Decision ID: 9bb42b53-e23f-5552-88f2-11bc04b776e3
Year: 2019
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...), celibe, senza figli, frontaliere, ha
lavorato in Svizzera dal 1994 al 2017, dapprima come apprendista elettri-
cista, poi, dopo aver conseguito il diploma di piastrellista nel 2000, ha eser-
citato questa professione dal 2000 al 2006 (doc. 31 e 49 dell’incarto dell'Uf-
ficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero
[UAIE]).
B.
B.a Il 20 maggio 2005 l’assicurato ha formulato all’Ufficio dell’assicura-
zione invalidità del Cantone B._ (Ufficio AI) una prima richiesta volta
all’ottenimento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità
(doc. UAIE 5). Egli ha indicato un’incapacità lavorativa totale dal 24 feb-
braio 2005 per malattia prevalentemente al ginocchio sinistro.
B.b Tramite decisione su opposizione del 17 aprile 2007 (doc. UAIE 26)
l’autorità di prime cure, fondandosi sul referto del dott. C._, specia-
lista in chirurgia, del 23 giugno 2005 (doc. UAIE 10) e sulle conclusioni del
20 aprile 2006 di D._, consulente in integrazione dell’Ufficio AI
(doc. UAIE 17), ha respinto l’opposizione formulata da A._ il 19 giu-
gno 2006, confermando il provvedimento del 19 maggio 2006 (doc. UAIE
21). In sostanza l’amministrazione ha ritenuto l’interessato abile in misura
del 100%, da febbraio 2005, in attività sostitutive, rispettose di determinate
limitazioni funzionali (doc. UAIE 20).
C.
Tra il 2006 e il 2010 l’assicurato ha svolto l’attività di magazziniere. Nel
periodo 2011-2014 egli ha nuovamente lavorato quale piastrellista indipen-
dente, mentre fino al 2016 è stato di nuovo attivo quale magazziniere
(doc. UAIE 31 e 49). Con scritto del 28 settembre 2016 l’ultimo datore di
lavoro ha comunicato all’interessato il suo licenziamento con effetto al
30 novembre successivo (allegato al doc. UAIE 28).
D.
D.a L’assicurato ha interrotto il lavoro il 13 novembre 2016 a seguito delle
conseguenze alle ginocchia di una caduta in moto (doc. 64 dell’Istituto na-
zionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni [INSAI]). Con scritto
del 21 dicembre 2016 l’assicuratore infortuni ha comunicato all’interessato
la cessazione del versamento delle prestazioni d’indennità giornaliera con
Pagina 3
effetto al 7 gennaio 2017 in ragione dell’attestata assenza di un nesso cau-
sale tra l’infortunio del 13 novembre 2016 e i persistenti dolori alle ginoc-
chia accusati, da ricondurre altresì a patologie degenerative (doc. INSAI
81).
D.b Dall’8 gennaio 2017 l’assicurato è stato preso a carico dalla cassa ma-
lati E._. Con decisione del 15 giugno 2017 l’assicuratore malattie
ha ritenuto l’interessato abile in misura del 100% in attività adeguate, inter-
rompendo, con effetto al 14 settembre 2017, l’erogazione delle indennità
giornaliere versategli dal gennaio precedente (doc. UAIE 43).
E.
E.a Il 1° giugno 2017 (doc. UAIE 31) A._ ha formulato all’attenzione
dell’UAIE un’ulteriore richiesta volta all’ottenimento di una rendita dell’assi-
curazione svizzera per invalidità, adducendo di soffrire di condropatia de-
generativa ad entrambe le ginocchia, problema latente da anni, emerso
dopo l’infortunio del 13 novembre 2016 e comportante un’incapacità lavo-
rativa totale.
E.b Nel corso dell’istruttoria l’autorità inferiore ha assunto agli atti i docu-
menti componenti l’incarto dell’INSAI di data intercorrente tra ottobre 2009
e febbraio 2017 (doc. INSAI 1-86), segnatamente il rapporto del dott.
F._, specialista in fisiatria e medicina manuale, del 16 dicembre
2016 (doc. INSAI 79) e il rapporto medico circondariale del 21 dicembre
seguente del dott. G._, specialista in chirurgia ortopedica e trauma-
tologica dell’apparato locomotore (doc. INSAI 80).
E.c L’UAIE ha inoltre assunto agli atti i documenti componenti l’incarto
dell’E._ di data intercorrente tra agosto 2005 e luglio 2017 (doc. CM
1-22), in particolare un rapporto intermedio LAMal, non datato e non firmato
(doc. CM 18), il rapporto medico del 2 maggio 2017 del dott. H._,
commissionato dall’E._ (doc. CM 20), specialista in malattie reuma-
tiche, fisiatria e riabilitazione FMH e medicina manuale così come, quello
del 25 maggio 2017 del dott. I._, specialista in ortopedia e trauma-
tologia (doc. CM 21 e doc. UAIE 43), anch’esso richiesto dall’assicuratore
malattia.
E.d L’autorità di prime cure si è inoltre fondata sui rapporti, trasmessi
dall’assicurato, del 9 agosto 2017 del dott. L._, medico curante,
specialista in chirurgia, (doc. UAIE 55) e del 23 agosto seguente del dott.
Pagina 4
M._, specialista in chirurgia ortopedica (doc. UAIE 56), nonché sul
questionario per il datore di lavoro del 1° giugno 2017 (doc. UAIE 28).
E.e Alla luce della documentazione summenzionata con rapporto finale del
29 settembre 2017 (doc. UAIE 58) il dott. N._, medico SMR, la cui
specializzazione non è nota, ha attestato un’incapacità lavorativa completa
nell’attività abituale di magazziniere dal 15 novembre 2016 e in attività so-
stitutive idonee, rispettose di determinate limitazioni funzionali fino al
22 agosto 2017. Dal giorno successivo la capacità lavorativa in attività
adatte è stata considerata completa.
F.
Nel periodo settembre-ottobre 2017 l’assicurato ha intrapreso delle riquali-
fiche professionali svolgendo una corso per la stesura di un dossier per la
ricerca di lavoro e uno di tecnica della vendita (doc. UAIE 60-61).
G.
G.a Mediante progetto di decisione del 31 ottobre 2017 l’Ufficio AI ha ri-
preso le conclusioni del SMR quo alla capacità lavorativa dell’assicurato e
respinto la richiesta di rendita, fissando un grado di invalidità del 12%. Esso
ha inoltre rifiutato l’adozione di provvedimenti professionali (doc. UAIE 67).
G.b Il 29 novembre 2017, agendo per il tramite del O._, A._
si è opposto al progetto di decisione (doc. UAIE 69), contestando l’esigibi-
lità di un’attività sostitutiva idonea e producendo un rapporto del 17 luglio
2017 del dott. I._ (allegato al doc. UAIE 69).
G.c Il dott. N._, chiamato nuovamente a pronunciarsi, con annota-
zione del 12 dicembre 2017 (doc. UAIE 71) ha affermato che le valutazioni
mediche agli atti, sufficientemente coerenti tra loro, definivano una capacità
lavorativa completa in attività sostitutive rispettose dei limiti funzionali rico-
nosciuti e che quindi non riteneva necessario procedere ad ulteriori esami.
G.d L’insorgente ha poi trasmesso i rapporti del 23 gennaio e 7 febbraio
2018 del dott. P._, specialista in ortopedia, un referto RMN ginoc-
chio/gamba sx e dx del 12 gennaio 2018 del dott. Q._, la cui spe-
cializzazione non è nota, e un referto RM ginocchio e gamba sx del 1°
febbraio seguente del dott. R._, la cui specializzazione non è nota
(doc. UAIE 77 e allegati).
G.e Con annotazione del 6 marzo 2018 (doc. UAIE 79) il dott. N._
ha in particolare sostenuto che la documentazione prodotta non modificava
Pagina 5
in modo sostanziale le conclusioni contenute nel rapporto finale del 29 set-
tembre 2017 (consid. E.e).
G.f Con rapporto finale del 4 maggio 2018 (doc. UAIE 85) S._, con-
sulente per l’integrazione dell’Ufficio AI, ha analizzato la reintegrabilità, va-
lutato attività esigibili adeguate e si è pronunciata quo all’applicazione di
provvedimenti professionali.
G.g Con decisione del 24 maggio 2018 (doc. UAIE 89) l'UAIE ha ripreso le
argomentazioni e le conclusioni del progetto di decisione dell’Ufficio AI del
31 ottobre 2017 (doc. UAI 67).
H.
H.a Il 25 giugno 2018, A._ ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale, chiedendo l’annullamento della decisione impu-
gnata e postulando il riconoscimento di una rendita intera di invalidità
(doc. TAF 1 e allegati). Delle motivazioni si dirà, se necessario, nei consi-
derandi di diritto.
H.b Il 13 agosto 2018 l’insorgente ha versato l’anticipo spese di fr. 800.-
(doc. TAF 5).
I.
Con risposta del 1° ottobre 2018 (doc. TAF 7) l'UAIE ha proposto la reie-
zione del gravame, rinviando alle conclusioni dell’annotazione del 28 ago-
sto 2018 del dott. T._, medico SMR, specialista in medicina interna,
e alla presa di posizione dell’Ufficio AI del 26 settembre seguente (entrambi
allegati al doc. TAF 7).
J.
Con scritto del 5 novembre 2018 l’insorgente ha rinunciato a replicare
(doc. TAF 9).
Pagina 6

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-
missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2
e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI, i ricorsi con-
tro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone
residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA), che ha altresì pagato l’acconto spese, il ricorso – interposto
tempestivamente e rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA
nonché art. 52 PA) – è pertanto ammissibile.
2.
2.1
2.1.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.1.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Deci-
sione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
Pagina 7
2.1.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in parti-
colare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre
2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009
4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori
subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’in-
terno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n.
574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009
621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE)
n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e
gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel re-
golamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.1.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-
versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla le-
gislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di
tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo
allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della pro-
cedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V
253 consid. 2.4).
2.1.5 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modifi-
cato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gen-
naio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2
con rinvii).
2.2
2.2.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 con-
sid. 4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1
consid. 1.2).
Pagina 8
2.2.2 La decisione impugnata con cui l’UAIE ha respinto la domanda di
rendita AI presentata il 1° giugno 2017 è stata emessa il 24 maggio 2018.
Ne consegue che sono applicabili le disposizioni della 6a revisione della
LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le eventuali
modifiche successive intervenute fino alla data della decisione impugnata.
3.
Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato
dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali
esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa è stata pronunciata, e meglio il 13 aprile
2015. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362
consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all’og-
getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull’apprezzamento del giu-
dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V consid. 3a in fine).
4.
Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai
motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA
in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-
cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la
soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-
ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13
PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità
di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-
tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui gli
argomenti delle parti o l’esame dell’incarto ne diano sufficiente motivo (sen-
tenze del TAF C-7205/2015 del 22 agosto 2016 consid. 3.1; C-3606 del
7 marzo 2008 consid. 2.1).
5.
Oggetto del contendere è il diritto di A._ di percepire una rendita
intera di invalidità a partire dal 1° dicembre 2017, e meglio al più presto
dopo sei mesi dalla data in cui l’assicurato ha rivendicato il diritto alle pre-
stazioni - consid. E.a - conformemente all’art. 29 cpv. 1 LPGA [art. 29
cpv. 1 LAI]).
Pagina 9
5.1 L’insorgente sostiene in sostanza che la decisione impugnata poggi su
una scorretta valutazione di aspetti medici determinanti. Fondandosi sulla
documentazione medica agli atti afferma infatti che i dolori cronici di cui
soffre, non gli permettono di esercitare né il suo precedente lavoro, né qual-
siasi altra attività.
5.2 L’amministrazione considera per contro, segnatamente sulla base del
rapporto del 2 maggio 2017 del dott. H._ (doc. CM 20), del rapporto
finale della consulente professionale S._ del 4 maggio 2018
(doc. UAIE 85), nonché delle valutazioni del SMR del 29 settembre 2017
(doc. UAIE 58), 12 dicembre 2017 (doc. UAIE 71) e del 6 marzo 2018
(doc. UAIE 79) che il ricorrente presentava una completa incapacità lavo-
rativa nell’attività abituale di magazziniere dal 15 novembre 2016, mentre
un’incapacità lavorativa del 100% dalla stessa data al 22 agosto 2017 e
nulla dal giorno successivo in attività sostitutive idonee, rispettose di deter-
minate limitazioni funzionali. Essa ha inoltre ritenuto che, in assenza di
un’invalidità durevole di almeno il 20% e in presenza sul mercato libero del
lavoro di attività accessibili e confacenti con il danno alla salute tali da per-
mettere la reintegrazione dell’assicurato, provvedimenti professionali non
entravano in linea di conto.
6.
6.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è
considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-
gola prestazione.
6.2 L’art 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l’assicurato ha diritto ad una rendita
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o
migliorata mediante provvedimenti d’integrazione ragionevolmente esigi-
bili; b. ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di que-
sto anno è invalido almeno al 40%.
6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI).
Pagina 10
6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione
o campo d'attività (art. 6 LPGA)
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita,
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-
librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-
sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente superabile.
7.
7.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuri-
dico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diven-
tato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per
l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno
alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o
la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei
redditi).
7.2 In assenza di documentazione economica, la documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il
grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giu-
risprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi
d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di valutare
l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da lui ra-
gionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).
Pagina 11
7.3 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante,
secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-
getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in
piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-
terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova
non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-
pio, quale perizia o rapporto (sentenza del TF 8C_153/2007 del 7 maggio
2008; DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160;
HANS-JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Ak-
tuelles im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sentenza pub-
blicata in VSI 2001 pag. 106 segg. la Corte ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA,
art. 95 cpv. 2, art. 113 e 132 vOG) definire delle direttive in relazione alla
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
8.
8.1 Preliminarmente l’insorgente sostiene che la decisione impugnata in-
corre in un eccesso di formalismo che la rende arbitraria e lesiva della pa-
rità di trattamento. Egli si prevale inoltre di una violazione del principio della
buona fede (doc. TAF 1 pag. 1 e 4).
8.2 Ora, il ricorrente si limita ad una mera enumerazione dei diritti di cui si
prevale, senza di fatto sostanziare in cosa consistono concretamente le
presunte violazioni e le conseguenze che ne deriverebbero. Inoltre dagli
atti di causa non emergono elementi atti a fondare un’inosservanza di tali
precetti costituzionali (art. 8, 9 e 29 Cost.), ciò che consentirebbe un inter-
vento d’ufficio da parte del Tribunale adito.
Ne discende che su questo punto il ricorso deve essere respinto.
9.
In occasione della procedura relativa alla prima domanda di rendita, con-
clusasi con decisione su opposizione del 17 aprile 2007, l’UAIE ha respinto
la richiesta formulata dal ricorrente in data 20 maggio 2005, fondandosi sul
rapporto del 23 giugno 2005 del dott. C._, il quale aveva posto le
diagnosi di esiti di plastica ricostruttiva del legamento crociato anteriore del
ginocchio e di meniscectomia mediale nel 2002, attestando che perma-
neva un’importante atrofia muscolare del quadricipite sinistro, nonché con-
dropatia patellare prevalentemente a sinistra, presente anche a destra.
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Pagina 12
L’interessato era stato ritenuto totalmente inabile al lavoro fino alla deci-
sione dell’Ufficio AI (doc. UAIE 10).
10.
10.1 Nell’ambito della procedura pendente presso l’INSAI, conclusasi con
comunicazione del 21 dicembre 2016 (doc. INSAI 81), in data 22 novem-
bre 2016 l’assicurato è stato sottoposto a risonanze magnetiche ad en-
trambe le ginocchia (allegati al doc. UAIE 79), le quali hanno evidenziato,
per il ginocchio sinistro esiti di una meniscectomia parziale sul versante
laterale con grave condropatia di grado IV del condilo femorale laterale,
osteonecrosi sub-condrale in sede postero-inferiore e sofferenza anche
della cartilagine sul versante tibiale, rifessura verticale del corno posteriore
del menisco laterale. Al ginocchio destro sono state evidenziate cisti di Ba-
ker, condropatia retro-rotulea di III grado con possibile plica medio-patel-
lare in sede.
10.2 Mediante rapporto del 16 dicembre 2016 (doc. INSAI 79) il dott.
F._ ha indicato che le suddette MRI avevano evidenziato prepon-
deranti alterazioni degenerative ad entrambe le ginocchia, ritenendo l’inte-
ressato totalmente inabile fino al 6 gennaio 2017. Egli ha inoltre invitato
l’interessato a rivolgersi al proprio medico curante per valutare la necessità
di nuovi accertamenti e terapie ed esaminare una presa a carico in ambito
LAMal.
10.3 Tramite rapporto di visita medica circondariale INSAI del 21 dicembre
2016 (doc. INSAI 80) il dott. G._ si è allineato alle conclusioni
espresse dal dott. F._.
11.
11.1
11.1.1 In occasione della procedura avviata in ambito dell’assicurazione
malattia e conclusasi con decisione del 15 giugno 2017 (doc. UAIE 43), il
dott. H._ incaricato da E._, con rapporto del 2 maggio 2017
ha posto le diagnosi (doc. CM 20 pag. 4) di “ gonalgia bilaterale di tipo pre-
valentemente meccanico, sinistro: gonartrosi in valgo con condropatia IV
grado del condilo femorale laterale con focale osteonecrosi subcondrale e
rerottura meniscale laterale in/con esiti da plastica del legamento crociato
anteriore e resezione parziale del menisco laterale per sequele infortunisti-
Pagina 13
che (operazione del 2002), destro: condropatia III grado retrorotuleo; lom-
balgia intercorrente senza sindrome vertebrale in/con probabili discopatie
tra L4 e S1 (radiografie del 04/2016) ed epicondilopatia laterale a sinistra
(paziente mancino) “.
11.1.2 Al riguardo il perito ha evidenziato che “ l’esame clinico mostra un
37.enne in condizioni generali buone, collaborante, in sovrappeso che pre-
senta modiche turbe statiche del rachide con una dolenzia alla palpazione
all’altezza di L4/5, regione nella quale avverte da pochi giorni dolori, senza
sindrome vertebrale oggettiva. Le ginocchia si presentano prive di segni
infiammatori e/o versamenti. La palpazione periarticolare risulta dolorosa
in entrambe le articolazioni, soprattutto lungo la rima femoro-tibiale me-
diale. Entrambe le articolazioni sono stabili (a sinistra in esiti da plastica del
legamento crociato anteriore). Vi sono segni clinici di una certa sofferenza
cartilaginea retropatellare (test di Zohlen bilateralmente positivo). Noto una
lieve ipotrofia della muscolatura nella gamba sinistra. Oltre a ciò è presente
una discreta dolenzia all’epicondilo laterale dell’omero di sinistra nell’am-
bito di un’epicondilopatia in paziente mancino ”, precisando nel contempo
che “ la patologia con rilevanza clinica anche per la capacità lavorativa è
quella delle ginocchia mentre risultano secondarie (senza ripercussioni sul
lavoro) quelle della schiena e del gomito sinistro “(doc. CM 20 pag. 6-7).
L’esperto ha inoltre evidenziato che “ alla luce delle mie costatazioni e della
documentazione radiologica che ho visionato, le dichiarazioni del paziente
riguardante la sua ridotta caricabilità fisica appaiono coerenti e credibili.
Trattasi di danni strutturali (soprattutto al ginocchio sinistro) la prognosi per
una ripresa lavorativa nella professione svolta appare negativa “ (doc. CM
20 pag. 7).
11.1.3 Il perito ha quindi ritenuto A._ inabile al 100% nella prece-
dente attività di magazziniere mentre, una volta chiarito l’iter terapeutico da
seguire mediante un consulto presso l’Istituto U._ di V._
dove l’assicurato era stato operato al ginocchio sinistro nel 2002, abile in
misura normale (100% per rendimento e presenza) per attività confacenti,
rispettose dei limiti funzionali posti (doc. CM 20 pag. 8).
11.2 Con rapporto del 25 maggio 2017 (doc. CM 21 e doc. UAIE 43 pag. 1-
2) il dott. I._, attivo presso il suddetto Istituto, ha, di fatto, ripreso le
conclusioni del dott. H._, indicando in particolare che “ il paziente
deve evitare la stazione eretta prolungata ed ogni attività che comporti il
sovraccarico del ginocchio oltre che portare pesi “.
Pagina 14
12.
12.1 Nel quadro della procedura relativa alla nuova domanda di rendita og-
getto del contendere con rapporto del 9 agosto 2017 (doc. UAIE 55) il dott.
L._ ha posto le diagnosi di “ gonalgia bilaterale cronica (asx in esiti
chirurgici) dal 2002 e di lombalgia da discopatia L4-S1 (2016) “. Il medico,
interpellato dall’Ufficio AI, ha riconosciuto all’assicurato una completa inca-
pacità lavorativa nell’attività di magazziniere dall’11 novembre 2016, men-
tre non si è pronunciato quo alla capacità lavorativa in attività sostitutive
idonee.
12.2 Con rapporto del 23 agosto 2017 (doc. UAIE 56) il dott. M._
ha evidenziato “ un quadro di gonartrosi bi-compartimentale sinistra di
grado severo ed un’iniziale artrosi a carico del ginocchio destro, soprattutto
a livello dell’articolazione femoro-rotulea “, precisando che “ all’esame
obiettivo si evidenzia una marcata ipotrofia del quadricipite femorale sini-
stro, rispetto al contro-laterale che appare anche comunque modicamente
ipotrofico. La flessione del ginocchio destro è completa, anche se dolorosa
soprattutto nella parte retro-rotulea alla flessione massimale. Si evidenzia
inoltre una buona stabilità in stress varo-valgo ed in antero-posteriore. Test
meniscali sono attualmente negativi all’emi-rima mediale e all’emi-rima la-
terale. Si evidenziano contratture muscolari a carico della muscolatura fles-
soria della gamba e della coscia. Modesto tilt laterale della rotula, che ap-
pare dolente allo sfregamento sulla troclea. Per quanto concerne invece il
ginocchio di sinistra si evidenzia un test di Lachman parzialmente positivo,
da verosimile cedimento parziale della plastica del legamento crociato an-
teriore, dolore all’emi-rima mediale ove si apprezzano dei piccoli osteofiti
palpatoriamente, ginocchio mediamente tumefatto non meritevole comun-
que di un’artocentesi (...), dolori allo sfregamento della rotula sulla troclea
femorale con anche qui tilt laterale rotuleo “.
Il dott. M._ ha inoltre sostenuto che “ l’unica indicazione persegui-
bile a questo punto, nonostante l’età del paziente, è quella di una protesi
totale del ginocchio di sinistra, valutando intra-operatoriamente se effet-
tuare anche la protesizzazione della rotula, oppure no “.
Il medico ha quindi ritenuto opportuno che l’assicurato “ non svolga più at-
tività lavorative con sovraccarico degli arti inferiori, soprattutto quello di si-
nistra (...), evitando di stazionare troppi minuti in ortostatismo, di deambu-
lare per lungo tempo, di sollevare pesi e di trasportarli per lunghi e medi
tragitti. Quindi vedo di buon occhio un’eventuale riqualifica per la ricerca di
Pagina 15
un’attività lavorativa sedentaria. Altra condizione importante inoltre è che il
paziente cerchi di avere un calo ponderale e di mantenerlo poi negli anni “.
13.
Con rapporto finale del 29 settembre 2017 (doc. UAIE 58) il dott.
N._ ha posto, in virtù delle menzionate valutazioni mediche, le dia-
gnosi di gonalgia bilaterale di tipo prevalentemente meccanico, sinistro:
gonartrosi in valgo con condropatia IV grado del condilo femorale laterale
con focale osteonecrosi subcodrale e rirottura meniscale laterale in/con
esiti da plastica del legamento crociato anteriore e resezione parziale del
menisco laterale per sequele infortunistiche (operazione del 2002), destro:
condropatia III grado retrorotuleo; lombalgia intercorrente senza sindrome
vertebrale in/con probabili discopatie tra L4 e S1 (radiografie del 04/2016);
epicondilopatia laterale a sinistra (paziente mancino). Il medico interpellato
ha riconosciuto all’assicurato un’incapacità lavorativa completa nell’attività
abituale di magazziniere dal 15 novembre 2016, mentre un’incapacità la-
vorativa del 100% dalla stessa data al 22 agosto 2017 e nulla dal giorno
successivo in attività sostitutive idonee, rispettose di determinate limita-
zioni funzionali.
14.
14.1 In sede di osservazioni al progetto di decisione il ricorrente ha pro-
dotto un rapporto del 17 luglio 2017 (allegato al doc. UAIE 69) in cui il dott.
I._ ha posto le diagnosi di “ gonartrosi sin in esiti traumatici, rico-
struzione LCA e meniscectomia laterale selettiva” ed evidenziato che “ le
indagini eseguite (rx ed RNM) dimostravano un quadro di condropatia di 2
e 3 grado femoro tibiale mediale e di 3-4 grado della femoro tibiale laterale
con area di necrosi del condilo femorale laterale. Segni di iperpressione
laterale della femoro rotulea “.
Il medico ha inoltre precisato che “ il paziente lamenta dolore al carico pro-
lungato e l’impossibilità ad inginocchiarsi ed accucciarsi “ e sostenuto che
“ quanto descritto depone per un quadro di marcata gonartrosi sin (con già
presenti segni di sovraccarico del ginocchio dx) per la quale sarà necessa-
rio eseguire periodici cicli di fisiokinesi, terapia per il recupero del tono del
quadricipite associati a terapie fisiche quali tecar terapia e magnetoterapia
ed infiltrazioni con acido ialuronico “.
L’esperto ha poi ritenuto che “ vista l’attività professionale del paziente e
l’età anagrafica, sarà necessario evitare, per quanto possibile, un repentino
peggioramento nel tempo del quadro di usura cartilaginea (con particolare
Pagina 16
riguardo alla zona di osteonecrosi) che porterebbe alla necessità di una
sostituzione protesica parziale o totale del ginocchio. Si rende quindi ne-
cessario attuare sin d’ora ogni misura preventiva a tal riguardo, evitando il
sovraccarico del ginocchio, la stazione eretta prolungata e le posture in
massima flessione, oltre che un adeguato calo del peso corporeo. È a mio
avviso a tal fine consigliabile un’attività lavorativa prevalentemente seden-
taria “.
14.2 Alla luce delle risultanze dei rapporti radiologicici ad entrambe le
gambe/ginocchia del 12 gennaio 2018 del dott. Q._ e del 1° feb-
braio seguente del dott. R._ (entrambi allegati al doc. UAIE 77), con
rapporto del 7 febbraio 2018 (doc. UAIE 77) il dott. P._ ha posto le
diagnosi di “ condropatia del comparto femorotibiale esterno sinistro in esiti
di ricostruzione del legamento crociato anteriore, con meniscosi apparen-
temente non fratturativa; condropatia del comparto femorotibiale mediale
in artrosi femorotibiale e femororotulea del ginocchio destro e meniscosi
mediale e cisti della borsa gastrocnemio semimembranoso; note di artrosi
tibioastragalica bilaterale (osteofitosi della giunzione corpo-collo astragalo,
assottigliamento dello spazio articolare); coxalgia bilaterale, di modica en-
tità, verosimilmente secondaria e fenomeni entesopatici “.
Il medico ha poi indicato che “ è verosimile che la stazione accosciata pro-
lungata per motivi professionali (ha lavorato per anni come piastrellista),
abbia favorito il danno condrale della voluta condilica femorale posteriore
esterna di sinistra (che potrebbe tuttavia essere anche in parte legato agli
esiti ricostruttivi del legamento crociato anteriore) nonché il fatto artrosico
delle caviglie (impingement collo astragalico-plafond tibiale da flessione
dorsale forzata del piede durante l’accosciamento medesimo “ e consi-
gliato “ risparmio funzionale “.
14.3 Tramite annotazione del 6 marzo 2018 (doc. UAIE 79) il dott.
N._ ha sostenuto che la documentazione prodotta non era tale da
modificare le conclusioni del rapporto finale del 29 settembre 2017 (con-
sid. 13), evidenziando che lo stesso dott. P._ consiglia il risparmio
funzionale.
Il medico SMR ha poi precisato che “ ciò è conforme alla valutazione per
la quale l’attuale quadro clinico-valetudinario non consenta lo svolgimento
di attività lavorative con sovraccarico degli arti inferiori, evitando di stazio-
nare troppi minuti in ortostatismo, di deambulare per lungo tempo, di solle-
vare pesi e di trasportarli per lunghi e medi tragitti. Quindi è opportuno
orientarsi per la ricerca di un’attività lavorativa sedentaria. Altra condizione
Pagina 17
importante è che il paziente cerchi di ottenere un significativo calo ponde-
rale e di mantenerlo nel tempo “.
15.
15.1 Nella fattispecie va esaminato se la documentazione medica agli atti,
in particolare il rapporto del 2 maggio 2017 del dott. H._, su cui si è
fondato il SMR e, a sua volta, l’UAIE, permette di concludere in maniera
completa, motivata, convincente e pertanto concludente in favore di
un’evoluzione positiva della capacità lavorativa del ricorrente – limitata in
misura completa in ogni attività dall’infortunio al 22 agosto 2017 – in parti-
colare di dedurre una capacità lavorativa totale in attività adeguate rispet-
tose dei limiti funzionali posti a partire dal 23 agosto 2017.
15.2
15.2.1 A titolo preliminare giova rammentare che il ricorrente non ha con-
testato le diagnosi alla base della decisione impugnata, ma unicamente le
loro conseguenze sulla capacità lavorativa.
15.2.2 In primo luogo va evidenziato che il rapporto del dott. H._
contiene una ricostruzione dettagliata dei fatti di pertinenza reumatologica,
un’anamnesi personale, professionale e patologica, dati soggettivi dell’as-
sicurato, esami oggettivi, un elenco di diagnosi e delle conclusioni. Essa
adempie quindi – perlomeno da un punto di vista formale – i requisiti posti
dalla dottrina e dalla giurisprudenza (consid. 7.3). Alla stessa conclusione
si deve giungere per quanto riguarda l’aspetto materiale.
Dagli atti di causa il cui tenore è riprodotto ai consid. 10.2 e 10.3 non emer-
gono infatti contraddizioni. Come indicato dal dottor H._, sostan-
zialmente rilevanti sono le alterazioni di natura degenerativa ad entrambe
le ginocchia (ma soprattutto al ginnocchio sinistro), del tutto credibili, se-
condo il perito e che rendono inammissibile la ripresa dell’ultima attività
svolta di magazziniere. Essi permettono tuttavia l’esercizio a tempo pieno
per rendimento e presenza di attività confacenti, rispettose dei limiti funzio-
nali posti “ (consid. 11.1).
Al riguardo il dott. H._ ha dichiarato pienamente esigibile solle-
vare/trasportare pesi molto leggeri, lievemente ridotta l’esigibilità in rela-
zione a pesi leggeri, ridotta in relazione a pesi medi (da 10 a 25 Kg) e
impossibile trasportare pesi oltre i 25 kg. Non esigibile è stata considerata
la posizione inginocchiata e molto limitata la posizione con ginocchia in
Pagina 18
flessione. L’assicurato è stato considerato capace di mantenere normal-
mente la posizione seduta ma solo in misura ridotta quella eretta. Pure gli
spostamenti su lunghi tragitti sono stati considerati ammissibili con pause.
15.3 Gli ulteriori referti medici non mettono quindi in dubbio il quadro clinico
descritto dal dott. H._ e non permettono pertanto di discostarsi dalla
valutazione da esso esposta riguardo allo stato di salute dell’assicurato e
alle conseguenze dello stesso sulla sua capacità lavorativa. Al contrario la
documentazione medica concorda con quanto da lui attestato da entrambi
i punti di vista.
In effetti nel rapporto del 25 maggio 2017 il dott. I._ attesta che “ il
paziente deve evitare la stazione eretta prolungata ed ogni attività che
comporti il sovraccarico del ginocchio oltre che portare pesi “ (consid. 11.2;
si confronti in dettaglio il considerando 14.1).
Dal canto suo poi nel rapporto del 23 agosto 2017 (consid. 12.2) il dott.
M._ ha ritenuto opportuno che A._ “ non svolga più attività
lavorative con sovraccarico degli arti inferiori, soprattutto quello di sinistra
(...), evitando di stazionare troppi minuti in ortostatismo, di deambulare per
lungo tempo, di sollevare pesi e di trasportarli per lunghi e medi tragitti ”,
vedendo di buon occhio un’eventuale riqualifica per la ricerca di un’attività
lavorativa sedentaria e un calo ponderale.
15.4 In estrema le conclusioni del dott. H._ il quale si è espresso in
favore di una ripresa dell’attività lavorativa in misura completa, in un’attività
sostitutiva e rispettosa dei limiti funzionali, in particolare in un’attività se-
dentaria (doc. CM 20), coincide con le conclusioni tratte dagli altri medici
interpellati (doc. UAIE 43 pag. 2 e allegato al doc. UAIE 69, doc. UAIE 56,
doc. UAIE 77).
15.5 Così stando le cose, al fine di definire lo stato di salute dell’assicurato
dal novembre 2016, occorre attenersi agli accertamenti figuranti agli atti,
confluiti nel rapporto finale SMR del 29 settembre 2017, confermato con
annotazioni del 12 dicembre 2017, rispettivamente 6 marzo 2018, stante il
quale, a partire dal 23 agosto 2017 (data del rapporto del dott. M._)
è esigibile una ripresa del lavoro, in un’attività leggera e sedentaria rispet-
tosa degli ulteriori limiti funzionali summezionati per l’intera giornata con
rendimento completo (doc. UAIE 58).
Pagina 19
16.
16.1 Il ricorrente sostiene inoltre che, tenuto dello stato di salute (dolori
cronici e importanti limiti funzionali), della situazione personale (formazione
scolastico/professionale, età) e della situazione del mercato del lavoro, il
suo reinserimento in un’attività lucrativa sostitutiva leggera risulta pura-
mente teorica. Va dunque verificato se le attività di sostituzione proposte
dall'autorità inferiore siano ragionevolmente esigibili dallo stesso tenuto
conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro (art. 16 LPGA).
16.2 In questo contesto, va rammentato che il concetto d’invalidità è riferito
a un mercato del lavoro equilibrato, nozione quest’ultima teorica ed astratta
implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di ma-
nodopera e, dall’altra, un mercato del lavoro strutturato in modo tale da
offrire una gamma di posti di lavoro diversificati (cfr. sentenza del TF
8C_709/2008 del 3 aprile 2009 consid. 2.3.; DTF 110 V 273; Frésard/Mo-
ser-Szeless, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicher-
heit, 2a ed. N°. 170 pag. 899).
16.3
16.3.1 Secondo un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali,
ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre il danno conseguente alla sua invali-
dità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi riferimenti). In virtù di tale obbligo,
l'assicurato deve pertanto intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare nel modo migliore possibile alle conseguenze della
sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità
lavorativa (sentenze del TF I 640/05 del 18 maggio 2006 consid. 3.1 non-
ché I 543/03 del 27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4).
16.3.2 In sostanza, ed indipendentemente dall'obbligo di ogni assicurato di
diminuire il danno (DTF 123 V 230 consid. 3c e relativi riferimenti), l'ammi-
nistrazione, rispettivamente il giudice deve accertare, nel caso concreto,
se un potenziale datore di lavoro sarebbe disposto ad assumere l'assicu-
rato tenuto conto segnatamente delle attività esigibili da quest'ultimo ri-
spetto alle affezioni fisiche e psichiche, dell'eventuale adattamento del suo
posto di lavoro al suo handicap, della sua esperienza professionale e della
sua situazione sociale, delle sue capacità di adattamento ad un nuovo im-
piego, del salario e delle contribuzioni sociali nonché della prevedibile du-
rata del rapporto di lavoro (sentenze del TF I 61/05 del 27 luglio 2005 con-
sid. 4.4, I 891/04 del 27 maggio 2005 consid. 2.2, I 462/02 del 26 maggio
2003 consid. 2, I 401/01 del 4 aprile 2002 consid. 4).
Pagina 20
16.4 Al riguardo il Tribunale federale ha già ripetutamente stabilito che in
considerazione dell'ampio ventaglio di attività semplici e ripetitive contem-
plate dai settori della produzione e dei servizi (cfr. l'inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari [ISS], edita dall'Ufficio federale di statistica, livello di esi-
genze 4, tabella TA1) - un numero significativo di queste attività sono infatti
di natura leggera, permettono di alternare la posizione e sono pertanto
adatte al danno alla salute che impone di lavorare in posizione alternata (v.
per analogia la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 324/00
del 5 giugno 2001 consid. 2b) - esiste un mercato del lavoro sufficiente in
cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid. 2b non pubbli-
cato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b; si veda
anche la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 401/01 del
4 aprile 2002 consid. 4c). Si tratta segnatamente del mercato occupazio-
nale per personale non qualificato o semi qualificato (RCC 1989 pag. 331
consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in particolare
nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e con-
trollo, che non comportano aggravi fisici e che consentono il cambiamento
frequente di posizione (RCC 1980 pag. 482 consid. 2; cfr. inoltre la sen-
tenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 329/01 del 25 febbraio
2003 consid. 4.7; sentenza del TF 8C_709/2008 consid. 2.3).
Tramite la riduzione del reddito ammessa dalla giurisprudenza (DTF 126 V
75) si tiene inoltre conto delle limitazioni riconducibili al danno alla salute,
come ad esempio dell'impossibilità di portare pesi superiori ad una certa
misura e quindi anche del fatto che la persona può, in realtà svolgere, solo
lavori leggeri (" leidensbedingte Einschränkung ", DTF 129 V 472 con-
sid. 4.2.3 pag. 481 con riferimenti; sentenze 8C_399/2007 del 23 aprile
2008 e I 418/06 del 24 settembre 2007 consid. 4.3).
16.5 Con rapporto finale del 4 maggio 2018 (doc. UAIE 85 pag. 4) la con-
sulente all’integrazione S._ ha ribadito quanto appena esposto pre-
cisando che “ considerando la diagnosi e i limiti funzionali che l’A.to pre-
senta sono esigibili tutte quelle attività non qualificate, semplici e ripetitive,
sedentarie tipiche del settore secondario e terziario che rispettano i limiti
indicati e nel contempo il profilo attitudinale (personale e professionale)
dell’assicurato “, trattandosi “ di attività che non richiedono una prepara-
zione professionale specifica, ma che possono già essere esercitate dopo
una semplice introduzione al posto di lavoro ed un breve periodo di rodag-
gio “.
A titolo esemplificativo la consulente ha indicato che A._ potrebbe,
tra l’altro, svolgere le seguenti professioni:
Pagina 21
- “ impiegato addetto al controllo qualità in catena di montaggio
- impiegato addetto all’imballaggio industria di piccola minuteria
- impiegato di vendita telefonica o presso un Callcenter
- addetto alla ricezione/centralino telefonico in aziende/case di cura
- cassiere, venditore non qualificato, rappresentante
- operaio generico nell’industria alimentare (pasta, oli, cioccolata...) “.
16.6 In definitiva, in relazione all’esigibilità di svolgere un’attività lavorativa
adeguata, la decisione impugnata merita tutela.
17.
17.1 Avendo appurato che, a far tempo dal 23 agosto 2017, l’insorgente
dispone di un’abilità lavorativa del 100% in un'attività sostitutiva confacente
al suo stato di salute, occorre ancora esaminare la conformità del tasso di
invalidità con effetto dal 1° dicembre 2017.
17.2
17.2.1 Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assi-
curata senza il danno alla salute (reddito da valido), occorre stabilire
quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente all'inizio
dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado di ve-
rosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue
capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'es-
sere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà
sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno
alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in
presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e
ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (cfr. sentenza del TF
9C_501/2013 del 28 novembre 2013 consid. 4.2 con riferimenti). L’applica-
zione dei salari statistici è infatti sussidiaria (DTF 142 V 178 consid. 2.5.7
e giurisprudenza citata). Questo sarà in particolare il caso qualora doves-
sero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale dell'assi-
curato o se l'ultimo salario da lui percepito non corrisponde manifesta-
mente a quello che egli sarebbe stato in grado di conseguire con ogni ve-
rosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio se l'assicurato,
prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro, si trovava
in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa del de-
terioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in li-
nea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata
Pagina 22
prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento de-
terminante della valutazione dell'invalidità (cfr. sentenza del TF
9C_501/2013 consid. 4.2 con riferimenti).
17.2.2 Per determinare il reddito da invalido, fa stato in primo luogo la si-
tuazione salariale concreta dell'assicurato, a condizione che, cumulativa-
mente, il rapporto di lavoro sia particolarmente stabile, egli sfrutti in ma-
niera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua, il reddito deri-
vante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale (DTF 126 V 75 consid. 3b/aa). Qualora difettino indicazioni
economiche effettive, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche
salariali, come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (cfr.
sentenza del TF 9C_205/2011 consid. 7 e relativi riferimenti)
17.3
17.3.1 Nella decisione impugnata l'UAIE ha ritenuto che, senza danno alla
salute, nel 2016, A._ avrebbe percepito nella sua attività abituale di
magazziniere un reddito ipotetico annuo pari a 65'000.- franchi (allegato al
doc. UAIE 58 e doc. UAIE 89), dato peraltro non contestato dall’assicurato.
17.3.2 Utilizzando i dati ufficiali editi dall’Ufficio federale di statistica (UFS,
[RSS 2010, tabella TA1 nazionale, anno 2014), l’UAIE ha computato quale
reddito da invalido, il salario annuale conseguibile nel 2016 (categoria 4:
attività semplici e ripetitive), ossia fr. 57'075.98, tenuto conto di un salario
mensile aggiornato al 2016 di fr. 5'367.56, di un orario usuale di 41,7 ore
settimanali, nonché di una riduzione del 10% per attività leggere e del 5%
per svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari (allegato al
doc. UAIE 58 e doc. UAIE 89).
17.4 Dal raffronto dei redditi è scaturito quindi un grado d’invalidità del 12%
(allegato al doc. UAIE 58 e doc. UAIE 89).
18.
18.1 In primo luogo va rilevato che secondo le informazioni fornite dal da-
tore di lavoro (questionario per il datore di lavoro del 1° giugno 2017
[doc. UAIE 28] ed estratti salariali ivi allegati), il reddito da valido per il 2016,
ammonta in realtà a fr. 66'163.--, comprensivi di un salario base mensile di
fr. 5'000.-, di supplementi salariali pari a fr. 2'018.-, da considerare parte
integrante del salario (cfr. art. 28a LAI in combinato disposto con gli art. 25
OAI e 5 LAVS) e della tredicesima di fr. 4’145. Indicizzato al 2017 (anno di
Pagina 23
riferimento per il raffronti dei redditi) a mezzo della tabella T1.2.10 (tra-
sporto e magazzinaggio - 0,2% nel 2017), il reddito è pari a fr. 66'030.68.
18.2 Per quanto attiene al reddito da invalido si rileva che in attività sem-
plice e ripetitiva, l’assicurato avrebbe potuto percepire nel 2014 un salario
medio mensile di fr. 5'312.-(TA1 2014, categoria 1, uomini), che riportato
ad un orario usuale di 41,7 ore settimanali, corrisponderebbe ad un salario
mensile di fr. 5'537.76 ed annuale di fr. 66'453.12, mentre nel 2017 un sa-
lario mensile di fr. 5'593.24 (fr. 5'537.76 + 0,4% [2015], + 0,7% [2016], -
0,1% [2017]), ed annuale di fr. 67'118.88.
18.3
18.3.1 Ritenuto che il reddito da invalido è superiore a quello da valido,
occorre ancora domandarsi se il reddito da valido così calcolato è inferiore
alla media dei salari per un'attività equivalente nel settore economico nel
quale lavorava l'interessato.
18.3.2 Secondo la giurisprudenza, infatti, se per motivi non imputabili all'in-
validità (quali scarsa formazione scolastica, formazione professionale ca-
rente, conoscenze linguistiche lacunose, limitate possibilità di assunzione
a causa dello statuto di residenza rispettivamente problematiche legate al
mercato del lavoro: DTF 110 V 273 consid. 4c pag. 277; sentenza del Tri-
bunale federale delle assicurazioni I 32/04 del 6 agosto 2004 consid. 3;
sentenza 9C_310/2009 del 14 aprile 2010 consid. 4.1.1 concernente il
Cantone B._), il reddito percepito dalla persona assicurata prima
dell'insorgenza del danno alla salute era considerevolmente inferiore alla
media dei salari erogati per un'attività simile nel settore interessato e altresì
non vi è motivo di ritenere che fosse intenzionata ad accontentarsi di un
reddito modesto, i medesimi fattori che hanno influenzato negativamente il
reddito da valido devono essere considerati anche per fissare il reddito da
invalido (cosiddetto principio del " parallelismo " dei dati da porre a con-
fronto: DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 326; 129 V 222 consid. 4.4
pag. 225; RAMI 1993 no. U 168 pag. 103 consid. 5a e b; RCC 1989
pag. 485 consid. 3b; sentenze 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 consid. 6.1
e U 493/05 dell'11 gennaio 2007 consid. 3.2; sentenze del Tribunale fede-
rale delle assicurazioni I 801/03 del 20 luglio 2004 consid. 3.1.2, I 630/02
del 5 dicembre 2003 consid. 2.2.2 e giurisprudenza citata).
Alla base della citata giurisprudenza vi è la riflessione secondo cui un in-
valido non potrà realisticamente percepire il salario medio previsto dalle
tabelle se già nell'attività svolta senza il danno alla salute conseguiva un
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reddito nettamente inferiore alla media per determinati motivi estranei all'in-
validità (DTF 135 V 58 consid. 3.4.3 pag. 62; sentenza 9C_488/2008 del
5 settembre 2008 consid. 6.4, riassunta in RSAS 2008 pag. 570; sentenze
del Tribunale federale delle assicurazioni I 428/04 del 7 giugno 2006 con-
sid. 7.2.2 e I 630/02 del 5 dicembre 2003 consid. 2.2.2; cfr. pure sentenza
9C_205/2011 del 10 novembre 2011 consid. 6.2).
Il TF ha precisato che un reddito è inferiore alla media dei salari per un'at-
tività equivalente, allorquando il guadagno effettivamente conseguito di-
verge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore. Pertanto, il
parallelismo dei redditi di paragone va effettuato soltanto per la parte per-
centuale eccedente la soglia del 5% (DTF 135 V 297 consid. 6.1.2).
Il parallelismo dei redditi può realizzarsi in particolare a livello del reddito
da valido, tramite adeguato aumento oppure facendo capo ai valori stati-
stici, o ancora a livello del reddito da invalido, mediante una riduzione ade-
guata del valore statistico (DTF 135 V 58 consid. 3.1 pag. 59; 134 V 322
consid. 4.1 pag. 326).
La giurisprudenza sul parallelismo dei redditi è stata ulteriormente preci-
sata nella sentenza pubblicata in DTF 135 V 58. In tale occasione il Tribu-
nale federale ha evidenziato che, laddove un reddito da invalido apparte-
nente alla fascia media appare realisticamente conseguibile rispettiva-
mente ragionevolmente esigibile, un reddito da valido inferiore alla media
per motivi economici non va adeguato al valore medio di tale reddito, in
quanto il potenziale economico non sfruttato non è assicurato. (DTF 135 V
58 consid. 3.4.1 - 3.4.3; cfr. pure sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto
2013 consid. 4.4). Tale procedere non discrimina inoltre le persone a basso
reddito, poiché per la determinazione del grado di invalidità è rilevante uni-
camente la perdita di guadagno causata da un danno alla salute (DTF 135
V 58 consid. 3.4.1-3.4.6 pag. 60 segg.; cfr. pure sentenza 9C_205/2011 del
10 novembre 2011 consid. 6.3).
18.3.3 In concreto, stando ai dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) per
il 2014 (tabella TA1, uomini, livello 1), nel settore del magazzinaggio
(cat. 49-52), il salario medio equivaleva a fr. 5'547.- mensili, ossia
fr. 66’564.- all'anno, per un orario settimanale di 40 ore. Rapportato ad un
orario usuale di 41,7 ore settimanali e indicizzando tale dato al 2017 a
mezzo della tabella T1.2.10 (magazzinaggio [cat. 49-52], + 0,5% nel 2015,
+ 0,1% nel 2016, -0,2% nel 2017), si ottiene così un importo di fr. 69'669.96.
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Ciò significa che un magazziniere attivo in Svizzera avrebbe potuto media-
mente conseguire nel 2017 un guadagno di fr. 69'669.96, mentre l’interes-
sato, nello stesso anno, avrebbe percepito in B._ un reddito di
fr. 66'030.68. In concreto, la differenza è di fr. 3'639.28, pari al 5,23%, ar-
rotondato al 5,25%.
18.3.4 Alla luce di quanto appena esposto in concreto essendo emersa una
differenza del 5,25% occorre riconoscere che il salario da valido dell’inte-
ressato è inferiore alla media svizzera. Non emergono inoltre indizi a favore
del fatto che fosse intenzione di quest’ultimo di accontentarsi di un guada-
gno più modesto; l’entità del salario percepito è infatti riconducibile alla si-
tuazione del mercato del lavoro in B._. Tenuto conto della franchigia
del 5%, il salario da invalido dovrà quindi essere ridotto dello 0,25% in ra-
gione del gap salariale.
19.
Questo reddito può quindi essere ridotto, al massimo del 25%, per tenere
conto dei fattori professionali e personali del caso (DTF 126 V 75).
19.1 Se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fondati su dati statistici
debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e
professionali concrete (limitazione addebitabile al danno alla salute, età,
anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupa-
zione), criteri che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. Il Tri-
bunale federale ha precisato al riguardo che una deduzione globale mas-
sima del 25% del salario statistico permette di tenere conto delle varie par-
ticolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. A seconda della loro
incidenza infatti, è possibile che la persona assicurata, anche in un mercato
del lavoro equilibrato, non sia in grado di realizzare un salario medio sfrut-
tando la capacità lavorativa residua (DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine).
La deduzione non è automatica, ma deve essere valutata di caso in caso
e complessivamente, non separatamente, in maniera schematica, som-
mando i singoli fattori di deduzione, tenendo conto di tutte le circostanze
del singolo caso (sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 2012 con-
sid. 4.2.1 e DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine).
Va aggiunto che è compito dell'amministrazione e, in caso di ricorso, del
giudice, motivare l'entità della deduzione, fermo restando che quest'ultimo
non può scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione senza fondati mo-
tivi (DTF 126 V 75 consid. 5b/dd e 6; cfr. pure 129 V 472 che conferma
questi principi). Al riguardo va rilevato che quando è chiamato a verificare
il potere di apprezzamento esercitato dall'amministrazione (v. art. 37 LTAF
Pagina 26
in relazione con l'art. 49 PA), per stabilire l'estensione della riduzione da
apporre al reddito da invalido, il Tribunale amministrativo federale deve va-
lutare le differenti soluzioni di cui disponevano agli organi esecutivi dell'AI
e domandarsi se una deduzione più o meno elevata fosse maggiormente
appropriata e quindi si imponga per un valido motivo, senza tuttavia sosti-
tuire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (DTF 137 V 71
consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 con-
sid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine).
19.2 Come detto l’UAIE ha ammesso in concreto una decurtazione globale
del 15% composta del 10% per attività leggera e di un ulteriore 5% per –
non meglio definiti - svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari
(allegato al doc. UAIE 58).
19.3 Non essendo pertinentemente motivata, questa Corte può rivedere la
deduzione ammessa dall’amministrazione.
19.3.1 In concreto va senz'altro riconosciuta una deduzione del 10% per il
fatto che l'assicurato, dopo aver sempre svolto attività manuali pesanti
(elettricista, piastrellista, magazziniere; cfr. curriculum vitae, doc. UAIE 49),
può occuparsi ora unicamente di attività prevalentemente molto leggere
(consid. 15.2.2; tra le tante sentenza del TF 9C_455/2013 consid. 4.4) e
poiché la tabella applicata contiene pure attività medio leggere.
19.3.2 Va inoltre tenuto conto delle numerose limitazioni funzionali elen-
cate in dettaglio al consid. 15.2.2; tra cui l’impossibilità di lavorare in posi-
zione inginocchiata e la capacità ridotta di mantenere la posizione eretta
ciò che implica un’attività sedentaria, le quali restringono lo spettro di atti-
vità ancora esigibili dall’assicurato.
19.3.3 Non vanno, per contro, considerati nel calcolo altri fattori di riduzione
– come età, al momento della pronuncia della decisione impugnata l’assi-
curato non aveva 39 anni, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso –
posto che non ne sono date le condizioni.
20.
In simili circostanze una riduzione del 20%, fondata su una valutazione
globale della situazione, appare consona alla situazione concreta. In tali
circostanze vi sono pertanto validi motivi per scostarsi dall'apprezzamento
posto in atto dall'amministrazione (cfr. sentenza del TF 9C_273/2011 del
27 gennaio 2012 consid. 1.3 e 2.2).
Pagina 27
21.
21.1 Applicando al reddito conseguibile da invalido il tasso di riduzione del
20%, previa deduzione dello 0,25% in seguito al principio del parallelismo
dei redditi (cfr. consid. 18.3.4) si ottiene un importo annuo di fr. 53'527.31
(= fr. 67'118.88 – 13'591.57).
Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 66'030.68 e quello da invalido di
fr. 53'527.31 risulta dunque un grado d'invalidità del 18,93% ([{fr. 66'030.68
– fr. 53'527.31} :66'030.68] x 100), arrotondato al 18,95% insufficiente per
giustificare il diritto a prestazioni AI.
21.2 A titolo abbondanziale giova peraltro rilevare che pure il riconosci-
mento di un tasso del 25%, previa deduzione dello 0,25% per gap salariale,
non avrebbe modificato l’esito della causa, risultando il grado di invalidità
inferiore al 24% (reddito da invalido fr. 50'171.37 [67'118,88-16'947.51];
confronto dei redditi: ([{66'030.68 – 50'171.37} : 66'030,68] x 100) = 24%).
21.3 In simili condizioni, alla luce del raffronto dei redditi operato da code-
sto Tribunale, è dunque a giusto titolo che il diritto alla rendita non è stato
riconosciuto.
22.
L’art. 17 LAI prevede infine che “ l’assicurato ha diritto alla formazione in
una nuova attività lucrativa se la sua invalidità esige una riconversione pro-
fessionale e grazie ad essa la capacità al guadagno può essere presumi-
bilmente conservata o migliorata “.
22.1 L’insorgente presenta un grado di invalidità del 18,95% (consid. 21),
quindi inferiore al tasso minimo del 20% ritenuto dalla giurisprudenza per
beneficiare di misure di riformazione professionale (DTF 124 V 110 con-
sid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).
22.2 Giova poi evidenziare che la consulente S._ (doc. UAIE
pag. 5) ha negato l’esistenza dei presupposti per l’attuazione di provvedi-
menti professionali, in quanto, considerata la presenza sul mercato libero
del lavoro di attività direttamente accessibili e confacenti al danno alla sa-
lute, ha concluso che l’assicurato è direttamente integrabile nel ciclo pro-
duttivo attraverso i normali canali di collocamento (esempio agenzie di col-
locamento private).
Tale dichiarazione rispecchia la giurisprudenza in vigore (tra le tante sen-
tenza I 359/06 consid. 4.2)
Pagina 28
22.3 In conclusione è quindi a giusto titolo che l’autorità inferiore ha negato
al ricorrente il diritto ad una riformazione professionale.
23.
Da quanto esposto consegue che il ricorso, manifestamente infondato, non
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
Il giudice dell’istruzione decide quale giudice unico la non entrata nel merito
di impugnazioni manifestamente inammissibili (art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF).
24.
24.1 Visto l’esito della procedura le spese processuali di fr. 800.- sono po-
ste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del
regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]) e vengono compensate con l’anticipo spese, di identico am-
montare, versato dall’insorgente il 13 agosto 2018.
24.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF
a contrario).
Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio
diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-
zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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