Decision ID: 7478632f-65a1-5a8a-8614-77f8642c2155
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A.a Il 3 aprile 2018, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assi-
curati residenti all’estero (di seguito: UAIE o autorità inferiore) ha respinto
la richiesta di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità presen-
tata il 9 novembre 2016 da A._ (di seguito: interessato, ricorrente o
insorgente), cittadino italiano, nato il (...). Nella motivazione della decisione
del 3 aprile 2018 l’autorità inferiore ha indicato che dagli atti di causa –
segnatamente dal rapporto finale del 12 giugno 2017 della dott.ssa
B._, medico del Servizio medico regionale (di seguito: SMR), spe-
cialista in medicina del lavoro, e dalle successive annotazioni del 27 giugno
2017 e del 14 marzo 2018 – risulta che l’interessato presentava, nell’attività
abituale di lattoniere di carrozzeria, un’incapacità lavorativa totale dal 5 set-
tembre 2016 e continua, mentre, in attività adeguate rispettose dei limiti
funzionali, l’incapacità lavorativa risultava totale dal 5 settembre 2016 all’11
giugno 2017 e nulla dal 12 giugno 2017. Dal confronto dei redditi effettuato
dall’autorità inferiore è poi risultato un grado d’invalidità del 6%, con la con-
seguenza che la domanda di rendita è stata respinta (doc. 82 pag. 210).
A.b Con sentenza C-2547/2018 del 4 settembre 2018, il Tribunale ammi-
nistrativo federale (di seguito: TAF o Tribunale) ha accolto il ricorso del 2
maggio 2018 interposto dall’interessato, annullato la decisione dell’autorità
inferiore del 3 aprile 2018 e rinviato gli atti all’UAIE affinché avesse a pro-
cedere al completamento dell’istruttoria – mediante una perizia reumatolo-
gica nonché ogni ulteriore esame che pure l’evoluzione nel tempo dello
stato di salute dell’interessato avesse ancora reso necessario – ed all’ema-
nazione di una nuova decisione ai sensi dei considerandi (doc. 96 pag.
276, in particolare pag. 277 e segg.). Tale sentenza è rimasta incontestata.
B.
B.a L’UAIE ha quindi ripreso l’istruttoria ed ha assunto agli atti segnata-
mente:
 il rapporto del 21 marzo 2019 del dott. C._, medico curante
dell’interessato e chirurgo (doc. 102 pag. 294);
 la perizia reumatologica dell’8 giugno 2019 del dott. D._ (vi-
sita del 3 giugno 2019; doc. 111 pag. 331), il quale ha ritenuto,
nell’attività abituale di lattoniere di carrozzeria, un’incapacità lavo-
rativa totale dal 5 settembre 2016 e continua, mentre, in attività
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sostitutive rispettose dei limiti funzionali, ha ritenuto una capacità
lavorativa totale dal 5 settembre 2016 e continua;
 la perizia neurologica del 5 novembre 2019 del dott. E._
(visita del 30 ottobre 2019; doc. 123 pag. 386), il quale ha ritenuto
(dal profilo neurologico) una totale capacità lavorativa sia nell’atti-
vità abituale che in attività sostitutive dal 2016, senza modifiche nel
corso degli anni;
 il rapporto finale SMR della dott.ssa B._ del 18 novembre
2019 (doc. 125 pag. 403), mediante il quale il medico SMR ha ri-
preso le conclusioni peritali;
 la valutazione del consulente in integrazione professionale del 2
gennaio 2020 (doc. 127 pag. 408), nella quale sono indicati degli
esempi di attività sostitutive adeguate rispettose dei limiti funzio-
nali;
 la lettera di dimissione del 19 febbraio 2020 in merito all’intervento
chirurgico di artroprotesi totale all’anca destra dell’11 febbraio 2020
(cfr. doc. 132 pag. 419 [ripetuto in doc. 136 pag. 428]);
 il referto della RX all’anca destra del 5 giugno 2020 (doc. 136 pag.
430), dal quale emerge che l’artroprotesi all’anca è correttamente
posizionata senza evidenza di fenomeni di riassorbimento osseo
periprotesico;
 il certificato medico dell’8 giugno 2020 del dott. F._, medico
chirurgo, specialista in ortopedia e traumatologia (doc. 136 pag.
427), nel quale è sconsigliata un’attività lavorativa in posizione
eretta e con trasporto di pesi, nonché indicato di evitare sforzi;
 l’annotazione SMR del 30 giugno 2020 della dott.ssa B._
(doc. 137 pag. 431), nella quale è indicato che la diagnosi posta
dal perito reumatologo di “coxartrosi bilaterale, accentuata a de-
stra” andava sostituita da “coxartrosi bilaterale in/con stato dopo
artroprotesi anca destra”. Per il resto, il medico SMR ha confer-
mato il proprio precedente rapporto finale SMR del 18 novembre
2019.
B.b Con progetto di decisione del 14 luglio 2020, l’UAIE ha prospettato il
respingimento della domanda dell’interessato volta all’ottenimento di pre-
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stazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. È stato in particolare in-
dicato che dagli accertamenti, effettuati nell’ambito della nuova istruttoria,
lo stato di salute dell’interessato è da ritenersi stabile e la sua capacità
lavorativa totale in attività sostitutive adeguate (doc. 138 pag. 432).
B.c Con osservazioni del 14 settembre 2020 (doc. 142 pag. 445), l’interes-
sato ha contestato il menzionato progetto di decisione. Ha fatto valere un
accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti ed ha prodotto
della documentazione medica in parte già agli atti, segnatamente il rap-
porto del ricovero ospedaliero dal 10 al 19 febbraio 2020 per l’intervento
chirurgico di artroprotesi totale all’anca destra (doc. 132 pag. 419 [ripetuto
in doc. 136 pag. 428 e in doc. 141 pag. 439]), il certificato medico del dott.
F._ dell’8 giugno 2020 (doc. 136 pag. 427 [ripetuto in doc. 141 pag.
442]), nonché i risultati del test sierologico per Coronavirus eseguito il 15
giugno 2020 (doc. 141 pag. 443) e delle analisi SARS-CoV-2 del 19 giugno
2020 (doc. 141 pag. 444).
B.d Con annotazione del SMR del 6 ottobre 2020, la dott.ssa B._
ha indicato che, per quanto concerne il risultato positivo al test sierologico,
tuttavia con successivo tampone negativo, è verosimile che trascorse due
settimane di isolamento il test si sia negativizzato e ciò senza conseguenza
sulla capacità lavorativa dell’interessato. Quanto all’intervento di artropro-
tesi totale all’anca destra, il medico SMR ha ritenuto un’incapacità lavora-
tiva totale in qualsiasi attività per tre mesi a decorrere dall’11 febbraio 2020
(data dell’intervento). Ha altresì considerato che, a decorrere dall’11 feb-
braio 2020, l’interessato doveva evitare un’attività lavorativa in posizione
eretta rispettivamente con trasporto di pesi e con sforzi. Per il resto, ha
rinviato al proprio precedente rapporto finale SMR del 18 novembre 2019
(doc. 144 pag. 448).
B.e Il 19 ottobre 2020, l’UAIE ha deciso di respingere la richiesta di presta-
zioni dell’interessato, conto tenuto che dalla documentazione acquisita agli
atti emerge certo un impedimento all’esercizio della precedente attività di
lattoniere di carrozzeria, ma una capacità lavorativa del 100% in un’attività
sostitutiva adeguata rispettosa dei limiti funzionali. Dal raffronto dei redditi
consegue un grado d’invalidità del 6%, invariato rispetto alla precedente
decisione del 3 aprile 2018 (doc. 147 pag. 457; cfr. anche doc. 82 pag.
210).
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Pagina 5
C.
C.a Il 16 novembre 2020, l’interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale (TAF), mediante il quale ha chiesto, ferma re-
stando una totale incapacità lavorativa nella precedente attività, che gli sia
riconosciuta una rendita AI in virtù di un grado d’invalidità non inferiore al
50% in attività sostitutive adeguate. Ha fatto valere, nella sostanza, che le
patologie di cui è affetto non gli consentono neppure l’esercizio di un’attività
sostitutiva adeguata, comunque non nella misura indicata dall’autorità in-
feriore. Ha allegato della documentazione medica già agli atti dell’incarto
dell’autorità inferiore, nonché il rapporto del 7 novembre 2020 del dott.
G._, medico chirurgo, specialista in ortopedia e traumatologia, il
quale – dopo avere elencato le affezioni di cui soffre l’insorgente – ha indi-
cato che tali affezioni rendono difficoltosa qualsiasi attività lavorativa e che
anche la guida di autoveicoli è compromessa dai dolori e dall’ipostenia ai
due arti superiori. L’insorgente ha altresì formulato una domanda di assi-
stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento di spese pro-
cessuali (doc. TAF 1 e allegati).
C.b Con atto del 23 dicembre 2020, è stato trasmesso a questo Tribunale
il richiesto incarto di causa dell’autorità inferiore (doc. TAF 6).
C.c Il 28 dicembre 2020, l’insorgente ha trasmesso a questo Tribunale il
formulario “Domanda di gratuito patrocinio”, nonché della documentazione
economica (doc. TAF 7 e allegati).

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con
rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione
per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
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(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione impu-
gnata e avente un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla
sua modifica (art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso – interposto tem-
pestivamente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispettoso dei requisiti
previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto ammis-
sibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
è domiciliato in tale Stato (Italia) e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF
143 V 81, in particolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC
(RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
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Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-
riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-
ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-
rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile
2016 consid. 4.2 con rinvii).
2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 19 ottobre 2020.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi
dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1
consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-
mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-
prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata
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resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5;
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid 3a in
fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4 di-
cembre 2019 consid. 3.3 con rinvii).
4.
Giova peraltro rilevare che il ricorrente adempie in ogni caso la condizione
della durata minima di contribuzione, avendo pagato contributi per più di
tre anni, di cui almeno un anno all’assicurazione svizzera per la vecchiaia,
i superstiti e l’invalidità (cfr. doc. 1 pag. 1 [verbale triage – scheda interes-
sato], doc. 4 pag. 11 [curriculum vitae dell’insorgente] e doc. 5 pag. 14 [do-
manda di rendita]).
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI).
5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'interessato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-
zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività
(art. 6 LPGA).
5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
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Pagina 9
5.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF
9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17
gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-
gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti
d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-
brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe
potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo
generale del raffronto dei redditi).
5.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica
o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-3196/2017
dell’11 settembre 2019 consid. 4.6).
6.
6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
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Pagina 10
6.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
Tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4 e DTF 125 V 351 consid. 3b/bb).
6.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
7.
Per le ragioni che saranno esposte in seguito, questo Tribunale ritiene che
la documentazione di cui all’incarto dell’autorità inferiore e quella allegata
al ricorso permettono senz’altro, e chiaramente, di confermare la decisione
impugnata, senza necessità di uno scambio di scritti (art. 85bis cpv. 3 LAVS
in combinazione con l’art. 69 cpv. 2 LAI), l’autorità inferiore avendo com-
pletato la necessaria istruttoria, come indicato nella sentenza di cassazione
del TAF C-2547/2018 del 4 settembre 2018, con perizie mediche e valuta-
zioni SMR intelligibili e convincenti e valutato correttamente la fattispecie.
C-5730/2020
Pagina 11
7.1 In particolare, questo Tribunale osserva che con perizia reumatologica
dell’8 giugno 2019 del dott. D._, con visita del 3 giugno 2019 (doc.
111 pag. 331; esperita appunto in seguito alla menzionata sentenza di cas-
sazione del TAF), è stato ritenuto che l’insorgente soffre, quali diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa, di “sindrome cervicovertebrale, in disturbi
statici del rachide (ipercifosi della dorsale alta con protrazione del capo,
scoliosi sinistroconvessa dorsale); sindrome lombospondilogena cronica
bilaterale, in alterazioni degenerative plurisegmentali del rachide lombare
(lieve listesi di L3 su L4, protrusioni discali plurisegmentali L2/L3, L3/L4 ed
L4/L5 con spondilartrosi) e disturbi statici del rachide (ipercifosi della dor-
sale alta con protrazione del capo, appiattimento della colonna dorsale in-
termedia, caudale e della colonna lombare, scoliosi sinistroconvessa dor-
sale); periartropatia omeroscapolare con sintomatologia di attrito bilaterale;
minimo deficit estensorio del gomito destro con epicondilopatia omerora-
diale a destra; epicondilopatia omeroulnare a sinistra; artrosi radiocarpica
ed intercarpica bilaterale con poliartrosi delle dita, con tendinopatia degli
estensori e flessori della mani bilaterali; coxartrosi bilaterale, accentuata a
destra (modificata dal medico SMR in “coxartrosi bilaterale in/con stato
dopo artroprotesi anca destra” in seguito all’intervento chirurgico dell’11
febbraio 2020 [cfr. doc. 137 pag. 431]), nonché probabile gonartrosi bilate-
rale”. Come diagnosi senza incidenza sulla capacità lavorativa sono state
ritenute una “sindrome del canale carpale bilaterale, decondizionamento e
sbilancio muscolare, nonché obesità (peso 98.2 kg / statura 170 cm)”. Il
perito reumatologo ha ritenuto un’incapacità lavorativa totale nella prece-
dente attività di lattoniere di carrozzeria a decorrere dal 5 settembre 2016
e continua, mentre, in attività sostitutive adeguate rispettose delle limita-
zioni funzionali, ha ritenuto una totale capacità lavorativa dal 5 settembre
2016 e continua. Ha pure indicato che riteneva opportuna una perizia neu-
rologica in relazione alla sindrome del tunnel carpale.
7.2 Con perizia neurologica del 5 novembre 2019 del dott. E._, con
visita del 30 ottobre 2019 ed anche esame elettroneurografico (doc. 123
pag. 386; esperita in seguito all’indicazione del perito reumatologo [cfr. pag.
23 della perizia reumatologica]), è stata ritenuta, quale diagnosi senza in-
flusso sulla capacità lavorativa, una “sindrome del tunnel carpale bilaterale
di entità lieve-media”. Il perito neurologo ha quindi considerato nel suo am-
bito, e dal 2016, una capacità lavorativa totale sia nell’attività abituale che
in un’attività sostitutiva adeguata, peraltro senza modifiche nel corso degli
anni.
7.3 Questo Tribunale osserva che le menzionate perizie si basano sulle
visite del peritando avvenute il 3 giugno 2019 (vista reumatologica) e il 30
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ottobre 2019 (visita neurologica con effettuazione di un esame elettroneu-
rografico), sull’insieme della documentazione medica di cui all’incarto
dell’autorità inferiore (salvo quella posteriore alle menzionate perizie [che
non modificano comunque sostanzialmente il quadro clinico {v. conside-
randi che seguono}]), nonché su quella direttamente portata dal ricorrente
alle visite presso i periti. In particolare, questo Tribunale osserva che le
perizie comportano una panoramica delle fonti impiegate, l’estratto degli
atti, l’anamnesi, l’esame clinico del ricorrente, eventuali informazioni fornite
da terzi, la diagnosi, la valutazione medica e medico-assicurativa (segna-
tamente le ripercussioni derivanti dai referti rispettivamente dalle diagnosi,
la discussione su eventuali aspetti rilevanti della personalità, la valutazione
di capacità, risorse e problemi, la valutazione della coerenza e della plau-
sibilità), nonché la valutazione della capacità lavorativa nell’attività svolta
fino a quel momento rispettivamente in un’attività adeguata. Tali perizie
sono complete, esaustive, prive di contraddizioni, giungono a fondate, lo-
giche e motivate conclusioni e rispondono ai requisiti posti dalla giurispru-
denza del Tribunale federale in merito all’allestimento delle perizie lege ar-
tis e possono pertanto essere considerate un mezzo probatorio idoneo per
la valutazione dello stato di salute del ricorrente e dell’incidenza di tale
stato di salute sulla residua capacità lavorativa. Con rapporto finale SMR
del 18 novembre 2019 (doc. 125 pag. 403), con annotazioni SMR del 30
giugno 2020 (doc. 137 pag. 431), nonché del 6 ottobre 2020 (doc. 144 pag.
448), la dott.ssa B._ ha quindi – giustamente – ripreso le conclu-
sioni peritali, (ossia che l’insorgente ha un’incapacità lavorativa totale nella
precedente attività di lattoniere di carrozzeria a decorrere dal 5 settembre
2016 e continua, mentre, in attività sostitutive adeguate rispettose delle li-
mitazioni funzionali, ha una totale capacità lavorativa dal 5 settembre 2016
e continua) con l’aggiunta di qualche relativamente modesta limitazione
funzionale a suo giudizio apparentemente connessa all’intervento di artro-
protesi dell’anca destra.
7.4 Certo, il ricorrente ha genericamente contestato la decisione dell’UAIE
del 19 ottobre 2020 facendo sostanzialmente valere che le patologie di cui
è affetto non gli consentono neppure l’esercizio di un’attività sostitutiva
adeguata, comunque non nella misura indicata dall’autorità inferiore. Que-
sto Tribunale osserva, tuttavia, che la documentazione medica agli atti
dell’autorità inferiore, anche quella prodotta dal ricorrente, è stata esami-
nata e correttamente valutata nell’ambito della procedura di prima istanza
(ad eccezione del rapporto del 7 novembre 2020 del dott. G._ –
posteriore alla data della decisione impugnata e di cui si dirà nel conside-
rando 7.5). Giova ancora rilevare che non vi è agli atti di causa dell’autorità
inferiore alcun documento medico oggettivo comportante una valutazione
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intelligibile e consistente della residua capacità lavorativa che possa giu-
stificare una valutazione diversa della fattispecie rispetto a quella ritenuta
dall’autorità inferiore o anche solo far sorgere dubbi su tale valutazione
fondata in particolare sulle succitate perizie e i rapporti SMR. In particolare
né il rapporto del 21 marzo 2019 del dott. C._, medico curante
dell’insorgete – il quale peraltro neppure ha quantificato la limitazione fun-
zionale sulla residua capacità lavorativa indicando che la stessa è da valu-
tare in sede medico-legale – né i rapporti del ricovero ospedaliero dal 10 al
19 febbraio 2020 per l’intervento chirurgico di artroprotesi totale all’anca
destra (del dott. H._ del 19 febbraio 2020) né il referto della RX
dell’anca destra del 5 giugno 2020 né il rapporto medico del dott.
F._ dell’8 giugno 2020 né tanto meno i risultati del test sierologico
per Coronavirus eseguito il 15 giugno 2020 e le analisi SARS-CoV-2 del 19
giugno 2020, dimostrano alcunché di rilevante per l’esito della presente
procedura, con particolare riferimento ad un’incapacità lavorativa duratura
giustificante l’erogazione di una rendita. Peraltro, l’intervento chirurgico
all’anca destra appare avere avuto esito positivo (cfr. il già citato referto
della RX all’anca destra del 5 giugno 2020 [doc. 136 pag. 430]) e originato
tutt’al più, secondo la valutazione del medico SMR, un’incapacità lavorativa
totale limitata a tre mesi a decorrere dall’11 febbraio 2020, senza che il
ricorrente abbia fatto valere, o ne emerga ad un esame d’ufficio degli atti
di causa, motivo per dubitare di detta valutazione.
7.5 Questo Tribunale osserva, infine, che non soccorre il ricorrente nem-
meno il rapporto del 7 novembre 2020 del dott. G._ – medico chi-
rurgo, specialista in ortopedia e traumatologia – prodotto in sede di ricorso.
Innanzitutto, il menzionato rapporto, altresì di data posteriore alla decisione
impugnata, è generico e non comporta una consistente valutazione retro-
spettiva, fondata su esami oggettivi, della situazione esistente fino alla data
della decisione impugnata che possa giustificare dubbi sulla convincente
valutazione del caso da parte dell’autorità inferiore fondata, infine, su suf-
ficiente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti. Inoltre, nel menzio-
nato rapporto medico è fatto sostanzialmente riferimento a affezioni note
di cui soffre il ricorrente a partire dal 2015 e la valutazione del dott.
G._, secondo cui tali affezioni rendono “difficoltosa qualsiasi attività
lavorativa”, altro non è che una diversa, particolarmente imprecisa (non è
dato di sapere da quando, in quale misura e in quale attività lavorativa),
valutazione di una medesima fattispecie, senza che il ricorrente abbia indi-
cato la ragione per cui una siffatta diversa (imprecisa) valutazione poste-
riore alla decisione impugnata dovrebbe preferirsi a quella dei periti incari-
cati dall’autorità inferiore e alle valutazioni del medico SMR (tale impreci-
sione da parte di detto medico sussiste peraltro dalla altrettanto generica
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valutazione di cui al parere medico-legale del 25 ottobre 2017, dunque di
data anteriore alle perizie fatte eseguire dall’UAIE, in cui detto medico in-
dicava un’incapacità lavorativa non inferiore al 50% [doc. 57 pag. 156]).
Infine, neppure la ritenuta e sopraggiunta incapacità alla guida del ricor-
rente ritenuta dal dott. G._ nel suo rapporto del 7 novembre 2020 è
accompagnata da valutazioni oggettive ed intelligibili e si esaurisce in mera
affermazione (in contrasto con quanto ritenuto dal medico incaricato
dall’Ufficio della circolazione nel rapporto dell’11 gennaio 2018 [doc. 75
pag. 184] o dal dott. I._ del referto del 13 maggio 2019 [doc. 115
pag. 369]). Tuttavia, quand’anche per denegata ipotesi si volesse ritenere,
già anteriormente alla data della decisione impugnata, un’incapacità alla
guida, bisognerebbe allora rilevare che la stessa non potrebbe comunque
comportare un diverso esito della presente causa. In effetti, nella sostanza
(con forse l’eccezione di quella di rappresentante), le attività sostitutive
adeguate rispettose delle limitazioni funzionali elencate dal consulente in
integrazione professionale nel proprio rapporto del 2 gennaio 2020 – se-
gnatamente attività di tipo leggera-semplice-ripetitiva quali ad esempio:
venditore/consulente presso un do-it, in particolare nel reparto vernici/ac-
cessori auto; venditore/rappresentante per marchi di vernici e/o pezzi di
ricambio per carrozzerie; addetto alla ricezione di auto danneggiate, valu-
tandone il danno e commissionando il lavoro da svolgere coinvolgendo
l’assicurazione; addetto al controllo della qualità in un’azienda di produ-
zione; custode; aiuto magazziniere in un magazzino automatizzato, dove
non deve alzare pesi (cfr. doc. 127 pag. 409) – non necessitano per il loro
esercizio l’utilizzo di un autoveicolo e restano pertanto esigibili anche in
assenza dell’idoneità alla guida. Non vi è dunque alcun motivo di procedere
ad un’istruttoria complementare con riferimento a detto rapporto medico,
non essendovi manifestamente da attendersi dalla stessa alcun nuovo ele-
mento decisivo.
7.6 Per il resto, il ricorrente non ha sollevato altre censure con riferimento
alla decisione impugnata (con riferimento segnatamente alla sfruttabilità di
un’attività sostitutiva adeguata [l’insorgente non ha chiaramente raggiunto
l’età di 60 anni al momento determinante], calcolo del raffronto dei redditi
[anche se correttamente da effettuarsi nell’anno 2016] e deduzione giuri-
sprudenziale [anche nella denegata ipotesi che lo si volesse determinare
in un generosissimo massimo del 25%]), fermo restando che nella so-
stanza pure ad un esame d’ufficio degli atti di causa non appare comunque,
e chiaramente, alcun elemento concreto e serio che potrebbe comportare
un diverso esito della causa.
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8.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso del 16 novembre 2020, privo
di qualsivoglia fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata del
19 ottobre 2020 va confermata. Il giudice dell’istruzione – anteriormente o
posteriormente ad uno scambio di scritti – decide quale giudice unico, con
motivazione sommaria, i ricorsi manifestamente infondati (art. 85bis cpv. 3
LAVS in combinazione con l’art. 69 cpv. 2 LAI). Nel caso concreto, il gra-
vame, in considerazione, fra l’altro, dei generici argomenti presentati, deve
ritenersi siccome manifestamente infondato e può essere evaso senza ri-
corso ad uno scambio di scritti. La presente sentenza di rigetto del ricorso
può pertanto essere resa a giudice unico.
9.
9.1 Secondo l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono poste di regola
a carico della parte che soccombe. Tuttavia, nel caso concreto si rinuncia
eccezionalmente alla riscossione da parte del ricorrente di spese proces-
suali (art. 63 cpv. 1 PA nonché art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), ritenuto che la sua situa-
zione economica appare comunque precaria ed al limite dell’indigenza
(doc. TAF 7 ed allegati). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso
della dispensa dal versamento delle spese processuali, è pertanto divenuta
priva di oggetto.
9.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7
cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-
che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v.,
fra l’altro, DTF 127 V 205).
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