Decision ID: 8be8ae47-eb39-541b-9bee-1fdeeafbfc70
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto e in diritto:
che
con istanza 19 maggio 1998 l’_, ora _, ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione interposta da _ al PE sopra menzionato notificatole per l’incasso di fr. 1’929.50 oltre interessi e spese relativamente al prezzo di merce acquistata da quest’ultima;
che a valere quale titolo di credito l’istante ha prodotto il contratto di compravendita sottoscritto il 4 ottobre 1996 (doc. B);
che l’escussa si è opposta alla pretesa avversaria contestando: la validità dell’istanza siccome sottoscritta da persona non autorizzata a vincolare la società, la validità del contratto poiché sottoscritto da una parte inesistente ritenuto che il 4 ottobre 1996 la ragione sociale “_” era già stata cancellata a RC; ha inoltre eccepito la carenza di identità tra la procedente e la ditta figurante nel contratto di vendita nonché la carenza di identità tra l’importo contemplato nel contratto e quello posto in esecuzione; da ultimo ha sollevato l’eccezione di inadempienza non avendo controparte consegnato la merce acquistata;
che con il querelato giudizio il giudice di pace, accertata l’identità tra la procedente e la creditrice figurante nel contratto di compravendita prodotto a valere quale riconoscimento di debito, ha accolto l’istanza limitatamente all’importo di fr. 1’500.- oltre fr. 97.50 pari all’IVA del 6.5 % e interessi e spese esecutive;
che con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC: la ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto, in particolare per aver ammesso la validità dell’istanza ancorché sottoscritta da persona priva della legittimazione a rappresentare la procedente, e per aver concluso all’identità della parte creditrice con la procedente;
che al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;
che giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove;
che preliminarmente, per quanto attiene all’identità della parte istante, occorre rilevare che _ ha modificato il 12 giugno 1996 la sua ragione sociale in _ (_);
che se è pur vero che la documentazione agli atti può creare confusione circa l’identità della parte istante, è altrettanto vero che per l’identificazione della parte occorre riferirsi alle risultanze del Registro di commercio dalle quali emerge che _ ha assunto la nuova denominazione _;
che secondo l’art. 97 n. 4 CPC il giudice esamina d’ufficio e in ogni stadio di causa se esistono -rispettivamente se sono esistiti- i presupposti processuali tra i quali la capacità delle parti e la legittimazione dei loro rappresentanti;
che trattandosi di una persona giuridica, secondo la giurisprudenza sorta nell’ambito dell’art. 64 cpv. 1 CPC, questa agisce per mezzo dei suoi organi, ossia i membri del consiglio d’amministrazione (organi formali), oppure per mezzo di coloro che di fatto partecipano in maniera determinante alla formazione della volontà sociale (organi di fatto), esercitando autonomamente funzioni societarie (
I CCA
19.8.1996 in re B. AG c/ A. e llcc.;
DTF
117 II 571 consid. 3);
che il modo in cui una società si fa rappresentare risulta dal registro di commercio;
che nella concreta fattispecie, dalle indagini esperite da questa Camera presso il Registro di commercio, è emerso che legittimati a vincolare la _ sono _ e _;
che da un raffronto delle firme di queste persone -l’una risultante dal verbale di contraddittorio e l’altra dai documenti giustificativi depositati presso il Registro di commercio- con quella che figura nell’istanza, si deve concludere che questa appare essere stata stata sottoscritta da terza persona, non organo della società e quindi non legittimata a vincolare la medesima;
che ciò nonostante, il fatto che al contraddittorio sia comparso _ -organo della  quale ha confermato il contenuto dell’istanza ratificando di fatto l’operato del redattore della stessa, basta per ritenere valido quest’atto;
che accertata la validità formale della procedura promossa dall’istante, occorre verificare se vi sarebbe identità tra la procedente e la creditrice;
che nella procedura di rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio e in ogni stadio di causa se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (
Rep
1972 344, 1975 101, 1989 331;
CCC
31.8.1988 in re C./T., 13.4.1989 in re M./D.SA);
che nell’ambito di quest’accertamento il giudice deve stabilire se il titolo su cui poggia l’esecuzione è idoneo per ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione, in particolare se vi è identità tra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza, col creditore, il debitore e il credito risultanti dalla documentazione prodotta (
Panchaud/ Caprez
, La mainlevée de l’opposition, 1980, § 163);
che, per quanto riguarda l'identità della procedente, sia l'istanza di rigetto dell'opposizione, sia il precetto esecutivo, sottoscritti da _, recano evidente il riferimento alla precedente ragione sociale, _, nei confronti della quale l'escussa si era contrattualmente vincolata;
che questo aspetto della lite appare superato dalla ricorrente già prima dell'avvio dell'esecuzione nei suoi confronti, laddove il suo patrocinatore si era rivolto per scritto alla controparte indicata con entrambi i nomi (doc. E: lettera 5 novembre 1997), considerato come le imprecisioni riguardo al nome esatto (_) non siano tali da compromettere i diritti della ricorrente;
che -confermata l'esistenza di un valido riconoscimento di debito per il capitale di fr. 1'500.-- (doc. B)- il giudizio impugnato non può essere condiviso soltanto in merito agli accessori per i quali non v'è titolo, in particolare l'IVA e le spese esecutive la cui sorte segue l'esito dell'esecuzione (cfr.
Panchaud/Caprez
, op. cit., § 164), mentre gli interessi possono decorrere solo dalla prima messa in mora (doc. 2);
che per quanto attiene alla ripartizione di tasse e spese di giustizia, le surriferite minime modifiche del primo giudizio non comportano decisione diversa;

Considerations: