Decision ID: 54d02371-8477-571e-9bde-907beee9b672
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto
che con la petizione l’attore ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 147’138.91 oltre interessi in rimborso di mutui e anticipi fatti in suo favore stanti i pregressi rapporti di amicizia;
che il convenuto il 26 gennaio 1998 vi si è opposto con il proprio allegato di risposta, in cui, oltre ad esprimersi sul merito della vertenza, ha preliminarmente eccepito l’incompetenza territoriale del giudice adito e la litispendenza (in seguito cosa giudicata, stante l’emanazione nel frattempo della sentenza italiana), conseguente all’esistenza di una precedente causa per la medesima pretesa avanti al Tribunale di Como;
che l’udienza preliminare del 28 aprile 1999 è stata limitata alla trattazione delle predette eccezioni;
che nel giudizio impugnato il Pretore, accogliendo entrambe le eccezioni, ha respinto la petizione gravando il procedente della tassa di giustizia di fr. 3’500.-- e di un’indennità di fr. 11’800.-- per ripetibili;
che con l’appello che ci occupa l’attore contesta sia l’ammontare della tassa di giustizia, nella cui determinazione il Pretore avrebbe ecceduto nel proprio potere di apprezzamento, che quello delle ripetibili, che ritiene ingiustificato alla luce della corretta applicazione della TOA;
che il convenuto con le osservazioni dell’8 luglio 1999 si oppone al gravame;

Considerations:
Considerato
in diritto
che nella determinazione della tassa di giustizia il Pretore gode di un vastissimo margine di apprezzamento;
che per costante giurisprudenza la tassa di giustizia è deducibile in appello (
II CCA
1° giugno 1993 in re L./L. e V.;
Cocchi/Trezzini
, CPC, ad art. 148, n. 17), ma il potere di verifica dell’autorità di appello è limitato al caso di eccesso o abuso da parte del Pretore del suddetto potere di apprezzamento (
II CCA
17 luglio 1996 in re C./M.;
I CCA
6 novembre 1995 in re B./C. e llcc., giurisprudenza che ha precisato quella di cui in:
Cocchi/Trezzini
, opera citata, ad art. 148, n. 15);
che in particolare a fronte di un elevato valore di causa la tassa di giudizio va adeguatamente moderata per mantenersi in un rapporto ragionevole con la complessità della causa e l’impegno richiesto al Tribunale (
DTF
120 Ia 175, consid. 4;
I CCA
9 dicembre 1998 in re S./S.);
che in concreto la determinazione della tassa di giustizia in fr. 3’500.-- appare effettivamente eccessiva alla luce delle circostanze del caso;
che un importo di fr. 2’500.-- risulta maggiormente consono ai suesposti principi;
che il Pretore ha attribuito fr. 11’800.-- di ripetibili, corrispondenti a circa l’8% del valore di causa;
che tale determinazione, contrariamente all’opinione dell’attore, non risulta essere stata influenzata da considerazioni attinenti alla pretesa temerità della lite ai sensi dell’art. 152 CPC, norma inapplicabile nella fattispecie;
che è corretta l’argomentazione per cui in presenza di una lite terminata per l’accoglimento di un’eccezione preliminare l’ammontare delle ripetibili va calcolato in applicazione della nota formula che media l’onorario ad valorem con quello ad horam (
II CCA
23 ottobre 1997 in re C./W.);
che il convenuto non si è limitato all’esposizione e alla trattazione delle eccezioni, ma ha comunque affrontato il merito della lite;
che il suo dispendio di tempo per la trattazione della causa in prima sede può perciò essere stimato in circa 15 ore;
che l’onorario di fr. 300.-- all’ora proposto dall’attore appare adeguato alle circostanze della fattispecie, dal che un onorario ad horam di fr. 4’500.--;
che l’onorario ad valorem ammonterebbe ai fr. 11’800.-- attribuiti dal Pretore (8% del valore di causa);
che il corretto importo delle ripetibili ammonta perciò a fr. 6’500.--;
che l’appello va di conseguenza parzialmente accolto;
che le spese di questa procedura vanno suddivise tra le parti, con compensazione delle ripetibili di appello (art. 148 CPC);