Decision ID: 45997bbf-d5e4-4c16-a9c0-c140cd1eef1e
Year: 2022
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_004
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
I. Ritenuto in fatto:
1. Con contratto del 2 settembre 1997 la B._ SA, C._ (dalla
modifica della ragione sociale il 9 gennaio 2013: D._ AG, E._
[qui di seguito: B._ o D._]) aveva venduto alla F._ Limited,
G._ 1443 azioni della H._ SA, E._ (fino a trasferimento della
sede a I._ il 27 ottobre 2010) al prezzo di CHF 700'000.00. Il
pagamento avrebbe dovuto avvenire in tre rate da versare entro fine anno
1998 risp. 1999 e 2000. A titolo di garanzia la B._ avrebbe trattenuto
le azioni della H._ fino al pagamento da parte della F._.
Azionista unico della B._ risp. dal 2013 della D._ era A._ al
quale è succeduta, in seguito alla vendita delle azioni nominative il 31
marzo 2015, la J._ SA, K._, gestita dalla moglie di A._.
Presidente del CdA della B._ (fino alla modifica della ragione sociale
in D._ il 9 gennaio 2013) era A._ e l'avv. L._, presso cui la
B._ aveva la propria sede dal 1985 al 2013, ne era stato membro fino
a inizio 2002. A._ era inoltre presidente del CdA della H._ dal
1988 al 2007.
2. La pretesa, al netto di alcuni rimborsi e una compensazione con prestiti
attivi, rimase negli attivi (al conto "prestiti attivi") della B._ risp. dal
2013 della D._ fino al 2014, quando venne definitivamente
ammortizzata per l'importo di CHF 530'698.00. Stando alla D._, la
F._ non aveva mai onorato l'acquisto e la pretesa non era più
esigibile, da qui l'ammortamento.
3. L'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni non ha ritenuto
giustificato dall'uso commerciale questo ammortamento per cui ha ripreso
l'importo di CHF 530'698.00 nella tassazione della società per il periodo
fiscale 2014 (decisione di tassazione del 21 gennaio 2020). Un reclamo
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contro questa ripresa a livello della società non era possibile perché
mancava un utile imponibile a causa di perdite compensabili.
4. Stando all'Amministrazione imposte, il beneficiario del prestito attivo
ammortizzato nell'anno fiscale 2014 era A._. Il 3 febbraio 2020
l'Amministrazione imposte ha quindi comunicato ad A._ l'avvio di una
procedura di recupero d'imposta (a livello della persona fisica) per il
periodo fiscale 2014, dandogli la possibilità di farsi interrogare sui fatti.
5. Il 10 novembre 2020 l'Amministrazione imposte ha emanato la decisione
di recupero d'imposta per le imposte cantonali e comunali nonché per
l'imposta federale diretta 2014.
6. Avverso questa decisione A._ ha presentato reclamo il 3 dicembre
2020, sostenendo in particolare che nel momento determinante (a fine
anno 2014) egli non sarebbe più stato né azionista né membro del CdA
della D._. Inoltre, come anche dichiarato dall'avv. L._ non vi
sarebbe stata alcuna relazione con la F._. L'ammortamento del
prestito (attivo) non sarebbe dunque avvenuto a causa di una relazione tra
la D._ e A._ ma semplicemente perché dopo tanto tempo non ci
si sarebbe più potuto attendere un pagamento del prestito (anche in
seguito a prescrizione). E pur ammettendo l'esistenza di una prestazione
valutabile in denaro, sull'importo di CHF 530'698.00 si sarebbe semmai
dovuto concedere l'imposizione parziale.
7. Con scritto del 12 gennaio 2021 l'Amministrazione imposte ha chiesto al
patrocinatore del reclamante delle delucidazioni in merito alla fattispecie.
Con e-mail del 24 febbraio 2021 il patrocinatore ha esposto alcuni fatti in
vista del colloquio con l'Amministrazione imposte tenutosi il 1° marzo
2021.
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8. Con decisione su reclamo del 4 marzo 2021 l'Amministrazione imposte ha
parzialmente accettato il reclamo. Essa ha confermato la pretesa
valutabile in denaro come da sua decisione di recupero d'imposta per il
2014, concedendone tuttavia l'imposizione parziale.
9. Contro questa decisione, il 12 aprile 2021 attraverso il suo legale A._
(qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo
del Cantone dei Grigioni chiedendone l'annullamento. Egli ha in parte
ribadito l'argomentazione nel reclamo e ha fatto inoltre notare che la prova
che egli sia una persona vicina alla F._ spetterebbe
all'Amministrazione imposte. In base a mere supposizioni e vaghi indizi
questa non potrebbe tassare una prestazione valutabile in denaro.
10. Nella presa di posizione del 29 aprile 2021 l'Amministrazione imposte (qui
di seguito: convenuta) ha chiesto il rigetto del ricorso, argomentando che
diversi indizi indurrebbero a supporre che il ricorrente sia il beneficiario
economico del prestito ammortizzato.
11. Nel secondo scambio di scritti le parti si sono riconfermate nei loro petiti e
hanno approfondito le loro argomentazioni.
12. Il 23 luglio 2021 il ricorrente ha presentato delle ulteriori osservazioni.
13. Il 28 marzo 2022 il Giudice istruttore ha chiesto alla convenuta di inoltrare
tutti gli atti della procedura ponendole delle rispettive domande. Con
lettera del 22 aprile 2022 la convenuta ha risposto alle relative domande
del Giudice istruttore e ha dichiarato di ritenere completa la fattispecie.

Considerations:
II. Considerando in diritto:
1. I requisiti processuali sulla competenza del Tribunale amministrativo (art.
139 cpv. 1 della Legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni [LIG; CSC
- 5 -
720.000]), la legittimazione del ricorrente (art. 50 della Legge sulla
giustizia amministrativa [LGA; 370.100]) nonché la forma (art. 139 cpv. 2
LIG) e tempestività (art. 139 cpv. 1 LIG) del ricorso sono adempiti, per cui
si entra nel merito dello stesso.
2. Controverso è se l'ammortamento di CHF 530'698 di un prestito attivo
della società D._ nel periodo fiscale 2014 va ritenuto una prestazione
valutabile in denaro in favore del ricorrente e se di conseguenza può
essere tassato quale reddito del ricorrente attraverso il recupero d'imposta
(art. 151 segg. LIFD e 145 segg. LIG).
3.1.1. Giusta l'art. 20 cpv. 1 lett. c della Legge federale sull'imposta federale
diretta (LIFD; RS 642.11) sono imponibili quali redditi da sostanza
mobiliare i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come
pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di
qualsiasi genere. Tra le prestazioni imponibili valutabili in denaro rientrano
anche le cosiddette "distribuzioni dissimulate di utili" menzionate all'art. 58
cpv. 1 lett. b LIFD. Una distribuzione dissimulata di utili è data quando: (a)
una società esegue una prestazione senza ottenere una
controprestazione corrispondente; (b) questa prestazione è accordata ad
un azionista o a una persona comunque vicina, mentre non sarebbe stata
concessa alle medesime condizioni a un qualunque terzo; (c) il carattere
particolarmente vantaggioso della prestazione in discussione è
riconoscibile per gli organi societari (DTF 143 IV 228 consid. 4.1, 140 II 88
consid. 4.1, 131 II 593 consid. 5.1; STF 2C_9/2017 consid. 4.1). Tra le
distribuzioni dissimulate di utili vanno annoverate anche le rinunce a
determinati proventi in favore dell'azionista o della persona vicina, con una
corrispondente riduzione presso la società dell'utile esposto nel conto
economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro sussiste
quando la società non rivendica diritti su introiti di sua competenza, che
vengono così incassati direttamente dall'azionista o dalla persona a lui
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vicina, rispettivamente quando essi non forniscono la controprestazione
che la società esigerebbe da un terzo (STF 2C_984/2019 consid. 6.1 con
rinvio a 2C_9/2017 consid. 4.1).
3.1.2. Quale persona vicina all'azionista è considerata una persona fisica o
giuridica che intrattiene delle relazioni economiche o personali (p. es. di
parentela) con l'azionista, le quali secondo l'insieme delle circostanze
appaiono come il vero motivo della prestazione soggetta a tassazione (cfr.
DTF 138 II 545 consid. 3.4, 138 II 57 consid. 2.2 seg.).
3.2. I fatti che determinano o aumentano il carico fiscale vanno addotti e provati
dal fisco, quelli che lo riducono o lo sopprimono vanno invece addotti e
provati dal contribuente. Confrontato a fattispecie relative a prestazioni
valutabili in denaro, il fisco deve in particolare apportare la prova che la
società ha accordato a un'azionista o a una persona vicina una
prestazione senza ottenere una controprestazione adeguata; se le prove
addotte dall'autorità costituiscono degli indizi sufficienti in merito
all'esistenza di una simile sproporzione spetta al contribuente dimostrare
il contrario (DTF 138 II 57 consid. 7.1, 133 II 153 consid. 4.3; STF
2C_984/2019 consid. 6.2). Per prassi, la prova diretta che il beneficiario
della prestazione è un azionista o un terzo vicino alla società contribuente
non è necessaria, essendo infatti sufficiente che non sia possibile spiegare
in alcun altro modo lo svolgimento dell'insolita operazione (STF
2C_9/2017 consid. 4.1 con riferimento a 2C_16/2015 consid. 2.5.3 e
richiami).
3.3.1. Giusta l'art. 126 LIFD il contribuente deve fare tutto il necessario per
consentire una tassazione completa ed esatta (cpv. 1). Deve
segnatamente fornire, a domanda dell'autorità di tassazione, informazioni
orali e scritte e presentare libri contabili, giustificativi e altri attestati, come
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anche documenti concernenti le relazioni d'affari (cpv. 2; cfr. anche art.
128 LIG).
3.3.2. In caso di fattispecie internazionali sussiste un obbligo di collaborazione
qualificato. Così, ad es. per pagamenti all'estero non basta nominare il
destinatario del pagamento ma occorre esporre tutte le circostanze del
caso, siccome i rapporti di un beneficiario estero sfuggono al controllo
delle autorità fiscali domestiche (cfr. DTF 144 II 427 consid. 2.3.2 con
riferimento a STF 2C_16/ 2015 consid. 2.5.2; STF 2C_942/2017 condis.
3.3; ZWEIFEL/HUNZIKER in: Zweifel/Beusch [ed.], DBG-Kommentar, 2016,
art. 126 n. 3d con riferimento a 2C_797/2012 consid. 2.2.2.; LOCHER,
Kommentar DBG, 2015, art. 126 n. 22).
3.3.3. Oltre che dal principio di proporzionalità, in special modo dall'esigibilità nel
singolo caso, l'obbligo di collaborare è limitato dal segreto professionale,
p. es. di avvocati e notai, come esplicitamente sancito dalla legge riguardo
all'obbligo dei terzi di rilasciare attestazioni (art. 127 cpv. 2 secondo
periodo LIFD e art. 129 cpv. 2 secondo periodo LIG; cfr. anche
RICHNER/FREI/KAUFMANN/MEUTER, 2016, Handkommentar DBG, art. 126 n.
38 segg. e art. 127 n. 28 segg.; ZWEIFEL/HUNZIKER, op. cit., art. 127 n. 36
segg.).
3.4.1. Il ricorrente sostiene che non sarebbe tenuto a fornire indicazioni e
documenti relativi alla F._ poiché, primo, non ne avrebbe il diritto, e
secondo, ciò non sarebbe esigibile soprattutto perché trattasi di una
fattispecie verificatasi all'estero molti anni fa. In più, egli in questo caso
non starebbe cercando di ottenere qualcosa in suo favore (non farebbe
valere una deduzione) per cui la prestazione valutabile in denaro che la
convenuta intende computare andrebbe dimostrata da quest'ultima.
- 8 -
3.4.2. Come notato dal ricorrente, a livello della persona fisica il computo in
discussione è un fatto determinante risp. aumentante il carico fiscale, per
cui l'onere della prova in linea di principio spetta alla convenuta. D'altra
parte, in primo luogo non è richiesta una prova diretta e, in secondo luogo,
è richiesto un elevato obbligo di collaborazione da parte del ricorrente in
quanto si è in presenza di una fattispecie internazionale. Contrariamente
a quanto sostenuto dal ricorrente, non si intravede motivo per limitare la
relativa prassi sull'obbligo di collaborazione elevato alle deduzioni e quindi
a fattispecie (internazionali) in cui il ricorrente intende comprovare
qualcosa in suo vantaggio. Detto obbligo elevato sussiste dunque anche
in relazione a fatti addotti e da provare da parte del fisco, quale
l'ammortamento qui in discussione che si sospetta essere una prestazione
valutabile in denaro.
5. La convenuta è sostanzialmente dell'opinione che l'ammortamento
definitivo della pretesa dalla vendita delle azioni della H._
(contabilizzata negli attivi quale "prestito attivo") nei confronti della
F._ sia in realtà una prestazione valutabile in denaro nei confronti del
ricorrente. La distribuzione dissimulata di utili, computata dalla convenuta
nella tassazione a livello della società (decisione di tassazione definitiva
del 21 gennaio 2020 [doc. 1 convenuta]), è intravista nell'ammortamento
definitivo del relativo prestito e nella rispettiva registrazione nel conto
economico di costi straordinari a discapito dell'utile della società per fine
anno 2014. Il ricorrente sostiene invece che l'ammortamento del prestito
sarebbe avvenuto per il fatto che dopo così tanto tempo da parte della
F._, alla quale egli non sarebbe relazionato, non c'era più da
aspettarsi un pagamento del prestito, anche perché sarebbe già
subentrata la prescrizione di 10 anni. L'ammortamento sarebbe dunque
stato giustificato dall'uso commerciale e dal punto di vista del diritto
commerciale sarebbe stato necessario da molto tempo.
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5.1. Stando al contratto di compra-vendita del 2 settembre 1997 (doc. 2
convenuta), la B._ avrebbe trattenuto le azioni della H._ fino al
pagamento da parte della F._. Stando alla dichiarazione di M._
riportata nella replica, la F._ non ha mai onorato l'acquisto e i
certificati azionari non sono stati consegnati alla F._ (v. replica del 29
maggio 2021 pag. 4 seg.). La B._ al più tardi nel 2003 (cfr. doc. 9
convenuta/6 ricorrente) ha comunque registrato la pretesa derivante dal
contratto di compra-vendita delle azioni della H._ con la F._
(debitrice) pari a CHF 700'000.00 nel conto "prestiti attivi" (cfr. estratto
conto prestiti attivi 2003-2012 [doc. 9 convenuta]). Pertanto, all'accensione
del relativo "prestito attivo" derivante dalla pretesa dalla vendita delle
azioni H._ negli attivi doveva essere evidentemente contrapposta la
registrazione della relativa diminuzione nel rispettivo conto attivo delle
partecipazioni/titoli. Per inciso, dai bilanci agli atti (anni 2005-2008 e 2013-
2014 [doc. 7-8 ricorrente e doc. 3 convenuta]) risulta che almeno fino al
2008 vi erano delle partecipazioni nella sostanza attiva della B._ per
un totale di CHF 959'800.00. Nel 2007 la B._ aveva creato degli
accantonamenti per il valore delle partecipazioni. Al più tardi dal 2013,
dalla modifica della ragione sociale in D._, non figurava più nessuna
partecipazione. Irrilevante è che i certificati azionari, stando al ricorrente,
non sarebbero stati fisicamente consegnati alla F._. Dal momento
che è stata attivata la pretesa di CHF 700'000.00 dalla vendita delle azioni
H._ (nel conto "prestiti attivi"), nel bilancio non poteva ovviamente più
figurare lo stesso attivo nel conto titoli/partecipazioni. Va dunque verificato
se con l'ammortamento definitivo nel 2014 del saldo del prestito verso la
F._ sia avvenuta una prestazione valutabile in denaro in favore del
ricorrente, e ciò a prescindere dalla specifica fattispecie costituente una
prestazione valutabile in denaro, che sia essa un trasferimento gratuito di
un bene attivo (azioni H._) o una concessione di un prestito (in parte)
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non recuperato (cfr. BRÜLISAUER/MÜHLEMANN in: Zweifel/Beusch [ed.],
DBG-Kommentar, 2016, art. 58 n. 296 segg. e 304, 309 segg.).
5.2. Come accennato sopra, la pretesa nei confronti della F._ è stata
iscritta nel conto "prestiti attivi". In tale conto tra il 2004 e il 2014 sono stati
registrati diversi prelevamenti risp. erogazioni di prestito (alla voce "dare")
e accrediti risp. versamenti (alla voce "avere"), in parte registrati come
effettuati da parte del ricorrente o dalla moglie (2014) e per il resto molto
verosimilmente riconducibili al ricorrente (v. p. es. l'iscrizione "versamento
soci" quando il ricorrente era l'unico socio [cfr. doc. 6 ricorrente e doc. 9
convenuta]). Come osservato dalla convenuta, va quindi ritenuto che il
"prestito" alla F._ è stato usato dal ricorrente risp. da persone a lui
vicine come conto corrente (annotando le rispettive variazioni antitetiche
nel conto "prestiti attivi"). Il ricorrente fa valere che i versamenti sono stati
effettuati in diminuzione dei precedenti prelevamenti, pressoché
annullandosi a vicenda, e che nulla hanno a che vedere con l'importo di
CHF 700'000.00 (v. dichiarazione di M._ [replica. pag. 4]). Tuttavia,
nel 2007 nel conto "prestiti attivi" è stata registrata una compensazione
con prestiti passivi di CHF 293'174.40. Il ricorrente non è più in grado di
ricostruire questa scrittura contabile e di indicarne il creditore. La
convenuta ritiene che con alta probabilità questo importo sia riconducibile
al ricorrente. In effetti, non si intravede motivo perché un altro creditore
avrebbe dovuto acconsentire alla compensazione di un suo credito verso
la D._ con prestiti attivi (risp. un credito) della D._ (attraverso la
cessione di una parte della pretesa concernente la compra-vendita delle
azioni H._). Infine, dall'estratto conto "prestiti attivi" (doc. 3 pag. 4
convenuta) risulta che alla moglie del ricorrente sono stati prestati CHF
18'000.00, che in seguito all'ammortamento del saldo del conto "prestiti
attivi" per fine anno 2014 non sono dunque stati ripagati. Di conseguenza,
perlomeno per l'importo di CHF 18'000.00 è dimostrato che vi è stata una
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prestazione valutabile in denaro nei confronti di una persona vicina al
ricorrente.
5.3.1. Come segnalato dalla convenuta, la famiglia del ricorrente deteneva i
propri marchi nella società N._ limited, con sede a G._. Questi
sono poi stati trasferiti alla J._ SA nel 2013 (cfr. doc. 10 e 12
convenuta). La J._ SA è riconducibile alla famiglia del ricorrente (v.
sotto consid. 5.4). Nel 2013 il ricorrente ha ceduto alla J._ SA un
credito verso la N._ limited derivante dall'utile di liquidazione della
O._ SA (cfr. doc. 11 convenuta). Nel 2015 il ricorrente ha venduto alla
J._ SA la D._ (doc. 13 convenuta). Oltre a ciò, la B._ risp.
in seguito D._ ha avuto sede dal 1985 al 2013 presso l'avv. L._.
Questi era rappresentante della F._, con sede a G._, in
occasione della compra-vendita delle azioni H._. Contrariamente a
quanto sembra asserire il ricorrente, la convenuta non ha concluso che il
ricorrente sia molto probabilmente il beneficiario economico della F._
solo in base alla circostanza che il ricorrente aveva un credito nei confronti
di una società P._. È tuttavia senza dubbio rilevante il fatto accertato
che il ricorrente abbia intrattenuto delle relazioni d'affari con un'altra
società P._ oltre alla F._.
5.3.2. In sede di reclamo il ricorrente ha allegato una dichiarazione dell'avv. (e
notaio) L._, che aveva agito da rappresentante della F._ in
occasione della compra-vendita delle azioni H._ nel 1997, in cui
questi afferma di conoscere gli azionisti della F._ ma di non poter
dare i loro nominativi perché vincolato dal segreto professionale. Egli
assicura però che né A._ né membri della sua famiglia o persone a
lui vicine sono azionisti, portatori dei titoli, persona avente diritto
economico o persona vicina della F._. Nel ricorso il ricorrente segnala
che l'avv. L._ non vuole più che si utilizzi questa sua dichiarazione,
siccome avrebbe dei dubbi già solo sul fatto se, in considerazione del
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segreto professionale, poteva rilasciare una simile dichiarazione. Si
rinuncia pertanto a prendere posizione in merito a questa dichiarazione,
che in seguito a ritiro non è più ritenuta un mezzo di prova.
5.4. Il ricorrente sostiene che il momento in cui è avvenuto l'ammortamento del
prestito in oggetto per il 31 dicembre 2014, e in cui egli era ancora
azionista unico della D._, non sarebbe rilevante. Determinante
sarebbe piuttosto la data d'approvazione del conto annuale 2014 della
D._ (la cui dichiarazione d'imposta sarebbe stata inoltrata soltanto l'8
marzo 2016). A quel punto egli non era più azionista e non avrebbe più
avuto alcun influsso (diretto) sulla D._. Alla prima occasione, la
J._ SA quale nuova azionista avrebbe disposto l'ammortamento in
discussione, che sarebbe stato necessario da lungo tempo, e con ciò
avrebbe ristabilito la situazione di legalità. Al riguardo si constata che nel
2014 e 2015 il ricorrente aveva dichiarato nella sua sostanza privata 20
azioni della J._ SA nonché un credito di oltre mezzo milione di franchi
nei confronti della stessa (cfr. doc. 15 convenuta). Con contratto del 31
marzo 2015 il ricorrente ha poi venduto tutte la azioni D._ alla J._
SA (cfr. doc. 13 ricorrente). La convenuta osserva inoltre a ragione che la
J._ SA è controllata da persone vicine al ricorrente. Infatti, questa è
diretta dalla moglie del ricorrente. Nel 2014 e 2015 ella, allora non ancora
sposata con il ricorrente, deteneva delle azioni della J._ SA e aveva
un prestito attivo nei suoi confronti (cfr. doc. 16 convenuta). Inoltre,
secondo la dichiarazione fiscale 2016 anche la figlia del ricorrente era
azionista della J._ SA (cfr. doc. 17 convenuta). Determinante è in ogni
caso che il ricorrente al 31 dicembre 2014 (data per la quale è stato
registrato nel bilancio l'ammortamento del prestito in discussione) era
azionista unico della D._ e che, anche se è stata la J._ SA risp.
un membro della sua famiglia a disporre l'ammortamento, ciò non cambia
che l'ammortamento del prestito abbia con alta probabilità arricchito il
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ricorrente quale azionista nella data per la quale è stata effettuata la
rispettiva registrazione.
5.5. La convenuta ha inoltre sottolineato che la D._ non ha mai avviato
una procedura d'incasso del prezzo di vendita delle azioni H._ contro
la F._. Dal canto suo la F._ non ha mai preteso il trasferimento
delle azioni (va notato che in ogni caso la F._ non aveva
presumibilmente un interesse all'adempimento del contratto e quindi a
effettuare i pagamenti rateali concordati, posto che le azioni H._
apparentemente avevano perso valore). Il fatto che la D._ non abbia
intrapreso misure d'incasso rappresenta un forte indizio di rinuncia
intenzionale al pagamento da parte della F._ del prezzo di vendita
delle azioni (risp. alla restituzione del prestito concesso alla F._).
Stando alla summenzionata dichiarazione di M._, il ricorrente
avrebbe rinunciato a perseguire la F._ affinché onorasse il contratto
perché a quei tempi egli sarebbe stato preso a difendere la propria
persona (denuncia penale) e anche perché nel frattempo la H._
avrebbe cominciato ad andare male. Nel 2001 il ricorrente si sarebbe
ammalato per un tumore alla prostata, avrebbe lasciato la gestione delle
aziende ai figli e non si sarebbe più interessato di niente (replica pag. 5).
Pur ammettendo dunque che erano i figli a occuparsi della gestione della
D._, non è comunque comprensibile perché si sia rinunciato alla
riscossione di una pretesa di una simile entità, se non per il fatto che la
F._ sia una persona giuridica vicina al ricorrente. Questo modo di
agire non regge evidentemente il confronto con una prestazione fornita a
terzi (cosiddetto "Drittvergleich" [v. ad es. STF 2C_882/2011 consid. 2.3]).
Visto che non è ravvisabile l'intenzione della B._ risp. D._ di
esigere la pretesa (risp. recuperare detto prestito), è inoltre ininfluente che
l'ammortamento definitivo sia avvenuto quando era presumibilmente già
subentrata la prescrizione di 10 anni (cfr. art. 127 CO), cosicché in questo
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senso poteva essere giustificato dal punto di vista dell'uso commerciale
(cfr. art. 960 cpv. 3 CO). In base a un confronto terzi, la B._ avrebbe
piuttosto dovuto prendere le prime misure d'incasso per la prima delle tre
rate di pagamento al più tardi entro 10 anni, prima della scadenza del
termine di prescrizione per la prima rata a fine anno 2008. E pur anche
ammettendo che i titoli azionari non sono stati fisicamente trasferiti alla
F._, come fatto valere dal ricorrente, allora la B._ avrebbe
dovuto risolvere il contratto di compra-vendita e riattivare nel bilancio le
azioni H._ rimuovendo la pretesa (risp. il "prestito attivo"). Ad ogni
modo, le operazioni della B._ risp. D._ non reggono un confronto
con terzi.
5.6. Riguardo all'importo della prestazione valutabile in denaro pari a
CHF 530'698.00 va notato che questo risulta dal saldo del conto "prestiti
attivi" a fine anno 2014 (inclusi dunque tutti i movimenti sopra descritti e
gli interessi maturati fino a quel punto). Inoltre, si noti che a fine anno 2014
è stata ammortizzata l'intera somma del prestito pari a CHF 700'00.00 e
che è stato effettuato un risanamento per la differenza tra il saldo e la
somma originale del prestito (CHF 700'000.00 ./. CHF 169'302.00 =
CHF 530'698.00 [doc. 3 convenuta]). L'ammortamento di CHF 530'698.00
computato quale prestazione valutabile in denaro è dunque corretto.
6. Riassumendo, sussistono sufficienti indizi che il ricorrente sia collegato
alla società P._ F._ e che l'ammortamento del "prestito" verso la
stessa sia dunque una prestazione valutabile in denaro avvenuta nei
confronti di una persona (giuridica) vicina al ricorrente. In base a una
comparazione con terzi, non è ravvisabile come una società possa
trasferire (perlomeno a livello contabile) delle azioni in suo possesso,
benché secondo contratto possa trattenerle fino a completo pagamento, e
non intraprenda alcuna misura legale per ottenere il prezzo di compra-
vendita (di un importante importo di CHF 700'000.00). Inoltre, è assodato
- 15 -
che oltre alla F._ vi sono società con sede all'estero, una nello
specifico a G._, riconducibili al ricorrente. Oltretutto, l'avvocato del
ricorrente era il rappresentante della F._ in occasione della compra-
vendita delle azioni H._. Sussiste pertanto un forte indizio che anche
la F._ sia una società vicina al ricorrente. Benché si tratti di fatti
avvenuti diversi anni fa, il ricorrente non ha fornito tutte le informazioni
rilevanti per il caso in questione, soprattutto in merito alla società P._
debitrice del prestito ammortizzato e ai suoi azionisti. Fondandosi sugli
indizi a disposizione per valutare l'esistenza di una prestazione valutabile
in denaro, la convenuta ha giustamente ritenuto che con l'ammortamento
definitivo del prestito alla società P._ sia stata (indirettamente)
attribuita una prestazione valutabile in denaro al ricorrente. Ciò in linea con
la tassazione già avvenuta a livello della società (distribuzione dissimulata
di utili [art. 58 cpv. 1 lett. b LIFD]). Questa distribuzione dissimulata di utili
è pertanto imponibile quale prestazioni valutabile in denaro a livello di
reddito del ricorrente per il periodo fiscale 2014 attraverso il recupero
d'imposta.
7. Si noti infine che nella decisione su reclamo la convenuta ha giustamente
rivisto la sua decisione di ricupero d'imposta del 10 novembre 2020 (doc.
5 convenuta) concedendo l'imponibilità ridotta (al 60 % secondo il diritto
allora in vigore [cfr. vart. 20 cpv. 1bis LIFD]) per il relativo ammortamento
considerato una prestazione valutabile in denaro.
8. Visto quanto sopra, il ricorso va respinto e la decisione impugnata
confermata.
9. Le spese procedurali fissate a CHF 3'000.00 oltre a spese di cancelleria
sono poste a carico del ricorrente soccombente in causa (art. 73 cpv. 1
LGA). In base alla regola di cui all'art. 78 cpv. 2 LGA alla convenuta non
sono assegnate ripetibili.
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