Decision ID: 3c93ff1d-1764-54a9-8310-4eabd25c77a3
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto: A.
_ _ _ (1897) è deceduto a _ _ 1990, lasciando suoi eredi la quarta moglie _ _ _ _ (1906), la figlia di prime nozze _ _ nata _ (1924) e il figlio del secondo matrimonio _ _ (1930). Il 21 novembre 1958 _ _ _, _ _, _ _ e _ _ avevano sottoscritto un contratto successorio del seguente tenore:
Öffentliche Urkunde
ERBVERTRAG
Vor dem unterzeichneten öffentlichen Urkundsbeamten des Notariates Zürich (Altstadt) sind heute im Amtslokal an der Talstrasse 25 in Zürich 1 erschienen,
1. Herr _
_ _r
, geb. _ 1897, von _ und Urtenen, in _ /_,
2. seine Ehefrau, Frau _ _ _a, genannt _ _
geb. _
, geb. _ 1906, von _ und Urtenen, in _ /_
3. und die Nachkommen von Ziff. 1,
a) Frau _
_ geb. _
, geb. _ 1924, von _ und _ /_, in _, _._,
b) Herr _
_r
, geb. _ 1930, von _ und Urtenen, in _, _. _ _,
4. sowie der Ehemann von Ziff. 3 lit. a, Herr _
_l
, geb. _ 1921, von _ und _ /_, in _, _. _,
und erklären folgendes zu Protokoll mit dem Ersuchen um öffentliche Beurkundung:
I. Frau _ _ hat in den letzten Jahren durch Zimmervermieten eine Einnahmequelle im Interesse der Familie geschaffen. Sie hat die Einnahmen grösstenteils zu Neuanschaffungen von Mobiliar, Wäsche und Einrichtungsgegenständen verwendet, oder sonstwie wieder in den Zimmervermietungsbetrieb und die Ferienwohnung in _ gesteckt.
II. Herr _ _ räumt seiner Ehefrau für den Fall seines Ablebens mit Zustimmung seiner Kinder die lebenslängliche Nutzniessung an seinem ganzen Nachlass ein. Sie soll insbesondere, solange sie lebt ein dingliches Wohnrecht an den Liegenschaften von Herrn _ _ in _ haben, das im Grundbuch einzutragen ist.
Im Falle der Wiederverheiratung von Frau _ _ reduziert sich ihre Nutzniessung auf die Hälfte des Nachlasses von Herrn _ _.
Nutzniessung und Wohnrecht von Frau _ _ beziehen sich nicht auf die sogenannte “_ ” auf der gegenüber von _ gelegenen Seeseite mit allen dazugehörenden Land- und Waldparzellen. Diese _ mit allen auf jener Seite gelegenen Land- und Waldparzellen soll bei der Erbteilung Herrn _ _ in Anrechnung an seinem Erbteil zugeteilt werden.
III. Das Eigentum am Nachlass von Herrn _ _ fällt seinen Kinder, bezw. deren Nachkommen zu gleichen Teilen zu, belastet mit der lebenslänglichen Nutzniessung von Frau _ _.
Für die Ausbildung und das Studium des Sohnes _ _ sind Fr. 25’775.– mehr aufgewendet worden, als für die Ausbildung und Aussteuer seiner Schwester, Frau _. Diese Mehraufwendungen sind bei der Erbteilung unter Geschwistern auszugleichen. Diese Ausgleichungspflicht gilt auch für den Fall, dass Frau _ _ -_ vor ihrem Ehemann sterben sollte.
IV. Frau _ ist berechtigt bis zum Ableben von Frau _ _ mit ihrer Familie duchschnittlich vier Wochen Ferien p.a. in der _ zu verbringen.
Über den Zeitpunkt dieser Ferien hat sie sich mit Herrn _ _ zu verständigen. Drei Wochen dieser Ferien sollen in die Zeit der Sommer-Schulferien fallen.
V. Herrn _ _ steht das Recht zu, wenn er sich in _ oder der _ befindet, jederzeit die Werkstatt (und die darunter liegende Darsena) des in _ selbst gelegenen Hauses von Herrn _ _ mitzubenutzen.
VI. Die Kinder von Herrn _ _ erklären sich mit den oben erwähnten Verfügungen ihres Vaters ausdrücklich einverstanden und verzichten auf Geltendmachung ihres Pflichtteilsrechtes im Umfang der oben erwähnten Verfügungen.
Herr _ _ gibt seine Zustimmung als Ehemann von Frau _ _ -_.
Auf amtliche Eröffnung diesen Erbvertrages wird verzichtet.
(seguono la formula di autenticazione e la conferma dei testimoni)
Successivamente _ _ _ ha disposto dei propri beni immobiliari in due occasioni: il 3 gennaio 1974 egli ha venduto alla nuora _ _ e _. _ _ il fondo n. _RF di _ (“_”) per la somma di fr. 55’000.–, e con atto pubblico del 28 giugno 1984 ha donato alla moglie _ un mezzo in comproprietà del fondo n. _RF di _ (“_”). In seguito _ e _ _ hanno acceso sulla proprietà un’ipoteca in primo grado di nominali fr. 50’000.–.
B.
Con petizione del 7 maggio 1991 _ _ e _ _ -_ hanno convenuto _ _ -_ davanti alla Pretura di Lugano, sezione 4, per ottenere che fosse accertata la nullità della donazione di metà della proprietà della particella n. _ (_) RF di _, che l’intera proprietà fosse intestata a loro nome e che fosse accertata l’esistenza di un usufrutto e di un diritto di abitazione a favore della convenuta su detta particella. In via cautelare essi hanno chiesto che fosse ordinato alla convenuta di non disporre dei beni successori fino alla definizione della causa.
_ _ è deceduta il _ 1991 e i suoi eredi, _ _ _, _ _ _, _ _ _ e _ _ _, le sono subentrati in lite. La procedura, sospesa il 1° luglio 1991, è così stata riattivata. L’udienza per la discussione della cautelare è stata indetta il 2 giugno 1995 e in tale occasione gli attori hanno ribadito la loro domanda, alla quale si sono opposti i convenuti. Con decreto del 22 giugno 1995 il Pretore ha respinto l’istanza e ha posto la tassa di giustizia di fr. 400.– con le spese a carico degli istanti, condannati a rifondere ai convenuti fr. 600.– per ripetibili. I convenuti hanno presentato il 31 agosto 1995 la risposta di merito, postulando il rigetto della petizione. Con la replica del 22 settembre 1995 gli attori hanno ridotto la loro domanda, concludendo per l’annullamento del contratto di donazione e l’iscrizione a loro nome del noto fondo senza alcun aggravio. Nella duplica del 23 novembre 1995 i convenuti hanno ribadito l’opposizione alla petizione.
C.
Chiusa l’istruzione della causa, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale e hanno prodotto un memoriale conclusivo. Nel loro allegato del 24 gennaio 1997 gli attori hanno confermato quanto esposto nei precedenti atti scritti e altrettanto hanno fatto i convenuti nel loro allegato dal 21 gennaio 1997.
D.
Statuendo il 17 marzo 1997, il Pretore ha respinto la petizione e ha posto gli oneri processuali di fr. 1’900.– a carico degli attori, con obbligo di rifondere a ciascuno dei convenuti fr. 1’000.– di ripetibili.
E.
Contro la sentenza pretorile _ _ e _ _ sono insorti con un appello del 21 aprile 1997 volto a ottenere l’accoglimento della petizione e la conseguente riforma del giudizio impugnato. Nelle loro osservazioni del 30 maggio 1997 i convenuti concludono per la reiezione del gravame e la conferma del giudizio impugnato.

Considerations:
Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore ha respinto la petizione con l’argomento che il defunto poteva disporre liberamente del proprio patrimonio, non essendosi obbligato nel contratto successorio a mantenere intatto il proprio patrimonio per tutta la vita. La donazione di metà della particella n. _ alla moglie era di conseguenza compatibile con il contratto stesso.
Gli appellanti contestano tale opinione e sostengono che l’impegno di non disporre del patrimonio non doveva risultare esplicitamente dal contratto successorio, bastando che dal contenuto dell’atto e dall’insieme delle circostanze potesse escludersi la libertà di disposizione. In concreto la decisione del padre di attribuire ai figli la nuda proprietà e di limitare il diritto della quarta moglie all’usufrutto e al diritto di abitazione sui suoi immobili sarebbe un chiaro segno in tal senso.
2.
Giusta l’art. 494 cpv. 3 CC possono essere contestate dagli eredi istituiti le donazioni del disponente incompatibili con le obbligazioni derivanti da un contratto successorio. La giurisprudenza ha già avuto modo di precisare che un disponente può – di principio – alienare liberamente ogni bene facente parte del suo patrimonio (art. 494 cpv. 2 CC), di modo che le sue donazioni possono essere impugnate come inconciliabili con un contratto successorio solo quando il disponente si sia impegnato a non fare liberalità (DTF 70 II 264 consid. 2c in fondo). La dottrina dominante ritiene che un simile obbligo non deve necessariamente figurare nel contratto successorio: può risultare anche da un’interpretazione del testo contrattuale o dalle circostanze in cui il contratto è stato redatto (
Piotet
, in: Schweizerisches Privatrecht, vol. IV, § 28, pag. 180 seg.;
Escher
in: Commentario zurighese, Zurigo 1959, nota 11a ad art. 494 CC;
Tuor
in: Commentario bernese, Berna 1964, nota 18 ad art. 494 CC;
Druey
, Grundriss des Erbrechts, 4
a
edizione, Berna 1997, § 10, nota 39). Data la natura del contratto successorio – figura intermedia tra il diritto delle obbligazioni e il diritto successorio – l’interpretazione del suo contenuto si attiene al principio dell’affidamento (
Druey
, op. cit., § 10, nota 5 segg.;
Itschner
, Die Bindungen des Erblassers an den Erbvertrag, tesi, Basilea 1974, pag. 134;
Tuor
, Die Auslegung von Testament und Erb-vertrag, Zurigo 1954, pag. 120 seg.).
3.
Nella misura in cui affermano che il primo giudice non poteva fondare il suo assunto solo sulla mancanza, nel contratto successorio, di una clausola che vietasse esplicitamente le donazioni, gli appellanti hanno ragione. Il problema è di sapere pertanto se nel caso concreto esistano circostanze dalle quali sia possibile dedurre un impegno del disponente in tal senso. Gli appellanti sostengono che il testo stesso del contratto successorio conterrebbe l’impegno del defunto di non disporre dei suoi immobili in favore della moglie, essendosi questa impegnata, sottoscrivendo il contratto, ad accontentarsi del diritto di abitazione e a non accettare donazioni dal marito. L’argomentazione non può essere condivisa. Il contratto successorio del 1958 mirava a soddisfare due diverse aspettative: da un lato l’aspira-zione degli attori, figli di precedenti matrimoni del disponente, a conservare determinate proprietà fondiarie nel Comune di _ tra i “beni di famiglia” (immobile denominato “_ ”: doc. A, cifra II), dall’altro l’esigenza di ricompensare adeguatamente la quarta moglie per il suo sostegno finanziario (doc. A, cifra I; verbale di audizione di _ _, pag. 4). In questa prospettiva gli attori hanno agevolato la matrigna concedendole l’usufrutto su tutti i beni della successione, esclusa la proprietà “_ ”, e il diritto di abitazione sugli immobili di _. Come contropartita per la loro temporanea rinuncia a far valere la porzione legittima alla morte del padre (secondo il diritto successorio allora vigente), essi avrebbero beneficiato alla morte della matrigna dell’intera proprietà sui beni successori. Dal testo del contratto successorio non si evince tuttavia alcun elemento che avvalori un obbligo del padre degli attori di non disporre della particella n. _ (immobile denominato “_ ”), che non è menzionato nel testo, contrariamente a quello denominato “_ ”.
Il noto contratto contiene, di conseguenza, un’istituzione di erede in favore dei figli, ma non un impegno a lasciar loro un determinato patrimonio (
Escher
, op. cit., n. 6 ad art. 494 CC). Interpretando il contenuto del contratto si può giungere – se mai – alla conclusione che il disponente si era impegnato a non disporre dell’immobile denominato “_ ”, per il quale aveva stabilito regole particolari di divisione, attribuendolo al figlio piuttosto che alla figlia (cfr.
Piotet
, op. cit., § 28, pag. 181). Nulla nel contratto induce per contro a ritenere che le parti abbiano voluto impedire la donazione della rimanente sostanza immobiliare di _ a terzi o a una delle parti contraenti.
4.
La dottrina ammette invero che possono essere impugnate anche le donazioni eseguite in vista di eludere un contratto successorio (
Piotet
, loc. cit). Gli appellanti ribadiscono che la donazione di una parte essenziale dei beni oggetto del contratto a una contraente cui tali beni non erano destinati viola lo spirito del contratto stesso e le regole della buona fede. Una tesi siffatta presuppone però che l’oggetto del contratto sia noto e che lo si possa confrontare, nella sua entità, con l’oggetto della donazione immobiliare. Nel caso concreto ciò non è possibile, da un lato perché il noto contratto menziona esplicitamente solo l’immobile “_ ” e dall’altro perché tutto si ignora, non solo dei beni immobiliari proprietà del disponente al momento della stipulazione contrattuale di cui si prevalgono gli appellanti, ma anche dell’entità dell’asse successorio toccato agli attori. Dall’istruttoria emerge unicamente che al momento dell’apertura della successione di _ _ si contavano, oltre all’immo-bile particella n. _RFD _ (“_a”), diversi altri immobili nello stesso Comune (doc. 8). Non si può dunque affermare che la donazione avvenuta nel 1984 in favore della moglie (doc. B) sia lesiva degli impegni assunti nel contratto successorio del 1958. Gli attori, cui incombeva l’onere della prova (
Tuor
, op. cit., n. 18 ad art. 494 CC, pag. 285), non hanno dimostrato che la donazione di metà della particella n. _era incompatibile con il contratto successorio. Ne discende che, a prescindere dai motivi, la decisione del Pretore di respingere la petizione deve essere confermata.
5.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Visto l’esito del gravame, essi sono a carico degli attori, che dovranno rifondere ai convenuti un’adeguata indennità per ripetibili.