Decision ID: 06948940-ab9c-40b4-aa45-bbaa06cd1b7b
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A.a A._ ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il (...) set-
tembre 2022. Dai riscontri dattiloscopici dell’unità centrale del sistema eu-
ropeo “EURODAC”, del 29 settembre 2022, è risultato che l’interessato
aveva depositato una precedente domanda d’asilo in Croazia l’(...).
A.b Il 3 ottobre 2022, il richiedente ha sottoscritto la dichiarazione di rinun-
cia al beneficio della rappresentanza legale gratuita della Protezione giuri-
dica della Regione Ticino e Svizzera centrale (di seguito: Protezione giuri-
dica).
A.c Il richiedente è stato sentito nell’ambito del verbale del rilevamento dei
dati personali il (...) ottobre 2022. Il (...) ottobre 2022, si è tenuto con il me-
desimo il colloquio ex art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parla-
mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e
i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per
l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-
gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)
(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di
seguito: RD III). Durante lo stesso, egli è stato interrogato segnatamente
riguardo ad eventuali ostacoli che si opporrebbero all’eventuale compe-
tenza della Croazia nella trattazione della sua domanda d’asilo, così come
in rapporto al suo stato di salute. Quali documenti a supporto della sua
domanda d’asilo, egli ha presentato in copia la sua carta d’identità (parte
frontale), la carta d’identità del fratello B._ e della licenza di con-
durre (solo fronte) di quest’ultimo.
A.d Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità elvetica competente, ha
presentato alla sua omologa croata – in data (...) ottobre 2022 – una ri-
chiesta di ripresa in carico dell’interessato basata sull’art. 18 par. 1 lett. b
RD III. Il (...) ottobre 2022, l’autorità croata preposta ha risposto positiva-
mente alla suddetta domanda, accettando la ripresa in carico dell’interes-
sato fondandosi sull’art. 20 par. 5 RD III.
B.
Con decisione del 1° novembre 2022 – notificata il 3 novembre 2022 (cfr.
atto della SEM n. [{...}]-23/1) – l’autorità inferiore non è entrata nel merito
della domanda d’asilo dell’interessato ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b
della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando nel contempo il tra-
sferimento del richiedente dalla Svizzera verso la Croazia e l’esecuzione
della medesima misura.
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Pagina 3
C.
Per il tramite del plico raccomandato del 10 novembre 2022 (cfr. risultanze
processuali), l’interessato è insorto con ricorso dinanzi al Tribunale ammi-
nistrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro il succitato provvedi-
mento dell’autorità inferiore, chiedendo, in limine, la sospensione dell’ese-
cuzione della decisione in via supercautelare e la concessione dell’effetto
sospensivo al ricorso. Nel merito, egli ha concluso all’annullamento della
decisione impugnata ed alla restituzione degli atti di causa alla SEM, affin-
ché effettui un esame nazionale della domanda d’asilo o, in subordine, per-
ché proceda ai necessari complementi istruttori. Contestualmente, egli ha
presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.
Al ricorso è stata annessa la copia della dichiarazione di rinuncia alla rap-
presentanza legale dello studio legale da lui scelto liberamente, sottoscritta
dal ricorrente l’8 ottobre 2022, e la copia della procura, firmata in mede-
sima data dall’insorgente, per il conferimento del mandato di rappresen-
tanza legale alla Protezione giuridica.
D.
Agli atti sono presenti due fogli di trasmissione di informazioni mediche
(cosiddetti F2), relativi alla situazione di salute dell’interessato, di cui si dirà
per quanto necessario, nei considerandi.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-
cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è
di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52
cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
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Pagina 4
federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-
gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-
sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-
nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1).
3.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice unico con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111
lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a
cpv. 2 LAsi). Altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo
scambio di scritti.
4.
4.1 Nel suo gravame, l’insorgente si prevale essenzialmente di un accer-
tamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte
dell’autorità inferiore, e di una conseguente violazione del principio inquisi-
torio. In tal senso, egli ritiene che la SEM avrebbe dovuto approfondire
maggiormente quanto gli sarebbe successo in Croazia – in quanto egli sa-
rebbe stato molto confuso al momento del colloquio Dublino, ciò che sa-
rebbe dimostrato dalla sua dichiarazione di aver lasciato la C._ il
(...), allorché la data della sua domanda d’asilo in Croazia risalirebbe
all’(...) – in particolare alla luce della nota prassi dei respingimenti verso la
C._. L’autorità sindacata avrebbe inoltre dovuto appurare il tempo
esatto che egli avrebbe trascorso al di fuori del territorio degli Stati membri
Dublino, dopo il deposito della domanda d’asilo in Croazia. Inoltre il ricor-
rente, sia durante il colloquio Dublino sia nel successivo incontro con la
Protezione giuridica, avrebbe riportato di avere il naso rotto nonché di
avere dei problemi psicologici. Tuttavia, alla Protezione giuridica avrebbe
riferito di avere grandi problemi di comunicazione con il servizio infermieri-
stico del Centro federale d’asilo (CFA) dove soggiorna, e di non essere
riuscito a far loro comprendere né di avere il naso rotto né la sua necessità
di vedere uno psicologo. Non essendoci stata alcuna visita specialistica in
relazione a tali problematiche di salute, al contrario di quanto motivato nella
decisione avversata, il ricorrente ritiene che i fatti rilevanti non siano stati
accertati in modo soddisfacente e che in merito debbano essere eseguite
ulteriori indagini. Tali censure verranno esaminate in limine dal Tribunale,
in quanto possono comportare l’annullamento della decisione avversata
(cfr. DTF 138 I 232 consid. 5).
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Pagina 5
4.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-
ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità
competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo
dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa
deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso,
chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune
prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti
dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare
dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione
o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed
art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).
4.2.1 In primo luogo, riguardo alle censure sollevate dall’insorgente in or-
dine alla sua permanenza in Croazia, si osserva quanto segue. Dapprima
il Tribunale non può seguire il ricorrente, laddove riconduce le sue asser-
zioni parzialmente al fatto della sua mancata conoscenza del funziona-
mento della procedura d’asilo e che prima dello svolgimento del colloquio
Dublino, non gli sarebbero stati spiegati né i suoi diritti né i suoi doveri e lo
scopo del colloquio come neppure le conseguenze derivanti dall’essere
stato fermato dalle autorità croate (cfr. p.to 1, pag. 3 del ricorso). Difatti, a
differenza di quanto da lui sostenuto, appare dagli atti come il ricorrente
abbia volontariamente rinunciato alla rappresentanza legale della Prote-
zione giuridica gratuita – che gli avrebbe spiegato anche le conseguenze
di una tale rinuncia – (cfr. n. 10/1; n. 12/2), poiché si sarebbe indirizzato al
patrocinio di un avvocato di sua scelta (cfr. n. 11/10, lett. f, pag. 2). Nell’am-
bito del verbale di rilevamento dei dati personali, gli sono inoltre stati spie-
gati i suoi obblighi derivanti dal deposito della sua domanda d’asilo, nonché
egli ha confermato di aver ricevuto e compreso le informazioni contenute
nel promemoria relativo ai suoi diritti ed obblighi nella procedura d’asilo (cfr.
n. 11/10, lett. c segg., pag. 2). Non risulta poi in alcun modo come il richie-
dente risultasse confuso nell’ambito del suo colloquio Dublino. Invero,
l’evenienza che egli abbia riportato una data d’espatrio dalla D._ –
e non di partenza dalla C._ come asserito nel gravame – che risulta
incoerente con la data invece registrata per la sua domanda d’asilo (cfr.
n. 12/2), non è interpretabile nel senso che vorrebbe dargli il ricorrente,
bensì piuttosto si ravvede il tentativo di quest’ultimo di non far risalire effet-
tivamente al deposito della sua domanda d’asilo in Croazia, di cui ne ha
negato la presentazione (cfr. n. 12/2). Inoltre, poiché il ricorrente non ha
mai allegato di aver fatto ritorno in C._, o di aver subito un qualche
respingimento nel predetto Paese da parte delle autorità croate, una volta
giunto su suolo croato (cfr. n. 12/2), l’autorità inferiore a ragione non do-
veva svolgere ulteriori accertamenti in merito.
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Pertanto, in rapporto ai predetti aspetti, la SEM non è incorsa in alcun ac-
certamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti nella de-
cisione avversata, ed il principio inquisitorio non è dunque stato violato. Le
censure formali dell’insorgente sono quindi recisamente respinte.
4.2.2 In secondo luogo, concernente lo stato di salute del ricorrente, sep-
pure risulti dal colloquio Dublino che egli abbia dichiarato di non sentirsi
bene psicologicamente, che non riuscirebbe a dormire bene e si sveglie-
rebbe sovente durante la notte, nonché che avrebbe il naso rotto da
quando aveva (...) anni (cfr. n. 12/2), non si evince invece in alcun modo
che egli abbia segnalato tali problematiche all’infermeria del CFA dove è
alloggiato, o ai medici presso i quali egli è stato visitato. Difatti, appare dagli
atti all’incarto come egli abbia avuto un consulto medico in data 19 otto-
bre 2022, nel contesto del quale gli sono state diagnosticate delle lesioni
cutanee diffuse e gli è stato prescritto per questo una terapia farmacologica
(cfr. n. 19/2). Anche se ne avrebbe avuto la possibilità in tale ambito, non
risulta che il ricorrente abbia colto l’occasione di riportare le altre sue even-
tuali problematiche mediche al medico generico che lo ha visitato. Peraltro,
il 9 novembre 2022 – ovvero successivamente all’emissione della deci-
sione avversata – il ricorrente ha avuto un ulteriore consulto per delle pro-
blematiche dentali, che sono state completamente risolte durante il mede-
simo (cfr. n. 29/2). Alla luce di tali evenienze, risulta quindi manifestamente
inconsistente, in quanto mera asserzione di parte non sostenuta da alcun
elemento concreto e circostanziato, la dichiarazione ricorsuale secondo la
quale egli avrebbe riferito alla rappresentanza legale di avere problemi di
comunicazione con il servizio infermieristico del CFA presso il quale si trova
e di non essere riuscito a far comprendere loro le sue problematiche di
salute. Peraltro, appare dalle sue stesse dichiarazioni, che anche se vi fos-
sero effettivamente delle problematiche in tal senso, per nulla provate e
sostanziate del ricorrente neppure con il suo gravame, le stesse non siano
di alcuna urgenza, posto come l’insorgente ha allegato nel corso del collo-
quio Dublino che i problemi al naso risalirebbero a quando egli aveva (...)
anni – al contrario di quanto addotto per la prima volta nel ricorso che egli
sarebbe pure stato colpito violentemente al naso dalla polizia croata al mo-
mento del suo fermo (cfr. pag. 2 del ricorso) – né avrebbe segnalato delle
sue problematiche psicologiche durante il suo soggiorno in Croazia.
Sulla scorta di quanto sopra considerato, e ritenuto che nel quadro della
procedura d’asilo, incombe alla parte collaborare all’accertamento dei fatti,
la quale risulta nella posizione migliore per conoscerli (art. 8 LAsi; cfr.
DTAF 2012/21 consid. 5.1; 2011/54 consid. 5.1; 2009/50 consid. 10.2.1), le
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censure dell’insorgente anche circa il mancato accertamento esatto e com-
pleto del suo stato di salute, vanno in toto disattese.
4.3
4.3.1 Il ricorrente nel suo gravame, contesta inoltre la decisione impugnata,
rimproverando alla SEM di non aver citato le fonti sulle quali avrebbe ba-
sato la sua decisione per apprezzare la situazione dei richiedenti l’asilo
trasferiti nell’ambito Dublino in Croazia, in rapporto ai respingimenti verso
la E._. In tal senso, egli si prevale implicitamente di una carenza di
motivazione della decisione avversata (cfr. a tal proposito DTF 139 V 496
consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2, 136 I 229 consid. 5.2, 136 V 351,133 III
439 consid. 3.3, 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23
consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale federale 2C_1020/2019 del
31 marzo 2020 consid. 3.4.2). Nel diritto d’asilo, l’obbligo di motivazione è
stato concretizzato in particolare all’art. 37a LAsi, disposizione che pre-
vede che la decisione di non entrata nel merito – come è il caso della de-
cisione avversata – deve essere motivata sommariamente.
4.3.2 Nella fattispecie, seppure sia corretto che la SEM non abbia chiara-
mente referenziato nella sua decisione le fonti sulle quali si è fondata per il
suo apprezzamento, tuttavia già in più casi simili concernenti dei trasferi-
menti Dublino verso la Croazia, il Tribunale ha avuto occasione di espri-
mersi su tale questione. Segnatamente il Tribunale ha ritenuto che l’argo-
mentazione sviluppata dalla SEM è sufficiente per permettere ai ricorrenti
di comprendere il ragionamento alla base della decisione di trasferimento
Dublino e di impugnare tale decisione, di modo che il suo dovere di moti-
vazione non è stato violato (cfr. sentenza del Tribunale F-1103/2022 del
23 marzo 2022 consid. 3.3.2 con ulteriori rif. cit.). Ora tale giurisprudenza
(di cui il Tribunale verificherà la pertinenza nel quadro della presente causa,
cfr. infra consid. 6.3), è liberamente accessibile sul sito Internet del Tribu-
nale, e la rappresentanza giuridica del ricorrente – quale associazione spe-
cializzata nella difesa dei richiedenti l’asilo – non potrebbe quindi preten-
dere di non averne avuto contezza o che non poteva prenderne cono-
scenza, in vista di esercitare in piena conoscenza di causa il diritto di ri-
corso del suo mandante (cfr. in tal senso anche la sentenza F-1103/2022
succitata consid. 3.3.2).
4.3.3 Per il che, se ne desume, che la decisione impugnata, dispone di una
motivazione sufficiente.
5.
Ciò posto, venendo ora al merito, occorre chiedersi se la SEM, poteva fare
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applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che
di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente
può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato
internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento.
5.1 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-
petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri
previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato
quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia
la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa
in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr.
DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda
di protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia
quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso
di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non
viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro
competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1).
Inoltre lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la
domanda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli
art. 23, 24, 25 e 29 e al fine di portare a termine il procedimento di deter-
minazione dello Stato membro competente, a riprendere in carico il richie-
dente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o
ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo
aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso du-
rante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente
(art. 20 par. 5 primo capoverso RD III).
5.2 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-
dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in
quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze si-
stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-
chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante
ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro com-
petente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un
altro Stato membro possa essere designato come competente.
5.3 Inoltre, ai sensi dell’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), in de-
roga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può
decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale presen-
tata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame
non gli compete.
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Pagina 9
6.
6.1 Nella presente disamina, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno
rivelato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo
“Eurodac”, che l’interessato aveva già depositato una domanda d’asilo pre-
gressa in Croazia l’(...) (cfr. n. 7/1 e 8/1). Il ricorrente ha dal canto suo con-
fermato unicamente che in tale Paese gli sarebbero state rilevate le im-
pronte digitali (cfr. n. 12/2). Su tali presupposti, il (...) ottobre 2022, l’auto-
rità inferiore ha presentato all’autorità croata competente – entro i termini
fissati all’art. 23 par. 2 RD III, una richiesta di ripresa in carico fondata
sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III (cfr. n. 15/5). La Croazia ha esplicitamente
accolto la stessa il (...) ottobre 2022 precisando di accettarla, in vista di
portare a termine il procedimento di determinazione dello Stato membro
responsabile dell’esame della domanda di protezione internazionale ai
sensi dell’art. 20 par. 5 RD III (“in order to continue to determine responsa-
bility for the above mentioned person”). Ciò che, a differenza di quanto vuol
far credere l’insorgente nel suo gravame (cfr. p.to 2, pag. 4 del ricorso),
dimostra come una procedura concernente l’interessato è in corso in tale
Paese. Inoltre, il deposito di una domanda d’asilo in Croazia è stata con-
fermata sia dalle autorità croate che dall’estratto Eurodac. A tali condizioni,
e nella misura in cui i documenti all’incarto non attestato in alcun modo
come l’interessato avrebbe lasciato il territorio degli Stati membri nello spa-
zio Dublino, o che avrebbe ottenuto un titolo di soggiorno da parte di uno
di questi Stati nell’intervallo, si giustifica di fare applicazione dell’art. 20
par. 5 RD III in casu, in conformità con la giurisprudenza topica in materia
(cfr. sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea [Grande Sezione]
del 2 aprile 2019, nelle cause riunite C-582/17 e C-583/17, §§ 48–50; cfr.
anche nello stesso senso le sentenze del Tribunale F-4998/2022 del 9 no-
vembre 2022 consid. 5.3.2; D-4243/2022 del 4 novembre 2022 con-
sid. 6.3.2). Peraltro, come chiaramente desumibile da quanto sopra già
considerato, si tratta in specie di una ripresa in carico dell’insorgente. Non
possono quindi essere seguite le argomentazioni esposte nel ricorso
dall’insorgente, allorché ritiene che l’applicazione dell’art. 20 par. 5 RD III,
lo porrebbe in una situazione differente dalle persone trasferite in applica-
zione del RD III che hanno già presentato (o non ancora) una domanda
d’asilo (cfr. p.to 2, pag. 4 del ricorso). L’estratto della fonte citata, non risulta
fra l’altro applicabile al caso in oggetto, in quanto non si evince in alcun
modo né dagli asserti dell’insorgente, né dagli atti all’incarto, che il ricor-
rente abbia esplicitamente ritirato la sua domanda d’asilo o che questa sia
stata respinta prima che egli lasciasse la Croazia.
Visto quanto precede, il predetto Paese è quindi tenuto, in principio, a ri-
prendere in carico l’insorgente, al fine di portare a termine il procedimento
D-5140/2022
Pagina 10
di determinazione dello Stato membro competente. Per quanto attiene poi
alla presenza del supposto fratello del ricorrente in Svizzera, così come del
suo desiderio di voler stare con il fratello, non avendo l’insorgente conte-
stato in alcun modo le motivazioni presenti nel provvedimento impugnato
a tal proposito, il Tribunale può senz’altro rinviare alle stesse, in quanto
risultano in merito sufficientemente dettagliate e corrette (cfr. p.to II, pag. 3
e pag. 7 della decisione impugnata).
6.2 Agli occhi del Tribunale, nonostante le prese di posizione critiche di nu-
merosi organismi – in particolare del Consiglio d’Europa – in materia, il si-
stema d’asilo e d’accoglienza croato non presenta delle carenze sistemi-
che, rispettivamente dei rischi avverati di push-backs alla frontiera con la
E._, per quanto attiene ai richiedenti che hanno già depositato una
domanda di protezione internazionale in Croazia e che sono esplicitamente
ripresi in carico da tale Stato nel quadro di una procedura Dublino (cfr. tra
le altre le sentenze del Tribunale F-4998/2022 del 9 novembre 2022 con-
sid. 6.4 con rif. cit., D-4243/2022 del 4 novembre 2022 consid. 8.5 con ul-
teriori rif. cit.). Ciò è il caso anche per la presente disamina, e le argomen-
tazioni generiche dell’insorgente in merito, non sono atte in alcun modo a
ribaltare tale presunzione. Per di più, l’agito violento che sarebbe stato
messo in atto da parte della polizia croata ai danni del ricorrente, che
l’avrebbe colpito violentemente al naso al momento del fermo in territorio
croato, come pure i maltrattamenti che avrebbe subito nel corso del viaggio
su un camioncino da parte degli agenti di polizia, in quanto sarebbe rimasto
senza mangiare e bere, come pure senza poter andare in bagno per (...),
risultano essere asserzioni allegate soltanto nell’ambito del ricorso (cfr.
pag. 2), e parzialmente anche incoerenti con quanto affermato in prece-
denza nell’ambito del colloquio Dublino, ovvero che sarebbe stato traspor-
tato in una macchina per quasi (...) ore (cfr. n. 12/2). Per nulla sostanziate
da elementi concreti e probanti, tali dichiarazioni giunte soltanto al mo-
mento del ricorso, non permettono quindi di giungere ad un apprezzamento
diverso da quanto sopra esposto. Pertanto l’applicazione dell’art. 3 par. 2
2a frase RD III non si giustifica nel caso di specie.
7.
7.1 Ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a que-
stioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), disposizione
che concretizza in diritto interno svizzero la clausola di sovranità, se “motivi
umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda an-
che qualora giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il tratta-
mento della domanda. Nell’applicazione di tale disposizione normativa, la
SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7
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Pagina 11
seg.). Al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destina-
zione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra
cui quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbligata a entrare nel merito
della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di controllo al ri-
guardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1).
7.2 Nel caso in esame, il ricorrente non ha dimostrato in alcun modo, con
degli elementi concreti e circostanziati, né è desumibile dagli atti all’inserto,
che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed
a portare a termine correttamente la procedura relativa alla sua domanda
di protezione in violazione della direttiva procedura. Neppure può essere
evincibile dalle sue dichiarazioni né dalla documentazione agli atti, che egli
non abbia avuto accesso alla procedura d’asilo in Croazia in passato. Le
condizioni a cui egli sarebbe stato confrontato nel predetto Paese – ovvero
il fatto che gli avrebbero fatto firmare dei documenti senza che egli sapesse
cosa fossero e senza che un interprete fosse presente (cfr. n. 12/2) – come
pure delle evenienze che egli avrebbe raccontato soltanto in ambito ricor-
suale (cfr. supra consid. 6.2), risultano essere sommarie e poco circostan-
ziate, e non sono in tal senso in alcun modo provate o rese verosimili. Fra
l’altro, egli non ha allegato di essersi rivolto alle autorità preposte croate,
onde far valere i suoi diritti in merito, se considerava fossero stati violati in
qualsiasi modo gli stessi. L’insorgente, con i suoi asserti, non ha quindi
apportato alcun indizio oggettivo, concreto e serio che sarebbe privato du-
revolmente, in tale Paese, di ogni accesso alle condizioni materiali d’acco-
glienza previste dalla direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei ri-
chiedenti protezione internazionale (di seguito: direttiva accoglienza) e che
non potrebbe beneficiare dell’aiuto necessario per far valere i suoi diritti.
Altresì, non si evince dagli atti all’incarto né dal gravame alcun indizio serio
e concreto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non ri-
spetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe
meno ai suoi obblighi internazionali rinviandolo in un paese dove la sua
vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da
dove rischierebbe di essere respinto in un tale paese.
7.3 Dal profilo dello stato di salute, visto quanto già sopra considerato (cfr.
consid. 4.2.2), il ricorrente non ha dimostrato di soffrire di problematiche
mediche che sarebbero ostative all’esecuzione del suo trasferimento, se-
condo la giurisprudenza topica in materia (cfr. sentenza della CorteEDU N.
contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 con-
sid. 7.1; sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-
bre 2016, 41738/10, §181 segg.). Non risulta inopportuno evidenziare a tal
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proposito come, in linea di principio, la Croazia disponga di infrastrutture
mediche adeguate (sulle possibilità di presa in carico medica nell’ambito
dell’asilo in Croazia, cfr. le sentenze del Tribunale D-1418/2022 del
4 aprile 2022 consid. 5.3.6 e D-1241/2022 del 25 marzo 2022 pag. 7). Inol-
tre, in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere
affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria compren-
dente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento es-
senziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assi-
stenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza
particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psi-
chica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva). Il rapporto dell’(...) del
(...), al quale l’insorgente si riferisce nel suo ricorso (cfr. p.to 3, pag. 5), non
è in grado di rimettere in discussione tale apprezzamento, essendo ram-
mentato che il Tribunale ha già più volte ritenuto che l’aiuto apportato da
organizzazioni non governative, permette segnatamente di supplire alle la-
cune delle infrastrutture psicoterapeutiche statali presenti in Croazia (cfr. in
tal senso la sentenza del Tribunale E-4859/2022 del 9 novembre 2022 con-
sid. 6.5.1 con rif. cit.).
7.4 Ne discende, che il trasferimento dell’interessato verso la Croazia non
è contrario agli obblighi che derivano dalle disposizioni convenzionali alle
quali la Svizzera è legata.
7.5 In siffatte circostanze, non traspaiono quindi elementi per ritenere che
l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera contraria al diritto il suo po-
tere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non risulta per-
tanto alcun motivo per applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17
par. 1 RD III, rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1.
7.6 Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali disposizioni da
parte della Svizzera, la Croazia rimane competente per l’esame della do-
manda di asilo del ricorrente ed è tenuta a riprenderlo in carico in ossequio
alle condizioni poste dal RD III.
8.
Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito
della domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1
lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Croazia confor-
memente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato
l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere
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di apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incom-
pleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve
quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata.
9.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le richieste tendenti d’un
canto alla sospensione dell’esecuzione in via supercautelare ed alla con-
cessione dell’effetto sospensivo al ricorso, e d’altro canto all’esenzione dal
versamento di un anticipo sulle spese processuali, risultano essere senza
oggetto.
10.
Altresì, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta. Le spese processuali
di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono quindi poste a carico del
ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse
e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-
rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
11.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra
1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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