Decision ID: 344e4775-f69c-5166-bf49-df147753d3c2
Year: 2016
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
in fatto:
A.
La AP 1 ha commissionato il 18 novembre 2013
alla AO 1 opere da capomastro e di sottostruttura destinate a uno stabile posto sulla sua particella n. 145 RFD di _. Il contratto (“conferma d'ordine”) prevedeva un prezzo a corpo di fr. 155
088.– (IVA inclusa). In corso d'opera, il 2 giugno 2014, la AP 1 e la AO 1 hanno sottoscritto un accordo in cui la prima riconosceva la liquidazione allestita dalla seconda il 13 maggio 2014 per i lavori eseguiti fino al 30 aprile precedente (fr. 160
452.25, IVA inclusa) e si impegnava a versare il saldo di fr. 85
000.– in tre scaglioni entro scadenze fisse. Nell'accordo la AP 1 riconosceva inoltre di avere ordinato alla AO 1 un “maggior quantitativo acciaio d'armatura vedi liste ingegnere”, un “maggior quantitativo calcestruzzo”, la demolizione di una “vecchia soletta vedi bollettini n. 3734 + 3808 + 3807 controfirmati”, un “cassero d'armatura per successivo getto beton cellulare (85 m2)”, una “fornitura beton cellulare (24 m3)”, la “rimozione e sgombero potrelle d'acciaio da
vecchia soletta” ed “eventuali” altri lavori. Tali prestazioni, aggiun
tive rispetto al contratto del 18 novembre 2013, sarebbero state
pagate in natura dalla AP 1, restaurando e reimmatricolando tre automobili d'epoca (una _ per fr. 30
000.–,
una _ per fr. 5500.– e un'_ per fr. 6000.–).
B.
Il 23 luglio 2014 la AO 1 ha informato la AP 1 di avere concluso i lavori, accludendo una nuova liquidazione allestita il 22 luglio 2014 per fr. 227
880.95 complessivi, dolendosi di avere ricevuto solo fr. 80
000.– dei fr. 85
000.– pattuiti nell'accordo del 2 giugno 2014 e lamentando di non avere ancora potuto ritirare nemmeno la prima delle automobili restaurate. Con lettera del 27 ottobre 2014 essa ha poi diffidato la AP 1 a versare un saldo per le opere complessivamente eseguite, calcolato in fr. 92
880.95 sulla scorta della citata liquidazione, e a riconsegnare le tre automobili entro il 31 ottobre successivo. Il termine del 31 ottobre 2014 è decorso infruttuoso.
C.
La AO 1 si è rivolta il 4 novembre 2014 al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, chiedendo che sulla particella n. 145 RFD di _, fosse iscritta provvisoriamente in suo favore un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori per fr. 92
880.95 oltre interessi e che le fosse assegnato un termine di 90 giorni per promuovere la causa intesa all'iscrizione definitiva. Con decreto cautelare del 6 novembre 2014, emesso senza contraddittorio, il Pretore ha ordinato l'iscrizione provvisoria (inc. CA.2014.435). L'addebito delle spese (fr. 850.–) e delle ripetibili è stato rinviato alla decisione che sarebbe stata presa dopo il contraddittorio.
D.
Invitata a esprimersi per scritto, la AP 1 ha proposto il 10 dicembre 2014 di respingere l'istanza, sostenendo di dover versare alla AO 1, nella peggiore delle ipotesi, non più di fr. 5088.– e di non aver potuto ultimare il restauro delle tre auto d'epoca per colpa dell'istante medesima. La AO 1 ha replicato spontaneamente il 17 dicembre 2014, confermando l'istanza, ma riducendo l'ammontare dell'ipoteca richiesta a fr. 77
880.95 complessivi. La convenuta ha duplicato spontaneamente il 23 dicembre 2014, postulando una volta ancora il rigetto dell'istanza.
E.
Statuendo il 9 gennaio 2015, il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza, nel senso che ha confermato l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale iscritta senza contraddittorio fino a concorrenza di fr. 77
880.95 con interessi e ha impartito all'istante un termine di 30 giorni per promuovere la causa intesa all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale. Le spese processuali, compresa una tassa di giustizia di fr. 1200.–, sono state poste per un sesto a carico dell'istante per il resto a carico della AP 1, tenuta a rifondere all'istante fr. 2500.– per ripetibili ridotte.
F.
Contro la sentenza appena menzionata la AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 22 gennaio 2015 per ottenere che in riforma del giudizio impugnato l'istanza di iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale sia respinta. Nelle sue osservazioni dell'11 febbraio 2015 la AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerations:
Considerando
in diritto:
1.
L'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori
è trattata con la procedura sommaria degli art. 248 segg. CPC (art. 249 lett. d n. 5 CPC). Le decisioni del Pretore in tale materia sono appellabili perciò entro dieci giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10
000.–
“secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC).
In concreto tale presupposto è dato, ove appena si consideri l'ammontare dell'ipoteca legale rimasto controverso in prima sede (fr. 77
880.95).
Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, l
a decisione impugnata è pervenuta al
patrocinatore della convenuta
il 12 gennaio 2015 (attestazione Track & Trace agli atti n. _). Introdotto il 22 gennaio 2015, l'appello in esame è di conseguenza tempestivo.
2.
Nella sentenza impugnata il Pretore ha constatato che la tempestività dell'iscrizione nel registro fondiario non era contestata e che al 30 aprile 2014 l'istante aveva eseguito prestazioni per complessivi fr. 160
452.25, come la convenuta riconosceva nell'accordo del 2 giugno 2014. Quanto alle prestazioni fornite dopo di allora, l'istante aveva reso sufficientemente verosimile una pretesa di almeno fr. 41
500.–, pari al valore del restauro delle tre auto d'epoca. E siccome dalla liquidazione finale allestita il 22 luglio 2014 e inviata alla AP 1 il 29 luglio 2014 risultavano prestazioni complessivamente eseguite per fr. 227
880.95, dedotto quanto la AP 1 aveva versato (fr. 150
000.–) rimaneva una differenza impagata di
fr. 77
880.95. Ciò giustifica a un sommario esame – ha concluso il Pretore – l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale, mentre le contestazioni mosse dalla AP 1 all'ammontare del credito e alle modalità
di pagamento sarebbero state da esaminare nella causa di merito.
3.
L'appellante sostiene anzitutto di avere ricevuto la liquidazione finale del 22 luglio 2014 solo in corso di causa, liquidazione che sottolinea di avere prontamente contestato. Posto ciò, essa fa valere che il costo delle prestazioni eseguite dall'istante dopo il 30 aprile 2014 è di fr. 41
500.– al massimo, pari al valore delle controprestazioni ch'essa avrebbe dovuto fornire in natura (il restauro delle tre auto d'epoca). Avendo essa versato complessivi fr. 150
000.–, il saldo in favore dell'istante non poteva eccedere dunque fr. 51
925.25. Sta di fatto – prosegue l'appellante – che per l'ammontare di fr. 41
500.– l'ipoteca legale non poteva essere data, sia perché il restauro della _ è stato portato a termine (per il controvalore di fr. 30
000.–, salvo il collaudo che non è stato possibile eseguire per non avere la AO 1 consegnato la licenza di circolazione del mezzo) sia perché l'istante stessa ha rinunciato al restauro degli altri due veicoli. Restavano dunque da pagare – se mai – fr. 5452.25, cifra che tuttavia “è contestatissima anche nel merito”.
4.
Per ottenere dal giudice l'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale l'artigiano o imprenditore deve rendere verosimile la sua pretesa (art. 961 cpv. 3 CC e art. 76 cpv. 2 ORF). Per quanto riguarda l'ammontare del credito, in particolare, egli deve recare elementi idonei a far apparire attendibile l'entità della spettanza. La procedura essendo sommaria, il giudice non pone esigenze troppo severe al proposito; in caso di dubbio, egli ordina l'iscrizione provvisoria e rinvia la decisione sulla legittimità dell'ipoteca legale alla
decisione di merito (RtiD I-2015 pag. 897 consid. 5 con richiami di dottrina; da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2015.23
del 16 marzo 2016, consid. 6). Come questa Camera ha già avuto occasione di rilevare, ad ogni modo, per rendere verosimile una pretesa l'artigiano o imprenditore non può limitarsi a produrre documenti confezionati esclusivamente da lui medesimo o da
suoi ausiliari, a meno che il convenuto non li contesti (RtiD I-2004
pag. 614 n. 128c). Per alimentare un dubbio che giustifichi l'iscrizione provvisoria egli deve confortare tali atti anche con altri elementi. Ammettere il contrario significherebbe, all'atto pratico, iscrivere un'ipoteca legale – fosse solo provvisoria – in base a semplici affermazioni di parte.
5.
Nella misura in cui nega di avere ricevuto dalla AO 1
la liquidazione finale del 22 luglio 2014, l'appellante non può essere creduta. La liquidazione era acclusa alla lettera del 23 luglio 2014 che essa ha ritirato allo sportello postale di _ il 30 luglio 2014 (doc. N, ultimo foglio) ed essa non pretende che la missiva fosse priva dell'allegato. Comunque sia, la questione poco interessa ai fini del giudizio. Il solo fatto invero di non reagire a una liquidazione finale non equivale ad accettazione, come non equivale ad accettazione il solo fatto di non contestare una fattura inesatta o infondata (sentenza del Tribunale federale 4A_287/2015 del 22 luglio 2015, consid. 3.1, in: SJ 2016 I 60). Secondo giurisprudenza, una liquidazione finale indizia unicamente la fine dei lavori (RtiD I-2015 pag. 897 consid. 5b), ciò che nella fattispecie è fuori discussione. Nel caso specifico occorre esaminare invece se la pretesa che l'istante giustifica con la liquidazione finale del 22 luglio 2014 appaia verosimile.
6.
La mercede di fr. 160
452.25 complessivi esposta dalla AO 1 per le opere svolte fino al 30 aprile 2014 è riconosciuta dalla AP 1, tanto nel noto accordo del 2 giugno 2014 quanto nell'appello (pag. 4 in alto). E la convenuta riconosce altresì di avere corrisposto alla AO 1 non più di fr. 150
000.– complessivi in sei rate (doc. 4). Rimangono impagati dunque fr. 10
452.25 e non solo fr. 5452.15 come l'interessata tenta di far credere nell'appello (pag. 4). Ora, per le opere svolte fino al 30 aprile 2014 l'appellante stessa ammette che “il diritto all'ipoteca legale provvisoria è dato” (memoriale, pag. 4 punto 5, 4
a
riga). Che poi l'ammontare della pretesa sia controverso è una questione che andrà esaminata nel merito e che trascende i limiti di un giudizio meramente sommario come quello che presiede all'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale (sopra, consid. 1). Resta da verificare, precisato ciò, se la liquidazione finale del 22 luglio 2014 renda sufficientemente verosimile il credito dell'istante per le prestazioni fornite dopo il 30 aprile 2014.
7.
Le prestazioni successive al 30 aprile 2014 sono quelle formanti oggetto dell'accordo intercorso il 2 giugno 2014 (doc. K). L'appellante adduce che la retribuzione della AO 1 per tali opere non può essere superiore al controvalore del restauro delle tre auto d'epoca (“Tutti i lavori non facenti parte della conferma d'ordine del 18 novembre 2013 saranno rimunerati dalla AP 1 in scambio di lavori”: doc. K, pag. 2 in alto). L'istante giustifica invece l'ammontare della mercede con la
liquidazione finale da essa allestita il 22 luglio 2014 (doc. N, 3° fo
glio). Al momento in cui quei lavori sono stati commissionati non risulta però che la mercede dell'istante sia
stata determinata. L'accordo del 2 giugno 2014, redatto dall'istan
te medesima, si limitava a prevedere – come ribadisce la convenuta – che “tutti i lavori non facenti parte della conferma d'ordine del 18 novembre 2013 saranno rimunerati dalla AP 1 in scambio di lavori”. E l'unico lavoro cui sia attribuito un valore nell'accordo prodotto dalla AO 1 è il restauro della _, stimato fr. 30
000.–. Solo sull'esemplare dell'accordo prodotto dalla AP 1 (doc. 14) figurano anche, manoscritti, il valore attribuito al restauro della _ (fr. 5500.–) e al restauro della _ (fr. 6000.–). Né
l'istante censura tali annotazioni di falso. Per lo meno a un sommario esame, di conseguenza, le prestazioni fornite dalla AO 1 dopo il 30 aprile 2014 implicavano controprestazioni da parte della AP 1 per complessivi fr. 41
500.–.
8.
In conformità a quali intese la AO 1 abbia fissato il proprio compenso per le prestazioni eseguite dopo il 30 aprile 2014 in fr. 67
428.70 (fr. 227
880.95 della liquidazione 22 luglio 2014 meno fr. 160
452.25 pattuiti per quanto svolto prima di allora) non è dato di comprendere. E contrariamente all'opinione del Pretore una cifra fatta valere sulla sola scorta di un documento confezionato unilateralmente da una parte – e contestato dall'altra – non basta per rendere una pretesa verosimile (sopra, consid. 4 in fine). D'altro lato non può reputarsi sufficientemente verosimile nemmeno l'obiezione della convenuta, la quale pretende di avere adempiuto i propri obblighi e di non dovere più nulla all'istante dei fr. 41
500.– per i lavori successivi al 30 aprile 2014. Certo, può darsi che il restauro della _ sia terminato (doc. 12 e 13), ma l'automobile risulta tuttora in possesso della convenuta. Può darsi altresì che l'istante abbia rinunciato al restauro degli altri due veicoli, ma la questione è tutt'altro che chiara. Argomentazioni siffatte andranno vagliate dal giudice di merito.
9.
Se ne conclude che l'istante ha reso verosimile la sua pretesa fino a concorrenza di fr. 51
952.25: fr. 10
452.25 per quanto eseguito fino al 30 aprile 2014 (sopra, consid. 6) e fr. 41
500.– per quanto eseguito in seguito (sopra, consid. 7 e 8). L'appello merita così parziale accoglimento, nel senso che l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale decretata dal Pretore senza contraddittorio per fr. 92
880.95 va ridotta a fr. 51
952.25. La decorrenza degli interessi moratori, dal 1° novembre 2014, non è contestata.
10.
Le spese dell'attuale giudizio seguono il vicendevole grado di soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). L'appellante ottiene causa vinta per circa un terzo (fr. 25
928.70 su fr. 77
880.95), ma soccombe per il resto. Gli oneri processuali vanno quindi a suo carico per due terzi, con obbligo di rifondere all'istante un'equa indennità per ripetibili (ridotte a un terzo: I CCA, sentenza inc. 11.2015.45 del 25 aprile 2016, consid. 3b con rinvii di dottrina; analogamente:
Messmer/Imboden
, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivilsachen, Zurigo 1992, pag. 37 nota 29 a piè di pagina). L'esito del giudizio odierno si riflette anche sulle spese e le ripetibili di primo grado, l'istante risultando
vittoriosa dinanzi al Pretore per non più di cinque noni (fr. 51
952.25
rispetto alla richiesta iniziale di fr. 92
880.95), di modo che il dispositivo della decisione impugnata va modificato in tal senso e l'indennità per ripetibili ridotta a un nono (loc. cit.).
11.
Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso (fr. 77 880.95.–: sopra, consid. 1) raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30
000.– nella prospettiva dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. È necessario evitare nondimeno che il pronunciato in appresso venga immediatamente eseguito e che l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale sia irrimediabilmente ridotta nel suo ammontare prima che l'istante possa ottenere il conferimento dell'effetto sospensivo a
un eventuale ricorso in materia civile al Tribunale federale (I CCA,
sentenza inc. 11.2014.63 del 23 dicembre 2015, consid. 11). Il dispositivo n. I sarà quindi dichiarato esecutivo (a norma dell'art. 336 cpv. 2 CPC) e comunicato all'ufficiale del registro fondiario solo quando il termine d'impugnazione sarà decorso.