Decision ID: 3317f981-3f35-511d-9e98-3b4be4f148fa
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
L’interessato, asserito cittadino srilankese di etnia tamil, ha depositato una
domanda d’asilo in Svizzera il (...) febbraio 2018 (cfr. atto A1/2).
B.
Il succitato, è stato sentito nel corso di una prima audizione sulle generalità
il (...) febbraio 2018 (cfr. atto A5/10; di seguito: verbale 1), a cui ha fatto
seguito un secondo colloquio il (...) giugno 2018, vertente principalmente
sui suoi motivi d’asilo (cfr. atto A17/17; di seguito: verbale 2).
Durante le stesse audizioni, il richiedente asilo ha in particolare e per
quanto qui di rilievo, dichiarato di essere originario del villaggio di
B._, C._ (sito nel distretto di D._, nella Provincia
E._ dello Sri Lanka), ove vi avrebbe vissuto sino al suo matrimonio
avvenuto nel (...), a seguito del quale si sarebbe trasferito nel villaggio di
F._ (...) o (...), F._ (F._ [...] sempre facente parte del
distretto di D._). Quivi sarebbe stato il suo ultimo domicilio ufficiale
in patria e vi avrebbe vissuto con la moglie ed i suoceri, nonché con i (...)
figli avuti dal matrimonio. Egli sarebbe espatriato dal Paese d’origine il
(...) 2018, illegalmente e dall’aeroporto di G._, a causa dei timori
che nutrirebbe per la sua incolumità. Questi ultimi sarebbero motivati dal
fatto che, a seguito dell’aiuto che egli avrebbe prestato al partito H._
(acronimo in inglese per: “I._” o in italiano: “J._”) per un’ele-
zione provinciale, il (...), mentre egli era intento con altre cinque o sei per-
sone nell’affissione di manifesti per la campagna elettorale del succitato
partito, nove persone sarebbero giunte a bordo di moto, con il volto mezzo
coperto. L’interessato sarebbe stato minacciato di morte da queste ultime,
che gli avrebbero pure puntato un coltello al collo, ingiungendogli di non
continuare a prestare il suo sostegno al partito H._. Il (...) o (...) si
sarebbero presentati al suo domicilio, in sua assenza, sei o sette persone
sconosciute, chiedendo di lui alla moglie. A causa di quest’ultimo evento,
egli si sarebbe rifugiato presso il domicilio dei genitori, rimanendovi sino a
due giorni prima del suo espatrio, a seguito dei quali avrebbe riparato a
G._. Il richiedente ha inoltre allegato che la moglie si sarebbe recata
in polizia il (...) o il (...) per denunciare l’aggressione da lui subita il (...).
Tuttavia, gli agenti presenti non avrebbero voluto registrare la stessa, in
quanto l’avrebbero invitata a dichiarare l’identità dei supposti aggressori ed
a provare gli avvenimenti da lei addotti. A supporto delle sue allegazioni, il
richiedente asilo ha presentato: copie certificate autentiche del certificato
di matrimonio n. (...) (cfr. atto A18/1, mezzo di prova n. 1; verbale 2, D15,
D-6467/2019
Pagina 3
pag. 3 seg.); dell’atto di nascita della moglie dell’interessato n. (...) (cfr. atto
A18/1, mezzo di prova n. 2; verbale 2, D15, pag. 3); dell’atto di nascita del
richiedente n. (...) (cfr. atto A18/1, mezzo di prova n. 3; verbale 2, D8 seg.,
pag. 3); degli atti di nascita dei suoi (...) figli (cfr. atto A18/1, mezzi di prova
n. 4 e n. 5; verbale 2, D15, pag. 4); nonché uno scritto del (...) di
K._ in lingua straniera (cfr. atto A19/1, mezzo di prova n. 6; verbale
2, D64 segg., pag. 8).
C.
Con decisione dell’11 novembre 2019, notificata al più presto il 12 novem-
bre 2019, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM), non ha
riconosciuto la qualità di rifugiato all’interessato, ha respinto la sua do-
manda d’asilo, pronunciando parimenti il suo allontanamento dalla Sviz-
zera e l’esecuzione del predetto provvedimento, siccome ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile.
D.
Il 5 dicembre 2019 (recte: 6 dicembre 2019; cfr. risultanze processuali), il
ricorrente ha presentato un ricorso al Tribunale amministrativo federale (di
seguito: il Tribunale) contro la succitata decisione dell’autorità inferiore. Nel
suo atto ricorsuale egli ha concluso a titolo principale all’annullamento della
decisione impugnata ed alla concessione dell’asilo in Svizzera; ed a titolo
eventuale alla concessione dell’ammissione provvisoria, per inammissibi-
lità ed inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Contestualmente,
l’insorgente ha presentato istanza di assistenza giudiziaria, secondo il
senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo
anticipo, il tutto con protesta di spese e ripetibili. Al ricorso è stata allegata
la seguente documentazione supplementare: l’originale di un documento
datato (...), in lingua straniera; copia di un protocollo medico del (...) ine-
rente l’interessato dell’(...); copia del certificato medico (provvisorio) del
(...) dell’(...).
E.
E.a Per il tramite della decisione incidentale del 16 dicembre 2019, lo scri-
vente Tribunale ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino a
conclusione della procedura, invitandolo – entro il termine del 31 dicem-
bre 2019 – a presentare la traduzione in una lingua ufficiale svizzera del
documento datato (...) presentato con il ricorso, nonché a voler fornire in
merito gli elementi d’informazione richiesti dal Tribunale ai sensi dei consi-
derandi. Altresì, l’insorgente è stato invitato dalla predetta autorità a pro-
durre un’attestazione d’indigenza, statuendo che l’esito della domanda
d’assistenza giudiziaria, verrà deciso in proseguo di procedura.
D-6467/2019
Pagina 4
E.b Con scritto del 24 dicembre 2019 (recte: 27 dicembre 2019; cfr. risul-
tanze processuali), l’insorgente ha risposto alle richieste formulate dal Tri-
bunale nella decisione incidentale del 16 dicembre 2019, producendo una
traduzione in lingua italiana della denuncia del (...), che la moglie avrebbe
reso presso la stazione di polizia di C._ in medesima data. L’insor-
gente ha inoltre prodotto copia della busta d’invio (...) del predetto docu-
mento, che sarebbe stato inviato dalla moglie dell’interessato. Circa tale
denuncia, il ricorrente ha dichiarato che la polizia avrebbe riferito alla mo-
glie che avrebbero effettuato delle indagini ma che al presente non avreb-
bero comunicato nulla di rilevante. Altresì, l’interessato ha prodotto quale
nuova documentazione con il precitato scritto: l’originale dell’attestazione
d’indigenza dell’(...) del (...); copia di un certificato medico dell’(...), ine-
rente il periodo d’ospedalizzazione dal (...) al (...), come pure dell’inabilità
lavorativa al 100% sino al (...); copia del referto radiologico del (...); copia
della missiva del (...) del (...) dell’(...) fissante un appuntamento per il (...)
per degli accertamenti medici.
F.
Il 18 marzo 2020 (cfr. risultanze processuali), il ricorrente ha trasmesso al
Tribunale un ulteriore certificato medico (provvisorio) del (...) della (...) (in
copia).
G.
Con scritto del 31 marzo 2020 (recte: 6 aprile 2020; cfr. risultanze proces-
suali), l’insorgente ha aggiornato nuovamente la documentazione inerente
il suo stato di salute, producendo copia del certificato medico (definitivo)
del (...) della (...), nonché copia di una richiesta di presa in carico dei costi
medici del (...), dell’(...).
H.
H.a Con decisione incidentale del 7 luglio 2020, il Tribunale ha respinto la
domanda di assistenza giudiziaria formulata dall’insorgente con il gravame,
invitandolo a versare un anticipo di CHF 750.– a copertura delle presumibili
spese processuali, entro il termine del 22 luglio 2020, con la comminatoria
d’inammissibilità del ricorso nel caso d’inosservanza del predetto termine.
H.b Per mezzo di un’ulteriore decisione incidentale del 14 luglio 2020, il
Tribunale ha respinto la richiesta di pagamento rateale dell’anticipo spese
del 10 luglio 2020 formulata dal ricorrente, assortendola pure della commi-
natoria d’inammissibilità del ricorso, se il termine del 22 luglio 2020, fissato
con la decisione incidentale del 7 luglio 2020, non fosse stato rispettato.
D-6467/2019
Pagina 5
L’anticipo richiesto è stato corrisposto tempestivamente il 18 luglio 2020
(cfr. risultanze processuali).
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6
LAsi).
La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni transi-
torie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1 nLAsi, in vigore dal
1° marzo 2019). Il 1° gennaio 2019, la legge federale sugli stranieri del
16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), ha subito una parziale modifica legi-
slativa ed un cambiamento di denominazione in legge federale sugli stra-
nieri e la loro integrazione (LStrI). Essendo che le disposizioni di tale testo
normativo che verranno citate dappresso, non hanno subito alcuna modi-
fica rispetto alla LStr, si utilizzerà nella presente sentenza la nuova deno-
minazione (LStrI).
Presentato tempestivamente (vecchio art. 108 cpv. 1 LAsi), contro una de-
cisione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il
ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1
lett. a–c e 52 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1
LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
3.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5),
e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi
D-6467/2019
Pagina 6
dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né
dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della
decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1
consid. 2).
4.
4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). Sono rifugiati le persone che, nel Paese di
origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della
loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo
sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-
sere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi).
4.2 Chiunque domanda asilo deve provare o perlomeno rendere verosimile
la qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). La qualità di rifugiato è resa vero-
simile quando l’autorità la ritiene data con una probabilità preponderante
(art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che, su
punti importanti, sono troppo poco fondate, contraddittorie, non corrispon-
dono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o
falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurisprudenza in ma-
teria invalsa, si ritiene di poter senz’altro rinviare alla medesima per ulteriori
dettagli (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata).
5.
5.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha ritenuto i motivi d’asilo
dichiarati dal ricorrente come inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. Egli
avrebbe difatti rilasciato delle allegazioni inerenti le presunte persecuzioni
subite in patria, stereotipate, prive di dettagli personali o significativi, come
pure non avrebbe fornito un racconto coerente circa quanto accadutogli,
l’identità dei suoi persecutori come pure riguardo al suo timore, che si sa-
rebbe pure rivelato molto generico ed a momenti anche confuso. Inoltre, a
differenza di quanto allegato dal richiedente, dal comportamento tenuto dai
poliziotti, non risulterebbe che questi non volessero accettare la denuncia
della moglie, poiché si sarebbe trattato del “(...)” come da lui allegato,
bensì, al contrario, perché la coniuge non sarebbe stata in grado di fornire
delle informazioni chiave, che avrebbero permesso alla polizia di aprire
un’indagine. Anche per quanto attiene il mezzo di prova sottoscritto da
K._, risulterebbe nell’insieme evidente come il medesimo si fonde-
rebbe unicamente su di un racconto od una versione di fatti fornito dall’in-
teressato o da sua moglie, riportando però delle affermazioni che il mede-
simo ricorrente, durante l’audizione, avrebbe ritrattato o modificato. Prose-
guendo nell’analisi, la SEM ha posto in dubbio l’attendibilità del fatto da lui
D-6467/2019
Pagina 7
evocato soltanto nel verbale sulle generalità, ovvero che nel (...) sarebbe
stato arrestato in quanto sospettato, poiché l’avrebbe dichiarato soltanto
alla fine della stessa audizione, e tale circostanza non sarebbe invece più
stata da lui ripetuta in sede d’audizione sui motivi, benché ne avesse avuto
l’occasione. Neppure dal profilo dell’art. 3 LAsi, vi sarebbero degli elementi
atti a far ritenere, che nel caso di un suo ritorno in Sri Lanka, potrebbe
essere esposto a dei seri pregiudizi, in un prossimo futuro e con un’alta
probabilità.
5.2 Il ricorrente, nel proprio gravame ed in sunto, ritiene che il provvedi-
mento sindacato si fonderebbe su di un accertamento inesatto ed incom-
pleto delle sue allegazioni, che non le avrebbe analizzate nella loro globa-
lità ed in rapporto alla situazione politica del suo Paese d’origine, soprat-
tutto in ordine al fondato timore di persecuzione. In punto alle incongruenze
e vaghezze delle sue allegazioni, osserva dapprima come la coerenza e la
verosimiglianza delle stesse vadano vagliate in modo globale, conside-
rando nel complesso la situazione nella quale egli si sarebbe trovato nel
Paese d’origine, di timore per la sua vita ed incolumità fisica. In seguito,
passa in rassegna alcune delle incoerenze denotate dalla SEM nella deci-
sione avversata. In merito, essenzialmente conferma che il suo ultimo in-
dirizzo di residenza sarebbe F._ (...), essendo intervenuto un mero
problema di traduzione nel contesto delle audizioni, non conoscendo egli
la lingua inglese. Sottolinea peraltro che le persone che lo avrebbero ag-
gredito e minacciato il (...) come pure che si sarebbero presentate in se-
guito al suo domicilio, non si sarebbero identificate, ma risulterebbe evi-
dente che si trattasse di uomini del “(...)”, essendo usi alla violenza contro
l’etnia tamil ed il comportamento da loro tenuto. Le minacce da parte dei
medesimi proseguirebbero, tanto che la moglie sarebbe infine riuscita a
sporgere una denuncia presso le autorità di polizia, che però non avrebbe
a tutt’oggi avuto ancora alcun esito, secondo le allegazioni contenute nel
suo complemento al ricorso del 27 dicembre 2019. Il mezzo di prova da lui
prodotto, non farebbe inoltre che confermare quanto da lui esposto. Infine
egli sostiene che a causa della brutalità con la quale procederebbero le
autorità srilankesi nei confronti delle persone che sostengono la causa ta-
mil, rischierebbe di essere trattenuto e torturato, nonché arrestato al suo
arrivo all’aeroporto di G._ o di essere in seguito identificato.
6.
Il Tribunale rileva in primo luogo come a giusta ragione la SEM abbia rite-
nuto inverosimili le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente circa i suoi mo-
tivi d’asilo, non essendo peraltro le allegazioni ricorsuali dell’insorgente e
D-6467/2019
Pagina 8
le prove prodotte in corso di procedura dal medesimo, atte a confutare tale
conclusione.
6.1 A titolo meramente esemplificativo, circa l’aggressione che il ricorrente
avrebbe subito da persone ignote il (...), le sue dichiarazioni in merito risul-
tano essere impersonali e sommarie. Invero egli, malgrado abbia avuto
modo di esporre le stesse più volte, ha sostanzialmente sempre reiterato il
medesimo racconto, senza aggiungere alcun elemento di sorta che renda
credibile che tale fatto gli sia realmente successo personalmente (cfr. ver-
bale 1, p.to 7.01, pag. 6; verbale 2, D70, pag. 8 seg.; D87 segg., pag. 10
seg.). Egli non ha ad esempio descritto né il luogo esatto ove sarebbe av-
venuta tale aggressione, riferendo soltanto che si trovava con altre 5 o 6
persone, nel suo villaggio, ad affiggere dei manifesti per il partito
H._ (cfr. verbale 2, D87, pag. 10), né i suoi aggressori in modo suf-
ficientemente dettagliato, asserendo unicamente che erano nove persone
venute a bordo di motociclette senza targhe, nonché che avrebbero avuto
il viso a metà nascosto (cfr. verbale 2, D87, pag. 10). Non ha neppure de-
scritto come egli e le altre persone ivi presenti avrebbero effettivamente
reagito alle minacce profferite dai loro aggressori (cfr. verbale 2, D87 segg.,
pag. 10 seg.) e le sensazioni da lui provate in quel momento. Uguale va-
ghezza e narrazione stereotipata, sono riscontrabili nei suoi asserti attinenti
la visita al suo domicilio di persone sconosciute in data (...) o (...) (cfr. ver-
bale 1, p.to 7.01, pag. 6; verbale 2, D87, pag. 10 e D93 segg., pag. 11).
Difatti, anche se gli è stato richiesto di descrivere assolutamente tutto
quello che gli aveva raccontato la moglie, ha unicamente aggiunto alle sue
dichiarazioni, che quest’ultima gli avrebbe detto di nascondersi e di non
rientrare più a casa, in quanto desiderava che egli restasse in vita ed ella
avrebbe continuato a vivere con i loro (...) figli (cfr. verbale 2, D94, pag. 11);
nonché che egli pensi che le persone giunte al suo domicilio sarebbero del
“(...)”, in quanto sarebbero i singalesi che vogliono eliminare i tamil (cfr.
verbale 2, D95 seg., pag. 11). Non ha però di fatto aggiunto alcunché di
rilevante alla sua descrizione sommaria e superficiale data in precedenza
(cfr. verbale 2, D93, pag. 11).
Nelle dichiarazioni rese dal ricorrente in corso di procedura, vi sono inoltre
diverse incoerenze, che minano fortemente la credibilità del suo narrato.
Invero, in un primo momento egli ha asserito che dopo gli eventi del (...),
si sarebbe recato comunque a lavorare i due giorni seguenti (cfr. verbale
2, D87, pag. 10), salvo poco dopo e nella medesima audizione, riferire
esattamente il contrario, ovvero che non sarebbe più andato a lavorare
dopo tale aggressione (cfr. verbale 2, D106, pag. 12), asserendo pure che
non avrebbe più avuto alcun contatto con le persone con le quali avrebbe
D-6467/2019
Pagina 9
affisso i manifesti il (...) anche per tale motivo (cfr. verbale 2, D106,
pag. 12). Tuttavia, anche quest’ultima affermazione appare in modo lam-
pante discrepante con quanto narrato dal ricorrente poco dopo, contraddi-
cendosi nuovamente, ovvero che i due giorni dopo l’evento del (...), egli
avrebbe continuato a affiggere i manifesti in altri villaggi e ad incoraggiare
la gente a votare (cfr. verbale 2, D113, pag. 13). Peraltro interrogato in me-
rito al fatto se prima del (...) egli avesse già ricevuto delle minacce, l’insor-
gente ha dapprima risposto affermativamente, allegando che però non si
trattava di minacce così importanti come quelle successe nel (...) (cfr. ver-
bale 2, D97, pag. 11). Quando subito dopo, e senza alcuna spiegazione, il
ricorrente si contraddice, affermando di non essere stato minacciato diret-
tamente, ma che erano unicamente delle persone del suo villaggio che
l’avrebbero consigliato di non partecipare a tali attività di propaganda, altri-
menti egli avrebbe avuto dei problemi con i militari (cfr. verbale 2, D98
segg., pag. 11).
6.2 Le allegazioni ricorsuali non sono atte neppure a mettere in discussione
le argomentazioni contenute nella decisione impugnata, in punto ai mezzi
di prova prodotti in causa dal ricorrente, che presentano diverse contraddi-
zioni importanti con le dichiarazioni fornite in corso di procedura dal mede-
simo. Onde evitare inutili ripetizioni, per quanto attiene lo scritto di
K._ del (...), si può senz’altro rinviare per ulteriori dettagli a quanto
già osservato dall’autorità resistente nella decisione impugnata (cfr. p.to
II/1, pag. 4 seg.), in quanto i considerandi in merito risultano essere suffi-
cientemente espliciti, dettagliati e motivati (cfr. art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio
dell’art. 4 PA e art. 6 LAsi). Circa la denuncia in polizia del (...) che la moglie
del ricorrente avrebbe depositato presso la stazione di polizia di
C._, il Tribunale rileva che la stessa contiene diverse incoerenze
rispetto a quanto sostenuto dallo stesso ricorrente nel corso dell’audizione
federale sui motivi. In particolare, nella traduzione della denuncia prodotta
in fase ricorsuale, si legge come l’insorgente si sarebbe recato presso il
domicilio dalla madre, subito dopo l’evento occorsogli il (...), allorché in-
vece nel corso d’audizione egli ha affermato di avervi riparato soltanto dopo
la visita al suo domicilio da parte di sconosciuti del (...) (cfr. verbale 1, p.to
7.01, pag. 6; verbale 2, D47, pag. 6). Inoltre, anche le circostanze del (...)
riportate nella denuncia precitata, risultano essere discrepanti con quanto
asserito dal ricorrente in corso di procedura. La moglie di quest’ultimo,
avrebbe difatti dichiarato in polizia secondo il mezzo di prova prodotto in
fase ricorsuale, che dopo che delle persone sconosciute avrebbero cercato
il marito a casa sua disturbando lei ed i suoi figli, sarebbero andate via
minacciando di ucciderlo, nonché che lei si sarebbe presentata il giorno
stesso in polizia per denunciare i fatti. Tuttavia, delle minacce di attentare
D-6467/2019
Pagina 10
alla vita del ricorrente, non se ne trova alcuna menzione nel racconto fatto
dal medesimo in corso di audizione (cfr. verbale 2, D87, pag. 10; D93
segg., pag. 11). Inoltre, egli ha riferito che la moglie si sarebbe recata in
polizia non il giorno stesso della visita domiciliare da parte di sconosciuti,
bensì a fine (...), ovvero il (...) o il (...) del medesimo mese (cfr. verbale 2,
D104, pag. 12). Pertanto, a prescindere dall’autenticità del medesimo
mezzo di prova prodotto in fase ricorsuale, viste le importanti contraddizioni
contenutistiche rimarcate sopra, la credibilità delle stesse dichiarazioni ivi
riportate è messa seriamente in dubbio, ed appare piuttosto agli occhi del
Tribunale che la denuncia presentata in polizia, sia stata fabbricata soltanto
ai fini di causa, senza però rendere perlomeno verosimili gli asserti resi dal
ricorrente, anzi aggiungendo ulteriori elementi incongruenti.
7.
7.1 In secondo luogo, sia concernente l’aggressione che il ricorrente
avrebbe subita il (...) che le successive visite al domicilio familiare, anche
dopo la sua partenza dal Paese d’origine (cfr. verbale 2, D107 seg.,
pag. 12), si rileva come gli autori degli episodi narrati, non sono noti, ed il
fatto che si tratti di militari del (...) (acronimo per “[...]”), appaiono essere
delle mere allegazioni di parte, non supportate dal benché minimo ele-
mento verosimile o probante (cfr. verbale 2, D90 segg., pag. 10 seg.). Indi-
zio in realtà che – a prescindere dalla verosimiglianza dei suoi asserti –
pone in serio dubbio tali sue affermazioni, è il fatto che gli sarebbe stato
sufficiente spostarsi presso il domicilio dei genitori, situato in un villaggio
poco distante dal suo, certamente noto alle autorità del suo Paese d’ori-
gine, per sfuggire alle stesse visite di tali persone sconosciute. Difatti, come
da egli dichiarato, i suoi genitori non hanno riscontrato alcuna problematica
in merito (cfr. verbale 2, D107, pag. 12). Il timore per la sua vita dichiarato
dal ricorrente, appare invero del tutto generico, e rivolto verso tutti i singa-
lesi presenti nel suo Paese d’origine (cfr. verbale 2, D102, pag. 12), e non
specificamente verso le autorità dello stesso (cfr. verbale 2, D112, pag. 13).
Tale asserto – ritenuto anche quanto già sopra considerato in merito (cfr.
supra consid. 6.2) – risulta peraltro pure confermato dalla denuncia depo-
sitata in polizia dalla moglie del ricorrente il (...), ove lei stessa avrebbe
indicato alle autorità srilankesi che il marito sarebbe espatriato recandosi
in Svizzera per chiedere asilo politico. Tale agire, è chiaramente contrario
ad un timore soggettivo ed oggettivo per il ricorrente di poter subire, se-
condo un’alta probabilità ed in un prossimo futuro, dei pregiudizi seri ex
art. 3 LAsi da parte delle autorità del suo Paese d’origine (cfr.
DTAF 2011/51 consid. 6.2, DTAF 2010/57 consid. 2.5. e giurisprudenza ivi
citata). Alla luce di tali evenienze, l’attendibilità delle dichiarazioni del ricor-
D-6467/2019
Pagina 11
rente apparse soltanto nel corso della prima audizione del (...) feb-
braio 2018, ovvero che egli sarebbe stato arrestato nel (...) in quanto so-
spettato, sono seriamente messe in dubbio. Per ulteriori dettagli, si può
senz’altro rinviare in merito alla decisione avversata (cfr. p.to II/2, pag. 5),
essendo peraltro che il ricorrente non ha contestato specificatamente tali
conclusioni nel gravame. Le autorità del suo Paese d’origine hanno peral-
tro, ed a differenza delle allegazioni contrarie esposte dall’insorgente in
corso di audizione (cfr. verbale 2, D103 segg., pag. 12), dato seguito alla
denuncia depositata da sua moglie, visto il mezzo di prova presentato del
(...). Inoltre, il ricorrente stesso ha allegato che le autorità di polizia, avreb-
bero riferito alla coniuge che avrebbero svolto delle indagini in merito (cfr.
scritto del ricorrente del 27 dicembre 2019). Non appare pertanto che le
autorità srilankesi siano implicate nella presunta aggressione del ricorrente
e nelle supposte visite domiciliari seguenti, non avendo dimostrato alcun
interesse nei suoi confronti, ed avendo invece manifestato di voler assicu-
rare una certa protezione al medesimo, aprendo un’indagine contro i pre-
sunti autori (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferimenti citati; DTAF
2011/51 consid. 6.1; cfr. fra le altre anche la sentenza del Tribunale E-
6009/2017 del 4 luglio 2018 consid. 3).
7.2 Per il resto, anche considerando l’appartenenza etnica del ricorrente,
la sua provenienza, il suo rientro in patria senza un eventuale documento
d’identità valido, il suo soggiorno in Svizzera (di [...] anni e [...] mesi), come
pure della presentazione di una domanda d’asilo all’estero e della sua età
anagrafica, non risultano in una valutazione d’insieme o presi a sé stanti,
dei fattori di rischio determinanti suscettibili di fondare un timore oggettivo
di poter subire in un futuro prossimo e secondo un’alta probabilità, delle
persecuzioni rilevanti in materia d’asilo, nel caso di un suo rientro in patria.
Invero, non avendo il ricorrente reso verosimile di aver avuto delle proble-
matiche con le autorità srilankesi – come neppure di fatto con terze per-
sone – e che le stesse risultino pertinenti in materia d’asilo, i fattori sopra
descritti confermano tutt’al più che egli possa essere interrogato dalle au-
torità srilankesi al suo ritorno o subire dei controlli nel suo luogo d’origine,
che però non risultano essere delle misure pertinenti ai sensi dell’asilo (cfr.
sentenze del Tribunale E-4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017
consid. 4.4 e 4.5 [sentenza in parte pubblicata in DTAF 2017 VI/6]; sen-
tenza di riferimento del Tribunale E-1866/2015 del 15 luglio 2016 consid. 8,
segnatamente consid. 8.5.5, consid. 9.2.4 e 9.2.5). Non vi sono inoltre de-
gli indizi all’incarto, come neppure nelle allegazioni generiche ricorsuali
esposte dal ricorrente, che rendano perlomeno verosimile che egli possa
attirare l’attenzione delle autorità srilankesi a causa dell’attuale contesto
D-6467/2019
Pagina 12
politico in Sri Lanka e debba in relazione allo stesso temere delle persecu-
zioni rilevanti in materia d’asilo. Non v’è neppure da ritenere, all’ora attuale,
che il cambiamento di potere nello Stato precitato, abbia comportato un
rischio di persecuzione collettiva di interi gruppi di persone, come peraltro
il ricorrente non ha esposto alcuna relazione personale con l’elezione pre-
sidenziale del 16 novembre 2019, rispettivamente con le sue conse-
guenze, che lo possano esporre ad un rischio individuale e fondato di per-
secuzioni nel caso di un suo ritorno in patria (cfr. tra le tante la sentenza
del Tribunale E-3491/2019 del 12 ottobre 2020 consid. 6.2).
8.
Visto quanto precede, proprio tenendo in considerazione l’insieme delle di-
chiarazioni del ricorrente come pure la situazione vigente nel suo Paese
d’origine, egli non ha né reso verosimile il suo racconto né le sue asserzioni
sono rilevanti ai sensi dell’asilo, per indurre il Tribunale a riconoscergli la
qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo. Il ricorso, in merito a questi
ultimi punti, non merita pertanto tutela e la decisione impugnata va confer-
mata.
9.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene
però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
Nel caso di specie, l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle
quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-
mento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’or-
dinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999
[OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24
consid. 10.1). Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia
dell’allontanamento dell’insorgente.
10.
10.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 LStrI, giusta il quale l’esecuzione dell’allonta-
namento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83
cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI).
10.2 Nell’impugnata decisione, la SEM ha ritenuto l’esecuzione dell’allon-
tanamento dell’insorgente come lecita, ragionevolmente esigibile – non es-
sendovi degli ostacoli all’esigibilità della misura né dal profilo della situa-
D-6467/2019
Pagina 13
zione di sicurezza e politica nel suo Paese d’origine, né dal profilo perso-
nale dell’interessato – oltreché possibile. Il ricorrente, avversa anche tali
conclusioni, ritenendo essenzialmente l’esecuzione del suo allontana-
mento come inammissibile ed inesigibile, in particolare vista la situazione
vigente in Sri Lanka nonché il suo stato di salute compromesso.
10.3 Dapprima il Tribunale osserva come il ricorrente, non essendo riuscito
a dimostrare o rendere verosimile l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato
timore di essere sottoposto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante
le sue dichiarazioni ritenute già sopra inverosimili ed irrilevanti, il principio
del divieto di respingimento non trova applicazione nel caso in parola. Inol-
tre, per gli stessi motivi già sopra enucleati, il ricorrente non è stato in grado
di stabilire o di rendere verosimile di possedere un profilo che possa inte-
ressare le autorità srilankesi in modo particolare al suo ritorno, né v’è, nel
suo caso, l’esistenza di elementi seri ed avverati che fondino un rischio
reale e concreto di essere sottoposto ad un trattamento proscritto ai sensi
dell’art. 3 CEDU o dell’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre
pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984
(Conv. tortura, RS 0.105), in caso di un suo ritorno nel Paese d’origine. La
censura ricorsuale in merito, generica e priva di qualsivoglia ulteriore ele-
mento, non è atta a mutare tale valutazione. Proseguendo, e come si vedrà
dappresso (cfr. infra consid. 10.4), lo stato di salute del ricorrente non
fonda una violazione dell’art. 3 CEDU secondo la giurisprudenza topica in
materia resa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito: Cor-
teEDU; cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 mag-
gio 2008, 26565/05; sentenza della CorteEDU Paposhivili contro Belgio del
13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7
consid. 6.2, DTAF 2011/9 consid. 7.1). Ne consegue pertanto che, l’allon-
tanamento del ricorrente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi ammissi-
bile ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi.
10.4 Neppure sono rilevabili in specie degli indizi che possano rendere ine-
sigibile l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente dal profilo della si-
curezza del Paese d’origine e/o dal profilo personale. Risulta difatti notorio
che, dopo la cessazione delle ostilità tra i separatisti tamil ed il governo di
G._, nel maggio del 2009, in Sri Lanka non viga attualmente una
situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga
l’insieme della popolazione sulla totalità del territorio nazionale (cfr. sen-
tenza di riferimento del Tribunale E-1866/2015 consid. 13.1). In tale conte-
sto il Tribunale ha altresì proceduto all’attualizzazione della giurisprudenza
D-6467/2019
Pagina 14
pubblicata nella DTAF 2011/24 ed ha confermato che l’esecuzione dell’al-
lontanamento è ragionevolmente esigibile in tutta la provincia E._
ad eccezione della regione di L._ (per la regione di L._ cfr.
la sentenza di riferimento del Tribunale D-3619/2016 del 16 ottobre 2017,
in particolare consid. 9.5), qualora i criteri individuali dell’esigibilità siano
dati (segnatamente: l’esistenza di una solida rete familiare o sociale, così
come la possibilità di accedere ad un alloggio e di prospettive favorevoli
quanto alla copertura dei bisogni elementari [cfr. sentenza E-1866/2015
consid. 13.3.3]). Tale giurisprudenza rimane tutt’ora attuale, malgrado gli
avvicendamenti recenti successi in Sri Lanka, anche dal profilo politico,
pure a seguito delle elezioni parlamentari del 5 agosto 2020 (cfr. tra le altre
la sentenza del Tribunale D-2130/2017 del 14 ottobre 2020 consid. 9.3.2
con ulteriore riferimento ivi citato). Da notare, che già la precedente
DTAF 2011/24, considerava di principio esigibile l’esecuzione dell’allonta-
namento verso la provincia E._. Pertanto, l’esecuzione dell’allonta-
namento del ricorrente, proveniente dalla provincia E._, e meglio
dal distretto di D._, risulta in modo generale, ragionevolmente esi-
gibile. Neppure dal profilo individuale, possono essere riscontrati dei motivi
che rendano inesigibile l’allontanamento dell’insorgente. Il ricorrente, ri-
sulta difatti ancora relativamente giovane, dispone di una buona forma-
zione, e ha allegato di aver sempre lavorato (...) nel suo Paese d’origine
dopo gli studi, non avendo problemi finanziari (cfr. verbale 1, p.to 1.17.04
seg., pag. 4; verbale 2, D52 seg., pag. 7). Perdipiù, dispone in patria di una
rete famigliare e sociale intatta – con la quale risulta essere tutt’ora in con-
tatto – formata in particolare dalla moglie e dai suoi figli che vivono attual-
mente presso i suoceri a F._ (...), come pure dei genitori e del fra-
tello, a B._, che si mantengono con le loro rispettive attività lavora-
tive (cfr. verbale 1, p.to 3.01, pag. 4 seg.; verbale 2, D16 segg., pag. 4
segg.), oltreché di diversi zie e zii (...) (cfr. verbale 2, D32 segg., pag. 5).
V’è quindi da partire dall’assunto che egli non si ritroverà esposto ad una
situazione di minaccia esistenziale in caso di rientro in patria a causa
dell’impossibilità di procacciarsi il minimo vitale. Infine, circa il suo stato di
salute, per le persone in trattamento medico in Svizzera, l’esecuzione
dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel caso di rien-
tro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non ricevere le
cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime d’esistenza.
Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e d’urgenza
assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana. L’art. 83
cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che compren-
derebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto generale di
D-6467/2019
Pagina 15
accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero della sa-
lute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospedaliera
o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione dell’inte-
ressato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. DTAF 2011/50
consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure necessarie pos-
sono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, all’occorrenza
con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione
dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile. Invece
non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione dell’as-
senza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interes-
sato si degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera
certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio se-
rio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità fisica (cfr.
DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). Nel caso in parola, il ricor-
rente risulta soffrire di diabete, di ipotiroidismo come pure di problemi di
colesterolo. Per il tumore cistico alla (...), egli è stato nel frattempo operato
con successo in Svizzera, malgrado successivamente egli abbia allegato
dei dolori alla parte destra del (...) nonché un mal di testa cronico, proble-
matiche queste ultime per le quali gli sono stati prescritti dei medicamenti
e delle terapie (cfr. Certificato medico del [...] della [...]). Altresì, sempre
per la diagnosi precitata, ai fini riabilitativo-(...), è stata programmata la
posa di tre impianti nella (...) (cfr. Certificato medico del [...] dell’[...]). Tali
problematiche valetudinarie, non risultano però essere ostative all’esecu-
zione dell’allontanamento dell’interessato ai sensi della giurisprudenza to-
pica in materia sopra citata. Invero, le eventuali cure e terapie che doves-
sero risultare ancora necessarie per le patologie summenzionate, potranno
senz’altro essere proseguite nel suo Paese d’origine, come segnalatogli a
ragione nella decisione avversata dalla SEM, alla quale per il resto si rinvia
integralmente (cfr. p.to III/2, pag. 7). Su tali presupposti, l’esecuzione
dell’allontanamento del ricorrente, risulta pure essere ragionevolmente esi-
gibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi).
10.5 Da ultimo, non risultano esserci degli impedimenti sotto l’aspetto della
possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente,
usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-
spensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). Per il resto, l’attuale
situazione dal punto di vista sanitario dovuta all’epidemia da Coronavirus
(Covid-19) nel Mondo, non risulta ostativa all’esecuzione dell’allontana-
mento, in quanto non giustifica la pronuncia di un’ammissione provvisoria,
sia dal profilo dell’esigibilità che da quello della possibilità d’esecuzione di
D-6467/2019
Pagina 16
tale misura. Risulta difatti compito delle autorità d’esecuzione di organiz-
zare il ritorno del ricorrente non appena possibile (cfr. tra le altre la sen-
tenza del Tribunale E-38/2019 del 22 ottobre 2020 consid. 12 con ulteriore
riferimento ivi citato).
10.6 Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontana-
mento, la decisione dell’autorità inferiore va confermata.
11.
Visto quanto sopra esposto, con la decisione impugnata, l’autorità inferiore
non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento
ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Per quanto censurabile, la decisione
non è neppure inadeguata (art. 49 PA). Di conseguenza, il ricorso va re-
spinto e la decisione impugnata confermata.
12.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2018 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese
versato il 18 luglio 2020.
13.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
D-6467/2019
Pagina 17