Decision ID: 11033f72-f208-5dbe-b15d-cdae329d0b0d
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Il 9 febbraio 1996 venne notificato a _ il precetto esecutivo n. _ dell’UE di Lugano, con il quale la _ richiedeva il pagamento dell’importo di fr. 65’400.-- oltre interessi al 8% dal 1° novembre 1994.
B.
Avendo _ in data 11 aprile 1996 ritirato l’opposizione al precetto esecutivo, la creditrice ha chiesto il proseguimento dell’esecuzione in via di pignoramento.
C.
Il 28 giugno 1996 l’UE di Lugano ha pignorato la part. _ RFD di _ intestata a _ e _. In data 3 luglio 1996 venivano inviati ai comproprietari del fondo i rispettivi avvisi di pignoramento.
D.
Con due distinti ricorsi datati 15 luglio 1996 _, _ e _ hanno chiesto l’annullamento dell’atto di pignoramento 28 giugno 1996, nonché l’annullamento degli avvisi di pignoramento 3 luglio 1996 asseverando che l’art.10 RFF vieta il pignoramento di un fondo iscritto a registro fondiario sotto altro nome che quello del debitore. La donazione fatta ai figli _ e _ sarebbe avvenuta allo scopo di risolvere gli innumerevoli problemi gestionali di _. Inoltre i ricorrenti affermano che la _ non vanterebbe più alcuna pretesa nei confronti della signora _.
E.
Nelle sue osservazioni la _ chiede che il ricorso venga respinto, in quanto le censure mosse dai ricorrenti concernerebbero questioni di merito, quindi non di competenza della Camera adita.
F.
Delle osservazioni dell’UE si dirà, se del caso, in seguito.

Considerations:
Considerando
in diritto: 1.
I due ricorsi sono diretti contro l’atto di pignoramento 28 giugno 1996 e gli avvisi di pignoramento 3 luglio 1996 emessi nell’ambito dell’esecuzione n. _ promossa _ nei confronti di _. I gravami sono motivati nel medesimo modo, quindi le cause inc. 15.96.116 e inc. 15.96.117 possono essere congiunte ed evase con una sola sentenza.
2.
Giusta l’art. 10 RFF i fondi iscritti nel registro fondiario sotto altro nome che quello del debitore non possono venire pignorati se non ove il creditore renda verosimile:
1. che il debitore ne ha acquistato la proprietà senza iscrizione (occupazione, successione, espropriazione o sentenza);
2. o che in virtù del regime matrimoniale il fondo risponde per gli obblighi del debitore escusso;
3. o che l’iscrizione è errata.
In questi casi l’ufficio, appena eseguito il pignoramento, promuoverà la procedura di rivendicazione ex art. 106 ss. LEF (Art. 10 cpv. 2 RFF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrecht, Berna 1997, § 24 n.2 p.184). Oltre ai casi previsti dall’art. 10 RFF occorre prendere in considerazione il fatto che l’immobile è stato venduto dal debitore all’attuale proprietario iscritto nel registro in circostanze tali da giustificare l’impugnazione del negozio conformemente all’art. 285 ss. LEF (DTF 81 III 98 ss.). L’ufficio delle esecuzioni può esaminare, sotto il profilo della verosimiglianza se il debitore abbia alienato il bene da pignorare al solo scopo di sottrarlo all’esecuzione forzata (cfr. DTF 114 III 88 ss. ). L’ipotesi contemplata dall’art. 10 cpv. 1 n. 3 RFF - iscrizione errata nel registro fondiario - va intesa in senso ampio: è sufficiente che l’inesattezza sia resa verosimile (DTF 117 III 29 ss. ).
3.
Nel caso in esame il fondo oggetto del pignoramento 28 giugno 1996 è stato donato dalla debitrice ai figli il 7 maggio 1996. L’UE ha quindi ritenuto verosimile che il fondo pignorato sia stato alienato dalla debitrice _ per sottrarlo all’esecuzione forzata. L’aver stipulato l’atto di donazione il 7 maggio 1996, vale a dire poco meno di due mesi prima del pignoramento, e quando già era pendente l'esecuzione n. _ promossa con PE notificato il 9 febbraio 1996 costituisce senz’ombra di dubbio un atto revocabile ai sensi dell’art. 286 LEF. Di conseguenza l’UE ha agito correttamente pignorando la part. _ RFD di _ intestata a _ e _ nell’ambito dell’esecuzione promossa da _ nei confronti _, in quanto l’iscrizione a registro fondiario risulta essere verosimilmente errata come previsto dall’art. 10 cpv. 1 n.3 RFF. Parimenti corretto deve essere ritenuto l’avvio della procedura di rivendicazione ex art. 106 ss LEF.
4.
Le censure dei ricorrenti relative al fondamento del credito posto in esecuzione non meritano tutela in questa sede, essendo questione che deve essere demandata al giudice del merito
5.
Ne consegue la reiezione dei ricorsi.
Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.
Richiamati gli art. 17 LEF e 10 RFF