Decision ID: 7c6ceeed-1445-5b3d-a93f-40f36ae0f90a
Year: 1997
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con istanza 22 aprile 1997 _ ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione interposta da _ al PE sopra menzionato notificatogli per l’incasso di fr. 5’073.40 pari al costo dei lavori di riparazione eseguiti sul veicolo di quest’ultimo.
A valere quale riconoscimento di debito l’istante ha prodotto un preventivo che il convenuto avrebbe sottoscritto il 28 febbraio 1997 e con il quale si riconosceva debitore nei confronti dell’istante per l’importo posto in esecuzione (doc. A).
Il contraddittorio il convenuto si è opposto alla pretesa avversaria eccependo innanzitutto di falsità il citato documento che sarebbe stato alterato in alcune sue parti, e meglio quelle evidenziate in blu sul doc. 6, in via subordinata ha opposto in compensazione un credito di pari importo e corrispondente alle spese sopportate a seguito dell’illecito sequestro del proprio veicolo ad opera dell’istante. Avendo l’istante seguito la via della procedura in realizzazione del pegno manuale, egli ne ha contestato i presupposti, in particolare quello di aver concesso all’istante un diritto di ritenzione sul veicolo sino al saldo della fattura relativa ai costi di riparazione del medesimo.
2.
Con il querelato giudizio il primo giudice, accertato che il convenuto ha reso sufficientemente verosimile l’eccezione di falso del documento prodotto dall’istante a valere quale riconoscimento di debito, ha respinto la domanda di rigetto dell’opposizione. Il primo giudice ha inoltre escluso la facoltà per l’istante di agire in via di realizzazione del pegno manuale, non potendo vantare un valido diritto di ritenzione sul veicolo del convenuto.
3.
Con il presente tempestivo gravame, che deve essere trattato quale ricorso per cassazione in virtù dei combinati disposti di cui agli art. 15 CPC e 17 LALEF, _ è insorta contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie ed erroneamente applicato il diritto materiale non riconoscendo al doc. A la qualifica di valido riconoscimento di debito.
Con osservazioni 22 agosto 1997, dalle quali va estromesso il verbale di interrogatorio 5 agosto 1997 di _ (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), la controparte postula la reiezione del gravame in quanto temerario.
4.
Per quanto attiene alla ricevibilità del ricorso, contestata
da controparte, va rilevato che per costante giurisprudenza di questa Camera, anche se carente dell’indicazione del motivo di cassazione invocato così come lo prevede l’art. 329 cpv. 2 lett. d CPC, il ricorso è comunque valido se dalla sua motivazione affiorino con ogni evidenza le ragioni a fondamento del medesimo, di modo che il giudice possa individuare con facilità sia il motivo di cassazione addotto che la norma legale ritenuta violata (
Cocchi/Trezzini
, CPC, n. 5 ad art. 329).
5.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC, disposto sul quale la ricorrente basa implicitamente il proprio gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).
6.
Secondo l’art. 82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il credito si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di pagare una determinata somma di denaro.
Nella procedura di rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio e in ogni stadio di causa se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (
Rep
1972 344, 1975 101, 1989 331;
CCC
31.8.1988 in re C./T., 13.4.1989 in re M./D.SA).
Il titolo di credito sul quale si basa l’esecuzione in questione è il preventivo allestito su carta intestata della _ sul quale figurano indicazioni in merito ai lavori di riparazione da eseguire sul veicolo del convenuto e meglio la distinta dei pezzi da sostituire e il loro costo unitario, il costo e la durata del noleggio di un veicolo sostitutivo oltre al costo complessivo dell’intervento affidato all’istante e da questi quantificato in fr. 5’073.20, documento in calce al quale figura la firma del convenuto (doc. A).
Il convenuto ha eccepito di falso questo documento sostenendo che lo stesso conterrebbe delle informazioni aggiunte posteriormente alla sua sottoscrizione: più precisamente dei contenuti evidenziati in blu sul doc. 6 (= doc A).
Ai fini di una procedura sommaria di rigetto provvisorio dell’opposizione è sufficiente che le eccezioni atte ad infirmare il riconoscimento di debito siano rese verosimili senza che sia necessaria la loro prova documentale richiesta invece per il rigetto definitivo.
Nella fattispecie, la conclusione del primo giudice secondo la quale il convenuto avrebbe reso sufficientemente verosimile l’eccezione di falso, non può essere considerata arbitraria essendosi il giudice basato su alcuni indizi quali le diverse calligrafie utilizzate nella stesura del documento e l’inoltro da parte del convenuto di una denuncia penale per falsità in documenti (doc. 4), che permettono di avvalorare la tesi di quest’ultimo secondo la quale il documento sarebbe stato compilato a più riprese, quindi anche dopo la sua sottoscrizione, e condividere i dubbi del primo giudice in merito alla veridicità di tale documento.
Poiché l’eccezione di falso concerne solo le parti evidenziate in blu sul doc. 6, essendo escluse la firma del convenuto nonché l’indicazione del costo dei pezzi sostituiti, si deve ritenere riconosciuto l’importo di fr. 989.10 pari al loro costo complessivo. Per quest’ammontare, oltre agli interessi di mora del 5% dal 16 aprile 1997 data di notifica del PE (prima interpellazione agli atti, art. 102 cpv. 1 CO), deve essere concesso il rigetto provvisorio dell’opposizione.
7.
Accogliendo parzialmente il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è tenuta a decidere il merito della controversia.
In considerazione dell’esito del gravame, diviene priva d’oggetto l’eccezione di temerarietà del medesimo invocata dal resistente.

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