Decision ID: bbc11042-74ee-57cc-8a0b-fd443201a86b
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...) 1967, domiciliato a B._
(IT), ha lavorato in Svizzera come frontaliere per differenti datori di lavoro
in qualità di carrozziere-verniciatore a partire dal 1991, solvendo regolari
contributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invali-
dità (doc. 1, 4, 6, 37-38 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’inva-
lidità per gli assicurati residenti all’estero, detto in seguito UAIE).
B.
B.a In data 11 ottobre 1994, per il tramite del patronato A.C.L.I., l’assicurato
ha presentato all’UAIE una prima domanda volta al conseguimento di pre-
stazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. 1), in ragione
dell’infortunio subito il 6 settembre 1990, in occasione del quale si era pro-
curato “una contusione alla spalla destra accompagnata da una lussa-
zione, già verificatasi in passato a più riprese” (doc. 16). Il sinistro – per il
quale l’assicurato è stato sottoposto a un intervento di stabilizzazione ar-
troscopica il 2 febbraio 1995 (doc. 10) – è stato preso a carico dall’assicu-
ratore infortuni di allora, Alpina assicurazione, che ha erogato le prestazioni
fino al 15 maggio 1995, momento in cui ha decretato la chiusura del caso,
rifiutando il diritto a una rendita, ma accordando un’indennità per menoma-
zione dell’integrità fisica (doc. 16, cfr. anche doc. 1-21 dell’incarto dell’as-
sicuratore contro gli infortuni [in seguito: inc. LAINF]).
B.b Al termine dell’istruttoria, con decisione del 23 aprile 1996, preceduta
dal progetto del 28 marzo 1996 (doc. 22), l’UAIE ha ritenuto non sussistere
le condizioni per riconoscere il diritto a una rendita AI, essendo il grado
d’invalidità insufficiente. Ha respinto di conseguenza la domanda di presta-
zioni assicurative (doc. 23-24).
C.
C.a In data 13 luglio 2017, per il tramite dell’Istituto nazionale svizzero di
assicurazione contro gli infortuni (INSAI), A._, ha formulato all’UAI-
C._ una nuova domanda di prestazioni (doc. 26, 29), in ragione
dell’infortunio non professionale subito il 17 gennaio 2017 per il quale è
stata attestata un’inabilità lavorativa del 100% e dal 20 gennaio 2017 cor-
risposte indennità giornaliere del 100% (doc. 22-27 inc. LAINF).
C.a.a Dall’incarto dell’INSAI è emerso che il 17 gennaio 2017, uscendo dal
proprio domicilio, l’assicurato è scivolato sul ghiaccio procurandosi una
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contusione ad entrambe le ginocchia (doc. 22-23 inc. LAINF). Gli esami
strumentali condotti il 2 febbraio 2017 hanno messo in evidenza, oltre a
una serie di problematiche extra-infortunistiche (condropatia e condro-ma-
lacia bilaterali), delle lesioni meniscali bilaterali (doc. 30-31 inc. LAINF), per
le quali si è reso necessario l’intervento di artroscopia del ginocchio sinistro
del 14 marzo 2017 e del ginocchio destro del 4 aprile 2017 (doc. 36, 38,
44-59 inc. LAINF).
C.a.b A partire dal 18 giugno 2017 l’interessato è stato dichiarato dal me-
dico curante in grado di riprendere ad esercitare l’attività lavorativa al 50%
nonostante la persistenza di importanti disturbi a entrambe le gambe (doc.
77, 89, 93-94 inc. LAINF).
C.a.c In occasione della visita medica circondariale del 3 ottobre 2017 il
dott. D._, specialista in chirurgia, ha ritenuto che per le sole conse-
guenze infortunistiche l’assicurato fosse inabile al 30% fino alla fine del
mese di ottobre 2017, momento a partire dal quale avrebbe potuto ripren-
dere a svolgere al 100% la propria attività (doc. 101 inc. LAINF).
Dal 1° novembre 2017 il caso è stato quindi chiuso e l’assicurato è stato
invitato a rivolgersi alla cassa malati per il prosieguo della cura medica
(doc. 103 inc. LAINF).
C.b Con comunicazione del 2 novembre 2017 – trasmessa al patronato
A.C.L.I., rappresentante dell’assicurato nella precedente procedura, ma
non in quella in corso – l’UAI-C._ ha quindi comunicato di chiudere
a sua volta la procedura avviata con l’annuncio del 13 luglio 2017, rite-
nendo il sinistro risoltosi senza conseguenze invalidanti, indicando la pos-
sibilità di chiedere entro 30 giorni una decisione soggetta a ricorso (doc.
28).
D.
D.a Il 12 aprile 2018 A._ ha trasmesso una terza domanda di pre-
stazioni all’UAI-C._ (doc. 30), in ragione dell’incapacità lavorativa
totale persistente dal 1° novembre 2017 per causa di malattia (doc. 4-5 e
segg. dell’incarto dell’assicuratore malattia E._ [in seguito: inc.
CM]).
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D.b Dall’istruttoria, nella quale sono confluiti gli incarti INSAI e E._,
sono emerse distinte problematiche degenerative dell’apparato locomo-
tore, nonché dei disturbi a livello psichico (doc. 1-2, 7-12 inc. CM, doc. 47,
49).
D.b.a Nel rapporto peritale del 23 ottobre 2018, il dott. F._, specia-
lista in reumatologia incaricato dalla E._, in relazione alle affezioni
fisiche, ha posto le seguenti diagnosi (doc. 49):
 Esiti da impianto di un’endoprotesi totale all’anca destra per coxar-
trosi (23 gennaio 2018) con recupero funzionale regolare e disturbi
algici residuali di tipo tendoperiostotico (periartropatia coxae);
 Coxartrosi a sinistra, clinicamente sintomatica, radiologicamente di
entità modica, senza limitazioni funzionali significative;
 Gonartrosi a varo (compartimento femoro-tibiale mediale) bilate-
rale, attualmente senza segni di attivazione, in esiti da esame ar-
troscopico per postumi traumatici (artroscopia a destra il 14 marzo
2017 e a sinistra il 4 aprile 2017);
 Lombalgia cronica, attualmente con sindrome vertebrale lieve,
in/con alterazioni degenerative contenute secondo RM del 4 set-
tembre 2015 (discopatia in L4/5) senza segni clinici per compli-
canze neurocompressive agli arti inferiori.
In considerazione delle alterazioni degenerative riscontrate in entrambe le
ginocchia, il perito ha ritenuto opportuno valutare l’indicazione di un inter-
vento di emiprotesi bilaterale. Egli ha inoltre riferito dell’indicazione dell’or-
topedico curante riguardo alla necessità di procedere all’intervento di ar-
troprotesi anche all’anca sinistra.
In assenza di tali interventi e a fronte delle limitazioni funzionali riscontrate
al momento della visita, il dott. F._ ha ritenuto sussistere un’incapa-
cità lavorativa totale e definitiva nella professione abituale di carrozziere-
verniciatore. Ha considerato per contro da subito esigibile l’esercizio di
un’attività sostitutiva adeguata nella misura del 50% (inteso come rendi-
mento ridotto su di una normale giornata di lavoro).
D.b.b Nel rapporto peritale del 22 novembre 2018, redatto a seguito della
visita ambulatoriale del 6 novembre 2018, la dott.ssa G._, speciali-
sta in psichiatria e psicoterapia incaricata dall’E._, ha diagnosticato
un episodio depressivo di lieve gravità (ICD-10 F.32.0), a causa del quale
ha ritenuto non sussistere alcuna limitazione per qualsiasi attività, dichia-
rando pertanto l’interessato abile al 100% (doc. 49).
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D.b.c Le diagnosi e le valutazioni peritali sono state interamente riprese
dal dott. H._, specialista in medicina interna generale, che nel rap-
porto finale SMR del 19 novembre 2018 ha attestato un’incapacità lavora-
tiva completa nella precedente attività a partire dal 1° novembre 2017 e
un’abilità lavorativa del 50% in un’attività adeguata ai limiti funzionali a par-
tire dal 23 ottobre 2018 (doc. 48). Tali conclusioni sono state ribadite anche
nell’annotazione del 25 febbraio 2019 (doc. 54), a seguito dell’esame della
nuova documentazione medica prodotta dal ricorrente, di cui si dirà se del
caso più avanti (doc. 52, 53).
D.c Sulla base degli accertamenti medici e del consulente in integrazione
professionale (IP) del 1° aprile 2019 (doc. 57), con progetto di decisione
del 18 aprile 2019 l’UAI-C._ ha prospettato l’attribuzione di una ren-
dita intera con grado AI del 100% dal 1° gennaio 2018 (trascorso l’anno
d’attesa), versata tuttavia unicamente a decorrere dal 1° ottobre 2018 (in
ragione della tardività della domanda di prestazioni, depositata unicamente
il 18 aprile 2018) e sostituita dal 1° febbraio 2019 da una mezza rendita,
avendo accertato a partire dal 23 ottobre 2018 un grado di invalidità del
52% (doc 61).
D.d Esaminate le osservazioni dell’insorgente, la nuova documentazione
medica prodotta (doc. 69) e il parere del SMR (doc. 70-71), con decisione
del 4 luglio 2019, l’UAIE ha riconosciuto il diritto a una rendita intera a par-
tire dal 1° ottobre 2018, poi ridotto a mezza rendita a partire dal 1° febbraio
2019 non ritenendo sussistere ulteriori patologie limitanti oltre a quelle de-
scritte nel rapporto finale SMR e confermando la data di inizio del versa-
mento delle prestazioni (doc. 74).
E.
E.a Contro la decisione dell’UAIE il 6 settembre 2019 A._, rappre-
sentato dal sindacato UNIA, ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale am-
ministrativo federale (doc. TAF 1), chiedendo l’annullamento della deci-
sione impugnata, in ragione di un accertamento errato dello stato di salute
– come dimostrato dal rapporto del 29 agosto 2019 del dott. I._,
specialista in ortopedia e medicina dello sport, attestante un’incapacità la-
vorativa (in attività non meglio precisate) pari o superiore al 67% –postu-
lando in via principale il riconoscimento di 3⁄4 di rendita d’invalidità con il
grado del 68% a decorrere dal 1° gennaio 2018 (ossia sei mesi dopo l’inol-
tro della seconda domanda) e in subordine il rinvio degli atti all’amministra-
zione per esperire una perizia pluridisciplinare volta ad accertare la capa-
cità di lavoro residua (doc. TAF 1).
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E.b Con decisione incidentale del 12 settembre 2019 il ricorrente è stato
invitato a versare un anticipo di fr. 800.- a copertura delle presumibili spese
processuali (doc. TAF 2), versato il 2 ottobre 2019 (doc. TAF 4).
E.c Con risposta del 21 novembre 2019 l’autorità inferiore, aderendo al
preavviso dell’UAI-C._ del 19 novembre 2018, fondato sull’annota-
zione SMR del 18 novembre 2019, ha proposto al Tribunale adito di acco-
gliere il ricorso e retrocedere gli atti all'amministrazione al fine di comple-
tare l’istruttoria dal punto di vista medico, mediante l’allestimento di una
perizia pluridisciplinare (doc. TAF 12).
E.d Invitato a prendere posizione e reso attento circa la possibile possibilità
di reformatio in pejus (doc. TAF 7), con scritto del 13 dicembre 2019 l’in-
sorgente ha ribadito la richiesta formulata in via principale, rimettendosi
tuttavia al giudizio del Tribunale riguardo alla proposta dell’UAIE, sostan-
zialmente aderente a quanto postulato in subordine nel ricorso (doc. TAF
8).

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale
(LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge
federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),
rese dall'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero.
1.2 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le
disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità
(art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA) ed essendo state regolarmente pagate l’anticipo delle spese
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giudiziarie (art. 63 cpv. 4 PA), il ricorso – interposto tempestivamente e ri-
spettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA)
– è pertanto ammissibile.
2.
2.1 Secondo l'art. 43 LPGA e l'art. 69 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961
sull’assicurazione per l’invalidità (OAI, RS 831.201), l'UAIE esamina le do-
mande concernenti le prestazioni d'invalidità, intraprende d'ufficio i neces-
sari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno, in partico-
lare circa lo stato di salute del richiedente, la sua attività, la sua capacità di
lavoro e la sua idoneità all'integrazione.
2.2 Giusta l'art. 49 lett. b PA l'accertamento inesatto ed incompleto dei fatti
giuridicamente rilevanti è motivo di ricorso.
3.
3.1 Nel caso di specie oggetto del contendere prima della risposta di
causa, era il momento della decorrenza della rendita – dovuta a mente del
ricorrente a partire dal 1° gennaio 2018, ossia sei mesi dopo il deposito
della seconda domanda di prestazioni (consid. C.a), anziché dal 1° ottobre
2018 – nonché il grado di invalidità – corrispondente, secondo l’insorgente,
ad almeno il 68% per tutto il periodo oggetto di contestazione e determi-
nante il diritto ad almeno 3⁄4 di rendita.
3.2 Con risposta del 21 novembre 2019 (doc. TAF 6), alla quale il ricorrente
ha aderito in via subordinata soltanto nella misura in cui questo Tribunale
non fosse in grado di accogliere la richiesta di accoglimento, nel senso
dell’attribuzione di 3⁄4 di rendita, formulata nel gravame in via principale
(doc. TAF 8), l'autorità inferiore ha proposto l'annullamento della decisione
impugnata con rinvio degli atti di causa per completare l'istruttoria tramite
l’esperimento della perizia pluridisciplinare come richiesto dal SMR, senza
tuttavia specificare in quali ambiti medici.
4.
Per quanto concerne la prima critica del ricorrente, relativa alla decorrenza
del diritto alla rendita si osserva quanto segue.
4.1
4.1.1 Giusta l'art. 8 cpv. 1 LPGA viene considerata invalidità l'incapacità al
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
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Pagina 8
L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.
4.1.2 Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto ad una rendita a
condizione che: la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere
le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata
mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; ha avuto
un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un
anno senza notevole interruzione; al termine di questo anno è invalido al-
meno al 40%.
4.2 L’art. 29 cpv. 1 LAI prevede dal canto suo che il diritto alla rendita nasce
al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il
diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate al-
tresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI; DTF 142 V 547 consid. 3.2). L'art.
29 cpv. 3 LAI precisa altresì che la rendita è versata all'inizio del mese in
cui nasce il diritto.
Tale disposizione concretizza il principio secondo cui le prestazioni dell'as-
sicurazione sociale non vengono assegnate, se non a seguito di una spe-
cifica richiesta dell'assicurato. In altre parole, chi omette di annunciare la
propria pretesa all’assicuratore preposto, nelle modalità e nelle forme pre-
scritte (art. 29 cpv. 1 LPGA), non potrà beneficiare delle prestazioni a cui
avrebbe di per sé diritto secondo le pertinenti disposizioni legali (DTF 101
V 261 consid. 2; cfr. anche MICHEL VALTERIO, Droit de l'assurance-vieillesse
et survivants [AVS] et de l'assurance-invalidité [AI], Schulthess 2011, N.
2812 p. 771 e riferimenti giurisprudenziali ivi citati). Una domanda di pre-
stazioni sussiste nella misura in cui risulta evidente che l’assicurato, attra-
verso il proprio annuncio all’assicuratore, ha manifestato la chiara volontà
di richiedere delle prestazioni (UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 3. ed. 2015,
ad art. 29, N. 12-14, pag. 458).
Va inoltre evidenziato che la data del deposito della domanda è determi-
nante per stabilire i diritti di cui l'interessato può avvalersi da quel momento
nei confronti dell'assicuratore preposto. Nel caso in cui la domanda di pre-
stazioni, vertente ad esempio sul riconoscimento del diritto alla rendita d'in-
validità, è stata rifiutata con decisione passata in giudicato, la data del de-
posito della domanda perde tuttavia il suo effetto. Per avvalersi di un ulte-
riore diritto alla rendita, l'interessato dovrà pertanto introdurre una nuova
domanda di prestazioni, non essendo al riguardo applicabili le disposizioni
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Pagina 9
riguardanti la revisione (cfr. sentenza del TF 9C_302/2015 del 18 settem-
bre 2015, consid. 5.3; M. VALTERIO, op. cit., N. 2847 p. 780).
4.3 Giusta l'art. 43 LPGA, l'assicuratore esamina le domande, intraprende
d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha biso-
gno (cpv. 1). Se sono necessari e ragionevolmente esigibili esami medici o
specialistici per la valutazione del caso, l'assicurato deve sottoporvisi (cpv.
2). Se per chiarire i fatti l'assicuratore deve far ricorso ai servizi di un perito
indipendente, ne comunica il nome alla parte. In buona sostanza il legisla-
tore assegna agli organi esecutivi della LAI il compito di stabilire i fatti giu-
ridicamente determinanti secondo il principio inquisitorio in modo tale da
consentire l'emissione di una decisione sulla prestazione richiesta (sen-
tenza del TF 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012 consid. 4.2).
4.4 La procedura, avviata su iniziativa dell'assicurato al momento del
deposito della domanda con cui rivendica il diritto alle prestazioni
d'invalidità (art. 29 cpv. 1 LPGA, art. 29 cpv. 1 LAI, art. 65 OAI) si conclude
generalmente al termine dell'istruttoria e della procedura di preavviso (art.
73 OAI), mediante una decisione con cui l'autorità inferiore si pronuncia
sulla richiesta di prestazioni (art. 74 OAI).
4.4.1 A norma dell'art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o
quando vi è disaccordo con l'interessato, l'assicuratore deve emanare per
scritto le decisioni in materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.
4.4.2 L'art. 51 LPGA autorizza una procedura informale per quelle presta-
zioni di minore importanza non contemplate nell'art. 49 cpv. 1 LPGA. In tal
caso i rapporti giuridici possono essere disciplinati in maniera semplificata,
ossia mediante un conteggio o una comunicazione (cfr. MICHEL VALTERIO,
Commentaire de la loi fédérale sur l’assurance-invalidité (LAI), Genève/Zu-
rich, Schulthess Editions Romandes 2018, ad. art. 58 LAI, N. 1).
Una decisione deve tuttavia essere pronunciata nella misura in cui l'inte-
ressato manifesta il proprio disaccordo o ne fa richiesta (art. 51 cpv. 2
LPGA). Per determinare entro quali termini una decisione formale debba
essere richiesta, occorre tenere conto delle circostanze del caso concreto
(indicazione nella comunicazione, conoscenze dell’assicurato o del suo
rappresentante, complessità della materia, comportamento dell’assicurato,
...) e considerare i contrapposti interessi in gioco, ossia da un lato la sicu-
rezza del diritto e dall’altro il principio della buona fede.
Il Tribunale federale ha precisato che nei casi in cui una comunicazione è
stata emessa conformemente al diritto secondo la procedura semplificata,
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Pagina 10
il termine di riflessione concesso all’assicurato per chiedere una decisione
varia a seconda delle circostanze da trenta giorni a tre mesi.
Per contro l'assicurato che intende contestare il rifiuto totale o parziale della
prestazione comunicato a torto dall’amministrazione mediante procedura
sommaria, può di principio pretendere l'emanazione di una decisione for-
male entro un anno. Un termine più lungo potrebbe entrare eventualmente
in linea di conto, quando l'interessato è ignorante in materia di questioni
giuridiche, non è rappresentato da un patrocinatore e in buona fede po-
trebbe intendere che l'assicuratore non abbia preso una posizione defini-
tiva e intenda ordinare ulteriori accertamenti (DTF 134 V 145 consid. 5.3
pag. 152 seg.; sentenza del TF 8C_14/2018 del 25 aprile 2018 consid. 2.3,
cfr. anche M. VALTERIO, op. cit., ad. art. 58, N. 4 e riferimenti giurispruden-
ziali ivi citati).
4.5
4.5.1 Nell’evenienza concreta, si osserva innanzitutto che a seguito della
ricezione della domanda di prestazioni del 13 luglio 2017 (consid. C.a),
l’amministrazione è rimasta completamente inattiva: essa non ha tra-
smesso il formulario ufficiale all’assicurato per completare la domanda di
prestazioni, non ha assunto agli atti le informazioni dell’assicurato e del
datore di lavoro, non ha invitato il richiedente a produrre gli atti medici in
suo possesso e a richiedere al medico curante la compilazione del rapporto
medico, né ha interrogato il proprio servizio medico al momento della rice-
zione da parte dell’INSAI dell’incarto infortunistico. Come giustamente ri-
leva il ricorrente l’autorità inferiore si è limitata a respingere in data 2 no-
vembre 2017 la domanda di prestazioni, fondandosi sulle valutazioni me-
diche raccolte dall’assicuratore LAINF, senza tuttavia svolgere il benché
minimo atto istruttorio, né valutare la rilevanza delle affezioni extra-infortu-
nistiche. Essa ha pertanto palesemente contravvenuto agli obblighi di ac-
certamento che le competono giusta l’art. 43 LPGA. Già solo per questa
ragione – da un punto di vista materiale – e alla luce delle patologie extra-
infortunistiche che comunque erano emerse in ambito LAINF (cfr. consid.
C.b), la procedura scaturita dalla domanda di prestazioni del 13 luglio 2017
non poteva essere ritenuta evasa, né tantomeno chiusa mediante la comu-
nicazione informale del 2 novembre 2017.
4.5.2 La citata comunicazione, per altro, neppure è stata notificata in ma-
niera corretta. A differenza della richiesta di prestazioni del 1994 infatti (cfr.
consid. B.), all’epoca del deposito della domanda del luglio 2017 per il tra-
mite dell’INSAI, il ricorrente non era più rappresentato dal patronato
A.C.L.I. (né tantomeno dall’UNIA che ha assunto il mandato di patrocinio
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Pagina 11
soltanto il 22 giugno 2018 [doc. 45]). Egli aveva infatti sottoscritto di proprio
pungo e senza indicare alcun patrocinatore il modulo di richiesta, poi inol-
trato all’UAI-C._ dall’INSAI (doc. 26), manifestando pertanto l’inten-
zione di agire personalmente nell’ambito della nuova procedura. Nono-
stante ciò, la comunicazione del 2 novembre 2017 è stata trasmessa – per
altro per posta semplice e senza copia per conoscenza all’assicurato – al
precedente rappresentante, che aveva agito per suo conto ben tredici anni
prima. Non è quindi neppure dato di sapere se e quando quest’ultimo abbia
eventualmente informato il ricorrente. Così stando le cose, non si può per-
tanto ritenere che l’atto amministrativo in parola sia stato validamente no-
tificato al ricorrente, né che lo stesso abbia esplicato nei suoi confronti gli
effetti in esso descritti, fra i quali chiudere la procedura avviata con la do-
manda del 13 luglio 2017.
4.5.3 La questione relativa al momento in cui il ricorrente è venuto a cono-
scenza della comunicazione del 2 novembre 2017 può tuttavia rimanere
indecisa, dal momento che, contrariamente a quanto sostiene l’UAIE, non
era necessario che l’assicurato reagisse nel termine di trenta giorni, chie-
dendo una decisione soggetta a ricorso. L’amministrazione ha infatti fatto
uso a torto della procedura semplificata per respingere la domanda di pre-
stazioni, non essendo né in presenza di un caso manifesto (art. 58 LAI e
art. 74ter OAI), né tantomeno potendo aspettarsi un accordo tacito da parte
del ricorrente, al quale intendeva negare la richiesta di rendita (art. 74ter
OAI). Trattandosi di un caso di ragguardevole entità la richiesta di presta-
zioni avrebbe dovuto infatti essere respinta – se a tale conclusione avesse
condotto un’istruttoria completa – mediante una decisione formale (art. 49
LAI).
4.5.4 Indipendentemente dal fatto se l’assicurato fosse venuto a cono-
scenza o meno della comunicazione del 2 novembre 2017, determinante è
pertanto sapere se quest’ultimo abbia reagito in qualche modo entro un
anno dall'emanazione della chiusura informale del caso. Ciò è precisa-
mente il caso nell’evenienza concreta.
Su suggerimento del dott. L._, che lo aveva visitato nell’ambito della
procedura condotta dall’assicuratore malattia, riscontrando una prolungata
incapacità lavorativa e una prognosi incerta (doc. 7 inc. CM), l’interessato
ha inoltrato il 12 aprile 2018 una nuova domanda di prestazioni all’UAI-
C._, evocando non soltanto la coxartrosi bilaterale alle anche, ma
pure le altre problematiche - e meglio gonartrosi destra e sinistra, lesioni
meniscali a seguito di infortunio, lombalgia in scoliosi, spondilartrosi lom-
bare - in parte già emerse in sede infortunistica ma non prese a carico
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dall’INSAI, essendo di natura degenerativa, ma che dalla data del sinistro
avevano subito un peggioramento (cfr. doc. 30 p. 6). Ora, sebbene l’assi-
curato non si sia espressamente opposto alla chiusura del caso, circo-
stanza che può essere riconducibile alla mancata ricezione della comuni-
cazione del 2 novembre 2017, con la nuova domanda di prestazioni, pre-
sentata appena 4 mesi dopo tale atto amministrativo, egli ha senz’altro fu-
gato ogni dubbio sul fatto che ritenesse ancora aperti gli aspetti riguardanti
le problematiche alle ginocchia. A fronte della precisa indicazione di tali
affezioni, unitamente all’esaustiva enumerazione di quelle di nuova insor-
genza, occorre considerare la richiesta del 12 aprile 2018 quale atto com-
pletivo della domanda di prestazioni del 13 luglio 2017, che per le ragioni
già esposte sopra non poteva considerarsi validamente evasa. L’ammini-
strazione ha quindi violato il diritto federale ritenendo chiusa e passata in
giudicato la procedura avviata con domanda del 13 luglio 2017.
4.6
4.6.1 Alla luce di quanto esposto sopra, risulta fondata la critica del ricor-
rente riguardo alla data di decorrenza del diritto alla rendita. Occorre per-
tanto ritenere il 13 luglio 2017 quale data determinante per il computo del
termine semestrale previsto dall’art. 29 cpv. 1 LAI e non il 12 aprile 2018.
4.6.2 A fronte dei periodi di incapacità lavorativa accertati dall’autorità infe-
riore a partire dal 17 gennaio 2017, dai quali non vi è motivo di scostarsi, è
pertanto a partire dal 1° gennaio 2018 (scaduto l’anno d’attesa previsto
dell’art. 28 cpv. 1 LAI e il periodo di attesa di sei mesi di cui all’art. 29 cpv.1
LAI), che al ricorrente va riconosciuto il diritto a una rendita intera con grado
AI del 100%.
Ritenuto che dagli atti medici figuranti all’incarto, emerge con il grado della
verosimiglianza preponderante, che l’incapacità lavorativa totale in qual-
siasi attività si è protratta quantomeno fino al 22 ottobre 2018, giusta l’art.
88a cpv. 1 OAI, il diritto alla rendita intera può essere confermato in questa
sede almeno fino al 31 gennaio 2019.
4.6.3 La decisione va pertanto riformata nel senso che il ricorrente ha diritto
ad una rendita intera dal 1 gennaio 2018 al 31 gennaio 2019.
C-4576/2019
Pagina 13
5.
5.1 Per quanto concerne il periodo successivo al 23 ottobre 2018, e meglio
l’evoluzione dello stato di salute e della capacità lavorativa rispettivamente
il grado di invalidità dal 1° febbraio 2019, la proposta dell’autorità inferiore
è senz’altro giustificata dalla necessità di completare l'accertamento dei
fatti giuridicamente rilevanti per l'assicurazione invalidità.
La documentazione esibita sia in sede amministrativa (doc. 44, 47, 52, 53,
69) che pendente ricorso (allegata al doc. TAF 1), ha infatti reso manifeste
le lacune nell’istruttoria eseguita prima dell’emissione della decisione im-
pugnata, in particolare la mancata considerazione degli aspetti internistici
di recente insorgenza (di natura cardiologica) rispettivamente l’approfondi-
mento della rilevanza dell’affezione alla spalla destra e alla colonna lom-
bare, nonché dei disturbi psichiatrici. Riguardo a quest’ultimo aspetto, il
Tribunale osserva che la perizia psichiatrica agli atti, non soltanto non con-
sente una valutazione degli effetti della diagnosi posta sulla capacità lavo-
rativa del ricorrente secondo gli indicatori stabiliti dalla giurisprudenza del
Tribunale federale (cfr. DTF 141 V 281 e consid. da 9.3 del presente giudi-
zio), ma neppure contiene una motivazione chiara e convincente dei motivi
per cui la diagnosi in essa esposta si distanzia da quella proposta dal me-
dico curante (doc. 47, sulla base delle osservazioni dello psichiatra curante
[doc. 53]). Non da ultimo manca una valutazione globale dell’influsso sulla
sua capacità lavorativa delle affezioni di cui l’assicurato è portatore.
Così stando le cose e alla luce della documentazione agli atti, non risulta
pertanto possibile determinarsi in maniera completa e con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali sullo stato
di salute dell’assicurato e sull’influsso delle patologie di cui è portatore sulla
capacità lavorativa di quest’ultimo così come sulla loro evoluzione a partire
dal 23 ottobre 2018. A tal proposito, contrariamente a quanto sostenuto dal
ricorrente, il parere del dott. I._ non permette di delucidare in ma-
niera soddisfacente la fattispecie, non potendo quest’ultimo esprimersi con
cognizione di causa su tutte le patologie di cui l’assicurato è portatore (si
pensi in particolare ai disturbi psichici). Il dott. I._ non si esprime
inoltre in modo chiaro, concludente e attendibile riguardo al tasso di inca-
pacità lavorativa dell’assicurato, tanto nella professione abituale quanto in
un’attività sostitutiva, ma anzi, parrebbe confondere tale misura, con il
grado di invalidità, né sulla sua evoluzione. Ora, pur tenendo conto che il
dott. I._ è un professionista attivo in Italia, dove la prassi nell’ambito
delle assicurazioni sociali può divergere da quella svizzera, la portata – a
livello probatorio – della valutazione di quest’ultimo in punto alla capacità
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lavorativa in attività sostitutive adeguate (volendo intendere in tal senso
l’opinione esposta), deve essere quantomeno relativizzata.
5.2 L’autorità inferiore procederà pertanto all’accertamento dello stato di
salute, della capacità di lavoro residua e della loro evoluzione da un punto
di vista complessivo, segnatamente ortopedico e/o reumatologico, neuro-
logico, internistico e psichiatrico, tramite l’esperimento di una perizia pluri-
disciplinare in Svizzera, conformemente ai principi della più recente giuri-
sprudenza del Tribunale federale (DTF 137 V 210), in particolare in materia
di malattia psichica, che prevede la valutazione della capacità al lavoro di
una persona nell'ambito di una procedura d'accertamento dei fatti struttu-
rata, fondata su indicatori (DTF 143 V 409, 143 V 418, 141 V 281, 140 V
8).
5.3 In siffatte circostanze, neppure la giurisprudenza del Tribunale federale
pubblicata in DTF 137 V 210 (segnatamente consid. 4.4.1.4; DTF 139 V 99
consid. 1) si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per comple-
tamento dell'istruttoria, tramite l’esperimento di una perizia pluridisciplinare
nel senso indicato sopra, essendo del tutto carente agli atti un accerta-
mento medico che tenga conto di tutti gli ambiti specialistici menzionati. In
assenza di un’istruttoria complementare in tal senso, non risulta pertanto
possibile determinarsi con il necessario grado della verosimiglianza pre-
ponderante sull’entità del diritto alle prestazioni assicurative.
6.
Da quanto esposto discende che il ricorso dev’essere accolto, nel senso
che la decisione impugnata per il periodo dal 23 ottobre 2018, fondandosi
su un accertamento incompleto dei fatti rilevanti, va annullata e gli atti di
causa ritornati all'amministrazione, affinché proceda al completamento
dell'istruttoria nel senso precedentemente indicato.
L'incarto sarà sottoposto nuovamente al servizio medico dell'amministra-
zione, il quale disporrà con l'Ufficio competente e l'assicurato, secondo le
regole procedurali in materia di svolgimento di una perizia medica pluridi-
sciplinare (DTF 137 V 210), nel rispetto del diritto di essere sentito, una
visita approfondita nelle specializzazioni mediche indicate al consid. 5.1 e
5.2, alla luce delle nuove risultanze – e dopo aver esperito una nuova in-
dagine economica – l'amministrazione AI si pronuncerà nuovamente
sull’entità della rendita d’invalidità spettante all'assicurato a decorrere dal
1° febbraio 2019, nonché sul diritto ad essere ammesso al beneficio di
provvedimenti professionali.
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Pagina 15
7.
7.1 Visto l'esito della procedura non vengono prelevate spese processuali
(art. 63 PA). L'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr.
800.-, versato il 2 ottobre 2019 (doc. TAF 4), è restituito al ricorrente.
7.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da mandata-
rio si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili
(art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 132
V 215 consid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia
d'assegnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal
profilo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per
complemento istruttorio e nuova decisione). La stessa, in assenza di una
nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in 1'000 franchi,
tenuto conto del lavoro effettivo ed utile svolto dal patrocinatore della ricor-
rente.
L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.