Decision ID: 049da2bd-c4ad-552d-923f-31dc574a0c38
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con istanza 8 marzo 2000 _ A ha convenuto in giudizio _ al fine di ottenere il pagamento di fr. 5'147.– a saldo di diverse fatture rimaste scoperte in relazione all'utilizzo di due collegamenti telefonici natel (_e _) ai quali quest’ultima si era abbonata il 26 giugno 1996. La convenuta, assente alla discussione dell'istanza, non ha contestato la pretesa avversaria.
2.
Con il querelato giudizio il segretario assessore ha respinto l'istanza non ritenendo provata la pretesa dell'istante perché la dichiarazione di abbonamento sottoscritta dalla convenuta il 26 giugno 1996 non contiene alcun riferimento al numero dei due collegamenti natel oggetto delle fatturazioni litigiose e perché dalla mancata contestazione delle fatture non può essere dedotto il loro riconoscimento da parte della convenuta.
3.
Con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al segretario assessore di aver arbitrariamente valutato le prove, in particolare per non aver ritenuto provata la sua pretesa, peraltro mai contestata dalla convenuta.
Al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
125 I 168 consid. 2a).
5.
L’art. 8 CC impone a chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto l’obbligo di provare detta circostanza.
In conseguenza di questa norma fondamentale, la mancanza della prova delle circostanze di fatto costitutive del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi pretende l’esistenza del diritto (
Kummer
, Berner Kommentar, n. 20 ad art. 8 CC).
Trattandosi della richiesta di pagamento di una somma di denaro, spetta quindi al creditore provare l'esistenza del credito, mentre incombe al debitore l'onere di provare la sua liberazione (
Cocchi/Trezzini
, CPC–TI, ad art. 183, m. 27).
Nel caso di specie, a sostegno della sua pretesa relativa alle spese telefoniche derivanti dall'utilizzo di due collegamenti telefonici natel (_e _) nel periodo dal 1° giugno al 30 novembre 1998, l'istante ha prodotto il contratto di abbonamento per un collegamento natel sottoscritto dalla convenuta il 26 giugno 1996 (doc. B), diverse fatture intestate alla convenuta (doc. C–N) e due richiami di pagamento (doc. O e Q), uno dei quali spedito mediante invio raccomandato.
Contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice, con la produzione di questi documenti, l'istante ha fatto fronte all'onere della prova che le competeva giusta l'art. 8 CC (art. 183 CPC).
In merito alla produzione delle fatture, se è pacifico che queste non possiedono da sole, in quanto atto unilaterale, una particolare forza probatoria ma rappresentano invece una semplice affermazione di parte circa l’ammontare del credito, è altrettanto vero che l’importo indicato nelle stesse diviene fedefacente nel caso in cui esso non sia stato contestato dalla controparte (
II CCA
14 gennaio 1997 in re R.SA/D.U.SA). Ciò a maggior ragione quando, come in concreto, alle fatture si aggiunge un contratto di abbonamento debitamente sottoscritto dalla debitrice.
Di conseguenza, il giudice chiamato a giudicare la vertenza sulla sola base delle prove offerte dall'istante, in concreto comprensive anche del PE che identificava chiaramente il debito in discussione nelle tasse telefoniche derivanti dall'utilizzo dei due collegamenti natel _ e _, non poteva pretendere la produzione di ulteriori prove a sostegno della pretesa in esame.
Per il che, contrariamente a quanto ritenuto dal segretario assessore, il credito dell'istante deve ritenersi sufficientemente comprovato e ammesso, salvo cadere nell'arbitrio.
6.
Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve essere accolto.
Accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è tenuta a decidere il merito della controversia, con il conseguente integrale accoglimento dell'istanza.

Considerations: