Decision ID: b293425a-287f-533b-a7cb-d9051728f56d
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto in fatto e considerando in diritto:
che l’UE di Lugano ha fissato il minimo di esistenza dell’escussa in fr. 1'720.--, secondo il calcolo seguente:
Minimo base: fr. 1'100.--
Cassa malati fr. 320.--
Trasferte + pasti f. dom. fr. 300.--
Totale fr. 1'720.--
che l’UE di Lugano ha considerato che i due figli minori dell’escussa, _ (1983) ed _ (1992), erano stati affidati a terzi e che ella, secondo le proprie dichiarazioni, non versa attualmente alcunché per il loro sostentamento, come pure non paga l’affitto;
che l’escussa si è rifiutata di firmare il verbale di pignoramento e tempestivamente impugnato la decisione di pignoramento;
che dall’istruttoria eseguita da questa Camera risulta che l’escussa, sebbene ufficialmente domiciliata a Lugano presso l’_ in cui lavora (per motivi legati alle sue pratiche volte a riottenere la custodia dei propri primi quattro figli) risiede in realtà, con l’ultima (quinta) figlia _ (1992), a _ in una casa di cui è proprietaria;
che benché non paghi interessi ipotecari ha spese correnti (acqua, tassa rifiuti, manutenzione, riscaldamento) che _ non è stata in grado di comprovare con documenti attuali e completi (cfr. doc. C1, C2 e C3) ma che possono essere valutate, secondo i dati dell’esperienza, almeno in fr. 500.--;
che anche se apparentemente affidata a terzi, la figlia _ vive con la madre, di modo che va aggiunto al minimo di esistenza di base per persona sola l’importo di fr. 350.-- previsto in caso di mantenimento di un figlio da 6 a 12 anni (Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, n. 1.2.1);
che il minimo di base complessivo di fr. 1'450.-- (fr. 1'100.-- + fr. 350.--) va ridotto del 10% per tenere conto del fatto che la debitrice e sua figlia _ vivono in Italia _ cons. 4;
BlSchK
2000, 63);
che non possono invece essere computati alimenti eventualmente dovuti al figlio _ (cfr. doc. B) poiché, a prescindere dalla questione di sapere se la decisione 7 agosto 1989 sia tuttora in vigore e se sia opponibile all’escussa malgrado il fatto che condannato a pagare sia stato solo il marito, l’escussa afferma di non pagarli attualmente e di non volerlo fare fintanto che non sarà chiarita la destinazione delle borse di studio concesse ai figli maggiori e dei sussidi per la cassa malati, a suo dire percepiti dall’affidatario in più di quanto versatogli dall’escussa e non usato per il mantenimento dei figli dati in affidamento;
che va tuttavia fatto presente all’escussa che qualora dovesse (ri)cominciare a pagare alimenti per il figlio _ ed essere in grado di documentarne sia l’effettivo pagamento che l’esistenza di un onere legale o giudiziario che le impone di versarli, potrebbe in ogni tempo chiedere all’Ufficio di esecuzione una revisione del pignoramento di salario nel senso di un aumento del minimo di esistenza pari all’importo effettivamente versato (cfr. art. 93 cpv. 3 LEF);
che per quanto concerne le spese professionali mensili, quelle di trasferta possono essere valutate in fr. 320.-- {[17 km x 2 x 20) + 2 x 15 x 4] x fr. 0,40/km}, ritenuto che l’escussa si sposta 5 volte alla settimana per venire a lavorare a Lugano, che dista 17 km da casa sua, e che il mercoledì va a prendere _ a scuola sul mezzogiorno per averla con sé in albergo durante il pomeriggio (congedo scolastico);
che per spese per pasti fuori casa vanno riconosciuti fr. 11.-- al giorno (cfr. Tabella dei minimi d’esistenza, ad II/4b), ossia fr. 220.-- al mese;
che a titolo di assicurazione malattia obbligatoria, l’escussa paga, nel 2002, fr. 196.50 per sua figlia _ e per sé stessa;
che in sintesi il minimo di esistenza dell’escussa va determinato nel modo seguente:
Minimo base dell’escussa: fr. 990.-- (90% di fr.1'100.--)
Minimo base della figlia _ fr. 315.-- (90% di fr. 350.--)
Spese di alloggio fr. 500.--
Cassa malati fr. 196.50
Trasferte fr. 320.--
Pasti fuori domicilio fr. 220.--
Totale
fr. 2'541.50
che pertanto il ricorso è da accogliere, la decisione impugnata dovendo essere rettificata nel senso dei considerandi;
che occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (
Jean-François Poudret
/Suzette
Sandoz-Monod
, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF;
DTF
125 III 383 cons. 2a).
Richiamati gli art. 17 e 93 LEF;

Considerations: