Decision ID: 412e6175-bf3a-5993-aaff-58d2405e7141
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato l'(...), coniugato, con due figli (v. doc.
8), ha lavorato in Svizzera negli anni dal 1966 al 1984 (202 mesi in totale;
v. doc. 9), solvendo contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i
superstiti e l'invalidità. Rientrato in Italia, ha svolto attività lucrativa (doc.
1), da ultimo, dal 2008, come operaio agricolo (con mansioni di addetto a
tutte le fasi dell'olivicoltura) presso un privato, in ragione di 39 ore alla
settimana. Ha interrotto il lavoro il 31 dicembre 2010 a seguito di licen-
ziamento e per motivi di salute (doc. 62 e 75). Il 16 feb-braio 2010, ha
formulato una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicura-
zione svizzera per l'invalidità (doc. 2).
B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli atti la
seguente documentazione:
 documenti medici di data intercorrente da agosto 1992 a febbraio
2011 (doc. 16 a 49, 55, 56, 63 a 73, 76 e 77);
 la perizia medica particolareggiata E 213 del 19 maggio 2010, da
cui emerge la diagnosi di spondiloartrosi con discopatia ad inci-
denza funzionale lieve-moderata, sindrome dispeptica in esiti di
pregressa gastroresezione per ulcera e diverticolosi colon, sin-
drome ansioso depressiva; le condizioni di salute dell'interessato
sono state definite come peggiorate e il medesimo è stato ritenuto
in grado di svolgere regolarmente lavori semipesanti, ma non il
suo ultimo lavoro a tempo pieno (massimo 4-5 ore al giorno) né
un lavoro adeguato alle sue condizioni a tempo pieno (massimo 4-
5 ore al giorno). È stato segnalato che l'interessato è considerato
invalido al 55%, giusta le disposizioni di legge del Paese di resi-
denza, sia nella precedente attività sia in un'attività adeguata alle
sue condizioni (lavoro sedentario; doc. 10);
 il questionario per il datore di lavoro del 9 aprile 2011 (doc. 75; v.
anche doc. 15, 53 e 61);
 il questionario per l'assicurato del 7 marzo 2011 (doc. 62).
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C.
C.a Nel rapporto del 17 giugno 2011, il dott. B._, del Servizio me-
dico regionale "Rhône" (SMR), ha esposto la diagnosi di disturbi degene-
rativi diffusi alla colonna cervicale e lombare. Ha altresì considerato la
gastroesofagite cronica, lo stato dopo gastrectomia per ulcera gastrica e il
disturbo ansioso depressivo siccome senza ripercussioni sulla capacità al
lavoro. Il dott. B._ ha quindi ritenuto per l'interessato un'incapacità
lavorativa del 40% nella precedente attività a decorrere dal 1° febbraio
2008, ma, sempre da tale data, una capacità al lavoro completa, dunque
del 100%, in un'attività sostitutiva, ad esclusione di un lavoro pesante,
confacente al suo stato di salute (lavoro a tempo pieno, che consenta un
cambiamento della posizione, con sollevamento di pesi non superiori ai
10 kg, senza attività in posizione sbilanciata, senza movimenti di rotazio-
ne del tronco e senza attività al di sopra del livello delle spalle [doc. 83]).
C.b Il 13 luglio 2011, l'UAIE ha determinato nel 24% il grado d'invalidità
dell'assicurato in applicazione del metodo generale del raffronto dei reddi-
ti (doc. 84).
D.
Il 27 luglio 2011, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha
comunicato all'interessato che la domanda di prestazioni sarebbe stata
respinta, ritenuto in particolare che l'esercizio di un'attività lucrativa più
leggera è da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il di-
ritto ad una rendita. L'autorità inferiore ha altresì concesso all'interessato
la facoltà di formulare, nel termine di 30 giorni dalla notificazione del pro-
getto di decisione, delle obiezioni per iscritto (doc. 85).
E.
E.a Agli atti risultano essere stati prodotti segnatamente documenti medi-
ci dell'ottobre 2007, aprile 2008, settembre 2009, marzo, aprile e giugno
2011 nonché una relazione medica del 22 agosto 2011 del dott.
C._ (doc. 86 a 90, 137, 145, 150, 152 e 169 a 174; gli altri docu-
menti medici prodotti figuravano già agli atti di causa [doc. 91 a 136, 138
a 149, 151 e 153 a 168]).
E.b Nel rapporto del 14 settembre 2011, il dott. B._ ha esposto la
diagnosi di (disturbi degenerativi alla colonna cervicale con) sindrome ra-
dicolare a destra. Ha in particolare segnalato che le patologie alla colon-
na vertebrale ed alla spalla destra di cui l'interessato soffre comportano
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delle limitazioni funzionali. Ha altresì considerato siccome senza inciden-
za sulla capacità lavorativa il disturbo depressivo fatto valere, il quale non
potrebbe definirsi grave già in ragione del trattamento indicato. Il medico
ha quindi confermato la sua precedente valutazione (doc. 176).
F.
Il 20 settembre 2011, l'autorità inferiore ha respinto la domanda di presta-
zioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha in particolare osserva-
to che dalle carte processuali risulta che a causa del danno alla salute
l'assicurato ha un'incapacità al lavoro del 40% nella precedente attività.
Tuttavia, l'esercizio di un'attività sostitutiva leggera confacente allo stato
di salute dell'interessato medesimo – quale ad esempio operaio presso
una fabbrica, cassiere, addetto alla vendita – è da considerare esigibile al
100% e conduce ad un grado d'invalidità del 24% che esclude il ricono-
scimento del diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invali-
dità (doc. 177).
G.
G.a Il 21 ottobre 2011, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 20 settem-
bre 2011 mediante il quale ha chiesto d'annullare la decisione impugnata
dal momento che, secondo la relazione medica dell'agosto 2011 del dott.
C._ (doc. 174), le patologie osteoarticolari, gastroenteriche, neu-
rologiche ed otorinolaringoiatriche di cui è affetto comportano una com-
pleta incapacità lavorativa in una qualsiasi attività lucrativa. Ha sottolinea-
to che la sua età (di 63 anni), il suo stato di salute, la sua formazione
nonché la sua esperienza professionale non "consentirebbero comunque
un facile reinserimento nel mondo del lavoro" (doc. TAF 1).
G.b Il 5 dicembre 2011, l'insorgente ha versato l'anticipo spese richiesto
(doc. TAF 2 a 5).
H.
Nella risposta al ricorso del 2 aprile 2012, l'autorità inferiore ha proposto
la reiezione del ricorso. In virtù dei rapporti del 17 giugno e 14 settembre
2011 del proprio servizio medico, il ricorrente presenta un'incapacità lavo-
rativa del 40% nella precedente attività di operaio agricolo, ma è abile al
100% in un'attività sostitutiva confacente al suo stato di salute, ciò che
conduce ad un grado d'invalidità del 24% che esclude il riconoscimento
del diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. L'auto-
rità inferiore ha altresì rilevato che l'insorgente non ha esibito nuova do-
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cumentazione medica suscettibile di giustificare un diverso apprezzamen-
to (doc. TAF 9).
I.
Con provvedimento del 16 aprile 2012 (notificato il 20 aprile 2012; doc.
TAF 11 [avviso di ricevimento]), il Tribunale amministrativo federale ha
trasmesso al ricorrente la risposta al ricorso dell'autorità inferiore del 2
aprile 2012, unitamente a copia dei documenti dell'incarto dell'UAIE men-
zionati nella presa di posizione dell'autorità inferiore, e gli ha concesso la
facoltà di pronunciarsi in merito alle osservazioni dell'autorità inferiore
(doc. TAF 10), facoltà di cui l'insorgente non ha fatto uso.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32]), rispetti-
vamente l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I
185 consid. 2 e relativi riferimenti).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge fede-
rale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),
rese dall'Ufficio AI per le persone residenti all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e
28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e aven-
te un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modi-
fica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso
dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è per-
tanto ammissibile.
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2.
2.1 Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la Confederazio-
ne svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera cir-
colazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale, nonché il Regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio del 14
giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai la-
voratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spo-
stano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1), che si applica a
tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successi-
vamente e si sostituisce a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che
vincoli due o più Stati (art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento
(CEE) n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione
del Regolamento n. 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regola-
mento (CEE) n. 1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra
cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i
cittadini svizzeri.
2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'alle-
gato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comu-
nità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia
disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in particolare
l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale
(art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendi-
ta di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.
2.3 L'art. 80a LAI, nella versione in vigore fino al 31 marzo 2012, sancisce
espressamente l'applicabilità nella presente procedura, trattandosi di un
cittadino che risiede nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti
(CEE) n. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n. 574/72 del
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n.
1408/71. I nuovi Regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 relativi al
coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, entrati in vigore il 1° aprile
2012 nei rapporti tra la Svizzera e gli Stati membri dell'Unione Europea e
che sostituiscono i Regolamenti (CEE) n. 1408/71 e (CEE) n. 574/72, non
sono altresì applicabili al caso concreto.
2.4 Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione straniera
d'invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il dirit-
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to svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio
2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, il grado
d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita dell'assicurazione
svizzera è determinato esclusivamente secondo il diritto svizzero (DTF
130 V 253 consid. 2.4).
3.
3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono appli-
cabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e
per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
3.2 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24
consid. 4.3 e DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF
129 V 1 consid. 1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presen-
tata il 16 febbraio 2010, al caso in esame si applicano di principio le di-
sposizioni della 5a revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2008
(cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_249/2010 del 1° giugno 2009; v.
anche la sentenza del Tribunale amministrativo federale C-1605/2011 del
22 marzo 2013). Al caso di specie, non sono per contro applicabili le di-
sposizioni della 6a revisione della LAI (primo pacchetto) che sono entrate
in vigore il 1° gennaio 2012 (FF 2010 1603).
3.3
3.3.1 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di
rendita il 16 febbraio 2010. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI preve-
de che il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in
cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente
all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI
[cfr. consid. 5.3 del presente giudizio]).
3.3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è
delimitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicura-
zioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situa-
zione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia
conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi
quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b),
in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso
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e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momen-
to in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del Tribunale
federale 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una
rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulati-
vamente le seguenti condizioni:
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA non-
ché art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 con-
sid. 3 e 4).
Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 16 anni (v.
doc. 9) e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione della durata mini-
ma di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di
legge.
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul
mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da
un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver
sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevol-
mente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra pro-
fessione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
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5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e
ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entra-
ta in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista
dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità infe-
riore al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad assicurati che
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non
è più applicabile segnatamente quando l'assicurato è cittadino dell'UE o
svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e sentenza del
Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 e relativi riferi-
menti).
5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avu-
to un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante
un anno senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo an-
no è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
5.4 Un'incapacità al lavoro del 20% deve essere presa in considerazione
per il calcolo dell'incapacità al lavoro media giusta l'art. 28 cpv. 1 lett. b
LAI (cfr. nota marginale 2020 della Circolare sull'invalidità e la grande in-
validità nel suo tenore applicabile fino al 31 dicembre 2007; Jurispruden-
ce et pratique administrative des autorités d'exécution de l'AVS/AI [Prati-
que VSI] 1998 p. 126 consid. 3c).
6.
6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b,
DTF 110 V 273; v. pure sentenze del Tribunale federale 8C_636/2010 del
17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse di-
ventato invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto dei red-
diti).
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6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisi-
ca o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conse-
guente incapacità lavorativa.
6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certifica-
zioni mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il
danno invalidante e per determinare quali lavori siano ancora ragione-
volmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e DTF 114 V
310 consid. 3c).
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-
sogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modifica-
re questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezza-
mento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2a ed., Zu-
rigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del Tribunale federale K 24/04
del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 4a). In tal caso, non sussiste
una violazione del diritto costituzionale di essere sentito secondo l'art. 29
cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).
7.3 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40
della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS
273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determi-
nanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le
valuta liberamente.
8.
8.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
C-5884/2011
Pagina 11
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregres-
sa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere
conto delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera
chiara a fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è determinante né la sua ori-
gine né la sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto –
ma il suo contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3).
8.2 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-
ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pro-
nunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari lega-
mi che essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi rife-
rimenti).
8.3 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contrad-
dittori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero mate-
riale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che
su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga corretta-
mente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui
si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (senten-
za del Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
9.
Dalla documentazione medica agli atti appare che il ricorrente soffre se-
gnatamente di spondiloartrosi con discopatia e sindrome radicolare de-
stra, sindrome dispeptica in esiti di pregressa gastroresezione per ulcera
e diverticolosi colon, sindrome ansioso depressiva (cfr. perizia medica
particolareggiata E 213 del 19 maggio 2010 [doc. 10] e presa di posizione
del medico SMR del 14 settembre 2011 [doc. 176]).
10.
10.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se, e a partire da
quando, il ricorrente abbia subito, e senza interruzione notevole, un'inca-
pacità lavorativa media del 40% durante un anno giusta l'art. 28 cpv. 1
lett. b LAI. In considerazione della data d'inoltro della domanda di rendita
(16 febbraio 2010), ma anche del momento in cui sarebbe sorta per la
prima volta a partire dal 1° febbraio 2008 un'incapacità lavorativa nella
precedente attività svolta dall'insorgente (cfr. presa di posizione del medi-
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co SMR del 17 giugno 2011), un diritto ad una rendita svizzera d'invalidità
avrebbe potuto sorgere al più presto a partire dal 1° agosto 2010.
10.2
10.2.1 L'autorità inferiore, fondandosi sui rapporti del suo servizio medico
regionale (SMR), ha ritenuto che a causa del danno alla salute risulta per
il ricorrente un'incapacità al lavoro del 40% nell'ultima attività lucrativa
esercitata, ma una capacità lavorativa residua del 100% in un'attività so-
stitutiva confacente al suo stato di salute.
10.2.2 Il dott. B._, medico SMR, nei rapporti del 17 giugno e 14
settembre 2011 (doc. 83 e 176), ha in particolare rilevato che l'insorgente
soffre di dolori alla colonna vertebrale, con presenza di alterazioni dege-
nerative (in particolare, i referti di esame del maggio 2010 e del marzo e
giugno 2011 [doc. 44, 86 e 89] evidenziano segni di cervicoartrosi, ridu-
zione dello spazio tra C5-C6 e C6-C7, sofferenza radicolare C6, segni di
spondiloartrosi, protrusioni discali L4-L5 e artrosi all'articolazione della
spalla) e con limitazione della mobilità della colonna vertebrale per un
terzo. Ha altresì osservato che il rapporto psichiatrico del maggio 2010
(doc. 41) attesta una depressione endoreattiva grave dal 2008. Secondo
il medico SMR, il disturbo depressivo non è affatto di grave entità conto
tenuto dei medicamenti che assume (v. doc. 176 in relazione segnata-
mente ai doc. 170 e 41), che mostra uno stato emotivo collaborante (v.
doc. 98) ed ha lavorato sino a dicembre 2010. Il medico SMR ha inoltre
segnalato che l'insorgente ha subito un intervento di gastrectomia parzia-
le per ulcera nel 1975 e che è stato ricoverato nel novembre del 2009 per
subocclusione intestinale (doc. 36.5) e nel gennaio del 2011 per epiga-
stralgie (doc. 67.2). I disturbi digestivi non costituiscono comunque delle
patologie aventi ripercussioni sulla capacità al lavoro. Il dott. B._
ha quindi reputato che può essere ritenuta per il ricorrente un'incapacità
lavorativa del 40% nella precedente attività a decorrere dal 1° febbraio
2008, ma ha considerato esigibile dal profilo medico nella misura del
100%, sempre dal 1° febbraio 2008, l'esercizio di un'attività leggera con-
facente allo stato di salute.
10.3 Certo, nella perizia medica particolareggiata E 213 del 19 maggio
2010 (doc. 10), l'insorgente non è stato ritenuto capace di svolgere, per
ciò che qui maggiormente interessa, un'attività sostitutiva adeguata a
tempo pieno. Tuttavia, detto apprezzamento medico non trova alcun ri-
scontro obiettivo né nella perizia medica stessa né in altri atti di causa.
Da un lato, il citato apprezzamento risulta in contrasto con le limitazioni
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funzionali accertate nella perizia medesima, segnatamente l'atteggiamen-
to ansioso depressivo dell'umore, la lievissima contrattura lombare con
motilità in flessione limitata per circa 1/3, le poliartralgie a lieve incidenza
funzionale, ma con movimenti (forza e tono muscolare) e andatura nor-
mali (doc. 10 pag. 3 e 4 n. 4.1, 4.8 e 4.10). Dall'altro lato, il medico incari-
cato dell'esame ha considerato egli stesso che il ricorrente è in grado di
svolgere regolari lavori semipesanti (doc. 10 pag. 7 n. 9), ma senza pre-
cisare per quale motivo lo stesso non potrebbe più svolgere a tempo pie-
no un lavoro leggero adeguato alle sue condizioni. Nella perizia E 213 è
stata altresì evidenziata un'invalidità del 55% in un'attività sostitutiva ade-
guata, ritenuta in Italia conformemente alle disposizioni di legge di detto
Paese. Sennonché, a tale riguardo giova rammentare che la valutazione
di un'autorità straniera con riferimento all'incapacità lavorativa di un assi-
curato non vincola di principio le autorità svizzere nell'apprezzamento del
caso secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I
435/02 del 4 febbraio 2003 consid. 2 nonché consid. 2.4 del presente
giudizio).
10.4
10.4.1 Il ricorrente ha fatto valere implicitamente, in sede di ricorso, di a-
vere diritto ad una rendita d'invalidità in quanto le patologie di cui è affetto
giustificano una completa incapacità al lavoro anche in un'attività leggera
confacente allo stato di salute. Egli fonda la sua (diversa) valutazione sul-
la relazione medica del 22 agosto 2011 del dott. C._, specialista in
chirurgia (doc. 169 a 174), prodotta con scritto di obiezioni al progetto di
decisione.
10.4.2 Per quanto attiene all'indicata sopravvenienza di una depressione
maggiore, il medico si è limitato ad enumerare genericamente dei disturbi
psichici e/o comportamentali – crisi di pianto, umore depresso, marcata
perdita di interesse per molte attività, diminuita capacità di riflettere, perdi-
ta di iniziativa (v. doc. 172) – senza alcun riferimento ad una classificazio-
ne secondo un metodo scientifico riconosciuto internazionalmente. Tale
incompletezza – aggiunta segnatamente all'assenza di informazioni pre-
cise sullo stato psichico del paziente e sull'evoluzione nel tempo del di-
sturbo psichico – non consente di conferire valore probatorio decisivo a
tale rapporto, fermo restando che non vi è ragione di scostarsi, in assen-
za agli atti di elementi consistenti contrari al riguardo, dalla valutazione
del medico SMR secondo cui l'indicazione di un trattamento con due far-
maci antidepressivi non implica altresì, e di per sé, un'incapacità lavorati-
va. Pure in merito allo stato di salute reumatologico-ortopedico dell'insor-
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Pagina 14
gente non vi è ragione di scostarsi dall'apprezzamento del medico SMR
in merito alla residua capacità lavorativa intatta in attività di sostituzione
leggere, ritenuto che agli atti di causa non vi è documentazione medico-
obiettiva dell'esistenza di affezioni (ernie discali multiple, osteoporosi e
poliartrosi) aventi incidenza funzionale anche sulla residua capacità lavo-
rativa in attività leggere adeguate. Infine, e secondo il parere convincente
del medico SMR, anche alle evocate affezioni gastroenteriche e otorinola-
ringoiatriche non può essere attribuito alcuna incidenza sulla residua ca-
pacità lavorativa in attività sostitutive leggere confacenti allo stato di salu-
te dell'insorgente in assenza di riscontri obiettivi in tal senso in esami
specialistici.
10.5 In conclusione, il ricorrente non ha presentato alcun argomento con-
vincente né prodotto alcun documento medico obiettivo da cui desumere
l'esistenza di un'affezione suscettibile di incidere sulla sua capacità lavo-
rativa in un'attività sostitutiva leggera adeguata alle sue condizioni e dun-
que di far sorgere dei dubbi quanto alla valutazione del dott. B._,
secondo la quale l'insorgente, dal 1° febbraio del 2008, avrebbe comun-
que potuto svolgere al 100% attività leggere e adeguate al suo stato di
salute come quelle indicate nella decisione impugnata.
11.
Occorre verificare se le attività di sostituzione proposte dall'autorità infe-
riore siano ragionevolmente esigibili dall'assicurato tenuto conto di una si-
tuazione equilibrata del mercato del lavoro (art. 16 LPGA).
11.1 Al riguardo va rilevato che sebbene l'età avanzata venga considera-
to un fattore estraneo all'invalidità, la giurisprudenza riconosce che essa,
insieme ad altri fattori di carattere personale o professionale, può ostare
alla realizzazione della capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro
equilibrato. In che misura l'età influisca sulla possibilità di realizzare la
capacità lavorativa residua non si valuta alla luce di un principio generale,
ma tenuto conto delle esigenze delle attività di riferimento (cfr. sentenza
del Tribunale federale 9C_916/2009 del 30 agosto 2009 e relativi riferi-
menti). In sostanza, ed indipendentemente dall'obbligo di ogni assicurato
di diminuire il danno (v. DTF 123 V 230 consid. 3c e relativi riferimenti),
l'amministrazione rispettivamente il giudice deve accertare, nel caso con-
creto, se un potenziale datore di lavoro sarebbe disposto ad assumere
l'assicurato tenuto conto segnatamente delle attività esigibili da quest'ul-
timo rispetto alle affezioni fisiche e psichiche, dell'eventuale adattamento
del suo posto di lavoro al suo handicap, della sua esperienza professio-
nale e della sua situazione sociale, delle sue capacità di adattamento ad
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un nuovo impiego, del salario e delle contribuzioni sociali, nonché della
prevedibile durata del rapporto di lavoro (v. sentenze del Tribunale federa-
le I 61/05 del 27 luglio 2005 consid. 4.4, I 891/04 del 27 maggio 2005
consid. 2.2, I 462/02 del 26 maggio 2003 consid. 2, I 401/01 del 4 aprile
2002 consid. 4).
11.2 Quanto all'esigibilità e alla possibilità per l'insorgente di esercitare
una nuova attività in un mercato equilibrato del lavoro, questo Tribunale
osserva che il medesimo, nato l'(...), aveva 62 anni e 9 mesi al momento
in cui è stato accertato – il 17 giugno 2011 (v. la presa di posizione del
medico SMR [doc. 83]) – che l'esercizio (al 100%) di un'attività lucrativa
(leggera confacente al suo stato di salute) è ragionevolmente esigibile dal
punto di vista medico (cfr. DTF 138 V 457 consid. 3.3; v. anche la senten-
za del Tribunale amministrativo federale C-6022/2010 del 22 febbraio
2013 consid. 4.1.2). Il ricorrente, nonostante le patologie di cui soffre se-
condo la diagnosi riportata al considerando 9 del presente giudizio, può
svolgere – secondo l'opinione del medico SMR interpellato che si è fon-
dato su documentazione sufficiente per potere fondare un giudizio con-
vincente in merito – un'attività sostitutiva leggera al 100% (v. sulle attività
sostitutive adeguate alle condizioni del ricorrente la lettera F del presente
giudizio). Per quanto attiene al genere d'attività sostitutive proposte e la
natura delle sue affezioni, un adattamento del posto di lavoro alle condi-
zioni di salute dell'insorgente non risulta altresì necessario rispettivamen-
te appare di semplice realizzazione. Questo Tribunale osserva pure che
al ricorrente, che durante la sua carriera professionale ha svolto le attività
di manovale edile e muratore (v. doc. 172), operaio presso un calzificio (v.
doc. 60 e 172) ed operaio agricolo (v. doc. 60 e 75), si presenta un venta-
glio relativamente ampio di professioni possibili (e sufficientemente speci-
ficate) nel settore dei servizi, con mansioni semplici e ripetitive, che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di rein-
tegrazione professionale. Infine, va rilevato che un eventuale rapporto di
lavoro avrebbe potuto proseguire per oltre 2 anni (fino all'età di pensio-
namento secondo il diritto svizzero). Da quanto esposto, discende che
poteva essere ragionevolmente preteso dall'insorgente che avesse a met-
tere a profitto di propria iniziativa la sua residua capacità lavorativa in atti-
vità leggere adattate su un mercato del lavoro equilibrato.
12.
Infine, occorre esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato
dall'autorità inferiore. Questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo
effettuato dall'autorità inferiore per la determinazione del tasso d'invalidità
– secondo le basi di calcolo di cui al documento n. 84, trasmesso al ricor-
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rente mediante il provvedimento del 16 aprile 2012 di questo Tribunale
(doc. TAF 10), basi di calcolo peraltro rimaste incontestate in questa sede
– che l'UAIE ha constatato che il ricorrente ha conseguito nel 2010 come
bracciante agricolo un salario mensile di Euro 1'200.83 (secondo le indi-
cazioni del datore di lavoro [doc. 75]). Il salario mensile ottenibile nel
2010 quale operaio agricolo addetto alla coltura a pieno campo ammon-
tava tuttavia a Euro 1'378.07 (tenuto conto di un salario medio mensile
nel 2008 di Euro 1'298.94 [cfr. statistiche edite dall'Ufficio internazionale
del lavoro, Ginevra 2009] indicizzato al 2010 [l'indice dei salari in Italia è
passato da 109.82 nel 2008 a 116.51 nel 2010; cfr. Principaux indicateurs
économiques, Organisation de coopération et de développement écono-
miques OCDE]). Il reddito da valido conseguito dal ricorrente era quindi
inferiore per motivi estranei all'invalidità del 14,76% (100 : 1'200.83 x
[1'378.07 – 1'200.83]) alla media dei salari per un'attività equivalente.
L'autorità inferiore ha dunque proceduto ad un parallelismo dei redditi di
riferimento aumentando il reddito da valido effettivamente conseguito
dall'insorgente del 9,76% (corrispondente alla parte percentuale ecceden-
te la soglia determinante del 5%; cfr. DTF 134 V 322 consid. 4.1 e DTF
135 V 297). Ne risulta un reddito da valido di Euro 1'318.03 mensili
(1'200.83 + 117.20). L'UAIE ha ritenuto quale reddito da invalido, il salario
ottenibile dall'insorgente nel 2008 in attività semplici e leggere, ossia Euro
1'334.11 mensili (secondo le statistiche edite dall'Ufficio internazionale del
lavoro di Ginevra 2009). Peraltro, il reddito da invalido può essere ulte-
riormente ridotto, al massimo del 25%, per tenere conto dei fattori profes-
sionali e personali del caso (DTF 126 V 75). L'UAIE ha operato una ridu-
zione del 25%, la quale appare corretta conto tenuto dell'insieme delle
circostanze del caso di specie. Ne risulta un reddito dopo l'insorgenza
dell'invalidità di Euro 1'000.58. Dal confronto fra il reddito da valido di Eu-
ro 1'318.02 e quello da invalido di Euro 1'000.58 consegue la determina-
zione di un grado d'invalidità del 24% che esclude il riconoscimento del
diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Il calcolo
della perdita di guadagno è stato indicato come segue: [(1'318.03 –
1'000.58) x 100] : 1'318.03 = 24.09% (doc. 84). Per quanto attiene alla
determinazione del reddito da invalido, questo Tribunale osserva altresì
che si sarebbe dovuto fare riferimento ai dati dell'anno 2010, ritenuto che
il diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità sarebbe
potuto sorgere al più presto nell'agosto del 2010 (cfr. consid. 10.1 del
presente giudizio; DTF 129 V 222) e che per il raffronto dei redditi occorre
basarsi su un medesimo anno di riferimento sia per il salario da valido sia
per il salario da invalido. Si sarebbe pertanto dovuto tenere conto di un
salario medio mensile con invalidità nel 2010 di Euro 1'415.38 (tenuto
conto dei salari medi mensile nel 2008 nelle categorie "operaio nell'indu-
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stria del cuoio e degli articoli in pelle, addetto alla produzione nel settore
fabbricazione di apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, cassiere nel set-
tore commercio al dettaglio, venditore nel settore commercio al dettaglio"
[cfr. statistiche edite dall'Ufficio internazionale del lavoro, Ginevra 2009]
aggiornati al 2010 [l'indice dei salari in Italia è passato da 109.82 nel 2008
a 116.51 nel 2010; cfr. Principaux indicateurs économiques, Organisation
de coopération et de développement économiques OCDE]), fermo re-
stando che nulla sarebbe cambiato nella sostanza ai fini dell'esito della
presente vertenza, dal momento che, operata una riduzione del 25%, ne
sarebbe conseguito un grado d'invalidità del 19.46% ([{1'318.03 –
1'061.53} x 100] : 1'318.03 = 19.46%).
13.
Da quanto esposto consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.
14.
14.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 400.--, sono
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono
computate con l'anticipo spese, di identico ammontare, versato dall'insor-
gente stesso il 5 dicembre 2011.
14.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche
vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto
(v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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