Decision ID: c4fd670e-c75a-59e7-8c3d-4946f4d12402
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Il 14 dicembre 2017 il Belastingdienst, Central Liaison Office Almelo, –
competente autorità fiscale dello Stato richiedente olandese (di seguito:
autorità richiedente olandese) – ha presentato dinanzi all’Amministrazione
federale delle contribuzioni (AFC) una domanda di assistenza amministra-
tiva in materia fiscale concernente il signor A._ e la signora
B._, nonché lo Studio legale e notarile C._, per il periodo
fiscale dal 1° marzo 2010 al 31 dicembre 2013, fondandosi sull’art. 26 della
Convenzione del 26 febbraio 2010 tra la Confederazione Svizzera e il
Regno dei Paesi Bassi per evitare la doppia imposizione in materia di
imposte sul reddito (RS 0.672.963.61; di seguito: CDI CH-NL), in
combinato disposto con il n. XVI del relativo Protocollo (anch’esso
pubblicato nella RS 0.672.963.61) e il relativo Accordo amichevole del
31 ottobre 2011 relativo all’interpretazione della lett. b del n. XVI del
Protocollo concernente la CDI CH-NL (di seguito: Accordo amichevole,
anch’esso pubblicato nella RS 0.672.963.61).
B.
Nella predetta domanda di assistenza amministrativa, l’autorità richiedente
olandese ha esposto quanto segue:
« [...] The investigation conducted by the NTCA shows that Mr A._ (...)
Emigration
The A._ family lived in a house at [luogo nei Paesi Bassi] until the date
of emigration.
During the course of October 2012, the A._ family moved to Switzerland
(deregistered from the Netherlands as of 22 February 2013). Starting
1 November 2012 they rented a house from Mr D._ at Via (...),
U._, Switzerland.
Mr A._ is employed at E._ in V._, Switzerland.
According to a purchase and sales agreement, Mr and Mrs A._ bought
a house under construction plus the surrounding plot of land (nr. ...) in the
municipality of W._, Via (...), U._, Switzerland, for an amount of
CHF 2,600,000 on 13 December 2012. Mr RA F._ of C._ civil-
law notaries, established at Via (...) in X._, supervised and concluded
this property transaction.
lt shows from the bank statements made available by the G._ [banca],
that H._ [società] transferred an amount of CHF 100,000 to Mr
D._ (the seller of the house in Switzerland) on 15 January 2013 in
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connection with the purchase and sales transaction of the house and the plot
of land. Enclosed please find a copy of this transfer.
(...)
Mr D._ confirmed that the purchase price of CHF 2.6 million was paid in
full. Not by Mr A._ himself, but by the company H._. Moreover,
Mr D._ indicated that the notary confirmed that Mr A._ is (solely)
entitled to the bank account of this company.
(...)
The purchase of a house by Mr A._ in Switzerland for CHF 2.6 million,
soon after his emigration raises questions at the NTCA, as it is not clear from
what sources and how the purchase price was paid. This may indicate that he
had income in the years prior to the purchase date that was not taxed in the
Netherlands.
lt is not yet entirely clear how Mr A._ financed the purchase of the
house. The received information seems to indicate that not he himself but the
company H._ the funds for the purchase. The bank statement from the
G._ as well as the seller's statement that Mr A._ confirmed
before the civil-law notary that he is (the sole) authorised person of this
company's bank account, point in this direction.
The purchase and sale of the house was entrusted to C._ civil-law
notaries. Civil-law notary RA F._ of this firm was involved in this property
transaction.
With regard to this purchase and sale there have been financial transactions in
the civil-law notary's (trust) account.
Because it has not emerged that Mr A._ paid the purchase price of CHF
2.6 million from his own resources, the financial flows underlying this
transaction are unclear. This may become clear by gaining insight into the
contents of the civil-law notary's file of Mr RA F._. After consulting this
file it will be clear who purchased the house, who financed the purchase price
and when and how this took place [...] ».
In considerazione degli elementi a sua disposizione, l’autorità richiedente
olandese ha richiesto all’AFC le seguenti informazioni, a suo avviso
detenute dall’avv. F._, per il periodo dal 1° marzo 2010 al
31 dicembre 2013:
« [...]
1. Who is the buyer of the property Via (...), W._, U._,
Switzerland in December 2012/January 2013? Please provide underlying
documents.
2. What financial transactions took place in relation to the above-mentioned
purchase and sale? Please provide underlying documents.
3. I would like to receive a copy of the property file of civil-law notary RA
F._ regarding the purchase and sale of the property Via (...),
W._, U._, Switzerland in 2012/2013 [...] ».
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In detta domanda, l’autorità richiedente olandese ha inoltre menzionato
l’ultimo indirizzo nei Paesi Bassi del signor A._ e la signora
B._, prima che questi si trasferissero in Svizzera.
C.
Su richiesta dell’AFC, l’autorità richiedente olandese ha poi completato la
propria domanda di assistenza amministrativa fornendo ulteriori precisa-
zioni circa la signora B._ con scritto di posta elettronica del
30 gennaio 2018, nonché producendo il documento bancario menzionato
in detta nella domanda con scritto 27 febbraio 2018.
D.
Con e-mail 31 gennaio 2018, l’AFC si è rivolta alla Segreteria di Stato della
migrazione (SEM), al fine di ottenere informazioni circa il domicilio e/o la
residenza in Svizzera del signor A._ e la signora B._. A detta
richiesta la SEM ha risposto lo stesso giorno.
E.
Con decreto di edizione del 6 febbraio 2018, l’AFC ha esortato l’avvocato
e notaio F._ dello Studio legale e notarile C._ a trasmettere
le informazioni richieste.
A tale richiesta, l’avvocato e notaio F._ si è opposto con scritto
8 febbraio 2018, invocando il segreto professionale ex art. 321 CP.
F.
Con decreto di edizione del 6 febbraio 2018, l’AFC ha esortato l’Ufficio del
registro fondiario di Lugano a trasmettere le informazioni richieste.
A tale richiesta, l’Ufficio del registro fondiario di Lugano ha dato seguito con
messaggio di posta elettronica del 7 febbraio 2018 nonché con scritto
9 febbraio 2018, trasmettendo segnatamente una copia dell’atto notarile
(rogito n. [...]) del 13 dicembre 2012 dell’avvocato e notaio F._
concernente la costituzione, da parte dei signori D._ e I._ a
favore dei signori A._ e B._, del diritto di compera sulla
particella n. (...) del Registro fondiario definitivo (di seguito: RFD) del
Comune di W._, nonché del relativo estratto RFD.
G.
Con decreto di edizione dell’8 marzo 2018, l’AFC ha esortato la banca
J._ a trasmettere le informazioni richieste connesse al conto
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Pagina 5
bancario IBAN (....), conto bancario intestato all’avvocato e notaio
F._, così come risultante dall’atto notarile del 13 dicembre 2012.
A tale richiesta, la predetta banca ha dato seguito con scritto 26 marzo
2018.
H.
Con scritti 13 aprile 2018, l’AFC ha informato il signor A._ e la
signora B._, nonché gli avv. F._ e K._ circa la
domanda di assistenza amministrativa olandese, nonché le informazioni
ch’essa intendeva trasmettere all’autorità richiedente olandese,
impartendo loro un termine per esprimersi al riguardo.
Con scritto 25 aprile 2018, gli avv. F._ e K._ si sono opposti
alla trasmissione delle informazioni, in particolar modo di determinati
documenti invocando il segreto professionale. Con scritti 3 luglio 2018 e
5 luglio 2018 – dopo avere avuto accesso agli atti dell’incarto – il signor
A._ e la signora B._ si sono anch’essi opposti alla
trasmissione delle informazioni.
I.
Con decisione finale del 21 settembre 2018, l’AFC ha accolto integralmen-
te la domanda di assistenza amministrativa in materia fiscale del 14 dicem-
bre 2017 dell’autorità richiedente olandese concernente il signor
A._ e la signora B._, nonché lo Studio legale e notarile
C._.
J.
Avverso la predetta decisione, il signor A._ (di seguito: ricorrente 1)
e la signora B._ (di seguito: ricorrente 2) – per il tramite del loro
patrocinatore – hanno inoltrato ricorso 22 ottobre 2018 dinanzi al Tribunale
amministrativo federale, postulandone l’annullamento. Protestando tasse,
spese e ripetibili, i ricorrenti postulano l’accoglimento del loro ricorso e
dunque che non venga data esecuzione alla domanda di assistenza
amministrativa olandese del 14 dicembre 2017 concernente loro e lo
Studio legale e notarile C._, rispettivamente che non vengano
trasmesse le informazioni ivi richieste. In sunto, sollevando un
accertamento inesatto e incompleto della fattispecie da parte dell’AFC,
come pure un abuso e un eccesso del suo potere d’apprezzamento, essi
invocano la violazione del principio di sussidiarietà, del divieto delle
« fishing expedition », del principio della fiducia, del segreto bancario e del
segreto professionale, facendo in particolare valere che la domanda di
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assistenza olandese si fonderebbe su informazioni non veritiere e
provenienti da un reato punibile in Svizzera, le dichiarazioni del signor
D._ non essendo credibili.
K.
Con risposta 6 dicembre 2018, l’AFC (di seguito: autorità inferiore) ha
postulato il rigetto del ricorso, prendendo posizione in merito al ricorso.
L.
Con replica spontanea del 21 dicembre 2018, i ricorrenti hanno precisato
ulteriormente la loro argomentazione, prendendo posizione in merito alla
risposta dell’autorità inferiore.
M.
Con duplica spontanea dell’11 gennaio 2019, l’autorità inferiore ha preso
posizione in merito alla replica spontanea dei ricorrenti.
N.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei
considerandi in diritto del presente giudizio.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Giusta l’art. 31 LTAF, il Tribunale amministrativo federale giudica i
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni
pronunciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazio-
nale in materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in
casu la CDI CH-NL – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 5 cpv. 1 della legge
federale del 28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazio-
nale in materia fiscale [LAAF, RS 651.1] e art. 17 cpv. 3 LAAF).
Per quanto concerne il diritto interno, l’assistenza amministrativa interna-
zionale in materia fiscale è attualmente retta dalla LAAF, in vigore dal
1° febbraio 2013 (RU 2013 231). Sono fatte salve le disposizioni derogato-
rie della convenzione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF),
in concreto della CDI CH-NL. Presentata il 14 dicembre 2017, la domanda
di assistenza litigiosa rientra nel campo di applicazione di detta legge
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(cfr. art. 24 LAAF a contrario). Per il rimanente, la procedura di ricorso è
retta dalle disposizioni generali della procedura federale, su riserva di
disposizioni specifiche della LAAF (cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF).
1.2 Per quanto attiene alla validità della notificazione per posta A plus della
decisione finale del 21 settembre 2018 dell’autorità inferiore, si impone la
presente precisazione, vista la puntuale censura sollevata al riguarda dai
ricorrenti (cfr. ricorso 22 ottobre 2018, pag. 5; replica spontanea del
21 dicembre 2018, n. 8). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
non sussiste alcun valido motivo per considerare la notificazione di una
decisione finale per posta A Plus come inammissibile (cfr. sentenza del TF
2C_476/2018 del 4 giugno 2018 consid. 2.3.4; sentenza del TAF A-
1651/2019 del 6 maggio 2019 con rinvii). Di fatto, nulla obbliga l’autorità
inferiore a notificare le proprie decisioni per raccomandata piuttosto che
per posta A plus, entrambi i tipi di invio permettendo peraltro di tracciare
l’invio e verificare l’avvenuta notificazione al suo destinatario, allo stesso
modo. Ne discende che la decisione finale del 21 settembre 2018 è stata
validamente notificata ai ricorrenti per posta A plus il sabato 22 settembre
2018, sicché il termine di ricorso di 30 giorni ex art. 50 cpv. 1 PA ha iniziato
a decorrere domenica 23 settembre 2018 e non il lunedì 24 settembre
2018. Ora, il fatto che lo studio legale del loro patrocinatore non lavori di
sabato e ritiri dunque tutti gli invii il lunedì – perdendo dunque, a loro dire,
due giorni utili – è una circostanza meramente propria alla sua organizza-
zione interna. In quanto tale, essa non è di certo idonea ad inficiare la
validità della notificazione per posta A plus, rispettivamente a far ritenere a
questo Tribunale la sussistenza di un formalismo eccessivo (cfr. art. 29
cpv. 1 Cost.) o di una violazione del diritto di essere sentiti dei ricorrenti
(cfr. art. 29 cpv. 2 Cost.). La censura dei ricorrenti al riguardo va pertanto
qui respinta.
1.3 Ciò precisato, il ricorso 22 ottobre 2018 è stato in ogni caso interposto
tempestivamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze
di contenuto e di forma previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Pacifica è la
legittimazione ricorsuale dei ricorrenti, nella misura in cui gli stessi hanno
partecipato alla procedura dinanzi all’autorità inferiore, sono destinatari
della decisione impugnata e hanno chiaramente un interesse al suo
annullamento (cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF).
Il ricorso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF). L’even-
tuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non può
che intervenire che alla crescita in giudicato della decisione di rigetto del
ricorso (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019
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consid. 1.2; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 1.3). Ciò puntualizza-
to, il ricorso essendo ricevibile in ordine, lo stesso dev’essere esaminato
nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere
invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del
potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o
incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché
l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).
2.1.1 Allorquando l’autorità eccede o abusa del proprio potere d’apprez-
zamento, si considera che la stessa abbia agito in violazione del diritto ai
sensi dell’art. 49 lett. a PA (cfr. THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit
administratif, 2a ed. 2018, n. 512 e 516; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
op. cit., n. 2.166 e 2.184 seg.; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit admini-
stratif, partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013, n. 1365). Vi
è abuso nel potere d’apprezzamento quando l’autorità, pur rimanendo nei
limiti del suo potere d’apprezzamento, si fonda su delle considerazioni
prive di pertinenza ed estranee allo scopo perseguito dalle disposizioni
legali applicabili, o viola i principi generali del diritto, quali il divieto
dell’arbitrio e della disparità di trattamento, il principio della buona fede e il
principio della proporzionalità (cfr. DTF 143 II 140 consid. 4.1.3; 141 V 365
consid. 9.2; 137 V 71 consid. 5.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-
5340/2018 del 23 luglio 2019 consid. 2.1 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEU-
BÜHLER, op. cit., n. 2.184 seg. con rinvii; TANQUEREL, op. cit., n. 513 – 515;
BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 2a ed. 2015, pag. 565 seg.).
L’autorità supera il proprio potere di apprezzamento commettendo arbitrio
ai sensi dell’art. 9 Cost. quando la sua decisione è fondata su valutazioni
insostenibili delle circostanze, è manifestamente inconciliabile con le
regole di diritto e con l’equità e si basa su elementi sprovvisti di pertinenza
o neglige fattori decisivi (cfr. DTF 112 II 318 consid. 2a; ADELIO SCOLARI,
Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 417). L’annullamento di un
giudizio si giustifica tuttavia solo quando esso è arbitrario nel suo risultato
e non unicamente nella sua motivazione (cfr. DTF 141 V 365 consid. 9.2;
134 I 140 consid. 5.4; 132 I 17 consid. 5.1; 131 I 217 consid. 2.1; 131 I 467
consid. 3.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-5340/2018 del 23 luglio 2019
consid. 2.1 con rinvii; SCOLARI, op. cit., n. 455 e 457; ZEN-RUFFINEN,
op. cit., n. 302).
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Pagina 9
2.1.2 Ai sensi dell’art. 49 lett. b PA, l’accertamento dei fatti è incompleto
allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per
la decisione non sono stati presi in considerazione dall’autorità inferiore.
L’accertamento è invece inesatto allorquando l’autorità ha omesso
d’amministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera
erronea il risultato dell’amministrazione di un mezzo di prova, o ha fondato
la propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli atti
dell’incarto, ecc. (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-5367/2018 del
20 agosto 2019 consid. 2.1 con rinvii).
2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti
(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 con-
sid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit
administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della
massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia
limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-
zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure
sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 con-
sid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27
consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rüge-
prinzip ») l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non
appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e
presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. DTF 141
V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio
inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal
dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II
425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere
processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che
interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in
particolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice
sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso
contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza
di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 con-
sid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.).
3.
Nel caso in disamina, oggetto del litigio è la decisione finale del 21 settem-
bre 2018 dell’autorità inferiore, con cui quest’ultima ha accolto la domanda
del 14 dicembre 2017 di assistenza amministrativa in materia fiscale inol-
trata dall’autorità richiedente olandese sulla base dell’art. 26 CDI CH-NL
nei confronti dei ricorrenti e dello Studio legale e notarile C._,
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Pagina 10
decidendo di trasmettere le informazioni ivi richieste. In tale contesto, per
lo scrivente Tribunale si tratta essenzialmente di esaminare l’ammissibilità
della predetta domanda di assistenza amministrativa olandese, sia dal
punto di vista meramente formale che da quello materiale, alla luce delle
puntuali censure sollevate dai ricorrenti.
A tal fine, di seguito, il Tribunale richiamerà preliminarmente i principi appli-
cabili alla presente fattispecie (cfr. consid. 3.1 segg. del presente giudizio).
3.1 L’assistenza amministrativa con i Paesi Bassi è retta dall’art. 26 CDI
CH-NL, nonché dal n. XVI del relativo Protocollo e dal relativo Accordo
amichevole. L’art. 26 CDI CH-NL si fonda, sul piano formale e materiale,
sul Modello di convenzione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economico (OCSE; di seguito: Modello OCSE) e sulla politica
svizzera in materia di convenzioni in questo ambito (cfr. Messaggio del
25 agosto 2010 concernente l’approvazione di una Convenzione tra la
Svizzera e i Paesi Bassi per evitare le doppie imposizioni, FF 2010 5057,
5070 [di seguito: Messaggio CDI CH-NL]; sentenza del TAF A-140/2019
del 13 maggio 2019 consid. 2.1). Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale, la CDI CH-NL, il Protocollo che ne fa parte integrante, nonché
l’Accordo amichevole devono essere considerati come un’unità interpre-
tativa (cfr. DTF 143 II 136 consid. 5.3.2).
3.2 Le disposizioni dell’art. 26 CDI CH-NL sono precisate al n. XVI del
Protocollo. Detta norma disciplina in dettaglio le esigenze formali a cui deve
sottostare la domanda di informazioni (cfr. Messaggio CDI CH-NL, FF 2010
5057, 5072), prevedendo alla lett. b che le autorità fiscali dello Stato richie-
dente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali dello Stato
richiesto quando presentato una richiesta di informazioni secondo l’art. 26
CDI CH-NL:
(i) le informazioni sufficienti per l’identificazione della persona o
delle persone oggetto del controllo o dell’inchiesta in particolare
il nome e, se disponibile, l’indirizzo, il conto bancario e qualsiasi
altro elemento che faciliti l’identificazione della persona o delle
persone come la data di nascita, lo stato civile o il codice fiscale;
(ii) il periodo oggetto della domanda;
(iii) la descrizione delle informazioni ricercate, in particolare la forma
in cui lo Stato richiedente desidera ricevere tali informazioni dallo
Stato richiesto;
(iv) lo scopo fiscale per cui le informazioni sono richieste;
(v) il nome e, nella in cui sia disponibile, l’indirizzo delle persone in
possesso delle informazioni richieste.
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Pagina 11
Il Protocollo precisa inoltre che, sebbene la lett. b preveda importanti
requisiti procedurali volti ad impedire la « fishing expedition », queste
esigenze (n. i-v) non devono essere interpretate in modo da ostacolare uno
scambio effettivo di informazioni (cfr. n. XVI lett. c del Protocollo).
3.3 In merito ai suddetti requisiti che deve adempiere una domanda di
assistenza amministrativa, l’Accordo amichevole, concluso ed entrato in
vigore il 31 ottobre 2011, precisa quanto segue:
Pertanto, questi requisiti sono da interpretare in modo tale che sia
possibile rispondere a una richiesta di assistenza amministrativa se lo
Stato richiedente, oltre alle informazioni da fornire secondo i sottopa-
ragrafi (ii)-(iv) della lettera b) del numero XVI del Protocollo, fornisce
anche le seguenti informazioni:
a) identifica la persona oggetto del controllo o dell’inchiesta, fermo
restando che questa identificazione può essere effettuata anche
in altro modo che indicandone il nome e l’indirizzo; e
b) indica, sempre che le siano noti, il nome e l’indirizzo della
persona per cui vi è motivo di ritenere che sia in possesso delle
informazioni richieste.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, così facendo, l’Accordo
amichevole esprime chiaramente l’idea secondo cui gli Stati contraenti non
ritengono indispensabile l’indicazione esplicita dei nomi nella domanda di
assistenza amministrativa (cfr. DTF 143 II 136 consid. 5.3.4).
3.4 In merito alla lista d’indicazioni circa il contenuto di una domanda di
assistenza che lo Stato richiedente è tenuto a fornire nel contesto delle CDI
(cfr. art. 6 cpv. 2 LAAF applicabile a titolo sussidiario), la giurisprudenza del
Tribunale federale considera che detta lista è concepita in modo tale che
se lo Stato richiedente vi si conforma scrupolosamente, lo stesso è di
principio reputato fornire le informazioni sufficienti a dimostrare la « rilevan-
za verosimile » della sua domanda (cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.1.4;
sentenza del TAF A-2618/2019 del 30 luglio 2019 consid. 3.2 con rinvii).
3.5
3.5.1 Giusta l’art. 26 par. 1 CDI CH-NL, le autorità competenti degli Stati
contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’ese-
cuzione della presente Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecu-
zione del diritto interno relativo alle imposte di ogni natura o denominazione
riscosse per conto degli Stati contraenti, delle loro suddivisioni politiche o
dei loro enti locali, nella misura in cui l’imposizione prevista non sia
contraria alla Convenzione. Il requisito della rilevanza verosimile – ovvero,
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Pagina 12
la condizione « verosimilmente rilevante » (cfr. n. XVI lett. c del Protocollo)
– è dunque la chiave di volta del sistema di scambio d’informazioni
(cfr. sentenze del TF 2C_695/2017 del 29 ottobre 2018 consid. 2.6;
2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3; [tra le tante] sentenze del
TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.1 con rinvii; A-6226/2017
del 21 marzo 2019 consid. 4.2.2).
3.5.2 L’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle infor-
mazioni richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente.
Non spetta pertanto allo Stato richiesto rifiutare una domanda di assistenza
o la trasmissione d’informazioni, solo perché da lui considerate prive di
pertinenza per l’inchiesta o il controllo sottostante (cfr. art. 26 par. 4 CDI
CH-NL; DTF 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4 [che evoca in particolare
una « ripartizione dei ruoli » tra Stato richiedente e Stato richiesto]; [tra le
tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con
rinvii; A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.2 con rinvii). Il ruolo dello
Stato richiesto si limita ad un controllo della plausibilità; egli deve limitarsi
a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fattispecie illustrata e i
documenti richiesti, tenendo presente la presunzione della buona fede
dello Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 161
considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] sentenze
del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con rinvii; A-
6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1).
3.5.3 Il requisito della rilevanza verosimile è adempiuto allorquando, al
momento della formulazione della domanda, esiste una ragionevole proba-
bilità che le informazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze
illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchiesta o del controllo
nello Stato richiedente. Ne consegue quindi che di principio lo Stato richie-
sto non può respingere una domanda di assistenza amministrativa poiché
sarebbe giunto ad una diversa conclusione (cfr. DTF 143 II 185 con-
sid. 3.3.2; 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3;
[tra le tante] sentenze del TAF A-5324/2018 del 9 dicembre 2019 con-
sid. 3.3.2.3; A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1 con rinvii; A-
2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.1 con rinvii).
3.6
3.6.1 Il riferimento a informazioni « verosimilmente rilevanti » ha lo scopo
di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio
possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere
una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni (« fishing expe-
dition ») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari
A-6035/2018
Pagina 13
fiscali di un determinato contribuente non è verosimile (cfr. n. XVI lett. c del
Protocollo; art. 7 lett. a LAAF; DTF 144 II 206 consid. 4.2; 143 II 136
consid. 6; sentenza del TF 2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 9.1;
[tra le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4
con rinvii). Il divieto delle « fishing expeditions » corrisponde al principio
della proporzionalità (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.), al quale deve conformarsi
ogni domanda di assistenza amministrativa (cfr. DTF 139 II 404 con-
sid. 7.2.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 del 15 novembre
2019 consid. 3.3 con rinvii; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4
con rinvii; A-846/2018 del 30 agosto 2018 consid. 2.1.6). Ciò indicato, non
è atteso dallo Stato richiedente che ognuna delle sue richieste conduca
necessariamente a una ricerca fruttuosa corrispondente (cfr. [tra le tante]
sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 con rinvii).
3.6.2 Fintantoché uno Stato si accontenta di accertare che una data
persona, a titolo individuale, ha pienamente soddisfatto i suoi obblighi
fiscali, in quanto nutre un dubbio al suo riguardo, non si può parlare di
« fishing expedition ». L’accertamento della percezione corretta delle
imposte è di per sé uno scopo sufficiente per giustificare una domanda di
assistenza amministrativa, per lo meno quando trattasi di una domanda di
assistenza individuale in relazione ad un caso concreto (cfr. sentenze del
TAF A-1015/2015 del 18 agosto 2016 consid. 9; A-2872/2015 del 4 marzo
2016 consid. 8).
3.7
3.7.1 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna
del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [CV, RS 0.111]) trova applicazione,
quale principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito
dello scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposi-
zione (cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-
506/2018 del 15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2325/2017 del
14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), come la CDI CH-NL. La buona
fede di uno Stato è presunta nelle relazioni internazionali (principio dell’affi-
damento). Nel contesto dell’assistenza amministrativa in materia fiscale,
detta presunzione implica che lo Stato richiesto non può, di principio, met-
tere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, a meno che sussistano
dei seri dubbi. Detto in altri termini, le dichiarazioni dello Stato richiedente
vanno considerate corrette, fintanto che una contraddizione manifesta non
risulta dalle circostanze (cfr. DTF 143 II 224 consid. 6.4; 143 II 202 con-
sidd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il principio dell’affidamento non si
oppone ad una domanda di chiarimento allo Stato richiesto; il rovescia-
mento della presunzione della buona fede di uno Stato dovendosi in ogni
A-6035/2018
Pagina 14
caso fondare su fatti constatati e concreti (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4;
143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante]
sentenza del TAF A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con
rinvii). In virtù del principio dell’affidamento, lo Stato richiesto è vincolato
alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate nella domanda di assistenza,
nella misura in cui quest’ultime non possono essere immediatamente con-
futate (« sofort entkräftet ») in ragione di errori, lacune o contradizioni mani-
feste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-
5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii; A-506/2018 del
15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2618/2019 del 30 luglio 2019
consid. 3.4; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii).
In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a
dover menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione
fornita sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non
sarebbe infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa,
poiché proprio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato
richiesto, lo Stato richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro
(cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2).
3.7.2 Ora, salvo nel caso in cui la presa in considerazione di un fatto notorio
lasci trasparire immediatamente che le indicazioni fornite dall’autorità
richiedente nella propria domanda di assistenza amministrativa sono
manifestamente erronee o che lo Stato richiesto sospetta l’esistenza di una
situazione descritta all’art. 7 LAAF, rispettivamente nel caso in cui vi sia un
palese abuso di diritto o emergano domande legittime circa la tutela dell’or-
dine pubblico svizzero o internazionale, le regole di procedura previste
dalla LAAF non impongono allo Stato richiesto né di procedere lui stesso a
delle verifiche né di rimettere in discussione il ben fondato delle informa-
zioni fornite dallo Stato richiedente (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4, 142 II
218 consid. 3.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF A-
6205/2018 del 23 settembre 2019 consid. 2.8 con rinvii; A-3773/2018
dell’8 febbraio 2019 consid. 2.6; A-4044/2015 del 16 febbraio 2016 con-
sid. 2.6 con rinvii).
3.7.3
3.7.3.1 Giusta l’art. 7 lett. c LAAF, non si entra nel merito di una domanda
di assistenza amministrativa se viola il principio della buona fede, « in
particolare se si fonda su informazioni ottenute mediante reati secondo il
diritto svizzero ».
A-6035/2018
Pagina 15
Secondo la nuova giurisprudenza del Tribunale federale, se una parte
censura che una domanda di assistenza è fondata su fatti punibili, deve
essere esaminato se detta domanda viola il principio della buona fede. In
tale contesto, l’art. 7 lett. c LAAF trova applicazione unicamente in presen-
za di una violazione del principio della buona fede ai sensi del diritto inter-
nazionale, e meglio della CV (cfr. al riguardo, consid. 3.7.1 del presente
giudizio). Se in virtù del diritto internazionale deve essere negata l’assi-
stenza, l’art. 7 lett. c LAAF impone alla Svizzera, alle condizioni ivi indicate,
di non entrare nel merito della domanda di assistenza amministrativa
(cfr. per i dettagli, DTF 143 II 224 consid. 6.2; parimenti sentenza del TAF
A-1275/2018 del 23 maggio 2019 consid. 5.2.1 con rinvii). Ora, secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale relativa alle domande di assistenza
fondate sui dati rubati, per reati vanno intesi dei reati effettivamente punibili
in Svizzera. Ciò presuppone, oltre all’adempimento delle condizioni ogget-
tive della norma penale svizzera di cui si presume la violazione, la compe-
tenza ratione loci della Svizzera (cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.5.6; senten-
ze del TAF A-6314/2017 del 17 aprile 2019 consid. 4.3.3.1; A-2325/2017
del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4). Nel contesto della CDI CH-NL, la
Svizzera si è impegnata a non concedere l’assistenza amministrativa in
materia fiscale ai Paesi Bassi se la domanda di assistenza si basa su dati
ottenuti illegalmente (cfr. Messaggio CDI CH-NL, FF 2010 5057, 5072).
3.7.3.2 Al riguardo, una parte della dottrina sostiene l’opinione secondo cui
l’utilizzo da parte dello Stato richiedente di dati bancari rubati costituisce
già a lui solo una violazione del principio della buona fede (cfr. al riguardo,
ANDREA OPEL, Wider die Amtshilfe bei Datenklau: Gestohlene Daten sind
gestohlene Daten, Jusletter del 23 novembre 2015, n. 44; ROBERT
WEYENETH, Der nationale und internationale ordre public im Rahmen der
grenzüberschreitenden Amtshilfe in Steuersachen, 2017, pag. 204 segg.,
in particolare pag. 208 seg.; cfr. parimenti FRANCESCO NAEF, Lo scambio
di informazioni fiscali in caso di dati rubati, Novità fiscali 2016/6, pag. 18
segg.). Sennonché alla luce della giurisprudenza del Tribunale federale,
tale opinione non può essere qui condivisa (cfr. sentenze del TAF A-
1275/2018 del 23 maggio 2019 consid. 5.2.2 con rinvii; A-6314/2017 del
17 aprile 2019 consid. 4.3.3.3).
Più nel dettaglio, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, uno
Stato adotta un comportamento contrario alla buona fede, quando lo stesso
acquista dei dati bancari svizzeri e li utilizza per una domanda di assistenza
amministrativa. Lo stesso vale se uno Stato si è impegnato espressamente
nei confronti della Svizzera – ovvero, fornendo una garanzia espressa in
tal senso (« ausdrückliche Zusicherung ») – a non utilizzare dei dati rubati
A-6035/2018
Pagina 16
a fondamento delle proprie domande di assistenza amministrativa e
presenta comunque una domanda fondata su tali dati. Ora, la questione a
sapere se lo Stato richiedente ha violato o meno il principio della buona
fede ai sensi dell’art. 7 lett. c LAAF va valutata caso per caso. Detto in altri
termini, l’uso di dati ottenuti illegalmente non permette a lui solo di ritenere
automaticamente una violazione del principio della buona fede. Inversa-
mente, il « solo » uso di dati ottenuti illegalmente, in assenza di altri ele-
menti – quali un acquisto di dati o una garanzia, secondo cui detti dati non
verranno utilizzati – non permette di ritenere automaticamente che il prin-
cipio della buona fede è stato rispettato. Come detto, tale questione va
piuttosto valutata nel singolo caso alla luce di tutte circostanze concrete
della fattispecie in esame (cfr. DTF 143 II 224 consid. 6.3 seg.; sentenze
del TF 2C_88/2018 del 7 dicembre 2018 considd. 5.3-5.5; 2C_819/2017
del 2 agosto 2018 consid. 2.2.2; 2C_648/2017 del 17 luglio 2018 con-
sidd. 2.3.3 e 2.3.4; sentenze del TAF A-1275/2018 del 23 maggio 2019
consid. 5.2.2 con rinvii; A-6314/2017 del 17 aprile 2019 consid. 4.3.3.4).
3.8 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della
sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti
d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di
richiedere le informazioni (cfr. n. XVI lett. a del Protocollo; [tra le tante]
sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con rinvii;
A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5; A-2321/2017 del 20 dicem-
bre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi concreti, rispettivamente di
seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in discussione
l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando uno Stato
presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni caso quando
lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione abituali
previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere informazioni
o di aver agito conformemente alla Convenzione (cfr. DTF 144 II 206 con-
sid. 3.3.2; sentenza del TF 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016 consid. 7.2;
[tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6
con rinvii; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.7; A-5066/2016 del
17 maggio 2018 consid. 2.7).
3.9
3.9.1 Giusta l’art. 26 par. 3 CDI CH-NL, i par. 1 e 2 non possono essere
interpretati nel senso che facciano obbligo a uno Stato contraente di:
a) eseguire misure amministrative in deroga alla sua legislazione e
alla sua prassi amministrativa o a quelle dell’altro Stato
contraente;
A-6035/2018
Pagina 17
b) fornire informazioni che non possono essere ottenute in virtù
della sua legislazione o nell’ambito della sua prassi ammini-
strativa normale oppure di quelle dell’altro Stato contraente;
c) fornire informazioni che potrebbero rivelare segreti commerciali
o d’affari, industriali o professionali oppure metodi commerciali o
informazioni la cui comunicazione sarebbe contraria all’ordine
pubblico.
Al riguardo, l’art. 26 par. 5 CDI CH-NL precisa però che in nessun caso le
disposizioni del par. 3 devono essere interpretate nel senso che permet-
tono a uno Stato contraente di rifiutare di comunicare informazioni unica-
mente perché queste sono detenute da una banca, un altro istituto finan-
ziario, un mandatario o una persona operante come agente o fiduciario
oppure perché dette informazioni si rifanno ai diritti di proprietà di una
persona. Nonostante le disposizioni del par. 3 o le disposizioni contrarie del
diritto interno, le autorità fiscali dello Stato richiesto sono autorizzate a
divulgare le informazioni menzionate in questo paragrafo. Più concreta-
mente, il segreto bancario (cfr. art. 47 della legge federale dell’8 novembre
1934 sulle banche e le casse di risparmio [LBCR, RS 952.0]) non è dunque
opponibile alla trasmissione delle informazioni (cfr. Messaggio CDI CH-NL,
FF 2010 5057, 5071 seg.). Tale principio è ripreso dall’art. 8 cpv. 2 LAAF,
secondo cui le informazioni in possesso di una banca, di un altro istituto
finanziario, di un mandatario, di un procuratore o di un fiduciario, oppure
che si rifanno ai diritti di proprietà di una persona possono essere richieste
se la convenzione applicabile ne prevede la trasmissione, come nel caso
della CDI CH-NL (cfr. sentenze del TAF A-5741/2017 del 29 giugno 2018
consid. 6.4.2 con rinvii; A-6547/2013 dell’11 febbraio 2014 consid. 9.1).
3.9.2 Ciò posto, riguardo al segreto professionale (cfr. art. 321 CP), l’art. 8
cpv. 6 LAAF sancisce che gli avvocati legittimati a esercitare la rappresen-
tanza in giudizio in Svizzera conformemente alla legge federale del 23 giu-
gno 2000 sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA, RS 935.61) pos-
sono negare la consegna di documenti e informazioni tutelati dal segreto
professionale. I documenti che l’avvocato possiede per un’altra funzione
sottostanno invece all’obbligo di consegna. Questa protezione del segreto
professionale degli avvocati corrisponde all’art. 26 cpv. 3 lett. c del Modello
OCSE (cfr. Messaggio del 6 luglio 2011 a sostegno di una legge
sull’assistenza amministrativa fiscale, FF 2011 5587, 5603 [di seguito:
Messaggio LAAF]). Ora, ai sensi dell’art. 8 cpv. 6 LAAF, che concretizza
l’art. 26 par. 3 lett. c CDI CH-NL, il segreto professionale si oppone dunque
alla trasmissione di informazioni, soltanto nel caso in cui la persona
interessata o il detentore d’informazione – chiamato dall’AFC a fornire le
A-6035/2018
Pagina 18
informazioni che sono presumibilmente necessarie per rispondere alla
domanda di assistenza amministrativa ex art. 9 LAAF, rispettivamente ex
art. 10 LAAF – che lo invoca è per l’appunto un avvocato ai sensi della
LLCA (cfr. DTF 135 III 410 consid. 3.3 [circa la definizione dell’attività
propria all’avvocato]; sentenza del TF 2C_616/2018 del 9 luglio 2019
considd. 6.1-6.3; sentenze del TAF A-5741/2017 del 29 giugno 2018
consid. 6.4.1 con rinvii; A-6547/2013 dell’11 febbraio 2014 consid. 9.2.1).
4.
4.1 Stabiliti i principi qui applicabili, da un suo esame preliminare, lo scri-
vente Tribunale osserva innanzitutto come dal punto di vista strettamente
formale la domanda di assistenza amministrativa del 14 dicembre 2017
inoltrata dall’autorità richiedente olandese (cfr. atto n. 1 dell’incarto prodot-
to dall’autorità inferiore [di seguito: inc. AFC]) risulta adempiere ai requisiti
formali alla base della sua ammissibilità, la stessa indicando in maniera
sufficiente tutte le informazioni richieste dall’art. 26 par. 1 CDI CH-NL
nonché dal n. XVI del Protocollo e dall’Accordo amichevole, quali l’identità
delle persone interessate oggetto dell’inchiesta fiscale nei Paesi Bassi, la
fattispecie alla sua base, lo scopo fiscale, il periodo fiscale interessato e –
per quanto a lei nota – l’identità di un detentore delle informazioni (cfr. con-
sidd. 3.2 e 3.3 del presente giudizio). Di fatto, si tratta di una domanda indi-
viduale di assistenza amministrativa circoscritta ai ricorrenti quali specifici
soggetti fiscali olandesi, volta all’accertamento della loro imposizione alle
imposte sul reddito nei Paesi Bassi, come pure allo Studio legale e notarile
C._. Tenuto conto delle informazioni e dei documenti complemen-
tari forniti il 30 gennaio 2018 e il 27 febbraio 2018 dall’autorità richiedente
olandese su richiesta dell’autorità inferiore (cfr. atti n. 3, 5, 14 e 15
dell’inc. AFC), la domanda di assistenza amministrativa olandese in
oggetto va considerata come formalmente completa.
Ciò constatato, per il Tribunale si tratta dunque di esaminare ancora se dal
punto di vista materiale l’autorità inferiore poteva o meno dare seguito alla
predetta domanda di assistenza, viste in particolare le censure sollevate
dai ricorrenti (cfr. considd. 4.2 – 4.7 del presente giudizio).
4.2
4.2.1 In concreto, i ricorrenti censurano innanzitutto la violazione da parte
dell’autorità inferiore del principio della fiducia (principio dell’affidamento).
A loro avviso, apparirebbe infatti evidente come la domanda di assistenza
amministrativa olandese si fondi su informazioni inattendibili fornite da una
persona, il signor D._, che, in base alle ricerche da loro effettuate
su internet, sarebbe menzionato come un « international scammer » che
A-6035/2018
Pagina 19
avrebbe raggirato varie persone in Svizzera (cfr. docc. T, U1 e U2). Di fatto,
vi sarebbero degli elementi concreti in base ai quali l’autorità inferiore
avrebbe dovuto ritenere come non veritiera la fattispecie esposta nella
domanda di assistenza amministrativa olandese, in merito alle dichiara-
zioni del signor D._ quanto alla provenienza dei fondi utilizzati dai
ricorrenti per il versamento del prezzo di acquisto di una casa di 2.6 milioni
di franchi, così come smentito anche dall’avv. F._ (cfr. doc. H). In
tale contesto, essi sottolineano che il 6 giugno 2017, nell’ambito del
procedimento interno dell’autorità richiedente olandese, quest’ultima
avrebbe trasmesso all’avvocato olandese del ricorrente 1 dei documenti
(cfr. doc. AE), tra cui uno scritto 24 febbraio 2014 apparentemente inviato
dal signor D._ al « Finanzamnt Bellinzona (...) », menzionante che
il ricorrente 1 avrebbe versato il prezzo di 2'600'000 franchi tramite la
società H._, ciò che non corrisponderebbe al vero (cfr. doc. AC):
« [...] Sehr geehrte Damen und Herrn, Hiermit bestätige Ich Ihnen das der
Betrag über CHF 2.600.000.-- überwiesen von der Firma H._ auf den
Kaufvertrag meines Hauses bezahlt worden ist. Herr A._ ist nach
Bestätigung des Notars F._ alleiniger wirtschaftlicher Berechtigter
dieses Kontos. Für Rückragen wenden Sie sich bitte an mir oder an den Notar
[...]».
In tali circostanze, essi ritengono che andrebbe accertato se l’autorità fisca-
le ticinese ivi menzionata abbia effettivamente ricevuto detto scritto oppure
se lo stesso sia stato solo trasmesso all’autorità richiedente olandese. Se
ciò non fosse il caso, sarebbe ancora più evidente la totale inattendibilità
delle dichiarazioni del signor D._. Ciò precisato, essi sottolineano
che nella decisione impugnata l’autorità inferiore non si sarebbe tuttavia
confrontata con dette censure, così come da loro esposte dinanzi ad essa
con scritto 30 maggio 2018 (cfr. doc. Z; ricorso 22 ottobre 2018, n. 45-56;
replica spontanea del 21 dicembre 2018, n. 9-17). Il rifiuto dell’autorità infe-
riore, espresso con risposta 6 dicembre 2018, di verificare se detto scritto
sia stato effettivamente consegnato all’autorità fiscale ticinese sarebbe un
esempio di tale fatto (cfr. replica spontanea del 21 dicembre 2018, n. 12).
Ad ulteriore comprova della fattispecie non veritiera contenuta nella
domanda di assistenza amministrativa olandese, essi evidenziano come
dagli atti acquisiti dall’autorità inferiore – estratto del registro fondiario, atti
notarili relativi al diritto di compera, ecc. – risulterebbe chiaramente non
solo ch’essi sarebbero assoggettati fiscalmente in Svizzera dal 18 ottobre
2012 secondo il dispendio e che l’esercizio del diritto di compera avente
per oggetto la particella n. (...) RFD di W._ in Via (...), U._,
sarebbe intervenuto dopo tale data, ovvero il 13 febbraio 2013, ma anche
che il prezzo di vendita fissato a 2'600'000 franchi sarebbe stato versato
A-6035/2018
Pagina 20
come segue: 40'000 franchi già versati prima del rogito n. (...) datato
13 dicembre 2012, mentre 2'560'000 franchi accreditati con valuta
18 gennaio 2013 a favore della relazione bancaria n. (...) intestata
all’avv. F._ e all’avv. K._ presso la banca J._. Il
supposto versamento di 100'000 franchi della società H._ a favore
del signor D._, citato nella domanda, non avrebbe dunque di tutta
evidenza alcun nesso con l’acquisto della succitata abitazione, rispetti-
vamente non sarebbe parte delle transazioni intervenute in relazione al
pagamento del prezzo di 2'600'000 franchi. Peraltro la domanda conte-
rebbe una moltitudine di informazioni errare, segnatamente circa l’indirizzo
dei ricorrenti e dell’abitazione da essi acquistata, il lavoro del ricorrente 1,
la data di partenza dai Paesi Bassi, ecc. (cfr. ricorso 22 ottobre 2018, n. 30-
41):
 attualmente l’indirizzo dei ricorrenti non sarebbe in [luogo nei Paesi Bassi],
bensì in Via (...) U._ [luogo in Svizzera];
 il ricorrente 1 non sarebbe dipendente della società E._;
 la società L._ non deterrebbe il (...) della società E._, bensì
solo (...) azioni;
 l’indirizzo delle società M._ e L._ non sarebbe in [luogo nei
Paesi Bassi], bensì in [luogo nei Paesi Bassi],
 i ricorrenti non avrebbero acquistato un’abitazione in Via (...) a U._,
bensì in Via (...) a U._;
 non sarebbe corretto che i ricorrenti non avrebbe risposto alle richieste
dell’autorità fiscale olandese, gli stessi avendo invero fornito chiarimenti
prima del loro trasferimento in Svizzera.
 il trasferimento dei ricorrenti dai Paesi Bassi alla Svizzera non avrebbe
avuto luogo il 22 febbraio 2013 (e meglio, « [...] deregistered from the Ne-
therlands as of 22 February 2013 [...] »), bensì il 18 ottobre 2012, data alla
quale sarebbero stati iscritti quali contribuenti nel comune di W._.
4.2.2 In proposito, il Tribunale osserva preliminarmente come le censure
sollevate dai ricorrenti non sono tali da rimettere in discussione l’adem-
pimento dei requisiti formali alla base dell’ammissibilità della domanda di
assistenza amministrativa in oggetto, così come già accertato in questa
sede (cfr. consid. 4.1 del presente giudizio).
4.2.3 Con tale premessa, il Tribunale sottolinea come in virtù del principio
dell’affidamento, l’autorità richiesta non può, di principio, mettere in dubbio
le allegazioni dell’autorità richiedente, a meno che sussistano dei seri
dubbi. La buona fede dello Stato richiedente essendo presunta, l’autorità
richiesta è infatti vincolata alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate
nella domanda di assistenza amministrativa, fintanto che quest’ultime non
possono essere immediatamente confutate in ragione di errori, lacune o
A-6035/2018
Pagina 21
contradizioni manifeste (cfr. consid. 3.7.1 del presente giudizio). In tale
contesto, la ricevibilità di una domanda di assistenza amministrativa non è
subordinata all’assenza di errori, lacune o contradizioni. In effetti, la sussi-
stenza di errori nella fattispecie indicata dall’autorità richiedente – segna-
tamente in rapporto all’indicazione di un indirizzo, un nome o una data – a
lei sola non basta a far ritenere automaticamente la stessa come non
veritiera o priva di fondamento. Ora, non va dimenticato che la domanda di
assistenza amministrativa, oltre ad accertare l’assoggettamento alle impo-
ste, mira anche ad accertare la fattispecie ritenuta dall’autorità richiedente.
Ne consegue che, se a seguito dei documenti raccolti dall’autorità richiesta
risultano degli errori, ciò non autorizza detta autorità a non trasmettere le
informazioni così raccolte, detti documenti essendo per l’appunto destinati
a chiarire e verificare i fatti indicati dall’autorità richiedente. L’apprez-
zamento della rilevanza verosimile delle informazioni è di solo rilievo
dell’autorità richiedente (cfr. consid. 3.5.2 seg. del presente giudizio).
4.2.4 In tale frangente, per quanto attiene all’attendibilità e alla credibilità
delle dichiarazioni del signor D._ su cui si fonda la domanda di assi-
stenza amministrativa olandese in oggetto, il Tribunale osserva – alla stre-
gua dell’autorità inferiore (cfr. risposta 6 dicembre 2018, n. 3.5) – come non
rientri nella competenza dell’autorità richiesta di giudicare se una fonte
utilizzata dall’autorità richiedente possa essere ritenuta affidabile o meno
(cfr. consid. 3.7.2 del presente giudizio). Quand’anche si dovesse avverare
– così come sostenuti dai ricorrenti – che il signor D._ sia effettiva-
mente un « international scammer », rispettivamente che lo stesso abbia
cagionato danni altrui tramite truffe, ciò non significa ancora che le sue
dichiarazioni siano da ritenersi automaticamente non veritiere. Che il ricor-
rente 1 e dall’avv. F._ abbiano smentito quanto dichiarato dal signor
D._ su più fronti, non è un elemento sufficiente a negare
l’assistenza amministrativa in materia fiscale ai Paesi Bassi. Spetterà infatti
all’autorità richiedente olandese valutare l’attendibilità di dette dichiarazioni
sulla base delle informazioni e dei documenti che gli verranno trasmessi
dall’autorità inferiore (cfr. consid. 4.2.3 del presente giudizio).
