Decision ID: 17ad9b67-b593-557e-98a9-2c02831a3549
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto,
in fatto
che la comunione ereditaria fu _ composta dagli eredi _ e _ n. _ (in seguito: CE _) è proprietaria del mapp. _ RFD di _, un fondo di 2492 mq confinante con via _ e _ sul quale insiste una casa d'abitazione di tre piani edificata verso la fine del secolo scorso;
che a dispetto delle contestazioni sollevate dalla proprietaria, il PR di _ approvato dal Consiglio di Stato il 10 agosto 1988 ha collocato il mapp. _ in zona AEP per la creazione di un parco e di un'area da gioco per bambini;
che preso atto della situazione venutasi a creare, mediante istanza 27 luglio 1989 la CE _ ha convenuto in giudizio il comune di _ davanti al Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina onde ottenere un risarcimento di fr. 1'943'950.- (fr. 850.-/mq) per titolo di espropriazione materiale;
che il Tribunale di espropriazione ha parzialmente accolto la domanda con sentenza 25 aprile 1995; accertato il buon fondamento dell'azione promossa dalla proprietaria, il primo giudice le ha riconosciuto un indennizzo di fr. 1'534'288.- oltre interessi d'uso per causa di espropriazione materiale, fr. 188'308.- oltre interessi al 5% per l'eventuale esproprio formale del fondo e fr. 5'000.- a corpo per inconvenienti di trasloco, ponendo a carico del comune fr. 5'000.- di tassa di giustizia e fr. 35'000.- di ripetibili;
che avverso la predetta pronunzia l'espropriata e il comune sono insorti innanzi al Tribunale cantonale amministrativo con le impugnative citate in ingresso, postulando un aumento, rispettivamente una riduzione, delle indennità fissate dal Tribunale di espropriazione;
che il primo giudice si è opposto all'accoglimento di entrambi i ricorsi senza formulare osservazioni, mentre i resistenti si sono avversati vicendevolmente sollecitando la reiezione del gravame presentato dalla controparte;
che il 24 settembre 1996 si è tenuta un'udienza in contraddittorio preceduta da un sopralluogo nel corso del quale il giudice delegato ha visionato il mappale oggetto di esproprio e tutti i terreni considerati dalla prima istanza per l'estimo; a richiesta del Tribunale il comune ha successivamente prodotto una mappa aggiornata in scala 1:2000 del comprensorio comunale e una copia della risoluzione 10 agosto 1988 con la quale il Consiglio di Stato ha approvato il PR di _, facendo sapere nel contempo di prospettare un abbandono del vincolo istituito nel 1988 a carico della part. _;
che in data 15 ottobre 1996 è stato ascoltato quale teste _, capo dell'ufficio contenzioso terreni SN;
che ad istanza dell'espropriata, il 21 novembre 1996 il Tribunale cantonale amministrativo ha formalmente decretato la sospensione delle cause in attesa dell'approvazione della modifica di PR volta ad affrancare la part. _ dal vincolo AEP;
che in data 10 giugno 1998 il Governo ha approvato la variante del PR di _ relativa al mapp. _, con la conseguente inclusione della proprietà _ in zona edificabile RI6; i procedimenti tutt'ora in essere davanti al Tribunale cantonale amministrativo sono così diventati privi di oggetto;
che il comune di _ ha pertanto chiesto al Tribunale di stralciare dai ruoli le procedure ancora pendenti;
che acconsentendo allo stralcio delle cause, la CE _ ha nondimeno preteso che spese, tasse e ripetibili venissero poste a carico del comune siccome soccombente per desistenza;
considerato,

Considerations:
in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai ricorsi contro le decisioni dei Tribunali di espropriazione, apprezzando liberamente il fatto ed il diritto, si fonda sull'art. 50 cpv. 1 Lespr;
che i gravami in oggetto, tempestivi (art. 50 cpv. 3 Lespr) e correttamente formulati, sono pertanto ricevibili in ordine e possono essere decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti, integrati dalla documentazione concernente il nuovo assetto pianificatorio del mapp. _ (art. 18 cpv. 1 PAmm);
che l'inclusione del mapp. _ in zona RI6 decisa nell'ambito della recente modifica del PR di _ ha reso priva d'oggetto la causa di espropriazione materiale promossa nel 1989 dalla proprietaria del fondo;
che i ricorsi presentati avverso la pronunzia 25 aprile 1995 del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina possono essere pertanto stralciati dai ruoli;
che la CE _ approva lo stralcio, ma ritiene che gli oneri del procedimento debbano essere accollati al comune di _;
che nei procedimenti contenziosi di espropriazione materiale le spese e le eventuali ripetibili vengono ripartite come in una normale procedura amministrativa, ovvero a dipendenza dell'esito del processo e del grado di soccombenza delle parti, conformemente al principio in tal senso dedotto dagli art. 28 e 31 PAmm (RDAT I-1994 N. 48, 1987 N. 72, 1983 N. 82);
che in sede ricorsuale vige la stessa regola, gli art. 28 e 31 PAmm essendo direttamente applicabili giusta il rinvio di cui all'art. 50 cpv. 3 Lespr;
che procedendo allo stralcio di una causa, il Tribunale cantonale amministrativo è di norma tenuto a pronunciarsi contestualmente sulla suddivisione di spese e ripetibili in funzione dell'esito verosimile dell'impugnativa inoltratagli (RDAT 1984 N. 27);
che un simile esame retrospettivo non è necessario se la scomparsa dell'oggetto della lite che da luogo allo stralcio della procedura è dovuta all'attività decisionale svolta in costanza di litispendenza da una delle parti in causa; la parte che con il proprio agire estingue la materia del contendere è infatti considerata soccombente (cfr. Merkli/Aeschlimann/Herzog, Kommentar zum bernischen VRPG, N. 3 ad art. 110; STA 10.11.1997 in re V.);
che così come si reputa soccombente l'ente pubblico che rinuncia ad un esproprio formale dopo l'apertura della relativa procedura (DTF 122 II 201), nelle cause di espropriazione materiale si deve ritenere perdente il comune che in itinere litis abbandona la misura pianificatoria alla base delle pretese d'indennizzo avanzate dal proprietario interessato (STA 3.2.1998 in re B.);
che in concreto lo stralcio della procedura trae origine dall'attribuzione del mapp. _ alla zona edificabile disposta dal comune di _ nell'ambito della modifica del proprio PR approvata dal Consiglio di Stato il 10 giugno scorso;
che la rinuncia all'assetto pianificatorio che aveva indotto la CE _ a promuovere la causa di espropriazione materiale comporta soccombenza;
che ai fini del presente giudizio non è dunque indispensabile accertare in via pregiudiziale e sommaria il verosimile esito dei gravami presentati dalle parti, poiché gli oneri procedurali - compresi quelli di prima istanza (Merkli/Aeschlimann/Herzog, op. cit., N. 15 ad art. 39) - vanno comunque addossati al comune di _ siccome soccombente a dipendenza della sua decisione di affrancare la part. _ dal vincolo AEP istituito nel 1988;
che eventuali ulteriori pretese degli espropriati che dovessero eccedere le congrue ripetibili assegnate in questa sede vanno proposte nei termini ed alle modalità previste dall'art. 7 cpv. 3 e 4 Lespr;
visti gli art. 7, 50 Lespr; 18, 28, 31 e 51 PAmm,