Decision ID: 06d78566-2acb-5e35-85aa-606e3b6b2adf
Year: 2006
Language: it
Court: TI_PP
Chamber: TI_PP_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: penal_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto in fatto
A.
Con decisione del 27 ottobre 2005 (emanata in virtù del rapporto sul controllo dei cantieri del _ dell’Associazione interprofessionale di controllo, cui ha fatto seguito il rapporto di contravvenzione _, avverso il quale il ricorrente non ha formulato osservazioni), CRTE 1 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 500.–, oltre a una tassa di giustizia di fr. 100.–, per “
inosservanza all’obbligo e termine di notifica
” (cfr. rapporto di contravvenzione).
La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 2 cpv. 6 vODDS; 23 cpv. 6 LDDS; 4 lett. c RLaLPS-CE/AELS.
B.
Contro la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone l'annullamento.
C.
L’CRTE 1 nelle sue osservazioni del 27 marzo 2006 propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

Considerations:
considerato in diritto
1.
La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.
2.
Giusta l’art. 2 cpv. 6 vODDS, gli stranieri tenuti normalmente al termine di notificazione di tre mesi e che, nel corso di questi tre mesi, esercitano un’attività lucrativa che comporta la notificazione entro otto giorni sono tenuti a dichiarare il loro arrivo dal momento in cui la loro attività è durata più di otto giorni nel periodo di novanta giorni. Gli stranieri attivi nei settori dell’edilizia, ivi compresi il genio civile e i rami accessori dell’edilizia, sono tenuti in ogni caso a notificarsi prima di iniziare l’attività lucrativa.
Secondo l’art. 4 lett. c del Regolamento della legge di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere dell’8 giugno 1998 concernente i cittadini CE-AELS e i cittadini di stati terzi beneficiari dell’accordo sulla libera circolazione delle persone (RLaLPS-CE/AELS), l’CRTE 1 estera è competente per la procedura di notifica prevista per i lavoratori dipendenti distaccati, i prestatori di servizio indipendenti e i lavoratori dipendenti presso un datore di lavoro svizzero che esercitano un’attività lucrativa fino a 3 mesi o 90 giorni lavorativi per anno civile. Inoltre, detta autorità emette le contravvenzioni, giusta l’art. 23 cpv. 6 LDDS, relative alle infrazioni alle disposizioni di sua competenza previste dal regolamento (art. 39 RLaLPS-CE/AELS).
Le infrazioni alle disposizioni di polizia degli stranieri o ai provvedimenti delle autorità competenti, che non sono comprese nell’art. 23 cpv. 1 a 5 LDDS, sono punite con la multa fino a duemila franchi; nei casi di minima gravità si potrà prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS).
3.
Nella fattispecie il ricorrente è stato sanzionato nella sua qualità di prestatore di servizio indipendente, a seguito della situazione riscontrata nel corso del controllo effettuato il _ dall’Associazione interprofessionale di controllo (in seguito, AIC), in occasione del quale è emerso che “
presso il cantiere lavoravano a opere da lattoniere il titolare della ditta sig. RI 1 _ e il figlio sig. _ _ _ non notificati
“
(cfr. rapporto sul controllo dei cantieri del _).
4.
Il ricorrente, che non nega di per sé la fattispecie riscontrata dalle autorità competenti, eccepisce di avere “
invece provveduto tempestivamente a comunicare allCRTE 1 di Bellinzona tutti i dati richiesti come da e-mail di conferma ricevuti in data _ ed in _
” (cfr. ricorso dell’11 novembre 2005).
Tuttavia dagli atti risulta che la notifica, avvenuta tramite telefax in data _ _ alle ore _, è stata inoltrata all’CRTE 1 ad attività iniziata e, verosimilmente, solo a seguito del controllo effettuato il medesimo giorno alle ore 14.15 dall’AIC, in occasione del quale è stato appurato che il ricorrente stava lavorando con il figlio “
a opere da lattoniere
” senza previa notifica. Tale circostanza, come detto, non è contestata dal ricorrente, il quale conferma nel proprio gravame che l’attività è iniziata il _. In concreto, tenuto conto del precedente periodo di attività lavorativa superiore a otto giorni (_-_ _, regolarmente annunciato in modo anticipato all’autorità competente), egli aveva l’obbligo di notificare l’ulteriore periodo (_) al più tardi il giorno precedente l’inizio dei lavori, ossia il _ _, ciò che in questo secondo caso non ha fatto, contravvenendo così all’art. 2 cpv. 6 vODDS.
Le doglianze ricorsuali non possono quindi trovare accoglimento, né dagli atti emergono elementi che inducano a scostarsi dalla decisione impugnata.
Per quanto attiene all’ammontare della multa, si rileva che, come precisato dall’autorità di primo grado, “
la mancata notifica è un fatto grave che impedisce alle autorità preposte ai controlli di verificare l’osservanza delle condizioni lavorative e, indirettamente, ostacola l’osservazione del mercato del lavoro da parte della Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone, non essendo più possibile stabilire la presenza esatta, sul nostro territorio, di lavoratori provenienti
dall’UE”; inoltre si è tenuto conto “
del fatto che un primo periodo di lavoro era stato annunciato
” (cfr. osservazioni 27 marzo 2006 dell’CRTE 1, pag. 3).
La multa
inflitta appare pertanto confacentemente proporzionata alla gravità dell’infrazione, rettamente commisurata al grado di colpa ed è del resto contenuta nei limiti concessi dalla legge.
Il ricorso, sprovvisto di buon diritto, va pertanto respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).