Decision ID: 138534f9-558c-5bbc-8715-c12c855dae71
Year: 2013
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
Il richiedente, proveniente dalla Repubblica democratica del Congo
(RDC) e di etnia baluba, ha depositato una domanda di asilo in Svizzera
in data 13 agosto 2008.
Nel corso delle audizioni a cui è stato sottoposto, l'interessato ha dichia-
rato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, (cfr. verbale di audizione del
22 agosto 2008 [di seguito: verbale 1] e verbale del 5 settembre 2008 [di
seguito: verbale 2) di essere nato e cresciuto a Kinshasa (RDC) dove vi
avrebbe vissuto sino alla fine di agosto del 2005 prima di trasferirsi in
Russia, nella città di B._. In tale città avrebbe frequentato la locale
Università sino al 10 agosto 2008.
In merito ai motivi di asilo, egli ha dichiarato di essere un membro attivo
del "Mouvement de libération congolais" (MLC) e di essere perseguitato
dalle Autorità locali in ragione della sua militanza in tale partito politico. In
particolare, sarebbe stato arrestato nel 2004 ed imprigionato presso il
"Palais de marbre" in quanto avrebbe cercato di aiutare il Leader politico
del MLC Jean-Pierre Bemba (di seguito: JPB) a fuggire dal Paese. Nel
febbraio del 2005, con la complicità di un soldato della sua stessa etnia,
sarebbe evaso dal Palais de marbre. Temendo per la propria vita, con l'a-
iuto di un funzionario dell'Ambasciata russa di Kinshasa, avrebbe lasciato
la RDC giungendo in Russia. In tale Paese avrebbe conosciuto altri mili-
tanti del MLC e continuato la propria attività in seno a tale movimento. In
particolare, si sarebbe occupato di documentare, per conto del MLC, ma-
teriale bellico russo da acquistare ed inviare nella RDC. Avrebbe infine la-
sciato la Russia in quanto, da un lato, sarebbe stato ricercato da agenti
congolesi del Kabila in servizio presso l'Ambasciata congolese di Mosca,
dall'altro lato, avrebbe avuto timore del forte razzismo, in particolare nei
confronti degli africani, in Russia.
A sostegno della propria domanda di asilo, il richiedente ha presentato: la
carta studenti e la pagella scolastica dell'Università di B._ (Russia)
datate entrambe il 9 settembre 2009 (doc. 1 e 2), tre fotografie nel quale
è raffigurato come figurante in un parco divertimenti (doc. 3), due articoli
tratti dal sito internet "africatime.com", rispettivamente del 5 agosto 2008
(doc. 4) e 7 agosto 2008 (doc. 5) e un ulteriore articolo tratto dal sito
internet congoindependant.com del 14 agosto 2008 (doc. 6).
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B.
Con decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM)
dell'11 gennaio 2011, tale Ufficio ha respinto la succitata domanda di asilo
ed ha pronunciato l'allontanamento dalla Svizzera dell'interessato, non-
ché l'esecuzione dell'allontanamento verso la RDC, siccome lecita, esigi-
bile e possibile.
C.
Il 9 febbraio 2011, il ricorrente ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la succitata deci-
sione dell'autorità inferiore, postulando, in via principale, l'annullamento
del provvedimento impugnato, il riconoscimento della qualità di rifugiato e
la concessione dell'asilo nonché, subordinatamente, il rinvio degli atti
all'autorità inferiore affinché regolarizzi il suo soggiorno in Svizzera in virtù
dell'art. 18 della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31).
Ha altresì presentato una domanda di assistenza giudiziaria nel senso
della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e chiesto la restitu-
zione dell'effetto sospensivo al ricorso.
D.
Con scritto del 14 febbraio 2011, il Tribunale ha autorizzato il ricorrente ha
soggiornare in Svizzera fino alla conclusione della procedura in oggetto in
virtù dell'art. 42 LAsi.
E.
Con scritto del 29 settembre 2011, il Servizio dello Stato civile e delle na-
turalizzazioni del Canton Friburgo ha trasmesso all'UFM il passaporto
congolese originale del ricorrente emesso in data (...).
F.
Con scritto del 15 novembre 2011, il Tribunale ha trasmesso copia del
gravame all'UFM, invitandolo nel contempo ad inoltrare un'eventuale ri-
sposta allo stesso.
G.
Con risposta del 23 novembre 2011, l'autorità inferiore ha proposto la re-
iezione del gravame.
H.
Con decisione incidentale del 16 gennaio 2013, il Tribunale ha invitato il
ricorrente a fornire informazioni in merito all'ottenimento del passaporto
congolese e alla propria situazione personale e famigliare.
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Pagina 4
I.
Non ottenendo alcuna risposta dall'insorgente, in data 20 febbraio 2013, il
Tribunale ha preso contatto con il Servizio dello stato civile delle natura-
lizzazioni del Cantone Friburgo, il quale ha trasmesso in copia a questa
Autorità:
- il certificato di matrimonio di data (...) tra l'insorgente e la Signora
C._ (cittadina svizzera);
- l'atto di nascita del figlio dei coniugi nato il (...);
- il permesso B a beneficio del ricorrente.
L.
Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei
considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Considerations:
Diritto:
1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-
cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla leg-
ge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir-
tù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.
L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).
L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.
Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è
particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di
essa.
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I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al
contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.
2.
Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto
federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è vin-
colato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giu-
ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti
(cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II,
3a ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5).
3.
3.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le dispo-
sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto
accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato.
Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi,
sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza,
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazio-
nalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pre-
giudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della
vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì
tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile
(art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).
3.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di
rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità
preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-
gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contradditto-
rie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi
di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).
In altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei sum-
menzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un richieden-
te l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convinzione lo-
gica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del contra-
rio, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.2
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e 2.3 pag. 826; DTAF 2010/41 consid. 5.2, pagg. 574 e segg.). Le dichia-
razioni devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise,
ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione
(altrettanto o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra
loro e nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla ve-
rosimiglianza dev'essere il frutto d'una valutazione complessiva, e non
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da
consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il
pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di
civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante
(cfr. DTAF 2010/57 consid. 2; GICRA 2005 n. 21 consid. 6.1).
4.
4.1 Nella decisione in oggetto, l'UFM ha ritenuto le dichiarazioni dell'in-
sorgente inverosimili per i motivi seguenti. In primis, il racconto relativo
all'arresto avvenuto nel 2004 sarebbe vago ed in contrasto con le infor-
mazioni a disposizione dell'autorità di prime cure relative alla situazione
politica vigente in RDC al momento del fatto descritto. Infatti, durante quel
periodo, JPB, allora Vice-Presidente del Paese, avrebbe collaborato in
seno al Governo di transizione con l'allora Presidente Joseph Kabila, ed i
membri del MLC non sarebbero stati soggetti a persecuzioni. Oltretutto
non risulterebbe che, nel dicembre del 2004, JPB abbia tentato di fuggire
dal Paese. Il ricorrente avrebbe inoltre reso versioni contraddittorie in me-
rito ai fatti accaduti dopo l'asserita evasione. In particolare, avrebbe dap-
prima dichiarato di essere passato presso la sua famiglia solo per recupe-
rare alcuni indumenti, allorché, in un secondo momento, avrebbe afferma-
to di avere trascorso al domicilio famigliare le due settimane seguenti l'e-
vasione. Sarebbe inoltre poco credibile che il ricorrente, se effettivamente
ricercato dagli agenti della "Agence Nationale de Renseignements"
(ANR), sarebbe fuggito dal Paese con il proprio passaporto originale su-
perando i controlli all'aeroporto di N'Djili (RDC). Non sarebbe inoltre giu-
stificabile che l'insorgente non conosca il cognome di colui che avrebbe
organizzato e finanziato la propria fuga dal Paese di origine. Per quanto
attiene alle asserite attività svolte per conto del MLC in Russia, sarebbe
inverosimile che il ricorrente, semplice studente privo di conoscenze mili-
tari, avrebbe ottenuto l'incarico di trattare materiale bellico. Tali attività
non sarebbero d'altronde corroborate da alcun elemento di prova rilevan-
te, ritenuto che i documenti presentati attesterebbero unicamente che il
ricorrente ha vissuto e studiato in Russia, ma non le attività politiche svol-
te in questo Paese. Gli articoli di giornale, invece, non sarebbero attinenti
alla situazione personale dell'insorgente. L'UFM ha infine giudicato come
esigibile l'esecuzione dell'allontanamento dell'interessato verso la RDC,
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ritenuto che l'attuale situazione in tale Paese non esporrebbe il ricorrente,
in caso di ritorno in patria, ad una situazione di pericolo concreto ai sensi
dell'art. 83 cpv. 4 della Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranie-
ri (LStr, RS 142.20) anche in ragione del fatto che lo stesso avrebbe vis-
suto a Kinshasa (RDC) dalla nascita sino al 2005 e che, la sua giovane
età e formazione scolastica, dovrebbero garantirgli un reinserimento so-
ciale privo di ostacoli.
4.2 Nel gravame il ricorrente contesta la decisione dell'UFM sostenendo
che avrebbe reso delle dichiarazioni esaustive e fedeli a quanto realmen-
te subito in Patria. Per quanto concerne le contestazioni mossegli dall'au-
torità inferiore, l'insorgente afferma che non sarebbe stato un esponente
conosciuto all'interno del MLC ma un "pesce piccolo". Per quanto concer-
ne le circostanze dell'espatrio, le giustifica con il fatto che sarebbe riuscito
a superare indenne i controlli dell'aeroporto grazie all'aiuto di un alto fun-
zionario dell'ambasciata russa di Kinshasa e, oltretutto, all'aeroporto di
N'Djili non vi sarebbero controlli di sicurezza di un livello comparabile a
quello degli aeroporti europei. Oltretutto il personale sarebbe facilmente
corruttibile. Il ricorrente afferma inoltre che l'UFM avrebbe il dovere di
svolgere ulteriori accertamenti per verificare la propria effettiva qualità di
rifugiato. Contrariamente a quanto affermato dall'autorità inferiore, l'insor-
gente ritiene che l'esecuzione del proprio allontanamento nella RDC sa-
rebbe illecita e non ragionevolmente esigibile a causa dell'instabilità poli-
tica e socio-economica del Paese. D'altronde, il fatto che JPB sia attual-
mente in prigione all'Aja, dimostrerebbe che lo stesso ricorrente in Patria
sarebbe esposto ad un pericolo concreto.
5.
Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità infe-
riore nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisive in materia d'asilo
rese dal ricorrente s'esauriscono in contraddittorie ed imprecise afferma-
zioni di parte, non corroborate dal benché minimo elemento di seria con-
sistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso.
L'insorgente non ha saputo fornire indicazioni precise sui fatti addotti a
sostegno dei motivi presentati a fondamento della sua domanda d'asilo,
ragione per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza per i
motivi che seguono.
Infatti, il racconto del ricorrente in merito alle attività che avrebbe svolto in
Patria a favore del MLC e per le quali sarebbe stato perseguitato nel Pa-
ese di origine, è privo del benché minimo particolare e si limita
a dichiarazioni generiche e stereotipate malgrado le richieste di dettagli in
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merito. A titolo esemplificativo, malgrado il ricorrente abbia dichiarato di
essere uno dei quattro leader del Movimento MLC presso l'Università
congolese, non ha saputo indicare quanti fossero all'incirca i sostenitori
del MLC presso l'Ateneo (cfr. A11, F22, pag. 4). In merito alle persecuzio-
ne che avrebbe subito in Patria, l'insorgente ha dapprima sostenuto di
essere stato arrestato per avere organizzato e preso parte a manifesta-
zioni pubbliche del MLC (cfr. A1, pag. 6), chiamato a fornire maggiori det-
tagli, ha aggiunto di essere stato arrestato allorquando avrebbe aiutato
JPB nel tentativo di fuggire dal Paese (cfr. A11, F56, pag. 8), tuttavia esso
non ha saputo specificare, nemmeno in maniera indicativa, quante per-
sone avrebbe preso parte a questa azione (cfr. A11, F57-58, pag. 8). Ol-
tretutto, l'asserito tentativo di fuga di JPB non collima con la storia del
Paese all'epoca della circostanza descritta. Infatti, in quel periodo JPB
era Vice Presidente del Governo di transizione, carica che ha mantenuto
sino alle elezioni del 2006, e pertanto non aveva alcun motivo di fuggire
dal Paese. È inoltre poco credibile che un soldato al servizio del Governo
avrebbe corso il rischio di aiutare il ricorrente ad evadere dalla prigione
per il solo fatto di essere originario della stessa tribù del ricorrente, fatto
del quale, oltretutto, l'insorgente non ha reso ulteriori dettagli (cfr. A11,
F28, pag. 5; F52, pag. 7; F61, pag. 9). Il ricorrente si è inoltre contraddet-
to in merito agli avvenimenti accaduti dopo l'asserita evasione, segnata-
mente, esso ha dapprima sostenuto di non essere tornato presso la sua
abitazione (cfr. A11, F29, pag. 5), in seguito ha invece sostenuto di essere
passato velocemente presso la sua abitazione per prendere i suoi vestiti
(cfr. A11, F38-39, pag. 6) per poi cambiare nuovamente versione affer-
mando di essere tornato a casa e di esservi restato per circa due setti-
mane (cfr. A11, F66 e 68, pag. 9). Anche il racconto relativo alle attività
che avrebbe svolto per conto del MLC in Russia è privo di qualsiasi ele-
mento concreto. Difatti, l'insorgente ha dichiarato, senza apportare alcun
particolare, che sarebbe stato avvicinato all'Università di B._ da
un membro del MLC in quanto avrebbe indossato una maglietta di questo
movimento (cfr. verbale 2, F53, 7). In seguito, avendo delle buone cono-
scenze di russo, sarebbe stato incaricato di interagire con alti funzionari
dell'esercito russo al fine di acquistare armamenti per conto del MLC
(cfr. verbale 2, F83-86, pag. 11). Tuttavia, come giustamente rilevato
dall'autorità inferiore, è poco credibile che uno studente, senza alcuna
esperienza militare, sia stato incaricato di intrattenere relazioni con alti
funzionari militari o ispezionare gli armamenti da acquistare per conto del
MLC. Non da ultimo, è importante osservare che il ricorrente non ha sa-
puto fornire alcuna prova rilevante a sostegno della propria appartenenza
al MLC o delle attività svolte per conto di esso, limitandosi alle proprie
generiche e stereotipate dichiarazioni. In ogni caso, è d'uopo far presente
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che l'eventuale appartenenza al MLC non è di per sé una circostanza tale
da esporre il ricorrente ad una minaccia nel Paese di origine. Infatti, tale
movimento è uno dei principali partiti a Kinshasa ed i suoi membri non
sono oggetto, attualmente, di particolari misure repressive. D'altronde,
molte persone nella RDC rivendicano apertamente l'appartenenza a tale
partito. Pertanto si può escludere che l'eventuale appartenenza dell'in-
sorgente al MLC possa procurargli un rischio concreto e attuale per la
sua vita, la sua libertà o integrità corporale.
La circostanza poi che nel corso del 2011, il ricorrente, in vista del proprio
matrimonio, ha ottenuto e trasmesso al Servizio dello Stato civile e delle
naturalizzazioni del Cantone Friburgo, una serie di documenti ottenuti dal-
le Autorità congolesi (cfr. A25/12 e A9/1), tra cui, tra l'altro, anche il pro-
prio passaporto congolese rilasciato il (...), depone a favore di un'assenza
di timore fondato di essere perseguitato in Congo. Del resto, richiesto di
esprimersi su tale circostanza, il ricorrente non ha fornito alla scrivente
autorità alcuna spiegazione.
Difatti, giusta l'art. 63 cpv. 1 lett. b LAsi e l'art. 1 C cifr. 1 della Convenzio-
ne del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30), lo statuto di
rifugiato è revocato se l'interessato ha volontariamente ridomandato la
protezione dello Stato di cui possiede la cittadinanza, ritenuto che la pro-
tezione internazionale non deve essere mantenuta laddove non è più ne-
cessaria o non si giustifica più. Tale è il caso, ad esempio, qualora l'inte-
ressato intrattiene relazioni con le Autorità del proprio Paese, in particola-
re la registrazione al consolato o la richiesta di un nuovo passaporto
(cfr. ACHERMANN/HAUSAMMANN, Handbuch des Asylrechts, 2°ed., Ber-
na/Stoccarda 1991, pagg. 202 e segg.; GICRA 1996 Nr. 7 consid. 8-10,
GICRA 1998 Nr. 29 Consid. 3a). Tali considerazioni si applicano analo-
gamente per quanto concerne la procedura d'asilo. Di conseguenza, e-
sercitare un atto che possa portare alla revoca dello statuto di rifugiato
giusta gli articoli sopraccitati esclude il riconoscimento della qualità di ri-
fugiato nella procedura di asilo.
6.
Orbene, in considerazione di quanto precede, sulla base di una valuta-
zione globale delle allegazioni presentate, codesto Tribunale ritiene che
l'UFM ha rettamente considerato i motivi presentati dal ricorrente come
inverosimili e non realizzanti le condizioni della qualità di rifugiato previste
dagli art. 3 e 7 LAsi.
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Ne consegue che, sul punto di questione dell'asilo, il ricorso non merita
tutela e la decisione impugnata va confermata.
7.
7.1 Tramite la comunicazione del 20 febbraio 2013 del Servizio dello Sta-
to civile e delle naturalizzazioni del Cantone Friburgo, il Tribunale è stato
informato che il ricorrente beneficia ora di un permesso di dimora (per-
messo B) a seguito del matrimonio concluso con la Signora C._
(cittadina svizzera) in data (...).
7.2 Allorquando un diritto di rilascio di un permesso di dimora di polizia
degli stranieri sorge a conclusione della procedura di asilo, non vi è moti-
vo di riesaminare la decisione d'allontanamento pronunciata. L'esame
dell'esistenza delle condizioni per il rilascio di un permesso di dimora,
domanda fondata nel caso concreto sul matrimonio con una cittadina
svizzera, spetta alle competenti Autorità di polizia degli stranieri. Se tali
Autorità concedono il permesso di dimora al richiedente l'asilo la cui do-
manda è stata respinta, le decisioni dell'UFM in materia d'allontanamento
e d'esecuzione dell'allontanamento divengono caduche (cfr. tra le tante
Sentenze del Tribunale amministrativo federale D-3737/2006 del 27 gen-
naio 2010, consid. 12, pagg. 9-10 e del 18 ottobre 2009 E-6023/2008,
pag. 2; GICRA 2001 nr. 21 consid. 11c).
7.3 Da quanto esposto, ne discende che in materia di pronuncia e di ese-
cuzione dell'allontanamento (cifr. 3,4 e 5 del dispositivo della decisione
impugnata), il ricorso è divenuto privo di oggetto, essendo venuto a meno
l'interesse degno di protezione del ricorrente all'annullamento o alla modi-
ficazione della decisione impugnata (art. 48 cpv. 1 lett. c PA).
8.
8.1 Giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, se una parte non dispone dei mezzi neces-
sari e le sue conclusioni non sembrano prive di possibilità di successo,
l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la dispen-
sa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese
processuali. In particolare, prive di probabilità di successo sono conclu-
sioni le cui prospettive di successo sono sensibilmente inferiori a quelle di
insuccesso, e che di conseguenza non possono essere definite serie. Se
le prospettive di successo e di insuccesso si equivalgono, oppure le pri-
me sono soltanto lievemente inferiori alle seconde, la conclusione non
può dirsi priva di probabilità di successo. Decisivo è sapere se una parte
che dispone dei mezzi finanziari necessari affronterebbe un processo: chi
non è disposto ad affrontare a proprie spese un processo non deve poter-
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lo fare soltanto perché la procedura è gratuita. L'esistenza di sufficienti
probabilità di successo va giudicata sommariamente in base alle condi-
zioni al momento dell'introduzione della domanda (DTF 133 III 614 con-
sid. 5; sentenza del Tribunale federale 5A_711/2011 del
21 dicembre 2011 consid. 3.1).
8.2 Nella fattispecie, viste le allegazioni ricorsuali sprovviste di esito favo-
revole già al momento dell'inoltro del gravame – le quali hanno condotto
all'esito negativo della presente procedura –, le condizioni di cui all'art. 65
cpv. 1 PA non sono adempiute, di modo che la domanda di assistenza
giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese proces-
suali, va respinta.
8.3 Essendo il ricorrente soccombente per quanto concerne la questione
relativa alla qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo, le spese pro-
cessuali devono essere poste a suo carico. Per il resto, se la procedura è
divenuta priva di oggetto senza che ciò sia imputabile al comportamento
delle parti, le spese processuali sono fissate sulla base dello stato dei fatti
prima dell'avvenimento della circostanza che ha reso priva di oggetto la
procedura (cfr. art. 5 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nel caso di specie, per quanto
attiene all'esecuzione dell'allontanamento, il ricorso è divenuto privo di
oggetto senza che ciò sia imputabile al comportamento del ricorrente.
Tuttavia, il ricorso, su tale punto, non aveva possibilità di successo. Infatti,
in considerazione degli elementi di inverosimiglianza già esposti in detta-
glio al considerando 5 della presente sentenza, niente permette di pensa-
re che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente avrebbe ostato gli
impegni internazionali assunti dalla Svizzera (art. 83 cpv. 3 Legge federa-
le del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). Allo stesso mo-
do, la situazione personale dell'insorgente, permette di concludere che
l'allontanamento verso il Paese di origine sarebbe stato ragionevolmente
esigibile ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr.
8.4 Visto quanto sopra, le spese processuali, di CHF 600.-, che seguono
la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5
PA, nonché l'art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripeti-
bili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del
21 febbraio 2008 {[TS-TAF, RS 173.320.2]).
9.
Analogamente a quanto sopra, per determinare se vi è ragione di accor-
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dare all'insorgente delle indennità ai sensi dell'art. 64 cpv. 1 PA in ragione
dell'esito della decisione in materia di allontanamento ed esecuzione
dell'allontanamento a seguito dell'ottenimento del permesso di soggiorno
in Svizzera (cfr. consid. 8 della presente sentenza), occorre valutare qua-
le sarebbe stato l'esito probabile del ricorso prima dell'ottenimento del
permesso che ha reso privo d'oggetto la vertenza su tali aspetti (cfr. art. 5
e 15 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-
nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF,
RS 173.320.2]; ANDRÉ MOSER / MICHAEL BEUSCH / LORENZ KNEUBÜHLER,
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Handbücher für die
Anwaltspraxis, Band X, Basilea 2008, pt. 4.71 a 4.73, pag. 217). Nel caso
di specie, per i motivi già espressi nel considerando che precede, non si
giustifica l'accordo di indennità a titolo ti ripetibili.
10.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda di estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato
in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso in
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d
cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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