Decision ID: 834f3922-2d1f-58df-a888-15d5bcc40552
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
che i mappali n. _ e _ RFD, posti fuori zona edificabile, appartengono al comprensorio territoriale di _ e si trovano al confine con il comune di _, a lato della strada cantonale che collega _ a _;
che da oltre un ventennio questi fondi sono utilizzati dalla _ quale deposito temporaneo di materiale inerte di scavo (terra vegetale, misto granulare, materiale di scavo inerte) riutilizzabile per riempimenti, come sottofondo e terra vegetale;
che il 15 aprile 1999 la _ ha chiesto il rilascio della licenza edilizia in sanatoria per il deposito summenzionato e per chiudere l'accesso esistente a sud;
che al progetto si sono opposti _, proprietaria del fondo contermine, il comune di _ ed il Dipartimento del territorio, al quale erano stati trasmessi gli atti per l'esame di sua competenza; quest'ultimo ha ritenuto che il progetto non fosse conforme alla zona nel quale è inserito (zona residua) e che alla sua realizzazione vi si opporrebbero interessi agricoli preponderanti;
che il 10 settembre 1999 il municipio di _ ha negato il rilascio della licenza edilizia, facendo proprie le motivazioni espresse dall'autorità dipartimentale;
che con ricorso 17 settembre 1999 la _ ha chiesto l'annullamento di tale decisione, sostenendo che l'attuale utilizzo dei fondi è stato tollerato per lungo tempo, senza provocare conseguenze negative e che la cessazione di tale attività metterebbe in grave pericolo l'esistenza stessa della società; ha infine invocato la parità di trattamento considerato che nelle immediate vicinanze sarebbe tollerato un deposito di legname;
che il 1. dicembre 1999 il Consiglio di Stato ha confermato il diniego della licenza edilizia ed ha respinto, a sua volta, l'impugnativa per gli stessi motivi addotti dall'autorità dipartimentale;
che contro il predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento ed il rilascio della licenza;
che l'insorgente ripropone in sostanza le stesse censure sollevate davanti all'Esecutivo cantonale; esso ha inoltre posto in evidenza che secondo il nuovo PR, approvato dal Consiglio comunale ed ora in attesa dell'approvazione del Consiglio di Stato, i fondi in questione sarebbero inseriti in zona artigianale e commerciale (AC) e che dunque l'intervento sarebbe rispettoso del principio della conformità di zona;
che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni;
che ad identica conclusione sono giunti la vicina _, il municipio di _ ed il Dipartimento del territorio, delle cui argomentazioni di dirà, per quanto necessario, nel seguito;
che il municipio di _, ripercorsi i fatti che hanno portato al diniego della licenza edilizia, non ha formulato conclusioni.
Considerato,

Considerations:
in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazioni dell'insorgente e la tempestività del gravame sono date (art. 21 LE, 43 e 46 PAmm);
che l'impugnativa è pertanto ricevibile in ordine e può essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che giusta l'art. 24 cpv. 1 LPT fuori delle zone edificabili possono essere eccezionalmente rilasciate autorizzazioni per la costruzione di edifici ed impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, a condizione che la loro destinazione esiga un'ubicazione fuori dalla zona edificabile (lett. a) e non vi si oppongano interessi preponderanti (lett. b);
che edifici ed impianti esigono un'ubicazione fuori della zona edificabile, se lo scopo al quale sono destinati può essere perseguito in un luogo ben preciso oppure non è perseguibile all'interno delle zone edificabili: determinante è unicamente la funzione oggettiva dell'opera;
che in concreto appare evidente che il deposito di materiali inerti non risponde alle condizioni suesposte: non è conforme alla funzione della zona e persegue uno scopo che non esige affatto
un'ubicazione fuori dalla zona edificabile;
che, inoltre, interessi d'ordine pubblico si oppongono al rilascio dell'autorizzazione postulata, ritenuto che il progetto si pone in contrasto con le finalità agricole assegnate alla zona in questione dal Piano direttore cantonale;
che la procedura in corso di approvazione del nuovo PR nulla muta a tale conclusione;
che le licenza edilizia può essere rilasciata soltanto se il progetto è conforme al diritto in vigore; in caso contrario la stessa va negata;
che di principio il Tribunale cantonale amministrativo applica il diritto vigente al momento dell'emanazione della decisione del Consiglio di Stato, riservati i principi della buona fede, della parità di trattamento e di proporzionalità (RDAT II-1994, no. 22);
che nella fattispecie non vi è motivo di scostarsi da tale prassi, non opponendovisi interessi particolari;
che ciò vale a maggior ragione se si considera che, come si è detto, secondo il Piano direttore questi fondi fanno parte degli altri terreni idonei all'utilizzo agricolo (scheda 3.2) e che per tale motivo il Dipartimento del territorio ha già preavvisato negativamente le intenzioni del municipio di _ d'inserire queste particelle in zona artigianale e commerciale (cfr. opposizione 24 giugno 1999, pag. 2 e risposta 7 febbraio 2000);
che non appare neppure necessario ritardare l'emanazione del presente giudizio in attesa della decisione del Consiglio di Stato in merito alla revisione del Piano regolatore di _;
che tantomeno l'insorgente può far valere a proprio favore il principio della parità di trattamento; come ha giustamente osservato il Governo, il fatto che in altri casi la legge non sia stata applicata o lo è stata in modo scorretto, non dà diritto ad ugual trattamento, eccetto che si sia instaurata una prassi in tal senso che l'autorità rifiuta di abbandonare;
che nel caso concreto ciò non solo non è stato provato ma neppure è sostenuto dalla ricorrente; non vi è pertanto stata alcuna disparità di trattamento;
che sulla scorta delle considerazioni sin qui formulate, si deve concludere che a giusta ragione il municipio prima ed il Consiglio di Stato poi hanno negato il rilascio dell'autorizzazione giusta l'art. 24 cpv. 1 LPT;
che il ricorso va dunque respinto; la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).