Decision ID: 2d8f7ba4-abbe-52dd-8352-5185512f24c6
Year: 2011
Language: it
Court: TI_TRAC
Chamber: TI_TRAC_006
Canton: TI
Region: Ticino
Law Area: civil_law
Law Sub-area: 
Label: approval

Facts:
ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che, il 1° marzo 2011, il precetto esecutivo n. _ è stato notificato, secondo le indicazioni figuranti sulla domanda di esecuzione, in via _ a _;
che l’atto è stato consegnato al padre dell’escussa, il quale non ha interposto opposizione;
che con il ricorso in esame, RI 1 contesta la validità della notifica, facendo valere di essere domiciliata in Italia, di essere maggiorenne e di non aver autorizzato suo padre a ritirare l’atto esecutivo in questione;
che l’Ufficio ritiene che il centro degli interessi dell’escussa sia situato a _, dove la stessa lavora presso il bar _ grazie a un permesso di lavoro quale frontaliera;
che per
determinarne il domicilio giusta l’art. 23 cpv. 1 CC, e pertanto il foro ordinario d'esecuzione ai sensi dell’art. 46 LEF, deve essere stabilito il luogo dove una persona risiede con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente in modo oggettivo e riconoscibile per terzi e che è diventato il centro delle sue relazioni personali e dei suoi interessi (
Schmid
, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2
a
ed., Basilea 2010, n. 14 ad art. 18, n. 40 ad art. 46);
che normalmente il domicilio si trova nel luogo dove si alloggia, si trascorre il tempo libero e dove si trovano gli effetti personali (
Schmid
, op. cit., n. 33 ad art. 46)
, ovvero il luogo dove vengono intrattenute le relazioni familiari e sociali, e non il luogo dove viene svolta la professione (
Schmid
, op. cit.
, n. 40, 43 e 44 ad art. 46; CEF 14 maggio 2008, inc. 15.08.12, cons. 2);
che
per un debitore sposato, determinante è in linea di massima il luogo dove vive la famiglia e non il luogo di lavoro (DTF 96 II 166;
Schmid
, op. cit.
, n. 49 ad art. 46)
, mentre per una persona che vive da sola il foro esecutivo può essere situato laddove lavora, qualora ci viva anche per la maggior parte del suo tempo (cfr. LGVE 1983 I n. 36, citata da
Schmid
, op. cit.
, n. 48 ad art. 46; in materia fiscale:
DTF 125 I 56 segg., cons. 2);
che l’Ufficio si è fondata su quest’ultima giurisprudenza per notificare il precetto esecutivo a _;
che lo stesso è tuttavia stato consegnato al padre dell’escussa al proprio domicilio e non presso il suo luogo di lavoro o di soggiorno settimanale;
che dalle informazioni assunte dalla Camera presso il controllo abitanti di _ si evince che l’escussa ha risieduto nel comune presso i genitori a beneficio di un permesso di dimora B CE/ AELS dal 3 febbraio 2009 al 31 gennaio 2010, data alla quale le è poi stato rilasciato un permesso per confinante G CE/AELS, per consentirle di svolgere l’attività di cameriera presso il Bar _ a _, dal momento che si era trasferita a _ (VA) in Italia;
che al momento della notifica del precetto esecutivo, il 1° marzo 2011, l’escussa non risiedeva più presso i genitori;
che l’Ufficio non allega che RI 1 avesse in precedenza esplicitamente autorizzato il padre a ritirare atti esecutivi per suo conto;
che appare d’altronde superfluo verificare se il precetto avrebbe potuto o potrebbe essere notificato in un altro luogo a _, siccome è assodato che l’escussa non risiede né lavora più in quel comune;
che il ricorso va pertanto accolto;
che non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).
Richiamati gli art. 17, 20
a
, 46 LEF; 61, 62 OTLEF;

Considerations: