Decision ID: 03f231f7-c6cb-5beb-b306-4e8426fe255a
Year: 1996
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
che con istanza 17 marzo 1994 _ ha convenuto in giudizio la moglie _ , con la quale è pendente un’azione di divorzio, al fine di ottenere la restituzione di fr. 6’668.-;
che la pretesa dell’istante si basa sulla convenzione sottoscritta dalle parti nel 1991 (doc. A) in previsione della regolamenta-zione delle conseguenze accessorie del divorzio che al suo punto 4 prevede l’obbligo per l’istante di versare un contributo alimentare per i due figli minorenni _ e _, compresivo degli assegni famigliari;
che a far tempo dal 1° giugno 1991 gli assegni famigliari sono stati versati direttamente alla convenuta (doc. C);
che il credito posto in esecuzione corrisponde alla differenza tra quanto percepito dalla convenuta a titolo di assegni famigliari per i due figli dal 1° giugno 1991 sino alla fine del 1993, con quanto dovuto dall’istante a titolo di contributi alimentari arretrati;
che in sede di contraddittorio la convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando il carattere vincolante della convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio non essendo stata omologata dal giudice; essa ha contestato inoltre il diritto dell’istante alla restituzione degli assegni famigliari poichè di spettanza del coniuge affidatario - oltre il contributo alimentare - in virtù dell’art. 285 cpv. 2 CC;
che in via la riconvenzionale la convenuta ha chiesto il pagamento di fr. 2’700.- quale contributo alimentare di sua spettanza in virtù della menzionata convenzione;
che con il querelato giudizio il primo giudice, accertato il carattere vincolante della convenzione sottoscritta dalle parti, ha accolto sia l’istanza, sia la domanda riconvenzionale, ritenendo entrambe le pretese sufficientemente comprovate;
che con il presente tempestivo gravame _ è insorta contro il predetto giudizio chiedendone l’annullamento limitatamente al dispositivo che ha accolto l’istanza, conclusione alla quale il giudice sarebbe giunto ritenendo erroneamente vincolante la convenzione aprile/agosto 1991 (doc. A);
che l’art. 285 cpv. 2 CC prevede il principio del versamento degli assegni famigliari, in aggiunta al contributo alimentare, al genitore cui spetta il mantenimento dei figli, rispettivamente al coniuge affidatario;
che la contraria pattuizione (“assegni famigliari compresi”) convenuto fra le parti non esula da quell’ambito che può essere regolato senza l’approvazione del giudice (
Bühler/Spühler
, Comm di Berna, n.164 ad art. 158 CC e idem, Ergänzungsband 1991, n. 150 ad art. 154 CC);
che pertanto nulla osta alla validità della convenzione che, oltre tutto, le parti hanno implicitamente considerato immediatamente operante nei rapporti patrimoniali fra loro (indicizzazione dei contributi già dal 1.1.1992; domanda riconvenzionale fondata sulla medesima convenzione a valere dal 1.6.1991);
che giusta l’art. 313 bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione in virtù del rinvio di cui all’art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere con breve motivazione la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi inammissibile o manifestamente infondato;
che la domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria - limitata alla presente procedura ricorsuale - non può essere accolta in considerazione del fatto che il gravame appariva a prima vista sprovvisto di possibilità di esito favorevole (art. 157 CPC);

Considerations: