Decision ID: 6ff42749-3bad-5d39-9995-f11c73665e21
Year: 2020
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: approval

Facts:
Fatti:
A.
A.a A._, cittadino italiano, nato il (...) 1959, ha lavorato in Sviz-
zera dal 1981 al 2007 come frontaliere, dapprima in qualità di manovale,
in seguito quale muratore solvendo regolari contributi all'assicurazione
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 2, 4, 6, 90 p. 5
dell'incarto dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati
residenti all'estero [UAIE]).
A.b
A.b.a Il 21 gennaio 2009, per il tramite del patronato INAS, A._ ha
formulato all’attenzione dell’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Cantone
B._ (in seguito UAI-B._) una prima richiesta volta all’otteni-
mento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità, in ragione
della persistente inabilità lavorativa per causa di malattia (doc. 5-6).
A.b.b Dall’incarto dell’assicuratore malattia C._ è emerso che dal
2007 l’interessato ha subito diversi periodi di incapacità lavorativa e meglio
dall’11 agosto fino al 21 dicembre 2007 in ragione di un’ischemia cerebrale,
dal 7 gennaio all’8 giugno 2008 a causa dell’intervento di meniscectomia
in artroscopia al ginocchio sinistro e della sindrome depressiva ricorrente.
Fallito il tentativo di ripresa del lavoro, a decorrere dal 10 giugno 2008 è
stata ripristinata l’incapacità lavorativa totale, protrattasi anche a seguito
dell’intervento di artroscopia al ginocchio destro eseguito nel mese di set-
tembre 2008 (doc. 23 dell’incarto di C._ [in seguito inc. LAMal]). A
seguito della visita del 5 novembre 2008 il dott. D._, medico fidu-
ciario di C._, specialista in medicina interna generale, ha ritenuto,
da un lato, giustificata (e definitiva) l’inabilità lavorativa totale nell’attività
abituale, dall’altro, possibile la ripresa da subito di un’attività sostitutiva
adatta ai limiti funzionali da lui stesso elencati nel rapporto del 13 novembre
2008 (doc. 22 inc. LAMal).
A.b.c La documentazione versata agli atti dall’assicurato e raccolta dall’as-
sicuratore malattia sono state sottoposte al Servizio medico regionale
(SMR), che nel rapporto del 6 agosto 2009 ha confermato le conclusioni a
cui era giunto il dott. D._ (doc. 24) e al consulente in integrazione
professionale, che ha indicato quali attività fossero ancora esigibili e ha
stabilito il grado d’invalidità (doc. 26).
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A.b.d Sulla base dei citati accertamenti, con decisione del 21 ottobre 2009
(doc. 36), avendo constatato un grado d’invalidità del 10% e l’impossibilità
di mettere in atto provvedimenti professionali, l’UAIE ha confermato il pro-
getto di decisione del 2 settembre 2009 (doc. 27) e negato il diritto alle
prestazioni AI.
B.
B.a L’11 luglio 2017, A._, per il tramite del patronato UCM Associa-
zione utenti sanità pubblica, ha introdotto una nuova domanda volta al con-
seguimento di prestazioni dell’AI, producendo i formulari e la documenta-
zione medica di cui si dirà, se del caso, nei considerandi in diritto (doc. 48,
50, 54 e 55).
B.b Su indicazione del SMR (doc. 64) l’amministrazione ha commissionato
e assunto agli atti la perizia psichiatrica del 2 marzo 2018 del dott.
E._ e della dott.ssa F._, entrambi specialisti in psichiatria e
psicoterapia (doc. 70) e la perizia internistica del 23 marzo 2018 della
dott.ssa G._, specialista in medicina interna generale (doc. 71).
B.c Con rapporto finale del 30 marzo 2018 il dott. H._, medico ge-
nerico del SMR ha fatto proprie le valutazioni peritali riguardo alle diagnosi,
alla capacità lavorativa e ai limiti funzionali, ritenendo perdurare dal 7 otto-
bre 2014 un’incapacità lavorativa del 100% nell’attività abituale e del 40%
in un’attività adeguata (doc. 72).
B.d Allestita la valutazione economica (doc. 74), l’amministrazione ha
quindi emanato il progetto di decisione del 20 aprile 2018, con il quale ha
prospettato il riconoscimento dal 1° ottobre 2015, trascorso l’anno d’attesa
dal peggioramento dello stato di salute, di un quarto di rendita con grado
AI del 48%, versato soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2018 a causa della
tardività della domanda (doc. 76).
B.e Preso atto del rapporto del consulente in integrazione professionale
del 19 aprile 2018 (doc. 78), delle osservazioni dell’assicurato del 18 mag-
gio 2018 (con le quali è stato chiesto il riconoscimento di un grado di inva-
lidità del 100%, nonché del certificato medico ivi annesso [doc. 79, 80]),
della presa di posizione dei periti già precedentemente interrogati del 4 e
25 giugno 2018 (doc. 85, 86) e dell’annotazione del SMR del 3 luglio 2018
(doc. 87), con decisione del 5 settembre 2018 l’autorità inferiore ha ricono-
sciuto, ribadendo quanto prospettato nel progetto di decisione, il diritto a
un quarto di rendita AI a partire dal 1° gennaio 2018 (doc. 90).
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Pagina 4
C.
C.a Contro la decisione dell’UAIE, A._, rappresentato dal mede-
simo patronato, è insorto l’8 ottobre 2018 dinnanzi al Tribunale amministra-
tivo federale (TAF), chiedendone l’annullamento e il contestuale riconosci-
mento di una rendita intera AI – senza tuttavia specificare a decorrere da
quale data – e protestando la rifusione delle spese (doc. TAF 1). Delle mo-
tivazioni e della documentazione prodotta, nonché del complemento al ri-
corso del 29 ottobre 2018 (doc. TAF 4), si dirà, se del caso, nei conside-
randi in diritto.
C.b Con decisione incidentale del 10 ottobre 2018 il ricorrente è stato invi-
tato a versare l’anticipo di Fr. 800.-, corrispondente alle presunte spese
processuali (doc. TAF 2), saldato in data 2 novembre 2018 (doc. TAF 5, 6).
C.c Nella risposta del 6 dicembre 2018 l’UAIE ha fatto proprie le conside-
razioni esposte dall’UAI-B._ nel preavviso del 3 dicembre 2018
sulla base dell’avviso SMR 22 novembre 2018 – sui quali si tornerà nel
dettaglio nel merito – e proposto la reiezione del ricorso con conseguente
conferma della decisione impugnata (doc. TAF 8).
C.d Con replica del 28 gennaio 2019 l’insorgente ha contestato le argo-
mentazioni dell’autorità inferiore e sostanzialmente ribadito la tesi esposta
nel memoriale di ricorso (doc. TAF 10).
C.e Duplicando, in data 8 febbraio 2019, l’UAIE si è riconfermata nella pro-
pria posizione, rimandando per il resto alle osservazioni del 4 febbraio 2019
dell’UAI-B._ (doc. TAF 12).

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le de-
cisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33
LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni
rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere
impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF) conforme-
mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). Di conseguenza questo
Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.
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Pagina 5
1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in
cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le
disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle
assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e
28-70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA.
1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-
tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59
e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA) ed altresì l'anticipo relativo alle
spese processuali è stato versato nel termine impartito.
2.
Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-
quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica
il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv.
4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso
potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente
o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in
considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF
2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-
zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-
mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non
disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova
della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-
tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le
parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-
tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad
esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate
dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-
carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204
consid. 6c).
3.
3.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto
transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-
lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V
335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Nel caso in esame – trattandosi
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Pagina 6
dell’entità del grado di invalidità a far tempo dal 1°gennaio 2018 – salvo
indicazione contraria, si applicano di principio le disposizioni della 6a revi-
sione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012 e le successive modifi-
che (RU 2011 5659; FF 2010 1603), pur non comportanti cambiamenti ri-
spetto al diritto precedente in merito alla valutazione dell’invalidità, in vigore
fino alla data della decisione impugnata.
3.2 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-
cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la
decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-
mento in cui essa è stata resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445
consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando
essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-
tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V
362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi
all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del
giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze
del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010
del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine).
4.
Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e ri-
siede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno
1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed
il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le parti contraenti ap-
plicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS
0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale,
con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004
(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II
ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai
regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345)
e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e
gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-
tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46
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Pagina 7
cpv. 3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del rego-
lamento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4).
5.
Oggetto del contendere, nel caso concreto, è il grado di invalidità, segna-
tamente la mancata assegnazione di una rendita intera, invece del quarto
di rendita riconosciuto dall’amministrazione con effetto dal 1° gennaio
2018, in ragione del peggioramento dello stato di salute intervenuto poste-
riormente alla decisione del 21 ottobre 2009, con cui era stato negato a
A._ il diritto a una rendita.
5.1 Il ricorrente si avvale di un accertamento incompleto dei fatti rilevanti
da parte dell’autorità inferiore, che non avrebbe tenuto in debito conto di
tutti gli aspetti medici, che complessivamente determinerebbero un’incapa-
cità lavorativa totale in qualsiasi attività lavorativa.
5.2 Dal canto suo l’autorità inferiore ha segnalato di non riscontrare alcun
elemento nuovo dalla documentazione prodotta suscettibile di modificare
le proprie conclusioni, nel senso di oggettivare l’esistenza di un’incapacità
lavorativa superiore a quella accertata, pari al 40%, o che giustifichi l’ese-
cuzione di ulteriori indagini.
6.
6.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per
natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).
Ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 LPGA, gli assicurati maggiorenni che prima di
subire un danno alla salute fisica, mentale o psichica non esercitavano
un’attività lucrativa e dai quali non si può ragionevolmente esigere che
l’esercitino sono considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svol-
gere le proprie mansioni consuete.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di carat-
tere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b; sen-
tenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008
del 18 maggio 2009).
Secondo l'art. 7 cpv. 1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la per-
dita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro
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Pagina 8
equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute
fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato
alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-
tare la presenza di un’incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-
mente le conseguenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità
al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv.
2 LPGA). Secondo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qual-
siasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica,
mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella
professione o nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di
lunga durata, possono essere prese in considerazione anche le mansioni
esigibili in un'altra professione o campo d'attività.
L’assicurazione svizzera per l’invalidità risarcisce pertanto, e di principio,
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o
psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente
incapacità lavorativa (DTF 116 V 246 consid. 1b).
6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-
suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-
dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-
capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-
lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad
una rendita intera se è invalido per almeno il 70%.
6.4 L'art. 29 cpv. 1 LAI prevede che il diritto alla rendita nasce al più presto
dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle pre-
stazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condi-
zioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI; DTF 142 V 547 consid. 3.2), ma al più presto a
partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni. L'art. 29 cpv. 3 LAI
precisa altresì che la rendita è versata all'inizio del mese in cui nasce il
diritto.
C-5764/2018
Pagina 9
7.
7.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-
mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il
cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-
cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è,
d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni
che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione.
7.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-
curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la
grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si
riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-
pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che
il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-
siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso
di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF
9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto
2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 consid. 5 nonché I 297/03 del 3
maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; cfr. pure sentenza del TAF C-
1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e relativi riferimenti).
7.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di
revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze
di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla
rendita. Ne consegue che la rendita può essere soggetta a revisione non
soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche
quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla
capacità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo
(sentenza del Tribunale federale I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V
343 consid. 3.5). Peraltro, per procedere alla revisione di una rendita
d'invalidità occorre che il grado d'invalidità abbia subito una notevole
modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA).
7.4 Per quanto attiene alle regole che reggono la procedura di nuova do-
manda di rendita, va rilevato che qualora, nell'ambito di una prima do-
manda, la rendita sia stata negata perché il grado d'invalidità era insuffi-
ciente, una nuova domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato rende
verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in misura rilevante per il
diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI [RS 831.201]).
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Pagina 10
7.5 Se l'amministrazione entra nel merito della domanda deve esaminare
la fattispecie da un punto di vista materiale e, in particolare, verificare se la
modifica del grado di invalidità si è effettivamente realizzata (DTF 109 V
115).
7.6 Secondo il principio dell'onere probatorio materiale, la situazione giuri-
dica precedente deve permanere se una modifica rilevante della fattispecie
non è dimostrabile con il grado di verosimiglianza preponderante (v. sen-
tenza del Tribunale federale 9C_158/2012 del 5 aprile 2013 consid. 3; SVR
2012 IV n. 18 pag. 81, 9C_418/2010, consid. 3.1; 9C_32/2012 consid. 2).
7.7 In ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, po-
steriormente alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invali-
dante è effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rima-
sta sostanzialmente invariata, sia valutata in modo diverso (RCC 1987 p.
38 consid. 1a e 1985 pag. 336).
8.
8.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera
tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la
situazione di fatto relativa all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è
stata sottoposta ad esame materiale tramite contestuale accertamento per-
tinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei redditi, e,
dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provvedimento liti-
gioso (sentenza del TF I 759/06 del 5 settembre 2007; DTF 133 V 108, 130
V 71 consid. 3.2).
8.2 Nell’evenienza concreta il periodo di riferimento nell'ambito della pre-
sente vertenza è quello intercorrente tra il 21 ottobre 2009 (data della de-
cisione con cui è stato negato il diritto alla rendita [doc. 36]) e il 5 settembre
2018, data della decisione impugnata, con cui è stato riconosciuto un
quarto di rendita a seguito della nuova domanda di prestazioni dell’11 luglio
2017 (doc. 90).
9.
9.1 Alfine di graduare l’invalidità, all’amministrazione (o al giudice in caso
di ricorso) è necessario disporre di documenti rassegnati dal medico o
eventualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità sia una nozione eco-
nomico-giuridica, le certificazioni mediche possono costituire importanti
elementi per apprezzare il danno invalidante e per determinare quali lavori
C-5764/2018
Pagina 11
siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato (DTF 132 V 93 con-
sid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di
salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività l’assicurato è incapace
al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per de-
terminare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicu-
rato. Affinché un rapporto medico acquisti valore di prova rilevante è deter-
minante che esso sia completo in merito ai temi sollevati, si fondi, in piena
conoscenza della pregressa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami
approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l’assicurato e
sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni mediche o nell’apprezza-
mento della situazione medica; le conclusioni dell’esperto devono inoltre
essere motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico
ha valore di prova non è né la sua origine né la sua denominazione, ad
esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo contenuto (DTF 134 V 231
consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto medico deve altresì essere
redatto da medici che dispongono delle qualifiche specialistiche richieste
nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del 22 novembre 2017
consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2).
9.2 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che,
considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del
diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-
dibile in caso di revisione (o di nuova domanda di rendita, come nel caso
concreto, cfr. consid. 7.4), se non attesta in modo sufficiente in che modo
rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento
nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV n.
18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente
che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-
stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura
rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in
particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti
concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-
vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima
dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-
tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012
del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3).
9.3
9.3.1 Con la sentenza 9C_492/2014 del 3 giugno 2015, pubblicata in DTF
141 V 281, il Tribunale federale ha modificato la propria giurisprudenza,
C-5764/2018
Pagina 12
abbandonando la presunzione secondo cui i disturbi da dolore somato-
forme possono essere superati con uno sforzo di volontà ragionevolmente
esigibile da parte della persona che ne è affetta (DTF 141 V 281 consid.
3.4.2.2) nonché il requisito della presenza di una comorbidità psichica e del
suo ruolo preponderante (DTF 141 V 281 consid. 4.1.1, 4.3.1.1 e 4.3.1.3).
Il Tribunale federale ha dapprima rilevato che, in ambito psichiatrico, la dia-
gnosi deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui
criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente,
quali l’ICD-10 (classificazione internazionale delle malattie e dei problemi
correlati) e il DSM-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali;
DTF 141 V 281 consid. 2.1 e 3.2; 131 V 49 consid. 1.2; 130 V 396 consid.
6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid. 3). Il Tri-
bunale federale ha poi stabilito che la capacità lavorativa esigibile di una
persona che soffre di disturbi da dolore somatoforme oppure di disturbi de-
rivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 141 V
281 consid. 4.2) deve essere valutata sulla base di una visione d'insieme,
nell'ambito di una procedura d'accertamento dei fatti strutturata fondata su
indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall'altro, le risorse
della persona (DTF 141 V 281 consid. 3.4 e 3.6; sentenze del TF
8C_569/2015 del 17 febbraio 2016 consid. 4.1 e 9C_615/2015 del 12 gen-
naio 2016 consid. 6.3).
9.3.2 Il Tribunale federale ha stabilito degli indicatori per la valutazione del
carattere invalidante delle affezioni psicosomatiche, suddividendoli in due
categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3):
A. Categoria "gravità funzionale"
a. Complesso "danno alla salute"
i. Risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi
ii. Successo od insuccesso del trattamento
iii. Successo od insuccesso della reintegrazione
iv. Comorbidità
b. Complesso "personalità" (diagnosi della personalità, risorse perso-
nali)
c. Complesso “contesto sociale”
B. Categoria "coerenza" (aspetti del comportamento)
a. Limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita
paragonabili
b. Sofferenza dimostrata secondo l'anamnesi in vista di un tratta-
mento o di una reintegrazione.
C-5764/2018
Pagina 13
9.3.3 Gli indicatori della categoria "gravità funzionale" costituiscono la base
della valutazione del caso concreto, le cui conclusioni dovranno poi essere
analizzate nell'ambito della valutazione del caso secondo gli indicatori della
categoria "coerenza", tenendo altresì conto delle circostanze particolari
della fattispecie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3 e 4.3). Il catalogo di indicatori
è peraltro destinato a modificarsi in relazione agli sviluppi delle conoscenze
scientifiche (DTF 141 V 281 consid. 4.1.1).
Per quanto attiene ai menzionati indicatori per la valutazione del caso, il
Tribunale federale ha ritenuto che bisognerà tener conto maggiormente de-
gli effetti delle affezioni psicosomatiche sulla capacità della persona di
esercitare il proprio lavoro e di compiere gli atti della vita quotidiana.
Nell'ambito della diagnosi, si dovrà prendere in considerazione il fatto che
una diagnosi di disturbo da dolore somatoforme implica un certo grado di
gravità (DTF 141 V 281 consid. 4.3.1.1). Lo svolgimento e l'esito dei tratta-
menti terapeutici e delle misure di reintegrazione professionale forniranno
altresì delle indicazioni sulle conseguenze delle affezioni psicosomatiche
(DTF 141 V 281 consid. 4.3.1.2). Bisognerà prendere in considerazione
anche le risorse personali della persona in rapporto alla sua personalità ed
al contesto sociale in cui vive (DTF 141 V 281 consid. 4.3.2 e 4.3.3). Sarà
altresì determinante la questione di sapere se le limitazioni funzionali si
manifestano nello stesso modo in tutti gli ambiti della vita (lavoro e tempo
libero) e se la sofferenza implica il ricorso alle offerte terapeutiche esistenti
(DTF 141 V 281 consid. 4.4 a 4.4.2).
9.3.4 Il Tribunale federale ha comunque sottolineato che la nuova giuri-
sprudenza non implica alcuna modifica del presupposto, di cui all'art. 7 cpv.
2 LPGA, secondo cui sussiste un'incapacità al guadagno suscettibile di ca-
gionare un'invalidità soltanto se la stessa non è obiettivamente superabile.
La nuova giurisprudenza non pregiudica altresì la necessità di riscontri og-
gettivi. Le valutazioni e le limitazioni soggettive che non sono spiegabili dal
profilo medico non potranno essere considerate quali danni alla salute in-
validanti, fermo restando che in tali casi di frequente non è seguito alcun
trattamento adeguato (DTF 141 V 281 consid. 3.7.1). Pertanto, il Tribunale
federale ha confermato che occorre partire dal principio che la persona che
soffre di un'affezione psicosomatica è da considerarsi siccome valida (DTF
141 V 281 consid. 3.7.1 e 3.7.2).
9.3.5 In seguito, nelle DTF 143 V 409 e DTF 143 V 418, il Tribunale fede-
rale ha ritenuto che la procedura sviluppata nell’ambito dei disturbi da do-
lore somatoforme deve essere applicata in presenza di qualsiasi malattia
psichica, in particolare anche ai disturbi depressivi di grado da leggero a
C-5764/2018
Pagina 14
medio, che devono quindi, di principio, essere valutati sulla base di una
procedura d’accertamento dei fatti strutturata, ai sensi della DTF 141 V 281
(DTF 143 V 418 consid. 6 e 7), al fine di stabilire l’esistenza di un’incapacità
al lavoro e di un’incapacità al guadagno. Pertanto, il carattere invalidante
di un danno alla salute psichica deve essere determinato nell’ambito di un
esame globale, tenendo conto dei diversi indicatori, che concernono in par-
ticolare i limiti funzionali e le risorse della persona nonché il criterio della
resistenza del disturbo psichico ad un trattamento effettuato secondo le
regole dell’arte (DTF 143 V 409 consid. 4.4; sentenza del TF 9C_148/2018
del 24 aprile 2018 consid. 5.2). Gli effetti funzionali di un disturbo sono più
importanti della diagnosi.
9.4
9.4.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-
sid. 3a).
9.4.2 Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del libero
apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla valuta-
zione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 consid.
3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione a
medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-
dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo
aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti,
dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-
creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-
sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere attribuito
pieno valore probatorio, a condizione che essi si rivelino concludenti, com-
piutamente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non sussistano
degli indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendibilità. Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l’as-
sicuratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e l’imparzialità.
Devono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che permettono di
ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell’ap-
prezzamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/ee).
C-5764/2018
Pagina 15
9.4.3 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la neces-
saria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, i quali pos-
sono tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza
dei particolari legami che essi hanno con gli stessi (sentenza del TF I
655/05 del 20 marzo 2006 consid. 5.4; DTF 125 V 351 consid. 3b/cc). Per
quel che riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni spe-
cialistiche che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista
medico. Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una pe-
rizia giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a
mettere in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’am-
ministrazione.
9.4.4 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contrad-
dittori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero mate-
riale e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ot-
tobre 2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga corretta-
mente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si
evidenziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (sentenza del
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
10.
10.1 Nel caso concreto, in occasione della prima domanda di prestazioni,
l’amministrazione aveva negato il diritto alla rendita fondandosi sulla valu-
tazione che il dott. D._ aveva eseguito il 13 novembre 2008 per
conto di C._, interamente ripresa nel rapporto SMR del 6 agosto
2009 senza necessità di ulteriori accertamenti specialistici (doc. 24).
10.2 In occasione della visita medica fiduciaria del 5 novembre 2008, il dott.
D._ aveva posto le seguenti diagnosi (doc. 22 p. 3 inc. LAMal):
 Gonartrosi bilaterale;
 Stato dopo meniscectomia mediale al ginocchio sinistro (16 gen-
naio 2008) e destro (6 settembre 2008);
 Episodio di ischemia cerebrale transitoria (11 agosto 2008);
 Ipertensione arteriosa;
 Diabete mellito di tipo II;
 Iperlipidemia;
 Obesità (IMC = 35.3 kg/m2);
 Depressione ricorrente, in terapia farmacologica.
C-5764/2018
Pagina 16
Dal lato fisico il medico aveva constatato la persistenza di dolori alle ginoc-
chia e di marcati fattori di rischio per malattie cardiovascolari, mentre dal
lato psichiatrico, la progressiva remissione della nota depressione.
Nel rapporto del 13 novembre 2008 era di conseguenza stata ritenuta giu-
stificata (e definitiva) l’inabilità lavorativa al 100% nell’attività abituale di
manovale edile. Di contro, il dott. D._ aveva considerato l’interes-
sato in grado di riprendere da subito e a tempo pieno lo svolgimento di
un’attività sostitutiva fisicamente leggera, da svolgersi in prevalenza se-
duto, non implicante il trasporto di pesi superiori ai 10 kg, l’assunzione della
posizione inginocchiata o accovacciata e la deambulazione su terreno dis-
sestato o l’utilizzo frequente di scale, rispettivamente scale a pioli (doc. 2
pag. 3 inc. LAMal).
10.3 Sulla base di tali valutazioni, il consulente in integrazione professio-
nale aveva indicato nel proprio rapporto del 14 agosto 2009 una serie di
attività esigibili in cui l’assicurato avrebbe potuto mettere a frutto la residua
capacità lavorativa (addetto alla logistica, cassiere, autista, fattorino ad-
detto alla distribuzione e consegna a domicilio di merce non troppo pe-
sante, operaio con compiti di produzione di confezione, d’imballaggio, d’as-
semblaggio, di controllo, di stoccaggio e di spedizione), giungendo così a
un discapito economico del 10% (doc. 26).
10.4 Alla luce di quanto emerso dall’istruttoria, l’UAIE aveva quindi negato
il diritto alla rendita, pur constatando che dal 1° agosto 2008 (ossia allo
scadere dell’anno d’attesa) al 28 febbraio 2009 (ossia tre mesi dopo il mi-
glioramento dello stato di salute) quest’ultimo avrebbe avuto diritto a una
rendita intera. In ragione della tardività della domanda la rendita non
avrebbe tuttavia potuto essere versata che del 1° luglio 2009, momento in
cui non sussisteva più un grado d’invalidità sufficiente e neppure erano dati
i presupposti per dei provvedimenti professionali (doc. 36).
11.
11.1 Nell’ambito della nuova domanda di prestazioni dell’11 luglio 2017,
l’assicurato ha prodotto, a dimostrazione dell’aggravamento dello stato di
salute, una serie di atti medici relativi agli accertamenti condotti fra il 2014
e il 2017 e volti a monitorare pure l’evoluzione del diabete. Da tali atti emer-
gono le patologie seguenti: gonartrosi bilaterale, diabete mellito di tipo 2
con complicanze (neuropatia diabetica agli arti inferiori, retinopatia diabe-
tica), ipertensione arteriosa, neurosi ansio-depressiva doc. 40).
C-5764/2018
Pagina 17
Le medesime problematiche sono state evocate dal dott. I._,
medico generico, che nel rapporto del 20 ottobre 2017 ha inoltre segnalato
una grave rigidità deambulatoria e una riduzione del visus bilaterale.
Esprimendo una prognosi negativa quanto alla possibilità di miglioramento
dello stato di salute e della ripresa dell’attività professionale, ha quindi
attestato un’incapacità lavorativa al 100% ininterrotta dal 2006 in ogni
attività (doc. 60).
Di particolare rilievo, infine, vi sono i certificati del 13 luglio, dell’11 ottobre,
del 18 dicembre 2017 (doc. 57, 63) e del 14 febbraio 2018 (doc. 68) del
dott. L._, specialista in psichiatria e psicoterapia, dai quali emerge
la diagnosi di “disturbo depressivo maggiore ricorrente grave con caratte-
ristiche psicotiche (codice DSM-5: F-33.3, 296.34)”, trattata mediante tera-
pia continuativa psicofarmacologica combinata con antidepressivi SSRI e
stabilizzatori del tono dell’umore. Il medico, dal quale l’assicurato è seguito
dal 1997 e presso il quale effettua visite di controllo bimensili, ha inoltre
segnalato “la remissione parziale della sintomatologia, con scomparsa dei
sintomi psicotici produttivi” pur persistendo sintomi psicotici negativi e sin-
tomi depressivi residui, tali da giustificare una completa incapacità lavora-
tiva (doc. 57, 63, 68).
11.2 L’amministrazione, esaminata la documentazione prodotta, ha as-
sunto agli atti la perizia psichiatrica del 2 marzo 2018 (doc. 70) e internistica
del 23 marzo 2018 (doc. 71).
11.2.1 Nel rapporto del 2 marzo 2018, il dott. E._ e la dott.ssa
F._ hanno posto la diagnosi con influsso sulla capacità di lavoro un
“disturbo bipolare di tipo I in attuale remissione da fasi acute ma con sinto-
matologia residuale (ICD-10: F31.7)”. I periti hanno riferito che da cinque
anni almeno, per le sole conseguenze della malattia psichiatrica l’assicu-
rato presenta una limitazione del rendimento del 40% in ogni attività, cu-
mulabile con le eventuali limitazioni somatiche riscontrabili. Al riguardo essi
hanno precisato che “anche le sue capacità di apprendimento di una nuova
mansione sono ridotte e se ne dovrà tenere conto qualora fosse indicato
sul piano somatico un reinserimento, che, invece, dal punto di vista psi-
chiatrico, non trova alcuna indicazione” (doc. 70 p. 13).
11.2.2 Nella perizia del 23 marzo 2018 la dott.ssa G._ ha distinto
fra diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa:
 Gonartrosi bilaterale, stato dopo meniscectomia mediale al ginoc-
chio sinistro (16 gennaio 2008) e destro (6 settembre 2008);
 Depressione ricorrente (da valutare in ambito peritale);
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Pagina 18
e senza influsso sulla capacità lavorativa:
 Episodio di ischemia cerebrale transitoria in paziente con iperten-
sione arteriosa (10 agosto 2008);
 diabete mellito di tipo 2 con retinopatia;
 iperlipidemia, obesità (BMI 36 kg/m2).
La specialista ha consigliato una riduzione ponderale al fine di beneficiare
maggiormente della terapia in atto, ritenuta efficace a livello somatico. Ha
quindi attestato un’inabilità lavorativa totale nella professione abituale di
muratore e una piena capacità in un’attività sostitutiva nel rispetto dei limiti
funzionali riscontrati dal dott. D._ nel rapporto del 13 novembre
2008, ritenuti ancora attuali. Essa ha inoltre precisato che, nonostante l’as-
sicurato reputi di non essere più in grado di lavorare, dal punto di vista
somatico risulta in grado di svolgere un’attività adeguata (doc. 71 p. 12-
13).
11.2.3 Il dott. H._, ha aderito alle valutazioni peritali e indicato, nel
rapporto finale del 30 marzo 2018, che a partire dal 7 ottobre 2014 l’assi-
curato disponeva di una capacità lavorativa pari a 0% nell’attività abituale
e pari al 60% in un’attività sostitutiva, precisando che l’inabilità accertata
fosse da intendersi quale riduzione del rendimento (doc. 72).
11.3
11.3.1 L’ulteriore certificato del 28 aprile 2018 del dott. L._, prodotto
a seguito del progetto di decisione, ha sostanzialmente riproposto le
valutazioni già espresse nei precedenti referti (doc. 79).
Riguardo al suddetto certificato, il dott. E._ e la dott.ssa F._
hanno ritenuto che lo stesso non apportava nulla di nuovo, se non una
differente valutazione della medesima fattispecie (scritto 4 giugno 2018
[doc. 85]). La dott.ssa G._, dal canto suo non ha ritenuto il referto
suscettibile di modificare le conclusioni peritali precedentemente espresse
(scritto 25 giugno 2018 [doc. 86]). Le prese di posizione dei periti sono
quindi state riportate nell’annotazione SMR del 3 luglio 2018 (doc. 57).
11.3.2 In sede di ricorso oltre alla documentazione medica già agli atti, è
stato prodotto il certificato inedito del dott. L._ del 5 ottobre 2018,
nel quale, quest’ultimo ha precisato che il ricorrente ha sofferto di almeno
quattro episodi di depressione maggiore con caratteristiche psicotiche de-
liranti (nel 1979, nel 1997, a fine 1999 e nel 2008) e che da fine 1997 ha
regolarmente seguito la terapia con stabilizzatori dell’umore. Lo psichiatra
C-5764/2018
Pagina 19
curante ha inoltre riferito che “gli episodi, anche con l’instaurazione di op-
portuna terapia, sono sempre stati di lunga durata (da tre a sei mesi) e a
lunga risoluzione, con persistenza dei sintomi residui alla remissione, sem-
pre più intensi e invalidanti, tanto da comportare infine, nel 2008, la perdita
del lavoro in Svizzera come operaio specializzato muratore” (doc. 3 alle-
gato al doc. TAF 1).
11.3.3 È stato inoltre prodotto il certificato medico INPS del 3 ottobre 2018,
emesso a fini pensionistici e dal contenuto analogo a quello dei medesimi
certificati prodotti in sede istruttoria (doc. 4 allegato al doc. TAF 1).
11.3.4 È stato infine prodotto il certificato medico del 16 ottobre 2018 re-
datto a mano dalla dott.ssa M._, medico chirurgo specialista in me-
dicina del lavoro, attestante un grado di incapacità lavorativa al 100% (doc.
TAF 4).
11.4 La documentazione in parola è stata quindi esaminata dal dott.
H._ e dal dott. N._, specialista in psichiatria e psicoterapia
del SMR, che nell’annotazione del 22 novembre 2018 hanno indicato di
non riscontrare alcun elemento nuovo suscettibile di modificare le conclu-
sioni peritali (doc. TAF 8).
12.
12.1 Sulla base degli atti esposti sopra risulta che la decisione impugnata
– con cui l’amministrazione ha riconosciuto un quarto di rendita a partire
dal 1° gennaio 2018, avendo appurato un peggioramento dello stato di sa-
lute, rispetto a quanto emerso nella procedura precedente, a partire dal 7
ottobre 2014 per motivi psichiatrici – si fonda sostanzialmente sui rapporti
SMR del dott. H._ del 30 marzo e 3 luglio 2018 (doc. 72 e 87), che
rinviano interamente alle conclusioni peritali esposte in ambito psichiatrico
dal dott. E._ e dalla dott.ssa F._ e in ambito internistico dalla
dott. G._.
12.2 Alla luce delle critiche mosse dal ricorrente, che ritiene il caso non
sufficientemente indagato dal punto di vista medico e che chiede a tal pro-
posito l’assunzione di una perizia giudiziaria, va quindi innanzitutto stabilito
se le perizie specialistiche su cui si è fondata l’autorità inferiore siano fede-
facenti e pertanto attestino con verosimiglianza preponderante valido nelle
assicurazioni sociali una capacità lavorativa del 60% in attività adeguate
dal 7 ottobre 2014.
C-5764/2018
Pagina 20
13.
13.1 Nella perizia internistica la dott.ssa G._ ha segnalato di non
aver riscontrato alcuna nuova diagnosi (con o senza effetto sulla capacità
lavorativa), né particolari modifiche dello stato di salute rispetto alla situa-
zione descritta dal dott. D._. A suo modo di vedere, pure le limita-
zioni funzionali e la capacità lavorativa sono rimaste invariate rispetto alla
valutazione peritale del 2008. In particolare, contrariamente all’avviso del
ricorrente, essa non ha ritenuto che a livello delle ginocchia sia insorto un
peggioramento tale da comprometterne la capacità motoria.
Ora, sebbene la tesi del ricorrente non sia supportata da alcun valido ele-
mento oggettivo – non essendo i rapporti medici prodotti da quest’ultimo
sufficientemente motivati, né potendosi dire completi e concludenti ai sensi
della giurisprudenza citata – è pur vero che dall’incarto non emerge alcun
recente accertamento specialistico (ortopedico o reumatologico), né tanto-
meno alcun esame strumentale volto a chiarire lo stato e la funzionalità
delle ginocchia. Stando a quanto riferito dalla stessa dott.ssa G._
l’ultimo controllo radiografico è stato eseguito nel 2007, dopodiché nessun
ulteriore esame strumentale è stato approntato, neppure dopo gli interventi
di artroscopia e di meniscectomia a entrambe le ginocchia eseguiti in gen-
naio e settembre 2008. A ben vedere neppure risulta essere stata appro-
fondita la problematica di neuropatia diabetica di nuova insorgenza, dia-
gnosticata dal dott. I._ nei rapporti del 6 giugno e 20 ottobre 2017
e, a suo dire, causa di incipiente rigidità deambulatoria (doc. 40 e 60, cfr.
anche consid. 11.1).
Nell’ambito della perizia internistica del 23 marzo 2018, la dott.ssa
G._ si è limitata a raccogliere l’anamnesi (ossia le informazioni e le
sensazioni riferite dal paziente sulla sua condizione di salute) e l’esame
obbiettivo (ossia le informazioni obiettive sullo stato di conformità o di de-
viazione dal modello fisiologico). Non ha per contro esperito alcun esame
strumentale, circostanza che – a fronte delle chiare e reiterate indicazioni
del ricorrente e dei medici curanti (seppur non supportate da elementi og-
gettivi) riguardo alle incipienti problematiche motorie, in linea con le con-
statazioni fatte in sede di esame oggettivo dal perito stesso (laddove indica
una mobilità ridotta delle ginocchia con dolore alla flessione e difficolta ad
assumere la posizione accucciata [doc. 71 p. 13]) e a fronte di uno stato
attuale degli arti inferiori mai veramente approfondito, nonostante il duplice
intervento chirurgico e la recente diagnosi di neuropatia diabetica – lascia
C-5764/2018
Pagina 21
quantomeno perplessi e insinua dei dubbi circa la completezza della valu-
tazione peritale. L’impressione è che la dott.ssa G._ abbia esposto
le proprie valutazioni senza aver fatto piena chiarezza su tutte le proble-
matiche fisiche rilevanti e che, in assenza di elementi oggettivi attestanti
l’evoluzione dello stato di salute rispetto all’ultima valutazione peritale del
2008, essa si sia limitata a riprenderne le conclusioni anziché ordinare
nuovi e mirati accertamenti strumentali. A maggior ragione se si tiene conto
del fatto che la dott.ssa G._ non dispone di alcuna specializzazione
in ambito ortopedico o reumatologico, ma unicamente in medicina interna
(come del resto neppure il dott. D._, che aveva esaminato l’assicu-
rato nel 2008). Compito del medico internista – che si occupa di tutte le
problematiche di medicina generale che non necessitano di un approccio
chirurgico – è quello di valutare lo stato di salute dell’assicurato conside-
rando sia gli aspetti fisici che quelli psicologici, analizzando i sintomi e i
segni in tutti gli organi per poi prescrivere eventuali analisi, elaborare una
prima diagnosi o, se è il caso, indirizzare verso uno specialista del settore
più indicato. In concreto, se le valutazioni della dott.ssa G._ in rela-
zione alle problematiche di ischemia cerebrale, di ipertensione arteriosa, di
diabete mellito di tipo 2 e di iperlipidemia potrebbero ritenersi affidabili –
seppure non del tutto complete dal momento che parrebbe non essere
stata considerata con la debita attenzione, né approfondita la neuropatia
diabetica (diagnosticata nei nuovi certificati e suscettibile di influire sulle
capacità motorie) – lo stesso lo stesso non può dirsi per i disturbi alle gi-
nocchia, le quali presentano uno stato dopo duplice intervento chirurgico
di artroscopia e meniscectomia, riguardo al quale essa non risulta essere
la specialista più idonea a valutarne le conseguenze.
Orbene, per poter valutare con cognizione di causa e in maniera esaustiva
l’impatto di tali affezioni – figuranti per altro fra le diagnosi con influsso sulla
capacità lavorativa – a mente di questo Tribunale oltre agli esami strumen-
tali era indicato anche il consulto da parte di uno specialista dell’apparato
motorio. Né la dott.ssa G._, né il SMR hanno tuttavia richiesto un
tale parere.
13.2 Alla luce di quanto indicato sopra, le conclusioni a cui è giunta la
dott.ssa G._ non possono essere condivise, non essendo stato in-
dagato in maniera completa e affidabile l’evoluzione dello stato di salute
dal punto di vista fisico e meglio riguardo all’entità e all’influsso dei disturbi
alle ginocchia e della problematica di neuropatia diabetica di recente insor-
genza.
C-5764/2018
Pagina 22
13.3
13.3.1 Nella perizia psichiatrica del 2 marzo 2018 è stata posta la diagnosi
inedita di “disturbo bipolare di tipo I in attuale remissione da fasi acute ma
con sintomatologia residuale”, che il dott. E._ e la dott.ssa
F._ hanno ritenuto più aderente ai sintomi riscontrati nell’esame ob-
biettivo e alle indicazioni emerse nell’anamnesi. Al riguardo essi si sono
diffusamente soffermati sui motivi per cui la diagnosi esposta si distanzia
da quella proposta dal dott. L._ (cfr. doc. 70 pp. 10-11). Quest’ultimo
non soltanto ha posto una diagnosi differente, ma pure ha descritto un dif-
ferente impatto delle affezioni riscontrate sulla capacità lavorativa, rite-
nendo l’assicurato completamente inabile al lavoro. Dal canto loro i periti,
hanno indicato che “al netto delle patologie somatiche indagate nella valu-
tazione peritale della dott.ssa G._, le dimensioni che maggiormente
sono influenzate dalla sindrome residuale del disturbo bipolare sono le
competenze, intese come deficit cognitivo e diminuita capacità di mante-
nere un’attenzione sostenuta, l’organizzazione dei compiti e la flessibilità”,
ritenendo pertanto che “in ogni attività l’assicurato presenti, a causa delle
limitazioni di esclusiva pertinenza psichiatrica, un’incapacità lavorativa del
40% da cumularsi con i limiti somatici eventualmente riscontrati da altri
specialisti” (doc. 70 p. 11).
13.3.2 Questo Tribunale osserva innanzitutto che la perizia psichiatrica,
non consente una valutazione degli effetti della menzionata diagnosi sulla
capacità lavorativa del ricorrente secondo gli indicatori stabiliti dalla giuri-
sprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 141 V 281 e consid. da 9.3 del
presente giudizio). Dalla perizia non emergono con chiarezza le necessarie
informazioni quanto al successo od insuccesso della reintegrazione,
quanto alle risorse personali del ricorrente in rapporto alla sua personalità
e al contesto sociale in cui vive, nonché sulla coerenza, dal punto di vista
del comportamento, delle limitazioni funzionali fatte valere su tutti gli ambiti
della vita paragonabili e della sofferenza dimostrata secondo l'anamnesi in
vista di un trattamento o di una reintegrazione.
In assenza di un'analisi approfondita ed una valutazione alla luce degli in-
dicatori, non è possibile determinarsi, secondo la verosimiglianza prepon-
derante valida nelle assicurazioni sociali, sugli effetti del disturbo bipolare
di tipo I sulla capacità lavorativa del ricorrente.
13.3.3 Oltre a ciò, i periti non si esprimono in maniera del tutto chiara e
convincente riguardo all’evoluzione dello stato di salute dell’assicurato
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Pagina 23
sotto il profilo psichiatrico, circostanza che nell’ambito di una procedura di
revisione deve, per contro, emergere con chiarezza (cfr. consid. 9.2). Essi
non spiegano infatti come si è modificato lo stato di salute se non ponendo
una diagnosi inedita e stabilendo come conseguenza della stessa una ri-
dotta capacità lavorativa. Il peggioramento dello stato di salute rispetto al
2009 si desume pertanto unicamente dal fatto che, contrariamente a
quanto ritenuto in passato, attualmente l’assicurato debba essere conside-
rato parzialmente inabile al lavoro. A ben vedere i periti si limitano a segna-
lare che dall’epoca della decisione con cui è stata negata la rendita l’assi-
curato non abbia più lavorato e che dal 2010-2011 sia stato riconosciuto
invalido e ammesso al beneficio di “un’indennità di accompagnamento
dell’INPS”. A fronte di tali circostanze e dell’assenza di episodi depressivi
gravi, essi hanno ritenuto il quadro valetudinario clinico dell’assicurato sta-
bile da almeno cinque anni. Non emerge tuttavia con chiarezza quali eventi
hanno determinato l’insorgere della patologia diagnosticata, né in che
modo lo stato di salute dell’assicurato ne sia stato influenzato e si sia con-
solidato in quello attualmente accertato dai periti.
13.3.4 La perizia risulta infine poco chiara riguardo alla capacità lavorativa
residua dell’assicurato. Non è infatti comprensibile se l’inabilità segnalata
dai periti debba intendersi quale riduzione del rendimento sull’arco di
un’intera giornata, oppure quale presenza ridotta sul posto di lavoro, dal
momento che essi hanno menzionato entrambe le possibilità (si cfr. doc.
70 p. 11 e 13). Oltre a ciò i periti parrebbero contraddirsi laddove
riconoscono, da un lato, il persistere di una capacità di lavoro in ogni attività
(seppur ridotta al 60%), ma ritengono, dall’altro, che un reinserimento
professionale non trovi dal punto di vista psichiatrico alcun’indicazione.
Non è chiaro quindi se con tale indicazione (esposta nelle conclusioni del
rapporto peritale, p. 13), i periti intendessero soltanto segnalare delle
particolari difficoltà di apprendimento di una nuova professione – in ragione
del deficit cognitivo dell’interessato – da tenere in debito conto nell’ambito
della valutazione delle limitazioni funzionali, oppure se intendessero
rilevare che pur essendoci dal punto di vista teorico una residua capacità
lavorativa in un’attività sostitutiva la stessa non era concretamente
realizzabile, proprio a causa dei suddetti limiti cognitivi.
13.3.5 In simili condizioni, pertanto, neppure la valutazione psichiatrica del
dott. E._ e della dott.ssa F._ risulta condivisibile, non per-
mettendo di chiarire adeguatamente la fattispecie, oltre a non rispondere
ai criteri giurisprudenziali posti in essere nella sentenza DTF 141 V 281.
C-5764/2018
Pagina 24
13.4 Non da ultimo si osserva che è del tutto assente una valutazione com-
plessiva – interdisciplinare – della capacità lavorativa residua. Una tale va-
lutazione risultava nel caso concreto particolarmente importante a fronte
delle indicazioni contenute nella perizia psichiatrica, stante la quale l’inca-
pacità lavorativa riscontrata in tale ambito, vada “cumulata con i limiti so-
matici eventualmente riscontrati da altri specialisti” (doc. 70 p. 11). Seb-
bene una valutazione congiunta poteva risultare superflua in precedenza –
non essendo state attestate sul piano somatico delle limitazioni suscettibili
di influire sulla capacità lavorativa in attività adeguate – essa dovrà essere
eseguita nell’ambito del rinvio (sentenze del TF 9C_295/2013 del 20 giu-
gno 2013 consid. 4.4 e 9C_400/2011 del 20 marzo 2012).
13.5
13.5.1 In conclusione alla luce della documentazione prodotta dall’assicu-
rato e assunta agli atti dall’amministrazione è evidente che quantomeno a
partire dal 7 ottobre 2014 vi è stato un peggioramento dello stato di salute
per motivi psichiatrici e delle conseguenze sulla capacità lavorativa, fatto
peraltro incontestato, avendo giustificato l’attribuzione di 1⁄4 di rendita. All’in-
fuori di tale costatazione la fattispecie non risulta tuttavia essere stata suf-
ficientemente chiarita né da un punto di vista somatico né da quello psi-
chiatrico, essendovi delle importanti lacune sia nell'accertamento dello
stato valetudinario che della capacità lavorativa dell'assicurato. Alla luce
delle considerazioni che precedono, le conclusioni dell’UAIE non possono
quindi essere condivise, in quanto non conformi alla giurisprudenza sull’af-
fidabilità dei rapporti medici. Per quanto emerge dalle carte processuali,
allo stato attuale, non è pertanto possibile determinarsi con il necessario
grado della verosimiglianza preponderante sulle affezioni di cui soffre il ri-
corrente rispettivamente sulla loro incidenza sulla residua capacità lavora-
tiva rispettivamente sulla messa a frutto concreta di quest’ultima in un mer-
cato del lavoro equilibrato.
13.5.2 Ne consegue che il provvedimento querelato, che poggia su di un
accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti, va annullato.
14.
14.1 Gli atti sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché proceda a
completare l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti e alla luce dei
nuovi accertamenti emani una nuova decisione sul grado di invalidità
dell’assicurato dal 1° gennaio 2018, fermo restando il diritto, comprovato e
incontestato ad 1⁄4 di rendita.
C-5764/2018
Pagina 25
14.2 A tale scopo verranno eseguiti, nell’ambito di una perizia pluridiscipli-
nare tutti quegli esami strumentali e radiologici che il caso – e l’evoluzione
nel tempo dello stato di salute – richiede onde valutare lo stato valetudina-
rio dell’apparato motorio, così come le conseguenze del diabete mellito su
quest’ultimo. Il ricorrente dovrà in particolare essere sottoposto a un nuovo
esame pluridisciplinare in ortopedia e/o reumatologia, psichiatria e in me-
dicina interna, che tenga conto delle censure esposte nel presente giudizio
(consid. 13.1 e 13.2) e che nell’ambito di una valutazione interdisciplinare
permetta di fare piena chiarezza sulle affezioni fisiche e psichiatriche la-
mentate dal ricorrente, sull’impatto delle stesse sulla capacità lavorativa,
così come sulla sua messa a frutto in un mercato del lavoro equilibrato.
Posto che l’inabilità nell’attività abituale di manovale edile è già stata appu-
rata e non risulta contestata, la perizia dovrà attestare in modo chiaro se e
in che misura l’interessato è abile al lavoro in attività eventualmente ade-
guate, che dovranno poi essere concretizzate dal servizio competente e la
decorrenza dell’inabilità lavorativa.
14.3 In tali circostanze, non essendo stati chiariti aspetti medici determi-
nanti tramite una perizia specialistica pluridisciplinare, neppure la giurispru-
denza del Tribunale federale pubblicata in DTF 137 V 210 (segnatamente
consid. 4.4.1.4; DTF 139 V 99 consid. 1) si oppone al rinvio della causa
all'autorità inferiore per completamento dell'istruttoria, nel senso indicato
da questo Tribunale. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale giu-
stificato qualora l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei
fatti incompleta (essendovi degli aspetti mai approfonditi dal punto di vista
ortopedico, internistico e interdisciplinare) e non del tutto concludente, non
essendo compito del Tribunale effettuare in prima battuta i necessari ac-
certamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 con-
sid. 2.3 e relativi riferimenti).
14.4 Nell’ambito dell’indagine economica l’autorità amministrativa si fon-
derà sui dati salariali e statistici relativi al 2018, anno di riferimento per il
raffronto dei redditi (DTF 129 V 122, sentenza del TF 8C_290/2007 dell’8
luglio 2008 consid. 3). È infatti al più presto al 1° gennaio 2018, ossia sei
mesi dopo il deposito della nuova domanda di prestazioni dell’11 luglio
2017 (doc. 40), che potrebbe sorgere il diritto alla rendita (art. 29 cpv. 1 e
3 LAI; CR LPGA-MARGIT MOSER-SZELESS, art. 16 LPGA, N41; MICHEL VAL-
TERIO, Commentaire de la loi fédérale sur l’assurance-invalidité (LAI), Gi-
nevra/Zurigo, Schulthess éd. Romandes 2018, p. 413, N. 35).
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Nell’ambito della riduzione giurisprudenziale dal reddito da invalido, volta a
tenere conto dei fattori professionali e personali del caso (DTF 126 V 75),
l’autorità inferiore preciserà, se del caso, inoltre a quali “altri fattori di ridu-
zione” essa si riferisca, non emergendo tale indicazione né dalla decisione
annullata, né tantomeno dall’incarto e risultando su questo punto la deci-
sione carente nella motivazione.
15.
15.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali
(art. 63 PA). L'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr.
800.-, versato il 2 novembre 2018 (doc. TAF 5), è restituito al ricorrente.
15.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-
tario si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripeti-
bili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 132
V 215 consid. 6.2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia
d'assegnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal
profilo delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per
complemento istruttorio e nuova decisione). La stessa, in assenza di una
nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in 1'000 franchi,
tenuto conto del lavoro effettivo ed utile svolto dal patrocinatore della ricor-
rente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE.