Decision ID: 5ea7a2c9-4810-5c35-b5d8-adb48cdf965e
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
che il resistente _ è proprietario di una casa d'abitazione monofamigliare, costruita nel 1961 e situata a _, in località _ (zona R2, part. no. _ RF);
che l'edificio, strutturato su due livelli e dotato di un tetto piano, è alto m 5.83 verso valle e m 3.32 verso monte; su questo lato dista circa 2 m dal confine con il fondo (part. no. _ RF), inedificato, di proprietà del ricorrente _;
che il 17 maggio 2000 _ ha chiesto al municipio il permesso di sopraelevare l'immobile sino ad un'altezza di m 4.90 sul lato a monte, rispettivamente m 7.41 sul lato a valle, dotandolo di un tetto a falde;
che alla domanda si è opposto _, contestandola dal profilo della distanza dal confine verso il suo fondo;
che, raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, l'11 luglio 2000 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, ritenendo l'intervento conforme alla facilitazione prevista dall'art. 9.2.3 NAPR, che permette di sopraelevare di un piano gli edifici costruiti prima dell'entrata in vigore del PR ad una distanza da confine inferiore a quella prescritta;
che con giudizio 17 ottobre 2000 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo il ricorso contro di esso inoltrato dall'opponente;
che il Governo ha, a sua volta, ritenuto l'intervento conforme all'art. 9.2.3 NAPR, rinviando l'insorgente a far valere in sede civile le contestazioni riguardanti l'apertura di finestre;
che contro il predetto giudizio governativo il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme alla controversa licenza;
che l'insorgente rileva che l'art. 123 LAC considera nuova fabbrica anche il semplice innalzamento di una costruzione; applicabile al caso sarebbe quindi l'art. 9.2 NAPR, che impone alle nuove costruzioni di rispettare una distanza minima di 3 m dal confine; distanza che, a suo avviso, sarebbe applicabile anche alle nuove aperture;
che il Consiglio di Stato, il municipio di _ ed il beneficiario della licenza edilizia si oppongono al ricorso senza formulare osservazioni;
considerato,

Considerations:
in diritto
che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm) con succinta motivazione, siccome palesemente infondato;
che a norma dell'art. 9.2 NAPR di _ edifici alti fino a m 7.50 e lunghi fino a m 16.00 devono rispettare una distanza di almeno 3 m dal confine;
che secondo l'art. 9.2.3 NAPR, nel caso particolare di sopraelevazioni di un unico piano di edifici sorti prima dell'entrata in vigore del PR le distanze dal confine possono essere mantenute alla condizione che siano rispettate tutte le altre disposizioni di zona;
che, come indica il suo marginale
"deroga alla distanza da confine per sopraelevazione di edifici"
, la norma succitata introduce a favore degli edifici sorti prima dell'entrata in vigore del PR un'eccezione alla distanza minima dal confine fissata dall'art. 9.2 NAPR;
che la casa del resistente:
·
sorge a m 2 invece che a m 3 dal confine verso il fondo del ricorrente;
·
è stata costruita nel 1961, prima dell'entrata in vigore del PR (1986);
·
verrebbe innalzata di un piano, da m 5.83 a m 7.41;
che l'intervento risponde pienamente alle condizioni poste dall'art. 9.2.3 NAPR per la concessione di una licenza in deroga alla distanza minima dal confine: l'altezza rientra nel limite della zona (m 7.50), gli indici di occupazione (17 %) e di sfruttamento (0.39) sono inferiori a quelli prescritti (30 %; 0.4);
che del tutto prive di fondamento sono le censure sollevate dall'insorgente sulla base dell'art. 123 LAC: norma di diritto privato, del tutto inapplicabile nell'ambito della procedura di rilascio della licenza edilizia;
che manifestamente improponibili, in quanto fondate sul diritto privato, sono pure le censure sollevate dal ricorrente in relazione alle aperture previste nella facciata prospiciente al confine;
che il ricorso, destituito di qualsiasi fondamento, per non dire temerario, va quindi senz'altro respinto;
che la tassa di giustizia è a carico del ricorrente.