Decision ID: 7e08d905-ede5-4fbb-91f8-8bfd851065e7
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BSTG
Chamber: CH_BSTG_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: penal_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A. Il Ministero pubblico della Confederazione (di seguito: MPC) conduce un’istru-
zione penale nei confronti di ignoti per titolo di riciclaggio di denaro (art. 305bis
CP) in relazione a presunti reati corruttivi commessi a danno della società a
partecipazione pubblica I. SA (v. act. 1.4).
B. Nell’ambito di tale inchiesta, il 9 luglio, 6, 20 e 21 ottobre nonché 23 novembre
2020 (v. act. 1.5-1.12), il MPC ha ordinato l’edizione e il sequestro della docu-
mentazione concernente numerose relazioni bancarie riconducibili ad A. con
blocco dei valori patrimoniali ivi depositati, il cui ammontare complessivo, al
30 giugno 2022, era di USD 139'334'246.16, EUR 1'951'161.– e fr. 4'307'330.44
(v. act. 1.1, pag. 1 e seg.).
In data 23 novembre 2020, il MPC ha inoltre proceduto al sequestro, mediante
blocco al Registro fondiario, di un immobile (fondo n. 1) di proprietà di A. a
St. Moritz (v. act. 1.13).
C. Con scritto del 17 giugno 2022, A. e svariate società a lui riconducibili hanno
inoltrato al MPC un’istanza di dissequestro delle seguenti relazioni bancarie:
- n. 2 intestata ad A. presso la banca J., Ginevra;
- n. 3 intestata alla società H. Corp. presso la banca J., Ginevra;
- n. 4 intestata a B. presso la banca J., Ginevra;
- n. 5 intestata a C., presso la banca J., Ginevra;
- n. 6 intestata alla società F. SA presso la banca K., Lugano;
- n. 7 intestata alla società E. Corp. presso la banca L., Ginevra;
- n. 8 intestata ad A. presso la banca M., Lugano;
- n. 9 intestata alla società E. Corp. presso la banca N., Ginevra;
- n. 10 intestata alla società D. Ltd presso la banca O., Lugano;
- n. 11 intestata alla società E. Corp. presso la banca P., Ginevra;
- n. 12 intestata ad A. e n. 13 intestata alla società G. Corp., entrambe accese
presso la banca Q., Ginevra.
A. ha parimenti postulato il dissequestro del suo immobile (fondo n. 1) a St. Mo-
ritz (v. act. 1.43).
D. Con decreto dell’11 agosto 2022, il MPC, ritenendo presenti “gravi e concreti
indizi secondo cui il denaro depositato sulle predette relazioni bancarie attual-
mente sotto sequestro provenga da crimini (reati corruttivi e/o distrattivi) com-
messi all’estero e che sia in seguito stato riciclato in Svizzera”, ha respinto la
suddetta istanza (act. 1.1, pag. 10).
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E. Con reclamo del 22 agosto 2022, A., B., C., D. Ltd, E. Corp., F. SA, G. Corp. e
H. Corp. sono insorti contro il suddetto decreto dinanzi alla Corte dei reclami
penali del Tribunale penale federale, postulando quanto segue (v. act. 1, pag.
4 e segg.):
«I A la forme
1. Déclarer le présent recours recevable.
II Au fond
Préalablement:
2. Enjoindre le Ministère public de la Confédération de porter à la
connaissance des Recourants toutes les pièces du dossier de la procédure SV.20.1133, en particulier celles issues de procédures sépa- rées, sur lesquelles il s’appuie pour fonder le maintien des mesures de blo- cage contestées.
3. Cela fait, réserver aux Recourants la possibilité de compléter leur recours sur
la base des pièces du dossier SV.20.1133 nouvellement portées à leur connaissance.
Principalement
4. Annuler la décision rendue par le Ministère public de la Confédération le
11 août 2022, rejetant la requête de levée des séquestres visant les comptes n. 2 au nom de A., n. 3 au nom de H. Corp., n. 4 au nom de B. et n. 5 au nom de C., tous ouverts dans les livres de la banque J., le compte n. 6 au nom de F. SA , ouvert dans les livres de la banque K., le compte n. 7 au nom de E. Corp., ouvert dans les livres de la banque L., le compte n. 8 au nom de A., ouvert dans les livres de la banque M., le compte n. 9 au nom de E. Corp., ouvert dans les livres de la banque N., le compte n. 10 au nom de D. Ltd, ouvert dans les livres de la banque O., le compte n. 11 au nom de E. Corp., ouvert dans les livres de la banque P. et les comptes n.12 au nom de A. et n. 13 au nom de G. Corp., tous deux ouverts dans les livres de la banque Q. et de levée de la mesure de blocage portant sur le bien immobilier sis Z., 7500 St-Moritz, du complexe dénommé “Y.” (bienfonds n. 1), dans la procédure SV.20.1133.
5. Cela fait, enjoindre le Ministère public de la Confédération de prononcer
la levée des séquestres visant les comptes n. 2 au nom de A., n. 3 au nom de H. Corp., n. 4 au nom de B. et n. 5 au nom de C., tous ouverts dans les livres de la banque J., le compte n. 6 au nom de F. SA, ouvert dans les livres de la banque K., le compte n. 7 au nom de E. Corp., ouvert dans les livres de la banque L., le compte n. 8 au nom de A., ouvert dans les livres de banque M., le compte n. 9 au nom de E. Corp., ouvert dans les livres de la banque N., le compte 10 au nom de D. Ltd, ouvert dans les livres de la banque O., le compte n. 11 au nom de E. Corp., ouvert dans les livres de la banque P. et les comptes n. 12 au nom de A. et n. 13 au nom de G. Corp., tous deux ouverts dans les livres de la banque Q. et la levée de la mesure de blocage portant sur le bien immobilier sis Z., 7500 St-Moritz, du complexe dénommé “Y.” (bienfonds n. 1), dans la procédure SV.20.1133.
En tout état
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6. Mettre les frais et dépens de l’instance à charge de la Confédération.
7. Allouer à A., B., C., D. Ltd, E. Corp., F. SA, G. Corp. et H. Corp. un mon tant
de CHF 20’000.- au titre d’indemnisation des frais de défense encourus dans la présente procédure de recours1 (art. 429 al. 1 let. a CPP).
8. Débouter le Ministère public de la Confédération de toutes autres ou
contraires conclusions».
F. Con risposta del 4 ottobre 2022, il MPC ha chiesto di respingere il gravame
relativamente ai punti 4, 5, 6, 7 e 8 di cui sopra (v. act. 10).
G. Con replica del 27 ottobre 2022, trasmessa al MPC per conoscenza (v. act. 19),
gli insorgenti si sono riconfermati nelle loro conclusioni ricorsuali (v. act. 18).
Le argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei con-
siderandi di diritto.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Benché il reclamo sia scritto in lingua francese, la presente decisione viene re-
datta nella lingua del decreto impugnato, ossia l'italiano. Viste del resto le co-
noscenze linguistiche dei patrocinatori dei ricorrenti, i quali con il loro reclamo
hanno dimostrato di bene comprendere tutte le argomentazioni in fatto e in di-
ritto ivi addotte, non vi è infatti nessun motivo per scostarsi dalla giurisprudenza
costante in ambito di lingua della procedura di ricorso (v. TPF 2018 133 consid.
1 e riferimenti).
1.2 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale sviz-
zero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale del
19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione
(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale
giudica i gravami contro le decisioni e gli atti procedurali del MPC.
Essa esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che le
sono sottoposti senza essere vincolata, in tale ambito, dagli argomenti delle
parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP nonché TPF 2021 97 consid.
1.1 e rinvii).
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1.3 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato
e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, la decisione impu-
gnata, datata 11 agosto 2022 (v. act. 1.1), è stata notificata ai reclamanti il
giorno dopo (v. ibidem, pag. 1 e act. 1, pag. 19). Il reclamo, interposto il 22 ago-
sto 2022, è pertanto tempestivo (v. art. 90 cpv. 2 CPP).
1.4 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno
un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della
stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). In altre parole la legittimazione ricorsuale è data se
il reclamante è toccato nei suoi diritti in maniera concreta, diretta e, di massima,
anche attuale (v. GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer
Strafprozessordnung, 2011, n. 232 e segg.; SCHMID/JOSITSCH, Handbuch des
schweizerischen Strafprozessrechts, 3a ediz. 2017, n. 1458, nonché le sen-
tenze del Tribunale federale 1B_669/2012 del 12 marzo 2013 consid. 2.3.1;
1B_657/2012 dell’8 marzo 2013 consid. 2.3.1; 1B_94/2012 del 2 aprile 2012
consid. 2.1). Trattandosi di una misura di sequestro di un conto bancario, il tito-
lare del conto adempie a questa condizione (v. sentenza del Tribunale penale
federale BB.2011.10-11 del 18 maggio 2011 consid. 1.5 e riferimenti ivi citati).
La legittimazione dei reclamanti, ognuno per le relazioni bancarie sequestrate
di cui sono titolari, è dunque pacifica. La stessa è ugualmente data ad A. per
quanto riguarda l’immobile (fondo n. 1) sequestrato a St. Moritz, di cui egli è
proprietario.
1.5 Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP, mediante il reclamo si possono censurare le viola-
zioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la
denegata o ritardata giustizia (lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto dei
fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c).
2. I reclamanti censurano innanzitutto la violazione del loro diritto di essere sentiti,
nella misura in cui il MPC non avrebbe messo a loro disposizione tutti gli atti sui
quali si fonda la decisione impugnata.
2.1 Il diritto di ottenere una decisione motivata è parte integrante del diritto di essere
sentito e deriva dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 134 I 83 consid. 4; sentenza del
Tribunale federale 1P.57/2005 del 12 agosto 2005 consid. 2.3). La motivazione
può essere considerata sufficiente allorquando l'interessato è messo in condi-
zione di conoscere gli elementi essenziali su cui l'autorità si è fondata per ema-
nare la propria decisione, potendo così contestarla con cognizione di causa
presso l'autorità di ricorso (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa pag. 17; 125 II 369 con-
sid. 2c; 124 II 146 consid. 2a; 124 V 180 consid. 1a). Il diritto di essere sentito di
una parte comprende anche quello di prendere conoscenza di ogni documento
o presa di posizione inoltrati al giudice e di potersi esprimere in proposito, a
prescindere dal fatto che contengano argomenti di fatto o di diritto nuovi e
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rilevanti per la decisione. Spetta infatti all'interessato decidere della necessità
di esporre la propria opinione sulle osservazioni di un partecipante alla proce-
dura (v. DTF 132 I 42 consid. 3.3.2). Pur toccando di principio alla parte inte-
ressata prendere l’iniziativa di richiedere l’accesso agli atti per conoscere il con-
tenuto dell’incarto (v. SCHMUTZ, Commentario basilese, 2a ediz. 2014, n. 2 ad
art. 102 CPP; SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommen-
tar, 3a ediz. 2018, n. 2 ad art. 102 CPP), il Tribunale federale ha già avuto modo
di affermare che l’autorità che aggiunge nuovi atti al fascicolo processuale sui
quali intende basarsi per una sua decisione è di principio tenuta a informare le
parti degli stessi (v. DTF 124 II 132 consid. 2b pag. 137; sentenze del Tribunale
federale 1P.718/2005 del 19 dicembre 2005 consid. 3.2; 1P.83/2002 del 9 luglio
2002 consid. 2.2, in: Pra 91/2002 N. 182 pag. 969; SCHMUTZ, ibidem; SCHMID,
ibidem). Tuttavia, la parte che sa che un documento o uno scritto di un altro
partecipante alla procedura è stato o sarà annesso agli atti di causa non può
restare inattiva se desidera prenderne conoscenza e determinarsi in merito.
Deve piuttosto reagire rapidamente invitando l'autorità a trasmettergliene una
copia e, se del caso, a fissarle un termine per permetterle di formulare delle
osservazioni scritte. In simili circostanze, aspettare di ricevere la decisione fi-
nale di tale autorità e prevalersi solo a quel momento di un vizio procedurale
(ovvero la mancata comunicazione di un documento o di un elemento di prova)
sarebbe incompatibile con il principio della buona fede (sentenze del Tribunale
federale 6B_885/2009 del 10 marzo 2010 consid. 1.4; 4A_346/2008 del 6 no-
vembre 2008 consid. 5.1.1).
Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui violazione com-
porta di massima l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente
dalle possibilità di successo del ricorso sul merito. Tuttavia, secondo la giuri-
sprudenza, una violazione non particolarmente grave del diritto di essere sen-
tito può considerarsi sanata allorquando la persona interessata ha la possibilità
di esprimersi dinanzi a un'istanza di ricorso/reclamo, come la presente Corte (v.
supra consid. 1.5), con libero potere di apprezzamento sui fatti e sul diritto (DTF
130 II 530 consid. 7.3; 124 V 180 consid. 4; sentenza del Tribunale federale
1C_272/2012 del 29 febbraio 2012 consid. 2.2).
2.2 In concreto, si rileva che i reclamanti hanno chiesto e ottenuto un accesso par-
ziale agli atti in data 31 marzo 2022 (v. act. 1, pag. 23; act. 10, pag. 10 e seg.).
Dagli atti dell’incarto risulta che susseguentemente a tale data il MPC ha acqui-
sito ulteriori documenti utilizzati per motivare la decisione impugnata – segna-
tamente per dimostrare l’illiceità di una cosiddetta “Operazione S.” avvenuta
all’estero a danno dello Stato venezuelano da cui proverrebbero i valori attual-
mente sequestrati in Svizzera –, ossia: un verbale d’interrogatorio di R.
dell’8 gennaio 2022 concernente un procedimento penale condotto dalla Pro-
cura zurighese (v. atto 18-07-0005 a 18-07-0096 incarto MPC); i complementi
del 1° marzo, 6 aprile e 28 giugno 2022 alla denuncia penale sporta dal
https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/it/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=2&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=all&query_words=%22diritto+di+essere+sentito%22&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F132-I-42%3Ait&number_of_ranks=0#page42 https://www.bger.ch/ext/eurospider/live/it/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=all&query_words=1P.718%2F2005&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-II-132%3Ait&number_of_ranks=0#page132
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Venezuela in data 1° giugno 2020 (v. act. 1.1, pag. 7); due schemi redatti dal
“Forensic Financial Analyst” (in seguito: FFA) del MPC relativi alla ricostruzione
dei flussi di denaro confluiti sulle relazioni bancarie riconducibili ad A. in Sviz-
zera del 4 ottobre e 9 agosto 2022 (v. act. 10.1 e 10.2); commissioni rogatorie
provenienti dalla Spagna nell’ambito di un procedimento a carico di A. (v. act.
1.1, pag. 6). Pur non opponendosi, in sede di risposta, alla messa a disposi-
zione dei reclamanti di tutto l’incarto, aderendo quindi alle conclusioni ricorsuali
n. 2 e 3 (v. act. 10, pag. 1, e act. 13), il MPC, non avendo trasmesso loro copia
di tali documenti al momento della messa agli atti degli stessi, ma in ogni caso
prima dell’emanazione della decisione impugnata, ha violato il diritto di essere
sentiti dei reclamanti. Ora, avendo quest’ultimi avuto accesso agli atti in que-
stione, con la possibilità di esprimersi in sede di replica, la violazione in que-
stione deve essere considerata sanata nell'ambito della presente procedura,
ciò di cui si terrà comunque conto nella fissazione delle spese processuali (v.
più ampiamente TPF 2008 172 consid. 6 e 7).
3. I reclamanti contestano il mantenimento dei sequestri dei loro conti bancari non-
ché del fondo a St. Moritz. Dopo sette anni d’indagini, a parte le contestate mi-
sure e le trasmissioni spontanee d’informazioni confidenziali all’estero rimaste
senza esito, il MPC non avrebbe proceduto a nessun atto d’inchiesta che ha
permesso di rinforzare i sospetti iniziali. L’assenza di reazione da parte dei
Paesi esteri nei quali sarebbero stati commessi i crimini a monte dei reati di
riciclaggio oggetto d’indagine in Svizzera attesterebbe il disinteresse per la pro-
cedura elvetica, dovuta alla mancanza di sospetti equivalenti nei procedimenti
esteri. Le misure in atto sarebbero comunque contrarie al principio della propor-
zionalità, nella misura in cui in Svizzera sarebbero sotto sequestro beni per un
valore complessivo di quasi 150 milioni di franchi, a fronte di USD 10 milioni sui
quali verterebbe l’unica procedura penale estera, quella americana, qui rile-
vante per la procedura elvetica. La complessità dell’inchiesta non potrebbe del
resto costituire un motivo per mantenere le misure, visto il tempo già trascorso
e il disinteresse dimostrato dalle autorità penali estere. In definitiva, le probabi-
lità di confisca, rispettivamente di pronuncia di un credito compensatorio o di
restituzione alla parte lesa non si sarebbero ulteriormente concretizzate nel
corso delle indagini, per cui i sequestri andrebbero revocati.
3.1 In base all’art. 263 cpv. 1 CPP, all’imputato e a terzi possono essere sequestrati
oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come
mezzi di prova (lett. a), utilizzati per garantire le spese procedurali, le pene pe-
cuniarie, le multe e le indennità (lett. b), restituiti ai danneggiati (lett. c), o confi-
scati (lett. d). Dal punto di vista costituzionale il sequestro rappresenta una re-
strizione della garanzia della proprietà (art. 26 Cost.) ed eventualmente anche
della libertà economica (art. 27 Cost.). Come tale è ammissibile solo alle condi-
zioni poste dall’art. 36 Cost. (v. HEIMGARTNER, Commentario basilese, 2a ediz.
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2014, n. 11 preliminarmente ad art. 263-268 CPP). Più concretamente, trattan-
dosi di un provvedimento coercitivo ex art. 196 e segg. CPP, vi devono essere
sufficienti indizi di reato (art. 197 cpv. 1 lett. b CPP) e va rispettato il principio
della proporzionalità (v. sentenza del Tribunale federale 1B_394/2021 del
16 giugno 2022 consid. 3.2 e 3.5 con rinvii; HEIMGARTNER, Strafprozessuale
Beschlagnahme, 2011, pag. 117; HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, Schweizeri-
sches Strafprozessrecht, 6a ediz. 2005, n. 3 pag. 341; PIQUEREZ/MACALUSO,
Traité de procédure pénale suisse, 3a ediz. 2011, n. 1361 e segg.). Affinché
tale ultima condizione sia adempiuta, è necessario che la restrizione dei diritti
fondamentali sia idonea a perseguire lo scopo desiderato, che quest’ultimo non
possa essere raggiunto mediante misure meno incisive e che esista un rapporto
ragionevole tra lo scopo stesso e gli interessi pregiudicati (DTF 135 I 233 con-
sid. 3.1 e rinvii). Trattandosi di un sequestro penale, la misura deve essere pro-
porzionata nel suo ammontare, nella durata e riguardo alla situazione della per-
sona toccata (v. DTF 132 I 229 consid. 11). Secondo la giurisprudenza, una
misura di sequestro è di principio proporzionale se porta su valori che potreb-
bero verosimilmente essere oggetto di confisca in applicazione del diritto penale
(sentenze del Tribunale federale 1B_136/2009 dell'11 agosto 2009 consid. 4.1;
1B_157/2007 del 25 ottobre 2007 consid. 2.2; nonché la sentenza dell’8 novem-
bre 1993, pubblicata in SJ 1994, pag. 97 e segg., in part. consid. 3 a pag. 102).
3.2 In concreto, il MPC sospetta che denaro proveniente da attività corruttiva a
danno della società a partecipazione pubblica I. SA sia giunto sui conti oggetto
dei contestati sequestri. Occorre pertanto verificare la presenza concorrente di
sufficienti indizi in merito al reato di riciclaggio di denaro e di connessione con i
valori patrimoniali sequestrati.
3.3 Il 1° gennaio 2016 è entrata in vigore la revisione dell'art. 305bis n. 1 CP
(RU 2015 1389). Il diritto penale materiale si applica alle infrazioni commesse
dopo la sua entrata in vigore (v. art. 2 cpv. 1 CP). Tuttavia, se l’autore è giudi-
cato posteriormente e il nuovo diritto gli è più favorevole della legge in vigore al
momento dell’infrazione si applica il nuovo diritto in virtù del principio della lex
mitior ex art. 2 cpv. 2 CP. Il nuovo art. 305bis CP è stato modificato unicamente
con l'aggiunta della punibilità dei delitti fiscali qualificati. Il nuovo diritto, esten-
dendo il proprio campo di applicazione, è di per sé meno favorevole al reo ri-
spetto a quello precedente, ma la questione è qui irrilevante non trattandosi
nella fattispecie di reati fiscali: a maggior ragione non vi è dunque motivo di
scostarsi dalla regola dell’art. 2 cpv. 1 CP.
Si rende colpevole di riciclaggio di denaro chiunque compie un atto suscettibile
di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori
patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine (vec-
chia versione dell’art. 305bis n. 1 CP). Sia dal punto di vista oggettivo che sog-
gettivo il reato presuppone dunque due elementi distinti: il crimine a monte ai
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sensi dell'art. 10 cpv. 2 CP e l’atto vanificatorio. Visto il suo carattere accessorio,
il reato presuppone l'esistenza di un antefatto criminoso da cui i valori patrimo-
niali riciclati derivano (v. DTF 138 IV 1 consid. 4.2.2). Qualsiasi atto che ostacola
la ricostruzione della traccia fra un crimine e i valori patrimoniali da esso prove-
nienti costituisce oggettivamente un atto di riciclaggio (DTF 119 IV 59 consid. 2,
242 consid. 1e). Si tratta di un'infrazione di esposizione a pericolo astratto: il
comportamento è dunque punibile anche se l'atto vanificatorio non ha raggiunto
il suo scopo ed è quindi rimasta traccia fra crimine a monte e valori patrimoniali
da esso derivati (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e; sentenza del
Tribunale federale 6B_879/2013 del 19 novembre 2013 consid. 1.1). Il riciclag-
gio di denaro non richiede operazioni finanziarie complicate: anche gli atti più
semplici, come il semplice fatto di nascondere il bottino, possono costituire un
atto vanificatorio (DTF 122 IV 211 consid. 3b/aa). Il reo deve aver agito in ma-
niera intenzionale, compresa l’ipotesi del dolo eventuale (v. art. 12 cpv. 2 CP).
L’intenzione non deve riferirsi solo all’atto vanificatorio in sé, quindi al fatto che
l’operazione in questione sia idonea a interrompere la traccia documentaria, ma
anche all’origine criminale dei valori riciclati: l'autore sa o deve presumere che
i valori che ricicla provengono da un crimine (DTF 122 IV 211 consid. 2e; sulla
formulazione “sa o deve presumere” si veda già BERNASCONI, Finanzunterwelt.
Gegen Wirtschaftskriminalität und organisiertes Verbrechen, 1988, pag. 52 e
seg., così come la giurisprudenza relativa all’art. 160 CP e alla legge sugli stu-
pefacenti, segnatamente DTF 105 IV 303 consid. 3b; 104 IV 211 consid. 2; 69
IV 67 consid. 3).
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il sospetto di riciclaggio di
denaro può sussistere in particolare se le autorità penali dimostrano l’esistenza
di attività tipiche ricollegabili a tale reato. Ciò è il caso, ad esempio, se ingenti
somme di denaro sono spostate attraverso complessi movimenti di conti tra nu-
merose persone e società coinvolte in diversi Paesi (compresi i cosiddetti do-
micili “offshore”), senza che vi sia una ragione economica plausibile per tali
transazioni complesse (DTF 129 II 97 consid. 3.3; v. anche DTF 142 IV 297
consid. 7.2.2; 120 IV 323 consid. 3d; sentenze del Tribunale federale
1B_394/2021 del 16 giugno 2022 consid. 3.4; 1B_339/2017 del 5 gennaio 2018
consid. 2.5; 1B_713/2012 del 21 maggio 2013 consid. 3.4.2; ACKERMANN, in
Ackermann/Heine (ed.), Wirtschaftsstrafrecht der Schweiz, 2013, § 15 n. 51-55;
FORSTER, Commentario basilese, 2015, n. 9 ad art. 27 CRic; PIETH, Commen-
tario basilese, 4a ediz. 2019, n. 40, 48 e seg. ad art. 305bis CP; ZIMMERMANN,
La coopération judiciaire internationale en matière pénale, 5a ediz. 2019, n.
599-602). Il sospetto di riciclaggio di denaro può anche derivare da un collega-
mento evidente delle persone e dei conti interessati con transazioni finanziarie
inserite nel contesto specifico di gravi casi di corruzione internazionale (v. sen-
tenze del Tribunale federale 1B_339/2017 consid. 2.5; 1A.175-176/2004 del
25 novembre 2004 consid. 2.7 e consid. 3.4-3.5; sulla prassi in ambito di diritto
penale internazionale v. FORSTER, Internationale Rechtshilfe bei
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Geldwäschereiverdacht, Entwicklung und Typologie der bundesgerichtlichen
Praxis zur Konkretisierung der verbrecherischen Vortat, ZStrR 124 [2006] 274
e segg., pag. 287-289; ZIMMERMANN, op. cit., n. 595-598).
3.3.1 In concreto, nella decisione impugnata il MPC «rileva che dalla ricostruzione dei
flussi di denaro è emerso che il denaro pervenuto sulla relazione bancaria n. 3
intestata alla società H. Corp. presso la banca J., di cui A. è avente diritto eco-
nomico, e successivamente in parte trasferito sulla relazione n. 2 intestata ad
A. presso il medesimo istituto bancario, e poi sulle relazioni intestate ai figli di
A. (relazione n. 4 intestata a B. e relazione n. 5 intestata a C.), sempre presso
la stessa banca, è stato originato dall’OPERAZIONE S., ritenuta illecita non solo
dalla Repubblica del Venezuela (vedasi complemento di data 10 marzo 2022,
6 aprile 2022 e 28 giugno 2022 alla citata denuncia della Repubblica del Vene-
zuela del 1 ° giugno 2020, acquisita agli atti del presente procedimento dall’in-
carto SV.20.0659) ma anche dagli USA (vedasi commissione rogatoria di data
7 dicembre 2021 che il MPC ha eseguito, anch’essa acquisita agli atti del pre-
sente procedimento dall’incarto RH.22.0005). Si rileva che l’OPERAZIONE S.
trae origine da un contratto di prestito sottoscritto a marzo 2012 in cui la società
venezuelana T. ha concesso a I. SA un prestito di oltre 17 miliardi di bolivar
(BsF). La società T. ha poi ceduto i diritti derivanti dal contratto di prestito con I.
SA a due altre società estere, la AA. SA con sede a Panama e la BB. Ltd con
sede a St. Vincent e Grenadine, che hanno ottenuto da I. SA il rimborso in USD
del predetto prestito di bolivar venezuelani (BsF), facendo applicare un tasso di
cambio che non sarebbe stato quello fissato dal governo venezuelano. Dalla
ricostruzione dei flussi effettuata sinora dal MPC risulta un trasferimento di USD
20 milioni dalla relazione bancaria intestata alla società CC. presso la banca
DD. di Andorra, di cui A. era avente diritto economico, che ha avuto luogo il
14 agosto 2014, verso la citata relazione intestata alla società H. Corp. presso
la banca J. La relazione intestata alla società CC. aveva a sua volta ricevuto,
dalle relazioni bancarie in Svizzera intestate alle società AA. SA e BB. Ltd
presso la banca EE. nel periodo tra maggio e giugno 2012, una somma di EUR
55’621’356.--. Sulla relazione bancaria intestata a AA. SA presso la banca EE.,
fra aprile e ottobre giugno 2012 sono confluiti USD 2,05 miliardi dalla banca FF.
in Portogallo, in provenienza da una relazione bancaria intestata a I. SA. Fra
giugno e novembre 2012 da questa relazione sono stati trasferiti CHE 60,9 mi-
lioni verso la relazione bancaria intestata alla società F. SA, riconducibile ad A.
presso la banca K., USD 28 milioni verso la relazione bancaria intestata alla
società GG. SA, riconducibile ad A. presso la banca HH. e USD 257,9 milioni
verso la relazione bancaria intestata a BB. Ltd presso la banca EE. Da quest’ul-
tima relazione bancaria, a giugno 2012 sono stati trasferiti CHF 151,25 milioni
sulla relazione bancaria intestata a D. Ltd, riconducibile ad A., presso la banca
EE. che ad aprile 2012 aveva ricevuto USD 30 milioni dalla relazione bancaria
intestata a AA. SA presso la banca II. Successivamente, con trasferimenti av-
venuti tra il 19 agosto 2014 e l’11 giugno 2020, USD 4'890’127.-- e
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EUR 3'200’000.-- sono stati trasferiti sulla relazione intestata ad A. presso la
banca J. dalla relazione bancaria intestata a H. Corp. presso la medesima
banca. In seguito, con versamenti avvenuti tra l’ottobre del 2016 e il giugno del
2020, EUR 2'100’000.-- sono confluiti sulla relazione intestata a B. , figlia di A.,
presso banca J., e EUR 2'100’000.-- sulla relazione intestata a C., figlio di A.,
presso la medesima banca» (act. 1.1, pag. 7 e seg.).
3.3.2 Il MPC aggiunge che l’Operazione S. è ritenuta illecita non solo dallo Stato ve-
nezuelano e dagli Stati Uniti, ma anche per ammissione di «R. (già executive
director of finance di I. SA dal giugno 2011 al febbraio 2013, Geschäftsführer
für Finanzplanung dal marzo al dicembre 2013 e Direktor der Finanzplanung
dal gennaio 2014 fino al marzo 2016, data alla quale ha lasciato I. SA; il quale
è oggetto di condanna negli USA), che, nel corso di un interrogatorio in data
8 gennaio 2020 in qualità di persona informata sui fatti, avvenuto, attraverso
una rogatoria negli USA, dinnanzi la Staatsanwaltschaft Il del Canton Zurigo
(acquisito agli atti del presente procedimento), ha ammesso di aver ricevuto una
“commissione” in relazione all’OPERAZIONE S. (“Es hat eine grosse Transak-
tion im Zusammenhang mit einem Darlehen gegeben, das der I. SA in Bolivar
gegeben wurde. Ich erhielt dafür eine Kommission. in diese Transaktion, bei der
es sich in Wirklichkeit um eine GeIdwechseloperation handelt, waren die Ge-
sellschaften T. und AA. SA involviert”, punto 16 del citato verbale), affermando
anche di essere stato contattato da A., ciò che attesta il coinvolgimento di
quest’ultimo (“A. hat mich kontaktiert und hat mir gegenüber JJ. als finanziellen
Leiter der Transaktion erwähnt”, punto 53 del citato verbale) e concludendo che
si tratta di un’operazione di riciclaggio ed illegale per la quale sono state pagate
delle dazioni corruttive “AA. SA war eine GeIdwäscherei Transaktion und illegal.
Ich gehe davon aus, dass ein Teil des Geldes, das durch die Schweiz floss, für
Zahlungen an Offiziere und I. SA Mitarbeiter verwendet wurde, wie in meinem
Fall”, punto 80 del citato verbale)» (ibidem, pag. 9).
3.3.3 In sede di risposta, il MPC ha ulteriormente sostanziato i motivi alla base della
decisione impugnata, producendo anche due schemi allestiti dai suoi esperti
finanziari (FFA), uno del 4 ottobre 2022 (v. act. 10.1) e l’altro del 9 agosto 2022
(v. act. 10.2), che ricostruiscono i flussi del denaro confluito sulle relazioni ban-
carie riconducibili ad A. in Svizzera proveniente da AA. SA, BB. Ltd e CC. (v.
act. 10, pag. 6 e segg.). Sulla base delle analisi effettuate dal FFA della docu-
mentazione bancaria acquisita, il MPC ha accertato che l’integralità del denaro
pervenuto sui conti riconducibili ad A. in Svizzera proviene dai conti delle so-
cietà AA. SA e BB. Ltd, che a loro volta hanno ricevuto tale denaro da I. SA con
la causale “Operazione S.” (v. act. 10, pag. 7). Esso afferma inoltre che fra i
conti riconducibili ad A. in Svizzera destinatari di denaro legato all’Operazione
S. vi è anche quello presso la banca J., con il quale è stato effettuato, nel lu-
glio/agosto 2019, l’acquisto dell’immobile a St. Moritz, attualmente sotto seque-
stro, a un prezzo di fr. 6'046'000.– (v. ibidem, pag. 8).
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3.3.4 Come rilevato anche dal MPC in sede di risposta, sull’operazione in questione
si è recentemente espresso anche il Tribunale federale «nell’ambito di ricorsi
interposti in un parallelo procedimento penale condotto dalla Procura di Zurigo
nei confronti di altre persone. Il MPC ha acquisito dalla Procura di Zurigo in data
5 settembre 2022 le sentenze del TF del 16 giugno 2022 le cui referenze sono
1B_389/2021 (concernente l’operazione S., l’operazione KK. ed altre),
1B_394/2021 (concernente l’operazione S.) e 1B_395/2021 (concernente l’ope-
razione KK.) (doc. MPC da 17-00-0142 a 17-00-0205)» (act. 10, pag. 8). Il MPC
afferma che l’Alta Corte «ha ritenuto che, con riferimento all’operazione S.
(come pure con riferimento all’operazione KK.) ed ai flussi di denaro ad essa
collegati, vi sono concreti indizi di riciclaggio di denaro aggravato e della com-
missione di crimini a monte (Vortat), sussumibili nella corruzione e nell’ammini-
strazione infedele (eventualmente nell’infedeltà nella gestione pubblica). Il TF
ha ritenuto l’operazione S. (e anche l’operazione KK.) una transazione su valute
camuffata da un contratto di prestito. Danneggiata da tale operazione è la so-
cietà I. SA (vedasi in particolare le sentenze 1B_389/ 2021 consid. 4.2.3 a pag.
21 e 4.2.4 e 1B_394/2021 consid. 4.1 e 4.2 con rinvio al 2.1). In relazione al
reato di corruzione il TF ha fatto riferimento nelle sentenze 1B_394/2021 (con-
sid. 2.1.2) e 1B_389/2021 (consid. 2.15 e 4.2.3 a pag. 21) ad R. (allora direttore
di I. SA) che ha ricevuto dazioni corruttive per un importo di USD 10 milioni»
(act. 10, pag. 8). In tale ambito, il MPC fa notare che «la sentenza venezuelana
del 16 dicembre 2020 richiamata dai reclamanti, che comproverebbe – secondo
loro – l’origine lecita dell’operazione S., è stata vagliata nelle procedure di ri-
corso dinnanzi al TF, sfociate nelle sentenze 1B_395/2021 (vedasi consid. 2.1
alle pagg. 4-5) e 1B_389/2021 (vedasi consid. 2.3), con il risultato che il TF l’ha
ritenuta irrilevante (cfr. consid. 4.2.3 in fine della sentenza 1B_395/2021 e con-
sid. 4.2.4 in fine della sentenza 1B_389/2021)» (act. 10, pag. 9).
3.3.5 Il MPC aggiunge infine che A. «attraverso il suo avvocato LL., ha ammesso che
l’integralità del denaro confluito sui conti delle sue società (D. Ltd, GG. SA, G.
CORP., F. SA e H. CORP.) proviene esclusivamente dall’operazione S. e che
è stato accreditato su tali conti attraverso le società AA. SA e BB. Ltd (scritto
16 dicembre 2020, pagg. 1 e 5 (doc. MPC 15-01-0139 a -0143) e scritto 2 feb-
braio 2021 con specifico riferimento al conto della H. CORP. (doc. MPC 15-01-
0861 a -0862) delI’avv. LL.). A., sempre attraverso il suo predetto avvocato, ha
anche ammesso che i suoi conti personali sono stati alimentati esclusivamente
dai conti delle sue predette società (scritto 6 gennaio 2021, pagg. 1 e 3; doc.
MPC 15-01-0429 a -0532). Come risulta dallo schema FFA del 4 ottobre 2022
(allegato 1 alla presente risposta), i conti intestati alla società E. CORP. sono
stati alimentati con denaro in origine in provenienza dal conto della società D.
Ltd, menzionata nello scritto 16 dicembre 2020 dell’avvocato di A.» (act. 10,
pag. 9).
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3.3.6 Per quanto attiene agli atti vanificatori, il MPC ha descritto nella decisione im-
pugnata e raffigurato negli schemi prodotti in sede di risposta i flussi di denaro
potenzialmente legati all’Operazione S., i quali hanno anche toccato i conti liti-
giosi riconducibili ad A. (v. act. 10.1 e 10.2). Le movimentazioni in questione
potrebbero essere legate agli atti corruttivi ipotizzati all’estero nonché costituire
atti di riciclaggio commessi in Svizzera, ciò che l’inchiesta dovrà appurare.
3.4 Questa Corte ritiene le conclusioni del MPC sufficientemente sostanziate e con-
divisibili. Sulla base di quanto per il momento emerso nel corso delle indagini,
vi sono sufficienti indizi per ipotizzare che i conti dei reclamanti siano stati uti-
lizzati per attività di riciclaggio sul territorio svizzero. Nella misura in cui tali conti
sono stati accreditati con valori patrimoniali provenienti da una relazione di I.
SA presso la banca FF. in Portogallo, la connessione fra l’ipotetico reato e i beni
oggetto dei sequestri è data (v. supra consid. 3.1). Come rilevato dal MPC, tale
denaro di I. SA, infatti, «(per un importo complessivo di USD 3,05 miliardi nel
periodo tra marzo 2012 e ottobre 2012), dapprima è stato accreditato sui conti
della società AA. SA presso le banche II. e EE. in Svizzera (dal conto della
società AA. SA presso la banca EE. una parte del denaro [USD 257,8 milioni] è
poi stata trasferita fra giugno 2012 e novembre 2012 sul conto intestato alla
società BB. LTD presso la medesima banca) e in seguito (nel periodo da aprile
2012 fino a giugno 2020), per un importo complessivo di USD 78 milioni e di
CHF 212 milioni (cifra arrotondata) – importo che va considerato il guadagno
tratto da A. dall’operazione S. –, ripartito su una miriade di conti (anche intestati
a società offshore o ai suoi figli, ma sempre economicamente riconducibili ad
A.) in Svizzera (in parte anche previo transito all’estero, in particolare sul conto
della società CC. presso la banca DD. (USD 20 milioni)» (act. 10, pag. 6 e seg.).
Inoltre, ritenuto che i valori patrimoniali giunti sulle relazioni bancarie in Svizzera
riconducibili a A. attraverso l’Operazione S. ammontano a fr. 212'165'625.– e
USD 78'000'000.– e che i beni sotto sequestro al momento dell’emanazione del
decreto impugnato ammontavano a USD 139'334'246.16, risp.
EUR 1'951'161.– e fr. 4'307'330.44 (v. act. 1.1, pag. 8), oltre all’immobile di
St. Moritz, valutato a fr. 6 milioni (v. act. 10, pag. 14), si rileva che le misure
contestate ossequiano il principio della proporzionalità. Essendo le stesse state
adottate nel luglio 2020, ossia poco più di due anni fa, e tenuto conto della com-
plessità dell’inchiesta, tale principio è attualmente rispettato anche sotto il profilo
temporale.
3.5 I reclamanti ritengono che il MPC abbia proceduto a costatazioni incomplete o
inesatte di determinati fatti. Essi ritengono che a torto la predetta autorità abbia
considerato: che A. sia oggetto di un procedimento penale in Spagna; che le
“S. Transactions” all’origine dei sospetti di riciclaggio siano state considerate
illecite dal Venezuela e dagli Stati Uniti; che l’immobile a St. Moritz sia stato
acquistato con denaro proveniente dalle “S. Transactions”, transazioni che il
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MPC non avrebbe dimostrato peraltro essere di natura illecita; che A. non abbia
documentato in maniera chiara la sua grande fortuna e che per nasconderla
avrebbe segnatamente designato la moglie come avente diritto economico della
società MM. con sede in Scozia.
Ricordato che il Tribunale federale si è di recente chinato sull’Operazione S.
nell’ambito di un parallelo procedimento penale pendente nel Canton Zurigo,
dichiarandola illecita (v. supra consid. 3.3.4), nella misura in cui le contestate
considerazioni del MPC non toccano la legittimità in quanto tale dei sequestri
litigiosi ma l’inchiesta in generale senza alcuna ricaduta sulle conclusioni di cui
sopra, le censure in questione non meritano ulteriori approfondimenti. Ciò vale
parimenti per quanto concerne le censure relative alle trasmissioni spontanee
d’informazioni giusta l’art. 67a AIMP, essendo anch’esse prive di rilievo per la
valutazione dei requisiti delle misure coercitive contestate.
3.6 I reclamanti censurano la violazione del principio della buona fede da parte del
MPC, nella misura in cui, da una parte, ad A. o agli altri reclamanti non è stato
sino ad ora riconosciuto lo statuto d’imputato, ciò con lo scopo di limitare loro
l’accesso agli atti dell’incarto e il diritto di difendersi in maniera legittima, dall’al-
tra, l’autorità avrebbe proceduto a trasmissioni spontanee d’informazioni co-
perte dal segreto bancario a persone colpite da sanzioni internazionali, in viola-
zione dei diritti fondamentali dei reclamanti.
Sulla questione dello statuto procedurale di A., l’autorità inquirente ha affermato
che quest’ultimo «non è, sino ad ora, stato imputato perché il MPC intende dap-
prima accertare in che Paesi e per quali fatti egli è già imputato, onde evitare
una sovrapposizione di procedimenti penali. In tale contesto si rileva che il MPC
ha inviato agli USA una commissione rogatoria in data 23 maggio 2022 volta
all’ottenimento di mezzi di prova ed è attualmente in attesa di ricevere tutti gli
atti» (act. 1.1, pag. 4 e seg.).
Orbene, questa Corte rileva che, mediante decreto del 31 marzo 2022, il MPC
ha concesso ai reclamanti un accesso parziale agli atti a titolo di terzi aggravati
da atti procedurali, decisione che i medesimi non hanno contestato (v. atti da
20-02-0001 a 20-02-0090 incarto MPC). Nella loro istanza di dissequestro del
17 giugno 2022, i predetti, pur indicando di aver avuto un accesso parziale all’in-
carto, non si sono lamentati del loro statuto nella procedura (v. atti da 15-01-
1291 a 15-01-1319 incarto MPC). Non si comprende come mai i reclamanti ab-
biano atteso il rifiuto di dissequestro qui impugnato per presentare la censura
in questione. In virtù del principio della buona fede processuale, essi avrebbero
dovuto presentarla subito dopo l’emanazione del decreto del 31 marzo 2022 di
cui sopra, se ritenevano che l’accesso parziale agli atti dell’incarto fosse dovuto
al loro statuto. In questo senso, presentata con il loro reclamo del 22 agosto
2022, la censura è tardiva e in contraddizione con la condotta processuale
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tenuta fino a quel momento (venire contra factum proprium; v. sentenza del Tri-
bunale penale federale BB.2019.222 del 17 marzo 2020 consid. 2.1.2). La de-
cisione del MPC di attendere l’esito di rogatorie all’estero per decidere se e in
che misura estendere il procedimento penale nei confronti di A. e/o degli altri
reclamanti è peraltro ragionevole e meritevole di tutela.
3.7 Gli insorgenti lamentano infine una violazione del principio di celerità. Essi ri-
tengono che dopo più di sette anni d’inchiesta, il MPC non sarebbe stato capace
di concretizzare i sospetti che l’hanno condotto ad aprire differenti inchieste dal
2015, precisato che le trasmissioni spontanee d’informazioni all’estero sareb-
bero rimaste senza esito.
A tal proposito, il MPC afferma che «ad essere determinante è la data in cui
sono stati decretati i sequestri delle relazioni bancarie (ossia il 9 luglio 2020,
rispettivamente il 6, 20 e 21 ottobre 2020 e 23 novembre 2020) e non la data in
cui il MPC ha ricevuto le numerose comunicazioni MROS che concernevano
altrettanto numerose persone fisiche e giuridiche (e dunque non il solo A.), sulla
base delle quali ha avviato degli accertamenti preliminari (Vorabklärungen)
nell’ambito dei quali non è stata ordinata alcuna misura coercitiva che abbia
limitato i diritti di A. o di persone fisiche o giuridiche ad egli riconducibili. Es-
sendo stato il procedimento penale formalmente aperto il 9 luglio 2020, a se-
guito della richiesta della banca J. di chiudere le relazioni riconducibili ad A. ed
ai suoi familiari, data (quella del 9 luglio 2020) a partire dalla quale hanno fatto
seguito i decreti di sequestro delle relazioni bancarie riconducibili a quest’ultimo,
non si vede come ed in che modo i reclamanti possano affermare che si è con-
figurata una violazione del principio di celerità, dato che le misure di sequestro
sono in vigore da poco più di due anni» (act. 10, pag. 10). Questa Corte ritiene
che le considerazioni del MPC non prestano il fianco a critiche. Preso atto che
il procedimento SV.20.1133 è stato aperto il 9 luglio 2020 e che i contestati
sequestri sono stati ordinati lo stesso giorno e susseguentemente a tale data,
la censura in questo ambito va respinta.
4. Pertanto, appurata l'esistenza di sufficienti indizi di reato nonché del legame tra
le ipotesi di reato e i valori patrimoniali sotto sequestro, ammessa inoltre la pro-
porzionalità delle misure, vi è da concludere che i provvedimenti impugnati de-
vono essere confermati.
5. In definitiva, il gravame va integralmente respinto e la decisione impugnata con-
fermata.
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6. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della
procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa.
La tassa di giustizia ridotta, vista l'accertata violazione del diritto di essere sen-
tito (v. supra consid. 2.2 e TPF 2008 172 consid. 6 e 7) è calcolata giusta gli art.
73 cpv. 2 e 3 LOAP nonché 5 e 8 cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010
sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale
federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 4’000.– a
carico dei reclamanti in solido.
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