Decision ID: d6bf9092-350c-5ce7-b29a-062bc6b054c2
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto:
A.
L’attore sostiene di avere mutuato alla _ la somma di fr. 100’000.-- il 10 dicembre 1987, circostanza attestata dal contratto doc. A, la quale avrebbe effettuato dei rimborsi parziali che avrebbero ridotto lo scoperto a fr. 57’500.--, mentre altri versamenti per complessivi fr. 8’600.-- sarebbero stati effettuati da _ personalmente, con il che il saldo, ritenuto il cumulo degli interessi, ammonterebbe a fr. 54’127.98 oltre interessi.
B.
Se la posizione debitoria della _ ritenersi pacifica, il convenuto _ (detto in seguito “il convenuto”) nella propria risposta del 30 dicembre 1994 si è opposto alla petizione contestando di avere assunto il debito in questione e sostenendo di avere effettuato dei versamenti unicamente in nome e per conto della mutuataria, tesi contestata dall’attore in replica, che ha affermato che il convenuto nell’ambito del concordato della società anonima si sarebbe impegnato ad assumersi personalmente il debito, il che spiegherebbe i versamenti da lui effettuati dopo l’omologazione del concordato della SA.
In duplica il convenuto ha affermato per contro che il suo impegno di assumersi il debito in oggetto dopo la moratoria concordataria non sarebbe valido.
C.
Il Pretore ha rilevato che la pretesa assunzione del debito di _ da parte di _ sarebbe avvenuta dopo la conclusione del concordato della società anonima mutuataria, ovvero in un momento in cui il debito si era già estinto per effetto dell’omologazione del concordato. I pagamenti effettuati dal _ sarebbero avvenuti per effetto di un comprensibile errore circa le conseguenze del concordato, ma nessun debito esisterebbe in realtà a suo carico, dal che la reiezione della petizione.
D.
Con l’appello l’attore postula la riforma del querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione nei confronti di _ adducendo in particolare il perfezionarsi di un contratto di assunzione del debito ex art. 175 e segg. CO in data precedente a quella del concordato.
Il convenuto non ha presentato osservazioni al gravame.

Considerations:
Considerato
in diritto:
1.
L’assunzione esterna del debito -così definita per distinguerla da quella interna, ossia dall’accordo tra il debitore e l’assuntore (art. 175 CO)- avviene per effetto del contratto tra il creditore e l’assuntore, con cui quest’ultimo accetta di farsi carico dell’obbligazione del debitore.
Se questo accordo mira alla liberazione del debitore precedente, si tratta del contratto espressamente regolato dall’art. 176 CO, mentre se è pattuito che il precedente debitore rimarrà obbligato nei confronti del creditore unitamente all’assuntore, ossia solidalmente ai sensi dell’art. 143 CO, si tratta invece di un’assunzione cumulativa del debito, istituto non esplicitamente regolato dal Codice delle obbligazioni (
II CCA
27 novembre 1997 in re C./S. e riferimenti;
Von Thur/Escher
, Allgemeiner Teil des schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 2, pag. 383 e 384;
Honsell/Vogt/Wiegand
, OR I, 2. edizione, n. 2 ad art. 176 CO).
L’assunzione esterna del debito non comporta la novazione del debito (art. 116 CO), e non va perciò confusa con essa: anche se vi è sostituzione del debitore, il debito rimane il medesimo senza che se ne costituisca uno nuovo a carico dell’assuntore, il quale può perciò prevalersi di tutte le eccezioni dalle quali risulti che il debito non è sorto, oppure che lo stesso si era già estinto al momento dell’assunzione (art. 179 cpv. 1 CO;
Spirig
, Zürcher Kommentar, Vorbemerkungen zu Art. 175-183 CO, n. 274; ad art. 179 CO, n. 30 e segg.;
Von Thur/Escher
, opera citata, pag. 390 e 391), atteso che se non vi era più il debito al momento dell’assunzione, questa non può evidentemente avere avuto luogo (
Spirig
, opera citata, n. 61 ad art. 179 CO).
2.
Nella petizione vi è un’unica affermazione di fatto e di diritto che concorre a costituire il preteso obbligo del convenuto al pagamento della somma dedotta in causa: “In seguito il debito restante viene assunto dal signor _ in persona e dalla rinata _ ” (punto 2, pag. 2), laddove la locuzione temporale “in seguito” è rapportata a quanto esposto nelle due righe precedenti della petizione, ovvero l’avvenuta assegnazione di un dividendo del 15% ai creditori chirografari nella procedura concordataria della società anonima e il versamento all’attore di fr. 12’375.-- (petizione, punto 1 in fine, pag. 2), pagamento attestato dal richiamato doc. F e avvenuto il 5 dicembre 1991.
In replica l’attore si è invece espresso sulle circostanze della pretesa assunzione di debito da parte del convenuto sostenendo dapprima che egli “ha aderito al concordato poiché il signor _ si era impegnato a riassumersi il debito in oggetto personalmente anche dopo la procedura concordataria” (punto 1, pag. 3) e ribadendo più avanti che “i documenti prodotti con la petizione dimostrano come il debito sia stato assunto personalmente dal convenuto _ dopo la procedura concordataria” (punto 2, pag. 5).
Con l’appello l’attore rettifica le proprie precedenti affermazioni nel senso di avere inteso addurre che l’assunzione di debito sarebbe avvenuta prima del concordato della _ (punto 1, pag. 3; punto C, pag. 7; punto D, pag. 8), circostanza che il convenuto avrebbe processualmente ammesso in duplica (punto C, pag. 7).
3.
Ogni parte è processualmente vincolata alle affermazioni di fatto che rilascia nell’ambito della causa giudiziaria.
Da un lato queste affermazioni costituiscono il substrato della verità processuale, nel senso che oggetto dell’istruttoria probatoria sono le circostanze di fatto asserite in causa e non altre (
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 78, n. 5), con la conseguenza che se la fase istruttoria rivela che i fatti si sono svolti diversamente da quanto asserito dalla parte gravata dell’onere della prova, questo diverso svolgimento dei fatti - proprio perché non addotto dalla parte- non diventa automaticamente parte della realtà processuale (
II CCA
6 dicembre 1996 in re A. AG/C., 27 marzo 1996 in re I. SA/I. SA, 5 agosto 1993 in re R./B.), ma conduce piuttosto a ritenere non ossequiato l’onere della prova relativamente alla differente costellazione di fatti affermata dalla parte.
D’altro lato questo vincolo vieta alla parte di effettuare delle allegazioni di fatto contraddittorie, non essendo tutelabile già solo in base al principio dell’affidamento, che rivendica validità anche in ambito processuale, il comportamento di quella parte che afferma il verificarsi di una circostanza di fatto per poi negarla in seguito al fine di sostenere una tesi incompatibile con le precedenti adduzioni.
4.
L’esame delle affermazioni di fatto dell’attore contenute nei suoi allegati introduttivi circa il momento in cui il convenuto avrebbe assunto il debito di _ e rammentate al precedente considerando n. 2 impone di confermare il giudizio pretorile di reiezione della petizione.
Nella petizione, infatti, è stata inequivocabilmente affermata l’avvenuta assunzione del debito da parte del convenuto in un momento in cui la procedura concordataria di _ era terminata, e addirittura il dividendo spettante all’attore era già stato pagato.
L’appellante sembra dimenticare tale peraltro chiara asserzione, dato che si prevale unicamente della prefata affermazione di replica, che qui si ripete, per cui essa “ha aderito al concordato poiché il signor _ si era impegnato a riassumersi il debito in oggetto personalmente anche dopo la procedura concordataria, con la conseguenza della nullità dell'impegno (
Rep.
1944, pag. 425)”.
Ora, la corretta lettura di questa asserzione non permette di concludere nel senso auspicato dall’attore, secondo cui l’assunzione di debito avrebbe avuto luogo addirittura prima dell’adesione al concordato da parte del creditore, ma solo nel senso che il convenuto in quel momento si sarebbe impegnato ad assumersi successivamente il debito in questione in un momento posteriore alla procedura concordataria. Il convenuto, in altri termini, prima del concordato avrebbe unicamente rilasciato la promessa della futura assunzione del debito (art. 22 cpv. 1 CO), da effettuarsi dopo la fine del concordato (e pertanto con effetto solo a quel momento), e si rileva che letta in tal senso l’affermazione di replica precisa, ma non contraddice quella di petizione, come sarebbe invece il caso, oltretutto crassamente, se dovesse valere per vera la lettura che l’attore fa con l’appello.
L’equivocità della predetta espressione è comunque dissipata dalla successiva esposizione di replica, anch’essa volutamente tralasciata dall’appellante, in cui, oltre ogni ragionevole dubbio, si ribadiva che “i documenti prodotti con la petizione dimostrano come il debito sia stato assunto personalmente dal convenuto _ dopo la procedura concordataria”, il che non consente ulteriori speculazioni.
5.
Assodato il contenuto delle affermazioni dell’attore, è evidente che un’eventuale ammissione da parte del convenuto non può che essere riferita a tale contenuto.
Essendo pacifico -l’attore non solleva contestazioni in proposito- che successivamente alla procedura concordataria il debito da assumere più non esisteva per effetto del concordato medesimo, è altrettanto pacifico che il convenuto avrebbe (se del caso) processualmente ammesso di avere assunto un non debito (consid. 1, in fine), il che tuttavia, come si è visto, non può nuocergli, così come non può derivargli pregiudizio dai pagamenti parziali effettuati, non potendo questi da soli sopperire -neppure l’appellante lo afferma- all’inesistenza dell’asserito contratto.
La pretesa dedotta in causa non può di conseguenza essere riconosciuta, e questo a prescindere dal contenuto dell’invocato punto della duplica.
Ne segue la reiezione del gravame ai sensi dei considerandi.
La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto tuttavia che al convenuto, che non ha presentato osservazioni al gravame, non si attribuiscono ripetibili per la presente procedura.