Decision ID: 6a12f072-4e57-529c-8281-9dd7d35e7256
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Il 5 dicembre 2008 B._- cittadino turco, nato il 26 giugno 1965 e
residente a Viganello - ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immi-
grazione del Cantone Ticino (ora Sezione della popolazione, in seguito:
SP) e a nome della madre A._ - cittadina turca nata il ... e resi-
dente in Turchia - l'ottenimento di un permesso di dimora B a motivo di un
ricongiungimento famigliare.
La Sezione dei permessi e dell'immigrazione, raccolto il preavviso negati-
vo del Comune di Lugano, luogo di residenza del richiedente, nonché
comune dove la madre di quest'ultimo avrebbe dovuto alloggiare, ha re-
spinto la richiesta sopracitata con decisione del 27 maggio 2009.
Il 12 giugno seguente B._ha inoltrato ricorso contro tale decisione
al Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il quale lo però respinto, confer-
mando la risoluzione dell'autorità cantonale di prime cure, con decisione
dell'8 settembre 2009.
B.
Trascorso poco più di un anno e più precisamente il 21 luglio 2010,
A._ ha sollecitato il rilascio di un visto Schengen della durata di tre
mesi al fine di poter rendere visita in Ticino al figlio B._. Quest'ulti-
mo si è dichiarato pronto a farsi carico di tutti i costi relativi al sostenta-
mento e all'alloggio dell'invitata nonché a garantire il suo rientro in Turchia
al termine del soggiorno.
Con decisione del 5 gennaio 2011 la Rappresentanza svizzera in Turchia
ha emanato una decisione negativa mediante modulo standard Schen-
gen.
In data 24 marzo 2011, statuendo sull'opposizione della richiedente, l'Uffi-
cio federale della migrazione (in seguito: UFM) ha confermato il rifiuto di
concedere l'autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen siccome la si-
tuazione personale dell'interessata e le condizioni socioeconomiche pre-
valenti in Turchia non permettevano di ritenere la partenza al termine del
soggiorno sufficientemente garantita, non essendo possibile escludere
che la richiedente desideri protrarre il soggiorno nella speranza di trovare
condizioni di vita migliori di quelle che conosce in patria. L'autorità di pri-
me cure ha pure sottolineato l'assenza di legami famigliari stretti in Tur-
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chia, come pure la possibile tentazione della stessa di rimanere in Svizze-
ra al fine di beneficiare di un migliore sistema medico sanitario rispetto a
quello turco. Infine l'UFM ha ricordato che nel 2009 alla richiedente era
già stato negato il permesso di dimora nel Cantone Ticino nel quadro di
un ricongiungimento famigliare con il figlio.
C.
Il 12 maggio 2011 A._ ha inoltrato ricorso contro la decisione
dell'autorità di prime cure, chiedendo al presente Tribunale di annullare la
citata decisione e di accogliere la richiesta di visto d'entrata. Essa ha pre-
teso un accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rile-
vanti da parte del Tribunale, evidenziando che già in passato la ricorrente
ha visitato i figli all'estero in particolare in Germania, ed Austria, facendo
sempre ritorno in Turchia. Inoltre, come risulterebbe dalla documentazio-
ne prodotta, l'interessata godrebbe in Turchia di una discreta situazione
economica beneficiando di un rendita pensionistica ed essendo proprieta-
ria di una casa propria e di terreni ceduti i locazione. La ricorrente ha pure
ricordato che il permesso di dimora richiesto nel 2009 - rifiutato dalle
competenti autorità - non è da leggere quale intenzione di un trasferimen-
to definitivo in Svizzera. Infine l'autorità di prime cure avrebbe valutato er-
roneamente il rischio di un soggiorno duraturo in Svizzera a motivo di
presunti bisogni medici, quando a suo dire lo Stato turco avrebbe un si-
stema sanitario confacente. Con riferimento a questo ultimo punto la ri-
corrente ha pure indicato che l'UFM ha commesso un eccesso o abuso
del proprio potere di apprezzamento, poiché si sarebbe fondato su que-
stioni prive di attinenza e del tutto ipotetiche. A._ ha infine prote-
stato tasse, spese e ripetibili.
D.
Con risposta del 4 luglio 2011, l'autorità di prime cure ha chiesto di dichia-
rare il ricorso infondato in tutte le sue conclusioni e di confermare la deci-
sione impugnata. L'UFM ha infatti ribadito che le disparità economiche tra
la Turchia e la Svizzera non possono escludere che l'interessata tenti di
prolungare il soggiorno sul territorio svizzero. Perdipiù tale eventualità sa-
rebbe ancora maggiore poiché A._, rientrante nella categoria di
persone necessitanti cure mediche importanti data la sua età anagrafica
di 78 anni, sarebbe a detta dell'UFM tentata di prolungare il proprio sog-
giorno in Svizzera allo scopo di beneficiare del sistema sanitario di questo
Paese migliore di quello turco.
E.
Con replica del 12 agosto 2011 la ricorrente si è riconfermata nelle pro-
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prie allegazioni di fatto e di diritto, rilevando in buona sostanza che l'auto-
rità di prime cure si è fondata su supposizione vaghe e non commisurate
al caso di specie.
F.
Con duplica del 26 agosto 2011 l'UFM ha chiesto di riconfermare la pro-
pria decisione del 24 marzo 2011 ritenendo di non dover modificare le
proprie conclusioni alla luce della replica della ricorrente.
G.
Infine, con scritto del 7 marzo 2012, la patrocinatrice della ricorrente ha
informato il presente Tribunale che il figlio di quest'ultima, B._, è di-
ventato cittadino svizzero.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1.
Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005
sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art. 31
LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il Tribunale)
giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021)
prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata
nello spazio Schengen rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità
dell'amministrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – pos-
sono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva
(cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).
1.2. Riservati i casi in cui la LTAF non dispone altrimenti la procedura di-
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). A._ ha il diritto di
ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso, presentato nella forma e nei
termini prescritti dalla legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA).
2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-
rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accer-
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tamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'i-
nadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudi-
cato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale
nella procedura ricorsuale e non è vincolato in alcun caso dai motivi del
ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di
fatto al momento del giudizio (cfr. consid. 1.2. della sentenza
2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata parzialmente in: DTF 129 II
215; cfr. DTAF 2011/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata).
3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messaggio
del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 2002,
in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che desidera-
no venire in questo paese, sia per un soggiorno di corta durata che per
un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere possono applicare legit-
timamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. DTF 122 II 1 consid.
3a; ALAIN WURZBURGER, La giurisprudenza recente del Tribunale federale
in materia di polizia degli stranieri, Rivista di diritto amministrativo
e di diritto fiscale [RDAF] 1997 I, p. 287). Come rilevato a giusto titolo
dall'autorità inferiore la legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce
né il diritto d'entrata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, co-
me gli altri Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stra-
nieri nel suo territorio. Questa decisione viene presa dalla Svizzera auto-
nomamente in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messag-
gio citato in FF 2002 3327, nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1).
4.
Le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore a tre
mesi sono disciplinate all'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 ottobre 2008
concernente l’entrata e il rilascio del visto (OEV, RS 142.204), il quale rin-
via al Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al
regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone fisiche
(codice frontiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). L'art. 5
cpv. 1 del codice frontiere Schengen definisce le condizioni d'ingresso per
i cittadini di paesi terzi. Questi devono essere in possesso di uno o più
documenti di viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera e
se richiesto, di un visto valido (lett. a e b), nonché giustificare lo scopo e
le condizioni di soggiorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c e
art. 14 cpv. 1 lett. a-c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice co-
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munitario dei visti [Codice dei visti, GU L 243/1 del 15 settembre 2009,
pag. 1-58]). Infine non devono essere segnalati nel Sistema d'informazio-
ne Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere considerati
una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica
o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri (lett. d ed e).
Ciò posto le condizioni d'entrata previste dal codice frontiere Schengen
corrispondono essenzialmente a quelle di cui all'art. 5 cpv. 1 della legge
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).
5.
L'art. 5 cpv. 2 LStr esige inoltre dallo straniero che prevede un soggiorno
temporaneo in Svizzera una garanzia di partenza al termine del suo sog-
giorno. Questa condizione di diritto nazionale, non rappresenta un'esi-
genza supplementare e non contraddice il codice frontiere Schengen.
L'indicazione del soggiorno temporaneo costituisce di fatto una dichiara-
zione d'intenzione di lasciare il paese non appena il motivo di soggiorno
sia cessato. Allo stesso modo devono essere interpretate le istruzioni
consolari comuni del 22 dicembre 2005 indirizzate alle rappresentazioni
diplomatiche e consolari di prima categoria (ICC; GU C 326 del 22 di-
cembre 2005 pag.1-149). Le ICC esigono in particolare che venga valuta-
to il rischio migratorio (cfr. GU C 326 pag.10). Pertanto la pratica e la giu-
risprudenza relative all'art. 5 cpv. 2 LStr possono essere applicate (in me-
rito ai dettagli di tale problematica, cfr. DTAF 2009/27 consid. 5.2 e 5.3).
6.
Se le condizioni per rilasciare un visto al fine di entrare nello spazio
Schengen non sono adempiute, in casi eccezionali è comunque possibile
concedere un visto a validità territoriale limitata. Lo stato membro interes-
sato può fare segnatamente uso di tale possibilità, se lo ritiene giustificato
per motivi umanitari, di interesse nazionale o in virtù di obblighi interna-
zionali (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. a codice dei visti, anche art. 5 cpv. 4 lett. c
Codice frontiere Schengen).
7.
In qualità di Paese dello spazio Schengen, la Svizzera applica parimenti il
Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001 (GU L 81 del
21 marzo 2001), il cui art. 1 § 1 e 2 prescrive che i cittadini dei paesi terzi
che figurano nell'allegato I al medesimo Regolamento devono essere in
possesso del visto all'atto di attraversamento delle frontiere esterne degli
Stati Schengen. In proposito, essendo la Turchia, contemplata nel sopra-
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citato allegato I, la ricorrente, quale cittadina turca, soggiace all'obbligo
del visto.
8.
8.1. Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza del
previsto soggiorno risulti sufficientemente assicurata, è necessario giudi-
care un comportamento futuro. Ora, non è possibile constatare in modo
certo un fatto non ancora accaduto, tuttavia si possono emettere delle
supposizioni, considerando l'insieme delle circostanze della fattispecie e i
dati concreti che risultano dalla situazione generale del Paese d'origine
della richiedente.
8.2. A tale proposito occorre prendere in considerazione la qualità di vita
e le condizioni economiche e sociali prevalenti in Turchia. Con un reddito
annuo pro capite di 10'398.- USD, questo Paese è situato considerevol-
mente al di sotto degli Stati dell'Unione europea e della Svizzera. Va detto
tuttavia che vi è stata una crescita economica sostenuta, stimata all'8.2 %
nel 2010, e che dopo la crisi del 2011 e dopo le riforme iniziate dall'allora
ministro delle finanze Kemal Darvis, l'inflazione è crollata, gli investimenti
sono risaliti, e il numero di disoccupati è fortemente calato. In questo con-
testo la Turchia ha gradualmente aperto il proprio mercato grazie ad al-
cune riforme, riducendo i controlli statali sugli scambi esteri e controllando
meglio le privatizzazioni (fonti: http://www.eda.admin.ch/eda
/it/home/reps/eur/vtur/statur.html, ultimo aggiornamento il 2 ottobre 2011;
http://it.wikipedia.org/wiki/Turchia ultimo aggiornamento 1° aprile 2012;
[siti internet consultati il 5 aprile 2012]).
8.3. Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socio-eco-
nomica in Turchia e del fatto che la predisposizione a lasciare il proprio
paese d'origine è favorita allorquando parenti o conoscenti si trovano
all'estero, la valutazione dell'UFM inerente il rischio relativamente elevato
del non rispetto dell'uscita dallo spazio Schengen entro i termini prestabi-
liti, non può essere contestata. Ciònonostante, trarre delle conclusioni ba-
sandosi unicamente sulla situazione generale del paese d'origine, por-
terebbe ad una valutazione dei fatti eccessivamente generalizzata. Oc-
corre pertanto esaminare se la persona interessata presenta le garanzie
necessarie in vista di un'uscita dalla Svizzera e dallo Spazio Schengen
nei termini prestabiliti ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LStr, considerando l'in-
sieme delle circostanze del caso concreto; in particolare gli obblighi deri-
vanti dalla sua situazione personale, famigliare e professionale, i quali
http://www.eda.admin.ch/eda/it/home/reps/eur/vtur/statur.html http://www.eda.admin.ch/eda/it/home/reps/eur/vtur/statur.html http://it.wikipedia.org/wiki/Turchia
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possono costituire una prognosi favorevole per una partenza puntuale
dalla Svizzera.
9.
9.1.
Dalla documentazione agli atti è emerso che la richiedente ha 78 anni, è
vedova, ma ha una famiglia alquanto numerosa composta da 4 fratelli e 2
sorelle che vivono tutti, eccetto una sorella, in Turchia. La ricorrente è pu-
re madre di 9 figli i quali risiedono tutti all'estero (segnatamente Austria,
Germania, Svezia e appunto Svizzera). A._ ha indicato inoltre di
beneficiare di una rendita AVS di 400 LT (lire turche), ossia al cambio at-
tuale poco più di Fr. 200.-, come pure di essere comproprietaria assieme
ai figli della casa in cui risiede e di alcuni terreni per la coltivazione del
grano dati in locazione e il cui provento resta però a sua esclusiva dispo-
sizione.
Dalle risultanze istruttorie emerge inoltre che nel dicembre 2008 la ricor-
rente ha chiesto un permesso di dimora al cantone Ticino allo scopo di
trasferire la propria residenza presso il figlio B._sostanziando qua-
le motivo un ricongiungimento famigliare (cfr. sentenza del Consiglio di
Stato del 8 settembre 2009). In proposito, sebbene la ricorrente abbia in-
dicato che mai sarebbe stata sua intenzione trasferirsi definitivamente in
Svizzera per un lungo periodo (ricorso, pag. 8), dalla documentazione agli
atti - in particolare dalla lettera del 27 febbraio 2009 del figlio alle autorità
cantonali - si evince il contrario: infatti B._ha espressamente riferi-
to che "mia madre, la signora A._, è intenzionata a vivere in Sviz-
zera perché vuole vivere con me e la mia famiglia".
8.2. In concreto e a fronte di quanto sopra, occorre sottolineare che la ri-
corrente non dispone più di una solida cerchia sociale e famigliare in Tur-
chia, che non ha alcuna attività professionale nel proprio Paese, che i
propri introiti sono esigui e pari a Fr. 2'400 all'anno, in un Paese dove il
reddito medio procapite ammonta a USD 10'800, mentre non è chiaro se
e quanto percepirebbe da terreni dati in locazione, ma soprattutto che si-
no a due anni or sono la sua intenzione era quella di stabilirsi in Svizzera.
Infine, seppure è da valutare in concreto, si può pacificamente ammettere
che l'interessata alla sua età possa avere maggiormente bisogno di cure
mediche rispetto a persone più giovani, come pure che il sistema sanita-
rio svizzero sia migliore di quello turco.
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Orbene, a fronte di queste costatazioni il Tribunale ritiene che non si pos-
sa escludere il rischio di un'eventuale emigrazione in quanto, come si è
visto, già nel 2009 essa sarebbe stata disposta a lasciare la propria situa-
zione in Turchia per stabilirsi durevolmente in Svizzera.
8.3. Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo che
l'uscita dallo spazio Schengen entro i termini stabiliti dopo il soggiorno per
visita non era sufficientemente garantita. Considerato l'insieme delle cir-
costanze, le dichiarazioni fornite dalla ricorrente - in base alle quali a-
vrebbe lasciato la Svizzera allo spirare del visto - non sono tali da impedi-
re di intraprendere i passi necessari per stabilirsi durevolmente in Svizze-
ra (cfr. sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre
2005). In proposito l'esperienza ha più volte dimostrato che gli interessati
non si sentono legati alle dichiarazioni d'intenzione formulate in merito
all'uscita puntuale dalla Svizzera allo scadere del visto, e nemmeno alle
garanzie finanziarie fornite dall'ospitante, le quali costituiscono delle sem-
plici dichiarazioni d'intenzione, prive di effetti giuridici che, in mancanza di
elementi concreti attestanti la volontà di uscire dal territorio elvetico, non
sono sufficienti ad assicurare la partenza di un cittadino straniero entro i
termini stabiliti.
10.
Infine occorre rilevare che la ricorrente non ha fatto valere, e nemmeno
sembra sussistere, alcun motivo a fondamento di un visto territoriale limi-
tato (cfr. consid. 6). In particolare, a giusta ragione, la ricorrente non ha
allegato che i rapporti famigliari con il proprio figlio possono essere man-
tenuti unicamente con la concessione del visto d'entrata per la Svizzera
11.
Ne discende che l'UFM con decisione del 24 marzo 2011 non ha violato il
diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di
prime cure nemmeno ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 49
PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.
12.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a carico
della ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cau-
se dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
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