Decision ID: 8b052d65-3c4f-5924-9160-13b315ccdf17
Year: 1998
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_005
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
in fatto e in diritto:
1.
Con sentenza 27 gennaio 1997 il Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona ha condannato in via solidale _, _, _, _, _ e la _ a pagare a _ un’indennità per torto morale di complessivi fr. 20’000.- oltre a fr. 1’110.- di tasse e spese di giustizia in esito a una vertenza relativa a un articolo di stampa -ritenuto lesivo della personalità dell’attore- apparso sul quotidiano La Regione e del quale i convenuti, sono stati riconosciuti responsabili.
In seguito alla ripartizione della responsabilità di cui alla motivazione della sentenza citata (consid. 19), _ ha incassato dalle sue controparti -separatamente- la rispettiva quota parte di risarcimento, di tasse di giustizia e di ripetibili, eccezion fatta nei confronti di _; l’importo da questi dovuto, calcolato in fr. 5’778.-, è stato versato da _.
Con la presente istanza quest’ultimo ha chiesto il rigetto dell’opposizione interposta da _ al PE _ (UE di Lugano) fattogli intimare per l’incasso della somma menzionata.
A valere quale titolo esecutivo l’istante ha prodotto la sentenza 27 gennaio 1997 della Pretura del Distretto di Bellinzona, richiamando altresì le norme sulla solidarietà e in particolare l’art. 149 CO.
Il convenuto si è opposto alla domanda avversaria contestando che a questa sentenza possa essere riconosciuto carattere esecutivo nei rapporti tra di lui e il procedente, ritenuto che la stessa non contiene un dispositivo che lo condannerebbe a pagare a _ la somma posta in esecuzione.
2.
Con il querelato giudizio il pretore, accertata la presenza agli atti di un valido titolo esecutivo nella sentenza 27 gennaio 1997 della Pretura del Distretto di Bellinzona, ha concluso all’accoglimento dell’istanza.
3.
Con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo con decreto 29 gennaio 1998, _ è insorto contro il predetto giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il diritto e arbitrariamente valutato le prove, in particolare per aver parificato la sentenza 27 gennaio 1997 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona a un valido titolo esecutivo, nonostante questa non concernesse i rapporti tra le parti della procedura di rigetto dell’opposizione
Con osservazioni 13 febbraio 1998 la controparte postula la reiezione del gravame.
4.
Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (
DTF
122 III 130 consid. 2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).
5.
Nella procedura di rigetto definitivo dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa se il titolo prodotto dall’istante possiede tutti i requisiti indispensabili perchè possa essergli riconosciuto carattere esecutivo ai sensi dell’art. 80 LEF (
DTF
113 III 9;
CEF
13.03.1990 in re S. AG/B.).
Questo esame tende ad accertare: l’identità tra il titolo indicato nel precetto e la documentazione prodotta; il suo carattere esecutivo; il ben fondato di eventuali obiezioni opposte dall’escusso nei limiti di quelle proponibili in base all’art. 81 LEF.
Oltre all’identità tra il titolo indicato nel precetto e quello risultante dalla documentazione, il giudice deve verificare se vi è identità tra il creditore e il debitore indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza, col creditore e il debitore risultanti dalla documentazione prodotta (
Panchaud/Caprez
, La mainlevée de l’opposition, 1980, § 163, 106 e 197).
Controversa nel caso concreto è appunto l’identità tra il creditore dell’importo controverso -che la sentenza 27 gennaio 1997 della Pretura del Distretto di Bellinzona designa nella persona di _ - e il procedente nella via esecutiva.
Di regola, legittimata a chiedere il rigetto dell’opposizione è unicamente la persona designata quale creditrice nel titolo medesimo (
Panchaud/Caprez
, La mainlevée de l’opposition, 1980, § 107), oppure quella che ne è diventata titolare in virtù di una cessione (art. 164 CO).
Per contro, trattandosi come in concreto di un debito dovuto solidalmente da più debitori, il fatto che uno di essi abbia pagato la parte di un altro, gli conferisce unicamente il diritto di regresso nei confronti di quest’ultimo (art. 148 cpv. 2 CO;
Gauch/ Schluep
, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, Band II, 6. Auflage,1995, n. 3867). Il fatto che a dipendenza di questo diritto di regresso egli subentri in tutte le ragioni del creditore così tacitato (art. 149 cpv. 1 CO;
Gauch/ Schluep
, op.cit., n. 3873 e n. 2058), non significa ancora che egli possa prevalersi di un titolo di rigetto definitivo dell’opposizione che concerne esclusivamente il creditore, come è il caso della sentenza 27 gennaio 1997 della Pretura del Distretto di Bellinzona, possibilità questa peraltro chiaramente esclusa da dottrina e giurisprudenza (
SJZ
72, 1976, pag. 192 segg.;
ZBJV
1994, pag. 93).
6.
Nelle sue osservazioni al ricorso _ propone –nella denegata ipotesi che questo giudice non condivida le conclusioni del Pretore di Lugano– che la sua istanza permetta almeno di ottenere il rigetto provvisorio dell’esecuzione, così come egli aveva chiesto a titolo subordinato.
Questa subordinata formulata in sede di udienza non merita tuttavia sorte migliore. Infatti, con riferimento alla giurisprudenza richiamata (
ZBJV
1994, 93) il caso in esame è di tutt’altra natura poichè la sentenza considerata titolo di rigetto non concerne soltanto un diverso creditore, ma pure un altro debitore rispetto alla procedura esecutiva; in particolare essa non può rappresentare nessun riconoscimento di debito del qui escusso nei confronti di _, anche perchè il rapporto debitorio cui l’istante allude nemmeno ancora poteva essere sorto, anzi è sicuramente successivo a quella pronuncia di merito.
Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato con particolare riferimento all’errata applicazione del diritto materiale ad opera del primo giudice, deve essere accolto.
Accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera decide il merito della controversia;

Considerations: