Decision ID: 81fcf93d-d533-5d99-844e-55ef94d7fbf6
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A.a L’(...) dicembre 2015 B._, senza nazionalità e di etnia palesti-
nese, con ultimo domicilio nella (...) di E._ (F._) ha presen-
tato una domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atto A1/2).
A.b Con l’interessata si è tenuta un’audizione sulle generalità il
(...) dicembre 2015 (cfr. atto A6/12; di seguito: verbale 1) e le è stata offerta
la possibilità di essere sentita in merito all’eventuale applicazione
dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) da parte
dell’autorità inferiore in caso di competenza dell’G._ per la tratta-
zione della sua domanda d’asilo il (...) dicembre 2015 (cfr. atto A8/1) – pro-
cedura di presa in carico all’G._ terminata con una risposta nega-
tiva (cfr. atti da A13/7 a A21/2). Inoltre, in data (...) settembre 2016, si è
tenuta con la medesima l’audizione federale diretta (cfr. atto A27/16; di se-
guito: verbale 2).
Nell’ambito dei succitati verbali, la richiedente ha dichiarato, in sunto e per
quanto qui di rilievo, di essere nata ed aver vissuto tutta la vita in F._
nella (...) di E._, non essendosi invece mai recata in Palestina. In
F._ avrebbe potuto vivere grazie ad un permesso di soggiorno (...)
ottenuto nel (...) del (...), ma non più rinnovato, nonché ad un titolo di viag-
gio per stranieri, già però scaduto nel (...). Ella avrebbe compiuto degli
studi universitari fino al (...) anno presso la facoltà di (...) a E._,
allorché avrebbe interrotto gli studi per espatriare, insieme al padre, ad un
fratello ed alla famiglia di quest’ultimo. La partenza dalla F._ sa-
rebbe da ricondurre alla mancanza di sicurezza ed alla generale situazione
d’instabilità vigente in tale Paese. Inoltre, il (...) il fratello con il quale sa-
rebbe espatriata sarebbe stato rapito da milizie armate, e dopo il paga-
mento di un riscatto, liberato. Stessa sorte del fratello sarebbe toccata an-
che ad un cugino (...) il (...) o il (...). In seguito il padre della richiedente
avrebbe ricevuto diverse minacce di rapimento e di morte, e per questo
sarebbe rimasto a casa, non proseguendo più le sue attività lavorative nel
(...). Ad (...) dell’(...), l’interessata, mentre si trovava alla guida di una vet-
tura in compagnia della sorella, sarebbe stata fermata da circa (...) persone
armate, che le avrebbero dapprima controllato il permesso di guida, que-
stionata in merito al padre ed al fratello non appena avrebbero saputo da
quale famiglia provenisse, ed in seguito chiesto di accostare. Lei però, te-
mendo di venire rapita a sua volta, non avrebbe ottemperato alla richiesta
riuscendo a darsi alla fuga con la macchina, anche se dei colpi sarebbero
stati sparati contro la stessa. Nel caso di un suo rientro in F._, ella
D-6341/2019
Pagina 3
teme la situazione instabile presente nel medesimo Stato ed in quanto pa-
lestinese di essere trattata con razzismo. Inoltre, da parte delle milizie ar-
mate, teme per la sua integrità fisica nonché di essere rapita perché recla-
mino un riscatto alla sua famiglia. Per quanto attiene invece la Palestina, il
luogo d’origine del nonno sarebbe occupato già dall’anno 1948; inoltre la
H._ sarebbe controllata da Hamas, circondata e vi sarebbero delle
guerre continue. Nel corso delle audizioni, ella ha pure allegato di essere
coniugata civilmente, e per procura, dal (...) con A._, proveniente
da I._ (Palestina) e pure di etnia palestinese, che al momento
dell’audizione federale si sarebbe trovato in F._, presso i famigliari
della richiedente rimasti in tale Paese.
A.c A supporto delle sue asserzioni, l’interessata ha depositato la seguente
documentazione: copia del certificato di nascita (cfr. atto A26/1, mezzo di
prova n. 1); copia del certificato di matrimonio del (...) (cfr. atto A26/1,
mezzo di prova n. 2); copia della carta UNRWA (United Nations
Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) del pa-
dre (cfr. atto A26/1, mezzo di prova n. 3); copia del verbale di denuncia del
sequestro del fratello (cfr. atto A26/1, mezzo di prova n. 4); copia del ver-
bale di denuncia del sequestro del cugino (cfr. atto A26/1, mezzo di prova
n. 5); copia del registro (...) del padre (cfr. atto A26/1, mezzo di prova n. 6);
il titolo di viaggio n. (...) rilasciato il (...) a E._ (cfr. atto A26/1, mezzo
di prova n. 7 in copia; l’originale è presente nell’incarto N 663 463);
l’estratto di famiglia UNRWA, contenente i nominativi dei nonni materni,
della madre e degli zii materni dell’interessata (cfr. atti A26/1, mezzo di
prova n. 8 e A28/4); nonché l’estratto di famiglia UNRWA in merito alla ri-
chiedente ed al marito (cfr. atti A26/1, mezzo di prova n. 9 e A28/4).
B.
B.a Dal canto suo, A._, apolide d’origine palestinese, con ultimo
domicilio nel Paese d’origine nella (...) di I._ ha depositato una do-
manda d’asilo in Svizzera il (...) maggio 2017 (cfr. atto B1/2).
B.b Egli è stato sentito nell’ambito di un verbale sulle sue generalità in data
(...) giugno 2017 (cfr. atto B8/12; di seguito: verbale 3), allorché invece il
(...) aprile 2018 si è tenuto con il medesimo un colloquio relativo in partico-
lare i suoi motivi d’asilo (cfr. atto B19/25; di seguito: verbale 4).
Durante i predetti verbali, l’interessato ha allegato, per quanto qui di rilievo,
di essersi laureato in (...) presso l’università di I._ nel (...), dopodi-
ché avrebbe lavorato fino a (...) o (...) prima dell’espatrio, da ultimo in (...)
quale (...), nonché fatto del (...) . In patria egli sarebbe stato un militante di
D-6341/2019
Pagina 4
Fatah (anche detta Al-Fatah o al-Fath; organizzazione politica e paramili-
tare palestinese facente parte dell’Organizzazione per la Liberazione della
Palestina [OLP]). Per la sua appartenenza a tale organizzazione, al movi-
mento della gioventù di Fatah, nonché a causa del (...), sarebbe stato ar-
restato e detenuto svariate volte dalla polizia interna di Hamas a partire
dall’anno (...) e sino al (...) del (...). Nel corso di tali arresti e detenzioni
egli avrebbe subito diversi maltrattamenti, ed al suo rilascio gli avrebbero
fatto sottoscrivere dei documenti dove si impegnava a non fare più delle
attività che potevano causare dei problemi. Inoltre, nel (...) la sua casa fa-
migliare a I._, dove egli sarebbe nato, sarebbe stata distrutta da
Hamas. Dal (...) del (...), insieme ad un gruppo di studenti universitari,
avrebbe partecipato alla creazione del movimento denominato “(...)” che
avrebbe avuto quale scopo la preparazione di manifestazioni pubbliche pa-
cifiche per la firma della conciliazione da parte di Hamas e l’impegno di
quest’ultima ad indire delle elezioni legislative. A causa di problematiche
logistiche, e specialmente finanziarie, tali manifestazioni sarebbero però
state sempre posticipate. A seguito della notizia dell’arresto da parte di Ha-
mas di un amico, J._, il quale avrebbe fatto parte del movimento
succitato, egli temendo di essere a sua volta arrestato e per la sua vita,
avrebbe deciso di espatriare pochi giorni dopo. La partenza dal Paese
d’origine, che sarebbe avvenuta il (...) o il (...) tramite il valico di K._
verso l’L._, munito di un passaporto ed un foglio (...) ottenuto grazie
alla moglie, sarebbe stata organizzata dal padre – attualmente (...)
I._ (...) – corrompendo un funzionario pubblico (...) presente a tale
valico. Invero, nel corso dell’audizione federale, egli ha allegato che nel
(...), allorché si sarebbe voluto recare in L._, avrebbe appreso dagli
stessi funzionari palestinesi che egli aveva un divieto di uscita dal Paese
d’origine. Nel corso dell’audizione federale, ha inoltre asserito che dopo il
suo espatrio, agenti di Hamas si sarebbero recati al domicilio famigliare ed
avrebbero perquisito svariate volte lo stesso nell’arco di (...), sequestrando
diversi suoi libri e documenti. Altresì avrebbero picchiato il padre e la ma-
dre, arrestato il padre e due suoi fratelli, nonché continuato ad inviargli delle
convocazioni. Gli affiliati di Hamas avrebbero minacciato suo padre, soste-
nendo che il richiedente sarebbe stato un agente d’M._, non es-
sendo uscito da K._, nonché che avrebbero trovato delle prove che
egli volesse ribaltare il regime e che prendesse degli aiuti da partiti stra-
nieri. In caso di un suo rientro a I._, egli teme di essere ucciso.
Dall’L._ egli si sarebbe recato via aerea a E._, ove si sa-
rebbe fermato presso la famiglia della moglie B._ – unione regi-
strata civilmente a I._ il (...) – per i successivi (...), prima di prose-
guire verso l’Europa, entrando dall’G._. In F._, avrebbe dap-
prima vissuto legalmente con un permesso (...) rilasciatogli nel (...) per
D-6341/2019
Pagina 5
visita coniugale, ed in seguito alla scadenza dello stesso nell’(...) del (...),
clandestinamente. Sempre nel corso dell’audizione federale, egli ha soste-
nuto che in patria avrebbe pubblicato diversi articoli critici verso Hamas
dapprima con la sua vera identità tramite (...), ed in seguito ad un arresto
nel (...), che avrebbe subito a causa di un articolo da lui postato su di un
sito web molto conosciuto a I._, sotto pseudonimo. Tali suoi inter-
venti, sarebbero stati tutti bloccati. Tuttavia, ora pubblicherebbe degli arti-
coli relativi questioni sulla Palestina e la H._sulla sua pagina
(...) e via (...), con la sua reale identità, nonché intratterrebbe ancora delle
relazioni con il gruppo politico Fatah.
B.c A sostegno delle sue dichiarazioni, l’interessato ha presentato la se-
guente documentazione: copia del suo passaporto rilasciato dall’autorità
palestinese (cfr. atti B16/2 e B17, mezzo di prova n. 1); copia dell’attesta-
zione del movimento Fatah della gioventù del (...) (cfr. atti B16/2 e B17,
mezzo di prova n. 2); copia dell’attestazione di Fatah del (...) (cfr. atti B16/2
e B17, mezzo di prova n. 3); copia dell’attestazione di appartenenza a Fa-
tah dell’(...) (cfr. atti B16/2 e B17, mezzo di prova n. 4); convocazione del
(...) (cfr. atti B16/2 e B17, mezzo di prova n. 5); convocazione (...) (cfr. atti
B16/2 e B17, mezzo di prova n. 6); avviso di espulsione da un terreno da-
tato (...) (cfr. atti B16/2 e B17, mezzo di prova n. 7); il certificato di matri-
monio originale (cfr. atto B17, mezzo di prova n. 8); la traduzione in tedesco
dell’attestazione di Fatah (cfr. atti B17, mezzo di prova n. 9 e B18/2); la
traduzione in tedesco dell’appartenenza a Fatah (cfr. atti B17, mezzo di
prova n. 10 e B18/2); la traduzione in tedesco della convocazione del (...)
(cfr. atti B17, mezzo di prova n. 11 e B18/2); copia di documentazione uni-
versitaria attestante le note ricevute, una lettera di raccomandazione del
(...) ed il certificato relativo il conseguimento del (...) datato (...) (cfr. atti
B17, mezzo di prova n. 12 e B18/2); nonché una tessera sanitaria (...) (cfr.
atto B17, mezzo di prova n. 13 in copia; l’originale si trova pure nell’incarto
N [...]).
C.
Il 17 luglio 2018, su richiesta dell’autorità inferiore, è stato depositato agli
atti un rapporto interno della Segreteria di Stato della migrazione (di se-
guito: SEM; denominato “Consulting”), relativo la possibilità di ritornare in
L._ rispettivamente nei territori occupati palestinesi per delle per-
sone di origine palestinese (cfr. atto B21/3).
D.
La SEM, con decisione del 17 agosto 2018, ritenendo che le allegazioni
degli insorgenti non soddisfacessero le condizioni poste agli art. 3 e 7 LAsi,
D-6341/2019
Pagina 6
non ha riconosciuto loro la qualità di rifugiato, ha respinto le domande
d’asilo degli interessanti, pronunciando nel contempo il loro allontana-
mento dalla Svizzera. Ha tuttavia concesso ai richiedenti l’ammissione
provvisoria, per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento.
E.
Tramite la sentenza D-5377/2018 del 22 novembre 2018, il Tribunale am-
ministrativo federale (di seguito: il Tribunale), ha accolto il ricorso interposto
dagli insorgenti il 20 settembre 2018 avverso la succitata decisione dell’au-
torità inferiore, rinviando gli atti di causa alla SEM per una completa e cor-
retta istruzione e pronuncia di una nuova decisione. Il Tribunale nella pre-
detta sentenza, ha constatato la violazione dell’obbligo della tenuta e cor-
retta gestione dell’incarto da parte della SEM, nonché il diritto di esaminare
gli atti nei confronti dei ricorrenti. L’autorità inferiore avrebbe inoltre accer-
tato in modo incompleto alcuni fatti giuridicamente rilevanti per la causa.
Conseguentemente, ne sarebbe derivata una violazione del diritto di es-
sere sentiti degli insorgenti, la quale non sarebbe potuta essere sanata in
fase ricorsuale dal Tribunale; onde la cassazione della decisione dell’auto-
rità inferiore, per completamento dell’istruzione – prendendo eventual-
mente in considerazione anche il nuovo mezzo di prova prodotto in copia
ed in originale in fase ricorsuale dagli insorgenti, ovvero uno scritto della
“(...)” in lingua straniera con copie della busta di spedizione e del giustifi-
cativo di spedizione (...) – e nuova decisione.
F.
Dando seguito alle ingiunzioni contenute nella sentenza testé citata, l’au-
torità pregressa ha dato accesso agli atti di causa che non avevano dato
luogo, a torto, a visione da parte dei ricorrenti ed offerto loro la possibilità
di essere sentiti in merito (cfr. atti B33/4 e B34/2), nonché tenuto con l’in-
sorgente un’ulteriore audizione inerente i suoi motivi d’asilo, portante spe-
cificamente su alcune sue allegazioni rilasciate precedentemente, in data
(...) febbraio 2019 (cfr. atto B36/12; di seguito: verbale 5).
Nel corso del medesimo, l’interessato ha in particolare asserito come il pa-
dre, a causa della sua appartenenza (del genitore) ad un (...) (...) sarebbe
stato arrestato da affiliati di Hamas. Nel corso del medesimo, gli avrebbero
proposto di pubblicare un testo in un noto giornale palestinese, nel quale
avrebbe rinnegato il figlio, qui richiedente l’asilo. Il padre non avrebbe però
acconsentito alla richiesta, lo avrebbero pertanto minacciato e ricondotto
in carcere. Ha inoltre specificato che pubblicherebbe dei messaggi in (...),
relativi delle critiche all’operato di Hamas o a suoi membri, sia da quando
si trova in Svizzera che in precedenza in F._, con il suo vero nome
D-6341/2019
Pagina 7
e sotto il suo profilo pubblico. Inoltre, sarebbe in contatto con alcune per-
sonalità e membri di Fatah. A seguito di un suo articolo critico pubblicato
circa (...) prima l’audizione inerente una personalità di Hamas, il padre sa-
rebbe stato contattato telefonicamente da parte del predetto movimento,
ed avrebbero minacciato la famiglia di ritorsioni se il figlio A._ non
avesse smesso di prenderli in giro. Ma l’interessato, per tutta risposta, non
avrebbe cessato di postare i suoi messaggi. A parte ciò, non sarebbe suc-
cesso null’altro ai suoi famigliari in patria. Ha inoltre rilevato come soltanto
in un’occasione avrebbe ricevuto una scarica elettrica da una delle guardie
presenti nel carcere (cfr. verbale 5, D50 segg., pag. 8) e che dopo la sua
partenza dalla H._, in un’evenienza avrebbero minacciato la madre
al suo domicilio di uccidere il figlio se fosse ritornato (cfr. verbale 5, D54,
pag. 9).
G.
Con scritto dell’8 aprile 2019 (cfr. atto B38/2), per il tramite del loro rappre-
sentante legale, gli interessati hanno segnatamente indicato come a causa
del sostegno dato da A._ alle manifestazioni che sarebbero iniziate
nel Paese d’origine il (...), i genitori così come due fratelli del primo sareb-
bero stati arrestati dalla sicurezza interna di Hamas per costringere il ricor-
rente a mettere un termine alle sue pubblicazioni a supporto di tali manife-
stazioni. Il padre ed un fratello dell’interessato sarebbero stati rilasciati,
mentre che il fratello minore dell’insorgente sarebbe stato trattenuto in ar-
resto ancora per (...). Inoltre, l’amico N._, sarebbe stato persegui-
tato dai servizi di sicurezza di Hamas, in quanto egli avrebbe cospirato con
l’interessato e pianificato grandi manifestazioni contro il dominio di Hamas.
Alla stessa missiva sono stati annessi i seguenti nuovi documenti: estratto
della pagina (...) di A._ (cfr. atti B17, mezzo di prova n. 14 e B38/2);
l’estratto della comunicazione sulla pagina Internet di A._ del ceppo
famigliare (cfr. atti B17, mezzo di prova n. 15 e B38/2); nonché un articolo
online del (...) del (...) in lingua inglese (cfr. atti B17, mezzo di prova n. 16
e B38/2). I documenti n. 14 e n. 15, sono in seguito stati tradotti, secondo
richiesta della SEM, dai ricorrenti (cfr. atti B39/2, B40/1 e B41/3).
H.
Il (...) è nato il figlio della coppia, C._, il quale è stato incluso dalla
SEM nello statuto dei genitori (cfr. risultanze processuali).
I.
Con decisione del 23 ottobre 2019, notificata il 31 ottobre 2019 (cfr. atto
D-6341/2019
Pagina 8
B46/1), l’autorità inferiore non ha riconosciuto la qualità di rifugiato agli in-
teressati, ha respinto le loro domande d’asilo, conseguentemente pronun-
ciando il loro allontanamento dalla Svizzera, ma concedendo loro l’ammis-
sione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento.
J.
Per il tramite del plico raccomandato del 2 dicembre 2019 (cfr. risultanze
processuali), gli interessati si sono aggravati con ricorso dinanzi al Tribu-
nale avverso la summenzionata decisione della SEM. Essi hanno con-
cluso, a titolo principale, all’annullamento del provvedimento impugnato ed
alla concessione dell’asilo in Svizzera. A titolo eventuale, essi hanno richie-
sto che venga loro confermata l’ammissione provvisoria, per inesigibilità
dell’esecuzione dell’allontanamento. A titolo ancora più eventuale, gli insor-
genti hanno postulato il rinvio degli atti di causa alla SEM per un supple-
mento istruttorio. Contestualmente hanno presentato istanza di assistenza
giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento di spese processuali
e del relativo anticipo; il tutto con protesta di spese e ripetibili.
K.
Con decisione incidentale del 13 dicembre 2019, il Tribunale ha accolto
l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria formulata dagli insor-
genti, ma a condizione che fosse dimostrata con un’attestazione d’indi-
genza. La stessa è stata prodotta tempestivamente dagli insorgenti con
scritto del 30 dicembre 2019 (cfr. risultanze processuali).
L.
Il 17 gennaio 2020 (cfr. risultanze processuali), i ricorrenti hanno inoltrato
al Tribunale un ulteriore scritto, con annesse copie della sentenza del Tri-
bunale D-1079/2018 del 17 dicembre 2019 nonché della decisione della
SEM del 13 gennaio 2020, entrambe inerenti il fratello della ricorrente (ri-
spettivamente il cognato del ricorrente) e la sua famiglia (di cui all’incarto
SEM N [...]). Nella medesima missiva, gli insorgenti hanno chiesto che la
predetta documentazione fosse considerata ai fini della valutazione della
loro pratica.
M.
Con risposta datata 24 gennaio 2020, l’autorità inferiore ha proposto il re-
spingimento del ricorso, non contenendo a mente sua alcun elemento e/o
mezzo si prova nuovi suscettibili di una nuova valutazione e rinviando per
il resto ai considerandi della decisione impugnata, confermando i mede-
simi.
D-6341/2019
Pagina 9
N.
Il Tribunale, con ordinanza del 29 gennaio 2020 ha trasmesso la summen-
zionata risposta della SEM ai ricorrenti, per conoscenza, pronunciando al-
tresì la chiusura dello scambio degli scritti, su riserva di ulteriori misure
istruttorie.
O.
Per mezzo della decisione del 7 luglio 2020, il (...) ha accolto l’istanza inol-
trata dagli interessati circa l’accertamento dei loro dati personali, dando
ordine all’Ufficiale dello stato civile di iscrivere negli atti dello stato civile gli
stessi, così come indicato nella decisione (cfr. atti di stato civile presenti
nell’incarto N [...]).
P.
Con missiva del 23 febbraio 2021 (data dell’invio: 27 febbraio 2021; cfr. ri-
sultanze processuali), i ricorrenti hanno richiesto conferma del ricevimento
da parte del Tribunale del loro ultimo scritto del 17 gennaio 2020, nonché
chiesto informazioni riguardo allo stato del loro procedimento.
Il Tribunale ha risposto alle richieste dei medesimi con scritto del
2 marzo 2021 (cfr. risultanze processuali).
Q.
Il (...), è nato in Svizzera il figlio degli interessati,
D._, il quale è stato integrato nella decisione della SEM presa nei
confronti dei suoi genitori (e del fratello), come comunicato dalla medesima
autorità a questi ultimi con scritto del 4 giugno 2021 (cfr. risultanze proces-
suali nel dossier della SEM N [...]).
R.
In data 29 ottobre 2021, il Tribunale, su sua richiesta, ha ricevuto da parte
della SEM il dossier N [...], relativo il fratello della ricorrente (rispettiva-
mente il cognato del ricorrente) e la famiglia del primo.
S.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi
nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-
tenza.
D-6341/2019
Pagina 10

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi, non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni transi-
torie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1 nLAsi, in vigore dal
1° marzo 2019).
Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA
rese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell’art. 5 PA.
I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi l’autorità inferiore,
sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-
resse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a–c PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi
contro di essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vLAsi), alla forma e al
contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato
né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche
della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr.
DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata).
3.
Preliminarmente il Tribunale osserva come, essendo i ricorrenti stati posti
al beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione
dell’allontanamento nella decisione avversata del 23 ottobre 2019 – che
vale anche per i figli C._ e D._ (cfr. supra lett. I e Q) – e non
avendo gli insorgenti contestato specificatamente la pronuncia del loro al-
lontanamento, oggetto del litigio in questa sede, risulta pertanto essere
esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto del riconoscimento della
D-6341/2019
Pagina 11
qualità di rifugiato e della loro domanda d’asilo. In tal senso, la richiesta
eventuale formulata da parte degli insorgenti nel ricorso ai fini del giudizio,
ovvero di confermare la pronuncia dell’ammissione provvisoria pronunciata
dalla SEM, risulta essere senza oggetto.
4.
4.1 Nella sua decisione, la SEM ha dapprima ritenuto inverosimili le dichia-
razioni esposte dall’insorgente in merito al movimento “(...)”, in quanto in
primo luogo tali sue affermazioni sarebbero apparse soltanto nel corso
della seconda audizione, non essendo invece in alcun modo palesatesi du-
rante il verbale del primo colloquio. In secondo luogo, inconsistenti sareb-
bero sia le sue affermazioni circa il fatto che sarebbe stato identificato da
Hamas quale mente dietro il movimento succitato, come pure di essere
considerato una (...) a causa delle circostanze del suo espatrio dalla
H._. Neppure la convocazione del (...) sarebbe atta a sostenere i
suoi asserti, in quanto in particolare non menzionerebbe in alcun modo le
ragioni dell’invito a presentarsi presso gli uffici di Hamas. Proseguendo
nell’analisi, l’autorità pregressa ha ritenuto le allegazioni dell’insorgente
pure irrilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Segnatamente, circa i maltrattamenti
che egli avrebbe subito tra il (...) ed il (...) del (...), gli stessi non avrebbero
raggiunto un’intensità tale da impedirgli di continuare a vivere nel suo
Paese d’origine. Egli sarebbe peraltro espatriato non a causa degli stessi,
bensì a seguito dell’arresto dell’amico avvenuto nel (...) del (...). Altresì,
dalle sue stesse dichiarazioni emergerebbe come i suoi famigliari vivano
tuttora nella H._ ed ivi egli ha comunque potuto vivere una vita de-
gna, conseguendo un diploma universitario ed in seguito lavorando fino a
qualche settimana prima l’espatrio. Anche le sue affermazioni circa l’impe-
dimento di lasciare la H._ avvenuto nel (...) del (...), si esaurireb-
bero in mere dichiarazioni di parte, non suffragate da alcun elemento con-
creto. Il fatto che il visto di uscita sia stato annullato, potrebbe difatti essere
riconducibile a qualsivoglia altro motivo. Per quanto attiene le sue pubbli-
cazioni, le stesse sarebbero avvenute in modo irregolare e non raggiunge-
rebbero una vasta platea di persone. Oltretutto egli non svolgerebbe al-
cun’altra attività politica di rilievo e vista l’inverosimiglianza di essere stato
nel mirino di Hamas al momento dell’espatrio, l’autorità inferiore ha ritenuto
che con le predette pubblicazioni l’interessato non si sarebbe esposto a tal
punto da essere percepito da parte di Hamas come una minaccia per il
sistema politico. Anche le conseguenze che avrebbero subito i suoi parenti,
sarebbero delle semplici affermazioni di parte, e comunque nulla lasce-
rebbe intendere che esse siano effettivamente collegate alle sue attività su
(...). Nemmeno le relazioni che egli intratterrebbe dalla Svizzera con altri
membri di Fatah, sarebbero rilevanti ai sensi dell’asilo.
D-6341/2019
Pagina 12
Concernente le affermazioni dell’interessata, la SEM ha ritenuto come le
minacce subite dal padre ed i sequestri ai danni del fratello e del cugino,
come pure il tentativo di sequestro nei suoi confronti, sarebbero stati mossi
da mere motivazioni economiche. Pertanto non rientrerebbero nei motivi
ex art. 3 LAsi e non sarebbero pertanto pertinenti ai fini della concessione
dell’asilo. Infine, l’autorità inferiore ha constatato come neppure sia rile-
vante per l’asilo lo scritto presentato e datato (...), attestante il fatto che
ella non potrebbe soggiornare nei territori palestinesi, poiché priva di un
numero nazionale.
Da ultimo, in applicazione del principio dell’unità della famiglia, l’autorità
inferiore ha respinto anche la domanda d’asilo del figlio C._.
4.2 Nel loro memoriale ricorsuale, gli insorgenti indicano dapprima come la
verosimiglianza e la coerenza delle allegazioni di A._ vadano con-
siderate, a differenza di come le avrebbe analizzate la SEM, dal punto di
vista globale, tenendo conto, nel complesso, della situazione in cui avrebbe
vissuto nel suo Paese d’origine, di costante timore per la sua vita e la sua
incolumità fisica. In primo luogo, al contrario di quanto contenuto nel prov-
vedimento querelato, le sue asserzioni circa il fatto che egli sarebbe stato
identificato e quindi pure ricercato dalle autorità di Hamas in ragione del
ruolo da lui svolto nell’ambito del movimento “(...)”, sarebbero da ritenere
veritiere. Invero, nel corso dell’audizione sulle generalità egli sarebbe stato
molto sintetico riguardo ai suoi motivi d’asilo, pensando che la sede cor-
retta per esporli in modo completo fosse quella dell’audizione sui motivi
d’asilo. In tal senso, anche il Tribunale concorderebbe nel ritenere che vada
dato minimo valore probatorio a quanto dichiarato nel corso della prima
audizione. Oltracciò, sarebbe perfettamente in accordo con la normale lo-
gica dell’agire che la sua famiglia gli abbia raccontato delle circostanze
successe a I._ soltanto dopo il suo arrivo in Svizzera e ciò per non
creargli ulteriori preoccupazioni oltre al viaggio. Anche le sue dichiarazioni
relative la sua identificazione da parte di Hamas come mente del movi-
mento succitato, sarebbero verosimili. Ciò tenendo conto che la procedura
d’asilo non prevedrebbe che ogni affermazione sia provata in modo incon-
trovertibile, e vista la convocazione del (...) prodotta. Gli insorgenti succes-
sivamente, ritengono come le allegazioni di A._ siano, a differenza
di quanto sostenuto dall’autorità inferiore nella decisione impugnata, anche
rilevanti in materia d’asilo. Sarebbe difatti scorretto ritenere come gli atteg-
giamenti persecutori da lui subiti non abbiano raggiunto un’intensità suffi-
ciente. Egli sarebbe difatti stato arrestato a più riprese da uomini di Hamas,
in un crescendo di tensione, finché, dopo l’arresto dell’amico, sarebbe stato
costretto a partire. Nella decisione sindacata, non verrebbe poi considerata
D-6341/2019
Pagina 13
una circostanza ovvia in relazione alle sue pubblicazioni su (...), ovvero
che poche persone reagirebbero ai suoi messaggi per timore di incorrere
a loro volta in atti persecutori. Inoltre, il suo profilo sarebbe pubblico e
quindi accessibile a tutti, ed anche se non potrebbe verificare il numero di
visualizzazioni, raggiungerebbe una platea di quasi (...) persone registrate
come “(...)”. In ogni caso, ai sensi della LAsi, sarebbe comunque rifugiato
anche chi si sottrarrebbe ad una pressione psichica divenuta insopporta-
bile. Alla luce degli elementi precedenti, i ricorrenti concludono come la de-
cisione avversata si fonderebbe su di un accertamento inesatto ed incom-
pleto delle allegazioni dell’interessato, che non sarebbero state analizzate
dalla SEM nella loro globalità ed in rapporto con la situazione politica vi-
gente nel loro Paese d’origine.
5.
5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
5.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti
allegati dal richiedente l’asilo siano sufficientemente sostanziati, plausibili
e coerenti fra loro; in questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili
di molteplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di
una logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non
possono essere considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì ne-
cessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile,
ossia degna di essere creduta. Questa qualità non è data, in particolare,
quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati
(art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in
maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in pre-
cedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra
scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collabora-
zione. Non è in ogni caso indispensabile che le allegazioni del richiedente
l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è sufficiente che l’au-
torità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune afferma-
zioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in
D-6341/2019
Pagina 14
preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti,
ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola
allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi
essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare,
da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella
fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti).
5.3 In conformità con la giurisprudenza dello scrivente Tribunale, il carat-
tere tardivo di elementi essenziali taciuti in occasione dell’audizione sulle
generalità al Centro di registrazione e di procedura (CRP), ma invocati più
tardi durante l’audizione sui motivi d’asilo, può essere ritenuto per mettere
in dubbio la verosimiglianza dei motivi d’asilo allegati. Tale principio vale, a
fortiori, per delle allegazioni presentate unicamente allo stadio del ricorso.
Tuttavia, in alcune circostanze particolari, le dichiarazioni tardive possono
trovare una giustificazione. Tale è il caso, ad esempio, delle dichiarazioni
di vittime che hanno subito dei gravi traumatismi, che non hanno la facoltà
di esprimersi, senza delle difficoltà notevoli sugli avvenimenti vissuti, o an-
cora delle persone che provengono da contesti nella quale la legge del
silenzio è una regola d’oro (cfr. le sentenze del Tribunale D-7090/2018 del
30 giugno 2021 consid. 7.2; D-364/2019 dell’11 giugno 2021 consid. 5.3.2;
E-6190/2018 del 9 ottobre 2020 consid. 2.4 con ulteriori riferimenti ivi citati;
E-5624/2017 dell’11 agosto 2020 [pubblicata quale sentenza di riferimento]
consid. 3.3.1 con riferimento citato).
5.4 Se v’è certamente luogo di ammettere che le dichiarazioni presentate
nel contesto della prima audizione in un CRP, effettuata ai sensi del vecchio
art. 26 cpv. 2 LAsi, non hanno che un valore probatorio ristretto e che non
si possa esigere dal richiedente, già in tale occasione, che esponga tutti i
suoi motivi d’asilo; al contrario si è in diritto di attendere dal medesimo un
esposto concordante dei fatti che portino su dei punti essenziali dei suoi
motivi d’asilo in rapporto ad allegazioni presentate ulteriormente in audi-
zione federale (cfr. nello stesso senso ad esempio le sentenze
D-7090/2018 consid. 7.2; D-3934/2019 del 17 marzo 2021 consid. 7.1.2
con ulteriori riferimenti ivi citati).
6.
Nel caso in parola, l’insorgente si è prevalso soltanto al momento dell’au-
dizione federale, di alcuni fatti rilevanti inerenti i suoi motivi d’asilo, per di
più presentandoli anche in modo incoerente, ed a tratti con dichiarazioni in
merito vaghe ed illogiche.
D-6341/2019
Pagina 15
6.1 In proposito, appare innanzitutto poco plausibile come gli eventi scate-
nanti il suo espatrio nel (...) – ovvero l’arresto di un amico che avrebbe
fatto parte del movimento “(...)” (cfr. verbale 4, D91, pag. 10; D147 segg.,
pag. 17), come pure le ricerche che sarebbero avvenute in seguito nei suoi
confronti e le accuse a lui mosse da parte delle forze di sicurezza di Hamas
(cfr. verbale 4, D91 seg., pag. 10; D152 segg., pag. 17 seg.) – se fossero
effettivamente successi in concreto, non siano neppure stati accennati
dall’insorgente durante la prima audizione. Egli infatti, in tale occasione, ha
ricondotto i suoi motivi d’asilo unicamente alla sua appartenenza al Fatah,
ed alle attività che avrebbe compiuto per lo stesso movimento, circostanze
che lo avrebbero condotto a diversi arresti e detenzioni tra il (...) ed il (...)
da parte di Hamas (cfr. verbale 3, p.to 7.01 segg., pag. 7 seg.). Del fatto
invece che il suo amico fosse stato arrestato poco prima della sua partenza
dal Paese d’origine, come pure della sua appartenenza al movimento
“(...)”, che secondo le sue stesse dichiarazioni non aveva inoltre alcuna
connessione con Fatah (cfr. verbale 4, D178, pag. 21), eventi che invece
nella seconda audizione ha posto come motivi alla base del suo convinci-
mento per espatriare, non se ne trova in modo sorprendente alcun accenno
nel primo verbale. Ciò, a differenza di quanto parrebbe sostenere implici-
tamente il ricorrente nel suo ricorso. In tale contesto, non risulta convin-
cente la giustificazione addotta dall’insorgente sia in corso d’audizione fe-
derale che nel ricorso, che avrebbe narrato di tali eventi soltanto nella se-
conda audizione, in quanto in precedenza non ne sarebbe stato a cono-
scenza. Difatti, tali suoi asserti risultano in contrasto con quanto affermato
nel corso della successiva audizione, ovvero che al momento della sua
partenza dal domicilio famigliare, sarebbe stato lui a rivelare al padre che
l’amico J_. era stato arrestato, come pure che il movimento sarebbe
stato scoperto ed egli temeva per la sua vita in quanto era sicuro che
J._. avrebbe sotto tortura fatto il suo nome (cfr. verbale 5, D42,
pag. 7). All’interno poi della medesima prima audizione federale, il ricor-
rente ha in un primo tempo allegato come avrebbe appreso della tortura
dell’amico e della rivelazione del suo nome da parte dello stesso ad
Hamas, soltanto in Svizzera (cfr. verbale 4, D91, pag. 10); allorché invece
in un secondo tempo, ha lasciato intendere come tali informazioni gliele
avrebbe rivelate già al momento della partenza dal Paese d’origine, un suo
amico (cfr. verbale 4, D147 segg., pag. 17). Inoltre, l’insorgente è incorso
in un’altra importante incoerenza nella seconda audizione. Se dapprima ha
difatti rivelato come il movimento succitato avrebbe organizzato delle ma-
nifestazioni pacifiche per condurre Hamas a (...), ed altresì che Hamas
avrebbe detestato tale movimento di cui tutti parlavano (cfr. verbale 4, D91,
pag. 10; D135 seg., pag. 15); poco dopo sorprendentemente egli si foca-
lizza su di un’unica manifestazione che avrebbe dovuto tenersi il (...), per
D-6341/2019
Pagina 16
infine asserire come la stessa in definitiva non sarebbe mai stata concre-
tamente realizzata; né narrando di alcuna ulteriore azione in tal senso (cfr.
verbale 4, D137 segg., pag. 15 segg.). Appare inoltre poco plausibile che
un movimento che avrebbe iniziato a prendere vita unicamente quale idea
nel (...) del (...) da un gruppo studentesco, e non essendosi fra l’altro mai
concretizzato con alcuna azione, sia in poco più di (...), con il solo passa-
parola, divenuto così famoso all’interno della popolazione da addirittura es-
sere vista quale minaccia da Hamas per la propria stabilità politica (cfr.
verbale 4, D135 segg., pag. 15 seg.). Altresì non risulta credibile come, se
effettivamente già nel corso del (...) giorno d’arresto l’amico J._.
avrebbe fornito il nome del ricorrente ad Hamas, dicendo fosse il respon-
sabile di tutto per tale movimento (cfr. verbale 4, D147, D149 e D151,
pag. 17), come pure che tale organismo fosse così inviso ad Hamas, la
polizia interna di quest’ultima non l’abbia ricercato immantinente al suo do-
micilio, lasciandogli anzi il tempo di organizzare la sua fuga, anche per il
tramite del padre, convocandolo invece soltanto a partire dal (...) di (...)
(cfr. verbale 4, D91, pag. 10).
6.2 Riassumendo, se d’un canto la sua appartenenza al movimento “(...)”
e le ricerche susseguenti da parte di Hamas nei suoi confronti, siano già
messe fortemente in dubbio dal fatto che siano apparse soltanto nel corso
della seconda audizione, malgrado fossero degli elementi essenziali della
narrazione dell’insorgente circa i motivi d’asilo che lo avrebbero condotto
all’espatrio, senza alcuna ragione o motivo valido che possa giustificare la
loro tardività. D’altra parte tale conclusione è maggiormente supportata
dalle diverse incoerenze, vaghezze ed illogicità, disseminate nei suoi as-
serti.
6.3 Non soccorrono la credibilità di tali affermazioni, nemmeno i mezzi di
prova presentati dall’insorgente. Per quanto attiene la copia dell’attesta-
zione del movimento Fatah della gioventù del (...) (cfr. mezzi di prova n. 2
e n. 9; verbale 4, D159, pag. 18), la stessa risulta certificare unicamente
l’appartenenza del medesimo al suddetto movimento, che non è peraltro
posta in discussione dal Tribunale, ma non è atto a sostenere in alcun
modo gli asserti dell’insorgente circa i suoi motivi d’asilo. Concernente poi
la copia dell’attestazione di Fatah del (...) (cfr. mezzo di prova n. 3 e n. 10;
verbale 4, D160, pag. 18 seg.), oltreché essere stata presentata soltanto
in fotocopia, e quindi avendo già di per sé un valore probatorio minore, in
quanto non si può escludere che la stessa sia stata manipolata e falsificata,
non potendone verificare l’autenticità; la stessa appare essere un docu-
mento redatto per pura compiacenza ed ai fini della causa. Ciò in quanto
non soltanto è stato stabilito su richiesta dell’insorgente e datata a poco
D-6341/2019
Pagina 17
prima del suo arrivo in Svizzera, e quindi non si esclude che sia stato lo
stesso ricorrente ad indicare il contenuto della medesima, ma contiene an-
che delle incoerenze rispetto agli asserti dell’insorgente. In particolare, in
tale scritto è indicato che i servizi di sicurezza di Hamas gli avrebbero im-
pedito più volte di viaggiare, allorché nelle audizioni, egli ha riportato sol-
tanto di un’occasione dove egli sarebbe stato impedito di viaggiare (cfr.
verbale 4, D76 segg., pag. 8 seg.; verbale 5, D39 segg., pag. 7). Inoltre
riporta come non soltanto il ricorrente sarebbe un membro attivo di Fatah,
ma pure lavorerebbe come (...), evenienza quest’ultima che all’evidenza
egli non può più esercitare dal suo espatrio, e che risulta peraltro discre-
pante con gli asserti dell’insorgente che, dal suo espatrio pubblicherebbe
unicamente degli articoli critici sulla sua pagina (...) e sarebbe in contatto
con alcune persone appartenenti al movimento Fatah (cfr. verbale 4, D101
seg., pag. 11; D156 segg., pag. 18; verbale 5, D19 segg., pag. 4 segg.).
Proseguendo nell’analisi, per la copia dell’attestazione di appartenenza
dell’(...) (cfr. mezzo di prova n. 4; verbale 4, D162, pag. 19), che sarebbe
stata rilasciata all’insorgente dal movimento di Fatah, oltreché valere in
questo contesto quanto già sopra rimarcato per il documento presentato
soltanto quale fotocopia, appare stridere fortemente con le medesime af-
fermazioni dell’insorgente. Invero, se in tale attestazione si certifica come
il ricorrente avrebbe fatto parte del movimento “(...)”, d’altro canto tale as-
serto non appare assurgere ad alcun elemento probante, in quanto è lo
stesso ricorrente che ha dichiarato come Fatah ed il movimento succitato
non avessero fra loro alcun legame (cfr. verbale 4, D178, pag. 21), e di
convesso non può essere riconosciuta alcuna legittimità ad una certifica-
zione con tale contenuto da parte del movimento Fatah. Per quanto con-
cerne infine la convocazione datata (...) (cfr. mezzi di prova n. 5 e n. 11;
verbale 4, D163, pag. 19), come a ragione già rimarcato dall’autorità infe-
riore nella decisione avversata, la stessa anche fosse ritenuta la sua origi-
nalità, non proverebbe in alcun modo la veridicità delle allegazioni del ri-
corrente, in quanto non se ne deduce dal suo contenuto in alcun modo il
motivo di tale convocazione. Peraltro l’insorgente in merito non ha appor-
tato, oltre che delle generiche asserzioni, alcun elemento concreto che
renda credibile che tale convocazione sia autentica, per esempio man-
cando totalmente il contesto in cui la stessa sarebbe stata recapitata. Nep-
pure con il presente ricorso l’insorgente ha aggiunto qualsivoglia ulteriore
elemento in proposito, malgrado ne avesse avuto a più riprese la possibilità
anche vista la precedente procedura ricorsuale, ciò che supporta ancora
maggiormente la conclusione che tale convocazione non sia autentica.
6.4 Ne discende quindi, che le allegazioni dell’insorgente legate al movi-
mento “(...)” ed alle susseguenti ricerche da parte di uomini di Hamas al
D-6341/2019
Pagina 18
suo domicilio, come pure di convesso gli arresti e le problematiche che i
suoi famigliari avrebbero incorso per tali motivi a causa sua, non risultano
essere verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi.
7.
Non vanno inoltre oltre delle mere allegazioni di parte, non supportate dal
benché minimo elemento concreto, le sue affermazioni circa le quali egli
sarebbe stato identificato da Hamas come un (...) di M._ (cfr. ver-
bale 4, D91, pag. 10; D152, pag. 17). Invero appare quanto mai sorpren-
dente che il solo fatto che egli non sarebbe risultato registrato all’uscita dal
passaggio di K._, abbia portato la polizia interna di Hamas a cre-
dere che lui fosse passato dal passaggio situato invece a O._(cfr.
verbale 4, D152, pag. 17), dove dalle sue stesse allegazioni passerebbero
unicamente i (...) (cfr. verbale 4, D152, pag. 17 seg.) o ancora, incoeren-
temente, che il passaggio di K._ fosse l’unico posto dove si potesse
passare, anche quale (...) (cfr. verbale 5, D38, pag. 6), ed a giungere quindi
all’evidenza che egli sia un (...) di M._ (cfr. verbale 4, D91, pag. 10
e D152, pag. 17 seg.). Stesso discorso vale anche per quanto concerne le
affermazioni dell’insorgente riguardo al fatto che le autorità di
Hamas avrebbero trovato delle prove che egli volesse ribaltare il regime
come pure che ricevesse degli aiuti da partiti stranieri, in base alla docu-
mentazione che avrebbero trovato sul suo computer (cfr. verbale 4, D92,
pag. 10). Le stesse asserzioni risultano difatti essere inconsistenti, non suf-
fragate da alcun elemento concreto e dettagliato. Anzi, del computer che
avrebbero sequestrato al suo domicilio degli agenti di Hamas (cfr. verbale
4, D92, pag. 10), non se ne trova in un primo tempo alcuna menzione da
parte del ricorrente, avendo allegato quest’ultimo esclusivamente che
avrebbero preso dal suo domicilio dei documenti e dei libri (cfr. verbale 4,
D91, pag. 10). Inoltre, lui stesso ha ammesso trattarsi di mere accuse non
suffragate da alcun elemento concreto, in quanto nel computer si sareb-
bero trovate unicamente delle bozze di comunicati che il movimento inten-
deva distribuire (cfr. verbale 4, D154, pag. 18). Tali ultimi elementi, risultano
suffragare maggiormente la conclusione di mancanza di credibilità delle
allegazioni dell’insorgente in rapporto alle accuse mosse nei suoi confronti
da agenti di Hamas.
Alla luce di quanto sopra, anche tali dichiarazioni del ricorrente risultano
pertanto inverosimili in relazione all’art. 7 LAsi.
8.
Nel suo ricorso, l’insorgente ritiene inoltre che l’autorità inferiore non abbia
valutato rettamente l’intensità dei pregiudizi da lui subiti a causa di Hamas
D-6341/2019
Pagina 19
in patria, che lo avrebbero condotto, in un crescendo di tensione, all’espa-
trio, anche in relazione alla pressione psicologica divenuta insopportabile
alla quale egli si sarebbe così sottratto.
8.1 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi
(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pe-
ricolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).
8.2 In tale contesto, il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come
stabilito all’art. 3 LAsi, comprende nella sua definizione un elemento ogget-
tivo, in rapporto con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Pertanto,
è riconosciuto come rifugiato solo colui che ha dei motivi oggettivamente
riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo)
di essere esposto, in tutta probabilità e in un futuro prossimo, a una perse-
cuzione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano
soggettivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, se-
gnatamente dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua ap-
partenenza a una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo
espongono maggiormente a un fondato timore di future persecuzioni. Colui
che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un
timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l’og-
getto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti).
Sul piano oggettivo, tale timore dev’essere fondato su indizi concreti e suf-
ficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un’alta pro-
babilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non sono suffi-
cienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che
potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57
consid. 2.5 e relativi riferimenti).
8.3 Il timore di essere perseguitato presuppone inoltre l’esistenza di mi-
nacce attuali e concrete. In tal senso, tra i pregiudizi e la fuga deve inter-
correre un nesso causale temporale. Quest’ultimo è da considerarsi deca-
duto, in regola generale, allorquando tra l’ultima persecuzione subita e
l’espatrio è trascorso un lasso di tempo relativamente lungo. A norma della
giurisprudenza, la qualità di rifugiato non può quindi più essere riconosciuta
quando la fuga interviene da sei a dodici mesi dopo la fine delle persecu-
zioni. Vanno tuttavia riservati i casi nei quali vi sono motivi oggettivamente
plausibili o valide ragioni di natura personale atti a giustificare una partenza
D-6341/2019
Pagina 20
differita dal paese d’origine (cfr. DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.1; 2009/51
consid. 4.2.5). Oltre al nesso causale temporale, l’attualità e la concretezza
delle minacce implica altresì la persistenza di un legame di causalità ma-
teriale entro queste ultime ed il bisogno di protezione. Lo stesso si ritiene
interrotto allorquando, al momento della pronuncia della decisione, nel
paese d’origine sia già intervenuto un cambiamento oggettivo delle circo-
stanze tale da non potersi più presupporre l’esistenza di un rischio concreto
di ripetizione delle persecuzioni (cfr. DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.2 e riferi-
menti citati, in particolare quanto all’esistenza di ragioni imperiose che per-
mettano di derogare alla condizione dell’attualità del bisogno di protezione;
DTAF 2010/57 consid. 4.1). Il nesso di causalità materiale fa parimenti di-
fetto se, al momento dell’espatrio, il fondato timore di essere perseguitato
sia originato da cause che non siano riconducibili alle persecuzioni subite
sino ad allora (cfr. WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, pag. 129
e, a titolo esemplificativo, la sentenza del Tribunale D-2243/2015 del
15 dicembre 2017 consid. 8.4.1).
9.
9.1 Ora, tornando al caso di specie, il Tribunale rileva dapprima come sep-
pure gli arresti ed incarcerazioni che l’insorgente avrebbe subito in patria
da parte di agenti di Hamas dal (...) fino al (...), per la sua appartenenza a
Fatah, risultino per lo più credibili – essendo però osservato come si possa
dubitare quanto all’intensità dei pregiudizi subiti durante le incarcerazioni
(cfr. verbale 3, p.to 7.02, pag. 7 seg.) dove il ricorrente asserisce di essere
stato sottoposto più volte ad elettroshock, quando invece in un verbale suc-
cessivo, ha rivelato essersi invero trattato di un’unica occasione (cfr. ver-
bale 5, D50 segg., pag. 8) e della loro quantità (dapprima parla di più di
una decina di arresti, cfr. verbale 3, p.to 7.02, pag. 7; ed in seguito di più di
una ventina, cfr. verbale 4, D103 seg., pag. 11 seg.), a causa delle incoe-
renze presenti nelle allegazioni dell’insorgente in proposito – in quanto egli
li ha descritti in modo sufficientemente dettagliato e concreto, con degli
elementi reali e plausibili (cfr. verbale 3, p.to 7.02, pag. 7 seg.; verbale 4,
D93 segg., pag. 11; D117 segg., pag. 13 seg.; verbale 5, D45 segg., pag. 7
segg.). Ciò che, dal profilo soggettivo, può effettivamente condurre l’insor-
gente a temere, di poter subire, in caso di rientro in patria, dei seri pregiu-
dizi ex art. 3 LAsi. Tuttavia, alla stessa stregua della conclusione presente
nella decisione avversata, pur non volendo sminuire l’entità di tali avveni-
menti, agli occhi del Tribunale gli stessi pregiudizi, dal profilo oggettivo, non
risultano aver raggiunto un’intensità tale da far apparire, in un futuro pros-
simo e secondo un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi per il ricor-
rente ai sensi dell’art. 3 LAsi in caso di un suo ritorno in patria. Invero, salvo
che per l’incarcerazione di (...) che avrebbe subito nel (...), l’insorgente è
D-6341/2019
Pagina 21
sempre stato detenuto soltanto per (...) dalle forze di sicurezza di Hamas,
e liberato ogni volta, senza mai aprire nei suoi confronti alcun procedimento
penale, facendogli unicamente sottoscrivere una dichiarazione nella quale
si impegnava a non commettere più azioni pregiudizievoli nei confronti di
Hamas (cfr. verbale 4, D122, pag. 13 seg.; D129, pag. 14). Interrogato sul
perché quest’ultimo movimento non avrebbe agito in modo più incisivo nei
suoi confronti, è lo stesso insorgente che ha peraltro dichiarato come egli
non avrebbe raggiunto un grado di pericolosità tale da giustificare un loro
agire in tal senso, ma che lo avrebbe raggiunto invece dopo la sua parte-
cipazione al movimento “(...)” (cfr. verbale 4, D128, pag. 14). Allegazioni
dell’insorgente che supportano la conclusione nel senso che egli abbia la-
sciato il suo Paese d’origine non tanto a causa delle problematiche che
avrebbe subito fino al (...) in patria da parte di Hamas, come proposto nel
ricorso dall’insorgente, bensì per il timore di patire dei pregiudizi dalla sua
affiliazione al suddetto movimento, che però non è stato ritenuto verosimile
(cfr. supra consid. 6). Esito che viene maggiormente confermato dalle cir-
costanze che l’insorgente abbia potuto studiare fino all’università a
I._, conseguendo un diploma in (...), si sarebbe sposato (cfr. ver-
bale 4, D15 segg., pag. 3), nonché avrebbe lavorato fino a poche (...) prima
l’espatrio, in una (...) (cfr. verbale 3, p.to 1.17.04 seg., pag. 4). Elementi
che fanno propendere per una vita quotidiana normale dell’insorgente, vis-
suta senza particolari timori da parte sua. D’altro canto, anche fosse rite-
nuta un’intensità sufficiente dei pregiudizi subiti dall’insorgente negli anni
dal (...) al (...) – in quanto nell’ultimo arresto del (...) la stessa possa rite-
nersi esclusa, viste le allegazioni proposte in merito dall’insorgente (cfr.
verbale 4, D123, pag. 14) – non potrebbero comunque essere posti in re-
lazione temporale e materiale con l’espatrio avvenuto nel (...). Invero, d’un
lato, dato che gli eventi che avrebbero deciso infine il ricorrente all’espatrio,
sono stati ritenuti inverosimili, non si spiega un’attesa di (...) mesi dall’ul-
timo arresto – nel quale non avrebbe peraltro subito dei pregiudizi signifi-
cativi come già sopra osservato – prima dell’espatrio, ed a distanza di più
di (...) dopo il primo tentativo d’espatrio. La sola evenienza da lui dichiarata
che egli fosse stato impedito di lasciare il suo Paese d’origine ad (...), in
quanto avrebbe appreso di un divieto da parte di Hamas di lasciare il terri-
torio palestinese (cfr. verbale 4, D76 segg., pag. 8 seg.; verbale 5, D39
segg., pag. 7), difatti non risulta convincente. Sorprende proprio che, se
realmente il ricorrente avesse ricevuto un divieto d’uscita da parte di Ha-
mas, gli agenti stessi di tale movimento gli abbiano restituito senza alcuna
conseguenza tangibile il suo passaporto, che peraltro si sarebbe già pro-
curato nel (...) (cfr. verbale 4, D8, pag. 3) e quindi non potendo escludere
altri suoi tentativi d’espatrio. In tal senso, la spiegazione fornita dall’insor-
D-6341/2019
Pagina 22
gente (cfr. verbale 4, D83, pag. 9), appare essere insostenibile. Come de-
notato poi a ragione dalla SEM nella decisione avversata, il fatto che il suo
permesso di uscita da I._ fosse stato in seguito annullato – non
essendo tra l’altro possibile poter escludere l’evenienza che tale timbro non
sia autentico, in quanto trattandosi peraltro di un documento presentato
soltanto in copia, risulta essere facilmente apponibile e falsificabile – può
infatti essere riconducibile ad una panoplia di motivi differenti, che in man-
canza di elementi concreti e dettagliati in proposito da parte dell’insorgente,
il Tribunale non è tenuto a vagliare. Le problematiche che l’insorgente
avrebbe incorso fino al (...) con Hamas, non risultano essere peraltro il
motivo per il quale l’insorgente ha deciso di espatriare da ultimo. Egli ha
difatti ricondotto l’organizzazione della sua partenza dal paese d’origine da
parte del padre, esclusivamente a causa degli eventi che sarebbero incorsi
nel (...) e legati al movimento di cui avrebbe fatto parte (cfr. verbale 5, D42,
pag. 7). Motivi che però sono già stati ritenuti inverosimili dal Tribunale (cfr.
supra consid. 6). Pertanto, alla luce degli elementi testé citati, la tesi pre-
sentata dall’insorgente con il ricorso di aver subito una pressione psichica
insopportabile che lo avrebbe indotto all’espatrio, risulta essere infondata.
Per il resto, la convocazione dell’(...) prodotta all’incarto (cfr. mezzo di
prova n. 6; verbale 4, D164 segg., pag. 19 seg.), non è in grado di far giun-
gere il Tribunale ad una diversa valutazione.
9.2 Da ultimo, neppure le pubblicazioni che il ricorrente avrebbe postato in
(...), criticando la situazione presente nel suo Paese d’origine e l’operato
di Hamas allorché si trovava ancora in patria, risultano essere di qualche
rilevanza ai sensi dell’asilo. È il medesimo interessato che difatti ha addotto
che, dopo l’arresto subito nel (...), non avrebbe più pubblicato con la sua
vera identità, ma sotto pseudonimo, ed i suoi articoli sarebbero sempre
stati bloccati sul nascere (cfr. verbale 4, D94 segg., pag. 11). Non v’è quindi
alcun elemento concreto all’incarto che faccia presagire che il ricorrente
sia entrato per le sue pubblicazioni successive al (...) nel mirino delle au-
torità di Hamas. Un rischio di subire delle persecuzioni rilevanti ai sensi
dell’asilo in caso di un suo ritorno nel Paese d’origine, per le stesse, può
essere quindi senz’altro escluso, non essendo più di alcuna attualità.
10.
Alla luce delle considerazioni sopra esplicate, lo scrivente Tribunale ritiene
quindi, in una valutazione d’insieme delle dichiarazioni dell’insorgente così
come proposto dal ricorrente nel gravame, che a ragione la SEM ha consi-
derato complessivamente le allegazioni del predetto come in parte invero-
simili ai sensi dell’art. 7 LAsi, ed in parte irrilevanti ex art. 3 LAsi. Ciò posto,
non risulta pertanto necessario esaminare se le asserzioni dell’insorgente
D-6341/2019
Pagina 23
riguardo alle problematiche che avrebbero avuto i suoi famigliari nel Paese
d’origine a causa sua siano o meno verosimili, in quanto in ogni caso i pro-
blemi da lui addotti ed alla base del suo espatrio non risultano essere cre-
dibili e pertinenti ai sensi dell’asilo.
11.
Per quanto attiene i motivi d’asilo della ricorrente, onde evitare inutili ripe-
tizioni, e non avendo gli insorgenti proposto alcuna censura od osserva-
zione in merito nel loro gravame, il Tribunale ritiene di poter rinviare per gli
stessi ed i mezzi di prova presentati in tale contesto, all’argomentazione e
conclusione esposta nella decisione impugnata dall’autorità inferiore, in
quanto la stessa risulta essere sufficientemente completa e dettagliata (cfr.
p.to 3, pag. 7 della decisione avversata). A titolo abbondanziale, la situa-
zione vigente nella H._, nonché quella riconducibile al contesto (...)
(cfr. verbale 2, D104 seg., pag. 12; D116, pag. 13) esulano all’evidenza dai
motivi pertinenti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Difatti, i motivi di fuga risultanti da
una guerra o da violenza generalizzata, ai quali ogni persona può essere
confrontata, non sono, di per sé, determinanti in materia d’asilo, nella mi-
sura in cui non sono dettati da una volontà di persecuzione mirata in ra-
gione di uno dei motivi enunciati esaustivamente all’art. 3 LAsi (cfr.
DTAF 2008/12 consid. 7).
12.
Da ultimo si osserva come le ulteriori prove prodotte dai ricorrenti in corso
di procedura, sia riguardanti il loro matrimonio, che le loro identità, nonché
il percorso accademico dell’insorgente ed il suo soggiorno (...) (cfr. mezzo
di prova n. 13), circostanze che non vengono peraltro poste in discussione
dal Tribunale, non risultano all’evidenza di alcuna pertinenza, in quanto non
sono atte ad apportare alcun elemento nuovo a supporto della veridicità e
della pertinenza delle asserzioni riguardo i loro motivi d’asilo. In relazione
poi alla sentenza del Tribunale D-1079/2018 ed alla decisione positiva della
SEM del 13 gennaio 2020 circa il fratello della ricorrente e la sua famiglia,
al di là di una generica richiesta al Tribunale di prenderle in considerazione
da parte degli insorgenti (cfr. risultanze processuali: scritto del 17 gen-
naio 2020 dei ricorrenti), gli stessi non spiegano in alcun modo i motivi che
dovrebbero comportare un’uguale valutazione rispetto alle pregresse nel
loro caso specifico. Per di più, dal carteggio degli atti del fratello e dei suoi
congiunti (N [...]), si evince come i motivi del loro espatrio risultano diffe-
renziarsi oggettivamente da quelli del fratello della ricorrente (rispettiva-
mente cognato del ricorrente) e della sua famiglia. Per il che, essi non pos-
sono prevalersi a ragione di una trattazione analoga del loro caso con
quello dei membri famigliari succitati.
D-6341/2019
Pagina 24
13.
Visto quanto precede, il ricorso in materia di concessione dell’asilo non
merita tutela e la decisione impugnata va in merito a tale punto in questione
confermata.
14.
14.1 Proseguendo nell’analisi, occorre ancora esaminare se il ricorrente
possa vedersi riconoscere la qualità di rifugiato – e di convesso e per suo
tramite quindi anche la moglie ed i figli – all’esclusione della concessione
dell’asilo, per dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi), in ra-
gione delle pubblicazioni tramite (...) e dei contatti che ancora intratter-
rebbe con appartenenti a Fatah dalla Svizzera.
14.2 Invero, a colui che è divenuto rifugiato soltanto con la partenza dal
Paese d’origine o di provenienza oppure in ragione del suo comportamento
successivo viene riconosciuta unicamente la qualità di rifugiato e concessa
l’ammissione provvisoria per inammissibilità dell’esecuzione dell’allontana-
mento verso il suo Paese d’origine; l’asilo non è contemplato (art. 54 LAsi;
DTAF 2009/28 consid. 7.1). Si tratta segnatamente dei casi in cui il timore
fondato di persecuzioni future è riconducibile all’espatrio illegale dal Paese
d’origine («Republikflucht»), al deposito di una domanda d’asilo all’estero
oppure ad attività politiche in esilio (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.5 e giuri-
sprudenza ivi citata e 2009/29 consid. 5.1).
14.3 Nella presente disamina, alla stessa stregua dell’autorità inferiore, il
Tribunale non ravvisa un impegno politico particolare dell’insorgente che lo
avrebbe posto nel mirino delle autorità del suo Paese d’origine e che lo
farebbero pertanto correre un rischio di subire delle persecuzioni rilevanti
ai sensi dell’art. 3 LAsi in caso di un suo rientro nel Paese d’origine. Invero,
seppure alcuni messaggi postati sul suo profilo (...) (cfr. mezzo di prova
n. 14 e scritto degli insorgenti alla SEM del 22 maggio 2019, cfr. atto
B41/3), peraltro tale sua attività effettuata in modo piuttosto discontinuo e
dilatato nel tempo, possano contenere un certo grado di critica nei confronti
dell’operato di Hamas o di alcune personalità, egli non rende in alcun modo
credibile che tali circostanze sarebbero venute a conoscenza di Hamas,
nemmeno con le asserzioni generiche e non supportate da elementi con-
creti contenute nel ricorso. Invero, le sue allegazioni circa i presunti arresti
e minacce rivolte verso i suoi famigliari a causa della pubblicazione dei suoi
messaggi (cfr. verbale 5, D27 segg., pag. 5; D19 segg., pag. 4; atto B38/2),
risultano d’acchito inverosimili poiché apparentabili a delle mere allegazioni
di parte non sorrette da alcun elemento concreto a loro sostegno (cfr. an-
che la sentenza del Tribunale E-801/2015 del 6 ottobre 2017 consid. 3.7
D-6341/2019
Pagina 25
che richiama il principio secondo il quale il fatto di aver appreso da terzi
che si è ricercati non è sufficiente a stabilire un fondato timore di persecu-
zioni; cfr. nello stesso senso anche le sentenze del Tribunale
D-3586/2020 del 7 dicembre 2020 consid. 8.2 e D-5905/2018 del 17 gen-
naio 2020 consid. 5.4) e di quantomeno dubbiosa tempistica, essendo ap-
parse soltanto dopo la conclusione della prima procedura ricorsuale (cfr.
verbale 5, D27 segg., pag. 5 e atto B38/2), e non più reiterate nel corso
della presente. Tale conclusione è maggiormente suffragata dal fatto che
appare poco credibile che l’insorgente, se veramente fosse stato a cono-
scenza di essere entrato nel mirino di Hamas, rispettivamente che membri
della sua famiglia fossero stati incarcerati e minacciati a causa delle sue
pubblicazioni, abbia continuato ad esporre questi ultimi con il suo compor-
tamento ad un possibile perseguimento, senza per lo meno adottare delle
misure per scongiurarlo, come pubblicando anonimamente; procedere che
avrebbe peraltro già intrapreso in patria onde proprio evitare ulteriori per-
secuzioni da parte di Hamas. Difatti egli, al momento della pubblicazione
dei messaggi prodotti quali mezzi di prova, soggiornava e soggiorna
tutt’ora in Svizzera; allorché invece alcuni dei suoi membri famigliari, risie-
derebbero tutt’ora nella H._. Non si arriva a conclusione differente
neppure dalla presa in considerazione dell’estratto della comunicazione del
ceppo famigliare (cfr. mezzo di prova n. 15), il quale non è atto in alcun
modo a supportare la sua tesi che Hamas lo perseguiterebbe in futuro e
perseguiterebbe la sua famiglia a causa delle sue pubblicazioni mediati-
che. Non soccorre in tal senso le tesi dell’insorgente neppure l’articolo del
(...) presentato, in quanto malgrado vi sarebbe citato un suo amico
J._., evenienza quest’ultima che se anche venisse ritenuta verosi-
mile, non proverebbe in alcun modo né che il ricorrente al momento dei
fatti riportati fosse in contatto con quest’ultimo, né che abbia partecipato in
modo attivo agli stessi e che per questo sia entrato nel mirino delle autorità
del suo Paese d’origine. Anche per quanto concerne le sue allegate rela-
zioni con persone appartenenti al movimento Fatah da quando si trova in
Svizzera, egli non ha apportato alcun elemento concreto a dimostrazione
delle stesse, né men che meno che le medesime siano venute a cono-
scenza della polizia interna di Hamas, e che per questo egli sia entrato nel
mirino della stessa per tale unico motivo così come neppure l’esistenza di
un timore fondato di persecuzioni future ex art. 3 LAsi.
14.4 Ne discende quindi che i ricorrenti non hanno apportato alcun indizio
reale, concreto e circostanziato, circa un timore fondato quanto al rischio
di poter subire degli atti persecutori successivi, nel caso di un loro rimpatrio,
e tali da ammettere l’esistenza di motivi soggettivi insorti dopo la fuga in
virtù dell’art. 54 LAsi, per il riconoscimento della qualità di rifugiato.
D-6341/2019
Pagina 26
15.
In virtù di quanto sopra esposto, l’autorità resistente ha quindi a giusto titolo
omesso di riconoscere lo statuto di rifugiato e di concedere asilo ai ricor-
renti. Il ricorso non merita dunque tutela e la decisione impugnata, che non
viola il diritto federale, né è costitutiva di un abuso del potere d’apprezza-
mento o di un accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente
rilevanti, va confermata.
16.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-
benza, sarebbero da porre a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA non-
ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008
[TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciò nonostante, avendo il Tribunale, con deci-
sione incidentale del 13 dicembre 2019, accolto l’istanza di assistenza giu-
diziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse le spese processuali.
17.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbandona-
to in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso
in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci-
fra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
D-6341/2019
Pagina 27