Decision ID: bc522c83-0b6e-5b6a-8f01-5d67727798bc
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Gli interessati, di origine palestinese, hanno vissuto in Arabia Saudita fino
al 2013, quando il signor A._ ha perso il posto di lavoro e l’intera
famiglia è stata espulsa. Il signor A._ si è quindi recato in Libano
con le figlie, mentre la signora B._ in Egitto. Non potendo ricongiun-
gersi legalmente in nessuno dei due paesi, hanno deciso di trovarsi a inizio
agosto 2015 in Turchia e di partire da qui per la Svizzera, dove sono entrati
il 28 agosto 2015 e dove il medesimo giorno hanno depositato una do-
manda d'asilo (cfr. atti A4 e 5).
B.
Sentiti sui motivi d'asilo, hanno dichiarato in sostanza e per quanto qui di
rilievo di essere stati oggetto in Arabia Saudita di discriminazioni e di restri-
zioni in quanto palestinesi (cfr. atti A20, Q43; A29, D59; A30, D41).
Il signor A._, inoltre, ha aggiunto di essere ricercato dalle autorità
libanesi per aver lasciato il Paese illegalmente e perché i suoi documenti
di profugo palestinese sarebbero scaduti (cfr. atto A29, D28 e 30).
C.
Con decisione del 14 dicembre 2018, notificata ai richiedenti il 20 dicembre
2018 (cfr. atto A47), la SEM ha respinto la succitata domanda d'asilo e pro-
nunciato l'allontanamento dei richiedenti dalla Svizzera. Tuttavia, l’autorità
di prime cure ha ritenuto l’esecuzione dello stesso provvedimento non ra-
gionevolmente esigibile, con conseguente ammissione provvisoria degli in-
teressati su suolo elvetico.
D.
In data 21 gennaio 2019 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata:
22 gennaio 2019), i ricorrenti sono insorti contro la summenzionata deci-
sione con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il
Tribunale), chiedendo l'annullamento della decisione impugnata nonché la
concessione dell'asilo. Hanno altresì presentato una domanda d'assi-
stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle spese processuali e dal
relativo anticipo.
E.
Il 1o marzo 2019, i ricorrenti hanno trasmesso al Tribunale un documento
riguardante lo stato di salute del signor A._.
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F.
Il 21 marzo 2019 i ricorrenti hanno trasmesso al Tribunale la copia del pre-
sunto mandato d’arresto, in arabo con relativa traduzione, spiccato dalle
autorità libanesi nei confronti del signor A._.
G.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art.
6 LAsi).
La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposi-
zioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015 della LAsi).
Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA
prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di
essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (vart. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al
contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-
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deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-
nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-
siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni
delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
3.
Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti.
4.
Preliminarmente il Tribunale osserva che, essendo i ricorrenti stati posti al
beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione
dell’allontanamento con decisione del 14 dicembre 2018 e non avendo gli
stessi censurato la pronuncia dell’allontanamento, oggetto del litigio in que-
sta sede risulta essere la questione riguardante il riconoscimento della qua-
lità di rifugiato e la concessione dell’asilo ad esclusione di quella relativa
all’allontanamento e all’esecuzione del medesimo provvedimento.
5.
5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha considerato inverosimile il fatto
che il signor A._ sarebbe ricercato dalle autorità libanesi, perché le
sue allegazioni al riguardo non sarebbero sufficientemente motivate. Esse,
infatti, in punti essenziali non sarebbero concrete, dettagliate e circonstan-
ziate, così da dare l’impressione che gli eventi addotti non sarebbero stati
da lui vissuti personalmente. Esse sarebbero, inoltre, incongruenti con i
documenti presentati.
La SEM ha inoltre ritenuto che le discriminazioni e le restrizioni, di cui i
ricorrenti sarebbero stati oggetto in Arabia Saudita in quanto palestinesi,
non sarebbero pertinenti in materia d’asilo. Esse non rappresenterebbero
infatti persecuzioni mirate nei loro confronti, ma sarebbero piuttosto ricon-
ducibili alla difficoltosa situazione dell’intera popolazione palestinese.
5.2 Nel ricorso, i ricorrenti rilevano che lo status di rifugiato palestinese in
un campo profughi in Libano comporterebbe pochi diritti, che la pressione
psichica sarebbe insopportabile e che la Commissione danese per i ricorsi
per i rifugiati avrebbe ordinato la rivalutazione di circa 160 domande di asilo
presentate da palestinesi fuggiti da questi campi.
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6.
La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni
della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor-
dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso
include il diritto di risiedere in Svizzera.
Sono rifugiati le persone che, nel paese d'origine o d'ultima residenza, sono
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità,
appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-
tiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi. Sono
pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'inte-
grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione
psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Inoltre, occorre tenere conto dei
motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 in fine LAsi).
7.
7.1 Nella fattispecie, il signor A._ ha in primo luogo dichiarato che
sarebbe ricercato dalle autorità libanesi per aver lasciato il Paese illegal-
mente.
7.2 Giusta l'art. 54 LAsi, non è concesso asilo al richiedente che è divenuto
rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi soltanto con la partenza dal paese d'origine
o di provenienza oppure in ragione del comportamento dopo la partenza.
In applicazione dell'art. 54 LAsi sono segnatamente comprese l'uscita ille-
gale dal paese d'origine ("Republikflucht"), il deposito di una domanda d'a-
silo all'estero oppure le attività politiche effettuate in esilio che conducono
ad un timore fondato di persecuzioni future (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.5
e giurisprudenza ivi citata e 2009/29 consid. 5.1). Sulla base di tale dispo-
sto, al richiedente l'asilo che ha motivi d'asilo soggettivi insorti dopo la fuga
è riconosciuta la qualità di rifugiato, negata la concessione dell'asilo e con-
cessa l'ammissione provvisoria per inammissibilità dell'esecuzione dell'al-
lontanamento verso il suo paese d'origine (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1
e Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in
materia d’asilo [GICRA] 2006 n. 1 consid. 6.1). Il motivo d'esclusione alla
concessione dell'asilo previsto all'art. 54 LAsi ha portata assoluta e si ap-
plica indistintamente dal comportamento abusivo o meno dell'interessato
all'estero (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1 e relativi riferimenti). Inoltre, l'art.
54 LAsi non autorizza il cumulo di motivi soggettivi insorti dopo la fuga con
motivi di fuga o motivi esistenti prima della stessa, o ancora di motivi og-
gettivi insorti dopo la fuga, insufficienti, da soli, a giustificare il riconosci-
mento della qualità di rifugiato (cfr. ibidem).
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In tale contesto, è decisivo, nell'esame per il riconoscimento della qualità
di rifugiato, verificare se le autorità del paese d'origine o di provenienza
considerano il comportamento dell'interessato come antistatale e se in
caso di rientro in patria abbia a temere di essere a rischio di persecuzioni
associate ad uno dei motivi specificamente indicati nella definizione di cui
all'art. 3 LAsi. Il timore fondato deve essere provato o, per lo meno, reso
verosimile dal richiedente (art. 7 LAsi). A tal riguardo, per costante giuri-
sprudenza, il semplice deposito di una domanda d’asilo in Svizzera, così
come l’espatrio illegale in quanto tale, non sono di per sé sufficienti a fon-
dare un motivo d’asilo (cfr. sentenza del Tribunale D-3839/2013 del 28 ot-
tobre 2015 consid. 6.4.3, pubblicata come sentenza di riferimento).
7.3 Anche ammettendo che il documento trasmesso il 21 marzo 2019 dai
ricorrenti al Tribunale sia la copia del mandato d’arresto spiccato dalle au-
torità libanesi nei confronti del signor A._ e che quindi sia verosimile
il fatto che quest’ultimo sia da loro ricercato, ciò non è sufficiente per rico-
noscergli la qualità di rifugiato. In effetti, non vi sono indizi concreti per rite-
nere che la sua sola uscita illegale dal Libano debba condurre ad un timore
fondato di persecuzioni future nei suoi confronti. In primo luogo dal man-
dato d’arresto si desume la volontà delle autorità libanesi di punire chiun-
que, indistintamente, si allontani illegalmente dal territorio libanese, non
quindi in maniera mirata il signor A._ per uno dei motivi specifica-
mente indicati nella definizione di cui all'art. 3 LAsi. In secondo luogo il si-
gnor A._ non presenta un profilo che, in caso di suo – ipotetico –
ritorno, potrebbe interessare le autorità libanesi. A questo riguardo egli
stesso non ha segnalato di avere particolari problemi con esse, fatte salve
le limitazioni dei diritti cui sono sottoposti in maniera generale i rifugiati pa-
lestinesi nei campi per profughi.
8.
8.1 I ricorrenti hanno in secondo luogo dichiarato di essere stati oggetto in
Arabia Saudita di discriminazioni e di restrizioni, in quanto palestinesi.
8.2 Va tenuto presente che, per essere considerate rilevanti in materia
d’asilo, le misure adottate debbono raggiungere una certa intensità. Seb-
bene il Tribunale abbia già determinato che anche i pregiudizi di lieve entità
toccanti libertà personale e integrità corporale, quando ripetuti sistematica-
mente, possano di principio comportare una pressione psichica insoppor-
tabile ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 LAsi, è anche in tale caso necessario, per
ammettere una rilevanza in materia d’asilo, che le esigenze restrittive poste
dalla giurisprudenza siano rispettate (cfr. sentenze del Tribunale D-20/2018
del 5 giugno 2018 consid. 5.3 e E-6571/2012 del 12 agosto 2014 consid.
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6.2). Alla luce di ciò, le misure in parola, per essere assimilabili a dei seri
pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, debbono rendere l’esistenza nel paese
d’origine oggettivamente non sopportabile (cfr. DTAF 2010/28 consid.
3.3.1.1).
8.3 Su tali presupposti, gli eventi vissuti non paiono poter essere conside-
rati misure che rendano impossibile – o difficile oltre i limiti del sopportabile
– la continuazione dell’esistenza. I ricorrenti hanno infatti genericamente
affermato di essere discriminati e umiliati (cfr. atto A20, Q43), che in Arabia
Saudita vi sarebbero razzismo e restrizioni e loro non avrebbero mai avuto
né eccezioni né facilitazioni (cfr. atto A29, D59) e che si sentivano oppressi,
senza diritti e disprezzati dal popolo (cfr. atto A30, D41 seg.). Concreta-
mente, però, hanno fatto valere solo l’impossibilità di recarsi liberamente
all’estero (cfr. atto A20, Q43) e la perdita del posto di lavoro del signor
A._ con conseguente espulsione della famiglia (cfr. atto A30, D43).
9.
In virtù di quanto sopra esposto, il ricorso in materia di riconoscimento della
qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo non merita tutela e la deci-
sione impugnata va confermata.
10.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
11.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali sarebbero da porre a
carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regola-
mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tut-
tavia, non potendosi considerare l’impugnativa priva di possibilità di esito
favorevole, non sono riscosse spese (art. 65 PA).
12.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett.
d cifra 1 LTF).
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La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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