Decision ID: 03142abc-5c70-40da-849f-a68eb03e29bf
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che a favore dei creditori appena menzionati, il 26 gennaio 2022 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Locarno ha proceduto al pignoramento della quota di
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dell’escusso RI 1 nella comunione
ereditaria del padre fu _, i cui attivi comprendono in particolare il fondo n. _ RFD di _ e un conto presso la PI 3, stimandone il valore in fr. 102'906.– per il fondo e in fr. 2'500.– per il conto;
che l’UE ha invece accertato che il reddito dell’escusso per lavori saltuari, di fr. 300.–, era impignorabile stante il fatto che il suo mi-nimo esistenziale era di (almeno) fr. 1'200.–;
che con il ricorso in esame, del 17 marzo 2022, RI 1 contesta l’esecuzione del pignoramento e il relativo verbale del 25 febbraio 2022, così come tutte le operazioni dell’UE, dell’Ufficio dei registri e della PI 3;
che presentato all’autorità di vigilanza – nel Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (CEF) – entro il termine di legge di dieci giorni (art. 17 cpv. 2 LEF) dalla notifica del verbale di pignoramento impugnato,
notificato all’escusso il 7 marzo (secondo il tracciamento della raccomandata allegata al ricorso quale doc. 2)
, il ricorso è tempestivo
;
che il ricorrente ribadisce sostanzialmente parte degli argomenti già fatti valere contro i pignoramenti a favore dei gruppi n. 1 e 2 (sentenze della CEF 15.2021.106 e 15.2021.125 del 14 gennaio 2022);
che – va quindi ribadito – nella misura in cui il ricorrente contesta
“tutte le operazioni fatte e contenute nel Verbale di pignoramento 25.02.2022, e anche le operazioni fatte all’Ufficio dei registri di Locarno, al creditore ipotecario e alla PI 1 e ai coeredi”
senz’altra precisazione, la sua impugnativa risulta irricevibile per carenza di
motivazione (art. 7 cpv. 3 lett. b della
legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200])
;
che
il ricorrente ha avuto la possibilità di contestare le pretese dei creditori pignoranti nelle procedure di rigetto dell’opposizione, ormai chiuse con delle sentenze definitive, e non può quindi più rimetterle in discussione in occasione del pignoramento;
che se, come afferma il ricorrente, egli non ha accesso al suo conto aperto presso la PI 3, non può sostenere ragionevolmente che quanto depositato sia indispensabile al proprio mantenimento;
che del resto, come già rilevato nelle precedenti decisioni, sarebbe spettato a lui provare che il saldo del conto è composto di redditi suoi (nel senso dell’art. 93 LEF) non risparmiati (v. sentenza della CEF 15.2016.101 dell’11 gennaio 2017, RtiD 2017 II 898 n. 60c, consid. 4);
che ancora una volta egli non spende una parola al riguardo;
che infondato, il ricorso va pertanto respinto;
che stante l’esito del giudizio odierno, anche nel caso in esame si può prescindere dal trasmettere il ricorso all’UE per eseguire l’istruttoria prevista dalla legge di procedura (cfr. art. 9 cpv. 2 LPR);
che per il medesimo motivo si giustifica di rinunciare alla notificazione della sentenza ai creditori, cui il ricorso non è stato comunicato;
che per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).

Considerations: