Decision ID: d9c32cd5-52c5-5572-b54f-ebabb55d1b14
Year: 2001
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
ritenuto,
in fatto
1.1. In data 12 luglio 1999, _ - alle dipendenze della ditta _ in qualità di operaio e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'_ - ha riportato un trauma contusivo/distorsivo al ginocchio destro, durante un incontro di calcio (cfr. doc. _).
1.2. Nel corso del mese di ottobre 1999, il summenzionato datore di lavoro ha annunciato all'assicuratore LAINF una ricaduta dell'evento del 12 luglio 1999 (cfr. doc. _).
Il dottor _, spec. FMH in chirurgia, privatamente consultato da _, ha fatto stato di "... versamenti recidivanti
e impossibilità di E/F complete, fastidio se si accovaccia. Ha dolori sotto sforzo a livello superolat. ..." (doc. _).
In data 17 dicembre 1999, l'assicurato è stato sottoposto ad una risonanza magnetica presso la Clinica _, esame che ha permesso d'accertare una lesione del menisco laterale, alterazioni degenerative sia di tipo osseo che cartilagineo, a livello del compartimento laterale, nonché una tendinosi del legamento rotuleo, ganglio del compartimento anteriore (cfr. doc. _).
1.3. Sentito il parere del proprio medico di circondario, l'_, con decisione formale 27 gennaio 2000, ha negato la propria responsabilità a dipendenza dei disturbi al ginocchio destro, affermando che essi non si troverebbero in una relazione di causalità sicura o almeno probabile con l'infortunio del 12 luglio 1999 (cfr. doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. _), l'Istituto assicuratore, in data 7 marzo 2000, ha sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). In particolare, l'_ ha dichiarato inapplicabile l'art. 9 cpv. 2 lett. c OAINF, giacché "... il danno al ginocchio destro necessitante di cure mediche (artroscopia) presentato dall'assicurato è di natura indubbiamente degenerativa (cfr. doc. _).
1.4. In data 13 maggio 2000, l'assicurato si è sottoposto, presso la Casa di cura _, ad un intervento artroscopico al ginocchio destro, con meniscectomia parziale del menisco laterale ed una condroplastica con microfratture della lesione condrale del condilo femorale laterale (cfr. doc. _).
1.5. Con tempestivo ricorso 29 maggio 2000, _, patrocinato dal Sindacato _, ha chiesto che l'_ venga condannato ad assumere le cure mediche, l'intervento chirurgico, la fisioterapia e l'indennità giornaliera perdita di salario, oltre che tutte le prestazioni dovute alle conseguenze dei diversi infortuni subiti dal signor _ al ginocchio destro, l'ultimo dei quali risale al 12 luglio 1999" (cfr. I, p. 8).
Queste, in particolare, le considerazioni espresse dall'insorgente a sostegno delle proprie pretese ricorsuali:
"
(...).
È certo però che la _ disposta nel 1999 è chiara, nella misura in cui è stata riscontrata una rottura orizzontale della porzione intermedia del menisco laterale, il cui corno anteriore risultava diffusamente degenerato (doc. _).
Il medico di circondario _ ha subito escluso, come più sopra esposto, qualsiasi responsabilità a carico della _, sulla base del fatto che il menisco appariva degenerato.
Tale degenerazione, a suo dire, si sarebbe sviluppata recentemente.
Il medico di circondario non ha comunque valutato che nella fattispecie la rottura orizzontale della porzione intermedia del menisco laterale
deve essere considerata una lesione corporale parificabile ai postumi dell'infortunio
, conformemente all'art. 9 cpv. 2 OAINF, poiché tale porzione,
comunque
, non è compresa nella parte del menisco del signor _ diffusamente degenerata.
Il disegno redatto dal Dr. _ sul doc. _ è esplicativo, laddove si comprende chiaramente che solo una parte del menisco risultava essere degenerata, mente quella porzione intermedia, interessata dalla rottura orizzontale, non lo era.
Ciò è già sufficiente per sostenere che la _ avrebbe dovuto riconoscere le spese relative all'artroscopia, alle indennità giornaliere, ecc.
... Rimaneva ancora da stabilire qual era l'origine della degenerazione del corno anteriore del menisco.
A differenza del medico di circondario _, il Dr. _ già alla prima visita si è espresso in maniera puntuale e precisa: la lesione del menisco laterale non era stata a suo tempo diagnosticata.
Disponeva allora per un intervento chirurgico in artroscopia, che veniva eseguito il 18 maggio 2000. Si allega la cartella clinica (doc. _).
Il Dr. _ aveva visto giusto, come risulta dal certificato redatto il 24 maggio 2000 (doc. _), dove recita: "
ritengo che il trauma in oggetto abbia prodotto la lesione meniscale che, misconosciuta, ha determinato il progressivo aggravarsi della contropatia. Lo stato attuale è quello di un ginocchio destro meniscectomizzato parzialmente, con una condropatia che potrebbe richiedere ulteriori interventi chirurgici
".
In altre parole, la rottura misconosciuta del menisco, in quanto non curata, ha causato la degenerazione del menisco stesso e, quindi, la condropatia.
Il signor _ riferisce che lo specialista gli ha illustrato verbalmente un esempio assai calzante ed esaustivo: la rottura del menisco, in quanto non diagnosticata, ha comportato al ginocchio gli stessi danni che deriverebbero da un sassolino vagante in un ingranaggio, che forzatamente con l'andare del tempo si deteriorerebbe.
... Il ricorrente sostiene che il danno alla salute è
integralmente
conseguenza degli infortuni subiti in questi anni, tuttavia, va sottolineato che la _ nella fattispecie
ha deliberato, senza considerare l'art. 36 LAINF, secondo cui i rimborsi delle spese, le indennità giornaliere e gli assegni per grandi invalidi
non sono ridotti
(anche) se il danno alla salute fosse
solo in parte
conseguenza degli infortuni.
Si è limitata a sostenere che in pochi mesi sarebbe insorto un fenomeno degenerativo, senza indicarne la causalità.
La _ non ha proceduto ad una vera e propria diagnosi, che illustri i motivi per i quali in pochi mesi si sarebbero sviluppate delle alterazioni di tipo degenerativo al ginocchio destro del signor _.
Perché non venga applicato il chiaro disposto dell'art. 36 cpv. 1 della LAINF, la _ deve invece dimostrare che il danno non è
nemmeno in parte
conseguenza degli infortuni assicurati.
In realtà la valutazione medica del Dr. _ ci conduce a poter concludere che il danno fisico patito dal signor _ è a carico della _, in quanto esclusiva conseguenza d'infortunio o, in via subordinata, almeno in parte conseguenza di traumi (art. 36 cpv. 1 LAINF).
Visti gli infortuni occorsi allo stesso ginocchio negli anni precedenti e, tenuto conto anche che a seguito di uno di questi infortuni era già stata disposta un'artroscopia, a cui peraltro si rinunciò, la conclusione sopra indicata rispetta indubbiamente il criterio della verosimiglianza preponderante, applicabile all'apprezzamento delle prove nel diritto delle assicurazioni sociali (DTF 114 V 305, 116 V 136).
Inoltre, già la rottura orizzontale della porzione intermedia del menisco laterale (cioè una delle due lacerazioni del menisco) avrebbe giustificato senza discussioni la presa a carico della _ ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 lett. c) OAINF, in quanto non interessava nemmeno la parte degenerata in seguito al misconoscimento della precedente ulteriore rottura
"
(I).
1.6. In data 30 agosto 2000, l'Istituto assicuratore convenuto ha chiesto al TCA il benestare per disporre direttamente un esame di risonanza magnetica del ginocchio destro (cfr. VII).
Il suddetto accertamento è stato eseguito il 17 novembre 2000 presso il Reparto di radiologia diagnostica e interventistica dell'Ospedale regionale di _ (doc. _).
1.7. L'_, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. XII).
1.8. _, in replica, ha prodotto il certificato 21 febbraio 2001 del dottor _ (doc. _) ed ha, inoltre, osservato quanto segue:
"
(...).
Occorre innanzitutto rilevare che la giurisprudenza citata dalla _, in ordine all'articolo 9 cpv. 2 OAINF, appare superata.
Si riferisce, infatti, al vecchio testo dell'articolo sopraccitato.
L'attuale articolo 9 OAINF è stato introdotto nel 1998, con un testo assai diverso rispetto al precedente. In particolare, le lesioni elencate al capoverso 2 sono equiparate all'infortunio, anche se non dovute ad un fattore esterno straordinario,
se non attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi
.
Orbene, nel caso in esame, è la _, affinché possa rifiutare di concedere le prestazioni, che deve dimostrare che la lacerazione del menisco sia da attribuire
indubbiamente
a una malattia o a fenomeni degenerativi.
Non è nostra competenza addentrarci nelle valutazioni mediche del Dr. _, tuttavia si vorrebbe evitare di prendere visione di polemiche, come quelle contenute nell'apprezzamento medico del 12 dicembre 2000, rivolte nei confronti di colleghi medici, anzi di medici chirurghi, che esercitano con successo la loro difficile professione, anche nell'ambito di discipline sportive professionistiche.
L'incarico ufficiale presso una società sportiva professionistica costituisce, infatti, a nostro modo di vedere un chiaro riconoscimento della professionalità del Dr. _.
Ugualmente ci appare contestabile, priva del benché minimo suffragio probatorio e quindi assolutamente velleitaria, l'asserzione secondo cui "
se ci fosse stata una lesione meniscale traumatica nel 1997, il signor _ non avrebbe rifiutato l'esame artroscopico
".
Il Dr._, infatti, non dispone di alcuna base concreta per poter argomentare una siffatta tesi.
Semplicemente, allora, il ricorrente fu invitato dal proprio medico curante di evitare l'intervento chirurgico e le sempre possibili complicazioni, visto che i dolori stavano lentamente regredendo.
Si presenta quindi il certificato medico 21 febbraio 2001 del Dr. _ (doc
. _), dal quale si evince che la lesione sofferta dal ricorrente è intervenuta in una zona sana del menisco e, quindi, da reputare di origine traumatica.
Evidenziamo, per quanto più sopra esposto e in relazione a quanto indicheremo più oltre che non è necessaria la prova dell'origine traumatica, perché il caso venga assunto dalla _, conformemente all'art. 9 cpv. 2 OAINF.
Quanto sostenuto dal Dr. _ depone senz'altro per escludere l'esistenza di un'indubbia origine degenerativa della lesione riportata dal signor _.
Il ricorrente, comunque, come peraltro consigliatogli dal Dr. _, chiede di essere sottoposto ad una perizia universitaria neutra, nell'ipotesi in cui il Tribunale ritenga di non disporre di sufficienti elementi probatori.
Per il resto, si ribadisce quanto contenuto nello scritto OCST del 17 gennaio 2001.
In particolare, abbiamo preso atto della risposta di causa che la _ intende persistere con la tesi della malattia degenerativa, partendo dal presupposto che l'evento del 12 luglio 1999 sia stato banale.
La realtà è ben diversa visto che la stessa _ riconosce che ci furono altri infortuni, che hanno interessato lo stesso ginocchio negli anni precedenti.
In un primo tempo, sembrava che gli esami diagnostici disposti in seguito all'infortunio del 1996 fossero addirittura andati persi.
Fortunatamente, dalla risposta di causa, si evince al punto 4) che
finalmente le lastre eseguite a suo tempo sono state recuperate.
Controparte arriva a sostenere che nel ricorso 29 maggio 2000 si sarebbe fatto valere solamente il capoverso 2 dell'art. 9 OAINF, mentre in realtà è stato richiamato anche il cpv. 1 del medesimo articolo, oltre all'art. 36 cpv. 1 LAINF.
Intendiamo in particolare disquisire sul punto 5) della risposta di causa, nella misura in cui, a nostro giudizio, controparte stravolge la portata dell'articolo 9 OAINF che ha invece un tenore chiaro: le lesioni ivi elencate sono equiparate all'infortunio,
se non attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi.
L'onere della prova è a carico della _ e non ci sembra assolutamente che sia stata provata la natura morbosa dell'affezione che avrebbe subito il signor _.
Anzi, il dottor _ ne certifica l'origine traumatica.
Dagli stessi esami diagnostici, precedentemente disposti dalla _ allo stesso arto infortunato, non può non risultare che il signor _
non soffre a causa di
un non meglio precisato logorio/malattia.
Premesso quanto sopra, si chiede che venga disposto che la _ si faccia carico dell'intervento chirurgico, delle spese relative, riconoscendo anche l'indennità giornaliera fino a conclusione della convalescenza, oltre alle ripetibili
"
(XX).
1.9. In duplica, l'assicuratore LAINF si è essenzialmente riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr. XXIII).

Considerations:
in diritto
2.1. L'oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se l'Istituto assicuratore convenuto è o meno tenuto a riconoscere la propria responsabilità relativamente ai disturbi accusati da _ a livello del ginocchio destro.
2.2. Giusta l'art. 9 cpv. 1 OAINF, per infortunio si intende l'azione repentina, involontaria e lesiva che colpisce il corpo umano, dovuta a un fattore esterno straordinario.
Gli assicuratori contro gli infortuni devono corrispondere le proprie prestazioni anche per le lesioni corporali esaustivamente enumerate all'art. 9 cpv. 2 lett. a-h OAINF (nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997, applicabile,
in casu,
in forza dell’art. 147a OAINF [cfr. DTF 123 V 71 consid. 2 e riferimenti ivi menzionati]), a condizione che esse non siano attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi.
Le lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI 1988 U57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto o an
omalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in RDAT II-1991, p. 477ss.). Necessario è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U385, p. 268 e A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996, p. 87 in fine).
Uno stato degenerativo o patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder degenerativen Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi menzionati).
In una sentenza del 5 giugno 2001 nella causa I., U 398/00, la nostra Corte federale ha stabilito che i principi di cui alla DTF 123 V 43 continuano ad essere validi anche dopo la modifica dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, entrata in vigore il 1° gennaio 1998, osservando, fra l'altro, quanto segue:
"
Das mit Art. 6 Abs. 2 UVG verfolgte und in Art. 9 Abs. 2 UVV ausgeführte Regelungsziel bringt notwendigerweise eine Verlagerung der Leistungspflicht von der Kranken- in die Unfallversicherung mit sich. Diese Folge haben Gesetz- und Verordnungsgeber bewusst in Kauf genommen, um die mit dem früheren Ausschluss unfallähnlicher Körperschädigungen von der obligatorischen Unfallversicherung verbundene Problematik der Ausscheidung der Unfall- von den Krankheitsfolgen in den, medizinisch gesehen, häufigsten Gemenglagen unfall-/krankheitsmässiger Einwirkungen zu vermeiden. Die von der _ eingenommene Haltung führt demgegenüber wieder dazu, dass in praktisch jedem Fall, da sich einer der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Tatbestände sachverhaltlich ereignet - also eine der dort erwähnten Gesundheitsschädigungen eintritt - wieder die Abklärung an die Hand genommen werden müsste, ob eine "eindeutige" krankheits- oder degenerativ bedingte Verursachung vorliegt. Diese Betrachtungsweise trägt den tatsächlichen medizinischen Gegebenheiten nicht Rechnung: Ohne dass sich ein Unfallereignis im Sinne von Art. 9 Abs. 1 UVV ereignet, sind bei Eintritt eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Gesundheitsschäden praktisch immer Krankheits- und/oder degenerative (Teil-)Ursachen im Spiel"
(STFA succitata, consid. 2c).
Questa giurisprudenza è successivamente stata confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STFA 27.6.2001 nella causa S., U 127/00 e 27.6.2001 nella causa S., U 158/00).
2.3. In concreto, la lite fra le parti è sostanzialmente incentrata
sulla questione a sapere se la lesione meniscale (rottura orizzontale della porzione intermedia del menisco laterale) di cui ha sofferto l'assicurato, aveva o meno un'eziologia esclusivamente degenerativa.
Le tesi contrapposte sono supportate dalle valutazioni del dottor _, rispettivamente, dal dottor _.
In effetti, il medico di circondario dell'_, in data 21 gennaio 2000, ha dichiarato quanto segue:
"
L'assicurato presenta una diffusa degenerazione di tutte le parti del menisco laterale, con iniziale formazione gangliare in zona intermedia, del diametro di circa 1/2 cm. Probabilmente partendo da un cleavage orizzontale.
Con questo combaciano delle alterazioni condropatiche della struttura cartilaginea a livello del condilo ed emipiatto tibiali laterali. In più è riconoscibile un ganglio o recesso capsulare in zona centrale del compartimento anteriore (corpo di Hoffa), mentre non sono riconoscibili delle alterazioni post-traumatiche in corrispondenza del legamento rotuleo.
Il corno posteriore del menisco mediale in una localizzazione evidenzia un'iniziale fessurazione, anche orizzontale, zona descritta disomogenea già nel 1997.
Trattasi complessivamente di alterazioni indubbiamente di natura degenerativa, d'altronde dell'età di solo qualche mese
.
Non può quindi essere stabilito un nesso causale diretto fra lo "scontro" calcistico del luglio 1999 e la patologia rivelata con un secondo esame di RM (prima indagine già effettuata nel 1997, "ricaduta" allora già rifiutata).
In questo contesto sia menzionato un'iniziale osteofitosi reattiva al bordo mediale del condilo femorale esterno, ben visibile sia radiologicamente sia spinecotomograficamente
"
(doc.
_ - la sottolineatura è del redattore).
D'altro canto, il dottor _ - medico privatamente consultato da _ - ha espresso le seguenti considerazioni a proposito della natura del danno meniscale lamentato dall'assicurato:
"
Ho in cura il paziente a margine per un problema al ginocchio ds.
È stato operato dal collega Dott. _ per una lesione meniscale della parte intermedia laterale, intervento che la _ aveva rifiutato di prendere a carico (questa è la ragione per cui l'intervento ha dovuto essere effettuato in Italia).
Dagli incarti messimi a disposizione sia dal paziente che dalla _ e soprattutto sentendo il collega Dott. _ (a lungo mio assistente e che praticamente ha imparato la tecnica dell'artroscopia a Lugano) mi risulta che sì c'è una degenerazione a livello del corno anteriore del menisco laterale, come sovente in leggero sovraccarico esterno, ma che la lesione a lembo della parte intermedia della quale soffriva il paziente e che aveva portato ai disturbi è intervenuta in una zona sana del menisco e quindi da reputare di origine traumatica (lesione a lembo tipica in questo caso
).
Sostengo dunque che il caso, almeno per quanto concerne questa lesione meniscale della parte intermedia, debba essere considerato come esito post-traumatico e quindi la lesione debba essere presa a carico della _.
Le dichiarazioni del Dott. _ sui menischi degenerati sono sicuramente giuste ma il fatto è che la lesione a lembo è avvenuta in una parte sana, come dimostrato radiologicamente
"
(doc. _ - la sottolineatura è del redattore; cfr., pure, il doc. _).
2.4. _, in data 12 luglio 1999, ha riportato un trauma distorsivo/contusivo al ginocchio destro, in occasione
di uno scontro con un avversario nel corso di una partita di calcio.
Da lì in poi, l'assicurato ha accusato dei ripetuti versamenti sotto sforzo, accompagnati da una funzionalità limitata dell'articolazione (cfr. cartella clinica acclusa al doc. _).
Considerata la persistenza della sintomatologia - dietro consiglio del dottor _ (cfr. doc. _) - l'insorgente, nel corso del mese di dicembre 1999, è stato sottoposto ad un esame di risonanza magnetica presso la Clinica _, indagine che ha permesso di mettere in luce, fra l'altro, una rottura orizzontale della porzione intermedia del menisco laterale (cfr. doc. _). Nel mese di maggio 2000, è stata eseguita un'operazione artroscopica, che ha consentito di confermare l'esistenza della suddetta lesione meniscale (cfr. referto operatorio 18.5.2000 del dottor _ - doc. _).
Sulla scorta di quanto precede, lo scrivente TCA
considera provato, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2
, 121 V 6 consid. 3b, 47 consid. 2a, 208 consid. 6b; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338), che l'evento del 12 luglio 1999 abbia provocato la diagnosticata lesione meniscale - la quale, pacificamente, cade sotto l'art. 9 cpv. 2 lett. c OAINF - perlomeno quale fattore scatenante.
Del resto, ciò è stato esplicitamente riconosciuto dall'_ stesso, in sede di risposta di causa
(cfr. XII, p. 4: "È quindi chiaro che la lesione subentrata il 12.7.1999 al ginocchio destro del ricorrente ...").
È così dato l'evento esterno
.
Ritenuto che anche gli altri elementi costitutivi di una lesione corporale parificata ai postumi d'infortunio (ossia la repentinità nonché l'azione involontaria e lesiva che colpisce il corpo umano) sono,
in casu
, senz'altro soddisfatti, va ammesso l'obbligo contributivo di principio dell'Istituto assicuratore convenuto.
Il fatto che _
presentasse un preesistente stato patologico a livello del ginocchio destro, è qui del tutto irrilevante. In effetti, secondo la giurisprudenza federale, le affezioni menzionate all'art. 9 cpv. 2 OAINF devono essere assimilate ad infortunio,
anche se la loro causa prima è da ricercarsi, in tutto od in parte, ad una malattia o a fenomeni degenerativi
(cfr. DTF 123 V 45 consid. 2b e riferimenti ivi citati, nonché la STFA 5.6.2001 summenzionata).
Per concludere, si rileva che il riferimento fatto dall'_ alla sentenza del 29 novembre 2000 nella causa D., 35.2000._ di questa Corte, non è pertinente, trattandosi di una fattispecie essenzialmente diversa da quella ora sub judice. In effetti, in quel caso, il TCA aveva negato la presenza di una lesione parificata ai postumi d'infortunio, siccome l'assicurato non era stato in grado di segnalare alcun specifico episodio concernente il ginocchio leso.
Lo stesso discorso, d'altronde, vale pure per le pronunzie del 9 luglio 1997 nella causa C.M.H., 35.1997._ e del 13 gennaio 1999 nella causa S., 35.1998._, richiamate sempre dall'Istituto assicuratore convenuto (cfr. XII, p. 6 in fine).