Decision ID: 480aeb40-7a67-5901-a489-e41f11f42da8
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto: A.
_, cittadina uruguaiana, era proprietaria della particella n. 426
31
RFP (ora n. 1339 RFD) di _, su cui sorge una casa d'abitazione, e della particella
n. 426
53
RFP (ora n. 1411 RFD), poste entrambe in località _. Tra i due fondi si trova la particella n. 426
4
RFP (ora n. 1340 RFD), appartenente a un terzo, gravata di una servitù di passo pedonale in favore della particella n. 426
31
RFP che permette di raggiungere, da quest'ultima, la particella n. 426
53
RFP. Il 26 luglio 1960 _ ha venduto la particella n. 426
53
RFP al dott. _ di _, riservando in favore della sua particella n. 426
31
RFP un diritto di passo pedonale (largo 120 cm) su una scalinata che attraversa il fondo serviente fino alla pubblica via, oltre a un diritto di superficie su 30 m
2
del medesimo fondo
“
per la costruzione di una autorimessa (garage) per un'automobile
”
(rogito n. 79 del notaio _, _, con piano di mutazione 16 luglio 1960 del geometra _, _). Le due
servitù sono state iscritte nel registro fondiario l'8 settembre 1960.
B.
Il 26 luglio 1985 il dott. _ ha venduto la particella n. 1411 RFD (già n. 426
53
RFP) ai coniugi AP 2 e AP 1 in ragione di metà ciascuno. Costoro hanno edificato nel 1987 una rimessa di due posti auto (37 m
2
) con piccolo spiazzo antistante (20 m
2
), occupando pressoché l'intera area oggetto del diritto di superficie. Sino alla morte, intervenuta il 16 giugno 1999, _ ha usato gratuitamente, d'intesa con i coniugi AP 1, uno dei due posti auto. Alla morte di lei la particella n. 1339 RFD (già n. 426
31
RFP) è passata al suo unico erede _. Senza nulla chiedere a quest'ultimo, qualche mese dopo la morte di _ i coniugi AP 1 hanno spostato di circa 2 m il percorso della scalinata che attraversa il loro fondo, facendola passare sopra l'autorimessa, in modo da ingrandire il terrazzo davanti alla loro abitazione. L'11 settembre 2000 _
ha venduto la particella n. 1339, in ossequio alla volontà testa
mentaria di _, al dott. AA 1.
C.
Con petizione del 15 ottobre 2001 il dott. AA 1 ha promosso causa contro AP 2 davanti al Pretore della giurisdizione di _ perché fosse accertato il suo diritto di proprietà sull'autorimessa usata fino alla morte da _
“in virtù del diritto di superficie a favore della particella n. 1339”, perché fosse ingiunto al convenuto di “non ostacolare in alcun modo il normale e legittimo utilizzo dell'autorimessa” da parte sua e perché il convenuto gli rifondesse una cifra imprecisata, pari al guadagno da lui tratto appigionando la rimessa a terzi dall'11 settembre 2000 in poi. Nella sua risposta del 15 gennaio 2002 AP 2 ha proposto di respingere la petizione e di cancellare il diritto di superficie a carico della particella n. 1411, eventualmente dietro corresponsione di fr. 1500.– a titolo di riscatto.
D.
Accertato che la particella n. 1411 appartiene per un mezzo ad AP 1, con petizione del 25 gennaio 2002 il dott. AA 1 ha convenuto anche quest'ultima dinanzi al medesimo Pretore, avanzando nei confronti di lei le stesse richieste formulate contro il marito. Con risposta del 7 febbraio 2002 la convenuta ha proposto a sua volta di respingere la petizione
e di cancellare il diritto di superficie a carico della particella n. 1411, eventualmente dietro corresponsione di fr. 1500.– a titolo di riscatto. In via di ulteriore subordine lei e il marito hanno dichiarato di consentire all'accertamento del diritto di superficie, previo versamento di fr. 62
500.– da parte dell'attore (metà del costo per l'edificazione dell'autorimessa) e di fr. 20
000.– a titolo di partecipazione per i costi dovuti allo spostamento della scalinata.
E.
AA 1 ha replicato il 12 marzo 2002, confermando le sue domande e postulando il versamento di ulteriori fr. 5000.– per le spese da lui incontrate prima della causa. Subordinatamente egli ha instato perché si accertasse l'esistenza
del diritto di superficie sull'area occupata dall'autorimessa usata
da _ fino alla morte e perché si ordinasse ai convenuti di ripristinare il tracciato originale del passo pedonale, con obbligo per costoro di rifondergli l'utile tratto dalla locazio
ne dell'autorimessa
dall'11 settembre 2000 in poi, oltre a
fr. 5000.–
per le spese da lui incontrate prima della causa. In via ancor più subordinata egli ha chiesto che si ingiungesse ai convenuti
di rimuovere tutti i manufatti
suscettibili di impedirgli l'eser
cizio del
diritto di superficie, ingiungendo altresì a costoro di ripristinare il tracciato originale del passo pedonale, con obbligo di rifondergli l'utile tratto dalla locazione dell'autori
messa
dall'11 settembre 2000 in poi, oltre a
fr. 5000.– per le spe
se da lui incontrate prima della causa. Con duplica del 26 aprile 2002 i convenuti hanno ribadito le domande contenute nelle loro risposte.
F.
L'udienza preliminare si è tenuta il 12 giugno 2002 e l'istruttoria, cominciata nel luglio successivo, è terminata il 30 novembre 2005. Nel suo memoriale conclusivo, del 3 febbraio 2006, l'attore ha poi riaffermato le proprie domande di petizione, come pure le subordinate esposte nella replica, precisando in fr. 1800.– annui la cifra pretesa per l'utile che i convenuti avevano tratto dalla locazione dell'autorimessa
dall'11 settembre 2000 in poi. Con allegato conclusivo del 24 gennaio 2006 AP 2
e AP 1
hanno confermato le richieste formulate con le loro risposte, portando nondimeno a fr. 13
850.– l'indennità offerta in via subordinata come riscatto per il diritto di superficie, ma aumentando a fr. 32
000.– la partecipazione pretesa in via di ulteriore subordine per lo spostamento della scalinata. Al dibattimento finale del 10 febbraio 2006 le parti hanno ribadito i rispettivi punti di vista.
G.
Statuendo con sentenza del 21 giugno 2006, il Pretore ha parzialmente accolto l'azione, accertando che il diritto di superficie grava ormai l'area occupata dall'autorimessa
adoperata
da _ fino alla morte (garage di 18 m
2
e spiazzo antistante di
9 m
2
), invitando l'ufficiale del registro fondiario a modificare l'iscri
zione di conseguenza (a spese dell'attore), ordinando a AP 2 e AP 1 di non ostacolare in alcun modo l'uso di tale posteggio e condannando i medesimi a rifondere solidalmente all'attore l'importo di fr. 100.– mensili dall'11 settembre 2000 fino al passaggio in giudicato della sentenza per
l'utile tratto dalla locazione della rimessa da allora in poi. Per il resto egli ha respinto l'azione. La tassa di giustizia di fr. 5000.– e le spese di fr. 4320.25 sono state poste a carico delle parti in ragione di un mezzo ciascuno, compensate le ripetibili.
H.
Contro la sentenza appena citata sono insorti AP 2 e AP 1 con un appello dell'11 luglio 2006 inteso a ottenere il rigetto dell'azione e la cancellazione del diritto di superficie, in subordine dietro versamento di fr. 13
850.– da parte loro a titolo di riscatto. In via ancor più subordinata essi chiedono che
l'iscrizione del diritto di superficie sull'area occupata dall'autorimessa
usata
da _ fino alla morte sia vincolato al pagamento di fr. 62
500.– da parte dell'attore
(metà dei costi di edificazione dell'autorimessa) e di fr. 32
000.– a titolo di partecipazione per i costi dovuti allo spostamento della scalinata. Nelle sue osservazioni del 4 settembre 2006 AA 1 propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza impugnata, instando con appello adesivo di quello stesso giorno perché tutti gli oneri processuali siano posti a carico dei convenuti, con obbligo di rifondergli fr. 10
000.– per ripetibili. Nelle loro osservazioni del 25 settembre 2006 AP 2
e AP 1 concludono per la reiezione de
ll'appello adesivo.

Considerations:
Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore ha determinato il valore litigioso in fr. 196
000.– complessivi, che le parti non contestano. Presentato in tempo utile (art. 308 cpv. 1 CPC), l'appello principale è ricevibile anche sotto questo profilo. Altrettanto dicasi per l'appello adesivo, introdotto entro venti giorni dalla notificazione dell'appello principale (art. 314 CPC).
I. Sull'appello principale
2.
Nella sentenza impugnata il Pretore ha rilevato anzitutto che il beneficiario può rinunciare a un diritto di superficie anche per atti concludenti, purché non equivoci, ma che in concreto non si ravvisavano estremi del genere, i convenuti non avendo dimostrato che _ avesse accettato di rinunciare alla servitù in cambio dell'uso gratuito dell'autorimessa fino alla morte. Dagli atti risultava piuttosto – ha soggiunto il Pretore – che AP 2 e AP 1 non avrebbero potuto edificare l'autorimessa
se _ non avesse accettato di eser
citare il suo diritto di superficie sul posto auto a lei messo a disposizione dai convenuti, lasciando che costoro occupassero parte dell'area originariamente gravata della servitù con la porzione di manufatto destinata al secondo posto auto. Né il Pretore ha ritenuto che l'attore dovesse rifondere ai convenuti metà della spesa profusa nell'edificazione dell'autorimessa, i convenuti non avendo dimostrato che _ avesse mai assunto un obbligo in tal senso. Legittima era invece – ha continuato il Pretore – la pretesa dell'attore, che rimproverava ai convenuti di essersi arricchiti locando a terzi il garage oggetto del diritto di superficie dall'11 settembre 2000 in poi, onde la condanna di loro al versamento di fr. 100.– mensili fino al passaggio in giudicato della sentenza.
Per quel che è della scalinata, il Pretore ha accertato che lo spostamento del tracciato è avvenuto senza l'accordo dell'avente diritto di passo, ma che il postulato ripristino del percorso trascendeva nell'abuso, il nuovo tratto di scalinata risultando più comodo del precedente. Del resto l'attore sollecitava il ristabilimento della situazione solo per il malcontento dovuto al dissidio sull'uso dell'autorimessa, ciò che non meritava tutela giuridica. Infine il Pretore ha respinto la pretesa di fr. 5000.– avanzata dall'attore per le spese incontrate prima della causa, giudicando che la nota professionale dell'avvocato da lui prodotta non bastava per comprovare la necessità, l'utilità né l'adeguatezza della spesa, ovvero l'entità del danno. In ultima analisi il Pretore ha accertato così che il diritto di superficie grava ormai l'area occupata dal garage – singolo – usato da _ fino alla morte (27 m
2,
compreso il piccolo spiazzo antistante) in luogo e vece dell'area primitiva (30 m
2
), ha disposto la relativa modifica del registro fondiario, ha ingiunto ai convenuti di non intralciare l'uso della rimessa da parte dell'attore e ha condannato i medesimi a rifondere fr. 100.– mensili all'attore fino al passaggio in giudicato della sentenza.
3.
Gli appellanti insistono nel sostenere che in realtà _
aveva rinunciato al diritto di superficie in cambio della facoltà di usare gratuitamente il garage a lei messo a disposizione e di poterlo eventualmente comperare (
“
opzione di acquisto
”
). Essi contestano che non sarebbe stato loro possibile costruire il manufatto senza occupare l'area gravata della servitù e affermano che mai avrebbero accordato l'uso gratuito e vitalizio del garage a _ solo per vedere ridurre di 3 m
2
il diritto di superficie (27 m
2
invece di 30). Anzi, a loro modo di vedere _ nemmeno avrebbe potuto creare un suo posteggio su quei 30 m
2
originari del diritto di superficie per mancanza di arretramento stradale. A parere degli appellanti la sentenza del Pretore comporta in definitiva
“
un inspiegabile incameramento senza contropartita
”, mentre “diversi testi” hanno “chiaramente se
gnalato come erano stati gli accordi tra _ e i coniugi AP 1
”. Inoltre, a loro parere, _
non può avere rinunciato solo a parte del diritto di superficie: o la rinuncia è stata totale – essi adducono –
“
oppure deve essere fornita una spiegazione plausibile perché mai si è finiti in una situazione del genere
”
e, soprattutto, perché essi
avrebbero rinunciato a qualsiasi rifusione delle spese senza corrispettivo.
a)
Nella misura in cui lamentano
“
un inspiegabile incameramento senza contropartita
” perché il Pretore avrebbe attribuito a _ la proprietà del garage a lei concesso in uso, gli appellanti travisano la sentenza impugnata. In nessun punto di essa il Pretore ha accertato che il manufatto eseguito dai convenuti sia – in tutto o in parte – proprietà dell'attore o della defunta _, questione estranea per altro all'oggetto del giudizio. Il Pretore si è limitato ad accertare che il diritto di superficie a carico della particella n. 1411 non grava più i 30 m2 originari figuranti sul piano di mutazione
richiamato nell'istromento rogato il 26 luglio 1960 del notaio _, bensì i 27 m
2
indicati sulla planimetria allegata alla sua sentenza (autorimessa di 18 m
2
, piazzale di
9 m
2
). Si aggiunga che, verosimilmente, il Pretore nemmeno avrebbe
potuto attribuire all'attore parte del manufatto (né _
avrebbe potuto esercitare l'
“
opzione di acquisto
”
pretesa dagli appellanti). Come questa Camera ha
già avuto modo di ricordare, un diritto di superficie – e a maggior
ragione un diritto di proprietà – può riguardare singole parti di uno stabile solo qualora esse siano unità scindibili e indipendenti dal profilo tecnico e funzionale (RtiD I-2004 pag. 613 n. 124c). Non adempie tali requisiti un'autorimessa interrata, sebbene con porta separata e delimitata da pareti divisorie, che forma un'unità inseparabile con altre autorimesse (struttura monolitica in cemento armato).
b)
Ciò posto, può anche darsi che gli appellanti avrebbero potuto formare un loro posto auto senza invadere l'area di 30 m
2
gravata del diritto di superficie ed è fors'anche possibile che _ non avrebbe potuto costruire una sua propria autorimessa su quella porzione di terreno. Sta di fatto che, comunque sia, incombeva agli appellanti dimostrare l'intervenuta rinuncia alla servitù da parte di _ in cambio dell'uso gratuito della loro autorimessa fino alla morte. Ora, a prescindere dal fatto che essi non spiegano quando né in quali circostanze sarebbe intervenuta l'intesa, dal fascicolo processuale
non traspare un solo elemento che suffraghi in qualche modo il contenuto dell'accordo. Quanto a
i
“diversi testi” invocati dai convenuti, invano se ne cercherebbe traccia. Nulla hanno accennato in proposito _, _, _, _ (verbali, pag. 3 a 7), mentre _ si è limitato a ripetere quel che AP 2 gli aveva riferito (verbale nel fascicolo “rogatorie”, pag. 5 in alto). Certo, gli appellanti asseriscono che, non avesse _
accettato
di cancellare il diritto di superficie, essi non avrebbero messo gratuitamente a disposizione di lei un'autorimessa fino alla morte solo per vedere ridurre di 3 m
2
l'area gravata della servitù. La recriminazione non basta tuttavia per dimostrare che la beneficiaria avesse rinunciato al diritto, tanto meno per atti univoci. Ammesso e non concesso che costei si fosse obbligata a una controprestazione, in effetti, questa non doveva necessariamente consistere nella rinuncia al diritto. Al riguardo tutte le ipotesi rimangono aperte.
c)
Gli appellanti obiettano che, non avesse _ rinunciato alla servitù,
“
deve essere fornita una spiegazione plausibile perché mai si è finiti in una situazione del genere
”
. In realtà
“
si è finiti in una situazione del genere
” per imprevidenza degli appellanti medesimi, i quali hanno costruito un garage occupando pressoché l'intera area gravata del diritto di superficie (30 m2) senza dimostrare quale accomodamento avessero raggiunto con la beneficiaria della servitù. Il che riesce ancor meno giustificabile ove si pensi che in nessun caso il contenuto di un accordo potrebbe essere accertato alla leggera, _
non risultando essere stata
una vicina di agevole approccio né di facile compromesso, bensì una persona che si appoggiava senza indugio ad avvocati (testimonianza di _, nel fascicolo “rogatorie”, pag. 5; testimonianza di _: verbali, pag. 6). Chi agiva con disinvoltura era se mai AP 2, come dimostra la circostanza ch'egli ha sistemato un accesso su fondo altrui senza autorizzazione (testimonianza di _, loc. cit.) e ha spostato la scalinata gravata di servitù di passo sul suo proprio fondo
senza nulla chiedere. Procedere senza cautele può anche riservare effetti indesiderati. Di ciò gli appellanti possono solo rimproverare sé stessi.
4.
Per quel che è dell'indennizzo dovuto all'attore (fr. 100.– mensili), impossibilitato a usare l'autorimessa dall'11 settembre 2000 in poi, gli appellanti ripetono che il diritto di superficie si è estinto alla morte di _
. Se così non fosse – essi epilogano – l'attore fruirebbe gratuitamente di una rimessa da loro costruita. Per di più, essi sottolineano, costui non ha dimostrato di aver dovuto ripiegare sulla locazione di un altro posteggio le poche volte in cui ha abitato la casa di vacanza, avendo egli parcheggiato l'automobile su suolo pubblico. L'argomentazione cade nel vuoto. Intanto perché – come detto – gli appellanti non hanno dimostrato a che condizioni _
avrebbe rinunciato al diritto superficie. Anzi, ci si dipartisse dal valore locativo del garage (fr. 100.– mensili non contestati), costei avrebbe accettato la cancellazione della servitù per l'equivalente di circa fr. 15
000.– (attorno ai 12 anni d'uso). Che una persona accorta, assistita da legali e senza necessità finanziarie, avrebbe aderito a condizioni siffatte appare dubbio. Sia come sia, il fatto che l'attore non abbia dimostrato di aver dovuto locare un altro garage dopo l'11 settembre 2000 poco importa, gli appellanti essendo stati tenuti a versare la somma di fr. 100.– mensili non a titolo di risarcimento del danno,
bensì per indebito arricchimento (sentenza impugnata, consid. 6), causale giuridica che gli appellanti non contendono.
5.
Sostengono gli appellanti che l'attore deve loro rifondere il costo occasionato dallo spostamento della scalinata sul fondo
serviente, reso necessario dalla costruzione del garage, poiché se avesse
creato egli medesimo la rimessa avrebbe dovuto assumere personalmente
la spesa. Su
questo punto l'appello sfiora
la temerarietà. Che
l'edificazione del garage abbia imposto lo spostamento della scalinata è anzitutto una tesi nuova, avanzata per la prima volta in appello, e come tale irricevibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC). Oltre a ciò, si tratta di un'asserzione inveritiera. L'autorimessa è stata costruita nel 1987, mentre la scalinata è stata spostata solo nel 1999, dopo la morte di _, come ha accertato il Pretore (sentenza impugnata, lett. B). E non per necessità, ma perché gli appellanti hanno inteso ampliare il terrazzo dinanzi alla loro abitazione (descrizione nella domanda di costruzione e sul disegno del progettista nel plico trasmesso dall'Ufficio tecnico comunale di _, doc. II nella rubrica
“
richiamati
”
). Fondato su tesi fallaci, al proposito l'appello non merita ulteriore disamina.
6.
Infine gli appellanti censurano una violazione dell'art. 8 CC, asserendo che il Pretore avrebbe applicato
“
in modo scorretto ed insostenibile
”
l'onere probatorio disconoscendo la rinuncia – a mente loro univoca – di _ al diritto di superficie. Ribadiscono di avere ottenuto loro medesimi le autorizzazioni amministrative per costruire l'autorimessa e spostare la scalinata, di avere costruito il garage
“
in buona parte
”
fuori dell'area gravata del diritto di superficie, di avere formato due posti auto, di avere assunto tutti i costi, di avere concesso a _ l'uso gratuito di uno di essi vita natura durante, con facoltà di esercitare la nota
“
opzione d'acquisto
”
. Tutt'al più essi si dichiarano pronti a versare fr. 13
850.– a titolo di riscatto della servitù, ma in caso contrario rivendicano una volta ancora il versamento di fr. 62
500.–, pari al costo di metà autorimessa.
Le argomentazioni testé riassunte hanno poco o punto a che vedere con l'art. 8 CC. In che modo il Pretore avrebbe sovvertito l'onere probatorio non è dato invero di comprendere. Gli appellanti pretendono che _ abbia rinunciato al diritto di superficie. A loro incombeva dunque di provare tale circostanza, né essi asseverano, del resto, che ciò toccasse all'attore. Quanto alle circostanze da loro evocate, esse sono lungi anche solo dall'indiziare – come si è spiegato – le condizioni alle quali _ avrebbe rinunciato alla servitù. Gli appellanti si dolgono di prevaricazioni ch'essi
“
non meritano di subire
”
, ma le
“
prevaricazioni
”
vanno – appunto – dimostrate. Tutto quanto si evince dal fascicolo processuale è che _ ha accettato di esercitare la servitù sull'autorimessa a lei offerta gratuitamente dai convenuti, consentendo a sostituire l'area gravata dal diritto di superficie originario (30 m
2
) con quella occupata dal garage e dallo spiazzo antistante (27 m
2
). Se, quando e come siano intervenuti altri accordi tra lei e i convenuti rimane un interrogativo senza risposta affidabile. Privo di consistenza, l'appello principale si rivela destinato quindi all'insuccesso.
II. Sull'appello adesivo
7.
L'attore insorge contro il riparto a metà degli oneri processuali e la compensazione delle ripetibili, rilevando che l'ampio potere di cui gode il Pretore in materia trascende in concreto nell'eccesso di apprezzamento. Se è vero infatti – egli sostiene – che la sua richiesta di giudizio principale è stata respinta, è altrettanto vero che è stata accolta la sua richiesta subordinata, come pure quella di diffidare i convenuti a non intralciare l'uso della rimessa e, in parte, quella di indennizzarlo per l'indebito arricchimento conseguito locando il posteggio a terzi. Tenuto conto di ciò, il Pretore avrebbe dovuto addebitare tutti gli oneri processuali ai convenuti, obbligandoli a rifondergli fr. 10
000.– per ripetibili.
a)
Nelle petizioni del 15 ottobre 2001 (contro AP 2) e del 25 gennaio 2002 (contro AP 1 aveva chiesto:
– di accertare il suo diritto di proprietà
“
sull'autorimessa costruita sul fondo n. 1411 RFD di _ in virtù del diritto di superficie a favore della particella n. 1339
”
,
– di ordinare ai convenuti
“
di non ostacolare in alcun modo il normale e legittimo utilizzo dell'autorimessa sopraccitata
”
da parte sua e
– di condannare i convenuti a pagargli la somma di
“
fr. ... oltre interessi al 5% dal ...
”.
Nella replica egli ha postulato altresì la condanna dei convenuti a rifondergli ulteriori fr. 5000.– per le spese da lui affrontate prima della causa. In via subordinata egli ha chiesto:
– di modificare il diritto di superficie a carico della particella n. 1411, trasferendolo sull'area “ora occupata dall'autorimessa lato ovest e il relativo accesso alla strada”,
– di ordinare ai convenuti il ripristino del percorso gravato della servitù di passo sul loro fondo,
– di condannare i convenuti
a pagargli la somma di
“
fr. ... oltre interessi al 5% dal ...
” e
– di condannare i convenuti a rifondergli fr. 5000.– per le spese da lui affrontate prima della causa.
In via ancor più subordinata egli ha proposto:
– di ordinare ai convenuti la rimozione di tutti i manufatti “che impediscono al proprietario del fondo dominante di usufruire del diritto di superficie”,
– di ordinare ai convenuti il ripristino del percorso gravato della servitù di passo sul loro fondo,
– di condannare i convenuti
a pagargli la somma di
“
fr. ... oltre interessi al 5% dal ...
” e
– di condannare i convenuti a rifondergli fr. 5000.– per le spese da lui affrontate prima della causa.
Le richieste sono poi state ripresentate invariate nel
memoriale conclusivo, salvo precisare in fr. 1800.– annui la cifra pretesa per l'utile che i convenuti avevano tratto dalla locazione dell'autorimessa
dall'11 settembre 2000 in poi.
In esito alla sentenza l'attore ha visto respingere due domande principali su quattro (il divisato accertamento di proprietà sull'autorimessa e
la pretesa di fr. 5000.– per le spese da lui affrontate prima della causa) e due domande della prima subordinata su quattro (il prospettato ripristino del percorso pedonale
gravato di servitù e, una volta ancora, la pretesa di fr. 5000.–
per le spese da lui affrontate prima della causa). Asserire che in condizioni siffatte il Pretore dovesse porre tutti gli oneri processuali e le ripetibili a carico dei convenuti non è serio. In proposito l'appello adesivo manca di buon diritto
già a un sommario esame.
b)
Per quanto riguarda la chiave di riparto, si è appena visto che l'attore esce sconfitto sul postulato accertamento di proprietà relativo all'autorimessa, pari al valore venale del manufatto (fr. 62
500.– chiesti dai convenuti, non litigiosi sotto questo profilo), sul prospettato ripristino del passo pedonale originario (spostamento costato fr. 64
000.– ai convenuti) e su
lla pretesa di fr. 5000.–
per le spese da lui affrontate prima della causa. Esce vittorioso, invece, sul trasferimento del diritto di superficie dai 30 m2 originari ai 27 m2 occupati dal posto auto usato da _
(ma non sul manufatto come tale), sull'ingiunzione ai co
nvenuti di non ostacolare l'uso dell'autorimessa e sull'indennizzo per l'indebito arricchimento conseguito dai convenuti, ancorché solo in parte (fr. 100.– mensili invece dei fr. 150.– mensili richiesti).
Perché la suddivisione a metà degli oneri processuali e la compensazione delle ripetibili sarebbe, nelle circostanze descritte, suscettibile di configurare non solo un giudizio dubbio o opinabile, ma addirittura un eccesso o un abuso del potere di apprezzamento da parte del Pretore non è dato di capire (sulla cognizione del primo giudice:
Cocchi/Trezzini
, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 32 ad art. 148).
Avesse inteso mettere in discussione la chiave di riparto adottata in prima sede,
l'attore avrebbe dovuto indicare almeno qual è il valore da lui attribuito al
trasferimento del diritto di superficie dai 30 m2 originari ai 27 m2 occupati dal posto auto usato a suo tempo da _
, valore che consiste nell'apprezzamento di cui profitta il suo fondo, eventualmente nel deprezzamento subìto dal fondo serviente (art. 9 cpv. 3 CPC). In realtà egli nemmeno allude alla questione, di modo che mal si intravede sulla base di quali criteri egli tenti di ridiscutere il grado di soccombenza delle parti fissato dal Pretore. Carente di motivazione, in tale prospettiva l'appello adesivo va finanche dichiarato irricevibile (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).
III. Sulle spese e le ripetibili di appello
8.
Gli oneri processuali e le ripetibili di entrambi gli appelli seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Le ripetibili dell'appello principale si attengono al prescritto degli art. 9 cpv. 1 vTOA (aliquota media dell'8% su un valore
litigioso non contestato di fr. 196
000.–: consid. 1) e 17 cpv. 1 vTOA
(aliquota media del 40%), applicabili in virtù dell'art. 16 cpv. 2 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d'ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili, del 19 dicembre 2007, più le spese presumibili e l'IVA (7.6%). Le ripetibili dell'appello adesivo sono commisurate agli stessi parametri, per un valore litigioso di fr. 14
660.– (mezza tassa di giustizia fr. 2500.–, metà delle spese per fr. 2160.–, ripetibili per fr. 10
000.–).
IV. Sui rimedi giuridici a livello federale
9.
Per quanto riguarda i rimedi giuridici esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. b LTF), il valore delle
“
conclusioni rimaste controverse
”
davanti a questa Camera (art. 51 cpv. 1 lett. a LTF) supera ampiamente la soglia ai fini di un eventuale ricorso in materia civile (fr. 30
000.– : art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).