Decision ID: 6508d007-da9c-5aac-85c8-cf7573d2315c
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto:
che con sentenza del 19 novembre 2003 il Tribunale comunale di _ (contea di Osijek-Baranja, Repubblica di Croazia) ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto a _ il 2 aprile 1972 da _ (1950) e _ (1952), cittadini croati;
che con istanza del 5 febbraio 2004 _ e _ hanno chiesto di riconoscere e dichiarare esecutiva tale sentenza in Svizzera;
che il giudice delegato di questa Camera ha convocato il 1° marzo 2004 le parti al dibattimento orale del 23 marzo successivo, ordinando la comparizione personale di entrambe;
che entro lo stesso termine il giudice delegato ha invitato le parti a produrre l'originale o una copia autenticata della sentenza straniera;
che al dibattimento orale del 23 marzo 2004 gli istanti hanno confermato la loro richiesta di delibazione;
che nulla osta pertanto all'emanazione del giudizio;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive nel Canton Ticino, secondo le norme del diritto internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 CPC);
che la relativa istanza è trattata nelle forme della procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);
che le sentenze straniere in materia di divorzio o separazione sono riconosciute in Svizzera, a norma dell'art. 65 LDIP, se sono pronunciate o vengono riconosciute nello Stato di domicilio, di dimora abituale o di origine di uno dei coniugi (cpv. 1), riservata l'ipotesi – estranea alla fattispecie – in cui la sentenza sia stata emessa in uno Stato di cui nessuno dei coniugi o soltanto il coniuge attore sia cittadino (cpv. 2);
che accanto all'art. 65 LDIP si applicherebbero – ove fossero più favorevoli al riconoscimento della sentenza – le convenzioni multilaterali o bilaterali ratificate dalla Svizzera, a cominciare da quella dell'Aia sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni, del 1° giugno 1970 (RS 0.211.212.3), nessuna delle quali però è stata firmata dalla Repubblica di Croazia;
che in ogni modo la sentenza in esame è stata pronunciata nello Stato di origine di entrambe le parti, sicché la competenza del tribunale estero era data già a norma dell'art. 65 cpv. 1 LDIP;
che, ciò premesso, rimangono da verificare gli altri requisiti della delibazione, in particolare il passaggio in giudicato della sentenza estera (art. 29 cpv. 1 lett. b) e il rispetto dell'ordine pubblico svizzero, sostanziale e processuale (art. 29 cpv. 1 lett. c, 27
cpv. 1 e 27 cpv. 2 LDIP);
che, come risulta dalla stampiglia apposta sulla seconda pagina del giudizio prodotto dai richiedenti dinanzi a questa Camera, la sentenza di divorzio ha acquisito carattere definitivo (“la decisione è valida”) il 19 novembre 2003, giorno della sua emanazione, entrambe le parti avendo rinunciato a ricorrere;
che, invero, il tribunale croato ha pronunciato la sentenza di divorzio “dopo la conclusione del dibattimento principale a porte chiuse ed in presenza del proponente [_] e il patrocinatore avv. _, in assenza della proponente [_]” (sentenza, pag. 1 in alto);
che tuttavia _ ha dichiarato davanti a questa Camera, nel corso del dibattimento tenutosi il 23 marzo 2004, di essere stata a conoscenza dell'udienza relativa al dibattimento principale, ma di non avervi partecipato poiché la sua presenza in aula non era necessaria;
che, per il resto, le parti hanno confermato separatamente e poi insieme dinanzi a questa Camera di postulare il riconoscimento della sentenza di divorzio;
che in siffatte circostanze non può farsi questione di contrarietà all'ordine pubblico processuale svizzero;
che la sentenza in questione non appare contraria nemmeno all'ordine pubblico sostanziale, sebbene il tribunale croato si sia limitato a sciogliere il matrimonio senza nulla disporre in merito alla liquidazione del regime dei beni o ad altre conseguenze del divorzio (
Dutoit,
Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 3a edizione, n. 3 ad art. 65 LDIP);
che, per finire, l'istanza dagli interessati merita accoglimento;
che, non essendovi alcun “soccombente” (nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC), gli oneri dell'attuale procedura vanno solidalmente a carico delle parti;
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,