Decision ID: 18eb0a94-8b80-5923-b40c-82769d632225
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che nell'ambito del fallimento della PI 2 il dott. RI 1 e l’avv. hanno inoltrato, in data 20 luglio 2004, all’CO 1 un’offerta di fr. 5'000.-- per l’acquisto in blocco dell’inventario della fallita;
che con lettera circolare 26 luglio 2004 l’CO 1 ha quindi invitato i creditori a formulare ulteriori offerte entro il 9 agosto 2004;
che in data 9 agosto 2004 la società PI 3 formulava un’offerta di fr. 6'000.-- per l’acquisto dell’inventario;
che l’CO 1 informava i creditori con lettera circolare 26 agosto 2004 dell’esistenza di tali offerte, comunicando inoltre che l’11 ottobre 2004 sarebbe stata indetta una licitazione privata tra le parti interessate;
che i beni sono stati aggiudicati, nel corso di tale licitazione privata, alla società PI 3 per l’importo di fr. 6'000.--;
che con ricorso 20 ottobre 2004 il dott. RI 1 insorge contro tale aggiudicazione, sostenendo di non essere stato a conoscenza della data della licitazione privata e di non aver ricevuto alcuna delle circolari inviate dall’CO 1 ai creditori;
che egli asserisce inoltre che l’offerta per l’acquisto dell’inventario della fallita era stata formulata a titolo personale e che l’avv. non era abilitato a rappresentarlo;
che egli postula quindi l’annullamento della licitazione privata;
delle osservazioni della PI 3 e di quelle dell’CO 1 si dirà, se del caso, in seguito;
che per l’art. 255a cpv.1 LEF nei casi urgenti o se non è stato possibile costituire una delle assemblee dei creditori, l’amministrazione può sottoporre proposte ai creditori per mezzo di circolare;
che tale metodo di consultazione dei creditori risulta essere la norma nell’ambito della liquidazione fallimentare in procedura sommaria, come nel caso di specie (cfr. art. 231 cpv.3 n. 3 LEF; Urs Lustenberger, Balser Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 29 ada rt. 231);
che di conseguenza l’CO 1 ha agito correttamente consultando i creditori per mezzo di circolare in merito alle modalità di vendita dell’inventario della fallita;
che i beni appartenenti alla massa sono realizzati per cura dell’amministrazione ai pubblici incanti o, se i creditori lo deliberano, a trattative private (cfr. art. 256 cpv.1 LEF);
che in concreto i creditori hanno accettato la proposta di realizzazione a trattative private dei beni della fallita, formulata dall’CO 1 con circolare 26 luglio 2004 quindi alla fattispecie non tornano applicabili, come erroneamente asserito dal ricorrente, né l’art. 257 LEF, né la circolare n. 7/1996 della CEF, non trattandosi di vendita ai pubblici incanti;
che le circolari 26 luglio e 26 agosto 2004 risultano essere state inviate all’avv. il quale ha formulato l’offerta d’acquisto dell’inventario unitamente al ricorrente;
che tale offerta è stata allestita con la carta da lettere dello studio legale del quale l’avv. è consulente, ed è stata firmata da entrambi gli offerenti;
che il ricorrente e l’avv. hanno quindi agito congiuntamente come si evince dal testo dell’offerta (“... i sottoscritti offrono l’importo di franchi cinquemila per l’acquisto dell’inventario del fallimento della società.”);
che l’unico recapito fornito dal ricorrente all’CO 1 è quello dello studio legale dell’avv.
che quindi l’CO 1 ha inviato le comunicazioni concernenti la vendita dell’inventario della fallita all’indirizzo fornito dagli offerenti in comune, avv. e dott. RI 1;
che di conseguenza l’organo di esecuzione forzata ha agito correttamente, né il ricorrente pretende di aver in qualche modo indicato all’ufficio un proprio recapito personale o professionale diverso dallo _;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20
a
, 231, 255a, 256 LEF; 61, 62 OTLEF;

Considerations: