelungen solcher Organisationen beachten und einhalten. Der _-Lizenznehmer wird bei der Erbringung seiner beruflichen Leistungen gegenüber seinen Kunden und allgemein gegenüber der Öffentlichkeit hohe ethische und professionelle Standards einhalten
.
Er wird sich zudem nach den berufsethischen Grundsätzen richten, welche die internationale _-Organisation aufstellt und von Zeit zu Zeit den wirtschaftlichen und gesellschaftlichen Entwicklungen anpasst, einschliesslich des Ehrenkodexes von _, welcher diesem Vertrag als Anlage beigefügt ist. Der _-Lizenznehmer anerkennt, dass diese Grundsätze keine Einschränkung seiner beruflichen Tätigkeit darstellen, sondern vielmehr Ausdruck von Sorgfalt, Professionalität und Kundenfreundlichkeit im Immobiliengeschäft im allgemeinen und im _-Geschäft im besonderen sind
.”
(sottolineatura del redattore)
L’art. 9.3 impone, o meglio, consiglia vivamente al „
Lizenznehmer
“ di seguire corsi di aggiornamento organizzati dalla stessa _.
Per l’art. 9.3 („Berufliche Weiterbildung“) infatti „
Der _-Lizenznehmer wird an den Massnahmen der beruflichen Weiterbildung und insbesondere der Weiterbildung von _-Mitgliedern teilnehmen. Dabei wird die Teilnahme am Sitzungen der _-Franchisenehmer, somit auch die Verkaufsseminar "_" und "_" verlangt; die Teilnahme an den Verkaufsund Jahrestagungen ist wünschenswert _ Schweiz bietet ein umfassendes Weiterbildungsprogramm an.
”
L’art. 9.4 prevede invece che i costi delle assicurazioni (sociali e private) devono essere assunti direttamente del „
Lizenznehmer
“: „
Der _-Lizenznehmer wird auf eigene Kosten notwendige Versicherungen für die
Risiken gegen Krankheit, Invalidität, Pflege und Alter sowie sonstige beruflich bedingte
Versicherungen, wie Haftpflicht, abschliessen und den Versicherungsschutz durch
rechtzeitige PrämienzahIung aufrechterhalten.
“
Questo aspetto non è tuttavia sufficiente a sovvertire tutti gli altri elementi contenuti nel contratto che evidenziano la dipendenza del “
Lizenznehmer
” nei confronti della società PI 1.
Infine per l’art. 9.5 („
Freistellung
“) „
Der _-Lizenznehmer stelit den _-Franchisenehmer ausdrücklich frei von
allen Zahlungsverpflichtungen, Schadensersatzansprüchen und sonstigen Forderun
gen, welche dem _-Franchisenehmer in irgendeiner Weise aufgrund der Tätig
keit des _-Lizenznehmers entstehen
.“
L’art. 10 contiene regole dettagliate circa la durata e la fine del contratto, che richiamano in gran parte le norme del contratto di lavoro (termine di disdetta, ammonimento e assegnazione di un termine per sanare una violazione del contratto prima di porre fine al medesimo) e disciplinano le sorti degli affari che si concludono dopo la fine del contratto grazie all’intervento iniziale del “
Lizenznehmer
” (cfr., per quanto concerne il contratto d’agenzia, l’art. 418t CO).
Per l’art. 10.1 “
Dieser Vertrag tritt mit seiner Unterzeichnung in Kraft. Er ist unbefristet und kann vom _
-Franchisenehmer oder vom _-Lizenznehmer im Hinblick auf die mit
einer Vertragsbeendigung verbundenen organisatorischen Massnahmen einzig mit
einer Frist von einem Monat durch schriftliche Kündigung an die jeweils andere Partei zum Ende eines Monats beendet werden. Unabhängig hiervon kann jede Vertragspar
tei allerdings bei Vorliegen eines wichtigen Grundes (etwa strafrechtlich relevantes
Verhalten einer Vertragspartei, nachhaltige Verletzung der Vertragsbestimmungen oder die rechtskräftige Konkurseröffnung über eine Vertragspartei) auch mit sofortiger Wirkung kündigen. Liegt eine Vertragsverletzung vor, die schwerwiegend ist, jedoch
vom anderen Vertragspartner geheilt werden kann, ist vor Ausspruch einer auf ausseror
dentlichen Kündigung zunächst durch schriftliche Abmahnung dem anderen Vertrags
partner unter Gewährung einer angemessenen Frist Gelegenheit zu gewähren, den
gerügten Vertragsverstoss zu heilen. Bei fruchtlosem Fristablauf ist sodann das Recht
zur ausserordentlichen Vertragskündigung gegeben.
“
L’art. 10.2 prevede che „
Bei Vertragsende - gleich aus welchem Rechtsgrund - ist der _-Lizenznehmer verpflichtet, dem _-Franchisenehmer alle Unterlagen und alle vertraulichen oder
sonstigen Informationen, welche seine Tätigkeit aufgrund dieses Vertrages betreffen, zurückzugeben. Er wird solche Informationen für eigene oder fremde Geschäftstätig
keiten weder direkt noch indirekt nutzen.
“
Per l’art. 10.3 „
Sofern nach Vertragsende Geschäfte aufgrund von Aufträgen abgewickelt werden, die der _-Lizenznehmer vor Vertragsende entgegengenommen hat, so werden diese wie folgt geregelt:
Alle Geschäfte, die binnen einem Jahr nach Vertragsbeendigung betreffend bei Ver
tragsbeendigung gelisteter Objekte und Kunden getätigt werden, werden noch nach den vertraglichen Provisionsregeln zum Zeitpunkt der Vertragsbeendigung abgerechnet.
Der _-Lizenznehmer informiert den _-Franchisenehmer unaufgefordert und umgehend.
“
L’art. 11 prevede la forma scritta per le modifiche del contratto, per le disdette, le diffide, ecc.. Inoltre in caso di lacuna o nullità di una norma le parti si sono accordate nel senso che il contratto mantiene comunque la sua validità.
Per l’art. 11.1
„
Änderungen und Ergänzungen zu diesem Vertrag sowie Abmahnungen und Kündigun
gen bedürfen zu ihrer Wirksamkeit der Schriftform. Zur Einbeziehung der Ausführungs
richtlinien und -grundsätze von _ in diesen Lizenznehmervertrag wird auf die _
-Handbücher sowie auf die bei Vertragsabschluss vorhandenen und künftig von _ herausgegebenen Richtlinien, die dem _-Lizenznehmer jeweils
schriftlich mitgeteilt werden, Bezug genommen
.
A norma dell’art. 11.2 „
Bei Unwirksamkeit oder Lückenhaftigkeit einzelner Bestimmungen dieses Vertrages
wird davon die Gültigkeit der übrigen Bestimmungen nicht berührt. Die unwirksame
oder lückenhafte Regelung ist durch eine gültige Bestimmung zu ersetzen, die das
wirtschaftlich verfolgte Ziel erreicht
.“
Infine, all’art. 12 figurano le norme circa il luogo di esecuzione del contratto (cfr. art. 12.1: “
Sitz des _-Franchisenehmers”
), il foro (prima è necessario un tentativo di conciliazione e poi eventualmente, si può far capo al Giudice ordinario) e il diritto applicabile (art. 12.3: diritto svizzero).
Il TCA deve pertanto concludere che il contratto contiene numerosi elementi di subordinazione e di dipendenza nei confronti della società che non lasciano dubbi circa la qualifica dello statuto di RI 2 e RI 1.
Questa dipendenza viene confermata anche dalla circostanza che nel 2004 e nel 2005 entrambi hanno svolto la loro attività esclusivamente a favore della PI 1, conseguendo importi ragguardevoli, ciò che configura
una caratteristica tipica dell’attività dipendente (cfr. sentenza H 12/04 del 17 febbraio 2005, sentenza H 279/00
del 16 dicembre 2002, cfr. anche sentenza 11/07 del 20 marzo 2008) e dal fatto che
per poter esercitare la loro attività professionale, devono far capo alla PI 1, essendo sprovvisti delle necessarie autorizzazioni per iscriversi quali fiduciari in ambito immobiliare.
Tutti gli elementi, in maniera convergente, fanno ritenere a questo Tribunale che l’attività svolta da RI 1 e da RI 2 a favore della PI 1, sia un’attività di tipo dipendente, come concluso dalla Cassa di compensazione.
La qualifica effettuata dall’amministrazione va pertanto tutelata.
2.11. Dagli atti risulta tuttavia che, mentre RI 1 ha iniziato a lavorare per la PI 1 solo nel 2004, RI 2 svolgeva un’attività a favore della citata società già nel 2002 ed era stato inizialmente affiliato quale indipendente.
Anche se la questione non è stata sollevata dalle parti, va esaminato se nel caso di specie la buona fede dei ricorrenti è stata tutelata.
Il principio della buona fede, sancito dall’art. 9 Cost.,
tutela la legittima fiducia dell'amministrato nei confronti dell'autorità amministrativa e gli permette in particolare di esigere che l'amministrazione rispetti le promesse fatte ed eviti di contraddirsi. Così, un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a concedere a un amministrato un vantaggio contrario alla legge se, ossequiate determinate condizioni, egli abbia agito conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità (sentenza H 1/07 del 6 marzo 2008, consid.
6.1; DTF 131 II 627 consid. 6.1 pag. 636; DTF 129 I 161 consid. 4.1 pag. 170; DTF 126 II 377 consid.
3a pag. 387 con riferimenti).
La tutela della buona fede non presuppone tuttavia sempre l'esistenza di un'informazione o di una decisione sbagliate. Il diritto alla tutela della buona fede può così anche essere invocato con successo in presenza, semplicemente, di rassicurazioni o di un comportamento dell'amministrazione suscettivi di fare nascere nell'amministrato determinate aspettative (DTF 111 Ib 124 consid. 4; cfr. pure RAMI 1999 no. KV 97 pag. 525 consid. 4b). Dal principio della buona fede è infatti dedotto il divieto dell'abuso di diritto e del comportamento contraddittorio (vedi fra altre sentenza 2A.261/2001 del 29 ottobre 2001, consid. 2d/aa).
In concreto per RI 1 la questione non si pone, giacché la Cassa, per quello che la concerne, l’ha affiliata come indipendente sulla base del questionario compilato dall’assicurata e dalla successiva documentazione raccolta nel corso degli accertamenti effettuati. Per cui l’interessata non ha ricevuto informazioni errate.
Per quanto concerne il marito, se è vero che inizialmente era stato affiliato come indipendente, va tuttavia sottolineato come l’affiliazione in tale qualità fosse dovuta al fatto che l’interessato, al momento della sua iscrizione nel 2002 svolgeva l’attività per differenti mandanti (cfr. plico 2). Solo nel corso del mese di marzo 2005 la Cassa si è accorta che l’assicurato ha svolto l’attività di rappresentante di commercio unicamente a favore della PI 1 ed ha deciso di affiliarlo come dipendente per gli anni 2005 e seguenti.
Dagli atti emerge che la PI 1 il 15 luglio 2003 è stata oggetto di una revisione per il periodo 1999-2002, ossia compreso l’anno in cui RI 2 ha iniziato a lavorare per la società. L’amministrazione aveva indicato, nelle note interne, a proposito dei venditori che “
viene concesso un forfait del 20% sulle provvigioni (sistema _) ...
”.
Ne discende che la società aveva dei dipendenti che svolgevano l’attività di venditore e che venivano retribuiti secondo il sistema _. D’altra parte però RI 2 non era stato considerato dipendente della PI 1 poiché nell’ambito della sua attività lavorava per diversi mandanti.
Come visto la situazione è tuttavia cambiata già a partire dal 2003. L’amministrazione ne era a conoscenza poiché l’interessato, nel corso del 2003 e del 2004, aveva trasmesso alla Cassa le fatture della sola PI 1 (cfr. plico 2 e timbro di ricevuta delle fatture relative al 2003). La Cassa, in quel momento, non è tuttavia intervenuta e si è attivata nel corso del mese di marzo 2005, quando l’assicurato ha inviato le fatture relative all’attività svolta nel 2004.
Ritenuto che il 18 marzo 2005 la Cassa ha informato l’interessato della possibile modifica del suo statuto lavorativo (cfr. scritto intitolato: “
riesame affiliazione come indipendente”
), mentre la PI 1
è stata avvisata, indirettamente, tramite il legale degli insorgenti, il 29 marzo 2005, quando le è stata trasmessa per conoscenza una presa di posizione inviata alla Cassa, il cambiamento dello statuto può avvenire solo con il 1° aprile 2005.
2.12. Gli insorgenti fanno inoltre valere che l’importo ripreso dalla Cassa non corrisponderebbe a quello effettivamente conseguito poiché hanno sopportato delle spese che l’amministrazione non avrebbe preso in considerazione.
Dal reddito di un'attività dipendente, chiamato qui di seguito "salario determinante", è prelevato un contributo del 4,2% (art. 5 cpv. 1 LAVS).
Giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS,
"
Il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per tempo determinato o indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della retribuzione del lavoro."
Questo reddito ingloba dunque tutte le prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana. Per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS). Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante. Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (
recte: il salariato
cfr. il testo tedesco "
Arbeitnehmer
" e il testo francese "
salarié
") deve far fronte nell’ambito della propria attività. Non fanno parte di queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS). Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato. La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC 1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid. 2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).
La prassi amministrativa considera spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di rappresentanza e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140). Di principio si deve dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).
Conformemente alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA dell'11 settembre 1997 H 216/96). Le prove offerte devono essere concrete e non generiche.
Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).
L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b). A tale scopo secondo una giurisprudenza da sempre seguita è sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).
In una sentenza dell’11 gennaio 2005 (H 257/93) il TFA ha precisato la sua giurisprudenza. L'Alta Corte ha rimproverato all'amministrazione ed al TCA di avere "
omesso di assumere le prove necessarie per accertare se gli importi forfettari corrispondevano a spese effettivamente sopportate dal datore di lavoro...
".
Il TFA ha poi ritenuto che
"... particolarmente dispendioso appare per il datore di lavoro, che dispone tra l'altro di diversi autisti, tenere regolarmente un conteggio delle citate spese di trasferta e rappresentanza per ogni dipendente"
.
Con sentenza H 308/03 del 10 dicembre 2004 il TFA ha ritenuto come:
"... il sistema forfetario non costituisce un dato di fatto acquisito"
siccome
"... con l'ausilio di programmi informatici è del tutto agevole dimostrare le spese effettivamente sostenute dai dipendenti."
In quel caso l'Alta Corte aveva ritenuto non rispondente ai criteri
"... l'elencazione contabile stereotipa a titolo di spese di importi prefissati a valori costanti..."
ma soprattutto l'Alta Corte ha evidenziato (il 10 dicembre 2004) che:
"Va poi rammentato alla ricorrente che - contrariamente a quanto sostiene - ossia che spetta alla Cassa il compito di procurarsi i relativi documenti probatori - per l'art. 8 CC colui che vuole dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lei asserita, deve fornire la prova".
Alla luce del principio inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve provvedere ad entrare in possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà eccessive (RCC 1990 pag. 42 consid. 4; sentenza H 257/03 dell’11 gennaio 2005, consid. 4.3.2), il tutto con la collaborazione del datore di lavoro.
È ammissibile derogare a questo principio solo nel caso in cui, pur essendo l’esistenza di spese generali dimostrata, l’importo dettagliato non può essere comprovato in modo certo a causa di circostanze particolari (Pratique VSI 1994 pag. 170 seg.; Käser, op. cit., pag. 165). In tal caso la Cassa dovrà stimarne l’ammontare fissando un importo forfetario (N. 3005 e N. 3011 DSD). Questa modalità di calcolo viene in particolare applicata a
rappresentanti di commercio, artisti, giornalisti, fotografi per la stampa e musicisti
(Käser, op. cit., pag. 166).
Se le spese generali non vengono indicate separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese generali necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):
- si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per ogni periodo di pagamento del salario;
- non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).
Se le spese effettivamente sostenute vengono indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è applicabile.
Se l'indennità per le spese generali viene versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).
2.13. II marg. 4032 delle direttive sul salario determinante (DSD) prevede che se, in caso di spese generali indicate separatamente, le prestazioni del datore di lavoro designate quali indennità spese appaiono esagerate, si ammetteranno al massimo le deduzioni forfettarie secondo il N. 4034. In caso di rimborso delle spese solo parziale si rinvia al N. 4036 (marg. 4033 DSD).
Se le spese generali non sono indicate separatamente di regola si dovranno dedurre dal salario lordo le spese generali effettivamente sopportate dal rappresentante di commercio nell'esercizio della sua attività. Se le spese generali esposte non sono né provate né verosimili, normalmente può essere dedotto dal salario lordo il 25% a titolo forfetario (marg. 4034 DSD).
Se in un singolo caso le spese generali effettive fossero manifestamente inferiori a quelle calcolate secondo i tassi sopracitati, si devono ammettere solo le spese che corrispondono approssimativamente alle spese generali effettive sostenute (marg. 4035 DSD).
Infine il marg. 4036 DSD prevede che se verosimilmente il datore di lavoro rimborsa solo parzialmente le spese generali, si possono applicare i tassi forfettari indicati al N. 4034 all'importo totale versato (salario + rimborso).
2.14. Per quanto concerne l’ammontare del reddito conseguito dai ricorrenti e della conseguente ripresa effettuata dall’amministrazione, dagli atti emerge che RI 2 ha guadagnato nel 2005 complessivamente fr. 125'677 (cfr. resoconto del ricorrente alla Cassa di compensazione del 31 dicembre 2005, intitolato “
Reisevertreter
”, nel plico 1), mentre RI 1 ha conseguito un reddito lordo di fr. 106'154 nel 2004 e di fr. 67'750 nel 2005 (cfr. rendiconti della ricorrente del 31.12.2004, rispettivamente del 31.12.2005, nel plico 1). Questi importi sono stati ripresi dalla Cassa, senza dedurre alcuna spesa.
Con la risposta l’amministrazione afferma di non aver accettato le spese poiché non sarebbero state comprovate.
Pendente causa il TCA ha interpellato i ricorrenti chiedendo loro di produrre tutti i giustificativi delle spese sostenute nel periodo litigioso (doc. VI). Ciò che hanno fatto l’11 marzo 2008, affermando inoltre (anche se riferito all’attività indipendente) che per prassi si può comunque calcolare una deduzione del 25%.
Nella già citata sentenza H 196/06 del 5 febbraio 2008, l’Alta Corte al consid.
4 ha affermato:
"
Was die Höhe der den streitigen Verwaltungsentscheiden jeweils zugrunde gelegten beitragspflichtigen Erwerbseinkommen (massgebender Lohn) anbelangt, haben Ausgleichskasse und Vorinstanz übersehen, dass sich im Hinblick auf die von der Beschwerdeführerin und den Mitinteressierten stets geltend gemachten Übernahme der Geschäftskosten durch E._ und A._ die Frage nach einem Abzug von Unkosten im Sinne von Art. 9 AHVV aufdrängt (vgl. die Rz. 4031 ff. WML, insbesondere den zweiten Satz von Rz. 4034, wonach in der Regel 25 % vom Bruttolohn unselbständiger Reisevertreter pauschal abgezogen werden, wenn die Unkosten weder nachgewiesen noch glaubhaft gemacht werden). Die Verwaltung wird diesbezüglich die erforderlichen Abklärungen nachzuholen und alsdann über die Höhe der von der M._ AG zu entrichtenden Sozialversicherungsbeiträge neu zu verfügen haben." (sottolineatura del redattore)
Per cui su questo punto il ricorso va accolto e l’incarto rinviato alla Cassa affinché esamini dettagliatamente le fatture prodotte dai ricorrenti in sede di ricorso (e in parte già agli atti), decida se siano sufficienti a comprovare le spese sostenute (indicando, se non lo fossero, dettagliatamente per quale motivo non devono essere prese in considerazione) anche alla luce del contratto “_
-Lizenzvertrag
” prodotto in sede di ricorso e, se non ritenesse sufficientemente comprovate le spese sostenute, applichi le direttive sopra menzionate, in particolare per quanto concerne la possibilità di dedurre il 25% a titolo forfetario.
Va qui rammentato che ancora con sentenza del 20 aprile 2006 (H 57/04), il TFA ha precisato che se il datore di lavoro versa un’indennità a titolo di spese generali tramite importo forfetario oppure, a maggior ragione, tramite il rimborso di spese professionali sostanziate dai relativi documenti giustificativi, si presume che il risarcimento copra la totalità dei costi effettivi; tale presunzione può tuttavia essere rovesciata provando che l’importo delle spese è in realtà superiore (sentenza del 6 marzo 1986, H 109/85, consid. 4b; si veda anche la sentenza dell’11 settembre 1997 H 216/96, in cui vi è stata ripresa parziale degli importi forfetari rimborsati in un caso in cui venivano risarcite anche le spese effettive).
Sarà possibile derogare a questo principio solo nel caso in cui, pur essendo l’esistenza di spese generali dimostrata, l’importo dettagliato non potrà essere comprovato in modo certo a causa di circostanze particolari (Pratique VSI 1994 pag. 170 seg.; KÄSER, op. cit., pag. 165). In tal caso la Cassa dovrà stimarne l’ammontare fissando un importo forfetario (N. 3005 e N. 3011 DSD). Questa modalità di calcolo viene in particolare applicata a rappresentanti di commercio, artisti, giornalisti, fotografi per la stampa e musicisti (KÄSER, op. cit., pag. 166).
In queste circostanze il ricorso va accolto, la decisione impugnata annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per l’emanazione di un nuovo provvedimento amministrativo.
Agli insorgenti, rappresentati da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).
2.15. I ricorrenti hanno richiamato dalla Cassa di compensazione l’intero incarto che li concerne (doc. I).
Con la risposta l’amministrazione ha prodotto quanto richiesto (cfr. plico 1 e 2).
Pendente causa il TCA ha inoltre chiesto agli insorgenti la produzione di ulteriore documentazione (doc. VI).
Questo Tribunale ritiene che gli atti dell’incarto, non contestati nel loro contenuto, siano sufficienti per poter decidere nel merito del ricorso senza che sia necessario assumere ulteriori prove che non potrebbero modificare l’esito della vertenza.
Va qui rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.

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