Decision ID: cd4ee3d0-4d45-51d3-bfbb-3752dd449d67
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
che il 20 maggio 1999 _ ha chiesto al municipio di _ il permesso di costruire una casa d'abitazione monofamiliare in località _ (part. no. _ RF; zona ZE1);
che l'accesso alla casa era previsto sul lato N del fondo, a partire dall'antistante strada di servizio comunale, in corrispondenza di uno slargo facente funzione di piazza di giro;
che alla domanda si è opposto _, proprietario della part. n. _ RF, separata dal fondo del resistente da un fondo largo 26 m, appartenente a terzi, (part. n. _ RF) e da una strada larga 4 m (part. n. _ RF) che serve le part. n. _, _, _ e _ RF, alle quali appartiene in proprietà coattiva;
che l’opponente obiettava, fra l’altro, che l'accesso era contrario alla risoluzione 20 ottobre 1997 con cui il municipio aveva autorizzato il frazionamento dell’originaria part. n. _ RF alla condizione che l'accesso alle risultanti part. n. _, _ e _ RF avvenisse attraverso la strada in coattiva di cui si è detto sopra;
che, raccolto il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 7 luglio 1999 il municipio di _ ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo la predetta opposizione;
che, contemporaneamente, il municipio ha revocato la risoluzione 20 ottobre 1997 su cui l’opponente aveva fondato le sue contestazioni;
che con giudizio 8 settembre 1999 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza in questione, dichiarando irricevibile per carenza di legittimazione attiva il ricorso contro di essa inoltrato da _;
che, entrando abbondanzialmente nel merito della vertenza, il Governo ha comunque ritenuto che l’accesso autorizzato non prestasse il fianco a critiche di sorta;
che contro il predetto giudizio governativo _ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo l'annullamento della controversa licenza e sollecitando il rinvio degli atti al municipio
"affinché rilasci una nuova licenza conformemente a quanto postulato nella risoluzione 20 ottobre 1997 in vigore al momento dell'inoltro della domanda di costruzione"
;
che, rivendicata la potestà ricorsuale, l’insorgente contesta l’accesso previsto sul lato N del fondo, ritenendolo contrario alla risoluzione 20 ottobre 1997; atto, questo, che il municipio avrebbe revocato senza validi motivi;
che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni;
che ad identica conclusione pervengono il municipio di _ ed il beneficiario della licenza, contestando partitamente le tesi dell'insorgente;
considerato,

Considerations:
in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE;
che nella misura in cui contesta il giudizio di irricevibilità reso dal Consiglio di Stato, l'insorgente è senz'altro legittimato a ricorrere;
che il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);
che il riconoscimento della legittimazione attiva presuppone che l'insorgente appartenga a quella imitata e qualificata cerchia di persone collegate all'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto sufficientemente stretto ed intenso, atto a distinguere la sua situazione da quella della collettività: l'insorgente deve inoltre essere portatore di un interesse personale, diretto e concreto a dolersi del provvedimento impugnato per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca (DTF 121 II 43 seg.; 120 Ib 59; Scolari, Commentario, II. ed., ad art. 21 LE, N. 935);
che nell'evenienza concreta il ricorrente è proprietario di un fondo (part. n. 294 RF), situato a 30 m dal confine S del fondo dedotto in edificazione;
che oggetto dell'impugnativa è unicamente la determinazione con cui il municipio ha autorizzato la formazione di un accesso sul lato N della part. n. _ RF, anziché imporre al resistente di far capo all'accesso esistente sul lato S del fondo, in proprietà coattiva con le part. n. _, _, _ e _ RF;
che, contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, il ricorrente rientra nel limitato e qualificato novero di persone la cui situazione appare connessa all’oggetto della decisione impugnata da una relazione che dal profilo della sua intensità permette di riconoscergli la qualità per agire in giudizio;
che l’esigua distanza che separa i fondi delle parti (30 m) permette invero di distinguere la situazione del ricorrente da quella del resto della collettività;
che forti perplessità sussistono per contro in merito alla tutelabilità dell’interesse fatto valere dall’insorgente;
che l’interesse dell’insorgente ad evitare che la sicurezza e la fluidità del traffico vengano pregiudicate da un numero eccessivo di accessi oltre ad essere di carattere generale appare tutto sommato un pretesto volto a celare interessi d’altra, non meglio identificabile natura;
che non si capisce invero quale interesse possa avere il ricorrente ad incrementare il traffico sull’esistente strada coattiva;
che, visto comunque come anche un interesse di mero fatto basti a fondare la legittimazione attiva, ben si giustifica entrare nel merito della vertenza;
che giusta l’art. 47 cpv. 3 LStr (RL 7.2.1 2) due o più proprietari possono essere obbligati a formare un accesso comune nell’interesse della sicurezza e della fluidità del traffico;
che la norma riserva all’autorità decidente un ampio margine discrezionale, censurabile da parte dell’autorità di ricorso unicamente nella misura in cui siano ravvisabili gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo dell’abuso di potere;
che nella rinuncia del municipio a prevalersi della facoltà conferitagli dalla norma in questione per esigere che il resistente faccia capo alla strada in coattiva per accedere al suo fondo non è ravvisabile alcun abuso di potere; la situazione dei luoghi fa anzi apparire preferibile la formazione di un nuovo accesso in corrispondenza dello slargo che la strada comunale presenta vicino al lato N del fondo del resistente;
che la risoluzione municipale 20 ottobre 1997, di cui si è detto in narrativa, non osta d’altro canto al rilascio della controversa licenza edilizia;
che tale provvedimento, inidoneo per sua natura ad impedirne il rilascio, è stato infatti revocato con atto rimasto inimpugnato;
che, ancorché fondata in quanto riferita al giudizio di irricevibilità reso dal Consiglio di Stato, l’impugnativa non può comunque essere accolta nel merito;
che la tassa di giustizia e le ripetibili vanno poste a carico del ricorrente;