Decision ID: 48af6926-d7ff-5d42-8125-6f589b4fe6a6
Year: 2007
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
che il 3 ottobre 2006 la resistente CO 1 ha chiesto al municipio di CO 3 il permesso di demolire alcuni fabbricati esistenti sulla part. 1108 per costruirvi uno stabile d'appartamenti;
che alla domanda si è opposto il ricorrente RI 1, conduttore del Ristorante _ esistente sul fondo, obiettando che all'istante faceva difetto il diritto di disporre del fondo;
che il 23 novembre 2006 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo l'opposizione del titolare dell'esercizio pubblico;
che con giudizio 6 febbraio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, rigettando a sua volta l'impugnativa contro di esso inoltrata da RI 1, ritenendo che la beneficiaria avesse diritto di disporre del fondo e che il contratto di locazione esistente, non disdettabile prima del 29 febbraio 2008, non ostasse al rilascio di una licenza edilizia, la cui validità si estende oltre tale data;
che contro il predetto giudizio il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza edilizia;
che secondo l'insorgente il contratto di locazione esistente, disdettabile per la fine di febbraio dell'anno prossimo, giustificherebbe soltanto la sospensione del rilascio della licenza edilizia in attesa della definizione dei rapporti di diritto privato intercorrenti tra le parti;
che all'accoglimento del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e la beneficiaria della licenza edilizia, che contesta in dettaglio le tesi dell'insorgente;
che il municipio si rimette invece al giudizio del Tribunale cantonale amministrativo;
considerato,

Considerations:
in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE;
che l'insorgente, già opponente, è legittimato a ricorrere (art. 43 PAmm; STA 28.5.03 n. 52.3.98 in re S.B. e llcc consid. 2);
che il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile in ordine;
che il giudizio può essere emanato sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm); trattandosi di una causa che non pone questioni di principio il tribunale può decidere nella composizione di giudice unico (art. 49 cpv. 2 LOG);
che la licenza edilizia è un atto amministrativo mediante il quale l'autorità accerta che nessun impedimento di diritto pubblico si oppone all'esecuzione dei lavori previsti dalla domanda di costruzione (art. 1 cpv. 1 RLE; Adelio Scolari, Commentario, II
a
ed., ad art. 1 LE, n. 627);
che, secondo l'art. 22 cpv. 1 RLE, insorgendo contestazioni di natura civile, l'autorità rinvia l'interessato al giudice civile. Di regola, soggiunge la norma, tali contestazioni non sospendono la procedura amministrativa;
che la sospensione della domanda di costruzione in attesa che vengano risolte contestazioni civili si giustifica soltanto quando la questione di diritto privato è pregiudiziale per il rilascio della licenza (p. es. quando è controversa l'esistenza di un diritto di passo per accedere al fondo dedotto in edificazione);
che, nel caso concreto, la contestazione relativa al contratto di locazione dell'esercizio pubblico non è affatto pregiudiziale ai fini del rilascio della controversa licenza;
che immune da violazioni del diritto appare di conseguenza la decisione del municipio di non sospendere il rilascio della licenza in attesa che vengano definiti i rapporti contrattuali tra l'insorgente e la beneficiaria della licenza qui resistente;
che il ricorso, palesemente infondato, per non dire temerario, va pertanto respinto, addebitando all'insorgente tassa di giustizia e ripetibili.