Decision ID: ca6ed147-3eec-58dc-895d-e8f483e06b5e
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRPI
Chamber: TI_TRPI_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
A. La segheria _ _ è proprietaria del mapp. _ RF di _, località “_ ”. Si tratta di un fondo pianeggiante, non edificato, di 3112 mq, di forma pressappoco triangolare, con la punta rivolta verso il confinante Comune di _. Il terreno è compreso tra la riva del fiume _ (oltre il quale inizia il territorio giurisdizionale di _), un canale e un’area forestale.
B. Il piano regolatore 18 agosto 1976 escludeva il mapp. _dalle zone edificabili e lo inseriva in quella boschiva indicativa.
C.
Il 3 aprile 2000 il consiglio comunale di _ ha adottato il nuovo piano regolatore, che attribuisce il fondo della _ _ _ a una zona per depositi, disciplinata dall’art. 57 NAPR. Questa zona, che comprende solo il mapp. _RF, confina con un’area forestale e con una zona mista, situata oltre il canale. Dall’altra parte del fiume _, in territorio di Lodrino, si estende un’area inedificabile ricoperta di vegetazione arborea (zona forestale indicativa).
Dal piano del paesaggio risulta inoltre che il terreno dell’insorgente appartiene alla zona soggetta a pericoli naturali ZP5 (zona con rischio d’inondazione in località “_ ”, art. 36 NAPR), che comprende, oltre al mapp. _, un’area boschiva e due fondi edificati attribuiti dal nuovo piano regolatore ad una zona residenziale di mantenimento (mapp. _e _).
D. Con risoluzione _, 28 agosto 2001, il Consiglio di Stato ha approvato il PR, ma ha preannunciato l’intenzione di non approvare la zona per depositi (risoluzione, pag. 21 e allegato grafico 8) e la vicina zona di mantenimento.
La decisione relativa a tali zone è stata sospesa. Al Comune di _ e ai proprietari interessati è stata concessa la facoltà di presentare delle osservazioni, a salvaguardia del loro diritto di essere sentiti.
E. Con osservazioni 23 ottobre 2001 il Municipio di _ ha chiesto la conferma delle zone di mantenimento, senza pronunciarsi sulla zona per depositi.
La ricorrente, nelle sue osservazioni 2 settembre 2001, ha chiesto al Consiglio di Stato di approvare la zona per depositi (richiesta appoggiata dal Municipio con successiva lettera 16 novembre 2001), ricordando in particolare una serie di antefatti e sottolineando le spese e i sacrifici affrontati, nonché i lavori eseguiti sul fondo nel corso degli anni.
F. Con risoluzione 1914 del 23 aprile 2002 il Consiglio di Stato non ha approvato né la zona per depositi (mapp. _), né la zona di mantenimento (risoluzione impugnata, cifre 3.2.1. e 3.2.2., allegati grafici 2 e 4).
Il mapp. _è stato attribuito d’ufficio alla zona agricola.
A sostegno della sua decisione il Governo ha ribadito che il fondo della ricorrente, malgrado 20 anni di traversie, non è ancora stato utilizzato quale area di deposito. È situato oltre un canale. È sprovvisto di un accesso idoneo. Appartiene ad una zona soggetta a pericoli naturali caratterizzata da allagamenti piuttosto frequenti. Può essere considerato una potenziale zona di compensazione ecologica e di potenziale valorizzazione naturalistica.
G. La _ _ _ ha impugnato questa decisione con ricorso 26 maggio 2002, chiedendo
(a)
la conferma della zona di deposito,
(b)
in via subordinata l’espropriazione materiale del mapp. 741 e il risarcimento di tutte le spese sostenute dall’acquisto e relative opere di bonifica e innalzamento, interessi compresi;
(c)
in via ancora più subordinata l’espropriazione formale del terreno a prezzi di mercato.
A sostegno di queste richieste la società sviluppa le argomentazioni formulate nelle sue osservazioni 2 settembre 2001, precisando in particolare che il mapp. _ dispone di un adeguato accesso, non è soggetto ad allagamenti (perché è stato sopraelevato con una ripiena) e non è idoneo all’utilizzazione agricola.
H. Con osservazioni 25 giugno 2002 il Municipio di _ ha appoggiato le richieste ricorsuali.
La Divisione della pianificazione territoriale ha invece chiesto la conferma della decisione impugnata, sottolineando in particolare che l’accesso al fondo indicato nella planimetria allegata al ricorso si trova nell’area boschiva (osservazioni 13 giugno 2002).
I. Con raccomandata 4 luglio 2002 la _ _ ha contestato le tesi della Divisone della pianificazione territoriale e ha chiesto l’esperimento di un sopralluogo.
L. Il 6 novembre 2002 si è tenuta l’udienza di discussione, seguita dal sopralluogo. All’occasione il rappresentante della ricorrente ha precisato che la segheria è proprietaria del mapp. _di _ e di un altro fondo a _ (su questi due terreni edificabili è esercitata l’attività di lavorazione del legname) e che il mapp. _è stato acquistato per depositarvi la materia prima. La rappresentante della Sezione pianificazione urbanistica ha invece sottolineato, tra l’altro, che il fondo appartiene ad un comprensorio inedificabile coerente, delimitato da elementi fisici (strada, corsi d’acqua).
M. Alle parti è stata successivamente concessa la facoltà di esaminare l’intero incarto, in particolare la documentazione richiamata dal giudice delegato, e di presentare delle conclusioni.
La SPU ha rinunciato a tale facoltà, riconfermandosi nelle sue precedenti prese di posizione.
La ricorrente ha invece contestato le indicazioni dello studio del geologo _ (relativo al rischio di inondazioni), precisando che il mapp. _è sopraelevato rispetto ai terreni circostanti e non è quindi soggetto ad allagamenti. Ha inoltre sottolineato che eventuali zone di recupero e di compensazione ecologica non devono penalizzare i privati.

Considerations:
in diritto:
1. La competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Il ricorso è pertanto ricevibile.
2. Nel ricorso si chiede in via principale la conferma della zona di deposito adottata dal comune. Si tratta di una richiesta ricevibile, che rientra nelle competenze del Tribunale della pianificazione.
Non rientrano invece nel novero di tali competenze le richieste presentate in via subordinata, che hanno carattere espropriativo. Il ricorso è quindi ricevibile limitatamente alla richiesta formulata in via principale.
3. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).
Il potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.
4. La pianificazione è volta ad un’appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e a un ordinato insediamento del territorio (art. 75 Cost.). La LPT riprende e sviluppa tale postulato. Secondo l’art. 1 LPT, il suolo deve essere utilizzato con misura, l’insediamento ordinato in vista di uno sviluppo armonioso del paese. A questo scopo la pianificazione deve tener conto delle condizioni naturali, dei bisogni della popolazione e dell’economia. Deve proteggere le basi naturali della vita, come il suolo, l’aria, l’acqua, il bosco e il paesaggio. Deve garantire la difesa nazionale. Giusta l’art. 3 LPT, il paesaggio va tutelato sia mantenendo sufficienti superfici coltive per l’agricoltura, sia integrando in esso gli insediamenti, conservando i siti naturali e gli spazi ricreativi, permettendo al bosco di adempiere le sue funzioni. Gli insediamenti vanno strutturati secondo i bisogni della popolazione e limitati nella loro estensione. Si dovrà aver cura di preservare l’abitato da immissioni nocive (inquinamento fonico, atmosferico, ecc.), di inserire molti spazi verdi e alberati, di creare vie pedonali e ciclabili. Solo un’attenta ponderazione dei molteplici e contrastanti interessi in gioco consente di comporre in modo ottimale i conflitti tra le diverse utilizzazioni del territorio, al fine di consentire un insediamento equilibrato, uno sviluppo armonioso, che rispetti la natura e più specificamente l’ambiente, rispondendo in modo diversificato ai bisogni e alle aspirazioni della popolazione. In questo senso l'art. 3 cpv. 1 OPT prescrive alle autorità che
"dispongono di margine d'azione nell'adempimento e coordinamento dei compiti d'incidenza territoriale"
di verificare quali sono gli interessi in causa, valutare se sono compatibili - e semmai con quali implicazioni - con lo sviluppo territoriale auspicato per quindi tener conto
“nel miglior modo possibile di tali interessi, sulla base della loro valutazione”
.
5. Una restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su di una base legale, è giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (art. 36 Cost.).
6. Nel concreto caso, la decisione governativa di non approvare la zona per depositi rispetta l’art. 36 Cost ed è conforme ai principi guida della pianificazione del territorio.
Il fondo in contestazione non risponde ai requisiti dell’art. 15 LPT, poiché non dispone di un accesso adeguato (l’accesso riportato nella planimetria allegata al ricorso non è inserito nel piano del traffico e si trova anzi nell’area boschiva) e non è quindi urbanizzato. Il terreno è inoltre separato dalla zona edificabile da un canale ed appartiene ad un comprensorio inedificabile vasto e coerente. In queste circostanze la scelta operata dal Consiglio di Stato rispetta il principio della legalità ed è anche opportuna.
Diverse altre ragioni depongono a favore della decisione impugnata.
Innanzi tutto il fatto che il fondo della _ _ _, stretto fra il fiume _ e un canale, presenta un sicuro interesse naturalistico, confermato dagli studi specialistici effettuati nell’ambito dell’allestimento del piano regolatore. Il piano dei contenuti naturalistici (allegato allo studio delle componenti naturali del territorio di _) indica che il terreno è coperto di vegetazione ruderale. Il piano della valutazione naturalistica e conflitti lo inserisce nell’area idonea per interventi di compensazione ecologica e segnala che la zona per depositi adottata dal comune minaccia l’integrità di ambienti agricoli tradizionali ed elementi di notevole valore paesaggistico-naturalistico. Queste indicazioni confermano il valore naturalistico del mapp. _RF. La sua esclusione dalle zone edificabili è quindi conforme al principio pianificatorio che prescrive il rispetto del paesaggio (art. 3 cpv. 2 LPT).
Ciò premesso, è in definitiva di scarso rilievo valutare la correttezza (e la portata) dell’inserimento del mapp. _ nella zona soggetta a pericoli naturali (ZP5, zona con rischio d’inondazione). Va comunque sottolineato che questa zona è ad ogni modo stata istituita e delimitata sulla base dello studio Rischio geologico e idrologico (Dipartimento del territorio, Istituto geologico cantonale, ottobre 1992) e del rapporto allestito nel giugno 1988 dell’ing. dott. _. _ e relativo al piano generale delle canalizzazioni (rapporti cui rinvia la relazione sul piano regolatore del Comune di _, pag. 13). È quindi irrilevante che il fondo si trovi effettivamente, come rilevato dalla ricorrente, ad una quota più alta rispetto a quelli circostanti. Questa sola circostanza non giustifica, infatti, l’esclusione del mapp. _dalla zona di pericolo - esclusione che tra l’altro non è stata esplicitamente chiesta nel ricorso - e soprattutto non giustifica per nulla l’inserimento del fondo nel territorio edificabile (zona per depositi).
Alla medesima conclusione si arriva anche tenendo conto degli interventi di sistemazione del terreno eseguiti nel corso degli anni dalla ricorrente. Tali lavori e il relativo costo non sono stati sostanziati in maniera precisa e in ogni caso, come si è potuto constatare in sede di sopralluogo, si riducono a degli interventi di ripiena e sopraelevazione del terreno, che non giustificano l’attribuzione del fondo alla zona edificabile.
7. La ricorrente, a sostegno della sua richiesta di confermare la zona per depositi adottata dal comune di _, sottolinea che il mapp. _non è idoneo all’utilizzazione agricola e contesta pertanto, almeno implicitamente, la decisione governativa di attribuire d’ufficio il terreno alla zona agricola. Questa tesi non può essere condivisa. Infatti, le zone agricole non sono destinate solo a garantire a lungo termine la base dell'approvvigionamento alimentare, ma hanno anche la funzione di salvaguardare il paesaggio e lo spazio per lo svago o ad assicurare la compensazione ecologica (art. 16 cpv. 1 LPT). La zona agricola ha dunque rilievo multifunzionale in quanto persegue obiettivi di politica agraria e fondiaria nonché obiettivi in ordine agli insediamenti e obiettivi in ordine alla protezione dell’ambiente, inclusa la tutela del paesaggio (art. 16 cpv. 3 LPT; cfr. il messaggio del Consiglio federale in FF 1996, pag. 457 segg., 471 con rinvii). Ne consegue che la decisione governativa di attribuire d’ufficio il mapp. _alla zona agricola merita conferma.
8. Visto quando precede, la risoluzione impugnata deve essere integralmente confermata. Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, dev’essere respinto.
9. La tassa di giudizio e le spese devono essere poste a carico dell’insorgente (art. 28 PAmm).