Decision ID: ff454417-8073-52fa-a5c3-a4848ab10bc4
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
La presente vertenza trae origine da un incidente della circola-zione avvenuto il 29 marzo 1992 in territorio di _, sull’autostrada N. 2 in direzione nord, e più precisamente sulla corsia di sorpasso.
L’incidente ha interessato quattro vetture seppure solo due sono rimaste coinvolte direttamente, ossia una VW Golf di proprietà di _ e una BMW con targhe germaniche appartenente a _.
La dinamica dell’incidente può così essere riassunta: _ alla guida di una vettura Mercedes con targhe italiane di proprietà di _, ha forzato il sorpasso del veicolo Ford Escort guidato da _ la quale ha manifestato il proprio disappunto con un gesto volgare. Ultimata la manovra di sorpasso del veicolo _, _, sempre sulla corsia di sorpasso, ha rallentato la sua andatura “con l’intenzione di far capire al citato conducente (_i) che aveva torto” (cfr. interrogatorio _ di cui al verbale di polizia 29 marzo 1992). Mentre l’automobilista _ e _ che la seguiva (in terza posizione) sono riusciti a reagire tempestivamente frenando, così da evitare un eventuale tamponamento, l'automobilista _ (ultimo veicolo dei quattro) ha urtato la vettura _.
Con istanza 14 dicembre 1992 _ ha convenuto in giudizio la _, compagnia presso la quale è assicurata per la RC la proprietaria del veicolo guidato da _, al fine di ottenere il pagamento di fr. 4’433.70 oltre accessori, importo corrispondente al danno subito a seguito della collisione. A mente dell’istante la responsabilità dell’accaduto doveva essere ricercata nel modo di guida del conducente _
il quale, senza valido motivo e al solo scopo di chicane, ha notevolmente ridotto la propria velocità così da sorprendere i veicoli che lo seguivano, in particolare il suo che si trovava in quarta posizione.
La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando l'esistenza di un nesso causale tra la manovra di rallentamento del conducente _ e la collisione tra l'istante e il veicolo _. A comprova di ciò ha allegato il fatto che nonostante la frenata di _, i due veicoli che lo seguivano (_ e _) sono riusciti ad adattare la loro andatura riducendo per tempo la velocità, ciò che permette di concludere alla colpa esclusiva dell’istante per non aver saputo mantenere una distanza e una velocità adeguate alle circostanze.
2.
Con il querelato giudizio il pretore ha concluso all’accoglimento dell’istanza ritenendo comprovati tutti i presupposti dell'art. 41 CO sul quale l'istante ha basato la propria pretesa risarcitoria; in particolare il pretore ha addebitato al modo di guida del conducente _ la colpa esclusiva della collisione.
3.
Con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 CPC lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare per aver accolto l'istanza, nonostante non sia dato il presupposto del nesso causale tra l’agire dell’automobilista _ e la collisione, nella quale egli non è neppure stato coinvolto.
Con osservazioni 10 gennaio 1997 la controparte postula la reiezione del gravame.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
121 I 114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).
5.
Controversa nella fattispecie è unicamente la questione relativa all’esistenza o meno di un nesso causale tra l’agire del conducente _, ossia la sua repentina manovra di rallentamento, e la collisione tra i veicoli _ e _.
Secondo l’art. 41 cpv. 1 CO, disposto invocato dall’istante a sostegno della sua pretesa e sul quale il pretore ha fondato il proprio giudizio, è tenuto a riparare il danno chi l’ha cagionato illecitamente.
È pacifica in concreto la colpa e il carattere illecito della manovra posta in atto dal conducente _ il quale, per sua stessa ammissione, ha sensibilmente ridotto la propria andatura al solo scopo di dare una lezione alla conducente _, ciò che costituisce una violazione dell’art. 12 cpv. 2 ONC secondo il quale le frenate improvvise sono permesse soltanto se nessun veicolo segue o in caso di bisogno. Simile comportamento, indipendentemente dal fatto di sapere se la velocità raggiunta da _ fosse di 80 km/h (come dallo stesso ammesso) o 50/60 km/h (secondo le indicazioni dalla teste _), ha indubbiamente creato una situazione di pericolo per gli altri utenti della strada (
Bussy & Rusconi
, Commentaire du Code suisse de la circulation routière, 1996, n. 1.3.3 ad art. 37).
Altrettanto incontestato è il danno, comprovato dalla fattura 23 aprile 1992 (doc. B).
Il nesso di causalità adeguata, richiesto dall’art. 41 CO, è dato allorché il comportamento del presunto danneggiante, esaminato secondo l’ordinario andamento delle cose e la comune esperienza, è di per sé atto a dar luogo o a favorire l’evento dannoso (
DTF
112 II 442;
Brehm
, Berner Kommentar, n. 122 segg. ad art. 41 CO;
Schnyder
, in Comm. di Basilea, 1996, n. 16 ad art. 41 CO)
Alla luce di queste indicazioni dottrinali e giurisprudenziali questa Camera non ritiene che a dipendenza della manovra di frenata del conducente _ (che procedeva in testa al gruppo) fosse oggettivamente prevedibile la collisione tra i veicoli _ (quarto veicolo) e _ (in terza posizione).
L’assenza del nesso causale è in particolare data dal fatto che i due veicoli che seguivano _ sono riusciti a reagire tempestivamente frenando e mantenendo una sufficiente distanza dal veicolo che li precedeva (cfr. deposizione _ e _). Ciò basta ad escludere la causalità della manovra del primo con il tamponamento tra il terzo e quarto veicolo. Aggiungasi che l’istante medesimo, interrogato dai competenti organi di polizia, ha inizialmente escluso tale nesso causale addebitando la causa della collisione al conducente _ per avergli improvvisamente ostruito la via immettendosi repentinamente sulla corsia di sorpasso per poi frenare altrettanto improvvisamente (cfr. verbale di polizia _).
Per quanto sconsiderata sia stata la manovra del conducente _, che di per sé costituisce persino un comportamento penalmente rilevante (
Bussy & Rusconi
, op.cit., n. 1.3.3 e 1.3.4 ad art. 37), ciò non basta a dimostrare il nesso causale tra la stessa e la collisione oggetto della presente vertenza.
Non potendo condividere l'applicazione del diritto operata dal primo giudice, v'è motivo per accogliere il ricorso in esame.
6.
Accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è tenuta a decidere il merito della controversia.

Considerations: