Decision ID: 9ac53318-ea39-5855-997e-fea8deef0557
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 19 dicembre 1997 _ ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione interposta da _ al PE sopra menzionato notificatole per l’incasso di fr. 6’370.–, importo corrispondente al salario di spettanza di _ -debitore della procedente per complessivi fr. 51’816.70 (doc. B)- pignorato presso la datrice di lavoro di quest’ultimo _;
che a valere quale titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione l’istante ha prodotto un’autorizzazione a procedere (doc. D) con la quale l’UE di Lugano ha autorizzato l’istante a far valere per proprio conto l’importo pignorato presso _ e da questa trattenuto anziché riversarlo all’UE (doc. C);
che l’escussa si è opposta alla domanda avversaria contestando l’esigibilità del credito posto in esecuzione a dipendenza dell’inoltro da parte di _ di un appello alla Camera di esecuzioni e fallimenti avente per oggetto il salario oggetto del pignoramento controverso;
che con il querelato giudizio il primo giudice, respinta l’eccezione di inesigibilità del credito non avendo il ricorso inoltrato da _ effetto sospensivo, ha accolto l’istanza attribuendo all’assegno per l’incasso di ragioni creditorie (doc. D) la qualifica di valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF;
che con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC: la ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente considerato quale valido titolo di rigetto dell’opposizione il doc. D;
che con osservazioni 9 marzo 1998 la controparte postula la reiezione del gravame eccependone innanzi tutto la nullità dal punto di vista formale;
che giusta l’art. 327 lett. g CPC -disposto sul quale la ricorrente basa esplicitamente il suo ricorso evidenziando altresì il titolo di cassazione invocato contrariamente a quanto preteso da controparte- una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove;
che secondo l’art. 82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il credito si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di pagare una determinata somma di denaro; dichiarazione che dev’essere chiara, esplicita, non equivoca e non soggetta ad interpretazione (
Rep
1972 345, 1979 394, 1989 338;
DTF
106 III 99;
Favre
, Droit des poursuites, 154;
Panchaud/Caprez
, La mainlevée de l’opposition, 1980, § 6;
Gilliéron
, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 1993, pag. 150-152);
che nella procedura di rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio e in ogni stadio di causa se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (
Rep
1972 344, 1975 101, 1989 331;
CCC
31.8.1988 in re C./T., 13.4.1989 in re M./D.SA);
che in concreto, contrariamente a quanto concluso dal primo giudice e indipendentemente dall’esito dell’appello inoltrato da _ contro il pignoramento del salario oggetto della presente procedura ricorsuale, dalla documentazione prodotta dall’istante non si evince alcun titolo di rigetto dell’opposi-zione, tantomeno un riconoscimento di debito ai sensi della dottrina sopra richiamata;
che in particolare il formulario denominato “assegno per l’incas-so di ragioni creditorie” (doc. D) non contiene nessuna dichiarazione con la quale l’escussa _ si sarebbe riconosciuta debitrice nei confronti della procedente per l’importo posto in esecuzione, dichiarazione che peraltro non figura in nessuno dei documenti agli atti;
che il documento in esame non contiene null’altro che un’autorizzazione rilasciata dall’ufficio esecuzioni al creditore pignorante che ne fa richiesta, di procedere per proprio conto e a suo rischio al recupero del suo credito (
Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann
, SchKG, 4. Aufl. 1997, art. 131, N. 20) una volta accertata l’impraticabilità della trattenuta sul salario, ordinata dall’Ufficio alla datrice di lavoro;
che la forma del documento non deve trarre in inganno sulla sua effettiva portata, deducibile esclusivamente da suo contenuto: esso non incorpora né la volontà della debitrice (nel senso di un riconoscimento di debito), né è parificabile a sentenza, poichè in tal senso non v’è norma alcuna di legge (cfr. art. 28 LALEF);
che di conseguenza il giudizio pretorile che ha erroneamente concluso all’esistenza di un valido riconoscimento di debito, deve essere annullato poichè frutto di un’errata applicazione del diritto sostanziale, in specie dell’art. 82 LEF;
che accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera deve decidere il merito della controversia.

Considerations: