Decision ID: c1075ac5-48f4-593f-9ebd-67eefa92b5f2
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: 
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A._, cittadino italiano, nato il (...), coniugato, ha lavorato in Sviz-
zera nel 1972 (11 mesi), nel 1973 (10 mesi), dal 1974 al novembre del
1982 e nel 1999 (8 mesi), solvendo contributi all'assicurazione svizzera
per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 30). Rientrato in Italia, ha
svolto attività lucrativa, da ultimo, dal 1° settembre 2005, come intonaca-
tore-pavimentista in proprio, in ragione di 40 ore alla settimana. L'assicu-
rato ha dichiarato d'avere ridotto l'attività lucrativa per motivi di salute a
12 ore alla settimana dal 1° maggio 2011 (doc. 23). Il 10 marzo 2012, ha
formulato una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicura-
zione svizzera per l'invalidità (doc. 3).
B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli
assicurati residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli atti la
seguente documentazione:
 documenti medici di data intercorrente da settembre 2008 a mar-
zo 2012 (doc. 7 a 22);
 la perizia medica particolareggiata E 213 del 16 aprile 2012, da
cui emerge la diagnosi di spondiloartrosi e discopatie multiple
lombari, modesta coxartrosi bilaterale a lieve incidenza funzionale
senza segni di sofferenza radicolare e sindrome ansioso-depres-
siva reattiva; l'interessato è stato ritenuto in grado di svolgere re-
golarmente lavori pesanti nonché, e a tempo pieno, sia il suo ulti-
mo lavoro sia un lavoro adeguato alle sue condizioni. È stato se-
gnalato che il medesimo è considerato invalido al 50%, confor-
memente alle disposizioni di legge del Paese di residenza, nella
precedente attività (doc. 1);
 il questionario per l'assicurato dell'8 giugno 2012, unitamente
all'attestazione dell'Agenzia delle Entrate di B._ del 5 giu-
gno 2012 concernente i redditi per gli anni 2009 e 2010 (doc. 23).
C.
Nel rapporto del 18 luglio 2012, il dott. C._, del Servizio medico
regionale "Rhône" (SMR), ha esposto la diagnosi di poliartrosi incipiente.
Detto medico ha quindi ritenuto che l'interessato presenta una capacità
lavorativa intatta, dunque del 100%, nella precedente attività (di intonaca-
tore-pavimentista; doc. 25).
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D.
Il 24 luglio 2012, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha
comunicato all'interessato che la domanda di prestazioni è (recte sarebbe
stata) respinta, ritenuto in particolare che un'attività lucrativa confacente
allo stato di salute è esercitata con orario normale e senza diminuzione di
guadagno. L'autorità inferiore ha altresì concesso all'interessato la facoltà
di formulare, nel termine di 30 giorni dalla notificazione del progetto di de-
cisione, delle obiezioni per iscritto (doc. 26), facoltà di cui l'interessato
non ha fatto uso.
E.
Il 24 settembre 2012, l'autorità inferiore ha respinto la domanda di presta-
zioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha osservato che l'inte-
ressato non ha subito un'incapacità al lavoro media sufficiente per un an-
no, ai sensi delle disposizioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. In
particolare, ha precisato che dagli atti risulta che l'interessato esercita
un'attività lucrativa confacente al suo stato di salute, con orario normale e
senza diminuzione di guadagno (doc. 27).
F.
F.a Il 31 ottobre 2012, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 24 settem-
bre 2012 mediante il quale ha chiesto il riconoscimento di una rendita in-
tera d'invalidità subordinatamente di una rendita secondo il grado d'inva-
lidità (del 70%, del 60%, del 50% oppure del 40%) che verrà riconosciuto
da marzo del 2012 (data della richiesta volta all'ottenimento di una rendi-
ta). Ha segnalato che le patologie all'apparato osteo-articolare e lo stato
ansioso-depressivo di cui è affetto nonché la sua età (di 58 anni) non gli
consentono di svolgere una qualsiasi attività lucrativa, quindi tanto meno
la sua attività di manovale edile. Ha precisato di avere interrotto il lavoro il
20 gennaio 2012 per motivi di salute. Ha esibito un'attestazione dell'A-
genzia delle Entrate del 6 ottobre 2012 (secondo cui l'attività dell'impresa
individuale dell'interessato è cessata il 15 settembre 2012; doc. TAF 1).
F.b Il 17 dicembre 2012, l'insorgente ha versato l'anticipo spese (doc.
TAF 2 a 11).
G.
Nella risposta al ricorso del 30 aprile 2013, l'autorità inferiore ha proposto
la reiezione del ricorso. In virtù del rapporto del 18 luglio 2012 del proprio
servizio medico, il ricorrente è stato ritenuto in grado di svolgere la prece-
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Pagina 4
dente attività. Per conseguenza, non ha mai subito un'incapacità lavorati-
va di livello pensionabile. L'autorità inferiore ha altresì rilevato che l'insor-
gente non ha esibito nuova documentazione medica suscettibile di giusti-
ficare un diverso apprezzamento (doc. TAF 13).
H.
Nella replica del 1° luglio 2013, l'interessato si è riconfermato nelle argo-
mentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 31 ottobre 2012. In parti-
colare, l'insorgente ha segnalato che, secondo la relazione medica del 26
aprile 2013 del dott. D._, allegata in copia, le affezioni di cui soffre
"determinano una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità di
lavoro in occupazioni confacenti (...) presumibilmente, decorrere dal me-
se di settembre 2012". Ha prodotto un decreto del 1° luglio 2013 del Tri-
bunale di E._ (doc. TAF 16).
I.
Nella duplica del 22 agosto 2013, l'autorità inferiore ha ritenuto, in virtù
del rapporto del 19 agosto 2013 del proprio servizio medico (in cui è se-
gnalato che la relazione medica dell'aprile 2013 permette di oggettivare
un [eventuale] peggioramento dello stato di salute, peggioramento che si
riferisce comunque ad un'epoca successiva alla data di emissione della
perizia E 213 dell'aprile 2012; doc. 29), che la documentazione medica
prodotta in replica non apporta nuovi elementi clinico oggettivi tali da mo-
dificare la valutazione clinica-lavorativa dell'interessato. L'autorità inferio-
re ha quindi nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc. TAF 18).
J.
In una presa di posizione inoltrata il 18 settembre 2013, l'interessato si è
riconfermato nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del
31 ottobre 2012 (doc. TAF 21), scritto di osservazioni che è poi stato tra-
smesso da questo Tribunale con provvedimento del 30 settembre 2013
all'autorità inferiore per conoscenza (doc. TAF 22).

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-
gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32]), rispetti-
vamente l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I
185 consid. 2 e relativi riferimenti).
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1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-
binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge fede-
rale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS
831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),
rese dall'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per le persone residenti
all'estero.
1.3 In virtù dell'art. 3 lett. d bis
PA, la procedura in materia di assicurazioni
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-
zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26 bis
e
28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA.
1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e aven-
te un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modi-
fica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso
dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è per-
tanto ammissibile.
2.
2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea,
per cui è applicabile, di principio, l'Accordo sulla libera circolazione delle
persone del 21 giugno 1999 fra la Confederazione svizzera, da una parte,
e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, entrato in vigore il
1° giugno 2002 (ALC, RS 0.142.112.681), in particolare il suo allegato II
relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Secondo l'art.
20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, gli accordi
bilaterali fra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità europea in ma-
teria di sicurezza sociale sono sospesi con l'entrata in vigore dell'Accor-
do, qualora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo.
2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisio-
ne 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella
sua nuova versione esso prevede che le parti contraenti applicano tra di
loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, gli atti
giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese eventuali lo-
ro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1), assimila la
Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione europea
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(UE; art. 1 ch. 2), e stabilisce, ai fini dell’applicazione delle disposizioni
dello stesso allegato, la necessità di tenere in debita considerazione gli
atti giuridici dell’UE di cui alla sezione B (art. 2 ch. 1) e di prendere atto di
quelli menzionati alla sezione C (art. 2 ch. 2).
2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-
lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-
siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento
(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settem-
bre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione
del regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n.
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219
4237, 2009 4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale
ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si
spostano all’interno della Comunità, con le relative modifiche, e il regola-
mento (CEE) n. 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909,
2008 4273, 2009 621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del
regolamento (CEE) n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi appli-
cabili tra la Svizzera e gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi
si fa riferimento nel regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento
(CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di casi verificatisi in passato.
Gli atti giuridici elencati nella sezione B dell'allegato II rappresentano di-
verse decisioni della Commissione amministrativa per il coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale, mentre quelli esposti nella sezione C cor-
rispondono a due raccomandazioni della stessa commissione.
L'allegato II è peraltro completato da un protocollo, che ne costituisce par-
te integrante (art. 3 ch. 2), in cui sono stipulate regole speciali riguardo
all'assicurazione contro la disoccupazione, agli assegni per grandi invalidi
e alla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.
2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto di-
versamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono
delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla
legislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini
di tale Stato. Ciò detto, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo al-
legato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-
dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita
d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V
253 consid. 2.4).
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3.
3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono appli-
cabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e
per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.
3.2 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-
mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24
consid. 4.3 e DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF
129 V 1 consid. 1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presen-
tata il 10 marzo 2012, al caso in esame si applicano di principio le dispo-
sizioni della 6a revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012.
3.3
3.3.1 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di
rendita il 10 marzo 2012. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede
che il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui
l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art.
29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr.
consid. 5.3 del presente giudizio]).
3.3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è
delimitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicura-
zioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situa-
zione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia
conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi
quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b),
in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso
e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momen-
to in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del Tribunale
federale 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché
9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a
in fine).
4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una
rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulati-
vamente le seguenti condizioni:
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Pagina 8
 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA non-
ché art. 4, 28 e 28a LAI);
 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento
1408/71) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre
anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo
contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in
combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 con-
sid. 3 e 4).
Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 11 anni (v.
doc. 30) e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione della durata mi-
nima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi
di legge.
5.
5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno
totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può
essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8
LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al
guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul
mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da
un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver
sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevol-
mente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra pro-
fessione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita
se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e
ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entra-
ta in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista
dall'art. 29 cpv. 4, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore
al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad assicurati che sono
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più
applicabile segnatamente quando l'assicurato è cittadino dell'UE o svizze-
ro e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e sentenza del Tribuna-
le federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 e relativi riferimenti).
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5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se
la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante
provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avu-
to un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante
un anno senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo an-
no è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).
6.
6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b,
DTF 110 V 273; v. pure sentenze del Tribunale federale 8C_636/2010 del
17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare
il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-
tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-
ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido),
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-
frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse di-
ventato invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto dei red-
diti).
6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-
pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisi-
ca o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conse-
guente incapacità lavorativa.
6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certifica-
zioni mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il
danno invalidante e per determinare quali lavori siano ancora ragione-
volmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e DTF 114 V
310 consid. 3c).
7.
7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-
sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere
d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-
sogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario
per la valutazione medica del caso (DTF 117 V 282 consid. 4a).
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7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modifica-
re questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezza-
mento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2a ed., Zu-
rigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del Tribunale federale K 24/04
del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 4a). In tal caso, non sussiste
una violazione del diritto costituzionale di essere sentito secondo l'art. 29
cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).
7.3 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40
della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS
273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determi-
nanti per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le
valuta liberamente.
8.
8.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-
tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi
decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad
un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio
medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in
merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregres-
sa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere
conto delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera
chiara a fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è determinante né la sua ori-
gine né la sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto –
ma il suo contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3).
8.2 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-
ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pro-
nunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari lega-
mi che essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi rife-
rimenti.
8.3 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contrad-
dittori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero mate-
riale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che
su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal
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Pagina 11
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga corretta-
mente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui
si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (senten-
za del Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).
9.
Dalla documentazione medica agli atti appare che il ricorrente soffre se-
gnatamente di spondiloartrosi e discopatie multiple lombari, modesta co-
xartrosi bilaterale a lieve incidenza funzionale senza segni di sofferenza
radicolare e sindrome ansioso-depressiva reattiva (cfr. perizia medica
particolareggiata E 213 del 16 aprile 2012; doc. 1).
10.
10.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se, e a partire da
quando, il ricorrente abbia subito, e senza interruzione notevole, un'inca-
pacità lavorativa media del 40% durante un anno giusta l'art. 28 cpv. 1
lett. b LAI.
10.2 Dalla necessaria e sufficiente istruttoria effettuata dall'autorità infe-
riore risulta che un diritto ad una rendita svizzera d'invalidità non avrebbe
potuto sorgere prima del settembre 2013 (termine di attesa di un anno;
art. 28 cpv. 1 LAI in combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAI), ritenuto che al-
cun documento agli atti di causa permette di concludere che un'incapacità
al lavoro sia sorta anteriormente al settembre del 2012.
10.2.1 In effetti, nel rapporto del 18 luglio 2012 (doc. 25), il dott.
C._, medico SMR, ha rilevato, in virtù delle risultanze processuali
(segnatamente sulla base dei referti medici dell'ottobre 2008, dell'ottobre
2011 e del gennaio rispettivamente marzo 2012), che le alterazioni dege-
nerative all'apparato locomotorio sono radiologicamente poco marcate e
compatibili con l'età, non implicano alcuna incidenza funzionale significa-
tiva e non giustificano alcuna incapacità al lavoro. I dolori sono insignifi-
canti e saltuari dal momento che l'insorgente assume dei medicamenti
leggeri di tanto in tanto. L'incidente del 2008 non ha comportato né limita-
zione funzionali né incapacità lavorativa duratura. Il dott. C._ ha
quindi ritenuto, anche tenuto conto della diagnosticata sindrome ansioso
depressiva reattiva (certificato dello psichiatra del 9 marzo 2012), che il
ricorrente è completamente abile nella precedente attività (di intonacato-
re-pavimentista). Questo Tribunale non ha motivo di scostarsi, nella so-
stanza, dal suddetto apprezzamento ritenuto come lo stesso trovi fonda-
mento anche nella perizia medica particolareggiata E 213 del 16 aprile
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2012 (doc. 1). In effetti, il medico incaricato dell'esame ha indicato che
l'insorgente è in grado di svolgere, e a tempo pieno, il suo ultimo lavoro
(doc. 1 pag. 8 n. 11.4). Nella perizia E 213 è stata certo evidenziata un'in-
validità del 50%, nella precedente attività, ritenuta in Italia conformemente
alle disposizioni di legge di detto Paese. Sennonché a tale riguardo giova
rammentare che la valutazione di un'autorità straniera con riferimento
all'incapacità lavorativa di un assicurato non vincola di principio le autorità
svizzere nell'apprezzamento del caso secondo il diritto svizzero (v. sen-
tenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio 2003 consid. 2 non-
ché consid. 2.4 del presente giudizio), fermo restando che l'indicata, ed
immotivata, incapacità lavorativa appare fondarsi su una valutazione
dell'invalidità come vigente in Italia, peraltro di per sé non conciliabile con
il sistema svizzero.
10.2.2 Ma vi è di più. In sede di ricorso, il ricorrente ha presentato una re-
lazione di consulenza tecnica del dott. D._ del 26 aprile 2013 da
cui emerge che il ricorrente è da considerarsi soggetto invalido, ritenuto
che a carico dello stesso sono presenti infermità che determinano una ri-
duzione permanente a meno di 1/3 della capacità di lavoro in occupazioni
confacenti, ma solo a decorrere dal mese di settembre del 2012 (doc.
TAF 16, allegato 2). In virtù di tale relazione di consulenza tecnica, che
non sarebbe stata contestata, il Tribunale di E._, sezione del lavo-
ro, nell'atto di omologazione del 1° luglio 2013, ha accertato un'invalidità
a decorrere dal 1° settembre 2012 solamente, e indicato che il riconosci-
mento del requisito sanitario è intervenuto in epoca successiva alla pro-
posizione della domanda amministrativa da parte dell'interessato (aggra-
vamento sopravvenuto).
10.2.3 Anche i succitati documenti dell'aprile e luglio 2013 dimostrano
pertanto in modo incontrovertibile che al momento dell'emanazione della
decisione impugnata, il 24 settembre 2012, non risultava manifestamente
un'incapacità al lavoro media sufficiente, per un anno (tutt'al più per 24
giorni), ai sensi delle pertinenti disposizioni di legge svizzere.
10.3 Può essere ancora rilevato che né nell'ambito della procedura di
prima istanza né in sede di ricorso l'insorgente ha mai indicato con la ne-
cessaria precisione, tanto meno dimostrato con documentazione medica
oggettiva, quali specifiche attività della sua professione (in percentuale ri-
spetto al totale) non sarebbe più (stato) in grado di svolgere, e a partire
da quando, a causa delle affezioni da lui evocate, non essendo decisivo
per la determinazione del grado d'invalidità la sua decisione di ridurre l'o-
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rario di lavoro da maggio del 2011 rispettivamente di interrompere il lavo-
ro da gennaio del 2012.
10.4 Infine, giova pure ancora rilevare che, per costante giurisprudenza,
allorquando, come in nel caso in esame, l'attività lavorativa abituale è e-
sigibile, l'applicazione del metodo straordinario per la determinazione del
grado d'invalidità non presuppone né la presa in considerazione dell'età
del ricorrente o del mercato equilibrato del lavoro, né un raffronto dei red-
diti ipotetici o il riferimento a dei redditi comparativi nella medesima pro-
fessione, né l'esame della fase iniziale dell'attività indipendente in que-
stione, il tasso d'incapacità al lavoro (dello 0%) corrisponde allora al gra-
do d'invalidità (dello 0%; cfr. sentenze del Tribunale federale 9C_1/2011
del 22 febbraio 2012 e 9C_947/2008 del 29 maggio 2009 nonché senten-
za del Tribunale amministrativo federale C-1446/2011 del 27 giugno 2013
consid. 11.5), grado d'invalidità che esclude il riconoscimento del diritto
ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità.
11.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, privo di qualsivoglia fonda-
mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. Il giudi-
ce dell'istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno scambio di
scritti – decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi
manifestamente infondati (art. 85 bis
cpv. 3 LAVS in combinazione con l'art.
69 cpv. 2 LAI). Nel caso concreto il gravame – in considerazione, fra l'al-
tro, dei generici argomenti presentati – deve ritenersi siccome manife-
stamente infondato. La presente sentenza di rigetto del ricorso può per-
tanto essere resa a giudice unico.
12.
Come già rilevato al considerando 10.2.2 del presente giudizio, il ricorren-
te, nella replica del 1° luglio 2013, ha fatto presente (implicitamente) che
le sue condizioni di salute sono peggiorate ed ha esibito una relazione
medica dell'aprile 2013 del dott. D._. Per quanto risulta dagli atti di
causa, occorre rilevare, come indicato dal dott. C._ (v. rapporto
del 19 agosto 2013 [doc. 29]), che l'incidenza funzionale delle patologie
ortopedico-reumatologiche diagnosticate ha subito un cambiamento signi-
ficativo. Se il rapporto ortopedico del gennaio 2012 (doc. 19) evidenziava
un rachide mobile per 3/4 su vari piani, un'anca destra limitata nelle rota-
zioni per pochi gradi ed una manovra di Lasègue negativa e la perizia
medica E 213 dell'aprile 2012 (doc. 1) riferiva di escursioni articolari del
tronco complete, manovre di stiramento radicolare negative, scapolo o-
merali con escursioni articolari complete, movimenti delle coxo-femorali
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complete, movimenti (forza e tono) e andatura nella norma, la situazione
appare essersi modificata significativamente a partire al più tardi dal 26
aprile 2013, data della relazione medica del dott. D._ (doc. TAF
16, allegato 2), in cui è fatto stato di un deficit flesso-estensorio del tronco
con ipomobilità del rachide cervicale, manovra di Lasègue positiva a de-
stra ai gradi medi, spalla destra dolente all'elevazione del braccio con
blocco ai gradi medi, coxo-femorali limitate nei movimenti e ridotta forza
prensile alle mani. Detta documentazione va pertanto trasmessa all'UAIE
quale nuova domanda di rendita.
13.
13.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 400.--, sono
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono
computate con l'anticipo spese, di identico ammontare, versato dall'insor-
gente stesso il 17 dicembre 2012.
13.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per
spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7
cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche
vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili
(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto
(v., fra l'altro, DTF 127 V 205).
(dispositivo alla pagina seguente)
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