Decision ID: f62ce93e-fa6a-5a2d-90ae-02f8aed5532d
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A.a Il 19 giugno 2012, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli as-
sicurati residenti all’estero (UAIE) ha deciso di erogare in favore di
A._ – cittadina italiana, nata il (...) – una rendita intera dell’assicu-
razione per l’invalidità a decorrere dal 1° aprile 2012 (doc. 46 pag. 127 e
doc. 48 pag. 131). È stata ritenuta un’incapacità lavorativa totale in qual-
siasi attività sulla base della diagnosi di “lombalgie recidivanti su stenosi
del canale vertebrale lombare L4-L5 e spondilosi degenerativa L4-L5” (doc.
42 pag. 118).
A.b Il 3 settembre 2012, l’interessata è stata sottoposta ad intervento chi-
rurgico di stabilizzazione L4-L5 (doc. 42 pag. 120 e doc. 52 pag. 143).
B.
Una procedura di revisione della rendita è stata promossa nel mese di set-
tembre del 2012 (doc. 53 pag. 144).
B.a Sulla base della perizia reumatologica del 27 agosto 2013 del dott.
B._ (doc. 71 pag. 297), il medico del Servizio medico regionale
(SMR) ha ritenuto, dal 3 dicembre 2012 (ossia tre mesi dopo l’intervento
neurochirurgico del 3 settembre 2012 [cfr. per più dettagli sul citato inter-
vento il considerando 9 del presente giudizio]), una capacità lavorativa to-
tale con riduzione del rendimento del 40% nell’attività abituale di operaia
nel settore acque minerali, e una totale, senza riduzione del rendimento, in
attività adeguate (cfr. rapporto finale del SMR del 17 settembre 2013 [doc.
72 pag. 306]).
B.b Con progetto di decisione del 4 dicembre 2013, l’Ufficio dell’assicura-
zione invalidità del Canton C._ (Ufficio AI), ha preannunciato la sop-
pressione della rendita intera erogata fino ad allora all’interessata dal mo-
mento che vi sarebbe stato un miglioramento dello stato di salute che per-
metterebbe di ritenere una capacità lavorativa totale in attività adeguate.
L’amministrazione ha anche negato il diritto a provvedimenti professionali
(doc. 82 pag. 321; cfr. anche doc. 23 pag. 66 [formulario del datore di la-
voro] e doc. 78 pag. 315 [foglio di calcolo]).
B.c Con prese di posizione del 16 gennaio 2014, del 27 febbraio 2014 e
del 10 aprile 2014, l’interessata ha contestato il progetto di decisione e tra-
smesso ulteriore documentazione medica, in particolare la relazione me-
dico-legale del 21 febbraio 2014 del dott. D._, secondo il quale, tra
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le altre affezioni, non sarebbe stata debitamente valutata la sindrome ver-
tiginosa (doc. 85 pag. 326, doc. 87 pag. 330 e doc. 92 pag. 346).
B.d Su richiesta del SMR (doc. 89 pag. 341), con perizia del 26 maggio
2014 (visita del 15 maggio 2014), il dott. E._, specialista FMH in
otorinolaringoiatrica, chirurgia cervico-facciale, primario ORL ORBV, ha ri-
tenuto, a decorrere da maggio del 2014, un’incapacità lavorativa totale
nell’attività abituale di operaia, e del 25% in attività adeguate (doc. 94 pag.
353 e doc. 109 pag. 376).
B.e Invitato ad esprimersi in merito alla nuova documentazione trasmessa
in fase di audizione (cfr. doc. 95 pag. 356 e doc. 96 pag. 357), il 18 luglio
2014 il perito reumatologo ha ritenuto che la stessa “non porta ad una dif-
ferente valutazione della capacità funzionale e di carico residua e quindi
della capacità lavorativa” (doc. 103 pag. 368).
B.f Con rapporto finale SMR del 21 agosto 2014, il dott. F._ ha ag-
giunto alle diagnosi reumatologiche già note, le patologie poste dal perito
otorinolaringoiatrico. Il medico SMR ha quindi ritenuto, nell’attività abituale,
una capacità lavorativa totale, ma con riduzione del rendimento del 40%,
dal 3 dicembre 2012, e un’incapacità lavorativa totale dal 1° maggio 2014.
Per contro, in attività adeguate, ha ritenuto una capacità lavorativa totale
dal 3 dicembre 2012, un’incapacità lavorativa totale dal 1° maggio 2014 e
una capacità lavorativa totale, con riduzione del rendimento del 25%, dal
26 (recte: 15) maggio 2014 (data della visita peritale otorinolaringoiatrica;
doc. 110 pag. 377).
C.
Con decisione del 2 ottobre 2014, l’UAIE ha soppresso, con effetto al 1°
dicembre 2014, la rendita intera versata fino ad allora all’assicurata. Dal
raffronto del reddito da valida per l’anno 2012, di fr. 35'697.- (fr. 35'400.-
nel 2011 aggiornati al 2012), con il reddito statistico da invalida per attività
adeguate, di fr. 37'932.- (fr. 53'804.- a cui dedurre il 25% per incapacità
lavorativa e il 6% per attività leggere), è derivato un grado d’invalidità nullo
(doc. 114 pag. 390; cfr. anche doc. 113 pag. 386 [foglio di calcolo]).
D.
Il 4 novembre 2014, l’interessata ha presentato ricorso al Tribunale ammi-
nistrativo federale (TAF) contro la menzionata decisione mediante il quale
ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento del
diritto di percepire una rendita intera anche successivamente al 31 novem-
bre 2014 (doc. TAF 1). L’insorgente ha invocato la violazione del diritto di
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essere sentito, fatto valere un accertamento insufficiente dei fatti giuridica-
mente rilevanti e chiesto l’applicazione del principio del parallelismo dei
redditi (GAP salariale) al calcolo per la determinazione del grado d’invali-
dità.
E.
Il 27 novembre 2014, la ricorrente ha corrisposto fr. 400.- a copertura del
richiesto anticipo sulle presumibili spese processuali (doc. TAF 4).
F.
Con risposta del 13 gennaio 2015, l’UAIE ha proposto la reiezione del ri-
corso e la conferma della decisione impugnata conformemente all’allegato
preavviso dell’8 gennaio 2015 dell’Ufficio AI (doc. TAF 7 e allegati). Nello
stesso è fatto valere che l’istruttoria di causa deve considerarsi completa
con l’espletamento di una perizia reumatologica e di una otorinolaringoia-
trica. Considerato che non è mai stato chiesto da parte dell’interessata di
prendere visione della perizia otorinolaringoiatrica, l’Ufficio AI ha altresì ri-
tenuto che non vi sarebbe stata alcuna violazione del diritto di essere sen-
tito e che comunque un’eventuale violazione di detto diritto dovrebbe con-
siderarsi siccome sanata in sede di ricorso. Benché non lo ritenga giustifi-
cato nel caso in esame, l’amministrazione ha integrato nel calcolo per la
determinazione del grado d’invalidità il GAP salariale quantificato in
32.56% (37.56 dedotto il 5%), e rilevato che anche tenuto conto di detto
GAP salariale la ricorrente non avrebbe diritto ad una rendita AI svizzera,
stante un grado d’invalidità del 28%.
G.
G.a Mediante atto di replica del 17 febbraio 2015 (doc. TAF 10), la ricor-
rente si è riconfermata nelle allegazioni ricorsuali.
G.b Il 17 giugno 2015, la ricorrente ha trasmesso ulteriore – recente – do-
cumentazione medica di cui si dirà, se del caso, in seguito (doc. TAF 11 e
allegati).
H.
L’11 agosto 2015, l’autorità inferiore ha chiesto il respingimento del ricorso
e la conferma della decisione impugnata conformemente all’allegata du-
plica del 10 agosto 2015 dell’Ufficio AI, nonché all’allegata annotazione del
SMR del 14 luglio 2015 (doc. TAF 13 e allegati). Il medico SMR ha ritenuto
possibile un peggioramento osteoarticolare con gonartrosi sintomatica po-
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steriore alla decisione impugnata (“da circa gennaio 2015”) e ritenuto indi-
cata una rivalutazione peritale reumatologica per “stabilire attuali limiti fun-
zionali”.
I.
I.a Con osservazioni alla duplica del 25 agosto 2015, l’interessata ha fatto
valere che il peggioramento dello stato di salute sarebbe anteriore alla de-
cisione impugnata. Secondo la ricorrente, l’ultima documentazione medica
trasmessa, seppure di data posteriore alla decisione impugnata, conferme-
rebbe lo stato di salute già descritto con le precedenti certificazioni (doc.
TAF 16).
I.b Con scritto del 25 settembre 2015, l’autorità inferiore ha rinviato alle sue
precedenti prese di posizione (doc. TAF 18 e allegati).
I.c Con provvedimento del 1° ottobre 2015 (doc. TAF 19), questo Tribunale
ha trasmesso per conoscenza alla ricorrente le osservazioni dell’UAIE del
25 settembre 2015.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena
cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente
l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid.
2 con rinvii).
1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art.
32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione
con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi
contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione
per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE).
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA
(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-
plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che
la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente
un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
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(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-
quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto
ammissibile. Inoltre, con versamento del 27 novembre 2014 (doc. TAF 4),
la ricorrente ha tempestivamente corrisposto l'anticipo spese richiesto (art.
21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA).
2.
2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681).
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione
1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua
nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-
cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-
ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese
eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed
assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione
europea (art. 1 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-
glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei
sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE)
n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009
(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-
lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831)
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-
dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno
della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72
del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621
4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n.
1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli
Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-
lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure
quando si tratta di casi verificatisi in passato.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-
samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle
medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-
zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale
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Pagina 7
Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-
gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-
validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253
consid. 2.4).
3.
3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-
ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid.
4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto
un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto
ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-
condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a
partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130
V 445). La procedura di revisione è stata avviata nel mese di settembre del
2012 e quindi al caso in esame si applicano di principio le nuove norme
materiali in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni della 6a
revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le
disposizioni formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro en-
trata in vigore).
3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-
mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 2 ottobre 2014.
Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata
resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi
possono imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-
zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362
consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'og-
getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giu-
dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20
aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
4.1 In via preliminare occorre esaminare la censura di violazione del diritto
di essere sentito sollevata dalla ricorrente. Quest’ultima rimprovera infatti
all’autorità inferiore di non averle trasmesso le perizie del dott. G._
(perizia reumatologica) e del dott. E._ (perizia otorinolaringoiatrica).
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Pagina 8
4.2 Nel caso concreto, occorre innanzitutto precisare che per errore l’auto-
rità inferiore ha fatto riferimento nella propria decisione del 2 ottobre 2014
a una visita peritale reumatologica presso il dott. G._ (mai avve-
nuta) anziché alla visita peritale del 27 agosto 2013 presso il dott.
B._. La svista è stata chiarita nel preavviso dell’8 gennaio 2015
dell’Ufficio AI per la risposta di causa (cfr. pag. 2 del preavviso allegato al
doc. TAF 7). Pertanto, e da questo profilo, non è ravvisabile una violazione
del diritto di essere sentito della ricorrente.
4.3 Quanto alla mancata trasmissione alla ricorrente della perizia otorino-
laringoiatrica, l’amministrazione reputa che non vi è stata violazione del
diritto di essere sentito, l’insorgente non avendo chiesto l’edizione della pe-
rizia medesima. Al riguardo, giova rilevare che per realizzare il proprio di-
ritto alla consultazione degli atti, la parte interessata deve di principio chie-
dere di poterne prendere visione, salvo nell’eventualità in cui non aveva
conoscenza rispettivamente non poteva avere conoscenza dei nuovi atti
acquisiti all’incarto di causa (DTF 132 V 387 consid. 6.2; v. pure sentenza
del TF 9C_231/2013 del 24 agosto 2012 consid. 2.1). Nel caso in esame,
non risulta che la ricorrente abbia chiesto l’edizione della perizia otorinola-
ringoiatrica prima dell’emanazione della decisione impugnata, malgrado
non potesse non conoscerne l’esistenza. Inoltre, la sua domanda di con-
sultazione della menzionata perizia otorinolaringoiatrica è stata piena-
mente soddisfatta dinanzi a questo Tribunale. In effetti, la ricorrente ha po-
tuto prendere visione della perizia e fare valere tutte le sue ragioni dinanzi
al TAF, tribunale dotato di pieno potere cognitivo in merito sia all'accerta-
mento dei fatti sia all'applicazione del diritto. Anche da questo profilo, la
sollevata censura di violazione del diritto di essere sentito non può che
essere respinta.
4.4 Altra questione è quella di sapere se il fatto di non avere sottoposto alla
ricorrente un nuovo e secondo progetto di decisione – dopo avere effet-
tuato un’importante istruttoria di causa successivamente alla notificazione
all’insorgente medesima del primo progetto di decisione – costituisca o
meno una violazione del diritto di essere sentito. La questione può essere
lasciata indecisa, ritenuto, da un lato, che la ricorrente – rappresentata in
questa sede da mandatario professionale –, non ha sollevato questa cen-
sura e, dall’altro lato, che il ricorso va comunque accolto, la decisione im-
pugnata annullata e la causa rinviata all’autorità inferiore per completa-
mento dell’istruttoria, in considerazione di un accertamento insufficiente dei
fatti giuridicamente rilevanti.
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Pagina 9
5.
5.1 L’UAIE ha reso il 2 ottobre 2014 una decisione di revisione, ai sensi
dell’art. 17 LPGA, della rendita d’invalidità fino ad allora accordata alla ri-
corrente.
5.2 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modifica, per il futuro la rendita è aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2
della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole accordata
in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o
su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno
giustificata hanno subito una notevole modifica.
5.3 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio
quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-
validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto
dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione
della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assi-
stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che
possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della
grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-
validità (lett. b).
5.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.
6.
Alfine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera tale da
influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la situa-
zione di fatto dell'ultima decisione cresciuta in giudicato che è stata oggetto
di un esame materiale del diritto alla rendita dopo contestuale accerta-
mento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei red-
diti, e, dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provvedi-
mento litigioso (DTF 133 V 108). Il periodo di riferimento nell'ambito della
presente vertenza è quello intercorrente tra il 19 giugno 2012, data della
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Pagina 10
decisione dell'UAIE mediante la quale è stata accordata la rendita intera
d'invalidità, e il 2 ottobre 2014, data della decisione impugnata.
7.
In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 della
legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273), il
Tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determinanti per
la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-
beramente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ritiene che i fatti non
sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non senza qualche limita-
zione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare la causa all'ammini-
strazione per completamento dell'istruzione sia procedere lui medesimo a
tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministrazione che ha per
scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola né i principi della
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un sif-
fatto rinvio appare in generale siccome giustificato se l'amministrazione ha
proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria nella speranza che in
caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad effettuare i necessari ac-
certamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 con-
sid. 2.3 con rinvii).
8.
8.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa
situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto
delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a
fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua
denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-
nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3).
8.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-
ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-
dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-
fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-
tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi
siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V
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Pagina 11
210 consid. 6.2.4; 134 V 232 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore
probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V
254 consid. 3.3 e 3.4]).
8.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-
denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal
parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del
tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista
medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi
per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-
data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-
sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb).
8.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse
contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-
certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo
stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare
se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-
ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare
come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei
medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio
paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi
(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii).
8.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia pre-
cisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale
sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio
2011 consid. 7.2).
9.
Per i motivi di cui si dirà di seguito, nel caso concreto l’autorità inferiore ha
effettuato un’istruttoria di causa carente. Ha ritenuto che lo stato di salute
della ricorrente è migliorato a seguito dell’intervento neurochirurgico, effet-
tuato il 3 settembre 2012, di stabilizzazione L4/L5, con viti transpeduncolari
L4 e L5, laminectomia L4 ed apertura del canale spinale lombare su canale
spinale lombare ristretto degenerativo con pseudoanterolistesi di L4 su L5
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con discopatie plurisegmentarie (v. doc. 71 pag. 303). Ha tuttavia omesso,
a torto, di far approfondire le questioni legate alla coxartrosi, alla gonartrosi,
alla discopatia L5/S1 nonché ai segni di sofferenza radicolare del nervo
sciatico popliteo esterno (SPE; v. su quest’ultima problematica la EMG del
14 gennaio 2014 segnalata nella relazione medico-legale del dott.
D._ del 21 febbraio 2014 [doc. 87 pag. 336]).
9.1 In particolare, il perito reumatologo ha ritenuto probabili una coxartrosi
bilaterale e una gonartrosi in valgo bilaterale (cfr. doc. 71 pag. 303), le quali
sono state considerate nella valutazione in merito alle limitazioni funzionali
della ricorrente (cfr. doc. 103 pag. 368). Nel rapporto finale del SMR, que-
ste (probabili) patologie sono state indicate quali aventi un’influenza sulla
capacità lavorativa, ma la stessa è stata ritenuta nulla in attività sostitutive
adeguate (cfr. doc. 110 pag. 377). Tuttavia, questo Tribunale rileva che non
è possibile determinarsi sull’incidenza di una patologia quando la stessa,
come nel caso di specie, non è stata determinata con il grado della proba-
bilità preponderante rispettivamente sulla base di sufficienti accertamenti,
leggi segnatamente sufficienti esami strumentali, effettuati dal perito e/o da
altri specialisti, e il cui referto si trovi agli atti di causa e sia stato oggetto di
esplicita e motivata valutazione. Al più tardi nell’ambito del complemento
alla perizia del 18 luglio 2014, il perito reumatologo avrebbe quindi dovuto
procedere ai necessari esami strumentali complementari prima di potersi
determinare con cognizione di causa sull’incidenza della (probabile) coxar-
trosi e della gonartrosi sulla capacità lavorativa residua dell’insorgente
tanto più che nella sua relazione medico legale del 21 febbraio 2014, ma
anche nel complemento del 25 marzo 2014, il dott. D._ ha segna-
lato in particolare l’esistenza di un grave quadro di gonartrosi bilaterale tri-
compartimentale in valgismo preesistente, oltre che di segni di coxartrosi
bilaterale (cfr. doc 87 pag. 336 e doc. 92 pag. 347] nonché la radiografia
del 4 marzo 2014 [doc. 92 pag. 349). Questo Tribunale rileva, inoltre, che
il perito reumatologo, nell’anamnesi personale dell’insorgente riassunta
nella perizia, ha rilevato una discopatia (degenerativa) in L5/S1 (cfr. doc.
71 pag. 298 e doc. 54 pag. 145), ma questa problematica non è stata se-
gnalata nella diagnosi presentata dal perito (cfr. doc. 71 pag. 303), senza
che, alla lettura della perizia reumatologica, sia dato di sapere il motivo per
cui quest’ultima ulteriore patologia di cui soffre la ricorrente non potrebbe
pure essa avere un’incidenza sulla sua capacità lavorativa, in particolare
in attività adeguata. Questo Tribunale rileva che anche da questo profilo,
in assenza dei necessari approfonditi esami strumentali nonché di fondate
e motivate conclusioni da parte del perito, non era, né è, possibile determi-
narsi, con il grado della verosimiglianza preponderante, sulla gravità della
rilevata problematica rispettivamente in merito alla sua eventuale incidenza
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sulla capacità lavorativa. In definitiva, mediante la perizia reumatologica,
nonché il suo complemento, non è stato sufficientemente acclarato lo stato
di salute dell’insorgente dal profilo reumatologico. Tra l’altro, pure il medico
SMR nella sua presa di posizione del 14 luglio 2015 (allegata al doc. TAF
13) ha ritenuto indicato l’espletamento di una rivalutazione peritale reuma-
tologica.
9.2 Inoltre, si rileva necessario approfondire la presente fattispecie pure dal
profilo neurologico. Infatti, secondo il dott. D._ un’elettromiografia
(EMG) eseguita il 14 gennaio 2014 “ha confermato i segni di sofferenza
radicolare, con ridotta ampiezza dei potenziali del nervo sciatico popliteo
esterno (SPE) di sinistra” (doc. 87 pag. 336). Conto tenuto che agli atti di
cui all’incarto dell’autorità inferiore non figura nessun esame neurologico
eseguito nel periodo di riferimento nell'ambito della presente vertenza (os-
sia tra il 19 giugno 2012 e il 2 ottobre 2014; cfr. consid. 6 della presente
sentenza) – tra l’altro non vi figura nemmeno la menzionata EMG del 14
gennaio 2014 – e che non è possibile escludere a priori una problematica
neurologica, il rinvio degli atti all’autorità inferiore si giustifica anche per
eseguire un completamento istruttorio alfine di acclarare se vi sia o meno
un’affezione neurologica.
9.3 Da ultimo, pendente causa, il 17 giugno 2015, la ricorrente ha altresì
trasmesso diversi referti medici di data posteriore alla decisione impugnata
(cfr. doc. TAF 11), e, sulla base della valutazione del medico del SMR in
merito ai medesimi, l’amministrazione ha ritenuto possibile un eventuale
peggioramento dello stato di salute dell’insorgente posteriore alla deci-
sione impugnata (cfr. doc. TAF 13 e allegati). Tuttavia, questo Tribunale
rileva che agli atti di cui all’incarto dell’autorità inferiore vi sono sufficienti
indizi per ritenere che le patologie segnalate mediante i citati referti medici
trasmessi pendente causa erano già state diagnosticate prima dell’emana-
zione della decisione impugnata (cfr., in particolare, consid. 9.1 e 9.2 del
presente giudizio), senza che, però, sia stata sufficientemente approfondita
dall’autorità inferiore la questione della loro incidenza sulla residua capa-
cità lavorativa.
9.4 In conclusione, l’accertamento dal profilo medico alla base della deci-
sione impugnata è insufficiente e non permette quindi di sapere quale fosse
il reale stato di salute dell’insorgente e la sua influenza sulla capacità lavo-
rativa nel momento dell’emanazione della decisione impugnata e se, per-
tanto, era giustificata una soppressione della rendita intera a decorrere dal
1° dicembre 2014. I periti che saranno chiamati ad acclarare la fattispecie
dovranno pertanto indicare il decorso nel tempo delle rispettive patologie a
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partire da tre mesi prima della soppressione della rendita intera (cfr. art.
88a cpv. 1 OAI e consid. 5.4 della presente sentenza), ossia a decorrere
dal 1° settembre 2014. Va altresì rammentato che in materia di revisione di
una rendita incombe all’autorità inferiore di dimostrare l’intervenuto cam-
biamento significativo dello stato di salute dell’assicurato, nel caso con-
creto l’intervenuto miglioramento dello stato di salute della ricorrente.
10.
Ne consegue che la decisione impugnata, fondata su un accertamento in-
sufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti dal profilo reumatologico e neu-
rologico, viola il diritto federale ed incorre nell’annullamento.
11.
11.1 Quando il TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità
inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con istru-
zioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo giudizio (cfr. sentenza del
TAF C-71/2010 del 25 giugno 2012 consid. 9.1). In particolare, esso si so-
stituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque sufficienti
a statuire sull'applicazione del diritto federale (cfr. sentenza del TF
9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii; DTF 126 II 43; 125 II
326). Tale non è il caso nella presente fattispecie per i motivi precedente-
mente indicati. Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore
affinché la stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridica-
mente rilevanti con riferimento allo stato di salute della ricorrente, segna-
tamente con una perizia interdisciplinare in reumatologia e neurologia non
essendo sufficiente esaminare le affezioni mediante perizie isolate (cfr.
sentenza del TF 9C_ 235/2013 del 10 settembre 2013 consid. 3.2 con rin-
vii; cfr. pure, sulla possibilità di un rinvio all'autorità inferiore in siffatte cir-
costanze, DTF 137 V 210 4.4.1.4), e con ogni ulteriore esame che l'evolu-
zione nel tempo dello stato di salute della ricorrente dovesse rendere ne-
cessario, fermo restando che la perizia reumatologica sarà di principio af-
fidata ad altro specialista rispetto a quello che ha eseguito la perizia del 27
agosto 2013 nonché il complemento del 18 luglio 2014 entrambi non suffi-
cientemente probanti.
11.2 Giova altresì ancora rilevare che in considerazione dell’esito della lite,
l’ulteriore censura sollevata dalla ricorrente, segnatamente quella sulla va-
lutazione economica, può restare indecisa, l’autorità inferiore dovendo
nuovamente pronunciarsi sul caso.
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11.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da
esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non
sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-
sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4), dal momento
che nella decisione impugnata del 2 ottobre 2014 l'autorità inferiore ha de-
ciso di sopprimere, con effetto al 1° dicembre 2014, la rendita intera d'in-
validità versata fino ad allora.
12.
12.1 Visto l'esito della causa non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA e art. 6 lett. b TS-TAF [RS 173.320.2]). L’anticipo equivalente
alle presumibili spese processuali di fr. 400.-, versato il 27 novembre 2014,
sarà restituito alla ricorrente allorquando la presente sentenza sarà cre-
sciuta in giudicato.
12.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da manda-
tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un’indennità per
spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. TS-TAF (cfr.
pure DTF 137 V 57 consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso
in materia d'assegnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata
vincente, dal profilo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'ammini-
strazione per complemento istruttorio e nuova decisione). L’indennità per
spese ripetibili, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14
cpv. 2 TS-TAF) in complessivi fr. 1'000.- (compresi i disborsi ed esclusa
l’imposta sull’IVA [cfr., fra le tante, sentenza del TAF C-3058/2015 del 23
maggio 2016 consid. 22.4.4 con rinvii]), tenuto conto del lavoro utile e ne-
cessario svolto dal rappresentante della ricorrente. La stessa è posta a ca-
rico dell'UAIE.
(dispositivo alla pagina seguente)
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