Decision ID: 4120bd43-0cc8-588d-bf0c-5af40f2033a7
Year: 2013
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto in fatto e considerato in diritto
:
che con precetto esecutivo n. _ del 15/20 febbraio 2013 dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Bellinzona, “A_ c/o PI 1” ha escusso RI 1 per l’incasso di fr. 4'612.70 oltre interessi e spese;
che al precetto esecutivo l’escussa ha interposto opposizione, che è stata rigetta in via definitiva dal Giudice di pace del circolo di Giubiasco con decisione del 2 agosto 2013, passata in giudicato;
che tale decisione ha fatto seguito alla proposta di giudizio formulata dallo stesso giudice di pace con pronunciato del 12 marzo 2013;
che il 29 agosto 2013 l’escutente ha chiesto all’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Bellinzona la prosecuzione dell’esecuzione, allegando le predette due decisioni;
che con ricorso del 16 ottobre 2013 l’escussa si aggrava contro la comminatoria di fallimento postulandone l’annullamento in quanto, a suo dire, non avrebbe mai ricevuto il precetto esecutivo alla base della procedura esecutiva, di cui chiede una nuova notifica;
che PI 1 rileva inoltre che nessuna delle indicazioni manoscritte che figurano sulla comminatoria di fallimento (“_” e “11.09.2013”) appartengono al suo amministratore unico, rispettivamente ad altro organo della società, ma sono state verosimilmente apposte dall’ufficiale incaricato della notifica (punto 1) e puntualizza altresì di non avere trovato alcuna indicazione circa l’iscrizione a registro di commercio di una società denominata “A_” nella forma di una società semplice (punto 2);
che con osservazioni del 18 ottobre 2013 l’Ufficio di esecuzione e fallimenti del Distretto di Bellinzona ha chiesto la reiezione del ricorso asserendo di avere agito correttamente;
che il ricorso non è stato notificato all’escutente per osservazioni;
che il gravame – peraltro proposto intempestivamente, ossia ben oltre il termine di dieci giorni dalla notificazione della comminatoria di fallimento (art. 17 cpv. 1 LEF) avvenuta in data 11 settembre 2013 – lascia allibiti;
che, infatti, l’escussa non può seriamente pretendere di non aver mai avuto conoscenza del precetto esecutivo emesso nell’esecuzione n. _ mentre risulta aver interposto opposizione conto tale atto e, il 22 marzo 2013, per il tramite dello studio legale _ ha presentato osservazioni all’istanza promossa dall’escutente per ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione in questione (cfr. proposta di giudizio 19 giugno 2013 del Giudice di pace del circolo di Giubiasco [inc. 0074-2013-s], pag. 2);
che manifestamente infondato, per non dire temerario, il ricorso va pertanto al riguardo disatteso;
che per quanto concerne la prima considerazione conclusiva del ricorso, va ricordato che l'avvenuta notifica della comminatoria di fallimento dev'essere accertata dall'agente incaricato di procedervi, con l'indicazione della data e dell'identità del destinatario (art. 161 LEF);
che relativamente alla designazione della parte escutente, si conviene che la stessa risulta imprecisa, siccome quale parte andava indicato il titolare PI 1 e non la sua ditta individuale
“API 1” (cfr. art. 39 cpv. 1 n. 1 LEF; DTF 120 III 13 consid.
1; CEF 30 agosto 2006, inc. 15.2006.87, consid. 3;
Kofmel Ehrenzeller
, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
I, 1998, n. 29 ad art. 67
);
che secondo la giurisprudenza federale, la designazione inesatta, perfino totalmente erronea, o incompleta di una parte determina la nullità dell’esecuzione solo quando era di natura da indurre le parti nell’errore e che ciò si è effettivamente realizzato (cfr. DTF 120 III 13; CEF 25 ottobre 2012 inc. 15.2012.107];
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 19 ad art. 67, con rif.);
che nel caso concreto la dicitura “A_ c/o PI 1” sugli atti esecutivi, in assenza di una qualunque specificazione riferibile a una società (”SA”, ”Sagl”, ecc.), poteva solo essere compresa come riferita a una ditta individuale di cui il titolare – e quindi la parte escutente – è PI 1;
che non vi era alcun rischio di errore o confusione per l'escussa, che come visto si è difesa sin dall'inizio della procedura esecutiva;
che in queste circostanze la validità degli atti esecutivi è fuori dubbio e basta ordinare all'Ufficio di rettificare la designazione dell'escutente nei suoi registri;
che non si prelevano spese (art. 61 cvp. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF);

Considerations: