Decision ID: b090fce7-7337-545c-949e-bc0571f06908
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con istanza 4 agosto 1994 l’avv. _ ha chiesto il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta dai signori _ e _ ai PE sopra menzionati loro notificati per il recupero dell’importo di fr. 1’000.- a saldo della parcella notarile emessa dall’istante in data 13 luglio 1993 per le mansioni svolte nell’ambito dello scioglimento e liquidazione della CE fu _ della quale facevano parte oltre ai convenuti anche i signori _ e _. Il saldo a favore del notaio e da ripartirsi tra i vari membri della CE ammontava a fr. 4’981.30.
All’udienza indetta per il contraddittorio, alla quale solo _ ha fatto atto di comparsa, questi si è opposto alla pretesa avversaria osservando di aver provveduto in data 5 agosto 1993 al saldo della parcella litigiosa con il versamento di fr. 1’990.65.
2
. Con sentenza 26 settembre 1994 il Giudice di pace del circolo della Magliasina, accertata l’esistenza di un valido titolo esecutivo al quale gli escussi non hanno opposto valide eccezioni ai sensi di legge, in particolare la prova dell’estinzione del debito, ha accolto l’istanza.
3.
Con atto ricorsuale del 12 ottobre 1994 i signori _, _ e _ hanno impugnato il giudizio di prima sede chiedendone l’annullamento. A fondamento del loro gravame i ricorrenti rimproverano al giudice di pace la violazione - nella presente procedura di rigetto - dell’art. 295 CPC per non essere stati riconvocati davanti a lui, stante l’assenza di due di essi all’udienza del 31 agosto 1994. Nel merito essi affermano di aver onorato la parcella notarile 13 luglio 1993 senza che il successivo scritto di rettifica del 14 ottobre 1993 possa essere assimilato ad una parcella notarile e quindi assurgere a titolo esecutivo.
Con osservazioni 3 novembre 1994 la controparte postula la reiezione del gravame.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale gli insorgenti fondano implicitamente il loro gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.
Secondo dottrina e giurisprudenza è arbitrario ciò che è manifestamente insostenibile, contrario alla logica ed in palese contrasto con gli atti, non è pertanto arbitraria la valutazione del giudice che sia giustificabile e si possa sostenere alla luce di un comune criterio di ragione seppure sia dubbia o opinabile (
Rep
1983 9, 1989 158;
DTF
109 II 171, 113 Ia 20, 114 Ia 27, 116 Ia 88 consid. 2b, 119 Ia 32 consid. 3).
5.
La censura di natura formale, vertente sulla violazione dell’art. 295 CPC per mancata riconvocazione delle parti all’udienza, è infondata.
Infatti, contrariamente alle allegazioni ricorsuali, alla procedura di rigetto dell’opposizione che ci occupa tornano applicabili gli art. 385 segg. CPC e non l’art. 295 CPC che regola invece le cause a procedura ordinaria inappellabile.
Secondo l’art. 387 cpv. 4 CPC se una parte non compare il giudice decide sulla base degli atti in suo possesso e sentita l’altra parte, se comparsa, senza indire una nuova udienza. Ciò significa che obbligo del giudice è unicamente quello di citare le parti all’udienza, ossia offrendo loro la possibilità del contraddittorio, dopo di che egli può procedere all’emanazione del proprio giudizio anche se nessuna di esse dà seguito alla citazione.
Inoltre, considerato a titolo abbondanziale che almeno uno dei convenuti ha partecipato all’udienza facendo valere le stesse contestazioni poi riproposte da tutti e tre i debitori in sede ricorsuale, la censura come tale, oltre ad essere infondata appare del tutto pretestuosa.
6.
Nella procedura di rigetto definitivo dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio in ogni stadio di causa se il titolo prodotto dall’istante possiede tutti i requisiti indispensabili perchè possa essergli riconosciuto carattere esecutivo ai sensi dell’art. 80 LEF (
DTF
113 III 9;
CEF
13.03.1990 in re S.AG/B.).
Questo esame tende ad accertare: l’identità tra il titolo indicato nel precetto e la documentazione prodotta, il suo carattere esecutivo, il benfondato di eventuali obiezioni opposte
dall’escusso nei limiti di quelle proponibili in base all’art. 81 LEF.
7.
Nel caso che ci occupa è pacifico che la parcella notarile prodotta dal notaio _ è parificata a titolo esecutivo, (art. 27 LTN), altrettanto pacifico è che l’esecutività del titolo come tale si estende a tutto il suo contenuto in particolare al saldo di fr. 4’981.30 dovuto in solido dai ricorrenti e dagli altri coeredi.
Trattandosi di una procedura sommaria di rigetto definitivo dell’opposizione compito del giudice è unicamente quello di accertare l’esecutività del titolo, condizione realizzata nella concreta fattispecie in considerazione del fatto che la parcella come tale non è stata contestata entro i termini di legge.
Spettava invece ai ricorrenti provare il verificarsi di una delle eccezioni di cui all’art. 81 cpv. 1 LEF, in particolare l’estinzione del debito nei confronti del notaio _, prova che essi non hanno fornito.
A titolo abbondanziale e con riferimento allo scritto 14 ottobre 1993 del notaio _ con il quale questi precisa un errore di trascrizione commesso nell’allestimento della sua parcella là dove avrebbe confuso la registrazione degli anticipi versati dalle parti _ e _, va rilevato che trattandosi di debitori solidali non è compito del giudice del rigetto verificare questioni di merito attinenti alle modalità di ripartizione del debito medesimo tra i vari debitori.
8.
Sulla base delle considerazioni sopra esposte il giudizio impugnato, corretto nella valutazione delle prove e nell’ applicazione del diritto, deve essere confermato.
9.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza, integrale dei ricorrenti (art. 148 cpv. 1 CPC).

Considerations: