Decision ID: bdc8ec41-b84f-5d2a-bf73-95c376dffa3b
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con contratto scritto 26 aprile 2001 _ è stata assunta dalla _ in qualità di aiuto-buffet con un'occupazione di 21 ore settimanali (50%) per una retribuzione mensile lorda di fr. 1'350.--. Il rapporto di lavoro ha avuto inizio il 2 aprile e si è concluso il 31 ottobre 2001 a seguito della disdetta notificata dalla lavoratrice. Con istanza 29 luglio 2002 questa ha convenuto in giudizio la sua datrice di lavoro per ottenere il pagamento di fr. 2'774.75 oltre interessi, ossia il saldo per ore straordinarie che essa sostiene non esserle state remunerate: si tratterebbe di 244 ore per un salario orario di fr. 20.-- lordi (tenuto conto della maggiorazione del 25%), ossia complessivamente di fr. 4'374.90 netti dai quali va dedotto quanto già percepito (fr. 1'600.35). La convenuta, che ha ammesso l'esecuzione di sole 139 ore supplementari, ha riconosciuto all'istante un saldo residuo di fr. 463.80 lordi, calcolati sulla base di un salario orario di fr. 14.85, ritenendo inammissibile il supplemento del 25%, non trattandosi di ore di lavoro straordinario effettuato con il consenso della lavoratrice.
2.
Con il querelato giudizio il pretore, riferendosi ai conteggi paga allestiti dalla convenuta e ritenendo in tal senso adempiuto l’onere della prova che il CCNL pone a carico di quest’ultima (art. 21 CCNL 98), ha riconosciuto all'istante l’esecuzione di 145,5 ore di lavoro straordinario per i mesi da giugno a ottobre 2001. Basandosi su un salario orario di fr. 14.85 (calcolato sulla base del CCNL e così riconosciuto dalla convenuta), oltre alla maggiorazione del 25%, trattandosi di lavoro straordinario prestato indipendentemente dal consenso della lavoratrice
, il primo giudice ha riconosciuto all’istante un salario lordo di fr. 2'700.85, dai quali ha dedotto l'importo già percepito di fr. 1'600.85.
3.
Con il presente tempestivo gravame l'istante insorge contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare l'art. 21 CCNL 98 secondo il quale, mancando come in concreto una registrazione delle ore di lavoro da parte del datore di lavoro, in caso di contestazione devono ritenersi provate le ore rivendicate dal lavoratore; principio disatteso dal pretore che anziché ammettere le 244 ore richieste dalla lavoratrice, ha concluso all'esecuzione di sole 145,5 ore sulla base dei conteggi paga che la stessa non ha neppure sottoscritto.
Al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (
DTF
128 I 27 consid. 3b; 127 I 60 consid. 5a).
5.
Il vigente art. 21 n. 1 e 2 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria alberghiera e della ristorazione (CCNL 98) impone al datore di lavoro l'obbligo di provvedere alla stesura di piani periodici di lavoro, nonché di registrare -per ogni lavoratore- l'orario di lavoro effettivo e i riposi, ritenuto che -se non adempie a tali incombenze- in caso di contestazione verrà ammesso come prova il controllo effettuato dal lavoratore (art. 21 n. 3). Sennonché, in concreto, non esiste agli atti né una corretta registrazione, giorno per giorno, da parte della datrice di lavoro, né un controllo effettuato dalla lavoratrice la quale pretende invece di sostituirlo con la sua allegazione di causa, ovvero di aver effettuato complessivamente 244 ore in più, senza tuttavia offrire nessun elemento atto a rendere almeno verosimile la sua tesi. In tal senso, non può essere rimproverato al primo giudice di essersi basato sui conteggi mensili (
Busta paga
) prodotti dall'istante che attestano ore supplementari lavorate in numero di 145,5; in altre parole, l'accertamento non è arbitrario dal momento che corrisponde alle uniche prove (doc. D - G) versate all'incarto su questo elemento di fatto.
Per quanto attiene ai menzionati conteggi salariali che -come correttamente rilevato dal primo giudice- l'istante non ha contestato prima dell'inoltro della causa, contrariamente a quanto pretende la ricorrente, va osservato che il CCNL non ne condiziona la validità alla loro sottoscrizione da parte del lavoratore. Infatti, l'art. 15 n. 7 CCNL 98, concerne esplicitamente i soli conteggi delle ore effettive, senza peraltro prevedere sanzioni in caso di mancata sottoscrizione. Per contro, il conteggio salariale dev'essere unicamente consegnato mensilmente al lavoratore (art. 14 n. 2 CCNL).
6.
Alla luce di quanto esposto il ricorso, che non ha evidenziato il motivo di cassazione invocato, in particolare non quello dell'errata applicazione del CCNL 98 da parte del pretore, dev'essere respinto.
Alla parte convenuta non vengono assegnate ripetibili di questa sede, non avendo formulato osservazioni al ricorso.

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