Decision ID: 15e76e47-d971-5886-997b-be58604ca6b2
Year: 2008
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
che RI 1 è stata assunta quale apprendista dal dott. med. CO 1 con un contratto di tirocinio valevole dal 1° agosto 2004 al 31 luglio 2007;
che il rapporto di lavoro è stato sciolto anticipatamente dalle parti di comune accordo per il 30 ottobre 2006;
che con istanza del 20 dicembre 2007 il dott. med. CO 1 CO 1 ha convenuto RI 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Vezia per ottenere la restituzione di fr. 1050.– oltre interessi del 5% dal 1° novembre 2006, corrispondenti al salario del mese di ottobre 2006 versato alla dipendente senza che questa avesse prestato la sua attività lavorativa, così come il rigetto dell'opposizione interposta al PE n. _ dell'UE di Lugano;
che all'udienza del 22 gennaio 2008, indetta per la discussione, la convenuta non è comparsa e si è lasciata precludere;
che statuendo il 23 maggio 2008 il Giudice di pace ha accolto l'istanza ritenendo ingiustificata l'assenza della dipendente dal posto di lavoro nel mese di ottobre 2006, la stessa essendo stata esonerata dal prestare la propria attività lavorativa solo se avesse presentato un certificato medico attestante l'inabilità lavorativa, ciò che non è stato il caso;
che con ricorso per cassazione del 31 maggio 2008 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio;
che con ordinanza del 18 giugno 2008 il presidente di questa Camera, constatato che il rimedio giuridico era sottoscritto da persona non abilitata alla rappresentanza processuale, ha assegnato a RI 1 un termine di 10 giorni per sottoscrivere il ricorso;
che nel termine assegnato la ricorrente ha personalmente sottoscritto il ricorso per cassazione;
che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che la documentazione prodotta con il ricorso (e non davanti al primo giudice) dev'essere estromessa dal fascicolo processale, l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vietando alle parti di addurre in questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni;
che giusta l'art. 329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione, per esser considerato valido, deve contenere le domande di ricorso nonché i motivi di fatto e di diritto sui quali lo stesso si fonda precisando (o almeno illustrando) il motivo di cassazione invocato, caso contrario l'atto è nullo (cpv. 3);
che in concreto il contenuto dello scritto 31 maggio 2008 della ricorrente, non supera la soglia imposta dalla procedura per essere trattato come ricorso per cassazione;
che, infatti, la ricorrente invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del giudice di pace relativamente agli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o riguardanti l'applicazione di norme di diritto, si limita a contestare la richiesta di pagamento avversaria stigmatizzando il comportamento del datore di lavoro;
che l'addebito mosso al primo giudice di aver “fatto una grande confusione“ e di aver “preso un granchio”, non basta a sostanziare un qualsiasi titolo di cassazione, mentre in difetto di richiesta in tale senso non competeva al primo giudice chiamare “a testimoniare l'ispettrice _”;
che in assenza di una valida censura nei confronti del giudizio impugnato, questa Camera è nell'impossibilità di individuare e di giudicare i presupposti per un eventuale annullamento della sentenza dedotta in cassazione, peraltro neppure chiesto nelle domande di giudizio contrariamente a quanto impone l'art. 329 lett. d CPC (
Cocchi/Trezzini,
CPC annotato e massimato, Lugano 2000, m. 3 ad art. 329);
che, per altro, la convenuta, assente ingiustificata all'udienza del 22 gennaio 2008, davanti al Giudice di pace si è lasciata precludere dalla lite;
che la parte preclusa può appellare o ricorrere in cassazione, purché non contesti i fatti accertati dal primo giudice (Rep. 1981 pag. 377 consid. 1);
che, quindi, l'accertamento del primo giudice, secondo cui l'interessata poteva assentarsi dal lavoro a condizione di presentare un certificato medico attestante la sua incapacità di lavoro nemmeno può essere censurato;
che comunque sia, anche a voler prescindere dalla ricevibilità del ricorso, lo stesso si rivela pure infondato nel merito;
che la ricorrente non ha allegato, né tanto meno dimostrato, nessuna circostanza tale da giustificare la sua assenza dal lavoro, ovvero di essere stata esonerata dal presentare la propria prestazione lavorativa;
che il solo fatto di sostenere di essere stata praticamente licenziata dall'istante, non basta infatti a dimostrare l'esonero dal fornire la propria prestazione lavorativa nel mese di ottobre 2006, durante il quale la convenuta era peraltro abile al lavoro;
che d
urante il periodo di disdetta il lavoratore è di principio tenuto a fornire la propria prestazione lavorativa poiché il contratto rimane in vigore sino alla fine del termine di disdetta (
Rehbinder
, Berner Kommentar, n. 12 ad art. 335 CO), ma se il datore di lavoro decide di esonerare il dipendente dall'obbligo di lavorare durante questo periodo deve comunque corrispondendogli il salario dovuto (
cfr. DTF 128 III 271 e 118 II 139;
Flach,
Die “Freistellung” von der Arbeitsleistung nach Kündigung – aus der Sicht von Arbeitgeber und –nehmer, in SJZ 1994, pag. 209;
Favre/Munoz/Tobler
, Le contrat de travail, Code annoté, 2001, n. 1.14 ad art. 335 CO);
che non avendo la convenuta dimostrato tale esonero la conclusione del primo giudice non può essere considerata errata e tantomeno arbitraria;
che la
procedura nelle azioni derivanti da contratto di lavoro è gratuita (salvo in caso di temerarietà: art. 417 cpv. 1 lett. e CPC ) e non v'è ragione di scostarsi da tale principio nel giudicare sulle spese del sindacato odierno,
mentre non si giustifica di assegnare ripetibili all'istante che ha rinunciato a formulare osservazioni al ricorso.