Decision ID: 6fe90422-12d4-5299-9c40-47c27a505a3c
Year: 2010
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 5 aprile 2000 _ ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell'opposizione interposta da _ al PE sopra menzionato notificatole per l'incasso di fr. 6'240.- corrispondenti alla pigioni rimaste insolute per la locazione di un appartamento e di un posteggio di sua proprietà nel Comune di _ per i mesi da dicembre 1999 a febbraio 2000;
che con il querelato giudizio il primo giudice, accertata la presenza agli atti di un valido riconoscimento di debito nel contratto di locazione sottoscritto dalle parti il 24 agosto 1999 al quale l'escussa, assente al contraddittorio, non ha opposto nessuna valida eccezione, ha accolto l'istanza limitatamente all'importo di fr. 2'737.50 oltre interessi (fr. 6'240.- oltre interessi, dedotto il deposito di garanzia di fr. 3'600.-);
che con allegato 30 maggio 2000 _ si duole sostanzialmente della lesione del suo diritto di essere sentita per non aver potuto partecipare al contraddittorio essendo stata respinta la sua richiesta di rinvio dell'udienza in quanto assente dal proprio domicilio;
che giusta l’art. 327 lett. e CPC, disposto che censura la violazione del diritto di essere sentito garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost., una sentenza del giudice di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le proprie ragioni;
che nel caso concreto la ricorrente non contesta l'avvenuta regolare notifica dell'ordinanza 18 maggio 2000 con la quale il Pretore ha respinto la sua seconda richiesta di rinvio dell'udienza, bensì il fatto stesso che questa sua richiesta sia stata respinta e che non abbia potuto prenderne conoscenza tempestivamente poiché assente dal proprio domicilio per motivi di lavoro;
che qualora la parte o il suo rappresentante, sia impossibilitata per motivi gravi di partecipare all’udienza, essa può chiederne il rinvio (art. 136 cpv. 1 CPC);
che la richiesta di rinvio dell’udienza, oltre a dover essere fondata su un motivo grave, deve essere tempestiva così da permettere al giudice di determinarsi sulla fondatezza dei motivi addotti e, in caso di accoglimento della domanda, notificare in tempo utile alla controparte il rinvio dell’udienza (
Cocchi/ Trezzini
, CPC-TI, ad art. 136, m. 7);
che la concessione del rinvio di un’udienza è in ogni caso facoltà riservata al giudice il cui rifiuto non può costituire violazione del diritto di essere sentito della parte, salvo casi eccezionali;
che nel caso di specie la decisione del Pretore di respingere la seconda richiesta di rinvio dell'udienza non configura un caso eccezionale tale da costituire una violazione del diritto di essere sentita della ricorrente;
che infatti la convenuta era a conoscenza della nuova fissazione d'udienza per il 23 maggio 2000 già dal mese di aprile (la citazione è del 21 aprile 2000), periodo durante il quale non sostiene di essere stata assente dal proprio domicilio;
che quindi ella avrebbe potuto e dovuto organizzarsi in modo da assicurare la propria partecipazione al contraddittorio o quantomeno chiedere già allora il rinvio dell'udienza;
che a tal proposito la ricorrente né afferma, né ha mai sostenuto che il motivo addotto a sostegno del secondo preteso rinvio le sia stato ignoto al momento della prima analoga istanza;
che in ogni caso, il fatto di aver appreso della mancata concessione del rinvio dell'udienza solo contemporaneamente al ricevimento della sentenza non può essere addebitato al Pretore, bensì alla ricorrente medesima che non poteva considerare scontato l'esito della sua richiesta di rinvio;
che ad ogni buon conto -come rettamente rilevato dal primo giudice- essa ha omesso di provare la sussistenza del motivo di rinvio, mentre la giurisprudenza considera insufficiente la semplice comunicazione della parte "d'essere assente all'estero per motivi professionali" (
Cocchi / Trezzini
, op. cit., ad art. 136, m. 6);
che di conseguenza il diritto fondamentale della ricorrente di essere sentita non è stato violato e il ricorso, fondato esclusivamente su questa censura, non può essere accolto;
che giusta l’art. 313 bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione in virtù del rinvio di cui all’art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere con la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente infondato;

Considerations: