Decision ID: 4a223b4f-dea4-5d6c-b9cd-640ea44e13b3
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto:
che il 12 gennaio 2002 si è tenuta a Lugano l'assembla dei soci fondatori dell'associazione Centro
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che l'11 febbraio 2002
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hanno convenuto l'associazione, oltre a
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davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, affinché la citata assemblea fosse dichiarata nulla, rispettivamente fosse annullata;
che, pedissequamente alla petizione, gli attori ha chiesto l'adozione di misure cautelari, in particolare la sospensione delle risoluzioni n. 8, 9 (recte: 12) e 10 (recte: 13) prese dall'assemblea;
che alla discussione cautelare del 1° marzo 2002
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hanno contestato la loro legittimazione passiva e si sono opposti, unitamente all'associazione Centro
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, alla domanda cautelare;
che, relativamente alla procedura cautelare, tutte le parti hanno offerto mezzi di prova;
che per contro, non essendovi prove da assumere sulla legittimazione passiva, le parti hanno proceduto seduta stante alla discussione finale;
che con ordinanza sulle prove del 2 maggio 2002 il Segretario assessore ha ammesso il richiamo di un incarto dalla Pretura stessa e ha respinto le altre prove, citando le parti alle discussione finale sulla cautelare del 13 maggio successivo;
che le parti hanno rinunciato alla discussione finale;
che, statuendo il 14 maggio 2002 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore ha respinto l'azione nei confronti di
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per carenza di legittimazione passiva, sospendendo provvisoriamente le decisioni n. 8 e 9 (recte:
12) prese dall'assemblea il 12 gennaio 2002;
che contro il giudizio impugnato, nella misura in cui costituisce un decreto cautelare, l'associazione Centro
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Internazionali è insorta con un appello del 27 maggio 2002 in cui chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo, di respingere l'istanza;
che con decreto del 6 giugno 2002 la presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo;
che nelle loro osservazioni del 19 dicembre 1997 2002
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propongono di respingere l'appello e di confermare il giudizio impugnato;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che nella fattispecie il Segretario assessore ha statuito simultaneamente sia sull'eccezione di legittimazione passiva sia sull'istanza cautelare presentata dagli attori;
che l'appello in esame riguarda il giudizio impugnato nella sola misura in cui esso costituisce un decreto cautelare, escluso il rigetto della petizione nei confronti di
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che l'appellante censura la mancata assunzione delle prove da essa offerte e contesta l'esistenza dei requisiti per l'emanazione di misure cautelari;
che in linea di principio una parte ha diritto all'assunzione delle prove offerte, ma l'autorità può rinunciare ad assumere quei mezzi istruttori il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”: DTF 124 I 211 consid. 4, 122 V 162 consid. 1d, 121 I 306 consid. 1b, 106 Ia 162 consid. 2b);
che l'autorità non è tenuta perciò a esperire tutte le prove notificate dalle parti ma, qualora intenda rifiutarle (in tutto o in parte), deve indicare perché queste risulterebbero superflue o inidonee a recare chiarimenti di rilievo (DTF 119 Ib 492 consid. 5b/bb con rinvii);
che, in concreto, nell'ordinanza del 2 maggio 2002, il Segretario assessore aveva respinto le prove richieste “per i motivi che verranno indicati al più tardi nel decreto cautelare”;
che tuttavia nel decreto impugnato non figura il minimo cenno ai motivi per cui le prove non sono state ammesse;
che l'atto in rassegna è quindi carente di motivazione sul tema delle prove notificate;
che tale motivazione è indispensabile, sia perché occorre conoscere quali ragioni hanno indotto il magistrato a respingere la richiesta, sia perché l'appellante deve spiegare poi nel ricorso i motivi per cui l'apprezzamento anticipato del giudice non resisterebbe alla critica;
che, invero, l'appellante non evoca in modo esplicito un difetto di motivazione, ma qualora la carenza di requisiti formali comporti la nullità dell'atto – come in concreto – il vizio dev'essere rilevato d'ufficio (art. 142 cpv. 2 CPC);
che, ciò posto, il decreto impugnato va dichiarato nullo e gli atti rinviati al primo giudice perché motivi il rifiuto di assumere le prove notificate dalle parti (art. 326 lett. a CPC);
che le spese e le ripetibili del presente giudizio seguono soccombenza degli attori, i quali hanno postulato a torto la reiezione dell'appello (art. 148 cpv. 1 CPC);
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,