Decision ID: 4182600e-94a0-5930-8846-03a0208f478f
Year: 2018
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che con precetto esecutivo n. _ emesso il 26 settembre 2017 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, RE 1 ha escusso la CO 1 per l’incasso di fr. 25'132.40 oltre agli interessi del 5% dal 1° febbraio 2017, indicando quale titolo di credito gli
“stipendi dovuti da febbraio 2017 a settembre 2017”
;
che avendo la CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 1° marzo 2018 RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città;
che nel termine prorogato dal giudice,
la parte convenuta si
è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 27 marzo 2018;
che statuendo con decisione del 3 aprile 2018, il Pretore ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 340.– e un’indennità di fr. 300.– a favore della parte convenuta;
che contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta
a questa Camera
con un reclamo del 13 aprile 2018
per ottenere l’annullamento della tassa di giustizia;
che la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso
;
che pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);
che presentato il 13 aprile 2018 contro la sentenza notificata a RE 1 il 5 aprile, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo;
che la Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4);
che s
econdo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC);
che
nella fattispecie RE 1 si duole del fatto che il Pretore ha emanato la sentenza impugnata senza convocare le parti a un’udienza e senza interpellarla invitandola a produrre
“un contratto”
(si suppone di lavoro);
che la reclamante precisa di avere inoltrato una nuova istanza
“per accelerare la pratica”
, ma chiede nondimeno di annullare la tassa di giustizia in quanto il Pretore avrebbe violato il suo diritto di essere sentita;
che in procedura sommaria, come quella in esame, il giudice può rinunciare a tenere udienza e decidere in base agli atti, sempre che la legge non disponga altrimenti (art. 256 CPC);
che per l’art. 84 cpv. 2 LEF il giudice del rigetto deve dare all’escusso – se l’istanza non risulta inammissibile o infondata (art. 253 CPC) – la possibilità di esprimersi verbalmente o per scritto prima di comunicare la decisione entro cinque giorni;
che il giudice del rigetto può quindi liberamente optare per una
procedura interamente scritta come fatto in concreto dal Pretore (sentenza della CEF 14.2015.158/159
dell’11 dicembre 2015, RtiD 2016 II 646 n. 33c consid. 5);
che di conseguenza il diritto di essere sentita della reclamante non è stato leso;
che, d’altronde, il giudice del rigetto non è tenuto – né autorizzato – ad accertare i fatti d’ufficio (art. 55 cpv. 1 e a contrario 255 CPC), ma solo a verificare se la documentazione prodotta dall’istante costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione;
che non vi è neppure spazio per un interpello
(art. 56 CPC) – tale istituto non dovendo servire a sanare negligenze processuali (sentenza del Tribunale federale 4D_57/2013 del 22 agosto 2013, consid. 3.2 con numerosi rinvii; sentenza della CEF 14.2014.67
dell’8 agosto 2014, consid. 5.3/a) – ove l’istante, pur non assistito da un legale, non abbia usato della dovuta diligenza per presentare un’istanza completa dei documenti necessari a ottenere il rigetto dell’opposizione (sentenza della CEF 14.2017.92 del 23 ottobre 2017 consid. 5.5);
che nel caso specifico RE 1 ha negligentemente omesso
d’indicare (e produrre) il “Titolo di rigetto” nell’apposita casella della rubrica “Allegati” contenuta nel formulario ufficiale di domanda (act. I);
che soccombente per colpa propria, ella risponde dunque delle spese processuali (art. 106 cpv. 1 CPC);
che il reclamo va conseguentemente respinto;
che la tassa del presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35)
,
segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);
che non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni visto l’esito del giudizio odierno, non essendo incorsa in spese in questa sede;
che circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 25'132.40, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

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