Decision ID: be690db9-bd33-5544-88f6-69a3523e273d
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A.a Con decisione del 29 novembre 2006 (doc. 40 dell’incarto dell’autorità
inferiore [di seguito, doc. 40]), l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per
gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha deciso di erogare in favore di
A._ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente) – cittadino ita-
liano, nato il (...; doc. 8) – tre quarti di rendita d’invalidità svizzera dal 1°
ottobre 2004 al 31 marzo 2005 ed una mezza rendita d’invalidità dal 1°
aprile 2005. Nella motivazione della decisione, l’UAIE ha in particolare in-
dicato che dalle perizie reumatologiche del marzo 2004 e febbraio 2006
(doc. 26 e 204) risultava che l’interessato – affetto segnatamente da sin-
drome lombospondilogena cronica a destra con possibile irritazione radi-
colare S1 (con turbe statiche del rachide, alterazioni degenerative, stato
dopo microdiscetomia per ernia discale destra L5-S1 comprimente la ra-
dice S1, recidiva erniaria in contatto con la radice di S1; con influsso sulla
capacità lavorativa) e da stato dopo sutura del tendine muscolo bicipite a
destra, esiti da due artroscopie al ginocchio destro (senza influsso sulla
capacità lavorativa; v. il rapporto del medico SMR del maggio 2006 [doc.
28]) – era inabile al lavoro al 100% nell’attività di muratore dal 27 ottobre
2003, mentre in un’attività confacente allo stato di salute presentava un’ina-
bilità al lavoro del 55% dal 1° ottobre 2004 e del 40% dal 1° gennaio 2005,
ciò che comportava un grado d’invalidità del 65% da ottobre 2004 e del
53% da gennaio 2005. L’UAIE ha altresì precisato che nonostante l’inte-
ressato abbia iniziato una nuova attività lavorativa (dal 1° ottobre 2004
nella misura del 45% come magazziniere presso B._ di (...) e dal
1° luglio 2006 nella misura del 60%; doc. 14 e 31), il diritto alla mezza ren-
dita (con un grado d’invalidità del 53%) rimaneva confermato. La decisione
è cresciuta incontestata in giudicato.
A.b
A.b.a Con decisione del 9 maggio 2008 (doc. 51), l’UAIE ha deciso di sop-
primere, con effetto al 1° luglio 2008, la mezza rendita d’invalidità pagata
fino ad allora all’interessato. Nella motivazione della decisione, detta auto-
rità ha in particolare rilevato che dopo diversi anni di attività svolta nel set-
tore logistica l’interessato era riuscito a passare alla vendita (presso lo
stesso datore di lavoro; doc. 43) dal 1° gennaio 2008 con un grado d’occu-
pazione dell’80%. Dalla nuova valutazione economica risultava un grado
d’invalidità del 38%, che escludeva il riconoscimento del diritto ad una ren-
dita.
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A.b.b Con sentenza del 18 giugno 2010 (doc. 56), il Tribunale amministra-
tivo federale ha riformato la decisione dell’UAIE del 9 maggio 2008, rico-
noscendo all’interessato il diritto ad un quarto di rendita d’invalidità dal 1°
luglio 2008. Nella propria sentenza, questo Tribunale ha rilevato che lo
stato di salute dell’interessato non aveva subito modifiche significative.
L’aumento del suo reddito lavorativo comportava, in virtù dell’art. 31 LAI
(nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2011), un grado d’invalidità del
46% (sentenza del TAF C-3947/2008 del 18 giugno 2020).
A.b.c Con decisione del 18 novembre 2010 (doc. 61), l’UAIE ha erogato in
favore dell’interessato un quarto di rendita d’invalidità dal 1° luglio 2008.
A.c Con decisione del 3 novembre 2014 (doc. 95), l’UAIE ha deciso di sop-
primere (con effetto al 1° gennaio 2015) il quarto di rendita d’invalidità pa-
gato fino ad allora all’interessato. Nella motivazione della decisione, detta
autorità ha in particolare indicato che lo stato di salute dell’interessato era
rimasto invariato (a prescindere da un periodo [di 30 giorni] di inabilità la-
vorativa totale dovuto ad un’artroscopia del ginocchio destro il 17 ottobre
2013; v. il rapporto del febbraio 2014 e l’annotazione dell’aprile 2014 del
medico SMR [doc. 75 e 83]). Ha rilevato che, dal 1° gennaio 2008, l’inte-
ressato ha aumentato la percentuale lavorativa all’80% con conseguente
aumento del reddito annuo. Dalla nuova valutazione economica risultava
un grado d’invalidità del 36%, che escludeva il riconoscimento del diritto ad
una rendita. Questa decisione è cresciuta incontestata in giudicato.
B.
B.a Il 23 agosto 2018, l’interessato ha presentato una seconda domanda
di rendita d’invalidità svizzera (doc. 100), esibendo in particolare documenti
medici di data intercorrente da settembre 2015 a giugno 2020 (doc. 106 a
112, 128, 131, 135, 145 a 148, 155, 161 a 163 nonché 174; v. anche doc.
197 a 360 dell’incarto dell’assicurazione C._ e dell’incarto dell’assi-
curazione D._).
B.b Nei rapporti del 16 e 23 luglio 2020 (doc. 168 e 170), il medico del
Servizio medico regionale dell’AI (SMR) ha rilevato, in virtù dei documenti
medici (in particolare la perizia internistica del 25 aprile 2019 ed i rapporti
fisiatrici del 5 e 23 aprile 2019 [doc. 131, 135 e 314]), che l’interessato
soffre segnatamente di SCA NSTEMI (sindrome coronarica acuta infarto
del miocardio senza sopraslivellamento del tratto ST) trattata con rivasco-
larizzazione percutanea in pregresso infarto, sindrome lombospondilogena
cronica a destra con possibile irritazione radicolare S1 con turbe statiche
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del rachide, alterazioni degenerative, stato dopo microdiscectomia per er-
nia discale destra L5-S1 comprimente la radice S1, recidiva erniaria in con-
tratto con la radice S1 (con ripercussione sulla capacità lavorativa) e di
lesione meniscale, condropatia del ginocchio destro, stato dopo sutura del
tendine muscolo bicipite a destra, esiti da due artroscopie al ginocchio de-
stro, cervicalgia (senza ripercussione sulla capacità lavorativa). Il medico
SMR ha ritenuto per l’interessato un’incapacità lavorativa del 100% dal 27
ottobre 2003 nell’attività di operaio edile, un’incapacità lavorativa del 100%
dal 22 maggio 2018, del 60% dal 15 ottobre 2018 e del 50% dal 23 aprile
2019 nell’attività di collaboratore e addetto alla clientela presso B._
ed un’incapacità lavorativa del 100% dal 22 maggio 2018, del 50% dal 15
ottobre 2018 e dello 0% dal 23 aprile 2019 in un’attività confacente allo
stato di salute (v. anche doc. 176 [annotazione del 28 settembre 2020]).
B.c Nel rapporto del 1° ottobre 2020 (doc. 177), il consulente in integra-
zione professionale ha ritenuto esigibile per l’interessato l’esercizio di atti-
vità sia nel settore secondario che nel settore terziario con mansioni sem-
plici, che non richiedono necessariamente la messa in atto di particolari
misure di riformazione professionale, essendo fra l’altro sufficiente un ap-
prendimento puntuale sul posto di lavoro.
B.d Con decisione dell’8 marzo 2021 (doc. 188) – che ha fatto seguito ad
un progetto di decisione del 18 novembre 2020 (doc. 185) – l’UAIE ha de-
ciso di erogare in favore dell’interessato tre quarti di rendita d’invalidità dal
1° febbraio al 31 luglio 2019. Nella motivazione della decisione, detta au-
torità ha indicato che, in virtù dei documenti medici agli atti, risulta un’inca-
pacità lavorativa del 100% (da anni) nell’attività di muratore ed un’incapa-
cità lavorativa del 100% dal 22 maggio 2018, del 60% dal 15 ottobre 2018
e del 50% dal 23 aprile 2019 nell’attività di collaboratore e addetto alla
clientela presso B._, ma una capacità al lavoro dello 0% dal 22
maggio 2018, del 50% dal 15 ottobre 2018 e del 100% dal 23 aprile 2019
in un’attività confacente allo stato di salute, ciò che comporta un grado d’in-
validità del 43% da giugno 2018, del 100% da settembre 2018, del 63%
dal 15 ottobre 2018 e del 22% dal 23 aprile 2019. Pertanto, sussiste un
diritto ad un quarto di rendita d’invalidità svizzera dal 1° giugno 2018 (me-
dia retrospettiva), ad una rendita intera dal 1° settembre 2018 (tre mesi
dopo l’accertato peggioramento dello stato di salute) ed a tre quarti di ren-
dita dal 1° febbraio 2019 (tre mesi dopo l’accertato miglioramento dello
stato di salute) al 31 luglio 2019 (tre mesi dopo l’accertato miglioramento
dello stato di salute). Sennonché, la rendita d’invalidità può essere versata
solamente dal 1° febbraio 2019, ossia sei mesi dopo la data della richiesta
di una rendita d’invalidità svizzera.
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C.
C.a Il 20 aprile 2021, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE dell’8 marzo 2021
mediante il quale ha chiesto l’accoglimento del gravame, l’annullamento
della decisione impugnata ed il riconoscimento di una rendita d’invalidità
per un grado d’incapacità lavorativa non inferiore al 60% e quindi un grado
d’invalidità non inferiore al 60%. Si è doluto di un’errata valutazione delle
sue condizioni di salute e della sua residua capacità lavorativa. Ha fatto in
particolare valere che dal secondo evento cardiaco del maggio 2018 (in-
farto del miocardio), il suo stato di salute si è aggravato e sono apparsi
anche problemi di equilibrio che hanno comportato ulteriori esami, anche
dal profilo neurologico. Ha altresì segnalato che secondo i documenti me-
dici allegati in copia (segnatamente la relazione medica del 14 aprile 2021
ed il rapporto di visita neurologica del 3 marzo 2021), le patologie di cui è
affetto non gli consentono più di svolgere un’attività confacente al suo stato
di salute in misura superiore al 40% (doc. TAF 1; v. anche doc. TAF 4). Il
10 giugno 2021, l’insorgente ha esibito il formulario “domanda di gratuito
patrocinio” (doc. TAF 6).
C.b Nella risposta al ricorso del 30 giugno 2021 (doc. TAF 7), l’UAIE ha
proposto l’ammissione del ricorso, l’annullamento della decisione impu-
gnata ed il rinvio degli atti di causa all’amministrazione affinché la stessa
possa procedere conformemente alla presa di posizione dell’Ufficio dell’as-
sicurazione invalidità del Cantone E._ (Ufficio AI) del 25 giugno
2021 (doc. TAF 7), il quale rinvia a sua volta all’annotazione del medico
SMR del 16 giugno 2021. Secondo quest’ultima, è necessario completare
l’istruttoria e pertanto sottoporre il ricorrente ad “una perizia pluridiscipli-
nare di ordine cardiologico, reumatologico, psichiatrico e neurologico”,
volta a determinare l’evoluzione dell’abilità lavorativa medico-teorica
dell’assicurato dall’inoltro della seconda domanda di prestazioni.
C.c Invitato ad esprimersi sulla proposta dell’UAIE, con atto di replica del
3 agosto 2021, il ricorrente ha segnalato di aderire alla proposta dell’auto-
rità inferiore di cui alla risposta al ricorso del 30 giugno 2021, precisando
di essere a disposizione “per essere sottoposto alle visite peritali” (doc. TAF
11).
C.d Reso edotto da questo Tribunale del fatto che non poteva essere
esclusa una reformatio in peius in caso di rinvio degli atti di causa all’auto-
rità inferiore per completamento dell’istruttoria, e concessagli pertanto la
facoltà di ritirare il ricorso (giusta la giurisprudenza di cui a DTF 137 V 314
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consid. 3.2.4 [doc. TAF 12]), l’insorgente nella sua presa di posizione
dell’11 febbraio 2022 ha comunicato di mantenere il ricorso interposto il 20
aprile 2021 (doc. TAF 14).

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che
gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4
consid. 1.2).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla
PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art.
3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-
nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo
l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-
curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le
singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1
LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-
lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. Se-
condo le regole generali del diritto intertemporale, si applicano le norme
procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso (DTF 130 V 1 con-
sid. 3.2).
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-
mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla
legge (art. 52 cpv. 1 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile.
2.
2.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
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che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Se è intervenuto un cambiamento
delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto ad esame giudizia-
rio, il diritto eventuale alle prestazioni si determina secondo le vecchie di-
sposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire dalla loro
entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445).
2.2 La seconda domanda di rendita d’invalidità svizzera essendo stata pre-
sentata il 23 agosto 2018 (essendo determinante in tale contesto la data di
consegna alla posta o all’autorità della seconda domanda di rendita [doc.
99] e non la data riportata a mano dall’insorgente nel formulario “richiesta
per adulti” [doc. 100]; v. sentenza del TAF C-4249/2019 del 18 agosto 2021
consid. 7.4), al caso in esame, salvo indicazione contraria, si applicano di
principio le disposizioni della 6a revisione della LAI entrate in vigore il 1°
gennaio 2012 (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le dispo-
sizioni formali della LPGA immediatamente applicabili con la loro entrata in
vigore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore successivamente
e fino alla pronuncia della decisione impugnata.
2.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata, in concreto l’8 marzo 2021. Il giudice delle assicurazioni
sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 136 V 24 consid.
4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362
consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'og-
getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giu-
dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze del
TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del
20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
3.
Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, è
domiciliato in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 354
consid. 4, 143 V 81, in particolare consid. 8.1, nonché 141 V 521 consid.
4.3.2), per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno 1999 tra
la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri
sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed il rela-
tivo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti applicano tra
di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento
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europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo
al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche,
e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di
applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 (art. 1 cpv. 1 Allegato II
ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II ALC). Il Regolamento
(CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai regolamenti (UE) n.
1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345) e n. 1224/2012 (RU
2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e gli Stati membri
dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, anche in
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della procedura,
come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'invalidità
svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3 del Rego-
lamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento mede-
simo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
4.
4.1 Secondo l'art. 43 LPGA e l'art. 69 OAI (RS 831.201), l'UAIE esamina le
domande concernenti le prestazioni d'invalidità, intraprende d'ufficio i ne-
cessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno, in parti-
colare circa lo stato di salute del richiedente, la sua attività, la sua capacità
di lavoro e la sua idoneità all'integrazione.
4.2 Inoltre, giusta l'art. 49 lett. b PA, l'accertamento inesatto ed incompleto
dei fatti giuridicamente rilevanti è un motivo di ricorso.
5.
Dal momento che è entrata nel merito della seconda domanda di rendita
presentata dall’insorgente il 23 agosto 2018, all’autorità inferiore incom-
beva, in analogia ad una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA, di esaminare
se tra la situazione esistente al momento dell’ultima decisione cresciuta in
giudicato che è stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita,
nel caso di specie la decisione del 3 novembre 2014, e la situazione al
momento dell’emanazione della decisione impugnata, dell’8 marzo 2021,
è intervenuta una significativa modifica del grado d’invalidità (cfr. sentenze
del TF 9C_421/2014 del 21 luglio 2014 consid. 3 e 9C_418/2010 del 29
agosto 2011 consid. 4.2 e 4.3; cfr. pure sentenza del TAF C-1967/2021 del
16 novembre 2021 consid. 5).
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6.
6.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modifica.
6.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013
consid. 6.5 con rinvii).
6.3 Costituisce motivo di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica
rilevante delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invali-
dità e, quindi, sul diritto alla rendita. Ne consegue che la rendita può essere
soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato
di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue con-
seguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento signi-
ficativo (DTF 130 V 343 consid. 3.5).
6.4 Quando l'amministrazione con un'unica decisione attribuisce una ren-
dita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime
per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole
sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF
131 V 164; 131 V 120; 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del 19
agosto 2014 consid. 3 con rinvii).
7.
7.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
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decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid.
3a).
7.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
7.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-
sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-
tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non
abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve
valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia
giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-
vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso
dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-
prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli
stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
7.4 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-
cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-
zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396
consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid.
3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7),
in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-
fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid.
2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143
V 409 consid. 4.5.2), la capacità lavorativa esigibile di una persona che
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soffre di tali disturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’in-
sieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fon-
data su indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro,
le risorse della persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché
143 V 418 consid. 6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori
per la valutazione della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V
281 consid. 4.1.3), segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid.
4.3) con i complessi “danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi
rilevanti per la diagnosi; successo od insuccesso del trattamento e della
reintegrazione; comorbidità), “personalità” (sviluppo e struttura della perso-
nalità, funzioni psichiche [consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3])
nonché categoria “coerenza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in
rapporto alla limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della
vita paragonabili [consid. 4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo
l’anamnesi in vista di un trattamento o di una reintegrazione [consid.
4.4.2]).
7.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2 con rinvii).
8.
Nel caso in esame, occorre esaminare se prima della resa della decisione
impugnata, l’Ufficio AI del Cantone E._ avrebbe dovuto procedere
ad ulteriori misure istruttorie, segnatamente ordinare ulteriori accertamenti
specialistici di carattere multidisciplinare, per potersi determinare con co-
gnizione di causa ed il necessario grado della verosimiglianza preponde-
rante valido nel diritto delle assicurazioni sociali, sullo stato di salute e sulla
residua capacità lavorativa dell’insorgente.
9.
9.1 La proposta dell’UAIE d’annullamento della decisione impugnata con
rinvio degli atti di causa all’amministrazione affinché la stessa completi
l’istruttoria – conformemente alle indicazioni di cui alla presa di posizione
dell’Ufficio AI del Cantone E._ del 25 giugno 2021 e all’annotazione
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del medico SMR dott.ssa F._ del 16 giugno 2021 (peraltro l’insor-
gente, nello scritto del 3 agosto 2021, ha segnalato che accoglie la propo-
sta dell’autorità inferiore di cui alla risposta al ricorso del 30 giugno 2021)
– è giustificata dalla necessità di completare l’accertamento dei fatti giuri-
dicamente rilevanti con riferimento allo stato di salute del ricorrente, segna-
tamente con una perizia medica pluridisciplinare (comprendente un esame
sullo stato di salute cardiologico, reumatologico, psichico e neurologico
[esami che non sono stati effettuati nell’ambito della domanda di rendita]),
volta a definire compiutamente (lo stato di salute dell’insorgente) e l’evolu-
zione della sua abilità lavorativa medico-teorica (rispetto al quadro clinico
esistente nel novembre del 2014 [periodo di riferimento; v., sulla questione,
il considerando 5 del presente giudizio]).
9.1.1 A tal proposito, occorre rilevare che, come rettamente constatato an-
che dall’autorità inferiore nella sua risposta al ricorso, l’istruttoria effettuata
nell’ambito della procedura di revisione con riferimento allo stato di salute
del ricorrente è carente sia dal profilo somatico che da quello psichico.
9.1.2
9.1.2.1 Quanto alle indicazioni sullo stato di salute somatico del ricorrente,
nel rapporto del 14 febbraio 2014 (doc. 75; rapporto su cui era fondata la
decisione dell’UAIE del 3 novembre 2014), il medico SMR – che, a sua
volta, si era basato sul rapporto chirurgico del dicembre 2013 e sulle perizie
reumatologiche del marzo 2004 e febbraio 2006 (doc. 26, 69 e 294) –
aveva posto la diagnosi segnatamente di sindrome lombospondilogena
cronica a destra con possibile irritazione radicolare S1, lesione meniscale
e condropatia del ginocchio destro (con influsso sulla capacità lavorativa)
e di stato dopo sutura del tendine del bicipite a destra ed esiti di due artro-
scopie al ginocchio destro (senza influsso sulla capacità lavorativa). Se-
condo il medico SMR, il ricorrente presentava un’incapacità al lavoro del
100% dal 27 ottobre 2003 nell’attività di muratore ed un’incapacità al lavoro
del 100% dal 27 ottobre 2003, del 55% dal 1° ottobre 2004, del 40% dal 1°
gennaio 2005, del 100% dal 17 ottobre 2013 e del 40% dal 16 novembre
2013 in un’attività sostitutiva adeguata.
9.1.2.2 Nell’ambito della nuova domanda di rendita, nella perizia interni-
stica del 25 aprile 2019 (doc. 314; perizia su cui è basata l’impugnata de-
cisione dell’8 marzo 2021), il dott. G._, specialista in medicina in-
terna, ha in particolare indicato che l’insorgente è stato sottoposto, nel
2004, ad un intervento di discectomia L5-S1 e soffre di una lombalgia ria-
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cutizzata, da circa 4 anni, con dolore lombare ricorrente e difficoltà a man-
tenere le posizioni statiche sia sedute che in piedi. Agli esami radiologici
sono rilevabili alterazioni degenerative al rachide (segnatamente, discopa-
tia L4-L5, protrusione erniaria L4, discopatia L3-L4). Ora, il dott. G._
non è uno specialista né in reumatologia né in ortopedia, ma un internista.
Non si è pronunciato sull’evoluzione dello stato di salute del ricorrente ri-
spetto al quadro clinico esistente nel novembre 2014 (periodo di riferi-
mento). Non è dato sapere, in assenza di adeguata motivazione, per quale
motivo abbia concluso per l’insorgente ad un’incapacità al lavoro del 50%,
dal 15 ottobre 2018, nell’attività abituale di addetto alla clientela presso
B._ – attività che, a suo parere, risulta rispettosa del suo stato di
salute, delle sue risorse e dei suoi limiti funzionali – allorquando, nel feb-
braio del 2014, un altro medico SMR aveva ritenuto un’incapacità al lavoro
del 40% nell’esercizio di un’attività sostitutiva adeguata (doc. 75). Inoltre,
nel rapporto dell’8 aprile 2021 (doc. TAF 1), il fisiatra curante del ricorrente
fa stato di problematiche di dolore interessanti prevalentemente la regione
lombosacrale dal (dicembre) 2018 e conclude che il medesimo, a suo giu-
dizio, “non sia più in grado di lavorare, anche tenendo presente un’attività
leggera, più del 40% di una normale attività lavorativa”. Un accertamento
più approfondito delle affezioni reumatologico-ortopediche appare – come
proposto dal medico SMR dott.ssa F._ nell’annotazione del 16 giu-
gno 2021 (doc. TAF 7) – indispensabile. Dal profilo cardiaco, l’insorgente è
stato ricoverato nel settembre 2015 per un infarto miocardico trattato con
impianto di stent (lettera d’uscita del 7 settembre 2015; doc. 112) e nel
maggio 2018 per un (secondo) infarto miocardico e sottoposto ad un inter-
vento di rivascolarizzazione (lettera di dimissione ospedaliera del 28 mag-
gio 2018; doc. 111). Quand’anche, come indicato dal medico SMR (v. l’an-
notazione del 16 giugno 2021; doc. TAF 7), i rapporti ed i referti cardiaci
del 28 giugno 2018, del 15 novembre e 3 dicembre 2019 e del 17 giugno
2020 (doc. 148 e 162) riferiscano di un quadro cardiovascolare stabile e
concludano ad una normale contrattilità globale, FE 65%, valvole indenni
cuore destro normale, prova da sforzo negativa per ischemia inducibile, in
assenza di disfunzione diastolica, angina ed aritmie, si giustifica – come
poi ritenuto dal medico SMR medesimo (doc. TAF 7) – di sottoporre il caso
per valutazione ad un medico cardiologo, visto il tempo trascorso dalla ste-
sura dei documenti specialistici presenti agli atti di causa. Per il resto, il
rapporto neurologico del 19 agosto 2020 (doc. 174) segnala la presenza di
lombalgia cronica, disestesie al deficit sensitivo globale dell’arto inferiore
destro, difficoltà alla marcia, episodi di caduta indietro su perdita di equili-
brio, senza alterazioni dello stato di coscienza, disturbo quest’ultimo poi
confermato nel rapporto di visita neurologica del 3 marzo 2021 (doc. TAF
1), in cui è riferito di “episodi improvvisi nel corso dei quali (il ricorrente) si
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sente proiettato all’indietro, fa alcuni passi all’indietro e poi cade, non perde
i sensi, ma rimane un po’ confuso” ed indicato che l’esame neurologico
evidenzia un certo rallentamento motorio. Stante queste premesse, si giu-
stifica di effettuare – come postulato dal medico SMR nell’annotazione del
16 giugno 2021 (doc. TAF 7) – un approfondito e dettagliato esame neuro-
logico.
9.1.3 Quanto alla valutazione sullo stato di salute psichico dell’insorgente,
il medico SMR dott.ssa F._, nel rapporto del 16 luglio 2020 (doc.
168), aveva certo già ritenuto che l’insorgente sarebbe stato in fase de-
pressiva ed avrebbe assunto un farmaco antidepressivo (“... gocce”; v.
doc. 163 [fotocopia di una parziale confezione farmaceutica]). Non è però
dato sapere per quale motivo la dott.ssa F._ abbia concluso, perlo-
meno implicitamente, che il ricorrente non soffre di alcun disturbo psichico
significativo, fermo restando che, secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale, la capacità (lavorativa) esigibile di una persona che soffre di di-
sturbi depressivi anche di grado da leggero a medio deve essere di princi-
pio valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito di una proce-
dura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori atta a stabi-
lire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della persona (DTF
143 V 418; 143 V 409; 141 V 281; valutazione che non è stata effettuata
nell’ambito dell’istruttoria della domanda di rendita d’invalidità svizzera).
Ora, nel caso concreto non è stato indicato perché si sarebbe potuto rinun-
ciare a tale procedura probatoria strutturata. Basti rilevare che nella perizia
internistica del dott. G._ del 25 aprile 2019 (doc. 314 pag. 983) è
indicato che l’insorgente soffre di una sindrome ansiosa depressiva cronica
dal 2015 ed è in cura presso uno psichiatra. Ciò premesso, a giusta ra-
gione, nella sua annotazione del 16 giugno 2021 (doc. TAF 7), il medico
SMR ha poi ritenuto necessario l’espletamento di una perizia pluridiscipli-
nare comprendente anche la disciplina della psichiatria.
9.1.4 Per il resto, va rilevato che dal 1° giugno 2020, l’insorgente ha (nuo-
vamente) cambiato sia la propria attività presso B._, divenendo ad-
detto alla ristorazione (con mansioni di “rilevare le entrate al ristorante per
il tracciamento COVID”), sia il proprio grado di occupazione, ridottosi al
40% (doc. 159 e 177), ciò che appare confermare la necessità di più ap-
profonditi accertamenti con riferimento ai disturbi di cui il ricorrente soffre.
9.2 In siffatte circostanze, nulla – neppure la giurisprudenza del Tribunale
federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il consid. 4.4.1.4) – si
oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per completamento dell'i-
struttoria necessaria non effettuata (e dunque del tutto mancante) nel
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senso dell’espletamento di una perizia pluridisciplinare (in cardiologia, reu-
matologica, psichiatria e neurologia), come proposto dall’autorità inferiore
e dal medico SMR consultato, perizia da effettuarsi in Svizzera, riservato
ogni ulteriore esame che l'evoluzione nel tempo dello stato di salute dell’in-
sorgente dovesse rendere necessario. In assenza di tale istruttoria com-
plementare, non risulta in effetti possibile determinarsi con il necessario
grado della verosimiglianza preponderante sullo stato di salute e sulla re-
sidua capacità lavorativa del ricorrente. Per conseguenza, non può essere
accolta la conclusione del ricorso mediante la quale è chiesto il riconosci-
mento di una rendita d’invalidità per un grado d’invalidità non inferiore al
60%, dal momento che l’accertamento dei fatti è, allo stato attuale, inesatto
ed incompleto.
9.3 Da quanto esposto, discende che il ricorso deve essere parzialmente
accolto, la decisione impugnata annullata e gli atti di causa ritornati all'am-
ministrazione affinché proceda al completamento dell'istruttoria dal profilo
medico nel senso precedentemente indicato. A seconda del risultato di tale
complemento istruttorio, l'Ufficio AI dovrà pure pronunciarsi sulla sfruttabi-
lità di un'(eventuale) residua capacità lavorativa medico-teorica (se del
caso implicando anche il servizio integrazione professionale dell'Ufficio AI),
nonché, a seconda del risultato di tale esame, effettuare un confronto dei
redditi determinanti sulla base delle possibili attività sostitutive adeguate
ritenute.
9.4 Per il resto, il ricorrente, reso edotto della possibilità che il rinvio degli
atti di causa all'autorità inferiore per complemento dell’istruttoria e nuova
decisione ai sensi dei considerandi, avrebbe potuto anche comportare la
resa di una nuova decisione a suo detrimento da parte dell'autorità inferiore
e concessagli pertanto la facoltà d’eventualmente ritirare il gravame (v. il
provvedimento del Tribunale amministrativo federale dell’8 febbraio 2022
[doc. TAF 12]), ha comunicato a questo Tribunale di mantenere il ricorso
interposto il 20 aprile 2021.
10.
10.1 Visto l'esito della procedura, non sono prelevate delle spese proces-
suali (art. 63 PA). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della
dispensa dal versamento delle spese processuali, è pertanto divenuta
senza oggetto.
10.2 Si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripeti-
bili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento del
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21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]; v. pure DTF 132
V 215 consid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia
d’assegnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal
profilo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all’amministrazione per
complemento istruttorio e nuova decisione). La stessa, in assenza di una
nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 1'000.-, te-
nuto conto del lavoro effettivo ed utile, relativamente contenuto, svolto dal
rappresentante del ricorrente. L'indennità per ripetibili è posta a carico
dell'UAIE).
(dispositivo alla pagina seguente)
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