Decision ID: f6494a6e-c61d-46fa-b3e6-134f2347e967
Year: 2021
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_004
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
I. Ritenuto in fatto:
1. La A._ AG (qui di seguito: A._) è proprietaria del fondo n.
C._ RF di B._. Il fondo n. C._ (nonché quello n. D._ di
proprietà di un'altra società) sono frutto della parcellazione del fondo
madre n. E._. Sul fondo n. C._ è stata edificata una residenza
plurifamiliare con 27 appartamenti e un'autorimessa. Al momento del
rilascio della licenza edilizia del 2 novembre 2015 sul fondo madre n.
E._ vi erano tre edifici, i quali sono stati abbattuti.
2. Durante l'avvio dei lavori nel 2016 la A._ ha chiesto al Comune di
poter allacciare gli immobili realizzati all'acquedotto, alla rete fognaria e
all'impianto di depurazione delle acque IDA. Con decisione di tassazione
6 aprile 2016, parzialmente rivista il 13 giugno 2016, il Comune ha
emanato le rispettive tre tasse di allacciamento provvisorie. Il calcolo
provvisorio non comprendeva l'aggiunta dell'IVA e si basava sul costo
stimato secondo domanda di costruzione.
3. Contro tale decisione la A._ ha interposto ricorso al Tribunale
amministrativo del Cantone dei Grigioni (procedura n. A 16 34). Pendente
causa le parti (nonché la proprietaria del fondo n. D._) hanno
sottoscritto una convenzione (datata 9/17 febbraio 2017), in cui si sono
segnatamente accordate di computare il valore degli edifici preesistenti (e
demoliti).
4. L'11 maggio 2017 il Comune ha emesso le nuove fatture provvisorie per
le tre tasse di allacciamento sulla base della succitata convenzione e in
applicazione del presunto costo di costruzione. Queste fatture non
comprendevano l'aggiunta dell'IVA. La A._ ha pagato queste fatture.
5. Il 7 agosto 2020 il Comune ha emesso le fatture definitive per le tre tasse
di allacciamento, in base alla stima ufficiale e con l'aggiunta dell'IVA.
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6. Contro tale decisione la A._ ha presentato reclamo il 25 agosto 2020,
chiedendo che l'IVA venisse posta a carico del Comune. Nel frattempo, la
A._ ha saldato gli importi dovuti dopo conguaglio con gli importi già
pagati secondo il conteggio provvisorio, tuttavia senza versare l'IVA.
7. Con decisione (su reclamo) del 29 dicembre 2020 il Comune ha ordinato
alla A._ di corrispondere entro 30 giorni dalla crescita in giudicato
della decisione gli importi per l'IVA insoluti, ovvero CHF 1'538.05 per la
tassa di allacciamento definitiva per l'acqua potabile, CHF 4'380.75 per la
tassa di allacciamento definitiva per la canalizzazione e CHF 3'066.55 per
la tassa di allacciamento definitiva per la depurazione delle acque, oltre a
interessi di mora del 4 %.
8. Avverso questa decisione la A._ (qui di seguito: ricorrente) a inoltrato
ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 2 febbraio
2021 chiedendo, in via preliminare, il conferimento dell'effetto sospensivo
al ricorso e, in via principale, l'annullamento della decisione 29 dicembre
2020. In sintesi, a motivazione del fatto che l'IVA non sarebbe dovuta, la
ricorrente adduceva che il trasferimento dell'IVA alla ricorrente non
sarebbe obbligatorio. Le parti in questo caso avrebbero validamente
concluso un accordo esaustivo sulla quantificazione delle tasse di
allacciamento. Dato che tale accordo concluso con il Comune non
menziona l'aggiunta dell'IVA, la ricorrente poteva ritenere che questa
fosse compresa negli importi finali pattuiti.
9. Nella presa di posizione del 26 marzo 2021 il Comune di B._ (qui di
seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. In sostanza, il
convenuto osservava che la relativa convenzione non era volta a regolare
in modo completo ed esaustivo la quantificazione delle relative tasse di
allacciamento. In base alla giurisprudenza il convenuto avrebbe potuto (e
dovuto) trasferire l'IVA alla ricorrente – quale destinataria del servizio –
tramite un atto d'imperio, essendo l'IVA in questo caso imposta su
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prestazioni rette dal diritto pubblico. Inoltre, secondo prassi comunale l'IVA
non verrebbe tassata nel calcolo provvisorio, ma solo con la decisione di
tassazione finale.
10. Nella replica del 6 maggio 2021 la ricorrente si è riconfermata nel suo
petito principale di ricorso e ha approfondito la propria argomentazione, in
particolare sottolineando il carattere vincolante della relativa convenzione
in cui non si è pattuita l'aggiunta dell'IVA.
11. Nella duplica del 7 giugno 2021 il convenuto ha confermato il suo petito di
risposta e ha ribattuto agli argomenti della replica.
12. Con scritto del 23 giugno 2021 il convenuto ha inoltrato la propria nota
d'onorario contestando al contempo quella inoltrata dalla ricorrente il 18
giugno 2021. Con scritto del 6 luglio 2021 la ricorrente ha risposto allo
scritto del 23 giugno 2021 del convenuto.

Considerations:
II. Considerando in diritto:
1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro
la decisione (su reclamo) del 29 dicembre 2020 è data (art. 49 cpv. 1 lett.
a Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]). Quale
destinataria della decisione, la ricorrente è legittimata a ricorrere in giudizio
(art. 50 LGA). Essendo tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma
(art. 52 cpv. 1 e art. 38 LGA), il ricorso è dunque ricevibile.
2. Controverso è se il convenuto nel caso concreto ha giustamente prelevato
l'IVA sulle tasse di allacciamento definitive, considerato che l'IVA non
figurava né nella relativa convenzione stipulata con la ricorrente inerente
a dette tasse né nel conteggio provvisorio di queste tasse. Incontestato è
che il convenuto è soggetto all'IVA (art. 12 della Legge federale
concernente l'imposta sul valore aggiunto [Legge sull'IVA, LIVA; RS
641.20]) e che le prestazioni per l'allacciamento e quindi le rispettive tasse
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soggiacciono all'IVA (art. 14 dell'Ordinanza concernente l'imposta sul
valore aggiunto [Ordinanza sull'IVA, OIVA; RS 641.201]). Riconosciuto è
pure l'ammontare dell'IVA sulle tasse di allacciamento (CHF 1'538.05 sulla
tassa di allacciamento all'acqua potabile [2.5 % su CHF 61'521.00]; CHF
4'380.75 sulla tassa di allacciamento alla canalizzazione [7.7 % su CHF
56'893.00]; CHF 3'066.55 sulla tassa di allacciamento per la depurazione
delle acque [7.7 % su CHF 39'825.10]). Le aliquote si evincono dall'art. 25
LIVA (aliquota normale del 7.7 % giusta il cpv. 1 per l'allacciamento alla
canalizzazione e per la depurazione delle acque e aliquota ridotta del 2.5
% giusta il cpv. 2 lett. a cifra 1 per l'allacciamento alla condotta dell'acqua
potabile).
3.1. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LIVA il trasferimento dell'IVA è retto da accordi di
diritto privato. Nonostante questo testo, quando le prestazioni imponibili si
basano sul diritto pubblico, il trasferimento dell'imposta è regolato
anch'esso dal diritto pubblico (cfr. DTF 140 II 80 consid. 2.5). In base a
suddetta decisione del Tribunale federale, le contestazioni relative al
trasferimento di un'eventuale IVA nell'ambito di un rapporto di diritto
pubblico devono essere regolate per mezzo di una decisione (cfr. DTF 140
II 80 consid. 2.5). Con questa sentenza non è stata tuttavia chiarita la
questione se nei rapporti di diritto pubblico il trasferimento dell'IVA
sottostia ancora all'autonomia delle parti. La dottrina precisa che, in ogni
caso, un'eventuale obbligo di trasferire l'IVA sul destinatario dovrebbe in
linea di principio figurare in una legge in senso formale (cfr. BAGNOUD in:
Zweifel/Beusch/Glauser/Robinson [ed.], MWSTG-Kommentar, 2015, art. 6
n. 18).
3.2. Nel Comune convenuto la riscossione delle relative tasse di allacciamento
è regolata nel Regolamento acqua potabile del 2 settembre 1984 e nel
Regolamento per il servizio fognature del 4 dicembre 1988. Entrambi i
regolamenti sono entrati in vigore prima dell'introduzione dell'IVA, per cui
tali tasse, come evidenziato dal convenuto, sono da intendersi senza IVA.
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In detti Regolamenti non è perciò nemmeno stabilito un obbligo di
trasferimento dell'IVA al destinatario.
3.3. Ma un'esclusione (implicita) della possibilità di una negoziazione
contrattuale sul trasferimento dell'IVA sulle tasse di allacciamento al
destinatario in questo caso s'impone in osservanza del principio della
parità di trattamento, che è di grande rilievo nell'ambito tributario (cfr.
TSCHANNEN/ZIMMERLI/MÜLLER, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4. ed.,
2014, § 33 marg. 23; DTF 136 I 142 consid 4.2). Appare infatti
inammissibile che il convenuto – il quale per prassi preleva l'IVA con la
tassazione finale delle tasse di allacciamento – possa concludere a sua
discrezione un accordo di non trasferimento dell'IVA con la ricorrente, a
dispetto di tutti i proprietari finora gravati dell'IVA sulle tasse di
allacciamento. Ne consegue l'obbligatorietà nel caso di specie del
trasferimento dell'IVA sulle tasse di allacciamento al destinatario per atto
d'imperio. Un'eventuale accordo sul trasferimento dell'IVA deve pertanto
essere ritenuto nullo, come sottolineato dal convenuto. Non è dunque
pertinente il rinvio della ricorrente alla dottrina e alla giurisprudenza
secondo cui, nella misura in cui il trasferimento dell'IVA è lasciato
all'autonomia delle parti, esse si dovrebbero accordare in merito. In questo
caso, come detto, non c'è spazio per una negoziazione tra le parti.
Altrettanto inconferente è l'appello alle norme nell'Ordinanza
sull'indicazione dei prezzi (OIP; RS 942.211) le quali, ove mai applicabili
alla ricorrente, presuppongono che si sia concluso un prezzo, cosa che in
questo caso, si ribadisce, non è ammessa e che comunque – come si
vedrà più sotto – non è avvenuta.
3.4. Come esposto qui di seguito a titolo abbondanziale, pur volendo
ammettere la possibilità di un accordo sul trasferimento dell'IVA sulle tasse
di allacciamento, da un'interpretazione oggettiva in base al principio
dell'affidamento della Convenzione del 9/17 febbraio 2017 (qui di seguito:
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Convenzione) non emerge alcun accordo (tacito) sulla presa a carico
dell'IVA.
3.4.1. Nella prima parte della Convenzione sono indicate le premesse che hanno
condotto all'accordo. In particolare, si evidenziava che il Comune aveva
calcolato le tasse provvisorie senza deduzione del valore degli edifici
preesistenti, benché la giurisprudenza del Tribunale amministrativo in tali
casi preveda una deduzione del valore dei vecchi edifici dal valore dei
nuovi edifici e una conseguente percezione della tassa unicamente sulla
differenza. Di conseguenza, le parti hanno convenuto in special modo che
il valore dei vecchi edifici andava dedotto dalle tasse di allacciamento.
Inoltre, per quanto qui di rilevanza, alla cifra II.4 Convenzione le parti
hanno concordato il modo di percezione delle tasse di allacciamento
definitive, specificando che la tassa di allacciamento alla canalizzazione e
per la depurazione delle acque non si applica all'autorimessa. Inoltre, sono
stati indicati i tassi da applicare sul valore attuale dell'edificio [aliquote
legali, come dai Regolamenti sopra citati al consid. 2]. Il convenuto si
impegnava quindi a revocare le tasse provvisorie già emesse e a
emanarne delle nuove (provvisorie) con la deduzione del valore dei vecchi
fabbricati e con le aliquote indicate, mentre la ricorrente si impegnava a
ritirare il ricorso A 16 34.
3.4.2. Benché nella Convenzione non figuri l'aggiunta dell'IVA sulle tasse di
allacciamento a carico della ricorrente, la Convenzione non aveva
evidentemente lo scopo di fissare definitivamente le tasse dovute
(comprese l'IVA), bensì di fissare gli importi degli edifici vecchi da
computare al valore determinante per l'aliquota e di distinguere quali tasse
andavano riscosse per la parte residenziale e la parte dell'autorimessa
dell'edificio, e tutto ciò nel senso di una transazione. Come giustamente
osservato dal convenuto, le parti non hanno concluso una convenzione
fiscale. Per essa manca una base legale. Il metodo di calcolo delle tasse
di allacciamento non è lasciato all'autonomia delle parti. Le parti hanno
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solamente raggiunto un accordo sul valore degli edifici preesistenti da
computare al valore dei nuovi edifici. Un simile accordo, conforme al diritto
materiale, è possibile anche senza base legale, siccome regola delle
incertezze su di una fattispecie determinante non chiara che si
lascerebbero eliminare soltanto con difficoltà (cfr. STF 2C_296/2009
dell'11 febbraio 2010 consid. 3.1 con riferimenti; DTF 121 II 273 consid.
1c). Visto dunque che non si tratta di una convenzione fiscale in senso
stretto ed esaustiva in merito all'ammontare delle tasse di allacciamento
dovute dalla ricorrente, da questo accordo la ricorrente non poteva
dedurre un (tacito) rifiuto di prelevare l'IVA presso di essa. L'IVA per le
relative prestazioni risp. le relative tasse è indiscutibilmente dovuta, come
già menzionato sopra e anche riconosciuto dalla ricorrente stessa.
Considerato che la ricorrente avrebbe perlomeno dovuto sapere che l'IVA
andava aggiunta al calcolo per le tasse, essa non poteva ragionevolmente
attendersi che il convenuto rinunciasse a trasferire l'IVA su di essa, dal
momento che niente di simile è stato menzionato e non sono stati
concordati degli importi definitivi per le tasse dovute (cosa che, semmai
ammessa, peraltro non era nemmeno possibile, posto che la tassazione
definitiva avviene solo appena si è al corrente della stima ufficiale). Pur
volendo ammettere la possibilità di una negoziazione contrattuale, la
Convenzione non può dunque essere ritenuta una base di fiducia su cui la
ricorrente poteva fare affidamento che l'IVA non le sarebbe stata trasferita.
3.5. L'appello della ricorrente alla tutela del legittimo affidamento non può
essere concesso nemmeno considerando il fatto che il convenuto non
abbia menzionato l'aggiunta dell'IVA nelle fatture provvisorie ma soltanto
in quelle definitive. L'assenza dell'IVA nelle fatture provvisorie non può
costituire una base di fiducia per il destinatario, proprio perché si tratta di
una decisione provvisoria. La prassi del convenuto di fatturare l'IVA solo
con la decisione definitiva della rispettiva tassa di allacciamento non può
fra l'altro essere contestata e appare sensata. Se si prelevasse l'IVA già
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con le fatture provvisorie, vi sarebbe l'incombenza di dover pagare l'IVA
da parte del destinatario e di presentare il rendiconto da parte del Comune
su una base provvisoria e in seguito di dover pagare l'eventuale differenza
risp. allestire un nuovo rendiconto per l'eventuale differenza dopo la
tassazione definitiva in base alla stima ufficiale. Mentre con la prassi
adottata dal convenuto si esegue un conteggio solo dell'IVA. Infondata al
riguardo è l'asserzione della ricorrente secondo cui tale prassi sarebbe in
contrasto con l'art. 40 LIVA (nascita del credito fiscale). Questa norma
determina l'insorgenza del diritto alla deduzione dell'imposta precedente
risp. del debito fiscale. Dall'argomentazione della ricorrente mal si
comprende come mai in questo caso, richiamata questa norma, il debito
fiscale non dovrebbe essere insorto a causa del fatto che l'IVA non era
contemplata nelle tassazioni provvisorie. Le rispettive censure della
ricorrente vanno perciò respinte.
4. In conclusione, il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata.
5. Le spese giudiziarie pari a CHF 3'000.00 sono poste a carico della
soccombente ricorrente (art. 73 cpv. 1 LGA). Da questo importo è dedotto
l'anticipo da essa prestato di CHF 2'000.00. Contrariamente alla sua
rivendicazione al convenuto non sono assegnate ripetibili, siccome questi
vince la causa nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali (art. 78 cpv. 2
LGA) e poiché il ricorso non appare temerario.