Decision ID: 613f6a86-cdac-5e68-a58b-4b48d676e015
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 24 settembre 1998 _ ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione interposta da _ al PE sopra menzionato notificatole per l'incasso di fr. 4’569.50 oltre accessori a saldo di fatture emesse per la fornitura di bibite a quest’ultima;
che a valere quale riconoscimento di debito l’istante ha prodotto delle fatture corredate dei rispettivi bollettini di consegna della merce (doc. B) nonché l’estratto conto 8 aprile 1998 (doc. C) ;
che con il querelato giudizio il primo giudice, assente l’escussa dal contraddittorio e accertata la presenza agli atti di un valido riconoscimento di debito nell’insieme della documentazione prodotta dall’istante, ha accolto l’istanza;
che con scritti 6 e 13 novembre 1998 _ è insorta contro il predetto giudizio contestando di essere debitrice dell’importo posto in esecuzione, sostenendo in particolare di non aver mai ordinato, né ricevuto la merce;
che tale impugnazione deve essere trattata quale ricorso per cassazione in virtù degli art. 16 e 17 LALEF poiché il valore di causa è inferiore a fr. 8’000.–;
che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;
che giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del pretore o del giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove;
che secondo l’art. 82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il credito si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di pagare una determinata somma di denaro;
che nel caso di specie, dalla documentazione prodotta dall’istante non è possibile concludere per l’esistenza di un valido riconoscimento di debito per l’importo posto in esecuzione;
che infatti dalla stessa non risulta la dichiarazione di volontà chiara, esplicita, non equivoca e non soggetta a interpretazione della convenuta di riconoscersi debitrice nei confronti dell’istante per l’importo da questa rivendicato (
Rep
1972 345, 1979 394, 1989 338;
DTF
106 III 99
;
Fritsche/ Walder
, Schuldbetreibung und Konkurs nach schw. Recht, 1984, Vol. I, p. 259;
Panchaud/ Caprez
, op.cit., § 6;
A. Staehelin/Bauer/D. Staehelin
, op.cit., n. 21 segg. ad art. 82);
che in particolare, i bollettini sui quali l’istante fonda la sua domanda attestano la consegna della merce indicandone il valore complessivo poi ripreso nella stampa delle fatture, ma non recano nessuna firma oppure firma non identificabile con quella dell’escussa, né l’istante sostiene il contrario;
che quindi, il giudizio impugnato, che ha erroneamente concluso all’esistenza di un valido riconoscimento di debito, deve essere annullato essendo frutto di una valutazione manifestamente errata degli atti di causa;
che in virtù dell'art. 327 lett. g. CPC il ricorso deve essere accolto e l'istanza decisa ai sensi dell'art. 332 cpv. 2 CPC;
che alla ricorrente non viene assegnata nessuna indennità per la prima e seconda sede non avendo formulato nessuna richiesta in tal senso (art. 62 OTLEF).

Considerations: