Decision ID: b6e6cfbb-d033-50d0-8047-127ed84b11cc
Year: 2002
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto: A.
Il _ 1991 è deceduta a _ _ _ _ nata _ (1924), vedova fu _, domiciliata a _. Con testamento pubblico dell'11 ottobre 1968, pubblicato il 15 maggio 1991, essa aveva disposto quanto segue:
1. Confermo avantutto le disposizioni del contratto notarile stipulante la comunione universale dei beni, concluso col ministero del notaio dott. _ _ di _, il _ 1962. Vale quindi la norma secondo cui alla mia morte tutta la sostanza comune passa a mio marito sig. _ _.
2. Per il caso in cui io dovessi morire contemporaneamente a mio marito, o dopo di lui, lascio eredi in parti uguali (limitatamente ai tre quarti di tutti i miei beni) le mie figlie adottive _ e _.
3. Se non disporrò del quarto residuo, anche l'ultimo quarto è da ripartire in parti uguali fra _ e _.
4. Se alla mia morte, l'una o l'altra delle predette mie figlie fosse a me premorta, la quota che sarebbe a lei spettata va in aggiunta alla quota della mia figlia superstite.
5. Nel caso in cui _ e/o _ erediteranno alla mia morte, nel senso del n. 2 contestualmente del n. 4 di queste disposizioni, e _ e/o _ morissero senza discendenti, quanto residuerà della quota ereditata nella mia successione sarà attribuita – in virtù di sostituzione d'eredi nella successione dell'erede istituita _ o _– per metà al marito dell'erede istituita, e per l'altra metà ai miei fratelli o loro discendenti e al fratello di mio marito o suoi discendenti. #
La prestazione di garanzia, a' sensi dell'art. 490 Codice Civile Svizzero, si limita in tal caso all'annotazione dell'obbligo di trasmissione nel registro fondiario.
6. Revoco ogni precedente atto di mia volontà ultima.
(...)
Letto e pubblicato a chiara voce, tranne il contenuto delle disposizioni, nel salone della villa al lago di proprietà del signor _ _, alla presenza della comparente e dei testimoni, i quali tutti con me notaio si firmano, approvando la seguente aggiunta al foglio 2, terzultima linea:
# “Se non vi fosse il marito dell'erede istituita, tutti i beni vanno agli eredi sostituiti (miei fratelli o loro discendenti, e il fratello di mio marito o suoi discendenti)”.
Il 2 luglio 1991 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, ha rilasciato il certificato ereditario fu _ _ _, indicando quali uniche eredi le figlie adottive _ e _. In realtà _ era figlia adottiva del solo marito. Quanto a _, essa si è sposata il _ 1992 con _ _ _, dal quale ha poi divorziato il _ 1994, ed è deceduta il _ 1999 a _, senza lasciare discendenti.
B.
Il 9 gennaio 2001 _ _, fratello di _ _, ha instato davanti al medesimo Pretore per l'emissione di un nuovo certificato ereditario. Il Pretore ha accolto la richiesta e ha attestato il 12 gennaio 2001 che unici eredi fu _ _ _ sono _ in _, i fratelli _, _ e _ _, oltre al cognato _ _.
C.
Il 27 giugno 2001 _ _ -_, madre naturale della defunta _ _, ha chiesto al Pretore di annullare il predetto certificato ereditario poiché il testamento dell'11 ottobre 1968 non le era stato notificato a norma di legge. Nelle loro osservazioni del 3 luglio 2001 _ _, _ _, _ _ e _ _ si sono opposti alla domanda. _ _ -_ ha comunicato il 2 agosto 2001 di mantenere il suo punto di vista. _ _ ha dichiarato da parte sua, il 3 settembre 2001, di ritenere inopportuna l'emanazione di un certificato ereditario prima che fossero stati accertati i diritti degli interessati; per quanto riguardava la comunicazione del testamento a _ _ -_, essa si è rimessa al giudizio del Pretore.
D.
Con decisione del 5 dicembre 2001 il Pretore ha sospeso gli effetti del certificato ereditario rilasciato il 12 gennaio 2001, ha vietato a _ _, _ _, _ _, _ _ e _ _– sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di valersi dello stesso e ha ordinato all'avv. _ _ di notificare a _ _ -_, a _ _ (padre naturale di _ _) o ai di lui aventi causa una copia autentica del testamento. Non sono state prelevate tasse o spese né sono state attribuite ripetibili.
E.
Contro la decisione appena citata _ _, _ _, _ _ e _ _ sono insorti con un appello del 12 dicembre 2001 nel quale chiedono, previa concessione dell'effetto sospensivo, di annullare la decisione impugnata e di ripristinare gli effetti del certificato litigioso. Con decreto del 27 dicembre 2001 la presidente di questa Camera ha conferito all'appello effetto sospensivo. Nelle sue osservazioni del 31 gennaio 2001 _ _ propone di respingere l'appello e di confermare il giudizio del Pretore. _ _ -_ è rimasta silente.
F.
In una lettera del 15 febbraio 2002 l'avv. _ _ ha comunicato a questa Camera che _ _ è deceduto il _ 2001, prima che l'appello fosse presentato in suo nome. Con ordinanza del 27 febbraio 2002 il giudice delegato ha assegnato all'avvocato _ un termine di 30 giorni per documentare chi fossero gli eredi dell'appellante, invitando costoro a ratificare l'appello. Il 28 marzo 2002 l'avvocato _ ha prodotto un certificato ereditario del 13 marzo 2002 in cui il giudice unico del Distretto di _ (
Einzelrichter im summarischen Verfahren des Bezirkes _
) attesta
che unici eredi di _ _ sono la moglie _ nata _ con i figli _ _, _ _ _ e _ _. Tutti loro hanno dichiarato di subentrare nella lite.

Considerations:
Considerando
in diritto:
1.
Nel Cantone Ticino il certificato ereditario è emesso con procedura di camera di consiglio (art. 2 cpv. 2 n. 10 e art. 3 LAC). Il Pretore non è tenuto a indire un contraddittorio (art. 360 cpv. 1 CPC). Dato nondimeno che la procedura è retta dal principio inquisitorio (
Cocchi/Trezzini
, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 2 ad art. 360), egli può – ravvisandone l'opportunità – assumere informazioni e provocare spiegazioni da terzi (art. 360 cpv. 2 CPC). La sua decisione è impugnabile entro 10 giorni (cfr. Rep. 1976 pag. 201) da ogni interessato (Rep. 1995 pag. 162 consid. 3 con richiami). Il certificato ereditario può ancora essere rettificato o modificato in ogni tempo, in particolare ove si riveli incompleto o inesatto (DTF 128 III 321 consid. 2.2.1; Rep. 1996 pag. 158 consid. 4a con richiami;
Karrer
in:
Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht
, ZGB II, Basilea 1998, n. 47 ad art. 559 con rinvii). È quanto ha fatto il Pretore nel caso in esame, sospendendo gli effetti dell'attestazione. Inoltrato nei dieci giorni successivi alla notifica di quest'ultima decisione, l'appello in esame è pertanto tempestivo.
2.
Il Pretore ha ritenuto anzitutto che la modifica del certificato emesso presupponesse l'interpretazione, ancorché sommaria, delle dichiarazioni di ultima volontà lasciate da _ _ _. Ciò premesso, accertato che la di lei figlia adottiva _ _ non era sposata al momento del decesso, egli ha rilevato che la clausola n. 5 del testamento non indicava se la metà disposta a favore dell'ipotetico marito della figlia dovesse seguire “la successione
ab intestat
di _ _ o quella di _ _ _ (...), rispettivamente se _ _ abbia ereditato dalla madre solo quale erede istituita oppure anche in quanto erede legale” (decisione impugnata, pag. 3 in alto). E siccome tali questioni, determinanti per il contenuto del certificato ereditario, richiedevano un esame approfondito dei diritti degli interessati, il Pretore ha ritenuto opportuno inibire nel frattempo gli effetti del certificato rilasciato il 12 gennaio 2001. Il primo giudice ha disposto inoltre che il testamento di _ _ _ fosse notificato anche a _ _ -_m, a _ _ o a eventuali aventi causa di lui, non potendosi escludere un loro interesse nella successione quali genitori naturali di _ _.
3.
Gli appellanti rimproverano al Pretore di avere trascurato la clausola in calce al testamento secondo cui, ove _ _ non avesse avuto marito, tutta la sostanza sarebbe toccata agli eredi della disponente. Ciò esclude – soggiungono – qualsivoglia diritto ereditario dei genitori naturali di _ _, i quali non possono vantare alcuna pretesa né come eredi istituiti (legittimi o sostituiti) né tanto meno come legatari o beneficiari. Donde, essi affermano, la legittimità del certificato emesso. Quanto alla notifica del testamento ai genitori naturali di _ _, essi ritengono che competente per autorizzare la consegna di un atto notarile a terzi sia solo il Tribunale d'appello, previa verifica di un legittimo interesse.
4.
Nel caso precipuo, contrariamente a quanto reputa il Pretore, il testamento di _ _ _ non denota una lacuna circa la devoluzione dell'eredità nell'ipotesi in cui una delle figlie fosse deceduta senza lasciare marito né discendenti. Dal testamento si desume con chiarezza che in siffatta eventualità i beni in questione sarebbero toccati “agli eredi sostituiti (miei fratelli o loro discendenti, e il fratello di mio marito o suoi discendenti)” (doc. A, inserto B, foglio 3 nel mezzo). Ne discende che, in virtù di tale sostituzione fedecommissaria, nell'evenienza descritta la sostanza spettante a _ _ sarebbe passata a _ _, _ _, _ _ (fratelli della disponente) e ad _ _ (cognato di lei: doc. C). Sotto questo profilo il certificato ereditario rilasciato dal Pretore il 12 gennaio 2001 si rivela pertanto corretto.
_
6.
Rimane un'incognita. Non si può escludere a priori, difatti, che in concreto _ _ -_ impugni la sostituzione fedecommissaria disposta da _ _ _ a carico della figlia adottiva. Dovesse ottenere causa vinta, essa acquisirebbe – grazie all'annullamento della clausola testamentaria – diritti ereditari su quanto spetterebbe alla figlia naturale nella successione della madre adottiva (art. 465 vCC). Avverandosi siffatta ipotesi, il certificato ereditario andrebbe modificato. A ragione il Pretore ha deciso perciò di prescrivere al notaio la comunicazione del testamento ai genitori naturali di _ _ e altrettanto ragione ha sospeso gli effetti del certificato, in attesa che si chiarisse la situazione, vietando agli eredi in esso menzionati di prevalersene. Su questo punto l'appello – sprovvisto di buon diritto – deve quindi essere respinto e la decisione impugnata confermata, ancorché per motivi parzialmente diversi da quelli addotti dal primo giudice.
7.
Gli appellanti eccepiscono l'incompetenza del Pretore a ordinare la notifica del testamento ai genitori naturali di _ _. A loro parere, spettava al Tribunale d'appello autorizzare tale consegna, previa verifica di un legittimo interesse dei terzi alla ricezione dell'atto. L'argomentazione è infondata. Certo, secondo l'art. 70 LN il notaio può rilasciare copia di atti notarili a terze persone solo nel caso in cui il Tribunale di appello ne ordini l'estrazione. Gli appellanti disconoscono tuttavia che il notaio è tenuto a inviare le copie del testamento “a ogni interessato indicatogli dal Pretore” (art. 83 cpv. 1 in fine LAC). E dato che in concreto non si può escludere un interesse dei genitori naturali di _ _ nella successione litigiosa (sopra, consid. 6), la decisione del Pretore merita conferma.
8.
Gli oneri del giudizio odierno, commisurati all'entità del litigio, seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Gli appellanti rifonderanno a _ _, che ha resistito all'appello, un'equa indennità per ripetibili. Non è il caso invece di assegnare ripetibili a Beatrice _ -_, che non ha formulato osservazioni e non ha quindi sopportato costi apprezzabili.