Decision ID: 4af71db7-4d01-54c7-996e-ec9d8f518a9a
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto:
che _ _ (1963) ha dato alla luce il _ 1999 un figlio, _;
che già in precedenza, il _ 1999, _ _ (1967), cittadino _, aveva riconosciuto la sua paternità davanti all'ufficiale dello stato civile di _;
che con decisione del 6 dicembre 1999 la Delegazione tutoria di _ ha istituito una curatela a favore di _ (art. 308 CC) e ha nominato l'avv. _ _ in qualità di curatore con il compito, in particolare, di obbligare il padre al pagamento di alimenti e di consigliare e aiutare la madre;
che il 15 febbraio 2000 la Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, ha respinto un ricorso presentato da _ _ contro la predetta risoluzione;
che avverso la decisione dell'autorità di vigilanza _ _ è insorto con un appello del 21 febbraio 2000 nel quale si oppone alla rimunerazione del curatore, di cui chiede la sostituzione;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che le decisioni delle autorità tutorie – ossia delle Delegazioni tutorie (art. 51 cpv. 1 LAC e 20 lett. b RTC) – sono impugnabili entro 10 giorni (art. 69 LAC e 92 RTC) all'autorità di vigilanza (art. 420 cpv. 2 CC), le cui decisioni sono impugnabili a loro volta, entro venti giorni, alla Camera civile di appello (art. 54
a
LAC e 423 cpv. 3 CPC);
che il ricorrente si oppone “alla decisione di pagare il curatore poiché l'assunzione dello stesso è avvenuto a causa delle signorina _ _ ”, perché “l'attuale curatore avv. _, sta rappresentando gli interessi personali della signorina _ ” e perché “se un curatore dev'essere assolutamente necessario, faccio richiesta di un curatore neutro, delegato dall'autorità competente di _, che possa servire unicamente gli interessi del bambino”;
che per l'art. 308 CC se le circostanze lo richiedono, l'autorità tutoria nomina al figlio un curatore affinché consigli e aiuti i genitori nella cura del figlio (cpv. 1);
che l'autorità tutoria può conferire al curatore speciali poteri, segnatamente la rappresentanza del figlio per salvaguardare il diritto al mantenimento o diritti di altra natura e la vigilanza delle relazioni personali (art. 308 cpv. 2 CC);
che ogni misura di protezione giusta gli art. 307 segg. CC deve tendere al bene del figlio, anche se non risponde necessariamente agli interessi del genitore (o dei genitori);
che in concreto, quindi, poco importa i motivi per i quali i genitori non sono ancora addivenuti a una convenzione di mantenimento, decisiva essendo la questione di sapere se il provvedimento si giustifichi per il bene del figlio;
che sotto questo profilo il curatore deve risultare sufficientemente indipendente e oggettivo per svolgere il mandato nell'interesse del figlio, conservando il debito distacco dai relativi genitori;
che nella fattispecie la richiesta di contributo alimentare avanzata dal curatore, fondata per forza di cose sulle affermazioni della madre del bambino, non basta a denotare imparzialità;
che da pretese esagerate, per altro, il ricorrente potrà difendersi davanti al Pretore;
che, comunque sia, nella misura in cui intende contestare l'operato del curatore, il ricorrente deve rivolgersi dapprima alla Delegazione tutoria (art. 420 cpv. 1 CC; art. 20 lett. q del Regolamento sulle tutele e curatele) e solo successivamente, di fronte a una decisione sfavorevole di quest'ultima, all'autorità di vigilanza (art. 420 cpv. 2 CC);
che per il resto le misure a protezione del figlio previste dagli art. 307 segg. CC competono all'autorità tutoria, salvo la privazione dell'autorità parentale (estranea al caso in esame), che può essere pronunciata solo dall'autorità di vigilanza (art. 311 CC);
che, dovessero ravvisarsi in futuro concreti conflitti d'interessi o inosservanza di doveri, la Delegazione tutoria potrà sempre intervenire, designando nella veste di curatore una terza persona;
che, infine, i genitori devono provvedere ai bisogni del figlio, sopperendo anche ai costi delle misure prese a sua tutela (art. 276 cpv. 1 CC);
che anche a tale proposito l'appello si rivela perciò destinato all'insuccesso;
che nelle condizioni descritte l'appello, manifestamente infondato, può essere deciso con la procedura dell'art. 313
bis
CPC;
che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);
che in concreto si può nondimeno prescindere – eccezionalmente – dal prelevare spese, l'appellante risultando sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;
che non si giustifica nemmeno di assegnare ripetibili alla Delegazione tutoria, la quale non si è vista notificare l'appello e non ha quindi sopportato costi per l'eventuale stesura di osservazioni;