Decision ID: ae06980b-1688-5146-8f2f-2afea8fab024
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
che nell'ambito della costruzione della sua casa di abitazione sui mappali no. _ e _ RFD di _ _ ha posato una rete metallica di m 2 di altezza a confine con i mappali no. _ e _ RFD senza richiedere la preventiva autorizzazione al Municipio;
che con decisione 24 marzo 1995, al termine di una lunga e contrastata procedura autorizzativa, il Municipio di _, dovendosi fra l'altro pronunciare sulla legittimità di una serie di opere realizzate abusivamente da _, ha ordinato la demolizione della cinta limitatamente alla parte superante l'altezza massima di ml 1.50 prescritta dall'art. 23 NAPR di _;
che con giudizio 5 luglio 1995 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento respingendo le censure contro di esso interposte dall'obbligato;
che in sostanza l'esecutivo cantonale ha ritenuto che l'ordine di ripristino fosse l'unica misura idonea al raggiungimento dello scopo d'interesse pubblico perseguito, a sapere il rispetto del principio della legalità;
che avverso la premessa pronuncia _ é insorto dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento e, conseguentemente, il mantenimento della controversa opera di cinta;
che a detta dell'insorgente il provvedimento di ripristino risulterebbe sproporzionato non essendo ravvisabile alcuna lesione dell'interesse pubblico. Afferma che la rete metallica non pregiudica la visibilità e neppure risulta deturpante per il paesaggio, tant'è che anche il proprietario della confinante particella _ RFD non si é opposto alla sua realizzazione. Lamenta infine una disparità di trattamento rispetto ad altri casi in cui sono state autorizzate recinzioni superanti l'altezza massima consentita dalle NAPR di ml 1.50;
che all'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e il Dipartimento del territorio, che postulano la conferma del giudizio impugnato senza formulare osservazioni, il Municipio di _, delle cui argomentazioni si dirà se del caso nei considerandi che seguono e il confinante _ il quale si rimette al giudizio di questo tribunale;
considerato,

Considerations:
in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono indiscutibilmente date (art. 21 LE; 43, 46 PAmm): il ricorso é dunque ricevibile in ordine;
che il giudizio può essere evaso sulla base degli atti senza assumere ulteriori prove (art. 18 PAmm), in particolare senza procedere al sopralluogo sollecitato dall'insorgente: la situazione dei luoghi risulta infatti con sufficiente chiarezza dalla documentazione fotografica prodotta in causa;
che giusta l'art. 43 LE il Municipio ordina la demolizione o la rettifica delle opere eseguite in contrasto con la legge, i regolamenti edilizi o i piani regolatori, tranne il caso in cui le differenze con le prescrizioni siano (a) minime e (b) senza importanza per l'interesse pubblico; in quest'ultimo caso il principio della proporzionalità risulterebbe infatti d'ostacolo alla demolizione;
che determinante ai fini della rinuncia all'adozione di un provvedimento di ripristino non è l'importanza dell'opera abusiva in quanto tale, ma l'importanza delle "differenze con le prescrizioni"; differenze che dal profilo oggettivo e dell'interesse pubblico devono essere qualitativamente e quantitativamente trascurabili;
che nel caso in esame il ricorrente ha eretto, senza la necessaria autorizzazione (art. 6 cpv. 1 lett. a cifra 4 RLE), a confine con le part. n. _ e _ RFD di _, una rete metallica che supera di 50 cm (+ 33 %) su una lunghezza di oltre 20 m, l'altezza massima (m 1,50) prescritta dall'art. 23 NAPR;
che al di là dell'importanza dell'opera in sé, una differenza di simili proporzioni non può essere considerata "minima" ai sensi della succitata disposizione di legge: dal profilo quantitativo la discrepanza non è insignificante;
che, non trattandosi di un abuso commesso in buona fede per semplice negligenza, l'autorità è d'altro canto legittimata ad attribuire un peso accresciuto all'interesse pubblico afferente al ripristino di una situazione conforme al diritto (DTF 108 Ia 218 consid. 4b)
che, indipendentemente dall'importanza che può essere attribuita alla controversa difformità dal profilo dell'interesse pubblico, l'ordine di rettifica/demolizione va quindi confermato;
che il fatto che nella zona siano presenti altre opere di cinta di altezza superiore a m 1,50 non permette al ricorrente di invocare con successo il principio della parità di trattamento nell'illegalità;
che il principio della parità di trattamento prevale sul principio di legalità soltanto in casi eccezionali, in particolare, quando risulta dimostrata l'esistenza di una prassi illegale dalla quale l'autorità non intende scostarsi (Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung V ed N. 71 B II e rimandi): condizione, questa, che in concreto non appare minimamente soddisfatta;
che così stando le cose il giudizio governativo deve essere senz'altro confermato e l'impugnativa respinta;
che spese e tasse di giustizia seguono la soccombenza;
visti gli art. 21, 47 LE; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm