Decision ID: 9d531380-c00c-5fdc-bb23-7bc36fc5c8be
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 10 gennaio 1999 _ ha convenuto in giudizio _ al fine di ottenere il pagamento di fr. 860.95 oltre accessori, corrispondenti ai danni dallo stesso subiti a dipendenza di un incidente della circolazione che ha coinvolto le parti il 30 dicembre 1996 in territorio di _;
che con il querelato giudizio il primo giudice, posto che il convenuto non ha contestato la pretesa dell’istante non avendo partecipato al contraddittorio, ha accolto l’istanza ritenendo sufficientemente comprovato il credito fatto valere in causa;
che con il presente tempestivo gravame _ è insorto contro il predetto giudizio lamentando principalmente la lesione del suo diritto di essere sentito per non aver potuto partecipare al contraddittorio: sostiene al proposito di non aver potuto ritirare la citazione all'udienza a dipendenza dell'indirizzo errato indicato sulla busta di spedizione;
che giusta l’art. 327 lett. e CPC, relativo alla violazione del diritto di essere sentito garantito dall’art. 4 Cost., una sentenza del giudice di pace o del pretore deve essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le proprie ragioni;
che nella fattispecie con ordinanza 3 maggio 1999, spedita mediante invio raccomandato no. 415, il giudice di pace ha citato le parti all’udienza del 26 maggio 1999 per la discussione;
che la raccomandata destinata a _, indirizzatagli in “_ ” a _ anziché in “_ ”, come correttamente indicato nell’istanza, non è stata ritirata dall’inte-ressato e, scaduto il periodo di giacenza, è stata rinviata alla giudicatura di pace;
che quando, al dilà di ogni considerazione sulla particolarità dell'errore d'indirizzo in esame, il destinatario di una raccomandata contesta di averla ricevuta e la prova del contrario non può essere portata, la notifica non può essere considerata conforme;
che infatti non può essere escluso che anche tale minimo errore abbia effettivamente impedito la corretta citazione delle parti al contraddittorio, compromettendo la regolarità del processo;
che quindi, in applicazione dell’art. 142 cpv. 1 lett. b CPC (nullità degli atti di procedura lesivi del diritto di essere sentiti), la sentenza impugnata dev'essere dichiarata nulla (art. 327 lett. e CPC);
che l’incarto deve così essere ritornato al primo giudice affinché proceda a un nuovo giudizio previa riconvocazione delle parti all’udienza di contraddittorio, anch'essa nulla per i medesimi motivi che inficiano la sentenza;
che, rilevata d’ufficio l’irregolarità del giudizio, la notifica del ricorso alla controparte per eventuali osservazioni perde significato e il ricorso può essere evaso senz’altro (
CCC
23 giugno 1993 in re P./S.);
che vista la particolarità del caso non si prelevano spese né tasse di giustizia, né si giustifica l’assegnazione di un’indennità al ricorrente;
richiamati gli art. 327 segg. CPC

Considerations: