Decision ID: 63233769-0cef-5768-b2cd-e766c3608c04
Year: 2000
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto:
che il 15 aprile 1993 la Delegazione tutoria di _, dando seguito a una segnalazione dei _ _ _ e _ _, ha presentato all'autorità di vigilanza sulle tutele un'istanza di interdizione nei confronti di _ _ (1941);
che l'autorità di vigilanza ha sentito l'interessata e l'ha sottoposta a perizia da parte del _. _ _ dell'Organizzazione sociopsichiatrica del _, dopo di che ha sospeso la procedura dal 13 agosto 1996 al 4 luglio 2000;
che con decisione del 22 agosto 2000 la Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, ha pronunciato l'interdizione di _ _ sulla base dell'art. 369 CC;
che con scritto del 29 agosto 2000 _ _ è insorta contro la predetta decisione;
e considerando

Considerations:
in diritto:
che le decisioni della Divisione degli interni in materia di interdizione sono impugnabili alla Camera civile del Tribunale di appello entro il termine di 20 giorni (art. 48 cpv. 1 e 54
a
LAC, in vigore dal 1° marzo 1997);
che la procedura di interdizione, retta dalla legge cantonale (art. 373 CC), è governata nondimeno per diritto federale dal principio inquisitorio (
Schnyder/Murer
in: Berner Kommentar, 3
a
edizione, n. 123 ad art. 373 CC con richiami);
che non è il caso pertanto di essere troppo severi in relazione alle esigenze formali del ricorso, quantunque il gravame in rassegna – consistente in una lettera nella quale l'interessata si duole della sua mancata audizione – sia ai limiti della ricevibilità;
che per l'art. 369 cpv. 1 CC è soggetta a tutela ogni persona maggiorenne inabile a provvedere per infermità o debolezza di mente ai propri interessi, sicché richieda durevole protezione o assistenza;
che nella fattispecie la decisione di interdizione si fonda sul referto 26 luglio 2000 del _. _ _ dell'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale di _;
che secondo il citato referto l'interessata presenta una debolezza di mente a causa di un disturbo psichiatrico classificabile come “_ _ _ ”, onde la necessità di istituire una misura tutelare nei suoi confronti (doc. 22);
che alle medesime conclusioni era giunto, in sostanza, anche il _. _ _ (referto del 7 luglio 1996: doc. 4);
che, ciò posto, le affezioni di cui soffre la ricorrente trovano chiaro riscontro medico e impongono provvedimenti;
che, invero, l'autorità di vigilanza sulle tutele ha sentito personalmente l'interdicenda il 29 luglio 1996 (doc. 6), prima di sospendere la procedura, ma in seguito non l'ha più riconvocata (art. 71 RTC);
che per l'art. 374 cpv. 2 CC l'interdizione per infermità o debolezza di mente non può essere decretata se non dietro relazione di periti, i quali dovranno pronunciarsi anche sulla convenienza di udire prima l'interdicendo;
che la relazione medica deve indicare se l'audizione dell'interdicenda è possibile dal profilo medico e non se la stessa è opportuna o ragionevole (
Geiser
in: Schweizerisches Zivilgesetzbuch I/2, n.10 ad art. 374;
Schnyder/Murer
, op. cit., n. 81 ad art. 374 CC;
Deschenaux/Steinauer
, Personnes physiques et tutelle, 3
a
edizione, pag. 345, n. 902a);
che a specifica domanda (doc. 20) il perito ha risposto che “la peritanda non è in grado di capire il significato di una tutela e delle conseguenze che questo provvedimento comporterebbe (...), visto il suo stato psichico” (relazione del 26 luglio 2000, pag. 5: doc. 22);
che in circostanze siffatte l'autorità di vigilanza poteva ragionevolmente rinunciare a una nuova audizione dell'interdicenda;
che l'interessata, certo, non è stata posta al corrente di quanto figura nella perizia, ma nel ricorso essa non si duole di ciò, né contesta i motivi che sorreggono la decisione impugnata;
che essa nemmeno allude a eventuali ragioni suscettibili di inficiare le conclusioni del perito, né può pretendere – per avventura – di esporre altre censure oralmente davanti a questa Camera;
che nelle circostanze descritte, visto quanto precede, l'appello risulta infondato;
che la particolarità del caso giustifica la rinuncia al prelievo di spese;
che non è il caso di assegnare ripetibili alla Delegazione tutoria, le cui osservazioni peraltro sono state introdotte tardivamente;