Decision ID: 1ccf720c-ffc7-4663-b218-284c1cf9e3d0
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A._, di nazionalità afghana, ha presentato una domanda d'asilo in
Svizzera il 19 febbraio 2022, pretendendosi minorenne.
B.
Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di
seguito: SEM) in data 21 febbraio 2022, hanno permesso di accertare che
secondo la banca dati "EURODAC", il richiedente l'asilo aveva già deposi-
tato due domande d'asilo pregresse in Bulgaria ed in Austria il 15 dicem-
bre 2021 rispettivamente il 6 febbraio 2022.
C.
L'8 marzo 2022 l'interessato ha trasmesso alla SEM la copia della sua
tazkira biometrica.
D.
Il 30 marzo 2022 il richiedente asilo è stato sentito quale minore non ac-
compagnato nell'ambito di una prima audizione durante la quale l'autorità
inferiore gli ha posto questioni sulle sue generalità, in merito alla sua pro-
venienza e circa il viaggio che lo ha condotto in Svizzera. Nel corso di tale
audizione, la SEM ha informato il richiedente asilo della possibile compe-
tenza della Bulgaria per il trattamento della sua domanda d'asilo in base al
regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del
26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione
dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione
internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un
paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-
pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino
III), gli ha concesso il diritto di essere sentito in merito ed ha prospettato
una possibile non entrata nel merito della sua domanda in applicazione
dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS
142.31). In tale occasione la SEM gli ha anche concesso il diritto di essere
sentito in merito alla pretesa minore età come pure alla modifica prevista
della data di nascita nel Sistema d'informazione centrale sulla migrazione
(di seguito: SIMIC).
E.
A causa di frequenti mal di testa riferiti dopo aver subito percosse al capo,
il 23 marzo 2022 il richiedente è stato visitato da un medico, il quale ha
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ritenuto necessario effettuare delle (...) e (...) per escludere lesioni post
traumatiche. Un supporto (...) è altresì stato ritenuto necessario.
F.
Il 30 marzo 2022 la SEM ha proceduto alla modifica dell'iscrizione della
data di nascita del richiedente in SIMIC in (...), ritenendo dunque l'interes-
sato maggiorenne.
G.
Il medesimo giorno, la suddetta autorità ha inoltrato alle competenti autorità
bulgare una richiesta di ripresa in carico del richiedente fondata sull'art. 18
par. 1 lett. b Regolamento Dublino III ed ha domandato sotto quale identità
l'interessato fosse conosciuto in tale paese. Le autorità bulgare non hanno
risposto alla richiesta.
H.
Il 14 aprile 2022 l'interessato è stato sottoposto ad una radiografia (RX) del
(...) e ad una risonanza magnetica (RM) (...) e ad (...) dei (...).
I.
Il 25 aprile 2022 il richiedente è stato visto da un dentista. Egli ha altresì
affermato di non sentire più la necessità di un seguito (...).
J.
Con decisione del 26 aprile 2022, notificata il 27 aprile 2022, la SEM non è
entrata nel merito della succitata domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a
cpv. 1 lett. b LAsi, pronunciando nel contempo il trasferimento dell'interes-
sato verso la Bulgaria.
K.
Il 4 maggio 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 5 mag-
gio 2022), il richiedente è insorto contro la decisione della SEM dinanzi al
Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), postulando, an-
zitutto la restituzione (recte: concessione) dell'effetto sospensivo al ricorso
e la sospensione, in via supercautelare, dell'esecuzione della decisione; in
via principale, il riconoscimento dell'insorgente quale minorenne, l'annulla-
mento della decisione avversata ed il trattamento della domanda d'asilo nel
quadro di una procedura nazionale in Svizzera; in subordine, la restituzione
degli atti alla SEM per il completamento dell'istruttoria; con contestuale ri-
chiesta di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione
dal versamento delle spese processuali e dal relativo anticipo, tutto con
protestate tasse e spese.
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L.
Con misure supercautelari del 5 maggio 2022 il Tribunale ha provvisoria-
mente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside-
randi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-
tanto entrare nel merito del ricorso.
3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-
gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1
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LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-
bunale può rinunciare allo scambio degli scritti.
5.
5.1 Nella propria decisione, l'autorità inferiore ha in primo luogo ritenuto
che il richiedente non avesse reso verosimile la sua asserita minore età.
Egli non avrebbe fornito alcun documento suscettibile di comprovare la sua
identità. Il fatto che abbia fornito soltanto la copia della tazkira biometrica
non permetterebbe di analizzarne l'autenticità. In secondo luogo, egli non
sarebbe stato in grado di rendere verosimili neanche le dichiarazioni riguar-
danti i dati personali, la sua biografia e le sue relazioni famigliari. Egli
avrebbe, in particolare, fornito diverse date di nascita, non avrebbe saputo
indicare l'anno in cui avrebbe iniziato a lavorare, né quanti anni avessero i
genitori. Infine, l'interessato avrebbe dato delle risposte evasive alle do-
mande inerenti l'ottenimento della carta d'identità. Di conseguenza, la SEM
ha modificato la data di nascita in SIMIC ed ha considerato l'interessato
maggiorenne per il seguito della procedura. Successivamente, l'autorità in-
feriore ha constatato la competenza della Bulgaria per il trattamento della
domanda d'asilo dell'interessato e l'assenza di fondati motivi di ritenere l'e-
sistenza di carenze sistemiche in tale Paese. Altresì non vi sarebbero mo-
tivi che giustificherebbero l'applicazione della clausola di sovranità ai sensi
dell'art. 29a cpv. 3 LAsi in relazione all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino
III.
5.2 In sede ricorsuale, l'insorgente contesta anzitutto la valutazione dell'au-
torità inferiore in merito all'età. Egli concorda con la SEM circa lo scarso
valore probatorio di un documento d'identità fornito soltanto in copia, tutta-
via non sarebbe comprensibile il motivo per il quale l'autorità avrebbe rite-
nuto tale documento sufficiente per modificare il nome ed il cognome del
ricorrente, ma non la sua data di nascita. L'autorità inferiore, in considera-
zione dell'obbligo di motivare, avrebbe dovuto illustrare le motivazioni alla
base di tale differenziazione e spiegare perché la copia della tazkira fosse
suscettibile di comprovare il nome e il cognome del ricorrente, ma non la
sua data di nascita. Per quanto riguarda la ritenuta inverosimiglianza delle
allegazioni riguardanti i dati personali, la biografia e le relazioni famigliari il
ricorrente fa riferimento all'art. 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo
del 20 novembre 1989 (Conv. diritti fanciullo, RS 0.107), recepito in diritto
svizzero tramite l'art. 7 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). In aggiunta, il Tribunale
avrebbe stabilito i criteri da applicare non soltanto per la conduzione delle
audizioni di minori non accompagnati, ma anche per la valutazione delle
loro allegazioni. Nel caso di specie, oltre alla giovane età del ricorrente,
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andrebbe pure tenuto conto del contesto di provenienza, nonché delle sue
caratteristiche personali, in quanto egli non avrebbe mai frequentato la
scuola e non sarebbe in grado di leggere, scrivere o fare di conto. In merito
al foglio dei dati personali, l'insorgente avrebbe già riferito di non averlo
riempito personalmente. Altresì, il fatto che egli non conosca il calendario
in uso in Afghanistan e non sia in grado di calcolare quanti anni abbia, sa-
rebbe coerente con la sua mancata scolarizzazione. La mancata cono-
scenza del calendario così come l'incapacità del ricorrente di fare i calcoli
spiegherebbero anche il motivo per il quale egli non sarebbe stato in grado
di fornire dichiarazioni puntuali nemmeno per quanto riguarda il suo per-
corso biografico. Le sue dichiarazioni denoterebbero un'enorme difficoltà
del ricorrente nel collocare gli eventi nel tempo e nello spazio. Per quanto
riguarda le dichiarazioni concernenti i famigliari, il ricorrente osserva che,
non conoscendo neppure la propria data di nascita, sarebbe poco plausi-
bile che egli riuscisse a riferire quella dei genitori. D'altra parte, egli avrebbe
fornito un'età, almeno approssimativa, per tutti i membri della propria fami-
glia. Infine, in merito all'ottenimento della tazkira, le sue risposte non po-
trebbero essere considerate evasive. Considerati il background sociocul-
turale e l'analfabetismo del ricorrente, che avrebbero significativamente in-
fluito sulla sua capacità di rispondere alle domande, così come la presenza
della copia della tazkira, vi sarebbero stati sufficienti elementi di dubbio
perché la SEM dovesse procedere ad una perizia medica per l'accerta-
mento dell'età. Non procedendo ad una perizia nonostante l'incertezza re-
lativa all'età del ricorrente, la SEM avrebbe violato il principio inquisitorio.
Per quanto riguarda in seguito il trasferimento in Bulgaria nell'ambito del
Regolamento Dublino III, l'insorgente rileva di essere stato vittima di abusi
che porrebbero seri dubbi circa l'efficace presa in carico della sua pratica
in Bulgaria. Infine, l'autorità inferiore nella decisione impugnata non
avrebbe svolto alcun esame individualizzato delle allegazioni del ricorrente
rispetto alle ragioni che l'avrebbero indotta a ritenere insussistenti motivi
umanitari di cui all'art. 29a cpv. 3 LAsi.
6.
6.1
6.1.1 Nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura
amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità
competente deve procedere d'ufficio all'accertamento esatto e completo
dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l'art. 12 PA,
art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, essa deve procurarsi la documen-
tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi-
che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF
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2012/21 consid. 5). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in parti-
colare visto il nesso con l'obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed
art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Müller/
Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsver-
fahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9).
6.1.2 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell'i-
struzione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all'autorità di prima
istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-
certamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di raccogliere
gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa
per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 e rela-
tivi riferimenti; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.191).
6.1.3 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accerta-
mento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla
ripartizione dell'onere della prova derivanti dall'applicazione analogica
dell'art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210);
che le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istruttorie neces-
sarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr.
D-6598/2019 consid. 5.3 e relativi riferimenti; THIERRY TANQUEREL, Manuel
de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563). Su tali presupposti, la parte
che intende prevalersi di una circostanza è tenuta a sopportare le conse-
guenze della mancata prova al riguardo o, in caso di grado ridotto, dell'as-
senza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222 consid. 6, 133 V 216 con-
sid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 consid. 7.2; MOSER/
BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.150).
6.2
6.2.1 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe
l'onere della prova al riguardo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 con-
sid. 5.1 pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 e seg., 2000 n. 19 con-
sid. 8b pag. 188, cf. DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2; MATTHIEU CORBAZ, La
détermination de l'âge du requérant d'asile, in: Actualité du droit des étran-
gers, Jurisprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.). In presenza
di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale
degli atti di causa non permette di ritenere che l'interessato la abbia resa
verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo
conseguentemente considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/VI con-
sid. 5.4 e relativi riferimenti).
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6.2.2 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-
giudiziale sulla questione (cfr. DTAF 2011/23 consid. 5, DTAF 2009/54 con-
sid. 4.1, GICRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale
D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.5 e E-5386/2019 del 31 ot-
tobre 2019 consid. 4.3.1). Per giungere ad una determinazione al riguardo,
l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così
come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'in-
teressato nel paese d'origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-
lum scolastico (cfr. sentenze del Tribunale E-5386/2019 [precitata],
D-858/2019 del 26 febbraio 2019 e E-7324/2018 del 15 gennaio 2019). Se
necessario ordina una perizia medica volta alla determinazione dell'età
(cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione con l'art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3
consid. 4.2.2; sentenza del Tribunale F-5354/2018 del 27 settembre 2018).
Una volta esperita l'istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento glo-
bale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati.
6.3
6.3.1 Nel caso in disamina, il Tribunale non condivide la valutazione
dell'autorità inferiore per diversi motivi. Innanzitutto, pur essendo vero che
l'insorgente non ha fornito alcun documento d'identità originale e autentico
– e non ha dunque fornito la prova della sua minore età – egli ha comunque
fornito la fotocopia della sua tazkira biometrica. Pur non potendo analiz-
zarne l'autenticità, costituendo soltanto una copia, il documento costituisce
ad ogni modo un elemento a favore della minore età del ricorrente e
avrebbe dovuto essere preso in considerazione dell'autorità inferiore. D'al-
tra parte, come rettamente rilevato in sede ricorsuale, appare quantomeno
poco comprensibile il motivo per il quale l'autorità inferiore abbia ritenuto il
documento sufficiente per modificare il nome dell'insorgente, ma non per
ritenere la sua data di nascita.
6.3.2 Proseguendo nell'analisi, lo scrivente Tribunale rileva che pur ricono-
scendo che le allegazioni biografiche del ricorrente non si distinguono certo
per esaustività e concludenza, fondarsi sull'inconsistenza di tali allegazioni
per escluderne la minore età non pare tenere in completa considerazione
gli obblighi derivanti dal principio inquisitorio. Invero, considerato il contesto
in cui sarebbe cresciuto il ricorrente, occorreva dar debito credito ad alcune
peculiarità socio-culturali ed all'eventualità di trovarsi di fronte ad una per-
sona con un grado di alfabetizzazione ridotto (cfr. tra le altre sentenza del
Tribunale D-1541/2022 del 20 aprile 2022 consid. 6.2). Egli ha infatti riferito
di non essere andato a scuola, di non conoscere il calendario persiano, di
non sapere scrivere il proprio nome e di parlare soltanto pashtou
(cfr. atto SEM [...]-17/11, pag. 3 segg.). Dalle sue dichiarazioni risulta poi
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piuttosto chiara la sua difficoltà ad esprimersi su riferimenti temporali e la
sua incapacità ad effettuare i calcoli più semplici. Ciò detto, andrebbero
dunque relativizzate anche le contraddizioni in merito alla data di nascita.
6.3.3 A ciò si aggiunge pure il fatto che, non avendo le autorità bulgare
risposto alla richiesta di ripresa in carico e non avendo neppure fornito le
informazioni richieste in merito alla data di nascita (cfr. atto SEM [...]-21/5),
non è dato sapere le generalità con le quali il ricorrente è stato registrato
in tale Paese. Allo stesso modo, non vi sono neppure informazioni in merito
all'identità registrata dalle autorità austriache. Tuttavia, il ricorrente ha rife-
rito di essersi presentato con le stesse generalità che ha fornito alla SEM
nell'ambito dell'audizione quale minore non accompagnato (cfr. atto SEM
[...]-17/11, pag. 8, pto. 5.02) ed ha altresì riferito di essere stato assegnato
ad un campo profughi per minorenni sia in Bulgaria sia in Austria (cfr. idem).
6.3.4 In buona sostanza, nella fattispecie anche in presenza di potenziali
indicatori d'inverosimiglianza, permangono dunque dubbi circa la maggiore
età dell'interessato, dubbi che necessitavano di essere fugati per il tramite
dell'esperimento di ulteriori misure istruttorie prima di imputare al ricorrente
di non essere stato in misura di rendere verosimile la sua minore età (cfr.
sentenza del Tribunale D-1754/2022 del 22 aprile 2022, pag. 7 inerente un
caso simile). L'autorità inferiore non deve infatti misconoscere le succitate
differenze tra la constatazione dei fatti (principio derivante dall'ordinamento
processuale) ed il grado probatorio richiesto per la valutazione di merito
dell'età di un richiedente asilo. Come detto, v'è spazio per un giudizio ma-
teriale, sia esso relativo all'età o ad altre questioni, solo in presenza di un
pregresso accertamento completo dei fatti giuridicamente rilevanti. Lad-
dove permangano perplessità, l'autorità non può limitarsi ad escludere la
minore età sulla base di alcuni indicatori, soprattutto vista la disponibilità di
metodi scientifici riconosciuti per la determinazione medica dell'età e dei
contrapposti rischi intrinsechi ad una valutazione ancorata unicamente
sulle allegazioni dell'interessato (cfr. sul valore probatorio dei medesimi si
veda la sentenza del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 con-
sid. 6.2 – 6.3 con i relativi riferimenti e DTAF 2019 I/6 consid. 6.1, 6.3-6.5).
Tale mancato esperimento di ulteriori misure istruttorie (in particolare della
perizia medica per stabilire l'età del richiedente) appare tanto più proble-
matico ritenuto il fatto che il ricorrente afferma di avere (...) anni – e di es-
sere dunque ben lontano dalla maggiore età – e che la modifica della data
di nascita effettuata dalla SEM è di ben (...) anni.
6.3.5 Pertanto il ricorso è accolto, la decisione della SEM del
26 aprile 2022 è annullata. Gli atti sono retrocessi all'autorità inferiore
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(art. 61 cpv. 4 PA), affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29
cpv. 1 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del
18 aprile 1999 [Cost., RS 101]), all'emanazione di una nuova decisione. In
particolare, la SEM è invitata a svolgere ulteriori chiarimenti onde determi-
nare l'età del ricorrente, se necessario, con l'ausilio di metodi scientifici (se-
gnatamente una tomografia sterno-clavicolare e l'esame dello sviluppo
dentale). In base all'esito dei medesimi e ad un apprezzamento d'insieme
degli elementi in favore e contrari alla minore età, l'autorità confermerà o
rivaluterà la propria decisione.
7.
7.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-
cessione dell'effetto sospensivo è divenuta senza oggetto.
7.2 Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali
(art. 63 cpv. 1 e 2 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da conside-
rarsi priva d'oggetto.
7.3 Inoltre, ai sensi dell'art. 111ater LAsi, non sono attribuite indennità ripe-
tibili in quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante legale designato
dalla SEM a norma dell'art. 102h LAsi.
8.
Le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 5 maggio 2022 decadono
con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Waldmann/
Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad
art. 56 PA).
9.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo stato che hanno abbandona-
to in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso
in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d
cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.
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