Decision ID: 010d8ae5-e7d0-52aa-b1cc-f008bdc0a84b
Year: 2017
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ in via di realizzazione del pegno immobiliare emesso il 19 novembre 2015 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Biasca, il Comune di _ procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 1'369.55 oltre agli interessi del 5% dal 14 novembre 2015 per contributi di costruzione inerenti il mappale n. _ RFD di _ di proprietà, di cui l’escusso è comproprietario per un mezzo. Egli non ha interposto opposizione.
B.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso sempre dall’UE di Biasca il successivo 11 dicembre 2015, _ procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 3'078.15 oltre agli interessi del 5% dal 30 luglio 2015. Non avendo egli interposto opposizione al precetto, il 16 agosto 2016 l’UE ha dato seguito alla domanda di prosecuzione dell’esecuzione pignorando la quota di comproprietà A di un mezzo spettante all’escusso sulla particella n. _ RFD di _.
C.
Avendo i creditori procedenti presentato le domande di vendita,
il 19 settembre 2016
l’UE ha
assegnato all’arch. _ T_ il mandato tendente all’esecuzione di una perizia estimativa della nota particella
.
D.
Con ricorso del 29 settembre 2016, RI 1 ha chiesto di annullare il mandato conferito all’arch. T_ e di determinare in fr. 1'800'000.– il valore della particella. Con decreto del 4 ottobre 2016 il presidente della Camera ha concesso al reclamo effetto sospensivo.
E.
Con osservazioni del 21 ottobre 2016 l’UE si è rimesso al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente.

Considerations:
Considerato
in diritto: 1.
Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato emesso il 19 settembre dall’
Ufficio di esecuzione di Biasca, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).
2.
A sostegno del ricorso RI 1 argomenta che il 18 giugno 2012, su incarico dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, l’arch. _ C_ ha redatto una perizia sulla particella n. _ RFD di _, che ne ha stabilito in fr. 2'101'880.– il valore reale e in fr. 1'800'000.– il valore venale. Il ricorrente pretende che l’UE è a conoscenza di questa perizia, motivo per il quale egli considera che la decisione d’incaricare un architetto per eseguire una nuova stima è un atto superfluo che viola il principio di proporzionalità.
3.
Con osservazioni del 21 ottobre 2016 l’UE evidenzia di aver conferito il mandato per l’allestimento del referto peritale senza sapere dell’esistenza di una perizia datata 18 giugno 2012. In ogni caso, visto il tempo trascorso dal suo allestimento, a mente dell’ufficio si giustifica l’acquisizione di un nuovo referto, ritenute le forti oscillazioni dei prezzi intervenute negli ultimi cinque anni sul mercato immobiliare.
4.
Per l’art. 97 cpv. 1 LEF il funzionario stima gli oggetti pignorati facendosi assistere, ove occorre, da periti. Il ricorso a un perito rientra nel potere di apprezzamento dell’organo esecutivo (
Foëx
, in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005,
n. 10 ad art. 97 LEF;
Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Band I, 1997
, n. 8 e 9 ad art. 97 LEF) ed è in particolare indicato quando la stima di un oggetto richiede conoscenze speciali che l’Ufficio non possiede (DTF 93 III 20;
Foëx
, op. cit., n. 14 ad art. 97). Ciò vale anche per la (seconda) stima imposta dalla legge per i fondi prima della messa all’asta (art. 140 cpv. 3 e 156 cpv. 1 LEF).
5.
Nel caso di specie il 18 giugno 2012 l’arch. _ C_, funzionario dell’Ufficio cantonale di stima, ha peritato la particella n. _ RFD di _ assegnandole un valore di stima reale di fr. 2'101'880.–, un valore di reddito di fr. 1'701'493.– e un valore venale di fr. 1'800'000.–. Il problema è che la perizia risale a oltre quattro anni fa e persegue uno scopo che non è esattamente quello per cui l’UE ha ordinato la nuova perizia, giacché il valore venale stimato dall’arch. C_ è
“il prezzo di vendita che si può ottenere normalmente in una libera contrattazione di compravendita”
(doc. C pag. 9) e non in un’asta pubblica. Qualora l’Ufficio, come in concreto, abbia elementi per ritenere che la stima non sia più idonea visto il lungo tempo trascorso dalla precedente stima (cfr.
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 176 ad art. 140) e
le forti oscillazioni dei prezzi intervenute nel frattempo sul mercato immobiliare
,
rientra nel suo potere di apprezzamento decidere di ordinarne una nuova tendente ad accertare i
l valore di stima attuale determinante, ossia quello riferito al prezzo che probabilmente si otterrebbe in caso di vendita all’asta eseguita nei termini di legge, ossia a breve termine (sentenza della CEF 15.2005.47 del 2 giugno 2005 consid. 3;
Foëx
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010
, n. 10 ad art. 97 LEF, con rif.
).
Ricordato che il quadriennio è proprio la durata del ciclo d’osservazione
dell’evoluzione dei fattori influenti sulla stima ufficiale
(art. 24 del regolamento della Legge sulla stima ufficiale della sostanza immobiliare, RL 10.2.9.1.1) e che secondo il decreto esecutivo concernente l’aggiornamento intermedio dei valori di stima ufficiale sulla sostanza immobiliare sul territorio del Cantone Ticino le stime ufficiali nel Comune di _ (polo D fascia 3) saranno aumentate del 19.99% (Bollettino ufficiale delle leggi 25/2016 pag. 264) a partire del 1° gennaio 2017, non si può considerare che l’UE abbia trasceso il proprio potere d’apprezzamento nell’adottare la decisione impugnata, che appare proporzionata alle circostanze concrete del caso in esame, non solo perché è idonea a raggiungere lo scopo informativo posto a fondamento degli art. 140 cpv. 3 e 156 cpv. 1 LEF ma è pure ragionevolmente necessaria in una situazione in cui sono trascorsi oltre quattro anni da una precedente perizia eseguita in un contesto diverso da quello di una procedura esecutiva
.
Il ri
corso va di conseguenza respinto.
6.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).