Decision ID: cc6c3b88-9828-5ee8-817a-415fe382f2a0
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto: A.
Il _ 1996 è deceduto a _, suo ultimo domicilio, _ _ (1919), coniugato, senza figli. Davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, la notaia _ _ ha pubblicato, il 20 settembre 1996, due testamenti olografi (del 13
settembre 1985 e del 4 marzo 1995) con i quali il defunto ha designato la sorella _ _ sua unica erede. Il 21 ottobre 1996 _ _ -_, moglie di _ _, ha comunicato al Pretore di opporsi al rilascio del certificato ereditario, chiedendo di figurare nel medesimo come usufruttuaria accanto all’erede _ _.
B.
Il 13 dicembre 1996 il notaio _ _ ha pubblicato davanti al medesimo Pretore un contratto successorio sottoscritto dal defunto il _ 1970 con la moglie _ _ -_ nel quale figurano le seguenti clausole:
1. Il signor _ _ dichiara di rinunciare alla successione della sostanza posseduta o che potrà possedere sua moglie _ _ nata _.
2. La signora _ _ nata _ dichiara di rinunciare alla successione della sostanza posseduta o che potrà possedere suo marito _ _.
3. _ _, preso atto della rinuncia fatta dalla propria moglie, intende che questa rinuncia sia limitata alla sostanza, ma non già all’usufrutto della sostanza stessa. Egli rinuncia a sostanza ed usufrutto.
4. Il presente contratto sarà risoluto qualora i coniugi contraenti dovessero avere prole legittima circostanza che non si verifica attualmente.
C.
Il 18 febbraio 1997 _ _ ha postulato il rilascio del certificato ereditario. Il Pretore, rilevato che l’usufrutto generale costituisce un legato e che i legatari non devono figurare nel certificato ereditario, ha rilasciato il 13 marzo 1997 il certificato richiesto, indicando che unica erede del disponente è _ _.
D.
Contro l’emissione di tale certificato _ _ -_ ha presentato un appello del 26 marzo 1997 in cui chiede – previa concessione dell’effetto sospensivo al ricorso – di essere menzionata nel certificato ereditario quale usufruttuaria, insieme all’erede. Il 4 aprile 1997 la presidente di questa Camera ha concesso al gravame effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 18 aprile 1997 _ _ propone di respingere il ricorso.

Considerations:
Considerando
in diritto:
1.
Il Pretore, dopo avere accertato che _ _ non contestava di avere rinunciato alla successione, ha ritenuto che essa doveva essere considerata alla stregua di un legatario e non doveva quindi figurare nel certificato ereditario. L’appellante obietta di non essere stata esclusa dalla successione, poiché i suoi diritti ereditari legali sono sostituiti dall’usufrutto su tutta la sostanza. A suo avviso nel certificato ereditario va incluso anche l’erede legale che, per contratto successorio, riduce i suoi diritti limitandoli al solo usufrutto.
2.
Dal fascicolo processuale risulta – come si è accennato – che il 26 febbraio 1970 _ _ ha stipulato con la moglie _ un contratto successorio in cui ognuno dei coniugi rinunciava alla successione dell’altro (clausole n. 1 e 2). Nella clausola n. 3, nondimeno, preso atto della rinuncia della moglie, il marito ha precisato di intendere la rinuncia di lei limitatamente alla sostanza e non all’usufrutto. Ora, la dottrina maggioritaria considera il contratto di rinuncia d’eredità (art. 495 CC) come un atto con il quale la controparte dichiara di rinunciare ai suoi diritti nella successione del disponente, rinuncia che tuttavia dev’es-sere accettata da quest’ultimo e che è irrevocabile senza il suo consenso (
Tuor in:
Berner Kommentar, nota 3 ad art. 495;
Escher
in: Zürcher Kommentar, n. 3 ad art. 495;
Druey
, Grund-riss del Erbrechts, 4
a
edizione, n. 24 pag. 124 seg.;
Breitschmid
in: Schweizeriches Zivilgesetzbuch II, art. 457-977, n. 10 alle note introduttive degli art. 494-497). Si tratta, in sintesi, di una rinuncia anticipata da parte di un erede e non di una disposizione per causa di morte (
Guinand/Stettler
, Droit civil II, successions, 2
a
edizione, n. 197, pag. 98). Per
Piotet (
Traité de droit privé suisse, vol. IV, pag. 158; La nature des pactes successoraux, et ses conséquences in: ZSR 1992, pag. 369), il patto di rinuncia costituisce – invece – una diseredazione bilaterale convenuta tra disponente e rinunciante.
3.
Nella fattispecie, contrariamente a quanto pretende l’erede unica, con la clausola n. 3 del patto di rinuncia d’eredità il disponente non si è obbligato a lasciare alla controparte un legato consistente nell’usufrutto della sostanza (art. 494 CC). Il marito, preso atto della dichiarazione della moglie, ha specificato di non accettare la totale rinuncia all’eredità da lei espressa. E siccome la moglie non ha persistito nella sua rinuncia totale, questa vale solo per la sostanza. La dichiarazione in questione non è invero un esempio di chiarezza, ma la volontà del disponente appare indubbia. Il fatto che la moglie non sia menzionata nei successivi testamenti olografi non basta, per altro, a confortare la tesi dell’appellata. Ora, per contratto l’erede può rinunciare anche solo parzialmente alla sua vocazione ereditaria (
Piotet
, op. cit., pag. 169). Tuttavia egli non è più considerato erede nella devoluzione dell’eredità – ai sensi dell’art. 495 cpv. 2 CC – solo se ha rinunciato a tutte le aspettative (
Tuor,
op. cit., nota 7 ad art. 495;
Guinand/Stettler,
op. cit., n. 198 pag. 98). In concreto la vedova, non avendo rinunciato a tutta la successione, è tuttora erede del marito. L’appello deve quindi essere accolto e la moglie iscritta come erede nel certificato ereditario. Non come usufruttuaria, giacché – come ha ripetuto il Pretore – nel certificato ereditario i semplici usufruttuari non trovano posto.
4.
Gli oneri processuali sono posti a carico dell’appellata (art. 148 cpv. 1 CPC), che rifonderà alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili.