Decision ID: 92acd57d-5f7d-5542-9273-32b2f59f58bb
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Il 2 gennaio 2019 il Commando generale della Guardia di Finanza – auto-
rità dello Stato richiedente italiano (in seguito: autorità richiedente italiana)
– ha presentato all’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) una
domanda di assistenza amministrativa in materia fiscale concernente la so-
cietà italiana B._ e A._, in qualità di socio unico e rappre-
sentante legale della società, per il periodo fiscale dal 1° gennaio 2015 al
30 settembre 2018. L’autorità richiedente italiana ha fondato la propria ri-
chiesta sull’art. 27 della Convenzione del 9 marzo 1976 conclusa tra la
Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie im-
posizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul red-
dito e sul patrimonio (RS 0.672.945.41; di seguito: CDI CH-IT), in combi-
nazione con la lett. ebis del relativo Protocollo aggiuntivo, in vigore dal 13 lu-
glio 2016 (in seguito: Protocollo aggiuntivo; anch’esso pubblicato nella RS
0.672.945.41; RU 2016 2769, 2771).
B.
B.a Nella predetta istanza di assistenza amministrativa l’autorità richie-
dente italiana ha esposto quanto segue:
“La Guardia di Finanza di Verbania ha avviato una verifica fiscale nei con-
fronti della B._. Nel corso degli accertamenti è stata acquisita do-
cumentazione contabile ed extracontabile utile ai fini dell'attività ispettiva.
A tal proposito, è stata eseguita una attività di riscontro tra gli elementi ac-
quisiti dalla documentazione extracontabile con quanto riportato nei libri e
registri.
Detto riscontro ha evidenziato:
 la presenza di conferme di ordini da fornitori per clienti i cui nomi-
nativi non compaiono tra le schede contabili della società;
 vendite per importi talvolta differenti da quanto riscontrato in conta-
bilità;
 la presenza di un documento, riportante le modalità di pagamento,
facente riferimento ad un conto corrente, per l'accredito dell'importo
pattuito, acceso presso un istituto di credito svizzero. IBAN: [...]
(acceso presso la E._ filiale di [...] - Svizzera). Conto cor-
rente non citato nei bilanci presentati.
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Elementi che potrebbero far presupporre l'occultamento di parte del reddito
prodotto.
Dagli elementi sinora emersi nel corso della verifica, si ha motivo di ritenere
che il conto corrente in Svizzera serva da deposito per veicolare denaro
ricevuto a pagamento di vendite effettuate all'estero o deposito di redditi
prodotti in Italia ed occultati al fisco”.
In considerazione degli elementi a sua disposizione l’autorità richiedente
italiana ha richiesto all’AFC le seguenti informazioni per il periodo dal 1°
gennaio 2015 al 30 settembre 2018:
 acquisire le movimentazioni del conto corrente per il periodo
01.01.2015 - 30.09.2018; la data di accensione; gli intestatari; le
persone eventualmente delegate ad operare sullo stesso;
 riscontrare l'esistenza di eventuali attività finanziarie intestate a
A._ ovvero alla B._ sul territorio elvetico, acquisendo
la data di inizio dei rapporti ed i nominativi di eventuali persone de-
legate ad operare;
 accertare la presenza di eventuali rapporti finanziari intestati a terzi
in cui A._ è delegato ad operare, acquisendo la data di inizio
dei rapporti ed i nominativi degli intestatari.
B.b Con decreto di edizione del 25 gennaio 2019 l’AFC ha esortato
E._ e F._ a trasmettere le informazioni in esecuzione della
predetta domanda di assistenza amministrativa italiana, limitandola dal
punto di vista temporale al periodo 23 febbraio 2015 – 30 settembre 2018.
Con scritto del 6 febbraio 2019 F._ ha dato seguito alla richiesta,
indicando che il conto corrente IBAN [...] era intestato alla società
D._ [...].
B.c Con decreto di edizione del 15 febbraio 2019, a cui l’istituto bancario
ha dato seguito il 27 febbraio 2019, l’AFC ha esortato F._ a trasmet-
tere anche le informazioni relative [...].
B.d Con scritti del 17 aprile 2019 l’AFC ha notificato ad A._, alla
D._ e a C._ le informazioni che intendeva trasmettere all’au-
torità richiedente italiana, impartendo loro un termine per pronunciarsi al
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riguardo. Dal canto loro quest’ultimi hanno conferito mandato singolar-
mente di rappresentarli alla Dudifid SA e chiesto di ottenere accesso agli
atti.
B.e Il 6 agosto 2019 l’AFC ha concesso l’accesso agli atti a A._ e
C._ così come alle società B._ e D._, tutti rappre-
sentati dalla Dudifid SA.
B.f Con scritti del 30 agosto 2019 A._, C._, B._ e
D._ – per il tramite del loro rappresentante – si sono opposti alla
trasmissione delle informazioni all’autorità richiedente italiana, facendo va-
lere che la richiesta di assistenza amministrativa era irricevibile, in quanto
fondata su un accertamento inesatto e incompleto della fattispecie da parte
dell’autorità estera e che di conseguenza andava intesa quale ricerca indi-
scriminata di informazioni e prove (“fishing expedition”).
B.g Con decisioni finali del 15 novembre 2019 l’AFC ha accolto la do-
manda di assistenza amministrativa in materia fiscale del 2 gennaio 2019
relativa alla società B._, statuendo di trasmettere all’autorità richie-
dente italiana le informazioni richieste concernenti la società D._,
A._ e C._ per il periodo 23 febbraio 2015 – 30 settembre
2018.
C.
C.a Avverso le predette decisioni in data 11 dicembre 2019 A._,
C._, B._ e D._ singolarmente (di seguito: ricorrenti)
– per il tramite del loro rappresentante – hanno inoltrato ricorso dinanzi al
Tribunale amministrativo federale, chiedendo – in via principale – l’annul-
lamento delle decisioni dell’AFC del 15 novembre 2019 e – in via subordi-
nata – il rinvio degli incarti all’AFC per riesame. A sostegno delle conclu-
sioni addotte gli insorgenti hanno dichiarato che due aspetti erano già stati
chiariti in sede amministrativa, hanno ribadito una ricerca indiscriminata di
informazioni (“fishing expedition”) fondata su un atto che non può essere
considerato un documento contabile ufficiale, censurato una richiesta di
informazioni in merito a terzi non toccati dalle verifiche fiscali in Italia (in
particolare in relazione alla D._), cosi come un erroneo ed incerto
accertamento della fattispecie da parte delle competenti autorità fiscali
dello Stato richiedente (cfr. doc. TAF 1).
C.b Con provvedimento dell’8 gennaio 2020 questo Tribunale ha congiunto
le quattro procedure ricorsuali presentate parallelamente dai ricorrenti (A-
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6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019 e A-6595/2019) sotto il numero di
riferimento A-6590/2019 (doc. TAF 6).
C.c Con risposta del 6 febbraio 2020 l’AFC (di seguito: autorità inferiore)
ha postulato il rigetto dei quattro ricorsi presentati l’11 dicembre 2019, pren-
dendo posizione in merito alle censure dei ricorrenti (doc. TAF 7).
D.
Fatti e argomentazioni non ancora menzionati verranno ripresi, per quanto
necessario, nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Considerations:
Diritto:
1.1 Giusta l’art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi
contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni pronun-
ciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazionale in
materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in casu
la CDI CH-IT – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministra-
tivo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 5 cpv. 1 della legge federale del
28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale in materia
fiscale [LAAF, RS 651.1] e art. 17 cpv. 3 LAAF).
Per quanto concerne il diritto interno, l’assistenza amministrativa interna-
zionale in materia fiscale è attualmente retta dalla LAAF, in vigore dal
1° febbraio 2013 (RU 2013 231). Sono fatte salve le disposizioni derogato-
rie della convenzione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF),
in concreto della CDI CH-IT. Presentata il 2 gennaio 2019, la domanda di
assistenza litigiosa rientra nel campo di applicazione di detta legge
(cfr. art. 24 LAAF a contrario). Per il rimanente, la procedura di ricorso è
retta dalle disposizioni generali della procedura federale (PA), su riserva di
disposizioni specifiche della LAAF (cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF).
1.2 Ciò precisato, i ricorsi dell’11 dicembre 2019 sono stati interposti tem-
pestivamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di
contenuto e di forma previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Pacifica è la le-
gittimazione ricorsuale dei ricorrenti, nella misura in cui gli stessi hanno
partecipato alla procedura dinanzi all’autorità inferiore, sono destinatari
delle decisioni impugnate ed hanno chiaramente un interesse al loro an-
nullamento (cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF).
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Pagina 6
1.3 Il ricorso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF).
L’eventuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non
può intervenire che alla crescita in giudicato della decisione di rigetto del
ricorso (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019
consid. 1.2; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 1.3). Ciò puntualiz-
zato, i ricorsi essendo ricevibili in ordine, devono essere esaminati nel me-
rito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del po-
tere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o in-
completo di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché l’ina-
deguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).
2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi del
ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della deci-
sione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551
consid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER,
Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della
massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia li-
mitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-
zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure
sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 con-
sid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27
consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (“Rügeprin-
zip”) l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non ap-
paiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e
presentazione dei fatti, non essendo sostanziate a sufficienza (cfr. DTF 141
V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio
inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal
dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II
425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere
processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che
interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in par-
ticolare, l’obbligo di trasmettere le prove necessarie, d’informare il giudice
sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso con-
trario rischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza di
prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1;
MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.).
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Pagina 7
3.
3.1 Nei casi in disamina oggetto del litigio sono le decisioni finali dell’auto-
rità inferiore del 15 novembre 2019, con cui quest’ultima ha sostanzial-
mente accolto la domanda del 2 gennaio 2019 di assistenza amministrativa
in materia fiscale inoltrata dall’autorità richiedente italiana sulla base
dell’art. 27 CDI CH-IT nei confronti della società B._, decidendo di
trasmettere le informazioni richieste in relazione ad A._, C._
ed alla società svizzera D._. In tale contesto, per il Tribunale adito
si tratta essenzialmente di esaminare l’ammissibilità della predetta do-
manda di assistenza amministrativa italiana, sia dal punto di vista mera-
mente formale che da quello materiale, alla luce delle censure puntuali sol-
levate dai ricorrenti.
A tal fine, di seguito, il Tribunale richiamerà preliminarmente i principi ap-
plicabili alla presente fattispecie (cfr. consid. 3.2 segg. del presente giudi-
zio).
3.2 L’assistenza amministrativa con l’Italia è retta dall’art. 27 CDI CH-IT.
Tale disposizione, insieme a quelle del Protocollo aggiuntivo, si fonda, sul
piano formale e materiale, sul Modello di convenzione dell’Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e sulla politica sviz-
zera in materia di convenzioni in questo ambito (cfr. Messaggio del 12 ago-
sto 2015 concernente l’approvazione di un Protocollo che modifica la Con-
venzione tra la Svizzera e l’Italia per evitare le doppie imposizioni, FF 2015
5631, 5635 e 5637 [di seguito: Messaggio CDI CH-IT]). Nella loro versione
in vigore dal 13 luglio 2016, modificata dagli artt. I e II del Protocollo di mo-
difica del 23 febbraio 2015, l’art. 27 CDI CH-IT e le disposizioni del Proto-
collo aggiuntivo si applicano a quelle domande di informazioni presentate
al 13 luglio 2016 o dopo tale data, che si riferiscono a fatti e, o, circostanze
esistenti o realizzate il 23 febbraio 2015 o dopo questa data (cfr. art. III
par. 2 del Protocollo di modifica del 23 febbraio 2015; RU 2016 2769, 2771;
Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 5637). Tale è segnatamente il caso
della domanda di assistenza amministrativa in oggetto, presentata il 2 gen-
naio 2019 e riguardante il periodo fiscale dal 1° gennaio 2015 al 30 settem-
bre 2018, ma limitata correttamente dall’AFC al periodo dal 23 febbraio
2015 al 30 settembre 2018 (cfr. decisioni del 15 novembre 2019, consid.
8).
3.3 Le disposizioni dell’art. 27 CDI CH-IT sono precisate alla lett. ebis del
Protocollo aggiuntivo. Detta norma disciplina in particolare le esigenze for-
mali a cui deve sottostare la domanda di informazioni (cfr. Messaggio CDI
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Pagina 8
CH-IT, FF 2015 5631, 5636), prevedendo al n. 2 che le autorità fiscali dello
Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali
dello Stato richiesto quando presentano una richiesta di informazioni se-
condo l’art. 27 CDI CH-IT:
(i) l’identità della persona oggetto del controllo o dell’inchiesta;
(ii) il periodo di tempo oggetto della domanda;
(iii) la descrizione delle informazioni richieste, nonché indicazioni
sulla forma nella quale lo Stato richiedente desidera ricevere tali
informazioni dallo Stato richiesto;
(iv) lo scopo fiscale per cui le informazioni sono richieste;
(v) se sono noti, il nome e l’indirizzo del detentore presunto delle
informazioni richieste.
Il Protocollo aggiuntivo precisa inoltre che queste esigenze (lett. i-v) non
devono essere interpretate in modo da ostacolare uno scambio effettivo di
informazioni (cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo; Messaggio CDI
CH-IT, FF 2015 5631, 5636). In merito alla lista d’indicazioni circa il conte-
nuto di una domanda di assistenza che lo Stato richiedente è tenuto a for-
nire nel contesto delle CDI (cfr. art. 6 cpv. 2 LAAF applicabile a titolo sus-
sidiario), la giurisprudenza del Tribunale federale considera che detta lista
è concepita in modo tale che se lo Stato richiedente vi si conforma scrupo-
losamente, lo stesso è di principio reputato fornire le informazioni sufficienti
a dimostrare la « rilevanza verosimile » della sua domanda (cfr. DTF 142 II
161 consid. 2.1.4; sentenza del TAF A-2618/2019 del 30 luglio 2019 con-
sid. 3.2 con rinvii).
3.4
3.4.1 Giusta l’art. 27 par. 1 CDI CH-IT le autorità competenti degli Stati con-
traenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per applicare
le disposizioni della Convenzione oppure per l’amministrazione o l’applica-
zione del diritto interno relativo alle imposte di qualsiasi natura o denomi-
nazione riscosse per conto degli Stati contraenti, delle loro suddivisioni po-
litiche o enti locali nella misura in cui l’imposizione prevista non sia contra-
ria alla Convenzione. Il requisito della rilevanza verosimile – ovvero, la con-
dizione “verosimilmente rilevante” (cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiun-
tivo) – è dunque la chiave di volta del sistema di scambio d’informazioni
(cfr. sentenze del TF 2C_695/2017 del 29 ottobre 2018 consid. 2.6;
2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3; [tra le tante] sentenze del
TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.1 con rinvii; A-6226/2017
del 21 marzo 2019 consid. 4.2.2).
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Pagina 9
3.4.2 Il ruolo dello Stato richiesto si limita ad un controllo della plausibilità;
egli deve cioè limitarsi a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fattispe-
cie illustrata e i documenti richiesti, tenendo presente la presunzione della
buona fede dello Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142
II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante]
sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con rinvii;
A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1). L’apprezzamento del re-
quisito della rilevanza verosimile delle informazioni richieste è in primo
luogo di competenza dello Stato richiedente. Non spetta pertanto allo Stato
richiesto rifiutare una domanda di assistenza o la trasmissione d’informa-
zioni, solo perché da lui considerate prive di pertinenza per l’inchiesta o il
controllo sottostante (cfr. art. 27 par. 4 CDI CH-IT; DTF 142 II 161 con-
sidd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4 [che evoca in particolare una “ripartizione dei ruoli”
tra Stato richiedente e Stato richiesto]; [tra le tante] sentenze del TAF A-
5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con rinvii; A-6226/2017 del
21 marzo 2019 consid. 4.2.2 con rinvii). La condizione “della rilevanza ve-
rosimile” può essere soddisfatta sia in casi relativi ad un singolo contri-
buente (identificato con il nome oppure altrimenti) sia in casi relativi ad una
pluralità di contribuenti (identificati con il nome oppure altrimenti;
cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo).
3.4.3 Il requisito della rilevanza verosimile è adempiuto allorquando, al mo-
mento della formulazione della domanda, esiste una ragionevole probabi-
lità che le informazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze illu-
strate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchiesta o del controllo nello
Stato richiedente. Ne consegue quindi che di principio lo Stato richiesto
non può respingere una domanda di assistenza amministrativa poiché è
giunto ad una diversa conclusione (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II
161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] sen-
tenze del TAF A-5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.3.2.3; A-
6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1 con rinvii; A-2325/2017 del
14 novembre 2018 consid. 4.3.1 con rinvii).
3.5
3.5.1 Il riferimento a informazioni “verosimilmente rilevanti” ha lo scopo di
garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio
possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere
una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni (“fishing expe-
dition”) o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari
fiscali di un determinato contribuente non è verosimile (cfr. lett. ebis n. 3 del
Protocollo aggiuntivo; art. 7 lett. a LAAF; DTF 144 II 206 consid. 4.2; 143 II
136 consid. 6; sentenza del TF 2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017
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Pagina 10
consid. 9.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019
consid. 2.4 con rinvii). Il divieto delle “fishing expeditions” corrisponde al
principio della proporzionalità (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.), al quale deve confor-
marsi ogni domanda di assistenza amministrativa (cfr. DTF 139 II 404
consid. 7.2.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 del 15 novembre
2019 consid. 3.3 con rinvii; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4
con rinvii; A-846/2018 del 30 agosto 2018 consid. 2.1.6). Ciò premesso
non ci si attende dallo Stato richiedente che ognuna delle sue richieste
conduca necessariamente ad una ricerca fruttuosa corrispondente (cfr. [tra
le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 con
rinvii).
3.5.2 Fintantoché uno Stato si accontenta di accertare che una data
persona, a titolo individuale, ha pienamente soddisfatto i suoi obblighi
fiscali, in quanto nutre un dubbio al suo riguardo, non si può parlare di
“fishing expedition”. L’accertamento della percezione corretta delle imposte
è di per sé uno scopo sufficiente per giustificare una domanda di assistenza
amministrativa, per lo meno quando su tratta di un’istanza di assistenza
individuale in relazione ad un caso concreto (cfr. sentenze del TAF A-
1015/2015 del 18 agosto 2016 consid. 9; A-2872/2015 del 4 marzo 2016
consid. 8).
3.6
3.6.1 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna
del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [CV, RS 0.111]) si applica, quale
principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito dello
scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposizione
(cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018
del 15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2325/2017 del
14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), quali la CDI CH-IT. La buona
fede di uno Stato è presunta nelle relazioni internazionali (principio dell’affi-
damento). Nel contesto dell’assistenza amministrativa in materia fiscale,
detta presunzione implica che lo Stato richiesto non può, di principio, met-
tere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, a meno che sussistano
dei seri dubbi. Detto in altri termini le dichiarazioni dello Stato richiedente
vanno considerate corrette, fintanto che una contraddizione manifesta non
risulta dalle circostanze (cfr. DTF 143 II 224 consid. 6.4; 143 II 202 con-
sidd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il principio dell’affidamento non si
oppone ad una domanda di chiarimento allo Stato richiesto, il rovescia-
mento la presunzione della buona fede di uno Stato dovendosi in ogni caso
fondare su fatti constatati e concreti (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4; 143 II
202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante] sentenza
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Pagina 11
del TAF A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). In
virtù del principio dell’affidamento lo Stato richiesto è vincolato alla
fattispecie e alle dichiarazioni presentate nella domanda di assistenza,
nella misura in cui quest’ultime non possono essere immediatamente con-
futate (“sofort entkräftet”) in ragione di errori, lacune o contradizioni mani-
feste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-
5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii; A-506/2018 del
15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2618/2019 del 30 luglio 2019
consid. 3.4; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii).
In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do-
ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita
sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe
infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro-
prio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato richiesto, lo Stato
richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161
consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2).
3.6.2 Ora, salvo nel caso in cui la presa in considerazione di un fatto notorio
lasci trasparire immediatamente che le indicazioni fornite dall’autorità
richiedente nella propria domanda di assistenza amministrativa sono
manifestamente erronee o che lo Stato richiesto sospetti l’esistenza di una
situazione descritta all’art. 7 LAAF, rispettivamente nel caso in cui vi sia un
palese abuso di diritto o emergano domande legittime circa la tutela dell’or-
dine pubblico svizzero o internazionale, le regole di procedura previste
dalla LAAF non impongono allo Stato richiesto né di procedere lui stesso a
delle verifiche né di rimettere in discussione la fondatezza delle informa-
zioni fornite dallo Stato richiedente (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4, 142 II
218 consid. 3.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF A-
6205/2018 del 23 settembre 2019 consid. 2.8 con rinvii; A-3773/2018
dell’8 febbraio 2019 consid. 2.6; A-4044/2015 del 16 febbraio 2016 con-
sid. 2.6 con rinvii).
3.7 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della
sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti
d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di
richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiuntivo; [tra le
tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con
rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5; A-2321/2017 del
20 dicembre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi concreti, rispettiva-
mente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in
discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando
A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019
Pagina 12
uno Stato presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni
caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione
abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere
informazioni o di aver agito conformemente alla Convenzione (cfr. DTF 144
II 206 consid. 3.3.2; sentenza del TF 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016
consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019
consid. 2.6 con rinvii; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.7;
A-5066/2016 del 17 maggio 2018 consid. 2.7).
3.8 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor-
mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente per i fini descritti
all’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, ovvero nei confronti delle persone e dei com-
portamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette informazioni
(cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 con-
sid. 2.5 con rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.9.1; A-
6391/2016 del 17 gennaio 2018 consid. 4.3.5; A-2321/2017 del 20 dicem-
bre 2017 consid. 3.9.1; A-778/2017 del 5 luglio 2017 consid. 4.3.1). Per-
tanto, lo Stato richiedente non può utilizzare, nei confronti di terzi, le infor-
mazioni ricevute tramite assistenza amministrativa, a meno che ciò non sia
possibile in base al diritto di entrambi gli Stati e che l'autorità competente
dello Stato richiesto non autorizzi tale utilizzo (cfr. DTF 146 I 172 consid.
7.1.3; sentenze del TF 2C_537/2020 del 13 luglio 2020 consid. 3.4 [desti-
nata alla pubblicazione]). Si tratta di una concretizzazione della dimensione
personale del principio di specialità (sentenze del Tribunale federale
2C_537/2019 del 13 luglio 2020 consid. 3.5 [destinata alla pubblicazione]
e 2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.7). A tal proposito, la giurispru-
denza ha evidenziato che esistono diverse concezioni, sia a livello nazio-
nale che internazionale, della portata del principio di specialità. In conside-
razione di tale incertezza, l'AFC deve pertanto informare espressamente
l'autorità richiedente della portata della restrizione dell'uso delle informa-
zioni trasmesse (cfr. sentenze del TF 2C_537/2019 del 13 luglio 2020 con-
sid. 3.7 [destinata alla pubblicazione] e 2C_545/2019 del 13 luglio 2020
consid. 4.7).
3.9
3.9.1 La domanda di assistenza, di regola, persegue lo scopo di ottenere
informazioni relative ad una persona identificata quale contribuente dallo
Stato richiedente. Tuttavia, in determinate circostanze ben definite, pos-
sono essere trasmesse pure informazioni relative ad individui il cui assog-
gettamento fiscale non è invocato dallo Stato richiedente (cfr. sentenze del
TAF A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.3.3, A-4545/2016 del 8 feb-
braio 2018 consid. 4.3.1 e A-4025/2016 del 2 maggio 2017 consid. 3.4). La
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Pagina 13
trasmissione di informazioni è quindi in linea di principio possibile, a condi-
zione che sia soddisfatto il requisito della rilevanza verosimile (cfr. DTF 144
II 29 consid. 4.2.3 e DTF 142 II 161 consid. 4.6.1; così come la sentenza
del TAF A-4819/2016 del 4 aprile 2018 consid. 3).
3.9.2 Per quanto concerne in particolare i terzi non coinvolti, la trasmis-
sione dei loro nominativi è ammissibile ai sensi dell'articolo 4 cpv. 3 LAAF
solo se tale informazione è presumibilmente pertinente per la valutazione
della situazione fiscale della persona interessata, ossia rilevante per l'o-
biettivo fiscale perseguito dallo Stato richiedente nei suoi confronti, e se la
stessa è proporzionata. La trasmissione risulta dunque ammissibile lad-
dove la rimozione dei nominativi di terzi renderebbe la richiesta di assi-
stenza amministrativa priva di senso perché impedirebbe o renderebbe ol-
tremodo difficoltosa l’inchiesta fiscale nello Stato richiedente. In altre parole
ciò significa che l'art. 4 cpv. 3 LAAF non impedisce la trasmissione di infor-
mazioni relative a terzi non coinvolti – così come il loro nominativo – se la
stessa è necessaria, ossia se la loro soppressione vanificherebbe lo scopo
dell'assistenza fiscale internazionale (cfr. DTF 144 II 29 consid. 4.2.3 con i
riferimenti citati; cfr. anche DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; e anche le sen-
tenze del TF 2C_616/2018 del 9 luglio 2019 consid. 3.1 e 2C_387/2016 del
5 marzo 2018 consid. 5.1). Unicamente qualora le informazioni relative a
terzi non siano presumibilmente pertinenti, esse non vanno trasmesse. Tut-
tavia, anche in caso di trasmissione del nominativo di terzi, quest’ultimi ri-
sultano protetti perché al termine della procedura, l'autorità richiesta deve
ricordare all'autorità richiedente le restrizioni dell'uso delle informazioni tra-
smesse e l'obbligo di mantenere il segreto (cfr. art. 20 cpv. 2, LAAF;
cfr. DTF 146 I 172 consid. 7.1.3 e DTF 142 II 161 consid. 4.6.1).
4. Esigenze formali
Stabiliti i principi applicabili in concreto, il Tribunale adito osserva innanzi-
tutto che dal punto di vista strettamente formale la domanda di assistenza
amministrativa del 2 gennaio 2019 inoltrata dall’autorità richiedente italiana
(cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto dall’autorità inferiore [di seguito:
inc. AFC]) adempie i requisiti formali alla base della sua ammissibilità, in
quanto riassume sufficientemente tutte le informazioni richieste dall’art. 27
par. 1 CDI CH-IT nonché dalla lett. ebis n. 2 del Protocollo aggiuntivo. In
particolare precisa l’identità del contribuente oggetto dell’inchiesta fiscale
in Italia, la fattispecie alla sua base, lo scopo fiscale, l’identità dei detentori
d’informazione e il periodo fiscale interessato (cfr. consid. 3.3 e 3.4.1 del
presente giudizio).
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Pagina 14
Tali aspetti non vengono peraltro censurati neppure dai ricorrenti. Di fatto,
l’autorità estera ha trasmesso una domanda di assistenza amministrativa
circoscritta ad uno specifico soggetto fiscale italiano, ossia la società
B._, ed estesa ad A._ unicamente in qualità di socio unico,
nonché rappresentante legale, della società in questione. Si tratta dunque
di una domanda individuale volta all’accertamento della corretta imposi-
zione del reddito della società B._, mediante la raccolta di informa-
zioni concernenti eventuali attività finanziarie in Svizzera riconducibili a
quest’ultima o ad A._.
5. Censure materiali
5.1 Ciò constatato per il Tribunale si tratta ancora di esaminare se dal punto
di vista materiale l’autorità inferiore era autorizzata a dare seguito alla do-
manda di assistenza, viste in particolare le censure sollevate dai ricorrenti,
i quali si sono avvalsi di una ricerca indiscriminata di informazioni (“fishing
expedition”), di una richiesta di informazioni in merito a terzi non toccati
dalle verifiche fiscali in Italia, così come di un erroneo accertamento della
fattispecie da parte delle competenti autorità fiscali dello Stato richiedente.
5.2 “Fishing expedition”
5.2.1 I ricorrenti contestano innanzitutto la fondatezza della domanda di
assistenza amministrativa del 2 gennaio 2019 in quanto si tratterebbe di
una “fishing expedition”. A tal proposito fanno valere che la menzionata ri-
chiesta si fonda su argomentazioni incerte ed approssimative volte ad ot-
tenere informazioni generali e non pertinenti per l’accertamento fiscale re-
lativo alla società italiana nei cui confronti è stata avviata l’indagine fiscale.
Gli insorgenti evidenziano inoltre che le prime due questioni poste alla base
della domanda di assistenza – ovvero (i) la presenza di conferme di ordini
da fornitori per clienti che non compaiono nei documenti della società e (ii)
le vendite per importi talvolta differenti rispetto a quanto riportato nella con-
tabilità societaria – sarebbero già state chiarite direttamente con l’autorità
estera, motivo per cui insistere su questi aspetti sarebbe arbitrario, fuor-
viante e confermerebbe l’intenzione dell’autorità italiana di procedere ad
una ricerca generale di informazioni. I richiedenti precisano infine che la
richiesta di assistenza amministrativa va considerata una “fishing expedi-
tion” anche perché basata sul documento denominato “annesso 2”, alle-
gato alla richiesta del 2 gennaio 2019, non riconducibile alla società italiana
oggetto di verifiche fiscali (cfr. doc. TAF 1).
A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019
Pagina 15
5.2.2 Dal canto suo l’AFC adduce di non condividere la posizione dei ricor-
renti, in quanto l’autorità estera avrebbe reso plausibile l’esistenza di un
nesso tra i fatti descritti nella domanda di assistenza amministrativa e le
informazioni richieste, che sarebbero dunque adatte ad essere utilizzate
nell’ambito della verifica fiscale italiana nei confronti di B._. Di con-
seguenza – tenuto in particolare anche conto del principio dell’affidamento
– le informazioni richieste vanno considerate verosimilmente rilevanti per
gli accertamenti fiscali in corso.
5.2.3
5.2.3.1 In proposito il Tribunale ribadisce preliminarmente come le censure
sollevate dai ricorrenti non sono tali da rimettere in discussione l’adempi-
mento dei requisiti formali relativi all’ammissibilità della domanda di assi-
stenza amministrativa in oggetto, così come già accertato in questa sede
(cfr. consid. 4 del presente giudizio).
5.2.3.2 La Corte adita osserva inoltre che nulla agli atti permette di ritenere
che la domanda di assistenza amministrativa in oggetto costituirebbe una
“fishing expedition”, ovvero una ricerca indiscriminata di informazioni volta
ad acquisire documentazione di ogni genere relativa alle attività economi-
che della società italiana interessata, rispettivamente dei ricorrenti o di altri
potenziali soggetti fiscali in relazioni commerciali con la B._ e/o
A._ (cfr. consid. 3.5 del presente giudizio).
5.2.3.3 Si ribadisce che l’autorità richiedente italiana ha inoltrato una do-
manda di assistenza amministrativa allo scopo di accertare la corretta im-
posizione del reddito di un preciso soggetto fiscale italiano, ovvero la so-
cietà B._ (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, ove viene chiaramente speci-
ficato: “Imposte interessate dalla domanda: Imposta sul reddito delle - recte
della - società”) scopo fiscale chiaramente coperto dalla CDI CH-IT. La pre-
cisazione menzionata è di per sé sufficiente per ritenere adempiuto il re-
quisito dell’indicazione dello scopo fiscale nell’ambito di una domanda di
assistenza individuale in un caso concreto. La richiesta di assistenza am-
ministrativa in questione non costituisce pertanto una “fishing expedition”
(cfr. consid. 3.5.2 del presente giudizio).
5.2.3.4 Inoltre, per quel che concerne la censura di “fishing expedition” in
relazione alla richiesta di informazioni sul conto corrente presso E._
(consid. B.a), questo Tribunale rileva che la richiesta del 2 gennaio 2019 è
una domanda individuale circoscritta alla società B._ (persona in-
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Pagina 16
teressata; cfr. consid. 4 del presente giudizio). Benché sommaria, la fatti-
specie e lo scopo indicato dall’autorità richiedente risultano chiari e motivati
in maniera concludente. Le domande ivi formulate al riguardo sono precise,
specifiche e delimitano in maniera sufficiente le informazioni che l’autorità
estera intende ottenere. In sostanza, alla luce delle irregolarità contabili
constatate l’autorità richiedente italiana ha chiesto delucidazioni in merito
alla relazione bancaria indicata come conto per il pagamento nel docu-
mento denominato “annesso 2”, rispettivamente ad altre attività finanziarie
riconducibili alla B._ o al suo socio unico A._. In tale conte-
sto il Tribunale ritiene che l’autorità richiedente italiana abbia reso plausi-
bile un nesso tra le informazioni richieste e l’inchiesta fiscale in corso. Si
tratta difatti di indizi sufficienti da un punto di vista fiscale per ritenere che
la domanda non sia aleatoria o speculativa. In particolare, questo Tribunale
non intravvede come la domanda di assistenza in oggetto potrebbe per-
mettere all’autorità richiedente italiana di ottenere delle informazioni di ogni
genere in merito ai ricorrenti o ad altri soggetti fiscali ignoti e che non pre-
sentano alcun rapporto con la B._ Inoltre, come rettamente segna-
lato anche dall’AFC, la trasmissione delle informazioni relative alla
D._ risulta necessaria proprio per permettere al fisco italiano di ve-
rificare l’eventuale fondamento dei sospetti di occultamento di redditi
all’estero da parte della società italiana. Di conseguenza nulla permettendo
– in assenza di fatti concreti che documentano una contraddizione manife-
sta – di dubitare della veridicità dello scopo fiscale perseguito dell’autorità
richiedente italiana, la buona fede dello Stato richiedente è presunta (con-
sid. 3.6.1).
5.2.3.5 Per quel che attiene alla censura secondo cui alcune richieste po-
ste alla base della domanda di assistenza sarebbero già state chiarite di-
rettamente con l’autorità estera richiedente, il Tribunale non può fare a
meno di osservare che nulla vieta ad uno Stato di formulare una domanda
di assistenza amministrativa volta alla verifica di informazioni eventual-
mente già in suo possesso. Anzi, se del caso, tale elemento non fa che
dimostrare la rilevanza verosimile delle informazioni richieste. L’esame del
Tribunale e dell’autorità inferiore dovendosi limitare alla plausibilità, ad ogni
modo non spetta loro valutare la rilevanza verosimile o meno delle infor-
mazioni richieste dall’autorità richiedente italiana (cfr. consid. 3.4.2). Peral-
tro i ricorrenti non hanno in alcun modo sostanziato l’affermazione secondo
cui avrebbero chiarito con le competenti autorità estere le presunte irrego-
larità contabili menzionate nella richiesta di assistenza amministrativa,
mentre – nella propria domanda del 2 gennaio 2019 – l’autorità richiedente
ha dichiarato che da parte sua “[...] ha esaurito le fonti d’informazione
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Pagina 17
usuali previste dalla sua procedura fiscale interna”, fatto sufficiente a com-
provare il rispetto del principio della sussidiarietà (cfr. consid. 3.7 del pre-
sente giudizio). Su questo punto il ricorso è pertanto infondato.
5.2.3.6 Inoltre, laddove i richiedenti rimproverano alle autorità italiane un
comportamento arbitrario e fuorviante – e sembrano dunque avvalersi di
una violazione del principio della buona fede, rispettivamente di quello
dell’affidamento – il Tribunale ribadisce che, per costante giurisprudenza
del Tribunale federale, la buona fede dello Stato richiedente è presunta
(cfr. consid. 3.4.2 e 3.6 del presente giudizio). In assenza di elementi con-
creti comprovanti il contrario, lo Stato richiesto deve partire dal presuppo-
sto che le dichiarazioni dello Stato richiedente sono veritiere, sicché non vi
è di principio motivo di procedere ad ulteriori approfondimenti al riguardo
(DTF 142 II 161 consid. 2.1.1). Nel caso specifico, così come giustamente
rilevato dall’autorità inferiore (cfr. risposta di causa del 6 febbraio 2020,
consid. 2.5), i ricorrenti non hanno apportato alcun elemento atto a mettere
in dubbio la buona fede dello Stato richiedente o a far ritenere arbitraria la
domanda presentata dallo Stato estero. Ne consegue che a giusta ragione
l’autorità richiesta non ha proceduto ad ulteriori accertamenti. Il Tribunale
non può pertanto che ritenere infondato il ricorso anche su questo punto.
5.2.4 Alla luce di quanto sopra esposto nulla permette di escludere la rile-
vanza verosimile delle informazioni e dei documenti richiesti dall’autorità
richiedente italiana, pertanto le varie censure sollevate dai ricorrenti al ri-
guardo vanno respinte.
5.3 Richiesta di informazioni relative a terzi
5.3.1 I ricorrenti hanno inoltre rilevato che il conto corrente presso un isti-
tuto di credito svizzero menzionato nella domanda di assistenza giudiziaria
del 2 gennaio 2019 è intestato ad una società svizzera, dunque ad un’entità
terza rispetto alla società italiana oggetto della verifica fiscale in Italia. Per-
tanto a mente degli insorgenti sarebbe evidente che di tale conto non si
possa trovare riscontro nei bilanci della società italiana. Essi hanno poi evi-
denziato che il documento denominato “annesso 2” allegato alla domanda
di assistenza amministrativa non può essere considerato un documento
contabile ufficiale della società B._, trattandosi tuttalpiù di un foglio
di lavoro o di una bozza d’ordine ascrivibile alla società svizzera D._
(cfr. doc. TAF 1).
5.3.2 Nel caso concreto dagli atti emerge che l’autorità richiedente ha av-
viato una verifica fiscale nei confronti della B._, che nell’ambito di
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Pagina 18
tale procedimento sono stati posti a confronto gli elementi acquisiti dalla
documentazione extracontabile e quanto riportato nei libri e registri della
società e che da tale raffronto sono emersi la presenza di conferme di or-
dini da fornitori per clienti i cui nominativi non compaiono tra le schede
contabili della società, vendite per importi differenti da quanto riscontrato
in contabilità e un documento intestato a B._, ma che indica quale
modalità di pagamento un conto corrente presso un istituto di credito sviz-
zero non riportato nella contabilità della società italiana. Alla luce di quanto
precede l’autorità richiedente ha addotto di sospettare una frode fiscale, in
particolare l’occultamento di parte del reddito realizzato sul menzionato
conto corrente in Svizzera.
In simili condizioni questo Tribunale ritiene che la trasmissione del nomina-
tivo della società alla quale è intestato il conto corrente svizzero, così come
i movimenti avvenuti nel periodo 23 febbraio 2015 – 30 settembre 2018,
sono presumibilmente pertinenti, rispettivamente necessari all’autorità ri-
chiedente per verificare i sospetti di frode fiscale da parte della società ita-
liana esposti con la richiesta di assistenza amministrativa del 2 gennaio
2019. [...].
5.3.3 Non emergono inoltre elementi che permettono di sospettare una vio-
lazione del principio di specialità (cfr. consid. 3.8 del presente giudizio) e,
dal canto loro, i ricorrenti neppure lo sostengono. A tal proposito questo
Tribunale evidenzia che l’autorità richiedente italiana si è formalmente im-
pegnata a trattare in maniera confidenziale tutte le informazioni ricevute
sulla base della sua domanda e ad utilizzarle unicamente per i fini previsti
dalla CDI CH-IT (cfr. cifra 17.a della richiesta del 2 gennaio 2019 sub atto.
n. 1 dell’inc. AFC). Nel dispositivo delle decisioni da lei emanate il 15 no-
vembre 2019 l'autorità inferiore ha inoltre espressamente ricordato all'au-
torità fiscale italiana che le informazioni trasmesse sono soggette, nello
Stato richiedente, alle restrizioni d'uso e agli obblighi di riservatezza previsti
dalla Convenzione all'articolo 27 par. 2 CDI CH-IT (si veda il dispositivo
delle decisioni impugnate, cifra 3, pag. 12). Inoltre, dalla giurisprudenza del
Tribunale federale emanata posteriormente alle decisioni impugnate risulta
chiaramente che le informazioni trasmesse possono essere utilizzate uni-
camente nel procedimento avviato nei confronti di B._ (cfr. consid.
3.8 del presente giudizio). Si tratta in effetti dell’unico soggetto direttamente
interessato dagli accertamenti fiscali in Italia da parte dell'autorità estera.
Non sono per contro oggetto della verifica fiscale A._ a titolo indi-
pendente, C._ e la D._.
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Pagina 19
Nella suddetta recente giurisprudenza, il Tribunale federale ha in partico-
lare addotto che le informazioni possono essere utilizzate solo nei confronti
delle persone contro cui la richiesta dell'autorità straniera è stata espres-
samente indirizzata ("nur gegenüber denjenigen Personen, gegen welche
sich das Amtshilfegesuch ausdrücklich richtet" [sentenza del TF
2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.7], rispettivamente "Deshalb darf
der ersuchende Staat die [...] übermittelten Informationen nicht gegenüber
Personen verwenden, die von seinem Ersuchen nicht betroffen waren"
[sentenza del TF 2C_537/2019 del 13 luglio 2020 consid. 3.5). Il fatto che,
nella fattispecie A._ sia esplicitamente menzionato nella richiesta –
in qualità di socio unico e rappresentante legale della B._ – rispet-
tivamente che la D._ vi sia indirettamente citata, avendo le autorità
italiane indicato il numero di conto di cui è titolare, non le rende persone
formalmente interessate ai sensi della recente giurisprudenza del Tribunale
Federale. Sono quindi protette dal principio di specialità nella sua dimen-
sione personale. Lo stesso dicasi inoltre sia per C._, [...], che per
le persone menzionate nella documentazione bancaria richiesta (cfr. a tal
proposito la sentenza del TAF A-5522/2019 del 18 agosto 2020 consid.
3.4.3).
Pertanto, l’AFC dovrà, al momento della trasmissione delle informazioni
richieste, ricordare all’autorità richiedente la citata dimensione personale
del principio di specialità e modificare di conseguenza la cifra 3 del dispo-
sitivo delle decisioni impugnate del 15 novembre 2019 (cfr. a tal proposito
le sentenze del TAF A-5522/2019 del 18 agosto 2020 e A-1342/2019 del 2
settembre 2020).
5.4 Documento denominato “annesso 2” prodotto dall’autorità richie-
dente
Al riguardo questo Tribunale rileva che l’eventuale possibilità di ascriverlo
all’attività commerciale della D._ (e non della B._) potrà es-
sere chiarito dall’autorità estera unicamente una volta ottenuta la docu-
mentazione richiesta con la domanda di assistenza amministrativa. Inoltre,
come rettamente anche addotto dall’autorità inferiore, il documento in que-
stione riporta unicamente il nome della società italiana, sia nell’intesta-
zione, sia in basso nel luogo predisposto alla firma, e pertanto – perlomeno
ad un primo e sommario esame – il sospetto di una frode fiscale, con cui
l’autorità estera ha motivato la richiesta di assistenza giudiziaria non ap-
pare privo di fondamento, tenuto altresì conto del fatto che la domanda di
assistenza non si fonda unicamente su tale elemento ma ugualmente su
ulteriori presunte irregolarità contabili riscontrate durante le verifiche fiscali
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in questione. In simili condizioni non si tratta pertanto di una censura atta
ad impedire la trasmissione delle informazioni richieste dalla competente
autorità estera.
5.5 Erroneo accertamento della fattispecie
5.5.1 Infine i ricorrenti hanno precisato di aver comunicato all’AFC che la
domanda del 2 gennaio 2019 si fonderebbe su un accertamento manife-
stamente inesatto e incompleto della fattispecie non appena ricevuto l’ac-
cesso agli atti e che di conseguenza la richiesta di assistenza amministra-
tiva avrebbe dovuto essere dichiarata irricevibile dall’AFC (cfr. doc. TAF 1
pag. 2).
5.5.2 Al riguardo questo Tribunale rinvia a quanto già esposto in merito al
principio dell’affidamento, ricordando che la buona fede dello Stato richie-
dente è presunta (cfr. consid. 3.6 e 5.2.3.5 del presente giudizio) e che di
principio non vi è motivo di procedere ad ulteriori approfondimenti in merito
alla fattispecie allegata da quest’ultimo. Non ci si attende dall’autorità ri-
chiedente che produca i mezzi di prova a sostegno della propria domanda,
essendo unicamente tenuta a rendere verosimile lo scopo fiscale e i motivi
per cui richiede determinate informazioni. Come detto, lo scopo fiscale e la
fattispecie alla base della domanda di assistenza italiana appaiono con-
formi a quanto preteso dall’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, nonché alla lett. ebis
n. 2 del Protocollo aggiuntivo (cfr. consid. 4 e 5.2 del presente giudizio). E
ciò vale a maggior ragione se i ricorrenti, come nel caso concreto, non pre-
cisano in che misura gli accertamenti svolti dalle competenti autorità ita-
liane sarebbero manifestamente inesatti, limitandosi invece a semplici af-
fermazioni non suffragate da alcuna prova documentale (cfr. prese di posi-
zione del 30 agosto 2019 e ricorsi dell’11 dicembre 2019). Infine, anche
qualora gli insorgenti avessero già trasmesso alle autorità italiane le infor-
mazioni richieste, nulla vieta a quest’ultime di domandare ulteriore con-
ferma mediante una richiesta di assistenza amministrativa (cfr. consid.
5.2.3.5 del presente giudizio). Di conseguenza, i ricorsi dell’11 dicembre
2019 risultano infondati anche sotto questo profilo.
6.
In conclusione il Tribunale constata che la domanda di assistenza ammini-
strativa italiana del 2 gennaio 2019 adempie a tutti i requisiti formali. Essa
non costituisce inoltre una “fishing expedition”, non è contraria al principio
della specialità, né al principio di sussidiarietà e neppure a quello della
buona fede e dell’affidamento. Nulla agli atti permette peraltro di dubitare
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della rilevanza verosimile delle informazioni richieste dall’autorità richie-
dente italiana. Di conseguenza, è a giusta ragione che l’autorità inferiore
ha concesso l’assistenza amministrativa in materia fiscale. Le decisioni im-
pugnate del 15 novembre 2019 vanno pertanto confermate ed i gravami
dei ricorrenti integralmente respinti, fermo restando che l'autorità inferiore
dovrà precisare la portata del principio di specialità ai sensi di quanto espo-
sto ai considerandi 3.8 e 5.3 del presente giudizio.
7.
7.1 In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese
di procedura sono poste a carico dei ricorrenti, integralmente soccombenti,
in parti uguali e solidalmente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 feb-
braio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie
l’importo complessivo è stabilito in CHF 5'000.- (cfr. art. 4 TS-TAF), che
verrà detratto in parti uguali dall’anticipo spese di CHF 2'500.- versato a
suo tempo da ognuno dei ricorrenti (complessivamente CHF 10'000.-).
L’importo rimanente di CHF 5'000.- verrà restituito in parti uguali ai ricor-
renti (CHF 1'250.- cadauno) ad avvenuta crescita in giudicato del presente
giudizio.
7.2 Visto l’esito della procedura non sono dati i presupposti per l’assegna-
zione ai ricorrenti di indennità a titolo di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a
contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario).
8.
Contro la presente sentenza può essere interposto ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine ricor-
suale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammissibile
soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o
se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi
dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo com-
petente a determinare il rispetto di tali condizioni.
(dispositivo alla pagina seguente)
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