Decision ID: 60197477-a0f3-5c41-921d-6d17e3ebe857
Year: 2009
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto che sono dati gli estremi per applicare l’art. 313 bis CPC, secondo il quale,
prima della notificazione dell’atto di appello, è possibile decidere con breve motivazione
la reiezione dello stesso, qualora si riveli inammissibile o manifestamente infondato;
ritenuto
In fatto:
Inc. CEF no. 14.2009.27
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE di _ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'348.90 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio dell’11 marzo 2009 nessuno è comparso.
C.
Con sentenza 17 marzo 2009 il Pretore del Distretto di _, ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da mercoledì 18 marzo alle ore 10.00.
D.
Con appello 18 marzo 2009 AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta di quello stesso giorno dell’UE di _ relativa al pagamento di fr. 2'639.30 a saldo dell’esecuzione n. _. L’appellante rileva inoltre di essere in grado di garantire la sua solvibilità con il pagamento dei suoi debiti.
Inc. no. 14.2009.39
Pure nell’ambito dell’esecuzione n. _ dell’UE di _ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per il mancato pagamento di fr. 1'165.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B.
All’udienza di contraddittorio dell’11 marzo 2009 nessuno è
comparso.
C.
Con sentenza 20 aprile 2009 il Pretore del Distretto di
_, ha pronunciato di nuovo il fallimento della AP 1 a far tempo da martedì 21 aprile 2009 alle ore 10.00.
D.
Con appello 21 aprile 2009 e integrazione 24 aprile 2009 AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 24 aprile 2009 dell’UE di _ relativa al pagamento di fr. 1'470.-- a saldo dell’esecuzione n. _ (doc. C). L’appellante rileva inoltre di avere saldato due ulteriori esecuzioni, presentando due ricevute dell’UE di _ sempre del 24 aprile 2009 relative al versamento di fr. 17'216.90 rispettivamente di fr. 2'245.90 a saldo delle esecuzioni n. _ promossa dalla C_ S_ rispettivamente n. 1233094 promossa dalla C_ c_ di c_ (doc. A e B).
AP 1 dichiara poi di essere intenzionata a pagare le ulteriori procedure pendenti a suo carico presso l’Uffico esecuzione.

Considerations:
Considerato
In diritto:
1.
Gli atti di appello 18 marzo 2009 e 21 aprile 2009 si riferiscono a due cause pendenti tra le stesse parti per fattispecie di fallimento giuridicamente analoghe. Le cause vanno quindi considerate connesse ai sensi dell’art. 320 CPC (per il rinvio dell’art. 25 LALEF) e possono essere congiunte ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati singolarmente.
2. a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore; o che
3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Inc. CEF 14.2009.39
Dalla ricevuta 24 aprile 2009 dell’UE di _ (doc. C) emerge che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. _ posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che l’appellante ha prodotto due ulteriori ricevute relative al saldo delle esecuzioni n. _ promossa dalla C_ S_ rispettivamente n. _ promossa dalla C_ c_ di c_ (doc. A e B). Dall’estratto delle esecuzioni dell’UE di _ al 5 maggio 2009 emerge però che a carico dell’appellante sono ancora pendenti 19 procedure per un importo complessivo di fr. 86'844.85, di cui per sei è stata concessa la dilazione di pagamento, che costituisce già un indizio in merito alle difficoltà di pagamento dell’escussa, mentre per due sono già stati emessi gli avvisi di pignoramento. Dal predetto estratto risulta inoltre che a carico dell’appellante nel periodo dal 3 al 23 febbraio 2009 sono stati emessi, in ulteriori procedure esecutive, cinque attestati di carenza di beni per complessivamente fr. 25'262.60. Ciò porta a concludere che l’escussa non dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai suoi impegni, per cui il presupposto della solvibilità non può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 non può essere annullato. L’appello va pertanto respinto.
c) Inc. CEF 14.2009. 27
Nonostante l’appellante abbia dimostrato di avere saldato l’esecuzione n. _, nel cui ambito il Pretore ha decretato il primo fallimento a far tempo dal 18 marzo 2009 alle ore 10.00 (EF._), le precedenti considerazioni in merito alla carente solvibilità della AP 1 portano a respingere anche il primo appello presentato contro tale decreto di fallimento, ove a ben vedere la situazione finanziaria della fallita risultava ancor più compromessa.
2.
Essendo stato concesso effetto sospensivo parziale ad ambedue gli appelli, il fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).