Decision ID: 484a4560-db9d-4577-b619-d562a30cda79
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadino afghano, ha depositato una domanda d’asilo in Sviz-
zera il 4 aprile 2022 (recte: 3 aprile 2022) (cfr. atto SEM 2/2).
B.
Dalle investigazioni della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito:
SEM) in particolare dalla consultazione del sistema "EURODAC", è risul-
tato che il richiedente aveva già depositato una domanda d'asilo in Grecia
il (...) febbraio 2019 (cfr. atto SEM 8/1). Il 25 aprile 2022 la SEM ha quindi
svolto un colloquio Dublino con l’interessato, il quale ha confermato i ri-
scontri dattiloscopici e ha affermato che sarebbe stato costretto, una volta
arrivato sull’isola di B._, a rilasciare le impronte digitali, in quanto le
autorità greche l’avrebbero minacciato di riportarlo in Turchia. Inoltre, ha
dichiarato di aver sostenuto in Grecia un’audizione sui motivi d’asilo e di
aver ricevuto dapprima una decisione negativa. Tuttavia, egli avrebbe suc-
cessivamente interposto ricorso e ottenuto la protezione sussidiaria. Al-
tresì, il richiedente ha riferito che le autorità elleniche gli avrebbero rila-
sciato un permesso di soggiorno della durata di un anno e che allo scadere
avrebbero valutato se rinnovarlo o meno (cfr. atto SEM 13/2).
C.
Il medesimo giorno, la SEM ha inviato una richiesta di informazioni alle
autorità greche (cfr. atto SEM 15/3), le quali hanno risposto in data 6 mag-
gio 2022 specificando che l’interessato ha ottenuto la protezione sussidia-
ria l’(...) novembre 2021 e che gli è stato rilasciato un permesso di sog-
giorno valido dal (...) dicembre 2021 al (...) dicembre 2022 (cfr. atto SEM
18/2).
D.
Per mezzo dello scritto del 9 maggio 2022 l’autorità inferiore ha concesso
al richiedente il diritto di essere sentito circa l'eventuale applicazione
dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi,
RS 142.31) ed il relativo rinvio verso la Grecia (cfr. atto SEM 20/3). Il
12 maggio 2022 l'interessato, per mezzo della sua rappresentante legale,
ha trasmesso le proprie osservazioni (cfr. atto SEM 27/3).
E.
Nel frattempo, il 9 maggio 2022, la SEM ha presentato alle competenti au-
torità greche una richiesta di riammissione del richiedente conformemente
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alla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante
le norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di
cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 di-
cembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riam-
missione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una pro-
tezione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Go-
verno della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in
situazione irregolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM 22/2). Il 10 mag-
gio 2022 le competenti autorità greche hanno accettato la riammissione
dell’interessato ed hanno ribadito che allo stesso è stato accordato lo sta-
tuto della protezione sussidiaria l’(...) novembre 2021 e che egli dispone di
un permesso di soggiorno valido fino dal (...) dicembre 2021 fino al (...)
dicembre 2022 (cfr. atto SEM 24/1).
F.
Il 18 maggio 2022 il richiedente ha inoltrato il suo parere circa la bozza di
decisione della SEM del 16 maggio 2022 (cfr. atto SEM 30/11; 32/3).
G.
Con decisione del 18 maggio 2022, notificata il 19 maggio 2022, la SEM
non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1
lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'al-
lontanamento del richiedente verso la Grecia.
H.
Con ricorso del 25 maggio 2022, l'interessato è insorto dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata
decisione della SEM ed ha concluso in via principale all'annullamento della
decisione impugnata ed alla restituzione degli atti all'autorità inferiore per
effettuare un esame nazionale della domanda d’asilo ed in via subordinata
alla restituzione degli atti alla SEM per il completamento istruttorio. Altresì,
ha domandato la concessione dell'assistenza giudiziaria nel senso dell'e-
senzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo con
protestate tasse e spese.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
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RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-
tanto entrare nel merito del ricorso.
3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-
gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
Inoltre si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione
di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, si limita ad esaminare la
fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1; 2012/4
consid. 2.2).
4.
I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono,
sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-
mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si ri-
nuncia allo scambio degli scritti.
5.
5.1 Nella decisione avversata l’autorità inferiore, dopo aver esposto i fatti,
ha in primo luogo osservato che il ricorrente avrebbe ottenuto la protezione
sussidiaria in Grecia, Stato terzo designato quale sicuro dal Consiglio fe-
derale svizzero, nonché che le autorità elleniche avrebbero acconsentito
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alla sua riammissione in data 10 maggio 2022. Il parere alla bozza di deci-
sione negativa non conterrebbe poi fatti o mezzi di prova che giustifiche-
rebbero una modifica del punto di vista della SEM. In particolare, l’autorità
di prima istanza ha puntualizzato che l’esame della fattispecie si sarebbe
basato su tutti gli elementi pertinenti presenti nell’incarto, su una valuta-
zione concreta di quanto fatto valere, sulle basi legali nazionali e interna-
zionali e sui diritti connessi allo statuto che egli avrebbe ottenuto. In se-
condo luogo, l’autorità inferiore ha ritenuto l’esecuzione dell’allontana-
mento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Segnatamente,
per quanto concerne l’ammissibilità dell’allontanamento, ha osservato che
quanto affermato dal richiedente in merito alle sue difficili condizioni di vita
in Grecia, sarebbe fondato unicamente sulla base di allegazioni di parte,
non corroborate da alcun mezzo di prova. Proseguendo, la SEM ha ritenuto
che l’esecuzione dell’allontanamento dell’interessato sarebbe ragionevol-
mente esigibile in quanto né la situazione politica vigente in Grecia, né altri
motivi vi si opporrebbero. In particolare, in merito al timore dell’insorgente
di essere aggredito da un individuo, già passatore, e di non poter benefi-
ciare della protezione della polizia a causa delle asserite barriere linguisti-
che, la SEM ha sottolineato che la Grecia è uno Stato di diritto con un’au-
torità di polizia funzionante, disposta ed in grado di offrire una protezione
adeguata. Inoltre, non sussisterebbero indizi atti a sostenere che le autorità
greche non siano in grado di offrire all’interessato la protezione adeguata
contro le aggressioni da parte di terzi o che rinunciano in modo sistematico
a perseguire gli atti delittuosi commessi sul loro territorio. Per quanto con-
cerne invece le condizioni di accoglienza in Grecia, la SEM ha sottolineato,
in particolar modo che, secondo la nuova giurisprudenza del Tribunale,
l’esecuzione dell’allontanamento per i beneficiari di protezione internazio-
nale in Grecia è in principio esigibile anche per le persone vulnerabili, come
per esempio donne incinte o per persone che soffrono di problemi medici
non classificabili come malattie gravi. Pertanto, la nuova sentenza non per-
metterebbe di mettere in discussione l’esigibilità dell’allontanamento, in
quanto egli non soffrirebbe di problemi medici gravi e la sua situazione me-
dica risulterebbe chiara ed acclarata. Inoltre, la SEM ha segnalato al richie-
dente che il programma HELIOS – il quale sarebbe accessibile anche per
le persone beneficiarie della protezione internazionale – avrebbe proprio
l’obiettivo di integrare i beneficiari nella società greca aiutandoli a condurre
una vita indipendente. Infine, l’allontanamento del richiedente sarebbe pos-
sibile sia sul piano tecnico che pratico, avendo in particolare le autorità
elleniche dato il loro accordo alla sua riammissione sul loro territorio.
5.2 Dal canto suo, nel memoriale ricorsuale, l’interessato lamenta un ac-
certamento incompleto e inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti, nonché
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una loro valutazione non conforme al diritto federale e internazionale. In
particolare rileva come l’autorità inferiore non abbia considerato accurata-
mente le sue allegazioni in relazione alla situazione attuale dello Stato in
questione e omettendo di svolgere ulteriori accertamenti, i quali apparivano
a suo dire necessari al fine di appurare l’effettività delle condizioni dai lui
più volte allegate. In particolare, egli ricorda che non sarebbe stato suppor-
tato in alcun modo dal sistema greco e non riuscendosi ad integrare, si
sarebbe trovato in condizioni disumane e degradanti, le stesse che, incor-
rerebbe in caso di ritorno, specialmente senza un concreto accesso a corsi
di lingua e a sussidi di vario tipo. Il ricorrente, rimprovera alla SEM in par-
ticolar modo, di non aver verificato l’effettiva applicazione dell’art. 27 della
Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011
recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-
lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme
per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione
sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione;
GU L 337/9 del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualificazione) nel suo caso
concreto. Egli, infatti, nonostante abbia soggiornato sul territorio a lungo,
non sarebbe mai stato introdotto ad un corso di lingua. A suo dire, l’autorità
inferiore nella sua valutazione non avrebbe neppure considerato concreta-
mente la sua reale possibilità di accesso alle cure mediche, come pure la
possibilità di un supporto da parte della polizia greca tenendo conto la bar-
riera linguistica. Inoltre, l’insorgente ritiene che la decisione di non entrare
nel merito della domanda d’asilo sia meritevole di annullamento, in quanto
attualmente la situazione dei beneficiari di protezione internazionale in
Grecia non permetterebbe di considerare questo Stato senza ulteriori chia-
rimenti come uno Stato terzo sicuro verso il quale il rinvio di uno straniero
non debba essere valutato nei suoi rischi concreti ed effettivi. Ciò, a mag-
gior ragione, considerando che nella fattispecie egli avrebbe fornito diversi
elementi che avrebbero evidenziato come la sua vita, la sua sicurezza per-
sonale e la sua dignità sarebbero concretamente a rischio in caso di rinvio
in Grecia. Altresì, egli sottolinea come le allegazioni circa le sue difficoltà e
le condizioni di vita non sarebbero state limitate al periodo precedente
all’emissione della decisione riguardante la sua domanda d’asilo, bensì si
sarebbero riferite in particolar modo al periodo successivo la ricezione del
permesso di soggiorno. L’insorgente, sostiene quindi che in caso di rinvio
in Grecia sarebbe sicuramente chiamato a confrontarsi con le medesime
difficoltà e condizioni di vita degradanti e disumane, già sperimentate dopo
la concessione della protezione sussidiaria. Infine, egli richiama l’atten-
zione del Tribunale sul rapporto di RSA e Pro Asyl quo alla situazione dei
beneficiari di protezione internazionale, le conclusioni della valutazione
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dell’OSAR e le sentenze del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28
marzo 2022.
6.
6.1 Preliminarmente occorre chiedersi se l’autorità inferiore abbia violato o
meno il principio inquisitorio (cfr. supra consid. 5.2).
6.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-
ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità
competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo
dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa
deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso,
chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune
prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti
dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare
dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione
o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed
art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).
6.3 Nella presente disamina, al contrario di quanto asserito dall’interessato
in sede di ricorso, il Tribunale non intravvede alcun elemento giuridica-
mente rilevante che non sarebbe stato ritenuto dalla SEM nella sua valu-
tazione. Infatti, risulta sia dall’esposizione dei fatti, che dalla motivazione
adottata dall’autorità inferiore, che la predetta si sia espressa sufficiente-
mente ed in modo chiaro circa gli elementi che l’avrebbero fatta propendere
nel caso concreto per l’inesistenza di un rischio serio di violazione dell’art. 3
CEDU nel caso di un ritorno del ricorrente in Grecia. Il fatto che l’autorità di
prima istanza abbia ritenuto le allegazioni del richiedente circa le difficili
condizioni nelle quali si sarebbe trovato in Grecia semplici allegazioni di
parte – riportando però nella decisione impugnata ampiamente le dichiara-
zioni fatte dall'insorgente in merito ed indicando sufficientemente i motivi
per i quali le sue allegazioni avrebbero condotto l'autorità a tale conclusione
(cfr. p.to I e II, pag. 3 segg. della decisione impugnata) – non discende da
un accertamento inaccurato o incompleto della fattispecie da parte dell'au-
torità inferiore ma piuttosto dall'apprezzamento svolto dalla SEM nel caso
del ricorrente. In tale contesto, occorre sottolineare come l’interessato ab-
bia avuto ampio modo di esporre le vicissitudini vissute in Grecia, come
pure gli ostacoli che si opporrebbero ad un suo rinvio, dinnanzi all'autorità
inferiore, e ciò in particolare presentando delle osservazioni al diritto di es-
sere sentito (cfr. atto SEM 27/5) nonché alla bozza di decisione negativa
(cfr. atto SEM 32/3).
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Anche sotto l'aspetto del suo stato di salute, il Tribunale ritiene che gli atti
di causa risultavano completi al momento dell'emanazione della decisione.
La SEM disponeva di tutti gli elementi per potersi pronunciare in merito
senza aspettare e/o effettuare ulteriori accertamenti. Quest’ultima nel prov-
vedimento sindacata ha del resto esposto in modo sufficientemente detta-
gliato i motivi per i quali ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamento del
ricorrente verso la Grecia ammissibile e ragionevolmente esigibile, anche
in relazione alle sue condizioni mediche.
6.4 Ne discende quindi che le censure formali mosse dall’interessato nel
senso sopra risultano infondate e vanno conseguentemente respinte.
7.
7.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della
domanda di asilo se la richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro
secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-
temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un
effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell’art. 5 cpv. 1
LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riammissione
del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza
tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere
eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125).
7.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la
Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-
zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri
ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di
rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi).
7.3 Nella fattispecie, dagli atti risulta che al ricorrente è stata riconosciuta
la protezione sussidiaria in Grecia l’(...) novembre 2021e che egli è bene-
ficiario di un permesso di soggiorno valido dal (...) dicembre 2021 al
(...) dicembre 2022 (cfr. atto SEM 18/2). Tali circostanze sono peraltro
state confermate dall’interessato nel corso del colloquio Dublino (cfr. atto
SEM 13/2). Altresì, le autorità greche, il 10 maggio 2022, hanno accettato
la riammissione dell’interessato sul proprio territorio (cfr. atto SEM 24/1).
Tali elementi non sono stati contestati dall’insorgente, che non ha neppure
apportato indizi individuali che permetterebbero di ritenere che la Grecia
non rispetti il principio di «non-refoulement» e lo rinvierebbe nel suo Paese
d’origine.
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7.4 Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano
incontestabilmente soddisfatte, ed è a giusto titolo che la SEM non è en-
trata nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente.
8.
8.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-
cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione;
tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
8.2 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo
relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311];
DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Pertanto, lo scrivente Tri-
bunale è tenuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento.
9.
9.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della Legge federale sugli stranieri e la loro in-
tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata
norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83
cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile
(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-
zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI).
9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli
ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-
sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve
provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-
lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento).
10.
10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non
è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-
ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-
zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare
l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-
tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più
volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una
situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk
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destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU.
Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri
motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real
risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-
tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-
rimenti).
10.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno
Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia
uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto
internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento
ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-
tura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY
MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des
migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all’interes-
sato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi
che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel
caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano
a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza
esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di
natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sentenze del Tri-
bunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e D-114/2021 dell’11
maggio 2021 consid. 8.2).
10.3 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha
ritenuto nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021
del 28 marzo 2022 che per quanto riguarda l'ammissibilità dell'esecuzione
dell'allontanamento verso tale Paese vengono riconosciuti degli ostacoli
all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni molto severe
(cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.2). Si
può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia firmataria della
CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, in principio essa rispetti i
suoi obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni a dispo-
sizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione sussi-
diaria, così come i rifugiati, corrano un rischio di vivere in condizioni preca-
rie, a seconda dei casi, comparabili alle situazioni dei richiedenti. Tuttavia,
non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato una
pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – verso i
beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell'ac-
cesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'i-
struzione e all'alloggio (cfr. fra le tante la sentenza di riferimento del Tribu-
nale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2). Altresì, i beneficiari di
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protezione possono pure contare sulle garanzie derivanti direttiva qualifi-
cazione. Tale direttiva è stata trasposta dalla Grecia, in conformità
all'art. 39, in diritto nazionale interno con decreto presidenziale
(P.D) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli
obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei benefi-
ciari di protezione costituiscono la non discriminazione nell'accesso all'oc-
cupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria,
all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [conte-
nuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). Infine,
in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, gli interessati potranno
adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU).
10.4 Nella fattispecie, atteso che il ricorrente è stato riconosciuto benefi-
ciario di protezione sussidiaria dalla Grecia in data (...) novembre 2021,
egli può rivolgersi alle competenti autorità greche per far valere i diritti che
gli spettano. Altresì, dagli atti non vi sono elementi che permettano di rite-
nere che in caso di rinvio dell'insorgente in Grecia le sue prospettive future,
considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un
rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni di gravità tale da
rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Si osserva che il ri-
corrente, malgrado abbia affermato che dopo il riconoscimento della prote-
zione sussidiaria non avrebbe più ricevuto il sostegno finanziario di Euro
75.– e oltretutto l’avrebbero costretto a lasciare il campo in cui aveva potuto
alloggiare, non ha tuttavia mai addotto di aver richiesto aiuto per ottenere
segnatamente un alloggio, un lavoro ed altre prestazioni essenziali alle au-
torità greche. L’interessato ha solamente asserito – in modo molto generale
– che nessuno gli avrebbe illustrato un alternativo mezzo di sostentamento
e l’avrebbe aiutato con la ricerca di un nuovo alloggio. Inoltre, per quanto
concerne il timore di essere aggredito da un individuo, già passatore, il
Tribunale ritiene che non si possa partire dall'assunto che le autorità elle-
niche non abbiano la volontà o la capacità di perseguire gli atti delittuosi
commessi sul loro territorio. Pertanto, anche in questa eventualità è com-
pito del ricorrente rivolgersi se del caso alle autorità per denunciare i fatti.
L’obiezione di un’impossibilità di rivolgersi alle autorità a causa della bar-
riera linguistica non può essere accettata. Da ultimo, né dal gravame né
dagli atti, risultano esserci degli elementi per ritenere che lo stato di salute
del ricorrente (cfr. anche infra consid. 11.4), sufficientemente acclarato in
sede di prima istanza (cfr. anche supra consid. 6.3), risulti ostativo all’am-
missibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. sentenze della
Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposh-
vili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche
DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e DTAF 2011/9 consid. 7.1).
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10.5 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-
bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi
(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi).
11.
11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può
essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-
nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito
a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza
medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento
verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale pre-
sunzione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende verosi-
mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto
ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid.
9). Nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/202, citata
sia nella decisione avversata che nel ricorso, il Tribunale ha avuto modo di
precisare la propria giurisprudenza in merito all’esigibilità dell'esecuzione
dell'allontanamento di persone vulnerabili trasferite verso la Grecia. In par-
ticolare, ritenendo l’esecuzione dell’allontanamento di persone con pro-
blemi di salute non ritenuti gravi, di principio esigibile (cfr. sentenza di rife-
rimento E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.1).
11.2 Nel caso in disamina, le difficili condizioni di esistenza nelle quali il
ricorrente si sarebbe trovato in Grecia non sono sufficienti per ritenere ine-
sigibile l’esecuzione del suo allontanamento. In particolare, nonostante le
varie critiche sollevate da alcune organizzazioni non governative al sistema
d’accoglienza e di procedura greco, alcune anche citate nel ricorso, va nuo-
vamente rammentato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualifica-
zione. È quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti che gli
spettano direttamente presso le autorità di detto Paese. Quale beneficiario
della protezione internazionale egli ha infatti diritto ad essere trattato in
modo equivalente ai cittadini greci in relazione all’accesso alla giustizia,
all’occupazione, all’assistenza ed alla sicurezza sociale. Inoltre, visto che
egli dispone di un permesso di soggiorno valido, di principio – nonostante
possa essere inizialmente più complicato non conoscendo la lingua parlata
nel Paese – il mercato del lavoro greco risulta essergli aperto (cfr. nello
stesso senso anche la sentenza del Tribunale D-570/2022 del 10 feb-
braio 2022 consid. 8.5). A tal proposito si osserva, che il fatto che il per-
messo gli sia stato rubato, non inficia la sua validità. Egli potrà indubbia-
mente richiederlo nuovamente alle competenti autorità elleniche. Inoltre,
anche se è noto che le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa
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della situazione economica vigente, non ci sono in specie indicazioni – vi-
sto anche quanto già ritenuto sotto il profilo dell’ammissibilità dell’esecu-
zione dell’allontanamento – che l’interessato verrebbe esposto ad un’emer-
genza esistenziale in caso di ritorno in Grecia. Tali criticità del sistema so-
ciale ed economico greci, non risultano difatti ostative, ad esse sole, a rea-
lizzare una messa in pericolo concreta ai sensi della legge e della giuri-
sprudenza (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 2010/41 consid. 8.3.5;
2008/34 consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e pertanto non risultano atte
a costituire un ostacolo insormontabile sotto il profilo dell’esigibilità dell’ese-
cuzione dell’allontanamento (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribu-
nale E-1985/2021 del 27 settembre 2021 consid. 7.4.2).
11.3 Da ultimo, circa lo stato di salute dell’interessato, si deve rilevare che
per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, l’esecu-
zione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime potrebbero
essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate come es-
senziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente necessarie
ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Lo straniero non può tuttavia
prevalersi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, per dedurre un diritto incondizionato al
soggiorno in Svizzera e un accesso generale alle misure mediche suscet-
tibili di ripristinare o mantenere il suo stato di salute, per il semplice motivo
che l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’ori-
gine o di destinazione non raggiungono lo standard elvetico. In tal senso,
se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di
destinazione del richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a
quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragione-
volmente esigibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione pre-
citata se, in ragione dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute
dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in
maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pre-
giudizio serio, durevole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr.
DTAF 2011/50 consid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, ciò non appare essere il caso
di specie.
11.4 Dai documenti medici all’inserto, risulta che il ricorrente durante la vi-
sita del 7 aprile 2022 ha lamentato di aver ogni giorno mal di testa frontale,
nausea e parestesie diffuse (cfr. atto SEM 11/2). Il medico ha quindi ordi-
nato una risonanza magnetica celebrale; tuttavia l’esame svoltosi il 5 mag-
gio 2022 è risultato nella norma (cfr. atto SEM 19/1). Altresì, l’interessato
ha asserito di soffrire d’insonnia e di avere dolori a tutto il corpo. Per tali
problematiche il medico gli ha prescritto una terapia a base di Saroten 25
mg e in riserva Brufen 600 (cfr. atto SEM 11/2). Per quanto riguarda invece
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l’asserito dolore (...), non sono necessari ulteriori accertamenti in quanto il
medico ha costatato che il ricorrente è noto per (...), ma attualmente risulta
asintomatico. Inoltre, il ricorrente è stato visitato il 10 maggio 2022 da un
dentista, il quale ha proceduto con un’estrazione (cfr. atto SEM 26/3). Il 16
maggio 2022 con la visita di controllo gli è stata rimossa la garza e il pro-
blema si è pertanto risolto (cfr. atto SEM 31/3). Infine, si rileva che dalla
verifica effettuata in data 16 maggio 2022 dalla SEM con Medic Help, non
sono risultati ulteriori appuntamenti medici (cfr. 29/1).
11.5 Tenuto conto di quanto precede, le affezioni delle quali soffre il ricor-
rente, non appaiono essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di
porre concretamente e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a
breve termine in caso di ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli
atti che il suo stato di salute necessiti imperativamente di trattamenti medici
che non possano essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurispru-
denza restrittiva applicabile in materia (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3;
2009/2 consid. 9.3.2).
11.6 L’esecuzione dell’allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-
nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con l’art. 44
LAsi).
12.
Visto quanto sopra rilevato sia in ambito di ammissibilità che di esigibilità
della misura, non si ritiene essere il ricorrente una persona particolarmente
vulnerabile ai sensi della giurisprudenza. Pertanto, non era in casu neces-
sario né che la SEM analizzasse l’esistenza di fattori favorevoli (cfr. sen-
tenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo
2022 consid. 11), né che richiedesse alle autorità greche delle garanzie
specifiche per poter pronunciare l’esecuzione del suo allontanamento in
Grecia (cfr. sentenza del Tribunale D-749/2022 del 24 febbraio 2022 con-
sid. 7.5).
13.
Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ritenuto
che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione del
ricorrente.
14.
Di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione,
il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.
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Pagina 15
15.
Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto
federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-
certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti
(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è
inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto.
16.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
17.
Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, nel
senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-
guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e
5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
18.
La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-
dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-
donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con
ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1
LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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