Decision ID: 522d2930-5c48-5aca-a59a-2c2f39055adb
Year: 2020
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto
in fatto: A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 23 gennaio 2017 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Mendrisio, PI 1
ha escusso RI 1 per l’incasso di fr. 400'000.–
oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2016 (indicando quale causa del credito il
“Contratto di mutuo. Debitore solidale con: RI 2 – _”
) e fr. 133'200.– oltre agli interessi del 5% dal 23 gennaio 2017 (per
“riconoscimento di debito”
).
B.
Con un ulteriore precetto esecutivo n. _ dell’UE di Mendrisio dello ste
sso giorno, PI 1 ha escusso anche PI 2
per
l’incasso di fr. 400'000.–
(indicando quale causa del credito il
“contratto di
mutuo. Debitore solidale con:RI 1 – _
”
), fr. 133'200.– (per
“riconoscimento di debito”
) e fr. 25'000.–
(per
“risarcimento danni
(art. 106 CO)”
), oltre agli interessi del 5% dal 1° gennaio 2016 per tutte e tre le pretese.
C.
Entrambi gli escussi hanno interposto opposizione totale ai rispettivi precetti esecutivi, ma il 22 giugno 2017 essi hanno versato all’escutente fr. 433'181.65 a saldo della prima pretesa.
D.
Nella causa a procedura ordinaria avviata il 23 gennaio 2018 da PI 1 nei confronti di RI 1 e RI 2, il 30 ottobre 2020 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, ha condannato i convenuti in solido a versare all’attore fr. 132'200.– oltre agli interessi del 5% dal 23 gennaio 2017. Entro tali limiti ha rigettato (in via definitiva) l’opposizione ai precetti esecutivi notificati nei loro confronti, ha accolto la domanda riconvenzionale di RI 2 accertando l’inesistenza della terza pretesa di fr. 25'000.– (per danni di mora) e ha posto le spese processuali dell’azione principale, di fr. 7'500.–, a carico dei convenuti in solido, tenuti a rifondere all’attore, sempre solidalmente, fr. 11'000.– per ripetibili, e ha posto le spese processuali della domanda riconvenzionale, di fr. 3'000.–, a carico dell’attore, obbligato a rifondere ai convenuti fr. 5'000.– per ripetibili.
E.
Il 4 novembre 2020 l’UE di Mendrisio ha emesso nei confronti di RI 1 un avviso di pignoramento per fr. 155'238.85, spese e interessi compresi, previsto per il 15 gennaio 2020 (
recte:
2021).
F.
Il giorno successivo l’UE di Lugano, nel cui circondario RI 2 aveva nel frattempo spostato il domicilio e quindi il foro esecutivo (art. 53 LEF), ha emesso la comminatoria di fallimento n. _ per fr. 133'200.– oltre agli interessi del 5% dal 23 gennaio 2017 e alle spese esecutive.
G.
Con ricorsi separati del 16 novembre 2020, RI 1 e RI 2 hanno impugnato i rispettivi provvedimenti appena menzionati, chiedendone l’annullamento, previo conferimento dell’effetto sospensivo, protestate spese e ripetibili.
H.
Con ordinanze del 23 novembre 2020, il presidente della Camera ha concesso effetto sospensivo a entrambi i ricorsi.
I.
Con osservazioni del 27 novembre 2020 PI 1 si è rimesso al giudizio della Camera in entrambi i procedimenti. Nelle sue del 10 dicembre 2020 l’UE di Mendrisio ha invece concluso per la reiezione del ricorso di RI 1, mentre l’UE di Lugano, con osservazioni del 1° dicembre 2020, si è rimesso al giudizio della Camera, pur ritenendo corretta l’immediata notifica della comminatoria di fallimento a RI 2.

Considerations:
Considerando
In diritto:
1.
Interposti all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica degli atti impugnati emessi il 4 novembre dall’UE di Mendrisio e il 5 novembre 2020 dall’UE di Lugano, i ricorsi sono in linea di principio ricevibili (art. 17 LEF). Vertendo su atti esecutivi analoghi emessi in esecuzioni promosse dallo stesso creditore contro debitori solidali, le due procedure di ricorso in oggetto possono essere congiunte (art. 5 cpv. 1 LPR e 76 cpv. 1 LPamm), pur conservando la loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
2.
L’unico rimedio giuridico contro le sentenze di rigetto dell’opposizione emesse in procedura
sommaria
(art. 80 segg. LEF) è, dal 1° gennaio 2011, il reclamo (art. 309 lett. b n. 3 e 319 lett. a CPC), che ha carattere straordinario e per legge non preclude né l’efficacia né l’esecuzione della decisione impugnata (art. 325 e 336 cpv. 1 lett. a CPC).
2.1
Prima di continuare l’esecuzione l’ufficio non è quindi tenuto a esigere dall’escutente un’attestazione di passaggio in giudicato o di esecutività né la prova della notifica all’escusso della sentenza di rigetto dell’opposizione (già prima del 2011: DTF 130 III 659 consid. 2.2; 126 III 479 segg.; sentenze del Tribunale federale 5A_78/ 2017 del 18 maggio 2017 consid. 2.2, della CEF 15.2011.101 del 20 dicembre 2011 pag. 2, massimata in RtiD 2012 II 901 n. 61c, dell’
Obergericht
bernese del 19 febbraio 2019, in BlSchK 2019, 224 seg., dell’
Obergericht
di Zurigo PS140079 del 4 giugno 2014
consid. 2 e dell’
Aufsichtsbehörde
di Basilea-Citta del 21 agosto 2013
in BlSchK 2014, 227). Tale deroga alla cifra n. 2 delle spiegazioni a tergo del modulo n. 4 “Domanda di proseguire l’esecuzione” permette di non aumentare in modo eccessivo il carico lavorativo delle Preture e delle Giudicature di pace – senza assoluta garanzia circa l’esattezza dell’attestazione, che può essere contestata (cfr. art. 9 CC) – e di non rallentare troppo il corso dell’esecuzione. I diritti dell’escusso sono salvaguardati con la facoltà garantitagli, da una parte, d’inoltrare un ricorso (art. 17 LEF) contro l’avviso di pignoramento e di evitare l’esecuzione del pignoramento chiedendo l’effetto sospensivo in virtù dell’art. 36 LEF (promemoria n. 11 dell’Ispettorato di esecuzione e fallimenti del luglio 2011 relativa alla verifica della domande di proseguire l’esecuzione dopo il 1° gennaio 2011), e dall’altra di presentare reclamo contro la decisione di rigetto e di chiedere l’effetto sospensivo (art. 325 cpv. 1 CPC), che se gli è concesso ne sospende l’esecutività (art. 336 cpv. 1 lett. a CPC) e pertanto anche il procedimento esecutivo (sentenza 5A_78/2017 già citata).
2.2
Nell’esecuzione
in via di fallimento
, invece,
ove l’opposizione sia stata rigettata in via provvisoria, la comminatoria di fallimento non può essere emessa prima che l’escutente dimostri che il termine per inoltrare l’azione di disconoscimento di debito è trascorso infruttuoso o che tale azione è stata ritirata o
definitivamente respinta (cfr.
DTF 101 III 41 seg.). Di fronte a una domanda di proseguire l’esecuzione
fondata su una sentenza di rigetto
provvisorio
dell’opposizione, qualora l’escusso sia una persona iscritta nel registro di commercio in una delle qualità previste dall’art. 39 LEF, prima di notificare la comminatoria di fallimento l’ufficio d’esecuzione deve verificare, invitando l’escutente a produrre le relative prove, che il termine per inoltrare l’azione di disconoscimento del debito è trascorso infruttuoso o che tale azione è stata ritirata o definitivamente respinta. Per contro, in caso di rigetto
definitivo
la comminatoria di fallimento va subito notificata non appena l’escutente ha presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione (
sentenza della CEF 15.2018.68 del 21 agosto 2018, consid. 4.1 e i rinvii; promemoria n. 11 già citato)
.
2.3
Nel riferirsi implicitamente alla giurisprudenza e al promemoria appena citati, gli UE di Mendrisio e Lugano non si sono avveduti che
la decisione di rigetto dell’opposizione presentata da PI 1
non è stata emanata, come invece indicato nel registro dell’UE di Mendrisio relativo all’esecuzione contro RI 1, in una procedura sommaria (art. 80 segg. LEF) bensì
ordinaria
(art. 79 LEF). Orbene, a differenza del reclamo (art. 325 CPC), l’appello
sospende per legge l’efficacia (regiudicata) e l’esecutività della decisione impugnata (art. 315 cpv. 1 CPC)
fino alla notifica della sentenza di appello, gli effetti della decisione essendo sospesi in ogni caso fino alla scadenza del termine d’appello (cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_714/2019 del 3 giugno 2020, la cui pubblicazione nelle DTF è prevista), fatta eccezione del caso in cui l’autorità giudiziaria superiore ha autorizzato l’esecuzione anticipata della decisione impugnata (art. 315 cpv. 2 e 336 cpv. 1 lett. b CPC). Quando l’opposizione è stata rigettata in via definitiva in una procedura ordinaria, l’ufficio d’esecuzione non può quindi emettere l’avviso di pignoramento o la comminatoria di fallimento prima della produzione di un’attestazione di esecutività della decisione impugnata (art. 336 cpv. 2 CPC) o di un’autorizzazione di esecuzione anticipata (art. 315 cpv. 2 CPC) in conformità della giurisprudenza citata in pre
cedenza e della
cifra n. 2 delle spiegazioni a tergo del modulo n. 4
(
Staehelin
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 33 ad art. 79 LEF;
Vock
in:
SchKG, Kurzkommentar, 2
a
ed. 2014, n. 15 ad art. 79 LEF)
.
2.4
Nella fattispecie in esame, gli UE hanno emesso i provvedimenti
impugnati prima della scadenza del termine d’appello di trenta giorni
(art. 311 cpv. 1 CPC) contro la sentenza 30 ottobre 2020 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3 (inc. OR.2018.16), notificata ai ricorrenti il 2 novembre 2020. L’avviso di pignoramento e la comminatoria di fallimento vanno pertanto annullati, tanto più che nel frattempo i ricorrenti hanno interposto appello alla decisione pretorile (comunicazione del 2 dicembre 2020). PI 1 allude invero alla facoltà del creditore di ottenere misure conservative come l’iscrizione di una restrizione del diritto di RI 1 di disporre dei suoi fondi (art. 101 cpv. 1 LEF) o un inventario dei beni di RI 2 (art. 162 LEF). L’adozione di misure del genere presuppone tuttavia che la decisione di rigetto sia esecutiva, ciò che non è il caso nella fattispecie. All’escutente è comunque riservata la possibilità di chiedere al
l’autorità
giudiziaria superiore l’autorizzazione di esecuzione anticipata della sentenza
appellata (sopra consid. 2.3), che se gli è concessa gli consentirà di esigere il pignoramento e l’emissione della comminatoria di fallimento – così come le relative misure conservative – prima della fine della procedura d’appello.
3.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).