Decision ID: 3fcfa9de-cad3-5624-83d7-52e18e933003
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 25 settembre 1992 _, proprietaria della particella no. _ MC di _ sulla quale è edificato dal 1937 un edificio che invade per circa un metro quadrato il fondo no. _ di proprietà del _, ha promosso nei confronti di quest’ultimo un’azione giudiziaria basata sull’art. 674 cpv. 3 CC con la quale chiede l’assegnazione in proprietà della parte di terreno occupata dalla sporgenza, in via subordinata la costituzione di una servitù di sporgenza a favore del suo mappale e a carico di quello del convenuto, in entrambi i casi previo pagamento di un’indennità;
che il convenuto si è opposto alla pretesa avversaria contestan-do l’applicabilità delle norme di diritto privato ritenuto che, trattandosi di uso del demanio pubblico, la vertenza deve essere decisa in applicazione del Regolamento consortile a tenore del quale l’istante può solo chiedere un’autorizzazione per l’uso dello scorporo in questione per una durata determinata, eventualmente rinnovabile, e previo pagamento di una tassa;
che con il querelato giudizio il primo giudice - prima di affrontare il merito della lite - si è dichiarato incompente, sostenendo che la causa non può trovare soluzione nel diritto privato;
che con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio invocando il titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. b) CPC ossia perchè il pretore, a torto, ha negato la sua competenza;
che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;
che l’accertamento circa la determinazione della competenza giurisdizionale o meno del giudice civile, ha luogo d’ufficio e in ogni stadio di causa (art. 97 cifra 1 CPC);
che nella concreta fattispecie, come si dirà in seguito, il pretore ha negato a torto la propria competenza rationae materiae;
che contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, il solo fatto che lo scorporo di terreno occupato dalla costruzione dell’ istante appartenga al demanio consortile, non è sufficiente ad escludere l’applicabilità delle norme del diritto privato;
che infatti, anche l’azione che ha per oggetto un fondo appartenente al demanio pubblico, fatto salvo il caso ove l’ente pubblico abbia agito nell’esercizio delle sue mansioni di diritto amministrativo (
Rep
1990 213), non è sottratta alla competenza del giudice civile, rispettivamente all’applicazione delle norme di diritto privato, qualora l’oggetto della diatriba non sia già stato regolato nel diritto pubblico; in questo caso l’applicazione del diritto privato avviene a titolo sussidiario (
Moor
, Droit administratif, Volume III, 1992, 256);
che - a titolo abbondanziale - si può rilevare come anche il trasferimento di beni di immobili del demanio pubblico soggiace, ad eccezione di alcuni casi (espropriazione) alle forme e alla modalità del diritto privato, indipendentemente dagli scopi di interesse pubblico perseguiti dall’operazione (
DTF
112 II 109 segg.);
che nella concreta fattispecie, dove l’unica connotazione di diritto pubblico è data dalla natura del fondo litigioso trattandosi dello scorporo della riva di un fiume come tale appartenente al demanio pubblico, le norme di diritto pubbico invocate dal convenuto non forniscono una risposta adeguata alla vertenza che oppone le parti e il cui scopo è quello di regolarizzare una situazione preesistente avente per oggetto un diritto di proprietà sulla parte dell’abitazione dell’istante sporgente sul demanio consortile;
che non può essere pertanto esclusa per regolare i rapporti fra le parti sulla proprietà dello scorporo di terreno occupato dalla casa dell’istante, la via offerta dall’art. 674 CC;
che pertanto né la legge sui consorzi, né la legge sul demanio pubblico, nè il Regolamento del consorzio convenuto trovano applicazione alla fattispecie;
che di conseguenza, il giudizio pretorile che ha negato a torto la competenza del tribunale civile a dirimere la vertenza che oppone le parti, deve essere annullato e gli atti rinviati al giudice (art. 332 cpv. 2 CPC) perchè si esprima sul merito dell’azione;

Considerations: