Decision ID: 06b7ecbb-0da2-5d4c-9a3f-48aea5a1b0d6
Year: 2003
Language: it
Court: TI_TCAS
Chamber: TI_TCAS_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: social_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
1.1. _, classe 1945, in data 17 luglio 2000 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. AI _).
Ritenuta la presenza di diverse patologie, l’UAI ha sottoposto l'assicurato ad una perizia pluridisciplinare eseguita dal SAM.
Sulla base del referto 14 marzo 2002 - e rispettivo complemento 28 agosto 2002 - del SAM, per decisione formale 5 dicembre 2002, preavvisata il 24 settembre 2002, l’amministrazione ha respinto la domanda di prestazioni in osservando:
"
(...)
In considerazione degli atti medici acquisiti all'incarto risulta che il danno alla salute, di cui lei è portatore, comporta un'incapacità al lavoro, e di conseguenza al guadagno, pari al 30%.
Provvedimenti professionali non sono indicati.
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno la forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14.4.1998 in re O.B. inedita, STFA del 28.11.1996 in re G.F. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss del Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332).
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, occorre tener conto del fatto che nel dubbio il medico di fiducia attesta a favore del proprio paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung del Bundesgerichts im Sozialversicherungsrechts, Zurigo 1997 p. 230)." (Doc. AI _)
1.2. Tempestivamente insorto contro la decisione amministrativa, l'assicurato, rappresentato dall'avv. _, ha chiesto il riconoscimento di una mezza rendita d'invalidità.
Queste le motivazioni del gravame:
"
(...)
1. Il signor _ è cittadino svizzero domiciliato a _.
Con lui vivono i figli _ e _, nati dalla sua unione coniugale con la moglie _.
Come già emerge dall'incarto AI, del quale si chiede il richiamo presso il competente ufficio, i problemi familiari con la moglie si sono notevolmente accentuati. Le parti vivono ora separate e sono in procinto di inoltrare una procedura di divorzio.
Visto anche questo particolare momento di difficoltà personale, le parti infatti sono state convocate dal Servizio medico psicologico di _ per valutare l'affidamento dei figli, il signor _ è ultimamente entrato in depressione.
I figli sono infatti praticamente cresciuti con il padre, il quale ora evidentemente ne chiede l'affidamento, affidamento richiesto anche dalla madre unicamente per percepire gli assegni integrativi.
2. Dal punto di vista professionale, il signor _, dopo aver frequentato le scuole elementari, le maggiori e l'avviamento professionale, ha ottenuto il diploma di montatore sanitario e gasista, lavoro che ha saltuariamente svolto in passato.
Anche dall'incarto, infatti, risultano i frequenti cambiamenti di lavoro del signor _, segno di evidente inadattamento sociale.
Durante un soggiorno in _, ha conosciuto la signora _, dalla quale ha avuto un primo figlio, ed un secondo dopo il matrimonio qui in _.
L'ultima attività da lui svolta è stata quella di lavapiatti presso la Casa di riposo per anziani, _. Trattavasi di un programma occupazionale nell'ambito della LADI.
Egli infatti, dopo essere rientrato dal _, non ha praticamente più esercitato la sua professione, soprattutto per mancanza di adeguati aggiornamenti professionali.
Al momento del danno alla salute, a seguito del quale il signor _ si è trovato impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa, l'assicurato era disoccupato e lavorava quale lavapiatti, in quanto non riusciva già allora a trovare un lavoro nel suo settore di competenza professionale.
3. Per quanto attiene alla situazione di salute del signor _, vale la pena ricordare, come risulta a pag. 3 della perizia pluridisciplinare emessa dal Servizio accertamento medico dell'assicurazione invalidità, Ospedale regionale _ e _, che il signor _ è già stato scartato dal servizio militare nel 1976 per mal di schiena.
Attualmente il signor _ soffre di lombosciatalgia maggiore a destra e a sinistra, comportante dei dolori tutti i giorni, che si accentuano notevolmente appena cammina un po' o porta dei pesi.
Dalle perizie mediche componenti la perizia pluridisciplinare, risulta che _ ha pure un sovrappeso di ca. 30 kg, sovrappeso che certamente influisce negativamente suoi dolori lombari di cui soffre sempre.
4. Psichiatricamente, il dr. _, con perizia 28.02.2002 definisce il signor _ come "
una persona che non si adatta, ma si caratterizza piuttosto come una persona irrequieta, alla ricerca di un benessere personale, familiare e sociale, conducendo una vita improvvisata
[
...
]
. Si tratta di una persona che ha pure fatto uso di sostanza alcoliche
".
Già dalla summenzionata perizia del dr. _, risulta: "
Sarà ben difficile di proporre all'assicurato un'integrazione professionale al di fuori delle sue acquisite competenze. Altre attività potrebbero essere svolte: ma un orientamento in questo senso necessita di un'approfondita investigazione orientativa professionale, che tenga conto dei problemi psichici sovraesposti, come pure della natura evolutiva dei suoi disturbi somatici
".
5. Dalla perizia reumatologica del dr. _ di data 01.03.2002, risulta che: "
L'assicurato mostra lombalgie croniche di carattere squisitamente meccanico. Clinicamente vi è una diminuzione del 50% della mobilità dorsolombare
[
...
]
. Le alterazioni statiche degenerative lombari limitano il paziente in misura minore per attività da pesanti a mediamente pesanti, particolarmente se questi richiedono movimento di flessione, estensione e rotazione ripetute del tronco. Non vi è alcuna limitazione in attività leggere.
Abilità al lavoro: dal punto di vista reumatologico teorico, in attività pesanti l'assicurato è inabile al lavoro nella misura del 30%. In attività mediamente pesanti, adatte e che evitano movimenti di flessione, estensione o rotazione ripetuta del tronco, l'assicurato è inabile al lavoro nella misura del 20%. In attività leggere e adatte, l'assicurato è totalmente abile al lavoro, non vi è alcuna limitazione riguardo agli arti superiori
".
In sostanza, il dr. _ giudica il signor _ abile al lavoro al 100%, indicando alcune possibili mansioni:
- lavoro di venditore, gerente di un chiosco, guardiamo in un museo, benzinaio, agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe condizioni (per es. nell'industria dolciaria).
6. Ora, nelle citate perizie, non c'è chi non veda come dalla perizia del dr. _, il signor _ risulta abile al lavoro, ma dall'altra parte il dr. _ dichiara che egli difficilmente possa essere integrato professionalmente al di fuori delle sue acquisite competenze.
Sta di fatto che il signor _ detiene un diploma di montatore sanitario, seppure in realtà, nella sua vita, ha lavorato sempre come manovale, montatore in telefonia, operaio in telefoni, manovale edile o tubista saldatore, lavori quindi tutti che non possono essere definiti come attività leggere, ma bensì come attività pesanti, per le quali è necessario sollevare e spostare pesi, flettersi e girare il tronco; trattasi di lavori per i quali un ottimo stato di salute è d'obbligo, sia fisico che mentale.
Il dr. _, nella sua perizia, per definire il signor _ abile al lavoro tra il 70 % e il 100 %, evidenzia che l'assicurato per essere definito abile al lavoro deve evitare movimenti di flessione ed estensione o rotazione ripetuta del tronco.
Questo sta a significare che il signor _ non può più svolgere nessuna delle attività da egli già svolte in passato, in quanto sono sempre necessarie la flessione, l'estensione e la rotazione del tronco.
7. L'asserita perplessità dell'assicurato all'idea di una ripresa lavorativa, conformemente all'attività segnalata dal dr. _, va valutata in funzione del tipo di attività ad egli proposto.
È infatti difficile, per una persona che viene descritta nella perizia del dr. _ (psichiatra) con le seguenti asserzioni:
-
l'affettività è caratterizzata da impulsività, irritabilità e di iperemotività
-
non appare in grado di assumere le proprie responsabilità verso le sue incombenze sociali, familiari e lavorative
- diagnosi di disturbo di personalità, contatti antisociali
pretendere che la stessa possa procedere ad una riqualifica professionale tale da permettergli di esercitare un nuovo lavoro a tempo pieno.
È infatti estremamente difficile, ad una persona con simile profilo psichiatrico, proporre un lavoro quale venditore, gerente di un chiosco o benzinaio, poiché trattasi di lavori tutti a stretto contatto con la gente. Oltretutto, per i primi due tipi di attività, il signor _ non avrebbe nemmeno le conoscenze professionali e la relativa capacità.
Il fatto poi di poter eventualmente lavorare come guardiano di un museo, va valutato dal punto di vista economico e del modo del lavoro, nel senso se effettivamente di simili posti di lavoro ne esistano ancora.
Il lavoro quale agente della Securitas non è certamente adatto a persone con profili sociali difficili. Oltretutto _ è limitato nei movimenti e non può stare in piedi a lungo, ciò che è certamente richiesto con questo lavoro.
Ora, vista l'incongruenza tra le due perizie summenzionate, da una parte il dr. _ che propende per un reinserimento professionale e dall'altra il dr. _ che lo esclude, si chiede che l'assicurato venga ammesso al beneficio di una mezza rendita di invalidità." (Doc. _)
1.3. Con risposta di causa 13 gennaio 2003 l’amministrazione ha postulato la reiezione del gravame, rilevando:
"
(...)
2.
AI fine di accertare il diritto dell'assicurato alla prestazione richiesta, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità ha assunto il rapporto medico 31 agosto 2000 del medico curante dr. _ (doc. _ inc. AI), il rapporto medico psichiatrico 28 febbraio 2002 del Dr. _ (sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico cardiologico 13 febbraio 2002 del dr. _ (sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico reumatologico 1 marzo 2002 del dr. med. _ (sub. Doc. _ inc. AI) ed ha posto l'assicurato al beneficio della perizia Pluridisciplinare 14 marzo 2002 del Servizio accertamento medico dell'Assicurazione Invalidità, presso l'Ospedale Regionale _ (sub. Doc. _ inc. AI).
3.
Relativamente allo stato di salute dell'assicurato l'istruttoria è culminata nella perizia Pluridisciplinare 14 marzo 2002 del Servizio accertamento medico dell'Assicurazione invalidità, presso l'Ospedale Regionale _ (sub. Doc. _ inc. AI), la quale sulla scorta di una valutazione globale dell'anamnesi familiare, personale-sociale, professionale e patologica dell'assicurato, considerate le affezioni in corso ed un'anamnesi sistemica, valutati gli esami medici svolti ed il rapporto medico psichiatrico 28 febbraio 2002 del Dr. _ (sub.Doc. _ inc. AI), il rapporto medico cardiologico 13 febbraio 2002 del dr. _ (sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico reumatologico 1 marzo 2002 del dr. med. _ (sub. Doc. _ inc. AI), considerata la valutazione di incapacità lavorativa dell'assicurato del 100% dal giugno 1998 del medico curante dr. _, ha valutato globalmente una capacità lavorativa medico-teorica dal 70% per attività pesanti al 100% in attività leggere ed adatte (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 7, inc. AI), da ascriversi a lombalgie croniche comuni, mentre non risultano limitazioni lavorative dal profilo cardiologico né da un punto di vista psichiatrico (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 8, inc. AI) e non entrando in linea di conto provvedimenti di integrazione (sub. Doc. _, pag. 11, p.to 9, inc. AI).
4.
Per quanto concerne l'attività professionale del signor _, egli risulta avere lavorato presso la _ di _ nei mesi di novembre e dicembre 1997 con reddito di fr. 4'000.-- e nei mesi di novembre e dicembre 1998 con reddito di fr. 1'611.-, come pure per il Comune di _ nei mesi da marzo a giugno 1998 in qualità di aiuto cucina con un reddito pari a fr. 9'533.-- (docc. _ inc. AI).
5.
Con decisione 5 novembre 2002 l'Ufficio AI ha respinto la richiesta di rendita d'invalidità di _ in considerazione dell'incapacità lavorativa del 30% risultante dagli accertamenti medici, quindi di un grado di invalidità del 30% insufficiente a fondare il diritto alla rendita, il quale sorge con un grado di invalidità minimo del 40%.
6.
Con il ricorso in oggetto l'assicurato chiede la riforma della decisione nel senso di concedere una mezza rendita d'invalidità ai sensi dell'art. 28 LAI e postula la concessione del beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. L'assicurato contesta la valutazione di una sua capacità lavorativa del 70% nell'attività svolta da valido, ritenendo che non potrà in realtà più svolgere l'attività di manovale svolta in passato, che le prospettive di attività possibili nelle quali deve ritenersi un'abilità lavorativa al 100% quale venditore, gerente di un chiosco, guardiano in un museo, agente di sicurezza, operaio a determinate condizioni, non sono realistiche e comunque incompatibili con il profilo psichiatrico emerso dal referto del dr. _, profilo che induce ad escludere la possibilità di una riqualificazione professionale. La richiesta di riforma della decisione non trova in concreto giustificazione.
7.
Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato invalido almeno al 40 % ha diritto ad una rendita. Secondo il grado di invalidità, la rendita è graduata come segue: un grado di invalidità di almeno il 40% dà diritto ad un quarto di una rendita intera, un grado di invalidità di almeno il 50% dà diritto alla metà di una rendita intera mentre un grado di invalidità di almeno il 66 e 2/3 % di invalidità dà diritto ad una rendita intera. A tenore dell'art. 29 cpv. 1 lett. a LAI il diritto alla rendita secondo l'art. 28 nasce il più presto al momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al 40%.
8.
La dottrina ha chiarito che, affinché un rapporto medico abbia valore probatorio, è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche e nell'apprezzamento della situazione medica; inoltre le conclusioni dell'esperto devono essere motivate (Pratique VSI 3/1997, p. 123). Per parte sua il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che le perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, nell'ipotesi che siano state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno piena forza probatoria se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176), ciò che vale pure per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31). II Tribunale federale ha d'altra parte avuto modo di chiarire che il Servizio accertamento medico dell'assicurazione Invalidità (SAM) non è legato da un vincolo per cui l'Istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (cfr. DTF 123 V 178 c. 4b), laddove, relativamente al medico di fiducia, il giudice deve tenere conto del fatto che secondo la generale esperienza della vita nel dubbio esso attesta a favore del proprio paziente (DTF 125 V 353 c. 3 a, cc).
9.
Nel caso in esame la perizia Pluridisciplinare 14 marzo 2002 del Servizio accertamento medico dell'Assicurazione Invalidità, presso l'Ospedale Regionale _ (sub. Doc. _ inc. AI), ha operato una valutazione globale dell'anamnesi familiare, personale-sociale, professionale e patologica dell'assicurato e valutato gli esami medici svolti nonché il rapporto medico psichiatrico 28 febbraio 2002 del Dr. _ (sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico cardiologico 13 febbraio 2002 del dr. _ (sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico reumatologico 1 marzo 2002 del dr. med. _ (sub. Doc. _ inc. AI), addivenendo ad una valutazione globale di una capacità lavorativa medico-teorica dal 70% per attività pesanti al 100% in attività leggere ed adatte (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 7, inc. AI), da ascriversi a lombalgie croniche comuni, senza limitazioni lavorative dal profilo cardiologico né da un punto di vista psichiatrico (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 8, inc. AI) e non entrando in linea di conto provvedimenti di integrazione (sub. Doc. _, pag. 11, p.to 9, inc. AI). Tale perizia ossequia i citati parametri sviluppati dalla giurisprudenza ed ha quindi pieno valore probatorio.
10.
Nella decisione impugnata MAI ha considerato l'ipotesi più favorevole all'assicurato, vale a dire il massimo grado di incapacità riconosciuto dal profilo medico-teorico del 30% relativo all'attività sino ad allora svolta. In base a tale valutazione l'assicurato, con un grado incapacità al guadagno del 30% non ha diritto ad una rendita. Le rimostranze dell'assicurato espresse nel ricorso e relative ad una valutazione della sua possibile attività in attività leggera o medio leggera, precedentemente non svolta, sono quindi irrilevanti, oltre che infondate, dette attività risultando invero esigibili.
Ne discende che la riforma della decisione impugnata non trova giustificazione." (Doc. _)
1.4. Con decreto 17 gennaio 2003 il TCA ha accolto l'istanza di assistenza giudiziaria presentata dall'assicurato contestualmente al gravame.

Considerations:
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).
Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 5 novembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.
2.3. Oggetto del contendere è sapere se all’assicurato può essere riconosciuta una rendita d’invalidità.
2.4.
L'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (
Scartazzini
, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).
2.5. Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI, inoltre, l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.
Ai fini dell’accertamento dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (
DTF
110 V 276;
Meyer-Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, BG über die IV, Zurigo 1997, ad art. 28 LAI pag. 212).
A questo proposito occorre rilevare che il TFA ha inoltre stabilito che per determinare il grado d'invalidità di un assicurato bisogna prendere in considerazione solo il guadagno che corrisponde oggettivamente alla residua capacità di guadagno (
RCC
1979, 336).
2.6. Nel caso in esame, presentando _ diverse patologie, al fine di accertarne il grado di capacità lavorativa l’amministrazione ha incaricato il SAM di esperire una perizia multidisciplinare.
Dal referto 14 marzo 2002 risulta che i responsabili del SAM hanno fatto capo a consultazioni specialistiche esterne: di natura psichiatrica (dr. _), cardiologica (dr. _) e reumatologica (dr. _).
Sulla base delle risultanze dei singoli consulti, il SAM ha posto la seguente diagnosi:
"
(...)
5 DIAGNOSI
5.1 Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
Lombalgie croniche comuni con/su:
- modiche alterazioni statiche degenerative,
- diminuzione della mobilità dorsale e lombare del 50% ca.
5.2 Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa
Incipiente polineuropatia agli arti inf.
Adipositas con BMI di 37.
Disturbo di personalità con tratti antisociali.
Dolori epigastrici e retrostemali atipici con ogni probabilità d'origine extracardiaca, con test da sforzo ed ecocardiogramma negativi.
Fattori di rischio cardiovascolare.
Ernia cicatriziale della parete addominale." (perizia SAM, pag. 8)
2.6.1. Dal punto di vista psichiatrico
l’assicurato, come detto, è stato visitato dal dr. _, il quale, dopo aver proceduto ad una anamnesi, aver illustrato i dati soggettivi le costatazioni obiettive, posta la diagnosi di "
disturbo di personalità con tratti antisociali
", ha osservato:
"
(...)
DISCUSSIONE
Si tratta di un A. che ha sempre vissuto in una situazione familiare, lavorativa e sociale caratterizzata da impulsività, prese di decisioni rapide, poco programmate, discontinuità e quindi scarsa possibilità ad organizzare una vita anche a livello previdenziale.
CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' DI LAVORO
Per quanto riguarda l'aspetto psichiatrico e psicosociale quest'A. non presenta particolari problemi invalidanti.
Egli necessita di un supporto adeguato, da parte dell'Ente assicurativo, tale da permettergli di utilizzare il suo potenziale psicologico-mentale come pure quello fisico in vista di un inserimento lavorativo.
Sul piano psichiatrico i suoi disturbi attuali non sono tali da impedirgli le mansioni d'ausiliario. Egli può ancora operare come ausiliario e questo a tempo pieno.
I problemi maggiori potrebbero eventualmente essere di natura somatica.
CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' D'INTEGRAZIONE
Se teniamo conto dei suoi antecedenti sociofamiliari ed evolutivi, sarà ben difficile proporre all'A. un'integrazione professionale al di fuori delle sue acquisite competenze.
Le sue risorse sono scarse, data la sua patologia sopradescritta.
L'A. non svolge alcuna attività lavorativa per cui non è proponibile un inserimento nel posto di lavoro attuale.
Altre attività potrebbero essere svolte ma un orientamento in questo senso necessita un'approfondita investigazione orientativa professionale che tenga conto dei problemi psichici sopraesposti come pure della natura evolutiva dei suoi disturbi somatici."
(referto dr. _, pag. 4-5)
2.6.2. Riguardo all'affezioni reumatologica, il consulente dr. _, sulla base di una dettagliata anamnesi e dopo aver compiutamente indagato gli aspetti soggettivi ed esposto le risultanze relative allo status del paziente ha considerato:
"
(...)
Diagnosi:
Lombalgie croniche comuni
- modiche alterazioni statiche e degenerative;
- diminuzione della mobilità dorsale e lombare del 50 % circa.
Dolori addominali intermittenti di natura e origine indeterminata
Diminuzione della sensibilità profonda agli arti inferiori probabilmente nell'ambito di un'incipiente polineuropatia.
Obesità (BMI= 37 kg/m
2
)
Discussione:
L'A. mostra lombalgie croniche di carattere squisitamente meccanico. Clinicamente vi è una diminuzione del 50 % circa della mobilità dorso-lombare. Non vi sono segni d'irritazione radicolare. Le radiografie a disposizione mostrano modiche alterazioni statiche e degenerative dorso-lombari. Alterazioni di questo tipo sono molto comuni all'età dell'A., anche in soggetti asintomaticí.
Le alterazioni statiche e degenerative lombari limitano il paziente in misura minore per attività pesanti a mediamente pesanti, particolar-mente se queste richiedono movimenti di flessione-estensione o rotazione ripetute del tronco. Non vi è alcuna limitazione in attività leggere.
Abilità al lavoro:
Dal punto di vista reumatologico teorico, in attività pesanti, l'A. è inabile al lavoro nella misura del 30 %. In attività mediamente pesanti ma adatte, che evitino movimenti di flessione-estensione o rotazione ripetuta del tronco, l'A. è inabile al lavoro nella misura del 20 %. In attività leggere e adatte, l'A. è totalmente abile al lavoro. Non vi è alcuna limitazione riguardo agli arti superiori. Un'attività leggera e adatta potrebbe essere il lavoro di venditore, gerente di un chiosco, guardiano in un museo, benzinaio, agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe condizioni (per esempio nell'industria dolciaria).
Possibilità di miglioramento:
Sarebbe utile un ricondizionamento progressivo con l'aiuto della fisioterapia, idealmente su base ambulatoriale.
Prognosi:
Non sono da prevedere cambiamenti di rilievo a medio termine."
(perizia dr. _, pag. 3)
2.6.3. Infine, in esito alla visita specialistica cardiologica, il dr. _ ha concluso:
"
(...)
Valutazione:
II paziente presenta da anni dei dolori epigastrici ed retrostemali atipici e il bilancio cardiologico eseguito con test da sforzo e massimale ed ecocardiogramma si rivela negativo. Con ogni probabilità si tratta di dolori d'origine extracardiaca. Indagini ulteriori a causa non sono attualmente indicati. Se in futuro la sintomatologia dovesse diventare più suggestiva per un problema cardiaco la situazione andrebbe rivalutata.
Non vi non restrizioni cardiache per qualsiasi attività.
Professionalmente Il paziente era Impiegato quale montatore sanitario, poi montatore d'apparecchiature meccaniche e per questa attività dal lato cardiologico va considerato abile al 100 %. Non vi sono pure restrizioni cardiologiche per altri generi d'attività."
(referto dr. _)
2.6.4. Il SAM ha quindi proceduto all'esame e alla valutazione globale dello stato di salute e del grado di capacità lavorativa dell'assicurato, evidenziando quanto segue:
"
(...)
6 DISCUSSIONE
Il peritando, cittadino ticinese di 56 anni, porge richiesta di prestazioni AI nel luglio 2000. Il curante dr. _ lo dà incapace al 100% dal giugno 1998. Nell'aprile 2001 il dr._, dell'UAI, propone una perizia SAM. In data
13.04.2001 l'UAI
incarica il SAM di una perizia.
Il Sig. _ ha conseguito il diploma professionale di idraulico. Ha fatto pure diverse altre attività, come il manovale, il montatore in telefonia, l'operaio nei telefoni, il manovale edile, il tubista saldatore, il gerente di ristorante. L'ultimo lavoro é quello di lavapiatti in una casa per anziani di _, in relazione ad un piano occupazionale.
Dal giugno 1998 non lavora più definitivamente. E' stato anche sotto PA.
Il Sig. _ presenta una polipatologia che interessa l'ambito reumatologico, quello psichiatrico e quello cardiologico.
Lo stato dopo operazione per ernia iatale non rientra in un discorso invalidante.
L'A. é pure obeso e presenta fattori di rischio cardiovascolare.
Patologia cardiologica
In questo ambito il mandato peritale dell'UAI vuole un chiarimento. L'A. "presenta dolori al cuore». Ho provveduto dunque ad un consulto cardiologico del dr. _ che ha pure eseguito un test da sforzo ed un ecocardiogramma. Entrambi questi esami sono risultati normali. Il dr. _ parla di dolori epigastrici retrosternali atipici, che durano da anni. Il test da sforzo e l'ecocardiogramma sono negativi. Con ogni probabilità si tratta di dolori d'origine extracardiaca. Indagini ulteriori, per questo, non sono attualmente indicati. Se la sintomatologia dovesse diventare più suggestiva per un problema cardiaco, la situazione andrebbe rivista. Il dr. _
così conclude: "Non vi sono restrizioni cardiache, per qualsiasi attività. Professionalmente il paziente era impiegato quale montatore sanitario, poi montatore d'apparecchiature meccaniche e per queste attività, dal lato cardiologico, va considerato abile al
100%.
Non vi sono neppure restrizioni cardiologiche per altri generi d'attività".
Patologia reumatologica
Nel 1967 l'A. ha un infortunio con contusione nella regione lombosacrale. Fin da giovane l'A. dichiara d'aver avuto problemi di schiena per i quali sarebbe stato scartato dal servizio militare. Il curante dr. _, nel 2000, parla di lombosciatalgia con irradiazioni agli arti inf. Infatti il primo problema dell'A. é costituito da una lombosciatalgia maggiore a ds. che a sin. Il Sig. _
descrive questi disturbi in maniera assai impropria. Il Laségue, allo status SAM, é bilat. negativo. Non vi sono, sempre allo status, deficit sensitivi. Da segnalare, ovviamente in un discorso di schiena, anche l'importante obesità dì questo A. con un BMI di 36 - 37. A questo riguardo, con la riduzione del peso, la sintomatologia reumatologica dovrebbe ridursi, almeno parzialmente. Fa il punto sulla situazione reumatologica il dr. _, reumatologo FMH, nel suo consulto SAM. Egli pone le diagnosi di lombalgie croniche comuni su modiche alterazioni statiche degenerative. Si tratta di lombalgie meccaniche. La mobilità dorsolombare é ridotta del 50%. Non vi sono segni d'irritazione radicolare. La radiologia mostra modiche alterazioni statiche degenerative dorsolombari. Queste alterazioni, sempre secondo il dr. _, sono molto comuni all'età dell'A., anche in soggetti asintomatici. Dal punto di vista valetudinario, in attività pesanti, l'A. é incapace al lavoro nella misura del 30%. In attività mediamente pesanti, ma adatte, che evitino movimenti di flessione ed estensione o rotazione ripetuta del tronco, l'A. é inabile al 20%. In attività leggere ed adatte, l'A. é totalmente abile al lavoro. Non vi é alcuna limitazione riguardo agli arti sup. Attività leggere ed adatte potrebbero essere il lavoro di venditore, di gerente di un chiosco, di guardiano in un museo, agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe condizioni, per esempio nell'industria dolciaria. Abbiamo così potuto chiarire anche questa patologia.
Patologia psichiatrica
Il Sig. _ non è mai stato in cura psichiatrica. Il curante dr. _ parla di depressione. Il Sig. _ dichiara una depressione reattiva ai suoi problemi di salute, come pure in relazione al suo stato socioeconomico. Inoltre la convivenza con la moglie non è sempre tranquilla. Vi sono molti problemi da risolvere per questa famiglia. Fa il punto sulla situazione psichiatrica il dr. _, psichiatria FMH, nel suo consulto SAM. Egli parla di disturbo di personalità con tratti antisociali. E così continua il dr. _: "Si tratta di un A. che ha sempre vissuto in una situazione familiare, lavorativa e sociale caratterizzata da impulsività, presa di decisioni rapide, poco programmate, discontinuità e quindi scarsa possibilità ad organizzare una vita anche a livello previdenziale. Per quanto riguarda l'aspetto psichiatrico e psicosociale, questo A. non presenta particolari problemi invalidanti. Egli necessita di un supporto adeguato, da parte dell'ente assicurativo, tale da permettergli di utilizzare il suo potenziale psicologico mentale, come pure quello fisico in vista di un inserimento lavorativo. Sul piano psichiatrico i suoi disturbi attuali non sono tali da impedirgli le mansioni di ausiliario. Sarà ben difficile proporre all'A. un'integrazione professionale al di fuori delle sue acquisite competenze."
Concludendo con un giudizio d'insieme abbiamo una totale capacità lavorativa nell'ambito sia psichiatrico che cardiologico ed un'incapacità lavorativa assai ridotta, specie in certi lavori, nel campo reumatologico. Sono soprattutto i problemi sociali ed economici che dominano in questo caso. Il Sig. _, da un punto di vista strettamente medico - teorico, potrebbe svolgere svariate attività (tra l'altro nessuna limitazione a livello degli arti sup.). Di conseguenza, la sua capacità lavorativa varia a seconda dei lavori da un 70 sino al 100%. Di conseguenza l'attribuzione di una rendita per questo A. non appare giustificata.
7 VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE DELL'ATTUALE CAPACITA' LAVORATIVA
Il grado attuale di capacità lavorativa medico - teorica globale dell'A., in relazione alle varie attività lavorative sinora svolte, va da un 70%, riferito ad attività pesanti, sino ad un 100% per attività leggere ed adatte.
8 CONSEGUENZE SULLA CAPACITA LAVORATIVA
I disturbi constatati riguardano essenzialmente le lombalgie croniche comuni: queste sono invalidanti. I disturbi atipici nell'ambito cardiologico non danno alcuna incapacità lavorativa, come dichiarato dal dr. _, cardiologo. Da un punto di vista cardiologico non vi sono limitazioni lavorative. Anche da un punto di vista psichiatrico la capacità lavorativa è totale. Una riduzione della capacità lavorativa si può situare al 30% (abile al 70%) in attività pesanti. In attività mediamente pesanti, ma adatte, che evitino movimenti di flessione ed estensione o rotazione ripetuta del tronco, la capacità lavorativa dell'A. è dell'80%. In attività leggere ed adatte, l'A. è totalmente abile al lavoro. Le attività adatte potrebbero essere il lavoro di venditore, di gerente di un chiosco, di guardiano in un museo, agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe condizioni. Queste incapacità lavorative, solo parziali, in ambito reumatologico, non dovrebbero avere variazioni importanti anche nel futuro prossimo o a media scadenza.
9 CONSEGUENZE SULLA CAPACITA D'INTEGRAZIONE
Data la modesta influenza dei disturbi reumatologici sulla capacità lavorativa dell'A. un discorso d'integrazione professionale non entra in linea di conto. Abbiamo proposto all'A. alcune delle attività segnalate dal dr. _. Ci é sembrato un po' perplesso, l'A., all'idea di una ripresa lavorativa.
10 RISPOSTE A DOMANDE PARTICOLARI
Nessuna." (perizia SAM, pag. 8-11)
Col gravame, in sostanza, l’assicurato sostiene esservi incongruenza tra la valutazione psichiatrica operata dal dr. _ e quella reumatologica del dr. _, rilevando come egli non possa in realtà svolgere nessuna della attività esercitate in passato ed escludendo pure, con riferimento a quanto accertato in sede di valutazione psichiatrica, un eventuale suo reinserimento in altra attività professionale.
2.7. A
ffinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (
Meyer‐Blaser
, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in: BJM 1989 pag. 31;
Pratique VSI
1997 pag. 123).
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (
DTF
123 V 176, 122 V 161, 104 V 212;
STFA
del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, del 24 dicembre 1993 in re S.H. inedita;
SVR
1998 IV Nr. 1 pag. 2;
SZS
1988 pag. 329 e 332;
ZAK
1986 pag. 189).
In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (
STFA
del 22 maggio 1995 in re A. C. inedita;
DTF
123 V 178 consid. 4b;
Pratique VSI
2001 pag. 110 consid. 3c).
Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (
DTF
122 V 157).
In
DTF
125 V 351 segg. (=
SVR
2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (
DTF
125 V 353 consid. 3b/cc;
STFA
dell'
8 ottobre 2002 in re C., I 673/00;
Meyer‐Blaser
, Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, cit., pag. 230).
2.8. Nell'evenienza concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni del SAM basate su un approfondito e completo esame di tutte le affezioni lamentate dall’assicurato, accertate dai diversi specialisti esterni consultati.
I periti del SAM, tenuto conto delle risultanze delle summennzionate singole indagini specialistiche, sono del resto giunti ad una logica conclusione in merito alla capacità lavorativa globale dell’assicurato, giudicandolo in particolare abile al lavoro in attività di tipo pesanti - quali possono senz'altro essere ritenute le diverse professioni già esercitate in passato (manovale, montatore sanitario ecc.) - nella misura del 70%, rispettivamente del 20% in attività mediamente pesanti (quale può essere considerata quella di ausiliario di cucina esercitata negli anni precedenti l'insorgenza del danno alla salute, cfr. doc. AI _, cfr. perizia SAM).
Ricordato - per quanto riguarda la valutazione dell'invalidità per motivi psichici - come per costante giurisprudenza federale decisivo al proposito è che il danno alla salute sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (
DTF
102 V 165;
ZAK
1984 pag. 607;
Pratique VSI
1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a;
RCC
1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate;
STFA
del 29 settembre 1998 in re S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b), giova in casu rilevare come il consulente in psichiatria ha anzitutto rilevato l'assenza, dal profilo psichiatrico e psicosociale, di particolari problemi invalidanti, evidenziando per il resto una piena esigibilità, sempre sul piano psichiatrico, dell'attività d'ausiliario ("
egli può ancora
[sottolineatura del redattore]
operare come ausiliario, e questo a tempo pieno
") e sottolineando come "
i problemi maggiori potrebbero eventualmente essere di natura somatica
". Il consulente ha infine precisato come un'integrazione "
al di fuori
[sottolineatura del redattore]
delle sue acquisite competenze
" sia di difficile attuazione e che "
altre
[sottolineatura del redattore]
attività potrebbero essere svolte",
osservando che "
un orientamento in questo senso necessita di un'approfondita investigazione orientativa professionale
".
In conclusione, ritenendo la perizia multidisciplinare completa, dettagliata e approfondita, secondo il TCA alla stessa deve essere attribuita forza probante piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.7), ritenuto per il resto che le certificazioni rese dai medici curanti ed attestanti in maniera generica e meno circostanziata una completa inabilità al lavoro (cfr. certificato 18 gennaio 2002 e rapporto 31 agosto 2000 del dr. _ [doc. AI, _]) non appaiono idonee a far ritenere le conclusioni peritali non decisive ai fini del presente giudizio.
Pertanto, è da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (
DTF
121 V 208 consid. 6a, 115 V 142 consid. 8b;
SVR
1996 Nr. 85 pag. 269, 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss;
RAMI
1994 pag. 210-211) che l'invalidità dell'assicurato, stante un'incapacità al lavoro nella misura del 30% in attività pesanti rispettivamente del 20% nell'attività d'ausiliario - svolta precedentemente all'insorgenza del danno alla salute, vale a dire sino al giugno 1998 (cfr. doc. AI _; cfr. doc. AI _), non attinge il tasso minimo pensionabile (40%).
In simili circostanze si rende quindi superfluo esaminare se ed in che misura l'assicurato possa eventualmente mettere a frutto la sua capacità lavorativa residua in altre attività lucrative.
A ragione, pertanto, l’UAI ha respinto la domanda di prestazioni.
Per il che il gravame va respinto e la decisione impugnata confermata.