Decision ID: a6bd2d25-44c7-4ab8-86be-c6fbd6ad4a13
Year: 2021
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_005
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
I. Ritenuto in fatto:
1. A._ è proprietaria dei fondi n. C._ e D._ a
B._, in zona E._. Su ciascuno dei due fondi si trova un
edificio (n. ass. 2-104 e 2-103 [qui di seguito: edificio n. 103 risp. 104]).
2. Con decisione del 1° luglio 2020, comunicata il 3 luglio 2020, il Municipio
del Comune di B._ ha ordinato a A._ diverse misure di
ripristino (da effettuare entro 30 giorni dalla crescita in giudicato della
decisione) riguardo ai lavori eseguiti abusivamente sui fondi n.
C._ e D._, ossia l'allontanamento del materiale di
costruzione depositato su detti fondi, la demolizione della baracca in legno
sul fondo n. C._ e il ripristino del terreno al suo livello naturale, la
demolizione del caminetto/forno sul fondo n. D._ e il ripristino del
terreno al suo livello naturale, la rimozione della pavimentazione in lastre
di cemento sul fondo n. D._ e il ripristino del terreno al suo livello
naturale, la demolizione della tettoia laterale all'edificio sul fondo n.
D._ e il ripristino del terreno al suo livello naturale nonché la
demolizione della legnaia sul fondo n. D._ e il ripristino del terreno
al suo livello naturale. Questa decisione è passata in giudicato senza
impugnazione.
3. Visto che entro il termine assegnato le misure di ripristino non erano state
eseguite, il Comune ha proceduto d'ufficio al ripristino dello stato di
legalità. A tale scopo il Comune ha richiesto delle offerte a due ditte. Con
scritto del 10 maggio 2021 il Comune ha informato A._ di voler
deliberare i lavori di ripristino alla ditta con la miglior offerta per l'importo di
CHF 16'500.00, assegnandole un termine di 10 giorni dalla ricezione per
l'inoltro di eventuali osservazioni. Il Comune segnalava che una volta
scaduto il termine avrebbe proceduto alla delibera dei lavori accollandole
le relative spese. Inoltre, il Comune la sollecitava a sospendere qualsiasi
lavoro non autorizzato sui fondi n. C._ e D._.
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4. In risposta a questo scritto, il 14 maggio 2021 A._ ha comunicato
al Comune di non comprenderne l'obiettivo e gli ha pregato di rivolgersi
d'ora in poi al suo avvocato.
5. Con lettera del 17 maggio 2021 l'avvocato di A._ ha chiesto al
Municipio se era possibile prevedere un incontro, eventualmente in
sopralluogo, per verificare i lavori a suo carico e le modalità di esecuzione.
6. Nello scritto del 28 maggio 2021 il Municipio ha comunicato di non ritenere
necessario un ulteriore incontro, visti gli eventi passati e visto che la
decisione di ripristino cresciuta in giudicata conterrebbe dettagliatamente
le relative misure. Pertanto, il Comune segnalava che avrebbe proceduto
con la delibera e l'esecuzione dei lavori come indicato nella decisione del
10 maggio 2021.
7. Con e-mail del 10 giugno 2021 il legale ha informato il Comune che i lavori
di ripristino delle opere dichiarate abusive sui mappali n. C._ e
D._ sarebbero in corso. Egli chiedeva pertanto di sospendere la
procedura di delibera dei lavori a terzi. In più, chiedeva di trasmettergli una
copia delle licenze edilizie rilasciate dal Comune a A._ per i
suddetti immobili.
8. Con scritto di accertamento del 7 luglio 2021 il Comune ha constatato che
in seguito a verifica presso le parcelle n. C._ e D._ i lavori
di ripristino delle opere abusive non sarebbero state eseguiti come
previsto nel decreto di ripristino del 1° luglio 2020 e nelle decisioni del 26
giugno 2019 (concernente l'approvazione della domanda di costruzione in
sanatoria del 27 gennaio 2018 per l'edificazione del fondo n. D._
a determinate condizioni e con ordini di rimozione di opere illegali).
9. Con decreto del 12 luglio 2021 il Comune ha deciso di assegnare i lavori
di ripristino decretati nella decisione del 1° luglio 2020 a un'impresa edile
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della regione per l'importo di CHF 16'500.00 a carico di A._. Il
Comune ha stabilito che il giorno d'inizio dei lavori e la durata degli stessi
verranno concordati direttamente dal Comune con la ditta esecutrice e
comunicati a A._. Inoltre, le spese di esecuzione dei lavori di
ripristino verranno anticipate dal Comune e fatturate a A._ dopo
l'esecuzione.
10. Avverso questo decreto del 12 luglio 2021 A._ tramite il suo legale
(qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo
del Cantone dei Grigioni il 14 settembre 2021 chiedendone l'annullamento,
protestate spese, tasse e ripetibili. Come motivazione, ella ha addotto in
sostanza che, a differenza di quanto ritenuto dal Municipio, i lavori di
ripristino sarebbero già stati avviati, sarebbero tutt'ora in corso e saranno
terminati nel corso dei prossimi mesi, per cui la decisione impugnata di
attribuzione dei lavori di ripristino a terzi sarebbe ingiustificata. A tal
proposito la ricorrente ha domandato di esperire un sopralluogo. In ogni
caso, i presupposti per un ripristino dello stato di legalità da parte di terzi
non sarebbero adempiti, siccome alla ricorrente non è stata notificata una
comminatoria prima dell'avvio della procedura per l'esecuzione del
ripristino tramite terzi. Inoltre, per la ricorrente non sarebbe comunque
stato possibile concludere l'esecuzione di quanto ordinato entro il termine
stabilito nella decisione del 1°/3 luglio 2020, visto che si tratterebbe di
lavori di una certa importanza.
11. Nella presa di posizione del 29 settembre 2021 il Comune di B._
(qui di seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso, per quanto
ricevibile, con protesta di spese, tasse e ripetibili. Il convenuto ha fatto
notare in particolare che non corrisponderebbe al vero che la ricorrente ha
iniziato i lavori di ripristino. Per questo ella non sarebbe in grado di fornire
alcuna prova al riguardo. La questione non sarebbe comunque rilevante,
poiché determinante per l'esecuzione d'ufficio (tramite terzi) secondo la
relativa disposizione non sarebbe il mancato inizio bensì il compimento dei
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lavori entro il termine assegnato. Il termine per l'esecuzione del ripristino
non potrebbe poi essere censurato, dacché la rispettiva decisione 1°/3
luglio 2020 sarebbe passata in giudicato. Ad ogni modo, dal momento
della ricezione di tale decisione la ricorrente avrebbe avuto a disposizione
tre (recte: due) mesi per effettuare il ripristino. Il termine sarebbe inoltre
scaduto da quasi un anno. In più, alla ricorrente sarebbe stata comminata
l'esecuzione tramite terzi ben due volte, dapprima con detta decisione del
1°/3 luglio 2020 e poi con scritto del 10 maggio 2021 prima di rilasciare la
decisione qui impugnata.
12. Nella replica del 27 ottobre 2021 la ricorrente si è riconfermata nei petiti e
nelle argomentazioni di ricorso e ha prodotto delle fotografie a comprova
che i lavori di ripristino sarebbero stati iniziati.
13. Nella duplica del 3 novembre 2021 il convenuto ha confermato il petito
della propria presa di posizione. Il convenuto ha osservato che le foto
prodotte in sede di replica dalla ricorrente anziché dimostrare che i lavori
di ripristino sono iniziati entro il termine stabilito, mostrerebbero che sono
stati perpetrati ulteriori abusi edilizi. Esso ha rilevato inoltre di aver chiesto
il ripristino dello stato di legalità alla ricorrente già nel 2019 con il rilascio
delle licenze edilizie per l'edificazione dei fondi n. C._ e
D._. La ricorrente avrebbe quindi avuto oltre un anno di tempo
per effettuare le misure ordinate. Un sopralluogo da parte del Tribunale
sarebbe superfluo, siccome la ricorrente avrebbe ammesso che il ripristino
non è stato eseguito entro il termine stabilito e siccome lo stato dei lavori
sarebbe sufficientemente rilevabile dalle foto agli atti. Infine, il convenuto
ha chiesto un indennizzo a titolo di ripetibili per questa procedura
ricorsuale a seguito della temerarietà del ricorso.
14. Nella triplica del 12 novembre 2021 la ricorrente ha contestato di aver
perpetrato abusi edilizi e ha ribadito che le fotografie inoltrare
dimostrerebbero l'avvenuto inizio dei lavori. Oltre a ciò, la richiesta del
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convenuto di attribuzione di ripetibili sarebbe in ogni caso infondata ma
soprattutto tardiva, perché postulata solo con la duplica.
15. Con quadruplica del 23 novembre 2021 il convenuto ha inoltrato delle
fotografie a comprova che i lavori eseguiti dalla ricorrente non sarebbero
l'attuazione delle misure di ripristino ordinate dal convenuto, bensì
l'esecuzione di ulteriori abusi edilizi. Il convenuto ha inoltre fatto notare di
aver richiesto la rifusione di ripetibili già con la presa di posizione, per cui
la relativa domanda non sarebbe tardiva.

Considerations:
II. Considerando in diritto:
1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro
la decisione del 12 luglio 2021 del convenuto è data dall'art. 49 cpv. 1 lett.
a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La
legittimazione della ricorrente è pacifica (cfr. art. 50 LGA). Essendo
tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma (cfr. art. 52 cpv. 1 e art.
38 LGA) il ricorso è dunque ricevibile.
2. Controverso è se il convenuto ha giustamente imposto l'esecuzione da
parte di un'impresa edile per l'importo di CHF 16'500.00 dei lavori di
ripristino sulle particelle n. C._ e D._ della ricorrente.
Indiscutibili sono invece le misure di ripristino stesse decretate nella
decisione del 1°/3 luglio 2020 passata in giudicato.
3.1. Giusta l'art. 94 cpv. 3 della Legge cantonale sulla pianificazione territoriale
(LPTC; CSC 801.100) l'obbligo del ripristino dello stato legale tocca sia ai
proprietari che alle persone che hanno provocato lo stato illegale. Se
coloro che sono tenuti al ripristino in base ad una decisione di ripristino
cresciuta in giudicato non assolvono agli obblighi entro il termine stabilito,
in seguito a comminatoria l'autorità competente fa eseguire le necessarie
misure da terzi a spese degli inadempienti.
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3.2. La ricorrente obietta che il convenuto non avrebbe notificato una
comminatoria alla ricorrente prima dell'avvio della procedura per
l'esecuzione del ripristino tramite terzi. Questa obiezione è infondata.
Come osservato dal convenuto, alla ricorrente è stata comminata
l'esecuzione tramite terzi inizialmente già con la decisione di ripristino del
1°/3 luglio 2020 (doc. 5 convenuto) e successivamente con scritto del 10
maggio 2021 (doc. 6 convenuto). Posto ciò, può restare aperta la
questione segnalata dal convenuto secondo cui esso avrebbe chiesto il
ripristino dello stato di legalità alla ricorrente addirittura già nel 2019 con il
rilascio delle licenze edilizie per l'edificazione dei fondi n. C._ e
D._ (doc. 2 seg. convenuto).
3.3. La ricorrente sostiene inoltre che i lavori di ripristino sarebbero stati avviati,
sarebbero tutt'ora in corso e saranno terminati nel corso dei prossimi mesi,
per cui la decisione impugnata di attribuzione dei lavori di ripristino a terzi
sarebbe ingiustificata.
3.3.1. Come giustamente notato dal convenuto, questa obiezione è inconferente,
dacché determinante per l'esecuzione d'ufficio (tramite terzi) in base a
suddetta disposizione non è il mancato inizio, bensì il mancato
compimento dei lavori entro il termine assegnato. Il disposto di cui all'art.
94 cpv. 3 LPTC non lascia spazio ad altra interpretazione se non quella
che con l'assolvimento degli obblighi entro il termine stabilito sia inteso il
compimento dei lavori di ripristino. Altrimenti, seguendo l'argomentazione
della ricorrente la quale sostiene che decisivo sia l'avvio dei lavori, per
impedire un'esecuzione d'ufficio basterebbe avviare i lavori (o addirittura
anche solo una parte di essi) senza però mai portarli a termine. Nel caso
di specie la ricorrente non ha sostenuto né comprovato di aver terminato i
lavori di ripristino.
3.3.2. Inconsistente è inoltre la censura secondo cui per la ricorrente non
sarebbe stato possibile concludere i lavori di ripristino entro il termine
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stabilito nella decisione del 3 luglio 2020, visto che si tratterebbe di lavori
di una certa importanza. Innanzitutto, va detto che la decisione di ripristino
del 1°/3 luglio 2020 è passata in giudicato e con ciò dunque anche il
termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della decisione ivi imposto
per l'esecuzione del ripristino. Ad ogni modo, il convenuto è stato a lungo
indulgente, avendo segnalato l'intenzione di procedere d'ufficio solamente
con scritto del 10 maggio 2021 e decidendo il ripristino d'ufficio con
decisione del 12 luglio 2021, quindi a oltre un anno di distanza dall'ordine
di ripristino notificato alla ricorrente con decisione del 1°/3 luglio 2020.
Pertanto, non si può certo dire che la ricorrente non abbia avuto a
disposizione il tempo necessario per concludere i lavori di ripristino.
3.4. Pur entrando poi, a titolo abbondanziale, nel merito della censura della
ricorrente secondo cui ella avrebbe avviato i lavori di ripristino, si rileva che
che le fotografie allegate dalla ricorrente (doc. E ricorrente) non
dimostrano che sono stati iniziati tutti i lavori di ripristino decretati. Dalle
fotografie allegate datate 27 ottobre 2021 emerge in particolare che ella
ha iniziato a rimuovere la tettoia annessa all'edificio n. 103 sulla particella
n. D._ e che il piazzale sul lato sud dell'edificio n. 103 sulla
particella n. D._ presenta delle lastre in pietra naturale al posto di
lastre in cemento e in più che è stato ristrutturato il tetto di detto edificio;
dette fotografie non dimostrano però segnatamente la decretata rimozione
della legnaia sulla particella n. D._ e della baracca in legno sulla
particella n. C._. E comunque, come anticipato sopra queste
fotografie non dimostrano certo che i rispettivi lavori di ripristino siano stati
terminati, cosa invece presupposta dalla succitata disposizione. Anzi, esse
dimostrano il contrario, ossia che i lavori di ripristino non sono stati ultimati
né entro il termine originariamente imposto né al momento
dell'emanazione del decreto del 12 luglio 2021 qui impugnato né
tantomeno durante questa procedura. Posto dunque che le fotografie
inoltrate dalla ricorrente dimostrano che ella non ha assolto gli obblighi di
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ripristino entro il termine stabilito, risulta superfluo eseguire un sopralluogo
come da richiesta della stessa. Il Tribunale rinuncia pertanto in una
valutazione anticipata all'assunzione di questo mezzo di prova.
4. Riassumendo, il ricorso della ricorrente si rivela palesemente infondato,
per cui la decisione di ripristino qui impugnata va confermata.
5.1. Visto l'esito della controversia, le spese procedurali composte da una
tassa di Stato fissata a CHF 2'500.00 e spese di cancelleria sono accollate
alla ricorrente soccombente in causa (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA).
5.2. Giusta l'art. 78 cpv. 2 LGA alla Confederazione, al Cantone e ai comuni,
nonché alle organizzazioni cui sono affidati compiti di diritto pubblico non
vengono di regola assegnate ripetibili se vincono la causa nell'esercizio
delle loro attribuzioni ufficiali. Secondo questo Tribunale, in questo caso si
giustifica l'assegnazione di ripetibili al convenuto a carico della ricorrente
a causa della temerarietà del suo ricorso. Il ricorso appare temerario
perché la ricorrente pretende che l'esecuzione dei lavori di ripristino da
parte di terzi sia illegittima visto che i lavori di ripristino sono stati iniziati,
quando invece la relativa norma esige evidentemente che entro il termine
assegnato i lavori di ripristino non devono soltanto essere iniziati ma anche
ultimati. Il Tribunale ritiene dunque che la ricorrente deve indennizzare il
convenuto per le spese legali con una somma forfettaria fissata a
CHF 1'000.00. Va infine aggiunto che il convenuto ha chiesto la rifusione
di ripetibili già con la presa di posizione, per cui contrariamente alle
allegazioni della ricorrente la relativa domanda non è tardiva.