Decision ID: beef3b21-e1d5-512a-9d4a-cec0a69eb7af
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1. Con istanza 28 marzo 1991 l’Impresa _ ha convenuto in giudizio _ al fine di ottenere il pagamento di fr. 1’995.- a saldo della fattura 25 luglio 1990 emessa per opere da gessatore eseguite nello stabile di proprietà di quest’ultimo a _.
_ si è opposto alla pretesa avversaria contestando la conclusione di un contratto di appalto con la ditta istante, contratto che questa avrebbe invece concluso con la _ che si è occupata della ristrutturazione generale dello stabile.
2. Con il querelato giudizio il pretore, basandosi sulla deposizione del teste _, ha ritenuto che il contratto litigioso sia stato effettivamente concluso dalla ditta istante con il convenuto e non con la _; il primo giudice ha quindi accolto la pretesa di parte istante, non contestata nel suo ammontare.
3. Con il presente tempestivo gravame, _ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC.
A fondamento del proprio gravame il ricorrente invoca l’arbitraria valutazione delle prove con particolare riferimento all’accerta-mento del giudice di prime cure secondo il quale i lavori eseguiti dalla ditta istante e oggetto della fattura litigiosa (doc. B) sarebbero stati ordinati dal convenuto direttamente anzichè dalla ditta _.
Con osservazioni 6 marzo 1995 la controparte postula la reiezione del gravame.
4. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).
5. Esaminando la decisione impugnata alla luce dei criteri sopra esposti non è possibile ravvisare nelle conclusioni e nelle argomentazioni del pretore elementi atti a concretizzare gli estremi del rimedio della cassazione.
Controversa nel caso concreto è la questione di sapere a chi competano le opere da gessatore elencate nella fattura di cui al doc. B eseguite dalla ditta istante al piano terreno e al primo piano.
In virtù dell’art. 90 CPC il giudice, confrontato a risultanze istruttorie che forniscono elementi divergenti circa una determinata circostanza, quale in concreto l’identità del committente dei lavori oggetto della fattura litigiosa, è libero di valutare la portata delle prove fornite dalle parti facendo propria la tesi che più lo convince a condizione che questa non sia chiaramente smentita da altre risultanze, ciò che non è il caso in concreto.
Il fatto che il pretore si sia basato sulla deposizione del teste _ anzichè su altri elementi quali l’intestazione della fattura litigiosa e del relativo richiamo di pagamento indirizzati alla _ anzichè al convenuto, non basta a dimostrare l’arbitrarietà della decisione impugnata.
Dalla deposizione del teste _- al tempo dei fatti azionista e organo di _- si evince che le opere da gessatore previste nell’ambito dei lavori di riattazione dello stabile del convenuto e per l’esecuzione dei quali egli aveva concluso un contratto di appalto generale con la ditta _, sono quelle indicate nell’offerta 10 aprile 1990 (doc. 1) ai punti 6 per il secondo piano, 9 e 10 per il primo piano, 5 e 6 per il monolocale.
Di questi lavori, il teste afferma che “il signor _...richiese a questa ditta (n.d.r: ditta istante) l’esecuzione della stabilitura al piano superiore, non oggetto del nostro contratto”.
Poichè i lavori eseguiti al secondo piano sono stati fatturati separatamente al convenuto che ha provveduto al pagamento della relativa fattura (doc. 6), non è arbitrario ritenere come lo ha fatto il primo giudice che gli ulteriori lavori che può aver ordinato il convenuto sono quelli eseguiti al primo piano. A questo proposito il significato dato dal ricorrente alla deposizione del teste constituisce semplicemente una diversa interpretazione a lui più favorevole senza che ciò basti a dimostrare che quella attribuitale dal pretore è arbitraria.
Al contrario, quanto affermato dal teste corrisponde alle risultanze del confronto fra il preventivo 10 aprile 1990 (doc. 1), con la liquidazione finale (doc. 3) che a loro volta trovano conferma nello scritto 5 ottobre 1990 della _.
Alla luce di quanto sopra esposto, l’interpretazione delle risultanze istruttorie fornita dal primo giudice è sostenibile ed esclude pertanto l’annullamento del giudizio impugnato.
A titolo abbondanziale si può osservare in merito alla fattura contestata che - a ben vedere - essa non concerne solo lavori da gessatore eseguiti al primo piano dell’immobile. Le parti non hanno rilevato - almeno subordinatamente - questo distinguo. Tuttavia può confortare il fatto, a conferma della decisione impugnata, che si tratta comunque di lavori né contemplati chiaramente dal preventivo, né esposti da _ in sede di liquidazione.

Considerations: