Decision ID: f2c1ce36-58a2-5cd5-bd1d-42541b460d79
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
A. Il 21 ottobre 1987 il municipio di _ ha rilasciato alla _ una licenza edilizia per riattare e ristrutturare un vecchio stabile situato nella zona del centro storico (part. n. _ RFD). Nel corso dei lavori, iniziati nel 1989, lo stesso municipio ha poi approvato una variante d’opera che prevedeva di ricavare un piano mansardato sul lato rivolto verso il piazzale _ (variante 13.9.90).
Poco più tardi, i lavori sono stati interrotti per difficoltà economiche dell'allora proprietaria dell'immobile. A quel momento era comunque già stato eretto un torrino per il lift che sporgeva oltre la falda del tetto: opera, che non era prevista dai piani approvati.
B. Il 19 agosto 1996 la Fondazione _, nuova proprietaria dell'immobile, ha inoltrato al municipio una nuova variante per completare i lavori interrotti. Prima della pubblicazione della domanda si è espressamente dichiarata d'accordo di "mantenere il lift sotto il tetto" (cfr. scritto 13.12.96 al municipio).
Il 3 febbraio 1997 il municipio ha notificato alla ricorrente la licenza chiesta in variante, subordinandola alla condizione che il torrino del lift non sporgesse dal tetto.
C. Nel corso dei lavori, la Fondazione _ ha innalzato il muro esterno del torrino del lift in modo da poter coprire il manufatto con un tetto ad una sola falda con un'inclinazione uguale a quella del tetto dell'edificio sottostante.
Il 30 giugno 1997 ha poi inoltrato una nuova domanda in variante per questa ed altre modifiche apportate senza autorizzazione nel corso dei lavori.
Alla domanda si è opposta la _, proprietaria di un fondo contermine, contestando anche il torrino del lift.
Il 4 settembre 1997 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola, fra l'altro, alla condizione di rettificare il torrino del lift in modo da mantenerlo sotto la falda del tetto.
D. Contro questa condizione la Fondazione _ è insorta davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.
Con giudizio 12 novembre 1997 il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa, rilevando che l'art. 15 lett. b cpv. 2.3. delle norme di attuazione del piano particolareggiato del centro storico (NAPPCS) stabilisce inderogabilmente che i corpi tecnici non devono sporgere dal tetto.
E. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme alla controversa condizione della licenza.
In sostanza, l'insorgente rileva di essersi limitata a posare un tettuccio ad una falda sul torrino del lift realizzato dalla precedente proprietaria dello stabile; modifica, questa, che sarebbe stata apportata all’unico scopo di conformare il manufatto al divieto di formare tetti piani nella zona del centro storico, sancito dall'art. 14 lett. b) cpv. 2.1. NAPPCS.
Rimprovera poi al municipio di aver disatteso il principio della buona fede. Autorizzando un lift a tre piani, l’autorità comunale avrebbe implicitamente approvato anche le opere necessarie alla sua realizzazione.
La condizione censurata, conclude l'insorgente, disattenderebbe infine anche il principio di proporzionalità, poiché il tettuccio posto sul torrino dell'ascensore rientrerebbe nelle caratteristiche architettoniche del nucleo storico.
F. All'accoglimento del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni. Ad identica conclusione sono pervenuti il municipio di _ e l'opponente _, contestando succintamente le tesi dell'insorgente.
G. Delle risultanze dell'istruttoria, delle conclusioni delle parti e del susseguente ritiro dell’opposizione della _ si dirà per quanto necessario nei seguenti considerandi.
Considerato,

Considerations:
in diritto
1. Il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE.
Pacifiche sono la compentenza del Tribunale cantonale amministrativo e la legittimazione attiva dell’insorgente.
Il ritiro dell’opposizione della _ è sostanzialmente irrilevante. Il ricorso non diventa privo di oggetto, poichè il comune continua a resistere.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze degli accertamenti esperiti da questo Tribunale.
2. Oggetto del ricorso in esame è unicamente la legittimità della condizione di rettificare il torrino del lift alla quale il municipio ha subordinato la licenza in variante accordata all'insorgente il 4 settembre 1997.
La determinazione impugnata, impropriamente definita condizione, è in realtà una semplice riserva volta ad escludere il torrino del lift dall'approvazione. Come giustamente ha rilevato il Consiglio di Stato, non si tratta in effetti di un obbligo di rettifica posto a carico della ricorrente, dal cui adempimento viene fatta dipendere la validità della licenza.
Ciò premesso, si tratta di verificare se il diniego della licenza in sanatoria per questo manufatto, realizzato senza permesso dalla precedente proprietaria dello stabile e modificato dalla ricorrente, pure senza autorizzazione, sia conforme al diritto.
3. 3.1. Giusta l'art. 15 lett. b cpv. 2.3. NAPPCS i corpi tecnici non devono sporgere dal tetto.
La norma, formulata in termini tassativi, è chiarissima e non lascia spazio a dubbi di sorta. Il divieto è assoluto e non ammette deroghe nemmeno nel caso di corpi tecnici muniti di tetti a falda conformi alla regola sancita dall'art. 15 lett. b cpv. 2.1.
3.2. In concreto, la decisione con cui il municipio si è rifiutato di autorizzare in sanatoria il torrino del lift realizzato abusivamente dalla _ e modificato altrettanto abusivamente dalla ricorrente è del tutto conforme al divieto succitato.
Palesemente infondate, per non dire temerarie, sono le censure sollevate dall'insorgente al riguardo.
Il municipio non ha mai autorizzato il torrino. Nè ha mai dato assicurazioni all'insorgente che l'avrebbe autorizzato. Anzi è stata semmai l'insorgente, che per il tramite del suo amministratore, allora municipale di _, ha assicurato all'autorità comunale che il torrino sarebbe stato mantenuto sotto il tetto (cfr. scritto del 13.12.96 della ricorrente al municipio). Prive di fondamento sono quindi le censure sollevate dall'insorgente in relazione al principio della buona fede.
Parimenti non giova alla fondazione ricorrente richiamarsi al fatto che l'opera è stata realizzata abusivamente dalla precedente proprietaria o al fatto di averla rilevata in buona fede senza sospettare dell'abuso commesso. Queste circostanze non suppliscono al permesso mancante. Nè impongono al municipio di rilasciarlo in contrasto con l'art. 15 lett. b cpv. 2.3. NAPPCS.
A torto rivendica poi l'insorgente il permesso rifiutato prevalendosi dell'autorizazzione rilasciata per un lift a tre piani. L'autorizzazione escludeva espressamente la formazione di un torrino sporgente oltre la falda del tetto. Il fatto che questa limitazione ostasse dal profilo tecnico alla realizzazione di un lift sino al 3o piano, non porta affatto a concludere che il torrino dovesse comunque essere autorizzato in contrasto con la norma in esame.
Prive di consistenza sono infine le censure che l'insorgente solleva con riferimento al principio di proporzionalità. Nel fatto che il divieto di realizzare corpi tecnici sporgenti dal tetto impedisca, per motivi tecnici, di realizzare un ascensore sino al livello del piano mansardato non è ravvisabile alcuna violazione del principio di proporzionalità. La limitazione, sorretta da preminenti interessi estetici, è del tutto ragionevole e sopportabile.
Per il che, il ricorso va respinto, addebitando all'insorgente spese e tassa di giustizia.