Decision ID: 69a1a126-3312-5e8e-a8b6-d08bad1f949a
Year: 2017
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Con istanza 1° febbraio 2010, l’Azienda Elettrica Ticinese (di seguito: AET),
di Bellinzona, ha chiesto al Presidente della Commissione federale di stima
del 13° Circondario (di seguito: CFS) l’apertura di una procedura
abbreviata d’espropriazione per il rinnovo di diversi contratti di servitù di
attraversamento, nel frattempo scaduti, dell’elettrodotto 50 kV Bodio –
Riazzino – Monte Ceneri, in territorio del Comune di X._ (Sezione
di Y._), non essendo la stessa riuscita a concluderne dei nuovi con i
proprietari dei fondi interessati.
Fra i fondi oggetto di espropriazione figura in particolare la particella n. (...)
RFD del Comune di X._ (Sezione di Y._) ubicata in zona
residenziale semi-intensiva, di proprietà dei signori A._ e
B._.
B.
Con decisione 8 febbraio 2010, il Presidente della CFS ha aperto la
procedura d’espropriazione. Ricevuto l’avviso personale, i signori
A._ e B._ hanno poi presentato opposizione con scritto
30 marzo 2010.
Poiché non tutte le opposizioni – tra cui quella dei signori A._ e
B._ – hanno potuto essere evase durante l’udienza di conciliazione
del 16 settembre 2010, la CFS ha poi trasmesso gli atti al Dipartimento
federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (di
seguito: DATEC) per decisione sulle opposizioni all’espropriazione rimaste
controverse.
C.
Con decisione 31 ottobre 2012, il DATEC ha respinto tutte le opposizioni
interposte avverso il rinnovo delle servitù di attraversamento e la conse-
guente parziale espropriazione dei fondi interessati – tra cui quella dei
signori A._ e B._ – per quanto « fosse possibile entrare nel
loro merito », demandando alla CFS il compito di statuire sulle indennità
espropriative.
D.
A seguito dell’udienza di discussione del 14 marzo 2013, i signori
A._ e B._ hanno poi presentato le proprie conclusioni in data
28 maggio 2013, contestando in particolare l’ammontare delle indennità
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offerte dall’espropriante e postulando un’indennità pari a 274'681 franchi,
oltre accessori.
E.
Con decisione 15 luglio 2014, la CFS ha riconosciuto ai signori A._
e B._ un indennizzo totale di 1'336.70 franchi per la costituzione di
una servitù di attraversamento d’elettrodotto 50 kV con limitazione di
piantagione e di accesso per servizio a carico della particella n. (...) RFD
del Comune di X._ (Sezione di Y._), di costruzione e gestione
del fondo gravato e di salvaguardia e sicurezza dell’elettrodotto
(cfr. punto 1 lett. a del dispositivo della decisione), così suddiviso:
 70 ml di percorrenza linea 50 kV CHF 135.80
 Palo n. 18 in cemento armato CHF 1'067.00
 Trasporto dati CHF 133.90
TOTALE: CHF 1'336.70
F.
Avverso la predetta decisione, i signori A._ e B._ (di seguito:
ricorrenti) – per il tramite del loro patrocinatore – hanno presentato ricorso
dinanzi allo scrivente Tribunale con scritto 3 settembre 2014. Protestando
tasse, spese e ripetibili, essi postulano l’accoglimento del loro gravame,
con conseguente annullamento della decisione impugnata. In sostanza,
essi fanno valere una violazione del loro diritto di essere sentiti (motiva-
zione lacunosa) e il carattere inadeguato della decisione impugnata.
Contestando l’indennità espropriativa concessogli dalla CFS, così come
pure il metodo di calcolo e le basi stesse del predetto calcolo, essi fanno
poi valere un indennizzo di 274'681 franchi, oltre accessori.
G.
Con risposta 11 settembre 2014, la CFS si è in sostanza riconfermata nella
propria decisione, apportando alcuni chiarimenti al caso. Con risposta
1° ottobre 2014, la controparte ha postulato il rigetto del ricorso, ritenendo
corretti sia il metodo di calcolo applicato dalla CFS, che l’indennità
espropriativa concessa ai ricorrenti.
H.
Con osservazioni finali 18 novembre 2014, i ricorrenti si sono riconfermati
nel proprio ricorso, contestando quanto asserito dalla CFS e dalla
controparte.
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I.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei
considerandi in diritto del presente giudizio.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il
presente gravame giusta gli artt. 1 e 31 segg. LTAF, in relazione con
l’art. 77 cpv. 1 della legge federale del 20 giugno 1930 sull’espropriazione
(LEspr, RS 711). Giusta l’art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni
contrarie contenute nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al
Tribunale amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al
rinvio di cui all’art. 37 LTAF, la PA.
1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale dei ricorrenti che, in quanto
destinatari della decisione 15 luglio 2014 della CFS qui impugnata, con cui
è stato loro concesso un indennizzo inferiore a quanto da essi richiesto,
risultano direttamente toccati e hanno pertanto un interesse a che la stessa
venga annullata (cfr. art. 78 cpv. 1 LEspr, art. 48 cpv. 1 PA). Detta
decisione è poi stata impugnata con atto tempestivo (cfr. art. 22 segg. PA,
art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla
legge (cfr. art. 52 PA). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e deve essere
esaminato nel merito.
2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere
invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza (cfr. art. 49 PA;
cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren
vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).
2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62
cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né
dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE
MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5,
pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio
del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-
neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo
se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF
122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).
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2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l’autorità
giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione
completo – eserciti il suo potere d’apprezzamento con riserbo qualora si
tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a
questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono
giudicare questioni tecniche speciali per le quali l’autorità di prima istanza
dispone di conoscenze specifiche, l’autorità di ricorso non si discosterà
pertanto senza validi motivi dall’apprezzamento di chi l’ha preceduta
(cfr. DTF 133 II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-
7836/2008 del 21 dicembre 2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEU-
BÜHLER, op. cit., n. 2.154 segg.).
3.
Nel loro gravame, i ricorrenti censurano innanzitutto la violazione del loro
diritto di essere sentiti – e meglio la natura lacunosa della motivazione della
decisione impugnata – in quanto l’autorità inferiore non si sarebbe
confrontata con le loro allegazioni, valutando il loro fondo in maniera del
tutto generica assieme agli altri fondi interessati dall’espropriazione.
3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-
zione implica, di principio, l’annullamento della decisione resa dall’autorità,
indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito
(cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). Tale
doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità di
ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 consid. 1).
Detto diritto, sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all’interessato il
diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavorevole nei suoi
confronti, il diritto di prendere visione dell’incarto, la facoltà di offrire mezzi
di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di esigerne l’assunzione,
di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere sulle relative
risultanze, nella misura in cui esse possano influire sulla decisione
(cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del
19 maggio 2010; 8C_321/2009 del 9 settembre 2009; sentenza del TAF A-
7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).
3.2 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l’autorità di motivare la sua
decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è
ancorata all’art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il
destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso,
impugnarla in piena coscienza di causa e che l’autorità di ricorso possa
http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23 http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35 http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680
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esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 con-
sid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che l’autorità si esprima
sulle circostanze significative atte ad influire in un modo o nell’altro sul
giudizio di merito. L’autorità non è tuttavia tenuta a prendere posizione su
tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal ricorrente, ma può
limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la decisione (cfr. DTF
130 II 530 consid. 4.3; 129 II 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b; [tra le
molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2015 consid. 3.3 con
rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1). Peraltro, la motivazione non deve
necessariamente trovarsi nella decisione stessa; essa può anche trovarsi
in un documento separato che sia stato portato a conoscenza dell’interes-
sato o può discendere dal rinvio a una presa di posizione di un’altra autorità
sempre portata a conoscenza dell’interessato (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c;
113 II 204 consid. 2; [tra le molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del
6 gennaio 2015 consid. 3.3 con rinvii), basta che il destinatario sia in grado
di procurarsi i documenti ai quali la decisione rimanda. L’ampiezza della
motivazione non può tuttavia essere stabilita in modo uniforme. Essa va
determinata tenendo conto dell’insieme delle circostanze della fattispecie
e degli interessi della persona toccata nonché applicando i principi
sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale federale. La motivazione può
anche essere sommaria, ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi
essenziali sui quali l’autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio
(cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 531 e
535 con rinvii).
3.3 A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può essere
sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati addotti
in risposta dall’autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un
successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d’esame della
giurisdizione competente non è più ristretto di quello dell’istanza inferiore
(cfr. sentenza del TF 1C_104/2010 del 29 aprile 2010 consid. 2.1; DTF 133
I 201 consid. 2.2; [tra le molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del
6 gennaio 2015 consid. 3.5 con rinvii).
3.4 In proposito, lo scrivente Tribunale rileva come a priori la motivazione
della decisione impugnata possa, per certi versi, effettivamente apparire
piuttosto succinta, dal momento che l’autorità inferiore ha esposto una sola
ed unica motivazione per diversi dei fondi interessati. Ciò premesso, è qui
doveroso constatare che tutti i fondi oggetto della decisione impugnata
presentano le medesime caratteristiche e/o si trovano in una situazione
analoga (fondi edificabili o già edificati, in zona residenziale semi-intensiva,
ecc.), sicché – per economia di procedura, ma anche nel rispetto del
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principio della parità di trattamento – la motivazione adotta dalla CFS non
poteva che essere analoga in tutti i casi, dovendo la stessa applicare i
medesimi parametri di calcolo dell’indennità. Ciò risulta chiaramente dallo
scritto 11 settembre 2014 della CFS, con cui quest’ultima ha precisato che
la situazione giuridica delle particelle è analoga, atteso che sono state
costruite in funzione dell’esistente linea elettrica. Il calcolo stesso
dell’indennizzo è poi stato effettuato dalla CFS tenendo conto dell’estensio-
ne concreta dell’espropriazione dei singoli fondi. Non va poi dimenticato
che la CFS, prima dell’emanazione della decisione in questione, ha indetto
delle sedute di discussione con i singoli proprietari dei fondi interessati,
effettuando gli accertamenti necessari per stabilire l’indennità espropriativa
nei singoli casi. Certo è che l’ampiezza della motivazione della decisione
impugnata non ha impedito ai ricorrenti di sollevare delle puntuali censure
in merito al calcolo dell’indennità, sicché di fatto non risulta alcun pregiu-
dizio nei loro confronti. Quand’anche si volesse poi seguire la loro tesi, si
dovrebbe comunque ritenere l’asserita motivazione lacunosa come sanata
in sede ricorsuale, nella misura in cui i ricorrenti hanno avuto modo di
esprimersi pienamente dinanzi allo scrivente Tribunale e che quest’ultimo
dispone del medesimo potere di apprezzamento della CFS, necessario per
esaminare in dettaglio i loro argomenti. In tali circostanze, la censura dei
ricorrenti non può che essere respinta.
4.
Nel caso in disamina, i ricorrenti contestano l’indennità concessa loro per
l’espropriazione parziale definitiva della particella n. (...) RFD del Comune
di X._ (Sezione di Y._) in rapporto al rinnovo della servitù di
attraversamento dell’elettrodotto ivi presente, in particolar modo gli
elementi e il metodo di calcolo presi in considerazione dalla CFS per la sua
determinazione. In sunto, essi ritengono che al posto delle « Norme d’in-
dennizzo relative alle linee elettriche aeree » – applicabili ai fondi agricoli,
ma non ai fondi edificabili o già edificati, per i quali la servitù di attraversa-
mento dell’elettrodotto compromette le possibilità edificatorie di una parte
importante – la CFS avrebbe dovuto applicare il metodo detto della diffe-
renza, tenendo altresì conto dei correttivi di cui all’art. 22 LEspr (aspetto
psicologico legato ai campi magnetici, svalutazione del fondo, ecc.).
In tale evenienza, si tratta dunque di determinare se, tenuto conto delle
peculiarità del caso e delle norme applicabili, il metodo di calcolo adottato
dalla CFS è corretto e, di riflesso, se l’indennità d’espropriazione concessa
ai ricorrenti possa essere considerata come adeguata e proporzionata.
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4.1 Per rispondere a tale quesito, occorre innanzitutto richiamare i principi
applicabili in materia di indennità espropriativa in rapporto al rinnovo di un
contratto di servitù di attraversamento di un elettrodotto preesistente.
4.1.1 Giusta l’art. 16 LEspr, l’espropriazione non può aver luogo che verso
piena indennità. Nell’esame del patrimonio dell’espropriato, l’indennità non
deve condurre né ad un impoverimento né ad un arricchimento. Essa deve
collocare l’espropriato in una situazione economicamente equivalente a
quella di cui avrebbe beneficiato senza l’espropriazione (cfr. DTF 95 I 453
consid. 2; 93 I 554 consid. 3; sentenze del TAF A-3440/2012 del 21 gen-
naio 2014 consid. 5.1.1; A-8536/2010 del 10 novembre 2013 consid. 7;
HEINZ HESS/HEINRICH WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, vol. I,
1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. III, 1992,
pag. 413).
4.1.2 Giusta l’art. 5 LEspr possono fare l’oggetto dell’espropriazione i diritti
reali sui fondi, i diritti risultanti dalle disposizioni sulla proprietà fondiaria in
materia di rapporti di vicinato, inoltre i diritti personali dei conduttori e degli
affittuari del fondo da espropriare. Questi diritti possono essere estinti o
limitati in modo permanente o temporaneo. Vista la loro frequenza nonché
la loro importanza nel diritto d’espropriazione, le servitù prediali e le altre
servitù sono anch’esse annoverate nell’art. 5 cpv. 1 LEspr, benché non
espressamente menzionate in quanto tali (cfr. in particolare, sentenza del
TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.1, confermata dal TF con
sentenza 1C_572/2013 del 30 settembre 2013; HESS/WEIBEL, op. cit.,
n. 33 ad art. 5 LEspr).
4.1.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la costituzione di
una servitù a carico di un fondo costituisce un’espropriazione parziale
(cfr. sentenze del TF 1E.12/2003 del 17 maggio 2004 consid. 2.1;
1E.3/2003 del 12 agosto 2003 consid. 3.1; DTF 129 II 420 consid. 3.1.1,
114 Ib 321 consid. 3; sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013
consid. 3.2; ANDRÉ GRISEL, Traité de droit administratif, vol. II, 1984,
pag. 742; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 33 ad art. 5 LEspr e n. 183 ad art. 19
LEspr; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-ECABERT, Aména-
gement du territoire, construction, expropriation, 2001, n. 1180 e n. 1183;
MOOR, op. cit., pag. 418; MARYSE PRADERVAND-KERNEN, La valeur des
servitudes foncières et du droit de superficie, tesi, 2007, n. 161 con rinvii).
L’indennità dovuta ai sensi dell’art. 16 LEspr si determina pertanto in
applicazione dell’art. 19 lett. b LEspr, secondo cui nel caso d’espropria-
zione parziale di un fondo o di più fondi economicamente connessi,
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l’indennità corrisponde all’importo di cui il valore venale della frazione
residua viene ad essere diminuito. Per costante giurisprudenza, per il
calcolo dell’indennità va applicato il metodo detto della differenza (« la
méthode de la différence » o « die Differenzmethode ») secondo cui
l’indennità corrisponde alla differenza fra il valore venale del fondo libero
dalla servitù e il valore del fondo gravato dall’onere (cfr. sentenze del TF
1E.12/2003 del 17 maggio 2004 consid. 2.1; 1E.3/2003 del 13 agosto 2003
consid. 3.1; DTF 129 II 420 consid. 3.1.1; 114 Ib 321 consid. 3; sentenza
del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.3; MOOR, op. cit.,
pag. 418; GRISEL, op. cit.; pag. 739; RICCARDO JAGMETTI, Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Energierecht, vol. VII, 2005, n. 6272 con rinvii).
Tale importo va poi rettificato tenendo conto dei correttivi enunciati
all’art. 22 LEspr (cfr. sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013
consid. 3.3; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 186 ad art. 19 LEspr; GRISEL, op. cit.,
pag. 739; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1183; JAGMETTI,
op. cit., n. 6272).
4.1.4 Il diritto all’indennizzo presuppone tuttavia un pregiudizio per il quale
sussiste un nesso di causalità naturale e adeguata con la soppressione, la
modifica, il trasferimento del diritto espropriato (cfr. MOOR, op. cit.,
pag. 415; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1137). Secondo il corso
ordinario delle cose e dell’esperienza generale della vita, l’espropriazione
deve essere propria a produrre un effetto del genere di quello che si è
realizzato. Il mancato reddito è indennizzato soltanto nella misura in cui,
senza l’espropriazione, lo stesso si sarebbe realizzato con certezza, o
almeno con alta verosimiglianza. Una semplice probabilità o aspettativa,
fondata su delle considerazioni congiunturali o economiche, o su delle
previsioni future senza fondamenti precisi, non basta (cfr. ZEN-RUFFI-
NEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1138). In assenza di detto nesso di causalità,
per l’espropriato non sussiste pertanto alcun diritto all’indennizzo
(cfr. sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4).
L’esigenza di un nesso di causalità si applica altresì allorquando un’espro-
priazione parziale genera la perdita o la diminuzione dei vantaggi di fatto
di cui beneficiava la frazione residua del fondo ai sensi dell’art. 22 cpv. 2
LEspr. In questo caso, secondo il Tribunale federale, l’espropriazione deve
apparire come la condizione senza la quale la perdita o la diminuzione del
vantaggio non si sarebbe verificata (cfr. sentenza del TAF A-8333/2010 del
29 aprile 2013 consid. 3.4; GRISEL, op. cit., pag. 731; ZEN-RUFFINEN/GUY-
ECABERT, op. cit., n. 1137).
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4.1.5 Nel caso particolare della costituzione di una servitù di attraversa-
mento di un elettrodotto aereo (o di una linea elettrica aerea) accompa-
gnata da un divieto parziale o totale di costruzione, in regola generale
l’indennizzo va dunque calcolato secondo il metodo detto della differenza.
Ciò è segnatamente il caso in presenza di servitù gravanti un fondo
edificabile o già edificato (cfr. sentenza del TF 1E.12/2003 del 17 maggio
2004 consid. 2.1; DTF 129 II 420 consid. 3.1.1; 114 Ib 321 consid. 3). Va
tuttavia precisato che il valore del fondo edificabile non ancora edificato si
calcola in funzione delle possibilità edificatorie accordate dal diritto
pubblico (indici, distanze, ecc.). Quando invece un fondo risulta invece già
parzialmente edificato, il suo valore va determinato in funzione della
costruzione che si erige sullo stesso (cfr. PRADERVAND-KERNEN, op. cit.,
n. 614 seg.; sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.5).
Allorquando invece la predetta servitù grava un fondo situato in zona
agricola, il sistema di calcolo detto della differenza risulta difficilmente
applicabile. In tale evenienza, il Tribunale federale ha sancito che conviene
piuttosto riferirsi alle « Norme d’indennizzo relative alle linee elettriche
aeree » (« Normes d’indemnisation pour les lignes électriques aériennes »
o « Entschädigungsansätze für elektrische Freileitungen ») elaborate
dall’Unione Svizzera dei contadini (USC) e dall’Associazione delle aziende
elettriche svizzere (AES), le quali tengono conto del numero di piloni eretti
sul fondo agricolo, nonché della lunghezza dei cavi elettrici e del loro
impatto sul predetto fondo (cfr. sentenze del TF 1E.1/2007 dell’8 giugno
2007 consid. 4.1; 1E.3/2003 del 12 agosto 2003 consid. 3.1; DTF 111 Ib
288 consid. 1; PRADERVAND-KERNEN, op. cit., n. 869 nonché n. 871 segg.).
Sebbene dette norme di per sé non vincolino le autorità, le stesse sono
infatti considerate dal Tribunale federale come utili per determinare
l’indennità nel caso specifico dei fondi situati in zona agricola (cfr. la già
citata sentenza A-8333/2010 consid. 3.5).
4.1.6 A prescindere dalla natura del fondo, secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, in presenza di una servitù di attraversamento per una
linea elettrica aerea già esistente – o sostituita da una nuova linea
seguente il medesimo tracciato di quella precedente – nel calcolo
dell’indennità espropriativa va tuttavia tenuto conto delle eventuali
indennità già percepite dall’allora proprietario del fondo interessato. Nella
misura in cui l’indennità espropriativa non può che essere concessa una
sola volta, indipendentemente dall’importo concordato e versato a suo
tempo al precedente proprietario del fondo, il nuovo proprietario non ha
infatti alcun diritto di ottenere, a sua volta, un indennizzo (supplementare)
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da parte del beneficiario della servitù di attraversamento per il deprez-
zamento del suo fondo fondandosi sulla medesima causa, allorquando né
l’ubicazione della linea elettrica, né le condizioni del suo utilizzo sono state
modificate dopo il cambiamento del proprietario del fondo servente
(cfr. DTF 129 II 72 consid. 2.8; sentenze del TF 1E.3/2003 del 12 agosto
2003 consid. 3.2.1; 1E.12/2003 del 17 maggio 2004 consid. 2.2; sentenze
del TAF A-7048/2008 del 6 dicembre 2010 consid. 8.1 con rinvii; A-
7015/2008 del 6 dicembre 2010 consid. 7.1 con rinvii). In altri termini, la
procedura espropriativa non deve avere per effetto quello di aumentare
l’importo che l’espropriato – o il proprietario precedente – ha già percepito
per il sorvolo della linea elettrica in questione.
4.1.7 Per quanto attiene invece al metodo di calcolo dell’indennità da
seguire in caso di rinnovo di una servitù di attraversamento di un
elettrodotto aereo, con divieto di costruzione, già costituita in precedenza,
la cui durata prevista dalle parti mediante stipulazione di una convenzione
d’espropriazione è giunta a termine, né la dottrina, né la giurisprudenza,
come neppure la legge stessa, danno indicazioni al riguardo (cfr. sentenza
del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.6).
In tale contesto, per i fondi agricoli, lo scrivente Tribunale ha già avuto
modo di indicare che, poiché le « Norme d’indennizzo relative alle linee
elettriche aeree » sanciscono chiaramente la loro applicabilità in presenza
di contratti di servitù di durata determinata giunti a termine (cfr. lett. b del
campo d’applicazione indicato nelle predette norme), per il rinnovo di una
servitù di attraversamento di un elettrodotto, accompagnato da un divieto
di costruzione, su di un fondo agricolo si può senz’altro fare riferimento alle
stesse (cfr. la già citata sentenza A-8333/2010 consid. 3.6.1).
Per i fondi edificabili – in assenza di indicazioni in merito al calcolo
dell’indennità in caso di rinnovo di una siffatta servitù, anche nelle predette
norme – va invece valutato nel singolo caso se la loro applicazione da parte
della CFS possa essere riconosciuta (o meno) come proporzionale e
opportuna alla luce dei principi generali del diritto espropriativo, segnata-
mente dei criteri indicati agli artt. 19 e segg. LEspr (cfr. la già citata
sentenza A-8333/2010 consid. 3.6.2). Ciò è in particolare il caso
allorquando il rinnovo della servitù in questione non incide sulle possibilità
edificatorie dei fondi interessati, ritenuto che in simile evenienza non vi
sono altri motivi giustificanti l’applicazione di un altro metodo da parte della
CFS (cfr. la già citata sentenza A-8333/2010 consid. 4).
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4.2 Stabiliti i principi applicabili, occorre ora verificare se – tenuto conto
della situazione concreta del fondo interessato, segnatamente delle
possibilità edificatorie e del conseguente impatto dell’imposizione della
servitù di attraversamento di un elettrodotto, con divieto di costruzione sugli
stessi – l’applicazione da parte della CFS delle « Norme d’indennizzo
relative alle linee elettriche aeree » sia giustificata o meno.
4.2.1 In concreto, dal registro fondiario risulta che i ricorrenti sono compro-
prietari in ragione di 1⁄2 ciascuno della particella n. (...) RFD del Comune di
X._ (Sezione di Y._), il primo a far tempo dal 17 settembre
1985, l’altra dal 9 dicembre 1993. Il predetto fondo n. (...) è gravato da una
servitù di attraversamento di un elettrodotto aereo ad alta tensione della
durata di 30 anni, iscritta a registro fondiario in data 26 gennaio 1974. Da
quanto precede, risulta dunque che al momento del trapasso di proprietà
ai qui ricorrenti, la particella n. (...) era già gravata da detta servitù.
La linea elettrica ad alta tensione 50 kV Bodio-Riazzino-Monte Ceneri –
così come constatato dal DATEC nella propria decisione del 31 ottobre
2012 (cfr. consid. 8.2 di detta decisione [atto n. 51 dell’incarto della CFS])
– esiste poi da oltre 50 anni, fatto incontestato dalle parti. Dai piani annessi
alla decisione impugnata risulta che il fondo n. (...) è attraversato dalla
predetta linea elettrica per una lunghezza di 70 ml e – tenuto conto della
distanza di sicurezza comportante la restrizione del diritto di costruzione –
per una larghezza di almeno 10 ml (circa 5 ml per ogni lato). L’entità
dell’espropriazione sulla larghezza del fondo risulta in particolare
dall’art. 38 dell’ordinanza del 30 marzo 1994 sulle linee elettriche (OLEl,
RS 734.31) – a cui si riferiscono anche i ricorrenti – che, per ragioni di
sicurezza e di prevenzione dei pericoli risultanti dalla presenza di una linea
aerea ad alta tensione, prevede in particolare una distanza minima di 5 ml
tra i conduttori ad alta tensione e dei relativi sostegni e i fabbricati presenti
sui fondi interessati, comportando di fatto per i proprietari dei fondi interes-
sati, rispettivamente per l’esercente, una restrizione del diritto di costruire.
La linea elettrica ad alta tensione in questione, che come visto esiste da
ben oltre 50 anni, è mantenuta nel suo stato attuale, senza modifica alcuna
né della struttura, né del suo tracciato, sicché di fatto – come giustamente
rilevato dal DATEC (cfr. decisione 31 ottobre 2012, consid. 8.2) – il rinnovo
della servitù di attraversamento per ulteriori 25 anni essenzialmente non
cambia la situazione attuale dei ricorrenti e del loro fondo.
4.2.2 Ciò premesso, la presenza della linea elettrica e della relativa servitù
di attraversamento con le relative restrizioni al diritto di costruire, non
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hanno di fatto impedito ai ricorrenti né di acquisire (per donazione) il fondo
n. (...), né di mantenerne la proprietà sino ad oggi. Ma vi è di più. Tali
inconvenienti, non hanno infatti impedito loro di edificare il fondo, all’epoca
– secondo quanto riportato dalla controparte (cfr. risposta del 1° ottobre
2014, pag. 3) e non contestato dai ricorrenti – non ancora edificato. Dal
registro fondiario risulta infatti che sulla particella n. (...), ubicata in zona
residenziale semi-intensiva e avente una superficie totale di 2'883 m2,
attualmente sono presenti un’abitazione di 86 m2, un’autorimessa di 13 m2
e due ripostigli di 32 m2 e 6 m2. Neppure gli aspetti puramente psicologici,
legati alla presenza della linea elettrica e della percezione soggettiva dei
campi magnetici – che sono qui fatti valere a sostegno della richiesta
d’indennizzo (cfr. ricorso 3 settembre 2014, pag. 5) – sembrano poi aver
all’epoca influenzato i ricorrenti nella loro scelta di edificare il fondo e/o di
risiedervi sino ad oggi, sicché non si vede come gli stessi possano essere
ora rilevanti, la situazione del fondo essendo di fatto rimasta immutata.
4.2.3 Nulla agli atti – e nemmeno gli argomenti sollevati dai ricorrenti
permettono di considerare il contrario – porta poi lo scrivente Tribunale a
ritenere ch’essi abbiano concretamente l’intenzione di edificare ulterior-
mente il fondo o che la presenza della predetta linea possa effettivamente
ledere le sue possibilità edificatorie residue risultanti dal piano regolatore
del Comune di X._ (Sezione di Y._). In effetti, per la zona
residenziale semi-intensiva, l’art. 37 delle norme di attuazione del piano
regolatore (di seguito: NAPR) del Comune del X._ prevede un
indice di sfruttamento massimo di 0.5 e un indice di occupazione massimo
del 40%, indici che per il fondo n. (...) – in assenza di elementi contrari agli
atti e neppure apportati dai ricorrenti – non risultano a priori compromessi
dalla presenza della linea elettrica in questione, gravante il fondo per una
lunghezza di 70 ml e una larghezza di (almeno) 10 ml.
La stessa CFS ha rilevato come sia ancora possibile realizzare delle opere
in un’altra parte del fondo n. (...), fatto peraltro non contestato dai ricorrenti.
Tale valutazione, tiene conto delle peculiarità del predetto fondo, sicché –
contrariamente a quanto ritenuto dai ricorrenti (cfr. ricorso 3 settembre
2014, pag. 3) – non è possibile in alcun modo dedurne una regola generale
applicabile in maniera indiscriminata, secondo cui se l’indice di occupa-
zione è (ad esempio) pari a 40%, allora sarebbe possibile espropriare sino
al 60 % del fondo interessato.
Ora, nella misura in cui l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza in
presenza di una linea elettrica risulta ex lege (cfr. consid. 4.2.1 che
precede) e l’entità della restrizione al diritto di costruire gravante il fondo
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dei ricorrenti non risulta aumentata o mutata dal rinnovo della servitù di
attraversamento, ma piuttosto analoga a quella già vigente al momento in
cui i ricorrenti ne hanno acquisito la proprietà, non si intravvede come la
stessa possa portar loro un pregiudizio maggiore rispetto al passato.
4.2.4 Analogo discorso, vale per quanto concerne l’asserita difficoltà nel
trovare un potenziale acquirente del fondo a causa della presenza della
linea elettrica (cfr. ricorso 3 settembre 2014, pag. 6), i ricorrenti non avendo
prodotto nessun documento attestante – o perlomeno rendente verosimile
– la loro intenzione di venderlo ad un terzo. In assenza di prove, tale
allegazione non ha alcun influsso sulla valutazione del caso.
4.2.5 In definitiva, tenuto conto delle circostanze particolari del caso –
segnatamente che si tratta di un rinnovo di servitù di attraversamento di un
elettrodotto preesistente toccante in maniera limitata la particella n. (...) in
parte già edificata, senza pregiudicarne in maniera rilevante le residue
possibilità edificatorie – l’applicazione per analogia delle « Norme d’inden-
nizzo relative alle linee elettriche aeree » da parte della CFS appare qui
proporzionata, opportuna e adeguata. A conoscenza del Tribunale, non vi
sono motivi giustificanti l’applicazione di un altro metodo di calcolo.
L’auspicata applicazione del metodo della differenza non appare in ogni
caso appropriata alla situazione concreta, nella misura in cui il rinnovo della
servitù non fa che formalizzare una situazione giuridica preesistente, ben
nota ai qui ricorrenti già al momento del trapasso della proprietà, che in
passato – come visto – non ha per nulla pregiudicato i loro interessi.
4.3 Ciò appurato, va ora esaminata l’entità dell’indennità concessa ai
ricorrenti dalla CFS.
4.3.1 In casu, dalla decisione impugnata – e meglio, dal punto 1 lett. a del
dispositivo, qui vincolante – risulta che la CFS, sulla scorta delle predette
norme d’indennizzo nella loro versione aggiornata al 31 dicembre 2010
(ed. 2011/2012), ha concesso ai ricorrenti un’indennità totale pari a
1'336.70 franchi, oltre accessori: (a) 1'067 franchi per la presenza del palo
n. 18 in cemento armato; (b) 135.80 franchi per il sorvolo per 70 ml di
percorrenza della linea 50 kV, sulla base di un’indennità unitaria di
1.94 franchi/ml; (c) 133.90 franchi per il trasporto dati, sulla base di
un’indennità unitaria di 1.78 franchi/ml, conformemente alla giurisprudenza
del Tribunale federale (cfr. DTF 132 III 651; decisione impugnata, con-
sidd. 7 e 8 lett. a). La CFS ha poi respinto ogni altra pretesa d’indennizzo
senza rapporto di causalità con l’intervento espropriativo (cfr. decisione
impugnata, consid. 9).
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Di avviso contrario, i ricorrenti hanno sempre postulato un indennizzo totale
pari a 274'681 franchi, facendo valere – oltre al metodo della differenza,
anche i correttivi di cui all’art. 22 cpv. 2 LEspr (quali l’impatto della linea
elettrica sul valore del fondo e l’aspetto psicologico generato dalla sua
presenza), riferendosi alle due sentenze A-7015/2008 e A-7048/2008 del
6 dicembre 2010 dello scrivente Tribunale (cfr. ricorso 3 settembre 2014,
pag. 5 segg.; osservazioni finali 18 novembre 2014, pag. 5).
4.3.2 Al riguardo, lo scrivente Tribunale ritiene che l’indennizzo concesso
dalla CFS, oltre ad essere conforme alle prescrizioni contenute nelle citate
norme d’indennizzo, sia anche appropriato e proporzionato alla situazione
concreta e alle peculiarità del fondo n. (...), sicché va qui confermato.
Al contrario, l’indennizzo di 274'681 franchi richiesto dai ricorrenti – oltre a
fondarsi erroneamente sul metodo della differenza, qui inapplicabile
(cfr. consid. 4.2.5 del presente giudizio) – è sproporzionato e appare
ingiustificato, rispetto all’entità del pregiudizio da essi subito. Nella misura
in cui l’indennità espropriativa non può avere per effetto quello di arricchire
gli espropriati, bensì unicamente di compensare la perdita effettivamente
da essi subita, in presenza del rinnovo di una servitù di attraversamento,
senza modifica alcuna della linea elettrica – per la quale in passato è stata
già potenzialmente versata un’indennità al precedente proprietario –
l’ammontare dell’importo richiesto dai ricorrenti non può che essere
respinto (cfr. considd. 4.1.1 e 4.1.6 del presente giudizio).
4.3.3 Alla stregua della CFS, lo scrivente Tribunale non intravvede poi
motivi per concedere degli ulteriori indennizzi ai ricorrenti sulla scorta
dell’art. 22 cpv. 2 LEspr, segnatamente in rapporto agli aspetti psicologici
e all’impatto della linea elettrica sul valore del fondo, che peraltro non
hanno mai costituito in passato un ostacolo né all’edificazione del fondo,
né al mantenimento della loro residenza in quel luogo (cfr. consid. 4.2.2 del
presente giudizio).
Le due sentenze A-7015/2008 e A-7048/2008 del 6 dicembre 2010 dello
scrivente Tribunale citate dai ricorrenti non permettono in ogni caso di
giungere ad una conclusione diversa, le stesse concernendo una
situazione ben differente da quella in oggetto, nella misura in cui l’indennità
espropriativa era richiesta in rapporto alla posa di una nuova linea elettrica
sul tracciato di quella precedente. Se è vero che in tale evenienza, il
Tribunale, riferendosi alla giurisprudenza del Tribunale federale, ha
effettivamente indicato la necessità di tenere conto dell’impatto della linea
elettrica sul valore del fondo, nonché degli aspetti psicologici quale parte
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del danno ai sensi dell’art. 22 cpv. 2 LEspr, vero è anche che lo stesso ha
altresì sottolineato la necessità di tenere conto di eventuali indennizzi già
versati in precedenza per la precedente linea elettrica (cfr. già citate
sentenze A-7015/2008 considd. 6.3 e 7.1; A-7048/2008 considd. 6.2 e 8.1).
Ora, non vi è chi non veda come di fatto un tale indennizzo non appaia
appropriato ad una situazione che, essenzialmente, non comporta alcuna
modifica della situazione attuale dei ricorrenti (cfr. consid. 4.2.1 segg. del
presente giudizio).
5.
In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione presa nei
confronti dei ricorrenti – segnatamente il metodo di calcolo delle indennità
a loro concesse – non è contraria al diritto applicabile, non può inoltre
essere considerata lesiva del diritto di essere sentiti dei ricorrenti, né
arbitraria, né frutto di un abuso del potere di apprezzamento dell’autorità
inferiore e neppure – per quanto verificabile anche in quest’ottica –
inadeguata. La stessa va dunque qui integralmente confermata e il ricorso
dei ricorrenti respinto.
6.
Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle
ripetibili è regolata dagli artt. 114 e segg. LEspr (cfr. sentenza del TAF A-
6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 9 con i numerosi rinvii). Giusta
l’art. 116 cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a carico
dell’espropriante. Se le conclusioni dell’espropriato vengono respinte
totalmente, si può procedere ad una diversa ripartizione. In ogni caso, le
spese provocate inutilmente sono addossate a chi le ha cagionate.
Nella fattispecie, le spese processuali, fissate a 1'500 franchi sono poste a
carico della controparte (qui parte espropriante).
Non ci sono tuttavia motivi di accordare un’indennità a titolo di ripetibili ai
ricorrenti, totalmente soccombenti (cfr. sentenze del TF 1E.20/2005 del
16 maggio 2006 consid. 4; 1E.1/2006 del 12 aprile 2006 consid. 11,
1E.16/2005 del 14 febbraio 2006 consid. 6; sentenza del TAF A-6674/2014
del 7 dicembre 2015 consid. 9 con i numerosi rinvii).
(il dispositivo è indicato alla pagina seguente)
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