Decision ID: 8ac7f737-320c-5a19-a8a1-720972e2b38c
Year: 2018
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A.a Il 5 settembre 2013 Bottega Veneta SA (in seguito: ricorrente) ha pre-
sentato una domanda di registrazione del marchio verbale "KNOT"
(n. 60837/2013) per i seguenti prodotti:
Classe 3: "Parfüms, Parfümextrakte, Cremeparfüms (solid perfumes), Eau de
Parfum, Kölnisch Wasser, Toilettenwasser, Aftershavecremes, Rasierwasser,
Rasierlotionen, Rasiercremes- und schäume, ätherische Öle für den persönli-
chen Gebrauch, Schönheitsmasken, Feuchtigkeitscremes, Handcreme, Kör-
per- und Gesichtscremes für kosmetische Zwecke, Deodorants für den per-
sönlichen Gebrauch, Antitranspirantien für den persönlichen Gebrauch, Haut-
reinigungsmittel, Seifen für den persönlichen Gebrauch, Toilettenseifen, Ba-
deseifen, Bade- und Duschschaum, Bade- und Duschgel, Körperöl, Körperlo-
tionen, kosmetische Hautlotionen, Talkumpuder, Zahnputzmittel, Nagellack,
Bräunungslotionen, Raumdüfte in Sprayform, Duftmischungen für aromati-
sche Potpourries, Raumduftpräparate, parfümierte Beutel für die Wäsche, Ba-
desalze."
Classe 9: "Kneifer (Augengläser), Brillen mit Entspiegelungseigenschaften,
Schwimmbrillen, Sonnenbrillen, Augenschutz-Optikerwaren, Optikerwaren für
den Einsatz im Sport, Brillengläser, schützende Okulare, Brillenhalter, Brillen-
etuis, Kneiferkettchen, Brillenschnur, Brillenfassungen, -gestelle, Schutz-
helme, Sporthelme, Helme für Motorradfahrer; Telefone; Taschen und Hüllen
speziell entwickelt für das Halten oder Tragen von Mobiltelefone, MP3-Ab-
spielgeräte, Laptops, Tablet Computer, Lesegerät für elektronische Bücher (E-
Book Reader), persönliche digitale Assistenten (PDA), Fotoapparate und Vi-
deokameras, Telefonkettchen, Telefonschnur."
Classe 14: "Edelmetalle und deren Legierungen sowie daraus hergestellte o-
der damit plattierte Waren, soweit sie in dieser Klasse enthalten sind; Juwe-
lierwaren, Schmuckwaren, Edelsteine; Uhren und Zeitmessinstrumente."
Classe 18: "Leder und Lederimitationen sowie Waren daraus, soweit sie nicht
in anderen Klassen enthalten sind; Häute und Felle; Reise- und Handkoffer;
Regenschirme und Sonnenschirme; Spazierstöcke; Peitschen, Pferdege-
schirre und Sattlerwaren."
Classe 25: "Bekleidungsstücke, Schuhwaren, Kopfbedeckungen."
A.b Con scritto del 27 febbraio 2014, l'Istituto Federale della Proprietà In-
tellettuale (in seguito: autorità inferiore o IPI) ha comunicato alla ricorrente
l’inidoneità del segno depositato a costituire, in relazione ad una parte dei
prodotti rivendicati, segno distintivo ai sensi dell’art. 2 lett. a della Legge
federale del 28 agosto 1992 sulla protezione dei marchi e delle indicazioni
di provenienza (Legge sulla protezione dei marchi, LPM, RS 232.11). Esso
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Pagina 3
sarebbe di dominio pubblico e dovrebbe restare a libera disposizione di
tutti gli attori sul mercato. Il segno non si distinguerebbe a sufficienza da

Considerations:
ciò che può essere considerato atteso o usuale sul mercato, non essendo
dunque adatto a distinguere i prodotti a cui si riferisce da quelli di altre
aziende.
A.c Con scritto del 1° settembre 2014, la ricorrente ha contestato le moti-
vazione dell'IPI, ritenendo il segno originale e distintivo, nonché argomen-
tando che la parola "knot" non susciti nella maggior parte dei consumatori,
senza un ragionamento a monte, il nesso con la parola inglese per "nodo".
A.d A seguito dei nuovi elementi depositati da parte della ricorrente, l’au-
torità inferiore ha riconsiderato parzialmente l’opinione iniziale, approvando
con scritto del 1° dicembre 2014 la registrazione del marchio per un nu-
mero superiore di prodotti rispetto all’opinione iniziale, riconfermando, tut-
tavia, la mancata idoneità dei rimanenti prodotti.
A.e Non avendo la ricorrente presentato alcuna presa di posizione entro il
termine impartito, in data 2 marzo 2015, l'autorità inferiore ha parzialmente
respinto la domanda di registrazione, rimarcando l’affiliazione del segno
"KNOT" con la parola inglese di "nodo" o "fiocco" e il conseguente rischio
per i destinatari del prodotto, di percepire un rinvio a delle possibili caratte-
ristiche dei prodotti che il segno rivendica, rappresentando così un termine
descrittivo del prodotto stesso.
A.f Con scritto del 1° maggio 2015, la ricorrente ha richiesto la prosecu-
zione del procedimento ai sensi dell’art. 41 LPM, affermando che la parola
"knot" non rientri nel vocabolario di base inglese e non vi sia quindi, per la
maggior parte della popolazione svizzera, un automatismo nell’associare il
segno "KNOT" al simbolo di un nodo.
A.g Con scritto del 30 luglio 2015, l’IPI ha riconfermato quanto comunicato
il 2 marzo 2015.
A.h La ricorrente ha ribadito a sua volta, con scritti del 18 e 26 gennaio
2016, la propria posizione espressa negli scritti precedenti.
A.i Con scritto del 20 giugno 2016, l’IPI ha nuovamente mantenuto la pro-
pria posizione del 27 febbraio 2014, di non ammettere, per tutti i prodotti
rivendicati, tale domanda di registrazione. In questa occasione l’autorità
inferiore ha concesso alla ricorrente la possibilità di esprimersi a riguardo.
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Pagina 4
Nonostante la sua richiesta di proroga, la ricorrente non ha presentato al-
cuna presa di posizione.
A.j Con scritto del 9 novembre 2016, l’IPI ha emesso una decisione di ri-
getto parziale della domanda di registrazione, comunicando alla ricorrente
che il segno depositato non può essere registrato per una parte dei prodotti
rivendicati.
A.j.a La domanda di registrazione è stata ammessa alla protezione per i
seguenti prodotti:
Classe 3: "Parfüms, Parfümextrakte, Cremeparfüms (solid perfumes), Eau de
Parfum, Kölnisch Wasser, Toilettenwasser, Aftershavecremes, Rasierwasser,
Rasierlotionen, Rasiercremes- und schäume, ätherische Öle für den persönli-
chen Gebrauch, Schönheitsmasken, Feuchtigkeitscremes, Handcreme, Kör-
per- und Gesichtscremes für kosmetische Zwecke, Deodorants für den per-
sönlichen Gebrauch, Antitranspirantien für den persönlichen Gebrauch, Bade-
und Duschschaum, Bade- und Duschgel, Körperöl, Körperlotionen, kosmeti-
sche Hautlotionen, Talkumpuder, Zahnputzmittel, Nagellack, Bräunungslotio-
nen, Raumdüfte in Sprayform, Duftmischungen für aromatische Potpourries,
Raumduftpräparate, parfümierte Beutel für die Wäsche, Badesalze."
Classe 9: "Kneifer (Augengläser), Brillen mit Entspiegelungseigenschaften,
Schwimmbrillen, Sonnenbrillen, Augenschutz-Optikerwaren, Optikerwaren für
den Einsatz im Sport, Brillengläser, schützende Okulare, Brillenhalter, Brillen-
etuis, Kneiferkettchen, Brillenschnur, Brillenfassungen, -gestelle, Schutz-
helme, Sporthelme, Helme für Motorradfahrer; Telefone; Taschen und Hüllen
speziell entwickelt für das Halten oder Tragen von Lesegerät für elektronische
Bücher (E-Book Reader), persönliche digitale Assistenten (PDA), Fotoappa-
rate und Videokameras."
Classe 14: "Edelmetalle und deren Legierungen, Edelsteine; Uhren und Zeit-
messinstrumente."
Classe 18: "Leder und Lederimitationen; Häute und Felle; Reise- und Hand-
koffer; Regenschirme und Sonnenschirme; Pferdegeschirre."
A.j.b La domanda di registrazione è stata respinta per i seguenti prodotti:
Classe 3: "Hautreinigungsmittel, Seifen für den persönlichen Gebrauch, Toi-
lettenseifen, Badeseifen."
Classe 9: "Taschen und Hüllen speziell entwickelt für das Halten oder Tragen
von Mobiltelefone, MP3-Abspielgeräte, Laptops, Tablet Computer, Telefon-
kettchen, Telefonschnur."
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Pagina 5
Classe 14: "Waren aus Edelmetalle und deren Legierungen und damit plat-
tierte Waren, soweit sie in dieser Klasse enthalten sind; Juwelierwaren,
Schmuckwaren."
Classe 18: "Waren aus Leder und Lederimitationen, soweit sie nicht in ande-
ren Klassen enthalten sind; Spazierstöcke; Peitschen, Sattlerwaren."
Classe 25: "Bekleidungsstücke, Schuhwaren, Kopfbedeckungen."
B.
In data 29 novembre 2016, la ricorrente ha impugnato detta decisione con
ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale
o il TAF), postulando la totale riforma della decisione, emessa in data 9 no-
vembre 2016 dall’IPI, nell’ambito della procedura di esame della domanda
di marchio "KNOT", richiedendo la registrazione del citato marchio per tutti
i prodotti originariamente rivendicati. La ricorrente chiede inoltre che tutti i
costi procedurali siano posti a carico dell’autorità inferiore.
C.
Nella sua risposta del 21 aprile 2017, l'autorità inferiore postula la reiezione
dell’intero ricorso del 29 novembre 2016, con protesta di spese a carico
della ricorrente, rinviando essenzialmente alle motivazioni addotte nella
decisione impugnata.
D.
Nella sua replica del 18 settembre 2017, la ricorrente rinvia essenzialmente
agli argomenti già riportati nel ricorso del 29 novembre 2016, reiterando poi
punto per punto le affermazioni riportate dalla risposta.
E.
L’autorità inferiore rinuncia, con scritto del 24 ottobre 2017, ad inoltrare una
duplica e postula, rimandando alle motivazioni esposte nella decisione im-
pugnata e nella risposta con protesta di spese a carico della ricorrente, la
reiezione del ricorso.
F.
Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi
e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza.
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Pagina 6
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale esamina d’ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che
gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1).
1.2 Il Tribunale giudica ai sensi dell’art. 31 della Legge sul Tribunale ammi-
nistrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), i ricorsi contro le
decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla
procedura amministrativa (PA, RS 172.021).
Contro le decisioni dell’autorità inferiore è ammesso il ricorso al Tribunale
(art. 33 lett. e LTAF). Nell’evenienza, non sussistono eccezioni a norma
dell’art. 32 LTAF.
1.3 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità infe-
riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1
PA).
1.4 Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e patrocinio (art. 11
PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto e alla forma
dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) e all’anticipo delle spese processuali
(art. 63 cpv. 4 PA) sono rispettate.
1.5 Nulla osta, quindi, alla ricevibilità del ricorso.
2.
La Legge sulla protezione dei marchi definisce il marchio come un segno
atto a distinguere i prodotti o i servizi di un'azienda da quelli di un'altra
azienda. Parole, lettere, cifre, rappresentazioni grafiche, forme tridimensio-
nali, sole o combinate tra loro oppure con colori, possono in particolare
costituire marchi (cfr. art. 1 LPM).
3.
Giusta l'art. 2 lett. a LPM sono esclusi dalla protezione come marchi i segni
che sono di dominio pubblico, salvo che si siano imposti come marchi per
i prodotti o i servizi ai quali si riferiscono.
3.1 Lo scopo dell'art. 2 lett. a LPM è di proteggere l'interesse generale che
i diritti esclusivi di utilizzo e di disposizione di determinati segni non ven-
gano concessi in modo ingiustificato. Escludendo dalla protezione come
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Pagina 7
marchi i segni di dominio pubblico, la legge vuole innanzitutto evitare la loro
monopolizzazione senza limiti di tempo a favore di una società che bene-
ficerebbe così di un vantaggio commerciale rispetto ai suoi concorrenti,
causando potenzialmente una distorsione della libera concorrenza (ERIC
MEIER, Motifs absolus d’exclusion: la notion du domaine public dans une
perspective comparative, in: sic! 2005 Sonderheft, pag. 69).
3.2
3.2.1
3.2.1.1 Si considerano di dominio pubblico, quindi esclusi dalla protezione
come marchi, i segni sprovvisti di carattere distintivo e non comprensibili
dal pubblico interessato come indicazione di provenienza di una determi-
nata azienda e i segni ritenuti indispensabili per il commercio, giustifican-
done la necessità di lasciarli alla libera disposizione di ognuno (DTF 139 III
176 consid. 2 "YOU", DTF 131 III 121 consid. 4.1 "smarties [3D]/M&M’s
[3D]"; DTAF 2009/4 consid. 3 "POST"; sentenze del TAF B-4697/2014 del
16 dicembre 2016 consid. 4.1 "Apotheken Cockpit" e B-3149/2014 del
2 marzo 2015 consid. 8.2 "COS [fig.]").
3.2.1.2 La sovrapposizione tra la mancanza di forza distintiva e la neces-
sità di libera disposizione del segno è frequente (DTF 143 III 127 con-
sid. 3.3.2 "rote Damenschuhsohle [position]"; sentenza del TF 4A_6/2013
del 16 aprile 2013 consid. 2.1 "WILSON"; MEIER/FRAEFEL, in: de Werra/
Gilliéron [ed.], Propriété intellectuelle, Commentaire romand, 2013 [in se-
guito: CR PI], art. 2 LPM n. 24).
3.2.2 Nell’ambito del termine generico "segni di dominio pubblico" (art. 2
lett. a LPM) rientrano gli elementi banali, le indicazioni generiche e le desi-
gnazioni descrittive (sentenza del TAF B-5633/2016 del 12 marzo 2018
pag. 3 "MINT INFUSION"), come anche i segni liberi e le indicazioni di pro-
venienza (DTF 134 III 314 consid. 2.3.2 "M [fig.]; M BUDGET/M-joy [fig.]",
DTF 131 III 121 consid. 4.1 "smarties [3D]/M&M’s [3D]" ; sentenza del TAF
B-7413/2006 del 15 ottobre 2008 consid. 2.1 "MADISON"; STÄDELI/
BRAUCHBAR BIRKHÄUSER, in : David/Frick [ed.], Markenschutzgesetz, Wap-
penschutzgesetz, Basler Kommentar, 2017 [in seguito: BaK 2017], art. 2
LPM n. 36).
B-7402/2016
Pagina 8
4.
Risulta dunque, da quanto precede, che il carattere generico o descrittivo
di un segno è legato ad una mancanza di forza distintiva (consid. 4.1) e/o
ad una necessità di libera disposizione (consid. 4.2).
4.1 La mancanza di forza distintiva di un segno generico o descrittivo
4.1.1
4.1.1.1 La forza distintiva di un segno si determina in base alla percezione
del pubblico di riferimento (DTAF 2010/31 consid. 2.3 in fine "[Kugelschrei-
ber] [3D]"; sentenze del TAF B-5182/2015 del 1o febbraio 2017 consid. 3.4
e 5 "élément de prothèse [3D]" e B-7425/2006 del 12 luglio 2007 con-
sid. 2.2 "Choco Stars").
4.1.1.2 Determinare il pubblico pertinente implica soppesare l’attenzione
con la quale quest’ultimo percepisce e interpreta solitamente il segno in
questione. I beni di consumo quotidiano e i servizi di tutti i giorni vengono
acquistati con relativamente poca attenzione o con un’attenzione nella me-
dia. D'altro canto, per quanto riguarda i beni o servizi costosi e rari, si può
partire dal presupposto di una maggiore attenzione. Lo stesso vale nel
caso in cui il pubblico pertinente è costituito da esperti in materia o del
settore (DTF 134 III 547 consid. 2.3.3 "Freischwinger Panton II", DTF 122
III 382 consid. 3.a "Kamillosan"; DAVID ASCHMANN, in: Noth/Bühler/Thouve-
nin [ed.], Markenschutzgesetz [MSchG], 2a ed. 2017 [in seguito: SHK
2017], art. 2 lett. a LPM n. 33).
4.1.1.3 Se i prodotti in discussione si rivolgono sia al grande pubblico, che
agli specialisti del settore, è sufficiente che uno di questi due gruppi di ac-
quirenti comprenda il segno come un’indicazione descrittiva del prodotto,
perché esso sia escluso dalla protezione come marchio (MEIER/FRAEFEL,
in: CR PI, art. 2 LPM n. 8).
4.1.2 L'appartenenza di un segno al dominio pubblico si valuta secondo
l'impressione che lascia nell'insieme. Determinante per l’esame è il segno
riprodotto nella domanda di registrazione (DTF 143 III 127 consid. 3.3.2
"rote Damenschuhsohle [position]", DTF 133 III 342 consid. 4 "Trapezför-
miger Verpackungsbehälter [3D]"; sentenze del TAF B-5182/2015 del
1o febbraio 2017 consid. 3.2 e 5 "élément de prothèse [3D]" e B-570/2008
del 15 maggio 2009 consid. 2.3 "Zigarettenschachtel [3D]"; MEIER/FRAE-
FEL, in: CR PI, art. 2 LPM n. 94).
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Pagina 9
4.1.3
4.1.3.1 Il carattere distintivo di un segno deve essere valutato in relazione
ai prodotti o servizi per i quali si richiede la registrazione (DTF 143 III 127
consid. 3.3.2 "rote Damenschuhsohle [position]", DTF 133 III 342 con-
sid. 3.2 "Trapezförmiger Verpackungsbehälter [3D]" ; sentenza del
TF 4A.5/2004 del 25 novembre 2004 consid. 3.3 "FIREMASTER" ; sen-
tenza del TAF B-7413/2006 del 15 ottobre 2008 consid. 2.1 "MADISON";
CHERPILLOD, op. cit., pag. 73).
Per esempio, nel caso in cui da un’astratta riflessione dovesse risultare
un'ambiguità sul significato del segno, essa potrebbe essere ridotta a un
senso chiaro e definito con carattere descrittivo, non appena il segno si
riferisse ad un particolare prodotto o servizio (sentenza del TF 4A.5/2004
del 25 novembre 2004 consid. 3.3 "FIREMASTER").
4.1.3.2 È sufficiente l’esistenza di un motivo assoluto di esclusione per uno
dei prodotti compresi in una tipologia di prodotto, perché la domanda di
registrazione possa essere respinta per tutta la categoria (sentenza del
TAF B-283/2012 del 13 dicembre 2012 consid. 7.1.2 "NOBLEWOOD").
4.1.4
4.1.4.1 L'esame di un segno verbale ha luogo in relazione a tutte e quattro
le lingue nazionali. Ogni lingua ha lo stesso valore. Per rifiutare la registra-
zione di un segno, è sufficiente che questo venga inteso come descrittivo
in una singola zona linguistica della Svizzera (DTF 131 III 495 consid. 5
"FELSENKELLER", DTF 128 III 447 consid. 1.5 "PREMIERE"; sentenza
del TAF B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 3.4 "FROSCHKÖNIG").
4.1.4.2 Nell’ambito dell'esame di registrazione di un marchio svizzero, ven-
gono prese in considerazione anche le espressioni di lingua inglese, a con-
dizione che siano comprensibili per una parte significativa del pubblico per-
tinente (DTF 129 III 225 consid. 5.1 in fine "MASTERPIECE"; ASCHMANN,
in: SHK 2017, art. 2 lett. a n. 125 e seg.). Secondo la giurisprudenza, vi è
l’assunto che il grande pubblico disponga di una conoscenza del vocabo-
lario di base inglese (DTF 125 III 193 consid. 1c in fine "Budweiser",
DTF 108 II 487 consid. 3 "Vantage"; sentenza del TAF B-7468/2006 del
6 settembre 2007 consid. 6.2.2 "Seven [fig.]/SEVEN FOR ALL MAN-
KIND"). D’altra parte, gli esperti dispongono normalmente, nel loro ramo di
competenza, di una buona padronanza della lingua inglese (cfr. sentenza
del TF 4A_455/2008 del 1o dicembre 2008 consid. 4.3 in fine "AdRank";
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Pagina 10
sentenze del TAF B-3394/2007 del 29 settembre 2008 consid. 4.2 in fine
"SALESFORCE.COM" e B-7204/2007 del 1o dicembre 2008 consid. 7
"STENCILMASTER").
4.1.5 Per ammettere l’appartenenza di un segno al dominio pubblico, per-
ché descrittivo, non è sufficiente che il segno evochi associazioni di idee o
contenga allusioni che indicano solo lontanamente le caratteristiche del
prodotto. Il carattere descrittivo di un segno deve essere direttamente rico-
nosciuto dalle persone a cui il segno si rivolge senza un particolare sforzo
di riflessione o d'immaginazione (DTF 128 III 454 consid. 2.1 "YUKON").
4.1.6
4.1.6.1 Un segno è considerato non sufficientemente distintivo, se pre-
senta un carattere descrittivo, ovvero se esso viene percepito dal pubblico
pertinente come un’indicazione relativa alle proprietà del prodotto o servi-
zio al quale è destinato. Ciò include, in particolare, le informazioni adatte
ad indicare il genere, la natura, la composizione, la qualità, la quantità, la
destinazione, lo scopo, il valore, il contenuto o altre caratteristiche del pro-
dotto o servizio (sentenze del TAF B-7196/2015 del 3 ottobre 2017 con-
sid. 2.3 "MAGENTA", B-6068/2014 del 1o febbraio 2016 consid. 2.2
"GOLDBÄREN" [non pubblicato in DTAF 2016/21] e B-5996/2013 del 9 giu-
gno 2015 consid. 3.2 "FROSCHKÖNIG").
4.1.6.2 Il carattere descrittivo di un segno può riferirsi sia al prodotto o al
servizio nel suo insieme, sia ad un elemento di quest’ultimi, ad esempio ad
una parte del prodotto o del servizio (cfr. sentenze del TAF B-2147/2016
del 7 agosto 2017 consid. 5.4.2 in fine "DURINOX" e B-7196/2015 del 3 ot-
tobre 2017 consid. 4.3 in fine "MAGENTA"; STÄDELI/BRAUCHBAR BIR-
KHÄUSER, in: BaK 2017, art. 2 LPM n. 91; ASCHMANN, in: SHK 2017, art. 2
lett. a LPM n. 162 e 195).
4.2 La necessità di libera disposizione di un segno generico o descrittivo
4.2.1 Se la forza distintiva viene valutata in termini di percezione delle cer-
chie dei consumatori determinanti (cfr. consid. 4.1.1.1), la necessità di li-
bera disposizione dipende dalle esigenze dei concorrenti (sentenza del
TF 4A_6/2013 del 16 aprile 2013 consid. 2.4 in fine "WILSON" ;
MEIER/FRAEFEL, in: CR PI, art. 2 LPM n. 23).
4.2.2 È soggetto all'esigenza di essere lasciato alla libera disposizione di
ognuno un segno che è reputato essenziale, se non indispensabile, per il
B-7402/2016
Pagina 11
commercio e che non può, pertanto, essere monopolizzato da un singolo
operatore del mercato (sentenza del TF 4A_330/2014 del 4 dicembre 2014
consid. 2.2.2 "THINK/THINK OUTDOORS [fig.]").
5.
5.1 Secondo la giurisprudenza, per essere escluso dalla protezione, un se-
gno verbale, che si riferisce ad una possibile forma, all’imballaggio o all’at-
trezzatura del prodotto in questione, deve essere privo di forza distintiva
e/o soggetto ad una necessità di libera disposizione (cfr. sentenza del
TAF B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 5.3 in fine "FROSCHKÖNIG";
EUGEN MARBACH, Markenrecht, in: von Büren/David [ed.], Schweizerisches
Immaterialgüter- und Wettbewerbsrecht, vol. III/1, 2a ed. 2009 [in seguito:
MARBACH, SIWR], n. 314).
5.2
5.2.1 La mancanza di forza distintiva di un segno che si riferisce ad una
possibile forma del prodotto rivendicato
5.2.1.1 Per essere privo di forza distintiva, non è sufficiente che un segno
si riferisca ad una possibile forma del prodotto in esame, del suo imballag-
gio o della sua attrezzatura, bensì deve corrispondere ad una forma usuale
del prodotto (DTF 116 II 609 consid. 2b "FIORETTO"; sentenze del
TAF B-7196/2015 del 3 ottobre 2017 consid. 2.4 "MAGENTA",
B-6068/2014 del 1o febbraio 2016 consid. 2.2 "GOLDBÄREN" [non pubbli-
cato in DTAF 2016/21], B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 3.2 "FRO-
SCHKÖNIG" e B-2514/2008 del 25 maggio 2009 consid. 3.2 "MAGNUM
[fig.]"; MEIER/FRAEFEL, in: CR PI, art. 2 LPM n. 65-66; MARBACH, SIWR
III/1, n. 314; STÄDELI/BRAUCHBAR BIRKHÄUSER, in: BaK 2017, art. 2 LPM
n. 157-158).Sono ritenuti "usuali", elementi caratteristici, tipici o comuni
(sentenze del TAF B-7196/2015 del 3 ottobre 2017 consid. 4.2, 4.3 in fine
e 4.5 "MAGENTA").
5.2.1.2 In riferimento alle circostanze, per le quali un segno deve essere
considerato descrittivo del prodotto stesso, del suo aspetto, imballaggio o
attrezzatura, il Tribunale federale stabilisce che esso debba essere ritenuto
tale, se rappresenta un elemento appartenente al dominio pubblico, usuale
per il tipo di prodotto in questione (cfr. consid. 5.2.1.4; DTF 116 II 609 con-
sid. 2b "FIORETTO", DTF 103 Ib 268 consid. 3a "RED & WHITE").
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Pagina 12
Il Tribunale federale porta come esempi di segni appartenenti al dominio
pubblico e, pertanto, non ammessi alla protezione come marchi, "Zöpfli"
per la pasta a forma di treccia (DTF 87 l 142 "Zöpfli"); "MAGNUM" per le
bevande (sentenza del TF 4A_330/2009 del 3 settembre 2009 "MA-
GNUM"); "3 x 3 pocket" per la cioccolata, dato che essa verrebbe spesso
offerta in tale disposizione (sentenza del TF del 21 novembre 1975 "3 x 3
pocket"); e "GOLD BAND" per i prodotti di tabacco, dato che essi presen-
tano spesso una fascetta dorata (sentenza del TF A 301/67 del 16 maggio
1967 "GOLD BAND" [pubblicato in PMMBl 1967 l pag. 37]). In applicazione
del medesimo criterio, il Tribunale federale ha confermato la sua posizione,
ammettendo alla protezione come marchi i segni "FIORETTO", considerato
non appartenente al dominio pubblico, ad esempio per prodotti di pasticce-
ria, cioccolata e praline, dato che la forma di un fiore non è caratteristica
per questa tipologia di prodotti, bensì viene utilizzata per una varietà di
prodotti (DTF 116 II 609 consid. 2 "FIORETTO"); "ROTRING", benché sia
possibile apporre un anello rosso su degli attrezzi (DTF 106 II 245 con-
sid. 2.d "ROTRING"); "RED & WHITE", nonostante una confezione rosso-
bianca per i prodotti di tabacco sia pensabile (DTF 103 Ib 268 consid. 3b
"RED & WHITE"); e "LILIPUT" per piccole confezioni di materiale per me-
dicazione (DTF 79 ll 101 consid. 2 "LILIPUT").
5.2.1.3 A tale riguardo, occorre fare riferimento alla valutazione del pub-
blico di riferimento, senza particolari sforzi di immaginazione o di ricorso
alla fantasia (cfr. consid. 4.1.5; DTF 116 II 609 consid. 2c "FIORETTO";
sentenza del TAF B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 3.2 "FROSCH-
KÖNIG"; STÄDELI/BRAUCHBAR BIRKHÄUSER, in: BaK 2017, art. 2 LPM
n. 159).
Infatti, non tutti i segni che fanno riferimento ad una particolare forma, im-
ballaggio o attrezzatura sono da escludere dalla protezione come marchi.
Il fatto che un segno evochi associazioni mentali o contenga allusioni, solo
lontanamente riconducibili ai beni o servizi in questione, non giustifica au-
tomaticamente l'appartenenza del segno al dominio pubblico. Piuttosto, il
legame concettuale con i prodotti o servizi deve essere tale che la natura
descrittiva del segno possa essere riconosciuta da una parte significativa
del pubblico pertinente, senza alcuno sforzo particolare (DTF 103 Ib 268
consid. 2a "RED & WHITE"; sentenze del TAF B-5633/2016 del 12 marzo
2018 pag. 4 "MINT INFUSION", B-7196/2015 del 3 ottobre 2017 con-
sid. 4.5 "MAGENTA", B-6068/2014 del 1o febbraio 2016 consid. 2.2
"GOLDBÄREN" [non pubblicato in DTAF 2016/21] e B-5996/2013 del 9 giu-
gno 2015 consid. 3.2 e 5.3 "FROSCHKÖNIG").
B-7402/2016
Pagina 13
5.2.1.4 Occorre, pertanto, stabilire se il destinatario del prodotto percepi-
rebbe il segno come un elemento descrittivo della forma del prodotto in
esame o di una delle sue parti (cfr. consid. 4.1.6.2), senza particolari sforzi
di immaginazione (sentenze del TAF B-6068/2014 del 1o febbraio 2016
consid. 2.2 in fine "GOLDBÄREN" [non pubblicato in DTAF 2016/21] e
B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 3.2 "FROSCHKÖNIG"; cfr. sen-
tenza del TAF B-3815/2014 del 18 febbraio 2016 consid. 4.3.1 in fine "RA-
PUNZEL").
5.2.1.5 Per quanto riguarda l'eventuale raffigurazione, il Tribunale federale
ha stabilito che un segno è generalmente classificato come di dominio pub-
blico, se si riferisce al tipo o alla forma dell'imballaggio stesso, ma non se
si tratta di una raffigurazione grafica o a colori, poiché esistono innumere-
voli possibilità in tal senso (DTF 103 Ib 268 consid. 3a "RED & WHITE",
DTF 106 II 245 consid. 2.d "ROTRING"; sentenza del TAF B-7196/2015
del 3 ottobre 2017 consid. 4.2 "MAGENTA").
5.2.2 La necessità di libera disposizione di un segno che si riferisce ad una
possibile forma del prodotto rivendicato
5.2.2.1 Inoltre, perché un segno verbale, che si riferisce ad una possibile
forma del prodotto in esame, possa essere registrato come marchio, non
deve essere soggetto alla necessità di libera disposizione dei concorrenti
(sentenza del TAF B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 3.3 e 5.3 in fine
"FROSCHKÖNIG"; cfr. MARBACH, SIWR III/1, n. 313-314).
5.2.2.2 A tale necessità sono soggetti i segni banali e usuali per i prodotti
in questione o indispensabili per l’utilizzo degli stessi, come anche le forme
imposte da eventi tradizionali (per esempio Natale, Pasqua, ecc.) o da ne-
cessità culturali (DTF 116 II 609 consid. 2b "FIORETTO", DTF 106 II 245
consid. 2c "ROTRING"; sentenze del TAF B-3815/2014 del 18 febbraio
2016 consid. 4.4 "RAPUNZEL", B-5996/2013 del 9 giugno 2015 con-
sid. 3.3, 5.3 in fine e 7.1 "FROSCHKÖNIG" e B-5168/2011 del 13 marzo
2013 consid. 2.5 "BLACK LABEL"; STÄDELI/BRAUCHBAR BIRKHÄUSER, in:
BaK 2017, art. 2 LPM n. 160).
Tuttavia, sono ammissibili riferimenti ad elementi di raffigurazione comuni
se questi sono a tal punto vaghi da non impedire ad un concorrente di usare
i medesimi elementi a sua volta (DTF 106 II 245 consid. 2d "ROTRING";
sentenza del TAF B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 3.3 in fine "FRO-
SCHKÖNIG"; MARBACH, SIWR, n. 314 in fine).
B-7402/2016
Pagina 14
5.2.2.3 Pertanto, è necessario verificare se il segno in questione sia un
elemento necessario perché i concorrenti possano continuare il loro com-
mercio dei prodotti in esame (cfr. sentenza del TAF B-5996/2013 del 9 giu-
gno 2015 consid. 7 "FROSCHKÖNIG").
6. Segni verbali che si riferiscono ad una possibile forma del prodotto
6.1
6.1.1
6.1.1.1 L’autorità inferiore indica di aver modificato nel 2014 la propria
prassi in merito alla qualifica di un segno come indicazione descrittiva, sulla
base di un’analisi della sentenza del Tribunale B-2054/2011 del 28 novem-
bre 2011 "MILCHBÄRCHEN" (cfr. risposta, pag. 4).
In tal senso, l’IPI sostiene che, nel caso in cui un segno rinvii alla forma dei
prodotti per i quali viene rivendicato, non sia da considerare unicamente il
criterio dell’usualità, bensì siano da reputare appartenenti al dominio pub-
blico anche i segni che descrivono una forma non inattesa (cfr. risposta,
pag. 4).
Per l’IPI, quali forme non inattese non si considerano soltanto forme spesso
ricorrenti, ma anche quelle che rappresentano una variazione della gamma
di forme banali, soprattutto nel caso di una molteplicità di forme. L’autorità
inferiore afferma dunque, che il carattere descrittivo di un segno non debba
essere stabilito in funzione della domanda se la forma in questione sia ti-
pica o meno, bensì se essa, anche quando non usuale, sia almeno possi-
bile e in ogni caso non inattesa. Pertanto, nel caso in cui la forma non risulti
inattesa, l’indicazione deve esser considerata descrittiva. Tale prassi, viene
applicata dall’IPI, non solo quando l’indicazione descrive la forma del pro-
dotto, bensì anche quando essa descrive la forma di un componente di
quest’ultimo (cfr. risposta, pag. 4).
6.1.1.2 In relazione ai prodotti problematici in classe 3, 9, 14, 18 e 25, l’au-
torità inferiore sostiene che la forma di nodo o di nastro/fiocco non si disco-
sti sufficientemente dalla varietà di forme esistenti, da risultare inattesa o
originale. Sarebbe infatti possibile constatare l’esistenza di una molteplicità
di forme e di modelli per tutti i prodotti problematici delle classi sopracitate.
Vista tale varietà, non risulterebbe dunque necessario dimostrare il carat-
tere usuale della forma, bensì basterebbe esaminare se tale forma, anche
B-7402/2016
Pagina 15
quando non usuale, sia almeno possibile e in ogni caso non inattesa (cfr. ri-
sposta, pag. 4-6).
Inoltre, l’IPI rileva che, se anche la forma di un nodo, nastro o fiocco do-
vesse essere ritenuta inattesa, essa risulterebbe comunque assai usuale
nei settori in discussione. A dimostrazione di ciò, l’autorità inferiore riporta
i risultati delle ricerche da essa effettuate, secondo le quali tali forme sa-
rebbero del tutto comuni in relazione ai prodotti problematici o per un com-
ponente essenziale di tali prodotti (cfr. risposta, pag. 6; cfr. allegati 26-34
del dossier dell’autorità inferiore).
Per questi motivi, l’IPI ritiene che il nesso tra il segno "KNOT" e i prodotti
in discussione sia talmente immediato e concreto, da richiamare, senza
sforzi di riflessione o di immaginazione, una possibile caratteristica speci-
fica del prodotto. In tal senso, le cerchie interessate comprenderebbero il
segno come il rinvio ad una possibile forma o motivo degli stessi, renden-
dolo così descrittivo e per questo da escludere dalla protezione come mar-
chio (cfr. risposta, pag. 5).
6.1.2 A tal proposito, la ricorrente precisa che la sentenza "MILCHBÄR-
CHEN" prende in considerazione una tipologia di prodotti per i quali la
forma è data in tutto e per tutto dal prodotto stesso. I prodotti rivendicati in
quel caso, infatti, "erano l’espressione diretta ed inequivocabile di linee e
contorni che tratteggiavano in modo lapalissiano i prodotti stessi" (cfr. re-
plica, pag. 4).
6.2
6.2.1 In primo luogo, va osservato che per quanto riguarda i segni verbali
che si riferiscono ad una possibile forma del prodotto rivendicato, esista
una giurisprudenza costante, sia del Tribunale federale, che del Tribunale
amministrativo federale (cfr. consid. 5).
Secondo tale giurisprudenza, suddetti segni sono esclusi dalla protezione,
se non hanno forza distintiva e/o se sono soggetti alla necessità di libera
disposizione. Tuttavia, sia nell'esame del carattere distintivo (cfr. con-
sid. 5.2.1.1) che nell'esame della necessità di una libera disposizione
(cfr. consid. 5.2.2.2), è determinante stabilire, se la forma in questione sia
usuale o meno.
B-7402/2016
Pagina 16
6.2.2 Nella sentenza "MILCHBÄRCHEN", tuttavia, viene utilizzato il criterio
del carattere possibile o non inatteso della forma per stabilire l’ammissibi-
lità del segno per i prodotti rivendicati (sentenza del TAF B-2054/2011 del
28 novembre 2011 consid. 5.2 in fine, 5.4 in fine e 5.5.1 "MILCHBÄR-
CHEN"), rendendo quindi non necessario provare l’usualità di una deter-
minata forma del prodotto, bensì sia sufficiente che essa sia non inattesa,
perché la protezione come marchio sia esclusa.
6.2.3 È chiaro che la sopracitata giurisprudenza costante del Tribunale fe-
derale e del Tribunale amministrativo federale (cfr. consid. 6.2.1) non
prende come riferimento il criterio del carattere possibile o non inatteso
della forma. Infatti, non è da escludere dalla protezione come marchio ogni
segno che fa riferimento ad una possibile forma, imballaggio o attrezzatura
(cfr. consid. 5.2.1.3). Non vi è, quindi, alcun motivo di discostarsi dalla so-
pracitata giurisprudenza.
6.2.4 Non influisce il fatto che, nonostante nelle sue Direttive, l’IPI affermi
che le "[i]ndicazioni riguardanti la forma, l’imballaggio oppure l’arredamento
sono particolarmente di dominio pubblico, se descrivono elementi, i quali
sono comunemente usuali per i prodotti in questione", essa aggiunga che,
"[n]el caso particolare di un rinvio alla forma dei prodotti, non si considerano
unicamente i criteri succitati, ma appartengono al dominio pubblico anche
i segni che descrivono una forma non inattesa per i prodotti interessati"
(IPI, Direttive in materia di marchi [cfr. <https://www.ige.ch/it/servizi/servizi-
online/download-marchi.html>, consultato in data 26.06.2018], versione
del 1o gennaio 2017, Parte 5, cifra 4.4.2.7.3). Un tale documento non è che
uno strumento di lavoro, il quale non vincola né l’autorità inferiore, né i tri-
bunali (sentenza del TF 4A_109/2010 del 27 maggio 2010 consid. 2.3.6
"terroir [fig.]" ; sentenza del TAF B-5004/2014 del’8 giuno 2017 con-
sid. 6.2.4 "CLOS D’AMBONNAY").
6.2.5 Pertanto, il Tribunale ricorrerà unicamente al criterio del carattere
usuale della forma per stabilire se un segno, che si riferisce ad una possi-
bile forma del prodotto rivendicato, manchi di forza distintiva e/o sia sog-
getto alla necessità di libera disposizione.
7.
Per esaminare il segno verbale in questione dal punto di vista dell'art. 2
lett. a LPM, è innanzitutto necessario determinare il pubblico di riferimento,
destinatario dei prodotti, e il grado di attenzione che può essere atteso dal
medesimo per le singole classi di prodotti (cfr. consid. 5.2.1.3).
B-7402/2016
Pagina 17
7.1
7.1.1 Innanzitutto, sono toccati i seguenti prodotti della classe 3:
"Hautreinigungsmittel, Seifen für den persönlichen Gebrauch, Toilettenseifen,
Badeseifen."
7.1.2 Secondo la giurisprudenza, i prodotti cosmetici, facenti parte di que-
sta classe, sono destinati principalmente al grande pubblico.
7.1.2.1 Una parte di questa giurisprudenza ritiene che il grande pubblico
riservi un'attenzione piuttosto scarsa ("mit geringer Aufmerksamkeit") a tali
prodotti (sentenze del TAF B-2711/2016 del 12 dicembre 2016 consid. 4
"The Body Shop und THE BODY SHOP [fig.]/THEFACESHOP [fig.]" e
B-3005/2014 del 3 novembre 2015 consid. 3 "NIVEA STRESS PROTECT/
STRESS DEFENCE").
7.1.2.2 Secondo altre sentenze invece, il grande pubblico fa prova di un
livello medio di attenzione nei confronti dei prodotti della classe 3 (sentenze
del TAF B-6637/2014 del 10 ottobre 2016 consid. 9.2.2-9.2.3 "sensationail
[fig.]/SENSATIONAIL" e B-332/2013 del 6 dicembre 2013 consid. 4.2 "CC
[fig.]/GG Guépard [fig.]").
7.1.2.3 Infine, molte decisioni non si pronunciano sul grado di attenzione
posto dal grande pubblico in rapporto a questi prodotti (DTF 122 III 382
consid. 3b "Kamillosan"; sentenze del TAF B-6821/2013 del 25 febbraio
2015 consid. 4 "CLINIQUE/Derma¬clinique Beauty Farm [fig.]",
B-3541/2011 del 17 febbraio 2012 consid. 4.2 "LUMINOUS", B-3126/2010
del 16 marzo 2011 consid. 4 "CC [fig.]/Organic Glam OG [fig.]" e
B-7663/2009 del 26 luglio 2010 consid. 3 "ECO-CLIN/SWISS ECO CLEAN
[fig.]").
7.1.3 Il grande pubblico acquista i prodotti toccati della classe 3 general-
mente con una certa cura, dimostrando un grado di attenzione medio
(cfr. consid. 7.1.2.2).
Inoltre, bisogna tenere presente che questi prodotti sono destinati anche
agli specialisti del settore dei cosmetici, che dimostrano un grado di atten-
zione maggiore (cfr. sentenze del TAF B-5004/2014 dell’8 giugno 2017
consid. 4.2 in fine "CLOS D’AMBONNAY" e B-6637/2014 del 10 ottobre
2016 consid. 9.2.3 in fine "sensationail [fig.]/SENSATIONAIL").
B-7402/2016
Pagina 18
7.2
7.2.1 Sono ugualmente toccati i seguenti prodotti della classe 9:
"Taschen und Hüllen speziell entwickelt für das Halten oder Tragen von Mo-
biltelefone, MP3-Abspielgeräte, Laptops, Tablet Computer, Telefonkettchen,
Telefonschnur."
7.2.2 Destinatari di questi prodotti sono il grande pubblico – che dimostra
un grado di attenzione nella media – e gli specialisti del settore – che ac-
quistano tali beni con un grado di attenzione maggiore (cfr. sentenza del
TAF B-1408/2015 del 25 ottobre 2017 consid. 3 "INFORMA").
7.3
7.3.1 Toccati sono anche i seguenti prodotti della classe 14:
"Waren aus Edelmetalle und deren Legierungen und damit plattierte Waren,
soweit sie in dieser Klasse enthalten sind; Juwelierwaren, Schmuckwaren."
7.3.2 Secondo la giurisprudenza, i prodotti di orologeria e gioielleria sono
destinati al grande pubblico, il quale mostra, al momento dell'acquisto dei
beni in questione, un grado di attenzione né superiore, né inferiore alla
media (sentenze del TAF B-7524/2016 del 23 novembre 2017 consid. 5
"DIADORA/Dador Dry Waterwear [fig.]", B-1481/2015 del 9 maggio 2017
consid. 4.3 "ice watch [fig.]/NICE watch [fig.]", B-3310/2012 dell’11 marzo
2013 consid. 4.2.1 "RODOLPHE/RODOLPHE [fig.]" e B-5467/2011 del
20 febbraio 2013 consid. 4.2 "NAVITIMER/Maritimer").
Occorre, inoltre, tener conto del fatto che tali prodotti sono rivolti anche allo
specialista dell'orologeria e della gioielleria, il quale beneficerà di un grado
di attenzione maggiore (sentenze del TAF B-7524/2016 del 23 novembre
2017 consid. 5 "DIADORA/Dador Dry Waterwear [fig.]" e B-1481/2015 del
9 maggio 2017 consid. 4.3 "ice watch [fig.]/NICE watch [fig.]").
7.4
7.4.1 Sono altresì toccati i seguenti prodotti della classe 18:
"Waren aus Leder und Lederimitationen, soweit sie nicht in anderen Klassen
enthalten sind; Spazierstöcke; Peitschen, Sattlerwaren."
7.4.2 I prodotti in questione sono destinati agli specialisti del settore, i quali
dimostrano un grado di attenzione superiore alla media, ma soprattutto al
B-7402/2016
Pagina 19
grande pubblico, dal quale può essere atteso un grado di attenzione medio
(sentenze del TAF B-461/2013 del 21 gennaio 2015 consid. 7.2.2
"SPORTS [fig.]/zoo sport [fig.]" e B-7395/2006 del 16 luglio 2007 consid. 5
"PROJOB").
7.5
7.5.1 Sono infine toccati i seguenti prodotti della classe 25:
"Bekleidungsstücke, Schuhwaren, Kopfbedeckungen."
7.5.2 I prodotti in questione sono anch’essi destinati agli specialisti di tali
prodotti, i quali dimostrano un grado di attenzione elevato, ma soprattutto
al grande pubblico, dal quale non può essere atteso un grado di attenzione
superiore alla media (sentenze del TAF B-7524/2016 del 23 novembre
2017 consid. 5 "DIADORA/Dador Dry Waterwear [fig.]", B-461/2013 del
21 gennaio 2015 consid. 7.2.2 "SPORTS [fig.]/zoo sport [fig.]" e
B-3162/2010 dell’8 febbraio 2012 consid. 4 "5TH AVENUE [fig.]/AVENUE
[fig.]").
7.6 In conclusione, è possibile stabilire che i prodotti discussi delle classi 3,
9, 14, 18 e 25 sono destinati al grande pubblico, il quale mostra un grado
di attenzione nella media nell’acquistare tali beni. Con questo, però, non si
può escludere il coinvolgimento di specialisti con un grado di attenzione più
elevato.
8.
Dunque, è necessario stabilire il significato del segno "KNOT" ed analiz-
zarne il grado di comprensione da parte del pubblico interessato.
8.1
8.1.1 L'autorità inferiore ha respinto la registrazione del segno in disamina
in quanto di dominio pubblico, catalogando la parola "knot" come facente
parte del vocabolario di base inglese (cfr. risposta, pag. 4).
8.1.1.1 Secondo quanto sostenuto a tal proposito, è sufficiente che il ter-
mine sia noto ad una parte non irrilevante del pubblico interessato (cfr. con-
sid. 4.1.4), perché questo possa essere ritenuto parte del vocabolario di
base inglese (cfr. risposta, pag. 5).
8.1.1.2 Considerando, oltre al consumatore svizzero medio (cfr. con-
sid. 4.1.4), anche gli attori implicati nella vendita e nell’acquisto dei prodotti
B-7402/2016
Pagina 20
come facenti parte del pubblico interessato, e partendo dall’assunto che la
maggior parte dei prodotti in questione verrebbe fabbricata nei paesi asia-
tici, l’utilizzo dell’inglese come lingua d’affari risulterebbe alquanto plausi-
bile. Tale scelta comporterebbe, secondo l’autorità inferiore, l’apparte-
nenza del termine "knot" al vocabolario di base inglese (cfr. risposta,
pag. 5).
8.1.2 La ricorrente qualifica il termine "knot" come non appartenente al vo-
cabolario di base inglese, in quanto, a suo avviso, non riconoscibile come
tale per il pubblico interessato, senza che esso debba fare uno sforzo di
riflessione o di immaginazione.
8.1.2.1 Contrariamente a quanto sostenuto dall’autorità inferiore (cfr. scritto
dell’autorità inferiore del 1 dicembre 2014, pag. 1-2 [allegato 5 dell’autorità
inferiore]), secondo la ricorrente, vista la successione delle consonanti
"Kn", seguite da una vocale, la parola "knot" possiede una struttura pre-
sente in molte parole tedesche del linguaggio base e di tutti i giorni (ad
esempio "Knochen", "Knorpel", "Knolle", "Knall", "kneten", "kneifen" e molte
altre). In tale occasione, il consumatore svizzero medio tenderebbe ad ar-
ticolare la parola con una pronuncia tedesca ed a cercarne il significato in
tale lingue. Questo genererebbe un impegno notevole nel ragionamento,
visto che la parola "knot" non ha alcun significato in tedesco. Una volta
realizzato questo, secondo la ricorrente, una parte dei consumatori, tutta-
via, non la maggioranza, potrebbe riconoscere nella parola "knot" la tradu-
zione inglese di "nodo" (cfr. allegato 4 del dossier dell’autorità inferiore,
pag. 2).
8.1.2.2 La ricorrente è quindi dell’avviso che il consumatore svizzero me-
dio, confrontato con il termine "knot", utilizzato per contraddistinguere i pro-
dotti rifiutati appartenenti alle classi 3, 9, 14, 18, 25, ovvero prodotti di largo
utilizzo, difficilmente stabilirebbe un collegamento diretto ed immediato tale
da richiamare, senza alcuno sforzo di riflessione o di immaginazione, una
o più caratteristiche dei prodotti per i quali la registrazione del segno è stata
rifiutata (cfr. ricorso, pag. 9).
8.2
8.2.1 Il termine "knot" tradotto dall'inglese significa in italiano "nodo",
"fiocco" o "annodare" (cfr. PONS Online-Wörterbuch,
<https://de.pons.com/übersetzung?q=knot&l=enit&in=en&lf=en>, consul-
tato in data 21.06.2018), in francese "nœud" o "nouer" (cfr. LAROUSSE
B-7402/2016
Pagina 21
Dictionnaires bilingues, <http://larousse.fr/dictionnaires/anglais-fran-
cais/knot/590955>, consultato in data 21.06.2018) ed in tedesco è altresì
traducibile come "Knoten" o "knoten" (Langenscheidt Online-Wörterbuch,
<https://de.langenscheidt.com/englisch-deutsch/knot>, consultato in data
21.06.2018).
Altre accezioni del termine "knot" comprendono in italiano i sostantivi
"groppo", "groviglio", "cappio", "intreccio", "imbroglio" ed i verbi "rianno-
dare", "sbrogliare la matassa" (cfr. WordReference, inglese-italiano,
<http://www.wordreference.com/enit/knot>, consultato in data 21.06.2018;
Lo Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, 2004), in francese i sostan-
tivi "croisement", "entrelacement", "nodosité" (cfr. Le Petit Robert, Diction-
naire alphabétique et analogique de la langue française, 2015) e in tedesco
i sostantivi "Schleife", "Schlinge", "Knorren" ed i verbi "anknoten", "binden",
"festknoten", "aneinanderknoten", "verknoten", "zuknoten" (cfr. WordRefe-
rence, inglese-tedesco, <http://www.wordreference.com/ende/knott>, con-
sultato in data 21.06.2018).
8.2.2 Va quindi considerato che il termine inglese "knot", nel senso di
"nodo", appartiene al vocabolario di base inglese (PONS Basiswörterbuch
Schule Englisch, 2006; Langenscheidt Premium-Schulwörterbuch Engli-
sch, 2009). Partendo dall’assunto che il grande pubblico abbia una cono-
scenza base della lingua inglese, il termine "knot" è compreso dunque dal
pubblico di riferimento (cfr. consid. 4.1.4.2; sentenza del TAF B-3000/2015
del 14 dicembre 2016 consid. 5.4.2 "AFFILIATED MANAGERS GROUP").
8.2.3 Per di più, considerata la vicinanza delle voci nelle varie lingue, so-
prattutto con la traduzione in tedesco ("Knoten") (cfr. consid. 8.2.1), il signi-
ficato del termine inglese è facilmente desumibile e quindi comprensibile
per il pubblico di riferimento, particolarmente, come giustamente illustrato
dall’autorità inferiore (cfr. consid. 8.1.1.2; cfr. ricorso, pag. 19), per gli spe-
cialisti dei prodotti rivendicati.
8.3
8.3.1 Pertanto, il pubblico di riferimento riconoscerà nel segno "KNOT" la
traduzione inglese di "nodo" (cfr. consid. 8.2.1).
8.3.2 Nonostante la ricorrente riporti i dati ricavati da una ricerca effettuata
sul portale del vocabolario internazionale dell’Università di Leipzig, a ri-
prova della non appartenenza del termine "knot" al vocabolario di base in-
B-7402/2016
Pagina 22
glese (cfr. allegato 7 del dossier dell’autorità inferiore), viste le argomenta-
zioni di cui sopra, tali risultati non sono sufficienti a giustificare la non com-
prensione del termine "knot" da parte del pubblico di riferimento.
9.
Appurato il significato del segno "KNOT" e la comprensione di esso da
parte del pubblico di riferimento (cfr. consid. 7 e 8), si rende necessario
esaminare, per le singole classi di prodotto in discussione, se tale segno
verbale sia di dominio pubblico e, pertanto, in base all'art. 2 lett. a LPM,
escluso dalla protezione come marchio.
9.1 Per la classe 3 sono stati rifiutati i seguenti prodotti:
"Hautreinigungsmittel, Seifen für den persönlichen Gebrauch, Toilettenseifen,
Badeseifen."
9.1.1
9.1.1.1 La ricorrente fa presente che, per quanto concerne i prodotti della
classe 3, il potenziale acquirente, ragionevolmente attento, cerchi le carat-
teristiche tipiche dei saponi e dei detergenti ovvero un certo tipo di profumo,
una certa pastosità/densità, oltre alla delicatezza per la pelle, onde evitare
reazioni cutanee. Ne consegue che l’acquisto di questi prodotti, verrebbe
determinato da tali criteri e che l’acquirente ne considererebbe solo in un
secondo momento il potenziale "intreccio" o "decoro" (cfr. ricorso, pag. 10-
11).
Inoltre, la ricorrente osserva la difficoltà ad immaginarsi che una forma/de-
coro di un particolare sapone possa indurre, da sola, un consumatore
all’acquisto, anche perché il sapone sarebbe destinato ad essere utilizzato
in combinazione con l’acqua, la quale, in virtù della sua azione levigatrice,
ne altererebbe la forma sin dal primo utilizzo (cfr. ricorso, pag. 11).
Tale ragionamento non potrebbe essere applicato in egual misura ad un
detergente per la pelle, il quale verrebbe commercializzato nei classici con-
tenitori dotati di dispenser (cfr. ricorso, pag. 11).
9.1.1.2 L’autorità inferiore ritiene che l’indicazione "KNOT" sia invece da
considerarsi priva di carattere distintivo in relazione ai prodotti problematici,
poiché descrittivo delle loro possibili caratteristiche e appartenente al do-
minio pubblico (cfr. risposta, pag. 5).
B-7402/2016
Pagina 23
Riguardo i prodotti contestati della classe 3, l’autorità inferiore riporta la
facile reperibilità di tali prodotti nella forma di nodo e di fiocco (cfr. risposta,
pag. 6).
9.1.2
9.1.2.1 Secondo la giurisprudenza, per quanto riguarda il carattere distin-
tivo (cfr. consid. 5.2.1.1) e la necessità di libera disposizione (cfr. con-
sid. 5.2.2.2), pertinente è solo la domanda se il segno in discussione si
riferisca ad una forma usuale dei prodotti rivendicati (cfr. consid. 6.2.1).
Contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, (cfr. consid. 9.1.1.1), i vari
criteri in grado di influenzare la decisione di acquisto di un prodotto non
saranno, dunque, presi in considerazione (cfr. sentenza del
TAF B-7196/2015 del 3 ottobre 2017 consid. 4.3 "MAGENTA").
9.1.2.2 Per quanto riguarda "Hautreinigungsmittel" si tratta di prodotti ten-
denzialmente liquidi e per questo non è possibile considerare dei nodi o
fiocchi usuali per tali beni. La medesima conclusione vale anche per l’im-
ballaggio di questi prodotti (cfr. allegato 27 del dossier dell’autorità infe-
riore).
Avendo le saponette invece una consistenza solida, esse possono avere
qualsiasi forma si desideri e sicuramente esistono delle saponette a forma
di nodi o fiocchi o con dei nodi o fiocchi (cfr. allegato 27 [in fine] del dossier
dell’autorità inferiore). Queste però rappresentano un’eccezione e, dun-
que, non sono usuali. Infatti, una ricerca su Google Immagini con le parole
"saponette" o "soaps" non mostra saponette a forma di nodo o fiocco
(cfr. allegato 23 del dossier dell’autorità inferiore). Neanche una ricerca su
Google Immagini con le parole "sapone nodo" o "soap knot", mette chiara-
mente in evidenza delle saponette a forma di nodo o fiocco (cfr. allegato 27
del dossier dell’autorità inferiore; ricorso, pag. 17-18). La possibilità di tro-
vare sul mercato saponette a forma di nodo non è di per sé sufficiente per-
ché questa forma sia ritenuta usuale.
Per di più, come giustamente osservato dalla ricorrente, la nozione di
"nodo" non ha alcun rapporto diretto con i prodotti per i quali il segno è
rivendicato. Neanche la forma, l'imballaggio o l'equipaggiamento descritti
dal segno "KNOT" sono chiaramente determinati. Al contrario, il segno è
talmente distante dai riferimenti tipici per le saponette, da risultare vago e
non promettere alle cerchie interessate alcuna caratteristica o circostanza
del prodotto (cfr. replica, pag. 10). Anche se la saponetta dovesse essere
presentata sotto forma di nodo, il pubblico pertinente non comprenderebbe
B-7402/2016
Pagina 24
il segno "KNOT" come un’indicazione della sua conformazione, bensì
come connotazione del prodotto (cfr. sentenza del TAF B-5996/2013 del
9 giugno 2015 consid. 6 "FROSCHKÖNIG"). Infatti, senza particolari sforzi
di immaginazione, il pubblico di riferimento non percepirebbe il segno come
un elemento descrittivo della forma del prodotto in esame o di una delle
sue parti (cfr. consid. 5.2.1.3 e 5.2.1.4).
Ne consegue che il segno "KNOT" ha una forza distintiva per i prodotti in
discussione della classe 3.
9.1.2.3 Inoltre, visto che la forma di nodo non risulta usuale per i prodotti
rivendicati nella classe 3, non vi è alcuna ragione perché ci sia una neces-
sità di tener il segno "KNOT" alla libera disposizione dei concorrenti
(cfr. sentenze del TAF B-7196/2015 del 3 ottobre 2017 consid. 4.6 "MA-
GENTA" e B-5996/2013 del 9 giugno 2015 consid. 7.2 "FROSCHKÖNIG").
9.1.3 Pertanto, il segno "KNOT" può essere ammesso alla protezione in
qualità di marchio per i prodotti in questione nella classe 3.
9.2 Per la classe 9 sono stati rifiutati i seguenti prodotti:
"Taschen und Hüllen speziell entwickelt für das Halten oder Tragen von Mo-
biltelefone, MP3-Abspielgeräte, Laptops, Tablet Computer, Telefonkettchen,
Telefonschnur."
9.2.1
9.2.1.1 La ricorrente riconosce nell’utilizzo dei prodotti in questione, come
scopo primario, la protezione di vari apparecchi tecnologici di uso quoti-
diano, quali telefoni cellulari, lettori di musica portatili, tablet e computer
portatili. Uno scopo differente avrebbero invece i prodotti "Telefonkettchen,
Telefonschnur", i quali svolgerebbero la funzione di meri accessori per i
prodotti precedentemente citati (cfr. ricorso, pag. 11).
Per l’acquisto di uno dei prodotti citati, il proprietario del dispositivo tecno-
logico sarebbe vincolato in primis dalle caratteristiche intrinseche di
quest’ultimo. Pertanto, le eventuali borse o custodie verrebero scelte in ra-
gione della loro compatibilità con il dispositivo tecnologico, prima che della
loro forma o decoro (cfr. ricorso, pag. 11-12).
Oltre a ciò, la ricorrente fa presente come, trattandosi di prodotti destinati
alla protezione di apparecchi tecnologici, la loro raffigurazione rispecchi,
nella stragrande maggioranza dei casi, le caratteristiche dei prodotti che
B-7402/2016
Pagina 25
proteggono. Questo implicherebbe l’improbabilità di trovare degl’intrecci o
decori sulle borse e custodie tali da influenzare, da soli, l’acquisto, ma che
tuttalpiù susciterebbero la curiosità del consumatore (cfr. ricorso, pag. 12).
9.2.1.2 Per i prodotti rifiutati della classe 9 vale, secondo l’autorità inferiore,
lo stesso ragionamento che per quelli della classe 3, ovvero facilmente ot-
tenibili sotto forma di nodo o fiocco (cfr. consid. 9.1.1.2; risposta, pag. 6).
9.2.2
9.2.2.1 Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente (cfr. con-
sid. 9.2.1.1), lo scopo primario dei prodotti in questione o la loro compati-
bilità con altri prodotti sono ininfluenti (cfr. 9.1.2.1).
9.2.2.2 Per i prodotti "Taschen und Hüllen" è da considerare inusuale tro-
varli in forma di nodo o fiocco, come anche trovarvene apposti sopra. In-
fatti, una ricerca su Google Immagini con le parole "cover telefonino" non
mostra nessuna "Hülle" a forma di/o con nodi o fiocchi (cfr. allegato 25 del
dossier dell’autorità inferiore). È certo possibile trovare delle "Hüllen" con
fiocchi (cfr. allegati 33 e 35 del dossier dell’autorità inferiore). Tuttavia, que-
sti fiocchi sono generalmente solo illustrazioni sul prodotto, non rendendo
i nodi o fiocchi usuali. Infatti, contrariamente a quanto sostiene l’autorità
inferiore (cfr. risposta, pag. 6), la grafica in 2D e la possibilità di trovare dei
motivi di nodo o fiocco stampati sui prodotti, non influisce sulla domanda in
questione (cfr. consid. 5.2.1.4).
Anche per i prodotti "Telefonkettchen, Telefonschnur" è da considerare inu-
suale trovarli in forma di nodo o fiocco, o trovarvene apposti sopra (cfr. al-
legato 28 del dossier dell’autorità inferiore).
Ne consegue che il segno "KNOT" ha una forza distintiva per i prodotti in
discussione della classe 9.
9.2.2.3 Inoltre, visto che la forma di nodo non è usuale per i prodotti riven-
dicati nella classe 9, non vi è alcuna necessità di lasciare il segno "KNOT"
alla libera disposizione dei concorrenti (cfr. consid. 9.1.2.3)
9.2.3 Pertanto, il segno "KNOT" può essere ammesso alla registrazione in
merito ai prodotti rivendicati della classe 9.
B-7402/2016
Pagina 26
9.3 Per la classe 14 sono stati rifiutati i seguenti prodotti:
"Waren aus Edelmetalle und deren Legierungen und damit plattierte Waren,
soweit sie in dieser Klasse enthalten sind; Juwelierwaren, Schmuckwaren."
9.3.1
9.3.1.1 Secondo la ricorrente, trattandosi di prodotti che, in ragione del loro
costo, vengono acquistati in modo particolarmente accorto, ne risulterebbe
l’importanza dell’impatto estetico sul consumatore (cfr. ricorso, pag. 12).
I prodotti oggetto di rifiuto della classe 14 verrebbero scelti, sulla base di
un insieme di fattori oggettivi e soggettivi di una certa entità, che tuttavia
non potrebbero prescindere dalla valutazione del prodotto nel suo insieme
(cfr. ricorso, pag. 12-13).
Nello specifico, un nodo rappresenterebbe una caratteristica o un partico-
lare dei prodotti, che come tali non offuscherebbero la percezione del pro-
dotto nel suo insieme da parte dei suoi destinatari (cfr. replica, pag. 3). Se-
condo la ricorrente, il segno "KNOT" è quindi da considerare un termine
indeterminato ed "il fatto che venga utilizzato per contraddistinguere pro-
dotti dalle forme pressoché imposte (che possono avere e non avere ca-
ratteristiche aggiuntive, ma di certo non sono un ammasso di nodi e/o fioc-
chi) dimostra la propria vaghezza e, conseguentemente, la propria capa-
cità distintiva quale elemento imprevedibile ed inatteso, tutt’altro che ba-
nale" (cfr. replica, pag. 6). Pertanto, non presentando il termine "knot" una
relazione sufficientemente diretta e concreta con i prodotti contestati, da
consentire al pubblico di riferimento di percepire immediatamente, senza
ragionamento ulteriore, una descrizione di tali prodotti o di una delle loro
caratteristiche essenziali, esso dovrebbe essere giudicato privo di qualsi-
voglia natura descrittiva (cfr. ricorso, pag. 17).
9.3.1.2 L’autorità inferiore afferma che, nell’ambito dei gioielli, dove le
forme semplici quali ad esempio cuori, stelle e fiori sono molto diffuse, sia
facile reperire ciondoli, orecchini e collane con la forma di un nastro o di un
nodo (cfr. risposta, pag. 5).
9.3.2
9.3.2.1 Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente (cfr. con-
sid. 9.3.1.1), l’impatto estetico del prodotto in questione e, più generica-
mente, i fattori in grado di influenzare la decisione di acquisto del prodotto,
non giocheranno in questo caso alcun ruolo (cfr. consid. 9.1.2.1).
B-7402/2016
Pagina 27
9.3.2.2 Dei nodi o dei fiocchi sono da ritenere usuali per i prodotti in que-
stione della classe 14 (cfr. allegati 21 & 26 del dossier dell’autorità infe-
riore).
Infatti, una ricerca su Google Immagini con le parole "orecchini", "ciondoli"
o "anelli", mostra articoli di gioielleria a forma di nodo o fiocco, nonché una
struttura formata da vari intrecci (cfr. allegato 21 del dossier dell’autorità
inferiore). Anche una ricerca su Google Immagini con le parole "gioielli
nodo", "gioielli fiocco" o "jewellery knot", mette chiaramente in evidenza bei
prodotti di gioielleria a forma di nodo o fiocco, con una struttura intrecciata
(cfr. allegato 26 del dossier dell’autorità inferiore). Tali risultati mostrano
l’utilizzo usuale di nodi, fiocchi o intrecci come forme o elementi accessori
di tali prodotti .
9.3.2.3 Nonostante la ricorrente non ritenga il termine "knot" come facente
parte del vocabolario di base inglese, argomenta nel corso dei vari scritti
intercorsi con l’autorità inferiore che, anche se si volesse seguire il ragio-
namento di quest’ultima e asserire che l’identificazione della parola "knot",
come traduzione inglese di "nodo", sia per il consumatore svizzero medio
lampante, non si spiegherebbe come tale parola possa avere un qualche
nesso con i prodotti rivendicati (cfr. allegato 4 del dossier dell’autorità infe-
riore, pag. 2; ricorso, pag. 7-8).
La ricorrente afferma infatti che la traduzione del termine "knot" rinvia in
primo luogo ad altri significati, ovvero nello specifico all’unita di misura nella
navigazione marittima e aerea, ad un dispositivo hardware, ad un disposi-
tivo ricetrasmittente nell’ambito delle telecomunicazioni e, infine, al punto
di intersezione in cui si incontrano più linee ferroviarie (cfr. ricorso, pag. 8).
La varietà e molteplicità di idee associate al segno di un nodo, nastro o
fiocco denoterebbero il collocamento del significato del termine "knot",
"tutt’al più su un piano evocativo, ma non certo descrittivo delle caratteri-
stiche dei prodotti contestati" (cfr. ricorso, pag. 9 e seg.).
La ricorrente asserisce che "[i]l fatto che un’impresa desideri conferire
un’immagine non perfettamente definita ai propri prodotti, indirettamente
ed in modo astratto e vago, senza con ciò informare direttamente e imme-
diatamente il consumatore in merito ad una delle qualità o delle caratteri-
stiche determinate dei prodotti o servizi considerati, appartiene più al con-
cetto di evocare che a quello di descrivere" (cfr. ricorso, pag. 16; replica,
pag. 5).
B-7402/2016
Pagina 28
In sintesi, la ricorrente afferma che il nesso esistente tra il senso del termine
"knot" ed i prodotti, per i quali la registrazione è stata rifiutata, appare
troppo vago, indeterminato e soggettivo, per conferire a tale termine un
carattere descrittivo rispetto ai beni in questione.
Tuttavia, visto che dei nodi o dei fiocchi sono da ritenersi usuali per i pro-
dotti in questione della classe 14 (cfr. consid. 9.3.2.2), non vi è alcuna ra-
gione per la quale il segno "KNOT" sia visto in primo luogo come un rinvio
ad altri significati (nell’ambito della navigazione, dell’informatica, delle tele-
comunicazioni o delle linee ferroviarie) del termine "knot" (cfr. risposta,
pag. 5). Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, il segno
"KNOT" non rappresenta dunque una semplice evocazione vaga, bensì di-
mostra un carattere descrittivo del prodotto o di una delle sue caratteristi-
che.
9.3.2.4 Ne consegue che il segno "KNOT" non presenta una forza distintiva
sufficiente per i prodotti in discussione della classe 14.
Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, non è dunque inoltre
possibile considerare che, per i prodotti in questione, il segno "KNOT" in-
duca il consumatore a pensare che si tratti di "una semplice linea di pro-
dotto, non certo composta da oggetti formati da un semplice annodamento
di materiale prezioso, bensì ad una tipologia di prodotti avente un’origine
produttiva ben definita, eventualmente ispirata all’ambito della marineria"
(cfr. ricorso, pag. 13).
9.3.3 Pertanto, il segno "KNOT" è da considerare per tali beni di dominio
pubblico e di conseguenza non ammissibile alla protezione come marchio.
Vista l’assenza di carattere distintivo, la domanda sull'eventuale necessità
di lasciare il marchio alla libera disposizione di ognuno può essere lasciata
in sospeso per i prodotti in discussione della classe 14 (cfr. sentenza del
TAF B-3528/2012 del 17 dicembre 2013 consid. 5.6 "VENUS [fig.]").
9.4 Per la classe 18 sono stati rifiutati i seguenti prodotti:
"Waren aus Leder und Lederimitationen, soweit sie nicht in anderen Klassen
enthalten sind; Spazierstöcke; Peitschen, Sattlerwaren."
9.4.1
9.4.1.1 Oltre a richiamare gran parte delle argomentazioni espresse in me-
rito alle classi di prodotto 3, 9 e 14, la ricorrente osserva che, "trattandosi
B-7402/2016
Pagina 29
anche in questo caso di prodotti la cui scelta si basa su criteri oggettivi e
soggettivi", essa avverrebbe partendo da una valutazione complessiva del
prodotto. Secondo la ricorrente, l’acquisto di un oggetto in pelle si basa
primariamente su delle necessità individuali, quali ad esempio la praticità,
l’efficienza o la qualità, tenendo tuttavia in considerazione anche aspetti di
natura estetica (cfr. ricorso, pag. 13).
Ritenendo quindi il fattore estetico un criterio secondario per l’acquisto dei
prodotti in questione, la ricorrente trova "oltremodo assurdo" pensare che
uno o più fiocchi/nodi possano avere un influsso determinante sulla deci-
sione del consumatore, il quale considera tali prodotti come "beni che sono
il risultato di un compromesso estetico-funzionale" (cfr. ricorso, pag. 13-
14).
9.4.1.2 Nell’indicazione "Waren aus Leder und Lederimitationen; Sattler-
waren" sono incluse, secondo l’autorità inferiore, borse e pochette. Questi
prodotti potrebbero essere trovati sul mercato sotto forma di fiocco o con
applicazioni a forma di nodo o di fiocco (cfr. risposta, pag. 6).
Per tali prodotti e soprattutto in relazione agli articoli "Spazierstöcke und
Peitschen", l’IPI riporta i risultati delle sue ricerche, asserendo che il ter-
mine "knot" descrivi la forma di un loro elemento funzionale (cfr. risposta,
pag. 6).
9.4.2
9.4.2.1 Pertinente è solo la domanda se il segno in questione si riferisca
ad una forma usuale dei prodotti rivendicati (cfr. 9.1.2.1).
9.4.2.2 Per le categorie dei prodotti in cuoio ed imitazioni (cfr. allegati 22,
29 e 36 del dossier dell’autorità inferiore), delle fruste e dei finimenti per
cavalli (cfr. allegato 34 del dossier dell’autorità inferiore), è da considerare
usuale trovarvi dei nodi o fiocchi. Basti pensare a delle borse/pochette per
quanto riguarda i prodotti in cuoio (cfr. allegati 22, 29 e 36 del dossier
dell’autorità inferiore). Visto quanto precede, non vi è alcuna ragione per-
ché il segno "KNOT" sia visto in primo luogo come un rinvio ad altri signifi-
cati del termine "knot" (cfr. consid. 9.3.2.3).
Diverso dagli altri prodotti in discussione della classe 18 è il risultato per i
bastoni da passeggio, dato che, in questo caso, non è possibile definire dei
nodi o dei fiocchi caratteristici o usuali per il prodotto (cfr. allegati 22 e 34
del dossier dell’autorità inferiore).
B-7402/2016
Pagina 30
9.4.3
9.4.3.1 Pertanto, il segno "KNOT" è da ritenere descrittivo e di conse-
guenza di dominio pubblico per tutti (cfr. consid. 4.1.3.2) i seguenti prodotti:
"Waren aus Leder und Lederimitationen, soweit sie nicht in anderen Klassen
enthalten sind; Peitschen, Sattlerwaren."
Vista l’assenza di carattere distintivo, la domanda sull'eventuale necessità
di lasciare il marchio alla libera disposizione di ognuno può essere lasciata
in sospeso per questi prodotti (cfr. consid. 9.3.3).
9.4.3.2 Il segno "KNOT" è, invece, da ritenere sufficientemente distintivo e
perciò, in assenza della necessità di lasciarlo alla libera disposizione di
ognuno (cfr. consid. 9.1.2.3), è da ammettere alla protezione come mar-
chio per i seguenti prodotti:
"Spazierstöcke."
9.5 Per la classe 25 sono stati rifiutati i seguenti prodotti:
"Bekleidungsstücke, Schuhwaren, Kopfbedeckungen."
9.5.1
9.5.1.1 Per i prodotti rifiutati della classe 25, la ricorrente fa riferimento alle
argomentazioni espresse in merito alle classi di prodotto già analizzate,
ribadendo soprattutto la valutazione di ogni singolo acquisto nel suo com-
plesso (cfr. ricorso, pag. 14).
Il destinatario dei prodotti, confrontato con il segno "KNOT", non avrebbe
in mente l’immagine predominante di prodotti appartenenti alla classe 25
come costituiti in modo preponderante da nodi o intrecci, al massimo, in
maniera prettamente evocativa, potrebbe dedurre che a tali prodotti venga
eventualmente dato un certo tipo di impostazione stilistica (cfr. ricorso,
pag. 15).
La scelta finale del consumatore dipenderebbe da una parte, da fattori pu-
ramente soggettivi, quali la moda e il gusto personale, e d’altra parte dalla
valutazione riguardante la natura e la qualità dei prodotti stessi, oltreché
dallo scopo per i quali verranno utilizzati (cfr. ricorso, pag. 15).
9.5.1.2 L’autorità inferiore ribadisce anche per i prodotti della classe 25 la
presenza sul mercato di tali beni con applicazioni e componenti a forma di
B-7402/2016
Pagina 31
nodo o di fiocco, allegando immagini di scarpe, cappelli e abiti con elementi
decorativi e/o con una funzione tecnica (cfr. risposta, pag. 6).
Secondo le ricerche dell’IPI, i fiocchi rientrerebbero tra gli elementi decora-
tivi tridimensionali più comuni per i vestiti (cfr. risposta, pag. 6).
9.5.2
9.5.2.1 Pertinente è solo la domanda se il segno in questione si riferisca
ad una forma usuale dei prodotti rivendicati (cfr. 9.1.2.1).
9.5.2.2 Per i prodotti della classe 25, i nodi, e soprattutto i fiocchi, risultano
molto frequenti. Basti ad esempio considerare la presenza usuale di nodi
o fiocchi su dei vestiti o delle camicette da donna (cfr. allegati 32 & 37 del
dossier dell’autorità inferiore), su gran parte delle scarpe (cfr. allegati 24 &
30 del dossier dell’autorità inferiore), come anche su vari tipi di copricapo
(cfr. allegati 24 & 31 del dossier dell’autorità inferiore). Visto quanto pre-
cede, non c’è alcuna ragione perché il segno "KNOT" sia visto in primo
luogo come un rinvio ad altri significati del termine "knot" (cfr. con-
sid. 9.3.2.3).
Ne consegue che, visto il suo carattere usuale, il segno "KNOT" non ha
una forza distintiva sufficiente per tutti (cfr. consid. 4.1.3.2) i prodotti in di-
scussione della classe 25 (cfr. DTAF 2016/21 consid. 5.4 "GOLDBÄREN").
9.5.3 Pertanto, il segno "KNOT" è in relazione a tali beni di dominio pub-
blico e di conseguenza, escluso dalla protezione come marchio.
Vista l’assenza di carattere distintivo, la domanda sull'eventuale necessità
di lasciare il marchio alla libera disposizione di ognuno può essere lasciata
in sospeso per i prodotti in discussione della classe 25 (cfr. consid. 9.3.3).
10.
10.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, i casi limite nell’am-
bito dei segni di dominio pubblico devono essere registrati, lasciando così
la decisione finale ai tribunali civili (DTF 130 III 328 consid. 3.2 "Swatch-
Uhrband", DTF 129 III 225 consid. 5.3 "MASTERPIECE").
B-7402/2016
Pagina 32
10.2
10.2.1 Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente (cfr. ricorso,
pag. 20), nel presente caso, si tratta però di chiari casi di carattere non
distintivo.
10.2.2 Pertanto, l’opinione della ricorrente non può essere condivisa, te-
nendo soprattutto conto del fatto che essa fa riferimento in particolare alla
sentenza del TAF B-7404/2006 del 9 ottobre 2007 consid. 11 "NEW WAVE"
(cfr. ricorso, pag. 15-16; risposta, pag. 7). Infatti, a differenza del segno
"NEW WAVE", il segno "KNOT" non presenta né vaghezza né ambiguità in
relazione ai prodotti rivendicati.
11.
11.1 La ricorrente sostiene, inoltre, che la corrispondente registrazione di
marchio europeo n. 011894045 "KNOT", sia stata accolta dall’Ufficio
dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) senza alcun tipo
di problema (cfr. ricorso, pag. 20).
11.2 Secondo la giurisprudenza costante, le decisioni di registrazione di
marchi, rese da autorità straniere, non hanno alcun effetto pregiudizievole
vincolante per le autorità svizzere (DTF 130 III 113 consid. 3.2 "Montes-
sori", DTF 129 III 225 consid. 5.5 "MASTERPIECE"). La registrazione di un
marchio in altri paesi è sostanzialmente ininfluente. Il fatto che una deno-
minazione sia stata registrata come marchio all'estero, potrebbe rappre-
sentare uno dei numerosi criteri da prendere in considerazione, tuttavia,
solo nei casi limite (sentenze del TAF B-3304/2012 del 14 maggio 2013
consid. 4.2 "[fig.]", B-1561/2011 del 28 marzo 2012 consid. 10 "TO-
GETHER WE'LL GO FAR" e B-7427/2006 del 9 gennaio 2008 consid. 8
"Chocolat Pavot [fig.]").
11.3 Visto che, nella fattispecie, non si tratta di un caso limite (cfr. con-
sid. 10.2.1), la decisione europea in questione risulta ininfluente.
12.
12.1 Al fine di ottenere la registrazione del marchio "KNOT", la ricorrente
fa inoltre valere la protezione in Svizzera dei marchi svizzeri n. 2P-353'972
"PENGUIN" (classe 16) e n. 626'411 "PENGUIN" (classe 25), nonché delle
registrazioni internazionali n. 1'088'292 "DAILY" (recte: "DAILY TOP [fig.]")
B-7402/2016
Pagina 33
(classe 12) e n. 1'088'672 "DAILY" (recte: "DAILY PLUS [fig.]") (classe 12)
(cfr. ricorso, pag. 20; risposta, pag. 7; replica, pag. 12).
12.2 La ricorrente non può, tuttavia, trarre alcuna argomentazione da tali
registrazioni. Infatti, anche se avesse invocato la parità di trattamento (cosa
che non fa), il marchio svizzero n. 2P-353'972 "PENGUIN" (classe 16), de-
positato, registrato e pubblicato nel 1987, sarebbe da considerare decisa-
mente troppo datato per essere preso in considerazione, nonché non con-
cernente in alcun modo prodotti comparabili a quelli invocati nel presente
caso. Inoltre, il presente caso del segno "KNOT" non è paragonabile al
marchio svizzero n. 626'411 "PENGUIN" (classe 25). Quest’ultimo è in ef-
fetti registrato per dei prodotti della classe 25, ma con la precisione se-
guente: "aucun des produits précités n'ayant la forme d'un pingouin ou d'un
manchot". Infine, le registrazioni internazionali n. 1'088'292 "DAILY TOP
(fig.)" e n. 1'088'672 "DAILY PLUS (fig.)" sono entrambe destinate a dei
prodotti della classe 12, non comparabili, dunque, con i prodotti rivendicati
nel presente caso.
13.
Per i motivi sopracitati, il ricorso è parzialmente accolto e la decisione at-
taccata è riformata nel senso che alla lista dei prodotti per i quali la do-
manda di registrazione n. 60837/2013 è stata ammessa alla protezione,
devono essere aggiunti i seguenti prodotti:
Classe 3: "Hautreinigungsmittel, Seifen für den persönlichen Gebrauch, Toi-
lettenseifen, Badeseifen."
Classe 9: "Taschen und Hüllen speziell entwickelt für das Halten oder Tragen
von Mobiltelefone, MP3-Abspielgeräte, Laptops, Tablet Computer, Telefon-
kettchen, Telefonschnur."
Classe 18: "Spazierstöcke."
14.
14.1 Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi a
carico della parte soccombente; se quest’ultima soccombe solo in parte, le
medesime vengono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del regolamento
del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).
La tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'interesse pecuniario,
dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di condotta proces-
suale e della situazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 e art. 4 TS-TAF).
B-7402/2016
Pagina 34
Nelle cause concernenti il diritto dei marchi, non è evidente stabilire il va-
lore litigioso. In assenza di giustificativi pertinenti relativi all'interesse pecu-
niario della causa, esse vengono fissate sulla base di valori empirici, ossia
tra i fr. 50'000.– e i fr. 100'000.– (DTF 133 III 490 consid. 3.3 con rinvii "Tur-
binenfuss [3D]"; sentenza del TAF B-464/2014 del 27 novembre 2014 con-
sid. 6 PERFORMANCE DRIVEN BY SCIENCE).
14.2
14.2.1 Nella fattispecie, le spese del procedimento davanti al Tribunale
vengono fissate a fr. 3000.–.
Viste le sorti del ricorso (cfr. consid. 13), si conviene che la ricorrente soc-
combe per la metà.
Pertanto, le spese di procedimento, messe a carico della ricorrente, de-
vono essere ridotte a fr. 1'500.–.
Tale cifra verrà compensata, dopo la crescita in giudicato della presente
sentenza, dall'anticipo di fr 3'000.– già versato dalla ricorrente, in data
20 gennaio 2017. Alla ricorrente verrà quindi restituito l’importo di
fr. 1'500.–.
14.2.2 Infine, in virtù dell’art. 63 cpv. 2 PA, nessuna spesa processuale è
messa a carico dell’autorità inferiore.
15.
15.1 La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto alle ripetibili
per le spese necessarie derivanti dalla causa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione
con gli art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF).
Le ripetibili comprendono le spese di rappresentanza o di patrocinio ed
eventuali altri disborsi di parte (art. 8 TS-TAF). Le spese di rappresentanza
e di patrocinio comprendono tra l'altro l'onorario dell'avvocato o l'indennità
dovuta ai mandatari professionali che non sono avvocati (art. 9 cpv. 1 lett. a
TS-TAF), i quali sono calcolati in funzione del tempo necessario alla rap-
presentanza della parte (art. 10 cpv. 1 TS-TAF). La tariffa oraria per gli av-
vocati oscilla tra un minimo di fr. 200.– e un massimo di fr. 400.–, per i rap-
presentanti professionali che non sono avvocati tra un minimo di fr. 100.–
e un massimo di fr. 300.–; l'imposta sul valore aggiunto non è compresa
(cfr. art. 10 cpv. 2 TS-TAF). Giusta l'art. 14 cpv. 1 TS-TAF le parti che chie-
dono la rifusione delle ripetibili devono presentare al Tribunale, prima della
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pronuncia della decisione, una nota particolareggiata delle spese. Se que-
st'ultima non è stata inoltrata, l'indennità è fissata sulla base degli atti di
causa (art. 14 cpv. 2 TS-TAF).
15.2
15.2.1 Nella fattispecie, la ricorrente, parzialmente vincente e rappresen-
tata da un avvocato, ha diritto alla rifusione delle spese ripetibili.
Considerato che la medesima non ha prodotto alcuna nota particolareg-
giata che permetta di verificare le ore impiegate, l'indennità è fissata sulla
base degli atti. Non essendosi dovuta confrontare con delle questioni di
fatto o di diritto inabituali o eccezionalmente ardue e avendo presentato un
ricorso e una replica, è giustificato ritenere che, per la ricorrente, le spese
necessarie derivanti dalla causa siano di fr. 6'000.–.
Visto che la ricorrente risulta vincente per la metà, l’importo dell’indennità
a titolo di ripetibili per la procedura di ricorso davanti al Tribunale ammini-
strativo federale, a carico dell’autorità inferiore (art. 64 cpv. 2 PA; cfr. sen-
tenze del TAF B-5024/2013 del 18 febbraio 2015 consid. 7.3 "STRELA" e
B-3381/2010 del 13 luglio 2011 consid. 8.2 in fine "VICTORIA CUP"), deve
essere fissato a fr. 3'000.–.
15.3 Quanto all’autorità inferiore, essa non ha diritto alle ripetibili (art. 7
cpv. 3 TS-TAF).
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