Decision ID: 34769a74-6238-50e2-b3e2-7ba7dddd5654
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
L’interessata, di cittadinanza srilankese, ha depositato una domanda
d’asilo in Svizzera il (...) aprile 2021 (cfr. atto SEM n. [{...}]-3/2).
B.
Con decisione del 3 maggio 2021, la SEM, non è entrata nel merito della
domanda d’asilo succitata della richiedente, ha pronunciato il suo
allontanamento (recte: trasferimento) dalla Svizzera verso la B._, e
l’esecuzione della predetta misura, nonché ha concluso che un eventuale
ricorso contro la decisione non ha effetto sospensivo.
C.
Contro la precitata decisione dell’autorità inferiore, l’interessata è insorta
con ricorso al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale)
l’11 maggio 2021. Per il tramite di uno scritto datato 15 maggio 2021, la
ricorrente ha prodotto il foglio di informazioni mediche (di seguito: F2) del
(...) inerente una visita medica che avrebbe effettuato il medesimo giorno
(cfr. risultanze processuali nella procedura del Tribunale di cui al ruolo
D-2221/2021).
D.
Con sentenza D-2221/2021 del 20 maggio 2021, il Tribunale ha respinto la
succitata impugnativa, rigettando pure la domanda di assistenza
giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento di spese di giustizia e
dell’anticipo spese, presentata dalla medesima, nonché ponendo a suo
carico le spese processuali.
E.
Il 18 giugno 2021 (cfr. risultanze processuali), l’interessata ha inoltrato al
Tribunale uno scritto intitolato: “Istanza di revisione”, chiedendo a titolo
processuale la sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento quale
misura supercautelare ed il conferimento dell’effetto sospensivo all’istanza,
nonché la ricevibilità dell’istanza o in subordine, qualora il Tribunale ritenga
insussistenti le condizioni formali per la revisione, che la stessa sia
trasmessa all’autorità inferiore perché possa valutare la sussistenza delle
condizioni per una domanda di riesame. Nel merito ha invece postulato
l’accoglimento dell’istanza con contestuale annullamento della sentenza
del Tribunale D-2221/2021 del 20 maggio 2021, con la conseguenza che il
ricorso dell’11 maggio 2021 sia accolto e gli atti di causa siano restituiti alla
SEM per complemento istruttorio. Altresì ha presentato una domanda di
assistenza giudiziaria totale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle
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spese processuali e del relativo anticipo, nonché di gratuito patrocinio, con
protesta di spese e ripetibili, secondo l’equa valutazione del Tribunale.
Con la succitata domanda del 18 giugno 2021 sono stati prodotti quali
nuovi documenti a sostegno dello stato di salute dell’interessata: gli F2
rispettivamente del (...) (rubricato dalla richiedente sub doc. 4), del (...) e
del (...) (rubricati rispettivamente dall’interessata sub doc. 5 e doc. 6),
nonché un F2 del (...) ed il rispettivo rapporto medico del (...) della “(...)”
([...]) di C._ (rubricato dall’istante sub doc. 7).
F.
Il 21 giugno 2021, il Tribunale ha ordinato la sospensione dell’esecuzione
dell’allontanamento dell’istante, quale misura supercautelare.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Per le procedure dinanzi al Tribunale è determinante la PA, in quanto
la legge sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) non
disponga altrimenti (art. 37 LTAF). Giusta l’art. 45 LTAF gli art. 121–128
della legge sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110) si applicano per
analogia alla revisione delle sentenze del Tribunale amministrativo
federale. Per il contenuto e la forma è invece applicabile l’art. 67 cpv. 3 PA,
che rimanda dal canto suo agli art. 52 e 53 PA, e che dispone che la
domanda deve segnatamente indicare il motivo di revisione, la sua
tempestività e le conclusioni nel caso d’una nuova decisione del ricorso.
1.2 Le sentenze del Tribunale in materia d’asilo per le quali non è prevista
la possibilità di ricorrere al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d par. 1 LTF),
passano in giudicato il giorno in cui sono pronunciate (art. 61 LTF su
rimando degli art. 6 LAsi, 37 LTAF e 4 PA). Il Tribunale è competente per
pronunciarsi in merito alle domande di revisione interposte contro le proprie
sentenze (cfr. DTAF 2013/22 consid. 3.2; 2007/21 consid. 2.1 e 5.1). La
domanda di revisione costituisce il solo rimedio di diritto suscettibile di
essere esercitato nei confronti di una sentenza definitiva del Tribunale. Se
l’istanza viene accolta, la sentenza viene annullata e ne viene pronunciata
una nuova (cfr. art. 128 cpv. 1 LTF; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, no. 5.36,
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pag. 303; sentenza del Tribunale federale 9F_14/2010 del 16 marzo 2011
consid. 1). Il Tribunale si investe di una domanda di revisione solo se uno
dei motivi di revisione enunciati agli art. 121–123 LTF è debitamente
invocato; l’istante deve prevalersene o quantomeno far valere dei fatti
costitutivi del medesimo. Sapere se una sentenza debba essere
revisionata non costituisce invece una questione sull’ammissibilità della
domanda, ma attiene all’esame di merito (cfr. sentenze del Tribunale
federale 2F_24/2019 dell’11 novembre 2019 consid. 3 e 1F_16/2018 del
12 luglio 2018 consid. 1.2).
2.
Ai sensi dell’art. 127 LTF il Tribunale rinuncia ad ordinare uno scambio
scritti.
3.
3.1 L’istante fonda la sua richiesta d’un canto prevalendosi di una svista
che sarebbe presente nella sentenza del Tribunale D-2221/2021 del
20 maggio 2021, ove viene riportato che l’istante avrebbe richiesto asilo da
più di “tre mesi” al momento dell’emanazione della decisione della SEM del
3 maggio 2021 (cfr. pag. 4 in fine della sentenza succitata), allorché invece
successivamente vi sarebbe contraddittoriamente rilevato che l’istante non
avrebbe consultato l’infermeria del Centro federale d’asilo (di seguito: CFA)
dal suo arrivo in Svizzera avvenuto il (...) aprile 2021 (cfr. pag. 10 della
sentenza D-2221/2021), ovvero soltanto (...) giorni effettivi dal momento
dell’emanazione della decisione inferiore. D’altro canto, prevalendosi
anche di mezzi di prova nuovi o comunque non noti al momento della
decisione su ricorso e che ritiene tali da rimettere in discussione l’esito della
procedura anteriore, l’istante asserisce che sarebbe stato inesatto
concludere che ella abbia disatteso ai suoi doveri procedurali dal profilo
medico nella sentenza del Tribunale D-2221/2021, visti gli atti medici
presenti all’incarto al momento dell’emanazione della stessa, e che la SEM
abbia invece contravvenuto al suo onere di istruire la fattispecie in modo
accurato riguardo tale aspetto, come pure al rischio di trovarsi senza un
alloggio adeguato in caso di rinvio in B._. Visto inoltre
l’aggravamento dello stato clinico dell’interessata, come sarebbe attestato
dalla documentazione medica prodotta anche con l’istanza di revisione,
ella sarebbe confrontata con un reale rischio di un grave, rapido ed
irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle
intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita, così
come ritenuta dalla giurisprudenza topica referenziata in materia di
applicazione dell’art. 3 CEDU, se venisse trasferita in B._. Alla luce
di tali evenienze, la richiedente conclude che i fatti giuridicamente rilevanti
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per la sua disamina, siano stati stabiliti in modo inaccurato per la
valutazione se vi siano “motivi umanitari” ai sensi dell’art. 29a cpv. 3
dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali
dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), rispettivamente in merito alla
“clausola di sovranità” di cui all’art. 17 del regolamento (UE) n. 604/2013
del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce
i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente
per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno
degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide
(rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del
29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III). Inoltre, a titolo sussidiario,
ritiene che un suo trasferimento in B._, sarebbe ammissibile,
soltanto qualora vi siano delle garanzie concrete ed individuali da parte (...)
in merito all’accoglienza ed al proseguo delle cure mediche nei suoi
confronti nel suddetto Paese.
3.2 Nel senso sopra indicato, l’istante risulta quindi essere particolarmente
toccata dalla sentenza del 20 maggio 2021 del Tribunale e vanta un
interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della
stessa. Inoltre, in concreto l’istanza di revisione del 18 giugno 2021 è stata
depositata entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza di cui è chiesta
la revisione (art. 124 cpv. 1 lett. b LTF; sentenza del Tribunale federale
1F_15/2018 del 20 luglio 2018 consid. 1.2 e 2.1), rispettivamente entro 90
giorni dalla scoperta dei documenti e dei fatti nuovi (cfr. art. 124 cpv. 1
lett. d LTF) ed adempie i requisiti di indicazione dei motivi e di motivazione
(cfr. art. 67 al. 3 PA, applicabile su rimando dell’art. 47 LTAF che rinvia a
sua volta all’art. 52 cpv. 1 PA), cosicché nulla osta ad un suo esame di
merito.
4.
4.1 In maniera del tutto generale, in quanto rimedio di diritto straordinario
suscettibile d’essere esercitato solo a severe condizioni, la revisione non
consente di ridiscutere liberamente la sentenza di cui è chiesta la revisione
(cfr. sentenza del Tribunale D-4820/2020 [prevista per la pubblicazione
come DTAF] del 10 novembre 2020 consid. 5.1). Attraverso tale procedura
non è possibile sollevare censure che avrebbero dovuto essere formulate
nella precedente procedura o riproporre critiche sulle quali il Tribunale si è
già pronunciato (cfr. sentenze del Tribunale federale 1F_19/2018 del
9 agosto 2018 consid. 1.3, 2F_8/2018 del 15 giugno 2018 consid. 1.2). La
revisione non è inoltre data per correggere presunti errori giuridici (cfr.
DTF 96 I 279 consid. 3; sentenze del Tribunale federale 1F_27/2018 del
29 ottobre 2019, 2F_20/2012 del 25 settembre 2012 consid. 2.1).
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4.2 Secondo l’art. 121 lett. d LTF la revisione può essere domandata se il
Tribunale, per svista, non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli
atti. Questo motivo di revisione concerne il caso in cui il Tribunale ha
statuito fondandosi su uno stato di fatto incompleto o diverso dagli atti
all’inserto (cfr. DTF 100 III 73 consid. 1; sentenza del Tribunale federale
4F_15/2017 del 30 novembre 2017 consid. 2.1). La nozione di svista
presuppone in altri termini che il Tribunale abbia omesso di prendere in
considerazione un fatto o un determinato documento versato agli atti
oppure che l’abbia letto erroneamente, scostandosi per inavvertenza dal
suo tenore esatto. L’inavvertenza implica dal canto suo un errore
grossolano ed evidente e può sussistere sia quando un fatto o un
documento vengono ignorati sia quando la loro portata viene travisata;
essa deve riferirsi al contenuto del fatto stesso, segnatamente alla sua
percezione da parte del Tribunale, ma non al suo apprezzamento giuridico
(cfr. DTF 122 II 17 consid. 3 e rinvii; sentenza del Tribunale federale
6F_27/2019 dell’11 luglio 2019 consid. 2.2). I fatti che il giudice non ha
inavvertitamente preso in conto devono inoltre essere rilevanti, ossia
suscettibili di sovvertire l’esito del giudizio in favore dell’istante (cfr. per tutto
la sentenza del Tribunale nelle cause congiunte D-4820/2020 e
D-4821/2020 del 10 novembre 2020 [prevista quale pubblicazione nelle
DTAF] consid. 5.2 e ulteriori riferimenti ivi citati).
4.3
4.3.1 Dal canto suo, l’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF dispone che la revisione
può essere domandata se l’istante, dopo la pronuncia della sentenza, viene
a conoscenza di fatti rilevanti o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha
potuto addurre nel procedimento precedente, esclusi i fatti e i mezzi di
prova posteriori alla sentenza (cfr. DTF 134 III 45 consid. 2.1; 134 IV 48
consid. 1.2 e riferimenti citati). La possibilità di revisione si limita così ai
cosiddetti pseudo nova e meglio, ai fatti ed ai mezzi di prova anteriori alla
sentenza, ma insorti in seguito (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 4.2.4.2, 4.3.2,
5.2.3; 2013/22 consid. 3‒13; sentenza del Tribunale federale 8C_562/2019
del 16 giugno 2020 consid. 3.2 e 3.3). In virtù dell’art. 124 cpv. 1 lett. d LTF
una domanda di revisione fondata sull’art. 123 cpv. 2 LTF dev’essere
depositata entro 90 giorni dalla scoperta del motivo di revisione.
4.3.2 Su questi presupposti, giustificano una revisione soltanto quei fatti
che si sono realizzati fino al momento in cui, nella procedura principale,
erano ancora ammissibili delle allegazioni di fatto, sebbene non fossero
noti al ricorrente malgrado tutta la sua diligenza. La novità si riferisce quindi
alla scoperta e non al fatto medesimo (cfr. sentenza del Tribunale federale
1F_21/2017 del 17 novembre 2017 consid. 2.2; anche la DTF 143 III 272
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consid. 2.1 e 2.2 che indica le cinque condizioni necessarie per ammettere
un motivo di revisione ai sensi della LTF; sentenza del Tribunale
D-872/2020 del 23 settembre 2020 consid. 4.3.2). Inoltre i fatti devono
essere rilevanti, vale a dire di natura tale da modificare la fattispecie alla
base della sentenza contestata e condurre a un giudizio diverso in funzione
di un apprezzamento giuridico corretto (cfr. sentenza del Tribunale federale
1F_19/2018 consid. 3.2).
4.3.3 Per quanto concerne i mezzi di prova, essi dovevano innanzitutto già
esistere al momento della pronuncia della sentenza emessa nella
procedura ordinaria, e meglio, prima del momento in cui avrebbero potuto
essere introdotti in modo ammissibile in tale procedimento (cfr. sentenza
del Tribunale federale 2F_26/2019 del 14 novembre 2019; DTAF 2013/22
consid. 13). I mezzi di prova devono servire a comprovare i fatti nuovi che
giustificano la revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento
precedente, che tuttavia non avevano potuto essere provati, a discapito del
richiedente (cfr. DTF 127 V 373 consid. 5b). Se i nuovi mezzi di prova sono
destinati a provare dei fatti sostenuti in precedenza, il richiedente deve pure
dimostrare di non essere stato in grado di invocarli in tale procedimento
(cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_43/2012 consid. 11.1). Una prova
è considerata concludente quando il giudice avrebbe deciso diversamente
se ne fosse stato a conoscenza nella procedura principale (cfr. sentenza
del Tribunale federale 9F_14/2010 del 16 marzo 2011 consid. 2).
4.4 Tale limitazione non pregiudica però automaticamente la possibilità di
avvalersi di eventuali veri nova. Infatti, allorquando il richiedente miri ad
una rivalutazione della sua situazione giuridica sulla scorta di nuovi fatti o
di nuovi mezzi di prova posteriori ad una sentenza materiale di seconda
istanza, ma che riguardino fatti anteriori, questi potrà fare capo all’istituto
del riesame rivolgendosi all’autorità di prima istanza anche se il Tribunale
si è già espresso nel merito (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 5.3; 2013/22
consid. 5.5, 11.4.7 e 12.3; AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler
[ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren
[VwVG], 2a ed. 2019, n. 18 ad art. 66 PA; cfr. anche art. 111b LAsi).
5.
5.1 Tornando alla presente disamina, si rileva dapprima come per
l’argomentazione dell’istante riguardo alla “svista” in cui sarebbe incorso il
Tribunale, gli estremi per sottoporre a revisione la sentenza sindacata per
tale motivo, non ricorrono nella fattispecie. In primo luogo, difatti, mal si
comprende tale asserto dell’istante, in quanto risulta limpido dalla lettura
della sentenza in parola, come il Tribunale non sia incorso in una “svista”
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Pagina 8
nel senso dell’art. 121 lett. d LTF, bensì in un banale refuso nel riportare
l’argomentazione dell’autorità inferiore avendo ripreso invece che “da più
di tre settimane” come presente nella decisione della SEM (cfr. pag. 5 in
incipit), “da più di tre mesi” (cfr. sentenza, pag. 4). Tale conclusione è
supportata dal fatto che il Tribunale, lungo il corso di tutta la sentenza ha
riportato chiaramente e correttamente le date in cui la ricorrente avrebbe
segnatamente chiesto asilo alla Svizzera, rispettivamente sarebbe stata
emanata la decisione dell’autorità inferiore. Ha peraltro rettamente indicato
che al momento dell’emanazione della decisione della SEM, e già sin dal
suo arrivo in Svizzera il (...) aprile 2021, i problemi di salute da lei allegati
in corso di procedura, ovvero d’insonnia e di ipertensione, non erano stati
stabiliti, non avendo ella consultato l’infermeria dei Centri federali presso i
quali alloggiava. Quest’ultima argomentazione, risulta essere congruente
con gli atti presenti all’inserto sino al momento della presa di decisione da
parte della SEM. A tal proposito, inoltre, il (...) aveva comunicato alla SEM
su sua richiesta, il giorno stesso dell’emanazione della decisione
dell’autorità inferiore, che l’interessata non aveva svolto alcuna visita
medica e nessuna ne era prevista in futuro (cfr. atto SEM n. 25/1). Alla luce
di tali evenienze, non si vede pertanto, quali fatti il Tribunale non avrebbe
ritenuto erroneamente, rispettivamente avrebbe travisato la loro portata
nella sentenza querelata. Non si può dunque concludere, su tale punto,
che il Tribunale abbia statuito fondandosi su uno stato di fatto incompleto
o diverso dagli atti all’inserto. Nel caso in esame non è pertanto ravvisabile
alcuna svista ai sensi dell’art. 121 lett. d LTF, e l’istanza di revisione su tale
punto, in quanto infondata, deve quindi essere respinta.
5.2
5.2.1 Per quanto attiene invece le altre motivazioni contenute nell’istanza
e la documentazione allegata alla medesima, questo Tribunale constata
che il solo aspetto costitutivo di un potenziale motivo di revisione ex
art. 123 cpv. 2 lett. a LTF risulta essere il nuovo mezzo di prova prodotto
dall’interessata con l’istanza e datato prima dell’emanazione della
sentenza del 20 maggio 2021, ovvero l’F2 del (...) (cfr. sub doc. 4).
5.2.2 Al contrario, il fatto che ella abbia dovuto svolgere delle visite
mediche successive a suddetta sentenza come pure del peggioramento
che lo stato di salute dell’istante avrebbe avuto dalla stessa, così come
attestato dalla documentazione presentata dall’interessata con la sua
domanda del 18 giugno 2021, e meglio gli F2 del (...), del (...) e del
rapporto medico del (...) (cfr. sub da doc. 5 a doc. 7; cfr. anche in proposito
gli atti della SEM n. 40/2, 45/2, 46/2 e 47/2), ed i rischi nella quale ella
incorrerebbe nel caso in cui venisse rinviata in B._ poiché
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Pagina 9
successivi alla sentenza del Tribunale del 20 maggio 2021, costituiscono
fatti e mezzi di prova posteriori irricevibili per via di revisione (cfr. in merito
anche supra consid. 4.3.1 e 4.3.3). Sotto tale aspetto anche le restanti
argomentazioni contenute nell’istanza circa la mancata applicazione delle
clausole discrezionali ai sensi degli art. 17 Regolamento Dublino III e
art. 29a cpv. 3 OAsi 1, risultano esulare, per i medesimi motivi succitati,
dalla competenza di questo Tribunale. Tali allegazioni e mezzi di prova
posteriori alla sentenza, anche se riconducibili a dei fatti anteriori, non
possono difatti motivare una domanda di revisione (cfr. art. 123 cpv. 2
lett. a LTF e DTAF 2013/22 consid. 13.1). In quanto riferibili alle predette
argomentazioni e documentazione, la domanda del 18 giugno 2021
dell’istante risulta pertanto irricevibile quale istanza di revisione, ed è al
contrario di esclusiva competenza della SEM nell’ambito di un riesame
rispettivamente di una domanda multipla esaminare gli stessi (cfr.
DTAF 2013/22 consid. 3.1-13).
5.3 Per quanto infine concerne le motivazioni dell’istante riguardo alle
condizioni di alloggio in B._ (cfr. istanza, p.to 3.2, pag. 6 seg.), le
stesse si esauriscono in critiche generalizzate di aspetti sui quali il
Tribunale si è già pronunciato nella procedura ordinaria, e sui quali
l’interessata si era del resto già espressa ampiamente nel suo gravame
dell’11 maggio 2021 (cfr. ricorso, p.to 5, pag. 5 seg.), e non configurano
pertanto un motivo di revisione (cfr. supra consid. 4.1).
6.
6.1 Ora, fatte tali debite premesse, con riferimento al solo motivo di
revisione sopra delimitato (cfr. supra consid. 5.2), occorre dappresso
esaminare se le condizioni per ammettere l’istanza riguardo tale unico
aspetto siano adempiute o meno.
6.2 In primo luogo si può partire dall’assunto che il documento presentato
(cfr. sub doc. 4) e le argomentazioni afferenti il medesimo presenti
nell’istanza, rispettino il termine di 90 giorni dalla loro scoperta così come
previsto dall’art. 124 lett. d LTF. Invero, l’istante ha dichiarato di avere
ricevuto il medesimo il 21 maggio 2021, e l’istanza è stata presentata il
18 giugno 2021, quindi ampiamente quest’ultima rispetta il termine
succitato. In secondo luogo si rileva come l’F2 del (...) prodotto con
l’istanza di revisione in parola dall’interessata, non fosse presente agli atti
della SEM allorché era stata emessa la sentenza del Tribunale il
20 maggio 2021, né risulta essere stato nel frattempo assunto agli atti della
medesima autorità. Ciò nonostante, da un punto di vista prettamente
medico, tale certificato non apporta una modifica sostanziale della
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Pagina 10
fattispecie già vagliata nella sentenza di cui è chiesta la revisione. Invero,
la visita medica di decorso per il controllo della pressione del (...) era già
stata segnalata nel F2 del (...), che era già stato trasmesso dall’istante al
Tribunale nella procedura ricorsuale e vagliato da quest’ultimo nella sua
sentenza del 20 maggio 2021. Inoltre, oltre ad un miglioramento chiaro
della qualità del sonno dopo l’assunzione della terapia a base del farmaco
(...) – prescritto dal medico all’istante a causa dell’insonnia di cui soffriva
già con la visita del (...) succitata – ed il fatto che i livelli della pressione
sanguigna sarebbero per la maggior parte nella norma nell’ultima
settimana (con rari sorpassi) – probabile patologia di ipertensione che era
già stata peraltro segnalata nell’atto medico F2 del (...) – l’F2 del (...) non
ha evidenziato ulteriori problemi somatici né men che meno psichici di
rilievo. Peraltro, in tale visita, il medico si era espresso nel senso di ritenere
superflua l’introduzione di una terapia anti-ipertensiva, visti i livelli di
pressione sanguigna quasi sempre nella norma. Ora come prima, in
considerazione di tali nuovi fatti portati all’attenzione del Tribunale la
situazione dell’istante non lascia quindi presagire che il suo stato di salute
si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar presupporre
che a seguito del trasferimento in B._ la sua morte appaia come
una prospettiva prossima. Né dalla stessa non sono evincibili dei seri motivi
di ritenere che l’istante – in assenza di trattamenti medici adeguati nello
Stato di destinazione – sarà confrontata ad un reale rischio di un grave,
rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute
comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della
speranza di vita. Non si ravvisa quindi nella fattispecie alcuna violazione,
secondo la giurisprudenza topica in materia, dell’art. 3 CEDU,
nell’eventualità di un trasferimento dell’istante verso la B._ (cfr.
sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo [di seguito: CorteEDU]
N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05 e Paposhvili contro
Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §180-193; DTAF 2011/9 consid. 7
e relativi riferimenti). D’altro canto, in sede di revisione e rispetto a tale
documento, non sono stati proposti elementi che possano rimettere in
discussione il principio per il quale, l’istante, possa far capo per le patologie
sopra rilevate, ai trattamenti necessari in B._ o altrimenti sollecitarli,
atteso altresì che detto Stato membro dispone di strutture mediche
giudicate sufficienti dalla giurisprudenza ed equiparabili a quelle elvetiche
(cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale F-2608/2021 del 9 giugno 2021
consid. 6, F-2267/2021 del 21 maggio 2021 consid. 6.3, D-1741/2021 del
22 aprile 2021, D-1654/2021 del 19 aprile 2021), come tra l’altro già
rimarcato dal Tribunale nella sentenza sindacata (cfr. pag. 10 della
sentenza D-2221/2021). Su tali presupposti, neppure l’esclusione
dell’applicazione al caso di specie delle clausole discrezionali di cui
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all’art. 17 Regolamento Dublino III e all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, come
motivato dal Tribunale nella sentenza D-2221/2021, può essere censurata.
7.
Alla luce di tutto quanto sopra, dal momento che il nuovo documento ed i
fatti nuovi afferenti il medesimo così come le argomentazioni dell’istante
esposte al consid. 5.1, ammissibili per via di revisione, non sono di natura
tale da modificare la fattispecie alla base della sentenza contestata,
conducendo ad un giudizio diverso in funzione di un nuovo apprezzamento
giuridico, l’istanza di revisione della sentenza D-2221/2021 del
20 maggio 2021, va dunque respinta, nella misura della sua ricevibilità.
8.
Per quanto poi concerne i mezzi di prova posteriori alla sentenza del
Tribunale D-2221/2021 (cfr. sub documenti da 5 a 7 allegati all’istanza)
come pure le argomentazioni presentate a supporto degli stessi (cfr. supra
consid. 5.2.2), i primi e la domanda del 18 giugno 2021 sono trasmessi
all’autorità inferiore per una questione di competenza funzionale,
rimanendo impregiudicate le questioni di ricevibilità o di merito in quanto
domanda di riesame rispettivamente domanda multipla. In tale delimitato
ambito, la conclusione esposta in subordine nell’istanza in parola
dall’interessata rispetto la questione della ricevibilità (cfr. p.to 3, pag. 9 delle
conclusioni nell’istanza del 18 giugno 2021), è accolta.
9.
Con la presente sentenza finale le misure supercautelari ordinate dal
Tribunale il 21 giugno 2021 decadono.
10.
Avendo il Tribunale statuito nel merito dell’istanza, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese
processuali è divenuta senza oggetto.
11.
Altresì, ritenute le allegazioni inerenti l’istanza di revisione sprovviste di
probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel
senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta
(art. 65 cpv. 1 PA). Inoltre, visto quanto precede, non essendo una delle
condizioni per il riconoscimento del gratuito patrocinio adempiuta (art. 65
PA), la richiesta presentata in tal senso dall’istante è pure respinta.
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12.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1'500.–, che
seguono la soccombenza, sono poste a carico dell’istante (art. 37 LTAF;
63 cpv. 1 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
(dispositivo alla pagina seguente)
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