Decision ID: c234b325-54da-501d-a402-62059a78681c
Year: 2019
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
ritenuto
in fatto:
A.
Sulla scorta del precetto esecutivo n. _ emesso il 26 marzo 2019 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 37'103.60 sulla scorta di un decreto ingiuntivo emesso il 19 gennaio 2017 dal Tribunale di Verona.
B.
Interposta opposizione contro il precetto esecutivo al momento della notifica avvenuta il 16 maggio 2019, con ricorso del 27 maggio 2019 RI 1 chiede l’annullamento dell’esecuzione, facendo valere il beneficio d’escussione reale
(beneficium excussionis realis)
giusta l’art. 41 cpv. 1
bis
LEF.
C.
Con osservazioni del 7 giugno 2019 PI 1 si è opposto al ricorso, mentre l’UE si è rimesso al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente.

Considerations:
Considerato
in diritto: 1.
Giusta l’art. 41 cpv. 1
bis
LEF, se un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento è introdotta per un credito garantito da pegno, il debitore può chiedere, mediante ricorso (art. 17 LEF), che il creditore eserciti dapprima il suo diritto sull’oggetto del pegno. Presentato all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF)
del Tribunale d’appello
(art. 3 della
Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]
) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, avvenuta il 16 maggio 2019, il gravame in questione è in linea di principio ricevibile.
2.
Nel ricorso l’escussa evidenzia che il credito ricevuto in cessione e poi posto in esecuzione dal procedente è garantito da un pegno
immobiliare, ossia da un’ipoteca giudiziale gravante le particelle n. _
e _ del Comune italiano di _ _, di sua proprietà. A sua mente, per la valutazione dell’ammissibilità dell’eccezione del beneficio d’escussione reale sono determinanti le disposizioni materiali applicabili al pegno in forza degli art. 99 segg. LDIP, in concreto quindi il diritto italiano, posto che i fondi gravati si trovano in Italia. RI 1 argomenta che al debitore è riconosciuto tale beneficio anche quando il pegno è situato all’estero, purché l’oggetto ne sia un immobile e il diritto applicabile nel luogo di situazione del pegno riconosca l’eccezione in questione, ciò che, ella afferma, è il caso del diritto italiano, o meglio dell’art. 2911 cpv. 1 del Codice civile
(CCit.). Di conseguenza, la ricorrente postula l’annullamento del
l’esecuzione.
3.
Il procedente si oppone al ricorso sostenendo che secondo il diritto italiano (art. 2784 CCit.) possono essere dati in pegno i beni mobili, le universalità di mobili, i crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili. L’istituto del pegno in Italia è un diritto reale di garanzia su un bene mobile. Per l’art. 2808
CCit.
l’ipoteca invece ha per oggetto beni immobili. Ora, l’art. 2911 CCit. prevede una diversa regolamentazione a dipendenza si tratti di ipoteca o di pegno. Esso dispone infatti che
“il creditore che ha pegno su beni del debitore non può pignorare altri beni del debitore medesimo, se non sottopone a esecuzione anche i beni gravati dal pegno”
mentre
“non può parimenti, quando ha ipoteca, pignorare altri immobili, se non sottopone a pignoramento anche gli immobili gravati dall’ipoteca”
.
Per l’osservante la giurisprudenza italiana ha stabilito riguardo ai beni ipotecati che il creditore ipotecario può pignorare beni mobili del debitore anche senza sottoporre ad esecuzione i beni immobili gravati da ipoteca in suo favore, in quanto il divieto previsto dall’art. 2911 comma 1 CCit non si estende ai beni mobili.
4.
Nel caso di specie, come emerge dagli atti – segnatamente dalle ispezioni ipotecarie del 24 maggio 2019 e dall’atto di
“cessione del credito e contestuale surroga nell’ipoteca”
del 29 ottobre 2018 tra _ _ e PI 1 – e come peraltro esplicitamente riconosciuto dalle parti, a garanzia del suo credito il procedente beneficia di un’ipoteca giudiziale derivante dal decreto ingiuntivo e gravante le note particelle di proprietà di RI 1.
5.
Quando il pegno si trova all’estero, l’ammissibilità dell’eccezione del
beneficium excussionis realis
è disciplinata dal diritto applicabile nel luogo di situazione del pegno in base all’art. 99 LDIP (
Hunkeler
in:
SchKG, Kurzkommentar, 2
a
ed. 2014, n. 11 ad art. 41 LEF).
Il debitore può pertanto appellarsi con successo all’eccezione unicamente quando pure il diritto estero la conosce (DTF 68 III 134, 65 III 94 consid. 2, 36 I 339 consid. 1; sentenza del Tribunale federale 5A_159/2011 del 3 maggio 2011 consid. 3;
Hunkeler
, ibidem;
Acocella
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2
a
ed. 2010, n. 34 ad art. 41 LEF;
Rigot
in: Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 12 ad art. 41 LEF;
Gilliéron
, Commentaire de la LP, vol.
I, 1999, n. 19 ad art. 41 LEF
). In concreto quindi RI 1 può avvalersi del beneficio solo se il diritto italiano lo prevede.
6.
Per il diritto italiano possono essere dati in pegno beni mobili, le universalità di mobili, i crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili (art. 2784 cpv. 2 CCit.) ma non beni immobili. Beni immobili possono invece essere dati in garanzia del credito di un terzo mediante l’istituto dell’ipoteca (art. 2808 e 2810 CCit.). Ne consegue che in concreto PI 1 è al beneficio di un’ipoteca, essendo il suo credito garantito da beni immobili situati in Italia.
7.
L’art. 2911 cpv. 1 CCit. prevede che il creditore al beneficio di un diritto di pegno può sottoporre a pignoramento altri beni del debitore purché sottoponga ad esecuzione anche il bene gravato dal pegno (
Pescatore/Ruperto
, Codice
civile annotato, 15a ed. 2010, t. II, n. 1 ad art. 2911 CCit.;
Cian/Trabucchi,
Commentario breve al Codice civile,
10a ed. 2011
, n. 4 ad art. 2911 CCit.
).
Quando però, come in concreto, la garanzia è un’ipoteca, al creditore ipotecario è fatto divieto unicamente di pignorare beni immobili del debitore diversi da quelli gravati da ipoteca se non ha sopposto a esecuzione anche questi ultimi, mentre può pignorare altri beni mobili del debitore senza questa restrizione (
Cian/Trabucchi
, ibidem). Ne consegue quindi che PI 1 poteva, come ha fatto, procedere in via esecutiva ordinaria contro RI 1. Ella potrà semmai invocare l’eccezione in sede di pignoramento ove esso dovesse vertere su beni immobili.
Da quanto precede discende quindi la reiezione del ricorso.
8.
Per legge
non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20
a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[
RS 281.35
]
).