Decision ID: d678398b-39d1-5b9b-935e-b2a99a5fd657
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
A. Il 1° agosto 2001 il comune di _ ha emesso nei confronti di _ la tassa 2001 per la fornitura di acqua potabile alla casa che sorge sul mapp. _ della frazione di _. Detta tassa ammonta a fr. 190.--, e comprende una tassa base di fr. 100.-- (casa d'abitazione primaria), nonché un forfait di fr. 30.-- per ogni sanitario allacciato alla rete idrica (nella specie: wc, boiler, rubinetto cucina), dal momento che non vi è un contatore che possa quantificare il consumo effettivo di acqua.
B. _ e _ hanno interposto reclamo avverso tale tassazione, sostenendo di essere disposti a pagare per i lavori di manutenzione e pulizia delle installazioni, ma non per l'acqua,
"che viene da Dio e non dagli uomini"
.
Con decisione 20 agosto 2001 il municipio di _ ha respinto il reclamo e confermato la tassa, reputandola determinata da precise norme di regolamento e giustificata dall'impossibilità di una fornitura gratuita.
C. Contro la decisione municipale i ricorrenti si sono aggravati innanzi al Dipartimento delle istituzioni, ribadendo il proprio rifiuto di pagare per il consumo di acqua,
"che è un'offerta a titolo gratuito da parte di Dio a tutti gli esseri viventi"
.
Gli insorgenti hanno nuovamente manifestato la propria disponibilità a contribuire ai lavori di manutenzione e pulizia delle installazioni, dichiarandosi altresì disposti a pagare per eventuali lavori eseguiti alle tubazioni. Ritengono tuttavia che l'azienda acqua potabile di _ non avesse effettuato lavori annuali tali da giustificare una simile tassa.
D. Con decisione 12 novembre 2001 il Dipartimento delle istituzioni ha respinto il reclamo di _ e _, reputando legittima la tassa annuale per l'anno 2001, dal momento che essa godrebbe di una sufficiente base legale e sarebbe proporzionata alla prestazione fornita dall'azienda municipalizzata.
E. Contro la predetta decisione _ e _ insorgono ora innanzi a questo Tribunale con ricorso 27 novembre 2001, completato dallo scritto 6 dicembre 2001. I ricorrenti si dichiarano disposti a pagare la tassa base (di fr. 100.--), che coprirebbe i costi fissi di manutenzione dell'impianto, mentre ribadiscono il rifiuto al pagamento di una tassa di consumo, in quanto
"l'acqua è stata creata da Dio"
e per tale ragione non avrebbe un prezzo, a differenza dei prodotti industriali, creati dall'uomo. Gli istanti affermano di non aver mai messo in dubbio che la tassa in questione sia legittima secondo le leggi ed i regolamenti dello stato,
"ma secondo i regolamenti di Dio non lo è
.
Infatti Gesù dice
'date a Cesare quello che è di Cesare, ma date a Dio quello che è di Dio...'
; ciò significa che potete pure chiedere le tasse su ciò che è vostro, ma non potete chiedere le tasse su ciò che è di Dio"
.
All'accoglimento del ricorso si oppongono il Dipartimento delle istituzioni ed il municipio di _, senza formulare particolari osservazioni.
Considerato,

Considerations:
in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 40 della Legge sulla municipalizzazione dei servizi pubblici (LMSP, RL 2.1.3.1). La legittimazione attiva dei ricorrenti, destinatari dell'atto impugnato, discende dall'art. 43 PAmm, in virtù del rinvio operato dall'art. 42 LMSP. Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti (art. 18 PAmm).
2. Il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto. Costituiscono in particolare violazione del diritto: l'errata o la mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa; l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto; l'eccesso e l'abuso di potere; la violazione di una norma essenziale di procedura (art. 61 PAmm).
Con il ricorso può essere impugnato ogni accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 62 PAmm).
3. 3.1. I fatti non sono contestati.
In questa sede, come pure davanti alle autorità inferiori, _ e _ si sono sostanzialmente limitati ad affermare la propria intenzione di non pagare una tassa sul consumo dell'acqua, dal momento che tale bene, creato da Dio, non apparterrebbe agli uomini.
I ricorrenti hanno espresso il proprio dissenso rispetto alla decisione del Dipartimento delle istituzioni, senza però indicare in che cosa si sostanzierebbe la violazione del diritto che vi si potrebbe ravvisare.
3.2. Il Tribunale cantonale amministrativo è chiamato a giudicare della conformità di una decisione con il diritto vigente, compreso il diritto costituzionale cantonale e federale, le convenzioni internazionali applicabili ed i principi generali del diritto (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, CFPG, ad art. 61 PAmm, pagg. 316 ss.). È vero che questo Tribunale non si limita a verificare la corretta applicazione delle sole norme invocate dal ricorrente, ma è pur sempre indispensabile che il ricorrente faccia valere che la decisione impugnata sia illegittima, sia in qualche modo in contrasto con la legge, materiale o procedurale.
3.3. Ciò non è il caso nella presente fattispecie, dove gli istanti si sono limitati a propugnare le proprie convinzioni, religiose e/o filosofiche, senza per questo indicare in che maniera la decisione impugnata violerebbe il diritto positivo; anzi, affermando persino di non contestare la legittimità della suddetta decisione:
"non abbiamo mai messo in dubbio che questa tassa, secondo le vostre leggi e regolamenti, sia legittima, ma secondo i regolamenti di Dio non lo è"
.
Ebbene, questo Tribunale è invece chiamato ad applicare proprio le leggi ed i regolamenti secolari.
Non ravvisando una qualche censura alla decisione del dipartimento delle istituzioni, atta ad essere verificata da questo Tribunale alla luce del diritto applicabile, il ricorso di _ e _ va respinto.
4. La tassa di giustizia, particolarmente contenuta in ragione delle motivazioni tutto sommato ideali che hanno sorretto i ricorrenti, segue la soccombenza.