Decision ID: e4f50756-c7b1-4a2d-8131-07e962d09a64
Year: 2021
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._ con la moglie B._ ed i figli C._, D._ e
E._, di nazionalità macedone, etnia rom e lingua madre romanì (o
romanes), hanno presentato una domanda d'asilo in Svizzera il 23 ago-
sto 2021.
B.
B.a Il 1° settembre 2021 A._ e la moglie B._ sono stati sen-
titi nell'ambito di una prima audizione durante la quale la SEM ha loro posto
questioni sulle generalità, in merito alla loro provenienza e circa il viaggio
che li ha condotti in Svizzera. I coniugi sono stati sentiti in serbo-croato,
lingua da entrambi dichiarata sufficientemente compresa e parlata per ef-
fettuare un'audizione.
B.b Il 12 ottobre 2021 A._ è stato sentito sui suoi motivi d'asilo. An-
che questa audizione si è svolta in lingua serba. Nel corso della stessa egli
ha dichiarato, in sostanza e per quanto qui di rilievo, di avere aiutato il suo
amico E._ nel carico e scarico di alcune merci il 31 agosto 2018. In
tale occasione, l'amico avrebbe guardato all'interno dei pacchi che stavano
scaricando per sapere che cosa contenessero ed avrebbe visto della
droga. Essi avrebbero dunque deciso di abbandonare l'attività e sarebbero
fuggiti in sella alla moto del richiedente. Fermi ad un semaforo, da un'auto
accanto a loro si sarebbe sporta una persona la quale avrebbe accoltellato
l'interessato ad una spalla. A._ avrebbe, in seguito, sporto denuncia
in polizia contro l'aggressore, A. S., personaggio legato alla mafia. La pro-
messa della polizia di richiamarlo non avrebbe tuttavia avuto seguito. A se-
guito dell'accoltellamento, l'interessato avrebbe temuto per la propria inco-
lumità e per quella della sua famiglia. Di conseguenza, avrebbe cercato
protezione dal suo datore di lavoro il quale avrebbe messo a disposizione
della famiglia un alloggio. Da quel momento essi sarebbero stati nascosti.
Ad agosto 2021 l'avvocatessa del richiedente l'avrebbe informato che A.
S., che nel frattempo era stato arrestato e condannato per altri crimini, sa-
rebbe stato rilasciato. Il richiedente avrebbe, dunque, deciso di espatriare
con la famiglia dal momento che la sua vita sarebbe stata in pericolo. L'ag-
gressore avrebbe, infatti, continuato a proferire minacce nei suoi confronti.
B.c B._ è stata sentita sui motivi d'asilo in lingua serba il 14 otto-
bre 2021. Ella ha in sostanza confermato i motivi già esposti dal marito.
D-4781/2021
Pagina 3
B.d I richiedenti sono stati sottoposti a diverse visite mediche. A._
è stato in cura medica per i disturbi del (...), per delle (...) e per adeguare
la terapia per i suoi problemi di (...). Egli è inoltre stato sottoposto ad un
consulto psichiatrico ove gli è stato diagnosticato un (...). B._ è
stata in cura per i problemi di (...) e le è inoltre stato estratto un dente. La
bambina E._ è pure stata visitata da un dentista.
B.e Il 22 ottobre 2021 i richiedenti, per il tramite della loro rappresentante
legale, hanno trasmesso il parere in merito alla bozza di decisione della
SEM del 21 ottobre 2021.
C.
Con decisione del 25 ottobre 2021, notificata il medesimo giorno, la SEM
ha respinto la domanda d'asilo senza ulteriori chiarimenti ai sensi
dell'art. 40 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), pro-
nunciato il loro allontanamento dalla Svizzera considerando, nel contempo,
l'esecuzione dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e
possibile. L'autorità ha inoltre indicato che il Consiglio federale ha desi-
gnato la Macedonia del Nord come Stato esente da persecuzioni ai sensi
dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi.
D.
Il 29 ottobre 2021 gli interessati sono insorti contro la decisione dinanzi al
Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), postulando l'an-
nullamento della decisione impugnata, il riconoscimento della qualità di ri-
fugiati e la concessione dell'asilo in Svizzera; in subordine, la restituzione
degli atti all'autorità inferiore per un complemento istruttorio; con conte-
stuale richiesta di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'e-
senzione dal versamento delle spese processuali e dal relativo anticipo,
con protestate spese e ripetibili.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.
D-4781/2021
Pagina 4

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di
essa.
2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
2.3 Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
3.
3.1 I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono,
sono decisi dalla giudice in qualità di giudice unica, con l'approvazione di
una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi).
3.2 Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti.
4.
4.1 Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-
ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'i-
nadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).
D-4781/2021
Pagina 5
4.2 Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né
dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-
mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
5.
5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha rilevato che essendo la Mace-
donia del Nord stata designata dal Consiglio federale come Paese esente
da persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, si potrebbe dunque
presumere che le autorità macedoni garantiscano protezione contro le per-
secuzioni non statali. Le forze dell'ordine avrebbero peraltro la capacità e
la volontà di contrastare le minacce o gli attacchi da parte di terzi. Nella
fattispecie, A._ avrebbe fatto valere di aver subito delle persecu-
zioni da parte di terzi. Tuttavia, non sarebbe stato dimostrato che lo Stato
macedone avrebbe rifiutato la protezione o non abbia avuto la capacità
effettiva di intervenire. Per stessa ammissione del richiedente, egli non
avrebbe cercato di portare avanti la denuncia contro A. S., mentre per
quanto riguarda la richiesta di informazioni, dapprima egli avrebbe dichia-
rato di non essersi mai interessato, in seguito avrebbe invece affermato di
essersi recato in polizia poche volte senza ottenere nulla. La SEM ha dun-
que ritenuto che il richiedente non avesse esaurito tutti i gradi di giudizio
nel suo Paese, poiché non si sarebbe mai rivolto alla polizia di un altro
luogo né tantomeno ad autorità superiori. Inoltre, egli non avrebbe neppure
denunciato le successive minacce ricevute per interposta persona – la cui
descrizione apparirebbe ad ogni modo lacunosa e priva di dettagli – il che
dimostrerebbe una sorprendente mancanza di interesse e non parrebbe
conciliabile con il comportamento di una persona che teme per la propria
vita. Suddette minacce non ricadrebbero ad ogni modo in uno dei motivi di
cui all'art. 3 LAsi, per cui non sarebbero rilevanti in materia d'asilo. Nella
fattispecie, la presunzione dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi non sarebbe per-
tanto confutata.
5.2 In sede ricorsuale gli insorgenti rilevano che nel loro Paese di origine
non esisterebbe una protezione effettiva dalla persecuzione di terzi, es-
sendo peraltro diffusa in modo capillare la corruzione di pubblici funzionari.
Inoltre, durante la procedura vi sarebbe stata una violazione dei loro diritti
in ordine alla lingua nella quale si sono svolte le audizioni. Sarebbe infatti
possibile che alcune risposte sarebbero state influenzate dalla cattiva com-
prensione della lingua serba, essendo la loro lingua madre il macedone.
6.
6.1 Occorre innanzitutto determinare se vi sia effettivamente stata una vio-
lazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti a causa dello svolgimento
D-4781/2021
Pagina 6
delle audizioni in lingua serba e non nella loro lingua madre (il macedone).
Tale censura formale va analizzata a titolo preliminare in quanto potrebbe
condurre alla cassazione della decisione impugnata.
6.2 Considerato come uno degli aspetti della nozione generale di processo
equo ai sensi dell'art. 29 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) e ancorato, per quanto con-
cerne la procedura amministrativa federale, all'art. 29 PA e segg., il diritto
di essere sentito, non ha come solo obiettivo di stabilire correttamente i fatti
ed assicurare in tal senso la qualità della decisione, bensì pure il diritto,
indissociabile dalla personalità e dalla dignità umana, di garantire ad un
individuo la partecipazione alla presa di decisione che lo concerne
(cfr. DTAF 2011/22 consid. 5 con referenze citate). Tale garanzia com-
prende in particolare il diritto per l'interessato di consultare l'incarto, di of-
frire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di parteci-
pare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura
in cui possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1;
DTF 135 I 279 consid. 2.3; DTAF 2013/23 consid. 6.1.1). La portata della
facoltà di esprimersi non può essere determinata in maniera generale ma
dev'essere definita sulla base degli interessi concretamente in gioco. Il con-
cetto a monte è che alla parte in causa debba essere concessa la facoltà
di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera efficace (cfr. DTAF
2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti).
6.3 Conformemente all'art. 29 cpv. 1bis LAsi, se necessario, la SEM fa capo
ad un interprete per lo svolgimento dell'audizione sui motivi d'asilo. Qua-
lora, nel corso dell'audizione dovessero presentarsi dei problemi di comu-
nicazione tra l'interprete ed il richiedente l'asilo, questi devono essere im-
perativamente menzionati nel verbale e, se del caso, l'audizione deve es-
sere annullata. Il richiedente va sentito nuovamente in presenza di un altro
interprete. In effetti, il richiedente ha il diritto di esprimersi in una lingua che
conosce e delle importanti incomprensioni violerebbero il suo diritto di es-
sere sentito (cfr. sentenza del Tribunale E-1444/2019 del 10 aprile 2019,
pag. 4; SEM, Manuel asile et retour, articolo C6.2, L'audition sur les motifs
d'asile, par. 2.2.3).
6.4 Orbene, nella fattispecie, pur essendo vero che le audizioni non si sono
svolte nella lingua madre degli insorgenti, ma in lingua serba, non risultano
esservi stati dei problemi di incomprensione così gravi da costituire una
violazione del loro diritto di essere sentito. Essi, invero, hanno dichiarato
nel corso dell'audizione sulle generalità che avevano conoscenze suffi-
cienti della lingua serba da essere in grado di sostenere un'audizione sui
D-4781/2021
Pagina 7
motivi d'asilo in tale lingua (cfr. atti SEM 47/10, pag. 4 e 48/11, pag. 4).
All'audizione sui motivi, ai coniugi è stato chiesto se capissero l'interprete
ed entrambi hanno risposto affermativamente (cfr. atto SEM 72/17, D1;
75/12, D1 e D2). Gli stessi sono, altresì, stati informati di segnalare imme-
diatamente se vi fossero state delle incomprensioni. Il funzionario incari-
cato ha nuovamente chiesto ad A._ se egli comprendesse in ma-
niera sufficiente l'interprete per poter sostenere l'audizione. Il ricorrente ha
risposto nuovamente affermativamente (cfr. atto SEM 72/17, D49).
6.5 Alla luce di queste considerazioni, non vi è dunque modo di ritenere
una violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti e la censura – pe-
raltro fatta valere soltanto in sede ricorsuale e non già segnalata con il pa-
rere in merito alla bozza di decisione – appare quantomeno pretestuosa.
7.
7.1 È ora d'uopo determinare se i motivi d'asilo allegati dagli insorgenti
sono rilevanti in materia d'asilo.
7.2 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
7.3 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi.
Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,
dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una
pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Inoltre, occorre te-
nere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3
cpv. 2 in fine LAsi).
7.4 La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3
cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-
tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-
denza. Inoltre, gli atti pregiudizievoli, per essere pertinenti, devono essere
direttamente indirizzati nei confronti della persona del richiedente l'asilo.
7.5 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità
D-4781/2021
Pagina 8
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).
7.6 Altresì, il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui,
secondo i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a
cpv. 2 lett. a LAsi).
8.
8.1 Nella fattispecie, A._ ha allegato di essere stato accoltellato da
A. S., un noto mafioso locale, e di avere poi in seguito ricevuto diverse
minacce di morte.
8.2 Le persecuzioni che sono dovute a terzi e non ad organi governativi,
non rivestono un carattere determinante per il riconoscimento della qualità
di rifugiato se non nel caso in cui lo Stato in questione non accordi la pro-
tezione necessaria al richiedente; che infatti, secondo il principio della sus-
sidiarietà della protezione internazionale in rapporto alla protezione nazio-
nale, di cui all’art. 1 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio
1951 (RS 0.142.30), si può esigere da un richiedente d’asilo che egli abbia
dapprima esaurito nel suo Paese d’origine, le possibilità di protezione con-
tro delle eventuali persecuzioni non statali, prima di sollecitare la stessa da
parte di uno Stato terzo (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferimenti citati;
DTAF 2011/51 consid. 6.1; cfr. fra le altre anche: sentenza del Tribunale
E-6009/2017 del 4 luglio 2018 consid. 3).
8.3 In una pari eventualità, le autorità d’asilo sono dunque di principio te-
nute a verificare unicamente l’effettività della protezione offerta da parte
dello stato d’origine (cfr. DTF 138 II 513, 520).
8.4 Tuttavia, nel caso in cui lo stato d’origine sia stato designato come si-
curo ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, esiste anche una presunzione
legale di protezione contro i pregiudizi da parte di terze entità (cfr. DTF 138
II 513, 521). Tale presunzione può essere sovvertita solo in presenza di
indizi concreti.
9.
9.1 Nel caso in disamina, i ricorrenti sono cittadini di nazionalità macedone.
Il Consiglio federale ha inserito la Macedonia del Nord nel novero dei paesi
esenti da persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. Allegato 2
all'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999
D-4781/2021
Pagina 9
[OAsi 1, RS 142.311]) e vi è dunque una presunzione legale di protezione
da parte delle autorità macedoni (cfr. anche sentenze del Tribunale
D-3694/2021 del 9 settembre 2021 consid. 8.1 e E-7115/2018 del 29 lu-
glio 2020 consid. 6.2).
9.2 Inoltre, i ricorrenti non sono riusciti a confutare tale presunzione. Come
a giusto titolo rilevato dalla SEM nella decisione impugnata, essi non hanno
dimostrato che lo Stato macedone abbia rifiutato di proteggerli o non abbia
avuto la capacità effettiva di intervenire. Invero, il ricorrente ha dichiarato
che malgrado la polizia non l'avesse chiamato, egli ha dapprima riferito di
non averla più contattata poiché tanto non avrebbero potuto aiutarlo
(cfr. atto SEM 72/17, D68-D70; D75-D79). L'aggressore, un noto mafioso
della zona, avrebbe infatti avuto il controllo su tutto, anche sulla polizia. In
un secondo tempo, egli ha invece dichiarato di essersi recato qualche volta
dalla polizia per avere informazioni, ma non avrebbe ottenuto nulla (cfr. ibi-
dem, D139-D142). Orbene, quand'anche si volesse tenere conto di queste
ultime affermazioni, il comportamento dell'insorgente mal si concilia con
quanto ci si aspetterebbe da una persona che teme per la propria vita, a
maggior ragione se si considera il fatto che l'insorgente non ha neppure
denunciato le successive minacce ricevute. Di conseguenza, è difficile am-
mettere la necessità di concedergli una protezione internazionale, per sua
stessa natura sussidiaria. Quand'anche si volesse effettivamente conside-
rare che la polizia locale non abbia dato seguito alla denuncia dell'insor-
gente, è d'uopo rilevare che egli non ha esaurito i gradi di giudizio nel suo
Paese, non essendosi mai rivolto ad un'altra centrale di polizia o ad un'au-
torità superiore. Pertanto, l'ipotesi che le autorità non potessero o non vo-
lessero proteggere l'insorgente ed i suoi famigliari, rimane una mera con-
vinzione non supportata da alcuna prova concreta. Altresì, il Tribunale ri-
leva che dalle allegazioni del ricorrente risulta che il suo aggressore sia
stato arrestato e condannato ad un periodo di detenzione per altri reati
commessi. Ciò dimostra che le autorità macedoni hanno la volontà e la
capacità di proseguire gli atti reprensibili anche nei confronti di A. S.
9.3 In seguito, il Tribunale rileva che l'aggressione di cui è stato vittima
A._, quandanche concretizzatasi così come narrato in sede di au-
dizione, è irrilevante in materia d’asilo dal momento che non è riconducibile
ad un motivo di persecuzione relazionato con la sua razza, religione, na-
zionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o alle sue opi-
nioni politiche. Allo stesso modo, anche le susseguenti minacce ricevute
non rientrano in uno dei motivi esaustivi dell'art. 3 LAsi, per il che, anche
per questo motivo le stesse sono irrilevanti in materia d'asilo.
D-4781/2021
Pagina 10
9.4 Per tutti questi motivi, la valutazione dell’autorità inferiore può essere
tutelata. I ricorrenti non possono prevalersi di un rischio di esposizione a
pregiudizi rilevanti in materia d’asilo.
9.5 In virtù di quanto sopra esposto, il ricorso in materia di riconoscimento
della qualità di rifugiato e di concessione dell’asilo va respinto e la deci-
sione impugnata confermata.
10.
10.1 Nella propria decisione la SEM, dopo aver pronunciato l'allontana-
mento dei richiedenti, ha considerato l'esecuzione dello stesso ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile.
10.2 Nel gravame, gli insorgenti ritengono che la situazione in Macedonia
del Nord non sarebbe favorevole ad un loro rientro nel Paese nella dignità
e nella sicurezza.
11.
11.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pro-
nuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione;
tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi).
11.2 I ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera
(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 OAsi 1; DTAF
2013/37 consid. 4.4).
Pertanto, anche la pronuncia dell'allontanamento va confermata.
12.
12.1 Per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, per rinvio
dell'art. 44 LAsi, l'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-
grazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa
sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non
adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione
provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI).
12.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli
ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento
della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il
ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un
D-4781/2021
Pagina 11
ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-
sid. 10.2).
13.
13.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non
è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto
internazionale pubblico della Svizzera.
13.2 La portata di detta norma non si esaurisce nella massima del divieto
di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazionale della Svizzera
possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio in particolare l'art. 3
della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Con-
venzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). La Corte euro-
pea dei diritti dell'uomo (CorteEDU) ha più volte ribadito che la sola possi-
bilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza ge-
nerale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è suffi-
ciente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti all'interes-
sato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano
di ritenere che egli correrà un reale rischio («real risk») di essere sottopo-
sto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti
articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).
13.3 Nel caso in esame, visto che i ricorrenti non sono riusciti a dimostrare
l'esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere esposti a tali pre-
giudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, il principio del divieto di respingimento non
trova applicazione nella fattispecie ed il loro rinvio verso il loro Paese d'o-
rigine è dunque ammissibile sotto l'aspetto dell'art. 5 cpv. 1 LAsi e
dell'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952
(Conv. rifugiati, RS 0.142.30). In siffatte circostanze non v'è motivo di con-
siderare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio per gli insor-
genti di essere esposti, nel loro Paese d'origine ad un trattamento proibito
ai sensi dell'art. 3 CEDU o dell'art. 3 Conv. tortura.
Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di diritto pubblico
internazionale nonché della LAsi.
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/e8f08574-029f-4d59-8938-1a2257fed308/f6f553e0-74ab-449e-8ec4-7866703a3c28?source=document-link&SP=5|zpixhk https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/e8f08574-029f-4d59-8938-1a2257fed308/3bdfbef1-15f8-4d95-a515-43fd5e28525c?source=document-link&SP=5|zpixhk
D-4781/2021
Pagina 12
14.
14.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI l'esecuzione non può essere ragionevol-
mente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero
venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali
guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica.
14.2 Nel paese d'origine dei ricorrenti non vige attualmente una situazione
di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme
della popolazione nella totalità del territorio nazionale che possa portare ad
ammettere, per tutti i richiedenti provenienti da questo stato e indipenden-
temente dalle circostanze di ogni singolo caso, l'esistenza di un ostacolo
all'esecuzione dell'allontanamento.
14.3 Altresì, come già enunciato, il Consiglio federale ha inserito la Mace-
donia del Nord nella lista dei «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2
lett. a LAsi e da allora si è attenuto a questa valutazione nell'ambito delle
periodiche verifiche giusta l'art. 6a cpv. 3 LAsi,
14.4 Inoltre, giusta l'art. 83 cpv. 5 LStr, se gli stranieri allontanati o espulsi
provengono da uno degli Stati designati dal Consiglio federale come Stati
in cui il ritorno è ragionevolmente esigibile o da uno Stato membro dell'U-
nione Europea (UE) o dell’Associazione europea di libero scambio (AELS),
si ritiene che l'esecuzione dell'allontanamento o dell'espulsione sia di
norma ragionevolmente esigibile.
14.5 Nella fattispecie non vi sono elementi per ritenere che ciò non sia il
caso. I ricorrenti non hanno inoltre preteso nel gravame di soffrire di pro-
blemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria. Per-
tanto, neppure da un esame d'ufficio degli atti emerge la necessità di una
permanenza in Svizzera per motivi medici (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2).
Pertanto, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto ragionevolmente esigi-
bile l'esecuzione dell'allontanamento.
15.
Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione all'art. 44
LAsi).
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.
D-4781/2021
Pagina 13
16.
Di conseguenza, anche in materia di esecuzione dell'allontanamento la de-
cisione dell'autorità inferiore va confermata. Ne discende che la SEM con
la decisione impugnata non ha violato il diritto federale né abusato del suo
potere d'apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o in-
completo i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per
quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), per il che il
ricorso va respinto.
17.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
18.
Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-
vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal
pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).
19.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e
5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).
20.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso
in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci-
fra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
D-4781/2021
Pagina 14