Decision ID: 7747ece7-b835-51cc-a1ac-ad05fc0a23df
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, classe ..., ha iniziato la propria attività presso l’Amministra-
zione federale delle dogane (AFD), Corpo delle guardie di confine (Cgcf),
il 6 gennaio 2014, con la funzione di aspirante guardia di confine, ed un
grado di occupazione del 100%. L’interessato ha quindi ricoperto la fun-
zione di guardia di confine, dal 1° gennaio 2015 presso il posto guardie di
confine (po gcf) ..., dal 1° luglio 2015 presso il po gcf ... e dal 1° gennaio
2016 presso il po gcf ..., entrambi con sede a ....
B.
Con scritto dell’11 febbraio 2016 il Cgcf ha notificato a A._ un av-
vertimento scritto, quale conseguenza alle carenze comportamentali regi-
strate “nel corso del 2015 e nel periodo 01.01.2016 – 04.02.2016”. In par-
ticolare al lavoratore è stato rimproverato segnatamente “uno scarso senso
di responsabilità e lealtà, utilizzando per scopi privati l’indirizzo di posta
elettronica professionale dell’AFD”, come pure “la violazione delle direttive
concernenti il codice di comportamento dell’AFD e la Carta dei valori della
regione IV”.
C.
C.a. In data 4 marzo 2016 attorno alle ore 00.30, l’interessato, che si tro-
vava al proprio domicilio in via P._ a B._, è stato disturbato
da rumori provenienti dall’esterno della propria abitazione. Egli ha dunque
deciso di imbracciare un fucile a pompa, caricato con proiettili di gomma e
di scendere al piano terreno della propria abitazione dove all’esterno, in
corrispondenza della rampa di accesso al proprio garage, si trovavano due
individui, C._ e D._, in evidente stato di ebbrezza. Ne è se-
guito un diverbio verbale seguito da un allontanamento degli stessi con la
forza da via P._, nel corso del quale uno dei due individui si procu-
rava ferite di varia natura.
C.b. Gli agenti della polizia cantonale intervenuti hanno potuto costatare
l’elevato tasso alcolico dei due individui e il risultato negativo dall’alcool test
per l’interessato, il fratello e il padre dello stesso. Conseguentemente ai
fatti costatati, la Polizia cantonale ha denunciato d’ufficio A._ per il
reato di aggressione, lesioni semplici, vie di fatto e minaccia.
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Pagina 3
D.
Con decisione del 4 marzo 2016, il Cgcf ha deciso di sospendere dal ser-
vizio A._, con effetto dal 5 marzo 2016, senza conseguenza alcuna
su stipendio, indennità di residenza e rapporti assicurativi.
E.
In data 9 marzo 2016, il Cgcf ha trasmesso all’interessato il progetto di
decisione amministrativa relativa alla disdetta immediata del rapporto di la-
voro per motivi gravi, concedendo allo stesso il diritto di presentare le pro-
prie osservazioni, entro le ore 12 dell’11 marzo 2016. Con scritto del 10
marzo 2016, A._ ha esercitato il proprio diritto di essere sentito,
evidenziando segnatamente di aver “sempre svolto con impegno e dili-
genza” il proprio lavoro, come pure, in relazione ai fatti accaduti la notte del
4 marzo precedente, di non aver “minacciato né aggredito nessuno e di
non essere passato alle vie di fatto”.
F.
Con decisione amministrativa dell’11 marzo 2016 il Cgcf (in seguito anche
autorità inferiore) ha pronunciato la disdetta immediata del contratto di la-
voro con A._, a causa di motivi gravi che hanno leso il rapporto di
fiducia tra il datore di lavoro e il lavoratore, a far tempo dal 12 marzo 2016.
In particolare, l’autorità inferiore ha evidenziato che il comportamento as-
sunto dall’interessato la notte del 4 marzo 2016, non può essere tollerato
da un datore di lavoro quale l’AFD e il Cgcf, “a tutela della reputazione,
immagine e credibilità della Confederazione”.
G.
Con ricorso del 28 marzo 2016 A._ (in seguito il ricorrente o l’insor-
gente) ha impugnato la decisione del Cgcf dinnanzi al Tribunale ammini-
strativo federale (TAF o il Tribunale), chiedendo l’annullamento della
stessa, con il contestuale riconoscimento del licenziamento ordinario
senza colpa grave. A sostegno della propria pretesa, il ricorrente ha invo-
cato di non aver leso, né tantomeno minacciato nessuno, come pure di non
aver adottato comportamenti configuranti il reato di vie di fatto.
H.
Con osservazioni del 29 aprile 2016, l’autorità inferiore ha chiesto di re-
spingere il ricorso e di confermare la decisione dell’11 marzo 2016, prote-
state spese. L’autorità inferiore ha evidenziato che i fatti accaduti la notte
del 4 marzo 2016 configurano dei gravi reati penali, indipendentemente dal
principio di presunzione di innocenza, con i quali il ricorrente “ha grave-
mente leso e compromesso il rapporto di fiducia del datore di lavoro nei
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suoi confronti”. Oltre a ciò il Cgcf ha sottolineato che nel febbraio 2016,
solamente 1 mese prima dei fatti in discussione, l’insorgente era stato og-
getto di un avvertimento scritto da parte del datore di lavoro, “contenente
un chiaro monito a voler cambiare e modificare il suo comportamento (in e
fuori servizio), in relazione al suo ruolo e funzione istituzionale che rappre-
sentava quale guardia di confine”.
I.
Con osservazioni finali del 30 maggio 2016, il ricorrente si è riconfermato
nelle proprie conclusioni di causa, evidenziando di ritenere “il licenziamento
per colpa grave una punizione eccessiva rispetto ai fatti accaduti”.
J.
Con scritto del 13 febbraio 2017 il ricorrente ha prodotto il decreto di accusa
dell’11 gennaio 2017, con cui il Ministero pubblico del Cantone Ticino lo ha
condannato alla multa pecuniaria di 1'000 franchi, per contravvenzione alla
Legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni (LArm, RS
742.101) e per il reato di guida in stato di inattitudine sanzionato dalla
Legge federale sulla circolazione stradale (LCSt, RS 741.01).
K.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-
randi di seguito, qualora risultino giuridicamente determinanti per l'esito
della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni
ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-
dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate
all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32
LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in
quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).
1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai
sensi dell'art. 5 PA, emessa dal Cgcf in materia di rapporto di lavoro, che
conformemente all’art. 36 cpv. 1 LPers, nonché all’art. 33 lett. d LTAF, è
impugnabile con ricorso davanti al Tribunale amministrativo federale.
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9208c720-7ed2-4a2f-bca0-c8efef97c0cb?source=document-link&SP=3|a4tady
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1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso
destinatario della decisione appellata e avendo un interesse a che la stessa
venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto tempesti-
vamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e
di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA).
1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-
tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'inadegua-
tezza (art. 49 lett. c PA; ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ
KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea
2013, pag. 88 n. 2.149 segg; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHL-
MANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, pag. 247 n. 1146 segg.).
2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62
cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata,
né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529
e seg.]; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed.
2011, pag. 300 n. 2.2.6.5). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-
cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente pro-
cede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri
punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in
tal senso (cfr. DTF 135 I 190 consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag.
348 e seg].).
2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo scri-
vente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con
prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di
prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere d'apprez-
zamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio dell'ade-
guatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un impiegato, del
rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della responsabilità di
assicurare una corretta esecuzione dei compiti di un'unità amministrativa,
nonché della classificazione delle funzioni ("Stelleneinreihung"). In caso di
dubbio, esso non si scosta dalla posizione assunta dall'autorità inferiore
rispettivamente non sostituisce il proprio apprezzamento a quello di
quest'ultima ([tra le tante] sentenze del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/2dc1cb16-a63f-4d9b-8b3f-39a8bfe8831a?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/8a5dd572-7de5-4501-9bc3-2950bbd021ab?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/6adbc4e9-1738-4cfd-b694-92fb0d34b26c?citationId=9253bf58-da65-48cd-9026-15a8bebbb9f6&source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&source=document-link&SP=3|a4tady
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2015 consid. 2.1 con rinvii e A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid.
2.1 con rinvii).
3.
3.1 Con la presente impugnativa il ricorrente ha postulato l’annullamento
della decisione del Cgcf dell’11 marzo 2016, chiedendo al Tribunale di pro-
nunciare la disdetta ordinaria del rapporto di lavoro. In particolare, l’insor-
gente ha censurato l’assenza di motivi gravi, quale presupposto a fonda-
mento di una disdetta immediata del rapporto di lavoro; a suo dire, infatti,
il comportamento da egli mantenuto la notte del 4 marzo 2016 è stato ade-
guato e proporzionato alle circostanze poiché non avrebbe “mai messo a
repentaglio l’incolumità di nessuno” e non sarebbe “passato alle vie di
fatto”. In questo contesto il ricorrente ha pure allegato di essere stato pe-
nalizzato “pesantemente” dalla misura qui impugnata, in particolare sul
piano emotivo e finanziario come pure sul piano del proprio futuro profes-
sionale.
L'autorità inferiore ha invece evidenziato che i fatti accaduti la notte del 4
marzo 2016 configurano dei gravi reati penali, indipendentemente dal prin-
cipio di presunzione di innocenza, con i quali il ricorrente “ha gravemente
leso e compromesso il rapporto di fiducia del datore di lavoro nei suoi con-
fronti”. Oltre a ciò, il Cgcf ha ricordato che nel febbraio 2016, solamente 1
mese prima, il ricorrente era stato oggetto di un avvertimento scritto da
parte del datore di lavoro, “contenente un chiaro monito a voler cambiare
e modificare il suo comportamento (in e fuori servizio), in relazione al suo
ruolo e funzione istituzionale che rappresentava quale guardia di confine”.
3.2
3.2.1 Giusta l’art. 10 cpv. 4 LPers le parti possono disdire immediatamente
il rapporto di lavoro di durata determinata e indeterminata per motivi gravi.
Con la revisione della LPers entrata in vigore il 1° luglio 2013, contraria-
mente a quanto prescritto dall'art. 12 vLPers (RU 2001 894), il legislatore
ha rinunciato ad indicare quale motivo "ogni circostanza che non permetta
per ragioni di buona fede di esigere da chi dà la disdetta che continui ad
onorare il contratto”. Tuttavia il contenuto e il senso della disposizione le-
gale non mutano rispetto alla precedente normativa, con la conseguenza
che quale presupposto per la disdetta straordinaria è necessario, come in
precedenza, una causa grave ai sensi dell'art. 337 Legge federale di com-
plemento del Codice civile svizzero (CO; RS 220). Conseguentemente
pure la prassi e la giurisprudenza sin'ora sviluppate, restano valide, tenuto
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/d59835c0-a7d0-4488-ab68-4f777f4e0fdc?citationId=5e450188-d59f-4e62-96f1-a1f82f320d6d&source=document-link&SP=3|a4tady
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conto delle eccezioni del diritto pubblico (cfr. sentenza del TAF
A-4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.1). Secondo tale prassi, il licen-
ziamento immediato è giustificato unicamente in presenza di un atteggia-
mento che ha compromesso la relazione di fiducia fra le parti – presuppo-
sto essenziale di un rapporto di lavoro – o che l'ha pregiudicata a tal punto
che la prosecuzione del contratto sino al termine di disdetta ordinario non
è più sostenibile (cfr. sentenza del TAF sopracitata, consid. 3.1, "besonders
schweres Fehlverhalten"). Mancanze meno gravi possono assurgere a mo-
tivo di licenziamento immediato solo se vengono reiterate nonostante un
avvertimento circa le conseguenze estreme del ripetersi del medesimo
comportamento. Con riferimento all'onere della prova circa l'esistenza di
un "grave motivo" a fondamento della disdetta immediata, esso resta al
datore di lavoro, il quale gode di un considerevole potere di apprezzamento
(cfr. sentenza del TAF sopracitata, consid. 3.1 con rinvii; DTF 130 III 28
consid. 4.1 pag. 31, con rinvii).
3.2.2 In particolare va rilevato che la gravità dell’atto può essere conside-
rata assoluta o relativa. È assoluta allorquando è la conseguenza di un atto
isolato; mentre è relativa, allorquando discende da ripetute violazioni con-
trattuali, di modo che la gravità non consista nell’atto stesso, ma dalla rei-
terazione di più manchevolezze (cfr. DTF 130 III 28 consid. 4.1; 130 II 213
consid 3.2; più recenti sentenze del TF 4A_397/2014 del 17 dicembre 2014
consid. 3.1; 4A_60/2014 del 22 luglio 2014 consid. 3.1; sentenze del TAF
A-2689/2015 del 10 novembre 2015 consid. 3.2.1; A-73/2014 del 14 luglio
2014 consid. 4.1.1 e A-4465/2013 del 31 ottobre 2013 consid. 4.1 ; RÉMY
WYLER/BORIS HEINZER, Droit du travail, 3a ed. 2014, pag. 572).
3.2.3 Di regola, la violazione di un dovere contrattuale e/o legale in capo
alla parte oggetto di disdetta contrattuale può essere presupposto di un
grave motivo. È il caso ad esempio di gravi violazioni del dovere di diligenza
e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto va letto anche in
relazione all'art. 321a CO (cfr. sentenza del TAF A-1452/2011 del 20 set-
tembre 2011 consid. 3.2.1). Sulla base di questi disposti legali, il lavoratore
è tenuto ad espletare con cura e diligenza l’attività lavorativa affidatagli
come pure a tutelare gli interessi legittimi della Confederazione e del suo
datore di lavoro. In particolare, viene meno agli obblighi citati colui che as-
sume comportamenti che configurano atti illeciti o che configurano un reato
penale come pure che vìolano, in generale, i disposti legali di diritto, gli
accordi contrattuali, nonché le direttive o le istruzioni indicategli (cfr. PETER
HELBLING, in : Portmann/Uhlmann [éd.], Stämpfli Handkommentar zum
Bundespersonnalgesetz [BPG], 2013, art. 20 LPers, n. 22 e seg. e n. 41 e
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seg. pag. 355 e pag. 357). Va ricordato che il contenuto del dovere di fe-
deltà dipende in maniera importante dalla funzione esercitata e dal rango
organico ricoperto dal lavoratore (cfr. sentenza del TF 4A_298/2011 del 6
ottobre 2011 consid. 2 e riferimenti). L'obbligo di seguire le istruzioni del
datore di lavoro, alla base del legame di subordinazione esistente tra le
parti contrattuali, costituisce uno degli aspetti fondamentali del dovere di
fedeltà del dipendente; conseguentemente, il lavoratore che non rispetta le
direttive ed istruzioni del datore di lavoro vìola il proprio dovere contrattuale
(cfr. HARRY NÖTZLI, Die Beendigung von Arbeitsverhältnissen im Bunde-
spersonalrecht, 2005, pag. 101 n° 154 segg. e pag. 111 n. 174; sentenze
TAF A-6453/2014 del 9 dicembre 2015 consid. 8.2.2; A-1352/2011 del 20
settembre 2011 consid. 3.2.1; A-7762/2009 del 9 luglio 2010 consid. 6.1;
A-5455/2009 del 21 gennaio 2010 consid. 5.3; A-3551/2009 del 22 aprile
2010 consid. 12.7 e A-641/2009 del 20 agosto 2009 consid. 3.5.1).
Va ancora osservato che a differenza dell’art. 321a cpv. 1 CO, il dovere di
fedeltà contemplato dalla LPers comporta un "doppio obbligo di fedeltà"
(doppelte Loyalitätsverpflichtung), nella misura in cui il lavoratore sottopo-
sto alla LPers, oltre alla salvaguardia degli interessi pubblici del proprio
datore di lavoro (obbligo di fedeltà particolare), ha parimenti l’obbligo di
fedeltà – nella veste di cittadino – nei confronti dello Stato (obbligo di fe-
deltà generale; HELBLING, op. cit., art. 20 LPers n°50 seg.). Tale dovere
garantisce il buon funzionamento dell’amministrazione pubblica, alfine di
preservare da ogni lesione la fiducia dei cittadini (DTF 136 I 322 consid.
3.2; sentenza del TAF A-969/2014 dell’11 novembre 2014 consid. 5.2.2 e
riferimenti).
Infine, la giurisprudenza ha già rilevato come i rappresentanti delle forze
dell’ordine, chiamati a svolgere compiti di ordine pubblico e di sicurezza,
abbiano l’obbligo accresciuto, rispetto agli altri funzionari dell’amministra-
zione, di mantenere sia durante il servizio sia nel tempo libero, un compor-
tamento impeccabile (cfr. sentenza del TF 8C_146/2014 del 26 giugno
2014 consid. 5.5 ; sentenze del TAF A-4464/2015 del 23 novembre 2015
consid. 3.4.2 e A-4586/2014 del 26 marzo 2015 consid. 3.4.3).
3.3
3.3.1 Dalla documentazione agli atti, emerge che nei confronti del ricor-
rente è stato aperto “un procedimento penale per il titolo di Aggressione
(art. 134 CP), Lesioni Semplici (art. 123 CP), Vie di fatto (art. 126 CP) e
Minaccia (art. 180), in relazione [...] all’aggressione avvenuta ai danni di
C._” (cfr. Verbale di interrogatorio del 4 marzo 2016, pag. 1). Con
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riferimento alla notte dei fatti, l’insorgente stesso ha riferito: “ho imbracciato
il mio fucile a pompa marca Mossberg Maveric 88 caricato con colpi di
gomma e mi sono recato nel garage con l’intento di uscire”, mantenendo il
“fucile puntato a terra, dito fuori dal ponticello e sorretto soltanto con una
mano”; resosi conto di avere di fronte “due persone ubriache che si aggi-
ravano nel quartiere e visto che non erano minacciosi, ho subito riposto il
fucile in garage” (cfr. Verbale di interrogatorio del 4 marzo 2016, pag. 2).
In proposito, con decreto di accusa dell’11 gennaio 2017, il ricorrente è
stato condannato al pagamento della multa di 1'000 franchi per contrav-
venzione alla legge federale sulle armi, in particolare per avere impugnato
il fucile a pompa marca Mossberg Maveric 88 sul suolo pubblico la notte
del 4 marzo 2016. Per quanto riguarda le altre infrazioni penali, sebbene il
ricorrente pretenda di essere stato oggetto di un decreto di abbandono, egli
non ha tuttavia prodotto alcun documento a comprova di quanto riferito.
In questo contesto, il Tribunale evidenzia che l’insorgente stesso ha am-
messo di aver “spinto leggermente” C._, il quale “a quel punto ha
perso l’equilibrio ed è inciampato rovinando al suolo”. Quest’ultimo, sentito
quale accusatore privato per i reati sopra descritti, ha invece riferito di aver
incrociato, lungo la via P._, “quattro uomini di età compresa tra i 30
e i 40 anni” e di essersi procurato le ferite conseguentemente ad un pugno
al volto da parte di uno di essi, che gli fece “perdere l’equilibrio e cadere al
suolo”. Rialzatosi, egli ha riferito di essere nuovamente caduto al suolo a
due riprese, dapprima dopo “aver ricevuto un colpo al torace” ed infine “a
seguito di un colpo o di uno spintone ricevuto”. Tale versione, oltre che
condivisa parzialmente da D._, persona informata sui fatti in quanto
assieme a C._ la notte del 4 marzo 2016 (cfr. verbale interrogatorio
del 4 marzo 2016), trova riscontro pure nel referto medico dell’Ospedale
regionale di Mendrisio, da cui emerge che oltre ad un “trauma policontu-
sivo”, in particolare con dolenzia alla regione lombare, l’accusatore privato
ha subito anche un “trauma all’emivolto destro” (cfr. lettera di dimissione,
Ospedale regionale di Mendrisio del 4 marzo 2016).
3.3.2 Sia come sia, ed in assenza di un presunto decreto di abbandono, il
Tribunale rileva che qualora si volesse considerare veritiera la fattispecie
presentata dell’insorgente, egli si sarebbe reso colpevole di atti configuranti
i reati di “lesioni semplici” e di “via di fatto” contemplati agli articoli 123 e
126 del Codice penale svizzero (CP, RS 311.0); se invece si volesse con-
siderare la fattispecie illustrata da C._, l’insorgente, sebbene non
indicato quale autore diretto dei colpi inferti, sarebbe stato coinvolto in una
colluttazione con persone parzialmente inermi, poiché sotto gli effetti di be-
vande alcoliche e prive della facoltà di difendersi in maniera adeguata.
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3.3.3 Ferme queste premesse, appurato che i due individui davanti alla
propria abitazione non fossero dei malintenzionati, ma individui sotto in-
flusso di bevande alcoliche che non rappresentavano – in quel frangente –
un pericolo per l’integrità fisica del ricorrente e dei suoi famigliari, il com-
portamento mantenuto da quest’ultimo è da censurare. Ne discende quindi
che la decisione del datore di lavoro di considerare il comportamento adot-
tato dal ricorrente, quale motivo grave a fondamento della disdetta imme-
diata del rapporto di lavoro, poiché tale da compromettere irrimediabil-
mente la relazione di fiducia con il datore di lavoro, risulta essere corretta.
Ciò a maggior ragione se si considera che l’insorgente aveva l’obbligo ac-
cresciuto di mantenere un comportamento impeccabile, in quanto ricopriva
all’epoca dei fatti la funzione di guardia di confine, ossia un rappresentante
della forza pubblica (cfr. consid. 3.2.3).
Va rilevato, a titolo abbondanziale, che il reato di guida in stato di inattitu-
dine – commessa la notte tra il 21 e il 22 giugno 2016 – dimostra nuova-
mente come l’insorgente non goda delle qualità necessarie per ricoprire la
funzione da cui è stato esautorato con disdetta qui impugnata; dimostra
altresì, seppur questo comportamento non possa essere preso in conside-
razione nell’ambito dell’esame dell’atto impugnato, che difetta il necessario
rapporto di fiducia perché si possa esigere dal datore di lavoro che ven-
gano proseguiti i rapporti di lavoro (cfr. consid. 3.2).
Anche volendo considerare il comportamento adottato dal ricorrente quale
mancanza meno grave, l’esito del presente procedimento non sarebbe di-
verso. Infatti come ricordato più sopra, la giurisprudenza ha ammesso che
mancanze meno gravi possono assurgere a motivo di licenziamento imme-
diato, qualora vengono reiterate nonostante un avvertimento circa le con-
seguenze estreme del ripetersi del medesimo comportamento. In propo-
sito, il Tribunale evidenzia che l’insorgente è stato oggetto di un formale
avvertimento scritto, a causa del comportamento mantenuto “nel corso del
2015 e nel periodo 01.01.2016 – 04.02.2016”: al lavoratore fu rimproverato
segnatamente “uno scarso senso di responsabilità e lealtà, utilizzando per
scopi privati l’indirizzo di posta elettronica professionale dell’AFD”, come
pure una “violazione delle direttive concernenti il codice di comportamento
dell’AFD e la Carta dei valori della regione IV”, conseguentemente alla pub-
blicazione sulla piattaforma Facebook di “comportamenti discriminanti nei
confronti di una categoria di persone” e di “pareri personali utilizzando toni
inaccettabili”.
In questo contesto il comportamento mantenuto dall’insorgente la notte del
4 marzo 2016, in particolare l’aver imbracciato il proprio fucile a pompa
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caricato a proiettili di gomma recandosi al piano terreno della propria abi-
tazione per affrontare eventuali malintenzionati come pure l’aver provocato
lesioni seppur semplici a persone inermi, non lasciano dubbi nel ritenere
che l’insorgente ha nuovamente mostrato di non possedere la necessaria
responsabilità richiesta dalla funzione ricoperta.
3.4 A fronte di quanto sopra menzionato, il Tribunale riconosce l’esistenza
di un motivo grave a fondamento della disdetta con effetto immediato del
rapporto di lavoro, pronunciata nei confronti del ricorrente.
4.
4.1 Con osservazioni finali del 30 maggio 2016, l’insorgente ha altresì cen-
surato, genericamente e indirettamente, la violazione del principio di pro-
porzionalità, rilevando che lo scioglimento immediato del rapporto di lavoro
sarebbe contrario al principio citato poiché configurerebbe “una punizione
eccessiva rispetto ai fatti accaduti”.
4.2 Il rispetto del principio della proporzionalità richiede che la misura adot-
tata sia atta e necessaria al conseguimento dell'interesse pubblico perse-
guito. Inoltre allorquando la misura scelta è la disdetta del rapporto contrat-
tuale occorre che la stessa rappresenti l'ultima ratio (sentenze del TAF
A-4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.5 e A-6141/2007 del 14 dicem-
bre 2007). Il principio in parola è leso allorquando il datore di lavoro aveva
a disposizione altrettante misure pertinenti, per far fronte in maniera ragio-
nevole ai turbamenti creati al rapporto di lavoro (cfr. sentenze del TAF
A-4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.5; A-4792/2010 del 15 novembre
2010 consid. 3.5; e A-7826/2009 del 23 agosto 2010 consid. 5.5.4). Nello
specifico, la decisione del datore di lavoro deve considerare tutte le circo-
stanze del caso, in particolare la relazione con il posto di lavoro, la respon-
sabilità del dipendente come pure tutte le altre circostanze quali la natura
e la durata del rapporto di lavoro. La giurisprudenza ha già avuto modo di
rilevare che il licenziamento immediato è giustificato, allorquando il com-
portamento del dipendente in relazione alla propria funzione o alle proprie
attività lavorative non rende più possibile la continuazione del rapporto di
lavoro (cfr. sentenza TAF del 24 marzo 2015, A-4586/2014, consid. 3.2).
In particolare, il legislatore aveva adottato gli articoli 25 e 26 vLPers in cui
si definivano le misure a disposizione dei datori di lavoro per garantire un
corretto adempimento dei compiti lavorativi. L'art. 25 vLpers si riferiva prin-
cipalmente a misure da adottare nel caso in cui un impiegato violava i suoi
obblighi (diritto disciplinare), mentre l'art. 26 vLPers contemplava le misure
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preventive volte ad assicurare un adempimento futuro dei compiti (cfr. Mes-
saggio LPers, pag. 5975). Con la revisione della LPers del 2011, si è deciso
di riunire le due disposizioni sotto l'art. 25 LPers, con l'abrogazione dell'art.
26 vLPers. Rispetto al diritto previgente, il nuovo disposto legale non pre-
vede unicamente misure repressive adottate in risposta a una mancanza
(misure disciplinari), ma comprende anche misure di sviluppo mirate come
il coaching, la formazione continua o misure organizzative (cfr. Messaggio
LPers, pag. 5975). Va detto però che le misure disciplinari, come sopra
visto, possono essere menzionate solo al termine di un'inchiesta ammini-
strativa (cfr. art. 99 dell’Ordinanza sul personale federale [OPers; RS
172.220.111.3). Nello specifico, secondo il tenore dell'art. 25 cpv. 2 LPers
il datore di lavoro può ricorrere pure a misure quali: misure di sostegno e
di sviluppo (let. a), avvertimento, riduzione dello stipendio, multa o sospen-
sione (let. b), modifica dei compiti, del tempo di lavoro o del luogo di lavoro
(let. c).
4.3 Come già ricordato, gli atti penalmente reprensibili imputati all’insor-
gente configurano un “motivo grave” a fondamento della decisione di
disdetta immediata del rapporto di lavoro. L’insorgente era stato per giunta
oggetto di un ammonimento. In questo contesto egli, ad eccezione di un
richiamo generico alla “punizione eccesiva” della decisione impugnata, non
sostanzia le proprie allegazioni. Pretendere quindi che la stessa abbia leso
il principio della proporzionalità poiché non atta e necessaria al consegui-
mento dell'interesse pubblico perseguito o poiché la stessa non rappresenti
l'ultima ratio, non merita tutela.
Ne discende pertanto che la decisione impugnata non lede nemmeno il
principio costituzionale della proporzionalità, ma nelle circostanze fattuali
del caso si è rilevata essere la sola misura adeguata alle circostanze.
5.
Stante quanto precede, la decisione adottata nei confronti del ricorrente
non è contraria la diritto applicabile, non si fonda su un accertamento in-
completo o incorretto dei fatti, non può essere considerata né frutto di un
abuso del potere di apprezzamento dell'autorità inferiore e nemmeno ina-
deguata. È dunque a giusto titolo che il Cgcf ha pronunciato la disdetta
immediata del rapporto di lavoro per gravi motivi, in particolare per la rot-
tura del rapporto di fiducia conseguentemente al comportamento mante-
nuto dall’insorgente la notte del 4 marzo 2016. Sicché la decisione dell'au-
torità inferiore dell’11 marzo 2016 va confermata.
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23 https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23 https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/477d5d26-dd31-431d-a5a5-5846a0610059?source=document-link&SP=9|mv1t23 https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23 https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/f4f9e4a0-5ead-4fae-9c90-ace86ccd1e72/701da679-08fc-4232-b098-9d3aa3e1a6db?source=document-link&SP=9|mv1t23 https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/477d5d26-dd31-431d-a5a5-5846a0610059?source=document-link&SP=9|mv1t23
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6.
In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del regola-
mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle ripetibili nelle cause dinanzi
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.320.2), non vengono
prelevate spese, né assegnate ripetibili.