Decision ID: 27b776cd-fb02-5283-9927-aaa3d7f2e2fd
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Con PE n. _ del 20/22 marzo 2001 L’_ Fondazione collettiva di previdenza, _ (in seguito: _) procede contro _ per l’incasso di fr. 82'898.40.
L’opposizione interposta dall’escussa al PE è stata rigettata dalla Pretore del Distretto di Lugano con sentenza del 21 maggio 2001, cresciuta in giudicato.
B.
Il 26 giugno 2001, così richiesto dalla creditrice, l’UE di Lugano ha emesso contro _ la comminatoria di fallimento per fr. 82'898.40 oltre accessori, a cui devono essere dedotti fr. 10'000.-- per un acconto versato l’8 maggio 2001.
C.
Con istanza 21 settembre 2001 _ ha chiesto il fallimento di _ per Fr. 62'898.40 oltre accessori, corrispondenti a fr. 72'898.40, dedotto un ulteriore acconto di fr. 10'000.--, ricevuto il 5 settembre 2001.
D.
All’udienza di contraddittorio del 31 ottobre 2001 nessuna delle parti è comparsa.
E.
Con pronunciato 16 novembre 2001 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha pronunciato il fallimento di _ a far tempo da venerdì 16 novembre 2001 alle ore 14.00.
F.
Con atto d’appello 22 novembre 2001 _ ha postulato, con protesta di tasse, spese e indennità la declaratoria di nullità del decreto di fallimento del 16 novembre 2001, atteso che:
- “le parti hanno, nel frattempo, trovato un accordo in merito al pagamento del credito vantato dalla _. Tale accordo è stato dapprima raggiunto oralmente e in seguito formalizzato per iscritto il 5 novembre 2001. Le parti hanno concordato un pagamento rateale del debito in ragione di fr. 10'000.-- mensili”;
- “l’accordo prevede anche la sospensione temporanea della procedura presso l’ufficio di esecuzione. E’ evidente che le parti si sono sbagliate nel designare l’autorità, ritenuto che a quel momento l’autorità investita della procedura era la Pretura di Lugano e in seguito l’Ufficio fallimenti. La procedura doveva quindi essere sospesa presso la Pretura di Lugano”;
- “la _ ha rispettato i termini dell’accordo. Purtroppo la _, da parte sua, ha dimenticato di annunciare tale fatto alla Pretura o all’Ufficio di esecuzioni (...) chiedendo il ritiro della domanda di fallimento”.
G.
Con l’atto d’appello _ ha prodotto agli atti l’accordo del 5 novembre 2001 (doc. B), con cui _ le ha concesso una dilazione di pagamento del credito, con la contestuale fissazione dell’obbligo di un pagamento rateale di almeno fr. 10'000.-- mensili. Nel doc. B le parti si sono inoltre accordate per una sospensione della procedura esecutiva.

Considerations:
Considerato
in diritto:
1.
a) Ex art. 171 LEF il giudice decide seduta stante, anche in assenza delle parti. Egli dichiara il fallimento, salvo nei casi previsti dagli articoli da 172 a 173a..
b) Giusta l'art. 172 n. 3 LEF il giudice rigetta la domanda di fallimento quando il debitore provi con documenti che
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto o che il creditore gli ha concesso una dilazione
.
c) Per l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita all’autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione. Le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza.
2.
L’appellante adduce per la prima volta in sede d’appello di aver ottenuto una dilazione di pagamento prima della declaratoria di fallimento.
A sostegno del suo assunto liberatorio _ ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale sub G.
Questo documento costituisce prova sufficiente della concessione di una dilazione di pagamento ante declaratoria di decozione: il fallimento va quindi annullato ex art. 174 cpv. 1 LEF.
3.
La tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), non essendo la stessa comparsa avanti alla prima giudice e non avendo quindi prodotto in tale sede il documento topico.
Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante