Decision ID: 6fc6ef8e-d710-5d76-b250-93e59aa15a3c
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadina italiana, nata il (...) 1967, coniugata, con due figli,
frontaliera, ha lavorato in Svizzera dal settembre 1982 al luglio 2000 in
qualità di cucitrice, nonché dal 16 agosto 2000 quale operaia presso una
ditta attiva nel settore orologiero (doc. 2, 3, 9, 10 e 16 dell’incarto dell’Uffi-
cio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero
[UAIE]).
B.
B.a Dal 2008 l’assicurata soffre di interstiziopatia polmonare trattata cicli-
camente con corticosteroidi per via sistemica (doc. UAIE 102, 150-154,
160-161, 163-167).
B.b
B.b.a A causa del riacutizzarsi nel maggio 2014 della patologia – per cui è
stata ospedalizzata a più riprese nel periodo maggio 2014-maggio 2015
(doc. UAIE 108 pag. 24-31, 157-158) – A._ ha cessato l’attività la-
vorativa dal 26 maggio 2014 al 9 novembre seguente, l’ha ripresa due volte
al 50% nel novembre-dicembre 2014, per poi interromperla definitivamente
(doc. UAIE 13, 19, 23).
B.b.b Il caso è stato assunto dall’B._ SA (di seguito: B._ SA)
che ha erogato indennità giornaliere complete dal 26 maggio 2014 al
30 novembre 2015 (doc. CM 1 pag. 3-4). Il contratto di lavoro è terminato
a fine 2015 (doc. TAF 1 pag. 3 e doc. UAIE 76 pag. 45).
C.
C.a In data 17 ottobre 2014 A._ ha formulato all’attenzione dell’Uf-
ficio dell’assicurazione invalidità del Cantone C._ (Ufficio AI) una
richiesta volta all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per
l’invalidità, prevalendosi di un’incapacità lavorativa totale dal 26 maggio
2014 (doc. UAIE 3).
C.b Ai fini istruttori l’Ufficio AI ha assunto agli atti:
- documentazione medica relativa al periodo maggio 2014-maggio 2015,
segnatamente il rapporto del 31 maggio 2014 del dott. D._
(doc. UAIE 108 pag. 24-25, dimissione ospedaliera), quelli della
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dott.ssa E._ del 28 giugno 2014 (doc. UAIE 108 pag. 26-31, di-
missione ospedaliera), 5 dicembre 2014 (doc. UAIE 114), 9 febbraio
2015 (doc. UAIE 123) e 28 maggio 2015 (doc. UAIE 158), il rapporto
del dott. F._ del 5 settembre 2014 (doc. UAIE 107), della
dott.ssa G._ del 23 gennaio 2015 (doc. UAIE 157, dimissione
ospedaliera), tutti specialisti in pneumologia, i rapporti, commissionati
dall’B._ SA, del dott. H._, medico curante, specialista in
chirurgia, del 30 luglio 2014 (doc. UAIE 108 pag. 19-22) e 16 dicembre
2014 (doc. UAIE 115), nonché diversi referti radiologici relativi al pe-
riodo maggio 2014-gennaio 2015 (doc. UAIE 113, 156, 159).
- i documenti componenti l’incarto dell’Istituto nazionale svizzero di assi-
curazione contro gli infortuni (INSAI) di data intercorrente tra gennaio e
giugno 2015, riguardanti la malattia del maggio 2014, in particolare i
rapporti della dott.ssa I._, medico INSAI, specialista in medicina
del lavoro, medicina interna generale e pneumologia, del 23 gennaio
2015 (doc. UAIE 121), 14 aprile 2015 (doc. UAIE 143-144) e 3 giugno
2015 (doc. UAIE 146) e quello del dott. H._ del 20 febbraio
2015 (doc. UAIE 139).
C.c L’amministrazione si è inoltre fondata sui rapporti della consulente in
integrazione professionale dell’Ufficio AI L._ del 10 dicembre 2014
(doc. UAIE 13) e dell’11 febbraio 2015 (doc. UAIE 19), nonché sul questio-
nario per il datore di lavoro dell’11 novembre 2014 (doc. UAIE 9).
C.d Mediante scritto del 19 ottobre 2015 l’INSAI ha comunicato all’assicu-
rata che, in assenza di indizi in merito alla presenza di una pneumopatia
riconducibile all’attività lavorativa, le condizioni per l’assunzione dei disturbi
manifestatisi dal 26 maggio 2014 quale malattia professionale non erano
adempiute (doc. UAIE 170).
C.e Fondandosi sul rapporto finale del 15 luglio 2015 in cui il dott.
M._, medico del Servizio medico regionale (SMR), generalista, ha
attestato un’incapacità lavorativa completa per ogni attività dal 26 maggio
2014, eccezion fatta per i periodi dal 10 novembre all’8 dicembre 2014,
nonché dal 10 al 22 dicembre 2014 in cui l’assicurata era capace al lavoro
al 50% (doc. UAIE 33), l’UAIE, mediante decisioni del 26 novembre 2015
(doc. UAIE 39-40), precedute da un progetto di decisione del 20 luglio 2015
dell’Ufficio AI (doc. UAIE 36), ha attribuito a A._ una rendita intera
di invalidità dal 1° maggio 2015 (grado di invalidità del 94% dal 1° maggio
2015 e del 100% dal 1° agosto 2015). L’Ufficio AI ha inoltre precisato che
non erano previsti provvedimenti di reintegrazione professionale.
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D.
In data 29 novembre 2016 l’assicurata si è sottoposta ad un intervento di
trapianto bipolmonare (doc. UAIE 45).
E.
E.a Il 23 gennaio 2017 l’Ufficio AI ha avviato una prima procedura di revi-
sione (doc. UAIE 47). Agli atti sono stati assunti il questionario per la revi-
sione del 7 febbraio 2017 (doc. UAIE 44), il rapporto dettagliato della
dott.ssa E._ del 13 febbraio 2017 (doc. UAIE 45 [visita di controllo
post-operatoria]) e quello del dott. H._ del 6 marzo 2017 (doc. UAIE
46).
E.b Mediante annotazione del 19 maggio 2017 il dott. N._, medico
SMR, generalista, ha ritenuto l’assicurata totalmente inabile in ogni attività
(con rivalutazione entro sei mesi), mentre, nella migliore delle ipotesi, in
considerazione dell’età e della formazione scolastica, abile al massimo al
30% in attività adeguata dopo sei mesi (doc. UAIE 48).
E.c Tramite scritto del 23 maggio 2017 (doc. UAIE 49) l’Ufficio AI ha con-
fermato all’interessata il diritto alla rendita intera riconosciutole mediante
decisioni del 26 novembre 2015 (consid. C.e) e ribadito di non adottare
provvedimenti di reintegrazione professionale.
F.
F.a Il 15 febbraio 2019 l’Ufficio AI ha avviato un’ulteriore procedura di revi-
sione (doc. UAIE 52). Agli atti sono stati assunti il rapporto del 4 settembre
2018 della dott.ssa O._, specialista in ostetricia e ginecologia
(doc. UAIE 61 pag. 14), il questionario per la revisione del 22 febbraio 2019
(doc. UAIE 51), il rapporto del dott. H._ del 28 febbraio 2019
(doc. UAIE 53), quello della dott.ssa P._, specialista in nefrologia,
del 21 ottobre 2019 (doc. UAIE 61 pag. 18-19), i referti della dott.ssa
E._, del 21 ottobre 2019 (doc. UAIE 61 pag. 1-6 e allegati) e
24 gennaio 2020 (allegato al doc. UAIE 76 pag. 350-356), quello dell’8 feb-
braio 2020 della dott.ssa Q._, la cui specializzazione non è nota
(allegato al doc. UAIE 76 pag. 366), nonché diversi referti radiologici
dell’agosto-settembre 2019 (doc. UAIE 61 pag. 15-16).
F.b Su indicazione del SMR (doc. UAIE 54) l’Ufficio AI ha ordinato l’esecu-
zione di una perizia pluridisciplinare da parte del Servizio Accertamento
Medico (SAM). Il referto del 30 novembre 2020 (doc. UAIE 76-1 a 76-54)
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comprende i rapporti del dott. R._, specialista in medicina interna e
malattie polmonari, del 20 agosto 2020, del dott. S._, specialista in
cardiologia, del 26 agosto 2020, del dott. T._, specialista in reuma-
tologia e medicina interna, del 28 agosto 2020, e del dott. U._, spe-
cialista in psichiatria e psicoterapia, del 16 settembre 2020 (tutti allegati al
doc. UAIE 76). Del contenuto si dirà nei considerandi di diritto.
F.c Con rapporto finale dell’8 dicembre 2020 il dott. V._, medico
SMR, specialista in medicina interna generale, ha confermato le diagnosi
poste dal SAM e ne ha ripreso le conclusioni, attestando un’incapacità la-
vorativa totale da maggio 2014 nella precedente attività di operaia nel set-
tore orologiero, mentre un’inabilità al 100% da (maggio) 2014 al dicembre
2019, e al 20% (intesa come riduzione dell’orario di lavoro) dal gennaio
2020 in attività sostitutive adeguate, rispettose delle limitazioni funzionali
descritte (doc. UAIE 77).
F.d Tramite rapporto del 15 gennaio 2021 (doc. UAIE 81) Z._, con-
sulente per l’integrazione professionale dell’Ufficio AI, ha analizzato la rein-
tegrabilità, valutato le attività esigibili adeguate e si è pronunciato quo
all’applicazione di provvedimenti professionali.
G.
G.a Mediante progetto di decisione del 18 gennaio 2021 (doc. UAIE 82)
l’Ufficio AI ha quindi ripreso le conclusioni del SMR quo alla capacità lavo-
rativa di A._ e prospettato la soppressione della rendita, alla luce di
un grado di invalidità del 13% (reddito da valido di fr. 40'560.- nell’attività
abituale di operaia nel settore orologiero e reddito da invalido in base alla
tabella TA1 di fr. 35'303.10). L’amministrazione ha precisato che non erano
previsti provvedimenti di reintegrazione professionale.
G.b Il 10 febbraio 2021 (doc. UAIE 84) l’assicurata si è opposta al progetto
di decisione, producendo il rapporto del 15 gennaio 2021 della dott.ssa
E._ riguardante il decorso del trattamento da novembre 2016 a gen-
naio 2021 (doc. UAIE 83 e allegati).
G.c Il dott. V._, chiamato nuovamente a pronunciarsi, con annota-
zione del 16 febbraio 2021 (doc. UAIE 90) ha affermato che la documen-
tazione prodotta non modificava le conclusioni tratte nella perizia pluridisci-
plinare del SAM del 30 novembre 2020.
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Pagina 6
G.d Con decisione del 5 marzo 2021 (doc. UAIE 97) l’UAIE, riprendendo
le argomentazioni e le conclusioni di cui al progetto di decisione dell’Ufficio
AI del 18 gennaio precedente (consid. G.a), ha quindi soppresso la rendita
intera di invalidità con effetto dal 1° maggio 2021 e ritenuto non attuabili
provvedimenti d’integrazione professionale. L’autorità inferiore ha inoltre
revocato l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (art. 49 cpv. 5 LPGA).
H.
H.a Il 29 aprile 2021, per il tramite dell’avv. Antonio Trifone, A._ ha
interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale chiedendo
in via preliminare la concessione (recte: restituzione) dell’effetto sospen-
sivo al ricorso (doc. TAF 1 e allegati).
Nel merito ha postulato l’annullamento della decisione impugnata che ha
soppresso la rendita di invalidità precedentemente attribuita ritenuto che
l’assicurata non sarebbe in grado neppure di svolgere attività adeguate. A
sostegno del gravame ha prodotto il rapporto della dott.ssa P._ del
21 ottobre 2019 (già agli atti) e quello della dott.ssa E._ del
26 marzo 2021 (allegati G e H [recte: I] al doc. TAF 1). Delle motivazioni si
dirà nei considerandi di diritto (consid. 6.1).
H.b Su invito della giudice dell’istruzione, con complemento al ricorso del
17 maggio 2021 (doc. TAF 4) l’insorgente ha sostanziato l’istanza di resti-
tuzione dell’effetto sospensivo presentata con il gravame.
H.c Il 2 giugno 2021 l’assicurata ha versato l’anticipo spese di fr. 800.-
(doc. TAF 13).
I.
Mediante risposta del 22 giugno 2021 (doc. TAF 18) l'UAIE, richiamate
l’annotazione SMR del 1° giugno 2021 e la presa di posizione dell’Ufficio
AI del 17 giugno seguente (allegati al doc. TAF 18), ha proposto la reie-
zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Del contenuto
del memoriale si dirà nei considerandi di diritto (consid. 6.2).
J.
Con decisione incidentale del 24 giugno 2021 (doc. TAF 19) la giudice
dell’istruzione ha respinto l’istanza tendente alla restituzione dell'effetto so-
spensivo al ricorso.
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Pagina 7
K.
Con replica del 25 agosto 2021 l’insorgente si è riconfermata nelle argo-
mentazioni esposte nel ricorso (doc. TAF 23).
L.
Tramite duplica del 21 settembre 2021 (doc. TAF 25), notificata all’interes-
sata il 23 settembre successivo (doc. TAF 26), l'UAIE, richiamata la presa
di posizione dell’Ufficio AI del 17 settembre 2021 (allegato al doc. TAF 25),
ha proposto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impu-
gnata.
M.
Chiamata il 1° dicembre 2021 a prendere posizione in merito alla vertenza
(doc. TAF 27), con scritto del 6 dicembre seguente (doc. TAF 29), tra-
smesso alle parti il 13 dicembre 2021 (doc. TAF 32), la A.a._ ha
rinunciato a tale prerogativa.
N.
In data 22 febbraio 2022 l’avvocato Gianfranco Barone ha comunicato di
patrocinare l’avvocato Trifone, allegando la relativa procura (doc. TAF 38).

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena cogni-
zione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'ammis-
sibilità dei gravami sottopostigli (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferi-
menti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI, i ricorsi con-
tro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, pronunciate dall'Ufficio AI per le per-
sone residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
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1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), che ha altresì pagato l’acconto spese, il ricorso – interposto
tempestivamente e rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA
nonché art. 52 PA) – è pertanto ammissibile.
2.
2.1
2.1.1 La ricorrente, cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
risiede in Italia ed è dato l’elemento transfrontaliero avendo svolto attività
lavorativa in Svizzera, per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS
0.142.112.681).
2.1.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Deci-
sione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.1.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in parti-
colare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre
2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009
4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’in-
terno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n.
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009
621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE)
n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e
gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel re-
golamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
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Pagina 9
2.1.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-
versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla le-
gislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di
tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo
allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della pro-
cedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V
253 consid. 2.4).
2.1.5 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modifi-
cato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gen-
naio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2
con rinvii).
2.2
2.2.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 con-
sid. 4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1
consid. 1.2).
2.2.2 La decisione impugnata, con cui l’UAIE ha soppresso la rendita intera
di invalidità con effetto al 1° maggio 2021 è stata emessa il 5 marzo 2021.
Sono pertanto applicabili le modifiche legislative di cui alla 6a revisione
della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le modifi-
che intervenute fino alla data della decisione impugnata. Non entra invece
in linea di conto la modifica dell’assicurazione invalidità (AI) intitolata “ ul-
teriore sviluppo dell’AI ” (FF 2017 2191), entrata in vigore il 1° gennaio
2022 (RU 2021 705).
3.
Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato
dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali
esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa è stata pronunciata, e meglio il 5 marzo
2021. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362
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Pagina 10
consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all’og-
getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull’apprezzamento del giu-
dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V consid. 3a in fine).
4.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità
di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-
tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui gli
argomenti delle parti o l'esame dell'incarto ne diano sufficiente motivo (sen-
tenza del TAF C-3146/2015 dell’11 maggio 2018 consid. 4 con rinvii).
5.
5.1 In primo luogo va rilevato che il rifiuto da parte dell’UAIE di accordare
provvedimenti di reintegrazione professionale non è contestato. Per quanto
attiene a questo rapporto giuridico la decisione è pertanto passata in giu-
dicato.
5.2 Litigiosa è pertanto la soppressione, con effetto dal 1° maggio 2021,
del diritto di A._ di percepire la rendita intera di invalidità riconosciu-
tale dal 1° maggio 2015 e confermata il 23 maggio 2017. In concreto va
quindi esaminata la correttezza della fissazione del grado di invalidità ef-
fettuata dall’autorità inferiore e meglio se la situazione di salute dell’assicu-
rata così come la capacità lavorativa si sono stabilizzate, rispettivamente
migliorate a partire da gennaio 2020, in modo tale da giustificare la sop-
pressione della rendita oppure come sostiene l’assicurata la situazione è
addirittura peggiorata rispetto al momento in cui è stata posta a beneficio
della rendita (cfr. doc. TAF 23 pag. 2-3).
6.
6.1 L’insorgente, pur riconoscendo una stabilizzazione dello stato di salute
si prevale in primo luogo di un peggioramento dall’estate 2020 della situa-
zione valetudinaria rispetto al periodo in cui è stata posta a beneficio della
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Pagina 11
rendita di invalidità. Essa evidenzia inoltre un erroneo accertamento dei
fatti, indicando che “ pur valutando pluridisciplinarmente la situazione, l’Uf-
ficio AI ragiona a compartimenti stagni e non basandosi sull’intero com-
plesso “. A suo modo di vedere infine non esiste sul mercato equilibrato del
lavoro una professione compatibile con la situazione personale (età avan-
zata, statuto, importanti limitazioni funzionali, pandemia legata al Covid
19).
Nella replica la ricorrente postula inoltre il riconoscimento del diritto ad una
prova lavorativa.
6.2 Secondo l’amministrazione il rapporto SMR dell’8 dicembre 2020
(doc. UAIE 77), che si fonda sulla perizia pluridisciplinare del SAM del
30 novembre 2020 (doc. UAIE 76), è per contro fedefacente, privo di con-
traddizioni e tien conto di tutte le affezioni di cui soffre l’assicurata. L’UAIE
sottolinea inoltre l’esistenza sul mercato generale del lavoro di attività sem-
plici, leggere e poco qualificate esercitabili dalla ricorrente all’80%.
7.
7.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è
considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-
gola prestazione.
7.2 L’art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l’assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d’integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di que-
sto anno è invalido almeno al 40%.
7.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI).
7.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
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lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente superabile.
8.
8.1 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-
dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modificazione.
8.2 Giusta l’art. 87 cpv. 1 OAI la revisione avviene d’ufficio quando, in pre-
visione di una possibile modifica importante del grado d’invalidità o della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all’in-
validità è stato stabilito un termine al momento della fissazione della ren-
dita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assistenza
(lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che pos-
sono provocare una notevole modifica del grado d’invalidità, della grande
invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all’invalidità
(lett. b).
8.3 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
C-2018/2021
Pagina 13
8.4 Giusta l’art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-
dita, dell’assegno per grandi invalidi o del contributo per l’assistenza è
messa in atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue
la notifica della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la
modificazione determinante se l’erogazione indebita è dovuta all’otteni-
mento illecito di una prestazione da parte dell’assicurato o se quest’ultimo
ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’art. 77
OAI.
8.5 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-
cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del
TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Irrilevante è,
altresì, una diversa valutazione di una fattispecie restata sostanzialmente
immutata (DTF 131 V 84 consid. 3; sentenza del TF 8C_534/2014 del
13 agosto 2014 consid. 3.2 e 8C_624/2011 del 2 novembre 2011 consid. 2
nonché relativi riferimenti).
9.
9.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuri-
dico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diven-
tato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per
l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno
alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o
la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei
redditi).
9.2 In assenza di documentazione economica, la documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico determinare
il grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante
C-2018/2021
Pagina 14
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti ele-
menti d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di va-
lutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da
lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 con-
sid. 3c).
9.3 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1, 125 V 351
consid. 3a; HANS-JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilun-
gen, in: Aktuelles im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sen-
tenza pubblicata in VSI 2001 pag. 106 segg. la Corte ha però ritenuto con-
forme al principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19
PA, art. 95 cpv. 2, art. 113 e 132 vOG) definire delle direttive in relazione
alla valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
9.4 Infine giova ricordare che di principio deve essere considerato con la
necessaria prudenza l’avviso dei medici curanti a causa dei particolari le-
gami che intrattengono con il paziente (cfr. DTF 125 V 351 consid. 3b/cc),
per cui, secondo l’esperienza comune, essi tendono generalmente, in caso
di dubbio, a pronunciarsi in favore del proprio paziente in ragione del rap-
porto di fiducia che lo unisce a quest’ultimo (sentenza del TF 8C_168/2018
del 6 giugno 2018).
9.5 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV
n. 18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
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concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenze del TF 9C_540/2020
consid. 4.2. del 18 febbraio 2021; 9C_158/2012 del 5 aprile 2013; SVR
2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
10.
10.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto relativa all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale
accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto
dei redditi, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del prov-
vedimento litigioso (sentenze del TF 9C_540/2020 del 18 febbraio 2021
consid. 4.2; I 759/06 del 5 settembre 2007; DTF 147 V 167 consid. 4.1; 133
V 108 consid. 5).
10.2 Al riguardo va rilevato che la prima procedura di revisione avviata
dall’amministrazione il 23 gennaio 2017 e che ha condotto alla conferma,
nel maggio 2017, della rendita intera di invalidità attribuita dal 1° maggio
2015, si fonda sul rapporto specialistico approfondito della dott.ssa
E._ del B.a._ di C.a._ del 13 febbraio 2017, nonché
su quello del medico curante dott. H._ del 6 marzo 2017 (con-
sid. E.a).
Il rapporto della dott.ssa E._ descrive dettagliatamente l’evoluzione
dello stato di salute prima e dopo il trapianto polmonare (avvenuto nel no-
vembre 2016), permettendo di accertare in maniera chiara e concludente
la situazione di salute e di confermare la persistenza dell’incapacità lavo-
rativa totale.
Alla luce di quanto esposto, il periodo di riferimento nell’ambito della pre-
sente vertenza è quello intercorrente tra il 23 maggio 2017, data dello
scritto con cui l’UAIE ha confermato il diritto alla rendita intera di invalidità
erogata dal 1° maggio 2015 e il 5 marzo 2021, data della decisione impu-
gnata. Al riguardo va del resto rilevato che anche l’UAIE ha chiesto al SAM
di esaminare l’evoluzione della capacità lavorativa soltanto da maggio
2017 (doc. UAIE 76 pag. 271).
C-2018/2021
Pagina 16
11.
In occasione della domanda di rendita del 17 ottobre 2014 i medici curanti
hanno posto la diagnosi di “ interstiziopatia polmonare condizionante se-
vero deficit restrittivo e insufficienza respiratoria da sforzo “ e precisato che
“ gli accertamenti eseguiti durante il ricovero confermano un quadro di in-
terstiziopatia polmonare associata a note bronchiettasiche diffuse bilateral-
mente in assenza di segni clinici e bioumorali di riacutizzazione in atto. Dal
punto di vista funzionale respiratorio l’esame spirometrico depone per una
severa restrizione e la DLCO risulta severamente ridotta in termini di valore
assoluto. Il quadro emogasanalitico eseguito in aa è risultato nei limiti della
norma mentre il test del cammino ha documentato una importante desatu-
razione (73%) con considerevole incremento della frequenza cardiaca (144
bpm) “... in considerazione del quadro radiologico, dell’età della paziente e
della grave compromissione della funzionalità respiratoria, si vede indica-
zione ad una valutazione pneumologica presso il Centro trapianti. (...) “
(rapporto del 31 maggio 2014 del dott. D._; doc. UAIE 108 pag. 24-
25).
12.
12.1 Nell’ambito della prima procedura di revisione avviata il 23 gennaio
2017 è stato assunto il rapporto di controllo della dott.ssa E._ del
13 febbraio 2017 dal quale emerge un buon decorso post-operatorio dopo
l’intervento di trapianto di doppio polmone con accesso toratocomico bila-
terale al IV spazio intercostale e sternotomia traversa (“ Clam shell “) del
29 novembre 2016 (doc. UAIE 45).
12.2 Con rapporto del 6 marzo 2017 il dott. H._ ha ripreso le dia-
gnosi note, evidenziando l’impossibilità di pronunciarsi in merito alla capa-
cità lavorativa in ragione del breve lasso di tempo intercorso dal trapianto
polmonare (doc. UAIE 46). L’UAIE dal canto suo nel maggio 2017 ha con-
fermato un’incapacità lavorativa totale in ogni attività (doc. UAIE 49).
13.
In occasione della procedura di revisione in esame l’amministrazione ha
assunto agli atti i seguenti documenti:
13.1 Il rapporto del 28 febbraio 2019 in cui il dott. H._ ha eviden-
ziato “ da anni progressiva insufficienza respiratoria in fibrosi polmonare
che ha portato al trapianto polmonare “, ritenuto la prognosi non prevedibile
e considerato l’insorgente inabile al 100% nell’attività abituale dal 2014
(doc. UAIE 53).
C-2018/2021
Pagina 17
13.2 Il rapporto del 21 ottobre 2019 in cui la dott.ssa P._ ha posto
la diagnosi di “ malattia renale cronica, stadio II (lieve) – 585.2 “ e precisato
“ funzione renale stabile, non disionie “ (doc. UAIE 61 pag. 18-19).
13.3 I rapporti del 21 ottobre 2019 (doc. UAIE 61 pag. 1-6) e del 24 gen-
naio 2020 (allegato al doc. UAIE 76 pag. 350-356) in cui la dott.ssa
E._ ha posto le diagnosi di “ trapianto bipolmonare (20.11.2016) per
fibrosi polmonare NSIP, complicato da rigetto polmonare acuto (si confronti
cfr. doc. UAIE 45 pag. 2). Iperomocisteinemia in mutazione di MTHFR
C677T in eterozigosi. Ipertensione arteriosa. Riattivazione hCMV. Infe-
zione cutanea da VZV “. Il medico ha evidenziato stabilità funzionale del
graft e consigliato una valutazione dermatologica di screening (con graft si
fa riferimento ad una complicanza che si osserva nei pazienti sottoposti a
trapianto, caratterizzata da una complessa reazione immunologica delle
cellule immunocompetenti del donatore nei confronti dei tessuti ed organi
del ricevente. Le manifestazioni cliniche della GVHD [Graft-verus-host di-
sease] acuta sono caratterizzate principalmente dall’interessamento della
cute, dell’intestino e del fegato. Il coinvolgimento della cute si manifesta
come tipico eritema morbilloforme maculo-papuloso, che dalla tipica loca-
lizzazione al palmo delle mani ed alla pianta dei piedi, si può estendere al
volto, al tronco, alle radici e, successivamente, agli arti (cfr.
https://www.ail.it/patologie-e-terapie/patologie-ematologiche/linfomi/11-ail-
area-medica/220-la-graft-versus-host-disease-gvhd, consultato il 26 gen-
naio 2022).
13.4
13.4.1 La perizia pluridisciplinare del SAM del 30 novembre 2020
(doc. UAIE 76), commissionata dall’Ufficio AI, in cui le dott.sse
D.a._ e E.a._, entrambe specialiste in medicina interna ge-
nerale, hanno esaminato lo stato di salute a partire da maggio 2017
(doc. UAIE 76 pag. 271) e, dopo aver visitato l’assicurata il 6 marzo 2020,
e in base alle conclusioni degli specialisti incaricati (consid. F.b) hanno po-
sto la diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa di “ stato dopo
doppio trapianto polmonare (novembre 2016) per insufficienza respiratoria
terminale su fibrosi polmonare per probabile interstiziopatia non specifica
(NSIP) “. Quali diagnosi senza conseguenze sulla capacità lavorativa sono
state poste quelle di “ ipertensione arteriosa, sindrome dolorosa intermit-
tente del grande trocantere (tenoborsite trocanterica) ddp, con sonografia
del 28.8.2020: s.p., obesità corporea (BMI 31 kg/m2), nota endometriosi,
malattia renale cronica stadio II (ottobre 2019) ed eritema sottomammario
ciclico “ (doc. UAIE 76 pag. 280).
https://www.ail.it/patologie-e-terapie/patologie-ematologiche/linfomi/11-ail-area-medica/220-la-graft-versus-host-disease-gvhd https://www.ail.it/patologie-e-terapie/patologie-ematologiche/linfomi/11-ail-area-medica/220-la-graft-versus-host-disease-gvhd
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13.4.1.1 Da un punto di vista pneumologico il dott. R._, dopo aver
visitato l’assicurata il 5 agosto 2020, ha posto la diagnosi con influsso sulla
capacità lavorativa di “ stato dopo doppio trapianto polmonare (novembre
2016) per insufficienza respiratoria terminale su fibrosi polmonare per pro-
babile interstiziopatia non specifica (NSIP) “ e quella senza influenza sulla
capacità di “ obesità corporea “ (allegato al doc. UAIE 76 pag. 333).
Il perito ha evidenziato che “ attualmente dal lato respiratorio l’assicurata
riferisce di un netto miglioramento della dispnea rispetto al passato. La pa-
ziente presenta solo lieve dispnea allo sforzo camminando in salita o sulle
scale portando pesi. (...) riferisce pure che nella vita quotidiana riesce a
fare tutto anche se talvolta un po’ più lentamente ma riferisce di essere
aumentata di peso “ (allegato al doc. UAIE 76 pag. 331). Il medico ha atte-
stato che “ dopo la prima fase ospedaliera con una crisi di rigetto ed una
bronchite batterica da Serratia, l’assicurata fortunatamente non ha avuto
serie complicazioni e si constata una progressiva e stabile ripresa clinica e
funzionale, dopo che nel 2018 era insorto il dubbio di un rigetto cronico
rispettivamente di una possibile bronchiolite obliterante (BOS). Fortunata-
mente i dubbi non si confermano “. Il dott. R._ ha poi sottolineato
che “ a distanza di quattro anni dal trapianto si conferma una stabile situa-
zione clinica e funzionale, confermata anche dalle istanze specialistiche
del San Matteo di Pavia che la controllano regolarmente e che seguono la
terapia immunosuppressiva e profilattica contro potenziali infetti “ (allegato
al doc. UAIE 76 pag. 334).
Il dott. R._ ha quindi attestato un’incapacità lavorativa totale nell’at-
tività abituale di operaia nel settore dell’orologeria in ragione dell’esposi-
zione a sostanze volatili (fumi, vapori, oli), ritenendo per contro l’assicurata
abile al lavoro all’80% (da intendere quale riduzione del tasso di occupa-
zione giornaliera [pari a 6-7 ore], senza diminuzione del rendimento) in at-
tività sostitutive leggere dal gennaio 2020. Al riguardo il perito ha aggiunto
che “ la riduzione all’80% della capacità lavorativa è motivata, malgrado il
buon decorso di quasi quattro anni, dalla situazione delicata di una pa-
ziente ampiamente immunosoppressa e con rischi latenti di infetti polmo-
nari “, precisando che “ non è da considerare idonea per lavori a contatto
con gli animali, rispettivamente per lavori agricoli, di giardinaggio e lavori
in generale, con esposizione a fumi, polveri, gas e rispettivamente lavori
con forti sbalzi di temperatura (ad esempio non idonea per lavori con fre-
quenti entrate in celle frigorifere). In sostanza, entrano in considerazione
solo lavori al coperto, senza contatto con sostanze/situazioni a rischio per
infetti broncopolmonari “. Egli ha infine affermato che “ dal punto di vista
C-2018/2021
Pagina 19
medico-teorico pneumologico l’aver sofferto di una malattia grave forte-
mente limitante e potenzialmente letale come un’insufficienza respiratoria
su fibrosi polmonare e di esser stata poi sottoposta dopo due anni a doppio
trapianto polmonare, rappresenta un fattore di stress psicofisico e sociale
elevato, confermato anche dai dati di letteratura. Questo fattore può gio-
care, come confermato dalla letteratura specifica, un fattore sfavorevole
alla ripresa di un’attività lavorativa anche nei casi nei quali non ci sono pro-
blemi rilevanti specifici ed infettivologici a seguito del trapianto “ (allegato
al doc. UAIE 76 pag. 334-339).
13.4.1.2 Per quanto attiene l’aspetto cardiologico il dott. S._, che
ha visitato la ricorrente il 25 agosto 2020, ha attestato l’assenza di diagnosi
con ripercussione sulla capacità lavorativa e posto la diagnosi senza in-
fluenza sulla capacità lavorativa di ipertensione (allegato al doc. UAIE 76
pag. 313-314). Il perito ha inoltre precisato che l’assicurata “ (...) è nota per
un’ipertensione arteriosa trattata da una decina di anni (...). Non ha peral-
tro altri fattori di rischio cardiocircolatori e dal lato cardiologico risulta com-
pletamente asintomatica. Sulla base dell’anamnesi, dell’esame clinico,
dell’ECG a riposo, sotto sforzo e dell’ecocardiografia non abbiamo indizi
per una cardiopatia strutturale o elettrica clinicamente manifesta o riper-
cussioni strutturali evidenti dell’ipertensione arteriosa. Non abbiamo nean-
che indizi per ripercussioni permanenti sul cuore destro della pregressa
malattia polmonare “ (allegato al doc. UAIE 76 pag. 314). Il medico ha per-
tanto ritenuto l’insorgente abile al lavoro in misura totale nell’attività abi-
tuale di operaia nel settore dell’orologeria (allegato al doc. UAIE 76
pag. 315).
13.4.1.3 Da un punto di vista reumatologico il dott. T._, dopo aver
visitato l’insorgente il 28 agosto 2020, ha evidenziato l’assenza di diagnosi
con conseguenze sulla capacità lavorativa e posto la diagnosi senza in-
fluenza sulla capacità lavorativa di “ sindrome dolorosa intermittente del
grande trocantere (tenoborsite trocanterica) ddp, sonografia del 28.8.2020:
s.p. “ (allegato al doc. UAIE 76 pag. 291) e ritenuto pertanto l’assicurata
abile al 100% in qualsiasi attività lavorativa (allegato al doc. UAIE 76
pag. 292).
13.4.1.4 Per quanto attiene all’aspetto psichiatrico il dott. U._, che
ha visitato l’interessata il 2 e il 16 settembre 2020, ha constatato l’assenza
di diagnosi psichiatriche (allegato al doc. UAIE 76 pag. 301). Il perito ha
evidenziato che “ l’assicurata ha mostrato una buona capacità di adatta-
mento alle condizioni venutesi a creare nel decorso post-trapianto polmo-
nare pur dovendosi confrontare con un insieme di problemi di salute legati
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alle conseguenze dell’intervento effettuato nel 2016 e ai controlli di moni-
toraggio della sua situazione clinica che avvengono a frequenza regolare
(...). Rispetto alla valutazione specialistica non sono emersi nell’anamnesi
e nell’esame clinico problemi legati alla sfera psicologica e mentale dell’as-
sicurata “ (allegato al doc. UAIE 76 pag. 301-302).
ll medico ha pertanto ritenuto la ricorrente abile al 100% in qualsiasi attività
lavorativa (allegato al doc. UAIE 76 pag. 303-304).
13.4.2 Complessivamente A._ è stata quindi ritenuta totalmente
inabile nell’attività abituale di operaia nel settore dell’orologeria dal 25 mag-
gio 2014 (ultimo giorno di lavoro), mentre inabile al 100% dalla stessa data
al dicembre 2019 e abile all’80% dal gennaio 2020 in attività sostitutive
idonee, rispettose dei limiti posti dal dott. R._ (doc. UAIE 76
pag. 289).
Il SAM ha in particolare dichiarato che “ per l’aspetto internistico, reumato-
logico, cardiologico e psichiatrico non vi è stato un cambiamento dello stato
di salute rispetto all’ultima decisone dell’Ufficio AI, cresciuta in giudicato,
del luglio 2015 (recte: novembre 2015). Per la patologia pneumologica, ri-
spetto alla delibera del 2015, nel novembre 2016 l’assicurata ha subito un
doppio trapianto polmonare, con una lunga degenza e una lenta ripresa
dopo il trapianto durante il 2017, lento decorso favorevole con sospetto
rigetto cronico nel 2018, stabilità clinica e funzionale a partire dal 2019 “
(doc. UAIE 76 pag. 283). “ Le conclusioni peritali si fondano su un’esau-
riente discussione plenaria tra i medici periti del SAM. L’unica patologia
che riduce la capacità lavorativa è quella pneumologica “ (doc. UAIE 76
pag. 276).
13.5 Con rapporto dell’8 dicembre 2020 il dott. V._ ha confermato
le diagnosi poste dal SAM e ne ha ripreso le conclusioni sia quo alla capa-
cità lavorativa che ai limiti funzionali, precisando che l’assicurata può svol-
gere attività con carico massimo di 2 kg, con alternanza di postura al biso-
gno e pause supplementari (doc. UAIE 77).
14.
Il 15 gennaio 2021 il consulente in integrazione Z._ ha dichiarato
che l’insorgente potrebbe svolgere attività lavorative semplici, leggere e
non qualificate, indicando, a titolo esemplificativo, quelle di commessa/cas-
siera e addetta al controllo e all’imballaggio/etichettatura nel settore farma-
ceutico e alimentare, non ritenendo adempiute le premesse per la conces-
sione di provvedimenti professionali (doc. UAIE 81 pag. 4-5).
C-2018/2021
Pagina 21
15.
In seguito al progetto di decisione del 18 gennaio 2021 l’assicurata ha pro-
dotto il rapporto del 15 gennaio 2021 in cui la dott.ssa E._ ha ri-
preso le diagnosi note e rilevato segnatamente “ stabilità funzionale del
graft che tuttavia è ridotto rispetto a luglio 2020 per cui si prescrive terapia
immunomodulante “ (doc. UAIE 83 pag. 6-7).
16.
Pendente causa di ricorso l’insorgente ha prodotto il rapporto della dott.ssa
P._ del 21 ottobre 2019 (allegato G al doc. TAF 1, già agli atti, con-
sid. 13.2) e quello del 26 marzo 2021 in cui la dott.ssa E._ ha in
particolare attestato la stabilità funzionale del graft (allegato I al doc. TAF
1, pag. 108-118, si confronti consid. H.a).
17.
Nel merito va in primo luogo rilevato che alla luce di quanto emerge dagli
atti medici succitati il diritto ad una rendita intera di invalidità dal 1° maggio
2015 al 30 aprile 2021 dev’essere confermato e non è in ogni caso conte-
stato dalle parti. L’incapacità lavorativa totale in ogni attività dal 26 maggio
2014 al 31 dicembre 2019 non è in discussione ed è comprovata dagli atti
dell’incarto (cfr. consid. 13, in particolare la perizia pneumologica del dott.
R._ [consid. 13.4.1.1] da cui emerge uno stato di salute non stabi-
lizzato dopo il trapianto del novembre 2016, caratterizzato da una lenta
ripresa durante il 2017, un lento decorso favorevole con sospetto rigetto
cronico nel 2018 [non confermatosi] e stabilità clinica e funzionale a partire
dal 2019).
18.
18.1 Va pertanto verificato se, alla luce della suesposta documentazione,
a giusto titolo l’amministrazione, fondandosi sulla perizia pluridisciplinare
del SAM, ha soppresso la rendita intera d’invalidità riconosciuta a
A._ dal 1° maggio 2015 e confermata nel maggio 2017, dopo l’ese-
cuzione del doppio trapianto polmonare oppure se è giustificata l’eroga-
zione di una rendita (intera), come, perlomeno implicitamente, preteso
dalla ricorrente. A tal fine occorre determinare se l’assicurata è capace al
lavoro all’80% in attività adeguate dal gennaio 2020, come indicato dall’au-
torità inferiore, ciò che ha condotto a stabilire un grado di invalidità del 13%,
oppure totalmente inabile in ogni attività, come (implicitamente) sostenuto
dall’insorgente, nonché stabilire se l’amministrazione, prima dell’emana-
zione della decisione impugnata, abbia svolto un sufficiente accertamento
dei fatti giuridicamente rilevanti.
C-2018/2021
Pagina 22
18.2 In concreto va quindi esaminato se la perizia del SAM del 30 novem-
bre 2020, su cui si è fondato il SMR nel suo rapporto finale dell’8 dicembre
2020, e, a sua volta l’UAIE, permette di desumere in maniera completa,
motivata, concludente e pertanto convincente un’evoluzione dello stato di
salute e della capacità lavorativa tali da giustificare dal gennaio 2020 una
capacità lavorativa in attività adeguate dell’80%, oppure se vi è documen-
tazione medica nell’incarto, ad esempio i rapporti della dott.ssa E._
del 15 gennaio e 26 marzo 2021, atti a metterla in discussione come so-
stiene l’insorgente.
19.
19.1 In via preliminare occorre evidenziare che la perizia del SAM si basa
su informazioni fornite dalla persona esaminata, sull’esame del quadro cli-
nico, sulle risultanze delle visite pneumologica, cardiologica, reumatologica
e psichiatrica della ricorrente, e sulla documentazione medica agli atti. Nel
suo insieme il referto è comprensivo dell’anamnesi, delle informazioni tratte
dall’incarto, delle indicazioni dei periti, delle diagnosi nonché delle conclu-
sioni. La perizia può pertanto essere considerata – perlomeno formalmente
– un mezzo probatorio idoneo alla valutazione dello stato di salute e della
capacità lavorativa dell’assicurata (consid. 13.4).
19.2 Per quanto riguarda le diagnosi, non contestate dalla ricorrente, le
uniche patologie con influenza sulla capacità lavorativa sono quelle pneu-
mologiche (consid. 13.4). L’assicurata contesta dal canto suo unicamente
le conseguenze sulla capacità lavorativa, che a suo dire sarebbe stabile se
non addirittura peggiorata.
19.3
19.3.1 Con perizia del 20 agosto 2020 il dott. R._ ha attestato che
dopo una prima fase di degenza ospedaliera conseguente all’intervento di
trapianto bipolmonare del 29 novembre 2016, caratterizzata da una crisi di
rigetto e da una bronchite batterica da Serratia, poi progressivamente mi-
gliorate, nonché un sospetto di rigetto cronico, rispettivamente di una pos-
sibile bronchiolite obliterante (BOS) nel 2018 (non confermati), nel corso
del 2019 si è assistito ad una sostanziale stabilizzazione della situazione
clinica e funzionale, confermata pure nei controlli del 2020 (ultimo controllo
luglio 2020) e caratterizzata da stabilità funzionale del graft (allegato al
doc. UAIE 76 pag. 331 e 334). Egli ha pertanto dichiarato l’insorgente abile
al lavoro all’80% – da intendersi come riduzione del tempo di lavoro a
C-2018/2021
Pagina 23
sei/sette ore giornaliere – in attività sostitutive adeguate, rispettose di de-
terminati limiti funzionali, dal gennaio 2020 (consid. 13.4.1.1).
19.3.2 In proposito dalla documentazione medica agli atti, in particolare dai
rapporti della dott.ssa E._, specialista curante, del 21 ottobre 2019
e 24 gennaio 2020 (consid. 13.3) emerge in modo univoco una stabilizza-
zione dello stato di salute dal 2019. La stessa assicurata del resto ha di-
chiarato nei confronti del perito un netto miglioramento della dispnea ri-
spetto al passato e una totale indipendenza nella vita quotidiana (con-
sid. 13.4.1.1).
Inoltre i rapporti prodotti dall’insorgente dopo il progetto di decisione
(dott.ssa E._ del 15 gennaio 2021 [doc. UAIE 83 pag. 6-7]) ed in
fase ricorsuale (dott.ssa E._ del 26 marzo 2021 [allegato e I al
doc. TAF 1]), pur evidenziando un (passeggero, nel marzo 2021 si riaf-
ferma la stabilità senza alcuna precisazione) lieve calo della funzionalità
del graft nell’ottobre 2020 rispetto a quanto riscontrato nel luglio 2020, si
limitano a confermare un quadro diagnostico noto e non aggiungono ele-
menti oggettivi ulteriori in grado di mettere in discussione le valutazioni det-
tagliate e motivate espresse dal dott. R._. In particolare non si cer-
tifica un peggioramento dello stato di salute rispettivamente una riduzione
della capacità lavorativa. D’altronde anche nell’ipotesi in cui tale peggiora-
mento abbia avuto rilevanza sulla capacità lavorativa, da ottobre 2020 a
marzo 2021 la ricorrente beneficiava ancora di una rendita AI intera; un tale
ipotetico peggioramento non sarebbe quindi rilevante, non potendo in tali
condizioni la ricorrente subire alcun pregiudizio.
19.3.3 Infine va precisato che da un lato il perito ha evidenziato che il fatto
che la ricorrente ha sofferto di una malattia grave, fortemente limitante, che
l’ha costretta ad un doppio trapianto polmonare, rappresenta a livello ipo-
tetico un fattore di stress psicofisico e sociale elevato, che potrebbe costi-
tuire un fattore sfavorevole alla ripresa di un’attività lavorativa. Dall’altro il
dott. U._ ha dichiarato che l’interessata dispone una buona capa-
cità di adattamento alle condizioni venutesi a creare nel decorso post-tra-
pianto ed escluso problemi legati alla sfera psicologica e mentale. L’assi-
curata dispone quindi delle risorse necessarie da questo punto di vista.
Pure questo aspetto va pertanto considerato esaminato.
19.3.4 Alla luce di quanto esposto nessuno dei rapporti medici prodotti
dall’assicurata è atto ad inficiare le conclusioni a cui è giunto il dott.
R._ nella sua perizia specialistica, dettagliata e ben motivata, circa
il miglioramento prima (posteriormente al trapianto dei due polmoni) e la
stabilizzazione poi dello stato di salute e delle conseguenze sulla capacità
C-2018/2021
Pagina 24
lavorativa in attività adeguate con effetto dal gennaio 2020. Le conse-
guenze più incisive addotte dalla ricorrente non risultano quindi verosimili.
Risulta pertanto provato con il grado della verosimiglianza preponderante
valido nelle assicurazioni sociali che A._ – a far tempo dal gennaio
2020 – risulta abile all’80% in attività adeguate ai limiti funzionali, come
indicato dall’UAIE. Su questo punto il ricorso è pertanto infondato.
20.
20.1 In fase di replica la ricorrente, considerata l’età avanzata – 54 anni al
momento della soppressione della rendita – e richiamati il marginale
5020.2 della circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione
per l’invalidità (CIGI) e la giurisprudenza in materia, ha inoltre postulato il
riconoscimento del diritto ad una prova lavorativa.
20.2 Prima di determinare il grado di invalidità va quindi esaminato se la
capacità lavorativa dell’assicurata in attività sostitutive rispettose delle limi-
tazioni funzionali sia sfruttabile sul mercato del lavoro equilibrato (capacità
integrativa).
Conformemente alla giurisprudenza, infatti, prima di procedere alla diminu-
zione o soppressione di una rendita di invalidità a seguito di revisione oc-
corre accertare se esiste un bisogno di reintegrazione, valutando se l’assi-
curato sia concretamente in grado di mettere a profitto la sua capacità di
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato (cfr. art. 7 e 16 LPGA e sen-
tenza del TF 9C-163/2009 del 10 settembre 2010 consid. 4).
20.2.1 In caso di revisione il Tribunale federale ha sottolineato che di regola
la capacità lavorativa (completa o parziale) attestata a livello medico – e
che è alla base della riduzione del grado di invalidità e, quindi, della ridu-
zione o soppressione della rendita – può venir (nuovamente) concreta-
mente sfruttata dall’assicurato mediante un’adeguata autointegrazione sul
mercato del lavoro equilibrato traducendosi così in un grado di invalidità
inferiore (cfr. art. 7 cpv. 1 in relazione con l’art. 16 LPGA; sentenze del TF
9C-412/2014 del 20 ottobre 2014 e 8C-18/2013 del 23 aprile 2013 con-
sid. 10). Questo è il caso laddove l’assicurato ha conservato una parziale
capacità lavorativa residua cosicché l’aumento della capacità lavorativa
non necessita un accresciuto bisogno di integrazione, specie se la ritrovata
idoneità professionale può essere utilizzata in un’attività lavorativa già
svolta dall’assicurato o che può svolgere immediatamente. In casi eccezio-
nali invece l’amministrazione in sede di revisione della rendita deve esami-
nare la questione integrativa e, quindi, accertarsi se la ritrovata capacità
C-2018/2021
Pagina 25
lavorativa attestata medicalmente si traduca effettivamente in un grado di
invalidità inferiore oppure se, eccezionalmente, occorra procedere ad un
esame dell’effettiva idoneità lavorativa. In tali casi la rendita di invalidità
deve continuare ad essere versata fintanto che la capacità lavorativa me-
dico-teorica può effettivamente essere sfruttata grazie all’introduzione di
misure medico-riabilitative e/o provvedimenti di integrazione professionale
(sentenze del TF 9C-412/2014 del 20 ottobre 2014, 8C-18/2013 del
23 aprile 2013 consid. 10, 9 C-848/2012 del 14 febbraio 2013,
9C_831/2010, 9C-768/2009 del 10 settembre 2010; SVR 2010 IV nr. 9
pag. 27).
20.2.2 Nel caso di assicurati che hanno beneficiato di una rendita per al-
meno quindici anni oppure hanno raggiunto l'età di 55 anni, il Tribunale fe-
derale ha precisato che la facoltà di autointegrarsi non può più essere pre-
sunta e che di regola saranno necessari provvedimenti professionali prima
di poter ridurre, rispettivamente sopprimere la rendita. Le misure d'integra-
zione devono essere eseguite in anticipo e protrarsi fino a quando l’assi-
curato è in grado di sfruttare il potenziale lavorativo attestato dal punto di
vista medico-teorico con i propri sforzi e di farne uso per un'attività lucrativa
(SVR 2015 IV n. 41 pag. 139, 2011 IV n. 73 pag. 220; sentenze del TF
9C_183/2015 del 6 giugno 2019 consid. 5, 8C_582/2017 del 22 marzo
2018 consid. 6.3, 8C_394/2017 dell'8 agosto 2017 consid. 4.2,
9C_412/2014 del 20 ottobre 2014 consid. 3.1 con riferimenti, 9C_228/2010
consid. 3; 9C_163/2009 consid. 4.2.2).
20.2.3 Nondimeno il Tribunale federale ha altresì statuito svariate ecce-
zioni al principio (" presunzione " [sentenza del TF 9C_707/2018 del
26 marzo 2019 consid. 4.1]) secondo cui un'autointegrazione non è più esi-
gibile una volta raggiunti i 55 anni di età o i 15 anni di diritto alla rendita. Si
tratta in particolare dei casi in cui l'assenza prolungata dal mercato del la-
voro è dovuta a motivi non imputabili all’invalidità (sentenza del TF
9C_819/2014 del 19 giugno 2015 consid. 4 con riferimenti), dei casi in cui
l'assicurato è particolarmente dinamico, flessibile ed integrato nella vita so-
ciale (sentenza del TF 9C_68/2011 del 16 maggio 2011 consid. 3.3) e dei
casi in cui dispone di una formazione ed esperienza professionale partico-
larmente ampia (sentenza del TF 8C_39/2012 del 24 aprile 2012 con-
sid. 5.2). Per poter capovolgere la presunzione di inesigibilità di un’autoin-
tegrazione sono necessari elementi concreti che permettono di concludere
che l'assicurato può reintegrarsi nella vita lavorativa senza assistenza no-
nostante l'età avanzata e/o il lungo periodo di percezione della rendita con
corrispondente assenza dal mercato del lavoro (SVR 2015 IV n. 41
pag. 139, sentenza del TF 9C_183/2015 consid. 5). L’onere di provare che,
C-2018/2021
Pagina 26
contrariamente alla presunzione, la persona assicurata è in grado di (ri)uti-
lizzare la capacità lavorativa attestata medicalmente attraverso l'autointe-
grazione, spetta all’Ufficio AI (cfr. le sentenze del TF 8C_759/2018 del
13 giugno 2019 consid. 9.2 e 8C_494/2018 del 6 giugno 2019 consid. 5.1
con riferimenti).
20.3 La ricorrente sostiene in primo luogo che il limite di 55 anni posto dalla
giurisprudenza si riferisce ad un assicurato di sesso maschile. Tenuto conto
di un lasso di tempo di dieci anni prima del pensionamento per una donna
ci si deve riferire al 54esimo anno di età. Considerato quindi lo stato di
salute, l’età avanzata, la scarsa formazione scolastica, la mancanza di
esperienza professionale e l’assenza dal mercato del lavoro da 6 anni, po-
stula pertanto il riconoscimento di provvedimenti d’integrazione.
20.4 Preliminarmente giova evidenziare che la giurisprudenza non ha mai
operato una distinzione tra uomo e donna, tenendo conto in entrambi i casi
dell’età limite di 55 anni (sentenze del TF 9C_44/2021 del 23 settembre
2021; 9C_584/2020 del 31 agosto 2021). L’età di pensionamento non è
inoltre rigida, bensì a certe condizioni flessibile. Infatti in alcuni settori (ad
esempio attività pesanti, svolte prevalentemente dagli uomini) è previsto
un pensionamento anticipato, mentre, indipendentemente dal sesso, vi è,
in generale, la possibilità di anticipare il pensionamento o di lavorare oltre
i limiti d’età previsti legalmente. In simili circostanze tener conto, in rela-
zione alla capacità di reintegrazione o meno per uomini e donne della
stessa età (55 anni) non viola il principio dell’uguaglianza di trattamento di
cui all’art. 8 Cost.
20.5 Il momento determinante per stabilire la soglia dell’integrazione auto-
noma esigibile è quello della decisione di soppressione della rendita, vale
a dire il 5 marzo 2021, o quello in cui la prestazione è soppressa, quindi il
1° maggio 2021 (DTF 141 V 5 consid. 4.2.1). L’assicurata aveva 53 anni,
11 mesi e 18 giorni, rispettivamente 54 anni, 1 mese e 7 giorni. Essa non
adempie quindi in entrambi i casi il presupposto dei 55 anni di età.
20.6 A titolo eccezionale il Tribunale federale ha riconosciuto come legit-
tima l’adozione di provvedimenti di integrazione professionale prima di pro-
nunciare la riduzione/soppressione della rendita anche in casi in cui le con-
dizioni poste dalla giurisprudenza (15 anni di rendita o 55 anni di età) non
erano adempiute. In particolare ha ritenuto che un assicurato quasi 54enne
a beneficio di una rendita da 14 anni e 11 mesi, aveva diritto a tali provve-
dimenti (DTF 141 V 5 consid. 4.2.2).
C-2018/2021
Pagina 27
Nella fattispecie concreta tuttavia, anche se si dovesse tener conto della
tesi secondo cui per le donne va considerato il 54esimo anno di età, la
ricorrente ha percepito una rendita per (soli) 6 anni ed è quindi ben lungi
dall’avvicinarsi alla durata di 15 anni, contrariamente al caso esaminato dal
TF. Essa ha inoltre lavorato per 32 anni (1982-2014), svolgendo dapprima
l’attività di cucitrice e poi quella di operaia nel settore orologiero. Tenuto
conto sia delle sue risorse professionali che di quelle personali (cfr. rap-
porto dott. U._, consid. 13.4.1.4), l’insorgente potrebbe pertanto ra-
gionevolmente svolgere, senza bisogno di provvedimenti integrativi sup-
plementari, attività molto leggere, semplici e non qualificate. In simili con-
dizioni l’amministrazione non era obbligata, prima di pronunciare la sop-
pressione della rendita, ad eseguire provvedimenti professionali.
21.
21.1 Occorre infine esaminare la conformità del grado di invalidità stabilito
dall’amministrazione dal 1° maggio 2021 (e meglio il primo giorno del se-
condo mese che segue la notifica della decisione, art. 88bis cpv. 2 lett. a
OAI).
21.2 Per determinare il reddito ipotetico da valido, occorre stabilire quanto
guadagnerebbe la persona assicurata, secondo il grado di verosimiglianza
preponderante, quale persona sana al momento della decorrenza del di-
ritto alla rendita, tenuto conto delle sue capacità professionali e delle circo-
stanze personali. Di regola, ci si fonda sull’ultimo reddito che la persona
assicurata ha conseguito prima dell’insorgenza del danno alla salute, se
del caso adeguato al rincaro e all’evoluzione reale dei salari. Questo per-
ché normalmente, in base all’esperienza comune, la persona interessata
avrebbe continuato la precedente attività in assenza del danno alla salute.
Eccezioni a questo principio devono essere previste secondo la verosimi-
glianza preponderante (DTF 139 V 28 consid. 3.3.2; 134 V 322 con-
sid. 4.1). Tuttavia, in circostanze particolari ci si può scostare dal reddito
ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto conseguire senza invalidità e ri-
correre ai dati statistici risultanti dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei
salari (ISS) edita dall’Ufficio federale di statistica. Questo sarà in particolare
il caso qualora non fosse possibile quantificare in maniera attendibile il red-
dito ipotetico, segnatamente qualora dovessero mancare indicazioni ri-
guardanti l’ultima attività professionale dell’assicurato o se l’ultimo salario
percepito non corrispondesse manifestamente a quello che egli sarebbe
stato in grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona
valida; ad esempio se l’assicurato, prima di essere riconosciuto definitiva-
mente incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o percepiva una
C-2018/2021
Pagina 28
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in li-
nea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata
prima dell’insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento de-
terminante della valutazione dell’invalidità (sentenza del TF 9C_348/2016
del 7 dicembre 2016 consid. 3.2.3). Poiché i salari statistici sono general-
mente fondati su un orario di lavoro settimanale di 40 ore, gli stessi devono
essere adeguati all’orario usuale medio settimanale del corrispondente set-
tore d’impiego (DTF 126 V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali redditi devono
essere adeguati all’evoluzione dei salari nominali, applicando l’indice per
gli uomini o per le donne (DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
21.3 Per determinare il reddito da invalido fa stato in primo luogo la situa-
zione salariale concreta dell’assicurato, a condizione che, cumulativa-
mente, il rapporto di lavoro sia particolarmente stabile, egli sfrutti in ma-
niera completa e ragionevole la capacità di lavoro residua, il reddito deri-
vante dall’attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, segna-
tamente perché dopo l’insorgenza dell’invalidità la persona assicurata non
ha più esercitato alcuna attività lucrativa oppure non ha esercitato una
nuova attività lucrativa, malgrado essa sia ragionevolmente esigibile, pos-
sono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano
dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS; DTF 139 V 592 con-
sid. 2.3; sentenza del TF 9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 7),
fermo restando che di principio occorre fare riferimento ai dati statistici più
recenti (DTF 143 V 295 consid. 2.3).
Di principio, sono applicabili i dati salariali medi nazionali risultanti dalla
Tabella TA1 dell’ISS relativa al settore privato, segnatamente il salario
lordo, valore mediano, per divisioni economiche, totale. Tuttavia, qualora
ciò risulti opportuno, ci si può riferire al salario lordo di un singolo settore o
di una singola categoria professionale al fine di permettere all’assicurato di
sfruttare in maniera ragionevolmente esigibile la sua piena capacità lavo-
rativa residua. Questo sarà in particolare il caso qualora, prima dell’insor-
genza del danno alla salute, la persona assicurata ha lavorato per molti
anni nello stesso settore e l’esercizio di un’attività lucrativa in un altro set-
tore non appare esigibile (sentenza del TF 8C_457/2017 dell’11 ottobre
2017 consid. 6.2). Poiché i salari statistici sono generalmente fondati su un
orario settimanale di 40 ore, gli stessi devono essere adeguati all’orario
usuale medio settimanale del corrispondente settore d’impiego (DTF 126
V 75 consid. 3b/bb). Inoltre, tali salari devono essere adeguati all’evolu-
zione dei salari nominali, applicando l’indice per gli uomini o per le donne
(DTF 129 V 408 consid. 3.1.2).
C-2018/2021
Pagina 29
21.4
21.4.1 Nella decisione impugnata l’autorità di prime cure, fondandosi sulle
indicazioni fornitele dall’ex datore di lavoro (doc. UAIE 79), ha ritenuto che,
senza danno alla salute, nell’esercizio dell’attività abituale di operaia nel
settore orologiero al 100% nel 2019 A._ avrebbe percepito un red-
dito annuo lordo pari a fr. 40'560.-, comprensivo di supplemento ferie e tre-
dicesima, dato peraltro non contestato dall’assicurata (doc. UAIE 80, 97).
21.4.2 Fondandosi sui dati ufficiali editi dall’Ufficio federale di statistica
(UFS, [tabella TA1 2018]) l’UAIE ha computato quale reddito da invalido il
salario annuale ottenibile nel 2019 (attività semplici e ripetitive, donne,
quartile plausibilmente appropriato 2), ossia fr. 35'303.10, tenuto conto di
un salario mensile aggiornato al 2019 di fr. 4'410.85.-, di un orario usuale
di 41,69 ore settimanali, di una riduzione del tempo di lavoro del 20%, non-
ché di una riduzione totale del 20% (10% per attività leggera e 10% per
svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari [limiti funzionali];
doc. UAIE 80, 97).
21.4.3 Dal raffronto dei redditi è scaturito quindi un grado d’invalidità del
12,96%, arrotondato al 13% (doc. UAIE 80, 97).
21.5
21.5.1 In concreto il momento determinante per procedere al raffronto dei
redditi è il 1° maggio 2021, vale a dire quello in cui il diritto alla rendita
subisce una modifica (sentenza del TF 9C_821/2019 del 14 ottobre 2020
consid. 4.1 e riferimenti ivi citati). In assenza dei dati relativi all’evoluzione
dei salari per il 2021 i redditi andranno adattati al 2020.
21.5.2 Il reddito da valido per un’attività a tempo pieno nel 2019 è pari a
fr. 40'560.- (consid. 21.4.1). Aggiornato al 2020 a mezzo della tabella T1.10
(+ 0,7%; fabbricazione di computer, prodotti di elettronica, ottica, orologi e
di apparecchi elettrici) esso ammonta a fr. 40'843.92.
21.5.3 Il reddito da invalido per un’attività a tempo pieno ammonta nel 2019
a fr. 55'179.73, tenuto conto di un salario mensile aggiornato al 2019 di
fr. 4'410.85.- e di un orario usuale di 41,7 ore settimanali. Aggiornato al
2020 a mezzo della tabella T1.10 (+ 0,8%) esso ammonta a fr. 55'621.16.
21.6 Ritenuto che il reddito da invalido è nettamente superiore a quello da
valido (doc. UAIE 80), occorre ancora domandarsi se il reddito da valido
C-2018/2021
Pagina 30
percepito è inferiore alla media dei salari per un'attività equivalente nel set-
tore economico nel quale lavorava l'interessata, segnatamente se è neces-
sario procedere a parallelizzare i redditi.
21.7 Se la persona assicurata, per motivi non imputabili all'invalidità (quali
scarsa formazione scolastica, formazione professionale carente, cono-
scenze linguistiche lacunose, limitate possibilità di assunzione a causa
dello statuto di residenza rispettivamente problematiche legate al mercato
del lavoro), ha conseguito un reddito da valida considerevolmente inferiore
alla media dei salari nazionali conseguibili nello stesso ambito professio-
nale e non vi è motivo di ritenere che fosse intenzionata ad accontentarsi
di un reddito modesto, si procede ad un parallelismo dei due redditi di pa-
ragone. In particolare, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito
da valido, aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente con-
seguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di
reddito da invalido, mediante una riduzione adeguata del valore statistico
(DTF 135 V 58 consid. 3.1; 134 V 322 consid. 4.1). Un reddito è inferiore
alla media dei salari per un’attività equivalente, allorquando il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% del salario statistico
usuale nel settore. Pertanto, il parallelismo dei redditi di paragone va effet-
tuato soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (DTF
135 V 297 consid. 6.1.2 e 6.1.3).
21.7.1 In concreto, stando ai dati dell'UFS per il 2018 (tabella TA1, donne,
senza funzione di quadro), nel settore della fabbricazione di computer e
prodotti di elettronica e ottica, orologi (cat. 26), il salario medio equivaleva
a fr. 4'761.- mensili, ossia fr. 61'893.- all'anno (13 mensilità), per un orario
settimanale di 40 ore. Rapportato ad un orario usuale di 41,7 ore settima-
nali e indicizzando tale dato al 2020 a mezzo della tabella T1.10 (fabbrica-
zione di computer, prodotti di elettronica, ottica, orologi e di apparecchi
elettrici [+ 1,3 % nel 2019, + 0,7% nel 2020]), si ottiene così un importo di
fr. 65'819.78.
Ciò significa che una persona attiva nel settore della fabbricazione di com-
puter e prodotti di elettronica e ottica, orologi in Svizzera avrebbe potuto
mediamente conseguire nel 2020 un guadagno di fr. 65'819.78, mentre l’in-
teressata, nello stesso anno, avrebbe percepito in C._ un reddito di
fr. 40'843.92. In concreto, la differenza è di fr. 24'975.86, pari al 37,94%,
arrotondato al 38%.
21.7.2 Alla luce di quanto appena esposto nella fattispecie essendo
emersa una differenza del 38% occorre riconoscere che il salario da valida
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dell’assicurata è considerevolmente inferiore alla media svizzera. Non
emergono inoltre indizi che fosse intenzione di quest’ultima di acconten-
tarsi di un guadagno più modesto; l’entità del salario percepito è infatti pre-
sumibilmente riconducibile alla situazione del mercato del lavoro in
C._ e allo statuto di frontaliera. Tenuto conto della franchigia del
5%, il salario da invalido dovrà quindi essere ridotto del 33% oppure il sa-
lario da valido aumentato dello stesso importo.
21.7.3 Il salario da invalido dopo deduzione del 33% per gap salariale am-
monta quindi a fr. 37'266,17 ([55'621.16 : 100] x 67). Ridotto del 20%
(tempo di lavoro ridotto), è pari a fr. 29'812.93.
22.
22.1 La questione se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su
dati statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle circostanze
personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla
salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
di occupazione), la deduzione non essendo automatica e non potendo ec-
cedere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 V 322 consid.
5.2; 126 V 75 consid. 5b). A seconda della loro incidenza infatti, è possibile
che la persona assicurata, anche in un mercato del lavoro equilibrato, non
sia in grado di realizzare un salario medio sfruttando la capacità lavorativa
residua (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine). La deduzione non è automa-
tica, ma deve essere valutata di caso in caso e complessivamente, non
separatamente, in maniera schematica, sommando i singoli fattori di dedu-
zione, tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso (DTF 126 V
75 consid. 5b/aa in fine; sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012
consid. 4.2.1).
22.2 Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento
del Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è
limitato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere
di apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza
della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione
di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a
quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità ammnistrativa nell'ambito
del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del
diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza
valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'as-
sicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare apparire il
proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 137
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V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale ammi-
nistrativo federale (v. art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA), quando è
chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato dall'amministra-
zione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da invalido, deve
rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si offrivano agli
organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o meno elevata
sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido motivo, ma senza
sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (DTF 137
V 71 consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 con-
sid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine).
22.3 In concreto l’UAIE ha ammesso una decurtazione globale del 20%
(10% per attività leggere e 10% per svantaggi salariali derivanti da circo-
stanze particolari, segnatamente i limiti funzionali (doc. UAIE 80, 97).
22.3.1 Nella fattispecie va senz'altro riconosciuta una deduzione per il fatto
che l'assicurata, che ha sempre svolto attività manuali relativamente pe-
santi (cucitrice, operaia nel settore orologiero; cfr. curriculum vitae
[doc. UAIE 10]) e rapporto del consulente in integrazione professionale
Z._ del 15 gennaio 2021 [doc. UAIE 81]) può occuparsi ora unica-
mente di attività molto leggere; cfr. tra le tante sentenza del TF
9C_455/2013 consid. 4.4). Oltre a ciò al momento dell’interruzione dell’at-
tività professionale (dicembre 2014) l’insorgente non disponeva né di una
particolare formazione scolastica, avendo terminato solo le scuole dell’ob-
bligo, né di alcuna formazione professionale (DTF 138 V 457 consid. 2.2,
sentenze del TF 8C_594/2011 del 20 ottobre 2011 consid. 5, 9C_334/13
del 24 luglio 2013 consid. 3, si confrontino anche sentenze del Tribunale
federale delle assicurazioni U 436/04 del 12 aprile 2005 e U 86/06 del
13 giugno 2006).
22.3.2 Vanno inoltre prese in considerazione le limitazioni funzionali elen-
cate in dettaglio ai considerandi 13.4.1.1 e 13.5, tra cui in particolare l’im-
possibilità di svolgere attività con esposizione a fumi, polveri, gas e sbalzi
di temperatura e la necessità di alternare la postura al bisogno, le quali
restringono ulteriormente lo spettro di attività ancora esigibili dall’assicu-
rata.
22.3.3 Non vanno, per contro, considerati altri fattori di riduzione quali età,
grado di occupazione, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso posto
che non ne sono date le condizioni.
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22.3.4 Alla luce di quanto esposto, una riduzione del 20%, fondata su una
valutazione globale della fattispecie, appare consona alla situazione con-
creta e va confermata nel rispetto del potere di apprezzamento di cui di-
spone l’amministrazione.
22.3.5 Applicando pertanto al reddito da invalido (fr. 29'812.93) il tasso di
riduzione del 20% si ottiene un reddito di fr. 23'850.34. Dal raffronto fra il
reddito da valido di fr. 40'843.92 e quello da invalido di fr. 23'850.34 risulta
dunque un grado di invalidità del 41,6% ([40'843.92 - 23'850.34] :
40'843.92]) x 100, tasso che comporta il riconoscimento del diritto ad un
quarto di rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità.
23.
In simili condizioni, alla luce del raffronto dei redditi operato da codesto
Tribunale, la decisione impugnata viola il diritto federale.
24.
Il ricorso va pertanto parzialmente accolto, la decisione impugnata annul-
lata e a A._ attribuito il diritto ad un quarto di rendita di invalidità dal
1° maggio 2021. Per il resto il ricorso è respinto.
25.
25.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.-, sono
poste a carico della ricorrente nella misura di 3/4, per un importo di fr. 600.-
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA e art. 3 lett. b del regolamento del 21 febbraio
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), che viene compensato
con l’anticipo spese di fr. 800 versato il 2 giugno 2021 (doc. TAF 13).
L’importo residuo di fr. 200.- verrà restituito alla ricorrente
successivamente alla crescita in giudicato della presente sentenza (cfr.
sentenza del TAF C-3300/2016 del 18 marzo 2019 consid. 10.1).
25.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede si giustifica
altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in
combinazione con gli art. 7 e segg. TS-TAF). Malgrado il parziale accogli-
mento del gravame e conformemente alla sentenza di principio del TAF C-
3300/2016 (in particolare consid. 10.2.4, che si allinea alla prassi svilup-
pata dal Tribunale federale con sentenza 9C_288/2015 del 7 gennaio
2016, consid. 4.2) la ricorrente risulta vincente nel principio, avendo otte-
nuto una rendita dal 1° maggio 2021 e solo limitatamente soccombente per
quanto riguarda il grado della stessa (1/4 di rendita vs la rendita intera ri-
chiesta). Giusta l'art. 14 cpv. 1 TS-TAF, le parti che chiedono la rifusione di
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spese ripetibili devono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della
decisione, una nota particolareggiata delle spese. Se non viene prodotta
una nota spese particolareggiata, come nel caso concreto, il giudice fisserà
un'indennità sulla base degli atti (art. 14 cpv. 2 TS-TAF).
25.2.1 Secondo giurisprudenza, nell'ambito del suo potere d'apprezza-
mento, il Tribunale di prima istanza determina l'onorario dell'avvocato in
funzione dell'importanza e delle difficoltà della lite nonché dell'ampiezza
del lavoro e del dispendio orario (cfr. sentenza del Tribunale federale
C_284/2012 del 18 maggio 2012 consid. 6).
25.2.2 Per valutare l'importanza del lavoro e del tempo consacrato, occorre
tenere conto del fatto che la procedura in materia di assicurazioni sociali è
retta dalla massima inquisitoria, ciò che, di solito, facilita il compito del
mandatario. Quanto all'attività di quest'ultimo suscettibile di essere
considerata, essa non può comprendere le azioni inutili o superflue. Inoltre,
le iniziative intraprese prima della promozione della fase processuale non
possono essere ritenute (cfr. sentenza del Tribunale federale I 452/05 del
27 novembre 2006 consid. 5.5 e relativi riferimenti).
25.2.3 Il caso in esame non è complesso dal punto di vista dei fatti, seppure
gli incarti agli atti siano piuttosto voluminosi. La fattispecie non pone inoltre
questioni in diritto di particolare difficoltà. L’attività dell’avvocato si è peral-
tro limitata alla stesura del ricorso (otto pagine), del completamento al ri-
corso (due pagine) e della replica (cinque pagine).
Stando così le cose, in assenza di una nota dettagliata, il collegio giudi-
cante determina un'indennità (comprensiva di onorario e spese vive) di
fr. 2'800.-.
L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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