Decision ID: 139f21d6-7cab-4987-a756-d29f3d974c75
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadino turco di etnia curda, nato il (...) e cresciuto nella pro-
vincia di B._, è espatriato l’11/12 dicembre 2019. Il 24 dicembre
2019 è giunto in Svizzera ed ha depositato domanda d'asilo (verbale d'au-
dizione sulle generalità del 7 gennaio 2020 [doc. 1059243/11 dell’incarto
della Segreteria di Stato della migrazione [SEM], di seguito: verbale 1]).
B.
B.a Sentito a due riprese (verbali di audizione del 6 febbraio 2020
[doc. SEM 17, di seguito: verbale 2] e del 9 dicembre 2020 [doc. SEM 43,
di seguito: verbale 3]) sui motivi alla base della domanda d’asilo, il richie-
dente ha dichiarato di essere stato vittima fin da ragazzino di angherie ed
ingiustizie a causa della sua etnia curda. Egli ha affermato di essersi speso
per la causa curda fin dalla più giovane età, partecipando alle attività delle
associazioni curde (“ Komel ”) e in modo attivo alla vita politica, dapprima
quale membro del partito curdo BDP (Partito della Pace e della Democra-
zia) e poi dell’HDP (Partito Democratico dei Popoli, formazione che unisce
forze filo-curde e di sinistra). Tra il 2016 ed il 2019 si sarebbe in particolare
occupato di informare la popolazione del suo quartiere in merito alle riu-
nioni dell’HDP e avrebbe funto da autista per i dirigenti del partito della sua
città. Questa sua militanza gli avrebbe procurato diversi problemi con la
polizia turca. In particolare dal 2006 sarebbe stato più volte offeso e per-
cosso. A suo dire il 21 marzo 2016 sarebbe stato fermato e torturato, poi-
ché sospettato di avere partecipato al “ Newroz “ (festa che celebra l’arrivo
della primavera). Secondo l’interessato inoltre il 14 febbraio 2019 i corpi
speciali della polizia avrebbero perquisito il suo domicilio alla ricerca, senza
esito, di documenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) e dell’Unità
di Protezione Popolare (YPG).
B.b Secondo il richiedente dopo il suo espatrio in data 28 gennaio, 3 feb-
braio e 16 giugno 2020 la polizia l’avrebbe cercato presso il suo domicilio
e quello della madre, mentre il 30 settembre 2020 le autorità turche avreb-
bero aperto un procedimento penale e spiccato un ordine di cattura nei suoi
confronti per il reato di propaganda a favore di un’organizzazione terrori-
stica (PKK ed il suo ramo YPG/PYD [Partito dell’Unione Democratica])
(doc. SEM 45-46), in relazione alla condivisione sui media sociali di com-
menti relativi all’arresto, nel settembre 2020, di ottantadue membri di
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spicco dell’HDP. In simili circostanze un eventuale ritorno in patria lo
avrebbe esposto al rischio di essere incarcerato, torturato e ucciso.
B.c
B.c.a Nel corso della procedura di prima istanza l’interessato ha versato
agli atti:
- l’ordine del 19 novembre 2020 pronunciato dalla procura generale di
B._ di intraprendere misure investigative nei confronti del richie-
dente per sospetto di legami con organizzazioni terroristiche (doc. 26
allegato al doc. SEM 19),
- il rapporto di ricerca del 5 novembre 2020 (doc. 28 allegato al
doc. SEM 19) ed il verbale di analisi e valutazione del 20 dicembre
2020 (doc. 24 allegato al doc. SEM 19) relativi ai contenuti sociali con-
divisi dal richiedente (doc. 16-23 allegati al doc. SEM 19),
- il verbale di ricerca del 5 marzo 2021 dell’Ufficio TEM (doc. 15 allegato
al doc. SEM 19),
- il rapporto dell’Ufficio della lotta al terrorismo del 9 marzo 2021 (doc. 14
allegato al doc. SEM 19),
- l’ordine di accompagnamento coattivo del 17 marzo 2021 emanato
dalla procura generale di B._ (doc. 6 allegato al doc. SEM 19),
- la decisione di accompagnamento coattivo del 18 marzo 2021 emanato
dal 2° Tribunale dei provvedimenti coercitivi di B._ (doc. 7, 9 e
11 allegati al doc. SEM 19),
- l’estratto del casellario giudiziale del 27 maggio 2021 (doc. 5 allegato
al doc. SEM 19),
- l’atto di accusa del 27 maggio 2021 emesso della procura di B._
per il reato di propaganda per organizzazioni terroristiche (doc. 3 alle-
gato al doc. SEM 19),
- l’ordine di cattura, non datato, pronunciato dalla suddetta procura
(doc. SEM 45-46),
B.c.b Mediante scritto del 13 aprile 2021 il richiedente ha comunicato che
nel mese di marzo 2021 la polizia si sarebbe presentata a più riprese
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presso la moglie e i genitori al fine di avere informazioni al suo riguardo
(doc. SEM 47).
C.
Con decisione del 30 giugno 2021, notificata il 1° luglio seguente
(doc. SEM 53 e 55), la SEM ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richie-
dente – negandogli tuttavia la concessione dell'asilo in quanto gli elementi
rilevanti in materia andavano considerati motivi soggettivi insorti dopo la
fuga – ha pronunciato l’allontanamento dalla Svizzera e l'ha posto al bene-
ficio dell'ammissione provvisoria per inammissibilità dell'esecuzione dell'al-
lontanamento.
D.
Il 2 agosto 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 3 ago-
sto 2021) A._, per il tramite del Soccorso operario svizzero (SOS),
è insorto contro la summenzionata decisione con ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale, il TAF), postulando la
concessione dell'asilo in Svizzera. A sostegno delle proprie argomentazioni
il ricorrente ha prodotto copiosa documentazione, per l’essenziale costi-
tuita da copie vidimate di atti già trasmessi nel corso della procedura di-
nanzi alla SEM (consid. B.c.a). Contestualmente ha presentato una do-
manda di esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio, pro-
testando spese e ripetibili (doc. TAF 1 e allegati).
E.
Con decisioni incidentali del 16 agosto 2021 (doc. TAF 3) e 6 settembre
2021 (doc. TAF 5) il Tribunale adito ha autorizzato l’insorgente a soggior-
nare in Svizzera fino alla conclusione della procedura e accolto l’istanza di
concessione dell’assistenza giudiziaria.
F.
Con ordinanza del 6 settembre 2021 (doc. TAF 5) il TAF ha trasmesso alla
SEM il ricorso invitandola ad esprimersi entro il 21 settembre 2021, termine
prorogato su richiesta dell’autorità inferiore fino al 19 ottobre 2021
(doc. TAF 7).
G.
Con risposta del 15 ottobre 2021 (doc. TAF 8) la SEM ha addotto che il
ricorso e la documentazione giudiziaria ivi allegata non contenevano fatti o
mezzi di prova nuovi che avrebbero potuto giustificare una diversa valuta-
zione ed ha proposto la reiezione del gravame.
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Pagina 5
H.
Con replica del 5 novembre 2021 (doc. TAF 10), trasmessa all’autorità in-
feriore il 24 novembre seguente (doc. TAF 11), il ricorrente si è riconfer-
mato nelle argomentazioni esposte nel ricorso.
I.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli allegati verranno ripresi
nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.
J.
Per ragioni organizzative il presente procedimento è stato assegnato alla
giudice citata in epigrafe in qualità di presidente del collegio.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla
LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti
(art. 6 LAsi).
1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di
essa.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre
pertanto entrare nel merito del gravame.
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Pagina 6
3.
3.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto
di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi).
3.2 Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-
mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
4.1 Con la decisione impugnata del 30 giugno 2021 la SEM ha riconosciuto
al ricorrente la qualità di rifugiato ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 e 2 LAsi, negan-
dogli tuttavia la concessione dell’asilo ai sensi dell’art. 54 LAsi, ma ponen-
dolo al beneficio dell'ammissione provvisoria.
4.2 Con il ricorso l’insorgente postula unicamente il riconoscimento
dell’asilo. Litigiosa è in concreto soltanto la questione se la SEM ha, a giu-
sto titolo, negato l’asilo al ricorrente alla luce della disposizione menzio-
nata. Irrilevante in questa procedura è pertanto la questione se due dei
documenti (doc. SEM 45 e 46) posti alla base della decisione con cui è
stato riconosciuto lo statuto di rifugiato sono da considerare falsi o meno
(si confronti in proposito quanto dichiarato in doc. SEM 57, ma non men-
zionato espressamente nella causa di ricorso).
5.
5.1
5.1.1 Nella decisione querelata l'autorità inferiore sostiene che l’intensità
delle ingiustizie addotte dal ricorrente (vessazioni, percosse, perquisizioni),
perpetrate dalle forze dell’ordine turche nei suoi confronti prima del feb-
braio 2019 non è superiore a quella a cui può essere esposta la maggior
parte della popolazione curda in Turchia e che detti atti non possono per-
tanto essere considerati direttamente collegati con la decisione d’espatrio,
maturata dopo la perquisizione domiciliare del febbraio 2019, ma attuata
soltanto nel dicembre successivo. Non vi sarebbe inoltre nessuna relazione
tra la partenza e la citata misura investigativa, avendo il ricorrente conti-
nuato a vivere nella stessa abitazione senza che le autorità lo cercassero
o lo convocassero per interrogarlo rispettivamente a ricoprire un ruolo at-
tivo in seno all’HDP, senza riportarne conseguenze oltre a quelle già spe-
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rimentate antecedentemente. In simili circostanze la SEM considera la de-
cisione di espatriare non dettata da pressione psichica insopportabile o ri-
conducibile ad una persecuzione attuale e persistente al momento di la-
sciare la Turchia.
5.1.2 L’autorità di prime cure ritiene tuttavia che, a causa delle condivisioni
sui media sociali di contenuti ostili al governo turco da lui eseguite dopo
l’espatrio (doc. 16-23 allegati al doc. SEM 19), in caso di rientro in patria
sarebbe esposto al rischio di seri pregiudizi, determinanti in materia d'asilo.
Per questi motivi l’amministrazione gli ha riconosciuto la qualità di rifugiato
per motivi soggettivi insorti dopo la fuga, senza concessione dell'asilo, ma
con riconoscimento dell’ammissione provvisoria a causa dell’inammissibi-
lità dell’esecuzione dell’allontanamento.
5.2 Con il ricorso A._ sottolinea dal canto suo che le condivisioni su
Facebook effettuate dopo il suo arrivo in Svizzera si inseriscono in un con-
testo di continuità con l’attività politica svolta in favore della causa curda fin
da giovane in patria. Egli sostiene inoltre che le misure reiteratamente in-
traprese dalle autorità turche avevano raggiunto oggettivamente un’inten-
sità tale da rendere impossibile, o difficilmente sopportabile, il prosegui-
mento della vita o di un’esistenza conforme alla dignità umana nel suo
paese d’origine. In effetti le vessazioni sono durate tutta la vita al punto da
indurlo a lasciare il suo paese. L’insorgente adduce poi che i pregiudizi
subiti presentano un’intensità tale da superare le normali difficoltà a cui è
esposta la comunità curda, evidenziando che la stessa SEM precisa che
non è possibile escludere che la combinazione dei fattori conduca all’attua-
zione di misure persecutorie, riconoscendo un certo valore anche a quanto
subito dal ricorrente in patria e ammettendo perciò che sia rilevante in com-
binazione con quanto avvenuto in Svizzera.
5.3 Con risposta al ricorso la SEM ribadisce che le attività realizzate sui
socials all’estero creano la potenzialità di attenzione retroattiva rispetto agli
avvenimenti passati i quali tuttavia, da soli, non raggiungono l’intensità ne-
cessaria per la concessione della qualità di rifugiato, eccezion fatta per la
perquisizione al domicilio subita il 14 febbraio 2019 a cui tuttavia non è
seguita alcuna accusa, convocazione o denuncia nei suoi confronti. Essa
sostiene inoltre che gli atti giudiziari prodotti in sede ricorsuale supportano
le dichiarazioni rese dal richiedente in fase di audizione, ma non aggiun-
gono nulla riguardo alle discriminazioni subite fino al suo espatrio, non te-
stimoniando alcun seguito giudiziario ad esse collegato.
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5.4 In sede di replica, l'insorgente riprende, per l’essenziale, le argomenta-
zioni esposte nel gravame, rilevando che, alla luce del collegamento ideo-
logico tra l’attività politica svolta in patria e quella effettuata all’estero, non
si può escludere che le vessazioni e le percosse subite in Turchia siano
state perpetrate intenzionalmente e soggettivamente nei suoi confronti.
6.
6.1
6.1.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le dispo-
sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
6.1.2 Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese
d'origine o d'ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della
loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo
sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d'es-
sere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposi-
zione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le mi-
sure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2
LAsi).
6.1.3 Vi è pressione psichica insopportabile quando una persona è vittima
di misure sistematiche che costituiscono delle violazioni gravi o ripetute
delle libertà e dei diritti fondamentali e che da un apprezzamento oggettivo
raggiungono un'intensità e un grado tali da rendere impossibile, o difficile
oltre i limiti del sopportabile, condurre un'esistenza degna di un essere
umano nello Stato persecutore, di modo che la persona perseguitata può
sottrarsi a questa situazione forzata unicamente tramite la fuga all'estero
(cfr. DTAF 2010/28 consid. 3.3.1.1 e relativi riferimenti).
6.1.4 La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3
cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-
tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-
denza. Inoltre, gli atti pregiudizievoli, per essere pertinenti, devono essere
direttamente indirizzati nei confronti della persona del richiedente l'asilo.
6.1.5 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità
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preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).
6.2 Nel caso in esame l’autorità inferiore ha riconosciuto la qualità di rifu-
giato ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 e 2 LAsi, avendo considerato fondati i timori
del richiedente di essere esposto a seri pregiudizi in caso di rientro in Tur-
chia; ha tuttavia respinto la domanda d’asilo, in quanto gli elementi rilevanti
e meglio le attività sui socials media in cui erano stati pubblicati contenuti
ostili al governo turco – comportamento che l’ha resto inviso alle autorità
del paese, fatto testimoniato dall’emanazione di vari provvedimenti in rela-
zione al reato di propaganda per organizzazioni terroristiche (consid. B.c.b)
– vanno considerati motivi soggettivi insorti dopo la fuga.
7.
7.1
7.1.1 Giusta l’art. 54 LAsi non è concesso asilo al richiedente che è dive-
nuto rifugiato ai sensi dell’art. 3 LAsi soltanto con la partenza dal Paese
d’origine o di provenienza oppure in ragione del comportamento dopo la
partenza. Sulla base di tale disposto al richiedente l’asilo che si avvale di
motivi d’asilo soggettivi insorti dopo la fuga è riconosciuta la qualità di rifu-
giato, negata la concessione dell’asilo e concessa l’ammissione provviso-
ria per inammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento verso il suo
Paese d’origine (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1 e Commissione svizzera di
ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2006 n. 1 consid. 6.1).
7.1.2 Concretamente la disposizione si riferisce ai casi in cui l’espatrio
stesso espone la persona a trattamenti contrari al diritto convenzionale a
causa della sua illegalità (cfr. sentenza del Tribunale D-7898/2015 del
30 gennaio 2017 [pubblicata come ref.] consid. 3). Nella definizione rien-
trano anche le casistiche in cui è l’attitudine del richiedente l’asilo succes-
siva all’abbandono del Paese d’origine a ingenerare, con alta verosimi-
glianza, un rischio di persecuzione. In questo contesto, è determinante la
questione se il fondato timore di subire atti pregiudizievoli è emerso o meno
solo dopo la partenza (cfr. WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens,
1990, pag. 131). Il concetto previsto dal legislatore, secondo cui l’esistenza
di motivi soggettivi successivi alla fuga esclude la concessione dell’asilo,
proibisce anche di sommare tali motivi con motivi di fuga sorti prima della
partenza dal paese d’origine o dal paese di provenienza e che non sono
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Pagina 10
ad essi soli sufficienti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato (cfr.
DTAF 2009/28 consid. 7.1).
7.2
7.2.1 Come detto nel caso in narrativa il richiedente l’asilo sostiene di aver
avuto problemi con le autorità già precedentemente al suo espatrio. In par-
ticolare, a causa della partecipazione ad attività associative (“ Komel “) e
politiche (membro dell’HDP), sarebbe stato oggetto di ripetute vessazioni,
percosse e perquisizioni che l’hanno spinto a lasciare la Turchia nel dicem-
bre 2019 (in dettaglio consid. B.a e verbali di audizione citati).
7.2.2 In applicazione dei principi esposti ai consid. 6 e 7.1, è pertanto ne-
cessario determinare se i citati episodi verificatisi precedentemente
all’espatrio configurino dei motivi enumerati all’art. 3 LAsi e risultino per-
tanto ad essi soli decisivi per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e
quindi anche del riconoscimento dell’asilo oppure no.
7.2.3 Al riguardo l’autorità di prime cure ha ritenuto che gli eventi addotti
dal ricorrente verificatisi prima dell’espatrio non raggiungevano oggettiva-
mente l’intensità necessaria a determinare una pressione psichica insop-
portabile ed ha evidenziato l’assenza di timore fondato di persecuzioni fu-
ture. Alla luce della documentazione agli atti e delle affermazioni del richie-
dente questa tesi merita tutela per i motivi esposti di seguito.
7.3 In primo luogo va rilevato che è generalmente noto che in Turchia i
membri della minoranza curda sono esposti a diverse forme di molestie ed
ingiustizie. Nel caso in esame le misure descritte, intraprese nei confronti
dell’insorgente, si riferiscono ad operazioni di polizia eseguite durante ce-
lebrazioni (Newroz) invise al governo turco che avrebbero potuto colpire
con la stessa intensità la maggior parte della popolazione di etnia curda
che vi avesse partecipato. Nella fattispecie fa inoltre difetto l’elemento sog-
gettivo. Occorre infatti relativizzare l’importanza dell’attività politica svolta
dal richiedente. A questo titolo giova rammentare che la semplice apparte-
nenza al partito HDP, in assenza di un ruolo dirigenziale, non presuppone
la concessione dell’asilo (cfr. APPA Turchia, stato 9 aprile 2021). Ora, l’in-
sorgente non ha ricoperto una carica di particolare rilievo in seno all’HDP,
essendosi occupato esclusivamente di pubblicizzare nel suo quartiere gli
eventi della formazione politica e di fungere da autista per i dirigenti e i co-
presidenti del partito della sua città (D45 verbale 3). Il suo attivismo politico
e associativo non ha altresì avuto alcuna ripercussione rilevante sulla sua
vita. Eccezion fatta per la perquisizione domiciliare del 14 febbraio 2019
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Pagina 11
descritta in sede di audizione, che costituisce l’unico avvenimento in rela-
zione di causalità diretta con l’espatrio, il ricorrente indica infatti di non
avere mai avuto contatti con le autorità (D47, 52, 62-63 e 125-126 ver-
bale 3) e dagli atti non emerge che sia stato oggetto di procedimenti penali
neppure dopo la perquisizione (doc. 5 allegato al doc. SEM 19). D’altro
canto egli ha sempre potuto esercitare la sua professione e funzione poli-
tica, in particolare pure nel periodo intercorrente tra la succitata perquisi-
zione e l’espatrio avvenuto dieci mesi dopo il primo evento (D12 verbale 2,
D49 verbale 3). Si può pertanto concordare con la SEM quando sostiene
che neppure la perquisizione, in assenza di conseguenze, può essere con-
siderata rilevante ai fini della concessione dell’asilo.
Ne discende che i pregiudizi subiti dal richiedente prima dell’espatrio non
sono rilevanti ai fini del riconoscimento della qualità di rifugiato e pertanto
neppure per la concessione dell’asilo.
7.4 Dopo l’arrivo in Svizzera A._ ha condiviso sui media sociali con-
tenuti ostili al governo turco, segnatamente in relazione all’arresto, nel set-
tembre 2020, di ottantadue membri di spicco dell’HDP (doc. 16-23 allegati
al doc. SEM 19; D29, 34, 35 e 37 verbale 3). Tale comportamento l’ha reso
inviso alle autorità del suo paese, fatto questo testimoniato dall’apertura
nei suoi confronti di un procedimento penale per il reato di propaganda in
favore di un’organizzazione terroristica (consid. B.c.a), nonché dal reiterato
tentativo (28 gennaio e 3 febbraio 2020 [D14 verbale 2], 16 giugno 2020
[D16 e 77 verbale 3] e marzo 2021 [doc. SEM 47]) da parte delle autorità
di polizia di ottenere presso la moglie ed i genitori informazioni sul suo
conto. In tali circostanze, v’è da concludere che, sulla base della situazione
descritta, si possa partire dall’assunto che il rischio di subire atti pregiudi-
zievoli sia intervenuto solo dopo la fuga. In questo contesto, si può infatti
ragionevolmente ritenere che tramite le attività politiche messe in atto dopo
l’espatrio l’insorgente ha assunto un profilo di rischio tale per cui un ritorno
in patria è da considerare passibile di attirare l’attenzione delle autorità tur-
che, al punto tale che in caso di un eventuale ritorno nel suo paese d’ori-
gine egli subirebbe, con grande probabilità, dei seri pregiudizi ai sensi
dell’art. 3 LAsi. Su questo punto del resto non vi è contestazione (si con-
fronti consid. 4.2).
Come detto tuttavia i motivi rilevanti per ammettere lo statuto di rifugiato
essendosi realizzati dopo l’espatrio e non essendo possibile sommare que-
sti accadimenti con quelli avvenuti precedentemente alla partenza, ad essi
soli non sono sufficienti per concedere l’asilo.
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Pagina 12
7.5 Questo Tribunale giunge pertanto alla conclusione che il ricorrente,
prima all’espatrio, non poteva avvalersi di un fondato timore di subire per-
secuzioni per mano delle autorità di polizia turche, mentre gli elementi rile-
vanti per il riconoscimento della qualità di rifugiato sono riconducibili al pe-
riodo posteriore all’espatrio e costituiscono quindi dei motivi soggettivi in-
tervenuti dopo la fuga. Poiché a giusto titolo l’autorità inferiore ha applicato
l’art. 54 LAsi, al ricorrente non può pertanto essere concesso asilo.
8.
Ne discende che la decisione impugnata non viola il diritto federale né la
SEM ha abusato del suo potere d'apprezzamento né ha accertato in modo
inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi).
In quanto infondato il ricorso va dunque respinto.
9.
9.1 Visto che con decisioni incidentali del 16 agosto 2021 (doc. TAF 3) e
6 settembre 2021 (doc. TAF 5) il ricorrente è stato messo a beneficio
dell’assistenza giudiziaria ed è tutt’ora indigente, non si prelevano spese
processuali (art. 65 cpv. 1 PA).
9.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 cpv. 1 e 2 a con-
trario del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripe-
tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS
173.320.2]).
10.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per cui non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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