Decision ID: 0c0cf667-ca62-4e4d-85c5-43ece7295b85
Year: 2022
Language: it
Court: CH_BVGE
Chamber: CH_BVGE_001
Canton: CH
Region: Federation
Law Area: 
Law Sub-area: nan
Label: dismissal

Facts:
Fatti:
A.
A.a A._, cittadino sudanese, proveniente da C._, villagio a
(...) del Darfur, è espatriato in D._ in seguito a delle incursioni da
parte dei miliziani Janjawid avvenute tra il 2003 e il 2004.
A.b Egli ha vissuto nel campo profughi di E._ dal 2005 al 2015.
Durante questo periodo l’interessato si è sposato con due donne. Dalla
prima unione, con F._, è nato B._, mentre dalla seconda
unione, con G._, sono nati altri tre figli: H._, I._ e
J._.
A.c L’interessato ha divorziato dalla pima consorte nel 2008, in quanto
G._ non avrebbe sopportato il fatto di essere la seconda moglie. Il
figlio B._ è rimasto con la prima moglie.
A.d Nel 2015, a causa delle difficili condizioni nel campo profughi di
E._, il richiedente ha deciso di lasciare il D._ per trasferirsi
in K._, dove in seguito l’ha raggiunto la seconda moglie assieme ai
loro tre figli. B._ è rimasto con la madre al campo profughi di
E._.
B.
B.a Il 5 aprile 2017 l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
(in seguito: ACNUR) ha riconosciuto la qualità di rifugiati ai cinque membri
della famiglia trasferitesi in K._. Inoltre, essi sono stati proposti,
sempre dall’ ACNUR, per la partecipazione ad un programma di reinsedia-
mento in Svizzera (cfr. atto SEM [...]-1/18).
B.b Il 27 ottobre 2020 A._ e G._ sono stati ascoltati al
L._ dalla Segreteria di Stato della migrazione (in seguito: SEM) in
vista del reinsediamento in Svizzera.
C.
C.a Con scritto del 15 dicembre 2020 la SEM ha autorizzato l’entrata in
Svizzera dei coniugi e dei loro tre figli. Quest’ultimi hanno raggiunto la Sviz-
zera il 10 febbraio 2021. Lo stesso giorno hanno depositato le loro do-
mande d’asilo e il 15 febbraio 2021 sono stati sentiti in merito ai dati per-
sonali.
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C.b La SEM, con decisione ai sensi dell’art. 56 cpv. 1 della legge sull'asilo
del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) del 1° marzo 2021, ha riconosciuto
la qualità di rifugiato ha concesso l’asilo a A._ e G._ e ai
loro tre figli.
I.
D.
D.a Il 22 marzo 2021 A._ ha inoltrato alla SEM una domanda di
ricongiungimento famigliare a favore del figlio B._.
D.b A sostegno della sua domanda di ricongiungimento egli ha depositato
quali mezzi di prova:
- l’atto di nascita del figlio B._ datato del 14 dicembre 2007;
- l’attestato di divorzio dalla prima moglie F._ del 2008;
- l’attestato di registrazione di F._ presso il campo di E._
rilasciato il 22 maggio 2015 dall’ACNUR;
- la lettera di consenso di F._ per il ricongiungimento di
B._ con il padre del 11 marzo 2021;
- 2 fotografie di B._.
D.c Con scritto del 2 agosto 2021 A._ ha sollecitato la SEM a pren-
dere una decisione, poiché preoccupato per lo stato di salute del figlio, che
non potrebbe accedere alle cure mediche necessarie.
E.
La SEM, con decisione del 18 agosto 2021 (notificata il giorno seguente),
non ha autorizzato l’entrata in Svizzera di B._ ed ha respinto la do-
manda di ricongiungimento famigliare.
F.
In data 16 settembre 2021 (recte 17 settembre 2021; cfr. timbro del plico
raccomandato; data d’entrata: 20 settembre 2021), A._, agendo in
favore del figlio, è insorto con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo
federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo di annullare la suddetta deci-
sione e di autorizzare nel contempo l’entrata in Svizzera del figlio
B._ a titolo di ricongiungimento famigliare. Egli ha altresì chiesto la
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concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-
mento delle spese processuali e del relativo anticipo.
G.
Il Tribunale, con decisione incidentale del 20 ottobre 2021, ha accolto
l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria nel senso della di-
spensa dal versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo ed ha
trasmesso all’autorità inferiore una copia del ricorso invitandola ad inoltrare
una risposta.
H.
Con scritto del 3 novembre 2021 la SEM ha fornito la propria risposta al
ricorso. La stessa è stata trasmessa all’insorgente con ordinanza del 5 no-
vembre 2021 con possibilità di replica.
I.
Il 22 novembre 2021 il ricorrente ha inoltrato la propria replica. Il Tribunale,
con ordinanza del 24 novembre 2021, l’ha trasmessa alla SEM per cono-
scenza e ha dichiarato chiuso lo scambio di scritti.

Considerations:
Diritto:
1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF,
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6).
1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5
PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette
autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi
dell'art. 5 PA.
2.
2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,
è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa
(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.
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2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-
tanto entrare nel merito del ricorso.
3.
Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto
federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-
gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).
4.
4.1 Oggetto del litigio in questa sede risulta essere la decisione della SEM
del 18 agosto 2021 mediante la quale l’autorità inferiore non ha autorizzato
l’entrata in Svizzera di B._ e ha respinto la domanda di ricongiungi-
mento famigliare.
4.2 Giusta l’art. 51 cpv. 1 LAsi, il coniuge di un rifugiato ed i loro figli mino-
renni sono riconosciuti come rifugiati e ottengono l’asilo, sempreché non vi
si oppongano circostanze particolari. Nel caso in cui suddetti aventi diritto
sono stati separati in seguito alla fuga e si trovano all’estero, occorre auto-
rizzarne, su domanda, l’entrata in Svizzera (art. 51 cpv. 4 LAsi).
4.3 La ratio legis dell’art. 51 LAsi consiste nel regolamentare lo statuto del
nucleo famigliare in maniera uniforme, così come esisteva al momento
della fuga del rifugiato (cfr. DTAF 2015/29 consid. 4.2.1 con riferimento ci-
tato; DTAF 2015/40 consid. 3.4.4.3), e non alla costituzione di nuove rela-
zioni o alla ripresa di relazioni già terminate (cfr. DTAF 2012/32 consid. 5.2
e 5.4, in particolare 5.4.2).
4.4 Nel caso in cui il coniuge di un rifugiato ed i suoi figli minorenni, non
adempiono le condizioni di riconoscimento della qualità di rifugiato a titolo
originario, ma essi si trovano in Svizzera, ricevono parimenti la qualità di
rifugiato a titolo derivato e l’asilo, fatte salve circostanze particolari, anche
se la comunità famigliare è stata fondata soltanto in Svizzera
(cfr. DTAF 2017 VI/4 consid. 4.4.1). Al contrario, se i precitati si trovano
all’estero, essi ottengono l’autorizzazione d’entrata al fine di garantire
l’asilo accordato alle famiglie soltanto se si tratta di ricostituire un nucleo
famigliare separato dalla fuga e in assenza di circostanze particolari che vi
si oppongano (cfr. DTAF 2017 VI/4 consid. 3.1 e 4.4.2; cfr. anche fra le al-
tre: sentenza del Tribunale D-2131/2019 del 1° luglio 2019).
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4.5 La condizione di separazione a seguito della fuga implica che in prece-
denza il rifugiato abbia realmente convissuto con la persona aspirante al
ricongiungimento famigliare. La separazione comporta di conseguenza
che la comunità famigliare viene divisa involontariamente nel momento
della fuga all’estero del membro avente diritto all’asilo (cfr. sentenza del
Tribunale D-3151/2020 del 14 ottobre 2020 consid. 3.1). Tuttavia, il Tribu-
nale ha già ammesso l’esistenza di una comunità famigliare preesistente
anche nel caso di famiglie separate in patria per motivi imperativi già prima
della fuga (cfr. DTAF 2018 VI/6 consid. 5.2; sentenza del Tribunale
D-982/2016 del 10 settembre 2018 consid. 5.2.1). Inoltre, il Tribunale ha
già avuto modo di constatare che anche la separazione della famiglia all’in-
fuori dal proprio paese d’origine rappresenta un possibile caso di applica-
zione dell’art. 51 cpv. 4 LAsi. Determinate è l’esistenza di una comunità
famigliare in patria o in uno Stato terzo – tra l’avente diritto all’asilo e la
persona che aspira al ricongiungimento famigliare – al momento della fuga
(cfr. DTAF 2020 VI/1 consid. 8.4).
4.6 Infine, l’esistenza dei summenzionati requisiti deve essere provata o
almeno resa verosimile (art. 7 LAsi) al momento della domanda per otte-
nere l’autorizzazione d’entrata in vista del ricongiungimento famigliare
(cfr. sentenza del Tribunale D-3151/2020 del 14 ottobre 2020 consid. 3.3).
5.
5.1 L’interessato con la domanda di ricongiungimento famigliare a favore
del figlio B._ ha fatto valere che egli avrebbe convissuto con la di
lui madre, F._, dal 2003 al 2008, anno del loro divorzio presso il
campo profughi di E._ in D._. Quest’ultima avrebbe in occa-
sione della separazione comunicato alle autorità di non volersi trasferire in
un altro campo profughi proprio per poter dare continuità alla comunità fa-
migliare e, in particolare, per permettergli di svolgere il ruolo di padre. Il
ricorrente ha inoltre asserito che egli avrebbe avuto buoni e quotidiani rap-
porti con il figlio fino al 2015, anno in cui avrebbe deciso di lasciare il campo
profughi da solo in cerca di migliori possibilità di vita da poter offrire al figlio
e alla nuova famiglia. Egli ha altresì affermato che una volta arrivato in
K._ sarebbe stato raggiunto solo dalla sua nuova famiglia; il ricon-
giungimento con B._ non sarebbe stato possibile per motivi econo-
mici. Tuttavia, la distanza geografica non avrebbe mai compromesso il rap-
porto con il figlio. Egli intratterrebbe con lo stesso un contatto quotidiano e
si sarebbe sempre interessato al suo benessere. Inoltre, a tutt’oggi avrebbe
un ottimo rapporto anche con la madre, la quale lo informerebbe su ogni
aspetto della vita del ragazzo. Nella lettera inoltrata con la domanda di ri-
congiungimento, la madre di B._ si sarebbe dichiarata d’accordo in
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merito alla partenza del figlio e al ricongiungimento con il padre in Svizzera.
Il richiedente ha in seguito sollecitato un riscontro da parte della SEM di-
chiarandosi molto preoccupato e angosciato per lo stato di salute del figlio,
il quale non avrebbe accesso alle cure in quanto la madre non disporrebbe
di alcun sostentamento economico.
5.2 La SEM con la decisione negativa ha innanzitutto ribadito i principi giu-
risprudenziali del ricongiungimento famigliare. In particolare ha esposto
come anche la separazione della famiglia in uno Stato terzo configurerebbe
un possibile caso di applicazione dell’art. 51 cpv. 4 LAsi. L’autorità inferiore
ha in seguito rilevato, come nella fattispecie la comunità famigliare che l’in-
teressato avrebbe formato con il figlio B._ si sarebbe già sciolta a
partire dal divorzio con la madre avvenuto nel 2008 e non al momento della
sua partenza dal D._ nel 2015. L’autorità resistente ha considerato
così i legami affettivi del richiedente con il figlio e lo stato di salute di
quest’ultimo come non pertinenti per ottenere il ricongiungimento fami-
gliare discendente dal diritto d’asilo, il quale mirerebbe a ricostruire una
comunità preesistente al momento della fuga e non a crearne una nuova.
Su tali considerazioni, ha quindi respinto la domanda di ricongiungimento
e rifiutato l’entrata in Svizzera del figlio.
5.3 Nel gravame, il ricorrente contesta in prima luogo la tesi dell’autorità
inferiore. A suo dire, non sarebbe corretto ritenere che la comunità fami-
gliare si sia già sciolta nel 2008 con il divorzio. Egli fa valere che avrebbe
continuato a vivere presso lo stesso domicilio anche successivamente al
divorzio. Padre e figlio avrebbero condiviso la vita quotidiana e l’abitazione
nonostante egli si fosse risposato. In particolare, afferma che il figlio
avrebbe sempre vissuto con la madre, ma esclusivamente con lei solo
dopo la sua fuga dal D._ nel 2015. Pertanto, la comunità famigliare
sarebbe da considerarsi sciolta soltanto a partire da quel momento. In se-
condo luogo, l’insorgente ribadisce di aver voluto che il figlio lo raggiun-
gesse in K._ ma che ciò non sarebbe stato possibile per motivi eco-
nomici. Ciononostante, sarebbe sempre rimasto in contatto con lui. Infine,
egli rinnova la sua preoccupazione per lo stato di salute del ragazzo.
5.4 In occasione dello scambio scritti, l’autorità di prima istanza rinvia in
sostanza ai considerandi della decisione del 18 agosto 2021. Contro la tesi
ricorsuale, riporta unicamente alcuni passaggi dell’audizione del 27 ottobre
2020, nei quali il ricorrente avrebbe dichiarato di essersi separato dalla
prima moglie nel 2008, in quanto l’attuale coniuge non avrebbe sopportato
di essere la seconda moglie, di aver lasciato il figlio B._ alla madre
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e di aver continuato la sua vita con l’attuale consorte la quale avrebbe ac-
cettato di restare con lui. Inoltre, la SEM evidenzia che l’insorgente avrebbe
dichiarato che la sua partenza per il K._ sarebbe avvenuta nel
2015.
5.5 Nella replica il ricorrente adduce che egli avrebbe avuto diritto in
D._ a due tende avendo due mogli. Le due tende sarebbero state
collegate da uno spazio comune e tale spazio sarebbe stato come un sa-
lotto. La sua situazione abitativa sarebbe rimasta la stessa anche una volta
separatosi dalla prima moglie e B._ avrebbe vissuto sia con lui che
con la madre passando da una tenda all’altra attraverso lo spazio comune.
Pertanto la comunità famigliare con il figlio non si sarebbe mai interrotta
fino alla sua fuga dal D._.
6.
6.1 Nella presente disamina, al ricorrente è stata riconosciuta la qualità di
rifugiato e gli è stato accordato l’asilo ai sensi dell’art. 56 LAsi con decisione
del 1° marzo 2021 (cfr. decisione SEM del 1° marzo 2021). Il figlio
B._, il quale è nato nel 2007 ed è ancora minorenne (cfr. atto di
nascita), si troverebbe tutt’oggi con la madre nel campo profughi di
E._. Pertanto è d’uopo determinare se padre e figlio abbiano for-
mato una comunità famigliare al momento della fuga o se sussistono dei
motivi imperativi per cui si può parimenti ammettere l’esistenza di un nucleo
famigliare preesistente.
6.2 Anzitutto, il ricorrente ha affermato durante l’audizione al L._, in
vista del reinsediamento in Svizzera, che l’attuale moglie non avrebbe sop-
portato di essere la seconda moglie e che quest’ultima sarebbe stata infa-
stidita da tale situazione e per questo nel 2008 egli avrebbe divorziato dalla
prima consorte. Lui stesso avrebbe permesso a F._ di tenere
B._, mentre la seconda moglie avrebbe accettato di rimanere con
lui (cfr. verbale d’audizione del 27 ottobre 2020 F59). Per cui, la tesi fatta
valere in sede di replica che il figlio avrebbe vissuto in una tenda doppia
collegata da uno spazio comune risulta difficilmente credibile. Tale tesi, in-
fatti, non trova nessun supporto nei verbali delle audizioni né del ricorrente
né dell’attuale moglie in merito alla situazione nel campo profughi di
E._ in D._ (cfr. verbali d’audizioni del 20 ottobre 2020). Inol-
tre, mal si comprende come il ricorrente, dopo la separazione dalla prima
moglie avvenuta nel 2008, abbia ancora avuto diritto a due tende, come da
lui asserito. Nel caso in questione, neppure si riconoscono dei motivi impe-
rativi che avrebbero giustificato una vita separata in D._, in quanto
è stata una scelta del ricorrente d’attribuire la custodia del figlio alla madre
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Pagina 9
e creare un nucleo famigliare a sé stante con la seconda moglie, la quale
era infastidita dalla situazione (cfr. verbale d’audizione del 20 ottobre 2020
F59). Altresì, se l’affidamento dei figli minori è davvero automaticamente
conferito al padre, come asserito in sede di ricorso, mal si comprende,
come mai il figlio non lo abbia raggiunto in K._, ma sia rimasto dal
2015 ad oggi esclusivamente con la madre. La semplice obiezione di pro-
blemi economici non giustifica una tale inazione, ritenuto che egli non ha
nemmeno contattato la ex-moglie ed il figlio per informarli di trovarsi in
K._ e dar loro, così, la possibilità di trovare i soldi necessari per
raggiungerlo (cfr. atto SEM [...]-1/18, pag. 3 e 5), come invece avrebbe fatto
con l’altra famiglia (cfr. atto SEM [...]-1/18, pag. 13). Infine, nemmeno il fatto
che F._ abbia spedito una lettera di consenso per il ricongiungi-
mento con il padre fornisce un’informazione in merito ad una comunità fa-
migliare precedente.
6.3 Per sovrabbondanza si osserva come gli asseriti contatti quotidiani con
il figlio e la ex-moglie, oltre a non essere rilevanti, siano anche poco plau-
sibili. Infatti, l’insorgente ha sostenuto di non avere contatti diretti con
F._ e B._ in quanto entrambi non sarebbero in possesso di
un telefono e di inviare loro messaggi tramite un amico il quale glieli tra-
smetterebbe (cfr. verbale d’audizione del 20 ottobre 2020 F106-107). An-
che la comunicazione relativa ad un’eventuale ricongiungimento sarebbe
avvenuta con un messaggio audio all’amico indirizzato alla ex-moglie e
quest’ultima avrebbe acconsentito implicitamente inviando i documenti (cfr.
verbale d’audizione del 27 ottobre 2020 F108).
6.4 Di conseguenza, non essendo adempiuta nella fattispecie la condi-
zione cumulativa prevista dall’art. 51 cpv. 4 LAsi, ovvero la presenza di una
comunione domestica preesistente la fuga tra il ricorrente e il figlio oppure
dei motivi imperativi che abbiano impedito di vivere in comunione famigliare
già prima della partenza del medesimo dal D._, a giusta ragione la
SEM non ha autorizzato l’entrata in Svizzera di B._.
7.
Ritenuto quanto precede, a giusto titolo la SEM ha rifiutato l’autorizzazione
d’entrata e ha respinto la domanda di ricongiungimento famigliare.
8.
Ne discende che l’autorità inferiore, con la decisione impugnata, non ha
violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed
inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente
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rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), pertanto il ricorso va respinto e la decisione
avversata confermata.
9.
Visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-
benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA
nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008
[TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciononostante, avendo il Tribunale, con deci-
sione incidentale del 20 ottobre 2021, accolto l’istanza di assistenza giudi-
ziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse spese processuali.
10.
La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente
una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-
nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-
corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83
lett. d cifra 1 LTF).
La pronuncia è quindi definitiva.
(dispositivo alla pagina seguente)
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