Decision ID: 3b0f88aa-0edf-41c3-b135-cfa87566ce2f
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadina iraniana, il 13 luglio 2022, ha depositato una do-
manda d'asilo in Svizzera insieme al figlio maggiorenne B._ (og-
getto della procedura D-4132/2022).
B.
Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EURO-
DAC" è risultato che l'interessata aveva già depositato una domanda d'a-
silo in Grecia il 12 gennaio 2021 e che l'11 novembre 2021 aveva ottenuto
la protezione internazionale in tale Paese.
C.
Il 22 luglio 2022 la richiedente ha conferito procura alla rappresentanza le-
gale assegnatale, mentre il 25 luglio 2022 ella è stata sentita sui dati per-
sonali.
D.
Il 2 agosto 2022 si è svolto il colloquio personale conformemente all'art. 5
del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un
paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-
pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino
III) nel corso del quale alla richiedente è stato concesso il diritto di essere
sentita in merito ad un eventuale allontanamento verso la Grecia.
E.
Il 4 agosto 2022, la SEM ha presentato alle competenti autorità greche una
richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Direttiva
2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e
procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di
paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008;
di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammissione tra la
Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-
zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-
pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-
regolare [RS 0.142.113.729]). Il 5 agosto 2022 le competenti autorità gre-
che hanno accettato la riammissione dell'interessata ed hanno indicato che
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alla stessa è stato accordato lo statuto di rifugiata il (...) novembre 2021 e
che dispone di un permesso di soggiorno valido dal (...) novembre 2021 al
(...) novembre 2024.
F.
L'8 settembre 2022 la richiedente ha inoltrato il suo parere circa la bozza
di decisione della SEM trasmessa il 7 settembre 2022.
G.
Con decisione dell'8 settembre 2022, notificata il 9 settembre 2022, la
SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a
cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed
ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allontanamento
della richiedente verso la Grecia.
H.
Con ricorso del 16 settembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato;
data d'entrata: 19 settembre 2022), l'interessata è insorta dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzio-
nata decisione della SEM ed ha concluso, anzitutto, alla congiunzione della
causa con quella del figlio; in seguito, all'annullamento della decisione im-
pugnata ed alla concessione dell'ammissione provvisoria per inammissibi-
lità ed inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. Altresì, ha doman-
dato la concessione dell'assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal
pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo con protestate
tasse e spese.
I.
In data 22 luglio 2022, 29 luglio 2022, 10 agosto 2022, 12 agosto 2022,
7 settembre 2022 e 21 settembre 2022 l'interessata è stata vista da un me-
dico.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
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1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di
essa.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-
tanto entrare nel merito del ricorso.
3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-
gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
Preliminarmente, il Tribunale osserva che nell’atto ricorsuale l’insorgente
non ha contestato la decisione dell’autorità inferiore circa la non entrata nel
merito della sua domanda d’asilo fondata sull’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi.
Oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclusivamente l’esecu-
zione dell’allontanamento dalla Svizzera.
5.
I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono,
sono decisi dalla giudice unica (art. 111a LAsi), con l'approvazione di una
seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si
rinuncia allo scambio degli scritti.
6.
6.1 Per quel che riguarda anzitutto la richiesta di congiunzione della pre-
sente causa con quella del figlio della ricorrente (D-4132/2022), si rileva
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Pagina 5
che le impugnative che fanno riferimento alla medesima fattispecie, quan-
danche presentate separatamente, possono essere congiunte in una sola
procedura a qualsiasi stadio della causa (cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEU-
SCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor dem Bunde-
sverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n° 3.17).
6.2 Nel caso in disamina, il Tribunale respinge la richiesta di congiunzione
presentata dalla ricorrente. Tuttavia, il presente procedimento è coordinato
con quello del figlio (cfr. D-4132/2022). Entrambi i ricorsi sono infatti valutati
e decisi nello stesso momento dal medesimo collegio giudicante. Altresì,
entrambi gli incarti sono presi in considerazione per l'evasione delle cause.
7.
7.1 In sede di colloquio Dublino, l'interessata ha riferito innanzitutto di aver
ottenuto una decisione positiva alla sua domanda d'asilo in Grecia. Insieme
al figlio, avrebbe soggiornato ad Atene dal (...) 2020 al (...) 2022 quando
in aereo avrebbero raggiunto insieme la Germania. In Grecia essi avreb-
bero cambiato abitazione cinque volte, tre di questi alloggi sarebbero stati
finanziati grazie al sostegno ricevuto dalla sorella, mentre il quarto alloggio
sarebbe stato fornito dal governo. Tuttavia, dopo l'ottenimento della prote-
zione, ella ed il figlio sarebbero stati sfrattati ed avrebbero infine trovato da
soli l'ultima casa per la quale la richiedente avrebbe stipulato legalmente
un contratto d'affitto. Tale alloggio sarebbe stato finanziato in parte tramite
il suo lavoro (non dichiarato) presso una stamperia ed in parte tramite l'or-
ganizzazione (...). Per cinque mesi dopo il deposito della domanda d'asilo,
essi avrebbero ricevuto un sostegno finanziario da parte del Governo, lo
stesso sarebbe tuttavia cessato all'incirca nel momento in cui avrebbero
ricevuto la protezione internazionale. Per quanto riguarda i suoi problemi
di salute, la richiedente ha riferito di essersi recata una sola volta dal me-
dico, il quale le avrebbe dato una ricetta medica per i problemi alla (...).
Non sarebbe più potuta ritornare dal medico poiché non avrebbe avuto i
soldi per pagarlo. L'interessata si sarebbe pure rivolta alle associazioni (...)
e (...), per chiedere aiuto. (...) sarebbe l'unica ad averla aiutata organiz-
zandole una visita di check-up. Un'altra volta si sarebbe recata in un istituto
medico che effettuava visite gratuite. In occasione del diritto di essere sen-
tito, ella ha dichiarato di non voler far ritorno in Grecia poiché il (...) – dal
quale ella sarebbe fuggita a causa delle violenze subite – l'avrebbe trovata
in tale Paese ed avrebbe paura che potrebbe farla uccidere. Altresì, la si-
tuazione economica in Grecia sarebbe precaria poiché non avrebbero più
ricevuto un sostegno economico.
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Pagina 6
7.2 In sede di parere sul progetto di decisione, la richiedente ha ribadito
che la propria incolumità e quella del figlio, non solo sarebbe in pericolo in
Grecia, ma sarebbe pure già stata violata in tale Paese sotto l'impotenza
delle autorità di sicurezza. Ella avrebbe riferito di essere espatriata dall'Iran
a causa delle violente persecuzioni perpetrate dal (...) – potente colonnello
dell'esercito iraniano – nei suoi confronti, e nei confronti del figlio. Oltra ai
tentativi di omicidio in Patria, il (...) avrebbe pure organizzato una "caccia
all'uomo" nei loro confronti in Grecia ed avrebbe messo una taglia di 10'000
Euro sulle loro teste come dimostrerebbero i "print screen" di annunci ef-
fettuati su alcune chat di migranti e richiedenti l'asilo in Grecia. La richie-
dente avrebbe più volte chiesto aiuto alle autorità greche, ma queste le
avrebbero detto che senza una reale aggressione esse non potrebbero far
nulla, per poi addirittura sfrattarla dall'appartamento. Dopo alcuni mesi l'in-
teressata ed il figlio sarebbero stati individuati e riconosciuti da alcuni sog-
getti per strada ad Atene e da questi aggrediti. Ancora una volta, la richie-
dente si sarebbe rivolta alle autorità di polizia, che però si sarebbero limi-
tate a dirle che l'assenza di telecamere sul posto e di gente disposta a
testimoniare, avrebbe reso inutile una denuncia e l'avvio di indagini. In caso
di ritorno in Grecia la richiedente si troverebbe quindi esposta ad ogni sorta
di pericolo, in quanto del tutto priva di una rete sociale e di mezzi di sosten-
tamento e con decine di potenziali attentatori alla sua vita. Altresì, andreb-
bero ritenute le difficoltà circa la ricerca di un lavoro onde poter sostentarsi.
Il sostegno finanziario sarebbe stato infatti concesso soltanto per i primi
mesi di permanenza in Grecia. Per tali importanti motivi, sarebbe auspica-
bile rinunciare ad un eventuale allontanamento verso la Grecia, in consi-
derazione di una costellazione di fattori che nel loro complesso raggiunge-
rebbero una soglia di gravità considerevole, tale da implicarne l'inammissi-
bilità o quantomeno l'inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento.
7.3 Nella decisione l’autorità inferiore ha ritenuto l’esecuzione dell’allonta-
namento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Per quanto
concerne l’ammissibilità, ha osservato che non vi sarebbero indizi per rite-
nere un "real risk" di essere sottoposta a trattamenti contrari all'art. 3 della
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fonda-
mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) in caso di rinvio in Grecia.
Per ciò che riguarda le minacce da parte del (...), i mezzi di prova forniti
non sarebbero in alcun modo circostanziati. Ella avrebbe poi riferito sol-
tanto dell'aggressione del figlio e non avrebbe fatto alcun riferimento al fatto
che anche lei fosse stata malmenata. Altresì, il figlio avrebbe riportato una
sola aggressione e non molteplici come la richiedente. Ciò porterebbe a
mettere in dubbio la gravità dei fatti. Quand'anche si dovesse ritenere che
le aggressioni siano avvenute, nulla porterebbe alla conclusione che le
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stesse siano dovute alla taglia emessa dal (...). La correlazione tra i due
eventi non sarebbe in alcun modo provata. In aggiunta, le autorità di polizia
elleniche non avrebbero negato un intervento, ma unicamente comunicato
che, nella fattispecie, non avrebbero potuto procedere. In presenza di mag-
giori indizi, la polizia in Grecia potrà dunque fornirle protezione. Per quanto
concerne la fine del sostegno finanziario, la SEM ha rilevato che sarebbe
compito della Grecia, avendole riconosciuto la qualità di rifugiato, fornire il
sostegno necessario. Di conseguenza, ella dovrebbe rivolgersi alle autorità
per far valere i suoi diritti. A tal proposito, la richiedente avrebbe ricevuto il
sostegno dello Stato nonché dell'organizzazione (...) per tre mesi, la quale
avrebbe potuto aiutarla per ulteriori quattro mesi se l’interessata non
avesse lasciato il Paese. In seguito, l'autorità inferiore ha escluso la sussi-
stenza di una malattia grave o il peggioramento drastico dello stato di sa-
lute della richiedente in caso di trasferimento in Grecia. Invero, nonostante
le difficoltà, ella avrebbe potuto beneficiare di visite mediche e del supporto
di (...). Ella si sarebbe altresì recata da un medico privato poiché non
avrebbe voluto attendere la visita specialistica gratuita. Di conseguenza,
non vi sarebbero indizi per ritenere che ella verrebbe privata della presa in
carico medica. Infine, la SEM ha constatato che in Grecia ella avrebbe
avuto la possibilità di seguire dei corsi di lingua gratuiti. Inoltre, il figlio par-
lerebbe greco e potrebbe aiutarla nella ricerca di un impiego o di un soste-
gno presso le autorità greche. L'esecuzione dell'allontanamento sarebbe
dunque ragionevolmente esigibile. Infine, l’allontanamento della richie-
dente sarebbe possibile sia sul piano tecnico che pratico.
7.4 Dal canto suo, nel memoriale ricorsuale, l'insorgente fa anzitutto una
premessa sulle violenze, inclusi due tentativi di omicidio, subite in Iran dal
(...). Tali violenze sarebbero riportate in maniera dettagliata nel rapporto di
(...). Dal momento della fuga della ricorrente e del figlio dall'Iran, essi sa-
rebbero stati attivamente ricercati dal (...). Un avviso con le loro foto sa-
rebbe stato pubblicato su alcune chat in uso tra i migranti iraniani ed in una
di queste la foto sarebbe stata addirittura accompagnata da una taglia di
10'000 Euro per chiunque fornisca informazioni su di loro. L'insorgente ed
il figlio avrebbero riferito questa situazione di pericolo alle autorità di polizia
elleniche, tuttavia quest’ultime avrebbero risposto che si tratterebbe per il
momento solo di un "timore", e, fintanto che non ci fosse stata un’azione
concreta, non avrebbero potuto proteggerli. Inoltre il (...), (...), non si trove-
rebbe sul territorio di giurisdizione greco e pertanto non avrebbe potuto
essere né indagato né arrestato. Il senso di abbandono da parte delle au-
torità avrebbe portato l'insorgente ed il figlio a cambiare spesso casa. Tutto
ciò non sarebbe tuttavia bastato ad evitare l'aggressione subita da en-
trambi per strada da alcuni individui che li avrebbero riconosciuti, proprio
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Pagina 8
grazie alla ricerca ed alla taglia pendente sulla loro testa. Essi avrebbero
sporto denuncia alla polizia greca, chiedendo protezione, ma di nuovo le
autorità avrebbero riferito dell'impossibilità di procedere. Sentendosi in pe-
ricolo, essi avrebbero dunque deciso di lasciare la Grecia. In seguito, l'in-
sorgente ritiene di non aver potuto affatto contare su un aiuto materiale
sufficiente da parte delle autorità greche, rendendo la sua vita ancor più
difficile e psicologicamente inaccettabile. Privati di ogni forma di sostegno
economico, salvo il contributo familiare ed associativo, l'insorgente ed il
figlio avrebbero dunque cercato lavoro ma la nota e gravissima situazione
economico-sociale della Grecia avrebbe reso loro impossibile l’accesso al
mercato del lavoro regolare, e pertanto avrebbero dovuto ripiegare su la-
vori in nero, malpagati e privi di ogni tutela. Proprio per la totale assenza di
assistenza materiale da parte della Grecia e per la necessità di nascon-
dersi da possibili delatori iraniani, la ricorrente ed il figlio avrebbero cam-
biato ben cinque appartamenti. Soltanto in un'occasione l'abitazione sa-
rebbe stata fornita dal governo, ma sarebbero stati sfrattati non appena
ricevuto lo statuto di rifugiati. In seguito, la ricorrente ed il figlio avrebbero
dichiarato di aver potuto beneficiare di cure gratuite statali in Grecia solo in
occasione dell’aggressione subita per strada, ma che per tutto il resto
avrebbero dovuto arrangiarsi con associazioni ed enti caritatevoli da essi
stessi trovati, le quali tuttavia non avrebbero potuto fornire loro il giusto
supporto. Le dichiarazioni rese dall'insorgente e dal figlio, porrebbero in
luce le già note criticità delle condizioni di accoglienza e dell’intero sistema
socioeconomico in Grecia. La ricorrente fa infine riferimento al rapporto
dell'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) del 3 agosto 2022,
"Griechenland als sicherer Drittstaat"– Juristische Analyse – Update 2022.
Secondo l'OSAR la presunzione di ammissibilità e ragionevolezza dell'e-
secuzione dell'allontanamento in Grecia non sarebbe sostenibile e l'esecu-
zione di tale misura dovrebbe dunque essere giudicata inammissibile ed
irragionevole a meno che ci siano delle circostanze particolarmente favo-
revoli.
8.
8.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-
tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata
norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83
cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile
(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-
zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI).
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Pagina 9
8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli
ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-
sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero la ricorrente deve
provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-
lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento).
9.
9.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è
ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-
nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-
sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-
nale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare
l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-
tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più
volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una
situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di
destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU.
Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza di seri
motivi che permettano di ritenere che ella correrà un reale rischio ("real
risk") di essere sottoposta, nel Paese verso il quale sarà allontanata, a trat-
tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-
rimenti).
9.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, la ricorrente è rinviata in uno
Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia
uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto
internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento
ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-
tura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY
MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des
migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all’interes-
sata sovvertire tale presunzione. A tal fine, ella deve presentare seri indizi
che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel
caso specifico, non le concedano la necessaria protezione o la espongano
a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza
esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di
natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sentenze del Tri-
bunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e D-114/2021
dell’11 maggio 2021 consid. 8.2).
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk
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Pagina 10
9.3 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha ri-
tenuto anche nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021,
E-3431/2021 del 28 marzo 2022 che per quanto riguarda l'ammissibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento verso tale Paese vengono riconosciuti
degli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni
molto severe (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 con-
sid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia fir-
mataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, in principio
rispetta i suoi obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni
a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione
sussidiaria, così come i rifugiati, corrono un rischio di vivere in condizioni
precarie, a seconda dei casi, comparabili alle situazioni dei richiedenti. Tut-
tavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato
una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – verso
i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell'ac-
cesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'i-
struzione e all'alloggio (cfr. fra le tante la sentenza di riferimento del Tribu-
nale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2). Altresì, i beneficiari di
protezione possono pure contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva
2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante
norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di
beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifu-
giati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria,
nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9
del 20 dicembre 2011; di seguito: direttiva qualificazione]). Tale direttiva è
stata trasposta dalla Grecia, in conformità all'art. 39, in diritto nazionale in-
terno con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella gazzetta
ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto eu-
ropeo, nei confronti dei beneficiari di protezione costituiscono la non discri-
minazione nell'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza so-
ciale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di in-
tegrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della
direttiva qualificazione). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla
CEDU, l'interessata potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la
Corte EDU (art. 34 CEDU).
9.4
9.4.1 Nella fattispecie, risulta che alla ricorrente, il (...) novembre 2021, è
stato riconosciuto lo statuto di rifugiata in Grecia e che ella è stata posta al
beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (...) novembre 2021 sino
al (...) novembre 2023 (cfr. atto SEM ...-22/1).
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9.4.2 Si osserva anzitutto che, perciò, la ricorrente può rivolgersi alle com-
petenti autorità greche per far valere i diritti che le spettano. In secondo
luogo, dagli atti non vi sono elementi che permettano di ritenere che in caso
di rinvio dell'insorgente in Grecia le sue prospettive future, considerate dal
punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio sufficien-
temente reale e imminente di privazioni di gravità tale da rientrare nell’am-
bito di applicazione dell’art. 3 CEDU. In particolare, si rileva che nonostante
ella abbia ricevuto un sostegno finanziario per soli cinque mesi e soltanto
in un'occasione le autorità le avrebbero fornito un alloggio – dal quale sa-
rebbe stata sfrattata insieme al figlio non appena ottenuta la protezione
internazionale – l'insorgente ed il figlio sarebbero riusciti a trovare un lavoro
– seppure non dichiarato – ed a stipulare legalmente un contratto d'affitto
per la loro ultima abitazione. L’interessata ha poi asserito di non essersi
rivolta direttamente alle autorità al fine di chiedere aiuto per ottenere un
alloggio, un lavoro ed altre prestazioni essenziali alle autorità greche, ma
di aver cercato aiuto presso delle Organizzazioni non governative (ONG),
ma che le sarebbe sempre stato negato un sostegno in quanto aveva otte-
nuto protezione e pertanto non aveva più diritto a nessun sostegno econo-
mico. Contrariamente a quanto riferito in merito al mancato sostegno, la
ricorrente ha dichiarato di aver potuto beneficiare per tre mesi dell'aiuto
dell'associazione (...) per finanziare i costi dell'alloggio e se non avesse
lasciato la Grecia, il sostegno l'avrebbe ricevuto per un totale di sette mesi.
Di conseguenza, contrariamente a quanto ritenuto in sede ricorsuale, si
può ritenere che la richiedente ed il figlio non vivessero in uno stato di totale
abbandono ed indigenza, già solo per il fatto che ella sia riuscita a rispar-
miare parte del denaro che guadagnava per poter compare dei biglietti ae-
rei per la Germania per lei e per il figlio. Alla luce di quanto precedente-
mente considerato, ed a differenza delle considerazioni contrarie contenute
nel gravame, non appare che l’insorgente, nel caso di un suo ritorno in
Grecia, sarà confrontata con una situazione di emergenza di carattere esi-
stenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme di diritto internazionali suc-
citate.
9.4.3 Inoltre, per quanto concerne il timore di essere riconosciuta da terzi
e di venire rapita o minacciata a causa delle ricerche del (...), il Tribunale
ritiene che non si possa partire dall'assunto che le autorità elleniche non
abbiano la volontà o la capacità di perseguire gli atti delittuosi commessi
sul loro territorio. Pertanto, anche in questa eventualità è compito della ri-
corrente rivolgersi se del caso alle autorità per denunciare i fatti. Per quanto
riguarda l'aggressione di cui sarebbero stati vittima lei ed il figlio, si rileva
innanzitutto che le allegazioni risultano essere contraddittorie, ciò che fa
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dubitare della loro verosimiglianza. Nel corso del colloquio Dublino, l'insor-
gente aveva infatti riferito che il figlio fosse stato identificato e picchiato
diverse volte ed una volta, nel 2021, sarebbe pure stato aggredito con
un'arma da taglio. In sede di parere sulla bozza di decisione, ella ha invece
riferito di essere stata riconosciuta insieme al figlio e di essere stata anche
lei vittima di quest'ultima aggressione, in particolare di essere stata mal-
menata. Al figlio sarebbe stato prescritto un esame radioscopico (...). In
sede di ricorso, l'insorgente modifica ancora una volta la versione dei fatti,
riferendo che l'esame (...) sarebbe stato prescritto a lei e non al figlio. Or-
bene, si rileva che il suddetto esame (all. 8 al ricorso), è stato prescritto il
(...) giugno 2022 alla ricorrente. Ciò risulta quantomeno singolare, dal mo-
mento che l'aggressione sarebbe avvenuta nell'autunno del 2021.
Quand'anche si dovesse ritenere che le aggressioni abbiano davvero avuto
luogo, non vi sono elementi per ritenere che esse siano dovute alla taglia
emessa dal (...) nei loro confronti. La correlazione tra i due eventi non è
provata in alcun modo. Altresì, le autorità di polizia non avrebbero rifiutato
di intervenire, ma unicamente comunicato che, nella fattispecie, non avreb-
bero potuto procedere e che un incarto sarebbe poi stato aperto. A questo
proposito, lo sfratto dall'appartamento fornito dal governo non può essere
ritenuto come una mancata protezione da parte delle autorità. In caso di
necessità, ella dovrà dunque rivolgersi alle autorità e richiedere protezione.
9.4.4 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-
menti per ritenere che lo stato di salute della ricorrente (cfr. anche infra
consid. 10.3), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allonta-
namento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 mag-
gio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016,
41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e
DTAF 2011/9 consid. 7.1).
9.5 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-
bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi
(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi).
10.
10.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può
essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-
nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito
a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza
medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento
verso i paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di li-
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bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-
zione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende verosimile
che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-
nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9).
Nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 il Tribu-
nale ha avuto modo di precisare la propria giurisprudenza in merito all’esi-
gibilità dell'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili trasferite
verso la Grecia. In particolare, ritenendo l’esecuzione dell’allontanamento
di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con problemi di salute
non ritenuti gravi, di principio esigibile (cfr. sentenza di riferimento
E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.1).
10.2 Nel caso in disamina, le difficili condizioni di esistenza nelle quali si
sarebbe trovata la ricorrente in Grecia non sono sufficienti per ritenere ine-
sigibile l’esecuzione del suo allontanamento. In particolare, nonostante le
varie critiche sollevate da alcune ONG al sistema d’accoglienza e di pro-
cedura greco, alcune anche citate nel ricorso, va nuovamente rammentato
che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualificazione. È quindi responsa-
bilità dell’insorgente rivendicare i diritti che le spettano direttamente presso
le autorità di detto Paese. Quale rifugiata riconosciuta ella ha infatti diritto
ad essere trattata in modo equivalente ai cittadini greci in relazione all’ac-
cesso alla giustizia, all’occupazione, all’assistenza ed alla sicurezza so-
ciale. Inoltre, visto che ella dispone di un permesso di soggiorno valido, di
principio – nonostante possa essere inizialmente più complicato non cono-
scendo la lingua parlata nel Paese – il mercato del lavoro greco risulta es-
serle aperto (cfr. nello stesso senso anche la sentenza del Tribunale
D-570/2022 del 10 febbraio 2022 consid. 8.5). Anche se è noto che le con-
dizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situazione economica
prevalente, non ci sono in specie indicazioni – visto anche quanto già rite-
nuto sotto il profilo dell’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento –
che l’interessata verrebbe esposta ad un’emergenza esistenziale in caso
di ritorno in Grecia. Tali criticità del sistema sociale ed economico greci,
non risultano difatti ostative, di per sé sole, a realizzare una messa in peri-
colo concreta ai sensi della legge e della giurisprudenza (cfr. DTAF 2011/50
consid. 8.1–8.3; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 consid. 11.2.2; 2007/10
consid. 5.1) e pertanto non risultano atte a costituire un ostacolo insormon-
tabile sotto il profilo dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento
(cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale E-1985/2021 del 27 set-
tembre 2021 consid. 7.4.2). A ciò si aggiunge il fatto che l'interessata
avrebbe avuto la possibilità di seguire dei corsi di lingua greca gratuiti, corsi
che sarebbero stati frequentati dal figlio, il quale ora parla greco e potrebbe
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dunque aiutarla nella ricerca di un impiego o di sostegno presso le autorità
greche.
10.3
10.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’interessata, si deve
rilevare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Sviz-
zera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime
potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate
come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-
cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-
sarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di destinazione del
richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in
Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile.
Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione
dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si
degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla
messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-
vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-
sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel gravame
dall’insorgente, ciò non appare essere il caso di specie.
10.3.2 Dai documenti medici all’inserto, risulta che la ricorrente è stata vi-
sitata il 22 luglio 2022 da un medico generico a causa di (...) ed (...) e le
ha prescritto un anti-infiammatorio (...) per i dolori, la prosecuzione della
terapia (...) in atto con (...) poi aumentato a (...). Le radiografie del (...) e
della (...) non hanno inoltre ravveduto particolari alterazioni del (...), men-
tre il (...) risulta alterato da un precedente trauma senza indicazioni chirur-
giche acute. Il 29 luglio 2022, l'insorgente è poi stata visitata da uno spe-
cialista del (...) di C._ e le è stato diagnosticato un (...) e ritenuta
necessaria una presa a carico (...) e una terapia farmacologica con (...). I
consulti (...) del 10 agosto 2022, del 7 settembre 2022 e del 21 settem-
bre 2022 hanno confermato sia la diagnosi, sia la terapia impostata. Infine,
la visita (...) del 12 agosto 2022 ha rilevato un buono stato di salute gene-
rale con parametri vitali nella norma e consigliato un consulto presso un
(...) per controllo del (...) ed eventuale adattamento del dosaggio di (...).
10.3.3 A questo proposito è inoltre necessario rilevare che l'insorgente in
Grecia ha potuto beneficiare di una visita medica per i problemi alla (...), di
essere stata sottoposta ad un check-up grazie all'associazione (...) e di
essersi recata una volta in un centro medico che effettuava visite gratuite.
Inoltre, si sarebbe rivolta alla (...), tuttavia per ottenere una visita speciali-
stica avrebbe dovuto attendere tre o quattro mesi, pertanto la ricorrente
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avrebbe preferito fare una visita privata. L'insorgente, è inoltre stata rico-
nosciuta dalla summenzionata associazione quale vittima di tortura a
causa delle violenze subite dal (...).
10.3.4 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-
nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre la ricorrente, a differenza
di quanto sostenuto nel suo ricorso, non appaiono essere suscettibili, dal
profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo
la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di ritorno in Grecia, ri-
spettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di salute necessiti im-
perativamente di trattamenti medici che non possano essere proseguiti che
in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva applicabile in materia
(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). Inoltre la Grecia, al
contrario di quanto lamentato nel gravame, dispone delle strutture mediche
sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed
i trattamenti necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta
rammentato che l’interessata ha in principio accesso alle cure di salute alle
stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della
direttiva qualificazione; cfr. la sentenza del Tribunale E-5659/2021 del
31 gennaio 2022 consid. 5.3). È pertanto responsabilità della ricorrente di
far valere i suoi diritti presso le autorità greche.
10.4 L’esecuzione dell’allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-
nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con l’art. 44
LAsi).
11.
Visto quanto sopra rilevato sia in ambito di ammissibilità che di esigibilità
della misura, non si ritiene essere la ricorrente una persona particolar-
mente vulnerabile ai sensi della giurisprudenza. Pertanto, non era in casu
necessario né che la SEM analizzasse l’esistenza di fattori favorevoli
(cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del
28 marzo 2022 consid. 11), né che richiedesse alle autorità greche delle
garanzie specifiche per poter pronunciare l’esecuzione del suo allontana-
mento in Grecia (cfr. sentenza del Tribunale D-749/2022 del 24 febbraio
2022 consid. 7.5).
12.
Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ritenuto
che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione
della ricorrente.
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Pagina 16
13.
Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto
federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-
certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti
(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA),
per il che il ricorso va respinto.
14.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
15.
15.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA,
nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è re-
spinta.
15.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che
seguono la soccombenza sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv.
1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
16.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1
LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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