Decision ID: fb8fa144-b5a9-59ea-ae54-a44899d9be71
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto: A.
Sulla scorta dei precetti esecutivi n. _ e _ emessi il 18 aprile 2017 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Mendrisio, la Confederazione Svizzera e lo Stato del Canton Ticino procedono contro RI 1 per l’incasso rispettivamente dell’imposta federale diretta per il 2013 di fr. 18'786.35 oltre agli interessi del 3% su fr. 18'850.35 dal 14 gennaio 2017 e dell’imposta cantonale per il 2013 di fr. 38'089.15 oltre agli interessi del 2.5% su fr. 36'754.80 dal 14 gennaio 2017. Le esecuzioni sono state promosse a convalida dei sequestri n. _ e _ del 19 gennaio 2017 vertenti sulla quota di comproprietà di
50
/
100
della particella n. _ RFD _, intestate all’escusso.
B.
Visto il carattere fiscale dei crediti posti in esecuzione e il domicilio all’estero dell’escusso, i verbali di sequestro e i precetti esecutivi sono stati pubblicati il _ sul Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC n. _) e sul Foglio ufficiale cantonale (FUC n. _), previa comunicazione scritta del 18 aprile 2017 al domicilio di RI 1 in via _ a I-_, ritornata dalla posta italiana all’UE con la menzione
“il destinatario è trasferito”
.
C.
Non avendo l’escusso interposto opposizione, il 1° giugno 2017 gli enti escutenti hanno chiesto la prosecuzione delle esecuzioni e il _ l’UE di Lugano ha pubblicato gli avvisi e i verbali di pignoramento sul FUSC n. _ e sul FUC n. _
, previa comunicazione scritta del 25 settembre 2017, sempre al domicilio italiano dell’escusso, recapitata il 2 ottobre 2017.
D.
Con
“istanza di annullamento”
(recte: ricorso) del 9 ottobre 2017, RI 1
chiede che, previo conferimento dell’effetto sospensivo,
venga accertata la nullità degli avvisi e dei verbali di pignoramento. Il 20 ottobre 2017, il presidente della Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo. Nelle loro osservazioni rispettivamente del 30 ottobre e del 14 novembre 2017, sia i procedenti sia l’UE hanno postulato la reiezione del ricorso.

Considerations:
considerando
in diritto:
1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla pubblicazione de
gli avvisi di pignoramento e del verbale di pignoramento
impugnati, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
Il ricorrente allega di essere detenuto presso il carcere di _ dal 5 dicembre 2014 e si lamenta che, malgrado le autorità cantonali ne fossero a conoscenza (tramite il Ministero pubblico del Cantone Ticino nell’ambito della procedura di assistenza
internazionale in materia penale con l’Italia), i solleciti e le notifiche d’imposta,
così come la decisione finale d’imposizione d’ufficio, siano state presumibilmente notificati al suo precedente domicilio di _ e non al suo patrocinatore, al suo domicilio in Italia, ai suoi famigliari o per mezzo di pubblicazione agli albi ufficiali.
2.1
Intanto, le autorità inquirenti e giudicanti penali sono vincolate al segreto sui fatti di cui vengono a conoscenza nell’esercizio della loro attività ufficiale (art. 73 cpv. 1 CPP), di regola anche nei confronti delle altre autorità (cfr. art. 75 CPP), segnatamente fiscali, se non nel quadro di una procedura di assistenza su richiesta dell’autorità fiscale o di comunicazioni da parte dell’autorità penale di dati pertinenti ai fini fiscali (art. 112 LIFD, RS 642.11). Non si può quindi presumere che le autorità fiscali ed esecutive svizzere fossero a conoscenza dell’incarcerazione del ricorrente o del suo nuovo domicilio, né egli fornisce indizi che così fosse. Sarebbe invece spettato a lui, se del caso per il tramite del suo patrocinatore, d’informare almeno il controllo degli abitanti in merito al suo nuovo domicilio in Italia o al recapito del suo
legale. Senza contare che di per sé il suo collocamento in un penitenziario non costituiva un nuovo domicilio (cfr. art. 23 cpv. 1 CC).
2.2
D’altronde, RI 1 non contesta la regolarità della notifica
degli atti esecutivi emessi dall’UE di Mendrisio. A ragione. Trattandosi di atti relativi a crediti di diritto pubblico, in effetti, non era possibile notificarli all’estero in conformità delle norme
della Convenzione dell’Aia del 15 novembre 1965 relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti giudiziari e extragiudiziari in materia civile o commerciale (CLA65, RS 0.274.131)
(
DTF 94 III 37 consid. 2; 96 III 65 consid. 1; sentenza della CEF 15.2007.120 del 31 marzo 2008
, consid. 2 e riferimenti citati). La notificazione poteva quindi perfezionarsi soltanto in via edittale nel senso dell’art. 66 cpv. 4 n. 3 (eventualmente n. 1) LEF (
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, 1999,
n.
20 ad art. 34 LEF;
Erard
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 11 ad art. 34 LEF
), com’è poi effettivamente avvenuto (sopra ad B e C). La
trasmissione per posta al ricorrente della copia degli atti aveva valore puramente informativo, sicché il mancato recapito postale dell’avviso di notifica dei
verbali di sequestro e dei precetti esecutivi
(sopra ad B) non ha nociuto alla validità della notificazione edittale (sentenza della CEF 15.2017.17 del 14 marzo 2017 consid. 2.2).
2.3
Siccome RI 1 non ha interposto opposizione entro il termine di 20 giorni (giusta l’art. 33 cpv. 2 LEF) indicato sulle pubblicazioni del _ (sopra ad B), risultano validi anche gli avvisi e i verbali di pignoramento, regolarmente notificati mediante pubblicazione del _ e recapitati, questa volta, all’indirizzo di _ il 2 ottobre 2017 (sopra ad C).
3.
Il ricorrente afferma inoltre di avere sollevato la nullità delle decisioni di tassazione d’ufficio delle imposte cantonale e federale
per il 2013, emanate il 9 marzo 2016, e chiede di accertare la nullità di tutti gli atti esecutivi consecutivi all’emanazione di quelle decisioni.
A parte il fatto che dall’
“istanza di accertamento di nullità”
acclusa al ricorso (allegato 5) non si evince neppure a quale autorità la stessa è stata indirizzata, ad ogni modo la procedura in questione non è d’immediato rilievo per l’esito del presente giudizio. In diritto esecutivo svizzero, infatti, il pignoramento o il fallimento non è vincolato a un preventivo accertamento
giudiziario o amministrativo nel merito del credito posto in esecuzione (v. FF 1991 III 4-5). Un simile esame interviene solo se l’escusso interpone opposizione. Nel caso contrario, come verificatosi nella fattispecie, l’esecuzione continua il suo corso sino alla realizzazione quand’anche
il creditore non possa prevalersi di alcun titolo esecutivo oppure si valga di un titolo non valido o nullo, fatti salvi i casi di esecuzioni manifestamente abusive (art. 2 cpv. 2 CC) oppure di sospensione o di annullamento dell’esecuzione decretati dal giudice in virtù degli art. 85 o 85
a
LEF.
3.1
Nel caso specifico, la nullità delle decisioni fiscali non è manifesta. Esse sono infatti state notificate al domicilio ufficiale del ricorrente a _. Egli non pretende di aver annunciato il cambiamento di domicilio né allega che il suo coinquilino, _, non gliele abbia trasmesse né che non sarebbe stato tenuto a trasmettergliele o a informare l’autorità fiscale del cambiamento.
3.2
Nelle predette circostanze, spetterà alle autorità fiscali qualora siano adite
da RI 1
con l’istanza di
“accertamento di nullità”
statuire in merito. In caso di accoglimento
dell’istanza, l’autorità fiscale stessa (se si dovesse ragionare per analogia
con l’art. 79 LEF) o il giudice civile competente (art. 1 lett. c e 198 lett. e n. 2 CPC) annullerà l’esecuzione in virtù dell’art. 85
a
LEF, giacché l’accertamento della nullità di una decisione fiscale comporta in sé l’accertamento dell’inesistenza del credito fondato su tale decisione.
4.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).