Decision ID: 75cb9444-4e1b-5ac1-a1f2-3e5bed50b583
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_004
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
che il 3 novembre 2010 CO 1 si è aggiudicata ai pubblici incanti la particella n. 43 RFD _, appartenente a RE 1, sulla quale è edificata una casa di abitazione;
che il 16 dicembre 2010 CO 1 ha concesso a RE 1 e a _ l'uso dell'abitazione a titolo di comodato fino al 31 marzo 2011;
che il 5 marzo 2011 RE 1 ha proposto a CO 1 l'acquisto del fondo, avendo nel frattempo ottenuto una parte del finanziamento necessario;
che il 5 aprile 2011 l'istituto di credito ha di principio accettato tale proposta a condizione di presentare concrete garanzie finanziarie per l'importo di fr. 155 000.– entro il 29 aprile 2011;
che nonostante varie proroghe RE 1 nulla ha presentato;
che il 30 giugno 2011 CO 1 si è rivolta al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna per ottenere lo sfratto di RE 1;
che nelle loro osservazioni del 10 luglio 2011 i convenuti hanno ribadito la loro intenzione di acquistare il fondo chiedendo un'ulteriore proroga per il pagamento del prezzo pattuito fino al 30 settembre 2011, richiesta rifiutata dall'istante con scritto 22 luglio 2011;
che con decisione 25 luglio 2011 il Pretore ha accolto l'istanza e ha ordinato ai convenuti di liberare immediatamente la particella n. 43 RFD _;
che con reclamo 5 agosto 2011 RE 1 e _ sono insorti contro il predetto giudizio contestando la sussistenza di un contratto di comodato e quindi la decisione di espulsione;
che l'atto non è stato oggetto di intimazione;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che la decisione impugnata
è stata emessa il 25 luglio 2011, sicché alla stessa si applica il nuovo Codice di procedura civile svizzero entrato in vigore il 1° gennaio 2011;
che secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);
che il Pretore, dopo avere accertato l'esistenza di un comodato concluso per atti concludenti e constatato la decorrenza del termine fissato per la riconsegna dell'immobile, ha ordinato l'espulsione dei convenuti;
che i reclamanti rimproverano al primo giudice di aver erroneamente accertato la conclusione di un contratto di comodato dagli stessi mai accettato e tantomeno sottoscritto;
che la censura, peraltro mai sollevata davanti al primo giudice, i convenuti essendosi limitati a ribadire la loro volontà di acquistare il fondo, è infondata;
che nella fattispecie il 16 dicembre 2010 la nuova proprietaria ha concesso agli occupanti dell'immobile la facoltà di rimanervi fino al 31 marzo 2011 a titolo di comodato (doc. E);
che ancorché non consta una formale accettazione della proposta, i convenuti hanno continuato ad occupare l'abitazione di proprietà della controparte, senza nemmeno addurre a quale titolo essi lo potessero fare gratuitamente;
che, sulla base di tali circostanze, il Pretore senza incorrere in arbitrio poteva ammettere la conclusione di un contratto di comodato, tanto più che questo non necessita di particolare forma e può essere concluso anche per atti concludenti (
Higi
in: Zürcher Kommentar, n. 84 e 86 ad art. 305 CO);
che l'uso della cosa essendosi protratto oltre il termine impartito, il comodante può, se il comodatario non provvede alla restituzione della cosa, ottenere la sua espulsione (
Schärer/ Mauren-brecher
in: Basler Kommentar, OR I, 4
a
edizione, n. 2 e 14 ad art. 309 CO;
Higi
, op. cit., n. 5 e 12 ad art. 309 CO);
che il fatto per i reclamanti di essere stati i precedenti proprietari del fondo in questione non garantisce loro alcun diritto particolare, in specie quello di ottenere “un termine adeguato per poter trovare una nuova sistemazione in altro stabile”;
che in circostanze del genere, non potendosi ravvisare nella decisione impugnata né un'errata applicazione del diritto e tantomeno un accertamento manifestamente errato dei fatti, il reclamo si rivela manifestamente infondato;
che di regola le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);
che tuttavia, le circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, i reclamanti essendo sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);
che non si pone problema di ripetibili all'istante, alla quale il reclamo non è stato notificato per osservazioni;