Decision ID: f7a4d911-5797-53c2-9df3-1ecb67fda92d
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
La presente vertenza trae origine da un incidente della circola–zione avvenuto il 3 novembre 1997 a _, all’interno della rotonda che costituisce l’intersezione tra via _ e via della _. La collisione – che ha causato solo danni materiali – è avvenuta tra il veicolo guidato da _ e quello condotto da _ assicurato per la RC presso la _ (_. Con istanza 11 settembre 1998 _convenuto in giudizio _ e _ al fine di ottenere il pagamento di fr. 3’235.40 oltre accessori, importo corrispondente al danno complessivo subito a seguito della collisione (doc. C e D). In merito alla dinamica dell’incidente l‘istante sostiene di essere stata investita dal veicolo _, proveniente dalla sua destra e quindi debitore della precedenza nei confronti del suo veicolo che già si trovava all’interno della rotonda, mentre stava uscendo da quest’area.
I convenuti si sono opposti alla pretesa avversaria addebitando alla spericolata manovra dell’istante la causa della collisione. Essi rimproverano in particolare a quest’ultima di essersi immessa nella rotonda a velocità inadeguata e per di più passando al centro della rotonda medesima, manovra questa che ha sorpreso il convenuto che già si trovava all’interno della rotonda come confermato dal _ i. In merito all’ammontare del danno i convenuti contestano la data di decorrenza degli interessi nonché l’importo di fr. 518.80 esposto a titolo di spese legali preprocessuali, spese non provate e neppure necessarie. In via riconvenzionale il convenuto ha fatto valere una pretesa di fr. 500.– per i danni dallo stesso subiti a dipendenza dell’incidente.
2.
Con il querelato giudizio il pretore, basandosi sulle risultanze istruttorie e in particolare sul punto di collisione dei due veicoli –ammesso dai protagonisti nella parte anteriore sinistra del veicolo _ e nella parte posteriore della fiancata destra del veicolo _– ha addebitato al convenuto la causa dell’incidente, per aver ostacolato il diritto di precedenza di cui beneficiava l’istante che già si trovava nella rotonda. Il pretore non ha per contro ritenuto attendibile, siccome contraddittoria circa il punto di collisione dei veicoli, la testimonianza _ sulla base della quale i convenuti addebitano all’istante la responsabilità dell’accaduto per essersi immessa nella rotonda a velocità inadeguata investendo il veicolo _ che vi era giunto prima del suo arrivo.
Per quanto attiene al danno fatto valere in giudizio, il primo giudice l’ha riconosciuto integralmente anche per quanto attiene alle spese di patrocinio preprocessuale (esclusa essendo l’esistenza di un’assicurazione di protezione giuridica), ritenendo l’assistenza del legale giustificata e la nota adeguata.
3.
Con il presente tempestivo gravame _ e _ sono insorti contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base dei titoli di cassazione di cui alle lettere f) e g) dell’art. 327 CPC. I ricorrenti rimproverano al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, in particolare per essersi discostato dalla testimonianza _ ritenendola inaffidabile unicamente a dipendenza di un’inesattezza in merito al punto d’urto dei due veicoli. A mente dei ricorrenti una corretta valutazione di questa prova, che evidenzia chiaramente la responsabilità dell’istante per essersi immessa nella rotonda a velocità inadeguata e senza prestare attenzione al veicolo _ che già si trovava all’interno di quest’area, avrebbe dovuto portare alla reiezione della pretesa avversaria e al conseguente accoglimento della domanda riconvenzionale.
Con osservazioni 8 luglio 1999 la controparte postula la reiezione del gravame.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere assunte le censure ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
122 III 316 consid. 4a).
5.
Secondo l’art. 61 cpv. 2 LCS in presenza di un incidente della circolazione con soli danni materiali, il detentore di un veicolo a motore coinvolto ha l’onere processuale di provare la colpa o la temporanea incapacità di discernimento del detentore dell’altro veicolo o di una persona per la quale questi è responsabile o un difetto del veicolo della controparte.
Sulla base di questa regola fondamentale, spettava quindi all’istante provare che la causa della collisione era da ricercare nel modo di guida del coprotagonista (per non averle concesso la precedenza all’interno della rotonda), rispettivamente a quest’ultimo provare la colpa dell’istante (per essersi immessa nella rotonda a velocità inadeguata e senza prestare la necessaria attenzione al suo veicolo che già si trovava in quest’area).
6.
L’attribuzione della colpa all’uno o all’altro dei conducenti è una questione di valutazione delle prove nell’ambito della quale il giudice gode di ampio potere di apprezzamento (art. 86 LCS), ritenuto in ogni caso che egli deve procedere a un esame accurato e oggettivo di tutti gli elementi pertinenti, delle prove e degli indizi di cui dispone, al fine di giungere a una soluzione adeguata alle circostanze e giustificata dalle risultanze istruttorie. Confrontato a versioni tra loro discordanti, il giudice è tenuto a operare una scelta intesa a stabilire a quale di queste debba essere riconosciuta maggiore credibilità.
Nella fattispecie, la conclusione del primo giudice, che ha ritenuto provata la colpa del convenuto e non quella dell’istante, non è arbitraria in quanto trova riscontro nelle risultanze istruttorie. Le stesse permettono infatti di dar maggior credito alla versione fornita dall’istante piuttosto che a quella proposta dai convenuti. A prescindere dall’esattezza o meno del verbale allestito dagli agenti di polizia accorsi sul luogo dell’incidente (che al punto 12.17 conclude alla violazione da parte del convenuto del segnale di precedenza), a sostegno della versione dell’istante vi è un dato certo rappresentato dal punto di collisione dei due veicoli, che i protagonisti confermano essere avvenuta tra la parte posteriore della fiancata destra del veicolo _ e quella anteriore sinistra del veicolo _o, ciò che comprova che al momento dell’urto il veicolo dell’istante precedeva quello del convenuto e non viceversa.
Per contro, l’unica prova a sostegno della tesi difensiva dei convenuti è la deposizione del _ sulla cui attendibilità e rilevanza è incentrato tutto l’allegato ricorsuale. Il teste ha sostenuto essere stato il convenuto ad immettersi per primo nella rotonda per poi essere investito dall’istante, deposizione che il primo giudice non ha considerato e che non è neppure verosimile alla luce dell’ effettivo punto di collisione dei veicoli. Il fatto per il primo giudice di essersi distanziato da questa testimonianza è giustificato in particolare dalla descrizione dell’incidente che appare troppo diversa dall’esito dello scontro: egli infatti ha dichiarato che la vettura _, sopraggiunta da sinistra quando _ già si trovava nella rotonda, l’avrebbe investito frontalmente, urtando “la fiancata anteriore sinistra della vettura _ ”. Ciò che, osservati i punti d’urto sui due veicoli, appare come la descrizione di un altro incidente.
Ne discende che mentre la violazione delle norme della circolazione è chiaramente emersa a carico del convenuto, con particolare riferimento alla manovra di immissione nella rotonda che questi, siccome proveniente da destra rispetto al senso di marcia dell’istante, avrebbe dovuto effettuare accordando la precedenza al veicolo _ che lo ha preceduto nella manovra di attraversamento della rotonda (art. 41b cpv. 1 ONC;
Bussy & Rusconi
, Code suisse de la circulation routière, 1996, n. 3.2.3 ad art. 36 LCS), lo stesso non si può dire per quanto concerne l’istante. A carico di quest’ultima i convenuti non sono infatti riusciti a provare nessuna colpa: a dipendenza di quanto considerato a proposito del _, è sostenibile avere almeno qualche ragionevole dubbio sull’attendibilità della sua affermazione relativa alla velocità dell’istante (“Secondo me è entrata con una velocità inadeguata”). Pertanto, non disponendo di altri elementi, la tesi dei convenuti non risulta provata.
Da ultimo, con riferimento alla pretesa violazione da parte del primo giudice del principio dell’affidamento di cui all’art. 26 LCS, va ricordato che l’onere della prova che compete all’istante è quello della colpevolezza della controparte e non della sua assenza di colpa (
Bussy & Rusconi

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