Decision ID: ceb81ee5-f21e-573e-8147-8b5edf2710d9
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
Ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che nelle procedure esecutive summenzionate il 15 novembre 2018 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Bellinzona ha stabilito il
minimo esistenziale di RI 1 in fr. 5'472.60 (minimo di base fr. 1'200.–,
affitto fr. 1'000.–, premio dell’assicurazione malattia fr. 414.60, supplemento per pasti fuori domicilio fr. 211.–,
spese di trasferte professionali fr. 147.–, alimenti per figli fr. 2'200.–
e costi legati all’esercizio del diritto di visita ai figli e spese scolastiche fr. 300.–) e a fronte di un suo reddito netto medio computato in fr. 5'450.– mensili, ha notificato alla datrice di lavoro dell’escusso (la _), il pignoramento della tredicesima mensilità e delle gratifiche;
che con ricorso del 19 novembre 2018 RI 1 ha impugnato tale decisione, chiedendo, previo conferimento dell’effetto sospensivo, di annullarla, in quanto i contributi alimentari per i figli sono stati calcolati a suo dire tenendo conto della tredicesima;
che il 28 novembre 2018 il presidente della Camera ha concesso al ricorso effetto sospensivo parziale, nel senso di sospendere la ripartizione della tredicesima limitatamente a fr. 271.20;
che nelle sue osservazioni del 12 dicembre 2018 l’UE ha postulato la reiezione del ricorso;
che il 14 dicembre 2018 il ricorrente ha comunicato di rinunciare alla presentazione di una replica spontanea e ha ribadito la sua tesi, secondo cui la tredicesima è necessaria a colmare l’ammanco risultante dal fatto che la quota di tredicesima calcolata negli alimenti viene da lui anticipata durante tutto l’anno;
che in base all’accordo sulle conseguenze accessorie del divorzio omologato dal Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona con sentenza del 1° giugno 2015, RI 1 si è impegnato a versare un contributo alimentare di fr. 900.– mensili per ognuno dei suoi due figli, oltre agli assegni famigliari, allora cadauno di fr. 200.–;
che, sebbene la sentenza sia silente al riguardo, è probabile che il contributo di fr. 1'800.– (2 x fr. 900.–) sia stato calcolato prendendo in considerazione la tredicesima, la differenza tra il reddito
del padre preso in conto
(di fr. 5'100.–, pari a fr. 5'525.–
netti con la quota di tredicesima e senza gli assegni) e il suo fabbisogno (determinato in fr. 3'586.15) ammontando a fr. 1'938.85;
che in un’esecuzione per debiti al genitore tenuto a versare contributi di mantenimento è lasciato, come a tutti gli altri debitori, il minimo esistenziale a tenore dell’art. 93 LEF (pari in concreto, senza gli alimenti, a fr.
3'272.60)
e non il fabbisogno minimo nel senso del diritto civile (pari, come visto, a fr. 3'586.15);
che nella fattispecie l’UE ha tenuto conto del contributo
alimentare a carico di RI 1, computandolo interamente nel suo
minimo esistenziale per ogni mese;
che, in altre parole, all’escusso è stato lasciato quanto necessario per pagare integralmente quanto dovuto ai figli in dodici mensilità, pur conservando (o quasi come si vedrà) le risorse indispensabili al proprio mantenimento giusta l’art. 93 LEF;
che l’intera tredicesima come eventuali gratifiche eccedono
quindi quanto necessario al pagamento del contributo di mantenimento
dei figli (garantito dal fatto che sono lasciati a disposizione dell’escusso mensilmente fr. 2'200.– a tale scopo) e al suo mantenimento indispensabile;
che, come già anticipato nella decisione di effetto sospensivo,
dal computo dell’UE risulta però che il minimo vitale dell’escusso, stabilito in fr. 5'472.60, supera il suo reddito netto medio, calcolato in fr. 5'450.– sulla scorta delle buste paga da gennaio a marzo 2018;
che stante la variabilità dello stipendio dell’escusso, l’UE avrebbe dovuto pignorarlo per un anno (art. 93 cpv. 2 LEF), comprese la tredicesima mensilità e le eventuali gratifiche per il 2018, tenendo gli importi in deposito in modo da riversare all’escusso, mese per mese, gli eventuali ammanchi (v. sentenza della CEF 15.2008.7 del 31 marzo 2008, massimata in RtiD 2008 II 728 n. 66c, consid. 1.1);
che ostandovi il divieto della
reformatio in peius
(art. 22 della legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]), la Camera non può estendere il pignoramento alle quote di salario che eventualmente eccederanno il minimo esistenziale dell’escusso, ma deve limitarsi a confermare il pignoramento della tredicesima mensilità e delle eventuali gratifiche per il 2018;
che all’UE va inoltre ordinato di trattenere fr. 500.–, onde riversare all’escusso, dietro presentazione dei relativi conteggi di salario, gli eventuali ammanchi che si verificheranno durante l’intero periodo di pignoramento (da novembre del 2018 a ottobre del 2019)
,
indicativamente di fr. 271.20 (fr. 22.60 mensili);
che, in questi limiti, il ricorso va parzialmente accolto;
che per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).

Considerations: