Decision ID: 0bf99a6f-14f8-5a1c-b316-00a109eebc71
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Gli interessati, dichiaratisi minorenni, di nazionalità afghana ed etnia uz-
beca, hanno depositato una domanda d’asilo in Svizzera il (...) giu-
gno 2021, dopo essere giunti su suolo elvetico dalla C._ – ove ave-
vano presentato una domanda di protezione internazionale il (...) – nell’am-
bito di una procedura Dublino di ricongiungimento famigliare con il fratello
maggiorenne, D._, già presente in Svizzera (cfr. incarto della Se-
greteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] N [...], al quale è stata
concessa l’ammissione provvisoria). In tale ambito, hanno consegnato
della documentazione (...) (cfr. atti SEM n. [{...}]-2/1, 5/2, 6/2, 13/1, 14/1,
17/2, 22/2 e gli atti SEM dell’incarto Dublin-In).
B.
L’11 giugno 2021, i richiedenti minorenni non accompagnati (di seguito:
RMNA), hanno sottoscritto una procura di rappresentanza legale, la quale
nominata rappresentante legale ha funto anche quale persona di fiducia
dei minori ai sensi dell’art. 7 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni
procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311; cfr. atti SEM n. 24/1
e 25/1).
C.
Il (...) giugno 2021, si sono tenuti con entrambi gli RMNA dei verbali d’au-
dizione ex art. 26 cpv. 3 della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) rispettiva-
mente ai sensi dell’art. 29 LAsi, ove i medesimi si sono in particolare
espressi circa la loro identità, il loro viaggio d’espatrio, i motivi d’asilo non-
ché riguardo il loro stato di salute (cfr. atti SEM n. 31/16 e 32/18).
Per quanto qui rilevante, in sostanza essi hanno dichiarato di provenire dal
villaggio di E._, sito nel distretto di F._, nella provincia di
G._. Il padre non avrebbe voluto loro bene; avrebbe maltrattato,
picchiato ed insultato la madre, così come i fratelli e loro stessi. Dopo aver
lasciato la casa del padre, che nel frattempo si sarebbe risposato, non
avrebbero più avuto alcun contatto con il medesimo.
B._ ha riferito come a seguito del matrimonio del padre con una
seconda donna, quest’ultimo li avrebbe odiati ed avrebbe venduto per de-
naro ad un talebano, la sorella minore H._, la quale avrebbe dovuto
sposare il precitato. La madre, con l’aiuto di uno zio, I._, sarebbe
riuscita a recuperare la sorella H._ e da quel momento essi, as-
sieme alla madre ed agli altri fratelli si sarebbero dati alla fuga, vivendo in
diversi luoghi. Invero il padre li avrebbe inseguiti e cercati continuamente,
D-3409/2021
Pagina 3
in quanto voleva riprendere la figlia H._ per riconsegnarla ai tale-
bani, che a loro volta avrebbero minacciato il genitore per ritrovare la figlia.
Dal canto suo, A._ ha narrato che allorché il padre avrebbe venduto
la sorella per darla in moglie ad un capo dei talebani, avrebbero ancora
vissuto tutti nella casa paterna. La madre avrebbe successivamente pa-
gato qualcuno perché recuperasse la sorella H._, lasciando in se-
guito immantinente la casa del padre. In tal senso, si sarebbero dapprima
trasferiti a casa di uno zio (...) nel medesimo villaggio, ed in seguito in altre
località afghane, sino ad espatriare verso l’J._, la K._ ed in-
fine la C._. L’espatrio sarebbe stato motivato dal fatto che il padre
li avrebbe inseguiti e minacciati, in quanto i talebani avrebbero preteso,
forse minacciando a loro volta il genitore, che quest’ultimo recuperasse e
riconsegnasse loro la sorella H._ nonché chiedendogli del denaro.
Invero il padre sarebbe stato un uomo molto ricco che può tutto, ed avrebbe
voluto che la sorella H._ fosse riconsegnata al marito talebano. En-
trambi gli RMNA hanno raccontato che allorché si sarebbero trovati in
K._ e viaggiavano in due automobili diverse, quella della madre sa-
rebbe stata fermata dalla polizia (...) e la genitrice con gli altri fratelli pre-
senti sarebbero stati rimpatriati in Afghanistan. Durante l’unico contatto te-
lefonico che B._ ha riferito di aver avuto con uno zio (...) mentre si
trovavano in K._, quest’ultimo gli avrebbe chiesto dove si trovavano
e cosa stavano facendo, dopo di che la telefonata sarebbe stata interrotta.
Attualmente la madre risiederebbe nel villaggio di provenienza, forse in
compagnia della sorella H._ e degli altri fratelli. Ella avrebbe riferito
che starebbe bene, anche se vi sarebbe la guerra e la presenza dei tale-
bani. Interrogato su cosa l’attenderebbe in caso di rientro in Afghanistan,
B._ ha riferito di non voler ritornare in patria, a causa del conflitto in
essere nonché poiché vorrebbe studiare (cfr. atto SEM n. 31/16, D88,
pag. 10 e D125, pag. 14). Dal canto suo, A._, ha riferito di aver ti-
more soltanto del padre, ed anche lui che nel loro Paese vi sarebbe la
guerra (cfr. atto SEM n. 32/18, D154, pag. 15).
D.
Con parere del 23 giugno 2021 (cfr. atto SEM n. 35/2), la rappresentante
legale dei richiedenti asilo ha espresso le sue osservazioni al progetto di
decisione della SEM reso in medesima data (cfr. atto SEM n. 34/7).
E.
Per il tramite della decisione del 25 giugno 2021, notificata lo stesso giorno
(cfr. atto SEM n. 37/1), l’autorità inferiore non ha riconosciuto la qualità di
rifugiato ai richiedenti, ha respinto le loro domande d’asilo ed ha pronun-
D-3409/2021
Pagina 4
ciato il loro allontanamento dalla Svizzera, concedendo loro tuttavia l’am-
missione provvisoria, a causa dell’inesigibilità dell’esecuzione del loro al-
lontanamento, nonché attribuendoli al L._, ove già risiederebbe il
loro fratello maggiore (cfr. anche in merito gli atti SEM n. 44/1 e 45/2).
F.
Per mezzo del plico raccomandato del 26 luglio 2021 (cfr. risultanze pro-
cessuali), gli insorgenti hanno impugnato la decisione succitata con ricorso
dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chie-
dendo a titolo principale l’annullamento della decisione avversata, il rico-
noscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo in Svizzera,
ed a titolo subordinato, la restituzione degli atti alla SEM per un nuovo
esame delle allegazioni e per complemento istruttorio. Contestualmente,
hanno presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-
zione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.
Al gravame, quale nuova documentazione, hanno allegato: copia di un sup-
posto scritto dei talebani, datato (...) (secondo il calendario islamico) e la
relativa scheda descrittiva di traduzione in italiano (cfr. documenti rubricati
dai ricorrenti sub doc. 4), nonché copia di una lista di nozze, datata (...)
(sempre secondo il calendario islamico) e l’annessa scheda descrittiva di
traduzione in italiano del mezzo di prova (cfr. documenti denominati dai
ricorrenti sub doc. 5).
G.
Con scritto del 30 luglio 2021 (cfr. risultanze processuali) la rappresentante
legale degli insorgenti, ha inoltrato in allegato una missiva sottoscritta dal
fratello dei ricorrenti, D._, e datata (...), che riporterebbe le dichia-
razioni rese a quest’ultimo dalla madre degli insorgenti (cfr. di seguito: sub
doc. 6), con copia del permesso (...) di D._. Della predetta come
pure delle allegazioni integrative al ricorso contenute nello scritto del 30 lu-
glio 2021 si dirà, per quanto necessario, dappresso.
H.
Il giudice istruttore del Tribunale in carica della procedura, con decisione
incidentale del 4 agosto 2021, dapprima accusando ricezione del ricorso,
ha preso atto che con decisioni separate del (...) giugno 2021, l’(...)(“[...]”)
del L._, ha nominato quale rappresentante legale degli RMNA in
virtù dell’art. 17 cpv. 3 lett. b LAsi in relazione con l’art. 7 cpv. 2 OAsi 1,
l’avv. M._, il quale fungerebbe anche quale persona di fiducia dei
minori (cfr. atto SEM n. 40/9). Ha pertanto invitato i ricorrenti a regolariz-
zare la loro posizione in merito alla propria rappresentanza processuale, ai
D-3409/2021
Pagina 5
sensi dei considerandi, entro 7 giorni dal ricevimento, con la comminatoria
che trascorso infruttuoso il termine, il Tribunale considererà l’avv. Gentile –
la quale aveva inoltrato il ricorso del 26 luglio 2021 – quale rappresentante
legale degli insorgenti nella presente procedura, ed ogni futura corrispon-
denza o decisione sarà notificata per il suo tramite. Ha parimenti invitato i
ricorrenti, entro il medesimo termine succitato, a produrre procura firmata,
a favore dell’avv. M._, qualora fossero rappresentati dal medesimo,
nonché ad informare il Tribunale se ed in che misura intendono mantenere
il ricorso ai sensi dei considerandi. Tale decisione incidentale è stata notifi-
cata il 5 agosto 2021 (cfr. risultanze processuali).
I.
Con missiva del 9 agosto 2021 (cfr. risultanze processuali), l’avv.
M._ ha comunicato al Tribunale che, dopo discussione con la rap-
presentanza legale a N._, può confermare che l’avv. Gentile conti-
nuerà a rappresentare i ricorrenti nella presente procedura.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
2.
Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 105 LAsi e art. 10 dell’Ordi-
nanza del 1° aprile 2020 sui provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione
al coronavirus [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318]); sentenza del Tri-
bunale D-4820/2020 del 10 novembre 2020 consid. 7 [prevista per la pub-
blicazione quale DTAF]), contro una decisione in materia di asilo della SEM
(art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo
degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare
nel merito del ricorso.
3.
Giusta l’art. 111 lett. e LAsi, il presente ricorso è deciso dal giudice in qua-
lità di giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice, in quanto
D-3409/2021
Pagina 6
manifestamente infondato, e la decisione è motivata soltanto sommaria-
mente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il
Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
4.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato
né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche
della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr.
DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata).
5.
5.1 Nel provvedimento sindacato, l’autorità inferiore, ha dapprima conside-
rato che il motivo per il quale il padre dei ricorrenti avrebbe inseguito e
minacciato la loro famiglia, fosse esclusivamente da ricercare nella per-
sona della sorella H._, la quale avrebbe dovuto essere riconse-
gnata al marito talebano. Gli obiettivi del genitore non avrebbero pertanto
riguardato personalmente gli insorgenti. Inoltre, le loro dichiarazioni perti-
nenti dal profilo dell’asilo, si fonderebbero unicamente su delle informazioni
provenienti da terzi, che secondo la giurisprudenza del Tribunale non po-
trebbero essere poste alla base di un timore fondato di persecuzione.
Dall’unico contatto telefonico che il richiedente B._ avrebbe avuto
con uno zio (...), non si potrebbe poi desumere alcun elemento di ostilità,
di minaccia e neppure di ricerca nei loro confronti come a loro comunicato
da terze persone, che li avrebbero pure resi edotti delle circostanze della
fuga. L’autorità inferiore è quindi giunta alla conclusione che le loro asser-
zioni non soddisferebbero le condizioni previste dall’art. 3 LAsi.
5.2 Nel proprio gravame, dopo aver richiamato ed ampliato i fatti esposti in
corso di procedura, i ricorrenti avversano le conclusioni della decisione im-
pugnata. In primo luogo essi ritengono che l’autorità inferiore non avrebbe
apprezzato correttamente le loro allegazioni relative alle rappresaglie di cui
essi, come il resto della loro famiglia, sarebbero stati oggetto sia da parte
del padre che dei talebani e che li avrebbero costretti ad espatriare. Invero,
con il rapimento della figlia al talebano, la madre degli insorgenti – la quale
peraltro si sarebbe così opposta alle norme ed agli usi locali – avrebbe
esposto sé stessa e l’intera famiglia – ivi compresi quindi i ricorrenti – non-
ché l’amico I._, al rischio di rappresaglie da parte del padre della
bambina, dell’uomo alla quale la sorella era stata venduta, nonché da
membri appartenenti ai talebani. Difatti, gli insorgenti, dato che il marito di
H._ risulterebbe essere un alto responsabile della provincia di
D-3409/2021
Pagina 7
G._ per conto dei talebani, sarebbero esposti a rappresaglie anche
da parte di questi ultimi, nell’ambito di una strategia di pressione tesa a
recuperare il controllo di H._. La serietà delle minacce nei confronti
degli interessati, risulterebbe inoltre dalla circostanza del decesso di
I._ Peraltro, la madre ed i fratelli si troverebbero tutt’ora nascosti in
Afghanistan, e sarebbero ancora ricercati dal padre dei ricorrenti e dai ta-
lebani, come si evincerebbe anche dal doc. 4 prodotto con il gravame.
Quest’ultimo documento attesterebbe inoltre come il pericolo per gli insor-
genti si sarebbe ulteriormente aggravato, dato come il fratello maggiore
“O._” sarebbe minacciato dell’esecuzione capitale in ragione della
sottrazione della sorella al matrimonio forzato. In un secondo tempo, la
rappresentante legale degli insorgenti osserva come, vista la giovanissima
età di questi ultimi, e l’impossibilità di ascoltare la loro madre in audizione,
la SEM avrebbe dovuto valutare in modo complessivo le allegazioni dei
ricorrenti, ivi comprese quindi le spiegazioni fornite loro dalla madre, alfine
di valutare la pertinenza dei motivi d’asilo dei minori, in ossequio al disposto
dell’art. 7 cpv. 5 OAsi 1. In tal senso, considera che la giurisprudenza citata
dalla SEM a supporto, risulterebbe inapplicabile alla presente fattispecie,
in quanto essa si riferirebbe unicamente ad allegazioni rese da richiedenti
l’asilo adulti. Da ultimo, gli insorgenti ritengono di aver partecipato ad
un’audizione svolta dalla SEM con lo stesso stile d’interrogazione usato
nelle audizioni di richiedenti asilo adulti, in difformità con quanto statuito
dalla sentenza di principio DTAF 2014/30. A mente loro, tale procedere
avrebbe concorso ad un accertamento inaccurato dei fatti determinanti giu-
sta l’art. 12 PA ed avrebbe leso il loro diritto di essere sentiti quali minori,
previsto all’art. 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novem-
bre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF), l’art. 29 PA e l’art. 29 cpv. 2 Cost. In
tal senso, essi chiedono al Tribunale in subordine, di restituire gli atti alla
SEM, perché possa valutare i documenti prodotti con il ricorso e procedere
con una nuova audizione rispettosa delle modalità previste per l’audizione
dei minori.
6.
6.1 Appare d’uopo giudizioso esaminare le doglianze formali sollevate da-
gli insorgenti, ovvero il mancato rispetto delle condizioni dell’audizione con-
dotta dall’autorità inferiore con i minori, che avrebbe concorso all’accerta-
mento inaccurato dei fatti determinanti ex art. 12 PA e leso il diritto di es-
sere sentito degli RMNA.
6.2 La qualità di minore non accompagnato, impone invero alla SEM il ri-
spetto di esigenze particolari d’istruzione nell’ambito della trattazione della
domanda d’asilo che il Tribunale ha già avuto modo di specificare nella
D-3409/2021
Pagina 8
DTAF 2014/30 (cfr. in particolare consid. 2.3.2), alla quale si può senz’altro
rinviare per ulteriori dettagli. Venendo al caso in parola, v’è dapprima da
premettere come non bisogna misconoscere che, sebbene i criteri sum-
menzionati siano stati ripresi direttamente dalla giurisprudenza, si tratta di
semplici raccomandazioni a garanzia del trattamento uniforme del minore
(cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale D-6763/2018 dell’11 giu-
gno 2020 consid. 5.1). Proseguendo nell’analisi, nessun indizio agli atti
all’inserto lascia trasparire che le esigenze legate alla minore età dei ricor-
renti sviluppate dalla giurisprudenza summenzionata, siano state miscono-
sciute nella fattispecie. Invero, la rappresentante legale degli insorgenti,
nonché loro persona di fiducia, è stata debitamente convocata alle loro au-
dizioni sui motivi d’asilo tenutesi con i minori, ed ella vi era presente. Du-
rante le stesse audizioni, la funzionaria della SEM responsabile ha iniziato
a spiegare ai richiedenti la funzione dell’audizione e come sarebbe stata
suddivisa, la disposizione della sala e le persone presenti all’audizione,
nonché i loro diritti ed i loro obblighi, in particolare quello di dire la verità,
nonché osservando come fosse importante che si sentissero a loro agio
durante la medesima. Proseguendo, ha iniziato a porre dei quesiti aperti
agli insorgenti nelle varie parti dell’audizione, chiedendo loro, anche se bre-
vemente riguardo il loro stato di salute, come pure lasciandoli esprimere
liberamente circa i loro motivi d’asilo (cfr. atti SEM n. 31/16, D88 seg.,
pag. 10 seg.; n. 32/18, D117 seg., pag. 11 seg.), ponendo soltanto succes-
sivamente dei quesiti più dettagliati (cfr. atti SEM n. 31/16, D90 segg.,
pag. 11 segg.; n. 32/18, D119 segg., pag. 12 segg.), nonché assicurandosi
più volte di aver compreso effettivamente quanto riferito ed inteso dal mi-
nore interessato (cfr. atti SEM n. 31/16, D57, pag. 7; D87, pag. 10; D108
seg., pag. 12; D111 seg., pag. 13; n. 32/18, D42 seg., pag. 5; D71, pag. 7;
D98, pag. 10; D107, pag. 10; D115, pag. 11; D147 seg., pag. 15 e D150,
pag. 15). Lungo il corso dell’audizione, i richiedenti non hanno peraltro dato
prova di aver avuto difficoltà particolari, segnatamente di comprensione,
che non siano comunque state risolte nel corso dell’audizione stessa, be-
neficiando inoltre di adeguate pause durante la medesima. Inoltre, la loro
rappresentante legale non appare essere intervenuta né all’inizio dell’audi-
zione né nel corso della stessa, e neppure in seguito, segnatamente con il
parere, per segnalare eventuali irregolarità delle audizioni tenutesi. Nep-
pure con il ricorso, essa concretizza meglio quali elementi non sarebbero
stati considerati nelle audizioni – avendo peraltro negato ve ne fossero al-
lorché le era stata fornita l’occasione di esprimersi in merito durante le me-
desime (cfr. atti SEM n. 31/16, D129, pag. 15; n. 32/18, D157, pag. 16) – o
in cosa l’audizione sarebbe manchevole rispetto a quanto predisposto dalla
giurisprudenza in materia. Dal canto suo, il Tribunale ritiene che non vi
siano segnatamente indizi che lascino presagire che l’audizione non si sia
D-3409/2021
Pagina 9
svolta in un clima disteso e con dei quesiti adattati all’età ed alle capacità
dei minori interessati.
6.3 Alla luce di tutto quanto sopra considerato, non ricorrono in specie gli
estremi per un’invalidazione degli atti procedurali in questione, in quanto
non si può ritenere che, nel caso in esame, siano rintracciabili un accumulo
di fattori negativi che avrebbero condotto alla stesura di verbali d’audizione
insufficienti per pronunciarsi con cognizione di causa sui motivi d’asilo ad-
dotti dai medesimi, né è ravvisabile nei medesimi alcuna violazione del loro
diritto di essere sentiti. Le doglianze espresse in tal senso dagli insorgenti,
vanno pertanto respinte.
7.
Per quanto concerne il merito della questione, d’ingresso il Tribunale rileva
che, essendo i ricorrenti stati posti al beneficio dell’ammissione provvisoria
per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento nella decisione della
SEM del 25 giugno 2021, e non avendo gli insorgenti contestato in modo
specifico la pronuncia del loro allontanamento, oggetto del litigio in questa
sede risulta pertanto essere esclusivamente la decisione riguardante il ri-
fiuto della loro domanda d’asilo e del riconoscimento della qualità di rifu-
giato.
8.
8.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
8.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi.
Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita,
dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una
pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).
8.3 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3
LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto
con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto
come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi
(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d’essere esposto, in
tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr.
D-3409/2021
Pagina 10
DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo,
deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, segnatamente
dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza ad
una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono
maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che
è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore
(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l’oggetto
per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul
piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e suffi-
cienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un’alta pro-
babilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non sono suffi-
cienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che
potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57
consid. 2.5 e relativi riferimenti). Inoltre, il fondato timore di essere perse-
guitato presuppone l’esistenza di minacce attuali e concrete.
9.
9.1 Nel caso in parola, il Tribunale ritiene, alla stessa stregua dell’autorità
resistente, che gli insorgenti non abbiano dimostrato che le esigenze legali
per il riconoscimento della qualità di rifugiato e della concessione dell’asilo
siano adempiute. Invero, né dalle asserzioni rilasciate in corso di procedura
dai medesimi – la quale verosimiglianza (art. 7 LAsi), a parte quanto verrà
riferito dappresso riguardo ai mezzi di prova prodotti soltanto in fase ricor-
suale (cfr. infra consid. 9.2), può rimanere in specie indecisa – né d’alcun
elemento all’inserto, risulterebbe come i medesimi siano stati l’oggetto, in
modo mirato, di persecuzioni determinanti in materia d’asilo, per uno dei
motivi enunciati all’art. 3 LAsi. Dalle loro spiegazioni, l’intenzione sia del
padre che dei talebani, per il tramite di quest’ultimo – talebani i quali dalle
dichiarazioni degli insorgenti rese in corso di procedura dinnanzi alla SEM
non se ne desume, a differenza di quanto invece allegato nel loro gravame,
che fossero direttamente alla loro ricerca – appariva essere esclusiva-
mente di ricondurre H._ dal marito talebano (cfr. atti SEM n. 31/16,
D88 segg., pag. 10 segg.; n. 32/18, D117 segg., pag. 11 segg.). Ma il loro
inseguimento e le minacce a loro riportati da terzi da parte del padre, non
sarebbero stati invece ingenerati dal fatto, di per sé solo, che essi siano
dei famigliari di H._ che sarebbero fuggiti con la medesima, come
allegato nel ricorso dagli insorgenti. Pertanto, alla base non si tratta di uno
dei motivi esaustivamente previsti all’art. 3 cpv. 1 LAsi per ammettere una
persecuzione rilevante ai sensi dell’asilo. In tal senso, l’autorità inferiore ha
rettamente escluso nella decisione avversata, che per i ricorrenti sia ravvi-
sabile un motivo di persecuzione pertinente ai sensi dell’asilo. Su tali pre-
supposti, neppure può essere riconosciuta una persecuzione riflessa in
D-3409/2021
Pagina 11
capo ai ricorrenti, in quanto la medesima non risulta basata su uno dei mo-
tivi esposti all’art. 3 cpv. 1 LAsi. In tal senso, non occorre quindi esaminare
oltre le argomentazioni esposte per tale aspetto sia nel gravame che nello
scritto del 30 luglio 2021, segnatamente rispetto alla mancanza di prote-
zione contro le persecuzioni dei talebani da parte dello Stato afghano. Le
considerazioni esposte dai ricorrenti nel gravame circa la necessità di va-
lutare in modo complessivo le loro allegazioni, ivi comprese le spiegazioni
a loro fornite dalla madre, per valutarne la pertinenza (cfr. pag. 8 del ri-
corso), non sono neppure atte a mutare la conclusione del Tribunale sopra
esposta. Peraltro, si osserva come nella decisione avversata, la verosimi-
glianza delle dichiarazioni rese dagli insorgenti non è posta in dubbio dalla
SEM, come implicitamente edotto dai medesimi nel ricorso prevalendosi
dell’art. 7 cpv. 5 OAsi 1 e della giurisprudenza federale sviluppata per l’ap-
prezzamento del valore probante delle allegazioni rilasciate dai minori, ma
ne è vagliata unicamente la rilevanza. Sotto tale profilo, al contrario di
quanto concluso dai ricorrenti nel gravame, la giurisprudenza citata dalla
SEM in riferimento a motivi di asilo che si baserebbero unicamente su in-
formazioni provenienti da terzi che non fonderebbero un timore fondato di
persecuzione (cfr. fra le altre anche le sentenze del Tribunale E-2248/2021
del 3 giugno 2021, D-4794/2020 del 16 febbraio 2021 consid. 6.2 e 6.3 con
ulteriori riferimenti citati), è applicabile anche ad allegazioni di richiedenti
asilo minorenni e non solo a quelle di adulti.
Per il resto, né la situazione vigente in Afghanistan, né il desiderio di
B._ di poter studiare, per quanto comprensibile, non appaiono
all’evidenza essere dei motivi determinanti ai sensi dell’art. 3 LAsi.
9.2 In relazione poi ai mezzi di prova prodotti con il ricorso dagli insorgenti,
anche i medesimi non sono atti a mutare l’apprezzamento che precede.
Per quanto concerne lo scritto che, secondo la traduzione contenuta nella
scheda descrittiva allegata, sarebbe stato redatto dai “(...)” del “(...)” all’in-
dirizzo di “P._” in data (...) (secondo il calendario islamico; equiva-
lente al [...] secondo il calendario gregoriano; cfr. sub doc. 4), il Tribunale
osserva quanto segue. Non soltanto tale documento è stato prodotto in
sede ricorsuale soltanto sotto forma di copia – malgrado con lo scritto del
30 luglio 2021 fosse stata ventilata la produzione degli originali dei docu-
menti prodotti sub doc. 4 e doc. 5 – di modo che la sua autenticità non può
essere verificata, ma anche le evenienze riportate non risultano comba-
ciare in alcun modo con quanto narrato dai ricorrenti. Segnatamente, nel
mezzo di prova, si accusano sia il figlio maggiore di “P._’’ che la
famiglia stessa, di aver abbondonato la fede islamica, e chiedono per que-
sto che consegnino il figlio alle autorità e loro stessi al tribunale perché
D-3409/2021
Pagina 12
esso inizi ad indagare, ma concludendo che se una figlia della loro famiglia
sposerà un figlio di un mujaheddin essi potranno vivere tranquilli e che i
mujaheddin li starebbero cercando e quando li troveranno “faranno quello
che devono fare”. Tali circostanze, oltreché fra loro apparentemente con-
traddittorie e sconclusionate (non si comprende ad esempio a quali effet-
tive conseguenze i destinatari dello scritto intimidatorio andrebbero incon-
tro se non ottemperassero agli ordini impartiti), risultano essere completa-
mente discrepanti con le motivazioni che avrebbero indotto i ricorrenti alla
fuga, che non hanno mai allegato problematiche dovute alla religione o al
loro fratello presente in Svizzera; ma soltanto legate alla sottrazione della
sorella H._ da parte della madre ad un talebano. La sorella
H._ all’epoca della missiva prodotta sarebbe peraltro già stata ma-
ritata forzatamente con il medesimo, a differenza di quanto lascerebbe in-
tendere il contenuto dello scritto prodotto sub doc. 4. Non è inoltre in alcun
modo ravvisabile in quest’ultimo la tesi sostenuta dagli insorgenti, che il
fratello maggiore D._ sarebbe minacciato dell’esecuzione capitale
in ragione della sottrazione della sorella al matrimonio forzato. Infatti, il
mezzo di prova in questione, non soltanto non contiene le generalità del
loro fratello, ma lo accusano di risiedere in un paese non islamico e di fare
“pubblicità contro l’islam”, quindi motivazione ben differente che la sottra-
zione di H._ al matrimonio forzato, peraltro in un periodo temporale
ove il loro fratello D._ risiedeva già da tempo all’estero. Visto quanto
precede, agli occhi del Tribunale, il documento presentato dai ricorrenti ap-
pare essere un falso, confezionato ai meri fini della causa e con il fine,
probabile, di costruire anche per il fratello D._ dei motivi soggettivi
insorti dopo la fuga rilevanti ai sensi dell’asilo. Per quanto poi attiene il
mezzo di prova prodotto sub doc. 5, anche il medesimo è stato prodotto
soltanto in copia, e quindi non ne può essere determinata l’autenticità. Pure
lo stesso non riporta nessun nominativo degli sposi, risultando pertanto in-
conferente a provare alcunché, potendo riferirsi a chiunque. Infine, tale lista
di nozze è stata redatta, secondo la data riportata nella scheda di tradu-
zione allegata il “(...)” (secondo il calendario islamico), il cui anno convertito
in quello gregoriano copre un periodo dal (...) al (...), periodo in cui né i
ricorrenti e men che meno la loro sorella minore d’età H._ era an-
cora nata. Tale mezzo di prova, non soltanto quindi non prova quanto af-
fermato dai ricorrenti nel gravame, ma semmai ne mina fortemente la cre-
dibilità. Inoltre, visto quanto precede, anche venissero prodotti gli originali
dei mezzi di prova sub doc. 4 e doc. 5, essi non muterebbero l’apprezza-
mento del Tribunale testé esposto in merito agli stessi. Da ultimo le dichia-
razioni che avrebbe reso la madre al fratello degli insorgenti sugli eventi
che avrebbero condotto alla fuga della famiglia – e di convesso quindi an-
che le argomentazioni contenute in relazione a tale missiva nello scritto del
D-3409/2021
Pagina 13
30 luglio 2021 dei ricorrenti – nel corso di svariate telefonate intercorse con
quest’ultimo, a parte non contenere alcun elemento dimostrativo che siano
realmente riconducibili alla madre dei ricorrenti, non sono atte a mutare la
conclusione del Tribunale già precedentemente esposta riguardo segnata-
mente l’irrilevanza dei motivi d’asilo degli insorgenti e l’inconsistenza pro-
batoria dei mezzi di prova sub doc. 4 e doc. 5 inoltrati con il ricorso.
10.
Riassumendo, visto quanto precede, le allegazioni dei ricorrenti non sod-
disfano le condizioni di rilevanza ai sensi dell’art. 3 LAsi. Pertanto, il ricorso
in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato e di concessione
dell’asilo non merita tutela e la decisione avversata va confermata.
11.
Ne discende che l’autorità inferiore, con la decisione impugnata, non ha
violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso va pertanto respinto.
12.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d’esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali,
è divenuta senza oggetto.
13.
Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).
14.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-
benza, andrebbero poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA non-
ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008
[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, visto che le parti in causa risultano es-
sere minorenni, non appare equo addossare loro le spese processuali. Si
rinuncia pertanto a prelevare delle spese processuali (art. 6 lett. b TS-TAF).
15.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
D-3409/2021
Pagina 14
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-3409/2021
Pagina 15