Decision ID: 2e8797d4-234f-5d12-aaa8-0e7a285e8550
Year: 2014
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto:
che con sentenza del 7 aprile 2014 il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha ordinato all'ufficio stipendi della Città di Lugano una trattenuta di fr. 546.75 mensili (assegni familiari compresi) sulla retribuzione percepita da AP 1 (1969) quale impiegato nella “_”, istituto di cura medicalizzato per anziani, somma da riversare su un conto bancario di AO 1 (1978) in favore del figlio J_, nato il 20 giugno 2011;
che l'ordine si fonda su un decreto del 29 aprile 2013, dichiarato “immediatamente efficace”, con cui il Tribunale per i Minorenni di _ ha condannato AP 1 a versare dal 1° maggio 2013 un contributo alimentare di € 450.00 mensili indicizzati per il figlio;
che AP 1 ha dichiarato il 17 aprile 2014 a questa Camera di appellare la sentenza del Pretore, sostenendo come non sia certo l'accoglimento della sua richiesta di assegni familiari per il figlio da parte dell'autorità svizzera, AO 1 ricevendo già un analogo assegno per J_ in Italia;
che tale lettera non è stata comunicata a AO 1 per osservazioni;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che una “diffida ai debitori” per contributi alimentari dovuti ai figli (art. 291 CC) postulata – come in concreto – al di fuori di un processo concernente l'obbligo di mantenimento dei genitori è trattata con la procedura sommaria degli art. 248 segg. CPC (art. 302 cpv. 1 lett. c CPC), onde l'appellabilità della decisione entro dieci giorni (art. 314 cpv. 1 CPC) se il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno fr. 10
000.– (art. 308 cpv. 2 CPC);
che nella fattispecie simili presupposti appaiono dati;
che, ciò premesso, un appello deve contenere chiare richieste di giudizio e specificare in quale modo debba essere riformata la decisione impugnata (DTF 137 III 618 consid. 4.2 con riferimenti), a maggior ragione ove si tratti di contestazioni pecuniarie, le quali devono essere cifrate (DTF 137 III 619 consid. 4.3 con riferimenti), anche nelle cause in cui il giudice non è vincolato alle conclusioni delle parti (DTF 137 III 621 consid. 5 con riferimenti);
che nel caso in esame l'appello non contiene alcuna richiesta di giudizio, il convenuto limitandosi a far valere l'incertezza legata alla sua richiesta di assegni familiari per il figlio;
che ciò basterebbe per dichiarare l'appello irricevibile;
che, comunque sia, l'appello non sarebbe destinato a miglior sorte nemmeno se si volesse prescindere da tale carenza;
che ai fini della trattenuta controversa poco importa difatti se l'appellante beneficia o non beneficia di assegni familiari, la cifra oggetto della trattenuta rimanendo sempre di fr. 546.75 mensili;
che in simili circostanze v'è da domandarsi piuttosto quale senso abbia l'indicazione “assegni familiari compresi” inserita dal Pretore aggiunto nell'ordine di trattenuta;
che, d'altro lato, AP 1 non lamenta nemmeno una lesione del suo minimo esistenziale calcolato secondo i criteri del diritto esecutivo (intangibile: DTF 110 II 15 consid. 4; analogamente: sentenza del Tribunale federale 5P.85/2006 del 5 aprile 2006, consid. 2.1) dovuta all'ammontare della trattenuta di stipendio nel caso in cui la sua richiesta di assegni familiari fosse respinta;
che nelle circostanze descritte l'appello non ha alcuna possibilità di successo;
che le spese processuali
andrebbero a carico del convenuto, soccombente (art. 106 cpv. 1
CPC), mentre non si giustifica di
assegnare ripetibili all'istante, cui non sono state chieste osservazioni;
che le verosimili difficoltà economiche in cui versa l'appellante inducono nondimeno a rinunciare – eccezionalmente ed equitativamente – a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. c e f CPC);