Decision ID: 2bd90789-90a3-5453-b992-c8b4f26cc7e0
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto:
A.
Il 30 luglio 1992 _ _ ha instato davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, per ottenere che in seguito a prescrizione acquisitiva straordinaria fossero iscritti a suo nome nel registro fondiario le particelle n. _e _RFP di _ (vecchio n. _), intestate a _ _ di _. Essa ha addotto di essere unica erede di _ (_) _, la quale verso il 1912 aveva acquistato i fondi da _ _, deceduta a sua volta nel 1923. In esito alla pubblicazione delle grida sono pervenute tre opposizioni. Con decreto del 19 febbraio 1993 il Pretore ha assegnato agli opponenti un termine di 60 giorni per promuovere l'azione ordinaria di accertamento dei loro diritti sulle citate proprietà (inc. n. _/_)
B.
Il 21 aprile 1993 _ _, opponente, ha convenuto _ _ dinanzi al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, chiedendo di accertare che le particelle n. _e _RFP di _ sono di sua proprietà, in comunione ereditaria con terzi non nominati. Egli ha affermato che _ _, iscritta a registro fondiario quale proprietaria degli immobili litigiosi, era sua nonna, coniugata con _ _. Dalla loro unione erano nati i figli _ _
_ _ _, morto di lì a pochi
mesi, e _ _, emigrato in America, coniugato con due figlie (_e _ _). In quanto figlio di _ _ _ in _, egli rivendica pertanto la quota spettante a sua madre nella successione indivisa, contestando inoltre che la convenuta possa valersi della prescrizione acquisitiva, gli immobili essendo sempre stati posseduti dalle due sorelle _ _ _ in _ e _ _ _. Gli altri opponenti alla pubblicazione delle grida non hanno promosso causa nel termine impartito dal Pretore.
C.
Con risposta del 2 luglio 1993 _ _ ha proposto di respingere la petizione, facendo valere che i fondi litigiosi erano intestati a _ _ fu _, di _, nata a _ e deceduta a _ il _ 1924 e non all'omonima _ _ in _, nonna dell'attore. I presupposti per la prescrizione acquisitiva della proprietà sono inoltre adempiuti, poiché _ _ prima ed _ (_) _ poi hanno goduto ininterrottamente dei fondi, quali proprietarie, per decenni. Nella replica del 22 settembre 1993 l'attore ha chiesto, in via subordinata, di essere riconosciuto comproprietario dei fondi litigiosi per intervenuta prescrizione acquisitiva straordinaria, unitamente alla convenuta, erede di _ (_) _. Nella duplica del 29 dicembre 1993 la convenuta ha mantenuto le sue domande, opponendosi alla richiesta subordinata formulata dall'attore con la replica. Esperita l'istruttoria, al dibattimento finale del 31 gennaio 1996 le parti hanno confermato le loro posizioni sulla scorta di memoriali conclusivi. Statuendo il 12 maggio 1997, il Pretore ha respinto la petizione (inc. _/_._. _).
D.
Insorto contro la citata sentenza con un appello del 2 giugno 1997 _ _ ha chiesto l'accoglimento della petizione. Nelle sue osservazioni del 1° luglio 1997 _ _ ha proposto di respingere l'appello e di confermare il giudizio impugnato. Il 14 luglio 1998 questa Camera ha dichiarato nulli tutti gli atti successivi alla petizione, introdotta dal solo _ _ e non da tutti i litisconsorti necessari, onde il rinvio dell'incarto al Pretore perché assegnasse all'attore un termine per completare la petizione con l'indicazione di tutti i membri della comunione ereditaria fu _ _ nata _ (inc. _._._).
E.
Il 12 agosto 1998 il Pretore ha assegnato all'attore un termine – prorogato il 25 novembre 1998 – per completare la petizione specificando tutti gli altri membri della comunione ereditaria. L'attore ha inoltrato il 24 novembre 1998 l'atto di famiglia di _ _ (nel frattempo deceduto) e due procure rilasciategli da _ _ (figlia) e da _ _ (genero, rispettivamente vedovo ed erede di _ _, nel frattempo deceduta, seconda figlia di _ _i). Con decreto del 29 gennaio 1999 il Pretore, con l'accordo delle parti, ha designato l'avv. _ _ quale rappresentante di _ _ (anch'essa membro della comunione ereditaria fu _ _ nata _, in quanto erede della defunta _ _).
F.
Il 5 marzo 1999 gli attori hanno presentato un complemento della petizione, postulando l'accertamento della comproprietà in comunione ereditaria delle particelle n. _e _RFP di _. In via subordinata essi hanno sollecitato l'accertamento della comproprietà tra _ _ (per intervenuta prescrizione acquisitiva straordinaria) e _ _ (erede di _ _), con ordine all'ufficiale del registro fondiario di _ di procedere alla relativa iscrizione una volta passata in giudicato la sentenza. Contestualmente alla petizione essi hanno presentato una domanda processuale intesa a richiamare, per motivi di economia processuale, agli atti relativi all'istruttoria esperita nella precedente causa. Con risposta del 22 marzo 1999 _ _ ha proposto di respingere la petizione, contestando in ordine la legittimazione attiva degli altri attori.
G.
Nel corso della procedura le parti si sono accordate sui documenti da produrre per dimostrare chi fossero gli eredi di _ _ nata _ e all'udienza del 24 novembre 1999 esse si sono date atto che le persone indicate come attrici nella petizione del 5 marzo 1999 erano tutte quelle legittimate a intentare causa. Esse hanno poi confermato le rispettive allegazioni e domande, hanno richiamato e dato per acquisiti i rispettivi allegati prodotti nella causa _/_._._, come anche la relativa istruttoria. Infine esse hanno proceduto seduta stante al dibattimento finale, ribadendo le rispettive posizioni e contestando quelle avversarie sulla base dei memoriali conclusivi prodotti lo stesso giorno. Statuendo il 31 dicembre 1999, il Pretore ha respinto la petizione. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1800.–, sono state poste a carico di _ _, _ _ e _ _ in solido, tenuti a rifondere a _ _ fr. 4000.– per ripetibili.
H.
Contro la citata sentenza _ _, _ _, _ _ e _ _, rappresentati dall'amministratore, sono insorti con un appello del 7 febbraio 2000 nel quale chiedono l'accoglimento della petizione e la conseguente riforma del giudizio impugnato. Nelle sue osservazioni del 15 marzo 2000 _ _ propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza del Pretore.

Considerations:
Considerando
in diritto: 1.
Il Pretore ha stabilito il valore litigioso, determinante per l'appellabilità del giudizio (art. 15 CPC), in fr. 50 000.– (sentenza impugnata, pag. 10). Nulla osta quindi all'esame dell'appello nel merito.
2.
La legittimazione di una parte – attiva o passiva – è un presupposto di merito, da verificare d'ufficio per diritto federale in ogni stadio di causa (DTF 126 II 63 consid. 1 con rimandi, 123 III 62 consid. 3a con rinvii, 118 Ia 130 consid. 1;
Ottaviani
, Le parti nel processo civile ticinese, Zurigo 1989, pag. 17 e 18). Spetta in ogni modo all'interessato provare i fatti su cui fonda la propria legittimazione (DTF 123 III 62 consid. 3a con rimando). In concreto nel fascicolo processuale non figurano i certificati ereditari delle parti attrici, alla cui produzione tutti – d'accordo il Pretore – hanno rinunciato. Tale documentazione è stata sostituita da una dichiarazione di _, confermata con scritto separato dall'avv. _ _. Sulla base degli atti di primo grado questa Camera ha ricostruito – non senza difficoltà – l'albero genealogico della defunta _ _ in _, giungendo alla conclusione che _ _, _ _, _ _ e _ _ sono effettivamente membri della comunione ereditaria.
Quanto al complemento di petizione del 5 marzo 1999, esso è stato presentato da _ _, _ _, _ _ e _ _. Con riferimento a quest'ultimo, l'incarto non contiene documenti attestanti che la figlia di _ _, _ _, abbia sposato _ _ e gli sia predeceduta, né che costui sia il suo unico erede. Agli atti figura solo un fitto scambio di corrispondenza tra i legali delle parti e la Pretura (lettera 24 novembre 1998 dell'avv. _ alla Pretura, lettera 24 giugno 1999 dell'avv. _ alla Pretura, lettera 2 luglio 1999 della Pretura all'avv. _, lettera 7 ottobre 1999 dell'avv. _ all'avv. _ e la dichiarazione 8 settembre 1999 di _ _). Ad ogni buon conto il Pretore ha individuato i membri della comunione ereditaria fu _ _ nelle persone indicate nel complemento di petizione del 5 marzo 1999 e la convenuta ha aderito a tale accertamento, come risulta dal verbale del 24 novembre 1999. Non vi sono dunque motivi per dubitare di tale circostanza.
3.
Il Pretore ha rilevato che le particelle oggetto della vertenza figurano nell'estimo censuario con il vecchio numero di mappa _a “_ _ fu _, _ ”. Ciò premesso, egli ha accertato che la proprietaria così designata non era “_ _ in _ ”, dante causa degli attori, poiché dagli estratti dello stato civile risultavano due persone che portavano il nome di “_ _ ”, nate e decedute in anni diversi, di diverso stato civile (la prima nubile, la seconda moglie di _ _) e di diverso domicilio. Delle due, quella che con più forte verosimiglianza corrisponde alla proprietaria “_ _ fu _, _ ” è _ _ nata il _ 1954 e deceduta il _ 1923, vissuta e domiciliata a _. _ _ in _, invece, era notoriamente nata, vissuta e deceduta a _ e gli attori non hanno provato alcun rapporto che la legasse al Comune di _, tale da giustificare l'iscrizione in questione. Del resto, secondo il Pretore, l'iscrizione nell'estratto censuario menziona solo il cognome
, ciò che non sarebbe stato il caso se l'ava degli attori avesse acquisito la proprietà dei fondi quando era coniugata. Su tali basi il primo giudice ha quindi escluso diritti di successione degli attori sui fondi litigiosi.
4.
Gli appellanti rimproverano al Pretore di avere ammesso che la proprietaria dei fondi era “_ _ ” di _ sulla base di mere supposizioni e interpretazioni di vecchi registri censuari. Sostengono che il primo giudice non ha tenuto in considerazione l'istruttoria, in particolare le audizioni testimoniali, dai quali risulta che mai abitanti di _ hanno rivendicato o si sono occupati dei fondi in questione, i quali erano lavorati e adoperati dalle figlie di _ _ in _, segnatamente da _ _ (madre di _ _, dante causa di _ _) e da _ _ (madre di _ _). Di conseguenza, secondo gli appellanti, all'iscrizione “_ ” risultante dal vecchio catasto censuario non si può attribuire l'importanza e il valore ritenuti dal Pretore, tanto meno per giungere a una conclusione di verosimiglianza. Inoltre la convenuta, cui incombeva di provare che l'intestataria del fondo non è la nonna (rispettivamente la bisnonna) degli attori ma una persona diversa, non ha recato la prova di tale circostanza.
5.
Dalla voltura catastale del 29 aprile 1993 rilasciata dal Comune di _ (doc. 2, inc. n. _) risulta che nel catastrino originale la partita n. _era intestata a “ _ _, fu _, _ ”. Secondo l'estimo censuario comunale essa comprendeva il fondo n. _ (“Sopra le case”, prato) di 910 m
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e
1
/
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del fondo n. _ (“_”, casa di abitazione, diroccata) di 20.50 m
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(doc. C, inc. _). Tali fondi sono poi stati riportati nel catastrino, vol. I, a pag. 127, sempre intestati a “_ Domenica, già in _ ” (doc. 6, inc. _). In seguito all'aggiornamento della mappa, nel 1983, il fondo n. _è diventato il n. _ (prato, 827 m
2
), mentre il n. _ha preso il n. _ (strada pt., 55 m
2
) ed entrambi sono stati intestati a “_ _ ” (doc. H, inc. n. _ della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, richiamato). La nuova situazione, con minore superficie, scaturisce dalla rinuncia di
_ _, “rappr. propr. _ _ alla quota di
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/
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come dall'intestazione primitiva in favore di _ _ ” (doc. I, inc. _).
Gli appellanti sostengono che le iscrizioni nei registri comunali non sono decisive di fronte alle numerose deposizioni agli atti. Se non che, i vari testimoni si sono espressi su chi aveva lavorato e utilizzato i fondi all'epoca in cui la proprietaria iscritta era già deceduta (verbali del 20 ottobre 1994, act. VI, inc. _), ma nulla hanno riferito sulla tenuta dei registri comunali. Non si riscontrano indizi quindi che inducano a ritenere imprecisi o errati i vecchi registri del Comune. Ora, dall'istruttoria è emerso che sussistevano due diverse “_ _ ”. Una era _ _ da _, figlia di _ _ e di _ nata _, nata il _ 1854 e deceduta nubile a _ il _ 1923 (doc. C nell'inc. _, doc. 1 nell'inc. _). L'altra, dante causa degli attori (nonna, rispettivamente bisnonna) era _ _ figlia di _ _ e _ nata _, coniugata con _ _, nata a _ il _ 1858 e ivi deceduta il _ 1939 (doc. D e E nell'inc. _). Quest'ultima ha avuto quattro figli: _ _, _ _, _ _ e _ _ (doc. D e E nell'inc. _) e non risulta avere mai avuto residenza a _, ciò che nemmeno gli appellanti pretendono. In simili circostanze l'apprezzamento delle prove operato dal Pretore, secondo cui la persona indicata nei registri comunali come proprietaria dei fondi litigiosi era _ _, deceduta nubile a _ il _ 1923, resiste alla critica. Lungi dall'essere una “pura supposizione”, come asseriscono gli appellanti, il convincimento del Pretore poggia sui dati oggettivi desumibili dai fascicoli processuali.
6.
Esclusa la proprietà di _ _ nata _ sui fondi oggetto della lite, il Pretore ha accertato che sia _ _ nata _ sia la figlia _ _, di cui è erede _ _ (doc. A, inc. _), hanno esercitato il possesso sui fondi con la volontà di esserne proprietarie, in modo pacifico e ininterrotto per oltre trent'anni, di modo che erano adempiute in concreto le condizioni della prescrizione acquisitiva poste dall'art. 662 cpv. 2 CC. Il primo giudice ha rilevato che pure _ _, madre dell'attore _ _ e sorella di _ _, aveva partecipato con la propria famiglia alla lavorazione del fondo, senza tuttavia che sia stato provato per costei l'elemento soggettivo, ovvero la volontà di essere proprietaria.
7.
Gli appellanti contestano che l'elemento soggettivo non sia dato per _ _. Rimproverano al Pretore di non avere considerato che alcuni documenti (doc. D, E, F e G dell'inc. _) sono stati redatti dal marito della convenuta con una macchina da scrivere che la defunta _ _ neppure aveva. Il fatto è che tale contestazione costituisce una nuova allegazione in appello e come tale inammissibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC). Gli attori ribadiscono di avere dimostrato con le numerose deposizioni testimoniali che sia _ _ sia _ _ hanno lavorato e falciato i fondi in questione. _ _ si sarebbe dunque comportata come proprietaria alla stessa stregua della sorella _, rispettivamente della nipote _ _.
8.
Dall'istruttoria è emerso che le famiglie di _ _ e _ _ avevano mucche, tenute in una stalla comune. Le due sorelle lavoravano insieme, tagliando l'erba sul fondo n. _ (“Sopra le case”) e facendo il fieno per il bestiame (deposizioni testimoniali di _ _, _ _i, dell'8 maggio 1995, inc. _), valendosi di segantini provenienti dalla Val _, assunti appositamente. Alcuni testimoni non sono stati in grado di esprimersi sui rapporti di proprietà (deposizione _ _, dell'8 maggio 1995, inc. _), ma _ _, contadino che ha lavorato per le due famiglie, ha riferito di aver saputo da _ _ e dai suoi genitori che il fondo litigioso era di _ _ (deposizione del 20 ottobre 1994, pag. 3, inc. _). Taluni hanno visto lavorare sul fondo n. _solo _ _ (deposizioni di _ _ e di _ _ -_ dell'8 maggio 1995, inc. _), altri hanno ricordato di avervi visto lavorare insieme le due sorelle con alcuni membri delle rispettive famiglie (deposizioni di _ _ e _ _, verbale del 20 ottobre 1994, inc. _). _ _ ha confermato il contenuto di una sua dichiarazione agli atti (
doc. N), nella quale affermava che il fondo era goduto da _
_ (deposizione dell'8 maggio 1995, inc. _). _ _ rammenta di aver tagliato il fieno sul terreno contestato su incarico di _ _, dalla quale era stipendiato (deposizione del 20 ottobre 1994, inc. _), mentre per le sue prestazioni _ _ era sempre pagato dalla famiglia _ (deposizione del 20 ottobre 1994, inc. _2).
9.
Per quanto risulta dagli atti, dunque, le due sorelle _ _ e _ _ lavoravano insieme i campi e tenevano il loro bestiame in comune. Membri della famiglia _, per quanto emerge dalla deposizione del contadino _ _, avevano riferito a costui che il fondo ora contestato era di _ _ (deposizione del 20 ottobre 1994, inc. _). Alla morte di _ _, nel 1953 (deposizioni di _ _ e _ _i, del 20 ottobre 1994, inc. _), non risulta che i suoi eredi, vale a dire il marito e il figlio _, si siano interessati del fondo prima del 1993. L'attore _ _ era membro della commissione fondiaria comunale di _, che nel 1981 aveva esaminato i ricorsi contro la nuova misurazione catastale (doc. I, inc. n. _), tra cui quello di _ _ per il vecchio fondo n. _ (nuovo n. _) intestato a “_ _ come a catastrino”. Era quindi a conoscenza dei passi intrapresi da _ _ per la partita n. _. Egli ha altresì ammesso di non aver mai rivendicato la proprietà del fondo prima dell'avvio della causa, nel 1993 (interrogatorio formale del 9 ottobre 1995, inc. _) né di aver mai pagato imposte immobiliari relative al terreno. _ _, per contro, ha presentato ricorsi contro la nuova misurazione catastale (doc. I, inc. _), riceveva le tassazioni per gli immobili intestati a _ _ (doc. K, inc. _) e nel 1981 intendeva chiedere l'intavolazione dei fondi litigiosi in suo nome (doc. F, inc. _). L'elemento soggettivo, quindi, risulta provato solo per _ _, la quale può prevalersi del possesso della madre _ (art. 941 CC), ma non per _ _, né tanto meno per il figlio _. Ne segue, ancora una volta, che il Pretore ha respinto la petizione perché sulla base delle risultanze istruttorie ha ritenuto provate le circostanze addotte dalla convenuta. L'appello, sprovvisto di buon diritto in ogni suo punto, deve dunque essere respinto.
10.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Gli appellanti rifonderanno alla controparte – con vincolo di solidarietà – un'equa indennità per ripetibili di appello.