Decision ID: ec980423-fd73-5983-ae02-051ff6db973e
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAP
Chamber: TI_TRAP_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law
Law Sub-area: Strafprozessrecht
Label: dismissal

Facts:
in fatto ed in diritto
che con esposto 14.03.2012 il sindacato IS 1, per il tramite della persona di _, ha segnalato al Ministero pubblico alcuni fatti che potrebbero assumere rilevanza penale nell’ambito della procedura concordataria della _, con sede a _ [ora _, società sciolta in seguito al fallimento pronunciato con decreto del _ della Pretura del Distretto di _ a far tempo dal _ alle ore 10:00 (cfr. estratto RC Cantone Ticino)];
che il Ministero pubblico ha quindi aperto un procedimento penale contro la predetta società e PI 1, membro della stessa, per le ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento (art. 163 cifra 1 CP) e diminuzione dell’attivo in danno dei creditori (art. 164 cifra 1 CP), sfociato nel decreto di non luogo a procedere 24.04.2012 emanato dal procuratore generale (inc. NLP _);
che avverso il suddetto decreto non è stato presentato reclamo a questa Corte giusta i combinati art. 310 cpv. 2 e 322 cpv. 2 CPP;
che il medesimo è dunque regolarmente passato in giudicato;
che con la presente istanza – trasmessa dal Ministero pubblico, per competenza, a questa Corte
– _, in nome e per conto della IS 1, chiede di essere autorizzato ad esaminare gli atti del suddetto procedimento penale nell’ambito del quale ha sporto denuncia nei confronti della _;
che a suffragio della sua richiesta precisa che
"
(...) la tutela dei diritti e interessi dei lavoratori in causa – in special modo in questa fase di procedura fallimentare – rende necessaria la massima conoscenza della situazione aziendale e dei rapporti di proprietà. Inoltre, quale membro della delegazione dei creditori, i fatti emersi durante l’inchiesta possono essere decisamente utili per chiarire alcuni aspetti del compito che sono chiamato ad assolvere. (...)
"
(istanza
21.09./15.10.2012, doc. 1.a);
che, come esposto in entrata, il procuratore generale si è rimesso al giudizio di questa Corte;
che PI 1, dal canto suo, ha chiesto la reiezione dell’istanza, mentre la IS 1 nel suo allegato di replica ha ribadito la sua richiesta di visionare gli atti del procedimento penale in questione;
che l’art. 62 cpv. 4 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), in vigore dall’1.01.2011, che ha ripreso il previgente art. 27 CPP TI, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108), stabilisce che: "
Dopo la conclusione del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità dell’ispezione
";
che nell’ambito del procedimento penale sfociato nel NLP _
, il decreto è stato – rettamente – intimato (soltanto) agli imputati,
e non alla IS 1;
che, in effetti,
giusta l’art. 301 CPP, lex specialis rispetto all’art. 105 cpv. 1 lit. b CPP,
"
ognuno ha il diritto di denunciare per scritto od oralmente un reato a un’autorità di perseguimento penale
(cpv. 1).
Su richiesta, l’autorità di perseguimento penale comunica al denunciante se è avviato un procedimento penale e come lo stesso viene espletato
(cpv. 2);
il denunciante che non sia né danneggiato né accusatore privato non dispone di altri diritti procedurali
(cpv. 3)
"
;
che il denunciante in quanto tale non è dunque una vera e propria parte al procedimento, fatto salvo il caso in cui egli sia danneggiato secondo l’art. 115 CPP e si costituisca accusatore privato giusta l’art. 118 CPP (Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 105 CPP n. 6; Commentario CPP – J. NOSEDA, art. 301 CPP n. 3;
BSK StPO – H. KÜFFER, art. 105 CPP n. 12;
BSK StPO – C. RIEDO / A. FALKNER, art. 301 CPP n. 21 ss.;
ZK StPO – V. LIEBER, art. 104 CPP n. 19;
N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 301 CPP n. 3 s.);
che egli ha un
interesse giuridicamente protetto
ai sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP unicamente nei limiti dell’art. 301 cpv. 2 CPP, ovvero qualora non gli venga comunicato, su sua domanda, se e come è stato svolto il procedimento penale dipendente da sua denuncia (BSK StPO – C. RIEDO / A. FALKNER, art. 301 CPP n. 36);
che l’art. 301 cpv. 2 CPP impone dunque all’autorità penale di informare il denunciante, su sua richiesta, sul seguito che ha avuto la denuncia: l’autorità penale deve comunicare se un procedimento penale è stato avviato e se si è concluso con un decreto di accusa, con la messa in stato di accusa o con un decreto di abbandono; la stessa non deve, per contro, fornire dettagli né motivazioni (Messaggio concernente l’unificazione del diritto processuale penale del 21.12.2005, p. 1162);
che, alla luce di quanto sopra esposto, l’istante – non essendo accusatore privato al procedimento penale di cui all’incarto penale NLP _ – deve essere informato sul fatto che il procedimento penale che trae le sue origini dalla sua segnalazione del 14.03.2012 è sfociato nel decreto di non luogo a procedere del
24.04.2012
(
NLP _) emanato a carico della già _
e di PI 1
(regolarmente passato in giudicato),
e nulla di più;
che l’asserzione secondo cui la IS 1 sarebbe stata "
(...) direttamente danneggiata dalle circostanze che hanno avuto quale apice il fallimento di _, poiché non vi è stato il versamento da parte della società di circa CHF 2'280.-- di contributi professionali per l’anno 2012 da prelevarsi automaticamente dal salario degli ex-dipendenti (34) iscritti al sindacato e che figuravano ancora impiegati dalla società citata durante l’anno 2012 (...)
", così come il fatto che l’istante rappresenti gli ex-dipendenti della già _
(replica 20/22.11.2012, doc. 6) non sono evidentemente atti a giustificare un altro interesse giuridico legittimo ex art. 62 cpv. 4 LOG dell’istante prevalente sui diritti personali della società e di PI 1, stante anche l’esito del procedimento penale;
che a ciò aggiungasi che dal contenuto e dal NLP _ emerge invero che gli indizi di reato non hanno trovato alcuna conferma;
che per questi motivi non si può ritenere che
nella fattispecie in esame sia adempiuto un altro interesse giuridico legittimo ex art. 62 cpv. 4 LOG della IS 1 prevalente sui diritti personali delle parti coinvolte nel procedimento penale sfociato nel NLP _ del 24.04.2012 (passato in giudicato);
che l’istanza deve essere conseguentemente respinta;
che qualora l’istante nella sua veste di cassa disoccupazione potesse invocare un motivo scaturente dalla LPGA o dalla LADI, questa Corte esaminerà nuovamente l’istanza;
che data la particolarità della fattispecie, si rinuncia al prelievo della tassa di giustizia e delle spese.

Considerations: