Decision ID: a4722a54-ad65-566e-8fc3-a9a974b972f2
Year: 2004
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con istanza 12 maggio 2004 CO 1 ha convenuto RI 1 davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere il pagamento di fr. 4'300.- rivendicati a saldo delle fatture emesse il 3 dicembre 2002 e il 2 dicembre 2003 dalla ditta _ a titolo di
indennità signor CO 1 quale membro del Consiglio di amministrazione della SA
per gli anni 2002 e 2003. La convenuta si è opposta alla pretesa contestando la legittimazione attiva dell'istante che non ha mai fatto valere nessuna pretesa nei suoi confronti, le fatture in discussione non essendo infatti state emesse dal medesimo ma dalla ditta _.
2.
Con sentenza 16 settembre 2004 la Segretaria assessora rilevato che l'istante è stato membro con firma individuale della società convenuta fino al mese di febbraio 2004 e che è amministratore unico con firma individuale della _, ha ritenuto che la convenuta sapeva che le fatture in discussione erano riferite a prestazioni effettuate dall'istante, tanto più la contestazione era in ogni caso generica e quindi inconsistente, donde l'accoglimento integrale dell'istanza.
3.
Con il presente tempestivo gravame, al quale contrariamente a quanto preteso dall'istante non è stato concesso effetto sospensivo, RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie ritenendo provata la pretesa dell'istante.
Con osservazioni 11 novembre 2004 la controparte postula la reiezione del ricorso.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).
5.
Per quanto attiene al contenuto del gravame, va innanzi tutto rilevato che dinanzi al primo giudice la convenuta non ha mai contestato l'effettiva esecuzione da parte dell'istante delle prestazioni oggetto delle due fatture poste in esecuzione e neppure il loro ammontare, per cui l'odierna contestazione è di per sé irricevibile siccome tardiva (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).
La legittimazione attiva, che la convenuta ha invece contestato, non rappresenta un presupposto processuale ma di diritto sostanziale, che il giudice verifica d'ufficio sulla base dei fatti allegati dalle parti e da lui accertati (Cocchi/Trezzini, CPC -TI, ad art. 181, n. 642; Ottaviani, Le parti nel processo civile ticinese, 1989, pag. 18). Trattandosi della richiesta di pagamento di indennità rivendicate da CO 1 per prestazioni da lui svolte quale membro del Consiglio di amministrazione della ricorrente, legittimato a pretendere il pagamento di dette prestazioni, il cui carattere oneroso è peraltro unanimemente riconosciuto (Wernli, Basler Kommentar, 2.ed., 2002, ad art. 710 CO, n. 10), è indubbiamente chi le ha fornite, ovvero lo stesso CO 1, al quale la convenuta medesima ha peraltro espressamente riconosciuto la qualità di creditore di dette prestazioni nell'incarto IU.2004.10 richiamato dalle parti (cfr. verbale 16 marzo 2004). Il fatto che le fatture non siano state formalmente emesse dall'istante bensì dalla _ è irrilevante, poiché
la sola intestazione della fattura non consente di trarre indicazioni circa la titolarità del rapporto contrattuale (II CCA 4 ottobre 1999 in re M. SA/B. e llcc. e riferimenti),
che va invece determinato sulla base delle pattuizioni intervenute tra le parti, che, come detto, la convenuta ha ammesso essere intervenute con l'istante (cfr. inc. IU.2004.10 avente per oggetto un'istanza inoltrata dalla _ per l'incasso, tra le altre, anche delle due fatture qui in discussione).
6.
Alla luce di quanto sopra esposto la conclusione del primo giudice, che ha riconosciuto all'istante la legittimazione attiva, non può pertanto essere considerata arbitraria. Il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione invocato, deve quindi essere respinto.
Tasse, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

Considerations: