Decision ID: e60e77a1-cd31-5c02-802d-45dde6490bbe
Year: 2005
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Con
decisione del 29 aprile 2005,
l
a Sezione della circolazione ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 300.-
oltre a una tassa di giustizia di fr. 60.- e alle spese di fr. 20.-, per i seguenti fatti accertati il 14 gennaio 2005 in territorio di _
:
“
alla guida del veicolo _ ometteva di fermarsi davanti ad un passaggio pedonale sul quale stava transitando un pedone
”.
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art
. 33 cpv. 1, 90 n. 1 LCStr; 6 cpv. 1 ONC.
B.
Contro la predetta pronuncia, RI 1 è insorta con ricorso del 13 maggio 2005, postulando
l’annullamento della medesima.
C.
Con
osservazioni del
23 giugno 2005,
la Sezione della circolazione dichiara di astenersi dal formulare osservazioni lasciando a questo giudice “la più ampia facoltà di giudizio”.
considerato

Considerations:
in diritto:
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine.
Avendo proceduto all’audizione della teste, come auspicato dalla ricorrente, ed essendo gli atti istruttori completi,
nulla osta all’esame del ricorso nel merito.
2.
Giusta l'art.
6 cpv. 1 ONC, il quale riprende il principio dell’art. 33 cpv. 1 LCStr, davanti ai passaggi pedonali senza regolazione del traffico, il conducente deve accordare la precedenza a ogni pedone che si trova già sul passaggio pedonale o che attende davanti ad esso e che visibilmente vuole attraversarlo.
Chiunque contravviene alle norme della circolazione contenute nella presente legge o nelle prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con l’arresto o con la multa (art. 90 n. 1 LCStr).
3.
La ricorrente fa valere di non essere l’autrice dell’infrazione, al momento dei fatti si trovava sul posto di lavoro e la vettura era a disposizione dei familiari. L’interessata si rifiuta d’indicare l’eventuale autore appellandosi alla giurisprudenza (cfr. DTF 1P.631/2003) e
contesta l’accertamento dell’infrazione, allegando che l’agente denunciante si trovava fuori servizio.
Giova osservare che quest’ultima circostanza è ininfluente per la valutazione della fattispecie, le dichiarazioni dell’agente fuori servizio essendo trattate alla pari di una denuncia inoltrata da ogni altro utente della strada; la constatazione di un’infrazione non deve infatti avvenire necessariamente da parte di un agente di polizia, le cui dichiarazioni, per altro, non godono in nessun caso di una presunzione di veridicità e fedefacenza.
4.
L’agente denunciante ha precisato che “
la persona alla guida è stata vista in volto dall’agente scrivente, giovane donna, con capelli lunghi scuri leggermente mossi, indossava occhiali da sole scuri. È possibile un riconoscimento presso questa gendarmeria
“ (rapporto di contro-osservazioni del 15 febbraio 2005).
5.
La ricorrente ha affermato che “
la vettura citata era parcheggiata in Via Canevascini a Locarno e le chiavi erano depositate al mio domicilio ed eventualmente a disposizione dei miei famigliari che abitano nella stessa economia domestica. L’agente interrogante mi informa che era lei la persona che attraversava le strisce pedonali e mi ha riconosciuto nel conducente della vettura in questione. Vorrei dire che abitando non lontano dal mio posto di lavoro mi reco in tal luogo in bicicletta o a piedi. Se invece è brutto tempo mi accompagna mia mamma ma non con la mia macchina. Inoltre andare a lavorare in auto mi costerebbe in benzina e parcheggio. Perderei anche del tempo con il traffico
” (cfr. verbale d’interrogatorio del 30 marzo 2005 pag. 1 e 2).
6.
All’interrogatorio dell’interessata, l’agente denunciante ha affermato “
la signorina RI 1
[...]
è stata riconosciuta quale conducente della vettura che ha commesso l’infrazione
” (cfr. verbale d’interrogatorio del 30 marzo 2005 pag. 1 e rapporto di segnalazione del 4 aprile 2005).
7.
La teste ha invece confermato la versione della ricorrente, dichiarando: “
certifico che in data 14 gennaio 2005, dalle ore 13.15 alle ore 13.45, mi trovavo presso il salone _ e _ a _. Durante quel periodo di tempo la signorina RI 1, che conosco personalmente, essendo la mia parrucchiera, si è occupata del mio taglio capelli
” (cfr. scritto _ del 19 febbraio 2005).
La medesima ha ripetuto la versione successivamente “
si lo confermo con certezza, non vorrei mai dire una bugia. La RI 1 si trovava in salone e mi stava facendo i capelli.
[...]
Confermo con esattezza
che, il giorno e l’orario dei fatti, la RI 1 si trovava presso il salone da parrucchiera ove lavora e che mi stava tagliando i capelli.
[...]
Sono sicurissima mi ricordo esattamente il giorno
“ (cfr. verbale d’interrogatorio del 6 giugno 2005).
8.
Dopo un’attenta analisi degli atti acquisiti all’incarto, questo giudice non perviene al convincimento che la ricorrente sia effettivamente l’autrice dell’infrazione ascrittale dall’autorità di primo grado. Sussistendo un ragionevole dubbio si giustifica di annullare la multa.
9.
Alla luce di quanto esposto il ricorso deve essere accolto. Si prescinde dal prelievo di oneri processuali per l’odierno giudizio.
Quanto
alle ripetibili, si osserva che la LPContr non contiene alcuna norma che imponga o semplicemente consenta all’autorità di attribuire indennità alla
parte
vincente, né un siffatto principio scaturisce dal diritto federale (cfr. DTF 105 Ia 128 cons. 2 b). La richiesta non può quindi trovare accoglimento.