Decision ID: d4a862ac-ef0e-54be-b914-ac9581bb22df
Year: 1999
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_001
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
in fatto: A.
Il 6 ottobre 1995 _ _, proprietario delle particelle n. _e _RF di _, ha chiesto al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, l’iscrizione di un diritto di passo con ogni veicolo sulla particella n. _RF di _, costituita in proprietà per piani, appartenente a _ _ _ _. Nel corso della procedura, il 15 gennaio 1997, _ _ _ ha venduto una quota di proprietà per piani ad _ e _ _.
B.
Il 17 luglio 1997 _ ha chiesto al Pretore che, in garanzia del diritto di passo necessario, fosse annotata una limitazione della facoltà di disporre a carico della particella n. _RF di _. Con lettera del 5 agosto 1997 _ con
Andreas
e _ _ hanno comunicato al Pretore di non opporsi alla domanda, purché la tassa di giustizia e le spese fossero addebitate all’istante, senza assegnazione di ripetibili.
C.
Statuendo il 7 agosto 1997, il Pretore ha ordinato all’ufficiale del registro fondiario di annotare la predetta restrizione sulla particella n. _RF di _ e sulle quote di proprietà per piani appartenenti a _, _ e _ _, con indicazione della litispendenza della causa intesa a ottenere il diritto di passo necessario sul fondo gravato e le relative quote di proprietà per piani. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 200.–, sono state poste per 6/7 a carico di _ e per 1/7 a carico di _ e _ _, tenuti a rifondere all’istante fr. 150.– per ripetibili.
D.
Insorti contro la predetta decisione con un appello dell’8 agosto 1997, _ con _ e _ _ chiedono, in riforma del decreto impugnato, di porre gli oneri processuali a carico dell’istante, senza assegnazione di ripetibili. Nelle sue osservazioni dell’8 settembre 1997 _ _ propone di respingere l’appello.

Considerations:
Considerando
in diritto: 1.
Il documento prodotto per la prima volta con le osservazioni all’appello non è ricevibile. L’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vieta di addurre nuovi fatti, prove ed eccezioni in seconda sede e il diritto federale non impone una disciplina diversa, salvo per le procedure rette dal principio inquisitorio illimitato (DTF 120 III 231 consid. 1c con rinvio;
Cocchi/Trezzini
, Codice di procedura civile annotato, Lugano 1993, n. 10 ad art. 86 e 1 ad art. 321), ciò che non è il caso in concreto.
2.
Gli appellanti non contestano la restrizione della facoltà di disporre come tale, ma contestano l’addebito delle spese e delle ripetibili, rilevando che l’istante non ha formulato una domanda intesa al riparto delle stesse. La doglianza è infondata. Dal fascicolo processuale risulta infatti che l’istante ha espressamente protestato tasse, spese e ripetibili (domanda n. 2). Su questo punto l’appello è manifestamente privo di fondatezza.
3.
Gli appellanti sostengono che la decisione impugnata è iniqua poiché essi non sono stati interpellati prima del processo e per di più hanno subito aderito all’istanza. La censura è pertinente. Nel caso specifico, contrariamente a quanto reputa il Pretore, non si ravvisa vera e propria acquiescenza. Quest’ultima consiste in una dichiarazione unilaterale – o in un comportamento, se si tratta di acquiescenza tacita – con cui, davanti al giudice, il convenuto aderisce alla pretesa della controparte oppure la riconosce esplicitamente. Essa deve denotare l’intenzione però di por fine al processo senza una pronuncia di merito, conformandosi alla richiesta della parte attrice, senza sollevare eccezioni né obiezioni (
Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 4, 5 e 6 ad art. 352 CPC). In concreto risulta che il 5 agosto 1997 i convenuti, ricevuta l’istanza di annotazione, hanno comunicato al Pretore di non opporsi alla restrizione della facoltà di disporre. Non avendo mai avversato la domanda, essi non possono essere definiti acquiescenti. Si aggiunga che la medesima regola si applica, per analogia, anche alle iscrizioni provvisorie di ipoteche legali degli artigiani e imprenditori: la parte che riconosce il diritto avversario a un’iscrizione provvisoria non può essere ritenuta per ciò solo soccombente (Rep. 1985 pag. 118). Non v’è ragione nel caso in rassegna per scostarsi da tale principio. In proposito l’appello merita di essere accolto.
4.
Gli oneri processuali di entrambe le sedi sono posti a carico dell’istante (art. 148 cpv. 1 CPC). Tenuto conto della loro rinuncia alle ripetibili per la prima sede, ai convenuti spetta un’inden-nità
unicamente per la procedura di appello.