Decision ID: 11fc14df-d6c8-5f02-b82f-1604c7f0e287
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
L’interessato, ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il
(...) agosto 2021 (cfr. atto SEM n. [{...}]-2/2).
B.
Le successive indagini svolte dalla SEM il 12 agosto 2021, hanno per-
messo di accertare che, secondo la banca dati europea «EURODAC», il
richiedente asilo aveva presentato una pregressa domanda d’asilo in
Germania il (...) (cfr. atti SEM n. 9/2 e 10/1).
C.
Il (...) agosto 2021, l’interessato è stato sentito nell’ambito di un verbale di
rilevamento dei dati personali (cfr. atto SEM n. 13/9), rispettivamente il
(...) agosto 2021 (cfr. atto SEM n. 16/2), si è tenuto con il medesimo il col-
loquio personale ex art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parla-
mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e
i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per
l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-
gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)
(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di se-
guito: Regolamento Dublino III).
In quest’ultimo contesto, l’interessato, ha dapprima dichiarato di godere di
buona salute, salvo per un problema agli occhi di cui soffrirebbe fin da bam-
bino, a causa del quale avrebbe sempre utilizzato delle lenti a contatto; ma
da qualche tempo non le utilizzerebbe più e la sua vista sarebbe peggio-
rata, avendo presumibilmente necessità di un intervento. In seguito ha se-
gnatamente confermato di aver depositato una domanda d’asilo in
Germania, asserendo di aver ricevuto una risposta negativa un mese o due
circa dopo la stessa. Egli ha dichiarato che sarebbe rimasto in Germania
fino a circa (...) del 2021, prima di giungere in Svizzera. Questionato anche
circa l’eventuale competenza della Germania nella trattazione della sua
domanda d’asilo, l’insorgente ha affermato di non volervi ritornare, poiché
dovrebbe sottoporsi ad un intervento all’occhio ed in Germania non
avrebbe ricevuto le cure mediche necessarie (cfr. atto SEM n. 16/2).
D.
Il (...), le autorità tedesche hanno risposto affermativamente (cfr. atto SEM
n. 26/3) alla richiesta di ripresa in carico formulata da parte dell’autorità
svizzera preposta, in data (...), in virtù dell’art. 18 par. 1 lett. d Regola-
mento Dublino III (cfr. atti SEM n. 18/5, 19/1 e 20/1).
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Pagina 3
E.
Con decisione del 26 agosto 2021, notificata il giorno successivo (cfr. atto
SEM n. 33/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda del richie-
dente in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), ha pro-
nunciato l’allontanamento (recte: trasferimento) dell’interessato verso la
Germania e l’esecuzione della predetta misura.
F.
Per il tramite del ricorso del 3 settembre 2021 (cfr. risultanze processuali),
il ricorrente è insorto avverso la succitata decisione al Tribunale ammini-
strativo federale (di seguito: il Tribunale). In limine, egli ha postulato la so-
spensione dell’esecuzione dell’allontanamento in via supercautelare e la
restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito ha concluso all’an-
nullamento della decisione impugnata ed alla restituzione degli atti di causa
alla SEM per nuovo esame delle allegazioni affinché effettui una nuova
valutazione in merito all’applicazione dell’art. 17 Regolamento Dublino III.
Contestualmente ha altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel
senso dell’esenzione dal versamento di spese processuali e del relativo
anticipo.
G.
Il Tribunale, in data 6 settembre 2021, ha pronunciato la sospensione
dell’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente quale misura super-
cautelare.
H.
Con comunicazione al Tribunale del 6 settembre 2021 (cfr. risultanze pro-
cessuali), l’(...) del E._ ha informato la scrivente autorità che già dal
2 settembre 2021, l’insorgente era scomparso dal Centro federale presso
il quale alloggiava (cfr. anche per la scomparsa del medesimo l’atto SEM
n. 36/1 e la dichiarazione in tal senso datata 27 agosto 2021, ove l’insor-
gente esprimeva di lasciare il succitato Centro federale d’asilo di cui all’atto
SEM n. 37/1).
I.
I.a Per mezzo della decisione incidentale del 7 settembre 2021, il Tribu-
nale, preso atto di quanto sopra, ha accordato al rappresentante legale
dell’insorgente un termine di tre giorni dalla notifica della decisione inciden-
tale, per comunicare al Tribunale il luogo di residenza del ricorrente e per
presentare una dichiarazione sottoscritta dal medesimo insorgente, me-
diante la quale quest’ultimo manifestasse la volontà alla continuazione
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della procedura di ricorso; assortendola della comminatoria, in caso di de-
corso infruttuoso del termine, di stralcio dai ruoli del ricorso.
I.b Con missiva del 13 settembre 2021 (cfr. risultanze processuali), il rap-
presentante legale dell’insorgente ha comunicato in particolare allo scri-
vente Tribunale, che l’interessato sarebbe tutt’ora assente dal Centro fede-
rale d’asilo di F._, come pure che non avrebbe potuto contattare
altrimenti il ricorrente, né sarebbe in grado di indicare il suo attuale luogo
di residenza o di produrre una dichiarazione scritta nel senso richiesto dal
Tribunale.
J.
L’(...) del E._, per mezzo di un’ulteriore comunicazione datata
15 settembre 2021 (cfr. risultanze processuali), ha informato il Tribunale
del fatto che il ricorrente, il quale risultava scomparso sia per loro che per
la SEM, dalla decisione del 6 settembre 2021 del
(...) ([...]) che hanno allegato, si troverebbe probabilmente in carcerazione
preventiva (cfr. anche in merito la decisione del 6 settembre 2021 del [...]
allegata alla comunicazione del 15 settembre 2021).
K.
K.a Preso atto di quanto sopra, il Tribunale, con decisione incidentale del
28 settembre 2021, ha nuovamente concesso al patrocinatore dell’insor-
gente un termine di tre giorni dalla notifica della decisione incidentale –
avvenuta il 29 settembre 2021 (cfr. risultanze processuali) – per presentare
una dichiarazione sottoscritta dal medesimo insorgente, mediante la quale
quest’ultimo manifestasse la volontà alla continuazione della procedura di
ricorso, con la comminatoria in caso di decorso infruttuoso del termine o
d’inottemperanza di quanto richiesto, dello stralcio dai ruoli del ricorso.
K.b Per il tramite dello scritto tempestivo del 4 ottobre 2021 il rappresen-
tante legale dell’insorgente, ha in particolare riportato la volontà di quest’ul-
timo di voler proseguire la procedura ricorsuale, nonché si è riconfermato
essenzialmente nelle conclusioni esposte nel gravame, segnatamente
circa l’incompletezza dell’accertamento medico effettuato dalla SEM, per
quanto concerne la problematica agli occhi dell’insorgente. A supporto
delle sue allegazioni, ha prodotto in allegato copia della dichiarazione di
volontà del 1° ottobre 2021 sottoscritta dall’insorgente, come pure copia
del F2 del (...) inerente un consulto medico del ricorrente tenutosi in me-
desima data (già presente agli atti della SEM, cfr. atto SEM n. 35/2).
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Pagina 5
L.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-
cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF),
nonché vista in particolare la dichiarazione di volontà circa il proseguimento
della procedura ricorsuale sottoscritta dall’insorgente in data 1° otto-
bre 2021 (cfr. dichiarazione allegata allo scritto del rappresentante legale
dell’insorgente del 4 ottobre 2021; cfr. anche supra lett. K.b), è di principio
ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e art. 52 cpv. 1
PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame.
2.
Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-
ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-
conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, giusta l’art.111a cpv. 1 LAsi, il
Tribunale rinuncia allo scambio di scritti.
3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-
gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-
sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-
nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2;
2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5).
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Pagina 6
4.
4.1 Nel provvedimento avversato, in un primo passo, l’autorità inferiore ha
constatato l’espressa ammissione di competenza da parte della Germania
e l’ininfluenza ai sensi del Regolamento Dublino III sulla competenza di tale
Stato membro malgrado la decisione negativa rispetto alla sua domanda
d’asilo che il ricorrente avrebbe ricevuto in tale Paese, nonché ha osser-
vato che l’obiettivo del Regolamento precitato è di evitare il deposito di do-
mande d’asilo multiple. In un passo successivo, ha escluso che nello Stato
di destinazione sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 Re-
golamento Dublino III o un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 CEDU, o
ancora di violazione del principio del divieto di respingimento. Prose-
guendo nell’analisi, la SEM ha negato l’esistenza di motivi che imporreb-
bero in specie l’applicazione delle clausole discrezionali secondo gli art. 16
par. 1 e 17 par. 1 Regolamento Dublino III. In particolare, le problematiche
oftalmologiche di cui soffrirebbe l’interessato, sarebbero state sufficiente-
mente acclarate per poter decretare il suo allontanamento verso la
Germania, in quanto non vi sarebbe alcun motivo di supporre che, a se-
guito della visita specialistica preventivata, possa emergere una diagnosi
così grave da mutare tale valutazione. Pertanto, a mente dell’autorità pre-
gressa, l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti sarebbe concluso e
non meritevole di ulteriori chiarimenti medici. La sua situazione medica non
rappresenterebbe peraltro un ostacolo al suo trasferimento in Germania,
ove sarebbe notoriamente risaputo che esistano sufficienti ed adeguate in-
frastrutture mediche equiparabili a quelle svizzere, nonché che tale Paese
sarebbe tenuto a prestare le cure mediche adeguate. Inoltre, dagli atti, non
risulterebbero prove serie ed oggettive che sostengano l’asserita priva-
zione in Germania delle cure mediche di cui egli avrebbe necessitato.
4.2 Nel proprio gravame, il ricorrente avversa l’argomentazione di cui alla
decisione sindacata, essenzialmente sostenendo che la sua situazione
medica sarebbe stata insufficientemente acclarata da parte della SEM. In-
vero, malgrado una visita specialistica oftalmologica sia stata richiesta dal
medico in medicina generale che avrebbe visitato il ricorrente, l’autorità in-
feriore non avrebbe atteso l’esito della stessa prima dell’emissione della
decisione, contravvenendo alla massima inquisitoria. In assenza della vi-
sita specialistica oftalmologica, sarebbe a mente sua al momento impossi-
bile sapere se effettivamente il problema dichiarato dal ricorrente sia ascri-
vibile ad una diagnosi di cheratocono, quale sia l’attuale stadio della ma-
lattia e se la recente perdita di acuità visiva non sia stata, per ipotesi, de-
terminata da cheratocono acuto, con le gravi conseguenze a cui ciò po-
trebbe condurre in mancanza del corretto e tempestivo trattamento. L’ac-
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Pagina 7
certamento dei fatti da parte dell’autorità di prime cure sarebbe quindi pa-
lesemente carente al fine di valutare i presumibili ostacoli all’allontana-
mento dell’insorgente. Segnatamente, la SEM, oltreché attendere l’orga-
nizzazione della visita medica oftalmologica richiesta, avrebbe dovuto pro-
cedere all’allestimento di un rapporto medico dettagliato (cosiddetto F4),
comprensivo dell’anamnesi, delle diagnosi, del trattamento necessario
nonché delle prognosi con e senza trattamento. Queste ultime informazioni
sarebbero, a mente dell’insorgente, necessarie ad una valutazione com-
pleta in merito alla sussistenza di motivi umanitari ai sensi dell’art. 29a
dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (OAsi 1,
RS 142.311) rispettivamente dell’art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III.
Alla luce degli elementi succitati, il ricorrente conclude che un suo rinvio in
Germania risulterebbe, allo stato attuale degli atti, in contrasto con l’art. 3
CEDU.
4.3 Nel suo scritto del 4 ottobre 2021, in merito alle sue problematiche alla
vista, il ricorrente riferisce in particolare di non aver ancora potuto sotto-
porsi ad alcuna visita medica oftalmologica, che sarebbe però stata ritenuta
necessaria ed urgente secondo il medico specialista FMH in medicina ge-
nerale che lo avrebbe visitato sia in data (...) che successivamente il (...).
Nel corso di quest’ultimo consulto, il precitato medico avrebbe nuovamente
rilevato la necessità di una visita specialistica oftalmologica, evidenziando
un deficit visivo gravemente limitante, anche pericoloso, per entrambi i lati,
ed indicato che tale condizione fosse necessariamente da esaminare con
una pregressa visita oftalmologica – prevista inizialmente il (...) – chie-
dendo al contempo alla SEM di non procedere all’esecuzione del trasferi-
mento prima che fosse possibile riadattare con successo le lenti. Il ricor-
rente ha inoltre affermato che dopo essere stato posto in detenzione,
avrebbe richiesto delle gocce, che tuttavia si sarebbero rivelate a lui ina-
datte, e che soffrirebbe tutt’ora di tale problematica agli occhi, che si sa-
rebbe addirittura aggravata. Il rappresentante legale ha infine indicato che
non appena conoscerà, anche per il tramite del legale che rappresente-
rebbe l’insorgente nella procedura penale a suo carico, i tempi possibili
dell’attuale detenzione del ricorrente, come pure se sia possibile organiz-
zare una visita medica specialistica oftalmologica per lo stesso, informerà
di conseguenza dei rilievi lo scrivente Tribunale.
5.
5.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di
una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato
terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della
procedura di asilo e di allontanamento.
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Pagina 8
5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-
petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri
previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-
duato un altro Stato quale responsabile per l’esame della domanda di asilo,
la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa
o tacita, di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in
questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2).
5.3 Ai sensi dell’art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-
tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello
individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso di una
procedura di ripresa in carico (inglese: take back) – come nella presente
disamina – di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina-
zione dello Stato membro competente secondo il capo III Regolamento
Dublino III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1).
5.4 Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in osse-
quio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – un cittadino di un paese
terzo o un apolide del quale è stata respinta la domanda e che ha presen-
tato domanda in un altro Stato membro oppure si trova in altro Stato mem-
bro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino
III).
5.5 Nondimeno, giusta l’art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia
impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente
designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere
che sussistono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle
condizioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trat-
tamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon-
damentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000, di seguito:
CartaUE), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione
dello Stato membro competente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo
III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come
competente.
6.
6.1 Nel caso in parola, gli accertamenti effettuati dalla SEM hanno per-
messo di appurare, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema eu-
ropeo «EURODAC», che l’interessato ha depositato una domanda di asilo
in Germania il (...) (cfr. atti SEM n. 9/2 e 10/1). Il ricorrente ha del resto
confermato tale riscontro (cfr. atto SEM n. 16/2). Su tali presupposti, il (...),
l’autorità elvetica competente ha presentato all’omologa autorità tedesca,
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Pagina 9
nei termini fissati all’art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III, una richiesta di
ripresa in carico fondata sull’art. 18 par. 1 lett. d del predetto Regolamento
(cfr. atto SEM n. 18/5). Il (...) le autorità tedesche hanno espressamente
accettato la predetta (cfr. atto SEM n. 26/3). Di conseguenza, la compe-
tenza della Germania è di principio data.
6.2 Come rettamente osservato dalla SEM nella decisione impugnata, an-
che nell’eventualità in cui la domanda d’asilo dell’insorgente fosse effetti-
vamente stata respinta in Germania, tale circostanza non sarebbe comun-
que atta a mettere in dubbio la competenza delle autorità di tale Paese per
l’eventuale esecuzione del suo trasferimento, rispettivamente per la rego-
lamentazione delle condizioni di soggiorno se un rinvio non fosse esegui-
bile verso il luogo d’origine (cfr. sentenza del Tribunale D-5996/2019 del
21 novembre 2019).
7.
7.1 Per il resto, il Paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario,
della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed
altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura,
RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati
(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo
del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni. Di conse-
guenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo, in particolare il di-
ritto alla trattazione della propria domanda secondo una procedura giusta
ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo,
è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure
comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione
internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme re-
lative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito:
direttiva accoglienza]).
7.2 La presunzione testé citata non è però assoluta e può essere confutata
in presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato non
rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e
7.5). La stessa va inoltre scartata d’ufficio in presenza di violazioni siste-
matiche delle garanzie minime previste dall’Unione europea o di indizi seri
di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; sentenza
della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gennaio 2011,
30696/09; R.U. contro Grecia del 7 gennaio 2011, 2237/08, §74 segg.;
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Pagina 10
sentenza della CGUE [Grande Sezione] del 21 dicembre 2011, C-411/10
e C-493/10).
7.3 Dapprima, in maniera del tutto generale, occorre osservare come, ad
oggi, non risulta che la legislazione in materia d’asilo in Germania non
venga applicata, né che la procedura sia caratterizzata da carenze struttu-
rali tali da concludere che le domande non vengano trattate seriamente
dalle autorità preposte, né che non vi siano effettive vie di ricorso, o ancora
che i richiedenti non siano protetti contro rinvii abusivi verso i paesi d’ori-
gine (cfr. le sentenze del Tribunale F-3366/2021 del 28 luglio 2021,
D-3068/2021 dell’8 luglio 2021, D-45/2021 del 14 gennaio 2021). Ad ogni
modo, la Germania è uno Stato di diritto e ci si può quindi attendere che il
ricorrente si rivolga alle autorità di tale Paese qualora abbia a sollevare
delle eventuali censure rispetto allo svolgimento della sua procedura
d’asilo nel predetto Stato membro, ciò che in questa sede del resto egli non
adduce.
7.4 Ne discende quindi che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase Regola-
mento Dublino III non si giustifica nel caso in parola.
8.
8.1 Ciò nondimeno, ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 – disposizione che
concretizza in diritto interno svizzero la clausola di sovranità – se “motivi
umanitari” lo giustificano, la SEM può decidere di entrare nel merito della
domanda anche qualora dall’esame risulti che il trattamento della domanda
d’asilo compete a un altro Stato giusta il Regolamento Dublino III.
8.2 L’autorità inferiore, nell’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, di-
spone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al
contrario, qualora il trasferimento del richiedente nel Paese di destinazione
contravvenga all’art. 4 CartaUE, all’art. 3 CEDU o all’art. 3 Conv. tortura,
essa è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel me-
rito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1).
8.3 Nel caso in esame, in primo luogo non si evincono dalle insorgenze di
causa indizi seri e concreti che lo Stato di destinazione non sia intenzionato
a riprendere in carico il ricorrente ed a portare a termine la procedura rela-
tiva alla sua domanda di protezione in violazione della direttiva procedura,
o che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di
respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi internazionali rin-
viandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sareb-
bero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in
D-3932/2021
Pagina 11
un tale Paese. Anche un’eventuale decisione definitiva assortita da un rin-
vio nel paese d’origine non costituirebbe di per sé una violazione del prin-
cipio di non-respingimento (cfr. sentenza del Tribunale E-1983/2019 del
2 luglio 2019 consid. 5.5 con rif. citati).
8.4
8.4.1 In secondo luogo, il respingimento forzato di persone che soffrono di
problematiche valetudinarie costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU
unicamente in circostanze eccezionali. Ciò risulta essere il caso, segnata-
mente laddove la malattia dell’interessato si trovi in uno stadio a tal punto
avanzato o terminale da lasciare presupporre che, a seguito del trasferi-
mento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza
della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05;
DTAF 2011/9 consid. 7.1). Una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche
sussistere qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in as-
senza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà con-
frontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile, peggiora-
mento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una
significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU
Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.).
8.4.2 Essendo decisivo e vista la doglianza in tal senso, occorre a questo
punto chiedersi, da una parte se l’accertamento dei fatti operato dall’auto-
rità inferiore quanto alle affezioni di cui soffre l’insorgente sia stato o meno
esaustivo e corretto, e dall’altra, se le stesse rientrino o meno nelle casisti-
che testé enucleate.
8.4.2.1 Alla luce del principio inquisitorio l’autorità competente deve infatti
procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridica-
mente rilevanti (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). L’istruzione d’ufficio
(“Amtsermittlung”) è da ritenersi conclusa al momento in cui i fatti giuridi-
camente rilevanti sono stati chiariti o quando, in modo non arbitrario, si può
partire dall’assunto che ulteriori chiarimenti non porteranno a conoscenze
aggiuntive sulla questione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5).
8.4.2.2 Nel caso in narrativa non appare che la SEM sia venuta meno agli
obblighi che le si impongono in virtù della predetta massima. Difatti, sulla
base della documentazione medica agli atti al momento dell’emissione
della decisione impugnata, risultava chiaro che la situazione medica dell’in-
sorgente, il quale soffre di un’elevata miopia corretta già da anni con delle
lenti a contatto, non si iscrivesse nella restrittiva giurisprudenza convenzio-
D-3932/2021
Pagina 12
nale succitata. Anche la prescrizione di un consulto specialistico oftalmo-
logico da parte del Dr. med. G._ in data (...) in rapporto ad una
visita oftalmologica prima di un adattamento delle lenti a contatto, teso
quest’ultimo a migliorare lo stato visivo dell’insorgente (cfr. atti SEM n. 27/2
e n. 28/1), non muta tale valutazione. Invero dal succitato certificato me-
dico, non sono evincibili indicatori quanto all’esistenza, finanche poten-
ziale, di affezioni terminali ai sensi della giurisprudenza convenzionale suc-
citata. Allo stesso modo, non vi sono elementi per sospettare che le even-
tuali patologie che verrebbero eventualmente diagnosticate con una visita
oftalmologica, possano raggiungere un tale livello di gravità da configurare
un rischio reale di peggioramento rapido ed irreversibile dello stato valetu-
dinario del ricorrente comportante delle intense sofferenze o una significa-
tiva riduzione della speranza di vita in caso di trasferimento. A tal proposito,
occorre difatti osservare come lo stesso medico succitato, nel F2 del (...)
– quindi quest’ultimo emesso dopo la decisione impugnata, ed inoltrato an-
che dall’insorgente con il suo scritto del 4 ottobre 2021 – ha confermato
che l’insorgente, a parte le problematiche severe alla vista per il quale deve
essere effettuata una visita specialistica oftalmologica prima del suo tra-
sferimento con adattamento delle lenti a contatto, godesse per il resto di
buona salute (cfr. atto SEM n. 35/2). Visita oftalmologica specialistica, che
tra l’altro appare non essere stata potuta già adempiere, anche e principal-
mente a causa della scomparsa del ricorrente il 2 settembre 2021 dal Cen-
tro federale d’asilo di F._ ove era alloggiato il medesimo (cfr. atti
SEM n. 36/1 e 37/1) – nel contesto del quale egli era stato del resto edotto
delle possibili conseguenze negative che una sua assenza ingiustificata
dal Centro federale poteva comportare per la sua domanda d’asilo – e della
sua successiva incarcerazione (cfr. anche supra lett. I e J). In tal senso,
appare pretestuosa la doglianza espressa nel suo scritto del 4 otto-
bre 2021, circa il non aver ancora ottenuto una tale visita oftalmologica.
Inoltre, nel caso di specie, non si deve tralasciare il fatto che la Germania
dispone notoriamente di infrastrutture mediche del tutto equiparabili a
quelle elvetiche (cfr. sentenza del Tribunale E-795/2021 del
1° aprile 2021). Il ricorrente in merito, a parte delle allegazioni generiche
circa il fatto che non avrebbe ricevuto in Germania le cure mediche neces-
sarie (cfr. atto SEM n. 16/2), non apporta alcun elemento serio e concreto
che permetta di mettere in dubbio l’accesso nel predetto Paese ad una
presa in carico medica adeguata, ove necessaria. Al precitato Stato incom-
berà pertanto di assicurare la presa in carico idonea dei bisogni medici
attuali del ricorrente. A tal proposito la Germania verrà opportunamente e
preventivamente informata in merito allo stato di salute del ricorrente da
parte della Svizzera e ciò prima del suo trasferimento (cfr. art. 31 par. 1 e
32 par. 1 Regolamento Dublino III). A tal fine, apparterrà al ricorrente di
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trasmettere all’autorità inferiore le informazioni più dettagliate ed attualiz-
zate concernenti il suo dossier medico, a carico in seguito della SEM di
comunicarle alle autorità tedesche prima del suo trasferimento (cfr. art. 31
e 32 par. 1 Regolamento Dublino III). Sulla scorta delle evenienze testé
enucleate, il Tribunale non ritiene neppure di dover attendere ulteriori in-
formazioni da parte del rappresentante legale dell’insorgente, così come
ventilate dallo stesso nello scritto del 4 ottobre 2021, circa l’organizzazione
della visita oftalmologica per il ricorrente.
8.4.2.3 Alla luce di tutto quanto sopra, e tenuto conto delle questioni giuri-
diche che si ponevano, al momento dell’emissione del provvedimento sin-
dacato, il complesso fattuale era dunque sufficientemente delineato per
giudicare il trasferimento dell’interessato in Germania, di modo che nulla
può essere rimproverato all’autorità inferiore, segnatamente di non aver
svolto ulteriori accertamenti circa lo stato di salute dell’insorgente con la
richiesta di un rapporto medico dettagliato (F4) come lamentato dal ricor-
rente nel gravame. Pertanto la SEM non ha violato il principio inquisitorio,
e la censura in tal senso formulata dall’insorgente deve essere in toto re-
spinta.
8.4.3 Per il resto, il ricorrente non ha fornito ulteriori indizi seri suscettibili
di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale
sarebbero tali da contravvenire all’art. 4 della CartaUE, all’art. 3 CEDU,
all’art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Germania.
Ad ogni modo, apparterrà all’insorgente sollevare l’eventuale violazione dei
suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle
autorità dello Stato in questione.
8.4.4 Infine, non risultano neppure esserci elementi agli atti che permet-
tano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere
di apprezzamento di cui dispone nell’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi
1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.; art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi). A tali circo-
stanze il Tribunale non può pertanto sostituire il suo apprezzamento a
quello dell’autorità inferiore. Ne discende quindi che non vi è motivo di ap-
plicare la clausola discrezionale ai sensi della disposizione precitata in re-
lazione con l’art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III.
9.
Riassumendo, in mancanza dell’applicazione della succitata norma da
parte della Svizzera, la Germania è competente dell’esame della domanda
di asilo del ricorrente ai sensi del Regolamento Dublino III ed è tenuto a
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riprenderlo in carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e
29 Regolamento Dublino III.
10.
È quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della domanda
di asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha
pronunciato il suo trasferimento verso la Germania conformemente
all’art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un’autorizzazione di
soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1).
11.
In siffatte circostanze, non v’è più luogo di esaminare in maniera distinta le
questioni relative all’esistenza di un impedimento all’esecuzione del trasfe-
rimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell’art. 83 LStrI (RS 142.20), dal
momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel
merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18
consid. 5.2).
12.
Visto quando precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della
SEM, che rifiuta l’entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente e
pronuncia il trasferimento dello stesso dalla Svizzera verso la Germania,
confermata.
13.
Con la presente sentenza finale le misure supercautelari ordinate dal
Tribunale il 6 settembre 2021 decadono.
14.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda tendente alla
concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, risulta senza oggetto.
15.
Altresì, per lo stesso motivo summenzionato, la domanda di esenzione dal
versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è
divenuta senza oggetto.
16.
In seguito, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito
favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).
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17.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
18.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con
ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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