Decision ID: f6efc886-d834-404b-8473-1c95ebfc9b96
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Il (...) gennaio 2019 A._ (di seguito anche: l’interessata, la richie-
dente o la ricorrente 1, o ancora l’insorgente 1), e per suo tramite anche il
figlio minorenne B._ (di seguito anche: l’interessato, il richiedente,
l’insorgente 2 o il ricorrente 2), cittadini georgiani, con ultimo domicilio nel
Paese d’origine nel villaggio di C._ (sito nella municipalità di
D._, nella regione E._, regione [...] della Georgia), hanno
presentato una domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atti A1/4).
B.
Il (...) gennaio 2019 l’interessata ha svolto un’audizione sulle generalità
(cfr. atto A13/12; di seguito: verbale 1), allorché invece l’(...) febbraio 2019
rispettivamente il (...) febbraio 2019 – a complemento del precedente – si
sono tenuti con la medesima dei verbali d’audizione relativi ai motivi d’asilo
(cfr. atti A21/9, di seguito: verbale 2; e A27/2, di seguito: verbale 3).
Nel corso dei medesimi la richiedente asilo ha dichiarato, in sostanza e per
quanto qui di rilievo, che dopo il matrimonio con il marito si sarebbero tra-
sferiti in F._ fino al (...), ove sarebbe pure nato il loro figlio
B._ nel (...), affetto sin dalla nascita da artrogriposi, anno nel quale
avrebbero fatto rientro in Georgia, nel villaggio di G._, domicilio fa-
miliare del marito. Tale decisione sarebbe derivata dal fatto che il costo
della vita in Georgia era più basso rispetto che in F._, ove l’interes-
sata, dopo la nascita del figlio, a causa delle cure che egli necessitava, non
sarebbe più riuscita a lavorare, e pertanto la loro situazione economica sa-
rebbe peggiorata. Nel (...) del (...) il marito sarebbe deceduto, come pure
nell’(...) del medesimo anno la suocera. Ella con il figlio si sarebbero per-
tanto trasferiti a C._, casa famigliare dei genitori della predetta, ove
vivrebbero tutt’ora i suoi due fratelli con le rispettive famiglie. Con i mede-
simi vi sarebbero però state delle problematiche giornaliere, in particolare
a causa dei litigi e discussioni tra i bambini. Inoltre, poiché il figlio necessi-
tava di cure mediche, ella avrebbe intrapreso con il medesimo (...) viaggi
in F._, a H._, ove lo stesso avrebbe già effettuato diversi
interventi alle ossa. Nel (...) del (...), allorché sarebbero rientrati in patria
dall’ultimo viaggio a I._ con il figlio, si sarebbero recati ad
G._, trovando la casa del marito bruciata dalle fiamme. Ella ricon-
durrebbe tale incendio, come pure un episodio ove il bambino sarebbe
stato spaventato sempre nello stesso luogo, a delle azioni vendicative da
parte di conoscenti del marito con i quali in passato quest’ultimo avrebbe
intrapreso dei traffici illeciti. Dopo tale evento ed essendosi informata nel
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frattempo circa le possibilità di cura per il figlio in Svizzera, avrebbe deciso
di lasciare il suo Paese d’origine per recarsi in quest’ultimo Stato, espa-
triando, legalmente e muniti del loro passaporto, finanziando il viaggio con
quanto le era rimasto della vendita di un appartamento sito a D._
appartenente al marito. Il motivo principale per il quale l’interessata ha as-
serito di aver lasciato la Georgia, è poiché in quest’ultimo non vi sarebbero
le condizioni adatte per la vita del figlio B._, in particolare i tratta-
menti e le cure mediche di cui egli necessiterebbe. Difatti, avrebbe chiesto
varie volte dei supporti alle autorità georgiane preposte, ricevendo però
soltanto una piccola pensione d’invalidità per il medesimo – il cui importo
veniva però trattenuto quasi integralmente da una banca a copertura di un
debito contratto dal marito – nonché in un’occasione undici sessioni di ria-
bilitazione per il bambino, che avrebbe effettuato a J._. Non
avrebbe per il resto ricevuto altre cure e neppure sarebbero riusciti a porre
una diagnosi. Altresì, quali ulteriori motivi, la richiedente ha asserito di non
avere alcun lavoro e di non sapere dove vivere. Non avrebbe per il resto
nessuna persona che la possa sostenere, in quanto i fratelli avrebbero le
loro famiglie ed i loro problemi. In caso di un rientro nel Paese d’origine,
ella teme delle azioni di vendetta da parte di conoscenti del marito con i
quali egli avrebbe, prima dell’anno (...), effettuato delle azioni illecite.
A supporto delle loro domande d’asilo, gli insorgenti hanno presentato i loro
passaporti originali, la carta d’identità di A._ (cfr. atto A14; originali
nel dossier N [...]), come pure tre certificati medici emessi in Georgia sullo
stato di salute di B._, rispettivamente datati (...), (...) (secondo la
traduzione contenuta nell’atto A28) e (...) (cfr. atto A6/2).
C.
Con certificato medico del (...) il Dr. med. K._, su richiesta della
SEM, ha informato la predetta autorità circa lo stato di salute di B._
(cfr. atto A29/4). Del medesimo, come pure dell’ulteriore abbondante docu-
mentazione medica agli atti (cfr. atti A7/1, A8/1, A9/1, A10/1, A11/1, A19/1,
A24/1, A25/1 e A26/1), si dirà, per quanto necessario, nei considerandi.
D.
Per il tramite della decisione del 14 marzo 2019, notificata in medesima
data (cfr. atto A33/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato agli
interessati ed ha respinto le loro domande d’asilo, pronunciando altresì il
loro allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della predetta misura,
siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.
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Nel suo provvedimento l’autorità inferiore ha dapprima rilevato come le di-
chiarazioni rese dall’interessata in merito ai timori che ella avrebbe per sé
e per il figlio in Georgia, legate alle passate frequentazioni criminali del
marito, non sarebbero verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. Invero, le allega-
zioni dell’insorgente secondo le quali dietro l’incendio della casa del marito
a G._ ed allo spavento che sarebbe occorso al figlio vi siano delle
persone con le quali il marito avrebbe riscontrato in passato delle proble-
matiche, sarebbero totalmente inconsistenti e frutto soltanto di sue conget-
ture. Inoltre, per quanto attiene l’incendio della casa, tale motivazione non
sarebbe più stata addotta nel proseguo dell’audizione federale, circostanza
che non farebbe che confermare che i motivi che avrebbero spinto i ricor-
renti all’espatrio sarebbero altri rispetto ai precitati. In un secondo tempo,
la SEM ha ritenuto come le altre allegazioni dell’interessata non fossero
pertinenti ai sensi dell’asilo. Invero, le difficoltà nel garantire le condizioni
di alloggio e di cura ideali al figlio, dipenderebbero dalle difficili condizioni
socio-economiche esistenti in Georgia, non potendo pertanto costituire una
persecuzione rilevante secondo l’art. 3 LAsi.
Proseguendo nell’analisi, l’autorità inferiore ha in particolare osservato
come dal profilo dell’esecuzione del loro allontanamento non vi si oppor-
rebbero né ostacoli derivanti dalla situazione presente nel loro Paese d’ori-
gine né per motivi individuali, segnatamente viste le buone salute e forma-
zione dell’interessata, nonché la solida rete famigliare presente in patria.
Concernente poi i problemi di salute di B._, dal rapporto medico
prodotto, si evincerebbe come purtroppo la paraplegia spastica di cui è af-
fetto il richiedente non sarebbe guaribile e non v’è alcun trattamento previ-
sto. Per tale patologia si potrebbero seguire soltanto delle terapie con lo
scopo di migliorare leggermente la mobilità delle articolazioni per il tramite
di fisioterapia passiva e rieducazione, trattamenti che coinciderebbero con
quelli già seguiti in passato in patria dal bambino. Del resto, a mente della
SEM, l’interessata potrà rivolgersi come già fatto in passato allo Stato geor-
giano per ottenere dei finanziamenti per il figlio, in particolare vista la ri-
forma referenziata del sistema di salute approntata in Georgia nel 2013.
Tenuto inoltre conto dell’evenienza che B._ non si troverebbe in uno
stato d’urgenza medica, ma che dovrà convivere dovunque con la malattia
di cui è affetto, gli interessati potrebbero attendere la decisione dello Stato
georgiano a procedere con nuove prestazioni mediche, rispettivamente at-
tendere che la loro situazione in patria migliori.
E.
Con plico raccomandato del 15 aprile 2019 (cfr. risultanze processuali), gli
insorgenti hanno inoltrato ricorso avverso la succitata decisione dinanzi al
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Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo l’an-
nullamento del medesimo provvedimento, ed a titolo principale che venga
loro concesso l’asilo in Svizzera. A titolo subordinato, hanno invece postu-
lato la pronuncia dell’ammissione provvisoria, per inesigibilità dell’esecu-
zione dell’allontanamento. Contestualmente hanno presentato istanza di
assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento di spese
processuali e del relativo anticipo.
Gli insorgenti, nel loro memoriale ricorsuale, hanno contestato le conclu-
sioni presenti nella decisione avversata. A mente loro, in primo luogo il ti-
more che l’interessata nutrirebbe nei confronti di terze persone nell’eve-
nienza di un suo rientro in Georgia sarebbe verosimile. Invero, poiché non
vi sarebbero altre persone se non i conoscenti del marito che avrebbero
voluto nuocere loro, per quanto si tratti di supposizione dell’insorgente, la
stessa sarebbe verosimile, dato inoltre come né quando il figlio si sarebbe
spaventato, né allorché l’abitazione si sarebbe incendiata, ella sarebbe
stata presente. In secondo luogo, circa l’esecuzione del loro allontana-
mento, la stessa andrebbe ritenuta inammissibile ed inesigibile, al contrario
di quanto ritenuto nella decisione impugnata dalla SEM. Riguardo l’ammis-
sibilità della misura, l’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti, sa-
rebbe difatti contraria agli obblighi assunti dalla Svizzera in relazione se-
gnatamente al mancato rispetto dell’art. 3 CEDU (RS 101), il quale proscri-
verebbe trattamenti inumani e degradanti quali quelli che rischierebbe di
subire B._ in assenza di cure adeguate nello Stato d’origine, in
quanto in Georgia non verrebbero finanziate le cure per la sua malattia.
Per quanto attiene invece la questione dell’esigibilità della misura d’allon-
tanamento, la ricorrente ha sostenuto come suo figlio non avrebbe più
modo di essere adeguatamente seguito dal profilo medico nel caso di un
suo rientro in patria. La malattia di cui è affetto il bambino richiederebbe
infatti un team medico multidisciplinare, ciò che non verrebbe garantito in
Georgia. Inoltre, come verrebbe dimostrato dalla documentazione allegata
al gravame, la malattia del figlio non sarebbe coperta dal sistema finanzia-
rio a cui farebbe riferimento l’autorità inferiore nella decisione avversata. In
mancanza quindi delle cure adeguate in patria, B._ verrebbe espo-
sto ad un pericolo concreto in caso di un suo allontanamento dalla Sviz-
zera.
A sostegno del gravame, i ricorrenti hanno prodotto quali mezzi di prova:
copia di una schermata telefonica datata “(...)” mostrante un documento
illeggibile ed un documento in lingua straniera dell’(...) con traduzione no-
tarile in inglese attestante lo stato d’indigenza degli interessati in Georgia.
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F.
F.a Mediante la decisione incidentale del 28 maggio 2020, il Tribunale ha
autorizzato gli insorgenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della
procedura; li ha invitati, entro il termine del 12 giugno 2020 a produrre il
documento citato nel ricorso, ma prodotto con il medesimo in modo illeggi-
bile, come pure l’originale e l’eventuale traduzione in una lingua ufficiale
svizzera dello stesso, nonché a volerne illustrare le modalità di ottenimento
ai sensi dei considerandi. Nel medesimo termine succitato, i ricorrenti sono
pure stati invitati dal Tribunale a produrre un certificato medico aggiornato
circa lo stato di salute di B._. Concernente l’esito della domanda di
assistenza giudiziaria, il Tribunale ha statuito che verrà deciso in prosieguo
di procedura.
F.b Il 9 giugno 2020, i ricorrenti hanno presentato uno scritto in riscontro
alle succitate richieste formulate dal Tribunale. Dapprima, essi hanno infor-
mato di aver richiesto via posta elettronica i documenti prodotti con il ri-
corso e per lo stesso tramite di averli ricevuti dalla Georgia. Hanno inoltre
allegato che faranno pervenire la documentazione originale richiesta dal
Tribunale non appena sarà in loro possesso. Con la medesima missiva i
ricorrenti hanno pure inoltrato un documento datato (...) che dimostrerebbe
come il finanziamento per le cure del figlio chiesto a suo tempo all’autorità
preposta georgiana, sarebbe stato respinto. Circa poi la situazione di sa-
lute del figlio, come dai certificati medici allegati, i ricorrenti asseriscono
come risulterebbe che i medici ritengano opportuno effettuare una consu-
lenza multidisciplinare nel (...) atta a verificare se e quando sarà opportuno
considerare una correzione chirurgica dell’affezione del bambino e le mo-
dalità d’intervento, nonché che fino a tale data sarebbe assolutamente ne-
cessario proseguire con la fisioterapia ed ergoterapia attualmente in corso,
preferibilmente presso gli attuali presidi sanitari. Tramite la documenta-
zione trasmessa, i ricorrenti hanno affermato di voler dimostrare le reali
condizioni di salute di B._ e che in Georgia egli non avrebbe avuto,
né avrà in futuro, alcun sostegno per le cure, come al contrario starebbe
invece avvenendo in Svizzera.
Quali mezzi di prova a sostegno dei loro asserti, i ricorrenti hanno prodotto
oltreché una tabella delle prestazioni che sarebbero finanziate in Georgia
con l’annessa traduzione (documento che equivarrebbe a quello presen-
tato in modo illeggibile dai ricorrenti con il ricorso); un documento inerente
la (...) del (...); uno scritto del (...) indirizzato alla ricorrente del “(...)” con
traduzione in italiano certificata annessa; i certificati medici del (...) della
Dr.ssa L._, rispettivamente del (...) e del (...) del Dr. med.
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M._, inerente lo stato di salute di B._; nonché copia di una
fotografia del ricorrente dormiente.
G.
Il 1° luglio 2020, l’autorità inferiore ha formulato la sua risposta al ricorso,
chiedendo il suo respingimento. In primo luogo, ha sottolineato come gli
interventi d’ordine ortopedico che i medici starebbero effettuando in
Svizzera e che continuerebbero ad intraprendere anche in futuro, avreb-
bero quale scopo quello di migliorare nel limite del possibile la mobilità del
bambino, ma non di guarire il medesimo. Del resto, delle cure di tipo pal-
liativo sarebbero già state seguite da quest’ultimo in Georgia e potranno
esserlo anche in futuro. In seguito la SEM ha preso posizione in modo pun-
tuale circa i mezzi di prova presentati dagli insorgenti, concludendo in sunto
che i medesimi non sarebbero atti a sostenere i loro asserti circa la man-
canza di copertura finanziaria delle cure necessarie al bambino in patria da
parte dello Stato georgiano, anche citando alcune fonti per sostenere le
sue conclusioni. Inoltre essi potrebbero ottenere un possibile ulteriore so-
stegno da parte di terze persone, come sarebbe già accaduto in un fran-
gente in passato.
H.
Tramite la loro replica datata 20 luglio 2020, i ricorrenti hanno espresso di
non condividere la valutazione della SEM. In particolare, essi hanno riaf-
fermato come in Georgia loro non avrebbero ottenuto alcun sostegno per i
trattamenti di B._, Stato nel quale non gli avrebbero neppure messo
a diposizione le cure riabilitative di cui egli necessiterebbe. In patria, la ri-
corrente ha inoltre riferito di non poter fare nulla per il bambino, in quanto
non vi sarebbero gli specialisti per tali problematiche, al contrario che in
territorio elvetico. Per il resto, le terapie in corso in Svizzera, che coinvol-
gerebbero diversi specialisti, non sarebbero di tipo palliativo, come a torto
sostenuto dall’autorità inferiore, bensì avrebbero quale scopo di preparare
al meglio la fase operatoria futura, per garantire una probabilità più elevata
di successo dell’intervento. Quest’ultimo potrebbe inoltre migliorare di
molto la qualità di vita del minore, rendendolo un po’ più autonomo. Hanno
quindi concluso nuovamente all’accoglimento del ricorso, con il riconosci-
mento dell’inesigibilità dell’esecuzione del loro allontanamento verso la
Georgia.
I.
Con osservazioni di duplica del 13 agosto 2020, l’autorità di prima istanza
ha in un primo tempo sottolineato come gli interessati non avrebbero rispo-
sto alle sue puntuali valutazioni in relazione alla possibilità in Georgia di
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ottenere l’assistenza medica per le persone indigenti, come pure della co-
pertura sanitaria gratuita che sarebbe prevista secondo il nuovo sistema
georgiano di copertura dei costi di salute (lo “Universal Health Program”)
per i bambini affetti da disabilità. In tale contesto, la SEM ha inoltre ram-
mentato come la medesima ricorrente avesse asserito che in Georgia
avrebbe percepito per il figlio una pensione d’invalidità. La stessa rappre-
senterebbe in futuro un’entrata finanziaria importante. Pertanto, alla luce di
tali elementi, l’assenza di un sostegno finanziario non potrebbe essere ad-
dotto dagli insorgenti quale motivo ostativo al loro rientro in patria. Inoltre,
il quadro clinico del bambino sarebbe limpido: la diagnosi sarebbe cono-
sciuta e non sarebbe purtroppo possibile una guarigione, ma entrerebbe in
considerazione soltanto un eventuale miglioramento. Tuttavia, come peral-
tro già confermato dal Tribunale nella sua giurisprudenza, la valutazione
della SEM circa il fatto che una possibile migliore qualità di vita in Svizzera
non sia un motivo valido contro l’esecuzione dell’allontanamento nel pro-
prio Paese d’origine, va mantenuta. Peraltro, l’autorità inferiore ha ribadito
come in Georgia il ricorrente potrà comunque seguire la sua riabilitazione.
Alla luce di tale quadro, non si potrebbe quindi ritenere come un rientro nel
Paese d’origine condurrebbe ad una messa in pericolo seria della vita
dell’insorgente, sia a causa della natura della sua malattia, sia poiché in
Georgia esisterebbero trattamenti per migliorarne la mobilità. Del resto an-
che nei certificati medici consegnati dagli insorgenti, il rientro in patria non
sarebbe visto come una messa in pericolo della sua vita, bensì come un’in-
terruzione del processo di miglioramento delle sue funzioni. Ciò non giusti-
ficherebbe una sua permanenza in Svizzera ai sensi della LAsi e della giu-
risprudenza, malgrado quanto auspicato comprensibilmente dalla madre.
J.
Nella loro triplica del 28 agosto 2020, i ricorrenti si sono riconfermati nelle
precedenti conclusioni. Hanno in particolare ribattuto alle osservazioni
della SEM, come la pensione d’invalidità erogata in Georgia a B._,
sia in pratica completamente ripresa dalla banca a copertura dei debiti pre-
gressi contratti dal padre. Inoltre, ciò che è sostenuto dai ricorrenti non è
che egli si troverebbe in pericolo di vita se rientrasse in patria, quanto piut-
tosto che egli subirebbe un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più
grave per la sua integrità fisica, essendo assente un trattamento medico
adeguato. La ricorrente ribadisce in tale contesto come non avrebbe otte-
nuto alcun aiuto sociale in Georgia per affrontare la grave disabilità del fi-
glio e le cure ivi erogate non sarebbero in alcun modo da ritenere adeguate.
A supporto dei loro asserti, essi hanno prodotto un ulteriore certificato me-
dico del Dr. med. M._ del (...), nel quale il medico rileva come il
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bambino presenterebbe una patologia ortopedica e sarebbe auspicabile
che l’intervento chirurgico sia praticato in Svizzera.
K.
Il 16 settembre 2020 il Tribunale ha ricevuto una missiva indirizzatagli dal
Dr. med. N._, datata (...), sulla situazione medica di B._.
Nello stesso scritto, il medico sottolinea come il bambino necessiterebbe
di fisioterapia intensiva nonché di probabili chirurgie per aiutarlo ad alli-
neare i piedi e ad avere una marcia più adeguata. Ha inoltre auspicato che
sia permesso al ricorrente di rimanere in Svizzera per il seguito dei suoi
trattamenti.
L.
Per il tramite della sua quadruplica del 2 ottobre 2020, l’autorità inferiore
ha in particolare rilevato come il debito contratto dal marito della ricorrente
si sarebbe nel frattempo estinto secondo le sue stesse asserzioni. Per-
tanto, essi disporrebbero in Georgia di un’entrata finanziaria importante,
tenuto conto del suo importo in rapporto al salario medio percepito nel
Paese. Circa poi i trattamenti di cui beneficerebbe in Svizzera il bambino,
la SEM ha ribadito come delle cure per migliorare la sua mobilità sarebbero
presenti anche in Georgia. I nuovi certificati medici presentati, non mute-
rebbero tale valutazione. Per di più gli effetti delle cure che seguirebbe in
Svizzera non determinerebbero un rapido miglioramento delle sue condi-
zioni di salute rispetto a quanto avverrebbe in Georgia. Pertanto la SEM
riterrebbe il suo allontanamento esigibile. Da ultimo, l’autorità precitata ha
rammentato la possibilità per i ricorrenti di rivolgersi al consultorio canto-
nale preposto per beneficiare di aiuti per quanto riguarda l’assistenza per
l’organizzazione del rientro, la distribuzione di medicamenti, così come per
il supporto durante e dopo il rimpatrio.
Le summenzionate osservazioni sono state trasmesse per conoscenza ai
ricorrenti dal Tribunale con ordinanza del 16 ottobre 2020 (cfr. risultanze
processuali), nella quale la scrivente autorità ha pure pronunciato la chiu-
sura dello scambio di scritti, riservando tuttavia la possibilità di eventuali
misure istruttorie supplementari necessarie.
M.
M.a Con decisione incidentale del 9 settembre 2021, sulla base degli atti
di causa presentati, il Tribunale ha invitato gli insorgenti a produrre un cer-
tificato medico inerente lo stato valetudinario aggiornato di B._,
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come pure ad esprimersi se ed in che misura intendano mantenere il loro
ricorso ai sensi dei considerandi, entro il termine del 24 settembre 2021.
M.b I ricorrenti hanno risposto alle richieste formulate dal Tribunale con
scritto del 24 settembre 2021 (cfr. risultanze processuali), in particolare
esprimendovi la volontà di mantenere il loro ricorso sia sotto il profilo del
riconoscimento della qualità di rifugiato e della concessione dell’asilo, che
sotto quello dell’esecuzione dell’allontanamento. Hanno inoltre prodotto in
allegato i certificati medici del (...) della Dr.ssa L._ rispettivamente
del (...) del Dr. med. N._. Nel primo referto medico citato, si indica
segnatamente come per il minore sia prevista un’operazione chirurgica il
(...) ed in seguito sarebbe da prevedere un periodo di convalescenza di
almeno sei settimane.
N.
N.a Sulla scorta di quanto sopra, il Tribunale ha invitato i ricorrenti ad ag-
giornarlo ancora una volta riguardo lo stato di salute dell’insorgente con
decisione incidentale del 25 gennaio 2022, esprimendo segnatamente in
un apposito certificato medico se l’operazione chirurgica prevista per il (...)
abbia avuto luogo e l’esito della stessa come pure delle cure e trattamenti
effettuati successivamente allo stesso e gli eventuali previsti e necessari
per il futuro (cfr. risultanze processuali).
N.b Alle richieste del Tribunale gli insorgenti hanno dato riscontro con mis-
siva del 7 febbraio 2022 ed annessi i certificati medici del (...) del Dr. med.
N._ rispettivamente del (...) della Dr.ssa L._ (cfr. risultanze
processuali).
O.
Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF,
in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6
LAsi). La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle
Disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015 della nuova
LAsi).
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Pagina 11
Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù
dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA
prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell’art. 5 PA.
I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore,
sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-
resse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della
stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di
essa.
I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vecchia LAsi), alla
forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del gravame.
2.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-
lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti
giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli
stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26
consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4
PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle
argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
3.
Il Tribunale tiene conto della situazione nel paese d’origine dell’insorgente
e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo
quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-
posito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.6 con ulteriori
riferimenti citati; DTAF 2010/44 consid. 3.6).
4.
Preliminarmente si rileva come, avendo i ricorrenti confermato su richiesta
del Tribunale, con scritto del 24 settembre 2021, la loro volontà di mante-
nere le loro conclusioni sia in merito al riconoscimento della qualità di rifu-
giato ed alla concessione dell’asilo che in relazione all’esecuzione dell’al-
lontanamento (cfr. anche supra lett. M), e tenuto conto del fatto che l’og-
getto del litigio è delimitato dalle conclusioni delle parti (cfr. MOSER/
BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht,
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2a ed, 2013, pag. 26), il Tribunale esaminerà di seguito entrambe le que-
stioni litigiose.
5.
5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.
Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-
lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni
politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi.
Nei pregiudizi seri rientrano segnatamente l’esposizione a pericolo della
vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).
5.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie,
non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di
prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti
allegati dal richiedente l’asilo siano sufficientemente sostanziati, plausibili
e coerenti fra loro; in questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili
di molteplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di
una logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non
possono essere considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì ne-
cessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile,
ossia degna di essere creduta. Questa qualità non è data, in particolare,
quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati
(art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in
maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in pre-
cedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra
scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collabora-
zione. Non è in ogni caso indispensabile che le allegazioni del richiedente
l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è sufficiente che l’au-
torità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune afferma-
zioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in
preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti,
ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola
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allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi
essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare,
da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella
fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti).
6.
6.1 All’occorrenza, v’è da determinare se la SEM ha considerato a ragione
che alcune delle dichiarazioni rilasciate dalla ricorrente nel corso delle au-
dizioni non soddisfino le esigenze di verosimiglianza ex art. 7 LAsi ed altre
le condizioni relative al riconoscimento della qualità di rifugiato esposte
all’art. 3 LAsi.
6.1.1 La ricorrente, nel corso delle sue audizioni, ha riferito di temere delle
persecuzioni da parte di conoscenti criminali del marito, quest’ultimo dece-
duto nel (...) del (...), ai fini di vendetta, nel caso di un suo rientro nel Paese
d’origine. Tali timori si fonderebbero sul fatto che il figlio, sarebbe stato spa-
ventato da terzi, che ella riconduce a persone del giro del marito defunto,
come pure l’incendio e la distruzione della casa del marito sita a G._
nel (...) del (...) sarebbe l’opera di questi ultimi. Tuttavia, v’è luogo in un
primo tempo di osservare come le dichiarazioni esposte dall’interessata, si
limitano a delle semplici affermazioni di parte, non fondate su alcun ele-
mento di qualsivoglia sostanza e concretezza (cfr. verbale 1, p.to 7.01 seg.,
pag. 7 e seg.). In particolare, la ricorrente non ha fornito alcun mezzo di
prova a sostegno del fatto che l’abitazione presente a G._ sia bru-
ciata e distrutta come da lei descritto. Altresì, ella è risultata incoerente e
fumosa nelle sue dichiarazioni riguardo allo spavento avuto dal figlio. Nel
corso dell’audizione sulle generalità, ella ha difatti raccontato che il figlio
sarebbe stato spaventato una volta da una macchina che si sarebbe fer-
mata vicino al cancello della casa di G._ (cfr. verbale 1, p.to 7.02,
pag. 8), senza tuttavia offrire ulteriori dettagli concreti circa l’accaduto. Suc-
cessivamente, nell’audizione dell’(...) febbraio 2019 ha invece riferito in
modo contraddittorio come il figlio sarebbe stato spaventato diverse volte
allorché si trovavano a G._, e che venivano – quindi implicitamente
includendo anche lei stessa – spaventati ogni sera (cfr. verbale 2, D43,
pag. 6), senza tuttavia mai indicare né l’autore né le circostanze di tali pre-
sunti eventi. Nella continuazione dell’audizione in data (...) febbraio 2019,
ha invece indicato nuovamente un’unica circostanza nella quale solamente
il figlio sarebbe stato spaventato nel cortile, ma anche qui senza riuscire a
fornire ulteriori dettagli di tale episodio. Anzi riferendo di aver unicamente
trovato il bambino molto spaventato, ma senza neppure allegare di aver
visto una macchina al cancello come nella prima narrazione dell’episodio,
anzi facendo intendere che lei non avrebbe visto e sentito nulla a parte il
D-1790/2019
Pagina 14
pianto del bambino a seguito del quale sarebbe accorsa (cfr. verbale 3,
D22 segg., pag. 4). Peraltro, la ricorrente stessa ha ammesso che il ricon-
durre tali eventi agli ex conoscenti del marito, non fosse fondato su alcun
indizio concreto (cfr. verbale 3, D25, pag. 4), ma soltanto sul fatto che non
ci sarebbero stati ulteriori motivi di timore per la loro famiglia se non deri-
vanti da tali persone (cfr. verbale 3, D23 segg., pag. 4). Altresì, ella non ha
mai dichiarato di essersi rivolta alle autorità del suo Paese d’origine per
denunciare qualsivoglia azione nei suoi confronti da parte di terzi, anzi ha
espressamente asserito di non aver denunciato la distruzione della casa
sita a G._ alle autorità georgiane (cfr. verbale 3, D31, pag. 5), ed
inoltre che lei non avrebbe mai avuto problemi con terze persone né con le
autorità georgiane (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 8). Tali ultime evenienze,
rafforzano ancora più la conclusione dell’inverosimiglianza delle circo-
stanze sopra descritte ed addotte dall’insorgente quali motivi d’asilo. Le
argomentazioni non maggiormente dettagliate presentate dai ricorrenti con
il gravame, non sono atte in alcun modo a modificare la predetta valuta-
zione del Tribunale.
6.1.2 Vista l’inverosimiglianza delle dichiarazioni della ricorrente relative
agli avvenimenti che li avrebbero condotti alla partenza dalla Georgia, la
questione a sapere se questi sarebbero pertinenti in materia d’asilo po-
trebbe rimanere aperta. Ciò nonostante, si osserva a titolo aggiuntivo come
gli eventi addotti dall’insorgente non appaiono all’evidenza neppure adem-
piere le condizioni dell’art. 3 LAsi, in quanto non rientrati nei motivi esau-
stivamente previsti all’art. 3 cpv. 1 LAsi (razza, religione, nazionalità, ap-
partenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche). Per di
più, trattandosi di un rischio di esposizione ad atti pregiudizievoli emanati
da terzi e non da entità statali, occorrerebbe ancora, perché il gravame
meriti accoglimento, che i ricorrenti non siano in misura di ottenere un’ap-
propriata protezione in patria (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferimenti
citati; DTAF 2011/51 consid. 6.1; cfr. fra le altre anche le sentenze del Tri-
bunale E-55/2021 del 26 gennaio 2021 consid. 5.3.3, D-4380/2020 del
9 settembre 2020). Altresì, nel caso in cui lo stato d’origine sia stato desi-
gnato come sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, esiste anche una
presunzione legale di protezione contro i pregiudizi da parte di terze entità
(cfr. fra le altre le sentenze del Tribunale D-5366/2021 del 22 dicem-
bre 2021, D-4380/2020, D-1376/2020 del 30 marzo 2020 consid. 7.1; cfr.
anche DTF 138 II 513 consid. 7.3). Tale presunzione può essere sovvertita
solo in presenza di indizi concreti (cfr. fra le tante la sentenza del Tribunale
E-4044/2021 del 28 settembre 2021 consid. 5.2). Ne discende quindi che
una sola possibilità remota di una persecuzione futura non sia sufficiente
(cfr. sentenza del Tribunale E-4044/2021 consid. 5.2). Si può difatti esigere
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Pagina 15
da un richiedente l’asilo che abbia prima esaurito le possibilità di protezione
contro delle eventuali persecuzioni non statali prima di sollecitare quelle di
uno Stato terzo (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e riferimenti citati, 2011/51
consid. 6.1; sentenza del Tribunale E-6009/2017 del 4 luglio 2018 con-
sid. 3). Nella presente disamina, come già sopra rilevato (cfr. supra con-
sid. 6.1.1), la richiedente non si è mai rivolta alle autorità del suo Paese
d’origine, né per chiarire il decesso del marito (cfr. verbale 3, D39, pag. 6)
né per denunciare l’incendio, a suo dire doloso, avvenuto presso la casa
sita a G._ (cfr. verbale 3, D31, pag. 5). Ciò malgrado la Georgia sia
stata designata come Stato d’origine sicuro («safe country») dal Consiglio
federale il 28 agosto 2019 e da allora figura nella lista degli Stati d’origine
o di provenienza esenti da persecuzioni (cfr. Allegato 2 dell’ordinanza 1
sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1,
RS 142.311]), e pertanto è presunto in particolare che delle garanzie di
protezione contro delle persecuzioni non statali siano date (cfr. tra le tante
la sentenza del Tribunale D-5366/2021 del 22 dicembre 2021). Agli atti
all’inserto nulla indica che la Georgia non offrirebbe ai ricorrenti la prote-
zione da comportamenti di terze persone delle quali si pretendono vittime,
né sussistono nell’incarto degli elementi concreti e convincenti dimostrativi
del fatto che le autorità georgiane non sarebbero in misura o non intende-
rebbero apportare una protezione adeguata agli insorgenti in caso di ne-
cessità.
6.1.3 Tenuto conto di quanto precede, le dichiarazioni della ricorrente in
rapporto agli avvenimenti che l’avrebbero condotta assieme al figlio
all’espatrio sopra esposti non possono essere ritenute né verosimili né ri-
levanti ai sensi dell’asilo. Pertanto, i ricorrenti non hanno reso credibile il
loro timore di subire dei pregiudizi pertinenti in materia d’asilo in caso di
ritorno nel loro Paese d’origine.
6.1.4 Le ulteriori allegazioni espresse dalla ricorrente a supporto del loro
espatrio – ed esplicitamente riportati quali motivi principali della partenza
dalla Georgia – ovvero le difficoltà economiche che avrebbero riscontrato
in patria, la mancanza dell’aiuto finanziario da parte dello Stato georgiano,
delle condizioni di cura e di trattamento adatte alle esigenze del figlio, come
pure l’assenza di un lavoro e di una casa (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 8
e p.to 7.03, pag. 8 seg.; verbale 2, D18, pag. 3; D35, pag. 5; D43 segg.,
pag. 5 seg.; verbale 3, D13 segg., pag. 2 seg.), non risultano essere all’evi-
denza dei motivi rilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi, come considerato a ra-
gione nella decisione impugnata dall’autorità inferiore. Ciò in quanto deri-
vanti esclusivamente da motivazioni economiche e mediche, e quindi dalla
situazione personale dei ricorrenti, in totale assenza di agenti esterni di
D-1790/2019
Pagina 16
persecuzione, e quindi non rientrati nella nozione di persecuzione esposta
nella summenzionata norma (cfr. sentenza del Tribunale D-7066/2018
dell’8 luglio 2020 consid. 6).
6.2 La SEM ha quindi a giusto titolo negato la qualità di rifugiato ai ricor-
renti. Il ricorso, sul punto in questione dell’asilo e della qualità di rifugiato
va conseguentemente respinto.
7.
Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia,
di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene
però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).
I ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe
dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14
cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 OAsi 1; DTAF 2013/37
consid. 4.4).
Pertanto, anche la pronuncia dell’allontanamento va confermata.
8.
8.1 Per quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio
dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-
grazione (LStrI, nuova denominazione e testo legislativo in vigore dal
1° gennaio 2019; RS 142.20) prevede che la stessa sia ammissibile
(cpv. 3), ragionevolmente esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di
non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-
sione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI).
8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli
ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento
della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il
ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un
ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-
sid. 10.2). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione
dell’allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr.
DTAF 2009/51 consid. 5.4).
9.
9.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non
è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto
internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non si
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Pagina 17
esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni
di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all’esecu-
zione del rimpatrio in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti
dell’uomo (di seguito: CorteEDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità
di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale
o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per
ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato pro-
vare o rendere verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di rite-
nere che egli correrà un reale rischio («real risk») di essere sottoposto, nel
Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli
(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).
9.2 Nel caso in esame, visto che gli insorgenti non sono riusciti a dimo-
strare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere esposti a
tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, in quanto le dichiarazioni della ricor-
rente a supporto delle loro domande d’asilo in parte sono state ritenute
inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi ed in parte irrilevanti in virtù dell’art. 3
LAsi, essi non possono prevalersi del principio del divieto di respingimento
ex art. 5 LAsi, poiché è una disposizione che protegge unicamente le per-
sone alle quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Pertanto, l’esecu-
zione dell’allontanamento dei ricorrenti, non viola il principio del divieto di
respingimento come definito nella disposizione precitata. Inoltre, per le ra-
gioni già sopra enucleate, i ricorrenti non dimostrano né rendono per lo
meno verosimile che esisterebbe per loro un rischio reale, fondato su dei
seri motivi, di essere vittime di tortura o di trattamenti inumani o degradanti
ai sensi dell’art. 3 CEDU o dell’art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione
dell’allontanamento nel loro Paese d’origine.
9.3
9.3.1 Per quanto concerne una persona con problemi di salute, secondo la
giurisprudenza della CorteEDU, il ritorno forzato della stessa non è suscet-
tibile di costituire una violazione dell’art. 3 CEDU che se la medesima si
trovi in uno stadio a tal punto avanzato e terminale da lasciar presupporre
che, a seguito del suo trasferimento, la sua morte appaia come una pro-
spettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del
27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Si tratta di casi ec-
cezionali, nel senso che la persona in questione deve riportare uno stato
di salute a tal punto alterato che l’ipotesi del suo rapido decesso dopo il
ritorno deve confinare con una certezza (cfr. sentenza del Tribunale
D-2151/2019 del 24 febbraio 2021 consid. 4.6). Tale giurisprudenza è stata
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Pagina 18
ulteriormente precisata, nel senso che il ritorno dell’interessato può pure
risultare contrario all’art. 3 CEDU se nello Stato di destinazione non vi sono
i trattamenti medici adeguati, e la persona in questione sarà quindi con-
frontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggiora-
mento delle sue condizioni di salute comportante delle intense sofferenze
o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della
CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181
segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2).
9.3.2 Dal profilo medico, per quanto il Tribunale non intenda minimizzare i
problemi di salute dell’insorgente 2, le affezioni dell’interessato (cfr. infra
consid. 10.4.2), non appaiono essere, visti gli atti all’inserto, di una gravità
tale che l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti sarebbe da ritenere
inammissibile ai sensi della giurisprudenza sopra citata. Occorre rammen-
tare in proposito che le questioni di natura medica possono avere influssi
sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi straordinari e di estrema
gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6), ciò che però,
come si vedrà dappresso (cfr. infra consid. 10.4.3 seg.) e per quanto la
situazione di salute dell’insorgente sia di un’indubbia serietà, non rientra
nella restrittiva giurisprudenza Paposhvili testé referenziata.
9.4 Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti non risulta tra-
sgredire ad alcun obbligo della Svizzera derivante dal diritto internazionale,
ed è quindi da ritenere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LAsi in relazione con
l’art. 44 LAsi).
10.
10.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ra-
gionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo
straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-
zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-
dica.
10.2 Tale disposizione si applica principalmente ai «réfugiés de la
violence», ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qua-
lità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono
da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa
vale anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento com-
porterebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero
più ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con
ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabil-
mente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una
D-1790/2019
Pagina 19
degradazione grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla
morte. Per contro, le difficoltà socio-economiche che costituiscono l’ordi-
naria quotidianità d’una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi,
di impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concre-
tizzare una tale esposizione al pericolo. L’autorità alla quale incombe la
decisione deve dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli aspetti umani-
tari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione
nel suo Paese siano tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr.
DTAF 2014/26 consid. 7.6-7.7 con rinvii).
10.3 Si tratta dunque di esaminare dappresso, con riferimento ai criteri sue-
sposti, se gli insorgenti concludono a giusta ragione o meno al carattere
inesigibile dell’esecuzione dell’allontanamento, tenuto conto della situa-
zione generale vigente attualmente in Georgia, da un lato, e della loro si-
tuazione personale, dall’altro.
10.3.1 Innanzitutto in Georgia – ad eccezione delle regioni secessioniste
dell’O._ e dell’P._, dalle quali i ricorrenti non provengono –
Stato designato dal Consiglio federale come Stato terzo sicuro («safe
country») con effetto al 1° ottobre 2019 (cfr. anche supra consid. 6.1.2),
non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza ge-
neralizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nella totalità del ter-
ritorio nazionale che permetta di presumere, a priori e indipendentemente
dalle circostanze della fattispecie – a proposito di tutti i cittadini di tale
paese – l’esistenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83
cpv. 4 LStrI. A tal proposito, va inoltre rammentato che il Consiglio federale
ha inserito la Georgia nella lista dei paesi verso i quali l’esecuzione dell’al-
lontanamento è di principio ragionevolmente esigibile (cfr. art. 18 e Allegato
2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e
dell’espulsione di stranieri dell’11 agosto 1999; RS 142.281, OEAE; cfr. in
merito fra le tante le sentenze del Tribunale E-2301/2020 del 3 gen-
naio 2022 consid. 8.2, E-5076/2021 del 9 dicembre 2021 consid. 9.2,
E-4715/2021 del 2 novembre 2021 consid. 9.3.1).
10.3.2 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera,
l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel
caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non
ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime
d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e
d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana.
L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che
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Pagina 20
comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto ge-
nerale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero
della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospe-
daliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione
dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr.
DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure ne-
cessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente,
all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera,
l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-
gibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in
ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di sa-
lute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-
durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad
un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità
fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati).
Infine, vista la definizione di cure essenziali precitata, la tradizione umani-
taria della Svizzera non ha vocazione ad applicarsi in favore di cittadini di
paesi terzi che hanno messo a profitto l’esenzione dell’obbligo di essere
muniti di un visto d’entrata per attraversare le frontiere esterne degli Stati
membri dello spazio Schengen per dei soggiorni di corta durata (inferiori a
90 giorni su di un periodo totale di 180 giorni), per entrare in Svizzera e
sollecitare un diritto al soggiorno di lunga durata in vista di accedere gra-
tuitamente a delle cure costose, o a dei trattamenti di medicina specialistica
sconosciuti nel loro paese, e migliorare così le loro possibilità di guarigione
di una malattia preesistente (cfr. nello stesso senso le sentenze del Tribu-
nale D-2871/2019 dell’11 agosto 2021 consid. 6.3, D-7334/2018 del
28 febbraio 2019 e E-6609/2018 del 4 dicembre 2018).
10.4
10.4.1 In tale contesto, lo scrivente Tribunale ha già più volte avuto occa-
sione di constatare (cfr. in merito fra le tante le sentenze E-2301/2020 con-
sid. 8.3.3, E-5076/2021 consid. 9.4.1, D-2871/2019 consid. 6.5 con ulte-
riori riferimenti citati, D-2122/2020 del 4 maggio 2020 consid. 9.3.2.1,
D-1903/2020 del 16 aprile 2020 consid. 9.3.3 con ulteriore riferimento ci-
tato) come negli ultimi anni, il sistema di salute in Georgia, ha conosciuto
un’importante ristrutturazione e dei grandi progressi sono stati realizzati,
nel senso che il trattamento della maggior parte delle problematiche fisiche
e psichiche sarebbe ora possibile, anche se non corrisponde agli standard
medici svizzeri. Inoltre il risanamento dei centri ospedalieri e delle strutture
mediche già presenti, così come la costruzione di nuovi ospedali, grazie
all’impiego d’importanti mezzi finanziari, ha comportato un miglioramento
D-1790/2019
Pagina 21
considerevole della rete sanitaria, avendo la maggior parte degli abitanti
del paese la possibilità di consultare un medico in buone condizioni. La
maggior parte dei medicamenti correnti sono dipoi disponibili, segnata-
mente nelle reti farmaceutiche. In particolare, a partire dalla messa in fun-
zione del nuovo sistema finanziario statale dell’assicurazione-malattia uni-
versale, cosiddetto “Universal Health Care Program” (UHCP), nel febbraio
del 2013, la copertura dell’assicurazione-malattia gratuita è assicurata a
tutte le persone che in precedenza ne erano sprovviste, e copre un insieme
di cure primarie e secondarie, come pure l’acquisto di un certo numero di
medicamenti. La riforma dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un meccanismo
di sostegno finanziario limitato per l’acquisto di ulteriori medicamenti, che
sono altrimenti a carico quasi interamente degli interessati, per le persone
socialmente vulnerabili o indigenti. Le stesse possono invero farsi rimbor-
sare, in principio, il 90% dei costi del medicamento, se questo costa almeno
1 GEL, per le patologie seguenti: problemi cardio-vascolari o cardiaci cro-
nici, malattia cronica dei polmoni, diabete (tipo 2) e problematiche della
tiroide (cfr. Organisation suisse d’aide aux réfugiés [OSAR], Géorgie: ac-
cès à des soins médicaux, 28 agosto 2018, pag. 3 segg.; SEM, Focus
Georgien, Reform im Gesundheitswesen: Staatliche Gesundheitspro-
gramme und Krankenversicherung, 21 marzo 2018). Se non è escluso che
i pazienti debbano a volte sostenere circa il 10% dei costi dei medicamenti,
tuttavia in caso d’incapacità finanziaria, possono indirizzarsi alla “Referral
Service Commission”, che in alcuni casi completa le prestazioni erogate
dall’UHCP, in particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr.
sentenza E-3849/2021 del 3 settembre 2021). A partire dal mese di maggio
del 2017, l’UHCP prende in considerazione il reddito di ciascun cittadino
per determinare la somma della presa in carico finanziaria dei costi medici.
Le persone che dispongono di un reddito elevato sono escluse dall’assicu-
razione universale, mentre che quelle con un reddito medio, vi hanno un
accesso limitato. Per quanto concerne i gruppi di persone vulnerabili, i
bambini ed i pensionati, beneficiano invece di tutte le prestazioni dell’UHCP
(cfr. OSAR, ibidem, pag. 3 segg.; sentenze del Tribunale E-5446/2019 del
7 aprile 2020 consid. 4.3.2 con ulteriori riferimenti ivi citati, D-339/2020 e
D-360/2020 del 27 gennaio 2020 consid. 10.3.3 con ulteriori riferimenti ci-
tati). Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’US Social Security Administra-
tion (SSA), le persone che soffrono di disabilità in Georgia e che apparten-
gono al gruppo I (disabilità severa) o al gruppo II (disabilità da moderata a
significativa), sono idonee per ottenere una rendita d’invalidità (cfr. SSA,
Social Security Programs Throughout the World: Asia and the Pacific,
2018, marzo 2019, per la Georgia cfr. pag. 91-92 < https://www.ssa.gov/po-
licy/docs/progdesc/ssptw/2018-2019/asia/ssptw18asia.pdf > consultabile
D-1790/2019
Pagina 22
anche quale estratto al sito internet < https://www.ecoi.net/en/file/lo-
cal/2005493/georgia.pdf >, consultati da ultimo il 10 febbraio 2022; cfr. an-
che la sentenza del Tribunale E-5076/2021 con ulteriore riferimento citato).
Questa si eleverebbe a 180 GEL (o l’equivalente di CHF 60.–), per le per-
sone appartenenti al gruppo I e di 100 GEL (o l’equivalente di CHF 33.–)
per le persone del gruppo II (cfr. OSAR, Géorgie: accès à des soins de
neuro-réhabilitation pour une personne paraplégique, 16 settembre 2019,
< https://www.osar.ch/fileadmin/user_upload/Publikationen/Herkunftslaen-
derberichte/Europa/Georgien/190916-geo-acces-soins-paraplegique-f.pdf
>, consultato da ultimo il 10 febbraio 2022). Inoltre, le persone che ricevono
una rendita (quindi anche quella d’invalidità), per dei trattamenti medici non
coperti dall’assicurazione-malattia universale, ricevono in aggiunta un im-
porto di 100 GEL al mese per tre mesi (cfr. International Organization for
Migration [IOM], Länderinformationsblatt Georgia, 2017, < https://files.re-
turningfromgermany.de/files/CFS_2017_Georgien_DE.pdf >, pag. 4, con-
sultato da ultimo il 10 febbraio 2022). Oltracciò, le famiglie al di sotto della
soglia di povertà, possono segnatamente ricevere un assegno di sussi-
stenza che parte da 30 GEL per membro famigliare sino ad arrivare a 60
GEL (ciò che dipende dalla grandezza della famiglia). Altresì, a causa
dell’emergenza Covid-19, le famiglie al di sotto della soglia di povertà rice-
vono (non occorre alcuna registrazione in merito e verrà corrisposto entro
un termine di sei mesi) un aiuto sociale che parte da 70 GEL sino a 350
GEL (l’importo che verrà erogato, dipenderà dalla taglia della famiglia) a
cui si sommano 100 GEL per bambino se una famiglia ha tre bambini o più
tra l’età compresa tra 0 e 16 anni. Per persone con disabilità severe, tale
importo ammonta a 100 GEL al mese (cfr. IOM, Georgia, Country Fact
sheet 2020, < https://files.returningfromgermany.de/files/CFS_2020_Geor-
gia_EN.pdf >, consultato da ultimo il 10 febbraio 2022).
10.4.2 Dalla documentazione medica all’inserto, risulta che il ricorrente 2 è
affetto da una grave forma di artrogriposi congenita (condizione che com-
porta rigidità articolare) severa presente già dal (...) di vita, sia al livello dei
membri superiori che di quelli inferiori, principalmente con delle deforma-
zioni a livello dei piedi e rigidità maggiore a livello delle ginocchia. Secondo
il rapporto medico del Dr. med. K._, medico specialista in pediatria
ed in medicina interna, del (...) (cfr. atto A29/4), per la diagnosi definita
quale emiplegia spastica e artrogriposi, non è previsto alcun trattamento,
né risulta d’urgenza vitale intraprenderne uno, in quanto vista la gravità
dell’emiplegia non è possibile guarire, ma soltanto migliorarne leggermente
la mobilità delle articolazioni. Dal successivo certificato medico emesso il
(...) dal Dr. med. M._, risulta come il bambino non riusciva a muo-
vere il pollice dell’arto superiore destro, per il quale sarebbe stato rivisto in
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un ulteriore consulto. Con le ortesi di cui beneficia, il bambino sarebbe inol-
tre molto migliorato. Per i piedi invece, essendo plantigradi, il medico os-
serva come si potrà intervenire chirurgicamente, con un intervento effet-
tuato attorno ai (...) anni d’età del bambino. Dal certificato medico della
Dr.ssa med. L._ del (...), medico specialista in pediatria, emerge
come il ricorrente 2 per tali patologie stia seguendo delle regolari sedute di
fisioterapia ed ergoterapia, accompagnati da controlli medico-strumentali e
di adattamento delle ortesi prescrittegli. Inoltre, una visita multidisciplinare
sarebbe stata fissata per il (...) con lo scopo di verificare se e quando sa-
rebbe opportuno effettuare una correzione chirurgica e le modalità opera-
torie. Intervento chirurgico e proseguimento delle terapie e controlli speci-
fici, che i medici che hanno in carico l’insorgente, hanno più volte auspicato
fossero effettuati in Svizzera (cfr. certificati medici del [...] della Dr.ssa med.
L._, del [...] del Dr. med. M._, del [...] del Dr. med.
M._, dell’[...] e del [...] del Dr. med. N._). Dagli ultimi certifi-
cati medici disponibili e recenti, risulta come il bambino sia stato sottoposto
ad un’operazione della mano che ne avrebbe ottimizzato la funzionalità,
ma sarebbe necessario, secondo la sua pediatra, proseguire l’ergoterapia
per la stabilizzazione del risultato chirurgico (cfr. certificato medico del [...]
della Dr.ssa med. L._). Altresì recentemente egli sarebbe stato ope-
rato alla gamba destra ai fini di riallineare il suo piede, con una buona evo-
luzione (cfr. certificato medico del [...] del Dr. med. N._). Il medico
specialista predetto, ha pure rilevato come un secondo intervento chirur-
gico verrebbe probabilmente eseguito sulla sua gamba sinistra, per avere
pure una migliore estensione del ginocchio e preservare una certa mobilità
ed indipendenza alla marcia. Anche per quanto concerne la funzionalità dei
membri superiori, ulteriori interventi correttivi saranno verosimilmente ne-
cessari nel prossimo futuro (cfr. certificati medici del [...] del Dr. med.
N._ e del [...] della Dr.ssa med. L._). Oltre ad indicare una
(quasi) totale dipendenza del ricorrente 2 dalla madre sia per accedere alle
necessarie terapie che per le attività della vita quotidiana (cfr. certificati me-
dici precitati), la sua pediatra evidenzia nell’ultimo referto medico come egli
necessiterebbe di mezzi ausiliari (scarpe ortopediche, ortesi correttive) –
che risulta dagli atti essergli già stati forniti in Svizzera – per garantirne una
certa autonomia e mobilità, oltreché sarebbero da adattare con regolarità
a dipendenza della crescita dell’insorgente 2 (cfr. certificato medico del [...]
della Dr.ssa med. L._). Altresì, sarebbero pure “assolutamente ne-
cessari e da ripetersi con regolarità” i controlli ortopedici e neuro-ortopedici
per valutare i progressi della malattia, gli eventuali miglioramenti terapeutici
ed adattare quindi di conseguenza le terapie (cfr. certificato medico preci-
tato). Sarebbe inoltre necessario proseguire tutte le terapie in atto – fisio-
terapia ed ergoterapia – oltreché l’adattazione dei mezzi ausiliari succitati
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Pagina 24
per garantire al ricorrente 2 una discreta qualità di vita ed una certa auto-
nomia motoria (cfr. ibidem).
10.4.3 In primo luogo v’è da rilevare in proposito come la procedura d’asilo
non comporta, indipendentemente dall’assenza di una persecuzione ai
sensi delle norme già sopra referenziate, un diritto a rimanere in Svizzera
per le cure mediche, anche se risulta comprensibile come la ricorrente de-
sideri restarvi perché il figlio B._ possa accedere ai migliori tratta-
menti medici disponibili (cfr. la sentenza del Tribunale E-2725/2020 del
18 agosto 2018 consid. 8.3.6). In secondo luogo, alla luce delle evenienze
succitate – senza voler minimizzare in alcun modo lo stato di salute delicato
del ricorrente 2 – appare che la Georgia disponga di un servizio e di strut-
ture mediche adeguate, anche se limitate, per la prosecuzione dei tratta-
menti necessari al medesimo, ivi compresi la fisioterapia ed ergoterapia
prescrittegli. Queste ultime, come indicato a ragione dall’autorità inferiore
sia nella decisione avversata che nei suoi scritti in corso di procedura ricor-
suale, sono possibili da effettuare in patria, segnatamente a J._, ed
il ricorrente potrà segnatamente accedere gratuitamente ad un totale di 80
sedute di fisioterapia annuali (cfr. OSAR, Géorgie: accès à divers soins et
traitements médicaux, 30 giugno 2020, < https://www.osar.ch/filead-
min/user_upload /Publikationen/Herkunftslaenderberichte/Europa/Geor-
gien/200630_GEO_ acces_soins_divers.pdf >, pag. 7 seg. e pag. 13 ;
OSAR, Géorgie: accès à des soins de neuro-réhabilitation pour une per-
sonne paraplégique, ibidem, consultati da ultimo il 10 febbraio 2022). Del
resto, tale conclusione è dimostrata dagli stessi asserti della ricorrente, la
quale ha affermato che il figlio ne avrebbe potuto beneficiare in passato a
J._, e che la terapia di undici sedute sarebbe pure stata finanziata
dallo Stato georgiano (cfr. verbale 3, D45 segg., pag. 6 seg.). Peraltro, al
contrario delle sue dichiarazioni, dalla documentazione medica presentata
nel corso della procedura di prima istanza, risulta come al ricorrente 2 fos-
sero già state diagnosticate le patologie di cui soffre (cfr. atto A6/2). Come
rilevabile dall’ampia documentazione medica agli atti, anche dagli ultimi re-
ferti medici prodotti con lo scritto del 7 febbraio 2022 dai ricorrenti, la fisio-
terapia e l’ergoterapia risultano necessari per mantenere la mobilità artico-
lare dell’insorgente, così come necessari sono dei controlli ortopedici e
neuro-ortopedici (anche per adattare i mezzi ausiliari di cui già dispone),
per garantire una discreta qualità di vita ed una certa autonomia motoria, i
quali tendono – come pure delle eventuali ulteriori operazioni chirurgiche –
al mantenimento o all’eventuale miglioramento della sua condizione, ma
non, purtroppo, alla sua guarigione. Ciò in quanto la sindrome di cui egli è
affetto risulta essere cronica e non guaribile (cfr. atto A29/4). Tuttavia, come
già visto sopra, tali terapie sono disponibili nel suo Paese d’origine e non
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si evince quindi come il suo stato di salute, nel caso di un suo rientro in
Georgia, si degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in ma-
niera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio
serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità fisica, come
argomentato invece dai ricorrenti in corso di procedura ricorsuale (cfr. su-
pra lett. J), da rendere inesigibile l’esecuzione del suo allontanamento. Per
il finanziamento di tali trattamenti ed il seguito medico necessario dell’in-
sorgente 2, i ricorrenti potranno inoltre beneficiare da parte dello Stato
georgiano di diverse prestazioni – per alcune se rientrano nei limiti di red-
dito stabilito – come sopra già considerato (cfr. supra consid. 10.4.1) oltre-
ché il ricorrente 2 potrà avere accesso, come del resto già in passato, ad
una rendita d’invalidità (cfr. anche supra consid. 10.4.1). A tal proposito,
come a ragione sostenuto dalla SEM nella sua risposta al ricorso, con le
sue allegazioni ed i mezzi di prova prodotti, la ricorrente non è riuscita a
provare o per lo meno a rendere verosimile che ella non riceverebbe l’aiuto
finanziario che le spetterebbe e le cure ed i trattamenti necessari per il fi-
glio. Al contrario, risulta dagli stessi asserti dell’insorgente 1 (cfr. verbale 3,
D68, pag. 8 e D71 segg., pag. 9) che il figlio percepiva una rendita d’inva-
lidità, e per l’importo comunicato dall’insorgente, che corrispondesse ad
una classificazione di disabilità severa (gruppo I). Il Tribunale è d’avviso
come la SEM che, viste le dichiarazioni rilasciate in merito da parte dell’in-
sorgente (cfr. verbale 3, D73 segg., pag. 9), i ricorrenti al momento del loro
rientro in patria potranno nuovamente disporre interamente di tale rendita
d’invalidità, che risulta essere un aiuto finanziario importante, tenuto conto
del suo importo rispetto al salario medio percepito in Georgia. Il fatto poi
che i ricorrenti non abbiano avuto diritto, allorché si trovavano ancora in
patria, ad ulteriori aiuti sociali da parte dello Stato georgiano o di finanzia-
mento di cure o trattamenti necessari, apparirebbe piuttosto legato alla cir-
costanza che gli insorgenti – visti in particolare gli immobili a loro disposi-
zione – non rientrassero nelle categorie di persone indigenti. Ciò non toglie
che, al momento del loro rientro in patria, essi verranno automaticamente
iscritti all’assicurazione malattia universale, ciò che assicurerà al ricorrente
2, per lo meno in buona parte, la presa in carico dei trattamenti a lui neces-
sari. Per il resto, la sua sussistenza ed il pagamento di ulteriori cure neces-
sarie, potranno essere assicurate, sempreché adempiano le condizioni di
persone indigenti sopra definite e presentando le relative richieste in tal
senso, dall’aiuto economico prestato alle famiglie in difficoltà dallo Stato
georgiano (cfr. supra consid. 10.4.1). Vi è in tal senso da osservare che le
risorse in Georgia, pur risultando più limitate rispetto a quanto presente in
Svizzera e che in tale Paese il sistema sanitario non offra la stessa qualità
come su suolo elvetico, tuttavia, tali circostanze non comportano, prese a
sé stanti, l’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. in tal senso
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anche la sentenza del Tribunale E-1231/2019 del 22 marzo 2019 con-
sid. 6.4.3). Sotto tale profilo, appartiene inoltre agli insorgenti indirizzarsi
prioritariamente ai programmi sociali e di salute disponibili nel loro Stato
d’origine, prima di appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia
di cure (cfr. a tal proposito la sentenza del Tribunale D-2871/2019 con-
sid. 6.10.3 con ulteriore rif. citato).
10.4.4 Visto quanto precede esistono quindi a priori, in Georgia, i tratta-
menti medici indispensabili per il seguito adeguato della patologia di cui
soffre il ricorrente 2 così come un programma d’aiuto sociale per il loro
finanziamento, cosicché una vita dignitosa, può ivi essere assicurata. Per-
tanto, pur considerando con la dovuta attenzione lo stato di salute del ri-
corrente 2 e non volendo in alcun caso in tale sede sminuirne la gravità,
dalla documentazione medica agli atti non si evince la necessità per il me-
desimo di dover rimanere in Svizzera, poiché altrimenti il suo stato di salute
si degraderebbe a tal punto da metterne in pericolo concretamente la sua
vita o il suo stato di salute ai sensi della giurisprudenza succitata (cfr. con-
sid. 10.3.2). In tale contesto si rileva inoltre come le cure mediche specifi-
che (o specializzate), non rientrano nella nozione di cure essenziali svilup-
pata dalla giurisprudenza circa gli ostacoli d’ordine medico all’esecuzione
dell’allontanamento (cfr. in tal senso anche la sentenza del Tribunale
E-5077/2019 del 9 ottobre 2019 con riferimento ivi citato). Pertanto, anche
se i medici curanti dell’insorgente hanno allegato la possibilità che il ricor-
rente 2 sia sottoposto anche in futuro a operazioni chirurgiche alle braccia
o alle gambe, tuttavia gli stessi riguardano degli interventi correttivi specia-
lizzati che intendono migliorarne la mobilità e quindi anche la sua qualità di
vita, ma non hanno come scopo primario di stabilizzare la sua situazione
medica e non costituiscono in quanto tali delle cure essenziali ai sensi della
giurisprudenza sopra enucleata.
Per il resto, la ricorrente 1 ha espresso di essere in buona salute (cfr. ver-
bale 2, D7, pag. 2), e da un esame d’ufficio degli atti di causa, non emerge
la necessità per la medesima di una sua permanenza in Svizzera per motivi
medici (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1 – 8.3 e 2009/2 consid. 9.3.2 con re-
lativi riferimenti).
10.4.5
10.4.5.1 Il Tribunale riconosce che il ritorno della ricorrente in Georgia esi-
gerà dalla medesima degli sforzi di una certa importanza, dato che in più
sarà accompagnata da un bambino che richiede delle cure specifiche. In
tal senso ella dovrà sopperire ai suoi bisogni come pure a quelli di quest’ul-
timo, reintegrandosi anche – in caso di necessità finanziaria – nel mercato
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Pagina 27
del lavoro, come pure dovrà assicurarsi di avere accesso per il figlio alle
cure e seguito che gli sono necessari. Pur non sottovalutando tali difficoltà,
come pure quelle socio-economiche, che sono per parte loro tuttavia quelle
della maggior parte della popolazione georgiana nel loro quotidiano, il Tri-
bunale considera che nella presente disamina vi siano un certo numero di
elementi positivi.
10.4.5.2 Invero la ricorrente è ancora giovane, in salute, e può vantare sia
di una formazione superiore, essendosi laureata in (...) ed avendo una
qualifica quale (...), sia di una solida esperienza professionale in quest’ul-
timo ambito, che come (...) (cfr. verbale 1, p.to 1.17.04 seg., pag. 4). A dif-
ferenza poi di quanto dichiarato dall’insorgente in audizione (cfr. verbale 3,
D13, pag. 3), essi dispongono in patria per lo meno di un fratello (rispetti-
vamente zio) e della famiglia di quest’ultimo a C._, provincia di
D._, con il quale hanno vissuto a partire dall’(...) sino al loro espa-
trio avvenuto il (...) gennaio 2019 (cfr. verbale 1, p.to 2.01, pag. 5; verbale
2, D31 segg., pag. 4), nonché di un parente risiedente a J._, che
già in passato li ha ospitati per permettere al ricorrente 2 di effettuare le
sue fisioterapie in città (cfr. verbale 3, D48 segg., pag. 7). Malgrado l’inte-
ressata riporti dei conflitti quotidiani a causa dei litigi che ci sarebbero stati
tra i bambini nel periodo in cui avrebbe vissuto con la famiglia del fratello
(cfr. verbale 3, D20 seg., pag. 3 seg.); tuttavia gli stessi con qualche sforzo
potranno essere superati e ciò non toglie che, in caso di necessità – ed in
particolare per permettere al figlio di beneficiare delle cure nel caso di un
loro trasferimento a J._ – potrà senz’altro contare anche in futuro
sul supporto dei suoi famigliari presenti in loco, nonché sulla rete d’amici
(cfr. verbale 2, D14, pag. 3) per sopperire ai suoi bisogni essenziali ed a
quelli del figlio, nonché per eventualmente semplificare la ricerca di una
sua attività lavorativa.
10.4.6 Si rileva poi in aggiunta come, in caso di necessità, i ricorrenti po-
tranno inoltre sollecitare dalla SEM – come del resto già sottolineato da
quest’ultima autorità nella decisione avversata (cfr. p.to III/2, pag. 6) – un
aiuto al ritorno per motivi medici o un aiuto individuale al ritorno (art. 93
cpv. 1 lett. d LAsi; art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo relativa alle que-
stioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312] e art. 76a cpv. 2
OAsi 2; cfr. anche tra le altre la sentenza del Tribunale E-2301/2020 del
3 gennaio 2022 consid. 8.3.4).
10.5 Non risultano esservi in specie neppure dei motivi che rendano l’ese-
cuzione dell’allontanamento inconciliabile con l’interesse superiore del
bambino, in particolare deducibile dall’art. 3 della Convenzione sui diritti del
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Pagina 28
fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107; di seguito: CDF). Ad ogni fine
utile si rileva innanzitutto come quest’ultima disposizione non fonda di per
sé un diritto ad un’autorizzazione di soggiorno, rispettivamente ad un’am-
missione provvisoria deducibile in giustizia, ma rappresenta unicamente
uno degli elementi da prendere in considerazione nella ponderazione degli
interessi da effettuare in materia di esigibilità dell’allontanamento (cfr. tra le
altre la sentenza del Tribunale D-2871/2019 consid. 6.11.1 con ulteriori rif.
citati). Sotto l’aspetto dell’interesse del bambino di cui all’art. 3 par. 1 CDF
in relazione con l’art. 83 cpv. 4 LStrI, vanno in particolare considerati i se-
guenti criteri: l’età, la maturità, le dipendenze, la natura delle sue relazioni
(vicinanza, intensità, portata), le caratteristiche delle sue persone di riferi-
mento, lo stato e la prognosi in rapporto al suo sviluppo ed alla sua forma-
zione così come il grado dell’integrazione completata nel caso di un lungo
soggiorno in Svizzera (cfr. DTAF 2015/3 consid. 7.2 con riferimenti).
In specie, il ricorrente 2 è arrivato in Svizzera allorché aveva quasi (...) anni
d’età e vista l’ancora giovane età (di [...] anni attualmente), il suo percorso
di vita ed il suo stato di salute, occorre considerare come egli rimanga an-
cora strettamente legato alla madre e qui ricorrente 1, con la quale condi-
vide la sua vita quotidiana. Nulla permette dagli atti di evincere che i poco
più di (...) anni trascorsi su suolo elvetico l’abbiano a tal punto influenzato
del modo di vita e del contesto culturale svizzeri che l’esecuzione del suo
allontanamento costituirebbe per lui uno sradicamento che perturberebbe
in maniera sproporzionata il suo sviluppo sul lungo termine (cfr.
DTAF 2009/28 consid. 9.3). Malgrado gli sforzi di ambientamento che do-
vrà senz’altro affrontare, risulta essere al contrario nel suo interesse di cre-
scere nel suo paese d’origine, in un quadro famigliare, sociale, culturale e
linguistico che gli è conosciuto; essendo peraltro accompagnato dalla ma-
dre in patria, persona che per lui rimane di riferimento e dalla quale dipende
quasi completamente per le sue attività quotidiane. Viene peraltro rammen-
tato anche in tale sede, come il ricorrente potrà proseguire i suoi trattamenti
medici nel suo Paese d’origine.
A tali condizioni, un ritorno in Georgia, non risulta costituire un ostacolo
violante l’interesse superiore del bambino, così come previsto dall’art. 3
par. 1 CDF.
10.6 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti,
risulta pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-
zione con l’art. 44 LAsi).
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Pagina 29
11.
In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto il pro-
filo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 in
relazione con l’art. 44 LAsi), disponendo per il resto la ricorrente 1 di docu-
menti di viaggio (passaporto e carta d’identità) tutt’ora validi, e con la do-
vuta diligenza, quest’ultima è in grado d’intraprendere i passi necessari
presso la competente rappresentanza del suo Paese d’origine, per otte-
nere eventuali ulteriori documenti necessitanti per il rimpatrio suo e del fi-
glio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi nonché DTAF 2008/34 consid. 12).
12.
Del resto, l’attuale situazione dal punto di vista sanitario dovuta all’epide-
mia da coronavirus (detto anche Covid-19), non risulta essere ostativa
all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. tra le tante le sentenze del Tribu-
nale E-2301/2020 consid. 10; E-27/2022 del 12 gennaio 2022).
13.
Riassumendo, la SEM ha a ragione ritenuto l’esecuzione dell’allontana-
mento degli insorgenti come ammissibile, esigibile e possibile. La conces-
sione dell’ammissione provvisoria, come postulato dai ricorrenti nel loro
gravame a titolo subordinato, non entra pertanto in considerazione (art. 83
cpv. 1–4 LStrI).
14.
Ne discende che l’autorità inferiore, con la decisione impugnata, non ha
violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione
non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e
la decisione impugnata confermata.
15.
Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione
dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali
è divenuta senza oggetto.
16.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-
rico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento
sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia,
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non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-
lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che gli insorgenti
siano indigenti, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria
nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65
cpv. 1 PA).
17.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1
LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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