Decision ID: 4bcd6935-e459-5768-8b0d-c6d3e490dbc6
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Il 22 maggio 1995 _ ha sottoscritto con _, ditta che effettua in scavi, demolizioni e trasporti, un contratto di appalto (doc. 2) avente per oggetto la sistemazione della strada di accesso alla sua proprietà a _. Sul costo complessivo di fr. 3’000.- concordato tra le parti per l’esecuzione dei lavori, la convenuta ha versato un acconto di fr. 2’000.- (doc. 3) rifiutando di versare la differenza di fr. 982.- richiesta dalla ditta appaltatrice con fattura 31 maggio 1995 (doc. 1). Da qui l’inoltro dell’istanza 26 febbraio 1996 alla quale la convenuta si è opposta a motivo dell’inesecuzione da parte dell’istante di tutti i lavori commissionati. Con il versamento di fr. 2’000.- la convenuta ritiene di aver onorato le pretese avversarie per i lavori effettivamente eseguiti.
2.
Con il querelato giudizio il primo giudice, tenuto conto dell’ammissione dell’istante di non aver eseguito tutti i lavori previsti, ha respinto l’istanza facendo propria la tesi della convenuta secondo la quale l’importo di fr. 2’000.- già versato, corrisponde al valore dell’opera fornita.
3.
Con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di non aver considerato l’impegno assunto contrattualmente dalla convenuta di pagare la somma di fr. 3’000.-. Osserva inoltre che la fattura controversa, per un totale di fr. 2982.-, tiene già conto di una deduzione per i lavori non eseguiti.
Al ricorso la controparte non ha presentato osservazioni.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale la ricorrente fonda implicitamente il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
121 I 114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).
5.
La ricorrente sostiene che il contratto 22 maggio 1995 ha carattere di riconoscimento di debito e rimprovera al giudice di pace di non averne tenuto conto nella valutazione delle prove. La censura non può essere considerata poiché il documento in esame è pacificamente -e tale è stato considerato in prima sede - un contratto d’appalto dove, per l’esecuzione di determinati lavori ivi descritti, è stata pattuita una mercede a corpo di fr. 3’000.- Essa sarebbe dovuta (e in tal senso si potrebbe parlare di riconoscimento di debito) soltanto se le opere previste fossero state eseguite tutte (art. 373 CO): nella fattispecie concreta è fuori di discussione che le cose non stanno così.
6.
Per le opere effettivamente portate a termine la ditta istante ha emesso la fattura 31 maggio 1995, in cui ha descritto i lavori eseguiti (“trasporto macchinari, esecuzione scavo per sistemazione strada al cantiere _ ”) stimandone il valore “a corpo” in fr. 2’800.- (fr. 2’982.- con l’IVA).
La decisione del giudice di pace non espone i motivi giuridici che l’hanno indotto a respingere l’istanza: dalla narrativa della sentenza sembra piuttosto che egli abbia voluto giungere a una soluzione de bono et aequo. Così facendo (pur ammettendo una certa difficoltà della fattispecie) egli ha applicato in modo errato il diritto sostanziale.
Nel caso in cui l’appaltatore non porti a termine tutti i lavori pattuiti, vi è inadempimento del contratto; in questo caso il committente può scegliere tra l’azione in esecuzione del contratto, chiedendo quindi l’ultimazione dei lavori oppure, se -in concreto- vi rinuncia, deve provare il valore del lavoro non eseguito, ritenuto che per quest’importo si giustifica una riduzione proporzionale della mercede inizialmente pattuita
(
Gauch
, Der Werkvertrag, ed. 1996, n. 1446 e 1447;
DTF
94 II 165 consid. 2e).
In concreto, di fronte a un contratto d’appalto dove la mercede è stata fissata a corpo e in cui l’appaltatore -tenuto conto dei lavori non eseguiti- ha stimato la sua mercede a corpo in una percentuale della mercede totale, spetta alla committente l’onere di provare in giudizio che la differenza proporzionale fra i lavori non eseguiti e la propria stima del dovuto (in concreto soli fr. 2’000.-) è corretta. In difetto di questa prova, essa è tenuta a onorare interamente le pretese della controparte. In tal senso dev’essere corretta la sentenza impugnata.
7.
Il ricorso, in virtù dell’art. 327 lett. g CPC dev’essere così accolto, annullando la sentenza del giudice di pace. Il giudizio di merito dev’essere pronunciato da questa Camera in virtù dell’art. 332 cpv. 2 CPC.
Le spese di questa sede seguono la soccombenza.

Considerations: