Decision ID: 75635f37-17dd-5b49-b24f-17cc0e2fc8f4
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_002
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
L'attore è stato direttore tecnico-commerciale della società convenuta dal 2 novembre 1993 al 31 dicembre 1995, percependo un salario annuo lordo di fr. 156'000.- (lettera di assunzione: doc. B). Il contratto è stato sciolto in seguito a disdetta 7 dicembre 1994 della convenuta che ha contestualmente esonerato l'attore dal lavoro con effetto immediato. La petizione riguarda la retribuzione relativa a un periodo immediatamente precedente l'assunzione dell'attore, ossia dal 31 luglio 1992 fino alla fine di ottobre 1993. _, che era già allora collaboratore del gruppo commerciale (_) di cui fa parte la convenuta, sostiene di essere stato assunto in precedenza, contemporaneamente, da più società del gruppo: così in particolare dalla _ con sede a _ e dalla _ con sede a _: contratto, quest'ultimo, sciolto anch'esso per il 31 dicembre 1995. Presso la _filiale di _, costituita nell'aprile 1991, l'attore avrebbe svolto ruolo dirigenziale già nel periodo litigioso, sulla base di un accordo fra gli azionisti del gruppo. Secondo il medesimo, il suo salario, di fr. 12'000.- mensili oltre alla tredicesima, sarebbe stato anticipato alla convenuta da parte di _. Il salario per il periodo controverso è rimasto tuttavia impagato.
La convenuta contesta sia l'esistenza di qualsiasi suo impegno contrattuale precedente l'assunzione dell'attore a inizio novembre 1993, sia il quantum del salario preteso in causa e rileva come presso la società giurassiana egli abbia avuto pieni poteri, tali da poter garantire l'esecuzione della pretesa pattuizione salariale in suo favore, qualora ne fossero stati dati i presupposti; d'altra parte, durante tutti i mesi per i quali l'attore chiede ora il pagamento dei salari, egli non ha mai avanzato alcuna pretesa di tale natura. Per quanto riguarda l'attività dell'attore presso di lei, sostiene che -nello stesso periodo- la stessa fu intesa esclusivamente quale consulenza, ma sempre nella veste di direttore di _.
Di ogni altra allegazione delle parti si dirà, se necessario, nel seguito.
2.
Con la sentenza impugnata, il pretore ha in buona sostanza accertato che l'attore non è riuscito a dimostrare l'esistenza fra le parti di una pattuizione a sostegno delle sue pretese, né che la convenuta abbia accettato -durante il periodo in questione- l'esecuzione da parte sua di un'attività che non possa supporsi non retribuita. Anzi ha elencato tutta una serie di accertamenti che confortano la tesi contraria, ossia che effettivamente l'attore ha prestato la sua consulenza presso _ nella sua veste di dirigente della società _. Né l'attore ha dimostrato l'esistenza del preteso accordo sociale 24 settembre 1992 in base al quale gli azionisti del gruppo avrebbero inteso retribuirlo per il tramite della convenuta e non più da parte di _ a partire dal 1. luglio 1992. Pur non escludendo un accordo concernente il salario dell'attore, il primo giudice ha concluso -sulla base di prove ritenute difficilmente valutabili- che non è possibile individuare nella convenuta la società che avrebbe dovuto retribuire l'attore prima di novembre 1993.
Delle numerose cesure d'appello si dirà partitamente nei capoversi seguenti.
3.
E' pacifico che l'attore fosse attivo, come specialista nella lavorazione del legno (il gruppo si occupava in vario modo dell'arredamento ligneo di autovetture) per le società già menzionate (teste _r): in particolare, per _ egli fu attivo a partire dal 1989 fino al 1992 (doc. 0). E' pure incontrastato che, quando era direttore di _ gli fu conferita da parte di _ in data 11 ottobre 1991 ampia procura di rappresentanza per gli atti di ordinaria amministrazione, ad eccezione di negozi particolari, menzionati nell'atto di conferimento (doc. A). All'incarto sono inoltre presenti prove a sostegno del fatto che, a un certo momento, _ si è liberata dell'impegno salariale nei confronti dell'istante e che gli azionisti del gruppo _ hanno trovato un accordo nel senso che la retribuzione dovutagli gli venisse versata dalla due società svizzere (doc. F; testi _ e _). Determinante nella presente vertenza non è però tanto il rapporto dell'attore con le società del gruppo nel loro insieme, ma esclusivamente con la convenuta: quesito che si pone in particolare a causa dell'assenza di documentazione chiara sull'esistenza di un rapporto di lavoro fra le parti in causa nel periodo controverso.
L'appellante, anche in questa sede fa riferimento all'importanza della dichiarazione 17 febbraio 1995 (fax 21 febbraio 1995: doc. F), sottoscritta per conferma da _ -che aveva partecipato all'assemblea cui la dichiarazione si riferisce- ma redatta dall'attore (teste _). Essa vuole esporre il contenuto delle risoluzioni prese dagli azionisti del gruppo _ nel corso dell'assemblea tenutasi il 24 settembre 1992. In merito ai rapporti con l'attore, il documento attesta: che dal 1. luglio 1992 _ non aveva più assunto oneri salariali, fino a tal data corrisposti mensilmente per circa fr. 6'000.-; che dallo stesso momento il salario complessivo dovutogli sarebbe stato a carico di _ e di _; che, fino alla pattuizione dei relativi contratti, accanto al salario regolare di _, l'attore avrebbe ricevuto un acconto mensile corrispondente al salario già versatogli da _, acconti che sarebbero poi stati contabilizzati come salario della ditta _. Nella sua audizione testimoniale, avvenuta nelle vie rogatoriali, il teste _ ricorda che il salario complessivo del dirigente avrebbe dovuto corrispondere alla somma dei salari dovutigli dalle diverse società, ignorando tuttavia quale ne fosse il totale; che scopo dell'assemblea era proprio stato quello di far assumere da _ e da _ la parte di salario non più versata da _ (risposta rogatoriale 6); e che _ avrebbe assunto gli impegni di pagamento fino alla conclusione dei contratti definitivi (verbale di rogatoria, pag. 7). Risposta che, se almeno in parte chiarisce i rapporti interni fra le due società, non è però atta a comprovare il preteso credito dell'attore nei confronti di _. Né è possibile giungere a conclusione diversa in base alla testimonianza _: questo teste infatti, consigliere d'amministrazione di _confermato lo stesso accordo, preso in una delle riunioni del gruppo cui aveva partecipato, osserva che l'attività dell'attore presso _ era, di fatto, iniziata prima della data indicata sulla lettera d'assunzione: in particolare, con riferimento all'accordo menzionato, l'obbligo di _ e di _ di pagare lo stipendio valeva dal luglio 1992; per quanto riguarda i rapporti _ / _, il teste ha confermato "che la _ assunse l'impegno di pagare direttamente lo stipendio al signor _ il cui onere comunque sarebbe stato diviso con la _ " (risposta 21). Ciò che -contrariamente a quanto sostiene l'appellante- indica semmai come debitrice del lavoratore la società giurassiana che, a sua volta (ma la questione sarebbe stata indifferente per l'attore), avrebbe poi regolato la suddivisione dell'onere con la convenuta.
4.
Tale conclusione trova d'altra parte conforto nella documentazione relativa ai diversi rapporti avuti dall'attore con le autorità del Canton Ticino, sia in merito al permesso di lavoro presso la convenuta, sia relativamente alla sua posizione fiscale, ma anche nelle proprie allegazioni in una vertenza salariale che l'ha visto opposto a _ davanti alla giustizia del Canton Giura. Ripetutamente egli ha infatti affermato di svolgere attività di consulente presso la convenuta (filiale di _) e di essere retribuito -nel periodo controverso- esclusivamente da quest'ultima (doc. 5a, 7, 10 p. 02, 11 p 04) adducendo che la convenuta, agli inizi della sua attività, non avrebbe dovuto essere caricata anche del suo salario (doc. 10 p. 02).
5.
Né offrono spunti per una diversa soluzione della vertenza i riferimenti dell'appellante alla causa giudiziaria testé menzionata. Infatti, con sentenza (cresciuta in giudicato) 4 luglio 1996, il
Conseil de prud'hommes
del distretto di _ ha accolto un'azione di disconoscimento di debito promossa da _ nei confronti del qui attore per la somma di fr. 38'170.- a seguito della liquidazione del rapporto di lavoro che li legava. La società istante ha allegato di voler compensare un proprio debito nei confronti di _ con la somma di fr. 85'000.- (per diversi versamenti effettuati nel 1992 e nel 1993), corrispondente al valore complessivo di un prestito concessogli da _. In senso contrario la tesi del lavoratore che ha sostenuto che l'importo in questione corrispondeva a 17 mensilità salariali di fr. 6'000.- netti (corrispondenti a un lordo di fr. 8'000.-) versatigli da _ come stipendio dovuto da _. Sulla base delle prove a disposizione, quel tribunale si è risolto nel senso che si trattasse di un mutuo compensabile con il debito della datrice di lavoro. Al proposito, nella presente causa, l'appellante osserva che _ era intervenuta in suo favore versandogli 17 mensilità a fr. 5'000.- (complessivamente fr. 85'000.-) "come anticipo per la perdita di salario _ da considerarsi come salario _ "; in tal modo, nel periodo controverso, il suo reddito mensile complessivo è stato di fr. 12'000.-, ossia fr. 7'000.- come salario _ e fr. 5'000.- come anticipo salario _. Sennonché, la compensazione operata da _ e ammessa dai giudici di _ ha portato al suo "impoverimento" per tutti gli anticipi percepiti in relazione al rapporto di lavoro con _.
Ai fini della presente vertenza può anche essere irrilevante l'esito della decisione giudiziaria cui si fa riferimento; infatti, se l'importo di fr. 85'000.- avesse effettivamente rappresentato anticipi salariali, _ l'avrebbe versato nel rispetto dell'accordo intergruppo del 24 settembre 1992, ossia come creditrice di quell'onere nei confronti dell'attore. Va infatti corretta la narrativa dell'appellante che potrebbe lasciar intendere che _ sia intervenuta in favore di _ a pagamento di un debito di quest'ultima: il citato accordo non può infatti essere messo in dubbio in punto all'onere di _ di versare all'attore il salario dovutogli per la sua attività in favore di _ e ciò fino alla conclusione di un contratto definitivo, intervenuto soltanto alla fine del periodo controverso. E' quindi inconferente il riferimento ripetuto dall'appellante all'accordo citato; né assume rilievo la circostanza secondo cui -a dipendenza dei cessati pagamenti da parte di _ - sia sostanzialmente diminuito lo stipendio complessivo versato all'attore dalle società del gruppo, ossia da fr. 13'000.- a fr. 7'000.-. Tale mutamento della situazione trova conferma nell'assenza del salario _, ma non prova l'obbligo di questa società nei confronti dell'attore. Né è oggettivamente comprensibile ciò che ha rilevato anche il primo giudice, ossia perché, nella sua veste di direttore generale di _, l'appellante non abbia fatto in modo, tempestivamente, di dar seguito agli accordi relativi alla remunerazione della sua attività presso _, a scanso di ogni equivoco e fors'anche (se di equivoco si fosse trattato) relativamente al versamento dell'importo di fr. 85'000.- la cui causale, effettivamente, non appare certa; anzi, dai conteggi prodotti, si evince ripetuta l'indicazione "prêt _ " in corrispondenza alle date dei singoli pagamenti (cfr. al proposito plico doc. 13 e plico doc, 14).
6.
L'appellante censura la sentenza pretorile anche in merito all'applicazione dell'art. 320 cpv. 2 CO, con riferimento particolare alla testimonianza Egli. Su questo aspetto della fattispecie, non v'è dubbio che l'attività lavorativa dell'attore presso _ sia iniziata ben prima del 2 novembre 1993, né che tale attività debba considerarsi retribuita. Come detto fin qui, il problema è diverso, ossia quello di definire il debitore del salario in questione.
7.
Da ultimo, l'appellante contesta la conclusione pretorile secondo cui non è stato provato il quantum del salario controverso. Egli ribadisce che, poiché dalle società del gruppo gli era stato garantito complessivamente un salario annuo di fr. 260'000.-, il mensile dovutogli da _ nel periodo controverso corrisponde a fr. 12'000.- Orbene, a prescindere dall'abbondanzialità del tema, anche su questo punto la sentenza impugnata dev'essere condivisa poiché l'unico elemento che conforta l'importo preteso è la lettera di assunzione (doc. B). Per il resto, a parte le incertezze sul salario complessivo annuo (testi _ e _r), il mensile proposto in causa non corrisponde né ai pretesi anticipi (di 5'000.- o di 6'000.- fr.) versati da _ né all'importo a suo tempo versatogli da _ (Lit. 5 Mio.); ma nemmeno trova sostegno in ulteriore documentazione dell'incarto, in particolare non nel documento F invocato dall'appellante.
8.
L'appello deve così essere respinto, in particolare perché l'attore non ha avuto a disposizione o non ha prodotto in causa prove migliori a conforto del suo credito per il quale esistono soltanto indizi insufficienti. Il giudizio sulle spese e sulle ripetibili segue la soccombenza.
Per tutti questi motivi,
richiamati per le spese l'art. 148 CPC, la TOA e la LTG

Considerations: