Decision ID: b9e0a345-aeeb-47fb-8b48-de78732a57d9
Year: 2021
Language: it
Court: GR_VG
Chamber: GR_VG_005
Canton: GR
Region: Eastern_Switzerland
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
I. Ritenuto in fatto:
1. Il 1. giugno 2019 A._ hanno inoltrato una domanda di costruzione a
posteriori per l'installazione della pompa di calore aria-acqua nel loro
edificio sul fondo n. D._ in zona nucleo di B._. La termopompa
era stata messa in funzione nell'estate del 2016, inizialmente senza
obiezioni da parte dei vicini.
2. Contro detta domanda di costruzione i vicini C._ proprietari del fondo
confinante n. E._ ugualmente in zona nucleo, hanno inoltrato
opposizione il 9 luglio 2019 chiedendo il rigetto della domanda e la
rimozione dell'impianto.
3. Nella presa di posizione del 5 settembre 2019 A._ hanno chiesto il
rigetto dell'opposizione.
4. Nella replica del 27 novembre 2019 e nella duplica del 12 febbraio 2020
le parti hanno confermato i loro petiti. A._ hanno richiesto
l'espletamento di un sopralluogo in presenza dell'opponente.
5. Consultato dal Comune di B._, nell'e-mail del 10 gennaio 2020 il Dr.
F._ dell'Ufficio cantonale per la natura e l'ambiente (UNA) si è
espresso in merito alle emissioni prodotte dalla rispettiva termopompa.
6. Il 27 maggio 2020 è stato effettuato un sopralluogo in presenza
dell'opponente e dei tecnici comunali.
7. Con decreto 15/16 dicembre 2020 il Consiglio comunale di B._ ha
assegnato a A._ un termine di 60 giorni per inoltrare una perizia
fonica della pompa di calore aria-acqua allestita da uno studio di
ingegneria qualificato ai sensi del consid. 4 del decreto, ovvero che
comprenda la misurazione dei valori di emissione effettivi della pompa di
calore e la valutazione nell'ottica del principio della limitazione preventiva
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(accurata analisi sulle possibili misure di insonorizzazione / scelta di
un'altra ubicazione idonea per ridurre l'inquinamento acustico con
valutazione della fattibilità e della sopportabilità economica) (cifra 1
dispositivo). Il Consiglio comunale ha disposto inoltre che, in caso di
mancato inoltro entro il termine assegnato, la perizia fonica verrà
commissionata dal Consiglio comunale a spese dei richiedenti. Alla cifra 2
del dispositivo, il Consiglio comunale ha ordinato il divieto ai richiedenti di
utilizzare la relativa pompa di calore sino alla decisione di merito o modifica
del presente decreto.
8. Avverso questo decreto A._ (qui di seguito: ricorrenti) hanno inoltrato
ricorso al Tribunale amministrativo il 28 dicembre 2020 chiedendone
l'annullamento parziale, ossia della cifra 1 del dispositivo. In via cautelare,
essi hanno chiesto il conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso.
9. Nella presa di posizione sull'effetto sospensivo dell'11 gennaio 2021
C._ (qui di seguito: convocati) hanno sottolineato di non opporsi al
conferimento dell'effetto sospensivo relativamente alla cifra 1 del
dispositivo della decisione impugnata, mentre hanno chiesto il rigetto della
richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo riguardo alla cifra 2 del
dispositivo della decisione impugnata.
10. Nella presa di posizione del 12 gennaio 2021 il Comune di B._ (qui di
seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. In via procedurale,
esso ha segnalato di non opporsi alla richiesta di conferimento dell'effetto
sospensivo limitatamente alla cifra 1 del dispositivo.
11. Nella presa di posizione (di merito) del 19 gennaio 2021 i convocati hanno
postulato il rigetto del ricorso.
12. Con scritto del 1. febbraio 2021 i ricorrenti hanno rinunciato all'inoltro di
una replica.
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Considerations:
II. Considerando in diritto:
1. Impugnato è il decreto del 15 dicembre 2020 (comunicato il 16 dicembre
2020) del convenuto. Si tratta di un decreto ordinatorio impugnabile
dinanzi a questo Tribunale giusta l'art. 49 cpv. 4 lett. b della Legge sulla
giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La tempestività (cfr. art. 52
cpv. 2 LGA) nonché la forma (cfr. art. 38 LGA) del ricorso sono rispettate
e la legittimazione (cfr. art. 50 LGA) è data, per cui si entra nel merito dello
stesso.
2. La misura provvisionale di divieto di utilizzo della pompa di calore sino alla
decisione di merito (o modifica del decreto impugnato) ordinato alla cifra 2
del dispositivo del decreto impugnato viene accettata dai ricorrenti e non
è quindi oggetto di litigio. Controverso è soltanto l'ordine di cui alla cifra 1
del dispositivo, secondo cui i ricorrenti devono inoltrare una perizia fonica
della pompa di calore. Si tratta di una disposizione determinante il corso
della procedura, ossia di una decisione incidentale con cui viene fissato
un termine per la produzione di un documento.
3. I ricorrenti sostengono che gli interessi del vicinato sono già
sufficientemente tutelati per mezzo del divieto di utilizzare la pompa di
calore sino alla decisione di merito (o modifica del decreto impugnato), per
cui non sarebbe necessaria la misurazione dei valori di emissione effettivi
della pompa già installata. Il convenuto abuserebbe del proprio potere
discrezionale e avrebbe accertato in modo inesatto e incompleto i fatti,
basando la sua decisione unicamente su di una frase della relazione
tecnica del 10 gennaio 2020 del Dr. F._ e non sul documento
completo risp. sulla conclusione finale. Questi avrebbe infatti confermato
che l'impianto rispetterebbe i valori di pianificazione, ossia il limite delle
immissioni foniche di 50 dB (A), e al contempo il grado di sensibilità III
applicabile al fondo in questione. Non sarebbe comprensibile perché il
convenuto ritenga che in casu l'impianto probabilmente non rispetti i valori
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di pianificazione. Inoltre, il convenuto misconoscerebbe che una domanda
a posteriori andrebbe trattata come una corretta domanda di costruzione.
Un'eventuale accurata analisi sulle possibili misure di insonorizzazione e
sulla scelta di un'altra ubicazione idonea per ridurre l'inquinamento
acustico con valutazione della fattibilità e della sopportabilità economica
andrebbe valutata secondo la domanda di costruzione e non sulla base
dell'impianto già realizzato. Stando ai ricorrenti non può dunque essere
imposta una misurazione dei valori di emissione effettivi della pompa di
calore prima dell'evasione della domanda di costruzione; soltanto dopo
l'approvazione formale della domanda di costruzione e la successiva, se
del caso, messa in funzione definitiva del relativo impianto, la misurazione
delle emissioni concrete potrebbe essere indicata, se sussistono elementi
concreti che permettono di pensare che l'impianto non rispetti le normative
applicabili in materia di protezione dell'ambiente. Se dopo l'evasione
definitiva della presente pratica edilizia i vicini dovessero ancora
lamentarsi dei rumori eccessivi, le spese per il rilevamento dei valori di
emissione effettivi andrebbero a carico dei vicini.
4. Da esaminare è se la documentazione agli atti riguardo alle emissioni risp.
immissioni foniche della termopompa è incompleta e/o inesatta a tal punto
da giustificare la richiesta di produzione di una perizia fonica ai sensi del
decreto impugnato.
4.1. La costruzione di impianti fissi è autorizzata solo se le immissioni foniche
da essi prodotte non superano da sole i valori di pianificazione nelle
vicinanze; l'autorità che rilascia i permessi può esigere una valutazione
preventiva del rumore (art. 25 cpv. 1 della Legge federale sulla protezione
dell’ambiente [Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb; RS 814.01]).
L'autorità esecutiva determina o fa determinare le immissioni foniche
esterne degli impianti fissi, se ha motivo di ritenere che i valori limite
d'esposizione determinanti di detti impianti siano o potrebbero essere
superati (art. 36 cpv. 1 dell'Ordinanza contro l'inquinamento fonico [OIF;
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RS 814.41]). Per gli edifici, le immissioni foniche devono essere
determinate al centro delle finestre aperte dei locali sensibili al rumore (art.
39 cpv. 1 prima frase OIF; per la misurazione si veda Cercle Bruit, Aiuto
all'esecuzione 6.21, 2019, Allegato 3).
4.2. Agli atti vi è un attestato di protezione fonica per pompe di calore aria-
acqua, allegato allo scritto del 5 aprile 2019 dei ricorrenti (doc. 2
convenuto) e sottoscritto dall'architetto dei ricorrenti, indicante un livello di
potenza sonora esterno (LwA) di 59 dBA, una distanza (s) fonte-ricettore di
9.5 m e un livello di valutazione (Lr) pari a 44 dBA. Nel relativo attestato
allegato alla domanda di costruzione del 1. giugno 2019 (doc. 4
convenuto) figurano un'invariata distanza fonte-ricettore di 9.5 m ma un
livello di potenza sonora esterno di 45 dBA e un livello di valutazione di 30
dBA. Nel rispettivo attestato del 18 luglio 2019 accluso alla relazione
dell'installatore del 22 luglio 2019 (allegato 4 alla presa di posizione del 5
settembre 2019 dei ricorrenti [doc. 6 convenuto]) risulta invece un livello di
potenza sonora esterno di 53 dBA, una distanza di misurazione fonte-
ricettore di 4 m e un livello di valutazione di 43.2 dBA. Nell'e-mail del 10
gennaio 2020 (doc. 9 convenuto) il Dr. F._ dell'UNA afferma che la
valutazione fonica dell'installatore è contradditoria ed errata in diversi
punti. Infatti, nell'attestato di protezione fonica del 18 luglio 2019 verrebbe
indicata un'emissione di 45 dB (A) a 1 m di distanza, ciò che
corrisponderebbe a un livello di potenza sonora Lw di 53 dBA. In base ai
dati tecnici dell'impianto il livello di potenza sonora esterno sarebbe però
indicato con 57 dB (A). Inoltre, nell'attestato verrebbe indicata una
distanza di misurazione di 4 m dall'edificio vicino basata sul grado di
sensibilità (GS) II. In base al piano delle zone sarebbe invece applicabile
il GS III e la distanza dall'edificio vicino ammonterebbe a ca. 9 m. A causa
del posizionamento in un cortile interno, sarebbe applicabile una
correzione di direttività di +9 dB e non di +6 dB. Sulla facciata dell'edificio
confinante verrebbe così esercitato un livello di pressione sonora di ca. 36
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dB (A). Con i dati corretti e in applicazione delle correzioni del livello
risulterebbe un livello di valutazione Lr di 47.9 dB (A) per un funzionamento
continuo e di 43.1 dB (A) per un funzionamento limitato a 4 ore notturne.
Il valore di pianificazione GS III di 50 dB (A) sarebbe dunque rispettato in
entrambi i casi. Secondo l'esperto poi, dai piani di costruzione non
figurerebbero dei speciali provvedimenti preventivi. L'esperto ritiene
inopportuna la collocazione delle aperture d'immissione ed espulsione
dell'aria in un cortile interno, siccome il rumore di fondo in questo luogo
può essere molto basso a causa dell'isolamento da parte degli edifici
circostanti, cosicché anche fonti sonore relativamente basse possono
creare fastidi. Inoltre, attraverso il riverbero delle facciate il suono verrebbe
ulteriormente incrementato, fatto che non potrebbe essere debitamente
considerato con il metodo di calcolo alla base dell'attestato sulla
protezione fonica. L'esperto consiglia pertanto di intraprendere ulteriori
misure nel senso della prevenzione fonica, quali l'installazione di
appropriati isolanti acustici nelle aperture dell'aria o la limitazione
dell'orario di funzionamento nelle ore notturne sensibili. L'esperto ritiene
infine che, stando alle informazioni sull'edificio, per motivi strutturali (volta
della cantina) uno spostamento delle aperture d'espulsione non sarebbe
realizzabile o non sarebbe possibile senza costi ingenti e sarebbe perciò
sproporzionato.
4.3. Da quanto esposto si evince che il primo attestato di protezione fonica
inoltrato dall'architetto (allegato allo scritto del 5 aprile 2019 [doc. 2
convenuto]), si discosta essenzialmente soltanto nel valore di correzione
di direttività (Dc = 6 dB) da quello applicato dall'esperto (Dc = 9 dB). Per il
resto, rispetto all'esperto l'architetto ha addirittura considerato un livello di
potenza sonora più alto (59 dB (A) invece di 57 dB (A)) e una distanza dal
luogo di ricezione solo leggermente superiore (9.5 m invece di 9 m). In tale
attestato l'architetto considera inoltre un valore di pianificazione più basso
risp. più severo, ovvero di 45 dB (A) secondo il GS II invece di 50 dB (A)
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secondo il GS III (sull'applicabilità del GS III si veda l'art. 33 cpv. 2 cifra 2
della Legge edilizia [LE] in combinato disposto con lo schema delle zone
[art. 53 LE] e la cifra 1 cpv. 1 lett. e e cpv. 2 nonché la cifra 2 allegato 6
OIF). Per ragioni poco comprensibili (viste le invariate circostanze di fatto),
lo stesso architetto nell'attestato di protezione fonica qui determinante,
cioè quello allegato alla domanda di costruzione del 1. giugno 2019, ha
indicato un livello di potenza sonora significativamente più basso di 45 dB
(A), giungendo infine a un livello di valutazione di 30 dB (A). Viste poi le
critiche avanzate dall'esperto sull'attestato di protezione fonica più recente
del 18 luglio 2019 allestito dall'installatore (con livello di valutazione di 43.2
dB (A)), è evidente che i dati forniti dai ricorrenti sono incongruenti e in
parte verosimilmente errati, per cui non possono fungere (da soli) da base
per l'esame di un'autorizzazione. Va poi considerato che il metodo di
calcolo alla base dell'attestato di protezione fonica, secondo quanto riferito
dall'esperto, non tiene sufficientemente conto della particolare ubicazione
dell'impianto (in un cortile interno racchiuso dagli edifici che creano una
cassa di risonanza). Inoltre, bisogna tener conto che, stando agli attendibili
rilevamenti del sopralluogo del 27 maggio 2020 esperito dal convenuto
d'intesa con le parti, il punto di ricezione – vale a dire la finestra più vicina
sensibile al rumore (cfr. Cercle Bruit, Aiuto all’esecuzione 6.21, 2019,
Allegato 1, p. 8), in questo caso situata a un piano sopraelevato rispetto
alla fonte d'emissione – dista 6.2 m dal foro d'aspirazione (distanza
misurata partendo dal foro d'aspirazione al centro della finestra ad
un'altezza di 1 m, v. protocollo del sopralluogo [doc. 10 convenuto]). Per
la determinazione della distanza fonte-ricettore, l'esperto nella sua stima
si è evidentemente basato sulla distanza tra i rispettivi immobili secondo
la mappa catastale, indicando così una distanza di 9 m. Tenendo conto
della distanza effettiva fonte-ricettore rilevata durante il sopralluogo, il
livello di valutazione corretto in base all'attestato dell'esperto è pari a 51.15
dB (A) (Lpa = 57 -11 + 9 - 20 *log(6.2) = 39.15 + 12). In base alla stima
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sulle immissioni foniche bisogna dunque ritenere che l'impianto non rispetti
il determinante valore di pianificazione GS III (notte) di 50 dB (A).
4.4. Oltretutto, è indubbio che i ricorrenti devono produrre una valutazione
dell'impianto nell'ottica del principio della limitazione preventiva, siccome
manca un'analisi sulle possibili e esigibili misure di insonorizzazione per
limitare le emissioni della termopompa. Il principio di prevenzione va infatti
osservato a prescindere dal rispetto dei valori di pianificazione nella
misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni
d’esercizio e dalle possibilità economiche (cfr. art. 7 cpv. 1 OIF e art. 11
cpv. 2 LPAmb; DTF 141 II 476 consid. 3.2).
5. In conclusione, non solo vi sono dei dubbi che l'impianto non rispetti il
valore soglia di 50 dB (A), ma in base all'attestato dell'esperto con la
correzione descritta in precedenza va piuttosto ritenuto che detto valore
venga leggermente superato. Nella documentazione agli atti manca inoltre
un'accurata analisi sul rispetto del principio di prevenzione. Sebbene
l'esperto abbia negato uno spostamento delle aperture dell'aria per ragioni
di statica e di costi, spetta ancora ai ricorrenti dimostrare nel dettaglio –
oltre alle ulteriori misure di riduzione delle emissioni – l'inesigibilità di
un'altra ubicazione dell'impianto.
6. Visto quanto considerato, non occorre esprimersi sulla critica sollevata dai
ricorrenti circa la disparità di trattamento nella presente procedura di
licenza edilizia in sanatoria rispetto a progetti in procedura ordinaria.
Infatti, stando alla documentazione della domanda di costruzione e ai
rilevamenti del sopralluogo bisogna concludere che il rispettivo valore di
pianificazione è leggermente superato. Dato che la termopompa è già
stata installata, non c'è nulla da eccepire all'ordine impartito dal convenuto
di misurazione effettiva delle immissioni e di analisi delle misure
preventive. Il decreto impugnato va pertanto confermato e il ricorso va
respinto.
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7. Si noti per inciso che, visto che né il convenuto né i convocati si sono
opposti al conferimento dell'effetto sospensivo all'ordine di inoltrare una
perizia fonica, il termine di 60 giorni assegnato per l'inoltro della perizia
fonica inizia a decorrere soltanto dalla crescita in giudicato di questa
sentenza.
8. Visto l'esito della controversia, le spese processuali, composte da una
tassa di Stato fissata a CHF 2'500.00 e spese di cancelleria, vanno
accollate ai ricorrenti (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). Inoltre, essi devono rifondere
le spese ripetibili ai convocati (cfr. art. 78 cpv. 1 LGA). Al convenuto non
vengono invece assegnate ripetibili (cfr. art. 78 cpv. 2 LGA). Dal conteggio
inoltrato dal patrocinatore dei ricorrenti con prestazioni complessive per
l'importo di CHF 2'129.50 vanno dedotte le "spese vive" pari a CHF 20.60,
siccome i disborsi postali e telefonici, che costituiscono tali spese, vanno
ritenute comprese nella tariffa oraria e/o nelle spese di cancelleria
riconosciute del 3 % dell'onorario. Ne discende un diritto a ripetibili per i
convocati di CHF 2'108.90. A questo importo va ancora aggiunta l'IVA del
7.7 %, per cui risultano delle ripetibili complessive di CHF 2'293.45.