Decision ID: 0333d8f9-218f-4eca-bc1b-9fb98f0feee5
Year: 2022
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Il 12 febbraio 1910 PI 7 si è unito in prime nozze con PI 8, nata _; la coppia ha avuto tre figli, PI 9, PI 10 e PI 11. Quest’ultimo è deceduto il 26 dicembre 1914.
Dopo la morte di PI 8, il 20 maggio 1939 PI 7 si è unito in seconde nozze con PI 12, nata _; la coppia ha avuto un figlio, PI 1.
PI 7 è deceduto il 5 luglio 1969; gli sono succeduti i tre figli di primo letto e la moglie PI 12, che è deceduta il 4 ottobre 1999, lasciando come erede il figlio PI 1.
B.
Frattanto, il 24 settembre 1942, PI 13 si è unito in matrimonio con PI 9, nata _; il 15 settembre 1942 la coppia ha avuto una figlia, PI 14.
PI 13 è deceduto l’11 febbraio 1966 e PI 9 il 29 aprile 1981; è succeduta loro la figlia PI 14.
C.
Il 29 gennaio 1944, PI 10 ha sposato PI 15, nata _; la coppia ha avuto tre figli, PI 16, PI 2 e PI 4.
PI 10 è deceduto il 6 settembre 1996 e la moglie PI 15 il 31 maggio 2010; sono succeduti loro i tre figli.
D.
Nel frattempo, il 7 dicembre 1971 PI 16 ha sposato PI 17, nata _; la coppia non ha avuto figli.
PI 16 è deceduto il 17 novembre 2014; gli è succeduta la moglie PI 17.
E.
Con atto dell’11 aprile 2016, PI 14 ha ceduto al cugino PI 4 le sue ragioni ereditarie nelle successioni di suo padre PI 13 e di sua madre PI 9.
Con atto del 5 gennaio 2021, PI 17 ha ceduto alla cognata PI 2, nata _, le sue ragioni ereditarie nella successione di suo marito, PI 16.
F.
Nelle 15 esecuzioni (formanti il gruppo n. 1) promosse il 16 dicembre 2016 dalla Confederazione Svizzera e dallo Stato del Cantone
Ticino nei confronti d’PI 1 per fr. 19'916.80 (al 28 novembre 2022), l’8 maggio 2017 la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione
(UE) ha pignorato i diritti spettanti all’escusso nella comunione ereditaria del padre fu PI 7 (designata solo con la menzione dei suoi componenti indicati nel registro fondiario, ossia, oltre all’escusso, PI 4 e PI 2, così come i defunti PI 16 e PI 15). Nel verbale di pignoramento l’UE ha elencato quali beni ap-partenenti alla comunione “in particolare” i fondi n. _, _ e _ RFD _ e n. _ e _ RFD _, sui quali non grava alcuna ipoteca. Ha stimato in fr. 1.– il valore della quota ereditaria imprecisata spettante all’escusso.
G.
Avendo
la Confederazione Svizzera e il Cantone Ticino
chiesto il 19 luglio 2017 la realizzazione
delle quote pignorate, l’UE ha convocato i creditori procedenti e i membri superstiti della comunione ereditaria a un’udienza tenutasi il 10 gennaio 2022 a norma dell’art. 9 dell’Ordinanza concernente il pignoramento e la realizzazione di diritti in comunione (ODiC,
RS 281.41), in occasione della quale nessuna conciliazione
ha potuto essere raggiunta, essendo presente solo PI 4.
H.
Il 17 gennaio 2022 l’Ufficio ha quindi assegnato agl’interessati un termine di dieci giorni per presentare eventuali proposte concrete
per la realizzazione della quota ereditaria d’PI 1. Nel termine
impartito non è pervenuta all’UE alcuna proposta.
I.
Il 20 settembre 2022 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di realizzazione della quota ereditaria spettante all’escusso, precisando che il valore di stima ufficiale dell’intera successione è di fr. 163'700.50 e ch’esso aveva assegnato alla predetta quota un valore di fr. 54'500.–.

Considerations:
Considerando
in diritto: 1.
Ricevuta la domanda di vendita d’una parte in comunione, l’ufficio d’esecuzione convoca tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 ODiC), dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 ODiC).
L’autorità di vigilanza deve determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF) scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC).
Nei casi in cui il valore della quota è determinato, l’art. 10 cpv. 3 ODiC ammette sia la soluzione dello scioglimento della comunione sia la vendita all’asta della quota, mentre in linea di massima esclude quest’ultima se il valore della quota non è sufficientemente determinato. In altre parole, la norma limita unicamente a scapito della seconda soluzione la scelta tra i due modi di realizzazione, la quale per il resto è questione di opportunità che rientra nel potere d’apprezzamento dell’autorità di vigilanza (DTF 96 III 15-16, consid.
2;
Bettschart
in: Commentaire romand de la LP, 2005, n. 13 ad art. 132 LEF).
L’art. 10 cpv. 3 ODiC tende a evitare una vendita a vil prezzo della quota pignorata (DTF 96 III 16, consid.
3;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol. II, 2000, n. 32 ad art. 132 LEF).
Orbene, un simile rischio esiste in particolare quando il valore di stima della quota supera ampiamente il valore dei crediti posti in esecuzione. In siffatta ipotesi, in effetti, in sede di asta i creditori non hanno alcun interesse a rilanciare quando l’offerta ha superato l’importo dei loro crediti. Sussiste quindi il rischio concreto che la quota venga aggiudicata a un prezzo ampiamente inferiore al suo valore reale. La soluzione dello scioglimento garantisce invece che
l’ufficio, dopo aver estinto i crediti, possa riversare un’eventuale eccedenza
all’escusso (sentenza della CEF
15.2022.12
del 5 agosto 2022, consid. 1.1).
2.
Nel caso di specie, l’UE
ha chiesto di determinare il modo di realizzazione dell’interessenza spettante a PI 1 nella comunione ereditaria
“fu PI 15, deceduta il 31.5.2010”
. La designazione è errata. PI 15 (
†
2010) era infatti una componente della comunione ereditaria del suocero PI 7, unico ascendente comune dell’escusso PI 1 e dei fratellastri PI 9 (
†
1981), PI 10 (
†
1996) e PI 11 (
†
1914) (sopra ad A e C). La quota dell’escusso, che l’UE ha apparentemente stabilita essere di
1⁄3
(come quelle degli altri due eredi PI 4
e PI 2), siccome l’ha valutata in fr. 54'500.–
a
fronte di un valore di stima di fr. 163'700.50 per l’intera successione,
in realtà è di 1⁄2, come ci si appresta a spiegare.
2.1
Giusta l’art. 457 CC, in assenza di disposizioni
mortis causa
, unici eredi del
de cuius
sono i suoi figli (cpv. 1); essi succedono in parti uguali (cpv. 2). Tuttavia, giusta l’art. 462 cpv. 1 aCC (modificato con effetto dal 1° gennaio 1988), se al
de cuius
sopravviveva anche il coniuge, questi poteva reclamare, a sua scelta, o l’usufrutto della metà o la proprietà di un quarto della successione; oggi, nella stessa situazione, il coniuge superstite riceve di diritto la metà della successione (art. 462 cpv. 1 nCC). Se al
de cuius
sopravvive solo il coniuge superstite, egli riceve di diritto l’intera successione (art. 462 n. 3 CC).
2.2
Alla morte di PI 7, il 5 luglio 1969, gli sono subentrati sua moglie PI 12 e i figli superstiti di primo letto PI 9 e PI 10 (mentre PI 11 era premorto), così come quello di secondo letto PI 1 (sopra ad A). Secondo il certificato ereditario emesso il 2 gennaio 1978 dal Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, il padre non ha lasciato disposizioni di ultima volontà, sicché i suoi eredi erano la moglie e i tre figli. Poiché dagli atti non risulta che la moglie abbia reclamato l’usu-frutto della successione e gli attuali membri della comunione ereditaria non l’hanno neppure allegato, PI 12 risulta aver optato per la proprietà di 1⁄4 della successione maritale (art. 462 cpv. 1 aCC), di modo che i figli superstiti del defunto hanno ereditato
1⁄3
ciascuno dei 3⁄4 restanti, ossia 1⁄4 della successione (art. 457 cpv. 1-2 CC).
2.3
Alla morte di PI 12, il 4 ottobre 1999, le è subentrato suo figlio PI 1 (sopra ad A). Secondo il certificato ereditario emesso il 9 maggio 2000 dal Pretore del Distretto di Lugano, egli è l’unico erede della madre e ha quindi ereditato l’intero quarto materno (art. 457 cpv. 1 CC) della successione del padre, oltre a quello che già gli spettava. La sua quota, di cui si chiede di determinare il modo di realizzazione, è pertanto di 1⁄2 e il suo valore può essere stimato in fr. 81'850.25 (1⁄2 di fr. 163'700.50).
2.4
Per completezza, va rilevato che nella quota di 1⁄4 del fratellastro PI 10 sono subentrati al momento del suo decesso, il 6 settembre 1996, la moglie PI 15 per metà (art. 462 n. 1 CC) e i figli PI 16, PI 2 e PI 4 per un
1
⁄
6
ciascuno
(art. 457 cpv. 1-2 CC)
(sopra ad C). Non sono infatti note disposizioni di ultima volontà.
Alla morte della madre, il 31 maggio 2010, i tre figli hanno ereditato ognuno
1
⁄
3
della quota di lei di
1
⁄
8
(pari a 1⁄2 x 1⁄4), ovvero
1
⁄
24
, andato ad aggiungersi al
1
⁄
24
(=
1
⁄
3
x
1
⁄
8
) già di loro spettanza, sicché la loro quota totale era di
1
⁄
12
ciascuno.
Secondo il certificato ereditario emesso il 5 luglio 2010 dal Pretore del Distretto di Lugano, essi erano in effetti gli unici eredi della madre. La quota di PI 16 è passata a suo decesso, il 17 novembre 2014, alla moglie PI 17, non risultando dagli atti ch’egli abbia lasciato disposizione
mortis causa
. Infine,
con atto del 5 gennaio 2021, PI 17 ha ceduto alla cognata PI 2 le sue ragioni ereditarie, pari a
1
⁄
12
della successione del nonno, che sommato al
1
⁄
12
che già le spettava, le conferisce una quota totale di
1
⁄
6
.
Mentre
l’ultima quota di 1⁄4 della sorellastra PI 9 (sopra ad 2.2), diventata nel frattempo vedova, è passata al suo decesso, il 29 aprile 1981, integralmente (in assenza di disposizioni
mortis causa
note) alla figlia PI 14 (sopra ad B), la quale l’ha ceduta al cugino PI 4
con
atto dell’11 aprile 2016. Aggiunta al
1
⁄
12
che già gli spettava nella successione della madre (v. sopra), la sua quota globale ammonta a
1
⁄
3
(=
1
⁄
4
+
1
⁄
12
).
3.
Ciò posto, poiché il valore dell’interessenza pignorata è sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 ODiC, quali modi di realizzazione entrano in considerazione sia lo scioglimento della comunione ereditaria, sia la vendita all’asta della relativa quota ereditaria dell’escusso (sopra consid. 1).
3.1
Nella fattispecie, il secondo modo di realizzazione – la vendita all’asta della quota ereditaria – va però escluso, perché l’importo totale dei crediti per cui è stato ottenuto il pignoramento dell’interessenza, di poco più di fr.
20'000.– (sopra ad F), è nettamente inferiore al valore della quota ereditaria spettante all’escusso nella comunione ereditaria del padre, di oltre fr. 80'000.– (sopra consid. 2.3), sicché, con la licitazione della quota, si rischierebbe una vendita a vil prezzo (sopra consid. 1).
3.2
Va dunque preferito il primo modo di realizzazione – lo scioglimento della comunione ereditaria. La
soluzione alternativa dell’assegnazione della quota ai creditori giusta
l’art. 131 cpv. 2 LEF (cfr. art. 13 cpv. 1 ODiC) è esclusa quando si tratti di quota ereditaria (art. 13 cpv. 2 ODiC). Nel caso concreto poi, a fronte del valore dell’interessenza, le
spese connesse alla
divisione della successione – da saldare con quanto otterrà l’escusso
nella divisione (art. 13 cpv. 2 ODiC) – appaiono coperte. Giova di conseguenza ordinare all’UE di procedere a richiedere lo scioglimento della comunione e la liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 ODiC; decisione della CEF
15.2008.80 del 20 gennaio 2009,
RtiD 2009 II 762 seg. n. 58c). È comunque fatta salva la possibilità per la comunione ereditaria di evitare lo scioglimento pagando i crediti per i quali la quota dell’escusso è stata pignorata oppure formulando un’offerta di vendita della quota a trattative private che possa essere accettata da tutti i creditori pignoranti e dall’escusso (art. 130 LEF; v.
Bettschart
, op. cit., n. 15 ad art. 132).
4.
Nel Canton Ticino l’autorità competente ai sensi dell’art. 609 CC per intervenire nella divisione in luogo dell’erede le cui ragioni successorie sono state pignorate è l’ufficiale delle esecuzioni (art. 96 cpv. 2 LAC).
4.1
Incomberà quindi a lui chiedere la divisione della successione alla competente autorità qualora i coeredi dovessero opporvisi (art. 12 e 13 cpv. 2 ODiC), e gli spetta anche di rappresentare l’escusso nella procedura (decisione della CEF 15.2021.105 del 26 gennaio 2022, consid. 3.1). Le spese connesse alla procedura di divisione devono essere anticipate dai creditori (art. 13 cpv. 2 ODiC), pena la rinuncia alla realizzazione e la decadenza del pignoramento (art. 68 cpv. 1 LEF). Contrariamente a quanto sostenuto da
Gilliéron
(op. cit., n. 35 ad art. 132), gli art. 10 cpv. 4 e 13 cpv. 1 ODiC sono inapplicabili, altrimenti i creditori potrebbero agevol-mente aggirare la tutela prevista dall’art. 10 cpv. 3 ODiC a favore del debitore.
4.2
L’Ufficio procederà poi, nella misura necessaria al soddisfacimento
dei creditori, a realizzare i beni attribuiti all’escusso nella divisione, al fine di poter disporre della necessaria liquidità per estinguere i crediti a beneficio dei quali la quota è stata pignorata.
5.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).