Decision ID: 837172e6-de08-5df3-9e7d-f083d070f262
Year: 2012
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
Visto:
la domanda di asilo che il ricorrente ha presentato in data (...) in Svizze-
ra,
i verbali di audizione del 20 febbraio 2012 (di seguito: verbale 1) e del
6 giugno 2012 (di seguito: verbale 2),
il verbale della decisione dell'UFM del 6 giugno 2012, notificata oralmente
al ricorrente il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),
il ricorso inoltrato dal ricorrente l'8 giugno 2012 (cfr. timbro del plico rac-
comandato),
l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale amministrativo
federale (in seguito: il Tribunale) in data 11 giugno 2012,
i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-
randi che seguono,

Considerations:
e considerato:
che le procedure in materia di asilo sono rette dalla Legge federale del
20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla
Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF,
RS 173.32) e dalla Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),
che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni
dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di
estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in
cerca di protezione (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e
art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),
che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai
sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato
non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa,
che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione
dell'asilo è inammissibile,
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che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che
adempie le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,
che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, il ricorrente ha dichiara-
to di essere cittadino tunisino, originario di B._ (Tunisia),
che l'interessato avrebbe vissuto in Tunisia sino al (...), data in cui sareb-
be espatriato in Italia in cerca di un lavoro e di un futuro migliore (cfr. ver-
bale 1, pag. 6 e 7),
che il medesimo avrebbe viaggiato in barca da C._ (Tunisia) sino
a D._ (Italia) privo di documenti; che allo sbarco sarebbe stato
controllato dalle autorità italiane e trasferito presso il Centro profughi di
E._ (Italia), dove sarebbe rimasto per trenta giorni; che dal Centro
profughi si sarebbe trasferito a F._ (Italia) e avrebbe vissuto a
G._ (Italia) per un anno; che, a seguito di un'intimazione di espul-
sione rilasciata dalle autorità di F._, si sarebbe trasferito a
H._ (Italia), dove avrebbe lavorato sino al (...); che avrebbe quindi
vissuto in Sicilia sino al (...) del 2012, eccetto due brevi soggiorni in Fran-
cia nel (...) e nel (...); che, il (...), sarebbe giunto in treno, privo di docu-
menti, a I._ (Svizzera),
che, nella decisione del 6 giugno 2012, l'UFM ha considerato che il
ricorrente non ha inoltrato domanda di asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, in
quanto egli non ha espresso la volontà di cercare dalla Svizzera una pro-
tezione contro persecuzioni,
che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda
ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato
l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la relativa esecuzione sic-
come lecita, esigibile e possibile,
che, nel ricorso, l'insorgente fa valere che con la propria domanda di asilo
avrebbe chiesto protezione alla Svizzera per salvarsi da un destino di ab-
bandono senza prospettive; che nel suo Paese avrebbe avuto gravi pro-
blemi in relazione a violenze che avrebbe subito in famiglia; che, non tro-
vando lavoro, si sarebbe trovato in una situazione tale da metterne a ri-
schio la vita,
che, in sostanza, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annullamento
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità inferiore
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per una nuova decisione nel merito della sua domanda di asilo e, in via
sussidiaria, la concessione dell'asilo, alternativamente dell'ammissione
provvisoria; che egli ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal
versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese
processuali,
che, giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di domande di asi-
lo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi,
che, ai sensi dell'articolo 18 LAsi, è considerata come domanda di asilo
ogni dichiarazione con cui una persona manifesta di volere ottenere dalla
Svizzera una protezione contro persecuzioni; che la nozione di persecu-
zione presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che, pertan-
to, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti dall'agire
umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate unica-
mente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di
agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per
contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi
dell'art. 18 LAsi, in senso lato, non soltanto i seri pregiudizi previsti
all'art. 3 LAsi (qualità di rifugiato), ma ugualmente gli ostacoli all'esecu-
zione dell'allontanamento di cui all'art. 44 cpv. 2 LAsi (cfr. Giurisprudenza
ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo
[GICRA] 2003 n. 18 ),
che sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima resi-
denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione,
nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro
opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali
pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così come stabilita
all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri moti-
vi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio Paese di origi-
ne o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da una situazio-
ne di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita precarie, difficoltà
a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti) o dalla disorganiz-
zazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da problemi analoghi, ai
quali ogni persona, nel Paese in questione, può essere confrontata,
che, nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione
contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto
personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere e-
sposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese di origine,
a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, apparte-
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nenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche
(art. 3 LAsi),
che, infatti, la motivazione addotta dal ricorrente – e ribadita in sede di ri-
corso (cfr. ricorso, pag. 2) – per giustificare il proprio espatrio è da ricon-
durre essenzialmente all'assenza di lavoro e prospettive migliori per il
proprio futuro (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 3, D20); che, d'al-
tronde, il ricorrente ha affermato che, se avesse trovato un lavoro stabile
in Tunisia, non avrebbe lasciato il proprio Paese (cfr. verbale 2, pag. 3,
D22); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non rientrano,
in tutta evidenza, nella definizione di persecuzione in senso lato giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAsi,
che, peraltro, egli ha confermato a più riprese di non avere mai avuto
problemi in Patria, né con le autorità locali, né con terze persone
(cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 4, D24),
che, inoltre, il ricorrente si è limitato ad asserire in modo generico che, in
caso di rientro in Patria si troverebbe senza un'abitazione e una famiglia,
oltre che privo di un lavoro e di prospettive per il futuro (cfr. ricorso,
pag. 2, § 2), rispettivamente che la situazione in Tunisia sarebbe dram-
matica considerata la povertà e la corruzione nel Paese; che, in sostanza,
in Patria vi sarebbe una situazione di instabilità e insicurezza generale ta-
le da pregiudicargli ogni possibilità di condurre una vita dignitosa
(cfr. ricorso, pag. 2, §3 ),
che, del resto, dalle carte processuali non emergono elementi da cui de-
sumere che l'insorgente in Tunisia possa essere confrontato al rischio re-
ale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del
10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli,
inumani o degradanti (RS 0.105),
che, per di più, la situazione in Tunisia non è caratterizzata da guerra,
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popo-
lazione nell'integralità del territorio nazionale,
che, da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della
domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi,
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che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-
tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisio-
ne impugnata va confermata,
che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1
sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1,
RS 142.311]),
che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della
Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);
che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),
che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha
confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla
domanda di asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del prin-
cipio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente rico-
nosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressamente
enunciato all'art. 33 della convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei
rifugiati (Conv., RS 0.142.30), nonché degli impegni di diritto internaziona-
le assunti dalla Svizzera (v. GICRA 1996 n. 18 consid. 14b lett. e pag. 186
e ivi riferimenti),
che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento
è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr),
che, quanto alla situazione personale del ricorrente, le autorità di asilo
possono esigere nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento un certo
sforzo da parte di persone in giovane età e in buona salute che permetta
loro, in caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate alla ricerca di
un alloggio e di un impiego assicurante il minimo vitale (cfr. in particolare
sentenze del Tribunale D-1336/2010 del 22 marzo 2010; D-1272/2010 del
5 marzo 2010; D-932/2010 del 1° marzo 2010; D-8010/2009 del
3 febbraio 2010; cfr. anche DTAF 2010/41, consid. 8.3.5 pag. 590),
che egli è giovane, possiede una formazione scolastica elementare e
vanta esperienze professionali pluriennali quale (...) e (...) (cfr. verbale 1,
pag. 3-4 e 6; verbale 2, pag. 3, D13 e D19); che, inoltre, in Patria vivono
tutt'ora il padre, la matrigna, due sorrellastre, tre fratellastri e una sorella
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con il di lei marito (cfr. verbale 1,
pag. 5); che, infine, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di
gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione prov-
visoria (cfr. sulla problematica DTAF 2009/2, consid. 9.3.2, pag. 21), sen-
za che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di
una permanenza in Svizzera per motivi medici,
che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pa-
ese di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e
art. 83 cpv. 4 LStr),
che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente,
usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-
spensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34, consid. 12, pagg. 513-515);
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,
che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in mate-
ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,
che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni ricor-
suali tendenti all'annullamento della decisione impugnata e alla trasmis-
sione degli atti all'autorità inferiore per una nuova decisione vanno respin-
te,
che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplifi-
cata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo
giudice (art. 111 lett. e LAsi),
che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spe-
se processuali è divenuta senza oggetto,
che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.—,
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse
e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
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