Decision ID: bcfe7ae7-88ac-4636-be3c-0939100d58e6
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_005
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
I. Ritenuto in fatto:
1. C._ è proprietario del fondo n. E._ (RF di B._), mentre
A._ è proprietaria del fondo contiguo n. F._. Essi sono
comproprietari (in ragione di metà ciascuno) della piccola particella di ca.
30 m2 situata tra le loro rispettive particelle al confine con la strada
cantonale.
2. Il 4 settembre 1998 l'allora proprietaria del fondo n. E._ (G._,
rappresentata da D._) e A._ avevano inoltrato all'Ufficio tecnico
cantonale una richiesta per ottenere un accesso sulla strada cantonale
attraverso il fondo n. H._. Contemporaneamente, in modo da poter
realizzare un garage l'allora proprietaria del fondo n. E._ aveva
trasmesso una seconda richiesta munita di piano esecutivo (domanda di
costruzione a distanza ravvicinata alla strada cantonale) per la
"costruzione di una porta a scopo diverso all'edificio n. I._ sulla
facciata sud come pure la demolizione fino all'altezza di cm 60 dal suolo
stradale dell'esistente cinta letame".
3. Con decreto del 26 ottobre 1998 l'allora Dipartimento costruzioni, trasporti
e foreste dei Grigioni (oggi: Dipartimento infrastrutture, energie e mobilità
dei Grigioni [DIEM]) aveva autorizzato sia il progetto di costruzione a
distanza ridotta sia l'accesso alla strada cantonale.
4. Il 18 agosto 2020 C._ (risp. il suo rappresentante D._) ha
inoltrato al Comune di B._ una domanda di costruzione per la
ristrutturazione e trasformazione ad uso abitativo della stalla sul fondo n.
E._ (fabbricato n. I._). Siccome tale fabbricato si trova a pochi
metri dalla strada cantonale, nel quadro di una procedura coordinata la
domanda di costruzione è stata trasmessa anche all'Ufficio tecnico
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cantonale risp. al DIEM per approvazione (domanda di costruzione a
distanza ridotta).
5. Il 26 ottobre 2020 C._ ha inoltrato al Comune una domanda di
costruzione per la formazione di due parcheggi (scoperti) sul fondo n.
E._ con accesso attraverso il fondo n. H._ e realizzazione di un
muro di contenimento al confine con il fondo. n. F._. Anche questa
domanda è stata trasmessa al DIEM. Durante il periodo d'esposizione
pubblica, il 13 novembre 2020 A._ ha sollevato opposizione avverso
questa domanda.
6. Con decisione del 30 dicembre 2020 il DIEM ha approvato la domanda di
costruzione del 18 agosto 2020 (domanda di costruzione a distanza
ridotta) con oneri e condizioni. In tale decisione esso ha specificato che
l'allacciamento stradale ai parcheggi è previsto tramite l'accesso sulla
particella n. H._ approvato con decisione del 26 ottobre 1998, la quale
mantiene la sua validità.
7. Con decisione 15/16 febbraio 2021 il Comune di B._ ha rilasciato la
licenza edilizia alla domanda di costruzione del 26 ottobre 2020 e ha
respinto l'opposizione di A._. Il richiedente C._ ha in seguito
iniziato l'esecuzione dei lavori.
8. Contro questa decisione A._ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato
ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 18 marzo
2021, chiedendo che la rispettiva licenza edilizia sia annullata e gli atti
siano rinviati al Comune per completamento dell'istruttoria e nuova
decisione. In via procedurale, ella ha chiesto il conferimento dell'effetto
sospensivo al ricorso. In sostanza, ella ha addotto che il Comune avrebbe
dovuto notare che C._ non ha chiesto e non ha ottenuto dal Cantone
il diritto di attraversamento dell'(intero) fondo n. H._ – in comproprietà
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con ella – per raggiungere il parcheggio progettato sul suo fondo
n. E._, e che questo diritto avrebbe potuto ottenerlo soltanto con una
richiesta congiunta con ella al DIEM. Riguardo all'effetto sospensivo, la
ricorrente ha specialmente sottolineato che per ella sarebbe di vitale
importanza che C._ non esegua la sistemazione esterna o perlomeno
la parte a ridosso del fondo n. F._ (muro di contenimento della strada
d'accesso), perché tale opera sarebbe quella che la priverebbe del suo
diritto di urbanizzare anch'essa il proprio fondo n. F._ nella parte a
monte.
9. Il 22 marzo 2021 il Giudice istruttore ha assegnato al Comune e a C._
un termine fino al 19 aprile 2021 per prendere posizione in merito al
conferimento all'effetto sospensivo al ricorso richiesto dalla ricorrente e un
termine fino al 27 aprile 2021 per la presa di posizione nel merito del
ricorso stesso.
10. Con scritto del 24 marzo 2021 la ricorrente ha eccepito che non è stata
rilasciata nessuna decisione provvisoria conferente l'effetto sospensivo al
ricorso e ha sottolineato che, come da fotografie allegate da C._,
questi starebbe già eseguendo le opere di sistemazione esterna nell'area
toccata, pregiudicando così la situazione.
11. Con decreto del 29 marzo 2021 il Giudice istruttore ha conferito in via
superprovvisionale l'effetto sospensivo al ricorso limitatamente ai lavori
sulla particella n. H._ nonché al muro di contenimento a ridosso della
particella n. F._.
12. Con scritto dell'8 aprile 2021 C._ (qui di seguito: convenuto 2) ha
affermato che sulla particella n. H._ non sarebbe stato e non verrebbe
eseguito nessun lavoro. Piuttosto, un'auto parcheggiata sull'accesso
esistente gli impedirebbe di accedere al garage esistente e al libero
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accesso alla particella n. E._ per la costruzione dello stabile n. d'ass.
I._ via strada cantonale. In data 27 febbraio 2021 avrebbe notificato
al Municipio l'inizio dei lavori per la formazione carreggiabile in relazione
alla costruzione dello stabile n. d'ass. I._. Il F._ marzo 2021
sarebbe stato corretto l'accesso al cantiere. In modo provvisorio per
reggere il terreno sarebbero stati depositati dei sassi fino all'altezza dei
parcheggi. Il materiale di scavo sarebbe stato previsto dietro i muri di
sostegno. Il convenuto 2 ha chiesto al Giudice istruttore di decretare un
relativo divieto di parcheggio e che non venga impedito l'accesso alla
particella n. E._.
13. Il 13 aprile 2021 il Comune di B._ (qui di seguito: convenuto 1) ha
rinunciato a prendere posizione in merito al conferimento dell'effetto
sospensivo e ha inoltre chiesto di invitare il DIEM a inoltrare una propria
presa di posizione nel merito.
14. Nella risposta del 19 aprile 2021 il convenuto 2 ha chiesto in via
preliminare che al ricorso sia negato l'effetto sospensivo e nel merito che
il ricorso per quanto ammissibile sia integralmente respinto.
15. Nella presa di posizione del 26 aprile 2021 il convenuto 1 ha chiesto il
rigetto del ricorso per quanto ricevibile.
16. Nella presa di posizione del 17 maggio 2021 il DIEM (qui di seguito:
convento 3) ha chiesto che il ricorso sia integralmente respinto nella
misura in cui è diretto contro la sua decisione.
17. Nella replica del 14 giugno 2021 la ricorrente si è riconfermata nei propri
petiti di ricorso.
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18. In sede di duplica, il 28 giugno 2021 il convenuto 1 ha confermato il proprio
petito della presa di posizione. Il 7 luglio 2021 il convenuto 2 ha chiesto
l'integrale rigetto del ricorso. Con scritto del 27 giugno 2021 il convenuto 3
ha rinunciato all'inoltro di una duplica.

Considerations:
II. Considerando in diritto:
1. Impugnata è la decisione su opposizione e la licenza edilizia del
convenuto 1 del 15/16 febbraio 2021 e con ciò anche la decisione
dipartimentale del convenuto 3 del 30 dicembre 2020 quale parte
integrante della licenza edilizia impugnata. Questo Tribunale è
competente per giudicare il ricorso contro questa decisione comunale
comprendente quella dipartimentale (cfr. art. 49 cpv. 1 lett. a e c della
Legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]). La tempestività
(art. 52 cpv. 1 LGA) nonché la forma (art. 38 LGA) del ricorso sono
rispettate. La legittimazione della ricorrente (art. 50 LGA), quale co-
destinataria della decisione impugnata e diretta confinante con il fondo di
costruzione, è data. In virtù della ratifica e conferma di rappresentanza del
3 giugno 2021 prodotta in sede di replica sono superflue delle disquisizioni
sulla sufficienza della procura della patrocinatrice di parte ricorrente. Si
entra pertanto nel merito del ricorso.
2. Controverso è se il convenuto 1 poteva rilasciare la licenza edilizia per la
realizzazione sul fondo n. E._ del convenuto 2 dei due parcheggi
progettati inclusa la sistemazione esterna per l'accesso con muro di
contenimento al confine con il fondo n. F._ della ricorrente.
3. La ricorrente fa essenzialmente valere che la richiesta per l'accesso ai
parcheggi previsti dal convenuto 2 attraverso il fondo n. H._ in
comproprietà con la ricorrente andava inoltrata con il suo.
Un'autorizzazione per un accesso alla parte in cui sono previsti i parcheggi
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sul fondo n. E._ non sussisterebbe, dacché il decreto del 26 ottobre
1998 avrebbe permesso soltanto un accesso al garage sul fondo n.
E._ del convenuto 2.
3.1.1. Giusta l'art. 89 cpv. 3 della Legge sulla pianificazione territoriale del
Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100) se il committente non è
proprietario del terreno edificabile, la domanda di costruzione va
controfirmata dal proprietario. Se questo non è proprietario del terreno
necessario per l'urbanizzazione, la licenza edilizia viene rilasciata soltanto
se i necessari diritti per l'urbanizzazione del progetto di costruzione sono
dimostrati nella domanda di costruzione.
3.1.2. D'accordo con la ricorrente va riconosciuto che suddetta norma è
evidentemente applicabile anche ai rapporti di comproprietà, come in
questo caso relativamente al fondo in discussione n. H._.
3.1.3. Stando a detta disposizione, la realizzazione di un accesso (o di una parte
di esso) sul suolo di terzi (o in comproprietà, come appena visto) deve
dunque essere giuridicamente garantita. Ciò può p. es. avvenire per
mezzo di accordi di diritto privato tra i proprietari. Siccome questa norma
di diritto pubblico esige esplicitamente un diritto civile, nonostante la loro
natura di diritto civile tali accordi vanno esaminati quale questione
preliminare dall'autorità edilizia risp. dal Tribunale amministrativo e non dal
giudice civile. Non si tratta infatti di un'applicazione del diritto privato bensì
del diritto pubblico (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo [STA] R 14
38 consid. 4b con riferimenti). Lo scopo è quello di preservare l'autorità
edilizia dall'esame di progetti che non possono essere attutati in difetto dei
diritti civili (cfr. STA R 13 127 consid. 5).
3.2.1. Stando alla ricorrente, con la decisione 30 dicembre 2020 il convenuto 3
avrebbe semplicemente ribadito la validità della decisione 26 ottobre 1998,
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con cui si sarebbe autorizzato solamente l'accesso al garage situato sul
lato sud dell'edificio n. d'ass. I._ sul fondo n. E._ del convenuto
2 attraverso la parte inferiore del fondo n. H._. Tale decisione
dipartimentale del 26 ottobre 1998 non autorizzerebbe l'accesso ai
parcheggi progettati a nord di detto edificio attraverso l'intero fondo n.
H._. In difetto della necessaria urbanizzazione tra la strada cantonale
e il limite superiore del fondo n. H._, il convenuto 1 non avrebbe
dunque potuto considerare il progetto pronto per l'edificazione. La licenza
edilizia andrebbe dunque annullata e l'incarto rinviato al convenuto 1 per
completamento.
3.2.2. La tesi della ricorrente non può essere condivisa. Con i convenuti va
piuttosto rilevato che il decreto del 26 ottobre 1998 (doc. 3 convenuto 1)
non concerneva solamente l'accesso al garage nell'edificio n. d'ass.
I._ sul fondo n. E._, ma un (generico) accesso alla strada
cantonale per i due fondi n. E._ e F._ attraverso il fondo n.
H._. È vero che nel titolo del summenzionato decreto ("Costruzione
a distanza ridotta art. 78 LS e accesso art. 79 LS") e nel suo oggetto
("Trasformazione parziale della stalla in garage con accesso") non vi è una
chiara distinzione tra le due richieste separate inoltrate da D._ a nome
delle proprietarie dei fondi n. E._ e F._ (cfr. doc. 2 convenuto 1).
Va inoltre constatato che al cpv.1 e 4 delle "Osservazioni e considerazioni"
di detto decreto ci si riferisce specificamente all'accesso in relazione alla
nuova porta del garage allora richiesta. Tuttavia, nel dispositivo sono state
prese distintamente due decisioni: da un lato è stata rilasciata
l'autorizzazione d'eccezione per la costruzione a distanza ridotta (cifra 1),
dall'altro è stato approvato l'accesso alla strada cantonale (cifra 2). Alla
cifra 2 sono stati ordinati, tra gli altri, i seguenti oneri e condizioni: "Gli
accessi devono essere asfaltati su una lunghezza minima di 10 m dalla
strada cantonale [...]" (cifra 2.3); "L'impianto deve essere strutturato in
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modo da permettere a tutti i veicoli e a tutte le composizioni di veicoli di far
manovra di conversione fuori dalla strada cantonale. Non è permesso
entrare nella strada cantonale o uscirne a retromarcia" (cifra 2.6); "In caso
di necessità il proprietario è obbligato a permettere l'uso dell'accesso
anche a terzi, sempre nell'ambito della capacità dell'impianto e contro un
adeguato indennizzo" (cifra 2.7; cfr. anche art. 51 cpv. 2 della Legge
stradale del Cantone dei Grigioni [LStra; CSC 807.100]). Succitati oneri e
condizioni dimostrano l'approvazione di un accesso "generico" attraverso
la particella n. H._ e sementiscono un'approvazione limitatamente
all'entrata nel garage sul fondo n. E._. Anche il convenuto 3 nella
decisione co-impugnata del 30 dicembre 2020 conferma peraltro la validità
di questo decreto ai sensi di un'esistente autorizzazione d'accesso
generico. Del resto, come notato dai convenuti 1 e 2 il comportamento
della ricorrente appare contradditorio dove argomenta che con detto
decreto del 1998 sia stato autorizzato unicamente uno specifico accesso
al garage sul fondo n. E._, quando la ricorrente stessa aveva chiesto
(e ottenuto, come da interpretazione di cui sopra) unitamente alla ex
proprietaria del fondo n. E._ un accesso al proprio fondo n. F._
(e al fondo n. E._) attraverso il fondo n. H._ (cfr. richiesta di
accesso n. H._ sulla strada cantonale del 4 settembre 1998 [doc. 2
convenuto 1]). Irrilevante è il fatto che, contrariamente a quanto decretato,
il suolo del fondo n. H._ non sia stato asfaltato su una lunghezza di
10 m ma ricoperto di lastre in sasso per la lunghezza della particella, che
è all'incirca di 7.5 m.
3.3.1. La ricorrente sostiene che il convenuto avrebbe dovuto presentare la
domanda di accesso al parcheggio attraverso il fondo n. H._ insieme
ad ella quale comproprietaria, come avevano fatto le allora
comproprietarie nel 1998. Se il convenuto 2 ottenesse il diritto di
attraversare l'intero fondo n. H._ per raggiungere il parcheggio
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previsto sul suo fondo n. E._ la ricorrente perderebbe la facoltà d'uso
del fondo n. H._ in comproprietà, poiché tale fondo sarebbe a
disposizione unicamente del convenuto 2 ai fini di attraversamento.
Questa autorizzazione rilasciata da parte del convenuto 1 e 3 a scapito
della ricorrente e in favore del convenuto 2 ad esercitare il possesso e
l'uso esclusivo del fondo n. H._ in comproprietà violerebbe l'art. 89
cpv. 3 LPTC e non potrebbe trovare conferma.
3.3.2. Come appena rilevato, i proprietari dei fondi n. E._ e F._ nel
1998 avevano congiuntamente chiesto e ottenuto il permesso di accedere
ai loro fondi attraverso il fondo n. H._. Tale permesso è stato
confermato dal convenuto 3 nella decisione dipartimentale qui co-
impugnata. Per atto concludente detti proprietari hanno così concluso un
regolamento d'uso (ai sensi dell'art. 647 cpv. 1 CC) del fondo n. H._,
definendone lo scopo quale strada d'accesso ai fondi n. E._ e
F._. Lo scopo quale accesso si estende quindi all'intero fondo.
Pertanto, un utilizzo da parte del convenuto 2 del fondo n. H._ in
comproprietà per accedere alla parte nord del fondo n. E._ – dove
sono previsti i parcheggi – è conforme allo scopo di detto fondo e non
impedisce la coutenza da parte della ricorrente quale comproprietaria (cfr.
art. 648 cpv. 1 CC). Siccome una modifica dello scopo necessiterebbe il
consenso unanime dei comproprietari (cfr. art. 648 cpv. 2 CC), va ritenuto
che suddetto scopo è rimasto invariato dal 1998. Per poter accedere
all'intero fondo n. E._, ma soprattutto alla parte nord qui di interesse,
attraverso il fondo n. H._ non è dunque richiesta un'ulteriore
approvazione della ricorrente in una domanda d'accesso congiunta. Oltre
a ciò, contrariamente alle allegazioni della ricorrente il convenuto 2 nel
relativo piano ha indicato l'attraversamento del fondo n. H._ per
raggiungere i posteggi progettati (non con un rispettivo tracciato ma
comunque in modo inconfondibile con una freccia indicante l'accesso
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attraverso il fondo n. H._ [cfr. doc. 1.1 ricorrente]). Il fondo n. E._
è dunque urbanizzato e dispone della relativa autorizzazione per l'accesso
ai posteggi in discussione.
3.3.3. Giusta l'art. 52 LStra la realizzazione e la modifica di accessi pedonali e
carrabili alle strade cantonali necessitano, oltre che della licenza edilizia,
di un'autorizzazione dell'Ufficio tecnico (cpv. 1). Un'autorizzazione è
necessaria anche quando un raccordo esistente deve sopportare molto
più traffico o traffico di altro tipo (cpv. 2). Come evidenziato dal convenuto
3, i due parcheggi supplementari (all'esistente garage nell'edificio I._)
previsti sul fondo n. E._, che verrebbero utilizzati per mezzo
dell'accesso esistente attraverso il fondo n. H._, non comportano né
un traffico sostanzialmente maggiore né un traffico di altro tipo sul
raccordo alla strada cantonale. Per questa ragione non è necessaria
alcuna nuova autorizzazione d'accesso.
3.3.4. Infondata è inoltre l'argomentazione della ricorrente secondo cui il
convenuto 2 grazie alla licenza edilizia qui impugnata avrebbe l'uso
esclusivo del fondo n. H._. Il fondo n. H._ continuerà ad essere
utilizzato come accesso e spiazzo per manovra peraltro anche perché,
come visto sopra, non è possibile accedere dalla o entrare nella strada
cantonale in retromarcia e non è stata autorizzata la sosta di veicoli. A tal
proposito, il convenuto 2 ha segnalato che, come da foto allegate, semmai
l'accesso verrebbe ostacolato dalla figlia della ricorrente, la quale
parcheggerebbe abusivamente il proprio veicolo sul fondo n. H._. Va
tuttavia osservato che secondo le immagini di Google Street View del
2014, in cui figurano due auto parcheggiate sul fondo n. H._,
sembrerebbe che tale fondo sia (stato) utilizzato anche da altre persone.
Ad ogni modo, questa tematica esula dall'oggetto del presente ricorso.
Incomprensibile è pure come l'esecuzione della sistemazione esterna
autorizzata dal convenuto 1 – con formazione dei parcheggi e di un muro
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di contenimento a confine con il fondo n. F._ (nel frattempo già
parzialmente edificato [v. fotografie al doc. 6 convenuto 1 e allegato allo
scritto dell'8 aprile 2021 del convenuto 2]) – possa impedire un accesso al
fondo n. F._ della ricorrente.
3.4. Infine, riguardo all'asserita impossibilità di raggiungere la sosta della legna
sul fondo n. F._ con un veicolo in seguito alla costruzione dei nuovi
parcheggi e del muro di contenimento, d'accordo con il convenuto 1 va
ritenuto che, dal profilo del diritto pubblico, la ricorrente non ha alcun diritto
di raggiungere la sosta della legna sul proprio fondo n. F._ con un
veicolo. In ogni caso, la parte superiore del fondo n. F._ è
chiaramente accessibile con un veicolo, nonostante l'edificazione del muro
di contenimento (cfr. fotografie al doc. 6 convenuto 1 e allegato allo scritto
dell'8 aprile 2021 del convenuto 2). Le varianti per un accesso alla legnaia
della ricorrente menzionate nello studio tecnico del 1° marzo 2021 (doc. 9
ricorrente) concernono una questione di diritto civile (costituzione di
servitù). Incontestato e decisivo dal punto di vista del diritto pubblico è che
detto muro rispetta i relativi presupposti di cui all'art. 76 cpv. 2 LPTC.
L'accesso (veicolare) attraverso il fondo n. H._ e verso il fondo n.
F._ della ricorrente rimane immutato. La destinazione del fondo n.
H._, cioè di permettere l'allacciamento ai fondi n. E._ e F._
alla strada cantonale, non è modificata dal progetto in esame.
4. Il ricorso si rivela pertanto infondato è va respinto. La licenza edilizia
impugnata è quindi confermata.
5. I costi della presente procedura – composti da una tassa di Stato fissata a
CHF 3'000.00 e spese di cancelleria – sono posti a carico della ricorrente
soccombente in causa giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA. Ai convenuti 1 e 3 non
sono assegnate ripetibili giusta la regola nell'art. 78 cpv. 2 LGA, mentre il
convenuto 2 ha diritto al rimborso delle ripetibili (art. 78 cpv. 1 LGA). Con
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nota d'onorario del 12 luglio 2021 il patrocinatore del convenuto 2 rivendica
un importo complessivo pari a CHF 4'650.05, che tuttavia non può essere
integralmente riconosciuto. Innanzitutto, la tariffa oraria di CHF 300.00
pattuita secondo accordo sull'onorario va ridotta all'importo massimo di
CHF 270.00 riconosciuto secondo prassi di questo Tribunale. Le spese di
scritturazione e cancelleria, disborsi postali, telefono e fax e e-mail non
sono dimostrate, per cui è concesso l'importo forfettario secondo costante
prassi di questo Tribunale del 3 % sull'onorario; mentre le spese per la
trasferta a B._ pari a CHF 26.00 in base al prelievo di CHF 1.00 al
chilometro secondo accordo sull'onorario possono essere riconosciute.
Infine, le complessive 13 ore fatte valere dal patrocinatore appaiono
giustificate. Ne discende dunque un diritto a ripetibili in favore del
convenuto 2 e a carico della ricorrente (IVA inclusa) pari a CHF 3'921.70
([13.00 h x CHF 270.00 x 1.03 + CHF 26.00] x 1.077).