Decision ID: a19227d4-b570-5402-b867-3f8c1ae5d975
Year: 2012
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che il ricorrente chiede l’annullamento del complemento di pignoramento eseguito
il 21 maggio 2012
sui suoi redditi, facendo valere per l’ennesima volta un credito per spese accessorie del 2008, ch’egli afferma di vantare contro gli escutenti, nonché l’asserita nullità della disdetta 6 aprile 2009 del contratto di locazione;
che la Camera, con sentenza del 3 maggio 2012 (inc. 15.12.49), ha appena respinto un ricorso presentato contro il pignoramento principale, confermandone la piena validità;
che la legge non consente più all’escusso, allo stadio del pignoramento, di far valere censure di merito sulla validità del credito posto in esecuzione;
che simili censure devono infatti essere discusse in sede di rigetto dell’opposizione e non lo possono più essere dopo che l’escusso ha invano esaurito le vie di ricorso o, come nel caso in esame, vi ha rinunciato;
che per il resto il ricorrente non critica l’operato dell’Ufficio dal punto di vista formale;
che il ricorso va pertanto respinto;
che visto il carattere manifestamente infondato dell’impugnazione e il suo logico esito, il ricorso, in virtù dell’art. 9 cpv. 2 LPR, viene deciso senza notificazione alla controparte, a cui non è quindi necessario intimare la sentenza;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF);
che va però ricordato che la parte che agisce in mala fede o in modo temerario può essere condannata a una multa sino a 1500.- franchi nonché al pagamento di tasse e spese (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF);
che il ricorrente viene avvertito che tale norma potrà essergli applicata qualora dovesse presentare ulteriori ricorsi fondati sulle medesime censure;
Richiamati gli art. 17, 20
a
, 91, 114 LEF; 9 LPR; 61, 62 OTLEF;

Considerations: