Decision ID: c2a9511d-e0cc-525e-9d0f-157052112c99
Year: 1995
Language: it
Court: TI_TCA
Chamber: TI_TCA_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: public_law
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
ritenuto,
in fatto
che il 29 aprile 1994 _ ha chiesto al Municipio di _ il permesso di ristrutturare e riattare uno stabile abitativo situato nel nucleo del paese (part. n. _ RF); l'intervento prevedeva fra l'altro di realizzare un balcone di m 1 x 1,70 e di ingrandire due finestre sulla facciata N;
che la domanda è stata avversata dal ricorrente, proprietario di fondi situati nel raggio di 30 m dallo stabile dedotto in riattazione;
che, raccolto il preavviso favorevole dell'autorità cantonale, il 25 luglio 1994 il Municipio di _ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione che la facciata a N fosse in pietra a vista e quella a S intonacata;
che con giudizio 12 ottobre 1994 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza subordinandola alla condizione che i serramenti esterni venissero realizzati in legno naturale o verniciato (con l'obbligo di sottoporre preventivamente al municipio i relativi campioni);
che il Governo ha in sostanza ritenuto che le modifiche previste sulla facciata N non violassero le prescrizioni dell'art. 36 NAPR, disciplinante l'edificazione nella zona del nucleo;
che contro questo giudizio il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme alla controversa licenza;
che l'insorgente ripropone e sviluppa in questa sede le censure sollevate senza successo in prima istanza; la formazione di un piccolo balcone e l'ingrandimento di due aperture sulla facciata N disattenderebbero, a suo avviso, le caratteristiche strutturali e tipologiche esistenti;
che all'accoglimento del ricorso si sono opposti il Consiglio di Stato, il Municipio di _ ed il beneficiario della licenza con argomenti che verranno semmai ripresi più avanti;
che delle risultanze del sopralluogo esperito si dirà per quanto necessario nei seguenti considerandi;
che con le conclusioni le parti si sono confermate nelle rispettive tesi, allegazioni e domande;
considerato,

Considerations:
in diritto
che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è pacificamente data dall'art. 21 LE;
che il ricorrente, domiciliato a _, non dispone per contro della legittimazione a ricorrere;
che in quanto proprietario di fondi non confinanti (part. n. _ e _ RF), discosti da quello dedotto in edificazione, l'insorgente non appartiene infatti a quella limitata e qualificata cerchia di persone la cui situazione risulta collegata con l'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto sufficientemente stretto ed intenso; al riguardo basta considerare che lo stabile del resistente non è nemmeno visibile dai fondi dell'insorgente;
che la semplice notifica dell'avviso di pubblicazione della domanda di costruzione non impone ancora di riconoscergli la potestà ricorsuale; l'obbligo di notificare l'avviso di pubblicazione ai proprietari noti che si trovano nel ragione di 30 m dalla costruzione sancito dall'art. 6 cpv. 3 LE 1991 (nella versione in vigore sino al 15 marzo 1995) non istituisce una presunzione in favore del riconoscimento della legittimazione attiva;
che già per questo motivo, il ricorso, di per sé tempestivo, va dichiarato irricevibile;
che, abbondanzialmente, si può comunque rilevare che l'impugnativa andrebbe in ogni caso respinta anche nel merito siccome destituita di qualsiasi fondamento;
che le doglianze sollevate dall'insorgente in relazione al mancato esperimento del sopralluogo da parte del Consiglio di Stato, quand'anche fossero fondate, sarebbero in effetti superate dalla visita in luogo esperita da parte di questo Tribunale;
che nel merito va invece rilevato che l'art. 36 cifra 2 NAPR di Carabietta nella zona del nucleo ammette "nuove costruzioni, ricostruzioni, riattamenti o trasformazioni a condizione che si rispettino le caratteristiche strutturali e tipologiche preesistenti";
che, come giustamente ricorda il Consiglio di Stato, la norma è volta a preservare l'identità del nucleo mediante l'imposizione di vincoli di natura estetica che riservano all'autorità comunale un significativo margine discrezionale; margine che le autorità di ricorso sono tenute a rispettare, limitandosi a censurare unicamente quelle decisioni che violano il diritto sotto il profilo dell'abuso di potere;
che nel caso in esame la decisione del municipio di autorizzare la formazione di un minuscolo balcone sulla facciata N non procede da un esercizio abusivo del potere discrezionale che l'art. 36 cifra 2 NAPR gli riserva; il fatto che simili balconi vengano solitamente realizzati sulla facciata S degli edifici non basta a far apparire insostenibile il provvedimento censurato, il manufatto non si pone peraltro in contrasto né con le caratteristiche tipologiche e strutturali degli edifici circostanti, né con quelle specifiche dello stabile del resistente;
che altrettanto infondate sono le censure che l'insorgente solleva in relazione all'ingrandimento di due aperture sulla facciata N del medesimo stabile; si tratta di un intervento di riordino formale dell'espressione architettonica di questa facciata che contrariamente a quanto assume l'insorgente, non banalizza per nulla l'aspetto esterno dell'edificio: anche da questo punto di vista le deduzioni del Consiglio di Stato sfuggono quindi palesemente alla critica del ricorrente;
che l'esecuzione in mattoni anziché in pietra viva dell'appoggio del nuovo tetto sulla facciata N costituisce una difformità che esula dai limiti del presente giudizio; spetterà semmai all'autorità comunale porvi rimedio;
che, così stando le cose, la decisione governativa impugnata, immune da violazioni del diritto, va senz'altro confermata;
che la tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza;