Decision ID: 7b8d6031-e7df-5e85-bdd5-6baf42aeffec
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ in via di
realizzazione del pegno immobiliare emesso il 21 ottobre 2016 dall’Ufficio d’esecuzione (UE) di Lugano,
la PI 2 procede contro la PI 1 per l’incasso di un credito garantito da quattro cartelle ipotecarie al portatore gravanti dal 1° al 4° grado per complessivi fr. 3'641'000.– la particella n. _ RFD di _.
B.
Con avviso d’incanto pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale del _ l’UE di Mendrisio ha fissato il termine per le insinuazioni degli oneri fondiari al 13 dicembre 2018, il deposito delle condizioni d’asta e dell’elenco oneri dall’8 gennaio 2019 e l’incanto del fondo al 6 febbraio 2019.
C.
Il 4 dicembre 2018 RI 1 ha insinuato un credito di complessivi fr. 204'405.40 e il 12 dicembre 2018 un’ulteriore pretesa di fr. 57'000.–.
D.
L’8 gennaio 2019 l’UE di Mendrisio ha depositato l’elenco oneri, in cui non ha iscritto le pretese notificate da RI 1.
E.
Con scritto del 14 gennaio 2019 RI 1 ha comunicato all’UE di contestare l’elenco oneri, chiedendo di modificarlo e d’iscrivervi
le pretese da lui insinuate, come pure il contratto di manutenzione della proprietà ancora in vigore.
F.
Il 18 gennaio 2019 l’UE ha reso noto al ricorrente di non intendere inserire il suo credito nell’elenco degli oneri in quanto esso non è al beneficio di un’ipoteca legale iscritta nel registro fondiario e di non considerare il suo scritto del 14 gennaio 2019 come un formale ricorso.
G.
Con ricorso del 1° febbraio 2019 RI 1 chiede che nell’elenco oneri vengano iscritti sia i crediti da lui insinuati sia il contratto di manutenzione in essere con la proprietaria del fondo. Con decreto d
el 5 febbraio 2019 il presidente di questa Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo contenuta nel reclamo.
H.
Con osservazioni del 20 febbraio 2019 la PI 2 conclude per la reiezione del ricorso, come pure l’UE di Mendrisio nelle sue del 7 marzo 2019.

Considerations:
Considerato
in diritto: 1.
Il ricorso all’autorità di vigilanza dev’essere presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento contestato (art. 17 cpv. 2 LEF). A mente della PI 2 il ricorso di RI 1 è tardivo siccome l’elenco oneri è stato depositato a partire dall’8 gennaio 2019 e il ricorrente ne è venuto a conoscenza il 10 gennaio 2019. Tale opinione non può essere condivisa integralmente.
1.1
I
nfatti il 14 gennaio 2019, ossia nel termine di 10 giorni dal deposito dell’elenco degli oneri, RI 1
ha dichiarato all’UE di contestarlo, chiedendogli d’iscrivervi le pretese da lui insinuate come pure il contratto di manutenzione della proprietà (doc. E accluso al ricorso). Vero è che l’UE gli ha poi risposto di non ritenere il suo scritto un valido ricorso. Non spettava però all’Ufficio, bensì a questa Camera, nella sua veste di autorità cantonale di vigilanza, pronunciarsi sulla ricevibilità del ricorso, per tacere del fatto che la decisione dell’UE sarebbe comunque nulla, poiché non è motivata, siccome si limita a riportare il testo degli art. 17 LEF, 7 e 8 LPR senza specificare quali esigenze legali insanabili sarebbero state disattese nello scritto del 14 gennaio 2019.
1.2
Difatti quello scritto adempie ai requisiti formali di legge (scritto in italiano debitamente firmato), è indirizzato all’ufficio d’esecuzione che ha emesso l’elenco oneri contestato, indica le domande e contiene una motivazione sommaria (art. 7 cpv. 1-3 LPR). Ed esso non poteva considerarsi irricevibile solo perché non erano stati prodotti le copie del ricorso prescritte dalla legge (art. 7 cpv. 1 LPR), il provvedimento impugnato e la busta d’intimazione o altro mezzo per provare la data di notifica (art. 7 cpv. 4 lett. a-b), perché prima
si sarebbe dovuto fissare a RI 1 un termine perentorio, non superiore a quello di ricorso, per rimediare alle carenze menzionate, con la comminatoria che altrimenti l’atto non sarebbe stato preso in considerazione e il ricorso sarebbe stato dichiarato (dalla Camera) irricevibile (art. 7 cpv. 5 LPR). L’istruttoria del ricorso essendo ormai terminata, non è necessario avviare una tale procedura sanatoria.
Il (primo) ricorso è perciò da considerare tempestivo, mentre l’allegato del 1° febbraio 2019 è tardivo, quindi inammissibile.
2.
Nello scritto del
14 gennaio 2019 il
ricorrente si duole che l’UE non ha iscritto nell’elenco degli
oneri i crediti da lui notificati, mentre l’art. 36
del regolamento del Tribunale federale concernente la realizzazione forzata di fondi (RFF, RS 281.42)
non gli consentiva di modificarli o di contestarli. Fa valere tre crediti, uno di fr. 147'855.40 con interessi del 5% dal 16 gennaio 2016 (per lavori edili, manutenzione fino al 31 dicembre 2016, spese esecutive e giudiziarie e ripetibili, v. doc. B annesso al ricorso), che dice riconosciuto dal debitore, un secondo di fr. 56'550.– con interessi del 5% dal 4 dicembre 2018 (per diversi lavori eseguiti nel 2018), che gli conferirebbe il diritto di far iscrivere un’ipoteca legale degli artigiani, e un terzo
di fr. 57'000.– pari all’annualità del 2019 prevista dal contratto di manutenzione della proprietà (v. anche doc. C allegato al ricorso).
3.
G
iusta l’art. 36 cpv. 2 RFF,
l’ufficio d’esecuzione non può rifiutare l’iscrizione degli oneri che risultano dall’estratto del registro fondiario o che sono stati insinuati entro il termine, né modificarli, né contestarli e nemmeno esigere la produzione di prove. L’iscrizione di una pretesa tempestivamente notificata può tuttavia essere rifiutata qualora risulti manifesta l’assenza di un onere reale per il fondo, e nel caso di crediti che si asserisce garantiti da ipoteca legale quando risulti manifesta l’assenza di una base legale che li
ponga al beneficio della pretesa ipoteca (art. 36 cpv. 1 RFF; DTF 117 III 38 c. 3). Dubbi
sull’esistenza o sul quantum del credito
non autorizzano invece l’ufficio a respingerne l’inserimento
nell’elenco oneri (sentenza della CEF 15.2012.55 dell’11 giugno 2012,
consid. 2.1;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, 2000,
n. 45 i.f. ad art. 140 LEF). L’esame dell’ufficio deve infatti limitarsi alla questione di sapere se la pretesa insinuata, ammesso che esista nei termini indicati nell’insinuazione debba essere considerata, per sua natura, come un onere reale gravante il fondo da realizzare (
Kuhn
in: VZG-Kurzkommentar, 2011, n. 2 ad art. 36 RFF).
3.1
Nessuno dei crediti insinuati dal ricorrente risulta iscritto a registro fondiario sulla particella n. _ RFD di _ e il ricorrente non indica alcuna base legale per cui le sue pretese
sarebbero al beneficio di un’ipoteca legale esistente senza iscrizione nel registro fondiario. È quindi
manifesta l’assenza di un onere reale, ciò che autorizzava l’UE a non iscriverle nell’elenco degli oneri (art. 36 cpv. 1 RFF).
3.2
Che il ricorrente possa forse far iscrivere a registro fondiario un’ipoteca legale degli artigiani e imprenditori giusta l’art. 837 cpv. 1 n. 3 CC non muta la situazione. Si tratta infatti d’ipoteca legale indiretta (
Feuz
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 38 e 39 ad art. 140 LEF),
la cui iscrizione nel registro fondiario (entro i termini previsti dall’art. 839 cpv. 1 e 2 CC) assume carat
tere costitutivo per la sua stessa esistenza (
Steinauer
, Les droits
réels, vol. III, 4
a
ed. 2012, n. 2844 e 2860). Ora nella fattispecie, come già rilevato, a registro fondiario non risultava al momento del deposito dell’elenco oneri – e non risulta tutt’ora – alcuna ipoteca legale iscritta a favore di RI 1, motivo per cui le pretese del ricorrente non possono essere inserite nell’elenco degli oneri. Il ricorso va quindi respinto.
4.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).