Decision ID: 9e52420e-4dc4-550f-b6df-9ec7b16d7a9b
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadina italiana, nata il , ha lavorato in Svizzera dal 1984 al
1988, solvendo regolari contributi all'assicurazione per la vecchiaia, i su-
perstiti e l'invalidità. Dopo il rimpatrio, non ha più svolto attività lucrativa
(doc. 16). In data 23 dicembre 2008, la nominata ha formulato una do-
manda volta al conseguimento di prestazioni dell'assicurazione svizzera
per l'invalidità (doc. 1, 8).
B.
La richiedente è stata visitata il 16 gennaio 2009 presso i servizi medici
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Casarano (INPS), dove il
medico incaricato ha rilevato la diagnosi di "sindrome depressiva cronica
grave e disturbi da attacchi di panico ricorrenti, esiti di safenectomia arti
inferiori, ipercolesterolemia, spondiloartrosi con discopatie cervicali" ed ha
posto un tasso d'invalidità del 55% (doc. 53). Sono stati esibiti:
- diversi esami del 2000 o anteriori, fra gli altri: i risultati di un esame car-
diologico completo del 17 dicembre 1997; i risultati di un pan-colonscopia
del 23 gennaio 1998; una cartella clinica relativa al ricovero del maggio
1999 per gastroenterite; i risultati di un ecocolordoppler vascolare caroti-
deo del 24 marzo 2000; i risultati di un'endoscopia del 10 giugno 2000; i
risultati di esami nefrologici (doc. 21-27);
- una lettera di dimissione ospedaliera per il ricovero dal 16 al 22 giugno
2000 per episodi lipotimici, ipercolesterolemia, sindrome della bile spes-
sa, protrusioni discali C3-C4 e C5-C6 (doc. 28);
- un certificato medico a firma e timbro illeggibili del 12 ottobre 2002 atte-
stanti problemi di depressione, crisi di panico e crisi anginose (doc. 32);
- un certificato del 7 ottobre 2002 del centro di salute mentale di Maglie
dal quale si evince che la paziente è in cura dal luglio 2000 per disturbi
psichici (attacchi di panico e altro) e che abbisogna del servizio di terzi
per adempiere alle sue incombenze famigliari (doc. 33);
- un nuovo esame ecodoppler carotideo del 30 ottobre 2002 (doc. 35);
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- una cartella clinica relativa al ricovero per motivi psichiatrici del luglio
2000 e nuovi attestati psichiatrici del 28 marzo e 9 dicembre 2003 (doc.
36, 37);
- un estratto di cartella clinica relativo al ricovero dal 18 al 20 gennaio
2005 per frattura trimalleolare destra osteosintetizzata (doc. 41);
- un referto psichiatrico del Dott. Cesi del 28 novembre 2007 attestante
una severa depressione cronica e disturbi da attacchi di panico ricorrenti
(doc. 46) ed un altro referto psichiatrico del 5 dicembre 2008 (doc. 48);
- un referto radiologico della colonna sacro-coccigea e lombosacrale del 6
dicembre 2008 (doc. 49) ed un attestato del servizio di pronto soccorso di
stessa data per trauma lombosacrale (doc. 51).
Il questionario per gli assicurati occupati nell'economia domestica, sotto-
scritto il 19 marzo 2009 dall'assicurata, risulta composto di sole 2 pagine,
la prima e l'ultima (doc. 16).
L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Lamberti del servizio medico
regionale "Rhône" (SMR), il quale, nel suo rapporto del 5 maggio 2009,
ha proposto un aggiornamento dal punto di vista psichiatrico (doc. 55).
L'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'e-
stero (UAIE) ha quindi chiesto all'INPS un complemento d'indagine psi-
chiatrica (doc. 56, 58).
Ad atti è pervenuta una relazione di visita psichiatrica su formulario redat-
ta nel settembre 2009 dalla Dott.ssa Caracciolo, attestante un disturbo da
attacchi di panico in paziente con reattività a problematiche familiari, pa-
tologia con incidenza funzionale lieve-media (doc. 59).
L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Lamberti, il quale ha nega-
to il requisito dell'invalidità (doc. 62).
C.
Un progetto di decisione comportante il diniego di prestazioni assicurative
è stato inviato il 19 ottobre 2009 al Patronato ENCAL di Patù, già regolare
rappresentante di A._ (doc. 63).
Con scritto del 5 novembre 2009 detto Patronato ha ribadito la richiesta di
prestazioni assicurative dell'AI (doc. 72). Produce una relazione d'esame
psichiatrico del Dott. Cesi dell'11 novembre 2009, attestante grave de-
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pressione endo-reattiva e grave disturbo da attacchi di panico, paziente
compromessa nel lavoro e nella sfera sociale (doc. 71); un'ecografia
mammaria bilaterale del 24 settembre 2009 (doc. 70); esami ematochimi-
ci del 25 giugno 2009 (doc. 67, 68), un referto d'esame clisma opaco del
20 gennaio 2009 ed un'ecografia addome completa del 25 giugno 2009
(doc. 65, 66).
Nel rapporto del 23 dicembre 2009, il Dott. Lamberti ha consigliato di sot-
toporre il caso a un medico psichiatra dell'UAIE (doc. 74). Nella relazione
del 28 aprile 2010, i Dott.ri Habicht (psichiatra) e Lamberti (reumatologo)
hanno consigliato una visita peritale in Svizzera (doc. 76 e 76bis).
L'incarico è stato assegnato al Dott. Bazeghy, psichiatra a Bellinzona. La
nominata è stata visitata ambulatorialmente dall'esperto il 29 luglio 2010.
Egli ha posto la diagnosi di distimia ed ha stimato che l'interessata pre-
senta un'incapacità lavorativa del 20% (doc. 84).
L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Habicht, il quale, nel rap-
porto del 30 settembre 2010, ha condiviso diagnosi e valutazione espres-
se dal Dott. Bazeghy (doc. 87). Nel contempo è stata valutata la capacità
di lavoro residua nell'ambito dell'economia domestica da parte del Dott.
Lamberti e ne è risultata un'abilità totale (doc. 87).
Mediante decisione dell'11 ottobre 2010, l'UAIE ha respinto la domanda di
rendita AI (doc. 89).
D.
Con il ricorso depositato il 18 novembre 2010, A._, regolarmente
rappresentata dagli avvocati Barsi e Papadia di Lecce, chiede, sostan-
zialmente, l'annullamento del summenzionato provvedimento amministra-
tivo e il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. Produce,
a suffragio delle sue conclusioni, documentazione in parte già ad atti ed
inoltre (segnatamente):
- un attestato del Dott. Cesi, psichiatra, del 21 luglio 2010 nel quale si ri-
badiscono le affezioni psichiche;
- un referto di risonanza magnetica (RM) del rachide cervicale e dorso-
lombosacrale del 3 luglio 2010;
- un referto radiografico dorso-lombosacrale e torace del 9 marzo 2010;
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Pagina 5
- alcuni certificati relativi a problemi dermatologici e altri referti relativi ad
analisi uterine.
E.
In esito a decisioni incidentali del 3 dicembre 2010 e 11 febbraio 2011, la
ricorrente ha provveduto a versare l'anticipo corrispondente alla presunte
spese processuali di 300 franchi (esattamente 303 franchi).
F.
Ricevuto il ricorso, l'UAIE ha risottoposto gli atti al Dott. Lamberti, il quale,
nella relazione del 20 aprile 2011, ha affermato che la documentazione
esibita non poneva in evidenza mutamenti rispetto a quanto già accertato
in precedenza (doc. 95).
Nella sua risposta di causa del 27 aprile 2010, l'UAIE propone la reiezio-
ne del ricorso con argomenti di cui, per quanto occorra, si riferirà nei con-
siderandi in diritto del presente giudizio.
G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'autorità inferiore e di altra
documentazione di rilievo, gli avvocati Barsi e Papadia, con replica del 16
maggio 2011, hanno ribadito l'intenzione della propria assistita di mante-
nere il ricorso.
Copia della replica, per conoscenza, è stata inviata il 23 maggio 2011
all'UAIE.

Considerations:
Diritto:
1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul
Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale ammini-
strativo federale (TAF) giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le
decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sul-
la procedura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità
menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'UAIE
concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi
al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).
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2.
2.1 In virtù dell'art. 3 lett. d bis
PA la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni della
LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e 28-
70), sempre che la presente legge non preveda espressamente una de-
roga.
2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di
protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste condi-
zioni sono adempiute nella specie.
2.3 Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge
(art. 60 LPGA e 52 PA). L'insorgente ha versato entro i termini stabiliti
l'anticipo corrispondente alle spese processuali (per l'esattezza 303 fran-
chi). Il gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito
dello stesso.
3.
3.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europe-
a. Di conseguenza, è applicabile, nella specie, l'accordo sulla libera circo-
lazione delle persone del 21 giugno 1999 fra la Confederazione svizzera,
da una parte e la Comunità europea ed i suoi Stati membri dall'altra, en-
trato in vigore il 1° giugno 2002 (ALC, RS 0142.112.681).
3.2 L'allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale è stato modificato il 1° aprile 2012 (Decisione 1/2012 del Comitato
misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Tuttavia, il caso in esame ri-
mane regolato (a seguito del rinvio dell'art. 80a LAI) dalla versione dell'al-
legato II in vigore fino al 31 marzo 2012 (cfr. RU 2002 1527, RU 2006 979
e 995, RU 2006 5851, RU 2009 2411 e 2421), in base al quale le parti
contraenti applicano fra di loro gli atti comunitari seguenti: il regolamento
(CEE) n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazio-
ne dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità (RU
2004 121, RU 2008 4219, RU 2009 4831), normativa applicabile a tutte le
rendite il cui diritto nasce a far data dal 1° giugno 2002 o successivamen-
te e che sostituisce le Convenzioni di sicurezza sociale che disciplinava-
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no i rapporti fra due o più Stati (art. 6 del regolamento) ed il regolamento
(CEE) n. 574/71 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione
del regolamento (CEE) n. 1408/71 (RU 2005 3909, RU 2009 621, RU
2009 4845).
3.3 Secondo l'art. 3 del regolamento (CEE) n. 1408/71, i cittadini degli
Stati membri della Comunità europea ed i cittadini svizzeri godono della
parità di trattamento. In base all'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria
contenuta nell'allegato II, gli accordi bilaterali fra la Svizzera e gli Stati
membri della Comunità europea in materia di sicurezza sociale sono so-
spesi con l'entrata in vigore del presente accordo qualora il medesimo
campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'accordo, in
particolare l'allegato II che regola i sistemi di sicurezza sociale (art. 8
ALC) non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedu-
ra, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257
consid. 2.4).
4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, a
partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel
suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (5a revisione), ritenuto tuttavia il
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 130
V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla rendita si esamina fino
al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti norme e, a partire da quel-
la data, secondo le nuove disposizioni.
5.
5.1 Il periodo di cognizione giudiziaria dello scrivente Tribunale ammini-
strativo federale si estende fino al'11 ottobre 2010, data dell'impugnata
decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità
della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente
al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 131 V 9 consid. 1,
130 V 445 consid. 1.2 con i rinvii).
5.2 Può essere tuttavia precisato che il giudice deve tenere conto dei fatti
verificatesi dopo la data dell'impugnata decisione quando essi possono
imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione ante-
riore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2, DTF 121 V 362 con-
sid. 1b). In altri termini, dei fatti sopraggiunti posteriormente alla data del-
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la decisione dell'autorità inferiore devono nondimeno essere presi in con-
siderazione se sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e sono su-
scettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta
decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenze del Tribunale federale
8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5, 9C_116/2010 del 20 aprile
2010 consid. 3.2.2., DTF 121 V 362 consid. 1b, DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine, DTF 99 V 98 consid. 4).
6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, ogni
richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:
- essere invalido ai sensi della legge svizzera;
- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI nel
tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 2008,
è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 anni (art.
36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006). A tal fine è possibile pren-
dere in considerazione anche i contributi versati ad un'assicurazione so-
ciale assimilata di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o dell'As-
sociazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che almeno
un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 4065;
art. 45 del regolamento 1408/71).
Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per un
periodo superiore ai 3 anni. Pertanto, adempie la condizione della durata
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una
rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.
7.
7.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guada-
gno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art.
4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità conge-
nita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'inva-
lidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto
alla singola prestazione.
7.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è in-
valido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 cpv. 2 LAI a partire dal
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1° gennaio 2008). In seguito all'entrata in vigore dell'Accordo bilaterale, la
limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter
LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1°
gennaio 2008), secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità infe-
riore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimo-
rano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quan-
do l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.
7.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto,
nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di
guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per
un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il
40% in media (lettera b). La prima lettera si applica allorché lo stato di sa-
lute si è stabilizzato; la seconda lettera se lo stato di salute è labile, vale a
dire suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, l'art.
28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita alle se-
guenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di
svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di
questo anno è invalido almeno al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita na-
sce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il
diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più
presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv.
1 LAI). Questa norma, in particolare per quanto riguarda il periodo di ca-
renza di 6 mesi, si applica anche ai casi dove l'incapacità al lavoro do-
vesse iniziare dopo il 1° gennaio del 2007 e l'eventuale diritto alla rendita
dopo il 1° gennaio 2008 (cfr. sentenza del Tribunale federale 9C_562/12
del 18 ottobre 2012 consid. 3.4).
7.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parzia-
le, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compie-
re un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di
attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra pro-
fessione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è de-
finita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possi-
bilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in conside-
razione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di
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un'incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le conse-
guenze del danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno
soltanto se essa non è obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel
suo nuovo tenore dal 1° gennaio 2008).
7.5 Per gli art. 5 ed 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima
di subire un danno alla salute fisica mentale o psichica non esercitavano
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino, sono
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie
mansioni consuete.
8.
8.1 L'assicurata non ha più svolto attività lucrativa dopo il 1988. Dopo il
rimpatrio, si è dedicata alla sua famiglia (si è sposata in quell'anno se-
condo l'anamnesi sociale della perizia psichiatrica, doc. 84) ed ha avuto
due figli nel 1990 e 1992.
8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giu-
ridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base all'art.
16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 a
partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, il reddito
che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmen-
te esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di prov-
vedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situa-
zione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che
egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o
psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi).
8.3 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esi-
gere che intraprenda un'attività lucrativa è determinata, in deroga all'art.
16 LPGA, in funzione dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete
(art. 28 cpv. 2 bis
LAI nel tenore vigente fino al 31 dicembre 2007, ora, art.
28a cpv. 2 LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicu-
razione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che per mansioni con-
suete di una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia do-
mestica s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli non-
ché le attività artistiche e di pubblica utilità.
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Pagina 11
8.4 In carenza di documentazione economica, la documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il
tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giu-
risprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti ele-
menti d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di va-
lutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da
lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2).
Inoltre, perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinan-
te che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi
su degli esami approfonditi, prenda conto di tutte le affezioni di cui si la-
menta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352 e 122 V 160).
9.
9.1 Dalla documentazione ad atti si evince che la richiedente è portatrice,
principalmente, di una patologia psichica che il Dott. Baghezy, nella peri-
zia consegnata il 9 agosto 2010 (visita il 29 luglio precedente, doc. 84) ha
classificato come "distimia (ICD 10-F34.1)". Dalla documentazione perve-
nuta tramite l'INPS di Casarano risulta che la richiedente soffre di una
sindrome depressiva cronica grave e disturbo da attacco di panico ricor-
renti; esiti di safenectomia arti inferiori, ipercolesteolemia, spondiloartrosi
con discopatie cervicali. Non vengono rilevate ulteriori patologie, sebbe-
ne, stando agli atti, l'interessata si sottoponeva di frequente ad indagini
sanitarie approfondite in diverse discipline (neurologia, gastroenterologia,
nefrologia, dermatologia).
9.2 Giova ricordare che le affezioni in oggetto debbono, dal profilo giuridi-
co, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella versione
in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie che, per
costante giurisprudenza, sono da configurare non già di carattere perma-
nente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile,
ossia suscettibili di migliorare o peggiorare.
9.3 Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui
può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma
legale, la quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, la ri-
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Pagina 12
corrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per
l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione
notevole, un'incapacità lavorativa media del 40% almeno durante un an-
no.
10.
10.1 Per quanto attiene alle conseguenze invalidanti delle menzionate af-
fezioni, il medico dell'INPS pone un tasso d'invalidità del 55%, ed il medi-
co psichiatra curante, Dott. Cesi, in più referti, indica che la paziente non
sarebbe in grado di attendere alle sue usuali occupazioni. Di contro, la
Dott.sa Caracciolo, alla quale l'INPS si è rivolto per ottenere un'indagine
ed una valutazione indipendente su richiesta dell'UAIE, nel formulario
medico del settembre 2009 (doc. 59), indica una diagnosi meno severa di
quella espressa dal Dott. Cesi e dal medico dell'INPS, ossia un disturbo
da attacchi di panico in paziente con reattività a problematiche familiari, e
considera l'incidenza funzionale di questa patologia come "lieve-media".
10.2 Atteso che sussistevano divergenze in merito a diagnosi e valuta-
zione anche da parte dei medici italiani, l'UAIE ha giustamente ritenuto
necessario procedere ad un accertamento specialistico in Svizzera.
Al proposito, va rilevato che una perizia richiesta dall'UAIE (in casu ad
uno specialista in psichiatria) non può essere scartata adducendo che si
tratta di un referto di parte (DTF 136 V 376 consid. 4, vedi anche senten-
za del Tribunale federale 9C_189/2011 dell'8 luglio 2011 consid. 3.2). In-
fatti, la legge attribuisce all'amministrazione il compito di istruire le do-
mande di rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa lo
stato di salute, l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione
dei richiedenti. A tale scopo possono essere domandati rapporti e infor-
mazioni, ordinate perizie, eseguiti sopralluoghi e consultati specialisti
dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). Determinante
è la circostanza che la perizia del servizio di accertamento medico rispetti
tutti i principi concernenti la valutazione medica dell'invalidità. Infatti, per
quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto medico va in particola-
re accertato se il rapporto è completo per quanto riguarda i temi sollevati,
se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle censure del pa-
ziente, se è stato redatto con conoscenza della pregressa vicenda vale-
tudinaria (anamnesi), se è chiaro nella presentazione del contesto medico
e, infine, se le conclusioni a cui giunge sono fondate. Elemento determi-
nante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo
di prova né la designazione del materiale probatorio quale rapporto o di
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perizia, bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a, DTF 122 V
160 consid. 1c). In una recente giurisprudenza il Tribunale federale ha tra
l'altro precisato che quando in opposizione ad un accertamento di un ser-
vizio medico specifico dell'AI viene presentata una perizia che contraddi-
ce in modo scientifico ed esauriente quanto espresso dalla precedente
indagine sia in ambito diagnostico che nelle conclusioni, ed il giudice non
è in grado di decidere quali fra le due può essere condivisa, è lecito far al-
lestire una perizia giudiziaria indipendente e conclusiva (DTF 137 V 210
consid. 4.4.1.4).
10.3
10.3.1 A._ presenta dunque principalmente una distimia. Ora, di
regola la diagnosi di distimia non è invalidante, a meno che sia associata
a altri disturbi patologici (sentenza del Tribunale federale 9C_98/2010 del
28 aprile 2010 consid. 2.2.2 con i rif.). All'analisi dello stato psichico, il
Dott. Bazeghy descrive una persona lucida, ben orientata nello spazio e
nel tempo, con eloquio spontaneo, simultaneo e coordinato; la percezione
è pronta e priva di anomalie; non vi è nessun disturbo cognitivo, né com-
portamentale. La paziente gode di comprensione adeguata con intelli-
genza nella norma. Essa non presenta alcun disturbo di ideazione. L'inte-
ressata assume a tratti una mimica di tipo depressivo e, a tratti, espressi-
vo. L'esperto ha notato una labilità emotiva accompagnata da un'affettivi-
tà a tratti depressiva. Per quel che riguarda gli attacchi di panico sembra
che questi siano diminuiti negli ultimi mesi. Lo specialista stima che la cu-
ra in atto, importante, deve essere mantenuta ed è del parere che esplica
buoni effetti. Manifestazioni di rinuncia, perdita d'interesse e piacere per
le attività, tendenza all'isolamento ed altro rientrano nel quadro della defi-
nizione diagnostica sopra ricordata e l'esperto non intravvede una dia-
gnosi di maggiore incidenza debilitante. Conto tenuto di ancora possibili
attacchi di panico e delle circostanze generali, il Dott. Bazeghy ammette
comunque un'incapacità di lavoro generale del 20%. Egli constata tuttavia
che la paziente svolge regolarmente la sua attività di casalinga e, in tutti
questi anni, è riuscita a gestire la famiglia, crescendo 2 figli, malgrado un
conflitto importante con l'ex marito ed delusioni affettive (peraltro menzio-
nate in diagnosi anche dalla Dott.ssa Caracciolo, doc. 59).
10.3.2 Per il resto, l'assicurata soffre di problemi ortopedici non invalidan-
ti. L'apparato locomotorio/articolare si presenta funzionalmente utile a
parte qualche limitazione al rachide cervicale e lombare. Le radiografie e
RM ad atti non depongono per una patologia comportante una compro-
missione valetudinaria. L'ipercolesterolemia è solo una costatazione sani-
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taria e/o un rischio per la salute e non rappresenta una malattia debilitan-
te. L'assicurata gode infine di buone condizioni generali di salute, ogni al-
tro organo ed apparato essendo indenne da patologie.
11.
11.1 La valutazione del lavoro domestico si basa sulle indicazioni della ri-
chiedente stessa, le quali sono controllate in una certa misura dall'ammi-
nistrazione. Il risultato è necessariamente una valutazione esaminata
dall'UAIE (o dal giudice in caso di ricorso) alla luce delle perizie mediche
ad atti. Il controllo giudiziario richiede che ogni punto della valutazione sia
stato determinato con cura e precisione. Il risultato in percentuale che si
ottiene non può essere arrotondato (DTF 127 V 129 consid. 5, VSI 2001
p. 265).
11.2 Nel caso in esame, il questionario per le persone occupate nell'eco-
nomia domestica è incompleto (doc. 16). Da informazioni assunte presso
l'autorità inferiore risulta probabile un errore d'archiviazione (doc. TAF
16). Ciò non toglie che i medici dell'UAIE (cfr. doc. 87), abbiano valutato
le incombenze domestiche e abbiano espresso una valutazione attendibi-
le sulla base delle conclusioni espresse dal Dott. Bazeghy. Analizzando la
situazione medica con le incombenze domestiche (famiglia di 3 persone
in tutto in una casa di 4 vani), si giunge a ritenere che l'interessata, alla
luce delle patologie presenti, potrebbe incontrare delle difficoltà nell'ambi-
to dei lavori più pesanti (come le grandi pulizie, stendere la biancheria,
ecc.), mentre in compiti più leggeri la sua capacità resta quasi intatta
(condotta dell'economia domestica, preparazione dei pasti, riordino, ecc.).
Nel complesso, l'interessata presenta una capacità al lavoro completa
nell'ambito della consuete attività domestiche, come indicato dai Dott.ri
Habicht (psichiatra) e Lamberti dell'UAIE nelle loro valutazioni del 5/10 ot-
tobre 2010.
11.3 Il collegio giudicante non ha pertanto alcun motivo di scostarsi dal
convincente parere del Dott. Bazeghy e dei due medici dell'UAIE (Dott.ri
Lamberti ed Habicht), fondato sul corretto apprezzamento del caso con-
creto e sull'attento esame della documentazione medica ad atti. Si tratta
infatti di osservazioni cliniche da cui si possono derivare utili, oggettivi e
persuasivi elementi di giudizio atti a dimostrare che, nonostante le affe-
zioni di cui è portatrice, A._, entro la data della decisione in esa-
me, sarebbe stata in grado di attendere alle sue usuali faccende domesti-
che in modo tale da escludere un'invalidità di rilievo ai fini della rendita,
ossia con un grado d'incapacità di lavoro del 20% (Dott. Bazeghy) o, se-
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condo il parere dei medici dell'UAIE, addirittura nullo nell'ambito dei lavori
domestici. Non è ovviamente necessario dirimere questa divergenza dal
momento che, in ogni caso, l'invalidità è inferiore al 40%. In queste circo-
stanze il ricorso deve essere respinto e l'impugnata decisione conferma-
ta.
12.
12.1 Le spese processuali, fissate a 303 franchi, sono messe a carico
dell'insorgente e vengono compensate con l'anticipo versato dalla ricor-
rente.
12.2 Visto l'esito del ricorso, non si assegnano indennità per spese ripeti-
bili alla parte soccombente.
Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 feb-
braio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
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