4.2.5 In merito agli accertamenti postulati dai ricorrenti circa la questione a
sapere se lo scritto 24 febbraio 2014 del signor D._ sia stato effetti-
vamente o meno trasmesso da quest’ultimo alle autorità fiscali ticinesi – in
casu, il « Finanzamt Bellinzona » ivi indicato – il Tribunale non può che
constatare, alla stregua dell’autorità inferiore (cfr. risposta 6 dicembre
2018, n. 3.5), come l’autorità richiesta non sia tenuta, di principio, a
procedere ad una valutazione delle prove e all’accertamento della fatti-
specie esposta nella domanda di assistenza amministrativa olandese
A-6035/2018
Pagina 22
(cfr. consid. 3.7.2 del presente giudizio). In assenza di una richiesta di
informazioni al riguardo da parte dell’autorità richiedente, l’autorità richiesta
deve limitarsi ad un esame della plausibilità, senza procedere ad indagini
dettagliate al riguardo (cfr. consid. 3.5.2 del presente giudizio). Peraltro,
detta domanda di accertamento, così come la sussistenza dello scritto
24 febbraio 2014 del signor D._, è stata sollevata dai ricorrenti per
la prima volta dinanzi al Tribunale e non dinanzi all’autorità inferiore.
4.2.6 Riguardo agli asseriti errori presenti nella domanda di assistenza
amministrativa olandese segnalati dai ricorrenti (cfr. consid. 4.2.1 del pre-
sente giudizio), anche in questo caso il Tribunale deve rilevare come gli
stessi non siano manifesti o di una gravità tale da far ritenere la fattispecie
ivi descritta come palesemente non veritiera. Di fatto, i ricorrenti – per loro
stessa ammissione – hanno effettivamente acquistato un’abitazione per un
prezzo complessivo di 2'600'000 franchi dal signor D._, per il
tramite dell’avvocato e notaio F._. Come giustamente rilevato
dall’autorità inferiore (cfr. risposta 6 dicembre 2018, n. 3.8-3.14), le
persone interessate e/o coinvolte in detta transazione sono chiaramente
identificabili, a prescindere dall’esattezza o meno delle date, degli indirizzi
e delle altre circostanze ivi indicati. Quando, come e in che modalità detta
transazione sia intervenuta è una circostanza che può essere appurata dai
documenti e dalle informazioni richieste dall’autorità richiedente olandese.
Che poi i documenti e le informazioni così raccolte possano o meno
smentire la fattispecie esposta dall’autorità richiedente non è di certo una
circostanza di cui l’autorità inferiore o il Tribunale debbano tenere conto per
decidere se negare o meno l’assistenza amministrativa, il giudizio circa la
pertinenza degli stessi con l’indagine condotta dall’autorità richiedente non
essendo di loro rilievo (cfr. considd. 3.5.2 e 3.5.3 del presente giudizio).
4.2.7 Visto quanto suesposto, il Tribunale giunge alla conclusione che non
è ravvisabile alcuna violazione del principio della fiducia da parte
dell’autorità inferiore, in rapporto alla credibilità della fattispecie esposta
nella domanda di assistenza amministrativa olandese. Nulla agli atti lascia
infatti pensare che la stessa sia manifestamente errata o non veritiera. La
censura dei ricorrenti al riguardo va dunque respinta.
4.3
4.3.1 Sempre invocando la violazione del principio della fiducia, i ricorrenti
ritengono poi che la domanda di assistenza amministrativa olandese anda-
va altresì respinta ai sensi dell’art. 7 lett. c LAAF, in quanto fondata su infor-
mazioni provento di reati punibili in Svizzera o che l’autorità richiedente
A-6035/2018
Pagina 23
olandese avrebbe ricevuto grazie a detti reati. Più nel dettaglio, essi alle-
gano che i sospetti di infrazione fiscale indicati dall’autorità richiedente
olandese sarebbero infatti stati trasmessi dal signor D._, « interna-
tional scammer », apparentemente soltanto per ragioni di (ingiustificata)
vendetta, allo scopo di fare avviare un procedimento di carattere fiscale o
un procedimento di carattere penale-fiscale nei loro confronti. Un simile
comportamento sarebbe punibile in Svizzera per mendacie ex art. 303 CP
e per sviamento della giustizia ex art. 304 CP. Dal momento che, come
indicato dall’autorità richiedente olandese e dall’autorità richiesta, la
denuncia di infrazioni fiscali sarebbe stata effettuata dal signor D._
contemporaneamente inviando una lettera all’autorità fiscale del Cantone
Ticino, vi sarebbero i presupposti per ritenere la sussistenza di un reato
punibile in Svizzera (cfr. ricorso 22 ottobre 2018, n. 57-59).
4.3.2 Al riguardo, il Tribunale osserva come la giurisprudenza concernente
le domande di assistenza amministrativa fondate su informazioni ottenute
mediante reati secondo il diritto svizzero sia alquanto restrittiva. Perché sia
ammessa una tale fattispecie ai sensi dell’art. 7 lett. c LAAF, il reato in
questione deve essere perseguibile in Svizzera (cfr. consid. 3.7.3 del pre-
sente giudizio). Ora, nel caso in disamina, vero è che la domanda di assi-
stenza amministrativa olandese si fonda sulle dichiarazioni del signor
D._. Tuttavia, nulla agli atti permette di ritenere automaticamente
che le stesse siano frutto di un reato secondo il diritto svizzero, solo perché
detta persona viene citata su internet quale « international scammer »
(cfr. docc. T, U1 e U2 prodotti dai ricorrenti). Detto ciò, in ogni caso, nulla
agli atti permette di escludere che l’autorità richiedente olandese si sia
fondata su altri elementi, oltre che sulle dichiarazioni del signor D._.
Né l’autorità inferiore né l’autorità richiedente hanno del resto mai sostenu-
to che l’asserita denuncia di infrazioni sarebbe stata effettuata contempo-
raneamente all’avvio di una lettera all’autorità fiscale del Cantone Ticino.
Come visto, sono i ricorrenti che menzionano e presentano per la prima
volta in sede ricorsuale lo scritto 24 febbraio 2014 del signor D._
(cfr. doc. AC prodotto dai ricorrenti), nonché affermano fosse parte degli
atti trasmessi dall’autorità fiscale olandese tramite e-mail, nonostante non
sia possibile riconoscere se detto scritto fosse parte o meno dei documenti
allegati alla e-mail (cfr. consid. 4.2.5 del presente giudizio). Di fatto, dagli
atti dell’incarto non emerge alcuna informazione utile al riguardo. Da un
esame del predetto scritto, non è in ogni caso possibile escludere che di
fatto si tratti di un documento meramente di parte, la sua veridicità ed atten-
dibilità non potendo essere qui appurata, lo stesso non essendo nominato
dall’autorità richiedente olandese nella propria domanda.
A-6035/2018
Pagina 24
Ora, se come affermano i ricorrenti, il signor D._ avesse commesso
nei loro confronti il reato di mendacie ex art. 303 CP e di sviamento della
giustizia ex art. 304 CP, gli stessi avrebbero dovuto inoltrare una denuncia
penale in tale senso. Sennonché gli stessi non hanno prodotto alcun docu-
mento attestante una tale evenienza, rispettivamente la sussistenza di
un’inchiesta penale dal quale risulti chiaramente il perseguimento degli
asseriti reati in Svizzera. In tali circostanze, in assenza di elementi concreti
ed accertati rispetto alla sussistenza di reati penali, in virtù del principio
della fiducia, nulla permette a questo Tribunale e neppure all’autorità
inferiore di mettere in dubbio le dichiarazioni dell’autorità richiedente e di
dunque ritenere che la sua domanda sia stata deposta sulla base di
informazioni risultanti da un reato penale (cfr. considd. 3.7.1 e 3.7.3 del
presente giudizio). Anche detta censura va pertanto qui respinta.
4.4
4.4.1 I ricorrenti ritengono poi che il segreto bancario e il segreto profes-
sionale si opporrebbero alla trasmissione delle informazioni e dei docu-
menti richiesti dall’autorità richiedente olandese. A loro avviso, gli atti
concernenti la transazione relativa alla costituzione del diritto di compera
del fondo n. (...) RFD di W._ – e meglio, i documenti notarili allestiti
dall’avvocato e notaio F._, l’estratto della particella n. (...) e la
documentazione bancaria della relazione n. (...) intestata
all’avv. F._ e/o all’avv. K._ presso la banca J._ –
sarebbero coperti dal segreto professionale. Nella misura in cui i ricorrenti
non avrebbero svincolato l’avv. F._ dal segreto professionale, lo
stesso non sarebbe autorizzato a fornire detti documenti. Nel richiedere ed
ottenere detti documenti dall’Ufficio del registro fondiario e dalla banca,
l’autorità inferiore avrebbe commesso un abuso di diritto configurante una
violazione del segreto professionale del notaio ex art. 321 CP. Peraltro, le
informazioni bancarie ottenute dalla banca J._ sarebbero coperte
dal segreto bancario ex art. 47 LBCR, violato dall’autorità inferiore
(cfr. ricorso 22 ottobre 2018, n. 75-77).
4.4.2 Al riguardo, il Tribunale sottolinea come il segreto bancario non sia
opponibile alla trasmissione delle informazioni bancarie, l’art. 26 par. 5 CDI
CH-NL prevedendo espressamente la loro trasmissione (cfr. consid. 3.9.1
del presente giudizio). Per quanto attiene invece al segreto professionale,
il Tribunale sottolinea come lo stesso sia invocabile solo all’avv. F._
e/o all’avv. K._ e in rapporto agli atti legali da essi intrapresi nella
loro qualità di avvocati legittimati a esercitare la rappresentanza in giudizio
in Svizzera conformemente alla LLCA. Il segreto professionale non è
invece invocabile dai ricorrenti, dalla banca o dall’Ufficio del registro
A-6035/2018
Pagina 25
fondiario in rapporto agli atti legali da essi detenuti (cfr. consid. 3.9.2 del
presente giudizio). Si deve dunque ritenere che è a giusta ragione che
l’Ufficio del registro fondiario e la banca, non potendo invocare validamente
il segreto professionale per opporsi a detta richiesta, hanno consegnato
all’autorità inferiore le informazioni e i documenti da lei richiesti, quand’anc-
he trattasi anche di atti notarili. In tale frangente non è ravvisabile alcuna
violazione del segreto professionale. Le censure dei ricorrenti al riguardo
vanno pertanto respinte.
4.5
4.5.1 Asserendo che l’art. 6 cpv. 2 lett. e LAAF esigerebbe l’indicazione da
parte dell’autorità richiedente del nome e l’indirizzo del detentore presunto
delle informazioni, i ricorrenti sottolineano altresì che in concreto l’autorità
richiedente olandese avrebbe menzionato quale detentore delle informa-
zioni lo Studio legale e notarile C._, ma non la banca J._ e
l’Ufficio del registro fondiario. In tali circostanze, essi ritengono che
l’autorità inferiore non era autorizzata a rivolgersi a dette ulteriori entità per
richiedere le informazioni (cfr. ricorso 22 ottobre 2018, n. 77 lett. d).
4.5.2 In proposito, il Tribunale rileva come l’art. 6 cpv. 2 lett. e LAAF non
trovi qui applicazione, essendo determinante quanto disposto dalla CDI
CH-NL quale lex specialis in merito ai requisiti formali che la domanda di
assistenza amministrativa deve adempiere (cfr. consid. 3.4 del presente
giudizio). Nel caso della CDI CH-NL la giurisprudenza del Tribunale fede-
rale ha già avuto modo di sancisce come l’indicazione dei nomi delle
persone interessate nella domanda di assistenza amministrativa non sia
un requisito indispensabile alla sua ricevibilità, l’Accordo amichevole non
esigendo imperativamente la loro indicazione (cfr. DTF 143 II 136 con-
sid. 5.3.4; consid. 3.3 del presente giudizio). Ora, alla stregua delle perso-
ne interessate, anche nel caso dei detentori di informazioni l’Accordo ami-
chevole precisa chiaramente che il nome e l’indirizzo del detentore delle
informazioni vanno indicati « sempre che siano noti » (cfr. consid. 3.3 del
presente giudizio). Ciò significa che in concreto l’autorità richiedente olan-
dese non era tenuta ad indicare il nome dei potenziali detentori di informa-
zioni, se da lei non noti. Ch’essa abbia dunque indicato solo lo Studio le-
gale e notarile C._, poiché a lei noto e non gli altri potenziali
detentori d’informazione è dunque conforme ai disposti di legge (cfr. atto
n. 1 dell’inc. AFC). Il fatto che l’autorità inferiore si sia poi rivolta ad altri
detentori di informazioni, poiché potenzialmente in possesso delle
informazioni richieste dall’autorità richiedente olandese, non inficia dunque
la trasmissibilità delle informazioni e dei documenti così raccolti.
A-6035/2018
Pagina 26
Ciò constatato, nello specifico, è qui ancora doveroso precisare che non ci
si trova dinanzi ad un caso di scambio spontaneo d’informazioni ai sensi
del n. XVI lett. d del Protocollo, nonché dell’art. 3 lett. d LAAF, l’autorità
inferiore essendosi limitata a ricercare le informazioni richieste dall’autorità
richiedente olandese presso altri potenziali detentori di informazioni (dap-
prima presso l’Ufficio del registro fondiario, successivamente presso la
banca risultante dall’atto notarile trasmessole dall’Ufficio del registro di
commercio [cfr. rogito n. {...} accluso all’atto n. 13 dell’inc. AFC]), non noti
a quest’ultima, così come risultante dagli atti dell’incarto (cfr. atti n. 9 e 16
dell’inc. AFC) e – come appena indicato – permesso dall’Accordo
amichevole (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio). Di fatto, le informazioni
che l’autorità inferiore intende trasmettere all’autorità richiedente olandese
non eccedono infatti quanto richiesto da quest’ultima nella propria doman-
da di assistenza amministrativa del 14 dicembre 2017 (cfr. atto n. 1
dell’inc. AFC; cfr. riguardo ad un caso di scambio spontaneo, sentenze del
TAF A-2117/2018 del 5 marzo 2019; A-2138/2018 del 5 marzo 2019
[impugnate dinanzi al TF]). La censura dei ricorrenti va dunque respinta.
4.6
4.6.1 I ricorrenti sostengono poi che il requisito della rilevanza verosimile
delle informazioni richieste dall’autorità richiedente olandese non sarebbe
adempiuto. Più nel dettaglio, essi – in qualità di soggetti fiscali svizzeri –
sottolineano innanzitutto di essere soggetti alla tassazione secondo il
dispendio, circostanza in virtù della quale le informazioni concernenti detta
modalità di imposizione, nonché l’importo fissato dall’autorità svizzera
nell’ambito di tale regime fiscale non costituirebbero delle informazioni
verosimilmente rilevanti, così come sarebbe già stato sancito dal Tribunale
statuente con sentenza A-3407/2017 del 20 agosto 2018 consid. 3.6.4. Ad
ulteriore comprova della mancata rilevanza verosimile delle informazioni
richieste, essi sollevano l’estraneità del bonifico di 100'000 franchi versato
dalla H._ con il pagamento dei 2.6 milioni di franchi e dunque con
l’acquisto dell’abitazione a U._, così come gli stessi avrebbero
comprovato. Di fatto, la richiesta formulata dall’autorità richiedente
olandese costituirebbe una « fishing expedition ». In ogni caso, essi
ritengono che non vi sarebbe alcun nesso tra la fattispecie (non veritiera)
contenuta nella domanda di assistenza amministrativa olandese e le
informazioni nonché i documenti concernenti la costituzione del diritto di
compera, rispettivamente l’acquisto dell’abitazione a U._ da parte
dei ricorrenti intervenuti dopo il 18 ottobre 2012, data a partire dalla quale
– come sarebbe stato accettato dalle stesse autorità olandesi e da essi
dimostrato – gli stessi sarebbero fiscalmente imponibili solo in Svizzera e
A-6035/2018
Pagina 27
non (più) nei Paesi Bassi (cfr. ricorso 22 ottobre 2018, n. 66-74; replica
spontanea del 21 dicembre 2018, n. 20-25).
4.6.2 A tal proposito, il Tribunale osserva innanzitutto come la sentenza
A-3407/2017 del 20 agosto 2018 citata dai ricorrenti, parzialmente confer-
mata dal Tribunale federale con sentenza 2C_764/2018 del 7 giugno 2019,
concerni le informazioni richieste da uno Stato richiedente nell’ambito della
Convenzione del 26 aprile 1966 tra la Confederazione Svizzera e la Spa-
gna, intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul
reddito e sulla sostanza (RS 0.672.933.21; di seguito: CDI CH-ES), in rap-
porto alla tassazione secondo il dispendio. Nel caso spagnolo, l’autorità
richiedente aveva esplicitamente richiesto delle informazioni allo scopo di
accertare il domicilio fiscale delle persone interessate nonché nell’ottica
d’identificare il loro redditi. In tale contesto, lo scrivente Tribunale aveva
considerato come non verosimilmente rilevanti le informazioni concernenti
le modalità d’imposizione e l’imposizione stessa secondo il dispendio,
nonché l’importo fissato dall’autorità fiscale svizzera nell’ambito di detto
regime fiscale. Di avviso parzialmente divergente, il Tribunale federale ha
invece considerato come verosimilmente rilevante l’informazione secondo
cui le persone interessate sono imposte secondo il dispendio, l’autorità
richiedente spagnola avendo formulato un’esplicita domanda al riguardo,
riformando pertanto in tal senso la sentenza dello scrivente Tribunale.
Ciò premesso, a prescindere dal contenuto dettagliato di dette due senten-
ze, il Tribunale rileva come nel caso in disamina le domande poste dall’au-
torità richiedente olandese mirano a verificare l’imposizione corretta relati-
va all’imposta sul reddito dei qui ricorrenti nei Paesi Bassi, prima della loro
partenza in Svizzera, segnatamente mediante l’accertamento dell’origine
dei fondi in rapporto all’acquisto di un’abitazione in Svizzera, in quanto la
stessa nutre un dubbio al riguardo. Di fatto, la fattispecie in esame non è
dunque assimilabile a quella alla base della sentenza A-3407/2017 del
20 agosto 2018. Più concretamente, la domanda è volta ad accertare chi
ha acquistato la casa a U._, chi ha finanziato detto acquisto e in
che modalità, all’autorità richiedente olandese non essendo chiaro se siano
stati i qui ricorrenti o terzi (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC). Così facendo, l’auto-
rità richiedente olandese non ha invero richiesto alcuna informazione circa
le modalità d’imposizione in Svizzera dei ricorrenti, tant’è che neppure l’au-
torità inferiore – come da lei stessa dichiarato – intende trasmettere le
informazioni relative alla tassazione secondo il dispendio (cfr. risposta
21 settembre 2018, n. 6.2). In tale frangente, che i ricorrenti siano tassati
secondo il dispendio, non è una circostanza tale da far ritenere come non
adempiuto il requisito della rilevanza verosimile delle informazioni richieste.
A-6035/2018
Pagina 28
4.6.3 Ciò posto, il Tribunale osserva altresì come – contrariamente a
quanto ritenuto dai ricorrenti – la domanda in oggetto non costituisce una
« fishing expedition », l’autorità richiedente essendo legittimata a richiede-
re informazioni nell’ottica di verificare l’assoggettamento di due potenziali
soggetti fiscali olandesi (cfr. consid. 3.6.2 del presente giudizio). Ora, come
visto, le informazioni e i documenti richiesti dall’autorità richiedente olan-
dese mirano a verificare l’imponibilità o meno dell’operazione concernente
l’acquisto di un’abitazione in Svizzera da parte dei ricorrenti. Nella propria
domanda, l’autorità richiedente olandese ha spiegato i motivi per i quali
suppone la sussistenza di reddito che avrebbe dovuto essere dichiarato
nei Paesi Bassi (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC). Come detto, il fatto che dai
documenti richiesti possano potenzialmente risultare errori nella fattispecie
esposta nella domanda non è tale da far ritenere detti documenti come non
verosimilmente rilevanti. Anzi, piuttosto il contrario. Lo si ribadisce ancora
una volta, in virtù del principio dell’affidamento, l’esame dell’autorità richie-
sta si limita alla plausibilità, la rilevanza verosimile essendo di solo rilievo
dell’autorità richiedente (cfr. consid. 3.5.2 del presente giudizio).
4.6.4 Per quanto attiene poi alla censura secondo cui i ricorrenti sarebbero
fiscalmente imponibili solo in Svizzera a far tempo dal 18 ottobre 2012, così
come confermato dalle stesse autorità svizzere, sicché le informazioni
riguardanti la costituzione del diritto di compera avvenuta dopo tale data
non sarebbero verosimilmente rilevanti, il Tribunale rileva quanto segue.
Dagli atti prodotti dai ricorrenti, in particolar modo dalle attestazioni di
residenza fiscale dell’Ufficio circondariale di tassazione X._
(cfr. docc. P e Q), risulta che i ricorrenti hanno effettivamente preso
domicilio fiscale in Svizzera a far tempo dal 18 ottobre 2012. Tale circostan-
za risulta essere altresì nota alle autorità olandesi, come si evince dai
docc. O1 e O2. Ciò posto, dagli accertamenti esperiti dall’autorità inferiore
il 31 gennaio 2013 presso la SEM risulta tuttavia che i ricorrenti sono
formalmente registrati in Svizzera solo dal 24 febbraio 2013 (cfr. atto n. 7
dell’inc. AFC), ciò che rende plausibile la data di cancellazione dai registri
dei Paesi Bassi al 22 febbraio 2013 indicata dall’autorità richiedente
olandese nella propria domanda (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC).
Ora però, quanto indicato dai ricorrenti non contraddice affatto quanto
esposto dall’autorità richiedente olandese nella propria domanda, dal
momento che la predetta autorità indica espressamente che i ricorrenti si
sono trasferiti in Svizzera nell’ottobre 2012 e sono stati cancellati dai
registri olandesi il 22 febbraio 2013 (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC):
« [...] During the course of October 2012, the A._ family moved to
Switzerland (deregistered from the Netherlands as of 22 February 2013).
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Pagina 29
Starting 1 November they rented a house from Mr D._ at Via (...),
U._, Switzerland [...] ».
Secondo la domanda di assistenza olandese, l’acquisto dell’abitazione
sarebbe poi avvenuto il 13 dicembre 2012 (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC):
« [...] According to a purchase and sales agreement, Mr and Mrs A._
bought a house under construction plus the surrounding plot of land (nr. [...]) in
the municipality of W._, Via (...), U._, Switzerland, for an amount
of CHF 2,600,000 on 13 December 2012 [...] ».
Al riguardo, il Tribunale non può fare a meno di notare come, da un esame
degli atti, risulti che il diritto di compera in questione è stato costituito pro-
prio il 13 dicembre 2012, e meglio dall’avvocato e notaio F._ con
rogito n. (...) del 13 dicembre 2012 sulla particella n. (...) RFD del Comune
di W._-U._ per un prezzo di 2'600'000 franchi (cfr. citato
rogito accluso all’atto n. 13 dell’inc. AFC). Detti dati collimano pertanto con
le indicazioni fornite dall’autorità richiedente olandese. Che la sua
iscrizione a registro fondiario sia poi intervenuta ulteriormente, e meglio il
13 febbraio 2013 non inficia quanto precede (cfr. estratto RFD allegato
all’atto n. 10 dell’inc. AFC; istanza di annotazione 13 febbraio 2013
allegata all’atto n. 13 dell’inc. AFC).
Ciò constatato, non va dimenticato che non spetta né all’autorità inferiore,
né al Tribunale stabilire se i ricorrenti siano o meno imponibili nei Paesi
Bassi in rapporto a questa operazione immobiliare, l’esame di detta que-
stione essendo di mero rilievo dell’autorità richiedente olandese. I docu-
menti da essa richiesti permettendole potenzialmente di verificare tale
evenienza, il Tribunale è di avviso che non sia possibile escludere la
rilevanza verosimile delle informazioni richieste dall’autorità richiedente
olandese per accertare le circostanze in cui è avvenuta detta operazione.
4.6.5 Nulla muta al riguardo l’osservazione dei ricorrenti secondo cui non
vi sarebbe nessun nesso tra la fattispecie contenuta nella domanda di assi-
stenza amministrativa olandese e le informazioni e i documenti concernenti
l’acquisto dell’abitazione a U._, dal momento che sarebbe compro-
vato che il bonifico di 100'000 franchi versato dalla società H._ non
avrebbe nulla a che fare con tale operazione. Che dal rogito n. (...) del
13 dicembre 2012 (cfr. citato atto accluso all’atto n. 13 dell’inc. AFC) non
risulti un legame tra il bonifico di 100'000 franchi (cfr. atto n. 15
dell’inc. AFC) e il versamento del prezzo di acquisto di 2'600'000 franchi, è
un elemento di cui potrà tenere conto l’autorità richiedente olandese
nell’ambito degli accertamenti ch’essa intende fare in rapporto a detta
operazione immobiliare. Lo si ribadisce ancora una volta, spetterà infatti
A-6035/2018
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all’autorità richiedente olandese valutare, sulla base delle informazioni e
dei documenti che gli verranno trasmessi, s’effettivamente il bonifico di
100'000 franchi non ha nulla a che fare con la costituzione del diritto di
compera, rispettivamente con l’acquisto dell’abitazione da parte dei ricor-
renti, come sostenuto da quest’ultimi.
4.6.6 In definitiva, il Tribunale giunge alla conclusione che nulla permette
di escludere la rilevanza verosimile delle informazioni e dei documenti
richiesti dall’autorità richiedente olandese, sicché le varie censure sollevate
dai ricorrenti al riguardo vanno di conseguenza respinte.
4.7
4.7.1 Da ultimo, i ricorrenti sollevano altresì la violazione del principio della
sussidiarietà, nella misura in cui l’autorità richiedente olandese non avreb-
be comprovato di avere sfruttato tutte le fonti di informazione a dispo-
sizione, la stessa non avendo ancora terminato il procedimento interno (ad
esempio, non avrebbe inoltrato alcuna domanda alla ricorrente 2), nonché
i relativi accertamenti circa la veridicità delle dichiarazioni del signor
D._ (cfr. ricorso 22 ottobre 2018, n. 60-65).
4.7.2 Al riguardo, il Tribunale rileva come nella propria domanda l’autorità
richiedente olandese abbia dichiarato espressamente « [...] I confirm that:
[...] 2. all the usual possibilities of investigation are exhausted [...] »
(cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC), fatto che – come giustamente rilevato dall’au-
torità inferiore (cfr. decisione impugnata, n. 8.2; risposta 6 dicembre 2018,
n. 5.2-5.6) – in virtù del principio dell’affidamento, è sufficiente a compro-
vare il rispetto del principio della sussidiarietà (cfr. consid. 3.8 del presente
giudizio). Secondo costante giurisprudenza, in presenza di una tale dichia-
razione e in assenza di errori, lacune o contraddizioni palesi al riguardo,
l’autorità richiesta non è tenuta a chiedere all’autorità richiedente di com-
provare di aver sfruttato tutte le fonti di informazione previste dalla sua
legislazione (cfr. consid. 3.7.1 del presente giudizio). Ciò posto, il Tribunale
sottolinea poi come in ogni caso, la sussistenza nello Stato richiedente di
un procedimento interno in corso, non permette – a lui solo – di ritenere
che lo stesso abbia violato il principio della sussidiarietà. Di fatto, al fine di
verificare l’assoggettamento o meno e/o la correttezza delle dichiarazioni
di un soggetto fiscale, l’autorità richiedente dispone di vari strumenti di
verifica, complementari tra di loro. Oltre ad interpellare il diretto interessato,
in parallelo essa può dunque anche ricorrere all’assistenza amministrativa
in materia fiscale (cfr. sentenza del TAF A-6394/2016 del 16 febbraio 2017
consid. 3.3.1). In tale frangente, non si può impedire all’autorità richiedente
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di rimanere in contatto con un soggetto fiscale, rispettivamente di inter-
rogarlo anche nel caso in cui una domanda di assistenza amministrativa
sia stata inoltrata (cfr. sentenza del TAF A-3716/2015 del 16 febbraio 2016
consid. 5.2.2). Pure detta censura va dunque respinta.
5.
In conclusione, lo scrivente Tribunale deve constatare che la domanda di
assistenza amministrativa olandese del 14 dicembre 2017 adempie a tutti
i requisiti formali alla base della sua ammissibilità. Essa non risulta mani-
festamente fondata su una fattispecie completamente errata e/o non
veritiera. Essa non costituisce neppure una « fishing expedition », non è
contraria né al principio di sussidiarietà né al principio della buona fede e
dell’affidamento. Nulla agli atti permette peraltro di ritenere che la stessa
sia fondata su un reato o di dubitare della rilevanza verosimile delle
informazioni richieste dall’autorità richiedente olandese. In tali circostanze,
nei confronti dell’autorità inferiore non è possibile ritenere né un abuso del
proprio potere di apprezzamento, né un accertamento dei fatti incompleto
o inesatto (cfr. considd. 2.1.1 e 2.1.2 del presente giudizio). Ne consegue
che è a giusta ragione che l’autorità inferiore ha concesso l’assistenza
amministrativa in materia fiscale ai Paesi Bassi. Il Tribunale non intravvede
pertanto alcun valido motivo per respingere la domanda di assistenza in
oggetto o annullare la decisione impugnata, così come invece postulato dai
ricorrenti nel loro gravame. In definitiva, la decisione impugnata va dunque
qui confermata e il ricorso dei ricorrenti integralmente respinto.
6.
In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese di
procedura sono poste a carico dei ricorrenti qui parte integralmente
soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in
5'000 franchi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto interamente
dall’anticipo spese di 5'000 franchi da loro versato a suo tempo. Non vi
sono poi i presupposti per l’assegnazione ai ricorrenti di indennità a titolo
di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1
TS-TAF a contrario).
7.
Contro la presente decisione, relativa ad un’assistenza amministrativa
internazionale in materia fiscale, può essere interposto ricorso in materia
di diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine
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ricorsuale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammis-
sibile soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fonda-
mentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante
ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il
solo competente a determinare il rispetto di tali condizioni.
(il dispositivo è indicato alla pagina seguente)
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