Decision ID: bbef14b0-cc1b-5da2-8e8c-8e7f9d63eb5c
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
_ ha svolto diverse attività per conto dell’agenzia di collocamento _ sulla base di contratti di lavoro temporanei (doc. C-E).
Con istanza 22 ottobre 1996 il lavoratore, ritenendosi vittima di un licenziamento ingiustificato da parte della datrice di lavoro, l’ha convenuta in giudizio al fine di ottenere il pagamento di fr. 5’511.40 pari al salario di sua spettanza per il periodo di disdetta oltre a una mensilità per licenziamento abusivo. La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando di aver licenziato l’istante.
2.
Con il querelato giudizio il primo giudice, previa valutazione delle risultanze istruttorie dalle quali non è emersa la prova che la convenuta abbia licenziato l’istante, ha concluso alla reiezione dell’istanza.
3.
Con il presente tempestivo gravame _ è insorto contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare le prove documentali dalle quali emergerebbe la prova del suo licenziamento abusivo ad opera della convenuta.
Con osservazioni 21 luglio 1997 la controparte postula la reiezione del gravame.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale la ricorrente basa implicitamente il proprio gravame, una sentenza del pretore o del giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).
5.
Controversa nella fattispecie è la questione di sapere se la convenuta abbia o meno licenziato l’istante e, se del caso, se questo licenziamento era abusivo oppure no.
La disdetta del contratto di lavoro non deve necessariamente essere scritta ma può anche essere manifestata per atti concludenti, a condizione che dagli stessi risulti in modo chiaro la volontà del datore di lavoro di rinunciare ai servigi del lavoratore (
Brühwiler
, Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2. ed., 1996, n. 6 ad art. 335 CO;
Rehbinder
, Commentario bernese, n. 5 ad art. 335 CO).
In concreto l’istante, al quale incombeva l’onere della prova (art. 8 CC), non ha provato di essere stato licenziato dalla convenuta, in particolare non ha dimostrato l’intenzione di quest’ultima di non volerlo più occupare.
Dalle risultanze istruttorie, in particolare dallo scritto 26 luglio 1996 (doc. N), risulta unicamente la cessazione dell’occupazione dell’istante presso la ditta _, ma non presso la convenuta che al contrario, in questo stesso scritto così come in quello successivo del 30 luglio 1996 (doc. P), ha prospettato al convenuto una futura collocazione da concordare dopo le ferie estive dell’edilizia, settore nel quale questi era impiegato.
Di nessun conforto alla tesi dell’istante non è neppure il richiamo all’attestato sul guadagno intermedio relativo al mese di luglio 1996 (doc. T), dal quale si evince unicamente la fine dell’occupazione presso la ditta _ (ossia la ditta che l'aveva occupato sino al 26 luglio 1996).
Alla luce di quanto sopra esposto, non essendo ravvisabile arbitrio alcuno nel giudizio impugnato sia per quanto attiene alla valutazione delle prove che all’applicazione del diritto, il ricorso deve essere respinto.

Considerations: